HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
top ARTICOLI DEL 2-3-2008TOP
Raffaele
Costa: Lavorare per diminuire le leggi
( da "Stampa,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
Raffaele Costa: "Lavorare per diminuire le leggi" "La burocrazia
che ha fatto seriamente ammalare l'Italia si combatte con la delegificazione e
il Popolo delle Libertà deve assumersi l'impegno di lavorare per diminuire il
numero di leggi attualmente in vigore".
Un
esempio da seguire per gli altri Comuni
( da "Gazzetta
di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma non è più
pensabile - aggiunge Beggi - che in Italia ci siano Comuni di 700-800 abitanti.
L'Unione dei Comuni è il modo per sveltire la burocrazia e semplificare lo
scenario, una scommessa che a Reggio stiamo raccogliendo, per rivedere e
ridisegnare la geografia della provincia e, soprattutto, la governance del
territorio".
Unione
dei Comuni, Casalgrande si allinea
( da "Gazzetta
di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
caricando di
altra burocrazia i cittadini e svuotando ulteriormente dei loro già scarsi
poteri i consigli comunali locali. A questo proposito, i fautori dell'Unione
dei Comuni ribattono affermando che questo non comporterà alcun aumento di
spesa per i cittadini, ma consentirà risparmi e maggior efficienza nei servizi
alla popolazione".
E'
TORNATO di attualità il discorso dei locali da ballo.
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per cui è
possibile aprire un locale da ballo senza morire dietro la burocrazia. Se uno
fa una scelta di questo genere, in una qualsiasi parte della zona industriale,
apriamo tutte le porte perché la flessibilità è massima. Noi non lo possiamo
fare, non possiamo aprire discoteche perché questo non è il nostro mestiere.
Tempi
infiniti per le pratiche Inail ma l'istituto si difende: Tutto ok
( da "Trentino"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nella giungla
della burocrazia, le pratiche dell'Inail sono come tante liane che ondeggiano
di qua e di là, con movimenti spesso irregolari. E tanti poveri lavoratori che
cercano d'afferrarle, magari senza il costume di Tarzan. Con pazienza.
L'accusa: sono scortesi, non danno informazioni, trattano le pratiche con
un'esasperante lentezza.
Per
gli addetti della Sanità" ( da "Stampa, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dice Zanchi:
"Sempre più spesso la burocrazia costringe gli infermieri nei reparti a
dedicare meno al malato per questo chiediamo che il personale dispensato (chi
non può fare determinati lavori per problemi di salute come il sollevamento di
carichi ndr) sia reimpiegato in questo senso".
Neonati
morti al Mandic: drammatica coincidenza L'ipotesi dei medici: Sindrome
neonatale ( da "Giorno, Il (Lecco)"
del 02-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la famiglia
deve quindi fare i conti con la fredda burocrazia. L'AUTOPSIA, eseguita venerdì
pomeriggio sulla salma del lattante dall'anatomopatologo dottor Giorgio Rossi,
non ha al momento chiarito i motivi del decesso. L'ipotesi più plausibile resta
però quella della cosiddetta morte in culla, o sindrome dell'improvvisa morte
neonatale.
Di
FABIO GAVELLI COMPRI una caciotta allo spaccio, ti volti e vedi la mucca ch
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
PURTROPPO LA
BUROCRAZIA, legata non solo alle certificazioni biologiche, ci complica il
lavoro". Un esempio: a Forlì ancora non si è trovato il luogo giusto per
piazzare il distributore di latte crudo, che riscuoterebbe sicura accoglienza
presso i consumatori;
Michele
comper <E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui
in Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il
discorso finisce s ( da "Adige, L'"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inizio è
stato duro - dice Cappelletti - ricordo una montagna di burocrazia, e molti che
prendevano sottogamba il Patto. In valle girava la battuta "dai che ti fai
il trattore nuovo", ma poi hanno cominciato a capire che era una cosa
seria: non c'erano solo i soldi, ma la possibilità di deroghe urbanistiche in
tempi umani.
In
crisi chinatown: gli affari calano del 30%
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
troppa
burocrazia e tasse pesanti". Lo conferma anche una mediatrice culturale
cinese, da anni residente a Trieste: "È da un po di tempo che è cominciata
questa corsa verso mercati più fiorenti - spiega -. I commercianti cinesi
preferiscono emigrare verso l'Ungheria, la Slovenia, la Croazia e la Grecia.
Nuovo
governo, certezze per l'economia ( da "Nuova Venezia, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ahimè la
burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a
Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello
da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La
Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.
NUOVO
GOVERNO, CERTEZZE PER L'ECONOMIA ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ahimè la
burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e oggi a
Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un modello
da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri. La
Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.
Ora
dimettersi dal lavoro diventa un'odissea
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ANNO Ora
dimettersi dal lavoro diventa un'odissea Denuncia dei consulenti "Un
inutile aggravio di costi e burocrazia" Volete cambiare lavoro?
Preparatevi, perché dimettersi non sarà così facile. I consulenti del lavoro di
Treviso lanciano l'allarme sull'eccesso di carico burocratico che sarà
necessario per dimettersi a partire dal prossimo 5 marzo.
Appuntamenti
( da "Mattino
di Padova, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Merito della
nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore:
segue i corsi di primo soccorso, quello anti-incendio, quello sulla prevenzione
degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. E poi c'è l'Asl con tutti
i regolamenti sull'igiene.
Burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pisa
BUROCRAZIA L'Agenzia delle Entrate ha rinviato al 30 aprile 2009 il termine per
l'invio dei questionari da parte dei gestori dei servizi pubblici ma non ha
fissato scadenze per i cittadini.
Dati
catastali, caos senza fine ( da "Tirreno, Il"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
italica
burocrazia dunque imperversa e per di più incombe con una sanzione che va da
"via
le clientele dalla regione" - massimo lorello
( da "Repubblica,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Prometto meno
burocrazia" "Una commissione di alto livello preparerà la riforma
degli uffici" La candidata di Pd e Sinistra apre la campagna nella Valle
dei templi "No al Ponte e agli inceneritori" La Borsellino plaude
"Analisi lucida e puntuale, ora parliamo della Sanità" "Lombardo
e l'ex governatore sono simboli dell'immobilismo" MASSIMO LORELLO DAL
NOSTRO INVIATO AGRIGENTO -
Spendibili
in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la concessione di prestiti d'on
( da "Unita,
L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
c) Contro la
burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono
solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta
la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche
addossate ai cittadini e alle imprese.
L'invito
del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia
capua ( da "Repubblica, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agevolare la
burocrazia (vedi il caso Rinascente che sta abbandonando Napoli), attivare gli
incentivi (il credito d'imposta) per l'occupazione e gli investimenti,
potenziare la rete dei servizi (asili nido e assistenza domiciliare per gli
anziani), sviluppo turistico, considerato fonte preziosa di lavoro.
Euroregione,
illy chiede di inserire il regolamento nella legge comunitaria
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nella
riunione gli esperti hanno anche approfondito il problema della misurazione dei
costi della burocrazia e hanno discusso della necessità di un approccio dal
basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese,
soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi
costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato Illy.
Recco,
scatta l'inchiesta penale - marco preve
( da "Repubblica,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Certo è
singolare che al burocrazia urbanistica suddivida queste volumetrie tra
progetti di riqualificazione e di presidio ambientale. L'idea originale era
quella di preservare l'ambiente con minimi interventi e consentire ai contadini
di costruire in funzione delle loro attività: oggi presidio e riqualificazione
sono pura edilizia residenziale.
Crostini
e vin santo, c'è walter - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
amici di chi rischia e intraprende", sospendere le risse tra partiti
"e dare una svolta", ridurre il programma "da
FEDERALISTI
A PAROLE ( da "Corriere del Veneto"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
forse la
funzione faceva un po paura con la burocrazia tecnica che i Comuni (specie i
più piccoli) si ritrovano; ma l'elenco delle opzioni dei Comuni del Veneto
lascia allibiti. Ecco il numero dei Comuni che hanno fatto richiesta: Vicenza
19 (ma non il capoluogo); Padova 10; Belluno 9 (ma non il capoluogo);
Turismo
e cultura, si può fare di più ( da "Nuova Ferrara, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una buona
amministrazione con minore burocrazia, maggiore trasparenza, più innovazione
tecnologica e con l'eliminazione degli sprechi di denaro pubblico, è quella che
noi a gran voce abbiamo ipotizzato nel nostro programma. Il recupero del
patrimonio artistico e storico, attraverso iniziative concrete, renderebbe un
utilità reale al territorio ed ai suoi abitanti.
Gli
ex pescatori chiedono un pezzo di Sacca
( da "Nuova
Ferrara, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sta di fatto
che la burocrazia si è messa ancora una volta di traverso, e l'ottenimento di
questa concessione, per questi 30 pescatori in pensione è diventata quasi una
montagna insormontabile. Intanto, domani la cooperativa "Giardino del
mare" si costituirà legalmente, ed avrà più forza contrattuale verso
Comune, Provincia e Regione.
Al
voto Al voto! ( da "Liberazione"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché mi
troverei a scontrarmi con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali
non sono abituato. Sono sincero: da alcune parti di questo Governo il Veneto ha
ottenuto tutto quello di cui aveva bisogno, quasi quanto dal Governo precedente
di Berlusconi. E cambiata una fase, il Veneto non deve dimostrare per contare
di avere qualcosa da Roma.
Avevamo
previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il riconoscimento
delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al governo
( da "Messaggero,
Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA LOTTA ALLA
BUROCRAZIA Avevamo previsto l'abolizione di certificati come l'abitabilità o il
riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare chiunque vada al
governo.
<Perché
quei 268 poliziotti non sono stati assunti?>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
hanno impedito che venissero assunti i vincitori di un concorso in Polizia
bandito nel 2002. "Dall'inizio del 2006, quando vennero chiamati i primi
80 aspiranti poliziotti dei 350 vincitori del concorso, dopo che avevano
esaurito il periodo di tre anni di ferma volontaria nell'esercito - dice
Villani - questi giovani sono in attesa di entrare nella scuola di
addestramento
ROMA
- Cinque valori-chiave. Cinque stelle polari per la proposta centrista di
governo. ( da "Messaggero, Il"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra questi la
generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia)
e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso.
La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte
naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare
considerazione per la nostra identità cristiana".
Quando
arriva dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che
( da "Tempo,
Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soprattutto i
giovani, vengono i brividi a sapere che c'è una cinica burocrazia, a Bruxelles
come a Roma, che da una parte sanziona l'Italia per la verità sull'olio e
dall'altro dà la pensione a Tony Negri o stacca un assegnone per garantire di
sentirsi in ogni momento un privilegiato. C'è qualcosa che non va?
Sul
Pcb gli agricoltori invocano chiarezza
( da "Brescia
Oggi" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
controlli, unità sindacale: tanti i temi affrontati dal presidente Francesco
Bettoni nel corso dell'assemblea di ieri, che ha vissuto anche un paio di
toccanti momenti con i riconoscimenti al lavoro svolto per l'Unione Provinciale
Agricoltori dagli ex-direttori Giovanni Trerotola ed Agostino Mantovani (oggi
presidente di Brescia Musei)
Ridurre
tasse e burocrazia ma aumentare i salari
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il futuro
visto dal sindacato Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i salari di Franco
Lorenzon * Anche ad un osservatore disattento non sarà certo sfuggita la
clamorosa differenza di contenuti e di toni, tra i dati del bollettino
trimestrale sull'occupazione della Provincia e le recenti dichiarazioni del presidente
di Unindustria Andrea Tomat.
Galan
ancora diviso fra Venezia e Roma La decisione è in un foglio nella giacca
( da "Gazzettino,
Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Penso che mi
troverei a disagio con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali
non sono abituato. Dopodiché - aggiunge - con Di Pietro mi troverei penso bene,
come mi sono trovato bene in questo periodo".Non altrettanto si può dire
per quei colleghi di partito che non sembrano riconoscere il ruolo del Veneto
sul fronte del federalismo.
Ridurre
le tasse, aumentare i salari ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia, ecc. Ripeto, tutte richieste legittime, ma non tali da mutare
sostanzialmente il quadro di riferimento dell'andamento del sistema produttivo
trevigiano e nazionale ed il giudizio che su esso se ne può dare.Se questo però
è il terreno su cui discutere, credo sia necessario mettere pesantemente sul
tavolo la "questione salariale"
<Villa
Papadopoli? Interessa ad un nuovo gruppo>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che sul
forfait di Lorenzet commenta: "La burocrazia ci fa perdere occasioni per
rivitalizzare la città. Ma anche al nuovo potenziale pretendente di villa
Papadopoli ho spiegato che per rendere appetibile l'investimento serve una
variante che ancora non c'è e per la quale sto sollecitando la Regione.
Matteoli
invoca una nuova cultura per l'ambiente. E Cacciari bacchetta i lidensi:
<Usano troppo l'auto> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La spaccatura
- si è sottolineato - oltre che nel territorio è nella burocrazia, nelle
procedure, nella disinformazione di certi "comitati" di cittadini. Il
politico può essere il più bravo, ha sottolineato Matteoli, ma non lo sarà mai
tanto quanto il burocrate e certi "comitati" che, nel loro esercizio,
finiscono con il bloccarlo.
Trattoria
chiusa dal '97: sfumano i rimborsi
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
STORIE DI
ORDINARIA BUROCRAZIA Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi Chies
d'Alpago(rg) Giovanni e Maria Zanon, a quella trattoria "da Nino" in
salita Castello, hanno dedicato la loro vita. Anni di intenso lavoro capace di
richiamare in paese una corposa e variegata clientela.
NUCLEARE
E FAMIGLIA, LA PROPOSTA CENTRISTA
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra questi la
generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia)
e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso.
La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte
naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare
considerazione per la nostra identità cristiana".
ELEZIONI
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
tentacolare, censura palese e occulta nonché contraddizioni interne hanno
invece messo fuori uso la cosiddetta nuova dissidenza di orientamento
europeista. Mihajil Kasjanov, ex primo ministro entrato in rotta di collisione
con Putin, non è nemmeno riuscito a registrare il suo schieramento che comunque,
<Approvato
il bonus triennale per chi assume>
( da "Sicilia,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A tutto ciò
si aggiunge anche il peso di una burocrazia eccessiva. Basti pensare che, messi
insieme, gli adempimenti in materia risultano essere più di 102. E la categoria
è penalizzata, in un momento in cui c'è penuria di gare di appalto, da
un'attestazione Soa che deve essere rinnovata ogni tre anni e dalle ultime
normative in materia di Durc,
<Imprese
assediate dalla burocrazia>Cna-Costruzioni
( da "Sicilia,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Imprese
assediate dalla burocrazia"Cna-Costruzioni. "Poche commesse private,
meno appalti pubblici, in aumento le difficoltà" "Non sapevo di
possedere un ecomostro" Egregio direttore, chi le scrive è il proprietario
del ristorante Paradiso situato nel parco della Neapolis (cosiddetto
"ecomostro").
CIA
FORLI'-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA' DEL LAVORO
NEL MONDO AGRICOLO ( da "Sestopotere.com"
del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
(22:27)
(2/3/2008 21:01) | CIA FORLI-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E
QUALITA DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO (Sesto Potere) - Cesena - 2 marzo 2008
-Ricerca di manodopera ed eccesso di burocrazia: un tema "caldo" per
il mondo agricolo di Forlì-Cesena in vista della campagna estiva che si
avvicina.
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Burocrazia
Raffaele Costa: "Lavorare per diminuire le leggi" "La burocrazia che ha fatto
seriamente ammalare l'Italia si combatte con la delegificazione e il Popolo
delle Libertà deve assumersi l'impegno di lavorare per diminuire il numero di
leggi attualmente in vigore". Raffaele Costa, presidente della Provincia di Cuneo,
torna all'attacco su un tema a lui caro ricordando che "gli atti
legislativi statali attualmente vigenti sono 21 mila, senza considerare le
leggi regionali ed europee". "L'intera raccolta - agginge Costa -
pesa 125 chili e contiene
( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il coordinatore
dell'Anci Cesare Beggi è soddisfatto "Un esempio da seguire per gli altri
Comuni" CASALGRANDE. Quella che sta per nascere nella zona ceramiche, è la
seconda Unione di Comuni in territorio reggiano, dopo quella dell'Alto
Appennino, che comprende Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. Ma il numero
delle Unioni, nel futuro prossimo, è destinato ad aumentare, seguendo quelle
che sono le suddivisioni create per i distretti sanitari: ne sorgerà una nella
Bassa (Guastalla), una per Correggio e Comuni limitrofi, quella della Val
d'Enza e quella dei Comuni della cosiddetta cintura di Reggio (Vezzano,
Albinea, Quattro Castella, Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto e Bagnolo).
