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"L'economia
astigiana ha bisogno di idee"
( da "Stampa,
La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
superiamo le
altre nazioni solo nei costi di produzione e nella burocrazia - ha detto De
Gennaro - le responsabilità vanno equamente divise tra la poca collaborazione
fra gli imprenditori che non hanno saputo fare gioco di squadra e le tante
scelte politiche sbagliate. Mi preoccupa soprattutto - ha proseguito - la
mancanza di progetti a lungo termine per rilanciare l'Astigiano".
"Un
errore uscire dal Parco" ( da "Stampa, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
storici ed
architettonici che la sottoporrebbero ad un aumento esponenziale della
burocrazia e un allungamento delle tempistiche per i permessi". Calderini
ricorda inoltre gli interventi realizzati dal Parco, come il restauro del ponte
sul torrente Magiaiga e il ponte della Boretta che stavano crollando; il
rifacimento del ponte del Mulin dal Togn;
Ritorno
alle origini per il bacino del fiume Po
( da "Gazzetta
di Reggio" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dopo lunghi
anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata la direttiva
dell'Autorità di Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione di vaste
aree golenali del fiume, per garantirne anche la sicurezza idrogeologica e
l'equilibrio ecologico". Il Wwf Italia esulta e parla di "una svolta
storica" che, grazie all'approvazione della direttiva,
L'albero,
la bici ( da "Corriere delle Alpi"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la troppa
burocrazia, la mafia, l'evasione fiscale, l'economia, il rispetto
dell'ambiente, i diritti civili, il costo della vita, i salari troppo bassi.
Spero sia fatta in mezzo e con le persone da ascoltare, specialmente i più
bisognosi, gli operai e i pensionati, gli ammalati e gli anziani in genere.
Alex
Bellini solca l'oceano ( da "Giornale di Brescia"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
per sdoganare la barca finalmente parto - ha detto Alex poco prima di
posizionarsi nell'imbarcazione -. È difficilissimo salutare Francesca, ma sono
pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa sfida". Davanti alla
sua avveniristica imbarcazione "Rosa d'atacama II" si è presentata
una distesa sterminata di acqua segnata da un percorso di 10mila miglia di onde
spumeggianti
Valle
e Sebino, immigrati a quota 11mila
( da "Giornale
di Brescia" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
immigrati a
quota 11mila Tra le necessità emerse "lo snellimento della burocrazia per
i permessi" Immigrato al lavoro in un'officina: tra Valcamonica e Sebino
sono 11mila gli extracomunitari Elia Mutti VALCAMONICA È di quasi 11.000 il
numero degli immigrati presenti attualmente in Valcamonica e sul Sebino. Nei
paesi della valle dell'Oglio ne sono stati censiti 4.
Renato
Giusto ( da "Stampa, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I Distretti
sanitari esistono solo sulla carta e la burocrazia aumenta invece di diminuire.
È troppo facile risanare il deficit rovesciando sui cittadini ticket e balzelli
vari tentando anche di razionare l'assistenza ospedaliera (vedi gli ospedali
savonesi) senza invece una programmazione più sensata e appropriata
specialmente.
CON
IL NUOVO modello di dimissioni abbiamo raggiunto il comunismo.
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non solo la
nostra burocrazia mostra tutta la sua arroganza, c'è di più: la pretesa di
controllare i rapporti infliggendo a lavoratori e imprese l'umiliazione di
sottoporsi a file e perdite di tempo. Chi si dimette dovrebbe infatti recarsi
presso uno sportello comunale, direzione provinciale del lavoro o centri per
l'impiego semplicemente per compilare un foglio di dimissioni.
Meno
burocrazia e più Le associazioni artigiane hanno presentato oltre 60
( da "Resto
del Carlino, Il (Faenza)" del
23-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mille
pazienti orfani del medico di base Disagi e lunghe code negli uffici Asl
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mentre la
burocrazia fa da protagonista nel cambio dei medici, l'auspicio è che non si
ripresenti lo stesso problema con i due dottori che dovrebbero andare in
pensione nei prossimi mesi di agosto e settembre. MA I PROBLEMI sanitari non
finiscono qui. Un'altra questione che lascia l'amaro in bocca, specialmente tra
gli anziani,
I
tempi della burocrazia: ecco cosa prevede il regolamento
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA LEGGE I
tempi della burocrazia: ecco cosa prevede il regolamento SARANNO lentissimi
nella risposta, ma i quattro assessori che non hanno richiamato la signora
'Anastasia Menegatti non sono ancora 'fuorilegge. Anche se la finalità della
nostra inchiesta era quella di misurare la prontezza nella risposta ai
cittadini da parte degli amministratori,
La
Provincia abroga ben 387 vecchi regolamenti
( da "Trentino"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la macchina
della burocrazia TRENTO. La giunta provinciale ha approvato uno schema di
Regolamento concernente l'abrogazione di 387 disposizioni regolamentari
provinciali. Il documento è stato elaborato nei mesi scorsi dal Consiglio provinciale
con la collaborazione del Servizio legislativo della Giunta con l'obiettivo di
favorire una semplificazione e razionalizzazione normativa.
Di
PAOLO FABIANI NASCE a Incisa l'associazione valdarnese dei diabetici,
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di eliminare
la burocrazia facendo risparmiare denaro alle istituzioni sanitarie. "Anno
dopo anno ? dice la signora Romano ? la situazione non è facile da gestire. L
Asl tutti gli anni ci fornisce gli strumenti necessari alla nostra
sopravvivenza, ma noi diabetici chiediamo all'assessore Enrico Rossi di poterci
agevolare per quanto riguarda la parte amministrativa senza dovere,
MENTRE
gli incapienti (orrenda parola della burocrazia entrata da poco nei vocabo
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sindacati:
cattinara, qualità ok ma il lavoro è eccessivo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La maggiore
burocrazia non può andare a discapito dell'attività clinica"
L'accreditamento internazionale per Cattinara? Certamente un passo avanti, un
miglioramento della qualità sanitaria per il paziente, una nuova buona politica
per eliminare i rischi in corsia e una proficua messa a fuoco e a regime dei
migliori protocolli di cura.
Via
dalle case 8000 mq di tetti in eternit
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificando
la vita al cittadino che non finirà nei tentacoli della burocrazia, a
carambolare tra un ufficio e l'altro per "fare le pratiche". Sono
queste, in sintesi, le caratteristiche dell'ambizio progetto che, varato dalla
Provincia, partirà il primo marzo. "Affrontiamo alla radice il problema
dell'amianto che, si sa, è dannoso per l'ambiente e micidiale per la salute
umana",
L'ALTRA
SERA, a 'Porta a Porta', Veltroni mi ha meravigliato quando ha detto
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Che i datori
di lavoro sono anch'essi lavoratori, che le aziende sono importanti e la loro
salute è un bene per chi ci lavora. Troppo tardi! Dov'era quando Prodi
promuoveva la delocalizzazione andando all'estero con codazzo di imprenditori?
E quando le schiantava di tasse e burocrazia? Perché ora dovremmo credere a
lui? C. Am., Pesaro - -->.
Agricoltura,
fondi europei a rischio ( da "Nuova Sardegna, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tempi e
burocrazia, per qualsiasi incombenza". Insomma, per la Cia, la riforma
appare uno strumento ben lontano delle comunità rurali e inadeguato nei
compiti: "E ora sarebbero ai rischio i fondi della misura 4.12, più di
ottomilioni di euro, per la diversificazione aziendale, la realizzazione di
strutture agrituristiche e di laboratori aziendali per la trasformazione
agroalimentare.
Capitale
umano, il veneto investe ( da "Nuova Venezia, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dal canto
suo, il segretario regionale alle Attività produttive, istruzione e formazione
Sergio Trevisanato ha sollecitato la diminuzione di burocrazia e incartamenti,
informatizzando il più possibile tutta la prassi di richiesta per l'ammissione
ai finanziamenti. (Fiorenza Conti).
Comune
ogm free. e i rifiuti? ( da "Tirreno, Il"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che per
mancanza di fondi e per una assurda burocrazia o altri motivi, non vengono
rimossi. Il cartello "Ogm free" dunque può rappresentare un piccolo
esempio della mania italiana che imperversa da decenni: quella delle scritte
inutili e fuorvianti. Accadeva anche durante il fascismo quando in tutte le
località venivano esposte in grandi lettere le frasi più salienti di Mussolini.
Strada
in pessime condizioni tra concas e il lago macheronis - gino satta
( da "Nuova
Sardegna, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in attesa che
la pratica venga evasa dai meandri della burocrazia regionale e sia emesso il
decreto di riconoscimento della provincializzazione. I cittadini di Concas
fanno notare che anche alcuni ponticelli evidenziano segni di cedimento e
pertanto il pericolo di crollo è sempre più probabile. Sarebbe a questo punto
opportuno effettuare un sopralluogo tecnico ed accertarne l'
Visite
d'invalidità e commissioni mediche per il riconoscimento dei diritti. ma anche
( da "Provincia
Pavese, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Visite
d'invalidità e commissioni mediche per il riconoscimento dei diritti. Ma anche
tempi d'attesa per esami diagnostici e visite specialistiche. Qual è la vostra
esperienza? Scrivetelo alla Provincia Pavese segnalando la vostra esperienza
tra sanità e burocrazia.
Visita
negata, rimpallo tra regione e inpdap - stefano romano
( da "Provincia
Pavese, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia e
scaricabarile. Mombelli Giuliana, di anni 60, affetta da mieloma, aveva già ottenuto
un'invalidità totale per la gravità del suo tumore. Invalidità più che
accertata, visto che la Regione Lombardia, dove era impiegata da una vita, le
aveva concesso di lavorare da casa con un computer e un modem.
<Ad
alto rischio le risorse Ue per l'agriturismo>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mura
evidenzia ancora che "tutto passa per Cagliari, aggravando costi, tempi e
burocrazia". Insomma, una realtà lontana dagli obiettivi. "Per la Cia
Oristano la riforma appare oggi uno strumento ben lontano delle comunità rurali
e inadeguato nei compiti". IL POR "Prova ne sia, giusto per citare un
esempio, la gestione della misura 4.
Cominciata
la sfida a colpi di remi contro l'oceano
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dopo 40
giorni di burocrazia per sdoganare la barca, finalmente parto - ha detto Alex
-. È difficile salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho
voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Dopo il varo, davanti alla
sua avveniristica imbarcazione "Rosa d'atacama II" (che significa
"Rosa del deserto";
Occupano
l'anagrafe per portare la salma del parente in tunisia
( da "Tirreno,
Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Volevano
protestare contro la burocrazia e hanno preso di mira l'ufficio anagrafe del
Comune, in via San Paolino, che per almeno un'ora ieri pomeriggio è stato
occupato da una trentina di tunisini che reclamavano i documenti per
trasportare nel loro Paese la salma di Ben Kndhir, il muratore di 26 anni
investito e ucciso da un'auto vicino a Gossi,
Miraggio
pensione inpdap ( da "Provincia Pavese, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Stradella, il
dramma di Giuliana non scalfisce la burocrazia Miraggio pensione Inpdap L'ente:
"Non tocca a noi ma ai medici stabilire i tempi delle visite"
STRADELLA. Perchè Giuliana Mombelli, malata di mieloma, ha dovuto spiegare per
due volte di non essere in grado di andare a Milano per la visita?
Eurotennis,
team stravolto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non potevamo
perderci nei meandri della burocrazia. La mia era un'esigenza di creare
spettacolo. Non punto a vincere il campionato. Volevo solo approfittare
dell'occasione per invitare dei tennisti forti, amici del circolo, che nel
periodo del campionato saranno in tour in Europa".
Dai
rifiuti nascono 35 posti di lavoro
( da "Tirreno,
Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se non
subiranno rallentamenti dalla burocrazia, sono previsti in tre anni. E, quando tutto
sarà pronto, gli attuali trentacinque dipendenti raddoppieranno, diventando
settanta. Tutto questo a Gello, dove, dal 1996 l'azienda pubblico-privata
gestisce - e ne è anche proprietaria - la discarica di rifiuti industriali.
Restituire
il respiro al fiume - claudia riconda
( da "Repubblica,
La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
illusioni
smarrite nella burocrazia e nell'indifferenza. Un Arno dalla vita tutta intera:
è questo che chiediamo alla piattaforma che la Provincia realizzerà fra i ponti
San Niccolò e da Verrazzano. Ce lo aspettiamo, questo innesto di vitalità, il
bypass che rimetta in moto un sentimento perduto, che ci spinga fuori di casa
la sera d'estate,
Pochi
cambi a somma zero ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia,
oneri e tanti equivoci Pochi cambi a somma zero Per i costi notarili le
migliori offerte caricano l'esborso sulla nuova banca T anta è l'offerta di
mutui di sostituzione e altrettanta è la voglia, per ora tamponata a fatica, di
cambiare la banca di fiducia.
Bertelli
lascia, cambia la gestione ( da "Corriere Alto Adige"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dopo quasi 50
anni, la gestione della nota pasticceria del centro. Al suo posto, subentra
Andrea Collina, già pasticcere per Bertelli, di origini marchigiane, che a soli
28 anni porterà avanti l'attività. "Lasciamo per stanchezza e troppa burocrazia"
commenta con amarezza Claudia Bertelli, la titolare.
Una
gastronomia a rischio di caricatura
( da "Manifesto,
Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza un
supporto concreto ed oberati dalla burocrazia. L'ennesimo specchio di una
situazione economica che deprime e spesso imbarazza. Gli Alajmo non sono
personaggi che hanno bisogno di sovvenzioni statali, non hanno mai fatto
mistero del privilegio di arrivare da una famiglia di tradizione enogastronomica
avviata e solida ma, da professionisti internazionali,
I
rifiuti di una classe dirigente ( da "Manifesto, Il"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
avrebbe
dovuto togliere di mezzo la famelica burocrazia del Commissariato per i rifiuti
e la catena dei consorzi (7-8 livelli di intermediazione). Non lo ha fatto,
perché quel sistema garantiva una sorta di "politica sociale", buona
per il lavoratore socialmente utile e per la camorra. In studio c'era anche il
ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio.
Il
voto mette a rischio la marcia Podisti in rivolta a Maserà
( da "Corriere
del Veneto" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quella che la
burocrazia sta correndo in questi giorni contro lo sport, in quel di Maserà. La
vicenda, che sta destando parecchio stupore nell'ambiente podistico veneto, è
presto detta. Da almeno sei mesi infatti il Gruppo Podisti Maserà sta
preparando la 35ma edizione del sua marcia annuale, la "Pian Pianeo",
ormai una "classica " del podismo amatoriale.
Nazionalità,
il modello Spagna minato dalla globalizzazione
( da "Liberazione"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aumento delle
burocrazie alle polemiche tra regioni ricche e povere, in un sistema che si
regge comunque su un accordo tra stato nazionale ed istituzioni regionali.
Anche a livello linguistico, scrive Patrizio Rigobon, si assiste ad una
moltiplicazione di richieste di riconoscimento per varianti locali di singoli
idiomi,
La
burocrazia costa quindici miliardi
( da "Tempo,
Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Stampa
Imprese, il bilancio La burocrazia costa quindici miliardi Damiana Verucci La
burocrazia costa ogni anno alle imprese 15 miliardi di euro. In media per
aprire un'attività nella Capitale ci vogliono dai 50 agli 80 adempimenti e
bisogna interloquire con almeno 20 amministrazioni.
Arte,
blues e prevenzione: le nuove sfide delle Magistrali
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia,
permettendo se ne parlerà tra qualche anno. Il progetto è già stato finanziato
dalla Provincia Carbonia Iglesias. LE INIZIATIVE Alla fine di ogni anno
scolastico le magistrali organizzano una grande manifestazione dedicata
all'arte.
Siamo
sicuri che serva? ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e non conosce
distinzione tra centri storici e periferie, tanto meno tra città capoluogo e
paesi confinanti. E perché anche un'ordinanza può rivelarsi inquinante, se non
si libera dalle polveri sottili della burocrazia. A differenza delle targhe, il
buon senso non può funzionare a giorni alterni: se manca, è per sempre.
Godega
di Sant'Urbano Il cantiere ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impigliati
nella burocrazia romana i due lotti conclusivi, il 28 e il 29 che permetteranno
di raggiungere Conegliano. I 9 km del tratto che collega Sacile e Godega, il
lotto 28, sono stati completati dieci anni dopo, nel 2006. Quello che parte ora
è il lotto 29 che, in base al progetto del 2001 realizzato dopo la bocciatura
della commissione di Valutazione di Impatto Ambientale,
<Farmaci,
"cavie" svizzere fondamentali>
( da "Corriere
Di Como, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Svizzera in
questo senso è molto utile anche alla ricerca italiana perché nel nostro Paese
c'è ancora troppa burocrazia e ottenere l'autorizzazione per le sperimentazioni
richiede tempi spesso troppo lunghi". Ha sottolineato l'importanza delle
cosiddette "cavie" Silvio Garattini, farmacologo dell'istituto Mario
Negri, ieri a Como a un incontro organizzato dalla classe 1957 a Villa Olmo.
MICHELE
IPPOLITO SAN GIORGIO A CREMANO. LA DIREZIONE DELLA CLINICA GRIMALDI DI VIA
MARCONI HA DEC ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
potrebbe fare slittare di molti mesi la riapertura dell'unico punto di
riferimento per le emergenze sanitarie. "Purtroppo - spiega ancora
Grimaldi - non conosciamo le tempistiche della Regione, l'unica in Italia ad
aver fatto slittare i termini dell'accreditamento a più di dieci anni
dall'avvio dalla normativa"
LETTERE
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cosa che mi
appartengono come esperienza, ma odio la burocrazia e il 90 per cento in questo
ambiente è burocrazia. Quanto ai rospi che dovrei inghiottire, si vede che non
hai mai partecipato a un consiglio comunale: ti saresti accorto che molte, anzi
moltissime volte voto da solo contro tutti e parlo sia di maggioranza sia di
opposizione.
Italkali:
di nuovo emergenzaRealmonte ( da "Sicilia, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Italkali in
quel di Realmonte è da attribuire alla burocrazia e ai burocrati. L'azienda ha
da anni un progetto per la valorizzazione e commercializzazione della kainite
che giace nel sottosuolo, praticamente accanto al salgemma. L'Italkali è però
come un amante delle auto di lusso che però non può disporre della chiave per
aprire la portiera, sedersi sul sedile e avviare il motore.
Porto
turistico, avviso alla KappaProgetto a rischio
( da "Sicilia,
La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impegno del
sindaco Barbagallo è teso a stringere i tempi della burocrazia. E ad
approfondire l'argomento: conferenza dei servizi "si" o
"no". Peraltro la marineria locale è cinta d'assedio dalle marinerie
più aggressive. Il porto potrebbe rappresentare le basi per un futuro. Ma si
deve risolvere il problema del progetto e della proprietà dei terreni a monte
del porto.
La
Giustizia efficiente migliora la società
( da "Sicilia,
La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha lanciato
l'allarme di un "arretramento nella lotta alla mafia dovuto alla
burocrazia" nella battaglia per la confisca dei beni ai boss. "I
tempi del governo e della politica sono rallentati, ma i tempi della
magistratura per fortuna non risentono di queste pause che continuano
imperterrite. Aspettiamo la politica e il governo".
