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tARTICOLI DEL 10-12 luglio
2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (114)
L'INTERVISTA ( da "Corriere delle Alpi"
del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ente ma ancora rallentato dalla burocrazia ministeriale e che l'altra metà non ha ancora redatto il Piano, quello bellunese è l'unico ente ad avere il Piano approvato per legge dallo Stato. Ed anche se il documento non è ancora "scaduto", in quanto non sono passati i dieci anni previsti dalla legge quadro, è stato deciso di rinnovarlo.
SEGUE DALLA PRIMA (
da "Tribuna di Treviso, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il gas non si può allacciare per problemi riguardanti burocrazia e impianti errati? Altro metodo per praticare la dieta e invitare la gente ad acquistare prodotti di pronto consumo o ad uscire a cena, incrementando così l'economia. Pizzerie e Mac Donalds sono oramai alla portata di tutti. No Kebab, si rischia lo sfratto!
Assessore, togliete questo199 (
da "Giornale di Brescia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia degli enti pubblici. La Regione Lombardia infatti il 28 maggio 2007 gli comunica che la documentazione presentata non è completa, manca l'attestato dell'esenzione della vettura ed il pagamento è quindi dovuto. Per Giovanni non c'è modo di dimostrare che il documento era nel plico, non resta che fare ricorso alla Commissione Tributaria contro la richiesta di pagamento.
Il dilemma rigassificatori (
da "MF Sicilia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è necessario semplificare la burocrazia e decentrare. Non è possibile che tutti gli uffici si trovino a Palermo. D. Lei arriva da una provincia martoriata dall'inquinamento dell'industria e di sicuro avrà un occhio di riguardo per Siracusa... R. C'è un progetto che mi sta molto a cuore, quello della bonifica della rada di Augusta e della riqualificazione dell'
Appalti pubblici, un torta da 76 mld (
da "Milano Finanza (MF)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autorità di vigilanza sui contratti lamenta poca trasparenza e troppa burocrazia Le gare bandite dagli enti pubblici nel 2007 valgono il 5% del Pil, se si considera quelle superiori a 150 mila euro. Secondo il presidente Giampaolino per le concessioni autostradali va però rivisto il ruolo dell'Anas Una torta da 76 miliardi, oltre il 5% del Pil nazionale.
Partito democratico (
da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente.
Non distruggete le cose fatte per l'abruzzo (
da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la regione è ferma per burocrazia, sanità e sperperi "Raccomandazioni? Mai fatto assumere nessuno se non c'era necessità" PESCARA. "Sono in buona forma fisica, e le facoltà mentali sono perfette". Auguri al ministrissimo Remo Gaspari che oggi compie 87 anni. Voce sicura, eloquio sciolto, memoria di ferro, una capacità lucida e fresca di ragionare sui temi di attualità.
Ortofrutticolo, dopo il via libera ambientale l'apertura
potrebbe avvenire nel 2011 ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ipotesi che il mercato ortofrutticolo si perda nelle pieghe della burocrazia muggesana e non vada in porto? "Lo dubito - aggiunge Bussani -. La possibilità che il progetto venga bocciato non mi sembra nemmeno da prendere in considerazione, perché i due sindaci Dipiazza e Nesladek hanno già preso accordi precisi in merito, concordando sull'opportunità e la fattibilità del progetto".
Il consiglio di paola fatevi le ossa lontano dall'azienda
di famiglia ( da "Tirreno, Il"
del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche se negli anni è diventato molto più difficile, complice la burocrazia che complica la vita soprattutto alle piccole realtà come la nostra". Semmai a preoccuparla è il futuro: "Questo settore è in seria difficoltà per una serie di concause che tutti conosciamo. Sinceramente, guardando avanti, sono un po' pessimista".
La provincia: una fondazione per gestire l'ecomuseo (
da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecomuseo La proposta dell'assessore Donati per snellire l'attuale burocrazia che frena le iniziative S.MARCELLO. Una Fondazione per la gestione dell'Ecomuseo della montagna pistoiese. Sarà forse questa la formula più giusta per il futuro del museo naturale, perché quella presente è ritenuta troppo farraginosa per poter avere un seguito.
Il dopolavoro non va demolito (
da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia però, questa volta, lascia ancora qualche speranza. Intanto perché il Piano regolatore classifica l'immobile come edificio qualificante l'ambiente urbano, modificabile ma non demolibile. Poi, date la proprietà pubblica e la vetustà superiore ai cinquant'anni, il provvidenziale vincolo del Codice urbani vede automaticamente parte in causa la Soprintendenza,
Un futuro che è già tra noi - maurizio bono (
da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fatica di programmare e burocrazia inutile, dipendere da tavoli intercomunali per il tragitto di una strada, il percorso di un metrò, un documento anagrafico, ma anche per la realizzazione di un evento culturale o la scelta di dove mettere un teatro o un museo. è pensando a queste semplificazioni (ed economie) possibili, che la città metropolitana potrà nascere bene.
Lidi, l'assessore contro tutti - giuliano foschni (
da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lavoro di controllo fatto dagli uomini del Demanio si arena poi nella burocrazia dei piccoli comuni: è il caso per esempio dei 20 stabilimenti balneari trovati nel 2007 fuori legge e per i quali i comuni non hanno ancora fatto scattare le contravvenzioni previste. Accanto al braccio di ferro con le amministrazioni, la Regione ha cominciato una nuova discussione con i gestori dei lidi.
TROVARE UN LAVORO? I MILANESI PREFERISCONO IL PRIVATO (
da "marketpress.info" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al primo posto la burocrazia per quasi un milanese su tre (30%), il nepotismo (15%), ma anche poca voglia di lavorare (22%). Diversamente dal resto d'Italia dove il nepotismo è la piaga maggiore. Emerge da un'indagine della Camera di Commercio di Milano attraverso la sua azienda speciale Cedcamera con metodo Cati nel 2007 con 840 interviste su Milano,
Il regolamento del verde <penalizza i privati> (
da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma tutta questa burocrazia è eccessiva e onerosa per i cittadini". COSTA poi si sofferma sulle regole per le potature, con l'articolo 7 "che stabilisce che un albero corettamente piantato in spazi adeguati e correttamente coltivato non necessita di potature, se non in casi eccezzionali.
SANTARCANGELO <I T-red per ora non si toccano> Guai
con l'Anas ( da "Resto del Carlino, Il
(Rimini)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una proposta che si è però poi scontrata con la burocrazia, in particolare (a quanto è dato sapere) proprio con gli uffici dell'Anas. Ma se la perizia, come è trapelato ieri, indicherà ai giudici di pace la necessità di allungare i tempi del giallo (attualmente dura solo 4 secondi) a Comune e polizia non resterà altro che modificare i semafori.
Rozza: dove sono finiti i 20 mila alloggi promessi? (
da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cantieri popolari infiniti: colpa della burocrazia? "Troppo facile addossare tutte le responsabilità alle lungaggini degli appalti - risponde la consigliera del Pd Carmela Rozza -. La verità è che il centrodestra a Milano non ha fatto nulla per il disagio di chi non riesce a pagare affitti di mercato".
Mistilingue? Casa negata (
da "Corriere Alto Adige" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è la burocrazia, i politici stessi che riescono a farti odiare il fatto che ci siano tre lingue. Non siamo noi che non apprezziamo una di queste. Barbara Nerpas La vicenda Dichiarazione linguistica siglata in italiano e tedesco Saltano i contributi per l'acquisto dell'alloggio.
Ottanta progetti per l'eco-business (
da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e paradossi di un Paese nel quale molti imprenditori hanno rischiato di perdersi nei meandri della burocrazia, o nei negoziati estenuanti con i governi locali che impongono regole molto discontinue. La certezza dei rapporti è fluttuante e se la Cina non è la Mecca del lavoro low cost, non è neanche il posto in cui si può arrivare al di fuori di ogni regola o controllo ambientale.
Oltre le frontiere della ricerca (
da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: paginette per minimizzare la burocrazia – dovranno contenere un'ipotesi scientificamente dimostrabile e saranno valutate da un comitato di saggi di cui fanno parte anche quattro Nobel, tutti di provata eccellenza, ma non specialisti nel campo. Se finanziato e dimostrato con successo, il progetto potrà accedere a un secondo e più corposo finanziamento fino a due milioni di dollari,
Non profit, ma visionari e strategici (
da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccessiva burocrazia, spingendola a riscrivere a sua missione verso un più ampio miglioramento della salute infantile. Più generalista, con obbiettivi dal filantropico allo scientifco è la Fondazione Rockfeller con asset per 4 miliardi di dollari, che hanno finanziato le ricerche più diverse dall'energia alle terapie anticancro.
Un network per la città ( da
"Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltrepassando la burocrazia e il corporativismo. Idee mutuate dal web globale, come il Frozen Venice, performance che ha visto fermarsi, come congelate, quasi 200 persone in piazza San Marco, unite a tradizioni locali come il rito dello spritz, ritrovo per l'aperitivo di mezzogiorno di ogni sabato al mercato di Rialto,
Sono passati pochi mesi dagli ultimi sgomberi effettuati
all'interno del parco di Monte ( da "Messaggero, Il
(Metropolitana)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E intanto la burocrazia fa sprofondare sempre più questo splendida collina. "Abbiamo avuto come gli altri Municipi un incontro con il sindaco di carattere generale - spiega il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti - Entro il 30 luglio ci sarà un nuovo incontro per esporre le nostre priorità, le nostre emergenze.
Gli artigiani: <Presa in giro il forfait del governo> (
da "Corriere del Veneto" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pacchetti di carta e di tempo che le piccole imprese devono dedicare alla burocrazia. Palla al piede che oggi, secondo i suoi calcoli, comprime la produttività potenziale di almeno sei punti. "E poi le aziende potrebbero non essere indotte nella tentazione di non crescere per restare sotto la soglia. O in quell'altra che tutti sappiamo di far sembrare i conti più magri del reale.
Oratori, in arrivo la legge (e i soldi) (
da "Corriere di Bologna" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Temo che l'eccesso di burocrazia di questa legge possa rendere difficile l'ottenimento delle risorse - ribadisce Varani -: comunque aspettiamo, sono ben disposto ". Altro punto interrogativo è la disponibilità effettiva di finanziamenti: "Temo che per avere le idee più chiare dovremo aspettare la prossima finanziaria regionale".
Cantieri mobili: cosa è cambiato con il Testo Unico (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che sono ancora eccessive le sanzioni per le imprese e che troppo poco è stato fatto per snellire la burocrazia. A livello nazionale stiamo dando il nostro contributo per una maggiore semplificazione del Testo Unico, perché possa diventare uno strumento davvero utile per imprenditori e lavoratori". Ad illustrare in dettaglio le Apla Un momento dell'incontro.
Ospedale, occhi puntati sul collaudo (
da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ciò a causa degli eccessi della burocrazia, che avrebbero "rubato" diversi giorni alle pratiche di collaudo. Ma, indipendentemente da quando si concluderà, l'interesse è tutto per il responso dei componenti della commissione, che dovrà esprimere un parere sulla conformità della struttura.
<Parchi trasformati in parcheggi Degrado e abbandono
alla Partaccia> ( da "Nazione, La (Massa -
Carrara)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, chiamata a dare spiegazioni, mette subito in campo le sue ragioni. Un cancelliere del Tribunale di Livorno in merito all'iscrizione di ipoteca giudiziale mette in evidenza che "detta iscrizione fu richiesta il 24 gennaio 1977 sulla base della certificazione dell'ufficio imposte dirette di Massa rilasciato il 12 novembre del 1976"
I lavoratori sul piede di guerra (
da "Nazione, La (Umbria)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, per la razionalizzazione degli enti in grado di produrre risparmi e più efficienza e tutto ciò non riguarda solo i Consorzi, purtroppo, ma anche realtà come ad esempio il Sevizio Idrico Integrato. I lavoratori sanno che non basta l'elenco degli interventi finanziati dalla Regione e dalla Provincia e la cui realizzazione viene data in appalto per legittimare la richiesta
A Mulazzo la Fraternità presenta un pick-up 4x4 antincendio (
da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un sogno che gli scogli della burocrazia stavano per spezzare. Ma alla fine Lidia ce l'ha fatta: ha riunito una famiglia, la sua, che il destino ha separato per più di vent'anni. I suoi fratelli, Susanna e Miroslav, sono arrivati dalla Serbia. Resteranno a Sarzana una settimana ospiti della sorella maggiore e della sua famiglia.
PETROLIO, GERARDO MARIANI PROPONE ISTITUZIONE UNMIG (
da "Basilicanet.it" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Arcei sarebbe alquanto semplice e snella una gestione impostata managerialmente, priva pertanto di ogni forma di burocrazia. Un aspetto positivo della legge consiste proprio nel compito di sorveglianza che lâ??agenzia avrebbe nel fare rispettare i pagamenti. Ulteriore aspetto dallâ??indiscusso valore aggiuntivo è¨ che le sanzioni possano essere irrogate direttamente allâ?
GESTIRE TERME SARà PIù FACILE SVOLTA NELL'ISOLA (
da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Più controlli e meno burocrazia. La gestione delle fonti termominerali in Campania diventa più trasparente, a tutto vantaggio di utenti e imprenditori. Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino per lo sfruttamento delle acque termali e minerali. Un business che in Campania per le sole terme sfiora i 70 milioni di euro,
Sull'acquisto dell'ex filanda è scontro politico (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la causa non è della burocrazia pubblica poiché i nostri amministratori hanno perso il confronto anche con i Comuni limitrofi. Rivignano, Varmo, Codroipo hanno avviato dei progetti dopo di noi e li hanno già realizzati e resi fruibili".Ma l'esponente di minoranza punta il dito verso un'altra scelta probabilmente sbagliata,
"Forfettone" da cambiare per aiutarci davvero (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stima sugli effetti del peso degli adempienti amministrativi sul sistema imprenditoriale risulta che un sistema privo di burocrazia consentirebbe alle microimprese di aumentare la produttività del 5,8 per cento. Confartigianato segnala anche un altro rischio con l'attuale tetto. Le imprese potrebbero essere indotte a non crescere per non superare la soglia della semplificazione.
Diga Trinità, via i divietiOrdinanza del sindaco (
da "Sicilia, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sindaco parla di tempestività dell'intervento, quando la pulizia delle spiagge è iniziata solo intorno al 20 giugno. Questo ritardo non è colpa né del Consiglio, che ha approvato il bilancio a maggio, né dalla burocrazia". Per il consigliere, infatti, la "responsabilità" è della Giunta municipale.
Idea: chioschi a <presidiare> i giardini pubblici (
da "Provincia di Como, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: determinazione di realizzare un punto di ristoro nel verde dei parchi pubblici si scontra infatti con la burocrazia amministrativa, che alla domanda affiorata nella mente di Guazzoni (per anni, volto familiare tra gli avventori dell'Osteria La Vignetta) risponde, per il momento, con un bel picche. Guazzoni passeggia tra le panchine e gli scivoli di via Lario, mentre racconta la sua idea.
Il ministero blocca le autorizzazioni per i nuovi vigili
del fuoco volontari ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma a mettere lo zampino in questa faccenda è la burocrazia; il ministero ha infatti bloccato due autorizzazioni ai volontari formati con i corsi, provvedimenti indispensabili per poter operare sul territorio. Sono circa una decina i volontari che hanno terminato il corso di formazione per poter operare nel distaccamento dei vigili del fuoco in costruzione a Pievepelago,
Il futuro è nelle relazioni tra pmi (
da "Italia Oggi" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. R. La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della
Torre di piazza Vittoria e metro finiscono davanti al Tar (
da "Giornale di Brescia" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia compia il rituale iter, Italia Nuova attende una risposta anche dalla Giunta Paroli: "È un problema che la nuova amministrazione ha ereditato dalla vecchia, per questo sto attendendo di poter parlare con il nuovo sindaco" ha specificato l'architetto, che, pure, ha accolto con piacere le parole del presidente della Circoscrizione centro Flavio Bonardi in merito alla necessaria
Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono la
licenza ( da "Arena, L'"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere.
Sportello catastale una proposta che piace (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Allo sportello gli abitanti di Castel Mella possono richiedere direttamente visure catastali e già questo può essere considerato un passo in avanti molto preciso, sia per accelerare i tempi che per snellire la burocrazia. È comunque un cammino che sta muovendo i suoi primi passi e va sviluppato".
Burocrazia dell'assurdo (
da "Provincia di Cremona, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dovremo accordarci con le Camere di commercio cui erano state tolte le funzioni Burocrazia dell'assurdo Controlli su distributori e pese ai Comuni: è il caos VIADANA ? Un paradosso burocratico di cui sono vittima tutti quei cittadini, come i benzinai, che hanno bisogno di un ente che certifichi il corretto funzionamento di pompe, pese e quant'altro.
Fontana non finita? colpa della burocrazia (
da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Colpa della burocrazia" CAMPALTO. La fontana di piazza Campalto è ancora un cantiere per la burocrazia comunale. La Municipalità di Favaro replica alle critiche espresse nel foglio parrocchiale della chiesa di San Benedetto, che definiva la nuova fontana un "angolo esotico" tra erboni alti e acqua stagnante.
Eluana, un medico per staccare la spina - piero colaprico (
da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è un mix di dolore, burocrazia, polemiche, ignoranza, tensioni quello che deve essere ancora affrontato da questa famiglia di Lecco, che però, come sottolinea il padre, "non mollerà mai. Continuo a muovermi - dice - nella trasparenza e nella legalità, come abbiamo sempre fatto, senza ombre e sotterfugi.
Sabaudia, la battaglia sul lago "niente porto, salvate
quelle coste" - giovanni valentini (
da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia all'italiana. Già inserito più volte nell'elenco delle acque pubbliche o nel demanio marittimo, il lago è diventato un pomo della discordia in seguito a una serie di pronunce e interpretazioni divergenti. E così da ultimo, se il 4 agosto 2006 la Corte suprema di Cassazione (sezioni unite civili) respinge tutti i ricorsi contro la famiglia Scalfati riconoscendo il titolo
<Sono un autarchico, ho fatto i miei film anche da
solo> ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro la burocrazia, contro lo Stato. Ho pensato che se volevo fare il mio cinema, ci dovevo riuscire, anche da solo. Anche se i produttori non mi aiutavano. Se uno vuole fare davvero una cosa, nessuna scusa vale". E oggi? "Oggi ho ancora la curiosità per le storie degli altri, e la voglia di raccontare agli altri delle storie".
Parola di donna, sconfiggeremo l'Aids (
da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e la mia battaglia contro la burocrazia". Quanto tempo ci vorrà per avere la prova provata che la strada è quella giusta? "Probabilmente cinque anni, forse per la funzione terapeutica anche meno. Non dimentichiamo che è di grande importanza anche bloccare lo sviluppo della malattia.
Boom fotovoltaico: Comuni tutti in fila per un posto al
sole ( da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I sindaci invocano aria nuova e burocrazia zero, anche nel credito. Chiusura del dibattito affidata al padrone di casa Carlo Balloi. "Abbiamo pensato al risparmio nostro e dei nostri cittadini e soprattutto all'ambiente. Speriamo che la convenzione con Banca Etica invogli altri enti e cittadini".
S cusatemi, parlerò di Difesa, pur sapendo che poco importa
in Italia tranne quando, come l& (
da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ministeriale sopravvivrà, le carriere non soffriranno, si continuerà a inneggiare alla pace e ad assistere a pittoresche parate, si moltiplicheranno bande e fanfare, ma i buoni soldati saranno messi da parte, e l'Italia diverrà il convitato di pietra di ogni importante istituzione od occasione internazionale.
Il modello Cuneo rafforza l'impresa (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma le energie sono anche quelle da risparmiare riformando burocrazia e norme assurde. E sono, inevitabilmente, quelle delle energie utilizzate dalle industrie. Antoniotti plaude all'idea che l'Italia riapra il discorso sul nucleare, ma ricorda le potenzialità del Cuneese per le energie rinnovabili. A partire dai termovalorizzatori che, dai rifiuti, potrebbero ricavare il 10%dell'
Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per
l'ennesima volta, giace un bel cavalletto (
da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rotatorie come funghi, opere pubbliche importanti che si impantanano tra mancanza di soldi e troppa burocrazia. Riuscirà il nostro sindaco con qualche sapiente e strategica riasfaltatura a salvare i suoi voti per l'anno prossimo? La Provincia ha la memoria corta o paura di assumersi responsabilità? Un lettore.
E il cantiere privato diventa <pubblico> (
da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E' un caso singolare di disordinata burocrazia, quello sorto per i lavori al "Coin" di via Cortevecchia; nelle scorse settimane, i titolari dell'impresa che sta provvedendo all'opera di ristrutturazione del negozio ? chiuso da oltre un anno e destinato a riaprire radicalmente modificato ed abbellito ?
Giochi cinesi il compromesso per le dirette olimpiche non
soddisfa nessuno ( da "Riformista, Il"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, che prevede autorizzazioni complesse per ogni singolo satellite. Le concessioni a cui si è arrivati sono però il massimo possibile per un comitato organizzativo, e delle autorità, ormai in preda ad un'ossessione per il controllo di proporzioni davvero olimpiche: pur avendo accettato di garantire libertà di movimento ai giornalisti accreditati a partire dal 1 gennaio di
Il murales della virtù (
da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella burocrazia, nella società civile. Sarà un evento a doppio binario, la Lunga marcia: una carovana itinerante (che parte il 16 da Reggio) con dibattiti, approfondimenti e spettacoli (ci saranno, tra gli altri, Niccolò Fabi e Pino Marino, i Tetes de Bois e gli Operai della Fiat 1100, Giuseppe Cederna e Peppe Voltarelli,
Il continente PERDUTO QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA (
da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda.
L'irresistibile ascesa di Spa e Srl (
da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che altrove per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (
Giudici, in due anni 1.406 euro in più (
da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il codice che nei meandri della burocrazia identifica i procuratori con classe di anzianità "8" - ha visto la sua busta paga lievitare di poco meno di 3000 euro, circa il trenta per cento. Con ritmi simili di crescita delle entrate, di fronte al caro vita e al greggio che corre, ci si può fare una grassa risata: effetti della perequazione.
La questione morale (
da "Centro, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente.
Riservato ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è lo spauracchio dei gestori telefonici: tranne che in
Italia, dove un misto di burocrazia e lobbismo ha consentito a Telecom di emergere
anche in questo settore come leader, con Alice Voce. Cos'è successo? Nel
MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la
possibilità di comprare il locale e di far nascere l'attività (
da "Arena.it, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere.
QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA (
da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda.
Tlc: Pezzotta (Udc), necessaria semplificazione normativa (
da "ADN Kronos" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia che le gestisce. Nel Dpef questo Governo ha dimostrato poco coraggio, ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc''. E' quanto osserva in una nota il deputato dell'Udc Savino Pezzotta secondo cui ''cosi' si allontanano gli investimenti e si rende difficile la finanza di progetto,
Che fine ha fatto l'orologio di (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché si sa, siamo in Italia, patria della burocrazia, che punisce chi i diritti li avrebbe ma non li conosce.A questo si aggiungano le evidenti difficoltà di comunicazione fra Inps, Patronati, Caf e quant'altro e si giunge alla triste conclusione che, comunque sia, a pagare sono sempre i poveracci.
Siamo in una situazione di emergenza. L'impennata dei
prezzi ( da "Gazzettino, Il"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cronici come la burocrazia sempre più asfissiante, il costo del lavoro che da noi produce un forte divario tra i guadagni dei lavoratori ed il costo per le imprese, l'aumento dei tassi di interesse, chi lavora sul territorio attuando una concorrenza sleale ed una politica fiscale che negli ultimi anni ha visto nell'edilizia solo l'opportunità unica per attingere risorse e fare a cassa,
"Subito la nuova spiaggia" (
da "Corriere Adriatico" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia". La chiatta si è arenata e per questa estate la spiaggia resterà così, rovinata dalle mareggiate. Situazione incredibile per la presidente della Passetto Srl che si chiede peraltro come mai la profondità dell'acqua non fosse stata misurata prima dell'inizio dei lavori, dando così la possibilità all'impresa di attrezzarsi con un pontone diverso.
<Facciamo come la val d'Aran> (
da "Adige, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiamati prossimamente a parlarne prima della sua approvazione definitiva, la quale dovrà avvenire in modo unanime. La discussione è ancora aperta, come hanno ricordato sia il presidente che Franceschetti, mentre Lasagna ha richiamato "la necessità di uno Statuto chiaro, in grado di alleggerire sia la spesa pubblica che la burocrazia". M. F. 11/07/2008.
<Problema e disagio socialema la risposta dello Stato
c'è> ( da "Sicilia, La"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un incontro in cui sono stati sollecitati tutti gli adempimenti previsti nell'accordo sui quali - seppur a fatica - tra burocrazia, tempi elettorali e tempi tecnici - c'è stato un impegno di accelerazione. Ma che cosa è cambiato in città dal varo del Patto per Catania sicura? E soprattutto qual è la percezione percezione del livello di sicurezza che hanno i catanesi?
Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo (
da "Varesenews" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: immediata qualificazione dello status professionale dei titolari Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo E' un passo in avanti importante sulla strada di un rapporto sempre più tecnologicamente avanzato tra Camera di Commercio e le 63mila imprese che operano sul nostro territorio: grazie alla sottoscrizione questa mattina (venerdì 11 luglio, ndr.
Salerno: riuscito sciopero metalmeccanici affiancati dai
lavoratori dell'Ideal Clima ( da "Salerno notizie"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: industria nella nostra provincia è necessario dotarsi di una infrastrutturazione adeguata, di formazione funzionale e moderna, di una burocrazia pronta a snellire e velocizzare le pratiche, di una condizione di legalità libera dalla influenza della criminalità organizzata. Necessario è liberarsi definitivamente anche di strumenti che sin qui non hanno aiutato lo sviluppo industriale.
TLC: PEZZOTTA, ANCORA TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET (
da "Prima Comunicazione" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo vecchia e lenta è la burocrazia che le gestisce", mentre con il Dpef il governo "ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc". "L'equità - conclude Pezzotta - è la realizzazione del riconoscimento a tutti gli italiani del servizio universale digitale".
AMBIENTE/ INSEDIATA LA NUOVA COMMISSIONE VIA-VAS (
da "Virgilio Notizie" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Opere che non possono attendere i tempi indeterminati della burocrazia ed il potere di veto di certa politica. Per questi progetti non si chiede una valutazione necessariamente positiva né, tantomeno, sbrigativa. Si chiede però che la più attenta delle valutazioni, la più oculata e riguardosa della tutela ambientale venga fatta e fatta in tempi ragionevoli e certi".
Torreggiani eletto presidente della CNA di Modena. Il
futuro è nelle relazioni tra pmi ( da "Sestopotere.com"
del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. Il La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della
Regolarizzati gli accreditamenti (
da "Giornale di Calabria, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: verranno osservate dalle direzioni generali delle aziende sanitarie e come la burocrazia regionale si uniformerà alle nuove direttive di legge. Per la parte che rappresenta, cioè le strutture ospedaliere a gestione privata, do atto all'assessore Spaziante di aver manifestato concreta disponibilità a considerare le ragioni delle nostre difficoltà e di aver fatto ogni sforzo possibile,
La risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza
Gentile Direttore, in qualità di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta
Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera inviata (
da "Provincia di Sondrio, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aneddoto Il problema burocrazia e l'esempio canadese Il ministro Brunetta ha iniziato una lotta alla nostrana elefantiaca burocrazia. La cosa è del tutto lodevole e speriamo riesca ad avere l'esito felice che il titolare della Funzione pubblica si propone di ottenere, non solo per il contenimento della spesa, ma, soprattutto,
Ritardi per il progetto Terme (
da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In realtà i tempi della burocrazia portano allo slittamento di quasi tutti i progetti. "Se si farà avanti qualcun altro, apportando migliorie, e il promotore non farà valere il suo diritto di prelazione, perché non accetta le modifiche, potranno essere altri a realizzare l'opera".
L'ufficio stranieri traslocherà: a settembre sarà in
municipio ( da "Cittadino, Il"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: orientamento di persone provenienti da lontano che si trovano a muoversi tra una giungla di servizi e la burocrazia. "L'obiettivo - spiega l'assessore alla partita, Lucia Salvato -, è quello di agevolare la fascia di immigrati regolari, che non si devono sentire cittadini di serie di B, bensì devono avere la stessa dignità di tutti gli altri residenti.
A bassa quota (
da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Che dire se ci avventurassimo nei castelli kafkiani della burocrazia, evocando i labirinti dei comuni, delle soprintendenze, dei ministeri e, in genere, dei luoghi dove ha sede il potere? E se parlassimo della sanità? Aspettiamo. Prima dobbiamo raccogliere dati riguardo a ciò che avviene nella nazione che, tra i grandi della terra, sta al nono posto.
Arrestata ed espulsa per errore, agente la salva dal Cpt (
da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: paradossale vicenda di burocrazia. La straniera, che ha 31 anni, è stata prima arrestata per errore e, sempre per sbaglio, stava per essere rispedita nel proprio paese. Tutto nel giro di un giorno. A salvarla da un'espulsione ingiusta sono stati gli uomini dell'ufficio stranieri di Treviso, retto dalla dottoressa Elena Peruffo e soprattutto dalla caparbietà di un sovrintendente,
Innerbichler (Swr) da Durnwalder Basta burocrazia (
da "Alto Adige" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autonomia nelle trattative con i ministri competenti e le ultime proposte scaturite dall'incontro Stato-Regioni sembrano ridimensionare le preoccupazioni". Innerbichler ha posto anche una precisa richiesta: "Bisogna ridurre la burocrazia. Alla prossima giunta chiediamo una riduzione della burocrazia del 5% l'anno: per farlo sarebbe utile che un assessore avesse una delega specifica".
Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di
burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una convenzione Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di burocrazia "Ville venete operazione salvataggio". Così viene pubblicizzata la nuova convenzione tra la Carive e l'Istituto Regionale Ville Venete per l'erogazione di mutui e contributi che dovrebbero dare una boccata di ossigeno ai proprietari di tale patrimonio per salvarlo dal degrado e dal tempo.
Ed è polemica sugli immigrati (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche perché la burocrazia farraginosa costringe molti immigrati a rimanere irregolari a lungo. Il contesto forse ha fatto la sua parte; ma ciò non giustifica quanto successo, perché mai si deve scavalcare la legalità". "La scelta scellerata del governo di centrosinistra - commenta invece il segretario Lega Ivan Gualerzi - è stata quella di far entrare tutti.
Costa: <Pd troppo burocraticocosì non si può costruire
il partito> ( da "Secolo XIX, Il"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Come possiamo pensare di costruire un nuovo partito se l'attenzione è tutta rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie interne?". Costa rifiuta le accuse di personalismo lanciate da chi aveva con stizza reagito al suo sfogo contro il segretario regionale e deputato Pd Mario Tullo (due settimane fa), e invita al dialogo su alcune questioni pressanti.
Duemila pratiche inevase (
da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia PISA. Gli assegni di indennità non arrivano? Colpa di un cambio di competenze stabilito dalla legge. Dal primo aprile 2007 non è più una commissione del Ministero del Tesoro a verificare i verbali redatti dalle Asl, ma direttamente l'Inps.
Via prè ore 13.30, si prega "uno spazio più grande?
magari" - erica manna ( da "Repubblica, La"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è la burocrazia dei controlli: "Quanto tempo si perde in questura, ci sono code infinite e noi dobbiamo perdere ore di lavoro, i bambini saltano la scuola. Alla posta, poi, a volte ritiri il permesso di soggiorno che è già scaduto". Problemi di tutti i giorni, spiega, ben più pressanti di una nuova moschea.
Plastica, le campane scoppiano - ernesto ferrara (
da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è il rischio che le scartoffie della burocrazia aggravino ancora di più la situazione? Gli enti interessati devono infatti convocare una conferenza dei servizi al cui tavolo si siedano tutti, dalla Provincia alla Regione ai Comuni all'Arpat alle aziende locali dei rifiuti. E per il via libera potrebbero passare dei mesi.
Aperture più libere di bar e ristoranti - riccardo
tempestini ( da "Tirreno, Il"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: appesantire la burocrazia". L'assessore alle attività produttive ricorda il percorso fatto per arrivare a stendere la nuova proposta, commissionando innnanzitutto all'Asel uno studio sulle dinamiche del commercio a Montemurlo, con particolare riguardo a ristoranti, bar ed assimilabili, per poi incrociare i dati statistici con quelli presenti nell'
L'occhio del grande fratello entra in funzione dopo un anno (
da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutta colpa della burocrazia e delle lungaggini legate a dei collegamenti che dovevano essere effettuati. Burocrazia che non aveva permesso, all'amministrazione comunale, di effettuare i collegamenti con il monitor centrale. Vladimiro Dozio.
<Un campanello d'allarme per la Brianza> (
da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: MA AMBRA REDAELLI non smette di puntare il dito contro i "costi della burocrazia in Italia". "Lo vado ripetendo ormai da diversi anni. Il tempo e la fatica che richiedono gli adempimenti burocratici in Italia sono esagerati soprattutto per le piccole e medie imprese. Le energie e le risorse impiegate fra le scartoffie potrebbero essere meglio investite per il lavoro".
Terza corsia, 2 anni in meno (
da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - d'intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'allacciamento con il passante di Mestre,
Luci: sarà un autunno incerto (
da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alla Regione chiediamo meno burocrazia" UDINE. Parola d'ordine: "Battere la sfiducia". E' questa l'esortazione del presidente Adriano Luci che ieri pomeriggio a palazzo Torriani, ha riunito l'assemblea dei Delegati dell'Associazione Industriali di Udine. Un momento per fare il punto sull'economia della provincia e non solo.
Via libera anche alla trasformazione della villesse-gorizia
in autostrada ora si attende l'estensione dei poteri (
da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: milioni di euro della terza corsia altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - di intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'
LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori
e fuochi d'artifi ( da "Resto del Carlino, Il
(Bologna)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alla fine, vinse ancora una volta la burocrazia. I pennuti tornarono liberi ma di successive operazioni anti gabbiani non si parlò più. Anzi, per limitare le "incursioni" dei Jonathan Livingstone romagnoli, ci si accorse che bastava eliminare i residui di cibo dalle imbarcazioni e dai pontili.
Condizionatori rotti, pazienti curati in giardino (
da "Centro, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sta rendendo difficile anche una semplice riparazione tecnica". Lo stesso problema riguarda anche l'equipaggio del 118, che divide con il consultorio l'edificio. Gli operatori del soccorso hanno scelto di portare il letto all'esterno, dove c'è una piccola area verde ombreggiata, così da riuscire a riposare per essere poi più efficienti quando sono chiamati a intervenire.
Stadio colaussi, via ai lavori per la tribunetta degli
ospiti ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una soluzione voluta con un unico e chiaro scopo: quello di ridurre i tempi di esecuzione dei lavori di adeguamento del "Colaussi", che con la convenzione stipulata saranno notevolmente ridotti rispetto a quelli della burocrazia ordinaria. Mi sembra che i fatti ci stiano già dando ragione". Marco Ceci.
MONTESILVANO - Ripristinato dall'amministrazione comunale
di Montesilvano, in sinergia con la G (
da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia tarda a consegnare; privi di adeguati mezzi di protezione, i vigili urbani devono esporsi continuamente a rischi sempre più gravi. Una volta sequestrati capi di abbigliamento (in un magazzino ne abbiamo contato a centinaia) devono verbalizzare ogni piccolo dettaglio dell'operazione, impiegando tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per i più necessari controlli
Prof e precaria a 54 anni <Mia figlia guadagna più di
me> ( da "Corriere della Sera"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia e ostacoli, "vedremo a fine agosto". Per il momento la docente è a Dublino, con i suoi ragazzi, "due settimana di vacanza studio in cui faccio il gendarme, la confidente, la mamma". Ma insegnare vuol dire proprio questo: passione nonostante tutto.
Turismo, modificato il disegno di legge: più spazio ai
privati ( da "Corriere del
Mezzogiorno" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare la governance attraverso la riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Il progetto prevede il massimo coinvolgimento dei privati. La legge istituisce, inoltre, uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche.
Ai big della chimica piace l'Italia (
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, la mancanza di infrastrutture e il costo dell'energia più elevato. Tuttavia, esistono alcuni elementi positivi che vengono ravvisati dalle imprese a controllo straniero. In particolare, nella chimica queste ultime gradiscono le risorse umane e, fra i punti di forza sperimentati in Italia, annoverano la qualità e l'
Tutela dei minori Alleanza tra giudici e servizi sociali (
da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alleggerisce la complessa burocrazia che appesantisce i tribunali. I bambini hanno il diritto di essere cresciuti nella famiglia d'origine. Le segnalazioni devono essere eventi eccezionali quando vi è una vera incapacità genitoriale" ha spiegato il Procuratore del Tribunale dei Minori Gustavo Sergio.
Setten: <Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di
nuovo in serie B> Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo
tutto ma il danno è fatto> ( da "Corriere del Veneto"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di nuovo in serie B" Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro –
Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo
tutto ma il danno è fatto> ( da "Corriere del Veneto"
del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la società vende i gioielli per fare cassa Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro –
Sul pasticciaccio della ceramica Quadrifoglio e sui sei
mesi di cassa integrazione che ora l'In (
da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sfogo di Allegretti ha sicuramente le sue ragioni e la burocrazia (che in Italia è sempre molto lenta e complicata) ci ha sicuramente messo lo zampino. Da un punto di vista più politico-economico però, si sapeva da tempo che il mercato delle stoviglierie era ormai in coma irreversibile per la concorrenza cinese e che qualsiasi tentativo di salvataggio si sarebbe rivelato inutile,
Mentre procede a ritmo serrato la campagna acquisti in casa
della neopromossa Deruta, nella citt (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sono lenti e dilatati, ma per far sì che il Comune sia pronto ad ospitare una partita di Serie D entro la data fissata è necessario un intervento tempestivo, risolutivo ed efficace che al momento non appare fattibile. Per questo la società derutese si è attivata con il Comune di Perugia e la Pontevecchio che presteranno lo stadio di via degli Ornari per le prime gare di
Una grande nuvola nera sul futuro della Cineteca sarda (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spazzatura dove la burocrazia li aveva destinati) passa in blocco alla "Regionale", la cineteca dell'Umanitaria è destinata a spegnersi. Anche perché oggi la fonte di finanziamento principale è in quei 200 mila euro annui garantiti dalla Regione: difficile che quest'ultima voglia continuare per anni e anni a finanziare un'istituzione culturale benemerita e prestigiosa che però "
Notiziario novità editoriali (
da "ADN Kronos" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro l'indifferenza, la burocrazia sorda che tende ad
eliminare la dignita' della persona. Nel suo diario, preciso e puntale,
Laccetti non ha paura di confrontarsi con la malattia. Descrive, passo dopo
passo, le fasi salienti di un calvario che ha assunto la forma di una massa
tumorale di
<Fermate la caccia allo straniero> (
da "Brescia Oggi" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I sindacalisti dal prefetto "Contro lo stato di polizia, la burocrazia "elefantiaca" e il clima di tensione sociale" Fenaroli: "Perché le forze dell'ordine non cominciano dai cantieri, dove i lavoratori rischiano la vita?" Reboni: "Servono servizi sociali più efficaci" Zanelli: "Dieci mesi per il permesso È inaccettabile" .
IMPIEGATO IN FERIE, NIENTE PEDIATRA (
da "Mattino, Il (Salerno)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sette giorni di vita ed è già vittima della burocrazia. Distretto sanitario di Campagna. Incredibile storia di un diritto negato. A denunciare la vicenda è Marco Martino, 40enne barman ebolitano, residente al Quadrivio di Campagna. Marco è diventato padre sette giorni fa. Ma ha già dovuto fare i conti con la burocrazia italiana.
TURISMO, LE LINEE GUIDA DELLA REGIONE (
da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia; maggiore qualità dei servizi. Sono le tre idee guida delle modifiche al disegno di legge sul turismo approvata dalla giunta su proposta dell'assessore Velardi e che prevede il massimo coinvolgimento dei privati. Si istituisce uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche.
Tanti lavoratori si fanno pignorare anche il salario (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con ricadute in termini di contenzioso che vanno a gravare la burocrazia delle aziende, garanti della restituzione dei soldi. In questo senso, l'impresa "paga" per i dipendenti morosi. È per questo che Unindustria Treviso, con il Servizio sindacale, organizza un incontro di approfondimento su "La cessione del quinto dello stipendio", che si terrà lunedì prossimo,
Burocrazia ko, riparte l'area ex Enel (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: piano particolareggiato di recupero della zona Burocrazia
ko, riparte l'area ex Enel Riqualificazione anche alla ex T
Il presidente del Consiglio comunale attacca il sindaco (
da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono arrivati provvedimenti che riguardano i vertici della burocrazia. Intanto, su ciò che si è mosso sono perplesso. In un primo momento si era parlato di una riduzione dei dirigenti e, in questo senso, mi hanno trovato d'accordo perché si mirava al risparmio dell'Ente. Ma adesso vedo che il gioco è diverso.
La svolta dell'Assindustria friulana (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle rigidità del mercato del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi, dalla liberalizzazione delle reti alla ripresa del processo di privatizzazione". Luci ha confermato peraltro l'esistenza di un problema del potere d'acquisto dei salari "ma la risposta non può essere l'aumento delle retribuzioni sulla base dell'
"La burocrazia aiuta i cinghiali" (
da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia aiuta i cinghiali" Secondo una stima i porcastri presenti tra montagna e pianura sono almeno 3 mila Si è chiuso il progetto Asinando [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO BIELLA Incentivi sugli abbattimenti, accordi con il servizio di Veterinaria dell'Asl, più margini di manovra per la caccia e l'aumento delle guardie venatorie:
Colpiti da un masso e dalla burocrazia (
da "Provincia di Sondrio, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Situazione paradossale Colpiti da un masso e dalla burocrazia Una famiglia attende da quattro anni il risarcimento per i danni subiti mentre viaggiava verso Livigno Livigno A quasi quattro anni dal pericolo scampato, pure la beffa di non vedere ancora risarciti i danni economici subiti da quella che avrebbe potuto essere una disgrazia.
( da "Corriere delle Alpi" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IVAN
PEROTTO "Se vogliamo che i bellunesi si riconoscano sempre di più nel Parco
Dolomiti, dobbiamo rompere meno le scatole. Le norme cioè devono diventare
flessibili, meno rigide rispetto ad ora". Guido De Zordo, presidente
dell'Ente Parco, non ha dubbi su quale sia la strada da intraprendere per
consentire all'area protetta bellunese che quest'anno sta festeggiando i primi
15 anni di vita di celebrare la maturità tra il plauso convinto degli abitanti
della provincia. "All'epoca, i professionisti che stilarono il Piano del
Parco furono forse un po' troppo rigidi, anche a causa del non avere a
disposizione alcun documento di riferimento. Ad esempio, si decise di vietare
genericamente le "manifestazioni", senza specificare altro. Questo ha
comportato che nel corso degli anni siamo stati costretti a negare
autorizzazioni anche per manifestazioni che non avrebbero avuto alcun impatto
ambientale. Pensiamo alla corsa che dalla Birreria sale al rifugio Dal Piaz:
affinché possa svolgersi siamo stati costretti ad "aggiustarla",
stabilendo che gli atleti partano uno alla volta e non tutti assieme. Ma è
evidente che una manifestazione sportiva simile non ha alcun impatto ambientale
e quindi dovrebbe potersi svolgere senza intoppi. Per ottenere ciò, dobbiamo
rivedere il Piano del Parco, sostituendo, dove necessario, alle restrizioni
generiche delle restrizioni specifiche. Oggi, dopo 15 anni di vita, abbiamo
l'esperienza necessaria per correggere queste impostazioni". Eccessivo
formalismo dei professionisti all'epoca incaricati di stilare il documento, ma
certo anche mancanza di esempi dai quali attingere. Il Parco Dolomiti bellunesi
è stato infatti la prima area protetta a dotarsi del Piano del Parco, previsto
dalla legge quadro. Oggi che metà dei Parchi hanno il Piano approvato dall'Ente ma ancora rallentato dalla burocrazia ministeriale e che l'altra metà non ha ancora redatto il Piano,
quello bellunese è l'unico ente ad avere il Piano approvato per legge dallo
Stato. Ed anche se il documento non è ancora "scaduto", in quanto non
sono passati i dieci anni previsti dalla legge quadro, è stato deciso di
rinnovarlo. "Noi siamo stata la prima area protetta italiana a
dotarsi del Piano del Parco e di quello delle attività socio-economiche. Negli
ultimi anni abbiamo lavorato alla revisione dei confini, in concerto con gli
enti locali, ed in più ci siamo trovati nell'obbligo di aggiornare il Piano
delle attività socio-economiche. Abbiamo pertanto deciso di anticipare
l'aggiornamento di quello del Parco, per renderlo ancora più funzionale. Non
possiamo dimenticare che per molti versi il nostro documento è di carattere
sperimentale, ed è servito da esempio ad altre aree protette. Oggi l'esperienza
che abbiamo maturato ci consente di confermare le novità positive che inserimmo
all'epoca, "aggiustando" il documento laddove necessario". Tra
le novità che vennero copiate da altri parchi italiani, l'ampliamento delle
zone protette. La legge quadro prevedeva quattro tipologie, A, B, C e D, il
Pndb decise di portarle a cinque, creando la zona B1 e la B2. "Prendemmo
questa decisione perché ci trovavamo nella necessità di non impedire l'accesso
totale in alcune riserve integrali. Pensiamo ad alcuni percorsi dell'Alta Via,
dove abbiamo provveduto a declassificare la strada. In questo modo, la strada è
percorribile dagli appassionati che vogliono affrontare quei percorsi, ma allo
stesso tempo l'area attorno alla strada rimane riserva integrale nella quale è
vietato l'accesso". Con il nuovo Piano del Parco, l'ente di villa Binotto
vorrebbe riuscire a ridurre la burocrazia e ad
avvicinare ulteriormente l'area protetta agli abitanti. "Tra il Piano per
la gestione delle aree Sic e Zps e la legge Urbani, ci troviamo di fronte ad
una situazione abbastanza complicata. Chi vuole edificare o realizzare un
lavoro particolare in un'area del Parco deve chiedere quattro autorizzazioni:
al Comune, al Parco, alla Regione e alla Sovrintendenza. Noi stiamo cercando di
ridurre questo inghippo burocratico, creando uno sportello unico nel Parco, che
consenta di chiedere tre autorizzazioni in un colpo solo. La quarta, quella
comunale, sarebbe invece da chiedere separatamente. C'è la disponibilità a
discuterne di Regione e Sovrintendenza, ma non abbiamo ancora raggiunto un
intesa. Per quanto riguarda la Regione, dovremmo arrivare ad un accordo di
programma con il ministero dell'Ambiente. Alla Sovrintendenza abbiamo già
chiesto che entrino attivamente nel gruppo di lavoro tecnico-scientifico che
lavorerà al Piano del Parco". Differente il discorso legato al Piano delle
attività socio-economiche, ormai in dirittura d'arrivo. "L'attuale Piano
si applica ad una parte limitata dei territori dei Comuni del Parco e
confinanti. Ma personalmente mi sembra assurdo che lo si applichi sino a
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE
DALLA PRIMA Persino i geniali architetti svizzeri Herzog e De Meuron, già
vincitori in passato dell'ambito premio, hanno ammesso la grandiosità
dell'opera trevigiana dichiarando: "Le case Ater di S.Bona sono la prova
monumentale che l'intelletto umano non ha limiti. Per quanto ci riguarda, la
nostra torre in vetro e acciaio alta
( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
10/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GIORNALE DI BRESCIA
BOLLI AUTO La situazione si sta normalizzando. Resta il problema del numero
telefonico "Assessore, togliete questo199" 6LA STORIA I lettori
chiedono: perché dobbiamo pagare per dire che abbiamo pagato? Una ricevuta di
pagamento del bollo auto Marco Sampognaro BRESCIA Ieri abbiamo fatto un
tentativo e il call center dell'Aci ci ha risposto. Al primo colpo. Dopo la
tiritera sul costo delle chiamate, l'informativa sulla privacy, l'indicazione
che da quel momento in poi la chiamata sarebbe stata a pagamento, una foce
femminile ha detto: "Aci, in cosa posso aiutarla?". Siamo stati così
sorpresi che abbiamo messo giù subito: sia per non togliere spazio ad altri
utenti, sia perché, in effetti, non avevamo nulla da dire all'operatrice, se
non un ingenuo: "Ma allora ci siete davvero!". Anche da questo
piccolo tentativo "redazionale" si capisce che la "vicenda del
bollo auto" si sta normalizzando. Sarà perché il call center è stato
potenziato; sarà perché molti hanno provveduto a comunicare le loro posizioni
via fax, o via raccomandata, o andando alla sede della Regione. Comunque adesso
il call center risponde, e per comunicare con loro c'è tempo fino al 31 luglio.
Dopo si andrà in vacanza e a settembre partiranno gli "avvisi di
accertamento", più seri delle "lettere di cortesia". Tuttavia,
resta almeno un punto che non va giù ai nostri lettori. Prima di arrivarci,
però, riassumiamo la vicenda per chi si fosse perso le puntate precedenti. LA
VICENDA. Ai primi di giugno, quando abbiamo aperto il numero verde "Pronto
Giornale di Brescia", siamo stati subissati di chiamate che denunciavano
l'arrivo di avvisi di mancato pagamento del bollo auto. I problemi erano
(almeno) due: 1) gli avvisi erano errati, ovvero il nostro lettore aveva pagato
regolarmente il bollo; 2) per comunicare di essere in regola, il nostro lettore
doveva chiamare un numero a pagamento (199-727676) che risultava perennemente
occupato. Uno provava decine e decine di volte, e non riusciva a parlare con
l'operatore. Perché tutto ciò? È successo che la Regione ha preso in carico la
gestione di alcuni tributi, tra cui il bollo auto; e ha deciso di lanciare un
accertamento a tappeto sugli automobilisti: a giugno sono arrivate così 1
milione e quattrocentomila "avvisi bonari" o "note di
cortesia" ad altrettanti cittadini lombardi, e di questi circa 70 mila
bresciani, i quali non risultavano in regola con il pagamento del bollo auto
del 2005 o del 2006. GLI ERRORI. Molte di queste lettere erano però errate, e
la e-mail di una addetta dell'Aci ci ha aiutato a capire i motivi: in alcuni
casi erano errori di tipo informatico, o di comunicazione tra i sistemi
dell'Aci e quelli della Regione; in altri casi erano effettivamente errori di
pagamento del bollo (con scadenze errate, oppure con calligrafia
indecifrabile); in pratica bastava scrivere male un numero perché il sistema
non accettasse il pagamento. A questo si aggiungevano le riposte a volte poco
chiare del call center dell'199 (a cui inizialmente erano destinati 16
operatori che dovevano fronteggiare 1,5 milioni di potenziali chiamate). (Da
notare che la Regione è la nuova "responsabile" del bollo auto, ma
l'Aci non è stato escluso dalla gestione: il "call center della
discordia" era appunto gestito dall'Aci, come pure la banca dati era
condivisa tra Aci e Regione). I RECLAMI. Comunque sia, le note di cortesia
della Regione hanno costretto molti lettori a perdere ore di tempo al telefono
nel vano tentativo di parlare con il call center, o agli sportelli dell'Aci per
verificare l'effettivo pagamento, o ancora agli sportelli di Spazio Regione che
si erano resi disponibili per fornire chiarimenti e inoltrare i documento
all'Aci (in tre settimane hanno ricevuto oltre 500 reclami). Senza contare le
storie paradossali vissute da alcuni lettori, e che abbiamo raccontato e che
raccontiamo anche in questa pagina: da quello che aveva ricevuto 22 avvisi,
tutti sbagliati, a quello che doveva pagare il bollo per una macchina rubata 10
anni fa; da quello che deve arrivare in tribunale per farsi dare ragione (e
tuttavia pagare le spese processuali) all'autotrasprtatore che "dopo 50
anni di lavoro sui camion, tu pensa se io lascio giù 4 mesi di bollo".
"Ora la situazione è più calma" ci confermano a Spazio Regione e
all'assessorato ai Tributi; e ce lo confermano anche i lettori, alcuni dei
quali hanno ricevuto una lettera di scuse della Regione Lombardia. "Chi ha
ricevuto un avviso bonario ha tempo fino al 31 luglio per pagare il bollo o per
comunicare la propria posizione al call center o venendo qui da noi (via
Dalmazia 92/94, tel 030.34621). Chi non fa nulla riceverà da settembre un
"avviso di accertamento", al quale potrà comunque opporre una memoria
difensiva". LE DOMANDE. Alla fine restano due domande, che riassumono quelle
che ci hanno posto i nostri lettori. E che giriamo all'assessore regionale
competente, Romano Colozzi (Risorse, Finanze e Rapporti Istituzionali). Prima
domanda: sappiamo che dopo l'estate partiranno gli accertamenti sul bollo 2007.
Dobbiamo aspettarci una nuova raffica di note di cortesia? Si riuscirà a
"bonificare" la banca dati da tutti, o almeno da una buona parte
degli errori? Seconda domanda: perché non si toglie il numero di telefono a
pagamento, almeno per chi deve comunicare di essere in regola? In altre parole,
perché bisogna pagare per dire che si ha pagato? Attendiamo, se può, risposta.
DOPO IL DANNO, LA BEFFA Sono veramente infinite le storie legate ai disguidi
causati dagli "avvisi bonari" inviati dalla Regione Lombardia per la verifica
del pagamento del bollo auto, ma quella che vi stiamo per raccontare ha
dell'incredibile. Perché il malcapitato che ha contattato il nostro
"Pronto Giornale di Brescia" di avvisi ne ha ricevuti ben 11 e tutti
senza fondamento. Il signor Giovanni (nome di fantasia su richiesta
dell'interessato) possiede infatti una piccola concessionaria di auto storiche
esonerate dal pagamento del bollo, per quanto riguarda la Lombardia, se hanno
più di vent'anni. Su questo fronte però, a parte ovviamente la perdita di tempo
per risolvere le varie pratiche chiamando il famigerato 199, tutto si è
concluso per il meglio. Quella che Giovanni ritiene una vera e propria
"beffa" riguarda un accertamento relativo al 2002, ecco l'accaduto.
