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tARTICOLI DEL 13-15 luglio 2008
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Articoli
Burocrazia (111)
"Sarà cremata così volerà in cielo" (
da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oggetto di formalità e di burocrazia". Non per i suoi famigliari che si ancorano ai ricordi. "Vogliamo stare vicini, perché - dice Giampaolo Cavalli - è l'unico modo che ci consente di affrontare questa prova terribile. Stiamo qui, nella casa di Valeria (anche lei abita a Torino, ndr), a parlare, a piangere, a ricordare.
Da noi è un fenomeno non c'è (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppo spesso, tuttavia, gli imprenditori agricoli sono schiacciati da una burocrazia asfissiante e trovano difficoltà a reperire forza lavoro in grado di contribuire in tempi ristretti e concentrati alla raccolta delle produzioni in campo".
VIADANA ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia comunale e, in particolare, ai funzionari, detentori delle chiavi di accesso agli archivi, che, assentandosi per ferie dal servizio, hanno reso inaccessibile l'utilizzo delle informazioni ivi contenute. Mia madre riponeva marmellate, biscotti, zucchero e altri alimenti preziosi, in termini di costo e di valore nutritivo,
Io, rumeno sconfitto dalla burocrazia (
da "Trentino" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rumeno sconfitto dalla burocrazia" Operaio racconta: ho pagato i contributi ma non ho i diritti degli italiani TRENTO. Ha una moglie e tre figli, Manolache Sterica, operaio rumeno di 43 anni, da sei in Italia. Vivevano con lui a Trento da qualche mese, ma ora ha dovuto farli ritornare in Romania, perché non era più in grado di mantenerli.
Pino Morandini sceglie Divina (
da "Trentino" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: punto importante di questo programma è dare vita ad una burocrazia che, attraverso procedure semplificate, dia risposte ai cittadini in tempi rapidi e certi". L'Udc quindi è pronto a mettersi a disposizione della coalizione. Quanto alla candidatura di Divina a presidente della Provincia, "le elezioni si vincono e la Provincia si governa non con una persona,
Domani gli anziani nella nuova Rsa (
da "Arena, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avesse previsto il capitolo burocrazia legato all'attivazione della Rsa e ad accontentare il sindaco Lino Gambaretto, che chiedeva tempi brevi per evitare agli anziani della casa soavese di trascorrere un'altra estate al caldo negli obsoleti ambienti di Villa Scrinzi. Dopo gli ospiti della struttura soavese, toccherà ai 24 anziani di media assistenza ed ai sei non autosufficienti,
Il permesso di soggiorno blocca le vacanze (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diritto che potrebbe infrangersi contro lo scoglio sempre imprevedibile della burocrazia. Rischiano molto i cittadini stranieri che lavorano in Italia i quali, pur essendo già in possesso del permesso di soggiorno tradizionale, hanno avviato la procedura di rinnovo del "Pse", il permesso di soggiorno elettronico. Stiamo parlando di una tessera magnetica simile a una carta di credito,
Parcheggio dietro il tribunale i lavori sono ancora
bloccati ( da "Mattino di Padova, Il"
del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questo perché il terreno è risultato ancora più impregnato di carburante proprio sotto il punto dell'area dove c'era la pompa di benzina della compagnia americana. Quindi, se non arriveranno altre sorprese, i palazzoni dell'Ifip saranno pronti minimo tra cinque anni. Sempre se, naturalmente, l'elefantiaca burocrazia padovana non ci metterà ancora il bastone tra le ruote (f. pad.).
Troppa burocrazia (
da "Arena, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: MEDICI DI FAMIGLIA Troppa burocrazia Ho letto in merito alla troppa burocrazia che attanaglia i medici di famiglia sul quale non ho commenti particolari. Chiedo però la cortesia di concedere un pari spazio al tema della burocrazia che grava sui medici specialisti ospedalieri.
Benvenuti ad astana utopia nella steppa - leonardo coen (
da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche il modo di sbarazzarci di quella burocrazia statale che non accettava i cambiamenti necessari per rilanciare l'economia. Oggi Astana è una città di giovani, l'età media è di 32 anni, qui sta nascendo un'élite dirigente del tutto nuova". L'equazione ideologica di Nazarbayev è, a suo modo, semplice e convincente: sedurre gli investitori stranieri,
Conflitti e tensioni in Cina l'armonia è solo propaganda (
da "Unita, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: denunciare le malefatte della burocrazia. Tema a cui sono molto sensibili i cinesi, quello delle prevaricazioni di un potere spesso impermeabile alla giustizia comune. Ne derivano frequenti scoppi di rabbia popolare che qualche volta assumono l'aspetto di rivolta. Alla fine di giugno ha avuto larga eco internazionale l'assalto di diecimila persone infuriate ai commissariati di Wengan,
Il terremoto in Sichuan ha messo a nudo il livello di
corruzione della burocrazia. I superstiti hann (
da "Unita, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il terremoto in Sichuan ha messo a nudo il livello di corruzione della burocrazia. I superstiti hanno protestato perché molte scuole crollate erano state costruite male, poiché i fondi erano stati intascati dai funzionari.
Sedia, gli imprenditori chiedono aiuto a tondo (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attuale presidente De Sabata la troppa burocrazia e la scarsità di risorse promesse hanno rallentato il lavoro di questa realtà. Gli imprenditori - conclude Pizzamiglio - hanno bisogno di informazioni certe, non solo per l'oggi ma anche per il futuro prossimo visto che l'azienda non è formata solo dalla parte dirigente ma anche da dipendenti e dalle loro famiglie.
L'opposizione che c'è ma non si vede (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: parlare del costo e della qualità dei servizi erogati dalla nostra burocrazia. Non si poteva far trapelare che nella fascia di età 60-65 sono in condizione lavorativa meno di due italiani su dieci, contro un terzo dei francesi e tedeschi e metà dei britannici. Era proibito affermare che il problema di maggiori risorse per la sicurezza era finto, considerando che fra Guardia di finanza,
I mali della burocrazia (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: RITARDI I mali della burocrazia Non essere riusciti a rimanere nei tempi prefissati per i rogiti. La mia domanda è: può un cittadino rimanere quasi un anno in balia di se stesso per l'inefficienza di un ente comunale? Può sentirsi dire da uffici vari che servono proprio per questi casi burocratici sempre e solo: ci dispiace.
Protezione civile, prova del fuoco - piero ricci (
da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cominciata una corsa affannosa contro i tempi della burocrazia". La prima pietra burocratica fu posta da Denni Gadaleta, il capo di gabinetto di Vendola, scomparso nel gennaio scorso. E a ricordare il suo impegno non è il governatore ma Bertolaso. "Ascoltare un presidente di Regione che fra l'altro è autorevole esponente di un partito politico, fare questo genere di ragionamenti -
Gorizia-villesse, sì al progetto definitivo (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: purtroppo, è la verità e non è sicuramente firmando i Protocolli che si velocizza l'iter dei vari lavori pubblici". Parole che confermano una volta di più la regola: più il tempo passa e più i costi lievitano. La burocrazia - dunque - ha effetti diretti anche sull'ammontare finale delle varie opere pubbliche.
L'itala si raduna domani al colaussi amichevoli con
triestina e lecce ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I lavori vanno ultimati entro Ferragosto (il 17 il possibile debutto in Coppa Italia) e sono finanziati da Regione e Provincia per 80mila euro, ma a gestire l'intervento - bypassando le lungaggini della burocrazia - stata direttamente l'Itala attraverso una particolare convenzione. (l.m.).
Stella racconta un'italia alla deriva (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: interessi privati e menefreghismo pubblico, burocrazia fetente, corporativismo, mostrano il volto peggiore e più devastante. Perché Stella, che a Monfalcone era accompagnato anche dalle letture dell'attore Bebo Storti (il malfamato Conte Uguccione di un decennio fa) e dal pianoforte di Paolo Favorido, la prende larga.
<Dai tabulati... lei è morto> (
da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia di ASTERIO TUBALDI ? RECANATI ? CHIEDE il tesserino sanitario all'agenzia delle entrate e gli rispondono che non possono rilasciarglielo perché risulta deceduto. E' una situazione decisamente pirandelliana quella capitata al recanatese Angelo Bellelli, presidente dell'associazione filatelica nonchè storico personaggio politico e consigliere comunale ai tempi del vecchio
HA 25 ANNI. Ma va accudito come un bimbo di sei mesi. Tutto
accadde ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lotta con burocrazia e porte in faccia ? è come fosse invisibile. E, si sa, i genitori non sono eterni. Io ho cinquant'anni e quando non ci sarò più?". Non è la prima volta che mamma Luccarini chiede aiuto al giornale. La storia del giovane, da noi raccontata tempo fa, commosse e mise in moto una forte gara di solidarietà.
UNA COSA è certa: chi si aspettava che l'inquilino di
Palazzo Merlato f ( da "Resto del Carlino, Il
(Ravenna)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quello stesso sindaco che sembrava essersi impantanato nelle sabbie mobili della burocrazia, è sceso in strada impugnando la bandiera della legalità e della lotta al degrado. Da quel momento si è trasformato in un fiume in piena. L'ultima ordinanza che ha firmato è appena entrata in vigore: vieta l'accattonaggio e la vendita di oggetti nei parcheggi.
<Artigiani, ora serve una svolta> (
da "Nazione, La (Lucca)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pressione fiscale e la burocrazia. In Lucchesia ? ha continuato Martinucci ? sembrerebbe essere l'edilizia a tenere alto l'umore dell'artigianato. E' il settore delle costruzioni, con la cantieristica, a far registrare i pochi segnali positivi. Il motivo è da ricercare nella particolarità dell'artigianato lucchese costruito attorno a tante micro imprese che ha un ruolo forte nell'
BORETTO UN INCONTRO sui temi del Po, ieri mattina,
navigando sul ( da "Resto del Carlino, Il
(R. Emilia)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fare emergere i conflitti latenti nel governo del territorio e togliere burocrazia e lungaggini che ritardano interventi, talvolta anche importanti, per il fiume Po ed il territorio. Perché per fare bene al Po "non serve perdersi in un fiume di parole". All'incontro, con partenza da Boretto, presenti pure l'assessore regionale Lino Zanichelli, autorità locali e parlamentari.
Di LAURA DALL'OLIO SCALO MERCI, lavori al via entro l'anno.
Sembra e ( da "Resto del Carlino, Il
(Imola)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e le valanghe di permessi necessari. Sono i motivi che in questo Paese portano ad allungare i tempi di tutte le grandi infrastrutture", dice Bendanti. Da adesso però le cose si dovrebbero muovere più rapidamente: le varianti al Piano regolatore verranno presentate alla seduta di giovedì della commissione consigliare di pianificazione urbanistica per poi passare al voto
Tesserini nel caos <La Regione si assolve e scarica il
Comune> ( da "Resto del Carlino, Il
(Imola)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La Regione si assolve e scarica il Comune" Vecchi (An-Pdl): "Troppa burocrazia" IL CASO è questo e ha fatto imbufalire molti cacciatori imolesi: le doppiette pagano le regolari tasse per ottenere i tesserini necessari alla caccia, ma non riescono ad averli perché, in un assurdo giro burocratico, le pratiche s'intoppano tra Comune e Regione.
Confagricoltura Mantova: sia fatta giustizia (
da "Provincia di Cremona, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la viticoltura, la mungitura nelle aziende zootecniche da latte. Troppo spesso, però, gli imprenditori agricoli sono schiacciati da una burocrazia asfissiante e trovano difficoltà a reperire forza lavoro in grado di contribuire in tempi ristretti e concentrati alla raccolta delle produzioni in campo".
Il bilancio della giunta 'Fatto tanto, ma i progetti sono
da rivedere' ( da "Provincia di Cremona,
La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: hanno dovuto fare i conti con burocrazia che in campagna
elettorale non conoscevano. "Problemi che ci hanno rallentato non poco ?
ammette Lodi ? tanto che bisognerebbe rivedere il programma elettorale stilato
nel
Un altro caso di mala burocrazia (
da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La parola ai lettori Un altro caso di "mala burocrazia" Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.
La ( da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risponde il sindaco Si parla sempre più di burocrazia e costi della politica. Cosa ha fatto il Comune? >La burocrazia è la vera palla al piede del paese. Solo nel primo anno abbiamo impostato una complessa razionalizzazione delle società del Comune. Entro giugno passerà in Giunta. Abbiamo ridotto i cda delle società andando oltre ciò che è previsto dalla legge e rivisto i criteri (
Federica Guidi: <Noi giovani e il virus dell'impresa> (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, i costi, il tempo che si perde e che scoraggia e spaventa. E' un complicato e lungo momento finanziario, che distoglie la mente dalla volontà di liberare subito le energie, come si vorrebbe ". Confindustria è guidata da due donne, giovani, belle e determinate: Emma Marcegaglia per i grandi e lei per le nuove leve.
L'ennesimo crollo della produzione industriale. L'onda
anomala degli esuberi in arrivo, ci (
da "Messaggero, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, fannulloni, eccetera), mentre il privato è virtuoso per definizione. C'è una "casta" che ha procurato al Paese altrettanti danni, ed è quella degli "imprenditori conservatori", che non hanno accettato la sfida della globalizzazione preferendo abbarbicarsi a produzioni marginali che oggi non riescono più a stare sui mercati,
TIPI ITALIANI (
da "Giornale.it, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nulla di ciò che spesso contribuisce a trasformare le ragioni del cuore in burocrazia associativa e talvolta in mestiere. Ha cominciato quando ancora c'era la cortina di ferro. Russia, Ungheria, Cecoslovacchia, Ucraina, Lituania, Bulgaria, Romania, Jugoslavia, Kosovo e oggi la Moldavia: non c'è Paese dove non si sia infiltrato, mettendo a repentaglio la propria incolumità personale,
Il parcheggio si fa, dopo 14 anni (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come s'è visto anche in questa occasione, con la burocrazia pubblica". Il nuovo parcheggio, che costerà complessivamente quasi 250 mila euro, sarà realizzato dall'impresa "Tecnoscavi", di Udine e ospiterà 46 posti auto. Una bella boccata d'ossigeno per Lucinico, che metterà ordine nell'attuale sistema delle soste.
L'angelo dei martiri della Siberia: "Così ho vinto i
Paesi comunisti" ( da "Giornale.it, Il"
del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nulla di ciò che spesso contribuisce a trasformare le ragioni del cuore in burocrazia associativa e talvolta in mestiere. Ha cominciato quando ancora c'era la cortina di ferro. Russia, Ungheria, Cecoslovacchia, Ucraina, Lituania, Bulgaria, Romania, Jugoslavia, Kosovo e oggi la Moldavia: non c'è Paese dove non si sia infiltrato, mettendo a repentaglio la propria incolumità personale,
Associazione Italia-Cina Prima tessera al sindaco (
da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la nuova associazione servirà anche a rendere più facili i rapporti con le istituzioni e la burocrazia, "non solo locale", e a promuovere l'amicizia tra popolo cinese e italiano". "Barge - riprende il sindaco - sa cosa vuol dire la parola "emigrazione": molti concittadini in passato hanno dovuto andare all'estero per sopravvivere e migliorare la propria condizione.
Microimprese la burocrazia costa 11,4 miliardi all'anno (
da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: UFFICIO STUDI DI CONFARTIGIANATO Microimprese la burocrazia costa 11,4 miliardi all'anno La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e quasi 90 giorni di lavoro l'anno. La denuncia arriva da un rapporto dell'Ufficio studi di Confartigianato. Dall'analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l'ennesimo paradosso tutto italiano,
Domani gli anziani nella nuova Rsa (
da "Arena.it, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avesse previsto il capitolo burocrazia legato all'attivazione della Rsa e ad accontentare il sindaco Lino Gambaretto, che chiedeva tempi brevi per evitare agli anziani della casa soavese di trascorrere un'altra estate al caldo negli obsoleti ambienti di Villa Scrinzi. Dopo gli ospiti della struttura soavese, toccherà ai 24 anziani di media assistenza ed ai sei non autosufficienti,
Passaporto, i bengalesi "assaltano" Conegliano (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avanguardia che per la prima volta avvicina la burocrazia ai cittadini che si trovano alle prese con scadenze e rinnovi decentrandoli a Palermo per tutto il sud d'Italia e a Conegliano per il nord. Frutto di due mesi di organizzazione, l'operazione di rinnovo dei passaporti è stata coordinata dalla Cgil che ha messo a disposizione le proprie stanze e dall'ambasciata del Bangladesh a Roma.
Patto tra Comuni contro gli sprechi (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il problema italiano casomai è la burocrazia"."Comuni così piccoli non hanno giustificazione, e con l'Unione ci sarebbero senz'altro economie di scala", risponde invece il sindaco di Follina Marcello Tomasi. "Però penso che sarebbe meglio andare per gradi, cioè mettere assieme Tarzo con Revine Lago, che sono tra loro vicine e hanno come punto di riferimento i laghi,
Economia ansiogena (
da "Sicilia, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, fannulloni, eccetera), mentre il privato è virtuoso per definizione. C'è una "casta" che ha procurato al Paese altrettanti danni, ed è quella degli "imprenditori conservatori", che non hanno accettato la sfida della globalizzazione preferendo abbarbicarsi a produzioni marginali che oggi non riescono più a stare sui mercati,
L'ennesimo crollo della produzione industriale. L'onda (
da "Gazzettino, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, fannulloni, eccetera), mentre il privato è virtuoso per definizione. C'è una casta che ha procurato al Paese altrettanti danni, ed è quella degli imprenditori conservatori, che non hanno accettato la sfida della globalizzazione preferendo abbarbicarsi a produzioni marginali che oggi non riescono più a stare sui mercati,
A Palazzo Reale, a Milano, sino al prossimo 7 settembre,
c'è una mostra che vede come protagonista uno dei nostri artisti più importanti (
da "Provincia di Lecco, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Disprezzavano la burocrazia e l'ufficialità, si opponevano all'indecenza e alla menzogna, premevano sulle ragioni della poesia e stimolavano la dignità individuale. Era ?Corrente? contro corrente. Io non pensavo neanche allora che tutto fosse oro colato, però ognuno di questi giovani avrebbe dato la camicia a chi non l'aveva.
U na parte dell'industria italiana è rimasta indietro. Ma (
da "Corriere Economia Online" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia alle strade). Due storie vicine, quasi parallele, salvo i risultati. Perché? Fulvio Coltorti, direttore centrale e responsabile ufficio studi di Mediobanca, coglie così la tendenza: "Nei prossimi mesi vedremo in modo sempre più chiaro una divisione di campo, specie nel comparto delle aziende medie e grandi specializzate in produzioni standardizzate su grossi volumi e attaccate
La Cisl: lavoro nero favorito dalle lungaggini sui permessi (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma il ricorso elevato al lavoro nero tra gli immigrati è anche il frutto della farraginosa burocrazia legata ai permessi". Lo sostiene Vittorino Marinoni, segretario del sindacato immigrati della Cisl, l'Anolf. L'esponente sindacale ribatte anche al sindacalista della Cgil, Fabrizio Bruni, che aveva osservato come anche nel mantovano sia presente la piaga del caporalato.
Per gli studenti ed i pensionati arrivano i voucher
sperimentali della Provincia ( da "Giornale di Brescia"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia, ma soprattutto dare una possibilità di reddito a studenti e pensionati. È infatti rivolto solo a loro il progetto, per ora ancora in fase sperimentale, attivato dal Settore lavoro della Provincia di Brescia, guidato da Aristide Peli, in collaborazione con la Regione, l'Inail e l'Inps.
Verolese: burocrazia a posto, cercasi punta (
da "Giornale di Brescia" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia a posto, cercasi punta Maurizio Lucchetti, allenatore della Verolese: la rosa è quasi ultimata Massimo Cornacchiari VEROLANUOVA Prosegue il lavoro dello staff tecnico della Verolese per riuscire a mettere a disposizione del tecnico Maurizio Lucchetti l'intera rosa definitiva in vista del ritrovo fissato per il 24 luglio a Verolanuova,
Salviamo Forni (
da "Giornale di Vicenza, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: crollano e la burocrazia nazionale distrugge giorno per giorno. Negli anni '20 circa c'erano 1.200 abitanti, ora sono 42. I tetti si sfasciano, le miserie degli abbandoni creano spacchi e mentre gli emigranti sono dispersi nel mondo, niente e nessuno della Regione, dello Stato o di altri Enti si interessano più a questa lunga storia.
Bonami: villa manin funziona ma ora faranno tabula rasa (
da "Messaggero Veneto, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarebbe un peccato rispedirli dentro la burocrazia amministrativa. Nel parco ci sono opere per le quali sono stati già stanziati fondi affinché rimangano permanentemente. Mi dicono, invece, che il consiglio vuole rispedirle via per motivi di Sovrintendenza. Peccato". Tra lei e Marco Goldin, curatore delle mostre di Treviso e Brescia, recentemente c'è stata una polemica,
Gli imprenditori italiani agevolati: servizi e tariffe
bancarie ridotte ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Serve una burocrazia più agile e veloce" Gli investitori operano principalmente nei settori del turismo, del commercio, del vetro, della plastica, del legno e dell'agroalimentare CITTANOVA L'Aini ossia l'Associazione degli imprenditori della nazionalità italiana ha concordato con la Casa di assicurazioni Euroherc un nuovo pacchetto di servizi a condizioni agevolate per i propri soci.
Le ferite aperte di via lomellina - sandro de riccardis (
da "Repubblica, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oltre ai milioni di euro mancanti bisogna fronteggiare i mostri della burocrazia, in agguato anche in via Lomellina. Bisogna portare via scooter, frigoriferi, lavatrici rimasti nel cortile dal giorno dell'esplosione, "ma l'Amsa - dicono i residenti - ci dice che porterà via gratuitamente solo 200 tonnellate di macerie.
Tra gli indiani-schiavi della bassa nelle campagne dove la
fatica uccide - enrico bonerandi ( da "Repubblica, La"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Fini c'è una burocrazia infinita e così vanno sul mercato del lavoro nero". Mukesh Chander, indiano, qui a Mantova è arrivato 22 anni fa, lavorava in un circo. Poi ha fatto il contadino, il mungitore di mucche, l'operaio, poi ancora il contadino. Ora fa l'artigiano per conto terzi, dal Punjab ha fatto venire la famiglia,
"nuove leggi o resteranno sotto ricatto" (
da "Repubblica, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la legge Bossi Fini crea lentezze e burocrazia. Così la gente si rivolge ai clandestini", dice Giordano Cavallari , vice-direttore della Caritas mantovana. E lo sfruttamento aumenta. "Quando non c'è più bisogno del lavoratore clandestino, viene semplicemente allontanato. Se la badante si ammala o rimane incinta, fuori.
Operai beffati dalla burocrazia (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: delle liste di mobilità Operai beffati dalla burocrazia Villacidro.. Gli ex lavoratori della Scaini aspettano la pubblicazione delle liste di mobilità La protesta: "Senza gli sgravi fiscali nessuno ci assume" --> La protesta: "Senza gli sgravi fiscali nessuno ci assume" Regione e Provincia declinano ogni responsabilità, ma la documentazione si è arenata nei meandri della burocrazia.
Allarme dei giudici di pace: <Sommersi di ricorsi
Ecopass> ( da "Giornale.it, Il"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un classico della burocrazia, ingolfata da questa nuova ondata di richieste. In via Francesco Sforza, racconta Dattolico, "da una decina di giorni il numero di ricorsi presentati contro le multe per infrazioni Ecopass è diventato davvero rilevante. Abbiamo dovuto moltiplicare gli sportelli per far fronte alla fila che arriva fino ai giardini della Guastalla.
La burocrazia costa 10 miliardi (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-07-14 - pag: 1 autore: PICCOLE IMPRESE La burocrazia costa 10 miliardi Nonstante i diversi provvedimenti sulla semplificazione, per le imprese sotto i 50 dipendenti gli oneri della burocrazia continuanoa crescere. Lo rileva il terzo rapporto di PromoPa che verrà presentato oggi a Milano.
Tra i dimenticati dei flussi (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra le lungaggini della burocrazia affogata dalle pratiche entrambe le richieste ottengono il via libera. Pochi giorni- gli hanno assicurato- e con il nullaosta volerà al Paese per tornare qui in regola,con la famiglia. Troppa fortuna, forse. Almeno fino all'altra sera quando una pattuglia della Polizia gli ha chiesto i documenti.
Tutto pronto per la riapertura del distributore di Sesto (
da "Provincia di Cremona, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le pompe porteranno le insegne della società cremonese Keropetrol, forniranno agli utenti anche gasolio e saranno attive 24 ore su 24 grazie al sistema self-service. La sua riattivazione non è certo stata un parto facile. La burocrazia aveva spento gli entusiasmi, ma negli ultimi mesi tutto si è risolto. (l.u.).
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data:
2008-07-14 num: - pag: 24 autore: di MAR... (
da "Corriere della Sera" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dotato di Pronto soccorso (il secondo Policlinico non ha questa competenza, ma ha un'unità coronarica), avrebbe fatto meglio a chiamare un medico della struttura e avvertirlo che in quello stesso momento un signore appena divenuto nonno stava morendo. E se invece di tagli alla sanità e di ticket si tagliasse proprio la burocrazia?.
Lo Spirito delle tasse (
da "Sole 24 Ore, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Filosofia dello spirito jenese", a cura di Giuseppe Cantillo, Laterza, Roma-Bari, pagg.180, Á 18,00. I matrimoni, la famiglia, i contratti, la burocrazia. Per la prima volta la realtà sociale entra in questo modo nel discorso filosofico Tra le carte. Georg W. F. Hegel (1770-1831) nel suo studio FOTOTECA STORICA ANDO GILARDI.
Impari opportunità (
da "Sole 24 Ore, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le imprese continuano a scontrarsi con la burocrazia, i giovani a frustrarsi per la mancanza di prospettive, mentre il merito e il mercato aspettano. Il caso Italia, esempio ormai supremo dell'impossibilità della riforma, diventa più chiaro leggendo un bel saggio appena pubblicato su "Economic Policy" dagli economisti Augustin Landier, David Thesmar e Mathias Thoenig.
In attesa delle nuove ambulanze, da 7 mesi (
da "Corriere della Sera" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiudicazione del delicato servizio di elisoccorso: una nuova commissione è stata nominata per preparare il capitolato del bando. Ma la burocrazia anche in questo caso viaggia con mesi di ritardo. Francesco Di Frischia Clarida Salvatori Barella Una ambulanza del 118 mentre effettua uno dei 300 mila interventi eseguiti ogni anno.
SPOLETO Un anno fa stava per dire addio alla pallavolo.
Tutto per colpa di quella mal ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di restare a Spoleto si è infranto contro le lungaggini di una burocrazia sportiva che non si è adeguata alla velocità con cui viaggia lo sport. E Gelli, pur non essendo stato investito di questi panni, ha tutte le qualità per diventare il leader di questa nuova Monini. Che comincerà a sudare agli ordini del tecnico Francesco Tardioli e del suo assistente dal prossimo 11 agosto.
La Francia spinge verso il Mediterraneo (
da "Opinione, L'" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con poca burocrazia e una tassazione esiziale. Il porto di Tangeri ?infine - ha integrato Genova e Rotterdam. Le navi dall'Oriente arrivano qui, dove i container sono smistati su navi più piccole verso l'Europa (alternativa in arrivo a Malta). Vedremo se Sarkozy saprà affrancarsi dal suo vero nemico: il capitalismo etico,
Intervista a Filippo Callipo/ Una produzione di successo
internazionale alla faccia di una burocrazia asfissiante (
da "Opinione, L'" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: produzione di successo internazionale alla faccia di una burocrazia asfissiante di Silvia Sitari Quando parla della sua terra, la Calabria, Filippo Callipo lo fa con passione ma non per questo è meno obiettivo nel valutarne pregi e difetti. Vorrebbe che, aumentando la capacità di "fare impresa", i giovani calabresi avessero la possibilità di rimanere a lavorare nel proprio territorio.
Turismo, via al ddl Velardi: spazio ai privati (
da "Denaro, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica e della burocrazia; dare qualità al turismo campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Tre le idee guida alla base del ddl firmato Claudio Velardi, che ieri ha avuto il via libera della Giunta regionale. Per affrontare le sfide di un mercato turistico globale e competitivo, il progetto prevede il massimo coinvolgimento e protagonismo dei privati:
Una campagna-guida per superare la burocrazia (
da "Denaro, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: guida per superare la burocrazia Produrre energia "pulita" da una parte e risparmiarne quanta più possibile dall'altra, dato il panorama "non rassicurante" di progressivo e veloce esaurimento delle risorse energetiche disponibili in natura. Ecco , allora, che scatta la campagna di sensibilizzazione che vede collaborare l'Apat,
Valutazione e bilancio d'esercizio: il Csvnet punta sulla
trasparenza ( da "Redattore sociale"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: percorsi autodidattici o burocrazia, ma di rivolgersi alle competenze scientifiche e tecniche esistenti e di costruire con loro percorsi e strumenti da sperimentare e mettere a disposizione dell'intera rete dei Csv. Un segno concreto sulla strada dell'efficacia e dell'efficienza, fondamentali quando si utilizzano i soldi di tutti e quando si lavora per il volontariato"
Quando la burocrazia è nemica dei disabili (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spesso arriva dopo un anno Quando la burocrazia è nemica dei disabili Il caso.. Non si può ottenere un lavoro senza il via di una commissione, che spesso arriva dopo un anno --> Carlo Lecca ha 20 anni ed è affetto da una grave forma di disabilità mentale. L'handicap non gli ha tuttavia impedito di frequentare la scuola turistico-alberghiera e di coronare il sogno di diventare cuoco.
RIPARTE IL PROGETTO PER IL CAMPO SPORTIVO (
da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel tentativo di smuovere la macchina della burocrazia e di recuperare tempo e finanziamenti che si sono ridotti all'osso. Infatti, alla beffa di non vedere realizzata l'opera, i santangiolesi hanno dovuto assistere negli anni anche al danno di un finanziamento che mese dopo mese è andato assottigliandosi;
Roma, Garante: dimenticato in cella nigeriano che chiese
espulsione ( da "Velino.it, Il"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un uomo che chiede e ottiene di sua spontanea volontà di essere espulso viene dimenticato in carcere dalla burocrazia. è l'ennesima riprova – conclude Marroni – su questo come su molti altri aspetti che riguardano il mondo penitenziario: a non funzionare non sono le leggi, ma l'organizzazione che dovrebbe applicarle”. (com/fan) 14 lug 2008 13:34.
Marroni: ''Detenuto nigeriano attende da mesi
l'espulsione'' ( da "Redattore sociale"
del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un uomo che chiede ed ottiene di sua spontanea volonta' di essere espulso viene dimenticato in carcere dalla burocrazia. E' l'ennesima riprova, su questo come su molti altri aspetti che riguardano il mondo penitenziario, che a non funzionare non sono le leggi, ma l'organizzazione che dovrebbe applicarle". (DIRE).
Espulso, ma da 5 mesi aspetta in cella (
da "Redattore sociale" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dimenticato dalla burocrazia'' Roma - Il Garante dei detenuti del Lazio è intervenuto per denunciare la vicenda di un detenuto nigeriano che chiede ed ottiene di essere espulso, ma da più di cinque mesi attende invano che il provvedimento diventi esecutivo. "Mentre da più parti si continua ad invocare un maggior rigore nelle espulsioni" dice il garante Angiolo Marroni "
SCUOLA/ GELMINI: TAGLI PER DARE SPAZIO AL MERITO (
da "Virgilio Notizie" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per rivedere il sistema e per introdurre meno burocrazia, più semplificazione e soprattutto spazio al merito". Così il ministro a margine della celebrazione del decennale dell'Università dell'Insubria. "Oggi il bilancio della scuola e dell'università - ha detto il ministro - è ingessato e bisogna recuperare risorse per premiare il merito e dare chance a chi lavora di più e meglio"
Allarme degli industriali: a Salerno è crisi vera (
da "Citta' di Salerno, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con un sistema imprenditoriale impelagato nelle sabbie mobili della burocrazia e inoltre lento nell'innovarsi al suo interno per fronteggiare le nuove sfide del mercato globale. " Dal primo semestre 2007 al secondo 2008 sono scesi i numeri di componenti fondamentali come la produzione, il fatturato, gli ordinativi, l'occupazione, le esportazioni.
Spazzatura, ora l'emergenza è l'umido (
da "Citta' di Salerno, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia è inversamente proporzionale alle reali necessitá del territorio". " Pucci critica anche l'operato del Commissariato "che si fossilizza su termovalorizzatori, discariche e rifiuti napoletani. Anche qui ci sono lentezze enormi, al posto di dare risposte a chi fa la differenziata, si pensa troppo a risolvere i problemi di chi non ha mai fatto una seria politica ambientale.
Feltrese, spunta una pista brasiliana (
da "Corriere delle Alpi" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi della burocrazia calcistica, come si sa. Un bomber italiano. Quello già visto può essere Vuk Cvetkovic, l'ex Montebelluna e Trento: "Non posso dire altro, perché sennò c'è il rischio che la trattativa salti e non è il caso, per un po' di pazienza in più.
Vescovi: Chiediamo un governo capace (
da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: governo che detassa gli straordinari e taglia la burocrazia. E per ricordare al presidente della Provincia Lorenzo Dellai - a lui o a chi governerà per i prossimi cinque anni - che da Piazza Dante si attendono decisioni chiare e rapide che sblocchino nodi irrisolti anche da trent'anni: i collegamenti della Valdastico e della Valsugana, ma anche la realizzazione del termovalorizzatore,
Scajola: Subito il nucleare (
da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la crescita delle imprese e del paese è penalizzata dal carico fiscale e dalla burocrazia". Saluta dal palco alzando le mani al cielo, come un ciclista sotto il traguardo. Dagli imprenditori trentini ha ottenuo un sostanziale "via libera" sul nucleare. Non, però, dall'assessore provinciale Ottorino Bressanini che commenta così l'intervento del ministro.
BREVI FRASSILONGO Punto sui patti territoriali Oggi a
Frassilongo nuovo incontro sui Patti territori... (
da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Saranno illustrate modalità e burocrazia per i finanziamenti. Appuntamento alle ore 20.30 nella sala consiliare. (r.g.) Pergine La banda. Nuovo concerto proposto dalla Banda sociale di Pergine nella serata di domani. Si tratta dell'esibizione del complesso inglese "Archibishop Beck School" di Liverpool che sarà appunto ospite della banda perginese.
I centralisti sono come pusher (
da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: osannato Renato Brunetta, vessillo della prima ora della lotta alla burocrazia pubblica: "Dopo i proclami vogliamo vedere le leggi e gli atti con i quali si concretizzeranno le sue battaglie". Insomma alla fine il Nordest e la sua classe dirigente, come dice Galan, "hanno mostrato di esserci e di avere le carte in regola".
Se il dipendente fa troppi debiti (
da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aumentando il carico di burocrazia e adempimenti. "Una volta il quinto dello stipendio veniva richiesto per ottenere gli alimenti in caso di separazioni coniugali o per motivi di carattere straordinario - dichiara Gianpietro Breda di Unindustria - mentre oggi le imprese vengono coinvolte sempre più spesso perché sono aumentate le esigenze dei lavoratori,
Migotto, addio sconsolato al Planck (
da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbiamo sempre cercato di toglierci dalla "morta gora" della burocrazia per dare un respiro più vitale alla scuola - dice Migotto - Non ci siamo curati solo dei piani di studio ma anche di quelli dell'apprendimento. Il centro dell'attenzione infatti non dovrebbe essere quello che il docente insegna, ma quello che lo studente apprende.
Mirandola e il buon soldato Schweik (
da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia dell'Impero austro ungarico preso di mira proprio nel momento in cui la guerra, esasperandone l'aspetto cialtronesco e corrotto, ne mostra senza pietà la dissoluzione. L'umile e grottesco eroe del romanzo, il bonario allevatore e mercante di cani, strappato alle sue pacifiche occupazioni e mandato a combattere in difesa dell'
Postumia, festa per Emma (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Occorre semplificare la burocrazia - ha dichiarato - e ridurre le leggi inutili. Fare compiere un passo avanti al sistema scolastico e universitario, che non è all'altezza con le sfide europee ed internazionali. Quest'anno l'Italia avrà una crescita quasi a zero, molto inferiore rispetto a tanti altri Paesi vicini.
La Stancari ai vertici di Confagri: Contro la crisi serve
il Piano carni ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche per la blue tongue che induce importazioni a singhiozzo dalla Francia, dalla burocrazia asfissiante ed onerosa, dall'assenza di un Piano carni nazionale e dalla volontà di rivoluzionare la Pac". Il mercato. "Il mercato sta vivendo una forte fase di squilibrio - è l'analisi della Stancari - importiamo capi di razza charolaise dalla Francia a 2.
Marcegaglia: Questo è il nostro laboratario (
da "Arena, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Marcegaglia è tornata a battere sui tasti della burocrazia e spesa pubblica ribadendo la necessità della semplificazione/efficienza e della riduzione dei costi. E una via è quella del mercato. "Serve", ha ribadito con forza, "più mercato e cultura d'impresa, bene le misure contro i fannulloni e il lavoro di Brunetta, bisogna continuare".
Il Notaio non Crea Ostacoli. È il Guardiano del Diritto (
da "Finanza e Mercati" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazie notarile", che ostacola i traffici impedendo una cessione di quota di società estera perché non ha accettato una procura scritta in italiano da un notaio inglese, anche se "postillata". Nel mondo angloamericano, come a tutti noto, non esiste la figura del notaio come quello italiano (e di altri 77 paesi al mondo,
Farla franca nell'era dc - filippo ceccarelli (
da "Repubblica, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pure usando a tal fine burocrazie, magistratura, forze dell'ordine e corpi separati. Vedi l'affare Montesi, o il fiume di quattrini che correva dalle parti dell'Eni, così come le strumentalizzazioni attorno al caso di Giovanni Battista Giuffrè, il primo di una lunga serie di "banchieri di Dio" destinati a fare crack.
Ospedale del Ponente, il circolo Pd all'attacco (
da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gustavino che pur non avendo aderito al circolo fa parte del suo direttivo per questioni "di burocrazia di partito" spiega Curci. Sull'ospedale di Ponente il circolo ha le idee chiare, le stesse dei circoli territoriali: struttura da 700 posti letto a Villa Bombrini a Cornigliano, circondato da una viabilità filante e integrato da un sistema di assistenza e di emergenza territoriale.
Terreno e roulotte per il clochard (
da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "La burocrazia comunale e il perbenismo di una parte degli abitanti di Albaro, sostenuti incredibilmente dal parroco della chiesa di San Pietro e Santa Teresa, è una cosa che lascia sgomenti per la totale assenza di umanità". "Don Franco è una persona buona e generosa - ribattono i fedeli -.
Maxi-controlli antitruffa per gli esenti dai ticket (
da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dei costi della politica locale e della burocrazia, una sventagliata di mini ticket. Sulla valutazione del finanziamento del Ssn, d'altra parte, è sempre muro contro muro: Sacconi afferma che nel 2010-2011 al Ssn andranno 5 miliardi in più, le Regioni sostengono che invece mancheranno all'appello almeno 7 miliardi.
Basta tuffi e castelli di sabbia L'Italia dei divieti in
vacanza ( da "Giornale.it, Il"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La creatività della burocrazia comunale si sfoga dalle Dolomiti alla Sicilia, dalla Val d'Aosta a Capri. Colpisce gli italiani in ferie, rimettendoli in riga con multe fino a tremila euro. La mappa dell'estate proibita l'ha tracciata ieri Il Sole 24 ore. BON TON C'è la guerra dei costumi, cioè a boxer e bikini indossati fuori dalla spiaggia:
Varazze: la cena non è servita (
da "Stampa, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mia opinione che il peggior cancro italiano è la burocrazia cieca e sorda che non va oltre il suo naso, in questo caso la burocrazia ha cancellato un po' di vita su questi boschi che sono di una bellezza naturale lasciataci dalle generazioni passate, una piccola "cosa" non inquinante, un punto di presenza non invasiva ma di controllo quindi tutela.
Lo scambio ineguale (
da "Manifesto, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: delegare tutto il potere decisionale alla burocrazia di Bruxelles, ci sarà ora un segretariato con due co-presidenti, uno europeo e uno extracomunitario. In continuità col passato c'è invece il fatto che si prevede di tutto, meno, anche questa volta, l'essenziale: la libera circolazione di merci capitali e servizi, non di quelle merci particolarissime che sono i prodotti agricoli,
Maroni promuove la Brianza <Nel 2009 le elezioni della
nuova Provincia> ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Ciò anche alla luce del processo in corso di riordino delle autonomie locali e delle competenze da assegnare alle province rispetto al sistema degli enti locali. "HO trovato nel ministro Maroni piena disponibilità a un confronto sul tema della nuova Provincia e sulle sue future competenze - conclude Ponti - e anche una buona sintonia su come costruire per la Brianza una
Sarkozy porta qualcosa di nuovo in Medio Oriente (
da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ha sottratta a un consesso di funzionari euromediterranei - una somma micidiale di burocrazia europea e levantina - trasformandola in un vertice di 43 capi di Stato e di Governo. La pace fra arabi e israeliani non è affatto più vicina: ieri si parlava ancora di un imminente attacco ai siti nucleari iraniani, che riprecipiterebbe la regione nel caos.
<Il voto di condotta pesi sulla promozione> (
da "Giorno, Il (Milano)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: possono essere un'opportunità per rivedere il sistema e per introdurre meno burocrazia, più semplificazione e soprattutto spazio al meriro". "OGGI il bilancio della scuola e dell'università ? ha sottolineato Mariastella Gelmini ? è ingessato e bisogna recuperare risorse per premiare il merito e dare chance a chi lavora di più e meglio".
L'azienda non c'è più Dopo 24 anni la Provincia batte cassa (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nelle maglie della burocrazia ? BUDRIO ? "LA SUA AZIENDA è chiusa da 24 anni? Ce lo dimostri e si presenti con una marca da bollo da 14 euro". La beffa suona più o meno così. E i protagonisti di questo caso di burocrazia borbonica sono la Provincia e la ditta fantasma di Gino Marchi, imprenditore in pensione di Budrio e padre di Andrea,
L'Ufficio stranieri trasloca in settembre in via De Nicola (
da "Giorno, Il (Milano)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A disposizione dei cittadini figure preparate in grado di orientarli nel marasma della burocrazia. Questi i motivi principali che hanno portato a una riorganizzazione del servizio. Il numero dei residenti stranieri nella città di Marco Toni è in continuo aumento, chiariscono dal Comune. Dopo i primi anni di rodaggio è giunto il momento di aggiustare il tiro.
Asse tondo-galan: ora via all'euroregione (
da "Messaggero Veneto, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nonostante le critiche ricevute, ha deciso di imporre un bollino semestrale unico per il transito sulle proprie arterie stradali principali. Invece, "se l'Europa continua a essere una fonte di burocrazia non facciamo certo un servizio ai cittadini e partiamo con il piede sbagliato", ha concluso Tondo.
Csv: pronte le linee guida per misurare la qualità (
da "Vita non profit online" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: percorsi autodidattici o burocrazia, ma di rivolgersi alle competenze scientifiche e tecniche esistenti e di costruire con loro percorsi e strumenti da sperimentare e mettere a disposizione dell'intera rete dei CSV. Un segno concreto sulla strada dell'efficacia e dell'efficienza, fondamentali quando si utilizzano i soldi di tutti e quando si lavora per il volontariato&
Intervista a Massimo Calearo/ A Veltroni dico: "Troppe
chiacchiere" E il federalismo fiscale è una priorità (
da "Opinione, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quando si parla di lotta alla burocrazia e di detassare le imprese. E punta l'indice contro un parlamentarismo dissociato dalla vita reale del Paese. Malgrado la sua candidatura, Calearo, il Pd nel Nord Est proprio non prende voti? Il Pd fa molta fatica al Nord Est, anche perché non viene capito dalla gente.
Marcegaglia: <Questo è il nostro laboratario> (
da "Arena.it, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Marcegaglia è tornata a battere sui tasti della burocrazia e spesa pubblica ribadendo la necessità della semplificazione/efficienza e della riduzione dei costi. E una via è quella del mercato. "Serve", ha ribadito con forza, "più mercato e cultura d'impresa, bene le misure contro i fannulloni e il lavoro di Brunetta, bisogna continuare".
Intervista a NEWT GINGRICH/ Macché Obama! Il vero
cambiamento è nel libero mercato ( da "Opinione, L'"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: FedEx contro la Burocrazia del Governo" Ndr) che mostra il gap esistente tra il successo del settore privato dell'America, ovvero il mondo che funziona, e il fallimento della burocrazia del governo, ovvero il mondo che fallisce. Nel video faccio il confronto tra l'abilità di FedEx e Ups nel tracciare milioni di pacchi in movimento ogni giorno,
Maroni con i presidenti delle Province lombarde lancia i
patti provinciali per la sicurezza (
da "Sestopotere.com" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quale modello di provincia nuova, più snella e con meno burocrazia, si terranno nel 2009, come da programma, senza slittamenti né proroghe. Per quanto riguarda la sicurezza negli enti locali, il ministro Maroni ha lanciato i patti provinciali per la sicurezza, facendo seguito ai patti per la sicurezza firmati già da 20 comuni.
Comune, arrivano i soldi dell'Ariete (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma non ci saranno gli interessi Che i tempi della burocrazia italiana siano lenti non è certo una notizia. Ma che tra l'amministrazione dell'Esercito e un ente locale ci volessero quasi dieci anni per chiudere una pratica e per ricevere i soldi arretrati di una locazione, forse, è un po' insolito.
Maroni: "A Varese non c'è allarme sicurezza" (
da "Varesenews" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per snellire la burocrazia "perché costa, alle piccole e media imprese, qualcosa come un miliardi di euro all'anno". Maroni promette di tornare, per sentire dai rappresentanti del territorio come vanno le cose: "In autunno faremo un altro vertice, e credo ne debbano esser fatti almeno due all'anno".
MATTIA FRIZZERA MESTRE - Saranno necessari 3mila immigrati
ogni anno (65mila nei prossimi 18 anni) per far fronte al fabbisogno lavorativo
del Trentino Alto Adige fino al 2026 (
da "Adige, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiunge - è fermata da 19 miliardi di euro di costi di inutile burocrazia e da spese per la logistica maggiori del 20-30% rispetto alla media europea". Per il 2008 si stima che il Pil in Trentino Alto Adige crescerà dello 0,8%, in linea con la media del Nordest, ma meno dell'1,7% dell'area Euro (13 paesi aderenti al 2007).
DOMENICO SARTORI TRENTO - <Una decisione del genere mi
sconcerta> ( da "Adige, L'"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il disinteresse di alcuni servizi e la burocrazia ci hanno tolto anche quella. Noi tutti uniti chiediamo l'espulsione di questa persona per i crimini commessi e il trasferimento coatto di tutta la famiglia per la nostra e la loro incolumità". Appello accolto in consiglio comunale a Taio, dal leghista Enzo Boso come dall'ex margheritino Mario Magnani : espulsione sia.
Partono i lavori in via del Carro a Misano Adriatico. Un
semaforo regolerà il traffico ( da "Sestopotere.com"
del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbiamo sconfitto la burocrazia - spiega Santi - mettendo in atto in poche settimane un'opera di grande valenza per la sicurezza dei cittadini, e di grande impatto visivo perché insiste nell'area dove a fine agosto si svolgerà l'evento clou anche di quest'anno, e cioè il motoGP, con migliaia di persone che percorreranno quella strada che,
( da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso
La giovane suicida sei anni dopo aver subito violenza "Sarà cremata così
volerà in cielo" SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO Valentina volerà in
cielo". È al modo di esaudire questo desiderio che i genitori Giampaolo
Cavalli e Bruna Casati, con la primogenita Valeria, stanno pensando nell'attesa
che domani la magistratura di Torino disponga l'autopsia e, successivamente,
conceda il nulla osta per i funerali. Dal momento in cui padre e madre l'hanno
trovata, appesa a un cappio e senza più nessun legame con la vita, venerdì
mattina verso le 10, nell'alloggetto di Torino, in via Giulia di Barolo,
Valentina Cavalli è stata presa in custodia da altri perché il suo gesto finale
l'ha trasformata, almeno in questa fase, in "oggetto
di formalità e di burocrazia". Non per i suoi famigliari che si ancorano ai ricordi.
"Vogliamo stare vicini, perché - dice Giampaolo Cavalli - è l'unico modo
che ci consente di affrontare questa prova terribile. Stiamo qui, nella casa di
Valeria (anche lei abita a Torino, ndr), a parlare, a piangere, a ricordare.
E affiorano tanti ricordi". Come quel desiderio di volare che qualche
volta Valentina, con innocente leggerezza, affidando la sua volontà a un
indefinito quanto remoto futuro, aveva espresso. "Non aveva mai dato
segnali di volersi fare così male - racconta con garbo e delicatezza il padre,
pittore casalese molto amato e apprezzato -, ma, quando capitava casualmente di
parlare del ''dopo'', come succede a tutti, in un momento o nell'altro, di fare
riflessioni di questo genere, la mia Valentina diceva ''io vorrei essere
cremata per volare poi verso il cielo''". I suoi famigliari, in queste ore
strettissimi a condividere il dolore che li ha devastati dopo "quel colpo
di buio micidiale" in cui è sprofondata la studentessa ventinovenne,
cercano il modo per "farla volare" come avrebbe voluto. Quindi,
appena la magistratura darà il via libera alle esequie, la salma sarà cremata.
Poi si vedrà come fare per restituire, a questa bella ragazza dagli occhi
azzurri, le ali che un branco depravato e feroce le aveva brutalmente ammaccato
sei anni fa con l'oscenità dello stupro. Quell'umiliante e violento sequestro
selvaggio aveva ferito il corpo della giovane - all'epoca ventitreenne
studentessa di una scuola d'arte milanese -, ma ancora più ne aveva inciso
l'anima. E la lesione intima si era dilatata a poco a poco: nei processi senza
fine, nell'impunità procrastinata dei suoi aguzzini, nell'incapacità di
recuperare la spensieratezza che apparteneva alla sua vita "prima
di". Ai genitori spesso diceva: "Sono stanca, non ne posso più".
Di che cosa? Madre, padre, sorella e parenti che le sono stati sempre vicini
non hanno mai sospettato che si sentisse sfinita di vivere. Anche perché è vero
che da Milano aveva voluto venirsene via, ma poi aveva cominciato a studiare a
Torino: tutt'altro campo, la neuropsicologia, gli studi e gli esami
procedevano, e il traguardo della laurea si avvicinava. Di certo, però, quella
aggressione brutale l'aveva cambiata. Anche chi non sapeva quel che era
successo, l'aveva vista mutare di colpo: uno sguardo diverso, un atteggiamento
più malinconico, una sofferenza visibile, se pur inspiegabile a chi era ignaro.