"L'impostazione di autoriforma della Regione, anche alla luce della
Finanziaria 2007 - spiega Cesare Beggi, coordinatore provinciale dell'Anci -
privilegia le Unioni di Comuni, alle quali in futuro destinerà l'esclusività
dei trasferimenti delle risorse economiche. Per tale motivo, è in atto un
riassetto complessivo di istituzioni periferiche, che metteranno in discussione
tante situazioni di governance locale. E' un processo che, però, avrebbe avuto
bisogno di tempi più lunghi per poter essere condivisi". Gli obiettivi,
aggiunge Beggi, sono quelli "di avere una miglior qualità di servizi a
minor costo dei cittadini e di proporre servizi che i Comuni, da soli, non
riuscirebbero a espletare. E' chiaro che, come Anci e lega delle autonomie
locali, siamo decisamente favorevoli, al punto che è già stato siglato
l'accordo con la Regione. Siamo consapevoli che è su questa strada che dobbiamo
proseguire, anche se la cosa doveva essere studiata meglio, con tempi
diversi". "Ma non è più pensabile - aggiunge
Beggi - che in Italia ci siano Comuni di 700-800 abitanti. L'Unione dei Comuni
è il modo per sveltire la burocrazia e semplificare lo scenario, una scommessa che a Reggio stiamo
raccogliendo, per rivedere e ridisegnare la geografia della provincia e,
soprattutto, la governance del territorio".
( da "Gazzetta di Reggio" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Unione dei Comuni,
Casalgrande si "allinea" Al terzo tentativo il consiglio approva lo
statuto Via all'intesa con Scandiano, Rubiera e Castellarano CASALGRANDE.
Sprizza soddisfazione il sindaco Andrea Rossi: lo statuto dell'Unione dei
Comuni Tresinaro-Secchia - dopo la "bocciatura" della settimana
scorsa, quando non aveva ottenuto la maggioranza qualificata - è stato
approvato dal consiglio comunale di Casalgrande. Era l'ultimo scoglio da
superare per avviare la realizzazione della nuova istituzione voluta dai
sindaci di Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano, che ha trovato
l'appoggio nell'opposizione del Pdl di Rubiera e Scandiano, mentre contro di
essa si sono pronunciati a Castellarano e Casalgrande. Unica voce univocamente
contraria quella della Lega Nord che, in tutti e quattro i consigli comunali
svolti a Scandiano, Rubiera, Castellarano e Casalgrande, si è battuta contro la
realizzazione del nuovo organo istituzionale, chiedendo un referendum
consultivo tra i cittadini. Una situazione che ha anche acceso una polemica nei
confronti di alcuni esponenti del Pdl di Scandiano, che hanno appoggiato il
progetto. "L'adozione dello statuto dell'Unione dei Comuni - afferma il
sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi - certifica una situazione che è già in
atto da tempo nei quattro territori comunali. A Casalgrande sono state
necessarie tre votazioni per raggiungere l'obiettivo, cioè l'ottenimento della
maggioranza semplice, invece di quella qualificata, per la quale erano
necessari i voti dei due terzi dei consiglieri". "Contrariamente a
quanto qualcuno ha voluto far credere - aggiunge soddisfatto il primo cittadino
- si è confermata la solidità della maggioranza che sostiene la giunta.
Respingo le accuse di aver avuto sul tema un atteggiamento arrogante, piuttosto
ho sempre difeso l'importanza strategica di questa scelta, per gli effetti
positivi che avrà sul territorio del nostro distretto ceramico in termini di
ampliamento e miglioramento dei servizi per i cittadini, contestuale a un
significativo risparmio sui costi". Ma non è stata una passeggiata:
"Le critiche, espresse soprattutto dalla Lega Nord - spiega il sindaco -
erano relative al fatto che l'Unione dei Comuni, istituzione che si colloca
come intermedia tra la Provincia e il Comune, crea un nuovo centro di spesa, caricando di altra burocrazia i cittadini e svuotando ulteriormente dei loro già scarsi poteri
i consigli comunali locali. A questo proposito, i fautori dell'Unione dei
Comuni ribattono affermando che questo non comporterà alcun aumento di spesa
per i cittadini, ma consentirà risparmi e maggior efficienza nei servizi alla
popolazione". Un'altra critica che è stata rivolta all'Unione dei
Comuni è la mancata applicazione della democrazia elettiva, poiché i componenti
del nuovo organo istituzionale non saranno eletti dai cittadini ma dai consigli
comunali dei comuni dell'Unione, fatto questo che in presenza di variazioni
nelle attuali maggioranze potrebbe creare disfunzioni nel nuovo organo
provocando impasse decisionali.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Se n'è tornato a
parlare, sommessamente, ma con una certa forza, in occasione delle messe che
sono state fatte in ricordo dei ragazzi morti un anno fa. "In Romagna i
gestori tengono aperti i bagni anche d'inverno. Qui non succede nulla, non si
muove nulla, la città è spenta, tutti i week-end siamo costretti a restare
svegli perché si attendono i figli", hanno detto diversi genitori.
"Ma cosa aspetta il Comune ad attrezzare la spiaggia di Fosso Sejore con
bar-discoteca per fermare l'esodo?". Domanda da girare al sindaco Luca
Ceriscioli. "Molta gente parla senza sapere come stanno esattamente le
cose ? ribatte Ceriscioli ?. In quel tratto di spiaggia ci sono diversi ordini
di problemi. Il primo direi che è legato alla viabilità, la statale è
trafficata e quindi pericolosa; poi occorre aggiungere il fatto che non vi sono
parcheggi". Il secondo? "E' legato agli spazi e cioè al problema
della spiaggia libera. Lo scorso anno tra Pesaro e Fosso Sejore hanno aperto
quattro nuovi stabilimenti, altri tre ne sorgeranno quest'anno. Se i bagnini si
mettono d'accordo fra di loro organizzando tutte le sere una festa a rotazione,
si avrà la settimana piena. E credo proprio che questo quest'anno accadrà. Quindi
il problema di Fosso Sejore, in realtà è un falso problema". L'attenzione
si concentra su quell'area perché lungo viale Trieste,a mezzanotte, si spengono
le luci e tacciano le voci... "Ma questo non è assolutamente vero. Noi
come amministrazione abbiamo, già dallo scorso anno, allungato gli orari per
ascoltare musica portandoli dalla mezzanotte alle due. Fatto questo molto
importante perché, superato un certo orario, difficilmente si prende l'auto per
andare in Romagna. Fra l'altro ci siamo attivati, dando tutta la nostra
collaborazione, per organizzare il servizio di pullman e di taxi per quei
giovani che volessero raggiungere i locali di Riccione. E questo servizio ha
ottenuto un buon successo, viene utilizzato. Più di questo non possiamo fare
come amministrazione". Perché non nasce un locale da ballo in città?
"Una volta c'erano, oggi sono praticamente scomparsi. Evidentemente gli
imprenditori qui non credono in questo tipo di investimento". Una
questione di normative? "Assolutamente no. Perché in questo settore c'è
stata la massima liberalizzazione, per cui è possibile
aprire un locale da ballo senza morire dietro la burocrazia. Se uno fa una scelta di questo genere, in una qualsiasi parte
della zona industriale, apriamo tutte le porte perché la flessibilità è
massima. Noi non lo possiamo fare, non possiamo aprire discoteche perché questo
non è il nostro mestiere. Il problema è legato alle persone, agli
imprenditori, che hanno voglia di investire. Tornando al problema degli orari,
l'apertura del "Cantopirata" lungo viale Trieste, pur con tutte le
precauzioni, è stata prolungata fino alle quattro di notte". Perché questa
voglia di migrare, di superare la barriera delle Siligate? "Siamo stati
tutti quanti giovani. A miei tempi si andava una volta al 'Kaos' e quattro
volte in Romagna. E' sempre stato così. Forse perché superato le Siligate è
come essere in vacanza. Vai in un luogo di divertimento noto in tutto il mondo.
La gente per andare in Romagna prende l'aereo, a noi bastano venti o trenta
minuti di auto". m.g. - -->.
( da "Trentino" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tempi infiniti per
le pratiche Inail ma l'istituto si difende: "Tutto ok" PAOLO CAGNAN
TRENTO. Nella giungla della burocrazia, le pratiche dell'Inail sono come tante liane che ondeggiano di
qua e di là, con movimenti spesso irregolari. E tanti poveri lavoratori che
cercano d'afferrarle, magari senza il costume di Tarzan. Con pazienza.
L'accusa: sono scortesi, non danno informazioni, trattano le pratiche con
un'esasperante lentezza. E se li attacchi frontalmente, rischi pure il
boicottaggio, nel senso che la tua pratica finisce sotto a tutte le altre.
"Loro" sono quelli dell'Inail: una specie di corazzata Potemkin della
burocrazia statale. Simbolo dell'ancestrale protervia
del Palazzo verso i suoi sudditi. Ma è proprio così? La difesa è molto
agguerrita. Il direttore Michele Cataldo convoca un mini-staff per rispondere
(affabilmente) a tutte le contestazioni. E' la politica del sorriso, della
"customer satisfaction". Le imputazioni: macroscopici ritardi nella
trattazione delle pratiche e bassa propensione a fornire informazioni. Ad
aiutare gli infortunati sono quasi sempre i patronati dei sindacati e l'Anmil.
Se l'istituto risconosce, attraverso i suoi medici legali, una menomazione da
"postumi permanenti" compresa tra il 6 e il 16% eroga un indennizzo.
Di fatto, è la vecchia "una tantum": ti pago un tot, e la cosa
finisce lì. A meno che uno non ritenga sottostimata la sua invalidità, nel qual
caso fa ricorso. Se invece l'invalidità permanente supera il 16%, ecco che
scatta la rendita (non tassabile). E' una sorta di assegno mensile, il cui
ammontare è determinato da vari parametri e può aumentare se si riscontra il
cosiddetto "aggravamento". Dunque, se l'invalidità peggiora nel
tempo, l'assegno aumenta. Detto questo, c'è chi parla di cinque o sei mesi per
la trattazione di un ricorso, di tre o quattro mesi per la pratica
d'aggravamento, più tutta una serie di situazioni "sballate".
Esempio: una volta stabilita la percentuale d'invalidità, l'Inail spedisce a
casa dell'infortunato una lettera con cui, in perfetto burocratese, gli fa
sapere che entro 60 giorni può fare ricorso, citando in realtà un oscuro
articolo (il 104, ndr). Sessanta giorni da quando? Le lettere vengono spedite
direttamente da Roma "per non gravare sulle sedi periferiche", e non
sono raccomandate "perché costerebbe troppo". A volte, sono persino
senza data... L'Inail contesta i tempi e parla di 45-50 giorni per
"situazioni standard", in cui visite mediche ex novo e raccolta di
cartelle cliniche non complichino le cose. Sarà evidentemente "non standard"
la domanda di revisione che ci è stata recapitata: presentata il 17 aprile
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFRONTO Proposta
Cisl "Nuovo patto per gli addetti della Sanità" Stufi di promesse
spesso non mantenute, di rinvii e di proroghe la Cisl rilancia e chiede all'Asl
1 imperiese un patto per i lavoratori. La richiesta è stata formalizzata dal segretario
territoriale della Funziona Pubblica, Nico Zanchi. Dice il sindacalista:
"Vogliamo che l'azienda metta nero su bianco i suoi impegni nei confronti
dei lavoratori". Tra i punti salienti ci sono i passaggi di fascia
orizzontali un provvedimento che potrebbe interessare oltre 1000 addetti.
Secondo la Cisl, con i residui del bilancio 2006 e i fondi arrivati con il
nuovo contratto collettivo nazionale, sarebbe possibile uno scatto di anzianità
per tutto il personale che da sei anni è fermo allo stesso scalino. "Coi
fondi a disposizione chiederemo un passaggio di fascia anche per il personale
che ogni anno raggiunge i 20 anni di servizio" spiega Zanchi. Altri punti
della richiesta di intesa riguardano il pagamento degli straordinari "da
verificare che sia fatto per tutti i lavoratori" e la mobilità per il
personale amministrativo "attesa da tempo e mai attuata". Un'idea
riguarda l'impiego di personale amministrativo nei reparti. Dice Zanchi: "Sempre più spesso la burocrazia costringe gli infermieri nei reparti a dedicare meno al malato
per questo chiediamo che il personale dispensato (chi non può fare determinati
lavori per problemi di salute come il sollevamento di carichi ndr) sia
reimpiegato in questo senso". Infermieri che non possono più
sollevare i malati potranno dare così una mano ai colleghi liberandoli
dell'attività amministrativa del reparto. Tra le proposte della Cisl la
conversione a tempo pieno dei 150 operatori socio sanitari ora a tempo parziale
e la valorizzazione degli Ecm ovvero dei crediti professionali acquisiti coi
corsi di aggiornamento. \.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 02-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Como))
Argomenti: Burocrazia
Neonati morti al
Mandic: drammatica coincidenza L'ipotesi dei medici: "Sindrome
neonatale" di DANIELE DE SALVO ? MERATE ? GIACE ANCORA in un letto della
camera mortuaria dell'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate il corpicino di
Sad Ali Jatch, il piccolo di appena 72 giorni deceduto giovedì sera in Pronto
soccorso per cause tutte da accertare. I genitori, una coppia di giovani
immigrati del Togo domiciliati a Calco, non hanno ottenuto l'autorizzazione per
seppellirlo. Non avendo la residenza nel paese dove attualmente hanno trovato
ospitalità, non possono infatti chiedere alcun luogo dove poter dare degna
sepoltura al loro figlio. Occorrerà aspettare almeno sino a lunedì, ma forse ci
vorrà anche più tempo. Oltre allo strazio di una perdita tanto grave e improvvisa,
la famiglia deve quindi fare i conti con la fredda burocrazia. L'AUTOPSIA, eseguita venerdì
pomeriggio sulla salma del lattante dall'anatomopatologo dottor Giorgio Rossi,
non ha al momento chiarito i motivi del decesso. L'ipotesi più plausibile resta
però quella della cosiddetta morte in culla, o sindrome dell'improvvisa morte
neonatale. A far propendere per tale tesi, oltre all'improvviso tracollo
delle condizioni di salute del piccolo, anche il fatto che lo stesso pomeriggio
della prematura fine, il bimbo era stato sottoposto a una visita pediatrica di
controllo che non aveva evidenziato nulla di particolare. Nei prossimi giorni
comunque dovrebbero essere ultimati gli ulteriori accertamenti clinici di
laboratorio che forse daranno una risposta definitiva. RESTANO un mistero anche
le cause che hanno stroncato la vita di Stefano Vetri di Lomagna, di appena
venti giorni, il cui cuore ha cessato di battere mercoledì, solo 24 ore prima
di quello di Sad. Per lui dovrebbe tuttavia essersi trattato di polmonite
"ab ingestis", provocata dall'aspirazione di cibo e succhi digestivi,
o comunque di una infezione polmonare fulminante. Lo lascia presumere il fatto
che i genitori hanno avuto il tempo di accompagnare la creatura in Pronto
soccorso, sempre del nosocomio meratese, dove i medici ne hanno poi disposto il
trasferimento prima in Pediatria e da qui, portato a braccia per non perdere
secondi preziosi, subito in Rianimazione, dove purtroppo è spirato nel giro di
un paio d'ore. I DUE EVENTI non sono correlati, come non era collegato un altro
episodio di un neonato sempre di un paio di settimane deceduto a metà mese per
una grave malformazione cardiaca. Morti che hanno gettato nello sconforto il
persone clinico. "Rispetto ai tre casi di morte di bambini molto piccoli
che si sono verificati nel maratese nelle ultime settimane - ha tenuto a
sottolineare la dottoressa Patrizia Monti, direttrice del presidio - è
importante precisare che non hanno alcuna correlazione l'uno con l'altro perché
ascrivibili a differenti eziologie. Si tratta dunque di una drammatica
coincidenza che ha visto il massimo impegno dei medici dell'ospedale e del
servizio 118. Non siamo inoltre di fronte a patologie infettive diffusive tali
da rappresentare un pericolo per la popolazione". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FABIO GAVELLI
COMPRI una caciotta allo spaccio, ti volti e vedi la mucca che ha prodotto il
latte. Se alzi lo sguardo, si posa sui campi da dove proviene il fieno che
l'animale ha divorato. Qui, in località Massera di Predappio, podere Il Sasso,
si può veramente sapere cosa si mangia. Esempio di allevatori vendono
direttamente al consumatore, sostenitori del biologico già da una dozzina
d'anni, azienda familiare di produzioni tipiche: la famiglia Zanetti può a buon
titolo essere un simbolo dei nuovi rapporti che si fanno largo in campagna. Non
solo tenaci valorizzatori della tradizione alimentare ? raviggiolo e
squacquerone sono fra i loro prodotti più apprezzati ? ma anche innovatori: da
maggio 2007 hanno installato un distributore di latte crudo, appena munto e
conservato a 3 gradi, a Forlimpopoli, di fronte al supermercato Matteini. Un
successo fin da subito. Marco, ventenne figlio maggiore di Fiorenzo
(all'anagrafe Laurenzo) e Cristina, si alterna col padre a rifornire anche due
o tre volte al giorno il dispencer, che eroga anche
( da "Adige, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Michele comper
"E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in
Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il
discorso finisce sul problema dell'abbandono delle campagne michele comper
"E pensare che tutto è partito per caso: era l'autunno del '97, qui in
Comune stavamo chiacchierando con Giorgio Coletti dell'Unione Contadini; il
discorso finisce sul problema dell'abbandono delle campagne. C'era anche la
vicesindaco Norma Benoni. L'argomento ci ha coinvolti al punto che dopo poco
avevamo gettato le prime basi di quello che sarà il Patto territoriale della
valle di Gresta". Il racconto è di Alberto Cappelletti, referente e anima
riconosciuta del Patto grestano: è anche sindaco di Ronzo Chienis, e
soprattutto - lo sa bene chi lo conosce - uno che non sta mai fermo. Per
convincere la sua gente della bontà della grande scommessa che è il Patto, è
andato di casa in casa. Perché lui ci ha creduto, fino in fondo. D'altra parte
la val di Gresta è davvero una comunità: certe cose che "giù"
sembrano d'altri tempi, qui sono normali. È così che in due anni è pronto il
progetto: studio sociologico, interventi pubblici, strade, acquedotti e
impianti d'irrigazione, piazze e arredi urbani. I comuni coinvolti sono Ronzo
Chienis con l'intero territorio, Mori e Isera con una parte. La delibera
provinciale che dà l'OK è del maggio 2000; l'anno successivo il protocollo
d'intesa e la partenza del primo bando che si chiude nel marzo del 2002. Ne
segue un secondo nel giugno 2002 che si chiude nel dicembre dello stesso anno;
infine il terzo, aperto nell'ottobre 2003. Nel settembre 2004 la chiusura
definitiva del Patto grestano. Risultato: i privati vedono accolte 298 delle
314 domande presentate, gli investimenti sono qualcosa come 28 milioni e mezzo
di euro, finanziati dalla Pat con un contributo tra il 25 al 45 per cento
(quello della legge di settore aumentato del 5 per cento). I comuni mettono in
campo progetti per oltre 9 milioni di euro, finanziati all'80 e al 90 per
cento, e ricevono altri 7 milioni e mezzo. Tantissimi i progetti, tra cui il
nuovo centro di agriturismo collettivo alle Piazze (Ronzo), la sistemazione di
castel Corno e castel Gresta, il nuovo punto di aggregazione per giovani di
Ronzo e il Parco dei Sapori di Loppio (non ancora realizzato). E i privati?
