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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

Raffaele Costa: Lavorare per diminuire le leggi ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia Raffaele Costa: "Lavorare per diminuire le leggi" "La burocrazia che ha fatto seriamente ammalare l'Italia si combatte con la delegificazione e il Popolo delle Libertà deve assumersi l'impegno di lavorare per diminuire il numero di leggi attualmente in vigore".

Un esempio da seguire per gli altri Comuni ( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non è più pensabile - aggiunge Beggi - che in Italia ci siano Comuni di 700-800 abitanti. L'Unione dei Comuni è il modo per sveltire la burocrazia e semplificare lo scenario, una scommessa che a Reggio stiamo raccogliendo, per rivedere e ridisegnare la geografia della provincia e, soprattutto, la governance del territorio".

Unione dei Comuni, Casalgrande si allinea ( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: caricando di altra burocrazia i cittadini e svuotando ulteriormente dei loro già scarsi poteri i consigli comunali locali. A questo proposito, i fautori dell'Unione dei Comuni ribattono affermando che questo non comporterà alcun aumento di spesa per i cittadini, ma consentirà risparmi e maggior efficienza nei servizi alla popolazione".

E' TORNATO di attualità il discorso dei locali da ballo. ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per cui è possibile aprire un locale da ballo senza morire dietro la burocrazia. Se uno fa una scelta di questo genere, in una qualsiasi parte della zona industriale, apriamo tutte le porte perché la flessibilità è massima. Noi non lo possiamo fare, non possiamo aprire discoteche perché questo non è il nostro mestiere.

Tempi infiniti per le pratiche Inail ma l'istituto si difende: Tutto ok ( da "Trentino" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nella giungla della burocrazia, le pratiche dell'Inail sono come tante liane che ondeggiano di qua e di là, con movimenti spesso irregolari. E tanti poveri lavoratori che cercano d'afferrarle, magari senza il costume di Tarzan. Con pazienza. L'accusa: sono scortesi, non danno informazioni, trattano le pratiche con un'esasperante lentezza.

Per gli addetti della Sanità" ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dice Zanchi: "Sempre più spesso la burocrazia costringe gli infermieri nei reparti a dedicare meno al malato per questo chiediamo che il personale dispensato (chi non può fare determinati lavori per problemi di salute come il sollevamento di carichi ndr) sia reimpiegato in questo senso".

Neonati morti al Mandic: drammatica coincidenza L'ipotesi dei medici: Sindrome neonatale ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 02-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la famiglia deve quindi fare i conti con la fredda burocrazia. L'AUTOPSIA, eseguita venerdì pomeriggio sulla salma del lattante dall'anatomopatologo dottor Giorgio Rossi, non ha al momento chiarito i motivi del decesso. L'ipotesi più plausibile resta però quella della cosiddetta morte in culla, o sindrome dell'improvvisa morte neonatale.

Di FABIO GAVELLI COMPRI una caciotta allo spaccio, ti volti e vedi la mucca ch ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PURTROPPO LA BUROCRAZIA, legata non solo alle certificazioni biologiche, ci complica il lavoro". Un esempio: a Forlì ancora non si è trovato il luogo giusto per piazzare il distributore di latte crudo, che riscuoterebbe sicura accoglienza presso i consumatori;

Michele comper <E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il discorso finisce s ( da "Adige, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inizio è stato duro - dice Cappelletti - ricordo una montagna di burocrazia, e molti che prendevano sottogamba il Patto. In valle girava la battuta "dai che ti fai il trattore nuovo", ma poi hanno cominciato a capire che era una cosa seria: non c'erano solo i soldi, ma la possibilità di deroghe urbanistiche in tempi umani.

In crisi chinatown: gli affari calano del 30% ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia e tasse pesanti". Lo conferma anche una mediatrice culturale cinese, da anni residente a Trieste: "È da un po di tempo che è cominciata questa corsa verso mercati più fiorenti - spiega -. I commercianti cinesi preferiscono emigrare verso l'Ungheria, la Slovenia, la Croazia e la Grecia.

Nuovo governo, certezze per l'economia ( da "Nuova Venezia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.

NUOVO GOVERNO, CERTEZZE PER L'ECONOMIA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.

Ora dimettersi dal lavoro diventa un'odissea ( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ANNO Ora dimettersi dal lavoro diventa un'odissea Denuncia dei consulenti "Un inutile aggravio di costi e burocrazia" Volete cambiare lavoro? Preparatevi, perché dimettersi non sarà così facile. I consulenti del lavoro di Treviso lanciano l'allarme sull'eccesso di carico burocratico che sarà necessario per dimettersi a partire dal prossimo 5 marzo.

Appuntamenti ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore: segue i corsi di primo soccorso, quello anti-incendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti sull'igiene.

Burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pisa BUROCRAZIA L'Agenzia delle Entrate ha rinviato al 30 aprile 2009 il termine per l'invio dei questionari da parte dei gestori dei servizi pubblici ma non ha fissato scadenze per i cittadini.

Dati catastali, caos senza fine ( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: italica burocrazia dunque imperversa e per di più incombe con una sanzione che va da 103 a 2.000 euro. Difficile dar torto a Fausto Valtriani di Acque spa quando parla di provvedimenti borbonici. Tanto per far capire l'ingolfamento a cui vanno incontro le aziende basti pensare che il numero verde di Acque è passato da 700 telefonate al giorno a 4mila.

"via le clientele dalla regione" - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prometto meno burocrazia" "Una commissione di alto livello preparerà la riforma degli uffici" La candidata di Pd e Sinistra apre la campagna nella Valle dei templi "No al Ponte e agli inceneritori" La Borsellino plaude "Analisi lucida e puntuale, ora parliamo della Sanità" "Lombardo e l'ex governatore sono simboli dell'immobilismo" MASSIMO LORELLO DAL NOSTRO INVIATO AGRIGENTO -

Spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'on ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: c) Contro la burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese.

L'invito del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agevolare la burocrazia (vedi il caso Rinascente che sta abbandonando Napoli), attivare gli incentivi (il credito d'imposta) per l'occupazione e gli investimenti, potenziare la rete dei servizi (asili nido e assistenza domiciliare per gli anziani), sviluppo turistico, considerato fonte preziosa di lavoro.

Euroregione, illy chiede di inserire il regolamento nella legge comunitaria ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nella riunione gli esperti hanno anche approfondito il problema della misurazione dei costi della burocrazia e hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato Illy.

Recco, scatta l'inchiesta penale - marco preve ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Certo è singolare che al burocrazia urbanistica suddivida queste volumetrie tra progetti di riqualificazione e di presidio ambientale. L'idea originale era quella di preservare l'ambiente con minimi interventi e consentire ai contadini di costruire in funzione delle loro attività: oggi presidio e riqualificazione sono pura edilizia residenziale.

Crostini e vin santo, c'è walter - simona poli ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia amici di chi rischia e intraprende", sospendere le risse tra partiti "e dare una svolta", ridurre il programma "da 280 a 30 pagine", marciare insomma "liberi dalle catene delle eterne mediazioni". "Si può fare" è il motto ripetuto all'inizio e alla fine di ogni incontro pubblico e per dimostrare come la teoria sia capace di diventare pratica il leader del Pd si butta in

FEDERALISTI A PAROLE ( da "Corriere del Veneto" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse la funzione faceva un po paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo);

Turismo e cultura, si può fare di più ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una buona amministrazione con minore burocrazia, maggiore trasparenza, più innovazione tecnologica e con l'eliminazione degli sprechi di denaro pubblico, è quella che noi a gran voce abbiamo ipotizzato nel nostro programma. Il recupero del patrimonio artistico e storico, attraverso iniziative concrete, renderebbe un utilità reale al territorio ed ai suoi abitanti.

Gli ex pescatori chiedono un pezzo di Sacca ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sta di fatto che la burocrazia si è messa ancora una volta di traverso, e l'ottenimento di questa concessione, per questi 30 pescatori in pensione è diventata quasi una montagna insormontabile. Intanto, domani la cooperativa "Giardino del mare" si costituirà legalmente, ed avrà più forza contrattuale verso Comune, Provincia e Regione.

Al voto Al voto! ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché mi troverei a scontrarmi con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali non sono abituato. Sono sincero: da alcune parti di questo Governo il Veneto ha ottenuto tutto quello di cui aveva bisogno, quasi quanto dal Governo precedente di Berlusconi. E cambiata una fase, il Veneto non deve dimostrare per contare di avere qualcosa da Roma.

Avevamo previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al governo ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA LOTTA ALLA BUROCRAZIA Avevamo previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al governo.

<Perché quei 268 poliziotti non sono stati assunti?> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia hanno impedito che venissero assunti i vincitori di un concorso in Polizia bandito nel 2002. "Dall'inizio del 2006, quando vennero chiamati i primi 80 aspiranti poliziotti dei 350 vincitori del concorso, dopo che avevano esaurito il periodo di tre anni di ferma volontaria nell'esercito - dice Villani - questi giovani sono in attesa di entrare nella scuola di addestramento

ROMA - Cinque valori-chiave. Cinque stelle polari per la proposta centrista di governo. ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra questi la generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia) e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso. La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare considerazione per la nostra identità cristiana".

Quando arriva dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che ( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto i giovani, vengono i brividi a sapere che c'è una cinica burocrazia, a Bruxelles come a Roma, che da una parte sanziona l'Italia per la verità sull'olio e dall'altro dà la pensione a Tony Negri o stacca un assegnone per garantire di sentirsi in ogni momento un privilegiato. C'è qualcosa che non va?

Sul Pcb gli agricoltori invocano chiarezza ( da "Brescia Oggi" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, controlli, unità sindacale: tanti i temi affrontati dal presidente Francesco Bettoni nel corso dell'assemblea di ieri, che ha vissuto anche un paio di toccanti momenti con i riconoscimenti al lavoro svolto per l'Unione Provinciale Agricoltori dagli ex-direttori Giovanni Trerotola ed Agostino Mantovani (oggi presidente di Brescia Musei)

Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i salari ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il futuro visto dal sindacato Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i salari di Franco Lorenzon * Anche ad un osservatore disattento non sarà certo sfuggita la clamorosa differenza di contenuti e di toni, tra i dati del bollettino trimestrale sull'occupazione della Provincia e le recenti dichiarazioni del presidente di Unindustria Andrea Tomat.

Galan ancora diviso fra Venezia e Roma La decisione è in un foglio nella giacca ( da "Gazzettino, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Penso che mi troverei a disagio con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali non sono abituato. Dopodiché - aggiunge - con Di Pietro mi troverei penso bene, come mi sono trovato bene in questo periodo".Non altrettanto si può dire per quei colleghi di partito che non sembrano riconoscere il ruolo del Veneto sul fronte del federalismo.

Ridurre le tasse, aumentare i salari ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia, ecc. Ripeto, tutte richieste legittime, ma non tali da mutare sostanzialmente il quadro di riferimento dell'andamento del sistema produttivo trevigiano e nazionale ed il giudizio che su esso se ne può dare.Se questo però è il terreno su cui discutere, credo sia necessario mettere pesantemente sul tavolo la "questione salariale"

<Villa Papadopoli? Interessa ad un nuovo gruppo> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sul forfait di Lorenzet commenta: "La burocrazia ci fa perdere occasioni per rivitalizzare la città. Ma anche al nuovo potenziale pretendente di villa Papadopoli ho spiegato che per rendere appetibile l'investimento serve una variante che ancora non c'è e per la quale sto sollecitando la Regione.

Matteoli invoca una nuova cultura per l'ambiente. E Cacciari bacchetta i lidensi: <Usano troppo l'auto> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La spaccatura - si è sottolineato - oltre che nel territorio è nella burocrazia, nelle procedure, nella disinformazione di certi "comitati" di cittadini. Il politico può essere il più bravo, ha sottolineato Matteoli, ma non lo sarà mai tanto quanto il burocrate e certi "comitati" che, nel loro esercizio, finiscono con il bloccarlo.

Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: STORIE DI ORDINARIA BUROCRAZIA Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi Chies d'Alpago(rg) Giovanni e Maria Zanon, a quella trattoria "da Nino" in salita Castello, hanno dedicato la loro vita. Anni di intenso lavoro capace di richiamare in paese una corposa e variegata clientela.

NUCLEARE E FAMIGLIA, LA PROPOSTA CENTRISTA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra questi la generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia) e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso. La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare considerazione per la nostra identità cristiana".

ELEZIONI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia tentacolare, censura palese e occulta nonché contraddizioni interne hanno invece messo fuori uso la cosiddetta nuova dissidenza di orientamento europeista. Mihajil Kasjanov, ex primo ministro entrato in rotta di collisione con Putin, non è nemmeno riuscito a registrare il suo schieramento che comunque,

<Approvato il bonus triennale per chi assume> ( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tutto ciò si aggiunge anche il peso di una burocrazia eccessiva. Basti pensare che, messi insieme, gli adempimenti in materia risultano essere più di 102. E la categoria è penalizzata, in un momento in cui c'è penuria di gare di appalto, da un'attestazione Soa che deve essere rinnovata ogni tre anni e dalle ultime normative in materia di Durc,

<Imprese assediate dalla burocrazia>Cna-Costruzioni ( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Imprese assediate dalla burocrazia"Cna-Costruzioni. "Poche commesse private, meno appalti pubblici, in aumento le difficoltà" "Non sapevo di possedere un ecomostro" Egregio direttore, chi le scrive è il proprietario del ristorante Paradiso situato nel parco della Neapolis (cosiddetto "ecomostro").

CIA FORLI'-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA' DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO ( da "Sestopotere.com" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: (22:27) (2/3/2008 21:01) | CIA FORLI-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO (Sesto Potere) - Cesena - 2 marzo 2008 -Ricerca di manodopera ed eccesso di burocrazia: un tema "caldo" per il mondo agricolo di Forlì-Cesena in vista della campagna estiva che si avvicina.


Articoli

Raffaele Costa: Lavorare per diminuire le leggi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Burocrazia Raffaele Costa: "Lavorare per diminuire le leggi" "La burocrazia che ha fatto seriamente ammalare l'Italia si combatte con la delegificazione e il Popolo delle Libertà deve assumersi l'impegno di lavorare per diminuire il numero di leggi attualmente in vigore". Raffaele Costa, presidente della Provincia di Cuneo, torna all'attacco su un tema a lui caro ricordando che "gli atti legislativi statali attualmente vigenti sono 21 mila, senza considerare le leggi regionali ed europee". "L'intera raccolta - agginge Costa - pesa 125 chili e contiene 675 chilometri di testi. Questo eccesso di leggi ha creato la più pesante burocrazia europea, condizionando vita e attività di cittadini e imprese". L'impegno del Pdl dovrà essere quindi anche quello "di lavorare perché l'Italia si riprenda da una legislazione soffocante".

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Un esempio da seguire per gli altri Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il coordinatore dell'Anci Cesare Beggi è soddisfatto "Un esempio da seguire per gli altri Comuni" CASALGRANDE. Quella che sta per nascere nella zona ceramiche, è la seconda Unione di Comuni in territorio reggiano, dopo quella dell'Alto Appennino, che comprende Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Ma il numero delle Unioni, nel futuro prossimo, è destinato ad aumentare, seguendo quelle che sono le suddivisioni create per i distretti sanitari: ne sorgerà una nella Bassa (Guastalla), una per Correggio e Comuni limitrofi, quella della Val d'Enza e quella dei Comuni della cosiddetta cintura di Reggio (Vezzano, Albinea, Quattro Castella, Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto e Bagnolo). "L'impostazione di autoriforma della Regione, anche alla luce della Finanziaria 2007 - spiega Cesare Beggi, coordinatore provinciale dell'Anci - privilegia le Unioni di Comuni, alle quali in futuro destinerà l'esclusività dei trasferimenti delle risorse economiche. Per tale motivo, è in atto un riassetto complessivo di istituzioni periferiche, che metteranno in discussione tante situazioni di governance locale. E' un processo che, però, avrebbe avuto bisogno di tempi più lunghi per poter essere condivisi". Gli obiettivi, aggiunge Beggi, sono quelli "di avere una miglior qualità di servizi a minor costo dei cittadini e di proporre servizi che i Comuni, da soli, non riuscirebbero a espletare. E' chiaro che, come Anci e lega delle autonomie locali, siamo decisamente favorevoli, al punto che è già stato siglato l'accordo con la Regione. Siamo consapevoli che è su questa strada che dobbiamo proseguire, anche se la cosa doveva essere studiata meglio, con tempi diversi". "Ma non è più pensabile - aggiunge Beggi - che in Italia ci siano Comuni di 700-800 abitanti. L'Unione dei Comuni è il modo per sveltire la burocrazia e semplificare lo scenario, una scommessa che a Reggio stiamo raccogliendo, per rivedere e ridisegnare la geografia della provincia e, soprattutto, la governance del territorio".

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Unione dei Comuni, Casalgrande si allinea (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Unione dei Comuni, Casalgrande si "allinea" Al terzo tentativo il consiglio approva lo statuto Via all'intesa con Scandiano, Rubiera e Castellarano CASALGRANDE. Sprizza soddisfazione il sindaco Andrea Rossi: lo statuto dell'Unione dei Comuni Tresinaro-Secchia - dopo la "bocciatura" della settimana scorsa, quando non aveva ottenuto la maggioranza qualificata - è stato approvato dal consiglio comunale di Casalgrande. Era l'ultimo scoglio da superare per avviare la realizzazione della nuova istituzione voluta dai sindaci di Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano, che ha trovato l'appoggio nell'opposizione del Pdl di Rubiera e Scandiano, mentre contro di essa si sono pronunciati a Castellarano e Casalgrande. Unica voce univocamente contraria quella della Lega Nord che, in tutti e quattro i consigli comunali svolti a Scandiano, Rubiera, Castellarano e Casalgrande, si è battuta contro la realizzazione del nuovo organo istituzionale, chiedendo un referendum consultivo tra i cittadini. Una situazione che ha anche acceso una polemica nei confronti di alcuni esponenti del Pdl di Scandiano, che hanno appoggiato il progetto. "L'adozione dello statuto dell'Unione dei Comuni - afferma il sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi - certifica una situazione che è già in atto da tempo nei quattro territori comunali. A Casalgrande sono state necessarie tre votazioni per raggiungere l'obiettivo, cioè l'ottenimento della maggioranza semplice, invece di quella qualificata, per la quale erano necessari i voti dei due terzi dei consiglieri". "Contrariamente a quanto qualcuno ha voluto far credere - aggiunge soddisfatto il primo cittadino - si è confermata la solidità della maggioranza che sostiene la giunta. Respingo le accuse di aver avuto sul tema un atteggiamento arrogante, piuttosto ho sempre difeso l'importanza strategica di questa scelta, per gli effetti positivi che avrà sul territorio del nostro distretto ceramico in termini di ampliamento e miglioramento dei servizi per i cittadini, contestuale a un significativo risparmio sui costi". Ma non è stata una passeggiata: "Le critiche, espresse soprattutto dalla Lega Nord - spiega il sindaco - erano relative al fatto che l'Unione dei Comuni, istituzione che si colloca come intermedia tra la Provincia e il Comune, crea un nuovo centro di spesa, caricando di altra burocrazia i cittadini e svuotando ulteriormente dei loro già scarsi poteri i consigli comunali locali. A questo proposito, i fautori dell'Unione dei Comuni ribattono affermando che questo non comporterà alcun aumento di spesa per i cittadini, ma consentirà risparmi e maggior efficienza nei servizi alla popolazione". Un'altra critica che è stata rivolta all'Unione dei Comuni è la mancata applicazione della democrazia elettiva, poiché i componenti del nuovo organo istituzionale non saranno eletti dai cittadini ma dai consigli comunali dei comuni dell'Unione, fatto questo che in presenza di variazioni nelle attuali maggioranze potrebbe creare disfunzioni nel nuovo organo provocando impasse decisionali.

