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tARTICOLI DEL 1-2 luglio 2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (114)
Si mediti sul no irlandese (
da "Gazzetta del Sud" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla mercè della ipertrofica burocrazia di Bruxelles che, come i filosofi della Politeia di Platone, decide su tutto: dal tipo di confezioni di pasta alla quantità di cacao nelle barrette di cioccolato. Si guardi, ad esempio, alla cosiddetta "Direttiva-Bolkestein". Approdata alla seconda lettura al Parlamento di Strasburgo dopo un burrascoso iter.
Pietro Ferrari: Così cresceremo (
da "Gazzetta di Modena,La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e più concorrenza: è questo che Pietro Ferrari promuoverà nei prossimi mesi rapportandosi con le istituzioni locali. "Rimetteremo al centro le relazioni con tutto il sistema istituzionale ed economico, dando vita a un modello di rapporti che privilegi gli obiettivi necessari per lo sviluppo - sottolinea il neopresidente -
Con l'ampliamento questo disastro non sarebbe accaduto (
da "Tribuna di Treviso, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che i Galvan siano vittime della burocrazia". Sono stati proprio i Paladin ad accorgersi per primi dell'incendio e ad informare il consigliere comunale Michele Sarri, che stava passando di là. Michele Sarri ha telefonato ai titolari, che sono accorsi sul posto. "Non ci convincono dell'incendio occasionale - hanno detto i Galvan - il nylon era addirittura bagnato domenica mattina"
Questi i punti-chiave del dibattito (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lotta alla burocrazia e semplificazione legislativa. Riforma di welfare, pensioni, riforma dei contratti di lavoro. Rilancio dell'istituto dell'apprendistato. Rilancio dei dieci sindacati di categoria. Semplificazione in materia di sicurezza e ambiente.
Ecco le richieste (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impresa da costi e vincoli sui fronti del fisco, della burocrazia e della giustizia. Lotta alla burocrazia: il sistema delle imprese italiane, grandi e piccole, spende 15 miliardi di euro per costi burocratici. Più del 76 per cento di questa stratosferica somma, vale a dire 10 miliardi di euro è a carico delle imprese artigiane.
Le imprese all'attacco della burocrazia (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Piccolo è ancora bello: non penalizziamolo (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attuale carico di inutile fastidioso burocrazia, le piccole imprese recupererebbero più del 50% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna. Gli artigiani chiedono tanta semplicità e norme chiare nel rapporto con il fisco. Infatti, oltre la pressione fiscale, l'artigiano è sopraffatto dalle complessità di leggi e adempimenti.
Rigotti: alberghi, bene la semplificazione burocratica (
da "Trentino" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si tratta di provvedimenti che "riconoscono la necessità di meno burocrazia e più flessibilità nelle imprese, senza con ciò ledere i diritti dei lavoratori. In questo senso vanno il ripristino del lavoro a chiamata, la possibilità dell'apprendistato stagionale o la nuova disciplina che amplia le possibilità di stipulare contratti a tempo determinato.
Commercio, rilancio con meno imposte e più potere
d'acquisto ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eliminando la burocrazia, la nascita e la vita delle imprese. E' ciò che serve all'economia, che si aspettano cittadini e imprese. Da questa legislatura ci aspettiamo una buona politica, forte e responsabile, in un confronto aperto e costruttivo col mercato e le forze dell'impresa e del lavoro, per definire regole sobrie - poche,
Gli alberi del "brivido" (
da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PAOLA GUABELLO VEGLIO La burocrazia ha messo in ginocchio il Parco Avventura, e ci sono voluti due mesi di chiusura forzata per sbloccare la situazione: da sabato finalmente riprendono le attività del centro, una delle maggiori attrazioni turistiche del Biellese. Come accade troppo spesso in Italia, sono state poche firme e qualche "pezzo di carta"
Imprese, più donne al timone (
da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più donne al timone Fra le difficoltà maggiori burocrazia e gestione del personale Lavorano in azienda per più di 40 ore settimanali, ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, faticano a conciliare la vita lavorativa con quella affettiva e relazionale (il 71%) ma, nonostante le tante difficoltà, sono soddisfatte della propria scelta, spesso maturata per proseguire l'
Ue, cure più facili (anche i rimborsi) (
da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: proposta di direttiva che punta a spazzare via gli ostacoli e la burocrazia che finora hanno reso difficile la mobilità dei pazienti in Europa. Le misure messe a punto dal commissario Ue all'occupazione e affari sociali Vladimir Spidla e dalla collega alla salute Androulla Vassiliou, e di cui ItaliaOggi è in grado di offrire un'anticipazione, sottolineano che al cittadino europeo dev'
I commercianti chiedono le ronde in città - donatella
zorzetto ( da "Provincia Pavese, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: città sono la troppa burocrazia e i costi per l'impresa". La ricetta per migliorare il commercio, secondo 120 interpellati è "potenziare i posteggi", mentre per altri 117 è aumentare la sicurezza. Al terzo posto figura la diminuzione delle imposte. Ed è proprio il tema della sicurezza a ricorrere come motivo di fondo nei loro pensieri e nelle risposte alle domande di Confesercenti.
Solisti veneti. nuovo appunamento con il festival di musica
classica da vivaldi a piazzolla ( da "Mattino di Padova, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attraverso i muri di gomma della burocrazia e orecchie che troppo spesso non hanno voluto sentire le loro richieste di aiuto. Il diario inizia proprio con la telefonata che arriva, a sera inoltrata, nella casa dell'Arcella, fino a quel momento dimora tranquilla di un nucleo familiare che progettava di riunirsi, dopo qualche mese, in quel Brasile scelto dal figlio.
Passi carrai sulle provinciali, doppia tassazione (
da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e nell'interesse dei cittadini". Della questione si è parlato anche nella commissione finanze e bilancio grazie a un intervento dello stesso Spizzo, che vi ha partecipato su interessamento del presidente Daniele Cipriani, il quale ha ricordato come "dopo un approfondito dibattito che ha trovato d'accordo tutti i gruppi consiliari seguiranno ulteriori incontri volti a comprendere
La partita infrastrutture locali (
da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltre la lentezza della burocrazia e la temuta politica creditizia restrittiva del credito, il maggior ricorso al project financing. Nel primo caso urge lo sviluppo di nuova capacità da parte del comparto ad intercettare la richiesta per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, la cui futura certificazione in tal senso rivoluzionerà il mercato.
Vertice al comune sul flop delle ztl - sara scarafia (
da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Palermo Vertice al Comune sul flop delle Ztl La burocrazia si difende: "Il piano del traffico è quasi pronto" L'opposizione incalza: "Subito chiarezza sui criteri dell'appalto" SARA SCARAFIA Un mega-vertice negli uffici della direzione generale di via Quattro Aprile per affrontare la questione Ztl: sotto esame sono finiti il flop e la questione rimborsi.
Il decalogo di glauser per un buon noir - alessandra rota (
da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E infatti in poche pagine allontana lo spettro della burocrazia letteraria ("il romanzo poliziesco, questo ermafrodito, metà cruciverba, metà problema di scacchi. Perché non è qualcosa di più? Perché non mira più in alto?"), per affermare il concetto di casualità della vita - avvincente, triste e grottesca al contempo - nella quale rientra anche l'assassinio.
Marco Mozzi è un giovane insegnante in una scuola media
piacentina ( da "Libertà"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie che spesso bloccano la scuola per puntare sulle persone e sui giovani. Sì, la nostra scuola si salva e va avanti proprio grazie agli insegnanti che ci mettono l'anima per costruire un bel rapporto con i propri studenti. Giovani professori come Mozzi possono svolgere un ruolo importante per rendere sempre più profondo quel dialogo e quel confronto con i ragazzi che chiedono
Altre nubi sulle terme di casteldoria: la regione chiede i
canoni arretrati ( da "Nuova Sardegna, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è il peso della burocrazia. Perciò propongo che per Casteldoria la Provincia crei una sorta di task-force che si occupi di sostenere con continuità un progetto che ha visto troppe lungaggini e la spesa di ben 30 miliardi di vecchie lire". La presidente della Provincia ha affermato che una task-force per Casteldoria sta già operando.
<Scuola costosa e non eccellente> Il ministro taglia
il 10% dei prof ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in perenne equilibrio tra burocrazia e demografia. Nel 2007-2008 i posti in organico di fatto (cioè definitivo) sono stati 11.428 con 1.489 insegnanti di sostegno. I tagli preannunciati dal ministro Maria Stella Gelmini, che porterebbero entro il 2012 una diminuzione nazionale di circa 100 mila docenti e 47 mila Ata (da 868.
La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta (
da "Nuova Ferrara, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: difficoltà dei mercatini La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta "La vendita diretta produttore-consumatore? Sarebbe davvero bello farla con continuità, ma purtroppo subiamo una serie di cavilli burocratici che impediscono di fatto di istituzionalizzarla". Mauro Tonello, presidente della Coldiretti, spiega il motivo per cui i mercatini della Coldiretti aperti al pubblico,
Brunetta: <Da settembre la pensione in tabaccheria> (
da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Potremo dire addio all'incubo delle code allo sportello, addio alla burocrazia. E' quello che conta di fare Renato Brunetta (nella foto Ansa) con il progetto "reti amiche", che partirà a settembre. L'obiettivo, ha spiegato il ministro della Funzione pubblica, è quello di rendere la vita più facile ai cittadini".
Mover, si cambia - donatella francesconi (
da "Tirreno, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nel paese della burocrazia un primo cittadino che per due volte chiede una modifica a quanto deciso non è abbastanza ufficiale. Servono il pezzo di carta, il protocollo, il timbro, la firma e la controfirma, cui far seguire altrettanta carta affinché ciascun anello della catena possa far pesare il proprio pezzettino di potere.
Uno sportello virtuale contro la burocrazia (
da "Giornale di Vimercate" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diverse pratiche via Internet UNO SPORTELLO VIRTUALE CONTRO LA BUROCRAZIA Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio hanno portato in rete un portale dedicato al settore sociale. richiedi la foto La conferenza stampa di presentazione che si è svolta a monza Villasanta - Una finestra virtuale, immediata e moderna sul mondo dei servizi sociali e del terzo settore.
Rosneft: Tnk-Bp non ci interessa (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bel. BUROCRAZIA A OROLOGERIA Le autorità moscovite non rinnovano i permessi a 75 lavoratori stranieri della joint venture al centro di un'aspra disputa tra i soci Categorico. Serghej Bogdancikov, amministratore delegato di Rosneft KOMMERSANT.
Dimissioni senza modulo: solo correzioni condivise (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una burocrazia contestata dalle aziende, che il Governo Berlusconi ha cassato nel decreto presentato due settimane fa. Ora l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano, e Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, hanno fatto marcia indietro sul modulo, in una lettera pubblicata venerdì sul Sole 24 Ore: va bene semplificare,
Mediterraneo, partita a tre (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, accordi su ambiente, energia e trasporti, e riflessi più pronti negli accordi economici con i Paesi del Golfo sono la ricetta che Roma porta a Parigi per aiutare Nicolas Sarkozy e il suo progetto ad avere successo. E allo stesso tempo per lasciare una nitida impronta italiana su una svolta che la politica euromediterranea non può più rinviare.
Torino, Centro estero da rifare (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: comportamenti diversi a livello europeo: meno burocrazia e maggior attenzione ai problemi delle industrie e dei cittadini. Marcegaglia concorda con Scajola sui problemi del dopo Kyoto, sui vincoli alle emissioni delle auto che puniscono chi ha lavorato bene negli ultimi anni. Ma il presidente di Confindustria interviene anche sulla politica nazionale,
Mercato in salita per le vendite di motocicli (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di far ripartire gli eco-incentivi, a patto di eliminare drasticamente tutta la burocrazia che ne rendeva difficoltosa la fruizione". CONTRIBUTI Guidalberto Guidi (Ancma): "Abbiamo chiesto al Governo di far ripartire il sistema degli eco-incentivi, anche se con meno burocrazia".
L'Ater blocca gli ascensori nelle case popolari, disabili
chiusi in casa ( da "Corriere della Sera"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia batte sul tempo il web ma l'esito è infelice e, secondo gli avvocati degli inquilini Ater, illegale. Ieri pomeriggio, mentre sul sito www.aterroma.it compariva l'avviso ("A causa del pignoramento disposto dal comune di Roma gli impianti vengono disattivati ") decine di ascensori di Pietralata erano già stati sigillati.
L'Expo di Shanghai sarà una guida per Milano 2015 (
da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La prima difficoltà che stanno riscontrando riguarda la burocrazia. Gli espositori devono impiegare anche 4 o 5 ore per semplici procedure amministrative. Noi dobbiamo fare meglio ". Anche perché i numeri di Shanghai saranno ben superiori a quelli di Saragozza: più di 200 partecipanti tra Paesi e istituzioni contro 100, sei mesi di expo contro appena 3.
Non può tornare indietro, ma nemmeno proseguire. E' intrappolato
in un'aeroporto, il ( da "Messaggero, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Motivi di burocrazia. Una questione di burocrazia blocca quell'uomo straniero che vorrebbe entrare negli Stati Uniti, ma che è anche pronto a fare dietro front. E che invece è intrappolato tra gates e negozi per ore, per giorni. Un tempo in cui la sua vita è sospesa, come quella degli eroi di Kafka, e di Beckett,
Show di luci. E il Cenacolo <vive> (
da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: battuta la burocrazia, Leonardo sarebbe felice Il momento più forte è l'alzarsi di un braccio di Cristo che indica il piatto con l'ostia o si rivolge a Giovanni MILANO - Finalmente è avvenuto. Quello che Peter Greenaway chiama il dialogo diretto con Leonardo, ieri pomeriggio soltanto si è realizzato con l'incredibile drammatizzazione,
Di ROBERTO BORGIONI PERUGIA PIU' DI MILLE (
da "Nazione, La (Umbria)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il resto è bloccato dalla burocrazia. Ci sono state 111 richieste già rigettate, mentre i nulla osta rilasciati sino ad oggi dalla Prefettura sono stati appena 498". LA SINTESI: su 7614 stranieri che vogliono mettersi in regola e che sono supportati dai rispettivi datori di lavoro, solo 498 ce l'hanno fatta.
AGROALIMENTARE INFVG: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE (
da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE "San Daniele, cittadina tra le più affascinanti della nostra regione, rappresenta il Friuli Venezia Giulia nel mondo con il suo prosciutto ed è parte della nostra ricchezza economica. Per il futuro della filiera agroalimentare occorre però fare in modo che le imprese si concentrino sulla produttività e non perdano più tempo nella burocrazia.
LABORATORIO EURO MEDITERRANEO. MORATTI "NUOVE FORME DI
COLLABORAZIONE ECONOMICA CON I PAESI DELLA COSTA SUD EST DEL MEDITERRANEO" (
da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". "Il cuore del problema - ha sottolineato Frattini ? è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente e tra gli obiettivi principali c'è la necessità di rilanciare un dialogo interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia".
Gestione idrica: la Talete è tutta un quiz. Rimandato alla
prossima puntata. Nuovo bluff all'as (
da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, che iattura. "Il motivo del rinvio - ha spiegato Piazzai - sta nella richiesta del notaio di arrivare alla votazione del bilancio solo dopo che tutti i consigli comunali lo avranno discusso". I limiti di legge sono stati comunque rispettati.
Patto per fermare le morti bianche l'appello al convegno
dell'asl 12 ( da "Nuova Venezia, La"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più che a colpi di documenti e burocrazie, con la formazione attiva e sul campo dei lavoratori, per identificare i rischi e mettere a punto i correttivi". "La ricetta miracolosa non ce l'ha nessuno - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Sandro Sandri - ma una sfida si può vincere con una rete regionale di prevenzione e formazione".
<Milano ponte economico per l'Europa> (
da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ora servono "meno burocrazia e più politica". "L'Unione del Mediterraneo - spiega Frattini - dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan. Il cuore del problema è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente".
Difensore civico: la maggioranza boccia il progetto (
da "Arena.it, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In buona sostanza, il difensore civico tutela il cittadino dalla burocrazia, rappresentando un sinonimo di democraticità partecipata. L'istituto, infatti, concretizza la sua opera ascoltando le doglianze cui dà sempre risposta, anche se negativa.P.T. .
All'Italia ruolo ponte tra le economie del bacino (
da "Denaro, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". Nel suo intervento il titolare della Farnesina tra l'altro ricorda che "l'Unione del Mediterraneo dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan".
Monte Luna, necropoli della vergogna (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
+ 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Quando si parla di siti archeologici la burocrazia non ci aiuta", risponde Adalberto Sanna. "Abbiamo appena approvato il progetto che prevede la realizzazione dei percorsi che renderanno fruibile il parco". Servono finanziamenti pubblici per realizzare un itinerario con venti tombe aperte al pubblico.
Terme fantasma: tutti i costi vivi di una incompiuta (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ultimatum sono passati tre anni e la struttura di Casteldoria resta ancora chiusa, annegata dalla burocrazia. "Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere", spiega la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, rispondendo in Consiglio agli interventi del capogruppo della Margherita, Paolo Battino, e del forzista Giannetto Satta.
Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende
Alberto Scanu: <Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di
funzionare> ( da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impresa Oggi Pagina 11014 Al via il piano triennale del governo Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: "Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di funzionare" Al via il piano triennale del governo --> Puntare sull'energia e sulla semplificazione delle procedure per aumentare la competitività.
PDL, VIA ALLA CAMERA DEI SINDACI (
da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle maglie ingarbugliate della burocrazia". I contenuti dello statuto hanno messo d'accordo i presenti. "L'agro flegreo giuglianese - spiega nel suo intervento il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe - è un punto intorno al quale assieme ai sindaci della zona, abbiamo già studiato una serie di interventi concretizzabili per il rilancio del turismo".
OPERAI AL LAVORO MA SLITTA IL PAGAMENTO DELL'ACCONTO DELLA
MENSILITà DI GIUGNO E DEL PREMIO DI RISULTATO (
da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rimediare ai rallentamenti della burocrazia che non ha ancora aggiornato i Sal (lo stato di avanzamento dei lavori) né predisposto la variante al progetto iniziale dell'infrastruttura. Variante che dovrebbe prevedere, secondo quanto riferito dal portavoce dell'azienda, la revisione del capitolato d'appalto anche per gli adeguamenti degli impianti alle nuove norme sulla sicurezza.
Agricoltura: chiudono gli Ispettorati, arriva lo sportello
unico ( da "Gazzettino, Il"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazia, di adempimenti". Il secondo punto della delibera delinea invece un organismo di coordinamento. "Penso a una cabina di regia - spiega Manzato - presieduta dall'assessore e composta dal presidente della commissione consiliare agricoltura, dal direttore dell'Avepa e da qualche altra persona al massimo livello per capire quali sono i problemi da affrontare:
Sarkozy: meno Europa è meglio (
da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, troppe riunioni inconcludenti - sono le critiche un tempo della minoranza euroscettica, ormai generalizzate - e nessuna capacità di agire collegialmente di fronte, ad esempio, al caro petrolio o alle minacce alla stabilità internazionale.
Un sondaggio e informazioni a tappeto (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alle code da una parte e alla burocrazia dall'altra". Certo, nel frattempo bisogna sbrogliare la complicata matassa dell'Insiel, che assicura i servizi informatici alla Regione e in genere al Sistema Friuli Venezia Giulia degli enti locali, tuttavia "in ogni caso l'informatica resta ungoal, una meta di competitività", dice De Anna tradendo nel gergo la grande passione della vita,
Salvagente alla commissione edilizia (
da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltre che pastoia invisa ai cittadini che la vedono come una sommatoria di ritardi e burocrazia nell'espletamento delle loro esigenze edilizie. È bastato un appunto del consigliere azzurro Aldo Guarnieri per dar fuoco alla santabarbara: "Il sindaco e la giunta ondeggiano: due anni fa contrari alla soppressione, ora cambiano idea".
Cabina di regia unica per l'agricoltura, addio ispettorato
provinciale ( da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono in difficoltà a causa della burocrazia è anche colpa nostra". La fusione degli ispettorati pone qualche problema di riorganizzazione: "Dovremo risolvere la questione dei posti di lavoro, ma la chiusura va attuata. C'è ancora qualcosa da fare a livello delle Province, ma cercheremo di sensibilizzare anche loro perchè si crei un unico luogo a cui gli imprenditori possano recarsi"
<Ridurre le intercettazioni> (
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, nei palazzi di giustizia, che vanno avanti con meccanismi troppo farraginosi. Quella delle intercettazioni è solo una voce di un elenco ben più lungo: "Sprechiamo tempo, carta, servono meccanismi più rapidi di comunicazione diretta, occorre accordarsi su come eseguire le notifiche e così via",
Matteoli: <Abolire il casello dell'A9 è possibile> (
da "Corriere Di Como, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Prendere impegni precisi con la nostra burocrazia e con i tanti passaggi che ci sono e individuare una data precisa non è facile, comunque l'opera è in dirittura d'arrivo". Sulla terza corsia della A9, Matteoli ha assicurato attenzione. "Il governo ha una politica del fare, non può più accadere ciò che è accaduto con l'esecutivo di Prodi che ha tentato,
I podisti Livenza superano la burocrazia (
da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: CORSA I podisti Livenza superano la burocrazia SacilePresentato, nella piazza del Popolo, il Gruppo podistico Livenza Viaggi nato ad inizio anno, dopo alcuni problemi di natura burocratica, dalla fusione di tre società dell'alto Livenza: Gsa Caneva, Gs Leoni San Marco Stevenà e Gp Livenza Viaggi.
Don Nozza: ''I datori di lavoro paghino per
l'integrazione'' ( da "Redattore sociale"
del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la macchinosa burocrazia per il permesso di soggiorno e la cittadinanza, il lavoro nero, il sottoutilizzo rispetto alle qualifiche, l'esposizione al rischio di infortuni, l'abbandono scolastico, il disagio abitativo. A questo la Caritas risponde con quella che don Nozza chiama strategia della solidarietà: "Non si deve pensare l'immigrazione slegandola da accoglienza,
NE/ PRESIDENZA FRANCESE UE, BORGHEZIO: BENE 'NO' ALLA (
da "Virgilio Notizie" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles".
Un rigore è costato il contratto a Donadoni (
da "Citta' di Salerno, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).
Soldi freschi per il bocciodromo (
da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma questa volontà si è scontrata con la burocrazia, cosicché il progetto è passato nelle mani dell'amministrazione che lo sta seguendo con attenzione. L'auspicio è che i seicentomila euro già in cassa possano presto diventare ottocentomila per dare esecutività al progetto. (r.c.).
ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo,
quasi fosse un tic. In realtà, ( da "Corriere delle Alpi"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. Sarà un test importante anche se proprio la mancanza di alcuni giocatori chiave ovviamente condizionerà le scelte del nuovo Ct che probabilmente opterà per provare alcuni giovani. (al.ber.
Cna, convegno su crescita e artigianato (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è difficile trovare un settore che non ne risenta: anche l'edilizia comincia a dare segnali di difficoltà. Molte grandi imprese tendono a delocalizzare, mentre le pmi investono sul territorio creando occupazione: riteniamo che vadano aiutate. C'è attenzione da parte degli enti, ma i problemi restano: burocrazia e costo del denaro". (f.v.).
Stasera l'assemblea dei Giovani (
da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche perché le nostre aziende continuano a scontrarsi con i costi della burocrazia e con l'incapacità dello stato centrale di trovare risposte efficaci ad esigenze fondamentali". Al dibattito parteciperà Marino Finozzi, presidente del Consiglio Regionale Veneto.
<Puntare sulle produzioni di qualità> (
da "Libertà" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove la politica deve assumere decisioni e dove la burocrazia non deve diventare vessatoria. In questa ottica è fondamentale saper recuperare anche su decisioni che riguardano la gestione del territorio il senso della realtà, nel massimo rispetto della differenza di vedute". Arriviamo al tema scottante, anzi bollente del rapporto con le altre organizzazioni agricole?
Ricetta del mister: lo "zoccolo duro" con alcuni
giovani ( da "Libertà"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: necessario però che l'attaccante italio-brasiliano sistemi il suo carteggio con la burocrazia di casa nostra. Più avanti ci sarà spazio per De Silvestri, De Ceglie, Dossena (acquistato dal Liverpool di Benitez), Gamberini, Balotelli e non soltanto. Probabile infine il ritorno di Gilardino, ritornato sotto la guida di Prandelli.
La parola ai lettori (
da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione del farmaco. Per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet. Il farmaco si chiama "Infliximab". Ora questo farmaco non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Asl,
Edilizia al palo nel Veronese: permessi -17% (
da "Arena, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i costi delle materie prime e quelli della burocrazia, oggi si può arrivare a spendere anche il 20% in più per un'abitazione nuova. "I tempi lunghi della burocrazia fanno lievitare i costi", sottolinea Romanelli. "C'è chi sostiene che per le pratiche siano necessari anche tre anni; è comunque vero che l'amministrazione comunale sta facendo degli sforzi per snellire le procedure"
Sindrome da plateatico: chiuso (
da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chi imprecava contro la burocrazia che non lascia lavorare, chi non si rassegnava e caffè o aperitivo stretto in mano passeggiavano sotto i portici, orfani del 'loro' tavolino. La stessa scena si è ripetuta nel tardo pomeriggio, quando proprio lo spazio all'aperto viene preso d'assalto per l'aperitivo in piazza.
Dai ranzini suggestioni da fine ottocento -
cavallito&lamacchia ( da "Repubblica, La"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quando la strada della burocrazia alimentare si era fatta troppo impervia per gli stretti spazi dell'osteria, ha dimesso la cucina classica. Eppure frammenti di quel ricettario si trovano ancora nel menu di oggi, che è scritto sulla lavagna all'ingresso, ma per sommi capi non è difficile da ricordare: panini con l'arrosto, panini con le acciughe,
I consumatori contro scorzè conto salato per il pulmino (
da "Nuova Venezia, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I costi della burocrazia del Comune di Scorzè fermano il pulmino portadiritti del Movimento Consumatori". L'accusa arriva dai vertici dello stesso movimento che giovedì 26 giugno avrebbero dovuto far tappa a Scorzè. Invece non è stato possibile. Colpa dei troppi soldi da sborsar, rispetto ad altri Comuni, dove, in taluni casi,
Scesa in campo la squadra dei custodi sociali (
da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in particolare dei vecchi, che è la burocrazia. Se non ci fossimo noi che seguiamo le pratiche per l'invalidità come mai farebbero? Perché si sappia: gli anziani che sono affidati a noi sono ai limiti dell'autosufficienza, magari non hanno ancora l'indennità di accompagnamento ma hanno comunque pesanti invalidità".
L'inps si mobilita per snellire la burocrazia (
da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Inps si mobilita per snellire la burocrazia è iniziata una sperimentazione sui documenti necessari alle imprese edili Tante le imprese nella zona che sono irregolari Il direttore Antonio Palma: "Su dieci, solo sei hanno tutti i documenti a posto" EMPOLI. Alleggerire il peso della burocrazia che spesso rallenta l'attività, in questo caso,
Di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea
telefonica da 7 mesi ( da "Nazione, La (Siena)"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia pubblica pachidermica e indifferente. A denuciare la paraddossale situazione è l'associazione culturale "Clan Libertario Filippo Mazzei". "A malincuore ? afferma l'amministratore locale del clan Leonardo Butini ? perché certe storie non fanno che ingigantire il nostro senso di impotenza: da ben sette mesi le dieci famiglie sono in attesa del nullaosta della Provincia di
A pesca col metro, Giovanni Delrio contro la burocrazia (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Giovanni Delrio contro la burocrazia La polemica. Appassionata autodifesa --> CASTELSARDO "L'aragosta c'è". La confortante assicurazione arriva da Giovanni Delrio, presidente della cooperativa pescatori di Alghero, al convegno tenutosi l'altro ieri nel Castello. Precisazione quanto mai opportuna, per fronteggiare certe dichiarazioni terroristiche sull'
UE - PRESIDENZA FRANCESE DA SARKOZY 'UNA CERTA IDEA
DELL'EUROPA' CHE CI PIACE ( da "marketpress.info"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles". . . <<BACK.
MI RICORDO che quando venne pubblicato il nome del nuovo
dicastero, a molti, me incluso, ven (
da "Nazione, La (Firenze)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece, la sopresa, Il ministro si è dato da fare, eccome, fin da subito. Prima la lotta ai fannulloni, poi quella alle code, interminabili, agli sportelli, sembra proprio che la burocrazia, vero e proprio male dell'Italia, abbia i giorni contati. Un bel passo avanti per il Paese. G.A.
LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa
integrazione ai circa 70 lavoratori (
da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 2 LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori ... LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori apuani rimasti disoccupati a seguito della chiusura di varie aziende: Nasa, Tirrena Macchine, Csra di Massa e ex Axaff di Pallerone.
IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica
alla distanza a <L' ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: solo nella giungla della burocrazia pubblica, solo fra i codici civili o meglio accompagnato da consulenti con parcelle. Il libro vorrebbe poi un sindacato che non svolga ruolo politico. Il sindacato in Italia ha sempre fatto politica esercitando le sue funzioni in autonomia e non è mai rimasto al di fuori dello scontro.
MIRANDOLA DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale, organizzato
ieri a Mir ( da "Resto del Carlino, Il
(Modena)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: corso del convegno sul biomedicale la Cgil a chiamato a raccolta tutti gli interlocutori, pubblici e privati, invitando loro a fare sistema, mettendo in campo investimenti pubblici e privati nella direzione dell'innovazione e della ricerca, indirizzando a tal fine le leve creditizie in modo selettivo, realizzando infrastrutture efficienti, creando una burocrazia più snella. v. bru.
In versilia un solo comune (
da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alle prese con la burocrazia dell'ente pubblico, dopo due mesi in Municipio, Lemmetti lancia una proposta che farà sicuramente discutere: "La più piccola delle municipalità di Roma ha 220mila abitanti, mentre in Versilia contiamo sette comuni. Io credo davvero che per il futuro potremmo davvero arrivare ad averne uno solo,
La semifinale poteva salvare donadoni - dall'inviato (
da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).
Piccoli Comuni, meno burocrazia (
da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Niente più preventivi Piccoli Comuni, meno burocrazia Gianni Trovati MILANO Nel Ddl collegato alla manovra d'estate trova la sua collocazione definitiva anche un nuovo pacchetto di misure per gli enti locali, che mette a dieta rigida un ricco carnet di procedure amministrative e porta un'iniezione di trasparenza.
Gli extracomunitari (
da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti,
IL SEMESTRE di presidenza francese dell'Ue era stato
pubblicizzato come una specie di apote (
da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le efficientissime diplomazia e burocrazia francesi si
erano mobilitate dall'inizio dell'anno, per concordare con i partners europei
il programma ed elaborare soluzioni condivise sugli argomenti in agenda:
difesa, energia e ambiente, immigrazione, politica agricola comune. Ma anche il
Doha round dell'O
I geometri: <Edilizia, settore in piena crisi> (
da "Corriere del Veneto" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: settore in piena crisi" Il presidente Romanelli: serve meno burocrazia e va reinventato il mercato VERONA - Chiamarla stasi è "ottimistico" come ammette Domenico Romanelli, presidente del Collegio dei geometri di Verona. Quello che attanaglia il settore edile della provincia scaligera assomiglia molto di più a una crisi.
<Più controlli nei cantieri e meno burocrazia> (
da "Nazione, La (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Più controlli nei cantieri e meno burocrazia" LA CNA ? PERUGIA ? CRESCONO occupazione e redditività, ma resta alta l'incidenza del lavoro sommerso e irregolare. E' quanto emerge da un'indagine di Cna Costruzioni Umbria in cui si evidenzia che nella sola provincia di Perugia non è in regola oltre il 15% di quanti svolgono attività edili e impiantistiche (
BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BREVI BUROCRAZIA Orari degli uffici Da anni mi chiedo perché in Italia non si riesca a modernizzare il Paese, soffocato dalla burocrazia. Se si cominciasse, per esempio, ad avere orari più flessibili e più adatti alle esigenze della gente che lavora e, non solo per i negozi ma anche negli enti pubblici, uffici comunali in primis,
Più federalismo per il rilancio dell'economia italiana (
da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oltre la burocrazia, è la sua parola d'ordine. Perché bisogna recuperare gli investitori stranieri e lo sviluppo interno. Tomat, che è anche in pole per la futura presidenza di Confindustria Veneto, spiega che oggi l'Italia può risollevarsi con il federalismo.
Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa (
da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 02 Luglio 2008 Chiudi "Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa" Parla Maud de Boer, vice segretario del Consiglio d'Europa.
Dal nostro inviato STRASBURGO - Il "no" irlandese
al Trattato ( da "Messaggero, Il"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non è con la burocrazia che si costruisce l'Europa, la si realizza invece nelle strade, nelle città. Dobbiamo imparare a chiederci come trasmettere i messaggi, ma, prima ancora, il messaggio deve essere basato sulla volontà dei cittadini". Lei, quindi, non è d'accordo sul fatto che le ratifiche vadano avanti, nonostante Dublino.
ORVIETO - La storia infinita, ma c'è poco da stare allegri.
La complanare di Orvieto, il primo (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Siamo strozzati dalla burocrazia - dice l'assessore ai lavori pubblici del comune di Orvieto, Marino Capoccia - altrimenti già potevamo essere in pieno nella fase di approvazione del progetto esecutivo e emanazione del bando di gara di livello europeo". Ma c'è comunque un macigno da sollevare, i costi.
L'ASSESSORE CAPOCCIA: SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA
FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 02 Luglio 2008 Chiudi L'ASSESSORE CAPOCCIA: "SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA" FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO.
PERUGIA - C'è la giustizia celeste e c'è quella umana
palesata nei Tribunali. Entr ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbastanza perché lo Stato lo proteggesse almeno dalla burocrazia. Invece no: l'orafo ora è ancora in attesa di una giustizia. Eppure i tre presunti rapinatori, tutti italiani, sono stati individuati quasi subito. Ancora presunti, dopo tredici anni. Ovviamente liberi e magari si sono rifatti una nuova vita completamente diversa da quella attribuita loro dall'accusa.
Porta d'accesso per l'area Nafta (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come quelle relative alla burocrazia, alla tassazione e all'occupazione. "Sul fronte della tempistica – fa il punto Paolo Ponti, direttore dell'Ufficio Ice di Toronto – le pratiche per costituire una startup possono essere assolte nel giro di poche ore. Bisogna chiarire, però, un punto e cioè che il Canada è sì un Paese aperto,
Sicurezza e consulenza chiavi in mano (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché il suo lavoro non soltanto dare al cliente la comodità di non doversi occupare della burocrazia, e quindi delle carte. Girardi è, a tutti gli effetti, un consulente a trecentosessanta gradi. Perché? Non è semplice descrivere nei dettagli la sua attività, ma innanzitutto si parta da questa considerazione: lui è un uomo che va ancora sul campo.
Edilizia fvg nella morsa della crisi vidoni: non ne
usciremo nel 2008 ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I rappresentanti di categoria contestano l'eccessiva burocrazia Edilizia Fvg nella morsa della crisi Vidoni: non ne usciremo nel 2008 UDINE. La crisi dell'immobiliare si fa sentire anche in Friuli Venezia Giulia. Una crisi pesante che riguarda le infrastrutture, nonostante qualche segnale incoraggiante, e il settore dell'edilizia.
Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
La Sapienza e il rito dell'intolleranza (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo ( da "Giornale.it, Il"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la (
da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Policlinico della Sun, riapre il cantiere (
da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soltanto la burocrazia potrà sbloccare definitivamente. Il segretario provinciale della Filca Cisl Giovanni Letizia lancia una proposta: "Sarebbe indispensabile fare ricorso anche al provveditorato delle Opere pubbliche della Campania perchè intervenga con il peso di tutte le responsabilità conferite dalla legge - afferma - mi sembra che per il Policlinico si avverta da tempo l'
Parte la sfida dell'Unione per il Mediterraneo (
da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la dittatura della burocrazia) lo faccia arenare tra i labirinti di regole e regolamenti che, spesso, hanno decretato la morte dello stesso Processo di Barcellona. Tuttavia, il sostegno dato all'iniziativa dall'Italia, dalla Spagna e dalla Germania e la successiva adesione di quasi tutti i Paesi della Riva Sud lasciano ben sperare.
Rubinetti, acqua pulita Finito l'incubo nitrati (
da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se l'acqua dell'acquedotto gode buona salute, così non è per il Lido, che continua a essere non balneabile. "Ma lo è solo per la burocrazia. I dati di non balneabilità - precisa Vanaria - risalgono all'anno scorso, quando erano presenti scarichi. Situazione che abbiamo sanato con il collettore".R.D.
Adozioni, Ami: ''Insopportabile discriminazione verso le
coppie non abbienti'' ( da "Redattore sociale"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, costi elevati, tempi lunghi. Sono i nodi delle adozioni internazionali secondo l'Associazione matrimonialisti italiani che in una ricerca rende noti i dati del 2007 (vedi lancio precedente). In base a questi dati ? adozioni in crescita, passate da 3.
Gli extracomunitari fanno tappa a Roma (
da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti,
Vivere in carrozzella fra i mille ostacoli di una città a
gradini ( da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nelle strade o nei gangli della burocrazia. Ostacoli difficili da superare. Gian Marco Mereu, 36 anni, non può camminare da un anno, da quando un cancello metallico gli è caduto sulla schiena. Un incidente sul lavoro che gli ha cambiato la vita. Gian Marco ora combatte per potersi muovere liberamente, avere un parcheggio sotto casa,
Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di
responsabilità ( da "Corriere Adriatico"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anas che invita il Comune ad intervenire Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità CIVITANOVA - Burocrazia e rimpallo di competenze. Fattori che bloccano ogni attività, anche quelle più semplici. Succede così che se qualche cittadino incosciente lascia rifiuti in determinate zone, non si sa bene a chi spetti la pulizia. È il caso della superstrada 77.
L'ascensore del sottopassaggio è bloccato da più di un mese (
da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A tenerlo bloccato è la burocrazia. O, meglio, il mancato adempimento di pratiche burocratiche. La struttura è sprovvista del certificato di collaudo periodico. Ogni ascensore, secondo una legge stabilita dal ministero dei trasporti, deve essere sottoposto ad adeguati controlli ogni anno da parte di ingegneri autorizzati.
TRENTO - Via libera alla revisione <in casa>, per
così dire, per le cooperative che aderiscono alla Federazione trentina o a una
centrale riconosciuta ( da "Adige, L'"
del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che quindi vedono semplificata la vita con la burocrazia. L'obiettivo della riforma è quello di garantire una più efficace vigilanza sugli enti cooperativi, individuando nelle associazioni di rappresentanza i soggetti incaricati della vigilanza e della consulenza alle cooperative. L'unico punto controverso è stato l'articolo 39 che, dopo l'ammorbidimento avvenuto in commissione,
LETTERE & OPINIONI (
da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: davvero i problemi delle imprese che sono dati da una burocrazia ingnobile, da costi sempre più elevati per qualsiasi cosa, (esempi: acqua/ rifiuti/ concessioni/ tasse comunali ecc. ecc.) le stesse avrebbero ben più tempo e mezzi per affrontare un mercato sempre più competitivo e difficile, anche perchè -a mio modesto parere- questo è il solo scopo della politica in un libero mercato.
