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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

I disagi di questa terra vanno ascoltati ( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e la burocrazia da limitare, perché "non bisogna aspettare mesi per aprire un'attività, anni per arrivare alla fine di un processo". Perché "il destino di un giovane non è scritto nel reddito dei genitori". "Il principale esponente dello schieramento a me avverso si candidò per la prima volta quando Baggio sbagliò il rigore mondiale contro il Brasile.

Soro: patto lavoro-imprese ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: legata ad un sistema di conservazione di piccole rendite, delle burocrazie statali e di poteri pubblici e privati. Crescita legata alla modernizzazione dell'apparato produttivo, scommettendo sulla concorrenza, sulla qualità e sui talenti. Un fisco amico dello sviluppo: aliquote dell'Irpef più basse di unpunto all'anno per tre anni;

Decreto punitivo No, va bene così Imprese e sindacati su fronti opposti ( da "Nazione, La (Livorno)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le imprese chiedono meno burocrazia e più certezze". AL PESANTE giudizio espresso da Confindustria, Cnfartigianato e Cna sul decreto governativo si contrappone il parere positiivo dei sindacati. "Non mi sembra che l'inasprimento delle senzaioni sia pesante - lapidaria, Lilia Benini Fillea Cgil - mentre, anche sul nostro territorio,

Certificati e pagamenti più veloci ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BASIGLIO MENO BUROCRAZIA IN COMUNE CON LO SPORTELLO "SPAZIO SÌ" Certificati e pagamenti più veloci ? BASIGLIO ? INAUGURATO lo "Spazio Si", un'area confortevole, riservata ai cittadini che devono accedere a dei servizi comunali. Un modo per snellire la burocrazia e agevolare il dialogo.

Walter prova a sedurre il nord est "noi riformisti, il pdl è ottocentesco" - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quando sente le istituzioni lontane con la burocrazia che ostacola invece di favorire". Gli applausi scattano convinti (lo stesso accade a Rovigo e Belluno), ancora più caldi quando Veltroni evoca l'utopia, a suo dire realizzabile, di "un Paese dei diritti e dei doveri", di uno "Stato semplice", che non mette più i bastoni fra le ruote, che fa aprire,

Elezioni, le richieste degli industriali "sanzioni per i burocrati inefficienti" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Puniamo i dirigenti degli uffici che non rispettano i tempi di legge" ANTONIO FRASCHILLA Chiedono una migliore burocrazia e punizioni per i dirigenti della Regione "che non fanno il loro lavoro". Vogliono l'approvazione "immediata del piano energetico", riduzioni fiscali per le aziende appena nate e l'avvio di un processo d'innovazione in tutte le stanze di Palazzo d'Orleans.

Settore da 15 mila addetti ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Chiederemo alla burocrazia di fare un passo indietro - sostiene il consigliere regionale di An Raffaele Zanon - queste strutture rappresentano un'alternativa ed un sostegno per i cittadini e per le stesse Usl che da sole non riuscirebbero a soddisfare le esigenze dell'utenza.

PRIORITÀ Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E l'eliminazione dei monopoli ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PRIORITÀ "Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E l'eliminazione dei monopoli" - -->.

L'ossatura economica che tiene in piedi l'Italia merita più attenzione ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: efficienza energetica della propria azienda, possono ridurre ma non azzerare lo svantaggio rispetto ai concorrenti esteri. Altro tema pressante è la burocrazia. Malgrado i passi in avanti compiuti e il contributo offerto dall'informatica le "scartoffie" pesano ancora troppo. Occorre snellire, snellire e ancora snellire. - -->.

Bettin correrà per la lega nord ( da "Nuova Venezia, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vittoria quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono potute iniziare o terminare". Oltre a Bettin (Lega), per il centrodestra correrà Massimo Calzavara (Fi, An, Udv Pne lista Pianiga Futura) e per il centrosinistra Riccardo Naletto, (Pd Idv, Sinistra Arcobaleno).

Fattore punta al mandato-bis con una lista di donne e giovani ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 000 abitanti e le nuove coppie che si insediano chiedono di avere gli stessi servizi che avevano in altri comuni. "In effetti c'è la necessità di investire nei collegamenti pubblici, finora siamo stati penalizzati da quelli provinciali poiché ci troviamo fuori da traiettorie importanti. E sul fronte della burocrazia c'è ancora da fare". (g.a.).

Quella cisterna e troppi misteri molfetta, caccia al veleno-killer - giuliano foschini giovanni di benedetto ( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un via libera dato sulla base delle carte, della burocrazia. Non c'è mai stato un controllo in loco. "Abbiamo soltanto tre ispettori per tre città, procediamo a campione" spiegano i dirigenti della Asl. "Quella era un'azienda molto giovane". La ditta aveva però avuto due visite della Finanza.

Continua con questa nuova puntata la rubrica della voce degli industriali ( da "Nazione, La (Prato)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: critici invece su burocrazia, rigidità del mercato del lavoro, lentezza del sistema giudiziario e, naturalmente, sistema dei trasporti. Lo studio calcola che per trasferire merci alla frontiera occorrono 20 giorni in Italia, 11 in Francia; il costo di quei 9 giorni in più corrisponderebbe al 4,5% del valore della merce,

<Lei è morto>, addio pensione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia crede nei fantasmi. E per resuscitare dopo essere stati dichiarati passati a miglior vita per via telematica ci vuole un miracolo. MORTE UFFICIALE Guido Pili, anno di nascita, 1942; anno di morte: "Ancora lontano, spero". L'ex infermiere, dal 2001 in pensione regolarmente accreditata dall'Inpdap nel suo conto corrente in banca,

Il verdetto del Nordest: l'Italia non ha futuro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Crescita frenata, peso della burocrazia, ricambio inesistente, incapacità di avviare un circolo virtuoso di modernizzazioni: il resto del Paese, visto dal Veneto, è appesantito da tare che coinvolgono certo anche il Nordest, ma che non riescono ad arrestarne lo slancio competitivo.

Nicola guarnieri n ( da "Adige, L'" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conoscendo i tempi della burocrazia, ha presentato la domanda lo scorso luglio. A fine gennaio, da Trento è arrivata la risposta. Convinto che tutto fosse a posto, l'agricoltore di Lenzima quando ha aperto la busta è saltato sulla sedia: "Con la presente - ha scritto il dirigente Fabrizio Dagostin - si comunica che, per carenza di disponibilità finanziarie,

Nell'articolo su Gianluigi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maurizio Salvalaio Avvocato La burocrazia allucinante che stritola le imprese Faccio parte di uno studio di consulenza del lavoro, quindi di uno studio associato di professionisti. Faccio presente un caso. Nelle retribuzioni di gennaio, pagate in febbraio, sono state effettuate le ritenute fiscali, tra le quali l'addizionale comunale.

Se la burocrazia è tutta una burla ( da "Provincia di Cremona, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: omonimo romanzo ha chiuso la rassegna di prosa 'DiversaMente Se la burocrazia è tutta una burla Ieri sera al Ponchielli calorosi applausi per la pièce 'La concessione del telefono di Nicola Arrigoni CREMONA ? Se la storia di Filippo Genuardi l'avesse scritta un certo Franz Kafka nella fredda Praga d'inizio Novecento l'angoscia avrebbe avuto la meglio.

<abbiamo risorse che altri non hanno> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna andar loro incontro riducendo la burocrazia e velocizzando le procedure. Dobbiamo dare la giusta immagine della nostra provincia, superando l'atteggiamento pessimista. Abbiamo delle potenzialità che altri non hanno, eppure perdiamo delle occasioni perché non ci proponiamo sul mercato nel modo giusto".

I molteplici interessi ( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia a burocrazia. 2 - La Valbelluna, da Ponte nelle Alpi a Feltre è, sotto l'aspetto urbanistico, senza soluzione di continuità. 3 - La legge urbanistica regionale ha previsto la redazione di un Pat (il vecchio Piano Regolatore) come strumento di pianificazione comunale, ma anche il Pati definito come "lo strumento di pianificazione finalizzato al coordinamento fra più comuni"

Crepaldi, si allungano i tempi per il rimpatrio della salma ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che in questi casi i tempi della burocrazia sono estremamente lunghi. Temo quindi che dovremo aspettare ancora prima del ritorno di Paolo a Gorizia". Una volta concesso il nulla osta la salma di Paolo Crepaldi sarà trasferita per via aerea da Katmandu a Milano, da dove partirà l'ultimo viaggio del 43enne goriziano verso la sua città,

LA SICUREZZA E I SUOI CONFINI ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In un Paese dove la burocrazia alimenta se stessa, perché nessuno di quei signori mantenuti dai contribuenti ha pensato di "rimappare " la città, di proporre un tagliando a Milano per la sicurezza in senso lato? In fondo, per ridare respiro ai cittadini basterebbe un piano nemmeno tanto complicato, capace di coinvolgere l'amministratore del condominio,

Viva e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni ( da "Corriere del Veneto" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma, si sa, la burocrazia non si arrende all'evidenza: ha bisogno di prove e così la signora ha dovuto ingaggiare l'avvocato Giuseppe Incandela che si è messo in contatto con l'Agenzia delle entrate. "Sto ancora aspettando una risposta, ma non dovrebbero esserci problemi" si augura il legale.

Veltroni al Nordest: il fisco sarà amico ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro la burocrazia- mostro: "Dobbiamo arrivare a concedere l'apertura di un'azienda in un giorno". Ed è proprio sulla lode delle piccole e medie imprese che punta Veltroni: "è finito il tempo della lotta di classe. Perché un imprenditore con tre o quattro operai, che fino a poco tempo prima era operaio, non può essere considerato un padrone "

Sul marciapiede con il Vangelo ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma senza le ortodossie del credo ufficiale e senza la burocrazia curiale. Come la storia del bambino autistico Graziano, al quale don Oreste Benzi trovò una famiglia. E le molte straordinarie vite di ragazze salvate dalla schiavitù, narrate da don Benzi nell'estate del 2007, poco prima di morire: "Lavorava di giorno e usciva di notte con il suo Vangelo in mano".

Disabili occupano la casa <dimenticata> ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Burocrazia Struttura restaurata dai privati nel 2006: la Regione dovrebbe solo accreditarla, finora non l'ha fatto Disabili occupano la casa "dimenticata" A Villa Maraini il centro Archimede: letti pronti e mai utilizzati La struttura ospita disabili ed è stata "occupata": i precari che ci lavorano non chiedono soldi,

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREVI Interventi e Repliche Le nuove procedure Inpdap Mi riferisco alla lettera "La burocrazia dell'Inpdap" (Corriere, 6 marzo). Sono in contatto con diversi pensionati destinatari della lettera inviata dall'Inpdap e li ho visti terrorizzati, anche perché nella lettera si cita che "in mancanza di Sua dichiarazione, le detrazioni di imposta attribuite nella Sua pensione dal 1Ë?

Il dilemma dei tecnici: demolire o ristrutturare? ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Progetti Tempi lunghissimi per costi e burocrazia Il dilemma dei tecnici: demolire o ristrutturare? Il nuovo nasce già vecchio. è la "dittatura " dello sviluppo tecnologico. In Italia, nel settore dell'edilizia ospedaliera, alla fatica di stare al passo con il normale corso del progresso bisogna aggiungere il salto a ostacoli di ogni tipo.

Cozzolino: subito approdi a Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e i lavori dovrebbero iniziare in estate e, quel che più conta, Marina di Stabia, Procida e Acciaroli vanno a gonfie vele e l'ammodernamento dei porti salernitani procede a buon ritmo. E Napoli, dunque, il Grande Assente e questo argomento, all'inaugurazione del Salone, innesca un contraddittorio istituzionale che conferma il disagio della città in regresso su tutti

Quattro liste già in gara, aprono i cittadini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Arcobaleno è stata fermata dalla burocrazia: avrebbero consegnato già nella serata di ieri - ha spiegato Giulio Lauri - ma la predisposizione dei certificati elettorali ha imposto il recupero domenicale. Ancora alle prese con la raccolta delle firme i socialisti di Dario, che non tace l'amarezza: "Non ci hanno aiutato".

Il pd isontino: un assessore nella prossima giunta illy ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ovvero riuscire a "far aprire una ditta in un giorno", riducendo la burocrazia", una strategia che porterà indubbi beneficii anche "nel campo dell'occupazione giovanile, dove va peraltro ridotto il precariato". Bolzan ha speso qualche parola in più per Gorizia, "soggetta a un particolare sforzo di trasformazione".

Giovani a Strasburgo per 'svecchiare' la Ue ( da "Avvenire" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per tentare di svecchiare le politiche dell'Ue dalle pastoie della burocrazia ", ha detto il delegato nazionale dei giovani Mcl, Giovanni Gut. L'incontro metterà al centro il rapporto tra i giovani e l'Europa, approfondendo in particolare le problematiche legate all'occupazione e alla formazione delle nuove leve.

Veltroni parla di precari ma dimentica il federalismo ( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione della burocrazia, Stato semplice, microcredito per i giovani, lotta alla clandestinità, sicurezza. Tutti argomenti che hanno fatto presa sulle migliaia di persone che lo hanno accolto lungo il percorso. Ma quella parola è rimasta solo sulla bocca del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che a Mestre l'ha evocata come "fondamentale riforma"

Moschin: <Avevo avvisato dei problemi al Buonarroti> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi della burocrazia quando si parla di pubblico impiego. Abbiamo privilegiato, per accelerare l'iter, una mobilità esterna piuttosto che un bando in modo da avere, già dal 1. aprile, un'insegnante nuova".Moschin ha preso a cuore il caso del Buonarroti, dove le educatrici sono costrette a pesanti carichi di lavoro e a una gestione quasi autonoma dei turni per sostituire le assenze.

Sviluppo del territorio, tempi brevi per il Pat ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo ritornati in carica nel giugno 2006 e, nonostante la burocrazia imperante e le ristrettezze economiche di bilancio, abbiamo attivato la concertazione con Provincia e Regione per l'approvazione del Pat, strumento fondamentale per il rilancio socio economico del territorio cavarzerano.

È Roberto Bettin il candidato sindaco della Lega Nord ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ed è proprio Di Luzio a dichiarare: "Roberto ha garantito in caso di vittoria quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono potute iniziare o terminare". Nei prossimi giorni Bettin ufficializzerà la sua squadra.Gianluigi Dal Corso.

(M.G.) Adolfo Urso nel governo Berlusconi era delegato al ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia: diminuiremo regolamenti e laccioli. Poi le imprese: detasseremo gli straordinari, questo porterà più soldi in busta paga e un aumento della produttività. Infine l'artigianato: proporremo che l'Iva venga pagata solo a fattura incassata.

SICILIA/ LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA A CANDIDATI PER REGIONE ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 09-03-2008 13:24 Migliore burocrazia e sanzioni per i 'fannulloni nel 'decalogo Palermo, 9 mar. (Apcom) - Una migliore burocrazia; punizioni per i dirigenti della Regione siciliana che non fanno il loro lavoro; e poi ancora, immediata approvazione del piano energetico regionale;

Da che mani sono gestiti i nostri piccoli risparmi ( da "Provincia di Lecco, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza troppi ripensamenti e burocrazia, la borsa è sempre aperta e disponibile con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei sbagliarmi ma sembrerebbe che stiamo scivolando verso un sistema feudale. La casta politica con i suoi iperbolici costi e privilegi, le banche e le assicurazioni dominatrici del potere economico?


Articoli

I disagi di questa terra vanno ascoltati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Al Giovanni XXIII il leader del Pd ricorda il dolore del Vajont e parla di autonomia "I disagi di questa terra vanno ascoltati" "Gli avversari insultino pure: noi vogliamo unire gli italiani e siamo la vera novità" "Occorre una riforma per uno Stato leggero e meno asfissiante" FAUSTO DA DEPPO BELLUNO. E' una montagna esemplare quella che ieri Walter Veltroni ha indicato e ha promesso di tutelare. La montagna bellunese, ha affermato il leader del Pd dal palcoscenico del Giovanni XXIII, "è stata segnata dalla guerra e dalla ferita del Vajont. La sua forza di ricostruzione materiale e morale" è in linea con la voglia di rinascita "che il Paese distrutto dimostrò all'indomani della Liberazione" e oggi segna la strada "per ritrovare l'orgoglio di essere italiani, per riconquistare il senso perduto di nazione". I malesseri da curare. Con l'inno di Mameli a sigillare ogni incontro del tour elettorale (e Belluno è stata la 37ª delle 101 piazze in elenco), il Pd vuole imboccare quella strada, ma Veltroni ha ricordato anche "i malesseri di una provincia come questa schiacciata tra Regioni a statuto speciale" e, ripescando "il lavoro condotto dal ministro Lanzillotta", ha annunciato di voler "armonizzare le situazioni". Come? "In una realtà meno centralista, c'è spazio per l'autonomia di Belluno. Ci vuole però una riforma che ci dia uno Stato più leggero, meno invadente e meno asfissiante. Uno Stato da far ripartire ridando peso agli stipendi e alle pensioni, riducendo la pressione fiscale, il numero dei partiti (erano eccessivi 40 schieramenti) e la massa dei parlamentari (addirittura un migliaio)". "Si può vincere". La novità del Pd inizia qui: "Vincendo, porteremo 248 volti inediti alla Camera e al Senato, perdendo saranno comunque 125 e i 12 under 40 diventeranno da 30 a 60". Fino al pensiero dedica rivolto alle donne: "Ora sono 52, ne avremo da 100 a 130". Un omaggio "nel giorno della vostra festa" e (ma questo Veltroni forse non lo sapeva) nei giorni delle polemiche intestine al Pd bellunese. Veltroni vuol vincere, vuol rimontare i "6,7 punti percentuali che ci dividono dagli avversari" e ieri ha chiuso con "una richiesta di aiuto: "Se ciascuno degli oltre 3 milioni che hanno votato alle primarie di ottobre parlasse con 5 persone, se portasse il nostro messaggio a quelle 5 persone potremmo farcela. In fondo, gli indecisi sono cresciuti dal 26 al 36%". "Si può fare", dunque, come dice lo slogan del pullman replicato sullo sfondo del Giovanni XXIII, ma, in attesa dei verdetti, il candidato premier è già soddisfatto di registrare un cambiamento: "Incontro gente che sorride, e non succedeva prima". Accade nel Veneto, "che mi annunciavano come una prova difficile". Invece, Walter ha potuto salutare a Belluno centinaia di ascoltatori, li ha salutati in sala e si è scusato con chi non ha trovato un posto. Ha applaudito i due interventi giovani che l'hanno introdotto: "Monica essenziale e Tatiana che, l'avessi saputo, l'avrei nominata portavoce". Le ferite della natura. Mauro Corona è stato un ospite sul pullman in risalita da Treviso: "Con lui abbiamo parlato di natura". E la natura ha rievocato il Veltroni cinefilo, entusiasta di Sean Penn e del film "Into the Wild", ha ispirato il Veltroni politico ("Nella vita ha valore solo ciò che viene condiviso") e ha animato il Veltroni amarcord, anello di congiunzione fra la memoria e l'impegno: "Questa vostra terra ha i segni di tante ferite. Il Vajont io lo ricordo. Ero alle elementari e si fece la colletta in sostegno alle popolazioni bellunesi e friulane. E' stata la mia prima esperienza di solidarietà". "Noi siamo il nuovo". Molte tappe dopo, Veltroni si ritrova a varare "una riforma costituzionale che abbiamo cercato di fare da soli, per chiudere la stagione dell'instabilità politica e delle alleanze non autentiche e per aprire un altro tempo nel segno dell'entusiasmo. Questa è la prima volta che possiamo dire qual è il Paese che vogliamo". Berlusconi è l'avversario che Veltroni non nomina e descrive con l'espressione "il principale esponente dello schieramento a noi avverso". Un concorrente, ma non un nemico: "Ha strappato in pubblico il nostro programma. A parte che aveva dichiarato che i programmi erano simili e allora è come se avesse strappato il suo. Comunque, in Francia, in Spagna una cosa del genere non sarebbe successa in campagna elettorale, ma non mi meraviglia e non mi preoccupa. Possono insultare quanto vogliono, riversare tutto il cianuro che vogliono e io non risponderò. Io voglio unire gli italiani". Basta precarietà. Anziani, scuola, sicurezza sono i punti in evidenza, la precarietà dei giovani è "un'ingiustizia sociale paragonabile ai peggiori sfruttamenti del '900" e sarà il bersaglio del "primo disegno di legge" annunciato. Poi ci sono il fisco non più oppressivo per le imprese, le banche che "favoriscano il gusto ormai perduto del rischio" e la burocrazia da limitare, perché "non bisogna aspettare mesi per aprire un'attività, anni per arrivare alla fine di un processo". Perché "il destino di un giovane non è scritto nel reddito dei genitori". "Il principale esponente dello schieramento a me avverso si candidò per la prima volta quando Baggio sbagliò il rigore mondiale contro il Brasile. 1994. Si ripresenta alla guida di un insieme di 12 partiti. Noi? Noi siamo il nuovo".

