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tARTICOLI DEL 7-7-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (42)
Italia fanalino di coda per i finanziamenti
( da "Manifesto,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Morire di burocrazia. Tornando all'Italia la sua sfida più alta è la presidenza del G8 nel 2009 cui il governo tiene moltissimo tanto che Frattini si è tenuto la delega per la cooperazione. Qualche giorno fa a New York in un incontro all'Onu per fare il punto, con i rappresentanti di 147 stati, sui progressi della lotta contro l'Aids rispetto agli impegni presi nel 2001 e nel 2006,
A
mani libere ( da "Manifesto, Il"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La solitudine e la burocrazia Gli alcolizzati invece non entrano nell'asociazione, o ne escono subito. Il momento più difficile è quando un Sdf trova un alloggio fisso: allora si ritrova solo, mentre prima era insieme agli altri, per strada. E poi c'è un'incidenza enorme di malattie, ricoveri ospedalieri, tumori.
Con
i magistrati manager la giustizia spende meno
( da "Corriere.it"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nemico dell'iper-burocrazia, Tarfusser è riuscito a diventare un modello per gli uffici giudiziari di tutt'Italia ottenendo per primo (e aprendo la strada a tutti gli altri) un finanziamento di 200 mila euro dal Fondo Sociale Europeo. Era il 2004: con quei soldi il Fondo accettò una scommessa, lui una sfida.
E
intanto gli agriturismi aspettano le spighe
( da "Corriere
Economia Online" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono in crescita e recentemente hanno recepito anche una normativa europea, che ha contribuito a metterli in regola (la sicurezza è il requisito principale), ma non completamente al riparo dalla burocrazia locale, che talvolta li perseguita. C'è da sperare in Calderoli. franco_morganti@libero.it.
La
giunta fa retromarcia per le proteste
( da "Cittadino,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, venuta a galla ieri, è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'
Disabile
disturba i vicini, sfrattata ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, denunciata ieri mattina da "La Repubblica", è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'
Le
associazioni imprenditoriali: dalla convergenza con i sindacati, un'azione
condivisa ( da "Giornale di Brescia"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ci sono comunque ancora dei punti da migliorare, come la burocrazia. "Soprattutto per le piccole e medie imprese, che fanno più fatica a far fronte a tutti i dati che occorre raccogliere per l'attivazione di un corso di formazione. L'aspetto burocratico ha bisogno di essere limato, per il resto è una grande soddisfazione".
Kamikaze
fa strage di poliziotti vicino alla Moschea Rossa: almeno 15 morti
( da "Giornale
di Brescia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sostenitore dei talebani e seguace di Osama Bin Laden, che aveva incontrato in varie occasioni prima di essere assassinato nel 1998 proprio nella moschea. Popolare tra i membri dell'esercito e della burocrazia pakistana per i suoi sermoni, Abdullah non risparmiava neppure messaggi a favore della Guerra santa.
Il
Trattato e un'Europa di stranezze
( da "Arena,
L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia di Bruxelles - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". Ognuno quindi deve assumersi le proprie responsabilità. È necessario procedere alle ratifiche del Trattato di Lisbona. Ma è indispensabile anche una riflessione sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale in evoluzione.
Lagunare
ferito in Iraq rischia il congedo per convalescenza lunga
( da "Provincia
di Cremona, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con sospensione dello stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004 quando alle 5 del pomeriggio una bomba cade a pochissimi metri da tre lagunari.
Noi
ammalati, lasciati soli e discriminati
( da "Arena,
L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome di Sjögren non è stata riconosciuta come malattia rara, una decisione che comporta pesanti ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre,
Tursi,
2 mesi fa bloccato sfrattodi pensionata e figlia disabile
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia è arrivata la politica", dicono dal Comune. Ora, nei primi giorni della settimana, si cercherà anche di annullare il provvedimento con il quale il Comune ha dato via al procedimento di sfratto. Il permanere della lettera di richiesta, infatti, potrebbe rendere tecnicamente possibile il controricorso di altri condòmini che da tempo lottano contro i rumori prodotti dalla
Sarli
day, ovazioni e polemiche "la politica snobba la moda" - giovanna
vitale ( da "Repubblica, La"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per i giovani creativi e l'incontro del sindaco mercoledì in Campidoglio con tutti gli stilisti partecipanti alla kermesse. Il primo giorno di calendario è stato aperto dalle sfilate dei giovani talenti selezionati dal concorso "Who's on next" e si è concluso con il trionfo di Sarli, aperto e chiuso dalla top Maria Carla Boscono,
E
il decano mette a nudo il caso tirrenia<alitalia del mare, vive coi nostri
soldi> ( da "Secolo XIX, Il"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mi auguro che le voci di molti riuniti alla 48 ore del mare possano vincere il "silenzio assordante" della burocrazia e consentire di procedere verso una modernizzazione che permetta all'armamento e all'economia di ritrovare motivazioni e stimoli per proseguire nella crescita". 07/07/2008.
Figlia
disabile disturba i vicini: sfrattate
( da "Tirreno,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale.
Rischiò
di morire in iraq l'esercito voleva cacciarlo
( da "Tirreno,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
hanno avuto
la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il
16 maggio
IL
DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e la
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarebbe stato un ricordo in più ma la burocrazia spesso non guarda ai sentimenti. Nico resta un punto di riferimento per tutti, io con la mamma Fioretta e la sorella Alessia continuiamo a ricevere affetto e donazioni che giriamo a enti di volontariato e ospedali".
PROSEGUE
la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a combat
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ambito della lotta al sommerso ed è anche uno strumento per ridurre la burocrazia, in quanto diminuisce i tempi per le imprese e concentra in un solo atto ciò che prima doveva essere richiesto presso più uffici", hanno sottolineato Leonardo Lenci, segretario provinciale Filca-Cisl e e Calogero Vincilongo, direttore della Cassa Edile.
Il
Gandino non riesce a cambiar nome ma può salire di categoria
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in attesa che finalmente la burocrazia dia il via libera a questo nuovo sofferto battesimo. Ufficialmente il club di Anzola dovrebbe militare nella serie B dilettanti (che in passato aveva l'etichetta di B2) ma nelle ultime ore sono diventate sempre più intense le voci di una possibile integrazione nella serie A dilettanti, per intenderci la vecchia B1.
Il
made in Italy conquista la città olimpica
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: partecipato a gare per impianti o forniture ha avuto che fare con la burocrazia cinese. In mancanza di uffici sul posto, varie aziende hanno lamentato difficoltà: la Dispotech di Chiavenna, per esempio, racconta di aver prima ottenuto il via libera dal comitato organizzatore per inviare gratuitamente il proprio prodotto, ghiaccio secco, ma di non aver in seguito avuto più notizie.
Centomila
alloggi da 50 mq da dare in affitto a 300 euro
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma i tempi della burocrazia non vanno così in fretta per cui, spiega Martinat, sempre entro l'estate sarà varata una sorta di "Legge obiettivo per l'edilizia popolare" che consenta di ridurre i tempi di cambio di destinazione d'area dei piani regolatori dagli attuali due anni ai sei mesi, appunto.
ROMA
- Sono le due faccie di una gran brutta medaglia. Una mostra i "laureati
normali&# ( da "Messaggero, Il"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A respingerli sono una legislazione e una burocrazia dei permessi assolutamente sconfortante". Un autogol di cui non abbiamo bisogno. "Non occorre una profonda riforma delle Università, per far venire gli stranieri - afferma convinto il direttore di Vision - Basterebbero una maggiore velocità e flessibilità nelle autorizzazioni per studio, e quei talenti,
Di
LUCA VAGNETTI DERUTA A DERUTA è nato e cresciuto, cal
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con la burocrazia è così. Effettivamente c'è il rischio che si debba emigrare per un paio di mesi lontano da Deruta, probabilmente a Ponte San Giovanni, con tutti i disagi che questo comporta. Entro fine luglio i lavori di adeguamento del nostro impianto dovrebbero partire, speriamo si concludano il prima possibile".
Gianni
Alemanno riceverà sarti e stilisti, mercoledì mattina in Campidoglio. Lo ha
( da "Messaggero,
Il (Ostia)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Croppi ha fatto sapere che sarà creata al più presto anche una Agenzia per sollevare dalla troppa burocrazia, chi si occupa di vestiti. Si farà in maniera che i professionisti del vestire siano facilitato anche negli scambi con l'estero. L'assessore ha anche fatto cenno a un albo professionale per chi va in pedana, se ne parla da decenni.
Nas,
psicologa finisce nei guai La laurea non sarebbe valida
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, o se ci siano reali violazioni delle norme. Per fare completa luce sulla vicenda proseguono gli accertamenti i carabinieri dei Nas continuano a indagare sul contenuto di quelle sedute, e sulla vicenda professionale, della dottoressa che per ogni incontro percepiva cifre oscillanti tra gli ottanta e i cento euro pagati di buon grado da persone che si affidavano per cercare
BCC
LEVERANO: GIOVANI, AMBIENTE ED ENERGIA La Bcc Leverano e Legambiente investono
in energia rinnovabile ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: restino intrappolati nella rete della burocrazia che regolamenta il settore e siano invogliati a investire nelle fonti pulite. La convenzione, promossa a livello nazionale e territoriale locale, impegna Legambiente a sostenerne la diffusione e la promozione presso le istituzioni e i consumatori, nonché ad offrire il proprio know how anche nella fase di assistenza tecnica relativa all'
Google,
malcontento fra i dipendenti per caro-asilo
( da "Reuters
Italia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier
Casini:
<La priorità? Le tasche degli italiani>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia e più elementi di praticità potranno aiutare gli europei a riavvicinarsi con maggiore convinzione alle loro e comuni istituzioni". Ma perché l'Italia non si fa paladina dell'ingresso di Israele nell'Unione europea, come da anni propone con lucidità quel matto di Pannella?
La
salute non ha più confini: in Europa puoi curarti dove vuoi
( da "Giornale.it,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la mobilità è paralizzata dalla burocrazia. Per rivolgersi ai centri d'eccellenza esteri, infatti, bisogna aver ottenuto l'autorizzazione in tasca dalla Asl. La trafila è lunga e complessa e il via libera viene concesso solo se in Italia non esistono strutture adeguate per la cura della patologia richiesta o solo se non vengono garantiti tempi rapidi di cura.
Ferito,
troppa convalescenza un militare rischia il congedo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma alla fine
la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il
soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio
Disseppellite
Bruno Contrada ( da "Panorama"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche considerando i tempi lunghi della nostra burocrazia, l'autorizzazione alla traslazione della salma. Cento parlamentari, per iniziativa della parlamentare Stefania Craxi, hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera dei deputati Gianfranco Fini, oltre che al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
Venerdì
amari per Calderoli Sfida mediatica con Brunetta
( da "Panorama"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Ma al momento il ciclone Brunetta dà filo da torcere anche a un politico navigato come Calderoli. Che ha già preso le contromisure. Una decina di giorni fa, proprio per evitare l'esondazione mediatica di Brunetta nel finesettimana, il ministro (che è anche coordinatore delle segreterie della Lega nord) ha voluto bruciarlo con un question time alla Camera dedicato alle
Legge
blocca-processi, solo 20 sono in bilico
( da "Arena.it,
L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, intoppi e, soprattutto, carenze d'organico. Non in modo tale, però, da mantenere in piedi processi per fatti di sette, otto anni fa: "Che io mi ricordi", conferma il presidente facente funzione del tribunale di Verona, Dario Bertezzolo, "stiamo trattando solo un processo relativo a quel periodo".
<Noi
ammalati, lasciati soli e discriminati>
( da "Arena.it,
L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 7 Luglio 2008 SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" "La nostra malattia non è riconosciuta come rara e quindi dobbiamo pagare i farmaci", dice Marotta Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri.
Amendolara:
E' ora di attuare il piano energetico
( da "Denaro,
Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: devono solo liberarsi dalla troppa burocrazia". Domanda. Il risparmio energetico e l'impiego di fonti alternati ve sono diventate cruciali per la competitività delle per le imprese campane, soprattutto per quelle agricole. Questo bando, poi, che segue la misura già varata dal ministero dell'Ambiente qualche tempo fa, che benefici porterà?
Porto,
un manager per lo sviluppo ( da "Denaro, Il"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: unica palazzina per rendere più snella la burocrazia e facilitare la velocità e l'economia degli scambi, aumentare l'importanza strategica delle rinfuse, creare un club che sia spazio fisico e punto di ritrovo e confronto della comunità. "La competizione e la concorrenza dei porti stranieri è fortissima, dobbiamo agganciarci al Nord Europa", sostiene Mimmo De Crescenzo.
Cosa
ne pensano i lib-lib di Julius ( da "Giornale.it, Il"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (7) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (20) Varie (33) Ultime discussioni stefano: Caro Antonino Rodolico, il governo non ha nessuna intenzione di abbassare le tasse, non per i prossimi due... alcambi: L'aumento del tasso di sconto deciso dalla BCE provoca: 1) Maggior costo per coloro che hanno.
Armatori:
un piano per far crescere il mare prima che ci sorpassi la Francia di Sarkozy
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza restare soffocati dalla burocrazia, dall'altra abbiamo una grande necessità di riunire tutti i nostri sforzi in una grande community che metta a fattor comune le nostre conoscenze". L'obiettivo è quello di dar vita a un qualcosa di realmente nuovo nello scenario italiano e fino a oggi circoscritto a grandi poli finanziari, Londra,
AGRICOLTURA:
CIA TOSCANA, REDDITI SETTORE SONO DIMINUITI 18%
( da "Agi"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. >. La nostra agricoltura ha bisogna di rinnovarsi, >. Forte preoccupazione poi sul fronte burocrazia, che strangola letteralmente le aziende: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all?
Intervista
a Giuseppe G. Calabrese/ Alternative imposte dal caro petrolio
( da "Opinione,
L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È un peccato che questo sforzo non venga sostenuto adeguatamente e i ricercatori debbano perdere molto del loro tempo nella burocrazia e nella ricerca dei finanziamenti, senza contare la cronica deficienza degli organici e la impossibilità di assumere giovani ricercatori.
GENOVA
- Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici
comunali perché la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con
le sue urla i vi ( da "Adige, L'"
del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale.
RIFORME/
CHITI: SERVE DEMOCRAZIA RINNOVATA MA MANCA CLIMA
( da "Virgilio
Notizie" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Occorre una burocrazia rimotivata e più efficiente da ottenere premiando merito e professionalità. Bisogna attuare il federalismo fiscale - continua il Vice Presidente del Senato - garantendo agli enti locali, la certezza delle risorse e assicurando la solidarietà".
( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE E AIUTI Italia
fanalino di coda per i finanziamenti Emanuele Giordana Se l'ultimo rapporto
Ocse-Dac sull'Aiuto pubblico alla sviluppo registrava una strana schizofrenia
per cui aumentano le promesse dei paesi ricchi ma il loro aiuto pubblico
diminuisce con una contrazione nel 2007 dell'8,4% rispetto all'anno precedente
(e un rapporto tra aiuti e Pil sceso dallo 0,31% allo 0,28), ieri il secondo
rapporto di "Azione per la salute globale" ha rincarato la dose.
Dimostrato che, accompagnato spesso da una discutibile efficacia, anche
l'investimento nella sanità ha andamenti alterni, a trent'anni di distanza
dalla celeberrima dichiarazione di Alma Ata che santificò il principio che la
salute - completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente
assenza di malattia - è un diritto umano fondamentale e il fondamento dello
sviluppo. Se alcuni paesi - dice il rapporto - sono stati virtuosi (Germania e
Spagna grazie all'aumento della cooperazione bilaterale), altri arrancano: la
Francia ad esempio ma, ancora una volta, soprattutto l'Italia, salvatasi in
corner l'anno scorso dalla figuraccia peggiore: la mancata erogazione del suo
contributo al Fondo globale contro le grandi pandemie. In termini di
investimento in aiuto alla sanità, Roma vede una diminuzione del suo contributo
nell'ordine del 7% per quel che riguarda la salute di base e addirittura del
62% nel settore delle politiche per la popolazione e la salute riproduttiva,
tutte quelle buone pratiche che prevengono tra l'altro le malattie
trasmissibili sessualmente. Azione per la salute globale (Asg) è una rete
internazionale europea che conta al suo interno due Ong italiane (Aidos e
Cestas) e alcune grandi organizzazioni internazionali con sede anche in Italia.