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E' TORNATO di attualità il discorso dei locali da ballo. (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Se n'è tornato a parlare, sommessamente, ma con una certa forza, in occasione delle messe che sono state fatte in ricordo dei ragazzi morti un anno fa. "In Romagna i gestori tengono aperti i bagni anche d'inverno. Qui non succede nulla, non si muove nulla, la città è spenta, tutti i week-end siamo costretti a restare svegli perché si attendono i figli", hanno detto diversi genitori. "Ma cosa aspetta il Comune ad attrezzare la spiaggia di Fosso Sejore con bar-discoteca per fermare l'esodo?". Domanda da girare al sindaco Luca Ceriscioli. "Molta gente parla senza sapere come stanno esattamente le cose ? ribatte Ceriscioli ?. In quel tratto di spiaggia ci sono diversi ordini di problemi. Il primo direi che è legato alla viabilità, la statale è trafficata e quindi pericolosa; poi occorre aggiungere il fatto che non vi sono parcheggi". Il secondo? "E' legato agli spazi e cioè al problema della spiaggia libera. Lo scorso anno tra Pesaro e Fosso Sejore hanno aperto quattro nuovi stabilimenti, altri tre ne sorgeranno quest'anno. Se i bagnini si mettono d'accordo fra di loro organizzando tutte le sere una festa a rotazione, si avrà la settimana piena. E credo proprio che questo quest'anno accadrà. Quindi il problema di Fosso Sejore, in realtà è un falso problema". L'attenzione si concentra su quell'area perché lungo viale Trieste,a mezzanotte, si spengono le luci e tacciano le voci... "Ma questo non è assolutamente vero. Noi come amministrazione abbiamo, già dallo scorso anno, allungato gli orari per ascoltare musica portandoli dalla mezzanotte alle due. Fatto questo molto importante perché, superato un certo orario, difficilmente si prende l'auto per andare in Romagna. Fra l'altro ci siamo attivati, dando tutta la nostra collaborazione, per organizzare il servizio di pullman e di taxi per quei giovani che volessero raggiungere i locali di Riccione. E questo servizio ha ottenuto un buon successo, viene utilizzato. Più di questo non possiamo fare come amministrazione". Perché non nasce un locale da ballo in città? "Una volta c'erano, oggi sono praticamente scomparsi. Evidentemente gli imprenditori qui non credono in questo tipo di investimento". Una questione di normative? "Assolutamente no. Perché in questo settore c'è stata la massima liberalizzazione, per cui è possibile aprire un locale da ballo senza morire dietro la burocrazia. Se uno fa una scelta di questo genere, in una qualsiasi parte della zona industriale, apriamo tutte le porte perché la flessibilità è massima. Noi non lo possiamo fare, non possiamo aprire discoteche perché questo non è il nostro mestiere. Il problema è legato alle persone, agli imprenditori, che hanno voglia di investire. Tornando al problema degli orari, l'apertura del "Cantopirata" lungo viale Trieste, pur con tutte le precauzioni, è stata prolungata fino alle quattro di notte". Perché questa voglia di migrare, di superare la barriera delle Siligate? "Siamo stati tutti quanti giovani. A miei tempi si andava una volta al 'Kaos' e quattro volte in Romagna. E' sempre stato così. Forse perché superato le Siligate è come essere in vacanza. Vai in un luogo di divertimento noto in tutto il mondo. La gente per andare in Romagna prende l'aereo, a noi bastano venti o trenta minuti di auto". m.g. - -->.

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Tempi infiniti per le pratiche Inail ma l'istituto si difende: Tutto ok (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tempi infiniti per le pratiche Inail ma l'istituto si difende: "Tutto ok" PAOLO CAGNAN TRENTO. Nella giungla della burocrazia, le pratiche dell'Inail sono come tante liane che ondeggiano di qua e di là, con movimenti spesso irregolari. E tanti poveri lavoratori che cercano d'afferrarle, magari senza il costume di Tarzan. Con pazienza. L'accusa: sono scortesi, non danno informazioni, trattano le pratiche con un'esasperante lentezza. E se li attacchi frontalmente, rischi pure il boicottaggio, nel senso che la tua pratica finisce sotto a tutte le altre. "Loro" sono quelli dell'Inail: una specie di corazzata Potemkin della burocrazia statale. Simbolo dell'ancestrale protervia del Palazzo verso i suoi sudditi. Ma è proprio così? La difesa è molto agguerrita. Il direttore Michele Cataldo convoca un mini-staff per rispondere (affabilmente) a tutte le contestazioni. E' la politica del sorriso, della "customer satisfaction". Le imputazioni: macroscopici ritardi nella trattazione delle pratiche e bassa propensione a fornire informazioni. Ad aiutare gli infortunati sono quasi sempre i patronati dei sindacati e l'Anmil. Se l'istituto risconosce, attraverso i suoi medici legali, una menomazione da "postumi permanenti" compresa tra il 6 e il 16% eroga un indennizzo. Di fatto, è la vecchia "una tantum": ti pago un tot, e la cosa finisce lì. A meno che uno non ritenga sottostimata la sua invalidità, nel qual caso fa ricorso. Se invece l'invalidità permanente supera il 16%, ecco che scatta la rendita (non tassabile). E' una sorta di assegno mensile, il cui ammontare è determinato da vari parametri e può aumentare se si riscontra il cosiddetto "aggravamento". Dunque, se l'invalidità peggiora nel tempo, l'assegno aumenta. Detto questo, c'è chi parla di cinque o sei mesi per la trattazione di un ricorso, di tre o quattro mesi per la pratica d'aggravamento, più tutta una serie di situazioni "sballate". Esempio: una volta stabilita la percentuale d'invalidità, l'Inail spedisce a casa dell'infortunato una lettera con cui, in perfetto burocratese, gli fa sapere che entro 60 giorni può fare ricorso, citando in realtà un oscuro articolo (il 104, ndr). Sessanta giorni da quando? Le lettere vengono spedite direttamente da Roma "per non gravare sulle sedi periferiche", e non sono raccomandate "perché costerebbe troppo". A volte, sono persino senza data... L'Inail contesta i tempi e parla di 45-50 giorni per "situazioni standard", in cui visite mediche ex novo e raccolta di cartelle cliniche non complichino le cose. Sarà evidentemente "non standard" la domanda di revisione che ci è stata recapitata: presentata il 17 aprile 2007, l'Inail ha risposto il 19 dicembre, ma all'interessato la lettera è arrivata in realtà il tre gennaio di quest'anno: quasi nove mesi. "Prova tu a chiamare e chiedere informazioni", dice uno che con l'Inail ha a che fare tutti i giorni, o quasi. Personale scorbutico, che ti fa attendere ore al telefono, o che "richiami tra qualche giorno", o "deve parlare con la mia collega" etc. Per non parlare di chi cerca di scoprire dove sia finita la sua pratica: meglio lasciar stare. Gentilezza a parte, l'accusa è di non aiutare affatto gli utenti a "orizzontarsi" nel mare magnum della burocrazia previdenziale. Fonti sindacali denunciano il paradosso del cosiddetto collocamento obbligatorio. Nel 2000 è entrato in vigore un decreto legislativo che ha modificato i parametri per determinare la percentuale d'invalidità. Per avere diritto al collocamento obbligatorio (un posto di lavoro garantito dalla legge sugli invalidi civili) bisogna arrivare almeno al 34%, ma pochi sanno che anche vedendosi riconoscere solo il 24 o 27% si può chiedere all'istituto una sorta di riconversione migliorativa sulla base delle vecchie tabelle. Già, ma come fai a saperlo se nessuno te lo dice? Altre carte in nostro possesso su un caso specifico: l'Inail riconosce un'invalidità del 33% il 25 ottobre; l'Agenzia del lavoro comunica la non ammissibilità alle liste di collocamento obbligatorio con lettera dell'11 febbraio dell'anno dopo. L'infortunato ricorre e il 3 ottobre l'istituto gli riconosce un'invalidità del 45% con le vecchie tabelle. Commento sindacale: "Ha perso un anno per potersi avvalere di un sacrosanto diritto al lavoro protetto". L'Inail, caso forse unico al mondo tra gli enti statali, vanta un avanzo di bilancio straordinario, perché i premi che riceve sono superiori alle prestazioni che eroga. Ma quei soldi vanno a ripianare il deficit pubblico. Così, non chiedete al direttore Cataldo perché la pianta organica prevede (fra Trento e Rovereto) 109 persone, e lui ne ha un'ottantina. E si arrabatta.

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Per gli addetti della Sanità" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFRONTO Proposta Cisl "Nuovo patto per gli addetti della Sanità" Stufi di promesse spesso non mantenute, di rinvii e di proroghe la Cisl rilancia e chiede all'Asl 1 imperiese un patto per i lavoratori. La richiesta è stata formalizzata dal segretario territoriale della Funziona Pubblica, Nico Zanchi. Dice il sindacalista: "Vogliamo che l'azienda metta nero su bianco i suoi impegni nei confronti dei lavoratori". Tra i punti salienti ci sono i passaggi di fascia orizzontali un provvedimento che potrebbe interessare oltre 1000 addetti. Secondo la Cisl, con i residui del bilancio 2006 e i fondi arrivati con il nuovo contratto collettivo nazionale, sarebbe possibile uno scatto di anzianità per tutto il personale che da sei anni è fermo allo stesso scalino. "Coi fondi a disposizione chiederemo un passaggio di fascia anche per il personale che ogni anno raggiunge i 20 anni di servizio" spiega Zanchi. Altri punti della richiesta di intesa riguardano il pagamento degli straordinari "da verificare che sia fatto per tutti i lavoratori" e la mobilità per il personale amministrativo "attesa da tempo e mai attuata". Un'idea riguarda l'impiego di personale amministrativo nei reparti. Dice Zanchi: "Sempre più spesso la burocrazia costringe gli infermieri nei reparti a dedicare meno al malato per questo chiediamo che il personale dispensato (chi non può fare determinati lavori per problemi di salute come il sollevamento di carichi ndr) sia reimpiegato in questo senso". Infermieri che non possono più sollevare i malati potranno dare così una mano ai colleghi liberandoli dell'attività amministrativa del reparto. Tra le proposte della Cisl la conversione a tempo pieno dei 150 operatori socio sanitari ora a tempo parziale e la valorizzazione degli Ecm ovvero dei crediti professionali acquisiti coi corsi di aggiornamento. \.

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Neonati morti al Mandic: drammatica coincidenza L'ipotesi dei medici: Sindrome neonatale (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 02-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))

Argomenti: Burocrazia

Neonati morti al Mandic: drammatica coincidenza L'ipotesi dei medici: "Sindrome neonatale" di DANIELE DE SALVO ? MERATE ? GIACE ANCORA in un letto della camera mortuaria dell'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate il corpicino di Sad Ali Jatch, il piccolo di appena 72 giorni deceduto giovedì sera in Pronto soccorso per cause tutte da accertare. I genitori, una coppia di giovani immigrati del Togo domiciliati a Calco, non hanno ottenuto l'autorizzazione per seppellirlo. Non avendo la residenza nel paese dove attualmente hanno trovato ospitalità, non possono infatti chiedere alcun luogo dove poter dare degna sepoltura al loro figlio. Occorrerà aspettare almeno sino a lunedì, ma forse ci vorrà anche più tempo. Oltre allo strazio di una perdita tanto grave e improvvisa, la famiglia deve quindi fare i conti con la fredda burocrazia. L'AUTOPSIA, eseguita venerdì pomeriggio sulla salma del lattante dall'anatomopatologo dottor Giorgio Rossi, non ha al momento chiarito i motivi del decesso. L'ipotesi più plausibile resta però quella della cosiddetta morte in culla, o sindrome dell'improvvisa morte neonatale. A far propendere per tale tesi, oltre all'improvviso tracollo delle condizioni di salute del piccolo, anche il fatto che lo stesso pomeriggio della prematura fine, il bimbo era stato sottoposto a una visita pediatrica di controllo che non aveva evidenziato nulla di particolare. Nei prossimi giorni comunque dovrebbero essere ultimati gli ulteriori accertamenti clinici di laboratorio che forse daranno una risposta definitiva. RESTANO un mistero anche le cause che hanno stroncato la vita di Stefano Vetri di Lomagna, di appena venti giorni, il cui cuore ha cessato di battere mercoledì, solo 24 ore prima di quello di Sad. Per lui dovrebbe tuttavia essersi trattato di polmonite "ab ingestis", provocata dall'aspirazione di cibo e succhi digestivi, o comunque di una infezione polmonare fulminante. Lo lascia presumere il fatto che i genitori hanno avuto il tempo di accompagnare la creatura in Pronto soccorso, sempre del nosocomio meratese, dove i medici ne hanno poi disposto il trasferimento prima in Pediatria e da qui, portato a braccia per non perdere secondi preziosi, subito in Rianimazione, dove purtroppo è spirato nel giro di un paio d'ore. I DUE EVENTI non sono correlati, come non era collegato un altro episodio di un neonato sempre di un paio di settimane deceduto a metà mese per una grave malformazione cardiaca. Morti che hanno gettato nello sconforto il persone clinico. "Rispetto ai tre casi di morte di bambini molto piccoli che si sono verificati nel maratese nelle ultime settimane - ha tenuto a sottolineare la dottoressa Patrizia Monti, direttrice del presidio - è importante precisare che non hanno alcuna correlazione l'uno con l'altro perché ascrivibili a differenti eziologie. Si tratta dunque di una drammatica coincidenza che ha visto il massimo impegno dei medici dell'ospedale e del servizio 118. Non siamo inoltre di fronte a patologie infettive diffusive tali da rappresentare un pericolo per la popolazione". - -->.

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Di FABIO GAVELLI COMPRI una caciotta allo spaccio, ti volti e vedi la mucca ch (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FABIO GAVELLI COMPRI una caciotta allo spaccio, ti volti e vedi la mucca che ha prodotto il latte. Se alzi lo sguardo, si posa sui campi da dove proviene il fieno che l'animale ha divorato. Qui, in località Massera di Predappio, podere Il Sasso, si può veramente sapere cosa si mangia. Esempio di allevatori vendono direttamente al consumatore, sostenitori del biologico già da una dozzina d'anni, azienda familiare di produzioni tipiche: la famiglia Zanetti può a buon titolo essere un simbolo dei nuovi rapporti che si fanno largo in campagna. Non solo tenaci valorizzatori della tradizione alimentare ? raviggiolo e squacquerone sono fra i loro prodotti più apprezzati ? ma anche innovatori: da maggio 2007 hanno installato un distributore di latte crudo, appena munto e conservato a 3 gradi, a Forlimpopoli, di fronte al supermercato Matteini. Un successo fin da subito. Marco, ventenne figlio maggiore di Fiorenzo (all'anagrafe Laurenzo) e Cristina, si alterna col padre a rifornire anche due o tre volte al giorno il dispencer, che eroga anche 200 litri di latte. I clienti arrivano perlopiù con la loro bottiglia di vetro e non si sprecano inutili contenitori di plastica. INIZIÒ L'ATTIVITA' il nonno, quindi il padre Augusto che allevava le vacche romagnole, sempre nel podere a un tiro di schioppo dal cimitero di Predappio. Poi Fiorenzo e Cristina hanno aperto la nuova stalla, con le frisone, le mucche bianche e nere adatte per sfornare latte. Ma senza mettere ai loro 68 bovini troppa pressione: si accontentano di ricavarne 20 litri al giorno per animale, le vacche super vitiminizzate ne fanno più del doppio. "Ma campano 3 anni, mentre le nostre a 12 anni sono ancora sane e producono ? dice Fiorenzo ? . Per noi la vita è dura, occorre molto impegno, ma bisogna anche sapersi accontentare e comprendere i propri limiti. PURTROPPO LA BUROCRAZIA, legata non solo alle certificazioni biologiche, ci complica il lavoro". Un esempio: a Forlì ancora non si è trovato il luogo giusto per piazzare il distributore di latte crudo, che riscuoterebbe sicura accoglienza presso i consumatori; in tutta Italia ne sono stati installati 1200, presto lo troveremo anche nella città di Saffi. E come tanti altri piccoli produttori, anche i Zanetti devono fare i conti con leggi calibrate su misura dell'agroindustria e che mettono in ginocchio i portatori di saperi e culture secolari. "I progetti di sviluppo locale che dovrebbero incoraggiare i giovani ad avviare iniziative imprenditoriali, si arenano spesso nelle sabbie mobili dei permessi e delle autorizzazioni, lamenta Fiorenzo. IN FAMIGLIA ogni ruolo è importante è prezioso. La signora Cristina è la 'casara', addetta ai formaggi. Trasforma 18 quintali di litri di latte a settimana in ricotte, scamorze, raviggioli, squacqueroni, caciotte. Marco sale sul camioncino la mattina presto e le distribuisce in una decina di negozi; il resto lo vende Alessandro, 18 anni, dietro il bancone del piccolo spaccio del caseificio. A pochi metri Riccardo, 17 anni, si dedica a tenere in ordine la stalla. La genuinità si tocca con mano ma non solo. L'azienda è controllata una volta al mese dall'Associazione allevatore, un paio dall'Ausl, senza contare le verifiche dell'Imc, istituto di certificazione biologica. "FINORA allevavamo anche vitelli da carne, ma presto smetteremo, perché non si guadagna nulla", dice Fiorenzo, che ha fatto crescere l'azienda agricola 'Zanetti e Moschini' con notevoli sacrifici. "Le ferie? Non sappiamo cosa siano ? dice la moglie Cristina ? l'ultima volta ci siamo concessi cinque giorni due anni fa, quando abbiamo fatto una gita a cavallo a Badia Prataglia. Le vacche vanno seguite ogni giorno". Comprare in azienda è conveniente. Col prezzo di due ricotte in un qualunque punto vendita qui se ne portano a casa tre. I negozi si contendono i formaggi Zanetti, poi possono apporre il prezzo che credono. "Ma fino a un certo punto. Quando ho scoperto che un dettagliante vendeva al doppio ? conclude Fiorenzo ? ho smesso di consegnargli i prodotti". - -->.