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Soro: patto lavoro-imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capolista del Pd: così l'economia italiana crescerà Far crescere l'Italia. Ecco l'impegno di Antonello Soro, capolista del Partito democratico nella circocsrizione Lombardia 3. E per innescare un meccanismo virtuoso che consenta di redistribuire la ricchezza, il Pd punta su un patto tra lavoratori e imprenditori. Che diventa, poi, la chiave di volta per dare una risposta a quella "questione settentrionale" che negli anni ha fatto perdere al centro sinistra importanti fette di territorio. "Importanti candidature di imprenditori rappresentanti di una cultura, di un'economia e di una tradizione imprenditoriale moderna e europea - dice Soro -, segnala non solo l'attenzione del Pd a questo mondo ma anche la convinzione di questi mondi che la proposta del Pd sia quella giusta". Come può essere sintetizzata questa proposta? "La scelta di fondo è quella di ridare al nostro sistema democratico un carattere decidente che sia paragonabile ai ritmi e alla velocità con cui decidono gli altri poteri. La prima scelta, dunque, è riformare le istituzioni. Poi c'è la ricerca di maggiore efficienza che si basa su alcuni punti fermi: il principale è la volontà di far ripartire la crescita dell'economia ferma da troppo tempo, legata ad un sistema di conservazione di piccole rendite, delle burocrazie statali e di poteri pubblici e privati. Crescita legata alla modernizzazione dell'apparato produttivo, scommettendo sulla concorrenza, sulla qualità e sui talenti. Un fisco amico dello sviluppo: aliquote dell'Irpef più basse di unpunto all'anno per tre anni; credito di imposta come strumento che sostituisca il sistema di aiuto alle imprese oggi disperso in mille meccanismi contorti, alzando il forfettone a 50mila euro con la non retroattività degli studi di settore; meno tasse sulla quota di salario legato alla contrattatzione di secondo livello. Poi puntiamo a liberare risorse dalla rendite per spostarle sullo sviluppo, sull'innovazione, sulla ricerca, sulla formazione e sul merito come fondamenti di una ripresa della mobilità sociale". Il Partito democratico affronta le prossime elezioni Politiche da solo, senza la sinistra radicale come alleata. Un rischio calcolato o un azzardo? "Noi usciamo da un'esperienza di coalizione durata quindici anni. Prodi ha fatto miracoli in due anni per rimettere a posto i conti pubblici, avviare un processo di riforma dell'economia. Tuttavia, abbiamo sperimentato come una coalizione molto larga e disomogenea renda difficile la stabilità e l'efficacia dell'azione di governo". La lista Lombardia 3 per la Camera è stata l'unica votata a maggioranza in tutt'Italia: Cosa pensa di qeusto? "Un tasso minimo di litigiosità quando si formano delle liste è fisiologico. E' più evidente in un partito come il nostro abituato a pubblicizzare i propri dissensi. Questo, però, non altera la prospettiva di una campagna molto unitaria. Diffido degli schieramenti nei quali le decisioni politiche vengono prese in case private e comunicate solo a posteriori". Quali sono le priorità programmatiche del Pd? "Abbiamo messo al centro della proposta politica una crescita dell'economia che sia la condizione migliore per rendere possibile una più larga giustizia sociale. Questo passa attraverso un allargamento degli spazi di libertà nell'economia, parallelo all'apertura dell'ascensore sociale che da tempo si è fermato. Al secondo punto c'è l'idea di abbattere tutte le barriere che si frappongono al dispiegarsi libero delle migliori risorse umane e quindi l'idea di una scuola, di un'università che premi i talenti e sia accessibile a tutti. Terzo, la sicurezza dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori". Veltroni dice che tra i primi provvedimenti in caso di vittoria ci sarà il disegno di legge contro il precariato, a favore di giovani. E per le famiglie che non arrivano a fine mese? "L'emergenza del carovita deve essere il primo punto all'ordine del giorno del nuovo governo che Veltroni illustrerà proprio a Mantova il 13 marzo prossimo. Sappiamo che questa emergenza si può affrontare solo in una prospettiva di crescita della ricchezza nazionale. La richezza che cresce e la giustizia sociale che si persegue attraverso la redistribuzione sono due facce di una stessa politica". Cosa risponde a chi accusa il Partito democratico di aver messo insieme il diavolo e l'acquasanta candidando l'operaio della TyssenKrupp e i due imprenditori Matteo Colaninno e Massimo Calearo? "Chi lo dice ha una visione dell'Italia vecchia e ideologica. Noi pensiamo che non sia il tempo di un muro tra imprenditori e lavoratori ma che gli uni e gli altri abbiamo interesse a portare avanti l'Italia in un rapporto virtuoso con i processi della competitività internazionale. L'hanno capito quei leader del mondo imprenditoriale e del sindacato che hanno accetto di lavore insieme per un progetto credibile di svillupo del nostro paese. E' finita la stagione delle barriere ideolgiche e culturali fra una parte dell'Italia e l'altra, tra lavoratori e imprenditori, tra laici e cattolici, barriere che ostacolano la crescita di uno Stato moderno". (Sa.Mor.).

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Decreto punitivo No, va bene così Imprese e sindacati su fronti opposti (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA SUL LAVORO "Decreto punitivo No, va bene così" Imprese e sindacati su fronti opposti di MICHELA BERTI ESAGERATAMENTE vessatorio e inutilmente punitivo. E' il giudizio espresso dal nuovo consiglio direttivo di Confindustria Livorno sul nuovo decreto governativo in materia di sicureza sui luoghi di lavoro. "Un decreto che ha suscitato forte disappunto ed una vibrante protesta - si legge nella nota di Confidnustria - di tutti gli imprenditori e di quelle aziende che contribuiscono, ogni giorno, allo svluppo economico del territorio nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza". Secondo Confindustria il decreto dà scarsa importanza alla prevenzione ed alla formazione, ritenuti "lo snodo reale per diffondere la cultura della sicurezza". Le risorse economiche ci sono, ricorda Confartigianato: "Basti pensare - sottolinea il presidente Franco Bientinesi - all'ingente avanzo di gestione annuale dell'Inail che potrebbe essere utilizzato per ridurre i premi pagati dalle aziende virtuose". La Confartigianato snocciola numeri: dal 2000 al 2006 gli infortuni sul lavoro, nel settore dell'artigianato, sono diminuiti dell'11% a fronte di un calo del 7,7% nell'industria e nei servizi. MA INASPRIRE le pene non sembra essere, per la Cna, la strada migliore: "Questo decreto è stato chiuso, dopo anni di confronto, in un momento delicato - dice Mauro Fabbri responsabile sicurezza - e sulla scia dell'emotività. La revisione del testo unico era indispensabile ma richiedeva un maggior equilibrio tra le sanzioni e la prevenzione". Fabbri guarda alle piccole e medie imprese del territorio: "Non serve far paura per far rispettare le leggi. Servono controlli e là dove ci sono inadempienze si ricorre alla sanzione. Ma in Italia, in perenne campagna elettorale, si lavoro sempre nell'emergenza. Le imprese chiedono meno burocrazia e più certezze". AL PESANTE giudizio espresso da Confindustria, Cnfartigianato e Cna sul decreto governativo si contrappone il parere positiivo dei sindacati. "Non mi sembra che l'inasprimento delle senzaioni sia pesante - lapidaria, Lilia Benini Fillea Cgil - mentre, anche sul nostro territorio, di situazioni difficili ce ne sono. Guardiamo al settore dell'edilizia dove il codice etico sulla sicurezza nei cantieri, sottoscritto da istituzioni, sindacati ed associazioni di categoria, non è ancora passato al vaglio dei consigli comunali tra cui quello di Livorno". Benini giudica positivo l'inasprimento delle pene nei confronti del lavoro nero ma invoca premi per le aziende virtuose, da sostenere anche con accordi territoriali. "Controllare il sistema del lavoro significa mettere in rete tutti i dati sulle aziende - ricorda Benini - mentre Inps, Inail e Cassa Edile lavorano a compartimenti stagno". LA CASSA Edile di Livorno nel 2007 ha formato 900 lavoratori: "E' quella che ha lavorato meglio in Toscana - dice Ottavio De Luca Filca Cisl -. Abbiamo investito molto sulla formazione, soprattutto nelle ditte con meno di tre persone. Serve un cambiamento culturale, nelle aziende e nei lavoratori". Un cambiamento che i sindacati intendono portare al tavolo provinciale che sarà aperto per l'applicazione del decreto governativo. - -->.

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Certificati e pagamenti più veloci (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BASIGLIO MENO BUROCRAZIA IN COMUNE CON LO SPORTELLO "SPAZIO SÌ" Certificati e pagamenti più veloci ? BASIGLIO ? INAUGURATO lo "Spazio Si", un'area confortevole, riservata ai cittadini che devono accedere a dei servizi comunali. Un modo per snellire la burocrazia e agevolare il dialogo. L'inaugurazione è avvenuta ieri mattina alle 11 nella sede comunale, in via Leonardo da Vinci alla presenza di numerosi cittadini. LO "SPAZIO SI" nasce da un progetto finalizzato alla riorganizzazione del Comune con l'obiettivo del miglioramento dei servizi al cittadino, tramite modalità operative efficienti. L'utente potrà recarsi allo "Spazio Si" e richiedere certificati di qualsiasi genere, inoltrare richieste, ricevere informazioni evitando di girare nei diversi uffici. È una realtà unica nel territorio nazionale. Tali sportelli polifunzionali garantiscono l'erogazione di gran parte dei servizi comunali e sono attivi i pagamenti tramite bancomat o carta di credito per i servizi quali : Ici, tassa rifiuti, rette scolastiche, servizi sociali, concessioni cimiteriali. Analogamente allo spazio fisico di incontro tra Comune e cittadino, il portale comunale offre lo spazio virtuale ove effettuare le medesime operazioni. "SEMPLIFICARE le procedure, garantire la trasparenza dell attività amministrativa, rendere facilmente reperibili le informazioni e modernizzare le forme di pagamento che rendono meno complesso e disagevole il rapporto con il Comune - dichiara il Sindaco - costituisce certamente un obiettivo primario per mettere al centro il cittadino e trasformare il rapporto da cittadino-utente a cittadino-cliente". AILLA CERIMONIA di inaugurazione erano presenti Alessandro Moneta e gli assessori Stefano Gianuzzi, Luca Procaccini, Paolo Malknecht e Andrea Pastore. Lo "Spazio Si" è stato progettato da Giugiaro Architettura. Mas. Sag. - -->.

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Walter prova a sedurre il nord est "noi riformisti, il pdl è ottocentesco" - alessandra longo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La moglie con Walter Cacciari: mai litigato Bindi in platea Il candidato premier a Treviso: "Ora possiamo garantire le risposte che questa gente attende" Walter prova a sedurre il Nord Est "Noi riformisti, il Pdl è ottocentesco" L'appello al Veneto operoso: dateci fiducia, possiamo governare da soli La mattina a Mestre tra i portuali. Incontro con Cacciari: siamo in sintonia ALESSANDRA LONGO DAL NOSTRO INVIATO TREVISO - E infine arrivò il giorno di Walter Veltroni nella fossa dei leoni, in quella Treviso amministrata da 13 anni dal sindaco sceriffo Gentilini, passato alla cronaca per il suo desiderio di vestire gli immigrati da leprotti "e poi fare pum pum". Ecco il compito più difficile per il leader del Pd: riconquistare il Nord Est diventato negli anni ostile "anche per gli errori commessi dal centrosinistra". No, non siamo a Piazza dei Signori, il salotto chic, dove, forse, qualche leghista avrebbe esternato lo scarso gradimento per la visita, ma fuori le mura, nello storico cinema Eden, stracolmo di gente. Il candidato premier sa usare le corde giuste: "Tra i tanti muri caduti ce n'era uno grande come una casa, che divideva il Nord Est dal centrosinistra. Ci sono state delle colpe e anche una condizione oggettiva, quella di una coalizione piena di contraddizioni che impediva un'azione efficace, una risposta alle vostre domande. Ora questa storia è finita. Ciò che il Nord Est si aspetta dalla politica noi lo possiamo garantire". Gran sospiro di sollievo della platea che adora sentirsi dire quanto "i veneti siano ospitali e capaci di integrare", quanto sia "solidale il loro spirito", quanto "talento ed energia meritano di essere qui liberati". Un'altra idea per Treviso, per il Veneto. Non le panchine segate dagli amministratori per evitare che gli stranieri si siedano, non la moschea costretta a itinerare, o le ronde contro "le pantegane", non il razzismo ma il dialogo. Una Treviso che già c'è, che è in questa sala, ma che risulta invisibile all'esterno, ai media. Veltroni usa un linguaggio da predicatore: "Vorrei parlare uno ad uno ai cittadini di questa terra. Vorrei dire loro: "Dateci fiducia, possiamo cambiare radicalmente il Paese. Da soli, sarebbe la prima volta che governiamo". Il Veneto dei padroncini, degli artigiani, "gente che ha voglia di fare e perde le staffe se non ci riesce, quando sente le istituzioni lontane con la burocrazia che ostacola invece di favorire". Gli applausi scattano convinti (lo stesso accade a Rovigo e Belluno), ancora più caldi quando Veltroni evoca l'utopia, a suo dire realizzabile, di "un Paese dei diritti e dei doveri", di uno "Stato semplice", che non mette più i bastoni fra le ruote, che fa aprire, con l'autocertificazione, le imprese in un giorno, che va di pari passo con l'altro polo della rivoluzione, "il fisco amico". Meno pressione, taglio agli sprechi, in primis ai costi della politica. Ancora, sulla sicurezza: "Ci vogliono più polizia, più mezzi per le forze dell'ordine. E chi sbaglia paga, va in galera". Musica di violino, sventolano le bandiere del Pd in terra leghista. La moglie Flavia, al suo primo viaggio nel pullman elettorale, programma completo, incluso il rituale pranzo veltroniano in una famiglia tipo di Martellago, guarda la sala, un mazzo di mimose in mano: "Questa è un'esperienza straordinaria!". C'è anche Rosy Bindi, candidata in regione. E' in prima fila, sorridente, insolitamente quieta. Veltroni parla a braccio, solo una cartella di appunti appoggiata su un leggio. Gli ultimi dati dei sondaggi Ipsos danno in aumento gli indecisi ("buon segno") e confermano la forbice di dieci a sei a favore del Pdl. "Ce la possiamo fare", ghe a podemo far, come si legge sulle magliette dei giovani militanti. Basta cambiare registro, smetterla con la "lotta di classe", un argomento "che fa tristezza": "Perché prendersela con i poveri Cristi che lavorano dalla mattina alla sera, che lottano per crescere, che hanno cominciato negli scantinati, che sono stati anche loro operai?" No, il Pd non è la sinistra radicale ("Ma ci siamo separati consensualmente, senza rancore"), il Pd vuole "il patto tra lavoro e piccola impresa". Il Pd, dice Veltroni, intende dare risposte a giovani come Lorenzo Bernardi, 29 anni: "Mi ha scritto che vuole rischiare, che ha un'idea". Ma le banche italiane non finanziano le idee e Lorenzo, oggi come oggi, trova le porte aperte in Francia, non qui. Il primo disegno di legge del nuovo governo di centrosinistra sarà sulla precarietà, "una condizione che non è umana", un altro ddl, già scritto, è destinato al lavoro femminile. Ci vuole tempo, sottolinea il candidato premier, per realizzare "una nuova stagione, lo stesso che ebbero Blair e la Thatcher. Berlusconi "non ha l'energia per le riforme, non a caso D'Amato e Riello gli hanno detto no". Nel Pdl, dice Veltroni, "sono stanchi, ripetitivi, ottocenteschi". E anche parecchio illiberali, stracciano i programmi degli avversari, inorridiscono per Obama presidente nero e per l'Italia del 50 per cento di posti alle donne. Si prendono, candidato a Roma, il "capo della rivolta dei taxi", il nemico delle liberalizzazioni. E si affidano a uno slogan come "Rialzati Italia", "perché non sanno che tanti italiani cominciano a lavorare alle quattro, alle cinque del mattino, quando certi politici tornano dalla discoteca". Massimo Cacciari non c'è, non gli ha fatto da angelo custode nella fossa dei leoni. Si son visti fugacemente a Mestre, davanti ai portuali, ai lavoratori sempre più disperati del Petrolchimico. Foto insieme, Cacciari un po' scuro in volto. Parole rassicuranti ai microfoni per l'elettorato che teme contrasti fra i due: "Siamo in sintonia, sulle cose fondamentali". A fine giornata il leader è contento, soddisfatto dell'accoglienza: "Grazie, Nord Est".