"Abbiamo pensato che fosse triste perché aveva troncato con il fidanzato"
dice qualcuno. Valentina cercava la solitudine, non aveva voluto accettare di
curare le ferite subite come una malattia, si era impuntata di farcela da sola.
E i genitori? Costantemente presenti e desolatamente impotenti. "Quel male
è sceso così profondo che la mia Valentina non ce l'ha fatta più a
liberarsene" dice Giampaolo Cavalli. Potrà la sua storia aiutare altre
donne che hanno subito la stessa perversa follia? È quello che i famigliari
della ragazza auspicano: "Vorremmo fare qualcosa perché il suo esempio
diventasse un richiamo forte contro le brutture delle violenze e le conseguenze
letali che producono. Vorremmo che altre ragazze non dovessero soffrire così
tanto come ha sofferto Valentina". Valentina che, ricorda un amico
fraterno del padre, il pittore Pio Carlo Barola, "era timida e dolce, e
amava l'arte. La usava per esprimersi, ma anche per vestirsi, in quel modo così
originale e personale". Valentina che, rammenta sempre Barola, era stata
la destinataria del primo ex libris che suo padre aveva realizzato da esporre
nel prestigioso concorso biennale "Grafica ed Ex Libris" che si
svolge a Casale (e a cui anche la giovane aveva partecipato nel 2005 e nel
2007). Valentina che era andata a studiare a Milano, dopo il liceo scientifico,
perché le sarebbe piaciuto impegnare la propria vena artistica nel campo della
moda. Invece, tre balordi le hanno spento i sogni. Fino all'ultimo: quello di
vivere.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
presidente di Confagricoltura: Viadana è un caso isolato "Da noi è un
fenomeno non c'è" MANTOVA. Confagricoltura Mantova stigmatizza l'episodio
avvenuto nei giorni scorsi a Salina di Viadana, in un'azienda agricola.
"Precisando che non si tratta di un'azienda associata al nostro sindacato
- dice il presidente, Sergio Cattelan - e contemporaneamente che al momento il
titolare e la moglie si ritrovano nella posizione di indagati e non di
colpevoli, auspichiamo che sulla vicenda venga fatta giustizia, dopo accurate
indagini, ove fossero individuate e accertate responsabilità. Tuttavia -
prosegue Cattelan - ci sembra giusto sottolineare che la presenza del lavoro
nero, almeno nel Mantovano, è un fenomeno estraneo all'agricoltura e per quanto
a conoscenza di Confagricoltura l'episodio di Viadana è un caso del tutto
isolato. Con questo non vogliamo assolutamente negare la presenza di fenomeni
distorsivi nel mercato del lavoro, anche in ambito agricolo, ma che si
verificano con maggiore frequenza in altre aree del Paese". Cattelan pone
l'accento anche sulla necessità di manodopera in periodi cruciali per
l'agricoltura, come la raccolta. "Gli immigrati sono una componente
fondamentale del lavoro agricolo, soprattutto in settori come l'ortofrutta, la
viticoltura, la mungitura nelle aziende zootecniche da latte. Troppo spesso, tuttavia, gli imprenditori agricoli sono
schiacciati da una burocrazia asfissiante e trovano difficoltà a reperire forza lavoro in
grado di contribuire in tempi ristretti e concentrati alla raccolta delle
produzioni in campo".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
VIADANA
L'extracomunitario lasciato morire Museo ebraico di Berlino: con due care
compagne di viaggio calpesto le Foglie morte, una scultura composta da
diecimila dischi di metallo grigio, in un lungo e alto ambiente grigio, che
rappresentano volti senza occhi, senza naso, senza bocca. Il nostro calpestìo
dà loro voce, è il loro urlo al diritto ad esistere, ad essere visti, sentiti.
Mantova un giovedì mattina: un venditore africano viene duramente invitato ad
uscire da un negozio per non disturbare i clienti. Noi clienti non vediamo e
non sentiamo l'irosità nella voce della commessa e l'umiliazione del venditore.
La nostra scelta di indifferenza è un urlo di presunta impotenza. Mantova
venerdì mattina: La Gazzetta ci comunica che un immigrato clandestino è stato
lasciato morire nei campi dopo un malore che lo ha colto mentre lavorava in
nero nei campi del viadanese. E il silenzio impotente, angosciante dei suoi
compagni di lavoro? Italia venerdì mattina: La Repubblica titola che l'Europa
boccia l'Italia per le impronte da rilevare ai rom, perché "è un atto di
discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica". Ritorno
con la memoria a Berlino, a come sia facile giudicare i tantissimi che allora
non hanno reagito. Ma noi oggi, in una realtà democratica, non obnubilati da
regimi liberticidi, come riusciremo a vincere l'inno all'indifferenza che ci
avvolge e intorpidisce le nostre coscienze? E' una domanda che rivolgo prima di
tutto a me, ma anche alle moltissime associazioni sensibili ai problemi degli
ultimi e a chi occupa, magari con intelligenza di cuore, quelle istituzioni
democraticamente elette che rappresentano non solo maggioranze ubbidienti, ma
anche robuste minoranze indignate, sofferenti, con tanta voglia di dare voce a
chi non può davvero fare udire la sua. Sandra De Santis PORTO Inadempienti
sulle consulenze Fra i comuni inadempienti alle norme in materia di
comunicazione al Ministero delle consulenze affidate a terzi, è compreso quello
di Porto Mantovano. Al riguardo, il suo giornale ha pubblicato, fra virgolette,
e quindi riportandone testualmente il contenuto, la giustificazione del sindaco
in ordine alle cause di tale omissione. La colpa è stata attribuita, more
solito, alla burocrazia comunale e, in particolare, ai funzionari, detentori delle
chiavi di accesso agli archivi, che, assentandosi per ferie dal servizio, hanno
reso inaccessibile l'utilizzo delle informazioni ivi contenute. Mia madre
riponeva marmellate, biscotti, zucchero e altri alimenti preziosi, in termini
di costo e di valore nutritivo, in una madia o credenza. Il mobile era
poi chiuso con la chiave, che era custodita con molta cura, in luoghi a noi
sconosciuti, da mia madre stessa. Quando si assentava, la consegnava a mio
padre. In caso di assenza contemporanea dei genitori, toccava alla sorella
maggiore (eravamo sette fratelli) detenere la chiave e rendere conto degli
eventuali utilizzi delle risorse. Pur non avendo frequentato master di
organizzazione aziendale all'università di Harvard, mia madre era tuttavia
consapevole che occorreva assicurare la continuità gestionale dell'azienda
familiare. Avuto riguardo al contenuto della giustificazione riportata, alle
aspre polemiche con il personale dipendente e alle intrusioni da parte di persone
non legittimate agli archivi dell'anagrafe verificatisi qualche mese fa, mi
chiedo se il comune sia amministrato secondo norme deontologiche di sana,
prudente, responsabile e trasparente gestione oppure, semplicemente, un
bordello, mutuando da Umberto Bossi una sua recente, lapidaria definizione
dello stato del governo di cui fa parte. Giovanni Adinolfi Porto Mantovano SAN
BIAGIO Se il parroco gioca alla guerra In riferimento agli articoli 'Giochi
della Guerra' in un oratorio parrocchiale, mi permetto di esternare una mia
considerazione. Non voglio essere polemica e nemmeno giudicare il comportamento
del sacerdote; però asserisco che compito del sacerdote è seminare la pace.
Forse quel sacerdote è in buona fede e ritiene il gioco della guerra educativo
e riflessivo. A mio parere non è così! Lasciamo giocare i ragazzi a pallone o
rincorrere un aquilone e dialoghiamo con i nostri giovani. Chi ha incontrato
bambini orfani o invalidi nel corpo a causa della guerra o ragazzi che vivono
di nulla perché la guerra ha distrutto tutto... non giocano alla guerra. Mai la
parola guerra: non è amore, non è pace, non è giustizia, non è progresso. I
ragazzi, soprattutto gli adolescenti cercano sicurezza, fermezza ed
incoraggiamento. Cercano esempi da seguire, vogliono conoscere il passato,
capire anche il significato della guerra e le motivazioni per una cultura sul
passato e perché non si ripeta in futuro. Penso il sacerdote un educatore della
Speranza e lo vedo camminare sulle vie della Pace parlando le lingue del mondo
e ascoltando le voci del cuore. Luigina Grandelli Canova GONZAGA Caro
Alessandro ci mancherai La drammatica scomparsa di Alessandro Ansaloni ha
sconvolto il mantovano e non solo. Era e veniva descritto da chi lo conosceva
un ragazzo allegro, gioviale, esuberante, a volte irruente come un torrente in
piena. Nel lavoro pretendeva molto dai suoi collaboratori ma, prima di tutti,
da se stesso. Di sicuro aveva bruciato le tappe, tant'è che era stato da pochi
giorni, nominato Cavaliere del Lavoro, a soli 38 anni, per i più che brillanti
e gratificanti risultati ottenuti nel mercato automobilistico (uno tra i più
difficili soprattutto in questi tempi) grazie anche all'impegno da lui profuso
giorno per giorno. Il mattino all'Ansauto a Gonzaga ed il pomeriggio all'Ansacar
a Mantova; ricco d'amor proprio, Alessandro Ansaloni, non era certo tipo da
adagiarsi ed aveva allargato l'Ansauto a Gonzaga, acquisendo altri capannoni,
per fornire ai clienti un servizio sempre più pronto, vario e qualificato.
Sarebbe sicuramente arrivato ancor più in alto perché amava molto il suo lavoro
che, dopo la famiglia ed i suoi cari, rappresentava la cosa più importante.
Aveva sicuramente altri programmi ambiziosi ed obiettivi di prestigio, in
animo, da raggiungere. Orgoglioso e tenace, generoso e compagnone, volitivo e
decisionista, forse celava nell'intimo la fragilità di chi molto ama le sfide
ma non accetta sconfitte facilmente, anche se queste ultime non dovevano essere
il suo caso, stando a quanto dichiarato dai suoi soci ma Alessandro Ansaloni,
uomo tutto d'un pezzo, ha dimostrato che per lui c'era, comunque, una cosa che
aveva più valore della sua stessa vita: la sua grande dignità per aver fatto
ciò in cui credeva. Da sempre. Tanto gli dovevamo e gli dobbiamo. Roberto Aldo
Codeluppi CAPPELLETTA Grazie a 118 e pronto soccorso L'altra notte a
Cappelletta sono caduta dalla bicicletta per una manovra maldestra ed ho
sbattuto col naso sul marciapiede. Quando mi sono rialzata, i presenti
all'accaduto hanno rischiato lo svenimento perché avevo come una maschera di
sangue. Fortunatamente al Pronto Soccorso di Mantova sono stata curata in modo
tempestivo, professionale ed oserei dire generoso. Ugualmente il giorno dopo,
nel reparto di Otorino, ho ricevuto lo stesso trattamento solerte, professionale
ed umano. Qualcuno potrebbe pensare che tali comportamenti siano doverosi, io
ritengo per altro che l'esternazione della mia gratitudine sia un sacrosanto
diritto dei medici ed infermieri. Veramente grazie! Paola Tassini Virgilio.
( da "Trentino" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
STORIA "Io, rumeno sconfitto dalla burocrazia" Operaio racconta: ho
pagato i contributi ma non ho i diritti degli italiani TRENTO. Ha una moglie e
tre figli, Manolache Sterica, operaio rumeno di 43 anni, da sei in Italia.
Vivevano con lui a Trento da qualche mese, ma ora ha dovuto farli ritornare in
Romania, perché non era più in grado di mantenerli. Ad aprile ha perso
il lavoro, l'azienda edile che lo aveva assunto ad ottobre per lavorare al
cantiere del nuovo carcere di Spini di Gardolo lo ha licenziato perché ha
dovuto ridurre il personale. E ora, senza un impiego e con la famiglia lontana,
racconta la sua storia di straniero (seppure comunitario da quando la Romania è
entrata nell'Unione europea) alle prese con la burocrazia.
"Per avere un lavoro devi avere un alloggio, ma per avere la casa in
affitto devi dimostrare che hai un lavoro", racconta Manolache. E fin qui
ce l'aveva fatta: il lavoro l'aveva trovato, la casa in affitto pure, 450 euro
al mese per un bilocale in via Brennero. Era un lavoratore in regola,
comunitario e quindi senza bisogno del permesso di soggiorno. Mostra gli estratti
conto dell'Inps, che riportano i contributi versati per la pensione,
complessivamente più di 8 mila euro nei sei mesi lavorati nell'azienda edile a
Spini. Un giorno si informa su cosa deve fare per ottenere l'assegno famigliare
e l'assegno di disoccupazione. Al Cinformi, lo sportello della Provincia per
l'immigrazione, gli spiegano che deve presentare un documento di identità e la
dichiarazione di stato occupazionale rilasciata dal datore di lavoro. L'operaio
va a chiederla ma pochi giorni dopo - sorprendente coincidenza - gli viene
comunicato il licenziamento. Sterica dunque non ha più possibilità di ottenere
l'assegno famigliare e quello di disoccupazione. "è assurdo - protesta -
sono un cittadino Ue, avevo tutti i documenti in regola, ho sempre pagato i
contributi ma evidentemente i lavoratori non sono tutti uguali". L'operaio
rumeno se la prende con la legge e con la burocrazia:
"Nessuno ti chiede un permesso di soggiorno per pagare le tasse, ma quando
vuoi ottenere un diritto che ti spetta, come gli assegni famigliari, allora la
legge ti chiede altri documenti, e alcune volte come è successo a me, non sei
in condizione di averli". Sterica spiega di essersi rivolto al sindacato,
dove - lamenta - "mi hanno detto che non potevano fare niente". A
questo punto ha chiesto appuntamento al console rumeno, che proprio nei giorni
scorsi si è insediato a Trento, dove è stata aperta una sede provvisoria, la
quarta presente in Italia dopo Genova, Firenze e Asolo: "Racconterò il mio
caso. Non lo faccio solo per me, ma per tutti i lavoratori stranieri che si
trovano di fronte a questi problemi. Io ho dovuto rimandare in Romania mia
moglie e i miei figli. Ho trovato un altro lavoro, ma per poco. E adesso vado
avanti con i pochi risparmi che ho messo da parte". (ch.be.).
( da "Trentino" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"L'unico
collante del centrosinistra è stato il potere" TRENTO. La difesa di valori
non negoziabili, la lotta contro la precarietà, la sicurezza e la battaglia
contro gli sprechi. Ecco in sintesi il programma tracciato dal consigliere
provinciale dell'Udc Pino Morandini in vista delle prossime elezioni provinciali,
che annuncia la sua decisione di schierarsi a fianco del centrodestra. "Il
centrosinistra - spiega Morandini - ha dato prova di non esserci su questi
programmi o di non essere capace di metterli in pratica a causa delle diversità
al suo interno. Questo perchè il collante che ha tenuto insieme questa giunta e
questa maggioranza è stato il potere e non un comune patrimonio di
valori". Per sostenere la linea politica del partito a livello locale il
consigliere dell'Udc invita il segretario provinciale a convocare un comitato
provinciale entro la prossima settimana e a breve un incontro tra le componenti
della coalizione per formulare alcuni precisi, chiari, punti del programma. Se
questi non saranno condivisi, Morandini è pronto anche a farsi da parte. "Il
nostro programma considera in primis la difesa dei valori non negoziabili -
afferma il consigliere - come essenziale è dare concrete risposte al problema
della casa e del lavoro, combattere la precarietà, interessarsi ai temi della
povertà e della sicurezza, offrire maggior attenzione al pianeta dei giovani e
degli anziani. Importante è l'accento che vogliamo dare alla formazione
scolastica, ma non solo: punto importante di questo
programma è dare vita ad una burocrazia che, attraverso procedure semplificate, dia risposte ai
cittadini in tempi rapidi e certi". L'Udc quindi è pronto a mettersi a
disposizione della coalizione. Quanto alla candidatura di Divina a presidente
della Provincia, "le elezioni si vincono e la Provincia si governa non con
una persona, ma con una squadra", avverte Morandini, "sono
aperto a varie ipotesi purché la squadra funzioni, non entro però nel merito
del candidato, la scelta spetta alla coalizione. Più importante in questo
momento è il programma: una volta che il futuro candidato a governatore lo avrà
sottoscritto saremo pronti a sostenerlo". (n.m.).
( da "Arena, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SOAVE.
Sono stati affidati all'Oasi il trasloco e gestione della struttura Domani gli
anziani nella nuova Rsa Anziani pronti a cambiar casa: si inaugura domattina
alle 11 la nuova Residenza sanitaria assistenziale ed il trasloco da Villa
Scrinzi, degli attuali trenta ospiti della vecchia casa di riposo, inizierà
subito dopo. Giuseppina Bonavina, direttrice generale dell'Ulss 20, è riuscita
infatti a chiudere prima di quanto lei stessa avesse
previsto il capitolo burocrazia legato all'attivazione della Rsa e ad accontentare il sindaco
Lino Gambaretto, che chiedeva tempi brevi per evitare agli anziani della casa
soavese di trascorrere un'altra estate al caldo negli obsoleti ambienti di
Villa Scrinzi. Dopo gli ospiti della struttura soavese, toccherà ai 24 anziani
di media assistenza ed ai sei non autosufficienti, attualmente ospiti
della casa "Don Bortolo Mussolin" di San Bonifacio. Erano stati
infatti i sindaci del distretto socio-sanitario
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO.
Una cittadina dell'Ecuador residente nel Bresciano solleva il problema. È
ancora in attesa del Pse Il permesso di soggiorno "blocca" le vacanze
di Cesare Mariani Rientrare nel Paese d'origine per le vacanze: un diritto che potrebbe infrangersi contro lo scoglio sempre
imprevedibile della burocrazia. Rischiano molto i cittadini stranieri che lavorano in Italia i
quali, pur essendo già in possesso del permesso di soggiorno tradizionale,
hanno avviato la procedura di rinnovo del "Pse", il permesso di
soggiorno elettronico. Stiamo parlando di una tessera magnetica simile a una
carta di credito, con un microchip e una banda a memoria ottica che
contengono i dati anagrafici, la fotografia e le impronte del titolare in formato
digitale. In sostanza è un badge che viene stampato a Roma, dall'Istituto
poligrafico dello Stato, e arriva al titolare dopo qualche mese di attesa. E
proprio la mancanza fisica del badge è l'ostacolo che potrebbe rovinare le
vacanze a chi ha intenzione di tornare brevemente a casa. Il problema è
sollevato da Nancy Marisol Holguin Mora, una cittadina dell'Ecuador residente
da anni nella nostra provincia, che ha consegnato la documentazione per il
rinnovo del "Pse" ma che non ha alcuna speranza di ricevere il badge
elettronico entro il 6 agosto, data fissata per la sua partenza per Quito:
"Purtroppo mi hanno confermato che la ricevuta della consegna della
documentazione per il rinnovo non vale in aeroporto, e che l'unica possibilità
per tornare in Ecuador senza problemi è prenotare un volo diretto che però non
esiste - spiega Nancy Marisol -. Ho acquistato un biglietto aereo pagandolo
1.400 euro che prevede uno scalo ad Amsterdam e questo, di fatto, mi mette
fuori legge. Senza il Pse non potrò superare il check in, e il viaggio diventa
così impossibile". Il problema non esisteva però fino al 31 marzo scorso,
quando era ancora in vigore una circolare del ministro dell'Interno Giuliano
Amato che aggirava l'ostacolo: "Per avere la certezza che il viaggio non è
davvero possibile - continua la donna ecuadoriana -, in aprile ho provato a
prenotare un volo per Parigi e non mi hanno fatto partire". Nancy Marisol
è in Italia dal 2001 e ogni anno ha rinnovato il permesso di soggiorno: "È
una trafila alla quale mi sono abituata. Questa volta ho presentato i documenti
in gennaio e credevo di essere tranquilla per agosto; invece in Questura mi
dicono che il badge non arriverà prima di dicembre". Un bel guaio che,
sicuramente, è comune a molti altri stranieri. Basterebbe semplicemente una
nuova circolare ministeriale per risolvere i problemi generati dalla
"modernizzazione" del permesso di soggiorno. La nuova procedura per
il rilascio e il rinnovo del permesso e della carta di soggiorno ai cittadini
stranieri è partita nel 2006, ed è stata sviluppata dal ministero dell'Interno
in collaborazione con l'Associazione nazionale dei comuni italiani, con Poste
italiane spa e con gli Istituti di patronato. L'obiettivo era quello
disemplificare e migliorare il processo di erogazione del servizio, e non aveva
precedenti in Europa per dimensione e complessità. L'iter prevede il ritiro del
kit (composto da 2 moduli a lettura ottica simili a quelli usati per il decreto
flussi, con la modulistica) non più nelle questure ma in uno dei 14 mila uffici
postali italiani. La domanda, invece, deve essere consegnata in uno dei 5.332
uffici postali abilitati. L'impiegato postale ha il compito di verificare che,
al momento della riconsegna, nella busta ci siano tutti i documenti necessari
per la tipologia di permesso richiesto dall'immigrato. Inoltre, spetta a lui
verificare l'identità del richiedente. A questo punto il kit con la modulistica
viene spedito al Centro servizi amministrativi delle Poste e all'immigrato deve
essere rilasciata una ricevuta. [\FIRMA].
( da "Mattino di Padova, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
MAXIRITARDO Parcheggio dietro il tribunale i lavori sono ancora bloccati Sono
oramai sette mesi che gli amministratori dell'Ifip (Iniziative finanziarie
immobiliari padovane) attendono il certificato specifico da parte dell'Arpav
per iniziare i lavori di costruzione dell'attesissimo parcheggio da 350
posti-auto dietro il tribunale, come previsto dall'accordo di programma
sottoscritto nel periodo dell'amministrazione comunale guidata da Giustina
Destro. "Proprio così - dice Fabrizio Leopardi, coordinatore dei lavori
nell'area Ifip - la bonifica ambientale è stata già effettuata da un pezzo, ma
l'autorizzazione finale dell'Arpav tarda ad arrivare, per motivi che non
conosciamo. Oramai sono quattro anni che, nell'area di
( da "Arena, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MEDICI DI FAMIGLIA Troppa burocrazia Ho
letto in merito alla troppa burocrazia
che attanaglia i medici di famiglia sul quale non ho commenti particolari.
Chiedo però la cortesia di concedere un pari spazio al tema della burocrazia
che grava sui medici specialisti ospedalieri. Questa burocrazia è diventata opprimente e sta rendendo sempre più
incalzanti e, quindi, di minore qualità, le visite specialistiche erogate
(pessimo termine ma è quello in uso) in ospedale. Ci sono state recenti
disposizioni regionali in merito alle procedure di ricettazione degli esami di
laboratorio e strumentali che hanno ulteriormente ridotto il già breve tempo a
disposizione per parlare con il paziente, valutarne i precedenti (esami, ecc.),
visitarlo, decidere come proseguire le indagini e/o che cure suggerire e
scrivere una nota per il medico di famiglia. Negli ambulatori degli ospedali,
il tempo dedicato al problema clinico del paziente è ormai divenuto quasi pari
al tempo dedicato a scrivere ricette. E il tempo da dedicare a tutta una serie
di altre incombenze amministrative e che ci tiene lontani dalle corsie, dagli
ambulatori e dai laboratori e aule (per chi, come me, è universitario o per
quei colleghi ospedalieri che sono impegnati nella ricerca e nella didattica)
diventa sempre maggiore. Sono profondamente convinto che i cittadini si
aspettino che noi li visitiamo e risolviamo i loro problemi di salute e non che
compiliamo carte. A proposito di carte e ricette: fino all'anno scorso un
paziente diabetico che frequentava la mia unità operativa poteva accedere con
un'unica ricetta all'anno che comprendeva tutte le prestazioni erogate, fossero
anche un centinaio. Da quest'anno ogni prestazione necessità di essere messa in
una ricetta e le ricette da fare sono aumentate in maniera impressionante. In
un anno la nostra segretaria ne doveva gestire dal punto di vista
amministrativo circa 7mila, ora ne deve gestire oltre 100mila! dott. Enzo
Bonora VERONA.
( da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura
Benvenuti ad Astana utopia nella steppa Nuove metropoli il reportage La
giovanissima, stupefacente capitale del Kazakistan, fatta edificare a suon di
petromiliardi dal presidente a vita Nazarbayev, compie dieci anni. Centinaia di
cantieri sono ancora aperti, quasi duemila gru sono al lavoro per ultimarla.
Una città esagerata, dove l'età media, dice con orgoglio il capo dello Stato,
"è di soli 32 anni" Dimensioni infinite, piazze vaste, un
monumentalismo che sembra citare il passato sovietico è l'allegoria la cifra
costante del progetto urbanistico LEONARDO COEN ASTANA (Kazakistan) Le sette e
trenta di uno splendido pomeriggio di luglio, senza il temibile vento della
steppa e il caldo asfissiante che abitualmente affliggono Astana, la capitale
del Kazakistan, colpevole di un clima infame: meno quaranta gradi d'inverno,
più quaranta d'estate. Che sia un regalo di compleanno per i dieci anni di
questa giovanissima e stupefacente capitale? Lo skyline di Astana sembra
infatti ricalcare quelle immaginate nei fumetti di Moebius, celebre per avere
ispirato le scenografie di Blade Runner: così kitsch ed esagerata da rasentare
il sublime. E l'irrealtà. Dieci anni fa qui non c'era altro che un'anonima
polverosa città di provincia del Kazakistan centrosettentrionale, massacrata
dalla devastante edilizia sovietica, e 280mila abitanti che credevano assai
poco al futuro, frastornati da un drammatico presente. Oggi gli abitanti sono
almeno 700mila e il futuro è schierato all'orizzonte, tra stravaganti e
ambiziose costruzioni avveniristiche, disposte sul territorio comunale secondo
il piano urbanistico del giapponese Kisho Kurokawa, scomparso nell'ottobre del
2007 all'età di 73 anni. Astana è il suo capolavoro, dopo il complesso
risanamento di Tokyo. Una città concepita non a cerchi d'espansione ma su due
assi portanti paralleli, a quadranti successivi. Integrati da una serie di
incredibili strutture. Come il Khan Shatyry Entertainment Centre, il Centro di
divertimenti Mercato Reale: un fantasmagorico tendone trasparente alto
( da "Unita, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del Conflitti e tensioni in Cina l'armonia è solo
propaganda CONFLITTI ETNICI, religiosi, sociali, economici. In Cina non regna
l'armonia indicata dai dirigenti come primario obiettivo dell'azione di
governo. In Tibet e in Xingiang Pechino è alle prese con movimenti
autonomistici, genericamente bollati come eversivi. Altrove la gente protesta
contro la corruzione S i chiamavano Mukhtar Setiwaldi e Abduweli Imin, cinesi
dal nome assai poco "han". Membri della minoranza ujgura dello
Xinjiang, sono stati fucilati mercoledì scorso a Kashgar poche ore dopo la
sentenza a carico di 17 presunti separatisti del Movimento islamico del
Turkestan orientale. Per gli altri pene da 10 anni all'ergastolo. Il giorno
stesso la polizia ha annunciato l'uccisione di 5 ribelli "jihadisti",
e, negli ultimi sei mesi, l'arresto di 66 e la distruzione di 41 campi di
addestramento. Per Pechino il problema nello Xinjiang sta tutto lì: una piccola
ma agguerrita minoranza eversiva armata. I dissidenti ujguri sostengono che le
autorità centrali sarebbero in realtà interessate a soffocare ogni vagito
autonomistico, nelle Xingjiang come in Tibet. L'avvicinarsi delle Olimpiadi
diventa l'occasione propizia per denunciare piani terroristici di grande portata
e scatenare una repressione indiscriminata. E a lanciare una martellante
campagna sulle minacce incombenti di "gruppi illegali", che
progetterebbero tra l'altro assassini di stranieri e cinesi impegnati
nell'organizzazione dei Giochi. Quanto ci sia di vero o di esagerato o di
pretestuoso in quelle quasi quotidiane denunce, è difficile dire. Ma certo
questo clima di tensione non contribuisce ad avvalorare l'immagine di una
società "armoniosa", che da qualche anno è il leit-motiv della
propaganda ufficiale, e viene costantemente sbandierato come principale
obiettivo dell'azione di governo. L'armonia arriverà forse un giorno in Cina.
Nel presente quell'ideale è contraddetto da conflitti di vario tipo, che
sembrano preoccupare i dirigenti più ancora delle critiche che arrivano
dall'estero per le violazioni dei diritti umani e democratici. "La Cina
tiene all'applauso della comunità internazionale, ma questo viene solo dopo la
stabilità interna, e se deve scegliere opta per la seconda", afferma Jiang
Qisheng, cinese membro di Pen (associazione internazionale per la difesa della
libertà d'espressione). Il fermento che, quasi sempre celato all'opinione
pubblica mondiale, scuote lo Xingjiang, ha radici in parte simili a quelle
della protesta che a Lhasa si ispira alla guida spirituale del Dalai Lama. Se
si eccettuano le eventuali connessioni di alcune frange ujgure con l'eversione
qaedista, il malessere sociale in entrambe le province ha una doppia natura,
culturale ed economica. Sono infatti due delle aree meno sviluppate nel Paese,
dove l'etnia indigena, ujgura o tibetana, musulmana o buddista, lamenta di
essere emarginata a vantaggio dei cittadini "han" di antica o nuova
immigrazione. L'accusa di perseguire l'indipendenza con metodi violenti non
risparmia il Dalai Lama, benché quest'ultimo abbia sempre chiaramente detto di
aspirare per la sua terra all'autonomia e abbia sempre condannato l'uso delle
armi. Le proteste soffocate con la forza a Lhasa in marzo, hanno dimostrato
quanto fossero diffusi i risentimenti anti-cinesi fra i locali, benché da anni
il governo sostenesse che i progressi economici in Tibet avevano creato un
vasto consenso e l'ostilità verso il potere centrale riguardava solo minoranze
sovversive. Secondo notizie diffuse dall'agenzia Xinhua, negli incidenti di
marzo morirono 19 persone, 42 sono state condannate a pene che variano dai 3
anni all'ergastolo, e 116 sono in attesa di processo. La resistenza fornisce
cifre molto più elevate. Le vittime sarebbero state più di cento. La
rivendicazione di libertà religiosa, che è solo una componente nella
mobilitazione ujgura e tibetana, è l'elemento chiave nell'attività della setta
Falun, diffusa in tutto il territorio nazionale. Gli aderenti erano forse 80
milioni quando scattò l'ondata repressiva lanciata dall'ex-presidente Jiang
Zemin nel 1999 contro "un culto che instilla superstizioni fra la
gente". In realtà i leader cinesi erano spaventati dalla rapida diffusione
di un movimento fondato solo nel 1992, ma ispirato ad antiche tradizioni di
esercizio fisico e spirituale per il miglioramento individuale, i cui adepti
non avevano peli sulla lingua nel criticare gli errori e gli abusi del potere.
Difficile dire quanto sia forte oggi in Cina la Falun. Certo è ancora temuta se
Pechino la menziona specificamente tra le organizzazioni sospettate per
"attacchi terroristici e atti di sabotaggio" e promette ricompense a
chi ne denuncerà le attività. Ha favorito il formidabile proselitismo della
Falun il coraggio nel denunciare le malefatte della burocrazia. Tema a cui sono molto
sensibili i cinesi, quello delle prevaricazioni di un potere spesso
impermeabile alla giustizia comune. Ne derivano frequenti scoppi di rabbia
popolare che qualche volta assumono l'aspetto di rivolta. Alla fine di giugno
ha avuto larga eco internazionale l'assalto di diecimila persone infuriate ai
commissariati di Wengan, nella provincia dello Guizhou. La gente era
esasperata perché la polizia aveva archiviato come suicidio la morte di una
ragazza stuprata e uccisa dal figlio di un notabile locale. Talvolta la verità
si impone attraverso la mastodontica evidenza delle catastrofi. Com'è accaduto
in Sichuan con il terremoto di maggio e le sue oltre 70mila vittime. Delle
quali 9mila sono alunni e docenti sepolti sotto le macerie di scuole costruite
con materiali di scarto perché i funzionari locali si erano intascati l'85% dei
fondi. Le famiglie hanno manifestato pubblicamente chiedendo provvedimenti
contro i responsabili. E come spesso accade, chi si è esposto maggiormente,
l'attivista per i diritti umani Huang Qi, è finito in manette. Lo strapotere
dei dirigenti e la corruzione sono spesso all'origine di quelle che vengono
rubricate in Cina come "proteste di massa". Il loro numero, secondo
Pechino, è diminuito rispetto al picco toccato nel 2005 con 87mila episodi di
maggiore o minore rilevanza, ma sono comunque ancora numerosi. Il problema è
che nonostante l'intrepido dinamismo di singoli attivisti, la maggior parte
delle iniziative hanno carattere locale. Manca un coordinamento, anche perché
la crescita della libertà economica nella Repubblica popolare non ha portato
con sé alcun pluralismo politico. Dorothy Solinger, sinologa americana, rileva
che "frammenti insoddisfatti della popolazione, dalle ong ai frequentatori
di internet, dagli intellettuali ai contadini che si ribellano all'inquinamento
(provocato dall'industrializzazione selvaggia) e agli espropri di terre, sono
troppo dispersi geograficamente per costituire dei movimenti ampi e
influenti". Proprio per questo, un canale spesso seguito per sollevare un
problema di qualunque genere, dalle fabbriche in cui si lavora il doppio delle
ore previste dalla legge senza garanzie sindacali e di sicurezza, alla censura,
alla corruzione, all'arbitrio della casta, è l'inoltro di una petizione. Ufficialmente
incoraggiata dal governo, la denuncia scritta e sottoscritta rischia però di
ritorcersi verso il promotore. Ne sa qualcosa Liu Jie, che sei mesi fa è finita
in un campo di rieducazione subito dopo avere presentato alle autorità la
proposta di abolire proprio quel tipo di detenzione che Mao riservò agli
avversari politici. di Gabriel Bertinetto.
( da "Unita, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando l'edizione del Il terremoto in Sichuan ha messo a
nudo il livello di corruzione della burocrazia. I
superstiti hanno protestato perché molte scuole crollate erano state costruite
male, poiché i fondi erano stati intascati dai funzionari.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
San
Giovanni. In cinque anni il 30% delle aziende ha chiuso i battenti. Necessario
un sostegno per energia e carburanti Sedia, gli imprenditori chiedono aiuto a
Tondo SAN GIOVANNI AL NATISONE. Il triangolo della sedia è abbandonato al suo
destino: si stima che, nell'ultimo quinquennio il 30% delle imprese abbia
chiuso i battenti e che siiano venuti a mancare 2 mila posti di lavoro.
L'appello alla Regione e al presidente Tondo per un intervento incisivo nel
settore parte da Luca Pizzamiglio artigiano, rappresentate di Confartigianto e
consigliere comunale di San Giovanni al Natisone che si fa portavoce di molti
imprenditori. "La situazione del settore sedia - afferma Pizzamiglio, è in
profonda crisi da alcuni anni anche se piccoli spiragli di ripresa si vedono
all'orizzonte. Parte dei clienti che si erano rivolti a mercati esteri stanno
ritornando in Friuli premiando la tenacia, la capacità e la flessibilità delle
nostre aziende. A mio giudizio - prosegue - questo il momento in cui le aziende
hanno bisogno di essere affiancate e aiutate con strumenti idonei a presentare
i propri prodotti e con aiuti che permettano di proporsi a nuovi mercati e alla
ricerca di nuovi clienti. Molti artigiani e imprenditori attendono norme
legislative che possano permettere di abbattere gli interessi bancari, di
accedere a finanziamenti per pubblicizzare i prodotti, la partecipazione a
fiere internazionali magari premiando, le aziende che vogliano partecipare in
forma associata, o leggi che snelliscano e semplifichino le richieste di
consulenze aziendali per personale specializzato. Oltre a ciò, continua il
rappresentante di Confartigianato, viene richiesto uno snellimento burocratico
visto che tra legge 626 e le nuove normative a carattere sicurezza sul lavoro
ci sono delle incongruenze e sovrapposizioni che non facilitano il lavoro
dell'imprenditore. Siamo felici che sia anche stato raggiunto un accordo tra
Fvg e Slovenia per la sicurezza alla centrale nucleare di Krsko, ma saremmo
altrettanto fieri se ci fosse stato un accordo anche per importare energia a un
prezzo veramente competitivo, non solo energia ma anche una politica sui
carburanti a prezzo ridotto esteso alle aziende potrebbe essere di aiuto alle
nostre imprese rendendole competitive sia nella produzione che nel trasporto.
In campagna elettore - prosegue Pizzamiglio rivolgendosi alla giunta regionale
- è stato dichiarato pubblicamente l'impegno per l'inserimento del Triangolo in
una zona speciale a cui far arrivare sia fondi nazionali che europei. Si
parlava di aiuti per oltre 60 milioni di euro, forse solo parole o forse solo
promesse. È stato creato prima il distretto della sedia poi modificato in Asdi
per agevolare lo sviluppo della zona, ma a sentire l'attuale
presidente De Sabata la troppa burocrazia e la scarsità di risorse promesse hanno rallentato il lavoro di
questa realtà. Gli imprenditori - conclude Pizzamiglio - hanno bisogno di
informazioni certe, non solo per l'oggi ma anche per il futuro prossimo visto
che l'azienda non è formata solo dalla parte dirigente ma anche da dipendenti e
dalle loro famiglie. La voglia di andare avanti è tangibile ma se da
parte delle istituzioni manca il tocco che la fa mantenere viva, ogni azione è
inutile. Il distretto della sedia e i friulani hanno riposto nel presidente
Tondo e nella sua giunta piena fiducia, ora li invitiamo a presentarci le
modalità di intervento per la nostra realtà produttiva". Giorgio
Mainardis.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
L'opposizione che c'è ma non si vede E mai delle previsioni, rispetto al
futuro, così pessimistiche. Come se non bastasse questa volta - sia pure con
toni meno pesanti - il pessimismo non si limita a investire il Paese (che per
definizione è "degli altri") ma investe il proprio nucleo famigliare:
le cose vanno male e probabilmente andranno peggio in casa e fuori. Questo è il
succo. Il guaio per Berlusconi e Tremonti è che una quota stra-maggioritaria di
opinione pubblica, si aspetta che a tirarla fuori dai guai siano proprio loro.
Il governo quindi ha i suoi bei problemi da gestire e noi che al Paese vogliamo
un bene dell'anima, in attesa di novità sospendiamo il giudizio. Le vere
perplessità riguardano invece l'opposizione che ahimè non esiste più. O meglio
esiste in Parlamento perché partecipa alle votazioni, esiste sui giornali
perché ci racconta tutte le angustie in cui vive e le visioni del futuro
prossimo di ciascuno dei suoi leader, esiste in televisione perché cosi
giustifica lo stipendio di tanti cronisti e commentatori di politica, ma amici
cari non esiste più o quasi nella percezione dei propri elettori. Meno di due
elettori su dieci ha fiducia nei partiti di opposizione: un dato mai registrato
da 15 anni a questa parte. L'effetto è quello di una nuova tangentopoli, senza
tangenti. Perché? Di fondo perchè quel pezzo di opinione pubblica italiana che
in questi anni ha votato centro/sinistra o sinistra, è andato avanti - sotto il
profilo politico - assumendo sostanze dopanti: in particolare un farmaco antico
come il mondo, la menzogna. Non si poteva dire che la scuola italiana mostrava
segni di inefficienza anche se il numero di insegnanti per alunno era il più
alto in Europa. Non si poteva raccontare che per la giustizia si spendeva più
della media europea per avere un'efficienza bassissima. Non si poteva nemmeno parlare del costo e della qualità dei servizi erogati dalla
nostra burocrazia. Non si
poteva far trapelare che nella fascia di età 60-65 sono in condizione
lavorativa meno di due italiani su dieci, contro un terzo dei francesi e
tedeschi e metà dei britannici. Era proibito affermare che il problema di
maggiori risorse per la sicurezza era finto, considerando che fra Guardia di
finanza, carabinieri, polizia etc. arriviamo a 400mila unità. Né era
opportuno dire ad alta voce che i trequarti dei precari stavano nelle aziende
pubbliche piuttosto che in quelle private. Tante altre cose non si potevano
dire: perché non lo voleva la sinistra, non lo voleva il sindacato, non lo
volevano i ds, non lo volevano i margheritini, etc etc. Bisognava mentire su
tutto, perchè destra e sinistra e sindacati, avevano il problema di raccogliere
consensi, favori e iscrizioni in queste aree. Per nascondere gli effetti del
farmaco "menzogna" si usava un'ulteriore sostanza dopante, di natura
para-ideologica: l'antiberlusconismo. Bisognava cioè dire che tutti i guai di
questo mondo rinviavano alle malefatte del Principe di Arcore. Ora improvvisa
la crisi di astinenza, il Pd rinuncia all'antiberlusconismo, la sua platea
naturale sbanda e si ritrova anzi si butta nelle braccia dell'ex poliziotto che
divenne famoso con Mani pulite. Chi non sbanda fugge stordito nel privatissimo
vizio dell'astensione. A noi che sappiamo benissimo come la Cafagna&Soci
possono offrire molta serenità, ma ben difficilmente ci possono tirar fuori da
guai, tremano le vene ai polsi. Il governo è quello che è - aspettate per
credere - l'opposizione non c'è. Che fare? Roberto Weber.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
RITARDI I mali della burocrazia
Non essere riusciti a rimanere nei tempi prefissati per i rogiti. La mia
domanda è: può un cittadino rimanere quasi un anno in balia di se stesso per
l'inefficienza di un ente comunale? Può sentirsi dire da uffici vari che
servono proprio per questi casi burocratici sempre e solo: ci dispiace. Non possiamo farci
niente senza però tutelare l'utente che perde soldi, tempo, ferie, nervi per la
lentezza burocratica di chi "non sa" muoversi velocemente e efficentemente?
Possono gli inquilini residenti in queste zone essere avvisati del fatto che
gli appartamenti in zone col diritto di superficie non vengono rogitati previo
acquisto suolo? E per coloro che hanno venduto liberamente a prezzo di mercato
col diritto di superficie e convenzioni è prevista una pesante sanzione da
parte della agenzia delle entrate e non ne sono al corrente e non possono
tutelarsi, può la stampa informare gli ignari cittadini? Brunella Nistri.
( da "Repubblica, La" del 13-07-2008)
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Pagina
VII - Bari Protezione civile, prova del fuoco Apre la nuova sala operativa, incendio
distrugge bosco a Ruvo La struttura ospitata nella vecchia aerostazione di
Palese PIERO RICCI Cento ettari di bosco e di seminativi distrutti sull'Alta
Murgia da un incendio, in località masseria Modesto a Ruvo di Puglia: le fiamme
che hanno travolto alberi giovani e il terreno fertile per le colture,
sommerso, in questo periodo di sterpaglie hanno impegnato per due ore vigili
del fuoco, uomini del corpo forestale dello Stato, volontari delle guardie
federiciane e personale della Regione. Qualche ora in più e soprattutto quattro
velivoli giunti da Lamezia Terme, ci sono voluti per consentire alle sette
squadre tra forestali, vigili del fuoco e volontari di controllare un incendio
su un fronte di un chilometro a San Basilio, a Mottola. Non poteva esserci
battesimo del fuoco più impegnativo per la nuova centrale operativa della
Protezione civile, inaugurata dal sottosegretario Guido Bertolaso e il
governatore pugliese, Nichi Vendola, nella vecchia aerostazione di Palese,
rimessa a lucido e animata per l'occasione da mezzo migliaio di volontari della
Protezione civile arrivati da tutta la Puglia per il loro primo raduno
regionale. Rimessa a lucido è stata anche la ex caserma di Jacotenente per
ospitare i 300 volontari della Protezione civile del Piemonte che la Regione
guidata da Mercedes Bresso ha "prestato" alla Puglia per l'estate, la
prima dopo quella devastante di Peschici. La coppia Bertolaso-Vendola arriva
anche nel cuore del parco del Gargano per suggellare la joint venture della
solidarietà. E se per un sottosegretario di un governo di centrodestra la
struttura messa in piedi dalla Regione guidata dal presidente più a sinistra
d'Italia, "non è un bluff ma un grande passo avanti", per il
governatore più comunista d'Italia si realizza "un sogno". "L'ottobre
del 2005 - ha detto Vendola - per me è partita questa avventura quando facemmo
i conti con la tragedia dell'alluvione nelle Murge, la morte di un intero
nucleo familiare. E potemmo renderci conto direttamente che la nostra Regione
era priva di qualunque strumento di difesa di fronte alle calamità naturali. E
da quel momento - ha sottolineato Vendola - è cominciata
una corsa affannosa contro i tempi della burocrazia". La prima pietra burocratica fu posta da Denni Gadaleta,
il capo di gabinetto di Vendola, scomparso nel gennaio scorso. E a ricordare il
suo impegno non è il governatore ma Bertolaso. "Ascoltare un presidente di
Regione che fra l'altro è autorevole esponente di un partito politico, fare
questo genere di ragionamenti - ha commentato Bertolaso - per me è
un'enorme soddisfazione perchè spesso a livello politico c'è ancora una buona
dose di ignoranza rispetto a quello che è il sistema della Protezione Civile
nel nostro Paese. Fino a poco tempo fa era difficile far capire ai membri del
Parlamento ed anche a livello locale - ha aggiunto - come fosse organizzata la
Protezione Civile, la sua originalità e le difficoltÁ. Ancora oggi non è
semplice spiegare che la Protezione Civile non è un simbolo, una parola,
un'affermazione, una struttura dietro la quale ci si può tranquillamente
riparare per giustificare carenze o inefficienze". E Vendola racconta al
passato cos'era la Protezione civile in Puglia: "Corrispondeva
semplicemente alla buona volontà di un numero ristrettissimo di funzionari
regionali e a nessuna organizzazione". Dal 15 giugno invece nella nuova
sede, si alternano in cinquanta, "prestati" alla guerra contro gli
incendi in questo periodo: ci sono le squadre della guardia di finanza, quelle
del corpo forestale, i volontari e il personale della Regione. Sono 18
effettivi, alti 18 sono stati chiamati a termine per l'estate. A Grottaglie ci
sono poi due Fire Boss, altri due sono a Foggia, a coprire rispettivamente il
fronte sud e il fronte nord. Da ieri la sala operativa funziona 24 ore al giorno.
E a fine mese arriverà anche il numero verde.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia
Gorizia-Villesse, sì al progetto definitivo TEMPI PIU' RISTRETTI Autovie venete
sblocca l'iter della trasformazione del raccordo in autostrada VIABILITA' Il
sindaco Vecchi: "L'attuale arteria si dimostra totalmente inadeguata"
di FRANCESCO FAIN VILLESSE Si aggiunge un nuovo, importante tassello all'iter
che porterà alla trasformazione in autostrada del raccordo Villesse-Gorizia. Il
consiglio d'amministrazione di Autovie venete ha, infatti, approvato il
progetto definitivo. "L'investimento complessivo - si legge in una nota di
Autovie - è di 177,5 milioni di euro, per il tratto della lunghezza di circa
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALCIO.
INIZIA L'AVVENTURA IN C2 L'Itala si raduna domani al Colaussi Amichevoli con Triestina
e Lecce Vacanze terminate per i giocatori dell'Itala San Marco: inizia l'era
"pro" Per la squadra biancoblù sta finalmente per scoccare l'ora del
raduno, il primo dopo la storica promozione in Seconda divisione (l'ex serie
C2). L'appuntamento è per domani alle 16 allo stadio Colaussi: una piccola
sgambata tanto per togliere un po' di ruggine, le foto di rito ma soprattutto
la reciproca conoscenza in un gruppo profondamente mutato dopo il calciomercato
estivo. A seguire, alle 19.30 nella tenuta Castelvecchio di Sagrado, il gala di
presentazione della squadra e del nuovo main-sponsor, la Sweet
dell'imprenditore goriziano Fabrizio Manganelli. Sono ben dodici i volti nuovi
a disposizione del tecnico Giuliano Zoratti: l'esperto portiere Marcon; i difensori
Teso, Libassi, Fabris e Colavetta; i centrocampisti Salgher, Piovesan, Petris,
Buonocunto e il colpo dell'ultim'ora Furlan; le punte Cristofoli e Peron. Una
quindicina, invece, i giocatori confermati dopo la vittoriosa campagna in serie
D: in gran parte sono giovanissimi, dal momento che l'Itala ha deciso di
puntare forte sui propri gioielli, mentre la vecchia guardia è rappresentata da
tre moschettieri come Neto, Visintin e Moras. Dopo la trasformazione in srl e
il sospirato ok all'iscrizione giunto venerdì sera da Roma, in casa biancoblù
ci si può dunque concentrare sul calcio giocato. La squadra giovedì andrà in
ritiro a Paluzza per la preparazione e disputerà due amichevoli di prestigio:
il 2 agosto a Sutrio contro la Triestina e il 10 fra le mura amiche del
"Colaussi" contro il Lecce neopromosso in A. A proposito di stadio,
sono iniziati i lavori di adeguamento dell'impianto con la realizzazione del
settore ospiti, che presuppone la presenza di una tribuna da 500 posti sul lato
corto del campo, fra l'ingresso per i pullman e il palazzo della Fondazione
Brovedani. In questi giorni è stata realizzata la pavimentazione mentre già
entro la prossima settimana saranno ultimati i camminamenti, un nuovo tratto di
recinzione e una piazzola per i bagni chimici. I lavori
vanno ultimati entro Ferragosto (il 17 il possibile debutto in Coppa Italia) e
sono finanziati da Regione e Provincia per 80mila euro, ma a gestire
l'intervento - bypassando le lungaggini della burocrazia - stata direttamente l'Itala attraverso una particolare
convenzione. (l.m.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
TEATRO. DEBUTTO
A MONFALCONE Stella racconta un'Italia alla deriva "Un paese di gente per
bene" con le canzoni di Gualtiero Bertelli MONFALCONE Italiani brava
gente. Davvero? A sentire Gian Antonio Stella che con verace accento veneto
racconta il nostro Paese, la brava gente italiana ha avuto la peggio, sconfitta
da truffatori, prepotenti, furbetti, impudenti. Italiani anche loro: "Un
paese di gente per bene". Con questo titolo, il giornalista vicentino e il
musicista assieme al quale Stella collabora da parecchie stagioni, Gualtiero
Bertelli, hanno presentato a Monfalcone in prima nazionale il loro nuovo
spettacolo dedicato alle sorti passate, presenti (e forse future) dell'Italia.
