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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  10-12 luglio 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (114)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

L'INTERVISTA ( da "Corriere delle Alpi" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ente ma ancora rallentato dalla burocrazia ministeriale e che l'altra metà non ha ancora redatto il Piano, quello bellunese è l'unico ente ad avere il Piano approvato per legge dallo Stato. Ed anche se il documento non è ancora "scaduto", in quanto non sono passati i dieci anni previsti dalla legge quadro, è stato deciso di rinnovarlo.

SEGUE DALLA PRIMA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il gas non si può allacciare per problemi riguardanti burocrazia e impianti errati? Altro metodo per praticare la dieta e invitare la gente ad acquistare prodotti di pronto consumo o ad uscire a cena, incrementando così l'economia. Pizzerie e Mac Donalds sono oramai alla portata di tutti. No Kebab, si rischia lo sfratto!

Assessore, togliete questo199 ( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia degli enti pubblici. La Regione Lombardia infatti il 28 maggio 2007 gli comunica che la documentazione presentata non è completa, manca l'attestato dell'esenzione della vettura ed il pagamento è quindi dovuto. Per Giovanni non c'è modo di dimostrare che il documento era nel plico, non resta che fare ricorso alla Commissione Tributaria contro la richiesta di pagamento.

Il dilemma rigassificatori ( da "MF Sicilia" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è necessario semplificare la burocrazia e decentrare. Non è possibile che tutti gli uffici si trovino a Palermo. D. Lei arriva da una provincia martoriata dall'inquinamento dell'industria e di sicuro avrà un occhio di riguardo per Siracusa... R. C'è un progetto che mi sta molto a cuore, quello della bonifica della rada di Augusta e della riqualificazione dell'

Appalti pubblici, un torta da 76 mld ( da "Milano Finanza (MF)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autorità di vigilanza sui contratti lamenta poca trasparenza e troppa burocrazia Le gare bandite dagli enti pubblici nel 2007 valgono il 5% del Pil, se si considera quelle superiori a 150 mila euro. Secondo il presidente Giampaolino per le concessioni autostradali va però rivisto il ruolo dell'Anas Una torta da 76 miliardi, oltre il 5% del Pil nazionale.

Partito democratico ( da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente.

Non distruggete le cose fatte per l'abruzzo ( da "Centro, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la regione è ferma per burocrazia, sanità e sperperi "Raccomandazioni? Mai fatto assumere nessuno se non c'era necessità" PESCARA. "Sono in buona forma fisica, e le facoltà mentali sono perfette". Auguri al ministrissimo Remo Gaspari che oggi compie 87 anni. Voce sicura, eloquio sciolto, memoria di ferro, una capacità lucida e fresca di ragionare sui temi di attualità.

Ortofrutticolo, dopo il via libera ambientale l'apertura potrebbe avvenire nel 2011 ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ipotesi che il mercato ortofrutticolo si perda nelle pieghe della burocrazia muggesana e non vada in porto? "Lo dubito - aggiunge Bussani -. La possibilità che il progetto venga bocciato non mi sembra nemmeno da prendere in considerazione, perché i due sindaci Dipiazza e Nesladek hanno già preso accordi precisi in merito, concordando sull'opportunità e la fattibilità del progetto".

Il consiglio di paola fatevi le ossa lontano dall'azienda di famiglia ( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se negli anni è diventato molto più difficile, complice la burocrazia che complica la vita soprattutto alle piccole realtà come la nostra". Semmai a preoccuparla è il futuro: "Questo settore è in seria difficoltà per una serie di concause che tutti conosciamo. Sinceramente, guardando avanti, sono un po' pessimista".

La provincia: una fondazione per gestire l'ecomuseo ( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecomuseo La proposta dell'assessore Donati per snellire l'attuale burocrazia che frena le iniziative S.MARCELLO. Una Fondazione per la gestione dell'Ecomuseo della montagna pistoiese. Sarà forse questa la formula più giusta per il futuro del museo naturale, perché quella presente è ritenuta troppo farraginosa per poter avere un seguito.

Il dopolavoro non va demolito ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia però, questa volta, lascia ancora qualche speranza. Intanto perché il Piano regolatore classifica l'immobile come edificio qualificante l'ambiente urbano, modificabile ma non demolibile. Poi, date la proprietà pubblica e la vetustà superiore ai cinquant'anni, il provvidenziale vincolo del Codice urbani vede automaticamente parte in causa la Soprintendenza,

Un futuro che è già tra noi - maurizio bono ( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fatica di programmare e burocrazia inutile, dipendere da tavoli intercomunali per il tragitto di una strada, il percorso di un metrò, un documento anagrafico, ma anche per la realizzazione di un evento culturale o la scelta di dove mettere un teatro o un museo. è pensando a queste semplificazioni (ed economie) possibili, che la città metropolitana potrà nascere bene.

Lidi, l'assessore contro tutti - giuliano foschni ( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavoro di controllo fatto dagli uomini del Demanio si arena poi nella burocrazia dei piccoli comuni: è il caso per esempio dei 20 stabilimenti balneari trovati nel 2007 fuori legge e per i quali i comuni non hanno ancora fatto scattare le contravvenzioni previste. Accanto al braccio di ferro con le amministrazioni, la Regione ha cominciato una nuova discussione con i gestori dei lidi.

TROVARE UN LAVORO? I MILANESI PREFERISCONO IL PRIVATO ( da "marketpress.info" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al primo posto la burocrazia per quasi un milanese su tre (30%), il nepotismo (15%), ma anche poca voglia di lavorare (22%). Diversamente dal resto d'Italia dove il nepotismo è la piaga maggiore. Emerge da un'indagine della Camera di Commercio di Milano attraverso la sua azienda speciale Cedcamera con metodo Cati nel 2007 con 840 interviste su Milano,

Il regolamento del verde <penalizza i privati> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma tutta questa burocrazia è eccessiva e onerosa per i cittadini". COSTA poi si sofferma sulle regole per le potature, con l'articolo 7 "che stabilisce che un albero corettamente piantato in spazi adeguati e correttamente coltivato non necessita di potature, se non in casi eccezzionali.

SANTARCANGELO <I T-red per ora non si toccano> Guai con l'Anas ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una proposta che si è però poi scontrata con la burocrazia, in particolare (a quanto è dato sapere) proprio con gli uffici dell'Anas. Ma se la perizia, come è trapelato ieri, indicherà ai giudici di pace la necessità di allungare i tempi del giallo (attualmente dura solo 4 secondi) a Comune e polizia non resterà altro che modificare i semafori.

Rozza: dove sono finiti i 20 mila alloggi promessi? ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cantieri popolari infiniti: colpa della burocrazia? "Troppo facile addossare tutte le responsabilità alle lungaggini degli appalti - risponde la consigliera del Pd Carmela Rozza -. La verità è che il centrodestra a Milano non ha fatto nulla per il disagio di chi non riesce a pagare affitti di mercato".

Mistilingue? Casa negata ( da "Corriere Alto Adige" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia, i politici stessi che riescono a farti odiare il fatto che ci siano tre lingue. Non siamo noi che non apprezziamo una di queste. Barbara Nerpas La vicenda Dichiarazione linguistica siglata in italiano e tedesco Saltano i contributi per l'acquisto dell'alloggio.

Ottanta progetti per l'eco-business ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e paradossi di un Paese nel quale molti imprenditori hanno rischiato di perdersi nei meandri della burocrazia, o nei negoziati estenuanti con i governi locali che impongono regole molto discontinue. La certezza dei rapporti è fluttuante e se la Cina non è la Mecca del lavoro low cost, non è neanche il posto in cui si può arrivare al di fuori di ogni regola o controllo ambientale.

Oltre le frontiere della ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paginette per minimizzare la burocrazia – dovranno contenere un'ipotesi scientificamente dimostrabile e saranno valutate da un comitato di saggi di cui fanno parte anche quattro Nobel, tutti di provata eccellenza, ma non specialisti nel campo. Se finanziato e dimostrato con successo, il progetto potrà accedere a un secondo e più corposo finanziamento fino a due milioni di dollari,

Non profit, ma visionari e strategici ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia, spingendola a riscrivere a sua missione verso un più ampio miglioramento della salute infantile. Più generalista, con obbiettivi dal filantropico allo scientifco è la Fondazione Rockfeller con asset per 4 miliardi di dollari, che hanno finanziato le ricerche più diverse dall'energia alle terapie anticancro.

Un network per la città ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltrepassando la burocrazia e il corporativismo. Idee mutuate dal web globale, come il Frozen Venice, performance che ha visto fermarsi, come congelate, quasi 200 persone in piazza San Marco, unite a tradizioni locali come il rito dello spritz, ritrovo per l'aperitivo di mezzogiorno di ogni sabato al mercato di Rialto,

Sono passati pochi mesi dagli ultimi sgomberi effettuati all'interno del parco di Monte ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E intanto la burocrazia fa sprofondare sempre più questo splendida collina. "Abbiamo avuto come gli altri Municipi un incontro con il sindaco di carattere generale - spiega il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti - Entro il 30 luglio ci sarà un nuovo incontro per esporre le nostre priorità, le nostre emergenze.

Gli artigiani: <Presa in giro il forfait del governo> ( da "Corriere del Veneto" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pacchetti di carta e di tempo che le piccole imprese devono dedicare alla burocrazia. Palla al piede che oggi, secondo i suoi calcoli, comprime la produttività potenziale di almeno sei punti. "E poi le aziende potrebbero non essere indotte nella tentazione di non crescere per restare sotto la soglia. O in quell'altra che tutti sappiamo di far sembrare i conti più magri del reale.

Oratori, in arrivo la legge (e i soldi) ( da "Corriere di Bologna" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Temo che l'eccesso di burocrazia di questa legge possa rendere difficile l'ottenimento delle risorse - ribadisce Varani -: comunque aspettiamo, sono ben disposto ". Altro punto interrogativo è la disponibilità effettiva di finanziamenti: "Temo che per avere le idee più chiare dovremo aspettare la prossima finanziaria regionale".

Cantieri mobili: cosa è cambiato con il Testo Unico ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sono ancora eccessive le sanzioni per le imprese e che troppo poco è stato fatto per snellire la burocrazia. A livello nazionale stiamo dando il nostro contributo per una maggiore semplificazione del Testo Unico, perché possa diventare uno strumento davvero utile per imprenditori e lavoratori". Ad illustrare in dettaglio le Apla Un momento dell'incontro.

Ospedale, occhi puntati sul collaudo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciò a causa degli eccessi della burocrazia, che avrebbero "rubato" diversi giorni alle pratiche di collaudo. Ma, indipendentemente da quando si concluderà, l'interesse è tutto per il responso dei componenti della commissione, che dovrà esprimere un parere sulla conformità della struttura.

<Parchi trasformati in parcheggi Degrado e abbandono alla Partaccia> ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, chiamata a dare spiegazioni, mette subito in campo le sue ragioni. Un cancelliere del Tribunale di Livorno in merito all'iscrizione di ipoteca giudiziale mette in evidenza che "detta iscrizione fu richiesta il 24 gennaio 1977 sulla base della certificazione dell'ufficio imposte dirette di Massa rilasciato il 12 novembre del 1976"

I lavoratori sul piede di guerra ( da "Nazione, La (Umbria)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, per la razionalizzazione degli enti in grado di produrre risparmi e più efficienza e tutto ciò non riguarda solo i Consorzi, purtroppo, ma anche realtà come ad esempio il Sevizio Idrico Integrato. I lavoratori sanno che non basta l'elenco degli interventi finanziati dalla Regione e dalla Provincia e la cui realizzazione viene data in appalto per legittimare la richiesta

A Mulazzo la Fraternità presenta un pick-up 4x4 antincendio ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un sogno che gli scogli della burocrazia stavano per spezzare. Ma alla fine Lidia ce l'ha fatta: ha riunito una famiglia, la sua, che il destino ha separato per più di vent'anni. I suoi fratelli, Susanna e Miroslav, sono arrivati dalla Serbia. Resteranno a Sarzana una settimana ospiti della sorella maggiore e della sua famiglia.

PETROLIO, GERARDO MARIANI PROPONE ISTITUZIONE UNMIG ( da "Basilicanet.it" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Arcei sarebbe alquanto semplice e snella una gestione impostata managerialmente, priva pertanto di ogni forma di burocrazia. Un aspetto positivo della legge consiste proprio nel compito di sorveglianza che lâ??agenzia avrebbe nel fare rispettare i pagamenti. Ulteriore aspetto dallâ??indiscusso valore aggiuntivo è¨ che le sanzioni possano essere irrogate direttamente allâ?

GESTIRE TERME SARà PIù FACILE SVOLTA NELL'ISOLA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più controlli e meno burocrazia. La gestione delle fonti termominerali in Campania diventa più trasparente, a tutto vantaggio di utenti e imprenditori. Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino per lo sfruttamento delle acque termali e minerali. Un business che in Campania per le sole terme sfiora i 70 milioni di euro,

Sull'acquisto dell'ex filanda è scontro politico ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la causa non è della burocrazia pubblica poiché i nostri amministratori hanno perso il confronto anche con i Comuni limitrofi. Rivignano, Varmo, Codroipo hanno avviato dei progetti dopo di noi e li hanno già realizzati e resi fruibili".Ma l'esponente di minoranza punta il dito verso un'altra scelta probabilmente sbagliata,

"Forfettone" da cambiare per aiutarci davvero ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stima sugli effetti del peso degli adempienti amministrativi sul sistema imprenditoriale risulta che un sistema privo di burocrazia consentirebbe alle microimprese di aumentare la produttività del 5,8 per cento. Confartigianato segnala anche un altro rischio con l'attuale tetto. Le imprese potrebbero essere indotte a non crescere per non superare la soglia della semplificazione.

Diga Trinità, via i divietiOrdinanza del sindaco ( da "Sicilia, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco parla di tempestività dell'intervento, quando la pulizia delle spiagge è iniziata solo intorno al 20 giugno. Questo ritardo non è colpa né del Consiglio, che ha approvato il bilancio a maggio, né dalla burocrazia". Per il consigliere, infatti, la "responsabilità" è della Giunta municipale.

Idea: chioschi a <presidiare> i giardini pubblici ( da "Provincia di Como, La" del 10-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: determinazione di realizzare un punto di ristoro nel verde dei parchi pubblici si scontra infatti con la burocrazia amministrativa, che alla domanda affiorata nella mente di Guazzoni (per anni, volto familiare tra gli avventori dell'Osteria La Vignetta) risponde, per il momento, con un bel picche. Guazzoni passeggia tra le panchine e gli scivoli di via Lario, mentre racconta la sua idea.

Il ministero blocca le autorizzazioni per i nuovi vigili del fuoco volontari ( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma a mettere lo zampino in questa faccenda è la burocrazia; il ministero ha infatti bloccato due autorizzazioni ai volontari formati con i corsi, provvedimenti indispensabili per poter operare sul territorio. Sono circa una decina i volontari che hanno terminato il corso di formazione per poter operare nel distaccamento dei vigili del fuoco in costruzione a Pievepelago,

Il futuro è nelle relazioni tra pmi ( da "Italia Oggi" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. R. La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della

Torre di piazza Vittoria e metro finiscono davanti al Tar ( da "Giornale di Brescia" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia compia il rituale iter, Italia Nuova attende una risposta anche dalla Giunta Paroli: "È un problema che la nuova amministrazione ha ereditato dalla vecchia, per questo sto attendendo di poter parlare con il nuovo sindaco" ha specificato l'architetto, che, pure, ha accolto con piacere le parole del presidente della Circoscrizione centro Flavio Bonardi in merito alla necessaria

Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono la licenza ( da "Arena, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere.

Sportello catastale una proposta che piace ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Allo sportello gli abitanti di Castel Mella possono richiedere direttamente visure catastali e già questo può essere considerato un passo in avanti molto preciso, sia per accelerare i tempi che per snellire la burocrazia. È comunque un cammino che sta muovendo i suoi primi passi e va sviluppato".

Burocrazia dell'assurdo ( da "Provincia di Cremona, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovremo accordarci con le Camere di commercio cui erano state tolte le funzioni Burocrazia dell'assurdo Controlli su distributori e pese ai Comuni: è il caos VIADANA ? Un paradosso burocratico di cui sono vittima tutti quei cittadini, come i benzinai, che hanno bisogno di un ente che certifichi il corretto funzionamento di pompe, pese e quant'altro.

Fontana non finita? colpa della burocrazia ( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Colpa della burocrazia" CAMPALTO. La fontana di piazza Campalto è ancora un cantiere per la burocrazia comunale. La Municipalità di Favaro replica alle critiche espresse nel foglio parrocchiale della chiesa di San Benedetto, che definiva la nuova fontana un "angolo esotico" tra erboni alti e acqua stagnante.

Eluana, un medico per staccare la spina - piero colaprico ( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è un mix di dolore, burocrazia, polemiche, ignoranza, tensioni quello che deve essere ancora affrontato da questa famiglia di Lecco, che però, come sottolinea il padre, "non mollerà mai. Continuo a muovermi - dice - nella trasparenza e nella legalità, come abbiamo sempre fatto, senza ombre e sotterfugi.

Sabaudia, la battaglia sul lago "niente porto, salvate quelle coste" - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia all'italiana. Già inserito più volte nell'elenco delle acque pubbliche o nel demanio marittimo, il lago è diventato un pomo della discordia in seguito a una serie di pronunce e interpretazioni divergenti. E così da ultimo, se il 4 agosto 2006 la Corte suprema di Cassazione (sezioni unite civili) respinge tutti i ricorsi contro la famiglia Scalfati riconoscendo il titolo

<Sono un autarchico, ho fatto i miei film anche da solo> ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro la burocrazia, contro lo Stato. Ho pensato che se volevo fare il mio cinema, ci dovevo riuscire, anche da solo. Anche se i produttori non mi aiutavano. Se uno vuole fare davvero una cosa, nessuna scusa vale". E oggi? "Oggi ho ancora la curiosità per le storie degli altri, e la voglia di raccontare agli altri delle storie".

Parola di donna, sconfiggeremo l'Aids ( da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e la mia battaglia contro la burocrazia". Quanto tempo ci vorrà per avere la prova provata che la strada è quella giusta? "Probabilmente cinque anni, forse per la funzione terapeutica anche meno. Non dimentichiamo che è di grande importanza anche bloccare lo sviluppo della malattia.

Boom fotovoltaico: Comuni tutti in fila per un posto al sole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I sindaci invocano aria nuova e burocrazia zero, anche nel credito. Chiusura del dibattito affidata al padrone di casa Carlo Balloi. "Abbiamo pensato al risparmio nostro e dei nostri cittadini e soprattutto all'ambiente. Speriamo che la convenzione con Banca Etica invogli altri enti e cittadini".

S cusatemi, parlerò di Difesa, pur sapendo che poco importa in Italia tranne quando, come l& ( da "Unita, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ministeriale sopravvivrà, le carriere non soffriranno, si continuerà a inneggiare alla pace e ad assistere a pittoresche parate, si moltiplicheranno bande e fanfare, ma i buoni soldati saranno messi da parte, e l'Italia diverrà il convitato di pietra di ogni importante istituzione od occasione internazionale.

Il modello Cuneo rafforza l'impresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma le energie sono anche quelle da risparmiare riformando burocrazia e norme assurde. E sono, inevitabilmente, quelle delle energie utilizzate dalle industrie. Antoniotti plaude all'idea che l'Italia riapra il discorso sul nucleare, ma ricorda le potenzialità del Cuneese per le energie rinnovabili. A partire dai termovalorizzatori che, dai rifiuti, potrebbero ricavare il 10%dell'

Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per l'ennesima volta, giace un bel cavalletto ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rotatorie come funghi, opere pubbliche importanti che si impantanano tra mancanza di soldi e troppa burocrazia. Riuscirà il nostro sindaco con qualche sapiente e strategica riasfaltatura a salvare i suoi voti per l'anno prossimo? La Provincia ha la memoria corta o paura di assumersi responsabilità? Un lettore.

E il cantiere privato diventa <pubblico> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E' un caso singolare di disordinata burocrazia, quello sorto per i lavori al "Coin" di via Cortevecchia; nelle scorse settimane, i titolari dell'impresa che sta provvedendo all'opera di ristrutturazione del negozio ? chiuso da oltre un anno e destinato a riaprire radicalmente modificato ed abbellito ?

Giochi cinesi il compromesso per le dirette olimpiche non soddisfa nessuno ( da "Riformista, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che prevede autorizzazioni complesse per ogni singolo satellite. Le concessioni a cui si è arrivati sono però il massimo possibile per un comitato organizzativo, e delle autorità, ormai in preda ad un'ossessione per il controllo di proporzioni davvero olimpiche: pur avendo accettato di garantire libertà di movimento ai giornalisti accreditati a partire dal 1 gennaio di

Il murales della virtù ( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella burocrazia, nella società civile. Sarà un evento a doppio binario, la Lunga marcia: una carovana itinerante (che parte il 16 da Reggio) con dibattiti, approfondimenti e spettacoli (ci saranno, tra gli altri, Niccolò Fabi e Pino Marino, i Tetes de Bois e gli Operai della Fiat 1100, Giuseppe Cederna e Peppe Voltarelli,

Il continente PERDUTO QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA ( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda.

L'irresistibile ascesa di Spa e Srl ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che altrove per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (

Giudici, in due anni 1.406 euro in più ( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il codice che nei meandri della burocrazia identifica i procuratori con classe di anzianità "8" - ha visto la sua busta paga lievitare di poco meno di 3000 euro, circa il trenta per cento. Con ritmi simili di crescita delle entrate, di fronte al caro vita e al greggio che corre, ci si può fare una grassa risata: effetti della perequazione.

La questione morale ( da "Centro, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente.

Riservato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è lo spauracchio dei gestori telefonici: tranne che in Italia, dove un misto di burocrazia e lobbismo ha consentito a Telecom di emergere anche in questo settore come leader, con Alice Voce. Cos'è successo? Nel 2006 l'Agcom ha imposto un numero speciale per chiamare con il Voip (deve per forza iniziare con il 5) ma poi non ne ha sbloccato l'utilizzabilità.

MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità di comprare il locale e di far nascere l'attività ( da "Arena.it, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere.

QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA ( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda.

Tlc: Pezzotta (Udc), necessaria semplificazione normativa ( da "ADN Kronos" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia che le gestisce. Nel Dpef questo Governo ha dimostrato poco coraggio, ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc''. E' quanto osserva in una nota il deputato dell'Udc Savino Pezzotta secondo cui ''cosi' si allontanano gli investimenti e si rende difficile la finanza di progetto,

Che fine ha fatto l'orologio di ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché si sa, siamo in Italia, patria della burocrazia, che punisce chi i diritti li avrebbe ma non li conosce.A questo si aggiungano le evidenti difficoltà di comunicazione fra Inps, Patronati, Caf e quant'altro e si giunge alla triste conclusione che, comunque sia, a pagare sono sempre i poveracci.

Siamo in una situazione di emergenza. L'impennata dei prezzi ( da "Gazzettino, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cronici come la burocrazia sempre più asfissiante, il costo del lavoro che da noi produce un forte divario tra i guadagni dei lavoratori ed il costo per le imprese, l'aumento dei tassi di interesse, chi lavora sul territorio attuando una concorrenza sleale ed una politica fiscale che negli ultimi anni ha visto nell'edilizia solo l'opportunità unica per attingere risorse e fare a cassa,

"Subito la nuova spiaggia" ( da "Corriere Adriatico" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia". La chiatta si è arenata e per questa estate la spiaggia resterà così, rovinata dalle mareggiate. Situazione incredibile per la presidente della Passetto Srl che si chiede peraltro come mai la profondità dell'acqua non fosse stata misurata prima dell'inizio dei lavori, dando così la possibilità all'impresa di attrezzarsi con un pontone diverso.

<Facciamo come la val d'Aran> ( da "Adige, L'" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamati prossimamente a parlarne prima della sua approvazione definitiva, la quale dovrà avvenire in modo unanime. La discussione è ancora aperta, come hanno ricordato sia il presidente che Franceschetti, mentre Lasagna ha richiamato "la necessità di uno Statuto chiaro, in grado di alleggerire sia la spesa pubblica che la burocrazia". M. F. 11/07/2008.

<Problema e disagio socialema la risposta dello Stato c'è> ( da "Sicilia, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un incontro in cui sono stati sollecitati tutti gli adempimenti previsti nell'accordo sui quali - seppur a fatica - tra burocrazia, tempi elettorali e tempi tecnici - c'è stato un impegno di accelerazione. Ma che cosa è cambiato in città dal varo del Patto per Catania sicura? E soprattutto qual è la percezione percezione del livello di sicurezza che hanno i catanesi?

Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo ( da "Varesenews" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: immediata qualificazione dello status professionale dei titolari Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo E' un passo in avanti importante sulla strada di un rapporto sempre più tecnologicamente avanzato tra Camera di Commercio e le 63mila imprese che operano sul nostro territorio: grazie alla sottoscrizione questa mattina (venerdì 11 luglio, ndr.

Salerno: riuscito sciopero metalmeccanici affiancati dai lavoratori dell'Ideal Clima ( da "Salerno notizie" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: industria nella nostra provincia è necessario dotarsi di una infrastrutturazione adeguata, di formazione funzionale e moderna, di una burocrazia pronta a snellire e velocizzare le pratiche, di una condizione di legalità libera dalla influenza della criminalità organizzata. Necessario è liberarsi definitivamente anche di strumenti che sin qui non hanno aiutato lo sviluppo industriale.

TLC: PEZZOTTA, ANCORA TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET ( da "Prima Comunicazione" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo vecchia e lenta è la burocrazia che le gestisce", mentre con il Dpef il governo "ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc". "L'equità - conclude Pezzotta - è la realizzazione del riconoscimento a tutti gli italiani del servizio universale digitale".

AMBIENTE/ INSEDIATA LA NUOVA COMMISSIONE VIA-VAS ( da "Virgilio Notizie" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Opere che non possono attendere i tempi indeterminati della burocrazia ed il potere di veto di certa politica. Per questi progetti non si chiede una valutazione necessariamente positiva né, tantomeno, sbrigativa. Si chiede però che la più attenta delle valutazioni, la più oculata e riguardosa della tutela ambientale venga fatta e fatta in tempi ragionevoli e certi".

Torreggiani eletto presidente della CNA di Modena. Il futuro è nelle relazioni tra pmi ( da "Sestopotere.com" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. Il La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della

Regolarizzati gli accreditamenti ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: verranno osservate dalle direzioni generali delle aziende sanitarie e come la burocrazia regionale si uniformerà alle nuove direttive di legge. Per la parte che rappresenta, cioè le strutture ospedaliere a gestione privata, do atto all'assessore Spaziante di aver manifestato concreta disponibilità a considerare le ragioni delle nostre difficoltà e di aver fatto ogni sforzo possibile,

La risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera inviata ( da "Provincia di Sondrio, La" del 11-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aneddoto Il problema burocrazia e l'esempio canadese Il ministro Brunetta ha iniziato una lotta alla nostrana elefantiaca burocrazia. La cosa è del tutto lodevole e speriamo riesca ad avere l'esito felice che il titolare della Funzione pubblica si propone di ottenere, non solo per il contenimento della spesa, ma, soprattutto,

Ritardi per il progetto Terme ( da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In realtà i tempi della burocrazia portano allo slittamento di quasi tutti i progetti. "Se si farà avanti qualcun altro, apportando migliorie, e il promotore non farà valere il suo diritto di prelazione, perché non accetta le modifiche, potranno essere altri a realizzare l'opera".

L'ufficio stranieri traslocherà: a settembre sarà in municipio ( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: orientamento di persone provenienti da lontano che si trovano a muoversi tra una giungla di servizi e la burocrazia. "L'obiettivo - spiega l'assessore alla partita, Lucia Salvato -, è quello di agevolare la fascia di immigrati regolari, che non si devono sentire cittadini di serie di B, bensì devono avere la stessa dignità di tutti gli altri residenti.

A bassa quota ( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che dire se ci avventurassimo nei castelli kafkiani della burocrazia, evocando i labirinti dei comuni, delle soprintendenze, dei ministeri e, in genere, dei luoghi dove ha sede il potere? E se parlassimo della sanità? Aspettiamo. Prima dobbiamo raccogliere dati riguardo a ciò che avviene nella nazione che, tra i grandi della terra, sta al nono posto.

Arrestata ed espulsa per errore, agente la salva dal Cpt ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paradossale vicenda di burocrazia. La straniera, che ha 31 anni, è stata prima arrestata per errore e, sempre per sbaglio, stava per essere rispedita nel proprio paese. Tutto nel giro di un giorno. A salvarla da un'espulsione ingiusta sono stati gli uomini dell'ufficio stranieri di Treviso, retto dalla dottoressa Elena Peruffo e soprattutto dalla caparbietà di un sovrintendente,

Innerbichler (Swr) da Durnwalder Basta burocrazia ( da "Alto Adige" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autonomia nelle trattative con i ministri competenti e le ultime proposte scaturite dall'incontro Stato-Regioni sembrano ridimensionare le preoccupazioni". Innerbichler ha posto anche una precisa richiesta: "Bisogna ridurre la burocrazia. Alla prossima giunta chiediamo una riduzione della burocrazia del 5% l'anno: per farlo sarebbe utile che un assessore avesse una delega specifica".

Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una convenzione Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di burocrazia "Ville venete operazione salvataggio". Così viene pubblicizzata la nuova convenzione tra la Carive e l'Istituto Regionale Ville Venete per l'erogazione di mutui e contributi che dovrebbero dare una boccata di ossigeno ai proprietari di tale patrimonio per salvarlo dal degrado e dal tempo.

Ed è polemica sugli immigrati ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche perché la burocrazia farraginosa costringe molti immigrati a rimanere irregolari a lungo. Il contesto forse ha fatto la sua parte; ma ciò non giustifica quanto successo, perché mai si deve scavalcare la legalità". "La scelta scellerata del governo di centrosinistra - commenta invece il segretario Lega Ivan Gualerzi - è stata quella di far entrare tutti.

Costa: <Pd troppo burocraticocosì non si può costruire il partito> ( da "Secolo XIX, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come possiamo pensare di costruire un nuovo partito se l'attenzione è tutta rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie interne?". Costa rifiuta le accuse di personalismo lanciate da chi aveva con stizza reagito al suo sfogo contro il segretario regionale e deputato Pd Mario Tullo (due settimane fa), e invita al dialogo su alcune questioni pressanti.

Duemila pratiche inevase ( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia PISA. Gli assegni di indennità non arrivano? Colpa di un cambio di competenze stabilito dalla legge. Dal primo aprile 2007 non è più una commissione del Ministero del Tesoro a verificare i verbali redatti dalle Asl, ma direttamente l'Inps.

Via prè ore 13.30, si prega "uno spazio più grande? magari" - erica manna ( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia dei controlli: "Quanto tempo si perde in questura, ci sono code infinite e noi dobbiamo perdere ore di lavoro, i bambini saltano la scuola. Alla posta, poi, a volte ritiri il permesso di soggiorno che è già scaduto". Problemi di tutti i giorni, spiega, ben più pressanti di una nuova moschea.

Plastica, le campane scoppiano - ernesto ferrara ( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il rischio che le scartoffie della burocrazia aggravino ancora di più la situazione? Gli enti interessati devono infatti convocare una conferenza dei servizi al cui tavolo si siedano tutti, dalla Provincia alla Regione ai Comuni all'Arpat alle aziende locali dei rifiuti. E per il via libera potrebbero passare dei mesi.

Aperture più libere di bar e ristoranti - riccardo tempestini ( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appesantire la burocrazia". L'assessore alle attività produttive ricorda il percorso fatto per arrivare a stendere la nuova proposta, commissionando innnanzitutto all'Asel uno studio sulle dinamiche del commercio a Montemurlo, con particolare riguardo a ristoranti, bar ed assimilabili, per poi incrociare i dati statistici con quelli presenti nell'

L'occhio del grande fratello entra in funzione dopo un anno ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutta colpa della burocrazia e delle lungaggini legate a dei collegamenti che dovevano essere effettuati. Burocrazia che non aveva permesso, all'amministrazione comunale, di effettuare i collegamenti con il monitor centrale. Vladimiro Dozio.

<Un campanello d'allarme per la Brianza> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MA AMBRA REDAELLI non smette di puntare il dito contro i "costi della burocrazia in Italia". "Lo vado ripetendo ormai da diversi anni. Il tempo e la fatica che richiedono gli adempimenti burocratici in Italia sono esagerati soprattutto per le piccole e medie imprese. Le energie e le risorse impiegate fra le scartoffie potrebbero essere meglio investite per il lavoro".

Terza corsia, 2 anni in meno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - d'intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'allacciamento con il passante di Mestre,

Luci: sarà un autunno incerto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla Regione chiediamo meno burocrazia" UDINE. Parola d'ordine: "Battere la sfiducia". E' questa l'esortazione del presidente Adriano Luci che ieri pomeriggio a palazzo Torriani, ha riunito l'assemblea dei Delegati dell'Associazione Industriali di Udine. Un momento per fare il punto sull'economia della provincia e non solo.

Via libera anche alla trasformazione della villesse-gorizia in autostrada ora si attende l'estensione dei poteri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: milioni di euro della terza corsia altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - di intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'

LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi d'artifi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla fine, vinse ancora una volta la burocrazia. I pennuti tornarono liberi ma di successive operazioni anti gabbiani non si parlò più. Anzi, per limitare le "incursioni" dei Jonathan Livingstone romagnoli, ci si accorse che bastava eliminare i residui di cibo dalle imbarcazioni e dai pontili.

Condizionatori rotti, pazienti curati in giardino ( da "Centro, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sta rendendo difficile anche una semplice riparazione tecnica". Lo stesso problema riguarda anche l'equipaggio del 118, che divide con il consultorio l'edificio. Gli operatori del soccorso hanno scelto di portare il letto all'esterno, dove c'è una piccola area verde ombreggiata, così da riuscire a riposare per essere poi più efficienti quando sono chiamati a intervenire.

Stadio colaussi, via ai lavori per la tribunetta degli ospiti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una soluzione voluta con un unico e chiaro scopo: quello di ridurre i tempi di esecuzione dei lavori di adeguamento del "Colaussi", che con la convenzione stipulata saranno notevolmente ridotti rispetto a quelli della burocrazia ordinaria. Mi sembra che i fatti ci stiano già dando ragione". Marco Ceci.

MONTESILVANO - Ripristinato dall'amministrazione comunale di Montesilvano, in sinergia con la G ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia tarda a consegnare; privi di adeguati mezzi di protezione, i vigili urbani devono esporsi continuamente a rischi sempre più gravi. Una volta sequestrati capi di abbigliamento (in un magazzino ne abbiamo contato a centinaia) devono verbalizzare ogni piccolo dettaglio dell'operazione, impiegando tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per i più necessari controlli

Prof e precaria a 54 anni <Mia figlia guadagna più di me> ( da "Corriere della Sera" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e ostacoli, "vedremo a fine agosto". Per il momento la docente è a Dublino, con i suoi ragazzi, "due settimana di vacanza studio in cui faccio il gendarme, la confidente, la mamma". Ma insegnare vuol dire proprio questo: passione nonostante tutto.

Turismo, modificato il disegno di legge: più spazio ai privati ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare la governance attraverso la riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Il progetto prevede il massimo coinvolgimento dei privati. La legge istituisce, inoltre, uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche.

Ai big della chimica piace l'Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la mancanza di infrastrutture e il costo dell'energia più elevato. Tuttavia, esistono alcuni elementi positivi che vengono ravvisati dalle imprese a controllo straniero. In particolare, nella chimica queste ultime gradiscono le risorse umane e, fra i punti di forza sperimentati in Italia, annoverano la qualità e l'

Tutela dei minori Alleanza tra giudici e servizi sociali ( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerisce la complessa burocrazia che appesantisce i tribunali. I bambini hanno il diritto di essere cresciuti nella famiglia d'origine. Le segnalazioni devono essere eventi eccezionali quando vi è una vera incapacità genitoriale" ha spiegato il Procuratore del Tribunale dei Minori Gustavo Sergio.

Setten: <Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di nuovo in serie B> Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto> ( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di nuovo in serie B" Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro –

Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto> ( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la società vende i gioielli per fare cassa Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro –

Sul pasticciaccio della ceramica Quadrifoglio e sui sei mesi di cassa integrazione che ora l'In ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sfogo di Allegretti ha sicuramente le sue ragioni e la burocrazia (che in Italia è sempre molto lenta e complicata) ci ha sicuramente messo lo zampino. Da un punto di vista più politico-economico però, si sapeva da tempo che il mercato delle stoviglierie era ormai in coma irreversibile per la concorrenza cinese e che qualsiasi tentativo di salvataggio si sarebbe rivelato inutile,

Mentre procede a ritmo serrato la campagna acquisti in casa della neopromossa Deruta, nella citt ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sono lenti e dilatati, ma per far sì che il Comune sia pronto ad ospitare una partita di Serie D entro la data fissata è necessario un intervento tempestivo, risolutivo ed efficace che al momento non appare fattibile. Per questo la società derutese si è attivata con il Comune di Perugia e la Pontevecchio che presteranno lo stadio di via degli Ornari per le prime gare di

Una grande nuvola nera sul futuro della Cineteca sarda ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spazzatura dove la burocrazia li aveva destinati) passa in blocco alla "Regionale", la cineteca dell'Umanitaria è destinata a spegnersi. Anche perché oggi la fonte di finanziamento principale è in quei 200 mila euro annui garantiti dalla Regione: difficile che quest'ultima voglia continuare per anni e anni a finanziare un'istituzione culturale benemerita e prestigiosa che però "

Notiziario novità editoriali ( da "ADN Kronos" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro l'indifferenza, la burocrazia sorda che tende ad eliminare la dignita' della persona. Nel suo diario, preciso e puntale, Laccetti non ha paura di confrontarsi con la malattia. Descrive, passo dopo passo, le fasi salienti di un calvario che ha assunto la forma di una massa tumorale di 24 centimetri per tredici.

<Fermate la caccia allo straniero> ( da "Brescia Oggi" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I sindacalisti dal prefetto "Contro lo stato di polizia, la burocrazia "elefantiaca" e il clima di tensione sociale" Fenaroli: "Perché le forze dell'ordine non cominciano dai cantieri, dove i lavoratori rischiano la vita?" Reboni: "Servono servizi sociali più efficaci" Zanelli: "Dieci mesi per il permesso È inaccettabile"  .

IMPIEGATO IN FERIE, NIENTE PEDIATRA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sette giorni di vita ed è già vittima della burocrazia. Distretto sanitario di Campagna. Incredibile storia di un diritto negato. A denunciare la vicenda è Marco Martino, 40enne barman ebolitano, residente al Quadrivio di Campagna. Marco è diventato padre sette giorni fa. Ma ha già dovuto fare i conti con la burocrazia italiana.

TURISMO, LE LINEE GUIDA DELLA REGIONE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia; maggiore qualità dei servizi. Sono le tre idee guida delle modifiche al disegno di legge sul turismo approvata dalla giunta su proposta dell'assessore Velardi e che prevede il massimo coinvolgimento dei privati. Si istituisce uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche.

Tanti lavoratori si fanno pignorare anche il salario ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con ricadute in termini di contenzioso che vanno a gravare la burocrazia delle aziende, garanti della restituzione dei soldi. In questo senso, l'impresa "paga" per i dipendenti morosi. È per questo che Unindustria Treviso, con il Servizio sindacale, organizza un incontro di approfondimento su "La cessione del quinto dello stipendio", che si terrà lunedì prossimo,

Burocrazia ko, riparte l'area ex Enel ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piano particolareggiato di recupero della zona Burocrazia ko, riparte l'area ex Enel Riqualificazione anche alla ex Tmci Padovan tra le vie Matteotti, Maggior Piovesana e Dal Vera ConeglianoSi intravede uno spiraglio di luce alla fine del tunnel burocratico per la riqualificazione dell'area ex Tmci Padovan- ex Enel, compresa tra via Matteotti, via Maggior Piovesana e via Dal Vera.

Il presidente del Consiglio comunale attacca il sindaco ( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono arrivati provvedimenti che riguardano i vertici della burocrazia. Intanto, su ciò che si è mosso sono perplesso. In un primo momento si era parlato di una riduzione dei dirigenti e, in questo senso, mi hanno trovato d'accordo perché si mirava al risparmio dell'Ente. Ma adesso vedo che il gioco è diverso.

La svolta dell'Assindustria friulana ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle rigidità del mercato del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi, dalla liberalizzazione delle reti alla ripresa del processo di privatizzazione". Luci ha confermato peraltro l'esistenza di un problema del potere d'acquisto dei salari "ma la risposta non può essere l'aumento delle retribuzioni sulla base dell'

"La burocrazia aiuta i cinghiali" ( da "Stampa, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia aiuta i cinghiali" Secondo una stima i porcastri presenti tra montagna e pianura sono almeno 3 mila Si è chiuso il progetto Asinando [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO BIELLA Incentivi sugli abbattimenti, accordi con il servizio di Veterinaria dell'Asl, più margini di manovra per la caccia e l'aumento delle guardie venatorie:

Colpiti da un masso e dalla burocrazia ( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Situazione paradossale Colpiti da un masso e dalla burocrazia Una famiglia attende da quattro anni il risarcimento per i danni subiti mentre viaggiava verso Livigno Livigno A quasi quattro anni dal pericolo scampato, pure la beffa di non vedere ancora risarciti i danni economici subiti da quella che avrebbe potuto essere una disgrazia.


Articoli

L'INTERVISTA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

IVAN PEROTTO "Se vogliamo che i bellunesi si riconoscano sempre di più nel Parco Dolomiti, dobbiamo rompere meno le scatole. Le norme cioè devono diventare flessibili, meno rigide rispetto ad ora". Guido De Zordo, presidente dell'Ente Parco, non ha dubbi su quale sia la strada da intraprendere per consentire all'area protetta bellunese che quest'anno sta festeggiando i primi 15 anni di vita di celebrare la maturità tra il plauso convinto degli abitanti della provincia. "All'epoca, i professionisti che stilarono il Piano del Parco furono forse un po' troppo rigidi, anche a causa del non avere a disposizione alcun documento di riferimento. Ad esempio, si decise di vietare genericamente le "manifestazioni", senza specificare altro. Questo ha comportato che nel corso degli anni siamo stati costretti a negare autorizzazioni anche per manifestazioni che non avrebbero avuto alcun impatto ambientale. Pensiamo alla corsa che dalla Birreria sale al rifugio Dal Piaz: affinché possa svolgersi siamo stati costretti ad "aggiustarla", stabilendo che gli atleti partano uno alla volta e non tutti assieme. Ma è evidente che una manifestazione sportiva simile non ha alcun impatto ambientale e quindi dovrebbe potersi svolgere senza intoppi. Per ottenere ciò, dobbiamo rivedere il Piano del Parco, sostituendo, dove necessario, alle restrizioni generiche delle restrizioni specifiche. Oggi, dopo 15 anni di vita, abbiamo l'esperienza necessaria per correggere queste impostazioni". Eccessivo formalismo dei professionisti all'epoca incaricati di stilare il documento, ma certo anche mancanza di esempi dai quali attingere. Il Parco Dolomiti bellunesi è stato infatti la prima area protetta a dotarsi del Piano del Parco, previsto dalla legge quadro. Oggi che metà dei Parchi hanno il Piano approvato dall'Ente ma ancora rallentato dalla burocrazia ministeriale e che l'altra metà non ha ancora redatto il Piano, quello bellunese è l'unico ente ad avere il Piano approvato per legge dallo Stato. Ed anche se il documento non è ancora "scaduto", in quanto non sono passati i dieci anni previsti dalla legge quadro, è stato deciso di rinnovarlo. "Noi siamo stata la prima area protetta italiana a dotarsi del Piano del Parco e di quello delle attività socio-economiche. Negli ultimi anni abbiamo lavorato alla revisione dei confini, in concerto con gli enti locali, ed in più ci siamo trovati nell'obbligo di aggiornare il Piano delle attività socio-economiche. Abbiamo pertanto deciso di anticipare l'aggiornamento di quello del Parco, per renderlo ancora più funzionale. Non possiamo dimenticare che per molti versi il nostro documento è di carattere sperimentale, ed è servito da esempio ad altre aree protette. Oggi l'esperienza che abbiamo maturato ci consente di confermare le novità positive che inserimmo all'epoca, "aggiustando" il documento laddove necessario". Tra le novità che vennero copiate da altri parchi italiani, l'ampliamento delle zone protette. La legge quadro prevedeva quattro tipologie, A, B, C e D, il Pndb decise di portarle a cinque, creando la zona B1 e la B2. "Prendemmo questa decisione perché ci trovavamo nella necessità di non impedire l'accesso totale in alcune riserve integrali. Pensiamo ad alcuni percorsi dell'Alta Via, dove abbiamo provveduto a declassificare la strada. In questo modo, la strada è percorribile dagli appassionati che vogliono affrontare quei percorsi, ma allo stesso tempo l'area attorno alla strada rimane riserva integrale nella quale è vietato l'accesso". Con il nuovo Piano del Parco, l'ente di villa Binotto vorrebbe riuscire a ridurre la burocrazia e ad avvicinare ulteriormente l'area protetta agli abitanti. "Tra il Piano per la gestione delle aree Sic e Zps e la legge Urbani, ci troviamo di fronte ad una situazione abbastanza complicata. Chi vuole edificare o realizzare un lavoro particolare in un'area del Parco deve chiedere quattro autorizzazioni: al Comune, al Parco, alla Regione e alla Sovrintendenza. Noi stiamo cercando di ridurre questo inghippo burocratico, creando uno sportello unico nel Parco, che consenta di chiedere tre autorizzazioni in un colpo solo. La quarta, quella comunale, sarebbe invece da chiedere separatamente. C'è la disponibilità a discuterne di Regione e Sovrintendenza, ma non abbiamo ancora raggiunto un intesa. Per quanto riguarda la Regione, dovremmo arrivare ad un accordo di programma con il ministero dell'Ambiente. Alla Sovrintendenza abbiamo già chiesto che entrino attivamente nel gruppo di lavoro tecnico-scientifico che lavorerà al Piano del Parco". Differente il discorso legato al Piano delle attività socio-economiche, ormai in dirittura d'arrivo. "L'attuale Piano si applica ad una parte limitata dei territori dei Comuni del Parco e confinanti. Ma personalmente mi sembra assurdo che lo si applichi sino a 500 metri dal confine e che dal 501º metro non funzioni più. Ho proposto che venga considerato l'intero territorio comunale, per una maggiore equità e per un maggiore sviluppo delle nostre zone. Abbiamo anche spiegato ai tecnici incaricati quali sono le indicazioni uscite dal progetto Agemas su acqua, rifiuti, sviluppo e mobilità sostenibile da seguire. Non so dire quali "suggerimenti" siano stati ascoltati, ancora non ho avuto modo di visionare l'elaborato, ma credo che il nuovo Piano delle attività socio-economiche si rivelerà strumento indispensabile per lo sviluppo del territorio. Grazie ad esso e al nuovo Piano del Parco, la nostra area protetta potrà celebrare la propria maturità nel migliore dei modi e assieme a tutti gli abitanti della nostra provincia".

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SEGUE DALLA PRIMA (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Persino i geniali architetti svizzeri Herzog e De Meuron, già vincitori in passato dell'ambito premio, hanno ammesso la grandiosità dell'opera trevigiana dichiarando: "Le case Ater di S.Bona sono la prova monumentale che l'intelletto umano non ha limiti. Per quanto ci riguarda, la nostra torre in vetro e acciaio alta 105 metri, incastonata nel cuore delle alpi svizzere (la torre di vetro dello Schatzalp di Davos che verrà completata entro il 2010), ci sembra inutile dopo aver visto le case Ater. Così anche la nuova sede della Filarmonica di Amburgo, che dovrebbe essere completata nel 2011, non regge il confronto con il progetto case Ater di S.Bona. Casomai uno di questi nostri lavori dovesse vincere la corsa al Pritzker, rifiuteremo il premio! Sarebbe una vera ingiustizia! Le case Ater di S.Bona devono vincere! Assolutamente!". Si tratta di parole pesanti, pronunciate da due colossi dell'architettura moderna, che sottolineano come anche delle case popolari, possano essere tramutate in opera d'arte. Rigorosamente attinenti alla più moderna bio-edilizia, le case Ater di S.Bona sono state progettate con l'intento di salvaguardare al massimo l'equilibrio psico-fisico degli inquilini. Le perplessità di alcuni affittuari, sorte una volta inaugurato il complesso e riguardanti particolari di costruzione, così come le polemiche urlate delle solite pantegane-comuniste invidiose della meravigliosa opera, sono del tutto inopportune perché infondate. Se i garage sono troppo stretti per farci entrare un'auto, i motivi sono essenzialmente due: il primo, più importante, si cela nel messaggio subliminale che invita l'inquilino a non acquistare l'auto o venderla, nel caso ne possedesse una, contribuendo così a preservare l'ambiente. Traffico e aria ne guadagnerebbero di certo; il secondo è un atto puramente stilistico, che dona al progetto un aria vagamente"vintage", visto che i disegni si ispirano agli anni'50, i prodigiosi tempi del rock'n'roll. La questione del caldo insopportabile (più di 40º) all'interno dei vani abitativi, dovuta all'uso dei materiali usati per la costruzione (cemento, metallo, vetro, cartongesso), all'esposizione a sud e alla mancanza di tende, tapparelle e balconi, si risolve in fretta, spiegando agli avventati contestatori che sudare fa bene. C'è gente che paga per andare in sauna. Il caldo inoltre toglie l'appetito. Una dieta, soprattutto in estate, non può che fare bene. Da non sottovalutare che il caldo aiuta gli anziani a passare a miglior vita, sgravando così lo Stato di spese sempre più insostenibili (sanità e pensioni). La modernizzazione ha stravolto le operazioni di selezione naturale attuate da madre natura. Gli ascensori ancora non funzionano? Mica è un caso. L'attività fisica è alla base del buon vivere. Soldi della palestra risparmiati. Dieta e ginnastica sono sinonimo di lunga vita. Dicono che una volta aperta la centralina dell'acqua, il liquido non uscisse dai rubinetti ma dai lampioni d'ingresso. Qualcuno ha insinuato che le tubature fossero state invertite con quelle dell'impianto elettrico. Che stupidità. Non hanno capito che si trattava di effetti scenici studiati per stupire. Altro che Gardaland. E poi una doccia collettiva nell'atrio aiuta a socializzare. Il gas non si può allacciare per problemi riguardanti burocrazia e impianti errati? Altro metodo per praticare la dieta e invitare la gente ad acquistare prodotti di pronto consumo o ad uscire a cena, incrementando così l'economia. Pizzerie e Mac Donalds sono oramai alla portata di tutti. No Kebab, si rischia lo sfratto! Non si possono allacciare condizionatori fissi negli appartamenti, nonostante siano predisposti per l'installazione, se non previa domanda all'Ater. Sacrosanto! Mica si può fare quello che si vuole in casa d'altri. Ci penseranno i tempi burocratici utili alla verifica di tali domande a far desistere anche il più paziente degli accaldati. Ci vorrebbe il ragionier Fantozzi a commentare le case Ater di S.Bona. Lui si saprebbe come fare, così come ha fatto alla fine del film "La Corazzata Potemkin". Si alzerebbe in piedi dopo aver preso coraggio e urlerebbe a squarciagola:" le case Ater di S.Bona sono una... pazzesca!! Con conseguente Standing Ovation di tutti gli inquilini. Pubblico pagante s'intende. Ricky Bizzarro.

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Assessore, togliete questo199 (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 10/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GIORNALE DI BRESCIA BOLLI AUTO La situazione si sta normalizzando. Resta il problema del numero telefonico "Assessore, togliete questo199" 6LA STORIA I lettori chiedono: perché dobbiamo pagare per dire che abbiamo pagato? Una ricevuta di pagamento del bollo auto Marco Sampognaro BRESCIA Ieri abbiamo fatto un tentativo e il call center dell'Aci ci ha risposto. Al primo colpo. Dopo la tiritera sul costo delle chiamate, l'informativa sulla privacy, l'indicazione che da quel momento in poi la chiamata sarebbe stata a pagamento, una foce femminile ha detto: "Aci, in cosa posso aiutarla?". Siamo stati così sorpresi che abbiamo messo giù subito: sia per non togliere spazio ad altri utenti, sia perché, in effetti, non avevamo nulla da dire all'operatrice, se non un ingenuo: "Ma allora ci siete davvero!". Anche da questo piccolo tentativo "redazionale" si capisce che la "vicenda del bollo auto" si sta normalizzando. Sarà perché il call center è stato potenziato; sarà perché molti hanno provveduto a comunicare le loro posizioni via fax, o via raccomandata, o andando alla sede della Regione. Comunque adesso il call center risponde, e per comunicare con loro c'è tempo fino al 31 luglio. Dopo si andrà in vacanza e a settembre partiranno gli "avvisi di accertamento", più seri delle "lettere di cortesia". Tuttavia, resta almeno un punto che non va giù ai nostri lettori. Prima di arrivarci, però, riassumiamo la vicenda per chi si fosse perso le puntate precedenti. LA VICENDA. Ai primi di giugno, quando abbiamo aperto il numero verde "Pronto Giornale di Brescia", siamo stati subissati di chiamate che denunciavano l'arrivo di avvisi di mancato pagamento del bollo auto. I problemi erano (almeno) due: 1) gli avvisi erano errati, ovvero il nostro lettore aveva pagato regolarmente il bollo; 2) per comunicare di essere in regola, il nostro lettore doveva chiamare un numero a pagamento (199-727676) che risultava perennemente occupato. Uno provava decine e decine di volte, e non riusciva a parlare con l'operatore. Perché tutto ciò? È successo che la Regione ha preso in carico la gestione di alcuni tributi, tra cui il bollo auto; e ha deciso di lanciare un accertamento a tappeto sugli automobilisti: a giugno sono arrivate così 1 milione e quattrocentomila "avvisi bonari" o "note di cortesia" ad altrettanti cittadini lombardi, e di questi circa 70 mila bresciani, i quali non risultavano in regola con il pagamento del bollo auto del 2005 o del 2006. GLI ERRORI. Molte di queste lettere erano però errate, e la e-mail di una addetta dell'Aci ci ha aiutato a capire i motivi: in alcuni casi erano errori di tipo informatico, o di comunicazione tra i sistemi dell'Aci e quelli della Regione; in altri casi erano effettivamente errori di pagamento del bollo (con scadenze errate, oppure con calligrafia indecifrabile); in pratica bastava scrivere male un numero perché il sistema non accettasse il pagamento. A questo si aggiungevano le riposte a volte poco chiare del call center dell'199 (a cui inizialmente erano destinati 16 operatori che dovevano fronteggiare 1,5 milioni di potenziali chiamate). (Da notare che la Regione è la nuova "responsabile" del bollo auto, ma l'Aci non è stato escluso dalla gestione: il "call center della discordia" era appunto gestito dall'Aci, come pure la banca dati era condivisa tra Aci e Regione). I RECLAMI. Comunque sia, le note di cortesia della Regione hanno costretto molti lettori a perdere ore di tempo al telefono nel vano tentativo di parlare con il call center, o agli sportelli dell'Aci per verificare l'effettivo pagamento, o ancora agli sportelli di Spazio Regione che si erano resi disponibili per fornire chiarimenti e inoltrare i documento all'Aci (in tre settimane hanno ricevuto oltre 500 reclami). Senza contare le storie paradossali vissute da alcuni lettori, e che abbiamo raccontato e che raccontiamo anche in questa pagina: da quello che aveva ricevuto 22 avvisi, tutti sbagliati, a quello che doveva pagare il bollo per una macchina rubata 10 anni fa; da quello che deve arrivare in tribunale per farsi dare ragione (e tuttavia pagare le spese processuali) all'autotrasprtatore che "dopo 50 anni di lavoro sui camion, tu pensa se io lascio giù 4 mesi di bollo". "Ora la situazione è più calma" ci confermano a Spazio Regione e all'assessorato ai Tributi; e ce lo confermano anche i lettori, alcuni dei quali hanno ricevuto una lettera di scuse della Regione Lombardia. "Chi ha ricevuto un avviso bonario ha tempo fino al 31 luglio per pagare il bollo o per comunicare la propria posizione al call center o venendo qui da noi (via Dalmazia 92/94, tel 030.34621). Chi non fa nulla riceverà da settembre un "avviso di accertamento", al quale potrà comunque opporre una memoria difensiva". LE DOMANDE. Alla fine restano due domande, che riassumono quelle che ci hanno posto i nostri lettori. E che giriamo all'assessore regionale competente, Romano Colozzi (Risorse, Finanze e Rapporti Istituzionali). Prima domanda: sappiamo che dopo l'estate partiranno gli accertamenti sul bollo 2007. Dobbiamo aspettarci una nuova raffica di note di cortesia? Si riuscirà a "bonificare" la banca dati da tutti, o almeno da una buona parte degli errori? Seconda domanda: perché non si toglie il numero di telefono a pagamento, almeno per chi deve comunicare di essere in regola? In altre parole, perché bisogna pagare per dire che si ha pagato? Attendiamo, se può, risposta. DOPO IL DANNO, LA BEFFA Sono veramente infinite le storie legate ai disguidi causati dagli "avvisi bonari" inviati dalla Regione Lombardia per la verifica del pagamento del bollo auto, ma quella che vi stiamo per raccontare ha dell'incredibile. Perché il malcapitato che ha contattato il nostro "Pronto Giornale di Brescia" di avvisi ne ha ricevuti ben 11 e tutti senza fondamento. Il signor Giovanni (nome di fantasia su richiesta dell'interessato) possiede infatti una piccola concessionaria di auto storiche esonerate dal pagamento del bollo, per quanto riguarda la Lombardia, se hanno più di vent'anni. Su questo fronte però, a parte ovviamente la perdita di tempo per risolvere le varie pratiche chiamando il famigerato 199, tutto si è concluso per il meglio. Quella che Giovanni ritiene una vera e propria "beffa" riguarda un accertamento relativo al 2002, ecco l'accaduto. Tutto inizia nel novembre del 2005 con un "avviso di accertamento", si richiede il pagamento del bollo auto appunto per il 2002: 137,51 euro comprensivi di sanzioni. Giovanni fortunatamente conserva tutte le ricevute e non ha quindi problemi a recuperare quella "incriminata". Da cittadino corretto pecca di ingenuità pensando che basterà inviare la documentazione e tutto sarà risolto. Ma Giovanni ha fatto i conti senza l'oste, ovvero la burocrazia degli enti pubblici. La Regione Lombardia infatti il 28 maggio 2007 gli comunica che la documentazione presentata non è completa, manca l'attestato dell'esenzione della vettura ed il pagamento è quindi dovuto. Per Giovanni non c'è modo di dimostrare che il documento era nel plico, non resta che fare ricorso alla Commissione Tributaria contro la richiesta di pagamento. Nel marzo di quest'anno il ricorso viene ovviamente accolto. Ma la vicenda non si conclude certo con un lieto fine. I giudici amministrativi danno infatti pienamente ragione al signor Giovanni, nonostante questo decidono che le spese legali verranno "compensate", non sarà quindi, come solitamente avviene, la parte soccombente a coprirle ma ognuno si pagherà le proprie. Detto in "soldoni" più di cinquecento euro per non pagarne circa un quarto. "Un vero e proprio illogico giuridico" si lamenta Giovanni, "così facendo i cittadini perdono fiducia nello Stato. Ovviamente non finisce qui, ricorrerò in appello per far valere la mia ragione". (f. al).