Molti si comprano il trattore o altre attrezzature agricole, altri reimpiantano
il vigneto, costruiscono o ristrutturano un deposito attrezzi, ripristinano
muri a secco e realizzano un impianto irriguo, aprono agritur. E i consorzi di
miglioramento fondiario di Ronzo Chienis, di Nomesino, di Pannone, di Valle San
Felice e di Patone realizzano o ammodernano impianti irrigui e vasconi di
accumulo dell'acqua. Il famoso consorzio ortofrutticolo grestano ristruttura la
sede e acquista nuove attrezzature. Il Patto dà un'iniezione di vitalità e
riesce a fermare lo spopolamento delle campagne, ma oggi c'è nuovamente la
stasi: l'agricoltura di montagna non è cosa semplice. "L'inizio è stato duro - dice Cappelletti - ricordo una montagna di burocrazia, e molti che prendevano
sottogamba il Patto. In valle girava la battuta "dai che ti fai il
trattore nuovo", ma poi hanno cominciato a capire che era una cosa seria:
non c'erano solo i soldi, ma la possibilità di deroghe urbanistiche in tempi
umani. E soprattutto l'idea che qualcosa stava avvenendo; che se
decidevi di avviare un'attività o di ampliarti, di fare qualcosa che magari
avevi in testa da tempo, adesso c'era chi ti seguiva, chi ti sosteneva".
Quando qualcuno insinua che i Patti sarebbero anche un sistema clientelare di
consenso elettorale, Cappelletti s'offende: "Ma quale clientelare? I bandi
riflettono gli assi di sviluppo stabiliti in base alle peculiarità del nostro
territorio. La richiesta del privato, di qualsiasi privato, è accolta solo se
coerente con quanto programmato dal tavolo di concertazione. La verità e che
chi ha promosso il Patto territoriale, presidente Dellai in testa, ha avuto
un'intuizione geniale". 02/03/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fino a pochi anni fa
le "lanterne rosse" occupavano quasi tutti gli spazi a ridosso di
Ponterosso, adesso si abbassano le saracinesche Chi decide di rimanere
confessa: "Lo faccio per i figli ma girano sempre meno soldi" In
crisi Chinatown: gli affari calano del 30% Molti negozianti chiudono in Borgo
Teresiano e emigrano in Veneto o in Slovenia Tempi duri anche per il made in
China: nelle vie del Borgo Teresiano ogni settimana si abbassa una nuova
saracinesca. A Trieste i commercianti d'Oriente lamentano di aver chiuso l'anno
scorso in perdita di almeno il 30 per cento, e sono sempre di più coloro che
fanno le valigie e si spostano verso mercati più "promettenti": non
solo città italiane come Verona e Milano, ma anche Spagna, Francia ed Est
Europa, in primis Slovenia e Croazia. E coloro che rimangono dichiarano:
"Lo facciamo per i nostri figli, ma non riusciamo più ad andare
avanti". Il fuggi fuggi dei negozianti cinesi, iniziato già alcuni mesi
fa, sembra dunque subire un'accelerata. La conferma arriva non solo dai tanti
negozi chiusi tra le vie Machiavelli, Valdirivo e Filzi, ma anche dagli stessi
commercianti che restano in città e che stanno - in tanti - valutando un
eventuale trasloco. E anche dai referenti della comunità cinese a Trieste e
dalla nostra Camera di Commercio. La proprietaria di uno dei locali di via
Machiavelli su cui da giorni campeggia la scritta "Affittasi" ad
esempio spiega: "Prima a gestire il negozio erano dei cinesi, che se ne
sono andati in Francia. Mi hanno detto che lasciavano Trieste perchè qui non
c'è più lavoro, mentre nel resto d'Europa la situazione economica è meno
buia". Nel frattempo, coloro che non intendono lasciare il proprio
business in città, lamentano una crisi che non si vedeva da anni, aggravata dal
fatto che gli acquirenti sloveni, un tempo i più assidui frequentatori di
"Chinatown", si fanno vedere sempre di meno. La colpa? Un'economia
"stagnante, troppa burocrazia e tasse
pesanti". Lo conferma anche una mediatrice culturale cinese, da anni
residente a Trieste: "È da un po' di tempo che è cominciata questa corsa
verso mercati più fiorenti - spiega -. I commercianti cinesi preferiscono
emigrare verso l'Ungheria, la Slovenia, la Croazia e la Grecia. Quando i cinesi
sono arrivati a Trieste hanno risollevato il commercio, ma poi sono stati presi
di mira con controlli a tappeto, che non hanno di certo agevolato la loro
presenza in città. E quando ci si sente nel mirino si cambia aria. Inoltre -
aggiunge - Slovenia e Croazia offrono condizioni fiscali vantaggiose per chi apre
nuove attività commerciali". Anche il presidente della Camera di commercio
Antonio Paoletti conferma il trend: "I cinesi a Trieste non hanno più
mercato - spiega - e si spostano verso il Veneto o Lubiana. Forse è a causa
delle voci sull'arrivo delle catena internazionali che hanno messo gli occhi
sul Borgo Teresiano e loro sentono che per il tipo di attività che svolgono non
c'è più spazio. Oppure forse i triestini non sono più convinti della tipologia
e della qualità dei prodotti offerti". Ma secondo chi nei negozi lavora,
le cause della crisi sono ben diverse. E in tanti, a differenza di ciò che si
potrebbe pensare, hanno voglia di parlare, di raccontare la propria storia.
"Sto valutando se restare o meno - afferma ad esempio Jiemin Wen, del
negozio "Xin Jiakak" in via Ghega -. Ho amici che lavorano in Spagna,
dove l'economia sta marciando bene. Io sono in Italia da oltre 15 anni, a
Trieste da 8, e ho un figlio, va a scuola qui ed è ben integrato. È solo per
lui che non mi sono ancora trasferito. I miei incassi negli ultimi due anni
sono precipitati: ho perso circa il 30 %. Le tasse sono sempre più alte e si
vive in un clima di instabilità e incertezza che non fa bene all'economia. In
Spagna, inoltre, ci sono più regole, mentre qui è più semplice aprire negozi,
anche per chi non conosce nè la lingua nè le leggi italiane. E c'è troppa burocrazia: anche chi come me lavora onestamente, è in
regola e paga le tasse, subisce frequenti controlli e deve perdere tempo tra
carte e documenti. Per non parlare del permesso di soggiorno: la macchina
burocratica è ingarbugliata e lenta". "Tutto il commercio a Trieste è
in crisi - afferma un altro commerciante asiatico, di nome Wu, responsabile del
vicino negozio "China shop" -. Lo scorso anno abbiamo incassato
pochissimo, circa il 30 % in meno rispetto al 2006. La gente non ha soldi e
anche noi subiamo le conseguenze, come i colleghi italiani. Ho sentito che in
tanti si trasferiscono in altri Paesi europei, ma io per il momento rimango,
perchè ho paura che la situazione da altre parti non sia migliore". Un
giudizio simile lo esprime anche una ragazza (dal soprannome Giada) del negozio
"Hua Da". E anche il responsabile di un altro negozio di via Ghega,
che spiega che lui non ha intenzione di andarsene, perchè, dice "qui sto bene,
mio figlio va a scuola e io lavoro a Trieste da tanti anni. Questa è una zona
di passaggio, vicino ci sono la stazione ferroviaria e la Pam. Però le
difficoltà sono tante, ho perso oltre il 20 per cento dei mie incassi. Le tasse
sono troppo alte e la gente non ha soldi". Anche Tsu Jung Cheng
(conosciuto come Mirko) del ristorante "Cina Cina" in via Brunner (ex
vicepresidente dell'Associazione dei cinesi del Fvg, per anni referente della
comunità) conferma il periodo di forte crisi vissuto dai propri connazionali,
che a Trieste sono circa 1300, di cui 200 minorenni. "In città ci sono
stati molti controlli negli ultimi anni - spiega - che spesso hanno spaventato
i commercianti cinesi, creando un clima di ansia. È per questo che in tanti
hanno deciso di andare via e altri stanno valutando ora un trasloco. A questo
si aggiunge poi una forte crisi del commercio, che si sente più che altrove. I
miei connazionali si spostano in altri Paesi europei, oppure a Milano e in
Veneto. So che qualcuno è andato in Slovenia e in Croazia". Secondo Mirko,
spesso cambiano attività, aprendo ad esempio bar oppure dei ristoranti
giapponesi: "Quelli che restano lo fanno perchè si sentono integrati e
perchè i loro figli vivono bene in città e sono perfettamente inseriti nelle
scuole".
( da "Nuova Venezia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione NUOVO
GOVERNO, CERTEZZE PER L'ECONOMIA SEGUE DALLA PRIMA Evitare il panico, allora,
per una tempesta destinata a passare, seppure in mesi piuttosto che settimane,
e in un panorama economico in forte mutazione. Come risponde l'Italia, oggi
assorbita in un passaggio elettorale che sarebbe stato sensato spostare di un
anno? Siamo passati per una fase pesante di governo, in cui non si è saputo
operare incisivamente sulle riforme, in un Paese drammaticamente a debito di
modernizzazione. Pur concedendo che non sono mancati interventi positivi
sull'equilibrio finanziario dello Stato, anche attraverso un meritevole
recupero sull'evasione fiscale. Di ieri la conferma di un deficit sceso
all'1,9% del Pil. Ma dati che avevano un senso in autunno, non possono più
confortare le previsioni economiche di una primavera che si presenta tanto
difficile e complessa. In pochi mesi la ripresa ha subìto una brusca frenata,
le previsioni di crescita sono più che dimezzate e non ancora certamente
stabili. La pressione fiscale raggiunge limiti parossistici, e mi domando come potranno
a breve essere mantenute promesse di alleggerimento in una economia
improvvisamente tornata a raffreddarsi. In un quadro che vede sempre più
l'Italia come fanalino di coda tra i Paesi industrializzati. Con il più basso
andamento del Pil, in grave ritardo nella ricerca in un sistema scolastico
inadeguato, ultimi nella produttività, i più deboli nei processi di
internazionalizzazione e nettamente i meno ricettivi degli investimenti esteri.
E primati? Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e
oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un
modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri.
La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.
Non colpa di un governo solo (e men che meno di Prodi, nel caso), ma di tutto
un sistema che ha generato, in particolare negli ultimi due decenni, il totale
scollamento tra Paese reale e istituzioni, trascinandoci in un sentimento di
impotenza e di declino. Che dobbiamo tuttavia respingere. Ho letto e riposto
provvisoriamente nel cassetto i programmi della battaglia elettorale in corso.
Anche quello di Veltroni, verso il quale è nota la mia simpatia. Ne parleremo
tra qualche tempo, ma a maggio mi aspetto che il governo, quale che sia, si
misuri subito con una situazione radicalmente cambiata rispetto alla fase di
partenza, con urgenze e priorità che dovranno conquistare innanzitutto le
certezze del sistema produttivo, che ritengo solido e, nella sua prevalenza di
manifatturiero, il più indicato a potenzialità concrete. Tutto quello che
favorirà il rilancio rapido dell'economia, riportando la ripresa fuori dello
stagno dei decimali, costituirà la base per riguardare con speranza a un
processo di modernizzazione, che dovrà darsi precise e concrete priorità,
riportando fiducia e consenso tra governo e governati. Condizioni di sicurezza
per un programma di tranquillità economica e di innalzamento sociale in un
contesto di forti mutazioni, chiamati a confrontarci, all'interno, con un
fenomeno di invecchiamento (da combattere) e l'inevitabilità di un equilibrio
migratorio che non alteri i valori della nostra cultura. All'esterno, in un
panorama internazionale in profonda trasformazione, che imporrà ai paesi maturi
indirizzi fortemente innovativi dominati dalla "conoscenza". L'Italia
in queste prospettive deve ritrovare con determinazione un proprio ruolo,
uscendo dall'impressione di abbandono. Ma il tutto passerà dalla capacità di
uscire dallo stato di abulia che sembra avvilupparci, respingendo la tentazione
al pessimismo che pure i fatti potrebbero giustificare. Ricordate Kennedy?
"It's the economy, stupid". E' l'economia, sciocco! Non deve essere
l'aspirazione più importante nel nostro futuro, ma certamente indispensabile. E
in questa fase, resta la prima preoccupazione. Solo dopo potremo sognare. Mario
Carraro.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA Ma
il presidente della Fed lancia comunque previsioni di nuovi fallimenti bancari
e pochi indici dagli Usa ci liberano dall'idea di recessione del Paese: la
fiducia è a terra. Solo Bush lancia ancora messaggi di ottimismo, destinati ad
alimentare la satira più che convincere gli americani, ormai al disincanto.
Mentre il dollaro sfonda la resistenza di 1,50 per euro e il petrolio valica in
scioltezza l'asticella dei 100 dollari al barile. Le Borse, ahimè, replicano,
con ancora un venerdì nerissimo a Wall Street. Gelo economico, titola il
"New York Times". Brividi lambiscono l'Europa, che ovviamente ne teme
le conseguenze, pur contando su fondamentali decisamente più forti e
sull'espansione commerciale in aree nuove, Cina e India in testa, ma anche
Russia, Medio Oriente, Brasile, le cui economie sembrano tenere. Evitare il
panico, allora, per una tempesta destinata a passare, seppure in mesi piuttosto
che settimane, e in un panorama economico in forte mutazione. Come risponde
l'Italia, oggi assorbita in un passaggio elettorale che sarebbe stato sensato
spostare di un anno? Siamo passati per una fase pesante di governo, in cui non
si è saputo operare incisivamente sulle riforme, in un Paese drammaticamente a
debito di modernizzazione. Pur concedendo che non sono mancati interventi
positivi sull'equilibrio finanziario dello Stato, anche attraverso un
meritevole recupero sull'evasione fiscale. Di ieri la conferma di un deficit
sceso all'1,9% del Pil. Ma dati che avevano un senso in autunno, non possono
più confortare le previsioni economiche di una primavera che si presenta tanto
difficile e complessa. In pochi mesi la ripresa ha subìto una brusca frenata,
le previsioni di crescita sono più che dimezzate e non ancora certamente
stabili. La pressione fiscale raggiunge limiti parossistici, e mi domando come
potranno a breve essere mantenute promesse di alleggerimento in una economia
improvvisamente tornata a raffreddarsi. In un quadro che vede sempre più
l'Italia come fanalino di coda tra i Paesi industrializzati. Con il più basso
andamento del Pil, in grave ritardo nella ricerca in un sistema scolastico
inadeguato, ultimi nella produttività, i più deboli nei processi di internazionalizzazione
e nettamente i meno ricettivi degli investimenti esteri. E primati? Ahimè la burocrazia più tortuosa e soffocante, i costi della politica più alti e
oggi a Napoli la vergogna dei rifiuti. In solo pochi tratti il profilo di un
modello da scongiurare, come ormai unanimi suggeriscono gli osservatori esteri.
