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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 24-30 giugno 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (91)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

IN BREVE ( da "Corriere delle Alpi" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltura sono le imprese e la loro redditività: la politica e la burocrazia non possono essere un peso rispetto al difficile impegno che già deriva dalla concorrenza del mercato mondiale. Dobbiamo dare una svolta e lo faremo sin dai prossimi giorni". Lo ha detto il neoassessore Franco Manzato, all'assemblea dell'Associazione Allevatori di Treviso.

L'amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: circonvoluta che distingue tutte le burocrazie, ha implicitamente risposto picche al divorziato Berlusconi che pretendeva, tra gli altri benefits già in sua dotazione, di poter fare la comunione. Ora: se uno si iscrive a un'associazione, ne rispetta le regole. E le regole di Santa Romana Chiesa, si sa, sono quelle che sono: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile.

Decoro urbano, il comune chiude l'ufficio ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un modo per rispondere in fretta ai bisogni dei romani senza aspettare i tempi della burocrazia. Fino all'inizio di questo mese, quando la Ragioneria comunale ha disposto, "con la solita scusa del buco in bilancio che poi s'è rivelato inesistente", il blocco di tutte le spese, compresi i fondi necessari al funzionamento dell'Ufficio del decoro.

Consoli: "ma all'estero valorizzano più le idee in italia troppi vincoli" ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da noi ci sono ancora troppi lacci e laccioli e le lungaggini della burocrazia sono estenuanti. E pure il credito è imbrigliato". Ci spiega meglio? "Qui i soldi te li concedono solo se hai già dei beni per garanzia. Ovvero, non si danno chance valutando solo il progetto: perché alle banche non interessano le capacità di chi vuol fare impresa".

Provincia a caccia di soldi europei - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Provincia di Palermo è in salute e ha una burocrazia perfettamente efficiente". Avanti l'ha riunita nel pomeriggio per pianificare il lavoro futuro, prima di precipitarsi alla festa della Guardia di finanza e ricambiare così la cortesia agli ufficiali delle fiamme gialle che erano accorsi in mattinata a Palazzo Comitini.

Governare il cambiamento e non cedere ai "barbari" - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cresce enormemente il ruolo autoreferenziale e improprio della burocrazia e con questo, proporzionalmente, crescono tanto il deficit democratico dell'istituzione quanto la sua impopolarità". L'attività di controllo del pubblico dev'essere svolta nell'interesse del privato: di supporto, di stimolo, d'aiuto e non meramente poliziesca.

"il decreto flussi non funziona così si danneggiano le imprese" ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "è un problema di burocrazia, ma non solo. è il meccanismo del decreto flussi che non va. Troppa la discrasia tra esigenze del mondo del lavoro e rigidità delle quote. Lo diciamo da tempo. Servono regole d'ingresso più flessibili, come la chiamata diretta del lavoratore extracomunitario".

Immigrati, permesso solo a uno su 100 - vladimiro polchi ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A quel punto, infatti, la burocrazia si sposta all'estero, nei consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati con nulla osta, il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è la nuova strettoia. Quanti visti sono stati rilasciati finora? Solo 7.947 al 17 giugno 2008.

Da Vanessa a lady Teocoli <Veloci, precisi, entusiasti Sembrano noi negli anni '60> ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La loro burocrazia è superiore. Per esempio noi qui abbiamo una vecchia macchina. Sto guardando i documenti. Sa ogni quanto si deve fare la revisione? Ogni sei mesi. E sa quanto costa? Ventiquattro euro. Rapidi ed efficienti. Sono andata in comune per chiedere delle planimetrie.

Preoccupa il muro contro muro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non più solo veti e burocrazia". Come in un grande gioco di matrioske, dentro l'Europa c'è poi l'Italia con le sue dinamiche: quelle gemmate da una congiuntura internazionale turbolenta, e quelle strutturalmente nazionali. Nella prima casella il presidente di Confindustria fissa il dibattito sull'inflazione programmata che sta infiammando il dialogo Governo-

Università, la via delle fondazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nazionale e locale mantiene intatta la propria capacità di svuotare dall'interno provvedimenti rivoluzionari, che un parte importante del mondo accademico italiano vive ancora in un mondo che altrove non esiste più. Per dispiegare tutti i propri benefici effetti, la nuova norma richiede che le risorse vengano assegnate ai singoli atenei sulla base della valutazione della

VITA E MIRACOLI DELL'ISIAO COME SI UCCIDE UN ENTE UTILE ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: So che la burocrazia può commettere errori innocenti, dettati dalla fretta e dalla disinformazione piuttosto che da cattiva volontà. Se si tratta di disinformazione ecco qualche notizia che può servire a correggere l'errore. Come è stato ricordato in un convegno del 1994, organizzato per il centenario della nascita di Tucci,

"Più infrastrutture e nuove aziende" ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per strumenti urbanistici e insediamenti produttivi. Il documento ha avuto in Consiglio una trattazione su due linee: il centrodestra, con Gaudenzio Ferrandi, Federico Perugini, Daniele Andretta, Davide Gilardoni, Mario Bernile ha posto l'attenzione su due temi: lo sviluppo della città è stato frenato dalla tardiva approvazione del piano regolatore da parte regionale.

Cresce il Califfato di Francia ( da "Stampaweb, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: guidato da una burocrazia religiosa docile e capace di tenere ai margini le tentazioni fanatiche di cui si era invaghito Sarkozy ha appena fatto naufragio tra polemiche spaccature e veleni. Invece si moltiplicano nella vita quotidiana gli episodi di un rinserrarsi in abitudini che sono opposte all'integrazione.

Immigrati, permesso a uno su 100 è allarme-badanti per le famiglie ( da "Repubblica.it" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A quel punto, infatti, la burocrazia si sposta all'estero, nei consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati con nulla osta, il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è la nuova strettoia. Quanti visti sono stati rilasciati finora? Solo 7.947 al 17 giugno 2008.

Un locale con musica live non si improvvisa ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia Chi ha intenzione di organizzare un concerto deve rivolgersi all'ufficio Siae competente. Che il pubblico paghi o meno un biglietto, la tariffa applicata è in genere il 10% circa dell'incasso complessivo del locale, ma sono possibili forme forfettarie, specie per i locali piccoli.

Piccole e medie industrie "Ci serve un po' di fiato" ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraverso la diminuzione della burocrazia. Il presidente dell'Api Gianmario Mandrini, rieletto per il prossimo triennio, ha poi lanciato un "grido di dolore": "Abbiamo bisogno di sentire più tifo attorno a noi. Non possiamo permettere che il futuro del nostro territorio venga caratterizzato da un continuo ridimensionamento delle attività produttive".

Viale Partigiani si trasforma ( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia - precisa Quaglia - sicuramente l'intenzione è di intervenire entro l'anno". Il secondo (da piazza Lugano a piazza Torino) costerà 250 mila euro e il cantiere aprirà nel 2009. In generale gli interventi prevedono la risistemazione dell'asfalto e dei marciapiedi: "Inoltre - spiega l'assessore - regoleremo la sosta delle auto disegnando nuovi stalli contro il parcheggio

Grido di dolore dal Comune Burocrazia! ( da "Corriere delle Alpi" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Incomunicabilità Grido di dolore dal Comune "Burocrazia!" Villa Contarini, in fin dei conti, è il fiore all'occhiello di Piazzola sul Brenta. Ma che rapporto c'è con il Comune e i suoi abitanti? Un disastro: è vero che i residenti hanno l'accesso gratuito, ma in realtà il parco della villa non è mai diventato il giardino dei piazzolesi.

Alemanno al bambino gesù "via il parcheggio e il chiosco" ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per stringere un'alleanza robusta con il Bambino Gesù che la burocrazia non deve disturbare ma aiutare". Intanto, oggi a Palidoro, presente il cardinale Tarcisio Bertone, sarà inaugurata la "Casa del clero", centro di accoglienza per i piccoli ricoverati e le loro famiglie non residenti a Roma. (carlo picozza).

Il fallimento dei professori - adriano prosperi ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dall'altro la traduzione della stessa idea in un sistema di burocrazia statale aperto agli ingegni migliori, quale che sia la loro origine sociale. Nella scuola di stato italiana, di origine napoleonica, è questa la versione della libera gara che abbiamo accolto e su cui si è retta la struttura della docenza.

Nuove armi contro i cartelli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA MANOVRA DEL GOVERNO Il garante: "Bene su carburanti, servizi locali, libri, snellimento della burocrazia: ora una veloce approvazione del Parlamento" LA CLASS ACTION "Il rinvio rischia di deludere le speranze dei consumatori, anche se in sei mesi lo schema può essere migliorato ed esteso alla Pa".

Scuola: merito e rigore unica cura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altrimenti alimentiamo ulteriore burocrazia, quando parliamo tutti di semplificazione. Le assunzioni dei ricercatori, previste dalla Finanziaria 2007, ci saranno? Abbiamo detto che quei soldi andavamo a recuperarli. Si faranno le assunzioni previste nella Finanziaria precedente.

Sportello unico a metà strada ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive- concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per l'apertura e l'ampliamento degli impianti è ancora poco operativo nei Comuni del Sud.

Appalti Expo, le mani della 'ndrangheta ( da "Corriere della Sera" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la Moratti s'è presa l'impegno di intervenire sugli immobili al palo, prigionieri della burocrazia. "Speriamo che alle promesse seguano i fatti". Se già su qualche annuncio di vendesi casa, prima del quartiere e della via mettono la parolina "Expo", a legittimare un prezzo esagerato per la zona in questione, figurarsi le cosche.

In fase di stallo il megaimpianto di Regalbuto ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma per accelerare i tempi bisognerebbe sfoltire un po' la burocrazia". Servirà anche per le infrastrutture più urgenti: la realizzazione della circonvallazione di Catenanuova, l'ammodernamento della statale 121 e della provinciale Catenanuova-Regalbuto e la costruzione di una strada di collegamento tra la circonvallazione di Regalbuto e l'area del Parco.

Dimezzato il Dl taglia-leggi: via 3.574 norme ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pag: 16 autore: Lotta alla burocrazia. Il piano Calderoli in un primo tempo prevedeva una riduzione di 6mila provvedimenti Dimezzato il Dl taglia-leggi: via 3.574 norme Marco Mobili Marco Rogari ROMA è la più anziana del gruppo con ben 144 anni di età. è addirittura figlia di un "giovane" Regno d'Italia targato Cavour.

Sala Borsa, nel nome di Enzo Biagi La figlia Bice: <È come una piazza> ( da "Corriere di Bologna" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza burocrazia e senza soggezione. In un luogo di libera circolazione di idee e culture è bello che sia stato dedicato uno spazio a papà". Non solo lodi all'inaugurazione ufficiale della nuova Sala Borsa. Pochi secondi prima dello scoprimento della targa a Biagi l'Altrainformazione ha infatti srotolato uno striscione con la scritta Sala Borsa:

Torsten Wiesel "Le regole d'oro tra i neuroni" ( da "Stampaweb, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli iter professionali dei giovani scienziati sono paralizzati dalla burocrazia e dalle gerarchie delle strutture universitarie. In Italia, e non solo, bisogna lavorare per una reale indipendenza d'azione dei ricercatori, altrimenti le fughe dei cervelli continueranno: resteranno l'unico strumento per garantire carriere che rispecchino davvero le capacità individuali".

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Fuoco amico ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

L'Ici pop dei Liberali pop ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Dietro alla lavagna/1 ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Chi non capisce, pontifica ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Robin pop ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Mutui e azzzzzardi ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Dietro la lavagna/2 ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è.

Terna: <Investimenti bloccati, rischiamo il blackout> ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La burocrazia sta bloccando il nostro piano di sviluppo. E il versante più critico è proprio quello siciliano" si agita Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, la società a controllo pubblico chiamata a gestire la rete di trasmissione secondo il principio di piena neutralità tra operatori.

Gelmini: la riduzione degli insegnanti per una scuola più efficiente ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altrimenti alimentiamo ulteriore burocrazia, quando parliamo tutti di semplificazione. Le assunzioni dei ricercatori, previste dalla Finanziaria 2007, ci saranno? Abbiamo detto che quei soldi andavamo a recuperarli. Si faranno le assunzioni previste nella Finanziaria precedente.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Il Cai un ente inutile? E' il solito Tremonti ( da "Corriere delle Alpi" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della soppressione di molte strutture centrali che sono il monumento alla burocrazia inutile. Le sedi centrali e gli uffici romani vanno drasticamente tagliati, ma bisogna saper guardare al merito della questione e in questo senso credo che il Club alpino italiano possa dormire sonni tranquilli". La sede romana del Cai conta venticinque dipendenti, il resto sono tutti volontari,

Certificati e licenze un taglio alla burocrazia ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Torino La novità Certificati e licenze un taglio alla burocrazia La regione semplifica la burocrazia. Non saranno più necessari i certificati di sana e robusta costituzione per praticare sport, così come non si dovrà più presentare il benestare medico dopo 5 giorni di assenza da scuola. Sufficiente l'autocertificazione di buona salute per i centri estivi.

La regione dà un taglio alla burocrazia - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: taglio alla burocrazia Abrogate 31 leggi, sparisce l'obbligo per tutta una serie di certificati "Ridurre il numero di certificati vuol innanzitutto dire risparmio di tempi e di costi" Primo effetto a scuola: non serve più il foglio del medico per cinque giorni di assenza SARA STRIPPOLI Un calcio al vizio tutto italico di tacitarsi la coscienza con una certificazione senza verifiche.

La regione vara il piano contro i fannulloni ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riordino delle competenze degli assessorati e riorganizzazione della burocrazia con il licenziamento dei fannulloni. è un elenco parziale dei provvedimenti, soprattutto disegni di legge, approvati dalla giunta regionale alla sua seconda convocazione. Protagonisti soprattutto i due magistrati in aspettativa entrati nell'esecutivo di Raffaele Lombardo.

Regione, sanzioni ai burocrati lenti - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riordino delle competenze degli assessorati, riorganizzazione della burocrazia con il licenziamento dei "fannulloni". E ancora: assunzione di un familiare per ognuna delle vittime della tragedia di Mineo e ratifica dell'accordo di programma quadro che sblocca 191 milioni per gli interporti di Catania e Termini Imerese.

Simini: i controlli del Comune funzionano Più attenzione dei privati per i subappalti ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non per la burocrazia. Ma perché in quei cantieri gli appalti, o meglio i subappalti, sono cosa di cosche, che - ha scritto la relazione parlamentare antimafia - vogliono che i lavori siano un'opera interminabile che vive dell'eterno aggiornamento delle tariffe".

Simest pronta a esportare il modello dei distretti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, i trasporti, la promozione. I risultati 2007 Lo scorso anno Simest ha prodotto ricavi per 41,2 milioni di euro (42,9 milioni nel 2006) e ha chiuso l'esercizio con un utile di 9 milioni di euro (8,6 milioni nel 2006). La finanziaria pubblico- privata ha approvato 89 progetti di imprese italiane all'estero,

E il ministro <sorpreso> chiamò Tremonti e Letta ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Figuriamoci il cinema italiano, che per la burocrazia del dicastero tremontiano è una voce come mille altre. Vista l'ondata di proteste (politicamente trasversale, Luca Barbareschi ieri usava toni furiosi quasi quanto quelli dei Centoautori) Bondi si è messo subito in contatto con Tremonti.

Nel pacchetto Ue per le Pmi più aiuti e meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel pacchetto Ue per le Pmi più aiuti e meno burocrazia Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato Per dare più slancio alle piccole e medie imprese in Europa, la Commissione Ue ha presentato ieri lo Small Business Act, un nuovo pacchetto di proposte contenente, in particolare, quattro iniziative normative: l'istituzione dello status di " Società privata europea" (

PIO XI E GANDHI ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ossia verrebbero comandati da una burocrazia centrale. Non credo che il Superstato europeo sia un buon affare per i comuni cittadini (forse lo è invece per i gruppi di potere). L'unione monetaria non è ancora completata e già si preme l'acceleratore per arrivare subito, in una situazione disomogenea, all'unione politica, che è cosa ben più impegnativa.

La rivincita dell'euro: gli italiani scoprono le ferie a stelle e strisce ( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: raggiunto nonostante la burocrazia dall'effetto ammazza-entusiasmo: basti pensare alle snervanti procedure di sicurezza che precedono l'imbarco sui voli Usa e i tempi lunghi per il rilascio del passaporto digitale. New York resta la meta dei sogni, una Grande mela che in passato poteva essere addentata solo da pochi e selezionati fortunati (il più delle volte sposini in viaggio di nozze)

Demolito il muretto nel cantiere di Bevera ( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovuti ai tempi della burocrazia, è arrivata in sostanza alcuni giorni dopo. Ora, il muro è stato abbattuto e sono ripresi normalmente i lavori per la costruzione della centrale. Il Comune di Ventimiglia aveva già approvato alcuni strumenti di tutela aggiuntivi a quelli normalmente previsti: il sindaco Scullino infatti è riuscito a concludere un accordo con la ditta costruttrice,

Stiamo aspettando i soldi dalla Regione ( da "Corriere delle Alpi" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi biblici della burocrazia. Il secondo stralcio dell'ampliamento della Casa di Soggiorno di Mel sta aspettando il finanziamento regionale che è stato chiesto dal Comune in inverno. Ad attendere il finanziamento ci sono anche gli 86 ospiti della struttura zumellese che sono ansiosi di veder terminati i lavori iniziati a dicembre 2007.

Si sposa il figlio di schifani parata di big e corteo blindato - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra cui gli apici della burocrazia di palazzo Madama, dal segretario generale del Senato Antonio Malaschini al direttore del cerimoniale Fabio Garella. Gli altri big di Forza Italia invitati, dal guardasigilli Angelino Alfano al presidente della commissione Sanità Antonio Tomasini al presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini,

Fermo al lavoro per dare voce alle istanze della neoprovincia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 25 - pag: 1 autore: Nodi prioritari infrastrutture e burocrazia Fermo al lavoro per dare voce alle istanze della neoprovincia Meno burocrazia, più infrastrutture ma soprattutto più voce in capitolo sia a livello governativo che confindustriale. Sono le richieste dei 522 industriali associati a Confindustria Fermo –

Reggio Emilia ha bisogno di un piano strategico ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sulla burocrazia è necessario agire. Il Comune –dice Borghi –ha avviato un tavolo tecnico per trovare i necessari correttivi; vedremo i risultati. Ma c'è anche un discorso nazionale. La riduzione del carico fiscale di lavoratori e imprese, un vero federalismo fiscale, l'avvio di una nuova politica energetica,

Pmi alla ricerca di modelli europei anti-burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Andrea Gennai PISA è il tema della semplificazione quello al centro dell'assemblea degli industriali in programma oggi a Pisa. Un tema che sta molto a cuore al presidente dell'Unione, Pierfrancesco Pacini: al termine dell'assise è infatti prevista una tavola rotonda, sull'argomento, con tre professori universitari,

Alle aziende un terzo dei fondi ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è un campo in cui la burocrazia si muove con difficoltà per meccanismi di rappresentanza sociale troppo conservativi. In questa direzione ci sono state alcune iniziative per l'agognato salto di qualità, ma che per il momento non hanno portato a nulla". Tra gli oneri che gli Enti si trovano ad affrontare, invece, ci sono le spese per il personale che ammontano a ben 5,

A Firenze riapre la biblioteca del Conservatorio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le porte chiuse per troppi anni e l'eccesso di burocrazia sono quasi del tutto saltati. Leggere partiture originali e consultare fonti musicali antiche e moderne non dipenderà più da concessioni ad personam, ma diventeranno una prassi, un'abitudine, un servizio di cui fruire. Come succede altrove, per esempio a Bologna.

UN'AUTHORITY PER IL CARO-CASA ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spesso dalla cronaca di case sfitte o affittate in base a burocrazie, appartenenze, clientele, favori. Il Comune potrebbe dare l'esempio e intervenire sulle sue case vuote, ristrutturate o da riattare (vedi corso Garibaldi e via Cesariano), così da non lasciare un bene prezioso inutilizzato. Certo, non è più il tempo dei piani generali fatti sulla carta e nemmeno dei buoni propositi.

<Troppe regole, così l'Italia spaventa le imprese cinesi> ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ostacola gli affari - sostiene - e il suo timore è che nuove misure, magari legate al dossier sicurezza, allontanino imprenditori e investitori cinesi dal nostro Paese, "dopo che mi sono speso per convincerli delle opportunità di cooperazione con l'Italia".

Concorsi, palude italiana ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, incertezze urbanistiche e ricorsi al Tar di Paola Pierotti P er quattro giorni l'Italia sarà vetrina dell'architettura mondiale con il XXIII Congresso dell'Uia di Torino, ma l'architettura contemporanea italiana continuerà a rimanere nell'ombra finché non decollerà il sistema dei concorsie le idee non arriveranno al cantiere.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia in Italia, aziende (e persino turisti) della repubblica popolare preferiscono andare altrove. Sulle tracce della Orlandi A Roma la polizia è entrata nei cunicoli che sarebbero stati la prigione di Emanuela Orlandi. Il ritorno del panama Visto sul capo del presidente Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi,

Tra padrini e dittatori ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Moreno-Ocampo abbandona istintivamente l'inglese della burocrazia Onu e passa al castigliano, più vicino a quella "madre patria" che sente di condividere con la Napoli dello scrittore: "Hai il privilegio di potere aiutare milioni di vittime, puoi contribuire a fermare violenze di dimensioni epocali.

IL CASO DEL LETTORE ( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le pratiche si perdono nei meandri di una burocrazia funzionale alla creazione di uno stato di difficoltà perenne. L'ultimo caso capitato a noi riguarda una richiesta di concessione, il cui iter è cominciato nell'ottobre del 2005. Dopo infinite verifiche da noi fatte al fine di superare ogni potenziale ostacolo, seguivano, per tutto il 2006, infinite richieste di integrazioni,

Il DADO è tratto: quando le <cover> sono tutte da ridere ( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia che schiaccia il cittadino. Dado non si smentisce e stasera (una delle due uniche date in cartellone all'Ombra del Colosseo) torna sul luogo del misfatto - il palco del Parco del Celio che qualche stagione fa lo consacrò artista della freddura cantata - per regalare ai fan due ore di divertimento puro con uno spettacolo nuovo:

Maturità, è allarme per gli studenti "dopati" - carlo brambilla ( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: clandestino, che permette di saltare la burocrazia sanitaria per gli acquisti. Eccitanti, stimolanti, antifatica, antidepressivi, farmaci per combattere la narcolessia (la malattia del sonno) e poi droghe varie, dalla cocaina per aumentare la veglia allo spinello per prendere l'esame con più tranquillità.

Progetti e ruolo dei liberali nel Popolo della Libertà ( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberali nel Popolo della Libertà Lotta agli sprechi e alla burocrazia, rilanciare la meritocrazia e la creazione di un ufficio del difensore del cittadino. Sono i temi del convegno "I liberali nel Popolo della Libertà" in programma domani, alle 10, in sala San Giovanni. Interverranno gli esponenti dell'area liberal-democratica del Pdl: il presidente della Provincia Raffaele Costa,

"troppa burocrazia, orchestra rai addio" - susanna franchi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina XVII - Torino "Troppa burocrazia, Orchestra Rai addio" Il direttore artistico Fasolo se ne va: così era impossibile lavorare "Un ensemble prestigioso nelle mani dei funzionari Io stesso venivo considerato un estraneo" SUSANNA FRANCHI "Troppa burocrazia, così non si può lavorare.

Subito rimosse le auto abbandonate - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 777 nel 2005, anche se la burocrazia rallenta tutto. Adesso Palazzo Marino ha deciso di cambiare le regole e renderne più veloce la rimozione. Con l'obiettivo di far entrare subito in azione il carro attrezzi, al massimo entro dieci o dodici giorni dal momento della segnalazione dei vigili.

Villa rosa, rifondazione attacca il parcheggio "occupare il parco per andare ai supplementari" ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rifondazione ci prova ancora: in un documento il capogruppo Sinistra Europea-Prc Antonio Bruno, in un clima da Europei, spiega che "il termine della partita sta avvicinandosi e siamo in svantaggio: dobbiamo impegnarci a fondo per andare almeno ai tempi supplementari. Per evitare che burocrazia e speculazioni ci soffochino".

Più tempo sui bandi di prof e ricercatori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in Commissione istruzione alla Camera aveva già chiarito che si tratta, per come è stata concepita, di una struttura "costosa, con alto tasso di burocrazia e troppo rigida ". E aveva aggiunto che la sua intenzione è quella di creare un'agenzia unificata e potenziata. Un intento simile a quello che aveva mosso il ministro Mussi nella creazione della struttura stessa.

Un affollamento di Costituzioni ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In tal modo, la burocrazia europea riuscirebbe a ottenere l'emanazione di una serie di atti "politico-normativi " che incidono su materie di particolare rilievo per le libertà individuali e i comportamenti collettivi - come i presupposti per le attribuzioni alle authority;

UNA RACCOMANDATA-QUIZ E UN'IDEA PER I PAGAMENTI ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a proposito della necessità di semplificare i rapporti tra cittadini e burocrazia, ho ricevuto un avviso dalle Poste. Allo sportello mi hanno dato una lettera con un criptico messaggio che trascrivo perché sembrano i tempi di Policarpo de Tappetti. Eccolo: "Le comunichiamo di aver inviato alla sua attenzione una raccomandata.

Il sindaco: la burocrazia blocca un'opera indispensabile ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Koffi, la Biellese riabbraccia il pilastro del centrocampo ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rallenta tutto. Anche nel calcio, che va nel pallone per un pezzo di carta e vive ore di vera e propria angoscia. Dal primo luglio si potranno fare i nuovi tesseramenti ma i moduli per le trascrizioni, dalle varie Leghe, arriveranno al più tardi fra una decina di giorni.

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La lista degli enti inutili: cambiano i requisiti e molti si salveranno ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. I verdetti ad agosto La lista degli enti inutili: cambiano i requisiti e molti si salveranno è partito il conto alla rovescia per il taglio degli enti inutili. Tempi serrati per far calare la ghigliottina sugli enti pubblici non economici con meno di 50 dipendenti e su quelli già finiti nel mirino della Finanziaria 2008.

Videoarte in piazza ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risorse e potere che hanno permesso di superare burocrazia e polemiche, come quella sui famosi manichini impiccati di Maurizio Cattelan. Così, dopo il recente successo della mostra del duo svizzero Fischli e Weiss a Palazzo Litta, raffinato dialogo glocal tra contemporaneità e architettura storica, godiamoci il progetto "Tarantula" che, nella più consona tradizione trussardiana,

Alto apprendistato al rilancio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia eccessiva: sono solo alcuni degli ostacoli che hanno frenato l'iniziativa che, con un budget di 14 milioni di euro,ha visto l'adesione di appena 9 Regioni del Centro-Nord (più la Provincia autonoma di Bolzano). Qui sono state definite disciplina e durata dell'alto apprendistato insieme a parti sociali e università.

<Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati> ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ora è arrivato il momento di dire "basta" con tutta la burocrazia che blocca le infrastrutture. Una volta decisa un'opera, dopo un confronto (come dimostra il caso della Tav) bisogna andare avanti". Ed aggiunge. "Sarebbe incomprensibile se non si riuscissero ad accelerare le procedure per arrivare a raggiungere i nostri obbiettivi".

Al via la task force dei prof contro l'eccesso di burocrazia ( da "Corriere di Bologna" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rettore Pier Ugo Calzolari dopo il manifesto firmato a metà aprile da docenti e direttori di dipartimento contro l'eccesso di burocrazia in Ateneo. "Non siamo contro la burocrazia, che è utile e necessaria, ma contro la sua degenerazione che è il burocratismo", spiegava Fulvio Cammarano, direttore del dipartimento di Politica, istituzioni e storia, tra i promotori del manifesto.

"Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati" ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta con la burocrazia che blocca le opere" da Roma "Bisogna capire che le infrastrutture sono prioritarie per il Paese. Se le fa, il paese progredisce. Se non le fa, arretra". Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture, non nasconde la soddisfazione per l'accordo sul tracciato, raggiunto fra Osservatorio tecnico della Torino-Lione ed i sindaci interessati.


Articoli

IN BREVE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALSUGANA. Per la nuova Valsugana le promesse non bastano, urgono i finanziamenti. Li sollecita il consigliere regionale vicentino Claudio Rizzato (Pd) con una interrogazione alla giunta Galan. AGRICOLTURA. "Il soggetto principale dell'agricoltura sono le imprese e la loro redditività: la politica e la burocrazia non possono essere un peso rispetto al difficile impegno che già deriva dalla concorrenza del mercato mondiale. Dobbiamo dare una svolta e lo faremo sin dai prossimi giorni". Lo ha detto il neoassessore Franco Manzato, all'assemblea dell'Associazione Allevatori di Treviso. PDL VENETO. "Bisogna accelerare la fase costituente del Pdl del Veneto, che nascerà all'insegna del rispetto delle diverse identità che lo costituiranno". Lo dichiara il consigliere regionale Raffaele Zanon, di An, in risposta alle valutazioni sull'argomento del presidente Galan, pronunciate nell'incontro di sabato.

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L'amaca - michele serra (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti L'amaca MICHELE SERRA Confesso di avere avuto un piccolo attacco di papismo. è stato quando Benedetto XVI, sia pure con la prosa azzimata e circonvoluta che distingue tutte le burocrazie, ha implicitamente risposto picche al divorziato Berlusconi che pretendeva, tra gli altri benefits già in sua dotazione, di poter fare la comunione. Ora: se uno si iscrive a un'associazione, ne rispetta le regole. E le regole di Santa Romana Chiesa, si sa, sono quelle che sono: il matrimonio per i cattolici è un sacramento ed è indissolubile. Il divorziato può umiliarsi, come spiega il Papa con il sottile sadismo della Verità Rivelata, osservando a debita distanza "la grazia eucaristica", come l'affamato cui viene negato il sollievo di nutrirsi, e come il reietto la cui colpa va illustrata davanti all'intera comunità. Ma non può mettersi in fila davanti al prete: è un cattolico di serie B. Ora: detto che la fede in Dio può benissimo essere tutt'altra cosa rispetto a questa griglia impietosa di precetti e usanze, non c'è dubbio che se uno vuole appartenere alla Chiesa di Roma, il regolamento è questo. Un signore gaudente e impenitente che, con il panama in testa, pretende di essere cattolico senza pagare pegno, e per giunta riscuotendo i dividendi politici di questa sua improbabile devozione, merita che gli si dica cortesemente che no, non si può. La botte piena e l'ex moglie ubriaca non si può avere, nemmeno se si è Berlusconi.

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Decoro urbano, il comune chiude l'ufficio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Roma Decoro urbano, il Comune chiude l'Ufficio Interrogazione del Pd al sindaco. "Cancellata l'arma anti-degrado" Nel 2002 la giunta Veltroni istituì la struttura speciale con poteri di pronto intervento "Il sindaco Alemanno ha chiuso l'Ufficio del decoro urbano". Massimiliano Valeriani, consigliere comunale del Pd, è incredulo. Ha appena depositato una interrogazione urgentissima al primo cittadino per chiedere spiegazioni su una decisione che considera "grave, frutto di una politica tutta tesa a eliminare quanto fatto dalla precedente amministrazione". Proprio "una bella contraddizione per chi prima ha condotto un'intera campagna elettorale contro il degrado e poi, una volta insediato, cancella l'unico strumento operativo per combatterlo". Per capire cosa è accaduto bisogna partire da lontano. Nel 2002 la giunta Veltroni istituì all'interno dell'ufficio del Gabinetto del Sindaco l'Unità organizzativa del Decoro Urbano. Una struttura speciale, con poteri di pronto intervento nella cura della città (soprattutto pulizia e manutenzione) nonché funzioni di coordinamento tra i municipi, i dipartimenti e le aziende comunali. Molteplici gli obbiettivi: prevenire e reprimere il dilagante fenomeno delle scritte su monumenti ed edifici; controllare e ripristinare arredi urbani danneggiati, segnaletica stradale e cartellonistica turistica obsoleta o mancante; contrastare l'abusivismo pubblicitario e commerciale; monitorare e segnalare alle aziende di servizi eventuali situazioni di degrado denunciate dai cittadini quali discariche, abbandono di masserizie, batterie, biciclette, materassi, vetri, metalli, inquinamento acustico, magnetico e idrico, assicurando interventi ordinari e straordinari. Insomma "una struttura agile ed efficiente che, rispondendo direttamente al sindaco, era in grado di agire subito sul territorio", spiega Valeriani. "Per di più avvalendosi della collaborazione di cooperative sociali, così da creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate". Un modo per rispondere in fretta ai bisogni dei romani senza aspettare i tempi della burocrazia. Fino all'inizio di questo mese, quando la Ragioneria comunale ha disposto, "con la solita scusa del buco in bilancio che poi s'è rivelato inesistente", il blocco di tutte le spese, compresi i fondi necessari al funzionamento dell'Ufficio del decoro. "Con pessime ricadute sulla città" insiste il consigliere del Pd: "Non solo siamo ormai allo stop totale degli interventi, assolutamente urgenti, di pulizia e manutenzione, ma si sono anche interrotti i rapporti di lavoro con una miriade di cooperative sociali che hanno già cominciato a licenziare". Peccato che, mentre Alemanno procede nella sua opera di smantellamento dei progetti di Veltroni, "continuano ad arrivare richieste di interventi da parte dei municipi, della Questura e di semplici cittadini, sia del centro storico, sia di altri quartieri, specie relative alla cancellazione di scritte (come ad esempio a Ponte Milvio) sia alla defissione di manifesti abusivi". A Valeriani resta una sola speranza: "Che la scelta di Alemanno non sia definitiva. E che, con l'arrivo dei soldi del governo, ci ripensi". (giovanna vitale).

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Consoli: "ma all'estero valorizzano più le idee in italia troppi vincoli" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Roma Consoli: "Ma all'estero valorizzano più le idee In Italia troppi vincoli" Ha cominciato con una piccola azienda di famiglia, Amalia Consoli (nella foto in bassa a sinistra). Giovanissima, dopo la morte prematura del padre ha cercato di mandare avanti l'attività. Più per dovere che per convinzione. Poi ci ha preso gusto. Ora di alberghi a Roma ne ha due, è presidente della Sezione turismo dell'Unione industriale e di investimenti ne ha in mente altri. Uno è già in dirittura d'arrivo. Consoli, due alberghi, uno creato totalmente da lei "l'Hotel dei Consoli" a due passi da San Pietro ed ora l'avventura all'estero... "Sì, abbiamo appena acquistato una posada in Brasile, un albergo sul mare a Budzios, un posto meraviglioso". Che differenza c'è tra investire in Italia o all'estero? "I tempi. Da noi ci sono ancora troppi lacci e laccioli e le lungaggini della burocrazia sono estenuanti. E pure il credito è imbrigliato". Ci spiega meglio? "Qui i soldi te li concedono solo se hai già dei beni per garanzia. Ovvero, non si danno chance valutando solo il progetto: perché alle banche non interessano le capacità di chi vuol fare impresa". E' più difficile per una donna diventare imprenditrice rispetto ai colleghi uomini? "Secondo me sì. Perché nei confronti delle donne c'è ancora troppa diffidenza. Anche se le cose stanno cambiando. Il boom delle imprese rosa nel Lazio si è avuto anche grazie agli incentivi della legge sulle Pari Opportunità che ha dato finanziamenti agevolati alle imprese femminili". La ricetta perché un'impresa funzioni? "La determinazione. E la voglia di crescere. Io ho cominciato da giovanissima perché mi ci sono trovata, ma poi ci ho preso gusto". Lei parla di determinazione. Le donne ce l'hanno? "Credo proprio di sì. Anche se lavorare in proprio vuol dire sacrificio, essere impegnate 24 ore su 24. E aiuti e strutture latitano. Una donna deve dividere il tempo: lavoro, figli, mariti. Ma la nostra forza è anche questa: riuscire a trovare tempo e spazio per tutto". (a.pa.).