Un'antologia di fatti (gustosamente raccontati da Stella) e di canzoni
(interpretate da Bertelli) che ha chiuso la serie di "Lettere
mediterranee" condotte da Neri Pollastri all'interno di "Onde
mediterranee", la manifestazione dedicata alla musica, al cinema, alle
arti e agli incontri "al Capo Nord del Mediterraneo". Punto di
partenza è il volume che Stella e Sergio Rizzo hanno pubblicato da poche
settimane, "La deriva: perché l'Italia rischia il naufragio"
(Rizzoli) e che fa seguito alla fortunata inchiesta firmata nel 2007 dai due
giornalisti del Corriere della Sera, "La casta". Volume che ha
venduto più di un milione e 200mila copie, documentando privilegi e malefatte
della classe politica italiana. Ora lo sguardo si è allargato, ed è la nazione
intera ad essere segnalata a rischio di deriva, colpita e affondata dai mali
del carattere italiano. Li conosciamo bene, ma messi in fila così, raccontati
in brillanti "vignette", interessi privati e
menefreghismo pubblico, burocrazia fetente, corporativismo, mostrano il volto peggiore e più
devastante. Perché Stella, che a Monfalcone era accompagnato anche dalle
letture dell'attore Bebo Storti (il malfamato Conte Uguccione di un decennio
fa) e dal pianoforte di Paolo Favorido, la prende larga. Comincia da
Quintino Sella e dallo scandalo della Banca Romana, per arrivare fino ai giorni
nostri, segnalando i 104 giorni di carcere comminati a Callisto Tanzi per il
crac da 17 miliardi di Parmalat (e scontati... in qualche isola tropicale) e i
200 giorni passati dietro le sbarre in Italia dall'albanese Florian Placu per
essersi appropriato di una mucca non sua. Quando si dice che la legge è uguale
per tutti. Intanto Bertelli raccoglie l'eredità del gruppo di musicisti e
scrittori che alla fine degli anni '50 fu il Cantacronache, e narra in musica
l'Italia autarchica e quella sprecona, l'Italia dei risparmi e quella degli
affari, le poche speranze, le tante delusioni di un'"economia
canaglia". Roberto Canziani.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
RECANATI
pag. 15 "Dai tabulati... lei è morto" Angelo Bellelli incappato in
infortunio della burocrazia di
ASTERIO TUBALDI ? RECANATI ? CHIEDE il tesserino sanitario all'agenzia delle entrate
e gli rispondono che non possono rilasciarglielo perché risulta deceduto. E'
una situazione decisamente pirandelliana quella capitata al recanatese Angelo
Bellelli, presidente dell'associazione filatelica nonchè storico personaggio
politico e consigliere comunale ai tempi del vecchio Pci.
Improvvisamente si è trovato a indossare i panni del noto protagonista del
"Fu Mattia Pascal". Lì per lì Bellelli ha cercato qualche punto
solido di appoggio per accertarsi di non essere puro spirito. Si è ripreso,
quindi, dallo stupore regalando qualche pillola di umorismo noir. "Beh!
Devo allora assicurarvi, da buon laico, che dall'altro mondo, da cui provengo,
non c'è nè il paradiso né l'inferno, ma solo una grande e tranquilla distesa
azzurra". BELLELLI non si è perso però d'animo e ha voluto rendersi conto
se anche per la sua Asur lui risultasse in tutt'altro mondo. "Sì ? le ha
confermato l'impiegata ?, per noi lei è morto". E' andato allora dal
medico di famiglia dove, invece, ha scoperto che il suo nome risultava ancora
nella lista degli assistiti. All'anagrafe del Comune, invece, tutto è regolare
per cui Bellelli può esercitare i suoi diritti e, quello che più conta, pagare
ancora le tasse e i tributi. NON SI SA perché il suo nome non compaia più nella
lista del sistema sanitario. Spera solamente che la burocrazia
non lo faccia stazionare troppo a lungo fra le anime del Purgatorio, ma si
decida di rinviarlo al più presto nel mondo dei vivi. Image:
20080713/foto/4474.jpg.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 13-07-2008)
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BOLANO /
FOLLO / VAL DI VARA pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
13-07-2008)
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RAVENNA
CRONACA pag. 5 UNA COSA è certa: chi si aspettava che l'inquilino di Palazzo
Merlato f... UNA COSA è certa: chi si aspettava che l'inquilino di Palazzo
Merlato fosse un grigio e noioso funzionario di partito, è rimasto deluso.
Anche se, a dire il vero, i primi due anni da sindaco di Matteucci erano stati
caratterizzati da una bassa esposizione mediatica e da un profilo molto
riservato su tutti i temi più scottanti della città. Qualcuno già arricciava il
naso e si sentivano le prime critiche di "indecisionismo cronico".
Poi, dopo la batosta del Pd alle politiche del 13 aprile, quello
stesso sindaco che sembrava essersi impantanato nelle sabbie mobili della burocrazia, è sceso in strada impugnando
la bandiera della legalità e della lotta al degrado. Da quel momento si è
trasformato in un fiume in piena. L'ultima ordinanza che ha firmato è appena entrata
in vigore: vieta l'accattonaggio e la vendita di oggetti nei parcheggi.
Da ieri sono apparsi i cartelli nelle aree di sosta più importanti della città.
Ma l'elenco dei suoi bersagli è talmente lungo che diventa difficile ricordarli
tutti. Ha vietato i rave-party nella struttura vicino a Mirabilandia, ha
proibito la vendita di alcolici negli spacci frequentati da stranieri ai
Giardini Speyer, farà montare un cancello attorno alla Basilica di San Giovanni
Evangelista e ai Giardini, ha chiesto telecamere e controlli su chi affitta le
case a Lido Adriano, ha dotato la polizia municipale di manganelli, ha firmato
un'ordinanza contro il consumo di alcolici a Marina, ha tirato il freno ai
bagni della stessa località; insegue e mette in fuga ogni carovana di zingari
che si avvicini alla città. Quando pensi che abbia finito, ne trova sempre una
nuova. L'ultima della serie, il "raid" a Lido di Classe contro trans
e clienti a colpi di foto, ha attirato anche le attenzioni del Garante della
privacy. Che, con una raccomandata, gli ha chiesto chiarimenti su che cosa
tenga archiviato nel suo cassetto. Incidenti di percorso che gli attirano
critiche da destra e da sinistra. Gli stessi che ieri gli rimproveravano
l'immobilismo, ora lo accusano di "eccessivo protagonismo". Questione
di punti di vista. Di certo equilibrio e senso della misura, in queste
battaglie che scatenano passioni forti, non sono di facile esercizio. La vera
sfida, il sindaco, se la gioca proprio qui: dovrà tenere alto e costante il
livello del suo impegno, evitando eccessi controproducenti e monotematici. Di
certo Matteucci non si risparmia: con quello di ieri ha passato il suo sesto
week-end a controllare la vita notturna di Marina. Qualcuno ne parla già come
di un 'sindaco-sceriffo'. Ma non ha il ghigno cattivo di Lee Van Cleef, si
commuove sino alle lacrime ai funerali e quando può non manca mai di celebrare
i matrimoni. "Chiamatemi sindaco antidegrado", dice. Ma ricorda che
la stessa decisione e lo stesso impegno li ha tirati fuori nel momento in cui
bisognava approvare provvedimenti anche impopolari, come la nuova moschea e il
registro delle coppie di fatto. Di certo la sua svolta non piace al Prc e a
parte del Pd. Ma non si potrà mai dire che abbia trascurato i problemi della
sicurezza urbana, vero tallone d'Achille del centrosinistra nelle ultime
elezioni politiche. Stefano Muccioli.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 3 "Artigiani, ora serve una svolta" Si salva solo il
settore dell'edilizia. Crisi nera per servizi, carta e trasporti UNA CRISI
dalla quale le imprese artigiane lucchesi devono riuscire a risollevarsi. Al più
presto. E' questo l'auspicio della Confartigianato durante l'ultima assemblea
annuale che si è svolta nella sede dell'associazione in viale Castracani e che
ha visto la partecipazione di tanti iscritti. "L'analisi macroeconomica
del 2007 ? ha spiegato il presidente Costante Martinucci ? evidenzia dati che
confermano, purtroppo, una fase congiunturale non favorevole che ormai dura da
troppo tempo e della quale si fatica a intravedere la fine. L'economia
lucchese, come quella nazionale, continua a manifestarsi meno dinamica della
media europea e ciò sembra dipendere da una serie di problemi ancora irrisolti.
Tra questi i costo energetici (ricordo che Confartigianato, almeno a Lucca, si
è attivata con un consorzio regionale che consente alle aziende di ottenere
risparmi sul costo dell'energia), la pressione fiscale e la
burocrazia. In Lucchesia ?
ha continuato Martinucci ? sembrerebbe essere l'edilizia a tenere alto l'umore
dell'artigianato. E' il settore delle costruzioni, con la cantieristica, a far
registrare i pochi segnali positivi. Il motivo è da ricercare nella
particolarità dell'artigianato lucchese costruito attorno a tante micro imprese
che ha un ruolo forte nell'economia totale. Il 97 per cento delle
imprese ha, infatti, meno di 9 addetti". "IL SALDO per il 2007 ? è
andato avanti il presidente ? è positivo: sono 14.645 le unità totali con un
incremento di 121 imprese e un'occupazione che incide per il 27 per cento degli
addetti totali. Il comparto dei servizi vive invece un momento di difficoltà diffusa.
Il cartario, che appare in ripresa rispetto al 2006, preoccupa però per il
valore della voce occupazione (-6,8 per cento), il dato peggiore, tra i
distretti. La situazione di crisi della Kartogroup preoccupa, oltre i
lavoratori che rischiano il posto, anche la miriade di aziende artigiane
dell'indotto. In flessione il comparto dei trasporti, in crisi a causa
dell'aumento del prezzo del gasolio, non bene anche il fatturato
dell'abbigliamento. Segnali di attenzione infine sul lapideo ? ha chiuso Martinucci
? anche se sembra ci siano cenni di ripresa". IL DIRETTORE di
Confartigianato Roberto Favilla ha puntato l'attenzione sul "gap"
infrastrutturale della Piana. "La nostra associazione ? ha spiegato ? ha
organizzato un convegno cui hanno partecipato, oltre al sindaco Favilla anche
il presidente della Provincia Baccelli e il professor Lucio Poma e in quella
circostanza era stato dato l'annuncio del raggiungimento dell'accordo, ma che
ancora, purtroppo non ha avuto seguito concreto, per la realizzazione dell'asse
nord-sud dal ponte Dalla Chiesa al casello del Frizzone. Si era parlato anche
della complanare all'autostrada Firenze-Mare nel tratto da Lucca fino ad
Altopascio e si collega con quella che dovrebbe diventare la nuova
circonvallazione del Tau. Queste opere, che dovrebbero costituire una parte del
sistema tangenziale sono state ritenute dal ministro Matteoli prioritarie e non
più rinviabili. Non rinviabile è anche il raddoppio della ferrovia tra Firenze,
Pistoia, Lucca, Viareggio per ridurre il traffico su gomma. Proprio
recentemente ? ha concluso Favilla ? l'amministrazione di Lucca ha presentato
un piano della sosta che prevede la realizzazione di alcune rotatorie in zone
strategiche della circonvallazione per rendere più snello il traffico di scorrimento
in modo particolare lungo viale Europa dove, per quasi tutta la giornata, si
riscontrano file di auto soprattutto lungo viale Carducci". D.Cas.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Vetrina
Guastalla pag. 12 ? BORETTO ? UN INCONTRO sui temi del Po, ieri mattina,
navigando sul... ? BORETTO ? UN INCONTRO sui temi del Po, ieri mattina,
navigando sul fiume con la motonave Padus per presentare il manuale "Per
non perdere l'acqua in un fiume di parole", curato da Ireneo Ferrari e
Franca Zanichelli. L'obiettivo? Colmare la distanza tra luoghi decisionali, fare emergere i conflitti latenti nel governo del territorio e
togliere burocrazia e
lungaggini che ritardano interventi, talvolta anche importanti, per il fiume Po
ed il territorio. Perché per fare bene al Po "non serve perdersi in un
fiume di parole". All'incontro, con partenza da Boretto, presenti pure
l'assessore regionale Lino Zanichelli, autorità locali e parlamentari.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMOLA
pag. 2 di LAURA DALL'OLIO SCALO MERCI, lavori al via entro l'anno. Sembra e...
di LAURA DALL'OLIO SCALO MERCI, lavori al via entro l'anno. Sembra essere
arrivato davvero al punto di svolta, il percorso per lo sviluppo della poderosa
infrastruttura da 18 milioni di euro di cui si parla da circa un decennio.
Calendario serrato questo mese per concludere la partita burocratica e dare il
via al bando per l'affidamento dei lavori: l'obiettivo è trasferire su rotaia
buona parte dei trasporti di merci che ora avvengono su strada. Anche la
Regione ci crede, tanto da stanziare 1,5 milioni di euro. FRANCESCO BENDANTI è
il presidente di Imolascalo, la società nata nel 1999 per portare a compimento
l'opera, e fa il punto della situazione snocciolando le prossime scadenze. Ma
mette le mani avanti: "Il condizionale è sempre d'obbligo". Dalla
nascita di Imolascalo a oggi, poco si è mosso sui 78mila metri quadri
interessati dal progetto, che costeggiano la ferrovia fino a via Laguna. Il
motivo? "I tempi della burocrazia e le valanghe di permessi necessari. Sono i motivi che in questo
Paese portano ad allungare i tempi di tutte le grandi infrastrutture", dice
Bendanti. Da adesso però le cose si dovrebbero muovere più rapidamente: le
varianti al Piano regolatore verranno presentate alla seduta di giovedì della
commissione consigliare di pianificazione urbanistica per poi passare al voto
del consiglio comunale il 24 luglio. "La scorsa settimana ? prosegue
Bendanti ? è arrivato anche l'ok della Provincia e se tutto andrà come previsto
entro fine settembre potremo fare i rogiti con i proprietari dei terreni ed
entrare in possesso di tutta l'area". Di conseguenza tra un paio di mesi
dovrebbe essere possibile fare il bando per assegnare i lavori. Si partirà con
la realizzazione del primo dei tre stralci che prevede la sistemazione del
piazzale e dei binari: il tutto si dovrebbe concludere entro il 2009. Poi si
partirà con la seconda fase che prevede la la realizzazione degli uffici e di
una parte dei magazzini, mentre nell'ultimo stralcio si concluderanno i lavori
per i magazzini. BENDANTI sottolinea però che Imolascalo non è stata con le
mani in mano e ha già svolto alcune operazioni: "A luglio dell'anno scorso
siamo partiti con le opere di bonifica da ordigni bellici e le ricognizioni
archeologiche". In questa fase sono stati ritrovati reperti di epoca
romana che hanno portato a una serie di indagini concluse definitivamente solo
a inizio mese: "La Soprintendenza ha fatto rilevamenti e analisi su
un'area molto vasta, di circa 25mila metri quadrati, in cui si trovavano
costruzioni del suburbio della città". E in base a questi ritrovamenti ha
posto vincoli molto restrittivi: "Le opere ? conclude Bendanti ? sono
state documentate e ricoperte, ma non si può scavare per più di un metro e
ottanta".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMOLA
pag. 4 Tesserini nel caos "La Regione si assolve e
scarica il Comune" Vecchi (An-Pdl): "Troppa burocrazia" IL CASO è questo e ha fatto imbufalire molti cacciatori
imolesi: le doppiette pagano le regolari tasse per ottenere i tesserini
necessari alla caccia, ma non riescono ad averli perché, in un assurdo giro
burocratico, le pratiche s'intoppano tra Comune e Regione. La faccenda
era esplosa a fine maggio e il Comune si era difeso scusandosi del disagio e
puntando il dito sia sull'intricato sistema, sia sull'ufficio regionale addetto
al nulla osta necessario per il rilascio dei tesserini. "Adesso però la
questione si ribalta e la Regione scarica il Comune ? dice il consigliere
regionale An-Pdl Alberto Vecchi, che sul caso aveva presentato a inizio giugno
un'interrogazione ?. Proprio in questi giorni è arrivata la risposta
dell'assessore alla sicurezza territoriale Marioluigi Bruschini che sostanzialmente
smentisce il Comune e gli Ambiti territoriali di caccia (Atc) locali e rimanda
a loro la colpa di questi disservizi". VECCHI è lapidario: "Bruschini
ha dichiarato che nei primi giorni di rilascio dei tesserini, alcuni Atc che
avevano deciso di non avvalersi dell'aggiornamento automatico proposto dal
sistema regionale, non sono riusciti a regolarizzare le pratiche di diversi
cacciatori che avevano regolarmente pagato la quota d'iscrizione". Il
risultato? "Quei cacciatori non risultavano iscritti all'Atc, dunque la
sigla dell'Atc non compariva sul tesserino: un bel caos". Per Vecchi le
doppiette in Emilia-Romagna hanno già troppi vincoli imposti dall'alleanza fra
Pd e Verdi: "E se a questi vincoli aggiungiamo anche un'assurda burocrazia dovuta a eccessivi controlli e verifiche, allora
sarà sempre più dura la vita per i cacciatori". IL CONSIGLIERE è durissimo
con gli Atc imolesi: "E' evidente dalla risposta della Regione ? conclude
? che hanno deciso di non avvalersi dell'aggiornamento automatico proposto dal
sistema regionale, bloccando così di fatto le pratiche di diversi cacciatori,
nonostante questi avessero regolarmente pagato la quota d'iscrizione. Credo che
i cacciatori imolesi meritino rispetto e gli Atc del territorio debbano seguire
con grande attenzione le innovazioni tecnologiche proposte per cercare di
soddisfare in tempo reale le richieste dei loro associati". Image:
20080713/foto/5166.jpg.
( da "Provincia di Cremona, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Domenica 13 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Confagricoltura Mantova: sia
fatta giustizia Confagricoltura di Mantova interviene sull'episodio legato alla
morte di Vijay Kumar: "Non si tratta di un'azienda associata al nostro
sindacato ? dice il presidente, Sergio Cattelan ? e al momento il titolare e la
moglie si ritrovano nella posizione di indagati e non di colpevoli. Auspichiamo
che sulla vicenda venga fatta giustizia, dopo accurate indagini, ove fossero
individuate e accertate responsabilità colpose o dolose. Intanto è giusto
sottolineare che la presenza del lavoro nero, almeno nel Mantovano, è un
fenomeno estraneo all'agricoltura e per quanto a conoscenza di Confagricoltura
l'episodio di Viadana è del tutto isolato. Non neghiamo la presenza di fenomeni
distorsivi nel mercato del lavoro, anche in ambito agricolo, ma che si
verificano con maggiore frequenza in altre aree del Paese". Cattelan pone
l'accento anche sulla necessità di manodopera in periodi cruciali per
l'agricoltura: "Gli immigrati sono una componente fondamentale del lavoro
agricolo, soprattutto in settori come l'ortofrutta, la
viticoltura, la mungitura nelle aziende zootecniche da latte. Troppo spesso,
però, gli imprenditori agricoli sono schiacciati da una burocrazia asfissiante e trovano
difficoltà a reperire forza lavoro in grado di contribuire in tempi ristretti e
concentrati alla raccolta delle produzioni in campo".
( da "Provincia di Cremona, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Domenica 13 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Soresina. Un incontro nella
sala Bazza Il bilancio della giunta 'Fatto tanto, ma i progetti sono da
rivedere' SORESINA ? Tracciato il bilancio dei primi due anni di governo della
giunta Armelloni, venerdì sera in sala Gazza, con i rappresentanti della lista
civica 'Per Soresina' (hanno partecipato però meno di 25 persone). Presenti
l'assessore all'urbanistica Fiorenzo Lodi, quello al bilancio Flavio Zanenga e
il consigliere con delega alla scuola Rita Bonizzoni. "Abbiamo trovato una
situazione incancrenita ? ha spiegato Zanenga ? con 4 milioni di euro in banca
accantonati dalle precedenti amministrazioni, che significano soldi pagati dai
soresinesi non tramutati in servizi. Adesso il patto di stabilità ci impedisce
di sfruttare le potenzialità economiche del Comune. Non si può spendere più di
quello che si incassa. Dunque si procede solo con l'ordinaria amministrazione.
Speriamo che il governo modifichi il patto di stabilità per i comuni virtuosi,
ciò sbloccherebbe per Soresina molte risorse". C'è una certa frustrazione
da parte degli esponenti di 'Per Soresina' che in questi due anni hanno dovuto fare i conti con burocrazia che in campagna elettorale non conoscevano. "Problemi che
ci hanno rallentato non poco ? ammette Lodi ? tanto che bisognerebbe rivedere
il programma elettorale stilato nel
( da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori Un altro caso di "mala burocrazia"
Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10
- 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI
SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail:
sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di
generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Mancano
pochi giorni alla prima data utile per la richiesta del credito d'imposta sugli
incrementi occupazionali, effettuati dal 1 gennaio al 30 giugno 2008, ma ad
oggi non sono disponibili né il software per la predisposizione delle
richieste, né i chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate sulle numerose
questioni sollevate dai professionisti e in particolare dai Consulenti del
Lavoro. I dubbi, soprattutto sulle revoche, sono tanti visto che l'unico
documento cui bisogna far fede è il DM del Dicastero dell'Economia, a firma
dell'allora vice ministro Vincenzo Visco, che non risolve assolutamente i dubbi
prospettati. Ma c'è di più. Da qualche giorno il credito d'imposta per
l'occupazione non è più argomento di "primo piano" sul sito internet
dell'Agenzia delle Entrate. Mancano 20 giorni al "click day", ovvero
la corsa contro il tempo e la telematica per occupare i primi protocolli utili
per il beneficio dei crediti. Ma nonostante ciò il credito all'occupazione non
merita evidenza. FRANCESCO CERQUETI PRESIDENTE CONSULENTI DEL LAVORO, IMPERIA
Risponde Stefano Delfino: "L'ennesimo caso di mala burocrazia".Diano,
viale Europa troppe auto in sosta Vorrei segnalare un problema che riguarda la
viabilità di viale Europa, a Diano Marina. In questo periodo estivo, e comunque
in genere durante i periodi di massima affluenza turistica, le auto parcheggiano
su entrambi i lati anche dove la carreggiata si restringe, e cioè nel tratto
più vicino all'incrocio con via Agnese. E così la strada, che è a doppio senso
di circolazione, in quel tratto, lungo due-trecento metri, non ha lo spazio
sufficiente per permettere il transito di due auto che procedono in senso
opposto l'una all'altra. Capisco che l'inconveniente si verifica soltanto e
(quasi) esclusivamente durante i mesi estivi, ma tanto basta per causare
difficoltà in una zona assai trafficata della città, e situata a pochi metri
dalla via Aurelia. Penso che qualcuno debba intervenire, anche se capisco che
non si tratta di una decisione facile da prendere: a Diano Marina i parcheggi
nel centro cittadino non abbondano, e toglierne alcuni a beneficio della viabilità
per certi periodi dell'anno potrebbe essere un provvedimento
"impopolare". LETTERA FIRMATA DIANO MARINA Calata Cuneo: 3 mila per
sentire Baccini Calata Cuneo mai vista così. Una folla infinita ha seguito ieri
il concerto di Francesco Baccini, primo atto della stagione estiva del Comune
di Imperia-Assessorato al Turismo, Manifestazioni e Sport. Difficile calcolare
il numero esatto dei presenti: certamente più di tremila persone. Baccini,
accompagnato dall'ottima band, ha regalato al pubblico i suoi pezzi più amati
(Fotomodella, Sotto questo sole, Le donne di Modena...), ma anche alcune
"chicche" come "La ballata dell'amore cieco" di De Andrè e
la cover di "Monnalisa" di Ivan Graziani, proposta nei bis. È stata
una grande soddisfazione: tantissima gente, una risposta straordinaria e
inattesa in questi termini, ripagata da un bellissimo spettacolo, entusiasmante
e divertente. Ci auguriamo di continuare così, con la stessa attenzione da
parte del pubblico. Sul fondale del palco sono corse le immagini di alcuni
video tra cui, in apertura, "Uniti", realizzato con Povia e raccolto
nell'ultimo cd-dvd. Alla fine del concerto, un autentico tripudio del pubblico,
seguìto da una lunga fila di estimatori che hanno voluto scattare la fotografia
con il cantauratore genovese e tornare a casa con il classico autografo. MARCO
SCAJOLA ASSESSORE AL TURISMO, IMPERIA.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
13-07-2008 Le vostre domande: risponde il sindaco Si parla sempre più di burocrazia e costi della politica. Cosa ha fatto il Comune?
>La burocrazia è la vera palla al piede del paese.
Solo nel primo anno abbiamo impostato una complessa razionalizzazione delle
società del Comune. Entro giugno passerà in Giunta. Abbiamo ridotto i cda delle
società andando oltre ciò che è previsto dalla legge e rivisto i criteri (in
accordo con minoranza) per le nomine nelle società, abbiamo riorganizzato la
macchina comunale per obiettivi e non per criteri burocratici e lanciato il
Comune amico per semplificare i rapporti tra cittadini e amministrazione. Si è
parlato di nuove 'Zone 30', zone a traffico limitato e zone pedonali. Dove
saranno istituite e quando? >Le zone 30 sono fondamentali dal punto di vista
della sicurezza principalmente di pedoni e ciclisti, ma sono anche fondamentali
per la qualità della vita in generale: per combattere inquinamento atmosferico
e acustico. In autunno inizieremo in accordo con i Quartieri. Con Parma Centro
stiamo valutando anche insieme nuove ztl e isole ambientali, riguardano via 22
Luglio e via Farini. Perché avete deciso lo spostamento della Moschea e l'avete
autorizzata all'interno di un'area artigianale? >Perché è la soluzione
migliore per la Comunità islamica e per la città. Erano 10 anni che si parlava
di spostamento del Centro islamico dall'Oltretorrente perché inadatto in una
zona così densamente popolata. La nuova sede è in un'area in cui la sera,
quando i fedeli si riuniscono, non ci saranno problemi, anche grazie alle opere
di viabilità e ai parcheggi previsti. Inoltre non si può creare l'effetto
ghetto che si era verificato in Oltretorrente con il proliferare di Kebab, Call
Center. Vorrei ricordare che tutto questo è frutto di un patto, unico in
Italia, con la comunità islamica che definisce diritti e doveri di cittadinanza
e progetti di integrazione. A vantaggio della sicurezza di tutti. Ed è la
strada che stanno iniziando a seguire in varie parti d'Italia, a cominciare da
Milano, con il beneplacito del ministro Maroni. Asili e scuole d'infanzia il
vostro programma prevedeva l'azzeramento delle liste d'attesa nei cinque anni.
Ma le domande continuano ad aumentare. Quando ci sara l'azzeramento?
>>uest'anno ci saranno 168 nuovi posti in Asilo nido grazie a nuove
strutture private. La riorganizzazione nelle strutture comunali permetterà un
aumeto di 51 posti. L'anno prossimo con la ristrutturazione e costruzione di
nuovi edifici ci saranno altri 145 posti. In totale 364 nuovi posti entro il
2010. Ulteriori posti sono previsti, per effetto di apertura di nuove strutture
da parte dei privati, negli anni successivi. Sicuramente ci permettono di
affrontare e rispondere alla domanda dovuta ad un trend di iscrizioni in aumento
ogni anno per effetto dell'aumento della natalità e della presenza sul nostro
territorio di servizi conosciuti e richiesti per l'alto livello di qualità
erogata. L'azzeramento delle liste d'attesa è l'obiettivo a cui
l'amministrazione dedica uno sforzo costante e importante che ci auguriamo sia
condiviso da tutti i soggetti coinvolti. Non ci spieghiamo certe resistenze che
troviamo. I l costo delle case a Parma è fra i più alti. Cosa avete fatto per
ridurre i costi sulle famiglie che cercano casa? >A Parma ci sono molti
studenti e lavoratori "fuori sede", questo influenza un po' i costi,
ma non è del tutto vero che gli affitti a Parma siano molto più alti rispetto
alle città delle stesse dimensioni. Abbiamo avviato da tempo una politica di
interventi specifici per favorire la costruzione di alloggi a canoni agevolati
con Parmabitare e Casadesso: in totale un centinaio già consegnati o in fase di
completamento e un altro centiaio in costruzione. Abbiamo infine attivato il
progetto "Affitti Garantiti" per favorire la sottoscrizione sul
libero mercato di contratti d'affitto concordato. Procederemo in questa
direzione attivando anche forme di edilizia agevolata a riscatto per sostenere
il diritto alla proprietà della casa. Con il nuovo piano di edilizia residenziale
sociale che stiamo per varare raggiungeremo nel mandato i 500 nuovi alloggi. In
Ghiaia sono iniziati I lavori preliminari. Ma quando gli operatori potranno
tornare? >Abbiamo sbloccato grazie all'accordo con la Direzione generale del
Ministero dei Beni Culturali, una situazione che ormai si era incancrenita
oltre ogni ragionevolezza. Ora, nonostante l'accanimento di chi dice
"no" a tutto a suon di ricorsi che pesano solo su cittadini e
operatori, abbiamo iniziato i lavori. Abbiamo detto che faremo di tutto per
consegnare ai parmigiani il loro mercato in Centro a Natale 2009 come previsto
nel contratto con l'impresa. Vogliamo mantenere questa promessa. Parma figura
terza nello sport a livello italiano per pratica e squadre di vertice. Quali
sono le priorità di intervento del Comune sugli impianti sportivi?
>L'obiettivo che ci siamo dati è di promuovere il ruolo educativo e la
diffusione dell'attività sportiva. Anche con un impegno imponente per
realizzare strutture nuove e moderne per lo sport. Alcune sono già in fase di
realizzazione: il nuovo Campo da baseball che sarà pronto a breve, il Centro
polisportivo del Campus con due nuove piscine, i Centri benessere ex-Coni e
Cittadella a cui s ne aggiungerà uno al Quadrifoglio. Altre strutture saranno
avviate come il nuovo Palaeventi per sport e concerti che sostituirà il
Palasport e il nuovo Campo da rugby. La metropolitana è considerata l'opera
fondamentale per il futuro trasportistico di Parma. Quando si conoscerà il
progetto definitivo e quando i primi parmigiani potranno viaggiare sui suoi
vagoni? >La nuova metropolitana leggera segnerà una svolta ecologica e
moderna nel modo di vivere la città. E' l'unica soluzione che abbiamo per
conservare la vivibilità di Parma di fronte a un continuo aumento di traffico.
Oggi in città ci sono circa 400.000 spostamenti veicolari al giorno in continuo
aumento, se non invertiamo la tendenza nel 2015 ne avremo 500.000. La metro ci
consentirà di difendere la qualità della vita ma anche le nostre abitudini come
andare in bicicletta. Speriamo di metterla in funzione dal 2014-2015.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-07-2008)
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FEDERICA
GUIDI 13-07-2008 Federica Guidi: "Noi giovani e il virus
dell'impresa" Dinamismo "Ma quali bamboccioni? Siamo gente impegnata
con serietà in tante aziende" di FEDERICO GUIGLIA P iù giovani leoni o
bamboccioni, chi sono gli italiani che lei rappresenta? "Bamboccioni ne
conosco pochi. Non mi sono mai riconosciuta in quella definizione. Non so dire
se siamo giovani leoni. Siamo gente impegnata con serietà in tante aziende. E
con molta voglia di continuare a fare impresa in Italia". Ma quanti sono
questi giovani, e come fanno a farsi valere in un Paese e in un continente che
invecchiano precocemente? "Al nostro movimento, che chiamiamo proprio
"movimento", sono associati dodicimila e cinquecento persone. Persone
che di norma lavorano dieci/ dodici ore in azienda. Persone che cercano di
portare in giro per il mondo le loro imprese. In Italia il principio della
meritocrazia non esiste. Da qui la prima e più rilevante difficoltà: non avere
un ascensore sociale che consenta ai migliori, se si danno da fare, di far
progredire le loro prospettive sociali e retributive. Se il Paese non stimola
né aiuta i bravi a emergere, i bravi se ne vanno". Ma allora come si
diventa giovani imprenditori: per merito sociale - che è molto scarso, come lei
dice - o per tradizione familiare, che è invece preponderante, come aggiungo
io? "Occorre il mix delle due cose. Io ricordo che al movimento fui
iscritta d'ufficio da mio padre. Ma non frequentavo, perché ero concentrata sul
percorso degli studi. Poi, anche convinta da lui, fui invitata mettere a
disposizione un po' del mio tempo per partecipare alle molte iniziative. E la
cosa si trasformò in malattia. Ancora oggi molta gente ormai impegnata nei
senior, compresa la Marcegaglia, resta "giovane per sempre". Perché
scatta, come dicevo, il virus. Il virus di un ambiente competitivo e selettivo,
che "pretende". Ma dà anche tantissimo, soprattutto a livello umano.
Metti in rete le tue esperienze e cresci. Un'esperienza autentica, e non certo
per "fare business" ". Non è che lei, da piccola, diceva
"da grande farò l'imprenditrice": o sì? ""Voglio lavorare
in fabbrica", ripetevo già a tre, quattro anni, secondo i ricordi di mia
madre. Ero figlia unica, e si vede che per osmosi dai racconti di mio padre
dicevo così. Ma in realtà a casa mia non mi hanno spinto, semmai mio padre mi
ha frenato. Un po' perché una donna avrebbe trovato qualche difficoltà in più,
un po' perché mi consigliava a fare "quello che ti piace". Papà ha
tentato di mettermi paura, più che desiderio. Dopo la laurea, il master, e un
paio d'anni fuori dall'azienda, viaggiando parecchio perché lavoravo in una
cosiddetta merchant bank, entrai in azienda. E ora faccio il mestiere che più
mi piace al mondo". Oggi che significa intraprendere rispetto al modello
classico del lavoro dipendente? "Intanto avere un ruolo operativo e non
istituzionale. L'idea di poter "lavorare" la materia prima che entra,
si trasforma, diventa un prodotto che richiede un contatto continuo con clienti
e fornitori, che fa viaggiare, che ti rende orgogliosa della tua azienda.
Vivacità e dinamismo ". Quali sono i maggiori ostacoli per un giovane non
raccomandato né figlio di nessuno che voglia fare impresa? "Prima cosa il
reperire capitale iniziale senza poter offrire garanzie reali. La burocrazia,
i costi, il tempo che si perde e che scoraggia e spaventa. E' un complicato e
lungo momento finanziario, che distoglie la mente dalla volontà di liberare
subito le energie, come si vorrebbe ". Confindustria è guidata da due
donne, giovani, belle e determinate: Emma Marcegaglia per i grandi e lei per le
nuove leve. Siamo alla svolta o alla sapiente trovata dei soliti
maschietti, detentori della vera forza economica e "politica"
dell'impresa? "Né l'una cosa né l'altra. E' solo il segno dei tempi. Il
settore industriale ha tante donne impegnate nell'associazionismo. Certo,
rispetto agli uomini le posizione di vertici sono ancora inferiori. Ma le
Università sono piene di donne che presto entreranno nel mondo del lavoro. Il
cambiamento è in atto ormai da qualche anno. Il processo s'è innescato,
inarrestabile. Confindustra è stata innovativa, e la nostra mia e di Emma è
solo una felice coincidenza. Ma io non amo le questioni di genere, preferisco
parlare di competenze. Certo, se penso a quel che succede in altri ambiti, se
penso alla politica.". Per lo sviluppo di un Paese è meglio avere poche ma
buone multinazionali o tante piccole e medie industrie? "Difficile dare
una ricetta. Ci vogliono le due dimensioni, la multi e la media. Ma io non sono
per i giganti, anche se le aziende troppo piccole non riescono più a stare sul
mercato. E poi gli investimenti stranieri purtroppo non arrivano, e ciò
penalizza la ricerca, lo sviluppo e la tecnologia soprattutto delle medie e
piccole imprese. Diciamo che la catena di comando può essere corta, ma va
fondata sulla managerialità e sulla professionalità. L'imprenditore che fa un
po' tutto da sé, oggi non è più un modello vincente". Che cos'è per lei il
capitalismo? "Se è quello sano, è un eccezionale strumento per fare buona
selezione. L'impresa meritevole va avanti, le altre no. Il capitalismo è
stimolo e sviluppo". E il sindacalismo? "Una componente importante
del sistema, l'altra faccia, la controparte istituzionale". Evitiamo ora i
piagnistei, tipo "la crisi che incombe", "il carovita",
l'"inflazione" e tutte le cose che sappiamo. Dica invece come tornare
a rivedere le stelle. "Domanda da un milione di dollari. E' mancata,
finora, una politica di investimento. Il carico fiscale che, appunto, tutti
conosciamo fin troppo, è diventato un fardello sulle spalle. Non parliamo poi
del rapporto euro-dollaro né della Banca centrale europea che alza, anziché
abbassare, i tassi. Tutto ciò mette fuori mercato chi vende all'estero, e
colpisce proprio chi cerca di competere". Ma se potesse ottenere dal
ministro dell'Economia Giulio Tremonti un provvedimento, uno solo, quale
sarebbe? "In generale la sua proposta di finanziaria è interessante. Ma io
fatico a dare un'indicazione. Direi che il tema delle tasse, la questione dell'imposizione
fiscale e della tassazione sul lavoro siano ormai centrali". E se potesse
chiedere all'opposizione una cosa, una cosa sola sulla politica economica,
quale sarebbe? "Per il bene del Paese un'opposizione dovrebbe trovare un
buon compromesso con la maggioranza per il rilancio della crescita. L'Italia
non può restare allo zero virgola qualcosa. Le nazioni cosiddette emergenti
-che poi già sono emersevantano ben altre armi e possibilità ". Qualcuno
dei suoi giovani rampanti metterà una lira per la nuova Alitalia? "Non lo
so dire. Io ho un'azienda in India e ho usato Alitalia negli ultimi anni. So
quant'importante sia avere una compagnia di bandiera. Ma serve anche che questa
compagnia sia efficace ed efficiente. Pensi che adesso le rotte che Alitalia ha
purtroppo cancellato da e verso l'India, vengono fatte da compagnie indiane che
un tempo avevano solamente voli interni ". Ma gli industriali pensano solo
a far soldi o investono anche qualche spicciolo per la ricerca? "Vado a
naso, ma ognuno di noi spende un sacco soldi in investimenti e in ricerca. Io
spendo il 5 per cento del mio fatturato. E non sono affatto un'eccezione.
L'innovazione è fondamentale. Certo, in alcuni settori -tipo la plasticapuò
essere più difficile che in altri. Ma qui manca la ricerca di base. Sono le
grandi aziende che dovrebbero investire molto di più in ricerca. Le ricadute
positive sarebbero notevoli ". E per formare i dirigenti al meglio in
Italia e nel mondo, investono o non investono le nostre aziende? "Su
questo siamo un po' carenti. Siamo più al "fai da te", magari con le
aziende di medie dimensioni che hanno fatto passi in avanti. Ma il passaggio è
in buona parte avvenuto. Dal familismo di un tempo siamo approdati al modello
familiare che scommette sulle capacità manageriali, che esige competenze, che
valorizza collaboratori e produzioni in grado di spostarsi all'estero, che
agisce con strumenti finanziari sempre più evoluti". Ma alle riunioni con
i suoi colleghi europei lei si presenta con l'orgoglio di una grande nazione,
com'è l'Italia, o interpreta la "sindrome del declino" che tanto
affligge i politici e gli intellettuali frustrati? "Io sono molto
ottimista, l'unica sindrome di cui soffro è quella della preoccupazione. Se
pensassi ai declini, avrei già cambiato mestiere. Piangersi addosso mai".
Possiamo concludere che il catastrofismo non abiti qui? "I miei amici e
colleghi non sono catastrofisti. Siamo qui presenti con convinzione e non
intendiamo abbandonare i nostri territori". Nel mondo dov'è che i giovani
imprenditori italiani potrebbero e dovrebbero osare di più? "In Asia e in
America latina. Dico due Paesi: Vietnam e Brasile. Forse anche e ancora
l'Argentina. Sarebbe opportuno operare con un sistema-Paese come ha fatto la
Germania in Cina. Sono favorevolissima a elaborare "piani-investimento sul
futuro", se vogliamo battezzarli così ". E in quali settori? "I
mercati stanno esplodendo, e noi siamo tradizionalmente forti in moltissimi
campi. Ma oggi non si riesce a vendere se non si va anche a produrre in quelle
aree, se non si conoscono bene quei luoghi del pianeta. Ecco perché le grandi
aziende si internazionalizzano e delocalizzano ". Per un giovane
intraprendere oggi è un rischio o molto meno di ieri? "E' un rischio, non
se meglio o peggio di prima. Forse è più complicato, perché le possibilità sono
maggiori, ma la rapidità delle informazioni e degli accadimenti fa sì che
queste grandi opportunità nascondano anche delle grandi insidie. Ma io
consiglierei a chiunque di provarci, mettendolo naturalmente in guardia. Senza essere
falsamente buonisti, però senza scoraggiare chi ha voglia di cimentarsi ".
f.guiglia@tiscali.it Governo "Il primo tema da affrontare? Le tasse, non
c'è dubbio" Presidente dei giovani imprenditori Federica Guidi, 39 anni, è
di Modena.
( da "Messaggero, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
13 Luglio
2008 Chiudi L'ennesimo crollo della produzione industriale. L'onda anomala
degli esuberi in arrivo, circa diecimila solo tra Telecom Italia e Alitalia,
che inducono malinconicamente a parlare di "capitalismo esuberante".
Il brusco rallentamento della Fiat, che si prepara a chiedere la cassa
integrazione per gli impianti di Melfi, Termoli e Cassino, contribuendo così a
far lanciare dalla Cgil un vero allarme sulle richieste di cassa integrazione
(300.000 entro fine anno). La nuova ondata di "saldi" di aziende
italiane che, nonostante le dimensioni "tascabili", avevano un ruolo
almeno simbolico nel mondo del made in Italy (il 40% di Technogym agli inglesi
di Candover, lo storico marchio motociclistico Mv Agusta agli americani di
Harley Davidson). Insomma, che si usi la lente d'ingrandimento della
microeconomia o che si osservino le cose con il binocolo macroeconomico, tutto
fa recessione. Potrebbe sembrare superfluo dirlo, visto che da mesi si parla di
"crescita zero", ma invece è necessario perchè sia chiaro un altro
elemento di diagnosi: il turnaround dell'industria italiana è ben lontano
dall'essere terminato. Basta nascondersi dietro la retorica della
"casta", secondo cui tutto ciò che non funziona è pubblico (burocrazia, fannulloni, eccetera),
mentre il privato è virtuoso per definizione. C'è una "casta" che ha
procurato al Paese altrettanti danni, ed è quella degli "imprenditori
conservatori", che non hanno accettato la sfida della globalizzazione
preferendo abbarbicarsi a produzioni marginali che oggi non riescono più a
stare sui mercati, e degli "imprenditori parassiti", cioè
quelli che, specie nel settore dei servizi, si sono garantiti comode (e spesso
ricche) rendite di posizione. Se poi a tutto questo si aggiunge che per 20 anni
si è pensato di poter fare a meno della politica industriale, ecco spiegata la
totale assenza del "sistema Italia". Ora si vorrebbe rimediare,
magari con una legge Marzano bis, che pure trova difficoltà (An e vertici
Alitalia contrari) prima ancora di nascere. Diciamocela tutta: se si tratta di
una norma ad hoc per la compagnia di bandiera, ben venga, Alitalia (con AirOne)
è troppo strategica per non meritare strappi alla regola. Ma se invece deve
servire a salvataggi diffusi nel manifatturiero in crisi, per di più con il solo
obiettivo occupazionale, non è affatto auspicabile. Lo dico a malincuore, senza
alcuna pulsione liberista, ma da tempo è arrivata l'ora di lasciare il sistema
industriale alla sua selezione darwiniana. Solo così si porterà a termine il
cambiamento di un tessuto imprenditoriale che non ha mai fatto i conti fino in
fondo con se stesso. Prendiamo esempio dalla Germania: ha pagato un prezzo
altissimo con i suoi 5 milioni di disoccupati del dopo-riunificazione, ma una
volta delocalizzati a Est tutti i comparti meno innovativi e investito sulle
grandi imprese e nei settori a tecnologia avanzata, ecco che la disoccupazione
è stata riassorbita e che il cambiamento strutturale della sua economia l'ha
resa nuovamente la locomotiva d'Europa. Importare il "modello tedesco"
in Italia vuol dire anche questo. (www.enricocisnetto.it).
( da "Giornale.it, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 166
del 2008-07-13 pagina 18 TIPI ITALIANI di Stefano Lorenzetto Dalla Russia alla
Romania, dalla Lituania alla Bulgaria, andava da solo a portare soldi ai
dissidenti. "Con Gorbaciov ho perso il lavoro". Mica tanto: ora
regala Tir di cibo alla Moldavia. E a darglielo sono i poveri Milano, case
popolari di via Amadeo fatte costruire da Benito Mussolini, fra Città Studi e
Ortica, dove Luchino Visconti girò Rocco e i suoi fratelli. Qualcuno bussa alla
porta. Fausto Fugazza si alza e va ad aprire. "Oh, Franca, sei tu!".
Sono nati e cresciuti qui, porta a porta. Franca, ipovedente, ha 77 anni;
Fausto 68. Durante la seconda guerra mondiale, Franca gli dava da mangiare col
biberon, "un tiro di latte a lui e due tiri a me", confessa,
"perché già eravamo tutti affamati in tempo di pace, figurarsi sotto le
bombe". Da allora, Franca continua a fare quello che ha sempre fatto. Solo
che al latte adesso ha aggiunto il caffè. "Ecco qua", deposita sulla
tavola una bracciata di pacchetti Moka club da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia
Il parcheggio si fa, dopo 14 anni A Lucinico sono partiti i lavori per creare
nuovi posti auto in via Bersaglieri Si tratta di un intervento che costerà
quasi 250 mila euro e ospiterà 46 stalli Ci sono voluti 14 anni dal momento in
cui è nata l'idea alla sua realizzazione ma, alla fine, i lavori sono partiti.
Stiamo parlando del parcheggio di via Bersaglieri, a Lucinico, dove,
finalmente, è stato aperto il cantiere. Un'opera molto attesa dalla gente del
posto, ma che da anni continua a subire ritardi, al punto che anche l'attuale
sindaco, Ettore Romoli, si è irritato non poco per le lungaggini che hanno
impedito all'intervento di partire prima. "Però, a forza di protestare ce
l'abbiamo fatta - afferma oggi con una certa ironia - e non posso che
accogliere con soddisfazione l'apertura di questo cantiere, dopo ben 14 anni
d'attesa, che fa il paio con i lavori per la realizzazione della nuova aiuola
in piazza San Giorgio. Questi due interventi rappresentano una prima,
importante risposta dell'amministrazione comunale alle istanze della comunità
di Lucinico, tenendo conto che la nostra volontà deve confrontarsi, come s'è visto anche in questa occasione, con la burocrazia pubblica". Il nuovo
parcheggio, che costerà complessivamente quasi 250 mila euro, sarà realizzato
dall'impresa "Tecnoscavi", di Udine e ospiterà 46 posti auto. Una
bella boccata d'ossigeno per Lucinico, che metterà ordine nell'attuale sistema
delle soste. Va ricordato, peraltro, che non è la prima volta che il
quartiere attende anni prima di veder realizzata un'opera, basta ricordare il
semaforo sulla Mainizza, per il quale ci sono voluti ben 10 anni, nonostante il
fatto che si trattasse di un intervento decisamente semplice. (p.a.).
( da "Giornale.it, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 166
del 2008-07-13 pagina
( da "Stampa, La" del 13-07-2008)
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Il caso
Ieri la cerimonia al cinema comunale Associazione Italia-Cina Prima tessera al
sindaco MASSIMO MATHIS BARGE Il primo a iscriversi è stato il sindaco di Barge
Luca Colombatto, inaugurando ieri al cinema comunale la prima associazione
culturale "mista" della Granda. Gli italiani, per ora, sono in
minoranza: 3 (oltre al primo cittadino, ne fanno parte un ristoratore di
Saluzzo e una segretaria di Barge), in un gruppo che conta 123 cinesi da tutta
la provincia. Quelli emigrati nel Saluzzese provengono dallo stesso distretto
rurale di Wencheng, vicino alla città di Wenzhou, nella provincia dello
Zhejiang, alcuni anche dalla regione del Fujiang. La comunità si è formata
attorno alle pietre di Luserna, un particolare "gneiss" molto
utilizzato nei rivestimenti edili, che viene estratto nell'Infernotto e nella
vicina Val Pellice. Facevano gli scalpellini nel loro Paese e fanno lo stesso
lavoro, ormai da vent'anni, sotto il Mombracco. L'integrazione lavorativa è
piena perché sono tutti impiegati nelle aziende estrattive della zona. E c'è
anche chi si è messo in proprio come Deng Lunquiao, detto "Franco",
votato ed eletto presidente del nuovo ente dai connazionali residenti in paese
e a Bagnolo, a Saluzzo, Envie e nel Pinerolese. Palloncini colorati in sala,
ragazzine con gli occhi a mandorla accolgono pubblico e relatori appuntando
rose rosse "in segno di amicizia" all'ingresso del teatro. La prima
associazione Italia-Cina è una festa per entrambe le comunità nel paese che in
Europa ha la più alta percentuale di cittadini cinesi - 495 su 815 stranieri e
7646 abitanti - rispetto alla popolazione locale (la vicina Bagnolo ha 5832
residenti, 511 extracomunitari di cui 306 asiatici). Il momento è di quelli
solenni. Sono presenti amministratori pubblici, studenti di Scienze politiche e
operatori. Interviene la vice console della Repubblica popolare cinese, He Feng
Yun ("Siamo popoli amici. I cinesi devono rispettare le leggi italiane, ma
hanno gli stessi diritti degli italiani"). Non manca il presidente della
Provincia Raffaele Costa: "In un momento in cui si discute anche
animosamente sui rapporti tra gli italiani e chi viene qui a vivere e lavorare,
provare a costruire un rapporto stabile è un fatto costruttivo. Dal punto di
vista culturale, umano, e anche "operativo". Qui l'integrazione è già
molto forte. Ora si sta costruendo una nuova società". Per
"Franco" la nuova associazione servirà anche a
rendere più facili i rapporti con le istituzioni e la burocrazia, "non solo locale", e a promuovere l'amicizia tra
popolo cinese e italiano". "Barge - riprende il sindaco - sa cosa
vuol dire la parola "emigrazione": molti concittadini in passato
hanno dovuto andare all'estero per sopravvivere e migliorare la propria
condizione. Che significa lasciare tutto e andare all'estero in cerca di
fortuna ce lo ricordano i fratelli di Annonay in Francia e di Freyre in
Argentina con i quali ora siamo gemellati". Piccola Chinatown della
provincia - ma qui i cinesi, pur essendo comunità tradizionalmente chiusa, non
hanno mai costituito un "ghetto" -, Barge si propone ora come un
"modello". Per favorire l'integrazione si lavora molto già nella
scuola, con progetti, iniziative e la buona volontà degli insegnanti.