La Spagna può permettersi di snobbarci, superandoci nel Pil pro capite.
Non colpa di un governo solo (e men che meno di Prodi, nel caso), ma di tutto
un sistema che ha generato, in particolare negli ultimi due decenni, il totale
scollamento tra Paese reale e istituzioni, trascinandoci in un sentimento di
impotenza e di declino. Che dobbiamo tuttavia respingere. Ho letto e riposto
provvisoriamente nel cassetto i programmi della battaglia elettorale in corso.
Anche quello di Veltroni, verso il quale è nota la mia simpatia. Ne parleremo
tra qualche tempo, ma a maggio mi aspetto che il governo, quale che sia, si
misuri subito con una situazione radicalmente cambiata rispetto alla fase di
partenza, con urgenze e priorità che dovranno conquistare innanzitutto le
certezze del sistema produttivo, che ritengo solido e, nella sua prevalenza di
manifatturiero, il più indicato a potenzialità concrete. Tutto quello che
favorirà il rilancio rapido dell'economia, riportando la ripresa fuori dello
stagno dei decimali, costituirà la base per riguardare con speranza a un
processo di modernizzazione, che dovrà darsi precise e concrete priorità,
riportando fiducia e consenso tra governo e governati. Condizioni di sicurezza
per un programma di tranquillità economica e di innalzamento sociale in un
contesto di forti mutazioni, chiamati a confrontarci, all'interno, con un
fenomeno di invecchiamento (da combattere) e l'inevitabilità di un equilibrio
migratorio che non alteri i valori della nostra cultura. All'esterno, in un
panorama internazionale in profonda trasformazione, che imporrà ai paesi maturi
indirizzi fortemente innovativi dominati dalla "conoscenza". L'Italia
in queste prospettive deve ritrovare con determinazione un proprio ruolo,
uscendo dall'impressione di abbandono. Ma il tutto passerà dalla capacità di
uscire dallo stato di abulia che sembra avvilupparci, respingendo la tentazione
al pessimismo che pure i fatti potrebbero giustificare. Ricordate Kennedy? "It's
the economy, stupid". E' l'economia, sciocco! Non deve essere
l'aspirazione più importante nel nostro futuro, ma certamente indispensabile. E
in questa fase, resta la prima preoccupazione. Solo dopo potremo sognare. Mario
Carraro.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIGUARDA 60 MILA
TREVIGIANI L'ANNO Ora dimettersi dal lavoro diventa
un'odissea Denuncia dei consulenti "Un inutile aggravio di costi e burocrazia" Volete cambiare lavoro?
Preparatevi, perché dimettersi non sarà così facile. I consulenti del lavoro di
Treviso lanciano l'allarme sull'eccesso di carico burocratico che sarà
necessario per dimettersi a partire dal prossimo 5 marzo. Un nuovo
procedimento che l'Ancl (sindacato dei consulenti) definisce "inutile e
strumento di ulteriore incremento del livello di burocratizzazione". E non
si tratta di un aspetto marginale, ma di una pratica - quella delle dimissioni
volontarie, appunto - che ogni anno tocca circa 60 mila lavoratori in tutta la
provincia di Treviso. Da mercoledì prossimo il lavoratore che intende
"licenziarsi" dovrà farlo utilizzando un particolare modulo che sarà
messo a disposizione dal ministero del Lavoro. Soltanto utilizzando tali moduli
le dimissioni avranno efficacia. Secondo quanto stabilito dalla legge 188/2007
sono tenuti a utilizzare gli specifici moduli tutti i lavoratori con contratto
di lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, di
collaborazione occasionale, di associazione in partecipazione con apporto di
lavoro ed i soci di cooperative. Il modulo sarà reperibile sul sito del
ministero del lavoro www.lavoro.gov.it, ma il lavoratore sarà obbligato per la
compilazione dello stesso a rivolgersi presso una delle sedi abilitate a
prestare assistenza: queste sono le direzioni provinciali del lavoro, gli
uffici comunali e i centri per l'impiego. Una volta compilato e trasmesso al
ministero, il modulo va stampato e consegnato al datore di lavoro, il quale
dovrà procedere alla comunicazione della cessazione entro cinque giorni dalla
consegna del modulo. Sul modulo dovranno essere apposte diverse informazioni
relative al rapporto di lavoro ed alla cessazione dello stesso; potrebbero
sorgere dei problemi se alcuni dati indicati dal lavoratore non sono corretti.
Esistono inoltre diversi problemi operativi che chiedono dei chiarimenti.
"Si tratta - dice Cesare Artico, presidente dell'Ancl di Treviso -
dell'ennesimo provvedimento i cui effetti saranno solo quelli di ampliare
ulteriormente il livello di burocrazia a carico delle
aziende, dei professionisti e, questa volta, anche dei lavoratori".
(f.p.).
( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte
APPUNTAMENTI GIORNALISTA-PIZZAIOLO. Alla Libreria Mondadori in piazza
Insurrezione, 3 oggi alle 17.30 (ingresso libero) Luigi Furini (in foto)
presenta "Volevo solo vendere la pizza" (Garzanti Libri). Dove è più
facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa
semplicità. Nella classifica della Banca Mondiale, l'Italia è all'82º posto,
dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore: segue i corsi di
primo soccorso, quello anti-incendio, quello sulla prevenzione degli infortuni.
Frequenta commercialisti e avvocati. E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti
sull'igiene. Compra centinaia di marche da bollo, compila un'infinità di
bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre
l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a
dover fare i conti con i cosiddetti "lavoratori" e con i sindacati.
Dopo due anni infernali, chiuderà bottega. L'ANIMA DEL VINO. Oggi alle 11 alla
libreria Feltrinelli di via San Francesco 7 presentazione del libro di Massimo
Donà "L'anima del vino" (ed. Bompiani). Massimo Donà propone nuove
frizzanti divagazioni sul segreto della vite; perché il vino è l'alimento
inesauribile della riflessione filosofica. CONCERTI QUARESIMALI. Oggi
riprenderanno i concerti nella chiesa di S. Antonio Abate, al collegio
universitario Don Nicola Mazza, in via Savonarola
( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa
BUROCRAZIA L'Agenzia delle Entrate ha rinviato al 30 aprile 2009 il termine per
l'invio dei questionari da parte dei gestori dei servizi pubblici ma non ha
fissato scadenze per i cittadini.
( da "Tirreno, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Carlo Venturini
Dati catastali, caos senza fine Dopo Acque anche Enel e Toscana Energia li
chiedono ma nessuno sa entro quando gli utenti devono fornirli PISA. Quanta
confusione per quei dati catastali. Mancano le date certe per l'invio da parte
dei cittadini e manca l'indicazione se spedire tutto per raccomandata o posta ordinaria.
Di certo c'è solo la sanzione che sfiora i duemila euro. E a rimetterci sono i
cittadini che stanno per ricevere oltre trecentomila fatture scaglionate,
questa volta da Enel e Toscana Energia Clienti. Curiosa è l'informazione
ricevuta da un nostro lettore alla domanda sui termini per la compilazione del
questionario. La risposta di Toscana Energia è stata: "...quando vuole
lei". Anche l'agenzia delle entrate di Pisa dichiara che in realtà
l'ufficio territoriale non è competente e che tutto proviene dall'ufficio
centrale romano. Fatto sta che l'ultima comunicazione nota e ufficiale da parte
di Roma dice che i gestori dei servizi pubblici hanno tempo fino al 30 aprile
2009 per l'invio dei dati catastali e non più il 30 aprile 2008. Peccato che
questo riguardi le società che gestiscono il servizio pubblico, ovvero Enel,
Toscana Energia e Acque mentre nulla si dice su quando il cittadino deve
consegnare questi dati rompicapo. La motivazione della proroga è infatti
prettamente aziendale e cioè: "...per le difficoltà riscontrate dalle
imprese erogatrici di forniture di acqua, gas, elettricità, soprattutto per
quei contratti di fornitura tacitamente rinnovati". Da ciò si deduce che
anche i cittadini avranno più tempo per la compilazione ma non si sa di preciso
quanto. L'italica burocrazia dunque imperversa e per di più incombe con una sanzione che va
da
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo
"Via le clientele dalla Regione" La Finocchiaro chiama le imprese:
"Prometto meno burocrazia" "Una commissione di alto livello preparerà la riforma
degli uffici" La candidata di Pd e Sinistra apre la campagna nella Valle
dei templi "No al Ponte e agli inceneritori" La Borsellino plaude
"Analisi lucida e puntuale, ora parliamo della Sanità" "Lombardo
e l'ex governatore sono simboli dell'immobilismo" MASSIMO LORELLO DAL
NOSTRO INVIATO AGRIGENTO - La nuvola fantozziana che dalla mattina non
ne voleva sapere di allontanarsi dalla Valle dei templi, se n'è andata giusto
qualche minuto prima che Anna Finocchiaro iniziasse il suo discorso ai
siciliani. La campagna elettorale della senatrice che vuole portare il
centrosinistra a governare la Sicilia è cominciata con un appello a quei
moderati che finora si sono fidati solo del centrodestra. In piedi su un
palchetto allestito all'hotel Villa Athena che le consente di avere sullo
sfondo il tempio della Concordia, Anna Finocchiaro si rivolge subito agli
imprenditori e ai professionisti: "Se vinciamo le elezioni vi prometto,
mai più ritardi della burocrazia. Non sarete più
costretti a restare seduti per giorni negli uffici regionali in attesa di
sapere come, quando o addirittura se mai la pratica che vi riguarda sarà
portata a compimento". Se verrà eletta, "entro sei mesi"
l'aspirante governatrice istituirà una commissione "di alto livello"
incaricata di preparare "un piano strategico per rendere efficienti"
gli uffici della Regione. Nell'Isola nuova che ha in mente "la qualità e
l'eccellenza dovranno diventare simbolo di riconoscibilità del "Made in
Sicily"". Ma la precondizione di tutto questo, precisa, "è la
legalità" perché "non si può competere in un mercato segnato dalla
presenza della criminalità. è necessario - aggiunge - premiare le aziende che
si comportano secondo le regole prevedendo una certificazione di qualità per le
imprese che non pagano il pizzo e che non si avvalgono di capitali a
partecipazione mafiosa". Cita Colapesce, Anna Finocchiaro, per parlare
dell'immobilismo dal quale "tutti noi siciliani dobbiamo venire
fuori". E torna ad appellarsi alla platea che trabocca di dirigenti di
partito, militanti e cittadini. "Uscire dall'immobilismo", secondo Anna
Finocchiaro, significa dire basta "a Cuffaro, al quale è seguito Cuffaro e
adesso Lombardo". Dei precedenti governi regionali di centrodestra boccia,
com'era prevedibile, praticamente tutti gli atti principali. Comincia dalla
gestione dell'emergenza idrica: "Sei anni fa - racconta - Totò Cuffaro
sosteneva che bisognava fare due dighe. Io invece proponevo di investire subito
sulla rete idrica per evitare un tragico spreco. Vinse le elezioni e divenne
commissario straordinario: ebbene, le dighe sono ancora incompiute e voi qui
morite di sete". Stesso discorso per l'emergenza rifiuti: la senatrice
attacca Cuffaro per aver programmato i quattro mega inceneritori ("Noi non
li faremo") e "neutralizzato" i progetti per portare la raccolta
differenziata al 50 per cento. Raccolta che oggi è ferma al 6 per cento:
"Fa peggio solo il Molise". Al ponte sullo Stretto, invece, ribadisce
di preferire altre infrastrutture come porti e ferrovie, anche in
considerazione dei "morti sulle strade: in Sicilia sono fra i più numerosi
d'Italia". "Diciamo basta - afferma l'aspirante governatrice - a chi
ha fatto un uso clientelare del denaro per scopi elettorali. Dobbiamo uscire
dal pre-moderno: in Sicilia non viene premiato il merito, ma, credetemi, non
vengono neanche riconosciuti i bisogni più elementari. Come quelli dei bambini
che nell'Isola sono fra i più poveri d'Italia". In prima fila ascoltano il
discorso ai siciliani anche le due figlie di Anna Finocchiaro che, sul finire,
si fa meno leader di partito per intestarsi una promessa diversa da tutte le
altre: "Voglio prendermi cura di questa terra come farebbe una madre. E
accanto a me spero di avere le tanti madri della Sicilia. Ed è per questo che
mi sono candidata, con al mio fianco Rita Borsellino. Ma c'è un punto di partenza
necessario: bisogna crederci. Credeteci. Io credo che sia un sogno
possibile". E Rita Borsellino applaude e promuove il discorso ai
siciliani: "Analisi lucida e puntuale - commenta - Altri argomenti come la
sanità verranno approfonditi successivamente". Massimo Fundarò, segretario
nazionale dei Verdi (unico dirigente della Sinistra arcobaleno presente ad
Agrigento) approva pure lui e però poi precisa: "Ma il programma sulle
fonti energetiche alternative lo presenteremo noi". Anche per questo,
martedì Anna Finocchiaro incontrerà a Palermo tutti i partiti del
centrosinistra, per il suo discorso - non meno importante - alla coalizione.
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del spendibili in qualsiasi università. Sviluppare sistemi per la
concessione di prestiti d'onore, la cui restituzione potrebbe essere collegata
ai redditi conseguiti dopo la conclusione degli studi. Indirizzare il ruolo
delle fondazioni bancarie verso la formazione di capitale umano, con borse di
studio e investimenti a favore delle strutture. f. Potenziamento della rete di
Politecnici, che funzioni da dorsale tecnologica del Paese. g. Progettazione e
realizzazione di una grande università telematica pubblica. h. ERASMUS
effettivamente accessibili a tutti gli studenti universitari italiani,
sostenendo con adeguate borse di studio coloro che provengono da famiglie non
abbienti. 2. Favorire la ricerca non finalizzata, con l'obiettivo di: a. creare
una nuova leva di giovani ricercatori; b. investire su questi ricercatori come
risorsa per modernizzare il funzionamento delle istituzioni di ricerca; c.
investire nella creazione di quell'"eccesso di capacità" che è
precondizione di ogni ricerca finalizzata. Per il conseguimento di questo secondo
obiettivo, serve un programma, gestito da un'agenzia indipendente, per
selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e
stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca
per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato
budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro
nel decennio). Non si dovrebbero porre altre condizioni, se non la qualità
scientifica dei proponenti e l'accettazione di regole di valutazione di tale
qualità nel corso dell'attività. g) Cultura: il più importante investimento Il
PD è nato sotto la spinta di una concezione vitale e non burocratica della
cultura, ispiratrice di una visione alta del vivere e rivelatrice di bisogni
spirituali non ancora palesati. La sua espressione concreta nella scienza,
nelle arti e nel rispetto dei beni testamentari del nostro glorioso passato, è
al centro degli interessi e della politica del PD. Le giovani generazioni
saranno messe in grado di concepire la cultura come il più importante
investimento. Ci impegnamo a riformare l'intero sistema culturale, rendendolo
più produttivo e favorendo lo sviluppo di ogni suo segmento: 1. Convergenti
politiche dal lato dell'offerta e della domanda di ricerca, puntando sulla
modernizzazione di grandi servizi pubblici (infomobilità, energia sostenibile,
beni culturali, aerospazio, e-government, infrastrutture): una frazione della
domanda pubblica sempre impegnata attraverso contratti con Università o Enti di
Ricerca. Realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di nuove
opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio
nazionale. 2. Crediti d'imposta automatici (vedi 8b) per le imprese che
assumono "scienziati" per attività di progettazione e ricerca e
progetto di venture capital promosso da Cassa Depositi e Prestiti nel settore
dell'innovazione: robotica, social network, meccatronica, biotech. 3.
Accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle organizzazioni
culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare gli effetti dei
finanziamenti pubblici nel settore(15). 4. Istituire il Centro nazionale per il
cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il sistema pubblico
di sostegno e promozione dell'intero settore, passando dall'attuale
frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione unitaria. A ciò
concorre l'istituzione del nuovo Fondo di finanziamento per il cinema e
l'audiovisivo (vedi Azione n. 12/4). 8 IMPRESE PIÙ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO
a) Nuove regole, per andare oltre il capitalismo "relazionale"
Proponiamo cinque iniziative, da attuare in parallelo e non in sequenza(16). 1.
Una prima iniziativa normativa è volta ad applicare parti della cosiddetta
Legge Amato (1990) ai settori industriali e dei servizi non finanziari. In
particolare, essa dovrebbe offrire incentivi a: a. le imprese industriali di
piccole e medie dimensioni che attuano processi di concentrazione e/o
costruiscono efficaci reti integrate di imprese nei mercati internazionali; b.
le stesse imprese che 'aprono' la propria struttura proprietaria 'chiusa' e -
se richiesto dalla complessità della nuova dimensione organizzativa - si dotano
di manager indipendenti dal proprietario-imprenditore-capo famiglia e - in generale
- di forme evolute di corporate governance; c. le attività di servizio che,
potendo sfruttare economie di scala e di scopo, si aggregano e assumono una più
complessa forma societaria e organizzativa. 2. Una seconda iniziativa normativa
riguarda qualche modifica da apportare alla Legge del 2001 sul nuovo diritto
societario. In particolare, si tratterebbe di incentivare a quotarsi in mercati
regolamentati le società per azioni non quotate ma con caratteristiche da
quotate, riducendo i divari fra i requisiti richiesti alle Spa quotate e quelli
richiesti alle Spa 'aperte' non quotate; alleggerire la regolamentazione delle
Spa 'chiuse' e, come tali, non quotate. 3. Una terza, l'approvazione di una
disciplina dei rapporti con parti collegate più rispettosa dei diritti e degli
interessi delle minoranze; in modo tale da ridurre i cosiddetti "benefici
privati del controllo", e, per questa via, accrescere l'effettiva
contendibilità delle imprese. 4. Una quarta iniziativa normativa e di policy
riguarda l'esigenza di erodere gli ampi spazi di rendita, che si annidano nella
maggior parte dei servizi non finanziari, mediante processi di
liberalizzazione. 5. Infine i conflitti di interesse vanno rimossi nella nuova
logica dell'intervento pubblico: li elimina uno stato che fa meno gestione
diretta, concentrandosi su leggi antitrust. b) Basta col fondo perduto: tutto
per la ricerca e l'innovazione Le politiche per il rilancio della competitività
delle imprese(17) dovranno puntare sulla ricerca e l'innovazione, confermando le
scelte strategiche impostate dal Programma Industria 2015. Progressiva
riduzione dei sistemi tradizionali di incentivazione alle imprese, spostando le
risorse pubbliche verso strumenti largamente automatici, che garantiscano
riduzione dei costi amministrativi di gestione e un quadro di certezze e
stabilità nel tempo per chi investe. Rendere strutturale il credito d'imposta
su ricerca e sviluppo, che rappresenta uno strumento molto potente per le PMI,
e può favorire una riqualificazione del rapporto tra imprese e università. Sul
lato delle nuove frontiere tecnologiche, in particolare nei settori legati a
sviluppo sostenibile, salute e benessere, creare le condizioni per lo sviluppo
di nuove filiere produttive ad elevato contenuto innovativo, agendo sia sul versante
della riqualificazione della domanda pubblica, sia sul versante del sostegno a
progetti di innovazione realizzati dal sistema delle imprese. Per le PMI,
sostenere processi di collaborazione industriale per la realizzazione di reti
di imprese in grado, da un lato, di valorizzare lo straordinario patrimonio di
vitalità imprenditoriale del nostro paese e dall'altro di affrontare i
necessari processi di innovazione tecnologica ed internazionalizzazione
produttiva. c) Contro la burocrazia: semplificare la vita a cittadini e imprese 1. Le tasse non sono
solo quelle che si definiscono tali. Alla pressione fiscale andrebbe aggiunta
la pressione burocratica, cioè il peso (monetario) delle procedure burocratiche
addossate ai cittadini e alle imprese. La responsabilità della pressione
burocratica è in larghissima misura del Parlamento che legifera senza vincoli
sotto questo profilo. La proposta: in tutti i casi in cui il Parlamento intenda
introdurre una nuova procedura, deve obbligatoriamente procedere a valutarne il
costo monetario per cittadini ed imprese e deve obbligatoriamente procedere ad
attribuire a cittadini ed imprese un credito d'imposta pari al 50% di quel
costo. Il Parlamento smetterebbe di legiferare "gratis" in questo
campo. 2. Divieto - a far data dal 1° gennaio 2009 - per le Pubbliche
Amministrazioni di richiedere ai cittadini ed alle imprese documenti e
certificati compilati e/o emessi dalle stesse P.A. in senso lato(18). Obbligo,
per le amministrazioni dello Stato di mettere on line i documenti ed i
certificati che potrebbero essere richiesti da altre amministrazioni.
Commissariamento per le amministrazioni che non lo avessero fatto entro la data
prevista. 3. Il debito non è quello che si definisce tale. Infatti, al debito
ufficiale bisognerebbe aggiungere i rimborsi fiscali (Iva, Ire ed Ires) che a
volte risalgono a 10 anni fa, nonché le somme dovute dalle pubbliche
amministrazioni (in particolare dalle Aziende sanitarie alle imprese).
Realizziamo un'emissione straordinaria di titoli per coprire il pregresso e
stabiliamo per legge che oltre i sei (da ridurre, nel medio periodo, a tre)
mesi di ritardo della amministrazione fiscale e delle pubbliche amministrazioni
si faccia luogo alle stesse procedure che queste amministrazioni usano nei
confronti dei cittadini. Sarà una buona base per sciogliere un secondo,
intricatissimo nodo: la lentezza esasperante dei "lavori pubblici".
Basterà seguire il buon esempio offerto dalle realizzazioni delle opere
pubbliche per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia: stanno procedendo ad un
ritmo dieci volte superiore a quello usuale. Dunque, cambiato quel che c'è da
cambiare, si adottino come "normali" quelle procedure straordinarie.
4. Passare dall'amministrazione che autorizza, all'impresa responsabile della
proprio attività(19). Le Agenzie per le imprese, enti privati promossi dalle
Associazioni o da professionisti associati, sono lo strumento attraverso il
quale l'impresa diffusa può accedere ad un nuovo rapporto con le Pubbliche
Amministrazioni, fondato sull'autocertificazione e sui controlli ex post. d)
Promuovere la buona agricoltura 1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti
diretti al mercato verso le Politiche di Sviluppo Rurale (con particolare
riferimento alle zone svantaggiate e di montagna), in coerenza con lo spirito
della riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che è stato sostanzialmente
tradito nella sua applicazione. 2. Incentivare la diffusione dell'agricoltura
biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo Piano e prevedendo
la creazione di un Marchio per il Biologico italiano(20). 3. Avviare un
intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un
quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi
fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo. 4. Porre un efficace
freno al processo di continua erosione delle superfici destinate
all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo. 5. Dare finalmente
attuazione alla legge sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie
prime agricole trasformate. 6. Favorire la filiera corta e il rapporto diretto
tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori. 7. Difendere i
marchi DOP e IGP a livello comunitario e in sede di accordi WTO. 8.
Intensificare il sistema dei controlli per combattere l'
"agropirateria" e le frodi alimentari. e) Turismo: lo stato promuova
l'Italia nel mondo In attesa di una riforma del Titolo V della Costituzione,
attraverso un'azione concertata con le Regioni deve essere riassunta in capo allo
Stato la definizione della strategia nazionale per lo sviluppo del Turismo.
Deve invece restare affidata alle Regioni la gestione delle politiche di
regolazione e sostegno delle attività turistiche. In questo quadro, il Governo
del PD si impegna a promuovere un'iniziativa in sede europea per l'applicazione
di un'aliquota IVA ridotta alle attività turistiche nel loro complesso o a
segmenti significativi delle stesse. f) Più democrazia economica Imprenditore e
lavoratore sono legati da un "comune destino". E' quindi necessario
dare avvio a forme più avanzate di democrazia economica, anche per consentire
ai lavoratori di partecipare ai profitti dell'impresa. 1. Partecipazione
finanziaria. Si può "affiancare" al risparmio individuale, gestito da
investitori istituzionali, un mercato di capitali "da lavoro
dipendente", con l'azionariato dei dipendenti e un più forte ruolo dei
fondi pensione promossi dalla contrattazione collettiva. 2. Il modello duale
nella governance d'impresa, anche prevedendo la presenza dei rappresentanti dei
lavoratori nel Consiglio di Sorveglianza. 3. Forme negoziate tra le parti di
costruzione di un legame diretto tra componenti della retribuzione dei
lavoratori e utili di impresa (al di là della contrattazione di secondo
livello, fondata sulla produttività). 4. Diffusione del ricorso alla
Responsabilità Sociale d'Impresa. 9 CONCORRENZA PRODUCE CRESCITA a) Una legge
all'anno e autorità più forti 1. Rendere sistematica nell'ordinamento l'analisi
della necessità e della proporzionatezza delle restrizioni normative e
amministrative esistenti o da adottare. Devono rimanere vigenti solo quelle
misure restrittive che sono strettamente necessarie e proporzionate al
perseguimento dell'interesse generale. 2. Approvare una legge all'anno sulla
concorrenza, impegnando il Parlamento ad istituire una Commissione speciale di
esame, con sessione di lavoro e tempi definiti (3 mesi) per esaminare in modo
sistematico le segnalazioni e i pareri espressi dall'Autorità Antitrust in
materia di restrizioni ingiustificate alla concorrenza ed orientare l'attività
normativa verso l'eliminazione degli ostacoli rilevati dall'Antitrust; e
impegnando la Conferenza Stato-Regioni a dedicare una seduta straordinaria
rivolta all'assunzione di impegni reciproci e vincolanti nel campo della
regolazione dei mercati e delle attività economiche. Nella prima legge annuale,
inserire le misure di liberalizzazione (telefonia, trasporto ferroviario,
trasporti locali, distribuzione di carburanti, semplificazioni per le imprese)
previsto dal terzo pacchetto Bersani, approvato in un solo ramo del parlamento
nella XV Legislatura.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Napoli
LA CHIESA L'arcivescovo interviene alla riunione delle associazioni dei laici
cattolici di Napoli L'invito del cardinale Sepe "Chiarezza, per il bene
dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il mio mestiere fino in
fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è tempo di piangerci
addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò la mia missione
senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo che tutto si
chiarisca per il bene comune dei cittadini". Sceglie una formula neutra il
cardinale Crescenzio Sepe per commentare le vicende giudiziarie del governatore
Antonio Bassolino nello scandalo dei rifiuti. Dichiarazione a margine di una
giornata particolare in cui Sepe, nel seminario di Sant'Ignazio a Cappella
Cangiani, ha dato vita a quella che ha voluto definire la
"Costituente" delle associazioni dei laici cattolici di Napoli. Il
raduno, promosso da Mario Di Costanzo, alla guida della Consulta diocesana
delle aggregazioni laicali, da un'idea nata prima dello scorso Natale durante
un incontro di riflessione, ha richiamato una settantina di gruppi che operano
in diversi settori della società. Il dibattito è stato fortemente influenzato,
sarebbe stato strano il contrario, dalle vicende che Napoli sta vivendo in
questi mesi, a cominciare dalla crisi della spazzatura. Fallimenti più che
risultati. Alla platea sono state presentate sei proposte, con analisi e
relativo giudizio durissimo sulla gestione della cosa pubblica e sulla classe
politica che ha operato. Ipotesi di intervento "per rendere un servizio
competente nelle strutture come famiglia, istituzioni, partiti, sindacati, per
la realizzazione del bene comune". In campo, ciascuno con una sintesi del lavoro
di gruppo, sono scesi i rappresentanti del Centro italiano femminile, Azione
cattolica, Comunità di Sant'Egidio, l'Ordine di Malta, la Famiglia Camilliana
laica. "Cittadini attivi che vogliono assumersi come cristiani, la
responsabilità di migliorare il contesto", ha detto il cardinale.
"Non vogliamo piangere su noi stessi, è finito il tempo, ora bisogna che
noi cristiani assumiamo le nostre responsabilità e ci proiettiamo verso il
futuro. Che usciamo dai nostri ambiti chiusi e cerchiamo di essere quel seme
che fa fermentare questa società. Noi siamo nel mondo per essere l'anima del
mondo". Sepe ha rivolto alle associazioni un sentito riconoscimento per il
lavoro svolto assieme all'esortazione ad essere concreti. Per quanto riguarda
il proprio ruolo, il cardinale non ha rinunciato a puntualizzare. "è
inutile che mi vengano a dire che il cardinale esce dai suoi confini" ha
ribadito in polemica con il sindaco Rosa Russo Iervolino, che reagì alle
critiche ("il cardinale faccia il cardinale"). Io compio il mio
mestiere di vescovo nei confronti dell'uomo, anima e corpo" e la sala si è
lanciata in un lungo applauso, "e compierò questa missione fino alla fine
e senza nessuna paura". Sei proposte sui temi "Formazione ed
educazione" (Angela Giustino), "Giovani" (Giuseppe Irace),
"Lavoro" (Eleonora Cavallaro), "Giustizia" (Matilde
Azzollini), "Ambiente" (Giovanni Battista De Medici), "Salute e
sanità" (Anna Zedda). Frutto di analisi della realtà, e della ricerca
delle cause che hanno determinato ferite nel tessuto sociale che sembrano
insanabili. Il percorso avviato, si è detto nei numerosi interventi, prevede
che ciascuno offra il proprio contributo per la soluzione dei problemi, la
missione del laicato cattolico si allarga così alla realtà sociale, politica,
ambientale, con funzioni di stimolo e di collaborazione. I laboratori
presentati ieri si tramuteranno in "osservatori stabili", è stato lo
stesso cardinale ad annunciarlo, per offrire risorse e idee. Con cadenza
semestrale si terranno nuovi incontri per verificare l'operatività e la
sinergia tra i diversi soggetti in campo. "Siamo dei missionari chiamati
da Dio a rispettare il suo disegno e metterlo in pratica", ha esortato il
cardinale. Una "nuova primavera" del laicato cattolico, "questo
primo marzo sarà ricordato nella storia della Chiesa napoletana come l'inizio
di una nuova stagione", ha affermato Sepe, "questa giornata fa parte
di un piano pastorale che stiamo approntando. Nessuna parola detta sarà
persa". Mario Di Costanzo, ex assessore al Patrimonio del Comune di
Napoli, che vede nell'evasione scolastica uno dei mali più gravi, ha spiegato
nella sua relazione: "La città è stata lo sfondo per la nostra
riflessione. E anche la dimensione politica. L'idea di una politica che
interagisce con le persone, ne coglie le domande e le traduce in proposte e
progetti. Che agli interessi di parte antepone i bisogni collettivi. Che dà
esempio di assoluto rigore amministrativo e rifiuta soluzioni compromissorie.