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Elezioni, le richieste degli industriali "sanzioni per i burocrati inefficienti" - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Palermo Domani saranno ufficializzate le richieste da avanzare agli aspiranti presidenti della Regione Elezioni, le richieste degli industriali "Sanzioni per i burocrati inefficienti" Dai fondi Ue alle riforme: il decalogo per i candidati Ivan Lo Bello: "Serve una sterzata rispetto agli ultimi 15 anni di governo della Sicilia" Giuseppe Catanzaro "Puniamo i dirigenti degli uffici che non rispettano i tempi di legge" ANTONIO FRASCHILLA Chiedono una migliore burocrazia e punizioni per i dirigenti della Regione "che non fanno il loro lavoro". Vogliono l'approvazione "immediata del piano energetico", riduzioni fiscali per le aziende appena nate e l'avvio di un processo d'innovazione in tutte le stanze di Palazzo d'Orleans. Gli imprenditori siciliani alzano la voce nel pieno della campagna elettorale per la successione dell'ex governatore Salvatore Cuffaro e domani Confindustria Sicilia presenterà un vero e proprio decalogo con i 10 punti che devono diventare "programma elettorale da realizzare per chiunque si sieda sulla poltrona di presidente della Regione, da Raffaele Lombardo ad Anna Finocchiaro". "Occorre dare una sterzata rispetto a come si è governata questa regione negli ultimi 15 anni - dice il presidente di Confindustria, Ivan Lo Bello - C'è una parte importante della società civile, la stessa che ci ha sostenuto nella lotta al pizzo e al racket, che chiede alla politica di cambiare rotta, intervenendo in quelli che sono i nodi cruciali che tengono ferma al palo questa terra". Il primo nodo, quello più sentito da tutti gli imprenditori, riguarda la burocrazia: "Occorre fare rispettare le leggi che prevedono il rilascio delle autorizzazioni burocratiche in 90 giorni - dice Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento - Chiediamo allora al nuovo presidente della Regione un impegno a punire i dirigenti di quegli uffici che non rispettano i tempi di legge. Non mi si venga a dire che alla Regione manca il personale per sbrigare tutte le pratiche". C'è poi il nodo del piano energetico, in attesa di approvazione da più di dieci anni: "In tema di politica energetica non esistono linee guida e Terna, il gestore della rete, ha difficoltà ad avere le autorizzazioni - continua Catanzaro - Per una valutazione d'impatto ambientale passano anni e non è accettabile". Gli industriali chiedono anche una maggiore informatizzazione della burocrazia regionale ma anche del "sistema Sicilia": "Sono state create delle società ad hoc, come Sicilia Innovazione, ma occorre coinvolgere le imprese del territorio - dice Fabio Scaccia, presidente di Confindustria Catania - C'è inoltre il nodo dei fondi europei: la Sicilia è già in ritardo di quasi due anni rispetto alla programmazione degli assi 2007-2013". Margherita Tomasello, responsabile dei giovani di Confindustria Palermo, ha poche speranze: "Siamo molto disillusi dalla politica che in questi anni non ci ha mai realmente ascoltato - dice la Tomasello - Un punto fondamentale per noi è il sostegno alle imprese appena nate: grazie all'autonomia siciliana, tanto sbandierata, si potrebbero introdurre agevolazioni fiscali per le aziende che fanno le prime assunzioni, o che danno lavoro ai giovani". Un tema molto sentito dagli industriali è quello "della pioggia di euro che ogni anno la Regione distribuisce su tutto il territorio per i corsi di formazione": "è incredibile che noi imprenditori non veniamo mai consultati nella programmazione di questi corsi, e poi quando ci rivolgiamo al mercato del lavoro non troviamo persone che abbiano la formazione che ci serve", dice Marco di Marco, patron della Gestel.

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Settore da 15 mila addetti (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA SCHEDA Settore da 15 mila addetti VENEZIA. Il privato accreditato in Veneto è costituito da 26 strutture ospedaliere e 249 laboratori, per un totale di 15 mila addetti. La rete degli ambulatori registra 3 milioni di contatti annui (accessi per paziente) per un totale di 15 milioni di prestazioni. Il maggior numero di ambulatori specialistici e laboratori privati si concentra nell'Usl 16 di Padova, con 95 strutture; 26 sono a Verona (Usl 20), 22 a Venezia (Usl 12), 21 a Vicenza (Usl 6), 13 a Treviso (9), 10 rispettivamente nella 23 di Mirano e nella 14 di Chioggia. E ancora, ce ne sono 9 nell'Usl 17 di Este, 7 nella 15 dell'Alta, nella 18 di Rovigo e nella 22 di Bussolengo; a Belluno, Bassano e l'alto vicentino ce ne sono 3; due per Ovest vicentino, Pieve di Soligo e Legnago; una sola ad Adria. Tra i 26 ospedali e case di cura privati, ce ne sono 4 ciascuno nell'Usl veronese, padovana e veneziana; 3 a Bussolengo, Treviso e Vicenza; due a Rovigo e una rispettivamente a Pieve di Soligo, San Donà e Adria. "Chiederemo alla burocrazia di fare un passo indietro - sostiene il consigliere regionale di An Raffaele Zanon - queste strutture rappresentano un'alternativa ed un sostegno per i cittadini e per le stesse Usl che da sole non riuscirebbero a soddisfare le esigenze dell'utenza. Le prestazioni aumentano ogni anno del 1% con una soglia occupazionale di oltre 2000 dipendenti e centinaia di professionisti e collaboratori specializzati. Con queste premesse il 20% delle richieste degli utenti non verranno accolte". (s.zan.).

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PRIORITÀ Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E l'eliminazione dei monopoli (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIORITÀ "Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E l'eliminazione dei monopoli" - -->.

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L'ossatura economica che tiene in piedi l'Italia merita più attenzione (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

APPROFONDIMENTO L'ossatura economica che tiene in piedi l'Italia merita più attenzione ? MILANO ? L'ARTIGIANATO e la piccola e media impresa (pmi) rappresentano una straordinaria ricchezza del sistema produttivo italiano. In un Paese che da oltre dieci anni a questa parte cresce stabilmente meno della media europea, la piccola impresa ha dimostrato una straordinaria vitalità e capacità di modificare la propria struttura di fronte ai cambiamenti. Ciò è ancor più vero nella regione più ricca e industrializzata, la Lombardia, dove il settore artigiano conta oltre 260 mila realtà pari al 20 per cento del valore complessivo nazionale. Eppure gli artigiani, e i "piccoli" in genere, scontano spesso una specie di peccato originale: non sono ascoltati come meriterebbero nelle stanze governative dove si decidono le scelte di politica economica. Nonostante rappresentino la spina dorsale del sistema Italia. Artigianato e pmi necessitano oggi più che mai di ricevere attenzione perché la congiuntura internazionale si preannuncia difficile, come dimostra la corsa inarrestabile del costo del petrolio. Una priorità dev'essere la "bolletta della luce": vanno ripensate le scelte di politica energetica finora compiute - a cominciare da un dibattito serio sul nucleare a cui si è rinunciato ventun anni fa - per offrire alla piccola imprenditoria maggiore competitività. Perché strumenti pur efficaci come lo Sportello Energia di Cna, che offre un servizio di consulenza qualificata all'associato che voglia migliorare l'efficienza energetica della propria azienda, possono ridurre ma non azzerare lo svantaggio rispetto ai concorrenti esteri. Altro tema pressante è la burocrazia. Malgrado i passi in avanti compiuti e il contributo offerto dall'informatica le "scartoffie" pesano ancora troppo. Occorre snellire, snellire e ancora snellire. - -->.

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Bettin correrà per la lega nord (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI A PIANIGA Bettin correrà per la Lega Nord Il sindaco Di Luzio: "Continuerà il nostro lavoro" PIANIGA. Oramai non ci sono più dubbi: Roberto Bettin correrà come candidato sindaco per la Lega Nord a Pianiga. Ad appoggiarlo ci sarà il sindaco uscente Antonio Di Luzio, che sarà capolista. "La Lega Nord - spiega il sindaco uscente Antonio Di Luzio - ieri ha presentato il proprio candidato sindaco alle elezioni amministrative del 13/14 aprile. Si tratta di Roberto Bettin ex arbitro di serie A e consigliere comunale negli ultimi cinque anni di amministrazione di centrodestra". Bettin si presenta con alcuni punti programmatici ben precisi: sicurezza dei cittadini, difesa del territorio dal punto di vista ambientale e urbanistico, attenzione al mondo del sociale (giovani e anziani), creazione di nuove strutture scolastiche e sportive, sostegno alla cultura veneta in collaborazione con le autorità scolastiche e le varie associazioni, realizzazione di spazi di aggregazione per la comunità dove mancano. "Tutto ciò in continuità - spiega il sindaco uscente Di Luzio - con l'opera che ho intrapreso in questi anni. Roberto ha garantito in caso di vittoria quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono potute iniziare o terminare". Oltre a Bettin (Lega), per il centrodestra correrà Massimo Calzavara (Fi, An, Udv Pne lista Pianiga Futura) e per il centrosinistra Riccardo Naletto, (Pd Idv, Sinistra Arcobaleno). (a.ab.).

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Fattore punta al mandato-bis con una lista di donne e giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Fattore punta al mandato-bis con una lista di donne e giovani VILLANOVA. Ha atteso l'8 marzo, Festa della donna, per dare ufficialità alla sua ricandidatura. Nel ripresentarsi Silvia Fattore vuole dare una nuova impronta alla sua lista inserendo una importante rappresentanza di donne e giovani. "Sarà una lista profondamente rinnovata, un nuovo soggetto supportato da chi ha già amministrato. E' arrivato il momento di investire mettendo a frutto l'esperienza fin qui maturata. La mia proposta è stata accolta da un gruppo di persone che si sono avvicinate, volti nuovi alla politica ma conosciuti nel mondo del lavoro, del volontariato, dell'associazionismo". Fattore ha poi insistito sulla caratteristica di Civica Villanova: "Una lista senza nessuna copertura o accredito politico. Quei pochi che hanno una tessera in questo contesto la mettono da parte, ciascuno si espone come cittadino e abbiamo un programma ambizioso ma concreto". Da cosa si differenzia il programma amministrativo da quello del 2003? "5 anni fa abbiamo puntato sulla continuità, avevamo alcune iniziative da portare avanti, interrotte dalla prematura scomparsa del sindaco. Una fase di questo sviluppo è terminata, oggi puntiamo all'apertura di servizi che riguardano e toccano l'assetto del territorio e il sociale. Penso al piano urbano del traffico, a una rete di piste ciclabili, a un centro civico dove abbinare l'offerta culturale a un circolo ricreativo per i giovani, spazi dove coltivare interessi e ambizioni". La popolazione sfiora i 5.000 abitanti e le nuove coppie che si insediano chiedono di avere gli stessi servizi che avevano in altri comuni. "In effetti c'è la necessità di investire nei collegamenti pubblici, finora siamo stati penalizzati da quelli provinciali poiché ci troviamo fuori da traiettorie importanti. E sul fronte della burocrazia c'è ancora da fare". (g.a.).

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Quella cisterna e troppi misteri molfetta, caccia al veleno-killer - giuliano foschini giovanni di benedetto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Bari L'INCHIESTA Proseguono le indagini per i cinque addetti all'impianto di lavaggio. Ecco i nodi da risolvere Quella cisterna e troppi misteri Molfetta, caccia al veleno-killer l'inchiesta il gas le autorizzazioni gli indagati l'incidente la tragedia Una catena di errori e di omissioni, distrazioni di chi avrebbe dovuto controllare All'interno non c'era solo zolfo, come invece riportava il documento di trasporto GIULIANO FOSCHINI GIOVANNI DI BENEDETTO Non sono morti per fatalità, i cinque operai del Truck center di Molfetta. Li ha uccisi una reazione tra lo zolfo e una sostanza ancora sconosciuta, che i chimici stanno cercando. Ma soprattutto sono morti per una catena di errori e di omissioni, imperdonabili distrazioni di chi avrebbe dovuto lavorare con più attenzione e di chi avrebbe dovuto controllare che ciò avvenisse. Guglielmo Mangano, Biagio Sciancalepore, Vincenzo Altomare, Michele Tasca e Luigi Farinola sono morti per 150 euro: tanto avrebbe guadagnato il Truck center per il lavaggio di quella cisterna. Per evitare che accada di nuovo, per tutta la giornata di ieri i carabinieri del Noe hanno controllato le aziende connesse con il "progetto zolfo" di Fs logistica: l'obiettivo è verificare e ricostruire i cicli e i sistemi di produzione. La dinamica - Sono le 15,30 di lunedì 3 marzo, a Molfetta, e Guglielmo Mangano, il lavagista più esperto, lavora alla cisterna. Probabilmente si cala all'interno per rimuovere con acqua calda e detergente i residui solidi dello zolfo incrostati. Non sa che sta per entrare in una camera a gas: acido solfidrico o anidride solforosa (oppure tutte e due le sostanze insieme) lo ammazzano in pochi minuti. Per provare a salvarlo si tuffano tre colleghi e poi il datore di lavoro, Altomare. Non si salva nessuno. L'unico a sopravvivere è Cosimo Ventrella: non si cala in quella botola. La cisterna - L'ultimo viaggio risale alla fine di dicembre, quando aveva trasportato 26 quintali di zolfo allo stato liquido da Taranto a Scarlino, provincia di Grosseto. Lo aveva fatto per la prima parte su strada (sino a Bari) e poi sui binari, tramite le Ferrovie dello stato. Il "tank container" era stato depositato allo scalo intermodale Ferruccio di Bari il 29 dicembre e trasportato a Molfetta il tre marzo. Altomare, il titolare del Truck Center, aveva chiuso nei giorni precedenti un accordo con la società Cinque Biotrans, che gestisce questo tipo di mezzi: avrebbero dovuto lavare complessivamente 18 cisterne con i residui di zolfo, per un costo di 150 euro cadauna. Prima di quella killer, il Truck Center aveva già lavato sei mezzi. Tre erano gemelli al tank della tragedia. La sicurezza - Il Truck center non aveva le autorizzazioni per effettuare quel tipo di lavaggio. Eppure, come dimostrano le carte in mano ai legali della Cinque Biotrans (la società che gestiva le cisterne), certificavano la pulitura di zolfo. Mancava la valutazione di rischio chimico degli operai: significa che potevano fare i lavagisti, lavare un automobile o un camion di zolfo non è la stessa cosa. Servono precauzioni diverse, come i respiratori o particolare abbigliamento. Al Truck center non c'era niente di tutto questo. Mancavano persino le normali mascherine, che comunque non avrebbero potuto evitare la tragedia. La formazione - I quattro operai e il titolare dell'azienda (che risultava essere il responsabile della sicurezza nel cantiere) non avevano mai svolto corsi di formazione specifici per poter lavorare con le sostanze chimiche. "Sarebbe bastato quello per non trasformare un tragico incidente sul lavoro in una strage" spiegano gli esperti. "La prima cosa che si deve sapere è che in un ambiente chiuso, dove ci sono dei gas, non si deve mai e poi mai entrare. Gli ultimi quattro operai, per salvare il loro collega, avrebbero dovuto soltanto chiamare i soccorsi. Non certo entrare là dentro". I permessi - Il Truck center non aveva la valutazione del rischio chimico, ma tutti gli altri permessi erano in regola. A partire da quelli del rispetto della 626, la legge sulla sicurezza del lavoro, rilasciati da un'azienda privata di Bitonto, la Meleam. I medici di questa società avevano visitato gli operai e formato il responsabile della sicurezza sul cantiere, il titolare Vincenzo Altomare. Per la Meleam era tutto in regola. "Nessuno però ci aveva mai detto - spiega il responsabile della Meleam Puglia - che trattassero sostanze chimiche". I controlli - Per aprire l'attività il Truck center aveva ricevuto i permessi dello Spesal, il servizio di prevenzione della Asl. Un via libera dato sulla base delle carte, della burocrazia. Non c'è mai stato un controllo in loco. "Abbiamo soltanto tre ispettori per tre città, procediamo a campione" spiegano i dirigenti della Asl. "Quella era un'azienda molto giovane". La ditta aveva però avuto due visite della Finanza. Il 3 settembre e il 30 ottobre. Era tutto in regola, compreso le norme di prevenzione incendi. La sostanza killer - E' quella che in queste ore stanno cercando i medici legali nominati dalla Procura di Trani e il tossicologo, Roberto Gagliano Candela. Lo cercano nei corpi delle cinque vittime e nei reperti sequestrati nell'azienda, comparando per esempio la "polvere gialla" trovata sul fondo della cisterna e quella riscontrata sulle spazzole dell'idropulitrice. E' ormai chiaro che in quella cisterna non c'era soltanto zolfo allo stato solido, sostanza innocua. C'era qualcos'altro che reagendo con lo zolfo ha creato l'acido solfidrico o l'anidride solforosa, i due possibile gas killer. Sul fondo della cisterna sono stati trovati due accendini. Potrebbero aver causato la tragedia: bruciando lo zolfo, si sprigionano i gas letali. Gli indagati - Sono cinque, accusati di omicidio colposo plurimo: Alessandro Buonapane e Mario Castaldo, della Fs logistica, la società che ha curato il trasporto della cisterna sui binari; Vincenzo Polito, il dirigente di Cemat Puglia, che gestisce il deposito di cisterne allo scalo Ferruccio di Bari; Pasquale Campanile, dirigente della "La Cinque Biotrans", Filippo Abbinante, l'autista del mezzo. Il tunk, prima di arrivare al Truck Center, è passata da loro. In qualcuno di questi passaggi, l'innocuo zolfo potrebbe essere diventato l'assassino dei cinque lavoratori.

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Continua con questa nuova puntata la rubrica della voce degli industriali (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

UN AEROPORTO colossale, realizzato in meno di 4 anni progettato da Norman Foster, architetto fra i più accreditati a livello mondialee: un volano di sviluppo e di immagine di altissimo livello. Ma non è finita qui. Anche una nuova ferrovia appositamente pensata per il trasporto container, in grado di veicolare merci agli stessi costi delle navi ma in metà tempo; già collaudata, e i primi convogli sono arrivati in anticipo rispetto alla tabella oraria definita. Sogni? No, realtà. Naturalmente non parliamo dell'Italia. L'aeroporto è quello di Pechino, inaugurato pochi giorni fa, più che in tempo per le Olimpiadi; un milione di metri quadrati, che ne fanno lo scalo più grande del mondo. La linea ferroviaria è quella che Deutsche Bahn - le ferrovie tedesche - ha realizzato in collaborazione con il governo cinese. La scopo è realizzare un collegamento Pechino-Amburgo da coprire in due settimane, superando la concorrenza sia delle navi merci, economiche ma lente, sia degli aerei cargo, veloci ma costosi. Inaugurazione un mese fa. Il mondo galoppa. Nessuno pretende che l'Italia abbia la stessa potenza di fuoco della Cina nella realizzazione di infrastrutture ciclopiche come quelle citate. Si parla di poco meno di altri 100 aeroporti programmati per i prossimi 12 anni: quello cinese è davvero un altro pianeta. Però questo non esime l'Italia dal darsi da fare. E' di pochi giorni fa la presentazione dell'indagine Ipsos sugli investimenti diretti esteri in Italia: gli investitori stranieri sono abbastanza soddisfatti delle competenze tecniche e manageriali nostrane, critici invece su burocrazia, rigidità del mercato del lavoro, lentezza del sistema giudiziario e, naturalmente, sistema dei trasporti. Lo studio calcola che per trasferire merci alla frontiera occorrono 20 giorni in Italia, 11 in Francia; il costo di quei 9 giorni in più corrisponderebbe al 4,5% del valore della merce, vale a dire 15 miliardi all'anno, cioè un punto di Pil. Stiamo parlando del confronto con la Francia, non con la Cina. Mentre qui si continua ad almanaccare sulla Tav - per tacere del resto - da Amburgo cominciano ad arrivare alle nostre frontiere le merci cinesi, partite un paio di settimane prima da Pechino. - -->.