I
Costruttori: <Servono soldi>
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fondi per
nuove infrastrutture e meno burocrazia Parata di parlamentari per i giovani
dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili, che ieri hanno
realizzato una tavola rotonda sul tema "Costruire domani a Padova e nel
Veneto: prospettive e scenari".Obiettivo dei giovani, mettere alle corde
gli onorevoli di ieri e potenzialmente di domani,
<Sanità,
scelta ai cittadini> ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i parametri
della burocrazia regionale che sono un chiaro boicottaggio al sistema
ambulatoriale privato accreditato. In una Regione di centro-destra non si può
mettere in discussione la libertà di scelta del cittadino". Così il
consigliere regionale di AN Raffaele Zanon ha formalmente richiesto al
presidente della quinta Commissione Raffaele Bazzoni,
E'
iniziata in Perù, con il saluto alla moglie, la grande sfida del rematore
solitario di Aprica che punta ad attraversare il Pacifico Bellini lascia Lima,
starà per mare un anno B ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dopo 40
giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. E difficilissimo
salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di
cominciare questa lunghissima sfida". Una partenza decisa due giorni fa,
d'accordo con lo shore team, perché si sono palesate le migliori condizioni
meteo per partire: vento leggero da direzione favorevole,
( da "Stampa, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CASTAGNOLE
LANZE.CONFERENZA DI DE GENNARO AL LIONS "L'economia astigiana ha bisogno
di idee" Note dolenti per l'industria astigiana in perfetta sinergia con
l'andamento nazionale e nessuno spiraglio. Questo in estrema sintesi quanto emerso
dall'ampia relazione di Franco De Gennaro presidente dell'Unione industriale di
Asti invitato al ristorante Roma di Castagnole Lanze dal Lions club Costigliole
(presieduto da Idolo Castagno) per fare il punto su problemi e prospettive di
industria ed economia astigiana. De Gennaro ha trattato l'argomento con
cognizione di causa perché nella sua vita professionale ha percorso tutte le
tappe ad iniziare dalla gavetta. E' stato prima tuta blu, poi impiegato,
dirigente, manager fino a diventare titolare della Util di Villanova con 1600
dipendenti e sedi in tutto il mondo. Il quadro che ne è uscito è poco
incoraggiante perché l'Astigiano sta continuando a perdere colpi e pezzi
pregiati della sua storia industriale. Per tutto valgano gli esempi della Gate e
della Way Assauto due aziende che per decenni hanno garantito stabilità e
occupazione e che ora per un motivo o per l'altro stanno lottando per
sopravvivere. "In questi ultimi tempi in Italia stiamo conquistando
primati negativi e superiamo le altre nazioni solo nei
costi di produzione e nella burocrazia - ha detto De Gennaro - le responsabilità vanno equamente divise
tra la poca collaborazione fra gli imprenditori che non hanno saputo fare gioco
di squadra e le tante scelte politiche sbagliate. Mi preoccupa soprattutto - ha
proseguito - la mancanza di progetti a lungo termine per rilanciare
l'Astigiano". Tra le ricette: guardare attentamente il mercato,
orientare le scelte verso il cliente e non verso il prodotto e potenziare il
ruolo della scuola e della formazione. E a tal proposito De gennaro ha ribadito
la necessità di "sfornare" ragazzi sempre più specializzati e
aggiornati con l'evoluzione industriale. Alla serata erano presenti anche i
presidi Secondo Franco (Artom), Ugo Rapetti (Castigliano) e Paola Bogetto
(media Canelli) scuole che riceveranno le borse di studio offerte dal Lions
Club Costigliole. \.
( da "Stampa, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BORGOSESIA. SECCA
REPLICA DEL PRESIDENTE DELL'ENTE "Un errore uscire dal Parco"
[FIRMA]GIUSEPPE ORRU' BORGOSESIA E' lotta aperta tra il Parco naturale del
Monte Fenera e alcuni residenti della frazione Ara di Grignasco, che chiedono
di restare fuori dall'area protetta. Lo hanno fatto tramite i consiglieri di
minoranza Roberto Beatrice e Maurilia Vinzio, che hanno presentato una raccolta
di firme alla dirigenza del parco. La presidente del "Fenera",
Oliviera Calderini, risponde ai frazionisti, ricordando che "la normativa
e l'attività del Parco sono volte alla riqualificazione dell'abitato storico
che è un patrimonio di tutti, che ha acquistato un valore aggiunto e sarà
sempre di più apprezzato soprattutto a scopo residenziale e turistico. Grazie
al parco, Ara ha cambiato la destinazione d'uso da area industriale a
residenziale, consentendo la realizzazione di 18 appartamenti e di 31 posti
auto, prevedendo la riqualificazione urbanistica delle aree circostanti".
Prosegue la Calderini: "In generale l'attività autorizzativa edilizia
dell'anno 2007 nel territorio di Ara consta di 56 pratiche edilizie, di cui 55
sono state accolte con parere favorevole. Il Parco garantisce l'espletamento
delle pratiche edilizie e forestali in 5 giorni in media. L'uscita della
frazione Ara dal Parco comporterebbe, attraverso il piano regolatore, il
passaggio a zona di centro storico, con vincoli ambientali, edilizi, storici ed architettonici che la sottoporrebbero ad un aumento
esponenziale della burocrazia e un allungamento delle tempistiche per i permessi".
Calderini ricorda inoltre gli interventi realizzati dal Parco, come il restauro
del ponte sul torrente Magiaiga e il ponte della Boretta che stavano crollando;
il rifacimento del ponte del Mulin dal Togn; il ripristino di muri
franati in pietrame lungo la strada comunale Ara-Mulino Iannetti, la
sistemazione della strada Ara-Cascina Cesera. La presidente, a proposito della
definizione dei nuovi confini del parco evidenzia che "si è fatto tanto
clamore per estromettere una abitazione a Pianaccia quando, inspiegabilmente,
un altro caseggiato posto lungo la strada della Carrà è stata esclusa dalla
richiesta di stralcio dal territorio del Parco. La nuova perimetrazione a ovest
di Ara prevede che il confine del Parco attraversi diagonalmente e senza meglio
essere definiti, i mappali di numerose proprietà, configurando evidenti ed
enormi problematiche di gestione territoriale ed altrettanti disagi per i
proprietari che vedono i propri terreni parzialmente inseriti all'interno del
Parco e parzialmente stralciati. Questa situazione richiederebbe, per ogni tipo
di intervento ipotizzabile su tali proprietà, di sottoporre le pratiche
amministrative a tutti gli enti competenti, Parco compreso, che potrebbero
individuare pareri discordanti tra loro e causare una paralisi certa e totale
di qualunque attività". Calderini conclude dicendo che "non comprende
le motivazioni della proposta di legge per estromettere porzione di territorio
grignaschese dal Parco, quando altre amministrazioni, a ragion veduta, chiedono
di poter inserire aree più ampie all'interno dell'area protetta".
( da "Gazzetta di Reggio" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Franco Dallasta
"Ritorno alle origini" per il bacino del fiume Po Boretto: al via i
progetti di rinaturazione del Wwf approvati con il piano di assetto
idrogeologico BORETTO. "Ritorno alle origini per il bacino del Po. Dopo lunghi anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata la direttiva dell'Autorità di
Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione di vaste aree golenali del
fiume, per garantirne anche la sicurezza idrogeologica e l'equilibrio
ecologico". Il Wwf Italia esulta e parla di "una svolta storica"
che, grazie all'approvazione della direttiva, consentirà l'attuazione di
interventi di rinaturazione. Si tratta di un "restauro naturalistico"
ad ampio raggio, spiega Andrea Agapito Ludovici, responsabile nazionale per
l'Acqua dell'associazione naturalistica, che nasce dal "patto sui
fiumi" che era stato siglato nel 2001 da Wwf, Giovani imprenditori di
Confindustria e Coldiretti della Lombardia, e che interesserà inizialmente
alcune aree alla foce del Ticino, in provincia di Pavia, ed alcune
"isole" amministrativamente divise tra le Province di Mantova e
Reggio, dove più sensibile fu, durante la piena del 2000, il rischio di
inondazioni. GLI INTERVENTI. Si tratta, comunque, di un primo passo importante
che, grazie all'approvazione della direttiva - con un decreto del presidente
del Consiglio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 febbaio - potrà essere
adottata anche per gli altri interventi di rinaturazione delle golene e
dell'alveo del Po che fanno parte del Pai, il piano di assetto idrogeologico
dell'Autorità di Bacino. NO ALLA NAVIGAZIONE "Il Po, da più parti
considerato come il grande malato dell'Italia settentrionale - afferma una nota
del Wwf - è stato vittima di pesanti speculazioni in passato ed è tuttora
oggetto di progetti pericolosamente fantasiosi, come la recente proposta di
navigazione per il trasporto merci, che ne possono compromettere
l'equilibrio". "Il fiume - prosegue Agapito Ludovici - potrà tornare
in salute se finalmente verrà attuato il piano di assetto idrogeologico, che
deve garantire il ripristino degli equilibri ambientali necessari a scongiurare
nuovi rischi, anche attraverso questa nuova direttiva tecnica" Il Wwf
vuole "riattivare vecchi rami fluviali, ripristinare le aree di
esondazione naturale, riforestare le fasce fluviali, ridurre gli elementi
artificiali, realizzare interventi per la conservazione di specie ed habitat
prioritari". "Questi progetti - conclude il Wwf - possono essere
sviluppati con il coinvolgimento di agricoltori, imprenditori, associazioni
locali e comuni. E' un'opportunità che non va sprecata, in linea con
l'applicazione della direttiva quadro acque e della direttiva sul rischio
alluvionale". Ma perché diventi "uno strumento operativo efficace, è
necessario che le Regioni e le Province rivierasche la adottino al più presto
per la propria pianificazione".
( da "Corriere delle Alpi" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'albero, la bici e
tante storie HO LETTO con interesse l'articolo a tutta pagina dell'albero di
Sitran e vorrei portarvi le mie idee. Anni fa, molti anni fa scoprii per caso
l'albero che mangiava la bicicletta. Seguivo l'istinto di inoltrarmi nel
sottobosco autunnale per fotografare i colori delle foglie e avere immagini
suggestive del lago di Santa Croce. Ci portai mia nipote che a quel tempo era
bambina. La sua curiosità mi pose domande per quella insolita visione. L'albero
fagocitava lentamente la bicicletta, un mezzo di trasporto umano. Poteva essere
la volontà di trasmettere un messaggio visivo della forza della natura, che nel
tempo riesce a sollevare e privare il moto a quel mezzo intruso nel contesto
naturale. La forza della natura. Ci poteva stare nelle storie che per lei, in
quel momento, inventavo. Ma forse questa era troppo arzigogolata da capire per
una bambina, che non conosceva per traspozione, le distruzioni ambientali che
l'uomo opera quotidianamente in ogni parte della terra. Quindi seduti a terra
ammirando quella scultura naturale e viva, le dissi che Sitran aveva con sè
molte storie che nascevano da esperienze e leggende, in un intricato mondo
fiabesco da leggere e ascoltare con curiosità. La bici, ora scheletro immobile
del suo tempo, ha perduto molte componenti, cadute e recuperate da mani
fantasme. Aveva le ruote complete, la retina paragonne, i pedali e chiunque
poteva ricostruire mentalmente una bici completa immaginandola, perché per
lungo tempo queste cose erano adagiate alla base, quasi con reverenza e
rispetto. Poi, mani ignote, le hanno fatte sparire. L'albero che anni fa era
stato fotografato in inverno come copertina del libretto della mostra di
"Portici inattuali" continua a vivere in simbiosi con la bici ma il
tempo ha già condannato la bici ad uno scheletro ossuto, quasi privo del
manubrio ormai. La quarta ipotesi, da aggiungere al bell'articolo di Sirena
dell'altro giorno, è quella che raccontai per ultima a mia nipote. Una sera, al
crepuscolo un uomo alticcio prese la bici inoltrandosi nel bosco, l'appoggio
all'alberello in crescita, si allontanò per qualche bisogno, si adagiò nel
letto di foglie e lì stette sino al risveglio, dimenticandosi la bici e tanti
altri pensieri, dentro un'altra osteria. Pierantonio Dalla Casa BELLUNO Indiciamo
il referendum contro i paradisi "vicini" L' EMPIREO dell'Italia è
vivere in Alto Adige o nella Vallè! La nostra è tutta invidia o meglio la mia è
tutta invidia. Non ci sarebbe comunque nulla da stupirci! Io perlomeno sono su
con gli anni e non me ne importa più di tanto, certe faccende le guardo con
superficialità. Certamente quando avevo tre figli da governare mi sarebbe
piaciuto avere quelle agevolazioni che godono in queste Regioni, dai libri
gratis ad una forte quota per aiutare a pagare l'affitto e mille litri di
benzina all'anno al costo di 50 cent il litro e tutto il resto. Non parliamo
delle sovvenzioni e tassi di interesse irrisori, per l'acquisto di una casa o
per la sua ristrutturazione. Non so se sia giusto divulgare queste verità che creano
malcontento e tanta rabbia. Arrivano quei tali giornalisti Stella e Rizzo e
pubblicano il libro "la Casta", ora arriva Caporale con gli
"Impuniti", tutta roba documentata, papale papale! Una importante
rivista tratta l'argomento e non è che parli di illegalità, no assolutamente, è
tutto legale, al massimo possiamo parlare solo di italiani figli e figliastri e
con l'aria che tira il popolo dei figliastri si arrabbia e ci rimane di m...!
Pensate, un abitante della provincia di Bolzano se si costruisce uno steccato
in legno davanti casa o cambia le tegole del tetto con le scandole in legno ha
un contributo cospicuo. Leggo ancora: se si mantiene una stufa d'epoca si avrà
un sussidio. Nel 2006, per le stufe d'epoca (684) sono stati distribuiti 3
milioni di euro! Per forza i comuni limitrofi si danno da fare per spiccare un
salto e planare nell'abbondanza. Mi sembra di vedere zio Paperone lo
stramiliardario attorniato dai miseri Paperino. Viene la voglia di fare i
Bassotti! E' ben vero che queste regioni i soldi li sanno amministrare, a
visitare quei luoghi si rimane stupiti dalla pulizia, dall'ordine, dal bello, è
veramente un paradiso! Si dirà che è facile con i soldi, ma non è vero! In
altri luoghi dove anche la natura è stata prodiga di bellezze naturali e dove i
soldi sono stati stanziati, questi si sono persi per strada, non sono arrivati
a destinazione, hanno preso altre vie rimaste sconosciute. Dietro la scusa
dell'efficienza indiscutibile si nasconde l'alibi e si cerca di non vedere
quanto denaro costano all'Italia questi paradisi. I soldi sono quelli di tutti
gli Italiani, almeno quelli che pagano le tasse... però è ingiusto per chi sta
dall'altra parte a guardare! Vogliamo indire un referendum?! LuciStefan FONZASO
Ho bisogno di un lavoro per vivere: aiutatemi SONO un ragazzo di 30 anni e da
tre anni vivo a Belluno. Mi sono rivolto ai giornali per poter comunicare a
tutti gli imprenditori. Ho sempre lavorato con le agenzie ma negli ultimi sei
mesi ne ho lavorati appena due. E qui iniziano i problemi. Ormai saranno circa
due mesi che mangio solo se qualcuno mi dà qualcosa, mi lavo poco o niente.
Vivo in una casa vecchia e umida, quando piove entra l'acqua dal tetto, non ho
riscaldamento. E' una vita da povero. Io non ho più nessuno al mondo, solo la
voglia di lottare per un futuro migliore. Per questo mi rivolgo a voi tutti se
potete aiutarmi. Non ho problemi ad addattarmi a qualsiasi lavoro. Non è facile
vivere così. E' come vivere ai confini della realtà. Chiedo aiuto perché entro
il 10 marzo devo lasciare la casa, visto che saranno due mesi che non pago
l'affitto. Ho paura di finire in strada e di fare questa vita. Aiutatemi per
favore, sono veramente disperato. Questo è il mio numero: 3468021151. Lettera
firmata Il caso dei 12 studenti: ce ne ricorderemo SE PENSIAMO che la Provincia
di Belluno, tra rimpalli, denunce tramite Dolomitibus in quanto socio di
maggioranza, scarico di responsabilità, disparità tra due Comuni confinanti,
non è stata in grado di risolvere il problema di 12 e ripeto dodici studenti
che frequentano gli istituti superiori del Primiero, lascio ad ognuno pensare
ciò che meglio crede. Il tutto risolto con la modesta somma di 5.000 euro
ricaduta su tutti i frequentatori degli istituti superiori, nonché sulle
relative famiglie: complimenti all'amministrazione comunale di Sovramonte
condotta dal sindaco Armando Scalet e alla sua giunta e in particolare
all'assessore Federico Dalla Torre che si è preso a cuore la situazione. Ai
famigliari degli alunni interessati, ma anche a tutti i sovramontini, dico: la
classe politica conta sul fatto che abbiamo la memoria corta, ma considerato
che tra un anno circa ci saranno le elezioni provinciali meditiamo e sopratutto
ricordiamocelo. Maurizio Campigotto Cara giunta, niente nozze con i fichi
secchi NOZZE coi fichi secchi. Da un articolo del vostro giornale apprendo che
l' mministrazione Comunale di Belluno non ha ancora il bilancio, passaggio
fondamentale per un ente, eppure ricordo ancora tutta l'enfasi con cui si
propagandava la sicurezza, l'efficienza e la prontezza di questa
"nuova" (?) classe amministrativa. C'è ancora nell'aria lo stupore
per l'assegno portato dall'assessore regionale a favore del polo natatorio
(leggi pisicina) di Lambioi, ma altrettanta sorpresa mi coglie quando apprendo
dal sindaco che i ritardi sono dovuti ai problemi con la Sovrintendenza,
dimenticando però quali positivi rapporti si erano instaurati con la medesima
Sovrintendenza per il caso del ponte bailey sul Piave; o il problema è forse da
ricondurre alla mancanza delle rimanenti risorse finanziarie per completare
l'intervento? Altro caso la seggiovia che doveva sostituire lo skilift del Col
Toront in Nevegal, questione che ha avuto problemi presso gli uffici di Roma,
per fortuna di questa amministrazione in quanto nel bando di gara
esplicitamente si indicava che i lavori sarebbero stati realizzati solo se
fosse stato confermato il contributo regionale; i lavori non sono partiti.
Questi sono solo due casi che forse dimostrano come ci sia stata troppa fretta
di dimostrare la propria onnipotenza, forti dei canali privilegiati con
Venezia, un certo delirio che però può essere pericoloso se diventa un
comportamento politico consolidato, una vertigine che non permette di avere una
visione chiara della realtà. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi,
la festa non riesce bene. Odone Tobia BELLUNO Facciamo un monumento a tutti gli
sportivi 2008, anno delle Olimpiadi a Pechino. Apoteosi dello sport. Idea:
perché non costruire un monumento o palazzo (se si trovano gli euro) dedicato a
tutti gli sportivi di ieri, di oggi, domani, senza fare differenze razziali,
religiose, di opinione, di nazionalità o altro. Sembra ovvio, forse, ma
rinfrescare la memoria farebbe bene, specialmente ora che infuriano le
polemiche sugli sports, che la politica divide tutto e tutti, che la violenza
sta prendendo il sopravvento sulla ragione. Ed anche ricordare coloro che hanno
vissuto in modo positivo. E sponsorizzare lo sport, non solo quello estremo, da
medaglie, ma anche gli anonimi che con una fascetta sulla fronte, appesantiti
dagli anni, si muovono o cercano di correre, insomma, cercano di fare una sana
attività. Quando ero in collegio (di mutilati) tutti dovevamo fare almeno
un'ora di ginnastica al giorno, appena alzati. Sarebbe bello vedere, come in
Cina, gruppi di tutte le età che fanno, per esempio, Tai Chi negli spazi (da
recuperare) della città. W lo sport! Renzo Magagnin I meriti di Ferrara e le
logiche umane HO notato che qualche opinionista o editorialista accusa Ferrara
di aver detto che le donne che abortiscono sono delle assassine. Debbo dire che
questo è un tradimento della verità, perché Ferrara ha espresso un giudizio
sull'atto (la soppressione di una vita), non sulla persona che lo compie.
Assassinio o soppressione sono un po' come i due termini che si usano per
definire chi non vede: cieco o non vedente. Non si può quindi andare alle
conseguenze di quella affermazione, facendo dire a Ferrara quello che non ha
detto. Quasi tutti dicono che l'aborto è un dramma, e questo è vero. Ma chi
sono gli "attori" in questo dramma? Sono la donna, il bambino e noi
tutti. La donna, spesso lasciata sola da una società indifferente (a parte il
Movimento per la vita); lasciata sola da uomini che hanno dato il loro
contributo perché avvenga il concepimento, per i quali è molto utile lo slogan
che dice "l'utero è mio e me lo gestisco io". Ma vi sono anche degli
uomini che vorrebbero dire la loro e non possono, sempre a causa di quello
slogan. L'unica vittima innocente in questo dramma è però il bambino. Mi pare
che il merito di Ferrara sia stato quello di mettere tutti noi - non solo le
donne - di fronte a questo dramma, che si ripete circa 130 mila volte all'anno
nella sola Italia. Fatta salva la verità dell'atto drammatico in sé, possiamo
quindi dire che tutti siamo più o meno colpevoli del male. Siamo colpevoli
quando non diciamo la verità, quando la deformiamo per scopi ideologici. Siamo
colpevoli - anche come mass media - quando diffondiamo solo il male e non
sappiamo proporre il bene e i valori. Claudio Forti C'è bisogno di una politica
che pensi ai cittadini AUSPICO una campagna elettorale vivace, educata,
intelligente, rispettosa e che sia centrata sui problemi dei cittadini più
deboli e bisognosi; che discuta dei grandi temi irrisolti in Italia: la difesa
della Costituzione, una nuova legge elettorale, il conflitto d'interessi, la troppa burocrazia, la mafia, l'evasione fiscale, l'economia, il rispetto
dell'ambiente, i diritti civili, il costo della vita, i salari troppo bassi.