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Michele comper <E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il discorso finisce s (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Michele comper "E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il discorso finisce sul problema dell'abbandono delle campagne michele comper "E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il discorso finisce sul problema dell'abbandono delle campagne. C'era anche la vicesindaco Norma Benoni. L'argomento ci ha coinvolti al punto che dopo poco avevamo gettato le prime basi di quello che sarà il Patto territoriale della valle di Gresta". Il racconto è di Alberto Cappelletti, referente e anima riconosciuta del Patto grestano: è anche sindaco di Ronzo Chienis, e soprattutto - lo sa bene chi lo conosce - uno che non sta mai fermo. Per convincere la sua gente della bontà della grande scommessa che è il Patto, è andato di casa in casa. Perché lui ci ha creduto, fino in fondo. D'altra parte la val di Gresta è davvero una comunità: certe cose che "giù" sembrano d'altri tempi, qui sono normali. È così che in due anni è pronto il progetto: studio sociologico, interventi pubblici, strade, acquedotti e impianti d'irrigazione, piazze e arredi urbani. I comuni coinvolti sono Ronzo Chienis con l'intero territorio, Mori e Isera con una parte. La delibera provinciale che dà l'OK è del maggio 2000; l'anno successivo il protocollo d'intesa e la partenza del primo bando che si chiude nel marzo del 2002. Ne segue un secondo nel giugno 2002 che si chiude nel dicembre dello stesso anno; infine il terzo, aperto nell'ottobre 2003. Nel settembre 2004 la chiusura definitiva del Patto grestano. Risultato: i privati vedono accolte 298 delle 314 domande presentate, gli investimenti sono qualcosa come 28 milioni e mezzo di euro, finanziati dalla Pat con un contributo tra il 25 al 45 per cento (quello della legge di settore aumentato del 5 per cento). I comuni mettono in campo progetti per oltre 9 milioni di euro, finanziati all'80 e al 90 per cento, e ricevono altri 7 milioni e mezzo. Tantissimi i progetti, tra cui il nuovo centro di agriturismo collettivo alle Piazze (Ronzo), la sistemazione di castel Corno e castel Gresta, il nuovo punto di aggregazione per giovani di Ronzo e il Parco dei Sapori di Loppio (non ancora realizzato). E i privati? Molti si comprano il trattore o altre attrezzature agricole, altri reimpiantano il vigneto, costruiscono o ristrutturano un deposito attrezzi, ripristinano muri a secco e realizzano un impianto irriguo, aprono agritur. E i consorzi di miglioramento fondiario di Ronzo Chienis, di Nomesino, di Pannone, di Valle San Felice e di Patone realizzano o ammodernano impianti irrigui e vasconi di accumulo dell'acqua. Il famoso consorzio ortofrutticolo grestano ristruttura la sede e acquista nuove attrezzature. Il Patto dà un'iniezione di vitalità e riesce a fermare lo spopolamento delle campagne, ma oggi c'è nuovamente la stasi: l'agricoltura di montagna non è cosa semplice. "L'inizio è stato duro - dice Cappelletti - ricordo una montagna di burocrazia, e molti che prendevano sottogamba il Patto. In valle girava la battuta "dai che ti fai il trattore nuovo", ma poi hanno cominciato a capire che era una cosa seria: non c'erano solo i soldi, ma la possibilità di deroghe urbanistiche in tempi umani. E soprattutto l'idea che qualcosa stava avvenendo; che se decidevi di avviare un'attività o di ampliarti, di fare qualcosa che magari avevi in testa da tempo, adesso c'era chi ti seguiva, chi ti sosteneva". Quando qualcuno insinua che i Patti sarebbero anche un sistema clientelare di consenso elettorale, Cappelletti s'offende: "Ma quale clientelare? I bandi riflettono gli assi di sviluppo stabiliti in base alle peculiarità del nostro territorio. La richiesta del privato, di qualsiasi privato, è accolta solo se coerente con quanto programmato dal tavolo di concertazione. La verità e che chi ha promosso il Patto territoriale, presidente Dellai in testa, ha avuto un'intuizione geniale". 02/03/2008.

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In crisi chinatown: gli affari calano del 30% (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fino a pochi anni fa le "lanterne rosse" occupavano quasi tutti gli spazi a ridosso di Ponterosso, adesso si abbassano le saracinesche Chi decide di rimanere confessa: "Lo faccio per i figli ma girano sempre meno soldi" In crisi Chinatown: gli affari calano del 30% Molti negozianti chiudono in Borgo Teresiano e emigrano in Veneto o in Slovenia Tempi duri anche per il made in China: nelle vie del Borgo Teresiano ogni settimana si abbassa una nuova saracinesca. A Trieste i commercianti d'Oriente lamentano di aver chiuso l'anno scorso in perdita di almeno il 30 per cento, e sono sempre di più coloro che fanno le valigie e si spostano verso mercati più "promettenti": non solo città italiane come Verona e Milano, ma anche Spagna, Francia ed Est Europa, in primis Slovenia e Croazia. E coloro che rimangono dichiarano: "Lo facciamo per i nostri figli, ma non riusciamo più ad andare avanti". Il fuggi fuggi dei negozianti cinesi, iniziato già alcuni mesi fa, sembra dunque subire un'accelerata. La conferma arriva non solo dai tanti negozi chiusi tra le vie Machiavelli, Valdirivo e Filzi, ma anche dagli stessi commercianti che restano in città e che stanno - in tanti - valutando un eventuale trasloco. E anche dai referenti della comunità cinese a Trieste e dalla nostra Camera di Commercio. La proprietaria di uno dei locali di via Machiavelli su cui da giorni campeggia la scritta "Affittasi" ad esempio spiega: "Prima a gestire il negozio erano dei cinesi, che se ne sono andati in Francia. Mi hanno detto che lasciavano Trieste perchè qui non c'è più lavoro, mentre nel resto d'Europa la situazione economica è meno buia". Nel frattempo, coloro che non intendono lasciare il proprio business in città, lamentano una crisi che non si vedeva da anni, aggravata dal fatto che gli acquirenti sloveni, un tempo i più assidui frequentatori di "Chinatown", si fanno vedere sempre di meno. La colpa? Un'economia "stagnante, troppa burocrazia e tasse pesanti". Lo conferma anche una mediatrice culturale cinese, da anni residente a Trieste: "È da un po' di tempo che è cominciata questa corsa verso mercati più fiorenti - spiega -. I commercianti cinesi preferiscono emigrare verso l'Ungheria, la Slovenia, la Croazia e la Grecia. Quando i cinesi sono arrivati a Trieste hanno risollevato il commercio, ma poi sono stati presi di mira con controlli a tappeto, che non hanno di certo agevolato la loro presenza in città. E quando ci si sente nel mirino si cambia aria. Inoltre - aggiunge - Slovenia e Croazia offrono condizioni fiscali vantaggiose per chi apre nuove attività commerciali". Anche il presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti conferma il trend: "I cinesi a Trieste non hanno più mercato - spiega - e si spostano verso il Veneto o Lubiana. Forse è a causa delle voci sull'arrivo delle catena internazionali che hanno messo gli occhi sul Borgo Teresiano e loro sentono che per il tipo di attività che svolgono non c'è più spazio. Oppure forse i triestini non sono più convinti della tipologia e della qualità dei prodotti offerti". Ma secondo chi nei negozi lavora, le cause della crisi sono ben diverse. E in tanti, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, hanno voglia di parlare, di raccontare la propria storia. "Sto valutando se restare o meno - afferma ad esempio Jiemin Wen, del negozio "Xin Jiakak" in via Ghega -. Ho amici che lavorano in Spagna, dove l'economia sta marciando bene. Io sono in Italia da oltre 15 anni, a Trieste da 8, e ho un figlio, va a scuola qui ed è ben integrato. È solo per lui che non mi sono ancora trasferito. I miei incassi negli ultimi due anni sono precipitati: ho perso circa il 30 %. Le tasse sono sempre più alte e si vive in un clima di instabilità e incertezza che non fa bene all'economia. In Spagna, inoltre, ci sono più regole, mentre qui è più semplice aprire negozi, anche per chi non conosce nè la lingua nè le leggi italiane. E c'è troppa burocrazia: anche chi come me lavora onestamente, è in regola e paga le tasse, subisce frequenti controlli e deve perdere tempo tra carte e documenti. Per non parlare del permesso di soggiorno: la macchina burocratica è ingarbugliata e lenta". "Tutto il commercio a Trieste è in crisi - afferma un altro commerciante asiatico, di nome Wu, responsabile del vicino negozio "China shop" -. Lo scorso anno abbiamo incassato pochissimo, circa il 30 % in meno rispetto al 2006. La gente non ha soldi e anche noi subiamo le conseguenze, come i colleghi italiani. Ho sentito che in tanti si trasferiscono in altri Paesi europei, ma io per il momento rimango, perchè ho paura che la situazione da altre parti non sia migliore". Un giudizio simile lo esprime anche una ragazza (dal soprannome Giada) del negozio "Hua Da". E anche il responsabile di un altro negozio di via Ghega, che spiega che lui non ha intenzione di andarsene, perchè, dice "qui sto bene, mio figlio va a scuola e io lavoro a Trieste da tanti anni. Questa è una zona di passaggio, vicino ci sono la stazione ferroviaria e la Pam. Però le difficoltà sono tante, ho perso oltre il 20 per cento dei mie incassi. Le tasse sono troppo alte e la gente non ha soldi". Anche Tsu Jung Cheng (conosciuto come Mirko) del ristorante "Cina Cina" in via Brunner (ex vicepresidente dell'Associazione dei cinesi del Fvg, per anni referente della comunità) conferma il periodo di forte crisi vissuto dai propri connazionali, che a Trieste sono circa 1300, di cui 200 minorenni. "In città ci sono stati molti controlli negli ultimi anni - spiega - che spesso hanno spaventato i commercianti cinesi, creando un clima di ansia. È per questo che in tanti hanno deciso di andare via e altri stanno valutando ora un trasloco. A questo si aggiunge poi una forte crisi del commercio, che si sente più che altrove. I miei connazionali si spostano in altri Paesi europei, oppure a Milano e in Veneto. So che qualcuno è andato in Slovenia e in Croazia". Secondo Mirko, spesso cambiano attività, aprendo ad esempio bar oppure dei ristoranti giapponesi: "Quelli che restano lo fanno perchè si sentono integrati e perchè i loro figli vivono bene in città e sono perfettamente inseriti nelle scuole".

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Nuovo governo, certezze per l'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione NUOVO GOVERNO, CERTEZZE PER L'ECONOMIA SEGUE DALLA PRIMA Evitare il panico, allora, per una tempesta destinata a passare, seppure in mesi piuttosto che settimane, e in un panorama economico in forte mutazione. Come risponde l'Italia, oggi assorbita in un passaggio elettorale che sarebbe stato sensato spostare di un anno? Siamo passati per una fase pesante di governo, in cui non si è saputo operare incisivamente sulle riforme, in un Paese drammaticamente a debito di modernizzazione. Pur concedendo che non sono mancati interventi positivi sull'equilibrio finanziario dello Stato, anche attraverso un meritevole recupero sull'evasione fiscale. Di ieri la conferma di un deficit sceso all'1,9% del Pil. Ma dati che avevano un senso in autunno, non possono più confortare le previsioni economiche di una primavera che si presenta tanto difficile e complessa. In pochi mesi la ripresa ha subìto una brusca frenata, le previsioni di crescita sono più che dimezzate e non ancora certamente stabili. La pressione fiscale raggiunge limiti parossistici, e mi domando come potranno a breve essere mantenute promesse di alleggerimento in una economia improvvisamente tornata a raffreddarsi. In un quadro che vede sempre più l'Italia come fanalino di coda tra i Paesi industrializzati. Con il più basso andamento del Pil, in grave ritardo nella ricerca in un sistema scolastico inadeguato, ultimi nella produttività, i più deboli nei processi di internazionalizzazione e nettamente i meno ricettivi degli investimenti esteri. E primati? Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite. Non colpa di un governo solo (e men che meno di Prodi, nel caso), ma di tutto un sistema che ha generato, in particolare negli ultimi due decenni, il totale scollamento tra Paese reale e istituzioni, trascinandoci in un sentimento di impotenza e di declino. Che dobbiamo tuttavia respingere. Ho letto e riposto provvisoriamente nel cassetto i programmi della battaglia elettorale in corso. Anche quello di Veltroni, verso il quale è nota la mia simpatia. Ne parleremo tra qualche tempo, ma a maggio mi aspetto che il governo, quale che sia, si misuri subito con una situazione radicalmente cambiata rispetto alla fase di partenza, con urgenze e priorità che dovranno conquistare innanzitutto le certezze del sistema produttivo, che ritengo solido e, nella sua prevalenza di manifatturiero, il più indicato a potenzialità concrete. Tutto quello che favorirà il rilancio rapido dell'economia, riportando la ripresa fuori dello stagno dei decimali, costituirà la base per riguardare con speranza a un processo di modernizzazione, che dovrà darsi precise e concrete priorità, riportando fiducia e consenso tra governo e governati. Condizioni di sicurezza per un programma di tranquillità economica e di innalzamento sociale in un contesto di forti mutazioni, chiamati a confrontarci, all'interno, con un fenomeno di invecchiamento (da combattere) e l'inevitabilità di un equilibrio migratorio che non alteri i valori della nostra cultura. All'esterno, in un panorama internazionale in profonda trasformazione, che imporrà ai paesi maturi indirizzi fortemente innovativi dominati dalla "conoscenza". L'Italia in queste prospettive deve ritrovare con determinazione un proprio ruolo, uscendo dall'impressione di abbandono. Ma il tutto passerà dalla capacità di uscire dallo stato di abulia che sembra avvilupparci, respingendo la tentazione al pessimismo che pure i fatti potrebbero giustificare. Ricordate Kennedy? "It's the economy, stupid". E' l'economia, sciocco! Non deve essere l'aspirazione più importante nel nostro futuro, ma certamente indispensabile. E in questa fase, resta la prima preoccupazione. Solo dopo potremo sognare. Mario Carraro.

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NUOVO GOVERNO, CERTEZZE PER L'ECONOMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Ma il presidente della Fed lancia comunque previsioni di nuovi fallimenti bancari e pochi indici dagli Usa ci liberano dall'idea di recessione del Paese: la fiducia è a terra. Solo Bush lancia ancora messaggi di ottimismo, destinati ad alimentare la satira più che convincere gli americani, ormai al disincanto. Mentre il dollaro sfonda la resistenza di 1,50 per euro e il petrolio valica in scioltezza l'asticella dei 100 dollari al barile. Le Borse, ahimè, replicano, con ancora un venerdì nerissimo a Wall Street. Gelo economico, titola il "New York Times". Brividi lambiscono l'Europa, che ovviamente ne teme le conseguenze, pur contando su fondamentali decisamente più forti e sull'espansione commerciale in aree nuove, Cina e India in testa, ma anche Russia, Medio Oriente, Brasile, le cui economie sembrano tenere. Evitare il panico, allora, per una tempesta destinata a passare, seppure in mesi piuttosto che settimane, e in un panorama economico in forte mutazione. Come risponde l'Italia, oggi assorbita in un passaggio elettorale che sarebbe stato sensato spostare di un anno? Siamo passati per una fase pesante di governo, in cui non si è saputo operare incisivamente sulle riforme, in un Paese drammaticamente a debito di modernizzazione. Pur concedendo che non sono mancati interventi positivi sull'equilibrio finanziario dello Stato, anche attraverso un meritevole recupero sull'evasione fiscale. Di ieri la conferma di un deficit sceso all'1,9% del Pil. Ma dati che avevano un senso in autunno, non possono più confortare le previsioni economiche di una primavera che si presenta tanto difficile e complessa. In pochi mesi la ripresa ha subìto una brusca frenata, le previsioni di crescita sono più che dimezzate e non ancora certamente stabili. La pressione fiscale raggiunge limiti parossistici, e mi domando come potranno a breve essere mantenute promesse di alleggerimento in una economia improvvisamente tornata a raffreddarsi. In un quadro che vede sempre più l'Italia come fanalino di coda tra i Paesi industrializzati. Con il più basso andamento del Pil, in grave ritardo nella ricerca in un sistema scolastico inadeguato, ultimi nella produttività, i più deboli nei processi di internazionalizzazione e nettamente i meno ricettivi degli investimenti esteri. E primati? Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite. Non colpa di un governo solo (e men che meno di Prodi, nel caso), ma di tutto un sistema che ha generato, in particolare negli ultimi due decenni, il totale scollamento tra Paese reale e istituzioni, trascinandoci in un sentimento di impotenza e di declino. Che dobbiamo tuttavia respingere. Ho letto e riposto provvisoriamente nel cassetto i programmi della battaglia elettorale in corso. Anche quello di Veltroni, verso il quale è nota la mia simpatia. Ne parleremo tra qualche tempo, ma a maggio mi aspetto che il governo, quale che sia, si misuri subito con una situazione radicalmente cambiata rispetto alla fase di partenza, con urgenze e priorità che dovranno conquistare innanzitutto le certezze del sistema produttivo, che ritengo solido e, nella sua prevalenza di manifatturiero, il più indicato a potenzialità concrete. Tutto quello che favorirà il rilancio rapido dell'economia, riportando la ripresa fuori dello stagno dei decimali, costituirà la base per riguardare con speranza a un processo di modernizzazione, che dovrà darsi precise e concrete priorità, riportando fiducia e consenso tra governo e governati. Condizioni di sicurezza per un programma di tranquillità economica e di innalzamento sociale in un contesto di forti mutazioni, chiamati a confrontarci, all'interno, con un fenomeno di invecchiamento (da combattere) e l'inevitabilità di un equilibrio migratorio che non alteri i valori della nostra cultura. All'esterno, in un panorama internazionale in profonda trasformazione, che imporrà ai paesi maturi indirizzi fortemente innovativi dominati dalla "conoscenza". L'Italia in queste prospettive deve ritrovare con determinazione un proprio ruolo, uscendo dall'impressione di abbandono. Ma il tutto passerà dalla capacità di uscire dallo stato di abulia che sembra avvilupparci, respingendo la tentazione al pessimismo che pure i fatti potrebbero giustificare. Ricordate Kennedy? "It's the economy, stupid". E' l'economia, sciocco! Non deve essere l'aspirazione più importante nel nostro futuro, ma certamente indispensabile. E in questa fase, resta la prima preoccupazione. Solo dopo potremo sognare. Mario Carraro.