"Questa associazione - sottolinea Colombatto - è una grande opportunità
per noi. Prima di essere cinesi e italiani siamo persone, chiamate a dare,
ognuno con le proprie possibilità, un personale contributo al miglioramento
della società. Gli effetti positivi di questo dialogo si vedranno con le nuove
generazioni".
( da "Stampa, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
UN
RAPPORTO DELL'UFFICIO STUDI DI CONFARTIGIANATO Microimprese
la burocrazia costa 11,4
miliardi all'anno La burocrazia costa ai piccoli imprenditori artigiani 11,4 miliardi di euro e
quasi 90 giorni di lavoro l'anno. La denuncia arriva da un rapporto dell'Ufficio
studi di Confartigianato. Dall'analisi del rapporto sul costo della burocrazia in Italia emerge l'ennesimo
paradosso tutto italiano, quello per cui a pagare devono essere sempre,
e spesso anche soltanto, le micro e piccole imprese, quelle che impiegano fino
ad un massimo di 9 addetti. Infatti, dei 14.920 milioni di euro l'anno versati
da tutte le imprese italiane nelle casse della burocrazia
statale, la fetta più grossa proviene dalle microimprese. In tutto, 11.386
milioni di euro l'anno, quasi 11,4 miliardi. Un imprenditore è costretto, così,
ad impiegare una persona solo per occuparsi di tutte le formalità richieste
dalla burocrazia italiana. Un lavoro che richiede
"appena" 89,5 giorni all'anno. L'Ufficio studi di Confartigianato ha
indicato anche il giorno esatto in cui un'impresa chiude il proprio conto
annuale con la burocrazia per iniziare "a
generare valore esclusivamente per remunerare i fattori produttivi": l'8
maggio. Una richiesta di semplificazione che è stata avanzata all'assemblea
annuale di Confartigianato a Roma e alla recente assemblea di Confartigianato
Imprese Novara Verbano Cusio Ossola svoltasi a Baveno. Una richiesta che è
stata accolta dal governo, presente con il presidente del Consiglio e numerosi
ministri a Roma, e che è contenuta nella manovra economica varata proprio alla
fine di giugno. Un segnale che fa ben sperare per un paese veramente a misura
di piccola impresa. Che l'Italia non sia un Paese a cui piace fare poche cose e
semplici è evidente a tutti. Un solo dato è emblematico in tal senso, il numero
delle leggi attualmente vigenti nel nostro Paese. La Germania deve fare i conti
con 4.547 leggi vigenti, più della metà della Francia, con le sue quasi 10mila
leggi vigenti, 9.837 per l'esattezza. In Italia ce ne sono 21.691, più del
doppio di quelle francesi, quasi cinque volte quelle tedesche. Paragoni che si
sarebbero evitati volentieri se non fosse che l'Unione Europea ha iniziato a
mettere sotto accusa i costi burocratici dei Paesi comunitari. Nel 2006,
infatti, la Commissione europea ha proposto di ridurre drasticamente il peso
della burocrazia, ponendosi come obiettivo il taglio
del 25% entro il 2012. Un taglio che aumenterebbe dell'1,5% il Pil di tutta
l'Eurozona. In Italia, ha calcolato ancora l'Ufficio studi di Confartigianato,
con una "burocrazia zero" il prodotto per
singolo addetto aumenterebbe del 2,3%. I benefici per le imprese di piccole
dimensioni sarebbero anche maggiori. Con una burocrazia
ad impatto zero, infatti, ognuna di loro recupererebbe il 5,8% di produttività
ed addirittura il 53,7% del divario di produttività che attualmente le dividono
dalle imprese francesi, tedesche e spagnole. Il confronto con le concorrenti
europee disegna uno scenario poco allettante per le micro e piccole imprese
italiane. Ma se l'Europa si pone l'obiettivo di abbattere il costo della burocrazia per le imprese, in Italia, tra il 2005 ed il
2006, i costi amministrativi sono aumentati del 6,7%. Nel 2007 di un altro 5%.
( da "Arena.it, L'" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
13
Luglio 2008 SOAVE. Sono stati affidati all'Oasi il trasloco e gestione della
struttura Domani gli anziani nella nuova Rsa Accelerati i tempi per evitare
agli ospiti un'altra estate torrida nei locali obsoleti di Villa Scrinzi
Anziani pronti a cambiar casa: si inaugura domattina alle 11 la nuova Residenza
sanitaria assistenziale ed il trasloco da Villa Scrinzi, degli attuali trenta
ospiti della vecchia casa di riposo, inizierà subito dopo. Giuseppina Bonavina,
direttrice generale dell'Ulss 20, è riuscita infatti a chiudere prima di quanto
lei stessa avesse previsto il capitolo burocrazia legato all'attivazione della
Rsa e ad accontentare il sindaco Lino Gambaretto, che chiedeva tempi brevi per
evitare agli anziani della casa soavese di trascorrere un'altra estate al caldo
negli obsoleti ambienti di Villa Scrinzi. Dopo gli ospiti della struttura
soavese, toccherà ai 24 anziani di media assistenza ed ai sei non
autosufficienti, attualmente ospiti della casa "Don Bortolo
Mussolin" di San Bonifacio. Erano stati infatti i sindaci del distretto
socio-sanitario
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
console del Bangladesh, ieri nella sede della Cgil, per rinnovare i documenti.
Risiedono in 3mila solo nel Trevigiano e ieri sono arrivati in centinaia anche
dal Friuli Passaporto, i bengalesi "assaltano" Conegliano
ConeglianoL'ambasciata del Bangladesh in trasferta da Roma alla Cgil di
Conegliano. È iniziata ieri di buon mattino fino alle 18 del pomeriggio e
continuerà per tutta la giornata di oggi, l'operazione di rinnovo dei passaporti
dei cittadini provenienti dal Bangladesh e residenti in Italia. Un'esperienza
d'avanguardia che per la prima volta avvicina la burocrazia ai cittadini che si trovano
alle prese con scadenze e rinnovi decentrandoli a Palermo per tutto il sud
d'Italia e a Conegliano per il nord. Frutto di due mesi di organizzazione,
l'operazione di rinnovo dei passaporti è stata coordinata dalla Cgil che ha
messo a disposizione le proprie stanze e dall'ambasciata del Bangladesh a Roma.I
residenti nella provincia di Treviso sono 3mila, di cui 2mila tra Conegliano e
Pieve di Soligo dove si contano le comunità più numerose e dove ha sede
l'associazione presieduta da Hossain Mohd Mokarrom che ha collaborato alla due
giorni. Il primo segretario dell'ambasciata del Bagladesh M. Harun Al Rashid
arrivato da Roma ha seguito personalmente tutte le operazioni supportato da
altri tre colleghi. Nella giornata si sono contati oltre 230 arrivi e
altrettanti sono attesi per la giornata di oggi provenienti da Treviso, Mestre,
Padova, Vicenza, Rovigo e da fuori regione, Udine, Mantova, Modena e
Bolzano."Si tratta di un'operazione importante - spiega il Console M.
Harun Al Rashid in inglese - che consente di evitare il viaggio fino a Roma a
tante persone che altrimenti dovrebbero fermarsi lì per due, tre giorni"
con la spesa conseguente di circa 300 euro. "Diventa più facile lavorare
in questo modo, una volta all'anno veniamo qui e rinnoviamo il passaporto per
10 anni". La situazione diventa più complessa con il rinnovo dei permessi
di soggiorno: "Per questi a volte bisogna attendere anche sei mesi"
spiega il Console. Il ritratto della comunità Bengalese conta per la maggior
parte di ragazzi tra i 25 e i 45 anni, che vengono in Italia alla ricerca di un
lavoro e di una situazione economica migliore. La gran parte lavora in
industrie del mobile e metallurgiche "Ben integrati ed apprezzati dagli
stessi datori di lavoro - spiega il console - anche i questo caso ci siamo
sentiti ben ospitati grazie alla collaborazione di Carabinieri e Polizia Locale".Il
segretario generale della Cgil per la provincia di Treviso Paolino Barbiero
spiega: "Quanto è avvenuto è un passo importante, ma dimostra anche un
vuoto nella capacità organizzativa delle istituzioni; noi li abbiamo ospitati
anche perché riteniamo che l'idea di decentrare questo tipo di istituzioni sia
vincente, consenta maggiore rapidità e il risparmio di denaro per le famiglie
che altrimenti dovrebbero affrontare il viaggio. Il problema permane con i
permessi di soggiorno, abbiamo sottoposto la situazione anche alla Prefettura.
Il rischio che comportano i ritardi anche di 20 mesi nei rinnovi dei permessi è
la possibilità di entrare in uno stato di clandestinità con quanto ne
consegue".Erica Bet.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Efficienza
e risparmio per i servizi a Revine, Cison, Follina, Miane e Tarzo Revine LagoE se
riprovassimo l'Unione di comuni in Vallata? Si tratterebbe, come stabilisce il
legislatore, di creare un organismo sovracomunale, con suoi organi e vertici,
allo scopo di condividere quanto più possibile servizi e uffici: obbiettivo
risparmiare denaro e guadagnare efficienza nei servizi ai propri cittadini.A
riproporre l'Unione a Cison, Follina, Miane, Revine Lago e Tarzo, è stato l'ex
sindaco di Revine Lago Giorgio Della Colletta. E del "caso" se ne è
anche occupato il settimanale diocesano.Completando un percorso avviato dai
suoi predecessori, il consiglio comunale di Della Colletta nel 2000 approvò il
progetto di Unione, che prevedeva la gestione condivisa di 12 servizi di non
poco peso: vigili, appalti, tributi, forniture. Voto sì all'Unione anche Tarzo;
poi s'invocarono ulteriori approfondimenti e tutto s'addormentò. Né tutti erano
convinti che davvero facesse risparmiare denaro.Perché risvegliare adesso la
proposta di Unione? Ad esempio perchè i piccoli comuni, come i 5 della Vallata,
faticano sempre più a far quadrare bilanci e servizi. E per di più nel 2009 si
vota a Cison, Follina, Miane e Revine Lago. Se c'è un momento per lanciare un
nuovo progetto condiviso, può essere quello. In tutta Italia ci sono circa 250
Unioni che coinvolgono 1200 comuni; nessuna in provincia di Treviso, la più
vicina è Quero-Segusino-Vas."Sono pienamente favorevole alla
collaborazione tra Comuni. Sono pronto anche a lasciare la mia carega di
sindaco", dichiara il sindaco di Tarzo Gianangelo Bof, che del resto in
passato si era espresso a favore dell'abolizione dei piccoli comuni come il
suo. Puntando quindi non all'Unione, che è una sorta di consorzio tra Comuni
che restano esistenti, ma addirittura alla Fusione: di due o più comuni ne
resta uno. Con un sindaco solo e gli altri costretti a lasciare la fascia
tricolore per la quale tanto hanno faticatoL'Unione? "Ma noi già
collaboriamo", è la prima risposta al problema di Battista Zardet, sindaco
di Revine Lago. La nostra prima telefonata, guarda caso, lo raggiunge proprio mentre
è in riunione con i colleghi sindaci della Vallata."Sicuramente ci sono
servizi che si potrebbero condividere - spiega poi-. Come la pubblica
illuminazione, l'ufficio tecnico, la ragioneria, la contabilità. Però non è
detto che per un Comune essere piccolo sia un male: in Austria e in Svizzera ci
sono Comuni anche molto piccoli, ma gestiti bene. Il
problema italiano casomai è la burocrazia"."Comuni così piccoli non hanno giustificazione, e con
l'Unione ci sarebbero senz'altro economie di scala", risponde invece il
sindaco di Follina Marcello Tomasi. "Però penso che sarebbe meglio andare
per gradi, cioè mettere assieme Tarzo con Revine Lago, che sono tra loro vicine
e hanno come punto di riferimento i laghi, e dall'altra parte Cison,
Miane e Follina, più omogenei tra loro 3". Ma se si ricandidasse a sindaco
metterebbe la collaborazione più stretta con Cison e Miane nel suo programma?
"Non ci ho ancora pensato. Né alla ricandidatura, né al
programma".Claudio Mellere era già sindaco di Miane quando nel 2000 Revine
e Tarzo votarono per l'Unione. "Forse lo sbaglio fatto allora fu di volere
tutto e subito. Siccome sono sempre processi difficili, è meglio iniziare
mettendo in comune il servizio più semplice, poi consolidare quello e
eventualmente proseguire. E concordo con Tomasi: meglio iniziare a tre, Miane,
Follina e Cison". In ogni caso, Mellere si dice convinto che "bisogna
iniziare a unificare i servizi". Fin adesso, lui stesso lo riconosce,
questo è avvenuto ben poco. "Occorre trovarsi e aggiornarsi, ma, con le
incombenze sempre crescenti che abbiamo, il poco tempo a disposizione non ce lo
ha permesso".Tra le poche eccezioni, ma è questione sui generis,
l'urbanistica: i cinque comuni della Vallata stanno lavorando ad un unico Pati.
Congiunta è anche l'organizzazione dei soggiorni climatici per anziani.
"Non mi convince molto l'Unione dei Comuni, perché prevede la creazione di
un altro ente al di sopra dei Comuni, con ulteriori spese - dice Cristina Pin,
sindaco di Cison di Valmarino, nel 2000 consigliere comunale -. Credo di più
nella fusione. Ma è difficile che questa venga del basso. Poi, anche senza
Unione possiamo consorziare servizi tra Comuni, ad esempio l'ufficio tecnico.
Ma sono progetti che rimangono spesso sulla carta, molto difficili da attuare".Tommaso
Bisagno.
( da "Sicilia, La" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ennesimo
crollo della produzione industriale. L'onda anomala degli esuberi in arrivo,
circa diecimila solo tra Telecom Italia e Alitalia, che inducono
malinconicamente a parlare di "capitalismo esuberante". Il brusco
rallentamento della Fiat, che si prepara a chiedere la cassa integrazione per
gli impianti di Melfi, Termoli e Cassino, contribuendo così a far lanciare
dalla Cgil un vero allarme sulle richieste di cassa integrazione (300.000 entro
fine anno). La nuova ondata di "saldi" di aziende italiane che,
nonostante le dimensioni "tascabili", avevano un ruolo almeno simbolico
nel mondo del made in Italy (il 40% di Technogym agli inglesi di Candover, lo
storico marchio motociclistico Mv Agusta agli americani di Harley Davidson). E,
come se non bastasse, ad alimentare un quadro decisamente ansiogeno arrivano
persino brutte notizie di cronaca, come le manette a Matteo Cambi,
"guru" della moda casual, e ad Angelo Mastrolia, coinvolto
nell'inchiesta "mani in pasta" subito dopo aver rilevato la Buitoni.
Insomma, che si usi la lente d'ingrandimento della microeconomia o che si osservino
le cose con il binocolo macroeconomico, tutto fa recessione. Potrebbe sembrare
superfluo dirlo, visto che da mesi si parla di "crescita zero", ma
invece è necessario perché sia chiaro un altro elemento di diagnosi: il
turnaround dell'industria italiana è ben lontano dall'essere terminato. Basta
nascondersi dietro la retorica della "casta", secondo cui tutto ciò
che non funziona è pubblico (burocrazia, fannulloni, eccetera), mentre il privato è virtuoso per
definizione. C'è una "casta" che ha procurato al Paese altrettanti
danni, ed è quella degli "imprenditori conservatori", che non hanno
accettato la sfida della globalizzazione preferendo abbarbicarsi a produzioni
marginali che oggi non riescono più a stare sui mercati, e degli
"imprenditori parassiti", cioè quelli che, specie nel settore dei
servizi, si sono garantiti comode (e spesso ricche) rendite di posizione. Se
poi a tutto questo si aggiunge che per 20 anni si è pensato di poter fare a
meno della politica industriale, ecco spiegata la totale assenza del
"sistema Italia". Ora si vorrebbe rimediare, magari con una legge
Marzano bis, che pure trova difficoltà (An e vertici Alitalia contrari) prima
ancora di nascere. Diciamocela tutta: se si tratta di una norma ad hoc per la
compagnia di bandiera, ben venga, Alitalia (con AirOne) è troppo strategica per
non meritare strappi alla regola. Ma se invece deve servire a salvataggi
diffusi nel manifatturiero in crisi, per di più con il solo obiettivo
occupazionale, non è affatto auspicabile. Lo dico a malincuore, senza alcuna
pulsione liberista, ma da tempo è arrivata l'ora di lasciare il sistema
industriale alla sua selezione darwiniana. Solo così si porterà a termine il
cambiamento di un tessuto imprenditoriale che non ha mai fatto i conti fino in
fondo con se stesso. Prendiamo esempio dalla Germania: ha pagato un prezzo
altissimo con i suoi 5 milioni di disoccupati del dopo-riunificazione, ma una
volta delocalizzati a Est tutti i comparti meno innovativi, e investito sulle
grandi imprese e nei settori a tecnologia avanzata, ecco che la disoccupazione
è stata riassorbita e che il cambiamento strutturale della sua economia l'ha
resa nuovamente la locomotiva d'Europa. Importare il "modello
tedesco" in Italia vuol dire anche questo. (www.enricocisnetto.it).
( da "Gazzettino, Il" del 13-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ennesimo
crollo della produzione industriale. L'onda anomala degli esuberi in arrivo,
circa diecimila solo tra Telecom Italia e Alitalia, che inducono
malinconicamente a parlare di capitalismo esuberante.Il brusco rallentamento
della Fiat, che si prepara a chiedere la cassa integrazione per gli impianti di
Melfi, Termoli e Cassino, contribuendo così a far lanciare dalla Cgil un vero
allarme sulle richieste di cassa integrazione (300.000 entro fine anno). La
nuova ondata di saldi di aziende italiane che, nonostante le dimensioni
tascabili, avevano un ruolo almeno simbolico nel mondo del made in Italy (il
40\% di Technogym agli inglesi di Candover, lo storico marchio motociclistico
Mv Agusta agli americani di Harley Davidson). E, come se non bastasse, ad
alimentare un quadro decisamente ansiogeno arrivano persino brutte notizie di
cronaca, come le manette a Matteo Cambi, guru della moda casual, e ad Angelo
Mastrolia, coinvolto nell'inchiesta mani in pasta subito dopo aver rilevato la
Buitoni. Insomma, che si usi la lente d'ingrandimento della microeconomia o che
si osservino le cose con il binocolo macroeconomico, tutto fa
recessione.Potrebbe sembrare superfluo dirlo, visto che da mesi si parla di
crescita zero, ma invece è necessario perchè sia chiaro un altro elemento di
diagnosi: il turnaround dell'industria italiana è ben lontano dall'essere
terminato. Basta nascondersi dietro la retorica della casta, secondo cui tutto
ciò che non funziona è pubblico (burocrazia, fannulloni, eccetera), mentre il privato è virtuoso per
definizione. C'è una casta che ha procurato al Paese altrettanti danni, ed è
quella degli imprenditori conservatori, che non hanno accettato la sfida della
globalizzazione preferendo abbarbicarsi a produzioni marginali che oggi non
riescono più a stare sui mercati, e degli imprenditori parassiti, cioè
quelli che, specie nel settore dei servizi, si sono garantiti comode (e spesso
ricche) rendite di posizione. Se poi a tutto questo si aggiunge che per 20 anni
si è pensato di poter fare a meno della politica industriale, ecco spiegata la
totale assenza del sistema Italia.Ora si vorrebbe rimediare, magari con una
legge Marzano bis, che pure trova difficoltà (An e vertici Alitalia contrari)
prima ancora di nascere. Diciamocela tutta: se si tratta di una norma ad hoc
per la compagnia di bandiera, ben venga, Alitalia (con AirOne) è troppo
strategica per non meritare strappi alla regola. Ma se invece deve servire a
salvataggi diffusi nel manifatturiero in crisi, per di più con il solo
obiettivo occupazionale, non è affatto auspicabile. Lo dico a malincuore, senza
alcuna pulsione liberista, ma da tempo è arrivata l'ora di lasciare il sistema
industriale alla sua selezione darwiniana. Solo così si porterà a termine il
cambiamento di un tessuto imprenditoriale che non ha mai fatto i conti fino in
fondo con se stesso.Prendiamo esempio dalla Germania: ha pagato un prezzo
altissimo con i suoi 5 milioni di disoccupati del dopo-riunificazione, ma una
volta delocalizzati a Est tutti i comparti meno innovativi e investito sulle
grandi imprese e nei settori a tecnologia avanzata, ecco che la disoccupazione
è stata riassorbita e che il cambiamento strutturale della sua economia l'ha
resa nuovamente la locomotiva d'Europa. Importare il modello tedesco in Italia
vuol dire anche questo.(www.enricocisnetto.it).
( da "Provincia di Lecco, La" del 13-07-2008)
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A
Palazzo Reale, a Milano, sino al prossimo 7 settembre, c'è una mostra che vede
come protagonista uno dei nostri artisti più importanti. La mostra ha come
titolo ?Corrente. Le parole della vita. Opere 1930-1945? e traccia, attraverso
le loro opere, l'esperienza di quei pittori che si raccolsero intorno ad
Ernesto Treccani ed alla sua rivista, ?Corrente? appunto. Tra questi ci fu
Ennio Morlotti, nato a Lecco nel 1910 e morto a Milano nel 1992, profondamente
impegnato in questa esperienza accanto ad altri suoi ?compagni di strada? come
Renato Guttuso, Renato Birolli, Bruno Cassinari, Lucio Fontana Mario Mafai,
Giuseppe Migneco, Scipione ed Emilio Vedova, solo per citarne alcuni. Ennio
Morlotti, a proposito dell'esperienza di Corrente, ebbe modo di scrivere:
?Ripensandoci ritengo che la cosa più importante di allora fosse il principio
corale. C'erano giovani che stavano insieme e si stimavano, credevano
all'autonomia di una generazione, avevano la coscienza della minoranza. Disprezzavano la burocrazia e l'ufficialità, si opponevano all'indecenza e alla menzogna,
premevano sulle ragioni della poesia e stimolavano la dignità individuale. Era
?Corrente? contro corrente. Io non pensavo neanche allora che tutto fosse oro
colato, però ognuno di questi giovani avrebbe dato la camicia a chi non
l'aveva... i loro quadri erano pregni, scottanti e abbandonati?. Questa
mostra ripropone attraverso un percorso pittorico l'esperienza di giovani
artisti che hanno manifestato questa loro libertà espressiva proprio negli anni
del fascismo. Cos'era allora Corrente e da dove trae origine? Tutto nasce con
Ernesto Treccani, un giovanissimo, precoce artista che a soli diciassette anni
fonda la rivista ?Vita giovanile?, che poi prenderà il nome di ?Corrente?: è il
1938. Si tratta di un caso raro e probabilmente unico di un diciassettenne che
dirige una rivista su cui scrivono Giulio Carlo Argan, Alberto Lattuada, Carlo
Emilio Gadda, Salvatore Quasimodo, Vasco Pratolini, Umberto Saba ed Elio
Vittorini. Si tratta, ancora, di una specie di miracolo di sopravvivenza, in un
momento in cui le voci contro il fascismo erano invariabilmente soffocate. ?La
sua virata ? scrive Marina Pizziolo, curatrice della mostra milanese ?
dall'iniziale ortodossia alla fronda e quindi a una posizione di rifiuto
ideologico, per quanto nelle forme ammesse dalla censura, era stata tollerata
dal regime, anche grazie all'intercessione politica del senatore Giovanni
Treccani Degli Alfieri, padre del giovanissimo fondatore della rivista?. Figura
interessantissima quest'ultima. Partito come operaio per la Germania, Giovanni
Treccani diventa in breve tempo un imprenditore tessile con quindicimila
dipendenti, fonda l'Istituto Enciclopedico che porta il suo nome ed arriva a proporre
a Mussolini, nel
( da "Corriere Economia Online" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
U na
parte dell'industria italiana è rimasta indietro. Ma questa volta non basta chiamare
in causa il dualismo Nord-Sud. E neanche la crisi internazionale (dal caro
petrolio al calo dei consumi) può spiegare fino in fondo perché il sistema
delle imprese private si prepari a lasciare a casa circa 10 mila lavoratori.
L'esempio più concreto lo fa un sindacalista, Paolo Pirani, segretario
confederale della Uil: "Prendiamo la Brembo, un'azienda di Bergamo
specializzata nell'indotto auto. Anni fa era tutt'altro che competitiva. Poi è
stata presa in mano con una logica industriale e oggi tiene testa alla
concorrenza. Ma se da Bergamo ci spostiamo un po' più in là, a Mantova,
incontriamo la Sogefi, altra impresa (gruppo De Benedetti, ndr ) che opera più
o meno nello stesso settore (fanno filtri per auto anziché freni ndr), ma
l'esito è opposto: qui 230 dipendenti rischiano di perdere il posto".
Brembo e Sogefi, due imprese nate e cresciute sotto lo stesso cielo
"padano", attive nello stesso segmento produttivo, esposte in egual
misura alle intemperie mondiali e ai ritardi nazionali (dalla burocrazia alle strade). Due storie
vicine, quasi parallele, salvo i risultati. Perché? Fulvio Coltorti, direttore
centrale e responsabile ufficio studi di Mediobanca, coglie così la tendenza:
"Nei prossimi mesi vedremo in modo sempre più chiaro una divisione di campo,
specie nel comparto delle aziende medie e grandi specializzate in produzioni
standardizzate su grossi volumi e attaccate dalla concorrenza sul
versante dei costi. Riusciranno a rimanere in Italia le società capaci di
innovare i prodotti, di offrire servizi di assistenza al cliente, di
valorizzare la garanzia di qualità simboleggiata dai marchi. Gli altri o
accettano una flessione notevole dei margini o saranno costretti a spostare gli
impianti all'estero". La nuova geografia industriale sta prendendo forma.
Nel breve periodo quasi 22 mila posti di lavoro andranno perduti, se si
calcolano anche i 13 mila esuberi previsti nelle società a metà tra pubblico e
privato, come Alitalia (6.000), Telecom (5.000) e Poste italiane (2.000).
Capitolo a parte è il piano di cassintegrazione studiato dalla Fiat, alle prese
con un calo secco della domanda di auto. L'elenco delle imprese (vedere
tabella) attraversa tutto il Paese. A Lecco la Riello (caldaie) taglierà 148
posti. L'Electrolux
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Quanto
avvenuto a Viadana è un atto delinquenziale, ma il ricorso
elevato al lavoro nero tra gli immigrati è anche il frutto della farraginosa burocrazia legata ai permessi". Lo
sostiene Vittorino Marinoni, segretario del sindacato immigrati della Cisl,
l'Anolf. L'esponente sindacale ribatte anche al sindacalista della Cgil,
Fabrizio Bruni, che aveva osservato come anche nel mantovano sia presente la
piaga del caporalato. "Su questo non sono d'accordo - dice Marinoni
- eslcudo che nel viadanese vi sia un'organizzazione del reclutamento del
lavoro nero in termini di caporalato, anche se il lavoro irregolare ovviamente
esiste ed è diffuso. Il problema è che è lo stesso sistema delle quote a
favorire questa piaga. Per il 2008 la quota di lavoratori stagionali nel
mantovano fissata agli inizi dell'anno è di 1054. Ma l'iter per ottenere tutta
la documentazione necessaria è lunghissima, si parla di otto o nove mesi in
buona parte dei casi. Ad esempio, per un lavoratore indiano, come il povero
Kumar, le lungaggini burocratiche in Italia e nel suo paese per ottenere tutta
la documentazione per lavorare da noi sono su quest'ordine di grandezza. In
altre parole, per le aziende agricole trovare manodopera per i lavori
stagionali non è semplicissimo. Con questo non voglio certo giustificare lo
sfruttamento e il ricorso al lavoro nero. Le aziende agricole dovrebbero
programmare le proprie attività tenendo conto anche di questi aspetti, per
essere in regola e non cover ricorre al lavoro nero. Resta però da risolvere il
problema a monte, vale dire snellire e velocizzare le pratiche per i permessi
di lavoro".
( da "Giornale di Brescia" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
14/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:GdB LAVORO L'ISCRIZIONE E' ON LINE
Per gli studenti ed i pensionati arrivano i "voucher" sperimentali
della Provincia Aristide Peli BRESCIA - Arrivano i "voucher"
vendemmia per combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia, ma soprattutto dare una
possibilità di reddito a studenti e pensionati. È infatti rivolto solo a loro
il progetto, per ora ancora in fase sperimentale, attivato dal Settore lavoro
della Provincia di Brescia, guidato da Aristide Peli, in collaborazione con la
Regione, l'Inail e l'Inps. L'iniziativa ruota attorno all'utilizzo di
"voucher", veri e propri buoni, dal valore nominale di 10 euro, che
potranno essere acquistati dalle aziende agricole bresciane per pagare i
lavoratori nel corso della vendemmia 2008. Un'opportunità resa possibile grazie
alla legge Biagi del 2003 e avviata concretamente con un decreto ministeriale
del marzo 2008. Per ciascun buono il lavoratore potrà riscuotere 7,50 euro
netti (il pagamento all'ora dipenderà dalla libera contrattazione tra
lavoratore e datore), che verranno erogati direttamente dall'Istituto di
Previdenza Sociale. Il 25% trattenuto dall'Inps servirà a pagare i contributi
(13%), l'Inail (7%) e il restante 5% andrà all'Inps che opera come ente
concessionario. Ma la cosa più interessante è costituita dal fatto che il
compenso sarà esente da qualsiasi tipo di imposizione fiscale e l'attività
lavorativa stagionale non avrà incidenza sullo stato di disoccupato o di
pensionato. Anche l'accesso a questa formula è semplice e veloce. Gli studenti
o i pensionati interessati non dovranno fare altro che segnalare la propria
disponibilità presso gli uffici Inps o presso i 13 Centri per l'impiego sparsi
nella Provincia; l'iscrizione potrà avvenire a partire da questa settimana
anche via Internet attraverso il sito internet www.inps.it, o ancora tramite
"contact center" telefonando al numero telefonico 803164. Analogo
procedimento di iscrizione dovrà seguire l'azienda agricola che, attraverso il
sito internet dell'Inps avrà accesso a tutti i nominativi dei lavoratori
iscritti; potrà scegliere le persone per la vendemmia; ed acquistare i voucher
con i quali pagare studenti e pensionati. Il datore di lavoro, dopo essersi
registrato, dovrà anticipare l'importo che ritiene necessario al pagamento
della prestazione di cui ha bisogno. Sempre in via telematica o "contact
center" dovrà dichiarare l'apertura di ogni rapporto di lavoro, indicando
gli estremi temporali ai fini della copertura infortuni Inail. La convenzione
ha limiti ben precisi: ciascun lavoratore potrà guadagnare compensi fino ad un
massimo di 5mila euro; mentre le imprese agricole non potranno acquistare
"voucher" per un valore superiore ai 10mila euro. I pagamenti
verranno fatti direttamente dall'Inps, attraverso Poste Italiane o nei modi
stabiliti al momento dell'iscrizione. (raga.).
( da "Giornale di Brescia" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione:
14/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT Regolarmente presentata
la pratica di iscrizione alla serie D: i lavori per lo stadio non sono un
problema Verolese: burocrazia a
posto, cercasi punta Maurizio Lucchetti, allenatore della Verolese: la rosa è
quasi ultimata Massimo Cornacchiari VEROLANUOVA Prosegue il lavoro dello staff
tecnico della Verolese per riuscire a mettere a disposizione del tecnico
Maurizio Lucchetti l'intera rosa definitiva in vista del ritrovo fissato per il
24 luglio a Verolanuova, che si completerà poi con il ritiro pre-campionato
a Serle programmato fino al 9 agosto. Da registrare, comunque, parecchi
movimenti. Il tassello-portieri, per esempio, è stato sistemato. Sfumate le
trattative con la Cremonese per Cattabiani e Quaini, la società di Antonini si
è rivolta al Brescia dalle cui giovanili è arrivato Bonfadini, classe '91, che
si giocherà il posto con Gatta, di scuola-Atalanta, che l'ultima stagione ha
difeso i legni del Chiari. Manca ancora l'ufficialità, cioè il fatidico nero su
bianco, ma ormai dovrebbe essere fatta. L'arrivo del nuovo estremo difensore
porta conseguentemente l'immissione sul mercato di Paoletti, il quale comunque
non dovrebbe avere problemi a trovare una collocazione. Quindi, a questo punto,
l'unico pezzo mancante riguarda il reparto offensivo. Non più percorribile la
pista Zini, che si è accasato al Pizzighettone, si stanno valutando alcune
opzioni differenti. Al momento non c'è un nome preciso all'orizzonte e, come
ammette il direttore sportivo Santo Marini "per ora siamo in alto mare, ma
stiamo lavorando". È stato intanto definitivamente ceduto Chiappani al
Colorno:già da due anni non era in rosa, ma il cartellino era ancora di
proprietà della società bassaiola. La squadra è stata regolarmente iscritta al
campionato di Serie D, smentendo le voci che mettevano in dubbio questa ipotesi
a causa del ritardi dei lavori di adeguamento dello stadio. "Martedì
abbiamo presentato la documentazione a Roma e non ci sono state fatte obiezioni
di sorta" si afferma dalla società. Non ci sono particolari apprensioni
per il completamento delle opere allo stadio richieste entro il termine
fissato, e cioè la fine di questo mese. "Il lavoro più grosso - dicono in
società - riguarda la realizzazione dell'entrata per gli ospiti da realizzarsi
sul lato opposto a quella esistente e la realizzazione dell'apposita
tribunetta, sempre sul lato opposto di quella attuale". Gli altri lavori
di completamento, specificatamente richiesti per la regolarità del campo e la
conseguente agibilità, riguardano l'innalzamento della recinzione e
l'adeguamento della sala stampa e degli spogliatoi. "Sono lavori - è la
posizione del slub - che non implicano grandi opere e quindi siamo
assolutamente tranquilli che non vi saranno intoppi".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
APPELLO
"Salviamo Forni" Mi permetta un volo di uccello (corvo, pojana, aquila,
ecc.) dentro una meravigliosa valle vicentina che va a perdersi nel nulla
dimenticato eppure confondendosi nel verde incolto (ora) delle montagne a
destra verso Tonezza, a sinistra un po' meno abbandonata verso l'Altopiano di
Asiago, a nord verso Lavarone, lasciando a sud lo spacco di Arsiero, Velo e la
pianura. Orbene, il perché di questa mia dell'oasi appena accennata (diciamo
così) e ce ne sarebbero da descrivere di bellezze dentro e lungo il corso
colorato dell'Astico, è il fattore triste dell'abbandono della sua gente. Sì,
si tratta proprio di trattare questo argomento e facciamolo in breve. Prendiamo
ad esempio Forni di Valdastico: una lunga storia millenaria di un paesino che
fin dai tempi di Roma faceva da sbarramento alla pianura, poi negli ultimi
tempi distrutto, ricostruito, macellato che troviamo narrato in tanti libri e
nella Carta Angelica a Roma e che un certo regime ha soffocato. Ora di questo
paese è il vuoto: le case sono abbandonate, crollano e la burocrazia nazionale distrugge giorno
per giorno. Negli anni '20 circa c'erano 1.200 abitanti, ora sono 42. I tetti
si sfasciano, le miserie degli abbandoni creano spacchi e mentre gli emigranti
sono dispersi nel mondo, niente e nessuno della Regione, dello Stato o di altri
Enti si interessano più a questa lunga storia. C'è un teatro, una
stupenda chiesa con un dipinto di Guidi che ha fatto corona nelle copertine del
fascicolo sulla mostra Historia Christi e pure nei "totem" sparsi
nella città, ecc. La burocrazia che fa da padrona
nella valle, distrugge tutto senza lasciare spazio di azione e allora perché
non stabilire fondi anche regionali ed aiutare chi non può sorbirsi spese con
tanti eredi scomparsi dalla fine ottocento in poi? E aiutare quel qualcuno che
resta nei pressi della valle ma non ha mezzi propri? Coraggio, e mi rivolgo a
chi di competenza: aiutiamo questo ed altri paesi, diamogli dignità, togliamo
misere burocrazie e perché no, non potremmo forse fare di questo villaggio dove
non manca gas, acqua, luce, un paradiso per l'aria buona, e i colori un mondo
nuovo per gli anziani? Direttore, pubblichi questa mia incompleta preghiera e
chissà che non muova qualcosa prima che un mondo, con la sua storia venga
definitivamente distrutto. Domenico Cogo Vicenza.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-07-2008)
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Intervista
al direttore artistico che dal
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-07-2008)
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GLI
ASSOCIATI SONO QUASI 400 E OPERANO TUTTI SUL TERRITORIO ISTRIANO Gli imprenditori
italiani agevolati: servizi e tariffe bancarie ridotte Il presidente dell'Aini
Jurman: "Serve una burocrazia più agile e veloce" Gli investitori operano principalmente
nei settori del turismo, del commercio, del vetro, della plastica, del legno e
dell'agroalimentare CITTANOVA L'Aini ossia l'Associazione degli imprenditori
della nazionalità italiana ha concordato con la Casa di assicurazioni Euroherc
un nuovo pacchetto di servizi a condizioni agevolate per i propri soci.
Un analogo accordo è stato raggiunto con la Hypo bank a proposito delle tariffe
per i servizi bancari. Mauro Jurman, presidente dell'Aini inclusa tra l'altro
nella grande famiglia dell'Unione Italiana, non nasconde la sua soddisfazione
per la firma dei due contratti "che sicuramente rappresentano uno stimolo
per gli imprenditori connazionali ad iscriversi all'Associazione".
"Il mio desiderio - aggiunge Jurman - è l'adesione all'Aini di tutti i
350-400 imprenditori connazionali dell'Istria, Fiume esclusa. Questa categoria
rappresenta una straordinaria risorsa sul piano della professionalità,
competenza e capacità che può contribuire notevolmente allo sviluppo
dell'intero territorio. Ma quali sono le finalità principali dell'Aini?
"La formazione economico-commerciale di imprenditori ed aspiranti
imprenditori della Cni e di collocarsi come interlocutore preferenziale degli
imprenditori italiani con lo scopo di creare opportunità di collaborazioni
economiche". "Inoltre - precisa Jurman - l'Aini vuole dare un
supporto a tutti gli imprenditori e artigiani che vogliono investire sui
mercati dell'Istria e della Croazia in genere". Gli associati operano per
lo più in campo turistico, commerciale, agro-alimentare,produzione e
lavorazione del legname, metalli, vetro, della plastica e nel settore della
mediazione immobiliare. Intanto la segreteria dell'Associazione invita gli
imprenditori connazionali interessati ad aderirvi, a contattare la sede in
Piazza Grande
( da "Repubblica, La" del 14-07-2008)
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Pagina
XI - Milano Le ferite aperte di via Lomellina Questa mattina il via ai lavori
nel palazzo saltato in aria due anni fa Nelle case violate dagli sciacalli
torneranno tutti salvo la famiglia di Francesco, morto a 7 anni: "Mai più
qui" Dopo 22 mesi il cortile è ancora ingombro di calcinacci, frigoriferi,
scooter: "Per toglierli tutti l'Amsa vuole soldi" SANDRO DE RICCARDIS
(segue dalla prima di Milano) E poi, ancora, le ragnatele d'intonaco sui muri
lesionati nelle stanze al terzo e al quarto piano, violate dalle mani degli
sciacalli che hanno rovistato ovunque, devastando anche i ricordi. I primi
operai che entreranno stamattina in questo scheletro di cemento e rovine al 7 e
al 9 di via Lomellina vedranno la vita rimasta immobile per 22 mesi, fermata da
un attimo di terremoto, alle 19 e 47 minuti e 31 secondi del 18 settembre 2006.
In quel momento, l'inquilina del primo piano - ha scritto il pm Luigi Orsi
nella richiesta di archiviazione - "imbottita di barbiturici e morfina,
vestita di una camicia da notte" svitava il tubo del gas del piano cottura
e lasciava che la sua casa si riempisse di metano. A due metri, separato da un
muro, Francesco, 7 anni, era davanti alla playstation; un piano sotto, Tommaso
Giancola, 69 anni, giocava a scopone al bar degli Orlando; tre metri più in là,
in strada, Ilir Jaku, albanese, 29 anni, usciva dal portone al 5. Furono
trovati senza vita in fondo a una notte interminabile, illuminata dalle sirene
di ambulanze e pompieri. In mezzo a getti d'acqua che placavano la polvere,
scale che s'infilavano tra le macerie, mani nude che scavavano nei pezzi di
cemento, pianti di chi non trovava i parenti. Viola Balsano, 32 anni, la madre
di Francesco, piangeva in attesa di notizie seduta ai piedi di un'ambulanza,
avvolta in una coperta, tra le braccia del sindaco Moratti. E piange oggi,
dietro il bancone del bar riaperto lo scorso 5 dicembre accanto al disastro.
"Non torneremo mai più ad abitare qui - dice con la voce spezzata dal pianto
- Prima o poi andremo via". Poi arriva Saverio, il marito, con un vassoio
di tazzine vuote raccolte dai tavoli all'aperto. Lei piange, scappa via, e
appare dietro di lei la foto di Francesco che sorride. Per le altre 80 famiglie
che ora vivono nello stabile comunale di piazzale Dateo, il palazzo popolato
dagli operai è una ferita che comincia a rimarginarsi. "Ora è una scatola
instabile - spiega Alessandro Truscello, 42 anni, l'ingegnere scelto dal
comitato di inquilini per la progettazione e la direzione dei lavori - ci
aspetta un lavoro chirurgico, metteremo in sicurezza la palazzina e la
libereremo dalle macerie. Poi partirà l'intervento conservativo per
ripristinare la facciata originaria in stile liberty, e continueremo con i
lavori negli appartamenti". La normalità dovrebbe arrivare a Natale 2009.
Una speranza a cui mancano due milioni e 600mila euro. "Siamo appesi alle
decisioni delle assicurazioni - sintetizza Pino Tucci, presidente del comitato
- Altri aiuti non ce ne sono stati. Neppure la Camera di commercio ha aiutato i
negozianti della via. Nonostante la richiesta di incontri stiamo ancora
aspettando". Finora le assicurazioni hanno anticipato 400mila euro,
sufficienti per la messa in sicurezza. Senza il resto non si potrà costruire. I
170mila euro raccolti dal Comune e gli 80mila del comitato sono serviti per
arredare piazzale Dateo e sono andati praticamente esauriti. Così l'ingegner
Truscello ha dovuto eliminare dal progetto tutti gli elementi innovativi che
aveva previsto: i pannelli solari, il sistema d'isolamento termico, l'ascensore
per anziani e disabili, anche i miniappartamenti nel sottotetto.
"Avrebbero avuto una destinazione sociale ma sarebbero stati comunque un
introito per tutto il palazzo - dice Truscello - ma molti non se la sono sentita
di indebitarsi per costruire. Speriamo nelle assicurazioni, altrimenti i tempi
saranno più lunghi". Oltre ai milioni di euro mancanti
bisogna fronteggiare i mostri della burocrazia, in agguato anche in via Lomellina. Bisogna portare via scooter,
frigoriferi, lavatrici rimasti nel cortile dal giorno dell'esplosione, "ma
l'Amsa - dicono i residenti - ci dice che porterà via gratuitamente solo 200
tonnellate di macerie. Nel palazzo però ce ne sono almeno il doppio, e
in più loro vi includono anche elettrodomestici e moto che non dovrebbero
essere conteggiati nel totale, perché normalmente si lasciano sul marciapiede e
si chiama il numero verde". C'è il problema degli allacci alla rete del
gas che A2A vorrebbe portare nel palazzo al 7 rompendo il pavimento nel cortile
del 9. "In più - sospettano i residenti - vogliono farci pagare le
installazioni. Se così sarà, faremo le barricate in largo Augusto". Nel
palazzo in attesa di conoscere il suo destino il silenzio è rotto soltanto
dallo sbatter d'ali dei piccioni che hanno fatto i nidi nelle mille fessure
delle pareti. Al primo piano, della casa di Esmeralda Sfolcini, la donna di 50
anni che per il tribunale ha causato col suo suicidio il crollo del palazzo -
ma che per i residenti è "presunta suicida" - resta solo il muro di
mattonelle color turchese del bagno, con il tubo metallico della doccia sospeso
in aria e i detersivi in ordine sotto il lavello. Non esiste più la rampa di
scale e per raggiungere la casa degli Ulasio, al secondo piano, bisogna
arrampicarsi su assi di legno incastrati agli angoli del cratere. Per poi
trovare, nella cucina, un orologio che continua a segnare l'ora, la grande foto
di un matrimonio felice, i primi segni degli sciacalli: resti di un bracciale
d'oro vicino a un portagioie aperto, un borsellino vuoto, la corrispondenza di
una vita tirata fuori da una scatola di metallo e sparpagliata sul pavimento.
In tutto il palazzo, cassetti e ante di armadi aperti, e segni di vita
successiva allo scoppio. Nella casa della signora Menzulli, al quarto piano, il
pavimento è una distesa di cappotti lasciati fuori dagli armadi, l'ultima
ferita per chi ha perso tutto in una sera.
( da "Repubblica, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Tra gli indiani-schiavi della Bassa nelle campagne dove la fatica uccide Mantova,
in due settimane un lavoratore morto e un altro in coma "Certo, meglio qui
che nei campi del sud. Ma anche al nord ci sono padroni bastardi" In
migliaia in fuga verso altre zone: "In questo momento ci sono troppi
controlli" ENRICO BONERANDI DAL NOSTRO INVIATO MANTOVA - Gli schiavi sono
scappati. I carabinieri che vagano nei campi a far controlli, l'ispettorato del
lavoro in allarme, i politici che stigmatizzano. Meglio cambiare aria, cercare
più in là. Verso Reggio, verso Ferrara, o magari al sud. Anche i padroni sono
d'accordo, perché hanno paura pure loro. Con i campi pieni di meloni maturi,
pronti per essere colti, e mezza Italia che aspetta col suo bravo piatto di
prosciutto crudo da accompagnare con un frutto sugoso, gli si stringe il cuore,
ma si devono far bastare i regolari, quelli che pretendono i 7.80 euro l'ora
più gli oneri da pagare. Era meglio dargli 6 euro in nero, ovvio, ma dopo lo
"scandalo" il momento nella pianura mantovana si è fatto difficile.
Gente di nessuno, che puoi tenere in pugno, dargli i soldi quando hai già
venduto la merce, che non ti denuncerà mai perché la legge ha motivo di temerla
più di te. Uomini che possono dormire all'aperto e bere l'acqua dei fossi. Si
popolano di schiavi d'estate le campagne d'Italia, immigrati indiani, romeni,
nordafricani che raccolgono i frutti della terra, sfruttati dalle aziende e dai
caporali, indispensabili quanto invisibili. E se uno di loro si accascia nel
campo riarso dal sole, davanti a una pianta di meloni, l'unico problema per il padrone
è quello di farlo trovare lontano dalla sua proprietà per non avere guai.
Morire di fatica ed essere buttato via. è capitato due settimane fa a Viadana,
provincia di Mantova, ma poi la verità è venuta a galla, ne hanno parlato i
giornali e c'è stato il fuggi-fuggi dei poveretti. Vijay Kumar, 44 anni,
indiano del Punjab, arriva in Grecia con un visto turistico, di lì direttamente
nel mantovano, dove c'è bisogno di braccia per raccogliere i meloni. Alloggia
in una catapecchia e gli va già bene. Vijay si alza alle cinque e via. Si ferma
a mangiare un po' di riso a mezzogiorno e ricomincia. L'afa è soffocante. Alle
4 crolla con la faccia tra le zolle. Il padrone, Mario Costa, ordina:
"Fatelo sparire di qui". Passano ore, si trova una macchina che lo
scarica verso Suzzara, e quando finalmente viene chiamata un'ambulanza, il suo
cuore si ferma. Il padrone e sua moglie sono indagati per omissione di soccorso
e omicidio volontario. Mentre si passa al vaglio la Cooperativa Facchini
Vitelliani, che avrebbe fornito la forza lavoro a Costa, in sospetto di
caporalato. Due giorni fa, un altro indiano è stramazzato in un campo di
meloni, a pochi chilometri dal primo. Ma stavolta il padrone, Bruno Francescon,
forse il più importante produttore della zona, ha chiamato il 118. Così Jasdir
Singh, 22 anni, è stato portato in tempo in ospedale e ieri i medici hanno
detto che probabilmente si salverà. Perché Singh era assunto in regola e
Francescon è un imprenditore per bene, che non ha avuto problemi a polemizzare
pubblicamente con la Lega: "Ma come facciamo nei campi senza di loro? Qui
sono una benedizione". Fabrizio Bruni, segreteria Cgil, per anni si è
occupato della manovalanza nel mantovano. Racconta: "Dopo le nostre
denunce, almeno non sono più trattati da bestie, quando li facevano dormire
lungo i fossi. Da schiavi ancora sì. Gli danno i soldi alla fine, così li
tengono inchiodati lì, paga bassa in nero. Flussi incontrollati, comandati solo
dalle esigenze del lavoro. Via di qui a inseguire altre raccolte: le fragole, i
meloni, i cocomeri. Magari poi le mele e l'uva. Senza nessuna tutela. Denunce
non ne fanno, sono ricattati". Nei campi è difficile far rispettare le
regole: "Già per i lavoratori con i documenti succede qualsiasi cosa.
Orari di lavoro elastici, in pratica dall'alba al tramonto. Per quelli in nero,
poi, è tutto privo di controllo. Poi c'è il caporalato, anche se qualcuno dice
che non è vero. Ma quanto ci sono imprenditori agricoli senza un pezzo di
terra, mi si spieghi qual è il loro business, se non quello di procurare
braccia". è nelle piccole aziende agricole che l'immigrato, soprattutto
indiano e marocchino, viene trattato da schiavo. Dice Bruno Francescon:
"La mia azienda ha un ciclo di lavoro lungo, anche sette mesi, e questo
facilita sia il lavoratore che noi. Da anni abbiamo gli stessi che poi, la
prossima primavera, torneranno. Se ne abbiamo bisogno in numero maggiore,
portano amici e parenti. Ma per i piccoli, per quelli che hanno bisogno solo
per 15 giorni o un mese, sono guai. Con la Bossi-Fini c'è una
burocrazia infinita e così
vanno sul mercato del lavoro nero". Mukesh Chander, indiano, qui a Mantova
è arrivato 22 anni fa, lavorava in un circo. Poi ha fatto il contadino, il
mungitore di mucche, l'operaio, poi ancora il contadino. Ora fa l'artigiano per
conto terzi, dal Punjab ha fatto venire la famiglia, se la cava bene e
organizza anche una manifestazione che si chiama "Un po' di Gange".
