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I
disagi di questa terra vanno ascoltati
( da "Corriere
delle Alpi" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e la
burocrazia da limitare, perché "non bisogna aspettare mesi per aprire
un'attività, anni per arrivare alla fine di un processo". Perché "il
destino di un giovane non è scritto nel reddito dei genitori". "Il
principale esponente dello schieramento a me avverso si candidò per la prima
volta quando Baggio sbagliò il rigore mondiale contro il Brasile.
Soro:
patto lavoro-imprese ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
legata ad un
sistema di conservazione di piccole rendite, delle burocrazie statali e di
poteri pubblici e privati. Crescita legata alla modernizzazione dell'apparato
produttivo, scommettendo sulla concorrenza, sulla qualità e sui talenti. Un
fisco amico dello sviluppo: aliquote dell'Irpef più basse di unpunto all'anno per
tre anni;
Decreto
punitivo No, va bene così Imprese e sindacati su fronti opposti
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le imprese
chiedono meno burocrazia e più certezze". AL PESANTE giudizio espresso da
Confindustria, Cnfartigianato e Cna sul decreto governativo si contrappone il
parere positiivo dei sindacati. "Non mi sembra che l'inasprimento delle
senzaioni sia pesante - lapidaria, Lilia Benini Fillea Cgil - mentre, anche sul
nostro territorio,
Certificati
e pagamenti più veloci ( da "Giorno, Il (Legnano)"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BASIGLIO MENO
BUROCRAZIA IN COMUNE CON LO SPORTELLO "SPAZIO SÌ" Certificati e
pagamenti più veloci ? BASIGLIO ? INAUGURATO lo "Spazio Si", un'area
confortevole, riservata ai cittadini che devono accedere a dei servizi
comunali. Un modo per snellire la burocrazia e agevolare il dialogo.
Walter
prova a sedurre il nord est "noi riformisti, il pdl è ottocentesco" -
alessandra longo ( da "Repubblica, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quando sente
le istituzioni lontane con la burocrazia che ostacola invece di favorire".
Gli applausi scattano convinti (lo stesso accade a Rovigo e Belluno), ancora
più caldi quando Veltroni evoca l'utopia, a suo dire realizzabile, di "un
Paese dei diritti e dei doveri", di uno "Stato semplice", che
non mette più i bastoni fra le ruote, che fa aprire,
Elezioni,
le richieste degli industriali "sanzioni per i burocrati
inefficienti" - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Puniamo i
dirigenti degli uffici che non rispettano i tempi di legge" ANTONIO
FRASCHILLA Chiedono una migliore burocrazia e punizioni per i dirigenti della
Regione "che non fanno il loro lavoro". Vogliono l'approvazione
"immediata del piano energetico", riduzioni fiscali per le aziende
appena nate e l'avvio di un processo d'innovazione in tutte le stanze di
Palazzo d'Orleans.
Settore
da 15 mila addetti ( da "Mattino di Padova, Il"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Chiederemo
alla burocrazia di fare un passo indietro - sostiene il consigliere regionale
di An Raffaele Zanon - queste strutture rappresentano un'alternativa ed un
sostegno per i cittadini e per le stesse Usl che da sole non riuscirebbero a
soddisfare le esigenze dell'utenza.
PRIORITÀ
Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E
l'eliminazione dei monopoli ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
PRIORITÀ
"Un imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia. E
l'eliminazione dei monopoli" - -->.
L'ossatura
economica che tiene in piedi l'Italia merita più attenzione
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
efficienza
energetica della propria azienda, possono ridurre ma non azzerare lo svantaggio
rispetto ai concorrenti esteri. Altro tema pressante è la burocrazia. Malgrado
i passi in avanti compiuti e il contributo offerto dall'informatica le
"scartoffie" pesano ancora troppo. Occorre snellire, snellire e
ancora snellire. - -->.
Bettin
correrà per la lega nord ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vittoria
quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte
quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di
bilancio non si sono potute iniziare o terminare". Oltre a Bettin (Lega),
per il centrodestra correrà Massimo Calzavara (Fi, An, Udv Pne lista Pianiga
Futura) e per il centrosinistra Riccardo Naletto, (Pd Idv, Sinistra
Arcobaleno).
Fattore
punta al mandato-bis con una lista di donne e giovani
( da "Mattino
di Padova, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
000 abitanti
e le nuove coppie che si insediano chiedono di avere gli stessi servizi che
avevano in altri comuni. "In effetti c'è la necessità di investire nei
collegamenti pubblici, finora siamo stati penalizzati da quelli provinciali
poiché ci troviamo fuori da traiettorie importanti. E sul fronte della
burocrazia c'è ancora da fare". (g.a.).
Quella
cisterna e troppi misteri molfetta, caccia al veleno-killer - giuliano foschini
giovanni di benedetto ( da "Repubblica, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un via libera
dato sulla base delle carte, della burocrazia. Non c'è mai stato un controllo
in loco. "Abbiamo soltanto tre ispettori per tre città, procediamo a
campione" spiegano i dirigenti della Asl. "Quella era un'azienda
molto giovane". La ditta aveva però avuto due visite della Finanza.
Continua
con questa nuova puntata la rubrica della voce degli industriali
( da "Nazione,
La (Prato)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
critici
invece su burocrazia, rigidità del mercato del lavoro, lentezza del sistema
giudiziario e, naturalmente, sistema dei trasporti. Lo studio calcola che per
trasferire merci alla frontiera occorrono 20 giorni in Italia,
<Lei
è morto>, addio pensione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
crede nei fantasmi. E per resuscitare dopo essere stati dichiarati passati a
miglior vita per via telematica ci vuole un miracolo. MORTE UFFICIALE Guido
Pili, anno di nascita, 1942; anno di morte: "Ancora lontano, spero".
L'ex infermiere, dal
Il
verdetto del Nordest: l'Italia non ha futuro
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Crescita
frenata, peso della burocrazia, ricambio inesistente, incapacità di avviare un
circolo virtuoso di modernizzazioni: il resto del Paese, visto dal Veneto, è
appesantito da tare che coinvolgono certo anche il Nordest, ma che non riescono
ad arrestarne lo slancio competitivo.
Nicola
guarnieri n ( da "Adige, L'"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conoscendo i
tempi della burocrazia, ha presentato la domanda lo scorso luglio. A fine
gennaio, da Trento è arrivata la risposta. Convinto che tutto fosse a posto,
l'agricoltore di Lenzima quando ha aperto la busta è saltato sulla sedia:
"Con la presente - ha scritto il dirigente Fabrizio Dagostin - si comunica
che, per carenza di disponibilità finanziarie,
Nell'articolo
su Gianluigi ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Maurizio
Salvalaio Avvocato La burocrazia allucinante che stritola le imprese Faccio
parte di uno studio di consulenza del lavoro, quindi di uno studio associato di
professionisti. Faccio presente un caso. Nelle retribuzioni di gennaio, pagate
in febbraio, sono state effettuate le ritenute fiscali, tra le quali
l'addizionale comunale.
Se
la burocrazia è tutta una burla ( da "Provincia di Cremona, La"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
omonimo
romanzo ha chiuso la rassegna di prosa 'DiversaMente Se la burocrazia è tutta
una burla Ieri sera al Ponchielli calorosi applausi per la pièce 'La
concessione del telefono di Nicola Arrigoni CREMONA ? Se la storia di Filippo
Genuardi l'avesse scritta un certo Franz Kafka nella fredda Praga d'inizio
Novecento l'angoscia avrebbe avuto la meglio.
<abbiamo
risorse che altri non hanno> ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisogna andar
loro incontro riducendo la burocrazia e velocizzando le procedure. Dobbiamo dare
la giusta immagine della nostra provincia, superando l'atteggiamento
pessimista. Abbiamo delle potenzialità che altri non hanno, eppure perdiamo
delle occasioni perché non ci proponiamo sul mercato nel modo giusto".
I
molteplici interessi ( da "Corriere delle Alpi"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia a
burocrazia. 2 - La Valbelluna, da Ponte nelle Alpi a Feltre è, sotto l'aspetto
urbanistico, senza soluzione di continuità. 3 - La legge urbanistica regionale
ha previsto la redazione di un Pat (il vecchio Piano Regolatore) come strumento
di pianificazione comunale, ma anche il Pati definito come "lo strumento
di pianificazione finalizzato al coordinamento fra più comuni"
Crepaldi,
si allungano i tempi per il rimpatrio della salma
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che in questi
casi i tempi della burocrazia sono estremamente lunghi. Temo quindi che dovremo
aspettare ancora prima del ritorno di Paolo a Gorizia". Una volta concesso
il nulla osta la salma di Paolo Crepaldi sarà trasferita per via aerea da
Katmandu a Milano, da dove partirà l'ultimo viaggio del 43enne goriziano verso
la sua città,
LA
SICUREZZA E I SUOI CONFINI ( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In un Paese
dove la burocrazia alimenta se stessa, perché nessuno di quei signori mantenuti
dai contribuenti ha pensato di "rimappare " la città, di proporre un
tagliando a Milano per la sicurezza in senso lato? In fondo, per ridare respiro
ai cittadini basterebbe un piano nemmeno tanto complicato, capace di
coinvolgere l'amministratore del condominio,
Viva
e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni
( da "Corriere
del Veneto" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma, si sa, la
burocrazia non si arrende all'evidenza: ha bisogno di prove e così la signora
ha dovuto ingaggiare l'avvocato Giuseppe Incandela che si è messo in contatto
con l'Agenzia delle entrate. "Sto ancora aspettando una risposta, ma non
dovrebbero esserci problemi" si augura il legale.
Veltroni
al Nordest: il fisco sarà amico ( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro la
burocrazia- mostro: "Dobbiamo arrivare a concedere l'apertura di
un'azienda in un giorno". Ed è proprio sulla lode delle piccole e medie
imprese che punta Veltroni: "è finito il tempo della lotta di classe.
Perché un imprenditore con tre o quattro operai, che fino a poco tempo prima
era operaio, non può essere considerato un padrone "
Sul
marciapiede con il Vangelo ( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma senza le
ortodossie del credo ufficiale e senza la burocrazia curiale. Come la storia
del bambino autistico Graziano, al quale don Oreste Benzi trovò una famiglia. E
le molte straordinarie vite di ragazze salvate dalla schiavitù, narrate da don
Benzi nell'estate del 2007, poco prima di morire: "Lavorava di giorno e
usciva di notte con il suo Vangelo in mano".
Disabili
occupano la casa <dimenticata>
( da "Corriere
della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
REDAZIONALE
Burocrazia Struttura restaurata dai privati nel 2006: la Regione dovrebbe solo
accreditarla, finora non l'ha fatto Disabili occupano la casa
"dimenticata" A Villa Maraini il centro Archimede: letti pronti e mai
utilizzati La struttura ospita disabili ed è stata "occupata": i
precari che ci lavorano non chiedono soldi,
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BREVI
Interventi e Repliche Le nuove procedure Inpdap Mi riferisco alla lettera
"La burocrazia dell'Inpdap" (Corriere, 6 marzo). Sono in contatto con
diversi pensionati destinatari della lettera inviata dall'Inpdap e li ho visti
terrorizzati, anche perché nella lettera si cita che "in mancanza di Sua
dichiarazione, le detrazioni di imposta attribuite nella Sua pensione dal 1Ë?
Il
dilemma dei tecnici: demolire o ristrutturare?
( da "Corriere
della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
REDAZIONALE
Progetti Tempi lunghissimi per costi e burocrazia Il dilemma dei tecnici:
demolire o ristrutturare? Il nuovo nasce già vecchio. è la "dittatura
" dello sviluppo tecnologico. In Italia, nel settore dell'edilizia ospedaliera,
alla fatica di stare al passo con il normale corso del progresso bisogna
aggiungere il salto a ostacoli di ogni tipo.
Cozzolino:
subito approdi a Napoli ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
i lavori dovrebbero iniziare in estate e, quel che più conta, Marina di Stabia,
Procida e Acciaroli vanno a gonfie vele e l'ammodernamento dei porti
salernitani procede a buon ritmo. E Napoli, dunque, il Grande Assente e questo
argomento, all'inaugurazione del Salone, innesca un contraddittorio
istituzionale che conferma il disagio della città in regresso su tutti
Quattro
liste già in gara, aprono i cittadini
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Arcobaleno è
stata fermata dalla burocrazia: avrebbero consegnato già nella serata di ieri -
ha spiegato Giulio Lauri - ma la predisposizione dei certificati elettorali ha
imposto il recupero domenicale. Ancora alle prese con la raccolta delle firme i
socialisti di Dario, che non tace l'amarezza: "Non ci hanno aiutato".
Il
pd isontino: un assessore nella prossima giunta illy
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ovvero
riuscire a "far aprire una ditta in un giorno", riducendo la
burocrazia", una strategia che porterà indubbi beneficii anche "nel
campo dell'occupazione giovanile, dove va peraltro ridotto il precariato".
Bolzan ha speso qualche parola in più per Gorizia, "soggetta a un
particolare sforzo di trasformazione".
Giovani
a Strasburgo per 'svecchiare' la Ue
( da "Avvenire"
del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per tentare
di svecchiare le politiche dell'Ue dalle pastoie della burocrazia ", ha
detto il delegato nazionale dei giovani Mcl, Giovanni Gut. L'incontro metterà
al centro il rapporto tra i giovani e l'Europa, approfondendo in particolare le
problematiche legate all'occupazione e alla formazione delle nuove leve.
Veltroni
parla di precari ma dimentica il federalismo
( da "Gazzettino,
Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
della burocrazia, Stato semplice, microcredito per i giovani, lotta alla
clandestinità, sicurezza. Tutti argomenti che hanno fatto presa sulle migliaia
di persone che lo hanno accolto lungo il percorso. Ma quella parola è rimasta
solo sulla bocca del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che a Mestre l'ha
evocata come "fondamentale riforma"
Moschin:
<Avevo avvisato dei problemi al Buonarroti>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tempi della
burocrazia quando si parla di pubblico impiego. Abbiamo privilegiato, per
accelerare l'iter, una mobilità esterna piuttosto che un bando in modo da
avere, già dal 1. aprile, un'insegnante nuova".Moschin ha preso a cuore il
caso del Buonarroti, dove le educatrici sono costrette a pesanti carichi di
lavoro e a una gestione quasi autonoma dei turni per sostituire le assenze.
Sviluppo
del territorio, tempi brevi per il Pat
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo
ritornati in carica nel giugno 2006 e, nonostante la burocrazia imperante e le
ristrettezze economiche di bilancio, abbiamo attivato la concertazione con
Provincia e Regione per l'approvazione del Pat, strumento fondamentale per il
rilancio socio economico del territorio cavarzerano.
È
Roberto Bettin il candidato sindaco della Lega Nord
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ed è proprio
Di Luzio a dichiarare: "Roberto ha garantito in caso di vittoria quello
che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte quelle cose
che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si
sono potute iniziare o terminare". Nei prossimi giorni Bettin
ufficializzerà la sua squadra.Gianluigi Dal Corso.
(M.G.)
Adolfo Urso nel governo Berlusconi era delegato al
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia: diminuiremo regolamenti e laccioli. Poi le imprese: detasseremo gli
straordinari, questo porterà più soldi in busta paga e un aumento della
produttività. Infine l'artigianato: proporremo che l'Iva venga pagata solo a
fattura incassata.
SICILIA/
LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA A CANDIDATI PER REGIONE
( da "Virgilio
Notizie" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
09-03-2008
13:24 Migliore burocrazia e sanzioni per i 'fannulloni nel 'decalogo Palermo, 9
mar. (Apcom) - Una migliore burocrazia; punizioni per i dirigenti della Regione
siciliana che non fanno il loro lavoro; e poi ancora, immediata approvazione
del piano energetico regionale;
Da
che mani sono gestiti i nostri piccoli risparmi
( da "Provincia
di Lecco, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza troppi
ripensamenti e burocrazia, la borsa è sempre aperta e disponibile con i
risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei sbagliarmi ma sembrerebbe
che stiamo scivolando verso un sistema feudale. La casta politica con i suoi
iperbolici costi e privilegi, le banche e le assicurazioni dominatrici del
potere economico?
( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al Giovanni XXIII il
leader del Pd ricorda il dolore del Vajont e parla di autonomia "I disagi
di questa terra vanno ascoltati" "Gli avversari insultino pure: noi
vogliamo unire gli italiani e siamo la vera novità" "Occorre una
riforma per uno Stato leggero e meno asfissiante" FAUSTO DA DEPPO BELLUNO.