Tutto inizia nel novembre del 2005 con un "avviso di accertamento",
si richiede il pagamento del bollo auto appunto per il 2002: 137,51 euro
comprensivi di sanzioni. Giovanni fortunatamente conserva tutte le ricevute e
non ha quindi problemi a recuperare quella "incriminata". Da cittadino
corretto pecca di ingenuità pensando che basterà inviare la documentazione e
tutto sarà risolto. Ma Giovanni ha fatto i conti senza l'oste, ovvero la burocrazia degli enti pubblici. La
Regione Lombardia infatti il 28 maggio 2007 gli comunica che la documentazione
presentata non è completa, manca l'attestato dell'esenzione della vettura ed il
pagamento è quindi dovuto. Per Giovanni non c'è modo di dimostrare che il
documento era nel plico, non resta che fare ricorso alla Commissione Tributaria
contro la richiesta di pagamento. Nel marzo di quest'anno il ricorso
viene ovviamente accolto. Ma la vicenda non si conclude certo con un lieto
fine. I giudici amministrativi danno infatti pienamente ragione al signor
Giovanni, nonostante questo decidono che le spese legali verranno
"compensate", non sarà quindi, come solitamente avviene, la parte
soccombente a coprirle ma ognuno si pagherà le proprie. Detto in
"soldoni" più di cinquecento euro per non pagarne circa un quarto.
"Un vero e proprio illogico giuridico" si lamenta Giovanni,
"così facendo i cittadini perdono fiducia nello Stato. Ovviamente non
finisce qui, ricorrerò in appello per far valere la mia ragione". (f. al).
( da "MF Sicilia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF
Sicilia Numero 136 pag. 1 del 10/7/2008 | Indietro Il
dilemma rigassificatori Di Emanuela Rotondo a colloquio con il neoassessore
regionale al territorio e ambiente Sorbello (Mpa) non esclude a priori gli
impianti, ma si dovrà discutere di sicurezza e royalties. "Non basta il
ricatto occupazionale e non si può ignorare il referendum" Tra le priorità
dell'esponente del governo, un Testo unico in materia di urbanistica Finora si
è mosso in silenzio, poche dichiarazioni alla stampa e qualche apparizione in
pubblico. Lo stretto indispensabile. Eppure per Pippo Sorbello (Mpa), 48 anni,
il salto è stato lungo: da sindaco di Melilli ad assessore al territorio e
ambiente, uno dei rami più importanti della Regione, ovvero quello, per
intenderci, dal quale passano i documenti in materia di Valutazione di impatto
ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas), cioè il
lasciapassare per i grossi progetti. Come quelli dei due rigassificatori
siciliani, a Priolo e Porto Empedocle, che stanno lasciando sulle spine
Erg-Shell ed Enel. Il neoassessore rilascerà tutte le autorizzazioni
necessarie? MF Sicilia lo ha chiesto a Sorbello. Domanda. Il ministero
dell'ambiente ha già dato il via libera. La gente però non li vuole come ha
dimostrato il referendum che si è tenuto lo scorso anno a Priolo. Non solo.
Anche il Movimento per l'autonomia si è sempre mostrato contrario. Quale è la
vostra posizione? Risposta. Non si può pensare che solo sotto il ricatto
occupazionale si possa dare il via alla realizzazione di questi impianti. E poi
non si possono ignorare le consultazioni popolari. D. Questo vuol dire che i
rigassificatori non si faranno? R. Non sono in grado di dirlo.Dobbiamo ancora
capire numerosi aspetti. Prima di tutto le ricadute economiche sul territorio e
le royalties. E, non ultimo, avere garantiti tutti gli standard di sicurezza.
Una cosa è certa: non possiamo ripetere gli stessi errori del passato quando
l'industria pesante ha investito in Sicilia lasciando solo inquinamento e
disastri. D. Altro tasto dolente: i termovalorizzatori. Il governatore Raffaele
Lombardo ha detto che le gare sono da rifare. R. Anche qui si sta aprendo una
fase di riflessione. Bisogna capire quanti farne e se esistono tecnologie più
sofisticate. D. L'emergenza rifiuti, però, è alle porte... R. Rischiamo di
diventare come la Campania. Fra due-tre anni le discariche presenti in Sicilia
saranno sature. Ed è entro quel periodo che gli impianti dovranno essere assolutamente
pronti. D. Quali saranno i primi provvedimenti ai quali lavorerà? R. Uno degli
obiettivi è quello di mettere mano nella giungla delle leggi, a volte tra di
loro contrastanti, come quelle sull'urbanistica. Stiamo lavorando a un Testo
unico, ma anche a un piano porti e per le spiagge. D. A proposito di piani, che
fine ha fatto il Piano regionale per l'energia? R. è di competenza
dell'assessorato all'industria, ma lavoreremo insieme per migliorare la bozza.
D. Perché? Qual è il problema di questa prima bozza? R. è stato fatto un buono
lavoro, ma resta ancora da definire la quantità di energia da produrre con
fonti rinnovabili. Un calcolo che verrà fatto in base alla capacità di
ricezione della rete elettrica. Per questo abbiamo già preso contatti con Terna
ed Enel. D. Nel governo c'è una grossa rappresentanza della parte orientale
della Sicilia. In molti pensano che sia finita la supremazia di Palermo e che
ora l'asse politico si sia spostato verso Catania e dintorni. Sono pensieri
fondati? R. Non è tanto una questione di rappresentanza territoriale, ma
piuttosto di una strategia politica da adottare. Di certo, è
necessario semplificare la burocrazia e decentrare. Non è possibile che tutti gli uffici si trovino a
Palermo. D. Lei arriva da una provincia martoriata dall'inquinamento
dell'industria e di sicuro avrà un occhio di riguardo per Siracusa... R. C'è un
progetto che mi sta molto a cuore, quello della bonifica della rada di Augusta
e della riqualificazione dell'area del petrolchimico. Anche perché dobbiamo
potenziare il porto in vista del 2010, quando si aprirà l'area di libero
scambio. Ecco quindi che bisognerà partire subito con la bonifica. La mia
soluzione è questa: far anticipare le somme dallo Stato che poi si rifarà sulle
aziende che hanno inquinato. I tempi sono stretti e abbiamo già iniziato una
serie di incontri serrati con il ministero all'ambiente. D. Che, tra l'altro, è
guidato da un politico che arriva da Siracusa come lei. Com'è il dialogo con
Stefania Prestigiacomo? R. Devo dire che finora i nostri progetti sono in
sintonia. Entrambi crediamo nell'importanza della bonifica e sull'accordo per
la chimica. (riproduzione riservata) .
( da "Milano Finanza (MF)" del 10-07-2008)
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MF
Numero 136 pag. 5 del 10/7/2008 | Indietro Appalti
pubblici, un torta da 76 mld Denaro & Politica Di Luisa Leone l'autorità di vigilanza sui contratti lamenta poca trasparenza e
troppa burocrazia Le gare
bandite dagli enti pubblici nel 2007 valgono il 5% del Pil, se si considera
quelle superiori a 150 mila euro. Secondo il presidente Giampaolino per le
concessioni autostradali va però rivisto il ruolo dell'Anas Una torta da 76
miliardi, oltre il 5% del Pil nazionale. è quella che si sono spartite
nel 2007 le aziende che hanno partecipato a gare di appalto per lavori
pubblici. Questo è emerso dalla relazione annuale dell'Autorità di vigilanza
sui contratti pubblici presentata ieri. Un dato che peraltro considera solo i
contratti superiori ai 150 mila euro, a cui vanno aggiunti almeno 2,7 miliardi
derivanti dai tanti appalti di valore inferiore, per i quali non vige
l'obbbligo di comunicazione. "Il trend della spesa osservato dall'Autorità
negli ultimi cinque anni mostra un andamento in lieve crescita, circa il 3%
annuo. Tuttavia, in rapporto al Pil, la spesa in contratti pubblici è rimasta
pressoché costante", ha spiegato il presidente dell'Autorità Luigi
Giampaolino. Riguardo ai diversi settori cui erano destinati i bandi, gli
appalti di servizi coprono il 33% del totale per una spesa di 22,5 miliardi,
seguono quelli per lavori con il 30% del mercato per 20,4 miliardi e poi le
forniture di beni pari al 17% con una spesa di 11,9 miliardi. Il rimanente 20%
è rappresentato da appalti misti, 5,2 miliardi, nei settori ordinari e appalti
nei settori speciali per 7,9 miliardi. Ma non è tutto oro quel che luccica.
L'Autorità lamenta progettazione carente, erronea formulazione dei requisiti di
partecipazione alle gare, mancanza di trasparenza sulla pubblicità dei bandi,
ipertrofia normativa: tutti fattori che frenano la concorrenza, fanno lievitare
i costi di realizzazione dell'opera e allungano i tempi di esecuzione.
"Caso emblematico", secondo il presidente dell'Autorità, l'Alta
velocità nelle tratte Roma-Napoli e Bologna-Firenze. "Per effetto di
modifiche progettuali, varianti e riserve, sia le previsioni economiche sia i
tempi di realizzazione sono più che raddoppiati". Ancora, la realizzazione
delle opere pubbliche "subisce un rallentamento derivante dall'incidenza
dei diversi procedimenti di autorizzazione, a causa dell'interferenza di
numerosi interessi pubblici settoriali, il cui bilanciamento condiziona, anche
dal punto di vista delle tempistica, il risultato". Ma il presidente
dell'Autorità ha mosso rilievi anche riguardo alla posizione dell'Anas.
Riferendosi alla nuova convenzione stipulata con Atlantia, Giampaolino ha
dichiarato di essere favorevole all'accordo tra la concessionaria e il governo,
ma "le questioni insorte hanno comunque dimostrato l'esigenza di un
regolatore imparziale, quale non può essere, istituzionalmente, l'Anas per la
sua posizione di concedente". Non si è fatta attendere la replica del
presidente dell'ente, Pietro Ciucci, che ha dichiarato: "Chiederò a
Giampaolino un miglior chiarimento di una frase sintetica. Non sfugge a nessuno
che il regolatore è la legge, il Parlamento e il Cipe". E a Piazza Affari
ieri la migliore dello S&P/Mib è stata proprio una blue chip del settore
costruzioni, Impregilo. Il titolo ha archiviato la seduta con un + 9% a 3,22
euro, dopo essere stata sospesa al rialzo, in seguito a una brusca impennata
arrivat a a metà pomeriggio. (riproduzione riservata) .
( da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
Aperta Partito democratico Partito democratico e questione morale Questione morale,
come declinarla oggi senza apparire giustizialista? La magistratura la declina
con la certezza dei suoi passaggi di ampia garanzia (avviso di garanzia, rinvio
a giudizio, tre livelli di giudizio), ma con l'incertezza dei suoi tempi lunghi
e snervanti dentro i quali la vita continua, ma come? In maniera sempre più
confusa. Non c'è più quel "buon senso" che risolve le grandi
questioni come appunto la gestione corretta della "cosa pubblica"
individuando la linea di demarcazione tra il lecito e non. La politica che
produce le leggi che la magistratura applica non si preoccupa più di perfondere
di "buon senso" i suoi comportamenti o la ratio delle leggi. Non
indica più la via maestra, non arretra il confine tra le buone pratiche e
quelle dubbie, ma lo sposta in avanti a favore di queste ultime sacrificando
sull'altare del "dover fare per conto di un mandato ricevuto" il
"come fare". Il fine che giustifica i mezzi sovente è una necessità
della politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta
estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere".
L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere
strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un
po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme
civilmente. Berlusconi da anni mina questa riflessione, noi non dobbiamo
minimamente scopiazzarlo. Bene fa Di Pietro e peccato che non ci abbia ancora
pienamente contaminati su questo tema entrando nel Partito democratico.
Antonello De Vico consigliere nazionale Pd Parco eolico come risorsa Desidero
rispondere alla lettera del signor Daniele, cittadino di Liscia (Chieti) che ha
scritto su il "Parco eolico nella pineta". Proprio perché il paesaggio
è di tutti è indispensabile aumentare le fonti energetiche, da fonti
rinnovabili come: termocentrali biomassa, turbine eoliche, pannelli
fotovoltaici. Tutti vogliamo la tecnologia ma nessuno vuole sistemi di
produzione energetica nel proprio territorio; la notizia di qualche giorno fa
"ghiaccio della Patagonia: il Perito moreno in scioglimento".
L'Italia acquista l'85% di energia elettrica per i suoi fabbisogni, il 35% in
più rispetto ad altre Nazione europee. Se tutti noi italiani iniziassimo a produrre
energia elettrica per uso civico, con pannelli fotovoltaici, potremmo in breve
periodo di tempo ottenere una riduzione del prezzo del barile di petrolio; per
il solo Abruzzo si risparmierebbe l'acquisto pari a 3 petroliere all'anno, con
un vantaggio sull'emissione negativa di gas serra. Sempre in risposta al signor
Daniele, non è possibile che gli amministratori del suo Comune abbiano attivato
una simile procedura per pochi spiccioli, in quanto l'ente che finanzia l'opera
vuole la certezza del rientro economico; una turbina costa 1 milione di euro e,
deve avere un rientro giornaliero di 1.000 euro. L'ente erogante vuole, nella
documentazione per la richiesta di finanziamento, la perizia sul rilevamento
anemometrico positivo di almeno 18 mesi. Sia che il comune di Liscia abbia
asservito il terreno a società del settore per installare la turbina, sia che
la spesa l'abbia fatta in proprio, occorrono i giusti requisiti per il
finanziamento. Gli amministratori dei Comuni d'Italia potrebbero adoprarsi di
più per l'ambiente, esistono sistemi per ridurre il consumo di energia elettica
mediamente del 60% sull'illuminazione pubblica; in italia si potrebbero
risparmiare almeno 1000MW/h, osia risparmiare l'acquisto di 35 milioni di
barili di petrolio l'anno. Lo scempio ambientale non avviene a causa di pale
eoliche, pannelli fotovoltaici, termocentrali, ma bensì per l'utilizzo di
combustibili fossili; l'acqua del mare Adriatico dal 1996 al 2006 è aumentata
di 1 grado Celsius, dal 2006 al 2007 di altre 3 gradi Celsius. Il beneficio
economico della pala eolica del Comune di Liscia sarà non meno di 50.000 euro
per anno fino al 5º anno epoca di fine finanziamento, dopo il reddito lordo
diventerà di 300.000 euro annui per altri 25 anni; beneficio che ricadrà
positivamente su ogni abitante del Comune di Liscia. Da parte mia un grande
plauso per gli amministratori che sono in perfetta linea con le esigenze del
momento. Con investimenti produttivi si potrebbe pensare di ottenere incrementi
demografici, posti di lavoro, rilancio dell'agricoltura. Giuseppe Muzj Raiano.
( da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Maurizio Piccinino "Non distruggete le cose fatte per l'Abruzzo" L'ex
ministro: la regione è ferma per burocrazia, sanità e sperperi "Raccomandazioni? Mai fatto assumere
nessuno se non c'era necessità" PESCARA. "Sono in buona forma fisica,
e le facoltà mentali sono perfette". Auguri al ministrissimo Remo Gaspari
che oggi compie 87 anni. Voce sicura, eloquio sciolto, memoria di ferro, una
capacità lucida e fresca di ragionare sui temi di attualità. Si presentà
così l'ex ministro Remo Gaspari, il più longevo e coriaceo uomo di governo
abruzzese. Più di venti anni al governo e 33 da sindaco. Gaspari oggi confida
un timore: "Prego il Signore che non mi faccia vedere distrutto, prima che
mi richiami a sè, tutto il mio lavoro fatto per l'Abruzzo". Onorevole come
trascorrerà questa giornata? "In casa a Roma con la famiglia di mio
figlio, Achille Lucio Gaspari e di mio nipote Giovanni Paolo Gaspari. Saremo in
dieci. Mia moglie Miriam purtroppo ci ha lasciati. Il 15 luglio poi torno a
Gissi" Qual'è la prima cosa che vuole dire? "Dare un consiglio agli
anziani. Bisogna combattere la pigrizia. La vecchiaia è soprattutto pigrizia,
invece, bisogna lavorare e fare ginnastica". Ieri la manifestazione
dell'Italia dei Valori con il suo leader Antonio Di Pietro contro il presidente
del consiglio Berlusconi. Cosa ne pensa? "Di Pietro ha una posizione
sbagliata. Pensa di coagulare voti calamitando l'opposizione estrema contro
Berlusconi. Bisogna fare quello che giova al proprio Paese e non quello che
giova a se stessi. Approvo l'atteggiamento del segretario Pd, Walter Veltroni,
un atteggiamento responsabile, sarà premiato con tanti consensi". Il suo
giudizio su Berlusconi? "Ogni legislatura inizia con i suoi problemi
personali ed è un grave errore per Berlusconi, ma è anche un grave errore per la
magistratura, che sta perdendo il consenso nel Paese, una crisi molto
profonda". Perchè questo calo di fiducia? "La gente si è stufata. Il
problema è l'economia. Alla gente importa il costo della vita e i figli che non
trovano lavoro. Di fronte a questi problemi veri appare futile attaccare il
Governo per piccole vicende personali". Anche lei è stato nel mirino della
magistratura? "Come Dc abbiamo avuto attacchi feroci. Nel mio caso, ogni
giorno arrivava qualcuno con la comunicazione di una inchiesta che, poi, non approdava
nemmeno alla formulazione dell'accusa ma, serviva, al costante disturbo
dell'azione amministrativa e alla tranquillità del lavoro". A proposito
che idea si è fatto dei problemi giudiziari del sindaco di Pescara, Luciano
D'Alfonso? "Mi auguro che, come accaduto a me, non riescano a trovare
nulla che possa scalfire onorabilità e impegno politico". Anche la Regione
e il presidente Del Turco hanno i loro guai, con l'Abruzzo alle prese con i
debiti della sanità. "Il deficit sale perchè non si procede alla
aziendalizzazione delle strutture. Ospedali e distretti sanitari verrebbero
pagati per quello che producono come avviene al policlinico Gemelli, al
Fatebenefratelli, al San Raffaele. Ricevono soldi dallo Stato per i servizi che
danno ai cittadini e con un tariffario. I debiti, invece, arrivano quando si
paga a piè di lista, quando togli l'interesse a produrre. Le cliniche private
una volta avevano il controllo della mutua e tariffe magre. Poi hanno avuto
tariffe grasse". Scusi, ma l'ospedale di Gissi si manterrebbe in vita?
"Se fosse pagato in relazione ai servizi che offre non avrebbe la perdita
di milioni di euro. I reparti che non hanno domanda sanitaria vanno
chiusi". Cosa pensa della Regione e del presidente Ottaviano Del Turco?
"Ho votato Del Turco ma sono deluso nella misura massima. L'Abruzzo va a
picco. Lo dicono i numeri con redditi sempre più bassi mentre eravamo la prima
regione d'Europa". E dell'ex presidente del Senato, Franco Marini?
"E' un politico di razza, molto bravo a livello nazionale, ma si è
occupato poco di questioni locali". C'è un politico che ammira?
"Purtroppo non c'è più l'impegno diretto e qualificante. Una volta
comandavano gli elettori con il voto di preferenza, oggi comanda chi ti fa
eleggere". Come trova il centrodestra abruzzese? "Tutte le scelte
sono fatte da Roma. In Abruzzo nessuno osa fiatare. Praticamente oggi l'Abruzzo
non c'è più. Una volta quando c'era la Dc nel Consiglio dei ministri c'erano
quattro abruzzesi. Gaspari, Spataro, De Luca e Natali. Al Ministero per il Mezzogiorno
eravamo in maggioranza". Erano altri tempi e l'Italia cresceva. "Non
è così, nel periodo che va dal 1980 al 1992, la Regione Abruzzo è cresciuta di
più delle altre regioni, compreso Lombardia e Nord Est. In quegli anni la
congiuntura non era affatto favorevole. Siamo cresciuti fino al 1992, fino a
quando la magistratura non ha arrestato il governo regionale bloccando la
crescita dell'Abruzzo". Onorevole Gaspari lei è stato indicato anche come
l'uomo della raccomandazione. Del Santo in Paradiso. "Io non ho mai
assunto una persona se non c'era la piena necessità. Ho combattuto le
assunzioni inutili. A Gissi sono stato sindaco per 33 anni ed avevo un organico
di 19 dipendenti, oggi ci sono 27 dipendenti ed è tutto dato in appalto
esterno. Con me Gissi era il paese dove si pagavano meno tasse d'Italia".
Di imprenditori abruzzesi lei ne ha visti tanti, chi ricorda? "Erano
formichette oggi sono giganti. Penso a Dino Di Vincenzo era una impresa di 3 o
4 persone, oggi è una potenza e il capostipite è Cavaliere del lavoro. Un altro
imprenditore Gennaro Strever era una piccolissima ditta indviduale che è
diventata grandissima. Nel mio comune a Gissi, due contadini con la terza
elementare che partirono nel 1955, tornarono 15 anni dopo per impiantare una
piccola officina nella Val Sinello, oggi hanno un complesso di sei industrie.
La famiglia Toto era una piccola impresa, oggi è un gigante. I casi sono tanti.
Lo sviluppo c'era perchè si coltivava l'impresa locale. La Regione Abruzzo oggi
ha un organico superiore alla Lombardia ed abbiamo una spesa burocratica che
costa e rallenta l'azione amministrativa" Cosa teme di più? "Prego il
signore tutte le sere che non mi faccia vedere il mio lavoro distrutto. Tutto
quello che è stato realizzato con i miei colleghi ad iniziare da Peppino
Spataro. Quello che abbiamo fatto è in primo luogo l'unità degli abruzzesi. Chi
era alla Regione, alla Provincia nei Comuni sapeva a chi rivolgersi e il gruppo
di governo era di alto livello. Persone capaci come: Germano De Cinque, Tonino
Tancredi, il nostro era un impegno concreto. C'era Lorenzo Natali,
rappresentante dell'italia in Europa che negoziò l'ingresso di Grecia, Spagna,
Portogallo". Tra gli uomini politici chi ha ammirato? "Alcide De
Gaspari, non c'è dubbio. Era un Padreterno. Per l'iniziativa Amintore Fanfani,
si tratta di politici che immaginavano, progettavano e realizzavano il futuro.
Questo è il fare politica".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trieste
Ortofrutticolo, dopo il via libera ambientale l'apertura potrebbe avvenire nel 2011
IL PROGETTO DI NOGHERE Superate le indecisioni: lavori pronti un anno prima del
previsto LA CITTA' CHE CAMBIA Il cantiere potrebbe aprire a fine anno dopo i
problemi burocratici e finanziari di ELISA COLONI Potrebbe essere vicina la
posa della prima pietra del mercato ortofrutticolo nella valle delle Noghere.
Dopo mesi di incertezza, infatti, sembra che il mercato - che sarà di proprietà
pubblica, ma quasi certamente gestito da una società mista pubblico-privata -
possa iniziare a essere costruito entro la fine dell'anno, per aprire i
battenti già nel
( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli
Il consiglio di Paola "Fatevi le ossa lontano dall'azienda di
famiglia" PONTE A EGOLA. "Quello conciario è un settore maschilista.
Ma c'è spazio per le donne: l'importante è calarsi nella giusta mentalità e
tirare fuori il carattere". Proprio quello che non manca a Paola Panzani,
43 anni, la quale da alcuni anni siede dietro alla scrivania del cuoificio Il
Torello di Ponte a Egola, dopo aver accumulato una lunga esperienza, sempre nel
settore amministrativo-contabile, in altre aziende della zona del Cuoio:
"Mio padre è uno dei soci del cuoificio, ma per una scelta mia, una volta
conseguito il diploma di ragioniera, decisi di andare a lavorare altrove. Ero
cosciente del fatto che non sapevo fare niente, che avevo bisogno di imparare
partendo da zero e preferivo farmi la gavetta in altre aziende".
"Questo - aggiunge - anche per non rischiare di mettere in difficoltà mio
padre nei rapporti coi soci: non era una scelta definitiva e ho sempre
sostenuto che un giorno, avrei potuto lavorare nell'azienda del babbo". Ma
in quel momento era giusto così: "Ad amministrare Il Torello c'era una
dipendente bravissima. E poi c'è un altro aspetto: quando lavori nell'azienda
di famiglia, i problemi, e talvolta anche il lavoro, te li porti a casa. Oggi
sono costretta a fare tutto molto più in fretta rispetto ad allora". Così
Paola decise di dare il via alla sua gavetta altrove: "Iniziai da un
tacchificio di San Romano, una ditta piuttosto grande, che contava 25
dipendenti: ci sono rimasta per quasi dieci anni; quindi ho lavorato in una
commerciale a Ponte a Egola, per poi entrare, tre anni fa, al cuoificio Il
Torello". Un percorso che potrebbe essere seguito anche dal figlio 22enne
di Paola: "Ha iniziato a lavorare in un'azienda vicina: un giorno potrebbe
venire qui, ma nel frattempo è bene che si faccia le ossa altrove: gli servirà
per capire tante cose. Poi, se vorrà, qui troverà le porte aperte". Lavoro
e vita privata, ovvero croce e delizia soprattutto per le donne, impegnate
nella difficile impresa di far conciliare gli "affari" domestici e
familiari con quelli lavorativi: "Far conciliare i tempi degli uni con le
esigenze degli altri non è sempre semplice. Ma con l'aiuto dei familiari e
facendo qualche rinuncia, si può fare. Chi sta accanto a una donna che lavora,
che sia il marito, il convivente o il fidanzato, deve in qualche modo adeguarsi
e darle una mano, altrimenti tutto diventa più difficile". Guardandosi
alle spalle, Paola non ha rimpianti e sottolinea con soddisfazione:
"Questo lavoro mi piace molto, anche se negli anni è
diventato molto più difficile, complice la burocrazia che complica la vita soprattutto alle piccole realtà come la
nostra". Semmai a preoccuparla è il futuro: "Questo settore è in
seria difficoltà per una serie di concause che tutti conosciamo. Sinceramente,
guardando avanti, sono un po' pessimista". Ma intanto Paola mette
tutta la sua grinta al servizio del cuoificio Il Torello e tiene
quotidianamente i contatti con clienti e fornitori: "La nostra è una
piccola azienda. Lavoriamo quasi esclusivamente per il mercato interno, in
particolare con le Marche e il Veneto. Cerchiamo di restare a galla, ma le
difficoltà sono notevoli: il prezzo dei prodotti chimici aumenta costantemente,
poi ci sono i costi della depurazione e tutto il resto... è l'insieme di questi
fattori che mi fa temere per il futuro". T.F.
( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia La
Provincia: una fondazione per gestire l'Ecomuseo La
proposta dell'assessore Donati per snellire l'attuale burocrazia che frena le iniziative S.MARCELLO. Una Fondazione per la
gestione dell'Ecomuseo della montagna pistoiese. Sarà forse questa la formula più
giusta per il futuro del museo naturale, perché quella presente è ritenuta
troppo farraginosa per poter avere un seguito. Lo ha dichiarato
l'assessore alla cultura della Provincia, Cristina Donati, durante uno degli
ultimi consigli provinciali. "Il sistema di gestione dell'Ecomuseo è
farraginoso e stiamo cercando di cambiarlo - aveva detto Donati - Abbiamo
riunito i Comuni e proposto una Fondazione che ci permetterebbe di gestirlo
direttamente con gli stessi soldi in modo molto più semplice". In effetti
quello che impedisce di funzionare adesso sembra essere la compresenza di
troppi enti distinti che rendono impossibile muovere liberamente gli ingranaggi
della gestione contabile ed economica. "Una soluzione per il futuro -
spiega l'assessore - è di creare un organo solo, come può essere una
Fondazione, composta dai comuni interessati, la Provincia, i proprietari di
alcuni beni e le associazioni che anche oggi si stanno impegnando direttamente.
Non è detto che debba essere per forza una fondazione. E' una formula che è
ancora da vagliare con cura ma il concetto rimane lo stesso. Abbiamo bisogno di
semplificare tutta la macchina gestionale dell'Ecomuseo e andremo in questa
direzione prima possibile". Per la formula della Fondazione se ne parlerà
nel 2009. Per l'anno corrente è stato fatto un primo esperimento. Per la prima
volta, infatti, la gestione didattica dell'Ecomuseo è in mano alla cooperativa
Val d'Orsigna presideuta da Carlo Fagnoni. "Abbiamo fatto una convenzione
con la Provincia - spiega Fagnoni - saremo noi a verificare che tutti i
percorsi dell'Ecomuseo rispettino gli orari di apertura e siano funzionali, che
vi sia personale idoneo in caso di visite. Siamo stati giudicati i più idonei
per questa mansione perché siamo una cooperativa agricola che già si occupa del
percorso del carbone e della trafila della castagna e conosciamo certi
meccanismi dell'Ecomuseo. Naturalmente noi non sostituiamo la Provincia, a cui
bisogna sempre fare riferimento anche per eventuali prenotazioni per
visite". (c.b.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
STRACCIS
Il Dopolavoro non va demolito Non pare proprio una gran bella idea, quella
scaturita dall'Ater di Gorizia e presentata sulle pagine dei quotidiani, di
demolire il Dopolavoro di Straccis per farci due palazzine popolari. Neanche un
po'. Intanto perché l'edificio rappresenta molto per la storia anche recente
dei goriziani, per le varie attività che si sono succedute, dopolavoro,
ristorante, bar, biblioteca, sede del quartiere e tant'altro, finché
progressivamente è stato lasciato in abbandono, per anni, forse proprio per
lucrare sul cattivo stato di manutenzione e così demolirlo. Con la solita scusa
che conservare le cose antiche, siano case o alberi, costa troppo e non ci son
soldi, perché servono ad altro. Poi perché l'edificio si rivela assai
pregevole, curato nei particolari dall'ultimo progettista che vi ha operato,
come si vede dai camini, bellissimi, coronati da un largo cappello, il fusto in
mattone faccia a vista dagli spigoli graziosamente arrotondati, persi per
sempre assieme al folto parco, che meglio sarebbe invece riordinare e
recuperare al pubblico. Due nuovi condomini molto male sostituirebbero
l'esistente, data l'architettura tipica degli Iacp che, malgrado gli sforzi
profusi, anche a Gorizia negli ultimi trent'anni non ha prodotto molto di
buono. Col risultato di ritrovarci oggi, in tutta Italia, periferie talmente
orrende che perfino il neo-ministro Bondi le vuol risanare. La sostituzione si
potrebbe virtualmente immaginare, pensando al suo posto il nuovo edificio bordò
di via Gallina (peraltro firmato da progettisti vincitori di concorso nazionale),
per capire che così proprio non va. L'immobile andrebbe recuperato, con
parziale restituzione a funzioni sociali, nell'ottica di un restauro
sperabilmente migliore rispetto a quelli eseguiti dall'Istituto per le vicine
palazzine giallo-senape del Villaggio operaio dei Ritter, come si può vedere
confrontando quelle "restaurate" con le poche private ancora integre,
che presentano ancora scuri, intonaci e il colore rosso originale. La burocrazia
però, questa volta, lascia ancora qualche speranza. Intanto perché il Piano
regolatore classifica l'immobile come edificio qualificante l'ambiente urbano,
modificabile ma non demolibile. Poi, date la proprietà pubblica e la vetustà
superiore ai cinquant'anni, il provvidenziale vincolo del Codice urbani vede
automaticamente parte in causa la Soprintendenza, l'unico istituto ormai
che in Italia si occupa ancora della "scomoda" conservazione delle
tante cose che ci sono state tramandate, a rappresentazione tangibile della
cultura del nostro passato. Dottor Diego Kuzmin Gorizia.
( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
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Pagina
IV - Milano UN FUTURO CHE è GIà TRA NOI MAURIZIO BONO Che da tempo i confini
daziari della "piccola Milano" siano fuori corso e solo d'impaccio, è
evidente a quasi tutti quelli che ci vivono e lavorano. Lo sanno i 700 mila che
per scappare dai prezzi alti delle case in dieci si sono allontanati dal centro,
ma ci tornano ogni giorno per andare in ufficio. Lo sanno le aziende che a
migliaia hanno spostato con lo stesso moto centripeto i capannoni, spesso
mantenendo le direzioni in città. Lo sanno gli organizzatori di fiere e gli
strateghi dell'Expo, che hanno fatto di Rho-Pero un punto nevralgico decentrato
di sviluppo, e persino i turisti che arrivando in aereo vedono di notte la
metropoli come un tutt'uno illuminato dalla Brianza al Parco Sud. E ancora
meglio sanno, pendolari e commercianti, amministratori e cittadini, quanto
costi in complicazioni, fatica di programmare e burocrazia inutile, dipendere da tavoli
intercomunali per il tragitto di una strada, il percorso di un metrò, un documento
anagrafico, ma anche per la realizzazione di un evento culturale o la scelta di
dove mettere un teatro o un museo. è pensando a queste semplificazioni (ed
economie) possibili, che la città metropolitana potrà nascere bene.
Sapendo tuttavia che l'aumento della scala, mentre risolve certi problemi,
altri rischia di ingigantirli se si affrontano come si è fatto finora,
"quando eravamo piccoli". Qualche caso per tutti: i rom, il verde, le
periferie, l'inquinamento. Grande Milano vuol dire non poter più cercare di
esportare i problemi nel cortile del vicino, farsi carico della difesa del
suolo senza cedere alla speculazione, sapere che "periferie" troppo
grandi scoppiano, se non diventano (o restano) centri di una città plurale, e
che un Ecopass di pochi chilometri quadrati, oltre a funzionare male, lascia il
resto irrespirabile. Più di tutto, la centralizzazione utile ed efficiente non
deve far sentire più lontano il potere decisionale dalla gente, e quindi
bisognerà decentrare davvero. Saranno - sono già - temi di confronto politico e
culturale. Quando e se si farà, quella per il sindaco metropolitano sarà una
bella sfida.
( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
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Pagina
IV - Bari Spiagge pubbliche Questione etica Polignano Manette
all'impiegato-piromane ha appiccato tre roghi in un giorno Lidi, l'assessore contro
tutti Pugno di ferro di Minervini con comuni e gestori Sono sporche e prive di
servizi: non escludo di denunciare le amministrazioni Confermo il ritiro della
concessione a quelli che sfruttano il lavoro nero GIULIANO FOSCHNI (segue dalla
prima di cronaca) L'obiettivo però non sono soltanto i privati, i gestori degli
stabilimenti balneari che dopo anni di deregulation lo scorso anno hanno dovuto
adeguarsi alle nuove norme. Da quest'anno la Regione ha deciso di usare la
linea dura anche nei confronti delle amministrazioni pubbliche, ree secondo
l'assessore di non rispettare in troppi casi le indicazioni date dalla nuova
norma. Non a caso, nelle ultime 48 ore gli uffici hanno prima inviato ai comuni
una circolare "sulle corretta e uniforme applicazione" della legge
regionale. E poi ha incontrato i gestori degli stabilimenti balneari per
discutere della nuova ordinanza che entrerà in vigore tra quindici giorni.
Nella circolare la Regione richiama all'ordine i comuni. Minacciando
provvedimenti (come una segnalazione all'autorità giudiziaria per omissione di
atti di ufficio) qualora la legge regionale sulla tutela delle coste continui a
non essere rispettata. "Non è possibile - spiega l'assessore Minervini -
che in relazione alla nuova legge regionale i privati stiano rispettando le
norme e molte amministrazioni ancora no". Il riferimento è in primis
all'accessibilità alle spiagge libere: "Secondo la norma - continua il
responsabile del Demanio - il 60 per cento della costa deve essere pubblica: la
proporzione è rispettata, ma spesso quelle aree non sono accessibili perché
sporche, abbandonate, pericolose per i bambini. E comunque sono senza servizi.
Questo non possiamo più tollerarlo". Ecco perché l'ordinanza 2008 prevede
la pubblicazione sul sito internet e sull'albo pretorio della Regione della
lista delle amministrazioni comunali inadempienti. Dagli uffici della Regione
si dicono però pronti anche a una segnalazione all'autorità giudiziaria,
qualora gli uffici delle amministrazioni locali continuino a ignorare la norma.
Stesso discorso vale per i controlli e le sanzioni nei lidi privati. Quelli
messi in atto lo scorso anno non sarebbero sufficienti, e soprattutto il lavoro di controllo fatto dagli uomini del Demanio si arena poi
nella burocrazia dei
piccoli comuni: è il caso per esempio dei 20 stabilimenti balneari trovati nel
2007 fuori legge e per i quali i comuni non hanno ancora fatto scattare le
contravvenzioni previste. Accanto al braccio di ferro con le amministrazioni,
la Regione ha cominciato una nuova discussione con i gestori dei lidi.
Al centro del dibattito la nuova ordinanza che regolamenta la vita in spiaggia
dell'estate 2008. Tra le novità dell'anno le cosiddette norme etiche: se per
esempio viene scoperto lavoro nero in un lido, la Regione ritirerà la
concessione al gestore dello stabilimento balneare. "Una norma frettolosa
e approssimativa" attacca il vicepresidente regionale del sindacato dei
balneari (il Sib), Antonio Capacchione, uscito non convinto dall'incontro avuto
con Minervini. "Nelle prossime ore formuleremo le nostre controdeduzioni e
le nostre proposte: così com'è, certamente, l'ordinanza non va bene, è
sbagliata. Abbiamo seri dubbi che sia la Regione l'ente legittimato a emanare
il provvedimento, e non i comuni". I balneari se la prendono soprattutto
con la parte della norma sul lavoro nero. "La dizione sul lavoro nero è
troppo generica: un ragazzo con un contratto part time che si ferma un'ora in
più nel lido, magari a fare due chiacchiere, è un lavoratore in nero? Non si
può scherzare su queste cose". Per rispondere a questi quesiti
l'assessorato ha deciso di emanare una circolare esplicativa (sarà inviata tra
oggi e domani) per chiarire cosa s'intende per lavoro nero e il percorso che
porterà alla sanzione. "Sul principio però - assicura Minervini - non
faremo nemmeno un passo indietro: chi sfrutta il lavoro nero, chi cerca di
risparmiare poche centinaia di euro sulla pelle dei ragazzi, non può essere un
concessionario dello Stato". La Regione si è detta pronta a discutere invece
su altre parti dell'ordinanza, per esempio nell'aspetto che riguarda la
distanza massima dalla costa di canoe e pedalò. Dovranno fare però molto in
fretta: dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, devono trascorrere 15
giorni per entrare in vigore. "Dobbiamo chiudere entro questa
settimana" dice Minervini. L'assessore nei prossimi consigli regionali
dovrà però riproporre il testo della legge sulle spiagge per una nuova
approvazione. La Corte costituzionale - chiamata in causa dell'ex ministro per gli
Affari regionali, Linda Lanzillotta - ha infatti bocciato la parte della norma
che consentiva ai gestori dei lidi di lasciare per tutta la stagione le opere
amovibili realizzate per l'estate. "Hanno inteso la norma come una maniera
per sanare gli abusi. Chiaramente l'intento non era quello: già nel prossimo
consiglio, riproporremo il testo con una formula più chiara".
"L'ennesimo pasticcio della Regione" attacca però la senatrice del
Pdl, Adriana Poli Bortone, che è anche assessore alla fascia costiera del comune
di Lecce. E proprio i vigili della sua amministrazione hanno sequestrato ieri
insieme con le guardie forestali una decina di villette: si trovavano
all'interno di una zona di protezione speciale ed erano state costruite
abusivamente a pochi metri dalla battigia. Devastando alcune dune di sabbia.
( da "marketpress.info" del 10-07-2008)
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10
Luglio 2008 TROVARE UN LAVORO? I MILANESI PREFERISCONO IL PRIVATO Milano, 10
giugno 2008 - Milanesi più fiduciosi nel lavoro che nel resto d'Italia: puntano
sul privato e più di uno su tre vorrebbe lavorare in una grande azienda. Al
contrario di romani e napoletani che preferirebbero un lavoro sicuro con un
posto nel pubblico. I milanesi scelgono l'impresa per la sicurezza (35%) e la
soddisfazione personale grazie alla qualità del lavoro (27%). In banca ci si
aspetta una buona remunerazione (37%). Nel pubblico sicurezza (56%), ma minore
qualità del lavoro (15%). Gli ostacoli a lavorare bene? Al
primo posto la burocrazia
per quasi un milanese su tre (30%), il nepotismo (15%), ma anche poca voglia di
lavorare (22%). Diversamente dal resto d'Italia dove il nepotismo è la piaga
maggiore. Emerge da un'indagine della Camera di Commercio di Milano attraverso
la sua azienda speciale Cedcamera con metodo Cati nel 2007 con 840 interviste
su Milano, Roma e Napoli. "I dati ? ha dichiarato Carlo Sangalli,
presidente della Camera di Commercio di Milano ? ci segnalano un continuo
impegno di crescita da parte delle imprese milanesi che puntano con decisione
su nuove risorse e che si traduce in nuova occupazione. E anche i milanesi
puntano sull'impresa per il lavoro. Un tessuto produttivo dinamico che
riconosce la necessità di investire nel capitale umano, vero valore aggiunto
nella sfida del mercato globale. Ma è importante migliorare il collegamento tra
domanda e offerta di lavoro, anche grazie al coordinamento delle istituzione e
alla predisposizione di strumenti mirati". . <<BACK.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-07-2008)
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LUGO
pag. 27 Il regolamento del verde "penalizza i privati" FORZA ITALIA,
POLEMICA APERTA "IL NUOVO regolamento comunale del verde ha l'obiettivo di
tutelare la vegetazione del territorio comunale come un patrimonio di tutta la
cittadinanza, ma leggendo i vari articoli sembra invece che il fine sia quello
di ingabbiare la proprietà privata". Ad affermarlo è Primo Costa,
coordinatore comunale di Forza Italia, che ha analizzato vari articoli del
regolamento del verde, criticando subito l'articolo 4, "perchè vi si legge
che gli interventi colturali sul verde pubblico effettuati dal Comune possono
essere eseguiti senza le autorizzazioni previste. Ma così il Comune non deve
rispettare le regole come i privati cittadini, quindi è una norma da
cambiare". Per quanto riguarda gli abbattimenti, l'articolo 6 "detta
le regole per le alberature protette, con una lunga serie di adempimenti sulle
condizioni necessarie per l'abbattimento. E in caso di pericoli o malattie
irreversibili occorre la perizia di un tecnico iscritto all'albo. Ma tutta questa burocrazia è eccessiva e onerosa per i cittadini". COSTA poi si
sofferma sulle regole per le potature, con l'articolo 7 "che stabilisce
che un albero corettamente piantato in spazi adeguati e correttamente coltivato
non necessita di potature, se non in casi eccezzionali. Ma questo non è
vero, perchè la potatura serve per rigenerare la pianta. Sempre l'articolo
stabilisce anche l' eventuale tipo di potatura e il periodo in cui eseguirla:
questo articolo per noi è da cancellare in toto". Altre osservazioni
riguardano la scelta delle specie di piante in nuovi impianti:
"nell'articolo 14 si ci dice giustamente che la scelta delle specie nelle
sostituzioni e nei nuovi impianti deve tendere al mantenimento degli aspetti
naturali, paesaggistici e culturali del territorio, ma nel terzo capoverso si
afferma che i criteri di scelta variano in funzione della zona. Ma nuovi
impianti e sostituzioni secondo noi dovrebbero coinvolgere solo piante
autoctone del nostro ambiente". E, PER quanto riguarda la difesa
fitosanitaria, "non è sempre sufficiente usare antiparassitari biologici,
ma spesso è necessario ricorrere a trattamenti chimici". In conclusione,
"questo regolamento del verde lega le mani ai cittadini, che non saranno
liberi di abbattere piante nel proprio giardino, limitando così la proprietà
privata e il Comune quindi deve cambiarlo".
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-07-2008)
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BELLARIA,
SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 14 SANTARCANGELO "I T-red per ora non si
toccano" Guai con l'Anas SI ASPETTERÀ la perizia, e poi le prime sentenze
dei giudici di pace. Fino a quel momento, nulla cambierà per i T-red. Il Comune
di Santarcangelo prima di prendere ogni decisione (modificare le fasature dei
semafori, aumentando i tempi del giallo) attenderà di conoscere i risultati
della perizia commissionata dal tribunale, e gli effetti che questa avrà sulle
centinaia di ricorsi presentati per le multe fatte dai 2 impianti sulla via
Emilia. "Cambiare i tempi del giallo non è facile ? ammette il comandante
della polizia municipale di vallata, Ivano Vandi ? in quanto prima di andare a
ritoccarli occorre avere l'autorizzazione dell'Anas (visto che la via Emilia è
strada statale)". A dire il vero però il sindaco di Santarcangelo, Mauro
Vannoni, aveva già proposto qualche tempo fa di rivedere i tempi del giallo,
aumentandoli. Una proposta che si è però poi scontrata con
la burocrazia, in
particolare (a quanto è dato sapere) proprio con gli uffici dell'Anas. Ma se la
perizia, come è trapelato ieri, indicherà ai giudici di pace la necessità di
allungare i tempi del giallo (attualmente dura solo 4 secondi) a Comune e
polizia non resterà altro che modificare i semafori.
( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-10 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE Intervista Il consigliere del Pd attacca: basta con le
politiche dei grandi annunci Rozza: dove sono finiti i 20 mila alloggi
promessi? Cantieri popolari infiniti: colpa della burocrazia? "Troppo facile
addossare tutte le responsabilità alle lungaggini degli appalti - risponde la
consigliera del Pd Carmela Rozza -. La verità è che il centrodestra a Milano
non ha fatto nulla per il disagio di chi non riesce a pagare affitti di
mercato". Veramente il consiglio comunale ha dato il via libera
alla costruzione di alloggi su 11 aree. "Vero. E il Pd non ha fatto mancare
il suo appoggio. Ma prima? Non si possono dimenticare decenni in cui questi
temi sono stati del tutto ignorati. Negli anni '90 si annunciava la costruzione
3-400 alloggi per poi portarne a termine la metà in tempi lunghissimi. Poi dal
2000 è partita la stagione dei grandi annunci. Ventimila gli alloggi promessi.
Ma nessuno ha mai visto i bandi". La gente si arrangia? "La gente è
disperata. Ci sono 16.200 famiglie in graduatoria per la casa popolare. I
single che precipitano in fondo a qualsiasi lista. E poi c'è il ceto medio in
difficoltà". Il governo Berlusconi ha annunciato la vendita degli alloggi
popolari agli inquilini. E' un modo per affrontare il problema. "Non
scherziamo. Un ottantenne non compra nulla con una pensione di 400 euro. Con
questo annuncio il governo dice che non metterà un soldo per la casa. E che se
le regioni vogliono fare una politica in materia devono vendere il patrimonio.
Non solo: il governo Berlusconi ha anche bloccato i 43 milioni per 700 alloggi
che Prodi aveva assegnato a Milano". A che punto sono le prove di dialogo
con la maggioranza sul tema casa? "In consiglio comunale si tenta percorso
serio di riforma da proporre a regione e governo. In questo modello i privati
costruiscono e mettono in affitto a prezzi calmierati. Il pubblico facilita
imprese, fondazioni e cooperative che investono nel mercato calmierato della
casa e mette a disposizione le aree. Poi aiuta le famiglie che non riescono a
pagare l'affitto, seppure calmierato. Il pubblico sposta l'attenzione dal
mattone alla persona". E' il meccanismo del fondo sociale affitti. Ma le
risorse?. "Con 100 milioni di euro a bilancio ogni anno si sosterrebbe
l'affitto di 20 mila famiglie. Compresi i 16 mila in graduatoria ". Ri.
Que. \\ Un anziano non può comprare casa con pensioni da 400 euro Rozza del Pd.
( da "Corriere Alto Adige" del 10-07-2008)
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Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-07-10 num: -
pag: 7 categoria: REDAZIONALE Dalla prima Mistilingue? Casa negata Sono dunque
cresciuta in mezzo a persone di lingua italiana, imparando così con molta
facilità la lingua italiana. Lavoro come impiegata presso un'associazione e nel
mio tempo libero mi dedico molto al volontariato. Sono riuscita, grazie
all'aiuto dei miei genitori, a comprare un appartamentino per iniziare
finalmente a essere indipendente. Sono sola e quindi ho dovuto fare un mutuo di
30 anni che mi costa non pochi sacrifici. Il 12 dicembre scorso mi sono recata
in via Duca D'Aosta 40 per richiedere una copia della mia dichiarazione di
appartenenza linguistica e mi sono sentita dire, in modo anche poco carino,
che, per un mio errore (la signora gentilmente mi ha detto: ma che hai
combinato?) non avrei ricevuto un centesimo come contributo della Provincia.
Io, cascando dalle nuvole, credevo di aver fatto chissà cosa finché sono venuta
a sapere che, avendo fatto una "X" sia sul quadratino di lingua tedesca
sia su quello di lingua italiana, questa dichiarazione risulta nulla. L'ho
subito rifatta, ma ci vogliono 18 mesi perché abbia validità, purtroppo troppo
tardi per rientrare nei sei mesi previsti dalla legge dopo la stipula del
contratto di compravendita. Io all'epoca (e dalle mie indagini fatte finora non
solo io) non avevo capito l'importanza di questa dichiarazione. Non avrei mai
creduto che dichiarandomi "mistilingue" avrei avuto un futuro
economico molto più difficile da affrontare. Ne ho parlato con tante persone e
tutte sono d'accordo con me: è una vera assurdità, ma così è qui a Bolzano,
basta vedere quello che sta venendo fuori per gli asili mistilingui. Si
accettano stranieri, ma non mettete un italiano con un tedesco! All'inizio non
volevo dargliela vinta a questa nostra bella Provincia e ho parlato con
assessori, consiglieri e altro i quali, per mio stupore, ne sapevano quanto me,
se non ancora meno. Ora che so vorrei, con questo mio racconto, aprire gli
occhi ai giovani che devono ancora affrontare tutto ciò, perché sono sicura che
pochissimi sanno a cosa serve la dichiarazione di appartenenza linguistica e
che bisogna per forza schierarsi per una delle tre lingue. Non si ha scelta,
nemmeno se si sta bene sia con uno che con l'altro gruppo linguistico. è la burocrazia, i politici stessi che riescono a farti odiare il fatto che ci
siano tre lingue. Non siamo noi che non apprezziamo una di queste. Barbara
Nerpas La vicenda Dichiarazione linguistica siglata in italiano e tedesco
Saltano i contributi per l'acquisto dell'alloggio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24
Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-10 - pag: 19 autore: Ottanta
progetti per l'eco-business Programma da un miliardo di euro - Task force
coordinata dall'Ice per le imprese italiane Rita Fatiguso SHANGHAI. Dal nostro
inviato Le cicatrici dell'emergenza ambientale cinese non si possono più
nascondere. Basta risalire il Paese dal Guangdong alla costa che, attraverso lo
Zehjiang porta a Shanghai e più a nord, alla provincia dello Jangsu. Visibili,
profonde. Si ha l'impressione, a tratti, di essere in una terra in cui tutto si
può fare. Poi, però, basta bussare alle porte di fabbriche aperte da italiani
in queste zone ad alto tasso di industrializzazione per ricredersi. Contrasti e paradossi di un Paese nel quale molti imprenditori hanno rischiato
di perdersi nei meandri della burocrazia, o nei negoziati estenuanti con i governi locali che impongono
regole molto discontinue. La certezza dei rapporti è fluttuante e se la Cina
non è la Mecca del lavoro low cost, non è neanche il posto in cui si può
arrivare al di fuori di ogni regola o controllo ambientale. Alcuni
imprenditori italiani, al contrario, hanno faticato non poco a introdurre anche
nei loro stabilimenti cinesi le regole applicate altrove, in Europa o nel
mondo. Il fatto è che in molte aree della Cina – al contrario – i livelli di
inquinamento hanno raggiunto punte drammatiche. L'emblema è proprio il lago
Tai, al centro della provincia dello Jiangsu, a nord di Shanghai, la città più
grande dell'area è Wuxi. Tre anni fa il lago è stato letteralmente invaso dalle
alghe, il fenomeno si è ripetuto di recente e gli abitanti, due milioni
persone, hanno iniziato a protestare perché l'acqua non è potabile, i pesci
muoiono, non c'è più vita. Qui si sono insediate anche alcune aziende italiane.
"Le regole ci sono – ci ha detto la dirigente cinese di una delle aziende
visitate tra Shanghai e Wuxi che per ovvie ragioni chiede di non essere citata
con nome e cognome – e gli imprenditori cinesi le conoscono alla perfezione. Ma
tutti sappiamo che di notte scaricano nel lago gli scarti delle lavorazioni
tossiche. Nessuno vede, i costi di smaltimento sono pari a zero. Ma questo non
potrà durare a lungo, ne va della nostra stessa esistenza". Infatti,
l'abbiamo constatato con i nostri occhi, nell'area intorno al lago può capitare
di imbattersi in una fonderia decrepita che funziona a intermittenza senza
alcun filtro oppure in una centrale a carbone che scarica direttamente le acque
reflue nello stagno vicino. Segno che la Cina non è ancora un Paese a crescita
sostenibile. Allora, si può produrre in maniera pulita proprio accanto a un
lago che muore, usato come discarica a cielo aperto? Se il paradosso è questo,
allora per le aziende italiane la sfida delle risorse ambientali può diventare,
addirittura, un'opportunità. Alcune di quelle visitate si sono già agganciate
alle opportunità offerte da programmi nati, a cascata, dagli accordi
multilaterali per la protezione dell'ambiente e dall'Organizzazione mondiale
del commercio. Gli impegni assunti dalla Cina con l'organizzazione delle
Olimpiadi di Pechino e dell'Expo 2010 di Shanghai richiedono l'applicazione di
norme e standard ambientali simili a quelli dei Paesi dell'area Ocse. Già sei
anni fa, al vertice mondiale di Johannesburg – presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, ministri dell'Ambiente cinese Xie Zhenhua e italiano Altero
Matteoli – fu siglato un programma di cooperazione per lo sviluppo sostenibile.