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<Lei è morto>, addio pensione (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2042 Carbonia. Guido Pili, 65 anni, si è dovuto indebitare con la banca: "L'Inpdap dovrà pagarmi i danni" "Lei è morto", addio pensione Carbonia.. Guido Pili, 65 anni, si è dovuto indebitare con la banca: "L'Inpdap dovrà pagarmi i danni" Infermiere costretto a dimostrare di essere vivo --> Infermiere costretto a dimostrare di essere vivo Era vivo e vegeto ma per L'Inpdap, che gli erogava la pensione, era passato a miglior vita. Guido Pili, ex infermiere di Carbonia ha impiegato sei mesi per dimostrare di non essere deceduto. Per sopravvivere si è dovuto indebitare con la banca. È vivo e vegeto. Ma per l'ente previdenziale era morto e sepolto. Deceduto senza ombra di dubbio tanto che gli era stata immediatamente revocata la pensione. E una volta che ti danno per morto non è facile dimostrare che hanno preso un granchio. Non basta presentarsi di persona con documenti, certificati testimoni e attestati vari. La burocrazia crede nei fantasmi. E per resuscitare dopo essere stati dichiarati passati a miglior vita per via telematica ci vuole un miracolo. MORTE UFFICIALE Guido Pili, anno di nascita, 1942; anno di morte: "Ancora lontano, spero". L'ex infermiere, dal 2001 in pensione regolarmente accreditata dall'Inpdap nel suo conto corrente in banca, incrocia le dita e racconta. A ottobre 2007 i pagamenti si bloccano. "Non me ne sono accorto, anche perché uso di rado il bancomat: preferisco staccare assegni". Guido Pili continuava a firmare cheque ma il conto andava in rosso. Fino a quando, un bel giorno, alla banca arriva una lettera dell'Inpdap: l'invito a restituire la pensione accreditata all'infermiere per agosto, settembre e ottobre di quell'anno. Motivo: Pili Guido era passato a miglior vita anche se continuava a staccare assegni come se fosse ancora vivo. L'ODISSEA La Banca convoca "il morto" che si presenta subito allo sportello. Si è trattato di un equivoco, è lampante. Così il rimborso delle pensioni "percepite indebitamente" viene congelato. Ma anche l'Inpdap congela la pensione. Guido Pili, pur essendo ufficialmente morto deve mangiare, vestirsi e curarsi ma non ha un soldo. La banca gli apre una linea di credito da cinquemila euro, pagherà gli interessi. Alla base di tutto c'è un equivoco. "Ho scoperto che il Pili Guido deceduto un agosto 2007 era un pensionato di Iglesias nato nel 1923 - racconta l'infermiere - soltanto che, nel registrarne la morte, era stata associato al suo nome sia il numero della mia pensione che quello del conto corrente e della banca presso la quale venivano accreditate le rate". ERRORE BANALE Un banalissimo scambio di dati, ha pensato il Guido Pili vivo e vegeto, roba da chiarire in quattro e quattr'otto. Si sbagliava. Il suo è un racconto kafkiano: "Ho cominciato il pellegrinaggio da un ufficio all'altro: Cagliari mi mandava a Roma, Roma mi rispediva a Cagliari. Un inferno". Anzi un muro di gomma. Intanto la pensione restava bloccata: niente rata di novembre, saltato anche dicembre con tutta la tredicesima e gennaio a seguire. "Intanto aumentava l'entità del fido bancario: dovevo pur mangiare". Incredibile e ,soprattutto, inspiegabile. Perché se al Guido Pili vivo è stata sospesa la pensione, i casi sono due: o con un solo morto sono state revocate due pensioni oppure una delle due ha continuato a essere percepita da un defunto. IL MISTERO In attesa di risolvere il mistero l'Inpdap si è tenuta i quattro mesi di pensione, tredicesima inclusa. Nel frattempo Guido Pili è riuscito a compiere il miracolo: la resurrezione previdenziale. Da marzo dovrebbe ricevere nuovamente la sua pensione. Ma per gli arretrati continuano a mandarlo da una scadenza all'altra: "Mi avevano promesso a dicembre, poi a gennaio, quindi febbraio, ora mi hanno rimandato ad aprile". Il motivo? "Hanno avuto il coraggio di dirmi che la colpa era mia che avevo presentato la documentazione in ritardo". Insomma se doveva resuscitare Guido Pili doveva pensarci prima. I DANNI "È troppo, dopo tutto anche la presa in giro, tralasciando il fatto che dopo sette anni devono ancora calcolarmi la pensione definitiva". La cosa avrà un seguito: "Dovranno rimborsarmi gli interessi della banca ma chiederò anche i danni materiali e morali", ha annunciato l'infermiere in pensione. L'inpdap è avvisato: i resuscitati, si sa, sono tipi molto combattivi. SANDRO MANTEGA.

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Il verdetto del Nordest: l'Italia non ha futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La prima indagine "One" rivela una congiuntura positiva e attese in chiaroscuro Il verdetto del Nordest: l'Italia non ha futuro La classe dirigente prevede due opposti scenari per il Veneto e per il sistema Paese MAURIZIO CAIAFFA MESTRE. La lente utilizzata è una domanda sulla congiuntura, ne scaturisce una bocciatura netta del sistema Paese. Un verdetto che sembra superare le considerazioni di ordine economico, per rivolgere all'Italia nel suo complesso un'attenzione all'insegna, se non dell'estraneità, della lontananza e del distacco. La prima rilevazione della Fondazione Nord Est sul panel di testimoni privilegiati della classe dirigente veneta, effettuata per il nostro giornale, dà un responso improntato proprio alla distanza. Crescita frenata, peso della burocrazia, ricambio inesistente, incapacità di avviare un circolo virtuoso di modernizzazioni: il resto del Paese, visto dal Veneto, è appesantito da tare che coinvolgono certo anche il Nordest, ma che non riescono ad arrestarne lo slancio competitivo. E' un'attitudine della classe dirigente del Veneto da tenere in conto, tanto più che viene monitorata alla vigilia di un'importante consultazione elettorale. Perché il "distacco" traspare con chiarezza dai saldi di opinione rilevati dai ricercatori della Fondazione Nordest. Su cento persone interpellate (si vedano gli articoli e le tabelle a lato), il saldo sulla fase congiunturale attuale è positivo per il 12,3 per cento, una valutazione che sale al 18,4 per cento quando si allarghi lo sguardo a Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. E' il giudizio sulla performance dell'Italia a colpire per la completa diversità di registro: la differenza tra coloro che vedono il Belpaese in flessione (63,2 per cento) e chi lo considera in crescita (7,4) è negativo di 55,8 punti. Una valutazione puntuale, sembrerebbe, perché quando si torna a parlare di Europa il saldo torna positivo di 8,4 punti percentuali, mentre le risposte su Usa e Mondo rispondono più ad attese relative a dinamiche generali. Questa lettura viene sostanzialmente confermata quando si considerino le risposte alla domanda sul "prossimo futuro" dell'economia. Anche qui, sebbene con qualche scostamento, balza agli occhi la diversità di valutazione che separa Veneto e Nordest da una parte, Italia dall'altra. Sulle prospettive congiunturali le élites venete sono meno ottimiste quando si consideri la regione (-4,2 per cento) e il Nordest (+3,1), ma di certo bissano il proprio giudizio negativo quando si passi a parlare dell'Italia (-45,3 per cento). Anche in questo caso le risposte sull'Europa (saldo 0) tornano su un binario di contiguità con quelle relative all'Italia nordorientale. E' insomma un Nordest che si considera più simile all'Europa che al resto dell'Italia, quello che dipinge la classe dirigente veneta monitorata dalla Fondazione Nordest. Un quadro in cui a ben vedere al Friuli-Venezia Giulia e al Trentino-Alto Adige viene attribuita una maggior salute rispetto al Veneto. Il resto dell'Italia però rimane sullo sfondo, come un dato con il quale giocoforza si deve fare i conti, ma senza slancio, quasi con rassegnazione. I motivi di questa percezione sono economici e non solo. Quanto al primo aspetto, il Veneto delle medie imprese, che dopo essersi ristrutturato ora compete con successo sui mercati internazionali, si sente avvantaggiato dalla prossimità geografica con i mercati nord- ed esteuropei. E pazienza per il resto dell'Italia, così incapace di cogliere le opportunità di crescita sui mercati esteri. Ma quanto alle considerazioni più generali il Belpaese è sentito lontano perché, a cinque settimane dalle elezioni, incerte restano le sue prospettive politiche, la sua capacità di rimettersi in cammino. Del resto, come nota Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nordest, sono molti anni che le élite nazionali non individuano un obiettivo condiviso indirizzando di conseguenza i loro sforzi: accadde al tempo dell'ingresso nell'euro, poi basta. Ora la domanda, riprendendo uno slogan elettorale in voga, è quindi: We can? Nel Veneto è una domanda davvero decisiva.

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Nicola guarnieri n (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nicola guarnieri n nicola guarnieri n.guarnieri@ladige.it La Provincia è matrigna, pompa soldi dalla capitale e si gode ogni anno un bilancio con i fiocchi. In Trentino, non a caso, piazza Dante dispensa contributi e finanziamenti a destra e a manca. Merito, ovviamente, dell'autonomia speciale di cui, per altro, quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario. Come recita un antico adagio, però, non è tutt'oro quel che luccica. Ne sa qualcosa un agricoltore-allevatore di Lenzima di Isera, Mario Frisinghelli, che si è scontrato, suo malgrado, contro la "carenza" di fondi. Frisinghelli, oltre a provvedere alla propria azienda agricola, gestisce il distributore automatico di latte crudo alloggiato in via Dante. Un'idea, questa, che ha raccolto notevoli consensi e applausi tra i consumatori e pure in Comune. Peccato, però, che il produttore, dopo aver investito 26 mila euro, si sia visto negare dalla Provincia il finanziamento previsto per legge (la numero 3 del 28 marzo 2003). In base alla normativa prevista per il settore agricolo, il contadino ha diritto ad un rimborso del 35% per l'acquisto della vasca refrigerante, in totale circa novemila euro. E Frisinghelli, conoscendo i tempi della burocrazia, ha presentato la domanda lo scorso luglio. A fine gennaio, da Trento è arrivata la risposta. Convinto che tutto fosse a posto, l'agricoltore di Lenzima quando ha aperto la busta è saltato sulla sedia: "Con la presente - ha scritto il dirigente Fabrizio Dagostin - si comunica che, per carenza di disponibilità finanziarie, la domanda da Lei presentata non può essere ammessa a finanziamento". Insomma, tutto il badget 2008 stanziato per i progetti speciali riservati a chi lavora in campagna è stato esaurito dopo nemmeno un mese dal suo reperimento. E la Provincia gonfia di soldi che fine ha fatto? E la mamma di tutti i trentini sempre pronta ad aprire il portafoglio per soddisfare ogni "capriccio" dei propri figli è diventata tirchia tutto d'un colpo? Mario Frisinghelli, manco a dirlo, non l'ha presa affatto bene: "Non è per la cifra, capiamoci, ma per il metodo. Al giorno d'oggi viene finanziato di tutto, chiunque può inventarsi un'azienda o un'associazione e viene riempito di contributi. Per non parlare delle varie spese più o meno utili, dei milioni di euro investiti per qualunque cosa. Ai contadini di montagna come me, invece, si negano anche i novemila euro per un distributore, sano, di latte crudo. Pazzesco". Mario, figlio e padre orgoglioso di contadini, coltiva la terra ai 600 metri di Lenzima e alleva le sue bestie, che siano vacche asini o cavalli. Lo fa per passione, lo fa perché ama la sua professione ma si rende conto di essere una mosca bianca. "Ai convegni si riempiono la bocca con la parola agricoltura. Parlano di un mestiere in crisi, che nessuno vuole più fare e che per questo non solo va tutelato ma addirittura incentivato. E dopo? Dopo si chiede un contributo contemplato dalla legge e la Provincia risponde di aver finito i soldi stanziati per questi progetti". A fare male, come si può capire, è il metodo non tanto i novemila euro negati. Frisinghelli, infatti, avrebbe probabilmente installato ugualmente il distributore di latte crudo in via Dante ma l'aver scoperto, a gennaio, che i fondi per il 2008 sono esauriti l'ha, per usare un eufemismo, indispettito. "Che non parlino più di sostegno all'agricoltura di montagna perché ormai ho capito che all'ente pubblico interessa poco. E pensare che io ho tre dipendenti: i miei due figli, che sono regolarmente assunti e percepiscono uno stipendio, ed un ragazzo che lavora per me, anche lui in regola. Con questo voglio dire che comunque ho creato occupazione e che ho indirizzato dei ragazzi verso un mestiere che sta scomparendo e che è importantissimo". Questa carenza provinciale, comunque, non inciderà sull'esistenza del distributore. Per il quale Frisinghelli paga al Comune un canone di affitto per occupazione di suolo pubblico di circa 500 euro all'anno. L'iniziativa, come detto, è assai apprezzata. Anche perché l'approccio del consumatore è come con la macchinetta del caffé, come al dispensatore delle merendine: basta inserire una moneta e aspettare, lentamente la bottiglia si riempie, dalla spina sgorga latte crudo, munto da meno di dodici ore. La casupola ai margini dei giardini Italia che eroga latte fresco di mungitura, tra l'altro, è il primo self service urbano in tutta la provincia. 09/03/2008.

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Nell'articolo su Gianluigi (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nell'articolo su Gianluigi indiscrezioni irrilevanti Scrivo la presente in nome e per conto del Signor Ferruccio Sutto, di Campodipietra, in relazione all' articolo apparso a pagina 35 dell'edizione del 7 Marzo 2008 dal titolo "Gianluigi, un piccolo angelo è volato in cielo". Negli interessi del mio assistito sono a censurare i termini e i modi in cui viene rappresentato il signor Sutto, soprattutto nell'ambito di una notizia tragica quale l'improvvisa quanto ingiustificabile e dolorosa dipartita di un bimbo di soli 14 mesi. In particolare il Signor Ferruccio Sutto è a lamentare l'assoluta inconferenza delle attribuzioni imprenditoriali allo stesso autonomamente riferite dal giornalista nell'ambito dell'articolo in oggetto, meritevole escluvamente del giusto cordoglio. Maurizio Salvalaio Avvocato La burocrazia allucinante che stritola le imprese Faccio parte di uno studio di consulenza del lavoro, quindi di uno studio associato di professionisti. Faccio presente un caso. Nelle retribuzioni di gennaio, pagate in febbraio, sono state effettuate le ritenute fiscali, tra le quali l'addizionale comunale. Il 17/03/2008 devono essere versate all'erario, con modello F24, le ritenute in qualità di sostituto d'imposta. Il modulo di versamento prevede che l'importo delle addizionali siano versate indicando separatamente i vari comuni di residenza dei dipendenti. Quindi avremo un versamento cumulativo, comune per comune, a seconda dei vari comuni dove risiedono i singoli dipendenti. Il cliente più rappresentativo dello studio, occupa circa 800 dipendenti: l'azienda tra l'altro è titolare di una catena di negozi monomarca in tutta Italia. Il prospetto generale predisposto dice che per questa azienda, sono interessati 243 diversi comuni di residenza. Il singolo modello F24, nella sezione da compilare, prevede la presenza di quattro righi utili. Quindi per questo cliente devono essere compilati 61 (sessantauno) modelli F24. L'anno scorso, erano sufficienti al massimo due modelli. Facciamo alcuni conteggi. A pagamento avvenuto dobbiamo stampare 61 fogli per l'archivio dello studio, e 61 per l'azienda. Molte banche addebitano in conto corrente l'importo di ciascun modello pagato: in questo caso avremo il conto interessato da 61 righe. A fine trimestre avremo l'addebito di 61 righe al costo unitario previsto dalle condizioni pattuite con la banca. E questo per ciascun mese: in totale la sola stampa di moduli per l'intero anno ammonta a 732 fogli per lo studio e 732 per l'azienda. E non è finita. L'anno prossimo, nel modello 770, se non verranno modificate le regole, dovremo compilare una distinta di versamento, riga nella quale dovremo indicare: codice comune, data di corresponsione stipendio, data di versamento ritenute, importo delle ritenute versate. In poche parole, 243 righe al mese, e cioè 2916 righe in totale. Quest'ultimo lavoro non potrà essere fatto in automatico, perché i dati dovranno essere desunti dalla quietanza stampata mese per mese. L'attuale programma di gestione 2007 del modello 770 prevede una schermata di inserimento di 35 righe: in altre parole occorreranno 84 schermate piene di dati, da trasmettere all'anagrafe tributaria. Questo per un solo cliente. Si può affermare che si tratta di un comportamento allucinante? E tutto ciò a cosa serve? Lettera Firmata Montebelluna Sicurezza sul lavoro qualcosa non torna Tenere maestranze in nero è illegale? Se a dosi e proporzioni giuste non più. Così il nuovo decreto governativo sulla sicurezza del lavoro. Una ditta con il 20%, cioè un quinto, di lavoratori sfruttati, non tutelati, fantasmi senza nome per Inps e l'Inail, non solo non ha più niente da temere dalla legge ma è persino in perfetta regola per partecipare agli appalti pubblici e alle gare d'asta. Sopra il 20% potrebbe avere qualche problema. Proprio una curiosa etica e legislazione del lavoro. Ezio Pelino E-Mail Anche chi muore di lavoro muore come un eroe Sembra che le morti non siano tutte uguali. "A Livella" del Principe De Curtis, conosciuto e amato come Totò, viene smentita dalla mediocrazia imperante. Nello stesso giorno, il maresciallo Pezzulo e l'operaio Segat venivano assassinati, ma, mentre il maresciallo Pezzulo, ucciso in missione in Afganistan, la cronaca ne parlò e ne parla ancora, dell'operaio Segat nessun giornale o rete televisiva ne parla più. Il primo ebbe onori militari e già si pensa di dedicargli una piazza, per il secondo solo parole di circostanza. E' lodevole l'opera dei nostri soldati, ma conoscono bene il rischio che vanno incontro, mentre l'operaio non mette in conto ciò e anche lo stipendio è ben diverso, eppure è l'operaio ad essere in prima linea (in due anni vi sono stati più morti sul lavoro in Italia dei morti delle Torri Gemelle). L'8 marzo ricorda le oltre cento operaie morte a Manhattan, uccise da un padrone che, sommando la bramosia per il denaro, lo sfruttamento e una buona dose di imbecillità, le chiuse a chiave. Nel ricordare queste martiri del lavoro e gli altri martiri che chiedono, in occasione dell'8 marzo che ogni comune dedichi un parco della rimembranza ai martiri del lavoro e già chiesi al sindaco di Salgareda, di dedicarlo a Jasmine Marchese, attraverso questo giornale, spero che questa idea venga recepita. Mario Albanese Treviso.

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Se la burocrazia è tutta una burla (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 9 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Cremona. La trasposizione scenica dell'omonimo romanzo ha chiuso la rassegna di prosa 'DiversaMente' Se la burocrazia è tutta una burla Ieri sera al Ponchielli calorosi applausi per la pièce 'La concessione del telefono' di Nicola Arrigoni CREMONA ? Se la storia di Filippo Genuardi l'avesse scritta un certo Franz Kafka nella fredda Praga d'inizio Novecento l'angoscia avrebbe avuto la meglio. Ma se a raccontare la paradossale vicenda burocratica per ottenere una linea telefonica che colleghi il magazzino di legname di Pippo Genuardi alla casa del suocero, sposato con la giovane Lilla, amante segreta ma non troppo dello stesso Genuardi è Andrea Camilleri, allora tutto si stempera, il meccanismo fagocitante della burocrazia, gli intrighi politico-mafiosi si fanno leggeri e alla fine tutto si risolve e giustifica in un appetito sessuale che ha dell'incredibile e motiva la richiesta della linea telefonica. Solo il colpo di scena finale con la morte del Genuardi ad opera del suocero geloso sembra gettare un'ombra tragica sulla pièce, se non fosse per la miopia investigativa della Benemerita che legge tutto come incidente... Questa è la prima impressione che regala La concessione del telefono, riduzione teatrale dell'omonimo romanzo firmata da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale, in scena ieri sera al Ponchielli per la rassegna DiversaMente. La storia di Pippo Genuardi è così assurda e irreale che non è un caso che la bella cornice scenica ideata da Antonio Fiorentino viri verso la favola. Enormi faldoni di fogli polverosi ingombrano il palcoscenico e a muoversi fra quella carte 'sudate' sono una serie di personaggi a loro volta vestiti con abiti di 'carta' che non sono persone in carne ed ossa, ma piuttosto macchiette, caricature di un mondo che sta al limite del grottesco. Lo spettacolo dello Stabile di Catania mette in atto tutte le strategie necessarie e sufficienti per rendere con assoluta fedeltà la vicenda narrata da Camilleri, dare corpo a quella lingua in cui l'italiano e il vernacolo siciliano si intrecciano in un pastiche che inclina al comico. Tutto ciò ottiene il risultato cercato: la vicenda si svolge in scenette chiare e per certi versi ben delineate e concluse con cambiare di posizione dei faldoni, la caratterizzazione dei personaggi è tale che ogni movimento, il tono delle battute suscitano immediatamente la risata e l'applauso a scena aperta del pubblico. In tutto ciò si avverte una coerenza di stile e di racconto che a tratti appare monotona e senza particolare guizzi interpretativi, ma ciò passa in secondo piano ne La concessione del telefono perché ciò che interessa è la messa in scena della storia raccontata da Camilleri. Angelo Tosto, Pippo Pattavina, Tuccio Musumeci, Gian Paolo Poddighe, Francesco Di Vincenzo, Mimmo Mignemi, Marcello Perracchio, Alessandra Costanzo, Laura Tornambene, Franz Cantalupo, Giampaolo Romani, Sergio Seminara e Raniela Ragonese assolvono con coerenza stilistica e caricaturata verve comica allo stile favolistico de La concessione del telefono che ha chiuso la rassegna DiversaMente fra gli applausi.