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Ora dimettersi dal lavoro diventa un'odissea (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIGUARDA 60 MILA TREVIGIANI L'ANNO Ora dimettersi dal lavoro diventa un'odissea Denuncia dei consulenti "Un inutile aggravio di costi e burocrazia" Volete cambiare lavoro? Preparatevi, perché dimettersi non sarà così facile. I consulenti del lavoro di Treviso lanciano l'allarme sull'eccesso di carico burocratico che sarà necessario per dimettersi a partire dal prossimo 5 marzo. Un nuovo procedimento che l'Ancl (sindacato dei consulenti) definisce "inutile e strumento di ulteriore incremento del livello di burocratizzazione". E non si tratta di un aspetto marginale, ma di una pratica - quella delle dimissioni volontarie, appunto - che ogni anno tocca circa 60 mila lavoratori in tutta la provincia di Treviso. Da mercoledì prossimo il lavoratore che intende "licenziarsi" dovrà farlo utilizzando un particolare modulo che sarà messo a disposizione dal ministero del Lavoro. Soltanto utilizzando tali moduli le dimissioni avranno efficacia. Secondo quanto stabilito dalla legge 188/2007 sono tenuti a utilizzare gli specifici moduli tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, di collaborazione occasionale, di associazione in partecipazione con apporto di lavoro ed i soci di cooperative. Il modulo sarà reperibile sul sito del ministero del lavoro www.lavoro.gov.it, ma il lavoratore sarà obbligato per la compilazione dello stesso a rivolgersi presso una delle sedi abilitate a prestare assistenza: queste sono le direzioni provinciali del lavoro, gli uffici comunali e i centri per l'impiego. Una volta compilato e trasmesso al ministero, il modulo va stampato e consegnato al datore di lavoro, il quale dovrà procedere alla comunicazione della cessazione entro cinque giorni dalla consegna del modulo. Sul modulo dovranno essere apposte diverse informazioni relative al rapporto di lavoro ed alla cessazione dello stesso; potrebbero sorgere dei problemi se alcuni dati indicati dal lavoratore non sono corretti. Esistono inoltre diversi problemi operativi che chiedono dei chiarimenti. "Si tratta - dice Cesare Artico, presidente dell'Ancl di Treviso - dell'ennesimo provvedimento i cui effetti saranno solo quelli di ampliare ulteriormente il livello di burocrazia a carico delle aziende, dei professionisti e, questa volta, anche dei lavoratori". (f.p.).

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Appuntamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte APPUNTAMENTI GIORNALISTA-PIZZAIOLO. Alla Libreria Mondadori in piazza Insurrezione, 3 oggi alle 17.30 (ingresso libero) Luigi Furini (in foto) presenta "Volevo solo vendere la pizza" (Garzanti Libri). Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifica della Banca Mondiale, l'Italia è all'82º posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore: segue i corsi di primo soccorso, quello anti-incendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti sull'igiene. Compra centinaia di marche da bollo, compila un'infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti "lavoratori" e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega. L'ANIMA DEL VINO. Oggi alle 11 alla libreria Feltrinelli di via San Francesco 7 presentazione del libro di Massimo Donà "L'anima del vino" (ed. Bompiani). Massimo Donà propone nuove frizzanti divagazioni sul segreto della vite; perché il vino è l'alimento inesauribile della riflessione filosofica. CONCERTI QUARESIMALI. Oggi riprenderanno i concerti nella chiesa di S. Antonio Abate, al collegio universitario Don Nicola Mazza, in via Savonarola 176 a Padova. Sono previsti tre appuntamenti quaresimali che avranno luogo alle 17 del 2, 9 e 16 marzo. Il primo concerto sarà tenuto all'Organo dal maestor concertista Roberto Canali, originario di Parma e attualmente docente di organo al Conservatorio di Napoli. In programma musiche di G. BÖhm, J.S. Bach, J. Brahms, O. Respighi, F. Mendelssohn. Il 9 marzo si esibiranno tre artisti di fama internazionale: Cristina Miatello soprano, Enrico Parizzi violino, Umberto Forni organo. In programma musiche di T. Merula, G. Frescobaldi, A. Falconieri, Leoni, Bach, F. von Biber, Haendel. Il 16 marzo, domenica delle Palme, ci sarà appuntamento di alto spessore spirituale e artistico, con brani corali a Cappella, e organistici, sul tema della Passione: Francesco Bravo organo, Ensemble Vocale Dodecantus, Marina Malavasi direttrice, musiche di de Victoria, Scheidt, Bach. L'ingresso è gratuito. CORO E CHITARRISTA. Oggi al Rex (Sant'Osvaldo) si esibiranno il chitarrista e scrittore Luca Francioso e il coro Summertime kids in un concerto pomeridiano che si terrà alle 16.30. Ingresso libero. Lo spettacolo sarà diviso in due parti: la prima parte vedrà Luca Francioso proporre brani del suo repertorio che attinge ai sei cd da lui fin qui pubblicati (l'ultimo, uscito nel dicembre 2007, si intitola "Tra i sogni e il cuscino (7 ninne nanne e 7 fiabe)" e anticipando con l'esecuzione di qualche brano inedito, l'uscita del settimo disco, prevista per il 5 parile 2008. Nella seconda parte dello spettacolo sarà di scena il coro Summertime kids diretto da Elena Piccolo e accompagnati da un trio di musicisti, che proporrà musica gospel e non solo. PAPARAZZI NUOVI. I Paparazzi, il locale gestito da Antonio Congedo, che si trovava in via Marsilio da Padova, a fianco del ristorante Isola di Caprera, riapre i battenti in via Giacomo Matteotti. I "nuovi" Paparazzi si trovano in un ampio spazio, compreso tra il ristorante Jolly One e la Banca di Roma-Unicredit. L'arredamento è elegante e sobrio, adatto per giovani e non giovani che amano stare in compagnia, gustando un aperitivo o un buon bicchiere di vino, magari accompagnandolo con qualcosa da mangiare. (f.pad.) Un cane maschio (nella foto) di 1 o 2 anni al massimo, è stato trovato in zona Bertipaglia senza chip. Piccola taglia, buonissimo con tutti, cani gatti e umani, anche se timoroso della voce maschile. Sono stati avvertiti veterinari della zona di ritrovamento e lasciato avvisi in giro, ma nessuno l'ha reclamato. Tel. 349.6167443.

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Burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa BUROCRAZIA L'Agenzia delle Entrate ha rinviato al 30 aprile 2009 il termine per l'invio dei questionari da parte dei gestori dei servizi pubblici ma non ha fissato scadenze per i cittadini.

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Dati catastali, caos senza fine (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Carlo Venturini Dati catastali, caos senza fine Dopo Acque anche Enel e Toscana Energia li chiedono ma nessuno sa entro quando gli utenti devono fornirli PISA. Quanta confusione per quei dati catastali. Mancano le date certe per l'invio da parte dei cittadini e manca l'indicazione se spedire tutto per raccomandata o posta ordinaria. Di certo c'è solo la sanzione che sfiora i duemila euro. E a rimetterci sono i cittadini che stanno per ricevere oltre trecentomila fatture scaglionate, questa volta da Enel e Toscana Energia Clienti. Curiosa è l'informazione ricevuta da un nostro lettore alla domanda sui termini per la compilazione del questionario. La risposta di Toscana Energia è stata: "...quando vuole lei". Anche l'agenzia delle entrate di Pisa dichiara che in realtà l'ufficio territoriale non è competente e che tutto proviene dall'ufficio centrale romano. Fatto sta che l'ultima comunicazione nota e ufficiale da parte di Roma dice che i gestori dei servizi pubblici hanno tempo fino al 30 aprile 2009 per l'invio dei dati catastali e non più il 30 aprile 2008. Peccato che questo riguardi le società che gestiscono il servizio pubblico, ovvero Enel, Toscana Energia e Acque mentre nulla si dice su quando il cittadino deve consegnare questi dati rompicapo. La motivazione della proroga è infatti prettamente aziendale e cioè: "...per le difficoltà riscontrate dalle imprese erogatrici di forniture di acqua, gas, elettricità, soprattutto per quei contratti di fornitura tacitamente rinnovati". Da ciò si deduce che anche i cittadini avranno più tempo per la compilazione ma non si sa di preciso quanto. L'italica burocrazia dunque imperversa e per di più incombe con una sanzione che va da 103 a 2.000 euro. Difficile dar torto a Fausto Valtriani di Acque spa quando parla di provvedimenti borbonici. Tanto per far capire l'ingolfamento a cui vanno incontro le aziende basti pensare che il numero verde di Acque è passato da 700 telefonate al giorno a 4mila. Il consiglio che diamo ai lettori è di non buttare via i dati già raccolti per Acque che, purtroppo per lei, è stata la prima società a dover affrontare questa crociata burocratica anche se la cortesia degli addetti al front office ha smussato molte problematiche. A trovarsi in difficoltà di fronte a questa prescrizione di legge sono dunque anche le aziende dei pubblici servizi che sopportano spese aggiuntive. Le cifre parlano chiaro: delle 600mila fatture che Toscana Energia sta mandando in tutta la regione ne sono state spedite già 250mila con il relativo questionario allegato. Succede però che le persone mandino i questionari a Ospedaletto mentre invece devono inviarli a una casella postale dell'Eni di Roma. Niente paura perché Toscana Energia provvede essa stessa - ecco le spese aggiuntive - a inviare al corretto indirizzo le buste con i questionari. Siamo nel terzo millennio ma la posta deve essere spedita con i vecchi sistemi. Il questionario catastale è stampato con un codice a barre che deve poi essere letto da un computer. L'invio tramite fax distorce le barre del codice e quindi poi risulterebbe illeggibile. Rimane insoluto il problema non da poco, se spedire le buste via raccomandata o via posta. La legge non lo specifica.

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"via le clientele dalla regione" - massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo "Via le clientele dalla Regione" La Finocchiaro chiama le imprese: "Prometto meno burocrazia" "Una commissione di alto livello preparerà la riforma degli uffici" La candidata di Pd e Sinistra apre la campagna nella Valle dei templi "No al Ponte e agli inceneritori" La Borsellino plaude "Analisi lucida e puntuale, ora parliamo della Sanità" "Lombardo e l'ex governatore sono simboli dell'immobilismo" MASSIMO LORELLO DAL NOSTRO INVIATO AGRIGENTO - La nuvola fantozziana che dalla mattina non ne voleva sapere di allontanarsi dalla Valle dei templi, se n'è andata giusto qualche minuto prima che Anna Finocchiaro iniziasse il suo discorso ai siciliani. La campagna elettorale della senatrice che vuole portare il centrosinistra a governare la Sicilia è cominciata con un appello a quei moderati che finora si sono fidati solo del centrodestra. In piedi su un palchetto allestito all'hotel Villa Athena che le consente di avere sullo sfondo il tempio della Concordia, Anna Finocchiaro si rivolge subito agli imprenditori e ai professionisti: "Se vinciamo le elezioni vi prometto, mai più ritardi della burocrazia. Non sarete più costretti a restare seduti per giorni negli uffici regionali in attesa di sapere come, quando o addirittura se mai la pratica che vi riguarda sarà portata a compimento". Se verrà eletta, "entro sei mesi" l'aspirante governatrice istituirà una commissione "di alto livello" incaricata di preparare "un piano strategico per rendere efficienti" gli uffici della Regione. Nell'Isola nuova che ha in mente "la qualità e l'eccellenza dovranno diventare simbolo di riconoscibilità del "Made in Sicily"". Ma la precondizione di tutto questo, precisa, "è la legalità" perché "non si può competere in un mercato segnato dalla presenza della criminalità. è necessario - aggiunge - premiare le aziende che si comportano secondo le regole prevedendo una certificazione di qualità per le imprese che non pagano il pizzo e che non si avvalgono di capitali a partecipazione mafiosa". Cita Colapesce, Anna Finocchiaro, per parlare dell'immobilismo dal quale "tutti noi siciliani dobbiamo venire fuori". E torna ad appellarsi alla platea che trabocca di dirigenti di partito, militanti e cittadini. "Uscire dall'immobilismo", secondo Anna Finocchiaro, significa dire basta "a Cuffaro, al quale è seguito Cuffaro e adesso Lombardo". Dei precedenti governi regionali di centrodestra boccia, com'era prevedibile, praticamente tutti gli atti principali. Comincia dalla gestione dell'emergenza idrica: "Sei anni fa - racconta - Totò Cuffaro sosteneva che bisognava fare due dighe. Io invece proponevo di investire subito sulla rete idrica per evitare un tragico spreco. Vinse le elezioni e divenne commissario straordinario: ebbene, le dighe sono ancora incompiute e voi qui morite di sete". Stesso discorso per l'emergenza rifiuti: la senatrice attacca Cuffaro per aver programmato i quattro mega inceneritori ("Noi non li faremo") e "neutralizzato" i progetti per portare la raccolta differenziata al 50 per cento. Raccolta che oggi è ferma al 6 per cento: "Fa peggio solo il Molise". Al ponte sullo Stretto, invece, ribadisce di preferire altre infrastrutture come porti e ferrovie, anche in considerazione dei "morti sulle strade: in Sicilia sono fra i più numerosi d'Italia". "Diciamo basta - afferma l'aspirante governatrice - a chi ha fatto un uso clientelare del denaro per scopi elettorali. Dobbiamo uscire dal pre-moderno: in Sicilia non viene premiato il merito, ma, credetemi, non vengono neanche riconosciuti i bisogni più elementari. Come quelli dei bambini che nell'Isola sono fra i più poveri d'Italia". In prima fila ascoltano il discorso ai siciliani anche le due figlie di Anna Finocchiaro che, sul finire, si fa meno leader di partito per intestarsi una promessa diversa da tutte le altre: "Voglio prendermi cura di questa terra come farebbe una madre. E accanto a me spero di avere le tanti madri della Sicilia. Ed è per questo che mi sono candidata, con al mio fianco Rita Borsellino. Ma c'è un punto di partenza necessario: bisogna crederci. Credeteci. Io credo che sia un sogno possibile". E Rita Borsellino applaude e promuove il discorso ai siciliani: "Analisi lucida e puntuale - commenta - Altri argomenti come la sanità verranno approfonditi successivamente". Massimo Fundarò, segretario nazionale dei Verdi (unico dirigente della Sinistra arcobaleno presente ad Agrigento) approva pure lui e però poi precisa: "Ma il programma sulle fonti energetiche alternative lo presenteremo noi". Anche per questo, martedì Anna Finocchiaro incontrerà a Palermo tutti i partiti del centrosinistra, per il suo discorso - non meno importante - alla coalizione.