Spero sia fatta in mezzo e con le persone da ascoltare, specialmente i più
bisognosi, gli operai e i pensionati, gli ammalati e gli anziani in genere.
L'ultimo governo qualcosa ha fatto, ma è stato troppo poco e quasi
insignificante, bisogna coinvolgere di più anche i giovani ed elaborare con
loro progetti che li riguardano, l'educazione alla legalità, alla sicurezza
stradale, il miglioramento dell'istruzione, i servizi sociali, nuovi luoghi di
aggregazione. Da subito il governo ancora in carica dovrebbe poi approvare gli
iltimi decreti in ballo per aumentare i salari, diminuire le tasse, migliorare
la gestione della cosa pubblica, per far sì che la politica non sia un costo ma
una risorsa. C'è bisogno di una politica alta, vera, onesta e trasparente,
priva d'interessi personali, che sia al servizio dei cittadini, degli interessi
generali e del bene comune, con l'obiettivo di arrivare ad una società più equa
e giusta, piena di diritti e di valori veri per tutti. Bernardo Tardocchi.
( da "Giornale di Brescia" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 23/02/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA Il biennese è partito da Lima
verso Sidney Alex Bellini solca l'oceano Bellini ritratto con la moglie
Francesca BIENNO La sfida tra il "navigatore solitario" di origini
biennesi Alex Bellini e l'oceano Pacifico è iniziata giovedì scorso. Erano le
14.40 a Lima (Perù), le 20.40 in Italia, quando l'imbarcazione a remi si è
staccata dalla costa puntando con decisione verso il largo. Un caloroso
abbraccio alla giovane moglie Francesca, un grazie agli amici dell'Air Sports
Club di Miraflores e del Club de Regattas di cui è stato ospite per quaranta giorni;
poi via, senza esitazioni, evitando di voltarsi indietro per un'ultima
sbirciata alla terraferma. "È arrivato il momento: dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca
finalmente parto - ha detto Alex poco prima di posizionarsi nell'imbarcazione -.
È difficilissimo salutare Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di
cominciare questa sfida". Davanti alla sua avveniristica imbarcazione
"Rosa d'atacama II" si è presentata una distesa sterminata di acqua
segnata da un percorso di 10mila miglia di onde spumeggianti da superare
nel corso dei dodici mesi necessari per raggiungere Sidney, in Australia. La
grande sfida con il Pacifico è iniziata con decisione, ma anche con la giusta
prudenza dettata dall'esperienza maturata in altre avventure estreme. Il
passaggio in alcune zone di mare all'altezza dell'Equatore saranno
particolarmente pericolose e la velocità media da mantenere dovrà essere di
circa due nodi (4 chilometri all'ora). Ad aiutare Alex ci saranno soltanto i
pannelli solari Nrg Sunrise ad alta tecnologia installati a bordo per far
funzionare la strumentazione elettronica: per il resto sarà completamente solo.
Per Alex sarà un anno monacale, neppure al piacere del cibo potrà affidarsi: i
300 chili di alimenti stipati nella cambusa dovranno bastargli fino a Sidney.
Qualora la scorta dovesse essere insufficiente dovrà ricorrere alla lenza.
L'impresa che Alex sta affrontando ha anche un significato scientifico. Al
Centro Nazionale Ricerche di Pisa ha messo a disposizione addirittura il suo stesso
cuore perché, tramite elettrocardiogramma, gli scienziati possano studiare i
meccanismi del muscolo cardiaco quando è sotto sforzo. Ma non solo. Con gli
stessi ricercatori ha concluso anche un accordo di collaborazione per scoprire
che cos'è quella strana "chiazza" di spazzatura, grande quanto
quattro volte gli Stati Uniti, che galleggerebbe tra le Hawaii ed il Giappone.
( da "Giornale di Brescia" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 23/02/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA Presentati ieri al convegno
organizzato da Fim Cisl e Coordinamento Arcobaleno i dati sui flussi Valle e
Sebino, immigrati a quota 11mila Tra le necessità emerse
"lo snellimento della burocrazia per i permessi" Immigrato al lavoro in un'officina: tra
Valcamonica e Sebino sono 11mila gli extracomunitari Elia Mutti VALCAMONICA È
di quasi 11.000 il numero degli immigrati presenti attualmente in Valcamonica e
sul Sebino. Nei paesi della valle dell'Oglio ne sono stati censiti 4.772
(il 7,43% dei 64.213 abitanti), 2.589 nel Basso Sebino (l'11,47% dei 22.575
abitanti), 1.129 nel Sebino Bresciano (il 5,92% dei 19.056 abitanti) e 2.400
nell'Alto Sebino bergamasco (il 9,02% dei 26.612 abitanti). La crescita
costante del loro numero si evince anche dai tesserati alla Fim. Nel 2004 gli
immigrati iscritti alla Cisl rappresentavano il 2,3% dei metalmeccanici
camuno-sebini, nel 2005 il 6,3%, nel 2006 il 10% e nel 2007 il 12%. Per lo più
gli immigrati sono maschi che provengono principalmente dai Paesi del Nord
Africa e dell'Est europeo, ma ci sono anche brasiliani, belgi, cubani,
egiziani, coreani, colombiani, peruviani e di altre nazionalità. Molti di loro
hanno lasciato alle spalle storie travagliate, pagato fior di quattrini per
sbarcare in Italia, superato a fatica le difficoltà di integrarsi con i
cittadini del bel Paese ma, raggiunto un discreto grado di sicurezza economica
e sociale, puntano con decisione al congiungimento della famiglia. Alcune
comunità prediligono trovare casa e lavoro in una zona piuttosto che in altre:
gli indiani sono radicati, in modo particolare, nel Basso Sebino, i rumeni
nell'Alto Sebino bergamasco ed i senegalesi a Villongo. Dati statistici che
fanno riferimento ad una ricerca conclusasi nel mese in corso e subito
presentati e commentati ufficialmente ieri mattina a Boario Terme, durante il
convegno che la Fim Cisl di Valle ed il coordinamento immigrati Arcobaleno
hanno promosso all'Hotel San Martino. Al tavolo della presidenza i cislini
Giacomo Meloni, Elisabetta Possessi e Alessandro Poni, Bruno Ducoli, membro
della Commissione europea sull'interculturalità, don Danilo Vezzoli della
Caritas, l'albanese Qani Golikja, presidente della Comunità Aquila, ed il
marocchino El Arousy Abbemaser, operaio della Lucchini Sidermeccanica di
Lovere. Sia pure con sfumature diverse, i relatori si sono trovati d'accordo
sul fatto che "solo la cultura dell'accoglienza e del reciproco rispetto
possono governare il percorso di avvicinamento ad una società
multirazziale". Concrete le proposte: snellire la burocrazia
necessaria per ottenere i permessi e le carte di soggiorno, facilitare il
congiungimento familiare, riconoscere, previo esame integrativo, il titolo di
studio acquisito in patria, garantire pari opportunità nello sviluppo
professionale, concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative per
chi è in regola con i documenti, istituire un permesso di transito per chi
emerge dal lavoro nero o è in attesa di assunzione a tempo indeterminato,
concedere la sanatoria sul decreto flussi relativi al 2007.
( da "Stampa, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Opinione Renato
Giusto CONTI IN ORDINE LA SANITÀ UN PO' MENO I l bilancio è in ordine, la
sanità non proprio. Meno male che il presidente della Regione Burlando ha
ricevuto i complimenti del ministro della Salute perchè i conti tornano.
Bisogna però rilevare, purtroppo, che i cittadini liguri per avere in tempi di
attesa decenti per una Tac o una risonanza magnetica devono spesso recarsi
fuori Liguria. Poi, per fare certi tipi di visite specialistiche, i tempi di
attesa sono biblici. Molti farmaci sono soggetti a ticket non proprio
bassissimi. Altre Regioni come il Piemonte e la Lombardia sono riuscite a
pagare meglio sia i medici che gli infermieri e spesso, quindi, operatori
liguri bravi emigrano in quelle regioni. Molti vanno ad operare i propri
pazienti liguri in cliniche accreditate e convenzionate in Piemonte e
Lombardia. Ciò denota che la programmazione ospedaliera ligure fa acqua da
tutte le parti. I Distretti sanitari esistono solo sulla
carta e la burocrazia
aumenta invece di diminuire. È troppo facile risanare il deficit rovesciando
sui cittadini ticket e balzelli vari tentando anche di razionare l'assistenza
ospedaliera (vedi gli ospedali savonesi) senza invece una programmazione più
sensata e appropriata specialmente. Spesso i medici di famiglia non sono
soddisfatti del proprio lavoro e di fronte al paziente appaiono ormai solo come
dei passacarte.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Con la pubblicazione
in Gazzetta del nuovo decreto del 21 Gennaio 2008 del Ministero del Lavoro
cambiano radicalmente le modalità di dimissione dal lavoro con decorrenza 5
marzo 2008. LA LETTERA di dimissioni volontarie del lavoratore, pena la sua
nullità, andrà consegnata su appositi moduli individuati dal Ministero del
Lavoro. Sono tenuti a questo adempimento tutti i lavoratori con contratto di
lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, anche a
progetto, collaborazione occasionale, associati in partecipazione con apporto
di lavoro e soci di cooperative. LA MACCHINOSITA' di un'operazione che dovrebbe
essere semplice ha raggiunto l'apice. Non solo la nostra burocrazia mostra tutta la sua
arroganza, c'è di più: la pretesa di controllare i rapporti infliggendo a
lavoratori e imprese l'umiliazione di sottoporsi a file e perdite di tempo. Chi
si dimette dovrebbe infatti recarsi presso uno sportello comunale, direzione
provinciale del lavoro o centri per l'impiego semplicemente per compilare un foglio
di dimissioni. SI DOVREBBE quindi perdere tempo, inquinare maggiormente
a causa di tutti gli spostamenti che la pratica comporta e finalmente arrivare
in azienda con 'il modello giusto'. Una vera e propria procedura da vecchia
Unione Sovietica. Perché tanta cattiveria contro chi lavora? Mauro Garlassi
Segretario Provinciale Confartigianato - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Faenza)" del
23-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ravenna))
Argomenti: Burocrazia
UN MAXI emendamento
al regolamento urbanistico edilizio: sono più di sessanta le osservazioni che
le due associazioni del sistema artigiano hanno trasmesso all'amministrazione
comunale ed alla commissione assetto del territorio. Tutte richieste di
modifiche che riguardano la normativa. "I capitoli relativi agli indici e
alle cartografie ? spiega Antonello Piazza di Confartigianato ? saranno
eventualmente oggetto di rilievi da parte di singole imprese e privati".
Così il 'Rue' presentato appena cinque mesi fa è stato smontato pezzo per pezzo
da un gruppo di lavoro unitario che ne ha fornito una versione "più
snella" e più utile a sostenere l'attività delle oltre mille imprese
artigiane che lavorano nelle costruzioni. E' per questo che Cna e
Confartigianato propongono alla giunta di conferire le competenze dello
sportello unico delle attività produttive allo sportello dell'edilizia, e di
istituire la conferenza dei servizi per il riascio delle concessioni ai nuovi
insediamenti produttivi. "In questo modo si possono accorciare i tempi
delle autorizzazioni ? riferisce Piazza ? che sono un fattore essenziale per chi
investe milioni di euro in una nuova attività". Non c'è da guardare
lontano per trovare modelli organizzativi così snelli. "Esistono da tempo
a Faenza e più di recente sono stati istituiti a Lugo". LA SPINA dorsale
del sistema artigiano si regge sulle costruzioni, ma anche sull'impiantistica.
Ecco che il maxi emendamento al Rue chiede di incentivare ancor di più
l'adozione del solare termico e del fotovoltaico "eliminando tutto quello
che li limita e prevedendo ? insiste Piazza ? sgravi sull'Ici". E' anche
necessario che i locali che accolgono impianti tecnici non costituiscano
volumetria. LE OSSERVAZIONI entrano poi nel campo minato della 'superficie
utile' e della 'dimensione media degli alloggi' che hanno suscitato un vespaio
di polemiche. La superficie utile complessiva, introdotta da Rue, viene
calcolata sommando la superficie utile e il 50 per cento della superficie
accessoria (garage, cantine, balconi, logge). Su questa base vengono calcolati
oneri di urbanizzazione e prezzo dell'alloggio. "Noi proponiamo di ridurre
la percentuale del 50 per cento ? sottolinea Mario Petrosino della Cna ? troppo
penalizzante. E comunque di graduarla nel tempo. Per evitare che ci sono
differenze rilevanti tra concessioni rilasciate prima e dopo l'approvazione del
regolamento". Nel mirino degli artigiani anche la dimensione media degli
alloggi, soprattutto per quanto riguarda il forese, che è stata fissata da Rue
in 100 metri quadrati. "Il parametro rischia di favorire proprio quello
che l'amministrazione dice di voler evitare ? insiste Petrosino ? cioè la
nascita di complessi con tanti monolocali 'alveari' accanto a pochi
appartamenti di grande metratura. Meglio ? suggerisce ? fissare un criterio di
superfici minime dei vani abitativi". GIARDINI e gazebo regolamentati dal
Rue offrono spunti ulteriori. "Ci pare un inutile appesantimento ? rileva
l'esponente della Cna ? obbligare la redazione di un progetto del giardino per
le aree private. Mentre sarebbe utile introdurre le regole per installare
casette, pergolati e tettoie, superando l'obbligo di chiedere
l'autorizzazione". In questi mesi, poi, la giunta è impegnata a definire i
criteri per concedere l'installazione di strutture temporanee come i dehors per
i pubblici esercizi. "Proponiamo che vengano autorizzanti anche per gli esercizi
di vicinato e le attività di produzione alimentare, come è avvenuto di recente
a Cervia". AL PORTO le associazioni artigiane chiedono sia consentita la
costruzione, ora vietata, di impianti energetici a biomasse se derivanti da
procesi di lavorazione o deposito locali. Poi c'è il capitolo della
discrezionalità dei dirigenti comunali nella valutazione delle pratiche.
"E' giusto attribuire maggiori responsabilità ai dirigenti, utili a
sbloccare situazioni di impasse ? spiegano le associazioni ? ma si rischiano
difformità di valutazioni. Se proprio non ci si vuole rinunciare, occorre che
le decisioni siano trasparenti e rese pubbliche. E che facciano
giurisprudenza". - -->.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CORSICO, IN PENSIONE
SENZA PREAVVISO Mille pazienti "orfani" del medico di base Disagi e
lunghe code negli uffici Asl di FRANCESCA SANTOLINI ? CORSICO ? HA CHIUSO
l'ambulatorio senza preavviso, lasciando senza medico curante i pazienti che,
ormai da decenni, gli erano rimasti fedeli. È questa la bizzarra scoperta e la
conseguente emergenza con cui hanno dovuto fare i conti, nei giorni scorsi, i
pazienti del dottor Poli. Recatisi dal medico per problemi di diversa entità,
gli utenti hanno appreso la notizia della chiusura dell'ambulatorio da un
cartello. "Sono stata ammalata per alcuni giorni, ma non posso rientrare
al lavoro se prima non ho un certificato medico", spiega una paziente.
Regna lo sconcerto e anche un certo disorientamento tra le persone che, nelle
ore di ricevimento, si recano all'ambulatorio di via IV Novembre, a Corsico. Il
medico, dal quale oltre 1.500 pazienti erano in cura, ha abbassato la
saracinesca al compimento del 70esimo anno di età. Un obbligo imposto dalla
legge che solo l'ufficio dell'Asl ha saputo spiegare al fiume di persone che si
è riversato in sede per sapere come comportarsi e come ottenere una ricetta per
acquistare l'antibiotico, piuttosto che fare un esame. "Nei prossimi
giorni devo essere ricoverata e non so cosa fare - spiega un altro paziente -
anche se cambio dottore, sarà difficile che alla prima visita il nuovo medico
sappia darmi il consiglio giusto". Ogni giorno la fila davanti all'ufficio
Asl è interminabile, mentre l'Azienda sanitaria provvede alla ripartizione dei
pazienti tra gli altri medici disponibili sul territorio. "Non capisco il
perché di questo comportamento - proseguono - forse per ricevere il pagamento
delle quote di tutti gli utenti fino all'ultimo giorno?". Nel frattempo, mentre la burocrazia fa da protagonista nel cambio dei medici, l'auspicio è che non
si ripresenti lo stesso problema con i due dottori che dovrebbero andare in
pensione nei prossimi mesi di agosto e settembre. MA I PROBLEMI sanitari non
finiscono qui. Un'altra questione che lascia l'amaro in bocca, specialmente tra
gli anziani, è quella dei locali della mutua di via Diaz, da anni vuoti.
Dopo aver "sfrattato" il laboratorio di analisi con l'intento di
realizzare una palestra per la riabilitazione respiratoria, nulla è stato
ancora fatto, mentre aumentano i disagi dovuti all'insufficienza di
infrastrutture. Sono ormai senza fine le liste d'attesa per visite
specialistiche in ortopedia, ginecologia, oculistica. L'assenza di strutture
impedisce la predispozione dei servizi e provoca un inevitabile aumento delle
attese. Cifre destinate ad aumentare se non verranno individuati nuovi locali
dove effettuare le visite, specialmente in vista dell'aumento di popolazione
dovuto al nuovo insediamento nell'ex area della cartiera Burgo, dove sono
previste migliaia di persone. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA LEGGE I tempi
della burocrazia: ecco cosa prevede il regolamento
SARANNO lentissimi nella risposta, ma i quattro assessori che non hanno
richiamato la signora 'Anastasia Menegatti' non sono ancora 'fuorilegge'. Anche
se la finalità della nostra inchiesta era quella di misurare la prontezza nella
risposta ai cittadini da parte degli amministratori, è comunque importante
ricordare cosa prevede la 'legge'. Il regolamento, appunto, prevede che nel
caso in cui l'istanza di un cittadino non sia inquadrabile in un settore ben
determinato, gli amministratori abbiano l'obbligo di rispondere entro 30
giorni. Insomma, la signora 'Anastasia', che, come abbiamo detto, è
un'ottimista per natura, ha ancora qualche speranza: magari la sua mail non è
stata ancora cestinata ma sta scontando le lungaggini della burocrazia.
Chissà. Forse la signora Menegatti è soltanto un'inguaribile ottimista. -
-->.
( da "Trentino" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Operazione di
pulizia per semplificare la macchina della burocrazia TRENTO. La giunta provinciale
ha approvato uno schema di Regolamento concernente l'abrogazione di 387
disposizioni regolamentari provinciali. Il documento è stato elaborato nei mesi
scorsi dal Consiglio provinciale con la collaborazione del Servizio legislativo
della Giunta con l'obiettivo di favorire una semplificazione e
razionalizzazione normativa. Per la prima volta invece di creare nuove
norme si eliminano quelle vecchie ed obsolete, semplificando il quadro
normativo. La delibera proposta dal presidente Lorenzo Dellai è stata salutata
con soddisfazione anche da Tiziano Odorizzi, presidente uscente della
Commissione istituita dal Consiglio provinciale proprio per introdurre una
semplificazione nell'intricata giungla delle leggi e dei regolamenti
provinciali. Il Consiglio provinciale, in seguito all'approvazione di una
mozione aveva infatti istituito nel 2005 un apposito gruppo di lavoro per
l'elaborazione di proposte di razionalizzazione e di semplificazione
dell'ordinamento normativo provinciale. Nelle ultime due leggi finanziarie è
stata compiuta un'operazione di semplificazione normativa, che ha condotto
all'abrogazione espressa di un numero considerevole di disposizioni
legislative: 100 leggi totalmente abrogate e 53 leggi parzialmente abrogate.