Il suo compito è seguire l'andamento degli investimenti in questo delicato
settore dove, accanto alle grandi pandemie, convive la difficoltà dei sistemi
di sanità pubblica dei paesi in via di sviluppo (per non parlare di quelli
nostrani di cui però la rete non si occupa). Nel suo secondo rapporto, se l'Italia
sfigura, in generale non si stanno raggiungendo i risultati intermedi fissati
dagli Obiettivi del Millennio: nel settore salute, dice Asg, l'Europa "non
ha rispettato l'obiettivo di destinare i 27 miliardi di dollari concordati per
il 2007". Il rapporto esce a due mesi dall'incontro che, in settembre ad
Accra in Ghana, dovrà constatare quanto siamo ancora lontani dai tre grandi
obiettivi fissati dall'Onu per il 2015: ridurre il tasso di mortalità infantile
di due terzi e di tre quarti quello di mortalità materna; produrre infine una
diminuzione se non l'arresto della diffusione di Hiv, Aids, tubercolosi e
malaria. Ma il rapporto critica anche il moltiplicarsi di iniziative e
meccanismi di finanziamento nuovi e complessi che "se creano nuove
opportunità" rischiano anche di "sovraccaricare i governi dei
Pvs" o di "minarne la titolarità". I funzionari locali sono
spesso "travolti dal gran numero di delegazioni" estere che li va a
visitare o dal gran numero di "modalità di monitoraggio" sul loro
lavoro. Morire di burocrazia. Tornando all'Italia la sua sfida più alta è la presidenza del
G8 nel 2009 cui il governo tiene moltissimo tanto che Frattini si è tenuto la
delega per la cooperazione. Qualche giorno fa a New York in un incontro all'Onu
per fare il punto, con i rappresentanti di 147 stati, sui progressi della lotta
contro l'Aids rispetto agli impegni presi nel 2001 e nel 2006, Roma si è
presa un bel impegno. In vista della presidenza del G8 i delegati italiani
hanno ribadito l'impegno per il raggiungimento dell'obbiettivo dell'Accesso
universale a cura, prevenzione e trattamento da raggiungere già entro il 2010,
come promesso dai paesi del G8 durante il vertice di Gleaneagles nel 2005 e nei
successivi summit. Roma ha garantito che metterà al centro dell'agenda del G8
2009 la lotta contro le tre grandi pandemie: Hiv/Aids, Tb e malaria. Decisione
che l'Osservatorio Italiano contro l'Aids ha giudicato positivamente, mettendo
in guardia però sul carattere assai impegnativo della promessa. Sarà infatti
bene ricordare che dopo molte pubbliche promesse fu proprio l'Italia a bloccare
i finanziamenti al Fondo globale contro le pandemie, sbloccatisi poi
nell'ultima finanziaria. Chissà che fine faranno nella prossima. *Lettera22.
( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Europa A mani libere
Rifugiati sans papiers, lavoratori saltuari, giovani vagabondi con cani al
guinzaglio: clochard, o "senza domicilio fisso". Alle Halles, nel
centro di Parigi, un'associazione ha creato un luogo di servizio, bagagliaio,
accesso internet: una laboriosa infrastruttura collettiva alla precarietà dei
singoli Marco d'Eramo INVIATO A PARIGI L'interno è un appartamento moderno,
lindo, con pareti fragili. Appena dopo l'ingresso, sulla destra, un locale con
un lungo tavolo bianco, attorno a cui, alle 7 e 30 del mattino, sono sedute sei
persone. Due uomini di mezz'età riempiono parole crociate. Una ragazza
(Gwendaline), spilungona occhiali e cappellino da baseball, legge un giornale.
Un cinquantenne (Jean) si versa acqua bollente da un thermos per un caffè
istantaneo. In una saletta accanto, quattro computer su sei sono occupati da
naviganti in rete. Un bengalese trentenne, Sophon Chaudhory, rifugiato politico
sans papier, sorveglia una porta dietro cui si apre un bagagliaio con una serie
di scomparti occupati da valige, zaini. Mi trovo nella sede di Mains Libres
(Mani libere): non è così che t'immagini un'associazione di senza tetto (prima
li chiamavano clochards, ma ora esigono di farsi identificare con la sigla Sdf:
Senza domicilio fisso). La grande finestra affaccia sul giardino delle Halles -
una delle posizioni più invidiabili di Parigi -, dove un tempo sorgevano i
mercati generali, "il ventre di Parigi" raccontato da Emile Zola, e
dove da trent'anni idillici giardini e vialetti ricoprono un frenetico centro
commerciale stratificato su tre piani sotterranei e uno dei centri nevralgici
del traffico metro-ferroviario della capitale francese. Ma anche questa visione
è effimera perché, per nuove speculazioni commerciali, il giardino sarà
ricoperto da un'immensa tettoia di plastica. Entrare in questi locali non è
stato semplice. Non tanto per la telecamera da cui ti guardano prima di aprirti
la porta, quanto perché lo statuto dell'associazione vieta ai soci di farsi
accompagnare da amici o conoscenti che non siano iscritti. Un bagagliaio per
vite precarie Di Mains Libres mi parla per la prima volta Marie-Ange Schiltz,
che ho conosciuto negli anni '70 alla Maison des Sciences de l'Homme dove
eravamo ambedue studenti di Pierre Bourdieu. Lei era specializzata in
statistica e io avevo appena abbandonato la fisica teorica per la sociologia.
Poi la vita ci ha fatto seguire percorsi diversi, al di là di una lunga
amicizia: io ho vagabondato per il mondo, lei è rimasta a Parigi dove ha sempre
lavorato al Centre de Mathématiques Sociales, ha collaborato con il nostro
compagno di corso Michael Pollack (morto nel 1993) alle inchieste sulla sociologia
dell'Aids, anche in nome di una comune, rivendicata omosessualità. Da pochi
giorni è la segretaria del consiglio di amministrazione di Mains Libres.
"Tutto nacque nell'autunno del 2005 ad Accomplir ("compiere"),
associazione di difesa della qualità della vita e dell'ambiente nel centro di
Parigi, tra le Halles e Montorgueil. Accomplir discuteva con il comune il nuovo
progetto delle Halles. Discuteva con i giovani delle città-dormitorio - dove
negli anni scorsi sono divampate le sommosse giovanili dei beurs, i figli degli
immigrati maghrebini - per cui le Halles cosituiscono il punto d'ingresso in
Parigi-città. E poi discuteva anche con gli Sdf sulle iniziative per rendere
più vivibile la loro situazione senza fare della carità. Gli Sfd si concentrano
in particolare in questo quartiere, anche per i negozi, i ristoranti, la
circolazione, i molti spazi coperti all'aperto". I senza tetto variano con
le stagioni, ma nel quartiere si aggirano tra i 100 e i 200. Riprende
Marie-Ange: "Emerse l'idea di un questionario per conoscere i desiderata
degli Sdf. Il mio mestiere è proprio quello d'impostare tali inchieste e così
mi hanno accollato il compito di redigere il questionario, cosa che abbiamo
fatto con gli Sdf. Il questionario è stato un successo, con un tasso di
risposta molto alto. E il risultato è stato inatteso. Nessuno di noi si
aspettava che l'esigenza più sentita dagli Sdf fosse quella di un bagagliaio,
un luogo dove poter lasciare i propri beni senza - di giorno - dover portarseli
appresso in continuazione e senza - di notte - dover tremare per paura che te
li rubassero mentre dormi per strada. C'erano a Parigi altri bagagliai per Sdf,
ma aprivano solo un giorno o due alla settimana, senza regolarità né certezza.
Quest'esigenza era più acuta era tra le 7 e le 10 del mattino e le 7 e le 10 di
sera: alla fine optammo per turni 7-9 e 20-22". Cogli qui la prima
contraddizione di vite che si vogliono sciolte da ogni vincolo ("Senza
tetto né legge" recitava il titolo del film del 1985 di Agnès Varda con
Sandrine Bonnaire), nomadi, libere da ogni ancoraggio, che rinunciano alla
proprietà privata e che però sono prigioniere di quei pochi, poveri oggetti che
ai loro occhi diventano più preziosi di tesori, e che si trascinano sempre
dietro perché non sanno dove lasciarli: non a caso negli Stati uniti le
homeless vengono chiamate le shopping bag ladies, le "signore dai
sacchetti di plastica", e gli homeless si aggirano per strada spingendo un
carrello di supermercato in cui trasportano i loro preziosissimi beni. Fu deciso
allora di formare un'associazione che non avrebbe mai visto la luce senza
l'indefessa attività di Elisabeth Bourguinat, 43 anni, un dottorato in lettere
alle spalle, che nel quartiere chiamano "la pasionaria delle Halles".
La discussione sullo statuto fu molto lunga, in particolare su come chiamare i
membri residenti fissi, senza che l'appellativo risultasse offensivo per gli
Sdf. Dopo accesi dibattiti, a giugno 2006 fu scelta la dizione Adf (avec
domicile fixe, "con domicilio fisso"), stabilita la composizione del
consiglio di amministrazione (6 Sdf e 6 Adf con a turno un presidente degli uni
e un vicepresidente degli altri: prima presidentessa fu appunto Elisabeth
Bourguinat), e deciso il nome dell'associazione per il bagagliaio: Mains
libres, in senso metaforico, di libertà (avere mano libera), e in senso
proprio, perché avrebbe consentito agli Sdf di andarsene in giro a "mani
libere". Il passo successivo fu di rivolgersi Mylène Stambouli,
vicesindaco di Parigi per la lotta contro l'esclusione sociale, per chiedere al
comune un locale in cui installare il bagagliaio. Il comune propose vari siti
che furono rifiutati, finché nel febbraio 2007, abbastanza presto, trovò questi
locali, di un asilo nido dimesso. La soluzione è provvisoria (tra due anni tutto
l'edificio sarà buttato giù col riassetto delle Halles), ma il comune si è
impegnato a trovare un altro posto se la valutazione del progetto sarà stata
positiva. Poi furono cercati i finanziatori: offerte giunsero da Fit Trust,
Total, Crédit Mutuel... Una volta trovati locali e denaro, fu codificato il
regolamento interno: "Meno male che l'hanno deciso gli Sdf: è così
draconiano che se l'avessimo proposto noi Adf, non l'avrebbero mai
accettato", dice Marie-Ange. È il regolamento interno a stabilire che i
soci non possano far entrare con sé altri non iscritti. Per questo Marie-Ange
ha dovuto chiedere il permesso di farmi entrare, accordatomi solo dopo debita
discussione. Il regolamento esige anche che un Sdf non possa presentarsi da
solo alla bagagerie, ma debba essere presentato da un'associazione di
quartiere, come Agora-Emmaus o Aux Captifs la Libération per assicurarsi che
questo Sdf sia un po' radicato nel quartiere, non sia uno che lascia un
bagaglio e scompare per sei mesi.Il regolamento stabilisce anche che le
permanenze vanno assicurate da almeno due persone che controllino deposito e
consegna bagagli, "per evitare furti e accuse" mi dice Jean Redeuil.
Il regolamento stabilisce in quali casi un iscritto può essere espulso. Finora
ci sono stati due casi. Uno perché aveva scritto una lettera anonima contro la
presidentessa, un altro per affermazioni razziste. All'epoca delle espulsioni
ci fu una forte discussione. Alcuni erano contrari, ma gli altri s'imposero con
l'argomento: "Se è per trattarsi da uguali a uguali, ok. Se invece è per
fare la carità, allora non ci stiamo". La bagagerie fu inaugurata nel
marzo del 2007 e quel di cui sono più fieri è che non ha mai chiuso per un
giorno ed è sempre rimasta aperta. "Non puoi immaginare che lavoro sia,
dice Marie-Ange, mostrando il foglio dei turni di presenza. In tutto siamo
circa 60 volontari che assicuriamo i turni per 50 posti bagaglio. L'estate i
volontari Adf vanno in vacanza e ad assicurare i turni rimangono soprattutto
gli Sdf". "Ma anche noi Sdf andiamo in vacanza", mi dice Jean
Redeuil, con i suoi occhi vivaci. Il clochard on-line Qui emerge la seconda
contraddizione: consentire la libertà da un'infrastruttura individuale esige
un'infrastruttura collettiva mastodontica: è incredibile che il numero dei
volontari dei turni (60) sia solo di poco superiore al numero dei bagagli (50)
depositati. Un obiettivo così leggero (un bagagliaio) richiede un apparato così
pesante. Mentre parliamo, entra Bernard Dubois che mi mostra fiero i computer
("offerti da varie imprese"). Fin dall'inizio, gli iscritti a Mains
Libres furono invitati a frequentare un corso di computer al centro sociale La
Clairière (la radura) che ha aperto per ognuno un indirizzo e-mail su Yahoo:
"Adesso il computer è diventato per loro importante quanto il bagagliaio,
e sono sempre gli Sdf che comunicano di più per e-mail. Ognuno può usare il
proprio terminal per non più di mezz'ora a seduta. La stanza dei computer è
sempre piena". Sono gli Sdf del terzo millennio: senza tetto ma on line.
Sul sito www.mainslibres.asso.fr troverete le foto dei locali e delle feste, i
tabulati dei turni per i prossimi mesi, i rendiconti delle riunioni. Entra un
trentenne punk-a-bestia, pantaloni di cuoio, cane al guinzaglio, ganci di
metallo, insieme a una donna (Chantal) con un grande zaino.Vanno nello
spogliatoio per cambiarsi. Nasce quasi una lite sul cesso che è sempre occupato
("la doccia la fanno altrove"), per un livello di litigiosità sempre
all'orlo. Qui parliamo di Sdf quasi sedentari, che hanno una vita un po' più
stabile rispetto agli altri. Gli iscritti a Mains Libres si dividono infatti in
giovani, spesso cacciati da case a reddito medio-basso, in
"caratteriali" (noi diremmo "quelli della 180"), in
clandestini (sans papiers) e in lavoratori saltuari precipitati nel
clochardage. I più decisi sono i sans papiers: per loro l'associazione è un
mezzo per ufficializzare la propria presenza. La Croce rossa ha organizzato un
corso di pronto soccorso concluso con la consegna dei diplomi avallati anche
dal Ministero degli interni. Quando Gary Drahamani l'ha ricevuto, quest'omone
maliano si è messo a ballare una danza del suo paese per la felicità di
detenere il primo documento del ministero degli interni francese. La solitudine e la burocrazia Gli alcolizzati invece non entrano nell'asociazione, o ne escono
subito. Il momento più difficile è quando un Sdf trova un alloggio fisso:
allora si ritrova solo, mentre prima era insieme agli altri, per strada. E poi
c'è un'incidenza enorme di malattie, ricoveri ospedalieri, tumori.
Bernard Dubois organizza la bancarella del commercio solidale che espone le sue
merci (caffè, cacao, olio d'oliva palestinese, cartoline) nel mercatino accanto
alla basilica di Saint Eustache: "Cuciniamo anche dolci perché così
aumentiamo il profitto col valore aggiunto del lavoro. Stiamo chiedendo la
deroga amministrativa per la licenza di venditori di strada, di solito concessa
solo per imprese individuali che espongono tutta la settimana, mentre noi
esponiamo solo una volta o due". Bernard, sulla cinquantina, grande e
grosso, con gli occhiali, è responsabile anche di tenere le statistiche: sul
foglio è registrato con una croce quale socio entra, e chi in quel giorno usa
il bagagliaio: i tabulati vanno inviati al comune che ogni tre mesi valuta la
riuscita del progetto. È l'ultima contraddizione: quanta burocrazia
richiede il consentire una vita "senza legge"! Assessorati impegnati
in valutazioni; reti di associazioni; consiglio di amministrazione di Mains
Libres con riunioni, ordini del giorno; assemblee, elezioni per presidente,
vicepresidente, segretario. E' l'impensato circuito logico di queste vite, dei
volontariati innescati, delle azioni intraprese. È quest'impalcatura di realtà
che a poco a poco si stratificano sui vari piani dell'esistenza, invisibili a
uno sguardo distratto che vede un barbone seduto sul marciapiede.
( da "Corriere.it" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso pilota La
procura di Bolzano è riuscita ad abbattere costi e accelerare procedure con i
contributi del Fondo sociale europeoIl futuro Una Carta dei servizi per chi ha
a che fare con le aule giudiziarie e bilanci verificabili sulle spese degli
uffici Con i magistrati manager la giustizia spende meno E si accorciano i
tempi dei processi "Cominciamo da una cosa facile facile: la cortesia, che
poi è sempre un biglietto da visita. Se arriva qualcuno che sbaglia porta la
risposta giusta non è "io non c'entro, se ne occupa un altro
ufficio". Diventa: "Io non c'entro ma ora l'accompagno", oppure
"ora le mostro dove andare". Siamo talmente poco abituati alla
cortesia che un giorno mi è arrivato un mazzo di fiori da un'avvocatessa di
Mantova solo perché al telefono le avevano passato me per errore e io l'ho
tenuta in linea finché non ho trovato l'ufficio e la pratica che cercava.
Sembrava scandalizzata che lo facessi io e non un centralinista.". E' così
Cuno Tarfusser, il procuratore capo a Bolzano: fanatico del buon servizio anche
per questioni minute come quella dell'avvocatessa mantovana. Parola d'ordine:
efficienza. Nemico dell'iper-burocrazia, Tarfusser è riuscito a diventare un modello per gli uffici
giudiziari di tutt'Italia ottenendo per primo (e aprendo la strada a tutti gli
altri) un finanziamento di 200 mila euro dal Fondo Sociale Europeo. Era il
2004: con quei soldi il Fondo accettò una scommessa, lui una sfida.