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Il dilemma rigassificatori (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Numero 136  pag. 1 del 10/7/2008 | Indietro Il dilemma rigassificatori Di Emanuela Rotondo a colloquio con il neoassessore regionale al territorio e ambiente Sorbello (Mpa) non esclude a priori gli impianti, ma si dovrà discutere di sicurezza e royalties. "Non basta il ricatto occupazionale e non si può ignorare il referendum" Tra le priorità dell'esponente del governo, un Testo unico in materia di urbanistica Finora si è mosso in silenzio, poche dichiarazioni alla stampa e qualche apparizione in pubblico. Lo stretto indispensabile. Eppure per Pippo Sorbello (Mpa), 48 anni, il salto è stato lungo: da sindaco di Melilli ad assessore al territorio e ambiente, uno dei rami più importanti della Regione, ovvero quello, per intenderci, dal quale passano i documenti in materia di Valutazione di impatto ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas), cioè il lasciapassare per i grossi progetti. Come quelli dei due rigassificatori siciliani, a Priolo e Porto Empedocle, che stanno lasciando sulle spine Erg-Shell ed Enel. Il neoassessore rilascerà tutte le autorizzazioni necessarie? MF Sicilia lo ha chiesto a Sorbello. Domanda. Il ministero dell'ambiente ha già dato il via libera. La gente però non li vuole come ha dimostrato il referendum che si è tenuto lo scorso anno a Priolo. Non solo. Anche il Movimento per l'autonomia si è sempre mostrato contrario. Quale è la vostra posizione? Risposta. Non si può pensare che solo sotto il ricatto occupazionale si possa dare il via alla realizzazione di questi impianti. E poi non si possono ignorare le consultazioni popolari. D. Questo vuol dire che i rigassificatori non si faranno? R. Non sono in grado di dirlo.Dobbiamo ancora capire numerosi aspetti. Prima di tutto le ricadute economiche sul territorio e le royalties. E, non ultimo, avere garantiti tutti gli standard di sicurezza. Una cosa è certa: non possiamo ripetere gli stessi errori del passato quando l'industria pesante ha investito in Sicilia lasciando solo inquinamento e disastri. D. Altro tasto dolente: i termovalorizzatori. Il governatore Raffaele Lombardo ha detto che le gare sono da rifare. R. Anche qui si sta aprendo una fase di riflessione. Bisogna capire quanti farne e se esistono tecnologie più sofisticate. D. L'emergenza rifiuti, però, è alle porte... R. Rischiamo di diventare come la Campania. Fra due-tre anni le discariche presenti in Sicilia saranno sature. Ed è entro quel periodo che gli impianti dovranno essere assolutamente pronti. D. Quali saranno i primi provvedimenti ai quali lavorerà? R. Uno degli obiettivi è quello di mettere mano nella giungla delle leggi, a volte tra di loro contrastanti, come quelle sull'urbanistica. Stiamo lavorando a un Testo unico, ma anche a un piano porti e per le spiagge. D. A proposito di piani, che fine ha fatto il Piano regionale per l'energia? R. è di competenza dell'assessorato all'industria, ma lavoreremo insieme per migliorare la bozza. D. Perché? Qual è il problema di questa prima bozza? R. è stato fatto un buono lavoro, ma resta ancora da definire la quantità di energia da produrre con fonti rinnovabili. Un calcolo che verrà fatto in base alla capacità di ricezione della rete elettrica. Per questo abbiamo già preso contatti con Terna ed Enel. D. Nel governo c'è una grossa rappresentanza della parte orientale della Sicilia. In molti pensano che sia finita la supremazia di Palermo e che ora l'asse politico si sia spostato verso Catania e dintorni. Sono pensieri fondati? R. Non è tanto una questione di rappresentanza territoriale, ma piuttosto di una strategia politica da adottare. Di certo, è necessario semplificare la burocrazia e decentrare. Non è possibile che tutti gli uffici si trovino a Palermo. D. Lei arriva da una provincia martoriata dall'inquinamento dell'industria e di sicuro avrà un occhio di riguardo per Siracusa... R. C'è un progetto che mi sta molto a cuore, quello della bonifica della rada di Augusta e della riqualificazione dell'area del petrolchimico. Anche perché dobbiamo potenziare il porto in vista del 2010, quando si aprirà l'area di libero scambio. Ecco quindi che bisognerà partire subito con la bonifica. La mia soluzione è questa: far anticipare le somme dallo Stato che poi si rifarà sulle aziende che hanno inquinato. I tempi sono stretti e abbiamo già iniziato una serie di incontri serrati con il ministero all'ambiente. D. Che, tra l'altro, è guidato da un politico che arriva da Siracusa come lei. Com'è il dialogo con Stefania Prestigiacomo? R. Devo dire che finora i nostri progetti sono in sintonia. Entrambi crediamo nell'importanza della bonifica e sull'accordo per la chimica. (riproduzione riservata)  .

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Appalti pubblici, un torta da 76 mld (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Numero 136  pag. 5 del 10/7/2008 | Indietro Appalti pubblici, un torta da 76 mld Denaro & Politica Di Luisa Leone l'autorità di vigilanza sui contratti lamenta poca trasparenza e troppa burocrazia Le gare bandite dagli enti pubblici nel 2007 valgono il 5% del Pil, se si considera quelle superiori a 150 mila euro. Secondo il presidente Giampaolino per le concessioni autostradali va però rivisto il ruolo dell'Anas Una torta da 76 miliardi, oltre il 5% del Pil nazionale. è quella che si sono spartite nel 2007 le aziende che hanno partecipato a gare di appalto per lavori pubblici. Questo è emerso dalla relazione annuale dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici presentata ieri. Un dato che peraltro considera solo i contratti superiori ai 150 mila euro, a cui vanno aggiunti almeno 2,7 miliardi derivanti dai tanti appalti di valore inferiore, per i quali non vige l'obbbligo di comunicazione. "Il trend della spesa osservato dall'Autorità negli ultimi cinque anni mostra un andamento in lieve crescita, circa il 3% annuo. Tuttavia, in rapporto al Pil, la spesa in contratti pubblici è rimasta pressoché costante", ha spiegato il presidente dell'Autorità Luigi Giampaolino. Riguardo ai diversi settori cui erano destinati i bandi, gli appalti di servizi coprono il 33% del totale per una spesa di 22,5 miliardi, seguono quelli per lavori con il 30% del mercato per 20,4 miliardi e poi le forniture di beni pari al 17% con una spesa di 11,9 miliardi. Il rimanente 20% è rappresentato da appalti misti, 5,2 miliardi, nei settori ordinari e appalti nei settori speciali per 7,9 miliardi. Ma non è tutto oro quel che luccica. L'Autorità lamenta progettazione carente, erronea formulazione dei requisiti di partecipazione alle gare, mancanza di trasparenza sulla pubblicità dei bandi, ipertrofia normativa: tutti fattori che frenano la concorrenza, fanno lievitare i costi di realizzazione dell'opera e allungano i tempi di esecuzione. "Caso emblematico", secondo il presidente dell'Autorità, l'Alta velocità nelle tratte Roma-Napoli e Bologna-Firenze. "Per effetto di modifiche progettuali, varianti e riserve, sia le previsioni economiche sia i tempi di realizzazione sono più che raddoppiati". Ancora, la realizzazione delle opere pubbliche "subisce un rallentamento derivante dall'incidenza dei diversi procedimenti di autorizzazione, a causa dell'interferenza di numerosi interessi pubblici settoriali, il cui bilanciamento condiziona, anche dal punto di vista delle tempistica, il risultato". Ma il presidente dell'Autorità ha mosso rilievi anche riguardo alla posizione dell'Anas. Riferendosi alla nuova convenzione stipulata con Atlantia, Giampaolino ha dichiarato di essere favorevole all'accordo tra la concessionaria e il governo, ma "le questioni insorte hanno comunque dimostrato l'esigenza di un regolatore imparziale, quale non può essere, istituzionalmente, l'Anas per la sua posizione di concedente". Non si è fatta attendere la replica del presidente dell'ente, Pietro Ciucci, che ha dichiarato: "Chiederò a Giampaolino un miglior chiarimento di una frase sintetica. Non sfugge a nessuno che il regolatore è la legge, il Parlamento e il Cipe". E a Piazza Affari ieri la migliore dello S&P/Mib è stata proprio una blue chip del settore costruzioni, Impregilo. Il titolo ha archiviato la seduta con un + 9% a 3,22 euro, dopo essere stata sospesa al rialzo, in seguito a una brusca impennata arrivat a a metà pomeriggio. (riproduzione riservata)  .

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Partito democratico (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina Aperta Partito democratico Partito democratico e questione morale Questione morale, come declinarla oggi senza apparire giustizialista? La magistratura la declina con la certezza dei suoi passaggi di ampia garanzia (avviso di garanzia, rinvio a giudizio, tre livelli di giudizio), ma con l'incertezza dei suoi tempi lunghi e snervanti dentro i quali la vita continua, ma come? In maniera sempre più confusa. Non c'è più quel "buon senso" che risolve le grandi questioni come appunto la gestione corretta della "cosa pubblica" individuando la linea di demarcazione tra il lecito e non. La politica che produce le leggi che la magistratura applica non si preoccupa più di perfondere di "buon senso" i suoi comportamenti o la ratio delle leggi. Non indica più la via maestra, non arretra il confine tra le buone pratiche e quelle dubbie, ma lo sposta in avanti a favore di queste ultime sacrificando sull'altare del "dover fare per conto di un mandato ricevuto" il "come fare". Il fine che giustifica i mezzi sovente è una necessità della politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente. Berlusconi da anni mina questa riflessione, noi non dobbiamo minimamente scopiazzarlo. Bene fa Di Pietro e peccato che non ci abbia ancora pienamente contaminati su questo tema entrando nel Partito democratico. Antonello De Vico consigliere nazionale Pd Parco eolico come risorsa Desidero rispondere alla lettera del signor Daniele, cittadino di Liscia (Chieti) che ha scritto su il "Parco eolico nella pineta". Proprio perché il paesaggio è di tutti è indispensabile aumentare le fonti energetiche, da fonti rinnovabili come: termocentrali biomassa, turbine eoliche, pannelli fotovoltaici. Tutti vogliamo la tecnologia ma nessuno vuole sistemi di produzione energetica nel proprio territorio; la notizia di qualche giorno fa "ghiaccio della Patagonia: il Perito moreno in scioglimento". L'Italia acquista l'85% di energia elettrica per i suoi fabbisogni, il 35% in più rispetto ad altre Nazione europee. Se tutti noi italiani iniziassimo a produrre energia elettrica per uso civico, con pannelli fotovoltaici, potremmo in breve periodo di tempo ottenere una riduzione del prezzo del barile di petrolio; per il solo Abruzzo si risparmierebbe l'acquisto pari a 3 petroliere all'anno, con un vantaggio sull'emissione negativa di gas serra. Sempre in risposta al signor Daniele, non è possibile che gli amministratori del suo Comune abbiano attivato una simile procedura per pochi spiccioli, in quanto l'ente che finanzia l'opera vuole la certezza del rientro economico; una turbina costa 1 milione di euro e, deve avere un rientro giornaliero di 1.000 euro. L'ente erogante vuole, nella documentazione per la richiesta di finanziamento, la perizia sul rilevamento anemometrico positivo di almeno 18 mesi. Sia che il comune di Liscia abbia asservito il terreno a società del settore per installare la turbina, sia che la spesa l'abbia fatta in proprio, occorrono i giusti requisiti per il finanziamento. Gli amministratori dei Comuni d'Italia potrebbero adoprarsi di più per l'ambiente, esistono sistemi per ridurre il consumo di energia elettica mediamente del 60% sull'illuminazione pubblica; in italia si potrebbero risparmiare almeno 1000MW/h, osia risparmiare l'acquisto di 35 milioni di barili di petrolio l'anno. Lo scempio ambientale non avviene a causa di pale eoliche, pannelli fotovoltaici, termocentrali, ma bensì per l'utilizzo di combustibili fossili; l'acqua del mare Adriatico dal 1996 al 2006 è aumentata di 1 grado Celsius, dal 2006 al 2007 di altre 3 gradi Celsius. Il beneficio economico della pala eolica del Comune di Liscia sarà non meno di 50.000 euro per anno fino al 5º anno epoca di fine finanziamento, dopo il reddito lordo diventerà di 300.000 euro annui per altri 25 anni; beneficio che ricadrà positivamente su ogni abitante del Comune di Liscia. Da parte mia un grande plauso per gli amministratori che sono in perfetta linea con le esigenze del momento. Con investimenti produttivi si potrebbe pensare di ottenere incrementi demografici, posti di lavoro, rilancio dell'agricoltura. Giuseppe Muzj Raiano.

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Non distruggete le cose fatte per l'abruzzo (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Maurizio Piccinino "Non distruggete le cose fatte per l'Abruzzo" L'ex ministro: la regione è ferma per burocrazia, sanità e sperperi "Raccomandazioni? Mai fatto assumere nessuno se non c'era necessità" PESCARA. "Sono in buona forma fisica, e le facoltà mentali sono perfette". Auguri al ministrissimo Remo Gaspari che oggi compie 87 anni. Voce sicura, eloquio sciolto, memoria di ferro, una capacità lucida e fresca di ragionare sui temi di attualità. Si presentà così l'ex ministro Remo Gaspari, il più longevo e coriaceo uomo di governo abruzzese. Più di venti anni al governo e 33 da sindaco. Gaspari oggi confida un timore: "Prego il Signore che non mi faccia vedere distrutto, prima che mi richiami a sè, tutto il mio lavoro fatto per l'Abruzzo". Onorevole come trascorrerà questa giornata? "In casa a Roma con la famiglia di mio figlio, Achille Lucio Gaspari e di mio nipote Giovanni Paolo Gaspari. Saremo in dieci. Mia moglie Miriam purtroppo ci ha lasciati. Il 15 luglio poi torno a Gissi" Qual'è la prima cosa che vuole dire? "Dare un consiglio agli anziani. Bisogna combattere la pigrizia. La vecchiaia è soprattutto pigrizia, invece, bisogna lavorare e fare ginnastica". Ieri la manifestazione dell'Italia dei Valori con il suo leader Antonio Di Pietro contro il presidente del consiglio Berlusconi. Cosa ne pensa? "Di Pietro ha una posizione sbagliata. Pensa di coagulare voti calamitando l'opposizione estrema contro Berlusconi. Bisogna fare quello che giova al proprio Paese e non quello che giova a se stessi. Approvo l'atteggiamento del segretario Pd, Walter Veltroni, un atteggiamento responsabile, sarà premiato con tanti consensi". Il suo giudizio su Berlusconi? "Ogni legislatura inizia con i suoi problemi personali ed è un grave errore per Berlusconi, ma è anche un grave errore per la magistratura, che sta perdendo il consenso nel Paese, una crisi molto profonda". Perchè questo calo di fiducia? "La gente si è stufata. Il problema è l'economia. Alla gente importa il costo della vita e i figli che non trovano lavoro. Di fronte a questi problemi veri appare futile attaccare il Governo per piccole vicende personali". Anche lei è stato nel mirino della magistratura? "Come Dc abbiamo avuto attacchi feroci. Nel mio caso, ogni giorno arrivava qualcuno con la comunicazione di una inchiesta che, poi, non approdava nemmeno alla formulazione dell'accusa ma, serviva, al costante disturbo dell'azione amministrativa e alla tranquillità del lavoro". A proposito che idea si è fatto dei problemi giudiziari del sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso? "Mi auguro che, come accaduto a me, non riescano a trovare nulla che possa scalfire onorabilità e impegno politico". Anche la Regione e il presidente Del Turco hanno i loro guai, con l'Abruzzo alle prese con i debiti della sanità. "Il deficit sale perchè non si procede alla aziendalizzazione delle strutture. Ospedali e distretti sanitari verrebbero pagati per quello che producono come avviene al policlinico Gemelli, al Fatebenefratelli, al San Raffaele. Ricevono soldi dallo Stato per i servizi che danno ai cittadini e con un tariffario. I debiti, invece, arrivano quando si paga a piè di lista, quando togli l'interesse a produrre. Le cliniche private una volta avevano il controllo della mutua e tariffe magre. Poi hanno avuto tariffe grasse". Scusi, ma l'ospedale di Gissi si manterrebbe in vita? "Se fosse pagato in relazione ai servizi che offre non avrebbe la perdita di milioni di euro. I reparti che non hanno domanda sanitaria vanno chiusi". Cosa pensa della Regione e del presidente Ottaviano Del Turco? "Ho votato Del Turco ma sono deluso nella misura massima. L'Abruzzo va a picco. Lo dicono i numeri con redditi sempre più bassi mentre eravamo la prima regione d'Europa". E dell'ex presidente del Senato, Franco Marini? "E' un politico di razza, molto bravo a livello nazionale, ma si è occupato poco di questioni locali". C'è un politico che ammira? "Purtroppo non c'è più l'impegno diretto e qualificante. Una volta comandavano gli elettori con il voto di preferenza, oggi comanda chi ti fa eleggere". Come trova il centrodestra abruzzese? "Tutte le scelte sono fatte da Roma. In Abruzzo nessuno osa fiatare. Praticamente oggi l'Abruzzo non c'è più. Una volta quando c'era la Dc nel Consiglio dei ministri c'erano quattro abruzzesi. Gaspari, Spataro, De Luca e Natali. Al Ministero per il Mezzogiorno eravamo in maggioranza". Erano altri tempi e l'Italia cresceva. "Non è così, nel periodo che va dal 1980 al 1992, la Regione Abruzzo è cresciuta di più delle altre regioni, compreso Lombardia e Nord Est. In quegli anni la congiuntura non era affatto favorevole. Siamo cresciuti fino al 1992, fino a quando la magistratura non ha arrestato il governo regionale bloccando la crescita dell'Abruzzo". Onorevole Gaspari lei è stato indicato anche come l'uomo della raccomandazione. Del Santo in Paradiso. "Io non ho mai assunto una persona se non c'era la piena necessità. Ho combattuto le assunzioni inutili. A Gissi sono stato sindaco per 33 anni ed avevo un organico di 19 dipendenti, oggi ci sono 27 dipendenti ed è tutto dato in appalto esterno. Con me Gissi era il paese dove si pagavano meno tasse d'Italia". Di imprenditori abruzzesi lei ne ha visti tanti, chi ricorda? "Erano formichette oggi sono giganti. Penso a Dino Di Vincenzo era una impresa di 3 o 4 persone, oggi è una potenza e il capostipite è Cavaliere del lavoro. Un altro imprenditore Gennaro Strever era una piccolissima ditta indviduale che è diventata grandissima. Nel mio comune a Gissi, due contadini con la terza elementare che partirono nel 1955, tornarono 15 anni dopo per impiantare una piccola officina nella Val Sinello, oggi hanno un complesso di sei industrie. La famiglia Toto era una piccola impresa, oggi è un gigante. I casi sono tanti. Lo sviluppo c'era perchè si coltivava l'impresa locale. La Regione Abruzzo oggi ha un organico superiore alla Lombardia ed abbiamo una spesa burocratica che costa e rallenta l'azione amministrativa" Cosa teme di più? "Prego il signore tutte le sere che non mi faccia vedere il mio lavoro distrutto. Tutto quello che è stato realizzato con i miei colleghi ad iniziare da Peppino Spataro. Quello che abbiamo fatto è in primo luogo l'unità degli abruzzesi. Chi era alla Regione, alla Provincia nei Comuni sapeva a chi rivolgersi e il gruppo di governo era di alto livello. Persone capaci come: Germano De Cinque, Tonino Tancredi, il nostro era un impegno concreto. C'era Lorenzo Natali, rappresentante dell'italia in Europa che negoziò l'ingresso di Grecia, Spagna, Portogallo". Tra gli uomini politici chi ha ammirato? "Alcide De Gaspari, non c'è dubbio. Era un Padreterno. Per l'iniziativa Amintore Fanfani, si tratta di politici che immaginavano, progettavano e realizzavano il futuro. Questo è il fare politica".

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Ortofrutticolo, dopo il via libera ambientale l'apertura potrebbe avvenire nel 2011 (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trieste Ortofrutticolo, dopo il via libera ambientale l'apertura potrebbe avvenire nel 2011 IL PROGETTO DI NOGHERE Superate le indecisioni: lavori pronti un anno prima del previsto LA CITTA' CHE CAMBIA Il cantiere potrebbe aprire a fine anno dopo i problemi burocratici e finanziari di ELISA COLONI Potrebbe essere vicina la posa della prima pietra del mercato ortofrutticolo nella valle delle Noghere. Dopo mesi di incertezza, infatti, sembra che il mercato - che sarà di proprietà pubblica, ma quasi certamente gestito da una società mista pubblico-privata - possa iniziare a essere costruito entro la fine dell'anno, per aprire i battenti già nel 2011, in anticipo di circa un anno rispetto alla prevista tabella di marcia. I dadi non sono ancora tratti. Ma tutti i soggetti coinvolti paiono finalmente concordi e ottimisti sulla realizzazione di questo progetto, legato a filo doppio alla nascita del Parco del mare in Campo Marzio (al posto dello storico ortofrutta triestino). Ezit e ministero dell'Ambiente, da un primo esame delle analisi sui livelli di inquinamento dell'area interessata, parlano infatti di "risultati positivi", che permetterebbero di "stralciare la zona dal sito inquinato complessivo, velocizzando i tempi". Gli operatori - grossisti, produttori e dettaglianti - hanno nel frattempo messo nero su bianco le loro obiezioni alla bozza del progetto della struttura redatta dagli uffici comunali (consentendo di passare in poco tempo alla stesura del progetto definitivo, da spedire agli uffici del municipio di Muggia). Il Comune di Trieste parla di "possibile nascita dell'ortofrutta nel 2011". L'amministrazione muggesana, scongiurando qualche coupe de theatre dell'ultimo minuto, conferma che "quasi certamente il progetto riceverà l'ok del consiglio comunale". Questo il quadro: sul tavolo non ci sono ancora tutte le documentazioni necessarie, ma i tasselli del puzzle stanno cominciando a incastrarsi. BONIFICHE Esiste un contratto preliminare di acquisto da parte del Comune di un'area di 60mila metri quadri di proprietà dell'Ezit alle Noghere. L'area, su cui sorgerà il mercato, è inserita nel Sito di interesse nazionale che l'Ezit ha sottoposto ad analisi, tramite una società privata, per verificarne il livello di inquinamento. "Quelli riguardanti i 60mila metri quadri destinati al mercato sono risultati incoraggianti: le falde risultano pulite e il terreno solo leggermente inquinato da idrocarburi", spiega Mauro Azzarita, presidente dell'Ezit. I risultati di questo test sono poi stati trasmessi (in marzo) dall'Ezit all'Arpa per la loro convalida. "Mi è stato riferito che tra pochi giorni l'Arpa li convaliderà e ce li invierà - afferma - così potremo a nostra volta farli avere al Comune e al ministero dell'Ambiente. Il primo potrà formalizzare l'atto di acquisto del terreno alle Noghere, mentre il ministero potrà esprimersi sulle percentuali di inquinamento. Visti i livelli così bassi riscontrati dalle nostre analisi - aggiunge Azzarita - è quasi certo che le bonifiche non serviranno nemmeno. Basterà la cosiddetta "analisi del rischio": una procedura rapida basata sulla verifica del rispetto di alcuni parametri internazionali. Se così fosse, il Comune potrebbe iniziare a utilizzare l'area già a fine anno". IL MINISTERO DELL'AMBIENTE Il sottosegretario Roberto Menia dà evidenti segnali positivi. "Se verranno confermate le analisi raccolte dall'Ezit - afferma - ci sarà la possibilità di velocizzare l'iter: i 60mila metri quadrati destinati a ospitare il mercato ortofrutticolo potranno essere stralciati rispetto al resto del sito inquinato, restringendo i tempi per la costruzione della struttura". I COMUNI DI TRIESTE E MUGGIA Esiste una bozza del progetto del mercato elaborata dagli uffici comunali, spedita negli scorsi mesi agli operatori che lavoreranno nella struttura, "per arrivare a un progetto esecutivo condiviso dalle parti - spiega l'assessore allo Sviluppo economico del Comune di Trieste Paolo Rovis -. Le percentuali di inquinamento dell'area sono molto basse: questo potrebbe rendere possibile un'inaugurazione anticipata della struttura nel 2011". A doversi esprimere (una volta giunti al progetto definitivo) sarà anche il Comune di Muggia, essendo l'ente che deve rilasciare la concessione edilizia. L'assessore del Comune muggesano Edmondo Bussani spiega: "Il nostro Consiglio comunale si esprimerà sul progetto, valutandone l'impatto urbanistico e ambientale. Siamo solo in attesa che da Trieste arrivi la documentazione, poi potremo muoverci". Esiste quindi l'ipotesi che il mercato ortofrutticolo si perda nelle pieghe della burocrazia muggesana e non vada in porto? "Lo dubito - aggiunge Bussani -. La possibilità che il progetto venga bocciato non mi sembra nemmeno da prendere in considerazione, perché i due sindaci Dipiazza e Nesladek hanno già preso accordi precisi in merito, concordando sull'opportunità e la fattibilità del progetto".

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Il consiglio di paola fatevi le ossa lontano dall'azienda di famiglia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Il consiglio di Paola "Fatevi le ossa lontano dall'azienda di famiglia" PONTE A EGOLA. "Quello conciario è un settore maschilista. Ma c'è spazio per le donne: l'importante è calarsi nella giusta mentalità e tirare fuori il carattere". Proprio quello che non manca a Paola Panzani, 43 anni, la quale da alcuni anni siede dietro alla scrivania del cuoificio Il Torello di Ponte a Egola, dopo aver accumulato una lunga esperienza, sempre nel settore amministrativo-contabile, in altre aziende della zona del Cuoio: "Mio padre è uno dei soci del cuoificio, ma per una scelta mia, una volta conseguito il diploma di ragioniera, decisi di andare a lavorare altrove. Ero cosciente del fatto che non sapevo fare niente, che avevo bisogno di imparare partendo da zero e preferivo farmi la gavetta in altre aziende". "Questo - aggiunge - anche per non rischiare di mettere in difficoltà mio padre nei rapporti coi soci: non era una scelta definitiva e ho sempre sostenuto che un giorno, avrei potuto lavorare nell'azienda del babbo". Ma in quel momento era giusto così: "Ad amministrare Il Torello c'era una dipendente bravissima. E poi c'è un altro aspetto: quando lavori nell'azienda di famiglia, i problemi, e talvolta anche il lavoro, te li porti a casa. Oggi sono costretta a fare tutto molto più in fretta rispetto ad allora". Così Paola decise di dare il via alla sua gavetta altrove: "Iniziai da un tacchificio di San Romano, una ditta piuttosto grande, che contava 25 dipendenti: ci sono rimasta per quasi dieci anni; quindi ho lavorato in una commerciale a Ponte a Egola, per poi entrare, tre anni fa, al cuoificio Il Torello". Un percorso che potrebbe essere seguito anche dal figlio 22enne di Paola: "Ha iniziato a lavorare in un'azienda vicina: un giorno potrebbe venire qui, ma nel frattempo è bene che si faccia le ossa altrove: gli servirà per capire tante cose. Poi, se vorrà, qui troverà le porte aperte". Lavoro e vita privata, ovvero croce e delizia soprattutto per le donne, impegnate nella difficile impresa di far conciliare gli "affari" domestici e familiari con quelli lavorativi: "Far conciliare i tempi degli uni con le esigenze degli altri non è sempre semplice. Ma con l'aiuto dei familiari e facendo qualche rinuncia, si può fare. Chi sta accanto a una donna che lavora, che sia il marito, il convivente o il fidanzato, deve in qualche modo adeguarsi e darle una mano, altrimenti tutto diventa più difficile". Guardandosi alle spalle, Paola non ha rimpianti e sottolinea con soddisfazione: "Questo lavoro mi piace molto, anche se negli anni è diventato molto più difficile, complice la burocrazia che complica la vita soprattutto alle piccole realtà come la nostra". Semmai a preoccuparla è il futuro: "Questo settore è in seria difficoltà per una serie di concause che tutti conosciamo. Sinceramente, guardando avanti, sono un po' pessimista". Ma intanto Paola mette tutta la sua grinta al servizio del cuoificio Il Torello e tiene quotidianamente i contatti con clienti e fornitori: "La nostra è una piccola azienda. Lavoriamo quasi esclusivamente per il mercato interno, in particolare con le Marche e il Veneto. Cerchiamo di restare a galla, ma le difficoltà sono notevoli: il prezzo dei prodotti chimici aumenta costantemente, poi ci sono i costi della depurazione e tutto il resto... è l'insieme di questi fattori che mi fa temere per il futuro". T.F.

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La provincia: una fondazione per gestire l'ecomuseo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia La Provincia: una fondazione per gestire l'Ecomuseo La proposta dell'assessore Donati per snellire l'attuale burocrazia che frena le iniziative S.MARCELLO. Una Fondazione per la gestione dell'Ecomuseo della montagna pistoiese. Sarà forse questa la formula più giusta per il futuro del museo naturale, perché quella presente è ritenuta troppo farraginosa per poter avere un seguito. Lo ha dichiarato l'assessore alla cultura della Provincia, Cristina Donati, durante uno degli ultimi consigli provinciali. "Il sistema di gestione dell'Ecomuseo è farraginoso e stiamo cercando di cambiarlo - aveva detto Donati - Abbiamo riunito i Comuni e proposto una Fondazione che ci permetterebbe di gestirlo direttamente con gli stessi soldi in modo molto più semplice". In effetti quello che impedisce di funzionare adesso sembra essere la compresenza di troppi enti distinti che rendono impossibile muovere liberamente gli ingranaggi della gestione contabile ed economica. "Una soluzione per il futuro - spiega l'assessore - è di creare un organo solo, come può essere una Fondazione, composta dai comuni interessati, la Provincia, i proprietari di alcuni beni e le associazioni che anche oggi si stanno impegnando direttamente. Non è detto che debba essere per forza una fondazione. E' una formula che è ancora da vagliare con cura ma il concetto rimane lo stesso. Abbiamo bisogno di semplificare tutta la macchina gestionale dell'Ecomuseo e andremo in questa direzione prima possibile". Per la formula della Fondazione se ne parlerà nel 2009. Per l'anno corrente è stato fatto un primo esperimento. Per la prima volta, infatti, la gestione didattica dell'Ecomuseo è in mano alla cooperativa Val d'Orsigna presideuta da Carlo Fagnoni. "Abbiamo fatto una convenzione con la Provincia - spiega Fagnoni - saremo noi a verificare che tutti i percorsi dell'Ecomuseo rispettino gli orari di apertura e siano funzionali, che vi sia personale idoneo in caso di visite. Siamo stati giudicati i più idonei per questa mansione perché siamo una cooperativa agricola che già si occupa del percorso del carbone e della trafila della castagna e conosciamo certi meccanismi dell'Ecomuseo. Naturalmente noi non sostituiamo la Provincia, a cui bisogna sempre fare riferimento anche per eventuali prenotazioni per visite". (c.b.).

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Il dopolavoro non va demolito (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

STRACCIS Il Dopolavoro non va demolito Non pare proprio una gran bella idea, quella scaturita dall'Ater di Gorizia e presentata sulle pagine dei quotidiani, di demolire il Dopolavoro di Straccis per farci due palazzine popolari. Neanche un po'. Intanto perché l'edificio rappresenta molto per la storia anche recente dei goriziani, per le varie attività che si sono succedute, dopolavoro, ristorante, bar, biblioteca, sede del quartiere e tant'altro, finché progressivamente è stato lasciato in abbandono, per anni, forse proprio per lucrare sul cattivo stato di manutenzione e così demolirlo. Con la solita scusa che conservare le cose antiche, siano case o alberi, costa troppo e non ci son soldi, perché servono ad altro. Poi perché l'edificio si rivela assai pregevole, curato nei particolari dall'ultimo progettista che vi ha operato, come si vede dai camini, bellissimi, coronati da un largo cappello, il fusto in mattone faccia a vista dagli spigoli graziosamente arrotondati, persi per sempre assieme al folto parco, che meglio sarebbe invece riordinare e recuperare al pubblico. Due nuovi condomini molto male sostituirebbero l'esistente, data l'architettura tipica degli Iacp che, malgrado gli sforzi profusi, anche a Gorizia negli ultimi trent'anni non ha prodotto molto di buono. Col risultato di ritrovarci oggi, in tutta Italia, periferie talmente orrende che perfino il neo-ministro Bondi le vuol risanare. La sostituzione si potrebbe virtualmente immaginare, pensando al suo posto il nuovo edificio bordò di via Gallina (peraltro firmato da progettisti vincitori di concorso nazionale), per capire che così proprio non va. L'immobile andrebbe recuperato, con parziale restituzione a funzioni sociali, nell'ottica di un restauro sperabilmente migliore rispetto a quelli eseguiti dall'Istituto per le vicine palazzine giallo-senape del Villaggio operaio dei Ritter, come si può vedere confrontando quelle "restaurate" con le poche private ancora integre, che presentano ancora scuri, intonaci e il colore rosso originale. La burocrazia però, questa volta, lascia ancora qualche speranza. Intanto perché il Piano regolatore classifica l'immobile come edificio qualificante l'ambiente urbano, modificabile ma non demolibile. Poi, date la proprietà pubblica e la vetustà superiore ai cinquant'anni, il provvidenziale vincolo del Codice urbani vede automaticamente parte in causa la Soprintendenza, l'unico istituto ormai che in Italia si occupa ancora della "scomoda" conservazione delle tante cose che ci sono state tramandate, a rappresentazione tangibile della cultura del nostro passato. Dottor Diego Kuzmin Gorizia.

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Un futuro che è già tra noi - maurizio bono (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Milano UN FUTURO CHE è GIà TRA NOI MAURIZIO BONO Che da tempo i confini daziari della "piccola Milano" siano fuori corso e solo d'impaccio, è evidente a quasi tutti quelli che ci vivono e lavorano. Lo sanno i 700 mila che per scappare dai prezzi alti delle case in dieci si sono allontanati dal centro, ma ci tornano ogni giorno per andare in ufficio. Lo sanno le aziende che a migliaia hanno spostato con lo stesso moto centripeto i capannoni, spesso mantenendo le direzioni in città. Lo sanno gli organizzatori di fiere e gli strateghi dell'Expo, che hanno fatto di Rho-Pero un punto nevralgico decentrato di sviluppo, e persino i turisti che arrivando in aereo vedono di notte la metropoli come un tutt'uno illuminato dalla Brianza al Parco Sud. E ancora meglio sanno, pendolari e commercianti, amministratori e cittadini, quanto costi in complicazioni, fatica di programmare e burocrazia inutile, dipendere da tavoli intercomunali per il tragitto di una strada, il percorso di un metrò, un documento anagrafico, ma anche per la realizzazione di un evento culturale o la scelta di dove mettere un teatro o un museo. è pensando a queste semplificazioni (ed economie) possibili, che la città metropolitana potrà nascere bene. Sapendo tuttavia che l'aumento della scala, mentre risolve certi problemi, altri rischia di ingigantirli se si affrontano come si è fatto finora, "quando eravamo piccoli". Qualche caso per tutti: i rom, il verde, le periferie, l'inquinamento. Grande Milano vuol dire non poter più cercare di esportare i problemi nel cortile del vicino, farsi carico della difesa del suolo senza cedere alla speculazione, sapere che "periferie" troppo grandi scoppiano, se non diventano (o restano) centri di una città plurale, e che un Ecopass di pochi chilometri quadrati, oltre a funzionare male, lascia il resto irrespirabile. Più di tutto, la centralizzazione utile ed efficiente non deve far sentire più lontano il potere decisionale dalla gente, e quindi bisognerà decentrare davvero. Saranno - sono già - temi di confronto politico e culturale. Quando e se si farà, quella per il sindaco metropolitano sarà una bella sfida.

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Lidi, l'assessore contro tutti - giuliano foschni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari Spiagge pubbliche Questione etica Polignano Manette all'impiegato-piromane ha appiccato tre roghi in un giorno Lidi, l'assessore contro tutti Pugno di ferro di Minervini con comuni e gestori Sono sporche e prive di servizi: non escludo di denunciare le amministrazioni Confermo il ritiro della concessione a quelli che sfruttano il lavoro nero GIULIANO FOSCHNI (segue dalla prima di cronaca) L'obiettivo però non sono soltanto i privati, i gestori degli stabilimenti balneari che dopo anni di deregulation lo scorso anno hanno dovuto adeguarsi alle nuove norme. Da quest'anno la Regione ha deciso di usare la linea dura anche nei confronti delle amministrazioni pubbliche, ree secondo l'assessore di non rispettare in troppi casi le indicazioni date dalla nuova norma. Non a caso, nelle ultime 48 ore gli uffici hanno prima inviato ai comuni una circolare "sulle corretta e uniforme applicazione" della legge regionale. E poi ha incontrato i gestori degli stabilimenti balneari per discutere della nuova ordinanza che entrerà in vigore tra quindici giorni. Nella circolare la Regione richiama all'ordine i comuni. Minacciando provvedimenti (come una segnalazione all'autorità giudiziaria per omissione di atti di ufficio) qualora la legge regionale sulla tutela delle coste continui a non essere rispettata. "Non è possibile - spiega l'assessore Minervini - che in relazione alla nuova legge regionale i privati stiano rispettando le norme e molte amministrazioni ancora no". Il riferimento è in primis all'accessibilità alle spiagge libere: "Secondo la norma - continua il responsabile del Demanio - il 60 per cento della costa deve essere pubblica: la proporzione è rispettata, ma spesso quelle aree non sono accessibili perché sporche, abbandonate, pericolose per i bambini. E comunque sono senza servizi. Questo non possiamo più tollerarlo". Ecco perché l'ordinanza 2008 prevede la pubblicazione sul sito internet e sull'albo pretorio della Regione della lista delle amministrazioni comunali inadempienti. Dagli uffici della Regione si dicono però pronti anche a una segnalazione all'autorità giudiziaria, qualora gli uffici delle amministrazioni locali continuino a ignorare la norma. Stesso discorso vale per i controlli e le sanzioni nei lidi privati. Quelli messi in atto lo scorso anno non sarebbero sufficienti, e soprattutto il lavoro di controllo fatto dagli uomini del Demanio si arena poi nella burocrazia dei piccoli comuni: è il caso per esempio dei 20 stabilimenti balneari trovati nel 2007 fuori legge e per i quali i comuni non hanno ancora fatto scattare le contravvenzioni previste. Accanto al braccio di ferro con le amministrazioni, la Regione ha cominciato una nuova discussione con i gestori dei lidi. Al centro del dibattito la nuova ordinanza che regolamenta la vita in spiaggia dell'estate 2008. Tra le novità dell'anno le cosiddette norme etiche: se per esempio viene scoperto lavoro nero in un lido, la Regione ritirerà la concessione al gestore dello stabilimento balneare. "Una norma frettolosa e approssimativa" attacca il vicepresidente regionale del sindacato dei balneari (il Sib), Antonio Capacchione, uscito non convinto dall'incontro avuto con Minervini. "Nelle prossime ore formuleremo le nostre controdeduzioni e le nostre proposte: così com'è, certamente, l'ordinanza non va bene, è sbagliata. Abbiamo seri dubbi che sia la Regione l'ente legittimato a emanare il provvedimento, e non i comuni". I balneari se la prendono soprattutto con la parte della norma sul lavoro nero. "La dizione sul lavoro nero è troppo generica: un ragazzo con un contratto part time che si ferma un'ora in più nel lido, magari a fare due chiacchiere, è un lavoratore in nero? Non si può scherzare su queste cose". Per rispondere a questi quesiti l'assessorato ha deciso di emanare una circolare esplicativa (sarà inviata tra oggi e domani) per chiarire cosa s'intende per lavoro nero e il percorso che porterà alla sanzione. "Sul principio però - assicura Minervini - non faremo nemmeno un passo indietro: chi sfrutta il lavoro nero, chi cerca di risparmiare poche centinaia di euro sulla pelle dei ragazzi, non può essere un concessionario dello Stato". La Regione si è detta pronta a discutere invece su altre parti dell'ordinanza, per esempio nell'aspetto che riguarda la distanza massima dalla costa di canoe e pedalò. Dovranno fare però molto in fretta: dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, devono trascorrere 15 giorni per entrare in vigore. "Dobbiamo chiudere entro questa settimana" dice Minervini. L'assessore nei prossimi consigli regionali dovrà però riproporre il testo della legge sulle spiagge per una nuova approvazione. La Corte costituzionale - chiamata in causa dell'ex ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta - ha infatti bocciato la parte della norma che consentiva ai gestori dei lidi di lasciare per tutta la stagione le opere amovibili realizzate per l'estate. "Hanno inteso la norma come una maniera per sanare gli abusi. Chiaramente l'intento non era quello: già nel prossimo consiglio, riproporremo il testo con una formula più chiara". "L'ennesimo pasticcio della Regione" attacca però la senatrice del Pdl, Adriana Poli Bortone, che è anche assessore alla fascia costiera del comune di Lecce. E proprio i vigili della sua amministrazione hanno sequestrato ieri insieme con le guardie forestali una decina di villette: si trovavano all'interno di una zona di protezione speciale ed erano state costruite abusivamente a pochi metri dalla battigia. Devastando alcune dune di sabbia.

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TROVARE UN LAVORO? I MILANESI PREFERISCONO IL PRIVATO (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

10 Luglio 2008 TROVARE UN LAVORO? I MILANESI PREFERISCONO IL PRIVATO Milano, 10 giugno 2008 - Milanesi più fiduciosi nel lavoro che nel resto d'Italia: puntano sul privato e più di uno su tre vorrebbe lavorare in una grande azienda. Al contrario di romani e napoletani che preferirebbero un lavoro sicuro con un posto nel pubblico. I milanesi scelgono l'impresa per la sicurezza (35%) e la soddisfazione personale grazie alla qualità del lavoro (27%). In banca ci si aspetta una buona remunerazione (37%). Nel pubblico sicurezza (56%), ma minore qualità del lavoro (15%). Gli ostacoli a lavorare bene? Al primo posto la burocrazia per quasi un milanese su tre (30%), il nepotismo (15%), ma anche poca voglia di lavorare (22%). Diversamente dal resto d'Italia dove il nepotismo è la piaga maggiore. Emerge da un'indagine della Camera di Commercio di Milano attraverso la sua azienda speciale Cedcamera con metodo Cati nel 2007 con 840 interviste su Milano, Roma e Napoli. "I dati ? ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano ? ci segnalano un continuo impegno di crescita da parte delle imprese milanesi che puntano con decisione su nuove risorse e che si traduce in nuova occupazione. E anche i milanesi puntano sull'impresa per il lavoro. Un tessuto produttivo dinamico che riconosce la necessità di investire nel capitale umano, vero valore aggiunto nella sfida del mercato globale. Ma è importante migliorare il collegamento tra domanda e offerta di lavoro, anche grazie al coordinamento delle istituzione e alla predisposizione di strumenti mirati". . <<BACK.

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Il regolamento del verde <penalizza i privati> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 27 Il regolamento del verde "penalizza i privati" FORZA ITALIA, POLEMICA APERTA "IL NUOVO regolamento comunale del verde ha l'obiettivo di tutelare la vegetazione del territorio comunale come un patrimonio di tutta la cittadinanza, ma leggendo i vari articoli sembra invece che il fine sia quello di ingabbiare la proprietà privata". Ad affermarlo è Primo Costa, coordinatore comunale di Forza Italia, che ha analizzato vari articoli del regolamento del verde, criticando subito l'articolo 4, "perchè vi si legge che gli interventi colturali sul verde pubblico effettuati dal Comune possono essere eseguiti senza le autorizzazioni previste. Ma così il Comune non deve rispettare le regole come i privati cittadini, quindi è una norma da cambiare". Per quanto riguarda gli abbattimenti, l'articolo 6 "detta le regole per le alberature protette, con una lunga serie di adempimenti sulle condizioni necessarie per l'abbattimento. E in caso di pericoli o malattie irreversibili occorre la perizia di un tecnico iscritto all'albo. Ma tutta questa burocrazia è eccessiva e onerosa per i cittadini". COSTA poi si sofferma sulle regole per le potature, con l'articolo 7 "che stabilisce che un albero corettamente piantato in spazi adeguati e correttamente coltivato non necessita di potature, se non in casi eccezzionali. Ma questo non è vero, perchè la potatura serve per rigenerare la pianta. Sempre l'articolo stabilisce anche l' eventuale tipo di potatura e il periodo in cui eseguirla: questo articolo per noi è da cancellare in toto". Altre osservazioni riguardano la scelta delle specie di piante in nuovi impianti: "nell'articolo 14 si ci dice giustamente che la scelta delle specie nelle sostituzioni e nei nuovi impianti deve tendere al mantenimento degli aspetti naturali, paesaggistici e culturali del territorio, ma nel terzo capoverso si afferma che i criteri di scelta variano in funzione della zona. Ma nuovi impianti e sostituzioni secondo noi dovrebbero coinvolgere solo piante autoctone del nostro ambiente". E, PER quanto riguarda la difesa fitosanitaria, "non è sempre sufficiente usare antiparassitari biologici, ma spesso è necessario ricorrere a trattamenti chimici". In conclusione, "questo regolamento del verde lega le mani ai cittadini, che non saranno liberi di abbattere piante nel proprio giardino, limitando così la proprietà privata e il Comune quindi deve cambiarlo".

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SANTARCANGELO <I T-red per ora non si toccano> Guai con l'Anas (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

BELLARIA, SANTARCANGELO, VALMARECCHIA pag. 14 SANTARCANGELO "I T-red per ora non si toccano" Guai con l'Anas SI ASPETTERÀ la perizia, e poi le prime sentenze dei giudici di pace. Fino a quel momento, nulla cambierà per i T-red. Il Comune di Santarcangelo prima di prendere ogni decisione (modificare le fasature dei semafori, aumentando i tempi del giallo) attenderà di conoscere i risultati della perizia commissionata dal tribunale, e gli effetti che questa avrà sulle centinaia di ricorsi presentati per le multe fatte dai 2 impianti sulla via Emilia. "Cambiare i tempi del giallo non è facile ? ammette il comandante della polizia municipale di vallata, Ivano Vandi ? in quanto prima di andare a ritoccarli occorre avere l'autorizzazione dell'Anas (visto che la via Emilia è strada statale)". A dire il vero però il sindaco di Santarcangelo, Mauro Vannoni, aveva già proposto qualche tempo fa di rivedere i tempi del giallo, aumentandoli. Una proposta che si è però poi scontrata con la burocrazia, in particolare (a quanto è dato sapere) proprio con gli uffici dell'Anas. Ma se la perizia, come è trapelato ieri, indicherà ai giudici di pace la necessità di allungare i tempi del giallo (attualmente dura solo 4 secondi) a Comune e polizia non resterà altro che modificare i semafori.

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Rozza: dove sono finiti i 20 mila alloggi promessi? (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-10 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Intervista Il consigliere del Pd attacca: basta con le politiche dei grandi annunci Rozza: dove sono finiti i 20 mila alloggi promessi? Cantieri popolari infiniti: colpa della burocrazia? "Troppo facile addossare tutte le responsabilità alle lungaggini degli appalti - risponde la consigliera del Pd Carmela Rozza -. La verità è che il centrodestra a Milano non ha fatto nulla per il disagio di chi non riesce a pagare affitti di mercato". Veramente il consiglio comunale ha dato il via libera alla costruzione di alloggi su 11 aree. "Vero. E il Pd non ha fatto mancare il suo appoggio. Ma prima? Non si possono dimenticare decenni in cui questi temi sono stati del tutto ignorati. Negli anni '90 si annunciava la costruzione 3-400 alloggi per poi portarne a termine la metà in tempi lunghissimi. Poi dal 2000 è partita la stagione dei grandi annunci. Ventimila gli alloggi promessi. Ma nessuno ha mai visto i bandi". La gente si arrangia? "La gente è disperata. Ci sono 16.200 famiglie in graduatoria per la casa popolare. I single che precipitano in fondo a qualsiasi lista. E poi c'è il ceto medio in difficoltà". Il governo Berlusconi ha annunciato la vendita degli alloggi popolari agli inquilini. E' un modo per affrontare il problema. "Non scherziamo. Un ottantenne non compra nulla con una pensione di 400 euro. Con questo annuncio il governo dice che non metterà un soldo per la casa. E che se le regioni vogliono fare una politica in materia devono vendere il patrimonio. Non solo: il governo Berlusconi ha anche bloccato i 43 milioni per 700 alloggi che Prodi aveva assegnato a Milano". A che punto sono le prove di dialogo con la maggioranza sul tema casa? "In consiglio comunale si tenta percorso serio di riforma da proporre a regione e governo. In questo modello i privati costruiscono e mettono in affitto a prezzi calmierati. Il pubblico facilita imprese, fondazioni e cooperative che investono nel mercato calmierato della casa e mette a disposizione le aree. Poi aiuta le famiglie che non riescono a pagare l'affitto, seppure calmierato. Il pubblico sposta l'attenzione dal mattone alla persona". E' il meccanismo del fondo sociale affitti. Ma le risorse?. "Con 100 milioni di euro a bilancio ogni anno si sosterrebbe l'affitto di 20 mila famiglie. Compresi i 16 mila in graduatoria ". Ri. Que. \\ Un anziano non può comprare casa con pensioni da 400 euro Rozza del Pd.

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Mistilingue? Casa negata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-07-10 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Dalla prima Mistilingue? Casa negata Sono dunque cresciuta in mezzo a persone di lingua italiana, imparando così con molta facilità la lingua italiana. Lavoro come impiegata presso un'associazione e nel mio tempo libero mi dedico molto al volontariato. Sono riuscita, grazie all'aiuto dei miei genitori, a comprare un appartamentino per iniziare finalmente a essere indipendente. Sono sola e quindi ho dovuto fare un mutuo di 30 anni che mi costa non pochi sacrifici. Il 12 dicembre scorso mi sono recata in via Duca D'Aosta 40 per richiedere una copia della mia dichiarazione di appartenenza linguistica e mi sono sentita dire, in modo anche poco carino, che, per un mio errore (la signora gentilmente mi ha detto: ma che hai combinato?) non avrei ricevuto un centesimo come contributo della Provincia. Io, cascando dalle nuvole, credevo di aver fatto chissà cosa finché sono venuta a sapere che, avendo fatto una "X" sia sul quadratino di lingua tedesca sia su quello di lingua italiana, questa dichiarazione risulta nulla. L'ho subito rifatta, ma ci vogliono 18 mesi perché abbia validità, purtroppo troppo tardi per rientrare nei sei mesi previsti dalla legge dopo la stipula del contratto di compravendita. Io all'epoca (e dalle mie indagini fatte finora non solo io) non avevo capito l'importanza di questa dichiarazione. Non avrei mai creduto che dichiarandomi "mistilingue" avrei avuto un futuro economico molto più difficile da affrontare. Ne ho parlato con tante persone e tutte sono d'accordo con me: è una vera assurdità, ma così è qui a Bolzano, basta vedere quello che sta venendo fuori per gli asili mistilingui. Si accettano stranieri, ma non mettete un italiano con un tedesco! All'inizio non volevo dargliela vinta a questa nostra bella Provincia e ho parlato con assessori, consiglieri e altro i quali, per mio stupore, ne sapevano quanto me, se non ancora meno. Ora che so vorrei, con questo mio racconto, aprire gli occhi ai giovani che devono ancora affrontare tutto ciò, perché sono sicura che pochissimi sanno a cosa serve la dichiarazione di appartenenza linguistica e che bisogna per forza schierarsi per una delle tre lingue. Non si ha scelta, nemmeno se si sta bene sia con uno che con l'altro gruppo linguistico. è la burocrazia, i politici stessi che riescono a farti odiare il fatto che ci siano tre lingue. Non siamo noi che non apprezziamo una di queste. Barbara Nerpas La vicenda Dichiarazione linguistica siglata in italiano e tedesco Saltano i contributi per l'acquisto dell'alloggio.

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Ottanta progetti per l'eco-business (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-10 - pag: 19 autore: Ottanta progetti per l'eco-business Programma da un miliardo di euro - Task force coordinata dall'Ice per le imprese italiane Rita Fatiguso SHANGHAI. Dal nostro inviato Le cicatrici dell'emergenza ambientale cinese non si possono più nascondere. Basta risalire il Paese dal Guangdong alla costa che, attraverso lo Zehjiang porta a Shanghai e più a nord, alla provincia dello Jangsu. Visibili, profonde. Si ha l'impressione, a tratti, di essere in una terra in cui tutto si può fare. Poi, però, basta bussare alle porte di fabbriche aperte da italiani in queste zone ad alto tasso di industrializzazione per ricredersi. Contrasti e paradossi di un Paese nel quale molti imprenditori hanno rischiato di perdersi nei meandri della burocrazia, o nei negoziati estenuanti con i governi locali che impongono regole molto discontinue. La certezza dei rapporti è fluttuante e se la Cina non è la Mecca del lavoro low cost, non è neanche il posto in cui si può arrivare al di fuori di ogni regola o controllo ambientale. Alcuni imprenditori italiani, al contrario, hanno faticato non poco a introdurre anche nei loro stabilimenti cinesi le regole applicate altrove, in Europa o nel mondo. Il fatto è che in molte aree della Cina – al contrario – i livelli di inquinamento hanno raggiunto punte drammatiche. L'emblema è proprio il lago Tai, al centro della provincia dello Jiangsu, a nord di Shanghai, la città più grande dell'area è Wuxi. Tre anni fa il lago è stato letteralmente invaso dalle alghe, il fenomeno si è ripetuto di recente e gli abitanti, due milioni persone, hanno iniziato a protestare perché l'acqua non è potabile, i pesci muoiono, non c'è più vita. Qui si sono insediate anche alcune aziende italiane. "Le regole ci sono – ci ha detto la dirigente cinese di una delle aziende visitate tra Shanghai e Wuxi che per ovvie ragioni chiede di non essere citata con nome e cognome – e gli imprenditori cinesi le conoscono alla perfezione. Ma tutti sappiamo che di notte scaricano nel lago gli scarti delle lavorazioni tossiche. Nessuno vede, i costi di smaltimento sono pari a zero. Ma questo non potrà durare a lungo, ne va della nostra stessa esistenza". Infatti, l'abbiamo constatato con i nostri occhi, nell'area intorno al lago può capitare di imbattersi in una fonderia decrepita che funziona a intermittenza senza alcun filtro oppure in una centrale a carbone che scarica direttamente le acque reflue nello stagno vicino. Segno che la Cina non è ancora un Paese a crescita sostenibile. Allora, si può produrre in maniera pulita proprio accanto a un lago che muore, usato come discarica a cielo aperto? Se il paradosso è questo, allora per le aziende italiane la sfida delle risorse ambientali può diventare, addirittura, un'opportunità. Alcune di quelle visitate si sono già agganciate alle opportunità offerte da programmi nati, a cascata, dagli accordi multilaterali per la protezione dell'ambiente e dall'Organizzazione mondiale del commercio. Gli impegni assunti dalla Cina con l'organizzazione delle Olimpiadi di Pechino e dell'Expo 2010 di Shanghai richiedono l'applicazione di norme e standard ambientali simili a quelli dei Paesi dell'area Ocse. Già sei anni fa, al vertice mondiale di Johannesburg – presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ministri dell'Ambiente cinese Xie Zhenhua e italiano Altero Matteoli – fu siglato un programma di cooperazione per lo sviluppo sostenibile. L'oggetto, spiegano al ministero dell'Ambiente, erano i cambiamenti climatici, la protezione della fascia di ozono, la protezione della biodiversità, l'eliminazione delle sostanze chimiche organiche persistenti, la lotta contro la desertificazione. Più in concreto, si puntò a iniziative pilota e a studi di fattibilità, per la protezionee conservazione delle risorse naturali, per la gestione integrata ed efficiente delle risorse idriche, per la promozione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, lo sviluppo e l'impiego delle tecnologie e dei sistemi di trasporto a basse emissioni, per la diffusione di tecnologie e buone pratiche per l'agricoltura sostenibile, per la formazione in campo ambientale ed energetico delle classi dirigenti cinesi. Oggi una task force permanente italo-cinese, composta da oltre 60 esperti del ministero dell'Ambiente, di Agenzie e ministeri cinesi, istituzioni scientifiche e università dei due Paesi, con sedi a Pechino e a Shanghai è a disposizione delle imprese italiane. Oltre al ministero dell'Ambiente, partecipano Cnr, Enea, Ingv e un network di dieci università italiane. L'ufficio Ice di Pechino ha un ruolo di project manager della task force. In sette anni sono stati avviati, e anche conclusi, oltre 80 progetti. Per il finanziamento il ministero dell'Ambiente ha istituito meccanismi specifici, ben 115 milioni di euro di progetti sono stati cofinanziati, attraverso contributi diretti e l'impiego dei Trust fund istituiti presso World bank e fondi multilaterali. Al cofinanziamento partecipano anche i cinesi (34 milioni), le imprese italiane che hanno aderito al programma di cooperazione (42 milioni), le agenzie delle Nazioni unite (Uneo, Undp, Unido), la Global environment facility, World bank e Fondo multilaterale del protocollo di Montreal per la Protezione della fascia di ozono (35 milioni). Se, finora, i progetti diretti ne valgono 226, la dimensione economica totale della strategia è di 800 milioni. In fin dei conti, un finanziamento del ministero dell'Ambiente di 115 milioni di euro ha mosso in Cina investimenti per oltre un miliardo. Si può cercare di aiutare la Cina ad affrontare la modernizzazione, ma anche spingere le nostre imprese a internazionalizzarsi e a investire in settori puliti. rita.fatiguso@ilsole24ore.com Seconda e ultima puntata La prima, dedicata alle risorse umane, è stata pubblicata il 3 luglio. STRATEGIE In sette anni i piani di investimento sono stati cofinanziati da Roma, Pechino e dalla Banca mondiale L'EMERGENZA DEL DRAGONE Il lago Tai ( foto a sinistra), nella provincia dello Jangsu, vicino a Wuxi, è il terzo più grande della Cina. Gravemente inquinato e infestato dalle alghe anche a causa del massiccio livello di industrializzazione dell'area, in cui vivono due milioni di persone. L'acqua non è potabile, a maggio è scattato nuovamente l'allarme rosso. Fonderia in disarmo ( in alto) e centrale a carbone in attività ( a destra) a Lixing. AP.