Insomma l'efficienza non si misura solo dal numero di leggi approvate ma anche
di quelle abrogate.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLO FABIANI
NASCE a Incisa l'associazione valdarnese dei diabetici, un sodalizio che
potrebbe avere la propria sede nei locali della Croce Rossa in piazza Santa
Lucia con la consulenza medica del dottor Enrico Pisani. Promotrice
dell'iniziativa è la signora Maria Rosaria Romano, diabetica da quindici anni
che ha scritto una lettera aperta a 'La Nazione' a nome di tantissimi malati
della zona per cercare di eliminare la burocrazia
facendo risparmiare denaro alle istituzioni sanitarie. "Anno dopo anno ? dice
la signora Romano ? la situazione non è facile da gestire. L' Asl tutti gli
anni ci fornisce gli strumenti necessari alla nostra sopravvivenza, ma noi
diabetici chiediamo all'assessore Enrico Rossi di poterci agevolare per quanto
riguarda la parte amministrativa senza dovere, ogni volta, rinnovare tanti
fogli per confermare il proprio stato. Meglio sarebbe ? sostiene la signora ?,
e sicuramente con più risparmio per lo Stato, incentivare la ricerca e non le
tante ditte farmaceutiche". Infatti considerando che il diabete rientra
fra le malattie croniche, dalle quali quindi non si può guarire, i malati non
capiscono perché ogni volta devono fare richiesta degli 'strumenti' necessari
alla sopravvivenza. Poichè fino a che vive, il paziente avrà bisogno di siringhe,
strisce, macchinette per la glicemia, aghi e quant'altro necessario per
controllare gli zuccheri in eccesso. "Le incombenze burocratiche ?
aggiunge la promotrice dell'associazione ? colpiscono in particolare coloro che
versano in condizioni più gravi, spesso impossibilitati a muoversi, e comunque
in difficoltà nel seguire i passaggi della documentazione fra le Asl e i
presidi farmaceutici delle aziende ospedaliere. Questa lettera ? conclude Maria
Rosaria Romano ?, oltre all'assessore regionale alla Salute, è rivolta anche a
tutte le forze politiche e sociali perché si eliminino i costi della burocrazia investendo il corrispettivo nella ricerca".
- -->.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lari, e composta dal
prefisso in con valore negativo e dall'aggettivo capiente, il tutto usato per
definire un contribuente con reddito così scarso da non dover presentare la
denuncia dei redditi) sono sempre più numerosi, ancora per molti l'Italia è il
Paese di Bengodi. Anche qui una parola composta: dall'avverbio ben(e) e da
godi, imperativo del verbo godere. Ma a differenza dell'altra è termine
plurisecolare e con origini illustri. L'ha infatti introdotto nella lingua
italiana Giovanni Boccaccio (1313-1375), usandolo nella terza novella
dell'ottava giornata del Decameron ".Una contrada che si chiamava Bengodi,
nella quale si legano le vigne con le salsicce.". Si tratta di un luogo
inventato, verso il quale Maso del Saggio, Bruno e Buffalmacco spingono
l'ingenuo e sprovveduto Calandrino alla ricerca dell'elitropia, la pietra che
rende invisibili. Per rendere ancora più allettante la ricerca, i tre compari
descrivono Bengodi come una contrada in cui vivono "genti che niuna altra
cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi e
poi gli gittavan quindi giù"; un luogo dove le montagne sono fatte di
parmigiano grattugiato e dove scorrono fiumi di vernaccia purissima.
Naturalmente il buon Calandrino questo paese di cuccagna non lo vide neppure da
lontano; ma quell'invenzione del Boccaccio è poi entrata nell'uso comune per
indicare un paese immaginario dove regna l'abbondanza e, anche, dove si mangia
e si beve a sbafo. Da ricordare infine che l'episodio narrato nella novella ha
dato origine a un proverbio - per la verità oggi un po' in disuso - che dice:
"non si può avere le viti legate colle salsicce", che significa: non
si può pensare di poter vivere sempre nel Paese di Bengodi, senza dover
lavorare. - -->.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La quasi certa
"promozione" da parte della Joint commission Usa accolta
favorevolmente nell'ospedale da medici e operatori sanitari Sindacati:
"Cattinara, qualità ok ma il lavoro è eccessivo" Melatini: "La maggiore burocrazia non può andare a discapito dell'attività clinica"
L'accreditamento internazionale per Cattinara? Certamente un passo avanti, un
miglioramento della qualità sanitaria per il paziente, una nuova buona politica
per eliminare i rischi in corsia e una proficua messa a fuoco e a regime dei
migliori protocolli di cura. Questo dicono i sindacati, medici e del
comparto, alla vigilia dell'accreditamento internazionale che quasi certamente
(anche se con la richiesta di qualche ulteriore correttivo) verrà concessa alle
torri di Cattinara dalla Joint commission Usa che nei giorni scorsi ha passato
al vaglio l'ospedale per l'ultima volta prima del giudizio finale. Ma: c'è un
ma. Alla soddisfazione di merito tutti, i medici come gli infermieri e gli
operatori sanitari, contrappongono con pari convinzione un altro comune
concetto. Che questo "miglioramento", queste verifiche ampliate e
tutte da certificare per iscritto, che sono costate oltre tre anni di studio, prove,
cambiamenti hanno richiesto un grandissimo ulteriore carico di lavoro
all'intero organico dell'ospedale. "È stato un lavoro molto duro, che
comunque va a vantaggio del paziente, della direzione generale e anche di noi
medici - assicura Alessandro Delbello, Cisl medici -, si è creato tra l'altro
anche uno spirito di gruppo, l'importante poi è che il controllo prosegua sugli
stessi livelli". "Certo è un processo positivo, che con la buona
volontà di tutti si è fatto anche volentieri - concorda Alessandro Melatini,
Cgil medici -, ma è stato uno sforzo che ha avuto un forte impatto sull'orario
di lavoro, se adesso la certificazione internazionale entrerà a regime sarà
indispensabile parlare dei carichi di lavoro: la maggiore burocrazia
non può andare a scapito dell'attività clinica, specie quando in ospedale siamo
ancora col problema cronico dei pazienti fuori reparto". Che infatti in
questi giorni ci sono. "L'accreditamento ha messo in moto meccanismi di
qualità - dice per la Uil Luca Tracanelli -, ma tutti questi nuovi protocolli
hanno sovraccaricato di lavoro il personale. Le ricadute sono buone, perché si
è fatta chiarezza su molti percorsi di cura che magari c'erano anche prima, ma
che adesso sono formalizzati e scritti. Quanto all'organico, speriamo nell'assunzione
di operatori socio-sanitari, visto che per gli infermieri la situazione di
mercato è sempre difficile". "Il personale ha lavorato in questi anni
al di là delle proprie possibilità - afferma Fabio Pototschnig della Fials - ,
adesso sarà il tempo di individuare questi nuovi carichi d'impegno, perché la
parte difficile verrà adesso, quando bisognerà mantenere gli standard di
qualità. Per tanti operatori sanitari - conclude il sindacalista - si è
trattato in certi casi di un vero e proprio cambiamento di mentalità". g.
z.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Afferma la Cernic:
"Un esperimento pilota che non ha eguali tra le amministrazioni
pubbliche". L'utente paga il 50% dei costi Via dalle case 8000 mq di tetti
in eternit Parte il primo marzo il progetto che la Provincia finanzia con
100mila euro L'assessore: "Mi auguro che si possa arginare il fenomeno di
abbandoni di questo materiale che è pericoloso per l'ambiente e micidiale per
l'uomo" di Luigi Turel Eliminare tra 7 e 8mila metri quadrati di tetti in
amianto da case e box-auto sparsi nell'Isontino. Contribuendo al 50% della
spesa di rimozione e smaltimento di queste coperture in eternit. E semplificando la vita al cittadino che non finirà nei tentacoli
della burocrazia, a
carambolare tra un ufficio e l'altro per "fare le pratiche". Sono
queste, in sintesi, le caratteristiche dell'ambizio progetto che, varato dalla
Provincia, partirà il primo marzo. "Affrontiamo alla radice il problema
dell'amianto che, si sa, è dannoso per l'ambiente e micidiale per la salute
umana", ha rimarcato ieri l'assessore Mara Cernic facendo scattare
il conto alla rovescia di questa iniziativa "che se non è unica è tra le
poche messe in piedi in Italia da amministrazioni pubbliche". Erano
presenti il dirigente e il responsabile del settore Ambiente, Flavio Gabrielcig
e Franco Lenarduzzi, per l'Azienda sanitaria isontina Andrea Gregorin della
Medicina del lavoro nonché i responsabili della Edilanzutti di Remanzacco, la
ditta che si è aggiudicata questo appalto facendo un ribasso del 20% sui prezzi
stabiliti a base della gara (nella tabella a fianco sintetizziamo le tipologie
ammesse con il costo a carico dell'utente). Si parte, dunque, con questo
progetto di microraccolta delle coperture in eternit. Il tempo che l'utente
spenderà sarà limitato alla compilazione di un modulo da spedire all'impresa
friulana: un "amen", insomma, al cospetto dei tempi biblici della burocrazia (il modulo può essere ritirato in Provincia, e la
prossima settimana in alcuni Comuni che daranno la disponibilità ma potrà anche
essere scaricato dal sito internet dell'amministrazione). A tutti gli altri
adempimenti, con il benestare dell'Ass, ci penserà la Edilanzutti (i numeri
telefonici sono: 0432-631869 e 0432-667321; fax: 0432-667929). I personale
della ditta contatterà il richiedente, farà il sopralluogo per verificare la
metratura del tetto da rimuovere e per avere la definitiva conferma che
l'utente vuole eliminare l'amianto. Seguirà poi la fase della rimozione: il
tetto sarà ricoperto di una speciale vernice che evita la sfarinatura della
fibra in cemento-amianto, una volta tolto sarà impacchettato e spedito in
Germania dove sarà smaltito in una discarica sotterranea. La Provincia investe
100mila euro in questa operazione. Sottolinea Mara Cernic: "È una sfida
allo stesso tempo politica e tecnica. Già quattro anni fa la Provincia si era
incamminata su questa strada dibattendo se fosse più urgente fare un censimento
dei tetti in eternit delle abitazioni civili o se fosse prioritario avviare la
rimozione. Abbiamo optato per la seconda ipotesi anche perché c'era il rischio
che i 100mila euro accantonati se ne andassero a finanziare il solo censimento.
E così non facciamo altro che un censimento alla rovescia". E la riprova
che ci sia attesa per questa iniziativa della Provincia, sono le telefonate di
informazioni: è ottimista, insomma, il dirigente Gabrielcig. Che ha azzardato
alcune stime: tra 200 e 400 interventi, comunque fino ad esaurimento dei
100mila euro messi dalla Provincia. Come a dire che gli interessati devono
farsi avanti per tempo per non rischiare di finire in lista d'attesa
(l'amministrazione ha già anticipato il rifinanziamento dell'operazione se
dovesse avere successo). "Mi auguro che così si possa anche arginare il
fenomeno di abbandoni nei boschi di materiali in eternit", Mara Cernic guarda
a questa esperienza pilota anche dal punto di vista della tutela dell'ambiente.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Che i datori di
lavoro sono anch'essi lavoratori, che le aziende sono importanti e la loro
salute è un bene per chi ci lavora. Troppo tardi! Dov'era quando Prodi
promuoveva la delocalizzazione andando all'estero con codazzo di imprenditori?
E quando le schiantava di tasse e burocrazia? Perché
ora dovremmo credere a lui? C. Am., Pesaro - -->.
( da "Nuova Sardegna, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oristano
Agricoltura, fondi europei a rischio Allarme della Cia generato dalla mancata
riforma degli enti MARRUBIU. "La riforma degli Enti agricoli non decolla e
ora sono a rischio i fondi europei per settori strategici come, agriturismo,
trasformazione agroalimentare in azienda e fattorie didattiche". è un vero
e proprio grido d'allarme, quello lanciato dalla Cia - Confederazione italiana
agricoltori - provinciale, fortemente preoccupata per i ritardi nell'attuazione
di quella riforma degli enti regionali che avrebbero dovuto dare risposte
importanti per il rilancio del settore. Il presidente della Cia provinciale,
Serafino Mura, non usa mezzi termini: "La riforma degli Enti agricoli
appare un peso per un settore già di per se martoriato". Secondo il
sindacalista, infatti, Le difficoltà nell'applicare la riforma appare quanto
mai è evidente: "Sempre più orientata in funzione dei dirigenti delle neo
agenzie, ovvero, Laore, Argea e Agris. Dunque non verso il mondo delle campagne
che ne dovrebbe beneficiare". E aggiunge: "Sono nati una serie di
servizi aggiuntivi e dipartimenti a livello regionale o locale, come ad esempio
il settore manutenzione area Nord Sassari per Laore; oppure, nel caso di Argea,
la suddivisione di sedi ripetuta nei ruoli e compiti sia per Sassari che per
Cagliari". Secondo la Cia in questo modo sarebbero venuti a mancare i
tanti auspicati risparmi in termini monetari, o la tanto attesa maggiore
operatività: "Anzi si evince che il mancato decollo di Argea che non
riesce a fare tutto il lavoro di istruttoria, richiede l' utilizzo dei tecnici
di Laore (che dovrebbero invece fare assistenza tecnica) sottraendoli al loro
ruolo.", tuona Serafino Mura, "Per di più si accentra tutto il potere
decisionale a Cagliari e Sassari". E nel caso di Oristano va oltre:
"Non c'è più un riferimento provinciale: tutto passa per Cagliari ad
aggravare costi, tempi e burocrazia, per qualsiasi incombenza". Insomma, per la Cia, la riforma
appare uno strumento ben lontano delle comunità rurali e inadeguato nei
compiti: "E ora sarebbero ai rischio i fondi della misura 4.12, più di
ottomilioni di euro, per la diversificazione aziendale, la realizzazione di
strutture agrituristiche e di laboratori aziendali per la trasformazione
agroalimentare. Ancora oggi si lavora alle istruttorie e i tempi
stringono".
( da "Nuova Venezia, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Obiettivo
"competitività e occupazione" nelle linee del Programma Operativo
Regionale Capitale umano, il Veneto investe A Vicenza un convegno sul
"futuro della formazione individuale" LAVORO I soldi del Fondo
Sociale Europeo VICENZA. La Regione del Veneto si proietta nel futuro e lo fa
ripensando la formazione, con il sostegno dell'Europa. Per presentare analisi,
programmi e strategie, ha organizzato il convegno "Il futuro della
formazione individuale in Veneto", tenutosi ieri alla Fiera di Vicenza.
Siamo nell'ambito delle iniziative previste dal Programma Opertivo Regionale -
Fondo Sociale Europeo - Obiettivo "Competitività Regionale e
Occupazione" 2007-2013. Programma che coglie appieno le opportunità del
nuovo periodo programmatorio, andando a proporre metodologie attuative,
innovative e flessibili. Questo per essere in grado di perseguire efficacemente
obiettivi di occupabilità, adattabilità, inclusione sociale e sviluppo del
capitale umano. Perché proprio l'individuo diventerà il fulcro del sistema
professionale e la Regione, rappresentata al convegno dal suo governatore
Giancarlo Galan e da Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, fa riferimento a
questo principio, intendendo soddisfare al meglio i fabbisogni formativi
individuali. In particolare delle situazioni borderline, che investono il mondo
femminile e i lavoratori della fascia d'età compresa tra i 35 e i 50 anni, la
prima ad essere penalizzata nei momenti di crisi. Aprendo i lavori, il
presidente Galan ha subito sciorinato dati da primato: "Possiamo vantare
un tasso di occupazione attorno al 70%, superiore di 8 punti alla media
nazionale. Buona è anche la performance dell'occupazione femminile. Il tasso di
disoccupazione è quasi fisiologico e cioè sul 4%. Le politiche per l'incontro
tra la domanda e l'offerta in Veneto si fanno e si fanno bene. Motivo di grande
soddisfazione è poi la presenza di un sistema produttivo vitale ed articolato che
include i segmenti più tradizionali del made in Italy, quelli delle 4
"A" e cioè: arredocasa, abbigliamento, agroalimentare,
automazione". E se si guardano i dati divulgati ieri in un fascicolo che
monitorizza, tra gli altri, le scelte formative dei giovani veneti, si vede
chiaramente che sono in crescita anche i numeri relativi a diplomati e
laureati. Nei nostri atenei, ad esempio, nel gruppo scientifico i laureati
(2000-2005) passano da 235 a 538, nel gruppo medico da 988 a 2.621, nel gruppo
ingegneria da 1.345 a 2.402, architettura da 1.132 a 3.389, nel gruppo
giuridico da 366 a 840 e anche nelle altre aree le cifre in pratica raddoppiano
ovunque. Fatta eccezione per il gruppo economico statistico, dove i laureati
sono cresciuti da 2.273 a 2.375, ma del resto la cifra era già elevata.
Confrontando il Veneto all'Italia, in rapporto ai target fissati dalla
"Strategia di Lisbona" per il 2010 il dato della regione si attesta
al 77%, mentre nel Paese la media e sul 73%. Per quanto riguarda l'abbandono
scolastico (giovani tra 18-24 anni) fissato sul 10%, in Veneto è del 18,4%
mentre in Italia è del 22%. "Investiremo 209 milioni, una cifra che
definirei imponente - ha dichiarato l'assessore Donazzan -. Tra febbraio e
marzo circa 50 milioni saranno investiti in bandi legati alla formazione
continua, all'alta formazione, ai servizi per il lavoro e all'università; tra
maggio e luglio, invece, andranno a bando 117 milioni legati alle sfere di
formazione continua, outplacement, formazione per l'acquisizione di una qualifica
dell'area giovani, orientamento, formazione formatori. Infine, tra settembre e
dicembre, investiremo risorse per 45 milioni". Dal
canto suo, il segretario regionale alle Attività produttive, istruzione e
formazione Sergio Trevisanato ha sollecitato la diminuzione di burocrazia e incartamenti,
informatizzando il più possibile tutta la prassi di richiesta per l'ammissione
ai finanziamenti. (Fiorenza Conti).
( da "Tirreno, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cecina Comune Ogm
free. E i rifiuti? "Comune Ogm free", questa scritta in italo-inglese
si legge su un cartello posto in evidenza alle porte di Montescudaio, uno dei
più bei paesi della Val di Cecina. Pertanto il turista che passa e che conosce
certamente il significato della frase (Comune libero dagli organismi
geneticamente modificati) non può che rallegrarsene. Ma si domanda anche in che
modo Montescudaio abbia bloccato gli Ogm: forse esiste un consorzio di
agricoltori che non usano quei prodotti? O i negozianti del luogo non li
accettano? E chi effettua i controlli? In realtà quella scritta sembra
esprimere la volontà dell'Amministrazione civica di tenersi alla larga dagli
Ogm. Ma potrebbe rappresentare anche un piccolo espediente per distogliere il
passante da una realtà ben diversa e più grave. Un po' come accadeva anni fa
quando all'ingresso di molti centri abitati venivano esposti in bella vista
cartelloni con la scritta "Città denuclearizzata". Accadeva in tutte
le regioni, anche in paesi della Campania già sommersi dalle immondizie. E
mentre Montescudaio si è liberata degli Ogm, un magazzino abbandonato nella sua
zona industriale di Poggio Gagliardo, conserva da anni pericolosi prodotti
chimici e amianto che per mancanza di fondi e per una
assurda burocrazia o altri
motivi, non vengono rimossi. Il cartello "Ogm free" dunque può
rappresentare un piccolo esempio della mania italiana che imperversa da
decenni: quella delle scritte inutili e fuorvianti. Accadeva anche durante il
fascismo quando in tutte le località venivano esposte in grandi lettere le
frasi più salienti di Mussolini. Dalle nostre parti ne resta ancora una
a Montegemoli, ormai quasi illeggibile. Ma la più famosa è quella rimasta per
anni su un muro di Bagnara Calabra: "Bagnara prolifica in piedi!".
L'autore aveva dimenticato una virgola. Ettore Vittorini.
