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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 7-7-2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (42)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Italia fanalino di coda per i finanziamenti ( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Morire di burocrazia. Tornando all'Italia la sua sfida più alta è la presidenza del G8 nel 2009 cui il governo tiene moltissimo tanto che Frattini si è tenuto la delega per la cooperazione. Qualche giorno fa a New York in un incontro all'Onu per fare il punto, con i rappresentanti di 147 stati, sui progressi della lotta contro l'Aids rispetto agli impegni presi nel 2001 e nel 2006,

A mani libere ( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La solitudine e la burocrazia Gli alcolizzati invece non entrano nell'asociazione, o ne escono subito. Il momento più difficile è quando un Sdf trova un alloggio fisso: allora si ritrova solo, mentre prima era insieme agli altri, per strada. E poi c'è un'incidenza enorme di malattie, ricoveri ospedalieri, tumori.

Con i magistrati manager la giustizia spende meno ( da "Corriere.it" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nemico dell'iper-burocrazia, Tarfusser è riuscito a diventare un modello per gli uffici giudiziari di tutt'Italia ottenendo per primo (e aprendo la strada a tutti gli altri) un finanziamento di 200 mila euro dal Fondo Sociale Europeo. Era il 2004: con quei soldi il Fondo accettò una scommessa, lui una sfida.

E intanto gli agriturismi aspettano le spighe ( da "Corriere Economia Online" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono in crescita e recentemente hanno recepito anche una normativa europea, che ha contribuito a metterli in regola (la sicurezza è il requisito principale), ma non completamente al riparo dalla burocrazia locale, che talvolta li perseguita. C'è da sperare in Calderoli. franco_morganti@libero.it.

La giunta fa retromarcia per le proteste ( da "Cittadino, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, venuta a galla ieri, è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'

Disabile disturba i vicini, sfrattata ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, denunciata ieri mattina da "La Repubblica", è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'

Le associazioni imprenditoriali: dalla convergenza con i sindacati, un'azione condivisa ( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono comunque ancora dei punti da migliorare, come la burocrazia. "Soprattutto per le piccole e medie imprese, che fanno più fatica a far fronte a tutti i dati che occorre raccogliere per l'attivazione di un corso di formazione. L'aspetto burocratico ha bisogno di essere limato, per il resto è una grande soddisfazione".

Kamikaze fa strage di poliziotti vicino alla Moschea Rossa: almeno 15 morti ( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostenitore dei talebani e seguace di Osama Bin Laden, che aveva incontrato in varie occasioni prima di essere assassinato nel 1998 proprio nella moschea. Popolare tra i membri dell'esercito e della burocrazia pakistana per i suoi sermoni, Abdullah non risparmiava neppure messaggi a favore della Guerra santa.

Il Trattato e un'Europa di stranezze ( da "Arena, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia di Bruxelles - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". Ognuno quindi deve assumersi le proprie responsabilità. È necessario procedere alle ratifiche del Trattato di Lisbona. Ma è indispensabile anche una riflessione sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale in evoluzione.

Lagunare ferito in Iraq rischia il congedo per convalescenza lunga ( da "Provincia di Cremona, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con sospensione dello stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004 quando alle 5 del pomeriggio una bomba cade a pochissimi metri da tre lagunari.

Noi ammalati, lasciati soli e discriminati ( da "Arena, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome di Sjögren non è stata riconosciuta come malattia rara, una decisione che comporta pesanti ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre,

Tursi, 2 mesi fa bloccato sfrattodi pensionata e figlia disabile ( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è arrivata la politica", dicono dal Comune. Ora, nei primi giorni della settimana, si cercherà anche di annullare il provvedimento con il quale il Comune ha dato via al procedimento di sfratto. Il permanere della lettera di richiesta, infatti, potrebbe rendere tecnicamente possibile il controricorso di altri condòmini che da tempo lottano contro i rumori prodotti dalla

Sarli day, ovazioni e polemiche "la politica snobba la moda" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per i giovani creativi e l'incontro del sindaco mercoledì in Campidoglio con tutti gli stilisti partecipanti alla kermesse. Il primo giorno di calendario è stato aperto dalle sfilate dei giovani talenti selezionati dal concorso "Who's on next" e si è concluso con il trionfo di Sarli, aperto e chiuso dalla top Maria Carla Boscono,

E il decano mette a nudo il caso tirrenia<alitalia del mare, vive coi nostri soldi> ( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi auguro che le voci di molti riuniti alla 48 ore del mare possano vincere il "silenzio assordante" della burocrazia e consentire di procedere verso una modernizzazione che permetta all'armamento e all'economia di ritrovare motivazioni e stimoli per proseguire nella crescita". 07/07/2008.

Figlia disabile disturba i vicini: sfrattate ( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale.

Rischiò di morire in iraq l'esercito voleva cacciarlo ( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004. A Nassiriya da due giorni era in corso la seconda "battaglia dei ponti". Fin dalla mattina i colpi iniziano a cadere all'interno della base Libeccio, presidiata dagli italiani, ma il dramma si consuma alle 5 del pomeriggio,

IL DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e la ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sarebbe stato un ricordo in più ma la burocrazia spesso non guarda ai sentimenti. Nico resta un punto di riferimento per tutti, io con la mamma Fioretta e la sorella Alessia continuiamo a ricevere affetto e donazioni che giriamo a enti di volontariato e ospedali".

PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a combat ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ambito della lotta al sommerso ed è anche uno strumento per ridurre la burocrazia, in quanto diminuisce i tempi per le imprese e concentra in un solo atto ciò che prima doveva essere richiesto presso più uffici", hanno sottolineato Leonardo Lenci, segretario provinciale Filca-Cisl e e Calogero Vincilongo, direttore della Cassa Edile.

Il Gandino non riesce a cambiar nome ma può salire di categoria ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa che finalmente la burocrazia dia il via libera a questo nuovo sofferto battesimo. Ufficialmente il club di Anzola dovrebbe militare nella serie B dilettanti (che in passato aveva l'etichetta di B2) ma nelle ultime ore sono diventate sempre più intense le voci di una possibile integrazione nella serie A dilettanti, per intenderci la vecchia B1.

Il made in Italy conquista la città olimpica ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: partecipato a gare per impianti o forniture ha avuto che fare con la burocrazia cinese. In mancanza di uffici sul posto, varie aziende hanno lamentato difficoltà: la Dispotech di Chiavenna, per esempio, racconta di aver prima ottenuto il via libera dal comitato organizzatore per inviare gratuitamente il proprio prodotto, ghiaccio secco, ma di non aver in seguito avuto più notizie.

Centomila alloggi da 50 mq da dare in affitto a 300 euro ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma i tempi della burocrazia non vanno così in fretta per cui, spiega Martinat, sempre entro l'estate sarà varata una sorta di "Legge obiettivo per l'edilizia popolare" che consenta di ridurre i tempi di cambio di destinazione d'area dei piani regolatori dagli attuali due anni ai sei mesi, appunto.

ROMA - Sono le due faccie di una gran brutta medaglia. Una mostra i "laureati normali&# ( da "Messaggero, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A respingerli sono una legislazione e una burocrazia dei permessi assolutamente sconfortante". Un autogol di cui non abbiamo bisogno. "Non occorre una profonda riforma delle Università, per far venire gli stranieri - afferma convinto il direttore di Vision - Basterebbero una maggiore velocità e flessibilità nelle autorizzazioni per studio, e quei talenti,

Di LUCA VAGNETTI DERUTA A DERUTA è nato e cresciuto, cal ( da "Nazione, La (Umbria)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia è così. Effettivamente c'è il rischio che si debba emigrare per un paio di mesi lontano da Deruta, probabilmente a Ponte San Giovanni, con tutti i disagi che questo comporta. Entro fine luglio i lavori di adeguamento del nostro impianto dovrebbero partire, speriamo si concludano il prima possibile".

Gianni Alemanno riceverà sarti e stilisti, mercoledì mattina in Campidoglio. Lo ha ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Croppi ha fatto sapere che sarà creata al più presto anche una Agenzia per sollevare dalla troppa burocrazia, chi si occupa di vestiti. Si farà in maniera che i professionisti del vestire siano facilitato anche negli scambi con l'estero. L'assessore ha anche fatto cenno a un albo professionale per chi va in pedana, se ne parla da decenni.

Nas, psicologa finisce nei guai La laurea non sarebbe valida ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, o se ci siano reali violazioni delle norme. Per fare completa luce sulla vicenda proseguono gli accertamenti i carabinieri dei Nas continuano a indagare sul contenuto di quelle sedute, e sulla vicenda professionale, della dottoressa che per ogni incontro percepiva cifre oscillanti tra gli ottanta e i cento euro pagati di buon grado da persone che si affidavano per cercare

BCC LEVERANO: GIOVANI, AMBIENTE ED ENERGIA La Bcc Leverano e Legambiente investono in energia rinnovabile ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: restino intrappolati nella rete della burocrazia che regolamenta il settore e siano invogliati a investire nelle fonti pulite. La convenzione, promossa a livello nazionale e territoriale locale, impegna Legambiente a sostenerne la diffusione e la promozione presso le istituzioni e i consumatori, nonché ad offrire il proprio know how anche nella fase di assistenza tecnica relativa all'

Google, malcontento fra i dipendenti per caro-asilo ( da "Reuters Italia" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier

Casini: <La priorità? Le tasche degli italiani> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più elementi di praticità potranno aiutare gli europei a riavvicinarsi con maggiore convinzione alle loro e comuni istituzioni". Ma perché l'Italia non si fa paladina dell'ingresso di Israele nell'Unione europea, come da anni propone con lucidità quel matto di Pannella?

La salute non ha più confini: in Europa puoi curarti dove vuoi ( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la mobilità è paralizzata dalla burocrazia. Per rivolgersi ai centri d'eccellenza esteri, infatti, bisogna aver ottenuto l'autorizzazione in tasca dalla Asl. La trafila è lunga e complessa e il via libera viene concesso solo se in Italia non esistono strutture adeguate per la cura della patologia richiesta o solo se non vengono garantiti tempi rapidi di cura.

Ferito, troppa convalescenza un militare rischia il congedo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004. A Nassiriya da due giorni era in corso la seconda "battaglia dei ponti". Si combatte ovunque, strada per strada. I miliziani sono asserragliati nelle case, sui tetti.

Disseppellite Bruno Contrada ( da "Panorama" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche considerando i tempi lunghi della nostra burocrazia, l'autorizzazione alla traslazione della salma. Cento parlamentari, per iniziativa della parlamentare Stefania Craxi, hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera dei deputati Gianfranco Fini, oltre che al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,

Venerdì amari per Calderoli Sfida mediatica con Brunetta ( da "Panorama" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Ma al momento il ciclone Brunetta dà filo da torcere anche a un politico navigato come Calderoli. Che ha già preso le contromisure. Una decina di giorni fa, proprio per evitare l'esondazione mediatica di Brunetta nel finesettimana, il ministro (che è anche coordinatore delle segreterie della Lega nord) ha voluto bruciarlo con un question time alla Camera dedicato alle

Legge blocca-processi, solo 20 sono in bilico ( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, intoppi e, soprattutto, carenze d'organico. Non in modo tale, però, da mantenere in piedi processi per fatti di sette, otto anni fa: "Che io mi ricordi", conferma il presidente facente funzione del tribunale di Verona, Dario Bertezzolo, "stiamo trattando solo un processo relativo a quel periodo".

<Noi ammalati, lasciati soli e discriminati> ( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 7 Luglio 2008 SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" "La nostra malattia non è riconosciuta come rara e quindi dobbiamo pagare i farmaci", dice Marotta   Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri.

Amendolara: E' ora di attuare il piano energetico ( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: devono solo liberarsi dalla troppa burocrazia". Domanda. Il risparmio energetico e l'impiego di fonti alternati ve sono diventate cruciali per la competitività delle per le imprese campane, soprattutto per quelle agricole. Questo bando, poi, che segue la misura già varata dal ministero dell'Ambiente qualche tempo fa, che benefici porterà?

Porto, un manager per lo sviluppo ( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: unica palazzina per rendere più snella la burocrazia e facilitare la velocità e l'economia degli scambi, aumentare l'importanza strategica delle rinfuse, creare un club che sia spazio fisico e punto di ritrovo e confronto della comunità. "La competizione e la concorrenza dei porti stranieri è fortissima, dobbiamo agganciarci al Nord Europa", sostiene Mimmo De Crescenzo.

Cosa ne pensano i lib-lib di Julius ( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (7) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (20) Varie (33) Ultime discussioni stefano: Caro Antonino Rodolico, il governo non ha nessuna intenzione di abbassare le tasse, non per i prossimi due... alcambi: L'aumento del tasso di sconto deciso dalla BCE provoca: 1) Maggior costo per coloro che hanno.

Armatori: un piano per far crescere il mare prima che ci sorpassi la Francia di Sarkozy ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza restare soffocati dalla burocrazia, dall'altra abbiamo una grande necessità di riunire tutti i nostri sforzi in una grande community che metta a fattor comune le nostre conoscenze". L'obiettivo è quello di dar vita a un qualcosa di realmente nuovo nello scenario italiano e fino a oggi circoscritto a grandi poli finanziari, Londra,

AGRICOLTURA: CIA TOSCANA, REDDITI SETTORE SONO DIMINUITI 18% ( da "Agi" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. >. La nostra agricoltura ha bisogna di rinnovarsi, >. Forte preoccupazione poi sul fronte burocrazia, che strangola letteralmente le aziende: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all?

Intervista a Giuseppe G. Calabrese/ Alternative imposte dal caro petrolio ( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È un peccato che questo sforzo non venga sostenuto adeguatamente e i ricercatori debbano perdere molto del loro tempo nella burocrazia e nella ricerca dei finanziamenti, senza contare la cronica deficienza degli organici e la impossibilità di assumere giovani ricercatori.

GENOVA - Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perché la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vi ( da "Adige, L'" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale.

RIFORME/ CHITI: SERVE DEMOCRAZIA RINNOVATA MA MANCA CLIMA ( da "Virgilio Notizie" del 07-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre una burocrazia rimotivata e più efficiente da ottenere premiando merito e professionalità. Bisogna attuare il federalismo fiscale - continua il Vice Presidente del Senato - garantendo agli enti locali, la certezza delle risorse e assicurando la solidarietà".


Articoli

Italia fanalino di coda per i finanziamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE E AIUTI Italia fanalino di coda per i finanziamenti Emanuele Giordana Se l'ultimo rapporto Ocse-Dac sull'Aiuto pubblico alla sviluppo registrava una strana schizofrenia per cui aumentano le promesse dei paesi ricchi ma il loro aiuto pubblico diminuisce con una contrazione nel 2007 dell'8,4% rispetto all'anno precedente (e un rapporto tra aiuti e Pil sceso dallo 0,31% allo 0,28), ieri il secondo rapporto di "Azione per la salute globale" ha rincarato la dose. Dimostrato che, accompagnato spesso da una discutibile efficacia, anche l'investimento nella sanità ha andamenti alterni, a trent'anni di distanza dalla celeberrima dichiarazione di Alma Ata che santificò il principio che la salute - completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia - è un diritto umano fondamentale e il fondamento dello sviluppo. Se alcuni paesi - dice il rapporto - sono stati virtuosi (Germania e Spagna grazie all'aumento della cooperazione bilaterale), altri arrancano: la Francia ad esempio ma, ancora una volta, soprattutto l'Italia, salvatasi in corner l'anno scorso dalla figuraccia peggiore: la mancata erogazione del suo contributo al Fondo globale contro le grandi pandemie. In termini di investimento in aiuto alla sanità, Roma vede una diminuzione del suo contributo nell'ordine del 7% per quel che riguarda la salute di base e addirittura del 62% nel settore delle politiche per la popolazione e la salute riproduttiva, tutte quelle buone pratiche che prevengono tra l'altro le malattie trasmissibili sessualmente. Azione per la salute globale (Asg) è una rete internazionale europea che conta al suo interno due Ong italiane (Aidos e Cestas) e alcune grandi organizzazioni internazionali con sede anche in Italia. Il suo compito è seguire l'andamento degli investimenti in questo delicato settore dove, accanto alle grandi pandemie, convive la difficoltà dei sistemi di sanità pubblica dei paesi in via di sviluppo (per non parlare di quelli nostrani di cui però la rete non si occupa). Nel suo secondo rapporto, se l'Italia sfigura, in generale non si stanno raggiungendo i risultati intermedi fissati dagli Obiettivi del Millennio: nel settore salute, dice Asg, l'Europa "non ha rispettato l'obiettivo di destinare i 27 miliardi di dollari concordati per il 2007". Il rapporto esce a due mesi dall'incontro che, in settembre ad Accra in Ghana, dovrà constatare quanto siamo ancora lontani dai tre grandi obiettivi fissati dall'Onu per il 2015: ridurre il tasso di mortalità infantile di due terzi e di tre quarti quello di mortalità materna; produrre infine una diminuzione se non l'arresto della diffusione di Hiv, Aids, tubercolosi e malaria. Ma il rapporto critica anche il moltiplicarsi di iniziative e meccanismi di finanziamento nuovi e complessi che "se creano nuove opportunità" rischiano anche di "sovraccaricare i governi dei Pvs" o di "minarne la titolarità". I funzionari locali sono spesso "travolti dal gran numero di delegazioni" estere che li va a visitare o dal gran numero di "modalità di monitoraggio" sul loro lavoro. Morire di burocrazia. Tornando all'Italia la sua sfida più alta è la presidenza del G8 nel 2009 cui il governo tiene moltissimo tanto che Frattini si è tenuto la delega per la cooperazione. Qualche giorno fa a New York in un incontro all'Onu per fare il punto, con i rappresentanti di 147 stati, sui progressi della lotta contro l'Aids rispetto agli impegni presi nel 2001 e nel 2006, Roma si è presa un bel impegno. In vista della presidenza del G8 i delegati italiani hanno ribadito l'impegno per il raggiungimento dell'obbiettivo dell'Accesso universale a cura, prevenzione e trattamento da raggiungere già entro il 2010, come promesso dai paesi del G8 durante il vertice di Gleaneagles nel 2005 e nei successivi summit. Roma ha garantito che metterà al centro dell'agenda del G8 2009 la lotta contro le tre grandi pandemie: Hiv/Aids, Tb e malaria. Decisione che l'Osservatorio Italiano contro l'Aids ha giudicato positivamente, mettendo in guardia però sul carattere assai impegnativo della promessa. Sarà infatti bene ricordare che dopo molte pubbliche promesse fu proprio l'Italia a bloccare i finanziamenti al Fondo globale contro le pandemie, sbloccatisi poi nell'ultima finanziaria. Chissà che fine faranno nella prossima. *Lettera22.