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Oltre le frontiere della ricerca (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)

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Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 7 autore: SALUTE GLOBALE L'APPROCCIO DELLA FONDAZIONE GATES SECONDO TACHI YAMADA Oltre le frontiere della ricerca DI GUIDO ROMEO P er innovazioni radicali, ci vogliono idee fuori dall'ordinario. Parola di Tachi Yamada, direttore del programma Global Health della fondazione Bill & Melinda Gates, che ha appena lanciato "Grand challenges exploration", una nuova linea di finanziamento mirata esclusivamente alla ricerca di frontiera. Dal 2000 la Fondazione ha già stanziato sette miliardi di dollari seguendo il motto "Discover, develop and deliver", collegando ricerca, sviluppo e somministrazione in loco di farmaci low-cost contro malaria, Tbc, polio, meningite e altri grandi killer, e prevede di metterne a disposizione altri dieci nell'arco dei prossimi cinque anni. Un impegno possibile grazie alcapitale del tycoon dell'informatica Bill Gates e che ha ricevuto nuovo impulso nel 2006 grazie alla donazione di 30,7 miliardi dollari da parte del multimiliardario Warren Buffet. "Le explorations sono un'evoluzione dei "Grand Challenges" lanciati nel 2005 e permettono di ricevere 100mila dollari nel giro di pochissimo tempo, sono un nuovo tipo di bando mirato alla ricerca più audace e controcorrente – spiega Yamada –. I progetti non vengono giudicati con i tradizionali sistemi di peer-review, perché crediamo che questo tipo di valutazione tenda a essere troppo conservativa per il tipo di risultati veramente dirompenti che vogliamo ottenere". Un approccio proposto dallo stesso Bill Gates, che ha osservato come le migliori idee nell'It oggi arrivino da fuori dei confini degli Usa, e sempre più impegnato nella fondazione dopo il suo recente addio ufficiale alla Microsoft, ma che Yamada ha vissuto sulla propria pelle. "Fino a non molti anni fa, come gastroenterologo avrei riso a chi mi avesse detto che le ulcere gastriche sono causate da qualcosa di diverso dai succhi dell'apparato digerente – sottolinea Yamada – ma oggi sappiamo che il colpevole è un batterio, l'Helicobacter pylori, e ciò ha cambiato il modo di curarle e prevenirle". Le proposte delle explorations – non più di due paginette per minimizzare la burocrazia – dovranno contenere un'ipotesi scientificamente dimostrabile e saranno valutate da un comitato di saggi di cui fanno parte anche quattro Nobel, tutti di provata eccellenza, ma non specialisti nel campo. Se finanziato e dimostrato con successo, il progetto potrà accedere a un secondo e più corposo finanziamento fino a due milioni di dollari, per portare avanti la ricerca e lo sviluppo, magari in collaborazione con un partner come già avviene per Mmv, Medicines for malaria ventures, che riceve grant della fondazione Gates per lo sviluppo di antimalarici. "è molto stimolante vedere che la maggior parte delle proposte arrivano da Asia e Africa – spiega questo ricercatore- manager –. Entro fine anno prevediamo di chiudere il primo round e di finanziare circa mille proposte nell'arco dei prossimi cinque anni. Da queste vorremmo poter portare il 3-4% al livello successivo". Il meccanismo è destinato a fornire anche impulso all'impresa privata. La proprietà intellettuale rimane infatti nelle mani del ricercatore che le sviluppa e che, se avrà successo, potrà negoziarne il valore con investitori nei passi successivi. "Il nostro obiettivo è abbattere il rischio dello sviluppo di farmaci, particolarmente alto nelle prime fasi – spiega – per creare prodotti nei quali le grandi farmaceutiche siano disposte a investire ". Yamada, che qualche giorno fa era a Siena, presso la sede della Novartis, che sta ottenendo ottimi risultati contro la malaria con il suo Coartem, a base di artemisina, guarda con grande interesse ai vaccini. "Fino a qualche anno fa i vaccini erano considerati un investimento poco interessante per le farmaceutiche – osserva – ma oggi, grazie alle tecnologie ricombinanti e agli stringenti requisiti di produzione che di fatto le proteggono meglio di un brevetto, sono una nuova frontiera". Farmaci in grado di cambiare l'equazione della salute e dello sviluppo del Sud del mondo, ma anche di trovare un mercato redditizio. Un esempio è il vaccino per la tubercolosi, che da solo rappresenta un mercato di mezzo miliardo di dollari nei Paesi in via di sviluppo, e per il quale ci sono già molecole nella terza fase di sviluppo clinico con il 75% di chance di diventare un prodotto di successo. Ma non è finita. L'impegno di Yamada e della Gates nella rivista "Health Affairs" ha portato all'adozione da parte dell'Fda dei "priority review vouchers" che garantiscono, alle aziende che si impegnano nello sviluppo di un farmaco mirato a malattie neglette (un prossimo caso potrebbe essere proprio l'antimalarico di Novartis), una valutazione rapida da parte dell'Fda statunitense trasferibile a un'altra molecola, magari destinata al ricchissimo mercato del cardiovascolare. "è di fatto un fortissimo incentivo economico – spiega il ricercatore, che nel 2002, a Tres Cantos, in Spagna, ha lanciato il centro di Gsk per la ricerca per i Paesi in via di sviluppo – perché per un blockbuster, arrivare sul mercato sei mesi prima, significa 500 milioni di fatturato in più". Visionario con i piedi ben piantati a terra, Yamada non si tira indietro di fronte a qualche previsione: "La prima eradicazione sarà il verme di Guinea, nel giro di tre anni, ma per la polio non ci vorrà molto di più e penso sia possibile far sparire anche la malaria. C'è un vaccino allo studio e ottimi risultati con i farmaci, ma non bisogna abbassare la guardia perché si rischia una recrudescanza devastante come quella vista in Sri Lanka. Ma soprattutto, saranno le nuove conoscenze a farci vincere la battaglia contro i grandi problemi". www.gcgh.org www.fda.gov “ Eliminare la malaria è possibile, ma saranno le nuove conoscenze a farci vincere la battaglia contro i grandi killer del Pianeta j Chi è - Tadataka (Tachi) Yamada, 63 anni, è presidente del Global health programme della Fondazione Bill&Melinda Gates dal 2006. Prima di entrare a far parte della Fondazione, è stato direttore della ricerca di GlaxoSmithKline, dove ha creato il laboratorio di Tres Cantos, in Spagna, e ridisegnato l'R&D dell'azienda. (gu.ro.) DARIUSH RADPOUR.

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Non profit, ma visionari e strategici (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 7 autore: MODELLI DAL WELLCOME TRUST ALLE FONDAZIONI CARIPLO E MONTE PASCHI Non profit, ma visionari e strategici C on un budget di ricerca comparabile a quello del Belgio e superiore a quello di molti altri Stati la fondazione Bill& Melinda Gates è divenuta negli ultimi protagonista, ma il non profit ha da tempo un ruolo crescente e strategico nella ricerca. I modelli sono diversi e vanno dalla "charity" di modello anglosassone alle fondazioni bancarie. Il Wellcome Trust britannico, nato nel 1936 per amministrare le fortune del magnate della farmaceutica Henry Wellcome, con un patrimonio di 15 miliardi di sterline è una delle organizzazioni più attive sia nel finanziamento della ricerca di base che nella divulgazione dei temi di scienza e società con un budget annuo di 600 milioni di sterline. Un'accelerazione è arrivata lo scorso febbraio con l'annuncio della consacrazione di quasi 4 miliardi di sterline (5 miliardi di euro) a grandi progetti di biomedicina nell'arco dei prossimi cinque anni. Negli Usa, negli stessi anni è nata la fondazione March of dimes con lo scopo di eradicare la polio e per la quale ha condotto numerose campagne di raccolta fondi. Una missione incompiuta che le è valsa non poche critiche per l'eccessiva burocrazia, spingendola a riscrivere a sua missione verso un più ampio miglioramento della salute infantile. Più generalista, con obbiettivi dal filantropico allo scientifco è la Fondazione Rockfeller con asset per 4 miliardi di dollari, che hanno finanziato le ricerche più diverse dall'energia alle terapie anticancro. In Italia Telethon e Airc, che nel 2007 hanno raccolto rispettivamente 30 e 56 milioni di euro tra donazioni e contributi per la ricerca sulle malattie orfane e i tumori, negli ultimi anni sono state affiancate dalla Fondazione Cariplo, che moltiplicato il suo impegno verso i laboratori italiani. Grazie allo sviluppo di un solido sistema di valutazione dei progetti la più importante tra le fondazioni bancarie italiani è passata dai 3 milioni di euro del 2001 a 48 milioni di euro nel 2007. In Toscana la Fondazione Monte dei Paschi di Siena prevede di erogare quasi 12 milioni nel 2007 per progetti specifici tra cui Siena Biotech e "Toscana Life Sciences" il polo scientifico e tecnologico che sta nascendo a Siena con la partecipazione di tutta la regione, e con la sua BioFund SpA, una seed capital, che sostiene le aziende biotech nella fase di start up. guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com www.wellcome.ac.uk www. fondazionecariplo.it www.fondazionemps.it Benefattori. Warren Buffett (a sinistra) insiemea Melinda e Bill Gates,alla cui Fondazione per lo sviluppo, ha donato nel 2006 30,7 miliardi di dollari,il 70% del suo patrimonio personale.

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Un network per la città (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-07-10 - pag: 15 autore: E-PARTECIPATION L'ESPERIENZA DI 40XVENEZIA Un network per la città Attivisti civici si organizzano in rete. Facendo circolare progetti e proposte L a dimensione sociale della rete – sintetizzata dal nuovo corso che si ispira alla filosofia del web 2.0 – rende internet, giorno dopo giorno, un mondo sempre meno virtuale e più legato alla dimensione del vivere quotidiano di milioni di persone. I social network, identificati nell'immaginario collettivo (di media e aziende tradizionali) come un luogo dove perdere tempo e giocare, si stanno rapidamente rivelando come un ambiente in cui la partecipazione si trasforma in attivismo concreto, spesso con finalità pubbliche e sociali. Nei Paesi caratterizzati da regimi autoritari gli strumenti di social networking sono un prezioso aiuto per organizzare la protesta, mentre nei Paesi democratici consentono ai cittadini lontani dalla politica dei partiti di esprimere opinioni, discutere proposte e mettere al servizio della comunità locale le proprie competenze, con effetti reali sulla vita della città. Come nel caso di 40xVenezia. In Egitto Facebook è il network più popolare con circa 500mila utenti registrati. Nonè un caso quindi se Ahmed Maher, giovane attivista locale, sia finito nel mirino del Governo. Reo di aver promosso un gruppo su Facebook per promuovere uno sciopero nazionale di operai, al quale si sono iscritti a meno di due settimane dalla manifestazione circa 60mila utenti, Ahmed Maher è stato arrestato e torturato dai servizi egiziani per almeno 12 ore, allo scopo di estorcere la sua password di accesso al servizio e recuperare quindi i dati degli iscritti. La grave violenza subita e le continue minacce non hanno però frenato Maher dal continuare la protesta: la sua intenzione è trasformare il gruppo in un movimento politico a tutti gli effetti con il nome di "I giovani di Facebook". In Italia i social network stanno rapidamente conquistando l'attenzione dei navigatori. Le consolidate community di Windows Live Spaces, Virgilio e Libero sono tallonate da MySpace e Facebook, in rapida crescita. Meno note ma altrettanto vivaci sono le community supportate da Ning, la startup americana che vanta la piattaforma con il più alto numero di social network attivi nel mondo: 300mila con circa 2mila nuovi network al giorno. Da PRItalia che raduna i professioni delle relazioni pubbliche a Salsa Muchachos per gli amanti dei balli latini, numerosi sono i network italiani. Tra gli altri 40xVenezia è attualmente quello che più si è distinto nell'usare il social networking con fini sociali e grande successo di partecipazione. Nato come strumento virtuale al servizio di 40xVenezia, movimento d'opinione sorto circa un anno fa per contribuire alla costruzione di una Venezia sostenibile, è diventato in pochi mesi il fulcro delle attività del gruppo, con evidenti benefici rispetto alla partecipazione e all'influenza nella vita pubblica della città. Nell'aprile scorso perfino il corporate blog di Ning ha dedicato un ritratto a 40xVenezia, a testimonianza dell'impatto e del passaparola generato, oggi composto da 1.255 membri. Lo spazio aperto sulla piattaforma è stato finalizzato a promuovere le attività del movimento, con foto e video degli eventi di sensibilizzazione e informazioni locali aggregate dalle principali testate giornalistiche, ma soprattutto a organizzare la proposta con quattro gruppi programmatici dedicati al problema casa, alla mobilità, al turismo sostenibile e al patrimonio artistico e culturale. Il caso 40xVenezia mostra tangibilmente come il virtuale della rete possa potenziare l'organizzazione reale di attivismo al servizio di una comunità locale. Oltre alla condivisione di informazioni e documenti online, il movimento ha promosso incontri periodici dei membri per discutere le idee già condivise e decidere insieme le articolazioni della campagna di pressione. Una prima piccola vittoria è stata il contributo che ha positivamente influenzato lo statuto della Fondazione dei Musei, a cui l'amministrazione di Venezia ha affidato la gestione dei musei civici veneziani. è tuttora in corso una campagna ben più impegnativa, con una petizione popolare per modificare tre articoli della Nuova disciplina regionale in materia di turismo, in corso di discussione presso la Regione Veneto, che avranno pesanti ricadute sulla città storica. La dimensione umana e locale di 40xVenezia viene rafforzata dal social network, motore di un movimento con profonde radici nel tessuto sociale e produttivo della città. L'obiettivo è mettere a sistema, con passione e determinazione, le forze sane del tessuto economico, sociale e produttivo di Venezia, tessendo la preziosa tela di microrelazioni di tutte le realtà cittadine – religiose, associative, culturali – oltrepassando la burocrazia e il corporativismo. Idee mutuate dal web globale, come il Frozen Venice, performance che ha visto fermarsi, come congelate, quasi 200 persone in piazza San Marco, unite a tradizioni locali come il rito dello spritz, ritrovo per l'aperitivo di mezzogiorno di ogni sabato al mercato di Rialto, testimoniano come un felice idillio tra dimensione virtuale e reale possa generare virtuosi percorsi nella vita delle nostre città. LUCA CONTI www.40xvenezia.it EYEDEA Recuperi sostenibili. Organizzare le forze della città per confrontarsi sulle proposte per un sviluppo sostenibile di Venezia e un recupero del patrimonio artisticoe culturale.

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Sono passati pochi mesi dagli ultimi sgomberi effettuati all'interno del parco di Monte (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

10 Luglio 2008 Chiudi di ELENA PANARELLA Sono passati pochi mesi dagli ultimi sgomberi effettuati all'interno del parco di Monte Mario, e la situazione sta nuovamente precipitando. Con l'arrivo dell'estate, in quei sentieri impervi e infestati di canneti, è iniziato un nuovo viavai di persone, provenienti da diversi Paesi. Tutti disperati alla ricerca di una tana, di un rifugio, di un posto dove passare la notte. Ma anche di un luogo da utilizzare come deposito per merce rubata. Percorsi pieni di tutto. Montagne di rifiuti ad ogni angolo. La carcassa di un frigorifero, un motorino abbandonato, un water rovesciato, copertoni accatastati, valigie piene di stracci, vestiti stesi ad asciugare. Materassi stesi direttamente sulla terra tra topi e rifiuti, tende da campeggio bucate e arrangiate alla meglio, sedie e tavolini da picnic sgangherati. I confini della realtà si attraversano a pochi passi da piazzale Clodio. Raggiungere questi nuovi rifugi non è facile, bisogna andare sempre più giù, farsi strada tra i rovi, e guardare dove si mettono i piedi, perché tutto frana. Una vera giungla. "Non c'è pace per questo parco - racconta Riccardo F., 46 anni, residente nel quartiere - Non c'è la volontà di intervenire. Ogni tanto si parla di sgomberi, ma mai di interventi straordinari per ripulirlo. Tutta la collina è una discarica, un polmone verde abbandonato a se stesso. Sempre abitato da sbandati, rom e ubriachi. La vegetazione è morta e il Municipio se ne frega, ci riempie di chiacchiere e a rimetterci sono solo i cittadini". Gli fa eco un anziano signore: "Basta guardare come hanno ridotto il villino Strozzi, sempre all'interno della collina, una storica dimora del Quattrocento restaurata con un costo di centinaia di migliaia di euro e poi completamente dimenticata e ridotta a rifugio per barboni e discarica". La responsabilità è di "chi ha permesso che si arrivasse a tutto questo - spiega Gemma Mezza, consigliere di un'associazione di residenti - Non si possono spendere soldi per sgomberi, interventi di ristrutturazione, per poi abbandonare completamente l'area. Non c'è nessuno che controlli lo stato delle cose, non c'è nessuno che blocchi questo continuo viavai di persone". E intanto la burocrazia fa sprofondare sempre più questo splendida collina. "Abbiamo avuto come gli altri Municipi un incontro con il sindaco di carattere generale - spiega il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti - Entro il 30 luglio ci sarà un nuovo incontro per esporre le nostre priorità, le nostre emergenze. Il parco di Monte Mario è sicuramente una nostra priorità, insieme al problema della sicurezza. Ma quello che ripeto da sempre è che RomaNatura deve fare la sua parte con i guardiaparco". E poi aggiunge: "Il Municipio da solo non ha gli strumenti, gli interventi dell'Ama hanno un costo e dopo poco si sta nuovamente al punto di partenza. Le persone continuano a popolare la collina e le discariche continuano a crescere, ci vogliono interventi con progetti mirati. Qualche mese fa abbiamo salvato una ragazza che viveva con il figlio di quattordici mesi in mezzo ai topi e immondizia, gli abbiamo offerto cure mediche e un posto dove vivere. Per tutto il resto, non abbiamo i mezzi".

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Gli artigiani: <Presa in giro il forfait del governo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: REGIONE - data: 2008-07-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa L'accusa Confartigianato Treviso contro il regime fiscale: "I nostri ministri battano un colpo" Gli artigiani: "Presa in giro il forfait del governo" Veneti nel mondo Un giorno per loro Le poltrone Il consiglio ha finalmente nominato i rappresentanti regionali nelle VENEZIA - Il consiglio regionale ha approvato con ampia maggioranza una proposta di legge, presentata dai consiglieri della Lega Nord, che istituisce la giornata dei veneti nel mondo. Sarà la giunta regionale a fissare la data della giornata, che si articolerà in iniziative regionali e locali, promosse da Regione, Comuni, scuole, associazioni. La Regione, da parte sua, si farà parte attiva nel conservare la memoria delle grandi migrazioni dei veneti verso il Nuovo Mondo, in particolare l'America latina e l'Australia, promuovendo mostre, manifestazioni, giornate di studio, filmati, gemellaggi, scambi culturali e formativi e anche iniziative turistiche. TREVISO - "Non mi tappo la bocca solo perché adesso c'è un governo di centrodestra". Passano le finanziarie, passano i premier ma Mario Pozza, presidente di Confartigianato Treviso, è sempre lì, attenta vedetta, come non fosse mai sceso dal palco di Piazza dei Signori del 14 ottobre. Allora lanciò vibranti strali contro Romano Prodi e i suoi contabili, ben affiancato da altre organizzazioni imprenditoriali. Con lui c'erano il mondo del commercio e della libera professione, e c'erano anche gli uomini di Unindustria. Adesso è in solitaria, ma alla bisogna distribuisce ugualmente fendenti all'indirizzo degli attuali inquilini, sulla carta amici, di Palazzo Chigi. La battaglia di oggi è per il "forfettone", vale a dire la norma che permette alle aziende pensava di rendere la vita più facile ad almeno il 35 per cento delle imprese, in realtà non arriverà che ad accontentarne il 10 per cento. La proposta, che di fatto ed ai lavoratori autonomi con ricavi inferiori ai 30 mila euro di utilizzare un sistema semplificato con aliquota fissa per pagare Irpef, Irap e Iva. "Una presa in giro. L'ennesima - sentenzia Pozza perché è una finta semplificazione ". Un privilegio per pochi perché i soggetti che possono documentare un business così limitato sono all'incirca una rarità. Il governo l'uscente Achille Rosario Grasso, vicino a Forza Italia e in particolare a Carlo Alberto Tesserin (vicepresidente del consiglio regionale). Con lui entra anche Luciano Pomoni, ex consigliere comunale di Alleanza nazionale all'epoca del sindaco Paolo Costa. I due prescelti l'hanno spuntata su autorevoli concorrenti: l'editore Cesare De Michelis, per esempio, la presidente del Teatro Stabile Laura Barbiani e anche il manager Enel Gianluca Comin. Per l'Arena, tocca al commercialista è una richiesta formale agli esponenti veneti dell'esecutivo, è di raddoppiare il tetto. Lo si fissi a 60 mila euro. Nelle considerazioni del presidente solo così si potrebbero davvero assottigliare i pacchetti di carta e di tempo che le piccole imprese devono dedicare alla burocrazia. Palla al piede che oggi, secondo i suoi calcoli, comprime la produttività potenziale di almeno sei punti. "E poi le aziende potrebbero non essere indotte nella tentazione di non crescere per restare sotto la soglia. O in quell'altra che tutti sappiamo di far sembrare i conti più magri del reale. Il "forfettone" allargato, in sostanza, sarebbe anche un valido strumento di prevenzione dell'evasione fiscale". Il governo, dunque si muova. Si muovano in particolare "certi" membri del governo che senza giri di parole hanno un debito nei confronti di questo territorio. "Devono capirlo. Se ci sono tre ministri veneti è anche perché le associazioni di categoria li hanno sostenuti. Questa è per loro una buona occasione di farci vedere ciò che ci aspettiamo". Gianni Favero.

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Oratori, in arrivo la legge (e i soldi) (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Oratori, in arrivo la legge (e i soldi) La Regione pronta al voto: per accedere ai fondi saranno necessari progetti articolati L'Emilia-Romagna arriva dopo Lombardia, Lazio e Liguria: ma il modello è diverso No ai contributi a pioggia Di fronte all'emergenza educativa di cui ormai tutti - sociologi, politici, sacerdoti, insegnanti - parlano diffusamente, la Regione Emilia- Romagna scopre gli oratori. Generazioni di adolescenti vi hanno passato pomeriggi a suon di biliardino e ping-pong. Ancora lo fanno: chi per i laboratori creativi, chi semplicemente per trascorrere qualche ora in compagnia di amici, coi genitori a casa, tranquilli. Sono circa una sessantina gli oratori strutturati in città e in provincia, ai quali si aggiungono oltre 150 parrocchie attive, almeno una volta la settimana, con progetti educativi per bambini e ragazzi. L'assemblea legislativa di Viale Aldo Moro si appresta, entro la fine del mese, a riconoscerne la funzione sociale, al punto da prevedere risorse con le quali aiutare oratori e parrocchie. La proposta, sostenuta da Gianni Varani, consigliere di Forza Italia, è stata abbinata al progetto di legge, firmato da 21 consiglieri del Pd e della Sinistra democratica, in materia di politiche per le nuove generazioni, che si prepara proprio oggi a terminare il suo iter in commissione Formazione. Per il 22 e il 23 di luglio è previsto il voto del parlamentino regionale. "La nuova legge sui giovani è molto ampia - sottolinea Marco Barbieri, consigliere del Pd, ex Margherita, primo firmatario - ha l'obiettivo di rimettere gli adolescenti al centro delle politiche. Dentro a questa legge, ci occupiamo anche dell'offerta formativa di sostegno alle famiglie, ambito nel quale gli oratori rientrano a tutti gli effetti". Per l'azzurro Varani si tratta di una vittoria: "Ci avevo già provato la scorsa legislatura a porre la questione, ma non era nemmeno stata presa in considerazione - racconta -: ora l'aria è cambiata". Se e quando la legge regionale sulle politiche giovanili sarà licenziata, la Regione Emilia-Romagna si aggiungerà al gruppo delle altre tre, Lazio, Lombardia e Liguria, che già hanno riconosciuto la funzione sociale degli oratori. Ma non mancano i distinguo. "Il Lazio ha scelto di distribuire risorse a tutte le parrocchie per le attività educative. Così a ciascuna realtà sono arrivate poche centinaia di euro - spiega - un'operazione, secondo me, inutile. Il nostro intento, invece, è quello di premiare e sostenere la qualità". Lo strumento per la distribuzione dei finanziamenti sarà il bando di gara. Parrocchie, oratori, realtà ricreative di altre confessioni religiose, insieme ad associazioni laiche, con ogni probabilità già all'inizio del 2009, potranno partecipare al primo bando di assegnazione dei finanziamenti, presentando i propri progetti educativi: "Non tutti gli oratori sono bravi a priori solo perché appartengono al mondo cattolico - sottolinea Barbieri - ma quelli davvero capaci, in un'epoca di scarsità di esperienze educative a sostegno delle famiglie, vanno valorizzati". Insomma, non basterà offrire un salone con un tavolo da ping pong per ricevere finanziamenti pubblici, bisognerà elaborare un progetto articolato. L'operazione di Viale Aldo Moro vuole essere uno stimolo per gli altri enti locali, Province e Comuni: "Negli anni si è fatto tanto per gli anziani in questa regione; è ora di occuparsi anche dei giovanissimi, premiando chi cerca di dare loro risposte - rimarca Barbieri -. Vogliamo offrire un input anche alle Province e ai Comuni perché comincino davvero a lavorare su questi temi". Gianni Varani, pur riconoscendo lo sforzo della maggioranza, avanza qualche perplessità, sulla scia di quelle già espresse da Mauro Bignami, presidente di Agio (Associazione giovani per l'oratorio, ndr) dalle colonne di Bologna Sette, inserto domenicale di Avvenire: "Temo che l'eccesso di burocrazia di questa legge possa rendere difficile l'ottenimento delle risorse - ribadisce Varani -: comunque aspettiamo, sono ben disposto ". Altro punto interrogativo è la disponibilità effettiva di finanziamenti: "Temo che per avere le idee più chiare dovremo aspettare la prossima finanziaria regionale". Micaela Romagnoli Calcio balilla Un oratorio negli Anni '50 Toscano Renzo Ulivieri, ex allenatore del Bologna Estate in compagnia Un momento di divertimento.

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Cantieri mobili: cosa è cambiato con il Testo Unico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 10-07-2008 CONFARTIGIANATO UN INCONTRO DELL'APLA Cantieri mobili: cosa è cambiato con il Testo Unico II Erano presenti oltre 80 imprenditori del settore edile, lunedì sera all'Hotel Parma & Congressi, per partecipare all'incontro organizzato da Confartigianato Apla Parma sulla sicurezza nei cantieri mobili e temporanei, dopo la recente entrata in vigore del Testo Unico. Come ha sottolineato il presidente di Confartigianato Apla Marco Granelli "è sicuramente apprezzabile il fatto di aver raggruppato in un unico testo le norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro, perché una migliore organizzazione non potrà che facilitarne l'attuazione e la verifica. E' anche vero però - ha aggiunto - che sono ancora eccessive le sanzioni per le imprese e che troppo poco è stato fatto per snellire la burocrazia. A livello nazionale stiamo dando il nostro contributo per una maggiore semplificazione del Testo Unico, perché possa diventare uno strumento davvero utile per imprenditori e lavoratori". Ad illustrare in dettaglio le Apla Un momento dell'incontro.

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Ospedale, occhi puntati sul collaudo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Ospedale, occhi puntati sul collaudo L'opposizione insiste: ci sono problemi strutturali. Ma la Baccarin smentisce I PROBLEMI DELLA SANITA' Le verifiche dovevano terminare nei giorni scorsi Al massimo si concluderanno fra due settimane Continua l'incertezza sulla data di apertura: settembre per l'Ass, entro l'anno per Tondo Il direttore generale dell'Azienda sanitaria isontina è convinto che il nuovo ospedale di via Fatebenefratelli si aprirà già in settembre. È ciò che ha ribadito al presidente della giunta regionale, Renzo Tondo, durante il sopralluogo di quest'ultimo al cantiere, assieme al sindaco, Ettore Romoli, al consigliere regionale di Forza Italia, Gaetano Valenti. Il governatore, nella conferenza stampa che aveva preceduto il sopralluogo, era stato più cauto, sostenendo di fatto che il nuovo ospedale si aprirà entro l'anno, senza indicare una data precisa. "Come ho già avuto modo di dire, quindici giorni in più o in meno non fanno la differenza - ribadisce il sindaco Romoli -. Ciò che conta è che le cose vengano fatte bene e che Gorizia possa avere, finalmente, un ospedale di qualità, a partire proprio dalla struttura. Ritengo che l'interesse dimostrato dal presidente Tondo abbia una forte valenza - aggiunge -, in quanto testimonia che la Regione sta seguendo con grande attenzione la fase conclusiva dei lavori". Durante la visita il governatore Tondo ha avuto modo di vedere in anteprima l'ospedale "finito". "È vero - conferma il sindaco Romoli -. Di fatto abbiamo potuto vedere la struttura nella sua "veste" finale, anche se chiaramente è ancora vuota. Siamo stati un po' dappertutto, visitando anche le cinque sale operatorie. Non rimane, quindi, che attendere l'esito del collaudo, attualmente in corso". Il nodo della questione è proprio il collaudo. Secondo alcuni consiglieri dell'opposizione di centro-sinistra, durante le verifiche preliminari, svoltesi nei mesi scorsi, sarebbero stati riscontrati problemi strutturali di una certa rilevanza, problemi sempre, peraltro, smentiti dalla Baccarin. Martedì, come detto, è sceso in campo lo stesso presidente Tondo, il quale, dopo aver parlato con tecnici e funzionari della stessa Agenzia regionale alla sanità, ha rassicurato il sindaco Romoli. Ma, ovviamente, gli occhi continuano a rimanere puntati sulle operazioni di collaudo che, secondo alcune previsioni iniziali, si sarebbero dovuti concludere già nei giorni scorsi e che, invece, secondo Tondo, potrebbero durare ancora un paio di settimane. Ciò a causa degli eccessi della burocrazia, che avrebbero "rubato" diversi giorni alle pratiche di collaudo. Ma, indipendentemente da quando si concluderà, l'interesse è tutto per il responso dei componenti della commissione, che dovrà esprimere un parere sulla conformità della struttura. È qui che si gioca l'ultima, "bollente" tappa verso l'apertura del nuovo ospedale di Gorizia. Patrizia Artico.

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<Parchi trasformati in parcheggi Degrado e abbandono alla Partaccia> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 2 "Parchi trasformati in parcheggi Degrado e abbandono alla Partaccia" ? MASSA ? VA IN BANCA a chiedere un mutuo e scopre che sulla casa che deve acquistare c'è un'ipoteca. Viene ben presto alla luce che si tratta di un errore ma che deve comunque pagare circa 4.500 euro per cancellare il vincolo ipotecario dal bene immobile. Marusca Ciuffi si rivolge al Tribunale di Livorno che aveva richiesto nel 1977 l'iscrizione di ipoteca giudiziale ma non risolve la questione. "Il danno lamentato ? si legge in una nota del Tribunale di Livorno ? è sicuramente risarcibile, anche se, in considerazione dei fatti, non si ravvisano particolari responsabilità di codesto ufficio". LA STORIA è una di quelle care a Kafka. Ha un prologo nel 1970 quando Clara Vita e Agostino Ciuffi acquistano da Giovanna C. una porzione di una vecchia casa a Caglieglia. Nel contratto si specifica che l'immobile è libero da ipoteche. Giovanna vende la casa ereditata dai genitori. Ma uno dei suoi fratelli, nel 1977, dovendo pagare spese di giustizia, viene individuato come proprietario della casa di Caglieglia per la quale il Tribunale di Livorno chiede l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Passano circa trent'anni e Marusca Ciuffi volendo acquistare le quote della casa, in parte ereditata, chiede un muto a una banca. A quel punto scopre che sull'abitazione c'è una vecchia e sconosciuta ipoteca. E si rivolge a un legale. La burocrazia, chiamata a dare spiegazioni, mette subito in campo le sue ragioni. Un cancelliere del Tribunale di Livorno in merito all'iscrizione di ipoteca giudiziale mette in evidenza che "detta iscrizione fu richiesta il 24 gennaio 1977 sulla base della certificazione dell'ufficio imposte dirette di Massa rilasciato il 12 novembre del 1976". Un dirigente sottolinea "l'estraneità di questo ufficio rispetto all'errore identificativo allora avvenuto". L'errore c'è ma il Tribunale sostiene di non avere responsabilità. Il Tribunale, in una nota al legale della famiglia, scrive: "L'avvocatura dello Stato pur riconoscendo l'esistenza del danno, non ritiene possa essere imputato a questo tribunale". La famiglia sta valutando se far causa o rivolgersi a un'associazione che tutela i diritti dei cittadini. E ha una gran voglia di portare il caso sotto i riflettori di Rai 3. Alberto Sacchetti.

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I lavoratori sul piede di guerra (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA TERNI pag. 17 I lavoratori sul piede di guerra Venturi precisa: "Il Comitato non è contro i dipendenti" CONSORZIO TEVERE-NERA "DUELLO" SULLA TASSA VENTURI Sostiene le ragioni del Comitato Tevere-Nera ? TERNI ? BOTTA e risposta tra il Comitato contro la tassa Tevere-Nera, rappresentato da Leo Venturi, e i lavoratori del Consorzio, che lunedì avevano denunciato il mancato pagamento degli stipendi, annunciando la messa in mora dell'ente "Non siamo contro i lavoratori ma contro una tassa ingiusta ? afferma Venturi ? Sono comprensibili le preoccupazioni ma ciò nulla toglie alla legittimità delle iniziative intraprese in questi anni. A maggior ragione chi riveste incarichi istituzionali, non ricoperti per chiamata diretta o per raccomandazione ma attraverso il voto delle persone, ha il dovere di difendere i diritti e la dignità dei cittadini ed è per queste ragioni che proseguirà l'impegno contro la burocrazia, per la razionalizzazione degli enti in grado di produrre risparmi e più efficienza e tutto ciò non riguarda solo i Consorzi, purtroppo, ma anche realtà come ad esempio il Sevizio Idrico Integrato. I lavoratori sanno che non basta l'elenco degli interventi finanziati dalla Regione e dalla Provincia e la cui realizzazione viene data in appalto per legittimare la richiesta del pagamento della tassa; i lavoratori sanno che sul Nera e sul Tevere il Consorzio di Bonifica non ha nessuna competenza se non di seguire i lavori di messa in sicurezza delle sponde, ruolo affidatogli dalla Provincia e dal Comune; i lavoratori sanno che per interventi analoghi in altre parti dell'Umbria i cittadini nulla pagano in aggiunta alla fiscalità generale, in quanto queste opere sono interventi di tutela idrogeologica. I lavoratori dovrebbero prendersela col vecchio Cda che, negli anni, ha 'gonfiato la struttura' e i costi di gestione al punto da costringerli ad estendere la contribuzione a tutti i cittadini fino ad incanalare, irresponsabilmente, il Consorzio nel tunnel dei ricorsi. Con la Regione, che fin dal 2000 si è lavata le mani dei veri problemi che il Comitato ha posto. Una Regione incapace di fare scelte serie a tutela dei diritti dei cittadini ma molto impegnata a mantenere inefficienze e burocrazia. Proseguiremo nella nostra battaglia di civiltà". "I lavoratori del Consorzio ? questa la replica ? non sanno e non compete loro sapere se sia o meno legittimo il pagamento della tassa. I lavoratori sanno che dovrebbero essere tutelati da un contratto di lavoro a tempo indeterminato garantito da un contratto nazionale; che chi è chiamato a gestire un ente e in particolare chi ne ha la rappresentanza come il presidente Montori dovrebbe in primo luogo sviluppare le attività dell'Istituzione, difendere chi vi lavora, piuttosto che indagare per trovare qualsiasi spiraglio che possa mettere in cattiva luce ente e dipendenti. I lavoatori sanno che le attività indicate dalla legge regionale in materia di bonifica vengono puntualmente svolte; che in tutte le regioni italiane, salvo la Sardegna e in parte le Marche, esistono oltre 200 consorzi di bonifica che operano secondo leggi similari a quella umbra". "Sembra che si rasenti l'assurdità ? aggiungono ? quando il signor Venturi invita i lavoratori a prendersela con il vecchio Cda colpevole di aver 'gonfiato la struttura': ossia dovrebbero odiare chi ha dato loro la possibilità di lavorare. La struttura non è gonfiata ma servirebbe un incremento, in alcuni settori, non inferiore al 20%". Ste.Cin. @BORDERO:cinaglia-stefano @#@ Image: 20080710/foto/8976.jpg.

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A Mulazzo la Fraternità presenta un pick-up 4x4 antincendio (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA / LUNIGIANA pag. 16 A Mulazzo la Fraternità presenta un pick-up 4x4 antincendio H A ABBRACCIATO per la prima volta i suoi fratelli due giorni fa all'aeroporto. Un momento atteso a lungo, un sogno che gli scogli della burocrazia stavano per spezzare. Ma alla fine Lidia ce l'ha fatta: ha riunito una famiglia, la sua, che il destino ha separato per più di vent'anni. I suoi fratelli, Susanna e Miroslav, sono arrivati dalla Serbia. Resteranno a Sarzana una settimana ospiti della sorella maggiore e della sua famiglia. Avevano gli occhi pieni di lacrime di commozione quando ieri mattina si sono recati tutti assieme dal sindaco di Sarzana, Massimo Caleo, per ringraziarlo del suo aiuto nel realizzare il sogno di Lidia. Una "favola" a lieto fine che inizia nel 1981. Oriana Benvenuti di Sarzana e suo marito Vladimir Ilic erano una coppia giovane e senza figli. Decisero di adottare un bambino della terra d'origine di lui: l'ex Jugoslavia. Ed arrivò Lidia, che è cresciuta a Sarzana, dove ora vive con il compagno e con i suoi due bimbi. A 18 anni, nell'animo della ragazza nasce il desiderio di conoscere la sua famiglia d'origine. I genitori adottivi la aiutano nelle ricerche, rintracciano la madre naturale, scoprono che Lidia ha tre fratelli in Serbia: Miroslav di 25 anni, Susanna di 23 e il più piccolo di 14. Anche loro, tutti figli di padri diversi, sono stati separati dalla sorte. Dei tre, Susanna è stata l'unica a rimanere con la madre nella cittadina di Nis, la stessa, dove 27 anni fa Oriana e Vladimir andarono a prendere Lidia. "Le ho sempre raccontato di quando l'avevo scelta perchè era la più bella di tutte", ricorda nonna Oriana con in braccio il piccolo Filippo. Passano gli anni e la voglia di conoscere i fratelli "lontani" si fa più forte. "Era come se a mia figlia mancasse un pezzetto di sè", dice Oriana. Anche Susanna e Miroslav, che intanto si sono ritrovati, vorrebbero conoscere Lidia. Ma la Serbia nega il visto. "Oriana è venuta qui per mesi ? racconta Caleo ? ci siamo messi in contatto con le ambasciate. Si è mosso Lorenzo Forcieri e io ho firmato una lettera di garanzia". E per Susanna e Miroslav si sono aperte le porte dell'Italia. Il piccolo Filippo ha già imparato i nomi degli zii. Appena ritrovati, sarà dura separarsi di nuovo. Ma nel 2009 è in programma un viaggio a Belgrado. Anna Chella.

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PETROLIO, GERARDO MARIANI PROPONE ISTITUZIONE UNMIG (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

13.05.44 [Basilicata] â??Alla Regione Basilicata bisognerebbe istituire una sede distaccata dellâ??Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (UNMIG)â?. Lo afferma, in un comunicato stampa, Gerardo Mariani, ex consigliere regionale, che già  nel 2001, sulla modalità  di controllo sulle royalties propose in Consiglio Regionale lâ??istituzione dellâ?? Agenzia Regionale per il Controllo sulle estrazioni di Idrocarburi (ARCEI). â??Una proposta chiara â?" aggiunge Mariani - per dare un quadro univoco e soprattutto semplice del sistema dei controlli della Regione sulle royalties. Dieci articoli che prevedevano la creazione dellâ?? Agenzia Regionale per il Controllo sulle estrazioni di Idrocarburi, con il compito di controllo per tutti gli adempimenti del D.L. gvo n. 625 del 25 / 11/1995, nonché© di verifica del rispetto di quanto contenuto nella L.R. 6 Aprile 1999 n. 12. Data la natura giuridica dellâ??Arcei sarebbe alquanto semplice e snella una gestione impostata managerialmente, priva pertanto di ogni forma di burocrazia. Un aspetto positivo della legge consiste proprio nel compito di sorveglianza che lâ??agenzia avrebbe nel fare rispettare i pagamenti. Ulteriore aspetto dallâ??indiscusso valore aggiuntivo è¨ che le sanzioni possano essere irrogate direttamente allâ??agenzia,con riduzione dei tempi e con la semplificazione di numerose procedure. Senza voler essere retorici ci sembra di poter dire che la legge formulata già  nel 2001 in tema di royalties rappresenti una guida sicura e semplice. Un quadro univoco e di facile applicazione, in un campo dove molto si è¨ detto e scritto, ma in maniera confusa e non per nulla omogenea e chiaraâ?. (bas - 04).

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GESTIRE TERME SARà PIù FACILE SVOLTA NELL'ISOLA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NUOVA LEGGE REGIONALE Gestire terme sarà più facile svolta nell'isola MASSIMO ZIVELLI Ischia. Più controlli e meno burocrazia. La gestione delle fonti termominerali in Campania diventa più trasparente, a tutto vantaggio di utenti e imprenditori. Il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino per lo sfruttamento delle acque termali e minerali. Un business che in Campania per le sole terme sfiora i 70 milioni di euro, dei quali almeno 40 vanno a costituire il fatturato annuo di Ischia, dove operano 185 aziende medie e piccole, sei grandi parchi, e dove negli ultimi anni sono fiorite decine fabbriche di cosmetici termali che esportano all'estero: da Mosca a Parigi, a New York. "Aumentano i controlli di qualità delle acque e degli impianti di gestione, a garanzia e tutela degli utenti, come per un marchio doc perchè il segnale che abbiamo voluto lanciare - è il commento di Nicola Marrazzo, presidente della commissione demanio - è che le nostre acque termali sono fra le migliori in Italia". La nuova legge prevede un consistente alleggerimento burocratico a carico delle imprese, per ottenere il rinnovo annuale delle concessioni dovranno produrre solo atti ritenuti utili sotto il profilo amministrativo e della tutela della salute". È stata abolita la corposa certificazione sulla valutazione di impatto ambientale, che adesso le aziende non dovranno più ripresentare a ogni rinnovo di licenza. "Il riordino lo accogliamo con favore e perché introduce elementi di modernizzazione", commenta a caldo Giuseppe Di Costanzo, consigliere nazionale dell'associazione degli imprenditori delle terme. Critico il gruppo di An. Per Pietro Diodato "gli imprenditori realizzano grandi guadagni, mentre la Regione svende un bene di tutti incassando cifre irrisorie". A sostegno delle sue accuse Diodato cita gli esempi della Ferrarelle che in un anno a fronte di incassi per 600 milioni verserebbe alla Regione 11mila euro. Che diventano 102 euro - sempre secondo Diodato - nel caso della società che a Ischia gestisce le terme del Regina Isabella, fatturato di sette milioni l'anno.

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Sull'acquisto dell'ex filanda è scontro politico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

BERTIOLO Il capogruppo della minoranza Eleonora Viscardis giudica sbagliata la finalizzazione alla demolizione dello storico edificio Sull'acquisto dell'ex filanda è scontro politico BertioloLa minoranza di centro-destra di Bertiolo ha incontrato i simpatizzanti per un bilancio sull'operato dell'Amministrazione. In questi ultimi anni, in cui il centro-sinistra ha governato il Comune, parecchie sono state le scelte sbagliate, secondo la capogruppo di minoranza, Eleonora Viscardis, ma l'immobilismo e la scarsa imprenditorialità che caratterizzano gli attuali amministratori potrebbero pregiudicare irrimediabilmente la stabilità economica facendo comparire, per la prima volta, il segno rosso nel risultato di bilancio."Non si è fatto quasi nulla per incrementare le entrate - denuncia la Viscardis - al contrario si è fatto molto per incrementare la spesa pubblica senza tuttavia migliorare la qualità dei servizi. La zona artigianale del PIP pubblico (da non confondere con quello privato), unica fonte di reddito certo, dopo innumerevoli anni è ancora lontana dall'essere utilizzabile. I privati invece hanno acquistato i terreni nell'agosto del 2003, hanno realizzato le opere e vi sono già attività insediate. Realizzata in appena quattro anni la lottizzazione privata è incontrovertibile testimonianza dell'incapacità dei nostri amministratori che ci hanno messo sette anni per arrivare a metà dell'opera. E la causa non è della burocrazia pubblica poiché i nostri amministratori hanno perso il confronto anche con i Comuni limitrofi. Rivignano, Varmo, Codroipo hanno avviato dei progetti dopo di noi e li hanno già realizzati e resi fruibili".Ma l'esponente di minoranza punta il dito verso un'altra scelta probabilmente sbagliata, l'acquisto finalizzato alla demolizione della storica ex filanda. "Pur sapendo che tale intervento poteva essere vietato il sindaco e la giunta hanno voluto caparbiamente insistere sulla demolizione. La bocciatura del progetto - sostiene Viscardis - ha così a tutt'oggi reso inutilizzabili i contributi, con il rischio di doverli restituire, nel caso in cui non ci sia una risposta positiva da parte dell'Autorità che vieta la demolizione".Secondo la minoranza inoltre i servizi, quasi tutto è demandato a Codroipo. I Vigili Urbani si vedono solo per le contravvenzioni, si è persa la figura del vigile comunale controllore del territorio che preveniva e dissuadeva dal compiere un'infrazione . L'assistenza domiciliare agli anziani e ammalati è stata delegata all'Ente Moro di Codroipo. La svendita della rete fognaria al CAFC oltre a vincolare il nostro Comune per qualche decennio obbliga i cittadini a recarsi presso gli uffici di Udine nel caso di nuovi allacciamenti o controversie in merito a canoni di fognatura e depurazione dovute, ad esempio, a perdite occulte. Per contro aumentano le spese e nonostante tutto ci permettiamo di portare quasi gratis i bambini di Codroipo nella scuola materna statale di Bertiolo.Daniele Paroni.

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"Forfettone" da cambiare per aiutarci davvero (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA "Forfettone" da cambiare per aiutarci davvero Da una stima sugli effetti del peso degli adempienti amministrativi sul sistema imprenditoriale risulta che un sistema privo di burocrazia consentirebbe alle microimprese di aumentare la produttività del 5,8 per cento. Confartigianato segnala anche un altro rischio con l'attuale tetto. Le imprese potrebbero essere indotte a non crescere per non superare la soglia della semplificazione. Senza parlare del fatto che possano accedere al regime semplificato soggetti che non ne hanno titolo. In questo caso è necessario, anche per garantire equità nei confronti delle imprese che rimarranno soggette a tutti i controlli e adempimenti, prevedere un sistema di verifiche e rilevazioni periodiche sull'ammontare dei corrispettivi percepiti, dei costi e sugli elementi di struttura.L'allargamento della platea della semplificazione ha anche un'importante azione preventiva all'evasione. Confartigianato da sempre rivendica la battaglia della legalità e ci conforta il fatto che recenti studi di Unioncamere e di altre agenzie abbiano messo in rilievo come l'indice di evasione a Treviso e in Veneto sia tra i più bassi in Europa.Per questo al Governo diciamo: aiutateci in questa battaglia per la legalità, contro la concorrenza sleale dell'economia in nero. Occorre che il Governo intervenga subito su questo provvedimento che, se ben calibrato, può portare un significativo aiuto alla crescita della produttività e agire positivamente sulle aree grigie dell'evasione.La pazienza delle imprese artigiane è al limite. Occorrono segnali concreti, forti, puntuali. Se salta la piccola e media impresa la crisi italiana diventa irreversibile. Intervenire sul "forfettone" è semplice e poco costoso per l'erario, ma significa molto per i nostri artigiani.Mario Pozza(presidente provincialedella Confartigianato).

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Diga Trinità, via i divietiOrdinanza del sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

I valori rientrano nella norma e l'acqua può essere utilizzata Petrosino. a. p.) È polemica, a Petrosino, sulla pulizia delle spiagge. A rilanciare le lamentele dei bagnanti è stato il consigliere comunale Giuseppe Di Girolamo, che dichiara di non poter condividere le affermazioni del sindaco Biagio Valenti, che aveva parlato di "passi in avanti" per la pulizia dei litorali. "Davanti alle evidenze - dice Di Girolamo - non ci si può sottrarre. Il sindaco parla di tempestività dell'intervento, quando la pulizia delle spiagge è iniziata solo intorno al 20 giugno. Questo ritardo non è colpa né del Consiglio, che ha approvato il bilancio a maggio, né dalla burocrazia". Per il consigliere, infatti, la "responsabilità" è della Giunta municipale.

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Idea: chioschi a <presidiare> i giardini pubblici (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 10-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Proposta Idea: chioschi a "presidiare" i giardini pubblici Guido Guazzoni, oste in pensione, è convinto che una presenza fissa possa essere gradita alle famiglie CANTU' (ch.g.) E se nei parchi ci mettessimo un chiosco per vendere caramelle e gelati, con tanto toilette nelle vicinanze? Forte di questo interrogativo Guido Guazzoni, una vita da oste (alla Vignetta, ceduta qualche mese fa), e ora pensionato, pensa a reinventarsi come barista. O meglio, come chioschista. Desiderio per il momento irrealizzabile. La determinazione di realizzare un punto di ristoro nel verde dei parchi pubblici si scontra infatti con la burocrazia amministrativa, che alla domanda affiorata nella mente di Guazzoni (per anni, volto familiare tra gli avventori dell'Osteria La Vignetta) risponde, per il momento, con un bel picche. Guazzoni passeggia tra le panchine e gli scivoli di via Lario, mentre racconta la sua idea. Guarda in giro nei sentieri, nell'erba e sul terreno gommoso progettato per far divertire i bambini vicino alle passerelle-giocattolo. "Vedete? Ci sono cartacce e mozziconi di sigarette dappertutto. Le mamme con i bambini vengono qua spesso, ma trovano sporco. E poi manca il bagno e, a parte una fontana, non c'è nient'altro da bere o da mangiare". Da qui la pensata: "Dato che sono in pensione e che abito qui vicino ? racconta Guazzoni ? mi piacerebbe poter aprire un baracchino nei parchi, dove tenere qualcosa da bere. E avere magari anche una toilette chimica, dove le mamme possono anche cambiare i loro bambini. Vorrei cominciare qui in via Lario, poi si potrebbe proporre il parco Argenti o via Roma, se l'iniziativa dovesse funzionare". Operazione commerciale? "Sinceramente, adesso che sono in pensione dopo aver lavorato tutta una vita, bisogno di fare soldi non ne ho". Operazione sociale? "Beh, con qualcuno presente durante le belle giornate, i malintenzionati se ne starebbero alla larga. E uno ci pensa due volte a buttare per terra le cartacce. Forse riusciremo a trovare una soluzione il prossimo anno. Ho provato a parlarne anche con il comune, ma per ora non siamo riusciti a trovare una soluzione, nonostante gli sforzi di tutti". Sì, perché potrebbe far comodo anche al Comune avere una presenza stabile nei giardini. "Si pensava ad un contratto stagionale, di tre o quattro mesi. Una specie di permesso particolare. Forse riusciremo ad averlo per l'anno prossimo, ormai per quest'anno è andata". 10/07/2008.

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Il ministero blocca le autorizzazioni per i nuovi vigili del fuoco volontari (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERVIZI E SICUREZZA A PIEVEPELAGO PIEVEPELAGO. I lavori per la realizzazione del nuovo distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Pievepelago sono già iniziati e il sindaco ne annuncia la conclusione entro l'anno. Ma a mettere lo zampino in questa faccenda è la burocrazia; il ministero ha infatti bloccato due autorizzazioni ai volontari formati con i corsi, provvedimenti indispensabili per poter operare sul territorio. Sono circa una decina i volontari che hanno terminato il corso di formazione per poter operare nel distaccamento dei vigili del fuoco in costruzione a Pievepelago, struttura che dovrebbe essere pronta entro l'anno. Questi ragazzi hanno già ottenuto il decreto dal ministero, un'autorizzazione necessaria per poter prestare servizio. Alcuni altri invece, si parla di due, attendono ancora e pare che, per una particolare interpretazione di una norma inserita nella finanziaria, non sia ancora possibile sciogliere la riserva. Se non arriveranno questi ultimi due decreti non sarà possibile garantire il numero minimo di operatori per far funzionare il servizio tutto l'anno in maniera fissa. A spiegarlo è il comandante dei vigili del fuoco di Modena Giuseppe Lo Presti: "Pare che una norma dell'ultima finanziaria equipari i volontari a personale precario e quindi ne blocca momentaneamente l'ok al servizio - spiega Lo Presti - ma contiamo di poter avere risposte nel breve termine per sbloccare la situazione. Sono pochi quelli che ancora attendono il decreto, ma auspichiamo che la vicenda si risolva positivamente. Peraltro lo stesso problema ci si presenta per il personale discontinuo che utilizziamo soprattutto in estate per periodi brevi. Ciò che poi ci preoccupa di più è la presunta impossibilità di organizzare nuovi corsi, uno stop che in prospettiva potrebbe creare non pochi problemi per la formazione dei futuri volontari". Lo Presti ha avviato una serie di incontri e confronti sul futuro del distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Pievepelago. Intanto il sindaco di Pieve Luca Mordini auspica che "questa situazione di stallo si sblocchi al più presto per poter garantire il servizio nell'Alto Frignano tutto l'anno, per il bene della popolazione". (claudia benatti).

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Il futuro è nelle relazioni tra pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 164, pag. 12 del 11/7/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF       La nuova linea della Camera di commercio di Modena, che ha rinnovato i suoi vertici Il futuro è nelle relazioni tra pmi Servono scelte precise: al centro i bisogni delle imprese è stato eletto all'unanimità. Ed è il dodicesimo presidente di una camera di commercio proveniente dalla Cna. Da martedì scorso Maurizio Torreggiani guida l'Ente camerale di Modena. "Sono entrato in associazione", racconta, "nel '77, quando avevo appena 19 anni". E ora, grazie all'esperienza maturata, per il nuovo incarico ha idee ben precise: "Il mio mandato", spiega, "coincide con il tempo delle scelte. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e condivise". Non è un caso che il documento programmatico sia stato sottoscritto da tutte le associazioni. Torreggiani, 50 anni, in associazione ha salito tutti i gradini. Da apprendista a responsabile di una sede di quartiere, da direttore provinciale per l'area meccanica a responsabile delle relazioni sindacali (ruolo nel quale darà un contributo importante alla costituzione degli enti bilaterali) fino a divenire, nel '93, direttore generale di Cna Associazione e amministratore delegato di Cna Servizi. Dal '98 era anche vicepresidente della Camera di commercio e di Promec, l'Azienda speciale per l'internazionalizzazione. L'8 luglio l'elezione a presidente della Camera modenese. Domanda. Una responsabilità importante, arrivata in un momento non facile, neanche per un'economia forte come quella modenese. Risposta. Il compito che ci aspetta non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di grave crisi e dovremo supportare le imprese modenesi per consentire loro di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenarne il potenziale di crescita. Le criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. R. La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. E dovrà farlo mettendo mano, non lo nascondo, a una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti. è l'unica strada per mettere pienamente in valore le grandissime potenzialità della nostra economia. D. La capacità di concertazione sembra essere già un tratto distintivo del suo mandato. R. Per l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con le associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Non è un caso che, per la prima volta, sia stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali. Vogliamo avere ambizioni e obiettivi comuni per rendere più performante il territorio, sapendo che l'efficacia, l'efficienza e l'economicità maturano sia dentro sia fuori il perimetro aziendale e di quest'ultimo aspetto siamo tutti responsabili". D. Come dovrà caratterizzarsi l'atteggiamento della Camera rispetto alle pmi? R. Primo, non devono mai essere considerate un elemento accessorio dell'economia, quanto una componente fondamentale. Così anche le normative devono essere pensate a partire dalle loro esigenze, visto che costituiscono il 97% del nostro tessuto produttivo. Infine dobbiamo lavorare per rendere le relazioni tra le imprese sempre più virtuose e capaci di contribuire a incrementare la competitività globale. Il futuro di questo territorio passa da lì.

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Torre di piazza Vittoria e metro finiscono davanti al Tar (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 11/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA La presidente di "Italia Nostra" Bettinelli ha presentato un ricorso contro la rimozione della struttura medievale. Esposto anche in Procura Torre di piazza Vittoria e metro finiscono davanti al Tar La torre medievale rinvenuta in piazza Vittoria durante gli scavi per il metrò Ora rischia davvero di essere sacrificata sull'altare del treno sotterraneo, emblema della "città del futuro". Ma per salvare e custodire la torre medievale - emersa ai margini di piazza Vittoria durante gli scavi per la stazione della metropolitana - Italia Nostra, l'Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, è decisa ad "affilare le armi". Una torre medievale, XII-XIII secolo, 9 metri per 9 con muri spessi un metro e mezzo e, dall'altra parte della contesa, un "gioiello" di tecnologia lungo 13,4 km. L'inveterata querelle tra antico e moderno si ripropone attuale, solo in una nuova veste. "Abbattere la torre equivale a compiere un delitto archeologico". È stata categorica la presidente della sezione di Brescia, nonchè vicepresidente nazionale di Italia Nostra, Rossana Bettinelli che ha annunciato di aver proceduto con ben due atti ufficiali: un esposto datato 7 luglio alla Procura della Repubblica e il ricorso al Tar del Lazio. Già, perché se i resti erano di fatto affiorati nel novembre del 2006 durante gli scavi in via Verdi, le prime avvisaglie della presenza della "torre medievale" si ebbero già negli anni '70, al tempo dei lavori per il parcheggio sotterraneo cittadino. "La ditta che ha l'appalto per realizzare il metrò ha provveduto a suo tempo a chiedere una valutazione di impatto archeologico, diligentemente stilata dal dottor Dario Gallina di Nuvolera" ha spiegato Rossana Bettinelli, che ha poi sottolineato come già da quella prima valutazione "si sarebbe potuta trovare una soluzione alternativa". Periodo di riferimento: giugno 2003. Soluzione proposta: correggere il progetto spostando di 10 metri i binari salvaguardando sia la torre sia i cantieri. E, perché no, magari fare la torre nella stazione, che sarebbe comunque "una sfida di civiltà". Giugno 2008, il 16 per l'esattezza: il Ministero per i beni e le attività culturali ha concesso a Brescia Mobilità il nulla osta per la rimozione della torre medioevale, notizia accolta dal presidente Ettore Fermi come una "vera e propria "good news"". Incredulità. "Chi ha il diritto di autorizzare la demolizione di un bene storico giudicato da tutti di grande importanza?" si chiede, non senza agire, Italia Nostra che, preso atto "dell'ottusa arroganza di chi pensa solo alla realizzazione della stazione del metrobus" giudica il provvedimento "decisamente incostituzionale". Non solo. Una critica è rivolta pure al presidente Ettore Fermi che, nel febbraio 2007, aveva assicurato di voler "far convivere la città antica con quella del futuro". Immediata e manifesta è l'indignazione di Rossana Bettinelli che rilancia: "La convivenza sarebbe la demolizione della torre?". Nel frattempo, in attesa che la burocrazia compia il rituale iter, Italia Nuova attende una risposta anche dalla Giunta Paroli: "È un problema che la nuova amministrazione ha ereditato dalla vecchia, per questo sto attendendo di poter parlare con il nuovo sindaco" ha specificato l'architetto, che, pure, ha accolto con piacere le parole del presidente della Circoscrizione centro Flavio Bonardi in merito alla necessaria "conservazione" di un esemplare unico, testimone dell'antica Brescia che, pian piano, svela i propri tesori. Nuri Fatolahzadeh.