E' una montagna esemplare quella che ieri Walter Veltroni ha indicato e ha
promesso di tutelare. La montagna bellunese, ha affermato il leader del Pd dal
palcoscenico del Giovanni XXIII, "è stata segnata dalla guerra e dalla
ferita del Vajont. La sua forza di ricostruzione materiale e morale" è in
linea con la voglia di rinascita "che il Paese distrutto dimostrò
all'indomani della Liberazione" e oggi segna la strada "per ritrovare
l'orgoglio di essere italiani, per riconquistare il senso perduto di
nazione". I malesseri da curare. Con l'inno di Mameli a sigillare ogni
incontro del tour elettorale (e Belluno è stata la 37ª delle 101 piazze in
elenco), il Pd vuole imboccare quella strada, ma Veltroni ha ricordato anche
"i malesseri di una provincia come questa schiacciata tra Regioni a
statuto speciale" e, ripescando "il lavoro condotto dal ministro
Lanzillotta", ha annunciato di voler "armonizzare le
situazioni". Come? "In una realtà meno centralista, c'è spazio per
l'autonomia di Belluno. Ci vuole però una riforma che ci dia uno Stato più
leggero, meno invadente e meno asfissiante. Uno Stato da far ripartire ridando
peso agli stipendi e alle pensioni, riducendo la pressione fiscale, il numero
dei partiti (erano eccessivi 40 schieramenti) e la massa dei parlamentari
(addirittura un migliaio)". "Si può vincere". La novità del Pd
inizia qui: "Vincendo, porteremo 248 volti inediti alla Camera e al
Senato, perdendo saranno comunque 125 e i 12 under 40 diventeranno da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il capolista del Pd:
così l'economia italiana crescerà Far crescere l'Italia. Ecco l'impegno di
Antonello Soro, capolista del Partito democratico nella circocsrizione
Lombardia 3. E per innescare un meccanismo virtuoso che consenta di
redistribuire la ricchezza, il Pd punta su un patto tra lavoratori e
imprenditori. Che diventa, poi, la chiave di volta per dare una risposta a
quella "questione settentrionale" che negli anni ha fatto perdere al
centro sinistra importanti fette di territorio. "Importanti candidature di
imprenditori rappresentanti di una cultura, di un'economia e di una tradizione
imprenditoriale moderna e europea - dice Soro -, segnala non solo l'attenzione
del Pd a questo mondo ma anche la convinzione di questi mondi che la proposta
del Pd sia quella giusta". Come può essere sintetizzata questa proposta?
"La scelta di fondo è quella di ridare al nostro sistema democratico un
carattere decidente che sia paragonabile ai ritmi e alla velocità con cui
decidono gli altri poteri. La prima scelta, dunque, è riformare le istituzioni.
Poi c'è la ricerca di maggiore efficienza che si basa su alcuni punti fermi: il
principale è la volontà di far ripartire la crescita dell'economia ferma da
troppo tempo, legata ad un sistema di conservazione di
piccole rendite, delle burocrazie statali e di poteri pubblici e privati.
Crescita legata alla modernizzazione dell'apparato produttivo, scommettendo
sulla concorrenza, sulla qualità e sui talenti. Un fisco amico dello sviluppo:
aliquote dell'Irpef più basse di unpunto all'anno per tre anni; credito
di imposta come strumento che sostituisca il sistema di aiuto alle imprese oggi
disperso in mille meccanismi contorti, alzando il forfettone a 50mila euro con
la non retroattività degli studi di settore; meno tasse sulla quota di salario
legato alla contrattatzione di secondo livello. Poi puntiamo a liberare risorse
dalla rendite per spostarle sullo sviluppo, sull'innovazione, sulla ricerca,
sulla formazione e sul merito come fondamenti di una ripresa della mobilità
sociale". Il Partito democratico affronta le prossime elezioni Politiche
da solo, senza la sinistra radicale come alleata. Un rischio calcolato o un
azzardo? "Noi usciamo da un'esperienza di coalizione durata quindici anni.
Prodi ha fatto miracoli in due anni per rimettere a posto i conti pubblici,
avviare un processo di riforma dell'economia. Tuttavia, abbiamo sperimentato
come una coalizione molto larga e disomogenea renda difficile la stabilità e
l'efficacia dell'azione di governo". La lista Lombardia 3 per la Camera è
stata l'unica votata a maggioranza in tutt'Italia: Cosa pensa di qeusto?
"Un tasso minimo di litigiosità quando si formano delle liste è
fisiologico. E' più evidente in un partito come il nostro abituato a
pubblicizzare i propri dissensi. Questo, però, non altera la prospettiva di una
campagna molto unitaria. Diffido degli schieramenti nei quali le decisioni
politiche vengono prese in case private e comunicate solo a posteriori".
Quali sono le priorità programmatiche del Pd? "Abbiamo messo al centro
della proposta politica una crescita dell'economia che sia la condizione
migliore per rendere possibile una più larga giustizia sociale. Questo passa
attraverso un allargamento degli spazi di libertà nell'economia, parallelo
all'apertura dell'ascensore sociale che da tempo si è fermato. Al secondo punto
c'è l'idea di abbattere tutte le barriere che si frappongono al dispiegarsi
libero delle migliori risorse umane e quindi l'idea di una scuola, di
un'università che premi i talenti e sia accessibile a tutti. Terzo, la
sicurezza dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori". Veltroni dice
che tra i primi provvedimenti in caso di vittoria ci sarà il disegno di legge
contro il precariato, a favore di giovani. E per le famiglie che non arrivano a
fine mese? "L'emergenza del carovita deve essere il primo punto all'ordine
del giorno del nuovo governo che Veltroni illustrerà proprio a Mantova il 13
marzo prossimo. Sappiamo che questa emergenza si può affrontare solo in una
prospettiva di crescita della ricchezza nazionale. La richezza che cresce e la
giustizia sociale che si persegue attraverso la redistribuzione sono due facce
di una stessa politica". Cosa risponde a chi accusa il Partito democratico
di aver messo insieme il diavolo e l'acquasanta candidando l'operaio della
TyssenKrupp e i due imprenditori Matteo Colaninno e Massimo Calearo? "Chi
lo dice ha una visione dell'Italia vecchia e ideologica. Noi pensiamo che non
sia il tempo di un muro tra imprenditori e lavoratori ma che gli uni e gli
altri abbiamo interesse a portare avanti l'Italia in un rapporto virtuoso con i
processi della competitività internazionale. L'hanno capito quei leader del
mondo imprenditoriale e del sindacato che hanno accetto di lavore insieme per
un progetto credibile di svillupo del nostro paese. E' finita la stagione delle
barriere ideolgiche e culturali fra una parte dell'Italia e l'altra, tra
lavoratori e imprenditori, tra laici e cattolici, barriere che ostacolano la
crescita di uno Stato moderno". (Sa.Mor.).
( da "Nazione, La (Livorno)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA SUL LAVORO
"Decreto punitivo No, va bene così" Imprese e sindacati su fronti
opposti di MICHELA BERTI ESAGERATAMENTE vessatorio e inutilmente punitivo. E'
il giudizio espresso dal nuovo consiglio direttivo di Confindustria Livorno sul
nuovo decreto governativo in materia di sicureza sui luoghi di lavoro. "Un
decreto che ha suscitato forte disappunto ed una vibrante protesta - si legge
nella nota di Confidnustria - di tutti gli imprenditori e di quelle aziende che
contribuiscono, ogni giorno, allo svluppo economico del territorio nel rispetto
dell'ambiente e della sicurezza". Secondo Confindustria il decreto dà
scarsa importanza alla prevenzione ed alla formazione, ritenuti "lo snodo
reale per diffondere la cultura della sicurezza". Le risorse economiche ci
sono, ricorda Confartigianato: "Basti pensare - sottolinea il presidente
Franco Bientinesi - all'ingente avanzo di gestione annuale dell'Inail che
potrebbe essere utilizzato per ridurre i premi pagati dalle aziende
virtuose". La Confartigianato snocciola numeri: dal 2000 al 2006 gli infortuni
sul lavoro, nel settore dell'artigianato, sono diminuiti dell'11% a fronte di
un calo del 7,7% nell'industria e nei servizi. MA INASPRIRE le pene non sembra
essere, per la Cna, la strada migliore: "Questo decreto è stato chiuso,
dopo anni di confronto, in un momento delicato - dice Mauro Fabbri responsabile
sicurezza - e sulla scia dell'emotività. La revisione del testo unico era
indispensabile ma richiedeva un maggior equilibrio tra le sanzioni e la
prevenzione". Fabbri guarda alle piccole e medie imprese del territorio:
"Non serve far paura per far rispettare le leggi. Servono controlli e là
dove ci sono inadempienze si ricorre alla sanzione. Ma in Italia, in perenne
campagna elettorale, si lavoro sempre nell'emergenza. Le
imprese chiedono meno burocrazia e più certezze". AL PESANTE giudizio espresso da
Confindustria, Cnfartigianato e Cna sul decreto governativo si contrappone il
parere positiivo dei sindacati. "Non mi sembra che l'inasprimento delle
senzaioni sia pesante - lapidaria, Lilia Benini Fillea Cgil - mentre, anche sul
nostro territorio, di situazioni difficili ce ne sono. Guardiamo al
settore dell'edilizia dove il codice etico sulla sicurezza nei cantieri,
sottoscritto da istituzioni, sindacati ed associazioni di categoria, non è
ancora passato al vaglio dei consigli comunali tra cui quello di Livorno".
Benini giudica positivo l'inasprimento delle pene nei confronti del lavoro nero
ma invoca premi per le aziende virtuose, da sostenere anche con accordi
territoriali. "Controllare il sistema del lavoro significa mettere in rete
tutti i dati sulle aziende - ricorda Benini - mentre Inps, Inail e Cassa Edile
lavorano a compartimenti stagno". LA CASSA Edile di Livorno nel
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BASIGLIO
MENO BUROCRAZIA IN COMUNE CON LO SPORTELLO "SPAZIO SÌ" Certificati e
pagamenti più veloci ? BASIGLIO ? INAUGURATO lo "Spazio Si", un'area
confortevole, riservata ai cittadini che devono accedere a dei servizi
comunali. Un modo per snellire la burocrazia e agevolare il
dialogo.
L'inaugurazione è avvenuta ieri mattina alle 11 nella sede comunale, in via
Leonardo da Vinci alla presenza di numerosi cittadini. LO "SPAZIO SI"
nasce da un progetto finalizzato alla riorganizzazione del Comune con l'obiettivo
del miglioramento dei servizi al cittadino, tramite modalità operative
efficienti. L'utente potrà recarsi allo "Spazio Si" e richiedere
certificati di qualsiasi genere, inoltrare richieste, ricevere informazioni
evitando di girare nei diversi uffici. È una realtà unica nel territorio
nazionale. Tali sportelli polifunzionali garantiscono l'erogazione di gran
parte dei servizi comunali e sono attivi i pagamenti tramite bancomat o carta
di credito per i servizi quali : Ici, tassa rifiuti, rette scolastiche, servizi
sociali, concessioni cimiteriali. Analogamente allo spazio fisico di incontro
tra Comune e cittadino, il portale comunale offre lo spazio virtuale ove
effettuare le medesime operazioni. "SEMPLIFICARE le procedure, garantire
la trasparenza dell attività amministrativa, rendere facilmente reperibili le
informazioni e modernizzare le forme di pagamento che rendono meno complesso e
disagevole il rapporto con il Comune - dichiara il Sindaco - costituisce
certamente un obiettivo primario per mettere al centro il cittadino e
trasformare il rapporto da cittadino-utente a cittadino-cliente". AILLA
CERIMONIA di inaugurazione erano presenti Alessandro Moneta e gli assessori
Stefano Gianuzzi, Luca Procaccini, Paolo Malknecht e Andrea Pastore. Lo "Spazio
Si" è stato progettato da Giugiaro Architettura. Mas. Sag. - -->.
( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La moglie con Walter
Cacciari: mai litigato Bindi in platea Il candidato premier a Treviso:
"Ora possiamo garantire le risposte che questa gente attende" Walter
prova a sedurre il Nord Est "Noi riformisti, il Pdl è ottocentesco"
L'appello al Veneto operoso: dateci fiducia, possiamo governare da soli La
mattina a Mestre tra i portuali. Incontro con Cacciari: siamo in sintonia
ALESSANDRA LONGO DAL NOSTRO INVIATO TREVISO - E infine arrivò il giorno di Walter
Veltroni nella fossa dei leoni, in quella Treviso amministrata da 13 anni dal
sindaco sceriffo Gentilini, passato alla cronaca per il suo desiderio di
vestire gli immigrati da leprotti "e poi fare pum pum". Ecco il
compito più difficile per il leader del Pd: riconquistare il Nord Est diventato
negli anni ostile "anche per gli errori commessi dal centrosinistra".
No, non siamo a Piazza dei Signori, il salotto chic, dove, forse, qualche
leghista avrebbe esternato lo scarso gradimento per la visita, ma fuori le
mura, nello storico cinema Eden, stracolmo di gente. Il candidato premier sa
usare le corde giuste: "Tra i tanti muri caduti ce n'era uno grande come
una casa, che divideva il Nord Est dal centrosinistra. Ci sono state delle
colpe e anche una condizione oggettiva, quella di una coalizione piena di
contraddizioni che impediva un'azione efficace, una risposta alle vostre
domande. Ora questa storia è finita. Ciò che il Nord Est si aspetta dalla
politica noi lo possiamo garantire". Gran sospiro di sollievo della platea
che adora sentirsi dire quanto "i veneti siano ospitali e capaci di
integrare", quanto sia "solidale il loro spirito", quanto
"talento ed energia meritano di essere qui liberati". Un'altra idea
per Treviso, per il Veneto. Non le panchine segate dagli amministratori per
evitare che gli stranieri si siedano, non la moschea costretta a itinerare, o
le ronde contro "le pantegane", non il razzismo ma il dialogo. Una
Treviso che già c'è, che è in questa sala, ma che risulta invisibile all'esterno,
ai media. Veltroni usa un linguaggio da predicatore: "Vorrei parlare uno
ad uno ai cittadini di questa terra. Vorrei dire loro: "Dateci fiducia,
possiamo cambiare radicalmente il Paese. Da soli, sarebbe la prima volta che
governiamo". Il Veneto dei padroncini, degli artigiani, "gente che ha
voglia di fare e perde le staffe se non ci riesce, quando
sente le istituzioni lontane con la burocrazia che ostacola invece di favorire". Gli applausi scattano
convinti (lo stesso accade a Rovigo e Belluno), ancora più caldi quando
Veltroni evoca l'utopia, a suo dire realizzabile, di "un Paese dei diritti
e dei doveri", di uno "Stato semplice", che non mette più i
bastoni fra le ruote, che fa aprire, con l'autocertificazione, le
imprese in un giorno, che va di pari passo con l'altro polo della rivoluzione,
"il fisco amico". Meno pressione, taglio agli sprechi, in primis ai
costi della politica. Ancora, sulla sicurezza: "Ci vogliono più polizia,
più mezzi per le forze dell'ordine. E chi sbaglia paga, va in galera".
Musica di violino, sventolano le bandiere del Pd in terra leghista. La moglie
Flavia, al suo primo viaggio nel pullman elettorale, programma completo,
incluso il rituale pranzo veltroniano in una famiglia tipo di Martellago,
guarda la sala, un mazzo di mimose in mano: "Questa è un'esperienza
straordinaria!". C'è anche Rosy Bindi, candidata in regione. E' in prima
fila, sorridente, insolitamente quieta. Veltroni parla a braccio, solo una
cartella di appunti appoggiata su un leggio. Gli ultimi dati dei sondaggi Ipsos
danno in aumento gli indecisi ("buon segno") e confermano la forbice
di dieci a sei a favore del Pdl. "Ce la possiamo fare", ghe a podemo
far, come si legge sulle magliette dei giovani militanti. Basta cambiare
registro, smetterla con la "lotta di classe", un argomento "che
fa tristezza": "Perché prendersela con i poveri Cristi che lavorano
dalla mattina alla sera, che lottano per crescere, che hanno cominciato negli
scantinati, che sono stati anche loro operai?" No, il Pd non è la sinistra
radicale ("Ma ci siamo separati consensualmente, senza rancore"), il
Pd vuole "il patto tra lavoro e piccola impresa". Il Pd, dice
Veltroni, intende dare risposte a giovani come Lorenzo Bernardi, 29 anni:
"Mi ha scritto che vuole rischiare, che ha un'idea". Ma le banche
italiane non finanziano le idee e Lorenzo, oggi come oggi, trova le porte
aperte in Francia, non qui. Il primo disegno di legge del nuovo governo di
centrosinistra sarà sulla precarietà, "una condizione che non è
umana", un altro ddl, già scritto, è destinato al lavoro femminile. Ci
vuole tempo, sottolinea il candidato premier, per realizzare "una nuova
stagione, lo stesso che ebbero Blair e la Thatcher. Berlusconi "non ha
l'energia per le riforme, non a caso D'Amato e Riello gli hanno detto no".
Nel Pdl, dice Veltroni, "sono stanchi, ripetitivi, ottocenteschi". E
anche parecchio illiberali, stracciano i programmi degli avversari,
inorridiscono per Obama presidente nero e per l'Italia del 50 per cento di
posti alle donne. Si prendono, candidato a Roma, il "capo della rivolta
dei taxi", il nemico delle liberalizzazioni. E si affidano a uno slogan
come "Rialzati Italia", "perché non sanno che tanti italiani
cominciano a lavorare alle quattro, alle cinque del mattino, quando certi
politici tornano dalla discoteca". Massimo Cacciari non c'è, non gli ha
fatto da angelo custode nella fossa dei leoni. Si son visti fugacemente a
Mestre, davanti ai portuali, ai lavoratori sempre più disperati del
Petrolchimico. Foto insieme, Cacciari un po' scuro in volto. Parole rassicuranti
ai microfoni per l'elettorato che teme contrasti fra i due: "Siamo in
sintonia, sulle cose fondamentali". A fine giornata il leader è contento,
soddisfatto dell'accoglienza: "Grazie, Nord Est".
( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Palermo
Domani saranno ufficializzate le richieste da avanzare agli aspiranti
presidenti della Regione Elezioni, le richieste degli industriali
"Sanzioni per i burocrati inefficienti" Dai fondi Ue alle riforme: il
decalogo per i candidati Ivan Lo Bello: "Serve una sterzata rispetto agli
ultimi 15 anni di governo della Sicilia" Giuseppe Catanzaro "Puniamo i dirigenti degli uffici che non rispettano i tempi di
legge" ANTONIO FRASCHILLA Chiedono una migliore burocrazia e punizioni per i dirigenti della Regione "che non fanno il
loro lavoro". Vogliono l'approvazione "immediata del piano
energetico", riduzioni fiscali per le aziende appena nate e l'avvio di un
processo d'innovazione in tutte le stanze di Palazzo d'Orleans. Gli
imprenditori siciliani alzano la voce nel pieno della campagna elettorale per
la successione dell'ex governatore Salvatore Cuffaro e domani Confindustria
Sicilia presenterà un vero e proprio decalogo con i 10 punti che devono
diventare "programma elettorale da realizzare per chiunque si sieda sulla
poltrona di presidente della Regione, da Raffaele Lombardo ad Anna
Finocchiaro". "Occorre dare una sterzata rispetto a come si è
governata questa regione negli ultimi 15 anni - dice il presidente di
Confindustria, Ivan Lo Bello - C'è una parte importante della società civile,
la stessa che ci ha sostenuto nella lotta al pizzo e al racket, che chiede alla
politica di cambiare rotta, intervenendo in quelli che sono i nodi cruciali che
tengono ferma al palo questa terra". Il primo nodo, quello più sentito da
tutti gli imprenditori, riguarda la burocrazia:
"Occorre fare rispettare le leggi che prevedono il rilascio delle
autorizzazioni burocratiche in 90 giorni - dice Giuseppe Catanzaro, presidente
di Confindustria Agrigento - Chiediamo allora al nuovo presidente della Regione
un impegno a punire i dirigenti di quegli uffici che non rispettano i tempi di
legge. Non mi si venga a dire che alla Regione manca il personale per sbrigare
tutte le pratiche". C'è poi il nodo del piano energetico, in attesa di
approvazione da più di dieci anni: "In tema di politica energetica non
esistono linee guida e Terna, il gestore della rete, ha difficoltà ad avere le
autorizzazioni - continua Catanzaro - Per una valutazione d'impatto ambientale
passano anni e non è accettabile". Gli industriali chiedono anche una
maggiore informatizzazione della burocrazia regionale
ma anche del "sistema Sicilia": "Sono state create delle società
ad hoc, come Sicilia Innovazione, ma occorre coinvolgere le imprese del
territorio - dice Fabio Scaccia, presidente di Confindustria Catania - C'è
inoltre il nodo dei fondi europei: la Sicilia è già in ritardo di quasi due
anni rispetto alla programmazione degli assi 2007-2013". Margherita
Tomasello, responsabile dei giovani di Confindustria Palermo, ha poche
speranze: "Siamo molto disillusi dalla politica che in questi anni non ci
ha mai realmente ascoltato - dice la Tomasello - Un punto fondamentale per noi
è il sostegno alle imprese appena nate: grazie all'autonomia siciliana, tanto
sbandierata, si potrebbero introdurre agevolazioni fiscali per le aziende che
fanno le prime assunzioni, o che danno lavoro ai giovani". Un tema molto
sentito dagli industriali è quello "della pioggia di euro che ogni anno la
Regione distribuisce su tutto il territorio per i corsi di formazione":
"è incredibile che noi imprenditori non veniamo mai consultati nella
programmazione di questi corsi, e poi quando ci rivolgiamo al mercato del
lavoro non troviamo persone che abbiano la formazione che ci serve", dice
Marco di Marco, patron della Gestel.
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA SCHEDA Settore da
15 mila addetti VENEZIA. Il privato accreditato in Veneto è costituito da 26
strutture ospedaliere e 249 laboratori, per un totale di 15 mila addetti. La
rete degli ambulatori registra 3 milioni di contatti annui (accessi per paziente)
per un totale di 15 milioni di prestazioni. Il maggior numero di ambulatori
specialistici e laboratori privati si concentra nell'Usl 16 di Padova, con 95
strutture; 26 sono a Verona (Usl 20),
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIORITÀ "Un
imperativo dev'essere la riduzione del peso della burocrazia.
E l'eliminazione dei monopoli" - -->.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
APPROFONDIMENTO
L'ossatura economica che tiene in piedi l'Italia merita più attenzione ? MILANO
? L'ARTIGIANATO e la piccola e media impresa (pmi) rappresentano una
straordinaria ricchezza del sistema produttivo italiano. In un Paese che da
oltre dieci anni a questa parte cresce stabilmente meno della media europea, la
piccola impresa ha dimostrato una straordinaria vitalità e capacità di
modificare la propria struttura di fronte ai cambiamenti. Ciò è ancor più vero
nella regione più ricca e industrializzata, la Lombardia, dove il settore
artigiano conta oltre 260 mila realtà pari al 20 per cento del valore
complessivo nazionale. Eppure gli artigiani, e i "piccoli" in genere,
scontano spesso una specie di peccato originale: non sono ascoltati come
meriterebbero nelle stanze governative dove si decidono le scelte di politica
economica. Nonostante rappresentino la spina dorsale del sistema Italia.
Artigianato e pmi necessitano oggi più che mai di ricevere attenzione perché la
congiuntura internazionale si preannuncia difficile, come dimostra la corsa
inarrestabile del costo del petrolio. Una priorità dev'essere la "bolletta
della luce": vanno ripensate le scelte di politica energetica finora
compiute - a cominciare da un dibattito serio sul nucleare a cui si è
rinunciato ventun anni fa - per offrire alla piccola imprenditoria maggiore
competitività. Perché strumenti pur efficaci come lo Sportello Energia di Cna,
che offre un servizio di consulenza qualificata all'associato che voglia
migliorare l'efficienza energetica della propria azienda, possono ridurre ma
non azzerare lo svantaggio rispetto ai concorrenti esteri. Altro tema pressante
è la burocrazia. Malgrado i passi in avanti compiuti e
il contributo offerto dall'informatica le "scartoffie" pesano ancora
troppo. Occorre snellire, snellire e ancora snellire. - -->.
( da "Nuova Venezia, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI A PIANIGA
Bettin correrà per la Lega Nord Il sindaco Di Luzio: "Continuerà il nostro
lavoro" PIANIGA. Oramai non ci sono più dubbi: Roberto Bettin correrà come
candidato sindaco per la Lega Nord a Pianiga. Ad appoggiarlo ci sarà il sindaco
uscente Antonio Di Luzio, che sarà capolista. "La Lega Nord - spiega il
sindaco uscente Antonio Di Luzio - ieri ha presentato il proprio candidato
sindaco alle elezioni amministrative del 13/14 aprile. Si tratta di Roberto
Bettin ex arbitro di serie A e consigliere comunale negli ultimi cinque anni di
amministrazione di centrodestra". Bettin si presenta con alcuni punti
programmatici ben precisi: sicurezza dei cittadini, difesa del territorio dal
punto di vista ambientale e urbanistico, attenzione al mondo del sociale
(giovani e anziani), creazione di nuove strutture scolastiche e sportive,
sostegno alla cultura veneta in collaborazione con le autorità scolastiche e le
varie associazioni, realizzazione di spazi di aggregazione per la comunità dove
mancano. "Tutto ciò in continuità - spiega il sindaco uscente Di Luzio -
con l'opera che ho intrapreso in questi anni. Roberto ha garantito in caso di vittoria quello che a me più preme per il bene del paese e cioè
proseguire in tutte quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono
potute iniziare o terminare". Oltre a Bettin (Lega), per il centrodestra
correrà Massimo Calzavara (Fi, An, Udv Pne lista Pianiga Futura) e per il
centrosinistra Riccardo Naletto, (Pd Idv, Sinistra Arcobaleno). (a.ab.).
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Fattore
punta al mandato-bis con una lista di donne e giovani VILLANOVA. Ha atteso l'8
marzo, Festa della donna, per dare ufficialità alla sua ricandidatura. Nel
ripresentarsi Silvia Fattore vuole dare una nuova impronta alla sua lista
inserendo una importante rappresentanza di donne e giovani. "Sarà una
lista profondamente rinnovata, un nuovo soggetto supportato da chi ha già
amministrato. E' arrivato il momento di investire mettendo a frutto
l'esperienza fin qui maturata. La mia proposta è stata accolta da un gruppo di
persone che si sono avvicinate, volti nuovi alla politica ma conosciuti nel
mondo del lavoro, del volontariato, dell'associazionismo". Fattore ha poi
insistito sulla caratteristica di Civica Villanova: "Una lista senza nessuna
copertura o accredito politico. Quei pochi che hanno una tessera in questo
contesto la mettono da parte, ciascuno si espone come cittadino e abbiamo un
programma ambizioso ma concreto". Da cosa si differenzia il programma
amministrativo da quello del 2003? "5 anni fa abbiamo puntato sulla
continuità, avevamo alcune iniziative da portare avanti, interrotte dalla
prematura scomparsa del sindaco. Una fase di questo sviluppo è terminata, oggi
puntiamo all'apertura di servizi che riguardano e toccano l'assetto del territorio
e il sociale. Penso al piano urbano del traffico, a una rete di piste
ciclabili, a un centro civico dove abbinare l'offerta culturale a un circolo
ricreativo per i giovani, spazi dove coltivare interessi e ambizioni". La
popolazione sfiora i 5.000 abitanti e le nuove coppie che
si insediano chiedono di avere gli stessi servizi che avevano in altri comuni.
"In effetti c'è la necessità di investire nei collegamenti pubblici,
finora siamo stati penalizzati da quelli provinciali poiché ci troviamo fuori
da traiettorie importanti. E sul fronte della burocrazia c'è ancora da fare". (g.a.).
( da "Repubblica, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Bari
L'INCHIESTA Proseguono le indagini per i cinque addetti all'impianto di
lavaggio. Ecco i nodi da risolvere Quella cisterna e troppi misteri Molfetta,
caccia al veleno-killer l'inchiesta il gas le autorizzazioni gli indagati
l'incidente la tragedia Una catena di errori e di omissioni, distrazioni di chi
avrebbe dovuto controllare All'interno non c'era solo zolfo, come invece
riportava il documento di trasporto GIULIANO FOSCHINI GIOVANNI DI BENEDETTO Non
sono morti per fatalità, i cinque operai del Truck center di Molfetta. Li ha
uccisi una reazione tra lo zolfo e una sostanza ancora sconosciuta, che i
chimici stanno cercando. Ma soprattutto sono morti per una catena di errori e
di omissioni, imperdonabili distrazioni di chi avrebbe dovuto lavorare con più
attenzione e di chi avrebbe dovuto controllare che ciò avvenisse. Guglielmo
Mangano, Biagio Sciancalepore, Vincenzo Altomare, Michele Tasca e Luigi
Farinola sono morti per 150 euro: tanto avrebbe guadagnato il Truck center per
il lavaggio di quella cisterna. Per evitare che accada di nuovo, per tutta la
giornata di ieri i carabinieri del Noe hanno controllato le aziende connesse
con il "progetto zolfo" di Fs logistica: l'obiettivo è verificare e
ricostruire i cicli e i sistemi di produzione. La dinamica - Sono le 15,30 di
lunedì 3 marzo, a Molfetta, e Guglielmo Mangano, il lavagista più esperto,
lavora alla cisterna. Probabilmente si cala all'interno per rimuovere con acqua
calda e detergente i residui solidi dello zolfo incrostati. Non sa che sta per
entrare in una camera a gas: acido solfidrico o anidride solforosa (oppure
tutte e due le sostanze insieme) lo ammazzano in pochi minuti. Per provare a
salvarlo si tuffano tre colleghi e poi il datore di lavoro, Altomare. Non si
salva nessuno. L'unico a sopravvivere è Cosimo Ventrella: non si cala in quella
botola. La cisterna - L'ultimo viaggio risale alla fine di dicembre, quando
aveva trasportato 26 quintali di zolfo allo stato liquido da Taranto a
Scarlino, provincia di Grosseto. Lo aveva fatto per la prima parte su strada
(sino a Bari) e poi sui binari, tramite le Ferrovie dello stato. Il "tank
container" era stato depositato allo scalo intermodale Ferruccio di Bari
il 29 dicembre e trasportato a Molfetta il tre marzo. Altomare, il titolare del
Truck Center, aveva chiuso nei giorni precedenti un accordo con la società
Cinque Biotrans, che gestisce questo tipo di mezzi: avrebbero dovuto lavare complessivamente
18 cisterne con i residui di zolfo, per un costo di 150 euro cadauna. Prima di
quella killer, il Truck Center aveva già lavato sei mezzi. Tre erano gemelli al
tank della tragedia. La sicurezza - Il Truck center non aveva le autorizzazioni
per effettuare quel tipo di lavaggio. Eppure, come dimostrano le carte in mano
ai legali della Cinque Biotrans (la società che gestiva le cisterne),
certificavano la pulitura di zolfo. Mancava la valutazione di rischio chimico
degli operai: significa che potevano fare i lavagisti, lavare un automobile o
un camion di zolfo non è la stessa cosa. Servono precauzioni diverse, come i
respiratori o particolare abbigliamento. Al Truck center non c'era niente di
tutto questo. Mancavano persino le normali mascherine, che comunque non
avrebbero potuto evitare la tragedia. La formazione - I quattro operai e il
titolare dell'azienda (che risultava essere il responsabile della sicurezza nel
cantiere) non avevano mai svolto corsi di formazione specifici per poter
lavorare con le sostanze chimiche. "Sarebbe bastato quello per non
trasformare un tragico incidente sul lavoro in una strage" spiegano gli
esperti. "La prima cosa che si deve sapere è che in un ambiente chiuso,
dove ci sono dei gas, non si deve mai e poi mai entrare. Gli ultimi quattro
operai, per salvare il loro collega, avrebbero dovuto soltanto chiamare i
soccorsi. Non certo entrare là dentro". I permessi - Il Truck center non
aveva la valutazione del rischio chimico, ma tutti gli altri permessi erano in
regola. A partire da quelli del rispetto della 626, la legge sulla sicurezza
del lavoro, rilasciati da un'azienda privata di Bitonto, la Meleam. I medici di
questa società avevano visitato gli operai e formato il responsabile della
sicurezza sul cantiere, il titolare Vincenzo Altomare. Per la Meleam era tutto
in regola. "Nessuno però ci aveva mai detto - spiega il responsabile della
Meleam Puglia - che trattassero sostanze chimiche". I controlli - Per
aprire l'attività il Truck center aveva ricevuto i permessi dello Spesal, il
servizio di prevenzione della Asl. Un via libera dato sulla
base delle carte, della burocrazia. Non c'è mai stato un controllo in loco. "Abbiamo soltanto
tre ispettori per tre città, procediamo a campione" spiegano i dirigenti
della Asl. "Quella era un'azienda molto giovane". La ditta aveva però
avuto due visite della Finanza. Il 3 settembre e il 30 ottobre. Era
tutto in regola, compreso le norme di prevenzione incendi. La sostanza killer -
E' quella che in queste ore stanno cercando i medici legali nominati dalla
Procura di Trani e il tossicologo, Roberto Gagliano Candela. Lo cercano nei
corpi delle cinque vittime e nei reperti sequestrati nell'azienda, comparando
per esempio la "polvere gialla" trovata sul fondo della cisterna e
quella riscontrata sulle spazzole dell'idropulitrice. E' ormai chiaro che in
quella cisterna non c'era soltanto zolfo allo stato solido, sostanza innocua.
C'era qualcos'altro che reagendo con lo zolfo ha creato l'acido solfidrico o
l'anidride solforosa, i due possibile gas killer. Sul fondo della cisterna sono
stati trovati due accendini. Potrebbero aver causato la tragedia: bruciando lo
zolfo, si sprigionano i gas letali. Gli indagati - Sono cinque, accusati di
omicidio colposo plurimo: Alessandro Buonapane e Mario Castaldo, della Fs
logistica, la società che ha curato il trasporto della cisterna sui binari;
Vincenzo Polito, il dirigente di Cemat Puglia, che gestisce il deposito di
cisterne allo scalo Ferruccio di Bari; Pasquale Campanile, dirigente della
"La Cinque Biotrans", Filippo Abbinante, l'autista del mezzo. Il
tunk, prima di arrivare al Truck Center, è passata da loro. In qualcuno di
questi passaggi, l'innocuo zolfo potrebbe essere diventato l'assassino dei
cinque lavoratori.