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<abbiamo risorse che altri non hanno> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"abbiamo risorse che altri non hanno" confcommercio "FACCIO un appello a tutti: puntiamo sugli aspetti positivi". Vincenzo Bertino, presidente provinciale e vicepresidente regionale della Confcommercio, chiede un sorriso soddisfatto agli imprenditori. "Con l'Expo le aziende possono guardare avanti con fiducia ed entusiasmo - ha proseguito Bertino - Non dimentichiamo che la nostra provincia produce nel settore terziario, ossia commercio, turismo, servizi e artigianato, quasi l'80% del prodotto interno lordo. Ma è necessario dare una speranza ai giovani imprenditori e alle aziende che vorrebbero investire nel Savonese. Bisogna andar loro incontro riducendo la burocrazia e velocizzando le procedure. Dobbiamo dare la giusta immagine della nostra provincia, superando l'atteggiamento pessimista. Abbiamo delle potenzialità che altri non hanno, eppure perdiamo delle occasioni perché non ci proponiamo sul mercato nel modo giusto". 09/03/2008.

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I molteplici interessi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I molteplici interessi attorno alla politica LA COMPETIZIONE elettorale italiana dimostra di essere, tanto per cambiare, oggetto di vari e molteplici interessi, persino gli allibratori inglesi ci inseriscono nelle loro bar/previsioni avvisandoci che a tutt'oggi Silvio è in forte vantaggio su Walter e che quindi puntando sul vincitore sicuro non si vince nulla. Allibratori o fini analisti politici? Ma al di là della triste battuta vale purtroppo la conferma di quella sottocultura calcistica che diventa metro di lettura (metaforicamente intesa) di una realtà che non è una palla. No, è peggio. Penoso marketing, costruzione del nemico, metodologia da squadracce per cui il nero o colori mischiati diventano simbolo della medesima insipienza. E così con il sempre attuale metodo del "panem et circences" per i pezzenti si disegna una politica che, non fosse già abbastanza del cavolo (organo sessuale maschile) diviene luogo dell'altrui necessaria eliminazione, per ora dal torneo ma chissà... Dato che abbiamo già potuto osservare come le sacre abluzioni nell'acqua di Fiuggi abbiano trasformato unicamente "fascisti asciutti" in "fascisti bagnati" e quindi nell'attesa che le future sorti della nostra economia politica ci vengano disvelate da accurate letture di fondi di caffè o da significativi incroci di ossetti di pollo eleviamo un indigesto pensiero a San Moggi e (danarosa) combriccola platealmente salvati da una vittoria mondiale. Coincidenza o potere? Moreno Barbieri Verdi di Belluno Il Veneto, Galan e la sanità di montagna SUL "Corriere delle Alpi" di venerdì 7 leggo le dichiarazioni del governatore Giancarlo Galan in margine alla spesa della Regione in provincia di Belluno. "L'unica macroarea a evidenziare un calo dei pagamenti rispetto al totale regionale - precisa Galan - è l'area "Persona" (sanità, sociale, ecc.)" in ragione del fatto che "uno dei criteri di attribuzione (delle risorse finanziarie) è il numero degli abitanti". Ma è proprio questo il punto debole delle politiche regionali per le zone montane! Prendiamo il caso della sanità e dell'assistenza socio-sanitaria. è dal 2001 (Commissione ministeriale per i problemi della sanità in montagna) che la Regione Veneto fatica a modulare i suoi interventi su questo delicatissimo versante (diritto alla salute e pari opportunità di accesso ai servizi). In altri termini, la Regione Veneto (ma non è sola...) fatica a finanziare la spesa sanitaria e socio-sanitaria sulla base dei "costi aggiuntivi" connessi con il vivere in montagna. Anche la recente "nuova" proposta di riparto del Fondo sanitario regionale - presentata dalla Giunta alla competente commissione del Consiglio regionale - si incaglia su questo profilo. è vero che per la popolazione residente sopra i 600 metri (circa 70 mila persone in provincia) si riconosce un aumento della quota pro-capite pari al 25 per cento. Tuttavia, per importanti capitoli, il criterio generale applicato quest'anno è la quota capitaria "secca", cioè il numero degli abitanti. Nel passato invece - per esempio a livello di spesa farmaceutica nella medicina di base o di assistenza ospedaliera - la quota capitaria veniva mitigata per il 50 per cento con la pesatura della popolazione secondo le classi d'età, così da calcolare quanto meno il numero degli anziani assistiti. Nel 2008 non sarà più così. I due capitoli di spesa appena citati sono grossomodo la metà del "budget" di una Ulss della provincia. Attribuire le risorse sulla base del numero tal quale degli abitanti (pur con un correttivo su un terzo del totale, quelli residenti sopra i 600 metri) non appare una risposta del tutto su misura delle zone montane. Maurizio Busatta Già presidente Conferenza dei sindaci dell'Usl 1 L'iniziativa Costan andrebbe allargata SONO un vostro lettore, vorrei esprimere due parole sulla vicenda alla Costan di Limana, sul proibire o no l'alcool. A modo mio è una delle poche aziende che si preoccupano di questo problema. Esasperante per chi ha vicino persone così o di facile ilarità per chi non lo conosce. Forse tutti non sanno la sottile differenza tra il bevitore sociale e l'alcolista. Secondo ricerche mediche può considerarsi addirittura genetico: non mi sembra affatto giusto generalizzare sui bellunesi tutti beoni. Premetto che questo disagio può essere condizionato a rischi per la sicurezza: lavorare con uno alterato per me incide sull'incolumità dei colleghi. Si sa poi che non avendo le facoltà al 100 per cento viene difficile collaborare. Visto che nel territorio ci sono varie possibilità sarebbe da estendere questa iniziativa al resto della provincia: qui sanità e sindacati potrebbero intervenire poichè chi ha il disagio non sempre lo fa di proposito. Termino con un quesito: siamo allarmati solo se c'è un autista alticcio o un barbone che gira in bicicletta a Belluno? Massimo Rolt BELLUNO Il Pd, insieme si può giovani e meno giovani COSA spinge uomini e donne, giovani e meno giovani, in una bella domenica mattina di febbraio, in una Pedavena che si è appena svegliata, ad uscire di casa, quando ancora si potrebbe dormire? Cosa hanno in comune queste persone che non si sono mai viste prima e che oggi si ritrovano raccolte nelle sale della Pro Loco? Prendono posto, un po' intimiditi, cercano tra i presenti qualche viso familiare, aspettando che la riunione inizi. Introduce la riunione Teresa De Bortoli, ricordando come i presenti siano stati sollecitati a riunirsi in quanto votanti alle primarie. A ciascuno di loro è stato rivolto un invito personale, e ciascuno, con la sua presenza conferma che l'invito è stato accolto, che quel voto era espressione di un bisogno reale di essere presenti, di dire la propria opinione, di contare come cittadini e come persone. Eccoci, allora. Si dà vita ad un circolo PD qui a Pedavena che raccoglie cittadini che offrano la loro disponibilità. Tutti i presenti sono sollecitati a candidarsi, ma nella compagine del circolo metà degli eletti dovranno essere donne e sono benvenuti soprattutto i giovani. Dopo alcuni interventi, tra cui si segnala quello del sindaco Zaetta, che farà parte del diritto del circolo in quanto aderente al PD della sua fondazione, si passa alle votazioni per i componenti del circolo e per il coordinamento provinciale. Eccoli dunque i giovani, Francesca Avanzo, Piero Carniel, Elisa Turro, Cinzia Gallina, studenti universitari, espressione di un'Italia che crede nell'impegno e nel lavoro, Beatrice Sartor e Renata Cataldi, che rappresentano la voce delle donne, Gianluigi Cidaria, pensionato dinamico, pronto a dedicare al nascente circolo tutte le sue energie in qualità di segretario, e poi Andrea Sartor, Franco Bellot e Nicola Castellaz. E' proprio Nicola Castellaz, giovane insegnante di matematica, che viene eletto nel consiglio provinciale, dove porterà la sua energia, le sue idee chiare e la sua capacità di sostenerle con fermezza. Il circolo prende forma e inizia il suo lavoro. Presto si spera avrà una sede qui a Pedavena dove gli amici che vorranno confrontarsi con noi, ricevere informazioni e materiale illustrativo, potranno incontrarci. E sarà facile anche contattarci via e-mail alla nostra casella di posta elettronica pdpedavena@libero.it, uscendo da quel primo incontro alla Pro Loco, in quella bella mattina di febbraio, quasi stupiti di esserci trovati coinvolti in questa nuova avventura, abbiamo cominciato a parlare, abbiamo cominciato a conoscerci... forse dovrei dire a ri-conoscerci, dal momento che ognuno di noi ritrova negli altri ciò che lo ha spinto a presentarsi, ad accogliere l'invito: la voglia di dire che è ora di cambiare, il desiderio di uscire dalle logiche dei mestieranti della politica che hanno ridotto il nostro Paese in questo stato miserevole, il bisogno di respingere la tentazione dell'antipolitica in nome di una convinzione democratica del senso della partecipazione, la fiducia infine nella collettività che è fatta di persone che tutte insieme hanno una grande forza. A tutti quelli che sentono come noi rivolgo l'invito ad unirsi ad noi, perché... insieme si può. Renata Cataldi Una Cm da Ponte a Feltre per abolire la Provincia STUPITI! Noi che a suo tempo abbiamo celebrato un matrimonio indissolubile con il sindaco Prade, non siamo riusciti a capacitarci di come il sindaco abbia potuto scrivere quelle parole sulla Comunità montana. Nella più perfetta prassi vetero-politica, Prade ha temperato il futuro con il solo fuoco del "nuovo", insomma mettendo insieme tante parole per dire che non sono problemi che interessano la gente. Eppure il sindaco era chiamato a chiarire ai cittadini il perché della sua scelta di dichiarare chiusa l'esperienza della Comunità montana Ponte nelle Alpi-Belluno. Il circolo Antonio della Lucia ha provato a mettere in ordine alcune argomentazioni nella speranza che il sindaco le voglia approfondire con i cittadini. 1 - La Comunità montana è un centro di spesa, ma non solo: nella attuale configurazione non potrà mai essere neppure un piccolo motore per lo sviluppo del territorio, al massimo continuerà ad aggiungere burocrazia a burocrazia. 2 - La Valbelluna, da Ponte nelle Alpi a Feltre è, sotto l'aspetto urbanistico, senza soluzione di continuità. 3 - La legge urbanistica regionale ha previsto la redazione di un Pat (il vecchio Piano Regolatore) come strumento di pianificazione comunale, ma anche il Pati definito come "lo strumento di pianificazione finalizzato al coordinamento fra più comuni". Il coordinamento, recita ancora la legge, ha per oggetto "ambiti intercomunali omogenei per caratteristiche insediativo-strutturali, geomorfologiche, storico-culturali, ambientali e paesaggistiche e previsioni la cui incidenza territoriale sia da riferire ad un ambito più esteso di quello comunale". Per noi (non sappiamo se su questo punto il sindaco sarà d'accordo) questo significa una solo cosa: l'area vasta di cui parla la legge urbanistica regionale può essere rappresentata da una Comunità montana Ponte nelle Alpi-Feltre. La Regione la istituisca con elezione diretta di presidente e consiglieri. E' solo a questo punto che l'Ente Provincia potrebbe essere abolito. Forse non sarà inutile completare il quadro enumerando alcune situazioni di difficoltà che hanno bloccato lo sviluppo socio-economico della provincia, proprio per l'assenza di una struttura come quella indicata. - Quanto ci è costata l'incapacità di redigere un piano del traffico e delle infrastrutture tra Feltre e Belluno? - Di quali investimenti avrebbe potuto beneficiare l'ospedale di Feltre se, in aggiunta a quelli normalmente disponibili, avesse potuto beneficiare di quelli spesi inutilmente per mantenere l'Ulss n.2? - Quanto territorio abbiamo consumato e quanti soldi abbiamo spesi per dislocare strutture edilizie, industriali commerciali fuori da ogni logica di gestione del territorio e dello sviluppo? - Quanto è costato alla provincia e ai nostri giovani l'assenza di una politica per l'Università? Completiamo il quadro con una indicazione che ci è pervenuta da Piero Nervi, ordinario di Economia e politica montana e forestale dell'università di Trento: "Una forte Comunità montana come potrebbe essere quella tra Ponte nelle Alpi e Feltre, avrebbe la capacità di contrattare con le vallate alpine oneri e onori per uno sviluppo condiviso". Questa è la condizione per dire "Aboliamo la Provincia". Noè Zanette Presidente Circolo Antonio della Lucia Un ladino in Parlamento come segnale forte Noi ladini siamo una popolazione piccola, che ha sempre dovuto subire, nel corso della sua storia, le guerre e le vicende di politiche nazionali e internazionali in modo passivo. Politicamente e storicamente noi ladini adesso ci ribelliamo a questo, e ci ribelliamo in modo pacifico ma con una forte coscienza interiore che urla la parola libertà. è un diritto di ognuno, piccolo o grande che sia, dipoter usare la parola libertà.La ladinità non è perfetta, ma non ha mai fatto parte dei giochi forti di potere. E adesso, dopo il referendum popolare dell'ottobre 2007, che ha avuto un esito estremamente positivo, col quale i 3 comuni ladini storici di Ampezzo, Livinallongo e Colle Santa Lucia hanno chiesto la riannessione al Trentino - Alto Adige/ SÜdtirol, i ladini chiedono a gran voce una loro rappresentanza in parlamento. Non perché altri non siano in grado di rappresentare i ladini, ma perché ci vuole un segno forte che vada oltre i partiti e le tattiche. Christian Ferdigg SAN VIGILIO DI MAREBBE Bellunesi, non dormite! Uscite di casa Per favore, uscite di casa. Bellunesi, dove siete finiti? Andate a letto dopo cena? E i giovani che fine hanno fatto? Dopo le 21 in piazza dei Martiri non c'è più nessuno. Un vero dormitorio. Quando raccontiamo com'era la piazza una decina di anni fa, chi è arrivato da poco tempo non ci crede. Quando diciamo loro che al Manin e al Deon non riuscivamo neppure a entrare, ci prendono per matti. Bellunesi, tornate a vivere la piazza. Non la lascia morire. Lettera firmata.

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Crepaldi, si allungano i tempi per il rimpatrio della salma (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Crepaldi, si allungano i tempi per il rimpatrio della salma Si allungano ulteriormente i i tempi per il rimpatrio della salma di Paolo Crepaldi, il 43enne metalmeccanico goriziano trovato senza vita nel proprio letto in un ricovero nelle vicinanze di Katmandu, la capitale del Nepal, Paese dove si trovava per un viaggio dedicato al trekking e alle passeggiate d'alta quota sugli altipiani ai piedi dell'Himalaia. A trovare il suo corpo ormai privo di vita erano stati due settimane fa i compagni di viaggio italiani che si trovavano con Crepaldi. Ebbene, a quindici giorni di distanza dal decesso ancora non risulta sia stata effettuata l'autopsia e sembra ancora lontano il nulla osta dell'autorità competente per il rimpatrio della salma che dopo il decesso era stata trasferita in elicottero in una camera mortuaria a Katmandu, dove si trova tuttora. La moglie di Paolo Crepaldi, Loredana, è attualmente in contatto con il consolato italiano di Calcutta, che ha competenza anche per il territorio nepalese e con il console onorario a Katmandu. Attraverso i contatti con il consolato di Calcutta la signora Crepaldi ha inoltrato una delega scritta per l'effettuazione dell'esame autoptico: "Per il momento, però, ancora non abbiamo potuto sapere se l'autopsia sia stata o meno effettuata - spiega Loredana -. Ci hanno fatto capire, però, che in questi casi i tempi della burocrazia sono estremamente lunghi. Temo quindi che dovremo aspettare ancora prima del ritorno di Paolo a Gorizia". Una volta concesso il nulla osta la salma di Paolo Crepaldi sarà trasferita per via aerea da Katmandu a Milano, da dove partirà l'ultimo viaggio del 43enne goriziano verso la sua città, dove saranno officiate le esequie e dove Crepaldi lascia, oltre alla moglie Loredana, la figlia quindicenne Athena e la madre Nelly. Tornando agli accertamenti sulla dinamica della morte di Crepaldi, c'è da dire che ormai, a due settimane di distanza dall'accaduto, si fa sempre più strada l'ipotesi di un decesso dovuto esclusivamente a cause naturali: verosimilmente un infarto durante il sonno, visto che il corpo di Paolo Crepaldi è stato trovato senza vita nel letto dove si era coricato la sera prima. Sul suo corpo non sono stati trovati segni che potrebbero far pensare a cause diverse né tantomeno a una morte di natura violenta. Il 43enne goriziano non aveva mai manifestato, peraltro, problemi di salute, né tantomeno di natura cardiaca e recentemente, poco prima di partire per il suo viaggio in Nepal, si era anche sottoposto a una visita medica che non aveva riscontrato anomalie. "Ho parlato con alcuni dei compagni di viaggio di Paolo - racconta ancora Loredana -, che mi hanno raccontato come hanno trovato il corpo quella mattina. Era nella tipica posizione che mio marito assumeva nel sonno. Anche se manca la conferma ufficiale, la spiegazione più verosimile è che si sia trattato davvero di un arresto cardiaco avvenuto mentre dormiva".