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Provincia a caccia di soldi europei - massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Il retroscena Corsa ai progetti per usufruire della premialità. In gioco una torta da 520 milioni in tutta l'Isola Provincia a caccia di soldi europei Avanti si insedia, primo rebus i nomi degli assessori Tra i dodici posti nella giunta ingresso certo per Falzone, Tomasino D'Alì e Aulicino Il Pdl: presidenza del consiglio a Tricoli, ma gli autonomisti vogliono Briganò MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Nel giorno del suo insediamento alla presidenza della Provincia, con la testa ormai satura dei consigli generosamente offerti dai colleghi venuti a congratularsi con lui, Avanti (Udc) ha ricevuto l'imbeccata migliore da Patrizia Monterosso che, da commissario, ha guidato Palazzo Comitini dopo le dimissioni di Francesco Musotto. è stata la dirigente regionale, nel corso della cerimonia a Sala Martorana, a sottolineare l'importanza di quei finanziamenti. Indipendentemente dai fondi ai quali attingere, Avanti punta sulla nuova tangenziale e da subito promette interventi rapidi sull'edilizia scolastica: "Abbiamo intenzione di costruire nuove scuole perché non possiamo più sprecare i soldi pagando gli affitti. Sono già state individuate alcune aree. Giovedì incontrerò il provveditore". Con venti milioni di euro già stanziati e disponibili, Avanti assicura che andrà in appalto il primo stralcio della "Corleone - mare" strada che collegherà numerosi paesi della provincia con l'aeroporto evitando il passaggio da Palermo. "Gli altri soldi - aggiunge il presidente - possiamo anche reperirli al Cipe attingendo da residui di opere non realizzate". E poi c'è il Por che Avanti farà studiare subito agli uffici, perché, sottolinea, "queste occasioni non vanno sprecate, per il bene della collettività". Parla da "presidente di tutta la popolazione", tendendo una mano all'opposizione di centrosinistra che da queste elezioni amministrative è uscita con le ossa rotte. Tanto larga è la maggioranza di Pdl, Udc ed Mpa che, il centrodestra può permettersi di confezionarsi le polemiche in perfetta autonomia. Così, presa la parola a Sala Martorana per augurare ogni bene al suo successore, il presidente uscente Francesco Musotto ha attaccato l'assessore regionale alle Autonomie locali, Francesco Scoma - entrambi stanno con il Pdl e provengono da Forza Italia - "reo" di avere bocciato la Provincia di Palermo attribuendole le briciole (appena 5.541,26 euro) della premialità prevista. "Siamo l'unico ente senza precari - dice Musotto - e la ripartizione delle premialità, stabilita attraverso un decreto firmato dall'assessore Scoma, indica un'assoluta non conoscenza di un ente virtuoso come quello della Provincia di Palermo". Scoma contrattacca: "La ripartizione delle premialità è prevista dalla legge. E, per concedere queste somme, l'amministrazione regionale si basa su sette indici di riferimento e sulle carte inviate dagli enti locali. La Provincia di Palermo è risultata essere superiore alla media regionale soltanto in un indice, quello sui flussi turistici, per il resto è inferiore". Avanti spezza una lancia a favore del suo predecessore: "Al di là delle polemiche nelle quali non voglio entrare - dice - è vero che spesso gli indicatori non riescono a proporre una fotografia reale dell'ente esaminato. La Provincia di Palermo è in salute e ha una burocrazia perfettamente efficiente". Avanti l'ha riunita nel pomeriggio per pianificare il lavoro futuro, prima di precipitarsi alla festa della Guardia di finanza e ricambiare così la cortesia agli ufficiali delle fiamme gialle che erano accorsi in mattinata a Palazzo Comitini. Finite le feste, Avanti dovrà risolvere subito il nodo della giunta: "Gli assessori saranno dodici - promette - anche se gli aspiranti sono almeno settanta. Ufficializzerò l'esecutivo in occasione della seconda seduta di Consiglio, dopo il giuramento". Pressoché certo l'ingresso in giunta di Luigi Tomasino (Udc), Dario Falzone (Pdl, quota An), Eusebio D'Alì (Pdl, quota Fi) e Armando Aulicino (Mpa). Gli autonomisti chiedono la presidenza del Consiglio provinciale magari per Vincenzo Briganò, il primo degli eletti nell'Mpa con oltre 5.600 voti, ma il Pdl spinge per Marcello Tricoli. La vicepresidenza dovrebbe andare ad Antonino Tumbiolo del Pd, mentre Silvio Moncada dovrebbe ricoprire l'incarico di capogruppo dei democratici. Forte della rappresentanza nazionale, anche Italia dei valori potrà creare un gruppo a sé con i due eletti Giuseppa Scafidi e Luisa La Colla. Antonio Marotta e Antonino Celesia, eletti rispettivamente con Rifondazione comunista e Uniti per la Sicilia, chiederanno la deroga per creare pure loro un gruppo autonomo.

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Governare il cambiamento e non cedere ai "barbari" - umberto de gregorio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli GOVERNARE IL CAMBIAMENTO E NON CEDERE AI "BARBARI" UMBERTO DE GREGORIO ontrollare deve significare sempre meno verifica formale d'adempimenti cartacei, alla ricerca capziosa dell'errore per poter condannare e dare un senso apparente alla propria esistenza (di controllore), senza incidere minimamente sulla realtà oggettiva che è alla base della norma che lo Stato chiede che sia rispettata. Controllare deve rappresentare sempre più un'attività di verifica sostanziale dell'esistenza dell'utilità sociale ed economica dell'attività del controllato. L'obiettivo del controllore non può essere giudicato in termini meramente quantitativi (il rispetto di prefissati target di budget) ma anche in termini qualitativi e sostanziali di risultati raggiunti. Non è possibile che un vigile urbano possa essere valutato positivamente solo perché ha fatto cento multe ad altrettanti conducenti d'auto che guidavano senza cintura, e trascurare poi sistematicamente la circostanza che sotto gli occhi di quello stesso vigile, nelle stesse ore, sono passati impuniti dieci motorini sfreccianti a velocità folle, senza casco e contro senso, che verosimilmente avranno commesso, subito dopo, scippi e delitti. Non è possibile sentirsi con la coscienza a posto per aver impedito l'apertura d'un opificio industriale con tutte le autorizzazioni di legge ma al quale mancava quell'ultimo certificato dell'ennesimo ente burocratico competente e poi consentire di fatto che operino laboratori artigianali con centinaia d'operai a nero e senza alcuno dei certificati richiesti per poter legittimamente operare. Non è possibile contestare a una multinazionale (che resiste eroicamente a Casoria anziché trasferirsi più comodamente in India) una sanzione enorme per una discutibile scelta sulle politiche d'ammortamento, argomento sul quale dottrina e giurisprudenza da anni non trovano un punto d'accordo; e poi accettare che dilaghi il commercio abusivo e le fabbriche fantasma tutt'intorno. Qualcosa non funziona. Una politica di controllo a doppio senso, spietata da un lato e impotente dall'altro, non può reggere nel tempo. Il regno dei barbari si allarga e quello dei civili si restringe: è lo spettacolo cui assistiamo indifferenti tutti i giorni. Accade come se nulla fosse, come qualcosa d'ineluttabile. I cittadini onesti e ingenui soccombono, i più furbi sopravvivono, i senza scrupolo s'arricchiscono. Lo Stato s'accontenta di portare a casa un po' di gettito, non importa poi a pagare chi sia. In questo contesto, per dirla con le parole di Giulio Tremonti, "cresce enormemente il ruolo autoreferenziale e improprio della burocrazia e con questo, proporzionalmente, crescono tanto il deficit democratico dell'istituzione quanto la sua impopolarità". L'attività di controllo del pubblico dev'essere svolta nell'interesse del privato: di supporto, di stimolo, d'aiuto e non meramente poliziesca. Dev'essere tesa a riavvicinare la realtà alla norma teorica. E se la realtà invece, nonostante tutto, sempre più si allontana dalla norma, allora vuol dire che in qualche misura quella norma non funziona, vuol dire che occorre cambiare anche la norma. Perché non esiste una norma giusta e santa in assoluto, almeno per chi non è religioso (ovvero fideista e dogmatico in campo economico e sociale). Inutile far finta di non vedere che i barbari avanzano tutt'intorno a noi. Napoli, da questo punto di vista, è uno straordinario punto d'osservazione. Come osserva Alessandro Baricco, storicamente innanzi all'attacco dei barbari la "civiltà" ha tre possibilità: "attaccare, commerciare, alzare un muro". Poiché è inutile alzare grandi muraglie per arginare l'invasione, inventando in tal modo un confine artificiale che in realtà non esiste né può esistere, non resta che convincersi da un lato che i modi rudi del nuovo che avanza è solo per noi qualcosa di qualificabile semplicisticamente come "barbarie"; e dall'altro, sempre per dirla con Baricco, che "non c'è mutazione che non sia governabile". Il ruolo del controllo dello Stato e dei suoi bracci operativi dev'essere re-inventato in questa fase storica e congiunturale, magari in via sperimentale proprio partendo dalla frontiera selvaggia che il nostro territorio rappresenta. Da un lato abbassando il target e dall'altro imponendo poi a tutti (e non a qualcuno sì e ad altri no) di rispettare il nuovo target. Questo è il metodo corretto per fare una lotta seria contro la camorra e la criminalità dilagante; diversamente i proclami di guerra rischiano di apparire parole al vento, figlie di una cultura ferma, incapace di comprendere il mutamento in atto. Un mutamento violento, che richiede da un lato analisi e comprensione delle sue cause (il divario oramai insopportabile tra il nero e il bianco) e dall'altro fermezza autoritaria di quei comportamenti lesivi della dignità umana.

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"il decreto flussi non funziona così si danneggiano le imprese" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Piero Costa, direttore generale dell'Associazione industriali di Brescia "Il decreto flussi non funziona così si danneggiano le imprese" ROMA - "Il decreto flussi è un meccanismo che non funziona: è in tilt. Che senso ha chiedere un lavoratore e averlo dopo 12 mesi?". Piero Costa è il direttore generale dell'associazione industriale di Brescia, zona ad alta intensità di lavoratori immigrati. Dopo sei mesi solo l'1% delle domande d'assunzione si è conclusa con il rilascio del visto d'ingresso. Quali sono le conseguenze? "è un danno economico per le imprese in attesa dei lavoratori stranieri, che nel frattempo devono affidarsi alle varie cooperative di servizi". Cos'è che non funziona? "è un problema di burocrazia, ma non solo. è il meccanismo del decreto flussi che non va. Troppa la discrasia tra esigenze del mondo del lavoro e rigidità delle quote. Lo diciamo da tempo. Servono regole d'ingresso più flessibili, come la chiamata diretta del lavoratore extracomunitario". Perché è così indispensabile la manodopera straniera? "Perché non è facile trovare un italiano disposto a lavorare in fonderia o all'altoforno. Per questo, le imprese sono disposte ad aspettare anche mesi e a ricorrere ai decreti flussi" (vla.po.).

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Immigrati, permesso solo a uno su 100 - vladimiro polchi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Immigrati, permesso solo a uno su 100 Dopo sei mesi 700 mila domande inevase. Per le famiglie è allarme-badanti Il dossier "Flop burocratico, responsabilità da dividere tra Viminale e Farnesina" Più del 60% delle pratiche senza risposta riguarda le collaboratrici domestiche VLADIMIRO POLCHI ROMA - Una montagna di pratiche ferme. Settecentomila domande in attesa di una risposta. Sono quelle di chi aspetta da mesi di mettere in regola un immigrato. è la gara del decreto flussi, ma la chiamano "lotteria delle quote": finora, solo uno su cento ce l'ha fatta. La corsa a un posto da regolare coinvolge ogni anno migliaia di immigrati invisibili. Nel 2007, il decreto ha messo in palio 170mila posti. Come è finita? A sei mesi dalla presentazione delle oltre 740mila domande d'assunzione, meno di 8mila sono i visti d'ingresso rilasciati: circa l'1%. Una débacle burocratica, che chiama in causa ministero dell'Interno e degli Esteri. Un passo indietro: col decreto flussi, l'Italia fissa annualmente il tetto massimo (le "quote") di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Questo sulla carta. In realtà le cose vanno ben diversamente: il decreto è l'unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia. Come? Si presenta domanda d'assunzione, si spera di rientrare nelle quote, si esce dal Paese col nulla osta e si ritorna col visto d'ingresso. è un sistema di porte girevoli: esci clandestino, rientri regolare. Ma solo a pochi fortunati il gioco riesce. I due decreti del 2006 avevano aperto le porte a 470mila ingressi: una massa di lavoratori, che hanno tenuto occupati gli uffici competenti per oltre 18 mesi. Per questo, nel 2007, i posti messi a disposizione dal decreto flussi sono scesi a 170mila, oltre un terzo per collaboratrici domestiche. La novità? Le domande d'assunzione potevano essere presentate solo via Internet, a partire dal 15 dicembre: il cosiddetto "clic day". In pochi minuti le quote sono state superate e dopo qualche settimana il conto si è fermato a 740mila domande presentate (di cui 475mila per lavoro domestico: colf e badanti). I più richiesti? Marocchini (139mila), cinesi (80mila), bengalesi (79mila), indiani (56mila) e ucraini (53mila). Una valanga online di domande in attesa di una risposta. Che ne è stato? Al 17 giugno 2008 (dati del ministero dell'Interno), le domande "definite" sono solo 67.627, le pratiche in attesa d'integrazioni sono invece 5.147. Tra le "definite" rientrano quelle bocciate dalle questure (6.388) e dalle direzioni provinciali del lavoro (ben 19.311); quelle chiuse per rinuncia del datore di lavoro (2.585) e infine quelle che hanno finalmente ricevuto il nulla osta all'assunzione (39.343). Purtroppo, però, il nulla osta non pone fine alla via crucis della regolarizzazione. A quel punto, infatti, la burocrazia si sposta all'estero, nei consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati con nulla osta, il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è la nuova strettoia. Quanti visti sono stati rilasciati finora? Solo 7.947 al 17 giugno 2008. Colpa delle difficoltà di attraversare la frontiera per chi si trova già in Italia da irregolare e dell'insufficienza di personale in molti consolati. "Le colpe si distribuiscono tra ministero dell'Interno e degli Esteri - sostiene l'avvocato Marco Paggi dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione - dopo il clic day, infatti, nulla è cambiato: lo sportello unico dell'immigrazione è stata una semplificazione apparente e nei consolati mancano le risorse adeguate. In Moldavia manca addirittura un consolato italiano, bisogno andare fino in Romania per chiedere il visto. Che il 90% delle domande d'assunzione riguarda irregolari già presenti in Italia è poi un segreto di pulcinella - prosegue Paggi - e lo Stato dovrebbe avere la coerenza di procedere a sanatorie mirate per chi lavora e ha una casa. Ne riceverebbe in cambio denaro prezioso: il versamento dei contributi nelle sue casse".

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Da Vanessa a lady Teocoli <Veloci, precisi, entusiasti Sembrano noi negli anni '60> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Primato Da Vanessa a lady Teocoli "Veloci, precisi, entusiasti Sembrano noi negli anni '60" Mentre Teo Teocoli a "Notti europee" in tv faticava a smaltire la sconfitta facendo il verso all'allenatore Aragones, nella casa di Ibiza sua moglie Elena quasi gioiva. "Non mi è dispiaciuto che abbiano vinto gli spagnoli - racconta al telefono dall'aeroporto dove aspetta degli amici -. Se lo meritano. Sono un gran Paese". Meglio dell'Italia? "Intanto non hanno la mafia". Beh, quella russa... "La loro burocrazia è superiore. Per esempio noi qui abbiamo una vecchia macchina. Sto guardando i documenti. Sa ogni quanto si deve fare la revisione? Ogni sei mesi. E sa quanto costa? Ventiquattro euro. Rapidi ed efficienti. Sono andata in comune per chiedere delle planimetrie. In cinque minuti hanno fatto fotocopie e tutto. Gratis. Vuol mettere il delirio di Milano?". A Milano lavora Vanessa Incontrada, 29 anni, attrice e conduttrice tv italo-spagnola. Un piede a Barcellona, uno in Toscana (dove ha casa). "Dica pure che ho un piede sul passo della Cisa, bloccato sui pedali. Faccio quell'autostrada da 10 anni. Sempre lavori in corso. Emergenza continua. In Spagna questo non è concepibile. Lo dico ai miei amici spagnoli, che osano lamentarsi del traffico e della pulizia. In Spagna le città sono più vivibili. Vissute: concerti, mercati, fiere per bambini". Burocrazia? "I miei amici italiani mi raccontano che chiedere di aprire un locale sembra quasi un delitto". La sicurezza? "In Italia passiamo da un estremo all'altro: o menefreghismo o manganello. Non sopporto i tg di tutte le reti quando, anziché dire che un assassino ha ucciso qualcuno, devono aggiungere: un marocchino o un rumeno hanno ucciso eccetera. Perché soffiare sul fuoco?". La Spagna del boom economico "mi ricorda l'Italia degli anni '60, grande eccitazione, però le famiglie sono indebitate fino al collo per i mutui casa" dice Italo Rota, 55 anni, architetto, autore di una delle piazze tematiche dell'Expo di Saragozza: "Lo Stato spagnolo ha la struttura ereditata dalla dittatura. Severissimo con chi non paga le tasse, chi parcheggia in seconda fila, con gli immigrati. Burocrazia rigida, non leggera, ma efficiente. La politica segue l'economia, l'incoraggia. Cambiano i governi, non le politiche economiche". Ha ragione Zapatero, la Spagna ha superato l'Italia? "E' presto per i bilanci. I conti si fanno a fine ciclo". Per lo scrittore Erri De Luca, che ha da poco messo in scena "Chisciotte e gli invincibili", ha ragione Zapatero: "Sono più propenso a credere ai politici stranieri che ai nostri". Un episodio rivelatore sul primato iberico? "L'Istituto Cervantes ha aperto la sua sede italiana più importante a Napoli, per quel legame privilegiato tra la città e i magnifici re Borboni che tanto furono superiori ai Savoia. Le autorità napoletane l'hanno ignorato. Sono capaci di inaugurare un nuovo negozio delle penne Mont Blanc al Vomero ma per l'Istituto Cervantes niente. Viva la Spagna. E onore a Casillas, che è stato più bravo di Buffon". Il ballerino JoaquÍn Cortés sognava una finale Italia-Spagna: "Peccato per voi, ma noi siamo più forti". Zapatero ha ragione? "La Spagna adesso va meglio, prima andava meglio l'Italia". Michele Farina.

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Preoccupa il muro contro muro (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-24 - pag: 3 autore: "Preoccupa il muro contro muro" Marcegaglia: sul negoziato pesano i segnali di deterioramento del clima politico Marco Alfieri MILANO "La politica non torni al muro contro muro, il Paese non se lo può permettere". Rischiando di vanificare lo spirito bipartisan necessario "per affrontare i nodi strutturali che ci affliggono: la crescita e i salari troppo bassi". è preoccupata, Emma Marcegaglia. E certo non lo nasconde, chiudendo l'assemblea di Assolombarda ( si veda altro servizioa pag. 22). In attesa della prima controprova che cadrà già oggi pomeriggio quando, "dopo due incontri sul metodo, torneremo a riunirci coi sindacati sulla riforma dei contratti – chiosa – e lì affronteremo il cuore dei problemi ": il doppio livello nazionaleaziendale. Da alleggerire il primo, da irrobustire il secondo."Sarà una riunione fondamentale. Per il momento il clima è positivo, speriamo non cambi". Ma sia chiaro, taglia corto il presidente: "Chiuderemo solo se strapperemo una più alta produttività, non siamo interessati ad un accordo di facciata". Quel che segnala Marcegaglia è dunque l'impellenza di un nuovo patto che porti il Paese in Europa anche sul lato delle relazioni industriali, dove produttività e salari si scambiano in maniera più robusta. Non a caso l'Europa è lo scenario dentro cui si muove tutto il ragionamento del presidente di Confindustria. Un'Europa che resta "il nostro riferimento", ma depurata di un certo europeismo di maniera, pigramente funzionalista, perché "il no degli irlandesi al Trattato Ue è il sintomo di un malessere profondo. Bisogna ritrovare una leadership che faccia sì che Bruxelles torni a parlare ai propri cittadini dei temi veri: immigrazione, carovita, infrastrutture. Non più solo veti e burocrazia". Come in un grande gioco di matrioske, dentro l'Europa c'è poi l'Italia con le sue dinamiche: quelle gemmate da una congiuntura internazionale turbolenta, e quelle strutturalmente nazionali. Nella prima casella il presidente di Confindustria fissa il dibattito sull'inflazione programmata che sta infiammando il dialogo Governo- Cgil e potrebbe intaccare il tavolo sulle relazioni industriali. Per Confindustria, "darsi un obiettivo chiaro di riduzione dell'inflazione è un fatto positivo. Palazzo Chigi ha fatto bene a fissarne uno nel Dpef. La stessa Bce ce lo chiede". Non basta. Per Marcegaglia non è ipotizzabile tornare "a meccanismi automatici che facciano ripartire pericolose spirali prezzi- inflazione che il Paese in passato ha già pagato caro". Certo, se poi il tasso reale sarà "molto diverso da quello programmato all' 1,7% dal Governo", allora Confindustria "farà una riflessione ". Perché il dialogo coni sindacati è un valore da preservare. Soprattutto in un momento in cui, al netto delle nostre esportazioni che continuano a tirare, "la domanda interna è assolutamente ferma ", ricorda il presidente. Nella seconda casella Marcegaglia mette invece il Dpef varato dal Governo, di cui viene data "una valutazione complessivamente positiva, condividendone i suoi obiettivi: la stabilizzazione della finanza pubblica, il pareggio di bilancio, la logica di diminuire le spese improduttive, le liberalizzazioni e il metodo di evitare le finanziarie che bloccano il Paese. Adesso chiediamo al Governo di resistere alla pressione delle lobby, di mantenere la barra dritta". La vera riserva riguarda piuttosto le infrastrutture. Nella manovra Finanziaria "c'è poco di questo, ci sono elementi da chiarire.Il Governo deve considerarle come priorità".Fino al monito forte,deciso, rivolto al vizio atavico della politica italiana: la sua litigiosità estenuante. "A soli cinquanta giorni dall'inizio della nuova legislatura – conclude Marcegaglia – vediamo segnali preoccupanti di un deterioramento del clima politico. Tutto questo rischia di compromettere la stagione delle riforme. Facciamo un appello alle forze politiche di guardare al bene del Paese, sarebbe un grave errore tornare all'atmosfera dei quindici anni passati che ci ha portati all'immobilismo". GLI AUMENTI Per Confindustria non è ipotizzabile un ritorno a meccanismi automatici che facciano ripartire la spirale prezzi-inflazione Protagoniste. Da sinistra Emma Marcegaglia, Diana Bracco e Letizia Moratti ieri all'assemblea di Assolombarda EMMEVIPHOTO.

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Università, la via delle fondazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-24 - pag: 14 autore: Università, la via delle fondazioni di Gianni Toniolo F inalmente un'ottima notizia per l'università italiana, la migliore che abbia sentito in quarant'anni di vita accademica. L'articolo 16 del decreto legge sugli interventi urgenti per l'economia concede agli atenei che lo desiderino la possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Ciò potrebbe innescare quel circolo virtuoso dell'autonomia con responsabilità che la parte migliore dell'accademia italiana attende da decenni. è una riforma soft, nel senso che offre un'opportunità a chi la vorrà cogliere senza caricare di alcun obbligo tutti gli altri. Forse anche per questo è rivoluzionaria. Sancisce l'inizio della fine della visione centralista e burocratica dell'università, del vestito a taglia unica, che ha bloccato l'adeguamento del nostro sistema universitario agli straordinari cambiamenti verificatisi nell'ultimo quarto di secolo nell'organizzazione della ricerca e della formazione superiore. In un Paese nel quale, contrariamente a quanto avviene in altre grandi democrazie, l'elettorato è piuttosto indifferente alla scuola e all'università, il governo - in particolare con i ministri Gelmini e Brunetta, molto impegnati su questo fronte dà prova di lungimiranza introducendo una novità dotata di dirompente carica innovativa. Nulla toglie, semmai aggiunge, al merito del governo il fatto che la proposta di consentire alle università che lo desiderino di darsi status di fondazione privata sia stata avanzata da Nicola Rossi (allora senatore ds) e da me in un convegno in argomento, tenutosi alla Fondazione di Venezia nel marzo 2006. La proposta, che illustrammo a più riprese sulla stampa quotidiana e periodica, fu tradotta in un disegno di legge presentato alla Camera dallo stesso Nicola Rossi. Gli estensori dei programmi elettorali e, successivamente, i responsabili del ministero dell'Università e della ricerca persero, allora, l'occasione di ragionare seriamente e pacatamente sulla nostra proposta che, nel migliore dei casi, fu accolta con sufficienza come utopistica. Ma le recriminazioni, e le stesse rivendicazioni di paternità, sono adesso futili: importante è cominciare a realizzare senza indugio le opportunità che l'articolo 16 schiude al sistema universitario italiano. La concorrenza tra gli atenei è indispensabile all'irrobustimento del nostro gracile sistema universitario. Essa sta già timidamente cominciando. Un esempio recente è la decisione del Politecnico di Milano di esportare a Roma un proprio "prodotto" di successo, l' Executive Mba, in esplicita concorrenza con le numerose università della capitale. Questo processo deve accelerare, irrobustirsi, permeare la mentalità di amministratori e professori. Trasformandosi in fondazioni di diritto privato, gli atenei più competitivi potrebbero muoversi liberamente nel cercare la propria vocazione specifica, nel rafforzare le aree di ricerca e formative di loro interesse, nei creare rapporti con le imprese. Toglierebbero alla parte meno dinamica dei propri docenti e ricercatori l'alibi dei vincoli pubblicistici. Nel medio termine i benefici di questa riforma si estenderebbero anche alle università che non avessero optato per la trasformazione in fondazione. Un nucleo di atenei autonomi indicherebbe agli altri la strada, affinerebbe a vantaggio di tutti le tecniche di valutazione della ricerca, darebbe modo alle energie più giovani e dinamiche di trovare ambienti favorevoli inducendo l'emulazione degli altri, offrirebbe agli studenti una gamma più vasta di alternative differenziate per qualità e caratteri vocazionali rispetto all'università sotto casa. La prudenza e una serie quarantennale di delusioni consigliano, per ora, l'uso del condizionale. Sappiamo che il diavolo è nei dettagli ( leggasi regolamenti e provvedimenti di attuazione), che la burocrazia nazionale e locale mantiene intatta la propria capacità di svuotare dall'interno provvedimenti rivoluzionari, che un parte importante del mondo accademico italiano vive ancora in un mondo che altrove non esiste più. Per dispiegare tutti i propri benefici effetti, la nuova norma richiede che le risorse vengano assegnate ai singoli atenei sulla base della valutazione della ricerca, che venga resa effettiva (con vouchers, borse di studio, prestiti d'onore) la libertà degli studenti di scegliere l'università di elezione,che all'autonomia si accompagni la responsabilità (niente reti di salvataggio pubbliche per le università che non rispettino i vincoli di bilancio). Infine, è evidente che un sistema basato sul binomio autonomia responsabilità è incompatibile con la peculiarità tutta italiana dei concorsi nazionali. Le università-fondazione dovranno essere libere di assumerei professori-ricercatori, salvo poi rispondere, anche sul piano economico, dei risultati delle proprie scelte. Servirà indubbiamente più di una buona dose di determinazione e costanza politica per evitare gli scogli che già si profilano lungo la navigazione per l'attuazione di questa riforma. Ma il suo successo dipende soprattutto dagli atenei e dalla loro capacità di accettare la sfida della piena autonomia. Le imprese (che godranno di detrazione fiscale totale per le donazioni agli atenei), le fondazioni bancarie, la cosiddetta società civile vorranno, sapranno, farsi coinvolgere nella sfida?.

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VITA E MIRACOLI DELL'ISIAO COME SI UCCIDE UN ENTE UTILE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-24 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano VITA E MIRACOLI DELL'ISIAO COME SI UCCIDE UN ENTE UTILE Sembra che il governo intenderebbe sopprimere con decreto legge l'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente. L'IsIAO è erede di una duplice tradizione di studi e ricerche sull'Asia e sull'Africa, godendo di un indiscusso prestigio internazionale. Cosa pensare di una simile scelta, che non solo ignora l'eredità storica di Gentile, di Tucci e di tanti altri che hanno onorato gli studi in Italia e nel mondo, ma vanifica le attività correnti che coinvolgono centinaia di studiosi e un migliaio di allievi, e ci legano a Paesi come il Giappone, la Cina, l'India, il Pakistan, l'Afghanistan, l'Iran, l'Iraq, lo Yemen, il Sudan, l'Etiopia, l'Eritrea, il Niger e molti ancora nei due continenti? Prof. Gherardo Gnoli Presidente dell'IsIAO dir.generale@isiao.it Caro Gnoli, Q ualche giorno fa, rispondendo a un lettore, ho ricordato la figura di un grande orientalista, Giuseppe Tucci, e il suo ruolo nella creazione dell'Ismeo (Istituto per gli studi sul Medio ed Estremo Oriente). Sapevo che la creatura di Tucci aveva cambiato nome ed era diventata IsIAO nel 1995, grazie a una fusione con l'Istituto italiano per l'Africa. Ma sapevo altresì che il nuovo ente aveva conservato l'eredità del fondatore: le ricerche sulle religioni e le filosofie dell'Oriente, la conservazione dello straordinario patrimonio artistico e archeologico di Palazzo Brancaccio, i corsi di lingue dell'Asia in parecchie città italiane fra cui Milano, le spedizioni archeologiche, le campagne di scavo, i tradizionali rapporti culturali con i governi della regione. Ma non potevo immaginare che in quello stesso momento qualcuno, in un ministero romano, stesse inserendo l'IsIAO in una lista di proscrizione per enti inutili. So che la burocrazia può commettere errori innocenti, dettati dalla fretta e dalla disinformazione piuttosto che da cattiva volontà. Se si tratta di disinformazione ecco qualche notizia che può servire a correggere l'errore. Come è stato ricordato in un convegno del 1994, organizzato per il centenario della nascita di Tucci, l'Ismeo è passato attraverso quattro fasi. Nella sua prima fase, dal 1933 al 1947, l'attività scientifica rispecchiò gli interessi del suo fondatore per le zone (Tibet e India) che gli stavano maggiormente a cuore. Ma l'Ismeo fece anche una più generale attività culturale nei Paesi (India, Cina e Giappone) che rientravano nell'orizzonte della politica estera italiana. Nella seconda fase, dal 1947 al 1955, riprese le attività interrotte dalla guerra, soprattutto in Tibet e in Nepal. Nella terza, dal 1955 in poi, puntò ancora più decisamente sull'archeologia, sugli studi filosofici e religiosi, sulle ricerche storiche, filologiche, epigrafiche. Sono gli anni in cui l'archeologia italiana acquista maggiore visibilità internazionale in Paesi - Iran, Afghanistan, Pakistan - dove tutto lo spazio possibile, sino a quel momento, era stato occupato dalle missioni inglesi, francesi, tedesche e americane. La quarta fase iniziò con il volontario ritiro di Tucci dalla presidenza dell'Istituto. Continuarono le ricerche archeologiche nei Paesi dove la presenza italiana era più forte (Iran e Afghanistan). Ma si aprirono nuovi cantieri in Pakistan, a Oman, nello Yemen, in Thailandia e persino in Ungheria per lo studio delle culture delle steppe euro-asiatiche. Se ci fosse un processo all'Ismeo chiederei di essere chiamato a testimoniare come "persona informata dei fatti". Alla Farnesina, dove lavoravo in quegli anni, mi resi conto che vi erano Paesi dell'Asia in cui Ismeo significava Italia. Suppongo che molte di queste attività siano state interrotte o rallentate dai conflitti. Non è facile fare archeologia islamica o pre-islamica in mezzo ai talebani, ai jihhadisti, ai marines e ai guardiani della rivoluzione. Ma non si sopprime un ente come l'IsIAO senza mettere a repentaglio il patrimonio di conoscenze e di esperienze accumulato in 75 anni di vita. L'Asia è teatro di cambiamenti rivoluzionari e i suoi Paesi sono destinati a essere, sempre di più, protagonisti della vita internazionale. Chi avrà rapporti, nei prossimi decenni, con i loro studiosi, i ministeri della Cultura dei loro governi e le loro istituzioni accademiche? Un'ultima informazione per il burocrate ignaro che ha stilato la lista di proscrizione. Quando mi occupavo di relazioni culturali al ministero degli Esteri constatai che non esiste un dizionario italo-cinese. E' questa una delle ragioni per cui l'interscambio culturale con la Cina è molto più modesto di quello degli altri maggiori Paesi europei e il numero degli studenti cinesi in Italia è pressoché insignificante. Apprendo ora che è in corso di stampa, grazie all'IsIAO, il Dizionario cinese-italiano, di oltre 120.000 voci (il più cospicuo in una lingua occidentale). Dovremmo sopprimere anche questo?.

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"Più infrastrutture e nuove aziende" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAVORO.DOCUMENTO APPROVATO IERI IN CONSIGLIO COMUNALE I commenti "Più infrastrutture e nuove aziende" Il sindaco: "Non c'è emergenza-lavoro ma una serie di situazioni difficili" Dei due schieramenti [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA L'emrgenza-occupazione è stata al centro del Consiglio comunale di ieri. E' stato votato un documento unitario, con il voto contrario di Adriano Mattera che non ha trovato un piano chiaro per favorire l'industria. Il documento focalizza l'attenzione su alcuni punti, a cominciare dalla necessità di completare le grandi infrastrutture: collegamento Novara-Malpensa, stazione in linea, ammodernamento della Torino-Milano, completamento delle tangenziali, evoluzione di Boschetto e Cim. Viene sollecitata la Regione a snellire la burocrazia per strumenti urbanistici e insediamenti produttivi. Il documento ha avuto in Consiglio una trattazione su due linee: il centrodestra, con Gaudenzio Ferrandi, Federico Perugini, Daniele Andretta, Davide Gilardoni, Mario Bernile ha posto l'attenzione su due temi: lo sviluppo della città è stato frenato dalla tardiva approvazione del piano regolatore da parte regionale. Ora che c'è occorre moltiplicare le opportunità. Il centrosinistra con Alfredo Reali, Massimo Bosio, Domenico Ierace, Claudio Bossi e Augusto Ferrari ha accusato l'amministrazione di non avere attivato nulla per l'occupazione e ha chiesto che si faccia un consiglio aperto con sindacato e lavoratori. Sulle Officine Grafiche Bossi ha chiesto che la Giunta avvii gli atti per vincolare l'area di corso della Vittoria a destinazione industriale, ma l'assessore Paolo Pepe ha replicato che tecnicamente la richiesta è inattuabile perchè DeaPrint potrà cambiare la destinazione d'uso solo se trasferirà lo stabilimento nel territorio comunale. Poi è intervenuto anche il sindaco Massimo Giordano: "Quando una società a Novara riduce la forza lavoro è motivo di preoccupazione per noi, e la solidarietà va ai lavoratori. Ma il Comune su questo può fare poco, può di più per cambiare il trend economico, favorendo nuovi insediamenti. Non è vero che la città viva l'emergenza occupazionale. Vive alcune situazioni difficili, ma dispone anche di opportunità: Novamont, Donegani, De Agostini hanno in progetto investimenti".Alfredo Reali "Il piano regolatore può essere modellato per rispondere alle esigenze del lavoro. L'opposizione vi contribuirà".Gaudenzio Ferrandi "Senza collegamenti rapidi con Malpensa i nostri prodotti sono penalizzati. Sul piano regolatore l'opposizione taccia, perchè non l'ha votato".