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A mani libere (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Europa A mani libere Rifugiati sans papiers, lavoratori saltuari, giovani vagabondi con cani al guinzaglio: clochard, o "senza domicilio fisso". Alle Halles, nel centro di Parigi, un'associazione ha creato un luogo di servizio, bagagliaio, accesso internet: una laboriosa infrastruttura collettiva alla precarietà dei singoli Marco d'Eramo INVIATO A PARIGI L'interno è un appartamento moderno, lindo, con pareti fragili. Appena dopo l'ingresso, sulla destra, un locale con un lungo tavolo bianco, attorno a cui, alle 7 e 30 del mattino, sono sedute sei persone. Due uomini di mezz'età riempiono parole crociate. Una ragazza (Gwendaline), spilungona occhiali e cappellino da baseball, legge un giornale. Un cinquantenne (Jean) si versa acqua bollente da un thermos per un caffè istantaneo. In una saletta accanto, quattro computer su sei sono occupati da naviganti in rete. Un bengalese trentenne, Sophon Chaudhory, rifugiato politico sans papier, sorveglia una porta dietro cui si apre un bagagliaio con una serie di scomparti occupati da valige, zaini. Mi trovo nella sede di Mains Libres (Mani libere): non è così che t'immagini un'associazione di senza tetto (prima li chiamavano clochards, ma ora esigono di farsi identificare con la sigla Sdf: Senza domicilio fisso). La grande finestra affaccia sul giardino delle Halles - una delle posizioni più invidiabili di Parigi -, dove un tempo sorgevano i mercati generali, "il ventre di Parigi" raccontato da Emile Zola, e dove da trent'anni idillici giardini e vialetti ricoprono un frenetico centro commerciale stratificato su tre piani sotterranei e uno dei centri nevralgici del traffico metro-ferroviario della capitale francese. Ma anche questa visione è effimera perché, per nuove speculazioni commerciali, il giardino sarà ricoperto da un'immensa tettoia di plastica. Entrare in questi locali non è stato semplice. Non tanto per la telecamera da cui ti guardano prima di aprirti la porta, quanto perché lo statuto dell'associazione vieta ai soci di farsi accompagnare da amici o conoscenti che non siano iscritti. Un bagagliaio per vite precarie Di Mains Libres mi parla per la prima volta Marie-Ange Schiltz, che ho conosciuto negli anni '70 alla Maison des Sciences de l'Homme dove eravamo ambedue studenti di Pierre Bourdieu. Lei era specializzata in statistica e io avevo appena abbandonato la fisica teorica per la sociologia. Poi la vita ci ha fatto seguire percorsi diversi, al di là di una lunga amicizia: io ho vagabondato per il mondo, lei è rimasta a Parigi dove ha sempre lavorato al Centre de Mathématiques Sociales, ha collaborato con il nostro compagno di corso Michael Pollack (morto nel 1993) alle inchieste sulla sociologia dell'Aids, anche in nome di una comune, rivendicata omosessualità. Da pochi giorni è la segretaria del consiglio di amministrazione di Mains Libres. "Tutto nacque nell'autunno del 2005 ad Accomplir ("compiere"), associazione di difesa della qualità della vita e dell'ambiente nel centro di Parigi, tra le Halles e Montorgueil. Accomplir discuteva con il comune il nuovo progetto delle Halles. Discuteva con i giovani delle città-dormitorio - dove negli anni scorsi sono divampate le sommosse giovanili dei beurs, i figli degli immigrati maghrebini - per cui le Halles cosituiscono il punto d'ingresso in Parigi-città. E poi discuteva anche con gli Sdf sulle iniziative per rendere più vivibile la loro situazione senza fare della carità. Gli Sfd si concentrano in particolare in questo quartiere, anche per i negozi, i ristoranti, la circolazione, i molti spazi coperti all'aperto". I senza tetto variano con le stagioni, ma nel quartiere si aggirano tra i 100 e i 200. Riprende Marie-Ange: "Emerse l'idea di un questionario per conoscere i desiderata degli Sdf. Il mio mestiere è proprio quello d'impostare tali inchieste e così mi hanno accollato il compito di redigere il questionario, cosa che abbiamo fatto con gli Sdf. Il questionario è stato un successo, con un tasso di risposta molto alto. E il risultato è stato inatteso. Nessuno di noi si aspettava che l'esigenza più sentita dagli Sdf fosse quella di un bagagliaio, un luogo dove poter lasciare i propri beni senza - di giorno - dover portarseli appresso in continuazione e senza - di notte - dover tremare per paura che te li rubassero mentre dormi per strada. C'erano a Parigi altri bagagliai per Sdf, ma aprivano solo un giorno o due alla settimana, senza regolarità né certezza. Quest'esigenza era più acuta era tra le 7 e le 10 del mattino e le 7 e le 10 di sera: alla fine optammo per turni 7-9 e 20-22". Cogli qui la prima contraddizione di vite che si vogliono sciolte da ogni vincolo ("Senza tetto né legge" recitava il titolo del film del 1985 di Agnès Varda con Sandrine Bonnaire), nomadi, libere da ogni ancoraggio, che rinunciano alla proprietà privata e che però sono prigioniere di quei pochi, poveri oggetti che ai loro occhi diventano più preziosi di tesori, e che si trascinano sempre dietro perché non sanno dove lasciarli: non a caso negli Stati uniti le homeless vengono chiamate le shopping bag ladies, le "signore dai sacchetti di plastica", e gli homeless si aggirano per strada spingendo un carrello di supermercato in cui trasportano i loro preziosissimi beni. Fu deciso allora di formare un'associazione che non avrebbe mai visto la luce senza l'indefessa attività di Elisabeth Bourguinat, 43 anni, un dottorato in lettere alle spalle, che nel quartiere chiamano "la pasionaria delle Halles". La discussione sullo statuto fu molto lunga, in particolare su come chiamare i membri residenti fissi, senza che l'appellativo risultasse offensivo per gli Sdf. Dopo accesi dibattiti, a giugno 2006 fu scelta la dizione Adf (avec domicile fixe, "con domicilio fisso"), stabilita la composizione del consiglio di amministrazione (6 Sdf e 6 Adf con a turno un presidente degli uni e un vicepresidente degli altri: prima presidentessa fu appunto Elisabeth Bourguinat), e deciso il nome dell'associazione per il bagagliaio: Mains libres, in senso metaforico, di libertà (avere mano libera), e in senso proprio, perché avrebbe consentito agli Sdf di andarsene in giro a "mani libere". Il passo successivo fu di rivolgersi Mylène Stambouli, vicesindaco di Parigi per la lotta contro l'esclusione sociale, per chiedere al comune un locale in cui installare il bagagliaio. Il comune propose vari siti che furono rifiutati, finché nel febbraio 2007, abbastanza presto, trovò questi locali, di un asilo nido dimesso. La soluzione è provvisoria (tra due anni tutto l'edificio sarà buttato giù col riassetto delle Halles), ma il comune si è impegnato a trovare un altro posto se la valutazione del progetto sarà stata positiva. Poi furono cercati i finanziatori: offerte giunsero da Fit Trust, Total, Crédit Mutuel... Una volta trovati locali e denaro, fu codificato il regolamento interno: "Meno male che l'hanno deciso gli Sdf: è così draconiano che se l'avessimo proposto noi Adf, non l'avrebbero mai accettato", dice Marie-Ange. È il regolamento interno a stabilire che i soci non possano far entrare con sé altri non iscritti. Per questo Marie-Ange ha dovuto chiedere il permesso di farmi entrare, accordatomi solo dopo debita discussione. Il regolamento esige anche che un Sdf non possa presentarsi da solo alla bagagerie, ma debba essere presentato da un'associazione di quartiere, come Agora-Emmaus o Aux Captifs la Libération per assicurarsi che questo Sdf sia un po' radicato nel quartiere, non sia uno che lascia un bagaglio e scompare per sei mesi.Il regolamento stabilisce anche che le permanenze vanno assicurate da almeno due persone che controllino deposito e consegna bagagli, "per evitare furti e accuse" mi dice Jean Redeuil. Il regolamento stabilisce in quali casi un iscritto può essere espulso. Finora ci sono stati due casi. Uno perché aveva scritto una lettera anonima contro la presidentessa, un altro per affermazioni razziste. All'epoca delle espulsioni ci fu una forte discussione. Alcuni erano contrari, ma gli altri s'imposero con l'argomento: "Se è per trattarsi da uguali a uguali, ok. Se invece è per fare la carità, allora non ci stiamo". La bagagerie fu inaugurata nel marzo del 2007 e quel di cui sono più fieri è che non ha mai chiuso per un giorno ed è sempre rimasta aperta. "Non puoi immaginare che lavoro sia, dice Marie-Ange, mostrando il foglio dei turni di presenza. In tutto siamo circa 60 volontari che assicuriamo i turni per 50 posti bagaglio. L'estate i volontari Adf vanno in vacanza e ad assicurare i turni rimangono soprattutto gli Sdf". "Ma anche noi Sdf andiamo in vacanza", mi dice Jean Redeuil, con i suoi occhi vivaci. Il clochard on-line Qui emerge la seconda contraddizione: consentire la libertà da un'infrastruttura individuale esige un'infrastruttura collettiva mastodontica: è incredibile che il numero dei volontari dei turni (60) sia solo di poco superiore al numero dei bagagli (50) depositati. Un obiettivo così leggero (un bagagliaio) richiede un apparato così pesante. Mentre parliamo, entra Bernard Dubois che mi mostra fiero i computer ("offerti da varie imprese"). Fin dall'inizio, gli iscritti a Mains Libres furono invitati a frequentare un corso di computer al centro sociale La Clairière (la radura) che ha aperto per ognuno un indirizzo e-mail su Yahoo: "Adesso il computer è diventato per loro importante quanto il bagagliaio, e sono sempre gli Sdf che comunicano di più per e-mail. Ognuno può usare il proprio terminal per non più di mezz'ora a seduta. La stanza dei computer è sempre piena". Sono gli Sdf del terzo millennio: senza tetto ma on line. Sul sito www.mainslibres.asso.fr troverete le foto dei locali e delle feste, i tabulati dei turni per i prossimi mesi, i rendiconti delle riunioni. Entra un trentenne punk-a-bestia, pantaloni di cuoio, cane al guinzaglio, ganci di metallo, insieme a una donna (Chantal) con un grande zaino.Vanno nello spogliatoio per cambiarsi. Nasce quasi una lite sul cesso che è sempre occupato ("la doccia la fanno altrove"), per un livello di litigiosità sempre all'orlo. Qui parliamo di Sdf quasi sedentari, che hanno una vita un po' più stabile rispetto agli altri. Gli iscritti a Mains Libres si dividono infatti in giovani, spesso cacciati da case a reddito medio-basso, in "caratteriali" (noi diremmo "quelli della 180"), in clandestini (sans papiers) e in lavoratori saltuari precipitati nel clochardage. I più decisi sono i sans papiers: per loro l'associazione è un mezzo per ufficializzare la propria presenza. La Croce rossa ha organizzato un corso di pronto soccorso concluso con la consegna dei diplomi avallati anche dal Ministero degli interni. Quando Gary Drahamani l'ha ricevuto, quest'omone maliano si è messo a ballare una danza del suo paese per la felicità di detenere il primo documento del ministero degli interni francese. La solitudine e la burocrazia Gli alcolizzati invece non entrano nell'asociazione, o ne escono subito. Il momento più difficile è quando un Sdf trova un alloggio fisso: allora si ritrova solo, mentre prima era insieme agli altri, per strada. E poi c'è un'incidenza enorme di malattie, ricoveri ospedalieri, tumori. Bernard Dubois organizza la bancarella del commercio solidale che espone le sue merci (caffè, cacao, olio d'oliva palestinese, cartoline) nel mercatino accanto alla basilica di Saint Eustache: "Cuciniamo anche dolci perché così aumentiamo il profitto col valore aggiunto del lavoro. Stiamo chiedendo la deroga amministrativa per la licenza di venditori di strada, di solito concessa solo per imprese individuali che espongono tutta la settimana, mentre noi esponiamo solo una volta o due". Bernard, sulla cinquantina, grande e grosso, con gli occhiali, è responsabile anche di tenere le statistiche: sul foglio è registrato con una croce quale socio entra, e chi in quel giorno usa il bagagliaio: i tabulati vanno inviati al comune che ogni tre mesi valuta la riuscita del progetto. È l'ultima contraddizione: quanta burocrazia richiede il consentire una vita "senza legge"! Assessorati impegnati in valutazioni; reti di associazioni; consiglio di amministrazione di Mains Libres con riunioni, ordini del giorno; assemblee, elezioni per presidente, vicepresidente, segretario. E' l'impensato circuito logico di queste vite, dei volontariati innescati, delle azioni intraprese. È quest'impalcatura di realtà che a poco a poco si stratificano sui vari piani dell'esistenza, invisibili a uno sguardo distratto che vede un barbone seduto sul marciapiede.

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Con i magistrati manager la giustizia spende meno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso pilota La procura di Bolzano è riuscita ad abbattere costi e accelerare procedure con i contributi del Fondo sociale europeoIl futuro Una Carta dei servizi per chi ha a che fare con le aule giudiziarie e bilanci verificabili sulle spese degli uffici Con i magistrati manager la giustizia spende meno E si accorciano i tempi dei processi "Cominciamo da una cosa facile facile: la cortesia, che poi è sempre un biglietto da visita. Se arriva qualcuno che sbaglia porta la risposta giusta non è "io non c'entro, se ne occupa un altro ufficio". Diventa: "Io non c'entro ma ora l'accompagno", oppure "ora le mostro dove andare". Siamo talmente poco abituati alla cortesia che un giorno mi è arrivato un mazzo di fiori da un'avvocatessa di Mantova solo perché al telefono le avevano passato me per errore e io l'ho tenuta in linea finché non ho trovato l'ufficio e la pratica che cercava. Sembrava scandalizzata che lo facessi io e non un centralinista.". E' così Cuno Tarfusser, il procuratore capo a Bolzano: fanatico del buon servizio anche per questioni minute come quella dell'avvocatessa mantovana. Parola d'ordine: efficienza. Nemico dell'iper-burocrazia, Tarfusser è riuscito a diventare un modello per gli uffici giudiziari di tutt'Italia ottenendo per primo (e aprendo la strada a tutti gli altri) un finanziamento di 200 mila euro dal Fondo Sociale Europeo. Era il 2004: con quei soldi il Fondo accettò una scommessa, lui una sfida. Tarfusser era convinto che il suo "progetto pilota di riorganizzazione e ottimizzazione della procura di Bolzano" potesse funzionare. E a giudicare col senno del poi si può dire: ha funzionato davvero. Così bene che dal Fondo è arrivata la disponibilità a rimettere in campo nuovi finanziamenti (passando attraverso le Regioni che poi li distribuiscono) e che i guardasigilli Mastella prima e Alfano poi, hanno preso a modello il "caso Bolzano". L'intenzione è replicarlo nelle altre sedi giudiziarie. Ed è per questo che il procuratore altoatesino è stato convocato più volte a Roma: il ministero vuole capire come estendere al resto del Paese le sue "best practices". L'ultima seduta romana è di pochi giorni fa, alla Commissione giustizia della Camera. Da lì la presidente Giulia Buongiorno fa sapere che "sì, le buone pratiche del procuratore Tarfusser meritano tutto il nostro aiuto. Bolzano ha creato una specie di tam tam dell'efficienza e noi ora stiamo raccogliendo le idee che vengono anche da altri magistrati, per esempio il presidente del tribunale di Torino, Barbuto. Stiamo mettendo assieme ogni spunto e poi si potrà pensare a tradurre tutto questo in un disegno di legge partendo dall'idea base di Bolzano: umanizzare, valorizzare e ottimizzare le risorse umane riducendo gli sprechi. Si tratta di cose semplici ma efficaci". Un esempio? L'atto di citazione di un testimone. Di solito sono due righe per dire "venga alla tal ora nel palazzo di giustizia tal dei tali". A Bolzano allegano la piantina della città, danno indicazioni su come raggiungere il tribunale e dove trovare parcheggio. Altro esempio: non è raro arrivare a un'udienza, a un interrogatorio, a un incidente probatorio e sentirsi dire che è tutto rinviato. A Bolzano, salvo emergenze dell'ultima ora, si avvisano le parti evitando a tutti inutili perdite di tempo. Avvocati-procura, un binomio spesso a tasso zero di cooperazione. Eppure nella procura altoatesina si cerca di tener conto delle esigenze (soprattutto quelle amministrative) della difesa: con questionari periodici per avere indicazioni su suggerimenti e necessità dei legali e per sapere se sono soddisfatti del servizio. Realizzato il progetto finanziato per il periodo 2000-2006, Bolzano è già schierata in prima fila per avere altre risorse dal Fondo sociale europeo per il 2007-2013. E il risultato più evidente che porta "in dote" riguarda la riduzione dei costi: più che dimezzati (65% in meno) nel giro di nemmeno tre anni. La procura bolzanina sosteneva spese di giustizia per 2 milioni di euro nel 2003, prima che partisse il piano di riorganizzazione. Nel 2006 la cifra per la giustizia era di 620.000 euro. "I numeri sono già in sé significativi - dice lo stesso Tarfusser -. Lo sono ancora di più se si pensa che la mole di lavoro è rimasta invariata e la qualità del servizio è addirittura migliorata. Come abbiamo fatto? Faccio l'esempio delle intercettazioni, che per le procure sono un capitolo di spesa consistente. Io non accetto più l'espressione "fonte confidenziale mi ha detto." per partire con una raffica di telefoni sotto controllo. Pretendo prima un'indagine ordinaria, informative documentate e valutazione dei responsabili di polizia, carabinieri o chicchessia. Che si assumano anche loro delle responsabilità: che mi dicano "qui si deve procedere per questo e quest'altro motivo". Prima tutto questo, poi si intercetta. Fatti salvi i motivi di urgenza, s'intende.". Altra questione: le revoche delle intercettazioni. Spesso si lasciano scadere i termini per i quali l'intercettazione è stata richiesta (in media un mese) anche se dopo i primi 10-15 giorni è ragionevole supporre che da quella linea non verranno indicazioni utili per le indagini. "Ecco, di solito i pm pensano "lasciamo scadere i termini e poi non rinnoviamo più". E' sbagliato. La giustizia costa. Se non serve tenere sotto controllo una linea si revoca tutto, subito", si infervora Tarfusser. "E il discorso vale anche per i servizi di pedinamento e appostamento". Nella "produzione" di efficienza Bolzano mette in conto anche la pubblicazione di una Carta dei servizi (informazioni pratiche con un linguaggio a misura di cittadino per ogni genere di operazione) e dei bilanci sociali (il rendiconto annuale relativo a ciascun settore e prestazione della procura); poi c'è la riorganizzazione dell'ufficio dei pubblici ministeri, ciascuno dei quali dispone di quattro ufficiali di polizia giudiziaria, "con beneficio dei tempi dell'amministrazione della giustizia ordinaria", assicura Tarfusser. Il procuratore cita con orgoglio la sua (primo Ufficio giudiziario in Italia) "Certificazione ISO 9001-2000" (valutata dalla Dekra Certification di Milano): è una sorta di "bollino blu" che testimonia il sistema di qualità usato nelle procedure amministrative, garanzia del fatto che si è capaci di pianificare e portare a buon fine le proprie attività. Ci riusciranno anche gli altri? Le procure dell'Aquila e di Pescara sono "sulla via di Bolzano"! dall'inizio dell'anno. Con l'aiuto della società di consulenza padovana Emme & Erre (la stessa che ha lavorato per Bolzano) preparano ciascuna un sito Internet interattivo e una carta dei servizi da sottoporre a settembre al Fondo europeo. E con l'autunno debutteranno anche i progetti selezionati dal Ministero della giustizia tra i cento uffici giudiziari che vorrebbero riorganizzarsi. Nel frattempo Bolzano chiede al futuro altra efficienza "perché ai limiti di miglioramento non c'è mai fine", per dirla con Tarfusser. Se dal Fondo sociale arriveranno gli attesi nuovi finanziamenti, stavolta si punterà con più decisione che in passato al miglioramento del rapporto con l'utenza: per esempio si cercherà di creare uno sportello virtuale che garantisca il dialogo continuo fra la procura e l'esterno, che sia abbastanza interattivo da rivelare lo stato di un procedimento a chi è autorizzato a conoscerlo, che controlli la gestione delle pratiche in tempo reale, che elimini i mille passaggi cartacei delle cancellerie di oggi. Non sarà facile "ma io ho la presunzione di sapere dove mettere le mani", valuta Tarfusser. Sembra una promessa. Giusi Fasano stampa |.