L'Ance Cosenza a Roma (
da "Giornale di Calabria, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia lenta ed invadente che frena lo sviluppo. Nel comparto infrastrutturale si assiste ad una situazione paradossale: da un lato lo Stato è orientato a spendere, dall'altro problemi di cassa, sommati a procedure lente e farraginose, di fatto annullano gli effetti degli stanziamenti, ostacolando la realizzazione degli investimenti previsti e causando un calo preoccupante dei
VENETO/ AGRICOLTURA, AL VIA RIVOLUZIONE DELLA BUROCRAZIA (
da "Virgilio Notizie" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ha preso il via nel Veneto una autentica rivoluzione della burocrazia agricola, con un obiettivo unico e condiviso da Regione e mondo rurale: rendere più competitiva l'impresa rurale, che negli uffici regionali deve trovare una 'casa', non un organismo che gli complica la vita. Il percorso per giungere a questo obiettivo, delineato ieri dalla Giunta Regionale,
( da "Gazzetta del Sud" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si
mediti sul no irlandese L'Europa senza socialità Maurizio Ballistreri Dovrebbe far
riflettere il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona invece di suscitare, in
gran parte del mondo politico e dei commentatori nostrani ed europei, un
atteggiamento che è sembrato riecheggiare il "noi tireremo dritto" di
mussoliniana memoria, senza tenere conto che già due anni fa Francia e Olanda
si sono pronunciate negativamente. In realtà gli irlandesi, come nella fiaba di
Anderson, hanno detto "il re è nudo", esprimendo un sentimento
contrario a un modello di integrazione europea fortemente antisociale, che
trasforma il cittadino in consumatore e che con l'euro (Italia docet!) ha
impoverito ulteriormente i ceti più deboli. E si ha un bel decantare, specie da
una certa sinistra che ha perso le proprie radici sociali
"innamorandosi" del mercato e del capitalismo liberista, le
"magnifiche sorti e progressive" dell'Europa della moneta unica,
della stabilizzazione delle economie e della libera circolazione delle merci,
dei capitali e delle persone. I cittadini, gli uomini e le donne in carne e ossa,
non quelli raffigurati dalle rassicuranti pubblicità televisive, vivono male i
processi di unificazione europea, con la perdita del potere d'acquisto e delle
tutele sociali, sanità, previdenza, assistenza, alla mercè
della ipertrofica burocrazia di Bruxelles che, come i filosofi della Politeia di Platone,
decide su tutto: dal tipo di confezioni di pasta alla quantità di cacao nelle
barrette di cioccolato. Si guardi, ad esempio, alla cosiddetta
"Direttiva-Bolkestein". Approdata alla seconda lettura al Parlamento
di Strasburgo dopo un burrascoso iter. La Direttiva, frutto di un
progetto presentato nel 2003 dall'omonimo commissario al Mercato interno con il
sostegno dell'allora presidente della Commissione Romano Prodi, rappresenta una
vera e propria regressione sociale nella gestione del mercato europeo del
lavoro sotto la spinta delle privatizzazioni e della cosiddetta mobilità di
mercato. Nel nome di una presunta "armonizzazione" delle politiche
del lavoro, i fautori del liberismo urbi et orbi hanno imposto un modello
deregolativo del rapporto tra domanda e offerta di lavoratori in un settore,
quello dei servizi, che rappresenta il 70 per cento circa del totale del
prodotto interno dell'Unione europea. Attraverso l'ambiguo "Principio del
Paese di origine", vero e proprio asse portante della Direttiva, sarà
possibile installare legalmente un'azienda in un qualsiasi Stato dell'Ue ove
sono deboli i sistemi di sicurezza sociale. La stessa azienda inoltre, potrà
lavorare in un Paese ove tali leggi esistono, continuando a rispondere però
alla legislazione del Paese d'origine: grandi masse di lavoratori senza tutele
(tetti agli orari di lavoro, minimi salariali e contratti collettivi) saranno
proiettati sul mercato europeo per garantire servizi a prezzi abbattuti.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pietro
Ferrari: "Così cresceremo" Il nuovo presidente degli Industriali: "Subito
le infrastrutture" Un "gentleman". Ma solo apparentemente
timido. Chi crede che Pietro Ferrari, 53 anni, una laurea in ingegneria civile
edile e amministratore delegato dell'omonima azienda di famiglia fondata nel
1917 stia ancora studiando da presidente di Confindustria si sbaglia.
"Modena ha bisogno di linee strategiche. Tre piattaforme
internodali", è il suo piano d'azione. I saluti di rito, i ringraziamenti
per aver ricevuto il 94% dei consensi alla sua elezione, poi il "gentleman"
un po' timido e titubante nella sua prima uscita ufficiale da presidente di
Confindustria, dimostra subito di amare giocare all'attacco. "Questa
associazione che rappresenta l'eccellenza del sistema-Italia ha i mezzi e la
volontà per indirizzare lo sviluppo economico e sociale del territorio -
annuncia Pietro Ferrari dal palco del forum Monzani - Il territorio è una
risorsa e sono assolutamente necessarie tre piattaforme logistiche internodali.
Nel 2010 le Ferrovie renderanno finalmente operativo lo scalo merci di Marzaglia.
Ma tutt'oggi manca il collegamento con le arterie locali. Non possiamo
permetterci un monumento fra i prati. Una cattedrale inutilizzabile. E'
necessario che il governo confermi il finanziamento". Poi il riferimento
ad altre integrazioni del sistema logistico provinciale: "Manca ancora la
linea ferroviaria Dinazzano-Marzaglia. Il distretto leader nel mondo per la
produzione di piastrelle non ha la ferrovia... Così come penso sia da
progettare un'ulteriore piattaforma che, sulla direttrice storica del Brennero,
intercetti la futura Cispadana e consenta all'Area Nord di movimentare merci e
persone. Tutto questo senza dimenticare l'annoso problema della mancata
realizzazione della Bretella autostradale Modena-Sassuolo". I rapporti con
le istituzioni. Dialogo, concertazione, meno burocrazia e più concorrenza: è questo
che Pietro Ferrari promuoverà nei prossimi mesi rapportandosi con le
istituzioni locali. "Rimetteremo al centro le relazioni con tutto il
sistema istituzionale ed economico, dando vita a un modello di rapporti che
privilegi gli obiettivi necessari per lo sviluppo - sottolinea il neopresidente
- Voglio aprire un dibattito con le istituzioni sulla semplificazione
della burocrazia e sul peso della fiscalità locale.
Lavoreremo per favorire sempre più l'utilizzo del project financing. Il
processo di apertura e integrazione della scuola e dell'Università con il
territorio e le nostre aziende va accelerato". La Camera di Commercio. Un
messaggio chiaro anche per i futuri rapporti con le altre associazioni:
"Promuoveremo dialogo e collaborazioni con le altre forze economiche senza
però per questo sottostare a compromessi o rinunciare ai propri programmi e
obiettivi. La Camera di Commercio può essere un luogo di mediazione degli
interessi delle associazioni, ma dovrà dare maggiore supporto e coordinamento
alle azioni sia di studio dell'economia provinciale sia nelle attività di
promozione all'estero. Dovrà, insomma, indirizzare in azioni forti le richieste
delle imprese senza troppi compromessi di basso livello". (glp).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
PROPRIETARI "Con l'ampliamento questo disastro non sarebbe accaduto"
ODERZO. La collocazione della Fer.Ca in via Girardini e Tonello, si trova in
una zona definita impropria da ben tre amministrazioni comunali. Molti
residenti vicini all'area dove venivano trattati e selezionati i materiali di
recuperare e riciclare, da anni avevano raccolto firme e costituito comitati
per indurre i proprietari a spostare l'azienda in zona industriale. I vicini,
fra i quali Renzo Pradal, si erano sempre dimostrati preoccupati per le attività
che in quell'azienda si svolgevano a pochi metri dalle loro abitazioni.
Tensione che era aumentata quando la Provincia aveva dato parere favorevole
all'ampliamento dai 300 metriquadri attuali a 1200, nel prato adiacente sempre
dei fratelli Galvan. Ostilità fra vicini che al momento dell'incendio hanno
esasperato i titolari, i quali sostengono di ritenere doloso: "Sono anni
che raccolgono firme contro di noi. Hanno organizzato comitati, firme, non ci
volevano far lavorare. Saranno contenti ora che se ne stanno lì a guardare
l'incendio come se fosse uno spettacolo. Ci dovevano permettere di lavorare, di
ampliare il capannone, sul nostro, con i nostri soldi. Ci hanno sempre voluto
male, forse quest'incendio ha fatto comodo a qualcuno". Nonostante le
preoccupazioni dei titolari, Alessio e Maurizio Galvan, provati dall'evento,
sembra che le cause del rogo siano dovute a surriscaldamento dei materiali
stoccati. Ma non tutti i vicini la pensano allo steso modo. La famiglia
Paladin, ad esempio, ha opinioni diverse. "A noi non hanno mai dato
fastidio. Non abbiamo mai partecipato alle proteste, di altri vicini. Pensiamo
che se dal Comune avessero ottenuto il permesso di costruirsi il nuovo
capannone, tutti quei materiali sarebbero stati all'interno e non sarebbe successo
nulla. Crediamo che i Galvan siano vittime della burocrazia". Sono stati proprio i
Paladin ad accorgersi per primi dell'incendio e ad informare il consigliere
comunale Michele Sarri, che stava passando di là. Michele Sarri ha telefonato
ai titolari, che sono accorsi sul posto. "Non ci convincono dell'incendio
occasionale - hanno detto i Galvan - il nylon era addirittura bagnato domenica
mattina". (g.p.).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si
comincia dal rafforzamento dei rapporti con le istituzioni locali Questi i
punti-chiave del dibattito Ecco quali saranno i punti-chiave del dibattito.
Rafforzare il rapporto con le Istituzioni (Regione, Provincia, Comuni, Camera
di Commercio, Università, organizzazioni imprenditoriali e sindacali). Sviluppo
del territorio: ruolo strategico dell'artigianato e della piccola e media
impresa. Erogazione del credito agevolato- ruolo del consorzio
Fidi''Confidart'' e Basilea 2 (trasformazioni che stanno coinvolgendo il mondo
del credito come l'avvio di Basilea 2, la nuova normativa sui Confidi e le
modifiche della Regione Lombardia in materia di credito agevolato che
comportano delle riflessioni sul futuro dei Consorzi Fidi). Formazione
permanente degli imprenditoria artigiani, collaboratori e dipendenti. Fiscalità
equa e semplificata. Lotta alla burocrazia e semplificazione legislativa. Riforma di welfare, pensioni,
riforma dei contratti di lavoro. Rilancio dell'istituto dell'apprendistato.
Rilancio dei dieci sindacati di categoria. Semplificazione in materia di
sicurezza e ambiente. Lotta al sommerso e all'abusivismo. Ruolo della
rappresentanza dell'UPA sul territorio e confronto con le Istituzioni.
Viabilità, infrastrutture e logistica. Razionalizzazione dei tributi locali.
Investire sul capitale umano e sull'istruzione universitaria. Facilitazioni
alle imprese artigiane nel campo degli insediamenti produttivi. Flessibilità
nel mercato del lavoro. Il ruolo dell'UPA nel campo del costruire sostenibile
(bioedilizia), dell'eco-progettazione e della certificazione energetica.
Ritardi dei pagamenti delle commesse di lavoro effettuate sia nel settore
pubblico che privato (il ritardo costa 6 miliardi alle imprese; vale mezzo
punto di PIL). Incentivare l'aggregazione tra imprese per affrontare le sfide
del cambiamento. Incentivare i nuovi strumenti comunicazione (internet, posta
elettronica, web). Incentivare il processo di innovazione strategica, perché lo
sviluppo delle imprese è basato sempre più sulla conoscenza, informazione e
sapere.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cosa
vogliono gli imprenditori artigiani Ecco le richieste Ecco quali sono le
richieste degli imprenditori artigiani che verranno in luce nel corso del prossimo
Congresso provinciale dell'UPA. Valorizzare il ruolo centrale dell'artigianato
e della Piccole e media impresa. Liberare l'impresa da
costi e vincoli sui fronti del fisco, della burocrazia e della giustizia. Lotta alla burocrazia: il sistema delle imprese italiane, grandi e piccole, spende 15
miliardi di euro per costi burocratici. Più del 76 per cento di questa
stratosferica somma, vale a dire 10 miliardi di euro è a carico delle imprese
artigiane. Riduzione della pressione fiscale sulle imprese, riequilibrare
il carico fiscale, intensificare l'utilizzo del contrasto degli interessi,
semplificare gli adempimenti contabili, rispetto dello statuto del contribuente
e revisione degli studi di settore. E veniamo alle liberalizzazioni: liberare
le imprese e i cittadini dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e
dalle rendite di posizione, liberalizzando i settori a bassa concorrenza;
valorizzare il lavoro indipendente ed offrire nuove opportunità di occupazione;
scuola di formazione: innalzare la qualità della formazione professionale e
prevedere efficaci forme di alternanza-lavoro, potenziando un contratto di
lavoro a contenuto formativo; relazioni sindacali:''no'' al sistema
contrattuale a taglia unica, sì al federalismo contrattuale. Un modello più
adatto alle aspettative di sviluppo delle imprese e dei lavoratori sul
territorio - a questo proposito, la prima e più innovativa esperienza è stata
realizzata proprio nell'artigianato con la riforma del sistema contrattuale
siglata due anno fa dalle Confederazioni artigiane e dai Sindacati, che
valorizza la contrattazione a livello regionale perché è quello il luogo in cui
si realizza e si distribuisce la produttività delle imprese; ridurre la spesa
pubblica ed eliminare gli sprechi. E ancora: semplificare gli adempimenti in
materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nel campo della tutela
ambientale; riduzione dei costi energetici che stanno mettendo in ginocchio le
imprese artigiane - al via la fiscalità energetica, riduzione e riequilibrio delle
imposte su consumi energetici delle piccole imprese; riduzione dei premi INAIL;
riforma e rilancio del credito agevolato - rilancio dei Consorzi Fidi e
rapporti di pari dignità tra sistema bancario e piccole e medie imprese;
favorire la ricerca e l'innovazione nell'artigianato e nelle PMI con interventi
di finanza agevolata - stimolare la collaborazione tra imprese e centri del
sapere (Università, centri di ricerca, ecc); difesa della competitività dei
prodotti''Made in Italy''; semplificazione e razionalizzazione dei tributi
locali; rilanciare le privatizzazioni a partire dalle aziende pubbliche locali.
Infine: rilancio delle infrastrutture, della logistica e miglioramento della
viabilità del territorio mantovano.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bertellini:
è prioritario abbattere i costi e semplificare i controlli amministrativi Suggeriti
anche meccanismi che portino alla detassazione degli utili per le imprese di
minori dimensioni Secondo i parametri dimensionali, stabiliti a livello Ue,
sono considerate piccole aziende quelle fino a 50 dipendenti, da
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
imprese del settore nel
( da "Trentino" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRENTO.
Il presidente dell'Asat Natale Rigotti dichiara in una nota la profonda
soddisfazione "nel vedere accolte nel recente Dl governativo molte delle
richieste avanzate dalla nostra Associazione e da Federalberghi su alcuni
problemi di carattere cruciale per le imprese turistiche e più in generale per
il mondo delle imprese". Si tratta di provvedimenti
che "riconoscono la necessità di meno burocrazia e più flessibilità nelle imprese, senza con ciò ledere i diritti
dei lavoratori. In questo senso vanno il ripristino del lavoro a chiamata, la
possibilità dell'apprendistato stagionale o la nuova disciplina che amplia le
possibilità di stipulare contratti a tempo determinato. Da sottolineare
anche il rinvio di qualche mese dell'entrata in vigore dell'obbligo di
rielaborare il documento di valutazione dei rischi secondo quanto previsto dal
nuovo testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e la
proroga di un anno della scadenza per gli adempimenti di prevenzione incendi.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
richieste dell'Uncom al nuovo governo "Commercio, rilancio con meno
imposte e più potere d'acquisto" "Le ultime elezioni hanno dato un
risultato incontestabile: la governabilità del Paese. Il nuovo esecutivo ha
tutti i requisiti per lavorare stabilmente per i prossimi 5 anni, e l'opposizione
ha scelto di organizzarsi secondo il modello del governo-ombra, pronta cioè a
consentire o a dissentire sulla base di valutazioni di merito". Nicola Dal
Dosso, direttore dell'Unione commercio di Mantova, mostra fiducia nella
possibilità di una politica vicina alle esigenze delle imprese. "La
coalizione che si è affermata - aggiunge infatti Dal Dosso - pare abbia
compreso i problemi delle imprese e intenda proporre la giusta combinazione di
rimedi al clima di sfiducia che stanno vivendo gli operatori di commercio e terziario.
Va però rilanciata con urgenza l'economia con interventi mirati su lavoro e
impresa. L'Italia è un Paese di piccole e medie imprese, di cui oltre il 95% ha
meno di 10 dipendenti. Questa impresa diffusa è una grande opportunità e una
grande risorsa, ma bisogna metterla in condizioni di crescere. Grande
attenzione chiediamo per i comparti dell'economia dei servizi che da sola forma
ben più del 40% del Pil e assorbe ben più del 40% dell'occupazione. I primi
risultati indispensabili devono riguardare fiscalità e spesa pubblica. Per
ridare ossigeno a un'economia che viaggia ormai a pelo d'acqua, è necessario
aumentare il potere d'acquisto delle famiglie e snellire l'apparato
burocratico, riportando il carico tributario sulle imprese nella media europea.
Al Governo abbiamo chiesto di alleggerire gli oneri amministrativi diminuendo
il carico fiscale per famiglie e imprese, fare il possibile per ridurre i
livelli di prelievo, dare subito il senso della giusta direzione di marcia:
meno spesa e meno tasse; pagare tutti per pagare meno, ma anche pagare meno per
pagare tutti. Da qui una riduzione dell'aliquota media Irpef, per rendere più
conveniente l'incontro domanda-offerta di lavoro; diminuzione del prelievo
Ires; superamento degli effetti distorsivi dell'Irap; versamento dell'Iva solo
dopo il reale incasso della fattura e sua graduale riduzione sul turismo. Il
miglioramento della produttività è la via maestra per la crescita dell'impresa
e dei redditi da lavoro. A tal riguardo, un contributo rilevante può venire da
una riforma della contrattazione. Servono buone regole di mercato del lavoro,
sicurezza sociale e flessibilità governata e contrattata. Valutiamo
positivamente le ultimissime regole predisposte dal Governo che ripristinano,
tra l'altro, la piena agibilità del ricorso al lavoro intermittente. E poi ci
sono le nostre città: opportunità e risorse per l'economia che, con processi di
riqualificazione, vanno messe in condizione di integrare urbanistica generale e
commerciale e di affrontare i nodi della logistica urbana. Città e centri
storici più attrattivi e accoglienti sono grandi motori di crescita e sviluppo,
laboratori di innovazione, formazione e valorizzazione del talento. E, ancora,
è urgente migliorare l'accesso al credito e i prezzi dei servizi bancari,
assicurativi, professionali e delle tlc e semplificare, eliminando
la burocrazia, la nascita e
la vita delle imprese. E' ciò che serve all'economia, che si aspettano
cittadini e imprese. Da questa legislatura ci aspettiamo una buona politica,
forte e responsabile, in un confronto aperto e costruttivo col mercato e le
forze dell'impresa e del lavoro, per definire regole sobrie - poche,
necessarie e sufficienti - che archivino una stagione in cui, troppo spesso, si
è ceduto alla tentazione illusoria della lotta all'evasione e all'elusione
condotta con gogne mediatiche, sanzioni sproporzionate, crescita della burocrazia fiscale. Il tempo delle parole è scaduto; servono
i fatti. Le nostre imprese continueranno responsabilmente a fare la loro parte
per contribuire al recupero e al consolidamento del benessere del Paese. Nulla
è scontato, ma le premesse ci sono. Per quel che ci compete - conclude Dal
Dosso -, lavoreremo affinché le premesse si mantengano e si sviluppino".
( da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
VEGLIO.
POLEMICA Gli alberi del "brivido" sconfiggono i burocrati Il Parco
Avventura riapre dopo 2 mesi di stop forzato [FIRMA]PAOLA
GUABELLO VEGLIO La burocrazia ha messo in ginocchio il Parco Avventura, e ci sono voluti due
mesi di chiusura forzata per sbloccare la situazione: da sabato finalmente
riprendono le attività del centro, una delle maggiori attrazioni turistiche del
Biellese. Come accade troppo spesso in Italia, sono state poche firme e qualche
"pezzo di carta" a imporre la chiusura forzata dal primo
maggio, mese in cui la struttura entra decisamente in attività. L'ostacolo da
superare? Qualche lavoro di manutenzione e un semplice cambio di intestazione
della licenza. "Così sono stati messi in discussione tre anni di attività
svolti nella più attenta conformità alle norme, peraltro già note e condivise
dall'amministrazione locale - spiega Michele Morganti, responsabile
Comunicazione di Exploring Outdoor -. A tutti gli altri impianti simili, circa
un centinaio in Italia, non è stata chiesta la chiusura. Anche nella Provincia
di Trento, dove i Parchi Avventura sono molto diffusi, l'amministrazione locale
si è attivata per regolamentare queste strutture senza però sospenderne
l'esercizio grazie alla consapevolezza dell'importanza che queste iniziative
imprenditoriali hanno per lo sviluppo turistico e per l'economia del
territorio". "Insomma - prosegue -, nulla in contrario sulle
richieste di adeguamento, ma sicuramente i due mesi di chiusura non hanno
giovato né allo sviluppo né all'immagine di un territorio che forse non ha
ancora ben assimilato il valore del turismo e che ha bisogno di strumenti
innovativi e di vie alternative per emergere da una percepibile depressione
economica. Se è vero che il privato porta sviluppo sarebbe opportuno che le
amministrazioni si impegnassero a favorirlo. Per il bene di tutti, per i posti
di lavoro da salvaguardare e per l'indotto. Oggi il Parco Avventura non solo è
a norma, come lo era del resto fino al giorno della chiusura, ma è addirittura
"blindato"rispetto alla normativa vigente". Nato nel 2005, da
quest'anno oltre alle proposte classiche dei percorsi sugli alberi, il Parco
offre la possibilità di scoprire i sentieri della zona, in modo da completare
una giornata all'insegna della natura e del divertimento. Inoltre grazie agli
accordi con la Cooperativa Raggio Verde di Cossato, proporrà solo snack e
bibite di tipo biologico ed equo-solidale.
( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 155, pag. 14
del 1/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Da
un'indagine della Cna Ancona, che ha avviato un progetto per l'imprenditoria
femminile Imprese, più donne al timone Fra le difficoltà
maggiori burocrazia e
gestione del personale Lavorano in azienda per più di 40 ore settimanali,
ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, faticano a conciliare la vita
lavorativa con quella affettiva e relazionale (il 71%) ma, nonostante le tante
difficoltà, sono soddisfatte della propria scelta, spesso maturata per
proseguire l'attività familiare (il 31%), e la rifarebbero ancora
(l'85%). è quanto emerge da un'indagine che la Cna associazione provinciale di
Ancona ha svolto su un campione composto da 118 imprenditrici che svolgono
l'attività nella provincia di Ancona. Il 71% delle intervistate ha un'età
compresa fra 31 e 50 anni, la maggior parte ha conseguito la licenza media o il
diploma di scuola superiore (l'80%), è sposata (il 65%) e ha uno o più figli.
L'analisi dei dati, svolta da Patrizia David, docente all'università di
Camerino, indica una realtà significativa da cui emerge una grande capacità a
dirigere imprese ad alta tecnologia e in settori finora a esclusivo appannaggio
maschile, dotate di una struttura aziendale cresciuta nel tempo e sempre più
capitalizzata. Fra le difficoltà segnalate vengono indicate le troppo
incombenze burocratiche, i costi sempre più elevati, la gestione del personale
e la difficoltà a reperire personale qualificato. "Una delle differenze
sostanziali fra un'impresa femminile e una maschile", spiega Rosella
Alessandroni, responsabile del progetto, "è rappresentata dal bagaglio
culturale determinato dalla differenza di genere che una donna porta con sé,
dirigendo la propria azienda in modo partecipativo, con un diverso stile
manageriale, più attenta alla qualità. Dimostra più sensibilità nel rapporto
con i propri dipendenti e rispetta l'ambiente, rispondendo meglio ai criteri di
sostenibilità sia sociale sia ambientale". Fra i servizi più necessari le
imprenditrici sottolineano quelli di trasporto urbano, gli asili nido, centri
polivalenti per l'infanzia, l'assistenza domiciliare. In sostanza, l'importanza
di avere a disposizione più servizi per la cura dei figli e delle persone
anziane. Per quanto riguarda le problematiche di carattere professionale e
aziendale, gli interlocutori privilegiati sono commercialisti e associazioni di
categoria. L'83% delle intervistate afferma inoltre di non aver avuto problemi
con gli istituti di credito, mentre il 60% ha partecipato a corsi di
formazione. Il 69% delle imprenditrici sarebbe inoltre disponibile a
collaborare con altre imprenditrici per lo sviluppo della sua azienda o per
condurla in momenti di necessità (problemi familiari o di salute). In
considerazione di quanto emerso dall'indagine, la Cna associazione provinciale
di Ancona, in collaborazione con la Banca Popolare di Ancona, avvia un progetto
a favore dell'imprenditoria femminile: nei prossimi mesi aprirà, presso la
propria sede di Senigallia, un ufficio denominato "Sportello Cna Impresa
Donna" coordinato da una consulente, appositamente formata, per
l'erogazione di servizi innovativi e consulenze specifiche rivolte alle donne
imprenditrici. Sarà un centro di informazione e orientamento, per tutte le
donne che vogliono avviare un'attività in proprio, ma anche uno spazio
appositamente dedicato all'impresa donna, per aiutarla a crescere, informandola
su tutte le opportunità esistenti. Un vero e proprio strumento di facilitazione
della conciliazione. Sarà posta, infatti, una particolare attenzione alla
consulenza relativa alla legge 53/2000, una legge ancora oggi poco conosciuta e
scarsamente utilizzata, che destina risorse e finanziamenti a sostegno della
conciliazione dei tempi e delle pari opportunità. In particolare l'art. 9 della
legge citata assegna consistenti incentivi alle imprese che presentino progetti
di accordi contrattuali che: consentano al lavoratore/lavoratrici di usufruire
di particolari forme di flessibilità dell'orario e dell'organizzazione del
lavoro; prevedano programmi di formazione volti ad agevolare il reinserimento
dei lavoratori dopo il periodo di congedo a seguito di maternità o formazione
professionale; prevedano iniziative che consentano la sostituzione del/della
titolare dell'azienda o lavoratore/lavoratrice autonomo/a con altro
imprenditore o lavoratore autonomo. Il servizio innovativo, denominato
"concilia il tuo tempo con Cna", prevede inoltre un servizio di
consulenza finanziaria finalizzata al credito agevolato, un servizio di consulenza
previdenziale e sanitaria, un servizio finalizzato all'incontro domanda/offerta
per la figura sostitutiva per la donna imprenditrice, attraverso la definizione
di una banca dati di soggetti disponibili ad affiancare l'imprenditrice in caso
di necessità, un servizio di mappatura dei servizi alla persona di supporto
alla conciliazione. Verranno, a tale proposito, stipulate convenzioni
specifiche con associazioni di volontariato, ambulatori, cooperative sociali,
strutture mediche e ospedaliere private ed enti pubblici.
( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Giustizia e Società Numero 155, pag. 36
del 1/7/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF
La Commissione prepara una direttiva Ue, cure più facili
(anche i rimborsi) Sarà più facile ottenere l'autorizzazione per curarsi all'estero
e sarà più semplice il rimborso delle spese una volta rientrati in patria. La
Commissione europea presenterà domani una proposta di
direttiva che punta a spazzare via gli ostacoli e la burocrazia che finora hanno reso difficile la mobilità dei pazienti in
Europa. Le misure messe a punto dal commissario Ue all'occupazione e affari
sociali Vladimir Spidla e dalla collega alla salute Androulla Vassiliou, e di
cui ItaliaOggi è in grado di offrire un'anticipazione, sottolineano che al
cittadino europeo dev'essere riconosciuto il diritto di farsi curare in
un altro stato europeo rispetto a quello nel quale risiede, quando il ricovero
all'estero è più "appropriato" per le sue condizioni di salute e se i
"benefici attesi" superano "le conseguenze negative".
Saranno determinanti anche i criteri di "preferenza soggettiva" o
della "minore costosità". Dopo il via libera dell'europarlamento e
del Consiglio Ue, per le prestazioni al di fuori dell'ospedale non sarà
necessaria alcuna autorizzazione. Che invece dovrà essere richiesta alla
propria Asl in caso di cure ospedaliere preventivate. Il rimborso delle spese
sostenute all'estero (comprese quelle in urgenza) continuerà a essere a carico
del paese d'origine secondo le tariffe previste a livello nazionale. Ma la direttiva
ne definirà con precisione le modalità e i tempi. è su questo punto che sia i
cittadini che gli attori a livello locale attualmente deplorano la mancanza di
certezza giuridica. Che ha contributo a lasciare il volume di mobilità dei
pazienti su livelli bassi, corrispondenti, secondo le stime di Bruxelles, a
circa l'1% della spesa pubblica sanitaria globale. La direttiva mette le basi
per una "ricetta europea": le prescrizioni di un medico potranno
essere utilizzate in tutta l'Ue per consentire a tutti i cittadini di
acquistare ovunque il farmaco di cui hanno bisogno. Un capitolo a parte
riguarda poi la definizione delle responsabilità di omissioni o errori clinici
e sui diritti del paziente. Così da sollecitare anche la mobilità dei
professionisti sanitari e la creazione di una rete di centri di eccellenza.
( da "Provincia Pavese, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
I commercianti chiedono le ronde in città Questionario di Confesercenti,
rispondono in duecento Al primo posto delle urgenze più sicurezza e meno tasse
Calano i consumi e anche il fatturato I negozianti pavesi scattano la
fotografia della loro attività DONATELLA ZORZETTO PAVIA. La sicurezza prima di
tutto, poi le tasse che strangolano la categoria. Non hanno dubbi i
commercianti che Confesercenti ha interpellato attraverso un questionario sulla
loro attività. Hanno risposto in 193: 135 dal centro città e 58 dalla
periferia. Punto fondante degli interventi è una constatazione: il fatturato
negli ultimi tre anni è diminuito. Oltre cento commercianti dicono che la
clientela spende meno e che "a penalizzare lo sviluppo della città sono la troppa burocrazia e i costi per l'impresa". La ricetta per migliorare il
commercio, secondo 120 interpellati è "potenziare i posteggi", mentre
per altri 117 è aumentare la sicurezza. Al terzo posto figura la diminuzione
delle imposte. Ed è proprio il tema della sicurezza a ricorrere come motivo di
fondo nei loro pensieri e nelle risposte alle domande di Confesercenti.
I più chiedono di poter contare su un "poliziotto o carabiniere di
quartiere", ma in cima alle loro aspettative ci sono pure le "ronde
in città, il vigile di quartiere, più telecamere e collaborazione tra cittadini
e istituzioni". Sulle tasse i commercianti pavesi non hanno dubbi: in 168
sottolineano come negli ultimi tre anni siano "aumentate a parità di
fatturato"; solo in 15 dicono di averle trovate invariate. Quindi, un
toccasana per il settore, secondo la maggioranza dei destinatari del
questionario, sarebbe "la diminuzione delle imposte". Ma i negozianti
aspirano pure a una "diminuzione dei costi d'impresa", nonchè a
"più servizi e visibilità al territorio". Infine, posizione radicata,
in 149 sono favorevoli ad uno "stop definitivo all'insediamento di medie e
grandi strutture commerciali nel territorio del proprio Comune".
Richieste, quelle che emergono dal questionario, che Confesercenti ha già
inserito nelle proprie proposte inviate al Comune. "La nostra idea è
quella di valorizzare il centro storico come centro commerciale naturale -
spiega Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti -. Ma occorre discutere anche
degli orari della città, valorizzare gli esercizi pubblici, concludere accordi
per la campagna di prezzi scontati per studenti e giovani". Per quanto
concerne i parcheggi, Iurilli sottolinea la necessità di dare "attuazione
ai posteggi di via Oberdan, Gasometro di Porta Garibaldi e zona Palazzo
esposizioni", di "adeguare i parcheggi già esistenti",
"prevedere sconti per chi usa l'auto per il trasporto di più persone,
navette elettriche e car sharing". Sulla questione tariffe e tasse,
Confesercenti parla della "necessità di un tavolo di concertazione per la
riduzione dei costi di nettezza urbana, pubblicità e plateattico ecc.",
mentre sui prezzi offre "la disponibilità a valutare proposte che possano
contribuire a tenerli sotto controllo".
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGNALAZIONI
SOLISTI VENETI. Nuovo appunamento con il festival di musica classica "Da
Vivaldi a Piazzolla" ... SOLISTI VENETI. Nuovo appunamento con il festival
di musica classica "Da Vivaldi a Piazzolla" che mercoledì 16 luglio
alle 21 vedrà all'Odeo Cornaro il concerto de "I musici Veneti" de
"I Solisti Veneti" con la partecipazione di Gianfranco Grisi alla
glassharmonika e Gianluca Littera, all'armonica a bocca. Musiche di Vivaldi,
Moody, Jacob, Piazzolla. IL BLUES. Venerdì 4 alle 22 al Ristorante del Bagno
Valeria, lungomare di Sottomarina, si terrà un concerto di blues, swing anni
'50 con il gruppo Mark Slim Trio. PELLEGRINAGGIO IN MOTOCICLETTA. Pellegrini in
moto, per undici giorni consecutivi, portando in giro per l'Italia, la Francia,
la Spagna ed il Portogallo, un pezzettino del saio originale del Santo anche ai
santuari di Lourdes, Santiago di Campostela, e Fatima. I "magnifici
sei" su moto Honda e Bmw sono tre poliziotti, di cui uno già in pensione,
un carabiniere e due funzionari aziendali. Ossia Massimo Capitanucci, ispettore
capo della polizia, Carmela Niero, assistente capo, il "mitico"
Giuseppe Convertino, Alessio Bompara, dei Nas, Nunzio Carbonara e Cristiano
Contin. Tutti e sei sono partiti il trenta maggio dalla basilica del Santo dopo
aver ricevuto la benedizione di padre Enzo Poiana. Con il supporto logistico
dell'Ipa (la polizia internazionale) hanno visitato le Cinque Terre,
Ventimiglia, Montpellier, Lourdes, Girona, Barcellona, Bilbao, San Sebastiano,
Madrid, Fatima e Lisbona. "Uno dei momenti più belli del nostro
viaggio-pellegrinaggio è stato quando, a Fisterre, dopo Santiago di Campostela
come impone la tradizione religiosa, abbiamo bruciato i vestiti che avevamo
indossato sin a quel giorno ed abbiamo fatto il bagno nell'oceano" dice
Convertino. Massimo Capitanucci, nominato cavaliere un anno fa per i suoi
meriti conquistati sul campo, anticipa una notizia che sarà pubblicizzata solo
il prossimo anno. "Nel 2009 il nostro pellegrinaggio sarà esteso ad altri
colleghi - sottolinea l'ispettore che una volta era il braccio destro del capo
della Criminalpol, Francesco Zonno, oggi questore - il viaggio di poche
settimane fa è risultato troppo bello. Durante tutto il pellegrinaggio abbiamo
vissuto momenti struggenti di misticismo uniti ad attimi indimenticabili in cui
nei nostri occhi sono entrati paesaggi, sia naturali che artistici, che non
dimenticheremo mai". (f.pad.) IL CASO PESCIA. Oltre cinquemila copie
vendute, più di mille bambini sostenuti negli studi e nella vita e un nuovo
progetto: la lotta al turismo pedofilo. Sono i risultati principali di
"Urla nel silenzio - il caso Pescia" (editore Sbs Communication). Il
libro è il racconto del padovano Bruno Pescia che ripercorre tutte le tappe
dell'avventura peggiore che un genitore possa vivere: la morte del figlio.
Quando Andrea Pescia è stato ucciso a Fortaleza, in Brasile, aveva 31 anni.
Forse il suo unico errore è stato sottovalutare la rabbia che la povertà
alimenta. Da quel momento è iniziato il calvario dei coniugi Pescia, papà Bruno
e mamma Daniela, attraverso i muri di gomma della burocrazia e orecchie che troppo spesso
non hanno voluto sentire le loro richieste di aiuto. Il diario inizia proprio
con la telefonata che arriva, a sera inoltrata, nella casa dell'Arcella, fino a
quel momento dimora tranquilla di un nucleo familiare che progettava di
riunirsi, dopo qualche mese, in quel Brasile scelto dal figlio. E' il
racconto di tutte le difficoltà incontrate per riportare in Italia la salma di
Andrea, di tutte le porte a cui il padovano ha bussato chiedendo sostegno, e di
come in realtà si sia sentito abbandonato dalle istituzioni. Fino alla nascita
dell'associazione Andrea Pescia, che il padre Bruno ha scelto di sostenere
anche attraverso i proventi del suo libro-diario. Attualmente è in programma la
terza ristampa del volume, andato esaurito per la seconda volta. Il ricavato
della vendita permette di alimentare un conto corrente che serve a sostenere la
crescita dei bambini di Fortaleza della Escola Galli. "Per la prima volta
- spiega Bruno Pescia - la nostra associazione ha aderito ad una campagna
informativa, quella contro il turismo sessuale, una piaga per il Brasile, in
cui colpisce soprattutto bambini. Si stima che solo gli italiani che
annualmente si recano soprattutto a Fortaleza in cerca di sesso facile,
sfiorino i cento mila". Finora l'associazione ha inviato ai bimbi
brasiliani 18 mila euro, a cui se ne aggiungeranno altri due entro fine mese.
"E' l'insegnamento che mi ha lasciato mio figlio Andrea - ricorda Bruno
Pescia - la povertà va combattuta dando ai bambini la possibilità di avere un
futuro". (Cristina Chinello) BALCONI FIORITI. Chi è iscritto al concorso
"Balconi fioriti" ha tempo fino al 5 luglio per inviare la fotografia
dei proprio balcone, terrazzo o giardino al Settore Verde Parchi Giardini e
Arredo urbano di via Zamboni 1, oppure negli uffici Urp di quartiere. Gli orari
di accesso al Settore Verde sono i seguenti: dal lunedì al sabato ore 8-13;
martedì e giovedì pomeriggio ore 15-18.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tricesimo.
Il problema, relativamente ai comuni con meno di 10 mila abitanti, sollevato in
un'interpellanza dal consigliere regionale Giorgio Baiutti Passi carrai sulle
provinciali, doppia tassazione TRICESIMO. Ci sono troppe tasse per gli accessi
ai passi carrai sulle strade provinciali, in quanto spettano sia al Comune di
competenza che alla Provincia. E' quanto sostiene il consigliere regionale
Giorgio Baiutti, che a Tricesimo siede tra i banchi della minoranza, il quale
ha sollevato la questione con un'interpellanza presentata al consiglio
regionale facendo riferimento alle località con popolazione inferiore ai 10
mila abitanti, in quanto superato questo tetto residenziale il problema non si
pone perché le concessioni per i passi carrai sono rilasciate direttamente dai
Comuni. "Si ripropone anche all'attenzione della Regione - afferma infatti
Baiutti - la problematica relativa alla concessione, da parte della Provincia
di Udine, degli accessi carrai sui tratti interni ai centri abitati, rispetto
ai quali gli utenti devono presentare domanda anche al Comune, pagando una
doppia tassa e avviando due procedimenti amministrativi". Al riguardo,
Baiutti sottolinea che questo problema è sollevato da molti anni ormai dall'ex
sindaco Giovanni Spizzo, animato da "senso civico, volto all'interesse
generale", per cui ritiene che "debba essere opportunamente supportato
ai diversi livelli istituzionali perché si tratta di una battaglia contro la burocrazia e nell'interesse dei
cittadini". Della questione si è parlato anche nella commissione finanze e
bilancio grazie a un intervento dello stesso Spizzo, che vi ha partecipato su
interessamento del presidente Daniele Cipriani, il quale ha ricordato come
"dopo un approfondito dibattito che ha trovato d'accordo tutti i gruppi
consiliari seguiranno ulteriori incontri volti a comprendere tutte le
casistiche possibili oltre ai nulla osta sui passi carrai esistenti, ma anche i
nuovi e le modifiche agli stessi. Ora si è al lavoro per produrre un ordine del
giorno da presentare in consiglio comunale". Quanto all'interpellanza,
Baiutti si rivolge, appunto, al presidente della Regione e all'assessore
competente per sapere quali azioni intendano intraprendere per sollecitare
l'amministrazione provinciale di Udine, "più volte interessata al
problema, a rivedere il farraginoso e oneroso iter oggi imposto al cittadino
che richiede la concessione di un passo carraio su strada provinciale corrente
all'interno del centro abitato con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti,
considerando che la norma richiede non un rilascio di una separata concessione
dell'ente proprietario della strada, bensì di un "previo nulla osta".