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Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono la licenza (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità di comprare il locale e di far nascere l'attività Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono la licenza di Matteo Venturelli Da quattro mesi aspettano la licenza dal Comune per poter aprire il loro ristorante. Luca e Nicola Scapinello, fratelli di 25 e 28 anni di Mozzecane, sono esasperati. La colpa del ritardo non è degli uffici del municipio, ma della Regione che tarda a emanare le linee guida sul versante delle concessioni delle licenze. Come risultato, il Comune di Mozzecane, che non aveva licenze assegnabili al momento della richiesta dei fratelli Scapinello, non può concedere l'autorizzazione per far aprire il locale. "Abbiamo l'idea di realizzare un ristorante da ottanta posti a sedere", spiegano i fratelli, "con un bel plateatico e cucina classica rivisitata però in versione moderna". "Mentre i mesi passano senza che nessuno ci dia una risposta", afferma Luca Scapinello, "noi siamo bloccati. Non possiamo correre il rischio di fare acquisti importanti, come la cucina o l'arredamento del locale, perché non siamo più così sicuri di poter iniziare l'attività. Se subentrassero altri problemi, cosa potremmo fare con le attrezzature da pagare?". "Abbiamo iniziato ad informarci su come poter ottenere la licenza già lo scorso ottobre", aggiunge Nicola Scapinello, che attualmente lavora come arredatore d'interno, "e in Comune i funzionari ci hanno risposto che avrebbero saputo comunicarci la data definitiva verso fine anno, convinti che dalla Regione avrebbero avuto presto le nuove direttive. Ci è stato spiegato che avremmo dovuto attendere solo un paio di mesi. Infatti, per Pasqua, avevamo programmato di inaugurare il ristorante". "Non è possibile", sbotta Livio Scapinello, 55 anni, padre di Nicola e Luca, "che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere. Quando abbiamo chiesto di essere ricevuti, ci hanno risposto che l'ufficio non è aperto al pubblico". Sono poi arrivate le elezioni politiche di aprile. Due membri della giunta regionale, sono stati eletti in Parlamento (Francesca Martini, nominata sottosegretario di Stato, e Luca Zaia, ministro dell'agricoltura), e i loro successori nominati poche settimane fa. Pertanto, i lavori della Giunta sono andati avanti a rilento. Sulle lungaggini burocratiche, il sindaco di Mozzecane Michelangelo Foroncelli conferma: "Tutti i comuni del Veneto sono in attesa dalla Regione dei criteri per la fissazione del numero delle nuove licenze. Fino a quando non arriveranno, noi non ne potremo rilasciare neanche una". "Se per fine estate non l'avremo", conclude Luca Scapinello, "rischiamo seriamente di perdere anche il locale che abbiamo già individuato come sede del ristorante. Insomma, non potremo comprarlo senza avere la licenza. L'azienda costruttrice, giustamente, non lo terrebbe riservato per noi all'infinito". Dalla direzione dell'ufficio commercio della Regione fanno sapere: "Stiamo collaborando con l'Associazione nazionale dei comuni italiani, l'Anci, e le varie associazioni di categoria, per produrre delle linee guida maggiormente utilizzabili e comprensibili da parte di tutti i Comuni, scongiurando così il rischio violare la normativa comunitaria vigente".

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Sportello catastale una proposta che piace (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAURO GALEAZZI: "UNO STRUMENTO IN PIÙ AL SERVIZIO DEL CITTADINO" Sportello catastale una proposta che piace Da quasi un anno all'interno del Comune è in funzione lo sportello catastale. Si tratta di un nuovo strumento definito "light", ha cioè la possibilità di rilasciare visure catastali: "In questo modo i cittadini possono avvicinarsi ad una realtà particolare come quella del catasto potendo contare su un filtro importante che rende più alla loro portata la macchina burocratica - spiega l'assessore Mauro Galeazzi -. Il servizio è costituito da nove Amministrazioni comunali - ci sono Chiari, Comune capofila, Comezzano-Cizzago, Ospitaletto, Pontoglio, Roccafranca, Rudiano, Trenzano e Urago d'Oglio - e parte dall'esigenza che si è fatta più diffusa di risanare e rendere sempre più complete le banche dati catastali in stretta collaborazione con l'Agenzia del Territorio, che ha espressamente invitato i Comuni della fascia ovest della Pianura bresciana a costituire un polo catastale". "In effetti - prosegue l'assessore Galeazzi - nell'attuale normativa un polo di questa consistenza potrebbe rappresentare una realtà veramente molto significativa, in grado di fungere da interlocutore dell'Agenzia del Territorio e consentire ai comuni aderenti di dar corso gradualmente dallo svolgimento delle funzioni trasferite, con evidenti vantaggi sia a livello economico che di tempo e di efficienza. Allo sportello gli abitanti di Castel Mella possono richiedere direttamente visure catastali e già questo può essere considerato un passo in avanti molto preciso, sia per accelerare i tempi che per snellire la burocrazia. È comunque un cammino che sta muovendo i suoi primi passi e va sviluppato".

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Burocrazia dell'assurdo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 11 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Viadana. Pavesi: dovremo accordarci con le Camere di commercio cui erano state tolte le funzioni Burocrazia dell'assurdo Controlli su distributori e pese ai Comuni: è il caos VIADANA ? Un paradosso burocratico di cui sono vittima tutti quei cittadini, come i benzinai, che hanno bisogno di un ente che certifichi il corretto funzionamento di pompe, pese e quant'altro. "Stiamo vivendo una situazione assurda, con gente che arriva in comune e che dobbiamo rispedire a Mantova, presso la Camera di Commercio ? dice il sindaco Giovanni Pavesi ?. Il 25 giugno scorso il Governo Berlusconi ha varato un decreto che prevede 'l'attribuzione ai Comuni delle funzioni esercitate dalle Camere di Commercio sulla verifica periodica degli strumenti metrici'. In sostanza, là dove c'è una pompa di benzina piuttosto che una pesa, un distributore di gas o quant'altro, c'è necessità di una verifica sul corretto funzionamento dello strumento di misurazione. Nel dare ai Comuni questo compito, il decreto dice che va fatto senza personale aggiunto e senza ulteriori oneri per l'ente". Insomma, praticamente, a parere del primo cittadino viadanese, un'operazione impossibile da realizzare. Il problema è che le persone interessate dal passaggio di un certificatore hanno iniziato a chiamare il Comune: "Agli operatori è arrivata la comunicazione che indicava di rivolgersi a noi, ma senza che noi sapessimo cosa fare", dice Pavesi. La soluzione, allora, è insieme necessaria ma incredibile: "Non abbiamo potuto far altro che chiamare la Camera di Commercio e stipulare con essa una convenzione: sarà ancora l'ente camerale a svolgere le verifiche, così come è sempre stato prima del decreto", conclude il primo cittadino. Tutto come prima del decreto, dunque, solo che nel frattempo gli uffici pubblici hanno dovuto perdere tempo per preparare una convenzione e risolvere un problema creato a Roma. Un passaggio in più che proprio è difficile comprendere. (a.c.).

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Fontana non finita? colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMPALTO "Fontana non finita? Colpa della burocrazia" CAMPALTO. La fontana di piazza Campalto è ancora un cantiere per la burocrazia comunale. La Municipalità di Favaro replica alle critiche espresse nel foglio parrocchiale della chiesa di San Benedetto, che definiva la nuova fontana un "angolo esotico" tra erboni alti e acqua stagnante. Dalla Municipalità di piazza Pastrello, il presidente Gabriele Scaramuzza spiega: "La fontana è stata oggetto finora di prove di riempimento ed ora sarà completamente svuotata dall'acqua per consentire la dipintura del fondo. Nei prossimi dieci giorni sarà completamente sistemata". Anche l'illuminazione sarà messa in funzione, spiega il presidente della Municipalità. Di fatto il cantiere è ancora aperto, visto che mancavano gli ultimi test di tenuta della vasca, ora superati positivamente. Discorso diverso per il verde, con gli erboni alti cresciuti attorno alla vasca e finiti anch'essi nel mirino delle critiche di residenti e della parrocchia. Scaramuzza accoglie la critica e annuncia di aver già chiesto ufficialmente a Veritas una manutenzione straordinaria del verde in attesa che l'area passi sotto la competenza della municipalizzata di via Porto di Cavergnago. Resta comunque lo scetticismo su un'opera finora mai apprezzata veramente, tanto che molti hanno definito il muro di cemento armato della fontana una sorta di "muro del pianto". (m.ch.).

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Eluana, un medico per staccare la spina - piero colaprico (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Eluana, un medico per staccare la spina La ricerca del padre e degli avvocati. Il sottosegretario alla Salute: il pm ricorra La procura ha sessanta giorni per impugnare la sentenza. Il neurologo: non c'è eutanasia, ma il ritorno al processo naturale del morire PIERO COLAPRICO MILANO - Galleria del Corso, pieno centro della città. Nello studio del professor Vittorio Angiolini ieri pomeriggio arriva papà Beppino Englaro. Lui e i legali devono adesso passare dalla teoria, e cioè dai contenuti della sentenza, alla pratica, e cioè alla concreta possibilità di lasciar spirare la figlia Eluana, in stato vegetativo permanente da oltre sedici anni. E non è facile. Non è mai successo prima, in Italia. è un mix di dolore, burocrazia, polemiche, ignoranza, tensioni quello che deve essere ancora affrontato da questa famiglia di Lecco, che però, come sottolinea il padre, "non mollerà mai. Continuo a muovermi - dice - nella trasparenza e nella legalità, come abbiamo sempre fatto, senza ombre e sotterfugi. La corte d'appello ha sancito il diritto di una creatura a dire no alle cure e al sondino che la nutre, vedremo di applicarlo nel modo migliore possibile, lo chiediamo da molto tempo". Che cosa accadrà? Una via maestra sembra esserci. "Non si pensa mai a una circostanza molto chiara. Se l'incidente non fosse avvenuto nel 1992, ma un paio di decenni prima - dice il professor Carlo Alberto Defanti, tra i primi a diagnosticare lo stato vegetativo permanente della paziente - Eluana sarebbe morta per il gravissimo danno cerebrale. La rianimazione ha interrotto il processo del morire e ha fallito, nel senso che non ha curato, ma ha permesso un risultato minimale e paradossale, e cioè una sopravvivenza senza coscienza. Se un medico - continua - toglierà il sondino, non farà altro che permettere al processo naturale di ripartire". Per il neurologo e bioeticista, consultato da Englaro all'inizio del suo estenuante viaggio tra aule giudiziarie e studi medici, "non è eutanasia, termine usato a sproposito e spesso con violenza inaudita da vari ambienti. è un riprendere quel processo di morte, arrestato dalla scienza". Quindi, proseguendo il discorso, basterebbe staccare il sondino per trasformare Eluana in un malato terminale? Per poterla così trasferire in una struttura adatta, un hospice? "Esatto, questa è la sintesi", è la netta risposta del professore. La Regione Lombardia aveva trentotto hospice nel 2006, a fine anno dovrebbe raggiungere quota cinquantatre. è in uno di questi che entrerà Eluana? Gli avvocati degli Englaro sono al lavoro per questo, sue due livelli. Franca Alessio, curatrice speciale, annuncia la ricerca di "un medico che sia disposto a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione artificiale. Sarà anche lui a dire come e dove procedere". Il professor Angiolini verifica invece l'effettiva esecutività della sentenza, sa che la Procura ha sessanta giorni per tentare un ennesimo ricorso in Cassazione, "anche se a noi - continua l'avvocato - sembra proprio che la corte d'appello abbia applicato alla lettera proprio quanto sancito dalla Cassazione". E questo ipotetico ricorso viene invocato - senza titolo, ma ha il suo peso politico - dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini: "Esprimo la mia partecipazione al dolore dei familiari, ma mi adopererò, per quanto di mia competenza nelle sedi appropriate, auspicando che il Procuratore impugni il decreto". Basta anche un'occhiata al sito della Diocesi milanese per comprendere come gli ostacoli, di giorno in giorno, si moltiplicheranno. Silenziose da sempre, le suore Misericordine, che curano Eluana, ieri hanno parlato: "In tutto questo tempo non le abbiamo mai prestato alcuna particolare cura medica", spiega suor Albina, responsabile della clinica Monsignor Luigi Talamomi di Lecco: "Non sospenderemo mai l'alimentazione. Non ci hanno ancora comunicato nulla e ovviamente noi non lasciamo entrare nessuno. Nel caso, venga il padre a prenderla. Fino ad allora la ragazza starà qui. Anche se vorremmo dire al signor Englaro che, se davvero la considera morta, di lasciarcela. Eluana è parte anche della nostra famiglia". Il punto resta però un altro, un po' troppo spesso "oscurato". Eluana, hanno stabilito i giudici dopo lunga indagine, un posto così non l'avrebbe mai voluto. Avrebbe scelto di morire. Perciò, anche se il suo corpo è immobile, mantiene il diritto di andarsene in pace. Come chiede, dopo sedici anni e nove ricorsi, attraverso l'onestà intellettuale di un padre, che s'è costretto a mettere da parte le lacrime per non incrinare la voce della figlia.

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Sabaudia, la battaglia sul lago "niente porto, salvate quelle coste" - giovanni valentini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Sabaudia, la battaglia sul lago "Niente porto, salvate quelle coste" Braccio di ferro tra ambientalisti e proprietari dello specchio d'acqua Benedetto (Parco del Circeo): o è già pubblico o deve assolutamente diventarlo Al centro della disputa la famiglia Scalfati che rivendica diritti fin dal 1881 GIOVANNI VALENTINI SABAUDIA - Una rombante moto d'acqua, rossa fiammante, fende il Canale romano e solleva l'onda contro gli argini stretti dell'antico muro reticolato, già parzialmente franati dopo la demolizione notturna della chiusa che da secoli regolava il flusso delle maree e assicurava la tenuta delle banchine. Siamo alle pendici del promontorio del Circeo, sul ponte stradale che scavalca lo sbocco a mare del lago di Sabaudia, detto anche di Paola, appena dietro le celebri dune del litorale infestato dalle ville dei vip. Questa è la linea del fronte che separa due schieramenti contrapposti in un'intricata contesa sulla destinazione del lago: da una parte, quelli che vorrebbero trasformarlo praticamente in un nuovo porto del Circeo, per ospitare le imbarcazioni da diporto e insediare le relative strutture; dall'altra, quelli che invece si battono per salvaguardarne la sopravvivenza, in nome della natura e dell'ambiente. Al centro della disputa, c'è la famiglia Scalfati che rivendica la proprietà privata del lago fin dal 1881, quando lo Stato italiano l'alienò all'antenato Ottavio Giacchetti; ma è divisa a sua volta tra il fratello Alfredo che sostiene un progetto di rilancio turistico-commerciale e la sorella Anna, giornalista televisiva, contraria a qualsiasi forma di sfruttamento. E intorno, una pletora di pretendenti convinti invece che il lago sia un bene pubblico: dal Comune di Sabaudia alla Provincia di Latina fino al Parco nazionale del Circeo, istituito da Benito Mussolini nel '34 e guidato oggi con competenza ed equilibrio dal presidente Gaetano Benedetto, ex direttore generale del Wwf. Proprio nei giorni scorsi, è arrivato l'ordine di rimuovere i pontili per l'ormeggio delle barche e gli impianti per la coltivazione dei mitili, dopo il sequestro preventivo disposto dalla magistratura. Per diverse opere, realizzate senza le autorizzazioni ambientali, risultano tuttora in corso alcuni procedimenti penali contro Alfredo Scalfati. S'era già estinto invece per morte dell'imputato quello a carico del padre Giulio, per la demolizione della chiusa innocenziana ritenuta fatiscente e pericolante: benché approvati a suo tempo dal Comune di Sabaudia, erano stati eseguiti in modo frettoloso e approssimativo, tanto che lo Soprintendenza aveva disposto un fermo. Ma i danni purtroppo restano. Nel frattempo, per consentire il transito delle imbarcazioni sempre più grandi e numerose ormeggiate nella darsena interna, uno dei due archi laterali del Ponte Rosso è stato brutalmente squadrato e ampliato. E anche se il manufatto non avesse un particolare interesse architettonico, in queste condizioni è comunque un obbrobrio. Fatto sta che oggi il canale è senz'altro navigabile e poco importa che la "libera comunicazione" con il mare sia assicurata dalla natura o prodotta dalla mano dell'uomo: questo sarebbe il presupposto per sancire definitivamente il carattere demaniale del lago. La "disfida di Sabaudia" si trascina ormai da anni a colpi di carte bollate, in una tipica storia di burocrazia all'italiana. Già inserito più volte nell'elenco delle acque pubbliche o nel demanio marittimo, il lago è diventato un pomo della discordia in seguito a una serie di pronunce e interpretazioni divergenti. E così da ultimo, se il 4 agosto 2006 la Corte suprema di Cassazione (sezioni unite civili) respinge tutti i ricorsi contro la famiglia Scalfati riconoscendo il titolo di proprietà, un'altra sentenza della Corte di Cassazione penale del 3 aprile 2007 stabilisce che la natura demaniale del lago è comprovata dall'esistenza, da oltre vent'anni, di un piccolo approdo turistico per la nautica da diporto. Ma al giorno d'oggi si può considerare ancora privato uno specchio d'acqua di poco inferiore ai quattro chilometri quadrati, con un perimetro di circa 20 chilometri, una profondità media di 4,5 metri e una massima di 10? è ammissibile che appartenga a una sola famiglia un lago di grande interesse storico, sociale e ambientale; sulle cui acque è vietata la navigazione e sulle cui sponde sorge la Villa imperiale di Domiziano; interamente compreso nel territorio del Comune di Sabaudia e in quello del Parco del Circeo? Risponde il presidente Benedetto: "Delle due l'una: o il lago è già pubblico o deve assolutamente diventarlo. Una volta, era il pubblico che doveva dimostrare che il lago non era più privato. Adesso è il privato che deve dimostrare viceversa che il lago non è pubblico". Dall'esito della "querelle", dipendono le condizioni igieniche e sanitarie del lago che ormai versa in uno "stato di eutrofizzazione" - come dicono gli esperti - assai delicato: a causa dell'inquinamento prodotto nel tempo dagli scarichi abusivi e dalle coltivazioni intensive di ortaggi, si registra una crescita abnorme delle piante acquatiche. Dal '79 in poi, con i finanziamenti statali, il Comune di Sabaudia ha già realizzato opere rilevanti, costruendo un depuratore centrale e spostando i recapiti fognari della città, con un anello di 25 chilometri intorno al lago. Ma ora per risanarlo occorrono interventi diretti nel bacino, in modo da rimuovere le fanghiglie che in determinate condizioni meteorologiche contaminano l'acqua in superficie e provocano morie di pesci: il segnale di Sos i tecnici l'hanno già lanciato da tempo. Nei mesi scorsi, infine, la "disfida di Sabaudia" s'è arricchita di una paradossale appendice che, a quanto pare, si ripeterà di nuovo a settembre. Per far uscire dai cantieri Rizzardi due maxi-yacht da 120 piedi, circa 40 metri di lunghezza, è stato organizzato un rocambolesco trasporto via terra lungo un percorso di sette chilometri attraverso il centro di Sabaudia, fra due ali di folla esterrefatta, fino alla foce del lago di Caprolace, più a nord, richiedendo addirittura l'abbattimento o la potatura di un certo numero di alberi. Il video, finito sul sito di You Tube, ha fatto il giro del mondo. Si replica prossimamente.

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<Sono un autarchico, ho fatto i miei film anche da solo> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIORNO E NOTTE FIRENZE pag. 35 "Sono un autarchico, ho fatto i miei film anche da solo" PREMIO FIESOLE SILVIO ORLANDO CONSEGNA IL RICONOSCIMENTO A NANNI MORETTI E' UN NANNI MORETTI in grande forma, sorridente e quasi adolescenziale, nel sorridere, quello che riceve il Premio Fiesole ai Maestri del cinema, dalle mani del suo amico e compagno di mille film, l'attore Silvio Orlando. Il premio, organizzato dal sindacato nazionale dei critici di cinema, è sostenuto dal comune di Fiesole e dalla Mediateca regionale toscana. Nanni Moretti è raggiante, e stranamente ? perché siamo abituati a vederlo mattatore, protagonista, volto carismatico di tutti i suoi film ? sinceramente modesto. "No, io non me lo aspettavo affatto di fare tutta questa carriera: ma scherziamo? Io ho avuto la fortuna di fare il mestiere che voglio, di fare il cinema. E di essere stato premiato con una Palma d'oro a Cannes, con tanti altri premi, con un successo di pubblico. Non l'avrei mai immaginato. Quello che sapevo è che sono testardo. Per il mio primo film, 'Io sono un autarchico', girai mille minuti di pellicola in super 8, per poi montarne novanta. Già allora, ero un folle". "Per fare 'Caro diario', ho deciso di girare da solo, con l'operatore soltanto, il giorno di Ferragosto a Roma deserta. Così, sono venuto via dal mare e il 15 agosto l'ho passato attraversando Roma in Vespa. Sono stato fortunato, era anche domenica?". "Non mi sono mai lamentato contro la sorte, contro il sistema, contro la burocrazia, contro lo Stato. Ho pensato che se volevo fare il mio cinema, ci dovevo riuscire, anche da solo. Anche se i produttori non mi aiutavano. Se uno vuole fare davvero una cosa, nessuna scusa vale". E oggi? "Oggi ho ancora la curiosità per le storie degli altri, e la voglia di raccontare agli altri delle storie". Sono un ragazzo fortunato, canterebbe Jovanotti. Che non a caso, Moretti ha messo in una delle scene più belle di un suo film, "Aprile". Giovanni Bogani.

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Parola di donna, sconfiggeremo l'Aids (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Parola di donna, sconfiggeremo l'Aids di Elena Doni B arbara Ensoli potrebbe essere uno di quei miracoli all'italiana che sembrano sbocciare dal niente, magari in momenti di bassa, in mezzo a mille difficoltà, in ambiente non favorevole, tra persone che guardano con antipatia il lavoro testardo dell'outsider. D'accordo, è troppo presto per brindare, ma i segnali ci sono e cospicui. Qualche giorno fa in una conferenza stampa solenne, alla presenza del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci ha annunciato l'inizio della Fase 2 del vaccino italiano contro l'Aids. E per coronare il tutto, c'è stato anche il messaggio di Gianni Letta e della Presidenza del Consiglio a sostegno del "Programma vaccino" coordinato dalla Ensoli. Le opinioni espresse in questa intervista sono nate in un incontro con Barbara Ensoli, che conosco da diversi anni, una sera intorno alla tavola, durante una chiacchierata che, come accade tra donne, saltava continuamente dal pubblico al privato, dal lavoro alla famiglia, dalla battuta all'osservazione serissima. Prima inevitabile domanda, tenendo conto delle difficoltà dei finanziamenti alla ricerca italiana, degli intoppi burocratici, delle polemiche che l'hanno spesso bersagliata: Barbara sei venuta in Italia nel 1995, già carica di allori conquistati nei dieci anni di lavoro negli Stati Uniti: ma chi te l'ha fatto fare? "Avevo vinto il concorso per dirigente di ricerca all'Istituto Superiore di Sanità: rifiutare quell'incarico significava lasciare definitivamente il mio paese e in qualche modo anche intaccare la speranza di tutti i giovani ricercatori italiani che lavorano in America con l'Italia nel cuore, con il sogno di riuscire un giorno a tornare a casa, a svolgere qui la propria attività di ricerca. C'era anche un certo senso del dovere, una grande speranza di poter aiutare il mio paese a diventare veramente europeo. E poi mio figlio, allora molto piccolo. Non volevo farlo crescere in un paese che è un deserto dal punto di vista storico e culturale. Certo, negli Stati Uniti ci sono punte di eccellenza in tutti i campi, ma al dunque conta soltanto quanto si guadagna e i genitori scelgono fino dai primi anni il percorso scolastico che offre le carriere più vantaggiose. E allora viva la scuola italiana, più democratica, più tollerante. I professori qui chiudono un occhio quando si accorgono che i ragazzi copiano al compito in classe: forse ci vedono un atto di solidarietà (ride). In America copiare è considerato quasi un reato". E non ti sei mai pentita della scelta? "In Italia mi piace la gente e nelle istituzioni vedo tante cose buone. L'Istituto Superiore di Sanità è un'oasi di civiltà. Detto questo, ho dovuto purtroppo accorgermi che l'Italia è un sistema basato sulle corporazioni, dove non entri se non hai chi ti aiuta. Un sistema di status quo, dove nulla si crea e nulla si distrugge. L'Italia è ferma, i cinquantenni sono considerati giovani, i veri giovani non sono aiutati ad andare avanti, gli stipendi non tengono conto della produttività, dei risultati che si conseguono, i nullafacenti sono pagati come i bravi. Ma se un sistema non incentiva quelli che lavorano davvero, e che producono, finisce tutto: i bravi ricevono messaggi negativi e finiscono per deprimersi, magari corrompersi. Se l'Italia non cambia sistema, se non comincia a credere nella meritocrazia, si va tutti a fondo". Quanto guadagni oggi? "Tremiladuecento euro al mese". E quanto è costata finora la ricerca per combattere l'Aids? "Sette milioni di euro all'anno per tre anni, di cui abbiamo finora ricevuto solo il primo anno. Avremmo avuto bisogno di molto di più, ma siamo riusciti ugualmente a mettere in piedi una struttura complessa con le università di Urbino, Ferrara, Firenze, Roma, Modena, Milano, Torino, Brescia ma abbiamo siti clinici anche a Bari e a Latina. E la ricerca sul vaccino contro l'Aids è uno straordinario strumento di capacity building e che aiuta a formare giovani scienziati". In cosa consiste la Fase 2 del vaccino? "Sono stati selezionati 128 volontari, uomini e donne, sieropositivi, che si sottopongono alla terapia antiretrovirale. Il nostro obbiettivo è di valutare la risposta immunitaria. Il vaccino è basato sulla proteina Tat, motore della replicazione e propagazione del virus nell'organismo. Finora le ricerche su un vaccino anti-Aids sono state inconcludenti perché si è intervenuti esclusivamente sulle componenti dell'involucro virale per cercare di bloccare l'ingresso del virus nella cellula. Ma il problema è che le proteine che formano la parte esterna del virus variano in maniera incredibile da individuo a individuo e addirittura nello stesso individuo nel tempo: per questo non si è riusciti a indurre anticorpi capaci di prevenire l'infezione. Bisognava trovare strade alternative. E in questa direzione ci siamo incamminati". Quando vi siete accorti che la strada era quella giusta? "Ci siamo chiesti: se non si può impedire l'entrata del virus nella cellula, come si può bloccare la sua replicazione dentro la cellula e la sua propagazione alle cellule vicine, tanto da indurre un'infezione abortiva e quindi bloccare lo sviluppo della malattia? Ci siamo concentrati sullo studio della proteina Tat che funziona come "motore" del virus. Il virus, appena entrato nella cellula produce infatti questa sostanza per indurre la propria replicazione e diffondere la malattia in tutto il corpo. È stato uno studio lunghissimo, facilitato da precedenti ricerche che ho svolto negli Stati Uniti. Abbiamo fatto i primi esperimenti su piccoli animali, poi abbiamo prima vaccinato poi infettato alcune scimmie. Ed ecco che abbiamo visto che dopo quattro settimane dall'infezione sperimentale non c'era traccia di carica virale. Era troppo presto per dire "ce l'abbiamo fatta" ma era già un dato molto indicativo: eravamo emozionatissimi, non stavamo più nella pelle, saltavamo di gioia. Da qui è partito l'approfondimento sulla proteina Tat. e la mia battaglia contro la burocrazia". Quanto tempo ci vorrà per avere la prova provata che la strada è quella giusta? "Probabilmente cinque anni, forse per la funzione terapeutica anche meno. Non dimentichiamo che è di grande importanza anche bloccare lo sviluppo della malattia. Il nostro è stato definito da alcuni giornalisti scientifici "il vaccino che cura"". È vero, come è stato detto, che Big Pharma, cioè le grandi potentissime multinazionali farmaceutiche, sono avverse alla creazione di un vaccino? (ride)"Spero di no, ovviamente. È chiaro che nel mondo occidentale sono in gioco interessi stellari, ma sul programma italiano vegliano le nostre istituzioni". L'INCONTRO Barbara Ensoli è la scienziata di fama internazionale che, dopo 10 anni negli Usa, è tornata in Italia e dirige la sperimentazione del vaccino contro il virus Hiv. Ecco come racconta la sua esperienza insieme comune e straordinaria.

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Boom fotovoltaico: Comuni tutti in fila per un posto al sole (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6032 Loceri Finanziato da Banca Etica Boom fotovoltaico: Comuni tutti in fila per un posto al sole Loceri. Finanziato da Banca Etica --> Prendi un piccolo centro, un sindaco illuminato, e un giovane istituto di credito che predica finanza responsabile e sostenibilità ambientale. Il risultato è un miracolo al sole. Banca Etica ha presentato ieri a Loceri il progetto sul fotovoltaico. Effetto del caro barile e di un contagioso effetto domino al risparmio. A Loceri l'affare energia ha attecchito come la gramigna. Il costo per il cittadino equivale a zero, poiché l'investimento iniziale (un impianto di tre kilowatt e mezzo costa 17 mila euro, 5200 a kw) viene rimborsato in vent'anni tramite il conto energia. Il vantaggio immediato è quello di avere energia gratis. Sul treno lanciato da Loceri (che vanta progetti finanziati all'80 per cento) sono saliti tanti altri Comuni ed oggi il paese è diventato punto di riferimento e best practice di Banca Intesa. Ieri tanti sindaci sono arrivati in pellegrinaggio sul luogo del miracolo. Fra loro e il direttore generale di Banca Etica Mario Crosta e i sindaci un dialogo cordiale. Salvatore Lai (Gavoi) si è soffermato sull'importanza del microcredito e del fotovoltaico per abbattere i costi dell'illuminazione pubblica. "Viviamo la stagione in cui ben venga qualsiasi soluzione che ci aiuti a sopravvivere", ha detto Franco Tegas (Talana), mentre Renzo Porcu (Lula) ha chiesto delucidazioni sui benefici diretti per i cittadini e le modalità di finanziamento per i Comuni. "Il problema energia è sentito alla pri di ambiente e lavoro. Con la piena collaborazione possiamo ottenere dei risultati positivi", ha sostenuto Salvatore Noli, (Olzai), mentre Salvatore Melicci (Lunamatrona-Sa Corona Arrubia) ha sottolineato le potenzialità positive dell'arrivo di Banca Etica in Sardegna. I sindaci invocano aria nuova e burocrazia zero, anche nel credito. Chiusura del dibattito affidata al padrone di casa Carlo Balloi. "Abbiamo pensato al risparmio nostro e dei nostri cittadini e soprattutto all'ambiente. Speriamo che la convenzione con Banca Etica invogli altri enti e cittadini". La lampadina si è accesa quando il Comune di Loceri, guidato da Carlo Balloi, ha attivato il gruppo d'acquisto "Sardegna al Sole", al quale hanno aderito 20 comuni, di tutta l'Isola e oltre 700 cittadini, per un investimento di circa 12 milioni. Quindi il Comune ha stipulato una convenzione con Banca Etica per la realizzazione di impianti fotovoltaici per privati e aziende. Il mutuo a tasso fisso, finalizzato all'istallazione di impianti a Loceri, è di 2,2 milioni, e va esteso agli altri 20 comuni associati, con una durata ventennale e con due anni di pre-ammortamento. Per la realizzazione degli impianti è stata sottoscritto una convenzione con la Stena Italia di Olbia, che ha già realizzato gratuitamente un impianto dimostrativo presso il comune di Loceri e che si occuperà di svolgere tutta la parte tecnica. SIMONE LOI.

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S cusatemi, parlerò di Difesa, pur sapendo che poco importa in Italia tranne quando, come l& (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del S cusatemi, parlerò di Difesa, pur sapendo che poco importa in Italia tranne quando, come l'altro giorno in Afghanistan (per fortuna senza gravissime conseguenze) accadono incidenti che attirano l'attenzione dei media. Sorprende solo che per levarla di torno, la Difesa, non la si voglia privatizzare. Non tenterò di colmare, impresa impossibile, il penoso vuoto di conoscenza sulle Forze Armate ma solo di offrire spunti per valutare l'effetto dei prossimi tagli al suo Bilancio, da sempre il più mingherlino fra quelli dei maggiori Paesi europei ma portato al livello più basso del dopoguerra dai 2 miliardi sottrattigli nel 2006. Nel 2007 giunge un soccorso insperato dal subentrante governo che, spronato dal ministro della Difesa Parisi, inverte tendenza e aumenta nei due anni che seguono (2007-2008) il Bilancio del suo Dicastero. Ma gli aumenti non bastano a compensare i tagli del 2006 e si apportano tagli al reclutamento del personale, fra i pilastri della riforma incompiuta. Quel governo, inoltre, prima del suo anticipato congedo, non consolida la sua piattaforma, lasciandola esposta agli umori della politica e della pubblica opinione, entrambe ignare di ciò che siano le Forze Armate e incapaci di comprendere cosa loro occorra e perchè. Che fare? In piena crisi socio-economica, non si può perorare la pur giusta causa di un più congruo Bilancio della Difesa inneggiando al loro metafisico ruolo di operatori di pace e di politica estera né confrontando quanto fa l'Italia per la sua difesa con l'estero. Serve a poco dire che essa spende la metà di Francia e Germania e un terzo della Gran Bretagna, né sono imitabili i loro piani di finanziamento pluriennali per la Difesa per sottrarla alla spada di Damocle della finanziaria dell'anno. La proiezione del nostro decreto è anch'essa sì triennale (2009-2011) ma si propone l'opposto, garantire i tagli e non le risorse. A questo punto, l'inferiorità rispetto agli alleati ingigantisce poiché al termine dei tre anni essi avranno ricevuto il dovuto mentre le nostre forze armate, da sempre molto più povere, avranno avuto altri 2.400 miliardi di meno. Sbaglia chi obietta che le economie toccano anche altri settori importanti, non solo perché le loro strutture e funzioni non sono comparabili ma anche perché nel 2006, annus horribilis per la Difesa, nessun altro ebbe un taglio così macroscopico. Chi vuole davvero migliorare le Forze Armate deve innanzitutto comprenderle e rendersi conto che esse non sono la somma di uomini e armi che si possono indifferentemente ridurre o aumentare con motivazioni contabili bensì un microcosmo complesso in cui ogni cosa, materiale e morale, professionale e culturale, incide, nel bene e nel male, sull'intero sistema. Di soldi ce ne sono stati sempre pochi, ma oggi si esagera e si rischia di compromettere la difficilmente acquisita prontezza militare italiana. La burocrazia ministeriale sopravvivrà, le carriere non soffriranno, si continuerà a inneggiare alla pace e ad assistere a pittoresche parate, si moltiplicheranno bande e fanfare, ma i buoni soldati saranno messi da parte, e l'Italia diverrà il convitato di pietra di ogni importante istituzione od occasione internazionale. Il Decreto entra anche nel merito del personale delle forze armate, la cui atipicità sfugge però a una razionalità burocratica. Per tale motivo e anche perché devono essere super partes, la soluzione dei loro problemi esige il coinvolgimento bipartisan del governo e dell'opposizione. Nel parlare di personale corre l'obbligo di riconoscere alle forze armate il merito di avere saputo educare, motivare e addestrare moltissimi giovani, quadri e soldati che tutti c'invidiano ma che non si possono più reclutare o trattenere perché i soldi mancano. Né si possono ignorare i non più giovani, alcuni non più utilmente impiegabili ma fra i quali ci sono lealtà e professionalità preziose a uno Stato che lamenta burocrazie apatiche e incompetenti. I ministri Tremonti e Brunetta farebbero bene a non accontentarsi di tesi studiate al tavolino e a documentarsi di persona sia per comprendere un personale che è atipico sia perché i militari sappiano valorizzare più di altri il personale che hanno. Ma quel personale è, in regime di povertà di bilancio, anche un problema, perché troppe risorse vanno a finire in stipendi. Il problema non si risolve riducendo i soldati o rinunciando ad armarli e addestrarli né adottando un compromesso da pallottoliere fra le due cose. Poiché le Forze Armate sono condizionate dalle leggi e dalla politica, il problema va ripreso alla mano coinvolgendo quest'ultima assai più di quanto finora si è fatto. Funzioni e struttura delle forze armate sono responsabilità politica, come lo sono le loro interazioni con società nazionale e solo la politica ha l'autorità per risolvere i loro problemi nonché per eliminare le duplicazioni e gli sprechi di cui essa stessa è spesso la causa. Infine, nessuna organizzazione è in grado di riformare a fondo se stessa. Va posto fine ai mutismi dei capi militari, alle informazioni politicamente corrette ed evasive, agli equilibrismi sul loro impiego, ecc. E qui il paragone con altri funziona. In Gran Bretagna si dibatte, con i Capi militari in prima linea, su come "ricostruire il consenso nazionale per la difesa", l'esercito americano con i suoi generali pubblica una feroce autocritica sulla propria presenza in Iraq, la Germania nel 2006 ha pubblicato un interessante Libro Bianco sulla Difesa e così la Francia. Tocca ora all'Italia uscire dal proprio "non vedo, non sento, non parlo", per spiegare a se stessa quale sia il proprio ruolo nella sicurezza in un mondo che cambia, perché importino i militari, cosa siano in grado di fare e come spendano le risorse che hanno. Se ciò sarà fatto, e sarà convincente, ottenere finanziamenti adeguati per le forze armate non sarà più impresa improba.

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Il modello Cuneo rafforza l'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-11 - pag: 19 autore: Asse banche-industria per la crescita Il modello Cuneo rafforza l'impresa Augusto Grandi POLLENZO. Dal nostro inviato "Questa è ancora un'isola felice, ma la crisi che sta colpendo il sistema Italia rischia di arrivare a penalizzare anche il nostro "modello Cuneo", più volte additato come esempio da emulare". Antonio Antoniotti, presidente di Confindustria Cuneo, mette in guardia gli imprenditori della provincia piemontese contro un eccesso di ottimismo, ma deve comunque confrontarsi con dati che quasi tutta Italia invidia: la produzione industriale della "provincia Granda" è cresciuta del 5% nel 2007 (il doppio rispetto alla media nazionale) e nel primo trimestre di quest'anno si è registrato un incremento del 2,7%. Quanto all'export, è cresciuto ancora e la bilancia commerciale ha registrato un saldo positivo superiore ai 2,4 miliardi (+15%). Anche se Ernesto Abbona, presidente della Marchesi di Barolo e vicepresidente di Piccola industria Piemonte, avverte che le esportazioni reggono ma i margini si riducono. "Le aziende – spiega Antoniotti – non possono essere competitive in un Paese che non è competitivo ". Per questo Confindustria Cuneo vuole puntare su nuove energie. Non soltanto quelle materiali, pur fondamentali per mantenere accettabili i livelli dei costi, ma anche le energie morali, personali. Sotto questo aspetto Cuneo è davvero un'isola felice rispetto al panorama italiano, ma non basta ancora. Antoniotti insiste sull'importanza della formazione, ma anche dell'impegno individuale, della riscoperta dell'etica del lavoro, della coscienza di imparare un mestiere per farlo bene. Un modello Cuneo che è basato sui rapporti tra persone, e il presidente degli industriali esalta l'importanza della conoscenza diretta tra imprenditore e chi lavora nelle banche del territorio, davvero vicine alle esigenze della gente. Ma le energie sono anche quelle da risparmiare riformando burocrazia e norme assurde. E sono, inevitabilmente, quelle delle energie utilizzate dalle industrie. Antoniotti plaude all'idea che l'Italia riapra il discorso sul nucleare, ma ricorda le potenzialità del Cuneese per le energie rinnovabili. A partire dai termovalorizzatori che, dai rifiuti, potrebbero ricavare il 10%dell'energia elettrica utilizzata nella provincia. E poi biomasse, idroelettrico, fotovoltaico, eolico. Con iniziative delle aziende locali, come la Michelin di Cuneo e Fossano, che producono automamente l'energia necessaria. E anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha sottolineato l'importanza di intervenire sul fronte energetico. Non solo con il nucleare, ma anche con almeno 5-6 rigassificatori, con iniziative di risparmio energetico "che già stanno garantendo risultati", e poi spingendo sull'innovazione tecnologica per rendere credibile l'utilizzo di energie rinnovabili. Presidente. Antonio Antoniotti.

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Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per l'ennesima volta, giace un bel cavalletto (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 13 Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per l'ennesima volta, giace un bel cavalletto ... Caro Carlino, Ormai da due mesi in via Cittadella, per l'ennesima volta, giace un bel cavalletto con la sua lampada a segnalare il solito buco sulla strada. E' una scena abituale per i ferraresi: infatti anche in viale Belvedere in posizione molto più pericolosa la situazione è identica. Forse anche i buchi, i cavalletti e le lampade sono patrimonio dell' Unesco? Qui a Ferrara le cose non cambiano mai: strade colabrodo, rotatorie come funghi, opere pubbliche importanti che si impantanano tra mancanza di soldi e troppa burocrazia. Riuscirà il nostro sindaco con qualche sapiente e strategica riasfaltatura a salvare i suoi voti per l'anno prossimo? La Provincia ha la memoria corta o paura di assumersi responsabilità? Un lettore.

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E il cantiere privato diventa <pubblico> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 E il cantiere privato diventa "pubblico" IL CASO IMPOSTO 'DAZIO' DI MIGLIAIA DI EURO PER IL COMUNE, l'androne di un palazzo (privato) è suolo pubblico. E così, quando è scattata la ristrutturazione, è partita anche la cartella esattoriale: quella appunto per l'occupazione di suolo pubblico dalle strutture e dalle attrezzature del cantiere. E' un caso singolare di disordinata burocrazia, quello sorto per i lavori al "Coin" di via Cortevecchia; nelle scorse settimane, i titolari dell'impresa che sta provvedendo all'opera di ristrutturazione del negozio ? chiuso da oltre un anno e destinato a riaprire radicalmente modificato ed abbellito ? si sono visti recapitare dai messi notificatori del Comune il... conto. Salato: oltre 7 mila, secondo le indiscrezioni. Appunto per l'occupazione di suolo pubblico. "Per il quieto vivere, e per evitare problemi e contenziosi con il Comune, la ditta ha pagato", rivela il consigliere di An Simone Lodi che ha chiesto la documentazione. Dalla quale emerge ? come forse era logico attendersi ? che l'androne e l'ingresso dell'ex grande magazzino, sono di pertinenza del palazzo privato. "Perciò la tassa di occupazione di suolo pubblico non era dovuta, ed il Comune dovrà restituire il... maltolto", sorride Lodi deciso però a chiedere chiarimenti in merito anche alle responsabilità dell'accaduto.

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Giochi cinesi il compromesso per le dirette olimpiche non soddisfa nessuno (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giochi cinesi il compromesso per le dirette olimpiche non soddisfa nessuno I media globali aprono una finestrella a Piazza Tiananmen Sembra essere un classico caso in cui si discute se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto: dopo un'incertezza durata sette anni, Pechino ha finalmente annunciato il compromesso raggiunto per la diretta televisiva dei Giochi di quest'agosto. Le televisioni internazionali potranno trasmettere in diretta dagli stadi olimpici di Pechino e dalle altre sei città olimpiche (Hong Kong, Shanghai, Tianjin, Shenyang, Qingdao, e Qinghuangdao dove si terranno le competizioni equestri, calcistiche e di vela), senza dover sottostare ai trenta secondi di differita che erano stati stabiliti fin'ora. Una misura messa in vigore per evitare imprevisti, in primis, che qualche manifestante, sfuggito alle strette maglie di controllo messe in piedi dalle autorità cinesi, possa essere visto sugli schermi televisivi nazionali e mondiali. Per quanto riguarda invece le località esterne agli stadi, fra cui la piazza-simbolo di Pechino, Tiananmen, il Bocog ha mantenuto un discreto controllo su quanto sarà possibile filmare e ritrasmettere. Per esempio, da Tiananmen, sarà possibile la diretta solo in due fasce orarie, dalle 6 alle 10 di mattina e dalle 9 alle 11 di sera, ora di Pechino. All'infuori di queste la piazza potrà essere ripresa, ma le immagini dovranno essere trasmesse dopo essere state preregistrate. Per quanto riguarda invece altri luoghi simbolici, quali la Grande Muraglia, o località fuori dalla capitale, ogni televisione dovrà ottenere permessi appositi di volta in volta. Il problema non è nuovo: quando, nel 1989, folle di giornalisti si erano riversate sulla capitale cinese per coprire lo storico incontro fra l'allora leader sovietico Mikhail Gorbachev e la sua controparte cinese Deng Xiaoping (incontro che segnava la fine della decennale rottura sino-sovietica), si ritrovarono pronti, telecamere alla mano, a riprendere anche la protesta studentesca e la sanguinosa repressione che ne seguì, portandola sugli schermi del mondo. Da allora, le autorità cinesi avevano consentito alle televisioni internazionali di trasmettere solo utilizzando il satellite della rete cinese Cctv e impedendo ogni ripresa in diretta. Il colosso televisivo americano Nbc , che ha pagato 800 milioni di dollari per assicurarsi i diritti esclusivi per la diffusione delle immagini delle gare olimpiche negli Stati Uniti, sembra essere insoddisfatto dal compromesso raggiunto. Malgrado questa concessione sulla diretta, la ridiffusione tramite satelliti internazionali continua ad essere ostacolata da una complicata burocrazia, che prevede autorizzazioni complesse per ogni singolo satellite. Le concessioni a cui si è arrivati sono però il massimo possibile per un comitato organizzativo, e delle autorità, ormai in preda ad un'ossessione per il controllo di proporzioni davvero olimpiche: pur avendo accettato di garantire libertà di movimento ai giornalisti accreditati a partire dal 1 gennaio di quest'anno, infatti, la situazione resta tutto fuorché facile. L'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, in un rapporto pubblicato questa settimana, denuncia ad esempio una lunga lista di abusi, detenzioni ingiustificate e restrizioni arbitrarie al lavoro della stampa internazionale che opera in Cina. E proprio in questi giorni il giornalista di Hong Kong Norman Choy, del quotidiano Apple Daily , il secondo per diffusione nel territorio, pur munito di regolare visto, dopo essere arrivato a Pechino è stato detenuto, interrogato, e rispedito ad Hong Kong in seguito alla confisca del suo permesso di viaggio. Senz'altra spiegazione se non che la sua presenza nella capitale contravveniva alla legge nazionale sulla sicurezza. Apple Daily , il quotidiano più fortemente pro-democrazia della ex-Colonia britannica, è quello maggiormente inviso alle autorità cinesi, che hanno spesso limitato il numero di visti concessi ai rappresentanti di questa pubblicazione. 11/07/2008.

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Il murales della virtù (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANTIMAFIA Il murales della virtù Al via, con "La marcia della memoria", il restauro del "graffito" anti-'ndrangheta di Gioiosa Ionica Danilo Chirico Sono tornati in cima alle impalcature, con barattoli di vernice e pennelli. Proprio come nell'estate di trent'anni fa, stanno restituendo colore e respiro alla memoria dell'anti-'ndrangheta. Sono ancora loro, Corrado Armocida da Gioiosa Ionica e Giovanni Rubino (in arrivo da Milano) armati di passione, impegno civile, talento. E con addosso forte il ricordo del 1978, quando - protagonisti di un'alleanza virtuosa tra Nord e del Sud - è nato il Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta, il murales antimafia di Gioiosa Ionica. Che stava scolorendo, ed è stato salvato. Che sarà l'occasione per ragionare di Mezzogiorno e antimafia sociale, conflitti ambientali, diritti e memoria. Partirà infatti il 16 luglio la "Lunga marcia della memoria", la manifestazione organizzata dall'associazione daSud con Libera e Movimenti - legata al campo di volontariato "Dipingiamo la memoria" (organizzato da Libera con Legambiente, con base alla don Milani di Marina di Gioiosa) - che culminerà nella grande festa di piazza del 27 luglio a Gioiosa Ionica quando si inaugurerà il murales restaurato. Rocco Gatto era un mugnaio comunista, un testardo che s'era messo in testa di non pagare il pizzo e denunciare gli 'ndranghetisti. L'hanno ammazzato il 12 marzo 1977. A lui è dedicato il gigantesco murales che campeggia in piazza Vittorio Veneto a Gioiosa, sulle pareti del teatro, realizzato un anno dopo dagli artisti vicini alla Cgil e al Pci. Un'impresa di creatività e impegno che rischiava d'essere cancellata dal tempo, da quell'oblio che piace tanto alle cosche: ti ammazzano, ti delegittimano, cercano di far dimenticare. E con il murales stava per svanire il ricordo di Rocco Gatto e dei tanti che sono caduti nel corpo a corpo contro le cosche. Per questo motivo l'associazione daSud - nata nel 2005 "per mettere in rete competenze del Sud e per il Sud" - ha recuperato la storia di Rocco Gatto e ha promosso, con il Comitato pro murales teatro Gioiosa, un appello per salvare il Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta. Un appello subito sottoscritto da personalità come don Luigi Ciotti e Nando Dalla Chiesa, Francesco Forgione e Tano Grasso, artisti come Daniele Silvestri e Ascanio Celestini, Vauro e i Tetes de Bois, Pasquale Scimeca e Ulderico Pesce, realtà come la Locanda Atlantide di Roma e il circolo Zavattini di Reggio Calabria, associazioni, partiti, rappresentanti istituzionali e migliaia di cittadini. E che ha trovato in alcune istituzioni locali il sostegno necessario per il restauro. In quel dipinto "c'è la storia di Rocco Gatto - sottolinea Alessio Magro, presidente di daSud - ma idealmente c'è tutto il movimento antimafia calabrese, fatto di straordinarie battaglie e cocenti sconfitte, di affermazioni di diritti e di morti ammazzati. Ci sono i caduti della politica e del movimento, studenti e amministratori scomodi, imprenditori e commercianti che hanno detto 'no' alle mazzette, magistrati coraggiosi, poliziotti e carabinieri onesti, bambine e bambini, semplici passanti e fieri oppositori delle cosche. Sono tanti, tantissimi - aggiunge Alessio Magro - decine di vittime innocenti stanno nell'album di famiglia della lotta alla 'ndrangheta. Il murales, simbolicamente, le ritrae tutte". La storia di Rocco Gatto e del murales ha girato su e giù per l'Italia. Adesso torna in Calabria. "Grazie all'appello per il restauro - spiega Salvatore Fuda, rappresentante del comitato - si sono rimessi in moto passioni e impegni che sembravano sopiti. Stiamo provando a ricostruire le basi per un'alleanza forte tra associazioni, comitati, buona politica, artisti per l'affermazione dei diritti di cui in Calabria oggi c'è bisogno". Sarà una grande festa dell'impegno, della memoria e dei diritti la Lunga marcia della memoria. Un modo per festeggiare il restauro, raccontare una Calabria diversa, scavare negli assetti di potere che si annidano anche nei posti più insospettabili. Nella politica, nella burocrazia, nella società civile. Sarà un evento a doppio binario, la Lunga marcia: una carovana itinerante (che parte il 16 da Reggio) con dibattiti, approfondimenti e spettacoli (ci saranno, tra gli altri, Niccolò Fabi e Pino Marino, i Tetes de Bois e gli Operai della Fiat 1100, Giuseppe Cederna e Peppe Voltarelli, Nino Racco e Francesco Di Giacomo) e un campo di volontariato "Dipingiamo la memoria", nato nell'ambito di EstateLiberi 2008. "Momento di fusione tra Marcia e Campo sarà la realizzazione di nuovi murales antimafia da parte dei volontari - spiega Francesco Rigitano, responsabile di Libera Locride e del campo - arriveranno giovani dall'Europa, l'Asia e l'America, animati dalla volontà di diffondere lo spirito antimafia. Attraverseranno i nostri territori, conosceranno la Calabria migliore, le storie di chi ogni giorno si sporca le mani per contrastare le cosche e conquistare diritti, ottenere nuovi spazi di normalità e libertà. Una sfida difficile a queste latitudini, ed esaltante". Ci si mette in marcia il 16 luglio e si va avanti fino al 27, quando ci sarà l'inaugurazione del murales restaurato. Il programma della manifestazione (che il manifesto seguirà ogni giorno raccontando le storie minime della meglio gioventù calabrese) si trova su www.dasud.it. Non resta che mettersi in marcia. Alla ricerca di un Mezzogiorno liberato. Foto: COMUNISTA DI CALABRIA Rocco Gatto era un mugnaio calabrese e comunista. Amava gli orologi, non pagava il pizzo, denunciava gli 'ndranghetisti. E' stato ammazzato a Gioiosa Ionica il 12 marzo 1977. La sua storia, insieme a quella di Ciccio Vinci, è raccontata nel libro "Il sangue dei giusti" (Città del Sole edizioni, 2007). A Rocco Gatto è dedicato il murales antimafia di Gioiosa. LA MEMORIA RESTAURATA La "Lunga marcia della memoria per il Quarto Stato dell'anti-'ndrangheta" è l'evento promosso dall'associazione daSud con il comitato civico, Libera e MovImenti. Spettacoli e dibattiti alla riscoperta delle vittime della 'ndrangheta, con tappa finale a Gioiosa, per l'inaugurazione del murales restaurato. Alla Lunga marcia è legato il campo di volontariato "Dipingiamo la memoria". Il programma su www.dasud.it.

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Il continente PERDUTO QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La cancellazione del confine tra diritto pubblico e privato è l'esito della globalizzazione. Un terremoto che trova terreno fertile nel "Trattato di Lisbona". La legittimità della legge non è più quindi espressione di un processo democratico, ma il risultato dell'attività di un ristretto gruppo di tecnici Ugo Mattei Fra i molti confini crollati sotto i colpi delle forze e ideologie della postmodernità c'è sicuramente quello fra pubblico e privato. Un terremoto particolarmente sconvolgente per il diritto che su questa contrapposizione aveva strutturato la difficile convivenza fra il suo essere, al tempo stesso, esercizio del potere (pubblico) e cultura della convivenza civile (privato). Il profondo crinale che separava questi due mondi non presentava certo natura ontologica e i giuristi delle diverse tradizioni potevano declinarlo in modo assai diverso (per esempio in Francia il diritto penale è branca del diritto privato mentre in Germania e da noi del diritto pubblico). Il fatto che anche nel diritto esistesse un luogo dei rapporti gerarchici ed autoritari (quelli fra potere e cittadino) cui si poteva contrapporre un luogo di rapporti formalmente paritari, fondati sullo scambio consensuale (quelli fra privati), costituiva altresì un nucleo comune nell'ambito delle tradizioni giuridiche occidentali. La distinzione tra i due ambiti aveva le sue radici nelle diverse forme della loro legittimazione. Nel moderno costituzionalismo, il diritto pubblico, abbandonate le sue origini autoritarie, è espressione legittima e partecipata del demos sovrano. Il diritto privato, per contro, affondava le proprie radici nella consuetudine, una regolamentazione spontanea resa necessaria e legittima dalle esigenze di prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti sociali. E se nel primo caso il demos delega autorità al potere (e lo legittima) nel secondo esso resta autonomo e le regole private vengono per così dire "messe in bella copia" dai produttori di civilis sapientia (i giuristi tecnici). Insomma la legittimazione del diritto pubblico è democratica mentre quella del diritto privato è tecnica (o sapienziale, se la si vuole mettere in bella luce). Prendere o lasciare Certo, lo Stato moderno rivendica una posizione di controllo ed autorità anche sui rapporti fra privati, produce codici civili e rende alcune regole privatistiche inderogabili dalla vlontà dei privati. Ma ogni regola limitativa dell'autonomia privata a sua volta dovrebbe rispondere alla logica della legittimazione democratica. Se il controllo dello Stato sul diritto privato, accentuatosi per i primi tre quarti del secolo scorso, può considerarsi una pubblicizzazione del diritto privato (informata ad esigenze di tutela del debole), da diversi anni ormai, ed in modo particolarmente accentuato da quando si parla di globalizzazione, si registra una privatizzazione della normatività pubblica. Le grandi corporations transnazionali impongono sempre più le proprie regole del gioco tramite contratti standardizzati che offrono servizi essenziali all'interno di una logica del "prendere o lasciare". Gli Stati cercano tuttavia di mantenere il controllo su queste dinamiche di privatizzazione della normatività. Anzi, quelli più forti sembrano perfino partecipare a dinamiche in controtendenza. Di "fine" o "chiusura" della globalizzazione, sotto forma di barriere protezionistiche che provano a colpire anche a libera circolazione di capitali e merci e non più "soltanto" delle persone, si comincia infatti a parlare sempre di più. E l'Europa? L'Europa non è uno Stato. Se lo fosse con il suo mezzo miliardo di persone, sarebbe il terzo del mondo, dopo India e Cina. Per prodotto interno lordo sarebbe il primo. Le tendenze che si verificano in questo spazio misterioso e rilevantissimo fra stato e non stato sono davvero inquietanti. Infatti proprio in Europa si sta abbattendo una nuova frontiera nella privatizzazione del politico. Si sta infatti verificando un golpe strisciante dal punto di vista della legittimazione: un golpe "tecnocratico" (o organocratico per utilizzare un'espressione del recentissimo libro di Giuseppe Guarino Ratificare Lisbona?) che verrà portato a compimento se il Trattato di Lisbona sarà ratificato dando assetto definitivo alla struttura costituzionale europea. Il primato della segretezza Per la prima volta un "quasi stato" sarà legittimato definitivamente da un principio antagonista rispetto a quello democratico. Il suo diritto pubblico, come già quello privato, sarà governato da un principio di legittimazione tecnico e non politico. Una trasformazione incostituzionale rispetto ai principi comuni di tutti gli Stati membri: sicuramente per il diritto costituzionale Italiano, qualora vengano ratificate trasformazioni che a partire dal primo gennaio 2009 saranno davvero definitive, perchè potranno essere mutate soltanto all'unanimità dei 27 Stati membri. Riprendo soltanto brevemente le considerazioni di Giuseppe Guarino, un decano dei nostri costituzionalisti, uno studioso che ha saputo evadere dalla gabbia cartacea degli articoli delle leggi e della costituzione per misurarsi con la dimensione politica ed economica fra l'altro in veste di ministro (Finanze nel 1987 e Industria nel 1992). Un maestro che tuttavia resta giurista e che come tale ha studiato a fondo i 418 ostici articoli del Trattato di Lisbona firmato il 17 dicembre 2007 dai rappresentanti dei 27 paesi membri nel tentativo di rilanciare il processo dopo la debacle della Costituzione Europea, bocciata dai referenda francesi e olandesi. Certo, anche Lisbona arranca (Irlanda docet) ma la pervicacia con cui la vulgata dominante (con la sola imbarazzante eccezione della Lega e del nuovo Tremonti antimercatista) ne considera la ratifica un esito obbligato, lasciano presagire un tanquillo (e quasi-segreto) iter. Del resto, praticamente ovunque il demos sovrano è stato espropriato del potere di esprimersi sui futuri assetti europei sicchè nuove imboscate referendarie sono da escludersi. Bruxelles dà i numeri In barba alla retorica sulla centralità del Parlamento, l'organo di governo che detterà l'agenda politica della nuova Europa sarà la Commissione. Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda. Non solo, ma le proposte normative della Commissione "passano" con una maggioranza ridotta in consiglio. Non possono essere emedate (pendere o lasciare) se non all'unanimità o con l'accordo in tal senso di Parlamento e Commissione. All'interno della Commissione tutti gli Stati contano allo stesso modo. Inoltre, a partire dal 2014 entrerà in vigore il principio della rotazione perchè i posti di commissario saranno inferiori rispetto al numero dei membri. È quindi probabile che uno dei quattro stati con maggore popolazione (Germania, 82 milioni; Francia 61, Regno Unito 60, Italia 59) sia escluso a favore di Stati (14) con popolazioni inferiori ai 10 milioni. Si tratta di un evidente paradosso democratico, aggravato dal fatto che i Commissari non possono essere parlamentari, non possono consultarsi con alcun governo, sono nominati da forze politiche in molti casi sconfitte alle elezioni successive (durano in carica oltre chi li ha nominati): svolgono cioè a tutti gli effetti (come già oggi la Banca Centrale Europea) un'opera di governo "meramente" tecnico. Nella politica economica, in particolare nelle procedure di disavanzo ecessivo, che minacciano cioè tutti gli "Stati Euro", la Commissione gode di discrezionalità politica enorme e cumula poteri di controllo ed esecuzione delle proprie stesse decisioni. Inoltre, a tali procedure, partecipano pure commissari di paesi non-Euro, quali ad esempio Danimarca e Gran Bretagna, che conservano sovranità monetaria e godono in più della stabilità prodotta dalla rinuncia alla sovranità monetaria di tutti gli altri. Una situazione che provvisoriamente poteva pure essere digeribile ma che, in via definitiva, stride con la "parità" cui la Costituzione italiana condiziona le cessioni di sovranità. A causa dell'Euro e dell'insufficiente monitoraggio della Commissione sul debito, l'Italia più degli altri rischia oggi il tracollo. CONTINUA|PAGINA14 Guarino pone una domanda che merita riflessione seria: "può il nostro Stato ratificare un trattato alla cui disciplina si collega la previsione quasi certa di un deterioramento progressivo delle condizioni di benessere dei suoi citadini?". Ma seria è pure oggi la più generale questione: possiamo desiderare per l'Europa una tecnocrazia a causa dei fallimenti della democrazia spettacolare ed essere perciò favorvoli a Lisbona? Io ritengo che Lisbona vada respinta. Se il Parlamento italiano avesse il coraggio di farlo (e ne avrebbe cogenti ragioni costituzionali) dovrebbe pure indicare una via maestra costituzionalmente legittima per riprendere il percorso. A me la soluzione ovvia pare quella di investire il prossimo Parlamento Europeo di funzione costituente, perchè finalmente il demos europeo possa esprimersi in una campagna elettorale, davvero legittimante sui temi europei.