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Cresce il Califfato di Francia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARIGI La piscina di La Verpillière nell'Isère è nuova di zecca, un vero lusso per una cittadina di settemila abitanti. Non è servita per demolire record del mondo, l'ondina più famosa e chiacchierata di Francia, Laure Manaudou, non l'ha mai onorata delle sue bracciate d'oro. Ma dall'inizio di giugno è diventata famosissima, fa sbandare i pensieri anche dei politici. Perché si è stabilito che per due giorni la settimana, in una fascia oraria di due ore, possono sbracciare nell'acqua esclusivamente le donne. Una decisione legata alla volontà della comunità musulmana, in particolare turca, che, assai intemperante, rifiuta la mescolanza dei sessi anche nella pratica sportiva. Il municipio ha approvato la richiesta e ora gode della poco invidiabile notorietà legata alle imprecazioni e agli strepiti di tutto il laicismo francese, che è uno dei pilastri della Repubblica. Per garantire il servizio riservato alle donne di fede musulmana si è dovuto anche assumere un bagnino donna. Quelli in attività erano tutti maschi e quindi inadatti. Forse il sindaco di La Verpillière impillaccherato di collaborazionismo fondamentalista l'avrebbe fatta franca se gli episodi di questo tipo non si moltiplicassero. A Vigneux, nell'Essonne, il palazzetto era stato affittato per un torneo di basket femminile organizzato dalle moschee della zona; scopo dichiarato: raccogliere fondi per sostenere un'associazione palestinese, tra l'altro assai sospettata di colleganze con gruppi estremisti. Gli islamici, con gran naturalezza, hanno affisso un cartello e distribuito manifestini: l'accesso alla sala è vietato agli spettatori maschi. Alle contestazioni di flagrante discriminazione gli organizzatori si sono inacetiti: le ragazze non vogliono certo svestirsi davanti agli uomini e non si può giocare tenendo il velo. Dunque... Qui il sindaco è stato più radicale: ha semplicemente ritirato la concessione del palazzetto, dicendo che non gli garbava il metodo. Ma non ha fermato la polemica. A Provins, in Seine-et-Marne, dove la comunità maghrebina è molto numerosa invece si organizzano senza chiassi, dimostrazioni e sollevazioni corsi di ginnastica per sole donne. "La République è laica e indivisibile", recita l'articolo uno della Costituzione di mano gollista. Si sente il punto esclamativo delle affermazioni indubitabili. Ora l'enunciazione appare pallida e rattrappita. Fino a quindici anni fa la parola "communitarismo" non era nemmeno prevista nei dizionari: adesso è citatissima in analisi discorsi censimenti sociologici e sempre con tono dolente e uggito. Leggiamo: "Metodo che sviluppa la formazione di comunità (etniche religiose culturali e sociali) e che può dividere la nazione a scapito dell'integrazione". I musulmani in Francia sono sei milioni. Una tribù ben innicchiata, che scatena paure perché la tentazione fondamentalista vi corre come una vena segreta e non quantificabile; ne moltiplicano i comandamenti gli imam estremisti. I giovani se ne invaghiscono nelle cités. È qui che la jihad ha attinto le reclute francesi per l'Iraq. Il progetto di far fronte con un islam istituzionalizzato, ben avviluppato nelle regole della repubblica, guidato da una burocrazia religiosa docile e capace di tenere ai margini le tentazioni fanatiche di cui si era invaghito Sarkozy ha appena fatto naufragio tra polemiche spaccature e veleni. Invece si moltiplicano nella vita quotidiana gli episodi di un rinserrarsi in abitudini che sono opposte all'integrazione. Una parte dei musulmani ha dichiarato bello e consunto tale repertorio, si raggrinza e si estremizza, vive in un altrove. Andare in alcune cités ormai per i francesi è come sentirsi all'estero. L'anima, il di dentro, la fodera è quello che sfugge tenacemente all'integrazione. Gli uomini appartengono alle abitudini dove sono le loro memorie. E' quella la loro casa. È la delusione per una République che, già immemore del brusco grido della rivolta delle banlieues, continua con le sue vecchie ricette; rovesciare denaro sui quartieri sfavoriti, tentare di comprali? Forse. Ma quello che spiega tutto spesso non spiega niente. C'è la sensazione che il rifiuto sia più fondo che il malessere economico, che i termini della loro vita quotidiana non abbiano più coincidenza semantica con le nostre parole. Esempi. Ogni giorno negli ospedali si moltiplicano alterchi feroci, padri e mariti di fede islamica che rifiutano di affidare mogli e figlie alla cura di medici maschi. Preferiscono che corrano il rischio di morire. A Lione il tribunale amministrativo ha appena rifiutato di indennizzare una famiglia musulmana. Il neonato è rimasto gravemente handicappato perché il padre ha con la forza vietato una presenza maschile nella sala del parto. Sempre a Lione il Comune, vessato dalle polemiche, il prossimo anno lancerà nelle mense delle scuole elementari un menu destinato ai piccoli musulmani, un menu halal. E ricompare l'antico guaio del velo. In Val d'Oise nelle scuole materne hanno dovuto cambiare il regolamento per far rispettare la laicità: le mamme velate non potranno più accompagnare i bambini a scuola.

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Immigrati, permesso a uno su 100 è allarme-badanti per le famiglie (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Una montagna di pratiche ferme. Settecentomila domande in attesa di una risposta. Sono quelle di chi aspetta da mesi di mettere in regola un immigrato. È la gara del decreto flussi, ma la chiamano "lotteria delle quote": finora, solo uno su cento ce l'ha fatta. La corsa a un posto da regolare coinvolge ogni anno migliaia di immigrati invisibili. Nel 2007, il decreto ha messo in palio 170mila posti. Come è finita? A sei mesi dalla presentazione delle oltre 740mila domande d'assunzione, meno di 8mila sono i visti d'ingresso rilasciati: circa l'1%. Una débacle burocratica, che chiama in causa ministero dell'Interno e degli Esteri. Un passo indietro: col decreto flussi, l'Italia fissa annualmente il tetto massimo (le "quote") di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro subordinato o autonomo. Questo sulla carta. In realtà le cose vanno ben diversamente: il decreto è l'unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia. Come? Si presenta domanda d'assunzione, si spera di rientrare nelle quote, si esce dal Paese col nulla osta e si ritorna col visto d'ingresso. È un sistema di porte girevoli: esci clandestino, rientri regolare. Ma solo a pochi fortunati il gioco riesce. I due decreti del 2006 avevano aperto le porte a 470mila ingressi: una massa di lavoratori, che hanno tenuto occupati gli uffici competenti per oltre 18 mesi. Per questo, nel 2007, i posti messi a disposizione dal decreto flussi sono scesi a 170mila, oltre un terzo per collaboratrici domestiche. La novità? Le domande d'assunzione potevano essere presentate solo via Internet, a partire dal 15 dicembre: il cosiddetto "clic day". In pochi minuti le quote sono state superate e dopo qualche settimana il conto si è fermato a 740mila domande presentate (di cui 475mila per lavoro domestico: colf e badanti). I più richiesti? Marocchini (139mila), cinesi (80mila), bengalesi (79mila), indiani (56mila) e ucraini (53mila). Una valanga online di domande in attesa di una risposta. Che ne è stato? Al 17 giugno 2008 (dati del ministero dell'Interno), le domande "definite" sono solo 67.627, le pratiche in attesa d'integrazioni sono invece 5.147. Tra le "definite" rientrano quelle bocciate dalle questure (6.388) e dalle direzioni provinciali del lavoro (ben 19.311); quelle chiuse per rinuncia del datore di lavoro (2.585) e infine quelle che hanno finalmente ricevuto il nulla osta all'assunzione (39.343). Purtroppo, però, il nulla osta non pone fine alla via crucis della regolarizzazione. A quel punto, infatti, la burocrazia si sposta all'estero, nei consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati con nulla osta, il visto d'ingresso per l'Italia. E qui c'è la nuova strettoia. Quanti visti sono stati rilasciati finora? Solo 7.947 al 17 giugno 2008. Colpa delle difficoltà di attraversare la frontiera per chi si trova già in Italia da irregolare e dell'insufficienza di personale in molti consolati. "Le colpe si distribuiscono tra ministero dell'Interno e degli Esteri - sostiene l'avvocato Marco Paggi dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione - dopo il clic day, infatti, nulla è cambiato: lo sportello unico dell'immigrazione è stata una semplificazione apparente e nei consolati mancano le risorse adeguate. In Moldavia manca addirittura un consolato italiano, bisogno andare fino in Romania per chiedere il visto. Che il 90% delle domande d'assunzione riguarda irregolari già presenti in Italia è poi un segreto di pulcinella - prosegue Paggi - e lo Stato dovrebbe avere la coerenza di procedere a sanatorie mirate per chi lavora e ha una casa. Ne riceverebbe in cambio denaro prezioso: il versamento dei contributi nelle sue casse". (24 giugno 2008.

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Un locale con musica live non si improvvisa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

I concerti attirano il pubblico: nel 2007 gli italiani hanno speso 143 milioni di euro Lorenzo Tiezzi ? FUORICASA EASYBAR 24 Giugno 2008 La musica dal vivo è in forte crescita. Nel 2007 gli italiani hanno speso 143 milioni di euro in biglietti per concerti, oltre il 15% in più rispetto al 2006. Per i gestori è fondamentale capire che tipo di musica vorrebbe ascoltare la clientela del proprio locale. In generale, le cover band funzionano nei locali di medie dimensioni di provincia, mentre i gruppi underground piacciono nei piccoli club delle grandi città. "È importante che i clienti sappiano che tipo di musica ascolteranno quella specifica sera della settimana - racconta Daniel Cerbone dello Xel di Seriate (Bg) e del Pamperos di Cologne (Bs) -. Da noi per esempio il giovedì è la serata dei tributi rock, il venerdì tocca alle cover band". Il cachet di una buona cover band va dai 500 ai 1.500 euro, ma non è detto che sia sempre meglio utilizzare i gruppi "top". "È invece importante fare proposte graduali, meglio far suonare due band di medio livello che un ottimo gruppo seguito da uno mediocre", spiega Cerbone. Per quel che riguarda il rock, band italiane come Marlene Kuntz, Afterhours e Baustelle sono delle certezze per i locali di medie dimensioni che li ospitano anche se costano sugli 8-10.000 euro. I club più piccoli invece utilizzano gruppi emergenti italiani o internazionali che si accontentano di un cachet rimborso spese (500 euro, cena e alloggio). La community online myspace.com è una miniera di nuovi talenti, ma anche le agenzie specializzate, come la torinese Casasonica, Jam for Live o Dna Concerti, sono preziose alleate. Prima e dopo il concerto Non va sottovalutato l'accompagnamento musicale del prima e del dopo concerto. Più che affidarsi a dj da migliaia di euro a notte, è utile partire dal genere musicale del live e poi salire con il ritmo. Il palco e l'acustica La musica dal vivo va diffusa attraverso un buon impianto audio. Fondamentale è anche non esagerare con il volume, soprattutto in locali in cui non tutto il pubblico ascolta con attenzione. L'ideale è servirsi di un fonico in ogni momento: in fase di progettazione si perfeziona l'acustica del locale con pannelli e altri accorgimenti, poi la sera si gestisce il suono del gruppo in modo professionale. La burocrazia Chi ha intenzione di organizzare un concerto deve rivolgersi all'ufficio Siae competente. Che il pubblico paghi o meno un biglietto, la tariffa applicata è in genere il 10% circa dell'incasso complessivo del locale, ma sono possibili forme forfettarie, specie per i locali piccoli. È poi molto importante che il programma musicale (borderò) sia compilato con attenzione onde evitare multe.

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Piccole e medie industrie "Ci serve un po' di fiato" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

STRESA.ASSEMBLEA GENERALE DELL'API Piccole e medie industrie "Ci serve un po' di fiato" "Il Governo sta lavorando per rimuovere i vincoli che impediscono alle imprese di darsi da fare per poi continuare a camminare con le proprie gambe". E' questo il messaggio che il sottosegretario al ministero dell'Economia e delle finanze Giuseppe Vegas ha portato ieri all'hotel Bristol di Stresa all'assemblea generale dell'Associazione piccole e medie industrie delle province di Novara, Vco e Vercelli. Vegas ha anche illustrato i provvedimenti fino ad ora presi per "mettere ordine nei conti pubblici" con il taglio delle spese e "rilanciare lo sviluppo" attraverso la diminuzione della burocrazia. Il presidente dell'Api Gianmario Mandrini, rieletto per il prossimo triennio, ha poi lanciato un "grido di dolore": "Abbiamo bisogno di sentire più tifo attorno a noi. Non possiamo permettere che il futuro del nostro territorio venga caratterizzato da un continuo ridimensionamento delle attività produttive". Mandrini ha parlato anche di "concorrenza sleale dei paesi emergenti" e ha sottolineato che "la centralità del manifatturiero non può essere messa in discussione". Anche il presidente della Camera di commercio di Novara Gianfredo Comazzi ha lanciato un appello: "Abbiamo bisogno di fiato. Per superare questo momento di crisi dobbiamo lavorare insieme". Durante l'assemblea sono state rinnovate anche le cariche del consiglio direttivo: oltre alla conferma di Mandrini, sono stati eletti nella giunta Gianfranco Montipò, Luisa Brambati, Dario Marchetti e Mario Di Giorgio. Aldo Paglino è presidente di Confapi Edili, mentre Bruno Nicolazzi dei Metalmeccanici. I consiglieri sono Franco Toncelli, Valerio Polci, Pierluigi Scampini, Mario Travaini, Pietro Riboni, Marcello Pecci, Armando Francioni e Laura Bernasconi. Il nome dell'associazione, infine, passa da "imprese" a "industrie", ritornando alla dicitura del passato.

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Viale Partigiani si trasforma (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

CITTA' CHE CAMBIA.LAVORI IN DUE LOTTI PER COMPLESSIVI 400 MILA EURO Viale Partigiani si trasforma [FIRMA]VALENTINA FASSIO ASTI Stalli, nuovi marciapiedi e magnolie: viale Partigiani è destinato ad un radicale cambiamento. "Il progetto è stato approvato in giunta ed è già in appalto - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Angela Quaglia - Prevede la risistemazione di tutto il viale, da piazza Vittorio Veneto a piazza Torino. Inoltre, i cambiamenti sono stati discussi con abitanti della zona che vivono il viale quotidianamente". Gli interventi saranno divisi in due parti: il primo da piazza Vittorio Veneto a piazza Lugano. "Iniziamo quest'anno con la risistemazione del tratto più corto - spiega Quaglia - Costo complessivo circa 150 mila euro". Ancora da stabilire i tempi di inizio lavori, probabilmente dopo l'estate: "Dobbiamo fare i conti con tempi tecnici e burocrazia - precisa Quaglia - sicuramente l'intenzione è di intervenire entro l'anno". Il secondo (da piazza Lugano a piazza Torino) costerà 250 mila euro e il cantiere aprirà nel 2009. In generale gli interventi prevedono la risistemazione dell'asfalto e dei marciapiedi: "Inoltre - spiega l'assessore - regoleremo la sosta delle auto disegnando nuovi stalli contro il parcheggio selvaggio. A ideale prolungamento di corso Dante, pianteremo delle magnolie". Le aiuole non saranno eliminate e gli alberi che oggi ombreggiano il viale saranno "recuperati e piantati in altre zone della città". Gli interventi su viale Partigiani si inseriscono nel lungo elenco di lavori pubblici firmati dall'assessorato Quaglia, come recupero e riqualificazione di edifici scolastici (quattro sono previsti nel Piano territoriale integrato e riguardano le scuole Martiri, Rio Crosio, Ferraris e Gramsci), oltre a risistemazione di marciapiedi come di aree verdi. "Inoltre sistemeremo prati e giardini di scuole - aggiunge Quaglia - S'inizia dalla Eo Baussano con potatura e messa in sicurezza degli spazi dedicati al gioco". E in questi giorni iniziamo le operazioni di rifacimento della segnaletica orizzontale: saranno rifatte le strisce pedonali e ripassati i segnali agli incroci con l'obiettivo di "rendere la viabilità più sicura". "Siamo in ritardo di oltre un mese rispetto agli anni scorsi, ma il tempo incerto di maggio e le piogge di giugno hanno condizionato l'avvio dei lavori, previsto per fine aprile - conclude Quaglia - Per recuperare il ritardo, la ditta Fratelli Cucè, con il coordinamento del servizio Viabilità del Comune, si è impegnata a condensare tutti gli interventi in due mesi".

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Grido di dolore dal Comune Burocrazia! (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Incomunicabilità Grido di dolore dal Comune "Burocrazia!" Villa Contarini, in fin dei conti, è il fiore all'occhiello di Piazzola sul Brenta. Ma che rapporto c'è con il Comune e i suoi abitanti? Un disastro: è vero che i residenti hanno l'accesso gratuito, ma in realtà il parco della villa non è mai diventato il giardino dei piazzolesi. E l'amministrazione fa una fatica immane a mettersi in rapporto con la villa e chi la gestisce. Per esempio: si organizza musica nel "Giardino dei limoni": ma per farlo ci vuole la pazienza di Giobbe. Tutto va richiesto alla Regione, una trafila burocratica snervante: si pensi che i cicli di concerti, che partono a giugno, vengono alla fine autorizzati con una delibera regionale che arriva ad ottobre, con le prime nebbie. A qualche illustre ospite del Comune si vuol far visitare la villa? In coda al botteghino e paga il biglietto. Dicono al Comune: "Possibile non si possa fare una convenzione che eviti le lungaggini?". Niente, ogni minima cosa è un calvario. Il commento è amaro: "Di Villa Contarini, con la Regione si divide solo la burocrazia".

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Alemanno al bambino gesù "via il parcheggio e il chiosco" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Roma Il sindaco: l'ospedale sia tenuto fuori dal piano anti-deficit Alemanno al Bambino Gesù "Via il parcheggio e il chiosco" "Ritengo assolutamente fuori luogo l'inserimento dell'ospedale Bambino Gesù nel Piano di rientro dal deficit della Regione". Al termine di una visita nei reparti e nei laboratori di ricerca, il sindaco Gianni Alemanno, promette di rivolgersi direttamente "ai ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e del Welfare, Maurizio Sacconi" perché l'ospedale pediatrico non venga considerato alla stregua degli altri centri. Non subisca, insomma, tagli di posti letto accreditati né di risorse. Il primo cittadino non fa cenno al rapporto con la Regione. "Idee e progetti che contribuiscano alla crescita dell'ospedale saranno un impegno politico serio per la nostra amministrazione", assicura Alemanno. "Il Bambino Gesù è uno dei centri di eccellenza veri di questa città, ma anche del Paese e del mondo". Ma, prosegue il primo cittadino, accanto alla "nobiltà", c'è anche un po' di "miseria" e "bisogna adoperarsi per rimuoverla". Via, dunque, il piccolo chiosco di giocattoli e il parcheggio per una manciata di auto all'ingresso dell'ospedale. "è intollerabile questa sorta di casba che costringe le ambulanze a una doppia manovra per raggiungere il Pronto soccorso". E lì vicino, sul box da cantiere che funziona da sala d'attesa, sono raffigurati giullari, fate e cavalieri per alimentare la fantasia e la gioia dell'occhio dei più piccoli. "Questo", conclude il sindaco, "è stato un primo incontro, molto istruttivo, per stringere un'alleanza robusta con il Bambino Gesù che la burocrazia non deve disturbare ma aiutare". Intanto, oggi a Palidoro, presente il cardinale Tarcisio Bertone, sarà inaugurata la "Casa del clero", centro di accoglienza per i piccoli ricoverati e le loro famiglie non residenti a Roma. (carlo picozza).

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Il fallimento dei professori - adriano prosperi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti IL FALLIMENTO DEI PROFESSORI ADRIANO PROSPERI In quest'anno si celebra il 40° anniversario del '68; forse per questo i bocciati all'esame di maturità sono stati i professori. E non solo perché un'anonima figura di docente di nomina ministeriale ha pensato che il sorriso di una famosa poesia di Montale fosse di necessità femminile. Li condanna l'opinione diffusa e l'aura di disastro che circonda il mondo della scuola e dell'università, simile in questo all'Alitalia ma senza nemmeno le ali. Non è piacevole parlarne per chi vi ha trascorso una vita. Ma bisognerà farlo. C'è un nuovo governo e c'è una novità anche nell'assetto ministeriale: il ritorno di scuola e università sotto il governo di un unico ministero. Prendiamolo per un indizio positivo, anche se nasce in realtà da scarso interesse per tutta quella zona della vita sociale. Abbiamo alle spalle decenni di un processo di segmentazione che ha portato a pensare per compartimenti stagni ciò che ai suoi inizi l'Italia repubblicana concepì come un insieme unitario: non una gabbia, ma un luogo dove i passaggi di docenti dalla scuola all'università e viceversa non erano affatto eccezionali. Le suddivisioni e le paratie stagne via via impiantate hanno portato a spezzare quel corpo in tanti mondi separati o mal comunicanti: scuole superiori e università, triennio per la prima laurea e biennio per la seconda, divisione fra chi si prepara all'insegnamento e chi si presenta ai concorsi per il dottorato di ricerca; divisione nell'insegnamento tra lezioni "frontali" e seminari specialistici, divisioni e clientelismi nella distribuzione delle risorse finanziarie e nei favori per qualche neo-ateneo o altra formazione accademica. E così via, in una discesa ininterrotta verso il peggio. Il risultato è noto. Non staremo a ripercorrerne i dettagli. Ci sono formule che lo riassumono: tre più due uguale zero, come titolava anni addietro un libro di Garzanti. Il grande disastro si riassume in un dettaglio: dopo anni di università un dottore su cinque ha serie difficoltà ad usare la parola scritta. Così risulta dall'inchiesta pubblicata su Repubblica il 6 febbraio scorso. Il fallimento è clamoroso. E la prima zona dove se ne pagano i costi è la scuola. Ma, come si è detto da molte parti e come non si stanca di ripetere il presidente della Banca d'Italia, è l'intero sistema paese che traduce la regressione culturale e la cattiva qualità degli studi in arretramento economico e civile. Cambiare si può, si deve cambiare. E la ricetta è semplice. La conosciamo da secoli, la nostra Costituzione l'ha sancita. Bisogna che i capaci e meritevoli siano premiati e che si riapra per loro la strada dell'insegnamento e della ricerca. Bisogna che tutta la scuola sia investita dal vento della competizione intellettuale, dalla lotta per cacciare la cattiva moneta che sta facendo uscire il nostro paese dai livelli alti dei circuiti internazionali e che spinge nello stesso tempo all'emigrazione i nostri giovani migliori. Ma come? Parlando della scuola media Francesco Giavazzi ha proposto sul Corriere della Sera "l'abbandono del sistema dei concorsi pubblici". La scelta dei docenti dovrebbe essere affidata ai presidi perché sarebbero loro a pagare le conseguenze di eventuali errori. Con tutta la stima per l'autore, bisogna dire che si resta sbalorditi. è una proposta di cui comprendiamo tutta l'impazienza ma che è difficile condividere. Proviamo a trasferire l'idea all'ambito universitario: qui già oggi i presidi e i rettori contribuiscono fortemente a determinare i meccanismi di scelta attraverso i concorsi. Ma non pagano nessuna penale se la baracca continua a marciare malissimo. Il corpo universitario che li elegge e li sostiene li spinge a battere sistematicamente la via del protezionismo localistico. Ricordo anni lontani in cui uno di loro a difesa del suo ateneo sostenne che esisteva di diritto una "quota cattedre" per il Mezzogiorno, da attribuire ai locali concorrenti. Un incoraggiamento indiretto all'abbassamento della qualità viene oggi dall'erogazione dei finanziamenti statali affidati alla cosiddetta autonomia universitaria: quei finanziamenti premiano la quantità dei laureati seguendo la stessa logica dei programmi sovietici che non si ponevano il problema del mercato. La leva finanziaria usata in questo modo deprime la qualità. Quanto questo modello sia rischioso dovrebbe ricordarcelo quello che accade nelle cliniche e negli ospedali, che monetizzano in modo potenzialmente criminale le loro prestazioni. Ai concorsi si deve pensare cercando di riportarli alla loro funzione storica. è dal '700 che si è aperto il doppio binario inglese e francese su cui corre quell'idea di libertà che ha spazzato via il sistema vincolistico e corporativo precedente: da un lato, la competizione delle libere forze economiche, dall'altro la traduzione della stessa idea in un sistema di burocrazia statale aperto agli ingegni migliori, quale che sia la loro origine sociale. Nella scuola di stato italiana, di origine napoleonica, è questa la versione della libera gara che abbiamo accolto e su cui si è retta la struttura della docenza. Ma la forza delle corporazioni non si cancella mai del tutto. Tende a riaffiorare, altera le regole e i meccanismi istituzionali. I concorsi per l'immissione degli insegnanti nei ruoli della scuola hanno dovuto fare i conti con la forza di organizzazioni di settore sostenute da potenti sindacati e con la spinta di un precariato cresciuto ai margini e nelle falle del regime dei concorsi. Per quanto riguarda l'università, qui da molti anni la selezione e l'avanzamento nei ruoli affidati di diritto ai docenti hanno battuto la strada segnata dal cosiddetto "ius loci": un diritto non dissimile per natura da quello del controllo che mafie e camorre impongono sui traffici commerciali, sulle iniziative economiche, sui flussi di ricchezza. Al di là della privata moralità dei singoli, questo sistema è micidiale perché inaridisce fino a ucciderla la linfa della competizione, punisce i migliori se vengono da fuori e premia i mediocri se nascono in casa e garantiscono clientela tradizionale e ossequio servile al "maestro" del posto. In questo anniversario del '68 l'università dei baroni è un lontano ricordo che non suscita rimpianti. Ma proprio in questi mesi sono stati riavviati alla chetichella e alla spicciolata i concorsi, dopo il lungo blocco destinato ufficialmente a preparare una riforma che non c'è stata. Riprendono su base locale: e questo fa ripartire laboriose trattative sommerse e percorsi labirintici per far sì che quel preciso candidato e non altri abbia nella sua sede il posto preparato per lui. Descrivere i passaggi del gioco, l'immensa burocrazia che vi è investita, i faticosi sistemi elettorali elaborati ad hoc, servirebbe solo a mostrare quale montagna è stata eretta per farne uscire il ridicolo topolino del proverbio antico. Verrebbe voglia di raccontare invece per contrasto come si svolge la scelta di un docente in una qualsiasi università inglese e come spesso ne escano eletti i candidati italiani che la nostra università ha rifiutato. Naturalmente ci sono eccezioni che confermano però la regola. E la regola consiste nel garantire quel diritto del docente locale di sistemare solo e sempre la merce del posto che uccide il confronto intellettuale. Parliamo pure di mafia e camorra, perché la regola base è analoga: tutelare il potere locale né più né meno di quel che fanno e chiedono le varie mafie malavitose che hanno avvelenato il suolo di Napoli e la vita italiana. Questo il sistema. Lascerà il nuovo ministro che le cose vadano avanti così? Staremo a vedere. Non ci vorrebbe molto a rompere i ceppi che imprigionano le potenzialità della scuola e dell'università nel nostro paese. Non sarebbe necessaria nemmeno una riforma ponderosa e faticosa, che si arenerebbe subito nei litigi e nelle astuzie del gattopardismo italico. Basterebbe far valere il carattere nazionale del concorso affermato dalla riforma Moratti (mai attuata) e lasciare alle commissioni giudicatrici il compito di immettere periodicamente un numero determinato di idonei alla docenza che sia almeno il doppio di quello dei posti di cui le singole sedi chiedono la copertura. Ma sappiamo bene che questa che leggete è una esercitazione accademica nel senso tradizionale del termine: un sogno innocuo sganciato dalla realtà. Quella realtà il documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) sembra averla fissata in termini assai lontani dalle speranze e dalle attese di una riqualificazione della scuola e dell'Università: si parla di blocco del turn-over e di una scuola che perderà 130 mila unità tra insegnanti e personale amministrativo (così Roberto Petrini su Repubblica del 21 giugno). Che dire? Auguri ai giovani migliori che dovranno guardare ad altri paesi e battere la via dell'emigrazione, come del resto fecero un tempo molti fra i loro nonni.

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Nuove armi contro i cartelli (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-25 - pag: 3 autore: "Nuove armi contro i cartelli" Catricalà: servono sanzioni e regole più efficaci, "sconti" per chi collabora Federico Rendina ROMA Stop all'assalto dei cartelli che bloccano la corsa della concorrenza, danneggiano i consumatori e tagliano le ali allo sviluppo economico. E guai a rallentare le privatizzazioni. Sì, intanto, ad un nuovo mix tra carota e bastone nelle discipline antitrust. La carota è nella collaborazione con chi mette il piede in fallo e poi vuol rimediare: largo agli impegni al ravvedimento per chi è nel mirino, sì a generosi "sconti" nella disciplina sanzionatoria per chi collabora per stroncare gli abusi, incrementando i benefici che si sperimentano da un paio di anni. Il bastone da rafforzare? Quello delle sanzioni, ora troppo lievi in molti settori cruciali: il commercio, la pubblicità, i servizi finanziari, i servizi pubblici essenziali. Ma anche quello delle regole di intervento, per eliminare le troppe zone franche che ancora esistono. Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità Antitrust, distribuisce qualche apprezzamento e molti moniti nella sua relazione annuale, svolta nelle sale del Parlamento dinanzi a tutti i grandi manovratori dell'economia e dell'impresa. Per il Governo c'è un incoraggiamento, e perfino l'offerta di una più stretta collaborazione. Buone le mosse sulla vera anche se tardiva liberalizzazione della rete dei carburanti, ad esempio. Buone le liberalizzazioni "in tema di servizi pubblici locali, libri scolastici, oneri amministrativi, riduzione dei controlli burocratici, agevolazioni procedurali e procedimentali, snellimento del processo civile" per le quali l'Antitrust auspica "una veloce e definitiva" approvazione parlamentare. Meno buono il rinvio della class action al prossimo gennaio, che "rischia di disattendere le speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi" anche se il semestre che manca "può essere utile" a perfezionare lo schema e ad allargare "l'intervento al settore pubblico " chiede il presidente dell'Antitrust. Che su questo versante offre al Governo una buona spalla, candidandosi a "filtro" operativo non solo per la vigilanza ma anche per le azioni istruttorie "data la continua e proficua collaborazione con le associazioni dei consumatori". Poteri ausiliari (se non addirittura compiti sostitutivi) dell'Antitrust?Nessuno scandalo, sottointende Catricalà rimarcando che questo ruolo, in fondo, è già nella realtà dei fatti. Nell'opera del call center aperto alle lamentele per le pratiche commerciali scorrette, ad esempio. "I cittadini si rivolgono al nostro istituto per raccontare prepotenze, insidie, piccoli soprusi del mercato e per chiedere quella giustizia che i processi, per lentezza, costo e alea, non riescono a garantire" declama Catricalà con un misto di rammarico e soddisfazione. Piccoli aiuti ai singoli, grandi obiettivi verso i furbi che tentano di eludere le regole. Con le scorrettezze come quelle della pubblicità ingannevole, che nel 2007 ha visto triplicare gli interventi Antitrust, ricorda Catricalà facendo appello agli editori perché facciano direttamente da filtro, rifiutando i messaggi in odore di abuso. E con il grande riaffiorare dei cartelli, che "non sono peccati veniali" ma "gravi misfatti contro la società, perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato " rimarca Catricalà ricordando che "negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi puniti con la prigione ". Il gendarme della concorrenza è dovuto intervenire persino sul cartello dei panificatori romani, e ora "abbiamo dovuto aprire anche un'istruttoria per presunta intesa sul prezzo della pasta: a breve trarremo le nostre conclusioni". A Catricalà la via americana all'Antitrust piace. Tant'è che chiede un rafforzamento della normativa sui "pentiti", che potrebbe funzionare ancor meglio. Sono ben 12 –rimarca –i procedimenti in corso che fanno leva proprio sul ravvedimento di chi ha contribuito ai cartelli, a cui viene garantita l'immunità dalle sanzioni Antitrust, che nel 2007 hanno comunque toccato gli 86 milioni di euro, il record storico in Italia e il record assoluto nella Ue. Nomi e fatti dei 12 cartelli sotto tiro? Segreti, naturalmente. Si sa solo che l'ultimo esempio riguarda la recentissima procedura sui cosmetici. Il problema? I collaboratori rimangono comunque esposti alle implicazioni dei possibili ricorsi giudiziari, e ciò non incoraggia il ricorso ad "un istituto che espone comunque a rischi". Ecco perché si potrebbe anche "concedere un'attenuazione della responsabilità civile" propone Catricalà. Che raccoglie apprezzamenti e incoraggiamenti. A cominciare da quello del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha incontrato Catricalà al suo arrivo a Montecitorio insieme al premier Silvio Berlusconi. "La concorrenza va controllata e disciplinata, anche con nuove leggi e regolazioni " ha affermato Fini nel suo saluto di apertura alla relazione annuale Antitrust. LA MANOVRA DEL GOVERNO Il garante: "Bene su carburanti, servizi locali, libri, snellimento della burocrazia: ora una veloce approvazione del Parlamento" LA CLASS ACTION "Il rinvio rischia di deludere le speranze dei consumatori, anche se in sei mesi lo schema può essere migliorato ed esteso alla Pa".

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Scuola: merito e rigore unica cura (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-25 - pag: 5 autore: "Scuola: merito e rigore unica cura" Gelmini: la riduzione degli organici è pesante ma solo così si può recuperare efficienza Luigi Illiano ROMA "Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo Governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. è un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto ", così il ministro dell'Istruzione,Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, spiega i numeri contenuti nella manovra finanziaria che prevede una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. La Finanziaria 2009-2011 stabilisce robusti risparmi per circa 3,2 miliardi di euro: 456 milioni per il 2009, 1.650 milioni per il 2010, 2.538 da raggiungere nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012. Cifre da sommare ai risparmi già previsti dalla Finanziaria 2007, per complessivi 4,6 miliardi. Ministro, la scuola si appresta a staccare un assegno alto, in termini di risparmi e sacrifici. E i tempi messi in conto possono sembrare stretti. Crede di riuscire a centrare gli obiettivi? Ce la devo fare. Non ho alternative. Non è più tempo di ipocrisie. La scuola è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano. Per fare tutto questo servono anche le risorse, ma quello che mi auguro è che ci possa essere da parte di tutto il Parlamento, opposizione compresa, dei sindacati e dei protagonisti dell'istruzione una presa di coscienza molto schietta e realistica sulla fotografia di cosa c'è e cosa bisogna cambiare. Per dare vita a una grande alleanza verso il cambiamento che è fatto di una difesa delle risorse ma anche di uno sforzo per impiegare meglio quelle che ci sono. Il bilancio per l'Istruzione al 97% è destinato al pagamento degli stipendi. Lo spazio di intervento, a queste condizioni, appare ristretto. Quali le misure prioritarie? Prima di tutto occorre guardare i conti per quello che sono. Le cifre non cambiano perché è cambiato il Governo. I tagli li ha iniziati a fare il Governo Prodi, eliminando 47mila posti e procedendo a una riduzione di 500 milioni delle spese per il funzionamento della scuola. Sul versante della razionalizzazione consideriamo, ad esempio, che in Italia abbiamo 200mila docenti in più della Germania che ha 20 milioni di abitanti in più. E il personale Ata è il più numeroso d'Europa. L'Economia ha confermato la clausola di salvaguardia. In caso di mancato raggiungimento dei risparmi... Capisco perché il Tesoro mette la clausola di salvaguardia: perché alla fine gli impegni questo Ministero non li ha mai rispettati. Purtroppo le scelte drastiche sono ineludibili. Che non vanno vissute come se fosse colpa prima di PadoaSchioppa e ora di Tremonti. è colpa di una situazione che ci trasciniamo nel tempo e oggi non abbiamo più la possibilità di dilazionare: adesso dobbiamo intervenire. Comunque, non mi servono buone intenzioni, nemmeno suggerimenti che non tengono conto di una contabilità economica. Perché se noi non avessimo un debito pubblico che è tra i più alti in Europa, una spesa pubblica da riqualificare, credo che chiunque sarebbe stato capace di migliorare la situazione della scuola. Tra le critiche mosse alla manovra c'è anche quella di un "commissariamento" da parte dell'Economia nei confronti dell'Istruzione. Lei si sente commissariata? Sono affermazioni che non hanno senso. C'è un'azione sinergica e coerente da parte di tutto il Governo. Inoltre i tagli non riguardano solo la scuola. Queste prospettive di riduzione vanno a colpire soprattutto i docenti precari. Quale futuro per loro? è uno dei problemi che mi sta più a cuore. In passato, purtroppo, questo Paese ha creato aspettative continue alimentando il parco dei precari. Questo bisogna dirlo e avere anche il coraggio di dire basta. Voglio arrivare a non avere una situazione di precariato di queste dimensioni. Non voglio la frustrazione nei docenti. Sono disposta ad avere un po' di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un'opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese. Ma adesso l'attesa più forte è quella sulle assunzioni. Dalle ultime indiscrezioni si parla di 25mila insegnanti e 7 mila Ata. Può confermare queste quote e, soprattutto, potrebbero essere le ultime per qualche anno? Nei prossimi giorni ci saranno immissioni in ruolo, ma preferisco non dare cifre. Quelle indicate da lei sono abbastanza vicine. Ma stiamo trattando ancora. Comunque il messaggio non sono le assunzioni, ma la capacità di dire basta a questo metodo. Occorre trovare un altro sistema di reclutamento. E poi vorrei porre un interrogativo: considerato che per ottenere alcune cattedre, tra domanda e offerta, è stato calcolato che potrebbero trascorrere anche trent'anni, è corretto ritrovarsi in una simile situazione alimentata in malafede? Questo significa utilizzare la scuola come ammortizzatore sociale. Intanto, al di là delle graduatorie, le università sono ripartite con i corsi Siss (Scuole di specializzazione all'insegnamento) a pagamento che fabbricheranno altri docenti precari.Da ministro dell'Università non le sembra una contraddizione? Certo. E sono molto dispiaciuta per la vicenda: si crea un'aspettativa che poi viene disattesa. Non è da escludere un provvedimento drastico. Nel settembre 2009 dovrebbe partire la nuova scuola superiore. Può confermare questa data? Non posso né confermare, né smentire, ci stiamo pensando e stiamo valutando con le Regioni. Intanto l'istruzione tecnica e quella professionale attendono una collocazione definitiva... Non partiamo da zero, c'è una commissione che ha fatto un buon lavoro. Desidero portare in serie A sia l'istruzione tecnica che quella professionale. E, per questo, Confindustria sta dando un'importante contributo. Nella sua audizione alle Camere ha dichiarato che l'Anvur (l'Agenzia di valutazione) così com'è non va bene e va cambiata. Arrivare a un'unica agenzia, per università e ricerca, dedicata alla valutazione è fondamentale. Dobbiamo ripartire da un meccanismo che valuti i risultati prima e dopo, ma sugli obiettivi e non sui processi. Altrimenti alimentiamo ulteriore burocrazia, quando parliamo tutti di semplificazione. Le assunzioni dei ricercatori, previste dalla Finanziaria 2007, ci saranno? Abbiamo detto che quei soldi andavamo a recuperarli. Si faranno le assunzioni previste nella Finanziaria precedente. Non ce ne sono in più. Tornando alla scuola, come sarà l'inizio dell'anno a settembre? Voglio avere tutti i docenti in cattedra. I direttori regionali che non risponderanno a questo, un minuto dopo saltano. Poi ho l'obiettivo, a medio termine, di risalire le classifiche internazionali sugli apprendimenti degli studenti. Non sopporto di vedere il mio Paese in fondo alla lista. LA RIFORMA "Abbiamo ricevuto un mandato chiaro dagli elettori e vogliamo andare avanti" IMPEGNO BIPARTISAN "Mi auguro che ci sia da tutto il Parlamento una presa di coscienza del cambiamento" LE ASSUNZIONI "25mila insegnanti e 7mila amministrativi? Sono cifre abbastanza vicine a quelle reali" Mariastella Gelmini. Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca DISEGNO DI DARIUSH RADPOUR.