Mariarosa Rigotti.
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV
- Torino La partita infrastrutture locali Le grandi infrastrutture sono
fondamentali per la competitività del territorio, ma le realizzazioni più
"periferiche", le cosiddette opere minori, piccoli e medi interventi
per classi d'importo diffusi al servizio dei centri urbani e produttivi della
regione, non sono meno determinanti perché costituiscono un'opportunità per
decongestionare e riorganizzare l'intera area essendo complementari agli
interventi cardini. Nel 2007, al netto dell'autostrada Asti-Cuneo, rappresentavano
un valore inferiore ai 50 milioni e il maggior numero di gare si posizionava
nella fascia fino a 6,2 milioni. Nel 2008 hanno subito una pesante riduzione
rispetto agli anni scorsi: cosa fare per contrastare e sbloccare una tendenza
alla stagnazione che si sta confermando anche in questi primi sei mesi? Due
sembrano essere le strategie vincenti: l'innovazione di prodotto e, oltre la lentezza della burocrazia e la temuta politica creditizia restrittiva del credito, il
maggior ricorso al project financing. Nel primo caso urge lo sviluppo di nuova
capacità da parte del comparto ad intercettare la richiesta per il
miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, la cui futura
certificazione in tal senso rivoluzionerà il mercato. Fondamentale per
favorire l'insediamento di imprese estere specializzate e accompagnare il
processo di rinnovamento è il supporto della nostra regione, quella che investe
di più in Europa nel settore delle energie rinnovabili, mentre emblematico è
già l'insediamento a Borgofranco di Ivrea del primo produttore italiano di
silicio. Esempi applicativi delle nuove tecnologie sono le foglie a celle
solari realizzate con materiali organici che offrono anche una nuova
opportunità, quella di coniugare tecnologia, architettura e ingegneria con un
design innovativo, superando l'inadeguatezza estetica degli impianti attuali.
Né è da trascurare la vocazione a connotarci come polo del vettore-idrogeno:
l'impianto di Porto Marghera dimostra che necessità fa virtù: sorto sui rifiuti,
li trasforma in fotoni per non inquinare la laguna di Venezia, città con
l'obiettivo di posizionarsi a emissioni zero. Sull'effetto leva della finanza
di progetto, occorrerebbe ridare motivo di interesse agli aspiranti promotori
per il finanziamento di opere di pubblica utilità, ritornando alle procedure
snelle e rapide della legge 66/2002 che aveva creato un trend di sviluppo
crescente sul mercato dei lavori pubblici locali, poi frenato dal decreto
legislativo 113/2007 che ha soppresso il diritto di prelazione in favore del
promotore privato. Con uno strumento più agile ed efficiente il Piemonte
avrebbe ben più delle 8 gare per 14 milioni dei primi mesi del 2008: il
maggiore dinamismo del settore accelererebbe nuove politiche per la mobilità e
abitative, in particolare per le fasce deboli, contribuirebbe ad attrarre
investimenti e capitale umano dall'estero e a rendere strutturale la crescita
turistica.
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
VI - Palermo Vertice al Comune sul flop delle Ztl La burocrazia si difende: "Il piano
del traffico è quasi pronto" L'opposizione incalza: "Subito chiarezza
sui criteri dell'appalto" SARA SCARAFIA Un mega-vertice negli uffici della
direzione generale di via Quattro Aprile per affrontare la questione Ztl: sotto
esame sono finiti il flop e la questione rimborsi. Ieri mattina
l'assessore al Traffico Lorenzo Ceraulo, il capo di gabinetto del sindaco
Sergio Pollicita, il ragioniere generale Paolo Bouslav Basile, il comandante
della polizia municipale Nunzio Purpura e tutti i tecnici degli uffici Mobilità
e Ambiente si sono riuniti negli uffici del direttore generale di Palazzo delle
Aquile Gaetano Lo Cicero. Un incontro per iniziare a valutare l'operazione pass
alla luce della sentenza choc del Tar che ha annullato il provvedimento e delle
direttive del sindaco Diego Cammarata che ha disposto il rimborso delle somme
pagate dai cittadini per acquistare i permessi. Durante l'incontro, i vertici
di Palazzo delle Aquile hanno cominciato ad analizzare le motivazioni che hanno
portato all'annullamento delle ordinanze antismog. Su tutte ha prevalso
l'assenza del piano urbano del traffico che, secondo quando riferito durante la
riunione, è stato già predisposto ed in fase di lavorazione anche se non è
ancora stato approvato dal Consiglio comunale. Non si è ancora parlato invece
di modalità di rimborso: i soldi di certo verranno restituiti e, nel frattempo,
bisognerà cancellare anche le somme che erano state iscritte in bilancio. Come?
Tagliando ancora sui servizi. Quella di ieri è stata solo la prima di una serie
di riunioni che dovranno portare a stabilire l'iter attraverso il quale i 300
mila palermitani che hanno acquistato il permesso riavranno i soldi indietro.
Intanto si attende anche che gli uffici Traffico e Ambiente redigano "il
resoconto dettagliato" sull'operazione pass richiesto loro dal sindaco.
Intanto, dopo l'inchiesta di "Repubblica" sui buchi neri dell'appalto
tra Comune e Td Group, il capogruppo del Pd Davide Faraone ha presentato un
atto ispettivo. "Gli esiti dell'affare Ztl ci hanno dato la misura reale
di come è stata governata questa città negli ultimi anni - dice - è giusto che
si faccia chiarezza sull'iter che ha portato all'affidamento alla Td Group e su
tutti i lati oscuri di questa vicenda. Ho chiesto a esempio perché, a fronte
della richiesta dettagliata di requisiti in merito a determinate certificazioni,
lo stesso rigore non è stato applicato quando si è trattato di scegliere in
base all'esperienza certificata nel settore della mobilità". Dal canto suo
la società di Pisa che si è aggiudicata un appalto da 16 milioni in cinque anni
annuncia querele: "L'ufficio legale dell'azienda vagliato lo stato
dell'arte che ci vede oggetto di reiterati e diffamatori attacchi - scrive in
una nota Td Group - ha dato incarico a due distinti studi legali per agire
nelle appropriate sedi contro le non più tollerabili insinuazioni e congetture,
infondate ed aprioristiche comparse su alcuni media palermitani. Nonostante
l'infondatezza e l'insensatezza di quanto riportato da alcuni organi di
informazione, l'azienda si sente profondamente lesa nel suo prestigio e buon
nome costruito con lavoro e abnegazione in 27 anni di attività".
( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura
Lo scrittore svizzero Il decalogo di Glauser per un buon noir ALESSANDRA ROTA
Per scrivere un buon giallo ci vogliono per forza delle regole anzi, dei
comandamenti? Lo scrittore deve funzionare come un deus ex machina sempre
pronto a limitare gli eccessi, il grand guignol, la fantasia sbrigliata? Gli
autori di thriller ogni tanto si sono posti queste domande, Van Dine nel
( da "Libertà" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marco
Mozzi è un giovane insegnante in una scuola media piacentina. Da questa sua
testimonianza vien fuori il suo entusiasmo e la sua passione per la scuola, per
i suoi studenti e per le "sue" professoresse. Un bel messaggio
positivo. Mozzi dice di andare oltre i problemi, che ci sono e sono tanti, e le
burocrazie che spesso bloccano la scuola per puntare sulle
persone e sui giovani. Sì, la nostra scuola si salva e va avanti proprio grazie
agli insegnanti che ci mettono l'anima per costruire un bel rapporto con i
propri studenti. Giovani professori come Mozzi possono svolgere un ruolo
importante per rendere sempre più profondo quel dialogo e quel confronto con i
ragazzi che chiedono alla scuola conoscenza e gli strumenti per poter
costruire il proprio futuro. Buone vacanze a tutti. Gaetano Rizzuto 01/07/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari
Altre nubi sulle terme di Casteldoria: la Regione chiede i canoni arretrati
SASSARI. La ratifica a maggioranza (12 favorevoli e tre astenuti) di un debito
fuori bilancio ha dato l'opportunità al consiglio provinciale di fare il punto
sulla situazione delle terme di Casteldoria, con le osservazioni finali della
presidente della giunta, Alessandra Giudici. All'attenzione dell'assemblea è
arrivata una pratica che ha sollecitato il consiglio a prendere atto di un
debito fuori bilancio rappresentato da canoni arretrati dovuti all'assessorato
regionale all'Industria nel periodo 1998-2003, riguardanti la concessione
mineraria per lo sfruttamento delle acque termali. Giommaria Deriu
(Rifondazione Comunista) ha sollevato seri dubbi sul fatto che la Regione possa
rivendicare i crediti. "Ricordiamo che nel 1998 si era registrata la
scadenza della concessione. Si era perciò reso necessario il rinnovo da parte
della Regione, che però si è fatto aspettare per 5 anni - ha detto Deriu -. Si
tratta proprio del periodo per il quale ci viene chiesto il pagamento".
Paolo Battino (Margherita) ha manifestato la pressante esigenza del territorio
di certezza e chiarezza dei tempi e delle prospettive relative all'affidamento
della gestione, ai progetti e all'entrata in funzione dello stabilimento
termale di Casteldoria. Il diessino Gavino Sechi si è soffermato sulla
necessità di un'azione snella e coordinata dell'amministrazione, che eviti il
rischio di palleggiamenti di responsabilità tra settori. Giannetto Satta (Forza
Italia), ha messo in dubbio la legittimità della richiesta della Regione del
riconoscimento di un credito per il quinquennio in cui non c'è stato il rinnovo
della concessione mineraria. "Ma la questione centrale da affrontare - ha
aggiunto - è il peso della burocrazia. Perciò propongo che per Casteldoria la Provincia crei una sorta
di task-force che si occupi di sostenere con continuità un progetto che ha
visto troppe lungaggini e la spesa di ben 30 miliardi di vecchie lire". La
presidente della Provincia ha affermato che una task-force per Casteldoria sta
già operando. "In termini pratici, c'è stato l'input del consiglio
provinciale, fatto proprio dalla giunta e trasmesso ai settori
dell'amministrazione per arrivare all'affidamento della gestione diretta con un
piano industriale condiviso - ha sottolineato Alessandra Giudici -. L'ultimo
passaggio, per l'assegnazione e della gestione che prevediamo a breve termine,
è l'asseverazione bancaria. Una certificazione su un piano industriale che
secondo noi è meritevole. Intanto ricordo che l'amministrazione provinciale,
che nel
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Scuola
costosa e non eccellente" Il ministro taglia il 10% dei prof Maria Stella
Gelmini: è un servizio e non un grande ammortizzatore sociale Bergamo, tra
docenti e amministrativi è prevista una riduzione di 1.603 unità Meno 10% di
docenti e meno 17% di amministrativi entro il 2012. È la cura dimagrante
Gelmini: meno personale, più istruzione. Ma, poiché l'obesità della scuola è
asimmetrica, i tagli si decideranno provincia per provincia. Intanto, nel
prossimo anno scolastico i docenti in organico nella scuola bergamasca saranno
11.505, ai quali vanno aggiunti 1.490 docenti di sostegno. Del totale, 751 sono
i posti per la scuola d'infanzia, 4.124 per le elementari, 4.430 per le medie e
2.300 per le superiori. Oggi comincia la trattativa Ufficio
scolastico-sindacati per la messa a punto dei particolari, ma tutti sono
consapevoli che i numeri sono questi. Rispetto allo scorso anno un aumento di
77 posti in organico. In base all'aumento della popolazione scolastica,
avrebbero dovuto essere 85, al netto delle riduzioni previste in base alla
Finanziaria di Prodi avrebbero dovuto essere 81, con le limature finali della
Direzione regionale, la provincia di Bergamo ha perso 4 posti arrivando
all'aumento di 77. Complicato? È la matematica della scuola, in perenne equilibrio tra burocrazia e demografia. Nel 2007-2008 i posti in organico di fatto (cioè
definitivo) sono stati 11.428 con 1.489 insegnanti di sostegno. I tagli
preannunciati dal ministro Maria Stella Gelmini, che porterebbero entro il 2012
una diminuzione nazionale di circa 100 mila docenti e 47 mila Ata (da
( da "Nuova Ferrara, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tonello
(Coldiretti): le difficoltà dei mercatini La burocrazia ostacola la nostra vendita
diretta "La vendita diretta produttore-consumatore? Sarebbe davvero bello
farla con continuità, ma purtroppo subiamo una serie di cavilli burocratici che
impediscono di fatto di istituzionalizzarla". Mauro Tonello, presidente
della Coldiretti, spiega il motivo per cui i mercatini della Coldiretti aperti
al pubblico, quelli che abbattono molti costi della filiera, con
passaggio diretto dalla campagna alla tavola, vengono molto spesso penalizzati,
anche perché ci sono pressioni da parte delle associazioni dei commercianti.
"Cito il caso attuale ed emblematico - dice Tonello - di una rivendita del
latte fresco direttamente dalla stalla a 1 euro al litro, che dovrebbe aprire
davanti alla sede della Coldiretti. Da una decina di giorni è stata chiesta
l'autorizzazione, ma ci sono tali cavilli che ne rimandano sempre l'apertura,
addirittura è stato obiettato che la struttura toglierebbe due posti auto. Lo
stesso discorso vale per i mercatini della frutta e della verdura, spesso
relegati anche in provincia in piazze un po' anguste. Si respira un'aria di
freno da parte delle amministrazioni comunali, dovute a varie pressioni. La
vendita diretta fa comodo a volte solo a parole, ma quando questa si scontra
con altri interessi, che non sono quelli ovviamente dei consumatori, ma di
determinate categorie, sorgono i problemi".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA
& FINANZA pag. 20 Brunetta: "Da settembre la pensione in
tabaccheria" ? ROMA ? LA PENSIONE dal tabaccaio, il passaporto alla Posta,
la bolletta in farmacia, il certificato anagrafico in banca, la piantina
catastale al supermercato. Potremo dire addio all'incubo
delle code allo sportello, addio alla burocrazia. E' quello che conta di fare Renato Brunetta (nella foto Ansa)
con il progetto "reti amiche", che partirà a settembre. L'obiettivo,
ha spiegato il ministro della Funzione pubblica, è quello di rendere la vita
più facile ai cittadini". Il servizio sarà a costo zero per lo
Stato e a costo vivo per il cliente. Poste e Tabaccai sono pronti e partiranno
a settembre. Presto si aggiungeranno banche, stazioni ferroviarie, farmacie,
stazioni dei Carabinieri, grande distribuzione. Da gennaio i pensionati a basso
reddito potranno ritirare la pensione nella tabaccheria con un servizio tipo
bancomat. "In qualsiasi posto si trovino ? dice il ministro ? sarà
possibile prelevare anche cifre modeste, fino a 10 euro, annullando i rischi
dello scippo". Sin da settembre sarà possibile pagare in uno dei 35mila
tabaccai in rete i contributi per il riscatto della laurea e da novembre anche
i contributi per le colf. Negli uffici postali, che già rilasciano i
passaporti, si potranno avere anche i permessi di soggiorno, e sarà garantita
la riscossione dei contributi previdenziali, dei bollettini infortuni domestici
e la Inps card. Progressivamente arriveranno il servizio di gestione dei
concorsi pubblici, i visti sul passaporto, i certificati anagrafici e gli
estratti conto dell'Inps. ol. po. Image: 20080701/foto/6879.jpg.
( da "Tirreno, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
denuncia. "Oltre 160 pass gratis concessi in passato e non riesco ad avere
l'elenco" "Mover, si cambia" Il presidente Sugliano: farò il
parcheggiatore L'impegno. Portare al piano terra gli uffici al pubblico DONATELLA
FRANCESCONI VIAREGGIO. Il caos regna in Mover, la società dei parcheggi. E ieri
mattina il sindaco Luca Lunardini ha nuovamente alzato il telefono, per
chiedere al neo presidente Gigi Sugliano di far rispettare quanto
l'amministrazione comunale decide ed indica. A cominciare dalla tariffa di 3
euro, invece di 4, per la sosta giornaliera sul Vialone nei giorni feriali.
Come già indicato da giorni. Al presidente Sugliano che chiedeva conto al
direttore Gorelli dell'esecuzione di quanto chiesto dal sindaco, è arrivata la
seguente risposta: "Modifiche ufficiali ancora non ne sono
arrivate...". Già, nel paese della burocrazia un primo cittadino che per
due volte chiede una modifica a quanto deciso non è abbastanza ufficiale.
Servono il pezzo di carta, il protocollo, il timbro, la firma e la controfirma,
cui far seguire altrettanta carta affinché ciascun anello della catena possa
far pesare il proprio pezzettino di potere. è l'abc del sindaco, da
imparare in fretta se si vuole governare... Stessa storia con i parcometri di
via Fratti. Una delibera di giunta, datata ormai quindici giorni fa, indica che
qui si pagherà la sosta nei giorni festivi. Ma i parcometri sono ancora spenti
e da ieri sono stati "incappucciati" i cartelli verticali. Motivo: va
aggiornato il software dei parcometri stessi, programmati per mangiare monetine
per l'intera settimana. Ma, allora, perché da Mover nessuno ha fatto presente
il problema così che l'amministrazione potesse rinviare il provvedimento? Per
come stanno le cose, Mover potrebbe essere tacciata di star causando un danno
erariale al Comune. In questo caos si è insediato Gigi Sugliano, paladino anti
strisce blu da presidente del Movimento cristiano lavoratori, oggi pronto a
"passare una giornata da parcheggiatore" per capire come funziona il
sistema della sosta in città. "Ma della protesta contro il Piano della
sosta della giunta Marucci non mi rimangio niente - spiega - e se l'attuale
amministrazione avesse in mente di rispolverarlo, mi dimetterei
immediatamente". Della società dei parcheggi, il cui presidente è stato a
lungo Giancarlo Giannecchini (Pd), Sugliano racconta: "L'ho trovata ben
più disastrata di come appaia guardando il sito...Basti pensare che in città
risulterebbero esserci 160 pass gratuiti. Ho chiesto da giorni l'elenco e non
l'ho ancora ottenuto". Per quanto lo riguarda, da presidente Mover ne
avrebbe diritto secondo la consuetudine fin qui in vigore: "Ma l'ho
rifiutato - spiega -: ho chiesto solo di non pagare la sosta quando lascio
l'auto al parcheggio di piazza Nieri e Paolini perché sono al lavoro nella sede
di via Regia per tutto il giorno". Tra i suoi obiettivi, in parte già
annunciati ai dipendenti che ha incontrato ieri, Sugliano annuncia l'intenzione
di esternalizzare l'attività di scassettamento dei parcometri che attualmente
viene fatta dai dipendenti Mover senza protezione alcuna. "Vorrei anche
arrivare ad un regolamento interno e ad affrontare alcune questioni come
quella, per esempio, delle condanne o dei carichi pendenti eventuali di chi lavora
in Mover". Per venire incontro alle esigenze del pubblico, Sugliano pensa
ad un'apertura anche pomeridiana degli uffici "e a trasferire a piano
terra nella sede di via Regia lo sportello per i cittadini". Sede il cui
affitto - continua il nuovo presidente - "costa quanto un mutuo",
mentre sulle scale il caldo "stende" chiunque si arrampichi fino alla
porta che dà accesso all'agognata meta. Ma a stare a cuore a Sugliano è anche
"la partecipazione della società al cammino verso i nuovi parcheggi
sotterranei", nuovo vero affare urbanistico: "Speriamo fortemente di
venir chiamati a partecipare", è il messaggio che Sugliano manda
all'amministrazione. Per quanto riguarda, invece, mobilità e traffico, Sugliano
ha in testa un chiodo fisso: zona a traffico limitato nel centro città, con
buona pace di quella che c'era già e che la giunta Lunardini ha appena
annullato: "Prima di occuparsi di sosta - conclude - bisogna pensare a
come deve essere regolato il traffico". Anche se, gira gira, l'auto poi
bisognerà pur parcheggiarla.
( da "Giornale di Vimercate" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
NOVITÀ Presentato
a Monza il progetto che consentirà ai cittadini di svolgere diverse pratiche via Internet UNO SPORTELLO VIRTUALE CONTRO LA
BUROCRAZIA Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio hanno
portato in rete un portale dedicato al settore sociale. richiedi la foto La
conferenza stampa di presentazione che si è svolta a monza Villasanta - Una
finestra virtuale, immediata e moderna sul mondo dei servizi sociali e del
terzo settore. Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio
(ovvero uno dei sette "ambiti" dell'Asl3) hanno messo in Rete un
portale Internet dedicato al settore sociale. "Diciamo che abbiamo
inventato i Servizi sociali a portata di mano - ha esordito con orgoglio
durante la conferenza stampa, l'assessore monzese, Stefano Carugo - Crediamo
nella tecnologia per comunicare e riteniamo questa del portale un'idea vincente
che faciliterà l'integrazione tra istituzioni e cittadini". Navigando su
www.ambitodimonza.it, si trovano così informazioni su servizi e modulistica per
quanto concerne, minori e genitorialità, giovani, adulti, anziani, disabili,
stranieri, donne e famiglia. Ogni Comune ha poi a disposizione una propria
sezione e anche alle associazioni viene offerta la possibilità di presentarsi
alla cittadinanza. Una novità a cui hanno partecipato con entusiasmo anche
Bertilla Cassaghi e Bruna Rovelli, assessori nei Comuni di Brugherio e
Villasanta. "Uno dei punti qualificanti del lavoro - ha precisato
quest'ultima - è dato dall'opportunità di mettere in comune l'esperienza
maturata nel settore". "Un'opportunità per noi, per i cittadini e per
le associazioni del territorio - le ha fatto eco la Cassaghi - Crediamo
fortemente in questo tipo di comunicazione e vedremo anche di potenziare
l'offerta". Giorgio Scivoletto, direttore sociale dell'Asl3, ha puntato
sul tema della semplificazione e della comunicazione. "In questo modo - ha
detto, concludendo così il proprio intervento - garantiamo ulteriormente
l'accesso ai servizi e la libertà di scelta". Articolo pubblicato il
01/07/08 Viviana De Vittorio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-01 - pag: 2 autore: Per
l'amministratore delegato Bogdancikov la società non è abbastanza redditizia
Rosneft: Tnk-Bp non ci interessa MADRID. Dal nostro inviato Dopo Gazprom, anche
Rosneft prende le distanze dalla disputa su Tnk-Bp, la joint-venture russo
britannica dilaniata dai conflitti tra gli azionisti (la britannica Bp e un
gruppo di investitori noto con la sigla Aar, ossia Alfa Group, Access
Industries e Renova). Parlando con il Sole-24 Ore a margine del Congresso
mondiale del petrolio, il presidente della compagnia statale, Serghej
Bogdancikov,è statocategorico nell'escludere un possibile ingresso di Rosneft
nel capitale di Tnk Bp: "Non siamo assolutamente interessati a rilevare
una quota della società".L'ipotesi era stata suggerita da diversi
analisti, convinti che all'origine dei problemi di Tnk-Bp vi sia in realtà la
volontà del Cremlino di mettervi le mani, attraverso una delle sue compagnie di
fiducia: Gazprom o Rosneft, appunto. La risposta di Bogdancikov è arrivata
insieme all'ennesima svolta negativa nelle relazioni tra Tnk-Bp e Mosca.
Secondo l'agenzia Reuters, 75 dipendenti stranieri della joint-venture
potrebbero presto essere costretti a lasciare la Russia, poiché l'ufficio
immigrazione ha approvato il rilascio di meno della metà dei permessi di lavoro
che erano stati richiesti per 146 tecnici. Uno degli azionisti russi della
società, German Kahn, ha chiesto che i permessi siano ulteriormente ridotti
l'anno prossimo da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-01 - pag: 6 autore:
INTERVISTA Stefano Saglia Commissione Lavoro "Dimissioni senza modulo:
solo correzioni condivise" Nicoletta Picchio ROMA Se ci saranno
emendamenticondivisi per migliorare il testo, sarà ben disposto ad accettarli.
Ma per Stefano Saglia, Pdl-An, presidente della commissione Lavoro della
Camera, il decreto varato dal Governo sulla deregolamentazione del mercato del
lavoro, che abolisce l'obbligo del modulo vidimato dal ministero del Welfare
per le dimissioni dei lavoratori, va bene così. Semmai, di emendamenti ne ha in
mente altri, al di fuori del testo del decreto: una riduzione dei premi Inail
sugli artigiani e interventi sulla sicurezza, puntando alla prevenzione e alla
formazione. Vorrebbe sbloccare i fondi delle parti sociali, affidati agli enti
bilaterali. Ma c'è anche un altro terreno su cui Saglia si sta impegnando con
la Commissione Lavoro: l'indagine conoscitiva sul sistema contrattuale. Domani
ci sarà la prima audizione, con il ministro del Wel-fare, Maurizio Sacconi. Sia
la Cisl, sia il Governo, come ha detto più volte Sacconi, stanno pensando a un
patto con le forze sociali, che punti alla crescita e alla redistribuzione
delle risorse generate, varando sgravi fiscali e aumentando il potere
d'acquisto dei dipendenti. Saglia però è più propenso a dividere i tempi: il
patto, afferma, può essere una conseguenza dell'accordo tra le parti sui
contratti, "per evitare ritorni al passato, come il Patto per l'Italia
varato dal precedente Berlusconi". Riformati i contratti, continua, è
necessaria una politica dei redditi, che passi per un calo del fisco e delle
tariffe, immaginando una tariffa sociale per gas ed elettricità. Tornando alle
dimissioni, il modulo ministeriale era stato introdotto del Governo di
centro-sinistra, tra l'altro con il voto favorevole di An al Senato, per
evitare il fenomeno delle dimissioni in bianco imposte dal datore di lavoro per
avere facilità di licenziamento. Un comportamento illegittimo, comunque
minoritario, che l'ex Governo Prodi aveva pensato di arginare introducendo una
modulistica obbligatoria, sul sito Internet del ministero, da convalidare
telematicamente anche dagli uffici ministeriali. Una burocrazia contestata dalle aziende, che
il Governo Berlusconi ha cassato nel decreto presentato due settimane fa. Ora
l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano, e Pietro Ichino, giuslavorista e
senatore Pd, hanno fatto marcia indietro sul modulo, in una lettera pubblicata
venerdì sul Sole 24 Ore: va bene semplificare, ma come si perseguono i
comportamenti illeciti? Per Damiano e Ichino, si potrebbe ricorrere alle sanzioni:
una contravvenzione, aggravata per il caso di effettivo utilizzo del documento
falso. Ma per Saglia non funziona: "C'è proprio una differenza culturale
profonda tra noi e la sinistra. Le sanzioni potrebbero invece favorire il
sommerso". Per il presidente della commissione Lavoro, il decreto attua
una "deregolazione intelligente", puntando a dare ai lavoratori
tutele sostanziali e non formali. "Il fenomeno dei fogli in bianco è
residuale, nelle piccolissime aziende, non possiamo per questo aggravare la burocrazia di tutte le imprese. Inoltre, per i dipendenti
c'è sempre la stradadel procedimento penale come tutela ", continua
l'esponente del Pdl. Nella passata legislatura An votò a favore, facendo sponda
all'ala più garantista della sinistra. "Oggi l'area sociale di An ha avuto
una maturazione, l'approccio deregolatorio è condiviso da tutta la
maggioranza", dice Saglia, che nei prossimi giorni comincerà a esaminare
il provvedimento. Domani il decreto sarà incardinato nei lavori della
Commissione, dove sono presenti Damiano e il ministro del Lavoro ombra Pd,
Enrico Letta. N. P. Pdl. Stefano Saglia CONTRASTO.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-01 - pag: 12 autore:
... LO SVILUPPO E IL VERTICE DI MILANO Mediterraneo, partita a tre N on c'è bisogno
di allungare lo sguardo oltre l'orizzonte,fino in Cina o in India, per
constatare la velocità con la quale la globalizzazione ridisegna gli scenari
dell'economia.Basta un'occhiata non troppo distratta al mare di casa, il
Mediterraneo. Nei Paesi della riva Sud i principali investitori sono ormai le
monarchie del Golfo Persico, non i naturali vicini di casa, gli europei. In
vista del vertice di Parigi che dovrà dare impulso all'Unione per il
Mediterraneo – il nuovo progetto francese che deve colmare anni di
sbilanciamento dell'Europa a Est – Milano, con il sesto Laboratorio
Euromediterraneo, ha proposto una lettura aggiornata di quella che ormai è una
partita a tre: gli europei, i dirimpettai del Mediterraneo e i partner dei
petrodollari. Più impulso politico, meno burocrazia, accordi su ambiente, energia
e trasporti, e riflessi più pronti negli accordi economici con i Paesi del
Golfo sono la ricetta che Roma porta a Parigi per aiutare Nicolas Sarkozy e il
suo progetto ad avere successo. E allo stesso tempo per lasciare una nitida
impronta italiana su una svolta che la politica euromediterranea non può più
rinviare.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-01 - pag: 18 autore:
Industria. Il presidente degli imprenditori, Carbonato: l'iniziativa messa in
campo da Regione e Unioncamere va ripensata "Torino, Centro estero da
rifare" Collaborazione tra aziende e università per incentivare ricerca e
innovazione Augusto Grandi TORINO "Vogliamo contare di più in tutti quei
luoghi e tavoli dove si compiono scelte cui siamo in grado di fornire un contributo
effettivo grazie alle nostre competenze. Senza arroganza e senza presunzione,
ma con la consapevolezza del rilievo economico e sociale che le nostre attività
esprimono nell'area torinese ". Gianfranco Carbonato esordisce come
presidente dell'Unione industriale subalpina rivendicando il ruolo delle
aziende e della loro associazione. Oltre 2.200 aziende associate – con una
forte crescita sotto la presidenza di Alberto Tazzetti – oltre 200mila
dipendenti con relative famiglie. Eppure un ruolo fortemente penalizzato nelle
ultime nomine nelle fondazioni bancarie, ma non solo. Perché Carbonato avverte
che"va ripensata l'operazione intentata da Regione e Unioncamere,
attraverso il Centro estero per l'internazionalizzazione del Piemonte ",
valorizzando maggiormente il contributo dell'industria "in quanto
principale protagonista delle politiche di internazionalizzazione ". Non a
caso lo scorso anno la provincia di Torino ha esportato per 18 miliardi di euro
e il 99,6%proviene dall'industria manifatturiera. E sul fronte dell'export
l'Unione industriale continuerà a muoversi, cercando di coinvolgere il maggior
numero di aziende in un progetto di promozione sui mercati emergenti e a più
alto potenziale di sviluppo. D'altronde proprio le Pmi subalpine, oltre ai
grandi gruppi, sono protagoniste delle iniziative sulla ricerca e Carbonato ha
insistito sulla necessità di sviluppare i poli di innovazione. Così come ha
sottolineato l'importanza della formazione e delle iniziative per valorizzare i
giovani migliori. Collaborando anche con gli atenei torinesi, che godonodi ampi
riconoscimenti internazionali, per attirare talenti anche dall'esterno. Un
patrimonio di sapere produttivo – aggiunge Carbonato – che è nel codice
genetico dell'industria di Torino e a cui il Paese non può permettersi di
rinunciare. D'altronde il rilancio della Fiat è frutto anche di questa capacità
ed è la stessa capacità che ha portato a Torino i centri di ricerca di Gm e
Microsoft. Perché nel Dna subalpino non c'è solo l'auto e Carbonato chiede al
ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, di favorire la nascita di
un metadistretto del settore aerospaziale, con Torino come centro coordinatore.
E Scajola risponde che il Governo prenderà in considerazione la proposta. Per
poi ricordare che Torino costituisce un modello vincente per lo sviluppo. Uno
sviluppo che richiede energia e il ministro ribadisce l'impegno per il
nucleare, ottenendo l'immediato plauso di Emma Marcegaglia, presidente di
Con-findustria, che mette in guardia contro una crisi internazionale che si sta
prolungando. E che richiederebbe, ad esempio, comportamenti
diversi a livello europeo: meno burocrazia e maggior attenzione ai problemi delle industrie e dei
cittadini. Marcegaglia concorda con Scajola sui problemi del dopo Kyoto, sui
vincoli alle emissioni delle auto che puniscono chi ha lavorato bene negli
ultimi anni. Ma il presidente di Confindustria interviene anche sulla politica
nazionale, invitando a tutelare il potere d'acquisto delle famiglie con
tagli alle tariffe pagate per servizi pubblici inefficienti. Ma chiedendo anche
ai politici di evitare risse inutili e di concentrarsi sui problemi reali del
Paese.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-01 - pag: 18 autore:
Trasporti. Nei primi cinque mesi dell'anno calo dell'8,2% ma è prevista
un'inversione di tendenza Mercato in salita per le vendite di motocicli Daniele
Lepido MILANO Cinque mesi con il segno meno per le due ruote. Dopo le auto, la
contrazione dei consumi ha colpito anche le moto: da gennaio a maggio il
mercato complessivo ha perso l'8,2% rispetto all'anno precedente, con 246.307
unità vendute. "Già da giugno dovrebbe esserci un'inversione di tendenza,
ma intanto preoccupa l'andamento di tutto l'automotive perché è segno che la
congiuntura sta frenando gli acquisti", spiega Guidalberto Guidi, presidente
di Confindustria Ancma che ieri a Milano ha tenuto la sua assemblea annuale
alla quale ha partecipato anche il sottosegretario allo Sviluppo Economico,
Adolfo Urso. Nello specifico in questa prima parte dell'anno hanno tenuto solo
i "cinquantini", cresciuti del 3,2% con le 49.685 nuove unità
vendute, mentre sono scesi gli "scooteroni" (-9,4%, 122.653 unità) e
le moto (-12,6%, 73.969 unità). Vendite in crisi anche per le biciclette,
"che anzi stanno attraversando un momento ancora più difficile", come
fanno sapere dall'Ancma, così come il comparto dei caschi, che ha registrato
nei primi cinque mesi un calo del 12 per cento. Niente a che vedere con i
numeri del 2007, anno in cui il settore degli scooter si era consolidato
(+6,5%), con oltre 435mila nuove immatricolazioni di veicoli con una cilindrata
maggiore di 50 cc, e quasi 131mila "cinquantini" messi in strada, a
fronte di un arretramento delle moto, che anche l'anno scorsoavevano segnato un
calo (-2,9%). Secondo Guidi per rilanciare il settore "è necessario consentire
ai motocicli di cilindrata inferiore ai
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 21
categoria: REDAZIONALE Roma Migliaia di famiglie coinvolte dopo il pignoramento
dei conti. L'azione continuerà oggi in tutta la capitale L'Ater blocca gli
ascensori nelle case popolari, disabili chiusi in casa ROMA - La burocrazia
batte sul tempo il web ma l'esito è infelice e, secondo gli avvocati degli
inquilini Ater, illegale. Ieri pomeriggio, mentre sul sito www.aterroma.it
compariva l'avviso ("A causa del pignoramento disposto dal comune di Roma
gli impianti vengono disattivati ") decine di ascensori di Pietralata
erano già stati sigillati. Centinaia di famiglie d'inquilini del
patrimonio dell'ex Istituto delle case popolari hanno improvvisamente
realizzato d'essere l'anello più debole dello scontro finanziario tra enti
locali ("Mio marito, invalido, è prigioniero al settimo piano ",
denunciava in serata, la signora Paola Pizzari, un'inquilina). Regione da un
lato e Comune dall'altro. Dietro l'emergenza con cui nei prossimi giorni
l'amministrazione dovrà confrontarsi (e che già ieri ha impegnato diversi mezzi
di soccorso) c'è una crisi finanziaria. Nè l'una (la Regione) nè l'altro (il
Comune) nuotano infatti nell'oro. Ater, già ampiamente indebitata, deve da
tempo al Comune di Roma circa 500 milioni di euro (Ici). E, mentre la
precedente amministrazione aveva avviato un negoziato per scontare il debito
all'agenzia regionale (gli annunci di Causi e Veltroni parlavano anzi di
"cancellazione "), questa, al contrario, potrebbe esigerlo.
Ultimamente l'Ater si è resa disponibile a coinvolgere il Comune nel
procedimento di vendita dei cosiddetti gioielli di famiglia (immobili di
maggior prestigio, dalle palazzine storiche di San Saba a quelle in Prati e
Mazzini). Ma se prima si "galleggiava" e tra Regione e Comune s'era
raggiunto comunque una sorta di equilibrio, ora la situazione è cambiata. Ed
entro oggi 50 mila famiglie rischiano di restare senza ascensori. Nel periodo
del commissariamento, il prefetto Mario Morcone ha infatti avviato la procedura
di riscossione del debito, da cui il pignoramento dei conti Ater. Una settimana
fa, durante il consiglio di amministrazione, spiega il consigliere Ater Stefano
Zuppello, "abbiamo potuto stanziare lo stretto indispensabile per la
tutela assicurativa del patrimonio", e poi hanno alzato le mani. Ieri,
alle 15, un tecnico della Paravia, una delle due ditte che si è aggiudicata
l'appalto per la manutenzione, ha bloccato gli impianti di via Bombicci: una
ventina di scale di fabbricati a 9 piani. Circa 200 famiglie, molti anziani,
alcuni con handicap. Dal neonato al disabile, dalla ragazza incinta al
settantenne in carrozzella chiusi in casa. Il motivo: "Il contratto di
manutenzione e verifiche non può essere garantito ". Quindi blackout degli
ascensori per tutti. L'ultimo capitolo della contesa tra Regione e Comune è
anche storico. Mai accaduto in passato un fatto del genere. E non tanto perche
l'Ater non fosse indebitata quanto per il fatto che buona parte del patrimonio
era senza ascensori. Altra annosa mancanza dell'ex istituto case popolari.
L'esecuzione anticipata a Pietralata diventa l'annuncio angoscioso per le
altre, residenti tra la periferia e il centro come pure in provincia. "Non
abbiamo mai chiuso le porte ad Ater" dice il presidente della commissione
bilancio del Comune, Federico Guidi. Ma la tentazione della polemica politica
c'è, eccome: "Non è semplice sbloccare il pignoramento. E le casse
comunali hanno già i loro problemi come Veltroni sapeva. Credo, anzi, che la
procedura avviata da Morcone fosse stata istituita dallo stesso Veltroni".