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L'irresistibile ascesa di Spa e Srl (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-07-09 - pag: 4 autore: Sviluppo. Dal 2000 al 2008 società di capitali aumentate del 54,4% contro il +5,8% del totale imprese L'irresistibile ascesa di Spa e Srl I maggiori incrementi a Rimini (+82,9%) e Ferrara (+82,8%) Mariangela Latella BOLOGNA Boom delle società di capitali in Emilia-Romagna che, tra il 2000 e il 2008, sono cresciute del 54,4% (contro il 5,8% della crescita totale delle imprese). L'aumento di queste aziende, che hanno raggiunto il numero di 71.864 su un totale di 430.589 con un incremento del 16,7%, rivela un processo di strutturazione delle aziende della regione che riguarda trasversalmente tutti (o quasi) i settori. "è inatto –spiega Guido Caselli, direttore Area studi Unioncamere Emilia-Romagna – un profondo processo di trasformazione e rafforzamento della struttura produttiva regionale. In parte lo cogliamo attraverso i numeri, in parte sfugge alle statistiche perché agisce su fattori difficilmente quantificabili quali le relazioni, la formazione, la capacità innovativa ". L'incremento della strutturazione è comunque visto come un passaggio reso necessario dalla sempre più accesa competizione nei mercati globalizzati, ma anche come indice di tenuta di un sistema produttivo costituito da una rete di piccole imprese che, organizzandosi meglio, riescono a spuntare performance produttive migliori. Le province in cui si è avuta la maggiore crescita di società di capitali sono state Rimini (+82,9% che però ha riguardato 4.907 aziende contro le 18.294 di Bologna, le 14.430 di Modena, le 8.298 di Reggio e le 7.991 di Parma), Ferrara (+82,8% con 3.988 società di ca-pitali), Forlì-Cesena (+78,7%, a quota 5mila), Piacenza (+63,8%, a quota 3.990) e Ravenna (+55,6%, a quota 4.962 ) anche in considerazione del fatto che in queste aree si partiva da dati numerici inferiori. Tuttavia l'incremento ha riguardato tutto il territorio: +54,2% a Modena; +54,1% a Parma; +47,4% a Reggio; +39,7% a Bologna. "Il dato di crescita delle società di capitali – spiega Maurizio Focchi, presidente di Confindustria Rimini – è in linea con il numero di associati a Confindustria. Associarsi vuol dire fare uno sforzo organizzativo: maggiori contatti, formazione e organizzazione. In una parola: maggiore strutturazione". Con riferimento ai settori è quello della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua che registra un vero e proprio boom (+121,7%). Si tratta di un mercato molto ristretto in cui operano in tutto 215 aziende di cui la maggior parte sono società di capitali (62%) molte delle quali Spa. Al secondo posto segue la ristorazione che raddoppia le società di capitali (+97%), quindi l'istruzione (+85%), le attività immobiliari (+83,4%) e le costruzioni (+82,9%). In questi ultimi due casi, però, la dinamica che si rivela potrebbe essere più di tipo tecnico- fiscale che propriamente economica vista la forte presenza di società di comodo create in funzione strumentale all'interno del settore immobiliare. Nelle costruzioni, invece, la crescita potrebbe essere in parte determinata dalla prassi di indurre i dipendenti a costituirsi a loro volta in società onde evitare gli eccessivi costi del lavoro dipendente. Più contenuta la crescita nel manifatturiero (+32,4%). Su questo punto le visioni degli industriali sono divergenti. Da un lato, come evidenziano da Unindustria Bologna, il dato rivela "una fase importante di riposizionamento e di trasformazione che ci ha consentito di collocarci nei segmenti superiori del mercato, in particolare quelli a più alta specializzazione ". D'altro canto, spiega Alberto Zambianchi, direttore di Confindustria Forlì-Cesena "il dato rivela anche che fare manifattura in Emilia-Romagna, e in Italia, è più difficile che altrove per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (+85%).

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Giudici, in due anni 1.406 euro in più (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 164 del 2008-07-11 pagina 0 Giudici, in due anni 1.406 euro in più di Matthias Pfaender Dal 2006 retribuzioni cresciute automaticamente del 12 per cento. Per un pompiere, invece, solo 71,60 euro d'aumento in busta paga. Contro la riduzione di 1.200 euro l'anno le toghe minacciano di bloccare la giustizia La formula magica è "perequazione automatica delle retribuzioni"; e, come ogni frase miracolosa che si rispetti, anche questa dà risultati eccezionali, meravigliosi. In questo caso, aumenti da favola nelle buste paga dei giudici. Perché gli stipendi degli italiani sono fermi, ma non i loro. Crescono, si dilatano, migliorano, e però adesso gli unici lavoratori che hanno più soldi sono pronti a scendere in piazza. Possibile? Possibile. Sul cedolino dello stipendio di gennaio 2006 di un procuratore troviamo, alla voce "Imponibile al lordo delle ritenute previdenziali", la cifra di 11.918 euro. Al 1° gennaio di quest'anno la stessa voce sullo stesso cedolino recita 13.324 euro. Calcolatrice alla mano, fa un aumento di 1.406 euro. In due anni lo stipendio mensile di un qualsiasi procuratore è aumentato del corrispettivo dello stipendio di un operaio: effetti della perequazione. Effetti che però solo sul lungo termine mostrano tutta la loro potenza: andiamo ancora qualche anno indietro, precisamente a gennaio del 2003. Il cedolino questa volta recita, alle medesima voce, 10.346 euro. In cinque anni un "HH07000 CL8" - il codice che nei meandri della burocrazia identifica i procuratori con classe di anzianità "8" - ha visto la sua busta paga lievitare di poco meno di 3000 euro, circa il trenta per cento. Con ritmi simili di crescita delle entrate, di fronte al caro vita e al greggio che corre, ci si può fare una grassa risata: effetti della perequazione. Effetti che però solo i giudici e poche altre fortunate professioni possono assaporare, quali categorie lavorative non contrattualizzate. Ogni primo gennaio l'aumento di stipendio si fa trovare bello pronto, basta aspettare. Le vertenze per il rinnovo dei contratti, le sfiancanti trattative con i datori di lavoro, le toghe le lasciano volentieri a tutte quelle altre categorie con un contratto nazionale: medici, insegnanti, carabinieri, giornalisti, vigili del fuoco. Per loro niente magici effetti perequativi. Esempio: il 1° gennaio 2006, un vigile del fuoco capo squadra percepiva ogni mese un imponibile di 2.129 euro. Due anni dopo 2.201. Eccoli qua gli effetti dell'applicazione del contratto nazionale di lavoro: un "aumento stipendiale di 71,60 euro". Per loro niente benefici pererquativi. Benefici che per altro i giudici sono ben intenzionati a non lasciarsi sfuggire. Per questo lo scorso 5 luglio le toghe sono ufficialmente entrate (prima volta a memoria di unità totale delle varie correnti all'interno dell'Anm) in "stato permanente di agitazione". Perché? Perché qualcuno ha osato ipotizzare di mettere mano alle loro entrate, modificando una tantum l'avanzamento degli scatti di carriera da due a tre anni. In soldoni il provvedimento a cui il governo sta lavorando bloccherebbe, per un solo anno, gli scatti di retribuzione, causando ai singoli giudici un danno economico da mancato guadagno di un minimo di 1.220 euro fino a 2.200. All'anno. Poca cosa, di fronte agli aumenti mensili di cui hanno goduto fino a ora? Dal loro punto di vista no: "Uno sciopero dell'Anm per motivi politici è impensabile - ha commentato Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm -. Se qualcuno decide che è meglio sospendere i processi per un anno, non protestiamo: diciamo che è sbagliato, al limite". Ma se "invece c'è un attacco alla struttura complessiva dello stipendio, e quindi delle carriere, allora possiamo protestare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La questione morale (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 11-07-2008)

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Pagina Aperta La questione morale La questione morale oggi più che mai Questione morale. Come declinarla oggi senza apparire giustizialista? La magistratura la declina con la certezza dei suoi passaggi di ampia garanzia (avviso di garanzia, rinvio a giudizio, tre livelli di giudizio), ma con l'incertezza dei suoi tempi lunghi e snervanti dentro i quali la vita continua, ma come? In maniera sempre più confusa. Non c'è più quel "buon senso" che risolve le grandi questioni come appunto la gestione corretta della "cosa pubblica" individuando la linea di demarcazione tra il lecito e non. La politica che produce le leggi che la magistratura applica non si preoccupa più di perfondere di "buon senso" i suoi comportamenti o la ratio delle leggi. Non indica più la via maestra, non arretra il confine tra le buone pratiche e quelle dubbie, ma lo sposta in avanti a favore di queste ultime sacrificando sull'altare del "dover fare per conto di un mandato ricevuto" il "come fare". Il fine che giustifica i mezzi sovente è una necessità della politica imbrigliata da veti strumentali o sacche di burocrazia, ma non può essere assunta estensivamente fino all'ingorgo vizioso del "potere per il potere". L'allarme deve pur suonare ad un certo punto, ma non per richiedere strumentalmente le dimissioni di qualcuno bensì per fermarsi a riflettere un po' di più su questa grande questione che è il cemento del vivere insieme civilmente. Silvio Berlusconi da anni mina questa riflessione, noi non dobbiamo minimamente scopiazzarlo. Bene fa Antonio Di Pietro e peccato che non ci abbia ancora pienamente contaminati su questo tema entrando nel Partito democratico. Antonello De Vico Consigliere nazionale Pd Un modello di sviluppo in coma profondo Signor direttore, il modello di sviluppo legato agli insediamenti industriali sul territorio della nostra regione, nonostante sia ormai in crisi profonda, pare riscuota ancora consensi da parte delle classi dirigenti locali, incapaci di pensare ad un sistema alternativo che consenta la difficile convivenza tra ambiente e attività produttive. Alle prese con una crisi occupazionale senza precendenti, ad esempio, la Valle Peligna potrebbe ospitare cementifici e una fabbrica di prodotti chimici. Il via a questi insediamenti è arrivato dal nucleo industriale di Sulmona e pensare che uno degli angoli più suggestivi dell'Abruzzo possa essere stravolto in questo modo lascia perplessi, perché questa decisione appare a dir poco anacronistica. Recentemente, infatti, si è tornati a parlare dello spostamento del cementificio di Pescara, mentre gli abitanti di Scafa continuano a pagare la scelta di averne uno nel bel mezzo del proprio centro abitato. Insomma, non sarebbe ora di smetterla ad attaccare selvaggiamente il teritorio in nome di uno sviluppo che ci ha regalato la bella megadiscarica dei veleni di Bussi Officine? Antonio Francia Torre de' Passeri Festival jazz a Mosciano ma quanto ci costa! Signor direttore, ho letto con interesse l'articolo pubblicato il 9 luglio sulla pagina "Spettacoli" del Centro, riguardante il festival jazz "Oh, jazz be good", che si tiene a Mosciano Sant'Angelo. Festival curato dalla Strange Fruit di Attilio De Benedictis. Nulla da ridire sugli artisti in programma: sono ottimi jazzisti. A sorprendermi è il ritorno di Tuck & Patty, che si sono già esibiti, nello stesso festival, l'anno scorso. Francamente mi sfugge l'utilità di questa doppia esibizione, a meno che non si tratti di un'offerta speciale: due concerti al prezzo di uno. Questa operazione del direttore artistico Attilio De Benedictis mi sembra inopportuna, anche perché il festival viene in parte pagato dal comune. E il festival jazz ci costa caro. Qualche cifra: nel 2003 ci è costato 51mila euro, che per un paese di novemila anime come Mosciano non sono bruscolini. Nel 2004 il festival jazz ci è costato 41mila euro, nel 2006 siamo arrivati alla cifra "ragionevole" (ma mica tanto) di 20mila euro. Perché la Strange Fruit, quando rilascia le sue interviste alla stampa non ci parla anche dei costi del festival? Magari i cittadini, conoscendo quelle cifre, qualche maledizione al jazz la mandano. Ho allegato i rendiconti delle cifre del festival. Penso sia opportuno documentare le cifre che vi ho fornito. E' giusto per documentare che quello che dico è vero. Ahimé. Luca Pelusi Mosciano La missione italiana in Afghanistan I soldati italiani in missione in Afghanistan, sono coinvolti già da un anno in combattimenti contro i talebani nella zona di Farah, ma né i giornali né il governo Prodi l'hanno mai reso noto. La rivelazione l'ha fatta qualc he giorno fa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, in visita a Kabul, il quale ha precisato che "i nostri militari hanno partecipato ad azioni anche di combattimento, hanno salvato vite umane di militari appartenenti ad altri contingenti e neutralizzato attentati". C'è da essere fieri, ma anche preoccupati per i nostri ragazzi. Lucio Di Nisio Montesilvano.

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Riservato (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 11-07-2008)

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Attualità SPESA PUBBLICA BLU COME BURLANDO Burlando i bilanci o bilanci alla Burlando? Quando la Corte dei conti ha tentato di mettere sotto controllo i tagli della Regione Liguria, si è trovata davanti alcune voci molto discutibili. La prima è quella delle auto blu a disposizione della giunta e del suo presidente. Nel 2006 sono stati dichiarati 310 mila euro per il noleggio e il leasing delle vetture, più 260 mila per carburante e manutenzione: quasi il doppio di quanto previsto. Certo, in Liguria le prodezze delle auto blu sono leggendarie: dall'intercettazione sull'assessore che l'avrebbe usata per accompagnare a scuola il figlio, al responsabile al Lavoro Enrico Vesco (Pdci) beccato a sfrecciare con autista a 170 orari fino al governatore Claudio Burlando rimasto senza patente per la guida contromano in autostrada. Nulla che però possa giustificare una bolletta da 570 mila euro. La Regione replica: "In quella somma è compreso l'uso dei veicoli del Corpo Forestale". Per le auto blu sostengono di avere dimezzato i costi, riducendoli a solo 63 mila euro. Peccato che per la Corte dei conti in questo modo ogni verifica diventi impossibile. Mentre è singolare notare l'unica altra voce sfuggita ai tagli: le spese di rappresentanza, sostenute da Burlando e la sua giunta. Solo nel 2006 risultano 375 mila euro: 80 mila in più rispetto ai loro predecessori di centrodestra. G. D. F. Attualità TORINO Tris di torri E tre. Dopo quelle di Massimiliano Fuksas per la Regione e di Renzo Piano per Intesa Sanpaolo, a Torino è in arrivo un'altra torre. è l'edificio per uffici di 100 metri (più un complesso residenziale di 14 piani) che la Franco Costruzioni intende realizzare entro il 2011 sull'area Materferro in fondo alla Spina 1, il nuovo asse direzionale. I progettisti, l'amburghese Jan StÖrmer e il torinese Benedetto Camerana, sono amici oltre che colleghi (Camerana ha molti contatti ad Amburgo) e svilupperanno ulteriormente insieme il concept di torre vetrata a basso consumo energetico che pubblichiamo qui a lato. è raro, in Italia, che un costruttore metta a gara, d'accordo col Comune, più studi internazionali per un complesso destinato al mercato privato. L'investimento sfiora i 60 milioni. Si ripeteranno le litanie anti-grattacielo di qualche mese fa, o i torinesi si stanno abituando? E. A. Attualità MEDIA Clandestino sul Web Un appello di 60 docenti di storia. Interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato. E una raccolta di firme sul Web. Non sarà il caso Dreyfus, ma la recente sentenza con cui lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato per 'stampa clandestina' rischia di diventare un incidente imbarazzante per chi l'ha emessa. Clandestino, infatti, secondo il tribunale di Modica, sarebbe stato il sito Internet 'Accadeinsicilia', colpevole di non essersi registrato in tribunale come un giornale stampato. è la prima volta in Italia che la legge d'epoca fascista sulla stampa clandestina viene applicata a un sito web che tra l'altro non aveva aggiornamenti a regolarità fissa come previsto per le testate periodiche. Ruta, apprezzato studioso di mafia, è autore di inchieste su temi rilevanti, come l'assassinio nel 1972 del giornalista siciliano Giovanni Spampinato. Molti si chiedono se la sentenza di Modica possa diventare un precedente per centinaia di migliaia di liberi siti e di blog. Uno dei quali è stato appena aperto proprio per documentare e denunciare l'assurdità del caso Ruta: www. giornalismi.info/vocilibere. A. G. Attualità Santoro vale un milione Aria tesa nella redazione di 'Anno Zero'. Michele Santoro è nervoso. Il 14 luglio c'è una nuova udienza del processo che lo oppone ancora alla Rai, quello che gli ha consentito di tornare in video a condurre programmi d'approfondimento, ma contro il quale la tv di Stato ha presentato ricorso. In ballo c'è anche un risarcimento per danni, chiesto dal conduttore, di un milione di euro. In Rai ostentano sicurezza. S. N. Attualità IMMOBILI DI PREGIO Ma la villa non te la do Colpo di scena a Cernobbio. Giorgio Fasana, l'imprenditore tessile proprietario della villa Belinzaghi affacciata al lago e confinante con l'hotel Villa D'Este, è riuscito a strappare un pareggio a Silvio Berlusconi. Il 2 luglio è stato risolto il contratto preliminare stipulato nell'agosto 2007 con cui l'attuale premier, tramite una società di Segrate, aveva prenotato l'acquisto della Reservimm di Fasana intestataria dell'immobile. Fasana ha restituito i 4 milioni di caparra (sui 12 dell'affare), la banca ha recuperato la fideiussione di pari importo. Sollevato il proprietario, che confida di aver venduto, allora, in un momento di sconforto indotto da problemi familiari e pressato da un amministratore sleale, pentendosene amaramente. A sentir lui, il merito del recedere di Berlusconi, che si era invaghito della villa l'anno scorso a margine di una visita a Villa d'Este, è del suo avvocato (oggi deputato) Niccolò Ghedini, contrario all'acquisto sin da subito. Due i motivi: villa Belinzaghi, costruita nel 1859 da un banchiere mazziniano, è gravata da un vecchio contenzioso con lo Stato per un tratto di terreno in fascia demaniale; e quanto a sicurezza, per un capo di governo è un po' troppo esposta (c'è meno privacy che a villa Clooney a Laglio). Fasana, che definisce Ghedini "molto competente", non è un elettore di Berlusconi, e ha votato Pd. E. A. Attualità FINI A LA CARTE Non era il classico menù da cerimonia, quello, su un lussuoso cartoncino bianco in pergamena, che i quasi 600 invitati del neodeputato di An Amedeo Laboccetta hanno trovato sul piatto prima di cominciare la cena. Era il discorso integrale pronunciato da Gianfranco Fini all'atto d'insediamento alla presidenza della Camera, con tanto di foto sulla copertina. La cena si è tenuta a Napoli, in un lussuoso albergo del lungomare, per festeggiare l'elezione del generoso Laboccetta. Nel salone delle cerimonie, nonostante la serata torrida, tra i numerosi militanti e simpatizzanti napoletani di An sono stati in molti a chiedere a un paziente Fini di autografare il discorso. G. S. Attualità BANANA REPUBLIC Scottata dal peperoncino DI GUIDO QUARANTA Anziché proporre per esempio una legge contro gli stupratori, con pene più severe di quelle in vigore oggi (cioè da 5 a 10 anni), una senatrice del centrodestra, Anna Cinzia Bonfrisco, ha pensato che è meglio combattere la violenza ricorrendo a un prodotto commerciale. Secondo lei, ogni donna dovrebbe acquistare e tenere nella propria borsetta un liquido urticante (possibilmente al peperoncino) e, se dovesse malauguratamente fare brutti incontri, potrebbe spruzzarlo in faccia all'aggressore e scappare. Di recente la senatrice ha cercato di introdurre questa trovata piuttosto casereccia fra le norme del decreto sulla sicurezza in discussione a Palazzo Madama. Ma, come era facile prevedere, non ha raccolto i consensi sperati: il suo collega Felice Casson, del Partito democratico, per esempio, l'ha definita, "una proposta insensata". Lo spray antistupro fa il paio con l'orologio antiscippo: un altro rimedio all'italiana, escogitato due anni fa dal governatore della Campania, Antonio Bassolino, per proteggere i turisti in visita a Napoli, dalla diffusa microcriminalità. Invece di reclamare un maggiore intervento della polizia contro i borseggiatori che circolano indisturbati per i vicoli della città, il governatore ha consigliato a tutti i forestieri di depositare, se lo possiedono, il Rolex nella cassaforte del loro albergo e di mettersi al polso uno dei 10 mila orologi di plastica, colorati, con l'immagine del Vesuvio nel quadrante, gentilmente offerti dalla Regione. Ne ha riso, ovviamente, mezza Italia. Attualità Alto gradimento Il presidente della Repubblica si complimenta con Simona Ercolani. In una lettera ha comunicato alla regista "sentito apprezzamento" per il suo documentario 'La classe operaia va all'inferno' sulla strage alla Thyssen Krupp di Torino, distribuito anche da 'L'espresso' e 'la Repubblica'. "L'iniziativa", scrive Giorgio Napolitano, "rappresenta un significativo tributo a tutte le vittime di incidenti sul lavoro", e richiama alla responsabilità e alla vigilanza per spezzare la inaccettabile catena" di eventi luttuosi che il presidente ha stigmatizzato in questi mesi. Attualità MAGISTRATI Scatti più lenti Questo governo non ama i magistrati, tanto che il suo premier è arrivato a definirli "una metastasi". Ma il vero colpo basso alla categoria sta arrivando con la Finanziaria 2009, in corso di elaborazione, che all'articolo 75 prevede un allungamento da due a tre anni del tempo necessario ai magistrati per maturare uno scatto di anzianità. Allarme tra le toghe perché, secondo uno studio, se la misura passasse con 20 anni di carriera si perderebbe il 20 per cento dello stipendio, scendendo dagli attuali 10.780 euro lordi mensili a 8.800, con ricadute anche sulle pensioni. L'Anm ha avviato una laboriosa trattativa con il sottosegretario Gianni Letta per stoppare il provvedimento. P D. N.. Attualità ESPERIMENTI COLORS OF ABRUZZO La Regione Abruzzo colora le pecore e per farlo spende 300 mila euro di fondi pubblici. La ricerca, 'Vesti l'ambiente', è a cura dell'Università di Teramo. Obiettivo, la produzione di lana colorata nelle tonalità beige, nero, marrone scuro e chiaro. "Abbiamo introdotto nuove linee genetiche da Australia e Irlanda, di origine merinos, con un vello naturalmente colorato", spiegano. Gli allevatori dovranno avere un occhio di riguardo per questi animali, mettendo loro a disposizione spazi coperti per evitare "l'esposizione diretta del vello alla luce solare" che modificherebbe il colore della lana, specie d'estate. G. Cap. Attualità PIAZZA AFFARI Relazioni al Massimo Che Massimo Capuano fosse bravo a diffondere la propria immagine tra i media lo si sapeva. Ma a Milano nessuno immaginava che avrebbe provato a lanciare Borsa Italiana anche sul mercato delle Pr. Il primo passo è stato il Nis, il sistema con il quale le agenzie di stampa devono pagare Borsa Italiana per avere le informazioni dalle società quotate (non sarebbe loro diritto riceverle gratis?). Il prossimo sarà un servizio di ufficio stampa e investor relations con il quale Capuano offrirà alle società quotate le proprie capacità di comunicazione. In questi giorni Borsa Italiana sta infatti chiedendo alle società le loro mailing list di analisti e giornalisti finanziari. A dir poco furiose le società di Pr. F. B. Attualità SIGNORNò Premier con scudo spaziale DI MARCO TRAVAGLIO Quando dà i numeri, il Cavaliere li dà precisi. Falsi, ma precisi. A volte con la virgola. Una tecnica che funziona sempre. Ora ha riattaccato col pianto greco sulla persecuzione giudiziaria, straparlando di "587 ispezioni" e "2.500 processi" che avrebbero impegnato "789 magistrati" (900 per l'on. avvocato Ghedini) e "128 avvocati" che gli sarebbero costati "174 milioni". Molti 'liberali' del tipo Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino e Giannino, hanno prontamente abboccato. Impietositi dalla sua grama esistenza, auspicano lo scudo spaziale per proteggerlo dall''anomalia' delle eccessive attenzioni togate. Ma qui l'unica anomalia è un capo-azienda divenuto premier per salvarsi dai processi. E racconta bugie per rivoltare la frittata. In Italia esistono 9 mila magistrati (compresi quelli civili): l'idea che uno su 10 si sia occupato di lui è ridicola. Saranno a dir tanto 2-300. Troppi? No, se si pensa che Berlusconi, i suoi cari (fornitori abituali dei tribunali come il fratello Paolo, Previti e Dell'Utri) e le sue aziende (comprese le 64 off-shore fuori bilancio) hanno subìto una trentina d'indagini tra Milano, Brescia, Torino, Firenze, Napoli, Roma, Palermo, Caltanissetta. Lui è stato rinviato a giudizio 12 volte in Italia e una in Spagna. E ogni processo impegna almeno un pm, un gip, un gup, 3 giudici di tribunale, un pg e 3 giudici d'appello, un pg e 5 giudici di Cassazione: 16 toghe in tutto. Se poi l'imputato ricusa il giudice, ne mobilita ogni volta altri 10 (un pg e 3 giudici d'appello, un pg e 5 giudici di Cassazione): e lui, con i suoi coimputati, l'ha fatto 15 volte. Senza contare mezza dozzina di istanze di rimessione a Brescia per legittimo sospetto (esaminate ogni volta da un pg e 5 giudici di Cassazione). E i continui ricorsi contro ogni sequestro. Difficile lamentarsi per le troppe toghe che perdono tempo appresso a lui. Saranno troppe le indagini? La stessa tesi sostenne, per la Fiat, Cesare Romiti imputato a Torino nel '95: "Abbiamo ricevuto 345 visite della Finanza. Se lo sa Berlusconi si offende, lui vuol essere sempre il primo, ma è arrivato solo a 100-112...". In realtà per la Fininvest, come per gli altri grandi gruppi, le indagini non sono né poche né tante: sono quelle nate dalle notizie di reato giunte ai pm, quasi sempre per caso. La denuncia di un sottufficiale sulle tangenti alla Finanza. Le rivelazioni di Stefania Ariosto sulle mazzette di Previti ai giudici. Le false fatture confessate dai manager di Publitalia. Le tracce, sui conti esteri di Craxi, di 21 miliardi targati Fininvest. La confessione del presidente del Torino Borsano sui fondi neri del Milan per il calciatore Lentini. La lettera di David Mills al suo commercialista sulle false testimonianze per 600 mila dollari. Le telefonate Saccà-Berlusconi. E così via. In effetti c'è qualcuno che potrebbe lamentarsi. è Di Pietro: 28 indagini a Brescia (alcune su denuncia del Cavaliere) e 8 richieste di rinvio a giudizio, sempre prosciolto perché innocente. Una vera persecuzione. Attualità Capricci in Bancarella Valerio Massimo Manfredi ha decisamente una marcia in più. è stato l'unico autore, tra i sei che si sono aggiudicati il premio selezione Bancarella 2008, a voler arrivare alla prefinale (il vincitore sarà proclamato il 20 luglio), svoltasi in una piazza di Carrara gremita di folla e tutta transennata, in autovettura. Costringendo gli organizzatori a complicati spostamenti di spettatori e di barriere. Manfredi ha avuto da ridire sulla sistemazione alberghiera sbottando in un "io sono abituato a ben altro", e si è rifiutato di presentare la sua opera in alcune delle librerie dei votanti al premio. Tranne una, a Firenze, dove però ha preteso che gli venisse pagato un congruo cachet. Potrebbe pentirsene. Anche se la Mondadori ha già preparato per il suo 'L'armata perduta' la fascetta 'Premio Bancarella 2008', i librai potrebbero preferirgli un altro dei finalisti: 'Dieci' di Andrej Longo, 'Callisto' di Krol Torsten, 'La lista di carbone' di Christiana Ruggeri, 'Il muro invisibile' di Harry Bernstein e 'Zugzwang' di Ronan Bennett. L. Q. Attualità VERDI AL VERDE BILANCI DEI PARTITI Verdi, ma di rabbia. Il bilancio del Sole che ride è un'apoteosi di segni meno, a cominciare dai rimborsi elettorali passati da 11,49 milioni del 2006 a 2,47 del 2007. Ma non è questo che ha fatto arrabbiare la base. Nell'ultima fase della precedente legislatura sono lievitate le iniziative di propaganda. A fronte di entrate pari a 4,27 milioni (derivate, oltre che dai contributi, dai versamenti dei parlamentari), ben 4,42 milioni sono serviti per pagare iniziative tipo le manifestazioni 'no Tav', con uscite che hanno superato le entrate. E non sono neppure servite a restare in Parlamento. Al prossimo congresso ci sarà ben poco da spartire. Alfonso Pecoraro Scanio avrebbe deciso di tornare a fare l'avvocato a Salerno, in attesa di tempi migliori. Se solo fossero rimasti dei soldi, l'ex ministro avrebbe dato il via a due iniziative, l'Università Verde con Gianfranco Amendola e la creazione di un network ambientalista nazionale dal nome altisonante: La Costituente ecologista. S. N. Attualità Chi sale e chi scende in tv Share delle reti tra il 1 e il 30 giugno 2008 (e confronto con il mese precedente) Giorno medio Prima serata (02:00-02:00) (20:30-22:30) Raiuno 23,98 s 31,74 s Raidue 9,55 t 9,46 t Raitre 9,10 t 10,07 t Totale Rai 42,64 s 51,27 s Canale 5 17,81 t 16,58 t Italia 1 11,35 s 8,99 t Rete 4 8,27 t 8,24 t Totale Mediaset 37,43 t 33,81 t La 7 3,24 = 2,48 t Totale generaliste 83,31 t 87,56 s Satellitari 9,54 s 6,31 t Altre terrestri 7,16 s 6,12 = Elaborazioni Studio Frasi su dati Auditel, Media Consultants Ascolti in flessione nel giorno medio per la Rai. Raidue viene superata da Italia 1 forte del suo 11,35 per cento di share; Raitre si mantiene sopra Rete 4, ma entrambe perdono valore rispetto a maggio. Raiuno è la rete più seguita del mese grazie al Campionato europeo di calcio; in prima serata, quando il peso delle partite si fa sentire di più la prima rete Rai stacca nettamente Canale 5, con una quota del 31,74 per cento, contro il 16,58 della rete Mediaset. I canali satellitari e le reti terrestri, incluse quelle in digitale, guadagnano nel giorno medio. Attualità NUOVE LOBBY En plein Lettera 22 Lettera 22, l'associazione di giornalisti di centrodestra nata sotto elezioni, è divenuta presto una vera lobby, tanto da piazzare molti suoi iscritti nei posti chiave della comunicazione pubblica. Fabrizio Alfano è divenuto portavoce del presidente della Camera, mentre Simone Turbolente è stato nominato capo ufficio stampa di Gianni Alemanno. Luca Salerno è passato dalla conduzione del Tg2 a portavoce del ministro della Difesa; il titolare dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha scelto Sabrina Fantauzzi; la ministra per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha chiamato Camillo Scoyni. Mara Carfagna ha voluto Raffaella Viglione alle Pari opportunità; Andrea Ronchi (Politiche comunitarie) ha preso Fabrizio De Feo dal 'Giornale'. Inoltre Fabrizio Casinelli è direttore del portale on line del governo, Laura Tecce è addetto stampa del ministero per lo Sviluppo, e Valeria Falcone di Giorgia Meloni alla Gioventù. L. B. Attualità TOSCANA Compagno Altero C'è chi dice: il compagno Altero. In Toscana è feeling tra il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli (An) e gli amministratori regionali e i sindaci del Pd. "Sono molti gli esponenti della sinistra con cui ho buoni rapporti. Tra toscani ci si intende", ammette il ministro. è nutrito il numero dei sindaci che si rivolgono a lui. "è più facile dialogare con Matteoli che con Di Pietro", ammettono alcuni. E l'assessore alle Infrastrutture Riccardo Conti, Pd, ha invitato il ministro a un convegno della fondazione Viviani, di cui è presidente: Matteoli è accorso di gran carriera. Tra un abbraccio e l'altro, l'assessore ex comunista e il ministro ex missino si sono trovati d'accordo sulla realizzazione di opere importanti come la Tav Firenze-Bologna, l'autostrada Tirrenica da Rosignano a Civitavecchia e la Due Mari da Grosseto a Fano. M. La. Attualità La beffa del Voip Cresce la protesta dei consumatori per la beffa del Voip. In tutto il mondo il Voip (le telefonate gratis o quasi via Internet) è lo spauracchio dei gestori telefonici: tranne che in Italia, dove un misto di burocrazia e lobbismo ha consentito a Telecom di emergere anche in questo settore come leader, con Alice Voce. Cos'è successo? Nel 2006 l'Agcom ha imposto un numero speciale per chiamare con il Voip (deve per forza iniziare con il 5) ma poi non ne ha sbloccato l'utilizzabilità. Il che ha distorto la concorrenza a favore dei gestori tradizionali e a sfavore delle aziende Internet (come Skype) che offrono il Voip senza passare attraverso gli operatori classici. Agcom promette che, entro l'estate, i numeri saranno utilizzabili, ma si teme che vi siano dilazioni e che l'Italia resti indietro nella diffusione di questo strumento. A. L.

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MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità di comprare il locale e di far nascere l'attività (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

11 Luglio 2008 MOZZECANE. I due imprenditori rischiano di perdere la possibilità di comprare il locale e di far nascere l'attività Sognano d'aprire un ristorante ma da mesi attendono la licenza I fratelli Scapinello in crisi per i ritardi in Regione che non detta linee guida Il Comune non può aiutarli     Matteo Venturelli Da quattro mesi aspettano la licenza dal Comune per poter aprire il loro ristorante. Luca e Nicola Scapinello, fratelli di 25 e 28 anni di Mozzecane, sono esasperati. La colpa del ritardo non è degli uffici del municipio, ma della Regione che tarda a emanare le linee guida sul versante delle concessioni delle licenze. Come risultato, il Comune di Mozzecane, che non aveva licenze assegnabili al momento della richiesta dei fratelli Scapinello, non può concedere l'autorizzazione per far aprire il locale. "Abbiamo l'idea di realizzare un ristorante da ottanta posti a sedere", spiegano i fratelli, "con un bel plateatico e cucina classica rivisitata però in versione moderna". "Mentre i mesi passano senza che nessuno ci dia una risposta", afferma Luca Scapinello, "noi siamo bloccati. Non possiamo correre il rischio di fare acquisti importanti, come la cucina o l'arredamento del locale, perché non siamo più così sicuri di poter iniziare l'attività. Se subentrassero altri problemi, cosa potremmo fare con le attrezzature da pagare?". "Abbiamo iniziato ad informarci su come poter ottenere la licenza già lo scorso ottobre", aggiunge Nicola Scapinello, che attualmente lavora come arredatore d'interno, "e in Comune i funzionari ci hanno risposto che avrebbero saputo comunicarci la data definitiva verso fine anno, convinti che dalla Regione avrebbero avuto presto le nuove direttive. Ci è stato spiegato che avremmo dovuto attendere solo un paio di mesi. Infatti, per Pasqua, avevamo programmato di inaugurare il ristorante". "Non è possibile", sbotta Livio Scapinello, 55 anni, padre di Nicola e Luca, "che per le lunghezze della burocrazia italiana due ragazzi con tanta volontà di lavorare e darsi da fare debbano attendere tutto questo tempo e correre il rischio di non poter avviare l'attività". "Da gennaio", continua Luca Scapinello, "tempestiamo di telefonate l'ufficio commercio della Regione, sentendoci sempre rispondere che entro fine mese ci avrebbero fatto sapere. Quando abbiamo chiesto di essere ricevuti, ci hanno risposto che l'ufficio non è aperto al pubblico". Sono poi arrivate le elezioni politiche di aprile. Due membri della giunta regionale, sono stati eletti in Parlamento (Francesca Martini, nominata sottosegretario di Stato, e Luca Zaia, ministro dell'agricoltura), e i loro successori nominati poche settimane fa. Pertanto, i lavori della Giunta sono andati avanti a rilento. Sulle lungaggini burocratiche, il sindaco di Mozzecane Michelangelo Foroncelli conferma: "Tutti i comuni del Veneto sono in attesa dalla Regione dei criteri per la fissazione del numero delle nuove licenze. Fino a quando non arriveranno, noi non ne potremo rilasciare neanche una". "Se per fine estate non l'avremo", conclude Luca Scapinello, "rischiamo seriamente di perdere anche il locale che abbiamo già individuato come sede del ristorante. Insomma, non potremo comprarlo senza avere la licenza. L'azienda costruttrice, giustamente, non lo terrebbe riservato per noi all'infinito". Dalla direzione dell'ufficio commercio della Regione fanno sapere: "Stiamo collaborando con l'Associazione nazionale dei comuni italiani, l'Anci, e le varie associazioni di categoria, per produrre delle linee guida maggiormente utilizzabili e comprensibili da parte di tutti i Comuni, scongiurando così il rischio violare la normativa comunitaria vigente".

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QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il continente PERDUTO QUEL DEMOS RIMOSSO DELL'EUROPA La cancellazione del confine tra diritto pubblico e privato è l'esito della globalizzazione. Un terremoto che trova terreno fertile nel "Trattato di Lisbona". La legittimità della legge non è più quindi espressione di un processo democratico, ma il risultato dell'attività di un ristretto gruppo di tecnici Ugo Mattei Fra i molti confini crollati sotto i colpi delle forze e ideologie della postmodernità c'è sicuramente quello fra pubblico e privato. Un terremoto particolarmente sconvolgente per il diritto che su questa contrapposizione aveva strutturato la difficile convivenza fra il suo essere, al tempo stesso, esercizio del potere (pubblico) e cultura della convivenza civile (privato). Il profondo crinale che separava questi due mondi non presentava certo natura ontologica e i giuristi delle diverse tradizioni potevano declinarlo in modo assai diverso (per esempio in Francia il diritto penale è branca del diritto privato mentre in Germania e da noi del diritto pubblico). Il fatto che anche nel diritto esistesse un luogo dei rapporti gerarchici ed autoritari (quelli fra potere e cittadino) cui si poteva contrapporre un luogo di rapporti formalmente paritari, fondati sullo scambio consensuale (quelli fra privati), costituiva altresì un nucleo comune nell'ambito delle tradizioni giuridiche occidentali. La distinzione tra i due ambiti aveva le sue radici nelle diverse forme della loro legittimazione. Nel moderno costituzionalismo, il diritto pubblico, abbandonate le sue origini autoritarie, è espressione legittima e partecipata del demos sovrano. Il diritto privato, per contro, affondava le proprie radici nella consuetudine, una regolamentazione spontanea resa necessaria e legittima dalle esigenze di prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti sociali. E se nel primo caso il demos delega autorità al potere (e lo legittima) nel secondo esso resta autonomo e le regole private vengono per così dire "messe in bella copia" dai produttori di civilis sapientia (i giuristi tecnici). Insomma la legittimazione del diritto pubblico è democratica mentre quella del diritto privato è tecnica (o sapienziale, se la si vuole mettere in bella luce). Prendere o lasciare Certo, lo Stato moderno rivendica una posizione di controllo ed autorità anche sui rapporti fra privati, produce codici civili e rende alcune regole privatistiche inderogabili dalla vlontà dei privati. Ma ogni regola limitativa dell'autonomia privata a sua volta dovrebbe rispondere alla logica della legittimazione democratica. Se il controllo dello Stato sul diritto privato, accentuatosi per i primi tre quarti del secolo scorso, può considerarsi una pubblicizzazione del diritto privato (informata ad esigenze di tutela del debole), da diversi anni ormai, ed in modo particolarmente accentuato da quando si parla di globalizzazione, si registra una privatizzazione della normatività pubblica. Le grandi corporations transnazionali impongono sempre più le proprie regole del gioco tramite contratti standardizzati che offrono servizi essenziali all'interno di una logica del "prendere o lasciare". Gli Stati cercano tuttavia di mantenere il controllo su queste dinamiche di privatizzazione della normatività. Anzi, quelli più forti sembrano perfino partecipare a dinamiche in controtendenza. Di "fine" o "chiusura" della globalizzazione, sotto forma di barriere protezionistiche che provano a colpire anche a libera circolazione di capitali e merci e non più "soltanto" delle persone, si comincia infatti a parlare sempre di più. E l'Europa? L'Europa non è uno Stato. Se lo fosse con il suo mezzo miliardo di persone, sarebbe il terzo del mondo, dopo India e Cina. Per prodotto interno lordo sarebbe il primo. Le tendenze che si verificano in questo spazio misterioso e rilevantissimo fra stato e non stato sono davvero inquietanti. Infatti proprio in Europa si sta abbattendo una nuova frontiera nella privatizzazione del politico. Si sta infatti verificando un golpe strisciante dal punto di vista della legittimazione: un golpe "tecnocratico" (o organocratico per utilizzare un'espressione del recentissimo libro di Giuseppe Guarino Ratificare Lisbona?) che verrà portato a compimento se il Trattato di Lisbona sarà ratificato dando assetto definitivo alla struttura costituzionale europea. Il primato della segretezza Per la prima volta un "quasi stato" sarà legittimato definitivamente da un principio antagonista rispetto a quello democratico. Il suo diritto pubblico, come già quello privato, sarà governato da un principio di legittimazione tecnico e non politico. Una trasformazione incostituzionale rispetto ai principi comuni di tutti gli Stati membri: sicuramente per il diritto costituzionale Italiano, qualora vengano ratificate trasformazioni che a partire dal primo gennaio 2009 saranno davvero definitive, perchè potranno essere mutate soltanto all'unanimità dei 27 Stati membri. Riprendo soltanto brevemente le considerazioni di Giuseppe Guarino, un decano dei nostri costituzionalisti, uno studioso che ha saputo evadere dalla gabbia cartacea degli articoli delle leggi e della costituzione per misurarsi con la dimensione politica ed economica fra l'altro in veste di ministro (Finanze nel 1987 e Industria nel 1992). Un maestro che tuttavia resta giurista e che come tale ha studiato a fondo i 418 ostici articoli del Trattato di Lisbona firmato il 17 dicembre 2007 dai rappresentanti dei 27 paesi membri nel tentativo di rilanciare il processo dopo la debacle della Costituzione Europea, bocciata dai referenda francesi e olandesi. Certo, anche Lisbona arranca (Irlanda docet) ma la pervicacia con cui la vulgata dominante (con la sola imbarazzante eccezione della Lega e del nuovo Tremonti antimercatista) ne considera la ratifica un esito obbligato, lasciano presagire un tanquillo (e quasi-segreto) iter. Del resto, praticamente ovunque il demos sovrano è stato espropriato del potere di esprimersi sui futuri assetti europei sicchè nuove imboscate referendarie sono da escludersi. Bruxelles dà i numeri In barba alla retorica sulla centralità del Parlamento, l'organo di governo che detterà l'agenda politica della nuova Europa sarà la Commissione. Essa, unica dotata di una burocrazia e di un'organizzazione stabile (ed in quanto tale già de facto dominante) viene dotata di nuovi poteri, in primis l'esclusivo diritto di iniziativa (un milione di cittadini possono soltanto pregarla di prendere l'iniziativa!) e di agenda. Non solo, ma le proposte normative della Commissione "passano" con una maggioranza ridotta in consiglio. Non possono essere emedate (pendere o lasciare) se non all'unanimità o con l'accordo in tal senso di Parlamento e Commissione. All'interno della Commissione tutti gli Stati contano allo stesso modo. Inoltre, a partire dal 2014 entrerà in vigore il principio della rotazione perchè i posti di commissario saranno inferiori rispetto al numero dei membri. È quindi probabile che uno dei quattro stati con maggore popolazione (Germania, 82 milioni; Francia 61, Regno Unito 60, Italia 59) sia escluso a favore di Stati (14) con popolazioni inferiori ai 10 milioni. Si tratta di un evidente paradosso democratico, aggravato dal fatto che i Commissari non possono essere parlamentari, non possono consultarsi con alcun governo, sono nominati da forze politiche in molti casi sconfitte alle elezioni successive (durano in carica oltre chi li ha nominati): svolgono cioè a tutti gli effetti (come già oggi la Banca Centrale Europea) un'opera di governo "meramente" tecnico. Nella politica economica, in particolare nelle procedure di disavanzo ecessivo, che minacciano cioè tutti gli "Stati Euro", la Commissione gode di discrezionalità politica enorme e cumula poteri di controllo ed esecuzione delle proprie stesse decisioni. Inoltre, a tali procedure, partecipano pure commissari di paesi non-Euro, quali ad esempio Danimarca e Gran Bretagna, che conservano sovranità monetaria e godono in più della stabilità prodotta dalla rinuncia alla sovranità monetaria di tutti gli altri. Una situazione che provvisoriamente poteva pure essere digeribile ma che, in via definitiva, stride con la "parità" cui la Costituzione italiana condiziona le cessioni di sovranità. A causa dell'Euro e dell'insufficiente monitoraggio della Commissione sul debito, l'Italia più degli altri rischia oggi il tracollo. CONTINUA|PAGINA14 Guarino pone una domanda che merita riflessione seria: "può il nostro Stato ratificare un trattato alla cui disciplina si collega la previsione quasi certa di un deterioramento progressivo delle condizioni di benessere dei suoi citadini?". Ma seria è pure oggi la più generale questione: possiamo desiderare per l'Europa una tecnocrazia a causa dei fallimenti della democrazia spettacolare ed essere perciò favorvoli a Lisbona? Io ritengo che Lisbona vada respinta. Se il Parlamento italiano avesse il coraggio di farlo (e ne avrebbe cogenti ragioni costituzionali) dovrebbe pure indicare una via maestra costituzionalmente legittima per riprendere il percorso. A me la soluzione ovvia pare quella di investire il prossimo Parlamento Europeo di funzione costituente, perchè finalmente il demos europeo possa esprimersi in una campagna elettorale, davvero legittimante sui temi europei.

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Tlc: Pezzotta (Udc), necessaria semplificazione normativa (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CYBERNEWS Roma, 11 lug. - (Adnkronos) - ''Le leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo vecchia e lenta e' la burocrazia che le gestisce. Nel Dpef questo Governo ha dimostrato poco coraggio, ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc''. E' quanto osserva in una nota il deputato dell'Udc Savino Pezzotta secondo cui ''cosi' si allontanano gli investimenti e si rende difficile la finanza di progetto, si virtualizzano i diritti democratici e i nuovi diritti digitali degli italiani rispetto al Resto d'Europa e si mette a rischio la competitivita' mondiale del Sistema Paese, oggi ultimo in Europa''. ''Diventa pertanto sempre piu' urgente -prosegue- mettere allo studio un pacchetto di semplificazione normativa, efficace e che tiene conto dell'attualita' del mercato dove televisione e telecomunicazioni si integrano con nuove tecnologie da tener conto anche nella raccolta pubblicitaria, delle eccellenze tecnologiche made in Italy''. Secondo Pezzotta ''l'equita' e' la realizzazione del riconoscimento a tutti gli Italiani del servizio universale digitale''.

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Che fine ha fatto l'orologio di (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Che fine ha fattol'orologiodi piazza LibertàDa ragazzi andavamo a controllare i nostri orologi da polso con l'orologio a pendolo situato sotto la Loggia di San Giovanni; era un orologio meccanico con il pendolo che batteva il 1/2 secondo e aveva la precisione di alcuni secondi al mese; la costruzione o il progetto veniva attribuito ad Arturo Malignani.Settimane addietro sono passato sotto la Loggia e l'orologio non c'è più. È rimasto il pendolo dentro la bacheca sporca, anzi, lercia; si legga a malapena la targhetta "Ricostruito da A. Rosa nel 1952".Da cittadino udinese a cui piacciono le cose storiche della città vorrei sapere se l'orologio è finito in qualche mercatino delle pulci o se giace abbandonato in qualche cantina. Signor Sindaco e signori assessori alla cultura si potrà avere una risposta?Giammaria NinoUdineUn'autostradapericolosae insicuraPercorrere la nostra autostrada, specie di notte, è diventato un serio pericolo. In queste settimane si fa un gran parlare di terza corsia e ristrutturazione della Villesse - Gorizia e dell'opportunità di nomina di un Commissario per accelerarne l'iter. Comunque vada, quei lavori non potranno partire prima di due, tre anni, perché allora non guardare alle difficoltà odierne della nostra rete autostradale?Le nostre autostrade, oltre alle normali cause di incidenti, soffrono di ulteriori elementi che ne aggravano la portata. Chi percorre l'autostrada, infatti, si imbatte spesso in decine e decine di camion e autoarticolati, che viaggiano a velocità sostenute e senza rispettare, tra loro, le distanze di sicurezza.Come non bastasse questi mezzi, incuranti dei divieti, spesso occupano, per lunghi tratti, la corsia di sorpasso, rallentando la corsa degli automobilisti e aumentando la pericolosità dell'arteria.La situazione diventa ancora più drammatica con la pioggia, la nebbia e di notte. La notte, infatti, ci si trova davanti ad una altro serio problema: lungo tutte le nostre autostrade, i tir sono parcheggiati nelle piazzole di emergenza. Insomma, un automobilista che già durante la notte trovava difficoltà a fermarsi nelle stazioni di servizio, rese impraticabili dalla numerosità dei camion in sosta, che spesso occupano scompostamente anche le corsie di accesso, si trova anche nell'impossibilità di effettuare una sosta di emergenza nelle apposite piazzole. Ciò rende davvero drammatica la situazione di un automobilista che, dovendosi fermare per un'emergenza, è costretto, a suo rischio e pericolo, a farlo lungo l'asse autostradale.In più, spesso, i mezzi in sosta non hanno accese le luci di posizione, creando, in questo, modo un ulteriore pericolo.Ho presentato un'interpellanza al presidente della giunta regionale Tondo per sapere quali iniziative urgenti l'esecutivo regionale intende assumere per risolvere tali situazioni e se intende, d'intesa con gli organi di Polizia, assumere interventi sanzionatori, oltre che di sgombero del mezzo, nei confronti di quegli autisti che occupano in maniera arbitraria le piazzole di emergenza.Anche che gli interventi sanzionatori, se applicati nella misura massima consentita ed in maniera costante, non solo risolverebbero il problema, ma costituirebbero una fonte di sovvenzione da finalizzare alla sicurezza stradale, come per altro, previsto dall'articolo 208 del Codice della Strada.Al proposito, chiedo anche di sapere quali sono i programmi di intervento di ordinaria e straordinaria manutenzione che riguardano la viabilità autostradale regionale, in attesa delle opere di realizzazione della terza corsia della A4 e della ristrutturazione della Villesse - Gorizia.A nulla o poco, infatti, servirebbero tali opere, per altro dai costi rilevanti, se la nostra rete autostradale continuasse ad essere quella che oggi è.Franco Brussaconsigliere del PdBonus ProdiNon è arrivatoun euroPerché tanti pensionati non hanno ancora visto un euro del famoso bonus del governo prodi? Sono tanti i pensionati italiani, e fra questi moltissimi della nostra regione che hanno atteso invano la famosa quattordicesima del Governo Prodi. Un assegno modesto di circa 390 euro che spetta a chi ha almeno 64 anni di età, un reddito annuo non superiore a 8.640,84 euro e che può oscillare in relazione all'anzianità contributiva.Una somma apparentemente contenuta ma che è importantissima per chi può contare su poco; in effetti, almeno per un mese, vi sarebbe il raddoppio della misera pensione.Per accedere a questo diritto così come sembra di comprendere dalla stessa lettera che l'Inps ha inviato ai pensionati, chi si trovava al di sotto del tetto massimo previsto dalla norma avrebbe dovuto comunicare all'Inps il proprio reddito.In assenza di tale comunicazione lo Stato non avrebbe erogato i soldi spettanti a queste persone, perché si sa, siamo in Italia, patria della burocrazia, che punisce chi i diritti li avrebbe ma non li conosce.A questo si aggiungano le evidenti difficoltà di comunicazione fra Inps, Patronati, Caf e quant'altro e si giunge alla triste conclusione che, comunque sia, a pagare sono sempre i poveracci.L'Inps rassicura gli interessati.La realtà vera è che quando i cittadini, non solo i pensionati, hanno un diritto, sono costretti a fare domande, dichiarazioni, bolli e quant'altro, mentre quando è lo Stato a dover avere qualcosa, si procede direttamente, e subito, al recupero delle somme dovute.Sorge spontanea una domanda: siamo cittadini o sudditi?Luigi FeronePartito Pensionati.

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Siamo in una situazione di emergenza. L'impennata dei prezzi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Siamo in una situazione di emergenza. L'impennata dei prezzi delle materie prime, più che triplicati da dicembre ad oggi, mettono a serio rischio la vita di molte imprese del settore delle costruzioni.L'allarme che interessa anche il Nordest, dove numerose sono le piccole imprese, è stato lanciato a Roma in occasione dell'assemblea nazionale dell'Ance.Sono cresciuti a dismisura i prezzi del ferro, passato dai circa 230 euro del dicembre 2007 agli attuali 630 a tonnellata, che sta avendo effetti devastanti sulle opere pubbliche, senza dimenticare aumenti sopra il 40 per cento del petrolio, rame, bitume, alluminio, inerti e cemento. Ci sono imprese che rischiano di fallire.Chiediamo al Governo di intervenire subito per ristabilire l'equità contrattuale, attraverso un provvedimento contrattuale che legittimi le stazioni appaltanti, come consentito dal Codice civile, ad adeguare il corrispettivo previsto per l'appalto agli aumenti, rigorosamente comprovati, subiti dal costo dei materiali primari e quindi ai nuovi, eccessivi ed assurdi aumenti sostenuti dalle imprese. Dovrà inoltre essere permesso alle pubbliche amministrazioni e alle stazioni appaltanti, di rivedere i contratti d'appalto al rialzo, in pratica dovrà essere previsto un Fondo di emergenza, che garantisca la possibilità di rivedere al rialzo gli importi degli appalti in conseguenza all'esplosione in corso dei costi di rame, petrolio e acciaio, con prezzi che schizzano in alto continuamente. Altrimenti, è inutile nasconderlo, da settore trainante, rischiamo veramente un tracollo che avrà ripercussioni molto pesanti sull'economia del Nordest.E' giusto evidenziare alcuni numeri per capire ciò che rappresenta il settore delle costruzioni per l'economia italiana: il 52,6\% degli investimenti fissi del Paese, l'11,1\% del Pil, il 27,9\% dell'occupazione industriale, circa 2 milioni di persone che lavorano direttamente nel settore. Dal 1998 al 2007, la crescita degli investimenti è stata più che doppia rispetto a quella del Pil: le costruzioni con un + 29,4\% ed il Pil con + 13,5\%. Se a questo problema aggiungiamo quelli ormai cronici come la burocrazia sempre più asfissiante, il costo del lavoro che da noi produce un forte divario tra i guadagni dei lavoratori ed il costo per le imprese, l'aumento dei tassi di interesse, chi lavora sul territorio attuando una concorrenza sleale ed una politica fiscale che negli ultimi anni ha visto nell'edilizia solo l'opportunità unica per attingere risorse e fare a cassa, è facile comprendere che i nostri allarmi non sono infondati.Oggi dobbiamo inoltre fare i conti con un grande ritardo infrastrutturale, che scontiamo sulla qualità della vita, turismo e produzione. Il nostro Paese, che all'inizio degli anni '70 era leader in Europa nella realizzazione di autostrade, mostra oggi i segni di 30 anni di mancati investimenti e si trova a rincorrere nazioni che un tempo erano più indietro come Francia e Spagna. Dal 1970 al 2004 in Spagna i chilometri di autostrada si sono sestuplicati, così come in Francia. In Italia invece, la rete autostradale, che nel 1970 era pari a 3900 chilometri, ha raggiunto nel 2004 i 6500 chilometri. E questi 30 anni di ritardi, nonostante un'imprenditoria determinata e volonterosa, pesano oggi come macigni.*Componente Comitato di Presidenza naz. Ance.