Nel tempo libero cerca di dare una mano ai connazionali. "Per arrivare
fino a qui buttano soldi, lo sai come funziona, così si ammazzano di lavoro per
rimborsare il debito. Lavorare in nero è brutto perché nessuno ti protegge. I
soldi te li danno quando vogliono, i conti delle ore li fa il padrone, la paga
è più bassa. La vita nei campi è dura. Ma non abbiamo scelta. Meglio comunque
qui che al sud Italia. Ci sono posti che nemmeno te li sogni. Meglio i meloni a
Viadana che i pomodori a Napoli, noi indiani lo sappiamo. Che anche qui ci sono
i padroni bastardi, è normale". Adesso gli indiani irregolari sono scappati
via? "Torneranno, se non trovano altro lavoro e appena è tutto
tranquillo".
( da "Repubblica, La" del 14-07-2008)
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Cronaca
La Caritas "Nuove leggi o resteranno sotto ricatto" MANTOVA -
"Dati veri sul lavoro nero qui da noi non ci sono. Nei campi è
diffusissimo, ma anche nelle case, per le badanti. Almeno la metà è in nero e
c'è una ragione: la legge Bossi Fini crea lentezze e burocrazia. Così la gente si rivolge ai
clandestini", dice Giordano Cavallari , vice-direttore della Caritas
mantovana. E lo sfruttamento aumenta. "Quando non c'è più bisogno del
lavoratore clandestino, viene semplicemente allontanato. Se la badante si
ammala o rimane incinta, fuori. Noi intercettiamo tutta una umanità che
non trova aiuto se non nella solidarietà. E poi c'è gente che lavora, ma non ha
un tetto e non può lavarsi. Fuori dall'orario di attività, non esiste per l'azienda
e la società. Gli enti locali dovrebbero occuparsene, ma fanno poco". La
legge Bossi Fini non funziona? "Assumere un regolare è difficile. Il
decreto flussi ha numeri ristretti e richiede tanto tempo. Non sempre
l'imprenditore o le famiglie, nel caso delle badanti, si vogliono approfittare.
Hanno semplicemente bisogno e in fretta e trovano quello che c'è". Il caso
dell'indiano lasciato morire a Viadana è un'eccezione. "Il padrone è stato
travolto dal panico. Quando certi fenomeni sono diffusi e tollerati, non c'è
più limite. Degli immigrati c'è bisogno: che facciano delle leggi adeguate, che
funzionino e siano rispettate". (e.b.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-07-2008)
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Prov
Medio Camp Pagina 3015 Villacidro. Gli ex lavoratori della Scaini aspettano la
pubblicazione delle liste di mobilità Operai beffati dalla burocrazia
Villacidro.. Gli ex lavoratori della Scaini aspettano la pubblicazione delle
liste di mobilità La protesta: "Senza gli sgravi fiscali nessuno ci
assume" --> La protesta: "Senza gli sgravi fiscali nessuno ci
assume" Regione e Provincia declinano ogni responsabilità, ma la documentazione
si è arenata nei meandri della burocrazia. Alla
ricerca degli elenchi perduti per poter lavorare dopo anni di cassa
integrazione. Gli ex dipendenti della Nuova Scaini di Villacidro aspettano da settimane
che le liste di mobilità vengano pubblicate ufficialmente. Solo così potranno
essere assunti da altre aziende usufruendo degli incentivi fiscali. Regione e
Provincia declinano ogni responsabilità, ma la documentazione si è arenata nei
meandri della burocrazia. LA DENUNCIA Il paradosso è
forte e farebbe pure sorridere, se non si trattasse della sopravvivenza di
molte famiglie. La denuncia arriva dagli stessi lavoratori che una volta
ricevevano la busta paga dalla Nuova Scaini. Dopo anni di cassa integrazione,
per molti di loro si stanno aprendo nuove prospettive, che non potranno
realizzarsi per un inghippo burocratico: "Dopo che l'accordo per il
rinnovo della mobilità è stato firmato, la Regione dovrebbe aver trasmesso gli
elenchi dei nominativi alla Provincia, che infine li invia agli uffici del
lavoro", spiega Gigi Marchionni, segretario territoriale Fiom, aggiungendo
che "i lavoratori stanno trovando imprese pronte ad assumerli, ma senza
sgravi fiscali tutto è più difficile". IL SINDACATO Secondo il sindacato,
che ha subissato di telefonate sia i funzionari regionali che quelli
provinciali, sembrerebbe che "da Cagliari gli elenchi siano partiti il 3
luglio scorso, però dall'assessorato provinciale del Lavoro fanno sapere che
nessun documento ufficiale è stato ricevuto e non sappiamo dove si sia
arenato". Intanto i lavoratori stanno chiamando in massa le associazioni
di categoria. "Io sto già lavorando", racconta Efisio Galitzia, ex
dipendente Scaini, "ma la mia azienda mi ha chiesto il certificato di
mobilità per avere gli sgravi fiscali e all'ufficio del Lavoro il mio nome non
risulta in lista". IL PROBLEMA Nulla di nuovo in verità, perché il
medesimo problema si era verificato l'anno scorso. "E dovetti attendere
mesi per avere il certificato", precisa Galitzia. In questi casi i
lavoratori "possono compilare a proprio rischio un'autocertificazione, ma
le aziende - precisa Marchionni - potrebbero rivalersi su di loro per avere gli
sgravi fiscali. L'impresa che voglia assumere un lavoratore in mobilità
retribuita ha diritto ad assorbire il 50 per cento della stessa indennità di
mobilità che andrebbe al dipendente". Un incentivo ad assumere nuovo
personale, che però la macchina burocratica sta facendo miseramente arenare.
"La gente ci chiama infuriata", continua Marchionni, "e non può
né vuole più aspettare oltre". Lo stesso sindacato non sa più a che santo
votarsi. SIMONE NONNIS.
( da "Giornale.it, Il" del 14-07-2008)
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N. 28
del 2008-07-14 pagina 4 Allarme dei giudici di pace: "Sommersi di ricorsi
Ecopass" di Giannino della Frattina Prevista una serie di incontri con il
Comune per trovare una soluzione (...)"Pile di fascicoli accumulati",
racconta all'agenzia di stampa Omnimilano, che si potranno iscrivere a ruolo
non prima di settembre. Un classico della burocrazia, ingolfata da questa nuova
ondata di richieste. In via Francesco Sforza, racconta Dattolico, "da una
decina di giorni il numero di ricorsi presentati contro le multe per infrazioni
Ecopass è diventato davvero rilevante. Abbiamo dovuto moltiplicare gli
sportelli per far fronte alla fila che arriva fino ai giardini della Guastalla.
Per noi - aggiunge - sta diventando un problema davvero notevole. Abbiamo un
aumento dei ricorsi dell'80 per cento tutto da attribuire alle multe
Ecopass". La stima precisa del numero di pratiche, assicura, "potremo
farla solo a settembre, quando saranno rubricate le centinaia di fascicoli che
si stanno accumulando". Un'operazione che normalmente ha una tempistica di
tre o quattro giorni, spiega il presidente. Ma "per l'aumento enorme dei
ricorsi Ecopass e per la contestuale riduzione estiva del personale
amministrativo, stiamo accumulando un arretrato che verrà rubricato solo fra
venti giorni". Se ne riparlerà, dunque, a settembre. Con buona pace degli
automobilisti multati. Solo allora "potremo dire esattamente quanti
ricorsi siano stati presentati, grazie al fatto che a differenza di tutti gli
altri, quelli per le infrazioni legate al ticket d'ingresso in centro vengono
evidenziati fin dal momento del deposito. Con il Comune - assicura Dattolico -
abbiamo già messo in programma una serie di incontri per mettere a punto i
meccanismi con cui procedere". Il motivo? "I ricorsi sono molti"
e oltre che i giudici di pace "la situazione preoccupa anche il
Comune". Questo soprattutto per il fatto che le istanze presentate dagli
automobilisti multati "si basano su situazioni assolutamente equivoche. E
su questo si basa la richiesta di annullamento". I casi più frequenti?
"La mancanza di notizie chiare, comunicazioni su pagamenti da effettuare
con modalità complesse che non sempre hanno funzionato, i varchi delle corsie
preferenziali, come in corso Magenta, confusi con quelli Ecopass". E in
particolare, agli automobilisti "sono state date più multe nello stesso
giorno. E questo non è legittimo. Una violazione al varco d'ingresso può essere
sanzionata con un solo verbale al giorno. Invece la macchina infernale del
sistema Ecopass ne ha prodotti tanti quanti i passaggi irregolari". Per il
presidente Dattolico, dunque, riguardo all'accoglimento dei ricorsi, "è
probabile che essi siano fondati su disfunzioni della macchina predisposta dal
Comune che solo adesso sta andando a pieno regime. E parliamo di decine di
migliaia di casi". Il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri
conferma che "risultano essere centinaia i ricorsi per l'ingresso nei quattro
nuovi varchi Ztl di Magenta, Olivetani, Vigentina e Lamarmora. Per queste
fattispecie - spiega - è necessario che venga fatta ulteriore chiarezza, così
come abbiamo domandato sin dall'inizio di gennaio: su questo tema deve
proseguire il lavoro di approfondimento, dell'Avvocatura comunale insieme alla
magistratura, richiesto anche dai consiglieri. Non si sta qui parlando di una
moratoria, ma dell'esame di quanto comunicato ai cittadini all'ingresso delle
corsie cosiddette "preferenziali" per entrare nella zona Ecopass. In
generale, dato l'elevato numero di ricorsi potrebbe risultare utile che il
giudice di pace dia al Comune tre mesi in più, oltre ai sei previsti, per
consentire di acquisire le copie per individuare specifici casi, ai fini
dell'autotutela dell'ente". Giannino della Frattina © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-07-2008)
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Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-07-14 - pag: 1
autore: PICCOLE IMPRESE La burocrazia costa 10 miliardi Nonstante i diversi provvedimenti sulla
semplificazione, per le imprese sotto i 50 dipendenti gli oneri della burocrazia continuanoa crescere. Lo
rileva il terzo rapporto di PromoPa che verrà presentato oggi a Milano.
Il costo complessivo si aggira sui 10 miliardi di euro, pari allo 0,6% del Pil nazionale.
Gli adempimenti amministrativi oggi incidono per il 5,4% sul fatturato, un
punto percentuale in più rispetto al 2006. Finizio u pagina 13 l'articolo
prosegue in altra pagina.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE IMMIGRAZIO data: 2008-07-14
- pag: 17 autore: Dalla conquista del nullaosta al decreto di espulsione Tra i
dimenticati dei "flussi" di Franca Deponti I dimenticati del decreto
flussi 2007. Il popolo dei click day fa i conti con la stretta sulla
sicurezza.C'è chi non vuole tornare nel proprio Paese per prendere
l'indispensabile visto perché teme i passaggi alla frontiera. Come Lisa, che ha
l'appuntamento all'ambasciata nelle Filippine il 16 agosto ma non vuol partire
perché aspetta un bambino per ottobre. "Poi non mi fanno tornare"
spiega. E si fatica a convincerla che questa è la sua chance e non la può
sprecare. Nel limbo di questi "clandestini a metà"c'è chi sta
perdendo posto e casa peri timori dei datori di lavoroe proprietari, spaventati
dalle nuove leggi.Pablo –nome di fantasia, storia concreta- è trai 650mila
clandestini lavoratori (in nero) che popolano le nostre città. Arrivato a Roma
dal Perù nel 2005 fa l'elettricista in una ditta.Il suo datore gli ha dato in
affitto un monolocale e ha presentato la domanda peri flussi non solo per lui
–come operaio- ma anche per "chiamare" da Lima la moglie di Pablo
come colf, con tanto di bambino al seguito.E l'insperato succede: tra le lungaggini della burocrazia affogata dalle pratiche entrambe le richieste ottengono il via
libera. Pochi giorni- gli hanno assicurato- e con il nullaosta volerà al Paese
per tornare qui in regola,con la famiglia. Troppa fortuna, forse. Almeno fino
all'altra sera quando una pattuglia della Polizia gli ha chiesto i documenti.
E lui- ingenuo?- ha detto la verità: "Sono senza permesso ma ho fatto i
flussi, tra poco arriva il documento. Lavoro...abito là....".Pensava che
bastasse,del resto non è facile neppure per gli italiani comprendere i
bizantinismi della legge. Nemmeno ai poliziotti,che pure cercano di applicarla.
Risultato: invitoa comparire in Questura per il 24 luglio.Se ci andrà il
decreto di espulsione è certo. Se- come gli hanno consigliato- non si
presenterà, dovrà cambiare casa e sparire, sperando che gli incroci di notizie
tra Questurae Prefettura non siano troppo rapidi e il nullaosta arrivi, per
tornare in Perù e concludere comunque l'iter.Rispettare la legge e l'invito a
comparire Pablo proprio non può: si troverebbe nell'assurda situazione di
essere cacciato proprio quando potrebbe avere lavoro in regola, casa e famiglia.
Del resto, se parte la segnalazione alla Procura per mancata comparizione tutto
si risolverà con un processo penale (lungo)e il pagamento di una sanzione di
qualche centinaio di euro. Meglio rischiare, allora.
( da "Provincia di Cremona, La" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Lunedì 14 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Tra pochi giorni il via Tutto
pronto per la riapertura del distributore di Sesto SESTO ? Ancora una ventina
di giorni e tutta Sesto potrà finalmente fare il pieno sotto casa. Il cantiere
che in viale Matteotti, davanti all'autofficina di Lorenzo Gaboardi, sta
costruendo il distributore di benzina dismesso una decina di anni fa dalla
Tamoil per ragioni di mercato, sarà ultimato a fine mese. "La data
prospettata per l'inizio ufficiale del servizio ? spiega soddisfatto il sindaco
Carlo Vezzini ? sempre che non ci siano intoppi, è il 28 luglio, festa dei
patroni del paese". Le pompe porteranno le insegne
della società cremonese Keropetrol, forniranno agli utenti anche gasolio e
saranno attive 24 ore su 24 grazie al sistema self-service. La sua
riattivazione non è certo stata un parto facile. La burocrazia aveva spento gli entusiasmi, ma negli ultimi mesi tutto si è
risolto. (l.u.).
( da "Corriere della Sera" del 14-07-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-14 num: - pag: 24
autore: di MARIO PAPPAGALLO categoria: ALTRI OGGETTI I burocrati dell'emergenza
E ora la colpa non sarà per caso di chi ha chiamato il 118? Morire di infarto
tra medici, infermieri, defibrillatori e ambulanze deve far riflettere. Nessun
giudizio, ma una riflessione. Chi dalla centrale del 118 ha ricevuto la chiamata
senz'altro sapeva che in quella struttura ci sono medici e defibrillatori.
Forse, invece di mandare quell'ambulanza senza medico da un altro ospedale, dotato di Pronto soccorso (il secondo Policlinico non ha questa
competenza, ma ha un'unità coronarica), avrebbe fatto meglio a chiamare un
medico della struttura e avvertirlo che in quello stesso momento un signore
appena divenuto nonno stava morendo. E se invece di tagli alla sanità e di
ticket si tagliasse proprio la burocrazia?.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-07-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: SCIENZA E FiLOSOFIA data: 2008-07-13 - pag: 36 autore:
Tornando a Hegel Lo Spirito delle tasse di Maurizio Ferraris S i dice spesso
che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ma si dimentica che in taluni
casi, come in tutti i performativi (" la dichiaro dottore in
filosofia", "lei è in arresto") il dire è fare. E si dimentica,
ancor più, che tra il pensare e il dire (o scrivere, o comunicare in generale,
anche con un clic del mouse per accettazione di un contratto in rete) ci può
essere un oceano, come può constatare chiunque pensando alla differenza tra
pensare di sposarsi, e rispondere "sì", nei contesti opportuni, alla
domanda "vuoi tu prendere XY in moglie?". Ora, è proprio a
quest'ultima circostanza, a ciò che avviene quando quello che è semplicemente
pensato entra nel mondo, che sono dedicate le analisi di Hegel nella Filosofia
dello spirito jenese, che Laterza ripropone nella eccellente edizione a cura (e
con una illuminante introduzione) di Giuseppe Cantillo. Si tratta degli appunti
e note per lezioni, del 1803-1804, e poi del 1805-1806, che preludono alla
Fenomenologia dello spirito. Lo spirito di cui Hegel parla è dapprima quello
dell'uomo singolo, che viene osservato dal punto di vista genetico, in una
analisi in cui, sottotraccia, c'ègià quel De Anima di Aristoteleche verrà allo
scoperto nella dottrina dello spirito soggettivo così come è esposta
nell'Enciclopedia.Tutto inizia con un'anima che sente, ma il primo farsi avanti
dello spirito è proprio l'immaginazione, e poi la memoria, che libera la
percezione dal qui e ora in cui si trova nel mondo, e la trasforma in qualcosa
di più spirituale, perché più libero. è qui che l'anima diventa la
fantasmagoria di immagini che fa dire a Hegel che nell'occhio dell'uomo si vede
la notte del mondo, una di quelle espressioni gotiche che hanno appassionato
tanti commentatori (tra cui proprio Kojève, tornato giustamente alla ribalta
grazie a un recente libro di Marco Filoni). Ma il vero salto ha luogo quando
queste immagini che fluttuano, e che non hanno una identità precisa, si
trasformano in linguaggio, che le stabilizza (quante volte è stata la
verbalizzazione dei nostri stati d'animo a farceli scoprire, fosse pure
soltanto nella forma del "non ne posso più"), e le rende disponibili
per una comunicazione esterna. è qui che Hegel enuncia la tesi surreale secondo
cui Adamo afferma la sua signoria sugli animali dando loro un nome ( dubito che
il leone abbia mai dato un gran pesoa questa circostanza, ed è curioso vedere
Hegel che ne parla come se avesse assistito alla scena), ma svolge analisi
realissime del contratto, del matrimonio, della famiglia, della costituzione,
dei trattati, della polizia e persino delle tasse e dell'eredità, come forme in
cui, per l'appunto, si costituisce la realtà sociale. Si tratta di un mondo
completamente nuovo, del tutto inconcepibile, per esempio, nella Critica della
ragion pura, che vede il filosofo (e con lui l'uomo) intento a misurarsi con
oggetti fisici, e non con oggetti sociali, che Kant tende piuttosto a trattare
nella ragion pratica e nella antropologia. Portando l'attenzione del filosofo,
in veste strettamente teoretica, su quelle "nuove positività" (come
avrebbe forse detto Foucault) che sono il mondo del lavoro e del linguaggio in
quanto luoghi in cui l'individuo crea qualcosa di nuovo, per l'appunto il mondo
sociale, Hegel inaugura una stagione di pensiero che dominerà tutto
l'Ottocento, e che non si è ancora chiusa. Ripeto che, riferendosi a queste
nuove positività, oltre che di linguaggio si dovrebbe parlare di scrittura:
verba volant, e in un mondo senza memoria tutte le realtà di cui parla Hegel
svanirebbero. Ma è indicativo che al culmine di questo processo dello spirito
ci sia il funzionario, il burocrate, che per Hegel è anche un dotto e un uomo
di scienza (proprio come per Husserl il dotto sarà un funzionario
dell'umanità). In cima alla piramide del mondo sociale c'è chi gestisce e
amministra i documenti, e che dispone di un potere mol-to più effettivo ( ce ne
accorgiamo tutte le volte che facciamo una coda) di quanto non ne avesse Adamo
nell'Eden. Dopo il funzionario, dopo lo spirito oggettivo e, per così dire,
"documentale", c'è lo spirito assoluto: l'arte,la religione,la
scienza.Ma sono poche pagine; si tratta, dopotutto, della domenica della vita,
mentre negli altri sei giorni – lo sappiamo fin troppo bene –abbiamo a che fare
con i documenti. 1 Georg W. F. Hegel,"Filosofia dello
spirito jenese", a cura di Giuseppe Cantillo, Laterza, Roma-Bari,
pagg.180, Á 18,00. I matrimoni, la famiglia, i contratti, la burocrazia. Per la prima volta la realtà
sociale entra in questo modo nel discorso filosofico Tra le carte. Georg W. F.
Hegel (1770-1831) nel suo studio FOTOTECA STORICA ANDO GILARDI.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-07-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2008-07-13 - pag: 35 autore:
Merito e mercato Impari opportunità La scarsa mobilità sociale in Italia è
frutto non solo della difesa di interessi costituiti ma di una mentalità
resistente al mercato di Giorgio Barba Navaretti N el nostro Paese si parla e
discute di merito e mercato. Come promuovere la crescita professionale dei
giovani sulla base delle loro qualità e non del censo? Come finalmente liberare
il sistema delle imprese dalle inefficienze burocratiche che le attanagliano?
Le risposte sono molte e diverse: chi propone di liberalizzare, chi di dare più
spazio alle donne, chi dice sì, ma attenti al capitalismo corsaro e
speculativo, chi... Alla ricerca di una soluzione, che per quanto ovvia nessuno
mette in pratica, le imprese continuano a scontrarsi con la
burocrazia, i giovani a
frustrarsi per la mancanza di prospettive, mentre il merito e il mercato
aspettano. Il caso Italia, esempio ormai supremo dell'impossibilità della
riforma, diventa più chiaro leggendo un bel saggio appena pubblicato su
"Economic Policy" dagli economisti Augustin Landier, David Thesmar e
Mathias Thoenig. Questo si interroga su quali siano i fattori che
vincolano l'adozione di politiche di riforme a favore del mercato. La risposta,
come vedremo è duplice: interessi di parte e convinzioni genuine. Se si pone la
domanda "i proprietari di un'azienda dovrebbero gestire il loro business e
nominare i loro managers? " il 22% dei francesi risponde sì contro il 59%
degli americani. Queste diverse preferenze si riflettono nel maggior
orientamento al mercato e al libero gioco del capitalismo delle istituzioni
americane rispetto a quelle francesi. L'esito del sondaggio sarebbe simile nel
resto del mondo anglosassone (allineato con gli Usa) e dell'Europa meridionale
(allineata con la Francia). Dato questo scostamento nei valori è chiaro che un
Paese come la Francia per introdurre una riforma a favore del mercato deve
modificare le preferenze dell'opinione pubblica, rassicurare gli elettori.
Così, ecco gli scioperi contro la proposta di Sarkozy di riformare le pensioni
alla fine dell'anno scorso. Allora, dal punto di vista del policy maker, le
strade sono due, e dipendono da cosa formi queste preferenze. La prima ipotesi,
su cui si basa gran parte dell'analisi delle determinanti della politica
economica, è che la resistenza al mercato sia una questione di interessi
costituiti, nel senso che chi, ad esempio, ha delle protezioni o un posto di
lavoro immeritato, difende la propria rendita di posizione. In questo caso, la
modifica delle preferenze avviene creando reti di salvataggio, limitando le
perdite e allargando la platea di chi beneficia delle riforme. La seconda
ipotesi, invece, è che l'avversione al capitalismo rifletta valori e
convinzioni genuine. Ora la possibilità di introdurre una riforma passa
attraverso un processo di educazione e convincimento. I nostri autori provano a
confrontare le opinioni di un campione di cittadini di Paesi diversi su tre
grandi questioni: la proprietà privata; il controllo delle imprese da parte dei
proprietari; il merito della concorrenza. Notano che le caratteristiche degli
individui, quelle che dovrebbero riflettere l'interesse individuale a sostenere
o ad affossare riforme nel senso del mercato (ad esempio la loro ricchezza
finanziaria), spiegano solo in minima parte la varietà delle opinioni. Dunque,
le convinzioni, oltre l'interesse di parte, sono importanti. Soprattutto, sono
resistenti nel tempo, nel senso che il sistema costituito di valori in un dato
luogo e in un dato periodo è un forte ostacolo al cambiamento. Ma come
dimostrarlo? Tutti abbiamo avuto a che fare con dei nonni un po' resistenti ai
tempi moderni, ma questa è una prova piuttosto debole dell'ossificazione delle
convinzioni. Il saggio, allora, prova a concentrarsi su un cambiamento epocale,
la caduta del muro di Berlino e considera quanto le convinzioni dei cittadini
dell'Est Europa dipendano dalla loro età. Trova che la resistenza al
cambiamento è molto più forte tra coloro che nel 1989 erano adulti che tra i
nati dopo il 1975. Le convinzioni, dunque, tendono a formarsi sulla base del
sistema economico e istituzionale in cui un individuo trascorre la propria vita
adulta. E tendono anche a essere influenzate dalle istituzioni nazionali
piuttosto che da quelle internazionali, il che in parte spiega la contemporanea
ansia da globalizzazione. Che dire per l'Italia? Sicuramente la resistenza
nazionale alle riforme si compone di entrambi gli ingredienti studiati da
Landier, Thesmar e Thoenig. è figlia in parte di anni e anni di meccanismi
istituzionali che hanno promosso il demerito e consolidato rendite di posizione
e interessi di parte. E in parte dell'eroismo di coloro, medici, professori,
magistrati, imprenditori, che per pura convinzione e altruismo permettono alle
istituzioni in cui lavorano di progredire e crescere, nonostante abbiano ben
pochi ritorni dai loro sforzi, se non, appunto, la convinzione che quello che
fanno è giusto. L'apparente egualitarismo delle nostre istituzioni –
l'università e la scuola per tutti, la sanità pubblica, i contratti nazionali
del lavoro e così via – è certamente figlia di conquiste sociali, convinzioni
genuine. Ma questa premessa ideologica, impedisce alle istituzioni stesse di
adattarsi ai tempi e si intreccia con gli interessi di parte per creare un
sistema immobile e oggi profondamente iniquo. Il risultato è una mobilità
sociale molto inferiore agli Stati Uniti, la totale mancanza di tutele per i
lavoratori delle nuove professioni o per chi perde il lavoro, un welfare che
non riesce ad aiutare donne e giovani. La strada per uscire da questo garbuglio
non è semplice. Forse, drammaticamente, sta nel fatto che la nostra incapacità
di crescere, a poco a poco toglie risorse a tutti, ai cittadini attivi e a
quelli che vivono del lavoro altrui, così rafforzando la convinzione che sia
giunta l'ora di cambiare. Speriamo! barba@unimi.it 1Augustin Landier, David
Thesmar e Mathias Thoenig, "Investigating Capitalism Aversion",
"Economic Policy", n. 55, luglio 2008. DOMENICO ROSA.
( da "Corriere della Sera" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-14 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE In attesa delle nuove ambulanze, da 7 mesi Una
commissione da gennaio avrebbe dovuto assegnare la gara. Ritardi anche
sull'elisoccorso I vecchi mezzi di soccorso hanno superato i 150 mila
chilometri, limite massimo indicato dal ministero dei Trasporti. Al 118 si
aspettano da gennaio le nuove ambulanze, ma la commissione non decide la ditta
che si aggiudicherà la gara: il mistero rimane Dovevano arrivare a gennaio. Poi
un primo stop e la data è slittata alla fine di aprile. Siamo a luglio e ancora
non c'è traccia delle cento nuove ambulanze, delle quindici auto mediche e
degli undici mezzi speciali più piccoli di dimensioni da utilizzare soprattutto
nel centro storico, da parte del servizio di emergenza del 118. E non per i
soliti ritardi nelle consegne da parte dei fornitori. Il problema è a monte:
ovvero la gara non è stata ancora aggiudicata. è tutto fermo, insomma. Mentre
la città e la regione tutta aspettano il ricambio di un parco mezzi che per il
25 per cento (una cinquantina di ambulanze in tutto) dovrebbe andare in
pensione, dal momento che ha già superato i 3 anni e i 150 mila chilometri
percorsi, come prevedono le indicazioni del ministero dei Trasporti. La
ragione? I più la ignorano. Quello che si sa con certezza, invece, è che dai
primi giorni di marzo, da quando cioè sono state aperte le buste per una prima
verifica dei requisiti qualitativi delle aziende partecipanti, c'è stato uno
stop. Lungo e dai contorni poco chiari. Uno stop che la direzione dell'Ares 118
(l'Agenzia regionale dell'emergenza sanitaria) sta cercando in tutti i modi di
superare. Anche inviando alla commissione aggiudicatrice (istituita dal
precedente direttore generale del 118 Vitaliano De Salazar) la lettera di un
avvocato in cui si sollecita la chiusura dei lavori il prima possibile.
"Nella lettera auspichiamo che non si rallenti ulteriormente
l'acquisizione di queste ambulanze, di cui abbiamo fortemente bisogno - fa
notare Marinella D'Innocenzo, direttore generale dell'Ares 118 - . I tempi
tecnici perché la commissione lavori in totale serenità vanno assolutamente
rispettati, ma loro devono capire le nostre esigenze e le nostre urgenze".
Perchè la commissione sta impiegando così tanto tempo? Fonti regionali dicono
che una delle ditte che ha partecipato all'appalto, essendo stata esclusa,
avrebbe presentato un ricorso alla stessa commissione. Ma questo non basta a
giustificare i mesi di ritardo. Il mistero rimane fitto. Se le nuove ambulanze
non arrivano, le vecchie, però, nonostante i 150 mila chilometri percorsi nel
Lazio, continuano a lavorare anche garantendo tempi migliori di intervento
rispetto agli anni pasati: secondo dati dell'assessorato regionale alla Sanità,
nel primo trimestre del 2005 il tempo medio tra l'inizio della chiamata di
soccorso e l'arrivo del mezzo sul posto era di 14 minuti. Nel primo trimestre
di quest'anno, invece, l'attesa per la stessa operazione è diminuita a 12
minuti e 35 secondi. E un risultato analogo è stato registrato dalla Regione
come tempo medio tra l'invio dell'ambulanza e l'arrivo sul luogo
dell'intervento: dagli 11 minuti e 40 secondi del 2005 si è scesi a 8 minuti e
mezzo. I problemi del 118, però, non sono finiti: da mesi i sindacati
denunciano le gravi carenze di pesonale: "Mancano all'appello 500 tra
infermieri, autisti e barellieri - ricorda Gianni Nigro, segretario della Cgil
Funzione pubblica di Roma e Lazio - e non si può andare avanti con i precari,
specie in un servizio altamente specializzato come il 118". Se l'appalto
per le ambulanze è avvolto dalla nebbia, la stessa fine sembra averla fatta la
gara per l'aggiudicazione del delicato servizio di
elisoccorso: una nuova commissione è stata nominata per preparare il capitolato
del bando. Ma la burocrazia
anche in questo caso viaggia con mesi di ritardo. Francesco Di Frischia Clarida
Salvatori Barella Una ambulanza del 118 mentre effettua uno dei 300 mila
interventi eseguiti ogni anno.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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Luglio 2008 Chiudi di RENZO BERTI SPOLETO - Un anno fa stava per dire addio
alla pallavolo. Tutto per colpa di quella maledetta caduta in moto da cui
Massimo Gelli, modenese doc, trent'anni appena compiuti -di cui nove passati
tra la serie A1 e la serie A2 della pallavolo nazionale dove ha collezionato
214 partite con 522 punti all'attivo giocando con Giani, Sartoretti, Ricardo,
Nalbert, Pippi e Cernic- temeva di non ritornare quello di una volta. Ed
invece? "Beh, dopo un anno nerissimo in cui ho passato più tempo dal
fisioterapista che in palestra ad allenarmi con i miei compagni (nell'ultima
stagione con il Forlì ha collezionato solo 12 set in trenta partita) -dice Max-
sono pronto a ripartire con più entusiasmo di prima. E non considero la scelta
di giocare in B1 come un ripiego, perché la Monini è una società di prim'ordine
con un pubblico da serie A. Me ne sono accorto quando sono venuto a giocare al
Pala Rota con il Forlì. Tifosi così non meritavano di retrocedere per una
inezia". Ma Massimo Gelli, che per carattere non ama le facili promesse, è
convinto che la sua nuova squadra sia tra quelle candidate a recitare un ruolo
di primo piano nella lotta per la promozione. "Conosco gran parte dei miei
compagni per averci giocato contro tantissime volte -aggiunge- E posso dire che
saremo tra le squadre in grado di dire la loro sino alla fine. Fisicamente sono
tornato quello che ero nelle stagioni migliori. Credo di poter esprimere il
meglio della mia pallavolo nel gioco d'attacco. Con Bucaioni non ci saranno
problemi a trovare l'intesa". Insomma, i suoi duecento centimetri di esperienza
e potenza faranno sicuramente comodo per sostituire un giocatore come Pavan il
cui sogno di restare a Spoleto si è infranto contro le
lungaggini di una burocrazia sportiva che non si è adeguata alla velocità con cui viaggia lo
sport. E Gelli, pur non essendo stato investito di questi panni, ha tutte le
qualità per diventare il leader di questa nuova Monini. Che comincerà a sudare
agli ordini del tecnico Francesco Tardioli e del suo assistente dal prossimo 11
agosto. "Non vedo l'ora di cominciare -conclude Max da sotto
l'ombrellone- due mesi senza pallavolo sono davvero troppi!". Per i
tifosi, visto l'andamento del mercato e la squadra che si sta mettendo in
piedi, la speranza di vivere un campionato da protagonisti questa volta davvero
non è mal riposta. E allora loro si preparano a vivere indimenticabili serate
al palasport a fianco dei propri beniamini. Perchè è bello vincere soffrendo ma
vincere senza soffrire troppo, soprattutto per chi ha vissuto un finale di
campionato come quello dello scorso anno, è decisamente meglio.
( da "Opinione, L'" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è
Lun, 14 Lug 2008 Edizione 144 del 12-07-2008 Europei e mediorientali si
incontrano domani a Parigi La Francia spinge verso il Mediterraneo di Paolo
Della Sala La Francia è al centro della diplomazia mondiale. Alla vigilia
dell'incontro di Parigi ? che deciderà la forme e gli equilibri dell'Unione per
il Mediterraneo ? Nicolas Sarkozy sembra in grado tenere insieme i fili di una
matassa intricatissima. Il presidente algerino Bouteflika interverrà alla
conferenza fondativa, dopo un mese di tentennamenti. L'unico "No" è
quello di Gheddafi. A Parigi saranno presenti Ehud Olmert e Bashar al-Assad. In
tutto ci saranno 40 capi di stato, escluso Jacques Chirac ? forse irritato
dalla presenza di Assad, forse nostalgico del vecchio mondo eurabico. Eurabia
sembra oscurata dall'UpM: si tratta di una partnership economica, vantaggiosa
per tutti, a parole. Se così fosse, tramonterebbe l'incubo dell'islamizzazione
d'Europa, perché la ricchezza a Tunisi sarebbe il miglior modo di bloccare
l'emigrazione e arricchire le due sponde. Restano molti problemi. In primo
luogo non si sa se Sarkozy riuscirà davvero nel miracolo di inventarsi quasi da
solo una nuova Ue. Inoltre ci sono le contestazioni contro le "liaisons
dangereuses". L'Unione della Diaspora Libanese in Francia ieri ha
organizzato una manifestazione contro la visita del dittatore siriano. Dura
anche la posizione degli analisti di Middle East Transparent: "Benvenuti
nel gran mercato con la Siria, Hezbollah e Hamas! I nuovi rapporti instaurati
dagli europei formeranno un nuovo equilibrio nella regione, col dominio di
Siria e Iran da un lato, e di Israele dall'altro". Gli altri stati
resterebbero al palo. Il Marocco è un interlocutore privilegiato. Tangeri è la
capitale del dialogo intermediterraneo. Qui Sarkozy ha tenuto ? l'ottobre
scorso - un discorso rimasto nel cuore dei marocchini. Tangeri è sede di una
zona franca (Tanger free zone), dove quasi 400 aziende utilizzano mano d'opera
locale, con poca burocrazia e una tassazione esiziale. Il porto di Tangeri ?infine - ha
integrato Genova e Rotterdam. Le navi dall'Oriente arrivano qui, dove i
container sono smistati su navi più piccole verso l'Europa (alternativa in
arrivo a Malta). Vedremo se Sarkozy saprà affrancarsi dal suo vero nemico: il
capitalismo etico, che non sembra una valida alternativa al liberalismo
classico. L'etica predicata funziona soprattutto in favore delle proprie
risorse, ma agisce contro quelle delle nazioni che subiscono questa forma
invasiva di fariseismo.
( da "Opinione, L'" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Lun,
14 Lug 2008 Edizione 144 del 12-07-2008 Intervista a Filippo Callipo/ Una produzione di successo internazionale alla faccia di una burocrazia asfissiante di Silvia Sitari
Quando parla della sua terra, la Calabria, Filippo Callipo lo fa con passione
ma non per questo è meno obiettivo nel valutarne pregi e difetti. Vorrebbe che,
aumentando la capacità di "fare impresa", i giovani calabresi
avessero la possibilità di rimanere a lavorare nel proprio territorio.
Di delocalizzazione, non ne vuole proprio sentire parlare. Ma a sua azienda
vanta una serie di certificazioni sulla qualità dei propri prodotti ed è
autorizzata dalla Food & Drug Administration ad esportare negli Stati
Uniti. La produzione annua della Callipo è di circa 6.500 tonnellate. Lo stabilimento
di Maierato, nel Vibonese, è di 34 mila metri quadrati ed è dotato di impianti
e di tecnologie molto avanzate. Dei 200 dipendenti più della metà sono donne.
Ci racconta come è nata la sua azienda? L'azienda è stata fondata da mio
bisnonno Giacinto Callipo, nel 1913, per conservare quella quantità di tonno
che avanzava dalla vendita diretta nel mercato locale e che sarebbe andato
perso. In quegli anni la pesca del tonno era abbondante nella zona di Lamezia
Terme e nelle tonnare di Pizzo Calabro e, non essendoci vie di comunicazione si
rischiava che tutto quel pesce andasse buttato per cui si pensò di passare
dalla conservazione sotto sale a quella sott'olio in scatole da dieci o venti
chili chiuse con saldatura manuale. Da lì inizia la nostra storia che portò
avanti mio nonno, mio padre e, da un certo periodo a questa parte, io. In che
modo suo padre le ha "passato il testimone"? Ero ancora giovanissimo,
era il 1962, e con l'avvento dell'Iva mio padre mi disse: "Con l'Ige
(Imposta Generale sull'Entrata, n.d.r.) me la sono vista io, adesso con l'Iva,
te la devi vedere tu". E mi "mollò" tutto quello che riguardava
l'amministrazione, sebbene continuasse a rimanere ancora in azienda. Fino a che
non è mancato, si è continuato ad interessare di tutta la parte legata alla
produzione mentre quella logistica, amministrativa e finanziaria l'aveva
passata a me. Quali valori le ha trasferito? Sono cresciuto dentro l'azienda ed
il mio svago, fin da piccolo, era girare nello stabilimento. Qui, sono
cresciuto anche accanto a mio nonno che è stato con me fino all'età di 92 anni
e del quale ero il bastone della vecchiaia. Ho appreso, prima da lui e poi da
mio padre, il modo di comportarsi che loro avevano: trasparenza, sincerità e
massimo rispetto verso il prossimo. E per prossimo si intende il cliente, il
fornitore ma soprattutto chi lavora dentro l'azienda: collaboratori, operai ed
impiegati. E questa è una cosa che mi è servita molto perché oggi, essendo
circa 200 persone, nonostante il numero, ci possiamo definire una grande
famiglia perché c'è un rapporto abbastanza affettuoso con tutti. Quali sono
vantaggi e svantaggi nel fare l'imprenditore in una regione come la Calabria?
Un vantaggio è sicuramente quello di vivere in un territorio ancora sano, e
meraviglioso. Lo svantaggio è quello di essere localizzati in fondo allo
stivale, dunque lontano da chi fornisce i macchinari, dai servizi e dai
mercati. Con internet e i nuovi sistemi tecnologici questo problema è stato un
po' superato ma, comunque, la Calabria è sempre una regione povera, e non solo
economicamente, in cui c'è una burocrazia asfissiante
che non ti aiuta anzi, se ti può ostacolare lo fa con impegno. Per non parlare
del sistema bancario che ti aiuta poco o niente, che ti fa pagare molto i
servizi. E dove il sistema del credito, malgrado la Regione eroghi dei fidi
attraverso la Fincalabra, non è decollato ma, anzi, è gestito con molte
difficoltà. Ma questo non è un problema solo mio, è di tutti gli imprenditori
calabresi. Per non parlare, poi, di quello che ormai sanno tutti: della
|I|n'drangheta|/I|, del pizzo che devono pagare alcuni imprenditori. Manca
certamente un vero controllo del territorio, e c'è poca presenza delle forze
dell'ordine. E la magistratura funziona dieci volte peggio di come funziona al
nord. E questo si verifica non per la scarsa qualità degli uomini ma per la
mancanza di quei "mezzi base" che servono per lavorare come locali,
computer, cartelle. Anche da questo deriva il grande disagio di fare impresa in
Calabria. Qual è la prima cosa che vorrebbe da un Governo? Da un Governo
centrale vorrei ordine e legalità. Questa è la primissima cosa da re-instaurare
in tutto il Paese, ma specialmente in Calabria. Perché solo attraverso queste
due cose si può creare sviluppo, si può evitare che i nostri giovani lascino la
regione per cercare lavoro, e si può ripristinare la tranquillità non solo
nelle aziende ma anche nelle famiglie. Dal Governo locale, invece, vorrei che
venisse fatta una programmazione, vorrei sapere dove si vuole portare questa
nostra Regione da qui a due anni, a cinque e a dieci per poter lavorare in
questo senso. Noi, come imprenditori, non abbiamo un interlocutore perché la
politica e il Governo calabrese è arroccato nel suo castello e non dialoga né
con le persone, né tantomeno con le imprese. Non conosce i bisogni ai quali,
come Istituzione, potrebbe provvedere. Ma c'è anche un'altra cosa che vorrei
dal Governo locale: una sanità che funzioni, e che impedisca così che i
calabresi, per farsi curare, debbano andare altrove. Cosa invidia di più agli
imprenditori europei che operano nel suo stesso settore? Sicuramente
l'efficienza. Per quello che so gli uffici pubblici e la burocrazia
degli altri Paesi sono più responsabili e più efficienti. E, il paragone con la
Calabria... Quando sarà il momento giusto, come "lascerà il
testimone" ai suoi figli? Avendo ben sviluppato l'azienda, spero di
lasciare il testimone a entrambi i miei figli che in base alle loro
inclinazioni, possano portare avanti quanto è stato fatto finora. Quello che
cercherò di trasferire loro, saranno quei principi che hanno decretato il
successo della Callipo: il rispetto del prossimo e, soprattutto, una grande
considerazione per il patrimonio umano dell'azienda: vedete, si possono avere
macchinari e tecnologie modernissime, ma se a manovrarle non ci sono persone
che condividono la filosofia, e le regole dell'azienda, nessuna attività può
progredire ed avere successo.
( da "Denaro, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania
regione Turismo, via al ddl Velardi: spazio ai privati Lo aveva annunciato
nell'intervista rilasciata ieri al Denaro ed è stato di parola. Mentre il
Consiglio regionale si ribella, difendendo il lavoro svolto in commissione sul
Ddl di Lello, l'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi fa approvare in
Giunta il suo nuovo testo. " In realtà ci tiene a precisare l'ex spin
doctor di Massimo D'Alema si tratta solo di modifiche e di un'integrazione al
provvedimento dell'ex assessore, che non abbiamo neppure revocato. Diverse le
novità del ddl, a partire dal maggiore coinvolgimento dei privati e
dall'istituzione di uno sportello unico (Sut) per sveltire le procedure per
l'avviamento di nuove imprese turistiche. Si punta, inoltre, alla promozione di
nuove strutture ricettive, per lo più residenze alberghiere d'epoca, sul
modello spagnolo e portoghese dei "Paradores" e delle
"Pousadas". Antonella Autero Concepire il sistema turistico regionale
come sistema di imprese; semplificare la governance del sistema attraverso la
riduzione del ruolo della politica e della burocrazia; dare qualità al turismo
campano migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta. Tre le
idee guida alla base del ddl firmato Claudio Velardi, che ieri ha avuto il via
libera della Giunta regionale. Per affrontare le sfide di un mercato turistico
globale e competitivo, il progetto prevede il massimo coinvolgimento e
protagonismo dei privati: le imprese turistiche sono considerate come il
motore dell'economia turistica campana. Il ruolo dell'imprenditoria, dice
Velardi, è rafforzato attraverso interventi che premiano la qualità e
l'nnovazione. Si istituisce, inoltre, uno sportello unico (Sut), per sveltire
le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche. Si punta poi alla
promozione di nuove strutture ricettive (residenze alberghiere d'epoca, sul
modello spagnolo e portoghese dei "Paradores" e delle "Pousadas").
La governance del turismo è attuata attraverso il trasferimento di competenze e
funzioni agli Enti locali e la semplificazione delle procedure amministrative.
Si vara l'Agenzia regionale del turismo (Art), che sostituisce gli enti
provinciali per il turismo (Ept) e le Aziende Autonome (Aacst). Un'unica
struttura, con a capo un manager con pieni poteri gestionali, "e senza
pletorici e costosi Consigli di amministrazione", precisa l'assessore.
Nascono i "Sistemi turistici locali" (Stl), chiamati a svolgere
attività di promozione e commercializzazione dei prodotti turistici di aree
territoriali omogenee, composti da soggetti pubblici e privati, con la
maggioranza riservata ai partner privati. Sul territorio i servizi di
Informazione e accoglienza turistica (Iat) accolgono i turisti fornendo loro
informazioni su mobilità, prenotazioni, disponibilità ricettiva e di
ristorazione. La qualità del sistema turistico regionale viene assicurata,
anche, dalla creazione di un marchio di qualità regionale, dal monitoraggio dei
servizi offerti dalle strutture ricettive, dalla liberalizzazione delle
professioni turistiche (guide turistiche ed accompagnatori): tutte misure
previste per garantire la migliore accoglienza, l'assistenza e la tutela dei
turisti. Per la prima volta, infine, viene espressamente riconosciuta nel
progetto la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale della regione.
"Si tratta solo di modifiche e di integrazioni al ddl di Lello, che non
abbiamo neppure revocato", precisa Velardi. E a chi gli parla di oltraggio
alle istituzioni, replica: "Nessun oltraggio. Massimo rispetto e adesso si
tornerà al confronto. Anzi, se tutta questa discussione può portare al
raggiungimento dell'obiettivo di una buona legge, sono felice che sia
avvenuta". Il testo approvato in Giunta Le idee guida - Concepire il
sistema turistico regionale come sistema di imprese; - Semplificare la
governance del sistema attraverso la riduzione del ruolo della politica e della
burocrazia; - Dare qualità al turismo campano
migliorando servizi e professionalità, e programmando l'offerta Le novità -
Maggiore coinvolgimento e protagonismo dei privati: le imprese turistiche sono
considerate come il motore dell'economia turistica campana - Sportello unico
(Sut) per sveltire le procedure per l'avviamento di nuove imprese turistiche; -
Promozione di nuove strutture ricettive sul modello spagnolo e portoghese dei
'Paradores' e delle 'Pousadas'. - Trasferimento di competenze e funzioni agli
Enti locali e semplificazione delle procedure amministrative. - Istituzione
dell'Agenzia regionale del turismo (Art), che sostituisce gli enti provinciali
per il turismo (Ept) e le Aziende Autonome (Accts). Un'unica struttura, con a
capo un manager con pieni poteri gestionali; - Nascita dei Sistemi turistici
locali (Stl), chiamati a svolgere attività di promozione e commercializzazione
dei prodotti turistici di aree territoriali omogenee; - Istituzione sul
territorio dei servizi di Informazione e accoglienza turistica (Iat) - -
Creazione di un marchio di qualità regionale - Monitoraggio dei servizi offerti
dalle strutture ricettive - Liberalizzazione delle professioni turistiche
(guide turistiche ed accompagnatori) del 12-07-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura
& Ricerca Una campagna-guida per superare la burocrazia Produrre energia
"pulita" da una parte e risparmiarne quanta più possibile dall'altra,
dato il panorama "non rassicurante" di progressivo e veloce
esaurimento delle risorse energetiche disponibili in natura. Ecco , allora, che
scatta la campagna di sensibilizzazione che vede collaborare l'Apat,
l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi tecnici e Renael, la
Rete nazionale delle Agenzie energetiche locali. La campagna persegue due
obiettivi, uno di sensibilizzazione ed una di "guida" all'effettiva
messa in opera di buone pratiche. Infatti, da una parte, mira a sensibilizzazione
all'utilizzo di tecnologie pulite e ad alto rispetto ambientale. Mentre,
dall'altra, intende orientare all'uso efficiente e razionale dell'energia, nel
tentativo di incidere in modo significativo sulla sensibilità, e quindi sui
successivi comportamenti pratici, di diversi tipi di pubblico di riferimento.
Anche di questo si è parlato, dunque, durante il convegno che ha visto la
partecipazione, tra gli altri, di Filippo De Rossi, Energy Manager della
Regione Campania, di Gennaro Nasti, assessore all'Ambiente del Comune di
Napoli, Angelo Paladino, presidente Renael, Michele Macaluso, direttore Anea,
Giovanni Lettieri, presidente Unione Industriali di Napoli e Maria Rosaria
Donesi, direttore Area Gestione Tributi dell'Agenzia delle Dogane della
Direzione regionale per la Calabria e la Campania. del 12-07-2008 num.
( da "Redattore sociale" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
VOLONTARIATO
12.5014/07/2008 Valutazione e bilancio d'esercizio: il Csvnet punta sulla
trasparenza Il Coordinamento dei Centri di servizio per il volontariato è
impegnato in queste settimane in un percorso di formazione per i Csv in base
alle linee guida redatte insieme all'Irs ROMA ? Il CSVnet, il Coordinamento
nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, è impegnato in queste
settimane in un percorso di formazione e di accompagnamento per i Centri di
Servizio che ha lo scopo di promuovere le pratiche di rendicontazione e di
trasparenza presso i Csv e le organizzazioni di volontariato. In questi giorni
ha licenziato le "Linee guida sulla valutazione dei Csv", frutto di
una intensa collaborazione con l'Irs, l'Istituto di Ricerca Sociale guidato da
Emanuele Ranci Ortigosa. Approvate in prima bozza lo scorso anno e già
sottoposte alla sperimentazione di otto Csv, le Linee Guida hanno lo scopo di
valutare, su basi scientifiche e condivise, l'efficienza e la ricaduta sul
territorio di riferimento delle attività e dei servizi dei Csv. La versione
definitiva sarà approvata dall'assemblea nazionale di CSVnet del prossimo
autunno (3/5 ottobre a Grado) e quindi messa a disposizione di tutti i Csv,
dell'intero mondo del volontariato e dei loro interlocutori istituzionali.