La politica come vita delle persone, capace di dare risposte forti e
significative ai bisogni, tante volte inespressi. è importante che il vescovo
sappia che su di noi la Chiesa di Napoli può contare". Angela Giustino,
del Centro italiano femminile, ha fatto rilevare che si produce cultura e anche
di notevole livello solo a vantaggio di una élite mentre anche grazie
all'indifferenza degli intellettuali, ampie fasce della società napoletana ne
restano puntualmente escluse. Sulla vicenda spazzatura, De Medici ha denunciato
che la Regione Campania non ha ancora istituito siti di stoccaggio di rifiuti
tossici e nocivi. Vito Amendolara (Coldiretti) ha ricordato che le campagne del
napoletano sono ormai lo sversatoio della città e che non è stato ancora
approntato un piano di bonifica per proteggere le produzioni agricole. La
rinascita della città passa per la questione lavoro. Cavallaro ha toccato i
punti nodali: arginare la dispersione scolastica, agevolare
la burocrazia (vedi il caso
Rinascente che sta abbandonando Napoli), attivare gli incentivi (il credito
d'imposta) per l'occupazione e gli investimenti, potenziare la rete dei servizi
(asili nido e assistenza domiciliare per gli anziani), sviluppo turistico,
considerato fonte preziosa di lavoro. Da qui l'idea di avviare un
censimento dei beni, anche della Chiesa, che potrebbero essere restaurati e
messi a disposizione di cooperative di giovani per creare piccole imprese.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Euroregione,
Illy chiede di inserire il regolamento nella legge comunitaria PRESSING TRIESTE
Il governo potrebbe inserire nella prossima legge comunitaria l'adesione al
regolamento sui Gruppi europei di collaborazione territoriale, i cosiddetti
"Gect", permettendo la costituzione dell'Euroregione. Lo ha affermato
ieri il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, che a Roma ha
avuto un colloquio con il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta,
nell'ambito di un convegno all'ambasciata francese sul "Rapporto
Attali". "Ho chiesto al ministro Lanzillotta - ha detto Illy - che,
se verrà approvata la Legge comunitaria, possa venire inserito il regolamento
Gect, così da permettere l'avvio dell'Euroregione". Quanto al convegno sul
"Rapporto Attali", ad esso, oltre a Illy, ha preso parte lo stesso
Jacques Attali assieme ai membri della commissione istituita dal presidente
Sarkozy. Al termine Illy ha ipotizzato che anche nel Friuli Venezia Giulia
potrebbe nascere una commissione per la redazione di un piano di sviluppo,
sull'esempio del "Rapporto Attali". "In caso di vittoria alle
elezioni - ha dichiarato Illy - sto pensando a una commissione di questo tipo,
per fare approfondimenti nel campo economico, ma non solo. In questo campo
penso si possa favorire l'accorpamento delle società che forniscono servizi di
pubblica utilità; in un certo senso - ha sottolineato - con la gara per il
gestore unico del Tpl abbiamo anticipato già alcuni contenuti". Il
presidente del Friuli Venezia Giulia ha precisato di ritenere interessanti i
tre punti su cui il "rapporto" si articola, e cioè la conoscenza, la
mobilità e il concetto di governance "dove ho intravisto - ha spiegato -
le nostre attenzioni sia nel rivedere la forma di governo regionale e degli
enti locali, e la governance delle società controllate dalla Regione, per le
quali è fondamentale l'aspetto professionale rispetto all'appartenenza
politica". Su un altro fronte caldo, quello della riduzione degli effetti
negativi della burocrazia, a Bruxelles, al termine
della seconda riunione del gruppo di esperti di alto livello, di cui fa parte,
Illy ha affermato che per rispettare l'obiettivo della Commissione europea di
ridurre del 25% il peso amministrativo che grava sulle imprese entro il 2012,
servono procedure più rapide e innovative. "Siamo un pò preoccupati per l'obiettivo
posto dalla Commissione - ha sottolineato Illy -. Per modificare direttive o
regolamenti occorrono tempi lunghi e quindi - ha spiegato - dobbiamo dare
attenzione a procedure più rapide che diano priorità a tutte le misure per
ridurre la burocrazia, dobbiamo usare i procedimenti
che già esistono per accorciare i tempi di modifica o abrogazione di normative
e studiare anche misure innovative". Nella riunione
gli esperti hanno anche approfondito il problema della misurazione dei costi
della burocrazia e hanno
discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto
reale della burocrazia
sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi
sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato Illy.
La semplificazione amministrativa, ha ricordato il presidente, è anche tra i
sei punti del programma di Intesa Democratica per le elezioni regionali:
"Nella prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il numero di leggi,
che oggi sono 1.300, portandole intorno a 500 e dare una forte impulso alla
semplificazione amministrativa per ridurre il peso sui cittadini e sulle
imprese. L'azione congiunta dell'Unione europea e della regione - ha concluso
Illy - dovrebbe portare a risultati soddisfacenti".
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII - Genova
Il contestatissimo Puc spiana la strada a nuove volumetrie in zone di altissimo
pregio ambientale Recco, scatta l'inchiesta penale Blitz negli uffici comunali,
nel mirino il piano urbanistico MARCO PREVE Con un blitz della polizia
provinciale negli uffici tecnici comunali avvenuto nei giorni scorsi, ha preso
il via l'inchiesta penale sul Puc di Recco, il contestatissimo piano
urbanistico dell'amministrazione di centro destra autorizzato dalla Provincia,
che spiana la strada a nuove volumetrie anche in zone di altissimo pregio
ambientale come la collina di Megli. Il fascicolo, aperto dal sostituto
procuratore Maura Macciò, ipotizza, al momento, vari reati e violazioni alle
normative in materia paesaggistiche e urbanistiche. Per ora non ci sarebbero
indagati. Questa fase dell'indagine coincide tra l'altro con un momento
caldissimo per gli uffici tecnici del Comune, letteralmente presi d'assalto da
chi vuol garantirsi la possibilità di tirare su una casetta, aprire una strada
o un posteggio. Il puc prevede, infatti,
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Firenze
Crostini e vin santo, c'è Walter Pranzo in famiglia per il leader del Pd a
Piombino A Livorno il libeccio ha impedito a Veltroni il discorso all'aperto
SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO LIVORNO - Il pranzo in famiglia, la bandiera
tricolore sul palco, Jovanotti che canta "Mi fido di te", l'inno
nazionale, la compagnia dei registi Paolo Virzì ed Ettore Scola che nei loro
film raccontano l'Italia degli italiani. Tutto nel tour elettorale di Walter
Veltroni vuol parlare al cuore, ogni frase, ogni gesto, ogni battuta comunica
la voglia di semplicità. Bisogna sfrondare il vocabolario dal repertorio delle
offese "che da quindici anni paralizzano la vita politica", rendere
"il fisco e la burocrazia
amici di chi rischia e intraprende", sospendere le risse tra partiti
"e dare una svolta", ridurre il programma "da
( da "Corriere del Veneto" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-03-02 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE LA GESTIONE DIRETTA DEL CATASTO FEDERALISTI A PAROLE di IVONE
CACCIAVILLANI I n campagna elettorale si sta annegando nel federalismo
parolaio; tutti dicono di volerlo, ma i fatti dicono che ben pochi sanno cosa
sia e c'è anche chi lo rifiuta proprio, forse per aver motivo di rivendicarlo.
M'accadde di partecipare al convegno organizzato dal Collegio dei geometri
della Provincia di Venezia sul tema "Il decentramento catastale". Il
catasto è uno strumento odioso: si pagano le tasse su quello che è scritto; se
non è scritto o è scritto diverso dal vero, non si paga nulla o meno del
dovuto. Questo spiega le secolari lotte dei nostri padri, sotto la Serenissima
(che per prima al mondo introdusse il catasto come strumento di accertamento
tributario), per ottenere che il catasto fosse tenuto dai Comuni; memorabile la
cruenta rivolta di Arzignano del 1655 soffocata nel sangue. Ora l'aggiornamento
del catasto avviene su denuncia degl'interessati soggetta al controllo
dell'ufficio. L'Agenzia statale ha fornito questi dati: le rettifiche delle
denunce si aggirano sul 25-30 per cento; ne deriva che il 70 per cento circa
sono riscontrate esatte; di esse l'80 per cento sono presentate da geometri,
che meritatamente si vantano della grande serietà professionale: gliene va dato
atto. Ma sui dati del decentramento cascano veramente le braccia: costoro hanno
la bocca piena di federalismo, ma l'anima del servo. Una legge del
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ro Ferrarese. I
consiglieri di opposizione esprimono il loro giudizio critico sull'operato
dell'amministrazione "Turismo e cultura, si può fare di più" Nel
mirino i trasporti pubblici e la creazione di "vere" ciclabili La
riqualificazione di aree degradate deve essere tra le priorità della giunta RO
FERRARESE. I consiglieri di opposizione del centro destra Maria Cristina
Felisati, Paolo De Santis e Ivano Pedrazzi, esprimono il loro giudizio critico,
ma non privo di contenuti propositivi, sull'operato dell'amministrazione in
merito soprattutto ai temi che riguardano la cultura e il turismo settori molto
importanti sul territorio comunale roese. "Già nel nostro programma
elettorale del 2004, era chiaro l'intento - affermano Cristina Felisati, Paolo
De Santis e Ivano Pedrazzi - lo slogan era "Insieme con nuove energie per
lo sviluppo di Ro Ferrarese". L'obiettivo rimane quello di creare un reale
e non fantasioso sviluppo di Ro Ferrarese. Nulla è stato fatto per invertire
l'esodo dei nostri giovani costretti a ricercare lavoro altrove offrendo loro
un futuro lavorativo nel proprio territorio - affermano i tre consiglieri - non
è stato costruito un reale interesse turistico verso il nostro comune, interesse
dal quale potevano trarne vantaggio i residenti del nostro territorio. Si
doveva lavorare affinché la cultura divenisse finalmente elemento dal quale
trarre insegnamenti di vita sociale per tutti". Più volte è stata
sottolineata, dai consiglieri del centro destra l'imprescindibilità, nel
redigere un piano regolatore che rispetti l'ambiente, ma che stimoli la
possibilità di crescita economica del Comune. "Una buona amministrazione
con minore burocrazia, maggiore trasparenza, più
innovazione tecnologica e con l'eliminazione degli sprechi di denaro pubblico,
è quella che noi a gran voce abbiamo ipotizzato nel nostro programma. Il
recupero del patrimonio artistico e storico, attraverso iniziative concrete,
renderebbe un' utilità reale al territorio ed ai suoi abitanti. Non come ora
avviene solo come mezzo per promuovere le ambizioni e l'immagine personale di
amministratori assetati di pubblicità. La gestione di un territorio per noi è
una cosa seria, che non deve in alcun modo essere usata per appagare velleità personali,
e non deve essere canto delle sirene per illudere i cittadini di un futuro
sviluppo, quello sviluppo, che di anno in anno se ne rimanda la riuscita. Il
miglioramento dei servizi di trasporto pubblico, la creazione di
"vere" piste ciclabili, la riqualificazione di aree degradate e
inoltre l'istituzione di figure di garanzia della sicurezza e dell'aiuto alla
popolazione, sono obbiettivi indispensabili per un territorio che vuole
riscattare la propria condizione di isolamento economico. Apprezziamo lo sforzo
delle associazioni presenti sul territorio- concludono i tre consiglieri -
anche perchè si trovano ad operare in condizioni di estremo disagio".
Maurizio Barbieri.
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono 30 e domani
diventeranno una cooperativa: "Vogliamo coltivare le vongole" Gli
uomini di mare hanno manifestato al Castello Estense GORO. Erano una ventina,
ieri mattina, davanti al Castello Estense di Ferrara per chiedere alle
istituzioni, ed in particolare al cosiddetto Tavolo Blu (costituito dalle
cooperative di pesca, da Regione e Provincia), di ottenere uno spazio di circa
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cesa : "Pier tu
sei la nostra guida. Noi ti affidiamo le nostre bandiere e il patrimonio
culturale di democratici cristiani. Tu sei una garanzia di serietà e
lealtà". The Mission Bassolino : "Non diserto, non ho intenzione di
disertare abbandonando Napoli e la Campania. Emergerà la verità sia sul fronte
giudiziario che su quello politico". Le di-missioni di pace Finocchiaro :
"Voglio prendermi cura della Sicilia come farebbe una madre e spero di
farlo insieme a tante altre madri". Madre Sicilia - Extra Virgin Olive Oil
(
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
LOTTA ALLA BUROCRAZIA Avevamo previsto l'abolizione di certificati come
l'abitabilità o il riconoscimento delle persone giuridiche Norme da approvare
chiunque vada al governo.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 02-03-2008
VILLANI (PDL) "Perché quei 268 poliziotti non sono stati assunti?"
"Da due anni aspettano di entrare nei ranghi della Polizia" II
"Se la sicurezza degli italiani fosse realmente nelle intenzioni del
Partito Democratico, tuttora al Governo, potrebbe provvedere da subito, senza
aspettare l'esito del voto di aprile, a far entrare in Polizia 268 vincitori di
un concorso che da due anni, da quando guarda caso si è insediato il Governo
Prodi, aspettano perché non vi sono soldi per la loro assunzione nei ranghi
della Polizia". è quanto ha detto il vice presidente dell'assemblea
legislativa dell'Emilia-Romagna, Luigi Giuseppe Villani, commentando la notizia
che la scarsità di finanze per il comparto sicurezza e la troppa burocrazia hanno impedito che venissero
assunti i vincitori di un concorso in Polizia bandito nel 2002.
"Dall'inizio del 2006, quando vennero chiamati i primi 80 aspiranti
poliziotti dei 350 vincitori del concorso, dopo che avevano esaurito il periodo
di tre anni di ferma volontaria nell'esercito - dice Villani - questi giovani
sono in attesa di entrare nella scuola di addestramento per poi andare a
rafforzare i ranghi della Polizia, ma dopo quasi altri due anni di militanza
forzata nell'esercito, a dicembre hanno avuto la beffa di ricevere la lettera
di congedo illimitato motivata dal fatto che non vi sono fondi sufficienti per
la loro assunzione".
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - Cinque
valori-chiave. Cinque "stelle polari" per la proposta centrista di
governo. Pier Ferdinando Casini, ieri, le ha elencate così. La prima:
l'autorità. "L'autorità dei genitori è essenziale per la crescita dei
figli", quella degli insegnati "per la crescita dei ragazzi",
quello dello Stato "per rendere effettiva giustizia". La seconda: il
merito. "Se ai figli dei poveri togli la chances del merito e del talento,
li condanni all'inferno". La terza: il senso del dovere. "Finora ha
vinto l'Italia dei no, di chi distrugge. Noi siamo per l'Italia dei sì, di chi
costruisce". La quarta: la qualità. "Destra e sinistra hanno contrapposto
modernizzazione ed equità. Solo la parola qualità può legarle tra loro".
La quinta: la difesa della vita. Un principio che comprende il tema della
sicurezza, della famiglia, dell'ambiente, delle questioni eticamente sensibili.
Questo il messaggio lanciato ieri dal leader centrista nell'atto iniziale della
campagna elettorale. Martedì presentato il programma, ispirato a queste
"stelle polari". Ma già ieri, sul sito www.pierferdinandocasini.it,
si potevano leggere alcune proposte concrete iscritte anch'esse in cinque
missioni: "la centralità della famiglia, il merito sopra di tutto, la
difesa della vita, più sicurezza, indipendenza energetica". Famiglia. È
molto forte la sintonia con le proposte del Family day. Eccole nel merito:
raddoppio degli assegni familiari per ogni figlio a carico, deduzione dal
reddito delle spese per asili nido, scuole materne e libri scolastici,
detassazione degli straordinari sui redditi da lavoro. Sono previsti anche
interventi specifici sulla casa. Tra questi la cedolare secca del 20% sugli
affitti, un "buono affitto" per le famiglie più povere e
l'azzeramento dell'Ici per chi affitta a canoni del 20% inferiori ai prezzi di
mercato. Sul terreno fiscale è prevista la moratoria per due anni di nuove
leggi, una volta varata la riforma. Il merito. È previsto un maggiore sostegno
alla ricerca, portando all'1,8% i finanziamenti pubblici e incrementando le
borse per i giovani ricercatori. L'impegno dell'Udc è per un aumento degli
investimenti sull'intero comparto della scuola pubblica. Ma anche per un
sostegno alla "libertà d'educazione", attraverso un contributo alle
spese per i figli che frequentano le scuole paritarie. Nel capitolo del merito
sono inseriti pure gli interventi a favore dell'impresa. Tra
questi la generalizzazione dello "sportello unico" (per ridurre la burocrazia) e la previsione del
versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso. La difesa della
vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte naturale".
Rispetto "della libertà religiosa, con particolare considerazione per la
nostra identità cristiana". Rispetto della "famiglia, intesa
come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna".
La sicurezza. Potenziare gli strumenti a favore delle forze dell'ordine.
Riformare la giustizia. Nelle proposte Udc si parla di controllare
l'immigrazione extracomunitaria e condizionarla alle "disponibilità di
lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale". Di prevedere una
"effettiva e celere espulsione" degli stranieri autori di reati. E di
reintrodurre il reato di "oltraggio a pubblico ufficiale". In materia
di giustizia si ipotizza una "rottamazione" delle cause civili,
incentivando le conciliazioni con bonus fiscali. E per l'Udc è necessario anche
prevedere la responsabilità del pm per l'esercizio dell'azione penale.
L'energia. Sarà uno dei cavalli di battaglia di Casini. Tra le proposte c'è il
rilancio, "anzitutto a livello di studio, della produzione di energia
nucleare" e la riattivazione del patrimonio scientifico e tecnologico
esistente. Nel programma si parla inoltre di aumento del numero dei
rigassificatori. E dei termovalorizzatori per la distruzione dei rifuti. Si
propone anche la semplificazione e la diffusione degli incentivi per le fonti
rinnovabili. cla.sa.
( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Quando arriva
dalla Tuscia la bottiglia di olio Felice che ... Quando arriva dalla Tuscia la
bottiglia di olio Felice che Fabrizia Cusani produce a Nepi, comincio a pensare
alle insalate, alle zuppe, ai momenti dove prenderò quella bottiglia per assaggiare
la fragranza dell'olio a crudo. Lei questo olio lo produce con cultivar
frantoio, moraiolo e caninese e quando verso quel giallo oro nel mio piatto
vedo i suoi oliveti irrigati goccia a goccia. Come Fabrizia potrei raccontare
la storia di almeno un centinaio di altri oliandoli che a loro volta hanno
clienti appassionati. Insieme formano la rete di quelli che non si fanno
prendere in giro e che gridano "Vigliacchi!" quando leggono che la
Commissione Europea ha rimandato al mittente il decreto legge che imponeva, in
Italia, di mettere sull'etichetta l'origine dell'olio. Fanno pena i burocrati
europei, fanno pena quei lobbysti fuori dal tempo che vogliono tenere l'olio al
livello dei loschi affari del passato, senza dire alla gente la verità. è di 2
miliardi di euro il giro d'affari dell'olio e nell'ultimo anno il 25% del
prodotto che ha toccato l'Italia proviene da Spagna, Tunisia e Grecia. Il
ministro De Castro deve aver preso questa messa in mora dell'Italia come una
benedizione: avremo 2 mesi di tempo per ravvederci; c'era qualcosa di meglio
per condire una campagna elettorale? Ovvio che di fronte a tutto questo partirà
un movimento di informazione per cui chi non scriverà l'origine sull'etichetta
andrà guardato con sospetto. Dunque dove vogliono andare? Fuori dalla realtà è
anche la notizia che il ristorante della Camera, ai contribuenti, lo scorso
anno è costato 3,8 milioni di euro, mentre lo stesso giorno si leggeva che la
Fao era costretta a diminuire le razioni perché i costi della materia prima aumentavano.
Ora, non si vuole fare demagogia, non è il nostro forte, ma certi inutili
privilegi sono anch'essi fuori dalla realtà. Pensate che persino Tony Negri,
che fu eletto nel 1993 e fuggì all'estero per evitare il carcere, percepisce
una pensione. Ora, se penso che la mia amica Stefania non ha i soldi per
comprare il latte con il quale fa i suoi formaggi, se penso che ogni giorno c'è
chi arranca per stare a galla, soprattutto i giovani,
vengono i brividi a sapere che c'è una cinica burocrazia, a Bruxelles come a Roma, che da una parte sanziona l'Italia per
la verità sull'olio e dall'altro dà la pensione a Tony Negri o stacca un
assegnone per garantire di sentirsi in ogni momento un privilegiato. C'è
qualcosa che non va?.
( da "Brescia Oggi" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GLI INTERVENTI.
Ambiente, vescicolare e filiera suinicola, unità sindacale i temi dibattuti Sul
Pcb gli agricoltori invocano chiarezza Gelo finale con la polemica tra il
presidente Coldiretti Prandini e quello nazionale Confagricoltura Vecchioni
Ambiente, vescicolare e filiera suinicola, burocrazia, controlli, unità sindacale: tanti i temi affrontati dal
presidente Francesco Bettoni nel corso dell'assemblea di ieri, che ha vissuto
anche un paio di toccanti momenti con i riconoscimenti al lavoro svolto per
l'Unione Provinciale Agricoltori dagli ex-direttori Giovanni Trerotola ed
Agostino Mantovani (oggi presidente di Brescia Musei). E tante anche le
reazioni, a partire da quella dell'assessore regionale Viviana Beccalossi, alla
sua ultima relazione prima della nuova tornata elettorale. Ad emergere fra i
temi soprattutto l'emergenza diossina: Bettoni ha attaccato affermando che
"gli agricoltori non sono inquinatori, ma vittime dell'inquinamento. Nel
caso del latte al Pcb, i costi sono tutti ricaduti sulle aziende. E l'emergenza
è tutt'altro che terminata: le Autorità competenti ci devono dire come e perché
è avvenuto l'inquinamento dei terreni e se c'è ancora pericolo. Non ne va solo
per le nostre aziende, è un problema che riguarda la salute di tutti noi".
E poi l'emergenza Mella. "Chi deve intervenire lo faccia, magari con la
stessa solerzia con la quale noi agricoltori spesso veniamo presi di mira per
problemi di ben minore gravità". Sui suini, il settore attualmente più in
crisi del settore agricolo bresciano, "vanno cercate soluzioni condivise
per ribaltare la situazione e dare nuova linfa al mercato". E poi via alle
agroenergie. "Trasformare un problema in opportunità è possibile: le
moderne tecnologie possono aiutarci a trasformare un problema come la direttiva
nitrati in un'opportunità". Alberto Cavalli, presidente della Provincia,
nella sua relazione, annuncia un accordo di programma per il problema diossina
e più impegno sul tema della tutela dei terreni agricoli. "Abbiamo nuove
competenze che intendiamo far rispettare affinchè i terreni agricoli non
vengano costantemente erosi da una urbanizzazione a tratti selvaggia". Nel
lungo intervento di Viviana Beccalossi, l'occasione per un bilancio di quanto
fatto dalla Regione a sostegno del sistema: la battaglia sul Piano di Sviluppo
Rurale, l'anticipo dei Premi Pac a fronte del mancato trasferimento dei fondi
da parte del Governo ("Siamo l'unica Regione ad averlo garantito"). E
qualche importante indicazione per il futuro. "Sono d'accordo sul fatto
che il Governo non possa prescidere dalla posizione degli allevatori bresciani.
Sono con voi sulla battaglia contro lo smantellamento delle quote latte, e farò
la mia parte. Ma il mondo agricolo va preparato a qualsiasi situazione, senza
che si creino inutili illusioni sulle possibilità che l'Europa riveda le
proprie posizioni su decisioni già prese". Sul problema suini, Beccalossi
è per "un progetto comune che sia di supporto all'intero sistema, per fare
in modo che emergenze come la vesciolare non si ripetano più. La mancanza di un
macello ad esempio in questa crisi è stata fortemente penalizzante: vogliamo
cominciare a parlarne?". In sala, anche i presidenti di Cia e Coldiretti.
"Stiamo lavorando bene insieme e spero che questo rapporto si
rafforzi", è stato il commento di Bettoni. "E' vero ? ha dichiarato Prandini
a fine assemblea -. Peccato che la mattina si sia chiusa sulle note stonate
degli attacchi del presidente confederale Vecchioni su Ogm, multifunzionlità e
Pac". C.A.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
futuro visto dal sindacato Ridurre tasse e burocrazia ma aumentare i
salari di Franco Lorenzon * Anche ad un osservatore disattento non sarà certo
sfuggita la clamorosa differenza di contenuti e di toni, tra i dati del
bollettino trimestrale sull'occupazione della Provincia e le recenti
dichiarazioni del presidente di Unindustria Andrea Tomat. Fatta la tara sul diverso angolo
visuale (il bollettino analizzava il passato, mentre Tomat guardava al futuro),
resta forte e chiara la percezione di una divaricazione apparentemente non
giustificabile in così breve lasso di tempo nel giudizio sulla situazione del
sistema produttivo locale. D'altra parte lo stesso Tomat aveva recentemente
dichiarato come il comparto manifatturiero provinciale era sano e per niente
destinato ad un imminente declino.Qual è dunque l'idea che ragionevolmente
dobbiamo allora farci della situazione economica della nostra Provincia e delle
sue prospettive? Io continuo a ritenere che l'incertezza era e rimanga una
delle caratteristiche strutturali del periodo che stiamo attraversando,
un'incertezza che ovviamente è difficile da gestire per le aziende (calo di
fiducia) ma anche e soprattutto per i lavoratori (preoccupazione per il proprio
posto di lavoro e per la consistenza dei propri salari). Premesso questo, i
dati che abbiamo a disposizione non sembrano giustificare opinioni così diverse
o cambiamenti di giudizio così repentini in così breve tempo.Le notizie sullo
scenario internazionale sono note da tempo, e manifestano una tendenza al
peggioramento: andamento delle Borse mondiali, rischio di recessione degli
Stati Uniti, aumento della quotazione dell'euro, aumento del prezzo del petrolio,
ecc. Sappiamo tuttavia anche che a tali variabili si può rispondere con
efficacia, come mi pare abbia saputo fare in larga parte - almeno fino a questo
momento - anche il sistema produttivo trevigiano.Perché dunque un richiamo così
perentorio di Tomat, condito da una visione pessimistica che fino a poco tempo
fa non aveva lasciato minimamente trapelare?(Segue a pagina V)(* segretario
generaledella Cisl di Treviso).
( da "Gazzettino, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non si placa la
polemica con chi ha ignorato il Veneto nel programma del Pdl Galan ancora
diviso fra Venezia e Roma La decisione è in un foglio nella giacca VeneziaLa
rabbia di Giancarlo Galan non è ancora sbollita. E il dubbio su una sua
eventuale chiamata a Roma rimane. Mentre al suo fianco il ministro Antonio Di Pietro,
a Venezia per il varo della società mista per la gestione del Passante di
Mestre, riempie un quadernetto di nomi di possibili candidati, il governatore
veneto tira fuori dalla giacca un foglietto piegato in quattro. Anche lì,
spiega, ci sono alcuni nomi che consegnerà al coordinatore veneto di Forza
Italia, Niccolò Ghedini, al quale ribadisce l'assoluta fiducia sulle scelte dei
candidati del Pdl. Senza però chiarire se lui ci sarà o meno. Certo, dice a chi
gli chiede se si troverebbe a lavorare fianco a fianco con Di Pietro, dopo una
serie di recoprici apprezzamenti, Galan taglia corto: "Penso che mi troverei a disagio con una burocrazia e una lentezza di decisioni alle quali non sono abituato.
Dopodiché - aggiunge - con Di Pietro mi troverei penso bene, come mi sono
trovato bene in questo periodo".Non altrettanto si può dire per quei
colleghi di partito che non sembrano riconoscere il ruolo del Veneto sul fronte
del federalismo. E qui Galan non si trattiene: "Io mi arrabbio con
tutti quelli che non difendono il Veneto e soprattutto non difendono le cose
belle che il Veneto ha fatto, a prescindere da chi le ha fatte".
Impossibile non riconoscere l'identikit di Maurizio Sacconi, il parlamentare
trevigiano che alla presentazione del programma del Pdl ha citato a esempio la
proposta di legge della Regione Lombardia sull'attuazione dell'articolo 119
della Costituzione in materia di federalismo fiscale.Ma come, deve aver pensato
Galan, noi abbiamo incaricato tre saggi di studiare una riforma della
Costituzione in chiave catalana e un parlamentare eletto in Veneto se ne
dimentica, portando in palmo di mano la Lombardia? E poi non c'è solo la
riforma costituzionale, ma anche "il sistema di welfare, probabilmente il
migliore d'Italia, e il sistema di raccolta dei rifiuti che è indiscutibilmente
la migliore esperienza italiana. Quando vedo un veneto che non difende questa
esperienza - conclude Galan - come minimo lo accuso di tradimento".Ma il
governatore, una volta ritrovata la calma, non scioglie ancora la riserva sulle
sue prossime mosse. "Chi non starebbe meglio alla presidenza del Veneto
rispetto a un ministero romano - risponde Galan ai cronisti che lo avvicinano a
Palazzo Balbi - Però è anche vero che ogni tanto bisogna fare qualche
esperienza nuova e che anche là si può essere utili alla propria regione come
io cerco di esserlo da qua. Le vicende della vita sono imperscrutabili e chi
tenta di anticipare qualche decisione non ci riuscirà, perché resisterò
strenuamente almeno per tutto il tempo che mi è necessario. E non è tanto.
Pochissimi giorni. Non c'è chi lo sa perché la maggioranza delle azioni sulle
scelte mie l'ho io e chi ha il resto delle azioni non può decidere in nome
mio". La risposta, così, resta chiusa in quel foglietto che Galan tiene
ripiegato nella tasca.A.Fr.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA
Ridurre le tasse, aumentare i salari Io credo che Tomat ed Unindustria (non
solo di Treviso) cerchino di "posizionarsi" al meglio di fronte alla
classe politica che si appresterà a governare il nostro Paese nei prossimi
anni, rivendicando un'attenzione all'interesse delle aziende, con richieste che
spesso appaiono essere ragionevoli su carico fiscale eccessivo, mancanza di
infrastrutture, eccessiva burocrazia, ecc. Ripeto, tutte richieste legittime, ma non tali da mutare
sostanzialmente il quadro di riferimento dell'andamento del sistema produttivo
trevigiano e nazionale ed il giudizio che su esso se ne può dare.Se questo però
è il terreno su cui discutere, credo sia necessario mettere pesantemente sul
tavolo la "questione salariale", cui non ha certo dato
risposta qualche elargizione "benevola" ed unilaterale di qualche
imprenditore, questione che rappresenta l'altra faccia della capacità delle
aziende di rinnovarsi e di far crescere la propria produttività. Non
dimentichiamo peraltro che un consistente innalzamento dei salari (intervenendo
in modo significativo con la leva fiscale) potrebbe contribuire a migliorare le
scarse opportunità che le nostre aziende dicono di aver incontrato sul mercato
italiano.Franco Lorenzon.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'attenzione degli
imprenditori non si è esaurita: ad assicurarlo il sindaco Scottà, dopo il
forfait di suo cugino "Villa Papadopoli? Interessa ad un nuovo
gruppo" Vittorio Veneto(L.A.) "Per uno che lascia, un altro che
arriva...". L'interesse degli imprenditori per villa Papadopoli non si è
esaurito: ad assicurarlo è il sindaco Giancarlo Scottà, che dopo avere
registrato il forfait di suo cugino (e consigliere comunale) Dario Lorenzet
dall'elenco dei pretendenti per il complesso di Ceneda, è stato avvicinato nei
giorni scorsi dall'emissario di un altro gruppo imprenditoriale, a quanto pare
straniero, che gli ha chiesto lumi sul futuro di villa e parco ai fini di
un'eventuale partecipazione all'asta che ne deciderà l'acquirente."Poco
dopo la diffusione della notizia che mio cugino si è tirato fuori dalla gara
per il complesso di Ceneda, una persona legata a un gruppo imprenditoriale che
finora non aveva manifestato interesse per l'acquisto di villa e parco mi ha
avvicinato chiedendomi informazioni al riguardo - rivela Scottà - posso solo
dire che si tratta di un'operazione di livello nazionale e non solo, che vede
coinvolta gente importante". Un altro gruppo italoamericano all'orizzonte
di Ceneda, dopo quello che già da tempo avrebbe manifestato l'intenzione di
acquistare il Papadopoli per farne un centro benessere? "No, questo nuovo
gruppo non è americano. E per il complesso cenedese non ha in mente un centro
benessere, ma qualcosa di diverso" si limita a dire il primo cittadino, che sul forfait di Lorenzet commenta: "La burocrazia ci fa perdere occasioni per
rivitalizzare la città. Ma anche al nuovo potenziale pretendente di villa
Papadopoli ho spiegato che per rendere appetibile l'investimento serve una
variante che ancora non c'è e per la quale sto sollecitando la Regione.
Escludo di vendere il Papadopoli così com'è promettendo all'acquirente di avere
un rapido arrivo della variante. È un'operazione che in Comune come il nostro
non si può fare".
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL LIBRO Matteoli
invoca una nuova cultura per l'ambiente. E Cacciari bacchetta i lidensi:
"Usano troppo l'auto" Folco Quilici è solito raccontare di meraviglie
della natura, scienziati coraggiosi, mondi da salvare. In questi giorni ha dato
una mano ad Altero Matteoli, già ministro dell'Ambiente dal '94 al
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
STORIE
DI ORDINARIA BUROCRAZIA Trattoria chiusa dal '97: sfumano i rimborsi Chies
d'Alpago(rg) Giovanni e Maria Zanon, a quella trattoria "da Nino" in
salita Castello, hanno dedicato la loro vita. Anni di intenso lavoro capace di
richiamare in paese una corposa e variegata clientela. Un impegno appassionato che i
coniugi vedevano già ben riposto, per il futuro, nelle mani dei due figli.
Invece le bizze della natura e quelle successive della burocrazia
hanno stoppato i loro sogni."È iniziato tutto a fine anni '80 con la
riduzione impostaci da 160 coperti a soli 30 -raccontano i coniugi Zanon- per
ragioni di sicurezza. Poi ci è stato chiesto di chiudere l'attività per sei
mesi per consentire tutte le indagini geologiche del caso: da allora stiamo
ancora attendendo i risultati ufficiali. Nel frattempo abbiamo condotto
un'attività parziale mentre dal primo gennaio 1997 il locale ha chiuso
definitivamente i battenti"."La Regione -aggiungono- ha iniziato a
studiare il "caso Lamosano" nel 2001 ma è da molto prima che esso
esiste. Per cui è ingiusto il decreto del 14 settembre 2001 con il quale
dichiara che hanno diritto a risarcimento le sole attività in essere in quella
data. Noi rimaniamo dunque esclusi. Ma non si tiene conto che proprio per colpa
della frana il nostro locale ha dovuto abbassare le serrande". "Senza
contare -sottolineano- il tempo passato vanamente prima di giungere al
paventato rimborso. Ecco che, ad esempio, ci ritroviamo con una casa molto
grande ma i nostri figli e le loro famiglie, temendo il provvedimento di
abbattimento, hanno dovuto prendere in affitto due appartamenti. È un paradosso.