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"Subito la nuova spiaggia" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Passetto, la Gorajski spinge perché si trovi ora la chiatta adeguata "Subito la nuova spiaggia" ancona - "Pare veramente impossibile che, al giorno d'oggi, non si riesca a trovare il modo di avere un pontone o una chiatta che porti il materiale nel luogo dove dev'essere scaricato, o magari una chiatta più piccola che possa avvicinarsi al litorale facendo la spola con quella più grande, ormeggiata al largo". Sbotta anche Cristina Gorajski (nella foto), presidente della Passetto Srl signora del fair play, contro l'impossibilità di eseguire i lavori di ripascimento alla spiaggia del Passetto per una questione di "burocrazia". La chiatta si è arenata e per questa estate la spiaggia resterà così, rovinata dalle mareggiate. Situazione incredibile per la presidente della Passetto Srl che si chiede peraltro come mai la profondità dell'acqua non fosse stata misurata prima dell'inizio dei lavori, dando così la possibilità all'impresa di attrezzarsi con un pontone diverso. La ventilata sospensione delle attività, decisa dalla Regione, indica quasi una non volontà di procedere, secondo la Gorajski. "Speriamo che la soluzione venga trovata in questi prossimi giorni e non si rimandi la sistemazione a settembre, quando le possibilità di usufruirne da parte dei cittadini saranno minime se non nulle. Per di più - continua la presidente -, allora potrebbero sorgere problemi relativi alle condizioni del mare e tutto il lavoro andrebbe alle calende greche". Senza contare il fatto che un ripascimento a settembre non solo non sarebbe fruibile da parte dei cittadini, ma correrebbe il concreto rischio di essere spazzato via durante le mareggiate invernali, con la conseguente necessità di affrontare nuovi lavori per la stagione estiva del 2009, sempre che si trovi la chiatta giusta. L'ultima via che la presidente tenta è quella dell'appello. La Passetto Srl prega i tecnici di attivarsi in questi giorni di luglio, perché quella di settembre è una soluzione "che non avrebbe senso e il privilegiarla in nome della burocrazia è un po' come abbandonare le armi prima ancora di averle imbracciate. A rimetterci, come al solito, sono i cittadini", conclude la Gorajski. I guai sono iniziati lunedì. Smaltito il primo tratto di ripascimento a Portonovo, nella baia del molo, la Regione ha dato l'avvio alla sistemazione della spiaggia del Passetto, ma l'imbarcazione per lo scarico dei materiali si è arenata in una secca.

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<Facciamo come la val d'Aran> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> L'idea Fontana cita la Catalogna "Facciamo come la val d'Aran" VALLE DI FASSA - Il problema di fondo, al di là delle procedure per l'approvazione dello Statuto, riguarda soprattutto l'elezione dei futuri amministratori. Si parla di ben 37 consiglieri, con una giunta formata da un presidente eletto dalla popolazione e dai sindaci della valle, membri di diritto. La prospettiva non è condivisa, e non da oggi, da Gino Fontana , vicepresidente del Comprensorio e sindaco di Vigo, il quale ha avanzato ufficialmente una nuova proposta, richiamando quanto accade in Val d'Aran, nel nord della Catalogna (Spagna), visitata in aprile dai sindaci della valle. Fontana, sottolineando la necessità di privilegiare un ente snello ed operativo, al servizio della gente, ha suggerito, sull'esempio della località spagnola, di pensare a tre aree (Moena/Soraga, Centro Fassa e Alta Valle) con i candidati alla presidenza che presentano liste proprie, composte da un numero di cinque persone per ciascuna area, sottoposte al vaglio degli elettori. Dopo le elezioni, il presidente eletto avrebbe una maggioranza di tre consiglieri per zona, mentre due sarebbero riservati alla minoranza. A questi, si aggiungerebbero, di diritto, i sette sindaci o loro rappresentanti, per un totale quindi di 23. Una indicazione da discutere, se ci sarà la voglia di farlo, assieme ad altre eventuali osservazioni che, sulla bozza di Statuto, dovessero essere espresse dai consigli comunali, chiamati prossimamente a parlarne prima della sua approvazione definitiva, la quale dovrà avvenire in modo unanime. La discussione è ancora aperta, come hanno ricordato sia il presidente che Franceschetti, mentre Lasagna ha richiamato "la necessità di uno Statuto chiaro, in grado di alleggerire sia la spesa pubblica che la burocrazia". M. F. 11/07/2008.

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<Problema e disagio socialema la risposta dello Stato c'è> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Problema e disagio sociale ma la risposta dello Stato c'è" Lentamente va avanti il patto sulla sicurezza. Ad un anno dalla sottoscrizione dell'accordo tra Stato, Comune e Provincia, "benedetto" dalla prefettura, il patto della sicurezza "condivisa, delle "politiche mirate sul territorio", della "collaborazione" tra le forze di polizia, il prefetto Giovanni Finazzo ha voluto fare il punto della situazione con tutti i "partner" dell'accordo convocandoli ieri mattina per una riunione. Un incontro in cui sono stati sollecitati tutti gli adempimenti previsti nell'accordo sui quali - seppur a fatica - tra burocrazia, tempi elettorali e tempi tecnici - c'è stato un impegno di accelerazione. Ma che cosa è cambiato in città dal varo del Patto per Catania sicura? E soprattutto qual è la percezione percezione del livello di sicurezza che hanno i catanesi? "Io la mattina leggo due bollettini - risponde il prefetto Finazzo - quello della criminalità con episodi più o meno gravi e quello degli arresti, delle denunce, delle condanne da parte della magistratura. Questo sta a significare che l'azione, la reazione, la risposta dello Stato è forte e significativa. Semmai ci si dovrebbe interrogare sul perché la gente ruba, perché i ragazzi vanno a fare gli scippi o perché si dedicano allo spaccio. Perché un ragazzo di vent'anni va a rapinare? Ci sono soggetti che hanno nel dna la propensione alla delinquenza, ma io ritengo che ci siano anche tanti altri soggetti che abbiano invece propensione per un lavoro onesto e la sera hanno il problema di dover portare qualcosa a casa. Devono sfamare i figli, devono poter comprare loro i vestiti, devono mandarli a scuola e, allora, se non c'è lavoro, non potendo contare su guadagni leciti, a volte sono spinti dallo stato di necessità. Questa non vuole essere affatto un'esimente o un attestazione di solidarietà, ma è certamente una spiegazione. Come lo è, a mio avviso, il numero non indifferente di bancarelle in questa città che vengono gestite senza licenza, senza autorizzazione e con una certa tolleranza dalle forze di polizia. Questa è gente che non ha nè arte né parte e vuole vivere onestamente, vende due cassette di frutta e la sera può portare dieci euro a casa per un piatto di pasta. Se togliamo loro questa opportunità, se ne vanno a rubare. Vuole dire che la lotta all'abusivismo, quindi, è inutile? No, non è inutile, ma va studiato a monte e per trovare il rimedio bisogna cercare la causa. Certi fenomeni vanno sviscerati in tutti i segmenti e poi vanno individuate, se possibile, le soluzioni. Mettiamo che a quello che vende frutta e verdura agli archi della Marina, per fare un esempio, diciamo "tu da qui te ne devi andare" e gli sequestriamo tutto. Dopodiché, visto che siamo noi lo Stato, gli diciamo: "D'ora in poi questo non lo puoi fare più". Lui sa cosa ci dice? "Ma io non ho lavoro... datemelo voi". Non so se è chiaro il concetto. È bene chiarirlo, non vorrei che passasse l'idea che il prefetto è favorevole all'abusivismo, non me lo sogno neppure. Ma non mi sogno neanche di dire che questo genere di ambulanti siano criminali, non possiamo criminalizzare questa gente. Da criminalizzare è quello che sta a spasso dalla mattina alla sera e se ne sta appostato in via Garibaldi apettando che passi il soggetto giusto per scipparlo... C'ha provato con me ma non c'è riuscito... È stato vittima di un tentativo di scippo anche lei? Io e mia moglie, ad un mese dal nostro arrivo qui. Un tizio ha provato a scipparle la borsa che, però era ben nascosta sotto i sedili della macchina e non è riuscito a rubarla.

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Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MalpensaFiere - Firmato a MalpensaFiere l'acordo tra Camera di Commercio e Ordine dei Commercialisti varesini per un'immediata qualificazione dello status professionale dei titolari Meno burocrazia con la firma digitale di ruolo E' un passo in avanti importante sulla strada di un rapporto sempre più tecnologicamente avanzato tra Camera di Commercio e le 63mila imprese che operano sul nostro territorio: grazie alla sottoscrizione questa mattina (venerdì 11 luglio, ndr.) negli uffici di MalpensaFiere di una "Convenzione sulla Firma Digitale di Ruolo" con l'Ordine dei Commercialisti di Busto Arsizio, per le aziende di una larga fetta della nostra provincia diventano più rapide e con meno adempimenti le pratiche da trasmettere al Registro delle Imprese tenuto dalla stessa Camera di Commercio. Ma che cos'è la "Firma Digitale di Ruolo"? Si tratta di un certificato di firma digitale ? ovvero l'apparato telematico sostitutivo della tradizionale firma cartacea ? che contiene anche l'espressa indicazione dell'appartenenza del titolare all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con tutti i relativi dati. Tali elementi sono costantemente aggiornati sulla base di comunicazioni effettuate direttamente dall'Ordine. Con questa Firma Digitale di Ruolo, insomma, c'è un'immediata qualificazione dello status professionale del titolare. Questo consente quindi di ridurre gli adempimenti per diverse pratiche, permettendo alla Camera di Commercio di poter procedere senza ulteriori accertamenti sull'identità dell'intermediario e le sue abilitazioni professionali. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (Susanna Morganti tel. 0332/295.331; mail: morganti@va.camcom.it). Venerdi 11 Luglio 2008.

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Salerno: riuscito sciopero metalmeccanici affiancati dai lavoratori dell'Ideal Clima (sezione: Burocrazia)

( da "Salerno notizie" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' riuscito lo sciopero dei metalmeccanici a Salerno. Grande partecipazione al corteo che partito da Piazza Vittorio Veneto ha attraversato le principale strade della città. Le motivazioni dello sciopero sono dettate dalla grave crisi industriale che attraversa l'intero territorio provinciale, e dalla necessità di rilanciare un settore che in questi ultimi anni ha perso migliaia di posti di lavoro. Una condizione allarmante per una provincia che ? si legge in una nota - illusa dalla prospettiva turistica, ha tralasciato qualsivoglia ipotesi di sviluppo industriale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, migliaia di disoccupati in più, industrie che hanno delocalizzato le proprie attività, fallimenti e cessazioni di attività (per ultima l'IDEAL CLIMA), che delineano la prospettiva di un deserto produttivo. Occorre, quindi, ripartire dalle produzioni, nessun paese al mondo può immaginare di vivere unicamente di consumo e terziario. Per rilanciare l'industria nella nostra provincia è necessario dotarsi di una infrastrutturazione adeguata, di formazione funzionale e moderna, di una burocrazia pronta a snellire e velocizzare le pratiche, di una condizione di legalità libera dalla influenza della criminalità organizzata. Necessario è liberarsi definitivamente anche di strumenti che sin qui non hanno aiutato lo sviluppo industriale. Tra questi annoveriamo le ASI che nel tempo si sono trasformate in terreno di lottizzazioni politiche e di certo non hanno contribuito a promuovere lo sviluppo del territorio. Analoga decisione andrebbe assunta sui patti territoriali che, secondo la CGIL - hanno esaurito le propria funzione. Comprendiamo che alcune scelte possano rimettere in discussione equilibri politici costruiti faticosamente, ma la condizione di crisi, nella quale versa l'economia provinciale, richiede scelte coraggiose. Noi ? prosegue la nota del sindacato - pensiamo che occorra un vero e proprio patto per lo sviluppo e l'occupazione. Gli attori di tale ambizioso progetto possono essere le istituzioni locali, le forze imprenditoriali, le organizzazioni sociali, la Regione, il Comune, il Governo nazionale. Un patto per salerno che promuova il territorio, attragga investimenti, rilanci l'occupazione. In tale contesto la CGIL è pronta a fare la sua parte, pronta a sottoscrivere intese che, libere da ogni pregiudizio ideologico,stabiliscano più avanzate e moderne relazioni industriali. Allo sciopero dei metalmeccanici hanno aderito rappresentanze aziendali del settore chimico, tessile, dell'edilizia; del pubblico impiego. Per la CGIL sono mature le condizioni per lanciare lo sciopero generale di tutti i settori. Una grande mobilitazione unitaria di lotta e di proposta per uscire da una crisi che nei prossimi mesi può divenire drammatica. 11/07/2008.

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TLC: PEZZOTTA, ANCORA TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET (sezione: Burocrazia)

( da "Prima Comunicazione" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Data: 11/07/2008 Fonte: Ansa Categoria: Telecomunicazioni TLC: PEZZOTTA, ANCORA TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET POL:TLC 2008-07-11 17:04 TLC: PEZZOTTA, ANCORA TROPPI GLI ESCLUSI DA INTERNET ROMA (ANSA) - ROMA, 11 LUG - Savino Pezzotta, presidente della Rosa Bianca e deputato dell'Udc, sostiene che "oggi ci sono troppi cittadini in Italia di serie B. Sono tutti quelli - spiega Pezzotta - impossibilitati a connettersi alla rete internet da casa loro o dal loro posto di lavoro", pur pagando "le stesse tasse di chi può già godere dei vantaggi economici e sociali della connessione banda larga multicanale". Come esempio, Pezzotta spiega che questi cittadini sono esclusi dalla possibilità di "non pagare il canone e gli scatti per telefonare, essere assistiti e curati, ordinare e ricevere la spesa, curare i propri interessi ed affetti, vendere i propri prodotti, trovare ed offrire un posto di lavoro, studiare senza muoversi". Per Pezzotta, "le leggi italiane sulle telecomunicazioni sono troppe e troppo vecchia e lenta è la burocrazia che le gestisce", mentre con il Dpef il governo "ha stanziato troppo poco e non ha salvaguardato chi ricerca e produce in Italia nel settore delle Tlc". "L'equità - conclude Pezzotta - è la realizzazione del riconoscimento a tutti gli italiani del servizio universale digitale". (ANSA). COM-GRZ/ S0A QBXB.

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AMBIENTE/ INSEDIATA LA NUOVA COMMISSIONE VIA-VAS (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 11-07-2008)

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Prestigiacomo: "Ruolo decisivo per l'ambiente e lo sviluppo" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 11 lug. (Apcom) - Si è insediata oggi presso il ministero dell'Ambiente la nuova Commissione Via-Vas. All'organismo, composto da 50 commissari, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha inviato un indirizzo di saluto. "La Commissione - ha rilevato il Ministro - ha un ruolo decisivo per la difesa dell'ambiente e per lo sviluppo del paese, due esigenze che a nostro parere sono legate e che devono marciare insieme per assicurare a noi ed ai nostri figli un futuro migliore". Sottolineando che la commissione "nasce con un fardello pesante di richieste inevase che vanno sollecitamente ma rigorosamente vagliate", Stefania Prestigiacomo ha ricordato che dovrà essere valutata "la compatibilità ambientale di opere strategiche per il nostro paese, centrali, dighe, porti, impianti del settore energetico, piattaforme per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Opere che non possono attendere i tempi indeterminati della burocrazia ed il potere di veto di certa politica. Per questi progetti non si chiede una valutazione necessariamente positiva né, tantomeno, sbrigativa. Si chiede però che la più attenta delle valutazioni, la più oculata e riguardosa della tutela ambientale venga fatta e fatta in tempi ragionevoli e certi". Il Ministro ha quindi rivolto un appello ai commissari: "E' necessario mettersi subito al lavoro per raggiungere l'obiettivo di smaltire entro la fine del 2008 tutto l'arretrato".

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Torreggiani eletto presidente della CNA di Modena. Il futuro è nelle relazioni tra pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 11-07-2008)

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(11/7/2008 19:11) | (Sesto Potere) - Modena - 11 luglio 2008 -E' stato eletto all'unanimità. Ed è il dodicesimo presidente di una camera di Commercio proveniente dalla CNA. Da martedì scorso Maurizio Torreggiani guida l'Ente camerale di Modena. "Sono entrato in associazione", racconta, "nel '77, quando avevo appena 19 anni". E ora, grazie all'esperienza maturata, per il nuovo incarico ha idee ben precise: "Il mio mandato", spiega, "coincide con il tempo delle scelte. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e condivise". Non è un caso che il documento programmatico sia stato sottoscritto da tutte le associazioni. Torreggiani, 50 anni, in associazione ha salito tutti i gradini. Da apprendista a responsabile di una sede di quartiere, da direttore provinciale per l'area meccanica a responsabile delle relazioni sindacali (ruolo nel quale darà un contributo importante alla costituzione degli enti bilaterali) fino a divenire, nel'93, direttore generale di CNA Associazione e amministratore delegato di CNA Servizi. Dal '98 era anche vicepresidente della Camera di commercio e di Promec, l'Azienda speciale per l'internazionalizzazione. L'8 luglio l'elezione a presidente della Camera modenese. Domanda. Una responsabilità importante, arrivata in un momento non facile, neanche per un'economia forte come quella modenese. Risposta. Il compito che ci aspetta non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di grave crisi e dovremo supportare le imprese modenesi per consentire loro di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenarne il potenziale di crescita. Le criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. Ma lo faremo con fiducia, consapevoli delle nostre potenzialità e dei punti di forza. D. Un altro fronte essenziale è quello dell'internazionalizzazione, soprattutto per le pmi. Il La Camera dovrà proseguire nella strutturazione di azioni e iniziative per favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. E dovrà farlo mettendo mano, non lo nascondo, a una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti. E l'unica strada per mettere pienamente in valore le grandissime potenzialità della nostra economia. D. La capacità di concertazione sembra essere già un tratto distintivo del suo mandato. R. Per l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con le associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppa Non è un caso che, per la prima volta, sia stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali. Vogliamo avere ambizioni e obiettivi comuni per rendere più performante il territorio, sapendo che l'efficacia, l'efficienza e l'economicità maturano sia dentro sia fuori il perimetro aziendale e di quest'ultimo aspetto siamo tutti responsabili". D. Come dovrà caratterizzarsi l'atteggiamento della Camera rispetto alle pmi? R. Primo, non devono mai essere considerate un elemento accessorio dell'economia, quanto una componente fondamentale. Così anche le normative devono essere pensate a partire dalle loro esigenze, visto che costituiscono il 97% del nostro tessuto produttivo. Infine dobbiamo lavorare per rendere le relazioni tra le imprese sempre più virtuose e capaci di contribuire a incrementare la competitività globale. Il futuro di questo territorio passa da lì.

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Regolarizzati gli accreditamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sanità/ Via libera dal Consiglio a nuove norme in materia. Soddisfatti Adamo, Chiarella e Paolini REGGIO CALABRIA. Il Consiglio regionale ha approvato con numerosi emendamenti il testo di legge di iniziativa della Giunta che contiene nuove norme in materia di autorizzazione, accreditamento, accordi contrattuali e controlli delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private. L'articolato è composto da dodici articoli e fissa regole rigide nella materia trattata. Il Consiglio regionale ha inoltre approvato un provvedimento amministrativo, relatore l'assessore Mario Pirillo, relativo al piano triennale dei servizi per lo sviluppo agricolo. Successivamente, su proposta del capogruppo dell'Udc, Michele Trematerra, il Consiglio ha interrotto i lavori per una riunione dei presidenti di gruppo. "La legge approvata dal Consiglio regionale è il primo vero provvedimento di riordino e di regolamentazione del sistema delle autorizzazioni, accreditamenti e controlli per la sanità". È quanto sostiene, in una dichiarazione, il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale, Nicola Adamo. "È una legge innovativa - aggiunge Adamo - che punta sulla trasparenza ed ottimizzazione quantitativa e qualitativa del servizio. Non era scontato che in Calabria si potesse pervenire ad una legge di questo tipo. E invece si è pervenuti alla legge probabilmente più avanzata d'Italia ed addirittura con voto unanime". "Sono state sconfitte - sostiene ancora il capogruppo del Pd - le tentazioni particolaristiche e lobbistiche. Il Consiglio regionale ha esaltato il carattere della sovranità e della autonomia nel decidere una legge che traccia una linea per un vero e proprio nuovo inizio nella organizzazione del servizio sanitario, primo passo correlato al lavoro che sta svolgendo per la definizione del nuovo Piano sanitario regionale. Oggi c'é certezza sui procedimenti autorizzativi e di accreditamento. La regolamentazione è prevista non soltanto per il privato ma anche per il settore pubblico. È previsto un efficace sistema di controlli riferito anche all'appropriatezza e qualità delle prestazioni sanitarie". "La legge regionale sulle autorizzazioni e sugli accreditamenti delle strutture sanitarie pubbliche e private, rappresenta sicuramente una conquista civile e sociale in un settore attraversato da una crisi trentennale, che la relazione "Riccio" ha saputo mostrare nelle sue gravi e drammatiche inefficienze". È quanto afferma il consigliere regionale del Pd, Egidio Chiarella. "Devo solo osservare - prosegue Chiarella - che nel lungo dibattito in Consiglio Regionale, purtroppo, sono prevalse da parte di tutte le formazioni politiche presenti nella massima Assise calabrese, la retorica e la "verginità dalle responsabilità, legate ai mali del comparto sanitario. Ancora una volta non si è capito di chi è la colpa dello sfascio che c'é nella sanità calabrese". "La decisione assunta dal Consiglio regionale di approvare la proposta di legge dell'assessore alla sanità Spaziante, finalizzata a razionalizzare l'impianto normativo che deve regolare gli accreditamenti ed i controlli sulle strutture pubbliche e private segna indubbiamente una svolta nell'azione di governo in un settore di estrema delicatezza". Lo afferma Enzo Paolini, presidente nazionale dell'Aio. "Il voto favorevole del Consiglio - aggiunge - premia il lavoro portato avanti dall'assessore Spaziante che da tecnico ha saputo individuare i nodi da sciogliere per restituire credibilità al sistema normativo che regola l'attività delle strutture sanitarie. Si tratterà ora di verificare, nel concreto come le nuove direttive verranno osservate dalle direzioni generali delle aziende sanitarie e come la burocrazia regionale si uniformerà alle nuove direttive di legge. Per la parte che rappresenta, cioè le strutture ospedaliere a gestione privata, do atto all'assessore Spaziante di aver manifestato concreta disponibilità a considerare le ragioni delle nostre difficoltà e di aver fatto ogni sforzo possibile, nella compatibilità dei vincoli e delle risorse disponibili, per dare risposte credibili seppure parziali alle nostre sollecitazioni. È un primo passo - sottolinea l'esponente dell'Aiop - ed il nostro auspicio è che le nuove regole vengano rispettate. Prendiamo atto della sollecitazione che ci viene a considerare privilegiati i crediti da lavoro ed al riguardo non abbiamo che da confermare il ruolo delicato ed importante che il personale dipendente svolge quotidianamente al servizio delle strutture. Sarebbe, però ingiusto e fuorviante lasciare intendere che i ritardi accumulati nel pagamento di salari e stipendi sia da addebitare ai titolari delle case di cura. Su questo punto chiamiamo a testimonianza i Prefetti da noi puntualmente sollecitati ad intervenire in loro favore presso gli uffici regionali per il passato unici responsabili del mancato rispetto degli impegni contrattuali. Per il futuro siamo i primi ad auspicare che non abbiano più a verificarsi i ritardi verificatisi fino ad oggi - conclude Paolini - e che chi ha la responsabilità di emettere per tempo i mandati di pagamento abbia la sensibilità di considerare che, nel rispetto dei pagamenti dovuti alle case di cura per le prestazioni erogate c'è anche il rispetto del diritto del lavoratore di essere pagato per il lavoro svolto".

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La risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera inviata (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 11-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera inviata al Vs giornale dal Sig la risposta Ve lo diciamo noi quanto costa una pizza Gentile Direttore, in qualità di gestori di un ristorante-pizzeria in Alta Valtellina, vorremmo rispondere alla lettera inviata al Vs giornale dal Sig. Giovanni Bartolozzi. Ci siamo presi la briga di fare due conti, poiché la cifra di 1,00 $EURO che il Signore reputa sia il costo al commerciante della Sua pizza, a noi è sembrato decisamente fuori dalla realtà. Cominciamo col dire che nel nostro ristorante la pizza margherita, una bibita, coperto e servizio costano al cliente 8,60 $EURO. Ed ora analizziamo i nostri costi, premettendo che i calcoli sono svolti su una media di 150 pizze giornaliere, (media assolutamente ottimistica di questi tempi), partendo dalle materie prime. Per una pizza con un impasto di circa 180 gr occorrono: 0,15 $EURO circa per l'impasto e 0,65 $EURO circa per la farcitura (pomodoro, mozzarella). La bibita (33cl) costa 0,45 $EURO. Il costo totale delle materie prime è quindi di circa 1,25 $EURO. A questo dobbiamo aggiungere 0,55 $EURO del coperto (tovaglia, tovagliolo e coprimacchia); la legna per il forno 0,07 $EURO; costo del personale (pizzaiolo, cameriere di sala e generico di cucina/ lavapiatti) 1,10 $EURO; spese fisse (corrente elettrica, riscaldamento, manutenzione del locale?) 1,40 $EURO. Il costo totale quindi è di circa 4,37 $EURO e non 1,00 $EURO? Se il locale non è di proprietà, a questo dobbiamo aggiungere il corrispettivo per il canone d'affitto arrivando ad un costo complessivo di 5,10 $EURO per pizza (arrotondato per difetto)! Senza contare poi gli oneri relativi a tasse ed imposte, ed il fatto che il gestore non può "vivere di sola aria", anche se dalle nostre parti è fresca e pura! Saremmo interessati a sapere su che basi il Sig. Bartolozzi ha fondato i suoi calcoli e la sua convinzione che tutti gli esercenti pubblici siano degli speculatori! Cordiali saluti. Ps. Tutte le spese da noi elencate sono facilmente documentabili. Stefania e Claudia Rodigari governo e dintorni Gli elettori speranzosi dovranno pazientare Egregio signor direttore concordo pienamente con l'analisi dei bisogni e la situazione del paese descritti sul suo foglio del 9-7-08 dalla lettrice sig.ra Gabriella Russo. Gli elettori che hanno votato il cavaliere e quelli che hanno votato Lega convinti che il risultato elettorale, del resto ampliamento raggiunto, avrebbe garantito migliori sorti per paese in tema di sicurezza e lotta ai reati dovranno ancora pazientare. Rapine, furti, truffe, stupri, prostituzione e quant'altro verrano fermati nel "decreto blocca. processi" in quanto reati previsto con una pena inferiore a 10 anni. Guarda caso tornano alla ribalta i provvedimenti "ad personam", il processo di Milano che vede coinvolto Berlusconi e l'Avv. Mills per corruzione in atti giudiziari, grazie ad un emendamento rientrerebbe in questi limiti. La strategia dell'ometto che batte i tacchi quando cammina stretto fra i suoi "gorilla" e i fedeli ammiratori è sempre la stessa, tentare gli strappi alle regole e alla legalità costituzionale per sfuggire alle sentenze dei giudici. Ma è risaputo che per il "premier" questi sono giudizi politicizzati e di sinistra, giustizialisti e forcaioli che non gli permettono di accorciare i tempi di prescrizione delle sue pendenze processuali, ostacolando così l'attività legislativa con i suoi impegni pubblici di leader del popolo delle libertà. Nel frattempo per quegli elettori che hanno creduto nelle sue grandi intuizioni elettoralistiche e propagandistiche ci sarà ampio spazio per i mugugni (l'ultima è l'eco-balla sui rifiuti di Napoli). Per il momento quello che conta è sfuggire ai processi con la sua maggioranza parlamentare e il costante ostruzionismo all'autonomia giudiziaria. Questa sarebbe o dovrebbe essere la fase che garantirebbe la sicurezza ai cittadini e il perseguimento del buone collettivo. Un capo-nazista usava ripetere....."ogni volta che sento pronunciare la parola giustizia, metto subito mano alla pistola". Cordiali saluti. Paolo Sironi Morbegno l'aneddoto Il problema burocrazia e l'esempio canadese Il ministro Brunetta ha iniziato una lotta alla nostrana elefantiaca burocrazia. La cosa è del tutto lodevole e speriamo riesca ad avere l'esito felice che il titolare della Funzione pubblica si propone di ottenere, non solo per il contenimento della spesa, ma, soprattutto, per un miglior servizio dei cittadini, "suoi datori di lavoro", come lui stesso precisa. Il problema che sta molto a cuore all'on. Brunetta mi fa andare indietro col pensiero di una trentina d'anni. Settembre del 1974, Toronto (Canada). Un giorno un mio cugino, che mi ospita, mi chiede se lo voglio seguire negli uffici della provincia dell'Ontario. Motivo: avendo smarrito la licenza di caccia gli occorre il duplicato, necessario per l'imminente apertura della stagione venatoria. Al mio assenso, partiamo. Arrivati al vittoriano palazzo della provincia, la prima sorpresa per me: al piano terra nemmeno l'ombra di uscieri o simili; una targa ci indirizza al 4° piano agli uffici di "Caccia e pesca". Veloce salita in ascensore. Anche al piano che ci interessa niente uscieri: la solita targa ci indica quello che fa al caso nostro. Entrati nella sala, l'addetto dietro il bancone chiede il motivo della visita. Alla spiegazione di mio cugino, non fa altro che chiedere: "Come ti chiami e che numero aveva la tua licenza?". Fatti i debiti riscontri su uno schedario in relazione alla risposta avuta, fa sottoscrivere a mio cugino su uno stampato in carta semplice la dichiarazione di smarrimento, gli chiede il pagamento, se non vado errato, di 1 dollaro canadese (costo del duplicato) e gli consegna il documento richiesto. Tempo di permanenza nell'ufficio: dieci minuti, forse meno. Appena usciti dal palazzo, non posso trattenermi dallo scoppiare in una sonora risata. Mio cugino, sorpreso, me ne chiede il motivo. Ed io: penso ad un caso simile in Italia. Avresti dovuto andare dal tabaccaio a comperare due carte da bollo (al tempo forse da L. 500): una per redarre la denuncia di smarrimento del documento, da consegnare alla caserma dei carabinieri del paese di residenza, l'altra per la stesura di un'autorizzazione provvisoria, in attesa della ricezione della nuova licenza, che sarebbe arrivata dopo qualche mese dalla denuncia. Una precisazione. A quel tempo - 1974 - ero un burocrate anch'io: dopo 17 anni, avevo appena lasciato gli uffici amministrativi e contabili del comune di Morbegno per passare alla sezione di Sondrio del Comitato Regionale di Controllo. Di burocrazia e di scartoffie avevo una certa pratica. Auguri ministro Brunetta: che la sua non sia una donchisciottesca lotta con i mulini a vento. Firmino Fistolera Delebio L'appello I paesi ricchi aiutino i bambini a sopravvivere È strano che ogni anno si debba far pressione sul G8 affinché assuma nuovamente gli stessi impegni presi l'anno precedente. Anche quest'anno alcuni impegni sono stati confermati, come quello stabilito a Gleneagles nel 2005 per aumentare gli aiuti all'Africa di 25 milioni di dollari entro il 2010. È però giunto il momento di passare alla loro realizzazione, dalle parole ai fatti. Auspichiamo che l'high-level meeting delle Nazioni Unite di settembre sia il momento per intraprendere concrete azioni per sconfiggere la povertà e raggiungere gli obiettivi del Millennio. Ma affinché questo avvenga è necessario che i membri del G8 dimostrino una chiara volontà politica e provvedano a un rapido e consistente aumento delle risorse finanziarie. Il G8 di quest'anno, tuttavia, ha compiuto un significativo passo avanti per la lotta alla mortalità infantile. Nel meeting di quest'anno, infatti, si è richiesto che vengano adottati dai governi dei precisi piani focalizzati sulla salute materno-infantile e la nutrizione. Save the Children chiede che i paesi del G8 portino a termine questo percorso e sprona i paesi in via di sviluppo ad accogliere la sfida della lotta alla mortalità infantile, sviluppando delle strategie su base nazionale, che i paesi del G8 potranno supportare finanziariamente. Infine il summit ha affermato con slancio la necessità di lavorare affinché ogni bambino e bambina possa andare a scuola. La promessa di 1 miliardo di dollari è senza dubbio un elemento positivo per i 33 milioni di bambini che in Africa non frequentano la scuola, ma è necessario che il G8 si adoperi al più presto affinché tale promessa venga mantenuta. Adrian Lovett Save the Children 11/07/2008.

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Ritardi per il progetto Terme (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAINT-VINCENT. L'ANNUNCIO IN CONSIGLIO Ritardi per il progetto Terme [FIRMA]DANIELA GIACHINO SAINT-VINCENT Tutto sembrava ormai deciso. In un incontro a novembre con la popolazione il sindaco di Saint-Vincent, Sara Bordet, aveva annunciato: "I lavori di riqualificazione delle Terme inizieranno il 1° giugno 2008 e si concluderanno il 31 maggio 2010". In realtà i tempi della burocrazia portano allo slittamento di quasi tutti i progetti. "Se si farà avanti qualcun altro, apportando migliorie, e il promotore non farà valere il suo diritto di prelazione, perché non accetta le modifiche, potranno essere altri a realizzare l'opera". Per ora non si sa che cosa deciderà la ditta "Bonatti spa" che intende trasformare le Terme in Centro benessere con blocco operatorio di chirurgia estetica e venti camere per la degenza. Un progetto che era stato scelto come il migliore nella prima fase del "Project financing", formula che appalta progettazione, lavori e gestione. Di certo gli interventi alle Terme subiranno uno slittamento perché nella seconda fase, l'appalto per costruire, una seconda società ha chiesto di presentare un progetto con migliorie. "Ha 80 giorni di tempo per presentare proposte migliorative - ha detto il sindaco durante il Consiglio comunale -. A fine settembre si valuterà: se la nuova proposta è davvero migliorativa, si andrà alla terza fase di gara che prevede i due soggetti concorrere su alcuni aspetti: la tempistica, il canone di concessione (il Comune aveva previsto 10 mila euro annuali), il valore degli investimenti, quantificato nel primo progetto di riqualificazione delle tre strutture comunali (nuove Terme, Fons salutis e hotel Source) in 21 milioni di euro. "Se la nuova proposta non è migliorativa, a fine anno sarà approvato il progetto preliminare, si aggiudicheranno i lavori e sarà firmata la convenzione - ha aggiunto il sindaco -. Questa partecipazione implica un allungamento dei tempi, a fronte di miglioramenti dell'unica proposta iniziale". Critico il consigliere di minoranza Enzo Dufour: "A parte lo slittamento dei tempi, trovo inconcepibile che non si possa sapere il nome del secondo offerente".

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L'ufficio stranieri traslocherà: a settembre sarà in municipio (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N L'ufficio stranieri si prepara a traslocare presso il municipio di San Giuliano. In settembre, lo sportello decentrato nell'ex municipio di piazza della Vittoria cambierà infatti indirizzo per essere insediato nel complesso istituzionale di via De Nicola. In particolare, verranno utilizzati gli spazi al pianterreno che un tempo erano occupati dalla polizia locale, prima dell'inaugurazione del nuovo comando di Borgolombardo, nell'ambito di un passaggio avvenuto negli anni scorsi a seguito della ristrutturazione della ex Carraro. Verrà così perseguita una strategia tesa a rendere più agevole l'orientamento di persone provenienti da lontano che si trovano a muoversi tra una giungla di servizi e la burocrazia. "L'obiettivo - spiega l'assessore alla partita, Lucia Salvato -, è quello di agevolare la fascia di immigrati regolari, che non si devono sentire cittadini di serie di B, bensì devono avere la stessa dignità di tutti gli altri residenti. Oggi coloro che si rivolgono all'apposito sportello devono poi fare capo agli uffici comunali per l'anagrafe, il settore tecnico per l'idoneità abitativa, piuttosto che i servizi sociali. Mentre l'accorpamento previsto agevolerà le procedure, consentendo un risparmio di tempo per coloro che lavorano". Questi i principali motivi che hanno spinto verso la riorganizzazione di un servizio che San Giuliano ha istituito anni fa, come punto di riferimento per gli immigrati che approdano in questa porzione dui hinterland. "In questa fase - prosegue la Salvato -, la Provincia sta spingendo per un potenziamento degli uffici stranieri, con l'istituzione di sportelli nei comuni che non ne sono dotati, in quanto è sorta l'esigenza di lavorare in rete. Gli immigrati infatti tendono a spostarsi da un comune all'altro, ed è importante che gli enti locali trovino una sinergia che vada a vantaggio dell'organizzazione dei servizi a loro dedicati". Viene chiarito che le attività promosse vanno nella direzione di fornire supporto esclusivamente a coloro che hanno il permesso di soggiorno. "Siamo un'istituzione e dobbiamo rispettare in pieno la legge", ricorda l'assessore. Pertanto, in settembre il primo edificio della città inizierà ad ospitare un nuovo settore, dove sarà concentrata l'attività di consulenza e orientamento per i rappresentanti delle diverse comunità che arrivano o risiedono nel comune sudmilanese, che ospita un'importante quota di stranieri. La macchina organizzativa è già partita per aprire una nuova parentesi con personale che, dopo un lungo periodo di attività decentrata, in autunno inizierà ad operare nel palazzo municipale, previa campagna informativa tesa ad avvertire gli utenti locali del cambio di indirizzo. Giu. Cer.

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A bassa quota (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Italia nel G8, ci siamo ma... Dunque noi italiani popolo di navigatori e di santi (più dei primi, intesi metaforicamente, che dei secondi) siamo tra le otto nazioni di maggior prestigio dell'Occidente. Non conosco bene i parametri di questa classifica e, per il dato di più sopra, non posso non avere un sentimento di soddisfazione. Pur avendo respinto e ciò è giusto la categoria dell'amor patrio come veniva sbandierata in un'epoca ben nota della nostra storia nazionale, siamo tutti felici quando l'Italia figura bene ed è tenuta in onore.Chissà perché però, a proposito della suddetta classifica, sento che un piccolo demone farà nascere dentro di noi un pensiero che potrebbe essere espresso così: "Siamo tra i primi otto? Allora è meglio non pensare alla nazione alla quale, in classifica, va assegnato il numero nove". Non è, questa, una premessa un po' subdola per introdurre le solite geremiadi autolesioniste, plurime e generiche. Si tenta infatti, ora, di procedere a un'analisi precisa, serena e persino avvolta in un manto di speranza che, per le future generazioni, le cose possano andare meglio di come sono messe, ora, fra noi. Punto di partenza è l'idea che una società è ben organizzata quando i servizi, che le strutture lavorative e le istituzioni sono chiamate a rendere, vengono affidati a individui che agiscono con competenza, senza ritardi e tenendo fede alla parola data. Parlo dei servizi resi dal mondo del lavoro, nei quali sono protagonisti gli idraulici, gli elettricisti, i muratori e quella innumerevole schiera di personaggi definiti "tecnici", ai quali si deve ricorrere quando non funzionano o il computer o la televisione o la lavatrice e via discorrendo, in un elenco che diventa sempre più chilometrico.Ho un assalto di nostalgia, trattando di questi temi, al ricordo di un fatto di cui sono stato testimone all'inizio degli anni '60 nella Svizzera tedesca, a Wil, presso la Missione cattolica per gli emigranti, diretta da don Peppino Salvadé. Un pomeriggio, pochi minuti prima delle 17, vidi don Peppino, affacciato alla finestra, che mi faceva cenno di andare dove si trovava lui. Potemmo così vedere, in istrada, degli operai in tuta da lavoro fermi davanti alla porta della casa. Vedi - mi disse - che gli operai non suonano il campanello. Lo faranno alle 17 in punto, perché l'impegno da loro assunto con me era per oggi, a quest'ora. Alle 17 in punto il campanello suonò.Lo so. Eravamo in Isvizzera al principio degli anni '60. Non so come vadano ora le cose e non voglio macchiarmi di ingenuità. Anche nella nobile terra di Guglielmo Tell ci sono disfunzioni e pecche, e non è che da noi ci siano solo nefandezze e barbarie. Quando si ragiona di queste cose, si sa che il giudizio riguarda sempre ciò che avviene in genere e nella media delle cose.Chi potrà comunque negare ciò che se non sempre, molto spesso accade da noi? Avete bisogno di un tecnico? Le cose possono andar bene, ma non mancheranno casi in cui torture e disavventure si succederanno senza fine. Il tecnico verrà quando verrà. Non si potrà lasciare la casa perché il tecnico (nella fantasia, ormai, quasi un convitato di pietra) potrebbe venire, e l'attesa, in certi casi, si prolungherà per dei giorni. Nel frattempo ci si deve rassegnare. E che dire dei casi in cui il tecnico viene ma è impari alla situazione? Se è poco onesto, qualcosa farà, con il risultato, però, di peggiorare il tutto. Ci siamo limitati a una tipologia di guai. Che dire se ci avventurassimo nei castelli kafkiani della burocrazia, evocando i labirinti dei comuni, delle soprintendenze, dei ministeri e, in genere, dei luoghi dove ha sede il potere? E se parlassimo della sanità? Aspettiamo. Prima dobbiamo raccogliere dati riguardo a ciò che avviene nella nazione che, tra i grandi della terra, sta al nono posto.

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Arrestata ed espulsa per errore, agente la salva dal Cpt (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

UFFICIO STRANIERI Arrestata ed espulsa per errore, agente la "salva" dal Cpt Doveva essere espulsa, invece le viene consegnato il permesso di soggiorno, ovviamente con tante scuse. Si è consumato così, in poche ore, il destino di una donna di origini cinesi, ma da quasi due anni residente a Treviso, che si è trovata al centro di una paradossale vicenda di burocrazia. La straniera, che ha 31 anni, è stata prima arrestata per errore e, sempre per sbaglio, stava per essere rispedita nel proprio paese. Tutto nel giro di un giorno. A salvarla da un'espulsione ingiusta sono stati gli uomini dell'ufficio stranieri di Treviso, retto dalla dottoressa Elena Peruffo e soprattutto dalla caparbietà di un sovrintendente, Tommaso Martoscia, che fin dal primo momento ha creduto alla versione della donna e ha voluto andare fino in fondo. I fatti gli hanno dato ragione: ha evitato che venisse commessa un'ingiustizia. Tutto è cominciato mercoledì mattina quando in questura si presenta la donna. Tra le mani ha il cedolino per l'appuntamento preso addirittura un anno e mezzo fa per il ritiro del permesso di soggiorno. Tutto apparentemente sembra regolare, ma invece qualcosa si inceppa. Dal controllo al terminale, a carico della giovane donna risulta un'espulsione ordinata dalla questura di Carpi nell'aprile 2007. Dunque, la cinese doveva già essere ritornata nel proprio paese. Invece è ancora a Treviso. A quel punto, scatta la procedura dell'arresto come prevede la Bossi-Fini, ma lei si dispera e dice che contro quell'espulsione aveva presentato un ricorso che era stato accolto. Non solo. Cerca anche di spiegare che anche il decreto di espulsione era frutto di un errore. I poliziotti però di tutto quello che dice la donna non trovano traccia, così organizzano il suo trasferimento nel centro di permanenza temporanea a Bologna con un agente. Qualcosa però nelle carte non quadra al sovrintendente Martoscia che comincia a fare ricerche e scopre che la donna aveva ragione e che la colpa, sia di quell'espulsione che della mancata trascrizione del ricorso e del conseguente annullamento, non erano stati inseriti al terminale dai colleghi di Carpi. Insomma era solo un errore burocratico. La cinese in lacrime viene liberata con tante scuse.

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Innerbichler (Swr) da Durnwalder Basta burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO Innerbichler (Swr) da Durnwalder "Basta burocrazia" BOLZANO. Il sistema del finanziamento dell'autonomia, la promozione della ricerca, il contributo delle aziende per l'inserimento lavorativo di over 50 e diversamente abili, la sensibilità per gli orari flessibili: sono tra i temi che il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha affrontato ieri con il nuovo presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, Helmuth Innerbichler. Ai timori espressi dall'economia per possibili riduzioni degli investimenti dovute al piano del governo in materia di tagli e finanziamenti, il presidente Durnwalder ha risposto sottolineando che "la Provincia ha intenzione di tutelare l'autonomia nelle trattative con i ministri competenti e le ultime proposte scaturite dall'incontro Stato-Regioni sembrano ridimensionare le preoccupazioni". Innerbichler ha posto anche una precisa richiesta: "Bisogna ridurre la burocrazia. Alla prossima giunta chiediamo una riduzione della burocrazia del 5% l'anno: per farlo sarebbe utile che un assessore avesse una delega specifica".

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Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Una convenzione Mutui per le ville venete ottime intenzioni condite di burocrazia "Ville venete operazione salvataggio". Così viene pubblicizzata la nuova convenzione tra la Carive e l'Istituto Regionale Ville Venete per l'erogazione di mutui e contributi che dovrebbero dare una boccata di ossigeno ai proprietari di tale patrimonio per salvarlo dal degrado e dal tempo. Il condizionale è d'obbligo, non perché nelle intenzioni manchi la volontà di un aiuto reale, ma per la comunque infinita montagna di documenti che devono essere presentati per accedere a tali facilitazioni (una cinquantina che devono essere presentati anche in versione digitale, oltre che autenticati, strafirmati, resi legali ecc.). Partiamo dall'inizio. Considerato il momento tragico per chi deve pagare un mutuo coi tassi d'interesse schizzati alle stelle, la convenzione potrebbe dargli una mano: mutui a tasso zero per chi vuole restaurare una "villa d'autore", quelle cioè firmate dai grandi architetti come Palladio o Scamozzi, per il recupero degli Oratori facenti parte del complesso della villa e per il restauro degli apparati parietali, pittorici o scultorei. Non solo. Contributi a fondo perduto tra il 15 e il 20 % della somma erogata dal mutuo per i casi di cui sopra. I mutui a tasso variabile invece sono calcolati sul 50% del tasso della Banca Centrale Europea e l'IRVV se ne accollerà il 2,5%. Sembra tutto perfetto. Sembra. Già perché nella presentazione di ieri nella sede della Carive a Venezia, la presidente dell'Istituto Nadia Qualarsa ha ribadito di "voler essere a fianco dei proprietari per creare un'attività economica che si auto-sostenga", il che equivale a dire che chi vive in una villa veneta è sì fortunato perché è sicuramente meglio abitare lì che in un monolocale o in un appartamento in un mega condominio, ma in realtà è uno sfigato non finanziato se non vuol fare della sua dimora né un agriturismo né uno pseudo museo visitabile e nemmeno un ristorantino chic. In breve, se non vuoi diventare un oste, niente mutuo. Altra conditio sine qua non per vedere qualche soldo è la clausola per cui il proprietario si impegna ad aprire la villa per le visite da parte del pubblico o studiosi. Se non accetti sei fuori. Tutti, ovviamente, si dichiarano disponibili a tale eventualità. A domanda precisa sui controlli post mutuo la risposta è secca: "I controlli esistono e sono puntuali". Altro punto su cui interrogarsi: per avere i soldi bisogna che il direttore dei lavori firmi gli stati di avanzamento lavori. Sarà cura dell'Istituto verificare che siano stati eseguiti tutti, ma proprio tutti. In caso contrario scattano denunce per truffa e bisognerà confrontarsi con il codice penale. (Alessandra Artale).

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Ed è polemica sugli immigrati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Lega accusa la sinistra. La Cisl la legge Bossi-Fini LE REAZIONI Ma per tutti è un fatto gravissimo VIADANA. Fa discutere il caso del lavoratore irregolare abbandonato alla sua sorte nelle campagne di Salina. Dell'episodio vi sono letture differenti: secondo la Lega, ciò è conseguenza "dell'immigrazione di massa permessa dal governo di centrosinistra"; mentre per la Cisl è la legge sull'immigrazione (la Bossi-Fini) a mostrare parecchie falle. Unanime, invece, è la considerazione che quanto successo è gravissimo e non dovrà ripetersi mai più. "L'episodio - sintetizza il sindaco Giovanni Pavesi - ci ha colto di sorpresa. Qui il tasso di disoccupazione è bassissimo, eppure c'è ancora bisogno di manodopera generica; e a quanto pare c'è chi se la procura in nero, anche perché la burocrazia farraginosa costringe molti immigrati a rimanere irregolari a lungo. Il contesto forse ha fatto la sua parte; ma ciò non giustifica quanto successo, perché mai si deve scavalcare la legalità". "La scelta scellerata del governo di centrosinistra - commenta invece il segretario Lega Ivan Gualerzi - è stata quella di far entrare tutti. E la conseguenza è inevitabile: traffico di carne umana, morti sulle carrette dei mari o sui cantieri. E fa specie che nella gestione dei clandestini siano coinvolte anche cooperative rosse. La soluzione è quella che indichiamo da tempo: i flussi devono essere controllati. Entra solo chi ha un permesso di lavoro ottenuto per tempo, perché tutti gli altri sono alla mercè degli sfruttatori". Gualerzi pone l'accento anche sui controlli: "Si parla di profondo Sud, ma a Viadana è lo stesso: basta alzare gli occhi per vedere gente sui cantieri senza casco e imbragatura. Perché nessuno interviene? Circola voce che diversi stranieri dormano nel Palazzo Ex Monte: ottenute le chiavi per riunirsi a pregare, pare che queste siano finite nella disponibilità anche di chi cerca solo un tetto per dormire. Sono state fatte verifiche severe?". "Al dicembre 2007 - afferma infine Vittorino Marinoni (Anolf-Cisl) - le domande di ingresso per la Provincia di Mantova erano 13.516, di cui 3522 da indiani. La quota d'ingresso è stata fissata però in soli 584 stranieri, e questi posti saranno spendibili sul mercato del lavoro tra un anno. E' evidente che il sistema non sta in piedi: prima di far entrare gli stranieri, dobbiamo pensarci bene; ma, quando servono, quelli regolari non ci sono, e si sopperisce come capita. Il Legislatore deve intervenire per togliere questo tappo e adeguare gli ingressi ai fabbisogni delle imprese". Secondo il sindacalista, non si può parlare di caporalato: "Sono convinto che i colleghi imprenditori - assicura Marinoni - non si riconoscano in quelli coinvolti nella vicenda di Viadana e nei loro gravissimi comportamenti. Le imprese, tuttavia, dovrebbero imparare a muoversi per tempo, per indicare il fabbisogno di manodopera e gestire al meglio e nella legalità le stagionalità". (r.n.).

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Costa: <Pd troppo burocraticocosì non si può costruire il partito> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Costa: "Pd troppo burocraticocosì non si può costruire il partito" la polemica Il vicepresidente della Regione Liguria lancia la riflessione sulle questioni insolute del Partito Democratico 12/07/2008 Genova. Massimiliano Costa, vicepresidente regionale ed esponente di spicco della corrente degli "ex margheriti" nel Pd, ribadisce e spiega la sua posizione nei confronti del partito e dei vertici liguri, lanciando al contempo la riflessione su alcune questioni insolute o trattate dal Pd- a parere dello stesso Costa - senza dare spazio alle varie voci del nuovo schieramento: le infrastrutture e il rilancio della sanità. "Le mie osservazioni sull'assenza di significativa attività politica del Pd ligure anche a causa del doppio incarico del segretario regionale, rimangono tutte - sostiene Costa nella newsletter che manda a tutti gli iscritti del suo sito internet - e sono ancor più confermate dall'azione dei segretari provinciali, in particolare Savona e Genova dove, in perfetta continuità con il passato, non esiste nemmeno la volontà del confronto. Come possiamo pensare di costruire un nuovo partito se l'attenzione è tutta rivolta a regolamenti, statuti, cariche e burocrazie interne?". Costa rifiuta le accuse di personalismo lanciate da chi aveva con stizza reagito al suo sfogo contro il segretario regionale e deputato Pd Mario Tullo (due settimane fa), e invita al dialogo su alcune questioni pressanti. "Dove è finita la "gronda"? - si chiede il vicepresidente - dove è finito l'ospedale del Ponente?". E poi: "Come sposiamo lo sviluppo industriale con la nuova economia sociale?". Costa lancia anche il tema della sanità e delle recenti nomine dei suoi vertici. "Aveva e ha una sua fondatezza la posizione di chi, sottolineando proprio i risultati ottenuti, aveva consigliato di non cambiare nulla ai vertici delle aziende per rafforzare l'azione fatta - dice - Non avevano alcuna relazione con le scelte della giunta sulla sanità le polemiche sul non funzionamento del Pd, che da parte mia rimangono tutte. L'assessore Montaldo e la giunta hanno scelto la via di una accelerazione, per migliorare il complesso della sanità. Il tema di una organica, strutturata, qualificata integrazione sociosanitaria rimane però la vera sfida per il futuro". d. gri. 12/07/2008.

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Duemila pratiche inevase (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Duemila pratiche inevase I ritardi degli assegni di invalidità? Burocrazia PISA. Gli assegni di indennità non arrivano? Colpa di un cambio di competenze stabilito dalla legge. Dal primo aprile 2007 non è più una commissione del Ministero del Tesoro a verificare i verbali redatti dalle Asl, ma direttamente l'Inps. Da quando è avvenuto questo cambiamento, secondo Eros Carloppi, caposervizio della commissione medica di verifica del Ministero del Tesoro, sono iniziati gli intoppi. A Pisa e provincia, da una decina di mesi a questa parte, i tempi per ricevere i 480 euro mensili dell'assegno di invalidità civile si sono dilatati a dismisura. Servivano dai 60 ai 90 giorni fino a un anno fa. Adesso oltre 8 mesi. Sono più di 2mila le pratiche inevase di Pisa e provincia giacenti negli uffici. Tutte persone che hanno fatto le visite mediche per richiedere l'invalidità, ma non sanno ancora se l'invalidità gli è stata riconosciuta o sono in attesa di ricevere il proprio assegno mensile. L'indennità di accompagnamento viene erogata a prescindere dall'età e dal reddito, ma per la maggior parte va a ultra sessantacinquenni che per vivere hanno bisogno del supporto quotidiano di una badante. Una badante spesso pagata proprio con gli assegni che non stanno arrivando. Ieri i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ad Ausl5, Inps e Comune di Pisa, i tre enti interessati alla verifica delle invalidità e liquidazione degli importi, una richiesta di incontro per cercare di dirimere il filo di una matassa sempre più intricata. Secondo i sindacati è negli uffici competenti del Comune che le pratiche si bloccano. Il dott. Carloppi, a capo della commissione ministeriale che fino al primo aprile 2007 gestiva la verifica delle richieste di invalidità, è di altro parere. "Da quando le competenze di verifica è stata affidata all'Inps con legge nº 248 del 2 dicembre 2005 si stanno verificando rallentamenti. Credo sia per via della mancanza di sistemi informatizzati per i carichi dei verbali. Senza quei sistemi, la procedura per forza di cose rallenta". In pratica, una volta che la Ausl ha redatto il verbale con lo stato di salute di chi richiede l'invalidità, la pratica viene "caricata" nel sistema a mano. "Il 52% del nostro personale, tra l'altro, è passato all'Inps, ma è stato dirottato su altre mansioni e non si occupa delle pratiche di invalidità". Quindi restiamo tutti in attesa: i vari uffici di capire dove le pratiche si impantanano; gli invalidi civili di ricevere il proprio assegno. Andrea Pantani.

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Via prè ore 13.30, si prega "uno spazio più grande? magari" - erica manna (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Genova Viaggio tra gli arabi raccolti nel Centro storico: "Ma non vogliamo essere ghettizzati" Via Prè ore 13.30, si prega "Uno spazio più grande? Magari" Siamo disponibili a tutte le proposte, la nostra religione è una grande famiglia" L'importante, però, è il comportamento. Se restano diffidenza e razzismo, non c'è moschea che tenga ERICA MANNA Infradito di plastica e ciabatte sono allineate con ordine, davanti alla porta. Te ne accorgi da questo, e dalla cantilena che gracchia al microfono, che la preghiera è iniziata. Per un'ora, "dall'una e mezza alle due e mezza", come ti indicano al supermarket africano di fronte, vedi sfilare almeno una cinquantina di persone. Sudanesi, pakistani, marocchini, qualcuno con i bambini per mano, poche donne avvolte da veli colorati. è come un rituale: arrivano, tolgono le scarpe, le mettono una accanto all'altra attenti a non ingombrare il passaggio e si infilano dietro la porta turchese. Qui, al numero 73 di via Pré, la gente che si riunisce a pregare nel "Centro culturale di amicizia", del tavolo comunale per costruire una grande moschea nessuno sa niente. "Chiedi a Hissin", dicono. Hissin gestisce la moschea di Sampierdarena, e sarà presente all'incontro con il Comune: "Vorremmo uno spazio grande, centrale, che non dia fastidio - spiega - a Cornigliano la strada è troppo stretta, ma siamo disponibili a prendere in considerazione tutte le proposte. La Darsena, il molo o la Commenda andrebbero bene. Vedremo. Certo, dovremo fare dei sopralluoghi". "Più spazi abbiamo meglio è, la nostra religione è una grande famiglia", dicono gli altri, mentre si infilano le scarpe seduti sul gradino. Amed, barba curata e sorriso bonario, è addetto a custodire il centro. Fa strada all'interno, perché "è aperto a tutti, mica fabbrichiamo missili!": tappeti verdi arabescati, il ventilatore che sibila piano, qualche sedia. Due stanze, tanto che ti chiedi da dove sia uscita, tutta quella gente. "Da anni ci auguriamo una moschea grande come a Roma, con il minareto, i bagni, una scuola per i bambini", sospira Amed, che aggiunge: "Ma quello che è più importante è il comportamento. Mi puoi dare anche il palazzo reale per pregare, ma se poi c'è razzismo, diffidenza, non va bene". Lui, marocchino, è a Genova da 24 anni. Tutti, in zona, lo conoscono, si fermano a salutarlo. "La mia terra ormai è qui, io mi sento italiano, i miei figli sono italiani - dice - eppure c'è razzismo". Spesso i vigili vengono a fare dei controlli, si spacciano per giornalisti e lo tempestano di domande, "ma è proprio da quando c'è la moschea, da un anno, che c'è meno delinquenza. Se in un posto c'è una moschea o una chiesa, la gente ha più rispetto". Ci tiene a ripeterla, questa cosa che la religione è un comportamento. "Scrivilo, mi raccomando - dice - noi vogliamo rispettare le leggi". Se gli chiedi cosa ne pensa della schedatura dei bambini rom con le impronte digitali, Amed ti sorprende: "Sì, è giusto. Sennò succede che a volte rubano i bambini, li portano alla frontiera, e come fai a sapere la loro vera identità?". Quello che non va, semmai, è la burocrazia dei controlli: "Quanto tempo si perde in questura, ci sono code infinite e noi dobbiamo perdere ore di lavoro, i bambini saltano la scuola. Alla posta, poi, a volte ritiri il permesso di soggiorno che è già scaduto". Problemi di tutti i giorni, spiega, ben più pressanti di una nuova moschea. "Vedi - dice - a me non interessa un simbolo. Io voglio che cambino i comportamenti, senza più diffidenza".