L'oggetto, spiegano al ministero dell'Ambiente, erano i cambiamenti climatici,
la protezione della fascia di ozono, la protezione della biodiversità,
l'eliminazione delle sostanze chimiche organiche persistenti, la lotta contro
la desertificazione. Più in concreto, si puntò a iniziative pilota e a studi di
fattibilità, per la protezionee conservazione delle risorse naturali, per la
gestione integrata ed efficiente delle risorse idriche, per la promozione
dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, lo sviluppo e l'impiego
delle tecnologie e dei sistemi di trasporto a basse emissioni, per la diffusione
di tecnologie e buone pratiche per l'agricoltura sostenibile, per la formazione
in campo ambientale ed energetico delle classi dirigenti cinesi. Oggi una task
force permanente italo-cinese, composta da oltre 60 esperti del ministero
dell'Ambiente, di Agenzie e ministeri cinesi, istituzioni scientifiche e
università dei due Paesi, con sedi a Pechino e a Shanghai è a disposizione
delle imprese italiane. Oltre al ministero dell'Ambiente, partecipano Cnr,
Enea, Ingv e un network di dieci università italiane. L'ufficio Ice di Pechino
ha un ruolo di project manager della task force. In sette anni sono stati
avviati, e anche conclusi, oltre 80 progetti. Per il finanziamento il ministero
dell'Ambiente ha istituito meccanismi specifici, ben 115 milioni di euro di progetti
sono stati cofinanziati, attraverso contributi diretti e l'impiego dei Trust
fund istituiti presso World bank e fondi multilaterali. Al cofinanziamento
partecipano anche i cinesi (34 milioni), le imprese italiane che hanno aderito
al programma di cooperazione (42 milioni), le agenzie delle Nazioni unite
(Uneo, Undp, Unido), la Global environment facility, World bank e Fondo
multilaterale del protocollo di Montreal per la Protezione della fascia di
ozono (35 milioni). Se, finora, i progetti diretti ne valgono 226, la
dimensione economica totale della strategia è di 800 milioni. In fin dei conti,
un finanziamento del ministero dell'Ambiente di 115 milioni di euro ha mosso in
Cina investimenti per oltre un miliardo. Si può cercare di aiutare la Cina ad affrontare
la modernizzazione, ma anche spingere le nostre imprese a internazionalizzarsi
e a investire in settori puliti. rita.fatiguso@ilsole24ore.com Seconda e ultima
puntata La prima, dedicata alle risorse umane, è stata pubblicata il 3 luglio.
STRATEGIE In sette anni i piani di investimento sono stati cofinanziati da
Roma, Pechino e dalla Banca mondiale L'EMERGENZA DEL DRAGONE Il lago Tai ( foto
a sinistra), nella provincia dello Jangsu, vicino a Wuxi, è il terzo più grande
della Cina. Gravemente inquinato e infestato dalle alghe anche a causa del
massiccio livello di industrializzazione dell'area, in cui vivono due milioni
di persone. L'acqua non è potabile, a maggio è scattato nuovamente l'allarme
rosso. Fonderia in disarmo ( in alto) e centrale a carbone in attività ( a
destra) a Lixing. AP.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
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Nova24
sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 7 autore: SALUTE GLOBALE L'APPROCCIO
DELLA FONDAZIONE GATES SECONDO TACHI YAMADA Oltre le frontiere della ricerca DI
GUIDO ROMEO P er innovazioni radicali, ci vogliono idee fuori dall'ordinario.
Parola di Tachi Yamada, direttore del programma Global Health della fondazione
Bill & Melinda Gates, che ha appena lanciato "Grand challenges
exploration", una nuova linea di finanziamento mirata esclusivamente alla
ricerca di frontiera. Dal 2000 la Fondazione ha già stanziato sette miliardi di
dollari seguendo il motto "Discover, develop and deliver", collegando
ricerca, sviluppo e somministrazione in loco di farmaci low-cost contro
malaria, Tbc, polio, meningite e altri grandi killer, e prevede di metterne a
disposizione altri dieci nell'arco dei prossimi cinque anni. Un impegno
possibile grazie alcapitale del tycoon dell'informatica Bill Gates e che ha
ricevuto nuovo impulso nel 2006 grazie alla donazione di 30,7 miliardi dollari
da parte del multimiliardario Warren Buffet. "Le explorations sono
un'evoluzione dei "Grand Challenges" lanciati nel 2005 e permettono
di ricevere 100mila dollari nel giro di pochissimo tempo, sono un nuovo tipo di
bando mirato alla ricerca più audace e controcorrente – spiega Yamada –. I
progetti non vengono giudicati con i tradizionali sistemi di peer-review,
perché crediamo che questo tipo di valutazione tenda a essere troppo
conservativa per il tipo di risultati veramente dirompenti che vogliamo
ottenere". Un approccio proposto dallo stesso Bill Gates, che ha osservato
come le migliori idee nell'It oggi arrivino da fuori dei confini degli Usa, e
sempre più impegnato nella fondazione dopo il suo recente addio ufficiale alla
Microsoft, ma che Yamada ha vissuto sulla propria pelle. "Fino a non molti
anni fa, come gastroenterologo avrei riso a chi mi avesse detto che le ulcere
gastriche sono causate da qualcosa di diverso dai succhi dell'apparato
digerente – sottolinea Yamada – ma oggi sappiamo che il colpevole è un
batterio, l'Helicobacter pylori, e ciò ha cambiato il modo di curarle e
prevenirle". Le proposte delle explorations – non più di due paginette per minimizzare la burocrazia – dovranno contenere un'ipotesi scientificamente dimostrabile e
saranno valutate da un comitato di saggi di cui fanno parte anche quattro
Nobel, tutti di provata eccellenza, ma non specialisti nel campo. Se finanziato
e dimostrato con successo, il progetto potrà accedere a un secondo e più
corposo finanziamento fino a due milioni di dollari, per portare avanti
la ricerca e lo sviluppo, magari in collaborazione con un partner come già
avviene per Mmv, Medicines for malaria ventures, che riceve grant della
fondazione Gates per lo sviluppo di antimalarici. "è molto stimolante
vedere che la maggior parte delle proposte arrivano da Asia e Africa – spiega
questo ricercatore- manager –. Entro fine anno prevediamo di chiudere il primo
round e di finanziare circa mille proposte nell'arco dei prossimi cinque anni.
Da queste vorremmo poter portare il 3-4% al livello successivo". Il
meccanismo è destinato a fornire anche impulso all'impresa privata. La
proprietà intellettuale rimane infatti nelle mani del ricercatore che le
sviluppa e che, se avrà successo, potrà negoziarne il valore con investitori
nei passi successivi. "Il nostro obiettivo è abbattere il rischio dello
sviluppo di farmaci, particolarmente alto nelle prime fasi – spiega – per
creare prodotti nei quali le grandi farmaceutiche siano disposte a investire
". Yamada, che qualche giorno fa era a Siena, presso la sede della
Novartis, che sta ottenendo ottimi risultati contro la malaria con il suo
Coartem, a base di artemisina, guarda con grande interesse ai vaccini.
"Fino a qualche anno fa i vaccini erano considerati un investimento poco
interessante per le farmaceutiche – osserva – ma oggi, grazie alle tecnologie
ricombinanti e agli stringenti requisiti di produzione che di fatto le
proteggono meglio di un brevetto, sono una nuova frontiera". Farmaci in
grado di cambiare l'equazione della salute e dello sviluppo del Sud del mondo,
ma anche di trovare un mercato redditizio. Un esempio è il vaccino per la
tubercolosi, che da solo rappresenta un mercato di mezzo miliardo di dollari
nei Paesi in via di sviluppo, e per il quale ci sono già molecole nella terza
fase di sviluppo clinico con il 75% di chance di diventare un prodotto di
successo. Ma non è finita. L'impegno di Yamada e della Gates nella rivista
"Health Affairs" ha portato all'adozione da parte dell'Fda dei
"priority review vouchers" che garantiscono, alle aziende che si
impegnano nello sviluppo di un farmaco mirato a malattie neglette (un prossimo
caso potrebbe essere proprio l'antimalarico di Novartis), una valutazione
rapida da parte dell'Fda statunitense trasferibile a un'altra molecola, magari
destinata al ricchissimo mercato del cardiovascolare. "è di fatto un
fortissimo incentivo economico – spiega il ricercatore, che nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
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Nova24
sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 7 autore: MODELLI DAL WELLCOME TRUST
ALLE FONDAZIONI CARIPLO E MONTE PASCHI Non profit, ma visionari e strategici C on
un budget di ricerca comparabile a quello del Belgio e superiore a quello di
molti altri Stati la fondazione Bill& Melinda Gates è divenuta negli ultimi
protagonista, ma il non profit ha da tempo un ruolo crescente e strategico
nella ricerca. I modelli sono diversi e vanno dalla "charity" di
modello anglosassone alle fondazioni bancarie. Il Wellcome Trust britannico,
nato nel 1936 per amministrare le fortune del magnate della farmaceutica Henry
Wellcome, con un patrimonio di 15 miliardi di sterline è una delle
organizzazioni più attive sia nel finanziamento della ricerca di base che nella
divulgazione dei temi di scienza e società con un budget annuo di 600 milioni
di sterline. Un'accelerazione è arrivata lo scorso febbraio con l'annuncio
della consacrazione di quasi 4 miliardi di sterline (5 miliardi di euro) a
grandi progetti di biomedicina nell'arco dei prossimi cinque anni. Negli Usa,
negli stessi anni è nata la fondazione March of dimes con lo scopo di eradicare
la polio e per la quale ha condotto numerose campagne di raccolta fondi. Una
missione incompiuta che le è valsa non poche critiche per l'eccessiva burocrazia, spingendola a riscrivere a sua missione verso un più ampio
miglioramento della salute infantile. Più generalista, con obbiettivi dal filantropico
allo scientifco è la Fondazione Rockfeller con asset per 4 miliardi di dollari,
che hanno finanziato le ricerche più diverse dall'energia alle terapie
anticancro. In Italia Telethon e Airc, che nel 2007 hanno raccolto
rispettivamente 30 e 56 milioni di euro tra donazioni e contributi per la
ricerca sulle malattie orfane e i tumori, negli ultimi anni sono state
affiancate dalla Fondazione Cariplo, che moltiplicato il suo impegno verso i
laboratori italiani. Grazie allo sviluppo di un solido sistema di valutazione
dei progetti la più importante tra le fondazioni bancarie italiani è passata
dai 3 milioni di euro del
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
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Nova24
sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 15 autore: E-PARTECIPATION L'ESPERIENZA
DI 40XVENEZIA Un network per la città Attivisti civici si organizzano in rete.
Facendo circolare progetti e proposte L a dimensione sociale della rete –
sintetizzata dal nuovo corso che si ispira alla filosofia del web 2.0 – rende
internet, giorno dopo giorno, un mondo sempre meno virtuale e più legato alla
dimensione del vivere quotidiano di milioni di persone. I social network,
identificati nell'immaginario collettivo (di media e aziende tradizionali) come
un luogo dove perdere tempo e giocare, si stanno rapidamente rivelando come un
ambiente in cui la partecipazione si trasforma in attivismo concreto, spesso
con finalità pubbliche e sociali. Nei Paesi caratterizzati da regimi autoritari
gli strumenti di social networking sono un prezioso aiuto per organizzare la
protesta, mentre nei Paesi democratici consentono ai cittadini lontani dalla
politica dei partiti di esprimere opinioni, discutere proposte e mettere al
servizio della comunità locale le proprie competenze, con effetti reali sulla
vita della città. Come nel caso di 40xVenezia. In Egitto Facebook è il network
più popolare con circa 500mila utenti registrati. Nonè un caso quindi se Ahmed
Maher, giovane attivista locale, sia finito nel mirino del Governo. Reo di aver
promosso un gruppo su Facebook per promuovere uno sciopero nazionale di operai,
al quale si sono iscritti a meno di due settimane dalla manifestazione circa
60mila utenti, Ahmed Maher è stato arrestato e torturato dai servizi egiziani
per almeno 12 ore, allo scopo di estorcere la sua password di accesso al
servizio e recuperare quindi i dati degli iscritti. La grave violenza subita e
le continue minacce non hanno però frenato Maher dal continuare la protesta: la
sua intenzione è trasformare il gruppo in un movimento politico a tutti gli
effetti con il nome di "I giovani di Facebook". In Italia i social
network stanno rapidamente conquistando l'attenzione dei navigatori. Le
consolidate community di Windows Live Spaces, Virgilio e Libero sono tallonate
da MySpace e Facebook, in rapida crescita. Meno note ma altrettanto vivaci sono
le community supportate da Ning, la startup americana che vanta la piattaforma
con il più alto numero di social network attivi nel mondo: 300mila con circa
2mila nuovi network al giorno. Da PRItalia che raduna i professioni delle
relazioni pubbliche a Salsa Muchachos per gli amanti dei balli latini, numerosi
sono i network italiani. Tra gli altri 40xVenezia è attualmente quello che più
si è distinto nell'usare il social networking con fini sociali e grande
successo di partecipazione. Nato come strumento virtuale al servizio di
40xVenezia, movimento d'opinione sorto circa un anno fa per contribuire alla
costruzione di una Venezia sostenibile, è diventato in pochi mesi il fulcro
delle attività del gruppo, con evidenti benefici rispetto alla partecipazione e
all'influenza nella vita pubblica della città. Nell'aprile scorso perfino il
corporate blog di Ning ha dedicato un ritratto a 40xVenezia, a testimonianza dell'impatto
e del passaparola generato, oggi composto da 1.255 membri. Lo spazio aperto
sulla piattaforma è stato finalizzato a promuovere le attività del movimento,
con foto e video degli eventi di sensibilizzazione e informazioni locali
aggregate dalle principali testate giornalistiche, ma soprattutto a organizzare
la proposta con quattro gruppi programmatici dedicati al problema casa, alla
mobilità, al turismo sostenibile e al patrimonio artistico e culturale. Il caso
40xVenezia mostra tangibilmente come il virtuale della rete possa potenziare
l'organizzazione reale di attivismo al servizio di una comunità locale. Oltre
alla condivisione di informazioni e documenti online, il movimento ha promosso
incontri periodici dei membri per discutere le idee già condivise e decidere
insieme le articolazioni della campagna di pressione. Una prima piccola
vittoria è stata il contributo che ha positivamente influenzato lo statuto
della Fondazione dei Musei, a cui l'amministrazione di Venezia ha affidato la
gestione dei musei civici veneziani. è tuttora in corso una campagna ben più
impegnativa, con una petizione popolare per modificare tre articoli della Nuova
disciplina regionale in materia di turismo, in corso di discussione presso la
Regione Veneto, che avranno pesanti ricadute sulla città storica. La dimensione
umana e locale di 40xVenezia viene rafforzata dal social network, motore di un
movimento con profonde radici nel tessuto sociale e produttivo della città.
L'obiettivo è mettere a sistema, con passione e determinazione, le forze sane
del tessuto economico, sociale e produttivo di Venezia, tessendo la preziosa
tela di microrelazioni di tutte le realtà cittadine – religiose, associative,
culturali – oltrepassando la burocrazia e il corporativismo. Idee mutuate dal web globale, come il
Frozen Venice, performance che ha visto fermarsi, come congelate, quasi 200
persone in piazza San Marco, unite a tradizioni locali come il rito dello
spritz, ritrovo per l'aperitivo di mezzogiorno di ogni sabato al mercato di
Rialto, testimoniano come un felice idillio tra dimensione virtuale e
reale possa generare virtuosi percorsi nella vita delle nostre città. LUCA
CONTI www.40xvenezia.it EYEDEA Recuperi sostenibili. Organizzare le forze della
città per confrontarsi sulle proposte per un sviluppo sostenibile di Venezia e
un recupero del patrimonio artisticoe culturale.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 10-07-2008)
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10
Luglio 2008 Chiudi di ELENA PANARELLA Sono passati pochi mesi dagli ultimi
sgomberi effettuati all'interno del parco di Monte Mario, e la situazione sta
nuovamente precipitando. Con l'arrivo dell'estate, in quei sentieri impervi e
infestati di canneti, è iniziato un nuovo viavai di persone, provenienti da
diversi Paesi. Tutti disperati alla ricerca di una tana, di un rifugio, di un
posto dove passare la notte. Ma anche di un luogo da utilizzare come deposito
per merce rubata. Percorsi pieni di tutto. Montagne di rifiuti ad ogni angolo.
La carcassa di un frigorifero, un motorino abbandonato, un water rovesciato,
copertoni accatastati, valigie piene di stracci, vestiti stesi ad asciugare.
Materassi stesi direttamente sulla terra tra topi e rifiuti, tende da campeggio
bucate e arrangiate alla meglio, sedie e tavolini da picnic sgangherati. I
confini della realtà si attraversano a pochi passi da piazzale Clodio. Raggiungere
questi nuovi rifugi non è facile, bisogna andare sempre più giù, farsi strada
tra i rovi, e guardare dove si mettono i piedi, perché tutto frana. Una vera
giungla. "Non c'è pace per questo parco - racconta Riccardo F., 46 anni,
residente nel quartiere - Non c'è la volontà di intervenire. Ogni tanto si
parla di sgomberi, ma mai di interventi straordinari per ripulirlo. Tutta la
collina è una discarica, un polmone verde abbandonato a se stesso. Sempre
abitato da sbandati, rom e ubriachi. La vegetazione è morta e il Municipio se
ne frega, ci riempie di chiacchiere e a rimetterci sono solo i cittadini".
Gli fa eco un anziano signore: "Basta guardare come hanno ridotto il
villino Strozzi, sempre all'interno della collina, una storica dimora del Quattrocento
restaurata con un costo di centinaia di migliaia di euro e poi completamente
dimenticata e ridotta a rifugio per barboni e discarica". La
responsabilità è di "chi ha permesso che si arrivasse a tutto questo -
spiega Gemma Mezza, consigliere di un'associazione di residenti - Non si
possono spendere soldi per sgomberi, interventi di ristrutturazione, per poi
abbandonare completamente l'area. Non c'è nessuno che controlli lo stato delle
cose, non c'è nessuno che blocchi questo continuo viavai di persone". E intanto la burocrazia fa sprofondare sempre più questo splendida collina.
"Abbiamo avuto come gli altri Municipi un incontro con il sindaco di
carattere generale - spiega il presidente del XVII Municipio, Antonella De
Giusti - Entro il 30 luglio ci sarà un nuovo incontro per esporre le nostre
priorità, le nostre emergenze. Il parco di Monte Mario è sicuramente una
nostra priorità, insieme al problema della sicurezza. Ma quello che ripeto da
sempre è che RomaNatura deve fare la sua parte con i guardiaparco". E poi
aggiunge: "Il Municipio da solo non ha gli strumenti, gli interventi
dell'Ama hanno un costo e dopo poco si sta nuovamente al punto di partenza. Le
persone continuano a popolare la collina e le discariche continuano a crescere,
ci vogliono interventi con progetti mirati. Qualche mese fa abbiamo salvato una
ragazza che viveva con il figlio di quattordici mesi in mezzo ai topi e
immondizia, gli abbiamo offerto cure mediche e un posto dove vivere. Per tutto
il resto, non abbiamo i mezzi".
( da "Corriere del Veneto" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-07-10 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE L'iniziativa L'accusa Confartigianato Treviso contro il
regime fiscale: "I nostri ministri battano un colpo" Gli artigiani:
"Presa in giro il forfait del governo" Veneti nel mondo Un giorno per
loro Le poltrone Il consiglio ha finalmente nominato i rappresentanti regionali
nelle VENEZIA - Il consiglio regionale ha approvato con ampia maggioranza una
proposta di legge, presentata dai consiglieri della Lega Nord, che istituisce
la giornata dei veneti nel mondo. Sarà la giunta regionale a fissare la data
della giornata, che si articolerà in iniziative regionali e locali, promosse da
Regione, Comuni, scuole, associazioni. La Regione, da parte sua, si farà parte
attiva nel conservare la memoria delle grandi migrazioni dei veneti verso il
Nuovo Mondo, in particolare l'America latina e l'Australia, promuovendo mostre,
manifestazioni, giornate di studio, filmati, gemellaggi, scambi culturali e
formativi e anche iniziative turistiche. TREVISO - "Non mi tappo la bocca solo
perché adesso c'è un governo di centrodestra". Passano le finanziarie,
passano i premier ma Mario Pozza, presidente di Confartigianato Treviso, è
sempre lì, attenta vedetta, come non fosse mai sceso dal palco di Piazza dei
Signori del 14 ottobre. Allora lanciò vibranti strali contro Romano Prodi e i
suoi contabili, ben affiancato da altre organizzazioni imprenditoriali. Con lui
c'erano il mondo del commercio e della libera professione, e c'erano anche gli
uomini di Unindustria. Adesso è in solitaria, ma alla bisogna distribuisce
ugualmente fendenti all'indirizzo degli attuali inquilini, sulla carta amici,
di Palazzo Chigi. La battaglia di oggi è per il "forfettone", vale a
dire la norma che permette alle aziende pensava di rendere la vita più facile
ad almeno il 35 per cento delle imprese, in realtà non arriverà che ad
accontentarne il 10 per cento. La proposta, che di fatto ed ai lavoratori
autonomi con ricavi inferiori ai 30 mila euro di utilizzare un sistema
semplificato con aliquota fissa per pagare Irpef, Irap e Iva. "Una presa
in giro. L'ennesima - sentenzia Pozza perché è una finta semplificazione
". Un privilegio per pochi perché i soggetti che possono documentare un
business così limitato sono all'incirca una rarità. Il governo l'uscente
Achille Rosario Grasso, vicino a Forza Italia e in particolare a Carlo Alberto
Tesserin (vicepresidente del consiglio regionale). Con lui entra anche Luciano
Pomoni, ex consigliere comunale di Alleanza nazionale all'epoca del sindaco
Paolo Costa. I due prescelti l'hanno spuntata su autorevoli concorrenti:
l'editore Cesare De Michelis, per esempio, la presidente del Teatro Stabile
Laura Barbiani e anche il manager Enel Gianluca Comin. Per l'Arena, tocca al
commercialista è una richiesta formale agli esponenti veneti dell'esecutivo, è
di raddoppiare il tetto. Lo si fissi a 60 mila euro. Nelle considerazioni del
presidente solo così si potrebbero davvero assottigliare i pacchetti
di carta e di tempo che le piccole imprese devono dedicare alla burocrazia. Palla al piede che oggi,
secondo i suoi calcoli, comprime la produttività potenziale di almeno sei
punti. "E poi le aziende potrebbero non essere indotte nella tentazione di
non crescere per restare sotto la soglia. O in quell'altra che tutti sappiamo
di far sembrare i conti più magri del reale. Il "forfettone"
allargato, in sostanza, sarebbe anche un valido strumento di prevenzione
dell'evasione fiscale". Il governo, dunque si muova. Si muovano in
particolare "certi" membri del governo che senza giri di parole hanno
un debito nei confronti di questo territorio. "Devono capirlo. Se ci sono
tre ministri veneti è anche perché le associazioni di categoria li hanno
sostenuti. Questa è per loro una buona occasione di farci vedere ciò che ci
aspettiamo". Gianni Favero.
( da "Corriere di Bologna" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-10 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Oratori, in arrivo la legge (e i soldi) La Regione
pronta al voto: per accedere ai fondi saranno necessari progetti articolati
L'Emilia-Romagna arriva dopo Lombardia, Lazio e Liguria: ma il modello è
diverso No ai contributi a pioggia Di fronte all'emergenza educativa di cui
ormai tutti - sociologi, politici, sacerdoti, insegnanti - parlano
diffusamente, la Regione Emilia- Romagna scopre gli oratori. Generazioni di
adolescenti vi hanno passato pomeriggi a suon di biliardino e ping-pong. Ancora
lo fanno: chi per i laboratori creativi, chi semplicemente per trascorrere
qualche ora in compagnia di amici, coi genitori a casa, tranquilli. Sono circa
una sessantina gli oratori strutturati in città e in provincia, ai quali si
aggiungono oltre 150 parrocchie attive, almeno una volta la settimana, con
progetti educativi per bambini e ragazzi. L'assemblea legislativa di Viale Aldo
Moro si appresta, entro la fine del mese, a riconoscerne la funzione sociale,
al punto da prevedere risorse con le quali aiutare oratori e parrocchie. La
proposta, sostenuta da Gianni Varani, consigliere di Forza Italia, è stata
abbinata al progetto di legge, firmato da 21 consiglieri del Pd e della
Sinistra democratica, in materia di politiche per le nuove generazioni, che si
prepara proprio oggi a terminare il suo iter in commissione Formazione. Per il
22 e il 23 di luglio è previsto il voto del parlamentino regionale. "La
nuova legge sui giovani è molto ampia - sottolinea Marco Barbieri, consigliere
del Pd, ex Margherita, primo firmatario - ha l'obiettivo di rimettere gli
adolescenti al centro delle politiche. Dentro a questa legge, ci occupiamo
anche dell'offerta formativa di sostegno alle famiglie, ambito nel quale gli
oratori rientrano a tutti gli effetti". Per l'azzurro Varani si tratta di
una vittoria: "Ci avevo già provato la scorsa legislatura a porre la
questione, ma non era nemmeno stata presa in considerazione - racconta -: ora
l'aria è cambiata". Se e quando la legge regionale sulle politiche
giovanili sarà licenziata, la Regione Emilia-Romagna si aggiungerà al gruppo
delle altre tre, Lazio, Lombardia e Liguria, che già hanno riconosciuto la
funzione sociale degli oratori. Ma non mancano i distinguo. "Il Lazio ha
scelto di distribuire risorse a tutte le parrocchie per le attività educative.
Così a ciascuna realtà sono arrivate poche centinaia di euro - spiega -
un'operazione, secondo me, inutile. Il nostro intento, invece, è quello di
premiare e sostenere la qualità". Lo strumento per la distribuzione dei
finanziamenti sarà il bando di gara. Parrocchie, oratori, realtà ricreative di
altre confessioni religiose, insieme ad associazioni laiche, con ogni
probabilità già all'inizio del 2009, potranno partecipare al primo bando di
assegnazione dei finanziamenti, presentando i propri progetti educativi:
"Non tutti gli oratori sono bravi a priori solo perché appartengono al
mondo cattolico - sottolinea Barbieri - ma quelli davvero capaci, in un'epoca
di scarsità di esperienze educative a sostegno delle famiglie, vanno
valorizzati". Insomma, non basterà offrire un salone con un tavolo da ping
pong per ricevere finanziamenti pubblici, bisognerà elaborare un progetto
articolato. L'operazione di Viale Aldo Moro vuole essere uno stimolo per gli
altri enti locali, Province e Comuni: "Negli anni si è fatto tanto per gli
anziani in questa regione; è ora di occuparsi anche dei giovanissimi, premiando
chi cerca di dare loro risposte - rimarca Barbieri -. Vogliamo offrire un input
anche alle Province e ai Comuni perché comincino davvero a lavorare su questi
temi". Gianni Varani, pur riconoscendo lo sforzo della maggioranza, avanza
qualche perplessità, sulla scia di quelle già espresse da Mauro Bignami,
presidente di Agio (Associazione giovani per l'oratorio, ndr) dalle colonne di
Bologna Sette, inserto domenicale di Avvenire: "Temo
che l'eccesso di burocrazia
di questa legge possa rendere difficile l'ottenimento delle risorse - ribadisce
Varani -: comunque aspettiamo, sono ben disposto ". Altro punto
interrogativo è la disponibilità effettiva di finanziamenti: "Temo che per
avere le idee più chiare dovremo aspettare la prossima finanziaria
regionale". Micaela Romagnoli Calcio balilla Un oratorio negli Anni
'50 Toscano Renzo Ulivieri, ex allenatore del Bologna Estate in compagnia Un
momento di divertimento.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA
10-07-2008 CONFARTIGIANATO UN INCONTRO DELL'APLA Cantieri mobili: cosa è
cambiato con il Testo Unico II Erano presenti oltre 80 imprenditori del settore
edile, lunedì sera all'Hotel Parma & Congressi, per partecipare
all'incontro organizzato da Confartigianato Apla Parma sulla sicurezza nei
cantieri mobili e temporanei, dopo la recente entrata in vigore del Testo
Unico. Come ha sottolineato il presidente di Confartigianato Apla Marco
Granelli "è sicuramente apprezzabile il fatto di aver raggruppato in un
unico testo le norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro, perché una migliore
organizzazione non potrà che facilitarne l'attuazione e la verifica. E' anche
vero però - ha aggiunto - che sono ancora eccessive le
sanzioni per le imprese e che troppo poco è stato fatto per snellire la burocrazia. A livello nazionale stiamo
dando il nostro contributo per una maggiore semplificazione del Testo Unico,
perché possa diventare uno strumento davvero utile per imprenditori e
lavoratori". Ad illustrare in dettaglio le Apla Un momento dell'incontro.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia
Ospedale, occhi puntati sul collaudo L'opposizione insiste: ci sono problemi
strutturali. Ma la Baccarin smentisce I PROBLEMI DELLA SANITA' Le verifiche
dovevano terminare nei giorni scorsi Al massimo si concluderanno fra due
settimane Continua l'incertezza sulla data di apertura: settembre per l'Ass,
entro l'anno per Tondo Il direttore generale dell'Azienda sanitaria isontina è
convinto che il nuovo ospedale di via Fatebenefratelli si aprirà già in
settembre. È ciò che ha ribadito al presidente della giunta regionale, Renzo
Tondo, durante il sopralluogo di quest'ultimo al cantiere, assieme al sindaco,
Ettore Romoli, al consigliere regionale di Forza Italia, Gaetano Valenti. Il
governatore, nella conferenza stampa che aveva preceduto il sopralluogo, era stato
più cauto, sostenendo di fatto che il nuovo ospedale si aprirà entro l'anno,
senza indicare una data precisa. "Come ho già avuto modo di dire, quindici
giorni in più o in meno non fanno la differenza - ribadisce il sindaco Romoli
-. Ciò che conta è che le cose vengano fatte bene e che Gorizia possa avere,
finalmente, un ospedale di qualità, a partire proprio dalla struttura. Ritengo
che l'interesse dimostrato dal presidente Tondo abbia una forte valenza -
aggiunge -, in quanto testimonia che la Regione sta seguendo con grande
attenzione la fase conclusiva dei lavori". Durante la visita il
governatore Tondo ha avuto modo di vedere in anteprima l'ospedale
"finito". "È vero - conferma il sindaco Romoli -. Di fatto
abbiamo potuto vedere la struttura nella sua "veste" finale, anche se
chiaramente è ancora vuota. Siamo stati un po' dappertutto, visitando anche le
cinque sale operatorie. Non rimane, quindi, che attendere l'esito del collaudo,
attualmente in corso". Il nodo della questione è proprio il collaudo. Secondo
alcuni consiglieri dell'opposizione di centro-sinistra, durante le verifiche
preliminari, svoltesi nei mesi scorsi, sarebbero stati riscontrati problemi
strutturali di una certa rilevanza, problemi sempre, peraltro, smentiti dalla
Baccarin. Martedì, come detto, è sceso in campo lo stesso presidente Tondo, il
quale, dopo aver parlato con tecnici e funzionari della stessa Agenzia
regionale alla sanità, ha rassicurato il sindaco Romoli. Ma, ovviamente, gli
occhi continuano a rimanere puntati sulle operazioni di collaudo che, secondo
alcune previsioni iniziali, si sarebbero dovuti concludere già nei giorni
scorsi e che, invece, secondo Tondo, potrebbero durare ancora un paio di
settimane. Ciò a causa degli eccessi della burocrazia, che avrebbero
"rubato" diversi giorni alle pratiche di collaudo. Ma,
indipendentemente da quando si concluderà, l'interesse è tutto per il responso
dei componenti della commissione, che dovrà esprimere un parere sulla
conformità della struttura. È qui che si gioca l'ultima, "bollente"
tappa verso l'apertura del nuovo ospedale di Gorizia. Patrizia Artico.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 10-07-2008)
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CRONACA
MASSA pag. 2 "Parchi trasformati in parcheggi Degrado e abbandono alla
Partaccia" ? MASSA ? VA IN BANCA a chiedere un mutuo e scopre che sulla
casa che deve acquistare c'è un'ipoteca. Viene ben presto alla luce che si
tratta di un errore ma che deve comunque pagare circa 4.500 euro per cancellare
il vincolo ipotecario dal bene immobile. Marusca Ciuffi si rivolge al Tribunale
di Livorno che aveva richiesto nel
( da "Nazione, La (Umbria)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
TERNI pag. 17 I lavoratori sul piede di guerra Venturi precisa: "Il
Comitato non è contro i dipendenti" CONSORZIO TEVERE-NERA
"DUELLO" SULLA TASSA VENTURI Sostiene le ragioni del Comitato
Tevere-Nera ? TERNI ? BOTTA e risposta tra il Comitato contro la tassa
Tevere-Nera, rappresentato da Leo Venturi, e i lavoratori del Consorzio, che
lunedì avevano denunciato il mancato pagamento degli stipendi, annunciando la
messa in mora dell'ente "Non siamo contro i lavoratori ma contro una tassa
ingiusta ? afferma Venturi ? Sono comprensibili le preoccupazioni ma ciò nulla
toglie alla legittimità delle iniziative intraprese in questi anni. A maggior
ragione chi riveste incarichi istituzionali, non ricoperti per chiamata diretta
o per raccomandazione ma attraverso il voto delle persone, ha il dovere di
difendere i diritti e la dignità dei cittadini ed è per queste ragioni che
proseguirà l'impegno contro la burocrazia, per la razionalizzazione degli enti in grado di produrre
risparmi e più efficienza e tutto ciò non riguarda solo i Consorzi, purtroppo,
ma anche realtà come ad esempio il Sevizio Idrico Integrato. I lavoratori sanno
che non basta l'elenco degli interventi finanziati dalla Regione e dalla
Provincia e la cui realizzazione viene data in appalto per legittimare la
richiesta del pagamento della tassa; i lavoratori sanno che sul Nera e
sul Tevere il Consorzio di Bonifica non ha nessuna competenza se non di seguire
i lavori di messa in sicurezza delle sponde, ruolo affidatogli dalla Provincia
e dal Comune; i lavoratori sanno che per interventi analoghi in altre parti
dell'Umbria i cittadini nulla pagano in aggiunta alla fiscalità generale, in
quanto queste opere sono interventi di tutela idrogeologica. I lavoratori
dovrebbero prendersela col vecchio Cda che, negli anni, ha 'gonfiato la
struttura' e i costi di gestione al punto da costringerli ad estendere la
contribuzione a tutti i cittadini fino ad incanalare, irresponsabilmente, il
Consorzio nel tunnel dei ricorsi. Con la Regione, che fin dal 2000 si è lavata
le mani dei veri problemi che il Comitato ha posto. Una Regione incapace di
fare scelte serie a tutela dei diritti dei cittadini ma molto impegnata a
mantenere inefficienze e burocrazia. Proseguiremo
nella nostra battaglia di civiltà". "I lavoratori del Consorzio ?
questa la replica ? non sanno e non compete loro sapere se sia o meno legittimo
il pagamento della tassa. I lavoratori sanno che dovrebbero essere tutelati da
un contratto di lavoro a tempo indeterminato garantito da un contratto
nazionale; che chi è chiamato a gestire un ente e in particolare chi ne ha la
rappresentanza come il presidente Montori dovrebbe in primo luogo sviluppare le
attività dell'Istituzione, difendere chi vi lavora, piuttosto che indagare per
trovare qualsiasi spiraglio che possa mettere in cattiva luce ente e
dipendenti. I lavoatori sanno che le attività indicate dalla legge regionale in
materia di bonifica vengono puntualmente svolte; che in tutte le regioni
italiane, salvo la Sardegna e in parte le Marche, esistono oltre 200 consorzi
di bonifica che operano secondo leggi similari a quella umbra".
"Sembra che si rasenti l'assurdità ? aggiungono ? quando il signor Venturi
invita i lavoratori a prendersela con il vecchio Cda colpevole di aver 'gonfiato
la struttura': ossia dovrebbero odiare chi ha dato loro la possibilità di
lavorare. La struttura non è gonfiata ma servirebbe un incremento, in alcuni
settori, non inferiore al 20%". Ste.Cin. @BORDERO:cinaglia-stefano @#@
Image: 20080710/foto/8976.jpg.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-07-2008)
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SARZANA
/ LUNIGIANA pag.
( da "Basilicanet.it" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
13.05.44
[Basilicata] â??Alla Regione Basilicata bisognerebbe istituire una sede
distaccata dellâ??Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la
Geotermia (UNMIG)â?. Lo afferma, in un comunicato
stampa, Gerardo Mariani, ex consigliere regionale, che già nel 2001,
sulla modalità di controllo sulle royalties propose in Consiglio
Regionale lâ??istituzione dellâ?? Agenzia Regionale per il Controllo sulle
estrazioni di Idrocarburi (ARCEI). â??Una proposta chiara â?" aggiunge
Mariani - per dare un quadro univoco e soprattutto semplice del sistema dei
controlli della Regione sulle royalties. Dieci articoli che prevedevano la
creazione dellâ?? Agenzia Regionale per il Controllo sulle estrazioni di
Idrocarburi, con il compito di controllo per tutti gli adempimenti del D.L. gvo
n. 625 del 25 / 11/1995, nonché© di verifica del rispetto di quanto contenuto
nella L.R. 6 Aprile 1999 n. 12. Data la natura giuridica dellâ??Arcei sarebbe alquanto semplice e snella una gestione impostata
managerialmente, priva pertanto di ogni forma di burocrazia. Un aspetto positivo della legge consiste proprio nel compito di
sorveglianza che lâ??agenzia avrebbe nel fare rispettare i pagamenti. Ulteriore
aspetto dallâ??indiscusso valore aggiuntivo è¨ che le sanzioni possano essere
irrogate direttamente allâ??agenzia,con riduzione dei tempi e con la
semplificazione di numerose procedure. Senza voler essere retorici ci sembra di
poter dire che la legge formulata già nel
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-07-2008)
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LA NUOVA
LEGGE REGIONALE Gestire terme sarà più facile svolta nell'isola MASSIMO ZIVELLI
Ischia. Più controlli e meno burocrazia. La gestione delle fonti termominerali in Campania diventa più
trasparente, a tutto vantaggio di utenti e imprenditori. Il Consiglio regionale
ha approvato la legge di riordino per lo sfruttamento delle acque termali e
minerali. Un business che in Campania per le sole terme sfiora i 70 milioni di
euro, dei quali almeno 40 vanno a costituire il fatturato annuo di
Ischia, dove operano 185 aziende medie e piccole, sei grandi parchi, e dove
negli ultimi anni sono fiorite decine fabbriche di cosmetici termali che
esportano all'estero: da Mosca a Parigi, a New York. "Aumentano i
controlli di qualità delle acque e degli impianti di gestione, a garanzia e
tutela degli utenti, come per un marchio doc perchè il segnale che abbiamo
voluto lanciare - è il commento di Nicola Marrazzo, presidente della commissione
demanio - è che le nostre acque termali sono fra le migliori in Italia".
La nuova legge prevede un consistente alleggerimento burocratico a carico delle
imprese, per ottenere il rinnovo annuale delle concessioni dovranno produrre
solo atti ritenuti utili sotto il profilo amministrativo e della tutela della
salute". È stata abolita la corposa certificazione sulla valutazione di
impatto ambientale, che adesso le aziende non dovranno più ripresentare a ogni
rinnovo di licenza. "Il riordino lo accogliamo con favore e perché
introduce elementi di modernizzazione", commenta a caldo Giuseppe Di
Costanzo, consigliere nazionale dell'associazione degli imprenditori delle
terme. Critico il gruppo di An. Per Pietro Diodato "gli imprenditori
realizzano grandi guadagni, mentre la Regione svende un bene di tutti
incassando cifre irrisorie". A sostegno delle sue accuse Diodato cita gli
esempi della Ferrarelle che in un anno a fronte di incassi per 600 milioni
verserebbe alla Regione 11mila euro. Che diventano 102 euro - sempre secondo
Diodato - nel caso della società che a Ischia gestisce le terme del Regina
Isabella, fatturato di sette milioni l'anno.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-07-2008)
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BERTIOLO
Il capogruppo della minoranza Eleonora Viscardis giudica sbagliata la
finalizzazione alla demolizione dello storico edificio Sull'acquisto dell'ex
filanda è scontro politico BertioloLa minoranza di centro-destra di Bertiolo ha
incontrato i simpatizzanti per un bilancio sull'operato dell'Amministrazione.
In questi ultimi anni, in cui il centro-sinistra ha governato il Comune,
parecchie sono state le scelte sbagliate, secondo la capogruppo di minoranza,
Eleonora Viscardis, ma l'immobilismo e la scarsa imprenditorialità che
caratterizzano gli attuali amministratori potrebbero pregiudicare
irrimediabilmente la stabilità economica facendo comparire, per la prima volta,
il segno rosso nel risultato di bilancio."Non si è fatto quasi nulla per
incrementare le entrate - denuncia la Viscardis - al contrario si è fatto molto
per incrementare la spesa pubblica senza tuttavia migliorare la qualità dei
servizi. La zona artigianale del PIP pubblico (da non confondere con quello
privato), unica fonte di reddito certo, dopo innumerevoli anni è ancora lontana
dall'essere utilizzabile. I privati invece hanno acquistato i terreni
nell'agosto del 2003, hanno realizzato le opere e vi sono già attività
insediate. Realizzata in appena quattro anni la lottizzazione privata è
incontrovertibile testimonianza dell'incapacità dei nostri amministratori che
ci hanno messo sette anni per arrivare a metà dell'opera. E
la causa non è della burocrazia pubblica poiché i nostri amministratori hanno perso il confronto
anche con i Comuni limitrofi. Rivignano, Varmo, Codroipo hanno avviato dei
progetti dopo di noi e li hanno già realizzati e resi fruibili".Ma
l'esponente di minoranza punta il dito verso un'altra scelta probabilmente
sbagliata, l'acquisto finalizzato alla demolizione della storica ex
filanda. "Pur sapendo che tale intervento poteva essere vietato il sindaco
e la giunta hanno voluto caparbiamente insistere sulla demolizione. La bocciatura
del progetto - sostiene Viscardis - ha così a tutt'oggi reso inutilizzabili i
contributi, con il rischio di doverli restituire, nel caso in cui non ci sia
una risposta positiva da parte dell'Autorità che vieta la
demolizione".Secondo la minoranza inoltre i servizi, quasi tutto è
demandato a Codroipo. I Vigili Urbani si vedono solo per le contravvenzioni, si
è persa la figura del vigile comunale controllore del territorio che preveniva
e dissuadeva dal compiere un'infrazione . L'assistenza domiciliare agli anziani
e ammalati è stata delegata all'Ente Moro di Codroipo. La svendita della rete
fognaria al CAFC oltre a vincolare il nostro Comune per qualche decennio
obbliga i cittadini a recarsi presso gli uffici di Udine nel caso di nuovi
allacciamenti o controversie in merito a canoni di fognatura e depurazione
dovute, ad esempio, a perdite occulte. Per contro aumentano le spese e
nonostante tutto ci permettiamo di portare quasi gratis i bambini di Codroipo
nella scuola materna statale di Bertiolo.Daniele Paroni.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE
DALLA PRIMA "Forfettone" da cambiare per aiutarci davvero Da una stima sugli effetti del peso degli adempienti amministrativi sul
sistema imprenditoriale risulta che un sistema privo di burocrazia consentirebbe alle
microimprese di aumentare la produttività del 5,8 per cento. Confartigianato
segnala anche un altro rischio con l'attuale tetto. Le imprese potrebbero
essere indotte a non crescere per non superare la soglia della semplificazione.
Senza parlare del fatto che possano accedere al regime semplificato soggetti
che non ne hanno titolo. In questo caso è necessario, anche per garantire
equità nei confronti delle imprese che rimarranno soggette a tutti i controlli
e adempimenti, prevedere un sistema di verifiche e rilevazioni periodiche
sull'ammontare dei corrispettivi percepiti, dei costi e sugli elementi di
struttura.L'allargamento della platea della semplificazione ha anche
un'importante azione preventiva all'evasione. Confartigianato da sempre
rivendica la battaglia della legalità e ci conforta il fatto che recenti studi
di Unioncamere e di altre agenzie abbiano messo in rilievo come l'indice di
evasione a Treviso e in Veneto sia tra i più bassi in Europa.Per questo al
Governo diciamo: aiutateci in questa battaglia per la legalità, contro la
concorrenza sleale dell'economia in nero. Occorre che il Governo intervenga
subito su questo provvedimento che, se ben calibrato, può portare un
significativo aiuto alla crescita della produttività e agire positivamente
sulle aree grigie dell'evasione.La pazienza delle imprese artigiane è al
limite. Occorrono segnali concreti, forti, puntuali. Se salta la piccola e
media impresa la crisi italiana diventa irreversibile. Intervenire sul
"forfettone" è semplice e poco costoso per l'erario, ma significa
molto per i nostri artigiani.Mario Pozza(presidente provincialedella
Confartigianato).
( da "Sicilia, La" del 10-07-2008)
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I valori
rientrano nella norma e l'acqua può essere utilizzata Petrosino. a. p.) È
polemica, a Petrosino, sulla pulizia delle spiagge. A rilanciare le lamentele
dei bagnanti è stato il consigliere comunale Giuseppe Di Girolamo, che dichiara
di non poter condividere le affermazioni del sindaco Biagio Valenti, che aveva
parlato di "passi in avanti" per la pulizia dei litorali.
"Davanti alle evidenze - dice Di Girolamo - non ci si può sottrarre. Il sindaco parla di tempestività dell'intervento, quando la
pulizia delle spiagge è iniziata solo intorno al 20 giugno. Questo ritardo non
è colpa né del Consiglio, che ha approvato il bilancio a maggio, né dalla burocrazia". Per il consigliere,
infatti, la "responsabilità" è della Giunta municipale.
( da "Provincia di Como, La" del 10-07-2008)
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Proposta
Idea: chioschi a "presidiare" i giardini pubblici Guido Guazzoni,
oste in pensione, è convinto che una presenza fissa possa essere gradita alle
famiglie CANTU' (ch.g.) E se nei parchi ci mettessimo un chiosco per vendere
caramelle e gelati, con tanto toilette nelle vicinanze? Forte di questo
interrogativo Guido Guazzoni, una vita da oste (alla Vignetta, ceduta qualche
mese fa), e ora pensionato, pensa a reinventarsi come barista. O meglio, come
chioschista. Desiderio per il momento irrealizzabile. La determinazione
di realizzare un punto di ristoro nel verde dei parchi pubblici si scontra
infatti con la burocrazia
amministrativa, che alla domanda affiorata nella mente di Guazzoni (per anni,
volto familiare tra gli avventori dell'Osteria La Vignetta) risponde, per il
momento, con un bel picche. Guazzoni passeggia tra le panchine e gli scivoli di
via Lario, mentre racconta la sua idea. Guarda in giro nei sentieri,
nell'erba e sul terreno gommoso progettato per far divertire i bambini vicino
alle passerelle-giocattolo. "Vedete? Ci sono cartacce e mozziconi di
sigarette dappertutto. Le mamme con i bambini vengono qua spesso, ma trovano
sporco. E poi manca il bagno e, a parte una fontana, non c'è nient'altro da
bere o da mangiare". Da qui la pensata: "Dato che sono in pensione e
che abito qui vicino ? racconta Guazzoni ? mi piacerebbe poter aprire un
baracchino nei parchi, dove tenere qualcosa da bere. E avere magari anche una
toilette chimica, dove le mamme possono anche cambiare i loro bambini. Vorrei
cominciare qui in via Lario, poi si potrebbe proporre il parco Argenti o via
Roma, se l'iniziativa dovesse funzionare". Operazione commerciale?
"Sinceramente, adesso che sono in pensione dopo aver lavorato tutta una
vita, bisogno di fare soldi non ne ho". Operazione sociale? "Beh, con
qualcuno presente durante le belle giornate, i malintenzionati se ne starebbero
alla larga. E uno ci pensa due volte a buttare per terra le cartacce. Forse
riusciremo a trovare una soluzione il prossimo anno. Ho provato a parlarne
anche con il comune, ma per ora non siamo riusciti a trovare una soluzione,
nonostante gli sforzi di tutti". Sì, perché potrebbe far comodo anche al
Comune avere una presenza stabile nei giardini. "Si pensava ad un
contratto stagionale, di tre o quattro mesi. Una specie di permesso particolare.
Forse riusciremo ad averlo per l'anno prossimo, ormai per quest'anno è
andata". 10/07/2008.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-07-2008)
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SERVIZI
E SICUREZZA A PIEVEPELAGO PIEVEPELAGO. I lavori per la realizzazione del nuovo
distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Pievepelago sono già iniziati e
il sindaco ne annuncia la conclusione entro l'anno. Ma a
mettere lo zampino in questa faccenda è la burocrazia; il ministero ha infatti bloccato due autorizzazioni ai
volontari formati con i corsi, provvedimenti indispensabili per poter operare
sul territorio. Sono circa una decina i volontari che hanno terminato il corso
di formazione per poter operare nel distaccamento dei vigili del fuoco in
costruzione a Pievepelago, struttura che dovrebbe essere pronta entro
l'anno. Questi ragazzi hanno già ottenuto il decreto dal ministero,
un'autorizzazione necessaria per poter prestare servizio. Alcuni altri invece,
si parla di due, attendono ancora e pare che, per una particolare
interpretazione di una norma inserita nella finanziaria, non sia ancora
possibile sciogliere la riserva. Se non arriveranno questi ultimi due decreti
non sarà possibile garantire il numero minimo di operatori per far funzionare
il servizio tutto l'anno in maniera fissa. A spiegarlo è il comandante dei
vigili del fuoco di Modena Giuseppe Lo Presti: "Pare che una norma
dell'ultima finanziaria equipari i volontari a personale precario e quindi ne
blocca momentaneamente l'ok al servizio - spiega Lo Presti - ma contiamo di
poter avere risposte nel breve termine per sbloccare la situazione. Sono pochi
quelli che ancora attendono il decreto, ma auspichiamo che la vicenda si
risolva positivamente. Peraltro lo stesso problema ci si presenta per il
personale discontinuo che utilizziamo soprattutto in estate per periodi brevi.
Ciò che poi ci preoccupa di più è la presunta impossibilità di organizzare
nuovi corsi, uno stop che in prospettiva potrebbe creare non pochi problemi per
la formazione dei futuri volontari". Lo Presti ha avviato una serie di
incontri e confronti sul futuro del distaccamento dei vigili del fuoco
volontari di Pievepelago. Intanto il sindaco di Pieve Luca Mordini auspica che
"questa situazione di stallo si sblocchi al più presto per poter garantire
il servizio nell'Alto Frignano tutto l'anno, per il bene della
popolazione". (claudia benatti).
( da "Italia Oggi" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 164, pag. 12 del
11/7/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF
La nuova linea della Camera di commercio di Modena, che ha rinnovato i
suoi vertici Il futuro è nelle relazioni tra pmi Servono scelte precise: al
centro i bisogni delle imprese è stato eletto all'unanimità. Ed è il dodicesimo
presidente di una camera di commercio proveniente dalla Cna. Da martedì scorso
Maurizio Torreggiani guida l'Ente camerale di Modena. "Sono entrato in
associazione", racconta, "nel '77, quando avevo appena 19 anni".
E ora, grazie all'esperienza maturata, per il nuovo incarico ha idee ben
precise: "Il mio mandato", spiega, "coincide con il tempo delle
scelte. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con
decisioni coerenti e condivise". Non è un caso che il documento
programmatico sia stato sottoscritto da tutte le associazioni. Torreggiani, 50
anni, in associazione ha salito tutti i gradini. Da apprendista a responsabile
di una sede di quartiere, da direttore provinciale per l'area meccanica a
responsabile delle relazioni sindacali (ruolo nel quale darà un contributo
importante alla costituzione degli enti bilaterali) fino a divenire, nel '93,
direttore generale di Cna Associazione e amministratore delegato di Cna
Servizi. Dal '98 era anche vicepresidente della Camera di commercio e di
Promec, l'Azienda speciale per l'internazionalizzazione. L'8 luglio l'elezione
a presidente della Camera modenese. Domanda. Una responsabilità importante,
arrivata in un momento non facile, neanche per un'economia forte come quella
modenese. Risposta. Il compito che ci aspetta non è facile. L'economia mondiale
sta attraversando un momento di grave crisi e dovremo supportare le imprese
modenesi per consentire loro di superare quei nodi strutturali che rischiano di
frenarne il potenziale di crescita. Le criticità su cui occorrerà lavorare e
sulle quali dovrà concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si
chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di
accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre
potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello
dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. R. La Camera dovrà
proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo
di internazionalizzazione delle imprese della provincia. E dovrà farlo
mettendo mano, non lo nascondo, a una profonda revisione degli obiettivi e
delle attività con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in
una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti. è l'unica
strada per mettere pienamente in valore le grandissime potenzialità della
nostra economia. D. La capacità di concertazione sembra essere già un tratto
distintivo del suo mandato. R. Per l'attuazione dei propri programmi, la Camera
non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con le associazioni
imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Non è un caso che, per
la prima volta, sia stato siglato da tutte le organizzazioni un documento
programmatico che costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire
i bilanci poliennali e quelli annuali. Vogliamo avere ambizioni e obiettivi
comuni per rendere più performante il territorio, sapendo che l'efficacia,
l'efficienza e l'economicità maturano sia dentro sia fuori il perimetro
aziendale e di quest'ultimo aspetto siamo tutti responsabili". D. Come
dovrà caratterizzarsi l'atteggiamento della Camera rispetto alle pmi? R. Primo,
non devono mai essere considerate un elemento accessorio dell'economia, quanto
una componente fondamentale. Così anche le normative devono essere pensate a
partire dalle loro esigenze, visto che costituiscono il 97% del nostro tessuto
produttivo. Infine dobbiamo lavorare per rendere le relazioni tra le imprese
sempre più virtuose e capaci di contribuire a incrementare la competitività
globale. Il futuro di questo territorio passa da lì.