( da "Nazione, La (Prato)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
UN AEROPORTO
colossale, realizzato in meno di 4 anni progettato da Norman Foster, architetto
fra i più accreditati a livello mondialee: un volano di sviluppo e di immagine
di altissimo livello. Ma non è finita qui. Anche una nuova ferrovia
appositamente pensata per il trasporto container, in grado di veicolare merci
agli stessi costi delle navi ma in metà tempo; già collaudata, e i primi
convogli sono arrivati in anticipo rispetto alla tabella oraria definita.
Sogni? No, realtà. Naturalmente non parliamo dell'Italia. L'aeroporto è quello
di Pechino, inaugurato pochi giorni fa, più che in tempo per le Olimpiadi; un
milione di metri quadrati, che ne fanno lo scalo più grande del mondo. La linea
ferroviaria è quella che Deutsche Bahn - le ferrovie tedesche - ha realizzato
in collaborazione con il governo cinese. La scopo è realizzare un collegamento
Pechino-Amburgo da coprire in due settimane, superando la concorrenza sia delle
navi merci, economiche ma lente, sia degli aerei cargo, veloci ma costosi.
Inaugurazione un mese fa. Il mondo galoppa. Nessuno pretende che l'Italia abbia
la stessa potenza di fuoco della Cina nella realizzazione di infrastrutture
ciclopiche come quelle citate. Si parla di poco meno di altri 100 aeroporti
programmati per i prossimi 12 anni: quello cinese è davvero un altro pianeta.
Però questo non esime l'Italia dal darsi da fare. E' di pochi giorni fa la
presentazione dell'indagine Ipsos sugli investimenti diretti esteri in Italia:
gli investitori stranieri sono abbastanza soddisfatti delle competenze tecniche
e manageriali nostrane, critici invece su burocrazia, rigidità del mercato del
lavoro, lentezza del sistema giudiziario e, naturalmente, sistema dei
trasporti. Lo studio calcola che per trasferire merci alla frontiera occorrono
20 giorni in Italia,
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2042 Carbonia. Guido Pili, 65 anni, si è dovuto indebitare con la banca:
"L'Inpdap dovrà pagarmi i danni" "Lei è morto", addio
pensione Carbonia.. Guido Pili, 65 anni, si è dovuto indebitare con la banca:
"L'Inpdap dovrà pagarmi i danni" Infermiere costretto a dimostrare di
essere vivo --> Infermiere costretto a dimostrare di essere vivo Era vivo e
vegeto ma per L'Inpdap, che gli erogava la pensione, era passato a miglior
vita. Guido Pili, ex infermiere di Carbonia ha impiegato sei mesi per
dimostrare di non essere deceduto. Per sopravvivere si è dovuto indebitare con
la banca. È vivo e vegeto. Ma per l'ente previdenziale era morto e sepolto.
Deceduto senza ombra di dubbio tanto che gli era stata immediatamente revocata
la pensione. E una volta che ti danno per morto non è facile dimostrare che
hanno preso un granchio. Non basta presentarsi di persona con documenti, certificati
testimoni e attestati vari. La burocrazia crede nei fantasmi. E per resuscitare dopo essere stati
dichiarati passati a miglior vita per via telematica ci vuole un miracolo.
MORTE UFFICIALE Guido Pili, anno di nascita, 1942; anno di morte: "Ancora
lontano, spero". L'ex infermiere, dal
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La prima indagine
"One" rivela una congiuntura positiva e attese in chiaroscuro Il
verdetto del Nordest: l'Italia non ha futuro La classe dirigente prevede due
opposti scenari per il Veneto e per il sistema Paese MAURIZIO CAIAFFA MESTRE.
La lente utilizzata è una domanda sulla congiuntura, ne scaturisce una
bocciatura netta del sistema Paese. Un verdetto che sembra superare le
considerazioni di ordine economico, per rivolgere all'Italia nel suo complesso
un'attenzione all'insegna, se non dell'estraneità, della lontananza e del
distacco. La prima rilevazione della Fondazione Nord Est sul panel di testimoni
privilegiati della classe dirigente veneta, effettuata per il nostro giornale,
dà un responso improntato proprio alla distanza. Crescita
frenata, peso della burocrazia, ricambio inesistente, incapacità di avviare un circolo virtuoso
di modernizzazioni: il resto del Paese, visto dal Veneto, è appesantito da tare
che coinvolgono certo anche il Nordest, ma che non riescono ad arrestarne lo
slancio competitivo. E' un'attitudine della classe dirigente del Veneto
da tenere in conto, tanto più che viene monitorata alla vigilia di
un'importante consultazione elettorale. Perché il "distacco" traspare
con chiarezza dai saldi di opinione rilevati dai ricercatori della Fondazione
Nordest. Su cento persone interpellate (si vedano gli articoli e le tabelle a
lato), il saldo sulla fase congiunturale attuale è positivo per il 12,3 per
cento, una valutazione che sale al 18,4 per cento quando si allarghi lo sguardo
a Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. E' il giudizio sulla performance
dell'Italia a colpire per la completa diversità di registro: la differenza tra
coloro che vedono il Belpaese in flessione (63,2 per cento) e chi lo considera
in crescita (7,4) è negativo di 55,8 punti. Una valutazione puntuale,
sembrerebbe, perché quando si torna a parlare di Europa il saldo torna positivo
di 8,4 punti percentuali, mentre le risposte su Usa e Mondo rispondono più ad
attese relative a dinamiche generali. Questa lettura viene sostanzialmente
confermata quando si considerino le risposte alla domanda sul "prossimo
futuro" dell'economia. Anche qui, sebbene con qualche scostamento, balza
agli occhi la diversità di valutazione che separa Veneto e Nordest da una
parte, Italia dall'altra. Sulle prospettive congiunturali le élites venete sono
meno ottimiste quando si consideri la regione (-4,2 per cento) e il Nordest
(+3,1), ma di certo bissano il proprio giudizio negativo quando si passi a
parlare dell'Italia (-45,3 per cento). Anche in questo caso le risposte
sull'Europa (saldo 0) tornano su un binario di contiguità con quelle relative
all'Italia nordorientale. E' insomma un Nordest che si considera più simile all'Europa
che al resto dell'Italia, quello che dipinge la classe dirigente veneta
monitorata dalla Fondazione Nordest. Un quadro in cui a ben vedere al
Friuli-Venezia Giulia e al Trentino-Alto Adige viene attribuita una maggior
salute rispetto al Veneto. Il resto dell'Italia però rimane sullo sfondo, come
un dato con il quale giocoforza si deve fare i conti, ma senza slancio, quasi
con rassegnazione. I motivi di questa percezione sono economici e non solo.
Quanto al primo aspetto, il Veneto delle medie imprese, che dopo essersi
ristrutturato ora compete con successo sui mercati internazionali, si sente
avvantaggiato dalla prossimità geografica con i mercati nord- ed esteuropei. E
pazienza per il resto dell'Italia, così incapace di cogliere le opportunità di
crescita sui mercati esteri. Ma quanto alle considerazioni più generali il
Belpaese è sentito lontano perché, a cinque settimane dalle elezioni, incerte
restano le sue prospettive politiche, la sua capacità di rimettersi in cammino.
Del resto, come nota Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione
Nordest, sono molti anni che le élite nazionali non individuano un obiettivo
condiviso indirizzando di conseguenza i loro sforzi: accadde al tempo
dell'ingresso nell'euro, poi basta. Ora la domanda, riprendendo uno slogan
elettorale in voga, è quindi: We can? Nel Veneto è una domanda davvero
decisiva.
( da "Adige, L'" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nicola guarnieri n
nicola guarnieri n.guarnieri@ladige.it La Provincia è matrigna, pompa soldi
dalla capitale e si gode ogni anno un bilancio con i fiocchi. In Trentino, non
a caso, piazza Dante dispensa contributi e finanziamenti a destra e a manca.
Merito, ovviamente, dell'autonomia speciale di cui, per altro, quest'anno
ricorre il sessantesimo anniversario. Come recita un antico adagio, però, non è
tutt'oro quel che luccica. Ne sa qualcosa un agricoltore-allevatore di Lenzima
di Isera, Mario Frisinghelli, che si è scontrato, suo malgrado, contro la
"carenza" di fondi. Frisinghelli, oltre a provvedere alla propria
azienda agricola, gestisce il distributore automatico di latte crudo alloggiato
in via Dante. Un'idea, questa, che ha raccolto notevoli consensi e applausi tra
i consumatori e pure in Comune. Peccato, però, che il produttore, dopo aver
investito 26 mila euro, si sia visto negare dalla Provincia il finanziamento
previsto per legge (la numero 3 del 28 marzo 2003). In base alla normativa prevista
per il settore agricolo, il contadino ha diritto ad un rimborso del 35% per
l'acquisto della vasca refrigerante, in totale circa novemila euro. E
Frisinghelli, conoscendo i tempi della burocrazia, ha presentato la domanda lo
scorso luglio. A fine gennaio, da Trento è arrivata la risposta. Convinto che
tutto fosse a posto, l'agricoltore di Lenzima quando ha aperto la busta è
saltato sulla sedia: "Con la presente - ha scritto il dirigente Fabrizio
Dagostin - si comunica che, per carenza di disponibilità finanziarie, la
domanda da Lei presentata non può essere ammessa a finanziamento".
Insomma, tutto il badget 2008 stanziato per i progetti speciali riservati a chi
lavora in campagna è stato esaurito dopo nemmeno un mese dal suo reperimento. E
la Provincia gonfia di soldi che fine ha fatto? E la mamma di tutti i trentini
sempre pronta ad aprire il portafoglio per soddisfare ogni
"capriccio" dei propri figli è diventata tirchia tutto d'un colpo?
Mario Frisinghelli, manco a dirlo, non l'ha presa affatto bene: "Non è per
la cifra, capiamoci, ma per il metodo. Al giorno d'oggi viene finanziato di
tutto, chiunque può inventarsi un'azienda o un'associazione e viene riempito di
contributi. Per non parlare delle varie spese più o meno utili, dei milioni di euro
investiti per qualunque cosa. Ai contadini di montagna come me, invece, si
negano anche i novemila euro per un distributore, sano, di latte crudo.
Pazzesco". Mario, figlio e padre orgoglioso di contadini, coltiva la terra
ai
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nell'articolo su
Gianluigi indiscrezioni irrilevanti Scrivo la presente in nome e per conto del
Signor Ferruccio Sutto, di Campodipietra, in relazione all' articolo apparso a
pagina 35 dell'edizione del 7 Marzo 2008 dal titolo "Gianluigi, un piccolo
angelo è volato in cielo". Negli interessi del mio assistito sono a
censurare i termini e i modi in cui viene rappresentato il signor Sutto,
soprattutto nell'ambito di una notizia tragica quale l'improvvisa quanto ingiustificabile
e dolorosa dipartita di un bimbo di soli 14 mesi. In particolare il Signor
Ferruccio Sutto è a lamentare l'assoluta inconferenza delle attribuzioni
imprenditoriali allo stesso autonomamente riferite dal giornalista nell'ambito
dell'articolo in oggetto, meritevole escluvamente del giusto cordoglio. Maurizio Salvalaio Avvocato La burocrazia allucinante che stritola le imprese Faccio parte di uno studio
di consulenza del lavoro, quindi di uno studio associato di professionisti.
Faccio presente un caso. Nelle retribuzioni di gennaio, pagate in febbraio,
sono state effettuate le ritenute fiscali, tra le quali l'addizionale comunale.
Il 17/03/2008 devono essere versate all'erario, con modello F24, le ritenute in
qualità di sostituto d'imposta. Il modulo di versamento prevede che l'importo
delle addizionali siano versate indicando separatamente i vari comuni di
residenza dei dipendenti. Quindi avremo un versamento cumulativo, comune per
comune, a seconda dei vari comuni dove risiedono i singoli dipendenti. Il
cliente più rappresentativo dello studio, occupa circa 800 dipendenti:
l'azienda tra l'altro è titolare di una catena di negozi monomarca in tutta
Italia. Il prospetto generale predisposto dice che per questa azienda, sono
interessati 243 diversi comuni di residenza. Il singolo modello F24, nella
sezione da compilare, prevede la presenza di quattro righi utili. Quindi per
questo cliente devono essere compilati 61 (sessantauno) modelli F24. L'anno
scorso, erano sufficienti al massimo due modelli. Facciamo alcuni conteggi. A
pagamento avvenuto dobbiamo stampare 61 fogli per l'archivio dello studio, e 61
per l'azienda. Molte banche addebitano in conto corrente l'importo di ciascun
modello pagato: in questo caso avremo il conto interessato da 61 righe. A fine
trimestre avremo l'addebito di 61 righe al costo unitario previsto dalle
condizioni pattuite con la banca. E questo per ciascun mese: in totale la sola
stampa di moduli per l'intero anno ammonta a 732 fogli per lo studio e 732 per
l'azienda. E non è finita. L'anno prossimo, nel modello 770, se non verranno
modificate le regole, dovremo compilare una distinta di versamento, riga nella
quale dovremo indicare: codice comune, data di corresponsione stipendio, data
di versamento ritenute, importo delle ritenute versate. In poche parole, 243
righe al mese, e cioè 2916 righe in totale. Quest'ultimo lavoro non potrà
essere fatto in automatico, perché i dati dovranno essere desunti dalla
quietanza stampata mese per mese. L'attuale programma di gestione 2007 del
modello 770 prevede una schermata di inserimento di 35 righe: in altre parole
occorreranno 84 schermate piene di dati, da trasmettere all'anagrafe
tributaria. Questo per un solo cliente. Si può affermare che si tratta di un comportamento
allucinante? E tutto ciò a cosa serve? Lettera Firmata Montebelluna Sicurezza
sul lavoro qualcosa non torna Tenere maestranze in nero è illegale? Se a dosi e
proporzioni giuste non più. Così il nuovo decreto governativo sulla sicurezza
del lavoro. Una ditta con il 20%, cioè un quinto, di lavoratori sfruttati, non
tutelati, fantasmi senza nome per Inps e l'Inail, non solo non ha più niente da
temere dalla legge ma è persino in perfetta regola per partecipare agli appalti
pubblici e alle gare d'asta. Sopra il 20% potrebbe avere qualche problema.
Proprio una curiosa etica e legislazione del lavoro. Ezio Pelino E-Mail Anche
chi muore di lavoro muore come un eroe Sembra che le morti non siano tutte
uguali. "A Livella" del Principe De Curtis, conosciuto e amato come
Totò, viene smentita dalla mediocrazia imperante. Nello stesso giorno, il
maresciallo Pezzulo e l'operaio Segat venivano assassinati, ma, mentre il
maresciallo Pezzulo, ucciso in missione in Afganistan, la cronaca ne parlò e ne
parla ancora, dell'operaio Segat nessun giornale o rete televisiva ne parla
più. Il primo ebbe onori militari e già si pensa di dedicargli una piazza, per
il secondo solo parole di circostanza. E' lodevole l'opera dei nostri soldati,
ma conoscono bene il rischio che vanno incontro, mentre l'operaio non mette in
conto ciò e anche lo stipendio è ben diverso, eppure è l'operaio ad essere in
prima linea (in due anni vi sono stati più morti sul lavoro in Italia dei morti
delle Torri Gemelle). L'8 marzo ricorda le oltre cento operaie morte a
Manhattan, uccise da un padrone che, sommando la bramosia per il denaro, lo
sfruttamento e una buona dose di imbecillità, le chiuse a chiave. Nel ricordare
queste martiri del lavoro e gli altri martiri che chiedono, in occasione dell'8
marzo che ogni comune dedichi un parco della rimembranza ai martiri del lavoro
e già chiesi al sindaco di Salgareda, di dedicarlo a Jasmine Marchese,
attraverso questo giornale, spero che questa idea venga recepita. Mario
Albanese Treviso.
( da "Provincia di Cremona, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
9 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Cremona. La trasposizione scenica
dell'omonimo romanzo ha chiuso la rassegna di prosa 'DiversaMente' Se la burocrazia è tutta una burla Ieri sera al Ponchielli
calorosi applausi per la pièce 'La concessione del telefono' di Nicola Arrigoni
CREMONA ? Se la storia di Filippo Genuardi l'avesse scritta un certo Franz
Kafka nella fredda Praga d'inizio Novecento l'angoscia avrebbe avuto la meglio.
Ma se a raccontare la paradossale vicenda burocratica per ottenere una linea
telefonica che colleghi il magazzino di legname di Pippo Genuardi alla casa del
suocero, sposato con la giovane Lilla, amante segreta ma non troppo dello
stesso Genuardi è Andrea Camilleri, allora tutto si stempera, il meccanismo
fagocitante della burocrazia, gli intrighi
politico-mafiosi si fanno leggeri e alla fine tutto si risolve e giustifica in
un appetito sessuale che ha dell'incredibile e motiva la richiesta della linea
telefonica. Solo il colpo di scena finale con la morte del Genuardi ad opera
del suocero geloso sembra gettare un'ombra tragica sulla pièce, se non fosse
per la miopia investigativa della Benemerita che legge tutto come incidente...