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Plastica, le campane scoppiano - ernesto ferrara (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze Plastica, le campane scoppiano Differenziata a +40%. "Siti stracolmi, ne serve uno d'emergenza" L'impianto di Pontedera è al limite Problemi in tutta la Toscana. Revet si appella a Martini ERNESTO FERRARA La Toscana scoppia di differenziata. Le campane di raccolta di vetro, plastica e lattine sono stracolme perché Revet, la società che stocca questi materiali per 2 milioni e 800 mila toscani, più del 90 per cento dei comuni della regione, non ce la fa a tenere il passo di un aumento boom che messo sulla carta fa più 40 per cento nel primo semestre 2008 rispetto agli stessi mesi del 2007. E per una raccolta che cresce a dismisura, non ci sono impianti sufficientemente grandi per smistarla. Lo stabilimento Revet di Pontedera è al collasso, già la spa del multimateriale ha chiesto le autorizzazioni alla Provincia di Pisa per aprire un nuovo capannone di stoccaggio a Pontedera e di ripristinare quello di Empoli. E anche Quadrifoglio e Safi hanno chiesto le autorizzazioni per usare spazi straordinari per stoccaggi provvisori nella discarica di Case Passerini e alle Sibille. Ma quanto tempo ci vorrà per le autorizzazioni? Non c'è il rischio che le scartoffie della burocrazia aggravino ancora di più la situazione? Gli enti interessati devono infatti convocare una conferenza dei servizi al cui tavolo si siedano tutti, dalla Provincia alla Regione ai Comuni all'Arpat alle aziende locali dei rifiuti. E per il via libera potrebbero passare dei mesi. Per questo il cda di Revet ha deciso di chiedere al presidente della Regione Toscana Claudio Martini di usare i suoi poteri straordinari in materia di emergenza ambientale: "Solo lui, secondo il decreto legislativo 152 del 2006, noto come decreto Matteoli, può intervenire per far fronte all'emergenza: potrebbe consentirci di saltare la conferenza dei servizi oppure di abbreviarla, di renderla praticamente immediata", ha scritto il presidente Revet Antonio Marrucci in una lunga lettera inviata a Martini e ai presidenti di tutte le province toscane. "Si tratta di una situazione assolutamente emergenziale, occorre dare risposte ai cittadini, l'intervento di Martini sarebbe fortemente giustificato", aggiunge l'ad di Quadrifoglio Livio Giannotti. Già da giorni infatti Revet è in grandissima difficoltà: riesce a stento ad accogliere le 430 tonnellate di multimateriale che gli cascano addosso quotidianamente (per capirsi: l'anno scorso di questi tempi allo stabilimento di Pontedera arrivavano 310-320 tonnellate al giorno). "Siamo indietro con la raccolta nei comuni, ogni giorno ci troviamo con i camion in fila stracolmi di plastica e lattine da scaricare: solo durante la notte riusciamo a finire il lavoro", ammette Marrucci. Da un mese circa gli operai dell'impianto di Pontedera lavorano su tre turni e 7 giorni su 7: "Non avrei mai pensato di chiedere ai miei operai di lavorare di domenica, ma siamo davvero in ginocchio", si giustifica Marrucci. Nessuno è in grado di indicare una dead line, un giorno limite entro il quale non entrerà più nemmeno una lattina nell'impianto di Pontedera: "Ma dobbiamo tener conto che le linee di lavorazione sono sotto stress, se per caso si inceppa qualcosa, si verifica un guasto cosa facciamo noi?", si chiede Giannotti. Lunedì prossimo il presidente della commissione d'inchiesta sui rifiuti della regione Paolo Marcheschi di Forza Italia ha già fissato una visita con i suoi colleghi a Pontedera. Vuole verificare lo stato dell'emergenza e chiedere alla Regione quali provvedimenti intenderà adottare.

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Aperture più libere di bar e ristoranti - riccardo tempestini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Aperture più libere di bar e ristoranti L'assessore Garofalo spiega le novità del piano del commercio "La proposta punta alla qualità e alla salute del consumatore" RICCARDO TEMPESTINI MONTEMURLO.Al duro attacco del capogruppo socialista Filippo Vasco contro il nuovo Piano del commercio presentato nei giorni scorsi in commissione, risponde l'assessore Pietro Garofalo, spiegando che "l'obbiettivo strategico della nuova proposta punta alla qualità, alla buona occupazione e salute del consumatore, fermo restando i requisiti sanitari e la destinazione d'uso dei locali". Nella nota di Garofalo viene spiegato come il Decreto Bersani introduce radicali norme di liberalizzazione del commercio per rilanciare il settore, ma riconosce alcune limitazioni alle liberalizzazioni riguardo alla qualificazione professionale degli esercenti la somministrazione di bevande ed alimenti, per le ovvie connessioni con la salute e l'igiene del consumatore. "Eppoi questa materia è di competenza regionale, pertanto il Comune è tenuto a rispettarne la normativa" continua Garofalo, sottolineando come la proposta dell'amministrazione comunale, in corso di valutazione con le parti sociali e le forze politiche, non sia desiderio di "controllare l'economia" e di "appesantire la burocrazia". L'assessore alle attività produttive ricorda il percorso fatto per arrivare a stendere la nuova proposta, commissionando innnanzitutto all'Asel uno studio sulle dinamiche del commercio a Montemurlo, con particolare riguardo a ristoranti, bar ed assimilabili, per poi incrociare i dati statistici con quelli presenti nell'archivio del comune e con quelli della Camera di Commercio, per arrivare a organizzare un "Focus Group", a cui hanno partecipato gli esercenti interessati. "I risultati hanno restituito un'immagine dinamica della situazione sul nostro territorio, presentando alcune difficoltà oggettive, accanto ad interessanti potenzialità, a patto di avere un'offerta qualificata" spiega Garofalo, ribadendo che il comune ha formulato la nuova proposta per una programmazione totalmente aperta alla nascita di nuove attività commerciali nel settore della somministrazione alimentare, fermo restando i requisiti sanitari e di destinazione d'uso dei locali, con l'obiettivo strategico di puntare su qualità, buona occupazione e salute del consumatore. "In sostanza per aprire un nuovo ristorante od un nuovo bar non ci sarà più bisogno di una licenza rilasciata con un numero chiuso o acquistata a caro prezzo, ma sarà sufficiente essere in regola con la normativa sanitaria ed urbanistica e presentare una D.I.A., attestando il possesso di requisiti minimi in campo professionale, qualitativo e di servizio al cliente" conclude l'assessore alle attività produttive.

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L'occhio del grande fratello entra in funzione dopo un anno (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALOLZIOCORTE E OLGINATE pag. 12 L'occhio del grande fratello entra in funzione dopo un anno OLGINATE SI ACCENDONO LE TELECAMERE PER GARANTIRE LA SICUREZZA NEL CENTRO DEL PAESE ? OLGINATE ? LE TELECAMERE per la videosorveglianza, posizionate nei pressi del ponte sull'Adda e nella zona del mercato sono entrate in funzione. Apparecchiature che dovranno ancora essere tarate. Due zone sempre al centro delle discussioni per l'alta velocità e gruppi di persone che creano schiamazzi nelle ore notturne. Una vicenda nota da tempo che ha portato alla decisione di installare quattro telecamere: due all'imbocco di via sant'Agnese da via Redaelli, in modo che si possano controllare i camion che entrano in paese, visto che vige il divieto di transito per i mezzi pesanti, e controllare la rumorosità di alcuni esercizi pubblici, segnalata più volte dai residenti della zona. UNA È FISSA E ABILITATA alla lettura delle targhe per permettere di risalire a chi ha commesso l'infrazione, mentre l'altra è mobile e copre un ampio raggio, per potere coprire tutta l'area dall'incrocio. Altre due apparecchiature sono state posizionate in piazza "18 agosto 1909" per scoraggiare eventuali atti vandalici e non permettere che sia messi a segno atti vandalici, in una zona che da poco è stata realizzata. Un'area abbastanza isolata dal centro del paese. Nella scorsa settimana è stato possibile vedere le prime immagini nel comando della polizia locale. Dal posizionamento alla trasmissione delle prime immagini è trascorso circa un anno. Tutta colpa della burocrazia e delle lungaggini legate a dei collegamenti che dovevano essere effettuati. Burocrazia che non aveva permesso, all'amministrazione comunale, di effettuare i collegamenti con il monitor centrale. Vladimiro Dozio.

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<Un campanello d'allarme per la Brianza> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRIANZA: PRIMO PIANO pag. 3 "Un campanello d'allarme per la Brianza" Ambra Redaelli, vicepresidente della Confindustria territoriale, analizza la situazione delle imprese CALA LA PRODUZIONE IN ITALIA di FABIO LOMBARDI LA PRODUZIONE industriale in Italia è in caduta libera: -6,6 in un anno (dal maggio 2007 allo stesso mese del 2008). Un dato preoccupante per l'economia del Paese diffuso nei giorni scorsi dall'Istat. Ma come vanno le cose per il sistema produttivo brianzolo? "I dati diffusi dall'Istat rispecchiano in modo fedele il momento che stiamo attraversando. Sicuramente le imprese del nostro territorio reggono meglio rispetto alla situazione generale. Non abbiamo ancora a disposizione i dati dell'analisi congiunturale per le industrie del territorio, ma non credo proprio di sbagliare affermando che le analisi confermeranno, anche se con proporzioni inferiori rispetto al dato nazionale, un calo della produzione", spiega Ambra Redaelli, vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza. I SEGNALI sono evidenti. "Non servono i dati macroeconomici per avere il polso della situazione. Basta vivere un po' nelle aziende, o guardare la faccia dei fornitori... In giro c'è quella che in Brianza si definisce "rella"". Ma nonostante le difficoltà quali sono i fattori che permettono all'economia brianzola di passarsela un po' meglio? "È SOPRATTUTTO l'economia italiana - spiega Ambra Redaelli - ad attraversare un momento difficile (anche se altri Paesi che l'opinione pubblica vuole messi meglio di noi come Francia, Germania e la stessa Spagna, non è che viaggino poi così bene, anche lì la situazione è abbastanza bloccata). Le imprese brianzole grazie al loro livello di internazionalizzazione riescono meglio a far fronte alla situazione di difficoltà". Un dato recentemente confermato da un'indagine svolta dal Gruppo giovani di Confindustria Monza e Brianza nel quale si attesta che il 92% delle aziende del territorio operano (export, agenti, joint-venture) sui mercati esteri. "Si cerca di concludere affari con i paesi emergenti dell'Est come ad esempio Russia, Ucraina ed Estonia. Ci sono alcune aziende che stanno tornado sui mercati sudamericani: Messico, Brasile e anche Argentina dopo la crisi che aveva coinvolto questo Paese. Quali sono i motivi delle difficoltà? Cosa si può fare per ripartire? "Ci sono innanzitutto una serie di fattori internazionali. In primis l'euro forte che penalizza pesantemente le esportazioni e, soprattutto nell'ultimo anno, l'aumento dei prezzi delle materie prime e il caro petrolio. L'impennata del greggio, che a sentire gli analisti risponde soprattutto a ragioni speculative, si fa consistentemente sentire in tutti i settori". MA AMBRA REDAELLI non smette di puntare il dito contro i "costi della burocrazia in Italia". "Lo vado ripetendo ormai da diversi anni. Il tempo e la fatica che richiedono gli adempimenti burocratici in Italia sono esagerati soprattutto per le piccole e medie imprese. Le energie e le risorse impiegate fra le scartoffie potrebbero essere meglio investite per il lavoro". Affermazioni confermate, un'altra volta, da un'indagine condotta due anni fa da Confindustria. Lo studio sulla "malaburocrazia" rilevava infatti che In Italia le imprese perdono 10 milioni di giorni lavorativi fra le scartoffie. FRA I FATTORI che frenano la crescita dell imprese c'è poi l'elevata pressione fiscale. "Anche questo è un fattore negativo per le aziende. Un problema che noi imprenditori non ci stanchiamo mai di denunciare. Ci sono imposte come l'Irap (già più volte definita "l'odiosa Irap" dal collega imprenditore di Ambra Redaelli, Sandro Salmoiraghi ndr)che ci toccano anche dove non c'è redditività". Un "grido d'allarme" contro l'elevata pressione fiscale lanciato nei giorni scorsi anche da Dario Visconti, vicepresidente di Camera di Commercio ed esponente del mondo artigiano (oltre 21mila imprese sulle 60mila totali della Brianza). "Gli artigiani - aveva detto a Il Giorno - lavorano 6 mesi solo per pagare le tasse mentre gli altri 6 per guadagnare". Un'affermazione determinata dal fatto che la pressione fiscale sulle imprese artigiane si attesta fra il 44 e il 46 per cento sugli utili.

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Terza corsia, 2 anni in meno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sarà un cantiere da 1,5 miliardi. Già indicati i commissari Mainardi e Vernizzi Terza corsia, 2 anni in meno Il consiglio dei ministri dichiara l'emergenza e sblocca l'iter UDINE. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sull'A4, ormai quotidianamente bloccata da code e Tir, sbloccando il cantiere da 1,5 milioni di euro della terza corsia altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - d'intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'allacciamento con il passante di Mestre, da lui già sovrinteso. La conferma dell'indicazione è giunta pochi minuti dopo il voto di palazzo Chigi dall'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, che ha già preso contatti con il collega veneto Renato Chisso. I SERVIZI A PAGINA 8.

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Luci: sarà un autunno incerto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente degli Industriali udinesi fa il punto sullo stato di salute dell'economia provinciale Luci: sarà un autunno incerto "La tendenza del rallentamento è confermata dai primi mesi" L'ASSEMBLEA "Alla Regione chiediamo meno burocrazia" UDINE. Parola d'ordine: "Battere la sfiducia". E' questa l'esortazione del presidente Adriano Luci che ieri pomeriggio a palazzo Torriani, ha riunito l'assemblea dei Delegati dell'Associazione Industriali di Udine. Un momento per fare il punto sull'economia della provincia e non solo. "Considerando che il futuro si costruisce migliorando la competitività, è necessario risolvere i nodi strutturali della competitività, dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle rigidità del mercato del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi, dalla liberalizzazione delle reti alla ripresa del processo di privatizzazione". Salari. Luci ha confermato l'esistenza di un problema del potere d'acquisto dei salari: "ma la risposta non può essere l'aumento delle retribuzioni sulla base dell'inflazione reale. E' fuorviante pensare che per le imprese non sia un problema erogare aumenti retributivi rincorrendo l'inflazione, perché si ritiene che possano comunque ribaltare gli aumenti sui prezzi di vendita. Non è così perché le aziende debbono essere competitive soprattutto in questa fase in cui la domanda è debole". La situazione in Friuli. "Nel 2007 è proseguita a livello locale la fase congiunturale favorevole per l'industria anche se, in corso d'anno, si è accentuata la tendenza alla graduale decelerazione; e questo si è verificato anche per le esportazioni. La tendenza al rallentamento trova conferma nell'andamento del primo scorcio del 2008". I settori legati ai beni di investimento reggono, dalla siderurgia alla meccanica e al suo interno in particolare la costruzione di macchine ed impianti e la lavorazione di prodotti in metallo, così come il settore delle materie plastiche. Soffrono invece i settori dei beni di consumo, dal legno e mobile all'alimentare, o quelli afferenti i consumi, carta ed imballaggio. Segnali di riflessione mostrano il settore dei materiali da costruzione legato all'edilizia che è in calo, e la chimica. "L'autunno - ha anticipato Luci - è sempre presago di incertezze. Lo spirito imprenditoriale porta a non arrendersi anche se se si percepisce la sfiducia. Se si fermano gli investimenti e rallentano i consumi, l'economia si avvita su sé stessa. Questa prospettiva involutiva va combattuta non solo dagli imprenditori. La questione dello sviluppo non può appartenere a pochi ma deve coinvolgere l'intera società". Associazione indipendente. "L'Associazione non sta da nessuna parte e questo ci da la forza di confrontarci sui problemi concreti. Con queste premesse ci siamo confrontati con la nuova giunta regionale chiedendo prima di tutto di imprimere un forte processo di semplificazione amministrativa e burocratica. Non dimentichiamo che sempre più la competizione sarà tra territori". Ambiente. Luci si è soffermato pure sulla questione ambientale: "Il problema non si affronta con il "no" sistematico, ma con la ricerca delle soluzioni improntate ai principi di sostenibilità e di adeguatezza che vanno favorite". Sicurezza sul lavoro. "La diffusione della "cultura" all'educazione della sicurezza è un punto fermo dell'azione associativa insieme a quella dei diversi soggetti che vi sono coinvolti, dai sindacati sino agli ordini e collegi professionali dei progettisti".

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Via libera anche alla trasformazione della villesse-gorizia in autostrada ora si attende l'estensione dei poteri (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Via libera anche alla trasformazione della Villesse-Gorizia in autostrada Ora si attende l'estensione dei poteri UDINE. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sull'A4, ormai quotidianamente bloccata da code e Tir, sbloccando il cantiere da 1,5 milioni di euro della terza corsia altrimenti ingessato dalla burocrazia per altri 24 mesi e commissariando la terza corsia. A guidare i lavori la Regione Friuli Venezia Giulia - di intesa con il Veneto - ha già indicato Bortolo Mainardi e Silvano Vernizzi sull'A4 Venezia-Trieste. Mainardi si occuperà del tratto da San Donà a Villesse e Gorizia e Vernizzi di quello da San Donà all'allacciamento con il Passante di Mestre, da lui già sovrinteso. La conferma dell'indicazione è giunta pochi minuto dopo il voto di palazzo Chigi dall'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi, che ha già preso contatti con il collega veneto Renato Chisso per definire i poteri di interventi dei due super-direttori. La nomina diventerà operativa dopo la pubblicazione dell'atto sulla Gazzetta ufficiale. Ma le due Regioni sono già al lavoro per definire la revisione del crono-programma dell'opera e garantire il risparmio di almeno due anni di tempo. Oggi si prevede di finire il primo lotto nel 2014 e l'ultimo nel 2017, mentre grazie all'iter speciale sarà possibile ridurre di almeno 24 mesi la procedura. Ma non è la sola novità di ieri in materia di viabilità. Il consiglio di amministrazione di Autovie venete ha approvato il progetto definitivo per la trasformazione in autostrada della Villesse-Gorizia, la quale è così oggi l'opera in fase più avanzata di realizzazione del Nord-est. Se Roma confermerà i pieni poteri a Mainardi anche su questa tratta, come chiesto dal governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, sarà possibile cantierare l'autostrada in pochi mesi. L'investimento complessivo sarà di 177,5 milioni di euro, per il tratto della lunghezza di circa 17 chilometri che corre lungo la valle dell'Isonzo affiancandosi alla Strada Statale 351 che da Cervignano (Udine) porta a Gorizia. Autovie Venete, che aveva ricevuto dall'Anas il raccordo alla fine del 2005, ha effettuato in questi anni una serie di interventi di manutenzione straordinaria concludendo la prima fase delle opere, per un investimento complessivo di sette milioni. I lavori hanno comportato la messa in sicurezza del raccordo, il ripristino del ponte, la collocazione di nuove barriere e il rifacimento della segnaletica. In precedenza, Autovie aveva rideterminato l'intervento finanziario per il completamento dello svincolo di Gradisca d'Isonzo, portandolo a complessivi 1,7 milioni.

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LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi d'artifi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTURA pag. 41 LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi d'artifi... LA NUOVA darsena fu inaugurata tra sirene di rimorchiatori e fuochi d'artificio. Il sindaco parlò di un altro fiore all'occhiello che si aggiungeva ai già numerosi ottenuti dalla sua città. Quel vasto specchio d'acqua fornito di tutti i più avanzati servizi nautici, presto si sarebbe riempito di barche. E che barche: yacht a motore e a vela dai sette, otto metri in su (banchine e ormeggi erano stati progettati, pensando in grande). E c'era già chi fantasticava di una piccola Montecarlo di Romagna e prevedeva parties galleggianti con caviale e Dom Perignon. Sì, forse sarebbe stato necessario "importare" qualche vip dalla Costa Azzurra per dare lustro alle feste on the boat, ma il più era fatto, bisognava solo aspettare l'estate. Giugno infatti arrivò e premiò le più ottimistiche previsioni: in un mese venti posti barca erano già venduti e occupati. Non male per la riviera adriatica. Beh, insomma, non si trattava di panfili ma l'inizio prometteva bene. Tutto funzionava alla perfezione: gli allacciamenti ad acqua e corrente, il sistema di ricambio delle acque di marina, i servizi a terra, l'attività di brokeraggio. Anche la mondanità fece progressi con i primi banchetti a bordo. In realtà un piccolo problema esisteva. E non stava a pelo d'acqua, ma in cielo. Qualche gabbiano tra i nugoli che seguivano i pescherecci al rientro nel porto canale, cambiava rotta, si portava sulla darsena dei diportisti, svolazzava gracchiando e alla fine si posava, non invitato. EVIDENTEMENTE anche nell'aria, le voci si spargono in fretta: nel giro di qualche giorno centinaia di gabbiani, "cocali" come li chiamano affettuosamente in certi porti romagnoli, trovarono sistemazione sui nuovi moli, sulle bitte, sulle alberature e sui radar delle imbarcazioni. Questi eleganti uccelli di mare (che, come noto, non soffrono di stitichezza) in poche settimane seppellirono sotto una coltre di guano corrosivo i legni pregiati e gli acciai cromati delle banchine e dei natanti. Il '"fiore all'occhiello" rischiava di appassire in fretta, i vip di non arrivare mai. Che fare? I responsabili della darsena si rivolsero a due falconieri dell'appennino che avevano addestrato i rapaci a una recente specialità: terrorizzare e mettere in fuga con i loro voli supersonici gli stormi degli uccelli che infestano gli aeroporti e sono un pericolo per i jet in decollo. Avrebbero funzionato anche al mare, contro i gabbiani, spaventandoli, senza aggredirli. Il pomeriggio stabilito per la missione aerea, arrivarono anche alcune troupe televisive. Stuoli di bagnanti si accalcarono sulle banchine del molo. I proprietari delle barche attendevano fiduciosi che l'intervento dei falchi mettesse fine ai "bombardamenti" durante l'ora di cena. Finalmente il primo dei sei rapaci si staccò dalla mano guantata di uno dei falconieri, attraversò a volo radente il porto canale e si portò in zona d'operazioni compiendo una serie di virate e brevi picchiate. NE SEGUI' un altro mentre il primo "rientrava alla base" al fischio del falconiere. I pennuti bianchi evitavano ovviamente il confronto con quelli grigio scuri ma andavano atterrare solo un po' più in là, sempre nella darsena. Poi l'attenzione del pubblico fu attirata da un gommone con due sommozzatori che partiva a razzo verso un punto tra le banchine. "Che succede?", domandò un ragazzo. "Qualcuno sta annegando", rispose una voce. L'atmosfera un po'curiosa un po' festosa virò rapidamente al dramma. Un walkie talkie gracchiò frasi concitate: "l'abbiamo recuperato, ma non dà segni di vita". "Sono un medico" si fece avanti un passante con un graduato della capitaneria, "ho anche il defibrillatore in macchina". Il sottufficiale in divisa lo guardò con un mezzo sorriso:"lei sa praticare il massaggio cardiaco anche ai rapaci?". Tutto era successo in pochi minuti: i falchetti avevano effettivamente seminato il panico tra i gabbiani. Senonchè uno di questi, che forse aveva interpretato qualche scena degli "Uccelli" di Hitchcock, si era ribellato mettendo in difficoltà un rapace che era scivolato d'ala, piombando in acqua. I falchi non sanno nuotare e così la manovra antigabbiani si era trasformata in una frenetica operazione di soccorso al naufrago con gommone e reticella da pesca. TUTTO finì comunque per il meglio: il falco semiaffogato, rianimato; l'iniziativa rinviata. Ma il teatro dello scontro si postò dalla darsena al consiglio comunale: sinistra, verdi e animalisti si schierarono dalla parte dei gabbiani contro i falchi violenti e sopraffatori (oltretutto a difesa di un simbolo capitalista come la darsena e annesso jet set). La destra si schierò con i rapaci che senza ferire o uccidere potevano svolgere un efficace opera di polizia e prevenzione contro gli invadenti "cocali" senza permesso di soggiorno. L'Ulivo tentò una mediazione presentandosi come terzo volatile: la colomba. Ma i verdi irremovibili presentarono una denuncia contro i falconieri accusati di usare armi improprie. Intervenne la Guardia forestale che "arrestò" i falchetti. Non per l'azione di disturbo ma perchè sulle licenze dei falconieri mancava qualche timbro. Alla fine, vinse ancora una volta la burocrazia. I pennuti tornarono liberi ma di successive operazioni anti gabbiani non si parlò più. Anzi, per limitare le "incursioni" dei Jonathan Livingstone romagnoli, ci si accorse che bastava eliminare i residui di cibo dalle imbarcazioni e dai pontili. E qualche visitatore ebbe l'inutizione finale: armato di pennarello scrisse un avviso che era anche un consiglio: "No party, no gabbiani".

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Condizionatori rotti, pazienti curati in giardino (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo Condizionatori rotti, pazienti curati in giardino Roseto, il consultorio diventa un forno: corsi per il parto dirottati all'aperto ROSETO. Corsi di preparazione al parto tenuti all'aperto, nel giardino, sotto lo sguardo di chi passa, perché nei locali del consultorio non si può stare a causa del gran caldo. Questo è solo uno dei numerosi disagi che stanno vivendo in questi giorni sia gli operatori sia i pazienti della struttura sanitaria di Roseto, dove è bastato un guasto all'impianto di condizionamento per mandare in tilt un servizio importante come quello del consultorio. "Non possiamo spalancare le finestre in quanto hanno un sistema di apertura limitato", spiega uno degli addetti, "pertanto nei locali la temperatura è così elevata da mettere a rischio la salute dei pazienti, molti dei quali preferiscono rinunciare a sottoporsi alle cure mediche, nonostante ne abbiano bisogno". Alcune donne incinte che avevano iniziato a seguire il corso pre-parto, hanno preferito interromperlo perché non riescono a sopportare le temperature nei locali del consultorio, tra l'altro neppure troppo spaziosi. Non sempre, infatti, è possibile fare lezione all'aperto per motivi di privacy in quanto la zona è piuttosto trafficata. Stesso discorso per le donne che devono sottoporsi a visita ginecologica, anch'esse costrette a farlo in locali angusti e caldissimi. "Abbiamo fatto presente del problema ai responsabili", dicono ancora gli operatori, "ma la burocrazia sta rendendo difficile anche una semplice riparazione tecnica". Lo stesso problema riguarda anche l'equipaggio del 118, che divide con il consultorio l'edificio. Gli operatori del soccorso hanno scelto di portare il letto all'esterno, dove c'è una piccola area verde ombreggiata, così da riuscire a riposare per essere poi più efficienti quando sono chiamati a intervenire. Ad ogni modo la struttura è da tempo oggetto di critiche e non solo per il condizionatore rotto. Un altro problema è il sovraffollamento: nella struttura convivono numerosi servizi. Federico Centola.

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Stadio colaussi, via ai lavori per la tribunetta degli ospiti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gradisca. Completata la pavimentazione che consentirà ai tifosi di raggiungere la curva sud Stadio Colaussi, via ai lavori per la tribunetta degli ospiti GRADISCA. Appena due giorni di lavori e già si può avere un'idea di come sarà il nuovo "Gino Colaussi" di Gradisca. A distanza di sole due settimane dall'annuncio in consiglio comunale della particolare convenzione sottoscritta con l'Itala San Marco, in qualità di soggetto gestore dell'impianto, per realizzare l'intervento di adeguamento dello stadio alla C2, infatti, comincia a prendere corpo il settore ospiti, dove sarà realizzata la nuova tribunetta con circa 500 posti. Un primo passo compiuto con la realizzazione della pavimentazione che porterà le tifoserie ospiti nell'apposito settore che, com'è noto, sarà ricavato in "curva sud", ovvero nella sezione dove si trova l'ingresso per i pullman, tra lo stadio e la Fondazione Brovedani. Per il momento solo una cinquantina di metri quadrati di cemento che in futuro separeranno la tribuna dalle reti di recinzione ma, contemporaneamente, sono partiti anche i lavori di risistemazione del vecchio "argine", una parte del quale verrà conservata per fungere da basamento della tribunetta. La prossima settimana, invece, dovrebbero essere realizzati i nuovi camminamenti che, dall'area di sosta dei pullman condurranno al settore ospiti che, successivamente, sarà integrato anche da un nuovo tratto di recinzione di "confinamento" per gli spettatori ospiti e da un'apposita piazzola che dovrà ospitare i bagni chimici mobili (che verranno noleggiati da una ditta specializzata che fornisce già diversi altri stadi italiani) e un punto di ristoro, che potrebbe essere mobile o fisso, ovvero realizzato in muratura. Tempistica che lascia intendere un completamento dei lavori subito dopo ferragosto (quindi in tempo per ospitare anche gli incontri di Coppa Italia) e, soprattutto, confermano come i vantaggi "promessi" dalla particolare convenzione stipulata tra il Comune e l'Itala San Marco, in qualità di ente gestore dell'impianto, siano reali. "Più che particolare la definirei inusuale, in ogni caso espressamente prevista dai regolamenti comunali - ha ricordato il sindaco Franco Tommasini -. La Regione e la Provincia di Gorizia, rispettivamente con contributi di 50 mila e 30 mila euro (entrambi erogati in conto capitale, ovvero a fondo perduto), hanno accolto la nostra richiesta di finanziamento per omologare lo stadio alla serie C2 e noi abbiamo dirottato quei fondi alla società sportiva, che nella sostanza li realizzerà per conto del Comune stesso, che resta proprietario unico dell'impianto. Una soluzione voluta con un unico e chiaro scopo: quello di ridurre i tempi di esecuzione dei lavori di adeguamento del "Colaussi", che con la convenzione stipulata saranno notevolmente ridotti rispetto a quelli della burocrazia ordinaria. Mi sembra che i fatti ci stiano già dando ragione". Marco Ceci.

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MONTESILVANO - Ripristinato dall'amministrazione comunale di Montesilvano, in sinergia con la G (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 Luglio 2008 Chiudi MONTESILVANO - Ripristinato dall'amministrazione comunale di Montesilvano, in sinergia con la Guardia costiera, il servizio di controllo sulla spiaggia per contrastare il fenomeno del commercio ambulante illegale e tutelare la tranquillità dei bagnanti. Nel più organico progetto estate-sicura (con polizia, carabinieri e polizia municipale) rientra questo sulla spiaggia, svolto da un agente della polizia municipale e da uno della Guardia costiera che agiscono ognuno per il settore di competenza. Ed i risultati non mancano, perchè già in questi primi giorni sono stati sequestrati almeno 40/50 sacchi di prodotti, con marchio contraffatto, agli ambulanti di colore che addirittura si sono attrezzati con vere bancarelle posizionati sui tratti di spiaggia libera. Ma è una lotta dura, che i vigili urbani (numericamente ridotti per ferie e malattia) a stenti riescono a portare avanti. Gli ambulanti spesso si ribellano ed appena tre giorni fa una vigilessa, nel sequestrare ad uno di loro oggetti griffati ha riportato ferite ad una mano. Anche l'agente della Guardia costiera ha subìto un duro attacco verbale. Una lotta svolta senza l'annunciato bastone estensibile, che la burocrazia tarda a consegnare; privi di adeguati mezzi di protezione, i vigili urbani devono esporsi continuamente a rischi sempre più gravi. Una volta sequestrati capi di abbigliamento (in un magazzino ne abbiamo contato a centinaia) devono verbalizzare ogni piccolo dettaglio dell'operazione, impiegando tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per i più necessari controlli sul territorio. " Non vogliamo apparire razzisti o intolleranti - ha spiegato l'assessore Mimmo Di Giacomo - ma ripristinare il concetto di sicurezza per vacanzieri e residenti".

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Prof e precaria a 54 anni <Mia figlia guadagna più di me> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-12 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La storia "Sono costretta a restare supplente a vita vagabondando da una scuola all'altra" Prof e precaria a 54 anni "Mia figlia guadagna più di me" Maria Teresa Cossolini: anche quest'anno niente cattedra "Sono anche sfortunata, quest'anno cercano 24 prof d'inglese. Io sono al ventisettesimo posto" Inutile coltivare speranze, coccolare l'idea che quest'anno sarà quello buono, che è finita la peregrinazione da una scuola all'altra. Maria Teresa Cossolini, 54 anni, prof di inglese precaria, 18 anni di esperienza in cattedra, lo sa bene. "Io non entrerò più in ruolo", dice rassegnata. "Andrò in pensione da precaria". Destino crudele segnato dai numeri della Finanziaria. A Milano le cattedre scoperte di inglese scoperte sono 51, ma le assunzioni previste dal ministero dell'Istruzione (almeno stando ai calcoli dei sindacati) sono circa 24 da dividere in due tra vincitori di concorso ordinario e candidati in graduatoria. "Ma io sono ventisettesima in classifica. Dunque i conti si fanno presto ". E se è vero che, come ha spiegato il direttore scolastico lombardo, Annamaria Dominici, "potrebbero arrivare tempi ancora più duri", la prof Cossolini indossa le vesti di Cassandra e lancia la sua profezia: "Sarò supplente a vita". Che delusione. E non è per i soldi, continua lei. "Mia figlia che ha 26 anni guadagna quasi più di me. Ma se avessi voluto arricchirmi avrei fatto un altro mestiere". Il problema è un altro. L'estenuante trafila di fine estate per aggiudicarsi una nuova cattedra, il vagabondare da una scuola all'altra, l'essere costretti ad abbandonare ogni volta una classe "con cui si era iniziato un buon lavoro". Ogni anno tante frustrazioni diverse. Come quelle occhiate dei colleghi in ruolo "che in passato mi hanno guardato, anche senza volerlo, come se fossi un paria"; o il dover abbandonare un buon progetto "senza sapere se l'anno successivo è possibile riproporlo". Tanta energia e voglia di rimettersi in discussione "ogni settembre che Dio manda in terra", ecco quello che ci vuole. "Ma a 54 anni è faticoso". Chi l'avrebbe mai detto - sospira - "che alla mia età sarei stata ancora precaria. Eppure quando nel 1990 iniziai a insegnare tutti mi dicevano che era fatta, bastava avere un po' di pazienza". Sono passati diciotto anni, Maresa ha visto amiche e colleghe andare in pensione da precarie, ogni estate ha sfogliato e consultato graduatorie, ha sudato in provveditorato - "sembra il mercato Docente Maria Teresa Cossolini della carne" - e combattuto per aggiudicarsi la sua cattedra annuale. "E ad agosto sarà lo stesso. Speriamo solo di riuscire a "vincere" la stessa scuola dell'anno scorso". Chissà. "Dipende tutto da chi è davanti a me in graduatoria. Il preside non ha il potere di riconfermarmi se qualcun altro chiede quel posto". Burocrazia e ostacoli, "vedremo a fine agosto". Per il momento la docente è a Dublino, con i suoi ragazzi, "due settimana di vacanza studio in cui faccio il gendarme, la confidente, la mamma". Ma insegnare vuol dire proprio questo: passione nonostante tutto. E Maresa ne ha da vendere: "Per questo, anche se mia figlia mi dice di lasciar perdere, io vado avanti". Annachiara Sacchi.

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Turismo, modificato il disegno di legge: più spazio ai privati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-12 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Panorama Turismo, modificato il disegno di legge: più spazio ai privati La giunta regionale della Campania ha approvato, su proposta dell'assessore al Turismo Claudio Velardi ( foto), un provvedimento contenente modifiche ed integrazioni al disegno di legge regionale sul turismo. Sono tre le idee guida del progetto: concepire il sistema turistico regionale come sistema di imprese; semplificare la governance attraverso la riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Il progetto prevede il massimo coinvolgimento dei privati. La legge istituisce, inoltre, uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche. Si punta poi alla promozione di nuove strutture ricettive, come le residenze alberghiere d'epoca, sul modello spagnolo e portoghese dei Paradores e delle Pousadas. "PROGETTI PAESE", AL VIA NUOVE INIZIATIVE L'Unione regionale delle Camere di Commercio varerà altre iniziative a sostegno dei rapporti d'affari tra le piccole e medie imprese della Campania ed i Paesi del bacino del Mediterraneo, dopo l'apertura, nei giorni scorsi, dell'Antenna "Campaniamed" in Tunisia. Il programma Progetti Paese vedrà analoghe strutture negli altri quattro Paesi Med coinvolti nel programma. METROMARE: OPERATIVI TUTTI PORTI CILENTO A partire da oggi, il servizio di trasporto marittimo veloce tornerà ad approdare in tutti gli scali della costa cilentana. Resta non agibile soltanto il porto di Camerota. Sei le linee, operative fino al 14 settembre, che collegano le principali località del Cilento con Capri, Napoli e Salerno.

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Ai big della chimica piace l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-12 - pag: 17 autore: Multinazionali. Indagine sulle motivazioni che orientano gli investimenti esteri: premiata la qualità delle risorse umane Ai big della chimica piace l'Italia Know-how d'eccellenza nelle materie plastiche, negli adesivi e nei poliuretani Paolo Bricco MILANO Il nostro sistema economico soffre di deficit gravi: la burocrazia, la mancanza di infrastrutture e il costo dell'energia più elevato. Tuttavia, esistono alcuni elementi positivi che vengono ravvisati dalle imprese a controllo straniero. In particolare, nella chimica queste ultime gradiscono le risorse umane e, fra i punti di forza sperimentati in Italia, annoverano la qualità e l'affidabilità delle nostre filiere produttive e le caratteristiche della nostra ricerca e sviluppo. A sottolinearlo, è una ricerca di Federchimica. Un fatto significativo, se si pensa che questi fattori favorevoli sono evidenziati in un settore cruciale per gli attuali sistemi manifatturieri e per l'economia della conoscenza, presente e futura. Un elemento ancora più importante, considerando che dall'estinzione della Montedison il nostro Paese non ha più espresso un campione nazionale nella chimica e, così, l'assenza di un big player italiano ha prodotto una inevitabile dipendenza strategica dai colossi esteri. Il 64% delle imprese del campione analizzato da Federchimica identifica la qualità delle risorse umane trovate qui in Italia come "molto importante ". In particolare, vengono indicate quali caratteristiche chiave la creatività (nel 51% dei casi), la flessibilità (49%) e la disponibilitàdi risorse umane altamente qualificate a un costo contenuto, soprattutto se confrontato agli altri Paesi europei (21% dei casi). Le aziende a controllo straniero segnalano la presenza di un know-how specifico nelle materie plastiche e nei sistemi poliuretanici, nella chimica applicata al tessile e al cuio, negli adesivi, nelle membrane bitume-polimero, nei cosmetici. "Non dobbiamo dimenticare – osserva Mauro Chiassarini, vicepresidente di Federchimica nonché amministratore delegato della Bayer Spa – che la chimica rappresenta una componente essenziale del manifatturiero che, poi, dà vita al made in Italy più classico: le sue applicazioni sono per esempio fondamentali nel tessile e nelle calzature". A questo va aggiunto che, tra le ragioni della presenza in Italia, il 55% delle società a capitale estero indica le dimensioni del mercato. L'Italia, Paese storicamente a forte vocazione industriale, rappresenta nella chimica il terzo mercato europeo. Un ulteriore elemento di attrattività è rappresentato dal tipo di rapporto che riescono a instaurare qui con i clienti: il 45% delle aziende estere giudica "molto importante" la qualità delle imprese italiane con cui intrattiene rapporti. Un quarto di esse fa lo stesso con la loro disponibilità a collaborare per sviluppare e testare nuovi prodotti. "Non a caso - aggiunge Chiassarini - le imprese qui svolgono soprattutto una ricerca applicata, che appunto si sperimenta sullo sviluppo di nuovi prodotti sfruttando le interconnessioni fra il sistema delle aziende e quello dei fornitori". Sulla ricerca, il contributo delle società straniere attive nella chimica in Italia, che impiegano poco meno di 40 mila addetti (il 31% del settore), realizzano un valore della produzione di 17 miliardi (36%) e soddisfano il 44% della domanda italiana, diventa cruciale. Secondo lo studio di Federchimica, il 72% dichiara di fare ricerca e sviluppo. Il che va unito al dato Istat, che stima una incidenza del 37% su questo tipo di spesa dell'industria chimica. Il valore puro della R&S realizzata dalle imprese estere è di 212 milioni di euro. "Come è noto - si legge nella analisi - le imprese chimiche italiane, per lo più di dimensioni ridotte, tendono a fare ricerca in una forma poco strutturata, basata tipicamente sull'esperienza e sulla creatività. Le filiali di multinazionali, invece, sono normalmente inserite in realtà strutturate e di grandi dimensioni". Gli addetti che nelle società straniere sono impegnati nella R&S sono circa 2.400. Dunque, la quota sul personale totale si attesta intorno al 6 per cento. C'è poi un altro fattore che emerge dal report di Federchimica: per quanto l'Italia sia un Paese che sconta ben più di una pecca nel sistema della ricerca pubblica, il 43% di queste società a controllo estero ha scelto di instaurare rapporti di collaborazione con quest'ultima. PUNTI DI FORZA Un ulteriore elemento di attrattività è rappresentato dagli ottimi rapporti che le aziende riescono a instaurare con i clienti.

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Tutela dei minori Alleanza tra giudici e servizi sociali (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-07-12 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'accordo Tutela dei minori Alleanza tra giudici e servizi sociali PADOVA - Giustizia e servizi sociali si riorganizzano insieme per migliorare gli interventi di tutela dei minori in difficoltà dandosi delle regole che stabiliscano le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Approvate dalla giunta regionale a gennaio, le linee guida 2008 per i servizi sociali e sociosanitari sono state presentate ieri a Villa Ottoboni durante il seminario "La cura e la segnalazione. La responsabilità nella protezione e nella tutela dei diritti dell'infanzia e adolescenza". Si tratta di una sorta di prontuario rivolto agli operatori del settore che stabilisce i parametri di riferimento per esercitare la tutela e la cura del minore. Lo strumento, introdotto nel 2005 ed ora ricalibrato, cambia le relazioni operative tra soggetti sociali e l'attività giudiziaria. "Farò in modo che tutti i giudici abbiano queste linee guida sul loro tavolo. E' un importante lavoro partito dalla base, con l'ascolto e il confronto con gli operatori" ha commentato Adalgisa Fraccon, Presidente del Tribunale dei Minori di Venezia. I percorsi indicati dalle rinnovate linee che raccordano giustizia, politiche sociali, e operatori sociosanitari, chiariscono di fatto quando sia necessario l'intervento dell'autorità giudiziaria precedentemente sommersa da segnalazioni di inadempimenti talvolta improprie. La pubblicazione evidenza passaggi per creare un Piano quadro, ossia la programmazione complessiva per la cura del minore, e il Pei, progetto educativo individuale. "Questo strumento che evidenzia l'emancipazione dei servizi sociali,alleggerisce la complessa burocrazia che appesantisce i tribunali. I bambini hanno il diritto di essere cresciuti nella famiglia d'origine. Le segnalazioni devono essere eventi eccezionali quando vi è una vera incapacità genitoriale" ha spiegato il Procuratore del Tribunale dei Minori Gustavo Sergio. Una riorganizzazione quella di cui il Veneto si fa pioniere, indispensabile per far fronte alla molteplicità di casi che approdano ai servizi sociali. Secondo Lucio Strumendo Pubblico Tutore dei minori del Veneto sono infatti aumentati a 250 all'anno i casi che arrivano all'Ufficio pubblico dei minori per una mediazione mentre sono 2500 ( in linea con gli altri anni) i casi limite di minori che lasciano la famiglia d'origine. Sono aumentati anche i minori stranieri e gli stranieri non accompagnati che necessitano di assistenza. I minori assistiti sono spesso figli di persone affette da malattie mentali, alcolismo e tossicodipendenza. Romina Varotto Le segnalazioni Sempre più frequenti i casi che arrivano all'ufficio del Pubblico Tutore Lucio Strumendo.

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Setten: <Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di nuovo in serie B> Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-07-12 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Le reazioni I tifosi preoccupati: la società vende i gioielli per fare cassa tifosi: "Ci fidiamo ma il presidente mantenga le promesse" Setten: "Stiamo lavorando coi legali Giovedì saremo di nuovo in serie B" Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro – abbiamo presentato un documento dell'Agenzia delle Entrate che certifica come ci sia stata concessa la rateizzazione dell'Irpef e, nonostante questo, non è stato accettato. Ciò significa che formalmente non siamo iscritti, ma che lo saremo soltanto il 15 luglio. Il ricorso è già pronto e verrà presentato nei prossimi giorni, non appena ci sarà la possibilità di farlo". Pirro tiene a tranquillizzare la tifoseria: "Mi dispiace che i Poletti vengano contestati da qualche gruppo di tifosi(ieri alcuni ultras si dati appuntamento in via Mestrina, dove sono comparse anche alcune scritte contro il presidente, ndr.) anche perché sinceramente riteniamo di avere la coscienza a posto. Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per risolvere questa situazione. Il danno d'immagine, purtroppo, ormai è fatto. è questo che brucia tremendamente e non consola il fatto di essere in buona compagnia". Per quanto riguarda la penalizzazione, praticamente certa, che verrà comminata dalla giustizia sportiva, Pirro è abbastanza rassegnato: "Noi speriamo che si possa arrivare a una semplice multa – spiega – anche perché si tratta solo di un ritardo. Se anche dovesse arrivare una punizione sotto il TREVISO - "Il 17 luglio saremo nuovamente in serie B". C'è grande tranquillità all'interno dell'entourage della dirigenza biancoceleste dopo la comunicazione della Covisoc che ha momentaneamente escluso il club di via Ugo Foscolo dal prossimo campionato di serie B. I vertici societari predicano calma: "Abbiamo deciso di pagare l'Iva in un'unica rata ieri mattina, a differenza di quello che avevano fatto altre società - spiega il presidente Ettore Setten -. Ora stiamo già lavorando al ricorso da presentare alla Covisoc, ma non ci saranno altri problemi. Il 17 luglio saremo iscritti nuovamente al campionato di serie B". Insomma c'è poco scalpore per la decisione dell'organo di controllo, visto che da diverse settimane nell'ambiente si era a conoscenza dei possibili ritardi nei pagamenti: "Avevamo ipotizzato anche questo - commenta il vice presidente biancoceleste Giangiuseppe Lucchese - Abbiamo tempo per sistemare le carte e mettere a poste le cose, lo sapevamo e rientrava nella tempistica l'eventualità di ricorrere anche a questi giorni per concludere i pagamenti. I tifosi comunque possono stare tranquilli, ci iscriveremo al prossimo campionato ". E proprio i tifosi biancocelesti si augurano che la vicenda possa risolversi al meglio: "Mi auguro che il presidente confermi le promesse fatte ha detto Annamaria Biondo, presidente del Centro Coordinamento dei tifosi biancocelesti profilo della perdita dei punti in classifica, non potremmo che prenderne atto a malincuore ". - . Siamo tranquilli, ci fidiamo della società e di Ettore Setten". Gli intoppi amministrativi faranno giocoforza slittare le vicende sportive, in primis l'incontro fra l'allenatore Bepi Pillon ed il presidente Setten, previsto per ieri ma rinviato a causa del viaggio a Roma del numero uno biancoce-leste, recatosi proprio alla Covisoc. Probabilmente si attenderà la conferma dell'iscrizione della squadra per confermare la già ventilata rescissione del contratto e cercare sul Pirro attacca ancora la Covisoc: "Gli ultimi due giorni li ho trascorsi a Roma – evidenzia – a scontrarmi con la burocrazia più ottusa. Ancora adesso non ho capito cosa vogliano i signori della Covisoc più che un documento firmato da chi di dovere. Il Venezia guarda al futuro con serenità, abbiamo superato un passaggio importante e d'ora in avanti cercheremo di andare fino in fondo senza ulteriori intoppi". Eppure i ritardi sia nella consegna della fidejussione bancaria di 207 mila euro sia dei documenti che attestano il versamento dell'Irpef (o, in questo caso, dell'avvenuta transazione), preoccupano non poco i tifosi. Che si allarmano quando prendono atto di quanto sta accadendo sul mercato nelle ultime ore. Che la situazione economica non sia delle migliori è dimostrato dalla pioggia di cessioni concluse a stretto giro fra giovedì e venerdì e dallo mercato il nome del nuovo allenatore per la prossima stagione. Intanto il dg in pectore Giovanni Gardini, atteso anch'egli dal rinnovo del contratto, ha concluso delle fondamentali operazioni di mercato, che ieri ha chiuso la sua prima parte all'Ata Quark Hotel Milano. Ufficiale l'addio alla Marca del portiere ravennate Alex Calderoni che vestirà la maglia del Torino la prossima stagione: "Devo ringraziare il Presidente Cairo per avermi permesso di tornare smantellamento di buona parte del gruppo dei giocatori più forti. Dopo aver lasciato andare Pederzoli, accasatosi al Padova, ieri il ds Seno ha concluso altre operazioni importanti e qualche cessione dolorosa. La Reggiana ha annunciato di essersi assicurata le prestazioni di Mei, per il quale è stata bruciata la Torres e soprattutto quelle di Scantamburlo, che passa agli emiliani a titolo definitivo. Cessione, quest'ultima, davvero dolorosa. Nella stessa giornata è stata conclusa anche un'altra operazione, l'acquisto del giovane centrocampista del Parma Fabio Lebran. Lo scorso anno Lebran era stato fra i protagonisti più brillanti della stagione del Carpenedolo. in serie A con una maglia gloriosa ed ambiziosa come quella granata, dopo la parentesi al Treviso" ha detto Calderoni appena sbarcato nella città della Mole. Altre operazioni ufficiali di ieri sono le cessioni in prestito di Stefano Dall'Acqua e Thiago rispettivamente a Reggiana e Juve Stabia, mentre in comproprietà con la Reggiana di Damien Florian. Mancano soltanto le firme invece per i trasferimenti di Dino Fava e Massimiliano Scaglia alla Salernitana: sul primo infatti c'è già l'accordo fra le società, ma si sta cercando anche di trovare l'ok con il giocatore. In entrata da segnalare l'arrivo del baby Litteri dalla Primavera nerazzurra e l'interessamento per Coppola del Messina. Matteo Valente D.C. \\ Dispiace per le contestazioni e le scritte contro Poletti perchè pensiamo di avere la coscienza a posto \\ Sono tranquillo, ieri mattina abbiamo pagato l'Iva dovuta.

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Pirro: <Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: SPORTVUOTA - data: 2008-07-12 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Le reazioni I tifosi preoccupati: la società vende i gioielli per fare cassa Pirro: "Burocrazia ottusa, ci danneggia Sistemeremo tutto ma il danno è fatto" VENEZIA - Il Venezia è furibondo per l'atteggiamento della Covisoc in merito alla documentazione presentata per l'iscrizione al campionato 2008-2009: "E' incredibile quanto accaduto - attacca il direttore generale Michele Pirro – abbiamo presentato un documento dell'Agenzia delle Entrate che certifica come ci sia stata concessa la rateizzazione dell'Irpef e, nonostante questo, non è stato accettato. Ciò significa che formalmente non siamo iscritti, ma che lo saremo soltanto il 15 luglio. Il ricorso è già pronto e verrà presentato nei prossimi giorni, non appena ci sarà la possibilità di farlo". Pirro tiene a tranquillizzare la tifoseria: "Mi dispiace che i Poletti vengano contestati da qualche gruppo di tifosi(ieri alcuni ultras si dati appuntamento in via Mestrina, dove sono comparse anche alcune scritte contro il presidente, ndr.) anche perché sinceramente riteniamo di avere la coscienza a posto. Abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità per risolvere questa situazione. Il danno d'immagine, purtroppo, ormai è fatto. è questo che brucia tremendamente e non consola il fatto di essere in buona compagnia". Per quanto riguarda la penalizzazione, praticamente certa, che verrà comminata dalla giustizia sportiva, Pirro è abbastanza rassegnato: "Noi speriamo che si possa arrivare a una semplice multa – spiega – anche perché si tratta solo di un ritardo. Se anche dovesse arrivare una punizione sotto il profilo della perdita dei punti in classifica, non potremmo che prenderne atto a malincuore ". Pirro attacca ancora la Covisoc: "Gli ultimi due giorni li ho trascorsi a Roma – evidenzia – a scontrarmi con la burocrazia più ottusa. Ancora adesso non ho capito cosa vogliano i signori della Covisoc più che un documento firmato da chi di dovere. Il Venezia guarda al futuro con serenità, abbiamo superato un passaggio importante e d'ora in avanti cercheremo di andare fino in fondo senza ulteriori intoppi". Eppure i ritardi sia nella consegna della fidejussione bancaria di 207 mila euro sia dei documenti che attestano il versamento dell'Irpef (o, in questo caso, dell'avvenuta transazione), preoccupano non poco i tifosi. Che si allarmano quando prendono atto di quanto sta accadendo sul mercato nelle ultime ore. Che la situazione economica non sia delle migliori è dimostrato dalla pioggia di cessioni concluse a stretto giro fra giovedì e venerdì e dallo smantellamento di buona parte del gruppo dei giocatori più forti. Dopo aver lasciato andare Pederzoli, accasatosi al Padova, ieri il ds Seno ha concluso altre operazioni importanti e qualche cessione dolorosa. La Reggiana ha annunciato di essersi assicurata le prestazioni di Mei, per il quale è stata bruciata la Torres e soprattutto quelle di Scantamburlo, che passa agli emiliani a titolo definitivo. Cessione, quest'ultima, davvero dolorosa. Nella stessa giornata è stata conclusa anche un'altra operazione, l'acquisto del giovane centrocampista del Parma Fabio Lebran. Lo scorso anno Lebran era stato fra i protagonisti più brillanti della stagione del Carpenedolo. D.C. \\ Dispiace per le contestazioni e le scritte contro Poletti perchè pensiamo di avere la coscienza a posto.

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Sul pasticciaccio della ceramica Quadrifoglio e sui sei mesi di cassa integrazione che ora l'In (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 Luglio 2008 Chiudi Sul pasticciaccio della ceramica Quadrifoglio e sui sei mesi di cassa integrazione che ora l'Inpos richiede indietro ai lavoratori, arriva alla fine lo sfogo di Gianni Allegretti, il titolare della fabbrica protagonista della vicenda. "Ritengo - dice l'imprenditore - che il verbale inviato al ministero del Lavoro dagli ispettori di Viterbo non rifletta quanto messo in atto dall'azienda per ottemperare al protocollo di intesa siglato in Regione al fine di ottenere l'ultima tranche di cassa integrazione. Non è vero infatti - prosegue Allegretti - che l'azienda non abbia effettuato gli investimenti previsti dall'accordo, che sono stati documentati e ben specificati all'organo ispettivo. E' vero purtroppo che sia la Regione, sia la società Sviluppo Lazio si sono sottratte sistematicamente dal sostenere l'azienda nelle forme, nei tempi e nelle dimensioni concordate e formalizzate in più di una occasione. Ne fa testo un'ampia e dettagliata documentazione giacente in azienda". Allegretti, riguardo alla crisi della sua azienda, non si nasconde dietro un dito. "E' chiaro - afferma - che investire in condizioni di estrema difficoltà economico-finanziaria diventa impossibile. Se a questo poi si aggiunge la totale assenza di chi ti ha chiesto di investire con il suo sostegno e poi fa mancare clamorosamente quanto, non solo promesso, ma pattuito e formalizzato, l'impresa diventa disperata Rilevo poi che l'azienda non aveva mai previsto una riconversione industriale (del tutto impossibile da attuarsi), quanto una valorizzazione di prodotto da ottenersi con un rinnovo del prodotto stesso che con la distribuzione commerciale. Cose che sono state puntualmente messe in atto, ma che purtroppo non hanno dato i risultati sperati". "Circa i corsi di formazione professionale - conclude Allegretti - essi sono subordinati in toto alla struttura regionale che li organizza e li finanzia. Non avendo la Regione mosso una virgola in tale direzione, non si vede che cosa avrebbe potuto fare l'azienda da sola". Lo sfogo di Allegretti ha sicuramente le sue ragioni e la burocrazia (che in Italia è sempre molto lenta e complicata) ci ha sicuramente messo lo zampino. Da un punto di vista più politico-economico però, si sapeva da tempo che il mercato delle stoviglierie era ormai in coma irreversibile per la concorrenza cinese e che qualsiasi tentativo di salvataggio si sarebbe rivelato inutile, come poi è stato. Forse all'aepoca sarebbe stato opportuno prenderne semplicemente atto.

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Mentre procede a ritmo serrato la campagna acquisti in casa della neopromossa Deruta, nella citt (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 Luglio 2008 Chiudi Mentre procede a ritmo serrato la campagna acquisti in casa della neopromossa Deruta, nella città della maiolica comincia a serpeggiare un po'di apprensione per il procrastinarsi al via dei lavori di adeguamento dello stadio alle norme sulla sicurezza obbligatorie in Serie D. Il rischio concreto che la formazione di Schenardi possa giocare alcune delle prime gare interne del prossimo campionato(che prenderà il via Domenica 7 Settembre) è divenuto certezza. Nonostante le sollecitazioni da parte della società nei confronti dell'amministrazione comunale che, all'indomani della promozione, si era dimostrata sensibile al problema sono risultate vane. Memori dell'esperienza patita dal Torgiano, costretti ad emigrare allo Stadio degli Ulivi di Assisi in attesa dell'agibilità dello stadio "F.Braca" i dirigenti derutesi vorrebbero a tutti i costi evitare una partenza ad handicap attendendo fiduciosi che l'amministrazione comunale tenga fede alle promesse d'intervento tempestivo fatte al momento dei festeggiamenti per la promozione. I tempi della burocrazia sono lenti e dilatati, ma per far sì che il Comune sia pronto ad ospitare una partita di Serie D entro la data fissata è necessario un intervento tempestivo, risolutivo ed efficace che al momento non appare fattibile. Per questo la società derutese si è attivata con il Comune di Perugia e la Pontevecchio che presteranno lo stadio di via degli Ornari per le prime gare di campionato.