( da "Giornale di Brescia" del 11-07-2008)
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Edizione:
11/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA La
presidente di "Italia Nostra" Bettinelli ha presentato un ricorso
contro la rimozione della struttura medievale. Esposto anche in Procura Torre
di piazza Vittoria e metro finiscono davanti al Tar La torre medievale
rinvenuta in piazza Vittoria durante gli scavi per il metrò Ora rischia davvero
di essere sacrificata sull'altare del treno sotterraneo, emblema della
"città del futuro". Ma per salvare e custodire la torre medievale -
emersa ai margini di piazza Vittoria durante gli scavi per la stazione della
metropolitana - Italia Nostra, l'Associazione nazionale per la tutela del
patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, è decisa ad
"affilare le armi". Una torre medievale, XII-XIII secolo,
( da "Arena, L'" del 11-07-2008)
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MOZZECANE.
I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità di comprare il locale e
di far nascere l'attività Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono
la licenza di Matteo Venturelli Da quattro mesi aspettano la licenza dal Comune
per poter aprire il loro ristorante. Luca e Nicola Scapinello, fratelli di 25 e
28 anni di Mozzecane, sono esasperati. La colpa del ritardo non è degli uffici
del municipio, ma della Regione che tarda a emanare le linee guida sul versante
delle concessioni delle licenze. Come risultato, il Comune di Mozzecane, che
non aveva licenze assegnabili al momento della richiesta dei fratelli Scapinello,
non può concedere l'autorizzazione per far aprire il locale. "Abbiamo
l'idea di realizzare un ristorante da ottanta posti a sedere", spiegano i
fratelli, "con un bel plateatico e cucina classica rivisitata però in
versione moderna". "Mentre i mesi passano senza che nessuno ci dia
una risposta", afferma Luca Scapinello, "noi siamo bloccati. Non
possiamo correre il rischio di fare acquisti importanti, come la cucina o
l'arredamento del locale, perché non siamo più così sicuri di poter iniziare
l'attività. Se subentrassero altri problemi, cosa potremmo fare con le
attrezzature da pagare?". "Abbiamo iniziato ad informarci su come
poter ottenere la licenza già lo scorso ottobre", aggiunge Nicola
Scapinello, che attualmente lavora come arredatore d'interno, "e in Comune
i funzionari ci hanno risposto che avrebbero saputo comunicarci la data
definitiva verso fine anno, convinti che dalla Regione avrebbero avuto presto
le nuove direttive. Ci è stato spiegato che avremmo dovuto attendere solo un
paio di mesi. Infatti, per Pasqua, avevamo programmato di inaugurare il
ristorante". "Non è possibile", sbotta Livio Scapinello, 55
anni, padre di Nicola e Luca, "che per le lunghezze
della burocrazia italiana
due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere
tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività".
"Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di
telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che
entro fine mese ci avrebbero fatto sapere. Quando abbiamo chiesto di
essere ricevuti, ci hanno risposto che l'ufficio non è aperto al
pubblico". Sono poi arrivate le elezioni politiche di aprile. Due membri
della giunta regionale, sono stati eletti in Parlamento (Francesca Martini,
nominata sottosegretario di Stato, e Luca Zaia, ministro dell'agricoltura), e i
loro successori nominati poche settimane fa. Pertanto, i lavori della Giunta
sono andati avanti a rilento. Sulle lungaggini burocratiche, il sindaco di
Mozzecane Michelangelo Foroncelli conferma: "Tutti i comuni del Veneto
sono in attesa dalla Regione dei criteri per la fissazione del numero delle
nuove licenze. Fino a quando non arriveranno, noi non ne potremo rilasciare
neanche una". "Se per fine estate non l'avremo", conclude Luca Scapinello,
"rischiamo seriamente di perdere anche il locale che abbiamo già
individuato come sede del ristorante. Insomma, non potremo comprarlo senza
avere la licenza. L'azienda costruttrice, giustamente, non lo terrebbe
riservato per noi all'infinito". Dalla direzione dell'ufficio commercio
della Regione fanno sapere: "Stiamo collaborando con l'Associazione
nazionale dei comuni italiani, l'Anci, e le varie associazioni di categoria,
per produrre delle linee guida maggiormente utilizzabili e comprensibili da
parte di tutti i Comuni, scongiurando così il rischio violare la normativa
comunitaria vigente".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)
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MAURO
GALEAZZI: "UNO STRUMENTO IN PIÙ AL SERVIZIO DEL CITTADINO" Sportello
catastale una proposta che piace Da quasi un anno all'interno del Comune è in
funzione lo sportello catastale. Si tratta di un nuovo strumento definito
"light", ha cioè la possibilità di rilasciare visure catastali:
"In questo modo i cittadini possono avvicinarsi ad una realtà particolare
come quella del catasto potendo contare su un filtro importante che rende più
alla loro portata la macchina burocratica - spiega l'assessore Mauro Galeazzi
-. Il servizio è costituito da nove Amministrazioni comunali - ci sono Chiari,
Comune capofila, Comezzano-Cizzago, Ospitaletto, Pontoglio, Roccafranca,
Rudiano, Trenzano e Urago d'Oglio - e parte dall'esigenza che si è fatta più
diffusa di risanare e rendere sempre più complete le banche dati catastali in
stretta collaborazione con l'Agenzia del Territorio, che ha espressamente
invitato i Comuni della fascia ovest della Pianura bresciana a costituire un
polo catastale". "In effetti - prosegue l'assessore Galeazzi -
nell'attuale normativa un polo di questa consistenza potrebbe rappresentare una
realtà veramente molto significativa, in grado di fungere da interlocutore
dell'Agenzia del Territorio e consentire ai comuni aderenti di dar corso
gradualmente dallo svolgimento delle funzioni trasferite, con evidenti vantaggi
sia a livello economico che di tempo e di efficienza. Allo
sportello gli abitanti di Castel Mella possono richiedere direttamente visure
catastali e già questo può essere considerato un passo in avanti molto preciso,
sia per accelerare i tempi che per snellire la burocrazia. È comunque un cammino che sta muovendo i suoi primi passi e va
sviluppato".
( da "Provincia di Cremona, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Venerdì 11 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Viadana. Pavesi: dovremo accordarci con le Camere di commercio cui erano state
tolte le funzioni Burocrazia dell'assurdo Controlli su distributori e pese ai
Comuni: è il caos VIADANA ? Un paradosso burocratico di cui sono vittima tutti
quei cittadini, come i benzinai, che hanno bisogno di un ente che certifichi il
corretto funzionamento di pompe, pese e quant'altro. "Stiamo
vivendo una situazione assurda, con gente che arriva in comune e che dobbiamo
rispedire a Mantova, presso la Camera di Commercio ? dice il sindaco Giovanni
Pavesi ?. Il 25 giugno scorso il Governo Berlusconi ha varato un decreto che
prevede 'l'attribuzione ai Comuni delle funzioni esercitate dalle Camere di
Commercio sulla verifica periodica degli strumenti metrici'. In sostanza, là
dove c'è una pompa di benzina piuttosto che una pesa, un distributore di gas o
quant'altro, c'è necessità di una verifica sul corretto funzionamento dello
strumento di misurazione. Nel dare ai Comuni questo compito, il decreto dice
che va fatto senza personale aggiunto e senza ulteriori oneri per l'ente".
Insomma, praticamente, a parere del primo cittadino viadanese, un'operazione
impossibile da realizzare. Il problema è che le persone interessate dal
passaggio di un certificatore hanno iniziato a chiamare il Comune: "Agli
operatori è arrivata la comunicazione che indicava di rivolgersi a noi, ma
senza che noi sapessimo cosa fare", dice Pavesi. La soluzione, allora, è
insieme necessaria ma incredibile: "Non abbiamo potuto far altro che
chiamare la Camera di Commercio e stipulare con essa una convenzione: sarà
ancora l'ente camerale a svolgere le verifiche, così come è sempre stato prima
del decreto", conclude il primo cittadino. Tutto come prima del decreto,
dunque, solo che nel frattempo gli uffici pubblici hanno dovuto perdere tempo
per preparare una convenzione e risolvere un problema creato a Roma. Un
passaggio in più che proprio è difficile comprendere. (a.c.).
( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)
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CAMPALTO
"Fontana non finita? Colpa della burocrazia" CAMPALTO. La fontana di
piazza Campalto è ancora un cantiere per la burocrazia comunale. La Municipalità di Favaro replica alle critiche
espresse nel foglio parrocchiale della chiesa di San Benedetto, che definiva la
nuova fontana un "angolo esotico" tra erboni alti e acqua stagnante.
Dalla Municipalità di piazza Pastrello, il presidente Gabriele Scaramuzza
spiega: "La fontana è stata oggetto finora di prove di riempimento ed ora
sarà completamente svuotata dall'acqua per consentire la dipintura del fondo.
Nei prossimi dieci giorni sarà completamente sistemata". Anche l'illuminazione
sarà messa in funzione, spiega il presidente della Municipalità. Di fatto il
cantiere è ancora aperto, visto che mancavano gli ultimi test di tenuta della
vasca, ora superati positivamente. Discorso diverso per il verde, con gli
erboni alti cresciuti attorno alla vasca e finiti anch'essi nel mirino delle
critiche di residenti e della parrocchia. Scaramuzza accoglie la critica e
annuncia di aver già chiesto ufficialmente a Veritas una manutenzione
straordinaria del verde in attesa che l'area passi sotto la competenza della
municipalizzata di via Porto di Cavergnago. Resta comunque lo scetticismo su
un'opera finora mai apprezzata veramente, tanto che molti hanno definito il
muro di cemento armato della fontana una sorta di "muro del pianto".
(m.ch.).
( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
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Cronaca
Eluana, un medico per staccare la spina La ricerca del padre e degli avvocati.
Il sottosegretario alla Salute: il pm ricorra La procura ha sessanta giorni per
impugnare la sentenza. Il neurologo: non c'è eutanasia, ma il ritorno al
processo naturale del morire PIERO COLAPRICO MILANO - Galleria del Corso, pieno
centro della città. Nello studio del professor Vittorio Angiolini ieri
pomeriggio arriva papà Beppino Englaro. Lui e i legali devono adesso passare
dalla teoria, e cioè dai contenuti della sentenza, alla pratica, e cioè alla
concreta possibilità di lasciar spirare la figlia Eluana, in stato vegetativo
permanente da oltre sedici anni. E non è facile. Non è mai successo prima, in
Italia. è un mix di dolore, burocrazia, polemiche, ignoranza, tensioni quello che deve essere ancora
affrontato da questa famiglia di Lecco, che però, come sottolinea il padre,
"non mollerà mai. Continuo a muovermi - dice - nella trasparenza e nella
legalità, come abbiamo sempre fatto, senza ombre e sotterfugi. La corte
d'appello ha sancito il diritto di una creatura a dire no alle cure e al
sondino che la nutre, vedremo di applicarlo nel modo migliore possibile, lo
chiediamo da molto tempo". Che cosa accadrà? Una via maestra sembra
esserci. "Non si pensa mai a una circostanza molto chiara. Se l'incidente
non fosse avvenuto nel 1992, ma un paio di decenni prima - dice il professor
Carlo Alberto Defanti, tra i primi a diagnosticare lo stato vegetativo
permanente della paziente - Eluana sarebbe morta per il gravissimo danno
cerebrale. La rianimazione ha interrotto il processo del morire e ha fallito,
nel senso che non ha curato, ma ha permesso un risultato minimale e
paradossale, e cioè una sopravvivenza senza coscienza. Se un medico - continua
- toglierà il sondino, non farà altro che permettere al processo naturale di
ripartire". Per il neurologo e bioeticista, consultato da Englaro
all'inizio del suo estenuante viaggio tra aule giudiziarie e studi medici,
"non è eutanasia, termine usato a sproposito e spesso con violenza
inaudita da vari ambienti. è un riprendere quel processo di morte, arrestato
dalla scienza". Quindi, proseguendo il discorso, basterebbe staccare il
sondino per trasformare Eluana in un malato terminale? Per poterla così
trasferire in una struttura adatta, un hospice? "Esatto, questa è la
sintesi", è la netta risposta del professore. La Regione Lombardia aveva
trentotto hospice nel
( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
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Cronaca
Sabaudia, la battaglia sul lago "Niente porto, salvate quelle coste"
Braccio di ferro tra ambientalisti e proprietari dello specchio d'acqua
Benedetto (Parco del Circeo): o è già pubblico o deve assolutamente diventarlo
Al centro della disputa la famiglia Scalfati che rivendica diritti fin dal 1881
GIOVANNI VALENTINI SABAUDIA - Una rombante moto d'acqua, rossa fiammante, fende
il Canale romano e solleva l'onda contro gli argini stretti dell'antico muro
reticolato, già parzialmente franati dopo la demolizione notturna della chiusa
che da secoli regolava il flusso delle maree e assicurava la tenuta delle
banchine. Siamo alle pendici del promontorio del Circeo, sul ponte stradale che
scavalca lo sbocco a mare del lago di Sabaudia, detto anche di Paola, appena
dietro le celebri dune del litorale infestato dalle ville dei vip. Questa è la
linea del fronte che separa due schieramenti contrapposti in un'intricata
contesa sulla destinazione del lago: da una parte, quelli che vorrebbero
trasformarlo praticamente in un nuovo porto del Circeo, per ospitare le
imbarcazioni da diporto e insediare le relative strutture; dall'altra, quelli
che invece si battono per salvaguardarne la sopravvivenza, in nome della natura
e dell'ambiente. Al centro della disputa, c'è la famiglia Scalfati che
rivendica la proprietà privata del lago fin dal 1881, quando lo Stato italiano
l'alienò all'antenato Ottavio Giacchetti; ma è divisa a sua volta tra il
fratello Alfredo che sostiene un progetto di rilancio turistico-commerciale e
la sorella Anna, giornalista televisiva, contraria a qualsiasi forma di
sfruttamento. E intorno, una pletora di pretendenti convinti invece che il lago
sia un bene pubblico: dal Comune di Sabaudia alla Provincia di Latina fino al
Parco nazionale del Circeo, istituito da Benito Mussolini nel '34 e guidato
oggi con competenza ed equilibrio dal presidente Gaetano Benedetto, ex
direttore generale del Wwf. Proprio nei giorni scorsi, è arrivato l'ordine di
rimuovere i pontili per l'ormeggio delle barche e gli impianti per la
coltivazione dei mitili, dopo il sequestro preventivo disposto dalla
magistratura. Per diverse opere, realizzate senza le autorizzazioni ambientali,
risultano tuttora in corso alcuni procedimenti penali contro Alfredo Scalfati.
S'era già estinto invece per morte dell'imputato quello a carico del padre
Giulio, per la demolizione della chiusa innocenziana ritenuta fatiscente e
pericolante: benché approvati a suo tempo dal Comune di Sabaudia, erano stati
eseguiti in modo frettoloso e approssimativo, tanto che lo Soprintendenza aveva
disposto un fermo. Ma i danni purtroppo restano. Nel frattempo, per consentire
il transito delle imbarcazioni sempre più grandi e numerose ormeggiate nella
darsena interna, uno dei due archi laterali del Ponte Rosso è stato brutalmente
squadrato e ampliato. E anche se il manufatto non avesse un particolare
interesse architettonico, in queste condizioni è comunque un obbrobrio. Fatto
sta che oggi il canale è senz'altro navigabile e poco importa che la
"libera comunicazione" con il mare sia assicurata dalla natura o prodotta
dalla mano dell'uomo: questo sarebbe il presupposto per sancire definitivamente
il carattere demaniale del lago. La "disfida di Sabaudia" si trascina
ormai da anni a colpi di carte bollate, in una tipica storia di burocrazia all'italiana. Già inserito
più volte nell'elenco delle acque pubbliche o nel demanio marittimo, il lago è
diventato un pomo della discordia in seguito a una serie di pronunce e
interpretazioni divergenti. E così da ultimo, se il 4 agosto 2006 la Corte
suprema di Cassazione (sezioni unite civili) respinge tutti i ricorsi contro la
famiglia Scalfati riconoscendo il titolo di proprietà, un'altra sentenza
della Corte di Cassazione penale del 3 aprile 2007 stabilisce che la natura
demaniale del lago è comprovata dall'esistenza, da oltre vent'anni, di un
piccolo approdo turistico per la nautica da diporto. Ma al giorno d'oggi si può
considerare ancora privato uno specchio d'acqua di poco inferiore ai quattro
chilometri quadrati, con un perimetro di circa
( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-07-2008)
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GIORNO E
NOTTE FIRENZE pag. 35 "Sono un autarchico, ho fatto i miei film anche da
solo" PREMIO FIESOLE SILVIO ORLANDO CONSEGNA IL RICONOSCIMENTO A NANNI
MORETTI E' UN NANNI MORETTI in grande forma, sorridente e quasi adolescenziale,
nel sorridere, quello che riceve il Premio Fiesole ai Maestri del cinema, dalle
mani del suo amico e compagno di mille film, l'attore Silvio Orlando. Il
premio, organizzato dal sindacato nazionale dei critici di cinema, è sostenuto
dal comune di Fiesole e dalla Mediateca regionale toscana. Nanni Moretti è
raggiante, e stranamente ? perché siamo abituati a vederlo mattatore,
protagonista, volto carismatico di tutti i suoi film ? sinceramente modesto.
"No, io non me lo aspettavo affatto di fare tutta questa carriera: ma scherziamo?
Io ho avuto la fortuna di fare il mestiere che voglio, di fare il cinema. E di
essere stato premiato con una Palma d'oro a Cannes, con tanti altri premi, con
un successo di pubblico. Non l'avrei mai immaginato. Quello che sapevo è che
sono testardo. Per il mio primo film, 'Io sono un autarchico', girai mille
minuti di pellicola in super 8, per poi montarne novanta. Già allora, ero un
folle". "Per fare 'Caro diario', ho deciso di girare da solo, con
l'operatore soltanto, il giorno di Ferragosto a Roma deserta. Così, sono venuto
via dal mare e il 15 agosto l'ho passato attraversando Roma in Vespa. Sono
stato fortunato, era anche domenica?". "Non mi sono mai lamentato
contro la sorte, contro il sistema, contro la burocrazia, contro lo Stato. Ho pensato
che se volevo fare il mio cinema, ci dovevo riuscire, anche da solo. Anche se i
produttori non mi aiutavano. Se uno vuole fare davvero una cosa, nessuna scusa
vale". E oggi? "Oggi ho ancora la curiosità per le storie degli
altri, e la voglia di raccontare agli altri delle storie". Sono un
ragazzo fortunato, canterebbe Jovanotti. Che non a caso, Moretti ha messo in
una delle scene più belle di un suo film, "Aprile". Giovanni Bogani.
( da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del Parola di donna, sconfiggeremo l'Aids di Elena Doni B
arbara Ensoli potrebbe essere uno di quei miracoli all'italiana che sembrano
sbocciare dal niente, magari in momenti di bassa, in mezzo a mille difficoltà,
in ambiente non favorevole, tra persone che guardano con antipatia il lavoro
testardo dell'outsider. D'accordo, è troppo presto per brindare, ma i segnali
ci sono e cospicui. Qualche giorno fa in una conferenza stampa solenne, alla
presenza del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, il Presidente
dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci ha annunciato l'inizio della
Fase 2 del vaccino italiano contro l'Aids. E per coronare il tutto, c'è stato
anche il messaggio di Gianni Letta e della Presidenza del Consiglio a sostegno
del "Programma vaccino" coordinato dalla Ensoli. Le opinioni espresse
in questa intervista sono nate in un incontro con Barbara Ensoli, che conosco
da diversi anni, una sera intorno alla tavola, durante una chiacchierata che,
come accade tra donne, saltava continuamente dal pubblico al privato, dal
lavoro alla famiglia, dalla battuta all'osservazione serissima. Prima
inevitabile domanda, tenendo conto delle difficoltà dei finanziamenti alla
ricerca italiana, degli intoppi burocratici, delle polemiche che l'hanno spesso
bersagliata: Barbara sei venuta in Italia nel 1995, già carica di allori
conquistati nei dieci anni di lavoro negli Stati Uniti: ma chi te l'ha fatto
fare? "Avevo vinto il concorso per dirigente di ricerca all'Istituto
Superiore di Sanità: rifiutare quell'incarico significava lasciare
definitivamente il mio paese e in qualche modo anche intaccare la speranza di
tutti i giovani ricercatori italiani che lavorano in America con l'Italia nel
cuore, con il sogno di riuscire un giorno a tornare a casa, a svolgere qui la
propria attività di ricerca. C'era anche un certo senso del dovere, una grande
speranza di poter aiutare il mio paese a diventare veramente europeo. E poi mio
figlio, allora molto piccolo. Non volevo farlo crescere in un paese che è un
deserto dal punto di vista storico e culturale. Certo, negli Stati Uniti ci
sono punte di eccellenza in tutti i campi, ma al dunque conta soltanto quanto
si guadagna e i genitori scelgono fino dai primi anni il percorso scolastico
che offre le carriere più vantaggiose. E allora viva la scuola italiana, più
democratica, più tollerante. I professori qui chiudono un occhio quando si
accorgono che i ragazzi copiano al compito in classe: forse ci vedono un atto
di solidarietà (ride). In America copiare è considerato quasi un reato". E
non ti sei mai pentita della scelta? "In Italia mi piace la gente e nelle
istituzioni vedo tante cose buone. L'Istituto Superiore di Sanità è un'oasi di
civiltà. Detto questo, ho dovuto purtroppo accorgermi che l'Italia è un sistema
basato sulle corporazioni, dove non entri se non hai chi ti aiuta. Un sistema
di status quo, dove nulla si crea e nulla si distrugge. L'Italia è ferma, i
cinquantenni sono considerati giovani, i veri giovani non sono aiutati ad
andare avanti, gli stipendi non tengono conto della produttività, dei risultati
che si conseguono, i nullafacenti sono pagati come i bravi. Ma se un sistema
non incentiva quelli che lavorano davvero, e che producono, finisce tutto: i
bravi ricevono messaggi negativi e finiscono per deprimersi, magari
corrompersi. Se l'Italia non cambia sistema, se non comincia a credere nella
meritocrazia, si va tutti a fondo". Quanto guadagni oggi?
"Tremiladuecento euro al mese". E quanto è costata finora la ricerca
per combattere l'Aids? "Sette milioni di euro all'anno per tre anni, di
cui abbiamo finora ricevuto solo il primo anno. Avremmo avuto bisogno di molto
di più, ma siamo riusciti ugualmente a mettere in piedi una struttura complessa
con le università di Urbino, Ferrara, Firenze, Roma, Modena, Milano, Torino,
Brescia ma abbiamo siti clinici anche a Bari e a Latina. E la ricerca sul
vaccino contro l'Aids è uno straordinario strumento di capacity building e che
aiuta a formare giovani scienziati". In cosa consiste la Fase 2 del
vaccino? "Sono stati selezionati 128 volontari, uomini e donne,
sieropositivi, che si sottopongono alla terapia antiretrovirale. Il nostro
obbiettivo è di valutare la risposta immunitaria. Il vaccino è basato sulla
proteina Tat, motore della replicazione e propagazione del virus
nell'organismo. Finora le ricerche su un vaccino anti-Aids sono state
inconcludenti perché si è intervenuti esclusivamente sulle componenti
dell'involucro virale per cercare di bloccare l'ingresso del virus nella
cellula. Ma il problema è che le proteine che formano la parte esterna del
virus variano in maniera incredibile da individuo a individuo e addirittura
nello stesso individuo nel tempo: per questo non si è riusciti a indurre
anticorpi capaci di prevenire l'infezione. Bisognava trovare strade
alternative. E in questa direzione ci siamo incamminati". Quando vi siete
accorti che la strada era quella giusta? "Ci siamo chiesti: se non si può
impedire l'entrata del virus nella cellula, come si può bloccare la sua
replicazione dentro la cellula e la sua propagazione alle cellule vicine, tanto
da indurre un'infezione abortiva e quindi bloccare lo sviluppo della malattia?
Ci siamo concentrati sullo studio della proteina Tat che funziona come
"motore" del virus. Il virus, appena entrato nella cellula produce
infatti questa sostanza per indurre la propria replicazione e diffondere la
malattia in tutto il corpo. È stato uno studio lunghissimo, facilitato da
precedenti ricerche che ho svolto negli Stati Uniti. Abbiamo fatto i primi
esperimenti su piccoli animali, poi abbiamo prima vaccinato poi infettato
alcune scimmie. Ed ecco che abbiamo visto che dopo quattro settimane
dall'infezione sperimentale non c'era traccia di carica virale. Era troppo
presto per dire "ce l'abbiamo fatta" ma era già un dato molto
indicativo: eravamo emozionatissimi, non stavamo più nella pelle, saltavamo di
gioia. Da qui è partito l'approfondimento sulla proteina Tat. e la mia battaglia contro la burocrazia". Quanto tempo ci vorrà per avere la prova provata che la
strada è quella giusta? "Probabilmente cinque anni, forse per la funzione
terapeutica anche meno. Non dimentichiamo che è di grande importanza anche
bloccare lo sviluppo della malattia. Il nostro è stato definito da
alcuni giornalisti scientifici "il vaccino che cura"". È vero,
come è stato detto, che Big Pharma, cioè le grandi potentissime multinazionali
farmaceutiche, sono avverse alla creazione di un vaccino? (ride)"Spero di
no, ovviamente. È chiaro che nel mondo occidentale sono in gioco interessi
stellari, ma sul programma italiano vegliano le nostre istituzioni".
L'INCONTRO Barbara Ensoli è la scienziata di fama internazionale che, dopo 10
anni negli Usa, è tornata in Italia e dirige la sperimentazione del vaccino
contro il virus Hiv. Ecco come racconta la sua esperienza insieme comune e
straordinaria.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov
Ogliastra Pagina 6032 Loceri Finanziato da Banca Etica Boom fotovoltaico:
Comuni tutti in fila per un posto al sole Loceri. Finanziato da Banca Etica
--> Prendi un piccolo centro, un sindaco illuminato, e un giovane istituto
di credito che predica finanza responsabile e sostenibilità ambientale. Il
risultato è un miracolo al sole. Banca Etica ha presentato ieri a Loceri il
progetto sul fotovoltaico. Effetto del caro barile e di un contagioso effetto
domino al risparmio. A Loceri l'affare energia ha attecchito come la gramigna.
Il costo per il cittadino equivale a zero, poiché l'investimento iniziale (un
impianto di tre kilowatt e mezzo costa 17 mila euro,
( da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del S cusatemi, parlerò di Difesa, pur sapendo che poco
importa in Italia tranne quando, come l'altro giorno in Afghanistan (per fortuna
senza gravissime conseguenze) accadono incidenti che attirano l'attenzione dei
media. Sorprende solo che per levarla di torno, la Difesa, non la si voglia
privatizzare. Non tenterò di colmare, impresa impossibile, il penoso vuoto di
conoscenza sulle Forze Armate ma solo di offrire spunti per valutare l'effetto
dei prossimi tagli al suo Bilancio, da sempre il più mingherlino fra quelli dei
maggiori Paesi europei ma portato al livello più basso del dopoguerra dai 2
miliardi sottrattigli nel 2006. Nel 2007 giunge un soccorso insperato dal
subentrante governo che, spronato dal ministro della Difesa Parisi, inverte
tendenza e aumenta nei due anni che seguono (2007-2008) il Bilancio del suo
Dicastero. Ma gli aumenti non bastano a compensare i tagli del 2006 e si
apportano tagli al reclutamento del personale, fra i pilastri della riforma
incompiuta. Quel governo, inoltre, prima del suo anticipato congedo, non
consolida la sua piattaforma, lasciandola esposta agli umori della politica e
della pubblica opinione, entrambe ignare di ciò che siano le Forze Armate e
incapaci di comprendere cosa loro occorra e perchè. Che fare? In piena crisi
socio-economica, non si può perorare la pur giusta causa di un più congruo
Bilancio della Difesa inneggiando al loro metafisico ruolo di operatori di pace
e di politica estera né confrontando quanto fa l'Italia per la sua difesa con
l'estero. Serve a poco dire che essa spende la metà di Francia e Germania e un
terzo della Gran Bretagna, né sono imitabili i loro piani di finanziamento
pluriennali per la Difesa per sottrarla alla spada di Damocle della finanziaria
dell'anno. La proiezione del nostro decreto è anch'essa sì triennale
(2009-2011) ma si propone l'opposto, garantire i tagli e non le risorse. A
questo punto, l'inferiorità rispetto agli alleati ingigantisce poiché al
termine dei tre anni essi avranno ricevuto il dovuto mentre le nostre forze
armate, da sempre molto più povere, avranno avuto altri 2.400 miliardi di meno.
Sbaglia chi obietta che le economie toccano anche altri settori importanti, non
solo perché le loro strutture e funzioni non sono comparabili ma anche perché
nel 2006, annus horribilis per la Difesa, nessun altro ebbe un taglio così
macroscopico. Chi vuole davvero migliorare le Forze Armate deve innanzitutto comprenderle
e rendersi conto che esse non sono la somma di uomini e armi che si possono
indifferentemente ridurre o aumentare con motivazioni contabili bensì un
microcosmo complesso in cui ogni cosa, materiale e morale, professionale e
culturale, incide, nel bene e nel male, sull'intero sistema. Di soldi ce ne
sono stati sempre pochi, ma oggi si esagera e si rischia di compromettere la
difficilmente acquisita prontezza militare italiana. La burocrazia ministeriale sopravvivrà, le
carriere non soffriranno, si continuerà a inneggiare alla pace e ad assistere a
pittoresche parate, si moltiplicheranno bande e fanfare, ma i buoni soldati
saranno messi da parte, e l'Italia diverrà il convitato di pietra di ogni
importante istituzione od occasione internazionale. Il Decreto entra
anche nel merito del personale delle forze armate, la cui atipicità sfugge però
a una razionalità burocratica. Per tale motivo e anche perché devono essere
super partes, la soluzione dei loro problemi esige il coinvolgimento bipartisan
del governo e dell'opposizione. Nel parlare di personale corre l'obbligo di
riconoscere alle forze armate il merito di avere saputo educare, motivare e
addestrare moltissimi giovani, quadri e soldati che tutti c'invidiano ma che
non si possono più reclutare o trattenere perché i soldi mancano. Né si possono
ignorare i non più giovani, alcuni non più utilmente impiegabili ma fra i quali
ci sono lealtà e professionalità preziose a uno Stato che lamenta burocrazie
apatiche e incompetenti. I ministri Tremonti e Brunetta farebbero bene a non
accontentarsi di tesi studiate al tavolino e a documentarsi di persona sia per
comprendere un personale che è atipico sia perché i militari sappiano
valorizzare più di altri il personale che hanno. Ma quel personale è, in regime
di povertà di bilancio, anche un problema, perché troppe risorse vanno a finire
in stipendi. Il problema non si risolve riducendo i soldati o rinunciando ad
armarli e addestrarli né adottando un compromesso da pallottoliere fra le due
cose. Poiché le Forze Armate sono condizionate dalle leggi e dalla politica, il
problema va ripreso alla mano coinvolgendo quest'ultima assai più di quanto
finora si è fatto. Funzioni e struttura delle forze armate sono responsabilità
politica, come lo sono le loro interazioni con società nazionale e solo la
politica ha l'autorità per risolvere i loro problemi nonché per eliminare le
duplicazioni e gli sprechi di cui essa stessa è spesso la causa. Infine,
nessuna organizzazione è in grado di riformare a fondo se stessa. Va posto fine
ai mutismi dei capi militari, alle informazioni politicamente corrette ed
evasive, agli equilibrismi sul loro impiego, ecc. E qui il paragone con altri
funziona. In Gran Bretagna si dibatte, con i Capi militari in prima linea, su
come "ricostruire il consenso nazionale per la difesa", l'esercito
americano con i suoi generali pubblica una feroce autocritica sulla propria
presenza in Iraq, la Germania nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-11 - pag: 19 autore: Asse
banche-industria per la crescita Il modello Cuneo rafforza l'impresa Augusto
Grandi POLLENZO. Dal nostro inviato "Questa è ancora un'isola felice, ma
la crisi che sta colpendo il sistema Italia rischia di arrivare a penalizzare
anche il nostro "modello Cuneo", più volte additato come esempio da
emulare". Antonio Antoniotti, presidente di Confindustria Cuneo, mette in
guardia gli imprenditori della provincia piemontese contro un eccesso di
ottimismo, ma deve comunque confrontarsi con dati che quasi tutta Italia
invidia: la produzione industriale della "provincia Granda" è
cresciuta del 5% nel 2007 (il doppio rispetto alla media nazionale) e nel primo
trimestre di quest'anno si è registrato un incremento del 2,7%. Quanto
all'export, è cresciuto ancora e la bilancia commerciale ha registrato un saldo
positivo superiore ai 2,4 miliardi (+15%). Anche se Ernesto Abbona, presidente
della Marchesi di Barolo e vicepresidente di Piccola industria Piemonte,
avverte che le esportazioni reggono ma i margini si riducono. "Le aziende
– spiega Antoniotti – non possono essere competitive in un Paese che non è
competitivo ". Per questo Confindustria Cuneo vuole puntare su nuove
energie. Non soltanto quelle materiali, pur fondamentali per mantenere
accettabili i livelli dei costi, ma anche le energie morali, personali. Sotto
questo aspetto Cuneo è davvero un'isola felice rispetto al panorama italiano,
ma non basta ancora. Antoniotti insiste sull'importanza della formazione, ma
anche dell'impegno individuale, della riscoperta dell'etica del lavoro, della
coscienza di imparare un mestiere per farlo bene. Un modello Cuneo che è basato
sui rapporti tra persone, e il presidente degli industriali esalta l'importanza
della conoscenza diretta tra imprenditore e chi lavora nelle banche del
territorio, davvero vicine alle esigenze della gente. Ma le
energie sono anche quelle da risparmiare riformando burocrazia e norme assurde. E sono, inevitabilmente, quelle delle energie
utilizzate dalle industrie. Antoniotti plaude all'idea che l'Italia riapra il
discorso sul nucleare, ma ricorda le potenzialità del Cuneese per le energie
rinnovabili. A partire dai termovalorizzatori che, dai rifiuti, potrebbero
ricavare il 10%dell'energia elettrica utilizzata nella provincia. E poi
biomasse, idroelettrico, fotovoltaico, eolico. Con iniziative delle aziende
locali, come la Michelin di Cuneo e Fossano, che producono automamente
l'energia necessaria. E anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha
sottolineato l'importanza di intervenire sul fronte energetico. Non solo con il
nucleare, ma anche con almeno 5-6 rigassificatori, con iniziative di risparmio
energetico "che già stanno garantendo risultati", e poi spingendo
sull'innovazione tecnologica per rendere credibile l'utilizzo di energie
rinnovabili. Presidente. Antonio Antoniotti.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE
E OPINIONI pag. 13 Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per
l'ennesima volta, giace un bel cavalletto ... Caro Carlino, Ormai da due mesi
in via Cittadella, per l'ennesima volta, giace un bel cavalletto con la sua
lampada a segnalare il solito buco sulla strada. E' una scena abituale per i
ferraresi: infatti anche in viale Belvedere in posizione molto più pericolosa
la situazione è identica. Forse anche i buchi, i cavalletti e le lampade sono
patrimonio dell' Unesco? Qui a Ferrara le cose non cambiano mai: strade colabrodo,
rotatorie come funghi, opere pubbliche importanti che si
impantanano tra mancanza di soldi e troppa burocrazia. Riuscirà il nostro sindaco con qualche sapiente e strategica
riasfaltatura a salvare i suoi voti per l'anno prossimo? La Provincia ha la
memoria corta o paura di assumersi responsabilità? Un lettore.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-07-2008)
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FERRARA
PRIMO PIANO pag. 3 E il cantiere privato diventa "pubblico" IL CASO
IMPOSTO 'DAZIO' DI MIGLIAIA DI EURO PER IL COMUNE, l'androne di un palazzo
(privato) è suolo pubblico. E così, quando è scattata la ristrutturazione, è
partita anche la cartella esattoriale: quella appunto per l'occupazione di
suolo pubblico dalle strutture e dalle attrezzature del cantiere. E' un caso singolare di disordinata burocrazia, quello sorto per i lavori al "Coin" di via
Cortevecchia; nelle scorse settimane, i titolari dell'impresa che sta
provvedendo all'opera di ristrutturazione del negozio ? chiuso da oltre un anno
e destinato a riaprire radicalmente modificato ed abbellito ? si sono
visti recapitare dai messi notificatori del Comune il... conto. Salato: oltre 7
mila, secondo le indiscrezioni. Appunto per l'occupazione di suolo pubblico.
"Per il quieto vivere, e per evitare problemi e contenziosi con il Comune,
la ditta ha pagato", rivela il consigliere di An Simone Lodi che ha
chiesto la documentazione. Dalla quale emerge ? come forse era logico
attendersi ? che l'androne e l'ingresso dell'ex grande magazzino, sono di
pertinenza del palazzo privato. "Perciò la tassa di occupazione di suolo
pubblico non era dovuta, ed il Comune dovrà restituire il... maltolto",
sorride Lodi deciso però a chiedere chiarimenti in merito anche alle
responsabilità dell'accaduto.
( da "Riformista, Il" del 11-07-2008)
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Giochi
cinesi il compromesso per le dirette olimpiche non soddisfa nessuno I media
globali aprono una finestrella a Piazza Tiananmen Sembra essere un classico
caso in cui si discute se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto: dopo
un'incertezza durata sette anni, Pechino ha finalmente annunciato il
compromesso raggiunto per la diretta televisiva dei Giochi di quest'agosto. Le
televisioni internazionali potranno trasmettere in diretta dagli stadi olimpici
di Pechino e dalle altre sei città olimpiche (Hong Kong, Shanghai, Tianjin,
Shenyang, Qingdao, e Qinghuangdao dove si terranno le competizioni equestri,
calcistiche e di vela), senza dover sottostare ai trenta secondi di differita
che erano stati stabiliti fin'ora. Una misura messa in vigore per evitare
imprevisti, in primis, che qualche manifestante, sfuggito alle strette maglie
di controllo messe in piedi dalle autorità cinesi, possa essere visto sugli
schermi televisivi nazionali e mondiali. Per quanto riguarda invece le località
esterne agli stadi, fra cui la piazza-simbolo di Pechino, Tiananmen, il Bocog
ha mantenuto un discreto controllo su quanto sarà possibile filmare e
ritrasmettere. Per esempio, da Tiananmen, sarà possibile la diretta solo in due
fasce orarie, dalle 6 alle 10 di mattina e dalle 9 alle 11 di sera, ora di
Pechino. All'infuori di queste la piazza potrà essere ripresa, ma le immagini
dovranno essere trasmesse dopo essere state preregistrate. Per quanto riguarda
invece altri luoghi simbolici, quali la Grande Muraglia, o località fuori dalla
capitale, ogni televisione dovrà ottenere permessi appositi di volta in volta.
Il problema non è nuovo: quando, nel 1989, folle di giornalisti si erano
riversate sulla capitale cinese per coprire lo storico incontro fra l'allora
leader sovietico Mikhail Gorbachev e la sua controparte cinese Deng Xiaoping
(incontro che segnava la fine della decennale rottura sino-sovietica), si
ritrovarono pronti, telecamere alla mano, a riprendere anche la protesta
studentesca e la sanguinosa repressione che ne seguì, portandola sugli schermi
del mondo. Da allora, le autorità cinesi avevano consentito alle televisioni
internazionali di trasmettere solo utilizzando il satellite della rete cinese
Cctv e impedendo ogni ripresa in diretta. Il colosso televisivo americano Nbc ,
che ha pagato 800 milioni di dollari per assicurarsi i diritti esclusivi per la
diffusione delle immagini delle gare olimpiche negli Stati Uniti, sembra essere
insoddisfatto dal compromesso raggiunto. Malgrado questa concessione sulla
diretta, la ridiffusione tramite satelliti internazionali continua ad essere
ostacolata da una complicata burocrazia, che prevede autorizzazioni complesse per ogni singolo
satellite. Le concessioni a cui si è arrivati sono però il massimo possibile
per un comitato organizzativo, e delle autorità, ormai in preda ad
un'ossessione per il controllo di proporzioni davvero olimpiche: pur avendo
accettato di garantire libertà di movimento ai giornalisti accreditati a
partire dal 1 gennaio di quest'anno, infatti, la situazione resta tutto
fuorché facile. L'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, in un
rapporto pubblicato questa settimana, denuncia ad esempio una lunga lista di
abusi, detenzioni ingiustificate e restrizioni arbitrarie al lavoro della
stampa internazionale che opera in Cina. E proprio in questi giorni il
giornalista di Hong Kong Norman Choy, del quotidiano Apple Daily , il secondo
per diffusione nel territorio, pur munito di regolare visto, dopo essere
arrivato a Pechino è stato detenuto, interrogato, e rispedito ad Hong Kong in
seguito alla confisca del suo permesso di viaggio. Senz'altra spiegazione se
non che la sua presenza nella capitale contravveniva alla legge nazionale sulla
sicurezza. Apple Daily , il quotidiano più fortemente pro-democrazia della
ex-Colonia britannica, è quello maggiormente inviso alle autorità cinesi, che
hanno spesso limitato il numero di visti concessi ai rappresentanti di questa
pubblicazione. 11/07/2008.
( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
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ANTIMAFIA
Il murales della virtù Al via, con "La marcia della memoria", il
restauro del "graffito" anti-'ndrangheta di Gioiosa Ionica Danilo
Chirico Sono tornati in cima alle impalcature, con barattoli di vernice e
pennelli. Proprio come nell'estate di trent'anni fa, stanno restituendo colore
e respiro alla memoria dell'anti-'ndrangheta. Sono ancora loro, Corrado
Armocida da Gioiosa Ionica e Giovanni Rubino (in arrivo da Milano) armati di
passione, impegno civile, talento. E con addosso forte il ricordo del 1978,
quando - protagonisti di un'alleanza virtuosa tra Nord e del Sud - è nato il
Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta, il murales antimafia di Gioiosa Ionica. Che
stava scolorendo, ed è stato salvato. Che sarà l'occasione per ragionare di
Mezzogiorno e antimafia sociale, conflitti ambientali, diritti e memoria.
Partirà infatti il 16 luglio la "Lunga marcia della memoria", la
manifestazione organizzata dall'associazione daSud con Libera e Movimenti -
legata al campo di volontariato "Dipingiamo la memoria" (organizzato
da Libera con Legambiente, con base alla don Milani di Marina di Gioiosa) - che
culminerà nella grande festa di piazza del 27 luglio a Gioiosa Ionica quando si
inaugurerà il murales restaurato. Rocco Gatto era un mugnaio comunista, un
testardo che s'era messo in testa di non pagare il pizzo e denunciare gli
'ndranghetisti. L'hanno ammazzato il 12 marzo
( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
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La
cancellazione del confine tra diritto pubblico e privato è l'esito della
globalizzazione. Un terremoto che trova terreno fertile nel "Trattato di
Lisbona". La legittimità della legge non è più quindi espressione di un
processo democratico, ma il risultato dell'attività di un ristretto gruppo di
tecnici Ugo Mattei Fra i molti confini crollati sotto i colpi delle forze e
ideologie della postmodernità c'è sicuramente quello fra pubblico e privato. Un
terremoto particolarmente sconvolgente per il diritto che su questa
contrapposizione aveva strutturato la difficile convivenza fra il suo essere,
al tempo stesso, esercizio del potere (pubblico) e cultura della convivenza
civile (privato). Il profondo crinale che separava questi due mondi non presentava
certo natura ontologica e i giuristi delle diverse tradizioni potevano
declinarlo in modo assai diverso (per esempio in Francia il diritto penale è
branca del diritto privato mentre in Germania e da noi del diritto pubblico).
Il fatto che anche nel diritto esistesse un luogo dei rapporti gerarchici ed
autoritari (quelli fra potere e cittadino) cui si poteva contrapporre un luogo
di rapporti formalmente paritari, fondati sullo scambio consensuale (quelli fra
privati), costituiva altresì un nucleo comune nell'ambito delle tradizioni
giuridiche occidentali. La distinzione tra i due ambiti aveva le sue radici
nelle diverse forme della loro legittimazione. Nel moderno costituzionalismo,
il diritto pubblico, abbandonate le sue origini autoritarie, è espressione
legittima e partecipata del demos sovrano. Il diritto privato, per contro,
affondava le proprie radici nella consuetudine, una regolamentazione spontanea
resa necessaria e legittima dalle esigenze di prevenzione e risoluzione
pacifica dei conflitti sociali. E se nel primo caso il demos delega autorità al
potere (e lo legittima) nel secondo esso resta autonomo e le regole private
vengono per così dire "messe in bella copia" dai produttori di
civilis sapientia (i giuristi tecnici). Insomma la legittimazione del diritto
pubblico è democratica mentre quella del diritto privato è tecnica (o
sapienziale, se la si vuole mettere in bella luce). Prendere o lasciare Certo,
lo Stato moderno rivendica una posizione di controllo ed autorità anche sui
rapporti fra privati, produce codici civili e rende alcune regole privatistiche
inderogabili dalla vlontà dei privati. Ma ogni regola limitativa dell'autonomia
privata a sua volta dovrebbe rispondere alla logica della legittimazione
democratica. Se il controllo dello Stato sul diritto privato, accentuatosi per
i primi tre quarti del secolo scorso, può considerarsi una pubblicizzazione del
diritto privato (informata ad esigenze di tutela del debole), da diversi anni
ormai, ed in modo particolarmente accentuato da quando si parla di
globalizzazione, si registra una privatizzazione della normatività pubblica. Le
grandi corporations transnazionali impongono sempre più le proprie regole del
gioco tramite contratti standardizzati che offrono servizi essenziali
all'interno di una logica del "prendere o lasciare". Gli Stati
cercano tuttavia di mantenere il controllo su queste dinamiche di
privatizzazione della normatività. Anzi, quelli più forti sembrano perfino
partecipare a dinamiche in controtendenza. Di "fine" o
"chiusura" della globalizzazione, sotto forma di barriere
protezionistiche che provano a colpire anche a libera circolazione di capitali
e merci e non più "soltanto" delle persone, si comincia infatti a
parlare sempre di più. E l'Europa? L'Europa non è uno Stato. Se lo fosse con il
suo mezzo miliardo di persone, sarebbe il terzo del mondo, dopo India e Cina.
Per prodotto interno lordo sarebbe il primo. Le tendenze che si verificano in
questo spazio misterioso e rilevantissimo fra stato e non stato sono davvero
inquietanti. Infatti proprio in Europa si sta abbattendo una nuova frontiera
nella privatizzazione del politico. Si sta infatti verificando un golpe
strisciante dal punto di vista della legittimazione: un golpe
"tecnocratico" (o organocratico per utilizzare un'espressione del
recentissimo libro di Giuseppe Guarino Ratificare Lisbona?) che verrà portato a
compimento se il Trattato di Lisbona sarà ratificato dando assetto definitivo
alla struttura costituzionale europea. Il primato della segretezza Per la prima
volta un "quasi stato" sarà legittimato definitivamente da un
principio antagonista rispetto a quello democratico. Il suo diritto pubblico,
come già quello privato, sarà governato da un principio di legittimazione
tecnico e non politico. Una trasformazione incostituzionale rispetto ai
principi comuni di tutti gli Stati membri: sicuramente per il diritto
costituzionale Italiano, qualora vengano ratificate trasformazioni che a
partire dal primo gennaio 2009 saranno davvero definitive, perchè potranno
essere mutate soltanto all'unanimità dei 27 Stati membri. Riprendo soltanto
brevemente le considerazioni di Giuseppe Guarino, un decano dei nostri
costituzionalisti, uno studioso che ha saputo evadere dalla gabbia cartacea
degli articoli delle leggi e della costituzione per misurarsi con la dimensione
politica ed economica fra l'altro in veste di ministro (Finanze nel 1987 e
Industria nel 1992). Un maestro che tuttavia resta giurista e che come tale ha
studiato a fondo i 418 ostici articoli del Trattato di Lisbona firmato il 17
dicembre 2007 dai rappresentanti dei 27 paesi membri nel tentativo di
rilanciare il processo dopo la debacle della Costituzione Europea, bocciata dai
referenda francesi e olandesi. Certo, anche Lisbona arranca (Irlanda docet) ma
la pervicacia con cui la vulgata dominante (con la sola imbarazzante eccezione
della Lega e del nuovo Tremonti antimercatista) ne considera la ratifica un
esito obbligato, lasciano presagire un tanquillo (e quasi-segreto) iter. Del
resto, praticamente ovunque il demos sovrano è stato espropriato del potere di
esprimersi sui futuri assetti europei sicchè nuove imboscate referendarie sono
da escludersi. Bruxelles dà i numeri In barba alla retorica sulla centralità
del Parlamento, l'organo di governo che detterà l'agenda politica della nuova
Europa sarà la Commissione. Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione
stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi
poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini
possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda. Non
solo, ma le proposte normative della Commissione "passano" con una
maggioranza ridotta in consiglio. Non possono essere emedate (pendere o
lasciare) se non all'unanimità o con l'accordo in tal senso di Parlamento e
Commissione. All'interno della Commissione tutti gli Stati contano allo stesso
modo. Inoltre, a partire dal 2014 entrerà in vigore il principio della
rotazione perchè i posti di commissario saranno inferiori rispetto al numero
dei membri. È quindi probabile che uno dei quattro stati con maggore
popolazione (Germania, 82 milioni; Francia 61, Regno Unito 60, Italia 59) sia
escluso a favore di Stati (14) con popolazioni inferiori ai 10 milioni. Si
tratta di un evidente paradosso democratico, aggravato dal fatto che i
Commissari non possono essere parlamentari, non possono consultarsi con alcun
governo, sono nominati da forze politiche in molti casi sconfitte alle elezioni
successive (durano in carica oltre chi li ha nominati): svolgono cioè a tutti
gli effetti (come già oggi la Banca Centrale Europea) un'opera di governo
"meramente" tecnico. Nella politica economica, in particolare nelle
procedure di disavanzo ecessivo, che minacciano cioè tutti gli "Stati
Euro", la Commissione gode di discrezionalità politica enorme e cumula
poteri di controllo ed esecuzione delle proprie stesse decisioni. Inoltre, a
tali procedure, partecipano pure commissari di paesi non-Euro, quali ad esempio
Danimarca e Gran Bretagna, che conservano sovranità monetaria e godono in più
della stabilità prodotta dalla rinuncia alla sovranità monetaria di tutti gli
altri. Una situazione che provvisoriamente poteva pure essere digeribile ma
che, in via definitiva, stride con la "parità" cui la Costituzione
italiana condiziona le cessioni di sovranità. A causa dell'Euro e
dell'insufficiente monitoraggio della Commissione sul debito, l'Italia più
degli altri rischia oggi il tracollo. CONTINUA|PAGINA14 Guarino pone una
domanda che merita riflessione seria: "può il nostro Stato ratificare un
trattato alla cui disciplina si collega la previsione quasi certa di un
deterioramento progressivo delle condizioni di benessere dei suoi
citadini?". Ma seria è pure oggi la più generale questione: possiamo
desiderare per l'Europa una tecnocrazia a causa dei fallimenti della democrazia
spettacolare ed essere perciò favorvoli a Lisbona? Io ritengo che Lisbona vada
respinta. Se il Parlamento italiano avesse il coraggio di farlo (e ne avrebbe
cogenti ragioni costituzionali) dovrebbe pure indicare una via maestra
costituzionalmente legittima per riprendere il percorso. A me la soluzione
ovvia pare quella di investire il prossimo Parlamento Europeo di funzione
costituente, perchè finalmente il demos europeo possa esprimersi in una
campagna elettorale, davvero legittimante sui temi europei.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-07-2008)
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Centro-Nord
sezione: CENTRO NORD data: 2008-07-09 - pag: 4 autore: Sviluppo. Dal 2000 al
2008 società di capitali aumentate del 54,4% contro il +5,8% del totale imprese
L'irresistibile ascesa di Spa e Srl I maggiori incrementi a Rimini (+82,9%) e
Ferrara (+82,8%) Mariangela Latella BOLOGNA Boom delle società di capitali in
Emilia-Romagna che, tra il 2000 e il 2008, sono cresciute del 54,4% (contro il
5,8% della crescita totale delle imprese). L'aumento di queste aziende, che
hanno raggiunto il numero di 71.864 su un totale di 430.589 con un incremento
del 16,7%, rivela un processo di strutturazione delle aziende della regione che
riguarda trasversalmente tutti (o quasi) i settori. "è inatto –spiega
Guido Caselli, direttore Area studi Unioncamere Emilia-Romagna – un profondo
processo di trasformazione e rafforzamento della struttura produttiva
regionale. In parte lo cogliamo attraverso i numeri, in parte sfugge alle
statistiche perché agisce su fattori difficilmente quantificabili quali le
relazioni, la formazione, la capacità innovativa ". L'incremento della
strutturazione è comunque visto come un passaggio reso necessario dalla sempre
più accesa competizione nei mercati globalizzati, ma anche come indice di
tenuta di un sistema produttivo costituito da una rete di piccole imprese che,
organizzandosi meglio, riescono a spuntare performance produttive migliori. Le
province in cui si è avuta la maggiore crescita di società di capitali sono
state Rimini (+82,9% che però ha riguardato 4.907 aziende contro le 18.294 di
Bologna, le 14.430 di Modena, le 8.298 di Reggio e le 7.991 di Parma), Ferrara
(+82,8% con 3.988 società di ca-pitali), Forlì-Cesena (+78,7%, a quota 5mila),
Piacenza (+63,8%, a quota 3.990) e Ravenna (+55,6%, a quota 4.962 ) anche in
considerazione del fatto che in queste aree si partiva da dati numerici
inferiori. Tuttavia l'incremento ha riguardato tutto il territorio: +54,2% a
Modena; +54,1% a Parma; +47,4% a Reggio; +39,7% a Bologna. "Il dato di
crescita delle società di capitali – spiega Maurizio Focchi, presidente di
Confindustria Rimini – è in linea con il numero di associati a Confindustria.