Questa è la prima impressione che regala La concessione del telefono, riduzione
teatrale dell'omonimo romanzo firmata da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale,
in scena ieri sera al Ponchielli per la rassegna DiversaMente. La storia di
Pippo Genuardi è così assurda e irreale che non è un caso che la bella cornice
scenica ideata da Antonio Fiorentino viri verso la favola. Enormi faldoni di
fogli polverosi ingombrano il palcoscenico e a muoversi fra quella carte
'sudate' sono una serie di personaggi a loro volta vestiti con abiti di 'carta'
che non sono persone in carne ed ossa, ma piuttosto macchiette, caricature di
un mondo che sta al limite del grottesco. Lo spettacolo dello Stabile di
Catania mette in atto tutte le strategie necessarie e sufficienti per rendere
con assoluta fedeltà la vicenda narrata da Camilleri, dare corpo a quella
lingua in cui l'italiano e il vernacolo siciliano si intrecciano in un pastiche
che inclina al comico. Tutto ciò ottiene il risultato cercato: la vicenda si
svolge in scenette chiare e per certi versi ben delineate e concluse con
cambiare di posizione dei faldoni, la caratterizzazione dei personaggi è tale
che ogni movimento, il tono delle battute suscitano immediatamente la risata e
l'applauso a scena aperta del pubblico. In tutto ciò si avverte una coerenza di
stile e di racconto che a tratti appare monotona e senza particolare guizzi
interpretativi, ma ciò passa in secondo piano ne La concessione del telefono
perché ciò che interessa è la messa in scena della storia raccontata da
Camilleri. Angelo Tosto, Pippo Pattavina, Tuccio Musumeci, Gian Paolo Poddighe,
Francesco Di Vincenzo, Mimmo Mignemi, Marcello Perracchio, Alessandra Costanzo,
Laura Tornambene, Franz Cantalupo, Giampaolo Romani, Sergio Seminara e Raniela
Ragonese assolvono con coerenza stilistica e caricaturata verve comica allo
stile favolistico de La concessione del telefono che ha chiuso la rassegna
DiversaMente fra gli applausi.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"abbiamo
risorse che altri non hanno" confcommercio "FACCIO un appello a
tutti: puntiamo sugli aspetti positivi". Vincenzo Bertino, presidente
provinciale e vicepresidente regionale della Confcommercio, chiede un sorriso
soddisfatto agli imprenditori. "Con l'Expo le aziende possono guardare
avanti con fiducia ed entusiasmo - ha proseguito Bertino - Non dimentichiamo
che la nostra provincia produce nel settore terziario, ossia commercio,
turismo, servizi e artigianato, quasi l'80% del prodotto interno lordo. Ma è
necessario dare una speranza ai giovani imprenditori e alle aziende che
vorrebbero investire nel Savonese. Bisogna andar loro
incontro riducendo la burocrazia e velocizzando le procedure. Dobbiamo dare la giusta immagine
della nostra provincia, superando l'atteggiamento pessimista. Abbiamo delle
potenzialità che altri non hanno, eppure perdiamo delle occasioni perché non ci
proponiamo sul mercato nel modo giusto". 09/03/2008.
( da "Corriere delle Alpi" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I molteplici
interessi attorno alla politica LA COMPETIZIONE elettorale italiana dimostra di
essere, tanto per cambiare, oggetto di vari e molteplici interessi, persino gli
allibratori inglesi ci inseriscono nelle loro bar/previsioni avvisandoci che a
tutt'oggi Silvio è in forte vantaggio su Walter e che quindi puntando sul
vincitore sicuro non si vince nulla. Allibratori o fini analisti politici? Ma al
di là della triste battuta vale purtroppo la conferma di quella sottocultura
calcistica che diventa metro di lettura (metaforicamente intesa) di una realtà
che non è una palla. No, è peggio. Penoso marketing, costruzione del nemico,
metodologia da squadracce per cui il nero o colori mischiati diventano simbolo
della medesima insipienza. E così con il sempre attuale metodo del "panem
et circences" per i pezzenti si disegna una politica che, non fosse già
abbastanza del cavolo (organo sessuale maschile) diviene luogo dell'altrui
necessaria eliminazione, per ora dal torneo ma chissà... Dato che abbiamo già
potuto osservare come le sacre abluzioni nell'acqua di Fiuggi abbiano
trasformato unicamente "fascisti asciutti" in "fascisti bagnati"
e quindi nell'attesa che le future sorti della nostra economia politica ci
vengano disvelate da accurate letture di fondi di caffè o da significativi
incroci di ossetti di pollo eleviamo un indigesto pensiero a San Moggi e
(danarosa) combriccola platealmente salvati da una vittoria mondiale.
Coincidenza o potere? Moreno Barbieri Verdi di Belluno Il Veneto, Galan e la
sanità di montagna SUL "Corriere delle Alpi" di venerdì 7 leggo le
dichiarazioni del governatore Giancarlo Galan in margine alla spesa della
Regione in provincia di Belluno. "L'unica macroarea a evidenziare un calo
dei pagamenti rispetto al totale regionale - precisa Galan - è l'area
"Persona" (sanità, sociale, ecc.)" in ragione del fatto che
"uno dei criteri di attribuzione (delle risorse finanziarie) è il numero
degli abitanti". Ma è proprio questo il punto debole delle politiche
regionali per le zone montane! Prendiamo il caso della sanità e dell'assistenza
socio-sanitaria. è dal 2001 (Commissione ministeriale per i problemi della
sanità in montagna) che la Regione Veneto fatica a modulare i suoi interventi
su questo delicatissimo versante (diritto alla salute e pari opportunità di
accesso ai servizi). In altri termini, la Regione Veneto (ma non è sola...)
fatica a finanziare la spesa sanitaria e socio-sanitaria sulla base dei
"costi aggiuntivi" connessi con il vivere in montagna. Anche la
recente "nuova" proposta di riparto del Fondo sanitario regionale -
presentata dalla Giunta alla competente commissione del Consiglio regionale -
si incaglia su questo profilo. è vero che per la popolazione residente sopra i
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Crepaldi, si
allungano i tempi per il rimpatrio della salma Si allungano ulteriormente i i
tempi per il rimpatrio della salma di Paolo Crepaldi, il 43enne metalmeccanico
goriziano trovato senza vita nel proprio letto in un ricovero nelle vicinanze di
Katmandu, la capitale del Nepal, Paese dove si trovava per un viaggio dedicato
al trekking e alle passeggiate d'alta quota sugli altipiani ai piedi
dell'Himalaia. A trovare il suo corpo ormai privo di vita erano stati due
settimane fa i compagni di viaggio italiani che si trovavano con Crepaldi.
Ebbene, a quindici giorni di distanza dal decesso ancora non risulta sia stata
effettuata l'autopsia e sembra ancora lontano il nulla osta dell'autorità
competente per il rimpatrio della salma che dopo il decesso era stata
trasferita in elicottero in una camera mortuaria a Katmandu, dove si trova
tuttora. La moglie di Paolo Crepaldi, Loredana, è attualmente in contatto con
il consolato italiano di Calcutta, che ha competenza anche per il territorio
nepalese e con il console onorario a Katmandu. Attraverso i contatti con il
consolato di Calcutta la signora Crepaldi ha inoltrato una delega scritta per
l'effettuazione dell'esame autoptico: "Per il momento, però, ancora non
abbiamo potuto sapere se l'autopsia sia stata o meno effettuata - spiega
Loredana -. Ci hanno fatto capire, però, che in questi casi
i tempi della burocrazia
sono estremamente lunghi. Temo quindi che dovremo aspettare ancora prima del
ritorno di Paolo a Gorizia". Una volta concesso il nulla osta la salma di
Paolo Crepaldi sarà trasferita per via aerea da Katmandu a Milano, da dove
partirà l'ultimo viaggio del 43enne goriziano verso la sua città, dove
saranno officiate le esequie e dove Crepaldi lascia, oltre alla moglie
Loredana, la figlia quindicenne Athena e la madre Nelly. Tornando agli
accertamenti sulla dinamica della morte di Crepaldi, c'è da dire che ormai, a
due settimane di distanza dall'accaduto, si fa sempre più strada l'ipotesi di
un decesso dovuto esclusivamente a cause naturali: verosimilmente un infarto
durante il sonno, visto che il corpo di Paolo Crepaldi è stato trovato senza
vita nel letto dove si era coricato la sera prima. Sul suo corpo non sono stati
trovati segni che potrebbero far pensare a cause diverse né tantomeno a una
morte di natura violenta. Il 43enne goriziano non aveva mai manifestato,
peraltro, problemi di salute, né tantomeno di natura cardiaca e recentemente,
poco prima di partire per il suo viaggio in Nepal, si era anche sottoposto a
una visita medica che non aveva riscontrato anomalie. "Ho parlato con
alcuni dei compagni di viaggio di Paolo - racconta ancora Loredana -, che mi
hanno raccontato come hanno trovato il corpo quella mattina. Era nella tipica
posizione che mio marito assumeva nel sonno. Anche se manca la conferma
ufficiale, la spiegazione più verosimile è che si sia trattato davvero di un
arresto cardiaco avvenuto mentre dormiva".
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-09 num: - pag: 1 autore: di
ARMANDO TORNO categoria: REDAZIONALE CANTIERI, CROLLI E INCIDENTI LA SICUREZZA
E I SUOI CONFINI S i sono spese molte parole negli ultimi tempi sulla sicurezza
a Milano. L'inflazione di termini e di frasi fatte continua soprattutto in
questi giorni grazie alla campagna elettorale, periodo che registra
tradizionalmente la solita inondazione di promesse. Ma tra le sirene della
politica e la realtà c'è sempre uno iato che, con il nuovo secolo, si è fatto
ancora più grande e ora si avverte, si tocca, causa fastidio. Non spetta a noi
analizzare e descrivere le nuvole di parole che solcano i cieli preelettorali,
diremo semplicemente che i piccoli fatti rivelano un generale stato di
malessere e, in talune zone di Milano, non è esagerato parlare di allarme.
Qualche esempio? Non c'è che l'imbarazzo della scelta, lasciando in un canto le
cose grosse per meglio focalizzare le piccole. Ieri molti avranno letto che in
una casa di piazza Cardinal Ferrari (accanto ci sono quei box in costruzione
che hanno ridotto la città come un groviera) sono crollati cinque piani di
scale. La città, inoltre, è rimasta sgomenta per l'incidente avvenuto giorni fa
davanti al tribunale fra un tram e un bus, e che si è ripetuto nel medesimo
luogo senza vittime (per fortuna) a distanza di tre settimane. Via San Mamete,
quartieri presso le ville storiche di Crescenzago: la paura per la poca
sicurezza ha indotto gli abitanti a ricorrere, anche qui, ai vigilantes. Non
sono che piccoli esempi di una storia decisamente più vasta e complessa, fonte
di malessere quanto i problemi nazionali. I milanesi perdono la sicurezza in
casa, sui mezzi pubblici, sanno che la microcriminalità è al lavoro sempre e
comunque e che il rischio aumenta anziché diminuire. In un
Paese dove la burocrazia
alimenta se stessa, perché nessuno di quei signori mantenuti dai contribuenti
ha pensato di "rimappare " la città, di proporre un tagliando a
Milano per la sicurezza in senso lato? In fondo, per ridare respiro ai
cittadini basterebbe un piano nemmeno tanto complicato, capace di coinvolgere
l'amministratore del condominio, l'esperto dei trasporti, chi deve
garantire che balordi e delinquenti non aumentino con coefficienti da Terzo
mondo. Invece anche a Milano accade il contrario. I controlli si occupano, in
genere, di chi ha le carte in regola, per il semplice motivo che il burocrate
cerca di svolgere con la minor fatica possibile il minimo di mansioni che gli
permette di giustificare lo stipendio. Forse è arrivato il tempo di fermarsi e
riflettere, di ricordare al palazzo che tra le tasse pagate e i servizi resi
c'è un baratro vergognoso. E che i veri truffati siamo noi. Contribuenti
costretti a smaltire anche le piccole paure, oltre le numerosissime del
sistema-Italia.
( da "Corriere del Veneto" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-03-09 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La storia Viva e vegeta, ma per l'Asl è morta da 25 anni
VIGODARZERE - Chiede all'Asl perché non le hanno ancora spedito a casa il
tesserino sanitario e così scopre di essere... morta da 25 anni. Le dicono
perfino quand'è avvenuto il suo decesso: il primo gennaio
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-09 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Veltroni al Nordest: il fisco sarà amico "Qui fatti molti
errori". A Berlusconi: noi rispettiamo i programmi altrui, fa tristezza
Successo a Treviso, in molti non riescono ad entrare nel teatro La moglie
Flavia sul pullman: imparo molto DAL NOSTRO INVIATO TREVISO - "E Calearo?
No ghe xè Calearo?", ironizza in dialetto lo scaricatore di Porto
Marghera. No, il candidato-imprenditore veneto, in gara per il Pd, non c'è. Ma
c'è Cacciari, dato il giorno prima per incerto, e ci sono i portuali. Tanto
basta a Walter Veltroni per sorridere: "Dai Massimo, facciamo una foto".
Poi l'abbraccia, nonostante il sindaco di Venezia, che lo seguirà fino a
Mestre, continui a criticare le candidature "decise a Roma ". Ma il
tentativo di "Walter for premier" è più ambizioso: tentare
l'abbraccio con il Nordest, cioè la zona d'Italia forse più ostica per il
centrosinistra. E così decide di puntare su Treviso, la città dello
"sceriffo" Gentilini, simbolo leghista per eccellenza. Prima però fa
una sosta per l'ormai tradizionale pranzo in una famiglia di Martellago, i
Favaretto. Ed appare anche la moglie Flavia, salita anche lei sul pullman. Esce
dal pranzo soddisfatta con un mazzo di fiori in mano. Le hanno regalato
ciambelline al vino e radicchio sott'olio: "Sono contenta di stare qui: si
imparano molte cose". E così entra nel tour elettorale veltroniano anche
la riservatissima Flavia, finora rimasta discretamente nell'ombra. A Treviso lo
accolgono al teatro Eden in tanti. Non riescono ad entrare tutti. Lui ne
approfitta per un solenne mea culpa: "Dobbiamo ammetterlo, con voi abbiamo
commesso molti errori. Per tanti anni è esistito un muro che divideva il
Nordest dal centrosinistra. La coalizione di cui facevamo parte impediva al
riformismo di emergere in tutta la sua forza. Ma ora che ci siamo presentati da
soli siamo più liberi". In platea c'è Rosy Bindi e l'ex pm Felice Casson,
che lo seguono alla conquista del Nordest "profondo". Veltroni ci
prova, cerca di parlare un linguaggio che faccia breccia nella gente. Fa i
complimenti ai veneti "capaci di integrare e di accogliere" da una
parte, promette "lotta alla clandestinità" dall'altra. Invoca
"più sicurezza" e "uno Stato semplice" contro
la burocrazia- mostro:
"Dobbiamo arrivare a concedere l'apertura di un'azienda in un
giorno". Ed è proprio sulla lode delle piccole e medie imprese che punta
Veltroni: "è finito il tempo della lotta di classe. Perché un imprenditore
con tre o quattro operai, che fino a poco tempo prima era operaio, non può
essere considerato un padrone ". Quindi passa al tema più sensibile
per il popolo delle partite Iva: "Prometto un fisco amico ". Cioè
l'abbattimento della pressione fiscale di un punto l'anno attraverso la
riduzione della spesa pubblica. Ad un certo punto tira fuori un sondaggio
Ipsos: "La distanza con la destra si è ridotta a 6 punti. E c'è un 30% di
incerti". Poi risponde a distanza a Silvio Berlusconi che nelle stesse ore
a Milano stracciava il programma del Pd: "La cosa peggiore è quando si
stracciano i propri programmi, come hanno fatto loro ". E sempre rivolto
al Cavaliere, convinto che l'Italia non sia pronta a una piena uguaglianza di
uomini e donne in politica: "è un discorso ottocentesco". Applausi
convinti per Veltroni, prima di recarsi a Belluno. Ed è significativo che anche
Massimo D'Alema in Campania abbia fatto un discorso autocritico, rivolto in
questo caso alle candidature del Pd in quella regione: "In campagna
elettorale bisogna pensare agli eleggendi e non agli eletti sicuri".
Ospiti Veltroni e la moglie Flavia vanno a pranzo dalla famiglia Favaretto, a
Olmo di Martellago Porto Marghera Massimo Cacciari accoglie Walter Veltroni
Roberto Zuccolini.