Se aspettano ancora un po' -concludono i coniugi- non ci sarà più nessuno da
risarcire".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nucleare e famiglia,
la proposta centrista Roma. Cinque valori-chiave. Cinque "stelle
polari" per la proposta centrista di governo. Pier Ferdinando Casini,
ieri, le ha elencate così. La prima: l'autorità. "L'autorità dei genitori
è essenziale per la crescita dei figli", quella degli insegnati "per
la crescita dei ragazzi", quello dello Stato "per rendere effettiva
giustizia". La seconda: il merito. "Se ai figli dei poveri togli la
chances del merito e del talento, li condanni all'inferno". La terza: il
senso del dovere. "Finora ha vinto l'Italia dei no, di chi distrugge. Noi
siamo per l'Italia dei sì, di chi costruisce". La quarta: la qualità.
"Destra e sinistra hanno contrapposto modernizzazione ed equità. Solo la
parola qualità può legarle tra loro". La quinta: la difesa della vita. Un
principio che comprende il tema della sicurezza, della famiglia, dell'ambiente,
delle questioni eticamente sensibili. Questo il messaggio lanciato ieri dal
leader centrista nell'atto iniziale della campagna elettorale. Martedì
presentato il programma, ispirato a queste "stelle polari". Ma già
ieri, sul sito www.pierferdinandocasini.it, si potevano leggere alcune proposte
concrete iscritte anch'esse in cinque missioni: "la centralità della
famiglia, il merito sopra di tutto, la difesa della vita, più sicurezza,
indipendenza energetica". Famiglia. È molto forte la sintonia con le
proposte del Family day. Eccole nel merito: raddoppio degli assegni familiari
per ogni figlio a carico, deduzione dal reddito delle spese per asili nido,
scuole materne e libri scolastici, detassazione degli straordinari sui redditi
da lavoro. Sono previsti anche interventi specifici sulla casa. Tra questi la
cedolare secca del 20% sugli affitti, un "buono affitto" per le
famiglie più povere e l'azzeramento dell'Ici per chi affitta a canoni del 20%
inferiori ai prezzi di mercato. Sul terreno fiscale è prevista la moratoria per
due anni di nuove leggi, una volta varata la riforma. Il merito. È previsto un
maggiore sostegno alla ricerca, portando all'1,8% i finanziamenti pubblici e
incrementando le borse per i giovani ricercatori. L'impegno dell'Udc è per un
aumento degli investimenti sull'intero comparto della scuola pubblica. Ma anche
per un sostegno alla "libertà d'educazione", attraverso un contributo
alle spese per i figli che frequentano le scuole paritarie. Nel capitolo del
merito sono inseriti pure gli interventi a favore dell'impresa. Tra questi la generalizzazione dello "sportello unico"
(per ridurre la burocrazia)
e la previsione del versamento Iva solo in coincidenza con l'effettivo incasso.
La difesa della vita. Rispetto della vita "dal concepimento alla morte
naturale". Rispetto "della libertà religiosa, con particolare
considerazione per la nostra identità cristiana". Rispetto della
"famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio di un uomo
e di una donna". La sicurezza. Potenziare gli strumenti a favore delle
forze dell'ordine. Riformare la giustizia. Nelle proposte Udc si parla di
controllare l'immigrazione extracomunitaria e condizionarla alle
"disponibilità di lavoro, abitazione e regolarizzazione fiscale". Di
prevedere una "effettiva e celere espulsione" degli stranieri autori
di reati. E di reintrodurre il reato di "oltraggio a pubblico
ufficiale". In materia di giustizia si ipotizza una
"rottamazione" delle cause civili, incentivando le conciliazioni con
bonus fiscali. E per l'Udc è necessario anche prevedere la responsabilità del
pm per l'esercizio dell'azione penale. L'energia. Sarà uno dei cavalli di
battaglia di Casini. Tra le proposte c'è il rilancio, "anzitutto a livello
di studio, della produzione di energia nucleare" e la riattivazione del
patrimonio scientifico e tecnologico esistente. Nel programma si parla inoltre
di aumento del numero dei rigassificatori. E dei termovalorizzatori per la
distruzione dei rifuti. Si propone anche la semplificazione e la diffusione
degli incentivi per le fonti rinnovabili. cla.sa. Il segretario dell'Udc
Lorenzo Cesa A destra un gruppo di militanti durante la kermesse dei centristi.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Elezioni... Se
risultasse sotto il 60 per cento, considerato il livello d'allarme, suonerebbe
come una tacita mozione di sfiducia nonché espressione del distacco tra il
cittadino disilluso e un potere autoreferenziale e quasi autistico che continua
a predicare in monologhi, raramente in dialogo. È stata una campagna elettorale
senza nerbo, anemica, con l'orchestra alle prese con una sola partitura, quella
composta da Vladimir per il suo successore Dmitrij. L'opposizione ha dovuto accontentarsi
degli intervalli, ma senza scatto ripetendo refrain ormai polverosi. La base
del comunista Zjuganov nell'attesa della riscossa è invecchiata, si sta
spegnendo anche anagraficamente. Sull'altro estremo, il nazionalista
Zhirinovski è un demagogo pieno di rancore e revanscismo con un inquietante
seguito di razzisti e antisemiti dichiarati, comprese le bandiere rosso-brune
dei naziskin. Entrambi sembrano messi là per dare al tutto una parvenza di
pluralismo che se misurato secondo gli standard occidentali continua a
latitare. Burocrazia tentacolare, censura palese e occulta
nonché contraddizioni interne hanno invece messo fuori uso la cosiddetta nuova
dissidenza di orientamento europeista. Mihajil Kasjanov, ex primo ministro
entrato in rotta di collisione con Putin, non è nemmeno riuscito a registrare
il suo schieramento che comunque, secondo i sondaggisti, non avrebbe
superato un misero 2 per cento. Lo stesso è accaduto al movimento del campione
scacchista Kasparov e alla destra di Nemtsov. I dissidenti contavano
sull'appoggio della crescente classe media che invece non ha voluto rischiare
ritenendosi sufficientemente protetta dal centro conservatore dei putiniani.
Arricchitevi pure ma non disturbate il manovratore, il che ha il sapore di un
piatto post-sovietico aggiornato con salsa cinese. Dopo otto anni di
"terapia del dr. Putin", la Russia non è più un gigante malato,
sconfitto dalla storia. Il posto tra i paesi più industrializzati non è
usurpato. Il Pil cresce oltre l'8 per cento, i 40 miliardi di debito estero
ereditati dall'Urss sono stati onorati, l'industria si sta liberando dalla
ruggine, petrolio e gas sembrano inesauribili, la scolarizzazione è buona e la
ricerca scientifica sta risorgendo. Passeggiando per Mosca, una megalopoli in
perenne "remont" ovvero ristrutturazione, il "flaneur" del
post-sovietismo annota i veri cambiamenti, la trasformazione profonda che le
statistiche non possono trasmettere. Sono cambiati i colori, più vivaci del
depressivo grigio metallurgico. Sono cambiati gli odori dei luoghi chiusi, non
più infestati da latrine intasate e ascelle in decomposizione. Le cameriere
perfino sorridono e le strade sono piene di Mercedes in doppia fila. Insomma
dopo il pauperismo gorbacioviano e gli anni del caos criminale di Eltsin il russo
medio non avrà conquistato la democrazia, ma un po' di comfort certamente sì.
L'appartamento di proprietà per molti non è più una chimera, né la dacia fuori
porta e la vacanza all'estero. Il luogo del ritrovo non è più il dopolavoro, ma
il magazzino dell'Ikea. Il programma di Medvedev si riduce in pochi punti:
completare il "remont" economico, militare e morale del paese in modo
che possa misurarsi alla pari con l'America "ovunque nel mondo" e
presentarsi da "partner affidabile" all'Europa. Ma soprattutto
ridistribuire meglio la ricchezza, attenuando le disparità sociali e le
differenze di sviluppo sul territorio (il Pil delle regioni del Caucaso è di 30
volte inferiore a quello della municipalità di Mosca), contando anche sulla
salvifica propensione dei russi alla pazienza e al sacrificio. Alla vigilia del
voto girava ironica la domanda: dove sta la differenza tra Putin e il suo
successore Medvedev? Risposta: cercatela alla Lubianka, la cavernosa sede del
Kgb. Putin è cresciuto in quella scuola, il 42enne Medvedev no. Ecco la
differenza. Ciò non vuol dire che i colleghi dei servizi segreti chiamati da
Putin al Cremino dovranno fare fagotto. Tutt'altro. Non sarebbero veri
kappagibisti se non si fossero garantiti un futuro di potere e di privilegi. Il
loro uomo di punta Igor Secin, finora capo dell'onnipresente amministrazione
presidenziale, è anche presidente della Rosneft, colosso statale del petrolio.
Il suo sodale Viktor Ivanov, già ministro della difesa, è anche numero uno
della Almaz, principale costruttore di sistemi missilistici dell'ultima
generazione. I cosiddetti "siloviki", gli uomini della forza, o i
falchi, non andranno in pensione sotto il nuovo zar. Manterranno la posizione
nel punto strategico in cui si incontrano, e spesso si scontrano, grande
politica e grandi affari, il cuore stesso del sistema. Garante Vladimir Putin
che ha già provveduto ad arredare con le foto di famiglia la sua nuova
scrivania, quella di primo ministro, passando dal ruolo di presidente a quello
di amministratore delegato dell'enorme azienda chiamata Russia. Sergio
Canciani.
( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Miceli sul decreto
"milleproroghe" "Approvato il bonus triennale per chi
assume" al.tar.) Organizzato dalla Cna - Costruzioni, il convegno
"Costruzioni e manutenzioni - Artigiani e Pmi per un'economia integrata e
un mercato libero e meno burocratico", si è rivelato un importante
appuntamento, per numerosi imprenditori artigiani del settore. L'incontro è
servito a mettere a fuoco le cause e i motivi della stagnazione sia del mercato
privato che degli appalti pubblici. Alla contrazione del mercato privato si aggiunge
anche, non tanto la riduzione della spesa per opere pubbliche, quanto la nuova
tendenza ai mega appalti, forse più convenienti alle amministrazioni ma
penalizzanti per le piccole e medie imprese. Inoltre è stato rilevato come
molti Comuni siano sprovvisti dei piani urbanistici. A
tutto ciò si aggiunge anche il peso di una burocrazia eccessiva. Basti pensare che, messi insieme, gli adempimenti in
materia risultano essere più di 102. E la categoria è penalizzata, in un
momento in cui c'è penuria di gare di appalto, da un'attestazione Soa che deve
essere rinnovata ogni tre anni e dalle ultime normative in materia di Durc,
che prevedono la sua sospensione in presenza di infrazioni, senza un criterio
equo di bilanciamento - sostiene la Cna - tra l'infrazione stessa e la
penalizzazione, poiché senza il Durc l'impresa non può lavorare. La categoria
si sente assediata, è stato sostenuto nei numerosi interventi, da un'azione
ispettiva che si svolge in un clima per niente costruttivo e di collaborazione.
Le imprese artigiane del settore costruzioni e manutenzione hanno più volte
affermato la loro totale adesione al fattore sicurezza, anche in considerazione
del fatto che gli stessi imprenditori nel proprio cantiere vi lavorano. La Cna
ritiene opportuno che vengano abbattuti i costi Inail, soprattutto in presenza
di comportamenti virtuosi. Al convegno hanno preso parte, oltre ché Giuseppe
Gianino e Pippo Gianninoto, rispettivamente presidente provinciale e segretario
provinciale della Cna, anche Sebastiano La Terra e Bartolo Zappulla, presidente
provinciale e segretario provinciale della Cna Costuzioni, il segretario
regionale di Cna Costruzioni, Giacomo Cuccia e Giuliano Sciarri, segretario
nazionale della stessa organizzazione.
( da "Sicilia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Imprese
assediate dalla burocrazia"Cna-Costruzioni. "Poche
commesse private, meno appalti pubblici, in aumento le difficoltà"
"Non sapevo di possedere un ecomostro" Egregio direttore, chi le
scrive è il proprietario del ristorante Paradiso situato nel parco della
Neapolis (cosiddetto "ecomostro"). Le scrivo in merito all'articolo
apparso in data 28 febbraio scorso a pagina 38 relativo alla decisione, a mia
insaputa, di abbattere il mio locale perché a suo dire, o chi per lei, è
diventato un "ecomostro" (gettando nel panico me e la mia famiglia).
A questo proposito voglio ricordare che questa costruzione esiste da oltre 200
anni e la veranda coperta da almeno 40 anni, regolarmente sanata dal
sottoscritto al momento dell'acquisto. Per quanto riguarda la presenza di
eco-mostri nella zona Neapolis ce ne sono tanti, ma il vero mostro è quella
orribile costruzione in legno realizzata qualche anno fa dal Comune, con i
soldi dei contribuenti, appena fuori dal parco che doveva servire a mettere
ordine all'ingresso del parco, ma ad oggi è rimasta inutilizzata. Per
concludere mi fa piacere informarla che insieme con la mia famiglia fino a oggi
ho contribuito con il nostro lavoro di ristoratori e con la nostra
professionalità all'accoglienza di centinaia di migliaia di turisti, ricevendo
sempre pareri favorevoli per il lavoro svolto con massima serietà. Pinello De
Luce Sviluppo ed elezioni, la posizione dell'Ugl Non è più tempo di farsi
prendere in giro da proclami elettoralistici. Più che lo slogan Veltroniano del
"si può fare" in Sicilia occorre imporre alle forze politiche che
vinceranno le elezioni il "si deve fare". La nostra organizzazione
sindacale chiede alle forze politiche ed ai singoli candidati che si pronuncino
apertamente su alcune punti che riteniamo prioritari. Seguendo il dibattito
elettorale nazionale, si vede come di Sud si parli poco. Proprio per ovviare a
questa marginalità di fatto, occorre che i partiti in Sicilia scelgano
candidati che abbiano delle grandi capacità non solo politiche ma soprattutto
umane, professionali e manageriali, perché saranno loro a dover sostenere e
portare avanti nelle sedi parlamentari le nostre istanze , in un contesto
generale che si presenta sicuramente molto difficile e condurre tutte quelle
battaglie per lo sviluppo della nostra isola non solo per "cento giorni"
ma per tutta la legislatura. L'Ugl Sicilia ritiene che queste siano alcune
delle priorità da attenzionare: adozione di una fiscalità di vantaggio (o , per
meglio dire, di compensazione); politica delle infrastrutture e della mobilità,
che non guardi solo alla nostra isola ma che sia vista in un'ottica del mercato
di libero scambio mediterraneo; defiscalizzazione dei prodotti petroliferi,
essendo la Sicilia la raffineria dell'Italia e per ovviare ai maggiori costi
dovuti al trasporto che le nostre imprese sostengono per la marginalità
geografica; politica a sostegno del reddito familiare. Inoltre, il Ponte sullo
Stretto, un'opera strategica ed essenziale, pertanto non possiamo che
accogliere con favore coloro i quali nei loro programmi si impegneranno a
costruirlo. Altresì, proponiamo la creazione di un Distretto produttivo
impiantistico. In Sicilia, a partire dal 1960, si è formata una grande area
industriale che ha prodotto un consistente numero di lavoratori specializzati
(tubisti, saldatori, montatori) spesso costretti ad emigrare. A un Nord ricco
di commesse e povero di manodopera, si contrappone un Sud povero di commesse e
ricco di manodopera qualificata. Ai candidati si chiedono delle misure per
salvaguardare e promuovere la professionalità dei nostri lavoratori altamente
qualificati e di incentivare il trasferimento delle commesse dal Nord al Sud,
garantendo alle imprese settentrionali le condizioni per investire; in questo
contesto è primaria la riforma delle Asi. Giovanni Condorelli Segretario generale
Ugl Sicilia.
( da "Sestopotere.com" del 02-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(22:27) (2/3/2008
21:01) | CIA FORLI'-CESENA: TAVOLA ROTONDA SU BUROCRAZIA, MANODOPERA E QUALITA'
DEL LAVORO NEL MONDO AGRICOLO (Sesto Potere) - Cesena - 2 marzo 2008 -Ricerca
di manodopera ed eccesso di burocrazia: un tema
"caldo" per il mondo agricolo di Forlì-Cesena in vista della campagna
estiva che si avvicina. Sarà proprio questo l'oggetto della tavola rotonda
aperta al pubblico organizzata da CIA Forlì-Cesena venerdì 7 marzo alle 20,30
presso il centro congressi di Cesena Fiera, in via Dismano,