Cinquantamila Entro oggi 50 mila famiglie che abitano negli alloggi Ater
rischiano di restare senza ascensori Conti bloccati Il blackout è stato deciso
perché l'Ater ha i conti correnti bloccati dalla Gerit, la società esattrice
del Comune Ilaria Sacchettoni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
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Il
Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-07-01 - pag: 24 autore: "L'Expo
di Shanghai sarà una guida per Milano 2015" Giuseppe Latour "In
questo periodo siamo spesso a Saragozza. Pensiamo di poter imparare molto dalla
loro esperienza". A parlare è Xu Bo,responsabile dei partecipantistranieri
all'Expo 2010 di Shanghai, l'uomo che, in questi mesi, sta girando il mondo per
promuovere la prima esposizione universale ospitata da un Paese in via di
sviluppo. Pochi giorni fa è volato in Italia per parlare del nostro padiglione
con il commissario del Governo, Beniamino Quintieri. L'organizzazione di un
buon Expo, ne sono convinti in Cina, passa necessariamente dall'analisi dei
precedenti, per imitarne le best practices e non ripeterne gli errori. Errori
che, a Saragozza, sono stati molti, anche a causa dei tempi ristretti di organizzazione.
"La prima difficoltà che stanno riscontrando riguarda
la burocrazia. Gli
espositori devono impiegare anche 4 o 5 ore per semplici procedure
amministrative. Noi dobbiamo fare meglio ". Anche perché i numeri di
Shanghai saranno ben superiori a quelli di Saragozza: più di 200 partecipanti
tra Paesi e istituzioni contro 100, sei mesi di expo contro appena 3.
Ogni errore rischia di far collassare una macchina gigantesca. "L'altro
punto da non imitare riguarda la comunicazione. All'inaugurazione di Saragozza
decine di rappresentanti di nazioni straniere hanno sentito solo spagnolo. Da
noi, nel villaggio, saranno parlate sempre almeno due lingue". I 230mila
volontari che muoveranno tutte le attività di Shanghai parleranno tutti la loro
lingua madre, il cinese, e l'inglese. E dovranno seguire corsi di buone
maniere: "Dobbiamo essere eleganti, educati e lavorare sulla nostra
immagine. Sarà la prima volta che a Shanghai arriveranno rappresentanti così
importanti da tutto il mondo". Il modello cui Milano dovrà guardare,
allora, non sarà Saragozza ma proprio Shanghai. La strada che porta in Italia
nel 2015 passa anche dai suoi grattacieli. Nel
( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
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01
Luglio 2008 Chiudi Non può tornare indietro, ma nemmeno proseguire. E'
intrappolato in un'aeroporto, il protagonista di The Terminal, il film
interpretato da Tom Hanks, in onda stasera su Canale 5 alle 21, 10. Motivi di burocrazia. Una questione di burocrazia blocca quell'uomo straniero che vorrebbe entrare negli Stati
Uniti, ma che è anche pronto a fare dietro front. E che invece è intrappolato
tra gates e negozi per ore, per giorni. Un tempo in cui la sua vita è sospesa,
come quella degli eroi di Kafka, e di Beckett, rivisitati in chiave
fiabesca e hollywoodiana dal regista Steven Spielberg. Al fianco di Hanks, c'è
una deliziosa Catherine Zeta-Jones. Meno male che la tv trasmette qualche film
di consolazione per gli spettatori che, come tutte le estati, hanno poco da
scegliere. Altro titolo in prima serata (su Raitre), è Payback, remake di Senza
un attimo di tregua, il giallo diretto nel 1967 da John Boorman. Nel ruolo che
fu del grande Lee Marvin, c'è uno strepitoso Mel Gibson. Stavolta è lui a
interpretare il gangster fregato a puntino dal socio, che ha un unico scopo,
vendicarsi. La regia, meno intelligente e raffinata di quella di Boorman, è
firmata da Brian Helgeland. In seconda serata, altri due film. Retequattro
propone Camerieri, di Leone Pompucci, con Diego Abatantuono, Paolo Villaggio e
Carlo Croccolo. Una storia dura che racconta frustazioni, meschinità e
delusioni del personale di un ristorante sull'orlo della chiusura. Su Canale 5,
invece, va in onda il leggerissimo Top model per caso, adatto al pubblico più
giovane.
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-07-01 num: - pag: 47 categoria:
REDAZIONALE Arte & spettacolo Ieri a Milano la "drammatizzazione"
dell'affresco che aveva sollevato tante polemiche Show di luci. E il Cenacolo
"vive" Greenaway: sfida vinta, battuta la burocrazia, Leonardo sarebbe felice Il
momento più forte è l'alzarsi di un braccio di Cristo che indica il piatto con
l'ostia o si rivolge a Giovanni MILANO - Finalmente è avvenuto. Quello che
Peter Greenaway chiama il dialogo diretto con Leonardo, ieri pomeriggio
soltanto si è realizzato con l'incredibile drammatizzazione, attraverso
la luce, del "Cenacolo " nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie,
scavalcando divieti, resistenze, paure delle sovrintendenze, che avevano
indotto il regista gallese, autore di I misteri del giardino di Compton House e
di Prospero's Books a creare clone dell'Ultima Cena a Palazzo Reale, su una
parete della sala delle Cariatidi, nell'ambito del Salone del Mobile. Ieri al
tramonto, invece, annunciata dal ritmo come di colpi a una porta (del
mistero?), la luce ha cominciato a proiettarsi, a "toccare" gli
oggetti sulla tavola imbandita, circondandoli di un'aura giallo dorato; poi si
è centrata sulla figura del Cristo, quel giovane uomo dai tratti delicati,
umili, intento a guardare davanti a sé. Poco alla volta il raggio investe il
gruppo di discepoli sulla sinistra dell'affresco, che si sporgono uno verso
l'altro; a destra individua, quasi scolpisce un insieme più compatto,
resistente. Il passaggio sul dipinto di una grande ombra lascia in rilievo i
personaggi, rendendoli tridimensionali. Il momento più forte, sottolineato dai
legni della musica composta da Marco Robino, è l'alzarsi del braccio di Cristo
come a indicare il piatto con l'ostia, o per rivolgersi a Giovanni, alla sua
destra; è l'illuminazione delle sole mani di ciascuno dei convitati, mani che
indicano qualcosa, che si uniscono come per un battimani o un rincorrersi di
gesti. Anche i piedi degli apostoli intravvisti sotto la tovaglia bianca sono
"nervosi", a differenza di quelli di Gesù che "appaiono "
dietro la lunetta cieca per forza di immaginazione, anzi per potere d'immagine.
"La più grande emozione che ho provato davanti al capolavoro? Gioia, vera
gioia - risponde il regista - assieme alla convinzione che quel genio di
Leonardo, nato di giugno sei secoli fa, sarebbe stato entusiasta. Da
quell'impavido, temerario, infaticabile sperimentatore che era, avrebbe trovato
"vecchie" le nostre tecnologie, ne avrebbe usato di più evolute. Il
cinema, nella sua relazione tra luce e figura e suono, forse è cominciato con
lui...". Ha temuto che l'impresa non riuscisse? "Sì, la politica, la burocrazia si è messa di mezzo, e, pur rispettando le
cautele, ho trovato queste paure inutili, se non sciocche ". Dopo la
visita riservata al ministro dei Beni culturali Biondi che intende
"riproporre l'evento ciclicamente anche per le scuole"), a Vittorio
Sgarbi ("è una riconsacrazione del capolavoro leonardesco") e al
sovrintendente Artioli, a vario titolo fautori dell'evento curato da Change
Performing Arts, tocca ai 250 invitati che, 25 per volta, assistono al loop
dell'animazione del capolavoro. Tra questi, una signora dice candidamente:
"Ma sono più belli questi colori di quelli di Palazzo Reale. E il
professor Carlo Bertelli aggiunge: "Ci voleva il clone! Per arrivare
all'incontro con l'opera d'arte e vederne le differenze, la meraviglia ".
I colori passano dal-l'ocra, al terra di Siena, al grigio perla ("ne usava
di infinite gradazioni, Leonardo" dice Adam Lowe, l'artista del clone), ad
un azzurro tenue, leggero, mistico. Regista Peter Greenaway, 66 anni Claudia
Provvedini.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-07-2008)
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CRONACA
UMBRIA pag. 2 di ROBERTO BORGIONI ? PERUGIA ? PIU' DI MILLE<... di ROBERTO BORGIONI ? PERUGIA ? PIU' DI MILLE famiglie umbre non riescono a mettere in regola colf e badanti. Non è un problema da poco, soprattutto per chi ha in casa persone non autosufficienti, che hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24. E a garantire il sostegno domestico sono quasi sempre donne straniere. Che però restano immigrate fantasma. Come accade ai trecento extracomunitari impegnati nel comparto dell'edilizia e ai circa 200 che lavorano in agricoltura. Sono persone 'invisibili'. Non hanno il permesso di soggiorno, possono essere sbattute fuori dall'Italia da un giorno all'altro come un qualunque clandestino, rischiano addirittura il carcere. Eppure, per famiglie e aziende, sono un supporto spesso insostituibile. TUTTO NASCE dall'imbuto burocratico creato dal "Decreto flussi 2007". Chi ha un datore di lavoro pronto ad assumerlo regolarmente, dice la legge, acquista il diritto al permesso di soggiorno. Ma non è così facile. Anzi: la vicenda sta assumendo contorni drammatici, per centinaia di stranieri e per gli italiani che hanno bisogno di loro. A denunciare l'impasse e a fornire i numeri è la sezione umbra dell'Associazione Immigrati nel mondo. "A Perugia ? spiega il segretario regionale, Maurilio Turchetti ? sono state presentate 7.614 richieste di autorizzazione al lavoro. Il dato è aggiornato al 18 giugno. Ebbene: la quota di stranieri regolarizzabili disponibile per l'Umbria, in base al decreto flussi, è di 2.695 immigrati, poco più di un terzo rispetto alle domande. In realtà, al momento, le pratiche in istruttoria sono soltanto 1186, >il
resto è bloccato dalla burocrazia. Ci sono state 111 richieste già rigettate, mentre i nulla osta
rilasciati sino ad oggi dalla Prefettura sono stati appena 498". LA
SINTESI: su 7614 stranieri che vogliono mettersi in regola e che sono
supportati dai rispettivi datori di lavoro, solo 498 ce l'hanno fatta.
Gli altri extracomunitari continuano a galleggiare nella clandestinità e nella
speranza che, prima o poi, arrivi anche il turno del loro timbro. "C'è una
montagna di pratiche ferme ? denuncia Turchetti ? Ci sono famiglie e aziende
che aspettano da mesi di poter mettere in regola un immigrato che, spesso, è
fondamentale per l'assistenza o la stessa attività lavorativa. Di questo, però,
la burocrazia sembra non accorgersi. E il nulla osta
rilasciato dalla Prefettura, quando arriva, non pone fine alla via crucis della
regolarizzazione. A quel punto, infatti, l'imbuto si sposta all'estero, nei
consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati provenienti da quei
paesi il visto d'ingresso per la nostra nazione. E' un gatto che si morde la
coda". CHI SONO i lavoratori fantasma dell'Umbria? Il maggior numero di
richieste di regolarizzazione, nel 2007, è arrivato dall'Albania (165), dalla
Moldavia (125) e dal Marocco (120). In Moldavia, però, non esiste un consolato
italiano. Chi ha bisogno del visto deve andare sino in Romania. Uno snervante
tour in giro per l'Europa. "Eppure ? spiega l'Associazione Immigrati ? il
90% delle domande di assunzione riguarda irregolari già presenti in Italia. E'
un segreto di Pulcinella. Lo Stato dovrebbe avere la coerenza di favorire
l'emersione del lavoro nero per chi ha già una casa e un impiego. Ne
riceverebbe in cambio denaro prezioso: il versamento dei contributi nelle casse
del Fisco". E invece la burocrazia è il solito
imbuto. Che strozza gli immigrati, ma pure aziende e famiglie umbre.
( da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
01
Luglio 2008 AGROALIMENTARE INFVG: MENO BUROCRAZIA PER LE
IMPRESE "San Daniele, cittadina tra le più affascinanti della nostra
regione, rappresenta il Friuli Venezia Giulia nel mondo con il suo prosciutto
ed è parte della nostra ricchezza economica. Per il futuro della filiera
agroalimentare occorre però fare in modo che le imprese si concentrino sulla
produttività e non perdano più tempo nella burocrazia. L'amministrazione regionale, assieme al Governo, si
impegnerà per questo obiettivo". Il presidente della Regione, Renzo Tondo,
rilancia l'impegno per la centralità del comparto agroalimentare proprio dal
palco dell'inaugurazione di "Aria di festa", la manifestazione che
celebra il prosciutto esportato in tutto il mondo. "Anche in Canada -
rivela il presidente - ho potuto constatare quanto fosse capillare la presenza
del crudo di San Daniele". Tondo ricorda poi come "il Governo, grazie
all'interessamento del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, abbia
iniziato un percorso molto importante per l'intero settore applicando, ad
esempio, la legge Biagi sui contratti degli stagionali in agricoltura e
promuovendo norme e misure per la crescita dimensionale delle imprese
agricole". In particolare, per il comparto dei produttori e allevatori,
Zaia ha anticipato alla stampa la disponibilità del Governo a impegnare 700
mila euro per la promozione del prosciutto italiano a fronte di un progetto
organico presentato da consorzi e imprese. Sulla concorrenza e la difesa dei
marchi, il presidente della Regione ha invitato "a non pensare
provinciale". "L'europa - ha commentato - piaccia o no, esiste e
dobbiamo considerarla una risorsa: abbiamo dei prodotti straordinari che non
temono nessuna concorrenza o imitazione. Impegnamoci a promuoverli, aumentiamo
la produttività e saremo vincenti". Foltissima la presenza di pubblico
alla cerimonia di inaugurazione durante la quale il sindaco di San Daniele,
Gino Marco Pascolini, ha fatto gli onori di casa assieme alla madrina, la show
girl Cristina Chiabotto. Tra gli altri, erano presenti il vicepresidente della
Regione, Luca Ciriani, gli assessori regionali alle Risorse agricole, Claudio
Violino, alla Cultura, Roberto Molinaro, gli onorevoli Ferruccio Saro e Angelo Compagnon,
il consigliere regionale Paolo Menis e il presidente della Provincia di Udine,
Pietro Fontanini. . . <<BACK.
( da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
01
Luglio 2008 LABORATORIO EURO MEDITERRANEO. MORATTI "NUOVE FORME DI
COLLABORAZIONE ECONOMICA CON I PAESI DELLA COSTA SUD EST DEL MEDITERRANEO"
Milano, 1 luglio 2008 - "Il laboratorio Euro Mediterraneo è il più
importante momento di confronto a livello nazionale con i Paesi della costa Sud
Est del Mediterraneo e per verificare il processo di integrazione Euro
Mediterraneo". Queste le parole del Sindaco Letizia Moratti all'apertura
della sesta edizione della Conferenza annuale del Laboratorio Euro
Mediterraneo, a Milano a Palazzo Mezzanotte, cui hanno partecipato Carlo Sangalli,
Presidente della Camera di Commercio di Milano; Bruno Ermolli, Presidente
Promos - Camera di Commercio di Milano; Roberto Formigoni, Presidente Regione
Lombardia; Sultano Bin Saeed Al Mansouri, Ministro dell'Economia degli Emirati
Arabi Uniti; Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri; Altero Matteoli,
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Adolfo Urso, Sottosegretario
alla Sviluppo Economico. "In questo processo ? ha proseguito il Sindaco
Moratti ? Milano ha certamente un ruolo importante come città aperta, sede di
relazioni internazionali e scambi economici e culturali, tutte caratteristiche
che saranno ulteriormente valorizzate con l'Expo 2015, evento che si inserisce
proprio in questa tradizione milanese di dialogo interculturale e iniziative
concrete per la collaborazione tra Paesi e Culture". "Mobilitare le
piccole e medie imprese, allargare il Mediterraneo ai Paesi del Golfo,
integrare il volano economico con quello politico ? ha dichiarato il Ministro
Frattini, aggiungendo che - occorre un salto di qualità che
abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". "Il cuore del problema - ha
sottolineato Frattini ? è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente e
tra gli obiettivi principali c'è la necessità di rilanciare un dialogo
interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia". "Occorre -
ha concluso Frattini - rilanciare in modo non burocratico il dialogo
interculturale tra i popoli che è la precondizione per combattere l'estremismo
e per far vincere la pace". "Lo sviluppo dell'interscambio
commerciale verso il Mediterraneo negli ultimi dodici mesi ? ha aggiunto
Ermolli ? è ulteriormente cresciuto, superando quota 55. 5 miliardi di euro di
valore, confermando il ruolo dell'Italia come primo partner commerciale
europeo". Ermolli ha poi sottolineato come "oggi circa un quarto dei
beni che vengono scambiati tra Europa e Mediterraneo partono o arrivano dal
nostro Paese ed e' una crescita che non è determinata dalla bolla speculativa
in atto nei mercati energetici. In particolare le esportazioni italiane verso
l'area sono cresciute del 12,5%, a quota 22,7 miliardi di euro".
"Rilanciare la politica delle autostrade del mare che debbono ricoprire
tutta l'area mediterranea": è questo l'obiettivo del Ministro delle
Infrastrutture Altero Matteoli. Secondo Matteoli si tratta di infrastrutture
che costituiscono "potenzialita' enormi che non sono state finora
sufficientemente sfruttate". "La conferenza che si apre oggi ? ha
aggiunto il Sindaco di Milano ? è certo un'occasione per Milano e per l'Expo
per porre le basi di una collaborazione economica e culturale, di un programma
innovativo per progetti di cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. È una
collaborazione che ha le sue radici in una storia comune e grande rapporto di
amicizia". "Gli interscambi dell'Italia con i Paesi del Mediterraneo
? ha sottolineato il Sindaco ? hanno registrato un'evoluzione costante negli
ultimi anni: nel
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
01 Luglio
2008 Chiudi Gestione idrica: la Talete è tutta un quiz. Rimandato alla prossima
puntata. Nuovo bluff all'assemblea dei soci, riunitasi ieri: la sottoscrizione
dell'aumento di capitale, la discussione sul bilancio consuntivo, le modifiche
statutarie e la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione sono rinviati al
18 luglio. Complice un termine, quello del 30 giugno, non perentorio per
l'approvazione dei conti delle partecipate e alcuni vizi formali, la spa che
gestisce il servizio idrico integrato continua a galleggiare senza una meta
precisa. Intanto, esplode la rabbia dei lavoratori, che non hanno ancora
ricevuto la 14esima, pare per mancanza di liquidità della società. "Siamo
pronti a incrociare le braccia" minacciavano ieri. L'assessore all'Ambiente,
Tolmino Piazzai, ha quindi imbracciato l'estintore per improvvisare, mentre
tutti i sindaci se l'erano squagliata, un'assemblea coi dipendenti. "Se
tutti vogliono, Talete si può salvare" ha detto. Qualche segnale positivo
sul fronte occupazionale è comunque arrivato: i 13 contratti in scadenza al 5
luglio sono stati prorogati per tre mesi, complice l'impegno dei sindacati. La burocrazia,
che iattura. "Il motivo del rinvio - ha spiegato Piazzai - sta nella
richiesta del notaio di arrivare alla votazione del bilancio solo dopo che
tutti i consigli comunali lo avranno discusso". I limiti di legge sono
stati comunque rispettati. "La nomina del nuovo cda - ha aggiunto -
non era possibile perché, vigendo ancora il vecchio statuto, avremmo dovuto
scegliere dai 7 agli 11 consiglieri, quando la legge ora detta il limite di
tre". Nessuna volontà di prolungare l'ansia dei 125 dipendenti. "Il
vostro futuro - ha ribadito - dipende dalla responsabilità collettiva, ma per
me ce la possiamo fare". Critiche come meteore piovono intanto dai
lavoratori. "Mi spieghino i sindaci che si permettono il lusso di rinviare
le decisioni - accusa Rosario Sorge, un dipendente - come faccio a pagare la
rata del mutuo di 1.760 euro e dar da mangiare alle mie due figlie, senza la 14esima".
Come lui, molti lavoratori lamentano la difficoltà di andare avanti non potendo
contare sulla mensilità aggiuntiva che Talete avrebbe dovuto liquidare a
giugno. "Chiediamo agli amministratori - è il messaggio lanciato ieri - di
smettere di fare politica e pensare ai posti di lavoro". In vista
dell'assemblea dei lavoratori che si terrà venerdì alle 13, le categorie di
Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno annunciato l'apertura della procedura di
raffreddamento, espletata la quale potranno indire lo sciopero. "Talete -
hanno concluso - va avanti solo grazie al senso di responsabilità dei
lavoratori. La politica, invece, sulla gestione dell'acqua sta toccando il
fondo".
( da "Nuova Venezia, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca
Patto per fermare le morti bianche l'appello al convegno dell'Asl
( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 155
del 2008-07-01 pagina 4 "Milano ponte economico per l'Europa" di Giannino
della Frattina L'Italia come terra di mezzo tra l'Europa e i Paesi del
Mediterraneo e Milano sede del forum politico permanente dei ministri
dell'Economia dell'unione Euromediterranea. A chiederlo il ministro degli
Affari esteri Franco Frattini che ieri a palazzo Mezzanotte ha partecipato alla
sesta Conferenza annuale del laboratorio euromediterraneo organizzata da Camera
di commercio e Promos e alla quale hanno partecipato 160 delegati in
rappresentanza di 28 Paesi dell'area mediterranea e del Golfo Persico.
Nell'occasione sono stati anche firmati due protocolli d'intesa con il ministro
dell'Industria del Marocco e con quello dell'Economia degli Emirati arabi
uniti. Obiettivo dell'incontro, lo sviluppo di sinergie che coinvolgano i nuovi
interlocutori pubblici e privati, nell'ambito di settori prioritari per lo
sviluppo dell'area quali le reti infrastrutturali ed energetiche, la logistica,
l'innovazione tecnologica, l'informazione e i mass media. A due settimane dal
summit di Parigi per il lancio dell'Unione del Mediterraneo, il ministro
Frattini ha chiesto all'Europa "un nuovo slancio politico" per non
fallire come è accaduto per il percorso deciso a Barcellona nel 1995 con gli
obbiettivi fissati allora. Ora servono "meno burocrazia e più politica".
"L'Unione del Mediterraneo - spiega Frattini - dovrà interrogarsi su come
trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il
Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan. Il cuore del problema è la soluzione di
pace per i paesi del Medio Oriente". Senza dimenticare il
"dialogo interculturale tra i popoli" e l'ingresso della Turchia
nell'Ue. L'Italia, in questo processo, dovrà essere protagonista nel creare
un'agenzia euromediterranea per le piccole e medie imprese, ma anche per
interventi a favore dell'ambiente (disinquinamento del mare e ricerca
dell'energia alternativa) e dei trasporti con le autostrade dei mari estese in
tutto il Mediterraneo. "Rendiamo Milano e il nostro Paese - l'appello del
presidente di Promos Bruno Ermolli - la sede naturale dove parlare di programmi
di crescita economica e di progetti di integrazione sociale". Nel suo
intervento il governatore Roberto Formigoni ricorda che "la Lombardia da
sola realizza un terzo di tutto l'interscambio commerciale italiano con l'estero.
Solo nel 2007 le esportazioni lombarde nel Mediterraneo coprivano il 31 per
cento delle esportazioni italiane; nello stesso periodo le importazioni
lombarde dai Paesi mediterranei hanno rappresentato il 31 per cento del totale
a livello nazionale". Secondo il sindaco Letizia Moratti, "la
conferenza è un'occasione per Milano e per l'Expo per porre le basi di una
collaborazione economica e culturale, di un programma innovativo per progetti
di cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. Una collaborazione che ha le sue
radici in una storia comune e in un grande rapporto di amicizia". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Arena.it, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
1 Luglio
2008 ZEVIO. Respinta la mozione di Migliorini Difensore civico: la maggioranza
boccia il progetto Il sindaco: "In provincia c'è solo a San Bonifacio, che
applica però l'addizionale Irpef del 6 per mille" Zevio non avrà il
difensore civico, almeno per il momento. La maggioranza guidata da Paolo
Lorenzoni ha infatti bocciato la mozione presentata da "Uniti cambiare si
può", volta a istituire l'ufficio. Il capogruppo Tiziano Migliorini ha
chiesto la figura del difensore, "cui molte amministrazioni comunali hanno
posto attenzione, al fine di garantire l'imparzialità e il buon andamento del
Palazzo, nonché degli organismi controllati o dipendenti dall'ente". Il
consigliere di minoranza ha proposto di affidare al segretario comunale il
compito di redigere la bozza di regolamento, da sottoporre poi a una
commissione incaricata di far approvare in via definitiva il documento dal
consiglio. La replica del sindaco ha fatto immediatamente presagire la chiusura
della maggioranza. Dapprima Lorenzoni ha assicurato che il difensore civico non
è figura diffusa nel Veronese. Quindi ha sostenuto che "Comuni più grossi
del nostro, come San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Legnago,
Nogara, Bovolone, Villafranca e Negrar, non dispongono dell'ufficio anche se i
loro bilanci potrebbero permettersi la spesa". Favorevole al difensore,
Claudio Strambini (Pd) ha chiesto l'istituzione di un consorzio a più Comuni
per ripartire la spesa. Il segretario comunale, Francesco Corsaro, ha chiarito
che il difensore potrebbe essere anche gratuito. Migliorini ha preso la palla
al balzo per tornare alla carica: "Non giustifichiamo la mancata
istituzione del difensore dicendo che non si vuole spendere". Nuova
replica di Lorenzoni: "In provincia di Verona solo San Bonifacio ha il
difensore, che può pagare perché ha applicato l'addizionale Irpef del 6 per
mille, aliquota doppia rispetto a Zevio". Dove c'è, al difensore civico ci
si può rivolgere gratuitamente e con la massima semplicità per segnalare
presunti abusi, ritardi e disfunzioni dell'azione amministrativa. In buona sostanza, il difensore civico tutela il cittadino dalla burocrazia, rappresentando un sinonimo
di democraticità partecipata. L'istituto, infatti, concretizza la sua opera
ascoltando le doglianze cui dà sempre risposta, anche se negativa.P.T. .
( da "Denaro, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mediterraneo
euromed All'Italia ruolo ponte tra le economie del bacino A tredici anni di
distanza dal trattato di Barcellona l'Italia può ancora svolgere un ruolo di
collegamento tra Europa e Mediterraneo allargato. Da questa premessa è partita
ieri la sesta conferenza annuale del Laboratorio Euro-Mediterraneo che
raccoglie per due giorni a Milano alcuni dei più importanti esponenti
dell'economia, della politica e dell'informazione del Mediterraneo. "La
strategia di Barcellona - sostiene il ministro Franco Frattini arrivando a
Palazzo Mezzanotte - non ha realizzato granchè, soprattutto quanto alla
capacità di attirare investimenti da parte della sponda nord". "Quello
che occorre fare ora - prosegue Frattini - è mobilitare le piccole e medie
imprese, allargare il Mediterraneo ai paesi del golfo, integrare il volano
economico con quello politico. Dobbiamo risolvere le crisi che ci sono, a
cominciare dal processo di pace in Medi Oriente e dalla stabilizzazione del
Libano". Per la prima volta alla conferenza organizzata a Milano dalla
Camera di Commercio del capoluogo e da Promos, la sua azienda speciale per
l'internazionalizzazione, parteciperanno anche esponenti di rilievo dei paesi
del Golfo Persico. In mattinata, oltre agli interventi del sindaco di Milano
Letizia Moratti, del presidente della Regione Lombardia Formigoni e di
Frattini, ha parlato, tra gli altri, il ministro dell'Economia degli Eau, Bin
Saeed Al Mansouri. Nel pomeriggio di rilievo le presenze del mondo economico:
ci saranno tra gli altri l'ad di Fiera Milano Claudio Artusi, il presidente di
Enel Piero Gnudi, quello di Terna Luigi Roth, il presidente di Pirelli&C
Marco Tronchetti Provera e Paolo Zegna, vice presidente per
l'internazionalizzazione di Confindustria. Un'Agenzia per le Pmi Serve creare
un'agenzia euromediterranea per le piccole e medie imprese che faccia da volano
per lo sviluppo dell'area: è la proposta di Frattini. "L'Italia - spiega
Frattini - è il numero uno in Europa per l'interscambio con i paesi del
Mediterraneo. Un quarto di tutte le merci scambiate in Europa con la regione
passano attraverso l'Italia". "Dobbiamo mantenere la nostra
leadership - conclude Frattini - e per fare questo serve un maggiore incoraggiamento
alle imprese. Ad esempio, come struttura Euromed non abbiamo ancora un luogo di
incontro permanente di tutti gli attori della società civile. Abbiamo un forum
delle imprese ma dobbiamo creare un'agenzia euromediterranea per le pmi". "E'
necessario giungere a due significativi accordi per aprire l'area di libero
scambio tra Europa e Golfo e con i paesi della sponda sud del Mediterraneo
entro il 2010". E' quanto sostiene il sottosegretario italiano alle
Attività produttive Adolfo Urso. "L'Italia dice Urso - è il principale
importatore dei paesi dell'area della sponda sud del Mediterraneo, non deve
essere più solo una piattaforma energetica ma deve diventare una loro
piattaforma logistica. Siamo il secondo mercato di riferimento della sponda sud
del Mediterraneo dopo la Germania. Il futuro dell'Unione "Alla vigilia del
lancio dell'Unione del Mediterraneo che si discuterà a Parigi, è necessario
avere chiaro che servirà un nuovo slancio politico - spiega ancora Frattini -
.Dobbiamo fare una scelta di qualità per l'intera regione del Mediterraneo e
questo non vuol dire seppellire il percorso di Barcellona deciso nel 1995,
anche se deve essere chiaro che gli obiettivi fissati allora sono lontani
dall'essere raggiunti perchè è mancata una spinta politica". Il ministro
Frattini quindi spiega che non basta più neppure la politica di vicinato
dell'Unione Europea. "Occorre un salto di qualità che
abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". Nel suo intervento il titolare della Farnesina
tra l'altro ricorda che "l'Unione del Mediterraneo dovrà interrogarsi su
come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il
Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan". "Il cuore del problema
- sostiene Frattini - è la soluzione di pace per i paesi del Medio
Oriente". Tra gli obiettivi dell'unione del Mediterraneo il ministro degli
Esteri ha indicato, d'altra parte, la necessità di rilanciare un dialogo
interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia.
" Se l'Unione europea vuole davvero svolgere un ruolo politico sulla scena
internazionale , allora per fare un salto di qualita' il Mediterraneo è la
prima regione a cui guardare". "Serve un salto di qualita' nella
politica europea, il che non vuol dire seppellire il processo di Barcellona, ma
fare tesoro" dell'esperienza passata. Il ministro degli Esteri raccoglie
poi la proposta del presidente di Promos, Bruno Ermolli, sulla possibilità che
Milano diventi sede del forum permanente dei ministri dell'Economia dei Paesi
del Mediterraneo. "Milano - sostiene Frattini - dovrebbe essere la sede
naturale ed è giusto che si candidi a questo ruolo". Più attenzione alla
Cina A Milano era presente anche il sultano Bin Saeed Al Mansouri, ministro
dell' Economia degli Emirati Arabi Uniti. "E' necessario - spiega - creare
un sistema di cooperazione più efficace tra i paesi dell'Europa, quelli del
Golfo e quelli del Mediterraneo per sfruttare al meglio le opportunità offerte
dall'economia globale di cui stanno già approfittando i paesi asiatici, in
primis la Cina". "I cambiamenti in atto nell'economia globale -
afferma il ministro - sono molto rapidi e i Paesi mediterranei devono
approfittarne intensificando cooperazione e accordi di partenariato".
"E' un momento critico - ha aggiunto - per l'Europa e il Mediterraneo. I
paesi dell'area devono agire in fretta perchè ci sono altre regioni del mondo
come la Cina che stanno sfruttando questa opportunità". Al Mansouri ha
fatto anche riferimento alla tematica dei fondi sovrani, uno strumento, ha
detto, che inizia a destare molto interesse nell'Est asiatico. "Iniziamo
ad essere invitati da paesi dell'Asia: credo, ha spiegato, che per molti paesi
del mondo i fondi sovrani possano essere il futuro". del 01-07-2008 num.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Provincia
di Cagliari Pagina 1026 Senorbì. Porte sbarrate nel ristorante costruito per
richiamare turisti e visitatori Monte Luna, necropoli della vergogna Senorbì..
Porte sbarrate nel ristorante costruito per richiamare turisti e visitatori
Degradata l'area archeologica più importante della Trexenta --> Degradata
l'area archeologica più importante della Trexenta Aria di desolazione nella
necropoli più importante della Trexenta. Fallito ogni tentativo di rilancio
dell'area archeologica. C'è aria di desolazione a Monte Luna, una delle zone
archeologiche più importanti della Trexenta. A fianco un ristorante realizzato
quindici anni fa per fare da richiamo a comitive di turisti, appassionati e
studiosi. Ma sinora il progetto è naufragato. Le tombe non sono ancora fruibili
al pubblico: almeno non nell'ottica di un itinerario turistico. La struttura
ricettiva, di proprietà del Comune, è chiusa da più di due anni. I ristoratori
scappano via. Eppure l'amministrazione giura che questa è la volta buona per
far funzionare ristorante e necropoli. "È arrivato il momento di
raccogliere i frutti dopo gli investimenti fatti", dice il sindaco
Adalberto Sanna. "Per quanto riguarda ristorante e pizzeria abbiamo
risolto un contenzioso in discussione con la precedente gestione e siamo pronti
a riaprire il bando". Ma i fallimenti del passato devono pur avere
insegnato qualcosa. "Si cambia strategia", continua Sanna,
"stiamo studiando un bando creativo che ci consenta di affidare la
gestione a chi metterà sul piatto proposte innovative e allo stesso tempo
affidabili. La ristorazione a Senorbì e in Trexenta vanta livelli di
eccellenza: noi ci rivolgiamo ai professionisti della zona aprendo un concorso
di idee". Sarà la Giunta insieme ad una commissione di esperti a valutare
l'intuizione giusta. Ma cosa pensano i diretti interessati? "È una
struttura dalle ottime potenzialità anche perché offre la possibilità di
organizzare serate all'aperto", dice Giuseppe Mereu, titolare del bar
ristorante Tiscali. "Quello che spaventa è soprattutto l'investimento iniziale.
Per garantire un servizio di qualità servono quindici dipendenti tra cucina,
sala e bar". Tra i ristoratori di Senorbì c'è chi in passato aveva fatto
la sua proposta. "Perché non far lavorare i ragazzi che studiano
all'alberghiero sotto la guida di un direttore esperto nel settore?", si
chiede Severino Sailis, proprietario dell'hotel ristorante
"Severino". "Non mi sembra un'ipotesi irrealizzabile. Anzi, i
vantaggi sono evidenti anche dal punto di vista occupazionale". E la necropoli?
"Quando si parla di siti archeologici la burocrazia non ci aiuta", risponde
Adalberto Sanna. "Abbiamo appena approvato il progetto che prevede la
realizzazione dei percorsi che renderanno fruibile il parco". Servono
finanziamenti pubblici per realizzare un itinerario con venti tombe aperte al
pubblico. L'amministrazione ha scelto la strada del progetto Civis per
ottenere i soldi necessari e ha dovuto incassare il no della Regione che ha
bocciato la proposta. Il sindaco Sanna non si arrende: "Abbiamo presentato
ricorso, i soldi arriveranno". Non c'è tempo da perdere perché l'estate è
alle porte. SEVERINO SIRIGU.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia
di Sassari Pagina 7041 S. Maria Coghinas Ottantamila euro di canone Terme
fantasma: tutti i costi vivi di una incompiuta S. Maria Coghinas. Ottantamila
euro di canone --> Il danno e la beffa per le terme di Casteldoria.
L'impianto termale nel territorio di Santa Maria Coghinas non solo è chiuso da
vent'anni, dopo infiniti lavori di ristrutturazione costati finora qualcosa
come 15 milioni di euro, ma rappresenta per la Provincia di Sassari un'incompiuta
succhia risorse. Nonostante le terme non siano in funzione, l'ente di Palazzo
Sciuti paga regolarmente alla Regione il canone per la concessione mineraria:
13mila 722 euro e 20 centesimi l'anno. Proprio ieri il consiglio provinciale ha
liberato 80mila euro per saldare un vecchio debito con l'assessorato
all'Industria della Regione. Debito relativo ai canoni della concessione
mineraria di Casteldoria per gli anni dal 1998 al 2003. Anni in cui, tra
l'altro, la Provincia non godeva della concessione: scaduta nel 1998 sono stati
necessari sei anni alla Regione per rinnovarla, concedendola ancora una volta
alla Provincia e non alle amministrazioni comunali della zona, che la
reclamavano a gran voce. Quella concessione, diventata con la Giunta Giudici ventennale,
era stata rinnovata a una condizione: le terme sarebbero dovute entrare in
funzione entro il 2005. Da quell'ultimatum sono passati tre
anni e la struttura di Casteldoria resta ancora chiusa, annegata dalla burocrazia. "Noi abbiamo fatto
tutto quello che era in nostro potere", spiega la presidente della
Provincia, Alessandra Giudici, rispondendo in Consiglio agli interventi del
capogruppo della Margherita, Paolo Battino, e del forzista Giannetto Satta.
"Stiamo aspettando che le banche avvallino il piano industriale degli
imprenditori che si sono aggiudicati la gestione delle terme. Per i nostri
uffici il piano va bene e risponde a tutte le nostre richieste. Stiamo
aspettando le banche". Una volta chiuso l'iter burocratico, le terme
dovrebbero decollare sotto la gestione di un'associazione di imprese formata
dalla Hotel Taloro sas di Gavoi e dalla San Consulting sas di Oristano. Le due
società avevano risposto nei mesi scorsi a un bando della Provincia,
presentando un progetto per la gestione delle terme. Il bando lo avevano anche
vinto (non avevano concorrenti), ma l'aggiudicazione non era stata possibile
perché gli imprenditori si erano dimenticati di presentare giusto un paio di
documenti fondamentali affinché la pratica andasse a buon fine. Per non mandare
all'aria tutto la Provincia aveva deciso per l'affidamento diretto alla stessa
Ati. (v. g.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Impresa
Oggi Pagina 11014 Al via il piano triennale del governo Meno burocrazia
per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: "Il pericolo è che gli
sportelli unici non siano in grado di funzionare" Al via il piano
triennale del governo --> Puntare sull'energia e sulla semplificazione delle
procedure per aumentare la competitività. Sono alcuni punti del Piano triennale
per lo sviluppo approvato dal Consiglio dei ministri. SVILUPPO In particole il
ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola intende limitare la
distribuzione a pioggia dei Fondi Fas (per le aree sottoutilizzate),
riorientando le risorse su grandi progetti. ENERGIA Le prime misure in campo
energetico saranno definite entro il 2009 con il ritorno al nucleare: i criteri
per la scelta dei siti saranno definito entro l'anno. Incentivate anche le
fonti rinnovabili. LIBERALIZZAZIONI Novità anche in tema di servizi pubblici
locali dove sarà introdotto il principio di liberalizzazione, affidando cioè la
gestione di tutti i servizi in base alla competitività dell'offerta.