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-03-09 num: - pag: 35
categoria: REDAZIONALE Frontiere Colmegna e Ciotti, Benzi e Gallo: testimoni
contro la violenza, la droga, il dolore, la paura Sul marciapiede con il
Vangelo Candido Cannavò racconta i preti (e un vescovo) che soccorrono gli
ultimi di PAOLO DI STEFANO L o si dice sempre: c'è un'altra Italia, diversa da
quella che appare nei telegiornali, nella politica, nelle cronache giudiziarie,
nelle cronache rosa, nelle cronache nere. Un'Italia che lavora, che fatica con
impegno e con tenacia, e alla quale non piace parlare troppo. Un'Italia che ama
più i fatti che le parole. Ma i fatti vanno raccontati, con le parole. E
Candido Cannavò le parole le sa usare, non solo in ambito sportivo come sarebbe
portato a credere il tifoso che ha letto per anni la Gazzetta dello Sport, di
cui è stato direttore e in cui oggi fa l'editorialista. C'è poco da stupirsi,
come osserva giustamente Gian Antonio Stella nella prefazione a Pretacci
(Rizzoli), perché Cannavò ha alle spalle anni da inviato di cronaca e di
costume, ed è stato autore di una delle prime inchieste sulla malasanità, il
libro bianco I lazzaretti di Sicilia. Qui, con queste "storie di uomini
che portano il Vangelo sul marciapiede ", ritorna alle origini, un po'
come aveva fatto un paio d'anni fa con La libertà dietro le sbarre, un viaggio
nelle carceri italiane. Ritorna al reportage, quel genere misto, e difficile,
tra racconto, viaggio, intervista, inchiesta. Sulle orme di quei preti che,
appunto, alle parole (e alle prediche) preferiscono i fatti, al pulpito
preferiscono la strada, alla gerarchia preferiscono il lavoro sul campo, duro e
oscuro, tra i drogati, tra le prostitute, negli abissi della pedofilia, nei
gironi della malattia, nei quartieri della povertà, della delinquenza, della
mafia. E con la gerarchia spesso e volentieri si trovano in contrasto:
sospettati di essere disobbedienti, di voler capovolgere i valori spirituali,
accusati di peccare di protagonismo e magari in odore di anarchia. è vero che
in molti dei "pretacci" incontrati da Cannavò a un certo punto c'è
come una conversione francescana: "Ricordo che a diciassette anni mi
accadde un episodio stranissimo - racconta don Luigi Ciotti -, all'epoca stavo
per diplomarmi in telefonia e telegrafia". A un certo punto avviene un
incontro rivelatore o un'epifania, uno di quei casi che danno senso a una vita
e a cui non si riesce a resistere. La quotidianità di don Ciotti subisce una
sterzata quando incontra un barbone, ex chirurgo tormentato dal senso di colpa
per aver operato, in stato di ubriachezza, una donna che morì sotto i ferri.
Don Fortunato Di Noto, il prete siciliano impegnato contro la porno- pedofilia
telematica, ricorda che studiava ragioneria e aveva pure la fidanzata quando
cominciò a dare ripetizioni in un orfanotrofio e lì si accese la sua luce. Don
Andrea Gallo era uno studente vivace quando, da allenatore di calcio, incontrò
la squadra del Don Bosco e conobbe il salesiano don Piero Doveri: "Mi
incantò il suo rapporto con i giovani" e "scattò la molla".
Storie di vocazioni irresistibili che si rivelano nei modi più impensati.
Storie di uomini che credono fermamente che "il posto della Chiesa è tra i
poveri", come dice padre Alex Zanotelli. Storie di battaglie vinte (e
perse) che si incrociano con le storiacce di quelli che Gallo chiama i
"Lontani". Un ragazzo rom croato, Drago, che non aveva famiglia, e
che don Gino Rigoldi accoglie nella sua comunità nel tentativo di dargli
un'identità, prima di adottarlo come figlio. Oggi si chiama Valentino Rigoldi,
ha i documenti e un lavoro. Sono storie di piccoli miracoli del nostro tempo
realizzati con il Vangelo nel cuore, ma senza le ortodossie
del credo ufficiale e senza la burocrazia curiale. Come la storia del bambino autistico Graziano, al quale
don Oreste Benzi trovò una famiglia. E le molte straordinarie vite di ragazze
salvate dalla schiavitù, narrate da don Benzi nell'estate del 2007, poco prima
di morire: "Lavorava di giorno e usciva di notte con il suo Vangelo in mano".
O come la vicenda tragica e poi felice di Rosario Fiorenza, raccontata nelle
pagine su Zanotelli: Rosario era uno scugnizzo come tanti del quartiere Sanità,
dove regnano la legge del pizzo e lo spaccio di droga, "ha salvato più di
cento ragazzi, avviandoli anche a un mestiere, a un lavoro, a un'arte". La
passeggiata di Cannavò per quelle strade è un racconto nel racconto, tra il
chiasso, le strutture cadenti dei palazzi, la pasticceria-museo di Salvatore
Coppella, brandelli del genio di Maradona rimasti appesi sui muri, come il
ricordo dell'eleganza di Juliano 'o guaglione, la casa natale di Totò diroccata
come le altre. Paesaggi e personaggi. Tanti. Una folla di uomini e donne che
lottano e che amano la vita: prima di tutto quella che si vive su questa terra.
Amano ridere, esagerare, combattere, mangiare: ci sono diverse tavolate, in
questo libro, e molti piatti della cucina italiana (sentite il cameriere in una
trattoria di Avola: "Abbiamo triglie di scoglio, appena pescate, si
squagliano in bocca..."). è un racconto commovente anche il viaggio in
treno ("solo un patetico vagone, vecchio e isolato") da Lamezia Terme
a Locri, per incontrare Monsignor Giancarlo Bregantini, l'unico pretaccio
vescovo della serie: "Il riscatto del Sud, l'Italia che avanza, le balle
che sentiamo da tanti decenni sono più vecchie del treno che marcia con
dignitosa stanchezza, tra una stazioncina e l'altra, verso la sua meta sempre
lontana". Centotrenta chilometri in quasi tre ore per arrivare in una
stazione senza neanche un cartello che segnali il nome del paese: "Locri è
un atto di fiducia". è un atto di fiducia nell'umanità la battaglia che
conducono questi "pretacci". Sulle cui labbra ricorre sempre un nome:
quello di don Lorenzo Milani, esempio di sacrificio e di emarginazione dalla
gerarchia. Un modello transgenerazionale: lo citano padre Zanotelli e don
Santoro. Lo cita anche l'ex operaio trentino Bregantini. Se ne ricorda anche il
parroco contestatore don Luciano Scaccaglia, che con un ritratto di Che Guevara
appeso nel suo studio lavora nel cuore malato della ricca Parma, dopo aver
vissuto nei lebbrosari, nelle baraccopoli e nelle discariche di mezzo mondo.
Fuori dagli schemi e dalle regole. Gente fuori misura. De resto, il
pretaccio-tipo somiglia molto al rimprovero che si sentì sbattere in faccia don
Rigoldi dal rettore del seminario: "Tu non hai nessuna attitudine per fare
il prete". La frontiera Dall'alto in senso orario: don Rigoldi
nell'orfanotrofio di Rmnicu Vlcea in Romania, padre Zanotelli nello slum di
Korogocho, una vecchia immagine di padre Bossi nelle Filippine e il vescovo
Bregantini durante una partita di calcio.
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Burocrazia Struttura restaurata dai privati nel 2006:
la Regione dovrebbe solo accreditarla, finora non l'ha fatto Disabili occupano
la casa "dimenticata" A Villa Maraini il centro Archimede: letti
pronti e mai utilizzati La struttura ospita disabili ed è stata
"occupata": i precari che ci lavorano non chiedono soldi, solo
un'autorizzazione La precaria della Croce rossa che ha occupato la palazzina
dice che in vita sua, lei, al massimo ha occupato un bagno. "Occupare è
illegale", sorride. Adesso, però, qualcosa è scattato, in lei e nei suoi
colleghi: rabbia, principalmente. Perché quattordici disabili aspettano da anni
non soldi, non fondi, non investimenti: ma un'autorizzazione. Che, per loro,
varrebbe una casa nella quale dormire. Eppure, da due anni, questa
autorizzazione non arriva. Forse se ne potrebbe ridere, archiviare tutto come
l'ennesima beffa della politica e della burocrazia,
trovare il modo di dimenticare: ma qui, dentro questa storia, vivono i destini
di quattordici ragazzi, abili a modo loro, sorridenti, e così puri che questa
storia non riescono a capirla. Tutto accade nella casa del parco del centro
"Archimede", una struttura a due passi da Villa Maraini che da
qualche anno, grazie al lavoro dei precari della Croce Rossa, accoglie disabili
dal mattino al pomeriggio: la sanità pubblica va come va, e allora qualche privato
ha firmato assegni e pagato i lavori per ristrutturare, per accoglierli anche
di notte, creare per loro una casa, con dei letti puliti, dei bagni con acqua
calda, dei laboratori per lavorare il legno. Si tratta di ragazzi disabili che
hanno genitori anziani e stanchi, ovviamente. Alla sanità pubblica non si
chiede altro che un'autorizzazione, un accreditamento per dieci posti letto,
insomma poco più di una firma. Bene, la casa nel parco è pronta da due anni: ma
nessuno, alla Regione Lazio, si degna di accreditare la struttura per
accogliere questo gruppo di ragazzi anche di notte. I giorni passano,
l'accreditamento non arriva. Poi accade che a una degli ospiti s'ammalino
entrambi i genitori: non ha più un posto dove dormire, e così gli infermieri
decidono, "occupiamo", e la storia arriva a chi qui la scrive. Sia
chiaro: da queste parti i politici si sono visti eccome, un'inaugurazione dopo
l'altra. Scelli, allora a capo della Croce Rossa, nel dicembre 2002 arrivò e
pianse: "I lavori verrò a farli io, per accogliervi anche di
notte...". Macché: i lavori li pagò un privato, nel 2005. Veltroni e Maria
Pia Garavaglia impedirono a questi ragazzi di essere sfrattati, poi nel
febbraio 2006 arrivò l'attuale assessore alla Sanità del Lazio, Augusto
Battaglia: raccontano, i responsabili della struttura, che ringraziò e
ringraziò, incredulo per il lavoro fatto, e solennemente promise, "per
l'accreditamento nessun problema". Ecco, adesso sono passati due anni: per
far dormire i ragazzi nella struttura - costruita a inizio Novecento,
bellissima - i precari della Croce Rossa hanno dovuto occupare.
"L'occupazione è illegale ", ripete sorridendo la ragazza. Adesso,
dunque, non rimane che attendere. Potrebbe accadere, ad esempio, che con
l'avvicinarsi delle elezioni qualcuno, della politica, provi un poco di
vergogna e decida, finalmente, di fare qualcosa. Ma attenzione, potrebbe
accadere altro: potrebbero arrivare i carabinieri, e arrestare precari e
disabili. Arrivati a questo punto, qualcuno riuscirebbe a sorprendersi? E a
vergognarsi? NEL PARCO La casa del centro Archimede (sopra) si trova
all'interno di Villa Maraini Alessandro Capponi.
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-09 num: - pag: 31
categoria: BREVI Interventi e Repliche Le nuove procedure
Inpdap Mi riferisco alla lettera "La burocrazia dell'Inpdap" (Corriere, 6 marzo). Sono in contatto con
diversi pensionati destinatari della lettera inviata dall'Inpdap e li ho visti
terrorizzati, anche perché nella lettera si cita che "in mancanza di Sua
dichiarazione, le detrazioni di imposta attribuite nella Sua pensione dal 1Ë?
gennaio 2008 verranno revocate e verrà accertato un debito Irpef a Suo
carico". Aggiungo che nella lettera dell'Inpdap si cita che l'elenco
completo dei Caf e dei soggetti abilitati, ai quali potersi rivolgere per la
consegna della dichiarazione, è consultabile presso il sito www.inpdap.it. Mi
sono collegato al sito e non ho trovato quello che cercavo; ho dovuto chiamare
il numero verde 800.05000, che, dopo un'attesa di circa 20 minuti per la
risposta, mi ha guidato attraverso l'apertura di quattro pagine, assolutamente
inimmaginabili, e finalmente ho trovato l'elenco dei Caf e dei soggetti
abilitati. L'elenco riporta per Milano 3 soli indirizzi, mentre una quarantina
per Roma su un totale di 83 posizioni in tutta Italia. Essendo milanese, ho
interpellato i tre indirizzi di Milano: il primo ha risposto di richiamare più
avanti perché non avevano ancora ricevuto istruzioni; al secondo risponde un
fax; il terzo sembra disponibile solo nelle mattine di lunedì, mercoledì e
giovedì. Dato che il problema riguarda, ritengo, centinaia di migliaia di
pensionati, come è possibile che l'Inpdap abbia pensato di avviare questa
procedura sicuramente inattuabile? Sarebbe stato sufficiente, per esempio, far
presentare all'Inpdap la dichiarazione in oggetto alla presentazione del 730 o
in qualsiasi altro momento, direttamente dal pensionato. Di certo è l'ennesima
dimostrazione di quanto i rapporti con le pubbliche amministrazioni siano quasi
impossibili, soprattutto per le persone anziane prive di aiuti, conoscenze, pc,
eccetera. Dante Pescali, dante.pescali@tiscali.it Reattori nucleari e energia
fotovoltaica Invio un paio di osservazioni sugli interventi dei lettori del
Corriere riguardanti i reattori nucleari a fissione e il fotovoltaico. Il reattore
a fissione, di tutti tipi finora impiegati e studiati, sono i medesimi che mi
insegnavano negli anni '60: quindi per mezzo secolo la tecnologia della
fissione, e delle scorie, non si è rinnovata, nonostante si parli di reattori
di IV generazione. I materiali fissili citati sono il prodotto delle
trasmutazioni dell'uranio nel reattore: il torio (che esiste anche in natura)
per decadimento "alfa" dell'uranio, il plutonio (un
"transuranico") per aggiunta (artificiale) di una particella
"alfa". Per quanto riguarda il fotovoltaico, sarebbe auspicabile che
il "privato" si rendesse indipendente dall'Enel aggiungendo al
proprio impianto un grosso accumulatore, che attualmente gli installatori non
prevedono: del resto, ciò era chiaro anche nella descrizione dell'aereo
fotovoltaico di Piccard (Corriere, 20 febbraio), che di giorno usa circa 8
cavalli per azionare motori e strumenti, ma anche altri 8 per caricare robuste
batterie, da usare nel volo notturno. Nell'impianto attuale si è quasi solo una
succursale dell'Enel di giorno e suoi tradizionali utenti di notte! Giusto
Buroni, giburoni@libero.it Dipendenti statali: gli scansafatiche A proposito
della lettera "Burocrazia, peso da alleggerire" ( Corriere, 5 marzo)
credo che finché si continuerà a criminalizzare in blocco la categoria dei
dipendenti statali facendo di tutte le erbe un fascio non si migliorerà affatto
la situazione. Perché non cominciare a scrivere ai superiori diretti degli
scansafatiche segnalando la neghittosità dei loro collaboratori? E se i superiori
nicchiano, perché non scrivere ai superiori diretti dei superiori diretti che
forse non sanno che i loro collaboratori coprono i loro sottoposti? So come
vanno le cose dopo tanti anni di servizio nello Stato! Antonio Fadda,
antoniofadda2@virgilio.it.
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-03-09 num: - pag: 50 categoria: REDAZIONALE Progetti Tempi lunghissimi per costi e burocrazia Il dilemma dei tecnici:
demolire o ristrutturare? Il nuovo nasce già vecchio. è la "dittatura
" dello sviluppo tecnologico. In Italia, nel settore dell'edilizia
ospedaliera, alla fatica di stare al passo con il normale corso del progresso
bisogna aggiungere il salto a ostacoli di ogni tipo. Così anche senza
voler pensare al ma-laffare, spesso le migliori intenzioni finiscono frustrate
dalla burocrazia e da contenziosi senza fine. Se la
sola progettazione richiede tempo, la traduzione del pensiero in azione diventa
quasi un esercizio di retorica. "Ottimisticamente, oggi ci vogliono circa
6 anni dalla progettazione alla realizzazione di un ospedale", ammette
Romano Del Nord, docente di tecnologia dell'architettura alla facoltà di
Architettura di Firenze. Già. Nel frattempo, che cosa fare delle strutture
esistenti? Meglio seguire un modello unico di progetto, come quello proposto da
Renzo Piano o diversificare? è ancora valida l'idea dell'architetto genovese?
Su un punto gli addetti ai lavori non hanno dubbi: in linea di principio, è più
conveniente costruire ex novo che ristrutturare edifici vecchi di 70 anni o
più. Quando si scende nel dettaglio, però, le posizioni cambiano. "Non è
quasi mai è opportuno rimettere le mani su ospedali esistenti, se non per
piccole porzioni - riflette Andrea Bambini, ingegnere progettista a Gubbio -.