( da "Nuova Sardegna, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuoro Strada in
pessime condizioni tra Concas e il lago Macheronis GINO SATTA TORPè. Continuano
le lamentele degli abitanti di Concas per le pessime condizioni della strada
che collega l'abitato con il bivio del lago Macheronis. Un tratto di strada
dove saltuariamente la Provincia interviene con piccole operazioni di
manutenzione, ma nell'arco di poco tempo il problema si ripresenta. La strada
in questione è ancora oggi di "nessuno" in attesa
che la pratica venga evasa dai meandri della burocrazia regionale e sia emesso il decreto di riconoscimento della
provincializzazione. I cittadini di Concas fanno notare che anche alcuni
ponticelli evidenziano segni di cedimento e pertanto il pericolo di crollo è
sempre più probabile. Sarebbe a questo punto opportuno effettuare un
sopralluogo tecnico ed accertarne l'effettiva situazione prima di andare
incontro a spiacevoli inconvenienti. Senza contare, poi, che in caso di
pericolosità dei ponti si renderà indispensabile la chiusura al traffico con il
totale isolamento non solo della frazione di Concas, ma anche dei centri di Alà
dei Sardi e Buddusò, paesi dai quali numerose famiglie ed attività di
ristorazione si approvvigionano di legna da ardere ed altri prodotti. Cresce
anche la preoccupazione di una giovane madre che dal prossimo anno scolastico
dovrà far frequentare le scuole superiori alla propria figlia. Si ripresenterà
il problema, grazie all'impegno dell'assessore regionale Broccia felicemente
risolto, della studentessa di Su Cossu. Ma in questo caso se le autorità
competenti non si attiveranno in tempi utili intervenendo nella realizzazione di
una strada idonea per il transito dei mezzi pubblici, il problema non sarà
risolto. Di conseguenza per il prossimo anno scolastico per la studentessa di
Concas non sarà assicurato il diritto allo studio.
( da "Provincia Pavese, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Visite
d'invalidità e commissioni mediche per il riconoscimento dei diritti. Ma anche
... Visite d'invalidità e commissioni mediche per il
riconoscimento dei diritti. Ma anche tempi d'attesa per esami diagnostici e
visite specialistiche. Qual è la vostra esperienza? Scrivetelo alla Provincia
Pavese segnalando la vostra esperienza tra sanità e burocrazia.
( da "Provincia Pavese, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Visita
negata, rimpallo tra Regione e Inpdap Ammissioni e giustificazioni sul caso
della stradellina morta senza risposte STEFANO ROMANO STRADELLA. Pochi mesi di
pensione anticipata e la tranquillità di affrontare gli ultimi momenti di vita
senza l'angoscia di vedersi decurtare lo stipendio. Tanto, nulla di più,
chiedeva all'Inpdap Giuliana Mombelli. Ma l'istituto previdenziale per i
dipendenti dell'amministrazione pubblica non le ha mai risposto, perlomeno non
direttamente. E in ogni caso non l'ha mai messa in condizione di affrontare la
visita nell'ospedale dove era ricioverata. Perchè una donna malata di mieloma
ha dovuto spiegare per due volte di non essere in grado di presentarsi a Milano
per la visita? E perchè, anche dopo l'ultima lettera spedita il giorno prima di
morire, nessuno ha mai organizzato una trasferta della commissione medica da
Milano a Stradella? Dopotutto, anche partendo da Milano in ora di punta, è poco
più di un'ora di macchina. Burocrazia e scaricabarile.
Mombelli Giuliana, di anni 60, affetta da mieloma, aveva già ottenuto
un'invalidità totale per la gravità del suo tumore. Invalidità più che
accertata, visto che la Regione Lombardia, dove era impiegata da una vita, le
aveva concesso di lavorare da casa con un computer e un modem. Lavorare
pur avendo un'invalidità totale riconosciuta? "Si può fare se la malattia
invalidante è un tumore e quindi c'è sempre la possibilità di una remissione -
spiega una collega ed amica della Mombelli -. Giuliana ha sperato fino
all'ultimo e non voleva smettere di lavorare. Negli ultimi tempi, però, i
ricoveri erano sempre più frequenti e i periodi di malattia stavano superando
il limite contrattuale. Per questo, pur vivendo sola e non dovendo quindi
pensare a nessuno, temeva di vedersi decurtare lo stipendio dai meccanismi
automatici del contratto di lavoro. Per lei la questione stava diventando
angosciosa e quindi, dopo aver sentito l'ufficio personale, le abbiamo
consigliato di chiedere l'inabilità per avere la pensione anticipata. Decine di
telefonate per avere un appuntamento con l'Inpdap, e poi altre decine di
telefonate per sollecitare una visita che avrebbe consentito a Giuliana di
avere la pensione e quindi di godersi senza preoccupazioni gli ultimi momenti
di vita". La Regione Lombardia, come spiega il portavoce della presidenza
Giovanni Cattaneo, si è mossa in un primo momento concendendo la possibilità di
lavorare da casa, e poi inviando all'Inpdap, l'istituto che si occupa di
previdenza per i dipendenti pubblici, gli incartamenti che riteneva sufficienti
per l'avvio della pratica. Gli incartamenti che riteneva sufficienti: ruota
attorno a questo passaggio il meccanismo burocratico per cui Giuliana Mombelli
è morta prima che la commissione Inpdap la visitasse per concedere il nulla
osta alla pensione anticipata. Tra Pirellone e Inpdap. "Non è l'Inpdap che
sta stabilisce i tempi per le visite - spiega Teresa Pantano dagli uffici
dell'istituto di previdenza per i dipendenti pubblici -. Esiste un albo di
medici fiduciari che compongono le commissioni: sono loro a convocare i
lavoratori che richiedono la visita e, quindi a stabilire i tempi".
Giuliana Mombelli era già stata convocata due volte: è lei stessa a spiegarlo
nella lettera spedita all'istituto il giorno prima di morire. In entrambi i
giorni indicati dalla commissione, però, era ricoverata e i medici si erano
opposti ad un trasferimento in ambulanza che avrebbe messo a rischio la sua
sopravvivenza. Non poteva spostarsi la commissione? "Ritengo di sì -
risponde la funzionaria -. Cito a memoria un caso di Torino, ma si deve sempre
tenere presente che è la commissione medica, e non l'Inpdap, a stabilire modi e
tempi". Sta di fatto che la commissione non si è mossa da Milano e
Giuliana Mombelli è morta prima che qualcuno potesse accertare il suo diritto a
vedersi certificata l'inabilità al lavoro e, di conseguenza, ad avere la
pensione anticipata. Anticipata di pochi mesi soltanto. E per di più ad una
donna che sapeva benissimo di avere una malattia che dà pochissime possibilità
di scampo. Le ragioni di una battaglia. Perchè, malata e sofferente, Giuliana
Mombelli ha deciso di iniziare una lotta contro la burocrazia
che sapeva benissimo di non poter vedere vinta o comunque conclusa?
"Perchè al di là delle sue angosce e paure - spiega la collega e
(soprattutto) amica - voleva che nessuno si trovasse a vivere quello che lei
stessa a dovuto vivere. Perchè, forse, sollevando le questioni si può arrivare
ad una soluzione che aiuti gli altri".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 214
Por Sardegna Sono 8 i milioni bloccati "Ad alto rischio le risorse Ue per
l'agriturismo" Por Sardegna. Sono 8 i milioni bloccati --> Ad alto
rischio i fondi per agriturismo, fattorie didattiche, piccoli laboratori di
trasformazione in azienda. Lancia l'allarme Serafino Mura, presidente di
Oristano della Cia-Confederazione italiana agricoltori. "Non decolla la
riforma degli enti agricoli. E a pagarne le spese sono gli agricoltori: si
rischia il disimpegno dei fondi sulla misura 4.12 del Por". LA RIFORMA
"Auspicata da tutti, Cia Oristano compresa, la riforma degli enti
agricoli", evidenzia Mura, "appare un peso per il già martoriato
settore agricolo. La difficoltà nell'applicare la riforma è evidente e
tangibile, sempre più orientata in funzione dei dirigenti delle neo agenzie,
Laore, Argea e Agris". Il presidente della Cia oristanese sostiene che
"sono nati una serie di servizi aggiuntivi e dipartimenti a livello
regionale o locale. Non c'è risparmio in termini monetari. E non c'è più operatività.
Anzi, si evince che il mancato decollo di Argea, che non riesce a fare tutto il
lavoro di istruttoria, richiede l'utilizzo dei tecnici di Laore - che
dovrebbero invece fare assistenza tecnica - sottraendoli al loro ruolo". Mura evidenzia ancora che "tutto passa per Cagliari,
aggravando costi, tempi e burocrazia". Insomma, una realtà lontana dagli obiettivi. "Per la
Cia Oristano la riforma appare oggi uno strumento ben lontano delle comunità
rurali e inadeguato nei compiti". IL POR "Prova ne sia, giusto per
citare un esempio, la gestione della misura 4.12 del Por Sardegna 2000-
2006, con 8,138 milioni di euro. Un bando emanato - in ritardo - ad agosto
2006, scadenza 15 settembre. Tempi certi per istruttoria e relativa verifica e
determina del contributo, un anno. Poi", dice ancora Mura, "12 mesi
tempo al beneficiario dalla notifica del provvedimento di concessione
dell'aiuto, per concludere i lavori, con possibilità di richiedere una proroga,
massimo 6 mesi. Conclusione entro ottobre 2008, altrimenti non si riesce a
rendicontare alla Ue si rischia il disimpegno delle somme". TEMPI LUNGHI
"Incredibile ma vero", aggiunge Mura: "Ancora oggi si lavora
alle istruttorie. Nessun decreto emanato e tempi di conclusione ancora incerti.
Un forte ritardo, ingiustificato anche in virtù del fatto che per affrettare i
tempi sono stati assunti a tempo determinato, con bando Por sulla assistenza
tecnica, numerosi professionisti esterni, molti progettisti, che invece non
hanno risolto le problematiche".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LOVERE Alex Bellini,
il navigatore aprichese socio onorario della Canottieri Sebino per la fiducia
concessa alla società di Lovere in occasione del suo "avviamento" e
per i grandi meriti acquisiti sul campo, ha inaugurato giovedì la sfida
solitaria contro l'Oceano Pacifico. Parte l'avventura Alle ore 20,40 (ora italiana,
corrispondente alle 14,40 di Lima, in Perù) la sua imbarcazione a remi si è
staccata dalla costa puntando con decisione verso il largo. "Dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca, finalmente parto - ha detto Alex -. È
difficile salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho
voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Dopo il varo, davanti alla
sua avveniristica imbarcazione "Rosa d'atacama II" (che significa
"Rosa del deserto"; lunghezza 7,5 metri, larghezza 1,8, peso a
vuoto 220 chili e 800 a pieno carico), realizzata in fibra di vetro con inserti
di carbonio, si è presentata una distesa sterminata di acqua che segna un
percorso di 10 mila miglia di onde da superare in dodici mesi, per raggiungere
Sidney. Il guanto di sfida contro il Pacifico è stato lanciato, ma senza
dimenticarsi della giusta prudenza: il passaggio in alcune zone di mare
all'altezza dell'Equatore sarà particolarmente pericoloso e la velocità media
da mantenere dovrà essere di circa due nodi (4 chilometri all'ora). Per
l'intero anno dovranno bastargli i 300 chili di alimenti che ha stipato in
cambusa. Qualora la scorta dovesse essere insufficiente dovrà sperare che i
pesci abbocchino alla sua lenza. Il suo cuore sotto osservazione L'impresa che
Alex sta affrontando ha anche un significato scientifico di tutto rilievo. Al
Centro nazionale ricerche di Pisa ha messo a disposizione addirittura il suo
stesso cuore perché, tramite elettrocardiogramma, gli scienziati possano
studiare i meccanismi del muscolo cardiaco quando è sotto sforzo. Ma non solo.
Con gli stessi ricercatori il navigatore ha concluso anche un accordo di
collaborazione per scoprire che cos'è quella strana "chiazza" di
spazzatura, grande quanto quattro volte gli Stati Uniti, che galleggerebbe tra
Hawaii e Giappone. Elìa Mutti.
( da "Tirreno, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Momenti di tensione
perché il nulla osta non c'è ancora Occupano l'anagrafe per portare la salma
del parente in Tunisia LUCCA. Volevano protestare contro la
burocrazia e hanno preso di
mira l'ufficio anagrafe del Comune, in via San Paolino, che per almeno un'ora
ieri pomeriggio è stato occupato da una trentina di tunisini che reclamavano i
documenti per trasportare nel loro Paese la salma di Ben Kndhir, il muratore di
26 anni investito e ucciso da un'auto vicino a Gossi, frazione di
Altopascio. Per portare il cadavere in Tunisia occorre però il nulla osta
dell'ufficio anagrafe del Comune dove si trova l'obitorio che ospita il
cadavere. Per l'appunto, la sala mortuaria del campo di Marte. Il documento
però ieri non era ancora pronto. Da qui la rabbia degli extracomunitari, che si
sono presentati in tanti. Alcuni arrivati da altre regioni e tutti parenti
della vittima. I nordafricani hanno avuto scambi piuttosto vivaci di idee con
il personale dell'elettorale: dipendenti che in questa triste vicenda non hanno
proprio nulla a che vedere. Con il passare del tempo la situazione si è fatta
sempre più tesa. Da una parte i dipendenti comunali che spiegavano di non poter
risolvere il caso, che non è di loro competenza. Dall'altra gli extracomunitari
che esigevano il nulla osta per riportare il congiunto in Tunisia. Alla fine
sono dovuti intervenire i vigili urbani, gli agenti della polizia di Stato e i
carabinieri per riportare la situazione alla normalità. Non è stata un'impresa
facile. E non è da escludere un'altra protesta se stamani il documento non sarà
consegnato.
( da "Provincia Pavese, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stradella,
il dramma di Giuliana non scalfisce la burocrazia Miraggio
pensione Inpdap L'ente: "Non tocca a noi ma ai medici stabilire i tempi
delle visite" STRADELLA. Perchè Giuliana Mombelli, malata di mieloma, ha
dovuto spiegare per due volte di non essere in grado di andare a Milano per la
visita?
"Non è l'Inpdap che stabilisce i tempi per le visite - spiega Teresa
Pantano dagli uffici dell'istituto di previdenza per i dipendenti pubblici -
L'albo di medici fiduciari che compongono le commissioni convoca i lavoratori
che richiedono la visita". A pagina 25.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone
Eurotennis, team stravolto Le norme Ue: giocatori con lavoro e permesso di
soggiorno CORDENONS. C'è irritazione nell'entourage dell'Eurotennis Cordenons a
circa un mese dal via del campionato maschile di tennis a squadre serie A2. Il
patron Edi Raffin non ha potuto allestire la squadra che aveva in mente per
colpa di regolamenti che penalizzano lo spettacolo e il diritto, di una
società, a organizzare una rosa competitiva. "E' accaduto questo - ricorda
il presidente Raffin -, la Federazione italiana ha introdotto una regola sul
tesseramento dei giocatori stranieri. Per i tennisti extracomunitari ogni
società deve provvedere a fornire un contratto di lavoro e il permesso di
soggiorno. Questi signori non sanno che i giocatori che avrei voluto tesserare
li avrei impiegati per poche sporadiche apparizioni. Non
potevamo perderci nei meandri della burocrazia. La mia era un'esigenza di creare spettacolo. Non punto a
vincere il campionato. Volevo solo approfittare dell'occasione per invitare dei
tennisti forti, amici del circolo, che nel periodo del campionato saranno in
tour in Europa". L'intenzione di Raffin, frustrata
dall'introduzione di questa regola, era quella di tesserare per l'Eurotennis
gli argentini Mariano Puerta e Carlos Berlocq, formidabili interpreti della
terra rossa per un campionato come quello di serie A2. La loro colpa è quella
di non essere nati nell'Unione europea. "La nuova regola mi penalizza -
osserva ancora Raffin -. Avrei potuto dare la possibilità al pubblico di vedere
all'opera questi campioni". Intanto l'Eurotennis ha dovuto allestire una
squadra competitiva per un torneo tranquillo. Capitano giocatore sarà Mosè
Navarra che ha convinto Raffin a tesserare Carlo Santoro, tennista di 34 anni
molto attaccato a Mosè. Confermati l'inossidabile Roberto Gabelli, Cristophe
Hilaile, Jean Claude Frederic, l'argentino di passaporto italiano Juan
Francisco Spina. Promosso dall'Eurosporting tennis Academy il talentuoso
diciassettenne Alberto Guida. (r.p.).
( da "Tirreno, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Dai rifiuti
nascono 35 posti di lavoro Un progetto di Ecofor: produrrà energia per tutta la
città PONTEDERA. Gli obiettivi sono molteplici: ridurre la quantità di rifiuti
che va in discarica, produrre energia pulita e, soprattutto, creare nuovi posti
di lavoro. Il progetto di Ecofor service è ancora nella fase embrionale. Ma i
tempi, se non subiranno rallentamenti dalla burocrazia, sono previsti in tre anni.
E, quando tutto sarà pronto, gli attuali trentacinque dipendenti
raddoppieranno, diventando settanta. Tutto questo a Gello, dove, dal 1996
l'azienda pubblico-privata gestisce - e ne è anche proprietaria - la discarica
di rifiuti industriali. Qui stanno già per essere installati due nuovi
cogeneratori. Qui verranno messi i pannelli fotovoltaici. E, sempre qui - anche
se c'è da decidere in che modo - è prevista l'nstallazione di pale eoliche.
"In termini tecnici - spiega Paolo Landi, il presidente della società che,
per il sessanta per cento è composta da 23 Comuni della provincia di Pisa -
siamo ancora al progetto preliminare. Mancano quello definitivo e poi
esecutivo. Ma abbiamo le idee chiare, per questo abbiamo deciso di presentare
alla città quel che vogliamo fare". Le idee chiare ci sono anche sui
tempi: entro l'estate verrà fatto il progetto esecutivo, mentre i cantieri
potrebbero essere aperti all'inizio del 2009. "Dal momento della posa
della prima pietra al giorno del collaudo dell'impianto - prosegue Landi -
abbiamo previsto che servono tre anni". Il tutto per un costo di trenta
milioni che, sempre secondo i calcoli, dovrebbe essere ammortizzato in dieci
anni. Ma di che si tratta? "Dal 1996 - racconta il presidente della Ecofor
service - abbiamo installato due cogeneratori di energia, alimentati da biogas
proveniente dalla fermentazione dei rifiuti. Spendemmo due miliardi di lire,
recuperati in 18 mesi, vendendo l'energia prodotta a Enel e portando importanti
risorse al nostro bilancio". Adesso quell'impianto s'arricchisce di altre
due macchine, più moderne e più potenti, facendo passare la produzione da 0,90
megawatt a 1,5. "Poi installeremo pannelli solari, sull'ampia superficie
del terreno che ospita la nostra discarica. E torri eoliche, sfruttando la
ventilazione di quell'area che sul terreno della discarica di Gello - continua
Landi - in modo da produrre altri tre megawatt". E, infine verrà
realizzata una piattaforma per selezionare il trattamento dei rifiuti.
"Questo - dice ancora il presidente dell'azienda di Gello - ci permetterà
di recuperare un terzo dei rifiuti da rimandare al riciclo e il 10 per cento di
inerti che si possono utilizzare per la produzione del calcestruzzo povero. La
parte restante viene usata per il gassificatore, in grado di produrre altri 5
megawatt di energia". Fatti due conti, quando questo progetto diventerà
una realtà, riuscirà a produrre dai 9 ai 10 megawatt di energia. Quanto basta
per soddisfare il fabbisogno di circa diecimila famiglie, pari a una città
della dimensione di Pontedera. "è anche un modo - conclude Landi - per
dare delle prospettive alla nostra società quando la discarica sarà esaurita.
Così i Comuni e i soci privati si garantiscono altri introiti". Emilio
Chiorazzo.
( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Firenze
RESTITUIRE IL RESPIRO AL FIUME CLAUDIA RICONDA Un palco che galleggia, un
rettangolo di plastica in mezzo al fiume. Ai sogni basta poco per non affogare.