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Sportello unico a metà strada (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-06-25 - pag: 13 autore: Semplificazione. A nove anni dall'istituzione uffici effettivamente operativi in 786 amministrazioni del Sud su 1.739 (il 45,1%) Sportello unico a metà strada Il Formez: 483 Comuni beneficiari di finanziamenti non hanno la struttura Francesco Montemurro Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive- concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per l'apertura e l'ampliamento degli impianti è ancora poco operativo nei Comuni del Sud. Tanto che, complessivamente, nei 1.739 Comuni compresi nell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante in meno di un ente su due. Tutto ciò nonostante che Stato, Regioni e Ue abbiano investito nel Sud (soprattutto nel periodo comunitario 20002006) almeno 150 milioni per dare piena operatività alla riforma dello Sportello unico. Anzi, ad oggi, risulta che ben 483 Comuni, tra quelli che hanno ottenuto finanziamenti pubblici destinati alla progettazione e/o realizzazione dello Sportello, non hanno poi istituito o reso operativo la struttura, oppure l'hanno resa inattiva dopo una prima fase di sperimentazione. A dirlo sono i dati del Formez, l'ente nazionale che fornisce assistenza tecnica agli enti locali per la realizzazione e il funzionamento dello Sportello unico, curando il monitoraggio sull'attuazione della riforma varata con il Dpr n. 447 del 1998, successivamente modificato. Alla fine di maggio, nelle aree del Mezzogiorno lo Sportello unico risulta istituito in 1.461 Comuni, pari al 79,5% del totale. Tuttavia le strutture davvero operative (cioè con almeno un procedimento amministrativo di impresa effettivamente attivato) si riducono a 786. Il che significa che appena il 45,1% dei Comuni è dotato di un servizio alle imprese funzionante. Una percentuale che si alza, nel caso dei Comuni appartenenti alla Puglia, fino al 66,3%; mentre si abbassa notevolmente in Basilicata (35,9%) e in Calabria (38,6%). A livello provinciale, nelle aree territoriali di Caserta, Cosenza e Messina, il tasso di operatività degli Sportelli unici comunali non raggiunge il 30%, mentre nelle province di Brindisi e Lecce, i Comuni adempienti sono almeno 8 su 10. In base alle rilevazioni del Formez, tra i Comuni più grandi per dimensioni demografiche che hanno uno Sportello unico non funzionante o scarsamente operativo spiccano Matera e Melfi in Basilicata, Crotone e Gioia Tauro in Calabria, Giugliano in Campania, Manfredonia e Trani in Puglia ed Enna e Mazara del Vallo in Sicilia. I ritardi accumulati nella attuazione dello Sportello derivano sia dalla complessità delle procedure, sia dalla scarsa propensione alla collaborazione istituzionale messa in mostra dagli uffici tecnici dei Comuni e dai diversi partner pubblici, sia infine, dalla scarsa incisività delle politiche pubbliche di assistenza tecnica nei confronti Comuni e in particolare di quelli più piccoli. I dati sullo stato dell'arte dello Sportello unico per le attività produttive sono di enorme impor-tanza, tenuto conto che uno de-gli obiettivi prioritari della strategia comunitaria, recepito dalla direttiva - cosiddetta "Servizi" - per la semplificazione normativa e amministrativa del mercato, consiste nella piena attuazione delle riforme nazionali per la realizzazione dello Sportello unico a favore delle imprese; ciò al fine di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi e alla libera circolazione dei servizi tra gli Stati membri. La semplificazione ammini-strativa, peraltro, costituisce una delle priorità dell'azione dell'Unione Europea che ha stabilito il taglio degli oneri amministrativi del 25 per cento quale obiettivo da raggiungere entro il 2012. Da sottolineare, che quando lo Stato italiano recepirà la direttiva (è obbligato a farlo entro il dicembre 2009), gli Sportelli unici potranno essere costituiti non soltanto dalle amministrazioni pubbliche, ma anche da Camere di commercio, da ordini professionali oppure da enti privati ai quali uno Stato membro ha deciso di affidare questa funzione. Insomma, in trampolino di lancio c'è la privatizzazione dello Sportello unico, tenuto conto anche dei risultati non soddisfacenti ottenuti dalla riforma avviata nel 1998. Questa prevede che la struttura dello Sportello funzioni come unico interlocutore ufficiale dell'imprenditore; mentre i diversi uffici tecnici e amministrativi comunali e gli altri enti pubblici interessati ai procedimenti, pur mantenendo la titolarità dei procedimenti, sono destinati a perdere il ruolo di interfaccia con l'utenza, per relazionarsi esclusivamente al centro di smistamento dello Sportello unico. LE AREE In Puglia tassi d'applicazione più alti (66,3%) A Caserta, Cosenza e Messina non si raggiunge il 30 per cento.

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Appalti Expo, le mani della 'ndrangheta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-25 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La Procura "Bocciata la Commissione antimafia, siamo costretti a combattere solo scippatori e clandestini" Appalti Expo, le mani della 'ndrangheta Il giudice Salvini: le cosche hanno troppo potere. "E mancano mezzi e uomini" "Ci sono soltanto 200 persone specializzate, preparate, addestrate apposta per combattere la 'ndrangheta" Misero gli occhi (e poi mani, aziende, camion, affari) nella Salerno-Reggio Calabria, quei 278 chilometri d'autostrada controllati, casello per casello, dalle famiglie della 'ndrangheta. Le grandi opere, alle cosche, piacciono. Non solo a casa loro. E non per altro: Milano, come ha detto la Direzione nazionale antimafia, "è la vera capitale della ndrangheta"; tra le attività dei calabresi ci sono bar, ristoranti e centri commerciali, e soprattutto imprese edili e di movimento terra; è partita la grande corsa alla costruzione in vista dell'Expo. Tre indizi. Che non fanno una prova. Ma che preoccupano: "Attenti alle infiltrazioni negli appalti dell'esposizione universale ". Un messaggio per le istituzioni. Per il Comune. Per Letizia Moratti. Moratti la cui maggioranza, ricorda il gip Guido Salvini, "ha bocciato la proposta dell'opposizione di creare una locale commissione per vigilare sulle organizzazioni criminali. La bocciatura non è stato un buon segnale: è stato un favore concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate". Indisturbate. Così tanto che ci son certi sindaci dell'hinterland, dove le cosche si tramandano malaffari di generazione in generazione - con gli storici capifamiglia in galera, magari all'ergastolo -, si diceva, ci sono certi sindaci che l'hanno sotto la finestra, la 'ndrangheta, e fanno finta di non vederla, nemmeno di sentirla. Indisturbate, le cosche. Anche perché, e citiamo di nuovo Salvini, "tra Milano e provincia, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri ci sono soltanto 200 persone specializzate, preparate, addestrate apposta per combattere la 'ndrangheta". Pochi uomini. Pochi mezzi. A proposito di numeri: i 200 sono meno della metà dei beni confiscati in Lombardia ai boss, 500. E di questi 500 una ridotta parte è stata riconvertita. In città, la Moratti s'è presa l'impegno di intervenire sugli immobili al palo, prigionieri della burocrazia. "Speriamo che alle promesse seguano i fatti". Se già su qualche annuncio di vendesi casa, prima del quartiere e della via mettono la parolina "Expo", a legittimare un prezzo esagerato per la zona in questione, figurarsi le cosche. Figurarsi quanto si stanno preparando. Figurarsi quanto vorranno mangiare. Nella scia d'un potere cui l'ultima relazione parlamentare antimafia, figlia della tenacia di Francesco Forgione (la relazione è diventata un libro, edito da Baldini Castoldi Dalai e presentato ieri alla Feltrinelli di piazza Duomo con Forgione, Salvini e il giornalista del Corriere Giuseppe Sarcina) ha dedicato pagine e pagine, la 'ndrangheta, a Milano, non spara e non ammazza. O almeno: a marzo, in Brianza, hanno ucciso Rocco Cristello, 47 anni, referente per il Nord dei Mancuso, potente clan leader nel traffico di droga. Un caso isolato, si diceva. Forse. Ha detto Nicola Gratteri, magistrato in prima linea: "In Lombardia le cosche sono riuscite perfettamente a clonarsi. Saldando rapporti con esponenti del mondo bancario, finanziario e istituzionale". Un colosso, la 'ndrangheta. Eppure chi lancia allarmi è preso come un visionario, eppure in Procura "c'è la diffusa consapevolezza che la sicurezza sia ormai ridotta a scippi, microcriminalità, clandestini". Sicurezza "Si pensa che la sicurezza sia ormai ridotta a scippi, microcriminalità, clandestini" Andrea Galli.

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In fase di stallo il megaimpianto di Regalbuto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE SICILIA data: 2008-06-25 - pag: 10 autore: Nell'Ennese investimento di 600 milioni In fase di stallo il megaimpianto di Regalbuto REGALBUTO (ENNA) La struttura che doveva sorgere a Regalbuto in provincia di Enna, vicino al lago di Pozzillo, progettato da Atlantica Invest AG, newco con sede in Svizzera, è in una fase di stallo. Proposta dall'imprenditore italo-svizzero Rosario Musumeci, l'opera è: capienza di 360 mila persone, flusso annuo di 1,6 milioni, 153 ettari di zona tematica, 3 mila addetti. E quasi 600 milioni di investimento. Il contratto di localizzazione è stato approvato dal ministero delle Attività produttive nell'aprile del 2006 e firmato a dicembre dello stesso anno. Nell'ambito del contratto di localizzazione, la Regione siciliana ha destinato 25,4 milioni per le infrastrutture e la formazione del personale a sostegno del progetto, mentre lo Stato si è impegnato ad erogare ad Atlantica Invest un contributo a fondo perduto di 97,5 milioni,pari al 12,83%dell'investimento netto. Per il resto, la società investirà da capitale proprio 397,819 milioni e da capitale di debito 104 milioni, per complessivi 599,304 milioni. Una volta avviata, la struttura genererà un fatturato di 130 milioni l'anno. "Il progetto è completo sia sotto il profilo tecnico, sia dal punto di vista finanziario. Manca la richiesta di valutazione di impatto ambientale che ha dei costi rilevanti: solo per la presentazione la società dovrà corrispondere alla Regione un contributo di 1,8 milioni ", dice l'avvocato Mario Cavallaro, consulente di Atlantica Invest. Gli investitori hanno in sostanza atteso lo svolgimento delle varie tornate elettorali, perché "sono cambiate tutte le figure di riferimento". La richiesta di Via, con la richiesta di Valutazione di incidenza, dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, per legge dai tre ai sei seconda la complessità della valutazione. Solo dopo si potrà partire. "In effetti, la caduta del governo regionale e nazionale, all'inizio dell'anno,ha rallentato il processo relativo al parco spiega il sindaco di Regalbuto, Gaetano Punzi – ma quando, ad aprile scorso, gli svizzeri sono venuti a verificare che ci fossero ancora le condizioni per portare avanti l'opera, noi abbiamo dato ampia disponibilità a seguire il progetto e la massima garanzia per realizzare l'opera in tempi brevi. Peraltro l'Atlantica ha già opzionato i 300 ettari di terreni privati su cui dovrebbe sorgere la struttura e pagato la quota del 5%, pari a circa 400mila euro. Io credo nell'opera, ma per accelerare i tempi bisognerebbe sfoltire un po' la burocrazia". Servirà anche per le infrastrutture più urgenti: la realizzazione della circonvallazione di Catenanuova, l'ammodernamento della statale 121 e della provinciale Catenanuova-Regalbuto e la costruzione di una strada di collegamento tra la circonvallazione di Regalbuto e l'area del Parco. Opere per le quali difficilmente basteranno i 25 milioni finora previsti dalla Regione. O. V. COSA MANCA La Atlantica invest è ancora in attesa dell'approvazione della valutazione di impatto ambientale.

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Dimezzato il Dl taglia-leggi: via 3.574 norme (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA MERCATI IT data: 2008-06-25 - pag: 16 autore: Lotta alla burocrazia. Il piano Calderoli in un primo tempo prevedeva una riduzione di 6mila provvedimenti Dimezzato il Dl taglia-leggi: via 3.574 norme Marco Mobili Marco Rogari ROMA è la più anziana del gruppo con ben 144 anni di età. è addirittura figlia di un "giovane" Regno d'Italia targato Cavour. Edè la prima a cadere sotto la scure calata dal Governo con il decreto sulla manovra estiva. Si tratta della legge "sull'affrancamento dei canoni enfiteutici, livelli, censi, decime ed altre prestazioni dovute a corpi morali", del 24 gennaio 1864. è comunque in buona compagnia. A subire la stessa sorte sono altri 3.573 provvedimenti legislativi che, loro malgrado, andranno ad alimentare il falò promesso dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Che però sarà di dimensioni molto più contenute rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi dallo stesso ministro. Alla fine, sotto il bisturi dell'ex chirurgo leghista passeranno poco più del 50% delle 6mila leggi date per soppresse. Calderoli conta di recuperare in corsa. Con tutta probabilità in Parlamento sarà presentato un emendamento al decreto per sfoltire di altri mille testi la giungla legislativa e superare così quota 4mila abrogazioni. A fine anno, poi, dovrebbe scattare la "ghigliottina" su altri 5mila provvedimenti, tra decreti ministeriali, regolamenti e via dicendo. Intanto la pulizia legislativa promessa dal Governo comincia a produrre i suoi primi effetti. Dal sessantesimo giorno successivo all'entrata in vigore del decreto sulla manovra estiva spariranno i primi 3.500 testi legislativi. Il più giovane, in ordine cronologico di approvazione, è una legge di conversione di un Dl del luglio 1996 con cui veniva prorogato un termine del decreto legislativo 29/93 (Amato-Sacconi) sulla riforma del pubblico impiego. Nel lungo elenco non mancano vittime più o meno illustri. Come una legge del 1889 madre delle riforme catastali, che autorizzava "il governo del re ad eseguire una revisione dei redditi dei fabbricati". A cadere sotto il bisturi di Calderoli è anche un provvedimento del 1899, lontano negli anni ma vicino alla realtà quotidiana dei pendolari visto che disciplinava gli interventi di polizia ferroviaria riguardanti i ritardi dei treni. La potatura investe anche mosche, colombi e bachi da seta. Questi ultimi erano stati oggetto (per gli aspetti relativi alla produzione e al commercio) di un provvedimento urgente del 1923. Le disposizioni per la lotta alle mosche erano invece previste da una legge approvata in pieno periodo fascista. Nello stesso anno venivano approvate norme specifiche sull'allevamento e l'impiego dei colombi viaggiatori. Quattro anni, prima, nel 1924 il "regime" era ricorso ad un provvedimento urgente, oggi cassato dalla manovra estiva del Governo, per vietare l'uso del fosforo bianco nella fabbricazione dei fiammiferi. Ma negli stessi anni venivano affrontate questioni "strategiche", che ritroviamo nell'agenda anche di Governi e Parlamenti più recenti. è il caso di due leggi consecutive sulla tutela del risparmio approvate due anni prima della grande recessione del '29. A sparire dalla raccolta delle leggi in vigore sono anche i provvedimenti sui bilanci dello Stato ormai datati, i milleproroghe, come quello del 1950, scaturito dal differimento dei termini per la ricostruzioni delle abitazioni distrutte dagli eventi bellici. Tra le leggi più recenti ad essere colpite dalla mannaia, ce n'è una del 1989 sulla partecipazione italiana alla seconda ricostruzione delle risorse del fondo speciale di sviluppo della banca di sviluppo dei Caraibi. Naturalmente sparisce anche qualche sanatoria. Come quella del 1951 con cui venivano condonate le "sanzioni per infrazioni alle leggi sul matrimonio dei militari". EMENDAMENTO Il ministro prepara una correzione al decreto da presentare presto alle Camere per sfoltire altri mille testi legislativi.

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Sala Borsa, nel nome di Enzo Biagi La figlia Bice: <È come una piazza> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-25 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Festa e polemiche Inaugurati la struttura e l'Auditorium intitolato al cronista Sala Borsa, nel nome di Enzo Biagi La figlia Bice: "è come una piazza" Altrainformazione, protesta con uno striscione Il vicequestore Cunzolo interviene per far sparire il manifesto e l'associazione lamenta di essere stata censurata "Venire in Sala Borsa è proprio come andare in piazza, si può leggere un giornale o un libro, consultare un documento o vedere un filmato, è il regalo più bello che questa amministrazione poteva fare alla città". è il commento entusiastico di Bice Biagi che ieri è entrata per la prima volta in Sala Borsa. Insieme alla sorella Carla, era accanto al sindaco Sergio Cofferati ieri per l'intitolazione del nuovo Auditorium al padre. Ad Enzo Biagi, cronista, come recita la targa all'ingresso. "Così voleva essere chiamato nostro padre, ci teneva moltissimo", commenta Carla, accompagnata dalla figlia Rachele Jesurum. Al termine della visita alla rinnovata Sala Borsa anche lei, che già la conosceva, è estasiata dal risultato, "la preferisco ora, è un luogo meraviglioso, hanno fatto un lavoro stupendo per rendere questo posto al servizio della città". "Non immaginavo che fosse così bella e imponente - aggiunge Bice -, è un luogo dove tutti possono fare cose diverse, senza burocrazia e senza soggezione. In un luogo di libera circolazione di idee e culture è bello che sia stato dedicato uno spazio a papà". Non solo lodi all'inaugurazione ufficiale della nuova Sala Borsa. Pochi secondi prima dello scoprimento della targa a Biagi l'Altrainformazione ha infatti srotolato uno striscione con la scritta Sala Borsa: anche questo l'aveva già fatto Walter, per polemizzare contro l'attuale giunta che avrebbe speso un milione di euro per tornare al progetto Vitali. Il vicequestore Vito Cunzolo, presente alla cerimonia, è intervenuto per far sparire lo striscione, causando la reazione dei membri dell'associazione che hanno lamentato di essere stati censurati, ottenendo il sostegno di Carlo Monaco de La Tua Bologna ("L'episodio conferma l'arroganza dell'amministrazione ", ha detto). Cofferati ha risposto a distanza, durante il discorso ufficiale, assicurando di "non aver sprecato nulla" ma di aver dovuto riparare alle decisioni della precedente Giunta che aveva portato in Sala Borsa "un privato che non ha mai pagato un euro di affitto ". Un accenno appena, perché tutto il suo discorso è per ricordare di aver realizzato "con costi contenuti e in tempi brevi" uno spazio destinato "in primo luogo ai bambini e alle bambine della città", dice, "che tra pochi mesi sarà connesso al resto di Palazzo d'Accursio quando saranno trasferite le attività amministrative ". E poi il ricordo di Enzo Biagi, "straordinario uomo di cultura" (parte un caloroso applauso), a cui hanno intitolato l'Auditorium "come segno di riconoscenza". Erano in tanti al taglio del nastro di ieri, atteso anche dai normali frequentatori della biblioteca, in fila da mezzogiorno in piazza Re Enzo dopo 15 giorni di obbligata astinenza da libri e giornali (per i lavori in Sala Borsa). Tra i primi ad arrivare il neo-presidente della Fiera Fabio Roversi Monaco, "mi è sempre piaciuto questo luogo anche quando c'era la libreria, l'unica critica è per il pavimento in vetro perché inesorabilmente si rovina, era preferibile solo qualche squarcio sui reperti sottostanti". Ancora tra i presenti il prefetto Angelo Tranfaglia e il questore Luigi Merolla, il procuratore capo Enrico Di Nicola, l'industriale Marino Golinelli, il presidente dell'Ibc Enzo Raimondi, i segretari del Pd provinciale (De Maria) e regionale (Caronna), il presidente di Atc Sutti. C'era anche il pro-rettore Roberto Grandi, tra i padri del progetto originario di Sala Borsa e tra i saggi nominati da Cofferati con il compito di mettere a punto il restyling. "Del vecchio progetto manca solo il portico telematico di Eco che è stato poi realizzato a Palazzo Paleotti - commenta il candidato rettore -. Trovo intelligente la scelta di mettere al secondo Ballatoio la nuova sede dell'Urban Center perché così si raccontano le trasformazioni della città nel luogo dove vanno i cittadini". E mentre la biblioteca cominciava a riprendere la sua vita normale, sindaco e autorità l'hanno visitata da cima a fondo. E nel pomeriggio sono stati i bambini a riprendere possesso dei loro spazi. A cominciare da quelli nuovissimi destinati ai piccoli da 0 a 3 anni. Anche il sindaco li ha visitati, e presto ci porterà il figlio Edoardo. Marina Amaduzzi Con il sindaco Bice (a sinistra) e Carla Biagi insieme a Cofferati Nel tondo lo striscione di protesta di Altrainformazione.

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Torsten Wiesel "Le regole d'oro tra i neuroni" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"è dai percorsi inconsueti e inaspettati che nascono le grandi scoperte", sostiene il Premio Nobel per la medicina Torsten Wiesel, svedese di nascita, ma emigrato negli Usa per fare ricerca ad alti livelli. Con il collega David Hubel, Wiesel ha scoperto che cosa accade nella corteccia cerebrale durante l'elaborazione delle informazioni visive e così ha svelato i principi generali del funzionamento di questa area fondamentale del cervello. Ex presidente della Rockefeller University, oggi è segretario generale della "Human Frontier Science Program", l'organizzazione che promuove collaborazioni internazionali d'avanguardia tra le realtà di eccellenza nelle scienze biologiche, e direttore dello "Shelby White and Leon Levy Center for Mind, Brain, and Behavior". Pochi come lui hanno le idee chiare su che cosa significhi fare ricerca. Professore, quali devono essere gli ingredienti fondamentali per una buona politica della ricerca? "Voglio procedere per punti, elenco quelli che, secondo me, sono i requisiti fondamentali". Il primo requisito? "I governi devono dare un maggiore contributo al finanziamento della ricerca scientifica universitaria, pubblica e privata. Negli Usa le università private sono le migliori. L'università è un elemento cruciale e insostituibile per la creazione dei cervelli. Senza questa fucina alla ricerca industriale" che porta innovazione e ricadute economiche, mancherebbe la materia prima. Secondo punto sono i ricercatori". Come li si deve "allevare"? "I ricercatori giovani e meritevoli devono avere gli strumenti per raggiungere il prima possibile una propria autonomia lavorativa. Negli Usa molti diventano professori associati a 25 anni. I finanziamenti sono tra i requisiti necessari, ma non bastano. Occorre la reale indipendenza professionale, svincolata da qualunque restrizione che non rientri nelle logiche meritocratiche e nelle dinamiche di mercato. Terzo aspetto sono le strategie economiche dei singoli Paesi". Perché sono così cruciali? "Faccio l'esempio degli Usa: i finanziamenti per la ricerca e le possibilità di carriera non mancano. Non è un caso che le biotecnologie sono il settore trainante dell'economia". E gli altri aspetti? "Bisogna migliorare l'amministrazione interna delle università, sottoponendole ai migliori sistemi di valutazione della ricerca. Inoltre la distribuzione dei finanziamenti per la ricerca deve seguire i criteri meritocratici che, per la comunità scientifica, corrispondono a un sistema di “peer review” “onesto”. E poi l'interazione tra i gruppi che lavorano nello stesso ambito è molto importante". Lei, però, parla spesso degli approcci trasversali alla ricerca: che cosa significano? "Uno stesso problema può essere analizzato da diverse prospettive e, quindi, dal confronto ad alti livelli possono nascere sviluppi del tutto imprevedibili e più interessanti dei presupposti iniziali. La parola d'ordine, perciò, dev'essere multidisciplinarietà". In quale settore si deve investire di più? "Penso si debba sostenere il progresso della genetica, della biologia molecolare e delle neuroscienze in generale. Sono tutt'ora gli strumenti chiave per la comprensione dei meccanismi che regolano il funzionamento degli organismi viventi". Quali realtà rappresentano un esempio concreto di ottima gestione delle politiche della ricerca? "I miei punti di riferimento sono senz'altro la Rockefeller University, il Massachusetts Institute of Technology, la Stanford University e la Columbia University". E in Europa? "La Gran Bretagna è la realtà più vicina agli standard d'eccellenza americani". Quali consigli può dare all'Italia per cercare di risollevare la ricerca scientifica? "In Italia conosco molti scienziati brillanti e, per esempio, non posso non riconoscere la validità della Fondazione Telethon, una squadra costituita solo da grandi eccellenze. Detto questo, per prima cosa propongo al governo italiano di rivedere le priorità economiche del Paese. Se l'intento è davvero quello di promuovere la ricerca e l'innovazione, l'Italia deve investire sui centri d'avanguardia, con infrastrutture ben attrezzate e competitive a livello europeo. Un punto critico della strategia italiana, invece, è aver disseminato il Paese di piccole strutture, generando gravi sperperi e una riduzione dei risultati: sono troppo poche le realtà che promuovono la collaborazione". E i meccanismi di carriera? "Gli iter professionali dei giovani scienziati sono paralizzati dalla burocrazia e dalle gerarchie delle strutture universitarie. In Italia, e non solo, bisogna lavorare per una reale indipendenza d'azione dei ricercatori, altrimenti le fughe dei cervelli continueranno: resteranno l'unico strumento per garantire carriere che rispecchino davvero le capacità individuali". Chi è Wiesel Neurofisiologo RUOLO: HAVINTO IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA NELL'81 E OGGI E' SEGRETARIO GENERALE DELLO"HUMAN FRONTIER SCIENCE PROGRAM"E DIRETTORE DELLO "SHELBY WHITE AND LEON LEVY CENTER FOR MIND, BRAIN, AND BEHAVIOR".

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

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In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeVeltroni cade nel buco di bilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeVeltroni cade nel buco di bilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeVeltroni cade nel buco di bilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Fuoco amico (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Giornalettismo: Roma Città Aperta? The Mote in God's Eye: Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione... Giornalettismo: Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi? 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L'Ici pop dei Liberali pop (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... 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Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... 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Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Giornalettismo: Roma Città Aperta? The Mote in God's Eye: Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione... Giornalettismo: Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi? Recent Posts Appunti in manovra Fuoco amico Robin pop L'Ici pop dei Liberali pop Mutui e azzzzzardi Dietro la lavagna/2 Dietro alla lavagna/1 1929 Chi non capisce, pontifica Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Dietro alla lavagna/1 (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... 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Chi non capisce, pontifica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... 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Robin pop (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... 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Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Giornalettismo: Roma Città Aperta? The Mote in God's Eye: Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione... Giornalettismo: Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi? Recent Posts Appunti in manovra Fuoco amico Robin pop L'Ici pop dei Liberali pop Mutui e azzzzzardi Dietro la lavagna/2 Dietro alla lavagna/1 1929 Chi non capisce, pontifica Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Mutui e azzzzzardi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Giornalettismo: Roma Città Aperta? The Mote in God's Eye: Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione... Giornalettismo: Ma se uccidi uno, è importante sapere per chi tifi? 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Dietro la lavagna/2 (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 6 ) " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... 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Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (4 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (19 votes, average: 3.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni Nicola Porro: Una risposta ad Antonio mi sembra la dia Drugo (non sempre tenero con il cuoco): non c'è nessuna... Mr Drugo: Ci siamo proprio!! la crescita del PIL è fondamentale ma la diminuzione strutturale delle spese lo è... Giulio di Siena: ERRATA CORRIGE L'espressione inglese corretta è: No Taxation without Representation. Giulio... Giulio di Siena: Intanto, mentre Robin Hood affila le sue frecce, noi portiamo a casa un aumento dell'8% (dico... Antonio Primaldo: Mi piacerebbe capire perche' la riduzione della spesa pubblica è un bene mentre... 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Terna: <Investimenti bloccati, rischiamo il blackout> (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Terna: "Investimenti bloccati, rischiamo il blackout" di Federico Rendina Primi caldi estivi e condizionatori al massimo. Timori da blackout? La situazione è, per ora, sotto controllo. Con 53.400 megawatt di consumi di picco siamo ancora lontani dal record storico di quasi 57mila megawatt. E va detto che rispetto alle falle elettriche del 2003 abbiamo fatto passi avanti: il parco centrali è cresciuto, e anche la rete è stata potenziata. Ma l'Italia è al sicuro? Non è detto. Qualche grattacapo, con il caldo "vero", protrebbe venire proprio dalla rete di trasmissione. A cominciare dalla zona critica per eccellenza, la Sicilia, dove l'afa non ha ancora assestato i suoi colpi peggiori. "La burocrazia sta bloccando il nostro piano di sviluppo. E il versante più critico è proprio quello siciliano" si agita Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, la società a controllo pubblico chiamata a gestire la rete di trasmissione secondo il principio di piena neutralità tra operatori. Un piano di investimenti da 3,1 miliardi da qui al 2012. Per far circolare meglio l'elettricità nel Paese. E magari per creare in tre o quattro anni una rete completamente interconnessa non solo con le tratte "storiche" del nostro import elettrico (Francia, Svizzera, Austria) ma anche con il sud del Mediterraneo, e specialmente con la fascia est. Per agguantare sogna Terna con gli incoraggiamenti degli ultimi Governi i programmi di sviluppo dei Balcani, e fare davvero dell'Italia un hub energetico continentale che porti sicurezza e nuova ricchezza. Agli uomini di Terna sono bastati quattro conti per ritrovarsi, invece, a suonare l'allarme. A bloccare il piano è il male endemico dello sviluppo italiano: la politica dei veti locali, il pantano del "vedremo", il rinvio ai comitati di verifica. E Cattaneo, che timona dal novembre 2005 una società ben dotata e per giunta quotata in Borsa, all'alba del suo secondo mandato teme di non farcela. Non c'è solo il rischio di bloccare i programmi a medio e lungo termine. Si rischia la crisi vera, subito. Sicuramente in Sicilia. La grande isola ha centrali per 6.500 megawatt teorici, che diventano 4.500 di disponibilità effettiva e poi 3.400 quando le poche interconnessioni con lo Stivale non riescono a fare da "cuscinetto" operativo. Un problema che potrebbe essere risolto con quattro o cinque potenziamenti messi in cantiere da Terna, che ruotano attorno al nuovo elettrodotto tra Sorgente (Messina) e Rizziconi (Reggio Calabria), e alla chiusura dell'"anello" elettrico tra Ragusa, Palermo e Catania. Niente da fare. I lavori sono congelati da mesi e in qualche caso da anni: le autorizzazioni rimangono preda dei "pareri", se non degli ostruzionismi, delle amministrazioni. Nel frattempo l'isola ha picchi estivi di richiesta per quasi 4mila megawatt. E "rischia seriamente il blackout, nonostante i programmi di adeguamento degli apparati e di manutenzione straordinaria che abbiamo comunque attuato" taglia corto Flavio Cattaneo. Nel resto d'Italia non va molto meglio. Dalla linea prioritaria Foggia-Benevento, sotto iter autorizzativo da fine 2006 dopo due anni di concertazione, alla Trino-Lacchiarella, impantanata nei negoziati con 38 comuni, 3 provincie e 2 regioni. Che fine ha fatto la legge "Marzano" (la 239 del 2004) che doveva garantire una corsia preferenziale con un'autorizzazione unica? Brutta fine, se è vero che nei "perfezionamenti" proposti in questi giorni nel decreto omnibus c'è l'idea di superare il pantano consentendo agli operatori di ricorrere ai Tribunali se le procedure autorizzative sforano i 180 giorni. "Logica vorrebbe che fosse il contrario: silenzio-assenso in caso di mancata risposta. Sei mesi son pochi? Facciamo un anno. Poi però cominciamo i lavori. E se non va bene sia la burocrazia a ricorrere e non le imprese" incalza Cattaneo. "Abbiamo 1,4 miliardi di euro incagliati negli uffici delle amministrazioni. E così facendo dal 2010 la nostra capacità di investimento e quindi di realizzazione sarà seriamente a rischio". Un peccato. Perché i vantaggi di un corretto procedere dei lavori "potrebbero essere davvero consistenti in termini di prezzi, sicurezza e mix energetico" afferma Cattaneo. "Il costo dell'energia può essere ulteriormente ridotto eliminando le congestioni che attualmente gravano sulla rete, e quindi rendendo più fluido il mercato. Per la sicurezza vale il caso eclatante della Sorgente-Rizziconi. Quanto al mix energetico spiega Cattaneo solo lo sviluppo delle interconnessioni con l'estero può servire a diversificare in tempi relativamente brevi le fonti di approvvigionamento migliorando il mix ora fortemente sbilanciato sul gas". "Prendiamo i Balcani: in Croazia, Bosnia, Kosovo, Serbia e Montenegro ci sono più di 10mila megawatt di capacità idroelettrica inespressa, oltre a riserve di lignite per 3-400 anni. Energia a basso costo che può essere portata dove serve ed evita la costruzione di nuove infrastrutture". "Potrebbero bastare 3 o 4 anni" dice il capo di Terna. 25 Giugno 2008.