SEMPLIFICAZIONE Aprire un'impresa in un giorno, poi, diventerà una realtà con
decreto legge: basterà la dichiarazione di inizio attività allo sportello
unico. Questione cara agli industriali della Sardegna Meridionale, che hanno
eletto il 2008 come anno della semplificazione. L'associazione ha accolto con
favore il completamento della riorganizzazione come sottolinea il suo
presidente, Alberto Scanu: "Sono da evitare le riforme a metà. Adesso, ad
esempio, il rischio per i Suap (Sportelli unici attività produttive), dove
esistono, è quello che spesso non sono stati messi in grado di
funzionare". PREZZI Il Governo darà anche più poteri al Garante per la
Sorveglianza dei prezzi del ministero dello Sviluppo economico, che potrà
avvalersi della Guardia di finanza per i controlli, convocare le categorie e
avviare indagini conoscitive. Misure che per il direttore della Confcommercio
di Cagliari, Giuseppe Scura, non sarebbero una grande novità. "Non vorrei
che ci si concentrasse solo sull'anello finale della catena, cioè sui
commercianti", aggiunge, "A prima vista, mi pare si vogliono creare i
presupporti per verificare l'esistenza di accordi di cartello". MUTUI
Intanto, arrivano novità anche in tema di mutui. Con la firma della convenzione
tra il ministero dell'Economia e l'Abi (Associazione bancaria italiana),
partono gli sconti sulle rate. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile
prima del 29 maggio scorso, potrà riportare la rata ai valori del 2006. La
banca dovrà avvisare i clienti entro fine agosto: i titolari di mutuo dovranno
poi decidere entro i successivi tre mesi. La differenza di importo tra le rate
sarà addebitata su un altro conto di finanziamento. ( an. ber. ).
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pdl, via
alla camera dei sindaci MONICA D'AMBROSIO Giugliano. Presentato lo statuto
della camera dei sindaci, l'organo che si è costituito all'indomani delle
elezioni di aprile, e che riunisce tutti i sindaci della provincia di Napoli
eletti tra le fila del Pdl. Dopo l'incontro preliminare avvenuto nello scorso
mese di maggio presso l'hotel Excelsior di Napoli, il sindaco di Giugliano,
comune con maggiore estensione e numero di abitanti, ha aperto le porte del
proprio palazzo all'incontro costituente dell'organo. Giugliano, Pozzuoli,
Melito, Sant'Antimo, Qualiano, Casoria, Afragola, Caivano, alcuni dei comuni
rappresentanti dai rispettivi sindaci. Ma hanno risposto all'invito anche capigruppo
consiliari in regione ed in provincia. A presiedere il pomeriggio di lavori, il
coordinatore regionale del Pdl, nonché sottosegretario all'economia, Nicola
Cosentino, sostenitore dell'iniziativa. "Ambiente, infrastrutture,
economia, sviluppo, formazione, turismo. In sostanza lo sviluppo dei comuni che
amministrate - ha affermato Casentino - passa attraverso una rete di forze che
deve nascere assieme a quest'organo. Un organo - poi conclude - che sia capace
di liberare i nostri territori, dalle maglie ingarbugliate
della burocrazia". I
contenuti dello statuto hanno messo d'accordo i presenti. "L'agro flegreo
giuglianese - spiega nel suo intervento il sindaco di Pozzuoli, Pasquale
Giacobbe - è un punto intorno al quale assieme ai sindaci della zona, abbiamo
già studiato una serie di interventi concretizzabili per il rilancio del
turismo". "Ma la camera dei sindaci - gli fa da eco il sindaco
di Caivano, Pippo Papaccioli - deve essere anche un organo di controllo contro
lobby affaristiche che per anni hanno rappresentato il cruccio di un'intera
regione". "Occorre trasformare una pattuglia di eletti in un partito
organizzato, esteso alle forze consiliari e associative dei territorio, che sia
in grado di rilanciare i singoli comuni ed unirli nella difesa da uno stato
d'emergenza permanente per la Campania", ha spiegato il sindaco di Pagani
(Sa), Underico Gambino. La consulta appena costituitasi, su proposta di
Cosentino, avrà lo scopo di rispettare i singoli punto dello statuto e di
inserire proposte e svilupparle secondo azioni congiunte da parte dei suoi
rappresentanti. "La camera dei sindaci non vuole essere un organo
istituzionale - precisa Enzo Nespoli, sindaco di Afragola - ma nasce come
supporto ad essi". "Perché ciò avvenga - ha concluso il sindaco di Giugliano,
Giovanni Pianese - occorre che la classe politica lavori per diventare classe
di governo. Poi il primo cittadino ha concluso - L'intuizione di questo
progetto nasce dalla necessità che i sindaci facciano sistema e riescano a
raccogliere le istanze della gente, attraverso un collegamento diretto tra le
singole municipalità, ed i vertici provinciali, regionali e nazionali del
governo". I massimi rappresentanti delle singole municipalità si sono dati
appuntamento alla prossima settimana per firmare lo statuto presentato ieri e
partire cole questione più urgenti. Su tutte, quella dell'emergenza ambientale,
della sicurezza, del lavoro e del riordino del territorio.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Operai
al lavoro ma slitta il pagamento dell'acconto della mensilità di giugno e del
premio di risultato ENZO MULIERI È cominciata un'altra settimana delicata per
la vicenda Policlinico, la struttura sanitaria a rischio chiusura. Ieri sono
riprese le attività edilizie nel cantiere di Tredici con l'impiego dei 180
addetti della Immobilgi Federici Stirling, l'impresa aggiudicataria dei lavori.
Ma nella stessa giornata di ieri è stato atteso invano il pagamento del saldo
della mensilità di maggio per le due imprese subappaltanti e dell'acconto
relativo alle spettanze di giugno (nella misura del 30%) per i dipendenti del
gruppo che fa capo all'imprenditore Mario Pagano. L'aspettativa, adesso, come
da impegno preso alla fine della settimana scorsa, è che almeno oggi l'azienda
possa far fronte al pagamento dei salari e che si provveda stesso domani alla
corresponsione del premio di risultato, ovvero circa 200 euro per ogni
maestranza. Ma l'auspicio dei lavoratori è anche che possano essere segnalate
al più presto iniziative concrete per il prosieguo del cantiere e per garantire
la ripartenza del secondo lotto dei lavori. Tanto a conferma del forte
interesse che Pagano continua a riservare per l'investimento policlinico,
contrariamente al disimpegno ormai evidente manifestato per altre missioni, come
nel caso della Sace, dello stabilimento chimico Le Calorie e del parcheggio
sotterraneo di Piazza Carlo III. Ma a fornire le migliori garanzie e
rassicurazioni per la sopravvivenza del cantiere dove si sta realizzando la
struttura sanitaria dovrebbe concorrere, nell'immediato, la convocazione di un
tavolo in prefettura capace di dare risposte alle richieste delle parti sociali
e di rimediare ai rallentamenti della burocrazia che non ha ancora aggiornato
i Sal (lo stato di avanzamento dei lavori) né predisposto la variante al
progetto iniziale dell'infrastruttura. Variante che dovrebbe prevedere, secondo
quanto riferito dal portavoce dell'azienda, la revisione del capitolato
d'appalto anche per gli adeguamenti degli impianti alle nuove norme sulla
sicurezza. È appunto dinanzi a un nodo così intricato che la Filca Cisl,
attraverso il suo massimo rappresentante provinciale Giovanni Letizia, ha
lanciato una proposta meritevole di riguardo. "A questo punto sarebbe
indispensabile fare ricorso anche al Provveditorato delle Opere pubbliche della
Campania - dice - perché intervenga con il peso di tutte le responsabilità
conferite dalla legge. Mi sembra che per il Policlinico si avverta da tempo
l'esigenza di una struttura di raccordo e di controllo in grado di sollecitare
quegli enti o istituti non sempre disposti al dialogo e al confronto.
L'intervento del Provveditorato sarebbe utilissimo per due motivi: da un lato
per sbloccare la vertenza, dall'altra per cominciare a prevedere tutti gli
interventi che sono di supporto all'attività sanitaria". L'iniziativa
andrebbe a rafforzare, tra l'altro, l'appello del segretario provinciale della
Cisl, Carmine Crisci, da sempre convinto "dell'efficacia di una
pianificazione che contempli tutte le potenzialità dell'indotto e di una
programmazione urbanistica che renda possibile e regolamenti l'accesso alla
struttura".
( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
VeneziaUno
sportello unico regionale per l'agricoltura. Una sola struttura in grado di
accompagnare l'agricoltore, impresa familiare o grande azienda che sia, in
tutti gli adempimenti burocratici necessari. Questo l'ambizioso progetto che il
neo assessore veneto all'agricoltura Franco Manzato ha affidato alla delibera
che porterà questa mattina in giunta per sburocratizzare e semplificare un
settore nevralgico dell'economia della regione. L'annuncio è venuto ieri a
Mogliano nel corso dell'assemblea di Confagricoltura Veneto alla quale ha
partecipato lo stesso ministro Luca Zaia: Manzato, in questo primo
provvedimento, ha puntato il dito contro gli Ispettorati all'agricoltura
destinati alla chiusura."Dopo l'avvento dell'Avepa, l'agenzia per i
pagamenti che è punto di riferimento per tutta l'Italia nonostante i problemi
che ha in quanto nata da poco - spiega l'assessore - piano piano bisogna
razionalizzare tutto il resto per quanto riguarda gli adempimenti burocratici
visto che una volta bisogna andare in Provincia, un'altra volta
all'Ispettorato. Ecco allora la necessità di uno sportello unico". La
delibera che Manzato porta oggi in giunta ha tre capisaldi. "Il primo -
precisa l'assessore - è la semplificazione: tutte le funzioni e anche il
personale viene concentrato nella struttura dell'Avepa. Questo, naturalmente,
dopo aver interloquito con i sindacati, con la struttura ricevente, con gli
imprenditori. Bisogna arrivare alla riduzione degli enti: gli Ispettorati in
questo momento fanno la certificazione di impresa agricola, la certificazione
per le agevolazioni fiscali, i pareri sull'edificabilità in terreni rurali;
l'Avepa ha altre funzioni, legate ai pagamenti. E allora abbiamo pensato di
creare questo sportello unico in grado di soddisfare tutte le esigenze
dell'imprenditore e che costituisce il secondo punto della
delibera"."Nel prossimo futuro - anticipa ancora Manzato - chiederò
anche alle Province di partecipare con le loro competenze, non per toglierle ma
per trovare un luogo, anche fisico, per metterle insieme: un unico ufficio
capace di dare tutto quello che serve in termini di informazioni, di burocrazia,
di adempimenti". Il secondo punto della delibera delinea invece un
organismo di coordinamento. "Penso a una cabina di regia - spiega Manzato
- presieduta dall'assessore e composta dal presidente della commissione
consiliare agricoltura, dal direttore dell'Avepa e da qualche altra persona al
massimo livello per capire quali sono i problemi da affrontare: tutto
quello che crea difficoltà burocratiche deve essere eliminato. E questo alla
fine comporterà anche un risparmio nella gestione dell'intera
partita".Un'esigenza che parte dal basso e che Manzato ha saputo cogliere
a poche settimane dal suo insediamento a palazzo Balbi. "È una questione
antica che avevamo già affrontato con l'attuale ministro Zaia quando era
assessore regionale - commenta il presidente di Confagricoltura Veneto,
Guidalberto di Canossa - e l'assessore Zaia aveva già dato vita a un organismo
teso alla sburocratizzazione. Poi il lavoro si era interrotto con la sua nomina
a ministro e ora ci fa molto piacere che il nuovo vicepresidente lo abbia
ripreso subito. Anche perchè è un problema con non riguarda la sola agricoltura
bensì la vita civile e rappresenta un costo eccessivo proprio nel momento in
cui c'è la globalizzazione e stare in concorrenza con Paesi in cui non solo la
manodopera costa di meno, le tutele sociali non ci sono, le materie prime sono
fornite a prezzi politici, diventa impossibile con una burocrazia
asfissiante".Giuseppe Tedesco.
( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Festa notturna
a Parigi per l'avvio del semestre francese. Il Capo dello Stato lo inaugura con
un discorso in tv Sarkozy: meno Europa è meglio "L'Ue non funziona, va
cambiata". Ma senza la riforma di Lisbona, la Croazia resta fuori La
Francia assume da oggi la presidenza semestrale dell'Unione europea in una
situazione particolarmente delicata. Non fosse bastata la recente bocciatura
irlandese, con un referendum, del trattato di Lisbona che riforma le
istituzioni comunitarie, ieri è stata la Corte costituzionale di Karlsruhe a
chiedere - e ottenere - dal capo dello Stato tedesco, Horst Köhler, la
sospensione della promulgazione della legge che ratifica il trattato approvato
dai Ventisette nella capitale portoghese, il 12 dicembre scorso: occorrerà
infatti verificare la conformità della riforma europea con la Carta
fondamentale tedesca, in particolare per quanto attiene la sovranità nazionale
che esce indubbiamente "indebolita" dal patto di Lisbona.Ieri sera
nell'intervento televisivo con cui, appunto, ha inaugurato il semestre francese
dell'Ue, Nicolas Sarkozy non ha lesinato critiche all'Unione e ha sottolineato
la necessità di tracciare una nuova rotta. Il presidente francese ha rimarcato
il successo dell'Europa nel mantenere la pace e nell'accrescere la prosperità
(i suoi originari obiettivi), come pure nel promuovere la democrazia, visto
che, ha aggiunto, "la famiglia europea ora è riunita e il muro di Berlino
è crollato". Ma ha aggiunto che l'Europa non si dimostra oggi all'altezza
delle sfide della globalizzazione. Troppa burocrazia, troppe riunioni
inconcludenti - sono le critiche un tempo della minoranza euroscettica, ormai
generalizzate - e nessuna capacità di agire collegialmente di fronte, ad
esempio, al caro petrolio o alle minacce alla stabilità internazionale.
Come ha brutalmente sintetizzato il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner,
"quest'Europa non interessa più: nessuno capisce a cosa serve. Bisogna
spiegarlo".Alla presidenza francese toccherà, dunque, il duro compito di
rimettere sui binari il treno europeo deragliato a Dublino: dovrà farlo entro
dicembre, prima del summit conclusivo del semestre, per non dover ripartire da
zero.Sarkozy non è favorito in questo né dal contesto europeo - il no di
Dublino ha risvegliato perplessità e ostilità latenti anche in altri Paesi, in
particolare dell'Europa nordica e centro-orientale, in particolare nella
Repubblica ceca - né da quello nazionale visto che la sua popolarità in Francia
non dà segni di ripresa (favorevoli al 34\% e critici al 59\%, secondo l'ultimo
sondaggio NouvelObs).Anche per questo, ieri sera nella diretta televisiva,
Sarko ha parlato soprattutto di economia nazionale, con tre linee-guida contro
il caro petrolio: più nucleare, più energie rinnovabili, più risparmio
energetico. Su quest'ultimo aspetto, ha spiegato che abbasserà l'Iva al 5,5\%
per le auto, gli elettrodomestici e le abitazioni eco-compatibili, che
abbattono gli sprechi.In sostanza Sarkozy punta a rilanciare il progetto
europeo mettendosi però nell'ottica del cittadino, che chiede "meno
Europa", meno ingerenze. Per questo ha escluso categoricamente che il
sistema di protezione sociale francese - che ha definito "il migliore
d'Europa" - possa essere "rimesso in discussione con gli altri.
L'Europa non deve occuparsi di tutto e il sociale deve restare
nazionale".Sarkozy ha definito l'allargamento ai Balcani
"nell'interesse dell'Europa", ma ha avvertito: non si può allargare e
demolire l'Europa. Se non si vuole il trattato di Lisbona, l'Europa rimarrà
congelata a 27, senza la Croazia". È un avvertimento diretto a Praga (che
tentenna sulla ratifica), ma indiretto, è anche a tutto il fronte euroscettico
che in questi anni ha spinto per l'allargamento a tappe forzate, ma ha
ostacolato le riforme, senza le quali un'Ue sempre più grande è condannata a
funzionare sempre peggio.Maurizio Cerruti.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSESSORE
DE ANNA Un sondaggio e informazioni a tappeto Una campagna informativa a vasto
raggio, probabilmente sostenuta da un sondaggio in merito alle richieste più
importanti dei cittadini: ecco le prossime tappe della Carta regionale servizi
annunciate dall'assessore Elio De Anna, che ha la delega ai Servizi
informatici."Le potenzialità di questo strumento sono enormi - spiega De
Anna - tuttavia dobbiamo darci un ordine di priorità: prima le cose più
immediatamente pratiche per migliorare la vita alle persone, cominciando da un
vigoroso taglio alle code da una parte e alla burocrazia dall'altra". Certo, nel
frattempo bisogna sbrogliare la complicata matassa dell'Insiel, che assicura i
servizi informatici alla Regione e in genere al Sistema Friuli Venezia Giulia
degli enti locali, tuttavia "in ogni caso l'informatica resta ungoal, una
meta di competitività", dice De Anna tradendo nel gergo la grande passione
della vita, il rugby.E se in cima alla lista restano i servizi sociali e
sanitari, per i quali la collaborazione operativa con Vladimir Kosic e il suo
assessorato alla Sanità sarà sempre più stretta, "cercheremo
d'implementare rapidamente anche i servizi per il tempo libero". Ad
esempio "programmi scaricabili gratuitamente da Internet per facilitare
l'accesso al Web". L'assessore immagina "il nipote che avvicina il
nonno al computer, ala fruibilità delle autostrade telematiche".Una
rivoluzione del possibile, nella quale s'intendono coinvolgere innanzitutto i
dipendenti propri e delle altre amministrazioni pubbliche sul territorio
friulgiuliano, in modo da "rendere permeabile il sistema Regione-enti
locali". Una realtà capace di 15mila addetti ai quali "intendiamo
dare il terzo contratto di lavoro" dopo aver proceduto alla "perequazione
delle retribuzioni tabellari". Insomma: vogliamo andare d'accordo, viva
lapax sindacalis, a condizione che regga il passo con il tempo che verrà.M.B.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Seduta
infuocata dedicata all'esame della proposta di abolizione dell'organismo
tecnico che valuta i progetti
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
All'assemblea
di Mogliano Cabina di regia unica per l'agricoltura, addio ispettorato
provinciale Giorni contati per l'Ispettorato agricolo provinciale di Treviso.
Franco Manzato, che da un paio di settimane ha assunto la vicepresidenza della
Regione, nonchè la delega all'Agricoltura, ha annunciato ieri, in occasione dell'assemblea
della Confagricoltura veneta a Mogliano Veneto, l'intenzione di abolire
l'organismo della Marca così come quelli consimili delle altre province venete,
fondendoli in un'unica agenzia. Già oggi l'assessore porterà il provvedimento
in giunta. Una misura che rientra in un piano più ampio di razionalizzazione e
sburocratizzazione del settore e che mira a costituire uno sportello unico per
l'agricoltura. "Un punto di riferimento unico - spiega Manzato - a cui
l'imprenditore possa rivolgersi per tutti gli adempimenti".Il neo
responsabile dell'agricoltura nostrana pensa ad una "cabina di regia, che
presiederò direttamente io stesso". E che attuerà un controllo costante
sull'Avepa. "Il che non vuol dire condannare quanto fatto dall'Avepa -
sottolinea Manzato -, ma dare dei servizi più efficienti e razionali, perchè se
le aziende sono in difficoltà a causa della burocrazia è anche colpa nostra".
La fusione degli ispettorati pone qualche problema di riorganizzazione:
"Dovremo risolvere la questione dei posti di lavoro, ma la chiusura va
attuata. C'è ancora qualcosa da fare a livello delle Province, ma cercheremo di
sensibilizzare anche loro perchè si crei un unico luogo a cui gli imprenditori
possano recarsi".Parole che aggradano appieno agli agricoltori della
"Conf" (duemila imprese associate nella Marca, quasi ventimila nel
Veneto): non a caso il presidente veneto Guidalberto di Canossa ha ribadito a
più riprese nella sua relazione che la competitività delle aziende passa anche
attraverso un più efficiente funzionamento della macchina amministrativa,
statale ma anche regionale. Da Venezia a Bruxelles, gli imprenditori del
settore primario guardano alla revisione della politiche agricole dell'Unione.
Luca Zaia, ministro dell'Agricoltura, non si è nascosto: "La
programmazione comunitaria ha fallito", tuona, rimarcando che si impegnerà
per rinegoziare la posizione italiana. Con un principio base:
"L'agricoltore è un soggetto economico che è in campagna per produrre. La
custodia del territorio, l'abbellimento delle colline, lo sfalcio dei prati,
pur importanti, sono un corollario dell'attività produttiva".E allora,
avanti con la tutela delle produzioni nostrane, a partire dal comparto
vitivinicolo: "Che va difeso fino in fondo - nota Zaia, annunciando che
giovedì chiuderà la querelle sul Brunello, con misure innovative -. Ma se ci
sono degli scandali è perché il sistema funziona. Scandali che sono
infinitesimali rispetto alla capacità di produzione in Italia, pari a 49
milioni di ettolitri, un dato che fa di noi il primo stato al mondo".Per
chi sgarra, comunque, il ministro assicura tolleranza zero: "Chi adultera
un prodotto agroalimentare mettendo a repentaglio la salute dei consumatori va
trattato come un delinquente, al pari di chi spaccia droga".Contro l'invasione
di produzioni estere il titolare del dicastero dell'Agricoltura invoca dazi:
"Dobbiamo difendere il mercato europeo e dobbiamo farlo con quote
doganali".Per fronteggiare l'emergenza rifiuti, secondo Zaia, invece,
serve una profonda azione culturale: "La Campania deve reagire seguendo il
buon esempio che il Veneto ha sempre dato: si chiudono le discariche e si fa la
raccolta differenziata. Lo dice una persona che nel 2000, da presidente della
Provincia, ha chiuso tutte le discariche del territorio. Qui siamo in un
contesto in cui fare una raccolta differenziata al 60\% è la normalità. Da noi
mai un cittadino getterebbe una bottiglia di vetro nel sacco dell'umido o della
carta: è una filosofia di vita".Mattia Zanardo.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ridurre
le intercettazioni" Dopo un vertice a Roma il procuratore invita a tagliare
le spese della giustizia Occorre un controllo più rigoroso delle spese della
giustizia. A iniziare dalle intercettazioni. Lo dice il procuratore della
Repubblica di Treviso Antonio Fojadelli, che venerdì ha partecipato a Roma a un
vertice delle Procure e delle Procure generali d'Italia, in cui si è affrontato
proprio lo spinoso problema del complesso funzionamento del sistema giustizia e
della carenza di risorse. Per ovviare alla quale, fondamentale è ridurre le
spese. "Per farlo, occorre un controllo più rigoroso. A cominciare dalle
intercettazioni", ha detto Fojadelli. Una stretta sul controllo delle
conversazioni telefoniche degli indagati, quindi? "Sì - dice il
procuratore - ma non per limitarle, semmai per controllarle di più".
Questo genere di accertamenti comporta diversi voci di spesa: costa, alle
Procure, ottenere dalle compagnie telefoniche i tabulati telefonici. Costa far
registrare e trascrivere le conversazioni che si scambiano gli utenti
"sotto controllo", un servizio affidato a delle agenzie
esterne."È inutile andare avanti per mesi con intercettazioni dalle quali
non viene fuori nulla", spiega Fojadelli, lasciando così intendere che, a
volte, le intercettazioni autorizzate da palazzo di giustizia potrebbero durare
meno. "A volte non vale la pena...", aggiunge il capo della Procura.
Che solo poche settimane fa, di fronte alla possibilità di vedersi vietare
l'uso delle intercettazioni, aveva difeso questo strumento rivelatosi
"molte volte utile, non come prova, ma come elemento d'indagine". In
molti casi, aveva ricordato Fojadelli, sono state le intercettazioni
telefoniche a mettere gli inquirenti sulla giusta strada che ha poi portato
alla risoluzione di vicende estremamente complesse. Dal duplice delitto di
Gorgo al Monticano, dove i tabulati telefonici hanno permesso tra l'altro di
ricostruire i movimenti degli accusati sulla scena del terribile delitto, fino
il processo alla banda dell'usura. "Occorre trovare un punto di equilibrio
- aveva detto il procuratore - che rimedi a una certa esagerazione nell'uso di
questo sistema, ma non impedisca di svolgere le indagini". E sul costo
delle intercettazioni, aveva annunciato che a breve la Procura effettuerà una
gara per scegliere il service più conveniente. Ma niente "grande fratello"
all'italiana, aveva detto, richiamando ancora una volta al buon senso e alla
misura.E richiamati alle loro responsabilità e al loro compito di supervisori
del lavoro dei sostituti sono stati anche i procuratori, la scorsa settimana,
nell'incontro al quale ha partecipato anche Nicola Mancino, vicepresidente del
Consiglio superiore della magistratura, ma dal quale hanno preferito astenersi
i rappresentanti del governo. Tocca ai procuratori vigilare sulle uscite delle
Procure, ma non solo. Anche sull'ottimizzazione di tempi e risorse, e
sull'efficacia dei sistemi adottati. Troppa burocrazia, nei palazzi di giustizia,
che vanno avanti con meccanismi troppo farraginosi. Quella delle
intercettazioni è solo una voce di un elenco ben più lungo: "Sprechiamo
tempo, carta, servono meccanismi più rapidi di comunicazione diretta, occorre
accordarsi su come eseguire le notifiche e così via", aggiunge il
procuratore. Una razionalizzazione all'interno dei singoli palazzi e un maggior
coordinamento tra le Procure, quindi, molto delle quali vivono situazioni di
grossa difficoltà anche nelle più banali cose di ogni giorno.Lina Paronetto.
( da "Corriere Di Como, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Matteoli:
"Abolire il casello dell'A9 è possibile" Ospite della trasmissione
"41" Abolire i caselli sulla A9' "Si può fare". Lo dice il
ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, in un'intervista andata in onda
ieri su Etv nel corso della trasmissione "41", condotta da Andrea
Bernasconi (ospite in studio il vicedirettore della Provincia, Antonio Marino).
"È in corso in Europa un dibattito sulla possibilità di istituire, sul modello
di quanto già accade in Svizzera, il sistema della vignetta - ha detto Matteoli
- Il problema è capire come si possa applicare. Certamente potrebbe favorire il
transito, per poterlo fare occorre comunque la volontà politica, ne stiamo
parlando". A proposito di infrastrutture, il ministro ha detto la sua
anche su Pedemontana e terza corsia. "Le ruspe non dovrebbero tardare a
entrare in funzione - ha assicurato a proposito della bretella attesa ormai da
40 anni - Prendere impegni precisi con la nostra burocrazia e con i tanti passaggi che ci
sono e individuare una data precisa non è facile, comunque l'opera è in
dirittura d'arrivo". Sulla terza corsia della A9, Matteoli ha assicurato
attenzione. "Il governo ha una politica del fare, non può più accadere ciò
che è accaduto con l'esecutivo di Prodi che ha tentato, e in alcuni casi
ci è purtroppo anche riuscito, di bloccare ciò che il governo 2001-2006 aveva
fatto. Noi lavoreremo per portare a termine quanto è stato iniziato. La terza
corsia è un'opera che ha già avuto diversi passaggi e merita quindi
un'attenzione particolare. Mi assumo l'impegno a occuparmene attivamente".
L'intervista si è conclusa con un passaggio dedicato al futuro partito unico
del centrodestra. "Aver fatto la lista unica alle politiche non può essere
giudicato fine a se stesso, è un passaggio verso il partito unico. Tornare
indietro vorrebbe dire commettere un enorme errore politico. Dobbiamo invece
accelerare, auspico che si possa andare alle elezioni europee del 2009 con il
Partito della Libertà già nato". Nella foto: I caselli autostradali
potrebbero presto scomparire per rendere più scorrevole il traffico Home Sempre
più comasche vittime del fumo Bimbo morto al Sant'Anna Processo aggiornato a
settembre.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CORSA I podisti Livenza superano la burocrazia SacilePresentato,
nella piazza del Popolo, il Gruppo podistico Livenza Viaggi nato ad inizio
anno, dopo alcuni problemi di natura burocratica, dalla fusione di tre società
dell'alto Livenza: Gsa Caneva, Gs Leoni San Marco Stevenà e Gp Livenza Viaggi. Il nuovo gruppo,
presieduto da Danielo Gava, ha ormai raggiunto quota cento iscritti tra il
settore Master e Amatori e quello giovanile. "Sono indubbiamente
soddisfatto della nascita di questa nuova creatura parla Gava in quanto ho
notato immediatamente la coesione al suo interno tra vecchi e nuovi tesserati.
Il metodo in cui stiamo lavorando ci ha già permesso di raggiungere risultato
del tutto inaspettati. Ma un grazie particolare devo farlo agli sponsor
(Fadalti, Livenza Viaggi, Cava di Sarone, Livenza Trasporti e Promotional),
perché senza il loro apporto sarebbe stato veramente difficile ricominciare da
capo". Già al primo appuntamento della stagione, il Campionato regionale
di mezza maratona che si è svolto a Brugnera e che si colloca all'interno del
programma della 21. edizione podistica della Coppa Pordenone, il sodalizio
maschile liventino è risultato ad avere la meglio su tutti i principali
avversari. "Visto il buon esordio e soprattutto l'affiatamento esistente
tra gli atleti - commenta il presidente - si prevedono per il futuro grandi
soddisfazioni, sia a livello regionale che nazionale".Grazie alla
collaborazione di tutti gli iscritti, il Gp Livenza Viaggi ha organizzato l'8.
Trofeo Città di Sacile, gara podistica "molto apprezzata dai partecipanti
e divenuta ormai una tappa di rilievo all'interno della stessa Coppa
Provincia". Grandi sogni e soprattutto grandi progetti per il neonato team
di Sacile, che da quest'anno ha trovato soprattutto nei due Mm35 Giovanni Iommi
e Andrea Moretton il rimedio giusto per tenere testa alle ormai consolidate
compagini di Atletica San Martino CoopCasara e Gruppo Santarossa Brugnera. E
quando mancano ancora due tappe prima della conclusione della Coppa Provincia,
la classifica maschile di società non è ancora ben definita: con in testa San
Martino tallonato dal Santarossa, il Livenza Viaggi, sceso in uno solo colpo
dalla vetta al terzo posto, potrebbe tentare di tornare nuovamente a ruggire.
Alberto Comisso.
( da "Redattore sociale" del 01-07-2008)
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IMMIGRAZIONE
16.3601/07/2008 Don Nozza: ''I datori di lavoro paghino per l'integrazione'' Il
direttore di Caritas Italiana sostiene la proposta di alcune associazioni di
immigrati: ''Del resto loro pagano per il permesso di soggiorno''. E boccia
ancora il pacchetto sicurezza: "Misure penali non siano al centro'' ROMA -
Lavoro regolare, alloggi, scuola, mediazione culturale, corsi di lingua, pari
opportunità: su tutto questo bisogna investire per evitare che la presenza
degli immigrati diventi sempre di più una realtà periferica. Lo sostiene il
direttore di Caritas Italiana, analizzando i risultati della ricerca sulle
condizioni di vita e lavoro degli stranieri a Roma di Caritas italiana e
Caritas di Roma, in collaborazione con la provincia. Sono tanti i fattori che
emarginano gli stranieri in Italia: la macchinosa burocrazia per il permesso di soggiorno
e la cittadinanza, il lavoro nero, il sottoutilizzo rispetto alle qualifiche,
l'esposizione al rischio di infortuni, l'abbandono scolastico, il disagio
abitativo. A questo la Caritas risponde con quella che don Nozza chiama
strategia della solidarietà: "Non si deve pensare l'immigrazione
slegandola da accoglienza, solidarietà e giustizia". Per contro,
"contenimento, repressione e misure penali non devono essere proposte come
l'essenza della politica migratoria". Per tutto questo servono risorse.
Don Nozza allora sostiene: "Non ci sembra infondata l'ipotesi emersa
nell'ambito dell'associazionismo degli immigrati di far pagare una quota per
l'integrazione ai datori di lavoro, come del resto gli stessi immigrati pagano
per ottenere il permesso di soggiorno". "La strategia della
solidarietà ? spiega Nozza, entrando nel dettaglio della questione - esclude
che l'immigrazione si riduca a essere una realtà periferica e cioè marginale.
Questo aggettivo connota le realtà che contano poco, ottengono poco dai centri
decisionali e incidono poco sulla società. Le migrazioni non sono una realtà
periferica dal punto di vista statistico. A livello mondiale sono circa 200
milioni i migranti, tutti i continenti e tutti i paesi sono coinvolti in questo
fenomeno, come area di partenza o come area di arrivo, e non di rado sotto
entrambi gli aspetti, come è il caso dell'Italia. Il 2007 è stato l'anno
dell'equilibrio tra emigranti italiani all'estero e immigrati stranieri in
Italia, con valori di poco al di sopra dei 3,5 milioni. Nel futuro gli
immigrati presenti in Italia arriveranno a livelli più elevati. Voglio dire, a
commento di una recente proiezione fatta dall'Istat sulla crescita
dell'immigrazione, che alla luce di quanto è avvenuto negli ultimi anni e
dell'andamento demografico, è realistica una quota di crescita di 300.000 unità
l'anno. Se così stanno le cose, basteranno 20 anni, senza più attendere la metà
del secolo, per superare i 10 milioni di cittadini stranieri, con un'incidenza
sulla popolazione residente superiore al 16% e una strutturalizzazione ancora
più elevata del fenomeno rispetto a quella che già ora riscontriamo". Ma a
fronte di questi dati, la presenza degli immigrati rischia di configurarsi come
una "realtà periferica anche a livello giuridico. Ad esempio, il permesso
di soggiorno della Comunità Europea per lungosoggiornanti (ex carta di
soggiorno), assicura di per sé la garanzia del soggiorno e una più ampia
equiparazione ai cittadini italiani, senza tuttavia contemplare, almeno in
Italia, la partecipazione alle elezioni amministrative e l'accesso al pubblico
impiego. È auspicabile che si compiano dei passi in avanti attraverso un
confronto più costruttivo tra gli schieramenti, ma purtroppo pare che
l'orientamento preso vada nel senso contrario". Anche a livello lavorativo,
"gli immigrati vengono in qualche modo costretti a essere una
periferia". Questi i motivi: la prassi quasi generalizzata del
collocamento in nero anche degli immigrati regolari e l'evasione contributiva
nei loro confronti, un diffuso 'fenomeno carsico' che colpisce maggiormente
determinate categorie come le collaboratrici familiari e gli operai edili;
l'eccessiva 'canalizzazione' verso determinati settori; il sottoutilizzo di
questi lavoratori rispetto alle qualifiche maturate (spesso difficili da
riconoscere per la complessità delle procedure) e, più in generale, lo scarso
potere contrattuale di cui questi lavoratori godono, visti i larghi spazi di
ricattabilità legati alla precarietà del soggiorno. Non può non destare
impressione il divario tra preparazione ricevuta e inserimento lavorativo, che
vede gli immigrati prevalere per percentuale di laureati e diplomati (39,5%
rispetto al 33,4% degli italiani, con uno scarto di 6,5 punti percentuali ?
Censimento 2001) e per l'altissima percentuale di impieghi non specializzati
(83,7% rispetto al 54,7% degli italiani, con uno scarto di 29 punti percentuali
? Inps, 2004). Inoltre, un quarto degli occupati stranieri lavora in orari
disagiati: il 19% la sera (dalle 20 alle 23), il 12% la notte (dopo le 23) e il
15% la domenica (Istat, 2006). A ciò si aggiunge la loro più elevata
esposizione al rischio infortunistico (il rischio per loro cresce del 50%, come
rilevato dall'Inail". Questa connotazione periferica, oltre che a livello
normativo-burocratico e lavorativo, si riscontra anche sotto diversi aspetti a
livello sociale: emblematico è il differenziale tra quanti, a conclusione della
terza media, non vengono ammessi all'esame di licenza: tra gli italiani si
tratta di 1 iscritto ogni 50, tra i figli degli immigrati di 1 ogni 10 (anno
scolastico 2005-06). Altro ambito emblematico è quello relativo alle condizioni
abitative. Il disagio abitativo non è certo una prerogativa della popolazione
immigrata, ma nel caso degli stranieri non comunitari le problematiche legate
all'alloggio tendono ad amplificarsi. In particolare, nonostante il rifiuto di
fornire un alloggio agli immigrati regolari rientri tra le forme di
discriminazione sanzionate da un risarcimento e da una reclusione fino a 3
anni, nei giornali di annunci economici le inserzioni di questo tipo sono
ricorrenti. All'indisponibilità ad affittare agli stranieri (e segnatamente
agli extracomunitari) si associa poi la tendenza ad applicare loro un canone
'speciale', che porta ad un incremento del 10-20% rispetto agli affitti pagati
dagli italiani, nonché, più raramente, la richiesta di garanzie 'aggiuntive'
come una fideiussione bancaria e, nonostante questo, il più delle volte la
locazione è transitoria o in nero". "ll 'pacchetto sicurezza' ha
generato in Caritas, e più in generale in tutto l'ambito sociale, diffuse
perplessità per i suoi contenuti ed ancora maggiore perplessità è stata
manifestata per il fatto che l'attenzione venga dedicata in esclusiva
all'immigrazione irregolare, quasi che per tutti gli altri immigrati, che sono
ben più numerosi, tutto vada bene. Noi riteniamo invece che il contenimento, la
repressione, le misure penali non debbano essere proposte come l'essenza della
politica migratoria: nel buon ordine delle cose, esse sono solo una parte residuale,
da utilizzare in presenza di comportamenti devianti rispetto alla norma, che
non riguardano però la stragrande maggioranza degli immigrati". Ma
"il collante di cui necessita una società multiculturale sono le
disposizioni in grado di accogliere i nuovi venuti, sostenendoli con l'offerta
di pari opportunità e incentivando la convivenza e la coesione sociale. Infine
un appello a politici e amministratori pubblici: "Essi hanno la
possibilità di operare in maniera differenziata, incidendo significativamente
sulle situazioni locali, ponendo un rimedio alle attuali carenze, eliminando
progressivamente le varie linee di distinzione che pongono gli immigrati in una
situazione di svantaggio".
( da "Virgilio Notizie" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
TURCHIA
Sarkozy porta avanti "certa idea dell'Europa" condivisa da Lega
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Bruxelles, 1 lug. (Apcom) - La
presidenza di turno francese dell'Unione europea, al debutto oggi, "si
apre sotto i migliori auspici grazie alla chiara presa di posizione
coerentemente contraria all'ingresso della Turchia" del presidente Nicolas
Sarkozy. E' quanto afferma, in una nota, il capodelegazione della Lega Nord al
Parlamento europeo, Mario Borghezio, in cui afferma che il capo dell'Eliseo
porta avanti "una certa idea dell'Europa che ci piace". "Era ora
- continua Borghezio - che alla guida del Consiglio vi fosse qualcuno che porta
avanti 'una certa idea dell'Europa', interprete della volontà dei nostri popoli
e pronto a difenderne i legittimi interessi indipendentemente e, se necessario,
anche in contrasto con le grandi lobbies finanziarie". "Anche sul
ruolo della Bce e sulla necessità che la politica monetaria europea abbia come
punto di riferimento il sostegno e lo sviluppo delle nostre imprese e quindi
l'occupazione, l'avvio della presidenza francese lascia infatti ben
sperare", dichiara l'eurodeputato del Carroccio. "Siamo
pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a
condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non
sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles".
( da "Citta' di Salerno, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il presidente
federale rivela ogni dettaglio dell'accordo decaduto. Confermata la novità
Peruzzi nello staff Un rigore è costato il contratto a Donadoni Abete:
"Fossimo andati in semifinale, il rinnovo sarebbe stato automatico"
"Il 20 maggio l'intesa prevedeva una penale di 900.000 euro lordi"
DALL'INVIATO ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse
un tic. In realtà, in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una
lancetta da orologio a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale
nutre per Lippi. Retroscena. Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va
giù a ruota libera per poi staccare il microfono e salutare tutti. In realtà,
il vero problema sarebbe spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero
che fu contattato prima della partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto
una cronologia degli eventi molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti
contrattuali tra lui e Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha
chiesto il rinnovo attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli
abbiamo proposto di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento
garantito in caso di raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere
alla Federazione in caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20
maggio abbiamo siglato questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro
lordi che la Figc avrebbe pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due
giorni dopo mi ha detto che questa clausola per lui valeva come garanzia di
grande fiducia, e che dunque preferiva toglierla non essendo il suo un
interesse economico. Il 4 giugno abbiamo siglato questo nuovo accordo". Il
rigore. Allora è vero che Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore?