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Spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'on (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi. Indirizzare il ruolo delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano, con borse di studio e investimenti a favore delle strutture. f. Potenziamento della rete di Politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del Paese. g. Progettazione e realizzazione di una grande università telematica pubblica. h. ERASMUS effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani, sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non abbienti. 2. Favorire la ricerca non finalizzata, con l'obiettivo di: a. creare una nuova leva di giovani ricercatori; b. investire su questi ricercatori come risorsa per modernizzare il funzionamento delle istituzioni di ricerca; c. investire nella creazione di quell'"eccesso di capacità" che è precondizione di ogni ricerca finalizzata. Per il conseguimento di questo secondo obiettivo, serve un programma, gestito da un'agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Non si dovrebbero porre altre condizioni, se non la qualità scientifica dei proponenti e l'accettazione di regole di valutazione di tale qualità nel corso dell'attività. g) Cultura: il più importante investimento Il PD è nato sotto la spinta di una concezione vitale e non burocratica della cultura, ispiratrice di una visione alta del vivere e rivelatrice di bisogni spirituali non ancora palesati. La sua espressione concreta nella scienza, nelle arti e nel rispetto dei beni testamentari del nostro glorioso passato, è al centro degli interessi e della politica del PD. Le giovani generazioni saranno messe in grado di concepire la cultura come il più importante investimento. Ci impegnamo a riformare l'intero sistema culturale, rendendolo più produttivo e favorendo lo sviluppo di ogni suo segmento: 1. Convergenti politiche dal lato dell'offerta e della domanda di ricerca, puntando sulla modernizzazione di grandi servizi pubblici (infomobilità, energia sostenibile, beni culturali, aerospazio, e-government, infrastrutture): una frazione della domanda pubblica sempre impegnata attraverso contratti con Università o Enti di Ricerca. Realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di nuove opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio nazionale. 2. Crediti d'imposta automatici (vedi 8b) per le imprese che assumono "scienziati" per attività di progettazione e ricerca e progetto di venture capital promosso da Cassa Depositi e Prestiti nel settore dell'innovazione: robotica, social network, meccatronica, biotech. 3. Accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle organizzazioni culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare gli effetti dei finanziamenti pubblici nel settore(15). 4. Istituire il Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il sistema pubblico di sostegno e promozione dell'intero settore, passando dall'attuale frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione unitaria. A ciò concorre l'istituzione del nuovo Fondo di finanziamento per il cinema e l'audiovisivo (vedi Azione n. 12/4). 8 IMPRESE PIÙ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO a) Nuove regole, per andare oltre il capitalismo "relazionale" Proponiamo cinque iniziative, da attuare in parallelo e non in sequenza(16). 1. Una prima iniziativa normativa è volta ad applicare parti della cosiddetta Legge Amato (1990) ai settori industriali e dei servizi non finanziari. In particolare, essa dovrebbe offrire incentivi a: a. le imprese industriali di piccole e medie dimensioni che attuano processi di concentrazione e/o costruiscono efficaci reti integrate di imprese nei mercati internazionali; b. le stesse imprese che 'aprono' la propria struttura proprietaria 'chiusa' e - se richiesto dalla complessità della nuova dimensione organizzativa - si dotano di manager indipendenti dal proprietario-imprenditore-capo famiglia e - in generale - di forme evolute di corporate governance; c. le attività di servizio che, potendo sfruttare economie di scala e di scopo, si aggregano e assumono una più complessa forma societaria e organizzativa. 2. Una seconda iniziativa normativa riguarda qualche modifica da apportare alla Legge del 2001 sul nuovo diritto societario. In particolare, si tratterebbe di incentivare a quotarsi in mercati regolamentati le società per azioni non quotate ma con caratteristiche da quotate, riducendo i divari fra i requisiti richiesti alle Spa quotate e quelli richiesti alle Spa 'aperte' non quotate; alleggerire la regolamentazione delle Spa 'chiuse' e, come tali, non quotate. 3. Una terza, l'approvazione di una disciplina dei rapporti con parti collegate più rispettosa dei diritti e degli interessi delle minoranze; in modo tale da ridurre i cosiddetti "benefici privati del controllo", e, per questa via, accrescere l'effettiva contendibilità delle imprese. 4. Una quarta iniziativa normativa e di policy riguarda l'esigenza di erodere gli ampi spazi di rendita, che si annidano nella maggior parte dei servizi non finanziari, mediante processi di liberalizzazione. 5. Infine i conflitti di interesse vanno rimossi nella nuova logica dell'intervento pubblico: li elimina uno stato che fa meno gestione diretta, concentrandosi su leggi antitrust. b) Basta col fondo perduto: tutto per la ricerca e l'innovazione Le politiche per il rilancio della competitività delle imprese(17) dovranno puntare sulla ricerca e l'innovazione, confermando le scelte strategiche impostate dal Programma Industria 2015. Progressiva riduzione dei sistemi tradizionali di incentivazione alle imprese, spostando le risorse pubbliche verso strumenti largamente automatici, che garantiscano riduzione dei costi amministrativi di gestione e un quadro di certezze e stabilità nel tempo per chi investe. Rendere strutturale il credito d'imposta su ricerca e sviluppo, che rappresenta uno strumento molto potente per le PMI, e può favorire una riqualificazione del rapporto tra imprese e università. Sul lato delle nuove frontiere tecnologiche, in particolare nei settori legati a sviluppo sostenibile, salute e benessere, creare le condizioni per lo sviluppo di nuove filiere produttive ad elevato contenuto innovativo, agendo sia sul versante della riqualificazione della domanda pubblica, sia sul versante del sostegno a progetti di innovazione realizzati dal sistema delle imprese. Per le PMI, sostenere processi di collaborazione industriale per la realizzazione di reti di imprese in grado, da un lato, di valorizzare lo straordinario patrimonio di vitalità imprenditoriale del nostro paese e dall'altro di affrontare i necessari processi di innovazione tecnologica ed internazionalizzazione produttiva. c) Contro la burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche addossate ai cittadini e alle imprese. La responsabilità della pressione burocratica è in larghissima misura del Parlamento che legifera senza vincoli sotto questo profilo. La proposta: in tutti i casi in cui il Parlamento intenda introdurre una nuova procedura, deve obbligatoriamente procedere a valutarne il costo monetario per cittadini ed imprese e deve obbligatoriamente procedere ad attribuire a cittadini ed imprese un credito d'imposta pari al 50% di quel costo. Il Parlamento smetterebbe di legiferare "gratis" in questo campo. 2. Divieto - a far data dal 1° gennaio 2009 - per le Pubbliche Amministrazioni di richiedere ai cittadini ed alle imprese documenti e certificati compilati e/o emessi dalle stesse P.A. in senso lato(18). Obbligo, per le amministrazioni dello Stato di mettere on line i documenti ed i certificati che potrebbero essere richiesti da altre amministrazioni. Commissariamento per le amministrazioni che non lo avessero fatto entro la data prevista. 3. Il debito non è quello che si definisce tale. Infatti, al debito ufficiale bisognerebbe aggiungere i rimborsi fiscali (Iva, Ire ed Ires) che a volte risalgono a 10 anni fa, nonché le somme dovute dalle pubbliche amministrazioni (in particolare dalle Aziende sanitarie alle imprese). Realizziamo un'emissione straordinaria di titoli per coprire il pregresso e stabiliamo per legge che oltre i sei (da ridurre, nel medio periodo, a tre) mesi di ritardo della amministrazione fiscale e delle pubbliche amministrazioni si faccia luogo alle stesse procedure che queste amministrazioni usano nei confronti dei cittadini. Sarà una buona base per sciogliere un secondo, intricatissimo nodo: la lentezza esasperante dei "lavori pubblici". Basterà seguire il buon esempio offerto dalle realizzazioni delle opere pubbliche per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia: stanno procedendo ad un ritmo dieci volte superiore a quello usuale. Dunque, cambiato quel che c'è da cambiare, si adottino come "normali" quelle procedure straordinarie. 4. Passare dall'amministrazione che autorizza, all'impresa responsabile della proprio attività(19). Le Agenzie per le imprese, enti privati promossi dalle Associazioni o da professionisti associati, sono lo strumento attraverso il quale l'impresa diffusa può accedere ad un nuovo rapporto con le Pubbliche Amministrazioni, fondato sull'autocertificazione e sui controlli ex post. d) Promuovere la buona agricoltura 1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti diretti al mercato verso le Politiche di Sviluppo Rurale (con particolare riferimento alle zone svantaggiate e di montagna), in coerenza con lo spirito della riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che è stato sostanzialmente tradito nella sua applicazione. 2. Incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo Piano e prevedendo la creazione di un Marchio per il Biologico italiano(20). 3. Avviare un intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo. 4. Porre un efficace freno al processo di continua erosione delle superfici destinate all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo. 5. Dare finalmente attuazione alla legge sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime agricole trasformate. 6. Favorire la filiera corta e il rapporto diretto tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori. 7. Difendere i marchi DOP e IGP a livello comunitario e in sede di accordi WTO. 8. Intensificare il sistema dei controlli per combattere l' "agropirateria" e le frodi alimentari. e) Turismo: lo stato promuova l'Italia nel mondo In attesa di una riforma del Titolo V della Costituzione, attraverso un'azione concertata con le Regioni deve essere riassunta in capo allo Stato la definizione della strategia nazionale per lo sviluppo del Turismo. Deve invece restare affidata alle Regioni la gestione delle politiche di regolazione e sostegno delle attività turistiche. In questo quadro, il Governo del PD si impegna a promuovere un'iniziativa in sede europea per l'applicazione di un'aliquota IVA ridotta alle attività turistiche nel loro complesso o a segmenti significativi delle stesse. f) Più democrazia economica Imprenditore e lavoratore sono legati da un "comune destino". E' quindi necessario dare avvio a forme più avanzate di democrazia economica, anche per consentire ai lavoratori di partecipare ai profitti dell'impresa. 1. Partecipazione finanziaria. Si può "affiancare" al risparmio individuale, gestito da investitori istituzionali, un mercato di capitali "da lavoro dipendente", con l'azionariato dei dipendenti e un più forte ruolo dei fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva. 2. Il modello duale nella governance d'impresa, anche prevedendo la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza. 3. Forme negoziate tra le parti di costruzione di un legame diretto tra componenti della retribuzione dei lavoratori e utili di impresa (al di là della contrattazione di secondo livello, fondata sulla produttività). 4. Diffusione del ricorso alla Responsabilità Sociale d'Impresa. 9 CONCORRENZA PRODUCE CRESCITA a) Una legge all'anno e autorità più forti 1. Rendere sistematica nell'ordinamento l'analisi della necessità e della proporzionatezza delle restrizioni normative e amministrative esistenti o da adottare. Devono rimanere vigenti solo quelle misure restrittive che sono strettamente necessarie e proporzionate al perseguimento dell'interesse generale. 2. Approvare una legge all'anno sulla concorrenza, impegnando il Parlamento ad istituire una Commissione speciale di esame, con sessione di lavoro e tempi definiti (3 mesi) per esaminare in modo sistematico le segnalazioni e i pareri espressi dall'Autorità Antitrust in materia di restrizioni ingiustificate alla concorrenza ed orientare l'attività normativa verso l'eliminazione degli ostacoli rilevati dall'Antitrust; e impegnando la Conferenza Stato-Regioni a dedicare una seduta straordinaria rivolta all'assunzione di impegni reciproci e vincolanti nel campo della regolazione dei mercati e delle attività economiche. Nella prima legge annuale, inserire le misure di liberalizzazione (telefonia, trasporto ferroviario, trasporti locali, distribuzione di carburanti, semplificazioni per le imprese) previsto dal terzo pacchetto Bersani, approvato in un solo ramo del parlamento nella XV Legislatura.

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L'invito del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia capua (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli LA CHIESA L'arcivescovo interviene alla riunione delle associazioni dei laici cattolici di Napoli L'invito del cardinale Sepe "Chiarezza, per il bene dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il mio mestiere fino in fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è tempo di piangerci addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò la mia missione senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo che tutto si chiarisca per il bene comune dei cittadini". Sceglie una formula neutra il cardinale Crescenzio Sepe per commentare le vicende giudiziarie del governatore Antonio Bassolino nello scandalo dei rifiuti. Dichiarazione a margine di una giornata particolare in cui Sepe, nel seminario di Sant'Ignazio a Cappella Cangiani, ha dato vita a quella che ha voluto definire la "Costituente" delle associazioni dei laici cattolici di Napoli. Il raduno, promosso da Mario Di Costanzo, alla guida della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, da un'idea nata prima dello scorso Natale durante un incontro di riflessione, ha richiamato una settantina di gruppi che operano in diversi settori della società. Il dibattito è stato fortemente influenzato, sarebbe stato strano il contrario, dalle vicende che Napoli sta vivendo in questi mesi, a cominciare dalla crisi della spazzatura. Fallimenti più che risultati. Alla platea sono state presentate sei proposte, con analisi e relativo giudizio durissimo sulla gestione della cosa pubblica e sulla classe politica che ha operato. Ipotesi di intervento "per rendere un servizio competente nelle strutture come famiglia, istituzioni, partiti, sindacati, per la realizzazione del bene comune". In campo, ciascuno con una sintesi del lavoro di gruppo, sono scesi i rappresentanti del Centro italiano femminile, Azione cattolica, Comunità di Sant'Egidio, l'Ordine di Malta, la Famiglia Camilliana laica. "Cittadini attivi che vogliono assumersi come cristiani, la responsabilità di migliorare il contesto", ha detto il cardinale. "Non vogliamo piangere su noi stessi, è finito il tempo, ora bisogna che noi cristiani assumiamo le nostre responsabilità e ci proiettiamo verso il futuro. Che usciamo dai nostri ambiti chiusi e cerchiamo di essere quel seme che fa fermentare questa società. Noi siamo nel mondo per essere l'anima del mondo". Sepe ha rivolto alle associazioni un sentito riconoscimento per il lavoro svolto assieme all'esortazione ad essere concreti. Per quanto riguarda il proprio ruolo, il cardinale non ha rinunciato a puntualizzare. "è inutile che mi vengano a dire che il cardinale esce dai suoi confini" ha ribadito in polemica con il sindaco Rosa Russo Iervolino, che reagì alle critiche ("il cardinale faccia il cardinale"). Io compio il mio mestiere di vescovo nei confronti dell'uomo, anima e corpo" e la sala si è lanciata in un lungo applauso, "e compierò questa missione fino alla fine e senza nessuna paura". Sei proposte sui temi "Formazione ed educazione" (Angela Giustino), "Giovani" (Giuseppe Irace), "Lavoro" (Eleonora Cavallaro), "Giustizia" (Matilde Azzollini), "Ambiente" (Giovanni Battista De Medici), "Salute e sanità" (Anna Zedda). Frutto di analisi della realtà, e della ricerca delle cause che hanno determinato ferite nel tessuto sociale che sembrano insanabili. Il percorso avviato, si è detto nei numerosi interventi, prevede che ciascuno offra il proprio contributo per la soluzione dei problemi, la missione del laicato cattolico si allarga così alla realtà sociale, politica, ambientale, con funzioni di stimolo e di collaborazione. I laboratori presentati ieri si tramuteranno in "osservatori stabili", è stato lo stesso cardinale ad annunciarlo, per offrire risorse e idee. Con cadenza semestrale si terranno nuovi incontri per verificare l'operatività e la sinergia tra i diversi soggetti in campo. "Siamo dei missionari chiamati da Dio a rispettare il suo disegno e metterlo in pratica", ha esortato il cardinale. Una "nuova primavera" del laicato cattolico, "questo primo marzo sarà ricordato nella storia della Chiesa napoletana come l'inizio di una nuova stagione", ha affermato Sepe, "questa giornata fa parte di un piano pastorale che stiamo approntando. Nessuna parola detta sarà persa". Mario Di Costanzo, ex assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, che vede nell'evasione scolastica uno dei mali più gravi, ha spiegato nella sua relazione: "La città è stata lo sfondo per la nostra riflessione. E anche la dimensione politica. L'idea di una politica che interagisce con le persone, ne coglie le domande e le traduce in proposte e progetti. Che agli interessi di parte antepone i bisogni collettivi. Che dà esempio di assoluto rigore amministrativo e rifiuta soluzioni compromissorie. La politica come vita delle persone, capace di dare risposte forti e significative ai bisogni, tante volte inespressi. è importante che il vescovo sappia che su di noi la Chiesa di Napoli può contare". Angela Giustino, del Centro italiano femminile, ha fatto rilevare che si produce cultura e anche di notevole livello solo a vantaggio di una élite mentre anche grazie all'indifferenza degli intellettuali, ampie fasce della società napoletana ne restano puntualmente escluse. Sulla vicenda spazzatura, De Medici ha denunciato che la Regione Campania non ha ancora istituito siti di stoccaggio di rifiuti tossici e nocivi. Vito Amendolara (Coldiretti) ha ricordato che le campagne del napoletano sono ormai lo sversatoio della città e che non è stato ancora approntato un piano di bonifica per proteggere le produzioni agricole. La rinascita della città passa per la questione lavoro. Cavallaro ha toccato i punti nodali: arginare la dispersione scolastica, agevolare la burocrazia (vedi il caso Rinascente che sta abbandonando Napoli), attivare gli incentivi (il credito d'imposta) per l'occupazione e gli investimenti, potenziare la rete dei servizi (asili nido e assistenza domiciliare per gli anziani), sviluppo turistico, considerato fonte preziosa di lavoro. Da qui l'idea di avviare un censimento dei beni, anche della Chiesa, che potrebbero essere restaurati e messi a disposizione di cooperative di giovani per creare piccole imprese.

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Euroregione, illy chiede di inserire il regolamento nella legge comunitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Euroregione, Illy chiede di inserire il regolamento nella legge comunitaria PRESSING TRIESTE Il governo potrebbe inserire nella prossima legge comunitaria l'adesione al regolamento sui Gruppi europei di collaborazione territoriale, i cosiddetti "Gect", permettendo la costituzione dell'Euroregione. Lo ha affermato ieri il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, che a Roma ha avuto un colloquio con il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, nell'ambito di un convegno all'ambasciata francese sul "Rapporto Attali". "Ho chiesto al ministro Lanzillotta - ha detto Illy - che, se verrà approvata la Legge comunitaria, possa venire inserito il regolamento Gect, così da permettere l'avvio dell'Euroregione". Quanto al convegno sul "Rapporto Attali", ad esso, oltre a Illy, ha preso parte lo stesso Jacques Attali assieme ai membri della commissione istituita dal presidente Sarkozy. Al termine Illy ha ipotizzato che anche nel Friuli Venezia Giulia potrebbe nascere una commissione per la redazione di un piano di sviluppo, sull'esempio del "Rapporto Attali". "In caso di vittoria alle elezioni - ha dichiarato Illy - sto pensando a una commissione di questo tipo, per fare approfondimenti nel campo economico, ma non solo. In questo campo penso si possa favorire l'accorpamento delle società che forniscono servizi di pubblica utilità; in un certo senso - ha sottolineato - con la gara per il gestore unico del Tpl abbiamo anticipato già alcuni contenuti". Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha precisato di ritenere interessanti i tre punti su cui il "rapporto" si articola, e cioè la conoscenza, la mobilità e il concetto di governance "dove ho intravisto - ha spiegato - le nostre attenzioni sia nel rivedere la forma di governo regionale e degli enti locali, e la governance delle società controllate dalla Regione, per le quali è fondamentale l'aspetto professionale rispetto all'appartenenza politica". Su un altro fronte caldo, quello della riduzione degli effetti negativi della burocrazia, a Bruxelles, al termine della seconda riunione del gruppo di esperti di alto livello, di cui fa parte, Illy ha affermato che per rispettare l'obiettivo della Commissione europea di ridurre del 25% il peso amministrativo che grava sulle imprese entro il 2012, servono procedure più rapide e innovative. "Siamo un pò preoccupati per l'obiettivo posto dalla Commissione - ha sottolineato Illy -. Per modificare direttive o regolamenti occorrono tempi lunghi e quindi - ha spiegato - dobbiamo dare attenzione a procedure più rapide che diano priorità a tutte le misure per ridurre la burocrazia, dobbiamo usare i procedimenti che già esistono per accorciare i tempi di modifica o abrogazione di normative e studiare anche misure innovative". Nella riunione gli esperti hanno anche approfondito il problema della misurazione dei costi della burocrazia e hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato Illy. La semplificazione amministrativa, ha ricordato il presidente, è anche tra i sei punti del programma di Intesa Democratica per le elezioni regionali: "Nella prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il numero di leggi, che oggi sono 1.300, portandole intorno a 500 e dare una forte impulso alla semplificazione amministrativa per ridurre il peso sui cittadini e sulle imprese. L'azione congiunta dell'Unione europea e della regione - ha concluso Illy - dovrebbe portare a risultati soddisfacenti".

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Recco, scatta l'inchiesta penale - marco preve (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Genova Il contestatissimo Puc spiana la strada a nuove volumetrie in zone di altissimo pregio ambientale Recco, scatta l'inchiesta penale Blitz negli uffici comunali, nel mirino il piano urbanistico MARCO PREVE Con un blitz della polizia provinciale negli uffici tecnici comunali avvenuto nei giorni scorsi, ha preso il via l'inchiesta penale sul Puc di Recco, il contestatissimo piano urbanistico dell'amministrazione di centro destra autorizzato dalla Provincia, che spiana la strada a nuove volumetrie anche in zone di altissimo pregio ambientale come la collina di Megli. Il fascicolo, aperto dal sostituto procuratore Maura Macciò, ipotizza, al momento, vari reati e violazioni alle normative in materia paesaggistiche e urbanistiche. Per ora non ci sarebbero indagati. Questa fase dell'indagine coincide tra l'altro con un momento caldissimo per gli uffici tecnici del Comune, letteralmente presi d'assalto da chi vuol garantirsi la possibilità di tirare su una casetta, aprire una strada o un posteggio. Il puc prevede, infatti, 4250 metri quadri di zone collinari dedicate alla cosiddetta edilizia libera, ossia quella priva di pianificazione o di piani particolareggiati (che comunque sono ampiamente previsti). E' quindi in pieno svolgimento la corsa a presentare alla commissione edilizia il proprio progetto con la speranza che la soglia massima dei 4 mila e passa metri quadri non sia già andata esaurita. Certo è singolare che al burocrazia urbanistica suddivida queste volumetrie tra progetti di riqualificazione e di presidio ambientale. L'idea originale era quella di preservare l'ambiente con minimi interventi e consentire ai contadini di costruire in funzione delle loro attività: oggi presidio e riqualificazione sono pura edilizia residenziale. Anche per questi motivi, e poi ipotizzando tutta una serie di abusi veri e propri, Italia Nostra e altri privati cittadini (rappresentati dall'avvocato Pietro Bogliolo) avevano presentato esposti alla procura di Genova. E contro il puc si è anche in attesa delle sentenze del Tar cui si è rivolta Italia Nostra affidandosi agli avvocati Giuseppe Pericu, Carlo e Raniero Raggi, e Francesco Turrini Dertenois. "Non si comprende - scrivevano i legali - come Provincia, Regione e Comune, abbiano permesso la localizzazione delle edificazioni in una meravigliosa cornice naturalistica... in un quadro d'insieme che non dovrebbe essere svenduto in un'ottica di speculazione edilizia". L'indagine della procura esaminerà, però, anche le grandi lottizzazioni previste dal Puc e sulle quali la Soprintendenza aveva espresso più volte il proprio parere - inascoltato - negativo. Ad esempio i piani norma (quelli che regolamentano le operazioni più importanti) dell'ex area artigianale dell'Iml, il piazzale del parcheggiò Coop, via Speroni, la zona a mare con i silos, e ancora il ponte medievale di San Rocco, soggetto ad un intervento pesantemente criticato dalla Soprintendenza. Un intervento contro il Puc era arrivato anche dall'ex ministro dei beni culturali Giovanna Melandri - probabile candidata del Pd nel collegio genovese alle prossime elezioni - che si era scagliata contro le "decisioni che danneggiano il territorio". Nessuna presa di posizione ufficiale su Recco, invece, per il suo successore, il vicepremier Francesco Rutelli, nonostante al puc avesse dedicato un articolato paragrafo del suo dossier il Soprintendente Giorgio Rossini.