E Firenze ne ha uno da sempre: riprendersi il suo fiume. Lo rivuole, l'Arno,
rivuole un amico in quello che oggi, stemperati i dolori dell'alluvione, non è
più neanche un nemico, ma un corpo estraneo che le scorre dentro. Un organismo
che non scalpita più, che respira solo a scatti, mezzo polmone qui, un pezzo di
cuore là in fondo, una sponda ripulita un'altra no, passeggiate che si perdono
in progetti mai finiti, fondi mai trovati, illusioni
smarrite nella burocrazia e
nell'indifferenza. Un Arno dalla vita tutta intera: è questo che chiediamo alla
piattaforma che la Provincia realizzerà fra i ponti San Niccolò e da
Verrazzano. Ce lo aspettiamo, questo innesto di vitalità, il bypass che rimetta
in moto un sentimento perduto, che ci spinga fuori di casa la sera d'estate,
e ci riporti su quelle sponde, oggi così poco nostre, piene di niente, di
occasioni mancate. Si faccia, quel palco galleggiante, e gli si dia la forza di
un progetto, la qualità dei contenuti, qualcosa che abbia l'orgoglio e il
coraggio di una grande città europea. Il fiume come punto di forza, non un
rimpianto. La calamita che ci attiri lo sguardo sempre rivolto altrove, Parigi,
Vienna, Roma, Torino, ad invidiare chi ha capito da un pezzo quale privilegio
sia avere un fiume che respira al tuo stesso ritmo. Guardiamolo in faccia,
questo Arno, facciamolo sul serio. E per una volta lasciamo che siano gli altri
ad invidiare noi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Plus sezione: STORIA
COP data: 2008-02-23 - pag: 5 autore: Gli ostacoli. Burocrazia,
oneri e tanti equivoci Pochi cambi a somma zero Per i costi notarili le
migliori offerte caricano l'esborso sulla nuova banca T anta è l'offerta di
mutui di sostituzione e altrettanta è la voglia, per ora tamponata a fatica, di
cambiare la banca di fiducia. Il meccanismo concorrenziale è stato messo
in moto e dovrebbe produrre effetti ancora più evidenti nei prossimi mesi. La
portabilità del mutuo, che richiama la portabilità del numero di cellulare o
del conto corrente, è in verità più complessa perché deve trasferire quel
fondamentale presidio di garanzia che è l'ipoteca sulla casa. Che non è un
insieme di cifre, di incassi e addebiti predefiniti. La garanzia sulla casa può
avere una sua evoluzione nel tempo e alle diverse condizioni di mercato. La
portabilità del mutuo (con sostituzione o surroga) ha bisogno di maturare anche
nell'offerta degli operatori. " Banca Ucb – dice il direttore commerciale
Riccardo Maccabruni – ha proposte di mutuo per la sostituzione e non ha invece
al momento un prodotto dedicato alla surroga. Siamo al lavoro per definire un
mutuo ad hoc che sarà disponibile a breve. Tutti i mutui attualmente in gamma
possono essere invece utilizzati per la sostituzione, a cominciare da Mutuo
& Cash che a soli sei mesi dal lancio raccoglie circa il 10% delle
richieste totali". Le rinegoziazioni sono molto contenute e Banca Ucb
(gruppo Bnp Paribas) registra un'incidenza dello 0,5% a dicembre rispetto allo
0,15 del 2006. Con formule diverse si potrebbe muovere – secondo Massimo
Tessitore, senior manager di Accenture consulting – circa il 5% di nuovi mutui
(oltre tre milioni) contro l'1% attuale. L'Italia si allineerebbe a Francia e
Spagna. "Il mutuo ha una forte componente di fidelizzazione del cliente –
ricorda Tessitore – e gli istituti maggiori stanno facendo e faranno di tutto
per non perdere clientela a vantaggio dei gruppi specializzati, ritoccando
progressivamente gli spread". Fra controffensive, equivoci, ipotesi di
accordo fra banche e notai stroncati dall'intervento dell'Antitrust e mercato
immobiliare debole le potenzialità della sostituzione sono state in parte
stoppate. Nonostante i costi notarili si stiano riducendo e – secondo i
rappresentanti della categoria possano ridursi a 400-500 euro nei casi più
semplici. Gli stessi notai ricordano che errori di trascrizione o mancanza di
verifiche possono poi riflettersi sul buon esito del contratto. Ma il costo
dell'intervento notarile non sembra essere l'ostacolo maggiore visto che le
migliori proposte sul mercato incorporano il costo dell'intervento
professionale. Per le associazioni dei risparmiatori rimangono ostacoli più o
meno espliciti e in diversi istituti vengono praticate formule varie volte a
scoraggiare il cambio di banca. ùNonostante gli sforzi del legislatore, delle
Authority e degli stessi operatori, chiudere un contratto e riaprirne un altro
altrove è ancora complesso. L'obiettivo di un cambio di finanziatore "a
somma zero" è tutto da raggiungere. Paolo Zucca Credito al consumo
Martedì, in allegato a "Il Sole 24 Ore", il dossier di 12 pagine sul
credito per le famiglie e le imprese, con analisi su mutui, finanziamenti e
leasing.
( da "Corriere Alto Adige" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - TRENTO - sezione: TRENTOEPROV - data: 2008-02-23 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE PASTICCERIA Bertelli lascia, cambia la gestione TRENTO -
La famiglia Bertelli lascia, dopo quasi 50 anni, la
gestione della nota pasticceria del centro. Al suo posto, subentra Andrea
Collina, già pasticcere per Bertelli, di origini marchigiane, che a soli 28
anni porterà avanti l'attività. "Lasciamo per stanchezza e troppa burocrazia" commenta con amarezza
Claudia Bertelli, la titolare.
( da "Manifesto, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al Congresso
italiano di cucina d'autore, l'appello degli chef di casa nostra che lamentano
l'abbandono del settore da parte delle istituzioni. Nessuno chiede sovvenzioni
statali ma neanche che si celebrino solo i palati degli spagnoli e dei francesi
Francesca Angeleri Milano Tra un boccone e l'altro, reale e virtuale, è passata
la quarta edizione di Identità Golose, il "Congresso italiano di cucina
d'autore" (realizzato da Paolo Marchi). Le sale di Palazzo Mezzanotte a
piazza Affari hanno ospitato l'evento, a ricordarci che la cucina non è solo
una questione di forchetta. Non sono sfuggite, infatti, neppure in questa sede,
polemiche e problematiche di un paese che non esulano neppure dal mondo dei
piaceri del palato. Sul palco si sono alternate ricette, da quelle di gusto più
tradizionale a quelle più spettacolari e spettacolarizzate. Cucine di una volta
e altre al limite del post moderno. Ma Identità è - e vuole essere -
soprattutto un luogo di confronto per il mondo della gastronomia, per chi la
fa, per chi ne gode, per chi la insegna. E così, il secondo giorno, è iniziata
a girare la notizia di una piccola rivoluzione. Si annunciava già bagarre.
Serpeggiava un certo malcontento, un senso di abbandono da parte di chef, di
produttori di vino, di artigiani della cucina. A lanciare il campanello
d'allarme sono stati i fratelli Alajmo, Massimiliano e Raffaele, tra i
rappresentanti più autorevoli della cucina italiana nel mondo. Le Calandre
rientra infatti tra i cinquanta migliori ristoranti al mondo e è quello che ha
ricevuto i punteggi più alti nelle guide. Dal palco della kermesse è stato
distribuito, con un certo pathos tra i presenti, un appello, una sorta di
manifesto di richiamo, se non di protesta, verso le istituzioni. Le parole non
hanno lasciato spazio ad interpretazioni fasulle: "Signori del Palazzo -
così recitava l'inizio - noi sul mercato ci siamo. Non vi chiediamo un
salvagente, ve lo offriamo. Non lanciamo un sos, vi stiamo calando noi una
scialuppa di salvataggio. La Cucina italiana può diventare la più autorevole
ambasciatrice dei prodotti enogastronomici italiani; ci saranno benefici per
l'agricoltura, per la viticoltura, per i prodotti artigianali e anche per il
nostro turismo. Se volete capire che questa è la strada, a guadagnarci non
sarete né voi né noi, (che i conti li facciamo quadrare lo stesso). A
guadagnarci sarà tutto il paese... L'economia è sempre e solo una questione di
fiducia". E poi l'appello terminava così: "Noi il nuovo mondo
l'abbiamo già scoperto. E voi? Che fate, ci date una mano o pensate di
continuare a litigare tra lo stupore del mondo?". Un appello duro ed anche
un po' teatrale che ha riscosso però una vera e propria ovazione tra il
pubblico. Tanti, troppi si è detto, i giovani lasciati a se stessi, senza un supporto concreto ed oberati dalla burocrazia. L'ennesimo specchio di una
situazione economica che deprime e spesso imbarazza. Gli Alajmo non sono
personaggi che hanno bisogno di sovvenzioni statali, non hanno mai fatto
mistero del privilegio di arrivare da una famiglia di tradizione
enogastronomica avviata e solida ma, da professionisti internazionali,
si sono fatti portatori di una valutazione che vede l'Italia correre dietro,
come una misera cenerentola, agli splendori e alle celebrazioni della cucina
francese e spagnola. "Nel gennaio dello scorso anno andammo a New York a
presentare la versione inglese del nostro libro In.gredienti - ha raccontato
Raffaele - la sede era il French Culinary Institute, che in quei giorni stava
cambiando denominazione in International Culinary Institute, un luogo veramente
bello dove siamo orgogliosi che si tengano anche dei corsi di cucina italiana.
Mentre si stavano ultimando i piatti da offrire ai presenti, continuavano a
scorrere dietro di noi delle immagini di chef spagnoli. Un mese prima, infatti,
nello stesso luogo veniva presentato un libro sulla cucina iberica. Bene, noi
ricevemmo i complimenti per aver organizzato tutto da soli, il governo
spagnolo, invece, aveva stanziato ben 100mila dollari per l'evento, per il
sostegno dell'immagine della loro cucina. E questo è solo un esempio. Ma ce ne
sono molti altri". Non si tratta meramente di un discorso economico,
quanto di una questione di tutela e di valorizzazione, che assegni alla cucina
uno spazio non solo nell'ambito culturale, che negli ultimi anni si è
assolutamente e a buon diritto conquistata, ma anche di vera e propria risorsa
economica. A Tokyo, nuovo luogo d'elezione della gastronomia planetaria, da più
di 25 anni, esiste un ufficio che si occupa della promozione della cucina francese:
i contatti con gli hotel, i documenti per le assunzioni, gli aiuti nelle
pratiche di importazione. Gli chef italiani che hanno aperto un'attività in
Giappone, come Sadler ad esempio, hanno grandi difficoltà a reperire le nostre
materie prime e sono obbligati, quindi, a ripiegare su quelle francesi che
arrivano molto più facilmente e con maggiore velocità. Proprio a Tokyo, lo
scorso aprile, gli Alajmo hanno battezzato un figlioccio: Il Calandrino.
Organizzato un evento di presentazione al quale partecipavano sessanta0
collaboratori delle testate giapponesi, l'unica a non intervenire fu proprio la
rappresentanza della stampa italiana. "Siete un ristorante? Mi spiace,
credevo foste un'industria, noi di ristoranti non ci occupiamo mai", pare
abbia risposto il giornalista interpellato. "Ma i ristoranti non sono
forse un'impresa da valorizzare? Ricordiamoci delle persone coinvolte, dalla
cucina alla sala molte sono le persone che lavorano. È un business non
trascurabile...", ha incalzato Alajmo. Le due cucine più diffuse al mondo
sono quella cinese e l'italiana. È vero quindi che il caffè e la pizza sono
universalmente diffuse, è vero però che il rischio è quello di farsi
rappresentare da parodie della nostra gastronomia. Da Pizza Hut e dal caffè
Starbuck, che sono un'interpretazione alquanto distorta del prodotto. Nulla di
male, ma la quasi totalità degli addetti ai lavori mira a trovare risposte
concrete e soprattutto rappresentative di una realtà che apre delle finestre
sul mondo per la nostra economia e per la stessa identità italiana. Insomma,
per non correre il rischio di imparare dai giapponesi il modo per farsi
harakiri, con forchetta e coltello.
( da "Manifesto, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vespri I rifiuti di
una classe dirigente Norma Rangeri Idealmente collegato con "la maratona
del rifiuto" organizzata a Napoli da Beppe Grillo, Michele Santoro ha
riportato in prima serata i rifiuti della Campania. Del problema i
telespettatori ormai sanno tutto (o quasi). Sanno che la responsabilità è della
società Impregilo, sanno che gli amministratori locali (comune, provincia e
regione) hanno fatto del loro peggio, sanno che i governi nazionali degli
ultimi quattordici anni, hanno dato una mano per aggravare la situazione. Cosa
c'era di nuovo ancora da dire? In realtà moltissimo. Ad Annozero (giovedì,
Raidue) l'elenco degli errori e delle complicità è stato compilato da due
senatori della sinistra: il presidente della commissione ambiente del senato, Tommaso
Sodano (di rifondazione comunista) e il presidente della commissione
d'inchiesta sui rifiuti, il socialista Roberto Barbieri. Il governo di
centrosinistra, ha spiegato bene Barbieri, avrebbe dovuto
togliere di mezzo la famelica burocrazia del Commissariato per i rifiuti e la catena dei consorzi (7-8
livelli di intermediazione). Non lo ha fatto, perché quel sistema garantiva una
sorta di "politica sociale", buona per il lavoratore socialmente
utile e per la camorra. In studio c'era anche il ministro dell'ambiente
Pecoraro Scanio. Santoro lo ha fatto parlare a lungo, e dopo averlo
ascoltato difendere la sua azione di denuncia pluriennale dei drammatici
misfatti campani, gli ha rivolto una domanda molto semplice: se le cose stavano
così perché avete lasciato che a fare la crisi fosse Mastella e invece non
l'avete aperta voi? "forse avremmo dovuto", la sconsolata risposta.
Naturalmente era tutta da vedere l'inchiesta di Sandro Ruotolo, con le riprese
della manovalanza criminale che va a buttare rifiuti tossici tra i sacchetti,
con l'intervista al proprietario della discarica che raccoglieva rifiuti
industriali da tutta Italia, con la testimonianza del costruttore abusivo (di
200 alloggi, ma la domanda cresce). Da restare stupefatti di fronte al racconto
della ragazza impiegata nella fabbrica che ricicla bottiglie di plastica:
lavora poco, manca la materia prima e nessuno può andarla a raccogliere tra i
cumuli che seppelliscono la regione perché una clausola del contratto con
Impregilo, lo vieta. La storia dei rifiuti in Campania è lo specchio del
malgoverno nazionale, la radiografia più impietosa di una classe dirigente (di
destra e di sinistra) attenta alle clientele almeno tanto quanto incapace di
amministrare. Morale: tutti a casa, almeno in Campania. nrangeri@ilmanifesto.it.
( da "Corriere del Veneto" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-02-23 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il voto mette a rischio la marcia Podisti in rivolta a
Maserà MASERA' - Una corsa nella quale rischia di non vincere nessuno. E' quella che la burocrazia sta correndo in questi giorni contro lo sport, in quel di
Maserà. La vicenda, che sta destando parecchio stupore nell'ambiente podistico
veneto, è presto detta. Da almeno sei mesi infatti il Gruppo Podisti Maserà sta
preparando la 35ma edizione del sua marcia annuale, la "Pian Pianeo",
ormai una "classica " del podismo amatoriale. Un'edizione
particolare questa del 2008, preparata con cura e passione: tanto che si
prevedono nomi eccellenti e un record di partecipanti, attorno ai 2.500
appassionati. Scelta con attenzione pure la data, quella del 13 aprile, ottima
nel calendario delle manifestazioni. Tutto perfetto. Tanto che l'entusiasmo in
paese cresce: si mobilitano i gruppi di volontariato, dai donatori di sangue
alla protezione civile, al gruppo alpini. La pubblicità per la gara è già
pronta: i volontari, da mesi a caccia di sponsor, hanno già speso almeno
duemila euro di volantini. Finché pochi giorni fa non arriva la doccia gelata:
il commissario prefettizio che regge il Comune nega il permesso. Motivazione?
L'impossibilità di garantire l'ordine pubblico. Tutta colpa delle elezioni: il
13 aprile si vota sia per le politiche che per il Comune e il commissario teme
di non poter gestire insieme i due eventi. Peccato che i podisti fin qui si
siano sempre arrangiati chiedendo al massimo l'ausilio di due tre agenti della
polizia municipale per le tre ore di durata della manifestazione. Peccato che a
Mira proprio quel giorno si corra la maratonina dei Dogi e negli stadi si
giochino le partite di campionato. Niente da fare: anche davanti a queste
obiezioni, il commissario prefettizio appare irremovibile. Per ora. Sì perché
Antonio Qualdi, barbiere alla Sacra Famiglia e presidente del Gruppo Podisti
Maserà, è tipo che non si arrende facilmente: nel 2006, tanto per dire, ha
portato a termine una vera e propria impresa sportiva terminando in autonomia
la Marathon des Sables, 220 chilometri in mezzo al Sahara. "Insisteremo in
ogni sede per trovare una soluzione - assicura - . Questo divieto ci è
incomprensibile ". Toni forti ma allo stesso tempo civili. Così come lo
sarà la protesta in caso che lo sport esca "sconfitto" in questa
assurda gara contro la burocrazia: Qualdi e tutti i
volontari del gruppo infatti il giorno delle elezioni sono pronti a presentarsi
vestiti con le divise del gruppo podistico nella piazza del paese per dar vita
a una civile protesta. Maratoneta Antonio "Tony" Qualdi all'arrivo
della prima tappa della Marathon des Sables nel 2006.