Tarfusser era convinto che il suo "progetto pilota di riorganizzazione e
ottimizzazione della procura di Bolzano" potesse funzionare. E a giudicare
col senno del poi si può dire: ha funzionato davvero. Così bene che dal Fondo è
arrivata la disponibilità a rimettere in campo nuovi finanziamenti (passando attraverso
le Regioni che poi li distribuiscono) e che i guardasigilli Mastella prima e
Alfano poi, hanno preso a modello il "caso Bolzano". L'intenzione è
replicarlo nelle altre sedi giudiziarie. Ed è per questo che il procuratore
altoatesino è stato convocato più volte a Roma: il ministero vuole capire come
estendere al resto del Paese le sue "best practices". L'ultima seduta
romana è di pochi giorni fa, alla Commissione giustizia della Camera. Da lì la
presidente Giulia Buongiorno fa sapere che "sì, le buone pratiche del
procuratore Tarfusser meritano tutto il nostro aiuto. Bolzano ha creato una
specie di tam tam dell'efficienza e noi ora stiamo raccogliendo le idee che
vengono anche da altri magistrati, per esempio il presidente del tribunale di
Torino, Barbuto. Stiamo mettendo assieme ogni spunto e poi si potrà pensare a
tradurre tutto questo in un disegno di legge partendo dall'idea base di
Bolzano: umanizzare, valorizzare e ottimizzare le risorse umane riducendo gli
sprechi. Si tratta di cose semplici ma efficaci". Un esempio? L'atto di
citazione di un testimone. Di solito sono due righe per dire "venga alla
tal ora nel palazzo di giustizia tal dei tali". A Bolzano allegano la
piantina della città, danno indicazioni su come raggiungere il tribunale e dove
trovare parcheggio. Altro esempio: non è raro arrivare a un'udienza, a un
interrogatorio, a un incidente probatorio e sentirsi dire che è tutto rinviato.
A Bolzano, salvo emergenze dell'ultima ora, si avvisano le parti evitando a
tutti inutili perdite di tempo. Avvocati-procura, un binomio spesso a tasso
zero di cooperazione. Eppure nella procura altoatesina si cerca di tener conto
delle esigenze (soprattutto quelle amministrative) della difesa: con
questionari periodici per avere indicazioni su suggerimenti e necessità dei
legali e per sapere se sono soddisfatti del servizio. Realizzato il progetto
finanziato per il periodo 2000-2006, Bolzano è già schierata in prima fila per
avere altre risorse dal Fondo sociale europeo per il 2007-2013. E il risultato più
evidente che porta "in dote" riguarda la riduzione dei costi: più che
dimezzati (65% in meno) nel giro di nemmeno tre anni. La procura bolzanina
sosteneva spese di giustizia per 2 milioni di euro nel 2003, prima che partisse
il piano di riorganizzazione. Nel 2006 la cifra per la giustizia era di 620.000
euro. "I numeri sono già in sé significativi - dice lo stesso Tarfusser -.
Lo sono ancora di più se si pensa che la mole di lavoro è rimasta invariata e
la qualità del servizio è addirittura migliorata. Come abbiamo fatto? Faccio
l'esempio delle intercettazioni, che per le procure sono un capitolo di spesa
consistente. Io non accetto più l'espressione "fonte confidenziale mi ha
detto." per partire con una raffica di telefoni sotto controllo. Pretendo
prima un'indagine ordinaria, informative documentate e valutazione dei
responsabili di polizia, carabinieri o chicchessia. Che si assumano anche loro
delle responsabilità: che mi dicano "qui si deve procedere per questo e
quest'altro motivo". Prima tutto questo, poi si intercetta. Fatti salvi i
motivi di urgenza, s'intende.". Altra questione: le revoche delle
intercettazioni. Spesso si lasciano scadere i termini per i quali
l'intercettazione è stata richiesta (in media un mese) anche se dopo i primi
10-15 giorni è ragionevole supporre che da quella linea non verranno
indicazioni utili per le indagini. "Ecco, di solito i pm pensano
"lasciamo scadere i termini e poi non rinnoviamo più". E' sbagliato.
La giustizia costa. Se non serve tenere sotto controllo una linea si revoca
tutto, subito", si infervora Tarfusser. "E il discorso vale anche per
i servizi di pedinamento e appostamento". Nella "produzione" di
efficienza Bolzano mette in conto anche la pubblicazione di una Carta dei
servizi (informazioni pratiche con un linguaggio a misura di cittadino per ogni
genere di operazione) e dei bilanci sociali (il rendiconto annuale relativo a
ciascun settore e prestazione della procura); poi c'è la riorganizzazione
dell'ufficio dei pubblici ministeri, ciascuno dei quali dispone di quattro
ufficiali di polizia giudiziaria, "con beneficio dei tempi
dell'amministrazione della giustizia ordinaria", assicura Tarfusser. Il
procuratore cita con orgoglio la sua (primo Ufficio giudiziario in Italia)
"Certificazione ISO 9001-2000" (valutata dalla Dekra Certification di
Milano): è una sorta di "bollino blu" che testimonia il sistema di
qualità usato nelle procedure amministrative, garanzia del fatto che si è
capaci di pianificare e portare a buon fine le proprie attività. Ci riusciranno
anche gli altri? Le procure dell'Aquila e di Pescara sono "sulla via di
Bolzano"! dall'inizio dell'anno. Con l'aiuto della società di consulenza
padovana Emme & Erre (la stessa che ha lavorato per Bolzano) preparano
ciascuna un sito Internet interattivo e una carta dei servizi da sottoporre a
settembre al Fondo europeo. E con l'autunno debutteranno anche i progetti
selezionati dal Ministero della giustizia tra i cento uffici giudiziari che
vorrebbero riorganizzarsi. Nel frattempo Bolzano chiede al futuro altra
efficienza "perché ai limiti di miglioramento non c'è mai fine", per
dirla con Tarfusser. Se dal Fondo sociale arriveranno gli attesi nuovi
finanziamenti, stavolta si punterà con più decisione che in passato al
miglioramento del rapporto con l'utenza: per esempio si cercherà di creare uno
sportello virtuale che garantisca il dialogo continuo fra la procura e
l'esterno, che sia abbastanza interattivo da rivelare lo stato di un
procedimento a chi è autorizzato a conoscerlo, che controlli la gestione delle
pratiche in tempo reale, che elimini i mille passaggi cartacei delle
cancellerie di oggi. Non sarà facile "ma io ho la presunzione di sapere
dove mettere le mani", valuta Tarfusser. Sembra una promessa. Giusi Fasano
stampa |.
( da "Corriere Economia Online" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sempre più forte la
richiesta di una classificazione nazionale al ministero delle Politiche
agricole C ome va il "piccolo turismo", cioè il turismo di nicchia
gestito da piccole imprese? Bene nei segmenti a minor prezzo, come agriturismo
e parchi di divertimento, decentemente nel lusso o alta qualità, tipo Relais
& Chateaux, dove a partire dalla primavera è diminuito il turismo
americano. Nell'agriturismo gli italiani non sono secondi a nessuno. Come dice
il presidente di una delle tre grandi associazioni, Walter Trivellizzi di
Turismo Verde (Confederazione italiana degli agricoltori), le aziende sono
18.000 e solo in Italia sono collegate (legge-quadro n. 96 del 2006)
obbligatoriamente alla produzione locale dell'azienda agricola, che deve
fornire in quantità prevalente i cibi dalla produzione propria o di aziende
vicine. Anzi poiché manca ancora una classificazione dei siti, Trivellizzi
propone di assegnare cinque spighe (preferite alle stelle) a chi, ad esempio,
mette in tavola il 90% di produzione propria: per chi cerca pace e natura,
l'alimentazione è più importante del TV e del frigobar in camera. La questione
dipende ora dal ministro Luca Zaia, perché è stato riconosciuto argomento di
interesse nazionale, non delegabile alle singole regioni, dove dominano i tre
leader Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto. È vero che, secondo un'indagine
(un po' datata) dell'Osservatorio nazionale, l'offerta ricettiva riguarda pochi
percento di quella nazionale, ma si tratta di un settore di moda, in grande
crescita. L'agriturista è italiano ma anche in buona percentuale straniero,
viaggia con la famiglia, si ferma dai 3 ai 6 giorni. L'albergatore è donna e ha
meno di 40 anni. Apre un agriturismo per valorizzare un patrimonio fondiario,
incrementare il reddito dell'azienda agricola, ma anche per cambiar vita.
Quando l'azienda agricola è vinicola, spesso all'ospitalità si aggiunge la
cantina, alla moda francese. Così fanno ad esempio ad Asti, come mi dice
Terranostra (Coldiretti). Da poco si diffondono fattorie didattiche, occasioni
per capire la cultura rurale e magari ricevere qualche ripetizione, visto che
sono tornati di moda gli esami a settembre. Interessante che le tre grandi
associazioni (la terza è Confagricoltura), invece di farsi la guerra, si sono
unite in un consorzio unitario, Anagritour. All'estremo opposto dell'offerta
c'è il lusso dei Relais & Chateaux: sono solo
( da "Cittadino, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Disturba il
vicinato": una disabile sfrattata dal comune di Genova GENOVA
Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali
perché la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue
urla i vicini di casa, un alloggio popolare. Ma l'assessore alle politiche
della casa, Bruno Pastorino (Prc), assicura: "Lo sfratto avviato dagli
uffici, è stato revocato appena venuto a conoscenza del mio assessorato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione
delle due donne, venuta a galla ieri, è da tempo seguita dai servizi sociali
del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della
disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato
regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni
legali, ha deciso di fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune.
L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la madre della donna disabile, tuttavia
ha ribadito di non aver ricevuto dal comune nessuna comunicazione che revocasse
lo sfratto."Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al
Tar - ha spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal comune c'era scritto che
il rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva
60 giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine
chiarito: "Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo
ancora annullato, perché prima dobbiamo invalidarlo".Pastorino ha poi
commentato: "Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti
di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha
avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata
senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche
sociali e alle politiche della casa, cioé a Roberta Papi e a me".
"Noi - ha aggiunto - ne siamo venuti a conoscenza alcune settimane fa
quando la collega Papi ha saputo della vicenda dai legali stessi della
famiglia, che già è seguita dai servizi sociali. Immediatamente mi ha riferito
e di concerto si è deciso il blocco del procedimento"."Il che
significa - ha spiegato - che abbiamo detto ai nostri uffici che il
procedimento non si va a fare. Quando sarebbe arrivata l'infausta esecuzione di
sfratto non si sarebbe data la disponibilità a procedere allo sfratto".
"Ora - ha precisato - stiamo studiando la possibilità di invalidare l'atto
di partenza quindi di vedere di annullare la lettera che ha dato il via alla
procedura di esecuzione". La lettera comunque, secondo Pastorino, è stata
inviata dalla direzione come atto dovuto su segnalazione di Arte, ente gestore
dell'abitazione, di incompatibilità sociale di questa famiglia con il resto
degli inquilini. Pastorino ora per risolvere il "pasticciaccio" ha
proposto: "Visto che questa famiglia ha già avuto tre esecuzioni di
sfratto per ragioni analoghe, noi siamo disponibili, se la famiglia lo vuole,
senza alterare minimamente l'integrità del nucleo familiare, trovare soluzioni
abitative compatibili con il patrimonio pubblico che la mettano in situazione
di minore impatto con il resto degli inquilini"."L'intendimento mio e
della Papi - ha concluso - è quello di anticipare se possibile il
pronunciamento del Tar e di annullare l'atto di partenza. In questo senso ho
anche parlato con l'assessore competente Berruti della Regione, segnalandogli
la circostanza perché si possa trovare l'intesa anche con Arte, l'ente
gestore".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Genova. Ma l'assessore
alle politiche della casa assicura che la decisione è stata poi revocata
Disabile disturba i vicini, sfrattata Provvedimento del Comune ad un'insegnante
con figlia invalida GENOVA. Un'insegnante in pensione ha ricevuto
un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali di Genova perchè la figlia
disabile, di 42 anni, invalida al 74 per cento, disturba con le sue urla i
vicini di casa. La vicenda è avvenuta in un condomio di alloggi popolari. Ma
l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino (Prc), assicura:
"Lo sfratto avviato dagli uffici, è stato revocato appena venuto a
conoscenza del mio assessorato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso
politico". La difficile situazione delle due donne, denunciata ieri
mattina da "La Repubblica", è da tempo seguita dai servizi sociali
del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della
disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato
regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni
legali, ha deciso di fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune.
L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la madre della donna disabile, tuttavia
ha ribadito di non aver ricevuto dal Comune nessuna comunicazione che revocasse
lo sfratto. "Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al
Tar - ha spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal Comune c'era scritto che
il rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva
60 giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine
chiarito:"Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo
ancora annullato, perchè prima dobbiamo invalidarlo". Pastorino ha poi
commentato:"Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti
di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha
avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata
senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche
sociali e alle politiche della casa, cioè a Roberta Papi e a me".
( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 07/07/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO Le associazioni
imprenditoriali: dalla convergenza con i sindacati, un'azione condivisa Roberto
Guseo (Aib) "Sono migliaia i dipendenti delle imprese associate che già
hanno partecipato ai corsi di formazione realizzati grazie ai finanziamenti di
Fondimpresa", spiega Roberto Guseo, responsabile Relazioni Industriali
dell'Associazione industriale bresciana. "Di fronte ad una domanda di formazione
qualificata in costante aumento abbiamo lavorato per costruire una offerta
formativa di qualità, diversificata e flessibile, ma anche sistematica e
strutturale. Perché l'economia cambia ad una velocità impressionante,
impensabile solo fino a qualche anno fa, e l'acquisizione di nuove conoscenze,
competenze e capacità è il necessario supporto alla via obbligata
dell'innovazione di prodotto e di processo". Investire nella formazione
significa lavorare sia per una maggiore competitività delle aziende che per una
migliore occupabilità delle persone. "Forse per questo - prosegue Guseo -
la formazione è il tema su cui abbiamo trovato più spiccata convergenza con le
organizzazioni sindacali, creando i presupposti di un'azione condivisa di ampio
respiro. Solo così è stato possibile progettare e realizzare interventi
importanti, anche su temi delicati come la sicurezza sul lavoro. Certo si può
fare ancora molto, ma siamo nel complesso soddisfatti dei risultati fin qui
raggiunti, cui ha contribuito anche l'indiscussa professionalità di Isfor 2000
nella elaborazione dei progetti e nella predisposizione dei corsi".
"Abbiamo dimostrato che anche a Brescia, nonostante le storiche anomalie
sindacali, si possono accantonare le diffidenze, per dialogare e cogliere le opportunità.
Così come sempre dovrebbe essere in un sistema di relazioni industriali
moderno, capace di generare valore, ottimizzare le risorse disponibili e
trovare soluzione ai problemi emergenti". Positivo anche il giudizio di
Monica Brugnoli, responsabile dell'area internazionalizzazione
dell'Associazione industriali di Cremona. "Avevamo esaurito tutti i fondi
destinati a noi - spiega - e abbiamo potuto utilizzare le risorse che erano
rimaste inutilizzate nelle province di Bergamo e Mantova. Sia Brescia che Cremona,
pur essendo una provincia più piccola, hanno registrato un forte successo del
progetto: la collaborazione con Isfor
( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 07/07/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO ED ESTERO PAKISTAN: ANCORA TERRORE
A ISLAMABAD NEL LUOGO DI CULTO NOTO NEL MONDO COME "COVO" DI TALEBANI
Kamikaze fa strage di poliziotti vicino alla Moschea Rossa: almeno 15 morti
Islamabad, soccorsi a uno dei feriti a causa dell'attentato ISLAMBAD (Pakistan)
- Un uomo imbottito di esplosivo si è fatto saltare in aria ieri tra i militari
che stavano facendo defluire la folla nel centro di Islamabad, dopo una
manifestazione organizzata per ricordare gli oltre cento morti dell'assalto
compiuto l'anno scorso contro la Moschea Rossa di Islamabad. Il bilancio,
secondo le autorità, è di 15 morti e una ventina di feriti, alcuni in gravi
condizioni. Una strage di soldati, insomma, per commemorare la settimana di
sangue di un anno fa. Cominciata il 3 luglio con uno scontro a fuoco tra uomini
armati asserragliati nella moschea e militari, si era conclusa il 10 e l'11 con
il massacro di decine di studenti e integralisti, ma anche di donne e bambini,
da parte dell'esercito e delle forze di sicurezza. Ieri migliaia di
manifestanti considerati vicini ai talebani e ad al Qaida si erano radunati fin
dalle prime ore della giornata nei pressi del luogo di culto, in pieno centro,
per rendere omaggio ai "martiri" e per scandire slogan contro il
presidente Parvez Musharraf "amico degli Stati Uniti". Tutto si era
svolto senza problemi, la polizia aveva istituito un perimetro di sicurezza
intorno alla moschea, resa inaccessibile alle autovetture anche con filo
spinato e cavalli di frisia. Molti manifestanti erano stati perquisiti nella
calma, senza che si creassero tensioni. Ma quindici minuti dopo che gli
organizzatori avevano dichiarato chiuso il raduno, mentre la gente se ne stava
andando, un kamikaze a piedi si è avvicinato a un nutrito drappello di
poliziotti che - a un centinaio di metri dalla Moschea Rossa - stavano facendo
defluire la folla. E ha fatto esplodere l'ordigno che aveva addosso. "I
nostri uomini erano l'obiettivo principale dell'attentato", ha dichiarato
un ufficiale aggirandosi in uno scenario diventato ancora una volta di guerra,
tra i corpi smembrati e le urla dei feriti. In serata si è saputo che tra le
vittime vi è anche un civile. A Islamabad l'ultimo attentato era stato compiuto
poco più di un mese fa: un kamikaze a bordo di un'auto si era fatto saltare in
aria all'ingresso dell'ambasciata danese uccidendo sei persone e ferendone
altre 20. Un covo dell'integralismo islamico e dei talebani nel cuore di
Islamabad: con i suoi appelli alla Jihad e le sue azioni estremiste la Moschea
rossa, il "Lal Mashid", è stata una costante fonte di preoccupazione
per il governo pakistano del generale Pervez Musharraf. Tra le mura rosse del
tempio hanno trovato rifugio negli anni scorsi numerosi esponenti dell'ala
integralista dell'Islam, guidati da due fratelli, i religiosi Abdul Aziz e
Abdur Rashid Ghazi, quest'ultimo rimasto ucciso nell'assalto alla Moschea Rossa
dell'anno scorso. Sono figli di Mohammad Abdullah, sostenitore
dei talebani e seguace di Osama Bin Laden, che aveva incontrato in varie
occasioni prima di essere assassinato nel 1998 proprio nella moschea. Popolare
tra i membri dell'esercito e della burocrazia pakistana per i suoi sermoni, Abdullah non risparmiava neppure
messaggi a favore della Guerra santa.