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LA SICUREZZA E I SUOI CONFINI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-09 num: - pag: 1 autore: di ARMANDO TORNO categoria: REDAZIONALE CANTIERI, CROLLI E INCIDENTI LA SICUREZZA E I SUOI CONFINI S i sono spese molte parole negli ultimi tempi sulla sicurezza a Milano. L'inflazione di termini e di frasi fatte continua soprattutto in questi giorni grazie alla campagna elettorale, periodo che registra tradizionalmente la solita inondazione di promesse. Ma tra le sirene della politica e la realtà c'è sempre uno iato che, con il nuovo secolo, si è fatto ancora più grande e ora si avverte, si tocca, causa fastidio. Non spetta a noi analizzare e descrivere le nuvole di parole che solcano i cieli preelettorali, diremo semplicemente che i piccoli fatti rivelano un generale stato di malessere e, in talune zone di Milano, non è esagerato parlare di allarme. Qualche esempio? Non c'è che l'imbarazzo della scelta, lasciando in un canto le cose grosse per meglio focalizzare le piccole. Ieri molti avranno letto che in una casa di piazza Cardinal Ferrari (accanto ci sono quei box in costruzione che hanno ridotto la città come un groviera) sono crollati cinque piani di scale. La città, inoltre, è rimasta sgomenta per l'incidente avvenuto giorni fa davanti al tribunale fra un tram e un bus, e che si è ripetuto nel medesimo luogo senza vittime (per fortuna) a distanza di tre settimane. Via San Mamete, quartieri presso le ville storiche di Crescenzago: la paura per la poca sicurezza ha indotto gli abitanti a ricorrere, anche qui, ai vigilantes. Non sono che piccoli esempi di una storia decisamente più vasta e complessa, fonte di malessere quanto i problemi nazionali. I milanesi perdono la sicurezza in casa, sui mezzi pubblici, sanno che la microcriminalità è al lavoro sempre e comunque e che il rischio aumenta anziché diminuire. In un Paese dove la burocrazia alimenta se stessa, perché nessuno di quei signori mantenuti dai contribuenti ha pensato di "rimappare " la città, di proporre un tagliando a Milano per la sicurezza in senso lato? In fondo, per ridare respiro ai cittadini basterebbe un piano nemmeno tanto complicato, capace di coinvolgere l'amministratore del condominio, l'esperto dei trasporti, chi deve garantire che balordi e delinquenti non aumentino con coefficienti da Terzo mondo. Invece anche a Milano accade il contrario. I controlli si occupano, in genere, di chi ha le carte in regola, per il semplice motivo che il burocrate cerca di svolgere con la minor fatica possibile il minimo di mansioni che gli permette di giustificare lo stipendio. Forse è arrivato il tempo di fermarsi e riflettere, di ricordare al palazzo che tra le tasse pagate e i servizi resi c'è un baratro vergognoso. E che i veri truffati siamo noi. Contribuenti costretti a smaltire anche le piccole paure, oltre le numerosissime del sistema-Italia.

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Viva e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-03-09 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La storia Viva e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni VIGODARZERE - Chiede all'Asl perché non le hanno ancora spedito a casa il tesserino sanitario e così scopre di essere... morta da 25 anni. Le dicono perfino quand'è avvenuto il suo decesso: il primo gennaio 1983. A fare la bizzarra scoperta è una quasi ottantenne padovana, che per certo sa di essere nata l'1 ottobre 1928 a Saletto di Vigodarzere in località Cavaizza e di abitare dal 1957 a Copparo in provincia di Ferrara. Ma a quel punto viene assalita dal dubbio: possibile che il computer dell'Asl si sia sbagliato? Così, come farebbe ogni buon fantasma, appena saputo di essere morta, Ultimina Dalla Pria è andata all'anagrafe del suo paese per vedere chi aveva ragione. Ma, si sa, la burocrazia non si arrende all'evidenza: ha bisogno di prove e così la signora ha dovuto ingaggiare l'avvocato Giuseppe Incandela che si è messo in contatto con l'Agenzia delle entrate. "Sto ancora aspettando una risposta, ma non dovrebbero esserci problemi" si augura il legale. Ma come le è venuto in mente di chiedere quel documento? "Me l'ha suggerito la parrucchiera: ce l'hanno tutti, mi ha detto. E poi in farmacia mi avevano respinto la vecchia tessera sanitaria. All'ospedale si sono stupiti di vedermi allo sportello e a me è sembrato strano che mi dessero per morta visto che godo ottima salute. Mi han detto: "Con questo foglio vada a Ferrara" ma io quella carta e il certificato anagrafico li ho passati all'avvocato". Ultimina Dalla Pria a 22 anni aveva sposato un agricoltore di Masi per trasferirsi nel ferrarese. Una vita difficile, segnata dalla morte del figlio a soli 20 anni. Alla richiesta di rievocare i ricordi padovani, Ultimina sorride: "Mai vista Padova. Ci sono andata una sola volta, da Saletto, dopo sposata. Erano anni difficili, si lavorava tanto e si stava molto a casa; al massimo giravo un po' in bici. Pensi che in vita mia sono stata una sola volta al mare, ai lidi di Comacchio con mio figlio". Ecco perché rifiuta l'invito a comparire in televisione a Roma: "Mi hanno telefonato che mi mandano un taxi fino all'aeroporto di Bologna. Gli ho detto di no". Roberto Brumat Sorridente Ultimina Dalla Pria è nata a Saletto di Vigodarzere.

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Veltroni al Nordest: il fisco sarà amico (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-09 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Veltroni al Nordest: il fisco sarà amico "Qui fatti molti errori". A Berlusconi: noi rispettiamo i programmi altrui, fa tristezza Successo a Treviso, in molti non riescono ad entrare nel teatro La moglie Flavia sul pullman: imparo molto DAL NOSTRO INVIATO TREVISO - "E Calearo? No ghe xè Calearo?", ironizza in dialetto lo scaricatore di Porto Marghera. No, il candidato-imprenditore veneto, in gara per il Pd, non c'è. Ma c'è Cacciari, dato il giorno prima per incerto, e ci sono i portuali. Tanto basta a Walter Veltroni per sorridere: "Dai Massimo, facciamo una foto". Poi l'abbraccia, nonostante il sindaco di Venezia, che lo seguirà fino a Mestre, continui a criticare le candidature "decise a Roma ". Ma il tentativo di "Walter for premier" è più ambizioso: tentare l'abbraccio con il Nordest, cioè la zona d'Italia forse più ostica per il centrosinistra. E così decide di puntare su Treviso, la città dello "sceriffo" Gentilini, simbolo leghista per eccellenza. Prima però fa una sosta per l'ormai tradizionale pranzo in una famiglia di Martellago, i Favaretto. Ed appare anche la moglie Flavia, salita anche lei sul pullman. Esce dal pranzo soddisfatta con un mazzo di fiori in mano. Le hanno regalato ciambelline al vino e radicchio sott'olio: "Sono contenta di stare qui: si imparano molte cose". E così entra nel tour elettorale veltroniano anche la riservatissima Flavia, finora rimasta discretamente nell'ombra. A Treviso lo accolgono al teatro Eden in tanti. Non riescono ad entrare tutti. Lui ne approfitta per un solenne mea culpa: "Dobbiamo ammetterlo, con voi abbiamo commesso molti errori. Per tanti anni è esistito un muro che divideva il Nordest dal centrosinistra. La coalizione di cui facevamo parte impediva al riformismo di emergere in tutta la sua forza. Ma ora che ci siamo presentati da soli siamo più liberi". In platea c'è Rosy Bindi e l'ex pm Felice Casson, che lo seguono alla conquista del Nordest "profondo". Veltroni ci prova, cerca di parlare un linguaggio che faccia breccia nella gente. Fa i complimenti ai veneti "capaci di integrare e di accogliere" da una parte, promette "lotta alla clandestinità" dall'altra. Invoca "più sicurezza" e "uno Stato semplice" contro la burocrazia- mostro: "Dobbiamo arrivare a concedere l'apertura di un'azienda in un giorno". Ed è proprio sulla lode delle piccole e medie imprese che punta Veltroni: "è finito il tempo della lotta di classe. Perché un imprenditore con tre o quattro operai, che fino a poco tempo prima era operaio, non può essere considerato un padrone ". Quindi passa al tema più sensibile per il popolo delle partite Iva: "Prometto un fisco amico ". Cioè l'abbattimento della pressione fiscale di un punto l'anno attraverso la riduzione della spesa pubblica. Ad un certo punto tira fuori un sondaggio Ipsos: "La distanza con la destra si è ridotta a 6 punti. E c'è un 30% di incerti". Poi risponde a distanza a Silvio Berlusconi che nelle stesse ore a Milano stracciava il programma del Pd: "La cosa peggiore è quando si stracciano i propri programmi, come hanno fatto loro ". E sempre rivolto al Cavaliere, convinto che l'Italia non sia pronta a una piena uguaglianza di uomini e donne in politica: "è un discorso ottocentesco". Applausi convinti per Veltroni, prima di recarsi a Belluno. Ed è significativo che anche Massimo D'Alema in Campania abbia fatto un discorso autocritico, rivolto in questo caso alle candidature del Pd in quella regione: "In campagna elettorale bisogna pensare agli eleggendi e non agli eletti sicuri". Ospiti Veltroni e la moglie Flavia vanno a pranzo dalla famiglia Favaretto, a Olmo di Martellago Porto Marghera Massimo Cacciari accoglie Walter Veltroni Roberto Zuccolini.

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Sul marciapiede con il Vangelo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-03-09 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Frontiere Colmegna e Ciotti, Benzi e Gallo: testimoni contro la violenza, la droga, il dolore, la paura Sul marciapiede con il Vangelo Candido Cannavò racconta i preti (e un vescovo) che soccorrono gli ultimi di PAOLO DI STEFANO L o si dice sempre: c'è un'altra Italia, diversa da quella che appare nei telegiornali, nella politica, nelle cronache giudiziarie, nelle cronache rosa, nelle cronache nere. Un'Italia che lavora, che fatica con impegno e con tenacia, e alla quale non piace parlare troppo. Un'Italia che ama più i fatti che le parole. Ma i fatti vanno raccontati, con le parole. E Candido Cannavò le parole le sa usare, non solo in ambito sportivo come sarebbe portato a credere il tifoso che ha letto per anni la Gazzetta dello Sport, di cui è stato direttore e in cui oggi fa l'editorialista. C'è poco da stupirsi, come osserva giustamente Gian Antonio Stella nella prefazione a Pretacci (Rizzoli), perché Cannavò ha alle spalle anni da inviato di cronaca e di costume, ed è stato autore di una delle prime inchieste sulla malasanità, il libro bianco I lazzaretti di Sicilia. Qui, con queste "storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede ", ritorna alle origini, un po' come aveva fatto un paio d'anni fa con La libertà dietro le sbarre, un viaggio nelle carceri italiane. Ritorna al reportage, quel genere misto, e difficile, tra racconto, viaggio, intervista, inchiesta. Sulle orme di quei preti che, appunto, alle parole (e alle prediche) preferiscono i fatti, al pulpito preferiscono la strada, alla gerarchia preferiscono il lavoro sul campo, duro e oscuro, tra i drogati, tra le prostitute, negli abissi della pedofilia, nei gironi della malattia, nei quartieri della povertà, della delinquenza, della mafia. E con la gerarchia spesso e volentieri si trovano in contrasto: sospettati di essere disobbedienti, di voler capovolgere i valori spirituali, accusati di peccare di protagonismo e magari in odore di anarchia. è vero che in molti dei "pretacci" incontrati da Cannavò a un certo punto c'è come una conversione francescana: "Ricordo che a diciassette anni mi accadde un episodio stranissimo - racconta don Luigi Ciotti -, all'epoca stavo per diplomarmi in telefonia e telegrafia". A un certo punto avviene un incontro rivelatore o un'epifania, uno di quei casi che danno senso a una vita e a cui non si riesce a resistere. La quotidianità di don Ciotti subisce una sterzata quando incontra un barbone, ex chirurgo tormentato dal senso di colpa per aver operato, in stato di ubriachezza, una donna che morì sotto i ferri. Don Fortunato Di Noto, il prete siciliano impegnato contro la porno- pedofilia telematica, ricorda che studiava ragioneria e aveva pure la fidanzata quando cominciò a dare ripetizioni in un orfanotrofio e lì si accese la sua luce. Don Andrea Gallo era uno studente vivace quando, da allenatore di calcio, incontrò la squadra del Don Bosco e conobbe il salesiano don Piero Doveri: "Mi incantò il suo rapporto con i giovani" e "scattò la molla". Storie di vocazioni irresistibili che si rivelano nei modi più impensati. Storie di uomini che credono fermamente che "il posto della Chiesa è tra i poveri", come dice padre Alex Zanotelli. Storie di battaglie vinte (e perse) che si incrociano con le storiacce di quelli che Gallo chiama i "Lontani". Un ragazzo rom croato, Drago, che non aveva famiglia, e che don Gino Rigoldi accoglie nella sua comunità nel tentativo di dargli un'identità, prima di adottarlo come figlio. Oggi si chiama Valentino Rigoldi, ha i documenti e un lavoro. Sono storie di piccoli miracoli del nostro tempo realizzati con il Vangelo nel cuore, ma senza le ortodossie del credo ufficiale e senza la burocrazia curiale. Come la storia del bambino autistico Graziano, al quale don Oreste Benzi trovò una famiglia. E le molte straordinarie vite di ragazze salvate dalla schiavitù, narrate da don Benzi nell'estate del 2007, poco prima di morire: "Lavorava di giorno e usciva di notte con il suo Vangelo in mano". O come la vicenda tragica e poi felice di Rosario Fiorenza, raccontata nelle pagine su Zanotelli: Rosario era uno scugnizzo come tanti del quartiere Sanità, dove regnano la legge del pizzo e lo spaccio di droga, "ha salvato più di cento ragazzi, avviandoli anche a un mestiere, a un lavoro, a un'arte". La passeggiata di Cannavò per quelle strade è un racconto nel racconto, tra il chiasso, le strutture cadenti dei palazzi, la pasticceria-museo di Salvatore Coppella, brandelli del genio di Maradona rimasti appesi sui muri, come il ricordo dell'eleganza di Juliano 'o guaglione, la casa natale di Totò diroccata come le altre. Paesaggi e personaggi. Tanti. Una folla di uomini e donne che lottano e che amano la vita: prima di tutto quella che si vive su questa terra. Amano ridere, esagerare, combattere, mangiare: ci sono diverse tavolate, in questo libro, e molti piatti della cucina italiana (sentite il cameriere in una trattoria di Avola: "Abbiamo triglie di scoglio, appena pescate, si squagliano in bocca..."). è un racconto commovente anche il viaggio in treno ("solo un patetico vagone, vecchio e isolato") da Lamezia Terme a Locri, per incontrare Monsignor Giancarlo Bregantini, l'unico pretaccio vescovo della serie: "Il riscatto del Sud, l'Italia che avanza, le balle che sentiamo da tanti decenni sono più vecchie del treno che marcia con dignitosa stanchezza, tra una stazioncina e l'altra, verso la sua meta sempre lontana". Centotrenta chilometri in quasi tre ore per arrivare in una stazione senza neanche un cartello che segnali il nome del paese: "Locri è un atto di fiducia". è un atto di fiducia nell'umanità la battaglia che conducono questi "pretacci". Sulle cui labbra ricorre sempre un nome: quello di don Lorenzo Milani, esempio di sacrificio e di emarginazione dalla gerarchia. Un modello transgenerazionale: lo citano padre Zanotelli e don Santoro. Lo cita anche l'ex operaio trentino Bregantini. Se ne ricorda anche il parroco contestatore don Luciano Scaccaglia, che con un ritratto di Che Guevara appeso nel suo studio lavora nel cuore malato della ricca Parma, dopo aver vissuto nei lebbrosari, nelle baraccopoli e nelle discariche di mezzo mondo. Fuori dagli schemi e dalle regole. Gente fuori misura. De resto, il pretaccio-tipo somiglia molto al rimprovero che si sentì sbattere in faccia don Rigoldi dal rettore del seminario: "Tu non hai nessuna attitudine per fare il prete". La frontiera Dall'alto in senso orario: don Rigoldi nell'orfanotrofio di Rmnicu Vlcea in Romania, padre Zanotelli nello slum di Korogocho, una vecchia immagine di padre Bossi nelle Filippine e il vescovo Bregantini durante una partita di calcio.

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Disabili occupano la casa <dimenticata> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Burocrazia Struttura restaurata dai privati nel 2006: la Regione dovrebbe solo accreditarla, finora non l'ha fatto Disabili occupano la casa "dimenticata" A Villa Maraini il centro Archimede: letti pronti e mai utilizzati La struttura ospita disabili ed è stata "occupata": i precari che ci lavorano non chiedono soldi, solo un'autorizzazione La precaria della Croce rossa che ha occupato la palazzina dice che in vita sua, lei, al massimo ha occupato un bagno. "Occupare è illegale", sorride. Adesso, però, qualcosa è scattato, in lei e nei suoi colleghi: rabbia, principalmente. Perché quattordici disabili aspettano da anni non soldi, non fondi, non investimenti: ma un'autorizzazione. Che, per loro, varrebbe una casa nella quale dormire. Eppure, da due anni, questa autorizzazione non arriva. Forse se ne potrebbe ridere, archiviare tutto come l'ennesima beffa della politica e della burocrazia, trovare il modo di dimenticare: ma qui, dentro questa storia, vivono i destini di quattordici ragazzi, abili a modo loro, sorridenti, e così puri che questa storia non riescono a capirla. Tutto accade nella casa del parco del centro "Archimede", una struttura a due passi da Villa Maraini che da qualche anno, grazie al lavoro dei precari della Croce Rossa, accoglie disabili dal mattino al pomeriggio: la sanità pubblica va come va, e allora qualche privato ha firmato assegni e pagato i lavori per ristrutturare, per accoglierli anche di notte, creare per loro una casa, con dei letti puliti, dei bagni con acqua calda, dei laboratori per lavorare il legno. Si tratta di ragazzi disabili che hanno genitori anziani e stanchi, ovviamente. Alla sanità pubblica non si chiede altro che un'autorizzazione, un accreditamento per dieci posti letto, insomma poco più di una firma. Bene, la casa nel parco è pronta da due anni: ma nessuno, alla Regione Lazio, si degna di accreditare la struttura per accogliere questo gruppo di ragazzi anche di notte. I giorni passano, l'accreditamento non arriva. Poi accade che a una degli ospiti s'ammalino entrambi i genitori: non ha più un posto dove dormire, e così gli infermieri decidono, "occupiamo", e la storia arriva a chi qui la scrive. Sia chiaro: da queste parti i politici si sono visti eccome, un'inaugurazione dopo l'altra. Scelli, allora a capo della Croce Rossa, nel dicembre 2002 arrivò e pianse: "I lavori verrò a farli io, per accogliervi anche di notte...". Macché: i lavori li pagò un privato, nel 2005. Veltroni e Maria Pia Garavaglia impedirono a questi ragazzi di essere sfrattati, poi nel febbraio 2006 arrivò l'attuale assessore alla Sanità del Lazio, Augusto Battaglia: raccontano, i responsabili della struttura, che ringraziò e ringraziò, incredulo per il lavoro fatto, e solennemente promise, "per l'accreditamento nessun problema". Ecco, adesso sono passati due anni: per far dormire i ragazzi nella struttura - costruita a inizio Novecento, bellissima - i precari della Croce Rossa hanno dovuto occupare. "L'occupazione è illegale ", ripete sorridendo la ragazza. Adesso, dunque, non rimane che attendere. Potrebbe accadere, ad esempio, che con l'avvicinarsi delle elezioni qualcuno, della politica, provi un poco di vergogna e decida, finalmente, di fare qualcosa. Ma attenzione, potrebbe accadere altro: potrebbero arrivare i carabinieri, e arrestare precari e disabili. Arrivati a questo punto, qualcuno riuscirebbe a sorprendersi? E a vergognarsi? NEL PARCO La casa del centro Archimede (sopra) si trova all'interno di Villa Maraini Alessandro Capponi.