Associarsi vuol dire fare uno sforzo organizzativo: maggiori contatti,
formazione e organizzazione. In una parola: maggiore strutturazione". Con
riferimento ai settori è quello della produzione e distribuzione di energia
elettrica, gas e acqua che registra un vero e proprio boom (+121,7%). Si tratta
di un mercato molto ristretto in cui operano in tutto 215 aziende di cui la
maggior parte sono società di capitali (62%) molte delle quali Spa. Al secondo
posto segue la ristorazione che raddoppia le società di capitali (+97%), quindi
l'istruzione (+85%), le attività immobiliari (+83,4%) e le costruzioni
(+82,9%). In questi ultimi due casi, però, la dinamica che si rivela potrebbe
essere più di tipo tecnico- fiscale che propriamente economica vista la forte
presenza di società di comodo create in funzione strumentale all'interno del
settore immobiliare. Nelle costruzioni, invece, la crescita potrebbe essere in
parte determinata dalla prassi di indurre i dipendenti a costituirsi a loro
volta in società onde evitare gli eccessivi costi del lavoro dipendente. Più
contenuta la crescita nel manifatturiero (+32,4%). Su questo punto le visioni
degli industriali sono divergenti. Da un lato, come evidenziano da Unindustria
Bologna, il dato rivela "una fase importante di riposizionamento e di
trasformazione che ci ha consentito di collocarci nei segmenti superiori del
mercato, in particolare quelli a più alta specializzazione ". D'altro canto,
spiega Alberto Zambianchi, direttore di Confindustria Forlì-Cesena "il
dato rivela anche che fare manifattura in Emilia-Romagna, e in Italia, è più
difficile che altrove per gli eccessivi costi e per la
troppa burocrazia".
"Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non
è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come,
ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di
crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e
istruzione (+85%).
( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)
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N. 164
del 2008-07-11 pagina 0 Giudici, in due anni 1.406 euro in più di Matthias
Pfaender Dal 2006 retribuzioni cresciute automaticamente del 12 per cento. Per
un pompiere, invece, solo 71,60 euro d'aumento in busta paga. Contro la
riduzione di 1.200 euro l'anno le toghe minacciano di bloccare la giustizia La
formula magica è "perequazione automatica delle retribuzioni"; e,
come ogni frase miracolosa che si rispetti, anche questa dà risultati
eccezionali, meravigliosi. In questo caso, aumenti da favola nelle buste paga
dei giudici. Perché gli stipendi degli italiani sono fermi, ma non i loro.
Crescono, si dilatano, migliorano, e però adesso gli unici lavoratori che hanno
più soldi sono pronti a scendere in piazza. Possibile? Possibile. Sul cedolino
dello stipendio di gennaio 2006 di un procuratore troviamo, alla voce
"Imponibile al lordo delle ritenute previdenziali", la cifra di
11.918 euro. Al 1° gennaio di quest'anno la stessa voce sullo stesso cedolino
recita 13.324 euro. Calcolatrice alla mano, fa un aumento di 1.406 euro. In due
anni lo stipendio mensile di un qualsiasi procuratore è aumentato del
corrispettivo dello stipendio di un operaio: effetti della perequazione.
Effetti che però solo sul lungo termine mostrano tutta la loro potenza: andiamo
ancora qualche anno indietro, precisamente a gennaio del 2003. Il cedolino
questa volta recita, alle medesima voce, 10.346 euro. In cinque anni un
"HH07000 CL8" - il codice che nei meandri della burocrazia identifica i procuratori con
classe di anzianità "8" - ha visto la sua busta paga lievitare di
poco meno di 3000 euro, circa il trenta per cento. Con ritmi simili di crescita
delle entrate, di fronte al caro vita e al greggio che corre, ci si può fare
una grassa risata: effetti della perequazione. Effetti che però solo i
giudici e poche altre fortunate professioni possono assaporare, quali categorie
lavorative non contrattualizzate. Ogni primo gennaio l'aumento di stipendio si
fa trovare bello pronto, basta aspettare. Le vertenze per il rinnovo dei
contratti, le sfiancanti trattative con i datori di lavoro, le toghe le
lasciano volentieri a tutte quelle altre categorie con un contratto nazionale:
medici, insegnanti, carabinieri, giornalisti, vigili del fuoco. Per loro niente
magici effetti perequativi. Esempio: il 1° gennaio 2006, un vigile del fuoco
capo squadra percepiva ogni mese un imponibile di 2.129 euro. Due anni dopo
2.201. Eccoli qua gli effetti dell'applicazione del contratto nazionale di
lavoro: un "aumento stipendiale di 71,60 euro". Per loro niente
benefici pererquativi. Benefici che per altro i giudici sono ben intenzionati a
non lasciarsi sfuggire. Per questo lo scorso 5 luglio le toghe sono
ufficialmente entrate (prima volta a memoria di unità totale delle varie
correnti all'interno dell'Anm) in "stato permanente di agitazione".
Perché? Perché qualcuno ha osato ipotizzare di mettere mano alle loro entrate,
modificando una tantum l'avanzamento degli scatti di carriera da due a tre
anni. In soldoni il provvedimento a cui il governo sta lavorando bloccherebbe,
per un solo anno, gli scatti di retribuzione, causando ai singoli giudici un
danno economico da mancato guadagno di un minimo di 1.220 euro fino a 2.200.
All'anno. Poca cosa, di fronte agli aumenti mensili di cui hanno goduto fino a
ora? Dal loro punto di vista no: "Uno sciopero dell'Anm per motivi
politici è impensabile - ha commentato Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm -.
Se qualcuno decide che è meglio sospendere i processi per un anno, non
protestiamo: diciamo che è sbagliato, al limite". Ma se "invece c'è
un attacco alla struttura complessiva dello stipendio, e quindi delle carriere,
allora possiamo protestare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Centro, Il" del 11-07-2008)
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Pagina
Aperta La questione morale La questione morale oggi più che mai Questione
morale. Come declinarla oggi senza apparire giustizialista? La magistratura la
declina con la certezza dei suoi passaggi di ampia garanzia (avviso di
garanzia, rinvio a giudizio, tre livelli di giudizio), ma con l'incertezza dei
suoi tempi lunghi e snervanti dentro i quali la vita continua, ma come? In
maniera sempre più confusa. Non c'è più quel "buon senso" che risolve
le grandi questioni come appunto la gestione corretta della "cosa
pubblica" individuando la linea di demarcazione tra il lecito e non. La
politica che produce le leggi che la magistratura applica non si preoccupa più
di perfondere di "buon senso" i suoi comportamenti o la ratio delle
leggi. Non indica più la via maestra, non arretra il confine tra le buone
pratiche e quelle dubbie, ma lo sposta in avanti a favore di queste ultime
sacrificando sull'altare del "dover fare per conto di un mandato
ricevuto" il "come fare". Il fine che giustifica i mezzi sovente
è una necessità della politica imbrigliata da veti
strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo
vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un
certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno
bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è
il cemento del vivere insieme civilmente. Silvio Berlusconi da anni mina
questa riflessione, noi non dobbiamo minimamente scopiazzarlo. Bene fa Antonio
Di Pietro e peccato che non ci abbia ancora pienamente contaminati su questo
tema entrando nel Partito democratico. Antonello De Vico Consigliere nazionale
Pd Un modello di sviluppo in coma profondo Signor direttore, il modello di
sviluppo legato agli insediamenti industriali sul territorio della nostra
regione, nonostante sia ormai in crisi profonda, pare riscuota ancora consensi
da parte delle classi dirigenti locali, incapaci di pensare ad un sistema
alternativo che consenta la difficile convivenza tra ambiente e attività
produttive. Alle prese con una crisi occupazionale senza precendenti, ad
esempio, la Valle Peligna potrebbe ospitare cementifici e una fabbrica di prodotti
chimici. Il via a questi insediamenti è arrivato dal nucleo industriale di
Sulmona e pensare che uno degli angoli più suggestivi dell'Abruzzo possa essere
stravolto in questo modo lascia perplessi, perché questa decisione appare a dir
poco anacronistica. Recentemente, infatti, si è tornati a parlare dello
spostamento del cementificio di Pescara, mentre gli abitanti di Scafa
continuano a pagare la scelta di averne uno nel bel mezzo del proprio centro
abitato. Insomma, non sarebbe ora di smetterla ad attaccare selvaggiamente il
teritorio in nome di uno sviluppo che ci ha regalato la bella megadiscarica dei
veleni di Bussi Officine? Antonio Francia Torre de' Passeri Festival jazz a
Mosciano ma quanto ci costa! Signor direttore, ho letto con interesse l'articolo
pubblicato il 9 luglio sulla pagina "Spettacoli" del Centro,
riguardante il festival jazz "Oh, jazz be good", che si tiene a
Mosciano Sant'Angelo. Festival curato dalla Strange Fruit di Attilio De
Benedictis. Nulla da ridire sugli artisti in programma: sono ottimi jazzisti. A
sorprendermi è il ritorno di Tuck & Patty, che si sono già esibiti, nello
stesso festival, l'anno scorso. Francamente mi sfugge l'utilità di questa
doppia esibizione, a meno che non si tratti di un'offerta speciale: due concerti
al prezzo di uno. Questa operazione del direttore artistico Attilio De
Benedictis mi sembra inopportuna, anche perché il festival viene in parte
pagato dal comune. E il festival jazz ci costa caro. Qualche cifra: nel 2003 ci
è costato 51mila euro, che per un paese di novemila anime come Mosciano non
sono bruscolini. Nel 2004 il festival jazz ci è costato 41mila euro, nel 2006
siamo arrivati alla cifra "ragionevole" (ma mica tanto) di 20mila
euro. Perché la Strange Fruit, quando rilascia le sue interviste alla stampa
non ci parla anche dei costi del festival? Magari i cittadini, conoscendo
quelle cifre, qualche maledizione al jazz la mandano. Ho allegato i rendiconti
delle cifre del festival. Penso sia opportuno documentare le cifre che vi ho
fornito. E' giusto per documentare che quello che dico è vero. Ahimé. Luca
Pelusi Mosciano La missione italiana in Afghanistan I soldati italiani in
missione in Afghanistan, sono coinvolti già da un anno in combattimenti contro
i talebani nella zona di Farah, ma né i giornali né il governo Prodi l'hanno
mai reso noto. La rivelazione l'ha fatta qualc he giorno fa il ministro della
Difesa Ignazio La Russa, in visita a Kabul, il quale ha precisato che "i
nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno
salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e
neutralizzato attentati". C'è da essere fieri, ma anche preoccupati per i
nostri ragazzi. Lucio Di Nisio Montesilvano.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
SPESA PUBBLICA BLU COME BURLANDO Burlando i bilanci o bilanci alla Burlando?
Quando la Corte dei conti ha tentato di mettere sotto controllo i tagli della
Regione Liguria, si è trovata davanti alcune voci molto discutibili. La prima è
quella delle auto blu a disposizione della giunta e del suo presidente. Nel
2006 sono stati dichiarati 310 mila euro per il noleggio e il leasing delle vetture,
più 260 mila per carburante e manutenzione: quasi il doppio di quanto previsto.
Certo, in Liguria le prodezze delle auto blu sono leggendarie:
dall'intercettazione sull'assessore che l'avrebbe usata per accompagnare a
scuola il figlio, al responsabile al Lavoro Enrico Vesco (Pdci) beccato a
sfrecciare con autista a 170 orari fino al governatore Claudio Burlando rimasto
senza patente per la guida contromano in autostrada. Nulla che però possa
giustificare una bolletta da 570 mila euro. La Regione replica: "In quella
somma è compreso l'uso dei veicoli del Corpo Forestale". Per le auto blu
sostengono di avere dimezzato i costi, riducendoli a solo 63 mila euro. Peccato
che per la Corte dei conti in questo modo ogni verifica diventi impossibile. Mentre
è singolare notare l'unica altra voce sfuggita ai tagli: le spese di
rappresentanza, sostenute da Burlando e la sua giunta. Solo nel 2006 risultano
375 mila euro: 80 mila in più rispetto ai loro predecessori di centrodestra. G.
D. F. Attualità TORINO Tris di torri E tre. Dopo quelle di Massimiliano Fuksas
per la Regione e di Renzo Piano per Intesa Sanpaolo, a Torino è in arrivo
un'altra torre. è l'edificio per uffici di
( da "Arena.it, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
11
Luglio 2008 MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità
di comprare il locale e di far nascere l'attività Sognano d'aprire un
ristorante ma da mesi attendono la licenza I fratelli Scapinello in crisi per i
ritardi in Regione che non detta linee guida Il Comune non può aiutarli
Matteo Venturelli Da quattro mesi aspettano la licenza dal Comune per
poter aprire il loro ristorante. Luca e Nicola Scapinello, fratelli di 25 e 28
anni di Mozzecane, sono esasperati. La colpa del ritardo non è degli uffici del
municipio, ma della Regione che tarda a emanare le linee guida sul versante
delle concessioni delle licenze. Come risultato, il Comune di Mozzecane, che
non aveva licenze assegnabili al momento della richiesta dei fratelli
Scapinello, non può concedere l'autorizzazione per far aprire il locale.
"Abbiamo l'idea di realizzare un ristorante da ottanta posti a
sedere", spiegano i fratelli, "con un bel plateatico e cucina
classica rivisitata però in versione moderna". "Mentre i mesi passano
senza che nessuno ci dia una risposta", afferma Luca Scapinello, "noi
siamo bloccati. Non possiamo correre il rischio di fare acquisti importanti,
come la cucina o l'arredamento del locale, perché non siamo più così sicuri di
poter iniziare l'attività. Se subentrassero altri problemi, cosa potremmo fare
con le attrezzature da pagare?". "Abbiamo iniziato ad informarci su
come poter ottenere la licenza già lo scorso ottobre", aggiunge Nicola
Scapinello, che attualmente lavora come arredatore d'interno, "e in Comune
i funzionari ci hanno risposto che avrebbero saputo comunicarci la data
definitiva verso fine anno, convinti che dalla Regione avrebbero avuto presto
le nuove direttive. Ci è stato spiegato che avremmo dovuto attendere solo un
paio di mesi. Infatti, per Pasqua, avevamo programmato di inaugurare il
ristorante". "Non è possibile", sbotta Livio Scapinello, 55 anni,
padre di Nicola e Luca, "che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con
tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo
e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da
gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate
l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine
mese ci avrebbero fatto sapere. Quando abbiamo chiesto di essere
ricevuti, ci hanno risposto che l'ufficio non è aperto al pubblico". Sono poi
arrivate le elezioni politiche di aprile. Due membri della giunta regionale,
sono stati eletti in Parlamento (Francesca Martini, nominata sottosegretario di
Stato, e Luca Zaia, ministro dell'agricoltura), e i loro successori nominati
poche settimane fa. Pertanto, i lavori della Giunta sono andati avanti a
rilento. Sulle lungaggini burocratiche, il sindaco di Mozzecane Michelangelo
Foroncelli conferma: "Tutti i comuni del Veneto sono in attesa dalla
Regione dei criteri per la fissazione del numero delle nuove licenze. Fino a
quando non arriveranno, noi non ne potremo rilasciare neanche una".
"Se per fine estate non l'avremo", conclude Luca Scapinello,
"rischiamo seriamente di perdere anche il locale che abbiamo già
individuato come sede del ristorante. Insomma, non potremo comprarlo senza
avere la licenza. L'azienda costruttrice, giustamente, non lo terrebbe
riservato per noi all'infinito". Dalla direzione dell'ufficio commercio
della Regione fanno sapere: "Stiamo collaborando con l'Associazione
nazionale dei comuni italiani, l'Anci, e le varie associazioni di categoria,
per produrre delle linee guida maggiormente utilizzabili e comprensibili da
parte di tutti i Comuni, scongiurando così il rischio violare la normativa
comunitaria vigente".
( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
continente PERDUTO QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA La cancellazione del confine tra
diritto pubblico e privato è l'esito della globalizzazione. Un terremoto che
trova terreno fertile nel "Trattato di Lisbona". La legittimità della
legge non è più quindi espressione di un processo democratico, ma il risultato
dell'attività di un ristretto gruppo di tecnici Ugo Mattei Fra i molti confini
crollati sotto i colpi delle forze e ideologie della postmodernità c'è
sicuramente quello fra pubblico e privato. Un terremoto particolarmente
sconvolgente per il diritto che su questa contrapposizione aveva strutturato la
difficile convivenza fra il suo essere, al tempo stesso, esercizio del potere
(pubblico) e cultura della convivenza civile (privato). Il profondo crinale che
separava questi due mondi non presentava certo natura ontologica e i giuristi delle
diverse tradizioni potevano declinarlo in modo assai diverso (per esempio in
Francia il diritto penale è branca del diritto privato mentre in Germania e da
noi del diritto pubblico). Il fatto che anche nel diritto esistesse un luogo
dei rapporti gerarchici ed autoritari (quelli fra potere e cittadino) cui si
poteva contrapporre un luogo di rapporti formalmente paritari, fondati sullo
scambio consensuale (quelli fra privati), costituiva altresì un nucleo comune
nell'ambito delle tradizioni giuridiche occidentali. La distinzione tra i due
ambiti aveva le sue radici nelle diverse forme della loro legittimazione. Nel
moderno costituzionalismo, il diritto pubblico, abbandonate le sue origini
autoritarie, è espressione legittima e partecipata del demos sovrano. Il
diritto privato, per contro, affondava le proprie radici nella consuetudine,
una regolamentazione spontanea resa necessaria e legittima dalle esigenze di
prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti sociali. E se nel primo caso
il demos delega autorità al potere (e lo legittima) nel secondo esso resta
autonomo e le regole private vengono per così dire "messe in bella
copia" dai produttori di civilis sapientia (i giuristi tecnici). Insomma
la legittimazione del diritto pubblico è democratica mentre quella del diritto
privato è tecnica (o sapienziale, se la si vuole mettere in bella luce).
Prendere o lasciare Certo, lo Stato moderno rivendica una posizione di
controllo ed autorità anche sui rapporti fra privati, produce codici civili e
rende alcune regole privatistiche inderogabili dalla vlontà dei privati. Ma
ogni regola limitativa dell'autonomia privata a sua volta dovrebbe rispondere
alla logica della legittimazione democratica. Se il controllo dello Stato sul
diritto privato, accentuatosi per i primi tre quarti del secolo scorso, può
considerarsi una pubblicizzazione del diritto privato (informata ad esigenze di
tutela del debole), da diversi anni ormai, ed in modo particolarmente
accentuato da quando si parla di globalizzazione, si registra una privatizzazione
della normatività pubblica. Le grandi corporations transnazionali impongono
sempre più le proprie regole del gioco tramite contratti standardizzati che
offrono servizi essenziali all'interno di una logica del "prendere o
lasciare". Gli Stati cercano tuttavia di mantenere il controllo su queste
dinamiche di privatizzazione della normatività. Anzi, quelli più forti sembrano
perfino partecipare a dinamiche in controtendenza. Di "fine" o
"chiusura" della globalizzazione, sotto forma di barriere protezionistiche
che provano a colpire anche a libera circolazione di capitali e merci e non più
"soltanto" delle persone, si comincia infatti a parlare sempre di
più. E l'Europa? L'Europa non è uno Stato. Se lo fosse con il suo mezzo
miliardo di persone, sarebbe il terzo del mondo, dopo India e Cina. Per
prodotto interno lordo sarebbe il primo. Le tendenze che si verificano in
questo spazio misterioso e rilevantissimo fra stato e non stato sono davvero
inquietanti. Infatti proprio in Europa si sta abbattendo una nuova frontiera
nella privatizzazione del politico. Si sta infatti verificando un golpe
strisciante dal punto di vista della legittimazione: un golpe
"tecnocratico" (o organocratico per utilizzare un'espressione del
recentissimo libro di Giuseppe Guarino Ratificare Lisbona?) che verrà portato a
compimento se il Trattato di Lisbona sarà ratificato dando assetto definitivo
alla struttura costituzionale europea. Il primato della segretezza Per la prima
volta un "quasi stato" sarà legittimato definitivamente da un
principio antagonista rispetto a quello democratico. Il suo diritto pubblico,
come già quello privato, sarà governato da un principio di legittimazione
tecnico e non politico. Una trasformazione incostituzionale rispetto ai
principi comuni di tutti gli Stati membri: sicuramente per il diritto
costituzionale Italiano, qualora vengano ratificate trasformazioni che a
partire dal primo gennaio 2009 saranno davvero definitive, perchè potranno
essere mutate soltanto all'unanimità dei 27 Stati membri. Riprendo soltanto
brevemente le considerazioni di Giuseppe Guarino, un decano dei nostri
costituzionalisti, uno studioso che ha saputo evadere dalla gabbia cartacea
degli articoli delle leggi e della costituzione per misurarsi con la dimensione
politica ed economica fra l'altro in veste di ministro (Finanze nel 1987 e
Industria nel 1992). Un maestro che tuttavia resta giurista e che come tale ha
studiato a fondo i 418 ostici articoli del Trattato di Lisbona firmato il 17
dicembre 2007 dai rappresentanti dei 27 paesi membri nel tentativo di
rilanciare il processo dopo la debacle della Costituzione Europea, bocciata dai
referenda francesi e olandesi. Certo, anche Lisbona arranca (Irlanda docet) ma
la pervicacia con cui la vulgata dominante (con la sola imbarazzante eccezione
della Lega e del nuovo Tremonti antimercatista) ne considera la ratifica un
esito obbligato, lasciano presagire un tanquillo (e quasi-segreto) iter. Del
resto, praticamente ovunque il demos sovrano è stato espropriato del potere di
esprimersi sui futuri assetti europei sicchè nuove imboscate referendarie sono
da escludersi. Bruxelles dà i numeri In barba alla retorica sulla centralità
del Parlamento, l'organo di governo che detterà l'agenda politica della nuova
Europa sarà la Commissione. Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione
stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi
poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini
possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda. Non
solo, ma le proposte normative della Commissione "passano" con una
maggioranza ridotta in consiglio. Non possono essere emedate (pendere o
lasciare) se non all'unanimità o con l'accordo in tal senso di Parlamento e
Commissione. All'interno della Commissione tutti gli Stati contano allo stesso
modo. Inoltre, a partire dal 2014 entrerà in vigore il principio della
rotazione perchè i posti di commissario saranno inferiori rispetto al numero
dei membri. È quindi probabile che uno dei quattro stati con maggore
popolazione (Germania, 82 milioni; Francia 61, Regno Unito 60, Italia 59) sia
escluso a favore di Stati (14) con popolazioni inferiori ai 10 milioni. Si
tratta di un evidente paradosso democratico, aggravato dal fatto che i
Commissari non possono essere parlamentari, non possono consultarsi con alcun
governo, sono nominati da forze politiche in molti casi sconfitte alle elezioni
successive (durano in carica oltre chi li ha nominati): svolgono cioè a tutti
gli effetti (come già oggi la Banca Centrale Europea) un'opera di governo
"meramente" tecnico. Nella politica economica, in particolare nelle
procedure di disavanzo ecessivo, che minacciano cioè tutti gli "Stati
Euro", la Commissione gode di discrezionalità politica enorme e cumula
poteri di controllo ed esecuzione delle proprie stesse decisioni. Inoltre, a
tali procedure, partecipano pure commissari di paesi non-Euro, quali ad esempio
Danimarca e Gran Bretagna, che conservano sovranità monetaria e godono in più
della stabilità prodotta dalla rinuncia alla sovranità monetaria di tutti gli
altri. Una situazione che provvisoriamente poteva pure essere digeribile ma
che, in via definitiva, stride con la "parità" cui la Costituzione
italiana condiziona le cessioni di sovranità. A causa dell'Euro e
dell'insufficiente monitoraggio della Commissione sul debito, l'Italia più
degli altri rischia oggi il tracollo. CONTINUA|PAGINA14 Guarino pone una
domanda che merita riflessione seria: "può il nostro Stato ratificare un
trattato alla cui disciplina si collega la previsione quasi certa di un
deterioramento progressivo delle condizioni di benessere dei suoi
citadini?". Ma seria è pure oggi la più generale questione: possiamo
desiderare per l'Europa una tecnocrazia a causa dei fallimenti della democrazia
spettacolare ed essere perciò favorvoli a Lisbona? Io ritengo che Lisbona vada
respinta. Se il Parlamento italiano avesse il coraggio di farlo (e ne avrebbe
cogenti ragioni costituzionali) dovrebbe pure indicare una via maestra
costituzionalmente legittima per riprendere il percorso. A me la soluzione
ovvia pare quella di investire il prossimo Parlamento Europeo di funzione
costituente, perchè finalmente il demos europeo possa esprimersi in una
campagna elettorale, davvero legittimante sui temi europei.
( da "ADN Kronos" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CYBERNEWS Roma, 11 lug. -
(Adnkronos) - ''Le leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo
vecchia e lenta e' la burocrazia che le gestisce. Nel Dpef questo Governo ha dimostrato poco
coraggio, ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce
in Italia nel settore delle Tlc''. E' quanto osserva in una nota il deputato
dell'Udc Savino Pezzotta secondo cui ''cosi' si allontanano gli investimenti e
si rende difficile la finanza di progetto, si virtualizzano i diritti democratici
e i nuovi diritti digitali degli italiani rispetto al Resto d'Europa e si mette
a rischio la competitivita' mondiale del Sistema Paese, oggi ultimo in
Europa''. ''Diventa pertanto sempre piu' urgente -prosegue- mettere allo studio
un pacchetto di semplificazione normativa, efficace e che tiene conto
dell'attualita' del mercato dove televisione e telecomunicazioni si integrano
con nuove tecnologie da tener conto anche nella raccolta pubblicitaria, delle
eccellenze tecnologiche made in Italy''. Secondo Pezzotta ''l'equita' e' la
realizzazione del riconoscimento a tutti gli Italiani del servizio universale
digitale''.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Che fine
ha fattol'orologiodi piazza LibertàDa ragazzi andavamo a controllare i nostri
orologi da polso con l'orologio a pendolo situato sotto la Loggia di San
Giovanni; era un orologio meccanico con il pendolo che batteva il 1/2 secondo e
aveva la precisione di alcuni secondi al mese; la costruzione o il progetto
veniva attribuito ad Arturo Malignani.Settimane addietro sono passato sotto la
Loggia e l'orologio non c'è più. È rimasto il pendolo dentro la bacheca sporca,
anzi, lercia; si legga a malapena la targhetta "Ricostruito da A. Rosa nel
1952".Da cittadino udinese a cui piacciono le cose storiche della città
vorrei sapere se l'orologio è finito in qualche mercatino delle pulci o se
giace abbandonato in qualche cantina. Signor Sindaco e signori assessori alla
cultura si potrà avere una risposta?Giammaria NinoUdineUn'autostradapericolosae
insicuraPercorrere la nostra autostrada, specie di notte, è diventato un serio
pericolo. In queste settimane si fa un gran parlare di terza corsia e
ristrutturazione della Villesse - Gorizia e dell'opportunità di nomina di un
Commissario per accelerarne l'iter. Comunque vada, quei lavori non potranno
partire prima di due, tre anni, perché allora non guardare alle difficoltà
odierne della nostra rete autostradale?Le nostre autostrade, oltre alle normali
cause di incidenti, soffrono di ulteriori elementi che ne aggravano la portata.
Chi percorre l'autostrada, infatti, si imbatte spesso in decine e decine di camion
e autoarticolati, che viaggiano a velocità sostenute e senza rispettare, tra
loro, le distanze di sicurezza.Come non bastasse questi mezzi, incuranti dei
divieti, spesso occupano, per lunghi tratti, la corsia di sorpasso, rallentando
la corsa degli automobilisti e aumentando la pericolosità dell'arteria.La
situazione diventa ancora più drammatica con la pioggia, la nebbia e di notte.
La notte, infatti, ci si trova davanti ad una altro serio problema: lungo tutte
le nostre autostrade, i tir sono parcheggiati nelle piazzole di emergenza.
Insomma, un automobilista che già durante la notte trovava difficoltà a
fermarsi nelle stazioni di servizio, rese impraticabili dalla numerosità dei
camion in sosta, che spesso occupano scompostamente anche le corsie di accesso,
si trova anche nell'impossibilità di effettuare una sosta di emergenza nelle
apposite piazzole. Ciò rende davvero drammatica la situazione di un
automobilista che, dovendosi fermare per un'emergenza, è costretto, a suo
rischio e pericolo, a farlo lungo l'asse autostradale.In più, spesso, i mezzi
in sosta non hanno accese le luci di posizione, creando, in questo, modo un
ulteriore pericolo.Ho presentato un'interpellanza al presidente della giunta
regionale Tondo per sapere quali iniziative urgenti l'esecutivo regionale
intende assumere per risolvere tali situazioni e se intende, d'intesa con gli
organi di Polizia, assumere interventi sanzionatori, oltre che di sgombero del
mezzo, nei confronti di quegli autisti che occupano in maniera arbitraria le
piazzole di emergenza.Anche che gli interventi sanzionatori, se applicati nella
misura massima consentita ed in maniera costante, non solo risolverebbero il
problema, ma costituirebbero una fonte di sovvenzione da finalizzare alla
sicurezza stradale, come per altro, previsto dall'articolo 208 del Codice della
Strada.Al proposito, chiedo anche di sapere quali sono i programmi di
intervento di ordinaria e straordinaria manutenzione che riguardano la
viabilità autostradale regionale, in attesa delle opere di realizzazione della
terza corsia della A4 e della ristrutturazione della Villesse - Gorizia.A nulla
o poco, infatti, servirebbero tali opere, per altro dai costi rilevanti, se la
nostra rete autostradale continuasse ad essere quella che oggi è.Franco
Brussaconsigliere del PdBonus ProdiNon è arrivatoun euroPerché tanti pensionati
non hanno ancora visto un euro del famoso bonus del governo prodi? Sono tanti i
pensionati italiani, e fra questi moltissimi della nostra regione che hanno
atteso invano la famosa quattordicesima del Governo Prodi. Un assegno modesto
di circa 390 euro che spetta a chi ha almeno 64 anni di età, un reddito annuo
non superiore a 8.640,84 euro e che può oscillare in relazione all'anzianità
contributiva.Una somma apparentemente contenuta ma che è importantissima per
chi può contare su poco; in effetti, almeno per un mese, vi sarebbe il
raddoppio della misera pensione.Per accedere a questo diritto così come sembra
di comprendere dalla stessa lettera che l'Inps ha inviato ai pensionati, chi si
trovava al di sotto del tetto massimo previsto dalla norma avrebbe dovuto
comunicare all'Inps il proprio reddito.In assenza di tale comunicazione lo
Stato non avrebbe erogato i soldi spettanti a queste persone, perché si sa, siamo in Italia, patria della burocrazia, che punisce chi i diritti li
avrebbe ma non li conosce.A questo si aggiungano le evidenti difficoltà di
comunicazione fra Inps, Patronati, Caf e quant'altro e si giunge alla triste
conclusione che, comunque sia, a pagare sono sempre i poveracci.L'Inps
rassicura gli interessati.La realtà vera è che quando i cittadini, non solo i
pensionati, hanno un diritto, sono costretti a fare domande, dichiarazioni,
bolli e quant'altro, mentre quando è lo Stato a dover avere qualcosa, si
procede direttamente, e subito, al recupero delle somme dovute.Sorge spontanea
una domanda: siamo cittadini o sudditi?Luigi FeronePartito Pensionati.
( da "Gazzettino, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Siamo in
una situazione di emergenza. L'impennata dei prezzi delle materie prime, più
che triplicati da dicembre ad oggi, mettono a serio rischio la vita di molte
imprese del settore delle costruzioni.L'allarme che interessa anche il Nordest,
dove numerose sono le piccole imprese, è stato lanciato a Roma in occasione
dell'assemblea nazionale dell'Ance.Sono cresciuti a dismisura i prezzi del
ferro, passato dai circa 230 euro del dicembre 2007 agli attuali 630 a
tonnellata, che sta avendo effetti devastanti sulle opere pubbliche, senza
dimenticare aumenti sopra il 40 per cento del petrolio, rame, bitume,
alluminio, inerti e cemento. Ci sono imprese che rischiano di fallire.Chiediamo
al Governo di intervenire subito per ristabilire l'equità contrattuale,
attraverso un provvedimento contrattuale che legittimi le stazioni appaltanti,
come consentito dal Codice civile, ad adeguare il corrispettivo previsto per
l'appalto agli aumenti, rigorosamente comprovati, subiti dal costo dei
materiali primari e quindi ai nuovi, eccessivi ed assurdi aumenti sostenuti
dalle imprese. Dovrà inoltre essere permesso alle pubbliche amministrazioni e
alle stazioni appaltanti, di rivedere i contratti d'appalto al rialzo, in
pratica dovrà essere previsto un Fondo di emergenza, che garantisca la
possibilità di rivedere al rialzo gli importi degli appalti in conseguenza
all'esplosione in corso dei costi di rame, petrolio e acciaio, con prezzi che
schizzano in alto continuamente. Altrimenti, è inutile nasconderlo, da settore
trainante, rischiamo veramente un tracollo che avrà ripercussioni molto pesanti
sull'economia del Nordest.E' giusto evidenziare alcuni numeri per capire ciò
che rappresenta il settore delle costruzioni per l'economia italiana: il 52,6\%
degli investimenti fissi del Paese, l'11,1\% del Pil, il 27,9\%
dell'occupazione industriale, circa 2 milioni di persone che lavorano
direttamente nel settore. Dal 1998 al 2007, la crescita degli investimenti è
stata più che doppia rispetto a quella del Pil: le costruzioni con un + 29,4\%
ed il Pil con + 13,5\%. Se a questo problema aggiungiamo quelli ormai cronici come la burocrazia sempre più asfissiante, il costo del lavoro che da noi produce
un forte divario tra i guadagni dei lavoratori ed il costo per le imprese,
l'aumento dei tassi di interesse, chi lavora sul territorio attuando una
concorrenza sleale ed una politica fiscale che negli ultimi anni ha visto
nell'edilizia solo l'opportunità unica per attingere risorse e fare a cassa,
è facile comprendere che i nostri allarmi non sono infondati.Oggi dobbiamo
inoltre fare i conti con un grande ritardo infrastrutturale, che scontiamo
sulla qualità della vita, turismo e produzione. Il nostro Paese, che all'inizio
degli anni '70 era leader in Europa nella realizzazione di autostrade, mostra
oggi i segni di 30 anni di mancati investimenti e si trova a rincorrere nazioni
che un tempo erano più indietro come Francia e Spagna. Dal 1970 al 2004 in
Spagna i chilometri di autostrada si sono sestuplicati, così come in Francia.
In Italia invece, la rete autostradale, che nel 1970 era pari a 3900
chilometri, ha raggiunto nel 2004 i 6500 chilometri. E questi 30 anni di
ritardi, nonostante un'imprenditoria determinata e volonterosa, pesano oggi
come macigni.*Componente Comitato di Presidenza naz. Ance.
( da "Corriere Adriatico" del 11-07-2008)
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Passetto,
la Gorajski spinge perché si trovi ora la chiatta adeguata "Subito la
nuova spiaggia" ancona - "Pare veramente impossibile che, al giorno
d'oggi, non si riesca a trovare il modo di avere un pontone o una chiatta che
porti il materiale nel luogo dove dev'essere scaricato, o magari una chiatta
più piccola che possa avvicinarsi al litorale facendo la spola con quella più
grande, ormeggiata al largo". Sbotta anche Cristina Gorajski (nella foto),
presidente della Passetto Srl signora del fair play, contro l'impossibilità di
eseguire i lavori di ripascimento alla spiaggia del Passetto per una questione
di "burocrazia". La
chiatta si è arenata e per questa estate la spiaggia resterà così, rovinata
dalle mareggiate. Situazione incredibile per la presidente della Passetto Srl
che si chiede peraltro come mai la profondità dell'acqua non fosse stata
misurata prima dell'inizio dei lavori, dando così la possibilità all'impresa di
attrezzarsi con un pontone diverso. La ventilata sospensione delle attività,
decisa dalla Regione, indica quasi una non volontà di procedere, secondo la
Gorajski. "Speriamo che la soluzione venga trovata in questi prossimi
giorni e non si rimandi la sistemazione a settembre, quando le possibilità di
usufruirne da parte dei cittadini saranno minime se non nulle. Per di più -
continua la presidente -, allora potrebbero sorgere problemi relativi alle
condizioni del mare e tutto il lavoro andrebbe alle calende greche". Senza
contare il fatto che un ripascimento a settembre non solo non sarebbe fruibile
da parte dei cittadini, ma correrebbe il concreto rischio di essere spazzato
via durante le mareggiate invernali, con la conseguente necessità di affrontare
nuovi lavori per la stagione estiva del 2009, sempre che si trovi la chiatta giusta.
L'ultima via che la presidente tenta è quella dell'appello. La Passetto Srl
prega i tecnici di attivarsi in questi giorni di luglio, perché quella di
settembre è una soluzione "che non avrebbe senso e il privilegiarla in
nome della burocrazia è un po' come abbandonare le
armi prima ancora di averle imbracciate. A rimetterci, come al solito, sono i
cittadini", conclude la Gorajski. I guai sono iniziati lunedì. Smaltito il
primo tratto di ripascimento a Portonovo, nella baia del molo, la Regione ha dato
l'avvio alla sistemazione della spiaggia del Passetto, ma l'imbarcazione per lo
scarico dei materiali si è arenata in una secca.
( da "Adige, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e
poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> L'idea Fontana cita la
Catalogna "Facciamo come la val d'Aran" VALLE DI FASSA - Il problema
di fondo, al di là delle procedure per l'approvazione dello Statuto, riguarda
soprattutto l'elezione dei futuri amministratori. Si parla di ben 37
consiglieri, con una giunta formata da un presidente eletto dalla popolazione e
dai sindaci della valle, membri di diritto. La prospettiva non è condivisa, e
non da oggi, da Gino Fontana , vicepresidente del Comprensorio e sindaco di
Vigo, il quale ha avanzato ufficialmente una nuova proposta, richiamando quanto
accade in Val d'Aran, nel nord della Catalogna (Spagna), visitata in aprile dai
sindaci della valle. Fontana, sottolineando la necessità di privilegiare un
ente snello ed operativo, al servizio della gente, ha suggerito, sull'esempio
della località spagnola, di pensare a tre aree (Moena/Soraga, Centro Fassa e
Alta Valle) con i candidati alla presidenza che presentano liste proprie,
composte da un numero di cinque persone per ciascuna area, sottoposte al vaglio
degli elettori. Dopo le elezioni, il presidente eletto avrebbe una maggioranza
di tre consiglieri per zona, mentre due sarebbero riservati alla minoranza. A
questi, si aggiungerebbero, di diritto, i sette sindaci o loro rappresentanti,
per un totale quindi di 23. Una indicazione da discutere, se ci sarà la voglia
di farlo, assieme ad altre eventuali osservazioni che, sulla bozza di Statuto,
dovessero essere espresse dai consigli comunali, chiamati
prossimamente a parlarne prima della sua approvazione definitiva, la quale
dovrà avvenire in modo unanime. La discussione è ancora aperta, come hanno
ricordato sia il presidente che Franceschetti, mentre Lasagna ha richiamato
"la necessità di uno Statuto chiaro, in grado di alleggerire sia la spesa
pubblica che la burocrazia".
M. F. 11/07/2008.
( da "Sicilia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Problema
e disagio sociale ma la risposta dello Stato c'è" Lentamente va avanti il patto
sulla sicurezza. Ad un anno dalla sottoscrizione dell'accordo tra Stato, Comune
e Provincia, "benedetto" dalla prefettura, il patto della sicurezza
"condivisa, delle "politiche mirate sul territorio", della
"collaborazione" tra le forze di polizia, il prefetto Giovanni
Finazzo ha voluto fare il punto della situazione con tutti i
"partner" dell'accordo convocandoli ieri mattina per una riunione. Un incontro in cui sono stati sollecitati tutti gli adempimenti
previsti nell'accordo sui quali - seppur a fatica - tra burocrazia, tempi elettorali e tempi
tecnici - c'è stato un impegno di accelerazione. Ma che cosa è cambiato in
città dal varo del Patto per Catania sicura? E soprattutto qual è la percezione
percezione del livello di sicurezza che hanno i catanesi? "Io la
mattina leggo due bollettini - risponde il prefetto Finazzo - quello della
criminalità con episodi più o meno gravi e quello degli arresti, delle denunce,
delle condanne da parte della magistratura. Questo sta a significare che
l'azione, la reazione, la risposta dello Stato è forte e significativa. Semmai
ci si dovrebbe interrogare sul perché la gente ruba, perché i ragazzi vanno a
fare gli scippi o perché si dedicano allo spaccio. Perché un ragazzo di
vent'anni va a rapinare? Ci sono soggetti che hanno nel dna la propensione alla
delinquenza, ma io ritengo che ci siano anche tanti altri soggetti che abbiano
invece propensione per un lavoro onesto e la sera hanno il problema di dover
portare qualcosa a casa. Devono sfamare i figli, devono poter comprare loro i
vestiti, devono mandarli a scuola e, allora, se non c'è lavoro, non potendo
contare su guadagni leciti, a volte sono spinti dallo stato di necessità.
Questa non vuole essere affatto un'esimente o un attestazione di solidarietà,
ma è certamente una spiegazione. Come lo è, a mio avviso, il numero non
indifferente di bancarelle in questa città che vengono gestite senza licenza,
senza autorizzazione e con una certa tolleranza dalle forze di polizia. Questa
è gente che non ha nè arte né parte e vuole vivere onestamente, vende due
cassette di frutta e la sera può portare dieci euro a casa per un piatto di
pasta. Se togliamo loro questa opportunità, se ne vanno a rubare. Vuole dire
che la lotta all'abusivismo, quindi, è inutile? No, non è inutile, ma va
studiato a monte e per trovare il rimedio bisogna cercare la causa. Certi
fenomeni vanno sviscerati in tutti i segmenti e poi vanno individuate, se
possibile, le soluzioni. Mettiamo che a quello che vende frutta e verdura agli
archi della Marina, per fare un esempio, diciamo "tu da qui te ne devi
andare" e gli sequestriamo tutto. Dopodiché, visto che siamo noi lo Stato,
gli diciamo: "D'ora in poi questo non lo puoi fare più". Lui sa cosa
ci dice? "Ma io non ho lavoro... datemelo voi". Non so se è chiaro il
concetto. È bene chiarirlo, non vorrei che passasse l'idea che il prefetto è
favorevole all'abusivismo, non me lo sogno neppure. Ma non mi sogno neanche di
dire che questo genere di ambulanti siano criminali, non possiamo
criminalizzare questa gente. Da criminalizzare è quello che sta a spasso dalla
mattina alla sera e se ne sta appostato in via Garibaldi apettando che passi il
soggetto giusto per scipparlo... C'ha provato con me ma non c'è riuscito... È
stato vittima di un tentativo di scippo anche lei? Io e mia moglie, ad un mese
dal nostro arrivo qui. Un tizio ha provato a scipparle la borsa che, però era
ben nascosta sotto i sedili della macchina e non è riuscito a rubarla.
( da "Varesenews" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MalpensaFiere
- Firmato a MalpensaFiere l'acordo tra Camera di Commercio e Ordine dei
Commercialisti varesini per un'immediata qualificazione
dello status professionale dei titolari Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo E' un passo in avanti importante
sulla strada di un rapporto sempre più tecnologicamente avanzato tra Camera di
Commercio e le 63mila imprese che operano sul nostro territorio: grazie alla
sottoscrizione questa mattina (venerdì 11 luglio, ndr.) negli uffici di
MalpensaFiere di una "Convenzione sulla Firma Digitale di Ruolo" con
l'Ordine dei Commercialisti di Busto Arsizio, per le aziende di una larga fetta
della nostra provincia diventano più rapide e con meno adempimenti le pratiche
da trasmettere al Registro delle Imprese tenuto dalla stessa Camera di
Commercio. Ma che cos'è la "Firma Digitale di Ruolo"? Si tratta di un
certificato di firma digitale ? ovvero l'apparato telematico sostitutivo della
tradizionale firma cartacea ? che contiene anche l'espressa indicazione
dell'appartenenza del titolare all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti
Contabili con tutti i relativi dati. Tali elementi sono costantemente
aggiornati sulla base di comunicazioni effettuate direttamente dall'Ordine. Con
questa Firma Digitale di Ruolo, insomma, c'è un'immediata qualificazione dello
status professionale del titolare. Questo consente quindi di ridurre gli
adempimenti per diverse pratiche, permettendo alla Camera di Commercio di poter
procedere senza ulteriori accertamenti sull'identità dell'intermediario e le
sue abilitazioni professionali. Per ulteriori informazioni è possibile
rivolgersi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (Susanna
Morganti tel. 0332/295.331; mail: morganti@va.camcom.it). Venerdi 11 Luglio
2008.
( da "Salerno notizie" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
E'
riuscito lo sciopero dei metalmeccanici a Salerno. Grande partecipazione al
corteo che partito da Piazza Vittorio Veneto ha attraversato le principale strade
della città. Le motivazioni dello sciopero sono dettate dalla grave crisi
industriale che attraversa l'intero territorio provinciale, e dalla necessità
di rilanciare un settore che in questi ultimi anni ha perso migliaia di posti
di lavoro. Una condizione allarmante per una provincia che ? si legge in una
nota - illusa dalla prospettiva turistica, ha tralasciato qualsivoglia ipotesi
di sviluppo industriale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, migliaia di
disoccupati in più, industrie che hanno delocalizzato le proprie attività,
fallimenti e cessazioni di attività (per ultima l'IDEAL CLIMA), che delineano
la prospettiva di un deserto produttivo. Occorre, quindi, ripartire dalle
produzioni, nessun paese al mondo può immaginare di vivere unicamente di
consumo e terziario. Per rilanciare l'industria nella
nostra provincia è necessario dotarsi di una infrastrutturazione adeguata, di
formazione funzionale e moderna, di una burocrazia pronta a snellire e velocizzare le pratiche, di una condizione
di legalità libera dalla influenza della criminalità organizzata. Necessario è
liberarsi definitivamente anche di strumenti che sin qui non hanno aiutato lo
sviluppo industriale. Tra questi annoveriamo le ASI che nel tempo si
sono trasformate in terreno di lottizzazioni politiche e di certo non hanno
contribuito a promuovere lo sviluppo del territorio. Analoga decisione andrebbe
assunta sui patti territoriali che, secondo la CGIL - hanno esaurito le propria
funzione. Comprendiamo che alcune scelte possano rimettere in discussione
equilibri politici costruiti faticosamente, ma la condizione di crisi, nella
quale versa l'economia provinciale, richiede scelte coraggiose. Noi ? prosegue
la nota del sindacato - pensiamo che occorra un vero e proprio patto per lo
sviluppo e l'occupazione. Gli attori di tale ambizioso progetto possono essere
le istituzioni locali, le forze imprenditoriali, le organizzazioni sociali, la
Regione, il Comune, il Governo nazionale. Un patto per salerno che promuova il
territorio, attragga investimenti, rilanci l'occupazione. In tale contesto la
CGIL è pronta a fare la sua parte, pronta a sottoscrivere intese che, libere da
ogni pregiudizio ideologico,stabiliscano più avanzate e moderne relazioni
industriali. Allo sciopero dei metalmeccanici hanno aderito rappresentanze
aziendali del settore chimico, tessile, dell'edilizia; del pubblico impiego.
Per la CGIL sono mature le condizioni per lanciare lo sciopero generale di
tutti i settori. Una grande mobilitazione unitaria di lotta e di proposta per uscire
da una crisi che nei prossimi mesi può divenire drammatica. 11/07/2008.
( da "Prima Comunicazione" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Data:
11/07/2008 Fonte: Ansa Categoria: Telecomunicazioni TLC: PEZZOTTA, ANCORA
TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET POL:TLC 2008-07-11 17:04 TLC: PEZZOTTA, ANCORA
TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET ROMA (ANSA) - ROMA, 11 LUG - Savino Pezzotta,
presidente della Rosa Bianca e deputato dell'Udc, sostiene che "oggi ci
sono troppi cittadini in Italia di serie B. Sono tutti quelli - spiega Pezzotta
- impossibilitati a connettersi alla rete internet da casa loro o dal loro
posto di lavoro", pur pagando "le stesse tasse di chi può già godere
dei vantaggi economici e sociali della connessione banda larga
multicanale". Come esempio, Pezzotta spiega che questi cittadini sono
esclusi dalla possibilità di "non pagare il canone e gli scatti per telefonare,
essere assistiti e curati, ordinare e ricevere la spesa, curare i propri
interessi ed affetti, vendere i propri prodotti, trovare ed offrire un posto di
lavoro, studiare senza muoversi". Per Pezzotta, "le
leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo vecchia e lenta è
la burocrazia che le
gestisce", mentre con il Dpef il governo "ha stanziato troppo poco e
non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle
Tlc". "L'equità - conclude Pezzotta - è la realizzazione del
riconoscimento a tutti gli italiani del servizio universale digitale".
(ANSA). COM-GRZ/ S0A QBXB.
( da "Virgilio Notizie" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prestigiacomo:
"Ruolo decisivo per l'ambiente e lo sviluppo" postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 11 lug. (Apcom) - Si è insediata oggi presso il ministero
dell'Ambiente la nuova Commissione Via-Vas. All'organismo, composto da 50
commissari, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha inviato un
indirizzo di saluto. "La Commissione - ha rilevato il Ministro - ha un
ruolo decisivo per la difesa dell'ambiente e per lo sviluppo del paese, due
esigenze che a nostro parere sono legate e che devono marciare insieme per
assicurare a noi ed ai nostri figli un futuro migliore". Sottolineando che
la commissione "nasce con un fardello pesante di richieste inevase che
vanno sollecitamente ma rigorosamente vagliate", Stefania Prestigiacomo ha
ricordato che dovrà essere valutata "la compatibilità ambientale di opere
strategiche per il nostro paese, centrali, dighe, porti, impianti del settore
energetico, piattaforme per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Opere che non possono attendere i tempi indeterminati della burocrazia ed il potere di veto di certa
politica. Per questi progetti non si chiede una valutazione necessariamente
positiva né, tantomeno, sbrigativa. Si chiede però che la più attenta delle
valutazioni, la più oculata e riguardosa della tutela ambientale venga fatta e
fatta in tempi ragionevoli e certi". Il Ministro ha quindi rivolto
un appello ai commissari: "E' necessario mettersi subito al lavoro per
raggiungere l'obiettivo di smaltire entro la fine del 2008 tutto
l'arretrato".
( da "Sestopotere.com" del 11-07-2008)
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(11/7/2008
19:11) | (Sesto Potere) - Modena - 11 luglio 2008 -E' stato eletto
all'unanimità. Ed è il dodicesimo presidente di una camera di Commercio
proveniente dalla CNA. Da martedì scorso Maurizio Torreggiani guida l'Ente
camerale di Modena. "Sono entrato in associazione", racconta,
"nel '77, quando avevo appena 19 anni". E ora, grazie all'esperienza
maturata, per il nuovo incarico ha idee ben precise: "Il mio
mandato", spiega, "coincide con il tempo delle scelte. Abbiamo il
compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e
condivise". Non è un caso che il documento programmatico sia stato sottoscritto
da tutte le associazioni. Torreggiani, 50 anni, in associazione ha salito tutti
i gradini. Da apprendista a responsabile di una sede di quartiere, da direttore
provinciale per l'area meccanica a responsabile delle relazioni sindacali
(ruolo nel quale darà un contributo importante alla costituzione degli enti
bilaterali) fino a divenire, nel'93, direttore generale di CNA Associazione e
amministratore delegato di CNA Servizi. Dal '98 era anche vicepresidente della
Camera di commercio e di Promec, l'Azienda speciale per l'internazionalizzazione.
L'8 luglio l'elezione a presidente della Camera modenese. Domanda. Una
responsabilità importante, arrivata in un momento non facile, neanche per
un'economia forte come quella modenese. Risposta. Il compito che ci aspetta non
è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di grave crisi e
dovremo supportare le imprese modenesi per consentire loro di superare quei
nodi strutturali che rischiano di frenarne il potenziale di crescita. Le
criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la
politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale,
lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo
con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un
altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per
le pmi. Il La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e
iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese
della provincia. E dovrà farlo mettendo mano, non lo nascondo, a una
profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di
razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e
non di competizione tra soggetti. E l'unica strada per mettere pienamente in
valore le grandissime potenzialità della nostra economia. D. La capacità di
concertazione sembra essere già un tratto distintivo del suo mandato. R. Per
l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in
stretta sinergia con le associazioni imprenditoriali e con gli altri attori
dello sviluppa Non è un caso che, per la prima volta, sia stato siglato da
tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato
intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali.
Vogliamo avere ambizioni e obiettivi comuni per rendere più performante il
territorio, sapendo che l'efficacia, l'efficienza e l'economicità maturano sia
dentro sia fuori il perimetro aziendale e di quest'ultimo aspetto siamo tutti
responsabili". D. Come dovrà caratterizzarsi l'atteggiamento della Camera
rispetto alle pmi? R. Primo, non devono mai essere considerate un elemento
accessorio dell'economia, quanto una componente fondamentale. Così anche le
normative devono essere pensate a partire dalle loro esigenze, visto che
costituiscono il 97% del nostro tessuto produttivo. Infine dobbiamo lavorare
per rendere le relazioni tra le imprese sempre più virtuose e capaci di contribuire
a incrementare la competitività globale. Il futuro di questo territorio passa
da lì.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sanità/
Via libera dal Consiglio a nuove norme in materia. Soddisfatti Adamo, Chiarella
e Paolini REGGIO CALABRIA. Il Consiglio regionale ha approvato con numerosi
emendamenti il testo di legge di iniziativa della Giunta che contiene nuove
norme in materia di autorizzazione, accreditamento, accordi contrattuali e
controlli delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private.