( da "Arena, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nazionale pag. 6 Il
Trattato e un'Europa di stranezze Centomila no hanno superato i sì nel
referendum irlandese: così è stato bloccato il Trattato di Lisbona. L'Irlanda
ha meno dell'1% dei 490 milioni di persone che costituiscono la popolazione
dell'Ue ed è passata in tempi brevi da una situazione economico-sociale di
notevole depressione alle vette della classifica europea del prodotto interno
lordo pro capite particolarmente in forza degli aiuti europei molto rilevanti:
40 miliardi netti di euro. Brian Cowen non è un cittadino qualsiasi: è il
premier irlandese; eppure ha dichiarato alla vigilia del voto di non aver letto
il Trattato di Lisbona. Nel recente allargamento dell'Ue alcuni nuovi Paesi, in
un'ottica molto particolaristica, hanno usato frequentemente e disinvoltamente
il diritto di veto. Repubblica Ceca e Polonia, i più tiepidi rispetto al
Trattato di Lisbona, esercitano forti sollecitazioni per il rapido allargamento
dell'Ue ad altri Paesi: posizioni contraddittorie. L'aumento dei Paesi membri
richiede innovazioni nelle istituzioni e nei meccanismi decisionali per evitare
rischi di paralisi; "casa comune europea", non rissoso condominio.
Non pochi governi per ragioni arcaiche di prestigio nazionale non vogliono
trasferire all'Ue le necessarie competenze ma tendono a scaricare sulla stessa
Europa le responsabilità delle mancate risposte ai problemi. Il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato: "Troppi governi hanno
anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea chiamando in
causa l'Europa - e in particolare la Commissione europea, la
burocrazia di Bruxelles -
come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze".
Ognuno quindi deve assumersi le proprie responsabilità. È necessario procedere
alle ratifiche del Trattato di Lisbona. Ma è indispensabile anche una
riflessione sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale in evoluzione.
In questi giorni ci sono state polemiche nei confronti della Banca centrale
europea. Ma chi ha lasciato questa pressoché sola, non realizzando un adeguato
governo dell'economia e non procedendo nell'unione politica? Ora è diventato
essenziale anche assegnare al Parlamento europeo un'importanza fondamentale,
con l'obiettivo di dare all'Europa un ruolo adeguato e insieme meccanismi
efficienti e democratici.
( da "Provincia di Cremona, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Lunedì 7
luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Lagunare ferito in Iraq rischia il congedo
per convalescenza lunga Roma ? Ferite troppo lievi per la concessione del
"Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo gravi per
restare nella Forza armata: è la contraddizione vissuta da un giovane militare
italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla stessa bomba
che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto ad una "procedura
di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello
stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla
fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto
in servizio. Era il 16 maggio 2004 quando alle 5 del pomeriggio una bomba cade
a pochissimi metri da tre lagunari.
( da "Arena, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUTE
E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e
discriminati" Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese,
ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome
di Sjögren non è stata riconosciuta come malattia rara, una decisione che
comporta pesanti ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre, che si sente un malato di serie
B", commenta la dottoressa Lucia Marotta, che ha messo a frutto la sua
esperienza di malata per aiutare gli altri attraverso l'associazione AniMaSS.
"Le mie telefonate e i miei viaggi a Roma", conferma la presidente di
AniMaSS, "non hanno sortito alcun effetto, la nostra sindrome è stata
esclusa dall'elenco delle malattie rare, che in quanto tali comportano alcuni
benefici per il malato, quali l'esenzione dal ticket sui farmaci. Come
associazione abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere, compreso la
diffusione della prima indagine epidemiologica sulla sindrome, che abbiamo
consegnato alla commissione. In Italia siamo meno di 16mila malati e quindi la
sindrome di Sjögren è palesemente una malattia rara e non si capisce la
discriminazione nei nostri confronti". La dottoressa Marotta ha chiesto al
sottosegretario al Welfare, la veronese Francesca Martini, un interessamento,
"per capire i motivi che hanno comportato l'esclusione della sindrome, che
pure è una malattia grave e altamente invalidante". A quanto pare, però,
sono in stand-by anche le nuove 109 patologie inserite nell'elenco delle
malattie rare: "L'entrata in vigore", spiega Marotta, "è stato
sospeso per mancanza della copertura finanziaria". I malati, inoltre, si
lamentano per la discriminazione cui sono oggetto in Veneto, regione che
riconosce ai malati un assegno mensile di 50 auro quale contributo per
l'acquisto di farmaci di fascia C e parafarmaci. "L'assegno è riconosciuto
a coloro che hanno un reddito inferiore ai 29mila euro l'anno", spiega
Marotta, "e consideriamo questa scelta un'ulteriore disciminazione nei
nostri confronti. Perchè per i malati di sindrome di Sjögren il contributo è
legato al reddito, mentre chi soffre di celiachia, ancorchè milionario, può
usifruire dell'esenzione dal ticket e di sconti sui prodotti senza
glutine?".
( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Riconosciuto
l'errore "QUESTA triste vicenda, nata da un errore dei nostri uffici, è
stata conclusa qualche settimana fa. Troveremo una soluzione al problema di
questa famiglia, che in ogni caso non verrà separata". Così Bruno
Pastorino, assessore alle Politiche della Casa, chiarisce l'episodio che vede
come protagonisti i suoi uffici, colpevoli di aver inviato lo sfratto a una
famiglia composta da una pensionata e da sua figlia affetta da una grave forma
di disabilità semplicemente perché la seconda urlava di continuo. Questa
storia, finita al Tar, è finita subito dopo essere cominciata. Lo sfratto era
partito da una segnalazione di Arte, e poi era arrivato all'attenzione
dell'assessorato comunale. Qui un funzionario aveva preso un'infausta
iniziativa, scrivere alla Asl 3 per segnalare il caso e la possibile soluzione:
sfrattare la famiglia dalla casa popolare o ricoverare la disabile in una
struttura residenziale protetta. La scelta era caduta sul primo provvedimento.
Una volta venuta a conoscenza del problema, l'assessore ai Servizi sociali
Roberta Papi ne ha parlato col collega Pastorino, e insieme hanno deciso di
bloccare lo sfratto. "Dove non è arrivata la burocrazia è arrivata la politica", dicono dal Comune. Ora, nei primi
giorni della settimana, si cercherà anche di annullare il provvedimento con il
quale il Comune ha dato via al procedimento di sfratto. Il permanere della
lettera di richiesta, infatti, potrebbe rendere tecnicamente possibile il
controricorso di altri condòmini che da tempo lottano contro i rumori prodotti
dalla famiglia. Una soluzione, forse, verrà dai lavori di
insonorizzazione che il Comune sta pensando di realizzare nell'appartamento in
questione. 07/07/2008.
( da "Repubblica, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Roma
Sarli day, ovazioni e polemiche "La politica snobba la moda" GIOVANNA
VITALE Sarà pur vero che, come sostiene il braccio destro di Fausto Sarli, uno
degli ultimi grandi sarti dell'haute couture romana, "la politica snobba
la moda e questo non fa bene né al settore né all'economia: alla nostra sfilata
li avevamo invitati tutti, compreso il ministro Carfagna che abbiamo vestito
quando faceva la showgirl, ma alla fine ha confermato solo la sorella di
Alemanno; il sindaco, la moglie e Gianfranco Fini, che pure avevamo chiamato
perché per tanti anni abbiamo confezionato il guardaroba della ex consorte,
hanno declinato". Anche se Alemanno comparirà alla cena di Vogue subito
dopo la sfilata. Però è altrettanto vero che AltaRoma incassa un'adesione
importante, quella della Provincia, che per la prima volta entra nel capitale della
società controllata dalla Camera di Commercio, rilanciando il consorzio
partecipato da Comune e Regione che "sotto elezioni, nel passaggio da
un'amministrazione all'altra, ha un po' sofferto" conferma la presidente
Nicoletta Fiorucci. Ingresso che testimonia "quanto noi crediamo nei
giovani talenti e in AltaRoma come grande motore di arte, cultura e sviluppo
della capitale", sottolinea Nicola Zingaretti, lanciando un'idea
affascinante: "La Provincia" dice "contribuirà investendo
risorse per la formazione e mettendo a disposizione alcune location per le
sfilate. Penso a Villa Adriana e al Castello di Santa Severa, che stiamo
finendo di restaurare". Una buona notizia considerando "i dati
dell'export nel comparto della moda romana, che negli ultimi anni è cresciuto
di ben 14 punti, segnando solo quest'anno un +5,6%" spiega l'assessore
regionale al Commercio, Francesco de Angelis. Sarà pure per questo che ieri,
all'inaugurazione del calendario, l'assessore comunale Umberto Croppi ha
confermato che la giunta di centrodestra continuerà il suo impegno nella moda,
annunciando la creazione di un'agenzia taglia-burocrazia per i giovani creativi e l'incontro del sindaco mercoledì in
Campidoglio con tutti gli stilisti partecipanti alla kermesse. Il primo giorno
di calendario è stato aperto dalle sfilate dei giovani talenti selezionati dal
concorso "Who's on next" e si è concluso con il trionfo di Sarli,
aperto e chiuso dalla top Maria Carla Boscono, al quale il couturier
napoletano ha dedicato lo splendido abito da sposa finale ("Un po' pazzo
come lei" ha chiosato il maestro) che ha fatto emozionare il neo-fidanzato
Marco Apolloni, romano de Roma. Sapremo presto se son fiori (d'arancio).
Quarantadue capi raffinatissimi in chiave vintage, rivisitazione di una
precedente collezione Sarli dell'85 ispirata ai cerchi: maniche e colli di
volpe bianca o nera; cappe circolari, pantaloni a fuso; tubini con tagli
anatomici; ricami di jais e cristalli; cappottini geometrici. Applausi da
stadio.
( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
E il decano mette a
nudo il caso tirrenia"alitalia del mare, vive coi nostri soldi"
pubblico e privato genova. Il patriarca degli armatori italiani, Aldo Grimaldi,
ne ha anche per Tirrenia, che lui stesso definisce l'"Alitalia del
mare". "Si è parlato di utile di Tirrenia per l'anno 2006 di 23 milioni
di euro. Un'affermazione errata perché Tirrenia gode di sovvenzioni per ben 200
milioni all'anno - dice Grimaldi -. Sarebbe più corretto affermare che ha avuto
una perdita di 177 milioni di euro". "L'armamento privato italiano è
presente in maniera massiccia su tutte le linee Sardegna e Sicilia gestite
anche da Tirrenia. Non vedo quindi la necessità della presenza di una società
pubblica che, tra l'altro, ci fa la concorrenza usando i nostri soldi. Ecco la
ricetta di Grimaldi: scorporare le quattro regionali che faranno capo alle
rispettive regioni (e nei loro bilanci), ripulire l'azienda da oneri impropri,
rendere l'azienda più efficiente e quindi più economica, e poi metterla in
vendita sul mercato e cederla al migliore offerente - possibilmente una cordata
nazionale, che dia anche maggiori garanzie di conoscenza del settore. "I
bilanci Tirrenia 2007 - 2008 saranno in perdita: per la riduzione del traffico
turistico, per la forte concorrenza di altri vettori, per l'elevato costo del
combustibile", dice Grimaldi. "Ogni ritardo non va a favore, ma a
danno dell'azienda. Bisogna quindi decidere. Mi auguro che
le voci di molti riuniti alla 48 ore del mare possano vincere il "silenzio
assordante" della burocrazia e consentire di procedere verso una modernizzazione che permetta
all'armamento e all'economia di ritrovare motivazioni e stimoli per proseguire
nella crescita". 07/07/2008.
( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Figlia
disabile disturba i vicini: sfrattate Genova, pasticcio burocratico. Poi
l'assessore revoca il provvedimento La donna vive in una casa popolare con la
mamma pensionata GENOVA. Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione
di sfratto dagli uffici comunali perchè la figlia disabile, di 42 anni,
invalida al 74%, disturba con le sue urla i vicini di casa, un alloggio
popolare. Ma l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino (Prc),
assicura: "Lo sfratto avviato dagli uffici è stato revocato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione
delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova
sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante
la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto
dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni legali, ha deciso di
fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune. L'avvocato Paolo Bonanni,
che assiste la madre della donna disabile, tuttavia ha ribadito di non aver
ricevuto dal Comune nessuna comunicazione che revocasse lo sfratto.
"Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al Tar - ha
spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal Comune c'era scritto che il
rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva 60
giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine chiarito:
"Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo ancora
annullato, perché prima dobbiamo invalidarlo". Pastorino ha poi
commentato: "Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti
di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha
avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata
senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche
sociali e alle politiche della casa, cioè a Roberta Papi e a me".
"Noi - ha aggiunto - ne siamo venuti a conoscenza alcune settimane fa
quando la collega Papi ha saputo della vicenda dai legali stessi della
famiglia, che già è seguita dai servizi sociali. Immediatamente mi ha riferito
e di concerto si è deciso il blocco del procedimento". "Il che significa
- ha spiegato - che abbiamo detto ai nostri uffici che il procedimento non si
va a fare. Quando sarebbe arrivata l'infausta esecuzione di sfratto non si
sarebbe data la disponibilità a procedere allo sfratto". "Ora - ha
precisato - stiamo studiando la possibilità di invalidare l'atto di partenza
quindi di vedere di annullare la lettera che ha dato il via alla procedura di
esecuzione". La lettera comunque, secondo Pastorino, è stata inviata dalla
direzione come atto dovuto su segnalazione di Arte, ente gestore dell'abitazione,
di incompatibilità sociale di questa famiglia con il resto degli inquilini.
Pastorino ora per risolvere il "pasticciaccio" ha proposto:
"Visto che questa famiglia ha già avuto tre esecuzioni di sfratto per
ragioni analoghe, noi siamo disponibili, se la famiglia lo vuole, senza
alterare minimamente l'integrità del nucleo familiare, trovare soluzioni
abitative compatibili con il patrimonio pubblico che la mettano in situazione
di minore impatto con il resto degli inquilini".
( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Rischiò di
morire in Iraq l'esercito voleva cacciarlo ROMA. Ferite troppo lievi per la
concessione del "Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo
gravi per restare nelle forze armate: è la contraddizione vissuta da un giovane
militare italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla
stessa bomba che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto ad una
"procedura di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello
stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla
fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la
meglio sulla burocrazia e
il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SARZANA pag. 28 IL
DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e la... IL
DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e lasciando nel
dolore i familiari e tanti amici. Niccolò Nucera, il giovane di Sarzanello
prematuramente scomparso a Pasqua, era uno studente dell'Ipsia Chiodo e proprio
in questi giorni un suo insegnante ha chiesto al Ministero la possibilità di
consegnare alla famiglia il diploma. Un semplice attestato, un ricordo per un
ragazzo che dopo aver interrotto gli studi aveva ripreso con grande impegno la
quinta. Ma la risposta è stata negativa. I diplomi ad honorem non sono
previsti. "Siamo rimasti sorpresi ? spiega il padre Antonino ? e abbiamo
apprezzato l'impegno del professor Mariotti che ha intrapreso il percorso
documentandolo con gli ottimi voti conseguiti da Niccolò nel primo
quadrimestre. Sarebbe stato un ricordo in più ma la burocrazia spesso non guarda ai
sentimenti. Nico resta un punto di riferimento per tutti, io con la mamma
Fioretta e la sorella Alessia continuiamo a ricevere affetto e donazioni che
giriamo a enti di volontariato e ospedali".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA pag. 24
PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a
combat... PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore
dell'edilizia e a combattere questo fenomeno a favore della legalità. In
trincea ci sono imprese e sindacati, uniti nelle Casse Edili che, dal gennaio
2006, fungono da sportelli unici per il rilascio del Durc-Documento unico di
regolarità contributiva: "Strumento prezioso e di assoluto rilievo
strategico, che attesta il regolare versamento di contributi previdenziali e
assistenziali nonché dei premi da parte delle imprese edili assicurate,
appaltatrici di lavori pubblici e privati". Lo ha detto Leonardo
Bianchelli, presidente della Cassa edile di Ancona, aprendo i lavori di un
dibattito sul Durc con i rappresentanti delle funzioni edilizia e urbanistica
di tutti i 49 Comuni della provincia di Ancona, ricordando che lo strumento,
"a due anni dalla sua piena applicazione, ha mostrato di essere valido,
pur necessitando ancora di messe a punto", relative ai tempi di emissione
e a qualche incapacità organizzativa di alcune stazioni appaltanti. IL DURC,
che dal 30 dicembre 2007 è obbligatorio anche per fruire dei benefici normativi
e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall'ordinamento
e per i benefici e le sovvenzioni che arrivano dalla Ue, "è frutto di
un'operazione condivisa dalle organizzazioni datoriali e sindacali nell'ambito della lotta al sommerso ed è anche uno strumento per
ridurre la burocrazia, in
quanto diminuisce i tempi per le imprese e concentra in un solo atto ciò che
prima doveva essere richiesto presso più uffici", hanno sottolineato
Leonardo Lenci, segretario provinciale Filca-Cisl e e Calogero Vincilongo,
direttore della Cassa Edile.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
07-07-2008)
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BOLOGNA SPORT pag.
21 Il Gandino non riesce a cambiar nome ma può salire di categoria BASKET B2
BOCCIATE DALLA FEDERAZIONE LE TRE PROPOSTE AVANZATE. SERVE UN IMPIANTO NUOVO
QUELLA DELLA denominazione della nuova società che ha completamente rilevato il
Gandino sembra essere diventata una telenovela senza fine. Dagli uffici di
Anzola sono stati proposti tre nomi, tutti puntualmente bocciati dal settore
agonistico della Fip e, scadendo oggi il termine per l'iscrizione ai campionati
nazionali dilettanti, molto probabilmente il club biancoblù risulterà iscritto
con il vecchio nome, in attesa che finalmente la burocrazia dia il via libera a questo
nuovo sofferto battesimo. Ufficialmente il club di Anzola dovrebbe militare
nella serie B dilettanti (che in passato aveva l'etichetta di B2) ma nelle
ultime ore sono diventate sempre più intense le voci di una possibile
integrazione nella serie A dilettanti, per intenderci la vecchia B1.
SONO PARECCHIE le società che rischiano di non iscriversi ai rispettivi
campionati di appartenenza, per esempio Modena, mentre altre come Asti hanno
già fatto sapere che rifiuteranno un eventuale ripescaggio. Il risultato è che
il posto per il Bignami ci sarebbe. Ora si tratta di vedere se esistono i
presupposti per un'operazione del genere, viste le tante questioni legate al salto
di categoria. UNO DEI PRIMISSIMI problemi da risolvere sarebbe quello
dell'impianto, in quanto il palazzetto di Anzola non avrebbe una capienza
sufficiente e si dovrebbe cercare all'interno della provincia bolognese
un'altra struttura dove disputare gli incontri. Massimo Selleri.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-07 - pag: 7 autore: Il made in
Italy conquista la città olimpica Dai trasporti alle piste di atletica sono
oltre quaranta le aziende coinvolte nella manifestazione Eleonora Della Ratta
Fabrizio Patti Nel medagliere olimpico l'Italia ha già oltre 40 nomi,quelli
delle aziende che l'8 agosto saranno a vario titolo presenti a Pechino. Anche
se non ci saranno imprese italiane tra i grandi sponsor della manifestazione,
il made in Italy è un po' ovunque e per trovarlo basta visitare il villaggio
olimpico: appena atterrati al terminal 3 dell'aeroporto progettato da Norman
Foster spiccano pavimenti e rivestimenti rifiniti con 15mila tonnellate di
marmo lavorato dalla Margraf di Chiampo, in provincia di Vicenza. Se poi per
muoversi si utilizzano i mezzi pubblici attivati per l'occasione è bene sapere
che dietro ci sono molte mani italiane: a cominciare dalla consulenza per il
piano del trasporto pubblico che le autorità locali hanno chiesto all'Atac di Roma.
Impressionati dalla capacità di gestire l'emergenza in occasione della morte di
Giovanni Paolo II, i cinesi hanno deciso di chiedere un aiuto all'azienda
romana. In seguito a un accordo tra il ministero dell'Ambiente italiano e
quello cinese, è nata una commessa di 7,5 milioni di euro che ha interessato
una cordata formata, oltre che da Atac, anche da altre aziende tra cui la
Thetis di Venezia. Innovazione per l'ambiente Il rispetto per l'ambiente è una
delle priorità per la municipalità di Pechino e soluzioni ecologiche sono state
chieste a molte imprese italiane: per la rilevazione della qualità dell'aria,
ad esempio, la Faam di Monterubbiano, in provincia di Ascoli Piceno, ha fornito
35 veicoli elettrici " Smile", che in alcuni casi serviranno anche per
il semplice trasporto. Per i servizi idrici, invece, hanno voluto la consulenza
della Smat, che gestisce il sistema idrico di Torino. Per scaldare l'acqua di
42 palazzine dell'intero villaggio Olimpico sono stati installati pannelli
solari, progettati e realizzati dalla Mts del gruppo Merloni: si tratta di una
delle commesse più consistenti che il sistema Italia si è aggiudicato, per un
valore di 8 milioni di euro. Anche le infrastrutture hanno un tocco italiano, a
cominciare dal simbolo dei giochi: la pavimentazione dell'International
Stadium, noto come "Nido d'uccello" è stata fornita dalla Kerakoll:
"Avevamo lavorato per i Mondiali per l'Allianz Arena di Monacoe quello è
stato uno dei nostri biglietti da visita – spiega Gianluca Sghedoni, ad
dell'azienda modenese – poi grazie al nostro distributore in Cina abbiamo avuto
il contatto e ottenuto una commessa di 350mila euro: il vero valore sarà nel
ritorno di immagine che avrà la nostra azienda ". Si è appoggiata al
proprio rappresentante cinese anche Piscine Castiglione che ha realizzato la
piscina dove si disputeranno le gare di pallanuoto e pentathlon moderno:
"Non è stato facile lavorare in Cina spiega Annalisa Colletto, dirigente
della società- ci sono volute settimane per ottenere un'autorizzazione. A renderci
il lavoro più facile – continua – è stato l'aiuto di un nostro consulente,
Johnny Li, ex nuotatore e commentatore alla tv cinese". Minori difficoltà
per la Mondo che con Pechino raggiunge quota nove olimpiadi: tante volte ha
messo in posa la propria pista di atletica che, per questa edizione, ha
fruttato una commessa di 5 milioni di euro. Il prossimo8 agosto nella cerimonia
di apertura non mancheranno naturalmente i fuochi di artificio, da sempre
specialità del Paese del dragone. Ma anche in questo caso a fare da maestri
saranno italiani, i fratelli Vaccalluzzo dell'azienda catanese Pirotecnica che
hanno ricevuto i colleghi del colosso cinese Lidu per un corso di formazione e
forniranno il sistema elettronico che permette di coordinare la sequenza dei
giochi. La parte artistica, sia per la cerimonia di apertura che di chiusura, è
stata affidata alla Film Master di Milano, che già aveva curato i Giochi
invernali di Torino 2006. E non poteva mancare lo stile dell'abbigliamento made
in Italy: la Montezemolo di Prato vestirà nelle cerimonie le delegazioni
ucraina e russa, con in testa il premier Putin, mentre la genovese Freddy ha
prodotto tutto l'abbigliamento per il tempo libero delle federazioni italiane.
Anche per l'abbigliamento tecnico e le attrezzature sportive l'eccellenza
italiana si distingue: ci faremo valere soprattutto nel nuoto, nel ciclismo,
nella scherma, nella vela e nel tiro al poligono e al piattello, con piccole
aziende così come con i colossi sportivi del trevigiano ( si vedano le schede a
fianco). Soli a Pechino Chi ha partecipato a gare per
impianti o forniture ha avuto che fare con la burocrazia cinese. In mancanza di uffici sul posto, varie aziende hanno
lamentato difficoltà: la Dispotech di Chiavenna, per esempio, racconta di aver prima
ottenuto il via libera dal comitato organizzatore per inviare gratuitamente il
proprio prodotto, ghiaccio secco, ma di non aver in seguito avuto più notizie.
La Image Design e Studio di Torino, che allestisce il villaggio Budweiser (uno
degli sponsor dei giochi), come aveva già fatto per le Olimpiadi invernali del
2006, sottolinea la mancanza di assistenza delle autorità italiane. "Ci
siamo trovati abbandonati dai servizi italiani – spiega Vittorio Regis,
titolare dello studio –, mentre gli altri Paesi hanno strutture che aiutano.
Quando abbiamo avuto un problema con i visti, l'Ambasciata ci ha detto di
arrangiarci e siamo andati alla polizia da soli, con l'aiuto di alcune persone
disponibili". Disagi che l'Istituto per il commercio estero (Ice) di Pechino
prova a spiegare: "Credo che la responsabilità ricada sulle istituzioni
cinesi – dice Alessandro Gerbino, vicedirettore dell'ufficio Ice di Pechino –
che sono state ermetiche nei mesi di maggio e giugno e non hanno dato
comunicazioni alle rappresentanze straniere. Quanto all'isolamento delle
aziende, l'Ice ha raccolto e distribuito informazioni sulle gare, sebbene la
Cina ponga ancora ostacoli di tipo linguistico. Faccio però notare che anche
per partecipare a una gara a Bruxelles occorre avere un consulente sul posto
".
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - Case popolari,
da costruire, vendere o affittare a prezzi bassi a chi - oggi - non può
permettersi un tetto sopra alla testa: giovani coppie e anziani a basso
reddito, studenti fuori sede e famiglie mono-entrata. A sessant'anni esatti dal
famoso "piano Fanfani" che spianò la strada allo sviluppo edile del
dopoguerra, il governo Berlusconi lancia un nuovo progetto abitativo a livello
nazionale. Il premier dice di voler fare in fretta: il decreto legge che fissa
i capisaldi dell'operazione c'è già, i dettagli, assicura, sono "quasi
pronti". Queste le dimensioni dell'operazione: entro l'estate, secondo
quanto già anticipato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Ugo Martinat,
il governo darà il via ad un piano per la costruzione e riqualificazione di 100
mila alloggi dai 40 ai
( da "Messaggero, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
07 Luglio 2008 Chiudi
di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sono le due faccie di una gran brutta medaglia.
Una mostra i "laureati normali", non più soltanto i cervelli da 110
lode, che ormai accarezzano l'idea di lasciare l'Italia. Se non sono già
passati ai fatti, come ci ha comunicato il Censis. L'altra rappresenta invece i
cervelli stranieri che disertano le Università italiane, come documenta il
centro di ricerche Vision. L'Italia è infatti l'unico fra i paesi dell'Ocse,
l'organizzazione che raggruppa le nazioni più avanzate del pianeta, con un
numero di studenti in uscita superiore a quelli in entrata. Abbiamo appena 7
studenti stranieri ogni 10 mila abitanti, un terzo in meno della Spagna che he
conta 11, quattro volte buone meno della Germania che ne vanta 30, sei volte e mezza
meno della Francia che ne annovera 39, otto volte in meno della Gran Bretagna
che ne fa 58. La scarsa capacità di attrazione del nostro sistema di alta
formazione risulta anche usando un altro parametro, il numero di studenti
stranieri rispetto a tutti gli iscritti, anziché rispetto agli abitanti: siamo
a un misero 2 per cento, mentre negli atenei francesi sono stranieri 11
studenti su cento e in quelli inglesi addirittura 15. Un quadro desolante, che
naturalmente ammette le sue lodevoli eccezioni. Da Eucentre a Pavia, il master
per lo studio dei terremoti dove sono stranieri l'80 per cento degli studenti e
la metà dei professori, al Centro europeo per le ricerche sul cervello a Roma,
fortemente voluto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini. "Quello che fa
rabbia è che esiste una domanda d'Italia fortemente inevasa, da parte di
persone di alto livello anche di paesi importanti come Stati Uniti, Cina e
India - lamenta Francesco Grillo, che di Vision è direttore - A respingerli sono una legislazione e una burocrazia dei permessi assolutamente
sconfortante". Un autogol di cui non abbiamo bisogno. "Non occorre
una profonda riforma delle Università, per far venire gli stranieri - afferma
convinto il direttore di Vision - Basterebbero una maggiore velocità e flessibilità
nelle autorizzazioni per studio, e quei talenti, una volta fra noi,
diventerebbero agenti attivi di trasformazione del nostro sistema di alta
formazione". Tra chi è rimasto in Italia e chi ha scelto l'estero
Francesco Grillo, 37 anni, ha imboccato una via intermedia che riconosce come
privilegiata: tre giorni a Londra, a insegnare Economia alla London School of
Economics, e tre giorni a Roma, a coordinare nuove ricerche con il suo
think-tank: "Ma a quelli che vanno all'estero, l'Italia manca. Ve lo
assicuro. Dietro molti commenti che avete ricevuto via Internet è ben
dissimulato il disappunto di non poter trovare un buon posto di lavoro qui da
noi". Torniamo quindi alla ricerca del Censis, che verrà ufficialmente
presentata il 24 settembre, con altri dossier dedicati alle "paure
planetarie". "Ed è proprio spaventoso - esclama Giuseppe Roma,
direttore del Censis - che, oltre alle risorse migliori, anche gli altri
giovani abbandonino il paese per andarsi a guadagnare quei 1500-2000 euro al
mese che in Italia arriveranno a prendere chissà quando". Ma non piangiamo
sulla nostra presunta scarsa competitività generale. "E' provato ad
esempio - ricorda Roma - che nell'export siamo secondi solo alla Germania, con
un incremento del 93 per cento dal 2001". Di chi è la colpa, allora? Beppe
Roma indica due responsabili. "Il primo è l'Università. Altro che
"slow food". Da noi abbiamo lo "slow lerning". L'Università
è un addormentamento totale. Altrove a 21 o 22 anni sei laureato e acquisici
altre competenze sul mercato del lavoro. Da noi ci vogliono 5 anni per la
laurea specialistica in Giurisprudenza, con lo stesso programma che prima ne
richiedeva quattro. Ma come è mai possibile un simile stato di cose?".
L'altra colpa è del mercato del lavoro, che propone l'unica alternativa tra
assunzione a tempo indeterminato e contratto cocopro. Un giovane geniale, che
di paesi esteri se ne intende, è Guido Meak, il torinese che nel
( da "Nazione, La (Umbria)" del 07-07-2008)
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SERIE D UMBRIA pag.
18 di LUCA VAGNETTI ? DERUTA ? A DERUTA è nato e cresciuto, cal... di LUCA
VAGNETTI ? DERUTA ? A DERUTA è nato e cresciuto, calcisticamente e non. Per
questo l'aver raggiunto la serie D indossando la maglia della squadra della sua
città, oltretutto con la fascia da capitano al braccio, per Giacomo Marinacci
ha un sapore particolare, diverso. "Sto aspettando la prossima stagione
con l'entusiasmo a mille ? dichiara Marinacci ? L'Interregionale è una sfida
affascinante, nuova, stimolante. Io, poi, mi sento davvero questi colori
dentro, gioco nel Deruta da dieci anni e mai mi ero tolto una soddisfazione
grande come quella che mi ha regalato la vittoria del campionato scorso. Io
penso di aver fatto la mia parte, così come gli altri compagni. La doppietta a
Nocera e il gol del due a due sul campo del Group Città di Castello nello
scontro diretto sono momenti che non dimenticherò mai". Visto
dall'interno, come giudichi il mercato estivo del Deruta? "Mi sembra che
la società si sia mossa davvero bene, nonostante anche per il nostro gruppo
dirigenziale sia la prima esperienza in serie D. Le conferme di Farinelli,
Fornetti e Berdini, gli arrivi di Tempesta e Zuppardo più quello probabile di
Raggi conferiscono alla squadra qualità, esperienza e affidabilità. A fare la
differenza, comunque, sarà l'apporto dei giovani e in tal senso mi sembra che
siamo coperti a dovere. Sono un po' dispiaciuto per le mancate conferme di
Speziali e Barone, ma purtroppo qualche sacrificio doloroso era necessario e la
scelta è caduta su di loro". Che Deruta ci si deve attendere? "Dal
punto di vista squisitamente tattico, il mister è intenzionato a puntare su un
4-4-2 lineare che all'occorrenza può diventare un 4-3-
( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 07-07-2008)
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07 Luglio 2008
Chiudi di PAOLA PISA Gianni Alemanno riceverà sarti e stilisti, mercoledì
mattina in Campidoglio. Lo ha annunciato ieri alla conferenza stampa di
AltaRoma in apertura di manifestazione, l'assessore alla cultura Umberto Croppi
che ha avuto dal sindaco anche la delega alla moda. Non basta, per mostrare
interesse verso una manifestazione alla quale ora tutti credono molto, Croppi ha fatto sapere che sarà creata al più presto anche una
Agenzia per sollevare dalla troppa burocrazia, chi si occupa di vestiti. Si farà in maniera che i
professionisti del vestire siano facilitato anche negli scambi con l'estero.