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Gelmini: la riduzione degli insegnanti per una scuola più efficiente (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledí 25 Giugno 2008 Gelmini: la riduzione degli insegnanti per una scuola più efficiente di Luigi Illiano "Una cura da cavallo inevitabile per la scuola. Questo Governo è stato eletto per risanare i conti pubblici. È un impegno di rigore con gli italiani e va mantenuto", così il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, spiega i numeri contenuti nella manovra finanziaria che prevede una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. La Finanziaria 2009-2011 stabilisce robusti risparmi per circa 3,2 miliardi di euro: 456 milioni per il 2009, 1.650 milioni per il 2010, 2.538 da raggiungere nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012. Cifre da sommare ai risparmi già previsti dalla Finanziaria 2007, per complessivi 4,6 miliardi. Ministro, la scuola si appresta a staccare un assegno alto, in termini di risparmi e sacrifici. E i tempi messi in conto possono sembrare stretti. Crede di riuscire a centrare gli obiettivi? Ce la devo fare. Non ho alternative. Non è più tempo di ipocrisie. La scuola è prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano. Per fare tutto questo servono anche le risorse, ma quello che mi auguro è che ci possa essere da parte di tutto il Parlamento, opposizione compresa, dei sindacati e dei protagonisti dell'istruzione una presa di coscienza molto schietta e realistica sulla fotografia di cosa c'è e cosa bisogna cambiare. Per dare vita a una grande alleanza verso il cambiamento che è fatto di una difesa delle risorse ma anche di uno sforzo per impiegare meglio quelle che ci sono. Il bilancio per l'Istruzione al 97% è destinato al pagamento degli stipendi. Lo spazio di intervento, a queste condizioni, appare ristretto. Quali le misure prioritarie? Prima di tutto occorre guardare i conti per quello che sono. Le cifre non cambiano perché è cambiato il Governo. I tagli li ha iniziati a fare il Governo Prodi, eliminando 47mila posti e procedendo a una riduzione di 500 milioni delle spese per il funzionamento della scuola. Sul versante della razionalizzazione consideriamo, ad esempio, che in Italia abbiamo 200mila docenti in più della Germania che ha 20 milioni di abitanti in più. E il personale Ata è il più numeroso d'Europa. L'Economia ha confermato la clausola di salvaguardia. In caso di mancato raggiungimento dei risparmi... Capisco perché il Tesoro mette la clausola di salvaguardia: perché alla fine gli impegni questo Ministero non li ha mai rispettati. Purtroppo le scelte drastiche sono ineludibili. Che non vanno vissute come se fosse colpa prima di Padoa-Schioppa e ora di Tremonti. È colpa di una situazione che ci trasciniamo nel tempo e oggi non abbiamo più la possibilità di dilazionare: adesso dobbiamo intervenire. Comunque, non mi servono buone intenzioni, nemmeno suggerimenti che non tengono conto di una contabilità economica. Perché se noi non avessimo un debito pubblico che è tra i più alti in Europa, una spesa pubblica da riqualificare, credo che chiunque sarebbe stato capace di migliorare la situazione della scuola. Tra le critiche mosse alla manovra c'è anche quella di un "commissariamento" da parte dell'Economia nei confronti dell'Istruzione. Lei si sente commissariata? Sono affermazioni che non hanno senso. C'è un'azione sinergica e coerente da parte di tutto il Governo. Inoltre i tagli non riguardano solo la scuola. Queste prospettive di riduzione vanno a colpire soprattutto i docenti precari. Quale futuro per loro? È uno dei problemi che mi sta più a cuore. In passato, purtroppo, questo Paese ha creato aspettative continue alimentando il parco dei precari. Questo bisogna dirlo e avere anche il coraggio di dire basta. Voglio arrivare a non avere una situazione di precariato di queste dimensioni. Non voglio la frustrazione nei docenti. Sono disposta ad avere un po' di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un'opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese. Ma adesso l'attesa più forte è quella sulle assunzioni. Dalle ultime indiscrezioni si parla di 25mila insegnanti e 7 mila Ata. Può confermare queste quote e, soprattutto, potrebbero essere le ultime per qualche anno? Nei prossimi giorni ci saranno immissioni in ruolo, ma preferisco non dare cifre. Quelle indicate da lei sono abbastanza vicine. Ma stiamo trattando ancora. Comunque il messaggio non sono le assunzioni, ma la capacità di dire basta a questo metodo. Occorre trovare un altro sistema di reclutamento. E poi vorrei porre un interrogativo: considerato che per ottenere alcune cattedre, tra domanda e offerta, è stato calcolato che potrebbero trascorrere anche trent'anni, è corretto ritrovarsi in una simile situazione alimentata in malafede? Questo significa utilizzare la scuola come ammortizzatore sociale. Intanto, al di là delle graduatorie, le università sono ripartite con i corsi Siss (Scuole di specializzazione all'insegnamento) a pagamento che fabbricheranno altri docenti precari. Da ministro dell'Università non le sembra una contraddizione? Certo. E sono molto dispiaciuta per la vicenda: si crea un'aspettativa che poi viene disattesa. Non è da escludere un provvedimento drastico. Nel settembre 2009 dovrebbe partire la nuova scuola superiore. Può confermare questa data? Non posso né confermare, né smentire, ci stiamo pensando e stiamo valutando con le Regioni. Intanto l'istruzione tecnica e quella professionale attendono una collocazione definitiva... Non partiamo da zero, c'è una commissione che ha fatto un buon lavoro. Desidero portare in serie A sia l'istruzione tecnica che quella professionale. E, per questo, Confindustria sta dando un'importante contributo. Nella sua audizione alle Camere ha dichiarato che l'Anvur (l'Agenzia di valutazione) così com'è non va bene e va cambiata. Arrivare a un'unica agenzia, per università e ricerca, dedicata alla valutazione è fondamentale. Dobbiamo ripartire da un meccanismo che valuti i risultati prima e dopo, ma sugli obiettivi e non sui processi. Altrimenti alimentiamo ulteriore burocrazia, quando parliamo tutti di semplificazione. Le assunzioni dei ricercatori, previste dalla Finanziaria 2007, ci saranno? Abbiamo detto che quei soldi andavamo a recuperarli. Si faranno le assunzioni previste nella Finanziaria precedente. Non ce ne sono in più. Tornando alla scuola, come sarà l'inizio dell'anno a settembre? Voglio avere tutti i docenti in cattedra. I direttori regionali che non risponderanno a questo, un minuto dopo saltano. Poi ho l'obiettivo, a medio termine, di risalire le classifiche internazionali sugli apprendimenti degli studenti. Non sopporto di vedere il mio Paese in fondo alla lista. VIAGGIO NELL'UNIVERSO "SCUOLA" Mercoledí 25 Giugno 2008.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (20 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (24 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (47 votes, average: 3.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni Damy: Salve tutti! Walter o non Walter; credo qualsiasi politico,ora del centro sinistra o pd avrebbe avuto comunque... Fabrizio: Sono molto dispiaciuto per la probabile caduta di Veltroni dalla poltrona di segretario del PD se non altro... Michele: Pur non essendo del Pd dico solo a Walter Veltroni che deve tirare fuori gli artigli con i suoi alleati e... moritz: "Il valore di un uomo è proporzionale alla grandezza del suo avversario".Silvio riconoscere... valentino: Caro Uolter, cosa dura cambiar la testa ai "compagni".& #8230;!!!!!! Se poi aggiungi... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Caldo: allarme rosso fino a sabato In città è caro-acquaAccusato di 13 omicidi uscirà tra un mese: decorrenza dei terminiAutotrasporto: trovata l'intesa, niente scioperoAlmunia all'Italia: "Tagli più incisivi sulla spesa pubblica"Berlusconi: "Certe toghe, una metastasi"Csm: "Incostituzionale la blocca processi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il Cai un ente inutile? E' il solito Tremonti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Maurizio Fistarol critica il ministro dell'economia "Il Cai un ente inutile? E' il solito Tremonti" BELLUNO. "Il Cai non è un ente inutile e quella di Tremonti è la solita sparata". Così il senatore del Pd Maurizio Fistarol commenta la proposta del ministro all'economia Giulio Tremonti di eliminare gli enti pubblici economici con meno di cinquanta dipendenti. Fra questi anche il "glorioso" Club alpino italiano, che solo in provincia conta oltre 2500 soci. "Sono le solite sparate sui giornali", dichiara Fistarol, "all'insegna dei tagli più o meno indiscriminati ad enti pubblici di varia natura. Dopo le lunghe interviste del ministro Renato Brunetta che prometteva fuoco e fiamme contro le province e pesanti tagli alle comunità montane, tutto è finito con l'ennesimo rinvio e tutto sarà insabbiato in autunno". "Adesso ci si mette anche Tremonti", continua il rappresentante bellunese a palazzo Madama, "se il governo vorrà passare dalle chiacchiere ai fatti, noi siamo pronti a discutere dei tagli consistenti da fare alla spesa pubblica improduttiva e anche al ridimensionamento e della soppressione di molte strutture centrali che sono il monumento alla burocrazia inutile. Le sedi centrali e gli uffici romani vanno drasticamente tagliati, ma bisogna saper guardare al merito della questione e in questo senso credo che il Club alpino italiano possa dormire sonni tranquilli". La sede romana del Cai conta venticinque dipendenti, il resto sono tutti volontari, a partire dai soci delle sezioni locali: "Nessuno può mettere in dubbio", conclude l'ex sindaco di Belluno, "l'utilità e operatività del Cai". Da qui l'appoggio alle dichiarazioni preoccupate di alcuni esponenti del club.

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Certificati e licenze un taglio alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Torino La novità Certificati e licenze un taglio alla burocrazia La regione semplifica la burocrazia. Non saranno più necessari i certificati di sana e robusta costituzione per praticare sport, così come non si dovrà più presentare il benestare medico dopo 5 giorni di assenza da scuola. Sufficiente l'autocertificazione di buona salute per i centri estivi. STRIPPOLI A PAGINA IX.

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La regione dà un taglio alla burocrazia - sara strippoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Torino La Regione dà un taglio alla burocrazia Abrogate 31 leggi, sparisce l'obbligo per tutta una serie di certificati "Ridurre il numero di certificati vuol innanzitutto dire risparmio di tempi e di costi" Primo effetto a scuola: non serve più il foglio del medico per cinque giorni di assenza SARA STRIPPOLI Un calcio al vizio tutto italico di tacitarsi la coscienza con una certificazione senza verifiche. Per puntare invece sul concetto di responsabilità personale. Con questo principio la Regione cancella dall'elenco dei certificati indispensabili documenti giudicati ormai inutili che quotidianamente provocano l'insofferenza di famiglie e lavoratori sempre in corsa con il tempo. Nella lista la solita "sana e robusta costituzione", ma anche il certificato sulle condizioni igieniche dei carri funebri, o l'obbligo di visita veterinaria prima dello spostamento di suini. Sono 31 le leggi regionali che il Consiglio ha deciso di mandare in soffitta. Ideale proseguimento della semplificazione cominciata nel 2005 con l'abolizione di 600 vecchissime norme, hanno ricordato il presidente della commissione competente Aldo Reschigna, l'assessore Sergio Deorsola e il consigliere del Pd Nino Boeti. Sana e robusta costituzione. Ci aveva provato l'ex-ministro Turco ma la liberazione riguardava soltanto alcune categorie. Adesso l'abolizione si estende a chiunque decida di fare attività sportiva ludico-ricreativa. Resta invece l'obbligo di certificato per coloro che fanno sport a livello agonistico e dovranno continuare a sottoporsi a visite di idoneità in centri di medicina dello sport. Nelle palestre, solo a chi ha intenzione di partecipare a competizioni sarà richiesto il certificato. E anche i più giovani, fino a 14 anni, dovranno farsi certificare la sana e robusta costituzione per tutte quelle attività sportive che, anche se non agonistiche, prevedano comunque la partecipazione a gare. Tornare a scuola dopo la malattia. Un'abolizione che farà felici le mamme. Quando il bimbo è guarito dopo 5 giorni di assenza torna in aula senza che sia il medico a certificare che può riprendere le lezioni. La ginnastica a scuola. "La ragazza è esonerata dal partecipare alle lezioni di educazione fisica". Questa dichiarazione non è più necessaria: sarebbe solo un inutile e oneroso doppione del certificato rilasciato dal medico curante o dal medico specialista. I centri estivi. Per l'ammissione dei minori a colonie o centri estivi, si ritiene che sia sufficiente l'autocertificazione invece della richiesta di documentazione sull'assenza di malattia o di rischio di malattia trasmissibile. Parrucchieri ed estetiste. Viene cancellato il libretto di idoneità sanitaria per i parrucchieri, barbieri, estetiste e per attività di lavanderia. Gli accertamenti sanitari di routine, motiva la Regione, sono inefficaci in termini di prevenzione e rappresentano uno spreco di risorse umane ed economiche. Esumazioni. Le esumazioni e le estumulazioni non devono più essere considerate operazioni a rischio infettivo perché non vi è più rischio concreto di trasmissione di microrganismi patogeni. L'assistenza non è dunque più richiesta. Funerali. L'obbligo di certificazione sulla conformità del feretro è cancellato perché la conformità rientra fra la certificazione di qualità del prodotto. Il rischio da microrganismi patogeni al momento del trasporto del cadavere è praticamente nullo. Allo stesso modo non serve più la certificazione sulle condizioni igieniche dei carri funebri e dell'autorimessa dove vengono parcheggiati. L'industria di produzione dei mezzi verifica preventivamente i requisiti igienici.

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La regione vara il piano contro i fannulloni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo La Regione vara il piano contro i fannulloni Sei mesi di proroga per il 118, riordino delle competenze degli assessorati e riorganizzazione della burocrazia con il licenziamento dei fannulloni. è un elenco parziale dei provvedimenti, soprattutto disegni di legge, approvati dalla giunta regionale alla sua seconda convocazione. Protagonisti soprattutto i due magistrati in aspettativa entrati nell'esecutivo di Raffaele Lombardo. LORELLO A PAGINA V.

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Regione, sanzioni ai burocrati lenti - massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Regione, sanzioni ai burocrati lenti Sì della giunta al disegno di legge anti fannulloni e alla riforma degli assessorati Misure fino al licenziamento per chi ritarda l'esame delle pratiche Proroga di sei mesi per il servizio 118 gestito dalla Croce rossa MASSIMO LORELLO Proroga di sei mesi della convenzione con la Croce rossa per la gestione del 118, riordino delle competenze degli assessorati, riorganizzazione della burocrazia con il licenziamento dei "fannulloni". E ancora: assunzione di un familiare per ognuna delle vittime della tragedia di Mineo e ratifica dell'accordo di programma quadro che sblocca 191 milioni per gli interporti di Catania e Termini Imerese. Lungo è l'elenco dei provvedimenti, soprattutto disegni di legge, approvati dalla giunta regionale alla sua seconda convocazione dopo la nomina degli assessori. Protagonisti soprattutto i due magistrati in aspettativa entrati nell'esecutivo di Raffaele Lombardo. Massimo Russo, assessore alla Sanità, ha presentato un ddl che prevede la proroga di sei mesi (rinnovabile per altri sei) della convenzione stipulata con la Croce rossa per il 118, servizio che nel giorno di un paio d'anni ha messo assieme 3.200 autisti soccorritori. L'assessore Russo promette adesso il blocco assoluto di nuove assunzioni che possano pesare sulle casse regionali, l'adozione di procedure di tipo pubblico per acquisto di beni e servizi e l'obbligo di comunicazione del piano dei costi: "La proroga - dice Russo - si rende necessaria in considerazione della rilevanza sociale del 118 e, inoltre, permette di salvaguardare la posizione lavorativa degli addetti al servizio, già molto preoccupati per i temuti licenziamenti". In attesa che il ddl venga approvato, verrà comunque garantita la continuità del servizio a partire dal primo luglio. L'assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda ha invece sottoposto all'approvazione della giunta il ddl sullo snellimento della burocrazia che prevede l'imposizione di precisi vincoli temporali per la definizione di pratiche e procedure, l'indicazione dei tempi di rilascio dei pareri, la generalizzazione dell'istituto del silenzio assenso e del ricorso all'autocertificazione (salvo eccezioni tassative), indennizzi a carico dell'amministrazione in caso di mancato rispetto dei termini e sanzioni disciplinari per il dipendente responsabile del procedimento, nonché valutazioni negative per i dirigenti responsabili. "In caso di inottemperanza alle disposizioni di legge - sottolinea Ilarda - lo schema del ddl contempla anche la previsione dei casi che portano al licenziamento del dipendente e l'accelerazione dei tempi per il procedimento finalizzato al licenziamento". Adesso saranno gli altri componenti della giunta a dovere presentare le loro eventuali osservazioni al testo. L'assessore alla Presidenza ha anche fatto approvare un ddl che riforma la struttura del governo regionale abolendo il suo stesso assessorato. I "dicasteri" regionali saranno sempre dodici ma cambieranno le competenze. Previsto un assessorato unico per beni culturali e turismo e l'accorpamento dell'istruzione con la formazione e il lavoro. I nuovi assessorati dovrebbero dunque essere: Economia e finanze; Autonomie locali e i rapporti istituzionali; Risorse agricole e alimentari; Attività produttive; Salute: Istruzione, formazione e del lavoro; Famiglia e politiche sociali; Ambiente e foreste; Beni culturali, turismo e sport; Funzione pubblica e innovazione tecnologica; Infrastrutture e mobilità; Servizi di pubblica utilità. La nuova struttura di governo, una volta approvata la legge, dovrebbe divenire operativa dal primo gennaio del 2009. L'esecutivo guidato da Raffaele Lombardo ha anche ratificato il secondo accordo di programma quadro per il trasporto delle merci e la logistica sbloccando risorse per un valore complessivo di 191 milioni di euro: 113 milioni andranno all'interporto Catania Bicocca, 78 milioni a Termini Imerese. Questo passaggio dà il via libera al ai primi due lotti dell'infrastruttura etnea.

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Simini: i controlli del Comune funzionano Più attenzione dei privati per i subappalti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Cantieri e grandi opere L'assessore: su 136 richieste, 44 i provvedimenti bocciati Simini: i controlli del Comune funzionano Più attenzione dei privati per i subappalti Il punto di confine (tra legalità e illegalità) è il passaggio dall'appalto al subappalto. Dall'azienda capofila ad altre aziende che, all'interno di un cantiere, possono occuparsi di ruspe, o di betoniere, o di infissi. è nei subappalti che cercano d'infilarsi, le cosche della 'ndrangheta, attive in imprese edili e soprattutto di movimento terra. Ora: il Comune, oltre a fissare paletti nella catena stringendo, di molto, la possibilità di un appalto di allargarsi a ventaglio in più subappalti, ha attuato ulteriori misure di controllo. A esempio dell'azione, l'assessore comunale ai Lavori pubblici Bruno Simini cita questi numeri: negli ultimi sei mesi, su 136 istanze di subappalto i provvedimenti di rigetto sono stati 44. Il 32% del totale. Una percentuale che uno può vedere in due modi: a) son tanti quelli che cercano di violare le regole; b) le verifiche di Palazzo Marino servono, e potrebbero pure scoraggiare eventuali emulatori. Nella vita delle grandi opere e delle costruzioni edilizie, non si sa mai, d'accordo. Però la diga contro quelli che Simini ama definire i "furbetti del cantierino" risultati ne dà. Domanda: non si potrebbe estendere il modello comunale ai privati, dove le indagini sulle cosche, dalla Calabria al Nord Italia, sovente mettono in luce zone buie, connivenze, infiltrazioni della 'ndrangheta? Simini incontrerà sindacati e associazioni di categoria per un apposito tavolo sulla sicurezza. Dice l'assessore che comunque ci sono delle leggi, non è che uno arriva e, per dire, impone agli altri, in questo caso gli stessi privati, di adottare le misure di Palazzo Marino. Vero. Simini garantisce l'impegno a potenziare la soglia di sorveglianza delle associazioni di categoria. Se si vuole impedire alle cosche di mettere le mani nell'Expo, bisogna fare fuoco di sbarramento iniziale. Dopo, sarà sempre tardi. Sapete perché certi cantieri sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria non chiudono mai? Non per la burocrazia. Ma perché in quei cantieri gli appalti, o meglio i subappalti, sono cosa di cosche, che - ha scritto la relazione parlamentare antimafia - vogliono che i lavori siano un'opera interminabile che vive dell'eterno aggiornamento delle tariffe". Andrea Galli Bruno Simini assessore comunale ai Lavori Pubblici e alle infrastrutture.

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Simest pronta a esportare il modello dei distretti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IL SOLE-24 ORE data: 2008-06-26 - pag: 19 autore: Commercio estero. Sostegni alle reti italiane di impresa radicate oltre frontiera Simest pronta a esportare il modello dei distretti Assistenza coordinata su logistica e promozione ROMA Passa anche per la Simest il riassetto del commercio internazionale. Ne hanno parlato ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, il presidente della società, Giancarlo Lanna,e l'amministratore delegato Massimo D'Aiuto riassumendo i principali dati del bilancio 2007 e indicando i principali cambiamenti in vista. Le novità Lo scorso anno l'utile dellaSimest è cresciuto raggiungendo 9 milioni di euro (+4,6% rispetto al 2006) con un dividendo pari a 6,3 milioni. Il pacchetto- sviluppo appena varato dal Governo prevede che gli utili della società, il cui azionista di maggioranza è il ministero dello Sviluppo economico, siano reinvestiti in un fondo rotativo per favorire la fase di avvio (start up) di progetti di internazionalizzazione di un'impresa o di aggregazioni di imprese all'estero. è una delle principali novità per il commercio internazionale, spiega Urso, ricordando poi che il Governo avrà la delega per centrare, entro 18 mesi, tre obiettivi: un Testo unico che raggruppi quasi 300 norme che riguardano il settore; la riforma degli enti (Ice, Simest, Finest); la riforma degli incentivi (si veda anche Il Sole 24 Ore del 24 giugno). Simest dunque sarà parte di questo ripensamento generale. Urso non anticipa come saranno ridefiniti ruoli e competenze, anche in rapporto agli altri organismi, ma fa subito capire che una delle novità potrà essere il sostegno e la promozione non solo a singole imprese ma anche a reti di imprese italiane presenti all'estero (il sottosegretario cita l'esempio delle aziende presenti nell'area di Lipetsk, in Russia). Il tentativo dovrebbe essere quello di esportare la logica del distretto italiano, fornendo alle imprese presenti nella stessa area assistenza coordinata in materie come la logistica, la burocrazia, i trasporti, la promozione. I risultati 2007 Lo scorso anno Simest ha prodotto ricavi per 41,2 milioni di euro (42,9 milioni nel 2006) e ha chiuso l'esercizio con un utile di 9 milioni di euro (8,6 milioni nel 2006). La finanziaria pubblico- privata ha approvato 89 progetti di imprese italiane all'estero, con un impegno Simest di 81,6 milioni di euro, che consentiranno la realizzazione complessiva di investimenti per oltre 700 milioni. Ventidue i progetti approvati solo in Cina. Sono state invece 73 le partecipazioni sul Fondo di Venture capital, per un impegno complessivo per 37 milioni di euro. Al 31 dicembre 2007 il portafoglio di partecipazioni Simest aveva raggiunto quota 392, tra quelle in proprio e quelle a valere sul Fondo di Venture capital. Approvati 294 progetti per l'internazionalizzazione delle imprese attraverso strumenti agevolativi, per un valore di circa 3.000 milioni di euro. C.Fo. IMAGOECONOMICA Simest. Il presidente della società, Giancarlo Lanna.

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E il ministro <sorpreso> chiamò Tremonti e Letta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-26 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Retroscena I tagli degli uffici dell'Economia e le contestazioni politicamente trasversali: un pomeriggio difficile E il ministro "sorpreso" chiamò Tremonti e Letta ROMA - Dicono che il primo a sorprendersi ieri mattina sia stato proprio il ministro Sandro Bondi. Quando lo hanno avvisato della rivolta di tutto il cinema italiano contro di lui - proprio quel cinema, parole sue, che cominciava a cercarlo al telefono "con curiosità " - ha chiamato immediatamente i propri uffici e quelli del ministero dell'Economia del suo vecchio amico Giulio Tremonti. Dopo mille personali promesse, era sicuro che il sistema del tax credit non sarebbe sparito nel maxiemendamento della Finanziaria. Bondi rischiava di frantumare in un pomeriggio un'immagine politica fino al giorno prima culturalmente credibile. I suoi più stretti collaboratori attribuiscono la colpa all'affanno governativo degli ultimi giorni: sicurezza, intercettazioni, rifiuti: se davvero Bondi avesse deciso di inghiottire quei tagli, non si sarebbe impegnato così esplicitamente la settimana scorsa di fronte alla commissione Cultura della Camera così come ha fatto ieri al Senato. Per farla breve (assicurano a casa Bondi) gli uffici di Tremonti avrebbero operato in automatico "lavorando con le forbici" e non risparmiando nulla. Figuriamoci il cinema italiano, che per la burocrazia del dicastero tremontiano è una voce come mille altre. Vista l'ondata di proteste (politicamente trasversale, Luca Barbareschi ieri usava toni furiosi quasi quanto quelli dei Centoautori) Bondi si è messo subito in contatto con Tremonti. Da Palazzo Chigi si è mosso anche Gianni Letta, uomo sensibilissimo alla tematica (forse anche perché suo figlio Giampaolo è vicepresidente e amministratore delegato di Medusa film). Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha riparlato sia con Bondi che con Tremonti. Bondi lo ha avvertito, così come ha avvertito il ministro dell'Economia: "Ripristinare quelle misure fiscali è davvero il minimo del minimo che possiamo fare per il cinema italiano. Stiamo attenti, perché il settore è in crescita...". E in più, avrebbe aggiunto il ministro, rischiamo di ritrovarci ostile un intero mondo culturale e produttivo che ci rappresenta nel mondo. Con un danno di immagine che è fin troppo facile intuire. Tremonti, di fronte all'asse Letta-Bondi, ha promesso che in Senato il tax credit verrà ripristinato. La riprova? La dichiarazione, arrivata nel tardo pomeriggio, di Gabriella Carlucci, Pdl: "Bisogna assolutamente reintrodurre la tax credit al Senato. Il cinema ha bisogno di quei soldi. Sono risorse fondamentali per il futuro e la crescita del settore cinematografico ". Difficile credere a un futuro scontro fra Tremonti e la Carlucci... Paolo Conti Dubbi Il ministro dei Beni e attività culturali, Sandro Bondi: il mondo del cinema lo contesta.

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Nel pacchetto Ue per le Pmi più aiuti e meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IL SOLE-24 ORE data: 2008-06-26 - pag: 19 autore: Politiche industriali. Presentato lo "Small Business act" Nel pacchetto Ue per le Pmi più aiuti e meno burocrazia Enrico Brivio BRUXELLES. Dal nostro inviato Per dare più slancio alle piccole e medie imprese in Europa, la Commissione Ue ha presentato ieri lo Small Business Act, un nuovo pacchetto di proposte contenente, in particolare, quattro iniziative normative: l'istituzione dello status di " Società privata europea" ( Spe) per rendere più semplice il business transfrontaliero, un allentamento dei vincoli sugli aiuti di stato,l'irrigidimento delle norme sui pagamenti e la possibilità di un tasso di Iva ridotto per i servizi di dimensioni locale. Un'iniziativa su più fronti, che si spera possa entrare in vigore entro un anno e che sarà accompagnata da maggiori finanziamenti Bei alle pmi. "Le piccole e medie imprese sono il vero motore che crea posti di lavoro nell'Unione europea – ha osservato Guenther Verheugen, commissario Ue alle Imprese – ma i politici di vario livello non sempre se ne rendono conto ". Una proposta di regolamento punta alla possibilità di istituire la Società privata europea ( un modello assai ridotto e semplificato della Società europea), per vedere riconosciuto il proprio status giuridico in tutto il mercato unico. "La Spe potrà essere costituita con un capitale legale di solo un euro e questo porterà in certi Paesi a risparmi fino a 35mila euro" ha sottolineato il commissario al mercato interno Charlie McCreevy, indicando che solo i risparmi in costi legali andranno tra i 2mila e i 10mila euro al momento della costituzione di una società e saranno poi tra 750 euro e 8mila euro al giorno. Un vincolo di capitale elevato non viene più considerato dalla Commissione Ue come uno strumento adeguato per tutelare i creditori e in pratica costituisce un forte ostacolo alle startup. Secondo Bruxelles, i creditori vengono tutelati meglio dai vincoli alla trasparenza nella gestione e dalle regole di governance e dei diritti degli azionisti. La nuova formula non prevede obblighi di organizzare " fisicamente" le assemblee generali e i dirittidegli azionisti resteranno tutelati dalle leggi nazionali. Il regolamento prevede però il dirittoa una risoluzione degli azionistì e a chiedere al tribunale o all'amministrazione competenti di nominare un esperto indipendente per l'audit. Verheugen e McCreevy, con al fianco il presidente della Bei Philippe Maystadt, hanno anche presentato proposte per allargare le maglie dell'ammissibiità degli aiuti di Stato, con la prospettiva di aumentare l'intensità degli aiuti dal 7,5% al 10% per le medie imprese e dal 15% al 20% per le piccole, in particolare per ricerca e sviluppo e misure pro ambiente; una proposta di direttiva –che verrà presentata nei dettagi la settimana prossima – prospetterà poi la possibilità di aliquote ridotte nei servizi forniti localmente, inclusi quelli ad alta intensità di lavoro; previsti poi emendamenti per rendere più severa la direttiva sui pagamenti e assicurare che le pmi siano pagate in un tempo ragionevole. Maystadt, dal canto suo, ha assicurato che la Bei potenzierà i crediti alle pmi, rispetto ai 6 miliardi all'anno erogati ora, aumentando la percentuale di propri fondi impiegabili negli investimenti e ammettendo anche il finanziamento di beni immateriali come reti di distribuzione o licenze. enrico.brivio@skynet.be LE NOVITÁ Istituito lo status giuridico di Società privata europea per favorire i rapporti internazionali Norme rigide sui pagamenti.

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PIO XI E GANDHI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-26 num: - pag: 35 categoria: BREVI PIO XI E GANDHI L'udienza negata Caro Romano, condivido pienamente la sua risposta in merito all'udienza in Vaticano negata a Gandhi nel 1931. Conoscendo bene la personalità di Pio XI sono convinto che la decisione di Papa Ratti non fu motivata da una questione di abbigliamento ma piuttosto, come lei dice, da una presa di posizione politica. Perché non interpretare questo rifiuto anche come un messaggio per il "nemico" Mussolini? Sebastiano Caronni Orsenigo, Pavia Nel 1931, due anni dopo la firma dei Patti Lateranensi, vi fu in effetti una certa tensione fra lo Stato e la Chiesa per la politica che il regime stava adottando, a scapito dell'Azione Cattolica, verso le organizzazioni giovanili. Il 29 giugno apparve su questo tema l'enciclica papale "Non abbiamo bisogno ". Forse Gandhi scelse il momento in cui era difficile essere egualmente graditi al Papa e al Duce. UNIONE EUROPEA Trattato di Lisbona Caro Romano, mi risulta che secondo il trattato di Lisbona, a mio avviso giustamente bocciato dagli irlandesi, decisioni vincolanti dell'Unione Europea possono essere prese a maggioranza semplice e contro la volontà dei singoli Paesi membri. Ciò si tradurrebbe in una perdita di sovranità dei cittadini, che dovrebbero sottostare a decisioni altrui non condivise, ossia verrebbero comandati da una burocrazia centrale. Non credo che il Superstato europeo sia un buon affare per i comuni cittadini (forse lo è invece per i gruppi di potere). L'unione monetaria non è ancora completata e già si preme l'acceleratore per arrivare subito, in una situazione disomogenea, all'unione politica, che è cosa ben più impegnativa. A voler far tutto di corsa, non si rischia di perdere i pezzi lungo la strada? Omar Valentini, Salò (Bs) Il Trattato di Lisbona prevede due maggioranze congiunte: il 55% per cento degli Stati e il 65% della popolazione dell'Unione. è una formula che tutela i piccoli Paesi, ma evita che la volontà della maggioranza sia bloccata da una esigua minoranza. Quanto ai comuni cittadini europei non hanno mai goduto di tanti diritti, e di questo debbono ringraziare il processo d'integrazione dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi. ROBIN HOOD TAX I profitti troppo alti Caro Romano, la Robin Hood Tax deve colpire gli eccessivi profitti di compagnie petrolifere, banche e assicurazioni. L'idea sembrerebbe buona, ma se banche, petrolieri e assicurazioni hanno realizzato profitti altissimi, questo è dovuto ai prezzi esageratamente onerosi che possono praticare in mancanza di una vera concorrenza: sappiamo tutti che il prezzo della benzina sale se sale il prezzo del petrolio, rimane invariato quando questo scende, e questo per tutte le marche di carburanti. Allora, invece di tassare i profitti troppo alti, non sarebbe meglio rendersi conto che in alcuni settori i cartelli di fatto esistono e tornare a prezzi amministrati? Riccardo Rossi vfcb@virgilio.it A me sembra che occorrerebbe piuttosto applicare le regole della concorrenza anche nei mercati in cui prevalgono comportamenti oligopolisti. INTERVENTI SANITARI Successi e insuccessi In tempi di meritocrazia e divulgazione telematica credo che non sarebbe una cattiva idea poter avere accesso (almeno in caso di malattia) alle percentuali degli interventi eseguiti con esito positivo (ed eventualmente alle relative denunce subite) di ogni chirurgo, del reparto e della struttura ospedaliera. Lo stesso potrebbe valere per gli avvocati e altri professionisti. Inoltre credo che sia legale per i liberi professionisti pubblicizzare le tariffe anche se purtroppo quasi nessuno lo fa. Ardengo Alebardi sfoggia@libero.it PAESI EUROPEI Ministri in bicicletta In alcuni Paesi europei diversi ministri vanno in bicicletta, se non a piedi; da noi, invece, si vedono ancora ex ministri girare sotto scorta con le auto blu. A quando un taglio sacrosanto facendo assaporare anche a loro un bagno di folla? Silvano Stoppa silvano.stoppa@poste.it BENI DI CONSUMO L'aumento dei prezzi Con l'introduzione dell'euro i commercianti hanno fatto il cambio 1.000 lire per 1 euro e il costo della vita è raddoppiato. Dato che le persone non sono sceme e gli stipendi sono rimasti uguali si sono ridotti i consumi e i commercianti si lamentano. Riducano i prezzi del 50% e tutto andrà a posto senza scomodare il governo per farsi ridurre le tasse. Gian Piero Colombo gpcolombo@alice.it AGENZIA DELLE ENTRATE Funzione mancante Unico online PF versione 1.0.2 del 5/6/2008 (l'edizione più aggiornata reperibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate) prevede, per le spese sanitarie e come per gli anni precedenti, l'utilizzo della funzione "calcolo delle spese mediche" che però è assente dal relativo menù. Ho fatto inutilmente varie segnalazioni al numero 848800444 (a pagamento!), ottenendo solo risposte evasive e inconcludenti. Fra l'altro la funzione in questione, oltre a essere un valido strumento di calcolo, consente di stampare l'autocertificazione per i medicinali che non richiedono la prescrizione medica. Silvano Costa silvanocosta2005@alice.it SUI TRENI Le condizioni di viaggio In data 22 giugno ho viaggiato sul treno r 1752 in partenza alle 16.19 dalla stazione di Riccione. Questo treno è segnalato come regionale, mentre la percorrenza è interregionale. La differenza è sostanziale considerando che non è dotato, fra le altre carenze, di sistemi di raffreddamento che rendono il viaggio insostenibile nei mesi estivi specie sulla lunga percorrenza. Osservo che per qualsiasi luogo pubblico (dagli stadi, alle discoteche, ai bar, ecc.) si applicano norme di sicurezza pubblica, e mi chiedo come mai questo tipo di controllo non venga effettuato sui treni. Elena Goldoni elenagoldoni@yahoo.it.