Nella direzione della trasparenza è anche l'adozione di pratiche di
rendicontazione adeguate alle organizzazioni di volontariato. Per questo CSVnet
sta sostenendo i Csv nella sperimentazione e nell'aggiornamento delle linee
guida per la redazione dei propri bilanci, dopo aver adottato come base di
partenza le "Linee guida per la redazione del bilancio di esercizio degli
enti non profit", realizzate dall'Agenzia per le Onlus. Uno strumento
utile perché aiuta a rendere conto delle proprie attività non solo al mondo del
volontariato, proprietario e utilizzatore dei Csv, ma anche alle fondazioni di
origine bancaria che li finanziano e alle istituzioni. Uno strumento che si
affianca alle linee guida per il bilancio sociale dei Csv, oggi utilizzate dal
70% di essi. "Si tratta di strumenti fondamentali per misurare e valutare
la propria attività, non in maniera autoreferenziale, ma con percorsi precisi
che qualificano chi li compie e comunicano informazioni precise agli interlocutori.
La scelta di CSVnet è stata quella di non fare improvvisazione, percorsi autodidattici o burocrazia, ma di rivolgersi alle competenze scientifiche e tecniche
esistenti e di costruire con loro percorsi e strumenti da sperimentare e
mettere a disposizione dell'intera rete dei Csv. Un segno concreto sulla strada
dell'efficacia e dell'efficienza, fondamentali quando si utilizzano i soldi di
tutti e quando si lavora per il volontariato". Entrambe le linee
guida (valutazione e rendicontazione) sono disponibili on line sul sito di
CSVnet: www.csvnet.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
di Cagliari Pagina 1009 Il caso. Non si può ottenere un lavoro senza il via di
una commissione, che spesso arriva dopo un anno Quando la burocrazia
è nemica dei disabili Il caso.. Non si può ottenere un lavoro senza il via di una
commissione, che spesso arriva dopo un anno --> Carlo Lecca ha 20 anni ed è
affetto da una grave forma di disabilità mentale. L'handicap non gli ha
tuttavia impedito di frequentare la scuola turistico-alberghiera e di coronare
il sogno di diventare cuoco. Una volta conseguito il diploma, però, il giovale
si è scontrato contro il muro della burocrazia: una
selva di leggi e regolamenti che inizialmente hanno frustrato il suo desiderio
di lavorare. Di recente, grazie al supporto del padre Chicco (operatore
televisivo freelance), Carlo è stato assunto come aiuto-cuoco all'hotel Setar e
inizierà finalmente a lavorare con un contratto stagionale. Peccato che la sua
sia un'eccezione più unica che rara nel panorama dell'inserimento al lavoro dei
disabili. Se è vero infatti che Carlo ce l'ha fatta, molti altri si sono dovuti
arrendere ad una realtà amara che vede di fatto impedito ai disabili l'accesso
al lavoro. "Se Carlo sta per intraprendere l'agognata carriera di cuoco -
sottolinea con fierezza il padre - non è certo merito degli enti preposti ad
aiutarlo. Per sistemare mio figlio ho dovuto fare tutto da solo: ho lottato
contro la burocrazia e contro l'insensibilità di
tutti, incluse le istituzioni. E sono riuscito nell'intento solo grazie alle
mie conoscenze personali". Raggiunto l'accordo con i titolari del Setar,
il genitore ha scoperto che serviva un'autorizzazione da parte del Centro
servizi lavoro della Provincia. Un nulla osta difficile da ottenere, che nel
migliore dei casi viene rilasciato dopo 6 mesi. Tempi biblici, assurdi, che
avrebbero impedito a Carlo di lavorare da subito. La situazione invece si è
sbloccata in 20 giorni grazie all'interessamento speciale di un operatore del
Csl di Quartu, Stefano La Porta, a sua volta affetto da spasticismo. "Quando
a chiedere un lavoro è un disabile grave - spiega La Porta - il caso dev'essere
esaminato da un comitato provinciale che richiede ulteriori accertamenti alla
Asl. L'iter è lungo e può concludersi anche dopo un anno". Il risultato è
che la maggior parte dei richiedenti getta la spugna nonostante esista una
legge nazionale, la 68 del '99, che al contrario dovrebbe favorire
l'inserimento degli svantaggiati. "In Sardegna questa legge è disapplicata
- sostiene La Porta - perché mancano gli strumenti operativi per attuarla e non
funzionano organi fondamentali come il Comitato regionale per l'inserimento dei
disabili". I dati parlano chiaro: su 600 disabili iscritti ai Csl di
Cagliari solo 13 hanno trovato lavoro negli ultimi tre anni. "La legge
impone alle aziende con almeno 15 dipendenti di assumere un disabile ma gli
imprenditori preferiscono pagare le multe (peraltro irrisorie) piuttosto che
assumere personale considerato improduttivo". PAOLO LOCHE.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANT'ANGELO
Riparte il progetto per il campo sportivo MICHELE VESPASIANO Sant'Angelo dei
Lombardi. Verrà mai costruito il campo sportivo di Sant'Angelo dei Lombardi?
L'interrogativo se lo pongono in tanti nel comune altirpino, dove la
disillusione per non poter utilizzare la struttura sportiva dura ormai da molti
anni. In effetti è da oltre un decennio che la la costruzione del nuovo campo
sportivo è nell'agenda delle varie amministrazioni comunali che si sono
succedute a Sant'Angelo e che al di là dei loro buoni propositi si sono viste
costrette ogni volta a fare i conti con difficoltà che impedivano la prosecuzione
dei lavori e la loro ultimazione. A misurarsi con questi problemi ci sta
provando ora anche l'attuale amministrazione guidata dal sindaco Michele Forte.
L'assessore allo sport, Angelo Competiello, ha messo intorno al tavolo di
lavoro le varie figure di tecnici e progettisti coinvolti nell'iniziativa. Con
loro, oltre che con i funzionari dei vari assessorati della Regione Campania,
del Coni e della Fgci, Competiello sta cercando di riordinare le carte, le
autorizzazioni, le licenze, nel tentativo di smuovere la
macchina della burocrazia e
di recuperare tempo e finanziamenti che si sono ridotti all'osso. Infatti, alla
beffa di non vedere realizzata l'opera, i santangiolesi hanno dovuto assistere
negli anni anche al danno di un finanziamento che mese dopo mese è andato
assottigliandosi; cosa che ha costretto i progettisti a tagliare buona
parte delle tribune, la pista di atletica, l'impianto di illuminazione notturna
e la sistemazione esterna dell'area di via Boschetto, dove oggi è visibile solo
un terreno invaso da erbacce e sterpaglie piuttosto che un rettangolo di gioco.
( da "Velino.it, Il" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono
inserite. CRO - Roma, Garante: dimenticato in cella nigeriano che chiese
espulsione Roma, 14 lug (Velino) - “Mentre il nuovo governo vara misure
rigorose sulle espulsioni degli stranieri irregolari, un detenuto nigeriano
chiede e ottiene di essere espulso, ma da più di cinque mesi attende invano che
il provvedimento diventi esecutivo”. A rendere nota la singolare vicenda del
38enne Samuel Oguike è Angiolo Marroni, garante regionale dei diritti dei
detenuti del Lazio. “L'uomo, arrestato nel 2006 per reati connessi alla droga,
è stato condannato a tre anni di carcere e rinchiuso nel penitenziario di
Civitavecchia. Nel novembre 2007 dal carcere Samuel ha presentato, di sua
spontanea volontà, istanza di espulsione in Nigeria accolta nel febbraio 2008 –
spiega Marroni –. Da allora l'uomo è in vana attesa che il provvedimento
diventi esecutivo. Anzi, nel frattempo è stato trasferito da Civitavecchia a San
Severo, in provincia di Foggia, dove il Dap (Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria, ndr) ha subito provveduto a segnalare il suo caso all'Ufficio
stranieri della locale questura”. Secondo il garante la vicenda di Samuel “è lo
specchio di come vanno le cose in Italia: mentre si invoca un maggior rigore
nelle espulsioni e ci si preoccupa per il crescente sovraffollamento delle
carceri, un uomo che chiede e ottiene di sua spontanea
volontà di essere espulso viene dimenticato in carcere dalla burocrazia. è l'ennesima riprova –
conclude Marroni – su questo come su molti altri aspetti che riguardano il
mondo penitenziario: a non funzionare non sono le leggi, ma l'organizzazione
che dovrebbe applicarle”. (com/fan) 14 lug 2008 13:34.
( da "Redattore sociale" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARCERI
14.5814/07/2008 Marroni: ''Detenuto nigeriano attende da mesi l'espulsione''
Roma - Mentre il nuovo governo vara misure rigorose sulle espulsioni degli
stranieri irregolari, un detenuto nigeriano chiede e ottiene di essere espulso,
ma da piu' di cinque mesi attende invano che il provvedimento diventi
esecutivo. Protagonista della singolare vicenda, denunciata dal Garante
regionale dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, il 38enne Samuel
Oguike. A quanto appreso dal Garante l'uomo, arrestato nel 2006 per reati
connessi alla droga, e' stato condannato a tre anni di carcere e rinchiuso nel
penitenziario di Civitavecchia. Nel novembre 2007 dal carcere Samuel ha
presentato, di sua spontanea volonta', istanza di espulsione in Nigeria accolta
nel febbraio 2008. Da allora l'uomo e' in vana attesa che il provvedimento
diventi esecutivo. Anzi, nel frattempo e' stato trasferito da Civitavecchia a
San Severo (Fg), dove il Dap ha subito provveduto a segnalare il suo caso
all'Ufficio stranieri della locale questura. "La vicenda di Samuel e' lo
specchio di come vanno le cose in Italia- ha detto il Garante dei detenuti,
Angiolo Marroni- Mentre si invoca un maggior rigore nelle espulsioni e ci si
preoccupa per il crescente sovraffollamento delle carceri, un
uomo che chiede ed ottiene di sua spontanea volonta' di essere espulso viene
dimenticato in carcere dalla burocrazia. E' l'ennesima riprova, su questo come su molti altri aspetti
che riguardano il mondo penitenziario, che a non funzionare non sono le leggi,
ma l'organizzazione che dovrebbe applicarle". (DIRE).
( da "Redattore sociale" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMMIGRAZIONE
15.2414/07/2008 Espulso, ma da 5 mesi aspetta in cella La storia del nigeriano
Oguike, arrestato per reati connessi alla droga e condannato a 3 anni. Nel 2008
accolta la sua richiesta di espulsione, mai divenuta esecutiva. La denuncia del
Garante: ''Dimenticato dalla burocrazia'' Roma - Il Garante dei detenuti del Lazio è intervenuto per
denunciare la vicenda di un detenuto nigeriano che chiede ed ottiene di essere
espulso, ma da più di cinque mesi attende invano che il provvedimento diventi
esecutivo. "Mentre da più parti si continua ad invocare un maggior rigore
nelle espulsioni" dice il garante Angiolo Marroni "e ci si
preoccupa per il crescente sovraffollamento delle carceri, un uomo che chiede
ed ottiene di sua spontanea volontà di essere espulso viene dimenticato in
carcere dalla burocrazia". Il 38enne Samuel
Oguike. arrestato nel 2006 per reati connessi alla droga, è stato condannato a
tre anni di carcere e rinchiuso nel penitenziario di Civitavecchia; nel 2008 è
stata accolta la sua richiesta di espulsione e, da allora, l'uomo attende che
diventi esecutiva. Nel frattempo è stato trasferito da Civitavecchia a San
Severo (Fg), dove il Dapha ha subito provveduto a segnalare il suo caso
all"Ufficio stranieri della locale questura. Un uomo che chiede ed ottiene
di sua spontanea volontà di essere espulso viene dimenticato in carcere dalla burocrazia. "E' l'ennesima riprova, su questo come su
molti altri aspetti che riguardano il mondo penitenziario, che a non funzionare
non sono le leggi, ma l'organizzazione che dovrebbe applicarle" dice
Marroni.
( da "Virgilio Notizie" del 14-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi
bilanci ingessati anche in università postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Varese, 14 lug. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Maria
Stella Gelmini, ritiene che i tagli di personale nel mondo dell'istruzione, in
particolare gli 87mila insegnanti della scuola a rischio, "possano essere
una opportunità per rivedere il sistema e per introdurre
meno burocrazia, più
semplificazione e soprattutto spazio al merito". Così il ministro a
margine della celebrazione del decennale dell'Università dell'Insubria.
"Oggi il bilancio della scuola e dell'università - ha detto il ministro -
è ingessato e bisogna recuperare risorse per premiare il merito e dare chance a
chi lavora di più e meglio". Tornando ai tagli nella scuola, il
ministro ha spiegato che "la Finanziaria risponde a un patto fatto con gli
elettori: meno debito e meno spesa pubblica. Tutti i ministri hanno fatto
grandissimi sacrifici per raggiungere questo risultato. Voglio precisare che la
ricerca non è stata tagliata, nemmeno negli enti di ricerca con meno di 50
addetti. Sull'università non si è applicato il taglio lineare sul fondo di
finanziamento ordinario. Si sono chiesti sacrifici anche al mondo accademico e
al mondo della scuola".
( da "Citta' di Salerno, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Crollano
produzione e occupazione."Il momento più difficile degli ultimi anni"
" "La crisi del manifatturiero, le difficoltá congiunturali
dell'agroalimentare e di altri settori strategici come il
gomma-plastico-chimico, sono l'indizio della più assoluta latitanza di un
progetto industriale per la provincia di Salerno. Manca la visione del futuro
economico e produttivo del nostro territorio". E' questa l'analisi dal
presidente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi, sui dati della
congiuntura economica salernitana. " La "indagine previsionale del
sistema economico e produttivo salernitano", realizzata da Confindustria
in collaborazione con il Dipartimento di scienze economiche e statistiche
dell'Universitá di Salerno, è stata presentata ieri mattina nella sede degli
industriali salernitani. L'immagine che restituisce è quella di un'economia in
grave difficoltá, soffocata da una fase di stallo prolungato che alimenta una
forte preoccupazione per il secondo semestre del 2008. Secondo lo studio,
l'economia salernitana è "nel momento di massima criticitá da due anni a
questa parte". La constatazione che i settori in maggiore difficoltá sono
quelli delll'alimentare, della gomma-plastica, della chimica e del
metalmeccanico, nonché la presa di coscienza che il maggior risultato possibile
in questo momento è il mantenimento delle posizioni, sono lo specchio della
grave crisi in cui versa il sistema produttivo salernitano. Uno scenario che
viene associato all'immagine della tartaruga marina, capace di entrare in apnee
molto lunghe, ma che forse sarebbe meglio paragonare ad un bradipo: uno
scenario infinitamente lento nell'evolvere al meglio, con
un sistema imprenditoriale impelagato nelle sabbie mobili della burocrazia e inoltre lento
nell'innovarsi al suo interno per fronteggiare le nuove sfide del mercato
globale. " Dal primo semestre 2007 al secondo 2008 sono scesi i numeri di
componenti fondamentali come la produzione, il fatturato, gli ordinativi,
l'occupazione, le esportazioni. Tuttavia il presidente Gallozzi ha
invitato "ad evitare questa sorta di malinconia sociale per cui si arretra
sempre e non si potrá mai andare avanti. Nel nostro territorio si parla poco di
industria in senso generale - ha affermato - La vicenda Ideal Clima è una
sciagura sociale, ma è anche la manifestazione di nodi che vengono al pettine.
Io vorrei che le istituzioni discutessero tutti i giorni di una politica di
sviluppo industriale. Non accettando, per forma mentis, che la situazione così
è e così deve restare, credo che bisogna ripartire da zero attuando una forte
azione di marketing territoriale".L'idea è di creare una Agenzia locale
per lo sviluppo, che "identifichi i fattori positivi del nostro territorio
e li presenti in quelle aree dove sono possibili investitori esterni ".
Massimiliano Santoro.
( da "Citta' di Salerno, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore
Pucci duro: purtroppo paghiamo per gravi responsabilitá di altri enti
Spazzatura, ora l'emergenza è l'umido " L'umido resta ancora in cittá.
Nessun sito di compostaggio ha dato il via libera per sversare i rifiuti
deperibili accumulati da diversi giorni nei siti di stoccaggio nocerini.
L'assessore all'ambiente Luca Pucci ha ormai una linea diretta con il
Commissariato di Governo, ma per ora nessuna buona notizia arriva da Napoli.
"Stiamo ancora attendendo - ha dichiarato - che ci diano il via libera per
lo sversamento dell'umido". " "Per ora lo stiamo trattenendo nei
siti, ma non è più possibile". Si è davvero sulla soglia della crisi e in
cittá il problema va acuendosi. Infatti, se per l'indifferenziato non ci sono
problemi, i bidoncini rossi invece traboccano. In tante strade ci sono
sacchetti riversati sui marciapiedi e per lo più maleodoranti. Segnalazioni più
insistenti arrivano dalla zona di Piedimonte, ma anche da via San Pietro.
" I residenti chiedono soprattutto il lavaggio dei bidoncini, che a loro
dire non avviene da tempo. "Risposte potrebbero arrivare solo dal Veneto -
ha spiegato l'assessore Pucci - perché Sicilia, Abruzzo e Molise hanno chiuso
le porte. La spiegazione è che gli impianti sono in manutenzione o che non
riescono ad accogliere quantitá come quelle nocerine". Nessun problema
però sulla qualitá dei rifiuti. " "Il no - precisa - non è dettato
dalla cattiva differenziazione, ma da problemi tecnici". Stallo anche in
merito alla proposta di realizzazione di un impianto di compost sul territorio
cittadino: "La Regione è lenta, anzi è ferma. Tra programmazione e realizzazione
passa troppo tempo, c'è poco concretezza. La burocrazia è inversamente proporzionale alle reali necessitá del
territorio". " Pucci critica anche l'operato del Commissariato
"che si fossilizza su termovalorizzatori, discariche e rifiuti napoletani.
Anche qui ci sono lentezze enormi, al posto di dare risposte a chi fa la
differenziata, si pensa troppo a risolvere i problemi di chi non ha mai fatto
una seria politica ambientale. In questo modo si tengono in piedi due
problemi, provassero a risolverne uno, il più semplice: lo smaltimento
dell'umido". " In periferia crescono le aree caratterizzate da
rifiuti abusivi. Nel fine settimana è spuntata una discarica non autorizzata
lungo via Urbano VI. Salvatore D'Angelo.
( da "Corriere delle Alpi" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
diesse Mazzonetto è sulle tracce dell'attaccante Junior D'Incao CALCIO
ECCELLENZA FELTRE. Questo cognome non mi è nuovo... Nell'agendina del nuovo
direttore sportivo della Feltrese, Rinaldo Mazzonetto, c'è anche un attaccante
italobrasiliano dalle trasparenti origini bellunesi: Junior D'Incao ha giocato
nell'Eccellenza bresciana con il Sirmione e viene descritto come un ottimo
giocatore. Buon fisico, fondamentale fiuto del gol e la possibilità di essere
utilizzato anche da trequartista: i chilometri di distanza non dovrebbero
essere un problema per chi arriva dal Sudamerica. Non è obiettivamente la
primissima scelta, ma una buona opportunità. Se non dovesse finire bene la
trattativa con un altro giocatore più vicino e già incontrato di persona
venerdì. Già in giornata, potrebbe avere una risposta definitiva, positiva o
negativa che sia: "C'è anche questa possibilità - ammette Mazzonetto -
posto che conto sempre di concludere con l'altro. Questo D'Incao ha delle buone
referenze e, tra l'altro, si tratta di un italobrasiliano, per cui non ci
dovrebbero essere troppi problemi di tesseramento". I
tempi della burocrazia
calcistica, come si sa. Un bomber italiano. Quello già visto può essere Vuk
Cvetkovic, l'ex Montebelluna e Trento: "Non posso dire altro, perché sennò
c'è il rischio che la trattativa salti e non è il caso, per un po' di pazienza
in più. Sicuramente stiamo discutendo di un giocatore che ha fatto molto
bene in serie D, ma probabilmente è italiano. Già in giornata, potrei essere
nelle condizioni di rivelerlo ufficialmente". L'addio di Gheller. In
queste ore, Fabio Gheller dovrebbe comunicare la sua decisione definitiva.
Rimango a Feltre, oppure vado al Canove, una squadra vicentina di Prima
categoria, più vicina all'altopiano di Asiago e, quindi a casa mia? Durante il
mercato, non gli sono mancate le offerte: a un certo punto, si era fatta avanti
anche l'Ardita Moriago, che però si è ritirata, di fronte alle incertezze del
giocatore: "E' chiaro che, se Gheller decide di andare via, prenderemo un
altro giocatore. Noi non tratteniamo nessuno, questo sia chiaro. Abbiamo
lasciato partire anche Pilotti per il Rugby Feltre, perché vogliamo avere in
rosa dei giocatori motivati. A tutti i possibili rinforzi che contatto propongo
rapporti di durata biennale, perché entro l'anno del centenario vogliamo fare
qualcosa d'importante. Lo vuole la società e ovviamente lo vogliamo anch'io e
il mister Enrico Franco". (g.s.).
( da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli imprenditori
guardano alle elezioni: più competenza e meno appartenenza politica Vescovi:
"Chiediamo un governo capace" I grandi nodi irrisolti: viabilità e
termovalorizzatore. Per le centrali più spazio ai privati Confindustria approva
la politica energetica della Provincia, ma chiede maggior decisione
nell'utilizzare le risorse idriche con la revisione urgente del Piano per lo
sfruttamento delle acque VEZZANO. Un'autonomia di "prima classe":
aperta al confronto internazionale, alleggerita dalle rigidità burocratiche,
accelerata nelle decisioni. Questo chiede Ilaria Vescovi alla politica
trentina. E da chi la governerà nei prossimi cinque anni si aspetta capacità di
prendere decisioni, sopratutto quelle necessarie, magari anche impopolari:
"Conta la competenza, che non è né di destra, né di sinistra, non
l'appartenenza politica". Non governi amici, ma governi capaci. E' il
messaggio lanciato dalla presidente di Confindustria Trento alla politica che
si prepara alle elezioni di ottobre. E sarà l'energia il terreno sul quale si
misurerà la capacità di governo per l'autonomia, assieme agli investimenti in
formazione ed infrastrutture. Un'assemblea nel cuore della montagna. Lì,
nell'enorme galleria costruita negli anni Cinquanta per la centrale Enel di
Santa Massenza, Ilaria Vescovi ha voluto tenere la sua seconda assemblea da
presidente. Per dire al ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola che
gli industriali trentini condividono le scelte di un governo
che detassa gli straordinari e taglia la burocrazia. E per ricordare al presidente della Provincia Lorenzo Dellai -
a lui o a chi governerà per i prossimi cinque anni - che da Piazza Dante si
attendono decisioni chiare e rapide che sblocchino nodi irrisolti anche da
trent'anni: i collegamenti della Valdastico e della Valsugana, ma anche la
realizzazione del termovalorizzatore, un'Autobrennero "innovativa e
scorrevole", una ricerca meno accademica e più legata alle necessità della
produzione ed un'Università attenta al territorio, ma anche aperta a livello internazionale.
Ma sopratutto - e così di svela la scelta del luogo per le assise - gli
industriali chiedono coraggio nelle prossime scelte di politica energetica. Se
giudicano positiva l'acquisizione delle centrali Edison ed Enel - operazione
che attraverso la pubblico - privata Dolomiti Energia è costata attorno ai 600
milioni di euro - ora si attendono che le loro potenzialità produttive siano
valorizzate al massimo, senza farsi bloccare, in un mondo in piena crisi
energetica, da "malintese tutele di canoisti e pescatori". Esplicito
riferimento al Piano generale delle acque pubbliche che, nell'imporre i livelli
di deflusso minimo delle centrali a salvaguardia di ambiente e turismo,
costerebbe, se applicato, "un taglio di 650 milioni di kWh ed un minor ricavo
di 60 milioni di euro." La richiesta a Piazza Dante è chiara: bene
l'investimento idroelettrico, ma ora non mortificate risorse e strategia
industriale per correre dietro ai consensi di paese e di valle: crisi
energetica e rivoluzione dei mercati globali richiedono "competenze",
appunto, non appartenenze politiche. E perciò - ha elencato Vescovi - via
libera ai rilasci per fare girare le turbine, basta bloccare con "gravi
ostacoli pregiudiziali" la costruzione di centrali ai privati,
semplificare le richieste di autoproduzione energetica delle aziende, dare
spazio al fotovoltaico. E magari ridurre il peso della bolletta energetica che
agli imprenditori italiani, così come a tutte le famiglie, costa il 35% in più
rispetto alla media Ue e ben il 60% in più rispetto alla Francia. Insomma, gli
industriali chiedono una decisa, forte, politica energetica per sostenere lo
sviluppo di quel 26% del Pil provinciale da loro prodotto, accompagnata dalla
rimozione delle pesantezze burocratiche e da nuovi investimenti infrastrutturali.
In questa direzione spira il vento del Paese, ha fatto capire Vescovi, ma
sopratutto è quanto richiede alle imprese quanto alla politica, la serissima ed
imprevedibile rivoluzione dei mercati. Dellai si è sentito sotto pressione? Il
suo saluto, dal tono pacato con qualche accento secco, non lo ha dato a vedere.
Premesso che l'economia provinciale "ha tenuto" e che "di tutto
il Trentino ha bisogno, salvo che di salti nel buio", ha rammentato che lo
per lo "sforzo comune" la sua giunta ha investito in formazione, in
ricerca ed innovazione, ha sostenuto l'industria con robuste commesse pubbliche
e le imprese con il taglio dell'Irap. E quanto ai rilasci si troverà un'intesa,
così come si farà la public company energetica. Ciò che oggi importa, ha
concluso, è che è diventata operativa la new.co delle centrali Enel. Grazie
alla Provincia, naturalmente.
( da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ma
Bressanini frena: "Strada sbagliata, c'è poco uranio" Scajola:
"Subito il nucleare" Il ministro punta anche sull'idroelettrico e
elogia il Trentino "Per vincere la sfida che ci attende solo in questo
modo si può garantire energia su larga scala in modo sicuro con costi contenuti
e nel completo rispetto dell'ambiente" JACOPO TOMASI VEZZANO. Il ministro
allo sviluppo economico, Claudio Scajola, scende dall'auto blu poco dopo le 17.
Brilla il lago di Santa Massenza. "Bellissimo questo paesaggio",
ripete più volte il ministro accolto dall'azzurro Giacomo Santini e dai vertici
degli industriali trentini. Poi tocca subito uno degli argomenti più attuali
raccogliendo l'assist che la centrale idroelettrica, location scelta da Confindustria
per l'assemblea 2008, gli offre. "L'energia idroelettrica contribuisce in
modo significativo al sistema energetico del paese e il Trentino in questo
senso dà un contributo importante (circa il 10% del fabbisogno, ndr)".
Spiega ad un gruppo di giornalisti. E rilancia. "L'idroelettrico dovrebbe
essere sfruttato di più e per questo dovremo puntare maggiormente sulle molte
mini-centrali presenti sul territorio". Poi viene invitato a salire su una
Panda 4x4 a idrogeno che lo porta all'interno della centrale dove viene accolto
con un lungo applauso dal popolo degli industriali trentini. Il clima è
positivo e così la presidente Ilaria Vescovi lascia subito la parola al
ministro che alle 19 dovrà decollare da Bolzano per partecipare alle 20 ad
un'"importante riunione a Roma prima che in Parlamento si voti il piano
triennale", spiega. Il clima è positivo, si diceva. E così Scajola
affronta subito l'argomento che più gli sta a a cuore: il ritorno al nucleare.
"La crescita del paese - sottolinea - non la si consegue senza affrontare
l'emergenza energetica. I continui picchi del prezzo del petrolio sono motivo
di seria preoccupazione perché incidono sulla nostra competitività e per questo
bisogna prendere delle decisioni per cambiare strada e ognuno deve prendersi la
sua responsabilità". Ecco i primi applausi. "Bisogna puntare sul
carbone pulito, sulle fonti rinnovabili e sul nucleare". La platea
gradisce: applausi ancora più convinti. Il ministro affonda il colpo.
"Solo col ritorno al nucleare si può garantire energia su larga scala in
modo sicuro con costi competitivi e nel completo rispetto dell'ambiente".
In Italia la strada del nucleare si bloccò alla fine degli anni Ottanta
sull'onda di Chernobyl. "Non bisogna più ripetere gli errori del passato",
spiega Scajola. "Con la chiusura delle centrali nucleari si sono persi 60
miliardi di euro, è giunto il momento di fare delle scelte. è importante che su
un argomento così significativo ci sia condivisione e per questo ci
confronteremo con parti sociali ed esperti scientifici, ma oramai non si può
aspettare". Anche perché, se dovesse filare tutto liscio e si posasse
domani il primo mattone, una centrale nucleare sarebbe pronta tra almeno sette
anni. Insomma, il tempo stringe ed il ministro Scajola lo sa. Ma la ricetta per
un rilancio del sistema energetico nazionale non finisce qui. L'Italia - che
dipende dall'importazione per ogni tipo di risorsa energetica - deve puntare
sull'innovazione. "Servono rigassificatori, siti di stoccaggio del gas,
termovalorizzatori, nuove reti di trasporto, interconnessioni con altri
paesi", continua Scajola, che si complimenta con il Trentino "per il
lavoro fatto su termovalorizzazione e teleriscaldamento". Dice che
"non bisogna fermarsi di fronte ai "no" di pochi che bloccano lo
sviluppo e il progresso". Ripete che "bisogna lottare contro gli
sprechi e per questo, in autunno, partirà una campagna di formazione".
Infine, prima di volare verso la capitale, strappa altri applausi dicendo che
"la crescita delle imprese e del paese è penalizzata
dal carico fiscale e dalla burocrazia". Saluta dal palco alzando le mani al cielo, come un
ciclista sotto il traguardo. Dagli imprenditori trentini ha ottenuo un
sostanziale "via libera" sul nucleare. Non, però, dall'assessore
provinciale Ottorino Bressanini che commenta così l'intervento del ministro.
"Il ritorno al nucleare sarebbe una scelta sbagliata perché attualmente ci
sono meno risorse a disposizione di uranio rispetto a quelle di petrolio. Per
questo, a mio modo di vedere, si percorrerebbe una strada senza uscita. Servono
decisioni importanti, ma vanno cercate in un'altra direzione".
( da "Trentino" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
BREVI
FRASSILONGO Punto sui patti territoriali Oggi a Frassilongo nuovo incontro sui
Patti territoriali della Valle dei Mòcheni. Alla riunione con i sindaci della
valle e i funzionari della Provincia parteciperanno gli addetti alla categoria
degli artigiani. Saranno illustrate modalità e burocrazia per i finanziamenti.
Appuntamento alle ore 20.30 nella sala consiliare. (r.g.) Pergine La banda.
Nuovo concerto proposto dalla Banda sociale di Pergine nella serata di domani.
Si tratta dell'esibizione del complesso inglese "Archibishop Beck
School" di Liverpool che sarà appunto ospite della banda perginese.
L'appuntamento sarà in piazza Municipio alle 20.45. (f.g.) Pergine Mercato.
Mercato agricolo giovedì mattina in piazza Fruet dietro al municipio.
L'apputamento settimanale che si protrarrà fino a dicembre, vede impegnate le
penne nere perginese con la "merenda del contadino". Gli operatori
agricoli offriranno questa settimana "omelette con verdura e ricotta"
confezionate appunto dagli alpini-cuochi. Il mercato è corredato dalle
bancarelle degli hobbisti che riscuotono interesse. (f.g.) Pergine Escursione.
Un'escursione a Cima Undici con la Sat perginese è in programma domenica. La
montagna insieme a Cima Dieci e Cima Dodici rappresenta un gruppo
caratteristico. Si parte da San Valentio alla Musa (in seggiovia) per
raggiugnere Haider Alm e quindi proseguire a piedi con il sentiero Alta Val di
Resia. Si scenderà poi per la parte opposta arrivando a Belpiano. Si tratta di
quasi cinque ore di cammino e quindi di una proposta suggestiva ma anche
impegnativa. Le iscrizioni vanno effettuate al Negozio di abbigliamento
"Da Elena" in via Tre Novembre entro giovedì. (f.g.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Clamoroso
show del presidente del Veneto alla presentazione del rapporto della Fondazione
Nordest "I centralisti sono come pusher" Galan: a Roma affamano il
Sud e tolgono risorse al Nord Ed Emma Marcegaglia rincara la dose: "Dopo
tanti proclami da Brunetta ora vogliamo leggi e atti concreti" ALESSANDRA
CARINI VENEZIA. L'economia e la società nordestina hanno saputo affrontare
crisi e cambiamento e sono a tutt'oggi vive e vitali di fronte ad una nuova
sfida: quella di una bassa crescita che frena gli investimenti e spesso
"forma un blocco sociale avverso all'innovazione, perché nelle economie
stagnanti tendono a prevalere logiche distributive e condizioni di avversione
al rischio". Potrebbe trovare, dice la Fondazione Nordest, nuova forza in
un balzo verso la creazione di un'Euroregione che ne premi il ruolo centrale in
Europa insieme alle "sorelle" regioni europee. Ma, ahimè, per farla
non bastano gli imprenditori. Ci vorrebbe la politica. Ma bocciatura più sonora
la politica nazionale non potrebbe riceverla. Sempre più anticonformista e
battitore libero, Giancarlo Galan, presidente del Veneto, fatta pace con la
Fondazione Nordest, in occasione della presentazione del nono rapporto, tuona
contro i centralisti, quelli che definisce i "pusher" del consenso,
quelli cioè che a Roma hanno drogato il Sud continuando a spandere assistenzialismo
"risparmiandogli quel che ci vorrebbe e cioè lacrime, sudore e
sangue". "Guadagnano molto di più che con la vendita della cocaina,
ma sono peggio degli spacciatori perché affamano il Sud e tolgono risorse al
Nord. Finché non si riuscirà a cacciare questa gente dal tempio inutile
discutere di ricette". Frasi da far sembrare una mammola il più estremista
dei leghisti. Non ce l'ha solo con il centralismo romano, ma con chi continua,
in tutte le forme, a pensare al pubblico come risorsa e all'assistenzialismo e
alla protezione come ricetta. Per esempio con il ministro dell'Economia
Tremonti. "Che cosa sarebbe successo se noi avessimo dato retta alle
sirene che chiedevano dazi per proteggere l'industria dalla Cina e dall'India?
Allora sì che avremmo sperimentato il declino, come lo sperimentò Venezia
nell'unico momento in cui si chiuse al mondo. Per fortuna che la storia va in
maniera diversa e le barriere continuano a cadere". Non è da meno, quanto
a critiche, per il carattere prudente e guardingo verso il governo di questa
Confindustria, Emma Marcegaglia, che per la prima volta si sbilancia a chieder
conto delle decisioni della politica nazionale. Di quella "cacciata"
dei vertici dell'Authority dell'energia, avvenuta per giunta in un momento così
delicato, "sulla quale c'è più di un punto interrogativo". Delle
tasse che non scendono né per ora, né nei programmi di governo dei prossimi
anni. Delle infrastrutture per le quali sono stati tagliati gli stanziamenti,
invece "di andare avanti nella politica di tagli di spesa e di
privatizzazione per dare spazio ad investimenti che sono essenziali per la
modernizzazione dell'economia". Ed infine ce l'ha anche con l'osannato Renato Brunetta, vessillo della prima ora della lotta
alla burocrazia pubblica:
"Dopo i proclami vogliamo vedere le leggi e gli atti con i quali si
concretizzeranno le sue battaglie". Insomma alla fine il Nordest e la sua
classe dirigente, come dice Galan, "hanno mostrato di esserci e di avere
le carte in regola". Ma gli altri? Trova meno sponda in Renzo
Tondo, suo compagno di partito e presidente del Friuli, nella ricerca di un
sodale con il quale avviare una battaglia per l'Euroregione, di quanto ne
trovasse nel suo avversario e oggi ex presidente Riccardo Illy. Un Tondo
prudente che dice si deve partire dai fatti, dalle cose concrete che incidono
sulla vita dei cittadini, come quella tassa di 25 euro messa dagli sloveni per
chi passa sul loro territorio. O magari dalla proposta di concorre tutti al
raddoppio della centrale nucleare di Krsko, come intende proporre nel prossimo
incontro con il ministro degli Esteri Franco Frattini. Euroregione o no, il
Nordest mostra in politica la stessa pluralità di voci e la stessa polivalenza
di risultati e di ricette che è stata indicata ieri nel dettagliato Rapporto
della Fondazione, illustrato dal suo direttore Daniele Marini. Un Nordest che
continua, pur nelle sue contraddizioni, ad essere un laboratorio nazionale,
ipercritico e iperpessimista nella stessa valutazione degli imprenditori, che
dicono che l'economia va male anche se poi i conti si chiudono con risultati
positivi, meglio di quanto previsto. Una società che ha paura degli immigrati
ma è la prima in Italia ad integrarli nel suo mondo. "L'Euroregione - dice
Marini, mostrando una serie di dati a segno ultrapositivo - potrebbe essere
un'occasione per lanciare una nuova piattaforma geoeconomica in Europa e
portare l'economia nordestina a nuovi risultati". Insomma un modo per
ritrovare la crescita in un mondo sempre più difficile. Ma dovrebbe crederci Roma
per prima, avviando un sistema di regole, a partire dal varo di quel
federalismo, senza il quale, così almeno dice il Nord, anche il Sud continuerà
ad essere bloccato nelle sue illusioni di crescita.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
imprese: leggerezza nella cessione del quinto dello stipendio Il credito al
consumo è sempre più protagonista nei bilanci delle famiglie trevigiane.
"Da qualche tempo è aumentato anche il ricorso alla cessione del quinto
dello stipendio - racconta Giampaolo Galiazzo, esperto finanziario di Tiche
intervenuto al seminario organizzato ieri da Unindustria sul tema - tanto da
innescare delle problematiche anche a livello di imprese, coinvolte
indirettamente in questa tipologia di finanziamento perché ci va di mezzo la
busta paga dei dipendenti". Sono sempre più numerosi infatti i lavoratori
che, nonostante il posto fisso e la busta paga assicurata a fine mese,
stipulano contratti con banche e finanziarie specializzati nel credito a breve.
Con la cessione del quinto dello stipendio si ottiene un finanziamento che poi
viene ripagato con rate che "pescano" direttamente dalla busta paga,
sottraendo - appunto - fino a un quinto dello stipendio del lavoratore. Secondo
la Banca d'Italia anche nel 2007 i prestiti concessi in provincia continuano a
crescere a ritmo costante, segno di un aumento delle esigenze da parte delle
aziende ma anche delle famiglie, sempre più alle prese con problemi di
liquidità a fine mese. Il passaggio dai 24 miliardi di euro del 2005 agli oltre
30 del 2007, conferma la Marca al primo posto in veneto per prestiti totali. E
sempre più protagonista è appunto il credito "pronto cassa",
destinato a soddisfare esigenze di natura personale. Ma se i soldi te li danno
subito, a mancare sembra proprio la convenienza. "Bisogna stare attenti
quando si firmano contratti di finanziamento a breve termine perché i tassi
possono crescere molto. Per 5 mila euro in 12 mesi si può arrivare a pagare il
35% di interessi, mentre per 30 mila euro si scende al 16%: vale a dire, però,
che dopo solo un anno, oltre al capitale bisogna restituire ben 4.800 euro in
più". Il fenomeno sta assumendo quindi una parte rilevante nella gestione
pratica dei rapporti tra aziende e lavoratori, aumentando
il carico di burocrazia e
adempimenti. "Una volta il quinto dello stipendio veniva richiesto per ottenere
gli alimenti in caso di separazioni coniugali o per motivi di carattere
straordinario - dichiara Gianpietro Breda di Unindustria - mentre oggi le
imprese vengono coinvolte sempre più spesso perché sono aumentate le esigenze
dei lavoratori, che alle volte interpellano l'imprenditore in qualità di
consigliere". (Enrico Lorenzo Tidona).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lascia a
70 anni con l'amarezza di non aver mai visto il decollo degli istituti tecnici,
spesso considerati "una specie di ammortizzatore sociale" Migotto,
addio sconsolato al Planck Per 35 anni preside all'Itis: "Ho visto passare
9 generazioni e 50 ministri" "Rimarrei se sapessi che qualcosa può
ancora cambiare" "Industria-scuola rapporto abortito" Una vita
dedicata alla scuola, con passione e piglio critico e combattivo ormai
diventato merce rara, non solo nel mondo dell'istruzione. Va in pensione
Radames Migotto, 70 anni, metà vissuti da preside dell'Itis "Planck"
di Lancenigo. "Ho visto passare quasi 9 generazioni di studenti da quando
sto nella scuola. E non solo: anche 50 ministri della pubblica istruzione"
- racconta. Rammaricato per il pensionamento? "Rimarrei se effettivamente
si potesse cambiare qualcosa per gli istituti tecnici, che sono considerati per
lo più ammortizzatori sociali oppure merce di poco valore - risponde - Nella
cultura scolastica italiana non si è mai riusciti a considerare gli i valori
della cultura tecnica come necessari e utili per lo sviluppo del Paese come
avviene anche in altri contesti europei". Ed è stato proprio questo
l'obiettivo perseguito da Radames Migotto in tutti gli anni di dirigenza del
"Planck", l'istituto tecnico divenuto punto di riferimento per tutte
le scuole della provincia per periniziative e vitalità: dai contatti con le
aziende anche estere - come la Siemens in Germania, dove gli studenti
del"Planck" possono andare a svolgere i loro percorsi di orientamento
professionale - a quelli con le aziende locali, come la "Osram" di
Renato Voltarel, ex-allievo illustre dell'istituto. E non solo: anche la
ricerca di percorsi formativi interni alla scuola per promuovere l'innovazione
tecnologica. "Abbiamo sempre cercato di toglierci
dalla "morta gora" della burocrazia per dare un respiro più vitale alla scuola - dice Migotto - Non
ci siamo curati solo dei piani di studio ma anche di quelli dell'apprendimento.
Il centro dell'attenzione infatti non dovrebbe essere quello che il docente
insegna, ma quello che lo studente apprende. Ma per fare questo ci vuol
un apparato di controlli capillare che invece nella scuola italiana non c'è. In
Italia invece si parla di rimettere i grembiulini ai bambini e di diplomare i
bidelli...". è una riflessione a 360 gradi amara sulle evoluzioni nel
mondo della scuola, quella di Migotto, che di tentativi di riforme ne ha visti
passare 33 nel corso della sua carriera. "E mi viene il dubbio che i
questo Paese non si possa riformare niente", sbotta. Dal decentramento
scolastico ai rapporti con il mondo dell'impresa. "L'accordo fra industria
e scuola e finito nelle secche", commenta. Tutti obiettivi mancati per il
veterano preside del Planck. Obiettivi per il post-pensionamento?
"Studiare il sistema del "Bachelor of Engeenering" tedesco -
risponde Migotto - che consente agli studenti, dopo i 18 anni di intraprendere
percorsi utili di apprendimento tecnologico". (Laura Canzian).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Al
Castrum la prima delll'opera teatrale tratta da Jeroslav Hasek Per chiudere la
rassegna "I fantasmi della Grande Guerra" arriva Vasco Mirandola. Il
Festival di Serravalle a Vittorio Veneto propone questa sera alle 21,30 al
Castrum e, in caso di pioggia, nella sala verde del castello stesso, la prima
assoluta de "Il buon soldato Schweik" ovvero, come dice l'attore,
"Faccio rispettosamente notare che sono scemo...." di Jeroslav Hasek,
adattamento del testo di Roberto Cuppone, musiche dal vivo di Giorgio Gobbo e
Sergio Marchesini della Piccola Bottega Baltazar, illustrazioni di Josef Lada.
Tratto dal romanzo scritto tra il 1921 e il 1923, lo spettacolo mette in
risalto l'antimilitarismo di Ha sek, che più che nella descrizione del volto
tragico della guerra si esprime in una satira feroce che attacca la società in
tutte le sue istituzioni: la monarchia, l'esercito, il clero, la burocrazia
dell'Impero austro ungarico preso di mira proprio nel momento in cui la guerra,
esasperandone l'aspetto cialtronesco e corrotto, ne mostra senza pietà la
dissoluzione. L'umile e grottesco eroe del romanzo, il bonario allevatore e
mercante di cani, strappato alle sue pacifiche occupazioni e mandato a
combattere in difesa dell'impero austro-ungarico nella prima guerra
mondiale, ha avuto in Germania e nel mondo un successo senza precedenti nel
periodo tra il 1923 e il 1932. Dopo il 1945 Il "Buon soldato" ha
conosciuto un nuovo successo grazie alla riscrittura drammaturgica che Brecht
allestì in America, dove aveva trovato rifugio. Piuttosto trascurato negli
ultimi decenni, dopo la bella versione di Strehler con Buazzelli del 1961 e
quella del gruppo della Rocca negli anni Ottanta, viene oggi riproposto in un
contesto singolare Ingresso da 12,00 a 15,00 euro. (a.v.).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"E'
crescita zero, ma possiamo farcela" GAZOLDO L'imprenditrice ha chiuso la
fiera GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Applausi ripetuti e fragorosi, tipici di quelli
riservati gli amici più cari, hanno accolto ieri sera la neo presidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenuta alla chiusura della 17ª Fiera
della Postumia. Arrivata a bordo della sua auto, scortata dagli agenti della
Questura, è stata accolta all'ingresso di Villa Ippoliti dal sindaco Franca
Ferretti, assieme al vice, Nanni Rossi, all'assessore provinciale al Turismo,
Roberto Pedrazzoli con l'assessore alla Cultura di Reggio Calabria, Antonella
Freno, ospite nel feudo degli Ippoliti assieme ad una delegazione. La prima
cittadina si è complimentata con la presidente per l'importante traguardo
raggiunto, auspicando un prosieguo ricco di soddisfazioni. "Spero che
riesca a trovare soluzioni al problema del lavoro che affligge l'Italia, in un
momento di grave crisi economica". Il vertiginoso aumento del prezzo del
petrolio e delle materie prime, è stato commentato dalla Marcegaglia, che ha
paragonato l'incremento del greggio allo "shock degli anni 70-80". Ha
annunciato che si sta impegnando per raggiungere, entro il 30 settembre, un
accordo con i sindacati, al fine di aumentare la competitività delle imprese ed
i salari dei lavoratori. Tra le azioni intraprese c'è anche il tentativo di
spingere il Governo ad operare tagli alla spesa pubblica improduttiva,
recuperando risorse da investire in infrastrutture, ricerca, scuola, aiutando
anche le famiglie più povere. "Occorre semplificare la
burocrazia - ha dichiarato
- e ridurre le leggi inutili. Fare compiere un passo avanti al sistema
scolastico e universitario, che non è all'altezza con le sfide europee ed
internazionali. Quest'anno l'Italia avrà una crescita quasi a zero, molto
inferiore rispetto a tanti altri Paesi vicini. Non siamo condannati però
al declino. Abbiamo tante eccellenze". La famiglia Marcegaglia era
presente al gran completo: il cavaliere Steno con la moglie Mira ed il figlio
Antonio. Emma, con la sua cordialità ed eleganza, non ha tralasciato
ringraziamenti per i suoi cari. "Ci tenevo a festeggiare la mia elezione
con le persone del mio paese", ha commentato. Ha ricordato i 50 anni di
fondazione dell'azienda di trasformazione dell'acciaio ad opera di suo padre:
"Sei un grande papà" e la dedizione della madre Mira. Graziella
Scavazza.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
Stancari ai vertici di Confagri: "Contro la crisi serve il Piano
carni" Il sindaco di Bigarello eletta vicepresidente nazionale per il
settore bovini. L'analisi: difficoltà e soluzioni Elide Stancari è stata eletta
vicepresidente nazionale del settore carni bovine di Confagricoltura. Un
ulteriore passo in avanti, che affianca i ruoli di presidente provinciale e
regionale del comparto per Confagri, di vicepresidente del Consorzio carni doc
(il più importante d'Italia per capi allevati) e quello di sindaco di
Bigarello. Dalla nuova postazione di vertice per il sindacato di Palazzo della
Valle, comunque, l'orizzonte della carne bovina resta preoccupante. "Tutti
parlano della crisi dei suini - commenta la Stancari - ma anche i bovini da
carne stanno scontando un momento di difficoltà, non solo per i prezzi di mercato,
addirittura più bassi dei costi per l'acquisto di animali da ingrasso, ma anche per la blue tongue che induce importazioni a singhiozzo
dalla Francia, dalla burocrazia asfissiante ed onerosa, dall'assenza di un Piano carni nazionale
e dalla volontà di rivoluzionare la Pac". Il mercato. "Il mercato sta
vivendo una forte fase di squilibrio - è l'analisi della Stancari - importiamo
capi di razza charolaise dalla Francia a 2.68 euro il chilo e li
vendiamo a 2.15 euro. Senza contare gli oneri per l'ingrasso e i costi di
razione alimentare e di carburante agricolo". Un bilancio preoccupante,
aggravato dalla diminuzione dei consumi per il diminuito potere d'acquisto
delle famiglie. La blue tongue. "La blue tongue sta frenando le
importazioni di broutard in maniera pesante, a causa del rallentamento nelle
vaccinazioni oltralpe. In un recente incontro con i colleghi francesi, ci è
stato comunicato che al momento sono disponibili per l'ingresso in Italia
200mila capi. Troppo pochi, nel 2007 abbiamo importato 1 milione e 44mila
animali da carne dalla sola Francia. In questo modo le stalle non hanno
garanzia di continuità dell'attività e lavorano a ranghi ridotti". Piano
carni nazionale. Una soluzione per ridurre la dipendenza dall'estero
("L'import di carne congelata e refrigerata è in costante crescita"
sottolinea la vicepresidente carne bovina di Confagri) riguarda l'adozione di
un Piano carni nazionale, che sarà riproposto nelle prossime settimane al
ministero delle Politiche agricole. "Aumentare la linea vacca-vitello ridurrebbe
la dipendenza dall'estero, con un impatto favorevole sui costi delle imprese
sia per l'acquisto di capi che sulle spese di trasporto". La burocrazia. "Un altro nodo da sciogliere - prosegue la
Stancari - è l'alleggerimento del carico burocratico, troppo gravoso e costoso,
fra anagrafe zootecnica, condizionalità e controlli che comportano perdite di
tempo e risorse canalizzabili invece per lo sviluppo delle aziende". Le
proposte. "Confagricoltura ha chiesto al governo di ridurre l'Iva dal 10%
al 4% sul bestiame e la carne, per tutta la filiera, in modo da rendere
concorrenziale sul mercato la carne italiana e rilanciare i consumi. Inoltre,
abbiamo proposto la rateizzazione degli oneri sociali e dei contributi
previdenziali, per consentire un maggiore respiro alle aziende in
difficoltà". La Pac. "Confagricoltura chiede che venga mantenuta la
riforma comunitaria fino al 2013 - conclude - anche se siamo disponibili a
rivedere gli articoli 68-69-70 per i contributi accoppiati sulla qualità".