L'assessore ha anche fatto cenno a un albo professionale per chi va in pedana,
se ne parla da decenni. Ben venga. "Nella capitale deve tornare la
stagione d'oro della moda". Quella ad esempio che viene immortalata, a
Palazzo Poli, dalle foto di Pasquale De Antonis organizzate in esposizione da
Maria Luisa Frisa. C'era anche il presidente della Provincia, Nicola
Zingaretti, che ha annunciato l'ingresso in Alta Roma e con grande entusiasmo
ha promesso: "Non solo Villa Adriana ma anche il Castello di Santa Severa
il cui restauro è quasi ultimato". Brividi in sala all'idea di andare fin
lì per una sfilata, ma si potranno fare magnifiche esposizioni e altro ai
Castelli o sul Litorale. Il presidente di AltaRoma, Nicoletta Fiorucci, ha
fatto un bel discorso nel quale ha dichiarato che d'ora in poi si punterà molto
sul binomio arte e moda. Sempre tornado a Roma, come fucina di haute couture,
si sta organizzando una mega esposizione di vestiti che celebrerà la Capitale
come vero luogo di nascita del made in Italy. Si parla del 2010, forse del
2009. Si vedrà, la mostra sarà itinerante e molto prestigiosa. I grandi
sfileranno nei prossimi giorni, ci sarà la moda etica, ci sarà una celebrazione
per Mila Schon.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-07-2008)
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CRONACA 07-07-2008
CARABINIERI ESERCITAVA IN UNO STUDIO CITTADINO. I PAZIENTI: "NESSUN
DUBBIO" Nas, psicologa finisce nei guai La laurea non sarebbe valida I
titoli non le consentirebbero l'esercizio della professione medica II C'era la
ragazza in crisi con il fidanzato e la moglie matura, preoccupata di non sapere
più coniugare al futuro l'idea di passione. Ma anche la madre schiacciata dal
peso della famiglia e la donna incapace di reggere lo stillicidio quotidiano di
quei subdoli attacchi di paura. Storie diverse di persone normali, pezzi di
vita accomunati dal malessere e dalla fiducia in quella dottoressa diventata
ormai un punto di riferimento. Ma che ora, dopo la scoperta dei carabinieri,
potrebbe perdere di colpo la stima dei pazienti. E per loro potrebbe essere un
ulteriore passo indietro verso il malessere. Una psicologa specializzata in
terapia di coppia e familiare è stata deferita dai Nas di Parma con l'accusa di
esercizio abusivo della professione medica durante un controllo in un centro
specializzato di Parma. La struttura, che ospita gli studi anche di altri professionisti
risultati del tutto estranei a questa vicenda, è stata sottoposta ad
un'ispezione di routine da parte dei militari del locale Nucleo specializzato
dell'Arma, guidato dal tenente Giovanni Jacobazzi, che hanno chiesto alla
terapeuta titoli e documentazione per l'esercizio della professione. Ricevendo
risposte che non sono state ritenute del tutto soddisfacenti. La psicologa,
attiva come detto nell'ambito dei problemi di coppia e famigliari, ha infatti
dichiarato di possedere una laurea ottenuta all'estero e di avere perfezionato
il proprio percorso formativo all'interno di una prestigiosa struttura del
nostro paese ma la documentazione fornita non ha convinto i carabinieri. Che
hanno chiesto un parere all'Ordine professionale che ha, di fatto, confermato
la perplessità su quei titoli e quegli attestati. I carabinieri hanno quindi
sentito diversi pazienti della dottoressa che, concordemente, increduli di
quanto stava accadendo, hanno raccontato una lunga serie di sedute e incontri,
ritenuti, ovviamente in buona fede, piccole tappe di un difficile percorso
verso una ritrovata serenità. Da conquistare appunto grazie a quelle
chiacchierate che, almeno nelle parole delle pazienti, non hanno mai alimentato
sospetti. "L'attività psicoterapeutica è riservata allo psicologo e al
medico con specifica formazione", ha però ribadito l'Ordine professionale,
che evidentemente non ha ritenuto di potersi fidare di quella laurea presa in
un altro paese, e i carabinieri non hanno potuto fare altro che segnalare la
vicenda alle autorità competenti per una indagine che appare complessa. Anche
per la delicatezza della materia. Resta infatti da chiarire se i titoli della
dottoressa siano in realtà validi, e se quindi si tratti solo di un problema di
straordinariamente poco efficace burocrazia, o se ci siano reali violazioni delle norme. Per fare completa
luce sulla vicenda proseguono gli accertamenti i carabinieri dei Nas continuano
a indagare sul contenuto di quelle sedute, e sulla vicenda professionale, della
dottoressa che per ogni incontro percepiva cifre oscillanti tra gli ottanta e i
cento euro pagati di buon grado da persone che si affidavano per cercare
di stare meglio. E che ora, comunque vada a finire, sicuramente hanno un motivo
in più per specchiarsi nella fatica di vivere. Controlli del Nas Una psicologa,
esperta di problemi di coppia, non avrebbe titoli idonei per esercitare.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-07-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-07-06 num: - pag: 14 categoria:
XPUBBLICITA BCC LEVERANO: GIOVANI, AMBIENTE ED ENERGIA La Bcc Leverano e
Legambiente investono in energia rinnovabile ”Un bel modo di fare le cose alla
luce del sole” A CURA DELLA FILIALE DI BARI “Il nostro territorio merita uno”
sviluppo sostenibile” e vogliamo contribuire anche noi al divenire di tale
modello auspicandone livelli di eccellenza. Promuovere il benessere di un
territorio vuol dire pensare allo sviluppo in termini di sostenibilità. Dunque
di qualità dell'ambiente. Per questo, il Credito Cooperativo di Leverano, da
sempre impegnato per la crescita responsabile e sostenibile del territorio e
delle comunità locali anche tramite azioni concrete quali la realizzazione di
un proprio impianto fotovoltaico, ha firmato con Legambiente la “Convenzione-quadro
nazionale” per diffondere l'uso delle energie rinnovabili, attraverso
finanziamenti a condizioni agevolate. Tale accordo permette ai cittadini, alle
aziende ed agli enti pubblici di usufruire di finanziamenti a tasso agevolato
per realizzare interventi che riguardano l'efficienza energetica e la
diffusione delle fonti rinnovabili. Grazie a questa opportunità è possibile
produrre energia pulita, diminuendo i prezzi nelle bollette, anche nella
direzione indicata dal Protocollo di Kyoto che impegna tutti i Paesi a ridurre
le emissioni che sono causa dei cambiamenti climatici globali.” Non usa mezzi
termini il presidente della Bcc Leverano, Lorenzo Zecca, nel presentare la
nuova iniziativa dell'istituto di credito leveranese a favore dalla comunità e
dell'ambiente. “La Banca di Credito Cooperativo di Leverano – prosegue il
presidente Zecca – ha scelto una nuova forma per concretizzare il proprio
impegno statutario nella costruzione di uno sviluppo dei territorio durevole e
responsabile. Si tratta di finanziamenti che incentivano le buone pratiche di
privati ed imprese per un forte ed incisivo impulso alla diffusione delle fonti
energetiche rinnovabili. Attraverso l'agevolazione dell'accesso al credito i
cittadini, le imprese, gli enti avranno la possibilità di adottare forme
concrete di risparmio energetico, potendo scegliere tra interventi di minore
impatto ed altri di maggiore portata. Una serie di azioni che riteniamo
strategiche per garantire al territorio una migliore qualità di vita, per la sua
capacità di generare occupazione e per affrancarci progressivamente dalla
dipendenza di fonti energetiche a forte impatto ambientale”. Lo sviluppo delle
energie rinnovabili, alla luce dei cambiamenti climatici già in atto, è
diventato per il nostro Paese una priorità. Perché questo avvenga è necessario
che cittadini e aziende non restino intrappolati nella rete
della burocrazia che
regolamenta il settore e siano invogliati a investire nelle fonti pulite. La
convenzione, promossa a livello nazionale e territoriale locale, impegna
Legambiente a sostenerne la diffusione e la promozione presso le istituzioni e
i consumatori, nonché ad offrire il proprio know how anche nella fase di
assistenza tecnica relativa all'analisi dei finanziamenti richiesti. In
particolare la convenzione si basa su quattro principi fondamentali: 1. la
Banca di Credito Cooperativo di Leverano si occuperà della qualità presente e
futura dell'ambiente naturale quale patrimonio incommensurabile di ciascuna
comunità locale. Tale scelta è formalmente espressa nello Statuto della stessa,
secondo il quale essa promuove “… la crescita responsabile e sostenibile del
territorio nel quale opera. La società si distingue per il proprio orientamento
sociale e per la scelta di costruire il bene comune....” (art. 2);
( da "Reuters Italia" del 07-07-2008)
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SAN FRANCISCO
(Reuters) - Google è finita sotto accusa per opera di un gruppo di genitori che
lavorano negli uffici della società della Silicon Valley a causa dell'aumento
dei prezzi dei servizi degli asili infantili. Lo ha riportato il New York
Times. Il Times descrive le proteste sui cambiamenti nella politica degli asili
infantili del leader dei motori di ricerca Internet come uno dei problemi che
stanno venendo fuori con la rapida crescita dell'azienda, fra i quali l'aumento
della burocrazia interna e il
fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in
società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti
nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di
tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i
bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier generale di
Mountain View. "Abbiamo una situazione in cui forniamo il servizio di
asilo infantile a 200 bambini e altri 700 non possono accedervi", ha detto
Furnam. "La premessa a questi cambiamenti è quella di eliminare una lista
di attesa di 700 persone". Secondo i cambiamenti dei prezzi che saranno
scaglionati nei prossimi cinque trimestri, i genitori di un bambino in età
pre-scolare possono attendersi di pagare 1.116 dollari al mese (711 euro) entro
ottobre di quest'anno e 1.710 dollari (1.089 euro) entro ottobre 2009.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-07-2008)
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INCONTRI E RACCONTI
07-07-2008 Incontri & racconti Casini: "La priorità? Le tasche degli
italiani" Crisi "L'unica strada per risollevarsi è fare scelte
coraggiose, anche impopolari" di FEDERICO GUIGLIA Q uanto ci si sente
incomodi a fare il terzo incomodo tra Pdl e Pd? "Non parlerei di
incomodità, ma della ricerca di qualcosa di diverso. E poi non mi pare che
"moglie" e "marito" se la passino granché bene, vista la
situazione attuale. Anzi, c'è la necessità di dare spazio alla voce della
ragionevolezza. Bisogna evitare che l'opposizione degradi verso il dipietrismo,
qualcosa di profondamente sbagliato e di molto utile a Berlusconi. Domani, che
è l'8 luglio dei girotondi, andrà in scena la manifestazione degli ultimi
mohicani, la vera "guardia armata" di Berlusconi. Quelli che
paradossalmente finiscono proprio per aiutarlo". Domanda scontata,
risposta scontata, ma non importa: se tornasse indietro, rifarebbe tutto
(compresa la rottura col centrodestra)? "Quella fu una rottura al
cinquanta per cento per parte, una rottura politica derivante dalla pretesa di
mettere l'Udc in un partito non a vocazione maggioritaria, ma a vocazione
proprietaria. Non credo che gente come la Mussolini e Ciarrapico abbiano molto
da spartire con politici come Fini e Berlusconi. Eppure, lì convive tutto e il
contrario di tutto. L'idea che per fare il ministro degli Esteri io dovessi
passare disinvoltamente sopra la mia identità, non mi ha mai neanche sfiorato.
Ma io attendo la fine del film. Vedremo se avrò sbagliato io o se avranno
sbagliato loro. Ciò che sta avvenendo, provoca già molti dubbi tra le tante
persone che incontro ". Da presidente dell'Internazionale democratici
cristiani: che si dice della politica italiana in un osservatorio di mondo?
"Berlusconi ormai lo conoscono tutti. Sanno della sua forza propagandistica
e del suo profilo mediatico ed elettorale. Prendono atto che esiste,
realisticamente. Io però amo distinguere. Non ho mai fatto polemica con
Berlusconi nelle sedi internazionali. Sarebbe un vecchio metodo in auge nella
politica casalinga, metodo che non mi piace. Contro di lui non ho mai detto
mezza parola squalificante, che squalificherebbe soltanto chi la dice". In
altri tempi lei aveva a lungo auspicato un governo di responsabilità nazionale.
Oggi siamo più vicini o più lontani dal traguardo? "Anzitutto avevo
promosso quell'ipotesi in un contesto diverso. Era un'idea frutto della
mancanza di maggioranza in Parlamento nella precedente legislatura, come si
ricorderà. Oggi siamo nella normalità democratica. Gli italiani hanno votato e
scelto, e il governo c'è: governi, allora. Quel tipo di formula che io
prospettavo, non è all'ordine del giorno". Secondo lei quali sono le
priorità degli italiani in vacanza (e anche di quelli, più numerosi, non in
vacanza)? "Le proprie tasche. Sta aumentando la povertà dei cittadini e il
ceto medio si sta depauperando. Oggi molti italiani faranno venti giorni di
vacanza, anziché un mese. E altri faranno dieci giorni invece dei soliti venti.
E gli va bene, oltretutto, perché altri ancora neppure potranno permettersi il
meritato svago al mare o in montagna. A ciò s'aggiunga la condizione degli
anziani. Per i quali, alla solitudine e al calore estivo di questi giorni
afosi, si somma la difficoltà della spesa. La seconda priorità è la sicurezza.
Ma non la si risolve, come fa il governo, con gli slogan e le promesse, mentre
nel concreto si levano soldi alle forze di polizia e all'esercito. Ma di che
parlano!.". Ritorniamo sui venti di crisi economica: carovita, caro
petrolio, caro-studi, caro-tutto per le famiglie. Faccia il mago, come se ne
esce? "Io sono molto preoccupato. Gli indicatori segnalano un
peggioramento a livello globale, e alcuni dicono che il prezzo del petrolio
potrebbe arrivare addima rittura a 250 dollari al barile. La struttura della
nostra economia è debole. Col debito che abbiamo, l'impatto di questa crisi
sarebbe devastante. Ma non faccio previsioni, non sono Cassandra. Appuntamento
a ottobre e novembre: lì vedremo e capiremo". Ha dimenticato la magia
richiesta: sappiamo tutti della difficoltà, ma qual è l'abra-cadabra per
affrontare l'impatto d'autunno? "Fare le cose, mi dice la bacchetta. Non
avere paura delle scelte impopolari. Della cosiddetta tassa Robin Hood non sono
molto convinto. Però apprezzo il fatto che il ministro dell'Economia non abbia
mollato la presa sul disavanzo. Questo è un fatto importante e positivo ".
Intercettazioni telefoniche e giustizia: un suggerimento per il ministro Mara
Carfagna, che è diventata il bisbiglio più allusivo dell'estate italiana?
"No, nessun consiglio. Il tema delle intercettazioni va affrontato
certamente, ma non con un decreto-legge. La questione della riservatezza era
rilevante pri- e continua a esserlo oggi". A proposito di battaglie al
sole. Vogliamo dirlo che Romano Prodi aveva ragione sul paragone Italia-Spagna,
cioè che i pur dinamici spagnoli non ci hanno superato un bel niente?
"Lasciamo perdere il pettegolezzo delle statistiche. C'è un dato, che è il
notevole salto in avanti fatto dalla Spagna negli ultimi vent'anni, e con la
formidabile spinta di Aznar. Un tempo gli spagnoli erano la Cenerentola
d'Europa, ora non più. Al di là dei dati e dei confronti sul lungo periodo,
diciamo che "moralmente" ci hanno superato, perché Aznar le cose le
ha fatte sul serio. Ecco quel che noi dovremmo imparare: la coniugazione del
verbo fare". Obama o Mac Cain? "Obama è un grande pubblicitario, Mc
Cain un candidato di notevole qualità. Resta il fatto che negli Stati Uniti la
qualità democratica del mercato politico sia molta alta". Merkel o
Sarkozy? "Angela Merkel, perché è molto meno fumo e più arrosto".