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La rivincita dell'euro: gli italiani scoprono le ferie a stelle e strisce (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 151 del 2008-06-26 pagina 0 La rivincita dell'euro: gli italiani scoprono le ferie a stelle e strisce di Nino Materi Con la crisi del dollaro boom di prenotazioni per le località simbolo del turismo "made in Usa". I turisti italiani in America sono aumentati del 36% negli ultimi 3 anni. New York, Orlando e Cartegena le mete preferite Ma chi ce lo doveva dire. Tu vuo' fa' l'americano, la profezia di Carosone è diventata realtà: sempre più italiani, grazie al cambio favorevole, fanno le vacanza negli Stati Uniti. Una barzelletta ai tempi della lira; una concreta possibilità nell'epoca dell'euro. Certo, lo sfizio di una villeggiatura a stelle e strisce resta appannaggio di un'élite, che però - complice la crisi del dollaro - tende gradualmente ad ampliarsi. Un più 36% negli ultimi tre anni raggiunto nonostante la burocrazia dall'effetto ammazza-entusiasmo: basti pensare alle snervanti procedure di sicurezza che precedono l'imbarco sui voli Usa e i tempi lunghi per il rilascio del passaporto digitale. New York resta la meta dei sogni, una Grande mela che in passato poteva essere addentata solo da pochi e selezionati fortunati (il più delle volte sposini in viaggio di nozze), ma che oggi non è più un frutto proibito. Su N. Y. il flusso turistico italiano ha registrato nel 2007 una cresciuto del 30% rispetto al biennio 2005-2006; stessa percentuale per Orlando, imprescindibile meta da cartolina per gli amanti della crema dei parchi giochi. Seguono le mitiche escursioni nel Gran Canyon, a Las Vegas, Hollywood e tutto quanto fa american way of life. "Ma è tutta l'America a suscitare sempre maggiore appeal nei riguardi di noi italiani - spiega Barbara Calenti, della Nuance Communication, tra le maggiori esperte di turismo internazionale -. La Colombia, ad esempio, è una Paese che sta puntando in maniera particolare sui flussi stranieri. La politica del presidente Uribe punta molto sulla sicurezza e i risultati si vedono: Cartagena è una meravigliosa città sul mare dove turisti non corrono rischi e possono contare su hotel e infrastrutture di alto livello". Ma gli italiani mostrano di gradire anche isole e arcipelaghi: gettonatissime Old Providencia e San Andres che, insieme ad altre otto Isole Minori, si trovano a 480 miglia a nord del Nicaragua, nel Caribe. Le spiagge principali di Providencia sono Aguadulce, Suroeste e Manzanillo, dove - raccomandano le guide turistiche - "bisogna fare attenzione agli alberi con le bacche rosse perché sono velenose". Nessuno immagina i fondali di questi siti: esistono spugne di tale grandezza che ci si può addirittura entrare dentro. Nella Blue Valley a 30 metri c. a. si apre di colpo una parete a picco con ogni tipo di gorgonia e a 80 metri di profondità una caverna con gli squali. E per chi è alla ricerca di relitti vi è anche un galeone spagnolo affondato. Nel 2000 l'Unesco ha dichiarato l'arcipelago di San Andrés, La Vieja Providencia e Santa Catalina come nuova Riserva mondiale della biosfera, denominata "Seaflower". L'arcipelago protetto comprende tre piccole isole abitate, diversi cayos, banchi corallini, atolli, un'area insulare di 57 kmq e un'area marina di 300.000 kmq, che equivale a più o meno il 10% del Mar Caribe. Una stranezza? Tra maggio e giugno avviene la migrazione dei granchi e sono talmente tanti che a volte chiudono temporaneamente delle strade vicino alle spiagge per garantire il loro attraversamento. Forse è anche per questi motivi che il 43% degli italiani ha deciso di andare in vacanza in un Paese straniero. Tra le motivazioni spicca la "possibilità di scoprire luoghi e culture diverse", seguita dalla "voglia di staccare completamente dallo stile di vita abituale". Altre ragioni della ritrovata esterofilia? "I prezzi dei viaggi più convenienti", "Con l'euro forte si spende di meno", "I servizi e le strutture italiane sono sono carenti", "Si tratta di destinazioni più sicure e con meno delinquenza". Il mare vince alla stragrande. Preferibilmente in agosto. Mai esagerare con le novità... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Demolito il muretto nel cantiere di Bevera (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

VENTIMIGLIA CENTRALE A BIOMASSE Demolito il muretto nel cantiere di Bevera Il muro di 92 metri, alto da uno a tre, che era stato rilevato essere irregolare, nell'ambito del cantiere per la realizzazione per l'impianto a biomasse di Bevera, nell'entroterra di Ventimiglia, è stato rimosso e i lavori sono ripresi normalmente. Il muro era stato oggetto di un esposto (datato 31 marzo), da parte del presidente dell'associazione Alzalatesta, Marco Ballestra, che aveva segnalato le presunte irregolarità. Poi, il 17 aprile i tecnici comunali, in seguito alla segnalazione di Ballestra, avevano svolto i rilievi nell'area del cantiere, a Bevera. Misurazioni sul campo e verifiche a documentare come stava procedendo l'opera. Nella relazione dei tecnici comunali era emerso come quel muro (che aveva dato origine all'esposto) fosse effettivamente non presente nel progetto. Poi era arrivata il 9 giugno l'emissione della notizia di reato, da parte dell'ufficio edilizia privata e urbanistica e il 16 giugno era seguito l'ordine di interrompere i lavori. Interruzione che, a causa di alcuni ritardi nelle notifiche, dovuti ai tempi della burocrazia, è arrivata in sostanza alcuni giorni dopo. Ora, il muro è stato abbattuto e sono ripresi normalmente i lavori per la costruzione della centrale. Il Comune di Ventimiglia aveva già approvato alcuni strumenti di tutela aggiuntivi a quelli normalmente previsti: il sindaco Scullino infatti è riuscito a concludere un accordo con la ditta costruttrice, la Energy Green, in base al quale non solo le emissioni saranno costantemente monitorate, proprio sui camini dell'impianto, ma anche un comitato di cittadini e componenti comunali potrà in ogni momento ispezionare la centrale.\.

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Stiamo aspettando i soldi dalla Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Valentina Damin "Stiamo aspettando i soldi dalla Regione" L'allarme del responsabile della Casa di Soggiorno di Mel che dovrà essere ampliata MEL. I tempi biblici della burocrazia. Il secondo stralcio dell'ampliamento della Casa di Soggiorno di Mel sta aspettando il finanziamento regionale che è stato chiesto dal Comune in inverno. Ad attendere il finanziamento ci sono anche gli 86 ospiti della struttura zumellese che sono ansiosi di veder terminati i lavori iniziati a dicembre 2007. L'ampliamento della casa di riposo di Mel prevede nuovi spazi per lo svolgimento delle attività degli ospiti residenziali e per quelli che frequentano il centro diurno. Un centro diurno che a tutt'oggi ospita dieci anziani (cinque autosufficienti e cinque non auto sufficienti), ma che a breve, burocrazia permettendo, potrà ospitarne il doppio. "Ora gli spazi a disposizione sfruttati dal centro diurno sono una decina", spiega Paolo Battocchio, direttore della Casa di Soggiorno di Mel, "abbiamo presentato la domanda in Regione per ampliare il centro ed ospitare venti anziani, dieci autosufficienti e dieci non autosufficienti. Gli spazi necessari per questo ampliamento sono già stati creati, ci sono già, stiamo solo attendendo le risposte dalla Regione". Il centro diurno di Mel è ormai divenuto un punto saldo nella vita sociale del territorio e riceve molte richieste per accogliere gli ospiti che restano nella struttura dalla mattina alla sera, quando vengono riaccompagnati a casa dagli incaricati della Casa di Soggiorno. Ecco che quindi l'ampliamento servirebbe per accogliere altre persone. "Il servizio che viene dato agli ospiti del centro diurno è in tutto e per tutto pari a quello che viene offerto agli ospiti residenziali della Casa di riposo", spiega Battocchio, "e cioè il servizio sanitario, la mensa e i servizi di animazione e di riabilitazione come la logopedìa e la fisioterapia. Inoltre, dal lunedì al venerdì c'è il servizio di trasporto che si occupa di andare a prendere gli ospiti del centro diurno alla mattina e di portarli a casa alla sera. Il centro diurno diventa sempre più un servizio che permette di mantenere e potenziare l'autonomia dell'ospite". Al primo piano della struttura zumellese sono stati creati degli spazi comuni usati dagli ospiti residenziali e dai frequentatori del centro diurno come la mensa, e la zona relax, con i divani e i tavoli per le varie attività. Mancano da finire i servizi igienici e una camera che accoglierà una decina di nuovi ospiti della struttura.

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Si sposa il figlio di schifani parata di big e corteo blindato - antonella romano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Alla Gancia anche Lombardo, Cuffaro e il ministro Alfano, arrivato in ritardo Si sposa il figlio di Schifani parata di big e corteo blindato Silvio Berlusconi grande assente il papa manda la sua benedizione dal Vaticano ANTONELLA ROMANO Mancava Silvio Berlusconi, che però in mattinata ha telefonato per fare gli auguri allo sposo. Parentesi familiare, per la carica numero due dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani, che ieri ha lasciato gli impegni istituzionali romani, durante i quali è stato previsto apposta l'esame di interrogazioni e interpellanze, ed è rientrato alle 10 da Roma per partecipare nel pomeriggio, nella chiesa della Gancia, al matrimonio del figlio Roberto. Un matrimonio concluso con la benedizione apostolica invocata dal papa, una sorpresa che i genitori hanno voluto regalare agli sposi. Con Schifani è volato a Palermo buona parte dello staff presidenziale del Senato, tra cui gli apici della burocrazia di palazzo Madama, dal segretario generale del Senato Antonio Malaschini al direttore del cerimoniale Fabio Garella. Gli altri big di Forza Italia invitati, dal guardasigilli Angelino Alfano al presidente della commissione Sanità Antonio Tomasini al presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini, alla vasta rappresentanza parlamentare di respiro nazionale, sono sbarcati Palermo nel primo pomeriggio. Una cerimonia solenne ma sobria, con addobbi di rose, garofani e lilium tutti in bianco, gli artificieri schierati lungo la via Alloro e una cinquantina tra agenti e carabinieri fuori e dentro la chiesa. Un imponente servizio di sicurezza che ha protetto, da piazza Marina al cortile interno, il corteo di auto blu, aperto alle 16,15 dal prefetto e dal questore di Palermo. Il presidente del Senato si è mostrato a tutti sorridente e sereno, contento per il gran passo del figlio Roberto, 31 anni, avvocato civilista presso lo studio Pinelli-Schifani di piazza Virgilio, con esami di abilitazione in corso, che ieri è convolato a nozze con Antonella Raimondo, 25 anni, laureata in Scienze politiche. "Sono abituato ad altro tipo di emozioni. Ma un figlio che si sposa è un'emozione davvero forte", dice in completo blu, accompagnato dalla moglie Franca, in tailleur grigio perla. Abito semplice, tutto in seta bianca liscia, di Carlo Pignatelli, per la giovane sposa, che all'inno nuziale s'affaccia in chiesa al braccio del padre. "Ciao", la saluta all'altare con un bacio Roberto Schifani, da ieri suo sposo dopo tre anni di fidanzamento, una stampa del padre, stessa fronte stempiata, simile anche nel carattere. La messa è celebrate da padre Giuseppe Filippi, testimoni per lui il fratello Andrea Schifani e Alessandro Margiotta, per lei la sorella Manila Raimondo e l'amica Chiara Cannova. Un matrimonio con netta prevalenza di politici, tutti giunti a cerimonia già iniziata e confinati agli ultimi posti. In piedi, in fondo alla fila, il ministro Angelino Alfano. Senza posto anche lui, ma visibile al centro della navata, c'è il presidente della Regione Raffaele Lombardo con la moglie Rina, che in chiesa appare prima in gonna e poi in un'altra mise dorata. Fa caldo, sventolano a decine i ventagli. Lombardo, in abito grigio firmato Gucci, ma di lana ("temo di avere sbagliato", dice) ha donato agli sposi i quattro pezzi in Sheffield, d'antiquariato. "Auguro agli sposi un legame forte e indissolubile come quello che abbiamo io e mia moglie, sposati da 25 anni e fidanzati da altri dieci", dice il presidente. Gara di auguri alla quale si associa Carlo Vizzini: "Io sono sposato da 36 anni. Gli auguro di superarli". "Benvenuti tra noi", è il saluto dell'ex presidente Salvatore Cuffaro, che ha regalato agli sposi un candelabro d'argento a cinque bracci. Il sindaco Diego Cammarata agli sposi ha regalato un calamaio dell'ottocento, scelto nella lista di nozze fatta dagli sposi all'Excelsior, negozio di moda per l'arredo delle case dei vip. Dà la sua ricetta per una felice vita di coppia: "Esaltare i pregi e minimizzare i difetti". Al segno della pace Lombardo stringe la mano a Saverio Romano, il coordinatore dell'Udc. Ci sono la senatrice Simona Vicari e il deputato Dore Misuraca, assessori regionali e comunali, i coordinatori forzisti Galioto e Castiglione. Risultano invitati anche Gianfranco Miccichè e Enrico La Loggia, della corrente avversa, ma in chiesa non si vedono mentre c'è Mario Ferrara. Sul dispiegamento di forze di polizia per un evento privato protesta alla fine Sonia Alfano, degli amici di Beppe Grillo. La festa poi si sposta a villa Bordonaro, in via del Fante. Per gli sposi in programma un viaggio a New York e un giro negli States. Un tour inserito tra i regali, da dividere in quote, nella lista presso un'agenzia di viaggi.

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Fermo al lavoro per dare voce alle istanze della neoprovincia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Centro Nord))

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-06-25 - pag: 1 autore: Nodi prioritari infrastrutture e burocrazia Fermo al lavoro per dare voce alle istanze della neoprovincia Meno burocrazia, più infrastrutture ma soprattutto più voce in capitolo sia a livello governativo che confindustriale. Sono le richieste dei 522 industriali associati a Confindustria Fermo – che si riuniscono domani in assise – per voce del loro presidente Silvano Lattanzi. Il numero uno rimarca il ruolo cruciale dell'associazione, creata come quinta territoriale nel 1979, nel gettare le basi della costituenda provincia di Fermo e nel fungere ancora oggi da punto di riferimento. Serve una maggior incisività nelle politiche "romane" anche per traghettare l'economia provinciale fuori dalle difficoltà in cui naviga: calzature, meccanica e alimentare sono i tre settori manifatturieri chiave tra le 26mila imprese del territorio. Ma il calzaturiero è oramai appeso a filo unico al mercato russo, mentre la meccanica sconta i forti rincari di manodopera e acciaio. Ilaria Vesentini u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Reggio Emilia ha bisogno di un piano strategico (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-06-25 - pag: 8 autore: Assemblee. Si è tenuto ieri l'incontro annuale degli industriali "Reggio Emilia ha bisogno di un piano strategico" Andrea Biondi REGGIO EMILIA Il presente è fatto di un'economia in salute, "con fondamentali che ci pongono ai vertici nel Paese: abbiamo superato il 70% nel tasso di occupazione come da obiettivi di Lisbona; la disoccupazione è all'1,9%; siamo al secondo posto in Italia tra le province per propensione all'export". Per Gianni Borghi, presidente dell'Associazione industriali di Reggio Emilia (720 imprese associate con oltre 38mila dipendenti), è il futuro che impone una sfida decisiva: "Dare a questo territorio un progetto strategico che ancora manca". "Confrontarsi con un mondo che cambia" era il tema di fondo dell'assemblea generale che si è svolta ieri. Al Teatro Valli è stato presentato un filmato con i casi di Sesto San Giovanni, Mulhouse e Rovereto: tre realtà che hanno fatto fronte a grandi trasformazioni dovute al progetto di risanamento dell'area ex Falk (Sesto San Giovanni), alla Tav (Mulhouse), all'inaugurazione di un'importante vetrina come il Museo di arte contemporanea (Rovereto). "Si tratta di interventi per noi indicativi – spiega Borghi – perché fatti nel quadro di una necessaria prospettiva strategica. Ed è proprio questo che manca in un territorio come il nostro ". Il che non equivale a dire che non si fa o non è stato fatto nulla, precisa il numero uno degli Industriali reggiani: "Abbiamo visto realizzate alcune cose che sollecitavamo da anni, come il casello di Campegine che agevola le fabbriche della Bassa Reggiana; anche l'apertura di alcuni tratti della Cispadana è un fatto positivo". A questo però si aggiungono "altre opere necessarie: dalla via Emilia bis alla tangenziale sud di Rubiera, a decisioni chiare sulla realizzazione di un termovalorizzatore"; insomma, "un salto di qualità, in una realtà come la nostra chiamata a misurarsi con novità come Alta velocità e Stazione mediopadana ". Questo in un quadro economico che, seppur positivo, nei primi tre mesi dell'anno ha visto un rallentamento nel settore manifatturiero, oggetto dell'indagine congiunturale dell'Associazione:- 0,2% la produzione industriale; +3,5% il fatturato (+9% a inizio 2007); +0,9% l'occupazione (+2,1% a inizio 2007). Anche le aspettative riflettono questa frenata: il saldo fra ottimisti e pessimisti è del 21,8% contro il 50,9% di un anno prima. "Qui a Reggio –precisa Borghi –abbiamo aziende leader che hanno internazionalizzato e che vanno molto bene. Penso per esempio al comparto delle macchine agricole e movimento terra che hanno trovato filoni d'attività in Usa, Brasile o Paesi dell'Est". A parte le strategie aziendali però contro la congiuntura internazionale si può poco. Lo stesso non vale per altri fattori frenanti. "Sulla burocrazia è necessario agire. Il Comune –dice Borghi –ha avviato un tavolo tecnico per trovare i necessari correttivi; vedremo i risultati. Ma c'è anche un discorso nazionale. La riduzione del carico fiscale di lavoratori e imprese, un vero federalismo fiscale, l'avvio di una nuova politica energetica, la modifica sostanziale delle relazioni industriali sono delle necessità non più rinviabili". In occasione dell'assemblea di ieri è stato anche presentato un accordo con Simecs –l'Assindustria di Caxias do Sul ( Brasile) che condivide con Reggio Emilia la presenza sul territorio di un distretto della meccatronica – ed è stato consegnato il Premio italiano meccatronica, giunto alla seconda edizione. Ad aggiudicarselo è stata la System, di Fiorano Modenese (Mo). a.biondi@ilsole24ore.com Alla guida. Gianni Borghi.

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Pmi alla ricerca di modelli europei anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)
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Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-06-25 - pag: 6 autore: Oggi l'assise degli industriali pisani Pmi alla ricerca di modelli europei anti-burocrazia Andrea Gennai PISA è il tema della semplificazione quello al centro dell'assemblea degli industriali in programma oggi a Pisa. Un tema che sta molto a cuore al presidente dell'Unione, Pierfrancesco Pacini: al termine dell'assise è infatti prevista una tavola rotonda, sull'argomento, con tre professori universitari, (Giovanni Valotti, Giacomo Vaciago e Claudio Franchini). "Nelle assemblee degli anni scorsi – spiega Pacini – abbiamo affrontato i temi della internazionalizzazione delle imprese e delle infrastrutture necessarie ai sistemi economici locali con l'obiettivo di fornire alle aziende concreti supporti e proporre alle amministrazioni pubbliche ipotesi percorribili per meglio rispondere alle necessità delle imprese. Quest'anno abbiamo inteso sviluppare il tema della semplificazione burocratica. Tema del quale molti parlano, ma sul quale non si ritrovano proposte concrete o quanto meno rapidamente applicabili ". Una ricerca commissionata dall'Unione industriali ha l'obiettivo di individuare le best practice esistenti in Europa ed in Italia, analizzarne l'applicabilità nel contesto Toscano, identificare modelli organizzativi che ne consentano l'istituzione e fornire il sostegno legale che ne certifichi l'applicabilità. Intanto sul fronte più strettamente congiunturale l'economia pisana ha vissuto, come il resto delle province toscane, un inizio d'anno che ha fatto parzialmente dimenticare i positivi risultati del 2007. I dati della produzione e del fatturato del 1Útrimestre 2008 descrivono un quadro economico provinciale in lieve flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.L'esito dell'indagine congiunturale relativa al trimestre di apertura del 2008, rileva infatti una produzione con segno negativo-1,3% rispetto al primo trimestre 2007. Il dato sul fatturato, al contrario, registra un positivo 2,5%. Ad una robusta performance produttiva del settore chimico (+7,9%), si affiancano le più moderate crescite di metalmeccanico (+2%) grafica ed editoria (+1,9%) e mezzi di trasporto (+1,8%). A giustificare la flessione a livello aggregato vi sono le produzioni di pelli e cuoio (-7,2%), alimentari (-5,5%), vetro e ceramica (- 4,5%) e legno e mobili (-3,4%). L'occupazione si mantiene in leggera crescita a livello provinciale (+0,8%). A DUE VELOCITà Nel primo trimestre 2008 segnali positivi arrivano da meccanica e trasporti mentre resta sotto pressione il settore cuoio-calzature Al vertice. Pierfrancesco Pacini, presidente Unione industriali Pisa.

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Alle aziende un terzo dei fondi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 27-06-2008)
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Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-25 - pag: 2 autore: Alle aziende un terzo dei fondi Il costo del personale incide sull'ente per 12,8 milioni a Napoli Brunella Giugliano NAPOLI Sono 24,9 milioni i fondi che complessivamente le Camere di commercio di Napoli e Salerno dedicano ai servizi alle imprese. La somma, indicata nel bilancio preventivo del 2008, rappresenta più del 35% del totale degli oneri sostenuti. In particolare, le attività di studio, formazione, informazione e promozione economica gravano sul bilancio dell'ente camerale di Napoli per 17,9 milioni, mentre su quello di Salerno per 7 milioni. Ma le imprese sono soddisfatte dei servizi garantiti dai due enti? Per Maurizio Maddaloni, presidente Confcommercio Campania, "il sistema camerale è quello che più da vicino rispecchia le esigenze del mondo delle imprese. Attraverso le associazioni di categorie le aziende iscritte prendono parte ai processi decisionali e ai programmi che l'ente mette in campo. In quanto enti pubblici, le Camere sono comunque soggette a una serie di criticità e ad alcuni limiti. Occorre innovazione ". Parole di soddisfazione per il ruolo che svolgono gli enti camerali arrivano da Vito Amendolara, direttore di Coldiretti Campania, che sostiene: "Le Camere di commercio sono enti molto efficienti per i servizi che offrono. In particolare, quella della provincia di Napoli è al terzo posto in Italia, dopo Milano e Roma, oltre ad essere l'unica al Sud ad avere un ufficio a Bruxelles che cura tutti i servizi che riguardano l'internazionalizzazione. è un valore aggiunto fondamentale ". Tra le entrate, nel bilancio di previsione 2008, la voce più consistente è rappresentata dal diritto camerale, l'imposta che le aziende versano annualmente per l'iscrizione. Per la Camera di commercio di Salerno ammonta a 14,1 milioni sul totale dei proventi (pari a 18,8 milioni), per quella di Napoli a 38,4 milioni su 50,1. "Le Camere hanno molti pregi, in primis quello di raccordarsi bene con gli altri soggetti pubblici e di portare avanti numerosi progetti di sviluppo anche tra le difficoltà che attraversa il sistema economico regionale ", sostiene Michele Gravano, segretario Cgil Campania, che aggiunge: "Il limite si registra invece nella mancanza di strumenti adeguati e di competenze professionali specifiche per rendere servizi moderni alle imprese. è un campo in cui la burocrazia si muove con difficoltà per meccanismi di rappresentanza sociale troppo conservativi. In questa direzione ci sono state alcune iniziative per l'agognato salto di qualità, ma che per il momento non hanno portato a nulla". Tra gli oneri che gli Enti si trovano ad affrontare, invece, ci sono le spese per il personale che ammontano a ben 5,7 milioni per Salerno e 12,8 per Napoli, e quelle per il loro funzionamento (ad esempio pagamento utenze, pulizia delle strutture, manutenzione ordinaria) pari a 4,3 milioni per Salerno e 15,4 per Napoli. "Il grosso dei costi è sostenuto per la struttura - commenta Mauro Maccauro, presidente dei giovani Confindustria Campania - . In tema di semplificazione amministrativa è necessario stabilire se tale spesa è congrua alle esigenze delle Camere. Una verifica ancora più richiesta dal momento che da quest'anno i costi che le imprese sostengono per l'iscrizione sono notevolmente aumentati, in base a nuovi criteri fissati dal Governo. Relativamente alle attività di promozione non bisogna disperdere i fondi in mille rivoli, ma fare massa critica e focalizzarli su pochi interventi capaci di creare un reale sviluppo sul territorio. Un esempio? La Camera di commercio di Salerno è stata particolarmente efficiente, poiché ha destinato molte energie allo sviluppo dell'aeroporto di Pontecagnano, in dirittura d'arrivo". D'accordo anche Ambrogio Prezioso, presidente dei costruttori edili di Napoli, che sostiene: "La Camera di commercio di Napoli ci ha supportato, nel nostro lavoro di promozione del territorio. C'è piena collaborazione.Sarebbe però necessario un monitoraggio sugli esiti di queste attività, per razionalizzare le risorse future". Industria. Mauro Maccauro Sindacato. Michele Gravano (Cgil) CONTROLUCE Agricoltura. Vito Amendolara (Coldiretti) NEW FOTOSUD.

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A Firenze riapre la biblioteca del Conservatorio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-06-25 - pag: 17 autore: Musica A Firenze riapre la biblioteca del Conservatorio A settembre l'evento dopo 42 anni di stop In archivio disponibili oltre 100mila pezzi A breve, probabilmente a settembre, in Toscana, gli studiosi di musica e gli allievi (ma non solo) del Conservatorio musicale di Firenze avranno di che rallegrarsi. è in procinto di riaprire al pubblico la biblioteca del Conservatorio "Luigi Cherubini", uno scrigno per i cultori della materia, reso ancora più prezioso da quasi mezzo secolo di chiusura (esattamente dall'alluvione che colpì il capoluogo toscano nel 1966). La biblioteca è uno degli ambienti più importanti del conservatorio fiorentino, che fu istituto nel 1923, in seguito alla riforma dell'istruzione artistica ed ebbe sede in Piazzetta delle Belle Arti, nei locali dell'omonima accademia. Grazie all'azione del direttore Paolo Biordi, le porte chiuse per troppi anni e l'eccesso di burocrazia sono quasi del tutto saltati. Leggere partiture originali e consultare fonti musicali antiche e moderne non dipenderà più da concessioni ad personam, ma diventeranno una prassi, un'abitudine, un servizio di cui fruire. Come succede altrove, per esempio a Bologna. Anni di lavoro (e la proficua sinergia con alcuni enti pubblici locali) hanno consentito di arredare e di attrezzare una nuova sala di lettura che accoglierà in armadi idonei parte degli straordinari "pezzi". "Centomila pezzi riferiti a 40mila titoli – precisa il direttore – che spaziano dal XV al XVI secolo per il totale di un chilometro e duecento metri, cui vanno aggiunte le collezioni moderne ". I numeri suggeriscono appena il senso della ricchezza sterminata posseduta da questa biblioteca. Una delle parti più interessanti è sicuramente quella che contiene le migliaia di note manoscritte profuse, contenute nei fondi antichi: tra queste il Fondo Pitti, il Fondo Basevi, il fondo dei libretti musicali dell'Ottocento. Li possono mostrare, munito di guanti, Gianni Ciabattini che insieme a Giuliana Zaccagnini e a un bibliotecario sono i custodi di questi tesori. La Regione Toscana e la Provincia di Firenze, ma anche la Cassa di risparmio della città e la Galleria dell'Accademia (che ospita il Museo degli strumenti musicali antichi) hanno partecipato finanziariamente alla riapertura e alla valorizzazione della biblioteca, che sembra attrarre l'attenzione anche di investitori stranieri, tra cui un importante università americana. A disposizione dei musicologi vi è già la digitalizzazione del catalogo cartaceo, messo online sul sito ufficiale del Conservatorio Cherubini. In attesa della riapertura, un progetto finanziato dal ministero per i Beni culturali e dalla Regione Toscana ha reso infatti possibile la digitalizzazione di mille manoscritti musicali posseduti dal Fondo Basevi, composto da circa 3.500 titoli messi insieme dalla passione del medico musicologo fiorentino dell'Ottocento Abramo Basevi. Una goccia in un mare magnum, che spazia dai codici miniati alla prima edizione musicale dell'Euridice di Jacopo Peri, alle toccate per cembalo di Girolamo Frescobaldi, alle messe di Giovanni da Palestrina, a partiture operistiche degli Scarlatti. Un servizio che è stato preso d'assalto dai musicologi di mezzo mondo. La volontà di tutelare e valorizzare l'immenso patrimonio musicale del conservatorio Cherubini si esprime poi anche con il Mart-Lab, un centro di restauro audio. Un nuova stagione sembra essere iniziata. Teresa Megale www.conservatorio.firenze.it A Firenze. Un'immagine degli scaffali della biblioteca del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze; nel riquadro, una foto della sala di lettura prima dell'alluvione di Firenze del 1966.

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UN'AUTHORITY PER IL CARO-CASA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-27 num: - pag: 1 autore: di MARCO GARZONIO categoria: REDAZIONALE UNIRE LE RISORSE PUBBLICHE E PRIVATE UN'AUTHORITY PER IL CARO-CASA E' di qualche giorno fa l'appello del cardinale Tettamanzi perché gli enti cattolici affittino le case vuote a chi ne ha bisogno. E presto andrà fatto un bilancio delle risposte positive o meno che parrocchie, organizzazioni e istituti religiosi avranno dato. Intanto, però, la pressante sollecitazione dell'arcivescovo potrebbe essere accolta da tutte le strutture cittadine, pubbliche e private insieme, perché si costituisca una mappa completa, qualitativa e quantitativa, della disponibilità di appartamenti. Per una città che ha fame di case a prezzi sostenibili sarebbe un passo importante riconoscere che esiste un patrimonio comune, un bene collettivo e diffuso, da considerare nel suo insieme e porre a base di un circolo virtuoso di socialità condivisa, senza che questa "messa in rete" vada a intaccare la salvaguardia dei diritti dell'ente che possiede appartamenti. Anzi, ne valorizza la funzione civica e ne irrobustisce l'identità solidaristica. Milano ha un patrimonio edilizio enorme, che si dovrebbe avere il coraggio di quantificare e di monitorare nel suo impiego, immaginando di arrivare anche a una sorta di Authority, che garantisca cittadini ed enti proprietari e magari incentivi la pubblicizzazione dei dati e la messa a disposizione di abitazioni attraverso opportune misure fiscali di sostegno e di sgravio agli enti che collaborano. Per secoli la filantropia ambrosiana ha visto sia semplici cittadini, che disponevano dell'unica casa della loro vita, sia persone abbienti, lasciare immobili a enti di assistenza e a fondazioni con programmi umanitari. Un insieme di patrimoni che ha fornito redditi tali da consentire a molte strutture di vivere, svilupparsi, estendere i servizi. Adesso, con il bisogno di housing sociale, è giunto il momento che prevalgano criteri di trasparenza e di regole certe. Sarebbe un modo di ripagare la generosità dei benefattori e di restituire al pubblico qualcosa in termini "politici ", di iniziativa e coordinamento cioè, visto che molti degli enti nel tempo destinatari di lasciti usufruiscono di cospicui finanziamenti da Stato e Regione. Si eviterebbe tra l'altro lo spettacolo poco edificante offerto spesso dalla cronaca di case sfitte o affittate in base a burocrazie, appartenenze, clientele, favori. Il Comune potrebbe dare l'esempio e intervenire sulle sue case vuote, ristrutturate o da riattare (vedi corso Garibaldi e via Cesariano), così da non lasciare un bene prezioso inutilizzato. Certo, non è più il tempo dei piani generali fatti sulla carta e nemmeno dei buoni propositi. Ma è l'ora della politica illuminata e delle iniziative. Che, se raccordate, possono contribuire a far vivere meglio tutti. Una casa dignitosa a prezzi ragionevoli non è solo un atto di giustizia sociale, è contributo a stabilità civile e sicurezza.

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<Troppe regole, così l'Italia spaventa le imprese cinesi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-27 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE L'intervista "Se i nostri connazionali rispetteranno le regole della convivenza eviteremo episodi come quello di via Sarpi" "Troppe regole, così l'Italia spaventa le imprese cinesi" L'ambasciatore Sun Yuxi: anche i turisti vanno altrove. Le Olimpiadi? Felici del vostro appoggio MILANO - "Le imprese cinesi vogliono venire in Italia. Investire, lavorare, produrre con gli italiani. Ma così, come si fa? Con queste regole è tutto terribilmente complicato. Il visto, il permesso di soggiorno. Mi auguro che le autorità possano semplificare le regole. Altrimenti...". L'ambasciatore Sun Yuxi è da pochi mesi in Italia, dopo aver rappresentato la Repubblica popolare in Afghanistan e in India, ed è già preoccupato. La burocrazia ostacola gli affari - sostiene - e il suo timore è che nuove misure, magari legate al dossier sicurezza, allontanino imprenditori e investitori cinesi dal nostro Paese, "dopo che mi sono speso per convincerli delle opportunità di cooperazione con l'Italia". Un esempio: "Quando imprenditori o studenti italiani vanno in Cina - dice al Corriere - non devono richiedere l'autorizzazione del ministero della Sicurezza, basta l'ok delle controparti cinesi, aziende o università. In Italia invece bisogna fare per forza un passaggio con la Questura. Gli imprenditori cinesi si spaventano e se ne vanno a fare affari in Germania o in Francia. E anche i nostri turisti preferiscono andarsene altrove". Insomma, spiega Sun, "le norme possono rallentare i processi in corso fra i nostri due Paesi, rapporti che dalla visita di Romano Prodi a Pechino nel settembre 2006, hanno portato a un interscambio commerciale, l'anno scorso, di oltre 30 miliardi di dollari". Intorno, Sun spande però un corollario di parole amichevoli, dall'impegno "a rafforzare la tutela della proprietà intellettuale" all'auspicio che "a livello industriale la qualità italiana e la quantità cinese, insieme, possano ben funzionare", dall'apprezzamento per i lavori del comitato interministeriale ("con Silvio Berlusconi premier può funzionare sempre meglio, visto che lo volle lanciare lui") fino all'annuncio della visita, il prossimo anno, del presidente Hu Jintao. L'ambasciatore è stato a Milano, sua prima uscita ufficiale. Ha visto i vertici di Intesa Sanpaolo, si è messo "a disposizione degli imprenditori italiani", ha partecipato a una cena in suo onore nella quale la Fondazione Italia-Cina, presieduta da Cesare Romiti, ha lanciato una sottoscrizione per le vittime del terremoto in Sichuan. Nell'aprile dell'anno scorso a Milano la presenza cinese a Chinatown si è tramutata, nel giro di un pomeriggio, da questione di grossisti, vigili e multe in un caso diplomatico sull'asse Roma-Pechino. Su questo l'ambasciatore è, come da definizione, diplomatico: non un commento sull'operato del sindaco Letizia Moratti ma l'auspicio è che "le due parti riflettano, perché tutta la questione si può risolvere solo attraverso il negoziato e la condivisione. Sono certo che possiamo evitare il ripetersi dei fatti del 2007. Ho visto il sindaco. Se i cinesi rispetteranno le regole la convivenza se ne avvantaggerà ". A proposito di città, ambasciatore, che dice delle bandiere tibetane che qua e là si vedono appese a balconi e finestre? "Mai viste, queste bandiere". Pausa. "Alcuni separatisti - aggiunge Sun, facendo suoi alcuni degli argomenti del governo di Pechino sul tema - raccontano delle falsità a questi italiani, che le hanno prese per cose vere. I separatisti in Tibet non ci sono mai stati, della realtà non sanno nulla". In compenso, l'ambasciatore Sun apprezza come l'Italia non abbia mai seriamente preso in considerazione un boicottaggio dei Giochi olimpici: "I Paesi che hanno annunciato che i loro rappresentanti istituzionali non parteciperanno alla manifestazione politicizzano un evento sportivo. E dell'appoggio dell'Italia noi siamo felici, Roma ci ha promesso una delegazione importante". Meno spedita la partita con il Vaticano, decenni di distanza da colmare. Nei giorni scorsi, a Roma, Sun Yuxi aveva scandito che "ci vuole ancora molto tempo per raggiungere la normalizzazione dei rapporti": ora sottolinea di aver "avuto l'onore di essere stato il primo ambasciatore della Repubblica Popolare ad avere contatti diretti con il Santo Padre", un'"occasione informale, un concerto", quello della China Philharmonic Orchestra di Pechino, il 7 maggio. "Ci sono situazioni, popolari che servono, sulla via della normalizzazione". Chinatown La protesta dei cinesi a Milano dopo gli scontri con i vigili nell'aprile 2007 Marco Del Corona.