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Una grande nuvola nera sul futuro della Cineteca sarda (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli Estate Pagina 11005 Una grande nuvola nera sul futuro della Cineteca sarda Dopo il dibattito all'Ersu nessun accordo tra la Regione e la società Umanitaria --> Dopo il dibattito all'Ersu nessun accordo tra la Regione e la società Umanitaria Se la vicenda della cineteca sarda fosse un film, a questo punto della proiezione sarebbe difficile scommettere sul lieto fine. Soprattutto dopo il dibattito che giovedì sera a Cagliari, nella sala Cosseddu dell'Ersu, ha visto confrontarsi l'assessore alla Cultura Maria Antonietta Mongiu - in rappresentaza della Regione, che vuole aprire nell'ex Manifattura Tabacchi una cineteca regionale e quindi vuole indietro dalla "Sarda" i vecchi film depositati in archivio - e Amos Nannini, presidente nazionale di quella società Umanitaria dalla quale la cineteca sarda dipende. L'idea di una cineteca regionale in realtà all'Umanitaria non dispiace: visto che sarà guidata da una fondazione aperta per il 30 per cento ai privati, diceva una lettera di Nannini alla Regione, fateci partecipare: in cambio avrete il nostro patrimonio di esperienza nell'istruzione degli adulti e nella formazione culturale, non solo cinematografica. Bel modo di essere privati, rispondeva giovedì la Mongiu, ci avete scritto che sareste disposti ad accettare un invito a pranzo a patto che noi mettiamo anche il vino e il dolce. Più nel dettaglio, la lettera dell'Umanitaria (citata nel dibattito da Rosario Musmeci) dice che la società vuole un consigliere d'amministrazione della fondazione, ma vuole anche mantenere il controllo e la proprietà del patrimonio cinematografico e inoltre chiede che le convenzioni con la Regione restino in piedi. In sostanza, entro in società con te ma tu resti mio cliente. Altrettanto asciutto l'intervento di Nannini: i legali dell'Umanitaria - ha detto - ci sconsigliano di conferire il patrimonio cinematografico alla Regione, lo hanno definito un "esproprio legalizzato". "Personalmente - ha concluso - mi lascia perplesso questa Regione che vuole prendere il possesso o il controllo di ogni cosa: non ho alcuna voglia di litigare, ma a queste condizioni non possiamo aderire". Tra queste due posizioni apparentemente inconciliabili si sono inseriti molti interventi, più pacati e dettati dalla voglia di trovare una soluzione. Quello Paola Lanzi, capogruppo di Sinistra autonomista in Consiglio regionale, e quello del suo collega del Pdci Tore Serra, ma soprattutto quello di Giovanna Cerina: il consigliere regionale del Pd, relatrice della legge regionale sul cinema, ha chiesto alla giunta di "non buttare tutto per aria in questo momento di transizione: io chiedo che il lavoro dell'Umanitaria continui e che il suo capitale umano venga indirizzato verso questo passaggio straordinario che sarà la nuova Cineteca". Il punto è che se lo staff della "Sarda" non entra nell'organico della "Regionale", e se il patrimonio di film che la "Sarda" ha recuparato (a volte letteralmente dalla spazzatura dove la burocrazia li aveva destinati) passa in blocco alla "Regionale", la cineteca dell'Umanitaria è destinata a spegnersi. Anche perché oggi la fonte di finanziamento principale è in quei 200 mila euro annui garantiti dalla Regione: difficile che quest'ultima voglia continuare per anni e anni a finanziare un'istituzione culturale benemerita e prestigiosa che però "non avrebbe più senso" una volta avviata la Fabbrica della Creatività dell'ex Manifattura. Per ora non hanno fatto molto effetto i ragionamente dei cinefili cresciuti con l'Umanitaria, che ammoniscono: la Sardinia Digital Library è un archivio bello, grande e democratico, ma la funzione di una cineteca è un'altra. Un conto è avvisare gli adulti bisognosi di acculturazione che possono scaricare la Divina Commedia da internet, altro è organizzare nei loro paesi e gratis delle lecturae Dantis con commento, spiegazione e dibattito. E a proposito di dibattito, quello di giovedì è terminato con una porta non sbattuta ma socchiusa: Nannini ha ribadito di essere pronto a un confronto serrato e proficuo con la Regione, la Mongiu ha replicato che prima c'è da scrivere una risposta alla lettera citata da Musmeci, poi si vedrà. Di sicuro c'è solo che sul progetto Cineteca la Regione non si ferma. CELESTINO TABASSO.

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Notiziario novità editoriali (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA EMERICO LACCETTI FIRMA PER MEMORI 'DUE GUERRE' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un volontario italiano nei Balcani, Emerico Maria Laccetti, racconta la sua esperienza terribile. Partito nel corpo militare della Croce Rossa, rientrato in Italia nel 1999, ha scoperto di essere malato di cancro da uranio impoverito. Nel libro ''Due guerre. Dai campi di battaglia dei Balcani alla lotta contro il cancro da uranio impoverito'', pubblicato da Memori, Emerico Maria Laccetti descrive la battaglia contro il male che lo ha colpito. ''Emerico Maria Laccetti - scrive Massimo Barra, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana - e' un ufficiale del Corpo Militare della Croce Rossa italiana. Un uomo, cioe', che ha scelto di indossare una divisa di pace, di mettere la propria professionalita', e le proprie doti umane, al servizio degli altri. Il suo sogno, come lui stesso racconta in queste pagine intense, era entrare a far parte della Cri che segue le emergenze''. Ufficiale del corpo militare della Croce Rossa, Laccetti ha partecipato alle missioni piu' delicate e difficili nei Balcani. Ha toccato con mano lutti e devastazioni di ogni genere. Ha visto a cosa puo' condurre l'odio etnico, razziale e religioso. Nel corso della sua missione ha cercato di riportare la pace, distribuendo aiuti e sostenendo le necessita' delle popolazioni locali. Nel 1999, finalmente, tutto sembra volgere al termine. Vengono firmati gli accordi pace. La missione di Laccetti nei Balcani e' finita. Eppure, i problemi di Laccetti non possono dirsi conclusi. L'uranio impoverito ha iniziato, da tempo, a circolare nel suo organismo compromettendo la sua salute e il suo futuro. Laccetti, infatti, scopre di essere stato colpito dal cancro. Inizia, cosi', la sua battaglia piu' dolorosa contro un male che lascia poche speranze. Una battaglia, ancora, contro l'indifferenza, la burocrazia sorda che tende ad eliminare la dignita' della persona. Nel suo diario, preciso e puntale, Laccetti non ha paura di confrontarsi con la malattia. Descrive, passo dopo passo, le fasi salienti di un calvario che ha assunto la forma di una massa tumorale di 24 centimetri per tredici. Una massa che si e' insinuata tra il cuore e i polmoni. Il suo desiderio di guarire, pero', e' grande. Nel diario racconta di non essersi piegato mai. Con forza ha affrontato i momenti piu' duri entrando in sala operatoria il primo gennaio del 2000. Si e' trattato di un percorso che si e' concluso con la vittoria e la guarigione. Laccetti, comunque, ha ancora qualcosa da dire e da fare. Ora, ristabilitosi, combatte contro l'indifferenza e l'insensibilita' delle Istituzioni che si mostrano sorde alle richieste dei tanti militari ammalati. E' questa la sua nuova sfida: fare in modo che le vittime non vengano dimenticate. ROBERTO VARESE FIRMA 'IRMA E FAROUK' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Irma Capece Minutolo e' una ragazza napoletana come tante altre di appena sedici anni. Farouk e' giovane ma ricopre gia' degli incarichi delicati, al di fuori del comune. E' il re dell'Egitto in esilio. Sono loro i protagonisti del romanzo ''Irma e Farouk, firmato dal giornalista free lance Roberto Varese e pubblicato da Fazi editore. La vita di Irma scorre come quelle di molte sue coetanee. La sua giovinezza e' costellata dai primi amori, dalle prime passioni e dai sogni per un futuro ricco di esperienze fortunate. Un'estate trascorsa a Capri, pero', cambia il suo destino. Incontra, casualmente, Farouk, salito ancora inesperto sul trono del padre. E' stato costretto all'esilio dal colpo di Stato ordito dal generale Nasser nel 1952. Irma non conosce le dinamiche politiche che hanno segnato il passato di Farouk. L'unica cosa di cui e' convinta e' che desidera, con tutte le sue forze, continuare a sognare. In realta', vive in una favola dai contorni sfumati ed incerti, unica e indimenticabile. Farouk la circonda con ogni tipo di tipo di attenzioni. Le fa arrivare moltissime rose e non perde mai l'occasione per mostrarle tutto il suo amore e la sua passione. ''Per cambiare improvvisamente la vita di una persona - scrive Roberto Varese - non sempre occorrono sciagure imprevedibili come un vaso che ti cade sulla testa o fortune clamorose come una vincita al Superenalotto, o repentine conversioni religiose che ti stravolgono il cervello a tal punto da farti abbandonare casa e famiglia per fuggire in Tibet''. Nel 1953, dunque, dopo aver abbandonato il suo paese, a causa del colpo di Stato messo in atto dal leader Nasser e Naghib, Farouk scelse l'Italia come luogo del suo esilio. A Capri conobbe Irma Capece. L'intesa fu immediata. Per qualche anno la coppia ha vissuto tra i lussi di villa Dusmet, alle porte di Roma, e lo yacht indimenticabile 'La favorita'. Si e' trattato di una vita ricca di comodita' e di piaceri, a stretto contatto con i protagonisti del mondo dello spettacolo. Di volta in volta Irma ha avuto a che fare con Onassis, Frank Sinistra, Anna Magnani, Wiston Churchill, Yves Montand e Pablo Picasso. Roberto Varese racconta, insomma, una storia d'amore che molti vagheggiano. Una favola con al centro una ragazza normale amata da un principe. Una giovane donna che ha vissuto con gli uomini piu' ricchi e potenti del mondo. LA STORIA ITALIANA DAL 1861 AI NOSTRI GIORNI Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ricostruire il lungo percorso compiuto dall'Italia dal 1861 fino ai nostri giorni. Ripercorrere le tappe principali che hanno segnato la nostra storia dalla promulgazione del Regno fino ad oggi. Sono questi gli obiettivi della ricerca proposta da Aurelio Lepre, a lungo docente di Storia contemporanea all'Universita' di Napoli, e da Claudia Petraccone, docente di Storia contemporanea all'Universita' di Napoli, nel saggio ''Storia d'Italia dall'Unita' a oggi'', pubblicato da il Mulino. Il vasto affresco storico proposto da Lepre e dalla Petraccone prende le mosse con quello che viene definito il 'miracolo dell'Unita''. ''Il 18 febbraio 1861 - si legge all'inizio del saggio - fu inaugurata alla Camera la prima legislazione del nuovo Regno. Di fronte all'intero Parlamento, riunito per la prima volta dopo le elezioni generali di fine gennaio, Vittorio Emanuele II di Savoia pronuncio' il suo primo discorso della Corona''. E' questo il primo grande appuntamento della 'nuova Italia' che ha avuto luogo a Torino, la capitale sabauda. Da qui, la storia italiana si sviluppa in tutta la sua complessita'. Mano a mano vengono esaminati avvenimenti, fasi delicate, passaggi fondamentali. L'evoluzione italiana viene interpretato alle luce dei suoi nodi piu' significativi. Nodi e questioni ancora aperti che si trascinano da oltre cento anni. L'accentramento del potere nei palazzi romani, la richiesta di maggiore autonomia e liberta', la questione settentrionale e meridionale, il debito pubblico e il deficit di bilancio rappresentano, infatti, dei limiti della politica nazionale. Limiti che affondano la loro origine nello sviluppo incerto e per certi versi carente del Paese. Si tratta, in realta', di questioni ancora aperte che la classe dirigente ha cominciato ad affrontare fin dai primi anni senza raggiungere dei risultati positivi. Eppure, l'Italia e' stata in grado di superare numerose difficolta'. Si e' confrontata con prove molto gravi, come due guerre e una dittatura, mostrandosi all'altezza delle sfide alle quali e' andata incontro. La societa' italiana, spiegano i due storici, ha dato dimostrazioni di vitalita' e forza. Una forza che le ha permesso di fare tesoro dei suoi errori e di individuare le strade per correggerli. Il lungo itinerario storico elaborato da Lepre e dalla Petraccone si sofferma sugli eventi principali dell'Ottocento e su quelli che hanno caratterizzato il Novecento. Un itinerario che approda alla fine della Prima Repubblica e agli scenari dei nostri giorni. PHILIP WILAN FIRMA 'L'ITALIA DEI POTERI OCCULTI' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Misteri mai risolti. Trame occulte non ancora sciolte. Omicidi impuniti. Persone finite nel nulla. Cospirazioni che hanno inquinato la vita politica italiana. Sono tanti e vari gli enigmi che il giornalista free-lance Philip Willan rappresenta nel volume ''L'Italia dei poteri occulti'', pubblicato da Newton Compton editore. Enigmi che hanno al centro la morte di Roberto Calvi, il cosiddetto banchiere di Dio, impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra il 17 giugno del 1982. La morte di Calvi, sulla quale si continua ad indagare, rappresenta il punto d'arrivo di una stagione di segreti che hanno insanguinato la storia d'Italia. Chi ha ucciso, e per quale motivo, Roberto Calvi? Quali sono le trame che si nascondono alla spalle della sua tragica fine? Ecco quali sono le domande alle quali le indagini giudiziarie e le inchieste giornalistiche non sono state in grado di fornire delle risposte convincenti. ''Quando si fa fuori un banchiere - scrive Philip Willan - e' quasi sempre una questione di soldi. Nel caso di Roberto Calvi - continua - si trattava della sparizione dai conti del suo Banco Ambrosiano di un miliardo e trecento milioni di dollari, principalmente a causa del fallimento del piu' importante istituto di credito d'Italia''. Un dato, secondo Willan, appare inconfutabile. Nel destino di Calvi sono stati coinvolti, in modo determinante, personaggi ambigui. Uomini di potere appartenenti alla mafia, all'Opus Dei, ai servizi segreti italiani, inglesi e americani. Uomini uniti da interessi poco chiari, non ancora svelati da prove evidenti e schiaccianti. Attraverso le sue indagini, il giornalista descrive, pertanto, le fasi estreme della vita del banchiere. Ricostruisce i suoi incontri mettendo in risalto gli affari, i traffici illeciti e i finanziamenti spregiudicati che hanno segnato l'ultimo periodo della sua vita. Con le sue indagini Willan mette a nudo gli aspetti piu' confusi di numerosi intrighi internazionali tra i quali spicca anche quello della giovane Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno del 1983. Intrighi che si intrecciano sullo sfondo della guerra fredda e del ruolo svolto dalla loggia massonica P2. LE POESIE DI EZRA POUND Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - L'opera lirica di Ezra Pound rappresenta un tentativo fortunato di superare le barriere tra il linguaggio della poesia e quello della prosa. E' a partire da questa considerazione che viene presentata la ricca produzione del poeta Ezra Pound nel saggio ''Poesie'', pubblicato dalla Newton Compton. Ezra Pound, nato a Halley, negli Stati Uniti, nel 1885, ha trascorso buona parte della sua vita in Europa. Nel 1943 e' stato accusato di tradimento dai suoi connazionali e rinchiuso per tredici anni in un manicomio criminale di Washington. Poeta, critico e traduttore, Pound ha innovato il linguaggio poetico del Novecento. Ha introdotto nella poesia del suo tempo, infatti, elementi di forte discontinuita' rispetto al passato. La raccolta di poesie, presentata dal poeta G. Singh, mette in evidenza la novita' costituita dalla poetica di Ezra Pound. Singh spiega che Pound ha acquisito molto materiale dalla realta' che lo circondava. Il risultato piu' interessante della sua ricerca e' stato quello di superare il confine che separa la poesia dalla prosa. ''Nessuno come lui - scrive Singh - ha saputo utilizzare e riscattare i dati e i fatti giornalistici e prosaici a livello poetico; nessuno - aggiunge - ha avuto il coraggio non solo di scartare ogni residuo della lirica convenzionale o decadente ma di abbattere di nuovo dopo Wordsworth le frontiere tradizionali fra la prosa e la poesia''. Ezra Pound si colloca sulla scia di autori del calibro di Wordsworth e Byron seguendo le loro intuizioni e le loro indicazioni. Barriere gia' superate all'inizio dell'Ottocento, ripristinate da poeti come Keats, Shelley e Tennyson, ma che proprio Pound fu in grado di abbattere nel Novecento. DACIA MARAINI IN LIBRERIA CON 'IL TRENO DELL'ULTIMA NOTTE' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un lento viaggio nella storia del Novecento. Un itinerario tra le rovine, i lutti, le tragedie che hanno segnato in modo indelebile il destino di milioni di uomini e di donne. Un itinerario, ancora, che si sviluppa nel cuore del Vecchio Continente tra le sue disgrazie e le sue speranze. E' questo il senso piu' profondo del nuovo romanzo di Dacia Maraini ''Il treno dell'ultima notte'', pubblicato dalla Rizzoli. Amara, la protagonista della storia raccontata dalla Maraini, percorre l'Europa in treno. Coltiva la speranza di poter rintracciare Emanuele, un bambino ribelle e pieno di vita con cui ha costruito un'amicizia profonda e indissolubile. Per molti anni, infatti, Amara ed Emanuele sono cresciuti insieme condividendo speranze, emozioni e desideri. La guerra, pero', li ha separati definitivamente. Amara perde ben presto le tracce del suo amico d'infanzia. Le restano soltanto i ricordi, qualche lettera e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Amara, tuttavia, non si da' per vinta. Attraversa l'Europa alla ricerca di indicazioni ed elementi che la possano aiutare a ritrovare il suo amico. Il suo viaggio le permette anche di fare i conti con la sua vita e con il passato di cui forse ignora gli aspetti piu' gravi e terribili. Non e' piu' una bambina e la realta' le si offre in tutta la sua crudelta' e sofferenza. E', dunque, il 1956. Amara inizia, per la prima volta nella sua vita,un lungo viaggio in treno da sola. ''E' un treno lento - scrive Dacia Maraini - che arranca sulle rotaie. Si dirige verso nord. Amara se ne sta seduta composta, in preda a una sorta di eccitazione sonnolenta. Il primo lungo viaggio della sua vita. Il treno che si ferma a ogni stazione''. Tappa dopo tappa, la ragazza immaginata dalla Maraini si muove nel cuore ferito dell'Europa. Sono trascorsi undici anni dalla fine della guerra. Amara, sgomenta e preoccupata, osserva i luoghi in cui si sono consumate le ferite e le tragedie piu' gravi. Passa per il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca dei sopravvissuti. Arriva a Budapest proprio quando scoppia la rivolta del 1956. Assiste, incredula ed inerme, alla risposta dei sovietici che intervengono con i carri armati. La sua avventura, insomma, mette in risalto i destini di una generazione colpita dalla storia inquieta del Novecento. La Maraini descrive il destino di una ragazza pronta ad affrontare la maturita' aprendo gli occhi sui tormenti del Vecchio Continente. Tormenti dolorosi che nascondono anche dalla speranza che qualcosa, prima o poi, possa cambiare davvero. PETACCO SCRIVE 'LA SCELTA. L'INVENZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Uno studio sulle origini della nostra Repubblica. Un racconto per capire quali sono stati i passaggi storici e politici che hanno determinato la rinascita italiana dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Un'analisi puntuale della Costituzione italiana alla luce dell'eredita' dello Statuto Albertino, promulgato nel 1848 e adottato dal Regno d'Italia. Ecco quali sono gli elementi principali di cui Arrigo Petacco, storico e giornalista, si occupa nel volume ''La scelta. L'invenzione della Repubblica italiana'', pubblicato da Armando Curcio Editore. Il 10 dicembre del 1945 Alcide De Gasperi da' corpo al suo primo governo. E' l'inizio di una nuova stagione politica per l'Italia. Il Paese aveva subito l'avventura della guerra e la conseguente grave sconfitta. La societa' appariva disgregata. Il Fascismo lasciava alle sue spalle distruzioni, lutti e poverta'. Era necessario ricostruire l'Italia ridisegnando il suo assetto istituzionale e parlamentare. Era necessario, soprattutto, scrivere una nuova Costituzione capace di garantire maggiore democrazia e stabilita' politica. In questa cornice dal 1945 al 1948 nascono, dalle ceneri del Regno dei Savoia, la Repubblica Italiana e la Costituzione repubblicana. In quegli anni, sottolinea Petacco, furono gettate le basi della 'nuova Italia'. ''Colpiscono l'eccezionalita' e il carattere irripetibile della stagione costituente - scrive nella prefazione Anna Chimenti - insieme alla capacita' di una classe politica, divisa dalle ideologie, da diverse esperienze, culture e tradizioni e da diverse generazioni, di condividere un progetto unitario con una spinta di coesione e, dalle rovine della guerra civile, costruire le fondamenta della nuova Repubblica''. Il 1948 segna la fine della fase Costituente. Viene eletto alla presidenza della Repubblica il liberale Luigi Einaudi. Vengono celebrate le elezioni e, per la prima volta, sono ammesse anche le donne. La Democrazia Cristiana ottiene un vasto successo superando il 48% dei voti. Il 23 maggio De Gasperi vara un governo di coalizione insieme ai socialdemocratici, ai repubblicani e ai liberali. Arrigo Petacco, insomma, traccia il quadro di un periodo ricco di cambiamenti e di novita'. Studia le fasi salienti che hanno accompagnato la nascita della Repubblica. Si sofferma, in particolare, su alcuni aspetti rilevanti tra i quali la nascita dell'Assemblea Costituente e il referendum del due giugno. Il saggio e' completato da una ricerca sullo Statuto Albertino e sul costituzionalismo fascista. L'ultima parte del volume e' dedicato, infine, ai capitoli fondamentali della Costituzione italiana. 'LA STORIA DEI LONGOBARDI' DI PAOLO DIACONO Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La lunga saga dei longobardi. La grande epopea di un popolo che ha contribuito, nel tempo, a costruire l'identita' italiana. E' questo il contenuto del volume ''Storia dei longobardi'', scritta da Paolo Diacono, presentata dal giornalista e scrittore Felice Bonalumi e pubblicato dalle edizioni San Paolo. Il religioso, poeta e storico Paolo Diacono, nato a Cividale del Fiuli nel 720 dopo Cristo e morto a Montecassino nel 799, ha tracciato le vicende piu' significative che hanno caratterizzato i longobardi. Vicende che, dunque, ha descritto nel suo volume redatto dal 787 al 789. Si tratta di un volume che conserva, ancora oggi, tutta la sua attualita' e la sua originalita'. In realta', secondo Felice Bonalumi, il contributo di Diacono continua ad essere molto completo e ricco di informazioni utili. ''Ci troviamo - scrive infatti - di fronte al testo contemporaneo piu' organico e, di fatto, piu' completo sui Longobardi, almeno fino al regno di Liutprando. Senza di esso le nostre conoscenze sarebbero inferiori e, non va dimenticato, stiamo parlando di un periodo in cui la scarsita' di documenti impone allo storico il riconoscimento di lacune, dubbi e congetture''. Il libro, presentato in una nuova traduzione con la quale rendere accessibile il testo come un romanzo storico, si divide in tre grandi aree. Si inizia con la biografia di Paolo Diacono, cristiano e longobardo, uno dei piu' importanti intellettuali del suo popolo. Le sue opere si inseriscono pienamente nel filone degli studi sulla storia dell'antica Roma e del mondo germanico. La seconda parte del volume e' dedicata alla traduzione del volume di Paolo Diacono nel quale vengono proposti i miti, le tradizioni e la cultura dei longobardi. ''Stiamo parlando - commenta Bonalumi - di una saga, di una cronaca, nonche' di un racconto basati anche su tradizioni orali che Paolo Diacono fa proprie e inserisce nel testo unitamente a tutta una serie di fonti colte''. La terza ed ultima parte, invece, e' costituita da una guida per la lettura. Una guida che aiuta ad affrontare il contenuto del libro e che fornisce gli elementi piu' utili per inquadrarlo nel suo contesto storico e geografico. ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI FIRMA 'IL PRIMO FIGLIO' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una lunga vicenda che, dai primi anni del Novecento, approda al secondo dopoguerra. Una storia che ha come protagoniste tre donne di estrazione sociale, di nazionalita' ed eta' diverse. Donne che devono fare i conti con un destino difficile, animato da speranze e sogni. Un destino che trae origine dal desiderio di essere amate e comprese fino in fondo. Teresa, Maria e Sofia, sono le protagoniste dell'ultimo romanzo della giornalista del 'Corriere della Sera' Isabella Bossi Fedrigotti, ''Il primo figlio'', pubblicato dalla Rizzoli. Tre destini che si incrociano. Tre vite differenti che si confrontano e che trovano numerosi punti di contatto. Teresa, Maria e Sofia sono cresciute in fretta. Sono diventate adulte quasi senza accorgersene. Eppure, sono considerate sempre delle bambine e vengono trattate come delle minorenni. In bilico tra la giovinezza e l'eta' adulta, le tre ragazze mettono in scena un affresco femminile senza tempo. La loro storia potrebbe essere ambientata anche nel Duemila. Le loro tribolazioni e le loro fatiche rispecchiano quelle delle donne che, in questi anni, arrivano in Occidente dai paesi piu' svantaggiati in cerca di fortuna. Nel libro il passato sembra legarsi al presente proiettandosi nel futuro. La prima protagonista che la Bossi Fedrigotti presenta nel suo libro e' Teresa. ''Teresa - scrive - era nata alla fine della guerra, la prima, in montagna, nella casa in cui vivevano i suoi genitori e i fratelli e dove erano vissuti i nonni, i bisnonni e forse anche i trisnonni, a mezz'ora di strada dal paese camminando di buon passo, in salita ripida''. L'universo femminile assume una fisionomia circolare. Le necessita' si rincorrono nel tempo ritornando sempre uguali a se stesse. Il desiderio di affidarsi e il bisogno di amore che le donne coltivano nel loro intimo, in fondo, non hanno eta'. Isabella Bossi Fedrigotti racconta una vicenda in cui si intrecciano le speranze, le angosce e le prospettive che costellano il mondo femminile. Un mondo che, per Teresa, Maria e Sofia, e' caratterizzato dalla presenza dei figli grazie ai quali si sentono piu' unite e vicine. Figli spesso mancati, attesi o strappati via perche' illegittimi. JULIUS J. PEAK ESCE CON 'IL LIBRO MISTERIOSO' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Un gruppo di cugini si ritrova a villa Petromilla, un luogo destinato alle vacanze e al divertimento. Il capobanda e' Ruggiero, il piu' abile e scaltro ma anche il piu' prepotente. Veronica, l'osservatrice, riesce a comandare piu' di tutti. Sono loro i protagonisti del volume scritto da Julius J. Peak ''Il libro misterioso'', pubblicato dalle edizioni San Paolo. Il volume, rivolto ad un pubblico giovanile, racconta i misteri e le incognite con cui deve misurarsi un gruppo di ragazzi come tanti altri. Misteri che nascono dalla scoperta di un libro che desta il loro interesse. Il volume si trova sulla scrivania di Camilla che ha riadattato la residenza della sua famiglia trasformandola in una casa di vacanze per bambini. Camilla e' un'etologa in pensione. Malgrado l'eta' e' ancora molto presente a se stessa, decisa e con una grande immaginazione. ''La padrona di casa - si legge nel libro - aveva tutta l'aria di essere una signora che prende il te' con le amiche, ogni santo pomeriggio, e conosce tutti i segreti per infornare biscotti speciali, preparare marmellate sopraffine, imbottigliare salse e sciroppi favolosi. Ma questa, credimi, era solo la prima impressione. Prendendo la mano all'amabile signora, scoprivi subito una stretta decisa e il volto.. occhi fulminei, sguardo penetrante, lingua tagliente''. Quali segreti si nascondono nel libro misterioso? Come fare a capirne il contenuto dal momento che le pagine sono scritte in modo incomprensibile? Ecco quali sono gli enigmi con i quali si devono misurare i ragazzi capeggiati da Ruggiero e Veronica. Enigmi che si moltiplicano quando, il giorno dopo la scoperta, il libro scompare. Il gruppo inizia subito le indagini per ritrovarlo. Le ricerche sono molte complicate e i cugini disperano di riuscire nell'impresa. Eppure Pietro, il piu' piccolo del gruppo, lo trova nascosto in cantina. Le indagini, pero', non possono dirsi concluse. I ragazzi, infatti, vogliono capire che cosa c'e' scritto nel libro. E' questa l'ultima sfida con la quale vogliono fare i conti. VERA SLEPOJ DESCRIVE IL MONDO DEGLI ADOLESCENTI Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Capire fino in fondo gli adolescenti. Osservare il mondo dei giovani senza pregiudizi e senza farsi condizionare dai luoghi comuni. Superare le facili etichette con cui viene rappresentato il pianeta dei giovani. Sono questi gli obiettivi che la psicologa Vera Slepoj persegue nel saggio ''L'eta' dell'incertezza'', pubblicato dalla Mondadori. Chi sono i giovani di oggi? Quali desideri, quali aspettative e quali scelte caratterizzano la loro vita? Quali riti di passaggio segnano le prime fasi della loro adolescenza? Domande alle quali e' possibile rispondere, spiega la Slepoj, liberandosi dai fatti di cronaca di cui i giovani sono i protagonisti piu' criticati e discussi. E' necessario, infatti, osservare l'adolescenza in una prospettiva piu' ampia e varia studiando i suoi aspetti piu' significativi. La psicologa parte da un dato fondamentale. L'adolescenza rappresenta un periodo sotto i riflettori, dominata soprattutto dai 'falsi miti' della moda e dello spettacolo. ''La chiamano eta' incerta - esordisce la Slepoj - ma ha trionfato su tutti i fronti. L'adolescenza si e' infatti imposta come condizione esistenziale vincente nella moda, nello spettacolo, nello stile di vita. Fino a poco tempo fa c'erano solo i bambini e gli adulti, oggi sembra che ci siano solo i giovani''. Gli atteggiamenti che, con sempre maggiore determinazione, i giovani assumono devono essere inquadrati in un contesto piu' ampio e vario. I piercing, i tatuaggi, i graffiti, sono delle evidenti manifestazioni dell'identita' giovanile. Costituiscono dei veri e proprio riti di passaggi che hanno contraddistinto, nel passato, molte culture e tradizioni. Alla luce di queste considerazioni, la Slepoj affronta e spiega i tratti caratteristici dell'eta' incerta. Si sofferma sulla ricerca frenetica dell'identita', sulla scoperta del corpo e del sesso, sui problemi legati all'alcol, alle droghe e ai disturbi alimentari. Atteggiamenti particolari che si uniscono al desiderio di ribellione al quale danno corpo molti giovani. Il libro si presenta come un manuale di istruzioni per i genitori degli adolescenti per aiutarli a svelare i 'misteri' dei loro figli. PARLA IL CARDINALE ZEN, CONSIGLIERE DI BENEDETTO XVI Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Ha sempre difeso i diritti umani. E' uno dei piu' attenti ed ascoltati consigliere di Benedetto XVI sulle questioni cinesi. Sono queste le caratteristiche del cardinale Zen, presentato dal giornalista Dorian Malovic in una lunga intervista proposta nel saggio ''Senza diplomazia. Il cardinale Zen arcivescovo di Hong Kong e la Cina comunista'', pubblicato da San Paolo. Fermo sostenitore della dottrina sociale della Chiesa il cardinale Zen e' l'arcivescovo di Hong Kong, l'ex colonia inglese. La sua vasta esperienza gli ha permesso di inquadrare la situazione della Cina e di tutta l'area asiatica. Cinese, legato alle tradizioni del suo paese, Zen non ha mai rinnegato o abbandonato la sua scelta religiosa. ''Io sono cinese. Per quel che mi riguarda - spiega - non ho nessun problema a essere fedele alla mia patria e al Vaticano''. Nell'intervista curata da Malovic il cardinale racconta la sua vita mettendone in evidenza i passaggi piu' significativi. Descrive, cosi', la sua infanzia trascorsa a Shangai. Spiega quali sono stati i momenti piu' delicati della sua 'vocazione', in un paese in cui la spiritualita' e' stata fortemente combattuta. Racconta, poi, il trasferimento ad Hong Kong sotto la spinta del potere comunista. Zen ha insegnato per molto tempo nei seminari cattolici cinesi, unico prete all'estero ammesso a formare i futuri sacerdoti. ''Nato a Shanghai, ma fuggito molto giovane a Hong Kong - si legge nelle prime pagine del volume - appena prima dell'arrivo dei comunisti a Pechino, e' rimasto segnato per tutta la vita da questo primo sradicamento che gli ha permesso la possibilita' di vivere 'libero' di pensare 'liberamente' e di agire 'con liberta'''. La biografia del cardinale Zen si incrocia e si sovrappone alle difficili vicende della Chiesa minacciata dalle autorita' di Pechino che esercitano una notevole pressione sui cattolici. Nella vita del cardinale Zen si leggono, in controluce, le sorti dei 12 milioni di cattolici cinesi. Uomini e donne stretti nella morsa del partito comunista e alla ricerca della liberta' di vivere la loro fede. SUSAN JANE GILMAN FIRMA 'NON VOLEVO IL VESTITO BIANCO' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Storie di donne a caccia di emozioni forti. Storie simpatiche ed esilaranti. Ma, soprattutto, il passato ricco, vario e divertente di Susan Jane Gilman, newyorkese di nascita ma residente a Ginevra che nel libro ''Non volevo il vestito bianco'', pubblicato dalla Piemme, mette in scena le sue tante avventure affrontandone gli aspetti piu' buffi e divertenti Gli episodi che, con un tono leggero, la Gilman racconta sono tutti reali. ''Questo libro - scrive infatti - parla di ambizioni giovanili e di comportamenti di una spettacolare stupidita'. Sebbene mi sia stato insegnato a non permettere alla verita' di rovinare una bella storia, gli episodi che racconto qui sono veri o, almeno, li ho riportati cosi' come me li ricordo''. La Gilman parte dal presupposto per lei indiscutibile. In molte circostanze le donne, quando si ritrovano tra di loro, parlano delle loro schermaglie sentimentali. Si confrontano sulle ultime 'conquiste', mettono in risalto i loro dubbi, le loro perplessita' e descrivono le loro tante speranze. Il suo racconto, pero', e' anche molto personale ed intimo. Rappresenta gli eventi piu' curiosi che hanno segnato il suo passato. Eventi tragicomici e bizzarri che hanno caratterizzato la sua esistenza come in un romanzo articolato e complesso. Susan ha molto da raccontare. E' cresciuta con una madre ebrea hippy e pagana. Ha pensato per un certo periodo di farsi suora e ha avviato il primo contatto con l'universo maschile con una rock star. Il suo passato, insomma, nasconde numerosi elementi bizzarri e curiosi. Un passato arricchito, di volta in volta, da molti incontri maschili. Incontri sempre nuovi, diversi, spesso sbagliati. La storia di Susan, poi, e' costellata dal confronto difficile con il mondo della scuola e quello del lavoro. Un confronto serrato che non manca di stupire. 'I TEMPI SUPPLEMENTARI' DI GRYTZKO MASCIONI Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - L'ultima sfida, quella piu' difficile e disperata. Una lotta che ha segnato la parte finale della vita. Un confronto consapevole con un male incurabile. Sono questi gli argomenti della storia che Grytzko Mascioni, fondatore e animatore della televisione della Svizzera italiana, presenta nel saggio ''Tempi supplementari'', pubblicato dalla Bompiani con la prefazione di Ernesto Ferrero. A Mascioni viene diagnosticato un male incurabile. Il suo organismo e' afflitto da un tumore al fegato che gli lascia ben poche speranze. Ha ancora risorse limitate sulle quali contare. Eppure, resta sempre lucido e sereno. Racconta, in un diario preciso e ricco di intuizioni, la sua esperienza a stretto contatto con la sofferenza. La sua testimonianza e' la storia di una sfida persa in partenza. ''Quella che si racconta in questo libro non e' una storia a lieto fine - scrive Ernesto Ferrero - anche se all'atto di scrivere queste pagine l'autore non puo' ancora saperlo. O se lo sa, non intende farlo sapere, perche' nulla puo' indurlo a derogare dal suo ambito di riservatezza. E' la storia di una sfida, il resoconto di uno dei suoi tanti viaggi avventurosi: il piu' intenso e drammatico''. Poeta, saggista, e narratore, Mascioni ambienta il suo ultimo scritto in una clinica francese. E' qui che trascorre i suoi ultimi mesi. Si muove tra le pieghe della vita e della morte. Affida tutte le sue speranze ad un trapianto che non risolve i suoi problemi. Nonostante il male si fa di mese in mese sempre piu' pesante, non rinuncia ad inseguire 'i tempi supplementari' della vita. Tempi che, pero', non arrivano mai. Il 12 settembre del 2003 Mascioni muore a Nizza. Il giorno dopo, sulle pagine del 'Corriere della Sera', compare un necrologio in cui Mascioni ''avverte amici e conoscenti di non esserci piu''' chiedendo di non essere compianto. JEANETTE WINTERSON FIRMA 'GLI DEI DI PIETRA' Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Billie Crusoe svolge un lavoro particolare. il suo compito e' quello di rendere le persone piu' belle. Svolge questa strana e delicata attivita' presso il Servizio Migliorie del Potere Centrale, la superpotenza occidentale in cui vive. Il suo paese si contrappone alle altre due grandi nazioni del Califfato Orientale e del Patto Sinomoscovita. Stati immaginari che fanno parte del pianeta Orbus, un tempo chiamato Terra. Billie e' il protagonista della storia fantastica raccontata dalla scrittrice Jeanette Winterson nel libro ''Gli dei di pietra'', pubblicato dalla casa editrice Mondadori. L'obiettivo di rendere le persone piu' belle non e' semplice. Inoltre, il sogno di onnipotenza appare inconsistente e irrealizzabile. Un sogno che rischia di rendere la terra completamente inabitabile. E' per questo motivo che, quando viene scoperto il pianeta Azzurro, simile alla terra, gli uomini organizzano delle spedizioni verso il nuovo mondo. Anche Billie decide di partire unendosi alle spedizioni destinate a popolare il pianeta. ''Questo mondo nuovo - scrive Jeanette Winterson - pesa un nanogrammo. Ma ogni cosa e' fuori misura, minuscola tanto da essere calpestata o enorme tanto da apparire sfocata. Ci sono foglie grandi come citta' e uccelli che nidificano in gusci di conchiglie. Impronte di lunghi artigli, profonde come incubi, scavate nella sabbia bianca''. Durante il viaggio conosce Spike, un essere che non ha piu' caratteristiche umane, di cui si innamora. La colonizzazione non sara' facile. I nuovi arrivati dovranno fronteggiare numerosi problemi. Problemi che fiaccheranno le promesse e le prospettive alimentate dalle scoperte.

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<Fermate la caccia allo straniero> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

12 Luglio 2008 LA PROTESTA. Cgil, Cisl e Uil in campo sui controlli a tappeto nelle strade, nei parchi, nelle abitazioni. E su norme inefficaci e inasprimento costante delle sanzioni. "Fermate la caccia allo straniero" I sindacalisti dal prefetto "Contro lo stato di polizia, la burocrazia "elefantiaca" e il clima di tensione sociale" Fenaroli: "Perché le forze dell'ordine non cominciano dai cantieri, dove i lavoratori rischiano la vita?" Reboni: "Servono servizi sociali più efficaci" Zanelli: "Dieci mesi per il permesso È inaccettabile"  .

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IMPIEGATO IN FERIE, NIENTE PEDIATRA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impiegato in ferie, niente pediatra FRANCESCO FAENZA Eboli. L'impiegato del distretto sanitario è in ferie, nessuno conosce la password del suo computer. Risultato? Un bimbo appena nato resta senza pediatra. Sette giorni di vita ed è già vittima della burocrazia. Distretto sanitario di Campagna. Incredibile storia di un diritto negato. A denunciare la vicenda è Marco Martino, 40enne barman ebolitano, residente al Quadrivio di Campagna. Marco è diventato padre sette giorni fa. Ma ha già dovuto fare i conti con la burocrazia italiana. Per una banale visita al figlio nato sette giorni fa. "Sono stato al distretto sanitario di Campagna, pochi giorni fa. Il signor Roberto, dipendente del distretto, mi ha detto che dovevamo aspettare il 21 luglio per il libretto sanitario a mio figlio e l'assegnazione del pediatra. Il motivo? L'addetto a queste prestazioni è in ferie. Il suo computer è spento. Nessuno conosce la password. Ma è possibile che la sanità vada in ferie?". Il problema resta irrisolto. Mentre il dipendente è al mare, il figlio di Marco è rimasto senza assistenza sanitaria. "Quel che mi manda in bestia è l'episodio accaduto dopo - riparte il barman dell'ospedale ebolitano - Lasciato il distretto, sono andato in caserma. Ho effettuato un esposto al maresciallo Pessolano, lo ringrazio per la disponibilità. Ma non è possibile che al distretto sanitario hanno cambiato atteggiamento, solo dopo la telefonata del maresciallo di Campagna". Atteggiamento diverso, ma risultato invariato. Il figlio di Marco è rimasto senza pediatra. Senza password, nell'era di internet e degli i-phone non c'è soluzione di sorta. "Io non posso aspettare il 21 luglio. Mio figlio aveva necessità di un prelievo, di una visita medica. Trovare un pediatra che ti visiti, senza libretto, è un'impresa. Anzi, è impossibile". Passano le ore. Da Campagna, Marco Martino torna a Eboli. Lui lavora da anni di fronte all'ospedale. Ha un bar avviato. Conosce medici, infermieri, dirigenti ospedalieri. Anche il suocero lavora in ospedale. Per lui, quindi, prelievo e diagnosi per il figlio dovrebbero essere una formalità: "A me questo dà fastidio. Non è possibile che si debba ricorrere alle proprie conoscenze per un diritto sacrosanto". E pur avendole, se ne va una giornata intera per risolvere il problema: "Distretto sanitario, caserma dei carabinieri, ospedale di Eboli. A fine giornata ci è stato affidato temporaneamente il dottor Gelsomino Mirra. Una faticaccia, semplificata da alcuni amici. Ma se non li avessi avuti questi amici? E se al mio posto si fosse trovata un'altra famiglia?". Le domande di Marco restano senza risposta. In assenza di password, a quanto pare, un intero ufficio va in tilt, va in ferie, diventa del tutto inutile.

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TURISMO, LE LINEE GUIDA DELLA REGIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Turismo, le linee guida della Regione Sistema turistico come sistema di imprese; meno burocrazia; maggiore qualità dei servizi. Sono le tre idee guida delle modifiche al disegno di legge sul turismo approvata dalla giunta su proposta dell'assessore Velardi e che prevede il massimo coinvolgimento dei privati. Si istituisce uno sportello unico per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche. La governance del turismo è attuata attraverso il trasferimento di competenze e funzioni agli Enti locali. Nasce l'Agenzia regionale del turismo che sostituisce gli enti Ept e le Aziende autonome e nascono i Sistemi Turistici locali chiamati a svolgere attività di promozione e commercializzazione.

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Tanti lavoratori si fanno pignorare anche il salario (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aumentano i guai per le aziende Tanti lavoratori si fanno pignorare anche il salario C'è bisogno di soldi. Aumentano le richieste di anticipazioni di contante con la cessione del quinto dello stipendio. E aumentano anche gli insoluti, con ricadute in termini di contenzioso che vanno a gravare la burocrazia delle aziende, garanti della restituzione dei soldi. In questo senso, l'impresa "paga" per i dipendenti morosi. È per questo che Unindustria Treviso, con il Servizio sindacale, organizza un incontro di approfondimento su "La cessione del quinto dello stipendio", che si terrà lunedì prossimo, 14 luglio, alle 15 al Boscolo Hotel Maggior Consiglio. Interverranno Tiziana Laratta, dell'Università di Milano Bicocca e l'esperto finanziario Gianpaolo Galiazzo."Abbiamo voluto organizzare questo seminario specialistico pensando soprattutto ai responsabili del personale, ai consulenti del lavoro e a quanti in azienda si occupano di risorse umane", spiega Luciano Miotto, vicepresidente di Unindustria Treviso delegato alle Relazioni industriali e Affari sociali e, da ieri, vicepresidente di Finmeccanica, con delega all'Economia strutturale.Il fenomeno della corsa alla cessione del quinto, insieme a questioni strettamente correlate, come il pignoramento della retribuzione, comporta per le aziende nuove ed ulteriori incombenze amministrative e gestionali e richiede il possesso di conoscenze specifiche. Pur essendo un contratto - quello di finanziamento - che non riguarda direttamente l'azienda ma solo l'istituto finanziatore ed il dipendente, sono proprio i responsabili del personale a dover gestire gli eventuali problemi. Tra questi, ad esempio, la priorità da attribuire in caso di concorso tra più finanziamenti, i conflitti con i fondi di previdenza complementare, le controversie famigliari, e, naturalmente, quelle giudiziarie. In caso di controversia in Tribunale per il pignoramento dello stipendio è proprio l'azienda ad essere convocata con un suo legale rappresentante dal giudice: per rendere una semplice dichiarazione si perdono mattinate interne.La 'cessione del quinto' e la sua crescente diffusione hanno quindi ripercussioni significative per le imprese, in termini di costi di gestione, tempo, adempimenti e competenze richieste. A tutto questo si aggiunge un altro aspetto delicato: l'imprenditore viene chiamato anche a svolgere il ruolo di consigliere del proprio dipendente per aiutarlo a valutare la bontà del contratto. "Questo - dice Miotto - esula naturalmente dal rapporto di lavoro e significa, da un lato, dover toccare scelte personali del dipendenti e dall'altro esprimere una valutazione di tipo finanziario. Spesso questi contratti presentano, al di là dei vantaggi apparenti, condizioni molto gravose. E a problema si aggiunge spesso problema: vi sono dipendenti che ricorrono a nuovi prestiti per estinguere i precedenti e non riescono ad uscirne.

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Burocrazia ko, riparte l'area ex Enel (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono passati due anni e mezzo da quando il consiglio comunale ha approvato il piano particolareggiato di recupero della zona Burocrazia ko, riparte l'area ex Enel Riqualificazione anche alla ex Tmci Padovan tra le vie Matteotti, Maggior Piovesana e Dal Vera ConeglianoSi intravede uno spiraglio di luce alla fine del tunnel burocratico per la riqualificazione dell'area ex Tmci Padovan- ex Enel, compresa tra via Matteotti, via Maggior Piovesana e via Dal Vera. Sono passati due anni e mezzo da quando il consiglio comunale ha approvato il piano particolareggiato di recupero dell'area. In questo lasso di tempo, l'area è stata completamente dismessa, gli edifici industriali sono stati abbattuti ed è stata fatta la bonifica. Da quando tutte le macerie sono state portate via, l'erba è continuata a crescere a dismisura tanto che poche settimane fa è scattata anche per i proprietari di quest'area l'ordinanza per lo sfalcio. L'area appartiene all'immobiliare Fassina, nome conosciuto come importante concessionaria di automobili.Il comparto ex Enel è solo una parte dell'intero piano particolareggiato ed un'ulteriore 50\% di quest'area è stata destinata all'edilizia residenziale pubblica. "Siamo in attesa della definizione della convenzione con la proprietà - spiega Alessio Casagrande, assessore all'Urbanistica -. Cosa che può essere sistemata nel giro di un mese. Ci sono stati degli intoppi perché la proprietà ha dovuto comprare un immobile che fa parte dell'area i cui proprietari sono all'estero. La trattativa è stata lunga". Considerato anche il momento non certamente favorevole alle iniziative immobiliari vista la situazione di stallo del mercato del mattone, la proprietà non ha avuto fretta."Ci sono dei dettagli urbanistici da mettere a punto - afferma il sindaco Alberto Maniero. Il recupero deve comunque partire, poi i tempi di realizzazione dipendono anche dall'impresa". Il piano particolareggiato prevede una progettazione unitaria finalizzata all'insediamento di edifici a destinazione prevalentemente residenziale, con quote di volume ad uso commerciale e direzionale, di circa 57 mila metri cubi su un'area di 27 mila metri quadrati circa, la cubatura prevista è dunque elevata. Il piano è caratterizzato dalla previsione di una significativa quota di edilizia a prezzi convenzionati, con evidenti ricadute positive sul mercato della casa, di 6.610 metri quadri (2350 metri cubi circa), pari al 50\% del comparto Enel.Tradotto in numeri di alloggi: "Da 12 a 14 appartamenti" afferma l'assessore Casagrande. Considerate le richieste che annualmente pervengono al Comune per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica (186 nel 2007 delle quali soltanto 33 accolte), tali appartamenti non saranno sufficienti a soddisfare tutte le richieste, pur andando ad aumentare il numero di case a prezzi calmierati immesse sul mercato. "Tenendo conto dei tempi tecnici - conclude Casagrande - i lavori potrebbero partire nel tardo autunno".Elisa Giraud.

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Il presidente del Consiglio comunale attacca il sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quando, un mese fa, l'Amministrazione comunale ha agitato i problemi del personale dipendente, c'è stata un'alzata di scudi da parte della stragrande maggioranza del Consiglio comunale: il personale non deve essere sfiorato neppure a fronte della diminuzione del carico di lavoro con l'esternazione dei servizi. "E' stato dato - ci dice Luca Gargano, presidente del Consiglio comunale - incarico al segretario generale per la riorganizzazione del personale e restiamo in attesa. Intanto, sono arrivati provvedimenti che riguardano i vertici della burocrazia. Intanto, su ciò che si è mosso sono perplesso. In un primo momento si era parlato di una riduzione dei dirigenti e, in questo senso, mi hanno trovato d'accordo perché si mirava al risparmio dell'Ente. Ma adesso vedo che il gioco è diverso. Si sono tolti due dirigenti per produrre quattro superdirigenti con un aumento di spese di circa settemila euro. Nello stesso tempo, non si nota, accanto ai superdirigenti, un altrettanto superservizio. Questo significa che la nomina è funzionale solo in un senso. Tutto il lavoro fatto dal sindaco fa a pugni con l'indirizzo politico espresso dal Consiglio comunale di economizzare sui costi del personale e aumentarne l'efficienza. E, su questa vicenda, abbiamo garantito, persino, la non ingerenza della politica, delegando sulle scelte gestionali alla competenza del segretario generale". Nel gioco delle parti, Gargano dovrebbe porre la domanda a se stesso e al Consiglio, piuttosto che al sindaco. "Noi abbiamo svolto il nostro compito - risponde -, approvando il bilancio e tutti i provvedimenti amministrativi dovuti. Mediamente in due sedute azzeriamo l'ordine del giorno del lavoro del Consiglio". Gargano attacca pesantemente il sindaco della sua stessa maggioranza: "E' una critica perché, in un anno, abbiamo disatteso il cambiamento promesso ai cittadini". Franco Pullara.

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La svolta dell'Assindustria friulana (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nome diventa Confindustria Udine: "Una scelta di identità e appartenenza" UdineSvolta storica nella vita dell'Assindustria friulana che ieri ha deciso di voltare pagina e di abbracciare una nuova denominazione, più ricca di "appeal" e di significato per i propri associati.L'assemblea dei delegati, riunita in seduta straordinaria a Palazzo Torriani, ha infatti approvato una serie di modifiche statutarie tra cui quella di maggior valenza è rappresentata dal cambio della denominazione in Confindustria Udine. Preceduta dall'avallo plebiscitario di un referendum on-line tra gli associati, la modifica del nome, a 63 anni dalla sua costituzione, intende rappresentare l'affermazione dell'impegno dell'industria friulana a sentirsi sistema valorizzando l'appartenenza a Confindustria."Non sarà facile adottare la nuova denominazione nella vita di tutti i giorni - riconosceva ieri pomeriggio l'ex presidente Giovanni Fantoni, peraltro fervido sostenitore del nuovo nome - anche perché eravamo abituati a dire "vado in associazione"... Ma va anche dato atto del fatto che, con la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, Confindustria ha riconquistato un forte prestigio e che il nuovo nome permette una decisa identificazione con l'associazione nazionale".E la svolta viene sottolineata positivamente anche da Adalberto Valduga, presidente di Confindustria Fvg: "Udine ha scelto un presidente giovane che ha avuto il coraggio di fare una scelta importante".E del resto, lo stesso presidente dell'ora ex Assindustria friulana, Adriano Luci, è stato chiaro: "Il non dimenticato presidente Carlo Melzi ha detto - ricordava spesso come gli industriali friulani siano aderenti a Confindustria ma non dipendenti, a sottolineare come l'appartenenza non debba essere scambiata come omologazione ma come un valore di identità nel rispetto dei ruoli di ciascuna componente del sistema. A questo insegnamento intendiamo mantenerci coerenti con l'impegno a legare l'orgoglio dell'appartenenza alla volontà di perseguire nelle aziende e promuovere nella società i valori dell'impresa e della crescita".La parola d'ordine di Luci è stata peraltro "Battere la sfiducia"."Considerando che la risposta che ci spetta è solo nella competitività, è necessario - ha infatti detto - risolvere i nodi strutturali della competitività, dalle infrastrutture alla burocrazia, dalle rigidità del mercato del lavoro alla maggiore concorrenza nei servizi, dalla liberalizzazione delle reti alla ripresa del processo di privatizzazione". Luci ha confermato peraltro l'esistenza di un problema del potere d'acquisto dei salari "ma la risposta non può essere l'aumento delle retribuzioni sulla base dell'inflazione reale. È fuorviante pensare che per le imprese non sia un problema erogare aumenti retributivi rincorrendo l'inflazione, perché si ritiene che possano comunque ribaltare gli aumenti sui prezzi di vendita. Non è così perché le aziende debbono essere competitive soprattutto in questa fase in cui la domanda è debole".Risalto è stato dal presidente Luci anche all'impegno condiviso per la sicurezza sul lavoro: "La diffusione della "cultura" all'educazione della sicurezza è un punto fermo dell'azione associativa insieme a quella dei diversi soggetti che vi sono coinvolti, dai sindacati sino agli ordini e collegi professionali dei progettisti".In conclusione Luci ha evidenziato come "gli imprenditori di Confindustria Udine, con l'esempio, con la coerenza, con la passione e con l'energia, vogliano continuare ad essere fautori di sviluppo e di crescita per i lavoratori ed i giovani. In questo modo "batteremo la sfiducia".E ha anche ribadito con orgoglio la rigorosa autonomia dell'Associazione: "L'Associazione non "sta" da nessuna parte, è al fianco degli imprenditori che rappresenta e porta avanti le istanze discusse all'interno dell'Associazione verso le istituzioni costituite. Il suo interesse è quello degli associati e dell'impresa. Questa è la sua legittimazione "vera" che le dà titolo a confrontarsi sui problemi concreti".Con queste premesse - ha pertanto sottolineato - "l'Associazione si è confrontata con la nuova Giunta regionale chiedendo prima di tutto di imprimere un forte processo di semplificazione amministrativa e burocratica. Non dimentichiamo che sempre più la competizione sarà tra territori".

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"La burocrazia aiuta i cinghiali" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

AMBIENTE. LE PRIME IPOTESI OPERATIVE DOPO L'INCONTRO IN PREFETTURA A Castellengo "La burocrazia aiuta i cinghiali" Secondo una stima i porcastri presenti tra montagna e pianura sono almeno 3 mila Si è chiuso il progetto Asinando [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO BIELLA Incentivi sugli abbattimenti, accordi con il servizio di Veterinaria dell'Asl, più margini di manovra per la caccia e l'aumento delle guardie venatorie: dal nuovo incontro che si è svolto in Prefettura sulla questione dei cinghiali, sono emerse le prime ipotesi operative per arginare un problema molto serio che da anni non fa differenza tra la pianura, le colline e gli alpeggi, dove l'elenco dei danni si allunga sempre più. Tra i presenti, il sindaco di Mongrando Gino Fussotto: "Siamo tutti d'accordo per un maggior abbattimento, ma bisogna trovare un accordo anche con i cacciatori. Per quel che mi riguarda sono dell'idea che aumentare il tempo della caccia delle guardie autorizzate, anche incrementandone il numero, non risolverà la situazione. Teniamo conto che, da una stima, sul territorio ci sono almeno 3 mila cinghiali; è facile comprendere a questo punto come i 700 abbattuti nell'insieme non bastino a contenerli. E' da considerare anche la velocità della riproduzione che rende impossibile una quantificazione aggiornata e reale". Aggiunge: "E' ora di rivedere le regole sia per gli agricoltori che hanno pure difficoltà ad ottenere il rimborso dei danni, sia per la sicurezza delle persone. Anche il discorso sanitario mi sta molto a cuore, perché non si tratta di cinghiali veri, ma di porcastri e se uno di loro si ammala di peste suina in poco tempo avremmo un'epidemia anche tra gli altri animali. Un altro aspetto che ho sottolineato durante la riunione è che la Bessa è un parco realizzato per la protezione degli animali autoctoni, che adesso sono quasi spariti proprio per causa dei cinghiali: mi limito a citare come esempio il caso di esemplari di volpe. Questi invasori cercano cibo e non fanno certo differenze per nutrirsi. Detto questo, ci vuole il ''cacciatore di zona'' ovviamente autorizzato per quando il porcastro ce l'hai in casa; in questo modo Novara ha risolto il problema. Adesso l'iter burocratico nostro è lungo perché bisogna telefonare in Provincia, inviare un fax di conferma, aspettare che l'ente attivi una guardia venatoria: passa almeno una giornata. E il cinghiale se ne è andato, lasciando danni dietro di sè. Il ''cacciatore di zona'', al contrario, potrebbe arrivare in tempi brevissimi, dopo una semplice telefonata di avviso alla Provincia. Questo sarebbe un vero servizio reso alla popolazione".Si è concluso con successo il progetto "Asinando" alla Cascina Foresto di Castellengo che ha accolto persone con disabilità e operatori della Cooperativa Sociale Anffas. Il luogo, immerso nel verde della Baraggia, ha favorito un clima di serenità e di benessere che ha coinvolto tutti in una esperienza unica, a contatto con gli animali e con la loro vita. Un momento significativo per le persone con disabilità ma anche di riflessione e crescita personale per i partecipanti.

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Colpiti da un masso e dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 12-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Situazione paradossale Colpiti da un masso e dalla burocrazia Una famiglia attende da quattro anni il risarcimento per i danni subiti mentre viaggiava verso Livigno Livigno A quasi quattro anni dal pericolo scampato, pure la beffa di non vedere ancora risarciti i danni economici subiti da quella che avrebbe potuto essere una disgrazia. A fine agosto 2004, un botto improvviso rompe le certezze di Lorenzo Saccucci, agente di polizia penitenziaria ora 39enne e della sua famiglia. L'autovettura Opel Astra station wagon sulla quale viaggiava la famiglia Saccucci appena passata la dogana della Forcola, in direzione Livigno, è stata colpita da un masso caduto da un'area dove erano in corso dei lavori di adeguamento della sede stradale. Sul sedile posteriore viaggiava la figlia Denise, allora di quattro anni, che per un soffio non è stata colpita dal masso. La famiglia ha sporto denuncia per ottenere il risarcimento dei danni, materiali e morali. "In un primo momento ? ha evidenziato Saccucci ? l'amministrazione comunale ci aveva assicurato il risarcimento. Ma ci ha preso in giro a tal punto che la vicenda è proseguita per le vie legali". Il 25 giugno scorso, infatti, si è svolta la prima udienza e tutte le rassicurazioni del Comune circa la possibilità di un accordo, per così dire bonario, sono invece rimaste lettera morta. "Il prossimo 19 novembre ? ha sottolineato Saccucci ? saremo di nuovo in Tribunale e continueremo la nostra battaglia se non ci saranno rassicurazioni e dimostrazioni concrete da parte dell'amministrazione comunale". La famiglia colpita dal masso ha chiesto un risarcimento di 25.000 euro, richiesta che "abbiamo sottoposto all'attenzione ? ha replicato il sindaco Lionello Silvestri ? della compagnia assicurativa del Comune. Non si tratta di una trattativa tra privati; ci sono delle procedure da seguire. In caso di mancato accordo tra le parti la questione finisce, come in questo caso, davanti al giudice: ci atterremo scrupolosamente a quanto deciso". Il Comune attende quindi l'eventuale quantificazione dei danni per poi provvedere immediatamente nel merito: "Personalmente sono molto dispiaciuto per l'accaduto e posso ben comprendere lo spavento subito dalla famiglia. Episodi del genere purtroppo in montagna accadono lungo tutte le strade: massi che cadono a valle per cause naturali o per il passaggio da animali: numerosi gli interventi effettuati dal Comune per garantire la protezione come con la posa di idonee reti di protezione. Rammaricandomi per l'accaduto, burocraticamente parlando il Comune non può di certo risarcire un eventuale danno senza una verifica sull'accaduto: ci rimettiamo alla decisione del Tribunale e, se ci saranno dei danni da pagare, di certo non ci sottrarremo". Daniela Gurini 12/07/2008.

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