( da "Liberazione" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Le patrie
degli spagnoli", curato da Alfonso Botti, fa la storia delle questioni
nazionali dal varo della Costituzione del 78 a Zapatero. E mette in luce i
nuovi problemi che il federalismo iberico deve affrontare per restare in piedi
Nazionalità, il modello Spagna minato dalla globalizzazione Marco Puppini Nel
dibattito politico italiano di questi ultimi decenni sui temi del federalismo e
delle autonomie, il riferimento al "modello spagnolo" è divenuto
corrente. Le patrie degli spagnoli. Spagna democratica e questioni nazionali
(Bruno Mondadori, pp. 391, euro 28,00), curato da Alfonso Botti, aiuta a capire
meglio questo modello esaminando proprio l'evoluzione delle identità nazionali
e regionali e la struttura dello Stato spagnolo negli anni seguenti la morte
del generale Franco. Vi possiamo leggere diversi contributi nati in seno ad un
progetto di ricerca triennale ideato appunto da Botti e promosso dall'Istituto
Salvemini di Torino, che ha avuto grazie ad una serie di iniziative promosse da
alcuni soggetti tra cui la rivista storica Spagna Contemporanea e il comune di
Novi Ligure un primo momento di presentazione pubblica. Alfonso Botti e Carmelo
Adagio, nell'intervento di apertura, osservano come la questione nazionale
prenda avvio "nel momento stesso in cui la Spagna nasce come moderno
Stato-nazione nelle Corti di Cadice". La Costituzione di Cadice è del
1812, da allora, per quasi due secoli, il problema nazionale è rimasto in
Spagna irrisolto ed ha talvolta alimentato conflitti dagli esiti tragici. Anche
il secolare dibattito sul federalismo, descritto efficacemente da Guido Levi, è
rimasto aperto. Le rivendicazioni delle cosiddette nazioni
"storiche", ovvero Catalogna, Paesi Baschi e Galizia, sono state nel
corso degli anni sostenute dalle forze riformiste, liberali e libertarie. Al
contrario, la Spagna più conservatrice e reazionaria ha imposto il tradizionale
stato centralista e, per usare un termine corrente in questo dibattito,
españolista. Negli anni della Seconda Repubblica, nata nel 1931 e finita otto
anni dopo, travolta da un colpo di stato militare e dalla successiva guerra
civile, una coraggiosa politica di riforme portò alla concessione degli statuti
di autonomia per Catalogna e Paesi Baschi. In seguito nel corso dei quasi
quarant'anni di dittatura del generale Franco, rivendicare autonomie era
ritenuto un delitto contro la Nazione, che si voleva "una, grande e
cattolica". La questione delle tante patrie in cui i cittadini dello stato
spagnolo si riconoscono, è pertanto riemersa con forza dopo la morte di Franco,
nel corso di quella transizione che ha portato alla democrazia ed all'ingresso
nella Comunità Europea. La Costituzione del 1978 è stata a questo riguardo un
passaggio fondamentale. L'approvazione del titolo VIII°, che dava la possibilità
di ottenere uno statuto d'autonomia non solo alle regioni sede di nazioni
"storiche", ma a tutte quando due terzi dei comuni che ne facevano
parte l'avessero richiesta, ha portato alla divisione della Spagna in
diciassette Comunità Autonome (cui andrebbero aggiunte le città di Ceuta e
Melilla), Comunità dotate ciascuna dei suoi poteri in campo linguistico,
scolastico, della sanità, in alcuni casi dell'ordine pubblico, con proprie
fonti di finanziamento concordate e garantite dallo Stato. Comunità con un loro
protagonismo anche in campo internazionale, fautrici, come scrive Maria Elena
Cavallaro, di un nuovo europeismo, diverso da quello vigente in Spagna nei
decenni precedenti, che fosse in grado di porre comunità locali ed istituzioni
sopranazionali in diretto collegamento. La politica dei "grandi
eventi" dei primi anni Novanta, dalle Olimpiadi di Barcellona alla
costruzione del Museo Guggenheim di Bilbao, è stata giocata dalle due Comunità
autonome in questa direzione. Gli investimenti statali attivati allora, scrive
Adagio, sebbene nettamente squilibrati in favore di Madrid e del suo ruolo di
metropoli della cultura, hanno consentito alle due Comunità di attuare una
politica urbana che offriva l'immagine di una identità moderna, europea, volta
più al futuro che alle glorie passate. D'altro canto, come nota Laura Carchidi,
anche il discorso pubblico delle forze politiche nazionali spagnole ha
riproposto in questi anni, da destra e da sinistra, la visione elaborata nella
prima metà del Novecento dal filosofo Ortega y Gasset di una nazione unita e
sovrana proprio in quanto moderna ed europea. Negli anni Novanta, sono emersi
molti limiti del sistema delle autonomie, dall'indebitamento delle varie
Comunità all'aumento delle burocrazie alle polemiche tra
regioni ricche e povere, in un sistema che si regge comunque su un accordo tra
stato nazionale ed istituzioni regionali. Anche a livello linguistico, scrive
Patrizio Rigobon, si assiste ad una moltiplicazione di richieste di
riconoscimento per varianti locali di singoli idiomi, che rischia
addirittura di indebolire la posizione delle tre lingue (catalano, basco e
gallego) di più antica tradizione. Negli ultimi anni, quelli del governo
Zapatero, sta così facendosi strada una nuova visione della Spagna come nazione
pluralista e policentrica, in grado però di ridimensionare certi difetti dei
nazionalismi "periferici" perché ridimensiona innanzitutto il
proprio. In questa direzione, scrive Jorge Torres, si muovono anche le due
principali centrali sindacali, la Ugt e le Comisiones Obreras, presenti su
tutto il territorio nazionale ma non prive di simpatie federaliste e dotate di
una organizzazione articolata in modo da riflettere le complessità di questo
territorio. I movimenti ecologisti, esaminati da Giorgio Grimaldi, a loro volta
hanno a lungo oscillato tra radicamento al singolo territorio e necessità di
coinvolgere nelle lotte fronti ben più ampi. Delicatissimo si presenta il
problema in campo scolastico, e Daniela Carpani ricostruisce il lungo dibattito
sugli insegnamenti di competenza dello stato e delle Comunità, sul rischio di
visioni contrapposte e chiusure etniche. Non stupisce come la questione sia
emersa anche in un tema dal forte carattere simbolico come la scelta della
nuova festa nazionale spagnola. Alla data di approvazione della Costituzione
del 1978, scrive Carsten Humblebæk, il governo socialista di Felipe Gonzáles ha
preferito il giorno della Hispanidad, che ricorda la scoperta dell'America e
l'Impero spagnolo, Che è stato però celebrato evitando con difficili
equilibrismi ogni accenno a destini imperiali ed a superiori identità
españoliste. D'altro canto, il complesso sistema di regole e tutele varato
dalla Costituzione, quanto risponde ai problemi del nuovo millennio? Le donne
in Spagna hanno fatto rapidamente un lungo cammino, nota Marcella Aglietti,
anche grazie ad una efficace legislazione, ma la discrepanza tra norma,
principi e realtà effettiva resta grande. E soprattutto, come ricorda in un
interessante intervento conclusivo Marco Cipolloni, quanto tale sistema
risponde ai bisogni ed ai diritti dei nuovi immigrati dal Nord Africa o dai
paesi dell'est, sfruttati nella raccolta del pomodoro o nei lavori delle serre?
La globalizzazione, l'immigrazione, la contaminazione dei linguaggi e delle
culture rischia di mettere in discussione la pur complicata creazione dei
costituenti del 1978. 23/02/2008.
( da "Tempo, Il" del 23-02-2008)
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Stampa
Imprese, il bilancio La burocrazia costa quindici miliardi Damiana
Verucci La burocrazia costa ogni anno alle imprese 15
miliardi di euro. In media per aprire un'attività nella Capitale ci vogliono
dai 50 agli 80 adempimenti e bisogna interloquire con almeno 20
amministrazioni.
La Camera di Commercio, in collaborazione con Infocamere, ha messo in atto un
nuovo sistema, già operativo e utilizzabile, presentato ieri dal vice
presidente della CCIAA, Lorenzo Tagliavanti, che si chiama "Starweb"
e consente alle imprese artigiane (ma secondo quanto confermato dall'assessore
capitolino al commercio Gaetano Rizzo, presto potrà essere esteso anche agli
altri settori), di trasmettere via Internet le domande di iscrizione, modifica,
cancellazione di imprese. Piuttosto che recarsi fisicamente presso gli
Sportelli del Comune territorialmente competente, l'imprenditore potrà
comodamente collegarsi da casa all'indirizzo
http://artigiani.infocamere.it/starweb/index.jsp e svolgere le pratiche in via
telematica.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-02-2008)
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Prov Sulcis Pagina
2027 Scuola. Nelle sedi di Iglesias, Carloforte e Sant'Antioco Arte, blues e
prevenzione: le nuove sfide delle Magistrali Scuola.. Nelle sedi di Iglesias,
Carloforte e Sant'Antioco --> Lo scorso anno due ragazze del Baudi di Iglesias
si sono diplomate con il massimo dei voti. I programmi del nuovo preside. Nel
2007 tre studenti iglesienti si sono diplomati con il massimo dei voti: 100 e
lode. Due frequentavano l'istituto magistrale. E forse anche per questa ragione
che dirigenti e docenti della scuola intitolata a Carlo Baudi di Vesme
sbandierano con comprensibile orgoglio questo importante risultato. LA SCUOLA
Da qualche anno si chiama Liceo Pedagogico Linguistico e Sociale. Tutti però
continuano a parlare di magistrali. Dal primo settembre del 2007 l'istituto è
diretto da Giuseppe Melis, preside appassionato di musica e letteratura. Gli
studenti sono 650, i docenti una settantina. "Abbiamo qualche problema con
i locali - dice il dirigente - ma speriamo che la situazione migliori quando
sarà realizzato un corpo aggiunto con dodici nuove aule, laboratori e l'aula
magna. Attualmente per organizzare manifestazioni di un certo rilievo siamo
costretti a utilizzare gli spazi della palestra". Burocrazia,
permettendo se ne parlerà tra qualche anno. Il progetto è già stato finanziato
dalla Provincia Carbonia Iglesias. LE INIZIATIVE Alla fine di ogni anno
scolastico le magistrali organizzano una grande manifestazione dedicata
all'arte. Ogni studente porta a scuola un amico e di solito viene invitato
un testimonial, in genere un rappresentante del mondo delle cultura e dello
sport. "Da poco abbiamo iniziato un rapporto di collaborazione con
l'associazione che organizza il festival Narcao Blues - spiega Giuseppe Melis -
ci interessa portare a scuola personaggi che possano stimolare e incuriosire
gli studenti". SANITÀ E PREVENZIONE Uno dei progetti che stanno molto a
cuore a docenti e studenti delle magistrali è quello dell'educazione alla
salute. "Visto che non ci pensa la Asl - dice Giuseppe Melis - lo facciamo
noi. Purtroppo le istituzioni fanno poco sul fronte delle prevenzione e
dell'educazione alla salute. Il personale della Asl, come i primari, è molto
disponibile. Partecipano alle nostre iniziative ma con uno spirito di
volontariato. Non sono supportati dall'Azienda. Evidentemente i tagli nella
sanità condizionano queste attività". GLI STUDENTI La metà degli studenti
è di Iglesias, il resto sono pendolari. "Abbiamo un bacino di utenza che
interessa quasi tutto il territorio provinciale - conclude il preside - da
Domunovas, Siliqua, Musei, Villamassargia, Cortoghiana,Carbonia,
Fluminimaggiore, Narcao, Buggerru,Vallermosa e da tutte le frazioni di
Iglesias". LE ALTRE SCUOLE Nella provincia Carbonia Iglesias ci sono altri
due istituti magistriali. Si tratta delle scuole di Sant'Antioco e Carloforte.
Sono frequentate dagli studenti dell'isola di San Pietro e del Sulcis. (f. p.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ORDINANZE COMUNALI
ED EMERGENZA AMBIENTALE SIAMO SICURI CHE SERVA? di FRANCESCO JORI Benvenuti
nella grande camera a gas padana. Dopo aver reagito in ordine sparso e con
misure più alterne delle targhe all'offensiva dello smog, con le diffuse e
massicce restrizioni di questo fine settimana il Friuli-Venezia Giulia
certifica il proprio ingresso nel grande club degli inquinati che va da Udine a
Torino; ma in qualche modo certifica anche la propria impotenza. Perché
combattere le polveri sottili fermando le automobili è come curare una
broncopolmonite con un'aspirina. E lo sappiamo tutti, al di là delle parti che
ciascuno deve recitare, se non altro perché sono i dati a ricordarcelo. Sia
giocando sul pari e dispari delle quattro ruote, sia confinandole nei garage,
l'aria rimane sporca come prima: a indicarlo sono tutte le rilevazioni delle
varie agenzie per l'ambiente. Alle cui certificazioni si aggiunge
l'arlecchinata tutta italiana delle millanta deroghe e dei pressoché
inesistenti controlli: con il risultato di rendere impopolare una misura che
vorrebbe essere quanto meno educativa. È assurdo d'altra parte pensare di dare
risposte locali, magari pure diverse tra loro a distanza di una manciata di
chilometri, a una questione addirittura sovranazionale. Lo scorso anno, le
emissioni di anidride carbonica delle auto in circolazione nell'Unione europea
sono diminuite appena dello 0,2 per cento, che significa meno di mezzo grammo
di anidride carbonica per chilometro: briciole, a fronte dei 160 grammi per
chilometro mediamente esistenti, e che rendono pura utopia l'impegno assunto
nel 1998 dall'associazione europea dei 13 principali costruttori di automobili
di scendere a 140 grammi entro il 2008, cioè quest'anno. Ed è carta straccia la
direttiva Ue del 2005 in base alla quale non dovrebbero essere superati i 50
microgrammi di polveri sottili per più di 35 giorni l'anno: nel 2007, Londra ha
superato il limite 211 volte, Milano 135. A Nordest, non c'è città in regola.
Di fronte a questa Caporetto dell'aria, la soluzione più semplice è prendersela
con gli automobilisti, a colpi di blocchi totali, targhe alterne, ticket,
ecopass e quant'altro. Ma intanto, per l'intera settimana, feste comprese,
continuano a circolare a ruota libera troppi autobus e pullman pubblici che
dovrebbero essere stati rottamati da tempo. L'Apat, l'agenzia nazionale per la
protezione dell'ambiente, calcola che i vecchi camion ancora in funzione
valgono da soli, in termini di inquinamento, un quarto dei fumi da traffico; e
a essi si aggiungono, come ben sanno i friulani, gli scalcinati Tir dell'Est
europeo che attraversano ogni giorno la regione omaggiandola dei loro scarichi.
Gli impianti di riscaldamento producono più veleni di quelli delle quattro
ruote; ma mica si possono introdurre i caminetti alterni o le domeniche al
freddo. La verità è che siamo di fronte a un'autentica emergenza ambientale,
colpevolmente ignorata o sottovalutata per anni, e che non si può affrontare
solo con interventi di facciata: serve una revisione profonda non soltanto
delle tecnologie relative alle fonti inquinanti, ma anche e soprattutto dei
metodi di produzione e della catena distributiva privati, delle politiche della
mobilità degli enti pubblici, degli stili di vita individuali e collettivi;
altrimenti sarà la catastrofe. La quale imporrà a tutti noi regole ben più
spietate di una domenica a piedi. Nel frattempo, c'è solo da sperare che la
variopinta collezione autunno-inverno delle misure adottate dalle pubbliche
amministrazioni locali riesca a dotarsi di un minimo di coordinamento e di
un'adeguata dimensione territoriale. Perché lo smog non si ferma ai cartelli
segnaletici dell'inizio o fine dei territori comunali, e
non conosce distinzione tra centri storici e periferie, tanto meno tra città
capoluogo e paesi confinanti. E perché anche un'ordinanza può rivelarsi
inquinante, se non si libera dalle polveri sottili della burocrazia. A differenza delle targhe,
il buon senso non può funzionare a giorni alterni: se manca, è per sempre.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Godega di
Sant'UrbanoIl cantiere del lotto 29 della A28 è partito. I lavori per il
sovrappasso di via Palù, a dir la verità, sono iniziati già da dallo scorso
lunedì quando i 150 operai della Cmb di Carpi Modena, alloggiati nel campo base
a San Vendemiano, hanno iniziato a mettersi al lavoro, pronti a turni giorno e
notte. Ieri pomeriggio il blitz della commissione di Autovie Venete che ne
sancisce l'ufficialità. È un laconico "no comment" l'unica frase che
il presidente Giorgio Santuz si lascia scappare mentre risale sul pulmino di
Autovie, a fianco dell'assessore regionale alla pianificazione territoriale
Lodovico Sonego, l'amministratore delegato di Autovie Venete Pietro Del Fabbro,
il direttore operativo Riccardo Riccardi e i tecnici. Un silenzio assenso che,
a distanza di cinque mesi dall'inaugurazione del lotto 28 conferma l'avvio del
cantiere della grande inconclusa. Serviranno 27 mesi per realizzare 4 km e 900
metri; saranno due i punti di consegna definiti per ridurre al massimo
l'impatto dei mezzi pesanti sulla viabilità. Un percorso lineare, assicurano
gli addetti, che troverà le maggiori difficoltà nella realizzazione del
raccordo con la A27 Mestre-Belluno. Nel 2010, a distanza di oltre vent'anni
dall'approvazione del progetto di massima Pordenone-Conegliano, ci sarà la
conclusione dei 28 km di nastro d'asfalto. Per arrivare dove l'autostrada
termina oggi, dopo 23 km, sono stati necessari 22 anni; poco più di un
chilometro all'anno. Quello che venne approvato dall'Anas nel 1986 era il
progetto di massima; risale al '91 l'inaugurazione del tratto di Pordenone. A
distanza di due anni sono stati completati i due lotti che collegano Pordenone
Sud a Fontanafredda per arrivare a Sacile nel '96. A rimanere impigliati nella burocrazia romana i due lotti conclusivi, il 28 e il 29 che permetteranno
di raggiungere Conegliano. I 9 km del tratto che collega Sacile e Godega, il
lotto 28, sono stati completati dieci anni dopo, nel 2006. Quello che parte ora
è il lotto 29 che, in base al progetto del 2001 realizzato dopo la bocciatura
della commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, costerà 84
milioni e 887mila euro e non vedrà la luce prima della primavera del 2010. A
questo si aggiungerà la realizzazione dei caselli di Sacile Ovest e quello di
Levada a Godega. Per la stessa data dovrà essere conclusa anche la tanto attesa
bretella di Pianzano. Un'opera dal valore di 12milioni 800mila euro, finanziata
da Autovie; una grande rotatoria che libererà finalmente il centro della
frazione dal traffico dell'autostrada.Erica Bet.
( da "Corriere Di Como, Il" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Farmaci,
"cavie" svizzere fondamentali" L'INTERVISTA A GARATTINI (a.cam.)
"I volontari sani sono un anello fondamentale del processo che porta
all'effettivo utilizzo di un farmaco. La Svizzera in questo
senso è molto utile anche alla ricerca italiana perché nel nostro Paese c'è
ancora troppa burocrazia e
ottenere l'autorizzazione per le sperimentazioni richiede tempi spesso troppo
lunghi". Ha sottolineato l'importanza delle cosiddette "cavie"
Silvio Garattini, farmacologo dell'istituto Mario Negri, ieri a Como a un
incontro organizzato dalla classe 1957 a Villa Olmo. Secondo il noto
ricercatore, su questo fronte la Svizzera svolge un ruolo indispensabile,
andando a sopperire anche ad alcune lacune italiane. "Senza la
sperimentazione sulle persone sane sarebbe molto difficile conoscere elementi
fondamentali quali dosaggi e tempi di somministrazione dei farmaci - ha detto
Garattini - Le strutture specializzate attive oltreconfine svolgono un ruolo
importante. Questo, purché non ci sia un mero scopo speculativo e non si
facciano correre rischi eccessivi ai volontari. In Italia siamo ancora limitati
su questo fronte per la troppa burocrazia". Sul
fronte della disponibilità di farmaci, invece, il ricercatore invita gli
italiani a non avere complessi di inferiorità. "In Italia abbiamo a
disposizione tutti i prodotti più efficaci - ha detto Garattini - L'idea di un
gap nei confronti della Svizzera o di altri Paesi è infondata". A detta
dell'esperto poi è destinato a diminuire anche il fenomeno del pendolarismo
della salute legato in particolare alla sfera della maternità. "Molti
italiani vanno in Svizzera, per l'interruzione di gravidanza con la pillola
Ru486 e per alcune tecniche particolari di fecondazione in vitro - ha detto il
farmacologo - Credo che in entrambi i casi possiamo parlare di una tendenza destinata
a diminuire perché presto anche nel nostro Paese sarà possibile l'aborto
farmacologico così come, credo, saranno riconosciute procedure oggi vietate, a
partire dalla selezione degli embrioni che non abbiano malattie
genetiche". Silvio Garattini invita infine a non crearsi false illusioni
su un altro tema di grande attualità, la ricerca sulle cellule staminali del
cordone ombelicale, che oggi porta sempre più coppie a depositare questo
materiale in apposite banche svizzere, naturalmente a pagamento. "La realtà
è che oggi non esiste alcuna indicazione di utilizzo delle cellule staminali
del cordone ombelicale - ha detto - e neppure si può ipotizzare se e quando ci
saranno applicazioni concrete efficaci. La donazione volontaria è molto
importante al fine di aiutare la ricerca, ogni altra scelta potrebbe solo
creare false illusioni". Home Autoarticolato si incastra all'incrocio
Viabilità in tilt ieri mattina a Carugo Tabaccherie nel mirino della
criminalità Vertice con le forze dell'ordine La Sinistra Arcobaleno scende in
campo a Como Già libero il marocchino che uccise don Renzo Beretta Ex Trevitex,
terzo ricordo al Tar Veicoli nel centro storico. In 7 giorni 132 multe.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MICHELE IPPOLITO San
Giorgio a Cremano. La direzione della clinica Grimaldi di via Marconi ha deciso
di non continuare l'iter per la riapertura del centro di prima assistenza in
attesa dell'accreditamento dell'intera struttura da parte dell'assessorato alla
Sanità della Regione Campania. In pratica, migliaia di cittadini dovranno continuare
a spostarsi di almeno una decina di chilometri, in caso di emergenza, per
raggiungere il pronto soccorso più vicino. A spiegare il perché della decisione
è il proprietario della clinica, Folco Grimaldi: "La nostra struttura è in
fase di accreditamento con il Sistema sanitario nazionale secondo una procedura
che dopo infinite proroghe, vede il suo termine ultimo nel prossimo 29
febbraio. Visto che le norme sanciscono che le strutture sanitarie
convenzionate siano anche provviste del servizio di prima assistenza
riprenderemo il servizio solo ad accreditamento avvenuto". A questo punto,
la burocrazia potrebbe fare slittare di molti mesi la riapertura dell'unico
punto di riferimento per le emergenze sanitarie. "Purtroppo - spiega
ancora Grimaldi - non conosciamo le tempistiche della Regione, l'unica in
Italia ad aver fatto slittare i termini dell'accreditamento a più di dieci anni
dall'avvio dalla normativa".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caro il mio Gorzanon
giudicaresenza conoscereApprovo e apprezzo la lettera del signor Bruno Gorza,
in merito alla mia sulle "scoaze". Ha ragione: non ho dato soluzioni,
ma lo assicuro che in commissione ho illustrato molto bene punto di vista e
proposte. Io in Algeria ho avviato una discarica senza emissioni di qualsiasi
gas o percolato da smaltire e soprattutto senza costi di "post
mortem" dell'impianto. Ti assicuro, caro Gorza, che gli algerini ancora mi
ringraziano. So pure che dovrò combattere perché non si faccia un
termovalorizzatore in Valbelluna, dove le tantissime giornate di inversione
termica bloccano il ricambio d'aria. Mi scontrai di brutto con l'ex sindaco Bortoluzzi,
sul tema inceneritori. Poi mi dette ragione, però solo dopo cattivi eventi alla
sua persona. Ecco perché a volte dico che non si può tradurre tutto in denaro,
specie se ottenuto sulla pelle di tutti.Mi dispiace il tuo sarcasmo nei miei
confronti sul presunto attaccamento alla "carega". Avrei potuto fare
l'assessore con le deleghe agricoltura e ambiente, cosa che
mi appartengono come esperienza, ma odio la burocrazia e il 90 per cento in questo ambiente è burocrazia. Quanto ai rospi che dovrei inghiottire, si vede che non hai mai
partecipato a un consiglio comunale: ti saresti accorto che molte, anzi
moltissime volte voto da solo contro tutti e parlo sia di maggioranza sia di
opposizione. Io il servo politico non l'ho mai fatto: il mio movimento
mi ha sospeso perché poco gestibile...Mi chiami "sig. Silvano": una
scelta che non contesto. Il nome "Orso Grigio" l'ho adottato per un
mio grosso problema "logopedico". Sono balbuziente, cominciare con
qualsiasi consonante mi incespica il parlare. Così invece mi trovo più a mio
agio nel presentarmi.Probabilmente, anzi sicuramente avrai ragione che avrò la
forma, ma poca sostanza. Non sono l'essere perfetto, né di corpo né di anima.