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E intanto gli agriturismi aspettano le spighe (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sempre più forte la richiesta di una classificazione nazionale al ministero delle Politiche agricole C ome va il "piccolo turismo", cioè il turismo di nicchia gestito da piccole imprese? Bene nei segmenti a minor prezzo, come agriturismo e parchi di divertimento, decentemente nel lusso o alta qualità, tipo Relais & Chateaux, dove a partire dalla primavera è diminuito il turismo americano. Nell'agriturismo gli italiani non sono secondi a nessuno. Come dice il presidente di una delle tre grandi associazioni, Walter Trivellizzi di Turismo Verde (Confederazione italiana degli agricoltori), le aziende sono 18.000 e solo in Italia sono collegate (legge-quadro n. 96 del 2006) obbligatoriamente alla produzione locale dell'azienda agricola, che deve fornire in quantità prevalente i cibi dalla produzione propria o di aziende vicine. Anzi poiché manca ancora una classificazione dei siti, Trivellizzi propone di assegnare cinque spighe (preferite alle stelle) a chi, ad esempio, mette in tavola il 90% di produzione propria: per chi cerca pace e natura, l'alimentazione è più importante del TV e del frigobar in camera. La questione dipende ora dal ministro Luca Zaia, perché è stato riconosciuto argomento di interesse nazionale, non delegabile alle singole regioni, dove dominano i tre leader Toscana, Trentino Alto Adige e Veneto. È vero che, secondo un'indagine (un po' datata) dell'Osservatorio nazionale, l'offerta ricettiva riguarda pochi percento di quella nazionale, ma si tratta di un settore di moda, in grande crescita. L'agriturista è italiano ma anche in buona percentuale straniero, viaggia con la famiglia, si ferma dai 3 ai 6 giorni. L'albergatore è donna e ha meno di 40 anni. Apre un agriturismo per valorizzare un patrimonio fondiario, incrementare il reddito dell'azienda agricola, ma anche per cambiar vita. Quando l'azienda agricola è vinicola, spesso all'ospitalità si aggiunge la cantina, alla moda francese. Così fanno ad esempio ad Asti, come mi dice Terranostra (Coldiretti). Da poco si diffondono fattorie didattiche, occasioni per capire la cultura rurale e magari ricevere qualche ripetizione, visto che sono tornati di moda gli esami a settembre. Interessante che le tre grandi associazioni (la terza è Confagricoltura), invece di farsi la guerra, si sono unite in un consorzio unitario, Anagritour. All'estremo opposto dell'offerta c'è il lusso dei Relais & Chateaux: sono solo 40 in Italia e hanno una "luxury alliance" con The Leading Hotels of the World. Ma si tratta di un'alleanza nel marketing: le aziende restano single e si tratta di Pmi. Lo spiega A Corriere Economia Leopoldo Montresoro, titolare di un relais molto prestigioso: la Villa del Quar di Pedemonte (Verona). Dalle stelle agli alberi: c'è chi vuol farsi una vacanza o una gita sugli alberi e adesso anche in Italia trova un'offerta varia. Sono 5 i costruttori di parchi riuniti nell'Associazione dei Parchi Avventura, mentre i parchi italiani sono 90, gestiti da quasi altrettante piccole aziende. Sono in crescita e recentemente hanno recepito anche una normativa europea, che ha contribuito a metterli in regola (la sicurezza è il requisito principale), ma non completamente al riparo dalla burocrazia locale, che talvolta li perseguita. C'è da sperare in Calderoli. franco_morganti@libero.it.

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La giunta fa retromarcia per le proteste (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Disturba il vicinato": una disabile sfrattata dal comune di Genova GENOVA Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perché la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vicini di casa, un alloggio popolare. Ma l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino (Prc), assicura: "Lo sfratto avviato dagli uffici, è stato revocato appena venuto a conoscenza del mio assessorato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, venuta a galla ieri, è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni legali, ha deciso di fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune. L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la madre della donna disabile, tuttavia ha ribadito di non aver ricevuto dal comune nessuna comunicazione che revocasse lo sfratto."Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al Tar - ha spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal comune c'era scritto che il rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva 60 giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine chiarito: "Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo ancora annullato, perché prima dobbiamo invalidarlo".Pastorino ha poi commentato: "Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche sociali e alle politiche della casa, cioé a Roberta Papi e a me". "Noi - ha aggiunto - ne siamo venuti a conoscenza alcune settimane fa quando la collega Papi ha saputo della vicenda dai legali stessi della famiglia, che già è seguita dai servizi sociali. Immediatamente mi ha riferito e di concerto si è deciso il blocco del procedimento"."Il che significa - ha spiegato - che abbiamo detto ai nostri uffici che il procedimento non si va a fare. Quando sarebbe arrivata l'infausta esecuzione di sfratto non si sarebbe data la disponibilità a procedere allo sfratto". "Ora - ha precisato - stiamo studiando la possibilità di invalidare l'atto di partenza quindi di vedere di annullare la lettera che ha dato il via alla procedura di esecuzione". La lettera comunque, secondo Pastorino, è stata inviata dalla direzione come atto dovuto su segnalazione di Arte, ente gestore dell'abitazione, di incompatibilità sociale di questa famiglia con il resto degli inquilini. Pastorino ora per risolvere il "pasticciaccio" ha proposto: "Visto che questa famiglia ha già avuto tre esecuzioni di sfratto per ragioni analoghe, noi siamo disponibili, se la famiglia lo vuole, senza alterare minimamente l'integrità del nucleo familiare, trovare soluzioni abitative compatibili con il patrimonio pubblico che la mettano in situazione di minore impatto con il resto degli inquilini"."L'intendimento mio e della Papi - ha concluso - è quello di anticipare se possibile il pronunciamento del Tar e di annullare l'atto di partenza. In questo senso ho anche parlato con l'assessore competente Berruti della Regione, segnalandogli la circostanza perché si possa trovare l'intesa anche con Arte, l'ente gestore".

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Disabile disturba i vicini, sfrattata (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Genova. Ma l'assessore alle politiche della casa assicura che la decisione è stata poi revocata Disabile disturba i vicini, sfrattata Provvedimento del Comune ad un'insegnante con figlia invalida GENOVA. Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali di Genova perchè la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74 per cento, disturba con le sue urla i vicini di casa. La vicenda è avvenuta in un condomio di alloggi popolari. Ma l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino (Prc), assicura: "Lo sfratto avviato dagli uffici, è stato revocato appena venuto a conoscenza del mio assessorato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne, denunciata ieri mattina da "La Repubblica", è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni legali, ha deciso di fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune. L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la madre della donna disabile, tuttavia ha ribadito di non aver ricevuto dal Comune nessuna comunicazione che revocasse lo sfratto. "Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al Tar - ha spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal Comune c'era scritto che il rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva 60 giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine chiarito:"Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo ancora annullato, perchè prima dobbiamo invalidarlo". Pastorino ha poi commentato:"Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche sociali e alle politiche della casa, cioè a Roberta Papi e a me".

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Le associazioni imprenditoriali: dalla convergenza con i sindacati, un'azione condivisa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 07/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO Le associazioni imprenditoriali: dalla convergenza con i sindacati, un'azione condivisa Roberto Guseo (Aib) "Sono migliaia i dipendenti delle imprese associate che già hanno partecipato ai corsi di formazione realizzati grazie ai finanziamenti di Fondimpresa", spiega Roberto Guseo, responsabile Relazioni Industriali dell'Associazione industriale bresciana. "Di fronte ad una domanda di formazione qualificata in costante aumento abbiamo lavorato per costruire una offerta formativa di qualità, diversificata e flessibile, ma anche sistematica e strutturale. Perché l'economia cambia ad una velocità impressionante, impensabile solo fino a qualche anno fa, e l'acquisizione di nuove conoscenze, competenze e capacità è il necessario supporto alla via obbligata dell'innovazione di prodotto e di processo". Investire nella formazione significa lavorare sia per una maggiore competitività delle aziende che per una migliore occupabilità delle persone. "Forse per questo - prosegue Guseo - la formazione è il tema su cui abbiamo trovato più spiccata convergenza con le organizzazioni sindacali, creando i presupposti di un'azione condivisa di ampio respiro. Solo così è stato possibile progettare e realizzare interventi importanti, anche su temi delicati come la sicurezza sul lavoro. Certo si può fare ancora molto, ma siamo nel complesso soddisfatti dei risultati fin qui raggiunti, cui ha contribuito anche l'indiscussa professionalità di Isfor 2000 nella elaborazione dei progetti e nella predisposizione dei corsi". "Abbiamo dimostrato che anche a Brescia, nonostante le storiche anomalie sindacali, si possono accantonare le diffidenze, per dialogare e cogliere le opportunità. Così come sempre dovrebbe essere in un sistema di relazioni industriali moderno, capace di generare valore, ottimizzare le risorse disponibili e trovare soluzione ai problemi emergenti". Positivo anche il giudizio di Monica Brugnoli, responsabile dell'area internazionalizzazione dell'Associazione industriali di Cremona. "Avevamo esaurito tutti i fondi destinati a noi - spiega - e abbiamo potuto utilizzare le risorse che erano rimaste inutilizzate nelle province di Bergamo e Mantova. Sia Brescia che Cremona, pur essendo una provincia più piccola, hanno registrato un forte successo del progetto: la collaborazione con Isfor 2000 ha fornito ottimi risultati anche sul nostro territorio. La stessa percezione del valore della formazione è cresciuto negli anni, dal 2003 quando siamo entrati in Fondimpresa, anno in cui abbiamo iniziato a comunicare alle aziende l'esistenza di questa opportunità. La percezione è aumentata sia da parte delle aziende sia dei lavoratori: si è capito che è il capitale umano a fare la differenza nel successo di un'impresa". Ci sono comunque ancora dei punti da migliorare, come la burocrazia. "Soprattutto per le piccole e medie imprese, che fanno più fatica a far fronte a tutti i dati che occorre raccogliere per l'attivazione di un corso di formazione. L'aspetto burocratico ha bisogno di essere limato, per il resto è una grande soddisfazione". (lm).

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Kamikaze fa strage di poliziotti vicino alla Moschea Rossa: almeno 15 morti (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 07/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO ED ESTERO PAKISTAN: ANCORA TERRORE A ISLAMABAD NEL LUOGO DI CULTO NOTO NEL MONDO COME "COVO" DI TALEBANI Kamikaze fa strage di poliziotti vicino alla Moschea Rossa: almeno 15 morti Islamabad, soccorsi a uno dei feriti a causa dell'attentato ISLAMBAD (Pakistan) - Un uomo imbottito di esplosivo si è fatto saltare in aria ieri tra i militari che stavano facendo defluire la folla nel centro di Islamabad, dopo una manifestazione organizzata per ricordare gli oltre cento morti dell'assalto compiuto l'anno scorso contro la Moschea Rossa di Islamabad. Il bilancio, secondo le autorità, è di 15 morti e una ventina di feriti, alcuni in gravi condizioni. Una strage di soldati, insomma, per commemorare la settimana di sangue di un anno fa. Cominciata il 3 luglio con uno scontro a fuoco tra uomini armati asserragliati nella moschea e militari, si era conclusa il 10 e l'11 con il massacro di decine di studenti e integralisti, ma anche di donne e bambini, da parte dell'esercito e delle forze di sicurezza. Ieri migliaia di manifestanti considerati vicini ai talebani e ad al Qaida si erano radunati fin dalle prime ore della giornata nei pressi del luogo di culto, in pieno centro, per rendere omaggio ai "martiri" e per scandire slogan contro il presidente Parvez Musharraf "amico degli Stati Uniti". Tutto si era svolto senza problemi, la polizia aveva istituito un perimetro di sicurezza intorno alla moschea, resa inaccessibile alle autovetture anche con filo spinato e cavalli di frisia. Molti manifestanti erano stati perquisiti nella calma, senza che si creassero tensioni. Ma quindici minuti dopo che gli organizzatori avevano dichiarato chiuso il raduno, mentre la gente se ne stava andando, un kamikaze a piedi si è avvicinato a un nutrito drappello di poliziotti che - a un centinaio di metri dalla Moschea Rossa - stavano facendo defluire la folla. E ha fatto esplodere l'ordigno che aveva addosso. "I nostri uomini erano l'obiettivo principale dell'attentato", ha dichiarato un ufficiale aggirandosi in uno scenario diventato ancora una volta di guerra, tra i corpi smembrati e le urla dei feriti. In serata si è saputo che tra le vittime vi è anche un civile. A Islamabad l'ultimo attentato era stato compiuto poco più di un mese fa: un kamikaze a bordo di un'auto si era fatto saltare in aria all'ingresso dell'ambasciata danese uccidendo sei persone e ferendone altre 20. Un covo dell'integralismo islamico e dei talebani nel cuore di Islamabad: con i suoi appelli alla Jihad e le sue azioni estremiste la Moschea rossa, il "Lal Mashid", è stata una costante fonte di preoccupazione per il governo pakistano del generale Pervez Musharraf. Tra le mura rosse del tempio hanno trovato rifugio negli anni scorsi numerosi esponenti dell'ala integralista dell'Islam, guidati da due fratelli, i religiosi Abdul Aziz e Abdur Rashid Ghazi, quest'ultimo rimasto ucciso nell'assalto alla Moschea Rossa dell'anno scorso. Sono figli di Mohammad Abdullah, sostenitore dei talebani e seguace di Osama Bin Laden, che aveva incontrato in varie occasioni prima di essere assassinato nel 1998 proprio nella moschea. Popolare tra i membri dell'esercito e della burocrazia pakistana per i suoi sermoni, Abdullah non risparmiava neppure messaggi a favore della Guerra santa.

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Il Trattato e un'Europa di stranezze (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nazionale pag. 6 Il Trattato e un'Europa di stranezze Centomila no hanno superato i sì nel referendum irlandese: così è stato bloccato il Trattato di Lisbona. L'Irlanda ha meno dell'1% dei 490 milioni di persone che costituiscono la popolazione dell'Ue ed è passata in tempi brevi da una situazione economico-sociale di notevole depressione alle vette della classifica europea del prodotto interno lordo pro capite particolarmente in forza degli aiuti europei molto rilevanti: 40 miliardi netti di euro. Brian Cowen non è un cittadino qualsiasi: è il premier irlandese; eppure ha dichiarato alla vigilia del voto di non aver letto il Trattato di Lisbona. Nel recente allargamento dell'Ue alcuni nuovi Paesi, in un'ottica molto particolaristica, hanno usato frequentemente e disinvoltamente il diritto di veto. Repubblica Ceca e Polonia, i più tiepidi rispetto al Trattato di Lisbona, esercitano forti sollecitazioni per il rapido allargamento dell'Ue ad altri Paesi: posizioni contraddittorie. L'aumento dei Paesi membri richiede innovazioni nelle istituzioni e nei meccanismi decisionali per evitare rischi di paralisi; "casa comune europea", non rissoso condominio. Non pochi governi per ragioni arcaiche di prestigio nazionale non vogliono trasferire all'Ue le necessarie competenze ma tendono a scaricare sulla stessa Europa le responsabilità delle mancate risposte ai problemi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea chiamando in causa l'Europa - e in particolare la Commissione europea, la burocrazia di Bruxelles - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". Ognuno quindi deve assumersi le proprie responsabilità. È necessario procedere alle ratifiche del Trattato di Lisbona. Ma è indispensabile anche una riflessione sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale in evoluzione. In questi giorni ci sono state polemiche nei confronti della Banca centrale europea. Ma chi ha lasciato questa pressoché sola, non realizzando un adeguato governo dell'economia e non procedendo nell'unione politica? Ora è diventato essenziale anche assegnare al Parlamento europeo un'importanza fondamentale, con l'obiettivo di dare all'Europa un ruolo adeguato e insieme meccanismi efficienti e democratici.

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Lagunare ferito in Iraq rischia il congedo per convalescenza lunga (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Lunedì 7 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Lagunare ferito in Iraq rischia il congedo per convalescenza lunga Roma ? Ferite troppo lievi per la concessione del "Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo gravi per restare nella Forza armata: è la contraddizione vissuta da un giovane militare italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla stessa bomba che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto ad una "procedura di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004 quando alle 5 del pomeriggio una bomba cade a pochissimi metri da tre lagunari.

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Noi ammalati, lasciati soli e discriminati (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome di Sjögren non è stata riconosciuta come malattia rara, una decisione che comporta pesanti ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre, che si sente un malato di serie B", commenta la dottoressa Lucia Marotta, che ha messo a frutto la sua esperienza di malata per aiutare gli altri attraverso l'associazione AniMaSS. "Le mie telefonate e i miei viaggi a Roma", conferma la presidente di AniMaSS, "non hanno sortito alcun effetto, la nostra sindrome è stata esclusa dall'elenco delle malattie rare, che in quanto tali comportano alcuni benefici per il malato, quali l'esenzione dal ticket sui farmaci. Come associazione abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere, compreso la diffusione della prima indagine epidemiologica sulla sindrome, che abbiamo consegnato alla commissione. In Italia siamo meno di 16mila malati e quindi la sindrome di Sjögren è palesemente una malattia rara e non si capisce la discriminazione nei nostri confronti". La dottoressa Marotta ha chiesto al sottosegretario al Welfare, la veronese Francesca Martini, un interessamento, "per capire i motivi che hanno comportato l'esclusione della sindrome, che pure è una malattia grave e altamente invalidante". A quanto pare, però, sono in stand-by anche le nuove 109 patologie inserite nell'elenco delle malattie rare: "L'entrata in vigore", spiega Marotta, "è stato sospeso per mancanza della copertura finanziaria". I malati, inoltre, si lamentano per la discriminazione cui sono oggetto in Veneto, regione che riconosce ai malati un assegno mensile di 50 auro quale contributo per l'acquisto di farmaci di fascia C e parafarmaci. "L'assegno è riconosciuto a coloro che hanno un reddito inferiore ai 29mila euro l'anno", spiega Marotta, "e consideriamo questa scelta un'ulteriore disciminazione nei nostri confronti. Perchè per i malati di sindrome di Sjögren il contributo è legato al reddito, mentre chi soffre di celiachia, ancorchè milionario, può usifruire dell'esenzione dal ticket e di sconti sui prodotti senza glutine?".