( da "Arena, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia
pag. 35 Marcegaglia: "Questo è il nostro laboratario" Il Nordest rimane
un laboratorio anche per Confindustria. Lo ha affermato il presidente
dell'associazione degli industriali, Emma Marcegaglia, dal palco del Laguna
Hotel, dove ieri è stato presentanto il IX rapporto della Fondazione Nord Est.
"Qui c'è una forte capacità di tenuta e anticipazione, è un vero e proprio
laboratorio", ha spiegato Marcegaglia, "per trovare spunti e modi che
mirano al cambiamento anche all'interno di Confindustria in modo da poter
rispondere alle esigenze delle imprese". E la richiesta, sottolineata
anche dall'indagine della Fondazione, è quella riguardante i temi
dell'internazionalizzazione e l'innovazione. "Come Confindustria", ha
sottolineato, "dobbiamo proseguire il lavoro fatto finora in tema di aiuto
alle imprese sui mercati esteri specialmente per le piccole aziende: sono state
fatte 36 missioni in 4 anni, la prossima sarà in Russia e vorremo che anche
dopo la missione le aziende tengano come punto di riferimento l'Ice, le
ambasciate o alcune banche". Sui temi di politica economica nazionale, Marcegaglia è tornata a battere sui tasti della burocrazia e spesa pubblica ribadendo la
necessità della semplificazione/efficienza e della riduzione dei costi. E una
via è quella del mercato. "Serve", ha ribadito con forza, "più
mercato e cultura d'impresa, bene le misure contro i fannulloni e il lavoro di
Brunetta, bisogna continuare". E infine ha puntato il dito sul
Dpef. "Non ci piace", ha concluso, "la mancanza di investimenti
nelle infrastrutture e la pressione fiscale sulle imprEse che rimane oltre il
40% ma che in alcuni casi arriva a toccare il 60-70%". P.D.B.
( da "Finanza e Mercati" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da
Finanza&Mercati del 15-07-2008 La scorsa settimana è stata pubblicata
un'intervista nella quale si supportava la tesi di un aumento del numero degli
avvocati sul mercato, citando a supporto dati di riferimento europei e americani,
e si indicava come "burocratico" l'intervento notarile, in
particolare lamentando il rifiuto del notaio di accettare una procura scritta
in italiano da un "public notary" inglese, pur se (sic)
"postillata" (ma forse si intendeva munita della c.d. "Apostille",
legalizzazione semplificata introdotta da una Convenzione dell'Aja). Le due
affermazioni sollevano parecchie perplessità. Il problema dell'eccessivo numero
di avvocati - che implica necessariamente una selezione dalle maglie piuttosto
larghe - è affrontato dalla maggior parte dell'avvocatura in modo molto serio.
Innanzi tutto, l'Italia presenta in questo momento il più alto numero di
avvocati non solo in Europa, ma anche negli Usa. In Italia, infatti, ci sono
circa 200.000 avvocati, cioè uno ogni 290 abitanti; in Spagna ce ne sono
111.000, cioè uno ogni 387, in Germania ce ne sono 126.000, cioè uno ogni 649
abitanti, in Inghilterra ce ne sono 106.000, cioè uno ogni 500 abitanti e in
Francia 44.000, cioè uno ogni 1.409 abitanti (rapporto Cepej 2006). Negli Stati
Uniti ce ne sono quasi un milione, ma su una popolazione di 350.000.000, cioè
uno ogni 350 abitanti. E questo milione comprende anche i giudici ed pubblici
ministeri, quindi quei giuristi che nel nostro sistema non vengono contati tra
gli avvocati, per cui la percentuale è destinata a salire. Ma la cosa più
sconcertante è che, mentre da un lato l'intervistato auspica per l'avvocatura
un ritorno al suo ruolo originario di "guardiani del diritto"
richiamando concetti di responsabilità e tutela del contraente debole,
dall'altra tuona contro "la burocrazie notarile",
che ostacola i traffici impedendo una cessione di quota di società estera
perché non ha accettato una procura scritta in italiano da un notaio inglese,
anche se "postillata". Nel mondo angloamericano, come a tutti noto,
non esiste la figura del notaio come quello italiano (e di altri 77 paesi al
mondo, compresa la Cina e 21 paesi su 27 nell'Ue). Esiste un
"public notary", che non fa nulla di ciò che fa il notaio italiano:
non controlla che chi cede le quote - nel caso riportato - ne sia
effettivamente proprietario; che chi vende voglia davvero vendere (e non dare
in pegno, per esempio, o conservarsi l'usufrutto); non controlla se, secondo
gli accordi dei soci indicati nello statuto, prima di cedere le quote a terzi
debba offrirle agli altri per impedire che entrino persone non gradite; non
controlla che l'acquirente, secondo la legge del Paese in cui si trova la
società, possa effettivamente acquistarle (per i cittadini stranieri, come noto,
esistono in molti Paesi, incluso il nostro, dei limiti all'acquisto). Tutti
questi controlli vengono invece fatti, in Inghilterra, da un solicitor, non da
un "public notary" che li fa pagare molto di più di quello che costa
il controllo notarile in Italia. Una procura "affidabile" in Italia
costa 80 euro (compresi tutti i controlli di cui sopra ed altri) mentre lo
stesso tipo di procura "verificata" in Inghilterra costa da 400 a 500
£ (cioè circa 560 euro): perché lì c'è il libero mercato, non le tariffe fisse
(fissate dallo Stato), come da noi. Quindi il notaio italiano non ha affatto
creato ostacoli, ma anzi ha proprio svolto quel ruolo di "(rigoroso)
guardiano del diritto" che la legge gli impone, dopo avergli imposto di
superare un concorso nazionale (come quello dei magistrati) in cui passa il
5-6% dei concorrenti: che pure sono avvocati, giudici e professori
universitari. Il concorso, si intende, è aperto a tutti i laureati in legge.
*Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato PAOLO PICCOLI*.
( da "Repubblica, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura Capolavori
d'ipocrisia I democristiani furono sempre abili a far quadrato attorno ai loro
colpevoli. E si inventarono quel formidabile strumento di elusione che furono i
comitati di inchiesta L'immunità "di fatto" della Prima Repubblica
FARLA FRANCA NELL'ERA DC FILIPPO CECCARELLI Altro che lodo Alfano ? già
Schifani e prima ancora Maccanico... Fra immunità e impunità la praticaccia
della Prima Repubblica comportò ai potenti democristiani costanti pericoli, e
fatica, amarezza, perfino vergogna. A quei tempi esistevano ancora gli
"scandali", parola oggi uscita dal vocabolario politico. E fin dagli
albori della Repubblica, febbraio 1947, quando il deputato separatista
Finocchiaro Aprile mise sotto accusa il ministro Campilli per una vicenda di
speculazioni in borsa, tutto si può dire del quarantennio bianco, meno che i
suoi protagonisti siano stati degli intoccabili. Ricca è in ogni caso
l'archeologia del malcostume senza castigo. Ingic, Onmi, aeroporto di
Fiumicino... ogni tot anni un impiccio messo in frigorifero o purificato con la
fiamma ossidrica delle archiviazioni. Italcasse, Federconsorzi, mafia, petroli
1, petroli 2. Ogni capo e ogni corrente con le loro malefatte esenti da pena.
Ma che garbo, rispetto all'automatismo del salvacondotto Alfano, e che tesori
di procedura piegata al salvataggio del potere. I comunisti non facevano
sconti. Ma anche alle Botteghe Oscure avevano le loro magagne da coprire: certi
capi partigiani, ad esempio, che prima e dopo il 25 aprile avevano esagerato,
il partito li spediva al sicuro oltrecortina, in Cecoslovacchia, arrivederci e
grazie. Il paese era quello che era, nessuno poteva dirsi sicuro per sempre e
anche le forme si dovevano salvare. Così, quando il ministro Trabucchi si trovò
impelagato in una storiaccia di importazione di banane, fece scalpore quanto
disse in Parlamento un giovane deputato sardo, Francesco Cossiga, posto dalla
Dc a coordinare il collegio di difesa di Trabucchi: che "solo al ministro
spettava decidere se un atto amministrativo era o non era conforme alla
legge". Apriti cielo, comunque il ministro la fece franca. Ma che fatica!
Anche perché i potenti democristiani, nella loro accorta e sofferta gestione,
non disdegnavano di farsi la guerra a colpi di scandali e scandalismi, pure usando a tal fine burocrazie, magistratura, forze
dell'ordine e corpi separati. Vedi l'affare Montesi, o il fiume di quattrini
che correva dalle parti dell'Eni, così come le strumentalizzazioni attorno al
caso di Giovanni Battista Giuffrè, il primo di una lunga serie di "banchieri
di Dio" destinati a fare crack. Eppure forse, in fondo al cuore, i
democristiani avvertivano, chi più chi meno, l'inquietudine della falsità, il
senso della colpa, il rovello del peccato. E certo furono sempre abili a far
quadrato attorno ai loro colpevoli. Escogitarono sistemi infallibili per
perdere tempo, alzare la polvere e inceppare meccanismi; e a partire dal
primigenio caso Campilli-Finocchiaro Aprile s'inventarono quel formidabile
strumento di elusione che furono i comitati d'inchiesta, camere di compensazione
ove stilare capolavori d'ipocrisia in forma di verdetto. Ma né Piccioni, né
Scelba, Andreotti, Fanfani e nemmeno Enrico Mattei che di tutti era il più
svelto, nel senso berlusconiano, si sarebbe mai sognato di ritenersi sciolto
dai vincoli della legge. Difficile comprendere donde scaturisse tale
convinzione. Forse nell'intimo loro avvertivano una distanza, uno scarto, un
dissidio fra il gusto del potere e la sua sostanziale illegittimità. Ma non lo
ammisero mai, seguitando a far finta di niente. Nell'estate del 1975 Pier Paolo
Pasolini chiese un Processo, con la "P" maiuscola. La sentenza
avrebbe dovuto rivelare agli italiani ciò che i potenti democristiani non
avevano voluto capire: "Si era storicamente esaurita la forma di potere
che essi avevano servilmente servito negli anni precedenti, traendone peraltro
tutti i possibili profitti". La punizione che Pasolini lasciava
intravedere era tanto più politica, quanto più accorti erano stati i modi nei
quali lo scudo crociato aveva respinto ogni possibile ammissione di colpa:
"La nuova forma di potere non sapeva più che cosa farsene di loro". E
a proposito di processi. Fa impressione rileggere per intero e senza pregiudizi
il discorso con cui poco dopo Aldo Moro difese il suo collega di partito e di corrente
Gui in Parlamento per lo scandalo Loockheed. Fa impressione perché in
quell'occasione il vero capo della Dc, oltre a escludere con forza che il suo
partito si sarebbe lasciato processare nelle piazze, si preoccupava anche
dell'"attesa di giustizia dell'opinione pubblica", più che
consapevole della "forza spontanea" che poteva "rompere gli
argini, come talvolta fa, pericolosamente, la furia popolare". Ancora un
paio d'anni e fu proprio lui, Moro, certo il meno colpevole di tutti, la prima
vittima designata, il capro espiatorio, l'agnello sacrificale dell'intera
classe dirigente democristiana. La seconda vittima di un sacrificio meno
cruento, decisamente, ma altrettanto traumatico, fu Giovanni Leone. Altri
scandali seguirono, quindi, senza espiazioni. E altre più ottuse immunità e
impunità, fino a Mani Pulite e al collasso di tutta una storia. Strano che
nessuno nel Palazzo avesse ricordato in quei giorni che il potere è anche una
spada sopra la testa. Strano che ancora oggi nessuno se lo ricordi.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La polemica
L'organismo che raggruppa gli esperti della sanità critica Tursi: "I tempi
della politica sono troppo lunghi" 15/07/2008 "SULL'OSPEDALE di
Ponente si è già perso tempo prezioso in discussioni accademiche ed
incomprensibili". È il buongiorno con cui si presenta il Circolo degli
operatori della sanità del Pd. Costituito il 4 giugno (insieme a quelli su
trasporti, operatori sociali e fabbriche mentre altri nasceranno entro la fine
dell'estate) si è già fatto sentire un paio di volte dalle istituzioni genovesi
e liguri. E sempre battendo i pugni. Ora è l'ospedale di Ponente, prima è stata
l'integrazione tra Asl 3 e Villa Scassi. "Ci vuole una scelta rapida per
poter garantire alla gente del Ponente e delle valli l'assistenza sanitaria che
merita, evitando inoltre che su argomenti di tale portata possano inserirsi
manovre animate da biechi interessi o speculazioni politiche assolutamente
inopportune e pretestuose", è l'attacco di Oleg Curci, segretario del
circolo tematico che già raduna circa 200 operatori. Molti se si pensa che la
sezione tematica dei Ds, la "Rosanna Benzi", quando chiuse i battenti
aveva 108 iscritti. "Ma l'aspetto più importante è che il 40% degli
iscritti non sia né ex diesse né ex margherita: siamo una cosa nuova".
Impastata però di vip del mondo sanitario: il direttore sanitario del San
Martino Gianni Orengo, il responsabile del Dea dell'ospedale regionale Marco
Comaschi, il direttore sanitario del Villa Scassi Mauro Pierri, il consigliere
comunale Ermanno Pasero che è anche medico del San Martino, Franceso Bollorino
che è consulente per la città digitale di palazzo Tursi, Grazia Labate e
Claudio Gustavino che pur non avendo aderito al circolo fa
parte del suo direttivo per questioni "di burocrazia di partito" spiega Curci. Sull'ospedale di Ponente il
circolo ha le idee chiare, le stesse dei circoli territoriali: struttura da 700
posti letto a Villa Bombrini a Cornigliano, circondato da una viabilità filante
e integrato da un sistema di assistenza e di emergenza territoriale.
"Una semplice e banale operazione edilizia non può essere sufficiente,
bisogna riorganizzare ogni aspetto intorno al nuovo ospedale - avverte Curci -
Se da Sampierdarena ci si muove verso nord, il primo presidio ospedaliero che
si incontra è quello di Novi Ligure a fronte di un territorio su cui non c'è
assistenza. I tempi con cui si sta muovendo la politica sono lunghissimi.
Troppo". Ed è la secondo volta in poche settimane che il circolo della
sanità tira per la manica le istituzioni, a cominciare da Comune e Regione. La
prima volta è stato per l'integrazione Asl3 e Villa Scassi. "A fine giugno
abbiamo prodotto un documento sull'integrazione fra Asl 3 e Villa Scassi sulla
governabilità della futura azienda e le azioni da compiere perché la gente
capisca che l'ospedale non chiude. Ci è stato risposto che il documento andava
bene, ma che era troppo tecnico. Sinceramente mi hanno fatto sorridere: questo
è un cicolo in cui c'è il fior fiore dei tecnici. Forse se lo sono
dimenticato". Al. Cost. 15/07/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
polemica Gara di solidarietà per il senzatetto di Albaro al quale sono stati portati
via i cani UNA CASA per il clochard di Albaro. Un pezzo di terra, un tetto
sotto cui ripararsi dalla pioggia: località Livellato, alture di Genova. Oppure
una roulotte: da riadattare, utilizzata da sempre per il mercato di merci
varie. La prima offerta è di Olivio Baldazzi, socio e avvocato dell'Enpa (ente
nazionale protezione animali). Generosa: concedere - a titolo gratuito -
l'usufrutto del terreno e della struttura (un rudere che necessita di lavori di
riqualificazione) al senzatetto cui i parrocchiani della chiesa San Pietro e
Santa Teresa del Bambin Gesù di Albaro hanno portato via i cani attraverso una
petizione firmata da oltre 400 fedeli. Ingombrante la presenza di quel clochard
nel salotto buono di Genova: "Sporca, crea disordine, inveisce e turba la
quiete delle famiglie che vanno a messa", si giustificano alcuni
residenti. La seconda arriva da Mauro Lazio, ex venditore ambulante, che
regalerebbe volentieri la sua roulotte già provvista d'impianto luce, ma che
necessita di lavori per essere abitabile. Da quando Il Secolo XIX ha pubblicato
la storia del "barbone di Albaro", come lui stesso si è firmato nella
lettera imbucata all'indirizzo dei quotidiani, la macchina della solidarietà si
è messa in moto e ora le offerte e le opportunità piovono un po' da ogni parte.
A testimonianza del buon cuore, dello spirito solidale e della generosità di
tanti genovesi. Sono ormai giorni che Ernesto Filocamo, 63 anni di cui 12 spesi
a elemosinare sotto il porticato della chiesa di via Guerrazzi, implora gli
siano restituite le bestiole, che considera come figli. Ora pare aprirsi uno
spiraglio: un posto tranquillo dove trasferirsi e poter recuperare i 4 anziani
randagi (mezzi ciechi) rinchiusi nelle celle roventi del fatiscente canile di
via Adamoli. "Sono rimasto molto colpito dalla storia di quel clochard -
spiega Baldazzi -. Sarebbe un piacere potergli dare un tetto, ospitarlo
gratuitamente: la casa è da ristrutturare, i lavori dovrebbero partire a
settembre. E lui potrebbe dare una mano". Unica difficoltà, la distanza:
in un luogo isolato, lontano dall'abitato, Ernesto non potrebbe elemosinare e
racimolare il minimo per sopravvivere e sfamare gli animali. "Una
soluzione la troviamo - insiste Baldazzi -. Al limite potrei passargli qualcosa
mensilmente. Il trattamento che gli ha riservato la gente di Albaro, cristiani
praticanti che vanno a messa regolarmente la domenica, è riprovevole. Intendo
fare il possibile per aiutarlo: nella speranza che altri collaborino e mi
sostengano". Un'altra soluzione è la roulotte: "La usavo per il
mercato, ma non credo ci siano grossi problemi ad adattarla - spiega Mauro
Lazio -. Se la vuole è sua". Alle proposte dei genovesi si aggiungono le
provocazioni dei politici: "Mi trasferisco a fianco del signor Ernesto,
con i suoi cani", dice Cristina Morelli, consigliere regionale dei Verdi e
presidente dell'Osservatorio per lo studio e delle popolazione animali in
regione. "La burocrazia comunale e il perbenismo di una parte degli abitanti di Albaro,
sostenuti incredibilmente dal parroco della chiesa di San Pietro e Santa
Teresa, è una cosa che lascia sgomenti per la totale assenza di umanità".
"Don Franco è una persona buona e generosa - ribattono i fedeli -.
Casomai ce ne fosse bisogno, siamo pronti a organizzare una seconda raccolta
firme, per solidarietà verso di lui". "Anche noi eravamo a conoscenza
della situazione del senzatetto di Albaro e dei suoi cani, da molto tempo -
avverte Rosanna Zanardi, responsabile genovese per l'Enpa -. Verificato come
stavano le cose, abbiamo però scelto di non intervenire. Quell'uomo e i suoi
cani vivevano praticamente in simbiosi: portarglieli via avrebbe significato
spezzare la vita sia sua che loro. Un atto di forza, come di fatto è stato, non
lo avremmo mai potuto concepire, né attuare. Per buonsenso, pietà.
Carità". Ci hanno pensato i parrocchiani. FEDERICO AMODEO 15/07/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Indietro
15 luglio 2008 Maxi-controlli antitruffa per gli esenti dai ticket di Roberto
Turno (da Il Sole-24 Ore) È caccia aperta agli evasori dal ticket sanitario. Il
Governo ha deciso di varare una stretta in piena regola per stanare le false
autocertificazioni per reddito che danno diritto alle esenzioni dalle
prestazioni di specialistica ambulatoriale. Un piano di controlli a tutto campo
darà la possibilità alle Asl di accedere ai dati dell'Agenzia delle entrate e,a
posteriori, di richiedere il maltolto ai falsi ticket-esenti. La decisione del
Governo è stata formalizzata ieri con un emendamento alla manovra triennale (
Dl 112), presentato alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, insieme a
un giro di vite nei confronti dei privati (cliniche e ambulatori) e a un
massiccio potenziamento anti-truffa dall'attuale 2 al 10% dei controlli su
prestazioni e cartelle cliniche. Aperta la caccia a chi non paga il Ssn, il
Governo apre anche a metà le porte sul finanziamento degli 834 milioni
necessari per coprire l'azzeramento del superticket da 10 euro sulla
specialistica: Maurizio Sacconi (Welfare) e Raffaele Fitto (Regioni) hanno
comunicato ieri ai governatori la decisione di allargare i cordoni della borsa
fino a 400 milioni (contro i 50 inizialmente messi sul piatto) a carico del
bilancio dello Stato. Gli altri 430 resterebbero però a carico delle Regioni.
Che non ci stanno e fanno pressing: deve pagare tutto lo Stato, avvertono, in
questo modo si apre un "conflitto istituzionale ". Oggi ci sarà un
nuovo vertice con Tremonti e Letta (la presenza di Berlusconi è in dubbio),
dopo di che scatterà la formalizzazione delle modifiche alla Camera in tempo
per la messa a punto dell'annunciato maxi emendamento con tanto di voto di
fiducia annesso. Gli stessi Sacconi e Fitto hanno ammesso che la partita con le
Regioni è tutta in salita e che oggi si cercherà la soluzione finale. Anche se
il Governo ieri avrebbe escluso la possibilità di ulteriori aperture di credito
alle Regioni oltre il rilancio di 400 milioni appena fatto. E, anzi, tenendo
fermo sull'anticipo delle misure che saranno richieste ai governatori col
prossimo "Patto" per la salute: taglio dei posti letto negli
ospedali, riduzione strutturale del personale, ticket automatici anche a carico
degli esenti che le Regioni dovranno applicare durante l'anno se i conti
rischiano di non tornare. "Per quanto ci riguarda ? ha replicato Vasco
Errani (Emilia Romagna) ? siamo pronti a metter mano al Patto, ma dobbiamo farlo
in condizioni di operabilità, e non di fronte a fatti compiuti ". Una
delle ipotesi per il superticket è di affidare la copertura da parte del
Governo fino alla metà del 2009, dopo di che sarebbero le Regioni a provvedere
per la metà (e oltre) che manca sulla base dell'andamento dei conti. Un rinvio,
insomma, che però servirebbe solo a spostare il problema. L'alternativa per le
Regioni sarebbe il taglio degli stipendi dei manager, dei
costi della politica locale e della burocrazia, una sventagliata di mini ticket. Sulla valutazione del
finanziamento del Ssn, d'altra parte, è sempre muro contro muro: Sacconi
afferma che nel 2010-2011 al Ssn andranno 5 miliardi in più, le Regioni
sostengono che invece mancheranno all'appello almeno 7 miliardi. Nessun
altolà è invece arrivato dalle Regioni al Governo sul giro di vite promesso per
far emergere le false esenzioni per reddito dai ticket sanitari. L'obiettivo ?
anticipato al nostro giornale dal sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio
?è di far emergere una larga area di "non congruità " delle
autocertificazioni come risulterebbe dai primi incroci fatti tra dichiarazioni
dei redditi ed esenzioni per reddito. Veri e propri falsi esenti, insomma.
Entro fine settembre un decreto Economia-Welfare metterà a disposizione del Ssn
tutte le informazioni necessarie per accertare il diritto all'esenzione per
reddito, indicando l'ultimo reddito del nucleo familiare e definendo il nuovo
"modello" di autocertificazione. Le Asl a loro volta incroceranno i
dati e verificheranno il diritto o meno all'esenzione. Va da sé che la
"dichiarazione mendace " non la passerà liscia: l'evasore dovrà
rimborsare i ticket non pagati. Chissà se andando anche a ritroso negli anni.
Indietro.
( da "Giornale.it, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 167
del 2008-07-15 pagina 20 Basta tuffi e castelli di sabbia L'Italia dei divieti
in vacanza di Eleonora Barbieri Dalle Dolomiti alla Sicilia, i turisti
rischiano multe fino a tremila euro. Le sanzioni più diffuse per chi indossa il
bikini in strada Vacanze italiane, il rigore è d'obbligo. Vietato,
innanzitutto, danneggiare i cartelli di divieto. Lo precisano in Alto Adige, e
il turista ha poco da ridere: se trasgredisce paga, da 77 a 428 euro. Va
rispettato il cartello, e anche il divieto, per quanto fantasioso. La creatività della burocrazia comunale si sfoga dalle Dolomiti alla Sicilia, dalla Val d'Aosta
a Capri. Colpisce gli italiani in ferie, rimettendoli in riga con multe fino a
tremila euro. La mappa dell'estate proibita l'ha tracciata ieri Il Sole 24 ore.
BON TON C'è la guerra dei costumi, cioè a boxer e bikini indossati fuori dalla
spiaggia: la prima paladina del bon ton è stata Alassio, seguita nelle
ultime estati dalle località della Costiera e da Capri, Taormina, Forte dei
Marmi, Venezia, Diano Marina e Riccione. Chi gira senza pareo o senza maglietta
sborsa dai 25 ai mille euro. I venditori ambulanti rischiano fino a 1.500 euro
di multa se mettono piede in spiaggia. Qualcuno si è già attrezzato coi
cataloghi dei falsi. RIGORE CAPRESE Nelle viuzze di Capri regna il silenzio
estivo grazie al divieto di circolare con gli zoccoli, troppo rumorosi per i
turisti vip dell'isola. Proibito anche sedersi sulle scale nella piazzetta (il
riposo rubato vale cinquanta euro), off limits anche solo pensare di pranzare
per strada o in spiaggia. Il pasto è lecito solo ai tavolini di un bar o di un
ristorante: altrimenti, dieta. Quest'ultima ordinanza è in vigore anche a
Positano, Ravello, Firenze e Venezia, dove il turista troppo goloso rischia
fino a cinquecento euro di multa. Che poi, passi per chi addenta un panino
sotto l'ombrellone, ma qualcuno esagera. C'è chi considera la cabina come la
piazzola del campeggio, e ci si infila a cucinare un pranzetto per tutta la
famiglia. Così a Mondello, il lido di Palermo, si sono inventati una sanzione
apposta, che poi è stata accolta negli altri stabilimenti balneari d'Italia: da
cento a mille euro di multa per gli chef da cabina. SPORTIVI I più a rischio
sono gli amanti dello sport: al mare palla e racchettoni sono una lunga
tradizione ormai minacciata dai divieti, con multe salatissime da mille a
tremila euro. Chi non resiste immobile sulla sdraio come una lucertola per
pomeriggi interi non può neanche fare un tuffo, né nell'acqua (si può solo
nelle "aree consentite", altrimenti l'acrobazia costa da cento a mille
euro), né nel passato, all'epoca in cui si costruivano piste e castelli di
sabbia, o si scavavano buche in cui nascondere i piedi. I giochi - dicono ad
Eraclea, provincia di Venezia - "ostruiscono il passaggio" sulla
spiaggia. Perciò multa: da 25 a 250 euro. E chi prova a fuggire da lidi pieni
di ostacoli e vuole divertirsi, magari, a girare su uno skateboard, se lo
scordi: a Viareggio è vietato, come è proibito appoggiare i piedi sulle
panchine, ma solo in luglio e agosto. Nella vicina Forte dei Marmi sono
proibiti i massaggi sulla spiaggia (multa da duemila a diecimila euro, un
record) e, da quest'anno, anche i patiti del verde devono stare attenti:
vietato tagliare l'erba del giardino nei pomeriggi di sabato e domenica,
altrimenti si sborsano 500 euro per il disturbo agli altri villeggianti della
Versilia. ANIMALI E NATURA In Sardegna, a Is Aruttas, provincia di Oristano,
sono severissimi con chi raccoglie la preziosa sabbia di quarzo bianca e rosa
come souvenir e anche con chi si accende una sigaretta in spiaggia (360 euro di
multa), mentre a Eraclea è proibito trafugare conchiglie. La piazzetta di
Sirolo, nel Conero, è riservata solo agli umani: i cani, anche se al
guinzaglio, non possono passeggiare, pena una multa di 154 euro. In tutte le
altre località di vacanza della penisola gli animali non possono entrare in
spiaggia e i cani vanno tenuti al guinzaglio durante l'estate. In montagna le
sanzioni sono tutte per chi non rispetta la natura: attenti a non danneggiare i
funghi in Sud Tirolo e Alto Adige, se siete sul Gran paradiso resistete alla
tentazione di raccogliere i frutti di bosco: rischiate mille euro di multa.
Molto più economico comprarli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
parola ai lettori Varazze: la cena "non" è servita Lettere ed e-mail vanno
inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax:
019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere
sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non
saranno pubblicati.Abbiamo letto l'articolo di domenica sul premio come miglior
porto 2008 conferito a Marina di Varazze e ci ha fatto molto piacere. Siamo di
Savona e andiamo spesso a Varazze e sabato 28 giugno abbiamo visitato il porto
in occasione di un saggio di danza di nostra figlia. Siamo rimasti colpiti
dalla pulizia, l'eleganza, la bellezza dei locali. Ci sembrava di essere in
vacanza in qualche località della Costa Azzurra dove noi ci rechiamo spesso, la
cui accoglienza è rinomata. Cosa che purtroppo non è accaduta a Varazze. Ci
siamo presentati in due ristoranti tra le 23.30 e le 23.45 per mangiare
qualcosa. La risposta (abbastanza seccata) è stata che a quell'ora non avremmo
trovato da mangiare in nessun locale della Marina. Al porto di Savona abbiamo
cenato all' una. Con ottima accoglienza. Valuti chi legge. ANTONELLA E
GIANLUIGI SAVONA Risponde Ivo Pastorino: "Come si vede, eleganza, pulizia,
bellezza dei locali contano sino a un certo punto. Dalle nostre parti occorre
migliorare l'accoglienza, smentendo coi fatti il luogo comune dei liguri
scontrosi con gli ospiti". Noi del Santuario non siamo selvatici In
riferimento alla lettera "Ok quella serata al Santuario" pubblicata
sabato 12 luglio u. s., mi ritengo pienamente d'accordo con il pensiero della
sig.ra Franca Briano del Santuario. Anch'io abito in questa Valle con la mia
famiglia da sempre (anzi da quattro generazioni) e sempre ci abiterò se Dio
vorrà. Amo il mio paese e la gente che ci vive, rispetto le idee altrui, non
sono perfetta, non sono selvatica, non voglio essere dimenticata; vivo in mezzo
alla musica, al teatro, all'arte e agli eventi ben accetti. Perciò... Viva il
Santuario,Viva S. Bernardo in Valle! Venite a scoprire questi paesi
"segreti" (da non confondere con i borghi...), come scrisse un famoso
settimanale prima della visita di Sua Santità Papa Benedetto XVI, e saremo ben
lieti di accogliervi! Un saluto fraterno a tutti... anche a coloro che non
condividono le mie idee. SILVANA FERRARI SAVONA-SANTUARIO C'era una volta San
Bartolomeo C'era una volta...eggià, malinconicamente possiamo dire così, c'era
una piccola realtà ma di importante utilità di servizio, socializzazione per
molte persone a cui chi per il piacere di passare momenti di libertà a ristoro
di una afosa giornata di lavoro o di solitudine oppure per chi non aveva altre
possibilità e mi riferisco allo stand di ristoro e svago estivo all'incrocio
stradale di cui per San Bartolomeo del Bosco. Questa estate le persone e le
famiglie con bambini e anziani che saliranno da Savona su quei freschi boschi,
ricchi di aria salubre non potranno più godere oltre quello che la natura
generosamente offre di poter anche usufruire ciò che lo stand offriva: ristoro
e svago con musica e possibilità di ballare. Questo mio scritto non vuole
essere una pubblicità economica..non ho interessi di tipo pecuniario, ma di
persona che apprezza tradizioni e semplici abitudini, che però intende
protestare per la cancellazione di questa piccola realtà e mi chiedo che
fastidio poteva dare e a chi questa piccola "cosa" che durava solo
tre mesi circa concludendosi con la fiera settembrina di San Bartolomeo del
Bosco. E' mia opinione che il peggior cancro italiano è la burocrazia cieca e sorda che non va
oltre il suo naso, in questo caso la burocrazia ha cancellato un po' di vita su questi boschi che sono di una
bellezza naturale lasciataci dalle generazioni passate, una piccola
"cosa" non inquinante, un punto di presenza non invasiva ma di
controllo quindi tutela. GRAZIELLA ZACCONE LANGUZZI ALESSANDRIA.
( da "Manifesto, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MEDITERRANEO
Lo scambio ineguale L'iniziativa euromediterranea di Sarkozy prevede libera
circolazione di merci, capitali e servizi, ma non degli esseri umani. Gli
immigrati sono esclusi e cancellati Luciana Castellina Per prendere una stretta
di mano fra Olmert e Abu Mazen come il segno che la pace è vicina non ci vuole
scarsa memoria, ci vuole mala fede: non solo perché leader israeliani e
palestinesi, peraltro tutti ben più credibili dei due attuali, si sono ormai
stretti la mano decine di volte e nelle più disparate capitali del mondo senza
che poi nulla accadesse, ma soprattutto perché mai come ora, con l'attacco
all'Iran incombente, lo scenario mediorientale è apparso altrettanto cupo. Come
del resto quelli analoghi, anche questo vertice destinato a battezzare la ex
iniziativa euromeditterranea con cui Sarkozy sperava di rilanciare un ruolo
centrale della Francia (ex, da quando Angela Merkel gli ha ricordato il senso
delle proporzioni), è spettacolo da baraccone. Persino un passo indietro
rispetto al passato perché di un accordo generale regionale ha solo il nome,
consistendo in realtà solo nella proposta - a chi vuole e su cosa vuole - di
accordi bilaterali, su un vastissimo menu, che va dalla polluzione al turismo.
Non una iniziativa "comunitaria" come era, almeno nelle intenzioni,
l'accordo di Barcellona, dunque, ma a geometria variabile, in cui il "comune"
sarà poco più che formale: anziché delegare tutto il potere
decisionale alla burocrazia
di Bruxelles, ci sarà ora un segretariato con due co-presidenti, uno europeo e
uno extracomunitario. In continuità col passato c'è invece il fatto che si
prevede di tutto, meno, anche questa volta, l'essenziale: la libera
circolazione di merci capitali e servizi, non di quelle merci particolarissime
che sono i prodotti agricoli, perché le sole competitive con le nostre;
e perché, per motivi non certo commerciali, noi preferiamo la "banana
atlantica" (quella della United Fruits), a quella pur buonissima
dell'Africa del nord. E, naturalmente, non prevede nemmeno la libera
circolazione degli umani. (Come ha detto Roland Henri, che dirige il Centro di
ricerca dell'Institut du Monde Arabe et islamique, "Gli europei ci
vogliono come loro, con loro, ma non da loro"). Imponderabile
"Ufficio Gioventù" Previsto nel menu di Parigi c'è persino anche un
immancabile Ufficio Gioventù, che non si capisce bene cosa potrà fare in queste
condizioni, il problema dei giovani della sponda sud essendo essenzialmente
solubile per un tempo prevedibilmente lungo soltanto con una libera
circolazione: metà della popolazione ha meno di 30 anni e per mantenere la
percentale di disoccupazione al già altissimo livello attuale bisognerà, nei
prossimi 15 anni, creare 23 milioni di nuovi posti di lavoro. L'inutile
iniziativa Sarkozy è l'approdo di 36 anni di mediocri tentativi
euromediterranei, sulla cui inefficacia tutti concordano. Dalla "Politica
Mediterranea globale", lanciata nel 1972 e rinnovata nel 1990, consistente
in accordi commerciali; al "Dialogo 5+5" (Maghreb e europei vicini),
anch'esso, nel 1990; al "Forum mediterraneo sulla sicurezza", nel
1994, stabilito fra 11 paesi, che ha avuto come effetto il coinvolgimento degli
eserciti turco e marocchino nell'avventura del Kosovo; all' "Accordo di
partenariato", firmato nel 1995 a Barcellona. Praticamente annullato dalla
brusca inversione di tendenza impressa nel 2003 quando, sotto la presidenza Prodi,
venne varata la Pev (Politica europea di vicinato), che ha affogato il
Mediterraneo nel calderone, marginalizzandolo rispetto all'est, cui sono state
indirizzate il grosso delle risorse, non solo perché l'operazione appariva
economicamente più promettente, ma perché quell'orizzonte geografico
assecondava la tentazione di un'Europa pan Cristiana. Come in un recente
convegno a Tangeri ha detto l'ambasciatore Huitzinger - uno dei diplomatici
incaricati da Sarkozy di seguire il suo piano - la politica mediterranea dell'Unione
europea assomiglia alla torta millefoglie: una serie di strati diversi, posti
l'uno sopra l'altro. Così collocati senza mai riflettere criticamente sulle
iniziative precedenti, senza tracciare un bilancio su ciò che è realmente
accaduto o meglio non accaduto. E così anche ora, con il nuovo progetto di
Unione per il Mediterraneo. Nell'affrontare con qualche serietà il problema
Mediterraneo, che ha riacquistato una grande centralità, non si può far finta
di non sapere che attraverso il Mediterraneo passa la frontiera più drammatica
del mondo, molto più drammatica di quella che separa il Messico dagli Stati
Uniti: lì il rapporto è di 1 a 6 nel reddito procapite, invece da noi è di 1 a
14. E che la dipendenza dei paesi del sud dall'Europa è totale: quasi tutte le
loro esportazioni vanno verso l'Ue ma per l'Ue sono niente, in compenso quasi
tutte le loro importazioni provengono dall'Ue. In queste condizioni la zone di
libero scambio non è solo inutile, può essere solo fonte di ulteriore degrado.
Lo squilibrio non è solo economico. È anche politico. Da una parte l'Europa
unita, che agisce attraverso istituzioni comuni; sull'altra sponda un fronte
frammentato e diviso da ostilità non sanate. Le sigle unitarie sono solo
etichette. E poi sul fallimento del dialogo euromediterraneo - così occorre
chiamarlo - pesa come un macigno l'accresciuta diffidenza politica generata
dalle ferite aperte in questi 30 anni - la guerra all'Iraq - o non chiuse, anzi
ulteriormente approfondite: l'occupazione israeliana della Palestina. L'Europa
avrebbe potuto contribuire alla soluzione. Non l'ha fatto perché gli Stati
uniti glielo hanno impedito. Ci aveva provato con un'iniziativa un po' più
autonoma nel 1973, in occasione della prima crisi petrolifera, quando aveva
preso apertamente posizione in favore dell'Opec e aveva proposto il
riconoscimento dell'Olp. Fu bloccata da un intervento di Kissinger che, con
sarcasmo, chiese all'Europa di sottoscrivere una nuova Carta Atlantica che
conteneva l'obbligo di consultazione preventiva su tutto. L'asimmetria con il
Nord Africa L'intervento Usa si è ripetuto negli anni, sicché l'Ue ha finito
per delegare a Washington la politica, ritagliandosi libertà per qualche
accordo commerciale. I negoziati fra Israele e l'Autorità palestinese, come è
noto, non prevedono nemmeno la presenza europea. Ma ora sta accadendo una cosa
molto grave. Una mossa europea che non potrebbe essere più in linea con la
peggiore politica Americana: si sta procedendo, attraverso l'up grading
dell'accordo di associazione di Israele con l'Ue, ad un mutamento qualitativo
dello status di questo paese. Che potrebbe persino preludere ad un suo isolato
ingresso nella stessa Unione. Per ora si tratta solo di manovre, di ballon
d'essai. Ma è proprio così che di solito si procede in Europa. L'ideologia
mediterranea - l'aspirazione a ricercare l'unità fra nord e sud del
Mediterraneo non è - bisogna tenerne conto - innocente. Non lo è mai stata.
Oggi c'è chi, a giusta ragione, teme che sia un modo per separare il nord
Africa dal suo continente, un pretesto per dissimulare - scrive Danilo Zolo -
l'asimmetria. Il dialogo euromediterraneo è intasato da quintali di detriti, di
incomprensioni, non ha toccato la società araba reale, ha al massimo coinvolto
le elites. La società araba è certo cambiata. Le emittenti locali si sono
moltiplicate e sui tetti di in ogni villaggio fiorisce una selva di parabole.
Ma attenti: stare alle finestre dell'Europa ma non poter stare alle sue porte,
guardarci da lontano fidando in una vicinanza che è solo virtuale, può aver
effetti perversi. La circolazione delle immagini e delle merci, e non quella
degli umani, è uno squilibrio avvertito come insulto, come una ingiustizia
suprema, come una beffa. Perché tutti sanno ormai che l'Europa non può far a
meno degli immigrati, che sono già il 10% della nostra forza lavoro. Ma questa
fetta di popolazione non ha rappresentanza, non ha diritti politici, non vota.
Sono come gli schiavi nell'antica Roma. Peggio della casta degli intoccabili in
India. Da noi il lavoro più umile e mal pagato, viene politicamente sottratto
alla democrazia. Un'Europa che nega questi diritto è un vulno intollerabile.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRIANZA:
PRIMO PIANO pag. 2 Maroni promuove la Brianza "Nel 2009 le elezioni della
nuova Provincia" VIA LIBERA DEL VIMINALE ? MONZA ? LA PROVINCIA di Monza e
Brianza debutterà nel 2009. Lo ha detto ieri il ministro dell'Interno Roberto
Maroni, mettendo fine alla polemica estiva innescata dall'ipotesi di un taglio
ai fondi destinati ai nuovi enti dalla legge Finanziaria. LA CONFERMA è
arrivata al direttivo dell'Unione delle province lombarde riunito a Como, dove
è intervenuto il ministro annunciando l'istituzione dell'area metropolitana
milanese nel prossimo anno. Parlando della città metropolitana, Maroni infatti
ha detto: "Vogliamo istituirla in tempo utile per non procedere al rinnovo
della Provincia di Milano". Ciò significa che nel 2009 gli elettori di
Milano e hinterland non voteranno per i loro rappresentanti a Palazzo
Isimbardi, ma per la città metropolitana, che nascerà sulle ceneri della vecchia
Provincia. Il ministro ha invece confermato l'istituzione della Provincia di
Monza e Brianza, per la quale si andrà a votare nello stesso giorno, nella
primavera del prossimo anno. I brianzoli saranno chiamati a eleggere 36
consiglieri provinciali e il presidente del nuovo ente. Soddisfatto per le
dichiarazioni, che rasserenano un clima politico diventato in pochi mesi
tutt'altro che favorevole al debutto del nuovo ente, l'assessore all'Attuazione
della Provincia di Monza e Brianza, Gigi Ponti. "Il ministro Maroni ha
assicurato che le prime elezioni per la nuova Provincia di Monza e Brianza si
terranno nel 2009, come da programma, senza slittamenti né proroghe",
conferma Ponti, che ieri ha incontrato Maroni a Como. Ponti ha colto
l'occasione per invitare il ministro dell'Interno a Monza a un incontro da
realizzare nelle prossime settimane proprio per fare il punto sull'attuazione
della nuova Provincia di Monza e Brianza, considerata modello virtuoso di
"Provincia nuova", più snella e con meno burocrazia. Ciò anche alla luce del processo in corso di riordino delle
autonomie locali e delle competenze da assegnare alle province rispetto al
sistema degli enti locali. "HO trovato nel ministro Maroni piena
disponibilità a un confronto sul tema della nuova Provincia e sulle sue future
competenze - conclude Ponti - e anche una buona sintonia su come costruire per
la Brianza una Provincia davvero utile". Intanto il ministro Maroni
ha confermato che è slittata di un anno e quindi posticipata al 30 giugno 2009
l'istituzione delle sedi periferiche degli uffici centrali dello Stato. Nelle
province tradizionali si tratta principalmente di prefettura e questura, oltre
ad altre sedi. ma anche su questi temi il dibattito è aperto. La Lega Nord più
volte ha contestato la presenza della prefettura e lo stesso presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati, ha indicato nella prefettura uno degli
uffici sui quali è possibile risparmiare nell'istituzione della nuova
Provincia. M.Guz.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-07-15 - pag: 10 autore: ANALISI Sarkozy
porta qualcosa di nuovo in Medio Oriente di Ugo Tramballi L a pace è a un
passo. Ci vuole del coraggio per un'affermazione così impegnativa: soprattutto
se la pace è quella fra israeliani e arabi; ancor di più se quella con i
palestinesi, così intrisa di sangue, terra e fede. Nemmeno la falcata di un
ciclope saprebbe misurare la distanza reale che continua a separare i nemici.
Eppure qualcosa di nuovo nell'aria c'è: per l'incapacità di ognuno di vincere
una guerra, per spossatezza collettiva, per mediocrità dei protagonisti. L'idea
della pace vicina come non era mai stata, è di Ehud Olmert, così soffocato
dagli scandali che fra due mesi potrebbe non essere più il premier d'Israele:
politicamente, è un morto che cammina. Ciononostante, qualcosa di nuovo esiste.
Ed è ciò che Nicolas Sarkozy ha avuto l'intelligenza d'intercettare, di vestire
con l'elegante abito di una grande conferenza alla Versailles e perfino di
riempire di qualche contenuto reale. L'Unione mediterranea di Paesi così
diversi per economia, sviluppo, regime politico, che si intendono su ambiente,
commerci e ogni altro grande tema dell'umana convivenza, solo perché bagnati
dallo stesso mare, è un'araba fenice. L'"Iniziativa di Barcellona"
era nata nel 1995 e da allora languiva in incontri senza importanza. Sarkozy l'ha sottratta a un consesso di funzionari euromediterranei - una
somma micidiale di burocrazia europea e levantina - trasformandola in un vertice di 43 capi di
Stato e di Governo. La pace fra arabi e israeliani non è affatto più vicina:
ieri si parlava ancora di un imminente attacco ai siti nucleari iraniani, che
riprecipiterebbe la regione nel caos. Ma lo sdoganamento politico di
Bashar Assad - ci piaccia o no il regime siriano - è una condizione necessaria
perché la pace fra arabi e israeliani, e quella fra gli arabi, siano
immaginabili. E questa è la premessa di un risultato ancora più importante per
Sarkozy. L'"Iniziativa di Barcellona" prevedeva una divisione dei
compiti nel processo di pace mediorientale: gli americani governavano la trattativa
politica, cioè decidevano, e gli europei mettevano i soldi per lo sviluppo
economico. Approfittando del vuoto lasciato nella regione dal fallimento
dall'amministrazione Bush, il presidente francese sottrae agli Usa il primato
del mediatore e affida all'Europa un ruolo politico. Forse dire Europa è troppo
generico: Sarkozy pensa alla Francia o nel migliore dei casia un'Europa
politica a guida francese come mediatore di pace. Non è solo sfrontatezza da
guascone, è anche realismo. Il Medio Oriente che interessa agli inglesi e ai
tedeschi non è sul Mediterraneo ma è quello petrolifero e nucleare del Golfo.
Gli italiani mancano di continuità per essere affidabili: alternano Governi
troppo filo-arabi ad altri troppo filo-israeliani, trasformando questa scelta
in una questione di politica interna, come se fossimo incapaci di formulare una
visione regionale equilibrata e di lunga durata. Probabilmente gli israeliani
non permetteranno mai che gli Usa perdano il loro primato nel processo di pace:
sanno che alla fine l'America sostiene sempre ciò che Israele decide. Gli
europei no. Ma quello che Sarkozy alla fine ha cercato di fare, convocando una
conferenza imperiale con parata finale di armi e valori repubblicani, è stato
di riempire un vuoto: quello che lascia l'assenza di leader. GRANDEUR E
REALISMO Il presidente francese approfitta del vuoto lasciato dagli Usa per
cercare di guidare un'Europa più assertiva.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 11 "Il voto di condotta pesi sulla promozione" L'idea del
ministro Gelmini contro il bullismo di SILVIA MASTRANTONIO ? ROMA ? "CREDO
che dovremmo reintrodurre la condotta come elemento di valutazione". Il
ministro Mariastella Gelmini mette un altro tassello sul disegno
dell'istruzione prossima ventura. Dopo il ritorno al grembiule ora annuncia che
sta studiando, in accordo coi protagonisti della scuola, anche il ripristino
del voto di condotta che non è sparito ovunque ma che comunque "non fa
media". Però le cose potrebbero cambiare: "Non basta indagare le
motivazioni che portano ad avere nel nostro Paese molti esempi di bullismo ? ha
spiegato ieri il ministro dell'Istruzione, parlando a Varese ? ma occorre anche
dare agli insegnanti uno strumento adeguato per poter pretendere disciplina e
rigore". Insomma, un'idea contro il bullismo. POI HA
PROSEGUITO:"Credo che valutare la maturità di un ragazzo ? ha aggiunto la
Gelmini ? significhi certamente valutare i suoi risultati dal punto di vista
dell'apprendimento, ma anche il comportamento e lo stile di vita". Che
vuol dire mettersi in relazione con gli insegnanti e imparare il rispetto delle
regole. Questo il pensiero del ministro condiviso dai presidi e dai genitori
cattolici, ma non dalle organizzazioni degli studenti di sinistra che accusano
la Gelmini di riproporre formule antiquate e inutili. "LA SVALUTAZIONE del
comportamento degli studenti ha portato risultati negativi sia nella crescita
della disciplina degli alunni che nella loro educazione. Ritornare
semplicemente al passato è difficile ? ha osservato Giorgio Rembado, presidente
della Associazione nazionale presidi ? occorre quindi una riflessione e una
discussione seria sulla questione, che porti a individuare le modalità più
adeguate per ridare peso a questa valutazione aggiuntiva". PER I genitori
democratici "non è con gli schemi sanzionatori che si risolvono i problemi
della scuola". Nel coro di consensi è compatta la maggioranza alla quale
si aggiunge l'Udc; mentre i dissensi registrano una posizione a metà del Pd con
Mariapia Garavaglia. Secondo la senatrice "la condotta è molto più
importante dei grembiuli, anche in considerazione di arginare fenomeni quali il
bullismo". QUINDI che possa essere introdotta la condotta ai fini della
valutazione non è un'ipotesi che vede la contrarietà di principio del Partito
democratico ma "il punto fondamentale è che sulla scuola bisogna agire al
più presto sul piano finanziario e la qualità". Punti nodali del dibattito
che riguarda il settore istruzione. Come confermato anche ieri dalla Gelmini i
tagli in arrivo non sono pochi, si parla di 87.000 insegnanti. Riduzioni che,
secondo il ministro "possono essere un'opportunità per
rivedere il sistema e per introdurre meno burocrazia, più semplificazione e soprattutto spazio al meriro".