Il lavoro di ristrutturazione ha un tale impatto sull'attività dell'ospedale
che spesso la rallenta o la diminuisce notevolmente. Americani e francesi sono
più coraggiosi: se un ospedale ha 35 anni, ci tirano una riga sopra e ne
costruiscono un altro. In Asia, a Singapore, certi ospedali sono stati rifatti
dopo 20 anni". Viene da sorridere quando si pensa che la costruzione di un
ospedale come quello di Brindisi ha avuto una gestazione di 36 anni. La vetustà
del patrimonio ospedaliero, in molti casi, comporta anche il rispetto di
vincoli storici e architettonici. "Spesso i modelli delle strutture
esistenti sono quelli dell'ospedale novecentesco - aggiunge Emilio Pizzi,
docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano e uno dei progettisti
del nuovo Policlinico di Pavia - con impianto a padiglioni e con grossi
problemi di dispersione sul territorio, di distribuzione delle reti di
alimentazione ma anche di trasferimento dei pazienti. Ma hanno alcune qualità:
il sistema I finanziamenti Ministero della Salute e Regioni hanno definito come
ripartire 3 miliardi di euro in aggiunta ai 17 già stanziati per ristrutturare
gli ospedali.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-03-09 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Nauticsud Apre la kermesse: tanta folla e polemiche
Cozzolino: subito approdi a Napoli L'assessore: il Comune si muova "La
Regione ha fatto quanto doveva e ora è Palazzo San Giacomo che deve bruciare le
tappe per realizzare i progetti" NAPOLI - Il Salone c'è, le barche sono
tirate a lucido e alla portata di (quasi) tutte le tasche. Anche i visitatori
e/o clienti non mancano e s'informano dei prezzi e delle condizioni di
pagamento. Nella città del mare allestita tra la Mostra d'Oltremare e
Mergellina gli ingredienti per una felice Fiera Nautica, insomma, ci sono
tutti, nonostante la pioggia, mancano, però, gli ormeggi e, di conseguenza, la
domanda è sempre la stessa: dove la mettiamo la barca? L'eterna inferiorità di
Napoli teoricamente regina del mare ma di fatto cenerentola del diportismo,
dunque, torna a riproporsi, all'avvio della 39ma edizione del Nauticsud. In
forma ancora più evidente e pregiudizievole, tra l'altro, perchè,
contemporaneamente, dall'assessore Ennio Cascetta, il grande regista della
portualità turistica, sono venuti segnali confortanti: il porto di Pinetamare a
Castelvolturno ha superato le secche della burocrazia
e i lavori dovrebbero iniziare in estate e, quel che più conta, Marina di
Stabia, Procida e Acciaroli vanno a gonfie vele e l'ammodernamento dei porti
salernitani procede a buon ritmo. E' Napoli, dunque, il Grande Assente e questo
argomento, all'inaugurazione del Salone, innesca un contraddittorio
istituzionale che conferma il disagio della città in regresso su tutti i
fronti. Il fatto nuovo è che le istituzioni non sono più reticenti, ree
confesse: Valeria Valente e Giovanna Martana, assessori rispettivamente al
Comune e alla Provincia, infatti, fanno atto di contrizione e tutti convengono
sull'esigenza di fare presto. In controtendenza solo la dichiarazione del
presidente dell'Autorità Portuale, Francesco Nerli, che annuncia la prossima
realizzazione di tre porti turistici da Bagnoli a Vigliena e di puntare alla
riqualificazione del porto di Mergellina. E l'avvio dei lavori a Vigliena
"dove è prevista la costruzione di un porto per 850 barche di varie
tipologie ". Non se ne abbia il presidente Nerli che non ha colpe, ma si tratta
promesse ripetute di anno in anno, senza che si cavi mai un ragno dal buco. Lo
conferma anche l'assessore regionale alle attività produttive, Andrea
Cozzolino: "La Regione ha fatto il suo spingendo sull'acceleratore per la
portualità turistica e garantendo incentivi per la filiera produttiva a monte e
a valle dei porti, ora tocca al Comune bruciare le tappe e attrezzare la linea
di costa napoletana. Lo diciamo da sempre ma l'esigenza si è fatta pressante e
mi sento di proporre la costituzione di un tavolo tecnico per rimuovere con la
massima urgenza tutti gli ostacoli". Il professore Marino De Luca, grande
esperto di trasporti, fa ampi cenni di assenso e Lino Ferrara, il patron del
Nauticsud, sorride compiacuto. Dopo il taglio del nastro le autorità hanno
effettuato una visita agli stand prima di andare a Mergellina dove
l'allestimento della darsenetta è stato completato a tempo di record. Si parte,
quindi, con i migliori auspici e il timoniere prevede che l'obiettivo dei
150mila visitatori sarà raggiunto. Gli stand, tra l'altro, sono ricchi di
sorprese e di annunci. Tra i più carichi di suggestione la regata da
Massalubrense a Capri per festeggiare degnamente il bicentenario della presa
dell'isola. Si svolgerà a giugno, di notte e al lume delle lampare:
l'organizzazione sarà curata dalla Pro Loco massese e testimonial sarà
l'olimpionico Davide Tizzano che si trascinerà dietro i più forti canottieri
napoletani. Come accade con la sfida delle Repubbliche marinare. Carlo Franco I
progetti In alto il piano per realizzare posti barca a Vigliena; sopra il
progetto per un porto turistico a Bagnoli. Solo alcune delle idee per la costa
metropolitana di Napoli che però resta una città con pochissimi approdi; a
sinistra l'assessore Cozzolino.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Anche i sostenitori
di Grillo a caccia delle ultime adesioni per essere in campo Quattro liste già
in gara, aprono i Cittadini Il movimento per il presidente, Pd, sloveni e Di
Pietro hanno depositato simboli e nomi VERSO LE REGIONALI I termini per le
iscrizioni scadono oggi alle 12 Corsa alle firme per socialisti e Sinistra arcobaleno
UDINE. Entra nel vivo la campagna elettorale per le elezioni regionali in
Friuli Venezia Giulia. La corsa al deposito delle liste - che sancisce
definitivamente chi è dentro e chi è fuori dalla competizione - è iniziata
ieri. Sono stati i Cittadini per il Presidente i primi a consegnare all'Ufficio
elettorale regionale - nel tardo pomeriggio - l'elenco delle candidature a
sostegno di Riccardo Illy. Ma le operazioni entreranno nel vivo oggi. La
maggior parte dei partiti deve ancora depositare il materiale. Avrà quattro ore
per farlo, dalle 8 alle 12, pena l'esclusione. All'appello della coalizione di
Intesa Democratica mancano la Sinistra-Arcobaleno, alle prese con i certificati
elettorali, e i socialisti di Alessandro Dario. Per questi ultimi, la corsa
alle firme è in salita. Il centrodestra - che sostiene Renzo Tondo - solo oggi
farà la sua comparsa. Sciogliendo definitivamente le tensioni - soprattutto in
casa Lega Nord - legate a una chiacchierata "decapitazione" del
gruppo consiliare regionale. Le liste. Due gli atti fondamentali che devono
essere consegnati all'Ufficio, nella nuova sede della Regione, a Udine, in via
Sabbadini: la dichiarazione di presentazione delle liste e quella delle
candidature che, nel caso di obbligo di raccolta delle sottoscrizioni, devono
essere accompagnate da un atto di deposito. Gli arrivi. I primi a fare il loro
ingresso negli uffici sono i sostenitori della Slovenska Skupnost. Ma manca
l'elenco delle firme. Così, a staccare il primo biglietto per l'accesso alle sale
del deposito. E' Bruno Malattia, leader dei Cittadini, che non nasconde le
difficoltà: "sarà una partita particolarmente difficile". Ciò è
dovuto "sia alla sovrapposizione con le elezioni nazionali, sia al
passaggio di alcuni personaggi nel Pd". "Siamo però convinti - ha
aggiunto Malattia - di avere candidati e liste competitive e, soprattutto, di
aver dimostrato, in questi cinque anni, coerenza e, se ciò ci è consentito,
preveggenza per quanto riguarda il tema dei costi della politica e della
trasparenza". "Questo - ha evidenziato Malattia - anticipando sia i
"grillini" sia il movimento di opinione pubblica nei confronti della
"casta"". "Desidero sottolineare - ha concluso Malattia -
che diversamente da altre forze, dove esistono gerarchie che vengono rappresentate
in ordine di lista, i Cittadini hanno dato precedenza alle donne seguendo un
ordine rigorosamente alfabetico". A ruota è giunta la delegazione del Pd,
che ha depositato il voluminoso plico. Soddisfatto il consigliere regionale
Renzo Petris, che ha accompagnato la delegazione. "Abbiamo fatto un ottimo
lavoro". Giunte le firme, anche i rappresentanti della Slovenska Skupnost
hanno chiuso la pratica, seguiti, a mezzora dalla chiusura, dall'Italia dei
Valori, con Paolo Bassi e Carlo Monai. La Sinistra-Arcobaleno
è stata fermata dalla burocrazia: avrebbero consegnato già nella serata di ieri - ha spiegato
Giulio Lauri - ma la predisposizione dei certificati elettorali ha imposto il
recupero domenicale. Ancora alle prese con la raccolta delle firme i socialisti
di Dario, che non tace l'amarezza: "Non ci hanno aiutato".
Anche i sostenitori di Beppe Grillo utilizzeranno tutto il tempo a disposizione
per guadagnare la "classificazione". Gli occhi - ora - sono tutti
puntati sul centrodestra. E se il Pdl ha sciolto i suoi nodi, si attende al
varco l'autonomista Valeria Grillo, che corre per la presidenza della Regione;
la Lega Nord, scossa negli ultimi giorni da voci che sanno di resa dei conti.
Gli uffici intanto si preparano. Già si sa - dicono - che ci sarà la corsa
all'ultimo minuto. Sonia Sicco.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
È la richiesta
formulata in caso di vittoria del centro-sinistra alle Regionali Brussa: meglio
se sarà una donna Presentata la lista dei sei candidati (assente Brandolin) Il
Pd isontino: un assessore nella prossima giunta Illy Obiettivo primo:
raggiungere il 35% dei consensi ed eleggere tre consiglieri regionali "a
punteggio pieno". Obiettivo secondo: in caso di vittoria del
centro-sinistra, "pretendere" che il governatore Illy nomini nella
sua giunta un assessore del Pd isontino. Questo, in sintesi, il messaggio
lanciato ieri dal Partito democratico della provincia di Gorizia, ovvero dai
suoi sei candidati, tre donne e tre uomini, che si sono presentati
ufficialmente. Si tratta di Silvia Altran, vicesindaco di Monfalcone, Mirio
Bolzan, consigliere regionale uscente, Majda Bratina, consigliera del quartiere
San Rocco-Sant'Anna, Giorgio Brandolin (assente ieri perché "vittima"
dell' influenza), presidente dell'Aeroporto Friuli Venezia Giulia ed ex
presidente della Provincia, Maria Cristina Carloni, consigliera regionale
uscente, e Franco Brussa, consigliere regionale uscente. "Abbiamo messo in
piedi una lista molto competitiva, in grado di rappresentare perfettamente le
aspettative di tutto il territorio isontino - ha affermato il segretario
provinciale del Pd, Omar Greco -; anzi, dando un'occhiata alle altre liste
direi che la nostra è sicuramente la più forte, sotto ogni aspetto. Ci siamo
posti come meta il raggiungimento del 35% dei consensi e sono convinto che ce
la faremo". Per la Carloni, quella messa in pista per le regionali "è
una grande squadra, che saprà rappresentare la voce della comunità isontina ed
essere in grado di dare al governo regionale risposte alle esigenze di questo
territorio che si trova oggi inserito in un nuovo scenario, con la caduta dei
confini". Un concetto ripreso da Mirio Bolzan, il quale ha sottolineato
che è indispensabile proseguire le azioni per innovare l'economia, ma anche le
stesse istituzioni, "per cercare di raggiungere uno degli obiettivi più
importanti indicati dallo stesso Illy, ovvero riuscire a
"far aprire una ditta in un giorno", riducendo la burocrazia", una strategia che
porterà indubbi beneficii anche "nel campo dell'occupazione giovanile,
dove va peraltro ridotto il precariato". Bolzan ha speso qualche parola in
più per Gorizia, "soggetta a un particolare sforzo di
trasformazione". Secondo l'esponente del Pd "è necessario che
il capoluogo, più che una politica di rivendicazioni, porti avanti una politica
di proposte per riuscire a cogliere le tante opportunità che gli stanno di
fronte". Ha puntato sull'indispensabile "sburocratizzazione delle
amministrazioni pubbliche a tutti i livelli" Silvia Altran, che ha anche
sollecitato "il superamento dei singoli campanili per portare avanti
concretamente un progetto territoriale". La grande apertura verso i
giovani e le donne portata avanti dal Pd è stata evidenziata dalla candidata
goriziana Majda Bratina, che ha sottolineato i problemi che si trovano oggi ad
affrontare le famiglie, in tutte le loro articolazioni, "dai giovani in
cerca di lavoro alle coppie che fanno fatica a trovare la casa, agli anziani
che necessitano di assistenza". Franco Brussa, dopo aver dichiarato che
"il Pd farà tre consiglieri", ha sollecitato "una valorizzazione
chiara e riconosciuta del ruolo di Gorizia, a tutti i livelli". A questo
proposito ha ribadito che il capoluogo dovrà diventare sede della Direzione
regionale degli affari comunitari. In termini di rappresentanza politica,
Brussa ha ribadito che "l'Isontino dovrà avere un assessore nella futura
giunta regionale e, in tal senso, io propongo fin da oggi che sia donna,
indipendentemente dal fatto che vengano elette o meno donne isontine in
consiglio". Patrizia Artico.
( da "Avvenire" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALI 09-03-2008
Giovani a Strasburgo per 'svecchiare' la Ue I giovani del Movimento cristiano
lavoratori guardano all'Europa quale luogo di crescita e di formazione. Un modo
per superare gli angusti confini nazionali e confrontarsi con sfide di più ampio
respiro. È questa la filosofia alla base dell'appuntamento che si terrà a
Strasburgo, dal 20 al 23 aprile, dove centinaia di ragazzi, cresciuti nelle
fila del Mcl nei diversi Paesi Ue, confluiranno per dar vita a un seminario
internazionale. La manifestazione si inquadra in una serie di iniziative che,
anno dopo anno, sono diventate ormai un impegno fisso per i giovani
dell'universo Mcl: "Un modo per avvicinare le nuove generazioni alle
istituzioni europee e, allo stesso tempo, per tentare di
svecchiare le politiche dell'Ue dalle pastoie della burocrazia ", ha detto il delegato nazionale dei giovani Mcl, Giovanni
Gut. L'incontro metterà al centro il rapporto tra i giovani e l'Europa,
approfondendo in particolare le problematiche legate all'occupazione e alla
formazione delle nuove leve. L'ottica sarà quella di evidenziare, in una
prospettiva europea, le linee di politica sociale, per riportare poi nelle
rispettive realtà un bagaglio di esperienza e di multiculturalità. Nel corso
dell'iniziativa, cui interverranno esperti del mondo della politica e
dell'associazionismo, chiamati a dibattere sui maggiori temi dell'agenda
europea, uno spazio sarà dedicato all'incontro con le istituzioni Ue: è
prevista infatti una visita alla sede del Parlamento europeo, nel corso della
quale i ragazzi potranno conoscere direttamente la vita nei palazzi della
politica e confrontarsi con le esperienze degli europarlamentari. Dei tre
giorni previsti di permanenza nella città alsaziana, la visita al Parlamento
europeo sarà infatti, in qualche modo, il momento clou, nel corso del quale è
previsto tra l'altro un incontro con vari eurodeputati appartenenti al Partito
popolare europeo. L'obiettivo è quello di dare la possibilità alle giovani
generazioni di conoscere da vicino l'azione che concretamente l'Unione europea
svolge, e di avere una maggiore informazione sulle opportunità formative e
lavorative. Soprattutto sarà un'occasione per riscoprire, approfondendoli, i
valori che hanno dato origine all'Unione europea e che ne costituiscono
tutt'oggi il vero fondamento. "Il seminario internazionale di Strasburgo è
un momento importante del percorso di crescita dei giovani del M- cl, che hanno
l'opportunità concreta di confrontarsi con la realtà internazionale ", ha
aggiunto Gut. "Allo stesso tempo intendiamo offrire loro la possibilità di
conoscere, attraverso l'incontro con i rappresentanti delle sedi estere del
Mcl, la realtà degli italiani all'estero, per poter in tal modo meglio
comprendere l'importanza che le associazioni dei lavoratori rivestono".
( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nei molti discorsi
non ha toccato il tema dell'autonomia fiscale A Porto Marghera l'accoglie un
operaio: "Dov'è Calearo?" "E Calearo? Dove xe Calearo?".
L'accoglienza dell'operaio di porto Marghera è umida come il cielo veneziano,
ma Walter Veltroni si tuffa nel temuto Nordest e ne riemerge soddisfatto e
sollevato: "È caduto anche questo muro". Il primo giorno tra Venezia,
Treviso e Belluno per il leader del PD è una passeggiata tra gli applausi. Ma
l'ex presidente di Federmeccanica capolista del PD veneto e il federalismo sono
però i grandi assenti: quattro discorsi ufficiali, dalle nove del mattino alle
otto di sera, e nemmeno una citazione dei due temi più scottanti. Passi per
Calearo, che incontrerà a Padova e Vicenza martedì prossimo: ma il federalismo?
Nella culla della Lega (anch'essa innominata) è un'assenza che in molti notano.