L'articolato è composto da dodici articoli e fissa regole rigide nella materia
trattata. Il Consiglio regionale ha inoltre approvato un provvedimento
amministrativo, relatore l'assessore Mario Pirillo, relativo al piano triennale
dei servizi per lo sviluppo agricolo. Successivamente, su proposta del
capogruppo dell'Udc, Michele Trematerra, il Consiglio ha interrotto i lavori
per una riunione dei presidenti di gruppo. "La legge approvata dal
Consiglio regionale è il primo vero provvedimento di riordino e di
regolamentazione del sistema delle autorizzazioni, accreditamenti e controlli
per la sanità". È quanto sostiene, in una dichiarazione, il capogruppo del
Pd nel Consiglio regionale, Nicola Adamo. "È una legge innovativa -
aggiunge Adamo - che punta sulla trasparenza ed ottimizzazione quantitativa e
qualitativa del servizio. Non era scontato che in Calabria si potesse pervenire
ad una legge di questo tipo. E invece si è pervenuti alla legge probabilmente
più avanzata d'Italia ed addirittura con voto unanime". "Sono state
sconfitte - sostiene ancora il capogruppo del Pd - le tentazioni particolaristiche
e lobbistiche. Il Consiglio regionale ha esaltato il carattere della sovranità
e della autonomia nel decidere una legge che traccia una linea per un vero e
proprio nuovo inizio nella organizzazione del servizio sanitario, primo passo
correlato al lavoro che sta svolgendo per la definizione del nuovo Piano
sanitario regionale. Oggi c'é certezza sui procedimenti autorizzativi e di
accreditamento. La regolamentazione è prevista non soltanto per il privato ma
anche per il settore pubblico. È previsto un efficace sistema di controlli
riferito anche all'appropriatezza e qualità delle prestazioni sanitarie".
"La legge regionale sulle autorizzazioni e sugli accreditamenti delle
strutture sanitarie pubbliche e private, rappresenta sicuramente una conquista
civile e sociale in un settore attraversato da una crisi trentennale, che la
relazione "Riccio" ha saputo mostrare nelle sue gravi e drammatiche
inefficienze". È quanto afferma il consigliere regionale del Pd, Egidio
Chiarella. "Devo solo osservare - prosegue Chiarella - che nel lungo
dibattito in Consiglio Regionale, purtroppo, sono prevalse da parte di tutte le
formazioni politiche presenti nella massima Assise calabrese, la retorica e la
"verginità dalle responsabilità, legate ai mali del comparto sanitario. Ancora
una volta non si è capito di chi è la colpa dello sfascio che c'é nella sanità
calabrese". "La decisione assunta dal Consiglio regionale di
approvare la proposta di legge dell'assessore alla sanità Spaziante,
finalizzata a razionalizzare l'impianto normativo che deve regolare gli
accreditamenti ed i controlli sulle strutture pubbliche e private segna
indubbiamente una svolta nell'azione di governo in un settore di estrema
delicatezza". Lo afferma Enzo Paolini, presidente nazionale dell'Aio. "Il
voto favorevole del Consiglio - aggiunge - premia il lavoro portato avanti
dall'assessore Spaziante che da tecnico ha saputo individuare i nodi da
sciogliere per restituire credibilità al sistema normativo che regola
l'attività delle strutture sanitarie. Si tratterà ora di verificare, nel
concreto come le nuove direttive verranno osservate dalle
direzioni generali delle aziende sanitarie e come la burocrazia regionale si uniformerà alle nuove direttive di legge. Per la
parte che rappresenta, cioè le strutture ospedaliere a gestione privata, do
atto all'assessore Spaziante di aver manifestato concreta disponibilità a
considerare le ragioni delle nostre difficoltà e di aver fatto ogni sforzo
possibile, nella compatibilità dei vincoli e delle risorse disponibili,
per dare risposte credibili seppure parziali alle nostre sollecitazioni. È un
primo passo - sottolinea l'esponente dell'Aiop - ed il nostro auspicio è che le
nuove regole vengano rispettate. Prendiamo atto della sollecitazione che ci
viene a considerare privilegiati i crediti da lavoro ed al riguardo non abbiamo
che da confermare il ruolo delicato ed importante che il personale dipendente
svolge quotidianamente al servizio delle strutture. Sarebbe, però ingiusto e
fuorviante lasciare intendere che i ritardi accumulati nel pagamento di salari
e stipendi sia da addebitare ai titolari delle case di cura. Su questo punto
chiamiamo a testimonianza i Prefetti da noi puntualmente sollecitati ad
intervenire in loro favore presso gli uffici regionali per il passato unici
responsabili del mancato rispetto degli impegni contrattuali. Per il futuro
siamo i primi ad auspicare che non abbiano più a verificarsi i ritardi
verificatisi fino ad oggi - conclude Paolini - e che chi ha la responsabilità
di emettere per tempo i mandati di pagamento abbia la sensibilità di
considerare che, nel rispetto dei pagamenti dovuti alle case di cura per le
prestazioni erogate c'è anche il rispetto del diritto del lavoratore di essere
pagato per il lavoro svolto".
( da "Provincia di Sondrio, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità
di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere
alla lettera inviata al Vs giornale dal Sig la risposta Ve lo diciamo noi
quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità di gestori di un
ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera
inviata al Vs giornale dal Sig. Giovanni Bartolozzi. Ci siamo presi la briga di
fare due conti, poiché la cifra di 1,00 $EURO che il Signore reputa sia il
costo al commerciante della Sua pizza, a noi è sembrato decisamente fuori dalla
realtà. Cominciamo col dire che nel nostro ristorante la pizza margherita, una
bibita, coperto e servizio costano al cliente 8,60 $EURO. Ed ora analizziamo i
nostri costi, premettendo che i calcoli sono svolti su una media di 150 pizze
giornaliere, (media assolutamente ottimistica di questi tempi), partendo dalle
materie prime. Per una pizza con un impasto di circa 180 gr occorrono: 0,15
$EURO circa per l'impasto e 0,65 $EURO circa per la farcitura (pomodoro,
mozzarella). La bibita (33cl) costa 0,45 $EURO. Il costo totale delle materie
prime è quindi di circa 1,25 $EURO. A questo dobbiamo aggiungere 0,55 $EURO del
coperto (tovaglia, tovagliolo e coprimacchia); la legna per il forno 0,07
$EURO; costo del personale (pizzaiolo, cameriere di sala e generico di cucina/
lavapiatti) 1,10 $EURO; spese fisse (corrente elettrica, riscaldamento,
manutenzione del locale?) 1,40 $EURO. Il costo totale quindi è di circa 4,37
$EURO e non 1,00 $EURO? Se il locale non è di proprietà, a questo dobbiamo
aggiungere il corrispettivo per il canone d'affitto arrivando ad un costo
complessivo di 5,10 $EURO per pizza (arrotondato per difetto)! Senza contare
poi gli oneri relativi a tasse ed imposte, ed il fatto che il gestore non può
"vivere di sola aria", anche se dalle nostre parti è fresca e pura!
Saremmo interessati a sapere su che basi il Sig. Bartolozzi ha fondato i suoi
calcoli e la sua convinzione che tutti gli esercenti pubblici siano degli
speculatori! Cordiali saluti. Ps. Tutte le spese da noi elencate sono
facilmente documentabili. Stefania e Claudia Rodigari governo e dintorni Gli
elettori speranzosi dovranno pazientare Egregio signor direttore concordo
pienamente con l'analisi dei bisogni e la situazione del paese descritti sul
suo foglio del 9-7-08 dalla lettrice sig.ra Gabriella Russo. Gli elettori che
hanno votato il cavaliere e quelli che hanno votato Lega convinti che il
risultato elettorale, del resto ampliamento raggiunto, avrebbe garantito
migliori sorti per paese in tema di sicurezza e lotta ai reati dovranno ancora
pazientare. Rapine, furti, truffe, stupri, prostituzione e quant'altro verrano
fermati nel "decreto blocca. processi" in quanto reati previsto con
una pena inferiore a 10 anni. Guarda caso tornano alla ribalta i provvedimenti
"ad personam", il processo di Milano che vede coinvolto Berlusconi e
l'Avv. Mills per corruzione in atti giudiziari, grazie ad un emendamento
rientrerebbe in questi limiti. La strategia dell'ometto che batte i tacchi
quando cammina stretto fra i suoi "gorilla" e i fedeli ammiratori è
sempre la stessa, tentare gli strappi alle regole e alla legalità costituzionale
per sfuggire alle sentenze dei giudici. Ma è risaputo che per il
"premier" questi sono giudizi politicizzati e di sinistra,
giustizialisti e forcaioli che non gli permettono di accorciare i tempi di
prescrizione delle sue pendenze processuali, ostacolando così l'attività
legislativa con i suoi impegni pubblici di leader del popolo delle libertà. Nel
frattempo per quegli elettori che hanno creduto nelle sue grandi intuizioni
elettoralistiche e propagandistiche ci sarà ampio spazio per i mugugni
(l'ultima è l'eco-balla sui rifiuti di Napoli). Per il momento quello che conta
è sfuggire ai processi con la sua maggioranza parlamentare e il costante
ostruzionismo all'autonomia giudiziaria. Questa sarebbe o dovrebbe essere la
fase che garantirebbe la sicurezza ai cittadini e il perseguimento del buone
collettivo. Un capo-nazista usava ripetere....."ogni volta che sento
pronunciare la parola giustizia, metto subito mano alla pistola". Cordiali
saluti. Paolo Sironi Morbegno l'aneddoto Il problema burocrazia e l'esempio canadese Il
ministro Brunetta ha iniziato una lotta alla nostrana elefantiaca burocrazia. La cosa è del tutto lodevole
e speriamo riesca ad avere l'esito felice che il titolare della Funzione
pubblica si propone di ottenere, non solo per il contenimento della spesa, ma,
soprattutto, per un miglior servizio dei cittadini, "suoi datori di
lavoro", come lui stesso precisa. Il problema che sta molto a cuore
all'on. Brunetta mi fa andare indietro col pensiero di una trentina d'anni.
Settembre del 1974, Toronto (Canada). Un giorno un mio cugino, che mi ospita,
mi chiede se lo voglio seguire negli uffici della provincia dell'Ontario.
Motivo: avendo smarrito la licenza di caccia gli occorre il duplicato,
necessario per l'imminente apertura della stagione venatoria. Al mio assenso,
partiamo. Arrivati al vittoriano palazzo della provincia, la prima sorpresa per
me: al piano terra nemmeno l'ombra di uscieri o simili; una targa ci indirizza
al 4° piano agli uffici di "Caccia e pesca". Veloce salita in
ascensore. Anche al piano che ci interessa niente uscieri: la solita targa ci
indica quello che fa al caso nostro. Entrati nella sala, l'addetto dietro il
bancone chiede il motivo della visita. Alla spiegazione di mio cugino, non fa
altro che chiedere: "Come ti chiami e che numero aveva la tua
licenza?". Fatti i debiti riscontri su uno schedario in relazione alla
risposta avuta, fa sottoscrivere a mio cugino su uno stampato in carta semplice
la dichiarazione di smarrimento, gli chiede il pagamento, se non vado errato,
di 1 dollaro canadese (costo del duplicato) e gli consegna il documento
richiesto. Tempo di permanenza nell'ufficio: dieci minuti, forse meno. Appena
usciti dal palazzo, non posso trattenermi dallo scoppiare in una sonora risata.
Mio cugino, sorpreso, me ne chiede il motivo. Ed io: penso ad un caso simile in
Italia. Avresti dovuto andare dal tabaccaio a comperare due carte da bollo (al
tempo forse da L. 500): una per redarre la denuncia di smarrimento del
documento, da consegnare alla caserma dei carabinieri del paese di residenza,
l'altra per la stesura di un'autorizzazione provvisoria, in attesa della
ricezione della nuova licenza, che sarebbe arrivata dopo qualche mese dalla
denuncia. Una precisazione. A quel tempo - 1974 - ero un burocrate anch'io:
dopo 17 anni, avevo appena lasciato gli uffici amministrativi e contabili del
comune di Morbegno per passare alla sezione di Sondrio del Comitato Regionale
di Controllo. Di burocrazia e di scartoffie avevo una
certa pratica. Auguri ministro Brunetta: che la sua non sia una donchisciottesca
lotta con i mulini a vento. Firmino Fistolera Delebio L'appello I paesi ricchi
aiutino i bambini a sopravvivere È strano che ogni anno si debba far pressione
sul G8 affinché assuma nuovamente gli stessi impegni presi l'anno precedente.
Anche quest'anno alcuni impegni sono stati confermati, come quello stabilito a
Gleneagles nel 2005 per aumentare gli aiuti all'Africa di 25 milioni di dollari
entro il 2010. È però giunto il momento di passare alla loro realizzazione,
dalle parole ai fatti. Auspichiamo che l'high-level meeting delle Nazioni Unite
di settembre sia il momento per intraprendere concrete azioni per sconfiggere
la povertà e raggiungere gli obiettivi del Millennio. Ma affinché questo
avvenga è necessario che i membri del G8 dimostrino una chiara volontà politica
e provvedano a un rapido e consistente aumento delle risorse finanziarie. Il G8
di quest'anno, tuttavia, ha compiuto un significativo passo avanti per la lotta
alla mortalità infantile. Nel meeting di quest'anno, infatti, si è richiesto
che vengano adottati dai governi dei precisi piani focalizzati sulla salute
materno-infantile e la nutrizione. Save the Children chiede che i paesi del G8
portino a termine questo percorso e sprona i paesi in via di sviluppo ad
accogliere la sfida della lotta alla mortalità infantile, sviluppando delle
strategie su base nazionale, che i paesi del G8 potranno supportare
finanziariamente. Infine il summit ha affermato con slancio la necessità di
lavorare affinché ogni bambino e bambina possa andare a scuola. La promessa di
1 miliardo di dollari è senza dubbio un elemento positivo per i 33 milioni di
bambini che in Africa non frequentano la scuola, ma è necessario che il G8 si
adoperi al più presto affinché tale promessa venga mantenuta. Adrian Lovett
Save the Children 11/07/2008.
( da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAINT-VINCENT.
L'ANNUNCIO IN CONSIGLIO Ritardi per il progetto Terme [FIRMA]DANIELA GIACHINO
SAINT-VINCENT Tutto sembrava ormai deciso. In un incontro a novembre con la
popolazione il sindaco di Saint-Vincent, Sara Bordet, aveva annunciato: "I
lavori di riqualificazione delle Terme inizieranno il 1° giugno 2008 e si
concluderanno il 31 maggio 2010". In realtà i tempi
della burocrazia portano
allo slittamento di quasi tutti i progetti. "Se si farà avanti qualcun
altro, apportando migliorie, e il promotore non farà valere il suo diritto di
prelazione, perché non accetta le modifiche, potranno essere altri a realizzare
l'opera". Per ora non si sa che cosa deciderà la ditta
"Bonatti spa" che intende trasformare le Terme in Centro benessere
con blocco operatorio di chirurgia estetica e venti camere per la degenza. Un
progetto che era stato scelto come il migliore nella prima fase del
"Project financing", formula che appalta progettazione, lavori e
gestione. Di certo gli interventi alle Terme subiranno uno slittamento perché
nella seconda fase, l'appalto per costruire, una seconda società ha chiesto di
presentare un progetto con migliorie. "Ha 80 giorni di tempo per
presentare proposte migliorative - ha detto il sindaco durante il Consiglio
comunale -. A fine settembre si valuterà: se la nuova proposta è davvero
migliorativa, si andrà alla terza fase di gara che prevede i due soggetti
concorrere su alcuni aspetti: la tempistica, il canone di concessione (il
Comune aveva previsto 10 mila euro annuali), il valore degli investimenti,
quantificato nel primo progetto di riqualificazione delle tre strutture
comunali (nuove Terme, Fons salutis e hotel Source) in 21 milioni di euro.
"Se la nuova proposta non è migliorativa, a fine anno sarà approvato il
progetto preliminare, si aggiudicheranno i lavori e sarà firmata la convenzione
- ha aggiunto il sindaco -. Questa partecipazione implica un allungamento dei
tempi, a fronte di miglioramenti dell'unica proposta iniziale". Critico il
consigliere di minoranza Enzo Dufour: "A parte lo slittamento dei tempi,
trovo inconcepibile che non si possa sapere il nome del secondo
offerente".
( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N
L'ufficio stranieri si prepara a traslocare presso il municipio di San
Giuliano. In settembre, lo sportello decentrato nell'ex municipio di piazza
della Vittoria cambierà infatti indirizzo per essere insediato nel complesso
istituzionale di via De Nicola. In particolare, verranno utilizzati gli spazi
al pianterreno che un tempo erano occupati dalla polizia locale, prima
dell'inaugurazione del nuovo comando di Borgolombardo, nell'ambito di un
passaggio avvenuto negli anni scorsi a seguito della ristrutturazione della ex
Carraro. Verrà così perseguita una strategia tesa a rendere più agevole l'orientamento di persone provenienti da lontano che si trovano a
muoversi tra una giungla di servizi e la burocrazia. "L'obiettivo - spiega l'assessore alla partita, Lucia
Salvato -, è quello di agevolare la fascia di immigrati regolari, che non si
devono sentire cittadini di serie di B, bensì devono avere la stessa dignità di
tutti gli altri residenti. Oggi coloro che si rivolgono all'apposito
sportello devono poi fare capo agli uffici comunali per l'anagrafe, il settore
tecnico per l'idoneità abitativa, piuttosto che i servizi sociali. Mentre
l'accorpamento previsto agevolerà le procedure, consentendo un risparmio di
tempo per coloro che lavorano". Questi i principali motivi che hanno
spinto verso la riorganizzazione di un servizio che San Giuliano ha istituito
anni fa, come punto di riferimento per gli immigrati che approdano in questa
porzione dui hinterland. "In questa fase - prosegue la Salvato -, la
Provincia sta spingendo per un potenziamento degli uffici stranieri, con
l'istituzione di sportelli nei comuni che non ne sono dotati, in quanto è sorta
l'esigenza di lavorare in rete. Gli immigrati infatti tendono a spostarsi da un
comune all'altro, ed è importante che gli enti locali trovino una sinergia che
vada a vantaggio dell'organizzazione dei servizi a loro dedicati". Viene
chiarito che le attività promosse vanno nella direzione di fornire supporto
esclusivamente a coloro che hanno il permesso di soggiorno. "Siamo
un'istituzione e dobbiamo rispettare in pieno la legge", ricorda
l'assessore. Pertanto, in settembre il primo edificio della città inizierà ad
ospitare un nuovo settore, dove sarà concentrata l'attività di consulenza e orientamento
per i rappresentanti delle diverse comunità che arrivano o risiedono nel comune
sudmilanese, che ospita un'importante quota di stranieri. La macchina
organizzativa è già partita per aprire una nuova parentesi con personale che,
dopo un lungo periodo di attività decentrata, in autunno inizierà ad operare
nel palazzo municipale, previa campagna informativa tesa ad avvertire gli
utenti locali del cambio di indirizzo. Giu. Cer.
( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Italia
nel G8, ci siamo ma... Dunque noi italiani popolo di navigatori e di santi (più
dei primi, intesi metaforicamente, che dei secondi) siamo tra le otto nazioni
di maggior prestigio dell'Occidente. Non conosco bene i parametri di questa
classifica e, per il dato di più sopra, non posso non avere un sentimento di
soddisfazione. Pur avendo respinto e ciò è giusto la categoria dell'amor patrio
come veniva sbandierata in un'epoca ben nota della nostra storia nazionale,
siamo tutti felici quando l'Italia figura bene ed è tenuta in onore.Chissà
perché però, a proposito della suddetta classifica, sento che un piccolo demone
farà nascere dentro di noi un pensiero che potrebbe essere espresso così:
"Siamo tra i primi otto? Allora è meglio non pensare alla nazione alla
quale, in classifica, va assegnato il numero nove". Non è, questa, una
premessa un po' subdola per introdurre le solite geremiadi autolesioniste,
plurime e generiche. Si tenta infatti, ora, di procedere a un'analisi precisa,
serena e persino avvolta in un manto di speranza che, per le future
generazioni, le cose possano andare meglio di come sono messe, ora, fra noi.
Punto di partenza è l'idea che una società è ben organizzata quando i servizi,
che le strutture lavorative e le istituzioni sono chiamate a rendere, vengono
affidati a individui che agiscono con competenza, senza ritardi e tenendo fede
alla parola data. Parlo dei servizi resi dal mondo del lavoro, nei quali sono
protagonisti gli idraulici, gli elettricisti, i muratori e quella innumerevole
schiera di personaggi definiti "tecnici", ai quali si deve ricorrere
quando non funzionano o il computer o la televisione o la lavatrice e via
discorrendo, in un elenco che diventa sempre più chilometrico.Ho un assalto di
nostalgia, trattando di questi temi, al ricordo di un fatto di cui sono stato
testimone all'inizio degli anni '60 nella Svizzera tedesca, a Wil, presso la
Missione cattolica per gli emigranti, diretta da don Peppino Salvadé. Un
pomeriggio, pochi minuti prima delle 17, vidi don Peppino, affacciato alla
finestra, che mi faceva cenno di andare dove si trovava lui. Potemmo così
vedere, in istrada, degli operai in tuta da lavoro fermi davanti alla porta
della casa. Vedi - mi disse - che gli operai non suonano il campanello. Lo
faranno alle 17 in punto, perché l'impegno da loro assunto con me era per oggi,
a quest'ora. Alle 17 in punto il campanello suonò.Lo so. Eravamo in Isvizzera
al principio degli anni '60. Non so come vadano ora le cose e non voglio
macchiarmi di ingenuità. Anche nella nobile terra di Guglielmo Tell ci sono
disfunzioni e pecche, e non è che da noi ci siano solo nefandezze e barbarie.
Quando si ragiona di queste cose, si sa che il giudizio riguarda sempre ciò che
avviene in genere e nella media delle cose.Chi potrà comunque negare ciò che se
non sempre, molto spesso accade da noi? Avete bisogno di un tecnico? Le cose
possono andar bene, ma non mancheranno casi in cui torture e disavventure si succederanno
senza fine. Il tecnico verrà quando verrà. Non si potrà lasciare la casa perché
il tecnico (nella fantasia, ormai, quasi un convitato di pietra) potrebbe
venire, e l'attesa, in certi casi, si prolungherà per dei giorni. Nel frattempo
ci si deve rassegnare. E che dire dei casi in cui il tecnico viene ma è impari
alla situazione? Se è poco onesto, qualcosa farà, con il risultato, però, di
peggiorare il tutto. Ci siamo limitati a una tipologia di guai. Che dire se ci avventurassimo nei castelli kafkiani della burocrazia, evocando i labirinti dei
comuni, delle soprintendenze, dei ministeri e, in genere, dei luoghi dove ha
sede il potere? E se parlassimo della sanità? Aspettiamo. Prima dobbiamo
raccogliere dati riguardo a ciò che avviene nella nazione che, tra i grandi
della terra, sta al nono posto.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
UFFICIO
STRANIERI Arrestata ed espulsa per errore, agente la "salva" dal Cpt
Doveva essere espulsa, invece le viene consegnato il permesso di soggiorno,
ovviamente con tante scuse. Si è consumato così, in poche ore, il destino di
una donna di origini cinesi, ma da quasi due anni residente a Treviso, che si è
trovata al centro di una paradossale vicenda di burocrazia. La straniera, che ha 31
anni, è stata prima arrestata per errore e, sempre per sbaglio, stava per
essere rispedita nel proprio paese. Tutto nel giro di un giorno. A salvarla da
un'espulsione ingiusta sono stati gli uomini dell'ufficio stranieri di Treviso,
retto dalla dottoressa Elena Peruffo e soprattutto dalla caparbietà di un
sovrintendente, Tommaso Martoscia, che fin dal primo momento ha creduto
alla versione della donna e ha voluto andare fino in fondo. I fatti gli hanno
dato ragione: ha evitato che venisse commessa un'ingiustizia. Tutto è
cominciato mercoledì mattina quando in questura si presenta la donna. Tra le mani
ha il cedolino per l'appuntamento preso addirittura un anno e mezzo fa per il
ritiro del permesso di soggiorno. Tutto apparentemente sembra regolare, ma
invece qualcosa si inceppa. Dal controllo al terminale, a carico della giovane
donna risulta un'espulsione ordinata dalla questura di Carpi nell'aprile 2007.
Dunque, la cinese doveva già essere ritornata nel proprio paese. Invece è
ancora a Treviso. A quel punto, scatta la procedura dell'arresto come prevede
la Bossi-Fini, ma lei si dispera e dice che contro quell'espulsione aveva
presentato un ricorso che era stato accolto. Non solo. Cerca anche di spiegare
che anche il decreto di espulsione era frutto di un errore. I poliziotti però
di tutto quello che dice la donna non trovano traccia, così organizzano il suo
trasferimento nel centro di permanenza temporanea a Bologna con un agente.
Qualcosa però nelle carte non quadra al sovrintendente Martoscia che comincia a
fare ricerche e scopre che la donna aveva ragione e che la colpa, sia di
quell'espulsione che della mancata trascrizione del ricorso e del conseguente
annullamento, non erano stati inseriti al terminale dai colleghi di Carpi.
Insomma era solo un errore burocratico. La cinese in lacrime viene liberata con
tante scuse.
( da "Alto Adige" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO
Innerbichler (Swr) da Durnwalder "Basta burocrazia"
BOLZANO. Il sistema del finanziamento dell'autonomia, la promozione della
ricerca, il contributo delle aziende per l'inserimento lavorativo di over 50 e
diversamente abili, la sensibilità per gli orari flessibili: sono tra i temi
che il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha affrontato ieri con il
nuovo presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, Helmuth Innerbichler. Ai
timori espressi dall'economia per possibili riduzioni degli investimenti dovute
al piano del governo in materia di tagli e finanziamenti, il presidente Durnwalder
ha risposto sottolineando che "la Provincia ha intenzione di tutelare l'autonomia nelle trattative con i ministri competenti e le ultime
proposte scaturite dall'incontro Stato-Regioni sembrano ridimensionare le
preoccupazioni". Innerbichler ha posto anche una precisa richiesta:
"Bisogna ridurre la burocrazia. Alla prossima giunta chiediamo una riduzione della burocrazia del 5% l'anno: per farlo
sarebbe utile che un assessore avesse una delega specifica".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una convenzione Mutui per le ville venete ottime intenzioni
condite di burocrazia "Ville venete
operazione salvataggio". Così viene pubblicizzata la nuova convenzione tra
la Carive e l'Istituto Regionale Ville Venete per l'erogazione di mutui e
contributi che dovrebbero dare una boccata di ossigeno ai proprietari di tale
patrimonio per salvarlo dal degrado e dal tempo. Il condizionale è
d'obbligo, non perché nelle intenzioni manchi la volontà di un aiuto reale, ma
per la comunque infinita montagna di documenti che devono essere presentati per
accedere a tali facilitazioni (una cinquantina che devono essere presentati
anche in versione digitale, oltre che autenticati, strafirmati, resi legali
ecc.). Partiamo dall'inizio. Considerato il momento tragico per chi deve pagare
un mutuo coi tassi d'interesse schizzati alle stelle, la convenzione potrebbe
dargli una mano: mutui a tasso zero per chi vuole restaurare una "villa
d'autore", quelle cioè firmate dai grandi architetti come Palladio o
Scamozzi, per il recupero degli Oratori facenti parte del complesso della villa
e per il restauro degli apparati parietali, pittorici o scultorei. Non solo.
Contributi a fondo perduto tra il 15 e il 20 % della somma erogata dal mutuo
per i casi di cui sopra. I mutui a tasso variabile invece sono calcolati sul
50% del tasso della Banca Centrale Europea e l'IRVV se ne accollerà il 2,5%.
Sembra tutto perfetto. Sembra. Già perché nella presentazione di ieri nella
sede della Carive a Venezia, la presidente dell'Istituto Nadia Qualarsa ha
ribadito di "voler essere a fianco dei proprietari per creare un'attività
economica che si auto-sostenga", il che equivale a dire che chi vive in
una villa veneta è sì fortunato perché è sicuramente meglio abitare lì che in
un monolocale o in un appartamento in un mega condominio, ma in realtà è uno
sfigato non finanziato se non vuol fare della sua dimora né un agriturismo né
uno pseudo museo visitabile e nemmeno un ristorantino chic. In breve, se non
vuoi diventare un oste, niente mutuo. Altra conditio sine qua non per vedere
qualche soldo è la clausola per cui il proprietario si impegna ad aprire la
villa per le visite da parte del pubblico o studiosi. Se non accetti sei fuori.
Tutti, ovviamente, si dichiarano disponibili a tale eventualità. A domanda
precisa sui controlli post mutuo la risposta è secca: "I controlli esistono
e sono puntuali". Altro punto su cui interrogarsi: per avere i soldi
bisogna che il direttore dei lavori firmi gli stati di avanzamento lavori. Sarà
cura dell'Istituto verificare che siano stati eseguiti tutti, ma proprio tutti.
In caso contrario scattano denunce per truffa e bisognerà confrontarsi con il
codice penale. (Alessandra Artale).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Lega
accusa la sinistra. La Cisl la legge Bossi-Fini LE REAZIONI Ma per tutti è un
fatto gravissimo VIADANA. Fa discutere il caso del lavoratore irregolare
abbandonato alla sua sorte nelle campagne di Salina. Dell'episodio vi sono
letture differenti: secondo la Lega, ciò è conseguenza "dell'immigrazione
di massa permessa dal governo di centrosinistra"; mentre per la Cisl è la
legge sull'immigrazione (la Bossi-Fini) a mostrare parecchie falle. Unanime,
invece, è la considerazione che quanto successo è gravissimo e non dovrà
ripetersi mai più. "L'episodio - sintetizza il sindaco Giovanni Pavesi -
ci ha colto di sorpresa. Qui il tasso di disoccupazione è bassissimo, eppure
c'è ancora bisogno di manodopera generica; e a quanto pare c'è chi se la
procura in nero, anche perché la burocrazia farraginosa costringe molti immigrati a rimanere irregolari a
lungo. Il contesto forse ha fatto la sua parte; ma ciò non giustifica quanto
successo, perché mai si deve scavalcare la legalità". "La scelta
scellerata del governo di centrosinistra - commenta invece il segretario Lega
Ivan Gualerzi - è stata quella di far entrare tutti. E la conseguenza è
inevitabile: traffico di carne umana, morti sulle carrette dei mari o sui
cantieri. E fa specie che nella gestione dei clandestini siano coinvolte anche
cooperative rosse. La soluzione è quella che indichiamo da tempo: i flussi
devono essere controllati. Entra solo chi ha un permesso di lavoro ottenuto per
tempo, perché tutti gli altri sono alla mercè degli sfruttatori". Gualerzi
pone l'accento anche sui controlli: "Si parla di profondo Sud, ma a
Viadana è lo stesso: basta alzare gli occhi per vedere gente sui cantieri senza
casco e imbragatura. Perché nessuno interviene? Circola voce che diversi stranieri
dormano nel Palazzo Ex Monte: ottenute le chiavi per riunirsi a pregare, pare
che queste siano finite nella disponibilità anche di chi cerca solo un tetto
per dormire. Sono state fatte verifiche severe?". "Al dicembre 2007 -
afferma infine Vittorino Marinoni (Anolf-Cisl) - le domande di ingresso per la
Provincia di Mantova erano 13.516, di cui 3522 da indiani. La quota d'ingresso
è stata fissata però in soli 584 stranieri, e questi posti saranno spendibili
sul mercato del lavoro tra un anno. E' evidente che il sistema non sta in
piedi: prima di far entrare gli stranieri, dobbiamo pensarci bene; ma, quando
servono, quelli regolari non ci sono, e si sopperisce come capita. Il
Legislatore deve intervenire per togliere questo tappo e adeguare gli ingressi ai
fabbisogni delle imprese". Secondo il sindacalista, non si può parlare di
caporalato: "Sono convinto che i colleghi imprenditori - assicura Marinoni
- non si riconoscano in quelli coinvolti nella vicenda di Viadana e nei loro
gravissimi comportamenti. Le imprese, tuttavia, dovrebbero imparare a muoversi
per tempo, per indicare il fabbisogno di manodopera e gestire al meglio e nella
legalità le stagionalità". (r.n.).
( da "Secolo XIX, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Costa:
"Pd troppo burocraticocosì non si può costruire il partito" la polemica
Il vicepresidente della Regione Liguria lancia la riflessione sulle questioni
insolute del Partito Democratico 12/07/2008 Genova. Massimiliano Costa,
vicepresidente regionale ed esponente di spicco della corrente degli "ex
margheriti" nel Pd, ribadisce e spiega la sua posizione nei confronti del
partito e dei vertici liguri, lanciando al contempo la riflessione su alcune
questioni insolute o trattate dal Pd- a parere dello stesso Costa - senza dare
spazio alle varie voci del nuovo schieramento: le infrastrutture e il rilancio
della sanità. "Le mie osservazioni sull'assenza di significativa attività
politica del Pd ligure anche a causa del doppio incarico del segretario
regionale, rimangono tutte - sostiene Costa nella newsletter che manda a tutti
gli iscritti del suo sito internet - e sono ancor più confermate dall'azione
dei segretari provinciali, in particolare Savona e Genova dove, in perfetta
continuità con il passato, non esiste nemmeno la volontà del confronto. Come possiamo pensare di costruire un nuovo partito se
l'attenzione è tutta rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie
interne?". Costa rifiuta le accuse di personalismo lanciate da chi aveva
con stizza reagito al suo sfogo contro il segretario regionale e deputato Pd
Mario Tullo (due settimane fa), e invita al dialogo su alcune questioni
pressanti. "Dove è finita la "gronda"? - si chiede il
vicepresidente - dove è finito l'ospedale del Ponente?". E poi: "Come
sposiamo lo sviluppo industriale con la nuova economia sociale?". Costa
lancia anche il tema della sanità e delle recenti nomine dei suoi vertici.
"Aveva e ha una sua fondatezza la posizione di chi, sottolineando proprio
i risultati ottenuti, aveva consigliato di non cambiare nulla ai vertici delle
aziende per rafforzare l'azione fatta - dice - Non avevano alcuna relazione con
le scelte della giunta sulla sanità le polemiche sul non funzionamento del Pd,
che da parte mia rimangono tutte. L'assessore Montaldo e la giunta hanno scelto
la via di una accelerazione, per migliorare il complesso della sanità. Il tema
di una organica, strutturata, qualificata integrazione sociosanitaria rimane
però la vera sfida per il futuro". d. gri. 12/07/2008.
( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa
Duemila pratiche inevase I ritardi degli assegni di invalidità? Burocrazia PISA. Gli assegni di indennità non arrivano? Colpa di
un cambio di competenze stabilito dalla legge. Dal primo aprile 2007 non è più
una commissione del Ministero del Tesoro a verificare i verbali redatti dalle
Asl, ma direttamente l'Inps. Da quando è avvenuto questo cambiamento,
secondo Eros Carloppi, caposervizio della commissione medica di verifica del
Ministero del Tesoro, sono iniziati gli intoppi. A Pisa e provincia, da una
decina di mesi a questa parte, i tempi per ricevere i 480 euro mensili
dell'assegno di invalidità civile si sono dilatati a dismisura. Servivano dai
60 ai 90 giorni fino a un anno fa. Adesso oltre 8 mesi. Sono più di 2mila le
pratiche inevase di Pisa e provincia giacenti negli uffici. Tutte persone che
hanno fatto le visite mediche per richiedere l'invalidità, ma non sanno ancora
se l'invalidità gli è stata riconosciuta o sono in attesa di ricevere il
proprio assegno mensile. L'indennità di accompagnamento viene erogata a
prescindere dall'età e dal reddito, ma per la maggior parte va a ultra
sessantacinquenni che per vivere hanno bisogno del supporto quotidiano di una badante.
Una badante spesso pagata proprio con gli assegni che non stanno arrivando.
Ieri i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ad Ausl5, Inps e Comune di
Pisa, i tre enti interessati alla verifica delle invalidità e liquidazione
degli importi, una richiesta di incontro per cercare di dirimere il filo di una
matassa sempre più intricata. Secondo i sindacati è negli uffici competenti del
Comune che le pratiche si bloccano. Il dott. Carloppi, a capo della commissione
ministeriale che fino al primo aprile 2007 gestiva la verifica delle richieste
di invalidità, è di altro parere. "Da quando le competenze di verifica è
stata affidata all'Inps con legge nº 248 del 2 dicembre 2005 si stanno
verificando rallentamenti. Credo sia per via della mancanza di sistemi
informatizzati per i carichi dei verbali. Senza quei sistemi, la procedura per
forza di cose rallenta". In pratica, una volta che la Ausl ha redatto il
verbale con lo stato di salute di chi richiede l'invalidità, la pratica viene
"caricata" nel sistema a mano. "Il 52% del nostro personale, tra
l'altro, è passato all'Inps, ma è stato dirottato su altre mansioni e non si
occupa delle pratiche di invalidità". Quindi restiamo tutti in attesa: i
vari uffici di capire dove le pratiche si impantanano; gli invalidi civili di
ricevere il proprio assegno. Andrea Pantani.
( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V
- Genova Viaggio tra gli arabi raccolti nel Centro storico: "Ma non
vogliamo essere ghettizzati" Via Prè ore 13.30, si prega "Uno spazio
più grande? Magari" Siamo disponibili a tutte le proposte, la nostra religione
è una grande famiglia" L'importante, però, è il comportamento. Se restano
diffidenza e razzismo, non c'è moschea che tenga ERICA MANNA Infradito di
plastica e ciabatte sono allineate con ordine, davanti alla porta. Te ne
accorgi da questo, e dalla cantilena che gracchia al microfono, che la
preghiera è iniziata. Per un'ora, "dall'una e mezza alle due e
mezza", come ti indicano al supermarket africano di fronte, vedi sfilare
almeno una cinquantina di persone. Sudanesi, pakistani, marocchini, qualcuno
con i bambini per mano, poche donne avvolte da veli colorati. è come un
rituale: arrivano, tolgono le scarpe, le mettono una accanto all'altra attenti
a non ingombrare il passaggio e si infilano dietro la porta turchese. Qui, al
numero 73 di via Pré, la gente che si riunisce a pregare nel "Centro
culturale di amicizia", del tavolo comunale per costruire una grande
moschea nessuno sa niente. "Chiedi a Hissin", dicono. Hissin gestisce
la moschea di Sampierdarena, e sarà presente all'incontro con il Comune: "Vorremmo
uno spazio grande, centrale, che non dia fastidio - spiega - a Cornigliano la
strada è troppo stretta, ma siamo disponibili a prendere in considerazione
tutte le proposte. La Darsena, il molo o la Commenda andrebbero bene. Vedremo.
Certo, dovremo fare dei sopralluoghi". "Più spazi abbiamo meglio è,
la nostra religione è una grande famiglia", dicono gli altri, mentre si
infilano le scarpe seduti sul gradino. Amed, barba curata e sorriso bonario, è
addetto a custodire il centro. Fa strada all'interno, perché "è aperto a
tutti, mica fabbrichiamo missili!": tappeti verdi arabescati, il
ventilatore che sibila piano, qualche sedia. Due stanze, tanto che ti chiedi da
dove sia uscita, tutta quella gente. "Da anni ci auguriamo una moschea grande
come a Roma, con il minareto, i bagni, una scuola per i bambini", sospira
Amed, che aggiunge: "Ma quello che è più importante è il comportamento. Mi
puoi dare anche il palazzo reale per pregare, ma se poi c'è razzismo,
diffidenza, non va bene". Lui, marocchino, è a Genova da 24 anni. Tutti,
in zona, lo conoscono, si fermano a salutarlo. "La mia terra ormai è qui,
io mi sento italiano, i miei figli sono italiani - dice - eppure c'è
razzismo". Spesso i vigili vengono a fare dei controlli, si spacciano per
giornalisti e lo tempestano di domande, "ma è proprio da quando c'è la
moschea, da un anno, che c'è meno delinquenza. Se in un posto c'è una moschea o
una chiesa, la gente ha più rispetto". Ci tiene a ripeterla, questa cosa
che la religione è un comportamento. "Scrivilo, mi raccomando - dice - noi
vogliamo rispettare le leggi". Se gli chiedi cosa ne pensa della
schedatura dei bambini rom con le impronte digitali, Amed ti sorprende:
"Sì, è giusto. Sennò succede che a volte rubano i bambini, li portano alla
frontiera, e come fai a sapere la loro vera identità?". Quello che non va,
semmai, è la burocrazia dei controlli: "Quanto tempo si perde in questura, ci sono
code infinite e noi dobbiamo perdere ore di lavoro, i bambini saltano la
scuola. Alla posta, poi, a volte ritiri il permesso di soggiorno che è già
scaduto". Problemi di tutti i giorni, spiega, ben più pressanti di una
nuova moschea. "Vedi - dice - a me non interessa un simbolo. Io
voglio che cambino i comportamenti, senza più diffidenza".
( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V
- Firenze Plastica, le campane scoppiano Differenziata a +40%. "Siti stracolmi,
ne serve uno d'emergenza" L'impianto di Pontedera è al limite Problemi in
tutta la Toscana. Revet si appella a Martini ERNESTO FERRARA La Toscana scoppia
di differenziata. Le campane di raccolta di vetro, plastica e lattine sono
stracolme perché Revet, la società che stocca questi materiali per 2 milioni e
800 mila toscani, più del 90 per cento dei comuni della regione, non ce la fa a
tenere il passo di un aumento boom che messo sulla carta fa più 40 per cento
nel primo semestre 2008 rispetto agli stessi mesi del 2007. E per una raccolta
che cresce a dismisura, non ci sono impianti sufficientemente grandi per
smistarla. Lo stabilimento Revet di Pontedera è al collasso, già la spa del
multimateriale ha chiesto le autorizzazioni alla Provincia di Pisa per aprire
un nuovo capannone di stoccaggio a Pontedera e di ripristinare quello di
Empoli. E anche Quadrifoglio e Safi hanno chiesto le autorizzazioni per usare
spazi straordinari per stoccaggi provvisori nella discarica di Case Passerini e
alle Sibille. Ma quanto tempo ci vorrà per le autorizzazioni? Non c'è il rischio che le scartoffie della burocrazia aggravino ancora di più la situazione? Gli enti interessati
devono infatti convocare una conferenza dei servizi al cui tavolo si siedano
tutti, dalla Provincia alla Regione ai Comuni all'Arpat alle aziende locali dei
rifiuti. E per il via libera potrebbero passare dei mesi. Per questo il
cda di Revet ha deciso di chiedere al presidente della Regione Toscana Claudio
Martini di usare i suoi poteri straordinari in materia di emergenza ambientale:
"Solo lui, secondo il decreto legislativo 152 del 2006, noto come decreto
Matteoli, può intervenire per far fronte all'emergenza: potrebbe consentirci di
saltare la conferenza dei servizi oppure di abbreviarla, di renderla
praticamente immediata", ha scritto il presidente Revet Antonio Marrucci
in una lunga lettera inviata a Martini e ai presidenti di tutte le province
toscane. "Si tratta di una situazione assolutamente emergenziale, occorre
dare risposte ai cittadini, l'intervento di Martini sarebbe fortemente
giustificato", aggiunge l'ad di Quadrifoglio Livio Giannotti. Già da
giorni infatti Revet è in grandissima difficoltà: riesce a stento ad accogliere
le 430 tonnellate di multimateriale che gli cascano addosso quotidianamente
(per capirsi: l'anno scorso di questi tempi allo stabilimento di Pontedera
arrivavano 310-320 tonnellate al giorno). "Siamo indietro con la raccolta
nei comuni, ogni giorno ci troviamo con i camion in fila stracolmi di plastica
e lattine da scaricare: solo durante la notte riusciamo a finire il
lavoro", ammette Marrucci. Da un mese circa gli operai dell'impianto di
Pontedera lavorano su tre turni e 7 giorni su 7: "Non avrei mai pensato di
chiedere ai miei operai di lavorare di domenica, ma siamo davvero in
ginocchio", si giustifica Marrucci. Nessuno è in grado di indicare una
dead line, un giorno limite entro il quale non entrerà più nemmeno una lattina
nell'impianto di Pontedera: "Ma dobbiamo tener conto che le linee di
lavorazione sono sotto stress, se per caso si inceppa qualcosa, si verifica un
guasto cosa facciamo noi?", si chiede Giannotti. Lunedì prossimo il
presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti della regione Paolo
Marcheschi di Forza Italia ha già fissato una visita con i suoi colleghi a
Pontedera. Vuole verificare lo stato dell'emergenza e chiedere alla Regione
quali provvedimenti intenderà adottare.
( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato
Aperture più libere di bar e ristoranti L'assessore Garofalo spiega le novità
del piano del commercio "La proposta punta alla qualità e alla salute del
consumatore" RICCARDO TEMPESTINI MONTEMURLO.Al duro attacco del capogruppo
socialista Filippo Vasco contro il nuovo Piano del commercio presentato nei
giorni scorsi in commissione, risponde l'assessore Pietro Garofalo, spiegando
che "l'obbiettivo strategico della nuova proposta punta alla qualità, alla
buona occupazione e salute del consumatore, fermo restando i requisiti sanitari
e la destinazione d'uso dei locali". Nella nota di Garofalo viene spiegato
come il Decreto Bersani introduce radicali norme di liberalizzazione del
commercio per rilanciare il settore, ma riconosce alcune limitazioni alle
liberalizzazioni riguardo alla qualificazione professionale degli esercenti la
somministrazione di bevande ed alimenti, per le ovvie connessioni con la salute
e l'igiene del consumatore. "Eppoi questa materia è di competenza
regionale, pertanto il Comune è tenuto a rispettarne la normativa"
continua Garofalo, sottolineando come la proposta dell'amministrazione
comunale, in corso di valutazione con le parti sociali e le forze politiche,
non sia desiderio di "controllare l'economia" e di "appesantire la burocrazia". L'assessore alle attività produttive ricorda il percorso
fatto per arrivare a stendere la nuova proposta, commissionando innnanzitutto
all'Asel uno studio sulle dinamiche del commercio a Montemurlo, con particolare
riguardo a ristoranti, bar ed assimilabili, per poi incrociare i dati
statistici con quelli presenti nell'archivio del comune e con quelli
della Camera di Commercio, per arrivare a organizzare un "Focus
Group", a cui hanno partecipato gli esercenti interessati. "I
risultati hanno restituito un'immagine dinamica della situazione sul nostro
territorio, presentando alcune difficoltà oggettive, accanto ad interessanti
potenzialità, a patto di avere un'offerta qualificata" spiega Garofalo,
ribadendo che il comune ha formulato la nuova proposta per una programmazione
totalmente aperta alla nascita di nuove attività commerciali nel settore della
somministrazione alimentare, fermo restando i requisiti sanitari e di
destinazione d'uso dei locali, con l'obiettivo strategico di puntare su
qualità, buona occupazione e salute del consumatore. "In sostanza per
aprire un nuovo ristorante od un nuovo bar non ci sarà più bisogno di una
licenza rilasciata con un numero chiuso o acquistata a caro prezzo, ma sarà
sufficiente essere in regola con la normativa sanitaria ed urbanistica e
presentare una D.I.A., attestando il possesso di requisiti minimi in campo
professionale, qualitativo e di servizio al cliente" conclude l'assessore
alle attività produttive.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALOLZIOCORTE
E OLGINATE pag. 12 L'occhio del grande fratello entra in funzione dopo un anno
OLGINATE SI ACCENDONO LE TELECAMERE PER GARANTIRE LA SICUREZZA NEL CENTRO DEL
PAESE ? OLGINATE ? LE TELECAMERE per la videosorveglianza, posizionate nei
pressi del ponte sull'Adda e nella zona del mercato sono entrate in funzione.
Apparecchiature che dovranno ancora essere tarate. Due zone sempre al centro
delle discussioni per l'alta velocità e gruppi di persone che creano schiamazzi
nelle ore notturne. Una vicenda nota da tempo che ha portato alla decisione di
installare quattro telecamere: due all'imbocco di via sant'Agnese da via
Redaelli, in modo che si possano controllare i camion che entrano in paese,
visto che vige il divieto di transito per i mezzi pesanti, e controllare la
rumorosità di alcuni esercizi pubblici, segnalata più volte dai residenti della
zona. UNA È FISSA E ABILITATA alla lettura delle targhe per permettere di
risalire a chi ha commesso l'infrazione, mentre l'altra è mobile e copre un
ampio raggio, per potere coprire tutta l'area dall'incrocio. Altre due
apparecchiature sono state posizionate in piazza "18 agosto 1909" per
scoraggiare eventuali atti vandalici e non permettere che sia messi a segno
atti vandalici, in una zona che da poco è stata realizzata. Un'area abbastanza
isolata dal centro del paese. Nella scorsa settimana è stato possibile vedere
le prime immagini nel comando della polizia locale. Dal posizionamento alla
trasmissione delle prime immagini è trascorso circa un anno. Tutta colpa della burocrazia e delle lungaggini legate a dei collegamenti che dovevano essere
effettuati. Burocrazia che non aveva permesso, all'amministrazione comunale, di
effettuare i collegamenti con il monitor centrale. Vladimiro Dozio.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRIANZA:
PRIMO PIANO pag. 3 "Un campanello d'allarme per la Brianza" Ambra
Redaelli, vicepresidente della Confindustria territoriale, analizza la
situazione delle imprese CALA LA PRODUZIONE IN ITALIA di FABIO LOMBARDI LA
PRODUZIONE industriale in Italia è in caduta libera: -6,6 in un anno (dal
maggio 2007 allo stesso mese del 2008). Un dato preoccupante per l'economia del
Paese diffuso nei giorni scorsi dall'Istat. Ma come vanno le cose per il
sistema produttivo brianzolo? "I dati diffusi dall'Istat rispecchiano in
modo fedele il momento che stiamo attraversando. Sicuramente le imprese del
nostro territorio reggono meglio rispetto alla situazione generale. Non abbiamo
ancora a disposizione i dati dell'analisi congiunturale per le industrie del
territorio, ma non credo proprio di sbagliare affermando che le analisi confermeranno,
anche se con proporzioni inferiori rispetto al dato nazionale, un calo della
produzione", spiega Ambra Redaelli, vicepresidente di Confindustria Monza
e Brianza. I SEGNALI sono evidenti. "Non servono i dati macroeconomici per
avere il polso della situazione. Basta vivere un po' nelle aziende, o guardare
la faccia dei fornitori... In giro c'è quella che in Brianza si definisce
"rella"". Ma nonostante le difficoltà quali sono i fattori che
permettono all'economia brianzola di passarsela un po' meglio? "È
SOPRATTUTTO l'economia italiana - spiega Ambra Redaelli - ad attraversare un
momento difficile (anche se altri Paesi che l'opinione pubblica vuole messi
meglio di noi come Francia, Germania e la stessa Spagna, non è che viaggino poi
così bene, anche lì la situazione è abbastanza bloccata). Le imprese brianzole
grazie al loro livello di internazionalizzazione riescono meglio a far fronte
alla situazione di difficoltà". Un dato recentemente confermato da
un'indagine svolta dal Gruppo giovani di Confindustria Monza e Brianza nel
quale si attesta che il 92% delle aziende del territorio operano (export,
agenti, joint-venture) sui mercati esteri. "Si cerca di concludere affari
con i paesi emergenti dell'Est come ad esempio Russia, Ucraina ed Estonia. Ci sono
alcune aziende che stanno tornado sui mercati sudamericani: Messico, Brasile e
anche Argentina dopo la crisi che aveva coinvolto questo Paese. Quali sono i
motivi delle difficoltà? Cosa si può fare per ripartire? "Ci sono
innanzitutto una serie di fattori internazionali. In primis l'euro forte che
penalizza pesantemente le esportazioni e, soprattutto nell'ultimo anno,
l'aumento dei prezzi delle materie prime e il caro petrolio. L'impennata del
greggio, che a sentire gli analisti risponde soprattutto a ragioni speculative,
si fa consistentemente sentire in tutti i settori". MA
AMBRA REDAELLI non smette di puntare il dito contro i "costi della burocrazia in Italia". "Lo
vado ripetendo ormai da diversi anni. Il tempo e la fatica che richiedono gli
adempimenti burocratici in Italia sono esagerati soprattutto per le piccole e
medie imprese. Le energie e le risorse impiegate fra le scartoffie potrebbero
essere meglio investite per il lavoro". Affermazioni confermate,
un'altra volta, da un'indagine condotta due anni fa da Confindustria. Lo studio
sulla "malaburocrazia" rilevava infatti che
In Italia le imprese perdono 10 milioni di giorni lavorativi fra le scartoffie.
FRA I FATTORI che frenano la crescita dell imprese c'è poi l'elevata pressione
fiscale. "Anche questo è un fattore negativo per le aziende. Un problema
che noi imprenditori non ci stanchiamo mai di denunciare. Ci sono imposte come
l'Irap (già più volte definita "l'odiosa Irap" dal collega
imprenditore di Ambra Redaelli, Sandro Salmoiraghi ndr)che ci toccano anche
dove non c'è redditività". Un "grido d'allarme" contro l'elevata
pressione fiscale lanciato nei giorni scorsi anche da Dario Visconti,
vicepresidente di Camera di Commercio ed esponente del mondo artigiano (oltre
21mila imprese sulle 60mila totali della Brianza). "Gli artigiani - aveva
detto a Il Giorno - lavorano 6 mesi solo per pagare le tasse mentre gli altri 6
per guadagnare". Un'affermazione determinata dal fatto che la pressione
fiscale sulle imprese artigiane si attesta fra il 44 e il 46 per cento sugli
utili.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sarà un cantiere
da 1,5 miliardi. Già indicati i commissari Mainardi e Vernizzi Terza corsia, 2
anni in meno Il consiglio dei ministri dichiara l'emergenza e sblocca l'iter
UDINE. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sull'A4,
ormai quotidianamente bloccata da code e Tir, sbloccando il cantiere da 1,5
milioni di euro della terza corsia altrimenti ingessato
dalla burocrazia per altri
24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli
Venezia Giulia - d'intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e
Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da
San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà
all'allacciamento con il passante di Mestre, da lui già sovrinteso. La
conferma dell'indicazione è giunta pochi minuti dopo il voto di palazzo Chigi
dall'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, che ha già
preso contatti con il collega veneto Renato Chisso. I SERVIZI A PAGINA 8.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
presidente degli Industriali udinesi fa il punto sullo stato di salute
dell'economia provinciale Luci: sarà un autunno incerto "La tendenza del
rallentamento è confermata dai primi mesi" L'ASSEMBLEA "Alla Regione chiediamo meno burocrazia" UDINE. Parola d'ordine: "Battere la sfiducia".