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Tursi, 2 mesi fa bloccato sfrattodi pensionata e figlia disabile (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Riconosciuto l'errore "QUESTA triste vicenda, nata da un errore dei nostri uffici, è stata conclusa qualche settimana fa. Troveremo una soluzione al problema di questa famiglia, che in ogni caso non verrà separata". Così Bruno Pastorino, assessore alle Politiche della Casa, chiarisce l'episodio che vede come protagonisti i suoi uffici, colpevoli di aver inviato lo sfratto a una famiglia composta da una pensionata e da sua figlia affetta da una grave forma di disabilità semplicemente perché la seconda urlava di continuo. Questa storia, finita al Tar, è finita subito dopo essere cominciata. Lo sfratto era partito da una segnalazione di Arte, e poi era arrivato all'attenzione dell'assessorato comunale. Qui un funzionario aveva preso un'infausta iniziativa, scrivere alla Asl 3 per segnalare il caso e la possibile soluzione: sfrattare la famiglia dalla casa popolare o ricoverare la disabile in una struttura residenziale protetta. La scelta era caduta sul primo provvedimento. Una volta venuta a conoscenza del problema, l'assessore ai Servizi sociali Roberta Papi ne ha parlato col collega Pastorino, e insieme hanno deciso di bloccare lo sfratto. "Dove non è arrivata la burocrazia è arrivata la politica", dicono dal Comune. Ora, nei primi giorni della settimana, si cercherà anche di annullare il provvedimento con il quale il Comune ha dato via al procedimento di sfratto. Il permanere della lettera di richiesta, infatti, potrebbe rendere tecnicamente possibile il controricorso di altri condòmini che da tempo lottano contro i rumori prodotti dalla famiglia. Una soluzione, forse, verrà dai lavori di insonorizzazione che il Comune sta pensando di realizzare nell'appartamento in questione. 07/07/2008.

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Sarli day, ovazioni e polemiche "la politica snobba la moda" - giovanna vitale (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Roma Sarli day, ovazioni e polemiche "La politica snobba la moda" GIOVANNA VITALE Sarà pur vero che, come sostiene il braccio destro di Fausto Sarli, uno degli ultimi grandi sarti dell'haute couture romana, "la politica snobba la moda e questo non fa bene né al settore né all'economia: alla nostra sfilata li avevamo invitati tutti, compreso il ministro Carfagna che abbiamo vestito quando faceva la showgirl, ma alla fine ha confermato solo la sorella di Alemanno; il sindaco, la moglie e Gianfranco Fini, che pure avevamo chiamato perché per tanti anni abbiamo confezionato il guardaroba della ex consorte, hanno declinato". Anche se Alemanno comparirà alla cena di Vogue subito dopo la sfilata. Però è altrettanto vero che AltaRoma incassa un'adesione importante, quella della Provincia, che per la prima volta entra nel capitale della società controllata dalla Camera di Commercio, rilanciando il consorzio partecipato da Comune e Regione che "sotto elezioni, nel passaggio da un'amministrazione all'altra, ha un po' sofferto" conferma la presidente Nicoletta Fiorucci. Ingresso che testimonia "quanto noi crediamo nei giovani talenti e in AltaRoma come grande motore di arte, cultura e sviluppo della capitale", sottolinea Nicola Zingaretti, lanciando un'idea affascinante: "La Provincia" dice "contribuirà investendo risorse per la formazione e mettendo a disposizione alcune location per le sfilate. Penso a Villa Adriana e al Castello di Santa Severa, che stiamo finendo di restaurare". Una buona notizia considerando "i dati dell'export nel comparto della moda romana, che negli ultimi anni è cresciuto di ben 14 punti, segnando solo quest'anno un +5,6%" spiega l'assessore regionale al Commercio, Francesco de Angelis. Sarà pure per questo che ieri, all'inaugurazione del calendario, l'assessore comunale Umberto Croppi ha confermato che la giunta di centrodestra continuerà il suo impegno nella moda, annunciando la creazione di un'agenzia taglia-burocrazia per i giovani creativi e l'incontro del sindaco mercoledì in Campidoglio con tutti gli stilisti partecipanti alla kermesse. Il primo giorno di calendario è stato aperto dalle sfilate dei giovani talenti selezionati dal concorso "Who's on next" e si è concluso con il trionfo di Sarli, aperto e chiuso dalla top Maria Carla Boscono, al quale il couturier napoletano ha dedicato lo splendido abito da sposa finale ("Un po' pazzo come lei" ha chiosato il maestro) che ha fatto emozionare il neo-fidanzato Marco Apolloni, romano de Roma. Sapremo presto se son fiori (d'arancio). Quarantadue capi raffinatissimi in chiave vintage, rivisitazione di una precedente collezione Sarli dell'85 ispirata ai cerchi: maniche e colli di volpe bianca o nera; cappe circolari, pantaloni a fuso; tubini con tagli anatomici; ricami di jais e cristalli; cappottini geometrici. Applausi da stadio.

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E il decano mette a nudo il caso tirrenia<alitalia del mare, vive coi nostri soldi> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

E il decano mette a nudo il caso tirrenia"alitalia del mare, vive coi nostri soldi" pubblico e privato genova. Il patriarca degli armatori italiani, Aldo Grimaldi, ne ha anche per Tirrenia, che lui stesso definisce l'"Alitalia del mare". "Si è parlato di utile di Tirrenia per l'anno 2006 di 23 milioni di euro. Un'affermazione errata perché Tirrenia gode di sovvenzioni per ben 200 milioni all'anno - dice Grimaldi -. Sarebbe più corretto affermare che ha avuto una perdita di 177 milioni di euro". "L'armamento privato italiano è presente in maniera massiccia su tutte le linee Sardegna e Sicilia gestite anche da Tirrenia. Non vedo quindi la necessità della presenza di una società pubblica che, tra l'altro, ci fa la concorrenza usando i nostri soldi. Ecco la ricetta di Grimaldi: scorporare le quattro regionali che faranno capo alle rispettive regioni (e nei loro bilanci), ripulire l'azienda da oneri impropri, rendere l'azienda più efficiente e quindi più economica, e poi metterla in vendita sul mercato e cederla al migliore offerente - possibilmente una cordata nazionale, che dia anche maggiori garanzie di conoscenza del settore. "I bilanci Tirrenia 2007 - 2008 saranno in perdita: per la riduzione del traffico turistico, per la forte concorrenza di altri vettori, per l'elevato costo del combustibile", dice Grimaldi. "Ogni ritardo non va a favore, ma a danno dell'azienda. Bisogna quindi decidere. Mi auguro che le voci di molti riuniti alla 48 ore del mare possano vincere il "silenzio assordante" della burocrazia e consentire di procedere verso una modernizzazione che permetta all'armamento e all'economia di ritrovare motivazioni e stimoli per proseguire nella crescita". 07/07/2008.

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Figlia disabile disturba i vicini: sfrattate (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Figlia disabile disturba i vicini: sfrattate Genova, pasticcio burocratico. Poi l'assessore revoca il provvedimento La donna vive in una casa popolare con la mamma pensionata GENOVA. Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perchè la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vicini di casa, un alloggio popolare. Ma l'assessore alle politiche della casa, Bruno Pastorino (Prc), assicura: "Lo sfratto avviato dagli uffici è stato revocato. Dove non è arrivata la burocrazia è arrivato il buon senso politico". La difficile situazione delle due donne è da tempo seguita dai servizi sociali del comune di Genova sempre a causa delle lamentele dei vicini. La madre della disabile, nonostante la sua magra pensione, in tutti questi anni ha pagato regolarmente l'affitto dell'alloggio comunale. Ora, assistita da alcuni legali, ha deciso di fare ricorso al Tar contro l'ultimatum del Comune. L'avvocato Paolo Bonanni, che assiste la madre della donna disabile, tuttavia ha ribadito di non aver ricevuto dal Comune nessuna comunicazione che revocasse lo sfratto. "Abbiamo perciò presentato nei termini di legge il ricorso al Tar - ha spiegato -. Nella comunicazione ricevuta dal Comune c'era scritto che il rapporto di locazione doveva intendersi risolto e che la mia cliente aveva 60 giorni di tempo per ricorrere". L'assessore Pastorino ha infine chiarito: "Noi abbiamo bloccato la procedura, ma l'atto non l'abbiamo ancora annullato, perché prima dobbiamo invalidarlo". Pastorino ha poi commentato: "Mentre confermo una grande stima professionale nei confronti di Maria Caterina Cifatte, direttrice delle Politiche della casa, che ha avviato il procedimento di sfratto, credo che la lettera non andasse inviata senza una preventiva consultazione informativa agli assessori alle politiche sociali e alle politiche della casa, cioè a Roberta Papi e a me". "Noi - ha aggiunto - ne siamo venuti a conoscenza alcune settimane fa quando la collega Papi ha saputo della vicenda dai legali stessi della famiglia, che già è seguita dai servizi sociali. Immediatamente mi ha riferito e di concerto si è deciso il blocco del procedimento". "Il che significa - ha spiegato - che abbiamo detto ai nostri uffici che il procedimento non si va a fare. Quando sarebbe arrivata l'infausta esecuzione di sfratto non si sarebbe data la disponibilità a procedere allo sfratto". "Ora - ha precisato - stiamo studiando la possibilità di invalidare l'atto di partenza quindi di vedere di annullare la lettera che ha dato il via alla procedura di esecuzione". La lettera comunque, secondo Pastorino, è stata inviata dalla direzione come atto dovuto su segnalazione di Arte, ente gestore dell'abitazione, di incompatibilità sociale di questa famiglia con il resto degli inquilini. Pastorino ora per risolvere il "pasticciaccio" ha proposto: "Visto che questa famiglia ha già avuto tre esecuzioni di sfratto per ragioni analoghe, noi siamo disponibili, se la famiglia lo vuole, senza alterare minimamente l'integrità del nucleo familiare, trovare soluzioni abitative compatibili con il patrimonio pubblico che la mettano in situazione di minore impatto con il resto degli inquilini".

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Rischiò di morire in iraq l'esercito voleva cacciarlo (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Rischiò di morire in Iraq l'esercito voleva cacciarlo ROMA. Ferite troppo lievi per la concessione del "Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo gravi per restare nelle forze armate: è la contraddizione vissuta da un giovane militare italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla stessa bomba che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto ad una "procedura di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004. A Nassiriya da due giorni era in corso la seconda "battaglia dei ponti". Fin dalla mattina i colpi iniziano a cadere all'interno della base Libeccio, presidiata dagli italiani, ma il dramma si consuma alle 5 del pomeriggio, quando una bomba cade a pochissimi metri da tre lagunari. Tra loro Vanzan, 23 anni. E' gravissimo. Muore sotto i ferri qualche ora dopo. Gli altri restano gravemente feriti. Uno dei due ha lesioni da schegge alle gambe (con varie fratture) e in altre parti del corpo. In Italia sarà sottoposto a ripetuti e delicati interventi chirurgici. Scampato alla morte in Iraq, il giovane caporale è rimasto però vittima della burocrazia una volta tornato in Italia. Passato in forza ad un distretto militare, era ancora convalescente quando gli vennero sospesi gli stipendi di ottobre e novembre 2004 avendo superato i giorni di convalescenza previsti per il personale in "ferma breve". Il congedo è stato però stoppato dallo Stato maggiore dell'Esercito che ha disposto il suo trattenimento in servizio permanente effettivo.

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IL DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e la (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SARZANA pag. 28 IL DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e la... IL DESTINO lo ha portato via a soli 18 anni spezzando la sua vita e lasciando nel dolore i familiari e tanti amici. Niccolò Nucera, il giovane di Sarzanello prematuramente scomparso a Pasqua, era uno studente dell'Ipsia Chiodo e proprio in questi giorni un suo insegnante ha chiesto al Ministero la possibilità di consegnare alla famiglia il diploma. Un semplice attestato, un ricordo per un ragazzo che dopo aver interrotto gli studi aveva ripreso con grande impegno la quinta. Ma la risposta è stata negativa. I diplomi ad honorem non sono previsti. "Siamo rimasti sorpresi ? spiega il padre Antonino ? e abbiamo apprezzato l'impegno del professor Mariotti che ha intrapreso il percorso documentandolo con gli ottimi voti conseguiti da Niccolò nel primo quadrimestre. Sarebbe stato un ricordo in più ma la burocrazia spesso non guarda ai sentimenti. Nico resta un punto di riferimento per tutti, io con la mamma Fioretta e la sorella Alessia continuiamo a ricevere affetto e donazioni che giriamo a enti di volontariato e ospedali".

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PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a combat (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA pag. 24 PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a combat... PROSEGUE la lotta al sommerso e all'irregolarità nel settore dell'edilizia e a combattere questo fenomeno a favore della legalità. In trincea ci sono imprese e sindacati, uniti nelle Casse Edili che, dal gennaio 2006, fungono da sportelli unici per il rilascio del Durc-Documento unico di regolarità contributiva: "Strumento prezioso e di assoluto rilievo strategico, che attesta il regolare versamento di contributi previdenziali e assistenziali nonché dei premi da parte delle imprese edili assicurate, appaltatrici di lavori pubblici e privati". Lo ha detto Leonardo Bianchelli, presidente della Cassa edile di Ancona, aprendo i lavori di un dibattito sul Durc con i rappresentanti delle funzioni edilizia e urbanistica di tutti i 49 Comuni della provincia di Ancona, ricordando che lo strumento, "a due anni dalla sua piena applicazione, ha mostrato di essere valido, pur necessitando ancora di messe a punto", relative ai tempi di emissione e a qualche incapacità organizzativa di alcune stazioni appaltanti. IL DURC, che dal 30 dicembre 2007 è obbligatorio anche per fruire dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall'ordinamento e per i benefici e le sovvenzioni che arrivano dalla Ue, "è frutto di un'operazione condivisa dalle organizzazioni datoriali e sindacali nell'ambito della lotta al sommerso ed è anche uno strumento per ridurre la burocrazia, in quanto diminuisce i tempi per le imprese e concentra in un solo atto ciò che prima doveva essere richiesto presso più uffici", hanno sottolineato Leonardo Lenci, segretario provinciale Filca-Cisl e e Calogero Vincilongo, direttore della Cassa Edile.

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Il Gandino non riesce a cambiar nome ma può salire di categoria (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA SPORT pag. 21 Il Gandino non riesce a cambiar nome ma può salire di categoria BASKET B2 BOCCIATE DALLA FEDERAZIONE LE TRE PROPOSTE AVANZATE. SERVE UN IMPIANTO NUOVO QUELLA DELLA denominazione della nuova società che ha completamente rilevato il Gandino sembra essere diventata una telenovela senza fine. Dagli uffici di Anzola sono stati proposti tre nomi, tutti puntualmente bocciati dal settore agonistico della Fip e, scadendo oggi il termine per l'iscrizione ai campionati nazionali dilettanti, molto probabilmente il club biancoblù risulterà iscritto con il vecchio nome, in attesa che finalmente la burocrazia dia il via libera a questo nuovo sofferto battesimo. Ufficialmente il club di Anzola dovrebbe militare nella serie B dilettanti (che in passato aveva l'etichetta di B2) ma nelle ultime ore sono diventate sempre più intense le voci di una possibile integrazione nella serie A dilettanti, per intenderci la vecchia B1. SONO PARECCHIE le società che rischiano di non iscriversi ai rispettivi campionati di appartenenza, per esempio Modena, mentre altre come Asti hanno già fatto sapere che rifiuteranno un eventuale ripescaggio. Il risultato è che il posto per il Bignami ci sarebbe. Ora si tratta di vedere se esistono i presupposti per un'operazione del genere, viste le tante questioni legate al salto di categoria. UNO DEI PRIMISSIMI problemi da risolvere sarebbe quello dell'impianto, in quanto il palazzetto di Anzola non avrebbe una capienza sufficiente e si dovrebbe cercare all'interno della provincia bolognese un'altra struttura dove disputare gli incontri. Massimo Selleri.

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Il made in Italy conquista la città olimpica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-07 - pag: 7 autore: Il made in Italy conquista la città olimpica Dai trasporti alle piste di atletica sono oltre quaranta le aziende coinvolte nella manifestazione Eleonora Della Ratta Fabrizio Patti Nel medagliere olimpico l'Italia ha già oltre 40 nomi,quelli delle aziende che l'8 agosto saranno a vario titolo presenti a Pechino. Anche se non ci saranno imprese italiane tra i grandi sponsor della manifestazione, il made in Italy è un po' ovunque e per trovarlo basta visitare il villaggio olimpico: appena atterrati al terminal 3 dell'aeroporto progettato da Norman Foster spiccano pavimenti e rivestimenti rifiniti con 15mila tonnellate di marmo lavorato dalla Margraf di Chiampo, in provincia di Vicenza. Se poi per muoversi si utilizzano i mezzi pubblici attivati per l'occasione è bene sapere che dietro ci sono molte mani italiane: a cominciare dalla consulenza per il piano del trasporto pubblico che le autorità locali hanno chiesto all'Atac di Roma. Impressionati dalla capacità di gestire l'emergenza in occasione della morte di Giovanni Paolo II, i cinesi hanno deciso di chiedere un aiuto all'azienda romana. In seguito a un accordo tra il ministero dell'Ambiente italiano e quello cinese, è nata una commessa di 7,5 milioni di euro che ha interessato una cordata formata, oltre che da Atac, anche da altre aziende tra cui la Thetis di Venezia. Innovazione per l'ambiente Il rispetto per l'ambiente è una delle priorità per la municipalità di Pechino e soluzioni ecologiche sono state chieste a molte imprese italiane: per la rilevazione della qualità dell'aria, ad esempio, la Faam di Monterubbiano, in provincia di Ascoli Piceno, ha fornito 35 veicoli elettrici " Smile", che in alcuni casi serviranno anche per il semplice trasporto. Per i servizi idrici, invece, hanno voluto la consulenza della Smat, che gestisce il sistema idrico di Torino. Per scaldare l'acqua di 42 palazzine dell'intero villaggio Olimpico sono stati installati pannelli solari, progettati e realizzati dalla Mts del gruppo Merloni: si tratta di una delle commesse più consistenti che il sistema Italia si è aggiudicato, per un valore di 8 milioni di euro. Anche le infrastrutture hanno un tocco italiano, a cominciare dal simbolo dei giochi: la pavimentazione dell'International Stadium, noto come "Nido d'uccello" è stata fornita dalla Kerakoll: "Avevamo lavorato per i Mondiali per l'Allianz Arena di Monacoe quello è stato uno dei nostri biglietti da visita – spiega Gianluca Sghedoni, ad dell'azienda modenese – poi grazie al nostro distributore in Cina abbiamo avuto il contatto e ottenuto una commessa di 350mila euro: il vero valore sarà nel ritorno di immagine che avrà la nostra azienda ". Si è appoggiata al proprio rappresentante cinese anche Piscine Castiglione che ha realizzato la piscina dove si disputeranno le gare di pallanuoto e pentathlon moderno: "Non è stato facile lavorare in Cina spiega Annalisa Colletto, dirigente della società- ci sono volute settimane per ottenere un'autorizzazione. A renderci il lavoro più facile – continua – è stato l'aiuto di un nostro consulente, Johnny Li, ex nuotatore e commentatore alla tv cinese". Minori difficoltà per la Mondo che con Pechino raggiunge quota nove olimpiadi: tante volte ha messo in posa la propria pista di atletica che, per questa edizione, ha fruttato una commessa di 5 milioni di euro. Il prossimo8 agosto nella cerimonia di apertura non mancheranno naturalmente i fuochi di artificio, da sempre specialità del Paese del dragone. Ma anche in questo caso a fare da maestri saranno italiani, i fratelli Vaccalluzzo dell'azienda catanese Pirotecnica che hanno ricevuto i colleghi del colosso cinese Lidu per un corso di formazione e forniranno il sistema elettronico che permette di coordinare la sequenza dei giochi. La parte artistica, sia per la cerimonia di apertura che di chiusura, è stata affidata alla Film Master di Milano, che già aveva curato i Giochi invernali di Torino 2006. E non poteva mancare lo stile dell'abbigliamento made in Italy: la Montezemolo di Prato vestirà nelle cerimonie le delegazioni ucraina e russa, con in testa il premier Putin, mentre la genovese Freddy ha prodotto tutto l'abbigliamento per il tempo libero delle federazioni italiane. Anche per l'abbigliamento tecnico e le attrezzature sportive l'eccellenza italiana si distingue: ci faremo valere soprattutto nel nuoto, nel ciclismo, nella scherma, nella vela e nel tiro al poligono e al piattello, con piccole aziende così come con i colossi sportivi del trevigiano ( si vedano le schede a fianco). Soli a Pechino Chi ha partecipato a gare per impianti o forniture ha avuto che fare con la burocrazia cinese. In mancanza di uffici sul posto, varie aziende hanno lamentato difficoltà: la Dispotech di Chiavenna, per esempio, racconta di aver prima ottenuto il via libera dal comitato organizzatore per inviare gratuitamente il proprio prodotto, ghiaccio secco, ma di non aver in seguito avuto più notizie. La Image Design e Studio di Torino, che allestisce il villaggio Budweiser (uno degli sponsor dei giochi), come aveva già fatto per le Olimpiadi invernali del 2006, sottolinea la mancanza di assistenza delle autorità italiane. "Ci siamo trovati abbandonati dai servizi italiani – spiega Vittorio Regis, titolare dello studio –, mentre gli altri Paesi hanno strutture che aiutano. Quando abbiamo avuto un problema con i visti, l'Ambasciata ci ha detto di arrangiarci e siamo andati alla polizia da soli, con l'aiuto di alcune persone disponibili". Disagi che l'Istituto per il commercio estero (Ice) di Pechino prova a spiegare: "Credo che la responsabilità ricada sulle istituzioni cinesi – dice Alessandro Gerbino, vicedirettore dell'ufficio Ice di Pechino – che sono state ermetiche nei mesi di maggio e giugno e non hanno dato comunicazioni alle rappresentanze straniere. Quanto all'isolamento delle aziende, l'Ice ha raccolto e distribuito informazioni sulle gare, sebbene la Cina ponga ancora ostacoli di tipo linguistico. Faccio però notare che anche per partecipare a una gara a Bruxelles occorre avere un consulente sul posto ".