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Concorsi, palude italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: DESIGN data: 2008-06-27 - pag: 23 autore: Architettura. A Torino si svolge da domenica al 3 luglio il Congresso mondiale dell'Uia sul tema "Transmitting Architecture" Concorsi, palude italiana Progetti frenati da poche risorse, burocrazia, incertezze urbanistiche e ricorsi al Tar di Paola Pierotti P er quattro giorni l'Italia sarà vetrina dell'architettura mondiale con il XXIII Congresso dell'Uia di Torino, ma l'architettura contemporanea italiana continuerà a rimanere nell'ombra finché non decollerà il sistema dei concorsie le idee non arriveranno al cantiere. Ogni anno vengono bandite decine di competizioni ma il passo dalla carta all'opera resta lungo e faticoso. Da Nord a Sud il successo dei concorsi è minato da lunghi tempi burocratici, dalla mancanza di fondi, dall'indeterminatezza di strategie urbane – spesso conseguenza di un cambio di amministrazione – e ancora dal frequente ricorso ai giudici amministrativi. Così, fatta eccezione per scuole o spazi pubblici, negli ultimi dieci anni sono rare le opere di architettura frutto di una competizione tra le idee. La via dei concorsi italiani è lastricata di annunci di progetti che dopo essere stati premiati vengono dimenticati. Tra gli altri quello per la sede dell'Agenzia spaziale italiana vinto da Massimiliano Fuksasa Roma, i tre concorsi indetti dall'Anas per i due ponti sull'Arno (Francis Soler), per le aree di ingresso e uscita del tunnel autostradale di Mestre (Alessandro Anselmi) e per un museo sulla Salerno-Reggio Calabria (Archea). è percorso ad ostacoli per la realizzazione del nuovo Palacinema di Venezia aggiudicato nel 2006 alla partnership italofrancese dei 5+1AA e Rudy Ric-ciotti, e ora rivisitato dal raggruppamento di imprese guidato da Sacaim con alcuni studi di architettura, come il C+S che si è aggiudicato la gara per l'appalto integrato. E con questa procedura, che ha comportato un aggiornamento del progetto originario, il landmark del Lido assomiglierà un po' meno ad un sasso e un po' più ad una gemma preziosa, niente resina per il rivestimento ma un mosaico di scandole di vetro dai colori sabbia all'oro. Procede lentamente anche l'iter del concorso per il Porto Monumentale di Napoli aggiudicato ai quarantenni romani di t studio con Michel Euvè: dopo rallentamenti conseguenti una serie di ricorsi, è stato consegnato il progetto definitivo ed è in corso l'iter approvativo. Ma ancora nessuna certezza sulle modalità di realizzazione dell'opera. A Milano, nell'area ex Ansaldo, Pirelli Re ha aggiudicato ex aequo al californiano Micheal Maltzan e a Marco Casamonti un concorso per uncomplesso uffici e successivamente, cambiando destinazione d'uso, ha affidato ad altri l'incarico per la progettazione di un comparto residenziale. Ancora, sono rimasti al palo senza finanziamenti i progetti per due grandi contenitori culturali come la Beic, biblioteca europea di informazione e cultura di Milano – aggiudicata allo studio Bolles+Wilson – e la public library di Mario Bellini a Torino. Con tempi dilatati, doppi o triplicati rispetto a quelli di altri Paesi europei o degli Stati Uniti, stanno salendo alcuni cantieri importanti. A dieci anni dall'aggiudicazione del concorso, il Museo Maxxi di Roma di Zaha Hadid sarà aperto entro l'inizio del 2009. Mancano due anni e parte dei finanziamenti per ultimare la cittadella giudiziaria di Salerno firmata da David Chipperfield e aggiudicata nel 1999. Sono già passati dieci anni anche dall'aggiudicazione del concorso per la pensilina degli Uffizi a Firenze, e dopo continui stop and go, l'ultima ipotesi prevede si inizierà a costruire la loggia di Arata Isozaki nel 2011. Sono fermi a causa del fallimento delle imprese altri due cantieri di Hadid a Salerno e a Napoli, per il terminal passeggeri e per la stazione Afragola. Ancora, a otto anni dall'aggiudicazione del concorso partiranno nel 2009 i lavori per realizzare la Piazza del Mediterraneo a Ponte Parodi sul porto antico di Genova, firmata dagli olandesi Un Studio. Opere che salgono lentamente ma che almeno non resteranno virtuali come altre che sono sfumate subito dopo l'annuncio. Tra i flop della storia dei concorsi di architettura c'è quello per la sede dell'Università di architettura di Venezia vinta dallo studio italo-spagnolo Embt, le competizioni indette a Trieste sulle rive, o quella per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma firmata dagli svizzeri Diener & Diener. Per l'architettura contemporanea italiana sono chance perse quelle promosse in occasione dei mondiali del nuoto in programma a Roma il prossimo anno e quelle delle tante opere che si preannuncia sarannorealizzateinvistadel150 Úanniversario dell'Unità d'Italia, dove lo strumento dell'appalto integrato sul preliminare, scelto per accelerare le procedure, ha preso il sopravvento minando il risultato finale delle costruzioni. Tra le tare del sistema dei concorsi in Italia c'è anche l'indifferenza da parte delle amministrazioni verso un'idea che poco prima era stata ritenuta degna di essere posta a tema di selezione tra professionisti. Sono numerosi i concorsi seguiti da un incarico diretto o da un progetto in house. Gli esiti dei concorsi per Piazza Barche a Mestre e quello per il Rione De Gasperi a Napoli, ad esempio, sono stati archiviati e i progetti sono tornati sui tavoli degli uffici comunali. Non mancano concorsiaggiudicati dai giudici amministrativi che cambiano il verdetto delle giurie come è accaduto per il nuovo Auditorium di Padova dove il secondo classificato, l'austriaco Klaus Kada, ha sorpassato Alberto Cecchetto e Arup dopo un ricorso al Tar per questioni di anonimato. E, come è accaduto per l'iniziativa Qualità Italia promossa dai ministeri dei Beni culturali e dello Sviluppo economico, ci sono anche gare che vengono annullate dagli stessi enti appaltanti per imprecisioni nei bandi. I concorsi sono uno strumento di lavoro e consentono l'accesso al mercato della progettazione. Rimangono l'unica via in cui si afferma la qualità del progetto e non il nome dell'architetto: una chance soprattutto per i più giovani che spesso però vengono esclusi a priori per la mancanza di fatturati significativi necessari per partecipare alle gare per le opere più importanti. E così, a vincere i grandi concorsi in Italia sono soprattutto archistar internazionali, il mondo accademicoo professionisti locali. Negli ultimi anni segnali positivi arrivano dal mondo dei privati. Developer e imprese hanno colto il valore del progetto di architettura e non di rado affiancano progettisti affermati ad altri emergenti per mettere a confronto soluzioni progettuali diverse. Idee che, forti della spinta immobiliare, arrivano molto più in fretta al cantiere. IL SISTEMA Da Nord a Sud vengono bandite decine di gare ma i tempi di realizzazione delle proposte sono spesso troppo lunghi I CAMBIAMENTI Segnali positivi provengono dal mondo dei privati: developer e imprese affiancano professionisti affermati a giovani emergenti DISEGNO DI DOMENICO ROSA.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-27 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Tornano le intercettazioni L'Espresso pubblica nuove intercettazioni dell'inchiesta napoletana che già a dicembre dell'anno scorso aveva fatto scandalo per i contenuti delle conversazioni fra il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e l'allora capo dell'opposizione Silvio Berlusconi. Il punto di partenza resta lo stesso, l'ipotesi di corruzione per tutti e due. Polemiche. Esteri Il nucleare nordcoreano Il regime della Corea del Nord ha ceduto e consegna ai cinesi i dettagli del suo programma nucleare. La Casa Bianca chiederà entro 45 giorni al Congresso di revocare le sanzioni previste dal "Trading with the Enemy Acts" e toglierà la Corea del Nord dalla lista dei Paesi-sponsor del terrorismo. Mugabe va avanti Robert Mugabe, il padre padrone dello Zimbabwe, è deciso: andrà avanti con il suo processo elettorale e stamattina i seggi si apriranno regolarmente per le presidenziali, nonostante le accuse della comunità internazionale e di suoi antichi sostenitori, come Nelson mandela. Cronache Foto per i rom Un'ordinanza del governo prevede fotografie d'identificazione per i rom. Ma intanto l'opposizione contesta la decisone di prendere le impronte delle dita dei minori nomadi, preoccupazione anche dell'Unicef. La Cina in Italia L'ambasciatore cinese accusa: troppa burocrazia in Italia, aziende (e persino turisti) della repubblica popolare preferiscono andare altrove. Sulle tracce della Orlandi A Roma la polizia è entrata nei cunicoli che sarebbero stati la prigione di Emanuela Orlandi. Il ritorno del panama Visto sul capo del presidente Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, il panama torna in auge. Pezzi da alcune decine di euro o da migliaia. Economia Stagnazione italiana Un Paese fermo, con l'economia in stagnazione. Il Centro Studi di Confindustria prevede per il 2008 una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) di appena lo 0,1%. "Prima la frenata, poi il rilancio" si legge nella premessa degli "scenari economici" ma la ripresa arriverà solo alla fine del primo trimestre del 2009 per chiudere l'anno con un aumento di appena lo 0,6%. Commenti Ebraismo di Kissinger Lo storico britannico Niall Ferguson affronta la figura di Henry Kissinger alla luce di una biografia che ne esamina la figura soprattutto in riferimento alle radici ebraiche. Cultura Un inedito di Malerba Pubblicato un racconto inedito di Luigi Malerba, un omaggio al filosofo greco Epicuro immaginato ai giorni nostri. Un estratto sul Corriere. Gli istituti di cultura Il direttore dell'Istituto italiano di cultura a New York, Renato Miracco. Che chiede più fondi e di tagliare le sedi che reputa inutili: come quelle in Francia e in Inghilterra. Spettacoli Il film di Mereghetti Paolo Mereghetti vede "Un'estate al mare ", il nuovo film dei fratelli Vanzina. Nel quale salva la parte di Gigi Proietti. Sport Russia-Spagna 0-3 La Spagna castiga con tre gol la Russia, che aveva già battuto nel girone eliminatorio 4-1. In finale, domenica, trova la Germania. Il ritorno di Lippi Esonerato Roberto Donadoni, alla guida della nazionale italiana torna Marcello Lippi. * Con Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a Milano" e 10,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "I Simpson Classici" e 10,99; con "Le avventure di Lucio Battisti e Mogol" e 8,90; con "La Storia del Fascismo" e 10,99; con "Dormi amore la situazione non è buona" e 13,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "I Classici dell'avventura" e 7,90; con "Le avventure delle Tea Sisters" e 7,90; con "I Cesaroni" e 13,90; con "Madonna dalle origini al mito" e 10,99; con "Il Mondo" e 2,50. In Puglia, Marche, Lazio (no Roma) e nelle province di TV, MO, PR, RE, CR e MN con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Tra padrini e dittatori (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO tra padrini e dittatori di Gianluca Di Feo Le tirannie e le mafie, la globalità dei traffici e i limiti delle autorità statali. Lo scrittore di 'Gomorra' incontra il procuratore internazionale, l'uomo che processò i generali argentini e ora persegue i genocidi colloquio TRA ROBERTO SAVIANO e LUIS MORENO-OCAMPO In comune hanno il ricordo di una giornata speciale. Era martedì 3 luglio 1990. Luis Moreno-Ocampo, il primo procuratore internazionale che persegue in tutto il pianeta i crimini contro l'umanità, aveva appena concluso il suo processo più importante. Aveva fatto condannare la giunta militare che si era impadronita del suo Paese dominandolo con l'orrore dei desaparecidos. Ma quel giorno come tutti i suoi connazionali pensava solo a tifare l'Argentina, scesa in campo contro l'Italia per la semifinale mondiale. Dall'altro lato dell'Oceano, Roberto Saviano era un ragazzino che accanto al padre guardava la stessa partita. E come tutti i napoletani non tifava per gli azzurri, ma per Diego Armando Maradona. L'uomo con la maglia numero dieci è ancora oggi una figura leggendaria per lo scrittore campano. Per Moreno-Ocampo è stato il cliente più speciale dello studio legale che aveva aperto dopo il processo ai dittatori di Buenos Aires e prima delle inchieste sui massacratori africani: "Muoversi con lui era incredibile: c'erano folle che accorrevano per venerarlo. I poliziotti che dovevano arrestarlo, persino i magistrati chiamati a giudicarlo imploravano un autografo. A lui si perdonava tutto: persino il papa lo ha salutato dicendo 'Sono un suo tifoso'". "A Napoli era la stessa cosa", gli fa eco Saviano: "E anche adesso quando torna viene sempre accolto come un idolo". Moreno-Ocampo scuote la testa: "Semplicemente incredibile, pensare che era un bambino affamato. Poi è stato travolto dalla fama: ha perso il senso del limite". Tutto l'attività del procuratore argentino è segnata da persone che hanno perso il senso del limite. Gli ufficiali argentini che hanno fatto sparire migliaia di oppositori; i tiranni che in Congo e in Uganda usano lo stupro come arma di massa o che in queste ore continuano a rendere il Darfur "una gigantesca scena del crimine". E lui? Il primo procuratore con competenza planetaria, a cui si rivolgono le vittime più deboli, a cui viene chiesto di punire i governi e persino di valutare la legittimità 'dell'invasione anglo-americana dell'Iraq', non teme mai di perdere il senso del limite? Non ha mai la tentazione di abbandonare i vincoli del codice per assumere un ruolo politico in nome della giustizia? "Bisogna seguire il mandato e non uscirne mai fuori", spiega: "Quando cinque anni fa sono stato eletto in questo incarico, ho subito venduto il mio studio legale e ho rinunciato all'insegnamento ad Harvard: non solo dovevo essere indipendente, ma dovevo anche mostrare di non potere venire influenzato. La mia forza sta nella mia reputazione. Se tu segui la legge, se tu non esci dal mandato, allora sei rispettato, allora hai il consenso. E questo in soli cinque anni ha permesso alla Corte penale internazionale di raggiungere obiettivi che erano impensabili. Ma se ti lasci condizionare dall'agenda politica, allora sei morto". Saviano porta subito la conversazione su un piano letterario: "Come ci si sente a giudicare i governi? Che sensazione prova un uomo di legge mentre non si misura con una piccola cosa, ma si trova in qualche modo a mettere sotto processo la storia"? "Dos feelings", Moreno-Ocampo abbandona istintivamente l'inglese della burocrazia Onu e passa al castigliano, più vicino a quella "madre patria" che sente di condividere con la Napoli dello scrittore: "Hai il privilegio di potere aiutare milioni di vittime, puoi contribuire a fermare violenze di dimensioni epocali. E sai che non stai lavorando per una singola nazione ma per il mondo intero: stai contribuendo a fondare le istituzioni di una nuova era. è una sensazione meravigliosa: lavorare per costruire il futuro". "Ma il problema mafioso potrebbe essere affrontato con questi metodi? Non si tratta forse di una minaccia globalizzata che coinvolge l'intero pianeta", lo incalza Saviano. Il tema è quello di 'Gomorra', l'impero economico che unisce traffici globali e sfugge alle giustizie nazionali. "è proprio quello di cui sono venuto a parlare qui a Roma: la Banca mondiale sta discutendo di come le istituzioni finanziarie possano affrontare sfide globali. Il paradosso è proprio questo: noi abbiamo polizie nazionali e magistrati nazionali mentre i criminali sono internazionali. Quando ho cominciato le mie indagini per l'Onu, mi hanno segnalato che le armi per i massacri in Ituri, una regione del Congo, venivano fornite dalla mafia ucraina. Allora mi sono rivolto all'Europol, chiedendo notizie. Loro mi hanno risposto stupiti: sappiamo tutto dei padrini ucraini, ma ignoravamo che operassero in Africa. Perché Europol è una realtà potente ma concentrata sull'Europa e gli sfugge che invece le cosche si sono radicate altrove. O quando un giudice spagnolo ha ricostruito i voli degli aerei dei narcos: decollavano dalla Colombia portando cocaina in Spagna, poi ripartivano verso Ituri con i kalashnikov per le milizie. è chiaro che questa dimensione richiede istituzioni globali. La Corte è un primo passo, in cui molti stati hanno rinunciato alla sovranità nazionale pur limitando il mandato ai crimini contro l'umanità e ai genocidi. Ma segna la nascita di un nuovo modo di fronteggiare la globalizzazione dei reati". "E quindi la Corte dell'Onu potrebbe occuparsi di una figura come Salvatore Mancuso? Un personaggio che in Colombia è sia terrorista che narcotrafficante: con i suoi squadroni della morte ha commesso omicidi su larga scala...". Il procuratore non la scia finire la domanda a Saviano: "Sì, che probabilmente possono essere definiti crimini contro l'umanità. E infatti quello è un dossier preliminare che abbiamo aperto: stiamo esaminando gli elementi per capire se rientra nella nostra competenza. Sono stato in Colombia, ho incontrato le autorità, le vittime, i magistrati. Prima di procedere vogliamo capire se c'era qualcuno più in alto di lui. E quale rete dall'estero ha aiutato sia lui sia la guerriglia delle Farc". "E Fidel Castro?", insiste Saviano: "Un giorno potrebbe essere chiamato davanti alla vostra Corte?" "No. Niente Cuba, niente Iraq, niente Libano, niente Israele. Noi possiamo intervenire solo nei 106 paesi che hanno ratificato il Trattato di Roma. O nei confronti di organismi di queste nazioni. Ad esempio siamo stati chiamati a valutare la legittimità dell'azione militare britannica in Iraq, ma abbiamo ritenuto che non ci fossero i presupposti per procedere. La nostra sola esistenza però diventa un elemento di dissuasione e di prevenzione anche nei confronti degli eserciti. è una nuova era del diritto", ripete Moreno-Ocampo. Il procuratore sa che più dei tiranni, la Corte ha un nemico giurato: gli Stati Uniti, che in tutti i modi cercano di contrastarla. In passato Barack Obama è stato l'unico politico americano a mostrare un'apertura. Ma appare difficile che la linea di Washington cambi. "Una nuova era richiede pazienza. Penso che nel giro di cinquant'anni tutti i paesi aderiranno. La legge riduce il potere: il nostro lavoro interessa soprattutto i paesi deboli o a chi si è trovato a esserlo nel passato. Africa, Europa, Sud America sono con noi. Il Darfur però sta aprendo una fase nuova e la necessità di fermare la strage sta creando un clima diverso intorno alla Corte: troviamo sostegno anche tra le nazioni non aderenti". Per i massacri nel sud del Sudan sono stati appena accusati un ministro in carica e il capo dei Janjaweed, i 'diavoli sterminatori'. Ma le potenze continuano a cercare di usare la Corte per i loro disegni. "Sul Darfur un'ambasciata contattò uno dei miei collaboratori: 'Sappiamo che volete incriminare un ministro, non basta: dovete andare più in alto'. Poi dopo poche ore la stessa ambasciata lo ha richiamato: 'Fermatevi! Abbiamo saputo che stanno negoziando, non fate nulla'. Noi invece non ci facciamo condizionare". L'aspetto che più colpisce Saviano è la capacità di trasformare la voce di chi viene ignorato: rendere i racconti delle vittime prove contro i carnefici. "Ricordo che la testimonianza di una ragazza che era stata stuprata in Uganda proseguì per tre giorni", risponde Moreno-Ocampo: "Alla fine lei scoppiò in lacrime. Noi eravamo preoccupati, temevamo di averla sottoposta a una pressione eccessiva con l'interrogatorio: 'Scusaci, ti abbiamo costretto a ricordare per poterli punire. Non volevamo farti male, non piangere'. 'No', ci rispose, 'piango perché questa è la prima volta che qualcuno mi dà ascolto'". La parola che mette alle corde i criminali. In fondo, è la metafora di 'Gomorra': romanzo che più di ogni atto giudiziario si è trasformato in arma contro l'ultima delle mafie. "Perché è il numero dei lettori che lo rende tale, li trasforma in protagonisti", spiega lo scrittore. Fuori ci sono i carabinieri che lo circondano. Il procuratore che accusa governi e despoti invece non ha scorta, si muove in taxi e dorme a Roma in un hotel senza lussi. Sa cosa significa vivere nella minaccia: la protezione di Saviano lo riporta agli anni blindati dell'inchiesta sui generali argentini. E concorda con la sua analisi: "Dittatori militari e padrini, signori della guerra e boss sono uniti da due elementi. Pianificano crimini organizzati, seppur di dimensioni diverse. E vogliono controllare la loro immagine. Amano che si parli di loro, ma non perdonano chi svela i meccanismi del loro potere: rispettano gli inquirenti, odiano i testimoni". Difendere i testimoni è una delle missioni più difficili, ai limiti dell'impossibile in Africa occidentale: "Una volta avevamo portato le persone che accusavano il senatore Bemba in una cittadina sicura. Poi le milizie l'hanno occupata con un blitz e noi abbiamo sudato freddo per portarli in salvo. Il dilemma più grande lo abbiamo avuto in un campo profughi: i testimoni erano gli insegnanti dell'unica scuola, portandoli via avremmo privato tutti i bambini della speranza di alfabetizzazione. Abbiamo dovuto scegliere tra giustizia ed educazione". "Ma lei", conclude Saviano, "non sente mai di stare scrivendo la storia?". "A 32 anni avevo già incriminato la giunta argentina. Pensavo: ok, ho finito il mio lavoro, ora posso fare quello che voglio. Poi a 50 anni c'è stato questo incarico. Mi sono detto: costruire questa corte adesso è responsabilità tua. Eccomi qui". A Buenos Aires ha portato sul banco degli imputati nove generali e tre ex capi di Stato; a L'Aja ha accusato 11 criminali di massa. Nessuno aveva fatto tanto dai giorni di Norimberga. Lui ci scherza su, ma non troppo: "Ho ancora quattro anni prima di chiudere l'incarico, datemi tempo...". Dieci anni di inchieste Dal Trattato di Roma all'incriminazione dei tiranni Quando nel 1998 con la spinta dell'Italia si riuscì a superare le resistenze americane e far approvare dalle Nazioni Unite il Trattato di Roma, nessuno avrebbe scommesso sul futuro della prima Corte penale internazionale. Invece dopo cinque anni il tribunale con competenza mondiale è diventato una realtà concreta, ratificata da 106 paesi mentre 40 hanno detto di volerlo sottoscrivere. La struttura creata a L'Aja ha cominciato dal 2002 a muoversi per perseguire crimini contro l'umanità, genocidi e crimini di guerra. La scelta di Luis Moreno-Ocampo come procuratore ha contribuito a rendere credibile l'attività degli investigatori e il magistrato ha saputo portare nell'ufficio inquirente l'esperienza di determinazione e diplomazia maturata nelle inchieste sulla 'guerra sporca' della giunta militare argentina. I dieci anni della Corte saranno celebrati il 3 luglio. Finora sono state aperte quattro grandi inchieste. La prima riguarda la guerriglia in Uganda. I vertici politici e militari de 'L'esercito di resistenza del signore' sono stati incriminati nel 2004 per gli eccidi commessi nel paese: due di loro sono morti in battaglia, altri due sono latitanti. Poi è stata la volta della Repubblica democratica del Congo. Nel 2006 la Corte è riuscita a far arrestare Thomas Lubanga, capo dell'Unione patriottica congolese, la milizia che aveva scatenato il terrore: è accusato anche di avere reclutato soldati bambini costringendoli ad andare a combattere. Il processo doveva aprirsi il 23 giugno, ma una serie di eccezioni sulle prove fornite dall'Onu ha provocato un rinvio e rischia di rimettere in discussione tutte le imputazioni. Per gli omicidi e gli stupri di massa nella Repubblica centro africana nello scorso maggio è stato arrestato Jean Pierre Bemba, ex vicepresidente e magnate, catturato in Belgio dopo una fuga tra due continenti. Infine il Darfur: il 2 maggio la Corte ha ordinato di arrestare il ministro sudanese in carica Ahmad Arun e Ali Kushayb, il capo delle milizie Janjaweed che seminano morte tra le popolazioni cristiane del Sud. Il dossier raccolto contro di loro è impressionante. Ma il Sudan ha rifiutato di collaborare con il Tribunale internazionale. Altri due sospetti sono stati consegnati alla Corte.

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IL CASO DEL LETTORE (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 152 del 2008-06-27 pagina 43 IL CASO DEL LETTORE di Redazione Scrivo in qualità di architetto progettista, collaboratore di uno studio che si occupa di edilizia. Questa mia lettera ha la funzione di denunciare uno stato di cose e una gestione della cosa pubblica, nel Comune di Firenze, che anche per me, uomo di sinistra, è sempre più inaccettabile. Con gli anni è andata via via a crearsi una sorta di monopolio, una corsia preferenziale percorsa da un'unica impresa, che può annoverare fra i suoi "amici" un politico in giunta. Le concessioni edilizie, gli appalti, i grossi lavori sono esclusivo appannaggio di questa società e per i possibili concorrenti l'unica maniera di rimanere sul mercato è quella del subappalto. Per tutti gli altri le strade sono in salita; il Comune si adopera per rendere difficile, o addirittura impossibile ogni forma di concorrenza. Le pratiche si perdono nei meandri di una burocrazia funzionale alla creazione di uno stato di difficoltà perenne. L'ultimo caso capitato a noi riguarda una richiesta di concessione, il cui iter è cominciato nell'ottobre del 2005. Dopo infinite verifiche da noi fatte al fine di superare ogni potenziale ostacolo, seguivano, per tutto il 2006, infinite richieste di integrazioni, molte delle quali del tutto inutili e pretestuose da parte di coloro che si sono succeduti all'ufficio competente. Quando ormai, nel marzo del 2007, la documentazione da noi fornita poteva definirsi inattaccabile, abbiamo depositato il progetto perché fosse discusso in commissione. Ecco che, a questo punto, la pratica si è magicamente persa senza che nessuno, in oltre dodici mesi, si sia mai preso l'onere di scriverci due righe. Per mesi nessuno dei responsabili dell'ufficio tecnico ha saputo darci notizia alcuna, né si è preoccupato di portare il progetto in commissione Edilizia. Sono molti gli studi professionali "indipendenti" che stanno vivendo la frustrazione di veder respinta ogni sorta di richiesta. Si fanno diventare importanti anche dettagli di poco conto al fine di rendere lungo e, come tale, anti-economico l'iter delle pratiche. Per i proprietari l'unica possibilità di rientrare di parte dell'investimento fatto consiste nel farsi acquistare a prezzi di saldo dall'impresa che detiene il monopolio, la quale, in poco tempo, vede magicamente realizzarsi ciò che per altri era diventata una situazione da teatro dell'assurdo. Mi vedo quindi costretto a scrivere ai mass media perché con altri mezzi, neppure attraverso le vie legali, ho possibilità di incidere, né tantomeno di sfondare il muro di gomma fatto di connivenze e interessi che opprimono la libera concorrenza e inibiscono la genialità delle idee. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il DADO è tratto: quando le <cover> sono tutte da ridere (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 152 del 2008-06-27 pagina 5 Il DADO è tratto: quando le "cover" sono tutte da ridere di Alessandra Miccinesi Il cabarettista romano noto per le canzoni d'autore storpiate all'Ombra del Colosseo Look maculato d'ordinanza, cappellino color giaguaro, sguardo stralunato e chitarra (rigorosamente nella custodia) a tracolla sulle spalle. Il suo cavallo di battaglia? Le canzoni bonsai, rime affilate scagliate sulla platea per scatenare risate con la leggerezza del teatro-canzone. Genere inventato dal grande Giorgio Gaber che Dado ha fatto suo senza nessuna presunzione, stravolgendolo con l'umiltà dell'artista pronto alla denuncia piccante sui guasti del nostro tempo. Problemi che Dado imposta sulle proprie corde, arpeggiando voce e chitarra: il carovita targato euro, l'impossibilità moderna di sedurre una donna, l'incubo della Finanziaria, gli intrallazzi della casta, la burocrazia che schiaccia il cittadino. Dado non si smentisce e stasera (una delle due uniche date in cartellone all'Ombra del Colosseo) torna sul luogo del misfatto - il palco del Parco del Celio che qualche stagione fa lo consacrò artista della freddura cantata - per regalare ai fan due ore di divertimento puro con uno spettacolo nuovo: Onesto ma non troppo. Performance curata nei minimi dettagli: dalla stravagante scenografia in tinta con il look maculato di Dado alla professionalità del gruppo che lo accompagna. Il comico è infatti pronto ad abbandonare il limbo dell'one-man-show per affrontare nuove sfide artistiche. Nel 2003 il cabarettista specializzato nelle cover surreali ("Alice guarda i gatti e i gatti guardano le alici...", modula Dado storpiando una delle hit più famose di De Gregori) fu testimonial della manifestazione romana, l'anno seguente riconfermò tra gli applausi del pubblico la sua presenza e nel 2005 fece tappa all'Ombra del Colosseo con la tournée dell'irriverente Canto, ballo, recito e ballicchio. Show che elesse Dado beniamino del cabaret surreale in note. Come dimenticare infatti i brividi e le risate provocate dalle canzoni chihuahua contenute nel cd 3/4 della palazzina tua? Inizio spettacolo ore 22; biglietto 10 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Maturità, è allarme per gli studenti "dopati" - carlo brambilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Maturità, è allarme per gli studenti "dopati" "Il 20% assume medicinali prima degli esami". L'ultima moda un farmaco anti Alzheimer Garattini: un duplice errore, sono inutili e possono ridurre la concentrazione CARLO BRAMBILLA MILANO - Studenti dopati agli orali della maturità. A lanciare l'allarme è il Forum Prevenzione di Bolzano, secondo cui il 20% dei maturandi in Alto Adige si presenterebbe agli esami avendo assunto farmaci e droghe di vario tipo nella speranza di migliorare le prestazioni ed essere così promossi. Ultima sciagurata moda, diciamo così, sarebbe quella di ricorrere addirittura ai farmaci usati per curare il morbo di Alzheimer. La malattia provoca perdita di memoria? La pillola per curarla, di conseguenza, ci farà ricordare una valanga di dati è il ragionamento. "Nulla di più sbagliato, naturalmente - avverte preoccupato il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri. - Si tratta di farmaci che bloccano le colinesterasi, gli enzimi che inattivano l'acetilcolina. Non esiste poi nessuna prova che un aumento dell'acetilcolina nel cervello possa migliorare le prestazioni in persone sane. Se migliora la memoria lo fa solo nei soggetti carenti di acitilcolina, cioè nei malati di Alzheimer. Non certamente nei diciottenni che affrontano la maturità". Ma il fai da te del doping ama più il tam tam dei consigli tra studenti che le dotte spiegazioni scientifiche. E non si ferma certo davanti alle difficoltà di procurarsi una ricetta medica, necessaria per gli acquisti in farmacia. Su Internet, infatti, fiorisce da tempo un mercato parallelo, clandestino, che permette di saltare la burocrazia sanitaria per gli acquisti. Eccitanti, stimolanti, antifatica, antidepressivi, farmaci per combattere la narcolessia (la malattia del sonno) e poi droghe varie, dalla cocaina per aumentare la veglia allo spinello per prendere l'esame con più tranquillità. Tutto fa brodo al mercato dell'ansia da prestazione, fino alla cara, vecchia, innocua, caffettiera da cinque tazze o alle più moderne bevande eccitanti ricche di taurina, un aminoacido, amato dagli sportivi. L'allarme doping, intanto, è confermato anche dall'Accademia inglese delle Scienze Mediche, prestigioso organismo scientifico britannico, che per arginare il fenomeno in Gran Bretagna ha proposto un test delle urine agli studenti prima delle prove d'esame. Sempre più ragazzi, denuncia l'Accademia, utilizzano sostanze per aiutare lo studio e la performance d'esame. Ad essere sotto accusa, anche in Inghilterra, è un farmaco per la cura del morbo Alzheimer, l'Aricept, oltre al Ritalin usato per curare i deficit di attenzione e il Modafinil, contro la sonnolenza diurna. "Ma purtroppo non esistono scorciatoie allo studio - ironizza Garattini. - Molti studenti ricorrono agli ansiolitici, per esempio, per ridurre l'ansia. Ma gli ansiolitici possono poi ridurre la capacità di concentrazione. I sonniferi vanno usati con attenzione, perché hanno code di sedazione che possono durare il giorno dell'esame. Non esiste nessuna prova, poi, che gli aminoacidi contenuti in bevande stimolanti possano migliorare le prestazioni cerebrali. Il trucco per superare gli esami è avere disciplina. Prepararsi per tempo, cercare di dormire bene, in modo regolare. E arrivare tranquilli perché si ha studiato. non perché si ha preso un tranquillante".

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Progetti e ruolo dei liberali nel Popolo della Libertà (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONVEGNO A CUNEO Progetti e ruolo dei liberali nel Popolo della Libertà Lotta agli sprechi e alla burocrazia, rilanciare la meritocrazia e la creazione di un ufficio del difensore del cittadino. Sono i temi del convegno "I liberali nel Popolo della Libertà" in programma domani, alle 10, in sala San Giovanni. Interverranno gli esponenti dell'area liberal-democratica del Pdl: il presidente della Provincia Raffaele Costa, l'ex ministro Alfredo Biondi, Benedetto Della Vedova, Egidio Sterpa, Gilberto Pichetto Fratin, Enrico Costa, Roberto Rosso, Livio Caputo, Giuseppe Fassino. Attesi anche gli esponenti del gruppo cattolico liberale: il sottosegretario Carlo Giovanardi oltre ai due ex Udc (il senatore Zanoletti e il consigliere regionale Guida). Il convegno (parteciperà anche il sottosegretario Guido Crosetto coordinatore regionale) sarà introdotto da Aldo Mola.

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"troppa burocrazia, orchestra rai addio" - susanna franchi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Torino "Troppa burocrazia, Orchestra Rai addio" Il direttore artistico Fasolo se ne va: così era impossibile lavorare "Un ensemble prestigioso nelle mani dei funzionari Io stesso venivo considerato un estraneo" SUSANNA FRANCHI "Troppa burocrazia, così non si può lavorare. Lascio l'Orchestra Rai". Lorenzo Fasolo, direttore artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, se ne va. Ha gettato la spugna dopo nemmeno due anni. è amareggiato e deluso: "Non sono contento di andarmene, sia chiaro, non è bello interrompere il proprio lavoro, ma così era impossibile lavorare. Un mese fa ho presentato le mie dimissioni per andarmene a metà agosto, i vertici dell'azienda, a Roma, mi hanno convocato e sono venuti incontro ad alcune mie richieste. Per senso di responsabilità verso l'orchestra resterò fino ad ottobre, alla scadenza contrattuale del mio mandato". Fasolo, ma cosa è successo? "Il primo punto è che la Rai deve chiarire qual è il suo rapporto con il direttore artistico dell'Orchestra. Io vengo chiamato qui a svolgere compiti artistici, a programmare una stagione, ma se chiedo una copia del contratto del direttore onorario o del direttore principale, mi viene risposto: "Non siamo autorizzati a darla agli estranei". Non ho nulla contro chi mi ha risposto in quel modo, ma se vengo considerato un estraneo... Come faccio a nominare un direttore principale se non so quanto guadagnava quello precedente? La follia è che il direttore artistico non è a conoscenza del budget e dei cachet degli artisti, e allora come fa a programmare? Come faccio a sapere se ho sforato o se ho ancora dei soldi? Fino al 2004 quest'orchestra era una struttura autonoma e aveva un sovrintendente che la gestiva e si intendeva di musica. Ora non c'è più il sovrintendente e l'orchestra è passata sotto il Centro di produzione Rai di Torino". Che cosa significa? "Significa che la burocrazia è aumentata, che non ho un referente che si intende di musica, che il direttore del centro di produzione o altri funzionari possono intervenire nelle scelte artistiche". è vero che non sapeva nulla dei progetti televisivi dell'Orchestra? "No, ma ne sono stato informato quando erano già stati decisi, senza essere coinvolto: mi è stato detto che l'Orchestra avrebbe registrato Cenerentola a Venaria, Rigoletto a Mantova, avrebbe fatto un programma con la Carrà". è vero che l'edizione 2009 di Rai NuovaMusica, che lei ha programmato, non ci sarà proprio perché in quel periodo dovrebbero girare Cenerentola? "Io RaiNuovaMusica l'ho programmata - concerti, direttori, solisti - dal 22 maggio all'11 giugno 2009, poi mi è stata stoppata. Deve chiedere ad Aldo Pellegrini, il direttore del Centro di produzione Rai di Torino, se ci sarà oppure no". Cosa si porta via di positivo da questa esperienza? "Il lavoro fatto con l'Orchestra, che ha raggiunto risultati magnifici, ha una grande voglia di lavorare e ha sempre risposto a ogni sollecitazione. Sa che Martha Argerich continua a parlare benissimo di noi in giro per il mondo?". Ha qualcosa da dire, da consigliare, al suo successore? "Nulla". Il direttore del Centro di produzione di Torino, Pellegrini, ieri ha preferito non commentare. Il suo staff garantisce che "vi sarà l'occasione per parlare dell'attività dell'Orchestra".

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Subito rimosse le auto abbandonate - alessia gallione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Milano Subito rimosse le auto abbandonate Dal Comune nuove regole per l'intervento rapido del carro attrezzi De Corato: "Così si eliminerà anche il racket che usa le carcasse per spaccio e rifugio agli homeless" ALESSIA GALLIONE Vecchie utilitarie arrugginite, carcasse senza targa trasformate, a volte, nell'ultimo rifugio di qualche disperato. O magari solo moto che non funzionano più, auto con i finestrini spaccati e i giornali al posto dei vetri, furgoni con le portiere aperte e lasciati lì, lungo le vie dove non vengono montate le bancarelle dei mercati, nei parterre dei viali alberati o sui marciapiedi dove il lavaggio delle strade non può raggiungerli: viale Abruzzi, viale Brianza, via Pergolesi, il tratto finale di via Savona, viale Ortles. Per mesi, nonostante le telefonate dei residenti. Quest'anno di veicoli abbandonati ne sono già stati portati via 1.600. Nel 2007 furono 2.616 in tutto, 3.200 nel 2006 e 2.777 nel 2005, anche se la burocrazia rallenta tutto. Adesso Palazzo Marino ha deciso di cambiare le regole e renderne più veloce la rimozione. Con l'obiettivo di far entrare subito in azione il carro attrezzi, al massimo entro dieci o dodici giorni dal momento della segnalazione dei vigili. E con la possibilità di recuperare i mezzi anche in aree non pubbliche "come i parcheggi privati, le case Aler o i campi nomadi", spiega il vicesindaco Riccardo De Corato. Si comincia martedì. Il Comune ha rinnovato il contratto alla ditta che si occupa del servizio rimozione stanziando fino a un massimo di 700mila euro - i costi vengono calcolati sul numero effettivo di interventi - fino al 30 giugno 2009. Finora passava almeno un mese e mezzo da quando l'auto o il furgone venivano individuati dai vigili e quando veniva portato via: il tempo stabilito dalla legge per rintracciare l'eventuale proprietario e dargli la possibilità di riscattarlo. Adesso si abbrevia il procedimento, con i veicoli che potranno essere allontanati dalla strada subito e trasportati al deposito di via Chiesa Rossa, dove rimarranno 60 giorni per tutte le procedure di riconoscimento, anziché trescorrere quel sui marciapiedi o lunghi i viali. Dopo, se nessuno avrà reclamato il mezzo o sarà impossibile capire a chi appartenga, le carcasse verranno considerate alla stregua di rottami ed eliminate. In base alla delibera votata dalla giunta, la ditta avrà il compito di occuparsi anche delle bici. E secondo le stime del Comune il nuovo contratto non solo aumenterà la velocità delle operazioni, ma farà salire anche il numero delle rimozioni. Per risolvere quello che, dice De Corato, è diventato "un problema molto sentito dai cittadini e che riguarda sia il degrado urbano sia la sicurezza percepita dalla gente. Spesso questi mezzi diventano basi per lo spaccio di stupefacenti oltre che ricoveri per clandestini, homeless o tossicodipendenti. E vengono gestiti anche da racket di extracomunitari". Quello delle auto abbandonate è diventato un affare per chi si approfitta della disperazione o della povertà. Le lamiere vengono trasformate in dormitori e i "posti letto" vengono fatti pagare da 30 a 50 euro nelle notti invernali più fredde.