E' questa l'esortazione del presidente Adriano Luci che ieri pomeriggio a
palazzo Torriani, ha riunito l'assemblea dei Delegati dell'Associazione
Industriali di Udine. Un momento per fare il punto sull'economia della
provincia e non solo. "Considerando che il futuro si costruisce
migliorando la competitività, è necessario risolvere i nodi strutturali della
competitività, dalle infrastrutture alla burocrazia,
dalle rigidità del mercato del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi,
dalla liberalizzazione delle reti alla ripresa del processo di
privatizzazione". Salari. Luci ha confermato l'esistenza di un problema
del potere d'acquisto dei salari: "ma la risposta non può essere l'aumento
delle retribuzioni sulla base dell'inflazione reale. E' fuorviante pensare che
per le imprese non sia un problema erogare aumenti retributivi rincorrendo
l'inflazione, perché si ritiene che possano comunque ribaltare gli aumenti sui
prezzi di vendita. Non è così perché le aziende debbono essere competitive
soprattutto in questa fase in cui la domanda è debole". La situazione in
Friuli. "Nel 2007 è proseguita a livello locale la fase congiunturale
favorevole per l'industria anche se, in corso d'anno, si è accentuata la
tendenza alla graduale decelerazione; e questo si è verificato anche per le
esportazioni. La tendenza al rallentamento trova conferma nell'andamento del
primo scorcio del 2008". I settori legati ai beni di investimento reggono,
dalla siderurgia alla meccanica e al suo interno in particolare la costruzione
di macchine ed impianti e la lavorazione di prodotti in metallo, così come il
settore delle materie plastiche. Soffrono invece i settori dei beni di consumo,
dal legno e mobile all'alimentare, o quelli afferenti i consumi, carta ed
imballaggio. Segnali di riflessione mostrano il settore dei materiali da
costruzione legato all'edilizia che è in calo, e la chimica. "L'autunno -
ha anticipato Luci - è sempre presago di incertezze. Lo spirito imprenditoriale
porta a non arrendersi anche se se si percepisce la sfiducia. Se si fermano gli
investimenti e rallentano i consumi, l'economia si avvita su sé stessa. Questa
prospettiva involutiva va combattuta non solo dagli imprenditori. La questione
dello sviluppo non può appartenere a pochi ma deve coinvolgere l'intera
società". Associazione indipendente. "L'Associazione non sta da
nessuna parte e questo ci da la forza di confrontarci sui problemi concreti.
Con queste premesse ci siamo confrontati con la nuova giunta regionale
chiedendo prima di tutto di imprimere un forte processo di semplificazione
amministrativa e burocratica. Non dimentichiamo che sempre più la competizione
sarà tra territori". Ambiente. Luci si è soffermato pure sulla questione
ambientale: "Il problema non si affronta con il "no"
sistematico, ma con la ricerca delle soluzioni improntate ai principi di
sostenibilità e di adeguatezza che vanno favorite". Sicurezza sul lavoro.
"La diffusione della "cultura" all'educazione della sicurezza è
un punto fermo dell'azione associativa insieme a quella dei diversi soggetti
che vi sono coinvolti, dai sindacati sino agli ordini e collegi professionali
dei progettisti".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione
Via libera anche alla trasformazione della Villesse-Gorizia in autostrada Ora
si attende l'estensione dei poteri UDINE. Il consiglio dei ministri ha
dichiarato lo stato di emergenza sull'A4, ormai quotidianamente bloccata da
code e Tir, sbloccando il cantiere da 1,5 milioni di euro
della terza corsia altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i
lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - di intesa con il Veneto - ha già
indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi
si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da
San Donà all'allacciamento con il Passante di Mestre, da lui già
sovrinteso. La conferma dell'indicazione è giunta pochi minuto dopo il voto di
palazzo Chigi dall'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi,
che ha già preso contatti con il collega veneto Renato Chisso per definire i
poteri di interventi dei due super-direttori. La nomina diventerà operativa
dopo la pubblicazione dell'atto sulla Gazzetta ufficiale. Ma le due Regioni
sono già al lavoro per definire la revisione del crono-programma dell'opera e
garantire il risparmio di almeno due anni di tempo. Oggi si prevede di finire
il primo lotto nel 2014 e l'ultimo nel 2017, mentre grazie all'iter speciale
sarà possibile ridurre di almeno 24 mesi la procedura. Ma non è la sola novità
di ieri in materia di viabilità. Il consiglio di amministrazione di Autovie
venete ha approvato il progetto definitivo per la trasformazione in autostrada
della Villesse-Gorizia, la quale è così oggi l'opera in fase più avanzata di
realizzazione del Nord-est. Se Roma confermerà i pieni poteri a Mainardi anche
su questa tratta, come chiesto dal governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo
Tondo, sarà possibile cantierare l'autostrada in pochi mesi. L'investimento
complessivo sarà di 177,5 milioni di euro, per il tratto della lunghezza di
circa 17 chilometri che corre lungo la valle dell'Isonzo affiancandosi alla
Strada Statale 351 che da Cervignano (Udine) porta a Gorizia. Autovie Venete,
che aveva ricevuto dall'Anas il raccordo alla fine del 2005, ha effettuato in
questi anni una serie di interventi di manutenzione straordinaria concludendo
la prima fase delle opere, per un investimento complessivo di sette milioni. I
lavori hanno comportato la messa in sicurezza del raccordo, il ripristino del
ponte, la collocazione di nuove barriere e il rifacimento della segnaletica. In
precedenza, Autovie aveva rideterminato l'intervento finanziario per il
completamento dello svincolo di Gradisca d'Isonzo, portandolo a complessivi 1,7
milioni.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTURA
pag. 41 LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi d'artifi...
LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi
d'artificio. Il sindaco parlò di un altro fiore all'occhiello che si aggiungeva
ai già numerosi ottenuti dalla sua città. Quel vasto specchio d'acqua fornito
di tutti i più avanzati servizi nautici, presto si sarebbe riempito di barche.
E che barche: yacht a motore e a vela dai sette, otto metri in su (banchine e
ormeggi erano stati progettati, pensando in grande). E c'era già chi
fantasticava di una piccola Montecarlo di Romagna e prevedeva parties
galleggianti con caviale e Dom Perignon. Sì, forse sarebbe stato necessario
"importare" qualche vip dalla Costa Azzurra per dare lustro alle
feste on the boat, ma il più era fatto, bisognava solo aspettare l'estate.
Giugno infatti arrivò e premiò le più ottimistiche previsioni: in un mese venti
posti barca erano già venduti e occupati. Non male per la riviera adriatica.
Beh, insomma, non si trattava di panfili ma l'inizio prometteva bene. Tutto
funzionava alla perfezione: gli allacciamenti ad acqua e corrente, il sistema
di ricambio delle acque di marina, i servizi a terra, l'attività di
brokeraggio. Anche la mondanità fece progressi con i primi banchetti a bordo.
In realtà un piccolo problema esisteva. E non stava a pelo d'acqua, ma in
cielo. Qualche gabbiano tra i nugoli che seguivano i pescherecci al rientro nel
porto canale, cambiava rotta, si portava sulla darsena dei diportisti,
svolazzava gracchiando e alla fine si posava, non invitato. EVIDENTEMENTE anche
nell'aria, le voci si spargono in fretta: nel giro di qualche giorno centinaia
di gabbiani, "cocali" come li chiamano affettuosamente in certi porti
romagnoli, trovarono sistemazione sui nuovi moli, sulle bitte, sulle alberature
e sui radar delle imbarcazioni. Questi eleganti uccelli di mare (che, come
noto, non soffrono di stitichezza) in poche settimane seppellirono sotto una
coltre di guano corrosivo i legni pregiati e gli acciai cromati delle banchine
e dei natanti. Il '"fiore all'occhiello" rischiava di appassire in
fretta, i vip di non arrivare mai. Che fare? I responsabili della darsena si
rivolsero a due falconieri dell'appennino che avevano addestrato i rapaci a una
recente specialità: terrorizzare e mettere in fuga con i loro voli supersonici
gli stormi degli uccelli che infestano gli aeroporti e sono un pericolo per i
jet in decollo. Avrebbero funzionato anche al mare, contro i gabbiani,
spaventandoli, senza aggredirli. Il pomeriggio stabilito per la missione aerea,
arrivarono anche alcune troupe televisive. Stuoli di bagnanti si accalcarono
sulle banchine del molo. I proprietari delle barche attendevano fiduciosi che
l'intervento dei falchi mettesse fine ai "bombardamenti" durante
l'ora di cena. Finalmente il primo dei sei rapaci si staccò dalla mano guantata
di uno dei falconieri, attraversò a volo radente il porto canale e si portò in
zona d'operazioni compiendo una serie di virate e brevi picchiate. NE SEGUI' un
altro mentre il primo "rientrava alla base" al fischio del
falconiere. I pennuti bianchi evitavano ovviamente il confronto con quelli
grigio scuri ma andavano atterrare solo un po' più in là, sempre nella darsena.
Poi l'attenzione del pubblico fu attirata da un gommone con due sommozzatori
che partiva a razzo verso un punto tra le banchine. "Che succede?",
domandò un ragazzo. "Qualcuno sta annegando", rispose una voce.
L'atmosfera un po'curiosa un po' festosa virò rapidamente al dramma. Un walkie
talkie gracchiò frasi concitate: "l'abbiamo recuperato, ma non dà segni di
vita". "Sono un medico" si fece avanti un passante con un
graduato della capitaneria, "ho anche il defibrillatore in macchina".
Il sottufficiale in divisa lo guardò con un mezzo sorriso:"lei sa
praticare il massaggio cardiaco anche ai rapaci?". Tutto era successo in
pochi minuti: i falchetti avevano effettivamente seminato il panico tra i
gabbiani. Senonchè uno di questi, che forse aveva interpretato qualche scena
degli "Uccelli" di Hitchcock, si era ribellato mettendo in difficoltà
un rapace che era scivolato d'ala, piombando in acqua. I falchi non sanno
nuotare e così la manovra antigabbiani si era trasformata in una frenetica
operazione di soccorso al naufrago con gommone e reticella da pesca. TUTTO finì
comunque per il meglio: il falco semiaffogato, rianimato; l'iniziativa
rinviata. Ma il teatro dello scontro si postò dalla darsena al consiglio
comunale: sinistra, verdi e animalisti si schierarono dalla parte dei gabbiani
contro i falchi violenti e sopraffatori (oltretutto a difesa di un simbolo
capitalista come la darsena e annesso jet set). La destra si schierò con i
rapaci che senza ferire o uccidere potevano svolgere un efficace opera di
polizia e prevenzione contro gli invadenti "cocali" senza permesso di
soggiorno. L'Ulivo tentò una mediazione presentandosi come terzo volatile: la colomba.
Ma i verdi irremovibili presentarono una denuncia contro i falconieri accusati
di usare armi improprie. Intervenne la Guardia forestale che
"arrestò" i falchetti. Non per l'azione di disturbo ma perchè sulle
licenze dei falconieri mancava qualche timbro. Alla fine,
vinse ancora una volta la burocrazia. I pennuti tornarono liberi ma di successive operazioni anti
gabbiani non si parlò più. Anzi, per limitare le "incursioni" dei
Jonathan Livingstone romagnoli, ci si accorse che bastava eliminare i residui
di cibo dalle imbarcazioni e dai pontili. E qualche visitatore ebbe
l'inutizione finale: armato di pennarello scrisse un avviso che era anche un
consiglio: "No party, no gabbiani".
( da "Centro, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Teramo
Condizionatori rotti, pazienti curati in giardino Roseto, il consultorio diventa
un forno: corsi per il parto dirottati all'aperto ROSETO. Corsi di preparazione
al parto tenuti all'aperto, nel giardino, sotto lo sguardo di chi passa, perché
nei locali del consultorio non si può stare a causa del gran caldo. Questo è
solo uno dei numerosi disagi che stanno vivendo in questi giorni sia gli
operatori sia i pazienti della struttura sanitaria di Roseto, dove è bastato un
guasto all'impianto di condizionamento per mandare in tilt un servizio
importante come quello del consultorio. "Non possiamo spalancare le
finestre in quanto hanno un sistema di apertura limitato", spiega uno
degli addetti, "pertanto nei locali la temperatura è così elevata da
mettere a rischio la salute dei pazienti, molti dei quali preferiscono
rinunciare a sottoporsi alle cure mediche, nonostante ne abbiano bisogno".
Alcune donne incinte che avevano iniziato a seguire il corso pre-parto, hanno
preferito interromperlo perché non riescono a sopportare le temperature nei
locali del consultorio, tra l'altro neppure troppo spaziosi. Non sempre,
infatti, è possibile fare lezione all'aperto per motivi di privacy in quanto la
zona è piuttosto trafficata. Stesso discorso per le donne che devono sottoporsi
a visita ginecologica, anch'esse costrette a farlo in locali angusti e caldissimi.
"Abbiamo fatto presente del problema ai responsabili", dicono ancora
gli operatori, "ma la burocrazia sta rendendo difficile anche una semplice riparazione
tecnica". Lo stesso problema riguarda anche l'equipaggio del 118, che
divide con il consultorio l'edificio. Gli operatori del soccorso hanno scelto
di portare il letto all'esterno, dove c'è una piccola area verde ombreggiata,
così da riuscire a riposare per essere poi più efficienti quando sono chiamati
a intervenire. Ad ogni modo la struttura è da tempo oggetto di critiche
e non solo per il condizionatore rotto. Un altro problema è il
sovraffollamento: nella struttura convivono numerosi servizi. Federico Centola.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gradisca.
Completata la pavimentazione che consentirà ai tifosi di raggiungere la curva
sud Stadio Colaussi, via ai lavori per la tribunetta degli ospiti GRADISCA.
Appena due giorni di lavori e già si può avere un'idea di come sarà il nuovo
"Gino Colaussi" di Gradisca. A distanza di sole due settimane
dall'annuncio in consiglio comunale della particolare convenzione sottoscritta
con l'Itala San Marco, in qualità di soggetto gestore dell'impianto, per
realizzare l'intervento di adeguamento dello stadio alla C2, infatti, comincia
a prendere corpo il settore ospiti, dove sarà realizzata la nuova tribunetta
con circa 500 posti. Un primo passo compiuto con la realizzazione della
pavimentazione che porterà le tifoserie ospiti nell'apposito settore che, com'è
noto, sarà ricavato in "curva sud", ovvero nella sezione dove si
trova l'ingresso per i pullman, tra lo stadio e la Fondazione Brovedani. Per il
momento solo una cinquantina di metri quadrati di cemento che in futuro
separeranno la tribuna dalle reti di recinzione ma, contemporaneamente, sono
partiti anche i lavori di risistemazione del vecchio "argine", una parte
del quale verrà conservata per fungere da basamento della tribunetta. La
prossima settimana, invece, dovrebbero essere realizzati i nuovi camminamenti
che, dall'area di sosta dei pullman condurranno al settore ospiti che,
successivamente, sarà integrato anche da un nuovo tratto di recinzione di
"confinamento" per gli spettatori ospiti e da un'apposita piazzola
che dovrà ospitare i bagni chimici mobili (che verranno noleggiati da una ditta
specializzata che fornisce già diversi altri stadi italiani) e un punto di ristoro,
che potrebbe essere mobile o fisso, ovvero realizzato in muratura. Tempistica
che lascia intendere un completamento dei lavori subito dopo ferragosto (quindi
in tempo per ospitare anche gli incontri di Coppa Italia) e, soprattutto,
confermano come i vantaggi "promessi" dalla particolare convenzione
stipulata tra il Comune e l'Itala San Marco, in qualità di ente gestore
dell'impianto, siano reali. "Più che particolare la definirei inusuale, in
ogni caso espressamente prevista dai regolamenti comunali - ha ricordato il
sindaco Franco Tommasini -. La Regione e la Provincia di Gorizia,
rispettivamente con contributi di 50 mila e 30 mila euro (entrambi erogati in
conto capitale, ovvero a fondo perduto), hanno accolto la nostra richiesta di
finanziamento per omologare lo stadio alla serie C2 e noi abbiamo dirottato
quei fondi alla società sportiva, che nella sostanza li realizzerà per conto
del Comune stesso, che resta proprietario unico dell'impianto. Una soluzione voluta con un unico e chiaro scopo: quello di
ridurre i tempi di esecuzione dei lavori di adeguamento del
"Colaussi", che con la convenzione stipulata saranno notevolmente
ridotti rispetto a quelli della burocrazia ordinaria. Mi sembra che i fatti ci stiano già dando
ragione". Marco Ceci.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
12
Luglio 2008 Chiudi MONTESILVANO - Ripristinato dall'amministrazione comunale di
Montesilvano, in sinergia con la Guardia costiera, il servizio di controllo
sulla spiaggia per contrastare il fenomeno del commercio ambulante illegale e
tutelare la tranquillità dei bagnanti. Nel più organico progetto estate-sicura
(con polizia, carabinieri e polizia municipale) rientra questo sulla spiaggia,
svolto da un agente della polizia municipale e da uno della Guardia costiera
che agiscono ognuno per il settore di competenza. Ed i risultati non mancano,
perchè già in questi primi giorni sono stati sequestrati almeno 40/50 sacchi di
prodotti, con marchio contraffatto, agli ambulanti di colore che addirittura si
sono attrezzati con vere bancarelle posizionati sui tratti di spiaggia libera.
Ma è una lotta dura, che i vigili urbani (numericamente ridotti per ferie e
malattia) a stenti riescono a portare avanti. Gli ambulanti spesso si ribellano
ed appena tre giorni fa una vigilessa, nel sequestrare ad uno di loro oggetti griffati
ha riportato ferite ad una mano. Anche l'agente della Guardia costiera ha
subìto un duro attacco verbale. Una lotta svolta senza l'annunciato bastone
estensibile, che la burocrazia tarda
a consegnare; privi di adeguati mezzi di protezione, i vigili urbani devono
esporsi continuamente a rischi sempre più gravi. Una volta sequestrati capi di
abbigliamento (in un magazzino ne abbiamo contato a centinaia) devono
verbalizzare ogni piccolo dettaglio dell'operazione, impiegando tempo prezioso
che potrebbe essere utilizzato per i più necessari controlli sul
territorio. " Non vogliamo apparire razzisti o intolleranti - ha spiegato
l'assessore Mimmo Di Giacomo - ma ripristinare il concetto di sicurezza per
vacanzieri e residenti".
( da "Corriere della Sera" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-12 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE La storia "Sono costretta a restare supplente a
vita vagabondando da una scuola all'altra" Prof e precaria a 54 anni
"Mia figlia guadagna più di me" Maria Teresa Cossolini: anche
quest'anno niente cattedra "Sono anche sfortunata, quest'anno cercano 24
prof d'inglese. Io sono al ventisettesimo posto" Inutile coltivare
speranze, coccolare l'idea che quest'anno sarà quello buono, che è finita la peregrinazione
da una scuola all'altra. Maria Teresa Cossolini, 54 anni, prof di inglese
precaria, 18 anni di esperienza in cattedra, lo sa bene. "Io non entrerò
più in ruolo", dice rassegnata. "Andrò in pensione da precaria".
Destino crudele segnato dai numeri della Finanziaria. A Milano le cattedre
scoperte di inglese scoperte sono 51, ma le assunzioni previste dal ministero
dell'Istruzione (almeno stando ai calcoli dei sindacati) sono circa 24 da
dividere in due tra vincitori di concorso ordinario e candidati in graduatoria.
"Ma io sono ventisettesima in classifica. Dunque i conti si fanno presto
". E se è vero che, come ha spiegato il direttore scolastico lombardo,
Annamaria Dominici, "potrebbero arrivare tempi ancora più duri", la
prof Cossolini indossa le vesti di Cassandra e lancia la sua profezia:
"Sarò supplente a vita". Che delusione. E non è per i soldi, continua
lei. "Mia figlia che ha 26 anni guadagna quasi più di me. Ma se avessi
voluto arricchirmi avrei fatto un altro mestiere". Il problema è un altro.
L'estenuante trafila di fine estate per aggiudicarsi una nuova cattedra, il
vagabondare da una scuola all'altra, l'essere costretti ad abbandonare ogni
volta una classe "con cui si era iniziato un buon lavoro". Ogni anno
tante frustrazioni diverse. Come quelle occhiate dei colleghi in ruolo
"che in passato mi hanno guardato, anche senza volerlo, come se fossi un
paria"; o il dover abbandonare un buon progetto "senza sapere se
l'anno successivo è possibile riproporlo". Tanta energia e voglia di
rimettersi in discussione "ogni settembre che Dio manda in terra",
ecco quello che ci vuole. "Ma a 54 anni è faticoso". Chi l'avrebbe
mai detto - sospira - "che alla mia età sarei stata ancora precaria.
Eppure quando nel 1990 iniziai a insegnare tutti mi dicevano che era fatta,
bastava avere un po' di pazienza". Sono passati diciotto anni, Maresa ha
visto amiche e colleghe andare in pensione da precarie, ogni estate ha
sfogliato e consultato graduatorie, ha sudato in provveditorato - "sembra
il mercato Docente Maria Teresa Cossolini della carne" - e combattuto per
aggiudicarsi la sua cattedra annuale. "E ad agosto sarà lo stesso.
Speriamo solo di riuscire a "vincere" la stessa scuola dell'anno
scorso". Chissà. "Dipende tutto da chi è davanti a me in graduatoria.
Il preside non ha il potere di riconfermarmi se qualcun altro chiede quel
posto". Burocrazia e ostacoli, "vedremo a fine
agosto". Per il momento la docente è a Dublino, con i suoi ragazzi,
"due settimana di vacanza studio in cui faccio il gendarme, la confidente,
la mamma". Ma insegnare vuol dire proprio questo: passione nonostante
tutto. E Maresa ne ha da vendere: "Per questo, anche se mia figlia
mi dice di lasciar perdere, io vado avanti". Annachiara Sacchi.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-12 num: - pag: 12
categoria: REDAZIONALE Panorama Turismo, modificato il disegno di legge: più
spazio ai privati La giunta regionale della Campania ha approvato, su proposta
dell'assessore al Turismo Claudio Velardi ( foto), un provvedimento contenente
modifiche ed integrazioni al disegno di legge regionale sul turismo. Sono tre
le idee guida del progetto: concepire il sistema turistico regionale come
sistema di imprese; semplificare la governance attraverso
la riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e
professionalità, e programmando l'offerta. Il progetto prevede il massimo
coinvolgimento dei privati. La legge istituisce, inoltre, uno sportello unico
per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche.
Si punta poi alla promozione di nuove strutture ricettive, come le residenze
alberghiere d'epoca, sul modello spagnolo e portoghese dei Paradores e delle
Pousadas. "PROGETTI PAESE", AL VIA NUOVE INIZIATIVE L'Unione
regionale delle Camere di Commercio varerà altre iniziative a sostegno dei
rapporti d'affari tra le piccole e medie imprese della Campania ed i Paesi del
bacino del Mediterraneo, dopo l'apertura, nei giorni scorsi, dell'Antenna
"Campaniamed" in Tunisia. Il programma Progetti Paese vedrà analoghe
strutture negli altri quattro Paesi Med coinvolti nel programma. METROMARE:
OPERATIVI TUTTI PORTI CILENTO A partire da oggi, il servizio di trasporto
marittimo veloce tornerà ad approdare in tutti gli scali della costa cilentana.
Resta non agibile soltanto il porto di Camerota. Sei le linee, operative fino
al 14 settembre, che collegano le principali località del Cilento con Capri,
Napoli e Salerno.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-12 - pag: 17 autore:
Multinazionali. Indagine sulle motivazioni che orientano gli investimenti
esteri: premiata la qualità delle risorse umane Ai big della chimica piace
l'Italia Know-how d'eccellenza nelle materie plastiche, negli adesivi e nei
poliuretani Paolo Bricco MILANO Il nostro sistema economico soffre di deficit
gravi: la burocrazia, la mancanza di infrastrutture e il costo dell'energia più
elevato. Tuttavia, esistono alcuni elementi positivi che vengono ravvisati
dalle imprese a controllo straniero. In particolare, nella chimica queste
ultime gradiscono le risorse umane e, fra i punti di forza sperimentati in
Italia, annoverano la qualità e l'affidabilità delle nostre filiere
produttive e le caratteristiche della nostra ricerca e sviluppo. A
sottolinearlo, è una ricerca di Federchimica. Un fatto significativo, se si
pensa che questi fattori favorevoli sono evidenziati in un settore cruciale per
gli attuali sistemi manifatturieri e per l'economia della conoscenza, presente
e futura. Un elemento ancora più importante, considerando che dall'estinzione
della Montedison il nostro Paese non ha più espresso un campione nazionale
nella chimica e, così, l'assenza di un big player italiano ha prodotto una
inevitabile dipendenza strategica dai colossi esteri. Il 64% delle imprese del
campione analizzato da Federchimica identifica la qualità delle risorse umane
trovate qui in Italia come "molto importante ". In particolare,
vengono indicate quali caratteristiche chiave la creatività (nel 51% dei casi),
la flessibilità (49%) e la disponibilitàdi risorse umane altamente qualificate
a un costo contenuto, soprattutto se confrontato agli altri Paesi europei (21%
dei casi). Le aziende a controllo straniero segnalano la presenza di un
know-how specifico nelle materie plastiche e nei sistemi poliuretanici, nella
chimica applicata al tessile e al cuio, negli adesivi, nelle membrane
bitume-polimero, nei cosmetici. "Non dobbiamo dimenticare – osserva Mauro
Chiassarini, vicepresidente di Federchimica nonché amministratore delegato
della Bayer Spa – che la chimica rappresenta una componente essenziale del
manifatturiero che, poi, dà vita al made in Italy più classico: le sue
applicazioni sono per esempio fondamentali nel tessile e nelle calzature".
A questo va aggiunto che, tra le ragioni della presenza in Italia, il 55% delle
società a capitale estero indica le dimensioni del mercato. L'Italia, Paese
storicamente a forte vocazione industriale, rappresenta nella chimica il terzo
mercato europeo. Un ulteriore elemento di attrattività è rappresentato dal tipo
di rapporto che riescono a instaurare qui con i clienti: il 45% delle aziende
estere giudica "molto importante" la qualità delle imprese italiane
con cui intrattiene rapporti. Un quarto di esse fa lo stesso con la loro
disponibilità a collaborare per sviluppare e testare nuovi prodotti. "Non
a caso - aggiunge Chiassarini - le imprese qui svolgono soprattutto una ricerca
applicata, che appunto si sperimenta sullo sviluppo di nuovi prodotti
sfruttando le interconnessioni fra il sistema delle aziende e quello dei
fornitori". Sulla ricerca, il contributo delle società straniere attive
nella chimica in Italia, che impiegano poco meno di 40 mila addetti (il 31% del
settore), realizzano un valore della produzione di 17 miliardi (36%) e
soddisfano il 44% della domanda italiana, diventa cruciale. Secondo lo studio
di Federchimica, il 72% dichiara di fare ricerca e sviluppo. Il che va unito al
dato Istat, che stima una incidenza del 37% su questo tipo di spesa
dell'industria chimica. Il valore puro della R&S realizzata dalle imprese
estere è di 212 milioni di euro. "Come è noto - si legge nella analisi -
le imprese chimiche italiane, per lo più di dimensioni ridotte, tendono a fare
ricerca in una forma poco strutturata, basata tipicamente sull'esperienza e
sulla creatività. Le filiali di multinazionali, invece, sono normalmente
inserite in realtà strutturate e di grandi dimensioni". Gli addetti che
nelle società straniere sono impegnati nella R&S sono circa 2.400. Dunque,
la quota sul personale totale si attesta intorno al 6 per cento. C'è poi un
altro fattore che emerge dal report di Federchimica: per quanto l'Italia sia un
Paese che sconta ben più di una pecca nel sistema della ricerca pubblica, il
43% di queste società a controllo estero ha scelto di instaurare rapporti di
collaborazione con quest'ultima. PUNTI DI FORZA Un ulteriore elemento di
attrattività è rappresentato dagli ottimi rapporti che le aziende riescono a
instaurare con i clienti.
( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-07-12 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE L'accordo Tutela dei minori Alleanza tra giudici e
servizi sociali PADOVA - Giustizia e servizi sociali si riorganizzano insieme
per migliorare gli interventi di tutela dei minori in difficoltà dandosi delle
regole che stabiliscano le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.
Approvate dalla giunta regionale a gennaio, le linee guida 2008 per i servizi
sociali e sociosanitari sono state presentate ieri a Villa Ottoboni durante il
seminario "La cura e la segnalazione. La responsabilità nella protezione e
nella tutela dei diritti dell'infanzia e adolescenza". Si tratta di una
sorta di prontuario rivolto agli operatori del settore che stabilisce i
parametri di riferimento per esercitare la tutela e la cura del minore. Lo
strumento, introdotto nel 2005 ed ora ricalibrato, cambia le relazioni
operative tra soggetti sociali e l'attività giudiziaria. "Farò in modo che
tutti i giudici abbiano queste linee guida sul loro tavolo. E' un importante
lavoro partito dalla base, con l'ascolto e il confronto con gli operatori"
ha commentato Adalgisa Fraccon, Presidente del Tribunale dei Minori di Venezia.
I percorsi indicati dalle rinnovate linee che raccordano giustizia, politiche
sociali, e operatori sociosanitari, chiariscono di fatto quando sia necessario
l'intervento dell'autorità giudiziaria precedentemente sommersa da segnalazioni
di inadempimenti talvolta improprie. La pubblicazione evidenza passaggi per
creare un Piano quadro, ossia la programmazione complessiva per la cura del
minore, e il Pei, progetto educativo individuale. "Questo strumento che
evidenzia l'emancipazione dei servizi sociali,alleggerisce
la complessa burocrazia che
appesantisce i tribunali. I bambini hanno il diritto di essere cresciuti nella
famiglia d'origine. Le segnalazioni devono essere eventi eccezionali quando vi
è una vera incapacità genitoriale" ha spiegato il Procuratore del
Tribunale dei Minori Gustavo Sergio. Una riorganizzazione quella di cui
il Veneto si fa pioniere, indispensabile per far fronte alla molteplicità di
casi che approdano ai servizi sociali. Secondo Lucio Strumendo Pubblico Tutore
dei minori del Veneto sono infatti aumentati a 250 all'anno i casi che arrivano
all'Ufficio pubblico dei minori per una mediazione mentre sono 2500 ( in linea
con gli altri anni) i casi limite di minori che lasciano la famiglia d'origine.
Sono aumentati anche i minori stranieri e gli stranieri non accompagnati che
necessitano di assistenza. I minori assistiti sono spesso figli di persone
affette da malattie mentali, alcolismo e tossicodipendenza. Romina Varotto Le
segnalazioni Sempre più frequenti i casi che arrivano all'ufficio del Pubblico
Tutore Lucio Strumendo.
( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - TREVISO - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-07-12 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Le reazioni I tifosi preoccupati: la società vende i gioielli per
fare cassa tifosi: "Ci fidiamo ma il presidente mantenga le promesse"
Setten: "Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di
nuovo in serie B" Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo
tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per
l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per
l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto -
attacca il direttore generale Michele Pirro – abbiamo presentato un
documento dell'Agenzia delle Entrate che certifica come ci sia stata concessa
la rateizzazione dell'Irpef e, nonostante questo, non è stato accettato. Ciò
significa che formalmente non siamo iscritti, ma che lo saremo soltanto il 15
luglio. Il ricorso è già pronto e verrà presentato nei prossimi giorni, non
appena ci sarà la possibilità di farlo". Pirro tiene a tranquillizzare la
tifoseria: "Mi dispiace che i Poletti vengano contestati da qualche gruppo
di tifosi(ieri alcuni ultras si dati appuntamento in via Mestrina, dove sono
comparse anche alcune scritte contro il presidente, ndr.) anche perché
sinceramente riteniamo di avere la coscienza a posto. Abbiamo fatto tutto
quanto era nelle nostre possibilità per risolvere questa situazione. Il danno
d'immagine, purtroppo, ormai è fatto. è questo che brucia tremendamente e non
consola il fatto di essere in buona compagnia". Per quanto riguarda la
penalizzazione, praticamente certa, che verrà comminata dalla giustizia
sportiva, Pirro è abbastanza rassegnato: "Noi speriamo che si possa
arrivare a una semplice multa – spiega – anche perché si tratta solo di un
ritardo. Se anche dovesse arrivare una punizione sotto il TREVISO - "Il 17
luglio saremo nuovamente in serie B". C'è grande tranquillità all'interno
dell'entourage della dirigenza biancoceleste dopo la comunicazione della
Covisoc che ha momentaneamente escluso il club di via Ugo Foscolo dal prossimo
campionato di serie B. I vertici societari predicano calma: "Abbiamo
deciso di pagare l'Iva in un'unica rata ieri mattina, a differenza di quello
che avevano fatto altre società - spiega il presidente Ettore Setten -. Ora
stiamo già lavorando al ricorso da presentare alla Covisoc, ma non ci saranno
altri problemi. Il 17 luglio saremo iscritti nuovamente al campionato di serie
B". Insomma c'è poco scalpore per la decisione dell'organo di controllo,
visto che da diverse settimane nell'ambiente si era a conoscenza dei possibili
ritardi nei pagamenti: "Avevamo ipotizzato anche questo - commenta il vice
presidente biancoceleste Giangiuseppe Lucchese - Abbiamo tempo per sistemare le
carte e mettere a poste le cose, lo sapevamo e rientrava nella tempistica
l'eventualità di ricorrere anche a questi giorni per concludere i pagamenti. I
tifosi comunque possono stare tranquilli, ci iscriveremo al prossimo campionato
". E proprio i tifosi biancocelesti si augurano che la vicenda possa
risolversi al meglio: "Mi auguro che il presidente confermi le promesse
fatte ha detto Annamaria Biondo, presidente del Centro Coordinamento dei tifosi
biancocelesti profilo della perdita dei punti in classifica, non potremmo che
prenderne atto a malincuore ". - . Siamo tranquilli, ci fidiamo della
società e di Ettore Setten". Gli intoppi amministrativi faranno giocoforza
slittare le vicende sportive, in primis l'incontro fra l'allenatore Bepi Pillon
ed il presidente Setten, previsto per ieri ma rinviato a causa del viaggio a
Roma del numero uno biancoce-leste, recatosi proprio alla Covisoc. Probabilmente
si attenderà la conferma dell'iscrizione della squadra per confermare la già
ventilata rescissione del contratto e cercare sul Pirro attacca ancora la
Covisoc: "Gli ultimi due giorni li ho trascorsi a Roma – evidenzia – a
scontrarmi con la burocrazia più ottusa. Ancora adesso
non ho capito cosa vogliano i signori della Covisoc più che un documento
firmato da chi di dovere. Il Venezia guarda al futuro con serenità, abbiamo
superato un passaggio importante e d'ora in avanti cercheremo di andare fino in
fondo senza ulteriori intoppi". Eppure i ritardi sia nella consegna della
fidejussione bancaria di 207 mila euro sia dei documenti che attestano il
versamento dell'Irpef (o, in questo caso, dell'avvenuta transazione),
preoccupano non poco i tifosi. Che si allarmano quando prendono atto di quanto
sta accadendo sul mercato nelle ultime ore. Che la situazione economica non sia
delle migliori è dimostrato dalla pioggia di cessioni concluse a stretto giro
fra giovedì e venerdì e dallo mercato il nome del nuovo allenatore per la
prossima stagione. Intanto il dg in pectore Giovanni Gardini, atteso anch'egli
dal rinnovo del contratto, ha concluso delle fondamentali operazioni di
mercato, che ieri ha chiuso la sua prima parte all'Ata Quark Hotel Milano.
Ufficiale l'addio alla Marca del portiere ravennate Alex Calderoni che vestirà
la maglia del Torino la prossima stagione: "Devo ringraziare il Presidente
Cairo per avermi permesso di tornare smantellamento di buona parte del gruppo
dei giocatori più forti. Dopo aver lasciato andare Pederzoli, accasatosi al
Padova, ieri il ds Seno ha concluso altre operazioni importanti e qualche
cessione dolorosa. La Reggiana ha annunciato di essersi assicurata le
prestazioni di Mei, per il quale è stata bruciata la Torres e soprattutto quelle
di Scantamburlo, che passa agli emiliani a titolo definitivo. Cessione,
quest'ultima, davvero dolorosa. Nella stessa giornata è stata conclusa anche
un'altra operazione, l'acquisto del giovane centrocampista del Parma Fabio
Lebran. Lo scorso anno Lebran era stato fra i protagonisti più brillanti della
stagione del Carpenedolo. in serie A con una maglia gloriosa ed ambiziosa come
quella granata, dopo la parentesi al Treviso" ha detto Calderoni appena
sbarcato nella città della Mole. Altre operazioni ufficiali di ieri sono le
cessioni in prestito di Stefano Dall'Acqua e Thiago rispettivamente a Reggiana
e Juve Stabia, mentre in comproprietà con la Reggiana di Damien Florian.
Mancano soltanto le firme invece per i trasferimenti di Dino Fava e Massimiliano
Scaglia alla Salernitana: sul primo infatti c'è già l'accordo fra le società,
ma si sta cercando anche di trovare l'ok con il giocatore. In entrata da
segnalare l'arrivo del baby Litteri dalla Primavera nerazzurra e
l'interessamento per Coppola del Messina. Matteo Valente D.C. \\ Dispiace per
le contestazioni e le scritte contro Poletti perchè pensiamo di avere la
coscienza a posto \\ Sono tranquillo, ieri mattina abbiamo pagato l'Iva dovuta.
( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
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Corriere
del Veneto - VENEZIA - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-07-12 num: - pag: 15
categoria: REDAZIONALE Le reazioni I tifosi preoccupati: la
società vende i gioielli per fare cassa Pirro: "Burocrazia ottusa, ci
danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è
furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione
presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile
quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro – abbiamo
presentato un documento dell'Agenzia delle Entrate che certifica come ci sia stata
concessa la rateizzazione dell'Irpef e, nonostante questo, non è stato
accettato. Ciò significa che formalmente non siamo iscritti, ma che lo saremo
soltanto il 15 luglio. Il ricorso è già pronto e verrà presentato nei prossimi
giorni, non appena ci sarà la possibilità di farlo". Pirro tiene a
tranquillizzare la tifoseria: "Mi dispiace che i Poletti vengano
contestati da qualche gruppo di tifosi(ieri alcuni ultras si dati appuntamento
in via Mestrina, dove sono comparse anche alcune scritte contro il presidente,
ndr.) anche perché sinceramente riteniamo di avere la coscienza a posto.
Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per risolvere questa
situazione. Il danno d'immagine, purtroppo, ormai è fatto. è questo che brucia
tremendamente e non consola il fatto di essere in buona compagnia". Per
quanto riguarda la penalizzazione, praticamente certa, che verrà comminata
dalla giustizia sportiva, Pirro è abbastanza rassegnato: "Noi speriamo che
si possa arrivare a una semplice multa – spiega – anche perché si tratta solo
di un ritardo. Se anche dovesse arrivare una punizione sotto il profilo della
perdita dei punti in classifica, non potremmo che prenderne atto a malincuore
". Pirro attacca ancora la Covisoc: "Gli ultimi due giorni li ho
trascorsi a Roma – evidenzia – a scontrarmi con la burocrazia
più ottusa. Ancora adesso non ho capito cosa vogliano i signori della Covisoc
più che un documento firmato da chi di dovere. Il Venezia guarda al futuro con
serenità, abbiamo superato un passaggio importante e d'ora in avanti cercheremo
di andare fino in fondo senza ulteriori intoppi". Eppure i ritardi sia
nella consegna della fidejussione bancaria di 207 mila euro sia dei documenti
che attestano il versamento dell'Irpef (o, in questo caso, dell'avvenuta
transazione), preoccupano non poco i tifosi. Che si allarmano quando prendono
atto di quanto sta accadendo sul mercato nelle ultime ore. Che la situazione
economica non sia delle migliori è dimostrato dalla pioggia di cessioni
concluse a stretto giro fra giovedì e venerdì e dallo smantellamento di buona
parte del gruppo dei giocatori più forti. Dopo aver lasciato andare Pederzoli,
accasatosi al Padova, ieri il ds Seno ha concluso altre operazioni importanti e
qualche cessione dolorosa. La Reggiana ha annunciato di essersi assicurata le
prestazioni di Mei, per il quale è stata bruciata la Torres e soprattutto
quelle di Scantamburlo, che passa agli emiliani a titolo definitivo. Cessione,
quest'ultima, davvero dolorosa. Nella stessa giornata è stata conclusa anche
un'altra operazione, l'acquisto del giovane centrocampista del Parma Fabio
Lebran. Lo scorso anno Lebran era stato fra i protagonisti più brillanti della
stagione del Carpenedolo. D.C. \\ Dispiace per le contestazioni e le scritte
contro Poletti perchè pensiamo di avere la coscienza a posto.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
12
Luglio 2008 Chiudi Sul pasticciaccio della ceramica Quadrifoglio e sui sei mesi
di cassa integrazione che ora l'Inpos richiede indietro ai lavoratori, arriva
alla fine lo sfogo di Gianni Allegretti, il titolare della fabbrica
protagonista della vicenda. "Ritengo - dice l'imprenditore - che il
verbale inviato al ministero del Lavoro dagli ispettori di Viterbo non rifletta
quanto messo in atto dall'azienda per ottemperare al protocollo di intesa
siglato in Regione al fine di ottenere l'ultima tranche di cassa integrazione.
Non è vero infatti - prosegue Allegretti - che l'azienda non abbia effettuato
gli investimenti previsti dall'accordo, che sono stati documentati e ben
specificati all'organo ispettivo. E' vero purtroppo che sia la Regione, sia la
società Sviluppo Lazio si sono sottratte sistematicamente dal sostenere
l'azienda nelle forme, nei tempi e nelle dimensioni concordate e formalizzate
in più di una occasione. Ne fa testo un'ampia e dettagliata documentazione
giacente in azienda". Allegretti, riguardo alla crisi della sua azienda,
non si nasconde dietro un dito. "E' chiaro - afferma - che investire in
condizioni di estrema difficoltà economico-finanziaria diventa impossibile. Se
a questo poi si aggiunge la totale assenza di chi ti ha chiesto di investire
con il suo sostegno e poi fa mancare clamorosamente quanto, non solo promesso,
ma pattuito e formalizzato, l'impresa diventa disperata Rilevo poi che
l'azienda non aveva mai previsto una riconversione industriale (del tutto
impossibile da attuarsi), quanto una valorizzazione di prodotto da ottenersi
con un rinnovo del prodotto stesso che con la distribuzione commerciale. Cose
che sono state puntualmente messe in atto, ma che purtroppo non hanno dato i
risultati sperati". "Circa i corsi di formazione professionale -
conclude Allegretti - essi sono subordinati in toto alla struttura regionale
che li organizza e li finanzia. Non avendo la Regione mosso una virgola in tale
direzione, non si vede che cosa avrebbe potuto fare l'azienda da sola". Lo
sfogo di Allegretti ha sicuramente le sue ragioni e la burocrazia (che in Italia è sempre molto
lenta e complicata) ci ha sicuramente messo lo zampino. Da un punto di vista
più politico-economico però, si sapeva da tempo che il mercato delle
stoviglierie era ormai in coma irreversibile per la concorrenza cinese e che
qualsiasi tentativo di salvataggio si sarebbe rivelato inutile, come poi
è stato. Forse all'aepoca sarebbe stato opportuno prenderne semplicemente atto.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
12
Luglio 2008 Chiudi Mentre procede a ritmo serrato la campagna acquisti in casa
della neopromossa Deruta, nella città della maiolica comincia a serpeggiare un
po'di apprensione per il procrastinarsi al via dei lavori di adeguamento dello
stadio alle norme sulla sicurezza obbligatorie in Serie D. Il rischio concreto
che la formazione di Schenardi possa giocare alcune delle prime gare interne
del prossimo campionato(che prenderà il via Domenica 7 Settembre) è divenuto
certezza. Nonostante le sollecitazioni da parte della società nei confronti
dell'amministrazione comunale che, all'indomani della promozione, si era
dimostrata sensibile al problema sono risultate vane. Memori dell'esperienza
patita dal Torgiano, costretti ad emigrare allo Stadio degli Ulivi di Assisi in
attesa dell'agibilità dello stadio "F.Braca" i dirigenti derutesi
vorrebbero a tutti i costi evitare una partenza ad handicap attendendo
fiduciosi che l'amministrazione comunale tenga fede alle promesse d'intervento
tempestivo fatte al momento dei festeggiamenti per la promozione. I tempi della
burocrazia sono lenti e dilatati,
ma per far sì che il Comune sia pronto ad ospitare una partita di Serie D entro
la data fissata è necessario un intervento tempestivo, risolutivo ed efficace
che al momento non appare fattibile. Per questo la società derutese si è
attivata con il Comune di Perugia e la Pontevecchio che presteranno lo stadio
di via degli Ornari per le prime gare di campionato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli
Estate Pagina 11005 Una grande nuvola nera sul futuro della Cineteca sarda Dopo
il dibattito all'Ersu nessun accordo tra la Regione e la società Umanitaria
--> Dopo il dibattito all'Ersu nessun accordo tra la Regione e la società
Umanitaria Se la vicenda della cineteca sarda fosse un film, a questo punto
della proiezione sarebbe difficile scommettere sul lieto fine. Soprattutto dopo
il dibattito che giovedì sera a Cagliari, nella sala Cosseddu dell'Ersu, ha
visto confrontarsi l'assessore alla Cultura Maria Antonietta Mongiu - in
rappresentaza della Regione, che vuole aprire nell'ex Manifattura Tabacchi una
cineteca regionale e quindi vuole indietro dalla "Sarda" i vecchi
film depositati in archivio - e Amos Nannini, presidente nazionale di quella
società Umanitaria dalla quale la cineteca sarda dipende. L'idea di una cineteca
regionale in realtà all'Umanitaria non dispiace: visto che sarà guidata da una
fondazione aperta per il 30 per cento ai privati, diceva una lettera di Nannini
alla Regione, fateci partecipare: in cambio avrete il nostro patrimonio di
esperienza nell'istruzione degli adulti e nella formazione culturale, non solo
cinematografica. Bel modo di essere privati, rispondeva giovedì la Mongiu, ci
avete scritto che sareste disposti ad accettare un invito a pranzo a patto che
noi mettiamo anche il vino e il dolce. Più nel dettaglio, la lettera
dell'Umanitaria (citata nel dibattito da Rosario Musmeci) dice che la società
vuole un consigliere d'amministrazione della fondazione, ma vuole anche
mantenere il controllo e la proprietà del patrimonio cinematografico e inoltre
chiede che le convenzioni con la Regione restino in piedi. In sostanza, entro
in società con te ma tu resti mio cliente. Altrettanto asciutto l'intervento di
Nannini: i legali dell'Umanitaria - ha detto - ci sconsigliano di conferire il
patrimonio cinematografico alla Regione, lo hanno definito un "esproprio
legalizzato". "Personalmente - ha concluso - mi lascia perplesso
questa Regione che vuole prendere il possesso o il controllo di ogni cosa: non
ho alcuna voglia di litigare, ma a queste condizioni non possiamo
aderire". Tra queste due posizioni apparentemente inconciliabili si sono
inseriti molti interventi, più pacati e dettati dalla voglia di trovare una
soluzione. Quello Paola Lanzi, capogruppo di Sinistra autonomista in Consiglio
regionale, e quello del suo collega del Pdci Tore Serra, ma soprattutto quello
di Giovanna Cerina: il consigliere regionale del Pd, relatrice della legge
regionale sul cinema, ha chiesto alla giunta di "non buttare tutto per
aria in questo momento di transizione: io chiedo che il lavoro dell'Umanitaria
continui e che il suo capitale umano venga indirizzato verso questo passaggio
straordinario che sarà la nuova Cineteca". Il punto è che se lo staff
della "Sarda" non entra nell'organico della "Regionale", e
se il patrimonio di film che la "Sarda" ha recuparato (a volte
letteralmente dalla spazzatura dove la burocrazia li aveva destinati) passa in
blocco alla "Regionale", la cineteca dell'Umanitaria è destinata a spegnersi.
Anche perché oggi la fonte di finanziamento principale è in quei 200 mila euro
annui garantiti dalla Regione: difficile che quest'ultima voglia continuare per
anni e anni a finanziare un'istituzione culturale benemerita e prestigiosa che
però "non avrebbe più senso" una volta avviata la Fabbrica
della Creatività dell'ex Manifattura. Per ora non hanno fatto molto effetto i
ragionamente dei cinefili cresciuti con l'Umanitaria, che ammoniscono: la
Sardinia Digital Library è un archivio bello, grande e democratico, ma la
funzione di una cineteca è un'altra. Un conto è avvisare gli adulti bisognosi
di acculturazione che possono scaricare la Divina Commedia da internet, altro è
organizzare nei loro paesi e gratis delle lecturae Dantis con commento, spiegazione
e dibattito. E a proposito di dibattito, quello di giovedì è terminato con una
porta non sbattuta ma socchiusa: Nannini ha ribadito di essere pronto a un
confronto serrato e proficuo con la Regione, la Mongiu ha replicato che prima
c'è da scrivere una risposta alla lettera citata da Musmeci, poi si vedrà. Di
sicuro c'è solo che sul progetto Cineteca la Regione non si ferma. CELESTINO
TABASSO.
( da "ADN Kronos" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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PER MEMORI 'DUE GUERRE' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un
volontario italiano nei Balcani, Emerico Maria Laccetti, racconta la sua
esperienza terribile. Partito nel corpo militare della Croce Rossa, rientrato
in Italia nel 1999, ha scoperto di essere malato di cancro da uranio
impoverito. Nel libro ''Due guerre. Dai campi di battaglia dei Balcani alla
lotta contro il cancro da uranio impoverito'', pubblicato da Memori, Emerico
Maria Laccetti descrive la battaglia contro il male che lo ha colpito.
''Emerico Maria Laccetti - scrive Massimo Barra, presidente nazionale della
Croce Rossa Italiana - e' un ufficiale del Corpo Militare della Croce Rossa
italiana. Un uomo, cioe', che ha scelto di indossare una divisa di pace, di
mettere la propria professionalita', e le proprie doti umane, al servizio degli
altri. Il suo sogno, come lui stesso racconta in queste pagine intense, era
entrare a far parte della Cri che segue le emergenze''. Ufficiale del corpo
militare della Croce Rossa, Laccetti ha partecipato alle missioni piu' delicate
e difficili nei Balcani. Ha toccato con mano lutti e devastazioni di ogni
genere. Ha visto a cosa puo' condurre l'odio etnico, razziale e religioso. Nel
corso della sua missione ha cercato di riportare la pace, distribuendo aiuti e
sostenendo le necessita' delle popolazioni locali. Nel 1999, finalmente, tutto
sembra volgere al termine. Vengono firmati gli accordi pace. La missione di
Laccetti nei Balcani e' finita. Eppure, i problemi di Laccetti non possono
dirsi conclusi. L'uranio impoverito ha iniziato, da tempo, a circolare nel suo
organismo compromettendo la sua salute e il suo futuro. Laccetti, infatti,
scopre di essere stato colpito dal cancro. Inizia, cosi', la sua battaglia piu'
dolorosa contro un male che lascia poche speranze. Una battaglia, ancora, contro l'indifferenza, la burocrazia sorda che tende ad eliminare la dignita' della persona. Nel suo
diario, preciso e puntale, Laccetti non ha paura di confrontarsi con la
malattia. Descrive, passo dopo passo, le fasi salienti di un calvario che ha
assunto la forma di una massa tumorale di 24 centimetri per tredici. Una
massa che si e' insinuata tra il cuore e i polmoni. Il suo desiderio di
guarire, pero', e' grande. Nel diario racconta di non essersi piegato mai. Con
forza ha affrontato i momenti piu' duri entrando in sala operatoria il primo
gennaio del 2000. Si e' trattato di un percorso che si e' concluso con la
vittoria e la guarigione. Laccetti, comunque, ha ancora qualcosa da dire e da
fare. Ora, ristabilitosi, combatte contro l'indifferenza e l'insensibilita'
delle Istituzioni che si mostrano sorde alle richieste dei tanti militari
ammalati. E' questa la sua nuova sfida: fare in modo che le vittime non vengano
dimenticate. ROBERTO VARESE FIRMA 'IRMA E FAROUK' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Irma Capece Minutolo e' una ragazza napoletana
come tante altre di appena sedici anni. Farouk e' giovane ma ricopre gia' degli
incarichi delicati, al di fuori del comune. E' il re dell'Egitto in esilio.
Sono loro i protagonisti del romanzo ''Irma e Farouk, firmato dal giornalista
free lance Roberto Varese e pubblicato da Fazi editore. La vita di Irma scorre
come quelle di molte sue coetanee. La sua giovinezza e' costellata dai primi
amori, dalle prime passioni e dai sogni per un futuro ricco di esperienze
fortunate. Un'estate trascorsa a Capri, pero', cambia il suo destino. Incontra,
casualmente, Farouk, salito ancora inesperto sul trono del padre. E' stato
costretto all'esilio dal colpo di Stato ordito dal generale Nasser nel 1952.
Irma non conosce le dinamiche politiche che hanno segnato il passato di Farouk.