Eppure sono tante, e concrete, le parole d'ordine pronunciate da Veltroni:
lotta al precariato, salario minimo legale, diritti delle donne, semplificazione della burocrazia, Stato semplice, microcredito per i giovani, lotta alla
clandestinità, sicurezza. Tutti argomenti che hanno fatto presa sulle migliaia
di persone che lo hanno accolto lungo il percorso. Ma quella parola è rimasta
solo sulla bocca del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che a Mestre l'ha
evocata come "fondamentale riforma".Veltroni ha sorvolato,
preferendo scendere in picchiata su altri temi. Ai portuali e agli operai del
Petrolchimico, sotto un murales di foggia sovietica degli anni '70 inneggiante
alla lotta "contro Franco, Pinochet e i tutti i fascismi", il leader
del PD rivendica al suo partito il ruolo di "grande forza del lavoro
italiano". E qui marca il segno sulla differenza con il centrodestra:
"Per fare le cose necessarie a questo Paese servono determinazione, voglia
e tempo. Il Pdl non ha nessuna di queste tre doti. Non sono in grado di aprire
un ciclo, e la dimostrazione l'ha data lo stesso Berlusconi che ha annunciato
che questa sarà la sua ultima candidatura". Ma è al teatro Toniolo di Mestre,
incapace di contenere la folla di sostenitori, che Veltroni ha annunciato quale
sarà il primo disegno di legge che approverà se andrà al governo: "Il
precariato oggi è la forma più alta di sfruttamento. Non si può tenere una
persona di 33 anni con un contratto di 4 mesi a 400 euro al mese. E certi
soloni dicono "siate moderni, fatevi la pensione integrativa": ma
fattela tu, la pensione integrativa!". E allora "subito il salario
minimo legale: nessuno stipendio potrà essere inferiore per legge a 1000-1100
euro".Ma è a Treviso, nella tana della Lega, che affronta il tema del
Nordest. E lo fa quasi sollevato, sorpreso di fronte alla folla che anche in
questo caso il cinema Eden non riesce a contenere: "Tra i tanti muri
caduti in queste settimane c'è anche questo che divideva il Nordest dal
centrosinistra. Era un muro costruito da errori compiuti negli anni, ma anche
prodotto da una coalizione che aveva in sè contraddizioni che impedivano al
riformismo di emergere. Ora possiamo liberamente dire quale Italia vogliamo
fare". Ci si aspetterebbe che attaccasse la Lega, invece attacca la
sinistra: "È colpa sua se questa terra per anni ha fatto fatica a
dialogare con i riformisti", accusa Veltroni che punta il dito contro i
luoghi comuni negativi dei veneti "razzisti, ignoranti ed evasori
fiscali". Gli stereotipi negativi sono sostituiti da giudizi positivi:
"I veneti sono accoglienti, sono capaci di integrare con spirito solidale,
questa è terra di gente che lavora, che fatica, di piccole e medie imprese nate
da artigiani e operai che hanno rischiato in proprio e sono cresciuti
distribuendo benessere. È una terra che vuole poter liberare tutte le sue forze
e le sue potenzialità".È anche una terra impaurita, e Veltroni lo capisce
dai decibel degli applausi che salgono quando invoca "lotta alla
clandestinità e garanzia di sicurezza per i cittadini da ottenere con più
polizia sulle strade". Dove prenderla? "Se i timbri sui passaporti li
facessero gli impiegati delle prefetture, si potrebbero da subito liberare 2500
agenti da incombenze burocratiche e destinarli al controllo del
territorio". E a chi dubita dell'originalità della ricetta, risponde che è
quella della destra a essere "taroccata": "Oggi Berlusconi in un
comizio ha strappato il nostro programma, ma non mi stupisce perché non sanno
fare altro. Noi invece i programmi li leggiamo, perché c'è di peggio che
strappare i programmi: è non realizzarli". Come le riforme che il
centrodestra non ha voluto condividere: "Non è un caso se imprenditori
come D'Amato e Riello (senza specificare quale Riello, ndr.) hanno detto no
all'offerta di candidatura del Pdl, perché con quella parte politica non è
possibile cambiare il Paese". Una sfiducia che secondo Veltroni è
evidenziata anche da un sondaggio Ipsos che indica la distanza tra i due
maggiori partiti in 6 punti percentuali: "A febbraio il distacco era di 10
punti, vuol dire che in un solo mese abbiamo recuperato 4 punti. Il resto lo
prenderemo nel prossimo mese, soprattutto perché è cresciuto il numero degli
indecisi: vuol dire che molti elettori di centrodestra non sono più così
convinti. La partita si è riaperta". E se perfino il muro del Nordest è
crollato, se l'orco "brutto sporco e cattivo" non fa più paura,
Veltroni ha un motivo di più per crederci.Ario Gervasutti.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASILO NIDO Moschin:
"Avevo avvisato dei problemi al Buonarroti" (f.br.) Nel modo più
assoluto non si assume la responsabilità della protesta sollevata dai sindacati
sui problemi organizzativi e di organico all'asilo nido Buonarroti. L'assessore
alla Prima infanzia Giancarlo Moschin ammette che vi siano delle difficoltà
gestionali, ma legate a un altro referato, che è quello specifico del
Personale, protagonista da poco di un avvicendamento in giunta tra Caterina
Casonato e Graziano Azzalin."È vero, sapevamo da mesi che un'educatrice
sarebbe andata in pensione - ammette - mi sono dato da fare, ho fatto
pressioni, talvolta ho pure alzato la voce perché si trovasse una soluzione
prima della scadenza. Non compete a me occuparmi del personale, ma sono
risaputi i tempi della burocrazia quando si parla di pubblico impiego. Abbiamo privilegiato, per
accelerare l'iter, una mobilità esterna piuttosto che un bando in modo da
avere, già dal 1. aprile, un'insegnante nuova".Moschin ha preso a cuore il
caso del Buonarroti, dove le educatrici sono costrette a pesanti carichi di
lavoro e a una gestione quasi autonoma dei turni per sostituire le assenze.
"Bisogna dare il tempo al nuovo assessore di prendere in mano la
situazione. Da parte mia c'è sempre stata piena disponibilità e i sindacati non
possono dire il contrario. A testimonianza ho una mail del 22 febbraio nella
quale entrambi gli assessori davano disponibilità a un incontro, ci aspettavamo
una data dai sindacati".Moschin elenca le priorità dell'amministrazione
che sono quelle del recupero dei tempi morti, di nuove risorse per le strutture
(compreso il Sant'Antonio) e la riorganizzazione occupazionale. In bilancio
intanto anche per quest'anno è stata inserita una spesa di 230mila euro,
confermando l'impegno dell'anno scorso. "Rispetto la professionalità delle
insegnanti - sottolinea l'assessore - e la loro buona volontà a supplire le
carenze, ma non si può dire che è autogestione, altrimenti si manca di rispetto
ai responsabili organizzativi".Responsabili che in ogni caso sono stati
criticati anche da Moschin per non aver preso in mano la situazione prima che
questo disagio diventasse un caso.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAVARZERE Un accordo
in tal senso è stato sottoscritto l'altra mattina a Venezia dal sindaco
Parisotto con l'assessore regionale Renzo Marangon e l'assessore provinciale
Enza Vio Sviluppo del territorio, tempi brevi per il Pat Se l'iter procederà
regolarmente sarà possibile utilizzare questo strumento già all'inizio del 2009
CavarzereL'adozione del Piano di assetto del territorio (Pat), che diventerà
con il passare degli anni lo strumento unico di governo del territorio di ogni
comune (sostituisce il vecchio Piano regolatore generale o Prg), ha fatto un
decisivo passo avanti grazie alla sottoscrizione dell'accordo di pianificazione
da parte del comune di Cavarzere con Regione e Provincia. L'altra mattina,
infatti, l'assessore regionale all'Urbanistica Renzo Marangon ha ospitato a
Palazzo Balbi il sindaco di Cavarzere Pier Luigi Parisotto e l'assessore
provinciale all'Urbanistica Enza Vio, per la firma di questo accordo
propedeutico alla predisposizione del Pat a Cavarzere. Questa procedura
concertata tra enti territoriali, per ottemperare alla legge regionale numero
11 del 2004, darà il via all'approvazione del Pat, lo strumento di
pianificazione urbanistica che delinea le scelte strategiche di assetto e
sviluppo per il governo del territorio. In questo contesto, fermi restando i
vincoli ambientali, naturalistici e paesaggistici del territorio,
l'amministrazione comunale potrà intervenire in piena autonomia nello sviluppo
del paese, potendo rispondere in maniera diretta e molto più solerte alle
esigenze degli stessi cittadini.Ora il programma lavori prevede tappe
strettissime e già fissate che porteranno all'adozione del Pat da parte del
Consiglio Comunale entro agosto di quest'anno, alla convocazione della
conferenza di servizi entro quattro mesi per recepire e controdedurre le
eventuali osservazioni, e all'approvazione da parte della giunta regionale
entro un ulteriore mese. In sostanza si potrebbe utilizzare questo strumento
già all'inizio del 2009, un vero e proprio tour de force per il comune di
Cavarzere, come ha avuto modo di commentare l'assessore all'Urbanistica
Francesco Giuriato. Nel giro di due anni e mezzo dall'insediamento di questa
Giunta, stiamo per raggiungere l'obbiettivo di metterci al passo con la
normativa regionale spiega Giuriato recuperando tutto il tempo perduto dal
comune di Cavarzere nell'anno scarso di giunta di centrosinistra e nel restante
anno e poco più di commissariamento. Siamo ritornati in
carica nel giugno 2006 e, nonostante la burocrazia imperante e le ristrettezze economiche di bilancio, abbiamo
attivato la concertazione con Provincia e Regione per l'approvazione del Pat,
strumento fondamentale per il rilancio socio economico del territorio
cavarzerano.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PIANIGA Ieri sera
l'ufficializzazione della nomina È Roberto Bettin il candidato sindaco della
Lega Nord PianigaOra è ufficiale. Roberto Bettin, ex arbitro di serie A ed ex
assessore ai Lavori Pubblici, sarà il candidato alla poltrona di sindaco di
Pianiga per la Lega Nord-Liga Veneta. L'ufficialità che a correre per la carica
di sindaco sarà proprio Bettin, consigliere comunale uscente
dell'amministrazione guidata da Antonio Di Luzio, la si è avuta ieri sera.
Bettin si presenta con alcuni punti programmatici ben precisi: sicurezza dei
cittadini; difesa del territorio dal punto di vista ambientale e urbanistico;
attenzione al mondo del sociale, giovani ed anziani in particolare; creazione
di nuove strutture scolastiche e sportive; sostegno alla cultura veneta, in
collaborazione con le autorità scolastiche e le varie associazioni; e
realizzazione di spazi di aggregazione per la comunità dove mancano. Tutto ciò
in continuità con l'opera iniziata dal sindaco uscente Antonio Di Luzio, che
sarà in lista come candidato consigliere comunale. Ed è
proprio Di Luzio a dichiarare: "Roberto ha garantito in caso di vittoria
quello che a me più preme per il bene del paese e cioè proseguire in tutte
quelle cose che la burocrazia romana ha rallentato o che per i vincoli di bilancio non si sono
potute iniziare o terminare". Nei prossimi giorni Bettin ufficializzerà la
sua squadra.Gianluigi Dal Corso.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(M.G.) Adolfo Urso
nel governo Berlusconi era delegato al Commercio Estero nell'ambito del
ministero alle Attività Produttive. Filippo Ascierto invece è uno dei
principali punti di riferimento per la sicurezza nel partito di entrambi,
Alleanza nazionale. È stato partendo da queste premesse che ieri, Urso e
Ascierto a nome del Pdl, hanno sviluppato gli intendimenti dell'alleanza
proprio in questi due campi che fanno parte delle sette "missioni per il
futuro del Paese".Urso: "Primo punto le infrastrutture: la Tav, il
Passante, i grandi collegamenti autostradali. Riprenderemo quello che voleva
fare Berlusconi e Prodi ha bloccato. Poi l'energia: proporremo l'uso
dell'energia nucleare civile, manca da 20 anni un piano energetico. La burocrazia:
diminuiremo regolamenti e laccioli. Poi le imprese: detasseremo gli
straordinari, questo porterà più soldi in busta paga e un aumento della
produttività. Infine l'artigianato: proporremo che l'Iva venga pagata solo a
fattura incassata. Per quanto riguarda la difesa dai prodotti frutto di
concorrenza sleale riprenderemo la nostya proposta di obbligo di etichettatura
dei prodotti Ue che stava per passare in Commissione europea".Ascierto:
"C'è da rinnovare il parco mezzi, che è stato bloccato dalla Finanziaria e
ci sono poliziotti umiliati da un contratto da pochi euro. Ma soprattutto ci
sarà da cacciare i clandestini dai nostri quartieri evitando che alcune strade
siano appannaggio esclusivo di cinesi o di marocchini. Da parte nostra Fini ha
già detto che ci dovranno essere pene certe per chi commette un reato ma
soprattutto istituzionalizzare il fatto di aiutare le vittime di tutti i
reati".
( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
09-03-2008 13:24
Migliore burocrazia e sanzioni per i 'fannulloni' nel
'decalogo' Palermo, 9 mar. (Apcom) - Una migliore burocrazia;
punizioni per i dirigenti della Regione siciliana che non fanno il loro lavoro;
e poi ancora, immediata approvazione del piano energetico regionale; riduzioni
fiscali per le aziende appena nate; avvio di un processo di innovazione in
tutte le stanze di Palazzo D'Orleans. Sono queste alcune delle richieste ai
candidati contenute nel 'decalogo' che Confindustria Sicilia si appresta a
presentare domani, nel corso di una conferenza stampa, e che vengono
parzialmente anticipate oggi dall'edizione palermitana de 'La Repubblica'. Si
tratta del programma che gli industriali vogliono che venga realizzato da
chiunque fra i sei candidati in corsa per le regionali riesca a raggiungere la
poltrona di presidente della Sicilia. In particolare, l'indice degli
industriali è rivolto ai burocrati e pertanto chiedono che venga rispettata la
norma che prevede il rilascio delle autorizzazioni burocratiche in 90 giorni
pena, per il dipendente 'fannullone', sanzioni. Intanto numerosi esponenti del
vertice di Confindustria Sicilia hanno rifiutato, dopo essere stati
'corteggiati' dai partiti, proposte di candidatura a Camera, Senato e Regione
provenienti da partiti di destra, sinistra e centro.
( da "Provincia di Lecco, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cara Provincia,
giorni fa il postino con un po' di ritardo mi ha recapitato l'estratto conto
della banca. Senza alcun interesse particolare ho aperto la busta ho fatto
scorrere i fogli soffermandomi stupito sul tasso creditore. Sgrano gli occhi:
stava scritto: 0,001. Ma siamo matti? Vado a vedere il raffronto con il tasso
debitore 14,50% comm. massimo scoperto. Le fibrillazioni e l'adrenalina vanno
alle stelle. Il giorno sucessivo, come potete immaginare, mi presento in banca
e dalla gentile e carina signora dello sportello ricevo parole poco
convincenti. Il sottoscritto gode di un conto privilegiato sulle commissioni:
20 righe mensili gratuite che - a volte non mi accorgo - sforando mi viene
appioppato 1,10 euro per scrittura in più. Tutto questo per dire da che mani
sono gestiti i nostri piccoli risparmi. Da una parte c'è la casta politica che
mangia più non posso, dall'altra le banche ed aggiungerei anche le
assicurazioni, che impegnano i nostri modesti risparmi (che messi insieme non
sono pochi) per darli ai furbetti del quartiere che con le loro speculazioni
finanziarie guadagnano, quando va bene, miliardi di euro, senza pagare un
centesimo di tassazione, mentre per noi, sui nostri risparmi ridotti a
centesimi, la tassazione è del 27%. A un imprenditore bisognoso di allargare la
sua attività o peggio per un momentaneo rilassamento del mercato, se non può
produrre garanzie sufficienti, viene negato il credito. Al contrario per la
grande impresa (molto ridotta dalle passate vendite a multinazionali straniere)
e soprattutto per le imprese ed enti statali (Alitalia - Trenitalia - ecc...) senza troppi ripensamenti e burocrazia, la borsa è sempre aperta e disponibile con i risultati che sono
sotto gli occhi di tutti. Vorrei sbagliarmi ma sembrerebbe che stiamo scivolando
verso un sistema feudale. La casta politica con i suoi iperbolici costi e
privilegi, le banche e le assicurazioni dominatrici del potere economico?
Le lobby dei vari ordini professionali (notai, avvocati, medici) con le loro
profumate tariffe ed onorari imperano. E il popolo che fa? Subisce, aspettando
che la corda un bel brutto giorno si spezzi. Personalmente mi auguro molto
presto. Con tanta cordialità. Fausto Frigerio (e.g.) Come darle torto, caro
lettore? Ci obietteranno che sono le regole del mercato, che la congiuntura è
quella che è, che l'economia è una scienza esatta, ecc. Tutti argomenti
serissimi, mancherebbe altro, ma l'adrenalina - per usare le sue parole - ha
tutte le ragioni lo stesso per scorrere copiosamente. Tutta colpa della casta e
dei suoi vergognosi sprechi? Certo, in buona parte è così. Ma non dimentichi,
come diceva il saggio, che ogni popolo ha il governo e i politici che si
merita. In qualche altra vita, probabilmente ne dovremmo averne combinate delle
belle.