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Crostini e vin santo, c'è walter - simona poli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Firenze Crostini e vin santo, c'è Walter Pranzo in famiglia per il leader del Pd a Piombino A Livorno il libeccio ha impedito a Veltroni il discorso all'aperto SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO LIVORNO - Il pranzo in famiglia, la bandiera tricolore sul palco, Jovanotti che canta "Mi fido di te", l'inno nazionale, la compagnia dei registi Paolo Virzì ed Ettore Scola che nei loro film raccontano l'Italia degli italiani. Tutto nel tour elettorale di Walter Veltroni vuol parlare al cuore, ogni frase, ogni gesto, ogni battuta comunica la voglia di semplicità. Bisogna sfrondare il vocabolario dal repertorio delle offese "che da quindici anni paralizzano la vita politica", rendere "il fisco e la burocrazia amici di chi rischia e intraprende", sospendere le risse tra partiti "e dare una svolta", ridurre il programma "da 280 a 30 pagine", marciare insomma "liberi dalle catene delle eterne mediazioni". "Si può fare" è il motto ripetuto all'inizio e alla fine di ogni incontro pubblico e per dimostrare come la teoria sia capace di diventare pratica il leader del Pd si butta in mezzo alla gente. A Grosseto cammina dal pullman alla piazza stringendo le mani, poi mangia alla tavola di Mirko e Sandra Lami, una coppia di Piombino, la città delle acciaierie, dove il cuore operaio della Toscana batte ancora forte. Mirko ha 44 anni, è dipendente della Lucchini ed ex sindacalista Fiom, sua moglie Sandra è impiegata all'Unicoop Tirreno. Sposati da vent'anni, niente figli. "Forse per questo ancora ce la facciamo ad arrivare a fine mese con i nostri due stipendi", raccontano. Durante il pranzo discutono di salari e sicurezza sul lavoro ma anche della difficoltà di adottare un bambino, un desiderio che coltivano da tempo. Menù decisamente robusto: tortina di spinaci, crostini toscani, pappardelle al sugo di cinghiale, arrosti misti accompagnati dal rosso della Val di Cornia, zuppa inglese e cantuccini col vin santo. Tutto cucinato in casa da Mirko e Sandra, che si sono messi ai fornelli di buon'ora. "Più che mangiare io ho parlato", spiega Mirko, "quando mi ricapita un'occasione simile? E di cose da dire ne avevo parecchie, visto che il Pd candida Calearo, numero uno di Federmeccanica, con cui ho avuto diversi "scozzi" per l'ultimo contratto. Comunque mi piace l'idea di mandare in Parlamento giovani che non hanno mai fatto politica, anche questo gliel'ho detto". A tavola siedono Paolo Virzì, il segretario del Pd toscano Andrea Manciulli (anche lui figlio di un ex operaio della Lucchini), il coordinatore locale Matteo Tortolini e il sindaco di Piombino Gianni Anselmi. Livorno è la tappa successiva. Il libeccio tira così forte da cambiare il programma all'ultimo minuto spostando il discorso dalla terrazza Mascagni al teatro Goldoni, con un altoparlante montato all'esterno perché i tantissimi esclusi possano almeno ascoltare. "Gli italiani", dice Veltroni, "hanno bisogno di riforme e di un po' di fiducia nel futuro. Non ne possono più di sentire i politici che si urlano addosso. Questo è un paese bellissimo, dove la gente si sveglia presto la mattina per andare a lavorare. E non ha bisogno che qualcuno le dica di rialzarsi".

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FEDERALISTI A PAROLE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA GESTIONE DIRETTA DEL CATASTO FEDERALISTI A PAROLE di IVONE CACCIAVILLANI I n campagna elettorale si sta annegando nel federalismo parolaio; tutti dicono di volerlo, ma i fatti dicono che ben pochi sanno cosa sia e c'è anche chi lo rifiuta proprio, forse per aver motivo di rivendicarlo. M'accadde di partecipare al convegno organizzato dal Collegio dei geometri della Provincia di Venezia sul tema "Il decentramento catastale". Il catasto è uno strumento odioso: si pagano le tasse su quello che è scritto; se non è scritto o è scritto diverso dal vero, non si paga nulla o meno del dovuto. Questo spiega le secolari lotte dei nostri padri, sotto la Serenissima (che per prima al mondo introdusse il catasto come strumento di accertamento tributario), per ottenere che il catasto fosse tenuto dai Comuni; memorabile la cruenta rivolta di Arzignano del 1655 soffocata nel sangue. Ora l'aggiornamento del catasto avviene su denuncia degl'interessati soggetta al controllo dell'ufficio. L'Agenzia statale ha fornito questi dati: le rettifiche delle denunce si aggirano sul 25-30 per cento; ne deriva che il 70 per cento circa sono riscontrate esatte; di esse l'80 per cento sono presentate da geometri, che meritatamente si vantano della grande serietà professionale: gliene va dato atto. Ma sui dati del decentramento cascano veramente le braccia: costoro hanno la bocca piena di federalismo, ma l'anima del servo. Una legge del 2007 ha attribuito ai Comuni che ne facciano richiesta la possibilità della tenuta del catasto delle proprietà immobiliari oggetto d'imposizione tributaria, sia locale, l'Ici, che erariale, dello Stato e della Regione. Decentramento d'una funzione fondamentale per l'accertamento tributario: far pagare le tasse a chi le deve pagare. Forse il temine per la scelta fu troppo breve; forse la funzione faceva un po' paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza 19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo); Treviso 8, Verona 6 (ma non il capoluogo); Rovigo e Venezia 3. Potrebbero autogestirsi ma preferiscono stare sotto lo Stato-padrone. Sarà anche poca cosa la tenuta del catasto; più noie che vantaggi immediati, ma è un principio di autonomia nell'autogestione dell'accertamento tributario. I nostri Padri fecero la rivoluzione per rivendicare la possibilità della tenuta del loro catasto; ora che lo Stato gliel'offre. nemmeno allungano la mano per prendersela. E non si tratta solo d'un servizio statale, per cui il Comune sia servo esecutore, perché l'Ici è il principale cespite delle entrate comunali. Costoro continuano a blaterare di federalismo fiscale, rivendicando l'aumento della paghetta dal padre- padrone; ma quando si tratta di comportasi responsabilmente, di esercitare la funzione impositiva, far pagare le tasse ai propri cittadini accertandone i cespiti, si fa orecchio di mercante, si lascia passare il termine: bocca larga ma animo del servo. Il federalismo fiscale è ben altra cosa. Costoro l'autonomia non la vogliano proprio. Quanta rabbiosa nostalgia a ricordare ancora una volta il detto del nostro Sarpi: l'autonomia si professa non si rivendica. Bocche, solo bocche.

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Turismo e cultura, si può fare di più (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ro Ferrarese. I consiglieri di opposizione esprimono il loro giudizio critico sull'operato dell'amministrazione "Turismo e cultura, si può fare di più" Nel mirino i trasporti pubblici e la creazione di "vere" ciclabili La riqualificazione di aree degradate deve essere tra le priorità della giunta RO FERRARESE. I consiglieri di opposizione del centro destra Maria Cristina Felisati, Paolo De Santis e Ivano Pedrazzi, esprimono il loro giudizio critico, ma non privo di contenuti propositivi, sull'operato dell'amministrazione in merito soprattutto ai temi che riguardano la cultura e il turismo settori molto importanti sul territorio comunale roese. "Già nel nostro programma elettorale del 2004, era chiaro l'intento - affermano Cristina Felisati, Paolo De Santis e Ivano Pedrazzi - lo slogan era "Insieme con nuove energie per lo sviluppo di Ro Ferrarese". L'obiettivo rimane quello di creare un reale e non fantasioso sviluppo di Ro Ferrarese. Nulla è stato fatto per invertire l'esodo dei nostri giovani costretti a ricercare lavoro altrove offrendo loro un futuro lavorativo nel proprio territorio - affermano i tre consiglieri - non è stato costruito un reale interesse turistico verso il nostro comune, interesse dal quale potevano trarne vantaggio i residenti del nostro territorio. Si doveva lavorare affinché la cultura divenisse finalmente elemento dal quale trarre insegnamenti di vita sociale per tutti". Più volte è stata sottolineata, dai consiglieri del centro destra l'imprescindibilità, nel redigere un piano regolatore che rispetti l'ambiente, ma che stimoli la possibilità di crescita economica del Comune. "Una buona amministrazione con minore burocrazia, maggiore trasparenza, più innovazione tecnologica e con l'eliminazione degli sprechi di denaro pubblico, è quella che noi a gran voce abbiamo ipotizzato nel nostro programma. Il recupero del patrimonio artistico e storico, attraverso iniziative concrete, renderebbe un' utilità reale al territorio ed ai suoi abitanti. Non come ora avviene solo come mezzo per promuovere le ambizioni e l'immagine personale di amministratori assetati di pubblicità. La gestione di un territorio per noi è una cosa seria, che non deve in alcun modo essere usata per appagare velleità personali, e non deve essere canto delle sirene per illudere i cittadini di un futuro sviluppo, quello sviluppo, che di anno in anno se ne rimanda la riuscita. Il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico, la creazione di "vere" piste ciclabili, la riqualificazione di aree degradate e inoltre l'istituzione di figure di garanzia della sicurezza e dell'aiuto alla popolazione, sono obbiettivi indispensabili per un territorio che vuole riscattare la propria condizione di isolamento economico. Apprezziamo lo sforzo delle associazioni presenti sul territorio- concludono i tre consiglieri - anche perchè si trovano ad operare in condizioni di estremo disagio". Maurizio Barbieri.

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Gli ex pescatori chiedono un pezzo di Sacca (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono 30 e domani diventeranno una cooperativa: "Vogliamo coltivare le vongole" Gli uomini di mare hanno manifestato al Castello Estense GORO. Erano una ventina, ieri mattina, davanti al Castello Estense di Ferrara per chiedere alle istituzioni, ed in particolare al cosiddetto Tavolo Blu (costituito dalle cooperative di pesca, da Regione e Provincia), di ottenere uno spazio di circa 12 ettari di mare (in località "Spiaggina"), nella Sacca di Goro (la cui gestione è in mano a Provincia e Regione), dove coltivare vongole, per poi rivenderle. E la ventina di ex pescatori, sono i delegati degli oltre 30 da tempo in pensione ("Percepiamo il "minino", cioè poco più di 500 euro al mese. E' difficile andare avanti; questo lavoretto nella Sacca ci consentirebbe di arrotondare questa misera pensioncina!", ha ricordato con tono fermo il responsabile della loro costituenda cooperativa, Armildo Mantovani, 72 anni, pescatore e navigatore di lungo corso) che da mesi cercano ogni spiraglio possibile per ottenere questo "spicchio" di mare nel quale lavorare. Bisognerà, questo sì, verificare la posizione lavorativa dei pensionati a termini di legge. Assomiglierebbe agli orti degli anziani all'interno dei centri sociali: invece della frutta e della verdura, in questo caso a Goro si coltiverebbero le vongole. Sta di fatto che la burocrazia si è messa ancora una volta di traverso, e l'ottenimento di questa concessione, per questi 30 pescatori in pensione è diventata quasi una montagna insormontabile. Intanto, domani la cooperativa "Giardino del mare" si costituirà legalmente, ed avrà più forza contrattuale verso Comune, Provincia e Regione. Si tratterebbe di un "orto" di vongole. Il sindaco di Goro ha scritto agli enti interessati per sollecitare lo snellimento delle pratiche; il Pdci ha presentato una interpellanza in Regione, e la Cna provinciale ha dato il proprio appoggio agli ex pescatori goresi. A parlare, davanti al Castello Estense a Ferrara, oltre a Mantovani, c'è anche un altro "vecchio" lupo di mare, Pietro Vetri, per tutti "Cienco". "Vogliamo che Provincia e Regione ci ascoltino - riprende la parola Mantovani - non vogliamo che ci regalino niente, chiediamo soltanto di poter lavorare a casa nostra". Intanto il Tavolo Blu entro il 23 marzo dovrà fornire una risposta alla richiesta presentata da questa nuova cooperativa. A fare pressione perchè questa concessione venga rilasciata, Mantovani mostra anche una petizione con in calce quasi 100 firme. La prima richiesta porta la data del 19 marzo 2007. Gli ex pescatori, ieri mattina, hanno cercato anche di incontrare il presidente della Provincia, Pier Giorgio Dall'Acqua, ma il "numero uno" del Castello era assente per impegni istituzionali. "Lanciamo un appello ai partiti, devono ascoltarci perchè siamo persone perbene", tuona ancora Mantovani. E infine conclude: "Ci sono zone date in concessione che però non vengono utilizzate. Per questo ci siamo rivolti anche al Servizio di economia ittica della Regione, per avere queste zone in concessione". Marcello Pulidori.

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Al voto Al voto! (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cesa : "Pier tu sei la nostra guida. Noi ti affidiamo le nostre bandiere e il patrimonio culturale di democratici cristiani. Tu sei una garanzia di serietà e lealtà". The Mission Bassolino : "Non diserto, non ho intenzione di disertare abbandonando Napoli e la Campania. Emergerà la verità sia sul fronte giudiziario che su quello politico". Le di-missioni di pace Finocchiaro : "Voglio prendermi cura della Sicilia come farebbe una madre e spero di farlo insieme a tante altre madri". Madre Sicilia - Extra Virgin Olive Oil (1 liter bottle) your price $18 Casini : "E' una finta campagna elettorale, schiacciata dal duopolio B&V, ma gli elettori dimostreranno che non sono schiavi dell'oligarchia, che si fanno condizionare da "Veltrusconi"". Dica?? Che fa, copia? Due grandi uomini del cinema italiano", i registi Ettore Scola e Paolo Virzì, hanno assistito oggi pomeriggio al comizio elettorale di Walter Veltroni a Livorno, che si è tenuto al teatro Goldoni. La Stangata Bobbio : "Quella di oggi è peraltro, dal punto di vista politico, una iniziativa estremamente innovativa che tende ancora una volta a dire basta ai modelli di governo calati e imposti dall'alto, tipici delle oligarchie politiche e partitiche del centrosinistra di cui lo stesso Partito Democratico di Veltroni continua ad essere espressione. Oggi e domani continueremo a raccogliere le adesioni ed i suggerimenti dei cittadini per comprendere fino in fondo i reali bisogni ed elaborare insieme le soluzioni". Peraltro Boniver : "Dai gazebo che sto visitando viene fuori dalle numerosissime persone entusiaste un messaggio potente e chiaro: mandateli a casa per sempre e salvateci da questo situazione di insicurezza, precarietà economica e ridateci un futuro". Gazebo per la vittoria Galan : "Io penso che mi troverei a disagio in un ministero, perché mi troverei a scontrarmi con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali non sono abituato. Sono sincero: da alcune parti di questo Governo il Veneto ha ottenuto tutto quello di cui aveva bisogno, quasi quanto dal Governo precedente di Berlusconi. E' cambiata una fase, il Veneto non deve dimostrare per contare di avere qualcosa da Roma. Lo ha già fatto. Si è dimostrato di poter avere tutto quello che ci serviva da qualsiasi Governo. Galanix e i Romani Veltroni : "Siamo riformisti, non di sinistra. I cittadini sono prima di tutto cittadini, non si svegliano al mattino dicendo io sono di centrodestra". Il mattino ha l'ora in bocca, il mattino ha l'ora in bocca, il mattino ha l'oro in bocca.... Montezemolo : "Meglio avere un politico in meno e un imprenditore di successo in più con cui confrontarsi" Guardalo bene, guardalo tutto, l'uomo senza denaro com'è brutto 02/03/2008.

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Avevamo previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al governo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA LOTTA ALLA BUROCRAZIA Avevamo previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al governo.

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<Perché quei 268 poliziotti non sono stati assunti?> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 02-03-2008 VILLANI (PDL) "Perché quei 268 poliziotti non sono stati assunti?" "Da due anni aspettano di entrare nei ranghi della Polizia" II "Se la sicurezza degli italiani fosse realmente nelle intenzioni del Partito Democratico, tuttora al Governo, potrebbe provvedere da subito, senza aspettare l'esito del voto di aprile, a far entrare in Polizia 268 vincitori di un concorso che da due anni, da quando guarda caso si è insediato il Governo Prodi, aspettano perché non vi sono soldi per la loro assunzione nei ranghi della Polizia". è quanto ha detto il vice presidente dell'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Luigi Giuseppe Villani, commentando la notizia che la scarsità di finanze per il comparto sicurezza e la troppa burocrazia hanno impedito che venissero assunti i vincitori di un concorso in Polizia bandito nel 2002. "Dall'inizio del 2006, quando vennero chiamati i primi 80 aspiranti poliziotti dei 350 vincitori del concorso, dopo che avevano esaurito il periodo di tre anni di ferma volontaria nell'esercito - dice Villani - questi giovani sono in attesa di entrare nella scuola di addestramento per poi andare a rafforzare i ranghi della Polizia, ma dopo quasi altri due anni di militanza forzata nell'esercito, a dicembre hanno avuto la beffa di ricevere la lettera di congedo illimitato motivata dal fatto che non vi sono fondi sufficienti per la loro assunzione".

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ROMA - Cinque valori-chiave. Cinque stelle polari per la proposta centrista di governo. (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Cinque valori-chiave. Cinque "stelle polari" per la proposta centrista di governo. Pier Ferdinando Casini, ieri, le ha elencate così. La prima: l'autorità. "L'autorità dei genitori è essenziale per la crescita dei figli", quella degli insegnati "per la crescita dei ragazzi", quello dello Stato "per rendere effettiva giustizia". La seconda: il merito. "Se ai figli dei poveri togli la chances del merito e del talento, li condanni all'inferno". La terza: il senso del dovere. "Finora ha vinto l'Italia dei no, di chi distrugge. Noi siamo per l'Italia dei sì, di chi costruisce". La quarta: la qualità. "Destra e sinistra hanno contrapposto modernizzazione ed equità. Solo la parola qualità può legarle tra loro". La quinta: la difesa della vita. Un principio che comprende il tema della sicurezza, della famiglia, dell'ambiente, delle questioni eticamente sensibili. Questo il messaggio lanciato ieri dal leader centrista nell'atto iniziale della campagna elettorale. Martedì presentato il programma, ispirato a queste "stelle polari". Ma già ieri, sul sito www.pierferdinandocasini.it, si potevano leggere alcune proposte concrete iscritte anch'esse in cinque missioni: "la centralità della famiglia, il merito sopra di tutto, la difesa della vita, più sicurezza, indipendenza energetica". Famiglia. È molto forte la sintonia con le proposte del Family day. Eccole nel merito: raddoppio degli assegni familiari per ogni figlio a carico, deduzione dal reddito delle spese per asili nido, scuole materne e libri scolastici, detassazione degli straordinari sui redditi da lavoro. Sono previsti anche interventi specifici sulla casa. Tra questi la cedolare secca del 20% sugli affitti, un "buono affitto" per le famiglie più povere e l'azzeramento dell'Ici per chi affitta a canoni del 20% inferiori ai prezzi di mercato. Sul terreno fiscale è prevista la moratoria per due anni di nuove leggi, una volta varata la riforma. Il merito. È previsto un maggiore sostegno alla ricerca, portando all'1,8% i finanziamenti pubblici e incrementando le borse per i giovani ricercatori. L'impegno dell'Udc è per un aumento degli investimenti sull'intero comparto della scuola pubblica. Ma anche per un sostegno alla "libertà d'educazione", attraverso un contributo alle spese per i figli che frequentano le scuole paritarie. Nel capitolo del merito sono inseriti pure gli interventi a favore dell'impresa. Tra questi la generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia) e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso. La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare considerazione per la nostra identità cristiana". Rispetto della "famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna". La sicurezza. Potenziare gli strumenti a favore delle forze dell'ordine. Riformare la giustizia. Nelle proposte Udc si parla di controllare l'immigrazione extracomunitaria e condizionarla alle "disponibilità di lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale". Di prevedere una "effettiva e celere espulsione" degli stranieri autori di reati. E di reintrodurre il reato di "oltraggio a pubblico ufficiale". In materia di giustizia si ipotizza una "rottamazione" delle cause civili, incentivando le conciliazioni con bonus fiscali. E per l'Udc è necessario anche prevedere la responsabilità del pm per l'esercizio dell'azione penale. L'energia. Sarà uno dei cavalli di battaglia di Casini. Tra le proposte c'è il rilancio, "anzitutto a livello di studio, della produzione di energia nucleare" e la riattivazione del patrimonio scientifico e tecnologico esistente. Nel programma si parla inoltre di aumento del numero dei rigassificatori. E dei termovalorizzatori per la distruzione dei rifuti. Si propone anche la semplificazione e la diffusione degli incentivi per le fonti rinnovabili. cla.sa.