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Centomila alloggi da 50 mq da dare in affitto a 300 euro (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Case popolari, da costruire, vendere o affittare a prezzi bassi a chi - oggi - non può permettersi un tetto sopra alla testa: giovani coppie e anziani a basso reddito, studenti fuori sede e famiglie mono-entrata. A sessant'anni esatti dal famoso "piano Fanfani" che spianò la strada allo sviluppo edile del dopoguerra, il governo Berlusconi lancia un nuovo progetto abitativo a livello nazionale. Il premier dice di voler fare in fretta: il decreto legge che fissa i capisaldi dell'operazione c'è già, i dettagli, assicura, sono "quasi pronti". Queste le dimensioni dell'operazione: entro l'estate, secondo quanto già anticipato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Ugo Martinat, il governo darà il via ad un piano per la costruzione e riqualificazione di 100 mila alloggi dai 40 ai 60 metri quadrati da affittare a fasce sociali deboli (indicate dallo stesso decreto, ma principalmente nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti e immigrati regolari) a canoni da 250 a 350 euro il mese. Le nuove case dovranno rispettare i criteri di efficienza energetica e la riduzione delle emissioni inquinanti. Il costo dell'operazione è valutato fra i 5 e gli 7 miliardi (circa 1200 euro al metro quadro per la costruzione), in parte coperti dai partner privati chiamati a partecipare all'impresa (in cambio di agevolazioni e con l'impegno di destinare almeno il 60% dei nuovi alloggi a edilizia popolare), in parte attingendo ai ricavi delle vendita degli ex Iacp. Sarà assegnato a canone agevolato non meno del 60 per cento delle abitazioni costruite. Entro i prossimi cinque anni infatti il governo intende cedere agli occupanti (se legittimati in tal senso) buona parte del suo patrimonio abitativo di edilizia popolare. Si tratta di circa un milione di alloggi che, in base ai soli valori catastali, garantirebbero un patrimonio di circa 23 miliardi di euro. Parte di queste entrate finanzieranno appunto la realizzazione dei nuovi appartamenti. Il decreto che fissa le linee principali dell'operazione è stato varato alla fine di giugno e - nei punti che fanno riferimento alla parte riguardante il dicastero di Renato Brunetta, Funzione Pubblica - prevede la costituzione di fondi immobiliari "innovativi", legati un sistema integrato fra pubblico e privato; agevolazioni (anche amministrative) in favore di cooperative edilizie ad hoc; associazioni di comuni, regioni e province allo scopo di migliorare la realizzazione dei progetti. Gli enti locali, tra l'altro, saranno chiamati a firmare convenzioni per cedere gratuitamente aree di loro proprietà o concedere cubature sulle aree demaniali da destinare alle costruzioni. Ora, cruciale, diventa la questione dei tempi: obiettivo del governo è far partire i cantieri al più presto, entro sei mesi dalla definitiva approvazione del piano. Dunque, secondo le intenzioni, entro il prossimo inverno. Ma i tempi della burocrazia non vanno così in fretta per cui, spiega Martinat, sempre entro l'estate sarà varata una sorta di "Legge obiettivo per l'edilizia popolare" che consenta di ridurre i tempi di cambio di destinazione d'area dei piani regolatori dagli attuali due anni ai sei mesi, appunto. La Legge obiettivo è uno strumento "ampio", ideale per restringere i tempi. Potrebbe però contenere un rischio, legato alle sue "larghe maglie": se non saranno prese le dovute precauzioni assieme al cambio di destinazione d'uso potrebbero incautamente passare operazioni meno nobili come, ad esempio, sanatorie o nuovi abusivismi. 07/07/2008 - 07:30.

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ROMA - Sono le due faccie di una gran brutta medaglia. Una mostra i "laureati normali&# (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

07 Luglio 2008 Chiudi di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Sono le due faccie di una gran brutta medaglia. Una mostra i "laureati normali", non più soltanto i cervelli da 110 lode, che ormai accarezzano l'idea di lasciare l'Italia. Se non sono già passati ai fatti, come ci ha comunicato il Censis. L'altra rappresenta invece i cervelli stranieri che disertano le Università italiane, come documenta il centro di ricerche Vision. L'Italia è infatti l'unico fra i paesi dell'Ocse, l'organizzazione che raggruppa le nazioni più avanzate del pianeta, con un numero di studenti in uscita superiore a quelli in entrata. Abbiamo appena 7 studenti stranieri ogni 10 mila abitanti, un terzo in meno della Spagna che he conta 11, quattro volte buone meno della Germania che ne vanta 30, sei volte e mezza meno della Francia che ne annovera 39, otto volte in meno della Gran Bretagna che ne fa 58. La scarsa capacità di attrazione del nostro sistema di alta formazione risulta anche usando un altro parametro, il numero di studenti stranieri rispetto a tutti gli iscritti, anziché rispetto agli abitanti: siamo a un misero 2 per cento, mentre negli atenei francesi sono stranieri 11 studenti su cento e in quelli inglesi addirittura 15. Un quadro desolante, che naturalmente ammette le sue lodevoli eccezioni. Da Eucentre a Pavia, il master per lo studio dei terremoti dove sono stranieri l'80 per cento degli studenti e la metà dei professori, al Centro europeo per le ricerche sul cervello a Roma, fortemente voluto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini. "Quello che fa rabbia è che esiste una domanda d'Italia fortemente inevasa, da parte di persone di alto livello anche di paesi importanti come Stati Uniti, Cina e India - lamenta Francesco Grillo, che di Vision è direttore - A respingerli sono una legislazione e una burocrazia dei permessi assolutamente sconfortante". Un autogol di cui non abbiamo bisogno. "Non occorre una profonda riforma delle Università, per far venire gli stranieri - afferma convinto il direttore di Vision - Basterebbero una maggiore velocità e flessibilità nelle autorizzazioni per studio, e quei talenti, una volta fra noi, diventerebbero agenti attivi di trasformazione del nostro sistema di alta formazione". Tra chi è rimasto in Italia e chi ha scelto l'estero Francesco Grillo, 37 anni, ha imboccato una via intermedia che riconosce come privilegiata: tre giorni a Londra, a insegnare Economia alla London School of Economics, e tre giorni a Roma, a coordinare nuove ricerche con il suo think-tank: "Ma a quelli che vanno all'estero, l'Italia manca. Ve lo assicuro. Dietro molti commenti che avete ricevuto via Internet è ben dissimulato il disappunto di non poter trovare un buon posto di lavoro qui da noi". Torniamo quindi alla ricerca del Censis, che verrà ufficialmente presentata il 24 settembre, con altri dossier dedicati alle "paure planetarie". "Ed è proprio spaventoso - esclama Giuseppe Roma, direttore del Censis - che, oltre alle risorse migliori, anche gli altri giovani abbandonino il paese per andarsi a guadagnare quei 1500-2000 euro al mese che in Italia arriveranno a prendere chissà quando". Ma non piangiamo sulla nostra presunta scarsa competitività generale. "E' provato ad esempio - ricorda Roma - che nell'export siamo secondi solo alla Germania, con un incremento del 93 per cento dal 2001". Di chi è la colpa, allora? Beppe Roma indica due responsabili. "Il primo è l'Università. Altro che "slow food". Da noi abbiamo lo "slow lerning". L'Università è un addormentamento totale. Altrove a 21 o 22 anni sei laureato e acquisici altre competenze sul mercato del lavoro. Da noi ci vogliono 5 anni per la laurea specialistica in Giurisprudenza, con lo stesso programma che prima ne richiedeva quattro. Ma come è mai possibile un simile stato di cose?". L'altra colpa è del mercato del lavoro, che propone l'unica alternativa tra assunzione a tempo indeterminato e contratto cocopro. Un giovane geniale, che di paesi esteri se ne intende, è Guido Meak, il torinese che nel 2000, a 27 anni, fondò assieme ad altri "Zerogrey E-commerce", che oggi gestisce forse il più grande set di negozi online ufficiali d'Europa. Se vuoi comperare su Internet scarpe Lotto, o prodotti Martini, Bacardi, Invicta, Coin, persino Maserati, credi di contattare direttamente la casa, invece fai tutto con Zerogrey. Guido ha studiato alla London School, è stato volontario in Nepal e azzurro di sci nel Free-style di Coppa Europa. "Stiamo attuando un piano di assunzioni a Dublino - racconta - e di giovani italiani ne abbiamo visionati molti. Confermo che non sono così contenti di stare all'estero. Cononoscono Internet, i "new media", quello che insomma serve al paese, e li mandiamo fuori! Da noi il mercato del lavoro è bloccato. In Irlanda un'azienda versa meno del 10 per cento di previdenza, ma ricevono lo stipendio anche gli stagisti. Da noi il 25-26 per cento del salario del giovane se lo succhia l'Inps, per pagare le pensioni degli anziani, che poi in parte ritornano ai giovani come soldi per l'auto, contributo-casa e "frigorifero pieno". Che razza di follia". Prende un po' di fiato, Guido Meak, prima di lanciare la sua profezia: "Prima o poi ritorneranno in Italia, questi giovani, e saranno anche parecchio incavolati. Ma dalla loro benefica onda d'urto arriverà il rinnovamento di questo paese vetusto".

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Di LUCA VAGNETTI DERUTA A DERUTA è nato e cresciuto, cal (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERIE D UMBRIA pag. 18 di LUCA VAGNETTI ? DERUTA ? A DERUTA è nato e cresciuto, cal... di LUCA VAGNETTI ? DERUTA ? A DERUTA è nato e cresciuto, calcisticamente e non. Per questo l'aver raggiunto la serie D indossando la maglia della squadra della sua città, oltretutto con la fascia da capitano al braccio, per Giacomo Marinacci ha un sapore particolare, diverso. "Sto aspettando la prossima stagione con l'entusiasmo a mille ? dichiara Marinacci ? L'Interregionale è una sfida affascinante, nuova, stimolante. Io, poi, mi sento davvero questi colori dentro, gioco nel Deruta da dieci anni e mai mi ero tolto una soddisfazione grande come quella che mi ha regalato la vittoria del campionato scorso. Io penso di aver fatto la mia parte, così come gli altri compagni. La doppietta a Nocera e il gol del due a due sul campo del Group Città di Castello nello scontro diretto sono momenti che non dimenticherò mai". Visto dall'interno, come giudichi il mercato estivo del Deruta? "Mi sembra che la società si sia mossa davvero bene, nonostante anche per il nostro gruppo dirigenziale sia la prima esperienza in serie D. Le conferme di Farinelli, Fornetti e Berdini, gli arrivi di Tempesta e Zuppardo più quello probabile di Raggi conferiscono alla squadra qualità, esperienza e affidabilità. A fare la differenza, comunque, sarà l'apporto dei giovani e in tal senso mi sembra che siamo coperti a dovere. Sono un po' dispiaciuto per le mancate conferme di Speziali e Barone, ma purtroppo qualche sacrificio doloroso era necessario e la scelta è caduta su di loro". Che Deruta ci si deve attendere? "Dal punto di vista squisitamente tattico, il mister è intenzionato a puntare su un 4-4-2 lineare che all'occorrenza può diventare un 4-3-3. L'obiettivo è quello di raggiungere la salvezza il più presto possibile, poi si vedrà. I presupposti per far bene ci sono tutti". Peccato per la grana dello stadio? "Ci sono stati dei ritardi, purtroppo. Si sa, con la burocrazia è così. Effettivamente c'è il rischio che si debba emigrare per un paio di mesi lontano da Deruta, probabilmente a Ponte San Giovanni, con tutti i disagi che questo comporta. Entro fine luglio i lavori di adeguamento del nostro impianto dovrebbero partire, speriamo si concludano il prima possibile".

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Gianni Alemanno riceverà sarti e stilisti, mercoledì mattina in Campidoglio. Lo ha (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

07 Luglio 2008 Chiudi di PAOLA PISA Gianni Alemanno riceverà sarti e stilisti, mercoledì mattina in Campidoglio. Lo ha annunciato ieri alla conferenza stampa di AltaRoma in apertura di manifestazione, l'assessore alla cultura Umberto Croppi che ha avuto dal sindaco anche la delega alla moda. Non basta, per mostrare interesse verso una manifestazione alla quale ora tutti credono molto, Croppi ha fatto sapere che sarà creata al più presto anche una Agenzia per sollevare dalla troppa burocrazia, chi si occupa di vestiti. Si farà in maniera che i professionisti del vestire siano facilitato anche negli scambi con l'estero. L'assessore ha anche fatto cenno a un albo professionale per chi va in pedana, se ne parla da decenni. Ben venga. "Nella capitale deve tornare la stagione d'oro della moda". Quella ad esempio che viene immortalata, a Palazzo Poli, dalle foto di Pasquale De Antonis organizzate in esposizione da Maria Luisa Frisa. C'era anche il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che ha annunciato l'ingresso in Alta Roma e con grande entusiasmo ha promesso: "Non solo Villa Adriana ma anche il Castello di Santa Severa il cui restauro è quasi ultimato". Brividi in sala all'idea di andare fin lì per una sfilata, ma si potranno fare magnifiche esposizioni e altro ai Castelli o sul Litorale. Il presidente di AltaRoma, Nicoletta Fiorucci, ha fatto un bel discorso nel quale ha dichiarato che d'ora in poi si punterà molto sul binomio arte e moda. Sempre tornado a Roma, come fucina di haute couture, si sta organizzando una mega esposizione di vestiti che celebrerà la Capitale come vero luogo di nascita del made in Italy. Si parla del 2010, forse del 2009. Si vedrà, la mostra sarà itinerante e molto prestigiosa. I grandi sfileranno nei prossimi giorni, ci sarà la moda etica, ci sarà una celebrazione per Mila Schon.

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Nas, psicologa finisce nei guai La laurea non sarebbe valida (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 07-07-2008 CARABINIERI ESERCITAVA IN UNO STUDIO CITTADINO. I PAZIENTI: "NESSUN DUBBIO" Nas, psicologa finisce nei guai La laurea non sarebbe valida I titoli non le consentirebbero l'esercizio della professione medica II C'era la ragazza in crisi con il fidanzato e la moglie matura, preoccupata di non sapere più coniugare al futuro l'idea di passione. Ma anche la madre schiacciata dal peso della famiglia e la donna incapace di reggere lo stillicidio quotidiano di quei subdoli attacchi di paura. Storie diverse di persone normali, pezzi di vita accomunati dal malessere e dalla fiducia in quella dottoressa diventata ormai un punto di riferimento. Ma che ora, dopo la scoperta dei carabinieri, potrebbe perdere di colpo la stima dei pazienti. E per loro potrebbe essere un ulteriore passo indietro verso il malessere. Una psicologa specializzata in terapia di coppia e familiare è stata deferita dai Nas di Parma con l'accusa di esercizio abusivo della professione medica durante un controllo in un centro specializzato di Parma. La struttura, che ospita gli studi anche di altri professionisti risultati del tutto estranei a questa vicenda, è stata sottoposta ad un'ispezione di routine da parte dei militari del locale Nucleo specializzato dell'Arma, guidato dal tenente Giovanni Jacobazzi, che hanno chiesto alla terapeuta titoli e documentazione per l'esercizio della professione. Ricevendo risposte che non sono state ritenute del tutto soddisfacenti. La psicologa, attiva come detto nell'ambito dei problemi di coppia e famigliari, ha infatti dichiarato di possedere una laurea ottenuta all'estero e di avere perfezionato il proprio percorso formativo all'interno di una prestigiosa struttura del nostro paese ma la documentazione fornita non ha convinto i carabinieri. Che hanno chiesto un parere all'Ordine professionale che ha, di fatto, confermato la perplessità su quei titoli e quegli attestati. I carabinieri hanno quindi sentito diversi pazienti della dottoressa che, concordemente, increduli di quanto stava accadendo, hanno raccontato una lunga serie di sedute e incontri, ritenuti, ovviamente in buona fede, piccole tappe di un difficile percorso verso una ritrovata serenità. Da conquistare appunto grazie a quelle chiacchierate che, almeno nelle parole delle pazienti, non hanno mai alimentato sospetti. "L'attività psicoterapeutica è riservata allo psicologo e al medico con specifica formazione", ha però ribadito l'Ordine professionale, che evidentemente non ha ritenuto di potersi fidare di quella laurea presa in un altro paese, e i carabinieri non hanno potuto fare altro che segnalare la vicenda alle autorità competenti per una indagine che appare complessa. Anche per la delicatezza della materia. Resta infatti da chiarire se i titoli della dottoressa siano in realtà validi, e se quindi si tratti solo di un problema di straordinariamente poco efficace burocrazia, o se ci siano reali violazioni delle norme. Per fare completa luce sulla vicenda proseguono gli accertamenti i carabinieri dei Nas continuano a indagare sul contenuto di quelle sedute, e sulla vicenda professionale, della dottoressa che per ogni incontro percepiva cifre oscillanti tra gli ottanta e i cento euro pagati di buon grado da persone che si affidavano per cercare di stare meglio. E che ora, comunque vada a finire, sicuramente hanno un motivo in più per specchiarsi nella fatica di vivere. Controlli del Nas Una psicologa, esperta di problemi di coppia, non avrebbe titoli idonei per esercitare.