"OGGI il bilancio della scuola e dell'università ? ha sottolineato
Mariastella Gelmini ? è ingessato e bisogna recuperare risorse per premiare il
merito e dare chance a chi lavora di più e meglio". I tagli,
tuttavia, restano un aspetto doloroso: "La Finanziaria ? ha precisato il
ministro ? risponde a un patto fatto con gli elettori: meno debito e meno spesa
pubblica. Voglio precisare che la ricerca non è stata tagliata, nemmeno negli
enti con meno di 50 addetti. Sull'università non si è applicato il taglio
lineare sul fondo di finanziamento ordinario". Il merito è il fulcro del
pensiero del ministro: per gli studenti ma anche per i docenti. "NON È UN
problema di anzianità degli insegnanti ? ha specificato ? quanto di
motivazioni: si è persa la percezione del ruolo dell'insegnante. Dobbiamo
rivedere il reclutamento, pretendere una formazione permanente e valorizzare il
merito". Anche con più soldi.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA
METROPOLI pag. 16 L'azienda non c'è più Dopo 24 anni la Provincia batte cassa
Budrio, nelle maglie della burocrazia ? BUDRIO ? "LA SUA AZIENDA è chiusa da 24 anni? Ce lo
dimostri e si presenti con una marca da bollo da 14 euro". La beffa suona
più o meno così. E i protagonisti di questo caso di burocrazia borbonica sono la Provincia e la ditta fantasma di Gino Marchi,
imprenditore in pensione di Budrio e padre di Andrea, ex consigliere
comunale a Castenaso. Urge riassunto. Palazzo Malvezzi invia una raccomandata
al signor Marchi ? spesa 9,16 euro ? nella quale chiede di certificare la
chiusura della sua impresa di autotrasporti, che ha cessato l'attività nel
lontano 1984, minacciandone la cancellazione dall'albo nel caso in cui non
presenti 'eventuali deduzioni'. Il signor Gino, che 24 anni fa aveva già
comunicato la cessione di attività alla Camera di commercio trasecola, ma pochi
giorni dopo riceve una seconda lettera in cui il settore pianificazione
territoriale e trasporti della Provincia comunica di avere a sua volta
accertato, 24 anni dopo, la cessione dell'attività. CHIEDE all'imprenditore di
presentarsi per ritirare il certificato di cancellazione con una marca da bollo
da 14,62 euro. "Sarebbe interessante conoscere il costo di tutte le raccomandate
che la Provincia inoltra alle ditte di autotrasporto chiuse da anni, come
quella di mio padre", commenta Andrea Marchi, secondo cui "alla
Provincia sarebbe bastato collegarsi alla banca dati della camera di commercio
per tanti passaggi inutili, ma soprattutto tempo e denaro". Ma il
vicepresidente di Palazzo Malvezzi, Giacomo Venturi, non ci vede alcuno
scandalo. "La cancellazione di questa impresa ? replica ? rientra
nell'ambito di un più vasto progetto di pulizia dell'albo degli autotrasportatori,
gestito dall'amministrazione provinciale dal 2002. Ciò si è reso necessario in
quanto, purtroppo, è stata ereditata una situazione non aggiornata delle
imprese iscritte (prima l'albo era gestito dalla motorizzazione civile)".
E AGGIUNGE: "E' un lavoro straordinario in cui stiamo impegnando energie
per assicurare quanto prima una situazione regolare dell'albo ed è spiacevole
che questo impegno venga considerato come esempio di burocrazia
borbonica". Per Venturi, inoltre, "la maggior parte delle imprese non
sono state rispettose della norma" in quanto "per cessare l'attività
di autotrasporto in conto terzi non è sufficiente rivolgersi alla camera di
commercio ma va anche chiesta la cancellazione dall'albo". Nel caso
specifico, secondo la Provincia l'imprenditore di Budrio "avrebbe dovuto
cancellarsi volontariamente già nel 1984". Ma, aggiunge Venturi, "in
ogni caso ci stiamo attrezzando per colmare questa mancanza e monitorare le
posizioni che cessano per procedere poi d'ufficio". Lorenzo Priviato
Image: 20080715/foto/923.jpg.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN DONATO
SEGRATE CASSANO pag. 16 L'Ufficio stranieri trasloca in settembre in via De
Nicola SAN GIULIANO SEDE MIGLIORE ? SAN GIULIANO ? TRASLOCO in vista per
l'ufficio stranieri. Da settembre troverà spazio in via De Nicola.
Un'importante novità che ha lo scopo di agevolare i cittadini immigrati alle
prese con diverse pratiche. Dalla sede decentrata dell'ex municipio in piazza
Della Vittoria al vecchio quartier generale della polizia locale. Il personale
dello sportello verrà trasferito nei locali della pianterreno in un ambiente
più ampio e accogliente dove Anagrafe, ufficio tecnico e servizi sociali
saranno a portata di mano. Gli stranieri non dovranno più fare avanti e
indietro. Le procedure saranno più semplici e gli uffici facilmente
raggiungibili. Si avrà così un evidente risparmio di tempo. Meno pensieri per
chi lavora. Non cambieranno tuttavia le figure di riferimento. A disposizione dei cittadini figure preparate in grado di
orientarli nel marasma della burocrazia. Questi i motivi principali che hanno portato a una
riorganizzazione del servizio. Il numero dei residenti stranieri nella città di
Marco Toni è in continuo aumento, chiariscono dal Comune. Dopo i primi anni di
rodaggio è giunto il momento di aggiustare il tiro. Tanto più che la
Provincia di Milano si è dimostrata decisa a potenziare gli uffici stranieri.
Em. Cap.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
governatori del Friuli Vg e del Veneto: "È un'opportunità da sfruttare, ma
prima facciamo le infrastrutture e miglioriamo la logistica e i servizi"
Il presidente veneto: "Stop alle specialità" Tondo: "La nostra
specialità non è più un totem" Il 15 settembre vertice con Frattini sul
nucleare Asse Tondo-Galan: "Ora via all'Euroregione" dall'inviato
PAOLO MOSANGHINI MESTRE. È l'Euroregione il futuro del Nord Est. Per questo
bisogna accelerare la realizzazione delle infrastrutture, migliorare la
logistica, potenziare i servizi. Per dare contenuto a "un
contenitore", come lo chiama il presidente del Friuli Venezia Giulia,
Renzo Tondo. E anche il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, è d'accordo e
ricorda che il merito dell'intuizione dell'Euroregione fu di Riccardo Illy, che
vide un'opportunità per tutto il Nord Est. "Il Friuli Venezia Giulia ha
rappresentato la frontiera del nostro Paese; ora questa posizione geografica è
diventata un'opportunità. Rimangono da risolvere i problemi legati alla
sicurezza e alla presenza di extracomunitari. Ma ribadisco che a me interessano
i contenuti. Non c'è dubbio che l'Euroregione sia una condizione da sfruttare,
ma servono infrastrutture, la Tav, il Corridoio V per contribuire alla
crescita", ha sottolineato ancora Tondo. I governatori del Friuli Venezia
Giulia e del Veneto, assieme all'assessore all'industria della Provincia di
Trento, Marco Benedetti, si sono confrontati, a Mestre, sul tema "Nord
Est: ponte tra l'Italia e l'Europa", nel corso della presentazione del
"Rapporto sulla società e sull'economia Nord Est 2008", elaborato
dalla Fondazione Nord Est. La riflessione dei due governatori del centrodestra
comincia dai dati illustrati. "Sono positivi, anche se emerge che il
Friuli Venezia Giulia è cresciuto meno delle altre regioni del Nord Est. Questo
non elimina la nostra preoccupazione e ci spinge a intervenire - è il commento
del presidente Fvg Tondo - per favorire la crescita delle piccole e medie
imprese, l'autoimprenditorialità, la crescita dimensionale. Molte cose si
possono ancora fare, anche se non è facile". Per Galan il Nord Est - che è
cresciuto e cresce nonostante l'Italia e un "sud che si crogiola
nell'assistenzialismo" - e il Veneto - con la sua esperienza - sono il
punto di forza dell'Euroregione. Certo - rilevano i due presidenti - sono
necessari il federalismo e una forte autonomia che permetta di stringere le
relazioni con i Paesi della macroarea disegnata per la prima volta nel 2005. La
"missione" è evidente, secondo il presidente veneto. "Serve un
contratto diventato ormai inderogabile con il Sud: qualche coraggioso dica a
loro che non si può proseguire in questo modo, la classe politica del Sud se ne
renda conto altrimenti va commissariata", è il Galan-pensiero. Il quale
tuttavia ha qualcosa da dire anche sulle Regioni autonome: "È ora di
passare al superamento delle autonomie speciali, che presentano aspetti e
privilegi inconcepibili, inammissibili e alcuni anche odiosi", e ha citato
l'esempio della benzina regionale scontata. "Ho sempre sostenuto che la
nostra autonomia non è un totem", ha replicato Tondo. E, ribadendo che la
specialità del Friuli Venezia Giulia è ben diversa da quella delle Province di
Trento e Bolzano e delle altre regioni autonome italiane, il presidente ha
dichiarato di ritenere che in uno in Stato che si avvia al "federalismo
vero" l'autonomia possa anche essere superata. Ma il vero tema, secondo
Tondo, è guardare ai nuovi mercati, puntare alle riforme, avviare la
semplificazione del sistema burocratico, potenziare le infrastrutture, dai
porti agli aeroporti, alle autostrade. "Perché rafforzando il Friuli
Venezia Giulia e il Nord Est si rafforza il Paese. Certo, sono preoccupato per
la situazione delle finanze, ma le linee direttrici sono queste", ha aggiunto.
L'Euroregione non è in "contrasto con la Padania", come pure sono da
superare le resistenze della Farnesina nei confronti di queste nuove
collaborazioni in materia di politica internazionale, ha argomentato Galan.
Tondo ha quindi ricordato che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sarà a
Trieste il 15 settembre per un summit con i presidenti e gli esponenti dei
territori che potenzialmente fanno parte della macroregione. Tra gli argomenti
in agenda con Frattini, ha anticipato, ci potrebbe essere anche quello del
raddoppio della centrale nucleare di Krsko. Nuclearista convinto, il
governatore ha indicato anche in questa possibilità un esempio di possibile
cooperazione su un tema portante quale l'energia, e ha evidenziato la necessità
di arrivare a un'Europa della condivisione in cui un cittadino possa, ad
esempio, contare su un unico 118 in caso di emergenza. Un ragionamento, ha
detto ancora Tondo, che implica una valutazione diversa rispetto a quella
operata dalla Slovenia quando, nonostante le critiche ricevute,
ha deciso di imporre un bollino semestrale unico per il transito sulle proprie
arterie stradali principali. Invece, "se l'Europa continua a essere una
fonte di burocrazia non
facciamo certo un servizio ai cittadini e partiamo con il piede sbagliato",
ha concluso Tondo.
( da "Vita non profit online" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reading time:
3 minutes --> by Gabriella Meroni - pubblicato il 15 Luglio 2008 alle 09:49
Disponibili anche nuovi strumenti per la redazione dei bilanci, a cura di
CSVnet Il CSVnet, il Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il
Volontariato, è impegnato in queste settimane in un percorso di formazione e di
accompagnamento per i Centri di Servizio che ha lo scopo di promuovere le
pratiche di rendicontazione e di trasparenza presso i CSV e le organizzazioni
di volontariato. In questi giorni ha licenziato le Linee guida sulla
valutazione dei CSV, frutto di una intensa collaborazione con l'IRS, l'Istituto
di Ricerca Sociale guidato da Emanuele Ranci Ortigosa. Approvate in prima bozza
lo scorso anno e già sottoposte alla sperimentazione di otto CSV, le Linee Guida
hanno lo scopo di valutare, su basi scientifiche e condivise, l'efficienza e la
ricaduta sul territorio di riferimento delle attività e dei servizi dei CSV. La
versione definitiva sarà approvata dall'assemblea nazionale di CSVnet del
prossimo autunno (3/5 ottobre a Grado) e quindi messa a disposizione di tutti i
CSV, dell'intero mondo del volontariato e dei loro interlocutori istituzionali.
Nella direzione della trasparenza è anche l'adozione di pratiche di
rendicontazione adeguate alle organizzazioni di volontariato. Per questo CSVnet
sta sostenendo i CSV nella sperimentazione e nell'aggiornamento delle linee
guida per la redazione dei propri bilanci, dopo aver adottato come base di
partenza le “Linee guida per la redazione del bilancio di esercizio degli enti
non profit”, realizzate dall'Agenzia per le Onlus. Uno strumento utile perché
aiuta a rendere conto delle proprie attività non solo al mondo del
volontariato, proprietario e utilizzatore dei CSV, ma anche alle fondazioni di
origine bancaria che li finanziano e alle istituzioni. Uno strumento che si
affianca alle linee guida per il bilancio sociale dei CSV, oggi utilizzate dal
70% di essi. “Si tratta di strumenti fondamentali per misurare e valutare la
propria attività, non in maniera autoreferenziale, ma con percorsi precisi che
qualificano chi li compie e comunicano informazioni precise agli interlocutori.
La scelta di CSVnet è stata quella di non fare improvvisazione, percorsi autodidattici o burocrazia, ma di rivolgersi alle competenze scientifiche e tecniche
esistenti e di costruire con loro percorsi e strumenti da sperimentare e
mettere a disposizione dell'intera rete dei CSV. Un segno concreto sulla strada
dell'efficacia e dell'efficienza, fondamentali quando si utilizzano i soldi di
tutti e quando si lavora per il volontariato”. Entrambe le
linee guida (valutazione e rendicontazione) sono disponibili on line sul sito
di CSVnet: www.csvnet.it Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing
elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut
enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip
ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate
velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint occaecat
cupidatat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est
laborum. -->.
( da "Opinione, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è
Mar, 15 Lug 2008 Edizione 146 del 15-07-2008 Intervista a Massimo Calearo/ A
Veltroni dico: "Troppe chiacchiere" E il federalismo fiscale è una
priorità di Aldo Torchiaro Massimo Calearo, vicentino, già presidente di
Federmeccanica, è un dirigente d'azienda prestato alla politica, a cui chiederà
comunque ? in nome collettivo ? tutti gli interessi. Eletto alla Camera dei
Deputati con il Partito Democratico, tra qualche se e non pochi ma, chiede
attenzione per il suo Veneto ma soprattutto nessuna ipocrisia a Veltroni, quando si parla di lotta alla burocrazia e di detassare le imprese. E punta l'indice contro un
parlamentarismo dissociato dalla vita reale del Paese. Malgrado la sua
candidatura, Calearo, il Pd nel Nord Est proprio non prende voti? Il Pd fa
molta fatica al Nord Est, anche perché non viene capito dalla gente. La
Lega è stato l'unico partito che è riuscito a parlare davvero alla gente,
dobbiamo dirlo. E' stato l'unico partito che ha saputo andare nei bar,
frequentare dall'interno il mondo reale. Spiegando le cose che non andavano. E
io dico oggi al Pd di fare l'inverso: parlare non alla pancia della gente, ma
al cuore per arrivare alla testa. Cosa bisogna dire alla gente? Ci sono alcuni
fattori molto sentiti dalla gente del Nord. Uno è la sicurezza: non possiamo
continuare a dire che è più sentita che reale, perché l'allarme è reale e
serio. E c'è troppa burocrazia, la gente vuole tempi veloci
e non vede come sia possibile al giorno d'oggi fare i conti con uno Stato lento
e ingessato. Su tutto c'è la priorità del federalismo fiscale. Il federalismo
fiscale è molto sentito, ma non si risolve dicendo che tutti nel Nord Est
vogliono tenere tutto quel che producono. E' sparita l'idea che i vicentini
pensano a Vicenza e i veneziani a Venezia: noi tutti pensiamo che l'Italia deve
emergere tutta insieme, o non emergerà affatto. Il sistema Italia però si aiuta
così, dando competitività e non sostegni statali a vuoto. Il modello Nord Est
non è esportabile? Intanto però non facciamone un mito. Nel Nord Est l'impresa
è competitiva fino al cancello della propria impresa. Poi dal cancello in poi
qualche volta la strada non va da nessuna parte: il problema delle
infrastrutture è serio anche da noi. E' un grosso problema proprio perché il
Nord Est è molto produttivo ed è la porta dell'Est, abbiamo come sbocco la
nuova Europa allargata, fatta di 500 milioni di clienti. E le strade per
raggiungerli? E la tav, dov'è? Mi racconta come è nata la sua candidatura? Mi
sembra che anche il Pdl l'aveva corteggiata? La mia idea era quella di tornare
in azienda e al limite impegnarmi con la Confindustria, che è una cosa che ben
conoscevo. Alla politica non pensavo assolutamente soprattutto con l'idea di
avere a che fare con 23 gruppi in parlamento non mi avrebbe mai allettato. Sono
stato contattato in parte dal centrodestra, in parte dalla Lega. Poi una sera,
era un venerdì, il capogruppo del Pd in Veneto Michele Giarretta mi ha chiamato
a casa per dirmi che Veltroni mi voleva, e mi ha proposto di fare il numero uno
del Pd nel collegio Veneto Uno. Ho guardato il telefono mentre mi parlava e gli
ho risposto: Giarretta, vuoi un no subito o te lo posso dire lunedì? Mi ha detto
che potevo pensarci. E poi? Sono andato a parlare con una persona di cui mi
fido, Montezemolo. Gli ho chiesto un consiglio e lui mi ha suggerito di parlare
direttamente con Veltroni per capire quale era la proposta concreta. C'è
andato? Si, due giorni dopo. Ho incontrato Veltroni e gli ho chiesto cosa mi
proponeva. Lui: "di fare il capolista". Gli ho risposto che non
bastava, e lui mi ha guardato come se fossi pazzo. Cosa gli ha chiesto? Se
vinciamo, il Veneto deve avere almeno un ministro. Non devo essere io, ma ci
deve essere almeno un ministro. Veltroni mi ha detto che non ci aveva pensato,
ma che forse era possibile garantirmelo. E la cosa è rimbalzata sui giornali
eil centrodestra ha ripreso il tema, c'è stato un rincorrersi nei duelli
televisivi. La Lega ha rilanciato: Berlusconi faccia cinque ministri veneti!
Ecco, oggi se il Veneto ha tre ministri nel governo Berlusconi forse una parte
della "colpa" ce l'ho anch'io. L'agenda politica è occupata da altri
temi, oggi. La giustizia su tutti? Mi sto rendendo conto di una cosa,
probabilmente sbagliando: la politica parla di se stessa come se fosse il vero
centro del mondo. Ma la gente normale vive una vita totalmente diversa. E lei
come vive il rapporto con la politica? A una certa ora, esco da Montecitorio e
cerco di tagliare i ponti con i parlamentari, i quali invece si frequentano
sempre e solo tra di loro. Vado a cena con i miei clienti e fornitori, rientro
nei miei panni di imprenditore e tutto sommato di normale cittadino. Lì mi
rendo conto di quanto coesistano due mondi diversi: uno parlamentare e uno
reale, e che questi due mondi faticano a parlarsi e a capirsi. Deluso anche da
chi l'ha eletto? La politica vende gelati in Alaska, anche grazie al sistema
dei media nazionale. Si continuano a vendere bellissime idee e promesse che
comunque non vengono messe in pratica e alla fine non si realizzano. Ma non so
per quanto tempo la politica, di destra e di sinistra, potrà andare avanti
senza occuparsi dei problemi reali. Dei quali si occupano ministri veneti come
Brunetta e Sacconi, ad esempio. Se lei fosse al governo cosa farebbe? Per
fortuna non ci sono. E alla Camera parlo solo di cose che so: il costo del
lavoro, per esempio. Ho introdotto uno stile di attività parlamentare mio: mi
sono imposto di non votare leggi che non conosco, e ne voglio approvare il meno
possibile, per ogni nuova legge ne voglio abolire cinque.
( da "Arena.it, L'" del 15-07-2008)
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15
Luglio 2008 Marcegaglia: "Questo è il nostro laboratario" Il
Nordest rimane un laboratorio anche per Confindustria. Lo ha affermato il presidente
dell'associazione degli industriali, Emma Marcegaglia, dal palco del Laguna
Hotel, dove ieri è stato presentanto il IX rapporto della Fondazione Nord Est.
"Qui c'è una forte capacità di tenuta e anticipazione, è un vero e proprio
laboratorio", ha spiegato Marcegaglia, "per trovare spunti e modi che
mirano al cambiamento anche all'interno di Confindustria in modo da poter
rispondere alle esigenze delle imprese". E la richiesta, sottolineata
anche dall'indagine della Fondazione, è quella riguardante i temi
dell'internazionalizzazione e l'innovazione. "Come Confindustria", ha
sottolineato, "dobbiamo proseguire il lavoro fatto finora in tema di aiuto
alle imprese sui mercati esteri specialmente per le piccole aziende: sono state
fatte 36 missioni in 4 anni, la prossima sarà in Russia e vorremo che anche
dopo la missione le aziende tengano come punto di riferimento l'Ice, le
ambasciate o alcune banche". Sui temi di politica economica nazionale, Marcegaglia è tornata a battere sui tasti della burocrazia e spesa pubblica ribadendo la
necessità della semplificazione/efficienza e della riduzione dei costi. E una
via è quella del mercato. "Serve", ha ribadito con forza, "più
mercato e cultura d'impresa, bene le misure contro i fannulloni e il lavoro di
Brunetta, bisogna continuare". E infine ha puntato il dito sul
Dpef. "Non ci piace", ha concluso, "la mancanza di investimenti
nelle infrastrutture e la pressione fiscale sulle imprEse che rimane oltre il
40% ma che in alcuni casi arriva a toccare il 60-70%". P.D.B. .
( da "Opinione, L'" del 15-07-2008)
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Oggi è
Mar, 15 Lug 2008 Edizione 146 del 15-07-2008 Intervista a NEWT GINGRICH/ Macché
Obama! Il vero cambiamento è nel libero mercato di Cristiano Bosco "Non
appena gli americani scopriranno quali sono le vere soluzioni di Barack Obama
su energia, economia, sicurezza nazionale ed educazione, comprenderanno che il
problema non è legato alla sua esperienza, ma alle sue idee politiche
sbagliate". Lo dichiara Newt Gingrich, ex portavoce del Partito
Repubblicano alla Camera. Gingrich è il protagonista della "rivoluzione repubblicana",
attraverso il famosissimo "Contratto con l'America", manifesto del
conservatorismo antistatalista, idea che fu ripresa anche da Silvio Berlusconi
per le elezioni del 2001. Portò i repubblicani a vincere le elezioni di medio
termine del '94 e a conquistare la maggioranza della Camera, fatto che non si
ripeteva da quarant'anni. Alla testa del movimento politico "American
Solutions", propone a tutti i partiti una "Platform" (programma)
in 91 punti sintetizzabili in: conservazione dei valori fondamentali degli Usa
per garantire più libertà individuale e modernità. Newt Gingrich è un uomo
politico concreto. Nel 1995, Time lo nominò "Persona dell'Anno", per
il modo in cui condusse la "rivoluzione repubblicana", attraverso il
famosissimo "Contratto con l'America", quintessenza del
conservatorismo antigovernativo, idea vincente che fu ripresa anche da Silvio
Berlusconi per le elezioni del 2001. Portò il Grand Old Party a vincere le
elezioni di medio termine del '94 e a conquistare la maggioranza della Camera,
cosa che non accadeva da quarant'anni. Da Speaker of the House riuscì a
condizionare in maniera determinante, con una strenua opposizione, la politica
di Bill Clinton, al punto che molti lo definirono "il primo ministro
repubblicano", figura che governava il Paese, a scapito dell'inquilino
della Casa Bianca, che fu costretto a ribadire che il presidente era una figura
"rilevante". A colloquio con L'Opinione, Gingrich, ancora oggi
conservatore di spicco e leader di un movimento di grande successo, dice la sua
sulle elezioni presidenziali, sull'America e su numerosi altri temi. In una
recente intervista, ha dichiarato che gli elettori americani non punteranno su
Barack Obama, non per la sua mancanza di esperienza, ma per le sue idee
politiche. Ritiene che John McCain e i Repubblicani dovrebbero smetterla di
attaccare l'inesperienza di Obama? Qual è il lato debole di Obama, sul quale
dovrebbero invece concentrarsi? Gli americani desiderano disperatamente
un'elezione basata su idee e soluzioni, di un candidato che possa portare reale
cambiamento all'America. In questo clima, la campagna di McCain commetterebbe
un grave errore se concentrasse i propri attacchi sull'inesperienza di Obama.
Il senatore McCain dovrebbe sfidare il senatore Obama, invitandolo a esprimere
chiaramente le sue soluzioni e confrontarsi in un dibattito serio e civile su
quali siano le migliori soluzioni per l'America. Non appena gli americani
scopriranno quali sono le vere soluzioni di Obama, comprenderanno che il
problema non è legato alla sua esperienza, ma alle sue idee politiche
sbagliate. L'America deve fronteggiare numerose e importanti questioni
riguardanti energia, economia, sicurezza nazionale ed educazione. In circa 35
giorni, più di 1 milione e 300 mila cittadini hanno firmato la nostra petizione
"Drill Here, Drill Now, Pay Less" ("Trivelliamo qui. Trivelliamo
ora. Paghiamo meno"), con la quale si chiede al Congresso di agire
immediatamente per ridurre al più presto i prezzi della benzina. La vera
domanda, quindi, è conoscere quali sono le posizioni del senatore McCain e del
senatore Obama al riguardo. Il senatore Obama è d'accordo con gli americani, a
favore dell'uso di energia nazionale? Se il senatore McCain decidesse di
sviluppare le proprie proposte in accordo con gli americani, obbligando il
senatore Obama a spiegare le sue soluzioni, la gente potrebbe iniziare a
rendersi conto che le posizioni di estrema sinistra di Obama, che includono
l'aumento delle tasse, non sono in sintonia con il tipo di cambiamento
desiderato dagli americani. Quando iniziò la campagna presidenziale, alcuni
ipotizzarono una Sua candidatura. Dato il Suo ottimo curriculum da deputato e
da Speaker of the House, molti credono tuttora che Lei sarebbe stato il
perfetto candidato repubblicano. Perché decise di non candidarsi? Quali sono i
Suoi progetti per il futuro? La mia decisione di non correre per la presidenza
fu una conseguenza della scelta che dovetti fare su come meglio servire il mio
Paese. Mentre stavo prendendo in considerazione l'ipotesi di candidarmi alla
Casa Bianca, la mia organizzazione da poco formatasi, "American Solutions
for Winning the Future", organizzava il suo primo "Solutions
Day". Dopo l'enorme successo di quell'evento, mi fu chiaro che sarei stato
più efficace come leader di cittadini attraverso "American
Solutions", la quale, in seguito al "Solutions Day", stava
dimostrando di essere una voce attiva e di successo per le elezioni 2008 e
oltre. Credo anche che il grado di cambiamento di cui l'America ha bisogno debba
essere realizzato attraverso i 513.000 funzionari eletti nel nostro Paese ? non
dalla sola presidenza. Per questo motivo, per i prossimi quattro anni mi
dedicherò nel rendere "American Solutions" un movimento per il reale
cambiamento di cui l'America necessita. Un vero cambiamento che non arriverà da
Washington, ma dal popolo americano. Il nostro primo obiettivo,
nell'organizzazione, era trovare soluzioni che tutti gli americani ?
democratici, repubblicani e indipendenti ? potessero condividere: abbiamo
sviluppato con successo la "Platform of the American People",
programma che contiene 91 punti sostenuti da un vasto numero di americani. Da
qui, svilupperemo una nuova generazione di soluzioni per aiutare i cittadini e
i funzionari eletti a ottenere un reale cambiamento. Parte della strada in
questa direzione include la trasformazione dell'attuale sistema sanitario in un
sistema sanitario del 21esimo secolo, basato su scienza e tecnologia e guidato
dalle imprese ? progetto su cui lavoro con il mio "Center for Health Transformation".
Infine, ho deciso che mi sarei impegnato al massimo in qualità di cittadino
attento alle idee e alle soluzioni, al lavoro con tutti gli americani per
creare un vero cambiamento. È stata la giusta decisione. Chi crede vincerà le
elezioni a novembre, e come cambierà l'America? A quattro mesi di distanza
dalle elezioni generali, è troppo presto per dire quale candidato sarà il
prossimo Presidente degli Stati Uniti. La corsa presidenziale 2008 è una delle
più straordinarie e incerte della storia americana. Al momento, il senatore
Obama sta guidando una campagna assai popolare e di grande successo, ma sembra
che le sue posizioni si stiano spostando troppo a sinistra ? alzare le tasse e
promettere molti programmi costosi potrebbe danneggiarlo. Allo stesso tempo, il
senatore McCain potrebbe tornare a essere un "Maverick" e dimostrare
agli americani che ha soluzioni reali, nuove idee, e che non fa parte dello
stesso Partito Repubblicano che abbiamo visto negli ultimi otto anni. Tutto
dipende da quale candidato offrirà le migliori soluzioni per gli americani, e i
prossimi mesi lo riveleranno. Ci troviamo di fronte a una scelta: il nostro
governo può rimanere nel mondo che fallisce, oppure può raggiungere il resto
dell'America, nel mondo che funziona. Parte della ragione per cui ho scritto il
libro "Real Change" è perché sussiste un'evidente dicotomia tra il
modo fallimentare in cui funzionano il nostro governo e la burocrazia
e il modo con cui hanno successo l'imprenditorialità e l'innovazione. Se il
senatore Obama venisse eletto e seguisse la sua politica di aumento delle tasse
e di big government, potremmo assistere a un cambiamento, ma non
necessariamente positivo. In ogni caso, se il senatore McCain o il senatore
Obama decideranno di ascoltare gli americani e adotteranno politiche in favore
di tecnologia e innovazione, incremento degli incentivi e trasformazione di
sistema sanitario ed educativo, vedremo un reale e positivo cambiamento.
Recentemente, ha presentato una petizione: "Trivelliamo qui. Trivelliamo
ora. Paghiamo meno", una soluzione per abbassare il prezzo della benzina.
Pensa che ciò potrebbe convincere il Congresso a votare in questa direzione? La
nostra prossima sfida è trasformare questo segnale di allarme in azione
politica a Washington, convincendo il Congresso a sbloccare le risorse
nazionali. Se il Congresso non sarà convinto da tutto questo, penso che gli
americani mostreranno la loro disapprovazione non votando gli attuali membri di
Camera e Senato il prossimo autunno. Il senatore McCain ha deciso di ascoltare
gli americani prendendo una netta posizione sulla politica energetica e
promettendo di mettere fine alla moratoria del 1982 che proibisce le
trivellazioni di gas e petrolio al largo delle coste americane. Il senatore ha
inoltre proposto di offrire 300 milioni di dollari a qualsiasi casa
automobilistica o individuo in grado di sviluppare una migliore batteria per
l'automobile, e 5000 dollari in benefici fiscali ai consumatori che acquistano
veicoli a emissioni zero. Da tempo sono un sostenitore dell'uso di premi e
incentivi per spronare l'innovazione tra i cittadini. La posizione di McCain
sulla politica energetica e sugli incentivi dimostra che si sta concentrando
sullo sviluppo di soluzioni positive per gli americani. Qual è la Sua previsione
per il futuro dell'economia americana? C'è qualche speranza per chi crede nel
libero mercato e in un minore intervento del governo nell'economia, oppure
prevarranno le istanze interventiste? Dando un'occhiata alla storia,
all'innovazione e alla tecnologia americana, si noterà che nella maggior parte
delle occasioni l'approccio caratterizzato dal libero mercato e dal governo
limitato si è rivelato quello di maggior successo. La sinistra è del tutto
contraria a questo, essendo in favore di massicci incrementi delle tasse e
aumento della spesa pubblica, con il rifiuto del libero mercato. Dobbiamo
invece concentrarci sul controllo della spesa pubblica, sull'espansione degli
scambi commerciali e sul taglio della eccessiva e falcidiante pressione fiscale
che condiziona le imprese e le industrie americane. Su YouTube c'è un mio video
chiamato "FedEx vs. Government Bureaucracy" ("FedEx contro la Burocrazia del Governo" Ndr) che mostra il
gap esistente tra il successo del settore privato dell'America, ovvero il mondo
che funziona, e il fallimento della burocrazia del governo, ovvero il mondo che fallisce. Nel video faccio il
confronto tra l'abilità di FedEx e Ups nel tracciare milioni di pacchi in
movimento ogni giorno, mentre il governo federale non riesce a localizzare
10-20 milioni di persone che vivono nel nostro Paese illegalmente. Sembra che
il governo federale sia indietro di decenni rispetto al resto del Paese. Penso
che il candidato che capirà il mondo che funziona e modellerà la propria
politica economica su sperimentate soluzioni e incentivi basati sul mercato
sarà quello che piacerà di più agli americani.
( da "Sestopotere.com" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
(15/7/2008
10:16) | (Sesto Potere) - Como - 15 luglio 2008 - Sulle riforme "il
dialogo non solo è possibile, ma auspicabile", ha detto il ministro dell'Interno
Maroni che si è incontrato ieri a Como con i presidenti delle Province
lombarde, un dialogo che Maroni ritiene di non aver mai smesso di praticare,
anche con il Pd. Il Governo, ha riferito il ministro dell'Interno, si è posto
l'obiettivo di approvare il federalismo fiscale entro l'anno inserendolo nel
collegato alla Finanziaria. "è un obiettivo ambizioso - ha detto - e ci
saranno mille difficoltà, ma l'approvazione anticipata della Finanziaria mi fa
pensare che ci siano più spazi per questa che è la riforma delle riforme".
Il modello di federalismo a cui si ispira il Governo è la proposta di legge al
Parlamento approvata dalla Lombardia: "è un modello sostenibile", ha
dichiarato il ministro riferendosi ai timori delle regioni meridionali. Queste,
ha spiegato Maroni, possono contare "sul piano strutturale quinquennale
dell'Unione europea che attribuisce alle regioni del sud oltre 100 miliardi di
euro", soldi che "vanno extra rispetto alle regioni del nord. La
compatibilità finanziaria c'è". Quanto al codice delle autonomie, Maroni
ne prevede l'approvazione in Consiglio dei ministri entro la fine di settembre.
"Dobbiamo correre", ha detto il ministro che si propone di arrivare
alle elezioni provinciali del 2009 a Milano con la nascita della Città metropolitana
già avvenuta. "I tempi sono stretti, ma c'è già un documento dal quale
partire, quello scritto dai ministri del Governo Prodi, Amato e Lanzillotta,
che però non è mai arrivato in Aula. Intendiamo approvarlo con alcune modifiche
per arrivare a una legge delega entro la fine dell'anno". Le province, ha
poi spiegato, "sono importanti e non saranno abolite, ma dovranno avere
più potere e per questo metteremo mano agli enti intermedi". Il ministro
ha anche assicurato che le prime elezioni per la nuova provincia di Monza e
Brianza, quale modello di provincia nuova, più snella e con
meno burocrazia, si
terranno nel 2009, come da programma, senza slittamenti né proroghe. Per quanto
riguarda la sicurezza negli enti locali, il ministro Maroni ha lanciato i patti
provinciali per la sicurezza, facendo seguito ai patti per la sicurezza firmati
già da 20 comuni. "La sicurezza - ha spiegato il ministro - è un
problema di Milano, ma anche del comune di Pino sul lago Maggiore. Per questo
ho chiesto alle province di segnalare la disponibilità a definire dei patti
provinciali sulla sicurezza". Maroni ha anche ricordato che nel decreto
sicurezza è stato introdotto il concetto di 'sicurezza urbana' e che per il
2009 è stato previsto un fondo specifico di 100 milioni di euro.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 15-07-2008)
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Tra il '98
e il 2001 locazione senza contratto. A breve sarà chiusa la pratica con la
Questura nei locali dal 2005 Comune, arrivano i soldi dell'Ariete Dopo dieci
anni recuperati gli affitti della sede della Brigata. Ma
non ci saranno gli interessi Che i tempi della burocrazia italiana siano lenti non è certo una notizia. Ma che tra
l'amministrazione dell'Esercito e un ente locale ci volessero quasi dieci anni
per chiudere una pratica e per ricevere i soldi arretrati di una locazione,
forse, è un po' insolito. Ma così è. E dopo una buona dose di pazienza
il Comune di Pordenone è riuscito a chiudere un'istruttoria-lumaca che porterà
nelle sue casse circa 370 mila euro che l'amministrazione avanzava proprio
dall'Esercito. Una somma legata all'affitto dei locali dello stabile in piazza
del Popolo dove fino al 2001 ha trovato sede il comando della Brigata Ariete e
dove - dal 2005 - è stata realizzata la Questura. L'Amministrazione ha deciso
di "transare", non certo sulla cifra che deve essere dovuta ma sugli
interessi maturati nel tempo di mancato introito delle rette di locazione.
L'alternativa sarebbe stata quella di allungare ancora di più i tempi. E poi,
l'Ariete è pur sempre cittadina onoraria del comune capoluogo. Perciò - dopo
che tutti i timbri dei vari uffici sono stati posti - la giunta ha dato il via
libera agli uffici per la chiusura della pratica.Una storia che comincia nel
'97 quando era scaduto il contratto di locazione. Ma per ovvi motivi il comando
della Brigata Ariete aveva continuato ad occupare l'edificio di piazza del
Popolo. Fino al 2001 non c'è stato un contratto di locazione e quindi era
mancato anche l'introito del canone da parte del Comune. Ed è proprio su questo
periodo di mancati pagamenti che il municipio aveva inoltrato le pratiche per
la regolarizzazione. L'incartamento, però, ha dovuto attraversare molti uffici
e ricevere un'infinità di nullaosta e timbri. Con la conseguenza che c'è voluto
tutto questo tempo per riuscire ad arrivare alle firme finali: 370 mila euro
arriveranno nelle casse comunali. Senza però interessi, come previsto dalla
"transazione". Una cifra che negli anni era sempre stata messa a
bilancio poiché considerata sicura. Ora non sarà più solo virtuale.Ma non è
finita. Nel 2001 l'Ariete ha lasciato la palazzina per spostare la sede nella
caserma "Mittica". Sono stati eseguiti dei lavori e nel 2005 lo
stabile è stato trasformato in sede della Questura. Ebbene, anche in questo
caso la burocrazia e le procedure troppo articolate
non hanno ancora consentito al Comune di vedere il canone di affitto. Ma in
questo caso i tempi saranno molto più brevi: sembra infatti che la pratica sia
nella fase di chiusura.D.L.
( da "Varesenews" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Varese -
Vertice in Provincia, con il ministro e il capo della polizia. Al termine, la
diagnosi del problema e le iniziative del governo per il territorio Maroni:
"A Varese non c'è allarme sicurezza" "In provincia di Varese non
ci sono particolari allarmi, la microcriminalità è nella media. Ma noi
vogliamo ridurre ancora di più i pericoli". Se il problema sicurezza vi
preoccupa, le parole del ministro dell'interno, Roberto Maroni dovrebbero
tranquillizzarvi. Il comitato per l'ordine e la sicurezza, riunito questa
mattina in Provincia, ha raccolto i problemi del territorio. Ne sono emersi:
reati nella media ma domanda di presenza delle forze dell'ordine sulle strade,
un bisogno di più agenti su Malpensa, richieste di una maggiore attenzione
investigativa al sud della provincia dove, in alcuni comparti economici, c'è
un'infiltrazione dell'ndrangheta. Che non spara, ma investe e ricicla. Tolto
questo punto oscuro, il resto è un quadro nella media. Il vertice, ha
sottolineato il ministro, ha inaugurato un approccio federalista al problema
sicurezza. "Ogni provincia ha problemi specifici ? ha detto ? e vanno
affrontati partendo dal territorio, dobbiamo puntare sulla prevenzione,
coinvolgendo i sindaci, dobbiamo presidiare i quartieri, le strade, far sentire
la gente al sicuro, è questa la nuova frontiera". Secondo il ministro, i
patti provinciali per la sicurezza dovranno anche stilare un elenco dei
bisogni. Quante caserme, quanti uomini, quanti commissariati servono. Al
tavolo, con il ministro e il capo della Polizia, Antonio Manganelli, c'era
tutta la classe dirigente della provincia, i due procuratori Maurizio Grigo e
Francesco Dettori, il prefetto Aragno, il questore Matteo Turillo, il
presidente della Provincia Dario Galli, il sindaco di Varese Fontana, i
rappresentanti della categorie economiche, e dei sindacati. "Abbiamo
esaminato i punti chiave della sicurezza di questo territorio ? ha spiegato
Maroni ? ci viene chiesta un'attenzione particolare a Malpensa e se
serve manderemo più personale, pensiamo poi a un modello di sicurezza integrata
che permetterà, grazie al pacchetto sicurezza, di dare ai sindaci la
possibilità di fare ordinanze preventive per il controllo de territorio, le categorie
economiche hanno sottolineato la necessità di inasprire la lotta all'abusivismo
economico e commerciale, e su questo il governo ha già reso operative le norme
per la distruzione immediata dei falsi". Di più: "I sindacati hanno
chiesto che siano più veloci i tempi per l'ottenimento del permesso di
soggiorno ? ha detto il ministro - la questura di Varese fa già un lavoro
egregio avendo smaltito circa 800 permessi su mille, anche se su questo tema
della velocità dei permessi dovremo esercitarci come governo, perché altrimenti
si incentiva il lavoro nero. Mi è stato poi segnalato il problema dei campi
nomadi che occupano terreni privati e che poi è difficile mandare via". Il
ministro ha poi deviato verso alti temi: ha rilanciato l'idea, già espressa ieri,
di portare l'Università dell'Insubria a fare da consulente al Ministero della
semplificazione, per snellire la burocrazia "perché costa, alle piccole e media imprese, qualcosa come
un miliardi di euro all'anno". Maroni promette di tornare, per sentire dai
rappresentanti del territorio come vanno le cose: "In autunno faremo un
altro vertice, e credo ne debbano esser fatti almeno due all'anno".
Martedi 15 Luglio 2008 Roberto Rotondo.
( da "Adige, L'" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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Saranno necessari 3mila immigrati ogni anno (65mila nei prossimi 18 anni) per
far fronte al fabbisogno lavorativo del Trentino Alto Adige fino al 2026 MATTIA
FRIZZERA MESTRE - Saranno necessari 3mila immigrati ogni anno (65mila nei
prossimi 18 anni) per far fronte al fabbisogno lavorativo del Trentino Alto
Adige fino al 2026. Il fabbisogno di forza lavoro sarà di 36mila addetti ogni
12 nell'intera area del Nordest. Un'esigenza provocata dalla bassa natalità,
che emerge dal rapporto sulla società e l'economia del Triveneto presentato
ieri dalla Fondazione Nordest a Mestre. A facilitare questo processo c'è però
il fatto che in Trentino Alto Adige ed in Veneto la capacità di integrazione
degli immigrati sia superiore al resto d'Italia. Manca manodopera e la
difficoltà di reperimento di manager, dirigenti, operai specializzati e tecnici
è più alta in Trentino Alto Adige che altrove nel Nordest. Per il futuro fa
però sperare bene il test Pisa sulle competenze dei giovani, che in matematica,
scienze e lettura fanno registrare un punteggio più alto nel Nordest rispetto
alla media Ocse ed a quella italiana. Nel "pluri-Nordest", slogan
della nona edizione del rapporto, l'innovazione e l'apertura ai mercati esteri
è favorita dalle medie imprese (da 50 a 250 dipendenti), che a loro volta
trainano nell'internazionalizzazione anche le piccole imprese. Apertura
all'estero che per il 50% degli imprenditori è ancora "fai da te",
aspetto che spinge Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, a
"pensare di rivedere i servizi alle imprese. La nostra industria - aggiunge - è fermata da 19 miliardi di euro di costi di inutile burocrazia e da spese per la logistica
maggiori del 20-30% rispetto alla media europea". Per il 2008 si stima che
il Pil in Trentino Alto Adige crescerà dello 0,8%, in linea con la media del
Nordest, ma meno dell'1,7% dell'area Euro (13 paesi aderenti al 2007).
Il Pil però cresce più per l'aumento della base occupazionale che per la
crescita della produttività. Tra il 1997 ed il 2007 il Nordest ha avuto una
profonda trasformazione produttiva: -1,2% per i settori meccanico e -12,9% per
il legno, mentre sono cresciute sensibilmente l'industria alimentare (+19,5%) e
quella del recupero dei materiali (+57,1%). Il Trentino Alto Adige ha infine
un'economia sensibilmente più chiusa rispetto al resto del Nordest: il rapporto
tra il valore complessivo dell'interscambio (import più export) sul Pil è del
27%, rispetto al 57% del Veneto ed il 48% del Friuli. 15/07/2008.
( da "Adige, L'" del 15-07-2008)
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"Una decisione del genere mi sconcerta" DOMENICO SARTORI TRENTO -
"Una decisione del genere mi sconcerta". Non usa mezze parole,
Piergiorgio Bortolotti , direttore del Punto d'Incontro di Trento. La decisione
che lo sconcerta è la "via giudiziaria" intrapresa dalla giunta
comunale di Taio, che ha scelto di costituirsi parte civile, affidandosi ad un
legale, per fare in modo che le pretese della collettività di Dardine siano
tutelate e accolte dall'autorità giudiziaria davanti alla quale dovrà
presentarsi Abdelfattah El Kouz , il cittadino marocchino finito in carcere
dopo le esibizioni sessuali davanti a due ragazzine e la folle reazione attuata
dopo l'intervento dei genitori e dei carabinieri. "Sono sconcertato"
dice Bortolotti "perché una tale decisione proviene da un'amministrazione
pubblica che dovrebbe avere la capacità di riflettere sui fatti con minore
emotività rispetto ad un normale cittadino". Il direttore del Punto
d'Incontro conosce El Kouz: "È venuto più volte da noi" racconta
"per un pasto caldo. E ho conosciuto anche la madre, che di solito
lasciava fuori dalla porta. Lui malato, affetto da evidenti problemi psichici.
Lei una donna semplice... Una situazione di evidente disagio. Una famiglia
vulnerabile". Bortolotti ha già fatto sapere, attraverso una lettera al
giornale, che considera "inaccettabile la reazione di esponenti politici,
amministratori, che non sanno fare di meglio che unirsi al coro di quanti si
limitano a dire che la soluzione consiste nel rimuovere il
"problema"". E la "rimozione del problema" è quanto
hanno chiesto gli abitanti di Dardine. "La tranquillità era l'unica cosa
che avevamo" hanno scritto in una lettera "ed ora questa persona e la
sua famiglia, il disinteresse di alcuni servizi e la burocrazia ci hanno tolto anche quella.
Noi tutti uniti chiediamo l'espulsione di questa persona per i crimini commessi
e il trasferimento coatto di tutta la famiglia per la nostra e la loro
incolumità". Appello accolto in consiglio comunale a Taio, dal leghista
Enzo Boso come dall'ex margheritino Mario Magnani : espulsione sia. E
quando Paolo Barbacovi ha provato ad invitare a discutere di un caso psichico
senza innescare strumentalizzazioni, evitando di sommare la malattia alla
nazionalità di provenienza, il distinguo non è stato apprezzato. Ma su questo
aspetto il direttore del Punto d'Incontro sollecita chiarezza: "Se la
persona fosse del posto, figlia di quella terra, la reazione, con la richiesta
della rimozione, sarebbe la stessa? Mi dispiace, ma nelle pieghe di questa
vicenda non riesco a non pensare che il fatto che sia marocchino abbia pesato e
pesi". La paura e l'insicurezza sono problemi serissimi. Bortolotti lo
premette: "Capisco le difficoltà che ci sono nel gestire una situazione
difficile e c'è da chiedersi, come fatto, se i servizi sociali abbiano fatto
fino in fondo la loro parte: è una richiesta giusta, comprensibile. Ma è come
in una famiglia che ha al suo interno un problema grave, di disagio psichico o
fisico. La soluzione non sta nell'espellere il "problema". Una
comunità dovrebbe avere lo stesso stile di una famiglia, non esiliare le
persone". Dardine è una piccola comunità, 150 persone. Mica facile
affrontare la situazione. "Ne sono consapevole. Ma a questa comunità mi
sento di dire: se è legittimo chiedere una maggiore presa in carico del
paziente, meno legittimo è chiedere l'allontanamento dell'intero nucleo
familiare. Spostare altrove il problema non è una soluzione". E quale
potrebbe essere, invece, una soluzione diversa? "Quella di farsi carico
del problema, con tutti gli attori coinvolti: amministrazione comunale,
servizi, popolazione. Possibile che una comunità come Dardine non riesca,
unita, a trovare una soluzione non punitiva? Certo, non può essere lasciata
sola a gestire una situazione esplosiva. Ma invito a non confondere la
richiesta, che faccio, di essere vicini a chi soffre con la giustificazione di
ciò che questi fa di sbagliato. Sanzioniamo i fatti, non le persone. E questo
va chiesto anche alla comunità, non solo a chi si occupa per mestiere di chi
soffre e sbaglia". Difficile. Anche per il clima culturale generale:
"I diversi, oggi, vanno sono controllati, come si fa prendendo le impronte
ai Rom, e messi in una riserva. Chi delinque in guanti bianchi non fa problema,
fanno problema i poveracci. Con la gente pronta anche a donare loro due soldi,
purché se ne stiano lontano da casa mia". 15/07/2008.
( da "Sestopotere.com" del 15-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
(15/7/2008
18:26) | (Sesto Potere) - Rimini - 15 luglio 2008 - Si era detto entro l'estate
e così è. Il 15 luglio, alle 8 del mattino, inizieranno i lavori di messa in
sicurezza del tratto della via del Carro di Misano Adriatico che dall'imbocco a
monte del ponte dell'autostrada arriva fino al quartiere Belvedere. "Abbiamo sconfitto la burocrazia - spiega Santi - mettendo in atto in poche settimane un'opera di
grande valenza per la sicurezza dei cittadini, e di grande impatto visivo
perché insiste nell'area dove a fine agosto si svolgerà l'evento clou anche di
quest'anno, e cioè il motoGP, con migliaia di persone che percorreranno quella
strada che, se si considera anche la nuova ritonda di via Kato che sta
contestualmente realizzando il Comune di Misano Adriatico, dall'anno scorso
avrà letteralmente cambiato volto. Da domattina e per i giorni necessari
all'intervento, la strada si potrà percorrere a senso unico alternato, regolato
da un semaforo, ma anche questa volta i cittadini sapranno che tutto questo
servirà per avere strade più belle e soprattutto più sicure.