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Villa rosa, rifondazione attacca il parcheggio "occupare il parco per andare ai supplementari" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Genova La partita di Pegli Villa Rosa, Rifondazione attacca il parcheggio "Occupare il parco per andare ai supplementari" "Confermiamo la nostra partecipazione all'occupazione del parco. Confermiamo il nostro appoggio a Marta Vincenzi nell'obiettivo di evitare la costruzione del parcheggio di Villa Rosa". Rifondazione ci prova ancora: in un documento il capogruppo Sinistra Europea-Prc Antonio Bruno, in un clima da Europei, spiega che "il termine della partita sta avvicinandosi e siamo in svantaggio: dobbiamo impegnarci a fondo per andare almeno ai tempi supplementari. Per evitare che burocrazia e speculazioni ci soffochino".

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Più tempo sui bandi di prof e ricercatori (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-28 - pag: 33 autore: Il decreto sull'Università approvato ieri Più tempo sui bandi di prof e ricercatori Federico Simonelli ROMA Fondi per l'assunzione dei ricercatori, slittamento dei termini per l'indizione di nuovi concorsi da professore associato e ordinario nelle università e, in extremis, una proroga alle attività del Consiglio nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu). Sono alcune delle disposizioni emanate con il decreto legge di proroga, approvato ieri mattina durante il Consiglio dei ministri che si è tenuto a Palazzo Chigi. Per quanto riguarda la regolamentazione delle nomine a docente negli atenei, in attesa della definizione di una nuova disciplina, fino alla fine del 2009 si continueranno ad applicare le attuali disposizioni. Il termine per l'indizione dei bandi è stato invece spostato al 30 novembre 2008. Provvedimenti questi, come si legge nella relazione tecnica allegata al testo, che si sono resi necessari in quanto "la fine anticipata della quindicesima legislatura e la crisi di governo hanno determinato un considerevole ritardo nella definizione dei criteri di assegnazione delle risorse finanziarie, destinate anche all'assunzione del personale docente". è stato inoltre inserito un riferimento in senso meritocratico: per i bandi indetti dopo il 30 giugno 2008, il decreto applica ciò che era disposto dal comma 2 bis, articolo 1, del decreto legge 7/2005, ovvero la proposta di "un solo idoneo per ogni posto bandito, individuato nel candidato più meritevole". Scompaiono quindi le figure degli idonei non assunti, che spesso rimanevano anni in attesa di essere ripescati. Sul fronte della ricerca sono invece sbloccati gli stanziamenti per l'assunzione di ricercatori nelle università e negli enti collegati al ministero. In complesso si tratta di 40 milioni, già previsti dalla Finanziaria 2007 per l'assunzione straordinaria di ricercatori, che saranno impiegati per consolidare le posizioni già confermate e per cofinanziare l'inserimento di nuove posizioni nel 2008. Infine il Cnvsu, che avrebbe dovuto cessare le sue funzioni a maggio scorso, sarà tenuto in vita fino al 31 maggio 2009, o almeno "fino al completamento delle procedure occorrenti a rendere operativa l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur)", ente voluto dal precedente Governo. A proposito dell'Anvur,il ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, in Commissione istruzione alla Camera aveva già chiarito che si tratta, per come è stata concepita, di una struttura "costosa, con alto tasso di burocrazia e troppo rigida ". E aveva aggiunto che la sua intenzione è quella di creare un'agenzia unificata e potenziata. Un intento simile a quello che aveva mosso il ministro Mussi nella creazione della struttura stessa.

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Un affollamento di Costituzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-28 num: - pag: 34 categoria: REDAZIONALE Il dubbio di Piero Ostellino Un affollamento di Costituzioni M i scrive l'amico Sergio Fois, professore emerito di Dottrina dello Stato e già titolare della prima cattedra di Diritto costituzionale all'Università La Sapienza di Roma: "Caro Piero, ho letto il tuo pezzo ("Il destino dell'Europa illiberale") sul Corriere di domenica 22 giugno. Condivido pienamente quello che dici e le accuse che muovi all'Europa". Per Fois - che cita Hans Kelsen, secondo il quale, senza una Costituzione (sia essa la nostra Carta o la consuetudine nel diritto britannico), non esiste lo Stato - le direttive europee sono prive di legittimazione a causa dell'assenza di una "fonte delle fonti legislative" (una Costituzione europea, appunto). Si inventa, perciò, un nuovo sistema di fonti legislative, in violazione degli articoli 70 e 76 della nostra Costituzione. Il 76 prescrive che "l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione dei principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti". La convergenza (collusione?) tra istituzioni europee, legislatore delegante e governo delegato nazionali consentirebbe, infatti, di architettare una serie di espedienti normativi che offrono una parvenza di legittimazione al governo e di aggirare i "freni e contrappesi" che limitano i poteri - di forma, contenuto, di tempo - di ogni potere costituito. In tal modo, la burocrazia europea riuscirebbe a ottenere l'emanazione di una serie di atti "politico-normativi " che incidono su materie di particolare rilievo per le libertà individuali e i comportamenti collettivi - come i presupposti per le attribuzioni alle authority; il regime dei mercati finanziari; la regolazione cogente per l'utilizzo di conti correnti, pagamenti in contanti, emissione di assegni e quant'altro - e a neutralizzare l'"effetto ghigliottina", cioè la decadenza dei poteri legislativi del governo per scadenza dei termini temporali della delega. Né varrebbe in nessun caso obiettare che è la volontà del Parlamento a prevedere e/o a consentire tutto ciò. Nella Costituzione del nostro Stato di diritto, e nel solco di quel "costituzionalismo" che tende a limitare ogni forma di potere, neppure il Parlamento è sovrano nel senso vero e proprio del termine. La sovranità non è concepibile se non riferita alla Costituzione, nell'unico significato accettabile che è poi quello di "Costituzione legale", la quale esclude ogni riferimento a quella profonda distorsione politico-culturale che è la cosiddetta "Costituzione materiale". In nome dell'Unione Europea si pretende - conclude Fois - "di giustificare le peggiori nefandezze giuridico- costituzionali. Perché non di altro si tratta: di un quasi sotterraneo processo di sovversione costituzionale strisciante. Lo sbocco - il cui cammino è iniziato da tempo - è quello di giustapporre alla nostra Costituzione, che ancora vive nella coscienza civile dei cittadini, uno "sgorbio" di Costituzione occulta, ma capace di allungare i suoi effetti nelle viscere del nostro vivere politico e sociale". postellino@corriere.it \\ C'è un intreccio contraddittorio fra direttive europee e leggi dei singoli Stati.

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UNA RACCOMANDATA-QUIZ E UN'IDEA PER I PAGAMENTI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi UNA RACCOMANDATA-QUIZ E UN'IDEA PER I PAGAMENTI Caro Schiavi, a proposito della necessità di semplificare i rapporti tra cittadini e burocrazia, ho ricevuto un avviso dalle Poste. Allo sportello mi hanno dato una lettera con un criptico messaggio che trascrivo perché sembrano i tempi di Policarpo de Tappetti. Eccolo: "Le comunichiamo di aver inviato alla sua attenzione una raccomandata. Qualora la stessa non fosse stata consegnata personalmente, questa comunicazione è finalizzata al perfezionamento della notifica a mezzo posta dell'atto contenuto nella raccomandata di cui trattasi in ottemperanza a quanto previsto dall'art.7, sesto comma, della legge 890/82 come modificata dalla legge 31/8". Io non ci ho capito niente. Che cosa debbo fare? Matteo Colagrande A seguito della lettera di ieri di Ettore Viscardi, al quale mi associo oltre che da cittadino anche da imprenditore, mi domando se è così difficile insegnare allo Stato, alla Regione, all'Aci, ed a tutti gli altri enti che ogni anni ci chiedono piccole o sostanziose cifre ad introdurre il rapporto interbancario diretto? Il vantaggio è certo sia per i cittadini, che potranno ricordarsi qualcosa in meno, che per gli esattori che potranno esser certi degli incassi. Roberto Silva Coronel Cari lettori, la gestione dei tributi ha creato un esercito di nuovi lavoratori che inseguono altri lavoratori per fare quello che i normali addetti ai lavori non fanno più. Prima c'era lo spreco di Stato (cinque persone per fare il lavoro di due); oggi c'è l'efficienza privata (una persona fa il lavoro di tre). Ma il cittadino deve verificare se stesso e pagare un costo in più: quello del tempo perduto. Tra raccomandate-quiz e Comuni che dilapidano milioni coi derivati ci sarà una via di mezzo per semplificare anche le procedure che ci riguardano? Senza attendere i ministri Tremonti e Brunetta, c'è qualcuno in Comune o in Regione che pensa al cittadino spremuto? gschiavi@rcs.it.

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Il sindaco: la burocrazia blocca un'opera indispensabile (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Movicentro di Venaria? Per il sindaco della Reale Nicola Pollari non ci sono dubbi, rappresenta "il festival dell'inefficienza, visto che doveva essere pronto almeno per l'inaugurazione della Reggia". E rincara la dose: "Nonostante ci sia il progetto, tutto l'iter è fermo da cinque anni, insieme ai 5 milioni di euro che sono stati stanziati per realizzarlo visto che rappresentava una delle opere indispensabili per la mobilità. Mi sembra paradossale, oltre che vergognoso". Il lungo stop è stato provocato da quelli che sono stati definiti intoppi burocratici per il passaggio di proprietà di terreni tra Demanio, Regione, Provincia e Comune di Torino. Il bubbone è riesploso in questi giorni, nei quali le corse dei treni sulla linea ferroviaria Torino - Ceres sono state sospese (il blocco durerà fino all'11 settembre) nel tratto tra Ciriè e Torino per permettere la costruzione della circonvallazione Borgaro-Venaria. Alcuni utenti di Venaria si sono lamentati perché i bus sostitutivi delle carrozze in città hanno avuto la consistenza dei fantasmi: nessuno li ha visti passare. Gli utenti si sono dovuti arrangiare con la linea urbana della linea 11, che arriva fino in centro. "Questo serve a far capire lo stato dei trasporti a Venaria, dove c'è la Reggia che convoglia in città migliaia di persone tutti i giorni - si sfoga ancora Pollari -. Da tempo chiediamo che i binari gestiti dal Gtt vengano trasformati in una metropolitana leggera, visto che potrebbe trasportare a Venaria i turisti sia dal centro di Torino che dall'aeroporto Pertini di Caselle, ma i nostri interlocutori sono sordi. La stazione ferroviaria di viale Roma, dove è prevista la realizzazione del Movicentro, diciamo potrebbe essere potenziata e abbellita". Il progetto del Movicentro prevede 280 posti auto a meno di mezzo chilometro dall'ingresso del complesso sabaudo. Il visitatore potrebbe scendere dall'auto e dal vagone, passeggiare lungo via Mensa e arrivare in piazza della Repubblica, davanti alla Reggia, in dieci minuti o un quarto d'ora appena. "A settembre, insieme a tutti i sindaci della zona toccata dalla linea Torino-Ceres, proporremo un'azione collettiva perché si decida un futuro concreto dei trasporti", avverte ancora Pollari. "La questione è squisitamente tecnica - spiega Marco Piletta, responsabile del settore Immobiliare della Regione -. Si tratta di arrivare ad una delimitazione precisa a livello catastale per trasferire dei beni di proprietà demaniale alla Regione. La questione tra la Provincia e il Comune di Torino è già stata risolta". Che si stia arrivando alla conclusione del calvario per la realizzazione del Movicentro di Venaria viene confermato anche dall'assessore regionale ai Trasporti Daniele Borioli. "Nelle prossime settimane - garantisce- convocherò una riunione per trovare definitivamente un accordo e poter quindi dare il via a questo importante intervento".

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Koffi, la Biellese riabbraccia il pilastro del centrocampo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERIE D. CONTRATTO DI UN ANNO Tesseramenti Koffi, la Biellese riabbraccia il pilastro del centrocampo Esulta Prina "Ma è presto per dire se sarà lui il capitano" Cusano, la firma al rallentatore Arriva la conferma ufficiale: la Biellese annuncia il ritorno di Marcello Koffi Teya nel gruppo di giocatori che vestiranno il bianconero nella prossima stagione. Accordo annuale, fino al 30 giugno 2009, e la "speranza che possa protrarsi per più di una stagione", come afferma Orazio Buda. Entusiasta di questo accasamento mister Luca Prina: "Koffi è per la Biellese e per me un'assoluta prima scelta". Il tecnico, anche lui formatosi a Biella, ripropone il suo pensiero sul "Progetto della territorialità" dei giocatori. "Il ragazzo rientra nei parametri che abbiamo fissato sulla carta, dove contano le motivazioni degli uomini e il senso del dovere nell'indossare questa maglia". Indiscusse e indiscutibili le doti del calciatore che potrebbe fare coppia centrale con Marco Perini nel centrocampo della futura squadra, che dopo dodici anni consecutivi tra i professionisti, ha deciso di provare questa strada. "Per Koffi - prosegue Prina - sono convinto che abbia idee in sintonia con quelle del sottoscritto. È un giocatore fisicamente integro e che da otto, nove mesi è un calciatore ritrovato. Arriva da una stagione difficile in C2 in cui ha giocato poco ma a questa Biellese non servono persone con la "pancia piena". L'ho seguito molto durante la passata stagione e ho trovato in lui la cultura e l'esperienza calcistica per contribuire alla nostra causa". Prematuro dire se gli sarà affidata la fascia di capitano. "Prima dobbiamo parlare di tante cose - si schermisce il tecnico bianconero -, e approfittare dei momenti insieme per capire tutti bene la situazione. Certo il fatto che da quando aveva 14 anni fino ad oggi abbia più volte rivestito la nostra maglia gioca un ruolo importante. Da ragazzo non l'ho mai allenato. Era sempre un anno avanti alle squadre che allenavo: Giovanissimi, Allievi, Berretti, Prima squadra. Adesso ho il piacere di essere il suo allenatore". Ora l'attenzione si sposta sui giovani in obbligo federale. Chiude Prina: "Siamo concentrati e attenti a non farci sfuggire i nostri obiettivi primari".Curioso. La burocrazia rallenta tutto. Anche nel calcio, che va nel pallone per un pezzo di carta e vive ore di vera e propria angoscia. Dal primo luglio si potranno fare i nuovi tesseramenti ma i moduli per le trascrizioni, dalle varie Leghe, arriveranno al più tardi fra una decina di giorni. In questa chiave si può leggere anche il mancato annuncio ufficiale della riconferma alla Biellese di Fabio Cusano, l'esterno di centrocampo che può fare anche la seconda punta con efficacia. "Con il giocatore c'è l'accordo di massima - dice Orazio Buda, dg bianconero - e la nostra intenzione è quella di perfezionare al più presto la sua permanenza da noi". Cusano è arrivato alla Biellese a fine dicembre ma le pratiche con la Juventus si sistemarono più in là e il 20 gennaio il debutto a Saluzzo. Una conferma importante viste le doti che il calciatore possiede e che esprimerà, come affermato da diversi addetti ai lavori, giocando con maggiore continuità.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (22 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (25 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (48 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (53 votes, average: 2.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (123 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (132 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni valentino: Cosa vi dicevo ?? Rieccoli i "compagni" di nuovo, sempre loro..sempre uguali !!!... Paolo: Veltroni=Di Pietro? mi fanno schifo solo a sentirli Giano: Tempi duri per la sinistra. Quella arcobaleno, subito dopo le elezioni, non solo è scomparsa dal Parlamento,... Rosario: Vel-Troni, presto si ritroverà col Vel e senza Troni! Alberto Taliani: Caro Maurizio C., vedo che lei è contento di essersi meritato il governo Prodi. I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Il terrorista Carlos: "Fazione del Sismi cercò di salvare Moro"Amelia, crollano i solai di un palazzo fatiscente Un morto e un feritoTreviso, 12enne vende le sue foto nuda per comprarsi abiti firmatiLibano, esplode bomba a Tripoli: almeno 2 mortiIntercettazioni, Di Pietro attaccaRifiuti, l'esercito nel cantiere di Acerra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La lista degli enti inutili: cambiano i requisiti e molti si salveranno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-06-30 - pag: 1 autore: Burocrazia. I verdetti ad agosto La lista degli enti inutili: cambiano i requisiti e molti si salveranno è partito il conto alla rovescia per il taglio degli enti inutili. Tempi serrati per far calare la ghigliottina sugli enti pubblici non economici con meno di 50 dipendenti e su quelli già finiti nel mirino della Finanziaria 2008. Il verdetto è atteso entro il 23 agosto. Ma i casi di esclusione introdotti dalla nuova norma offrono a molti "condannati" nuove possibilità di salvarsi. E infatti sono già partite le difese d'ufficio per non scomparire. Servizi u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Videoarte in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 26 del 2008-06-30 pagina 7 Videoarte in piazza di Stefano Zecchi D urante il suo breve assessorato, Stefano Zecchi disse che a Milano in fondo un museo d'arte contemporanea non serviva, sia perché istituzione desueta e costosa e sia perché, sotto la Madonnina, c'è da tempo chi si occupa della materia in modo proficuo. E infatti in attesa di quel museo contemporaneo che reclamavano già gli Scapigliati alla fine dell'800 e i futuristi nel '33, Milano è diventata la capitale delle gallerie ma ha visto anche fiorire istituzioni private che di tanto in tanto aprono una finestra sulla scena internazionale. La Fondazione Trussardi, che da domani per un mese prende in prestito il megaschermo di piazza Duomo per una rassegna di videoarte, è una di queste. Non l'unica, sia ben chiaro. Molto il pubblico milanese interessato all'arte d'oggi deve a Fondazione Prada guidata da Germano Celant che in questi anni ha proposto grandi personali (memorabili quelle di Marc Quinn e di Tom Friedman), così come all'Hangar Pirelli alla Bicocca che ha appena concluso la prima "antologica" di due tra i più interessanti artisti della scena mondiale come Lucy e Jorge Orta. Ben vengano anche talune iniziative della Fondazione Pomodoro come quelle in cui fa da palcoscenico alle nuove tendenze della scultura. Fondazione Trussardi, tuttavia, resta l'istituzione che a Milano - sotto la direzione artistica di Massimiliano Gioni - ha saputo meglio mettere a disposizione della cultura artistica contemporanea risorse e potere che hanno permesso di superare burocrazia e polemiche, come quella sui famosi manichini impiccati di Maurizio Cattelan. Così, dopo il recente successo della mostra del duo svizzero Fischli e Weiss a Palazzo Litta, raffinato dialogo glocal tra contemporaneità e architettura storica, godiamoci il progetto "Tarantula" che, nella più consona tradizione trussardiana, s'annovera tra le operazioni di "public art", cioè come incursione artistica sul territorio urbano. In questo caso il curatore propone un'operazione meno spettacolare (e forse per questo più interessante) rispetto alle provocazioni cattelaniane o alla roulotte di Elmgreen & Dragset che "spacca" l'ottagono di galleria Vittorio Emanuele. Utilizza invece i 500 metri di maxischermo che coprono i ponteggi di palazzo Reale per trasmettere ogni giorno, tra una pubblicità e l'altra, 60 minuti di videoarte d'autore, scelta tra opere vecchie e nuove di alcuni tra gli artisti più rinomati, come: Vito Acconci, Pipilotti Rist, John Bock, Victor Alimpev, Aida Ruilova, gli italiani Patrick Tuttofuoco, Roberto Cuoghi e altri ancora. I video verranno trasmessi sulla "Mediafacciata" a partire da oggi fino al 27 luglio tutti i giorni ad orari prestabiliti: alle 18, con replica alle 20, e nel weekend anche a mezzogiorno. La sfida è interessante perché agisce sul rapporto arte-pubblicità che rappresenta una peculiarità dagli anni '90 in poi. Gli artisti di oggi, con le loro opere, dimostrano di essersi impossessati (anche troppo) del linguaggio dei media e questi ultimi, per ringraziare, concedono sempre più spazi e utilizzano nei loro spot le loro immagini. Cosa aggiungerà "Tarantula" a questa corrispondenza di amorosi sensi? Si fermeranno gli indaffarati milanesi a guardare i video distinguendoli dagli spot? Di più: la città delle mode acquisirà anche la moda - da Trussardi - di guardare videoarte per strada? Male non può fare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alto apprendistato al rilancio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-06-30 - pag: 20 autore: Formazione e lavoro. La fase sperimentale appena conclusa ha coinvolto un migliaio di studenti e 26 atenei Alto apprendistato al rilancio La manovra d'estate estende la formula ai dottorati di ricerca Francesca Barbieri Uno strumento da rilanciare puntando sulla semplificazione e sul raccordo tra mondo del lavoro e università. è questo il progetto del Governo per l'alto apprendistato, il contratto –previsto dalla legge Biagi (articolo 50 del Dlgs 276/2003) – che permette ai giovani under 30 di entrare nel mercato in posizioni medio-alte e di conseguire al tempo stesso un titolo di studio, di solito un master. La formula è stata sperimentata dal 2004, senza mai decollare, con un migliaio di ragazzi coinvolti, 68 percorsi attivati e 26 università scese in campo. Tempi lunghi per stipulare i protocolli d'intesa tra Regioni e ministero del Lavoro, difficoltà a trovare le imprese, burocrazia eccessiva: sono solo alcuni degli ostacoli che hanno frenato l'iniziativa che, con un budget di 14 milioni di euro,ha visto l'adesione di appena 9 Regioni del Centro-Nord (più la Provincia autonoma di Bolzano). Qui sono state definite disciplina e durata dell'alto apprendistato insieme a parti sociali e università. Per snellire l'iter, la "Manovra d'estate" stabilisce che, in assenza di interventi regionali, sono possibili convenzioni dirette tra datori di lavoro e atenei. Un modo per allargare la platea di aziende e giovani coinvolti. "Anche se - commenta Sandra D'Agostino, ricercatrice dell'Isfol- la difficoltà maggiore sta proprio nel match tra studenti selezionati dalle università e richieste delle imprese, per cui le Regioni più attive hanno avuto un ruolo strategico nel far funzionare la formula ". In questi casi "virtuosi" si è creata una buona integrazione tra sistema produttivo e mondo accademico, che ha privilegiato la formazione di specialisti. L'ultimo monitoraggio dell'Isfol evidenzia che gli ambiti di maggior interesse sono i settori metalmeccanico (soprattutto in Piemonte, dove c'è stato il coinvolgimento di aziende come Fiat, General Motors, Bosch nei master organizzati dal Politecnico di Torino), navale (Fincantieri ha promosso corsi in Liguria e FriuliVenezia Giulia) e d'ingegneria industriale (in Toscana, Piemonte e Veneto). In Lombardia, il Mip del Politecnico di Milano ha ideato cinque master insieme a società del calibro di Accenture, Ibm e Vodafone, per l'inserimento di 130 giovani. "La fase sperimentale chiusa proprio oggi e che probabilmente verrà riproposta –spiega D'Agostino – ha evidenziato un interesse delle aziende per i profili specializzati, con un bagaglio di competenze almeno universitarie ".L'alto apprendistato, quindi, potrebbe adattarsi anche ai dottorati di ricerca, che proprio la recente Manovra ha aggiunto ai titoli di studio conseguibili attraverso questa formula. Spazio dunque ai ricercatori apprendisti. "Avere un sistema diretto di ingresso dei dottorandi nelle imprese- sottolinea Giovanni Masino,delegato del rettore per l'orientamento dell'Università di Ferrara – è un'ottima chance per i giovani, che hanno del resto poche opportunità di lavorare in ambito accademico". L'ateneo estense – che ha attivato due master insieme a una ventina di aziende- non è nuovo a percorsi di inserimento dei propri studenti: dal 2000, ogni anno 50 laureandi partecipano a un programma che prevede 120 ore d'aula, tre mesi di stage e un anno di contratto a termine. Finora il progetto ha trovato lavoro a 300 giovani in oltre 150 imprese, con tassi di occupazione a tre anni del 92 per cento. E da un rapporto dell'Isfol di prossima pubblicazione risulta che il 71% degli apprendisti che ha terminato il percorso di alta formazione è ancora occupato nella stessa azienda e solo il 4% è inattivo o in cerca di lavoro. "I pochi che hanno interrotto – aggiunge D'Agostino – lo hanno fatto per cogliere opportunità migliori ". Insomma, anche sei numeri sono piccoli, lo strumento è un buon volano per trovare impiego. "Per estendere su vasta scala l'applicazione di questa esperienza – conclude Gianluca Spina, direttore del Mip – bisogna cambiare ottica: non più finanziare l'offerta con burocrazie farraginose e rendiconti complicati, bensì sostenere la domanda attraverso voucher formativi per le aziende, da spendere con le università e le scuole di formazione qualificate ". All'interno di Norme e tributi Tutte le novità contenute nella Manovra d'estate che riguardano il lavoro.

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<Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 26 del 2008-06-30 pagina 2 "Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati" di Fabrizio Ravoni da Roma "Bisogna capire che le infrastrutture sono prioritarie per il Paese. Se le fa, il paese progredisce. Se non le fa, arretra". Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture, non nasconde la soddisfazione per l'accordo sul tracciato, raggiunto fra Osservatorio tecnico della Torino-Lione ed i sindaci interessati. "Un accordo figlio del dialogo. Una filosofia che ho condiviso fin dal mio insediamento, a cui seguirà l'assunzione delle responsabilità per la realizzazione dell'opera". Ed a riprova del dialogo, Matteoli cita un dato: "Pensi che l'Osservatorio ha fatto una settantina di riunioni ed un centinaio di audizioni. Al termine, l'accordo è arrivato. A questo punto - prosegue il ministro - si dovrà fare un tavolo istituzionale a Palazzo Chigi, e poi subito un tavolo tecnico. Così da passare alla fase operativa, come ci chiede l'Unione europea. L'accordo raggiunto - prosegue - senz'altro non avrà l'unanimità, ma di certo segna il termine dei veti incrociati". È dal 1990, dal vertice di Nizza che si parla di un collegamento ferroviario tra la Francia e l'Italia. "Guardi se è sui tempi che vuole discutere, ho sempre detto - commenta Matteoli - che perdere sei mesi per un'opera pronta in cinque anni è un danno grave. Ma perdere sei mesi per un'opera pronta tra vent'anni, è una cosa giusta". Ma tra vent'anni, un'opera del genere sarà ancora attuale? "Sarà un'opera di grandissima attualità. Tra vent'anni tutti ci auguriamo che l'Europa non sia soltanto un'entità commerciale; ma anche politica. Con uno speculare bisogno di integrazione delle genti; quindi, di mobilità". Insomma, dalla sua ideazione alla sua realizzazione passeranno quasi 40 anni. "Troppi? - osserva il ministro -. Allora pensi che è dagli anni Settanta che si parla della Livorno-Civitavecchia. Ma ora è arrivato davvero il momento di snellire le procedure. Quand'ero ministro dell'Ambiente, i Verdi mi attaccavano perché volevo accelerare i tempi e loro dicevano che non volevo i controlli. Ora è arrivato il momento di dire "basta" con tutta la burocrazia che blocca le infrastrutture. Una volta decisa un'opera, dopo un confronto (come dimostra il caso della Tav) bisogna andare avanti". Ed aggiunge. "Sarebbe incomprensibile se non si riuscissero ad accelerare le procedure per arrivare a raggiungere i nostri obbiettivi". Anche la variante di Valico procede a rilento... "A parte il fatto che alcuni tratti sono già coperti dalla terza corsia. Eppoi bisogna anche considerare la morfologia dell'Italia e la circostanza che molti fiorentini utilizzano l'autostrada come una tangenziale per spostarsi rapidamente da una zona all'altra della città". La Torino-Lione non fa più parte delle opere finanziate con la Legge obbiettivo (l'ha tolta il governo Prodi). Ora come la finanziate? "Mica posso andare da Tremonti e dirgli: Giulio, mi dai i soldi per la Tav? Le condizioni del bilancio pubblico le conosciamo tutti. Quindi, al finanziamento dell'opera cercherò di coinvolgere anche i privati". Il governatore della Banca centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di Pechino possano essere interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho già avuto contatti con Fondi privati, delle banche, degli Stati. La settimana prossima sarò in Lussemburgo per incontri con la Banca europea degli investimenti. Ma i privati chiedono tempi e regole certe. E questo governo sta cercando di dare risposte". Nell'immaginario collettivo, la Tav Torino-Lione fa venire alla memoria i cittadini che bloccano le ruspe, agli scontri con la Polizia. Come si è passati da quella fase a questa? Grazie al lavoro dell'Osservatorio, per il quale il ministro ringrazia pubblicamente il presidente Virano. E poi, sottolinea, "guardate che la gente delle zone interessate ci chiede cose serie: servizi, treni. Cose concrete. A cui il governo darà risposte concrete. Con un punto fermo: lo snodo di Orbassano resterà un riferimento forte". Ma non c'era anche una montagna che non si poteva bucare per il rischio amianto? "È stata accantonata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Al via la task force dei prof contro l'eccesso di burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-06-29 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Università Al via la task force dei prof contro l'eccesso di burocrazia Provare a semplificare le informazioni e le comunicazioni legate alla normale attività, quelle sulle collaborazioni esterne e sulla programmazione didattica. All'insegna dello snellimento, là dove sarà possibile, si è insediato venerdì scorso il gruppo di lavoro voluto dal rettore Pier Ugo Calzolari dopo il manifesto firmato a metà aprile da docenti e direttori di dipartimento contro l'eccesso di burocrazia in Ateneo. "Non siamo contro la burocrazia, che è utile e necessaria, ma contro la sua degenerazione che è il burocratismo", spiegava Fulvio Cammarano, direttore del dipartimento di Politica, istituzioni e storia, tra i promotori del manifesto. E Cammarano fa parte infatti del gruppo di lavoro insieme a un altro direttore di dipartimento, Giovanni Dore (Matematica), ai presidi Lorenzo Donatiello (Scienze) e Franco Persiani (Ingegneria II), al direttore amministrativo Ines Fabbro, alla dirigente degli Affari generali Giovanna Falsetti e al pro-rettore per l'innovazione gestionale Marco Depolo. "Il gruppo, come dice il rettore, deve occuparsi di casi concreti, dei possibili miglioramenti alle nostre procedure", spiega Depolo, "è un'aggiunta a quello che l'Ateneo sta già facendo, si pensi ad esempio ai processi di informatizzazione il cui unico limite è quello delle risorse finanziarie". "è importante la collaborazione tra docenti e amministrativi - sottolinea Dore -, l'unico sistema per risolvere i problemi è mettere in comune le competenze". Apprezza lo spirito costruttivo e molto pragmatico fin dal primo incontro Fulvio Cammarano, "da tempo - spiega - sono fautore di un comitato di verifica dell'impatto burocratico della normativa sull'Ateneo, ma è un prodotto politico e va al di là dei compiti di questo gruppo di lavoro". Nel primo incontro sono stati fissati alcuni punti, su cui lo stesso Depolo preparerà un dossier sul quale il gruppo si ritroverà in settembre. "Abbiamo identificato dei colli di bottiglia e delle procedure che, nel rispetto delle regole, possono essere semplificate - chiarisce Donatiello -, bisogna bilanciare il rispetto delle regole con delle modalità che le rendano più sopportabili e meno vessatorie". Marina Amaduzzi Il prorettore Marco Depolo guida il gruppo voluto dal rettore Calzolari.

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"Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 26 del 2008-06-30 pagina 0 "Accordo frutto del dialogo è la fine dei veti incrociati" di Fabrizio Ravoni Il ministro delle Infrastrutture Matteoli: "Adesso è arrivato il momento di snellire le procedure. Basta con la burocrazia che blocca le opere" da Roma "Bisogna capire che le infrastrutture sono prioritarie per il Paese. Se le fa, il paese progredisce. Se non le fa, arretra". Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture, non nasconde la soddisfazione per l'accordo sul tracciato, raggiunto fra Osservatorio tecnico della Torino-Lione ed i sindaci interessati. "Un accordo figlio del dialogo. Una filosofia che ho condiviso fin dal mio insediamento, a cui seguirà l'assunzione delle responsabilità per la realizzazione dell'opera". Ed a riprova del dialogo, Matteoli cita un dato: "Pensi che l'Osservatorio ha fatto una settantina di riunioni ed un centinaio di audizioni. Al termine, l'accordo è arrivato. A questo punto - prosegue il ministro - si dovrà fare un tavolo istituzionale a Palazzo Chigi, e poi subito un tavolo tecnico. Così da passare alla fase operativa, come ci chiede l'Unione europea. L'accordo raggiunto - prosegue - senz'altro non avrà l'unanimità, ma di certo segna il termine dei veti incrociati". è dal 1990, dal vertice di Nizza che si parla di un collegamento ferroviario tra la Francia e l'Italia. "Guardi se è sui tempi che vuole discutere, ho sempre detto - commenta Matteoli - che perdere sei mesi per un'opera pronta in cinque anni è un danno grave. Ma perdere sei mesi per un'opera pronta tra vent'anni, è una cosa giusta". Ma tra vent'anni, un'opera del genere sarà ancora attuale? "Sarà un'opera di grandissima attualità. Tra vent'anni tutti ci auguriamo che l'Europa non sia soltanto un'entità commerciale; ma anche politica. Con uno speculare bisogno di integrazione delle genti; quindi, di mobilità". Insomma, dalla sua ideazione alla sua realizzazione passeranno quasi 40 anni. "Troppi? - osserva il ministro -. Allora pensi che è dagli anni Settanta che si parla della Livorno-Civitavecchia. Ma ora è arrivato davvero il momento di snellire le procedure. Quand'ero ministro dell'Ambiente, i Verdi mi attaccavano perché volevo accelerare i tempi e loro dicevano che non volevo i controlli. Ora è arrivato il momento di dire “basta” con tutta la burocrazia che blocca le infrastrutture. Una volta decisa un'opera, dopo un confronto (come dimostra il caso della Tav) bisogna andare avanti". Ed aggiunge. "Sarebbe incomprensibile se non si riuscissero ad accelerare le procedure per arrivare a raggiungere i nostri obbiettivi". Anche la variante di Valico procede a rilento... "A parte il fatto che alcuni tratti sono già coperti dalla terza corsia. Eppoi bisogna anche considerare la morfologia dell'Italia e la circostanza che molti fiorentini utilizzano l'autostrada come una tangenziale per spostarsi rapidamente da una zona all'altra della città". La Torino-Lione non fa più parte delle opere finanziate con la Legge obbiettivo (l'ha tolta il governo Prodi). Ora come la finanziate? "Mica posso andare da Tremonti e dirgli: Giulio, mi dai i soldi per la Tav? Le condizioni del bilancio pubblico le conosciamo tutti. Quindi, al finanziamento dell'opera cercherò di coinvolgere anche i privati". Il governatore della Banca centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di Pechino possano essere interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho già avuto contatti con Fondi privati, delle banche, degli Stati. La settimana prossima sarò in Lussemburgo per incontri con la Banca europea degli investimenti. Ma i privati chiedono tempi e regole certe. E questo governo sta cercando di dare risposte". Nell'immaginario collettivo, la Tav Torino-Lione fa venire alla memoria i cittadini che bloccano le ruspe, agli scontri con la Polizia. Come si è passati da quella fase a questa? Grazie al lavoro dell'Osservatorio, per il quale il ministro ringrazia pubblicamente il presidente Virano. E poi, sottolinea, "guardate che la gente delle zone interessate ci chiede cose serie: servizi, treni. Cose concrete. A cui il governo darà risposte concrete. Con un punto fermo: lo snodo di Orbassano resterà un riferimento forte". Ma non c'era anche una montagna che non si poteva bucare per il rischio amianto? "è stata accantonata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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