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-09 num: - pag: 31 categoria: BREVI Interventi e Repliche Le nuove procedure Inpdap Mi riferisco alla lettera "La burocrazia dell'Inpdap" (Corriere, 6 marzo). Sono in contatto con diversi pensionati destinatari della lettera inviata dall'Inpdap e li ho visti terrorizzati, anche perché nella lettera si cita che "in mancanza di Sua dichiarazione, le detrazioni di imposta attribuite nella Sua pensione dal 1Ë? gennaio 2008 verranno revocate e verrà accertato un debito Irpef a Suo carico". Aggiungo che nella lettera dell'Inpdap si cita che l'elenco completo dei Caf e dei soggetti abilitati, ai quali potersi rivolgere per la consegna della dichiarazione, è consultabile presso il sito www.inpdap.it. Mi sono collegato al sito e non ho trovato quello che cercavo; ho dovuto chiamare il numero verde 800.05000, che, dopo un'attesa di circa 20 minuti per la risposta, mi ha guidato attraverso l'apertura di quattro pagine, assolutamente inimmaginabili, e finalmente ho trovato l'elenco dei Caf e dei soggetti abilitati. L'elenco riporta per Milano 3 soli indirizzi, mentre una quarantina per Roma su un totale di 83 posizioni in tutta Italia. Essendo milanese, ho interpellato i tre indirizzi di Milano: il primo ha risposto di richiamare più avanti perché non avevano ancora ricevuto istruzioni; al secondo risponde un fax; il terzo sembra disponibile solo nelle mattine di lunedì, mercoledì e giovedì. Dato che il problema riguarda, ritengo, centinaia di migliaia di pensionati, come è possibile che l'Inpdap abbia pensato di avviare questa procedura sicuramente inattuabile? Sarebbe stato sufficiente, per esempio, far presentare all'Inpdap la dichiarazione in oggetto alla presentazione del 730 o in qualsiasi altro momento, direttamente dal pensionato. Di certo è l'ennesima dimostrazione di quanto i rapporti con le pubbliche amministrazioni siano quasi impossibili, soprattutto per le persone anziane prive di aiuti, conoscenze, pc, eccetera. Dante Pescali, dante.pescali@tiscali.it Reattori nucleari e energia fotovoltaica Invio un paio di osservazioni sugli interventi dei lettori del Corriere riguardanti i reattori nucleari a fissione e il fotovoltaico. Il reattore a fissione, di tutti tipi finora impiegati e studiati, sono i medesimi che mi insegnavano negli anni '60: quindi per mezzo secolo la tecnologia della fissione, e delle scorie, non si è rinnovata, nonostante si parli di reattori di IV generazione. I materiali fissili citati sono il prodotto delle trasmutazioni dell'uranio nel reattore: il torio (che esiste anche in natura) per decadimento "alfa" dell'uranio, il plutonio (un "transuranico") per aggiunta (artificiale) di una particella "alfa". Per quanto riguarda il fotovoltaico, sarebbe auspicabile che il "privato" si rendesse indipendente dall'Enel aggiungendo al proprio impianto un grosso accumulatore, che attualmente gli installatori non prevedono: del resto, ciò era chiaro anche nella descrizione dell'aereo fotovoltaico di Piccard (Corriere, 20 febbraio), che di giorno usa circa 8 cavalli per azionare motori e strumenti, ma anche altri 8 per caricare robuste batterie, da usare nel volo notturno. Nell'impianto attuale si è quasi solo una succursale dell'Enel di giorno e suoi tradizionali utenti di notte! Giusto Buroni, giburoni@libero.it Dipendenti statali: gli scansafatiche A proposito della lettera "Burocrazia, peso da alleggerire" ( Corriere, 5 marzo) credo che finché si continuerà a criminalizzare in blocco la categoria dei dipendenti statali facendo di tutte le erbe un fascio non si migliorerà affatto la situazione. Perché non cominciare a scrivere ai superiori diretti degli scansafatiche segnalando la neghittosità dei loro collaboratori? E se i superiori nicchiano, perché non scrivere ai superiori diretti dei superiori diretti che forse non sanno che i loro collaboratori coprono i loro sottoposti? So come vanno le cose dopo tanti anni di servizio nello Stato! Antonio Fadda, antoniofadda2@virgilio.it.

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Il dilemma dei tecnici: demolire o ristrutturare? (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-03-09 num: - pag: 50 categoria: REDAZIONALE Progetti Tempi lunghissimi per costi e burocrazia Il dilemma dei tecnici: demolire o ristrutturare? Il nuovo nasce già vecchio. è la "dittatura " dello sviluppo tecnologico. In Italia, nel settore dell'edilizia ospedaliera, alla fatica di stare al passo con il normale corso del progresso bisogna aggiungere il salto a ostacoli di ogni tipo. Così anche senza voler pensare al ma-laffare, spesso le migliori intenzioni finiscono frustrate dalla burocrazia e da contenziosi senza fine. Se la sola progettazione richiede tempo, la traduzione del pensiero in azione diventa quasi un esercizio di retorica. "Ottimisticamente, oggi ci vogliono circa 6 anni dalla progettazione alla realizzazione di un ospedale", ammette Romano Del Nord, docente di tecnologia dell'architettura alla facoltà di Architettura di Firenze. Già. Nel frattempo, che cosa fare delle strutture esistenti? Meglio seguire un modello unico di progetto, come quello proposto da Renzo Piano o diversificare? è ancora valida l'idea dell'architetto genovese? Su un punto gli addetti ai lavori non hanno dubbi: in linea di principio, è più conveniente costruire ex novo che ristrutturare edifici vecchi di 70 anni o più. Quando si scende nel dettaglio, però, le posizioni cambiano. "Non è quasi mai è opportuno rimettere le mani su ospedali esistenti, se non per piccole porzioni - riflette Andrea Bambini, ingegnere progettista a Gubbio -. Il lavoro di ristrutturazione ha un tale impatto sull'attività dell'ospedale che spesso la rallenta o la diminuisce notevolmente. Americani e francesi sono più coraggiosi: se un ospedale ha 35 anni, ci tirano una riga sopra e ne costruiscono un altro. In Asia, a Singapore, certi ospedali sono stati rifatti dopo 20 anni". Viene da sorridere quando si pensa che la costruzione di un ospedale come quello di Brindisi ha avuto una gestazione di 36 anni. La vetustà del patrimonio ospedaliero, in molti casi, comporta anche il rispetto di vincoli storici e architettonici. "Spesso i modelli delle strutture esistenti sono quelli dell'ospedale novecentesco - aggiunge Emilio Pizzi, docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano e uno dei progettisti del nuovo Policlinico di Pavia - con impianto a padiglioni e con grossi problemi di dispersione sul territorio, di distribuzione delle reti di alimentazione ma anche di trasferimento dei pazienti. Ma hanno alcune qualità: il sistema I finanziamenti Ministero della Salute e Regioni hanno definito come ripartire 3 miliardi di euro in aggiunta ai 17 già stanziati per ristrutturare gli ospedali.

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Cozzolino: subito approdi a Napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-03-09 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Nauticsud Apre la kermesse: tanta folla e polemiche Cozzolino: subito approdi a Napoli L'assessore: il Comune si muova "La Regione ha fatto quanto doveva e ora è Palazzo San Giacomo che deve bruciare le tappe per realizzare i progetti" NAPOLI - Il Salone c'è, le barche sono tirate a lucido e alla portata di (quasi) tutte le tasche. Anche i visitatori e/o clienti non mancano e s'informano dei prezzi e delle condizioni di pagamento. Nella città del mare allestita tra la Mostra d'Oltremare e Mergellina gli ingredienti per una felice Fiera Nautica, insomma, ci sono tutti, nonostante la pioggia, mancano, però, gli ormeggi e, di conseguenza, la domanda è sempre la stessa: dove la mettiamo la barca? L'eterna inferiorità di Napoli teoricamente regina del mare ma di fatto cenerentola del diportismo, dunque, torna a riproporsi, all'avvio della 39ma edizione del Nauticsud. In forma ancora più evidente e pregiudizievole, tra l'altro, perchè, contemporaneamente, dall'assessore Ennio Cascetta, il grande regista della portualità turistica, sono venuti segnali confortanti: il porto di Pinetamare a Castelvolturno ha superato le secche della burocrazia e i lavori dovrebbero iniziare in estate e, quel che più conta, Marina di Stabia, Procida e Acciaroli vanno a gonfie vele e l'ammodernamento dei porti salernitani procede a buon ritmo. E' Napoli, dunque, il Grande Assente e questo argomento, all'inaugurazione del Salone, innesca un contraddittorio istituzionale che conferma il disagio della città in regresso su tutti i fronti. Il fatto nuovo è che le istituzioni non sono più reticenti, ree confesse: Valeria Valente e Giovanna Martana, assessori rispettivamente al Comune e alla Provincia, infatti, fanno atto di contrizione e tutti convengono sull'esigenza di fare presto. In controtendenza solo la dichiarazione del presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Nerli, che annuncia la prossima realizzazione di tre porti turistici da Bagnoli a Vigliena e di puntare alla riqualificazione del porto di Mergellina. E l'avvio dei lavori a Vigliena "dove è prevista la costruzione di un porto per 850 barche di varie tipologie ". Non se ne abbia il presidente Nerli che non ha colpe, ma si tratta promesse ripetute di anno in anno, senza che si cavi mai un ragno dal buco. Lo conferma anche l'assessore regionale alle attività produttive, Andrea Cozzolino: "La Regione ha fatto il suo spingendo sull'acceleratore per la portualità turistica e garantendo incentivi per la filiera produttiva a monte e a valle dei porti, ora tocca al Comune bruciare le tappe e attrezzare la linea di costa napoletana. Lo diciamo da sempre ma l'esigenza si è fatta pressante e mi sento di proporre la costituzione di un tavolo tecnico per rimuovere con la massima urgenza tutti gli ostacoli". Il professore Marino De Luca, grande esperto di trasporti, fa ampi cenni di assenso e Lino Ferrara, il patron del Nauticsud, sorride compiacuto. Dopo il taglio del nastro le autorità hanno effettuato una visita agli stand prima di andare a Mergellina dove l'allestimento della darsenetta è stato completato a tempo di record. Si parte, quindi, con i migliori auspici e il timoniere prevede che l'obiettivo dei 150mila visitatori sarà raggiunto. Gli stand, tra l'altro, sono ricchi di sorprese e di annunci. Tra i più carichi di suggestione la regata da Massalubrense a Capri per festeggiare degnamente il bicentenario della presa dell'isola. Si svolgerà a giugno, di notte e al lume delle lampare: l'organizzazione sarà curata dalla Pro Loco massese e testimonial sarà l'olimpionico Davide Tizzano che si trascinerà dietro i più forti canottieri napoletani. Come accade con la sfida delle Repubbliche marinare. Carlo Franco I progetti In alto il piano per realizzare posti barca a Vigliena; sopra il progetto per un porto turistico a Bagnoli. Solo alcune delle idee per la costa metropolitana di Napoli che però resta una città con pochissimi approdi; a sinistra l'assessore Cozzolino.

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Quattro liste già in gara, aprono i cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Anche i sostenitori di Grillo a caccia delle ultime adesioni per essere in campo Quattro liste già in gara, aprono i Cittadini Il movimento per il presidente, Pd, sloveni e Di Pietro hanno depositato simboli e nomi VERSO LE REGIONALI I termini per le iscrizioni scadono oggi alle 12 Corsa alle firme per socialisti e Sinistra arcobaleno UDINE. Entra nel vivo la campagna elettorale per le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia. La corsa al deposito delle liste - che sancisce definitivamente chi è dentro e chi è fuori dalla competizione - è iniziata ieri. Sono stati i Cittadini per il Presidente i primi a consegnare all'Ufficio elettorale regionale - nel tardo pomeriggio - l'elenco delle candidature a sostegno di Riccardo Illy. Ma le operazioni entreranno nel vivo oggi. La maggior parte dei partiti deve ancora depositare il materiale. Avrà quattro ore per farlo, dalle 8 alle 12, pena l'esclusione. All'appello della coalizione di Intesa Democratica mancano la Sinistra-Arcobaleno, alle prese con i certificati elettorali, e i socialisti di Alessandro Dario. Per questi ultimi, la corsa alle firme è in salita. Il centrodestra - che sostiene Renzo Tondo - solo oggi farà la sua comparsa. Sciogliendo definitivamente le tensioni - soprattutto in casa Lega Nord - legate a una chiacchierata "decapitazione" del gruppo consiliare regionale. Le liste. Due gli atti fondamentali che devono essere consegnati all'Ufficio, nella nuova sede della Regione, a Udine, in via Sabbadini: la dichiarazione di presentazione delle liste e quella delle candidature che, nel caso di obbligo di raccolta delle sottoscrizioni, devono essere accompagnate da un atto di deposito. Gli arrivi. I primi a fare il loro ingresso negli uffici sono i sostenitori della Slovenska Skupnost. Ma manca l'elenco delle firme. Così, a staccare il primo biglietto per l'accesso alle sale del deposito. E' Bruno Malattia, leader dei Cittadini, che non nasconde le difficoltà: "sarà una partita particolarmente difficile". Ciò è dovuto "sia alla sovrapposizione con le elezioni nazionali, sia al passaggio di alcuni personaggi nel Pd". "Siamo però convinti - ha aggiunto Malattia - di avere candidati e liste competitive e, soprattutto, di aver dimostrato, in questi cinque anni, coerenza e, se ciò ci è consentito, preveggenza per quanto riguarda il tema dei costi della politica e della trasparenza". "Questo - ha evidenziato Malattia - anticipando sia i "grillini" sia il movimento di opinione pubblica nei confronti della "casta"". "Desidero sottolineare - ha concluso Malattia - che diversamente da altre forze, dove esistono gerarchie che vengono rappresentate in ordine di lista, i Cittadini hanno dato precedenza alle donne seguendo un ordine rigorosamente alfabetico". A ruota è giunta la delegazione del Pd, che ha depositato il voluminoso plico. Soddisfatto il consigliere regionale Renzo Petris, che ha accompagnato la delegazione. "Abbiamo fatto un ottimo lavoro". Giunte le firme, anche i rappresentanti della Slovenska Skupnost hanno chiuso la pratica, seguiti, a mezzora dalla chiusura, dall'Italia dei Valori, con Paolo Bassi e Carlo Monai. La Sinistra-Arcobaleno è stata fermata dalla burocrazia: avrebbero consegnato già nella serata di ieri - ha spiegato Giulio Lauri - ma la predisposizione dei certificati elettorali ha imposto il recupero domenicale. Ancora alle prese con la raccolta delle firme i socialisti di Dario, che non tace l'amarezza: "Non ci hanno aiutato". Anche i sostenitori di Beppe Grillo utilizzeranno tutto il tempo a disposizione per guadagnare la "classificazione". Gli occhi - ora - sono tutti puntati sul centrodestra. E se il Pdl ha sciolto i suoi nodi, si attende al varco l'autonomista Valeria Grillo, che corre per la presidenza della Regione; la Lega Nord, scossa negli ultimi giorni da voci che sanno di resa dei conti. Gli uffici intanto si preparano. Già si sa - dicono - che ci sarà la corsa all'ultimo minuto. Sonia Sicco.

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Il pd isontino: un assessore nella prossima giunta illy (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

È la richiesta formulata in caso di vittoria del centro-sinistra alle Regionali Brussa: meglio se sarà una donna Presentata la lista dei sei candidati (assente Brandolin) Il Pd isontino: un assessore nella prossima giunta Illy Obiettivo primo: raggiungere il 35% dei consensi ed eleggere tre consiglieri regionali "a punteggio pieno". Obiettivo secondo: in caso di vittoria del centro-sinistra, "pretendere" che il governatore Illy nomini nella sua giunta un assessore del Pd isontino. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato ieri dal Partito democratico della provincia di Gorizia, ovvero dai suoi sei candidati, tre donne e tre uomini, che si sono presentati ufficialmente. Si tratta di Silvia Altran, vicesindaco di Monfalcone, Mirio Bolzan, consigliere regionale uscente, Majda Bratina, consigliera del quartiere San Rocco-Sant'Anna, Giorgio Brandolin (assente ieri perché "vittima" dell' influenza), presidente dell'Aeroporto Friuli Venezia Giulia ed ex presidente della Provincia, Maria Cristina Carloni, consigliera regionale uscente, e Franco Brussa, consigliere regionale uscente. "Abbiamo messo in piedi una lista molto competitiva, in grado di rappresentare perfettamente le aspettative di tutto il territorio isontino - ha affermato il segretario provinciale del Pd, Omar Greco -; anzi, dando un'occhiata alle altre liste direi che la nostra è sicuramente la più forte, sotto ogni aspetto. Ci siamo posti come meta il raggiungimento del 35% dei consensi e sono convinto che ce la faremo". Per la Carloni, quella messa in pista per le regionali "è una grande squadra, che saprà rappresentare la voce della comunità isontina ed essere in grado di dare al governo regionale risposte alle esigenze di questo territorio che si trova oggi inserito in un nuovo scenario, con la caduta dei confini". Un concetto ripreso da Mirio Bolzan, il quale ha sottolineato che è indispensabile proseguire le azioni per innovare l'economia, ma anche le stesse istituzioni, "per cercare di raggiungere uno degli obiettivi più importanti indicati dallo stesso Illy, ovvero riuscire a "far aprire una ditta in un giorno", riducendo la burocrazia", una strategia che porterà indubbi beneficii anche "nel campo dell'occupazione giovanile, dove va peraltro ridotto il precariato". Bolzan ha speso qualche parola in più per Gorizia, "soggetta a un particolare sforzo di trasformazione". Secondo l'esponente del Pd "è necessario che il capoluogo, più che una politica di rivendicazioni, porti avanti una politica di proposte per riuscire a cogliere le tante opportunità che gli stanno di fronte". Ha puntato sull'indispensabile "sburocratizzazione delle amministrazioni pubbliche a tutti i livelli" Silvia Altran, che ha anche sollecitato "il superamento dei singoli campanili per portare avanti concretamente un progetto territoriale". La grande apertura verso i giovani e le donne portata avanti dal Pd è stata evidenziata dalla candidata goriziana Majda Bratina, che ha sottolineato i problemi che si trovano oggi ad affrontare le famiglie, in tutte le loro articolazioni, "dai giovani in cerca di lavoro alle coppie che fanno fatica a trovare la casa, agli anziani che necessitano di assistenza". Franco Brussa, dopo aver dichiarato che "il Pd farà tre consiglieri", ha sollecitato "una valorizzazione chiara e riconosciuta del ruolo di Gorizia, a tutti i livelli". A questo proposito ha ribadito che il capoluogo dovrà diventare sede della Direzione regionale degli affari comunitari. In termini di rappresentanza politica, Brussa ha ribadito che "l'Isontino dovrà avere un assessore nella futura giunta regionale e, in tal senso, io propongo fin da oggi che sia donna, indipendentemente dal fatto che vengano elette o meno donne isontine in consiglio". Patrizia Artico.