"Sì, il rigore segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto
che non è andata così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che
Lippi sia stata la scelta giusta per il bene della Nazionale". Lo staff.
Lippi riparte con il suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora
firmato nessun contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo.
Torna dunque il vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello
staff medico, Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi
ultimi due saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente
con Inter e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto
proprio da Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il
patentino di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima
squadra che con le giovanili. Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del
Lippi-bis. Si gioca a Nizza contro l'abbordabile Austria. L'idea
è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai
preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e
Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma
la burocrazia è sempre
molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).
( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
Regione ha assegnato un contributo di 300 mila euro per l'impianto che verrà
realizzato nell'area del Foro Boario FELTRE. Assegnati trecentomila euro per la
realizzazione del nuovo bocciodromo al Foro Boario. Il contributo è stato
concesso dalla giunta della Regione Veneto che ha così accolto la richiesta del
Comune di Feltre. La somma si aggiunge alla donazione già fatta da un privato
cittadino che volendo fare qualcosa per la città ha deciso di elargire
trecentomila euro a favore dei giocatori di bocce. Il progetto preliminare è
stato già approvato dalla giunta e dopo le verifiche con la Soprintendenza l'architettura
del nuovo palazzetto è stata armonizzata con la linea degli altri edifici che
già fanno parte del complesso sportivo. Per l'operazione bocciodromo è un
ulteriore passo avanti, anche se per arrivare alla somma necessaria per
realizzare l'opera mancano ancora duecentomila euro. L'assessore comunale allo
sport, Elio Sacchet sta lavorando per trovare un canale dove attingere anche
questo residuo finanziamento con il quale il bocciodromo potrebbe essere
completato: "L'obiettivo", afferma l'assessore allo sport, "è
quello di appaltare l'opera entro la fine dell'anno. Sarebbe un risultato
positivo". Intanto si mettono in cascina questi trecentomila euro,
"merito", aggiunge Sacchet, "dell'interessamento del consigliere
regionale Bond e dell'assessore Curto che hanno fatto da tramite con la
Regione. Da parte mia un grazie per la collaborazione agli assessori regionali
Massimo Giorgetti e Oscar De Bona". L'idea di realizzare un bocciodromo in
città è partita a fine gennaio, quando un benefattore decise di mettere a
disposizione trecentomila euro. L'impianto prevede la costruzione di quattro
corsie omologate, di un'ampia tribuna per il pubblico e di un annesso locale da
adibire a bar, pizzeria o trattoria. Il momento per dare impulso al gioco delle
bocce in città è propizio, non foss'altro per l'assegnazione a Feltre dei
mondiali 2011. Anche se il nuovo bocciodromo non verrà utilizzato per ospitare
le gare ufficiali - i match iridati si svolgeranno al palaghiaccio "Drio
le Rive" - è ovvia l'attenzione del movimento boccistico feltrino che
sente proprio la necessità di un impianto coperto dove disputare tornei e match
di campionato. L'intenzione iniziale era quella di lasciare mano libera al
benefattore privato: lui avrebbe dovuto far redigere il progetto, scegliere
l'impresa e fare eseguire i lavori. Ma questa volontà si è
scontrata con la burocrazia,
cosicché il progetto è passato nelle mani dell'amministrazione che lo sta
seguendo con attenzione. L'auspicio è che i seicentomila euro già in cassa
possano presto diventare ottocentomila per dare esecutività al progetto.
(r.c.).
( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
DALL'INVIATO
ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In
realtà, in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una lancetta da
orologio a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale nutre per
Lippi. Un'adorazione nata già molto prima del successo mondiale del 2006 e che
l'attuale presidente federale non ha mai nascosto anche se ha più volte
ribadito di non aver mai voluto condizionare il lavoro di Donadoni. Retroscena.
Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va giù a ruota libera per poi
staccare il microfono e salutare tutti. In realtà, il vero problema sarebbe
spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero che fu contattato prima della
partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto una cronologia degli eventi
molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti contrattuali tra lui e
Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha chiesto il rinnovo
attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli abbiamo proposto
di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento garantito in caso di
raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere alla Federazione in
caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20 maggio abbiamo siglato
questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro lordi che la Figc avrebbe
pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due giorni dopo mi ha detto che
questa clausola per lui valeva come garanzia di grande fiducia, e che dunque
preferiva toglierla non essendo il suo un interesse economico. Il 4 giugno
abbiamo siglato questo nuovo accordo". Insomma, c'è esatta corrispondenza
tra le parole di Abete e quello di Donadoni. Il rigore. Allora è vero che
Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore? "Sì, il rigore
segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto che non è andata
così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che Lippi sia stata la
scelta giusta per il bene della Nazionale". Insomma, se De Rossi (fresco
di rinnovo con la Roma fino al 2012) l'avesse messa dentro, allora Donadoni
sarebbe ancora al suo posto con obiettivo Sudafrica 2010. Lo staff. Lippi
riparte con il suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora
firmato nessun contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo.
Torna dunque il vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello
staff medico, Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi
ultimi due saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente
con Inter e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto
proprio da Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il
patentino di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima
squadra che con le giovanili. è lui l'uomo nuovo inserito nella staff azzurro.
Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del Lippi-bis. Si gioca a Nizza
contro l'abbordabile Austria. L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus
e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà
comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La
speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta.
Figuriamoci ad agosto. Sarà un test importante anche se proprio la mancanza di
alcuni giocatori chiave ovviamente condizionerà le scelte del nuovo Ct che
probabilmente opterà per provare alcuni giovani. (al.ber.).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
'Artigianato,
piccola e media impresa, fattori di sviluppo per l'economia provinciale' è il
titolo del convegno che si terrà sabato dalle 9.30 allo Sport Village,
organizzato dalla Cna per analizzare con istituzioni e addetti ai lavori la
difficile congiuntura economica. Dopo l'introduzione del presidente provinciale
Cna Ugo Ferrarini, interverranno il direttore Massimo Salvarani, l'assessore
regionale Domenico Zambetti, il presidente della Provincia Fontanili e quello
della Camera di Commercio Montanari; le conclusioni saranno affidate al
presidente della Cna Lombardia Fausto Cacciatori. "La crisi economica -
spiega Salvarani - investe in particolare il tessuto delle piccole imprese; è difficile trovare un settore che non ne risenta: anche
l'edilizia comincia a dare segnali di difficoltà. Molte grandi imprese tendono
a delocalizzare, mentre le pmi investono sul territorio creando occupazione:
riteniamo che vadano aiutate. C'è attenzione da parte degli enti, ma i problemi
restano: burocrazia e costo
del denaro". (f.v.).
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
APINDUSTRIA
Stasera l'assemblea dei Giovani VICENZA È dedicata al federalismo l'assemblea
pubblica del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, in programma
stasera alle 19, nella sede dell'Associazione, in galleria Crispi
( da "Libertà" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Puntare
sulle produzioni di qualità" Lodigiani: la competitività delle aziende
piacentine è più forte della crisi (cm) Ha 52 anni e una notevole esperienza di
impegno sindacale, avendo ricoperto l'incarico di presidente dell'Anga di
Piacenza (periodo 1988-1991) e di vicepresidente dell'Unione agricoltori nel
triennio 1997-1999. Michele Lodigiani, coniugato con tre figli, laureato in
scienze agrarie e agronomo, volto certamente non nuovo per l'agricoltura
piacentina (un particolare curioso: lo zio Luigi, detto Gino, fu negli anni '60
presidente a sua volta dell'Unione agricoltori), conduce un'azienda di
( da "Libertà" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FILIPPO
GRASSIA Era destino che ci saremmo ritrovati con Marcello Lippi alla guida
della Nazionale. Innanzitutto per il modo con il quale il tecnico di Viareggio
aveva lasciato gli azzurri dopo la finale di Berlino, in secondo luogo per come
sono andate le cose sotto la regia di Roberto Donadoni. Un canovaccio
annunciato, insomma. Lo aveva fatto capire lo stesso Lippi nel corso di un
convegno medico svoltosi un mese fa a Crema in cui s'è ritrovato con il dottor
Castellacci che lo aveva accompagnato in azzurro: "Mi sono pentito più
volte di avere lasciato l'azzurro. Ma in quel periodo non potevo comportarmi in
un'altra maniera. A Mondiale in corso dissi che avrei tolto il disturbo a fine
torneo. Con qualsiasi risultato, saluto tutti e torno a casa. Sono stato di
parola, anche se ho sofferto molto". In quell'occasione era stato sincero
anche su Donadoni: "All'inizio ha fatto un po' di confusione perché ha
cercato una via tutta sua, diversa dalla precedente, cioè dalla mia. Lo
capisco, ognuno di noi vuole dare un'impronta personale alla squadra".
Rieccoci quindi con Lippi che ha sottoscritto un contratto biennale per 1,5
milioni netti a stagione. Nel caso che conceda il bis - impresa riuscita solo a
Vittorio Pozzo nel '34 e '38 - riceverà un premio di un milione e la promessa
di dirigere il Centro di Coverciano. A lui competerà non solo la Nazionale
maggiore, ma anche il coordinamento tecnico delle altre rappresentative, a
cominciare dalla Under 21. Un ruolo di grande importanza strategica, ma anche
di forte rischio: o vince o fallisce. Lippi ha previsto due momenti
fondamentali: nella prima fase si rifarà allo zoccolo duro della sua Nazionale
per cominciare con il piede giusto l'avventura nel girone di qualificazione al
prossimo Mondiale; poi inserirà gradualmente dei giovani per abbassare l'età
media di una squadra che altrimenti nel 2008 sarebbe superiore ai 30 anni. Ma
ci potrebbero essere novità anche in occasione del debutto previsto il 20
agosto prossimo a Nizza contro l'Austria. Si parla, ad esempio, di Montolivo
come esterno di sinistra del centrocampo e di Amauri al centro dell'attacco. E'
necessario però che l'attaccante italio-brasiliano sistemi
il suo carteggio con la burocrazia di casa nostra. Più avanti ci sarà spazio per De Silvestri, De
Ceglie, Dossena (acquistato dal Liverpool di Benitez), Gamberini, Balotelli e
non soltanto. Probabile infine il ritorno di Gilardino, ritornato sotto la
guida di Prandelli. Sicure le conferme dei giovani Chiellini, Gamberini,
De Rossi e Aquilani così come quelle dei meno giovani Zambrotta, Grosso,
Cannavaro, Pirlo, Gattuso e Toni. Intoccabile Buffon. Al capolinea Panucci, mai
amato dal tecnico. Punto interrogativo su Di Natale, Quagliarella, Ambrosini e
Cassano. Forti perplessità, infine, sull'eventuale ripescaggio di Totti e Nesta
per motivi etici: è giusto richiamare giocatori che in passato hanno rifiutato
la maglia azzurra? Sicuro il ritorno al 4-4-2 o al 4-4-1-1 con uno sviluppo
maggiore della manovra sulle fasce laterali. Nel colloquio con il presidente
federale Abete, Lippi ha sottolineato come sia negativo cambiare sempre modulo:
"E' già difficile in una squadra di club, figuriamoci in Nazionale".
Quanto a idee chiare, non ha rivali grazie a un carisma senza eguali e a un
particolarissimo culto del gruppo. Avanti con fiducia. L'Italia non può essere
quella dell'Europeo. 02/07/2008.
( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Mercoledì 2 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl La parola ai lettori Via S.
Maria in Betlem Rimettere i dissuasori Egregio direttore, via Santa Maria in
Betlem è diventata, con via Cadore, la nuova tangenziale sud della città, in
alternativa a via Giordano, collegando piazza IV Novembre con via del Sale.
L'intensità del traffico in loco di un asilo e di un laboratorio sanitario,
mette a dura prova l'incolumità di ciclisti e pedoni che vi si avventurano.
All'altezza dell'ex dispensario era stato collocato, anni addietro, un
dissuasore che obbligava gli automobilisti a rallentare ma fu poi tolto perché
il rumore causato forse disturbava chi abitava nei pressi vanificandone così
l'efficacia. Sarebbe opportuno, ora più che mai, riposizionarne anche più d'uno
in luoghi idonei considerato l'ulteriore incremento di traffico avutosi nel
frattempo. Nanni Papadia (Cremona) Trenitalia come Alitalia E il valore dei
titoli di studio Egregio signor direttore, condivido in tutto quanto
opportunamente scritto nel 'fondo' di domenica 29 u/s e mi chiedo per quali
precise ragioni Trenitalia stia allineandosi ad Alitalia!... Anch'io nei giorni
scorsi sono rimasto anch'io "vittima" di un ritardo ? guarda caso
?... di... 59 minuti, su un regionale emiliano. Quel che stupisce è come
facciano "oltralpe" ed in Giappone ad essere invece sempre
puntualissimi, a far volare gli aerei senza perdere somme di denaro in
continuità e tener pulite le strade... Purtroppo anche nel settore dell'energia
sta verificandosi di tutto e di più!... E taccio il basso livello della nostra
scuola e la figuraccia del "caso Montale". Personalmente credo che
Luigi Einaudi avesse ragione nel contestare il "valore giuridico del
titolo di studio" (ossia la connessa funzione, sostanzialmente economica,
posta a base di calcolo per lo stipendio ed il posto di lavoro, l'assunzione
nella funzione pubblica e via dicendo...), cui ritengo si possa attribuire gran
parte dei guai nostrani. Non a caso in una ben precisa zona del nostro Paese in
cui c'è stata e c'è tutt'ora l'emergenza rifiuti, a nessun si nega il
"dott." davanti al nome (...). Luigi Bellini (Unione nazionale
consumatori, comitato di Cremona ) Centrosinistra 'squagliato' Ma non certo per
colpa mia Gentile direttore, un suo lettore scrive di non sentirsi più
rappresentato da me, anche se mi ha votato alle ultime elezioni amministrative
a Crema per alcune mie prese di posizione. Un fatto certamente normale, in
democrazia, specialmente quando, come è stato il nostro caso, si partecipa a
delle coalizioni che mettono assieme diverse forze politiche. Ma c'è di più:
una volta eletti, di fronte ai vari problemi, vale certo la regola della
coerenza rispetto alla coalizione di cui si fa parte, ma ancor di più la
libertà di coscienza specialmente in momenti come questi di crisi della
politica. Inoltre la nostra coalizione di centro sinistra, che ha perso con
oltre il 46% da allora ad oggi, si è squagliata al sole e non certo per colpa
mia, ma per scelte politiche generali che hanno visto nascere il partito democratico
che ha sciolto l'Unione decidendo di starsene da solo con radicali e Di Pietro.
Scelta che io non ho condiviso, in tempi non sospetti, e che oggi sta mostrando
tutte le sue contraddizioni. Gianni Risari (consigliere comunale a Crema)
"Lodo Schifani" autoritario L'opposizione non sia buonista Signor
direttore, il lodo Schifani? Ogni giorno ha la sua pena. Questo esecutivo sta
facendo carne da macello della civiltà giuridica. Siamo di fronte ad un governo
che giorno dopo giorno mostra tutto il suo volto autoritario e dispotico. Di
questo passo dove si arriverà? Le opposizioni parlamentari facciano il loro
dovere e lascino stare il fallimentare buonismo che l'ha finora
contraddistinta. Ora più che mai serve una mobilitazione sociale nel Paese.
Mario Catenacci (Ostiano) Ostiano, barbieri e parrucchiere Bastavano impegno e
buon senso Signor direttore, all'ospedale civile casa di riposo di Ostiano, si
può recitare: c'era una volta un barbiere per uomini, come giusto che sia. Il
lavoro procedeva nei migliori dei modi e con diligenza. Vi era anche la
parrucchiera per le donne, che assolveva al meglio il suo compito. Non mi
sembra che questi operatori avessero frequentato corsi universitari ed altri
corsi di master per ben condurre i lavori. Ho notato però l'impegno e il buon
senso applicato nell'eseguire le loro funzioni. Tutto perciò andava per il
meglio. Però è probabile che per qualcuno non andasse bene: occorreva qualcosa
di meglio che provenisse da menti elevate (...). Così colpiti dallo
"tsunami", si creò il "caos". Forse il caos fa comodo.
Carlo Baroli (Ostiano) Discarica di amianto Sovrana è la popolazione! Egregio
direttore, le chiediamo cortesemente di pubblicare queste poche righe in merito
a quanto dichiarato dal sindaco di Cingia dè Botti, sul giornale La Provincia,
domenica 22 giugno. A nostro avviso è giunto il momento che Massimo Ponzoni la
smetta di ripetere, ad ogni occasione, che ancora non è stato deciso niente in
merito alla localizzazione della discarica di cemento amianto in territorio di
Cingia dè Botti. È bene ricordare che in democrazia non è "sovrano"
il sindaco né tutto il consiglio comunale, ma sovrano, in questa circostanza, è
il parere della maggioranza della popolazione che, con "firme
documentate", si è dichiarata contraria alla "sepoltura", in
territorio cingese, di materiale che presenta seri rischi. La conseguenza
sarebbe, oltre ai pericoli, la "bollatura perenne" di Cingià de'
Botti, di cui qualcuno avrebbe la responsabilità. Quindi all'attuale sindaco
non rimane altro che abbandonare l'idea di essere ancora disponibile per la
realizzazione della discarica nel suo territorio. Non servono più valutazioni
in consiglio, ma è importante attivarsi per rispettare quello che la
maggioranza dei cittadini ha chiesto: "No alla discarica"; anche
perché, visto il rischio, non interessano i grossi vantaggi economici che ne
deriverebbero sia al Comune sia alla Società che realizzerebbe l'incomodo.
Terminiamo con una precisa richiesta: per quale motivo il sindaco, il vice
sindaco e l'intero consiglio comunale rimangono così avvinghiati al progetto
discarica? (...) Giuseppe Magni, Renato Mezzadri e Claudio Soldi (Cingia dè
Botti) Moralizzare la vita pubblica Brunetta ha cominciato bene Caro direttore,
è mia convinzione, fortemente condivisa, che è arrivato il momento di
moralizzare la vita pubblica perché la gente comune è aggredita e sopraffatta
da tante illegalità, illiberalità, illiceità e spesso da illegalismo politico.
Se si vuole combattere tutto ciò, come annunciato, è necessario adoperarsi, senza
se e senza ma, eliminando anche qualche procedura del passato trasformatasi in
insulto ai morti ammazzati. I sostenitori farebbero cosa giusta ad interessarsi
d'altro. Con la famosa "certezza della pena" si riempiono la bocca
tutti i politici (nessuno escluso) ma vale solo per il momento, poi tutto si
trasforma in fatto più o meno scherzoso. Tra tanto scempio che coinvolge la
nazione, il ministro Brunetta, finalmente, ha iniziato a porre le basi per una
prima sistemazione, per mettere in "out" soggetti irrecuperabili,
disonesti recidivi che possono contagiare chi non intende più essere
"torturato" dall'ingiustizia. Nonostante le ottime intenzioni di
Brunetta mi sento un po' pessimista (...). Il compito sarà durissimo perché
troverà resistenza tra coloro che vogliono apparire tutori di diritti per poi
fare i dispensatori di anarchismo, quali vittime di ideologie defunte o di
errate convinzioni. Auguro a Brunetta risultati eccelsi (...). A parte il
lavoro di Brunetta siamo in attesa per una sistemata alle scorte inutili e
costose, per l'abolizione di quel "nepotismo" usurpatore di giustizia
e meritocrazia (...), delle abolizioni di una serie di privilegi creatasi negli
anni a favore dei parlamentari (...), sprechi ad ogni livello dell'apparato statale
e non continuo. Mi piace chiudere con il sentitissimo problema
"sicurezza" e con le necessità dei più deboli e anziani. Geo Monti
(Cremona) Migliaro "a misura d'uomo" Ma servono nuove abitazioni
Egregio direttore, la frazione di Migliaro, pur con le problematiche tipiche di
una comunità di periferia (mancanza di servizi in loco, forte pericolosità
nell'immettersi sulla statale per la città, ecc.) esercita un certo fascino sia
per chi ci abita sia per chi la osserva dall'esterno in quanto è rimasta a
misura d'uomo ed urbanisticamente non opprimente. Luogo ideale per tutte quelle
famiglie che, pur facendo riferimento alle città per le proprie attività
produttive o di lavoro dipendente, erano riuscite in tempi ormai lontani a
costruire la propria abitazione nei pochi lotti di terra allora a disposizione.
Ma gli anni passano, i figli diventano grandi, studiano, lavorano, si sposano
e... non sanno dove abitare. Ecco quindi che la nostra comunità, specialmente
in questi ultimi anni, vede un continuo e costante allontanamento delle coppie
di giovani, nati e cresciuti al Migliaro, ma che non trovano alcuna soluzione
abitativa. Con evidente rammarico, tant'è che spesso continuano a frequentare
da pendolari la nostra comunità. L'appello è quindi alla nostra amministrazione
comunale perché promuova, con tutti i mezzi che ha a disposizione, il sorgere
di nuove abitazioni nelle aree della nostra piccola frazione. (...) Circolo
"Giovanni Paolo II" (Migliaro - Cremona) Malattie rare, diagnosi
tardive e difficoltà per i farmaci Signor direttore, (...) le malattie rare
sono tante e complesse, e se ritardata la diagnosi, aumentano, le complicazioni
per la salute dei malati, in tanti casi anche gravi. In questo mio semplice
scritto vorrei portare l'attenzione in particolare su una di queste malattie
rare, la malattia di Behcet. Leggendo le dichiarazioni (...) pubblicate su siti
internet, e su qualche giornale, i malati rischiano delle complicazioni gravi
alla vista, neurologiche, e tante altre. Dicono per colpa
della burocrazia, e delle istituzioni
sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione del farmaco.
Per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet. Il farmaco
si chiama "Infliximab". Ora questo farmaco non avendo l'indicazione
per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Asl, agli
Ospedali, e ai centri universitari. In Italia esistono tre centri clinici, in
cui viene somministrato questo farmaco sotto la propria responsabilità e a loro
spese. Questo farmaco ? dicono i medici e i malati ? dà risultati molto buoni,
ritardando, bloccando, le complicazioni e anche ricuperando la funzionalità, di
tanti organi già lesi, migliorando la salute la qualità della vita dei malati
della sindrome di Behcet. I tre centri sono a Reggio Emilia, Prato, e Potenza.
E sì che nella nostra bella costituzione italiana sta scritto che il diritto
alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini, in uguale misura di
trattamento, anche per chi ha una malattia rara. (...) Faccio un grande
appello, per un impegno concreto, forte, da parte di tutti (...). Francesco
Lena (Cenate Sopra, Bergamo).
( da "Arena, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
INDAGINE.
Il collegio dei Geometri rileva i dati sulle attività in 16 Comuni del
Veronese. Il presidente Domenico Romanelli: "È stasi" Edilizia al
palo nel Veronese: permessi -17% di Laura Zanoni Chiamarla "stasi" è
un invito all'ottimismo: quella che sta attraversando l'edilizia si può
definire ormai una vera e propria crisi, dopo anni di boom ininterrotto, e
l'affermazione è supportata dai dati di un'indagine condotta dal collegio dei
Geometri della provincia di Verona in 16 comuni del territorio scaligero. I
permessi per costruire sono in calo del 17%, le lottizzazioni sono dimezzate e
gli atti di aggiornamento dei terreni (le pratiche catastali di compravendita e
frazionamento che precedono gli interventi edilizi) sono diminuiti del 45%.
Comprare costa troppo? Ecco che si ricorre alle ristrutturazioni
dell'esistente. L'inchiesta è stata condotta rilevando negli uffici tecnici
comunali e all'Agenzia del territorio i dati sulle attività di costruzione e
ristrutturazione 2006-2007, come spiega il presidente del Collegio dei geometri
della provincia di Verona, Domenico Romanelli, che presentando i dati ha
tuttavia precisato: "L'analisi dell'edilizia nella provincia è stata
condotta dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche che rilasciano i
permessi: ne risulta un quadro che non definirei di crisi, ma di stasi".
Il dato confortante c'è: quest'anno gli operai impiegati nei cantieri delle
2.904 imprese scaligere sono aumentati del 6%, dato che non segnala l'aumento
dei posti di lavoro ma almeno la regolarizzazione di buona parte del nero. Se
l'edilizia continuerà a fare da traino all'occupazione, resta da vedere.
Attualmente le imprese veronesi hanno alle loro dipendenze 14 mila lavoratori.
E comunque, nel calo generale di permessi rilasciati e lottizzazioni, ci sono
due eccezioni: a Pescantina, trainata dal residenziale, si vende ancora bene e
i costi sono più contenuti (+10,8% i permessi per costruire rilasciati), e
importanti lottizzazioni interessano Grezzana (+15,6% i permessi). A far
precipitare i dati sono San Giovanni Ilarione, con un calo dei permessi tra il
2006 e il 2007 del 60,3%, e San Bonifacio, con un -29,6% dei permessi
rilasciati e addirittura un -87% di lottizzazioni residenziali. Di fatto, nella
gran parte del territorio i dati delle nuove costruzioni sono negativi e il
problema principale è quello del costo della casa: l'acquirente vorrebbe prezzi
più accessibili ma, tra i costi delle materie prime e
quelli della burocrazia, oggi
si può arrivare a spendere anche il 20% in più per un'abitazione nuova. "I
tempi lunghi della burocrazia fanno lievitare i costi", sottolinea Romanelli. "C'è
chi sostiene che per le pratiche siano necessari anche tre anni; è comunque
vero che l'amministrazione comunale sta facendo degli sforzi per snellire le
procedure". Come illustra l'assessore all'Edilizia privata del
Comune, Alessandro Montagna, si sta puntando alle concessioni per via
telematica, per evitare code e tempi lunghi: "Il mercato? Non lo vedo così
nero", dice. "I permessi per costruire nell'edilizia privata sono
calati di una sola unità nel 2008 rispetto al 2007. La stasi c'è, ma c'è anche
un piano di interventi: prossimamente partiranno i piani di edilizia
economico-popolare, per 1.200 appartamenti". Per l'assessore provinciale
all'Edilizia e al patrimonio della Provincia, Davide Bendinelli, dopo dieci
anni di crescita esponenziale era inevitabile che prima o poi il rallentamento
arrivasse. "E tutto è coinciso con il fatto che la Regione Veneto, secondo
me giustamente, ha deciso di modificare la legge sul piano regolatore. I
problemi della Bassa sono evidenti, mentre a Verona ci sono prospettive; il
lago di Garda non sta risentendo della crisi. Ma il vero dato che documenta la
crisi è che i notai hanno ridotto gli atti di compravendita degli alloggi del
25-30%. I prezzi? Si potrà far sì che non aumentino ma difficilmente
caleranno". Ci sono poi altri problemi: ad esempio la contrazione dei
mutui chirografari concessi alle aziende, da 380 mila a 310 mila euro nel 2007
(-12%). Per il Collegio dei geometri, tra le soluzioni possibili ci sono quella
di cambiare strategia di collocazione sul mercato, rivolgendosi ai nuovi
acquirenti che saranno i cittadini extracomunitari, e un maggiore coordinamento
con le pubbliche amministrazioni.
( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Mercoledì 2 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Commercio e infrazioni. Linea
dura del Comune. L'assessore Luciano Capetti: 'Nuovo incontro nei prossimi
giorni' Sindrome da plateatico: chiuso Piazza Duomo senza tavolini:
"Giusto che paghi chi sbaglia" di Antonio Guerini Un martedì ? estivo
? un poco anomalo quello di ieri in piazza del Duomo. I clienti di tre dei
quattro esercizi pubblici presenti hanno potuto sedersi solo all'interno dei
locali. Il 'provvedimento Capetti', l'assessore comunale al Commercio, ha infatti
colpito: plateatico 'sotto sequestro' fino alle 8 di questa mattina. Il solo
bar Duomo vantava clienti spaparanzati sulle sedie e riparati sotto gli
ombrelloni. Il Marini, la pizzeria Vecchia Luna e la gelateria G Glace erano
invece in castigo per non aver rispettato il regolamento: tavolini messi fuori
lo spazio assegnato. Più volte, tanto che lo stesso assessore si era sentito in
dovere di avvertirli, di discuterne a un tavolo appositamente convocato e di
mostrare i muscoli attraverso i sopralluoghi compiuti dalla polizia locale.
Niente. Fino al provvedimento annunciato la scorsa settimana e attuato ieri.
"Nei prossimi giorni ? annuncia l'assessore ? dovremmo ritrovarci con i
commercianti. E' un segnale importante. Meglio se al tavolo ci saranno anche le
associazioni di categoria. Vedremo". Dal canto loro i diretti interessati,
i commercianti 'puniti', non polemizzano. Giulio Coti Zelati (bar Marini e
gelateria): "Se qualcuno non rispetta le regole è giusto ne paghi le
conseguenze e il Comune ha fatto bene. Che le regole però siano uguali per
tutti". Fortunato Amatruda (pizzeria Vecchia Luna) ha invece preferito non
commentare. La linea dura adottata dal Comune era stata decisa in giunta
martedì della scorsa settimana, dopo che gli ultimi rilievi effettuati dalla
polizia locale avevano nuovamente evidenziato anomalie. Se nelle altre
precedenti occasioni era stata cercata la mediazione, così non è stato la
scorsa settimana: linea dura. Tavolini e sedie ammucchiati sono stati visti da
tutti i cremaschi: piazza del Duomo è il salotto della città e poi il martedì è
uno dei tre giorni dedicato al 'mercato' degli agricoltori, soliti ritrovarsi
all'ombra del campanile della cattedrale. I commenti si sprecavano: c'era chi
dava ragione al Comune, chi imprecava contro la burocrazia che non lascia lavorare, chi
non si rassegnava e caffè o aperitivo stretto in mano passeggiavano sotto i
portici, orfani del 'loro' tavolino. La stessa scena si è ripetuta nel tardo
pomeriggio, quando proprio lo spazio all'aperto viene preso d'assalto per
l'aperitivo in piazza. Quantificare i danni economici patiti da tre
esercizi commerciali diventa difficile e a dire il vero nessuno se la sente o
vuol fare i conti. Il fatto però che si torni ad un confronto con l'assessorato
al Commercio significa che da entrambe le parti c'è la volontà di trovare una
soluzione definitiva. Questione di centimetri se si vuole, ma siccome c'è un
regolamento le misure vanno rispettate. C'è chi, da semplice privato e pure
cliente degli esercizi pubblici, ha già avanzato una possibile soluzione.
Occupare lo spazio assegnato ad ogni singolo esercizio (il 75% della superficie
interna dei locali e il fronte vetrina) con una pedana. In questo modo lo
spazio e sarebbe delimitato proprio al centimetro. Una soluzione del genere già
la si vede in via XX Settembre. Niente più discussioni, niente più sopralluoghi
della polizia locale, niente più linea dura. In compenso tavolini e sedie.
( da "Repubblica, La" del 02-07-2008)
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Pagina
XI - Torino Salame e uova sode Dai Ranzini suggestioni da fine Ottocento Le tre
generazioni che si alternano al banco tengono viva la tradizione dell'osteria
Tra i clienti ex prostitute e immigrati: qui è passata l'intera storia del
rione CAVALLITO&LAMACCHIA Se fosse un'inserzione immobiliare, sarebbe:
locale con avviamento secolare, nel cuore del quadrilatero romano, licenza per
alcolici, no perditempo. Solo che il "Caffè Vini Emilio Ranzini" è
proprio un posto da perditempo, sempre che il tempo seduti a tavola sia tempo
perso e non, potremmo dire, investito, in piacere, in conversazione, in
barbera, in chili. Affari di acciughe al verde, transazioni di uova sode e
dentro alle specialità della casa, così nude e vere da essere semplicemente
panini, anche larghe fettone di storia, tagliata spessa come il salame. Ci sono
tante di quelle suggestioni, riflesse dal bancone ottocentesco di legno e
ottone, specchiate in certi particolari fané, che il tutto sembrerebbe studiato
apposta. L'arredamento come i tre osti, impeccabili e distinti, galantuomini
della mescita: il nonno con il grembiule azzurro, il padre con i baffi, il figlio
con l'eredità difficile di non mollare la presa (e lo stile). Sembrerebbe fatto
apposta, come se ci avesse messo il naso un architetto ruffiano, ma la vineria
è nata prima dell'estro vintage delle nuove osterie, prima della
riqualificazione del quadrilatero romano, prima della nobilitazione della
cultura materiale di slow food, prima della rivoluzione di Veronelli. La
vineria, in realtà, è nata anche prima dell'Italia unita, cresciuta nel cuore
della sua prima capitale, ma in un ventricolo disassato, socialmente lontano
dal palazzo Carignano e dal Cambio di Cavour. E mentre Cavour pronunciava frasi
celebri, fiocinava finanziera e guardava il Parlamento, qualcuno molto più
simile a noi sedeva alla vineria Ranzini, in via Porta Palatina, in pieno
periferico centro e ragionava del vino e del pane. Anno di grazia 1848: o si fa
l'Italia o si muore. Sino a quella data è riuscito a risalire Mario Ranzini:
"Ho trovato documenti che riportano un fatto di cronaca del 1848, ovvero
un assassinio, commesso da un falegname che era un frequentatore abituale della
piola dalle tende verdi. Questo, infatti, era il nome del locale che,
nell'ottocento, produceva e vendeva vino". Non che le frequentazioni della
piola fossero propriamente le stesse del Cambio: a parte il caso sporadico
dell'assassino, ai tavoli del "Caffé ? Vini" si sono succeduti, nei
decenni, buona parte degli immigrati che hanno popolato il quartiere, la quasi
totalità delle prostitute a cui la legge Merlin aveva chiuso la casa e qualche
sparuto delinquentello di piccolo cabotaggio. Ma anche professionisti, come
avvocati provenienti dal vicino tribunale, o ancora scrittori (incompresi e
non) e artisti, come Mario Merz. Umanità varia e antipasti misti. I ricordi
della famiglia Ranzini partono, però, dall'inizio del secolo scorso: la zia del
nonno aveva acquisito la piola delle tende verdi e preparava piatti piemontesi,
sfogliando le pagine di un suo ricettario segreto. Poi l'osteria e il
ricettario passarono al signor Emilio, nel 1956, che successivamente, verso la
fine degli anni '70, quando la strada della burocrazia alimentare si era fatta
troppo impervia per gli stretti spazi dell'osteria, ha dimesso la cucina
classica. Eppure frammenti di quel ricettario si trovano ancora nel menu di
oggi, che è scritto sulla lavagna all'ingresso, ma per sommi capi non è
difficile da ricordare: panini con l'arrosto, panini con le acciughe,
panini con il prosciutto, panini con il lardo. Panini con la toma. Panini con
la lingua. "La salsa rossa, per la lingua e per il girello, sono tratte
dal ricettario della zia ? prosegue Mario Ranzini. Si tratta di una bollitura
di peperoni, pomodori, acciughe, sedano e cipolle. Ma è storica anche la
ricetta delle acciughe al verde, un'altra specialità della casa". Così,
tra piccoli vassoi di legno e quartini di vino, i Ranzini gestiscono il posto
non con la puntigliosità maniaca dei collezionisti, attenti a spolverare i
bicchieri come a non sgualcire i francobolli, ma con la noncuranza attenta di
chi gode delle proprie cose, al mare sulla MV Agusta di Agostini, a tavola con
i piatti del servizio buono. Così, la vineria non è un museo e nemmeno potrebbe
esserlo, con certi tavoli di formica dei primi anni Ottanta, la boiserie dei
Cinquanta, la scritta un po' malandata dell'Oransoda in vetrina, i graffi di
una bomba esplosa vicino alla porta d'ingresso nella seconda guerra mondiale,
la stufa a cherosene, il bancone sui cui ha brindato il falegname assassino e
anche il videopoker che, a dire il vero, sembra spesso infastidire i gestori.
Stratificazioni del passare del tempo, segni degli anni. Ma l'osteria che non
si imbelletta rimane osteria, ed accoglie tutti. Democrazia da bar, in un posto
che si chiama proprio così: Caffè Vini. Più i secondi che il primo. Non sembra
si debba aggiungere molto. Caffè vini Emilio Ranzini- Via Porta Palatina 9/g
Torino 011/4363699.
( da "Nuova Venezia, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia
I consumatori contro Scorzè "Conto salato per il pulmino" SCORZE'.
"I costi della burocrazia del Comune di Scorzè fermano il pulmino portadiritti del
Movimento Consumatori". L'accusa arriva dai vertici dello stesso movimento
che giovedì 26 giugno avrebbero dovuto far tappa a Scorzè. Invece non è stato
possibile. Colpa dei troppi soldi da sborsar, rispetto ad altri Comuni, dove,
in taluni casi, neppure si paga. "A Scorzè ci hanno chiesto 80 euro
per la sosta di qualche ora - sbotta Lorenzo Miozzi del Movimento Consumatori
-, una cifra doppia rispetto altrove. A Mirano, ad esempio, abbiamo pagato 55
euro per l'occupazione del suolo pubblico di due giorni e in altre città
addirittura è stata gratuita. A Scorzè, invece, si usa un altro paio di
maniche. Oltre alle due marche da bollo da 14,62 euro l'una, sono stati
aggiunti altri 51,65 euro per i diritti di segreteria. L'importo è stato
stabilito da una delibera di giunta del 24 marzo 2005 e pone Scorzè se non al
primo posto, tra i Comuni più cari, visto che a Padova gli stessi diritti di
segreteria sono di 26 centesimi di euro. Di fatto Scorzè ha impedito ai
cittadini di essere informati sui propri diritti". Per Miozzi, questo
"sfratto" è un episodio grave. "Lo è soprattutto - aggiunge -
perché la presenza prevista riguardava la tutela dei diritti dei malati. Ma per
i costi troppo alti non è stato possibile far tappa in comune". (a.rag.).
( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2008)
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ESTATE
CALDA E ASSISTENZA AGLI ANZIANI Da ieri 800 pensionati "fragili" sono
affidati alle cure di 70 operatori. Tra le persone seguite c'è anche la "nonnina"
della città 02/07/2008 UNA DELLE LORO "affidate"è la donna più
anziana di Genova. Maria Eufemia, 110 anni, "quella che lo scorso anno ha
ricevuto la visita del sindaco. Le ha portato in regalo un porta occhiali, ma
lei non li usa, ci vede bene". Una donna che è quasi un monumento, anche
di decoro e rispetto della propria persona. "L'accompagno anche dal
parrucchiere e dal pedicure, ci tiene tanto ai suoi piedi". Non sono tutti
così, gli anziani. I loro anziani. Gli ottocento che da ieri sono affidati ai
70 custodi sociali. "Spesso vivono soli in casermoni popolari senza
ascensore, oppure separati dalla strada da lunghe scalinate e così stanno in
casa, per giorni interi. I figli? A volte deliziosi. A volte non si fanno vivi
neppure in occasione di un grave intervento come è capitato a me. La madre
sotto i ferri con il rischio di rimanerci, il figlio è rimasto sulla riviera
Adriatica". Storie scandalose, offensive. Per questi anziani pieni di
acciacchi, molti ipovedenti quindi con un rapporto con le cose e le persone
assai faticoso, spesso bistrattati anche dai medici di base,(non tutti si
intende) che vanno in visita quando vogliono e a volte sollecitano
"mance", l'estate arriva come una sfortuna in più. Se non fosse per i
custodi sociali. Cui è delegata appunto la cura di 800 anziani segnalati dal
servizio sanitario come particolarmente fragili. Nella priorità dell'intervento
non c'entra il reddito, ma la mallattia, l'invalidità, insieme all'età molto
avanzata. I custodi sociali li seguono di inverno, ma il loro lavoro si
intensifica d'estate, partendo dal 1 luglio. Sono pagati, a progetto o a tempo
determinato, circa 750 euro per 25 ore di lavoro settimanale con oltre dieci
anziani a testa. Va da sè che il cellullare di reperibilità porta il lavoro anche
a casa. "Loro chiamano, spesso con una scusa, per sentirti ancora, per
sapere che ci sei. E poi il nostro è un continuo rapporto, telefonico e non,
con i parenti, i medici, i servizi sociali, gli uffici dove abita quel tremendo
nemico, in particolare dei vecchi, che è la burocrazia. Se non ci fossimo noi che
seguiamo le pratiche per l'invalidità come mai farebbero? Perché si sappia: gli
anziani che sono affidati a noi sono ai limiti dell'autosufficienza, magari non
hanno ancora l'indennità di accompagnamento ma hanno comunque pesanti
invalidità". Enrica Tavella, Anna Nocera e Marina Lerzi da almeno
tre estati sono custodi sociali. Le incontriamo nella sede del Consorzio di
Agorà. Sono contente del lavoro che fanno, lo dicono e sembrano convinte e
convincenti. Dicono, e non solo per se stesse, che sarebbe bene
istituzionalizzare questo servizio, renderlo stabile, trasformarlo in un lavoro
a tempo indeterminato, specializzando sempre più le persone che lo eseguono.
"Perché, per quel che sappiamo noi, questo servizio ha consentito una
diminuzione dei ricoveri. Ed è ovvio. Faccio un esempio. Uno dei miei anziani è
cardiopatico, se finisce il cerotto io glielo procuro due ore dopo. Quando era
affidato a se stesso, se ne dimenticava regolarmente, ed entrava e usciva dal
pronto soccorso". Questo monitoraggio, questo controllo continuo sta
risultando una ottima rete. I vicini? "Anche in questo caso come i figli,
come i medici, come l'umanità. Alcuni eccellenti come quelli della mia
vecchietta di Quezzi che è cieca e l'aiutano in tutto, dalla spesa al cane da
portar fuori. Altri tremendi nella loro indifferenza totale. La solidarietà, il
buon vicinato è maggiormente evidente, diciamo più naturale, nei quartieri
popolari, ma non è una novità". Tuttavia si divertono a scambiarsi una
esperienza comune. In alcuni quartieri popolari dove ci sono molte vedove
meridionali, se c'è un vedovo non gli aprono la porta nemmeno se sta morendo...
perché non si usa che una donna sola accolga in casa un uomo solo. Per non
parlare della signora che si riempie la testa di treccine in una complicata
capigliatura, che non si accorcia da anni, perché piaceva a suo marito quando
c'era, anche se ora non c'è più. Seguiti e coordinati dal Dipartimento Anziani
della Asl 3 che si occupa anche di tutti gli interventi anti-afa già in atto da
alcuni giorni, i custodi sociali si presentano sempre con la segnalazione del
medico di base. Una garanzia un nome conosciuto: gli anziani li accolgono con
meno diffidenza, i truffatori, anche se ci hanno tentato di camuffarsi da
custodi sociali, sono costretti a desistere. Donata Bonometti
bonometti@ilsecoloxix.it 02/07/2008 ' 02/07/2008 BARRIEREE SOLITUDINISpesso
vivono soli in casermoni senza ascensore e così stanno in casa per giorni e
giorni ENRICA TAVELLAcustode sociale 02/07/2008.
( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Empoli
L'Inps si mobilita per snellire la burocrazia è iniziata una
sperimentazione sui documenti necessari alle imprese edili Tante le imprese
nella zona che sono irregolari Il direttore Antonio Palma: "Su dieci, solo
sei hanno tutti i documenti a posto" EMPOLI. Alleggerire il peso della burocrazia che spesso rallenta
l'attività, in questo caso, degli artigiani nel settore dell'edilizia.
E' quello che sta facendo l'Inps di Empoli con una sperimentazione insieme a
una associazione di categoria tra le più rappresentative. L'operazione riguarda
il Durc, un nome ostico e sconosciuto che sta per Documento di regolarità
contributiva. Ma che è essenziale alle aziende per iniziare lavori o appalti.
Per velocizzare al massimo le pratiche l'Inps ha messo in moto un sistema di
esame anticipato dei documenti. Il problema era stato posto nei giorni scorsi
anche da un artigiano edile di Castelfiorentino che aveva protestato per i
ritardi nell'ottenere il Durc ma che, secondo Inps e Inail, aveva irregolarità
da chiarire. La richiesta per avere il Durc (e dunque la certificazione che
tutti i contributi sono stati versati ndr), spiega il direttore dell'Inps
Antonio Palma, "viene presentata all'Inail per via telematica e arriva
alla sede Inps di Firenze. Ci sono 28 giorni di tempo per rispondere. Con
questa sperimentazione in corso, invece di aspettare il passaggio tra i due
enti, la richiesta viene sottoposta subito anche all'esame dell'Inps di Empoli.
In questo modo, se ci sono irregolarità, ci possiamo attivare subito per porre
rimedio". In questo modo ottiene "un risparmio sia l'interessato che
può contare su tempi più brevi che il nostro ufficio dove ci sono tre persone
addette a svolgere tutte le mansioni", aggiunge Palma. Tr l'altro spesso
le imprese hanno irregolarità da sanare e il parere per il Durc è negativo.
"E' un numero alto - continua Palma - le situazioni variano da qualche
chiarimento da fornire fino a casi in cui mancano totalmente versamenti per sei
o sette anni. Su 10 richieste, solo 6 ricevono un parere positivo. Ogni giorno
abbiamo una cinquantina di contribuenti che vengono nei nostri uffici o perché
hanno ricevuto cartelle esattoriali con la richiesta dei contributi, o perché
non hanno i contributi per andare in pensione o perché chiedono dilazioni di
pagamento". "A livello provinciale - aggiunge il responsabile della
sede Inail di Empoli Carlo Ciccarelli - abbiamo seicento richieste di Durc al
giorno, circa 150 sono al momento le pratiche da evadere. E ne abbiamo seimila
ferme perché ci sono irregolarità". Tra l'altro presto l'obbligo di
presentare il Durc sarà esteso anche ai commercianti. Lucia Aterini.
( da "Nazione, La (Siena)" del 02-07-2008)
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VALDELSA
pag. 20 di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7
mesi ... di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7
mesi è come minimo stressante, farlo pagando un canone come se la linea fosse
attiva dev'essere insopportabile. EPPURE è quello che sta succedendo a una
decina di famiglie che risiedono nella zona di nuova costruzione di Castel San
Gimignano (alcune delle quali hanno trasferito il numero e pagano il canone
Telecom) condannate al black out telefonico non da una malefatta della
compagnia telefonica, questa volta innocente, ma dallo strapotere di una burocrazia pubblica pachidermica e
indifferente. A denuciare la paraddossale situazione è l'associazione culturale
"Clan Libertario Filippo Mazzei". "A malincuore ? afferma
l'amministratore locale del clan Leonardo Butini ? perché certe storie non
fanno che ingigantire il nostro senso di impotenza: da ben sette mesi le dieci
famiglie sono in attesa del nullaosta della Provincia di Siena,
necessario affinché sia possibile iniziare quei lavori che consentiranno ai
nuovi abitanti di avere, come tutti noi, una postazione telefonica fissa e un
computer. Il motivo di un ritardo simile? La persona a cui sarebbe spettato
sbrigare la pratica ha goduto di alcuni mesi di permesso e quintali di pratiche
si sono accumulati sulla sua scrivania perché la Provincia non é riuscita a
sostituirla. Ora sembra che la pratica possa essere archiviata a giorni, ma
dopo serviranno l'autorizzazione del Comune di Colle ed ovviamente l'intervento
sul posto della Telecom. Nel frattempo chi ha chiesto il trasferimento della
linea continua a pagare il canone come se nulla fosse". E, A QUANTO pare,
i problemi non finiscono qui, perché i lavori pronti a partirte e mai partiti
hanno lasciato pericolose presenze. "Da una pericolosa buca sul ciglio
della strada fuoriescono cavi e tubazioni che saranno impiegati nel corso dei
lavori ? spiega ancora Butini ? Se dovesse cadervi un bambino, da quale
telefono i genitori chiameranno il pronto soccorso? La burocrazia
come sempre fa danni: fra permessi, firme e cartacce, a rimetterci è sempre il
cittadino, mentre il silenzio dei partiti politici diventa ogni giorno più
assordante".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)
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Economia
Pagina 211 La polemica Appassionata autodifesa A pesca col metro, Giovanni
Delrio contro la burocrazia La polemica. Appassionata
autodifesa --> CASTELSARDO "L'aragosta c'è". La confortante
assicurazione arriva da Giovanni Delrio, presidente della cooperativa pescatori
di Alghero, al convegno tenutosi l'altro ieri nel Castello. Precisazione quanto
mai opportuna, per fronteggiare certe dichiarazioni terroristiche
sull'imminente scomparsa del palinurus elephas. Delrio, volto abbronzato,
capelli candidi, look da pescatore e parlantina sciolta, ha partecipato ai
lavori dopo un recente, spiacevole incidente di lavoro: la Capitaneria di porto
ha trovato nei suoi frigoriferi 150 esemplari di aragoste sotto-taglia. Che
vuol dire di lunghezza inferiore ai
( da "marketpress.info" del 02-07-2008)
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02
Luglio 2008 UE - PRESIDENZA FRANCESE DA SARKOZY 'UNA CERTA IDEA DELL'EUROPA'
CHE CI PIACE Bruxelles, 2 luglio 2008 - "La presidenza francese si apre
sotto i migliori auspici, grazie alla chiara presa di posizione coerentemente
contraria all'ingresso della Turchia, riaffermata dal Presidente Sarkozy".
"Era ora - continua Borghezio - che alla guida del Consiglio vi fosse qualcuno
che porta avanti 'una certa idea dell'Europa', interprete della volontà dei
nostri popoli e pronto a difenderne i legittimi interessi indipendentemente e,
se necessario, anche in contrasto con le grandi lobbies finanziarie".
"Anche sul ruolo della Bce e sulla necessità che la politica monetaria
europea abbia come punto di riferimento il sostegno e lo sviluppo delle nostre
imprese e quindi l'occupazione, l'avvio della presidenza francese lascia
infatti ben sperare". "Siamo pronti - conclude Borghezio - a
sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai
principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere
non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia
di Bruxelles". . . <<BACK.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-07-2008)
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LA
PAGINA DEI LETTORI pag.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 02-07-2008)
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CRONACA
MASSA pag. 2 LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando
l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori ... LA BUROCRAZIA
sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70
lavoratori apuani rimasti disoccupati a seguito della chiusura di varie
aziende: Nasa, Tirrena Macchine, Csra di Massa e ex Axaff di Pallerone.
Nonostante sia stato firmato il 20 giugno l'accordo tra sindacati e Regione, i
lavoratori non hanno visto un euro e sono senza indennità da gennaio. Una
delegazione della Tenda del Lavoro, guidata da Mario Del Moretto, ex delegato
Fiom della Tirrena, è tornata ieri mattina dal prefetto, Carlo Striccoli, per
chiedere aiuto. "Il prefetto ci ha ricevuti subito e si è mostrato, come
sempre, molto disponibile ? riferisce Del Moretto ?. Ci ha ringraziati perché,
nonostante la situazione critica, non creiamo problemi:chiediamo ciò che ci
spetta". Il prefetto ha riferito di aver già sollecitato l'erogazione
della cassa con una lettera inviata alla Regione il 28 giugno e ha assicurato
il suo costante interessamento per evitare che i tempi della burocrazia
costringano i lavoratori e le loro famiglie ad attendere settembre o ottobre
per ricevere ciò che avrebbero dovuto avere a partire dal gennaio scorso.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 02-07-2008)
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PRIMO
PIANO pag. 2 IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica alla
distanza a "L'... IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica
alla distanza a "L'altra casta", il libro indagine sul sindacato che
? scrive Cimino ? è stato ritenuto da una giuria di tutto rispetto meritevole
del premio nazionale di giornalismo Cinque Terre. Anch'io ho letto
interrompendo la lettura de "L'amore ai tempi del colera" di Marquez.
Basterebbe questo per dimostrare come un appartenente alla casta occupa il
tempo libero, più per coltivare il piacere personale che per confrontarsi con
un testo che di poetico ha poco e nulla. Nel libro viene praticato, facendo
leva su luoghi comuni, lo sport preferito: l'attacco al sindacato, in
particolare al sindacato confederale. Ma a differenza del più famoso libro di
Rizzo e Stella nel quale sono raccontati con precisione privilegi della classe
politica, qui non c'è traccia di un solo privilegio di cui gode un
sindacalista. E' messo sotto accusa il sistema dei servizi delle organizzazioni
sindacali, concependoli come macchina magiasoldi e non per la grande importanza
solidaristica. Il sindacato mette a disposizione di iscritti e cittadini una
professionale struttura che li accompagna nelle pratiche fiscali; affidarsi a
un Caf di Cgil, Cisl e Uil costa solo 18 euro. E' una macchina mangia soldi?
Quanto spenderebbero lavoratori e pensionati se ai sindacati venisse impedito
di svolgere questo servizio? Chi ci guadagnerebbe? Analogo discorso per
l'assistenza legale gratuita: a chi da noia? Quanto costerebbe nella giungla
del privato? Il massimo del cattivo gusto si tocca però quando sono accusate le
Associazioni dei consumatori, le uniche con i loro ricorsi gratuiti a far
risarcire i truffati dai bond parmalat, argentina... A chi da noia tutto
questo? L'attacco al sindacato sul suo ruolo sociale di tutela legale e fiscale
quale modello di società ci presenta? Quella del cittadino, del lavoratore, del
pensionato, del consumatore non consapevole e non assistito, solo nella giungla della burocrazia pubblica, solo fra i codici civili o meglio accompagnato da
consulenti con parcelle. Il libro vorrebbe poi un sindacato che non svolga
ruolo politico. Il sindacato in Italia ha sempre fatto politica esercitando le
sue funzioni in autonomia e non è mai rimasto al di fuori dello scontro.
Cgil, Cisl e Uil sono nate nel pieno dello scontro politico della guerra
fredda: le lotte sindacali hanno bloccato i tentativi di imporre un governo
autoritario nei primi anni '60 cosi come hanno aiutato il Paese a sconfiggere
il terrorismo, ha svolto un ruolo fondamentale per rafforzare la democrazia
attraverso il rifiuto del consociativismo, si è battuto nei referendum sulla
Costituzione, negli anni
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARPI, MIRANDOLA,
FINALE E BASSA pag. 13 ?MIRANDOLA? DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale,
organizzato ieri a Mir... ?MIRANDOLA? DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale,
organizzato ieri a Mirandola dalla Cgil-Filcem, che ha evidenziato le criticità
del settore e, soprattutto, le misure atte a rilanciarlo, è arrivata una buona
notizia. La Sorin Group _ dichiara Roberto Righi, responsabile Filcem Cgil _ ha
definito il Piano Industriale, che punta alla valorizzazione dei due siti
produttivi di Mirandola: Bellco e Dideco". Dopo l'annuncio, un mese fa,
dell'intenzione di Sorin di licenziare un centinaio di dipendenti, tra i due
stabilimenti, oggi le prospettive future sono più che positive. Il piano
industriale fa riferimento alla volontà di potenziare i due siti, anche se non tralascia
il fatto che qualche unità produttiva verrà comunque licenziata. "SI E'
RIDOTTO al minimo l'impatto sociale _ commenta Righi _ anche se noi sindacati
confederali non condividiamo in alcun modo la scelta. Certo, dalla situazione
negativa che il gruppo aveva tracciato all'inizio, oggi si può tirare un
sospiro di sollievo, ma noi continueremo la nostra battaglia per salvare dalla
disoccupazione tutti i dipendenti". Entro la settimana, i sindacati
potrebbero illustrare le linee guida del Piano e quindi le prospettive future
dei due stabilimenti. Nel corso del convegno sul
biomedicale la Cgil a chiamato a raccolta tutti gli interlocutori, pubblici e
privati, invitando loro a fare sistema, mettendo in campo investimenti pubblici
e privati nella direzione dell'innovazione e della ricerca, indirizzando a tal
fine le leve creditizie in modo selettivo, realizzando infrastrutture
efficienti, creando una burocrazia più snella. v. bru.
( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio
"In Versilia un solo Comune" Provocazione-sfida di Alessandro
Lemmetti (Udc) VIAREGGIO. Alessandro Lemmetti, vice segretario provinciale
dell'Udc e collaboratore di staff del sindaco Lunardini insieme a Edoardo
Rivola che è pronto a passare nella Viareggio Patrimonio, dice la propria su
nomine, compensi e dintorni: "Un anno lo faremo anche gratis - spiega -
poi la nostra posizione credo vada rivista". Anche alla luce del fatto che
in tutte le società, invece, un compenso è dovuto per tutti i ruoli ricoperti. Alle prese con la burocrazia dell'ente pubblico, dopo due mesi in Municipio, Lemmetti lancia
una proposta che farà sicuramente discutere: "La più piccola delle
municipalità di Roma ha 220mila abitanti, mentre in Versilia contiamo sette
comuni. Io credo davvero che per il futuro potremmo davvero arrivare ad averne
uno solo, con quattro circoscrizioni. Capisco e conosco tutti i
campanilismi toscani, ma mi faccio una domanda: lo Stato italiano per quanto
tempo ancora può destinare risorse ingenti solo per alimentare se stesso?
Tagliando la burocrazia si risparmia, credetemi, anche
nel Comune di Viareggio. E a questo obiettivo - conclude Lemmetti - bisogna
lavorare". D.F.
( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il presidente
federale rivela ogni dettaglio dell'accordo decaduto. Confermata la novità
Peruzzi nello staff La semifinale poteva salvare Donadoni Abete: "Avessimo
superato i quarti, il rinnovo sarebbe stato automatico" "Il 20 maggio
l'intesa prevedeva una penale di 900.000 euro lordi" DALL'INVIATO ROMA.
Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà,
in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una lancetta da orologio
a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale nutre per Lippi.
Retroscena. Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va giù a ruota libera
per poi staccare il microfono e salutare tutti. In realtà, il vero problema
sarebbe spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero che fu contattato
prima della partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto una cronologia degli
eventi molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti contrattuali tra lui
e Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha chiesto il rinnovo
attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli abbiamo proposto
di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento garantito in caso di
raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere alla Federazione in
caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20 maggio abbiamo siglato
questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro lordi che la Figc avrebbe
pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due giorni dopo mi ha detto che
questa clausola per lui valeva come garanzia di grande fiducia, e che dunque
preferiva toglierla non essendo il suo un interesse economico. Il 4 giugno
abbiamo siglato questo nuovo accordo". Il rigore. Allora è vero che
Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore? "Sì, il rigore
segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto che non è andata
così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che Lippi sia stata la
scelta giusta per il bene della Nazionale". Lo staff. Lippi riparte con il
suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora firmato nessun
contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo. Torna dunque il
vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello staff medico,
Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi ultimi due
saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente con Inter
e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto proprio da
Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il patentino
di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima squadra che con
le giovanili. Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del Lippi-bis. Si
gioca a Nizza contro l'abbordabile Austria. L'idea è di non
convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai
preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e
Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma
la burocrazia è sempre
molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-02 - pag: 15 autore:
Pacchetto Enti locali. Niente più preventivi Piccoli
Comuni, meno burocrazia
Gianni Trovati MILANO Nel Ddl collegato alla manovra d'estate trova la sua
collocazione definitiva anche un nuovo pacchetto di misure per gli enti locali,
che mette a dieta rigida un ricco carnet di procedure amministrative e porta
un'iniezione di trasparenza. L'accesso ai documenti amministrativi,
previsto dalla legge 241/1990, si estende in automatico anche agli enti locali
e alle società a prevalente capitale pubblico. Oltre alla delega sulle
liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e al piano industriale della Pa,
il progetto governativo interviene armato di forbici sulla disciplina contabile
dei piccoli Comuni. Gli oltre 5.700 Comuni con meno di 5mila abitanti non
dovranno più allegare al preventivo il bilancio pluriennale, la relazione
previsionale e programmatica, il programma triennale dei lavori pubblici e il
conto economico. Scompare anche il controllo di gestione e il conto degli
agenti contabili. Le nuove regole sem-plificate, prevede il Ddl, saranno fissate
entro 90 giorni con regolamento. Nell'ondata delle razionalizzazioni rientrano
anche i segretari comunali dei piccoli enti. Entro sei mesi un decreto
legislativo dovrà prevedere una sede unificata fra più Comuni, per abbracciare
una popolazione complessiva di almeno 15mila abitanti. A regime, l'unificazione
dovrebbe cancellare di fatto 2-3mila sedi di segreteria. Il principio
dell'aggregazione delle forze oggi disperse negli 8mila campanili torna anche
nelle gestioni dei servizi pubblici locali, che dovranno essere svolte in forme
associate su bacini di almeno 20mila abitanti. Diventa più snella anche la
strada per il trasferimento di funzioni e risorse disegnata dalla legge La
Loggia. Per il passaggio dei compiti non serviranno più i Ddl collegati alla Finanziaria,
ma saranno sufficienti dei Dpcm, che con la loro entrata in vigore
cancelleranno automaticamente gli uffici statali che cedono le funzioni.
( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
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Immigrati regolari Presentato l'ultimo il dossier Caritas Gli extracomunitari
fanno tappa a Roma Quattrocentomila stranieri con permesso nel 2007 Damiana
Verucci Istruiti, poco inclini al consumo, economicamente autosufficienti,
sempre più attaccati all'Italia. Sono gli immigrati romani (più di 400.000
quelli regolari all'inizio del 2007), secondo l'indagine della Caritas, che ha
messo a fuoco le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nella Capitale,
attraverso un campione di oltre 900 persone di 69 nazionalità, cui è stato
proposto, telefonicamente, un questionario. Roma si conferma un polo migratorio
molto attraente: 9 intervistati su 10 vi sono arrivati direttamente, non passando
per altre Regioni. La metà ha acquisito un permesso di soggiorno solo a seguito
di un provvedimento di regolarizzazione e un buon sesto è invece ancora alle
prese con le pratiche di rilascio e di rinnovo. A conferma
che la burocrazia,
associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei
mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo
determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal
direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium
di via dei Rieti, questi "nuovi cittadini" stanno realizzando
un crescente livello di inclusione sociale e il loro grado di istruzione è
sempre più alto. L'80% del campione intervistato, infatti, ha un livello di
istruzione superiore. Colpisce anche il dato sull'occupazione. A fronte di
retribuzioni non certo elevate (916 euro al mese in media), il 79,9% ha
un'occupazione mentre poco più di un decimo è disoccupato; la quota restante è
composta da studenti e da persone in altra condizione non professionale. In
quasi un sesto dei casi l'occupazione risulta irregolare, ovvero non
formalizzata attraverso un contratto, con tutto ciò che ne consegue sul piano
della regolarità del soggiorno. Non esisterebbe perciò secondo il rapporto una
"massa di fannulloni" che grava sul sistema italiano, ma "dei
lavoratori scarsamente tutelati". Quanto alle mansioni svolte si trova un
po' di tutto anche se collaboratori domestici e assistenti domiciliari sono
quasi la metà del totale, mentre 1 ogni 9 è manovale in edilizia o addetto ad
alberghi e ristoranti e il 5,2%, ricopre una posizione impiegatizia.
Soddisfatti del proprio lavoro? "Abbastanza" è stata la risposta più
frequente e soprattutto sembra emergere un grande realismo. I più non intendono
cambiare mestiere, "consapevoli dell'attuale fase di crisi". Anche se
gli stipendi percepiti dagli immigrati sono piuttosto bassi, uno su dieci
risulta proprietario di una casa, quasi 7 su 10 sono in affitto (e spendono in
media 622 euro al mese per un appartamento e 329 per una stanza), mentre solo
24 persone tra gli intervistati hanno risposto di essere ospiti in una
struttura di prima o di seconda accoglienza. Quasi un settimo del campione vive
però fuori l'area urbana, nei Comuni sparsi sul territorio provinciale o, in
casi residuali, nelle sue immediate vicinanze e, d'altra parte, ben 4 su 10
ritengono più conveniente vivere in un Comune della Provincia piuttosto che
nella Capitale. Dediti al consumismo, no di certo. Piuttosto
"attenti". Se infatti la quasi totalità degli immigrati possiede un
cellulare, il televisore, il computer, l'automobile è portata solo da un terzo
del campione ed è in cima ai desideri dopo quello di possedere una casa. Solo
il 2,6% però fa acquisti nei negozi e il 9,4% nei mercati. La larga maggioranza
si rivolge abitualmente alla rete dei supermercati e dei discount (in
proporzione al reddito). Anche rispetto alla gestione del tempo libero, e in
particolare alla frequentazione di cinema e ristoranti, gli immigrati sembrano
avere attitudine sempre più simili a quelle del resto della popolazione: né
frequentatori abituali né tagliati fuori da questi circuiti "di
svago" che, in particolare nel caso del cinema, attraggono soprattutto i
più giovani. Poco più della metà afferma di frequentare i ristoranti anche se
non spende più di 25 euro a pasto. Più contenuta, invece, la quota di chi
frequenta cinema, in poco più della metà dei casi almeno una volta al mese (22%
del campione). Un dato che forse stupirà è che più di 7 su 10 leggono i
giornali italiani (e in una buona metà dei casi li acquistano anche), mentre
"solo" 2 su 10 è interessato a quelli redatti nella lingua del paese
d'origine. Tutti aspetti questi, secondo la Caritas, che farebbero emergere
un'"immigrazione buona" molto lontana dal cliché generalizzato di una
"presenza inutile o, ancora peggio, criminale". Piuttosto, sottolinea
monsignor Guerino Di Tora "il vero obiettivo oggi consiste nel
consolidamento di uno spazio sociale e giuridico condiviso, che riconosca il
ruolo degli immigrati, nella convinzione che legalità e solidarietà si possono
coniugare in modo fruttuoso". Positivo anche il commento del presidente
della Provincia Nicola Zingaretti. "Il dossier della Caritas è molto utile
perché aiuta a conoscere l'altro. E la conoscenza è la condizione basilare per
non avere paura". Zingaretti ha anche sottolineato come "a fronte del
dibattito attuale sulla percezione dell'insicurezza delle persone, bisogna
combattere la paura cavalcandola, aggredendo le cause alla radice". Le
istituzioni possono fare molto "divulgando questa cultura della
conoscenza". D'accordo anche Sveva Belviso, assessore capitolino alle
politiche sociali che è intervenuta alla presentazione dell'indagine Caritas.
Sua l'idea di "istituire un albo per i cittadini stranieri che potranno
iscriversi per mettere a disposizione dell'amministrazione le loro
competenze". Fino ad oggi "la collaborazione lavorativa con
l'amministrazione della popolazione immigrata è stata "random", un
po' casuale", secondo la Belviso "l'aspetto qualificato
dell'immigrazione è invece senza dubbio una risorsa per le istituzioni che
devono saper mettere bene a frutto".
( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
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02
Luglio 2008 Chiudi di CARLO JEAN IL SEMESTRE di presidenza francese dell'Ue era
stato pubblicizzato come una specie di apoteosi del presidente Sarkozy. Le efficientissime diplomazia e burocrazia francesi si erano mobilitate dall'inizio dell'anno, per
concordare con i partners europei il programma ed elaborare soluzioni condivise
sugli argomenti in agenda: difesa, energia e ambiente, immigrazione, politica
agricola comune. Ma anche il Doha round dell'O
( da "Corriere del Veneto" del 02-07-2008)
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Corriere
del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-07-02 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'indagine Dati allarmanti nella provincia veronese. Pochi i
permessi a costruire e gli interventi I geometri: "Edilizia, settore in piena crisi" Il presidente Romanelli: serve meno burocrazia e va reinventato il mercato
VERONA - Chiamarla stasi è "ottimistico" come ammette Domenico
Romanelli, presidente del Collegio dei geometri di Verona. Quello che
attanaglia il settore edile della provincia scaligera assomiglia molto di più a
una crisi. Questo il principale risultato che esce da una attenta
indagine condotta dal Collegio dei Geometri, basata su dati rilasciati
direttamente dagli uffici tecnici di un campione di 16 Comuni scaligeri e su
quelli rilasciati dall'Agenzia del Territorio di Verona, relativi al periodo
2006 e 2007. La ricerca verrà pubblicata sul prossimo num ero di "Geometra
veronese", il periodico della categoria. In sintesi, gli indicatori che
destano maggior preoccupazione: lottizzazioni dimezzate rispetto agli anni
scorsi; calo del 17% dei permessi per costruire rilasciati dai Comuni; in calo
anche le pratiche presentate agli uffici tecnici dei Comuni: meno 2,2% il dato
provinciale, ma con notevoli differenze territoriali. Se nel capoluogo, per
esempio, le pratiche edilizie sono in leggera crescita (+1,3%), in altri Comuni
il crollo è netto, come a Bussolengo (-20%); San Bonifacio (-10%),
Boscochiesanuova (-26,9%), fino ad arrivare al meno 47,7% di San Giovanni
Ilarione. Uno dei pochi a salvarsi e San Martino Buon Albergo, che sulle
pratiche edilizie fa registrare un "anomalo" +28,9%. Ma ritorna in
media, anzi sotto la media, per quanto riguarda i permessi a costruire
rilasciati nel periodo 2006-2007: meno 19,1%. Sempre sui permessi a costruire,
crolla anche il Comune di Verona, che fa registrare un -20,2%, e altri Comuni
della cintura come Villafranca: -26%. Abbondantemente negativa anche la
performance di un Comune rivierasco e ricco come Lazise (-24,1%). Il tonfo più
grande, però, è ancora di San Giovanni Ilarione: ben meno 60%. Ma il dato più
significativo viene dal catasto, e riguarda i cosiddetti "atti di
aggiornamento dei terreni ", ovvero tutte quelle operazioni di
compravendita e frazionamento che solitamente preludono a un intervento
edilizio. La media provinciale è di meno 44,9%. Sotto la media risultano Verona
(-50,5%); San Bonifacio (-54,8%); San Pietro in Cariano (-58,1%); Sona
(-65,4%); Bussolengo (-79,3%). L'unico dato con il segno "più"
riguarda le Dia (le dichiarazioni di inizio attività, che si compilano quando
viene aperto un cantiere): più 4,1% il dato provinciale con punte del 27,6% e
del 24,4% rispettivamente a Pescantina e Lazise. Ma, come osserva Romanelli,
"si tratta di un dato che non fotografa esattamente l'attuale situazione
del mercato perché, considerati i frequenti ritardi delle pubbliche amministrazioni,
che arrivano fino a 3-4 anni, si tratta di pratiche relative a domande che
risalgono a molto tempo addietro". Che fare allora? Il Collegio dei
geometri indica due strade: la prima consiste nel chiedere alle amministrazioni
locali di ridurre drasticamente i tempi di attesa per il rilascio dei permessi.
La seconda, dice senza mezzi termini Romanelli: "reinventarsi
completamente il mercato ". Un esempio? "Sempre più cittadini
extracomunitari cercano una casa in proprietà – conclude il presidente – forse
questo mercato non è ancora pronto ma la seconda generazione di immigrati è
ormai matura". Sulle cause di questo fenomeno, invece, Romanelli indica
l'aumento dei costi di produzione (dai materiali ai carburanti), ma al
presidente non sfugge che i rincari delle abitazioni nuove scoraggiano molte
persone intenzionate all'acquisto. Non a caso negli ultimi due anni ci sono
state circa 15 mila ristrutturazioni di edifici esistenti e solo 4 mila nuove
case costruite. Michele Marcolongo Domenico Romanelli.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE
pag. 15 "Più controlli nei cantieri e meno burocrazia" LA CNA ? PERUGIA ?
CRESCONO occupazione e redditività, ma resta alta l'incidenza del lavoro
sommerso e irregolare. E' quanto emerge da un'indagine di Cna Costruzioni
Umbria in cui si evidenzia che nella sola provincia di Perugia non è in regola
oltre il 15% di quanti svolgono attività edili e impiantistiche (nel
2000 il tasso di irregolarità del lavoro era del 20%). Se da un lato cresce la
quota di imprese regolari, dall'altro non si attenua in maniera significativa
la presenza di lavoratori senza contratto. Un settore, quello edile, in grande
trasformazione e con cifre esplosive, ma caratterizzato anche da una riduzione,
tra il 2006 ed il 2007, di infortuni: da
( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-02 num: -
pag: 35 categoria: BREVI BUROCRAZIA Orari degli uffici Da
anni mi chiedo perché in Italia non si riesca a modernizzare il Paese,
soffocato dalla burocrazia.
Se si cominciasse, per esempio, ad avere orari più flessibili e più adatti alle
esigenze della gente che lavora e, non solo per i negozi ma anche negli enti
pubblici, uffici comunali in primis, si andrebbe incontro a tutti coloro
che non possono recarsi in tali uffici nei normali orari di sportello. Penso
che così facendo si potrebbero evitare le lungaggini spesso inutili del sabato
sia negli uffici che nei negozi. Ten Pileight, Maniago (Pn).
( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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Il Triveneto può diventare un centro sperimentale per l'intero Paese "Più
federalismo per il rilancio dell'economia italiana" Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it "Il Nord Est può essere il centro sperimentale per
l'Italia". Andrea Tomat, presidente di Lotto Sport Italia e di Stonefly,
membro del direttivo di Confindustria e presidente della fondazione Nord Est,
guarda avanti. Oltre la burocrazia, è la sua parola d'ordine. Perché bisogna recuperare gli
investitori stranieri e lo sviluppo interno. Tomat, che è anche in pole per la
futura presidenza di Confindustria Veneto, spiega che oggi l'Italia può
risollevarsi con il federalismo. Tomat, oggi un partito con
un'attenzione particolare al Nord, la Lega, può vantare un'importante numero di
rappresentanti in Parlamento. Con questi numeri, cosa si può migliorare?
"è il momento in cui dobbiamo pensare a quello che possiamo offrire noi
all'Italia. Possiamo porci come modello di riferimento virtuoso. La nostra è
un'area che ha già fatto la sua esperienza di buona gestione. In Italia,
dobbiamo essere chiari, serve avere coscienza della necessità di affrontare un
rinnovamento che comporterà sacrifici. Il nostro Paese ha delle aree di
eccellenza da utilizzare, altre aree, invece, sono delle sacche di arretratezza
con poca visione di sviluppo". Con quali strumenti proverebbe a perseguire
obiettivi di crescita? "Dobbiamo produrre più reddito, distribuirlo tra i
lavoratori e garantire un alto livello d'impresa. Questo incrocio magico si può
trovare con quelle politiche che si concentrano su lavoro e fiscalità. Produrre
più reddito vuol dire fare uscire dalla crisi le fasce più basse, per
consentire alla fascia media che è quella più colpita, ma che fa da traino, di
ridiventare classe media. Spendiamo la nostra ricchezza in servizi, salute e
istruzione. Capiamo che ogni euro speso deve raddoppiarsi. Guardando alla
compagine di governo io credo che ci siano gli elementi per fare una politica
adeguata. La ricetta dei Paesi che ci stanno superando non ha nulla di
spettacolare, è legata a elementi semplici: efficienza nello sfruttamento delle
risorse, accountability nei confronti del cittadino e sostegno alle
imprese". Le parti sociali che ruolo avranno? "Serve una riforma del
rapporto privato di lavoro, non possiamo avere così tanti contratti. E sono
contento che oggi anche Epifani si è messo su una corrente riformista. Bene,
perché siamo fermi a vent'anni fa, spesso con contenuti ideologici che non
c'entrano niente con ricchezza e benessere". Come riusciamo ad attrarre, o
recuperare, investitori stranieri? "Il nostro problema è la burocrazia. Siamo incapaci di creare le condizioni perché
qualcuno venga a insediarsi da noi. Abbiamo una miopia pazzesca nel comprendere
la complessità dell'avviamento di qualsiasi cosa in Italia. Viviamo con un
corpo normativo medioevale. Questo Paese ha grandi potenzialità, ma abbiamo bisogno
di visione. Sono i nostri comportamenti collettivi a essere starati". Il
Nord è un caso a parte? Può essere un esempio? "Sì, anche perché ci deve
pur essere qualcuno che si fa avanti. Dobbiamo sviluppare il tema del
federalismo, del modello regionale. Torniamo sempre sul problema della burocrazia: dobbiamo ridurre del 30% l'apparato burocratico.
Oggi otterremmo dei benefici pazzeschi. Dobbiamo pensare che questo
territorio-pilota è uno dei tre che tiene in piedi il Paese. Non possiamo
fermarci per aspettare gli altri. La centralità del Nord Est è essenziale per
trasferire determinati processi in tutta Italia". Il Nord Est come centro
sperimentale? "Sì. Se devo fare un cambiamento organizzativo in un'azienda
lo testo prima in un settore". Converrebbe fare una Confindustria del Nord
Est? "Abbiamo già un sistema di rappresentanza territoriale che funziona.
A livello provinciale portiamo avanti questo processo, ma per vedere una
Confindustria del Nord Est, e non lo scudo, il processo è ancora lungo. L'obiettivo
è arrivare al minimo di struttura e massimo di servizio".
( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
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02 Luglio 2008 Chiudi "Non è con la burocrazia
che si realizza l'Europa" Parla Maud de Boer, vice segretario del
Consiglio d'Europa.
( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
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02
Luglio 2008 Chiudi MARCO BERTI dal nostro inviato STRASBURGO - "Il
"no" irlandese al Trattato di Lisbona? Una lezione di
democrazia". Maud de Boer parla da un osservatorio molto speciale: è vice
segretario generale del Consiglio d'Europa, la più antica istituzione del
Vecchio Continente che pone le sue fondamenta sul rispetto dei diritti umani
nei 47 paesi membri, secondo le regole fissate dalla Convenzione dei diritti
dell'uomo. Ed è di democrazia ed Europa che nei giorni scorsi si è dibattuto.
Dunque, per il numero 2 del Consiglio d'Europa, la bocciatura irlandese del
Trattato che fissa le nuove regole dell'Unione europea rappresenta un forte
messaggio per Bruxelles. E ieri da Varsavia è arrivato, sull'onda del
referendum irlandese, un altro "no". Signora de Boer, qual è, a suo
giudizio, il messaggio inviato all'Unione europea da Dublino? "E' un
doppio messaggio, in realtà si tratta di due lezioni. Secondo le mie
informazioni, il 22 per cento dei "no" è stato motivato dalla non
conoscenza dei termini del Trattato. Quindi, la prima lezione è che, se si
vuole veramente consultare i cittadini, bisogna essere molto più chiari e più
semplici". Ma tra i Ventisette l'unico "no" è stato quello
irlandese. La bocciatura della Polonia ha solo fatto seguito al voto di
Dublino, quando il parlamento di Varsavia aveva già approvato il Trattato.