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BCC LEVERANO: GIOVANI, AMBIENTE ED ENERGIA La Bcc Leverano e Legambiente investono in energia rinnovabile (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-07-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-07-06 num: - pag: 14 categoria: XPUBBLICITA BCC LEVERANO: GIOVANI, AMBIENTE ED ENERGIA La Bcc Leverano e Legambiente investono in energia rinnovabile ”Un bel modo di fare le cose alla luce del sole” A CURA DELLA FILIALE DI BARI “Il nostro territorio merita uno” sviluppo sostenibile” e vogliamo contribuire anche noi al divenire di tale modello auspicandone livelli di eccellenza. Promuovere il benessere di un territorio vuol dire pensare allo sviluppo in termini di sostenibilità. Dunque di qualità dell'ambiente. Per questo, il Credito Cooperativo di Leverano, da sempre impegnato per la crescita responsabile e sostenibile del territorio e delle comunità locali anche tramite azioni concrete quali la realizzazione di un proprio impianto fotovoltaico, ha firmato con Legambiente la “Convenzione-quadro nazionale” per diffondere l'uso delle energie rinnovabili, attraverso finanziamenti a condizioni agevolate. Tale accordo permette ai cittadini, alle aziende ed agli enti pubblici di usufruire di finanziamenti a tasso agevolato per realizzare interventi che riguardano l'efficienza energetica e la diffusione delle fonti rinnovabili. Grazie a questa opportunità è possibile produrre energia pulita, diminuendo i prezzi nelle bollette, anche nella direzione indicata dal Protocollo di Kyoto che impegna tutti i Paesi a ridurre le emissioni che sono causa dei cambiamenti climatici globali.” Non usa mezzi termini il presidente della Bcc Leverano, Lorenzo Zecca, nel presentare la nuova iniziativa dell'istituto di credito leveranese a favore dalla comunità e dell'ambiente. “La Banca di Credito Cooperativo di Leverano – prosegue il presidente Zecca – ha scelto una nuova forma per concretizzare il proprio impegno statutario nella costruzione di uno sviluppo dei territorio durevole e responsabile. Si tratta di finanziamenti che incentivano le buone pratiche di privati ed imprese per un forte ed incisivo impulso alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. Attraverso l'agevolazione dell'accesso al credito i cittadini, le imprese, gli enti avranno la possibilità di adottare forme concrete di risparmio energetico, potendo scegliere tra interventi di minore impatto ed altri di maggiore portata. Una serie di azioni che riteniamo strategiche per garantire al territorio una migliore qualità di vita, per la sua capacità di generare occupazione e per affrancarci progressivamente dalla dipendenza di fonti energetiche a forte impatto ambientale”. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, alla luce dei cambiamenti climatici già in atto, è diventato per il nostro Paese una priorità. Perché questo avvenga è necessario che cittadini e aziende non restino intrappolati nella rete della burocrazia che regolamenta il settore e siano invogliati a investire nelle fonti pulite. La convenzione, promossa a livello nazionale e territoriale locale, impegna Legambiente a sostenerne la diffusione e la promozione presso le istituzioni e i consumatori, nonché ad offrire il proprio know how anche nella fase di assistenza tecnica relativa all'analisi dei finanziamenti richiesti. In particolare la convenzione si basa su quattro principi fondamentali: 1. la Banca di Credito Cooperativo di Leverano si occuperà della qualità presente e futura dell'ambiente naturale quale patrimonio incommensurabile di ciascuna comunità locale. Tale scelta è formalmente espressa nello Statuto della stessa, secondo il quale essa promuove “… la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. La società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune....” (art. 2); 2. l'individuazione di una forma di promozione dello sviluppo sostenibile del proprio territorio nella diffusione più ampia possibile delle energie rinnovabili (mediante impianti solari, fotovoltaici, eolici, mini-idroelettrici, biomasse e mini-cogenerazione); 3. la creazione di appropriate forme di sostegno finanziario che consentano di agevolare la diffusione di un'ampia sensibilità intorno alla questione del risparmio energetico e l'utilizzo di energie alternative; 4. la convinzione che l'impegno comune delle BCC e di Legambiente possa facilitare la creazione di una rete di imprese fornitrici operanti nel settore delle energie rinnovabili formata da aziende competenti e qualificate, in grado di crescere in efficienza tecnologica e capacità progettuale. Gli interventi che possono essere finanziati sono gli impianti di efficienza energetica, gli impianti solari termici e fotovoltaici, gli impianti eolici, gli impianti a biomasse e le caldaie ad alta efficienza: Inoltre, gli studi di fattibilità e/o interventi volti a conseguire maggiori efficienze nel consumo di energie e gli interventi nei settori didattico-educativo e di formazione professionale.

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Google, malcontento fra i dipendenti per caro-asilo (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 07-07-2008)

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SAN FRANCISCO (Reuters) - Google è finita sotto accusa per opera di un gruppo di genitori che lavorano negli uffici della società della Silicon Valley a causa dell'aumento dei prezzi dei servizi degli asili infantili. Lo ha riportato il New York Times. Il Times descrive le proteste sui cambiamenti nella politica degli asili infantili del leader dei motori di ricerca Internet come uno dei problemi che stanno venendo fuori con la rapida crescita dell'azienda, fra i quali l'aumento della burocrazia interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier generale di Mountain View. "Abbiamo una situazione in cui forniamo il servizio di asilo infantile a 200 bambini e altri 700 non possono accedervi", ha detto Furnam. "La premessa a questi cambiamenti è quella di eliminare una lista di attesa di 700 persone". Secondo i cambiamenti dei prezzi che saranno scaglionati nei prossimi cinque trimestri, i genitori di un bambino in età pre-scolare possono attendersi di pagare 1.116 dollari al mese (711 euro) entro ottobre di quest'anno e 1.710 dollari (1.089 euro) entro ottobre 2009.

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Casini: <La priorità? Le tasche degli italiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

INCONTRI E RACCONTI 07-07-2008 Incontri & racconti Casini: "La priorità? Le tasche degli italiani" Crisi "L'unica strada per risollevarsi è fare scelte coraggiose, anche impopolari" di FEDERICO GUIGLIA Q uanto ci si sente incomodi a fare il terzo incomodo tra Pdl e Pd? "Non parlerei di incomodità, ma della ricerca di qualcosa di diverso. E poi non mi pare che "moglie" e "marito" se la passino granché bene, vista la situazione attuale. Anzi, c'è la necessità di dare spazio alla voce della ragionevolezza. Bisogna evitare che l'opposizione degradi verso il dipietrismo, qualcosa di profondamente sbagliato e di molto utile a Berlusconi. Domani, che è l'8 luglio dei girotondi, andrà in scena la manifestazione degli ultimi mohicani, la vera "guardia armata" di Berlusconi. Quelli che paradossalmente finiscono proprio per aiutarlo". Domanda scontata, risposta scontata, ma non importa: se tornasse indietro, rifarebbe tutto (compresa la rottura col centrodestra)? "Quella fu una rottura al cinquanta per cento per parte, una rottura politica derivante dalla pretesa di mettere l'Udc in un partito non a vocazione maggioritaria, ma a vocazione proprietaria. Non credo che gente come la Mussolini e Ciarrapico abbiano molto da spartire con politici come Fini e Berlusconi. Eppure, lì convive tutto e il contrario di tutto. L'idea che per fare il ministro degli Esteri io dovessi passare disinvoltamente sopra la mia identità, non mi ha mai neanche sfiorato. Ma io attendo la fine del film. Vedremo se avrò sbagliato io o se avranno sbagliato loro. Ciò che sta avvenendo, provoca già molti dubbi tra le tante persone che incontro ". Da presidente dell'Internazionale democratici cristiani: che si dice della politica italiana in un osservatorio di mondo? "Berlusconi ormai lo conoscono tutti. Sanno della sua forza propagandistica e del suo profilo mediatico ed elettorale. Prendono atto che esiste, realisticamente. Io però amo distinguere. Non ho mai fatto polemica con Berlusconi nelle sedi internazionali. Sarebbe un vecchio metodo in auge nella politica casalinga, metodo che non mi piace. Contro di lui non ho mai detto mezza parola squalificante, che squalificherebbe soltanto chi la dice". In altri tempi lei aveva a lungo auspicato un governo di responsabilità nazionale. Oggi siamo più vicini o più lontani dal traguardo? "Anzitutto avevo promosso quell'ipotesi in un contesto diverso. Era un'idea frutto della mancanza di maggioranza in Parlamento nella precedente legislatura, come si ricorderà. Oggi siamo nella normalità democratica. Gli italiani hanno votato e scelto, e il governo c'è: governi, allora. Quel tipo di formula che io prospettavo, non è all'ordine del giorno". Secondo lei quali sono le priorità degli italiani in vacanza (e anche di quelli, più numerosi, non in vacanza)? "Le proprie tasche. Sta aumentando la povertà dei cittadini e il ceto medio si sta depauperando. Oggi molti italiani faranno venti giorni di vacanza, anziché un mese. E altri faranno dieci giorni invece dei soliti venti. E gli va bene, oltretutto, perché altri ancora neppure potranno permettersi il meritato svago al mare o in montagna. A ciò s'aggiunga la condizione degli anziani. Per i quali, alla solitudine e al calore estivo di questi giorni afosi, si somma la difficoltà della spesa. La seconda priorità è la sicurezza. Ma non la si risolve, come fa il governo, con gli slogan e le promesse, mentre nel concreto si levano soldi alle forze di polizia e all'esercito. Ma di che parlano!.". Ritorniamo sui venti di crisi economica: carovita, caro petrolio, caro-studi, caro-tutto per le famiglie. Faccia il mago, come se ne esce? "Io sono molto preoccupato. Gli indicatori segnalano un peggioramento a livello globale, e alcuni dicono che il prezzo del petrolio potrebbe arrivare addima rittura a 250 dollari al barile. La struttura della nostra economia è debole. Col debito che abbiamo, l'impatto di questa crisi sarebbe devastante. Ma non faccio previsioni, non sono Cassandra. Appuntamento a ottobre e novembre: lì vedremo e capiremo". Ha dimenticato la magia richiesta: sappiamo tutti della difficoltà, ma qual è l'abra-cadabra per affrontare l'impatto d'autunno? "Fare le cose, mi dice la bacchetta. Non avere paura delle scelte impopolari. Della cosiddetta tassa Robin Hood non sono molto convinto. Però apprezzo il fatto che il ministro dell'Economia non abbia mollato la presa sul disavanzo. Questo è un fatto importante e positivo ". Intercettazioni telefoniche e giustizia: un suggerimento per il ministro Mara Carfagna, che è diventata il bisbiglio più allusivo dell'estate italiana? "No, nessun consiglio. Il tema delle intercettazioni va affrontato certamente, ma non con un decreto-legge. La questione della riservatezza era rilevante pri- e continua a esserlo oggi". A proposito di battaglie al sole. Vogliamo dirlo che Romano Prodi aveva ragione sul paragone Italia-Spagna, cioè che i pur dinamici spagnoli non ci hanno superato un bel niente? "Lasciamo perdere il pettegolezzo delle statistiche. C'è un dato, che è il notevole salto in avanti fatto dalla Spagna negli ultimi vent'anni, e con la formidabile spinta di Aznar. Un tempo gli spagnoli erano la Cenerentola d'Europa, ora non più. Al di là dei dati e dei confronti sul lungo periodo, diciamo che "moralmente" ci hanno superato, perché Aznar le cose le ha fatte sul serio. Ecco quel che noi dovremmo imparare: la coniugazione del verbo fare". Obama o Mac Cain? "Obama è un grande pubblicitario, Mc Cain un candidato di notevole qualità. Resta il fatto che negli Stati Uniti la qualità democratica del mercato politico sia molta alta". Merkel o Sarkozy? "Angela Merkel, perché è molto meno fumo e più arrosto". Potrà essere Ingrid Betancourt il nuovo sogno latino-americano? "Per ora è Uribe, il presidente della Colombia che è riuscito a trasformare il suo Paese, facendo della sicurezza una questione nazionale. Io lo conosco bene, l'ho sempre stimato. Lui ha saputo ridare fiducia. Bisogna tra l'altro ricordare che nel vicino Venezuela c'è chi soffia sul fuoco. Ma senza legalità non può esserci sviluppo. Credo che sia questo il nuovo messaggio di speranza che viene dall'America latina". L'Unione europea è morta, viva l'Unione europea! E' arrivata l'ora di brindare? "Non è morta, l'Unione. Bisogna però iniziare ad affrontare il tema delle cooperazioni rafforzate. Cooperazioni che dovrebbero riguardare tre materie in particolare: l'energia, la sicurezza e l'emigrazione. Chi è pronto, vada avanti e la gente capirà. Meno burocrazia e più elementi di praticità potranno aiutare gli europei a riavvicinarsi con maggiore convinzione alle loro e comuni istituzioni". Ma perché l'Italia non si fa paladina dell'ingresso di Israele nell'Unione europea, come da anni propone con lucidità quel matto di Pannella? "Anch'io alla Knesset ho parlato di questo, di recente. Dovremmo ricordarci sempre che Israele sia l'unico Paese realmente democratico e occidentale in quell'area del pianeta, e dunque tale scelta europea potrebbe essere d'aiuto anche per la nascita dello Stato palestinese. C'è, inoltre, un secondo e non meno importante aspetto del coinvolgimento nell'Unione europea: l'essere solidali coi fatti, non a parole". Quanto le manca la vecchia e cara Dc? "Ormai sono passati tanti anni. Io non vivo di nostalgie, che pur fanno parte della nostra vita. Non si rivivono i sogni del passato. Semmai, si può portare rispetto verso la storia che ci ha preceduto, e che è parte stessa della nostra esistenza. L'ultima Dc è stata responsabile di tanti guai. Ma nel complesso quello fu un grande evento democratico. Oggi si deve solo rispetto a una pagina di memorie importanti ". Tra passato e futuro: il Pd ha un grande avvenire dietro le spalle? "Temo di sì. C'è un tasso incredibile di confusione. Io non credo affatto che sul bipartitismo si possa costruire il rinnovamento in Italia. E vedo che nel Pd ci sono invece troppi assertori del bipartitismo". A Veltroni che cosa manca per essere l'Obama, il Zapatero o il Gordon Brown italiano, cioè il leader di una sinistra potenzialmente maggioritaria e di governo, e non solo di un'opposizione che annuncia raccolta di firme contro l'esecutivo? "Non voglio dare consigli a chi ha tanti meriti, compreso quello d'aver capito che una coalizione non si regge sull'anti-berlusconismo. E poi i consigli non si danno, se non richiesti.". Ma l'Udc quale segno di riconoscimento vorrebbe lasciare impresso sulla legislatura? "Il riconoscimento della serietà, della moderazione, della coerenza. Il riconoscimento di chi in precedenza aveva cercato di limitare l'asprezza nel centrodestra, e oggi s'impegna con lo stesso senso di responsabilità nell'opposizione. Ma questa è una domanda a cui risponderò ancor più volentieri tra qualche anno, perché la storia va avanti. Lo dico pensando all'esempio di Parma, dove nell'Unione di centro non c'è solo il tradizionale elemento dell'Udc, ma pure personalità del calibro dell'ex sindaco Ubaldi. Sono personalità che lavorano con noi per una "costituente" di centro capace di scrivere una pagina nuova. E' ciò che verrà e avverrà, quando questi due finti partiti -il Pdl e il Pdsaranno politicamente saltati in aria". Padre di quattro figli, già presidente della Camera e spesso in giro politico per il mondo. Ma da grande Casini Pier Ferdinando che cosa vuole fare in Italia? "Le dirò una cosa: ormai credo al destino. Penso che molti abbiano capito la mia serietà, e il fatto d'essere una persona perbene che ha resistito allo tsunami delle ultime elezioni. Penso d'avere qualcosa da dire al Paese. Oggi stando all'opposizione, domani in un altro ambito". f.guiglia@tiscali.it Lo strappo "Solo il tempo dirà se ho sbagliato io o Berlusconi" Presidente dell'Internazionale dei democratici cristiani Pier Ferdinando Casini, 52 anni, è bolognese.