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Quando arriva dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Quando arriva dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che ... Quando arriva dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che Fabrizia Cusani produce a Nepi, comincio a pensare alle insalate, alle zuppe, ai momenti dove prenderò quella bottiglia per assaggiare la fragranza dell'olio a crudo. Lei questo olio lo produce con cultivar frantoio, moraiolo e caninese e quando verso quel giallo oro nel mio piatto vedo i suoi oliveti irrigati goccia a goccia. Come Fabrizia potrei raccontare la storia di almeno un centinaio di altri oliandoli che a loro volta hanno clienti appassionati. Insieme formano la rete di quelli che non si fanno prendere in giro e che gridano "Vigliacchi!" quando leggono che la Commissione Europea ha rimandato al mittente il decreto legge che imponeva, in Italia, di mettere sull'etichetta l'origine dell'olio. Fanno pena i burocrati europei, fanno pena quei lobbysti fuori dal tempo che vogliono tenere l'olio al livello dei loschi affari del passato, senza dire alla gente la verità. è di 2 miliardi di euro il giro d'affari dell'olio e nell'ultimo anno il 25% del prodotto che ha toccato l'Italia proviene da Spagna, Tunisia e Grecia. Il ministro De Castro deve aver preso questa messa in mora dell'Italia come una benedizione: avremo 2 mesi di tempo per ravvederci; c'era qualcosa di meglio per condire una campagna elettorale? Ovvio che di fronte a tutto questo partirà un movimento di informazione per cui chi non scriverà l'origine sull'etichetta andrà guardato con sospetto. Dunque dove vogliono andare? Fuori dalla realtà è anche la notizia che il ristorante della Camera, ai contribuenti, lo scorso anno è costato 3,8 milioni di euro, mentre lo stesso giorno si leggeva che la Fao era costretta a diminuire le razioni perché i costi della materia prima aumentavano. Ora, non si vuole fare demagogia, non è il nostro forte, ma certi inutili privilegi sono anch'essi fuori dalla realtà. Pensate che persino Tony Negri, che fu eletto nel 1993 e fuggì all'estero per evitare il carcere, percepisce una pensione. Ora, se penso che la mia amica Stefania non ha i soldi per comprare il latte con il quale fa i suoi formaggi, se penso che ogni giorno c'è chi arranca per stare a galla, soprattutto i giovani, vengono i brividi a sapere che c'è una cinica burocrazia, a Bruxelles come a Roma, che da una parte sanziona l'Italia per la verità sull'olio e dall'altro dà la pensione a Tony Negri o stacca un assegnone per garantire di sentirsi in ogni momento un privilegiato. C'è qualcosa che non va?.

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Sul Pcb gli agricoltori invocano chiarezza (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GLI INTERVENTI. Ambiente, vescicolare e filiera suinicola, unità sindacale i temi dibattuti Sul Pcb gli agricoltori invocano chiarezza Gelo finale con la polemica tra il presidente Coldiretti Prandini e quello nazionale Confagricoltura Vecchioni   Ambiente, vescicolare e filiera suinicola, burocrazia, controlli, unità sindacale: tanti i temi affrontati dal presidente Francesco Bettoni nel corso dell'assemblea di ieri, che ha vissuto anche un paio di toccanti momenti con i riconoscimenti al lavoro svolto per l'Unione Provinciale Agricoltori dagli ex-direttori Giovanni Trerotola ed Agostino Mantovani (oggi presidente di Brescia Musei). E tante anche le reazioni, a partire da quella dell'assessore regionale Viviana Beccalossi, alla sua ultima relazione prima della nuova tornata elettorale. Ad emergere fra i temi soprattutto l'emergenza diossina: Bettoni ha attaccato affermando che "gli agricoltori non sono inquinatori, ma vittime dell'inquinamento. Nel caso del latte al Pcb, i costi sono tutti ricaduti sulle aziende. E l'emergenza è tutt'altro che terminata: le Autorità competenti ci devono dire come e perché è avvenuto l'inquinamento dei terreni e se c'è ancora pericolo. Non ne va solo per le nostre aziende, è un problema che riguarda la salute di tutti noi". E poi l'emergenza Mella. "Chi deve intervenire lo faccia, magari con la stessa solerzia con la quale noi agricoltori spesso veniamo presi di mira per problemi di ben minore gravità". Sui suini, il settore attualmente più in crisi del settore agricolo bresciano, "vanno cercate soluzioni condivise per ribaltare la situazione e dare nuova linfa al mercato". E poi via alle agroenergie. "Trasformare un problema in opportunità è possibile: le moderne tecnologie possono aiutarci a trasformare un problema come la direttiva nitrati in un'opportunità". Alberto Cavalli, presidente della Provincia, nella sua relazione, annuncia un accordo di programma per il problema diossina e più impegno sul tema della tutela dei terreni agricoli. "Abbiamo nuove competenze che intendiamo far rispettare affinchè i terreni agricoli non vengano costantemente erosi da una urbanizzazione a tratti selvaggia". Nel lungo intervento di Viviana Beccalossi, l'occasione per un bilancio di quanto fatto dalla Regione a sostegno del sistema: la battaglia sul Piano di Sviluppo Rurale, l'anticipo dei Premi Pac a fronte del mancato trasferimento dei fondi da parte del Governo ("Siamo l'unica Regione ad averlo garantito"). E qualche importante indicazione per il futuro. "Sono d'accordo sul fatto che il Governo non possa prescidere dalla posizione degli allevatori bresciani. Sono con voi sulla battaglia contro lo smantellamento delle quote latte, e farò la mia parte. Ma il mondo agricolo va preparato a qualsiasi situazione, senza che si creino inutili illusioni sulle possibilità che l'Europa riveda le proprie posizioni su decisioni già prese". Sul problema suini, Beccalossi è per "un progetto comune che sia di supporto all'intero sistema, per fare in modo che emergenze come la vesciolare non si ripetano più. La mancanza di un macello ad esempio in questa crisi è stata fortemente penalizzante: vogliamo cominciare a parlarne?". In sala, anche i presidenti di Cia e Coldiretti. "Stiamo lavorando bene insieme e spero che questo rapporto si rafforzi", è stato il commento di Bettoni. "E' vero ? ha dichiarato Prandini a fine assemblea -. Peccato che la mattina si sia chiusa sulle note stonate degli attacchi del presidente confederale Vecchioni su Ogm, multifunzionlità e Pac". C.A.

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Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i salari (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il futuro visto dal sindacato Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i salari di Franco Lorenzon * Anche ad un osservatore disattento non sarà certo sfuggita la clamorosa differenza di contenuti e di toni, tra i dati del bollettino trimestrale sull'occupazione della Provincia e le recenti dichiarazioni del presidente di Unindustria Andrea Tomat. Fatta la tara sul diverso angolo visuale (il bollettino analizzava il passato, mentre Tomat guardava al futuro), resta forte e chiara la percezione di una divaricazione apparentemente non giustificabile in così breve lasso di tempo nel giudizio sulla situazione del sistema produttivo locale. D'altra parte lo stesso Tomat aveva recentemente dichiarato come il comparto manifatturiero provinciale era sano e per niente destinato ad un imminente declino.Qual è dunque l'idea che ragionevolmente dobbiamo allora farci della situazione economica della nostra Provincia e delle sue prospettive? Io continuo a ritenere che l'incertezza era e rimanga una delle caratteristiche strutturali del periodo che stiamo attraversando, un'incertezza che ovviamente è difficile da gestire per le aziende (calo di fiducia) ma anche e soprattutto per i lavoratori (preoccupazione per il proprio posto di lavoro e per la consistenza dei propri salari). Premesso questo, i dati che abbiamo a disposizione non sembrano giustificare opinioni così diverse o cambiamenti di giudizio così repentini in così breve tempo.Le notizie sullo scenario internazionale sono note da tempo, e manifestano una tendenza al peggioramento: andamento delle Borse mondiali, rischio di recessione degli Stati Uniti, aumento della quotazione dell'euro, aumento del prezzo del petrolio, ecc. Sappiamo tuttavia anche che a tali variabili si può rispondere con efficacia, come mi pare abbia saputo fare in larga parte - almeno fino a questo momento - anche il sistema produttivo trevigiano.Perché dunque un richiamo così perentorio di Tomat, condito da una visione pessimistica che fino a poco tempo fa non aveva lasciato minimamente trapelare?(Segue a pagina V)(* segretario generaledella Cisl di Treviso).

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Galan ancora diviso fra Venezia e Roma La decisione è in un foglio nella giacca (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non si placa la polemica con chi ha ignorato il Veneto nel programma del Pdl Galan ancora diviso fra Venezia e Roma La decisione è in un foglio nella giacca VeneziaLa rabbia di Giancarlo Galan non è ancora sbollita. E il dubbio su una sua eventuale chiamata a Roma rimane. Mentre al suo fianco il ministro Antonio Di Pietro, a Venezia per il varo della società mista per la gestione del Passante di Mestre, riempie un quadernetto di nomi di possibili candidati, il governatore veneto tira fuori dalla giacca un foglietto piegato in quattro. Anche lì, spiega, ci sono alcuni nomi che consegnerà al coordinatore veneto di Forza Italia, Niccolò Ghedini, al quale ribadisce l'assoluta fiducia sulle scelte dei candidati del Pdl. Senza però chiarire se lui ci sarà o meno. Certo, dice a chi gli chiede se si troverebbe a lavorare fianco a fianco con Di Pietro, dopo una serie di recoprici apprezzamenti, Galan taglia corto: "Penso che mi troverei a disagio con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali non sono abituato. Dopodiché - aggiunge - con Di Pietro mi troverei penso bene, come mi sono trovato bene in questo periodo".Non altrettanto si può dire per quei colleghi di partito che non sembrano riconoscere il ruolo del Veneto sul fronte del federalismo. E qui Galan non si trattiene: "Io mi arrabbio con tutti quelli che non difendono il Veneto e soprattutto non difendono le cose belle che il Veneto ha fatto, a prescindere da chi le ha fatte". Impossibile non riconoscere l'identikit di Maurizio Sacconi, il parlamentare trevigiano che alla presentazione del programma del Pdl ha citato a esempio la proposta di legge della Regione Lombardia sull'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale.Ma come, deve aver pensato Galan, noi abbiamo incaricato tre saggi di studiare una riforma della Costituzione in chiave catalana e un parlamentare eletto in Veneto se ne dimentica, portando in palmo di mano la Lombardia? E poi non c'è solo la riforma costituzionale, ma anche "il sistema di welfare, probabilmente il migliore d'Italia, e il sistema di raccolta dei rifiuti che è indiscutibilmente la migliore esperienza italiana. Quando vedo un veneto che non difende questa esperienza - conclude Galan - come minimo lo accuso di tradimento".Ma il governatore, una volta ritrovata la calma, non scioglie ancora la riserva sulle sue prossime mosse. "Chi non starebbe meglio alla presidenza del Veneto rispetto a un ministero romano - risponde Galan ai cronisti che lo avvicinano a Palazzo Balbi - Però è anche vero che ogni tanto bisogna fare qualche esperienza nuova e che anche là si può essere utili alla propria regione come io cerco di esserlo da qua. Le vicende della vita sono imperscrutabili e chi tenta di anticipare qualche decisione non ci riuscirà, perché resisterò strenuamente almeno per tutto il tempo che mi è necessario. E non è tanto. Pochissimi giorni. Non c'è chi lo sa perché la maggioranza delle azioni sulle scelte mie l'ho io e chi ha il resto delle azioni non può decidere in nome mio". La risposta, così, resta chiusa in quel foglietto che Galan tiene ripiegato nella tasca.A.Fr.

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Ridurre le tasse, aumentare i salari (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Ridurre le tasse, aumentare i salari Io credo che Tomat ed Unindustria (non solo di Treviso) cerchino di "posizionarsi" al meglio di fronte alla classe politica che si appresterà a governare il nostro Paese nei prossimi anni, rivendicando un'attenzione all'interesse delle aziende, con richieste che spesso appaiono essere ragionevoli su carico fiscale eccessivo, mancanza di infrastrutture, eccessiva burocrazia, ecc. Ripeto, tutte richieste legittime, ma non tali da mutare sostanzialmente il quadro di riferimento dell'andamento del sistema produttivo trevigiano e nazionale ed il giudizio che su esso se ne può dare.Se questo però è il terreno su cui discutere, credo sia necessario mettere pesantemente sul tavolo la "questione salariale", cui non ha certo dato risposta qualche elargizione "benevola" ed unilaterale di qualche imprenditore, questione che rappresenta l'altra faccia della capacità delle aziende di rinnovarsi e di far crescere la propria produttività. Non dimentichiamo peraltro che un consistente innalzamento dei salari (intervenendo in modo significativo con la leva fiscale) potrebbe contribuire a migliorare le scarse opportunità che le nostre aziende dicono di aver incontrato sul mercato italiano.Franco Lorenzon.

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<Villa Papadopoli? Interessa ad un nuovo gruppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'attenzione degli imprenditori non si è esaurita: ad assicurarlo il sindaco Scottà, dopo il forfait di suo cugino "Villa Papadopoli? Interessa ad un nuovo gruppo" Vittorio Veneto(L.A.) "Per uno che lascia, un altro che arriva...". L'interesse degli imprenditori per villa Papadopoli non si è esaurito: ad assicurarlo è il sindaco Giancarlo Scottà, che dopo avere registrato il forfait di suo cugino (e consigliere comunale) Dario Lorenzet dall'elenco dei pretendenti per il complesso di Ceneda, è stato avvicinato nei giorni scorsi dall'emissario di un altro gruppo imprenditoriale, a quanto pare straniero, che gli ha chiesto lumi sul futuro di villa e parco ai fini di un'eventuale partecipazione all'asta che ne deciderà l'acquirente."Poco dopo la diffusione della notizia che mio cugino si è tirato fuori dalla gara per il complesso di Ceneda, una persona legata a un gruppo imprenditoriale che finora non aveva manifestato interesse per l'acquisto di villa e parco mi ha avvicinato chiedendomi informazioni al riguardo - rivela Scottà - posso solo dire che si tratta di un'operazione di livello nazionale e non solo, che vede coinvolta gente importante". Un altro gruppo italoamericano all'orizzonte di Ceneda, dopo quello che già da tempo avrebbe manifestato l'intenzione di acquistare il Papadopoli per farne un centro benessere? "No, questo nuovo gruppo non è americano. E per il complesso cenedese non ha in mente un centro benessere, ma qualcosa di diverso" si limita a dire il primo cittadino, che sul forfait di Lorenzet commenta: "La burocrazia ci fa perdere occasioni per rivitalizzare la città. Ma anche al nuovo potenziale pretendente di villa Papadopoli ho spiegato che per rendere appetibile l'investimento serve una variante che ancora non c'è e per la quale sto sollecitando la Regione. Escludo di vendere il Papadopoli così com'è promettendo all'acquirente di avere un rapido arrivo della variante. È un'operazione che in Comune come il nostro non si può fare".

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Matteoli invoca una nuova cultura per l'ambiente. E Cacciari bacchetta i lidensi: <Usano troppo l'auto> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL LIBRO Matteoli invoca una nuova cultura per l'ambiente. E Cacciari bacchetta i lidensi: "Usano troppo l'auto" Folco Quilici è solito raccontare di meraviglie della natura, scienziati coraggiosi, mondi da salvare. In questi giorni ha dato una mano ad Altero Matteoli, già ministro dell'Ambiente dal '94 al 2001, a compiere un viaggio da protagonista nel mondo meno romantico dei termovalorizzatori, raccolta differenziata, rigassificazione, energia eolica e solare. Ne è uscito un libro intervista: "Risorsa ambiente. Un viaggio nella cultura del fare". Formato modesto ma contenuto appassionato, E, si può dire, anche assai pacato. Giusto sottolinearlo perché l'occasione è il momento politico assai acceso. Matteoli, l'altro giorno, era alla Scuola di San Giovanni Evangelista per parlarne con il sindaco Massimo Cacciari, Corrado Clini, lo stesso Quilici, moderatore Roberto Papetti, direttore del Gazzettino.Interessante il dibattito. Non sempre è colpa dei verdi - si è detto - se si sono diffusi in larga parte della popolazione scetticismo e resistenza a fronte di indirizzi, progetti, decisioni innovative nei campi dello sviluppo e della difesa dell'ambiente. La spaccatura - si è sottolineato - oltre che nel territorio è nella burocrazia, nelle procedure, nella disinformazione di certi "comitati" di cittadini. Il politico può essere il più bravo, ha sottolineato Matteoli, ma non lo sarà mai tanto quanto il burocrate e certi "comitati" che, nel loro esercizio, finiscono con il bloccarlo. Ha così suscitato la disperata difesa di Corrado Clini, toccato nel vivo. Ed anche di Quilici che ha avvertito come il "gruppo", se adeguatamente coinvolto, non sia sempre negativo come dimostrato in occasione delle iniziative che hanno portato alla costituzione di aree protette. Scendendo nei particolari, è da riferire dell'ira di Cacciari nei confronti dei lidensi, fruitori di un servizio pubblico di elezione, i quali "devono" disabituarsi ad usare la macchina. Ira da estendersi ai malaccorti fruitori lagunari. E' stato poi sottolineato che vaste aree del Veneto sono prossime al "collasso". I termovalorizzatori vanno liberati da qualsiasi sospetto: a Marghera l'impianto funziona ottimamente, semmai va ingrandito. Il Paese ha bisogno di una cultura nuova. E per questo occorre un accordo "bipartisan ".A.P.