Potrà essere Ingrid Betancourt il nuovo sogno latino-americano? "Per ora è
Uribe, il presidente della Colombia che è riuscito a trasformare il suo Paese,
facendo della sicurezza una questione nazionale. Io lo conosco bene, l'ho
sempre stimato. Lui ha saputo ridare fiducia. Bisogna tra l'altro ricordare che
nel vicino Venezuela c'è chi soffia sul fuoco. Ma senza legalità non può
esserci sviluppo. Credo che sia questo il nuovo messaggio di speranza che viene
dall'America latina". L'Unione europea è morta, viva l'Unione europea! E'
arrivata l'ora di brindare? "Non è morta, l'Unione. Bisogna però iniziare
ad affrontare il tema delle cooperazioni rafforzate. Cooperazioni che
dovrebbero riguardare tre materie in particolare: l'energia, la sicurezza e
l'emigrazione. Chi è pronto, vada avanti e la gente capirà. Meno burocrazia e più elementi di praticità potranno aiutare gli europei a
riavvicinarsi con maggiore convinzione alle loro e comuni istituzioni". Ma
perché l'Italia non si fa paladina dell'ingresso di Israele nell'Unione
europea, come da anni propone con lucidità quel matto di Pannella?
"Anch'io alla Knesset ho parlato di questo, di recente. Dovremmo
ricordarci sempre che Israele sia l'unico Paese realmente democratico e
occidentale in quell'area del pianeta, e dunque tale scelta europea potrebbe
essere d'aiuto anche per la nascita dello Stato palestinese. C'è, inoltre, un
secondo e non meno importante aspetto del coinvolgimento nell'Unione europea:
l'essere solidali coi fatti, non a parole". Quanto le manca la vecchia e
cara Dc? "Ormai sono passati tanti anni. Io non vivo di nostalgie, che pur
fanno parte della nostra vita. Non si rivivono i sogni del passato. Semmai, si
può portare rispetto verso la storia che ci ha preceduto, e che è parte stessa
della nostra esistenza. L'ultima Dc è stata responsabile di tanti guai. Ma nel
complesso quello fu un grande evento democratico. Oggi si deve solo rispetto a
una pagina di memorie importanti ". Tra passato e futuro: il Pd ha un
grande avvenire dietro le spalle? "Temo di sì. C'è un tasso incredibile di
confusione. Io non credo affatto che sul bipartitismo si possa costruire il
rinnovamento in Italia. E vedo che nel Pd ci sono invece troppi assertori del
bipartitismo". A Veltroni che cosa manca per essere l'Obama, il Zapatero o
il Gordon Brown italiano, cioè il leader di una sinistra potenzialmente
maggioritaria e di governo, e non solo di un'opposizione che annuncia raccolta
di firme contro l'esecutivo? "Non voglio dare consigli a chi ha tanti meriti,
compreso quello d'aver capito che una coalizione non si regge
sull'anti-berlusconismo. E poi i consigli non si danno, se non
richiesti.". Ma l'Udc quale segno di riconoscimento vorrebbe lasciare
impresso sulla legislatura? "Il riconoscimento della serietà, della
moderazione, della coerenza. Il riconoscimento di chi in precedenza aveva
cercato di limitare l'asprezza nel centrodestra, e oggi s'impegna con lo stesso
senso di responsabilità nell'opposizione. Ma questa è una domanda a cui
risponderò ancor più volentieri tra qualche anno, perché la storia va avanti.
Lo dico pensando all'esempio di Parma, dove nell'Unione di centro non c'è solo
il tradizionale elemento dell'Udc, ma pure personalità del calibro dell'ex
sindaco Ubaldi. Sono personalità che lavorano con noi per una
"costituente" di centro capace di scrivere una pagina nuova. E' ciò
che verrà e avverrà, quando questi due finti partiti -il Pdl e il Pdsaranno
politicamente saltati in aria". Padre di quattro figli, già presidente
della Camera e spesso in giro politico per il mondo. Ma da grande Casini Pier
Ferdinando che cosa vuole fare in Italia? "Le dirò una cosa: ormai credo
al destino. Penso che molti abbiano capito la mia serietà, e il fatto d'essere
una persona perbene che ha resistito allo tsunami delle ultime elezioni. Penso
d'avere qualcosa da dire al Paese. Oggi stando all'opposizione, domani in un
altro ambito". f.guiglia@tiscali.it Lo strappo "Solo il tempo dirà se
ho sbagliato io o Berlusconi" Presidente dell'Internazionale dei democratici
cristiani Pier Ferdinando Casini, 52 anni, è bolognese.
( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 27 del 2008-07-07
pagina 0 La salute non ha più confini: in Europa puoi curarti dove vuoi di Enza
Cusmai Una direttiva Ue rende più facili visite specialistiche e interventi
gratis all'estero da Milano Una clinica austriaca ha fatturato a una signora
italiana una giornata di ricovero in più senza spiegazioni. In un ospedale
odontoiatrico ungherese, un paziente è stato dimesso senza una dentatura
provvisoria dopo un intervento di implantologia. Una ragazza italiana, che ha
effettuato trattamenti anti-allergici in Francia, non ha ottenuto in Italia il
rimborso delle spese sostenute. Basta uno sguardo alla vasta casistica dei
problemi incontrati da chi ha sperimentato il "turismo della salute"
per rendersi conto che attualmente farsi curare all'estero può diventare
un'odissea incerta e costosa per piccole e grandi patologie. Ma le cose stanno
per cambiare. I commissari dell'Unione europea hanno varato una vera e propria
rivoluzione: per la prima volta sarà applicato il principio secondo cui ogni
cittadino europeo può decidere di essere assistito allo stesso modo in
qualunque Paese europeo, senza alcuna disparità di trattamento. E a pagare il
conto dev'essere il servizio sanitario della nazione in cui il paziente è
residente. La riforma varata da Bruxelles prevede innanzitutto che negli
ospedali dei 27 Paesi membri dell'Unione siano garantite le stesse cure e la
stessa qualità di assistenza propria dei pazienti del paese straniero. Inoltre,
le visite diagnostiche verranno rimborsate in tempi rapidi anche se sono state
effettuate senza l'autorizzazione del paese d'origine. Il commissario europeo
per la Salute, Androula Vassiliou, ha parlato chiaro quando, nei giorni scorsi,
ha presentato la sua proposta (che dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo)
ai responsabili sanitari degli Stati membri: "Bisogna garantire norme
chiare a quelle persone che desiderano essere curate lontane da casa".
Dunque "se una cura è coperta dal sistema sanitario nazionale, i pazienti
devono poterle ricevere in un altro Stato membro e devono essere rimborsati
anche senza autorizzazione preventiva". Insomma, così come esiste la
libera circolazione delle persone e delle merci, nella Ue va liberalizzato
anche l'intero sistema sanitario. Parole forti e chiare che hanno già fatto
saltare dalla sedia i responsabili di molti paesi aderenti. Le ricadute di
questa direttiva, infatti, potrebbero avere un forte impatto sulla spesa
sanitaria dei singoli membri. Non a caso il provvedimento è stato rimandato per
mesi per paura di un incremento su larga scala del turismo della salute ed è
stato ostacolato soprattutto dai paesi in cui ci sono lunghe liste di attesa
che favoriscono il turismo della salute. Ed è per questo che c'è chi, come
l'Inghilterra, sta pensando di giocare d'anticipo: è allo studio un piano per
applicare i contenuti della direttiva, permettendo ai cittadini di curarsi
all'estero senza vincoli. L'unico limite è in una norma paracadute: ciascun
paese potrebbe prevedere un tetto massimo di spesa per salvarsi dal dissesto.
Le ragioni dei bilanci saranno più forti del desiderio dei cittadini europei di
cure appropriate? Secondo un sondaggio dell'Eurobarometro, più della metà della
popolazione sarebbe disposta a trasferirsi all'estero per un trattamento
sanitario migliore e più veloce. E, a dimostrazione che oggi non è così facile
esaudire questo desiderio, nell'ultimo anno solo il 4 per cento degli europei
ha ricevuto cure mediche all'estero. Unica eccezione, il Lussemburgo, dove il
turismo sanitario interessa il 20 per cento. In tutti gli altri Stati, invece,
le condizioni per la mobilità sanitaria sono molto più rigide. Italia compresa.
Da noi, per esempio, le cure all'estero sono centellinate e riguardano una
minoranza: turisti, studenti, gente in trasferta per lavoro. Nella maggior
parte dei casi si tratta di persone che si trovano già all'estero e hanno
impreviste necessità di assistenza medica. In questi casi, già oggi per essere
curati basta la tessera sanitaria europea che però esclude le visite
specialistiche e prevede il diritto alle cure gratuite solo per i casi di
"necessità e urgenza". Inoltre, nel caso di trapianti, di patologie
rare e di malati oncologici, la mobilità è paralizzata
dalla burocrazia. Per
rivolgersi ai centri d'eccellenza esteri, infatti, bisogna aver ottenuto
l'autorizzazione in tasca dalla Asl. La trafila è lunga e complessa e il via
libera viene concesso solo se in Italia non esistono strutture adeguate per la
cura della patologia richiesta o solo se non vengono garantiti tempi rapidi di
cura. Insomma, servono condizioni di eccezionalità. Paletti eccessivi in
un'Europa senza frontiere dove chiunque ha il diritto di farsi curare anche
prima di doversi trovare in una situazione di emergenza. Ora la nuova direttiva
permetterà di poter scegliere il centro più adatto alla propria patologia,
anche all'estero, senza doversi mettere in lista di attesa per mesi o per anni
in Italia. Inoltre, anche le visite diagnostiche all'estero, comprese quelle
presso luminari di specifiche patologie, saranno rimborsate dalla propria Asl.
I Paesi membri potrebbero introdurre un pass preventivo, ma solo per un elenco
delimitato di casi, ancora da stilare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Ferito, troppa
convalescenza Un militare rischia il congedo Fu colpito in un attentato a
Nassiriya IL CASO ROMA. Ferite troppo lievi per la concessione del
"Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo gravi per
restare nella Forza armata: è la contraddizione vissuta da un giovane militare
italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla stessa bomba
che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto a una "procedura
di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello stipendio) perché
aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla
fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato
trattenuto in servizio. Era il 16 maggio
( da "Panorama" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
TAZEBAO
Disseppellite Bruno Contrada LINO JANNUZZI L'avvocato di Bruno Contrada ha chiesto
al tribunale di sorveglianza di Napoli l'autorizzazione alla traslazione della
salma del suo assistito dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere al
cimitero di Palermo. Contrada, che è stato il più famoso poliziotto antimafia
di Palermo, e che per le accuse dei mafiosi che aveva arrestato è sepolto vivo,
all'età di 77 anni, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere con una condanna a
10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (un reato
che non esiste nel Codice penale), non è ancora morto, ma secondo l'ultima
relazione del medico legale è minacciato, oltre le numerose patologie
ripetutamente denunciate, da una patologia tumorale, "al punto da non
essere più un semplice rischio quoad valetitudinem, bensì un pericolo incombente
quoad vitam". Tuttavia, il tribunale di sorveglianza ha rigettato
l'ennesima richiesta di differimento della pena con la motivazione che
"non è sufficiente che l'infermità fisica menomi in misura rilevante la
salute del soggetto in espiazione pena, ma è necessario che la stessa raggiunga
un livello tale da rendere incompatibile il senso di umanità", e che
"la privazione della libertà può assumere rilevanza soltanto quando si
configuri di entità tale da superare il limite della umana tollerabilità".
Questa decisione e soprattutto la sua motivazione sono apparse ai familiari di
Contrada e al suo avvocato come un certificato di morte ante litteram, di
conseguenza la decisione di richiedere per tempo, anche
considerando i tempi lunghi della nostra burocrazia, l'autorizzazione alla traslazione della salma. Cento
parlamentari, per iniziativa della parlamentare Stefania Craxi, hanno scritto
al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato
Renato Schifani e della Camera dei deputati Gianfranco Fini, oltre che al
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sollecitando un loro
intervento in extremis. Ci sarà questo intervento e arriverà in tempo?.
( da "Panorama" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Amari per Calderoli
Sfida mediatica con Brunetta Venerdì amari per Calderoli Sfida mediatica con
Brunetta PAOLA SACCHI Esternazioni "Non si fa in tempo a uscire dal
Consiglio dei ministri del venerdì e Brunetta ha già spiattellato tutto ai
cronisti per prenotare più spazio possibile sui giornali del week end".
Così il ministro della Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli, si è sfogato
in privato, irritato dalla loquacità del collega del Pdl responsabile della
Funzione pubblica. I due ministeri stanno lavorando insieme per sfoltire la
giungla legislativa e rendere più semplice la vita ai cittadini oppressi dalla burocrazia. Ma al momento il ciclone
Brunetta dà filo da torcere anche a un politico navigato come Calderoli. Che ha
già preso le contromisure. Una decina di giorni fa, proprio per evitare
l'esondazione mediatica di Brunetta nel finesettimana, il ministro (che è anche
coordinatore delle segreterie della Lega nord) ha voluto bruciarlo con un
question time alla Camera dedicato alle attività del suo dicastero.
( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
7 Luglio 2008 LA
NORMA NELLA BUFERA. Non avrà un effetto dirompente in città il ddl al vaglio
delle Camere Legge blocca-processi, solo 20 sono in bilico Sono gran pochi gli
imputati in attesa di entrare in aula a Verona per fatti commessi prima del 30
giugno 2002 Nel penale arriverà entro un paio di mesi anche il giudice Giuliana
Franciosi dal civile Il disegno di legge blocca processi a Verona avrà
tutt'altro che un effetto dirompente. Sono solo una ventina i dibattimenti,
pendenti davanti al tribunale per fatti, avvenuti prima del 30 giugno 2002. La
legge, voluta dal governo Berlusconi e ora in fase di approvazione in
Parlamento in una bufera di polemiche e critiche, impone la sospensione ad un
anno solo dei dibattimenti per fatti avvenuti prima di quella data. E nel
palazzo di giustizia scaligero i fascicoli relativi a quel periodo sono
pochissimi. Ma guai a parlare di Verona come un'isola felice della giustizia
penale. O meglio, lo era fino al 2004 quando la pianta organica di magistrati e
personale amministrativo era al completo. Poi nel nostro tribunale i processi,
prima celebrati a tempi record, si sono sempre più allungati sotto i colpi dei
soliti vizi italiani: rinvii, burocrazia, intoppi e, soprattutto, carenze d'organico. Non in modo tale,
però, da mantenere in piedi processi per fatti di sette, otto anni fa:
"Che io mi ricordi", conferma il presidente facente funzione del
tribunale di Verona, Dario Bertezzolo, "stiamo trattando solo un processo
relativo a quel periodo". Due uffici più in là, dal registro
generale della cancelleria penale, arriva la conferma: sono solo una trentina
gli imputati in attesa di giudizio per fatti commessi prima del 30 giugno 2002.
Solo quei dibattimenti saranno eventualmente sospesi per un anno con una certa
soddisfazione di quegli imputati che si vedono arrivare inaspettatamente dal
governo il salvacondotto processuale. "Stanno arrivando i giudici nella
sezione penale", ricorda Bertezzolo, "ma ora i guai arrivano dalla
carenza di personale amministrativo". E sono assenze che si fanno sentire.
"Senza loro, non si possono celebrare i processi", sottolinea
Bertezzolo "e non bisogna dimenticare che i cancellieri oltre ai dibattimenti,
devono seguire anche migliaia di fascicoli di processi pendenti".
All'orizzonte, quindi, potrebbero esserci nuovi ritardi e intoppi se non si
correrà subito ai ripari. "Ho telefonato anche oggi (venerdì ndr) al
ministero di giustizia e mi hanno assicurato che faranno tutto il
possibile", rivela Bertezzolo. La soluzione potrebbe essere semplice:
"Ci sono tribunali con personale in esubero", è la ricetta del
magistrato, "che potrebbe essere trasferito in riva all'Adige". Oltre
ai già annunciati trasferimenti di Marzio Bruno Guidorizzi, Paola Vacca e
Giorgio Piziali dall'ufficio dei gip a quello del dibattimento, è previsto
l'arrivo nel penale anche del giudice Giuliana Franciosi dalla sezione civile.
In quel settore, dovrebbero arrivare entro settembre altri rinforzi: si attende
l'assegnazione dei magistrati Anna Maria Laneri e Scotto Di Luzio. GP.CH.
.
( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
7
Luglio 2008 SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati,
lasciati soli e discriminati" "La nostra malattia non è riconosciuta
come rara e quindi dobbiamo pagare i farmaci", dice Marotta Sono
16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero
della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome di Sjögren non è stata
riconosciuta come malattia rara, una decisione che comporta pesanti
ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre, che si sente un
malato di serie B", commenta la dottoressa Lucia Marotta, che ha messo a
frutto la sua esperienza di malata per aiutare gli altri attraverso
l'associazione AniMaSS. "Le mie telefonate e i miei viaggi a Roma",
conferma la presidente di AniMaSS, "non hanno sortito alcun effetto, la
nostra sindrome è stata esclusa dall'elenco delle malattie rare, che in quanto
tali comportano alcuni benefici per il malato, quali l'esenzione dal ticket sui
farmaci. Come associazione abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere,
compreso la diffusione della prima indagine epidemiologica sulla sindrome, che
abbiamo consegnato alla commissione. In Italia siamo meno di 16mila malati e
quindi la sindrome di Sjögren è palesemente una malattia rara e non si capisce
la discriminazione nei nostri confronti". La dottoressa Marotta ha chiesto
al sottosegretario al Welfare, la veronese Francesca Martini, un
interessamento, "per capire i motivi che hanno comportato l'esclusione
della sindrome, che pure è una malattia grave e altamente invalidante". A
quanto pare, però, sono in stand-by anche le nuove 109 patologie inserite
nell'elenco delle malattie rare: "L'entrata in vigore", spiega
Marotta, "è stato sospeso per mancanza della copertura finanziaria".