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La salute non ha più confini: in Europa puoi curarti dove vuoi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 27 del 2008-07-07 pagina 0 La salute non ha più confini: in Europa puoi curarti dove vuoi di Enza Cusmai Una direttiva Ue rende più facili visite specialistiche e interventi gratis all'estero da Milano Una clinica austriaca ha fatturato a una signora italiana una giornata di ricovero in più senza spiegazioni. In un ospedale odontoiatrico ungherese, un paziente è stato dimesso senza una dentatura provvisoria dopo un intervento di implantologia. Una ragazza italiana, che ha effettuato trattamenti anti-allergici in Francia, non ha ottenuto in Italia il rimborso delle spese sostenute. Basta uno sguardo alla vasta casistica dei problemi incontrati da chi ha sperimentato il "turismo della salute" per rendersi conto che attualmente farsi curare all'estero può diventare un'odissea incerta e costosa per piccole e grandi patologie. Ma le cose stanno per cambiare. I commissari dell'Unione europea hanno varato una vera e propria rivoluzione: per la prima volta sarà applicato il principio secondo cui ogni cittadino europeo può decidere di essere assistito allo stesso modo in qualunque Paese europeo, senza alcuna disparità di trattamento. E a pagare il conto dev'essere il servizio sanitario della nazione in cui il paziente è residente. La riforma varata da Bruxelles prevede innanzitutto che negli ospedali dei 27 Paesi membri dell'Unione siano garantite le stesse cure e la stessa qualità di assistenza propria dei pazienti del paese straniero. Inoltre, le visite diagnostiche verranno rimborsate in tempi rapidi anche se sono state effettuate senza l'autorizzazione del paese d'origine. Il commissario europeo per la Salute, Androula Vassiliou, ha parlato chiaro quando, nei giorni scorsi, ha presentato la sua proposta (che dovrà passare al vaglio del Parlamento europeo) ai responsabili sanitari degli Stati membri: "Bisogna garantire norme chiare a quelle persone che desiderano essere curate lontane da casa". Dunque "se una cura è coperta dal sistema sanitario nazionale, i pazienti devono poterle ricevere in un altro Stato membro e devono essere rimborsati anche senza autorizzazione preventiva". Insomma, così come esiste la libera circolazione delle persone e delle merci, nella Ue va liberalizzato anche l'intero sistema sanitario. Parole forti e chiare che hanno già fatto saltare dalla sedia i responsabili di molti paesi aderenti. Le ricadute di questa direttiva, infatti, potrebbero avere un forte impatto sulla spesa sanitaria dei singoli membri. Non a caso il provvedimento è stato rimandato per mesi per paura di un incremento su larga scala del turismo della salute ed è stato ostacolato soprattutto dai paesi in cui ci sono lunghe liste di attesa che favoriscono il turismo della salute. Ed è per questo che c'è chi, come l'Inghilterra, sta pensando di giocare d'anticipo: è allo studio un piano per applicare i contenuti della direttiva, permettendo ai cittadini di curarsi all'estero senza vincoli. L'unico limite è in una norma paracadute: ciascun paese potrebbe prevedere un tetto massimo di spesa per salvarsi dal dissesto. Le ragioni dei bilanci saranno più forti del desiderio dei cittadini europei di cure appropriate? Secondo un sondaggio dell'Eurobarometro, più della metà della popolazione sarebbe disposta a trasferirsi all'estero per un trattamento sanitario migliore e più veloce. E, a dimostrazione che oggi non è così facile esaudire questo desiderio, nell'ultimo anno solo il 4 per cento degli europei ha ricevuto cure mediche all'estero. Unica eccezione, il Lussemburgo, dove il turismo sanitario interessa il 20 per cento. In tutti gli altri Stati, invece, le condizioni per la mobilità sanitaria sono molto più rigide. Italia compresa. Da noi, per esempio, le cure all'estero sono centellinate e riguardano una minoranza: turisti, studenti, gente in trasferta per lavoro. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che si trovano già all'estero e hanno impreviste necessità di assistenza medica. In questi casi, già oggi per essere curati basta la tessera sanitaria europea che però esclude le visite specialistiche e prevede il diritto alle cure gratuite solo per i casi di "necessità e urgenza". Inoltre, nel caso di trapianti, di patologie rare e di malati oncologici, la mobilità è paralizzata dalla burocrazia. Per rivolgersi ai centri d'eccellenza esteri, infatti, bisogna aver ottenuto l'autorizzazione in tasca dalla Asl. La trafila è lunga e complessa e il via libera viene concesso solo se in Italia non esistono strutture adeguate per la cura della patologia richiesta o solo se non vengono garantiti tempi rapidi di cura. Insomma, servono condizioni di eccezionalità. Paletti eccessivi in un'Europa senza frontiere dove chiunque ha il diritto di farsi curare anche prima di doversi trovare in una situazione di emergenza. Ora la nuova direttiva permetterà di poter scegliere il centro più adatto alla propria patologia, anche all'estero, senza doversi mettere in lista di attesa per mesi o per anni in Italia. Inoltre, anche le visite diagnostiche all'estero, comprese quelle presso luminari di specifiche patologie, saranno rimborsate dalla propria Asl. I Paesi membri potrebbero introdurre un pass preventivo, ma solo per un elenco delimitato di casi, ancora da stilare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ferito, troppa convalescenza un militare rischia il congedo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Ferito, troppa convalescenza Un militare rischia il congedo Fu colpito in un attentato a Nassiriya IL CASO ROMA. Ferite troppo lievi per la concessione del "Distintivo d'onore di ferito in servizio", ma troppo gravi per restare nella Forza armata: è la contraddizione vissuta da un giovane militare italiano, reduce di Nassiriya, che dopo essere stato ferito dalla stessa bomba che uccise il lagunare Matteo Vanzan, è stato sottoposto a una "procedura di proscioglimento d'autorità" (con sospensione dello stipendio) perché aveva superato i giorni di convalescenza previsti. Ma alla fine la logica, o forse il buon senso, hanno avuto la meglio sulla burocrazia e il soldato è stato trattenuto in servizio. Era il 16 maggio 2004. A Nassiriya da due giorni era in corso la seconda "battaglia dei ponti". Si combatte ovunque, strada per strada. I miliziani sono asserragliati nelle case, sui tetti. Per la prima volta i terroristi fanno uso anche di mortai pesanti. Fin dalla mattina i colpi iniziano a cadere sulla base Libeccio, presidiata dagli italiani, ma il dramma si consuma alle 5 del pomeriggio, quando una bomba cade a pochissimi metri da tre lagunari. Tra loro Vanzan, 23 anni. È gravissimo. Muore sotto i ferri qualche ora dopo. Gli altri restano gravemente feriti. Uno dei due ha lesioni da schegge alle gambe (con varie fratture) e in altre parti del corpo. In Italia sarà sottoposto a ripetuti e delicati interventi chirurgici. Nella base Libeccio la sua condotta è stata esemplare, perché ha continuato a rispondere colpo su colpo ai miliziani nonostante fosse stato gravemente ferito. Un comportamento che gli è valsa una medaglia di bronzo al valore dell'Esercito perché, "malgrado il dolore e le serie ferite, rifiutava le prime cure indirizzando i compagni a soccorrere un altro commilitone, colpito in maniera più grave". Vanzan, appunto. Scampato alla morte in Iraq, il giovane caporale è rimasto però vittima della burocrazia una volta tornato in Italia. Passato in forza a un Distretto militare, era ancora convalescente quando gli vennero sospesi gli stipendi di ottobre e novembre 2004 in seguito all'avvio di una "procedura per il proscioglimento d'autorità" avendo superato i giorni di convalescenza previsti per il personale in ferma breve. Avevano portato avanti la sua pratica come tante altre, senza tener conto delle tante peculiarità: il congedo è stato però stoppato dallo Stato maggiore dell'Esercito, di cui nel frattempo era stato chiesto l'interessamento, che ha disposto il suo trattenimento in servizio permanente effettivo.

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Disseppellite Bruno Contrada (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

TAZEBAO Disseppellite Bruno Contrada LINO JANNUZZI L'avvocato di Bruno Contrada ha chiesto al tribunale di sorveglianza di Napoli l'autorizzazione alla traslazione della salma del suo assistito dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere al cimitero di Palermo. Contrada, che è stato il più famoso poliziotto antimafia di Palermo, e che per le accuse dei mafiosi che aveva arrestato è sepolto vivo, all'età di 77 anni, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere con una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (un reato che non esiste nel Codice penale), non è ancora morto, ma secondo l'ultima relazione del medico legale è minacciato, oltre le numerose patologie ripetutamente denunciate, da una patologia tumorale, "al punto da non essere più un semplice rischio quoad valetitudinem, bensì un pericolo incombente quoad vitam". Tuttavia, il tribunale di sorveglianza ha rigettato l'ennesima richiesta di differimento della pena con la motivazione che "non è sufficiente che l'infermità fisica menomi in misura rilevante la salute del soggetto in espiazione pena, ma è necessario che la stessa raggiunga un livello tale da rendere incompatibile il senso di umanità", e che "la privazione della libertà può assumere rilevanza soltanto quando si configuri di entità tale da superare il limite della umana tollerabilità". Questa decisione e soprattutto la sua motivazione sono apparse ai familiari di Contrada e al suo avvocato come un certificato di morte ante litteram, di conseguenza la decisione di richiedere per tempo, anche considerando i tempi lunghi della nostra burocrazia, l'autorizzazione alla traslazione della salma. Cento parlamentari, per iniziativa della parlamentare Stefania Craxi, hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera dei deputati Gianfranco Fini, oltre che al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sollecitando un loro intervento in extremis. Ci sarà questo intervento e arriverà in tempo?.

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Venerdì amari per Calderoli Sfida mediatica con Brunetta (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Amari per Calderoli Sfida mediatica con Brunetta Venerdì amari per Calderoli Sfida mediatica con Brunetta PAOLA SACCHI Esternazioni "Non si fa in tempo a uscire dal Consiglio dei ministri del venerdì e Brunetta ha già spiattellato tutto ai cronisti per prenotare più spazio possibile sui giornali del week end". Così il ministro della Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli, si è sfogato in privato, irritato dalla loquacità del collega del Pdl responsabile della Funzione pubblica. I due ministeri stanno lavorando insieme per sfoltire la giungla legislativa e rendere più semplice la vita ai cittadini oppressi dalla burocrazia. Ma al momento il ciclone Brunetta dà filo da torcere anche a un politico navigato come Calderoli. Che ha già preso le contromisure. Una decina di giorni fa, proprio per evitare l'esondazione mediatica di Brunetta nel finesettimana, il ministro (che è anche coordinatore delle segreterie della Lega nord) ha voluto bruciarlo con un question time alla Camera dedicato alle attività del suo dicastero.

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Legge blocca-processi, solo 20 sono in bilico (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

7 Luglio 2008 LA NORMA NELLA BUFERA. Non avrà un effetto dirompente in città il ddl al vaglio delle Camere Legge blocca-processi, solo 20 sono in bilico Sono gran pochi gli imputati in attesa di entrare in aula a Verona per fatti commessi prima del 30 giugno 2002 Nel penale arriverà entro un paio di mesi anche il giudice Giuliana Franciosi dal civile   Il disegno di legge blocca processi a Verona avrà tutt'altro che un effetto dirompente. Sono solo una ventina i dibattimenti, pendenti davanti al tribunale per fatti, avvenuti prima del 30 giugno 2002. La legge, voluta dal governo Berlusconi e ora in fase di approvazione in Parlamento in una bufera di polemiche e critiche, impone la sospensione ad un anno solo dei dibattimenti per fatti avvenuti prima di quella data. E nel palazzo di giustizia scaligero i fascicoli relativi a quel periodo sono pochissimi. Ma guai a parlare di Verona come un'isola felice della giustizia penale. O meglio, lo era fino al 2004 quando la pianta organica di magistrati e personale amministrativo era al completo. Poi nel nostro tribunale i processi, prima celebrati a tempi record, si sono sempre più allungati sotto i colpi dei soliti vizi italiani: rinvii, burocrazia, intoppi e, soprattutto, carenze d'organico. Non in modo tale, però, da mantenere in piedi processi per fatti di sette, otto anni fa: "Che io mi ricordi", conferma il presidente facente funzione del tribunale di Verona, Dario Bertezzolo, "stiamo trattando solo un processo relativo a quel periodo". Due uffici più in là, dal registro generale della cancelleria penale, arriva la conferma: sono solo una trentina gli imputati in attesa di giudizio per fatti commessi prima del 30 giugno 2002. Solo quei dibattimenti saranno eventualmente sospesi per un anno con una certa soddisfazione di quegli imputati che si vedono arrivare inaspettatamente dal governo il salvacondotto processuale. "Stanno arrivando i giudici nella sezione penale", ricorda Bertezzolo, "ma ora i guai arrivano dalla carenza di personale amministrativo". E sono assenze che si fanno sentire. "Senza loro, non si possono celebrare i processi", sottolinea Bertezzolo "e non bisogna dimenticare che i cancellieri oltre ai dibattimenti, devono seguire anche migliaia di fascicoli di processi pendenti". All'orizzonte, quindi, potrebbero esserci nuovi ritardi e intoppi se non si correrà subito ai ripari. "Ho telefonato anche oggi (venerdì ndr) al ministero di giustizia e mi hanno assicurato che faranno tutto il possibile", rivela Bertezzolo. La soluzione potrebbe essere semplice: "Ci sono tribunali con personale in esubero", è la ricetta del magistrato, "che potrebbe essere trasferito in riva all'Adige". Oltre ai già annunciati trasferimenti di Marzio Bruno Guidorizzi, Paola Vacca e Giorgio Piziali dall'ufficio dei gip a quello del dibattimento, è previsto l'arrivo nel penale anche del giudice Giuliana Franciosi dalla sezione civile. In quel settore, dovrebbero arrivare entro settembre altri rinforzi: si attende l'assegnazione dei magistrati Anna Maria Laneri e Scotto Di Luzio. GP.CH.  .

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<Noi ammalati, lasciati soli e discriminati> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

7 Luglio 2008 SALUTE E BUROCRAZIA. Sindrome di Sjögren "Noi ammalati, lasciati soli e discriminati" "La nostra malattia non è riconosciuta come rara e quindi dobbiamo pagare i farmaci", dice Marotta   Sono 16mila in tutta Italia, 1850 nel Veneto e 280 nel Veronese, ma per il ministero della Salute sono malati come gli altri. "La sindrome di Sjögren non è stata riconosciuta come malattia rara, una decisione che comporta pesanti ripercussioni economiche e psicologiche per chi ne soffre, che si sente un malato di serie B", commenta la dottoressa Lucia Marotta, che ha messo a frutto la sua esperienza di malata per aiutare gli altri attraverso l'associazione AniMaSS. "Le mie telefonate e i miei viaggi a Roma", conferma la presidente di AniMaSS, "non hanno sortito alcun effetto, la nostra sindrome è stata esclusa dall'elenco delle malattie rare, che in quanto tali comportano alcuni benefici per il malato, quali l'esenzione dal ticket sui farmaci. Come associazione abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere, compreso la diffusione della prima indagine epidemiologica sulla sindrome, che abbiamo consegnato alla commissione. In Italia siamo meno di 16mila malati e quindi la sindrome di Sjögren è palesemente una malattia rara e non si capisce la discriminazione nei nostri confronti". La dottoressa Marotta ha chiesto al sottosegretario al Welfare, la veronese Francesca Martini, un interessamento, "per capire i motivi che hanno comportato l'esclusione della sindrome, che pure è una malattia grave e altamente invalidante". A quanto pare, però, sono in stand-by anche le nuove 109 patologie inserite nell'elenco delle malattie rare: "L'entrata in vigore", spiega Marotta, "è stato sospeso per mancanza della copertura finanziaria". I malati, inoltre, si lamentano per la discriminazione cui sono oggetto in Veneto, regione che riconosce ai malati un assegno mensile di 50 auro quale contributo per l'acquisto di farmaci di fascia C e parafarmaci. "L'assegno è riconosciuto a coloro che hanno un reddito inferiore ai 29mila euro l'anno", spiega Marotta, "e consideriamo questa scelta un'ulteriore disciminazione nei nostri confronti. Perchè per i malati di sindrome di Sjögren il contributo è legato al reddito, mentre chi soffre di celiachia, ancorchè milionario, può usifruire dell'esenzione dal ticket e di sconti sui prodotti senza glutine?"  .

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Amendolara: E' ora di attuare il piano energetico (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Soldi & Imprese Amendolara: E' ora di attuare il piano energetico "Il comparto agricolo e l'impiego di fonti alternative sono legati a doppio filo e finalmente le istituzioni se ne accorgono. Ma c'è ancora molta strada da fare, per attuare un piano energetico regionale efficiente". Il direttore di Coldiretti Campania, Vito Amendolara, chiede di uscire dalla "deregulation" che a suo avviso sta investendo il discorso energia e imprese: "Pensiamo all'eolico, che sta avendo un impiego esasperato e senza regole". Sui bandi: il settore aspetta l'attuazione delle misure decise dal Psr. "Sono pronte, devono solo liberarsi dalla troppa burocrazia". Domanda. Il risparmio energetico e l'impiego di fonti alternati ve sono diventate cruciali per la competitività delle per le imprese campane, soprattutto per quelle agricole. Questo bando, poi, che segue la misura già varata dal ministero dell'Ambiente qualche tempo fa, che benefici porterà? Risposta. Si tratta di un prosieguo del bando già varato lo scorso anno. E' una misura interessante, ma che torna utile solo per l'autoconsumo, cioè per la riduzione dell'energia e l'impiego di fonti alternative soltanto per l'azienda che fa richiesta dell'incentivo. Quello che invece potrebbe cambiare lo scenario è l'attuazione delle misure decise in sede di concertazione con il Psr. D. Di che si tratta? R. Sono dei bandi, pronti per partire, che incentivano non solo il risparmio energetico e il contenimento dei consumi, ma anche la produzione di energia e la vendita al migliore offerente. In questo modo le aziende ne ricavano molto e si va verso una multidirezionalità e una multifunzionalità. D. Quando partiranno i bandi? R.Si era parlato del 30 giugno, ma si dovranno prima sciogliere delle incomprensioni burocratiche che hanno fatto arenare l'attuazione delle misure. Non si ancora, cioè, se la gestione del provvedimento dovrà essere regionale o provinciale. D. Lei cosa propone per sciogliere il nodo? R. Lascerei tutto alla gestione regionale, come è stato finora, per dare tempo alle Province di attrezzarsi a gestire la cosa. Quando le Province saranno pronte si potrà procedere al trasferimento della gestione. Ma se aspettiamo che gli enti provinciali siano preparati e intanto non si procede, rischiamo di perdere un'opportunità molto seria per le imprese. D. Le misure per incentivare l'impiego delle fonti rinnovabili sono già in pista. La Campania mette sul piatto 300 milioni dell'aggiornamento del Paser. Sono sufficienti? R. Si sta cominciando a creare una sensibilizzazione verso le energie alternative. Ma bisogna anche condurre fiono in fondo le scelte politiche. A mio avviso, invece, si sta procedendo un po' troppo superficialmente. D. Che intende? R. Non si possono avviare processi di ammodernamento energetico delle imprese e dei territori se non si può contare su un Piano energetico regionale. D. Ma il piano c'è. R. Esistono bozze di Piano, ma nulla di concreto e ben definito. E invece proprio da lì bisogna partire come base imprescindibile per combattere anche questa "deregulation" che ci circonda. Basta pensare all'impiego esasperato dell'eolico nella nostra regione mentre le biomasse sono trascurate. j.g del 05-07-2008 num.

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Porto, un manager per lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli economia del mare Porto, un manager per lo sviluppo Il nuovo presidente dell'Autorità portuale deve essere un tecnico competente, con un approccio manageriale ai problemi posti da un settore economico che è in forte sviluppo. E' il parere degli operatori portuali riunitisi per fare il punto sul futuro di un'area strategica per il futuro della città. Obiettivi prioritari per tutti sono: maggiore efficienza logistica, espansione del porto a oriente e una più stretta connessione tra lo scalo e gli interporti della regione. Fabiana Bugno Si è tenuto ieri, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, il dibattito fra operatori del settore sulle future attività del porto di Napoli. L'incontro è stato organizzato dall'associazione International Propeller club e vi hanno partecipato Vittorio Barzilai, Silos Granari della Sicilia; Roberto Bucci, Terminal Flavio Gioia; Nicola Coccia, Terminal Napoli; Mimmo De Crescenzo, presidente Consiglio Compartimentale Spedizionieri Doganali di Napoli; Ugo Improta, Terminal Traghetti; Umberto Masucci, Terminal Magazzini Generali; Michele Pappalardo, presidente Assoagenti Campania; Francesco Tavassi, consigliere Assologistica. In un clima internazionale caratterizzato da velocità ed efficienza degli scambi commerciali è emersa la necessità per gli operatori di associarsi in comunità per studiare e lanciare progetti concreti da proporre alle istituzioni. "La sfida di questi anni presuppone l'esistenza di un sistema, di una rete capace di aprire il dialogo tra comunità e istituzioni per non commettere errori", dichiara Nicola Coccia. "Non possiamo permetterci il lusso di rimanere ognuno rinchiuso nel proprio individualismo", incalza Roberto Bucci. Il confronto ha permesso di esprimere un'analisi sulle criticità del porto e sulle conseguenti proposte. La comunità ha infatti stilato un programma d'intenti, cui è stata destinata dalle istituzioni una cospicua parte del budget. "Sulla carta c'è la volontà di fare sottolinea Michele Pappalardo ora resta da vedere se faranno applicare anche concretamente il programma". Quali sono dunque gli obiettivi prioritari dichiarati? In sintesi: intercettare ed incentivare a monte i traffici, aumentare l'efficienza logistica, espandere il porto ad oriente, rafforzare l'interrelazione tra gli interporti, realizzare la nuova darsena e consolidare le banchine per elevare la capacità dei container, concentrare gli uffici preposti ai controlli e alle verifiche in un'unica palazzina per rendere più snella la burocrazia e facilitare la velocità e l'economia degli scambi, aumentare l'importanza strategica delle rinfuse, creare un club che sia spazio fisico e punto di ritrovo e confronto della comunità. "La competizione e la concorrenza dei porti stranieri è fortissima, dobbiamo agganciarci al Nord Europa", sostiene Mimmo De Crescenzo. Il dibattito è stato anche occasione per parlare dell'individuazione per la nomina del nuovo presidente dell'autorità portuale: "Auspico che il nuovo presidente conclude Michele Pappalardo al di là degli interessi politici sempre essenziali per far funzionare gli ingranaggi, sia innanzitutto un tecnico competente, che abbia un approccio manageriale e votato all'efficienza". del 05-07-2008 num.