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Giovani a Strasburgo per 'svecchiare' la Ue (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALI 09-03-2008 Giovani a Strasburgo per 'svecchiare' la Ue I giovani del Movimento cristiano lavoratori guardano all'Europa quale luogo di crescita e di formazione. Un modo per superare gli angusti confini nazionali e confrontarsi con sfide di più ampio respiro. È questa la filosofia alla base dell'appuntamento che si terrà a Strasburgo, dal 20 al 23 aprile, dove centinaia di ragazzi, cresciuti nelle fila del Mcl nei diversi Paesi Ue, confluiranno per dar vita a un seminario internazionale. La manifestazione si inquadra in una serie di iniziative che, anno dopo anno, sono diventate ormai un impegno fisso per i giovani dell'universo Mcl: "Un modo per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni europee e, allo stesso tempo, per tentare di svecchiare le politiche dell'Ue dalle pastoie della burocrazia ", ha detto il delegato nazionale dei giovani Mcl, Giovanni Gut. L'incontro metterà al centro il rapporto tra i giovani e l'Europa, approfondendo in particolare le problematiche legate all'occupazione e alla formazione delle nuove leve. L'ottica sarà quella di evidenziare, in una prospettiva europea, le linee di politica sociale, per riportare poi nelle rispettive realtà un bagaglio di esperienza e di multiculturalità. Nel corso dell'iniziativa, cui interverranno esperti del mondo della politica e dell'associazionismo, chiamati a dibattere sui maggiori temi dell'agenda europea, uno spazio sarà dedicato all'incontro con le istituzioni Ue: è prevista infatti una visita alla sede del Parlamento europeo, nel corso della quale i ragazzi potranno conoscere direttamente la vita nei palazzi della politica e confrontarsi con le esperienze degli europarlamentari. Dei tre giorni previsti di permanenza nella città alsaziana, la visita al Parlamento europeo sarà infatti, in qualche modo, il momento clou, nel corso del quale è previsto tra l'altro un incontro con vari eurodeputati appartenenti al Partito popolare europeo. L'obiettivo è quello di dare la possibilità alle giovani generazioni di conoscere da vicino l'azione che concretamente l'Unione europea svolge, e di avere una maggiore informazione sulle opportunità formative e lavorative. Soprattutto sarà un'occasione per riscoprire, approfondendoli, i valori che hanno dato origine all'Unione europea e che ne costituiscono tutt'oggi il vero fondamento. "Il seminario internazionale di Strasburgo è un momento importante del percorso di crescita dei giovani del M- cl, che hanno l'opportunità concreta di confrontarsi con la realtà internazionale ", ha aggiunto Gut. "Allo stesso tempo intendiamo offrire loro la possibilità di conoscere, attraverso l'incontro con i rappresentanti delle sedi estere del Mcl, la realtà degli italiani all'estero, per poter in tal modo meglio comprendere l'importanza che le associazioni dei lavoratori rivestono".

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Veltroni parla di precari ma dimentica il federalismo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nei molti discorsi non ha toccato il tema dell'autonomia fiscale A Porto Marghera l'accoglie un operaio: "Dov'è Calearo?" "E Calearo? Dove xe Calearo?". L'accoglienza dell'operaio di porto Marghera è umida come il cielo veneziano, ma Walter Veltroni si tuffa nel temuto Nordest e ne riemerge soddisfatto e sollevato: "È caduto anche questo muro". Il primo giorno tra Venezia, Treviso e Belluno per il leader del PD è una passeggiata tra gli applausi. Ma l'ex presidente di Federmeccanica capolista del PD veneto e il federalismo sono però i grandi assenti: quattro discorsi ufficiali, dalle nove del mattino alle otto di sera, e nemmeno una citazione dei due temi più scottanti. Passi per Calearo, che incontrerà a Padova e Vicenza martedì prossimo: ma il federalismo? Nella culla della Lega (anch'essa innominata) è un'assenza che in molti notano. Eppure sono tante, e concrete, le parole d'ordine pronunciate da Veltroni: lotta al precariato, salario minimo legale, diritti delle donne, semplificazione della burocrazia, Stato semplice, microcredito per i giovani, lotta alla clandestinità, sicurezza. Tutti argomenti che hanno fatto presa sulle migliaia di persone che lo hanno accolto lungo il percorso. Ma quella parola è rimasta solo sulla bocca del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che a Mestre l'ha evocata come "fondamentale riforma".Veltroni ha sorvolato, preferendo scendere in picchiata su altri temi. Ai portuali e agli operai del Petrolchimico, sotto un murales di foggia sovietica degli anni '70 inneggiante alla lotta "contro Franco, Pinochet e i tutti i fascismi", il leader del PD rivendica al suo partito il ruolo di "grande forza del lavoro italiano". E qui marca il segno sulla differenza con il centrodestra: "Per fare le cose necessarie a questo Paese servono determinazione, voglia e tempo. Il Pdl non ha nessuna di queste tre doti. Non sono in grado di aprire un ciclo, e la dimostrazione l'ha data lo stesso Berlusconi che ha annunciato che questa sarà la sua ultima candidatura". Ma è al teatro Toniolo di Mestre, incapace di contenere la folla di sostenitori, che Veltroni ha annunciato quale sarà il primo disegno di legge che approverà se andrà al governo: "Il precariato oggi è la forma più alta di sfruttamento. Non si può tenere una persona di 33 anni con un contratto di 4 mesi a 400 euro al mese. E certi soloni dicono "siate moderni, fatevi la pensione integrativa": ma fattela tu, la pensione integrativa!". E allora "subito il salario minimo legale: nessuno stipendio potrà essere inferiore per legge a 1000-1100 euro".Ma è a Treviso, nella tana della Lega, che affronta il tema del Nordest. E lo fa quasi sollevato, sorpreso di fronte alla folla che anche in questo caso il cinema Eden non riesce a contenere: "Tra i tanti muri caduti in queste settimane c'è anche questo che divideva il Nordest dal centrosinistra. Era un muro costruito da errori compiuti negli anni, ma anche prodotto da una coalizione che aveva in sè contraddizioni che impedivano al riformismo di emergere. Ora possiamo liberamente dire quale Italia vogliamo fare". Ci si aspetterebbe che attaccasse la Lega, invece attacca la sinistra: "È colpa sua se questa terra per anni ha fatto fatica a dialogare con i riformisti", accusa Veltroni che punta il dito contro i luoghi comuni negativi dei veneti "razzisti, ignoranti ed evasori fiscali". Gli stereotipi negativi sono sostituiti da giudizi positivi: "I veneti sono accoglienti, sono capaci di integrare con spirito solidale, questa è terra di gente che lavora, che fatica, di piccole e medie imprese nate da artigiani e operai che hanno rischiato in proprio e sono cresciuti distribuendo benessere. È una terra che vuole poter liberare tutte le sue forze e le sue potenzialità".È anche una terra impaurita, e Veltroni lo capisce dai decibel degli applausi che salgono quando invoca "lotta alla clandestinità e garanzia di sicurezza per i cittadini da ottenere con più polizia sulle strade". Dove prenderla? "Se i timbri sui passaporti li facessero gli impiegati delle prefetture, si potrebbero da subito liberare 2500 agenti da incombenze burocratiche e destinarli al controllo del territorio". E a chi dubita dell'originalità della ricetta, risponde che è quella della destra a essere "taroccata": "Oggi Berlusconi in un comizio ha strappato il nostro programma, ma non mi stupisce perché non sanno fare altro. Noi invece i programmi li leggiamo, perché c'è di peggio che strappare i programmi: è non realizzarli". Come le riforme che il centrodestra non ha voluto condividere: "Non è un caso se imprenditori come D'Amato e Riello (senza specificare quale Riello, ndr.) hanno detto no all'offerta di candidatura del Pdl, perché con quella parte politica non è possibile cambiare il Paese". Una sfiducia che secondo Veltroni è evidenziata anche da un sondaggio Ipsos che indica la distanza tra i due maggiori partiti in 6 punti percentuali: "A febbraio il distacco era di 10 punti, vuol dire che in un solo mese abbiamo recuperato 4 punti. Il resto lo prenderemo nel prossimo mese, soprattutto perché è cresciuto il numero degli indecisi: vuol dire che molti elettori di centrodestra non sono più così convinti. La partita si è riaperta". E se perfino il muro del Nordest è crollato, se l'orco "brutto sporco e cattivo" non fa più paura, Veltroni ha un motivo di più per crederci.Ario Gervasutti.

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Moschin: <Avevo avvisato dei problemi al Buonarroti> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASILO NIDO Moschin: "Avevo avvisato dei problemi al Buonarroti" (f.br.) Nel modo più assoluto non si assume la responsabilità della protesta sollevata dai sindacati sui problemi organizzativi e di organico all'asilo nido Buonarroti. L'assessore alla Prima infanzia Giancarlo Moschin ammette che vi siano delle difficoltà gestionali, ma legate a un altro referato, che è quello specifico del Personale, protagonista da poco di un avvicendamento in giunta tra Caterina Casonato e Graziano Azzalin."È vero, sapevamo da mesi che un'educatrice sarebbe andata in pensione - ammette - mi sono dato da fare, ho fatto pressioni, talvolta ho pure alzato la voce perché si trovasse una soluzione prima della scadenza. Non compete a me occuparmi del personale, ma sono risaputi i tempi della burocrazia quando si parla di pubblico impiego. Abbiamo privilegiato, per accelerare l'iter, una mobilità esterna piuttosto che un bando in modo da avere, già dal 1. aprile, un'insegnante nuova".Moschin ha preso a cuore il caso del Buonarroti, dove le educatrici sono costrette a pesanti carichi di lavoro e a una gestione quasi autonoma dei turni per sostituire le assenze. "Bisogna dare il tempo al nuovo assessore di prendere in mano la situazione. Da parte mia c'è sempre stata piena disponibilità e i sindacati non possono dire il contrario. A testimonianza ho una mail del 22 febbraio nella quale entrambi gli assessori davano disponibilità a un incontro, ci aspettavamo una data dai sindacati".Moschin elenca le priorità dell'amministrazione che sono quelle del recupero dei tempi morti, di nuove risorse per le strutture (compreso il Sant'Antonio) e la riorganizzazione occupazionale. In bilancio intanto anche per quest'anno è stata inserita una spesa di 230mila euro, confermando l'impegno dell'anno scorso. "Rispetto la professionalità delle insegnanti - sottolinea l'assessore - e la loro buona volontà a supplire le carenze, ma non si può dire che è autogestione, altrimenti si manca di rispetto ai responsabili organizzativi".Responsabili che in ogni caso sono stati criticati anche da Moschin per non aver preso in mano la situazione prima che questo disagio diventasse un caso.

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Sviluppo del territorio, tempi brevi per il Pat (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAVARZERE Un accordo in tal senso è stato sottoscritto l'altra mattina a Venezia dal sindaco Parisotto con l'assessore regionale Renzo Marangon e l'assessore provinciale Enza Vio Sviluppo del territorio, tempi brevi per il Pat Se l'iter procederà regolarmente sarà possibile utilizzare questo strumento già all'inizio del 2009 CavarzereL'adozione del Piano di assetto del territorio (Pat), che diventerà con il passare degli anni lo strumento unico di governo del territorio di ogni comune (sostituisce il vecchio Piano regolatore generale o Prg), ha fatto un decisivo passo avanti grazie alla sottoscrizione dell'accordo di pianificazione da parte del comune di Cavarzere con Regione e Provincia. L'altra mattina, infatti, l'assessore regionale all'Urbanistica Renzo Marangon ha ospitato a Palazzo Balbi il sindaco di Cavarzere Pier Luigi Parisotto e l'assessore provinciale all'Urbanistica Enza Vio, per la firma di questo accordo propedeutico alla predisposizione del Pat a Cavarzere. Questa procedura concertata tra enti territoriali, per ottemperare alla legge regionale numero 11 del 2004, darà il via all'approvazione del Pat, lo strumento di pianificazione urbanistica che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo per il governo del territorio. In questo contesto, fermi restando i vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici del territorio, l'amministrazione comunale potrà intervenire in piena autonomia nello sviluppo del paese, potendo rispondere in maniera diretta e molto più solerte alle esigenze degli stessi cittadini.Ora il programma lavori prevede tappe strettissime e già fissate che porteranno all'adozione del Pat da parte del Consiglio Comunale entro agosto di quest'anno, alla convocazione della conferenza di servizi entro quattro mesi per recepire e controdedurre le eventuali osservazioni, e all'approvazione da parte della giunta regionale entro un ulteriore mese. In sostanza si potrebbe utilizzare questo strumento già all'inizio del 2009, un vero e proprio tour de force per il comune di Cavarzere, come ha avuto modo di commentare l'assessore all'Urbanistica Francesco Giuriato. Nel giro di due anni e mezzo dall'insediamento di questa Giunta, stiamo per raggiungere l'obbiettivo di metterci al passo con la normativa regionale spiega Giuriato recuperando tutto il tempo perduto dal comune di Cavarzere nell'anno scarso di giunta di centrosinistra e nel restante anno e poco più di commissariamento. Siamo ritornati in carica nel giugno 2006 e, nonostante la burocrazia imperante e le ristrettezze economiche di bilancio, abbiamo attivato la concertazione con Provincia e Regione per l'approvazione del Pat, strumento fondamentale per il rilancio socio economico del territorio cavarzerano.

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È Roberto Bettin il candidato sindaco della Lega Nord (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIANIGA Ieri sera l'ufficializzazione della nomina È Roberto Bettin il candidato sindaco della Lega Nord PianigaOra è ufficiale. Roberto Bettin, ex arbitro di serie A ed ex assessore ai Lavori Pubblici, sarà il candidato alla poltrona di sindaco di Pianiga per la Lega Nord-Liga Veneta. L'ufficialità che a correre per la carica di sindaco sarà proprio Bettin, consigliere comunale uscente dell'amministrazione guidata da Antonio Di Luzio, la si è avuta ieri sera. Bettin si presenta con alcuni punti programmatici ben precisi: sicurezza dei cittadini; difesa del territorio dal punto di vista ambientale e urbanistico; attenzione al mondo del sociale, giovani ed anziani in particolare; creazione di nuove strutture scolastiche e sportive; sostegno alla cultura veneta, in collaborazione con le autorità scolastiche e le varie associazioni; e realizzazione di spazi di aggregazione per la comunità dove mancano. Tutto ciò in continuità con l'opera iniziata dal sindaco uscente Antonio Di Luzio, che sarà in lista come candidato consigliere comunale. Ed è proprio Di Luzio a dichiarare: "Roberto ha garantito in caso di vittoria quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono potute iniziare o terminare". Nei prossimi giorni Bettin ufficializzerà la sua squadra.Gianluigi Dal Corso.

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(M.G.) Adolfo Urso nel governo Berlusconi era delegato al (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(M.G.) Adolfo Urso nel governo Berlusconi era delegato al Commercio Estero nell'ambito del ministero alle Attività Produttive. Filippo Ascierto invece è uno dei principali punti di riferimento per la sicurezza nel partito di entrambi, Alleanza nazionale. È stato partendo da queste premesse che ieri, Urso e Ascierto a nome del Pdl, hanno sviluppato gli intendimenti dell'alleanza proprio in questi due campi che fanno parte delle sette "missioni per il futuro del Paese".Urso: "Primo punto le infrastrutture: la Tav, il Passante, i grandi collegamenti autostradali. Riprenderemo quello che voleva fare Berlusconi e Prodi ha bloccato. Poi l'energia: proporremo l'uso dell'energia nucleare civile, manca da 20 anni un piano energetico. La burocrazia: diminuiremo regolamenti e laccioli. Poi le imprese: detasseremo gli straordinari, questo porterà più soldi in busta paga e un aumento della produttività. Infine l'artigianato: proporremo che l'Iva venga pagata solo a fattura incassata. Per quanto riguarda la difesa dai prodotti frutto di concorrenza sleale riprenderemo la nostya proposta di obbligo di etichettatura dei prodotti Ue che stava per passare in Commissione europea".Ascierto: "C'è da rinnovare il parco mezzi, che è stato bloccato dalla Finanziaria e ci sono poliziotti umiliati da un contratto da pochi euro. Ma soprattutto ci sarà da cacciare i clandestini dai nostri quartieri evitando che alcune strade siano appannaggio esclusivo di cinesi o di marocchini. Da parte nostra Fini ha già detto che ci dovranno essere pene certe per chi commette un reato ma soprattutto istituzionalizzare il fatto di aiutare le vittime di tutti i reati".

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SICILIA/ LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA A CANDIDATI PER REGIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

09-03-2008 13:24 Migliore burocrazia e sanzioni per i 'fannulloni' nel 'decalogo' Palermo, 9 mar. (Apcom) - Una migliore burocrazia; punizioni per i dirigenti della Regione siciliana che non fanno il loro lavoro; e poi ancora, immediata approvazione del piano energetico regionale; riduzioni fiscali per le aziende appena nate; avvio di un processo di innovazione in tutte le stanze di Palazzo D'Orleans. Sono queste alcune delle richieste ai candidati contenute nel 'decalogo' che Confindustria Sicilia si appresta a presentare domani, nel corso di una conferenza stampa, e che vengono parzialmente anticipate oggi dall'edizione palermitana de 'La Repubblica'. Si tratta del programma che gli industriali vogliono che venga realizzato da chiunque fra i sei candidati in corsa per le regionali riesca a raggiungere la poltrona di presidente della Sicilia. In particolare, l'indice degli industriali è rivolto ai burocrati e pertanto chiedono che venga rispettata la norma che prevede il rilascio delle autorizzazioni burocratiche in 90 giorni pena, per il dipendente 'fannullone', sanzioni. Intanto numerosi esponenti del vertice di Confindustria Sicilia hanno rifiutato, dopo essere stati 'corteggiati' dai partiti, proposte di candidatura a Camera, Senato e Regione provenienti da partiti di destra, sinistra e centro.

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Da che mani sono gestiti i nostri piccoli risparmi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cara Provincia, giorni fa il postino con un po' di ritardo mi ha recapitato l'estratto conto della banca. Senza alcun interesse particolare ho aperto la busta ho fatto scorrere i fogli soffermandomi stupito sul tasso creditore. Sgrano gli occhi: stava scritto: 0,001. Ma siamo matti? Vado a vedere il raffronto con il tasso debitore 14,50% comm. massimo scoperto. Le fibrillazioni e l'adrenalina vanno alle stelle. Il giorno sucessivo, come potete immaginare, mi presento in banca e dalla gentile e carina signora dello sportello ricevo parole poco convincenti. Il sottoscritto gode di un conto privilegiato sulle commissioni: 20 righe mensili gratuite che - a volte non mi accorgo - sforando mi viene appioppato 1,10 euro per scrittura in più. Tutto questo per dire da che mani sono gestiti i nostri piccoli risparmi. Da una parte c'è la casta politica che mangia più non posso, dall'altra le banche ed aggiungerei anche le assicurazioni, che impegnano i nostri modesti risparmi (che messi insieme non sono pochi) per darli ai furbetti del quartiere che con le loro speculazioni finanziarie guadagnano, quando va bene, miliardi di euro, senza pagare un centesimo di tassazione, mentre per noi, sui nostri risparmi ridotti a centesimi, la tassazione è del 27%. A un imprenditore bisognoso di allargare la sua attività o peggio per un momentaneo rilassamento del mercato, se non può produrre garanzie sufficienti, viene negato il credito. Al contrario per la grande impresa (molto ridotta dalle passate vendite a multinazionali straniere) e soprattutto per le imprese ed enti statali (Alitalia - Trenitalia - ecc...) senza troppi ripensamenti e burocrazia, la borsa è sempre aperta e disponibile con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei sbagliarmi ma sembrerebbe che stiamo scivolando verso un sistema feudale. La casta politica con i suoi iperbolici costi e privilegi, le banche e le assicurazioni dominatrici del potere economico? Le lobby dei vari ordini professionali (notai, avvocati, medici) con le loro profumate tariffe ed onorari imperano. E il popolo che fa? Subisce, aspettando che la corda un bel brutto giorno si spezzi. Personalmente mi auguro molto presto. Con tanta cordialità. Fausto Frigerio (e.g.) Come darle torto, caro lettore? Ci obietteranno che sono le regole del mercato, che la congiuntura è quella che è, che l'economia è una scienza esatta, ecc. Tutti argomenti serissimi, mancherebbe altro, ma l'adrenalina - per usare le sue parole - ha tutte le ragioni lo stesso per scorrere copiosamente. Tutta colpa della casta e dei suoi vergognosi sprechi? Certo, in buona parte è così. Ma non dimentichi, come diceva il saggio, che ogni popolo ha il governo e i politici che si merita. In qualche altra vita, probabilmente ne dovremmo averne combinate delle belle.

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