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Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

STORIE DI ORDINARIA BUROCRAZIA Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi Chies d'Alpago(rg) Giovanni e Maria Zanon, a quella trattoria "da Nino" in salita Castello, hanno dedicato la loro vita. Anni di intenso lavoro capace di richiamare in paese una corposa e variegata clientela. Un impegno appassionato che i coniugi vedevano già ben riposto, per il futuro, nelle mani dei due figli. Invece le bizze della natura e quelle successive della burocrazia hanno stoppato i loro sogni."È iniziato tutto a fine anni '80 con la riduzione impostaci da 160 coperti a soli 30 -raccontano i coniugi Zanon- per ragioni di sicurezza. Poi ci è stato chiesto di chiudere l'attività per sei mesi per consentire tutte le indagini geologiche del caso: da allora stiamo ancora attendendo i risultati ufficiali. Nel frattempo abbiamo condotto un'attività parziale mentre dal primo gennaio 1997 il locale ha chiuso definitivamente i battenti"."La Regione -aggiungono- ha iniziato a studiare il "caso Lamosano" nel 2001 ma è da molto prima che esso esiste. Per cui è ingiusto il decreto del 14 settembre 2001 con il quale dichiara che hanno diritto a risarcimento le sole attività in essere in quella data. Noi rimaniamo dunque esclusi. Ma non si tiene conto che proprio per colpa della frana il nostro locale ha dovuto abbassare le serrande". "Senza contare -sottolineano- il tempo passato vanamente prima di giungere al paventato rimborso. Ecco che, ad esempio, ci ritroviamo con una casa molto grande ma i nostri figli e le loro famiglie, temendo il provvedimento di abbattimento, hanno dovuto prendere in affitto due appartamenti. È un paradosso. Se aspettano ancora un po' -concludono i coniugi- non ci sarà più nessuno da risarcire".

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NUCLEARE E FAMIGLIA, LA PROPOSTA CENTRISTA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nucleare e famiglia, la proposta centrista Roma. Cinque valori-chiave. Cinque "stelle polari" per la proposta centrista di governo. Pier Ferdinando Casini, ieri, le ha elencate così. La prima: l'autorità. "L'autorità dei genitori è essenziale per la crescita dei figli", quella degli insegnati "per la crescita dei ragazzi", quello dello Stato "per rendere effettiva giustizia". La seconda: il merito. "Se ai figli dei poveri togli la chances del merito e del talento, li condanni all'inferno". La terza: il senso del dovere. "Finora ha vinto l'Italia dei no, di chi distrugge. Noi siamo per l'Italia dei sì, di chi costruisce". La quarta: la qualità. "Destra e sinistra hanno contrapposto modernizzazione ed equità. Solo la parola qualità può legarle tra loro". La quinta: la difesa della vita. Un principio che comprende il tema della sicurezza, della famiglia, dell'ambiente, delle questioni eticamente sensibili. Questo il messaggio lanciato ieri dal leader centrista nell'atto iniziale della campagna elettorale. Martedì presentato il programma, ispirato a queste "stelle polari". Ma già ieri, sul sito www.pierferdinandocasini.it, si potevano leggere alcune proposte concrete iscritte anch'esse in cinque missioni: "la centralità della famiglia, il merito sopra di tutto, la difesa della vita, più sicurezza, indipendenza energetica". Famiglia. È molto forte la sintonia con le proposte del Family day. Eccole nel merito: raddoppio degli assegni familiari per ogni figlio a carico, deduzione dal reddito delle spese per asili nido, scuole materne e libri scolastici, detassazione degli straordinari sui redditi da lavoro. Sono previsti anche interventi specifici sulla casa. Tra questi la cedolare secca del 20% sugli affitti, un "buono affitto" per le famiglie più povere e l'azzeramento dell'Ici per chi affitta a canoni del 20% inferiori ai prezzi di mercato. Sul terreno fiscale è prevista la moratoria per due anni di nuove leggi, una volta varata la riforma. Il merito. È previsto un maggiore sostegno alla ricerca, portando all'1,8% i finanziamenti pubblici e incrementando le borse per i giovani ricercatori. L'impegno dell'Udc è per un aumento degli investimenti sull'intero comparto della scuola pubblica. Ma anche per un sostegno alla "libertà d'educazione", attraverso un contributo alle spese per i figli che frequentano le scuole paritarie. Nel capitolo del merito sono inseriti pure gli interventi a favore dell'impresa. Tra questi la generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia) e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso. La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare considerazione per la nostra identità cristiana". Rispetto della "famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna". La sicurezza. Potenziare gli strumenti a favore delle forze dell'ordine. Riformare la giustizia. Nelle proposte Udc si parla di controllare l'immigrazione extracomunitaria e condizionarla alle "disponibilità di lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale". Di prevedere una "effettiva e celere espulsione" degli stranieri autori di reati. E di reintrodurre il reato di "oltraggio a pubblico ufficiale". In materia di giustizia si ipotizza una "rottamazione" delle cause civili, incentivando le conciliazioni con bonus fiscali. E per l'Udc è necessario anche prevedere la responsabilità del pm per l'esercizio dell'azione penale. L'energia. Sarà uno dei cavalli di battaglia di Casini. Tra le proposte c'è il rilancio, "anzitutto a livello di studio, della produzione di energia nucleare" e la riattivazione del patrimonio scientifico e tecnologico esistente. Nel programma si parla inoltre di aumento del numero dei rigassificatori. E dei termovalorizzatori per la distruzione dei rifuti. Si propone anche la semplificazione e la diffusione degli incentivi per le fonti rinnovabili. cla.sa. Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa A destra un gruppo di militanti durante la kermesse dei centristi.

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ELEZIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elezioni... Se risultasse sotto il 60 per cento, considerato il livello d'allarme, suonerebbe come una tacita mozione di sfiducia nonché espressione del distacco tra il cittadino disilluso e un potere autoreferenziale e quasi autistico che continua a predicare in monologhi, raramente in dialogo. È stata una campagna elettorale senza nerbo, anemica, con l'orchestra alle prese con una sola partitura, quella composta da Vladimir per il suo successore Dmitrij. L'opposizione ha dovuto accontentarsi degli intervalli, ma senza scatto ripetendo refrain ormai polverosi. La base del comunista Zjuganov nell'attesa della riscossa è invecchiata, si sta spegnendo anche anagraficamente. Sull'altro estremo, il nazionalista Zhirinovski è un demagogo pieno di rancore e revanscismo con un inquietante seguito di razzisti e antisemiti dichiarati, comprese le bandiere rosso-brune dei naziskin. Entrambi sembrano messi là per dare al tutto una parvenza di pluralismo che se misurato secondo gli standard occidentali continua a latitare. Burocrazia tentacolare, censura palese e occulta nonché contraddizioni interne hanno invece messo fuori uso la cosiddetta nuova dissidenza di orientamento europeista. Mihajil Kasjanov, ex primo ministro entrato in rotta di collisione con Putin, non è nemmeno riuscito a registrare il suo schieramento che comunque, secondo i sondaggisti, non avrebbe superato un misero 2 per cento. Lo stesso è accaduto al movimento del campione scacchista Kasparov e alla destra di Nemtsov. I dissidenti contavano sull'appoggio della crescente classe media che invece non ha voluto rischiare ritenendosi sufficientemente protetta dal centro conservatore dei putiniani. Arricchitevi pure ma non disturbate il manovratore, il che ha il sapore di un piatto post-sovietico aggiornato con salsa cinese. Dopo otto anni di "terapia del dr. Putin", la Russia non è più un gigante malato, sconfitto dalla storia. Il posto tra i paesi più industrializzati non è usurpato. Il Pil cresce oltre l'8 per cento, i 40 miliardi di debito estero ereditati dall'Urss sono stati onorati, l'industria si sta liberando dalla ruggine, petrolio e gas sembrano inesauribili, la scolarizzazione è buona e la ricerca scientifica sta risorgendo. Passeggiando per Mosca, una megalopoli in perenne "remont" ovvero ristrutturazione, il "flaneur" del post-sovietismo annota i veri cambiamenti, la trasformazione profonda che le statistiche non possono trasmettere. Sono cambiati i colori, più vivaci del depressivo grigio metallurgico. Sono cambiati gli odori dei luoghi chiusi, non più infestati da latrine intasate e ascelle in decomposizione. Le cameriere perfino sorridono e le strade sono piene di Mercedes in doppia fila. Insomma dopo il pauperismo gorbacioviano e gli anni del caos criminale di Eltsin il russo medio non avrà conquistato la democrazia, ma un po' di comfort certamente sì. L'appartamento di proprietà per molti non è più una chimera, né la dacia fuori porta e la vacanza all'estero. Il luogo del ritrovo non è più il dopolavoro, ma il magazzino dell'Ikea. Il programma di Medvedev si riduce in pochi punti: completare il "remont" economico, militare e morale del paese in modo che possa misurarsi alla pari con l'America "ovunque nel mondo" e presentarsi da "partner affidabile" all'Europa. Ma soprattutto ridistribuire meglio la ricchezza, attenuando le disparità sociali e le differenze di sviluppo sul territorio (il Pil delle regioni del Caucaso è di 30 volte inferiore a quello della municipalità di Mosca), contando anche sulla salvifica propensione dei russi alla pazienza e al sacrificio. Alla vigilia del voto girava ironica la domanda: dove sta la differenza tra Putin e il suo successore Medvedev? Risposta: cercatela alla Lubianka, la cavernosa sede del Kgb. Putin è cresciuto in quella scuola, il 42enne Medvedev no. Ecco la differenza. Ciò non vuol dire che i colleghi dei servizi segreti chiamati da Putin al Cremino dovranno fare fagotto. Tutt'altro. Non sarebbero veri kappagibisti se non si fossero garantiti un futuro di potere e di privilegi. Il loro uomo di punta Igor Secin, finora capo dell'onnipresente amministrazione presidenziale, è anche presidente della Rosneft, colosso statale del petrolio. Il suo sodale Viktor Ivanov, già ministro della difesa, è anche numero uno della Almaz, principale costruttore di sistemi missilistici dell'ultima generazione. I cosiddetti "siloviki", gli uomini della forza, o i falchi, non andranno in pensione sotto il nuovo zar. Manterranno la posizione nel punto strategico in cui si incontrano, e spesso si scontrano, grande politica e grandi affari, il cuore stesso del sistema. Garante Vladimir Putin che ha già provveduto ad arredare con le foto di famiglia la sua nuova scrivania, quella di primo ministro, passando dal ruolo di presidente a quello di amministratore delegato dell'enorme azienda chiamata Russia. Sergio Canciani.

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<Approvato il bonus triennale per chi assume> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Miceli sul decreto "milleproroghe" "Approvato il bonus triennale per chi assume" al.tar.) Organizzato dalla Cna - Costruzioni, il convegno "Costruzioni e manutenzioni - Artigiani e Pmi per un'economia integrata e un mercato libero e meno burocratico", si è rivelato un importante appuntamento, per numerosi imprenditori artigiani del settore. L'incontro è servito a mettere a fuoco le cause e i motivi della stagnazione sia del mercato privato che degli appalti pubblici. Alla contrazione del mercato privato si aggiunge anche, non tanto la riduzione della spesa per opere pubbliche, quanto la nuova tendenza ai mega appalti, forse più convenienti alle amministrazioni ma penalizzanti per le piccole e medie imprese. Inoltre è stato rilevato come molti Comuni siano sprovvisti dei piani urbanistici. A tutto ciò si aggiunge anche il peso di una burocrazia eccessiva. Basti pensare che, messi insieme, gli adempimenti in materia risultano essere più di 102. E la categoria è penalizzata, in un momento in cui c'è penuria di gare di appalto, da un'attestazione Soa che deve essere rinnovata ogni tre anni e dalle ultime normative in materia di Durc, che prevedono la sua sospensione in presenza di infrazioni, senza un criterio equo di bilanciamento - sostiene la Cna - tra l'infrazione stessa e la penalizzazione, poiché senza il Durc l'impresa non può lavorare. La categoria si sente assediata, è stato sostenuto nei numerosi interventi, da un'azione ispettiva che si svolge in un clima per niente costruttivo e di collaborazione. Le imprese artigiane del settore costruzioni e manutenzione hanno più volte affermato la loro totale adesione al fattore sicurezza, anche in considerazione del fatto che gli stessi imprenditori nel proprio cantiere vi lavorano. La Cna ritiene opportuno che vengano abbattuti i costi Inail, soprattutto in presenza di comportamenti virtuosi. Al convegno hanno preso parte, oltre ché Giuseppe Gianino e Pippo Gianninoto, rispettivamente presidente provinciale e segretario provinciale della Cna, anche Sebastiano La Terra e Bartolo Zappulla, presidente provinciale e segretario provinciale della Cna Costuzioni, il segretario regionale di Cna Costruzioni, Giacomo Cuccia e Giuliano Sciarri, segretario nazionale della stessa organizzazione.

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<Imprese assediate dalla burocrazia>Cna-Costruzioni (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Imprese assediate dalla burocrazia"Cna-Costruzioni. "Poche commesse private, meno appalti pubblici, in aumento le difficoltà" "Non sapevo di possedere un ecomostro" Egregio direttore, chi le scrive è il proprietario del ristorante Paradiso situato nel parco della Neapolis (cosiddetto "ecomostro"). Le scrivo in merito all'articolo apparso in data 28 febbraio scorso a pagina 38 relativo alla decisione, a mia insaputa, di abbattere il mio locale perché a suo dire, o chi per lei, è diventato un "ecomostro" (gettando nel panico me e la mia famiglia). A questo proposito voglio ricordare che questa costruzione esiste da oltre 200 anni e la veranda coperta da almeno 40 anni, regolarmente sanata dal sottoscritto al momento dell'acquisto. Per quanto riguarda la presenza di eco-mostri nella zona Neapolis ce ne sono tanti, ma il vero mostro è quella orribile costruzione in legno realizzata qualche anno fa dal Comune, con i soldi dei contribuenti, appena fuori dal parco che doveva servire a mettere ordine all'ingresso del parco, ma ad oggi è rimasta inutilizzata. Per concludere mi fa piacere informarla che insieme con la mia famiglia fino a oggi ho contribuito con il nostro lavoro di ristoratori e con la nostra professionalità all'accoglienza di centinaia di migliaia di turisti, ricevendo sempre pareri favorevoli per il lavoro svolto con massima serietà. Pinello De Luce Sviluppo ed elezioni, la posizione dell'Ugl Non è più tempo di farsi prendere in giro da proclami elettoralistici. Più che lo slogan Veltroniano del "si può fare" in Sicilia occorre imporre alle forze politiche che vinceranno le elezioni il "si deve fare". La nostra organizzazione sindacale chiede alle forze politiche ed ai singoli candidati che si pronuncino apertamente su alcune punti che riteniamo prioritari. Seguendo il dibattito elettorale nazionale, si vede come di Sud si parli poco. Proprio per ovviare a questa marginalità di fatto, occorre che i partiti in Sicilia scelgano candidati che abbiano delle grandi capacità non solo politiche ma soprattutto umane, professionali e manageriali, perché saranno loro a dover sostenere e portare avanti nelle sedi parlamentari le nostre istanze , in un contesto generale che si presenta sicuramente molto difficile e condurre tutte quelle battaglie per lo sviluppo della nostra isola non solo per "cento giorni" ma per tutta la legislatura. L'Ugl Sicilia ritiene che queste siano alcune delle priorità da attenzionare: adozione di una fiscalità di vantaggio (o , per meglio dire, di compensazione); politica delle infrastrutture e della mobilità, che non guardi solo alla nostra isola ma che sia vista in un'ottica del mercato di libero scambio mediterraneo; defiscalizzazione dei prodotti petroliferi, essendo la Sicilia la raffineria dell'Italia e per ovviare ai maggiori costi dovuti al trasporto che le nostre imprese sostengono per la marginalità geografica; politica a sostegno del reddito familiare. Inoltre, il Ponte sullo Stretto, un'opera strategica ed essenziale, pertanto non possiamo che accogliere con favore coloro i quali nei loro programmi si impegneranno a costruirlo. Altresì, proponiamo la creazione di un Distretto produttivo impiantistico. In Sicilia, a partire dal 1960, si è formata una grande area industriale che ha prodotto un consistente numero di lavoratori specializzati (tubisti, saldatori, montatori) spesso costretti ad emigrare. A un Nord ricco di commesse e povero di manodopera, si contrappone un Sud povero di commesse e ricco di manodopera qualificata. Ai candidati si chiedono delle misure per salvaguardare e promuovere la professionalità dei nostri lavoratori altamente qualificati e di incentivare il trasferimento delle commesse dal Nord al Sud, garantendo alle imprese settentrionali le condizioni per investire; in questo contesto è primaria la riforma delle Asi. Giovanni Condorelli Segretario generale Ugl Sicilia.

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CIA FORLI'-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA' DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 02-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(22:27) (2/3/2008 21:01) | CIA FORLI'-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA' DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO (Sesto Potere) - Cesena - 2 marzo 2008 -Ricerca di manodopera ed eccesso di burocrazia: un tema "caldo" per il mondo agricolo di Forlì-Cesena in vista della campagna estiva che si avvicina. Sarà proprio questo l'oggetto della tavola rotonda aperta al pubblico organizzata da CIA Forlì-Cesena venerdì 7 marzo alle 20,30 presso il centro congressi di Cesena Fiera, in via Dismano, 3845 a Pievesestina. All'incontro, intitolato "Legalità e qualità del lavoro nel mondo agricolo", parteciperanno il presidente di CIA Forlì-Cesena, Maurizio Solfrini, l'assessore regionale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni, il deputato Sandro Brandolini, l'assessore provinciale all'Agricoltura, Gianluca Bagnara, il responsabile della Direzione Provinciale del Lavoro di Forlì-Cesena, Danilo Dalmonte, e un dirigente del ministero delle Politiche Agricole e Forestali. "Di fronte alle pastoie burocratiche necessarie per dotarsi della forza lavoro necessaria spiega Solfrini - molte aziende sono in estrema difficoltà. E i problemi maggiori sorgono proprio rispetto alle colture che hanno fatto la fortuna di queste zone: le pesche, le fragole, le colture intensive in serra. Questa situazione può portare solo a un abbassamento degli standard e a uno svilimento dell'agricoltura di qualità. Per questo abbiamo pensato, a livello locale, di aprire un confronto pubblico con gli organi competenti, in modo da capire se esistono le condizioni per creare collaborazioni costruttive sulla base di un impegno comune". "È un momento di trasparenza ? conclude Solfrini ? da cui pensiamo debba emergere un'esigenza sentita da tutte le aziende agricole: quella di snellire gli adempimenti burocratici e di semplificare le procedure, pur nel massimo rispetto delle normative in vigore. Il rischio, viceversa, è che appaiano come privilegiati coloro che hanno scelto la via della non legalità. Per questo invitiamo tutti gli agricoltori a intervenire, portando la loro esperienza".

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