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Cosa ne pensano i lib-lib di Julius (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

In questo blog abbiamo più volte "sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini, intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto, a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 14 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 13 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 15 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 31 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (7) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (20) Varie (33) Ultime discussioni stefano: Caro Antonino Rodolico, il governo non ha nessuna intenzione di abbassare le tasse, non per i prossimi due... alcambi: L'aumento del tasso di sconto deciso dalla BCE provoca: 1) Maggior costo per coloro che hanno... mauro: Dissento dal moral azard citato nell'articolo. Nessuno si assume rischi che altri pagheranno. I rischi... ENIO TERRACCIANO: Vi ricordate l'Italia con la lira poche ma buone, vedete l'Italia con l'euro... mauro: Ringraziamo tutti insieme la Bce che invece di abbassare il tasso di sconto, dando respiro al dollaro (che... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (3) June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Le intercettazioni di Silvio distrutte? Meno male Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Giornalettismo: Roma Città Aperta? The Mote in God's Eye: Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione... 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Armatori: un piano per far crescere il mare prima che ci sorpassi la Francia di Sarkozy (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA ITALIANA pag. 12 Armatori: un piano per far crescere il mare prima che ci sorpassi la Francia di Sarkozy MASSIMO MINELLA Bastano 48 ore per restituire al mare almeno una parte di quanto gli spetta nella gerarchia dell'economia italiana? No di certo, perché il settore sconta una cronica disattenzione del mondo della politica e una inevitabile distanza dall'opinione pubblica che, del mare, si accorge per lo più quando si tratta di imbarcarsi su un traghetto per le vacanze estive. Ma 48 ore saranno più che sufficienti per rimarcare il ruolo che il settore marittimo si appresta a giocare negli scenari internazionali dell'economia e della finanza mondiali. Di questo è convinto Nicola Coccia, presidente dell'associazione degli armatori privati di Confitarma, che ha scelto Genova come sede della seconda edizione della "48 ore del mare", un happening, più che un lungo convegno, per riunire attorno al mondo dello shipping i rappresentanti della business community e delle istituzioni. La forza dello shipping italiano sta nei suoi numeri. Quelli che accompagneranno la relazione di Coccia nell'intervento di apertura dei lavori dell'assemblea di Confitarma, riunita a Genova per celebrare i dieci anni del Registro Internazionale. Allora, 1998, l'Italia arrancava dietro ai grandi concorrenti europei, con un naviglio che sempre più guardava all'estero, per trovare riparo da una fiscalità eccessiva. Fu il ministro dei Trasporti Claudio Burlando, oggi presidente della Regione Liguria, a varare un registro che consentisse all'Italia di giocare ad armi pari con gli altri dal punto di vista normativo e fiscale. E da lì ci fu la ripresa. Oggi i trasporti marittimi incidono sulla nostra bilancia dei pagamenti per oltre 13 miliardi di euro (sui 19 complessivi di tutto il trasporto), con un saldo negativo di oltre 3 (incassiamo per merci, passeggeri e servizi logistici 5 miliardi e ne spendiamo per le stesse voci 8). Via mare si sposta il 58% delle merci e l'Italia resta la quattordicesima potenza mondiale (quinta europea) con una flotta di quasi 13 milioni di tonnellaggio lordo. Ora si tratta di compiere un nuovo balzo in avanti. Come? Nessun trattamento di favore particolare, nella sostanza, sotto forma di contributi, ma un impegno a rendere meno gravoso il mestiere dell'armatore. "Abbiamo una necessità vitale di sburocratizzarci dice il presidente di Confitarma Il nostro settore, infatti, è molto regolamentato, molto più che negli altri paesi, perché nel tempo si è legiferato in maniera complessa. La differenza rispetto agli altri è che, mentre i concorrenti si muovono nel rispetto delle norme con provvedimenti amministrativi, noi dobbiamo sottostare a una sequela di leggi e di regolamenti che ci ingabbiano e rallentano la nostra attività". Eccola, allora, la prima richiesta che da Genova (dopo la prima edizione di Napoli) arriverà diretta sul tavolo degli amministratori e dei politici: la semplificazione delle norme che regolamentano l'attività marittima. E non si pensi a una richiesta di nicchia, perché il mare è un 'cluster' complesso che chiama in causa armatori, agenti, spedizionieri, provveditori, trasportatori, operatori della logistica e le tante professioni collegate al comparto (avvocati, assicuratori, broker). "Proprio questo sarà un altro tema che andremo ad approfondire a Genova chiarisce Coccia Se infatti da una parte abbiamo bisogno di lavorare nel rispetto delle leggi, senza restare soffocati dalla burocrazia, dall'altra abbiamo una grande necessità di riunire tutti i nostri sforzi in una grande community che metta a fattor comune le nostre conoscenze". L'obiettivo è quello di dar vita a un qualcosa di realmente nuovo nello scenario italiano e fino a oggi circoscritto a grandi poli finanziari, Londra, New York, Singapore e, in via di realizzazione, Dubai. Il primo passo sarà quello di prendere coscienza che questo paese ha una grande vocazione marittima, cosa niente affatto scontata. Che non si circoscrive alle coste, ma che coinvolge anche le zone continentali (basti pensare al diporto che tocca pesantemente regioni come la Lombardia). Qui si concentra il "saper fare" legato al mare, da ogni angolazione, broker e consulenti, ingegneri e architetti, enti di classifica e operatori della nautica. "Nei giorni scorsi il presidente Sarkozy ha detto senza mezzi termini che la Francia dovrà essere il Paese leader del Mediterraneo spiega Coccia La nostra dimensione marittima è immensamente più grande, ma non l'abbiamo ancora sentito dire con uguale forza dai nostri politici". E' in questo contesto che Confitarma coglierà l'occasione della "48 del mare" per lanciare la candidatura di Genova a capitale finanziaria internazionale dello shipping. Obiettivo troppo ambizioso? Non nella professionalità che questa città, primo porto d'Italia, sa mettere in campo. Perché se il peso del naviglio si è progressivamente trasferito su Napoli, altra grande capitale dello shipping, è sugli elementi finanziari che si può scommettere con forza. Sfruttando al meglio l'imminente alleanza fra Borsa Italiana e la London Stock Exchange. "Il fatto di essere il primo porto ha consentito a Genova di far crescere una serie di servizi professionali che si sono radicati sul territorio spiega il presidente di Confitarma Qui lo shipping è il numero uno, fa parte del dna di questa città. Se le istituzioni sono pronte a cogliere questa occasione si può dar vita a una community in grado di competere con le altre grandi capitali finanziarie. Non chiediamo soldi, ma condivisione di una sfida". Confitarma farà seguire questo annuncio da una serie di numeri, a cominciare da quelli del primato di Londra: 18% di quota di mercato mondiale dello ship finance; 19% di iscrizione al Lloyd Register; 23% di assicurazioni; 65% di riassicurazioni. Cifre inarrivabili? Fino a un certo punto perché Londra ha cominciato a tirare un po' il freno, complice una riduzione del peso dell'armamento greco, rientrato in patria o spostatosi su New York. Il fenomeno è partito lo scorso anno e sta lentamente continuando, cominciando a erodere lo storico primato. Proprio da questo punto di vista, l'alleanza delle Borse inglese e italiana può consentire al nostro paese di acquisire nuovi spazi di mercato. Gli inglesi stanno anche pensando ad aprire una loro "finestra" in Italia e avrebbero già individuato in Confitarma un partner di grande interesse, visto il ruolo internazionale che stanno giocando i principali armatori. 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AGRICOLTURA: CIA TOSCANA, REDDITI SETTORE SONO DIMINUITI 18% (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food AGRICOLTURA: CIA TOSCANA, REDDITI SETTORE SONO DIMINUITI 18% (AGI) - Firenze, 17 lug. - "Cosi' non va". E' l'allarme della Cia toscana, ci vuole piu' agricoltura nel futuro. "I prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento dal 2000 al 2007, mentre i redditi degli agricoltori sono diminuiti, nello stesso periodo del 18 per cento (contro un +16/% della media europea). Insomma, per l'agricoltura toscana, i conti non tornano". Nel 2007 sono aumentati i costi di produzione del 6% - spiega ancora la Cia-e' aumentata l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. >. La nostra agricoltura ha bisogna di rinnovarsi, >. Forte preoccupazione poi sul fronte burocrazia, che strangola letteralmente le aziende: basti ricordare che ogni azienda agricola dedica 100 giorni all?anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei campi. In primis per garantire delle produzioni alimentari di qualita', quindi per garantire lo sviluppo delle aree rurali e per migliorare la qualita' della vita di quei cittadini che vivono in quelle aree. E inoltre e' importante ricordare che grazie all'agricoltura si tutela l'ambiente e il paesaggio della Toscana>>.(AGI).

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Intervista a Giuseppe G. Calabrese/ Alternative imposte dal caro petrolio (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Lun, 07 Lug 2008 Edizione 139 del 07-07-2008 Intervista a Giuseppe G. Calabrese/ Alternative imposte dal caro petrolio di Alfonso Maria Fimiani L'acuirsi della crisi petrolifera e la riconosciuta dannosità dei combustibili fossili porta ad una sempre più impellente esigenza di ricercare nuove fonti di energia per far "camminare" il mondo. Abbiamo rivolto alcune domande al dottor Giuseppe Giulio Calabrese, Dirigente di Ricerca del Ceris-Cnr. Dottor Calabrese, può spiegarci cos'è il Cnr e com'è organizzato? E cos'è il Ceris? Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) è un ente di ricerca pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese. Il Cnr è organizzato in 11 dipartimenti a cui afferiscono 107 istituti, tra cui il Ceris, con sede a Moncalieri nell'area metropolitana di Torino e sedi a Roma e Milano. Il Ceris è un Istituto di analisi e ricerca, l'unico nell'ambito del Cnr, finalizzato allo studio dell'economia applicata e dell'impresa. Al momento operano all'interno del Ceris, a diverso titolo, più di 60 persone, di cui 45 direttamente nell'attività di ricerca. Il dottor Secondo Rolfo è l'attuale direttore; per molti anni il Ceris è stato diretto dal professor Gian Maria Gros-Pietro. Tra il 18 ed il 20 giugno il Ceris-Cnr ha organizzato la Gerpisa International Conference. Può spiegarci in cosa consiste e quali sono state le risultanze? La Gerpisa ha sede a Parigi ed è un network di studiosi ed esperti del settore automotive di tutto il mondo che, oltre ad organizzare annualmente il convegno, promuove studi e ricerche internazionali finanziate da organizzazioni sovranazionali (http://www.gerpisa.univevry.fr). La Gerpisa per il periodo 2008-2010 ha concentrato il suo programma scientifico proprio sulle questioni connesse allo sviluppo sostenibile nel settore automobilistico e il convegno è stata un'occasione per presentare il lavoro del primo anno di ricerca sull'impatto dello sviluppo sostenibile sulle dinamiche del settore. Al convegno hanno partecipato circa 150 studiosi del settore provenienti da tutto il mondo, non limitatamente al mondo accademico, ed i rappresentanti politici locali. Il convegno ha previsto 5 sessioni plenarie nelle quali sono state presentate tra l'altro le strategie imprenditoriali della Italdesign Giugiaro e del gruppo Fiat. Sono state effettuate anche 25 sessioni parallele nelle quali sono state presentate e discusse le ricerche degli studiosi sullo sviluppo sostenibile nel settore dell'auto tra cui: 5 sessioni dedicate alle norme e alle politiche pubbliche; 5 sessioni dedicate all'innovazione; 5 sessioni ai paesi emergenti; 5 sessioni sulla responsabilità sociale delle imprese; 4 sessioni sulle strategie aziendali. Cosa intende per "Sviluppo Sostenibile nell'Industria Automobilistica"? Alla base di questo convegno è stata posta l'ipotesi che lo sviluppo sostenibile nell'industria automobilistica non può essere considerato un campo per specialisti. Per i manager, ad esempio, le risposte alle domande sullo sviluppo sostenibile in questo settore sono trasversali alle funzioni aziendali. Allo stesso modo, per i responsabili politici, l'approccio più adeguato deve affrontare l'attività industriale nel settore automobilistico nel senso più ampio. Infine, per i ricercatori, l'ampiezza delle questioni sollevate dalla sfida dello sviluppo sostenibile non possono essere mantenute esclusivamente nell'alveo metodologico di appartenenza, ma devono volgere verso una ibridizzazione delle competenze: il rispetto ambientale deve potersi conciliare con lo sviluppo economico. Il Movimento Giovanile di Fareambiente ha di recente affermato che il taglio delle accise non è una soluzione definitiva per contrastare il caro-carburante, in quanto il petrolio è destinato a superare i 170 dollari già nei prossimi mesi ed è lanciatissimo verso i 200 dollari al barile. E' realistico pensare in un futuro prossimo a motori indipendenti dal petrolio? Il nostro Paese ha urgente bisogno di affrancarsi dalla dipendenza del petrolio sia per la produzione di energia elettrica, sia per il trasporto su gomma. Al momento, finché non sarà eliminato il platino dalle celle combustibili, l'auto ad idrogeno resterà una chimera. Senza contare il fatto che permangono i dubbi sulla rete di distribuzione e che l'idrogeno non si trova libero in natura, bisogna spendere energia per produrlo, energia che viene recuperata all'atto del suo utilizzo. Per questo si dice che è un "vettore energetico". Inoltre, per il secondo principio della termodinamica, l'energia ricavata è minore di quella impiegata nella produzione, e la validità dell'idrogeno in quanto "pulito" è data dalla "pulizia" del suo processo di produzione, altrimenti tanto varrebbe, a fini di inquinamento, utilizzare l'energia primaria. Le opzioni sono due: il motore endotermico, alimentato con combustibili alternativi (Gpl, metano, biocombustibili), oppure il motore elettrico, che sta riscontrando ultimamente nuovo interesse dopo il parziale abbandono di inizio decennio. Nel mezzo si collocano i motori ibridi le cui versioni in commercio sono molto migliorabili. Ciascuna soluzione presenta pregi e difetti: il prezzo del Gpl e del metano sono legati al prezzo del petrolio e i biocombustibili sono stati accusati di aver aumentato i prezzi dei prodotti alimentari. Il metano, che costituisce la scelta italiana, sconta la carenza della rete di distribuzione, ma questa potrebbe essere risolta tramite il diretto collegamento del singolo automobilista alle rete domestica del gas. Tutte queste soluzioni implicano maggiori costi per le imprese produttrici e per i consumatori. È evidente che c'è bisogno di un chiaro messaggio politico sia in termini di aiuti economici (di fatto i bonus rottamazione hanno aiutato l'economia italiana), sia di scelte di campo (non si possono perseguire tutte le possibili alternative tecnologiche), sia di norme che favoriscano l'uso dei veicoli alternativi. Cosa pensa dei progetti di motori totalmente innovativi? Il progetto più "fantasioso" è quello dell'auto ad aria compressa del francese Guy Negre che, in verità, ha intascato milioni di euro dalla Ue e mandato in bancarotta le varie filiali europee che hanno tentato di produrla. Forte dell'accordo recentemente stretto con il colosso indiano Tata, lo stesso Negre ha presentato la macchina in versione definitiva. Una monovolume due posti con carrozzeria in fibra di vetro. Manca però la risposta al solito quesito: sono stati risolti i problemi legati al raffreddamento, anzi al congelamento, dei tubi di scarico del motore? Fareambiente sta definendo i dettagli di un progetto di legge da portare all'attenzione dei Parlamentari che hanno aderito al Movimento e che preveda, tra le tante, la riconversione dei distributori di carburante derivato da petrolio in distributori di carburanti di nuova generazione. Cosa ne pensa? L'iniziativa è lodevole e mi associo perché soprattutto favorisce il maturare di una giusta mentalità, anche se bisogna valutarne i costi ed i benefici ed in contemporanea favorire l'acquisto dei veicoli alternativi. Domanda di veicoli alternativi e offerta di combustibili alternativi devono potersi incontrare e devono crescere simultaneamente. Il Governo francese ha incrementato la rete di vendita dei biocombustibili, ma è stato un fallimento per il semplice fatto che sono state vendute poche autovetture con queste caratteristiche. In una recente intervista il professor Secondo Rolfo, Direttore del Ceris-Cnr, ha dichiarato che le nuove tecnologie per motori sono disponibili già dagli anni '90, ma la politica non destina fondi adeguati per la ricerca. Qual è la sua posizione in merito? In questo campo il sistema italiano di ricerca pubblico-privato presenta delle eccellenze riconosciute a livello mondiale. Proprio durante il convegno Gerpisa sia il Cnr, con gli istituti Im di Napoli e Itae di Messina, sia il Centro Ricerche Fiat hanno presentato alcuni dei loro ultimi risultati. È un peccato che questo sforzo non venga sostenuto adeguatamente e i ricercatori debbano perdere molto del loro tempo nella burocrazia e nella ricerca dei finanziamenti, senza contare la cronica deficienza degli organici e la impossibilità di assumere giovani ricercatori.

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GENOVA - Un'insegnante in pensione ha ricevuto un'intimazione di sfratto dagli uffici comunali perché la figlia disabile, di 42 anni, invalida al 74%, disturba con le sue urla i vi (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

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RIFORME/ CHITI: SERVE DEMOCRAZIA RINNOVATA MA MANCA CLIMA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 07-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIALOGO "Il governo si è fatto portatore di interessi particolari" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 7 lug. (Apcom) - E' senz'altro necessario un "rinnovamento delle istituzioni", da raggiungere attraverso il dialogo tra maggioranza e opposizione per il quale però in questo momento mancano le condizioni. Lo afferma il vice presidente del Senato ed ex ministro per le Riforme Vannino Chiti, in un'intervista rilasciata al sito della Confesercenti. "Occorre un rinnovamento delle istituzioni della democrazia per rispondere meglio ai bisogni dei cittadini. Il dialogo sulle Riforme istituzionali è necessario all'Italia - spiega Chiti - ma nelle condizioni attuali vedo difficile un confronto tra maggioranza e opposizione, dato che il Governo di centrodestra si è fatto portatore di interessi particolari". A giudizio di Chiti "l'Italia ha bisogno di riforme, prima fra tutte una nuova legge elettorale, che riduca la distanza tra cittadini ed eletti. Occorre una burocrazia rimotivata e più efficiente da ottenere premiando merito e professionalità. Bisogna attuare il federalismo fiscale - continua il Vice Presidente del Senato - garantendo agli enti locali, la certezza delle risorse e assicurando la solidarietà".

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