I malati, inoltre, si lamentano per la discriminazione cui sono oggetto in
Veneto, regione che riconosce ai malati un assegno mensile di 50 auro quale
contributo per l'acquisto di farmaci di fascia C e parafarmaci. "L'assegno
è riconosciuto a coloro che hanno un reddito inferiore ai 29mila euro
l'anno", spiega Marotta, "e consideriamo questa scelta un'ulteriore
disciminazione nei nostri confronti. Perchè per i malati di sindrome di Sjögren
il contributo è legato al reddito, mentre chi soffre di celiachia, ancorchè milionario,
può usifruire dell'esenzione dal ticket e di sconti sui prodotti senza
glutine?" .
( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi & Imprese
Amendolara: E' ora di attuare il piano energetico "Il comparto agricolo e
l'impiego di fonti alternative sono legati a doppio filo e finalmente le
istituzioni se ne accorgono. Ma c'è ancora molta strada da fare, per attuare un
piano energetico regionale efficiente". Il direttore di Coldiretti
Campania, Vito Amendolara, chiede di uscire dalla "deregulation" che
a suo avviso sta investendo il discorso energia e imprese: "Pensiamo all'eolico,
che sta avendo un impiego esasperato e senza regole". Sui bandi: il
settore aspetta l'attuazione delle misure decise dal Psr. "Sono pronte, devono solo liberarsi dalla troppa burocrazia". Domanda. Il risparmio energetico e l'impiego di fonti
alternati ve sono diventate cruciali per la competitività delle per le imprese
campane, soprattutto per quelle agricole. Questo bando, poi, che segue la
misura già varata dal ministero dell'Ambiente qualche tempo fa, che benefici
porterà? Risposta. Si tratta di un prosieguo del bando già varato lo
scorso anno. E' una misura interessante, ma che torna utile solo per
l'autoconsumo, cioè per la riduzione dell'energia e l'impiego di fonti
alternative soltanto per l'azienda che fa richiesta dell'incentivo. Quello che
invece potrebbe cambiare lo scenario è l'attuazione delle misure decise in sede
di concertazione con il Psr. D. Di che si tratta? R. Sono dei bandi, pronti per
partire, che incentivano non solo il risparmio energetico e il contenimento dei
consumi, ma anche la produzione di energia e la vendita al migliore offerente.
In questo modo le aziende ne ricavano molto e si va verso una
multidirezionalità e una multifunzionalità. D. Quando partiranno i bandi? R.Si
era parlato del 30 giugno, ma si dovranno prima sciogliere delle incomprensioni
burocratiche che hanno fatto arenare l'attuazione delle misure. Non si ancora,
cioè, se la gestione del provvedimento dovrà essere regionale o provinciale. D.
Lei cosa propone per sciogliere il nodo? R. Lascerei tutto alla gestione
regionale, come è stato finora, per dare tempo alle Province di attrezzarsi a
gestire la cosa. Quando le Province saranno pronte si potrà procedere al
trasferimento della gestione. Ma se aspettiamo che gli enti provinciali siano
preparati e intanto non si procede, rischiamo di perdere un'opportunità molto
seria per le imprese. D. Le misure per incentivare l'impiego delle fonti
rinnovabili sono già in pista. La Campania mette sul piatto 300 milioni
dell'aggiornamento del Paser. Sono sufficienti? R. Si sta cominciando a creare
una sensibilizzazione verso le energie alternative. Ma bisogna anche condurre
fiono in fondo le scelte politiche. A mio avviso, invece, si sta procedendo un
po' troppo superficialmente. D. Che intende? R. Non si possono avviare processi
di ammodernamento energetico delle imprese e dei territori se non si può
contare su un Piano energetico regionale. D. Ma il piano c'è. R. Esistono bozze
di Piano, ma nulla di concreto e ben definito. E invece proprio da lì bisogna
partire come base imprescindibile per combattere anche questa
"deregulation" che ci circonda. Basta pensare all'impiego esasperato
dell'eolico nella nostra regione mentre le biomasse sono trascurate. j.g del
05-07-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli economia del
mare Porto, un manager per lo sviluppo Il nuovo presidente dell'Autorità
portuale deve essere un tecnico competente, con un approccio manageriale ai
problemi posti da un settore economico che è in forte sviluppo. E' il parere
degli operatori portuali riunitisi per fare il punto sul futuro di un'area
strategica per il futuro della città. Obiettivi prioritari per tutti sono: maggiore
efficienza logistica, espansione del porto a oriente e una più stretta
connessione tra lo scalo e gli interporti della regione. Fabiana Bugno Si è
tenuto ieri, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, il
dibattito fra operatori del settore sulle future attività del porto di Napoli.
L'incontro è stato organizzato dall'associazione International Propeller club e
vi hanno partecipato Vittorio Barzilai, Silos Granari della Sicilia; Roberto
Bucci, Terminal Flavio Gioia; Nicola Coccia, Terminal Napoli; Mimmo De
Crescenzo, presidente Consiglio Compartimentale Spedizionieri Doganali di
Napoli; Ugo Improta, Terminal Traghetti; Umberto Masucci, Terminal Magazzini
Generali; Michele Pappalardo, presidente Assoagenti Campania; Francesco Tavassi,
consigliere Assologistica. In un clima internazionale caratterizzato da
velocità ed efficienza degli scambi commerciali è emersa la necessità per gli
operatori di associarsi in comunità per studiare e lanciare progetti concreti
da proporre alle istituzioni. "La sfida di questi anni presuppone
l'esistenza di un sistema, di una rete capace di aprire il dialogo tra comunità
e istituzioni per non commettere errori", dichiara Nicola Coccia.
"Non possiamo permetterci il lusso di rimanere ognuno rinchiuso nel proprio
individualismo", incalza Roberto Bucci. Il confronto ha permesso di
esprimere un'analisi sulle criticità del porto e sulle conseguenti proposte. La
comunità ha infatti stilato un programma d'intenti, cui è stata destinata dalle
istituzioni una cospicua parte del budget. "Sulla carta c'è la volontà di
fare sottolinea Michele Pappalardo ora resta da vedere se faranno applicare
anche concretamente il programma". Quali sono dunque gli obiettivi
prioritari dichiarati? In sintesi: intercettare ed incentivare a monte i
traffici, aumentare l'efficienza logistica, espandere il porto ad oriente,
rafforzare l'interrelazione tra gli interporti, realizzare la nuova darsena e
consolidare le banchine per elevare la capacità dei container, concentrare gli
uffici preposti ai controlli e alle verifiche in un'unica
palazzina per rendere più snella la burocrazia e facilitare la velocità e l'economia degli scambi, aumentare
l'importanza strategica delle rinfuse, creare un club che sia spazio fisico e
punto di ritrovo e confronto della comunità. "La competizione e la
concorrenza dei porti stranieri è fortissima, dobbiamo agganciarci al Nord
Europa", sostiene Mimmo De Crescenzo. Il dibattito è stato anche
occasione per parlare dell'individuazione per la nomina del nuovo presidente
dell'autorità portuale: "Auspico che il nuovo presidente conclude Michele
Pappalardo al di là degli interessi politici sempre essenziali per far
funzionare gli ingranaggi, sia innanzitutto un tecnico competente, che abbia un
approccio manageriale e votato all'efficienza". del 05-07-2008 num.
( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
In questo blog abbiamo
più volte "sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile
e dannosa Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo
due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa,
la card per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi,
già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo".
Senza considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la
riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione.
Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri
commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche
se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini, intitolata
"Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi inoltro le prime
righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide del Ministro
Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che affonderà il
Governo, ma sopratutto per il "sentiment filogovernista-filotremontiano
antimercato" di Giannino: scioccante davvero. Altrettanto sconcerto va
verso l'IBL, che di fronte ad accuse tremontiane al mercato, a chi
(praticamente l'intero popolo europeo) non si riconosce nel nuovo meta-stato
soviet-europeo, alla speculazione, al profitto, a chi si dice liberista, a chi
esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia della redistribuzione (Robin
Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in conformità Gianniniana". Be' in
effetti si può condividere con Baccini un certo stato di solitudine da queste
parti. Difficile trovare conforto a sinistra (lo devo spiegare ancora una
volta?), ma anche nei punti di riferimento dei liberali classici, sembra che ci
sia un po' una corsa a non disturbare il manovratore. La paura di Prodi e
accoliti non ci può rinchiudere in un angolo. Non ci deve spingere verso
un'accettazione muta dei provvedimenti governativi. Insomma se Julius ha deciso
di fare una corsa di popolarità con l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi
italiani che abbiamo votato un governo immaginato liberale. Scritto in
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Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un
amico 03Jul 08 Bce senza pop La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i
tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I
governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non
farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento
massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una
forte domanda di consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I
governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado
di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta
al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione
sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto.
Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono
permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati
banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il
respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che
al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti. I banchieri centrali
"irresponsabili" per costituzione si possono permettere
l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La
rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci
sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione
programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il
costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei
pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri
centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione
europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla
nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti (
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08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto.
Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si
tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa
passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani
tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito:
troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in
remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno
finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino
a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i
mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un
biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i
due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in
manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per
il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si
faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente
del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2
miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno
100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del
triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa
manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore
al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa
pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si
fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro
(compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro
Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4
miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i
"ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e
cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della
Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il
perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul
complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo
digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai,
alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della
tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla
privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra
pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione
dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della
limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in
Berlusconi IV Commenti ( 13 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading
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questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime
discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune
misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin
tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato
della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e
straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso,
più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque
anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande
carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato
una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli,
anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop.
Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e
univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra
non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che
potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco
di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 15 ) " (2 votes, average:
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare
i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è
l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da
bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo
Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra
del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni.
Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva
applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi
europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e
spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno
di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi
rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama
l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con
utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo
petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i
petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di
giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul
consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo
del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere
500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè
ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse
colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea
molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in
Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading
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questo post a un amico 27May
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA ITALIANA
pag. 12 Armatori: un piano per far crescere il mare prima che ci sorpassi la
Francia di Sarkozy MASSIMO MINELLA Bastano 48 ore per restituire al mare almeno
una parte di quanto gli spetta nella gerarchia dell'economia italiana? No di
certo, perché il settore sconta una cronica disattenzione del mondo della
politica e una inevitabile distanza dall'opinione pubblica che, del mare, si
accorge per lo più quando si tratta di imbarcarsi su un traghetto per le
vacanze estive. Ma 48 ore saranno più che sufficienti per rimarcare il ruolo
che il settore marittimo si appresta a giocare negli scenari internazionali
dell'economia e della finanza mondiali. Di questo è convinto Nicola Coccia,
presidente dell'associazione degli armatori privati di Confitarma, che ha
scelto Genova come sede della seconda edizione della "48 ore del
mare", un happening, più che un lungo convegno, per riunire attorno al
mondo dello shipping i rappresentanti della business community e delle
istituzioni. La forza dello shipping italiano sta nei suoi numeri. Quelli che
accompagneranno la relazione di Coccia nell'intervento di apertura dei lavori
dell'assemblea di Confitarma, riunita a Genova per celebrare i dieci anni del
Registro Internazionale. Allora,
( da "Agi" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food AGRICOLTURA: CIA
TOSCANA, REDDITI SETTORE SONO DIMINUITI 18% (AGI) - Firenze, 17 lug. -
"Cosi' non va". E' l'allarme della Cia toscana, ci vuole piu'
agricoltura nel futuro. "I prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati
del 28 per cento dal 2000 al 2007, mentre i redditi degli agricoltori sono
diminuiti, nello stesso periodo del 18 per cento (contro un +16/% della media
europea). Insomma, per l'agricoltura toscana, i conti non tornano". Nel
2007 sono aumentati i costi di produzione del 6% - spiega ancora la Cia-e' aumentata
l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i
vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. >. La nostra
agricoltura ha bisogna di rinnovarsi, >. Forte preoccupazione poi sul fronte
burocrazia, che strangola letteralmente le aziende:
basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all?anno per
risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei
campi. In primis per garantire delle produzioni alimentari di qualita', quindi
per garantire lo sviluppo delle aree rurali e per migliorare la qualita' della
vita di quei cittadini che vivono in quelle aree. E inoltre e' importante
ricordare che grazie all'agricoltura si tutela l'ambiente e il paesaggio della
Toscana>>.(AGI).
( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Lun, 07 Lug
2008 Edizione 139 del 07-07-2008 Intervista a Giuseppe G. Calabrese/
Alternative imposte dal caro petrolio di Alfonso Maria Fimiani L'acuirsi della
crisi petrolifera e la riconosciuta dannosità dei combustibili fossili porta ad
una sempre più impellente esigenza di ricercare nuove fonti di energia per far
"camminare" il mondo. Abbiamo rivolto alcune domande al dottor
Giuseppe Giulio Calabrese, Dirigente di Ricerca del Ceris-Cnr. Dottor
Calabrese, può spiegarci cos'è il Cnr e com'è organizzato? E cos'è il Ceris? Il
Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) è un ente di ricerca pubblico
nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e
valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle
conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico,
economico e sociale del Paese. Il Cnr è organizzato in 11 dipartimenti a cui
afferiscono 107 istituti, tra cui il Ceris, con sede a Moncalieri nell'area
metropolitana di Torino e sedi a Roma e Milano. Il Ceris è un Istituto di
analisi e ricerca, l'unico nell'ambito del Cnr, finalizzato allo studio
dell'economia applicata e dell'impresa. Al momento operano all'interno del
Ceris, a diverso titolo, più di 60 persone, di cui 45 direttamente
nell'attività di ricerca. Il dottor Secondo Rolfo è l'attuale direttore; per
molti anni il Ceris è stato diretto dal professor Gian Maria Gros-Pietro. Tra
il 18 ed il 20 giugno il Ceris-Cnr ha organizzato la Gerpisa International Conference.
Può spiegarci in cosa consiste e quali sono state le risultanze? La Gerpisa ha
sede a Parigi ed è un network di studiosi ed esperti del settore automotive di
tutto il mondo che, oltre ad organizzare annualmente il convegno, promuove
studi e ricerche internazionali finanziate da organizzazioni sovranazionali
(http://www.gerpisa.univevry.fr). La Gerpisa per il periodo 2008-
( da "Adige, L'" del 07-07-2008)
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giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
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ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perché la figlia
disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vicini di
casa, un alloggio popolare GENOVA - Un'insegnante in pensione ha ricevuto
un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perché la figlia disabile, di
42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vicini di casa, un
alloggio popolare. Ma l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino
(Prc), assicura: "Lo sfratto avviato dagli uffici, è stato revocato appena
venuto a conoscenza del mio assessorato. Dove non è
arrivata la burocrazia è
arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne
è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa
delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra
pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio
comunale. Ora, assistita da alcuni legali, ha deciso di fare ricorso al
Tar contro l'ultimatum del Comune. L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la
madre della donna disabile, tuttavia ha ribadito di non aver ricevuto dal
Comune nessuna comunicazione che revocasse lo sfratto. L'assessore Pastorino ha
infine chiarito:"Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non
l'abbiamo ancora annullato, perché prima dobbiamo invalidarlo".
07/07/2008.
( da "Virgilio Notizie" del 07-07-2008)
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DIALOGO "Il
governo si è fatto portatore di interessi particolari" postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 7 lug. (Apcom) - E' senz'altro necessario un
"rinnovamento delle istituzioni", da raggiungere attraverso il
dialogo tra maggioranza e opposizione per il quale però in questo momento
mancano le condizioni. Lo afferma il vice presidente del Senato ed ex ministro
per le Riforme Vannino Chiti, in un'intervista rilasciata al sito della
Confesercenti. "Occorre un rinnovamento delle istituzioni della democrazia
per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini. Il dialogo sulle Riforme
istituzionali è necessario all'Italia - spiega Chiti - ma nelle condizioni
attuali vedo difficile un confronto tra maggioranza e opposizione, dato che il
Governo di centrodestra si è fatto portatore di interessi particolari". A
giudizio di Chiti "l'Italia ha bisogno di riforme, prima fra tutte una
nuova legge elettorale, che riduca la distanza tra cittadini ed eletti. Occorre una burocrazia rimotivata e più efficiente da ottenere premiando merito e
professionalità. Bisogna attuare il federalismo fiscale - continua il Vice
Presidente del Senato - garantendo agli enti locali, la certezza delle risorse
e assicurando la solidarietà".