Sono un normale essere umano che si trova meglio con la tuta da lavoro che in abiti
"civili". Mi hai mai visto forse con la cravatta?Probabilmente avrai
ragione tu Gorza in tutto quello che hai detto, ma è certo che faccio del mio
meglio per evidenziare i problemi e di cercare di risolverli. Vienimi a trovare
durante un consiglio comunale e capirai molte cose. Giudicare senza conoscere
non ti dà il passaporto per ostentare intelligenza.Orso Grigio.
( da "Sicilia, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Niente neve, da oggi
stop alle esportazioni, da lunedì non partono mercantili da P. Empedocle
Realmonte. Riecco la crisi e stavolta potrebbe essere fatale. Dopo alcuni mesi
di ripresa produttiva e nelle esportazioni, la miniera Italkali di Realmonte
lunedì mattina stopperà l'attività destinata allo smistamento del salgemma. Nel
nord Europa e Italia non nevica più nella quantità tale da richiedere la
necessità di spargere sale antigelo sulle strade, facendo quindi stoppare le
richieste avanzate all'azienda estrattiva siciliana. Il risultato è preso
fatto. A Realmonte, dove la stessa azienda ha già "parcheggiato" una
quindicina di lavoratori di ditte esterne, le stesse maestranze all'interno del
sito verranno utilizzate - a essere ottimisti - nella manutenzione della
miniera e nelle attività di stoccaggio in deposito del salgemma. Le stesse
disastrose scene dal punto di vista occupazionale si sono viste all'inizio
dell'anno scorso, quando da Realmonte e quindi dall'imbarcadero di Porto
Empedocle non partiva alla volta del nord neanche un granello di salgemma. Oggi
è dunque l'ultimo giorno di produzione in vista dell'esportazione dell'ultimo
carico di "oro bianco", mentre da lunedì prossimo l'imbarcadero Italkali
posizionato nelle banchine dello scalo empedoclino tornerà ad assumere le
sembianze tristi dell'anno scorso. Tristi perché non ci saranno mercantili in
attesa di caricare per poi ripartire. Tutta colpa dunque della neve che non
cade o che se cade lo ha in maniera scarsa. Ma la colpa più grande nel costante
tira e molla dell'Italkali in quel di Realmonte è da
attribuire alla burocrazia
e ai burocrati. L'azienda ha da anni un progetto per la valorizzazione e
commercializzazione della kainite che giace nel sottosuolo, praticamente
accanto al salgemma. L'Italkali è però come un amante delle auto di lusso che
però non può disporre della chiave per aprire la portiera, sedersi sul sedile e
avviare il motore. Alla Regione Sicilia infatti, tra un'elezione e l'altra
non sono stati capaci di sbloccare l'iter per dare il via all'Italkali di
creare le condizioni per sviluppare il settore kainitico. Se questo fosse
avvenuto negli anni scorsi, l'azienda avrebbe potuto contare su una
straordinaria alternativa occupazionale, con la quale gestire al meglio i
periodi di crisi del settore del salgemma. Come dire che quando il sale non
"tira", a titare ci penserebbe la kainite. Dando, particolare
fondamentale, decine di posti di lavoro. I sindacati urlano alla luna da anni,
ma la luna non risponde e si nasconde dietro le nuvole. Intanto nella miniera
di contrada Scavuzzo si vivono giorni di tensione. Si profila infatti la
ripresa inevitabile della cassa integrazione o dello spostamento dei lavoratori
in altra sede. Al momento, non si parla di licenziamento all'interno del
personale in seno all'azienda. Si proseguirà dunque a vista, con la garanzia
dello svolgimento dell'ordinaria amministrazione, ma con la paura che se non si
sbloccasse l'affare kainite l'azienda non potrà continuare a dipendere dalla
neve che cade o non cade dalla Svezia alla Toscana. La speranza è che il nuovo
governo regionale che andrà a insediarsi in primavera prenda a cuore la
faccenda del settore minerario in provincia di Agrigento, sbloccando anche l'"affaire"
della vendita del 51 per cento del pacchetto azionario in mano alla stessa
Regione. Ma qui la faccenda ha assunto i connotati del giallo, sul quale è
calato un desolante silenzio. Francesco Di Mare.
( da "Sicilia, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La ditta deve dire
se ha già la proprietà dei terreni a monte dell'area demaniale Porto turistico
sempre più in tensione. Se ne decide il futuro in poco tempo. L'impegno del sindaco Barbagallo è teso a stringere i tempi della burocrazia. E ad approfondire
l'argomento: conferenza dei servizi "si" o "no". Peraltro
la marineria locale è cinta d'assedio dalle marinerie più aggressive. Il porto
potrebbe rappresentare le basi per un futuro. Ma si deve risolvere il problema
del progetto e della proprietà dei terreni a monte del porto.
"Torno da Palermo per il porto - esordisce Barbagallo - Ne abbiamo
discusso col direttore generale dell'assessorato competente: tutto questo dopo
avere inoltrato una nota alla ditta nominata per l'aggiudicazione. L'argomento
è difficile: quell'azienda deve fornire delle risposte entro quindici giorni.
In un mese deve rispondere alla nostra istanza: ha, essa, le proprietà, o i
titoli equivalenti, dei terreni a monte dell'area demaniale? Altrimenti dovrò
ricorrere ad un sistema differente. Noi avevamo inviato una missiva da tempo
alla ditta aggiudicataria su questo argomento, alla "Kappa" di Roma.
E dobbiamo comprendere se essa è davvero pronta per redigere il cosiddetto
esecutivo". Il sindaco Nino Barbagallo ricorda pure il regime di legge nel
quale tutto questo si sta svolgendo: è quello della legge Burlando. "Se
questa ditta - spiega - ha la proprietà di quei terreni che coinvolgono l'area
demaniale e possiede la capacità d'incominciare il progetto definitivo".
In maniera più semplice: "Il progetto della "Kappa"-
approfondisce - prevede un forte impatto sull'area portuale, che non è
demaniale, ma appartiene a cinque cittadini. Con la legge Burlando, essendo una
iniziativa di privati, si prevede che essi abbiano la proprietà di quei
terreni". Insomma, una questione complessa, una matassa difficile da
comprendere per la gente:"Siamo pronti - asserisce Barbagallo - a
proseguire con quell'iter: e procedendo con la necessaria conferenza dei
servizi per potere mettere in atto l'esecutivo". Le alternative."Se
non ha la proprietà - dice - quella conferenza dei servizi programmata, sarà
annullata. Il progetto del porto potrebbe costare venti milioni di euro e io lo
vorrei realizzare con quella cifra: questa ditta ci dice che ne servono cento,
di milioni, è giunto sempre più vicino il momento di sapere se quest'azienda è
pronta a redigere l'esecutivo. Non ci sono altre vie da seguire. E'
un'iniziativa provata sia per l'area privata che per le aree a monte dell'area
demaniale. Se la proprietà privata di quei terreni non è disponibile, annulleremo
la conferenza dei servizi". Roberto Rubino.
( da "Sicilia, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il procuratore
Grasso: "Dall'evasione fiscale all'ambiente, i magistrati devono avere gli
strumenti più adeguati" carmen greco Catania. La Giustizia al primo posto.
Quella da fare e quella da riformare, quella lenta e quella che non può
aspettare i tempi della politica. Per il procuratore nazionale antimafia Pietro
Grasso c'è una sola priorità: "Lavorare per una giustizia che funzioni,
perché una giustizia che funziona può risolvere tanti problemi della
società". A Catania per una "lezione" a Scienze politiche, alla quale
sono intervenuti, tra gli altri, il preside della facoltà Giuseppe Vecchio, il
prof. Salvatore Aleo, il prefetto Giovanni Finazzo, il procuratore capo Enzo
D'Agata, il presidente della corte d'appello Guido Marletta, sui "Nuovi
problemi nella lotta alla criminalità organizzata", Grasso ha sottolineato
il buon momento delle indagini contro Cosa Nostra: "Sono una serie di
successi che lasciano ben sperare per il futuro, ma il problema vero si
presenterà quando ci dovremo imbattere nella giustizia lenta, quella che può
provocare la scarcerazione per decorrenza termini, o la prescrizione del reato,
tutte cose che sono purtroppo ancora immanenti. Il Csm ha finalmente provveduto
a nominare i vertici delle Procure vacanti in Sicilia. "Avere dei direttivi
sul campo che riescono a coordinare le forze sul territorio è importantissimo.
Bisogna dare atto al Csm che ha iniziato, con queste nomine, tutta una serie di
scelte che, speriamo, porteranno a ricoprire i posti scoperti in tutto il Sud
al più presto". Nei giorni scorsi la Commissione antimafia ha paragonato
la 'ndrangheta ad Al Qaida per il suo potenziale distruttivo. Che ne pensa?
"Beh, io questi paragoni così arditi, non mi sento di farli; sto più con i
piedi per terra. Certo, l'immagine di male e di terrore che può sprigionare Al
Qaida non è minore di quella che possono dare le stragi della criminalità
organizzata. Io penso che attualmente la Calabria stia vivendo un momento che
la Sicilia ha già vissuto sotto tanti profili. I fenomeni criminali hanno diversi
momenti, dinamiche ed evoluzioni: si tratta di studiare queste evoluzioni e
soprattuto di trovare le strategie per riuscire a bloccarle o a prevenire
questi sistemi criminali". Il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto
Scarpinato, ha lanciato l'allarme di un "arretramento
nella lotta alla mafia dovuto alla burocrazia" nella battaglia per la confisca dei beni ai boss. "I
tempi del governo e della politica sono rallentati, ma i tempi della
magistratura per fortuna non risentono di queste pause che continuano
imperterrite. Aspettiamo la politica e il governo". Le elezioni
sono vicine, così come il rischio di infiltrazioni mafiose del voto. "È un
motivo molto delicato. Non dobbiamo dimenticare che, da sempre, tutti i
cittadini votano e nel voto confluiscono tante esigenze e tanti interessi. È un
problema di proporzioni e di numeri. Noi speriamo sempre che i numeri,
qualunque sia il colore politico, siano sempre per la legalità piuttosto che
per l'illegalità". Che cosa chiederebbe al prossimo governo? "Di impegnarsi
sulla Giustizia perché, ripeto, può risolvere tanti altri problemi. Magari io
sono "giustiziocentrico" e vedo le cose dal mio angolo particolare,
però penso che la giustizia possa risolvere tanti altri problemi, dall'evasione
fiscale, all'ambiente, al degrado ecologico".
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
I giovani dell'Ance
hanno incontrato i parlamentari chiedendo una legge per il Veneto I
Costruttori: "Servono soldi" I politici si sono impegnati: fondi per nuove infrastrutture e meno burocrazia Parata di parlamentari per i giovani dell'Ance, l'Associazione
nazionale costruttori edili, che ieri hanno realizzato una tavola rotonda sul
tema "Costruire domani a Padova e nel Veneto: prospettive e
scenari".Obiettivo dei giovani, mettere alle corde gli onorevoli di ieri e
potenzialmente di domani, per ottenere i finanziamenti e il giusto
prestigio che il Veneto merita.Leonardo Cetera, presidente Ance Padova, va
dritto al sodo, quel sodo che si chiama denaro: "Il grosso problema del
ricambio generazionale del settore qui non c'è - dice - ma rimane la necessità
di un respiro metropolitano, perché altrimenti Padova non sarà autosufficiente.
Per il futuro chiediamo quei finanziamenti che il Veneto non vede da
anni".Dato il delicato momento della campagna elettorale non c'è il
rischio che per l'ennesima volta i giovani si trovino abbandonati all'angolo
della scena, all'indomani dello spoglio? "No perché sappiamo guardare al
futuro con fiducia - dice Nicola Ometto, presidente del Gruppo giovani Ance di
Padova - e questo nonostante si stia vivendo una stagione preoccupante,
soprattutto per il mercato residenziale. Addirittura è nostra intenzione
proporre una legge obiettivo per il Veneto, che preveda una serie di
investimenti per le infrastrutture, eterna spina sul fianco, e per la
riqualificazione urbanistica delle aree esistenti".Sgomita, dunque, il
"nuovo", che però stenta ad avanzare, per quella forma malata di
miopia sul piano della progettazione per il futuro, di cui il rigoglioso
Nordest degli anni '90 è stato mortalmente affetto. "Il Veneto non ha
saputo pianificare ai tempi del momento storico e oggi, nella difficoltà, vive
del passato - sintetizza Ciro Liccardi, presidente Veneto dei giovani dell'Ance
- Ai giovani non danno mai il giusto peso e nessuna di quelle posizioni che
potrebbero occupare".E l'invito al confronto è stato accettato da
parlamentari padovani di ogni area politica. Leonardo Martinello (Fi), ha posto
l'accento "sui temi cruciali dell'aspetto economico, risolvibile solo con
l'appoggio del privato al pubblico, e quello della burocrazia".
Alla richiesta dei giovani di ottenere più spazio sul podio delle decisioni,
Antonio De Poli (Udc) risponde provocatoriamente: "Ci si candidi. Ci si
impegni in politica, per poter contare". Poi precisa: "E' necessario
riprendere il contatto con il territorio: per questo bisogna tornare al sistema
delle preferenze". Laconico Marino Zorzato (Fi): "Proporremo il
modello Veneto a Roma; ci dicano se va bene". A Paolo Giaretta (Pd), la
carta della propaganda elettorale: "Mi sembra abbiamo già creato le
condizioni per una riorganizzazione del sistema politico troppo a lungo
ingessato - dice - e il Pd sta lavorando per rimuovere gli ostacoli che i
giovani trovano nella vita sociale e politica". Parla di ingessature anche
Giustina Destro (Fi): "Ai giovani serve una progettualità nuova, che venga
realizzata con un sistema di amministrazione di appalti veloci. Non si può
tenere lo sviluppo dell'economia ingessato perché servono anni per un permesso,
per una risposta".Michela Danieli.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONSIGLIERE
REGIONALE ZANON "Sanità, scelta ai cittadini" "Abbiamo chiesto
per mercoledì prossimo un'ampia audizione delle rappresentanze dei sindacati
che rappresentano i laboratori specialistici pre-accreditati. Siamo pronti a
contestare, dati alla mano, i parametri della burocrazia regionale che sono un chiaro
boicottaggio al sistema ambulatoriale privato accreditato. In una Regione di
centro-destra non si può mettere in discussione la libertà di scelta del
cittadino". Così il consigliere regionale di AN Raffaele Zanon ha
formalmente richiesto al presidente della quinta Commissione Raffaele Bazzoni,
un approfondimento in Commissione Sanità, criticando alcuni provvedimenti
annunciati dalla Giunta Regionale che penalizzano la rete dei laboratori
specialistici. "Chiederemo alla Giunta e al Segretario Generale alla
Sanità di motivare per quale ragione sono state compiute scelte che contrastano
con il principio sancito dalle leggi circa la libera scelta dei cittadini e la
tutela della garanzia all'equità nell'accesso alle prestazioni sanitarie
regionali. La giunta deve indicare a quali società è stata affidata la gestione
dei servizi per la diagnostica nel territorio regionale e fornire dei dati di
previsione dettagliati in cui viene dimostrato che tali scelte porteranno ad un
miglioramento del servizio sanitario. AN chiederà anche come si concilia la
scelta di favorire la finanza di progetto con questi provvedimenti che
graveranno sulle tasche dei cittadini. Ci chiediamo anche come verrà garantita
la libera scelta dell'utenza e se il servizio prenotazioni verrà centralizzato
presso il CUP". Tra le questioni sollevate da AN, vi è quella, non
secondaria, del rischio di una possibile emergenza occupazionale causata dalla
inevitabile chiusura dei laboratori, costretti a ridurre sensibilmente le
prestazioni erogate.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
En 10mila miglia
prima di raggiungere Sydney - In barca un telefono satellitare e le
apparecchiature del Cnr Con questa barca a remi Bellini ha attraversato con
successo (ma dopo svariati tentativi) l'oceano Atlantico APRICA Ha preso il
largo dalla costa di Lima (Perù) alle 20.40 ora italiana di giovedì sera Alex
Bellini, il rematore solitario che nella sua nuova sfida punta ad attraversare
a remi l'intero oceano Pacifico, fino a Sydney, dove arriverà tra poco meno di
un anno. Diecimila miglia di navigazione all'altezza dell'equatore, il
passaggio in alcune zone di mare particolarmente pericolose, alla velocità
media di due nodi (4 km all'ora), nessun supporto a mare se non la forza dei
suoi muscoli per remare e i pannelli solari Nrg Sunrise ad alta tecnologia per
far funzionare la strumentazione elettronica. Un elogio alla lentezza, una
sfida sportiva estremamente complicata, sia per l'impegno e lo sforzo fisico,
sia per l'aspetto psicologico: Alex sarà completamente solo, e non riceverà
alcun sostegno via mare. Tutta l'attrezzatura stivata prima della partenza,
compresi i 300 kg circa di alimenti, dovranno bastargli per tutta la
traversata, e saranno integrati solo con la pesca. E la sfida è iniziata:
lentamente, Alex Bellini ha preso il largo giovedì sera (per lui pomeriggio)
dalla costa peruviana, salutato da moltissime persone che hanno seguito la sua
impresa dal Perù, incontrate mentre risolveva problemi relativi allo
sdoganamento dell'attrezzatura, durato oltre un mese. Alex è stato ospitato dal
più noto club nautico del Sudamerica, il Club de Regattas, dal quale è partito,
dovendo attendere qualche ora rispetto all'orario previsto, a causa di un
leggero vento contrario che ostacolava le prime remate, poi quietatosi.
"E' arrivato il momento ? ha detto Alex ? dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. E'
difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho
voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Una partenza decisa due
giorni fa, d'accordo con lo shore team, perché si sono palesate le migliori
condizioni meteo per partire: vento leggero da direzione favorevole, e poca
corrente. Nel corso dei primi novanta giorni di impresa, Alex sarà monitorato,
attraverso una sofisticata strumentazione dal CNR di Pisa, che ha chiesto di
poter analizzare il cardiogramma di Alex in questa manifestazione. I dati
raccolti serviranno agli scienziati del Cnr per studiare i meccanismi del cuore
sotto sforzo. Alex sarà solo in mezzo all'oceano, ma grazie alla tecnologia,
tutti potranno seguire la sfida: collegandosi al sito www.alexbellini.it
infatti, si potrà leggere il diario di Alex: grazie a un telefono satellitare,
infatti, Bellini trasmetterà sia informazioni tecniche legate alla posizione e
alla rotta, sia terrà un diario di bordo. Sempre attraverso il sito internet,
sarà possibile inviargli sms e dialogare con lui. Clara Castoldi.