L'unica cosa di cui e' convinta e' che desidera, con tutte le sue forze,
continuare a sognare. In realta', vive in una favola dai contorni sfumati ed
incerti, unica e indimenticabile. Farouk la circonda con ogni tipo di tipo di
attenzioni. Le fa arrivare moltissime rose e non perde mai l'occasione per
mostrarle tutto il suo amore e la sua passione. ''Per cambiare improvvisamente
la vita di una persona - scrive Roberto Varese - non sempre occorrono sciagure
imprevedibili come un vaso che ti cade sulla testa o fortune clamorose come una
vincita al Superenalotto, o repentine conversioni religiose che ti stravolgono
il cervello a tal punto da farti abbandonare casa e famiglia per fuggire in
Tibet''. Nel 1953, dunque, dopo aver abbandonato il suo paese, a causa del
colpo di Stato messo in atto dal leader Nasser e Naghib, Farouk scelse l'Italia
come luogo del suo esilio. A Capri conobbe Irma Capece. L'intesa fu immediata.
Per qualche anno la coppia ha vissuto tra i lussi di villa Dusmet, alle porte
di Roma, e lo yacht indimenticabile 'La favorita'. Si e' trattato di una vita
ricca di comodita' e di piaceri, a stretto contatto con i protagonisti del
mondo dello spettacolo. Di volta in volta Irma ha avuto a che fare con Onassis,
Frank Sinistra, Anna Magnani, Wiston Churchill, Yves Montand e Pablo Picasso.
Roberto Varese racconta, insomma, una storia d'amore che molti vagheggiano. Una
favola con al centro una ragazza normale amata da un principe. Una giovane
donna che ha vissuto con gli uomini piu' ricchi e potenti del mondo. LA STORIA
ITALIANA DAL 1861 AI NOSTRI GIORNI Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos
Cultura) - Ricostruire il lungo percorso compiuto dall'Italia dal 1861 fino ai
nostri giorni. Ripercorrere le tappe principali che hanno segnato la nostra
storia dalla promulgazione del Regno fino ad oggi. Sono questi gli obiettivi
della ricerca proposta da Aurelio Lepre, a lungo docente di Storia
contemporanea all'Universita' di Napoli, e da Claudia Petraccone, docente di
Storia contemporanea all'Universita' di Napoli, nel saggio ''Storia d'Italia
dall'Unita' a oggi'', pubblicato da il Mulino. Il vasto affresco storico
proposto da Lepre e dalla Petraccone prende le mosse con quello che viene
definito il 'miracolo dell'Unita''. ''Il 18 febbraio 1861 - si legge all'inizio
del saggio - fu inaugurata alla Camera la prima legislazione del nuovo Regno.
Di fronte all'intero Parlamento, riunito per la prima volta dopo le elezioni
generali di fine gennaio, Vittorio Emanuele II di Savoia pronuncio' il suo
primo discorso della Corona''. E' questo il primo grande appuntamento della
'nuova Italia' che ha avuto luogo a Torino, la capitale sabauda. Da qui, la
storia italiana si sviluppa in tutta la sua complessita'. Mano a mano vengono
esaminati avvenimenti, fasi delicate, passaggi fondamentali. L'evoluzione
italiana viene interpretato alle luce dei suoi nodi piu' significativi. Nodi e
questioni ancora aperti che si trascinano da oltre cento anni. L'accentramento
del potere nei palazzi romani, la richiesta di maggiore autonomia e liberta',
la questione settentrionale e meridionale, il debito pubblico e il deficit di
bilancio rappresentano, infatti, dei limiti della politica nazionale. Limiti
che affondano la loro origine nello sviluppo incerto e per certi versi carente
del Paese. Si tratta, in realta', di questioni ancora aperte che la classe
dirigente ha cominciato ad affrontare fin dai primi anni senza raggiungere dei
risultati positivi. Eppure, l'Italia e' stata in grado di superare numerose
difficolta'. Si e' confrontata con prove molto gravi, come due guerre e una
dittatura, mostrandosi all'altezza delle sfide alle quali e' andata incontro.
La societa' italiana, spiegano i due storici, ha dato dimostrazioni di
vitalita' e forza. Una forza che le ha permesso di fare tesoro dei suoi errori
e di individuare le strade per correggerli. Il lungo itinerario storico
elaborato da Lepre e dalla Petraccone si sofferma sugli eventi principali
dell'Ottocento e su quelli che hanno caratterizzato il Novecento. Un itinerario
che approda alla fine della Prima Repubblica e agli scenari dei nostri giorni.
PHILIP WILAN FIRMA 'L'ITALIA DEI POTERI OCCULTI' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Misteri mai risolti. Trame occulte non ancora
sciolte. Omicidi impuniti. Persone finite nel nulla. Cospirazioni che hanno
inquinato la vita politica italiana. Sono tanti e vari gli enigmi che il
giornalista free-lance Philip Willan rappresenta nel volume ''L'Italia dei
poteri occulti'', pubblicato da Newton Compton editore. Enigmi che hanno al
centro la morte di Roberto Calvi, il cosiddetto banchiere di Dio, impiccato
sotto il ponte dei Frati Neri a Londra il 17 giugno del 1982. La morte di
Calvi, sulla quale si continua ad indagare, rappresenta il punto d'arrivo di
una stagione di segreti che hanno insanguinato la storia d'Italia. Chi ha
ucciso, e per quale motivo, Roberto Calvi? Quali sono le trame che si
nascondono alla spalle della sua tragica fine? Ecco quali sono le domande alle
quali le indagini giudiziarie e le inchieste giornalistiche non sono state in
grado di fornire delle risposte convincenti. ''Quando si fa fuori un banchiere
- scrive Philip Willan - e' quasi sempre una questione di soldi. Nel caso di
Roberto Calvi - continua - si trattava della sparizione dai conti del suo Banco
Ambrosiano di un miliardo e trecento milioni di dollari, principalmente a causa
del fallimento del piu' importante istituto di credito d'Italia''. Un dato,
secondo Willan, appare inconfutabile. Nel destino di Calvi sono stati
coinvolti, in modo determinante, personaggi ambigui. Uomini di potere
appartenenti alla mafia, all'Opus Dei, ai servizi segreti italiani, inglesi e
americani. Uomini uniti da interessi poco chiari, non ancora svelati da prove
evidenti e schiaccianti. Attraverso le sue indagini, il giornalista descrive, pertanto,
le fasi estreme della vita del banchiere. Ricostruisce i suoi incontri mettendo
in risalto gli affari, i traffici illeciti e i finanziamenti spregiudicati che
hanno segnato l'ultimo periodo della sua vita. Con le sue indagini Willan mette
a nudo gli aspetti piu' confusi di numerosi intrighi internazionali tra i quali
spicca anche quello della giovane Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22
giugno del 1983. Intrighi che si intrecciano sullo sfondo della guerra fredda e
del ruolo svolto dalla loggia massonica P2. LE POESIE DI EZRA POUND Roma, 12
lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - L'opera lirica di Ezra Pound rappresenta
un tentativo fortunato di superare le barriere tra il linguaggio della poesia e
quello della prosa. E' a partire da questa considerazione che viene presentata
la ricca produzione del poeta Ezra Pound nel saggio ''Poesie'', pubblicato
dalla Newton Compton. Ezra Pound, nato a Halley, negli Stati Uniti, nel 1885,
ha trascorso buona parte della sua vita in Europa. Nel 1943 e' stato accusato
di tradimento dai suoi connazionali e rinchiuso per tredici anni in un
manicomio criminale di Washington. Poeta, critico e traduttore, Pound ha
innovato il linguaggio poetico del Novecento. Ha introdotto nella poesia del
suo tempo, infatti, elementi di forte discontinuita' rispetto al passato. La
raccolta di poesie, presentata dal poeta G. Singh, mette in evidenza la novita'
costituita dalla poetica di Ezra Pound. Singh spiega che Pound ha acquisito
molto materiale dalla realta' che lo circondava. Il risultato piu' interessante
della sua ricerca e' stato quello di superare il confine che separa la poesia
dalla prosa. ''Nessuno come lui - scrive Singh - ha saputo utilizzare e
riscattare i dati e i fatti giornalistici e prosaici a livello poetico; nessuno
- aggiunge - ha avuto il coraggio non solo di scartare ogni residuo della
lirica convenzionale o decadente ma di abbattere di nuovo dopo Wordsworth le
frontiere tradizionali fra la prosa e la poesia''. Ezra Pound si colloca sulla
scia di autori del calibro di Wordsworth e Byron seguendo le loro intuizioni e
le loro indicazioni. Barriere gia' superate all'inizio dell'Ottocento,
ripristinate da poeti come Keats, Shelley e Tennyson, ma che proprio Pound fu
in grado di abbattere nel Novecento. DACIA MARAINI IN LIBRERIA CON 'IL TRENO
DELL'ULTIMA NOTTE' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un lento
viaggio nella storia del Novecento. Un itinerario tra le rovine, i lutti, le
tragedie che hanno segnato in modo indelebile il destino di milioni di uomini e
di donne. Un itinerario, ancora, che si sviluppa nel cuore del Vecchio
Continente tra le sue disgrazie e le sue speranze. E' questo il senso piu'
profondo del nuovo romanzo di Dacia Maraini ''Il treno dell'ultima notte'',
pubblicato dalla Rizzoli. Amara, la protagonista della storia raccontata dalla
Maraini, percorre l'Europa in treno. Coltiva la speranza di poter rintracciare
Emanuele, un bambino ribelle e pieno di vita con cui ha costruito un'amicizia
profonda e indissolubile. Per molti anni, infatti, Amara ed Emanuele sono
cresciuti insieme condividendo speranze, emozioni e desideri. La guerra, pero',
li ha separati definitivamente. Amara perde ben presto le tracce del suo amico
d'infanzia. Le restano soltanto i ricordi, qualche lettera e un quaderno nascosto
in un muro nel ghetto di Lodz. Amara, tuttavia, non si da' per vinta.
Attraversa l'Europa alla ricerca di indicazioni ed elementi che la possano
aiutare a ritrovare il suo amico. Il suo viaggio le permette anche di fare i
conti con la sua vita e con il passato di cui forse ignora gli aspetti piu'
gravi e terribili. Non e' piu' una bambina e la realta' le si offre in tutta la
sua crudelta' e sofferenza. E', dunque, il 1956. Amara inizia, per la prima
volta nella sua vita,un lungo viaggio in treno da sola. ''E' un treno lento -
scrive Dacia Maraini - che arranca sulle rotaie. Si dirige verso nord. Amara se
ne sta seduta composta, in preda a una sorta di eccitazione sonnolenta. Il
primo lungo viaggio della sua vita. Il treno che si ferma a ogni stazione''.
Tappa dopo tappa, la ragazza immaginata dalla Maraini si muove nel cuore ferito
dell'Europa. Sono trascorsi undici anni dalla fine della guerra. Amara,
sgomenta e preoccupata, osserva i luoghi in cui si sono consumate le ferite e
le tragedie piu' gravi. Passa per il campo di concentramento di
Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca dei
sopravvissuti. Arriva a Budapest proprio quando scoppia la rivolta del 1956.
Assiste, incredula ed inerme, alla risposta dei sovietici che intervengono con
i carri armati. La sua avventura, insomma, mette in risalto i destini di una
generazione colpita dalla storia inquieta del Novecento. La Maraini descrive il
destino di una ragazza pronta ad affrontare la maturita' aprendo gli occhi sui
tormenti del Vecchio Continente. Tormenti dolorosi che nascondono anche dalla
speranza che qualcosa, prima o poi, possa cambiare davvero. PETACCO SCRIVE 'LA
SCELTA. L'INVENZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Uno studio sulle origini della nostra
Repubblica. Un racconto per capire quali sono stati i passaggi storici e
politici che hanno determinato la rinascita italiana dopo la fine della Seconda
guerra mondiale. Un'analisi puntuale della Costituzione italiana alla luce dell'eredita'
dello Statuto Albertino, promulgato nel 1848 e adottato dal Regno d'Italia.
Ecco quali sono gli elementi principali di cui Arrigo Petacco, storico e
giornalista, si occupa nel volume ''La scelta. L'invenzione della Repubblica
italiana'', pubblicato da Armando Curcio Editore. Il 10 dicembre del 1945
Alcide De Gasperi da' corpo al suo primo governo. E' l'inizio di una nuova
stagione politica per l'Italia. Il Paese aveva subito l'avventura della guerra
e la conseguente grave sconfitta. La societa' appariva disgregata. Il Fascismo
lasciava alle sue spalle distruzioni, lutti e poverta'. Era necessario
ricostruire l'Italia ridisegnando il suo assetto istituzionale e parlamentare.
Era necessario, soprattutto, scrivere una nuova Costituzione capace di garantire
maggiore democrazia e stabilita' politica. In questa cornice dal 1945 al 1948
nascono, dalle ceneri del Regno dei Savoia, la Repubblica Italiana e la
Costituzione repubblicana. In quegli anni, sottolinea Petacco, furono gettate
le basi della 'nuova Italia'. ''Colpiscono l'eccezionalita' e il carattere
irripetibile della stagione costituente - scrive nella prefazione Anna Chimenti
- insieme alla capacita' di una classe politica, divisa dalle ideologie, da
diverse esperienze, culture e tradizioni e da diverse generazioni, di
condividere un progetto unitario con una spinta di coesione e, dalle rovine
della guerra civile, costruire le fondamenta della nuova Repubblica''. Il 1948
segna la fine della fase Costituente. Viene eletto alla presidenza della Repubblica
il liberale Luigi Einaudi. Vengono celebrate le elezioni e, per la prima volta,
sono ammesse anche le donne. La Democrazia Cristiana ottiene un vasto successo
superando il 48% dei voti. Il 23 maggio De Gasperi vara un governo di
coalizione insieme ai socialdemocratici, ai repubblicani e ai liberali. Arrigo
Petacco, insomma, traccia il quadro di un periodo ricco di cambiamenti e di
novita'. Studia le fasi salienti che hanno accompagnato la nascita della
Repubblica. Si sofferma, in particolare, su alcuni aspetti rilevanti tra i
quali la nascita dell'Assemblea Costituente e il referendum del due giugno. Il
saggio e' completato da una ricerca sullo Statuto Albertino e sul
costituzionalismo fascista. L'ultima parte del volume e' dedicato, infine, ai
capitoli fondamentali della Costituzione italiana. 'LA STORIA DEI LONGOBARDI'
DI PAOLO DIACONO Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La lunga saga
dei longobardi. La grande epopea di un popolo che ha contribuito, nel tempo, a
costruire l'identita' italiana. E' questo il contenuto del volume ''Storia dei
longobardi'', scritta da Paolo Diacono, presentata dal giornalista e scrittore
Felice Bonalumi e pubblicato dalle edizioni San Paolo. Il religioso, poeta e
storico Paolo Diacono, nato a Cividale del Fiuli nel 720 dopo Cristo e morto a
Montecassino nel 799, ha tracciato le vicende piu' significative che hanno
caratterizzato i longobardi. Vicende che, dunque, ha descritto nel suo volume
redatto dal 787 al 789. Si tratta di un volume che conserva, ancora oggi, tutta
la sua attualita' e la sua originalita'. In realta', secondo Felice Bonalumi,
il contributo di Diacono continua ad essere molto completo e ricco di
informazioni utili. ''Ci troviamo - scrive infatti - di fronte al testo
contemporaneo piu' organico e, di fatto, piu' completo sui Longobardi, almeno
fino al regno di Liutprando. Senza di esso le nostre conoscenze sarebbero
inferiori e, non va dimenticato, stiamo parlando di un periodo in cui la
scarsita' di documenti impone allo storico il riconoscimento di lacune, dubbi e
congetture''. Il libro, presentato in una nuova traduzione con la quale rendere
accessibile il testo come un romanzo storico, si divide in tre grandi aree. Si
inizia con la biografia di Paolo Diacono, cristiano e longobardo, uno dei piu'
importanti intellettuali del suo popolo. Le sue opere si inseriscono pienamente
nel filone degli studi sulla storia dell'antica Roma e del mondo germanico. La
seconda parte del volume e' dedicata alla traduzione del volume di Paolo
Diacono nel quale vengono proposti i miti, le tradizioni e la cultura dei
longobardi. ''Stiamo parlando - commenta Bonalumi - di una saga, di una
cronaca, nonche' di un racconto basati anche su tradizioni orali che Paolo
Diacono fa proprie e inserisce nel testo unitamente a tutta una serie di fonti
colte''. La terza ed ultima parte, invece, e' costituita da una guida per la
lettura. Una guida che aiuta ad affrontare il contenuto del libro e che
fornisce gli elementi piu' utili per inquadrarlo nel suo contesto storico e
geografico. ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI FIRMA 'IL PRIMO FIGLIO' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una lunga vicenda che, dai primi anni del
Novecento, approda al secondo dopoguerra. Una storia che ha come protagoniste
tre donne di estrazione sociale, di nazionalita' ed eta' diverse. Donne che
devono fare i conti con un destino difficile, animato da speranze e sogni. Un
destino che trae origine dal desiderio di essere amate e comprese fino in
fondo. Teresa, Maria e Sofia, sono le protagoniste dell'ultimo romanzo della
giornalista del 'Corriere della Sera' Isabella Bossi Fedrigotti, ''Il primo
figlio'', pubblicato dalla Rizzoli. Tre destini che si incrociano. Tre vite
differenti che si confrontano e che trovano numerosi punti di contatto. Teresa,
Maria e Sofia sono cresciute in fretta. Sono diventate adulte quasi senza
accorgersene. Eppure, sono considerate sempre delle bambine e vengono trattate
come delle minorenni. In bilico tra la giovinezza e l'eta' adulta, le tre
ragazze mettono in scena un affresco femminile senza tempo. La loro storia
potrebbe essere ambientata anche nel Duemila. Le loro tribolazioni e le loro
fatiche rispecchiano quelle delle donne che, in questi anni, arrivano in
Occidente dai paesi piu' svantaggiati in cerca di fortuna. Nel libro il passato
sembra legarsi al presente proiettandosi nel futuro. La prima protagonista che
la Bossi Fedrigotti presenta nel suo libro e' Teresa. ''Teresa - scrive - era
nata alla fine della guerra, la prima, in montagna, nella casa in cui vivevano
i suoi genitori e i fratelli e dove erano vissuti i nonni, i bisnonni e forse
anche i trisnonni, a mezz'ora di strada dal paese camminando di buon passo, in
salita ripida''. L'universo femminile assume una fisionomia circolare. Le
necessita' si rincorrono nel tempo ritornando sempre uguali a se stesse. Il
desiderio di affidarsi e il bisogno di amore che le donne coltivano nel loro
intimo, in fondo, non hanno eta'. Isabella Bossi Fedrigotti racconta una
vicenda in cui si intrecciano le speranze, le angosce e le prospettive che
costellano il mondo femminile. Un mondo che, per Teresa, Maria e Sofia, e'
caratterizzato dalla presenza dei figli grazie ai quali si sentono piu' unite e
vicine. Figli spesso mancati, attesi o strappati via perche' illegittimi.
JULIUS J. PEAK ESCE CON 'IL LIBRO MISTERIOSO' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un gruppo di cugini si ritrova a villa
Petromilla, un luogo destinato alle vacanze e al divertimento. Il capobanda e'
Ruggiero, il piu' abile e scaltro ma anche il piu' prepotente. Veronica,
l'osservatrice, riesce a comandare piu' di tutti. Sono loro i protagonisti del
volume scritto da Julius J. Peak ''Il libro misterioso'', pubblicato dalle
edizioni San Paolo. Il volume, rivolto ad un pubblico giovanile, racconta i
misteri e le incognite con cui deve misurarsi un gruppo di ragazzi come tanti
altri. Misteri che nascono dalla scoperta di un libro che desta il loro
interesse. Il volume si trova sulla scrivania di Camilla che ha riadattato la
residenza della sua famiglia trasformandola in una casa di vacanze per bambini.
Camilla e' un'etologa in pensione. Malgrado l'eta' e' ancora molto presente a
se stessa, decisa e con una grande immaginazione. ''La padrona di casa - si
legge nel libro - aveva tutta l'aria di essere una signora che prende il te'
con le amiche, ogni santo pomeriggio, e conosce tutti i segreti per infornare
biscotti speciali, preparare marmellate sopraffine, imbottigliare salse e
sciroppi favolosi. Ma questa, credimi, era solo la prima impressione. Prendendo
la mano all'amabile signora, scoprivi subito una stretta decisa e il volto..
occhi fulminei, sguardo penetrante, lingua tagliente''. Quali segreti si
nascondono nel libro misterioso? Come fare a capirne il contenuto dal momento
che le pagine sono scritte in modo incomprensibile? Ecco quali sono gli enigmi
con i quali si devono misurare i ragazzi capeggiati da Ruggiero e Veronica.
Enigmi che si moltiplicano quando, il giorno dopo la scoperta, il libro
scompare. Il gruppo inizia subito le indagini per ritrovarlo. Le ricerche sono
molte complicate e i cugini disperano di riuscire nell'impresa. Eppure Pietro,
il piu' piccolo del gruppo, lo trova nascosto in cantina. Le indagini, pero',
non possono dirsi concluse. I ragazzi, infatti, vogliono capire che cosa c'e'
scritto nel libro. E' questa l'ultima sfida con la quale vogliono fare i conti.
VERA SLEPOJ DESCRIVE IL MONDO DEGLI ADOLESCENTI Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Capire fino in fondo gli adolescenti. Osservare
il mondo dei giovani senza pregiudizi e senza farsi condizionare dai luoghi
comuni. Superare le facili etichette con cui viene rappresentato il pianeta dei
giovani. Sono questi gli obiettivi che la psicologa Vera Slepoj persegue nel
saggio ''L'eta' dell'incertezza'', pubblicato dalla Mondadori. Chi sono i
giovani di oggi? Quali desideri, quali aspettative e quali scelte
caratterizzano la loro vita? Quali riti di passaggio segnano le prime fasi
della loro adolescenza? Domande alle quali e' possibile rispondere, spiega la
Slepoj, liberandosi dai fatti di cronaca di cui i giovani sono i protagonisti
piu' criticati e discussi. E' necessario, infatti, osservare l'adolescenza in
una prospettiva piu' ampia e varia studiando i suoi aspetti piu' significativi.
La psicologa parte da un dato fondamentale. L'adolescenza rappresenta un
periodo sotto i riflettori, dominata soprattutto dai 'falsi miti' della moda e
dello spettacolo. ''La chiamano eta' incerta - esordisce la Slepoj - ma ha
trionfato su tutti i fronti. L'adolescenza si e' infatti imposta come condizione
esistenziale vincente nella moda, nello spettacolo, nello stile di vita. Fino a
poco tempo fa c'erano solo i bambini e gli adulti, oggi sembra che ci siano
solo i giovani''. Gli atteggiamenti che, con sempre maggiore determinazione, i
giovani assumono devono essere inquadrati in un contesto piu' ampio e vario. I
piercing, i tatuaggi, i graffiti, sono delle evidenti manifestazioni
dell'identita' giovanile. Costituiscono dei veri e proprio riti di passaggi che
hanno contraddistinto, nel passato, molte culture e tradizioni. Alla luce di
queste considerazioni, la Slepoj affronta e spiega i tratti caratteristici
dell'eta' incerta. Si sofferma sulla ricerca frenetica dell'identita', sulla
scoperta del corpo e del sesso, sui problemi legati all'alcol, alle droghe e ai
disturbi alimentari. Atteggiamenti particolari che si uniscono al desiderio di
ribellione al quale danno corpo molti giovani. Il libro si presenta come un
manuale di istruzioni per i genitori degli adolescenti per aiutarli a svelare i
'misteri' dei loro figli. PARLA IL CARDINALE ZEN, CONSIGLIERE DI BENEDETTO XVI
Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ha sempre difeso i diritti
umani. E' uno dei piu' attenti ed ascoltati consigliere di Benedetto XVI sulle
questioni cinesi. Sono queste le caratteristiche del cardinale Zen, presentato
dal giornalista Dorian Malovic in una lunga intervista proposta nel saggio
''Senza diplomazia. Il cardinale Zen arcivescovo di Hong Kong e la Cina
comunista'', pubblicato da San Paolo. Fermo sostenitore della dottrina sociale
della Chiesa il cardinale Zen e' l'arcivescovo di Hong Kong, l'ex colonia
inglese. La sua vasta esperienza gli ha permesso di inquadrare la situazione
della Cina e di tutta l'area asiatica. Cinese, legato alle tradizioni del suo
paese, Zen non ha mai rinnegato o abbandonato la sua scelta religiosa. ''Io
sono cinese. Per quel che mi riguarda - spiega - non ho nessun problema a
essere fedele alla mia patria e al Vaticano''. Nell'intervista curata da
Malovic il cardinale racconta la sua vita mettendone in evidenza i passaggi
piu' significativi. Descrive, cosi', la sua infanzia trascorsa a Shangai.
Spiega quali sono stati i momenti piu' delicati della sua 'vocazione', in un
paese in cui la spiritualita' e' stata fortemente combattuta. Racconta, poi, il
trasferimento ad Hong Kong sotto la spinta del potere comunista. Zen ha
insegnato per molto tempo nei seminari cattolici cinesi, unico prete all'estero
ammesso a formare i futuri sacerdoti. ''Nato a Shanghai, ma fuggito molto
giovane a Hong Kong - si legge nelle prime pagine del volume - appena prima
dell'arrivo dei comunisti a Pechino, e' rimasto segnato per tutta la vita da
questo primo sradicamento che gli ha permesso la possibilita' di vivere
'libero' di pensare 'liberamente' e di agire 'con liberta'''. La biografia del
cardinale Zen si incrocia e si sovrappone alle difficili vicende della Chiesa
minacciata dalle autorita' di Pechino che esercitano una notevole pressione sui
cattolici. Nella vita del cardinale Zen si leggono, in controluce, le sorti dei
12 milioni di cattolici cinesi. Uomini e donne stretti nella morsa del partito
comunista e alla ricerca della liberta' di vivere la loro fede. SUSAN JANE
GILMAN FIRMA 'NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO' Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Storie di donne a caccia di emozioni forti.
Storie simpatiche ed esilaranti. Ma, soprattutto, il passato ricco, vario e
divertente di Susan Jane Gilman, newyorkese di nascita ma residente a Ginevra
che nel libro ''Non volevo il vestito bianco'', pubblicato dalla Piemme, mette
in scena le sue tante avventure affrontandone gli aspetti piu' buffi e
divertenti Gli episodi che, con un tono leggero, la Gilman racconta sono tutti
reali. ''Questo libro - scrive infatti - parla di ambizioni giovanili e di
comportamenti di una spettacolare stupidita'. Sebbene mi sia stato insegnato a
non permettere alla verita' di rovinare una bella storia, gli episodi che
racconto qui sono veri o, almeno, li ho riportati cosi' come me li ricordo''.
La Gilman parte dal presupposto per lei indiscutibile. In molte circostanze le
donne, quando si ritrovano tra di loro, parlano delle loro schermaglie
sentimentali. Si confrontano sulle ultime 'conquiste', mettono in risalto i
loro dubbi, le loro perplessita' e descrivono le loro tante speranze. Il suo
racconto, pero', e' anche molto personale ed intimo. Rappresenta gli eventi
piu' curiosi che hanno segnato il suo passato. Eventi tragicomici e bizzarri
che hanno caratterizzato la sua esistenza come in un romanzo articolato e
complesso. Susan ha molto da raccontare. E' cresciuta con una madre ebrea hippy
e pagana. Ha pensato per un certo periodo di farsi suora e ha avviato il primo
contatto con l'universo maschile con una rock star. Il suo passato, insomma,
nasconde numerosi elementi bizzarri e curiosi. Un passato arricchito, di volta
in volta, da molti incontri maschili. Incontri sempre nuovi, diversi, spesso
sbagliati. La storia di Susan, poi, e' costellata dal confronto difficile con
il mondo della scuola e quello del lavoro. Un confronto serrato che non manca
di stupire. 'I TEMPI SUPPLEMENTARI' DI GRYTZKO MASCIONI Roma, 12 lug. -
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - L'ultima sfida, quella piu' difficile e
disperata. Una lotta che ha segnato la parte finale della vita. Un confronto
consapevole con un male incurabile. Sono questi gli argomenti della storia che
Grytzko Mascioni, fondatore e animatore della televisione della Svizzera
italiana, presenta nel saggio ''Tempi supplementari'', pubblicato dalla
Bompiani con la prefazione di Ernesto Ferrero. A Mascioni viene diagnosticato
un male incurabile. Il suo organismo e' afflitto da un tumore al fegato che gli
lascia ben poche speranze. Ha ancora risorse limitate sulle quali contare.
Eppure, resta sempre lucido e sereno. Racconta, in un diario preciso e ricco di
intuizioni, la sua esperienza a stretto contatto con la sofferenza. La sua
testimonianza e' la storia di una sfida persa in partenza. ''Quella che si
racconta in questo libro non e' una storia a lieto fine - scrive Ernesto
Ferrero - anche se all'atto di scrivere queste pagine l'autore non puo' ancora
saperlo. O se lo sa, non intende farlo sapere, perche' nulla puo' indurlo a
derogare dal suo ambito di riservatezza. E' la storia di una sfida, il
resoconto di uno dei suoi tanti viaggi avventurosi: il piu' intenso e
drammatico''. Poeta, saggista, e narratore, Mascioni ambienta il suo ultimo
scritto in una clinica francese. E' qui che trascorre i suoi ultimi mesi. Si
muove tra le pieghe della vita e della morte. Affida tutte le sue speranze ad
un trapianto che non risolve i suoi problemi. Nonostante il male si fa di mese
in mese sempre piu' pesante, non rinuncia ad inseguire 'i tempi supplementari'
della vita. Tempi che, pero', non arrivano mai. Il 12 settembre del 2003
Mascioni muore a Nizza. Il giorno dopo, sulle pagine del 'Corriere della Sera',
compare un necrologio in cui Mascioni ''avverte amici e conoscenti di non
esserci piu''' chiedendo di non essere compianto. JEANETTE WINTERSON FIRMA 'GLI
DEI DI PIETRA' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Billie Crusoe
svolge un lavoro particolare. il suo compito e' quello di rendere le persone
piu' belle. Svolge questa strana e delicata attivita' presso il Servizio
Migliorie del Potere Centrale, la superpotenza occidentale in cui vive. Il suo
paese si contrappone alle altre due grandi nazioni del Califfato Orientale e
del Patto Sinomoscovita. Stati immaginari che fanno parte del pianeta Orbus, un
tempo chiamato Terra. Billie e' il protagonista della storia fantastica
raccontata dalla scrittrice Jeanette Winterson nel libro ''Gli dei di pietra'',
pubblicato dalla casa editrice Mondadori. L'obiettivo di rendere le persone
piu' belle non e' semplice. Inoltre, il sogno di onnipotenza appare
inconsistente e irrealizzabile. Un sogno che rischia di rendere la terra
completamente inabitabile. E' per questo motivo che, quando viene scoperto il
pianeta Azzurro, simile alla terra, gli uomini organizzano delle spedizioni
verso il nuovo mondo. Anche Billie decide di partire unendosi alle spedizioni
destinate a popolare il pianeta. ''Questo mondo nuovo - scrive Jeanette
Winterson - pesa un nanogrammo. Ma ogni cosa e' fuori misura, minuscola tanto
da essere calpestata o enorme tanto da apparire sfocata. Ci sono foglie grandi
come citta' e uccelli che nidificano in gusci di conchiglie. Impronte di lunghi
artigli, profonde come incubi, scavate nella sabbia bianca''. Durante il
viaggio conosce Spike, un essere che non ha piu' caratteristiche umane, di cui
si innamora. La colonizzazione non sara' facile. I nuovi arrivati dovranno
fronteggiare numerosi problemi. Problemi che fiaccheranno le promesse e le
prospettive alimentate dalle scoperte.
( da "Brescia Oggi" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
12
Luglio 2008 LA PROTESTA. Cgil, Cisl e Uil in campo sui controlli a tappeto
nelle strade, nei parchi, nelle abitazioni. E su norme inefficaci e
inasprimento costante delle sanzioni. "Fermate la caccia allo straniero"
I sindacalisti dal prefetto "Contro lo stato di
polizia, la burocrazia
"elefantiaca" e il clima di tensione sociale" Fenaroli:
"Perché le forze dell'ordine non cominciano dai cantieri, dove i
lavoratori rischiano la vita?" Reboni: "Servono servizi sociali più
efficaci" Zanelli: "Dieci mesi per il permesso È inaccettabile"
.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Impiegato
in ferie, niente pediatra FRANCESCO FAENZA Eboli. L'impiegato del distretto
sanitario è in ferie, nessuno conosce la password del suo computer. Risultato?
Un bimbo appena nato resta senza pediatra. Sette giorni di
vita ed è già vittima della burocrazia. Distretto sanitario di Campagna. Incredibile storia di un
diritto negato. A denunciare la vicenda è Marco Martino, 40enne barman
ebolitano, residente al Quadrivio di Campagna. Marco è diventato padre sette
giorni fa. Ma ha già dovuto fare i conti con la burocrazia italiana. Per una banale visita al figlio nato sette
giorni fa. "Sono stato al distretto sanitario di Campagna, pochi giorni
fa. Il signor Roberto, dipendente del distretto, mi ha detto che dovevamo
aspettare il 21 luglio per il libretto sanitario a mio figlio e l'assegnazione
del pediatra. Il motivo? L'addetto a queste prestazioni è in ferie. Il suo
computer è spento. Nessuno conosce la password. Ma è possibile che la sanità
vada in ferie?". Il problema resta irrisolto. Mentre il dipendente è al
mare, il figlio di Marco è rimasto senza assistenza sanitaria. "Quel che
mi manda in bestia è l'episodio accaduto dopo - riparte il barman dell'ospedale
ebolitano - Lasciato il distretto, sono andato in caserma. Ho effettuato un
esposto al maresciallo Pessolano, lo ringrazio per la disponibilità. Ma non è
possibile che al distretto sanitario hanno cambiato atteggiamento, solo dopo la
telefonata del maresciallo di Campagna". Atteggiamento diverso, ma
risultato invariato. Il figlio di Marco è rimasto senza pediatra. Senza
password, nell'era di internet e degli i-phone non c'è soluzione di sorta.
"Io non posso aspettare il 21 luglio. Mio figlio aveva necessità di un
prelievo, di una visita medica. Trovare un pediatra che ti visiti, senza
libretto, è un'impresa. Anzi, è impossibile". Passano le ore. Da Campagna,
Marco Martino torna a Eboli. Lui lavora da anni di fronte all'ospedale. Ha un
bar avviato. Conosce medici, infermieri, dirigenti ospedalieri. Anche il
suocero lavora in ospedale. Per lui, quindi, prelievo e diagnosi per il figlio
dovrebbero essere una formalità: "A me questo dà fastidio. Non è possibile
che si debba ricorrere alle proprie conoscenze per un diritto sacrosanto".
E pur avendole, se ne va una giornata intera per risolvere il problema:
"Distretto sanitario, caserma dei carabinieri, ospedale di Eboli. A fine
giornata ci è stato affidato temporaneamente il dottor Gelsomino Mirra. Una
faticaccia, semplificata da alcuni amici. Ma se non li avessi avuti questi amici?
E se al mio posto si fosse trovata un'altra famiglia?". Le domande di
Marco restano senza risposta. In assenza di password, a quanto pare, un intero
ufficio va in tilt, va in ferie, diventa del tutto inutile.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Turismo,
le linee guida della Regione Sistema turistico come sistema di imprese; meno burocrazia; maggiore qualità dei servizi. Sono le tre idee guida delle
modifiche al disegno di legge sul turismo approvata dalla giunta su proposta
dell'assessore Velardi e che prevede il massimo coinvolgimento dei privati. Si
istituisce uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di
nuove imprese turistiche. La governance del turismo è attuata attraverso
il trasferimento di competenze e funzioni agli Enti locali. Nasce l'Agenzia
regionale del turismo che sostituisce gli enti Ept e le Aziende autonome e nascono
i Sistemi Turistici locali chiamati a svolgere attività di promozione e
commercializzazione.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aumentano
i guai per le aziende Tanti lavoratori si fanno pignorare anche il salario C'è
bisogno di soldi. Aumentano le richieste di anticipazioni di contante con la
cessione del quinto dello stipendio. E aumentano anche gli insoluti, con ricadute in termini di contenzioso che vanno a gravare la burocrazia delle aziende, garanti della
restituzione dei soldi. In questo senso, l'impresa "paga" per i
dipendenti morosi. È per questo che Unindustria Treviso, con il Servizio
sindacale, organizza un incontro di approfondimento su "La cessione del
quinto dello stipendio", che si terrà lunedì prossimo, 14 luglio,
alle 15 al Boscolo Hotel Maggior Consiglio. Interverranno Tiziana Laratta,
dell'Università di Milano Bicocca e l'esperto finanziario Gianpaolo
Galiazzo."Abbiamo voluto organizzare questo seminario specialistico
pensando soprattutto ai responsabili del personale, ai consulenti del lavoro e
a quanti in azienda si occupano di risorse umane", spiega Luciano Miotto,
vicepresidente di Unindustria Treviso delegato alle Relazioni industriali e
Affari sociali e, da ieri, vicepresidente di Finmeccanica, con delega
all'Economia strutturale.Il fenomeno della corsa alla cessione del quinto,
insieme a questioni strettamente correlate, come il pignoramento della
retribuzione, comporta per le aziende nuove ed ulteriori incombenze
amministrative e gestionali e richiede il possesso di conoscenze specifiche.
Pur essendo un contratto - quello di finanziamento - che non riguarda
direttamente l'azienda ma solo l'istituto finanziatore ed il dipendente, sono
proprio i responsabili del personale a dover gestire gli eventuali problemi.
Tra questi, ad esempio, la priorità da attribuire in caso di concorso tra più
finanziamenti, i conflitti con i fondi di previdenza complementare, le
controversie famigliari, e, naturalmente, quelle giudiziarie. In caso di
controversia in Tribunale per il pignoramento dello stipendio è proprio
l'azienda ad essere convocata con un suo legale rappresentante dal giudice: per
rendere una semplice dichiarazione si perdono mattinate interne.La 'cessione
del quinto' e la sua crescente diffusione hanno quindi ripercussioni
significative per le imprese, in termini di costi di gestione, tempo, adempimenti
e competenze richieste. A tutto questo si aggiunge un altro aspetto delicato:
l'imprenditore viene chiamato anche a svolgere il ruolo di consigliere del
proprio dipendente per aiutarlo a valutare la bontà del contratto. "Questo
- dice Miotto - esula naturalmente dal rapporto di lavoro e significa, da un
lato, dover toccare scelte personali del dipendenti e dall'altro esprimere una
valutazione di tipo finanziario. Spesso questi contratti presentano, al di là
dei vantaggi apparenti, condizioni molto gravose. E a problema si aggiunge
spesso problema: vi sono dipendenti che ricorrono a nuovi prestiti per
estinguere i precedenti e non riescono ad uscirne.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono
passati due anni e mezzo da quando il consiglio comunale ha approvato il piano particolareggiato di recupero della zona Burocrazia ko,
riparte l'area ex Enel Riqualificazione anche alla ex Tmci Padovan tra le vie
Matteotti, Maggior Piovesana e Dal Vera ConeglianoSi intravede uno spiraglio di
luce alla fine del tunnel burocratico per la riqualificazione dell'area ex Tmci
Padovan- ex Enel, compresa tra via Matteotti, via Maggior Piovesana e via Dal
Vera. Sono passati due anni e mezzo da quando il consiglio comunale ha
approvato il piano particolareggiato di recupero dell'area. In questo lasso di
tempo, l'area è stata completamente dismessa, gli edifici industriali sono
stati abbattuti ed è stata fatta la bonifica. Da quando tutte le macerie sono
state portate via, l'erba è continuata a crescere a dismisura tanto che poche
settimane fa è scattata anche per i proprietari di quest'area l'ordinanza per
lo sfalcio. L'area appartiene all'immobiliare Fassina, nome conosciuto come
importante concessionaria di automobili.Il comparto ex Enel è solo una parte
dell'intero piano particolareggiato ed un'ulteriore 50\% di quest'area è stata
destinata all'edilizia residenziale pubblica. "Siamo in attesa della
definizione della convenzione con la proprietà - spiega Alessio Casagrande,
assessore all'Urbanistica -. Cosa che può essere sistemata nel giro di un mese.
Ci sono stati degli intoppi perché la proprietà ha dovuto comprare un immobile
che fa parte dell'area i cui proprietari sono all'estero. La trattativa è stata
lunga". Considerato anche il momento non certamente favorevole alle
iniziative immobiliari vista la situazione di stallo del mercato del mattone,
la proprietà non ha avuto fretta."Ci sono dei dettagli urbanistici da
mettere a punto - afferma il sindaco Alberto Maniero. Il recupero deve comunque
partire, poi i tempi di realizzazione dipendono anche dall'impresa". Il
piano particolareggiato prevede una progettazione unitaria finalizzata
all'insediamento di edifici a destinazione prevalentemente residenziale, con
quote di volume ad uso commerciale e direzionale, di circa 57 mila metri cubi
su un'area di 27 mila metri quadrati circa, la cubatura prevista è dunque
elevata. Il piano è caratterizzato dalla previsione di una significativa quota
di edilizia a prezzi convenzionati, con evidenti ricadute positive sul mercato
della casa, di 6.610 metri quadri (2350 metri cubi circa), pari al 50\% del
comparto Enel.Tradotto in numeri di alloggi: "Da 12 a 14
appartamenti" afferma l'assessore Casagrande. Considerate le richieste che
annualmente pervengono al Comune per accedere agli alloggi di edilizia
residenziale pubblica (186 nel 2007 delle quali soltanto 33 accolte), tali
appartamenti non saranno sufficienti a soddisfare tutte le richieste, pur
andando ad aumentare il numero di case a prezzi calmierati immesse sul mercato.
"Tenendo conto dei tempi tecnici - conclude Casagrande - i lavori
potrebbero partire nel tardo autunno".Elisa Giraud.
( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quando, un
mese fa, l'Amministrazione comunale ha agitato i problemi del personale
dipendente, c'è stata un'alzata di scudi da parte della stragrande maggioranza
del Consiglio comunale: il personale non deve essere sfiorato neppure a fronte
della diminuzione del carico di lavoro con l'esternazione dei servizi. "E'
stato dato - ci dice Luca Gargano, presidente del Consiglio comunale - incarico
al segretario generale per la riorganizzazione del personale e restiamo in
attesa. Intanto, sono arrivati provvedimenti che riguardano
i vertici della burocrazia.
Intanto, su ciò che si è mosso sono perplesso. In un primo momento si era
parlato di una riduzione dei dirigenti e, in questo senso, mi hanno trovato
d'accordo perché si mirava al risparmio dell'Ente. Ma adesso vedo che il gioco
è diverso. Si sono tolti due dirigenti per produrre quattro
superdirigenti con un aumento di spese di circa settemila euro. Nello stesso
tempo, non si nota, accanto ai superdirigenti, un altrettanto superservizio.
Questo significa che la nomina è funzionale solo in un senso. Tutto il lavoro
fatto dal sindaco fa a pugni con l'indirizzo politico espresso dal Consiglio
comunale di economizzare sui costi del personale e aumentarne l'efficienza. E,
su questa vicenda, abbiamo garantito, persino, la non ingerenza della politica,
delegando sulle scelte gestionali alla competenza del segretario
generale". Nel gioco delle parti, Gargano dovrebbe porre la domanda a se
stesso e al Consiglio, piuttosto che al sindaco. "Noi abbiamo svolto il
nostro compito - risponde -, approvando il bilancio e tutti i provvedimenti
amministrativi dovuti. Mediamente in due sedute azzeriamo l'ordine del giorno
del lavoro del Consiglio". Gargano attacca pesantemente il sindaco della
sua stessa maggioranza: "E' una critica perché, in un anno, abbiamo
disatteso il cambiamento promesso ai cittadini". Franco Pullara.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il nome
diventa Confindustria Udine: "Una scelta di identità e appartenenza"
UdineSvolta storica nella vita dell'Assindustria friulana che ieri ha deciso di
voltare pagina e di abbracciare una nuova denominazione, più ricca di
"appeal" e di significato per i propri associati.L'assemblea dei
delegati, riunita in seduta straordinaria a Palazzo Torriani, ha infatti
approvato una serie di modifiche statutarie tra cui quella di maggior valenza è
rappresentata dal cambio della denominazione in Confindustria Udine. Preceduta
dall'avallo plebiscitario di un referendum on-line tra gli associati, la
modifica del nome, a 63 anni dalla sua costituzione, intende rappresentare
l'affermazione dell'impegno dell'industria friulana a sentirsi sistema
valorizzando l'appartenenza a Confindustria."Non sarà facile adottare la
nuova denominazione nella vita di tutti i giorni - riconosceva ieri pomeriggio
l'ex presidente Giovanni Fantoni, peraltro fervido sostenitore del nuovo nome -
anche perché eravamo abituati a dire "vado in associazione"... Ma va
anche dato atto del fatto che, con la presidenza di Luca Cordero di
Montezemolo, Confindustria ha riconquistato un forte prestigio e che il nuovo
nome permette una decisa identificazione con l'associazione nazionale".E
la svolta viene sottolineata positivamente anche da Adalberto Valduga,
presidente di Confindustria Fvg: "Udine ha scelto un presidente giovane
che ha avuto il coraggio di fare una scelta importante".E del resto, lo
stesso presidente dell'ora ex Assindustria friulana, Adriano Luci, è stato
chiaro: "Il non dimenticato presidente Carlo Melzi ha detto - ricordava
spesso come gli industriali friulani siano aderenti a Confindustria ma non
dipendenti, a sottolineare come l'appartenenza non debba essere scambiata come
omologazione ma come un valore di identità nel rispetto dei ruoli di ciascuna
componente del sistema. A questo insegnamento intendiamo mantenerci coerenti
con l'impegno a legare l'orgoglio dell'appartenenza alla volontà di perseguire
nelle aziende e promuovere nella società i valori dell'impresa e della
crescita".La parola d'ordine di Luci è stata peraltro "Battere la
sfiducia"."Considerando che la risposta che ci spetta è solo nella
competitività, è necessario - ha infatti detto - risolvere i nodi strutturali
della competitività, dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle rigidità del mercato
del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi, dalla liberalizzazione delle
reti alla ripresa del processo di privatizzazione". Luci ha confermato
peraltro l'esistenza di un problema del potere d'acquisto dei salari "ma
la risposta non può essere l'aumento delle retribuzioni sulla base dell'inflazione
reale. È fuorviante pensare che per le imprese non sia un problema erogare
aumenti retributivi rincorrendo l'inflazione, perché si ritiene che possano
comunque ribaltare gli aumenti sui prezzi di vendita. Non è così perché le
aziende debbono essere competitive soprattutto in questa fase in cui la domanda
è debole".Risalto è stato dal presidente Luci anche all'impegno condiviso
per la sicurezza sul lavoro: "La diffusione della "cultura"
all'educazione della sicurezza è un punto fermo dell'azione associativa insieme
a quella dei diversi soggetti che vi sono coinvolti, dai sindacati sino agli
ordini e collegi professionali dei progettisti".In conclusione Luci ha
evidenziato come "gli imprenditori di Confindustria Udine, con l'esempio,
con la coerenza, con la passione e con l'energia, vogliano continuare ad essere
fautori di sviluppo e di crescita per i lavoratori ed i giovani. In questo modo
"batteremo la sfiducia".E ha anche ribadito con orgoglio la rigorosa
autonomia dell'Associazione: "L'Associazione non "sta" da
nessuna parte, è al fianco degli imprenditori che rappresenta e porta avanti le
istanze discusse all'interno dell'Associazione verso le istituzioni costituite.
Il suo interesse è quello degli associati e dell'impresa. Questa è la sua
legittimazione "vera" che le dà titolo a confrontarsi sui problemi
concreti".Con queste premesse - ha pertanto sottolineato -
"l'Associazione si è confrontata con la nuova Giunta regionale chiedendo
prima di tutto di imprimere un forte processo di semplificazione amministrativa
e burocratica. Non dimentichiamo che sempre più la competizione sarà tra
territori".
( da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMBIENTE.
LE PRIME IPOTESI OPERATIVE DOPO L'INCONTRO IN PREFETTURA A Castellengo "La burocrazia
aiuta i cinghiali" Secondo una stima i porcastri presenti tra montagna e
pianura sono almeno 3 mila Si è chiuso il progetto Asinando [FIRMA]DANIELA
SANDIGLIANO BIELLA Incentivi sugli abbattimenti, accordi con il servizio di
Veterinaria dell'Asl, più margini di manovra per la caccia e l'aumento delle
guardie venatorie: dal nuovo incontro che si è svolto in Prefettura
sulla questione dei cinghiali, sono emerse le prime ipotesi operative per
arginare un problema molto serio che da anni non fa differenza tra la pianura,
le colline e gli alpeggi, dove l'elenco dei danni si allunga sempre più. Tra i
presenti, il sindaco di Mongrando Gino Fussotto: "Siamo tutti d'accordo per
un maggior abbattimento, ma bisogna trovare un accordo anche con i cacciatori.
Per quel che mi riguarda sono dell'idea che aumentare il tempo della caccia
delle guardie autorizzate, anche incrementandone il numero, non risolverà la
situazione. Teniamo conto che, da una stima, sul territorio ci sono almeno 3
mila cinghiali; è facile comprendere a questo punto come i 700 abbattuti
nell'insieme non bastino a contenerli. E' da considerare anche la velocità
della riproduzione che rende impossibile una quantificazione aggiornata e
reale". Aggiunge: "E' ora di rivedere le regole sia per gli
agricoltori che hanno pure difficoltà ad ottenere il rimborso dei danni, sia
per la sicurezza delle persone. Anche il discorso sanitario mi sta molto a
cuore, perché non si tratta di cinghiali veri, ma di porcastri e se uno di loro
si ammala di peste suina in poco tempo avremmo un'epidemia anche tra gli altri
animali. Un altro aspetto che ho sottolineato durante la riunione è che la
Bessa è un parco realizzato per la protezione degli animali autoctoni, che
adesso sono quasi spariti proprio per causa dei cinghiali: mi limito a citare
come esempio il caso di esemplari di volpe. Questi invasori cercano cibo e non
fanno certo differenze per nutrirsi. Detto questo, ci vuole il ''cacciatore di
zona'' ovviamente autorizzato per quando il porcastro ce l'hai in casa; in
questo modo Novara ha risolto il problema. Adesso l'iter burocratico nostro è
lungo perché bisogna telefonare in Provincia, inviare un fax di conferma,
aspettare che l'ente attivi una guardia venatoria: passa almeno una giornata. E
il cinghiale se ne è andato, lasciando danni dietro di sè. Il ''cacciatore di
zona'', al contrario, potrebbe arrivare in tempi brevissimi, dopo una semplice
telefonata di avviso alla Provincia. Questo sarebbe un vero servizio reso alla
popolazione".Si è concluso con successo il progetto "Asinando"
alla Cascina Foresto di Castellengo che ha accolto persone con disabilità e
operatori della Cooperativa Sociale Anffas. Il luogo, immerso nel verde della
Baraggia, ha favorito un clima di serenità e di benessere che ha coinvolto
tutti in una esperienza unica, a contatto con gli animali e con la loro vita.
Un momento significativo per le persone con disabilità ma anche di riflessione
e crescita personale per i partecipanti.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Situazione paradossale Colpiti da un masso e dalla burocrazia
Una famiglia attende da quattro anni il risarcimento per i danni subiti mentre
viaggiava verso Livigno Livigno A quasi quattro anni dal pericolo scampato,
pure la beffa di non vedere ancora risarciti i danni economici subiti da quella
che avrebbe potuto essere una disgrazia. A fine agosto 2004, un botto improvviso
rompe le certezze di Lorenzo Saccucci, agente di polizia penitenziaria ora
39enne e della sua famiglia. L'autovettura Opel Astra station wagon sulla quale
viaggiava la famiglia Saccucci appena passata la dogana della Forcola, in
direzione Livigno, è stata colpita da un masso caduto da un'area dove erano in
corso dei lavori di adeguamento della sede stradale. Sul sedile posteriore
viaggiava la figlia Denise, allora di quattro anni, che per un soffio non è
stata colpita dal masso. La famiglia ha sporto denuncia per ottenere il
risarcimento dei danni, materiali e morali. "In un primo momento ? ha
evidenziato Saccucci ? l'amministrazione comunale ci aveva assicurato il risarcimento.
Ma ci ha preso in giro a tal punto che la vicenda è proseguita per le vie
legali". Il 25 giugno scorso, infatti, si è svolta la prima udienza e
tutte le rassicurazioni del Comune circa la possibilità di un accordo, per così
dire bonario, sono invece rimaste lettera morta. "Il prossimo 19 novembre
? ha sottolineato Saccucci ? saremo di nuovo in Tribunale e continueremo la
nostra battaglia se non ci saranno rassicurazioni e dimostrazioni concrete da
parte dell'amministrazione comunale". La famiglia colpita dal masso ha
chiesto un risarcimento di 25.000 euro, richiesta che "abbiamo sottoposto
all'attenzione ? ha replicato il sindaco Lionello Silvestri ? della compagnia
assicurativa del Comune. Non si tratta di una trattativa tra privati; ci sono
delle procedure da seguire. In caso di mancato accordo tra le parti la
questione finisce, come in questo caso, davanti al giudice: ci atterremo
scrupolosamente a quanto deciso". Il Comune attende quindi l'eventuale
quantificazione dei danni per poi provvedere immediatamente nel merito:
"Personalmente sono molto dispiaciuto per l'accaduto e posso ben
comprendere lo spavento subito dalla famiglia. Episodi del genere purtroppo in
montagna accadono lungo tutte le strade: massi che cadono a valle per cause
naturali o per il passaggio da animali: numerosi gli interventi effettuati dal
Comune per garantire la protezione come con la posa di idonee reti di
protezione. Rammaricandomi per l'accaduto, burocraticamente parlando il Comune
non può di certo risarcire un eventuale danno senza una verifica sull'accaduto:
ci rimettiamo alla decisione del Tribunale e, se ci saranno dei danni da
pagare, di certo non ci sottrarremo". Daniela Gurini 12/07/2008.