"Vero, ma l'Irlanda è stato l'unico Paese in cui il Trattato è stato sottoposto
a referendum. Ed ecco la seconda lezione: non è con la burocrazia che si costruisce l'Europa,
la si realizza invece nelle strade, nelle città. Dobbiamo imparare a chiederci
come trasmettere i messaggi, ma, prima ancora, il messaggio deve essere basato
sulla volontà dei cittadini". Lei, quindi, non è d'accordo sul fatto che
le ratifiche vadano avanti, nonostante Dublino. "Non dico questo, è
sempre interessante conoscere tutte le posizioni. Ma, visto che stiamo parlando
dell'interesse dei cittadini, vorrei sottolineare l'importanza della Corte
europea dei diritti dell'uomo. E' una istituzione unica, che consente a
chiunque viva nei 47 paesi membri di rivolgersi alla Corte di fronte a
violazioni dei diritti umani. Secondo me è una forma di democrazia perfetta
perché un individuo ha la facoltà di contestare l'azione o l'assenza
dell'azione da parte dello Stato". Qui, a Strasburgo, in questi giorni si
è parlato di democrazia in Europa e sono state espresse preoccupazioni.
"Visto il nuovo contesto europeo, con l'ampliamento, ora ci troviamo in
una società multiculturale. Non è più come prima, con gli Stati fatti di
cittadini che hanno vissuto tutti sullo stesso territorio. Questo deve avere
delle conseguenze, su tanti piani, come la partecipazione alla vita politica,
l'integrazione e l'accettazione da parte di tutti del principio di coesistenza.
Tutto questo è democrazia". A proposito di democrazia, cosa pensa di
quanto sta accadendo in Italia? C'è polemica sulle leggi che sta varando il
governo Berlusconi. "Un mese fa abbiamo incontrato il vostro ministro
Andrea Ronchi e gli abbiamo chiesto di esaminare il pacchetto delle leggi che
sono attualmente in discussione in Italia. Appena avremo i testi ufficiali ne
parleremo".
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
02
Luglio 2008 Chiudi di GIULIO LADI ORVIETO - La storia infinita, ma c'è poco da
stare allegri. La complanare di Orvieto, il primo stralcio, perché per quanto
riguarda il secondo sembra essere stata depositata sopra una pietra tombale,
cammina ancora tra mille difficoltà. "Siamo strozzati
dalla burocrazia - dice
l'assessore ai lavori pubblici del comune di Orvieto, Marino Capoccia -
altrimenti già potevamo essere in pieno nella fase di approvazione del progetto
esecutivo e emanazione del bando di gara di livello europeo". Ma c'è comunque
un macigno da sollevare, i costi. Che dal 2003 sono lievitati da 14
milioni di euro a quasi diciannove. Ma Rifondazione Comunista, ormai fuori
dalla maggioranza , a gennaio lanciò l'allarme parlando di costi arrivati a 23
milioni. Un problema riuscire a trovare quasi cinque milioni di euro. "In
parte - dice l'assessore - saranno assorbiti dal ribasso d'asta, per il resto
provvederemo con fondi comunali, magari accendendo un mutuo". Insomma, il
finanziamento dell'opera è ancora incerto e la polemica politica se ne è
appropriata. Anche all'interno del centrosinistra, delle forze politiche che
governavano la città nel 2003, quando la regione erogò il finanziamento, si
polemizza sul fatto che in cinque anni non si è riusciti a spedente quei soldi
esponendosi, così, alla lievitazione dei costi. Superata con un artifizio
procedurale la procedura di Via, valutazione d'impatto ambientale dell'opera,
altrimenti i tempi si sarebbero allungati ulteriormente, il traguardo sembra
ora veramente vicino. Almeno, l'assessore è ottimista. "Ritengo - dice -
che entro l'autunno saremo in grado di assegnare i lavori e aprire il cantiere
a inizio 2009". Ma ben altre erano le previsioni fatte lo scorso gennaio.
"Pensiamo di poter pubblicare i bandi - disse Capoccia - entro la fine
della primavera, l'inizio dell'estate". La primavera è finita, l'estate è
nel suo pieno, ma i bandi sono ancora nei cassetti degli uffici comunali.
Considerato che la durata dei lavori è prevista in almeno tre anni, l'arteria
dovrebbe essere completata entro il 2011. Ben oltre i tempi auspicati soltanto
un anno fa, quando si parlava di conclusione entro il 2009. La strada, nata per
collegare l'uscita del casello autostradale con Ciconia per, poi, con il
secondo stralcio arrivare alla zona industriale di Fontanelle di Bardano, venne
finanziata con il primo stralcio soprattutto per permettere la realizzazione di
un secondo ponte sul Paglia, in modo da evitare possibili isolamenti del nuovo
ospedale. Attualmente, basterebbe una piena del fiume per obbligare alla
chiusura del ponte e i mezzi di soccorso avrebbero la strada sbarrata per
arrivare al nosocomio. Con la realizzazione del primo stralcio rimarrebbe
insoluto il problema del collegamento del casello con la zona industriale in
modo da evitare il transito dei mezzi pesanti all'interno dell'abitato di
Orvieto Scalo.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
02 Luglio 2008 Chiudi L'ASSESSORE CAPOCCIA: "SIAMO STROZZATI
DALLA BUROCRAZIA" FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
02
Luglio 2008 Chiudi di CLAUDIO BIANCIARDI e NICOLA BOSSI PERUGIA - C'è la
giustizia celeste e c'è quella umana palesata nei Tribunali. Entrambe possono
essere definite "bibliche", la seconda, però, solo per l'attesa di
veder finire un processo di primo grado. Anche il tribunale di Perugia non fa
eccezione, per quanto in una tempistica migliore rispetto ad altre regioni dove
il collasso è di casa e la prescrizione quasi certa. Ma un esempio "di
tempi troppo lunghi" è andato in scena nell'aula ex affreschi neanche una
settimana fa, con presidente del Collegio Giancarlo Massei. Sul banco dei
testimoni, un orefice di Castiglione del Lago che doveva ripercorrere una
brutta storia che lo aveva visto involontario protagonista: una rapina a mano
armata con duplice sequestro di persona. Il commerciante, prima ancora di
pronunciare giuramento e frase di rito, ha messo le mani avanti dicendo:
"Sono passati 13 anni da quella rapina...spero di poter rispondere
correttamente alle domande...è passato troppo tempo e in verità vi dico che
certe cose uno cerca di rimuoverle...se no si vive male". Tredici anni fa
fu rapinato, sequestato insieme alla madre, colpito con una pistola alla testa.
Abbastanza perché lo Stato lo proteggesse almeno dalla burocrazia. Invece no: l'orafo ora è
ancora in attesa di una giustizia. Eppure i tre presunti rapinatori, tutti
italiani, sono stati individuati quasi subito. Ancora presunti, dopo tredici
anni. Ovviamente liberi e magari si sono rifatti una nuova vita completamente
diversa da quella attribuita loro dall'accusa. Chissà. Intanto durante
il processo, gli stessi magistrati hanno ribadito che era passato troppo tempo
e che per la testimonianza non si doveva preoccupare dato che i verbali del
passato avrebbero aiutato a coprire eventualmente vuoti legittimi di memoria.
Continua a pagina 35.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est
sezione: NORD EST data: 2008-07-02 - pag: 4 autore: Il Paese. Oltre al mercato
interno pesa la vicinanza con gli Usa Porta d'accesso per l'area Nafta Le
opportunità offerte dal Canada come mercato e porta d'ingresso nell'area Nafta
sono notevoli. Così com'è forte la volonta canadese di diversificare un
interscambio il quale, con un peso di oltre 80% tanto sul fronte dell'import
quanto su quello dell'export, lo lega mani e piedi agli Stati Uniti. "Il
primo ministro Trudeau – chiarisce il concetto Corrado Paina, segretario
generale dell'Italian Chamber of commerce di Toronto –aveva dettoa suo tempo
che il Canada rispetto agli Usa è come un topolino rispetto all'elefante: può
rischiare anche per un suo starnuto". Ecco perché, con gli States in
recessione, è forte la volontà di puntare anche su altri cavalli, di cui è
specchio il recente corteggiamento fatto alla Fiat dell'italo-canadese Sergio
Marchionne. "Una cosa peraltro è certa – chiosa Paina –: per ora la
presenza italiana qui da noi non è tanto forte quanto vorremmo". Chiunque
decida di investire dovrà, comunque, valutare una cospicua serie di pro e di
contro. A partire da alcune voci su cui i manager sono sensibili, come quelle relative alla burocrazia, alla tassazione e all'occupazione. "Sul fronte della tempistica
– fa il punto Paolo Ponti, direttore dell'Ufficio Ice di Toronto – le pratiche
per costituire una startup possono essere assolte nel giro di poche ore.
Bisogna chiarire, però, un punto e cioè che il Canada è sì un Paese aperto,
ma con regole molto rigide, alcune delle quali oggetto di negoziati a livello
di Wto". Tradotta, la frase significa che sui parametri stabiliti a
livello di amministrazioni provinciali non ci sono margini di discussione, che
i controlli fitosanitari sono più che meticolosi, che su alcune merci come i
formaggi di provenienza estera, contingentati, viene attuato un vero e proprio
protezionismo. Il livello medio della tassazione, più basso di quello italiano,
dipende da Provincia a Provincia, che sul fronte commerciale può modularle a
seconda del suo maggiore o minore interesse ad attrarre investitori. Per quanto
concerne l'occupazione meglio di tutte vale la frase registrata da un addetto
ai lavori canadese, secondo cui "gli americani che investono qui dicono di
conoscere assai meglio, rispetto a casa loro, i costi della
socializzazione". Su stipendi e salari pesano infatti oneri sociali molto
simili ai nostri, certo più chiari rispetto al panorama statunitense (dove le
polizze private possono incidere sensibilmente sugli esborsi), ma anche fuori
mercato per chi pensasse di poter risparmiare. VANTAGGI E SVANTAGGI Burocrazia
veloce ma con regole rigide, mentre il costo del lavoro è elevato. La
tassazione è inferiore rispetto all'Italia.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est
sezione: SYSTEM (EVENTI SPECIALI - VEN data: 2008-07-02 - pag: 20 autore:
Società Veneta Servizi per una customer satisfaction totale Sicurezza e
consulenza chiavi in mano Sicurezza. Ma non solo. Sicurezza e consulenza
ritagliata ad hoc sull'utente. La Società Veneta Servizi è, in estrema sintesi,
questo. Per un motivo molto semplice: l'amministratore Marina Perepelkina e il
dirigente tecnico Giuseppe Girardi, classe '48 e un passato nelle Assicurazioni
Generali, hanno un motto. Risolvere il problema delle certificazioni per tutte
le aziende che ne abbiano bisogno. Alcuni anni fa, spiega Girardi, uscì la
legge 626. Fu un rincorrersi di aziende che dovevano adeguarsi, anche in tempi
brevi, alle nuove regole. Insomma, Girardi si attrezza, studia, partecipa a
tutti i corsi che lo abilitino a lavorare nel campo, e da dieci anni la sua
azienda si occupa di 626, oggi divenuto il Testo Unico 81/2008, prevenzione
d'incendio, emissione di fumi, rumori, vibrazioni, progettazione di impianti
elettrici, rumore ambientale, oltre che al settore alimentare Haccp 55/97, più
la formazione dei lavoratori e di tutti i soggetti che ne necessitino sulla ex
626. Il suo punto base è Santa Maria di Sale, nella provincia veneziana, ed è
da qui che lui ci parla della sua esperienza, perché il suo
lavoro non soltanto dare al cliente la comodità di non doversi occupare della burocrazia, e quindi delle carte.
Girardi è, a tutti gli effetti, un consulente a trecentosessanta gradi. Perché?
Non è semplice descrivere nei dettagli la sua attività, ma innanzitutto si
parta da questa considerazione: lui è un uomo che va ancora sul campo.
L'azienda è una realtà agile, flessibile, dotata innanzitutto del suo intuito,
della sua abilità di consulente, ma anche di tecnico che sa esattamente dove,
come e quando muoversi. Otto collaboratori, tra tecnici e personale
amministrativo sono a cotè della sua attività. Di fatto, spiega, Girardi, noi
riconfiguriamo il lay-out aziendale: da un punto di vista burocratico forniamo
l'assistenza necessaria perché tutto fili per il verso giusto e il nostro
cliente sia nelle norme stabilite per legge. Dal punto di vista pratico
svolgiamo tutte quelle prove, dalle fonometrie a tutte le altre previste dalle
diverse certificazioni, per capire dove bisogna intervenire e soprattutto come.
è bello pensare che il lavoro di Girardi, e per esteso della Società Veneta
Servizi, sia una missione che ha come centro la sicurezza e la soddisfazione
del cliente. Non c'è dubbio, spiega Girardi, che tutti si basi innanzitutto
sulla fiducia. Fortunatamente in questi anni il nostro pacchetto clienti ha
dato la giusta risposta a molti anni di lavoro svolto. Perché il passaparola è
senz'altro uno dei primi movimenti che rappresentano la cartina tornasole del
lavoro. Poi l'esperienza: in questo campo, spiega il dirigente tecnico della
Società Veneta Servizi, è fondamentale, come è altrettanto necessaria la
preparazione. Per questo corsi di aggiornamento e vigilare costantemente sui
cambiamenti delle diverse leggi sono il pane quotidiano per chi svolge un
lavoro di questo tipo. Vien da chiedere se costi tanto, se i servizi di consulenza
svolti siano, come dire, alla portata o meno. La risposta è lapalissiana:
dipende dalla situazione che si trova a dover gestire. Innanzitutto c'è da dire
che il modus operandi di Girardi richiede generalmente carta bianca. L'azienda
ha un problema, o un obiettivo, e consegna mandato pieno alla Società Veneta
Servizi, che da lì al tempo stabilito o preventivato, svolge tutti gli
accertamenti che si dovessero rendere necessari. La grande soddisfazione,
spiega Girardi, è quella di consegnare 'chiavi in mano'. Ma non solo. Proprio
per la natura del rapporto di partnership che si instaura con il cliente,
Girardi propone soluzioni che rappresentano per il cliente un ulteriore
risparmio. Facciamo un esempio. Mettiamo che in azienda si debbano ricomprare
gli estintori, o i cartelli del vietato fumare. è chiaro che ci sono alcune
realtà che su queste cose non hanno problemi a fare un rincaro che, però, va
talvolta oltre il limite. Ecco, allora, che per tutti i clienti della Società
Veneta Servizi, Girardi mette a disposizione la capacità di trovare elementi
imprescindibili per ottenere le certificazioni necessarie, ma a prezzi onesti,
perché, assicura Girardi, in questo mondo appena ti giri un attimo è la fine.
Ma in fin dei conti, parlare di questa realtà che si affaccia sui lidi
veneziani significa parlare di un'azienda flessibile e capace di esprimere la
sua esperienza attraverso consulenze mirate e capacità di intervento.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il punto
dell'Ance: lenta ripresa solo nelle infrastrutture. I
rappresentanti di categoria contestano l'eccessiva burocrazia Edilizia Fvg nella morsa della crisi Vidoni: non ne usciremo nel
2008 UDINE. La crisi dell'immobiliare si fa sentire anche in Friuli Venezia
Giulia. Una crisi pesante che riguarda le infrastrutture, nonostante qualche
segnale incoraggiante, e il settore dell'edilizia. A fare il punto sono
i presidenti degli Ance regionale e provinciali, che confermano le tendenze
negative del 2007, anche se qualche schiarita potrebbe arrivare con il 2009
(secondo i più ottimisti), soltanto nel 2010 per gli altri. Il commento del
presidente regionale dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, Giuliano
Vidoni (foto in alto), è tutt'altro che positivo: "Non vedremo, nemmeno in
questo 2008, nessuna luce in fondo al tunnel. Notiamo, però, una lenta ripresa per
quanto riguarda le infrastrutture e ci auguriamo quindi che dal prossimo anno
le cose vadano meglio". Per il momento prosegue, in Friuli Venezia Giulia,
la tendenza al rallentamento riscontrata nel 2007: "L'ottimismo non va di
pari passo con il rincaro dei prezzi. Quando i progetti per le infrastrutture
cominceranno a partire ci sarà da mettersi le mani nei capelli visto che nel
frattempo sono aumentati i prezzi di ferro, gasolio, cemento, bitume e
manodopera e il concetto di revisione dei prezzi non ci dà garanzie". Per
quanto riguarda l'immobiliare, invece, Vidoni è pragmatico: "Anche se in
questo monento non va tanto bene, è un settore che prima o poi, di certo,
riprenderà a tirare: ha sempre rappresentato e continua a essere un bene di
rifugio". Le speranze per una ripresa sono riposte anche nel federalismo
fiscale, che secondo Vidoni potrebbe servire da stimolo "per la creazione
di società regionali che gestiscano i problemi del territorio in questo
ambito". La situazione in provincia di Udine non si discosta da quella
riscontrata a livello regionale: anche il presidente dell'Ance udinese, Marco
Sostero, parla di rallentamento dell'edilizia e ammette di non vedere grandi
novità nelle tendenze attuali. "Speriamo che qualcosa si muova per quanto
riguarda le infrastrutture, settore in questo momento in crisi: ce n'è bisogno
per riattivare l'economia. Per quanto riguarda l'immobiliare, i prezzi sul
mercato sono rimasti sempre abbastanza legati ad un equilibrio e non vedo
grandi cambiamenti", spiega Sostero. Secondo il presidente udinese "è
normale che dopo alcuni anni di boom edilizio ci sia un momento di minor
crescita". Tra i fattori di crisi evidenziati c'è anche l'eccessiva burocrazia che ritarda e blocca la realizzazione di progetti
per quanto riguarda le infrastrutture. Lo ribadisce anche Vidoni: "La
provincia di Udine ha bisogno di un deciso rafforzamento degli indirizzi
politici per rilanciare questo settore in tempi brevi". Decisamente
pessimista, invece, Valerio Pontarolo, presidente dell'Ance pordenonese, che
vede "un 2008 statico, un
( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando
così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
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Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre
dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la
linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia
"Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd
che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano
si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà
Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership
vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca
a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da
quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel
sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se
e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli
avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche
se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
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Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
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Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere
all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26
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( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre
dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la
linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia
"Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd
che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano
si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà
Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership
vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca
a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da
quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel
sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se
e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli
avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche
se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) "
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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario
ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno
dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza
nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra,
sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano
si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà
Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership
vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca
a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da
quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel
sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se
e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli
avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche
se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
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Tonino
Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
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sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza:
unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
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( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caserta
sanita' Policlinico della Sun, riapre il cantiere Hanno riaperto i cantieri del
Policlinico della Seconda Università di Napoli. Sono, dunque, tornati al lavoro
i 180 dipendenti della Immobilgi Federici Stirling, dopo che l'imprenditore
Mario Pagano aveva fatto trovare i cancelli del cantiere chiusi per il ritardo
della Regione nel pagamento di una tranche da 10 milioni di euro dell'appalto
dei lavori. Intanto si attende per questo fine settimana la convocazione di un
tavolo in Prefettura che servirà anche per definire le procedure per la
variante al progetto iniziale dell'opera. Maria Beatrice Crisci "Il
sindacato continuerà a seguire la delicata questione con grande attenzione
sollecitando le istituzioni a portare a termine gli impegni intrapresi sia
perchè tutto si ritorce contro i lavoratori, ma anche perchè in tal modo si
rallenta la realizzazione di un'opera importantissima per lo sviluppo economico
dell'intero territorio". A parlare è Carmine Crisci segretario provinciale
della Cisl. Intanto, gli operai, già da settimane, sono in attesa di ricevere
le spettanze relative a maggio e l'acconto relativo alle spettanze di giugno
nella misura del 30 per cento. "Un provvedimento, questo, che - prosegue
Crisci - rappresenta anche un motivo di chiarezza e di impegno verso la forza
lavoro che ha dimostrato nei giorni scorsi grande senso di responsabilità. Da
parte dei lavoratori c'è anche la necessità di conoscere quali iniziative
saranno prese concretamente per il prosieguo del cantiere e per garantire la
ripartenza del secondo lotto dei lavori". Al momento ogni soluzione sembra
restare legata al recupero di risorse importanti, circa 10 milioni di euro,
ovvero quanto l'azienda rivendica a soddisfazione del quarto e quinto Sal, lo
stato di avanzamento dei lavori. Una quota che per ora resta depositata nelle
casse della Regione Campania e che soltanto la burocrazia potrà sbloccare
definitivamente. Il segretario provinciale della Filca Cisl Giovanni Letizia
lancia una proposta: "Sarebbe indispensabile fare ricorso anche al
provveditorato delle Opere pubbliche della Campania perchè intervenga con il
peso di tutte le responsabilità conferite dalla legge - afferma - mi sembra che
per il Policlinico si avverta da tempo l'esigenza di una struttura di
raccordo e di controllo in grado di sollecitare quegli enti o istituti non
sempre disposti al dialogo e al confronto". "L'intervento di questo
organismo sarebbe utilissimo per diversi motivi - prosegue - non solo per
sbloccare la vertenza in atto, ma anche per cominciare a prevedere tutti gli
interventi che sono di supporto all'attività sanitaria". Crisci da parte
sua sottolinea: "E' necessaria una pianificazione che contempli tutte le potenzialità
dell'indotto e di una programmazione urbanistica che renda possibile e
regolamenti l'accesso alla struttura". Questi i numeri del Policlinico di
Caserta della Seconda Università degli Studi, la cui prima pietra è stata
posata a febbraio del 2005. Oltre 45mila metri quadri di superfici coperte e
205mila162 metri quadri di spazi liberi, un costo complessivo di 206.582.759,
64 euro finanziati da Ministero della Salute, Ministero dell'Università e della
Ricerca e Regione Campania, circa 500 posti letto. Il progetto è
dell'architetto Massimo Pica Ciamarra, mentre la direzione dei lavori è del
provveditorato alle opere pubbliche della Regione Campania e del Molise. del
02-07-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mediterraneo
partenariato euromed Parte la sfida dell'Unione per il Mediterraneo Il 13
luglio
( da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
2 Luglio
2008 LONATO. Nelle annate scorse arrivarono le autobotti. Quest'anno invece
risulta tutto in regola Rubinetti, acqua pulita Finito l'incubo nitrati
L'acqua che esce dai rubinetti delle case dei lonatesi e distribuita
dall'acquedotto comunale, supera con successo l'analisi chimica condotta dall'Asl
di Salò, effettuata in dieci giorni fa. Il valore dei nitrati che in passato,
ad inizio estate, aveva dato seri problemi, fissandosi sopra la soglia
consentita di 50 mg, rimane ancorato nella fascia del consumo umano. A fornire
i dati è l'assessore all'Ecologia, Roberto Vanaria, che ricorda l'emergenza
dell'agosto 2005 quando dovette intervenire la Protezione civile con autobotti
a causa della concentrazione di nitrati. Seimila cittadini furono coinvolti
dall'emergenza idrica che causò la non potabilità dell'acqua per una settimana.
"Per fortuna è solo un brutto ricordo - spiega Vanaria -: ora i valori
sono regolari. I più alti, per quanto riguarda i nitrati, rimangono i campioni
prelevati nel capoluogo". In via Galilei i valori raggiungono 41,5 mg, in
via Regia Antica 38,3 mg, presso il cimitero 35,8, in via Gramsci 35,6.
Nell'immediata periferia, in via Marziale Cerutti (Lonatino), 39,5 mg. La
situazione migliora ulteriormente nelle frazioni a conferma della bontà
dell'acqua miscelata in rete proveniente dai vari pozzi lonatesi. A Centenaro,
nella fontanella pubblica dove è stato effettuato il prelievo, siamo a 29,3 mg;
in via Alta (strada che porta a Villa dei Colli) a 29,5 mg; a Maguzzano a 32,1
mg. All'Arzaga a 15 mg; a Madonna della Scoperta a 20 mg. Buona la situazione
anche a Sedena (24,6 mg) ed Esenta (30 mg). Vi è conformità con i parametri
anche per le analisi microbiologiche. Se l'acqua
dell'acquedotto gode buona salute, così non è per il Lido, che continua a
essere non balneabile. "Ma lo è solo per la burocrazia. I dati di non balneabilità - precisa Vanaria - risalgono
all'anno scorso, quando erano presenti scarichi. Situazione che abbiamo sanato
con il collettore".R.D.
( da "Redattore sociale" del 02-07-2008)
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MINORI
11.4102/07/2008 Adozioni, Ami: ''Insopportabile discriminazione verso le coppie
non abbienti'' L'Associazione matrimonialisti lancia alcune proposte per le
adozioni internazionali: semplificare l'iter per l'idoneità, costi a carico
dello Stato, gratuito patrocinio. Gassani: ''Esiste per i criminali ma non per
chi adotta'' ROMA ? Burocrazia, costi elevati, tempi
lunghi. Sono i nodi delle adozioni internazionali secondo l'Associazione
matrimonialisti italiani che in una ricerca rende noti i dati del 2007 (vedi
lancio precedente). In base a questi dati ? adozioni in crescita, passate da 3.188
nel
( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
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il dossier sugli Immigrati regolari Gli extracomunitari fanno tappa a Roma
Istruiti, poco inclini al consumo, economicamente autosufficienti, sempre più
attaccati all'Italia. Sono gli immigrati romani (più di 400.000 quelli regolari
all'inizio del 2007), secondo l'indagine della Caritas, che ha messo a fuoco le
condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nella Capitale [...] ,
attraverso un campione di oltre 900 persone di 69 nazionalità, cui è stato
proposto, telefonicamente, un questionario. Roma si conferma un polo migratorio
molto attraente: 9 intervistati su 10 vi sono arrivati direttamente, non
passando per altre Regioni. La metà ha acquisito un permesso di soggiorno solo
a seguito di un provvedimento di regolarizzazione e un buon sesto è invece
ancora alle prese con le pratiche di rilascio e di rinnovo. A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente
utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in
modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri
dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso
l'Auditorium di via dei Rieti, questi "nuovi cittadini" stanno
realizzando un crescente livello di inclusione sociale e il loro grado di
istruzione è sempre più alto. L'80% del campione intervistato, infatti, ha un
livello di istruzione superiore. Colpisce anche il dato sull'occupazione. A
fronte di retribuzioni non certo elevate (916 euro al mese in media), il 79,9%
ha un'occupazione mentre poco più di un decimo è disoccupato; la quota restante
è composta da studenti e da persone in altra condizione non professionale. In
quasi un sesto dei casi l'occupazione risulta irregolare, ovvero non
formalizzata attraverso un contratto, con tutto ciò che ne consegue sul piano
della regolarità del soggiorno. Non esisterebbe perciò secondo il rapporto una
"massa di fannulloni" che grava sul sistema italiano, ma "dei
lavoratori scarsamente tutelati". Quanto alle mansioni svolte si trova un
po' di tutto anche se collaboratori domestici e assistenti domiciliari sono
quasi la metà del totale, mentre 1 ogni 9 è manovale in edilizia o addetto ad
alberghi e ristoranti e il 5,2%, ricopre una posizione impiegatizia.
Soddisfatti del proprio lavoro? "Abbastanza" è stata la risposta più
frequente e soprattutto sembra emergere un grande realismo. I più non intendono
cambiare mestiere, "consapevoli dell'attuale fase di crisi". Anche se
gli stipendi percepiti dagli immigrati sono piuttosto bassi, uno su dieci
risulta proprietario di una casa, quasi 7 su 10 sono in affitto (e spendono in
media 622 euro al mese per un appartamento e 329 per una stanza), mentre solo
24 persone tra gli intervistati hanno risposto di essere ospiti in una
struttura di prima o di seconda accoglienza. Quasi un settimo del campione vive
però fuori l'area urbana, nei Comuni sparsi sul territorio provinciale o, in
casi residuali, nelle sue immediate vicinanze e, d'altra parte, ben 4 su 10
ritengono più conveniente vivere in un Comune della Provincia piuttosto che
nella Capitale. Dediti al consumismo, no di certo. Piuttosto
"attenti". Se infatti la quasi totalità degli immigrati possiede un
cellulare, il televisore, il computer, l'automobile è portata solo da un terzo
del campione ed è in cima ai desideri dopo quello di possedere una casa. Solo
il 2,6% però fa acquisti nei negozi e il 9,4% nei mercati. La larga maggioranza
si rivolge abitualmente alla rete dei supermercati e dei discount (in
proporzione al reddito). Anche rispetto alla gestione del tempo libero, e in
particolare alla frequentazione di cinema e ristoranti, gli immigrati sembrano
avere attitudine sempre più simili a quelle del resto della popolazione: né
frequentatori abituali né tagliati fuori da questi circuiti "di
svago" che, in particolare nel caso del cinema, attraggono soprattutto i
più giovani. Poco più della metà afferma di frequentare i ristoranti anche se
non spende più di 25 euro a pasto. Più contenuta, invece, la quota di chi
frequenta cinema, in poco più della metà dei casi almeno una volta al mese (22%
del campione). Un dato che forse stupirà è che più di 7 su 10 leggono i
giornali italiani (e in una buona metà dei casi li acquistano anche), mentre
"solo" 2 su 10 è interessato a quelli redatti nella lingua del paese
d'origine. Tutti aspetti questi, secondo la Caritas, che farebbero emergere
un'"immigrazione buona" molto lontana dal cliché generalizzato di una
"presenza inutile o, ancora peggio, criminale". Piuttosto, sottolinea
monsignor Guerino Di Tora "il vero obiettivo oggi consiste nel
consolidamento di uno spazio sociale e giuridico condiviso, che riconosca il
ruolo degli immigrati, nella convinzione che legalità e solidarietà si possono
coniugare in modo fruttuoso". Positivo anche il commento del presidente
della Provincia Nicola Zingaretti. "Il dossier della Caritas è molto utile
perché aiuta a conoscere l'altro. E la conoscenza è la condizione basilare per
non avere paura". Zingaretti ha anche sottolineato come "a fronte del
dibattito attuale sulla percezione dell'insicurezza delle persone, bisogna
combattere la paura cavalcandola, aggredendo le cause alla radice". Le
istituzioni possono fare molto "divulgando questa cultura della conoscenza".
D'accordo anche Sveva Belviso, assessore capitolino alle politiche sociali che
è intervenuta alla presentazione dell'indagine Caritas. Sua l'idea di
"istituire un albo per i cittadini stranieri che potranno iscriversi per
mettere a disposizione dell'amministrazione le loro competenze". Fino ad
oggi "la collaborazione lavorativa con l'amministrazione della popolazione
immigrata è stata "random", un po' casuale", secondo la Belviso
"l'aspetto qualificato dell'immigrazione è invece senza dubbio una risorsa
per le istituzioni che devono saper mettere bene a frutto".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)
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Prov
Ogliastra Pagina 6032 Lanusei Polemiche anche a Ilbono Vivere in carrozzella
fra i mille ostacoli di una città a gradini Lanusei. Polemiche anche a Ilbono
--> Vivere su una sedia a rotelle, in una cittadina che non ti accoglie
certo a braccia aperte. C'è sempre qualche gradino di troppo, nelle strade o nei gangli della burocrazia. Ostacoli difficili da superare. Gian Marco Mereu, 36 anni, non
può camminare da un anno, da quando un cancello metallico gli è caduto sulla
schiena. Un incidente sul lavoro che gli ha cambiato la vita. Gian Marco ora
combatte per potersi muovere liberamente, avere un parcheggio sotto casa,
cambiare le regole se necessario. "Il parcheggio che mi era stato concesso
ora si è ristretto e i massi che lo delimitavano sono troppo vicini. Mi sono
rivolto al Comune e ho protestato ma non ho avuto risposte". Per far
valere le sue ragioni Mereu è anche andato alla seduta di lunedì sera del
Consiglio comunale. E anche nel palazzo comunale non tutto ha funzionato per il
meglio "Peccato che il sollevatore all'ingresso non funzionasse. Mi hanno
dovuto portare a spalla per sei gradini, fino all'ascensore". Gian Marco
ha tracciato la sua mappa dei luoghi vietati ai disabili. "Poste,
tribunale, di fronte al Municipio. I parcheggi se ci sono non sono adatti alle
operazioni che deve compiere un disabile. Io voglio solo dire questo. Perché il
Comune è quasi immobile nei confronti dei disabili, io non sono disposto a
rinchiudermi in casa. Prendano esempio da Tortolì dove si stanno studiando
soluzioni concrete al problema". E sul problema disabili, amministrazione
comunale nel mirino anche a Ilbono. L'associazione Ogliastra InForma, che si
occupa di atleti disabili lancia pesanti accuse contro il Comune, colpevole,
secondo la presidente Rita Concu, di aver distribuito in modo ingiusto i
contributi per lo sport. Su 15 mila e 300 euro assegnati alle società sportive,
a Ogliastra inForma ne sono toccati soltanto 300, mentre 13mila sono andati al
Gs Ilbono. Differenza che appare eccessiva, considerato che l'associazione
organizza da due anni un evento, "Sport e solidarietà in Ogliastra",
che richiama circa cinquecento atleti da ogni parte della Sardegna. La
questione dei contributi è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
"Questo vaso - racconta Rita Concu - era già colmo del completo
disinteresse degli amministratori". Mesi di attesa per ottenere le chiavi
della palestra, poi la richiesta di un canone mensile di 20 euro che si aggiungeva
alle altre spese. Fortunatamente, il dirigente dell'Enaip Domenico Murgioni ci
ha concesso l'utilizzo gratuito della palestra dell'istituto". ( f.m. ).
( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)
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Botta e
risposta in un articolato carteggio tra l'assessore Marzetti e l'Anas che invita il Comune ad intervenire Superstrada sporca e
piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità CIVITANOVA - Burocrazia e rimpallo
di competenze. Fattori che bloccano ogni attività, anche quelle più semplici.
Succede così che se qualche cittadino incosciente lascia rifiuti in determinate
zone, non si sa bene a chi spetti la pulizia. È il caso della superstrada 77.
Le aiuole spartitraffico all'imbocco con la statale 16 e varie piazzole di
sosta lungo il tragitto sono diventate ricettacolo di immondizia. C'è chi,
addirittura, scarica sacchetti di spazzatura, scambiando la superstrada per un
immenso cassonetto. Così, a Civitanova, l'ingresso della 77 assomiglia ad una
discarica, anche per la folta vegetazione di erbacce che ha assalito le zone
spartitraffico. Ma se il taglio della vegetazione spetta a chi ha in carico la
manutenzione della strada (in questo caso l'Anas), è in corso una battaglia a
suon di lettere e telefonate tra il Comune e la stessa Anas. Chi è che deve
raccogliere quei sacchetti di spazzatura? L'assessore Marzetti, nei giorni scorsi,
ha scritto una missiva all'Anas, segnalando il problema e chiedendo all'ente di
provvedere a ripulire le zone della superstrada infestate dai rifiuti.
Immediata la risposta dell'Anas, con tanti di richiami ad articoli di legge. In
sostanza viene ricordato che "la gestione dei rifiuti e la loro raccolta
spetta al Comune territorialmente competente". I compiti dell'Anas
riguardano la manutenzione, la segnaletica e la sicurezza dell'arteria. Ma
Marzetti non ci sta. La pulizia di strade, parchi e aree verdi della città,
viene gestita da operatori ecologici del Comune o da cooperative private. Ma
tra queste non ci sono le piazzole di emergenze e le aiuole spartitraffico
della superstrada. L'assessore all'ambiente civitanovese si è sentito ieri
mattina con i colleghi di altri Comuni attraversati dalla 77. E nessuno di loro
pensa minimamente a farsi carico della pulizia di queste aree dai rifiuti.
Dunque una nuova telefonata agli uffici regionali dell'Anas. Anche questa senza
esito. Di qui la volontà, previa adeguata contro-documentazione legislativa, di
una nuova lettera all'Anas. Saràportato l'esempio della Ss 16 Adriatica, altra
strada di grande comunicazione che attraversa la città. In questo caso, la
pulizia spetta al Comune "ma solo perché spiega Marzetti i tratti urbani
sono diventati competenza dei Comuni attraversati in tutto e per tutto,
compresa la manutenzione del manto stradale, la segnaletica, etc". Ergo,
essendo la Ss 77 di proprietà e di competenza dell'Anas, spetta ad essa la
pulizia. Insomma, continua il "carteggio" (con conseguente spreco di
carta) mentre i sacchetti di immondizia restano al loro posto. E.P.,.
( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Problemi
di collaudo, intanto la gente va a piedi L'ascensore del sottopassaggio è
bloccato da più di un mese CIVITANOVA - L'ascensore del sottopasso Esso è
"sigillato" da oltre un mese. I pedoni, per raggiungere il lungomare
nord e la spiaggia, devono staccare di peso passeggini, carrozzine e
quant'altro. I disabili, senza aiuti, sono costretti a cercare un'altra via di
accesso. Eppure l'ascensore è perfettamente funzionante. A tenerlo
bloccato è la burocrazia.
O, meglio, il mancato adempimento di pratiche burocratiche. La struttura è
sprovvista del certificato di collaudo periodico. Ogni ascensore, secondo una
legge stabilita dal ministero dei trasporti, deve essere sottoposto ad adeguati
controlli ogni anno da parte di ingegneri autorizzati. Ma il collaudo
non ha avuto luogo e l'ascensore, quindi, non è a norma e non può essere usato.
Ad occuparsi del collaudo periodico è uno studio tecnico di Visso. Che, però, è
impossibilitato a dare il "placet" poiché dal Comune (proprietario
della struttura) non è arrivata la necessaria documentazione. Pare che manchi
il "piano dei controlli", sorta di cronostoria dell'ascensore di cui
si sono perse e tracce. Se dal Comune non si avvia la necessaria procedura,
sulla base del "piano", non può essere rilasciata l'agibilità. Per
cui, in piena estate, spunta una grande barriera architettonica.
( da "Adige, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e
poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> TRENTO - Via libera alla
revisione "in casa", per così dire, per le cooperative che aderiscono
alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta TRENTO - Via libera
alla revisione "in casa", per così dire, per le cooperative che
aderiscono alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta. Lo ha dato
il consiglio regionale che ha approvato il nuovo testo del disegno di legge
numero 51 sulla revisione contabile per il settore mutualistico che rappresenta
una sorta di compromesso con l'Ordine dei commercialisti trentini. Nel testo,
infatti, è stato modificato un passaggio per cui le cooperative aderenti a una
centrale non sono obbligate a conferire a quest'ultima la verifica dei bilanci
ma sono solo messe nella condizione di farlo. In pratica le società possono
affidarsi anche ai commercialisti. Ma la normativa, votata anche da Forza
Italia assieme alla quasi totale maggioranza che sostiene la giunta regionale,
presenta anche altre importanti novità come il fatto che vengono esentate le
cooperative che non raggiungono dimensioni di fatturato elevate e che quindi vedono semplificata la vita con la burocrazia. L'obiettivo della riforma è
quello di garantire una più efficace vigilanza sugli enti cooperativi,
individuando nelle associazioni di rappresentanza i soggetti incaricati della
vigilanza e della consulenza alle cooperative. L'unico punto controverso è
stato l'articolo 39 che, dopo l'ammorbidimento avvenuto in commissione,
ha esteso anche ai commercialisti - oltre che alle associazioni di
rappresentanza riconosciute - la possibilità di assumere il ruolo di revisore
legale. Per le minoranze, nella fattispecie il centro destra affiancato dai
Verdi altoatesini, la modifica non era sufficiente, e con un emendamento
firmato dal consigliere Enzo Erminio Boso hanno chiesto di rendere più
democratica la decisione su chi affidare l'incarico di revisione delegandola ad
una deliberazione assembleare. La maggioranza, nella persona dell'assessore Gnecchi,
ha respinto la proposta emendativa adducendo la motivazione che avrebbe potuto
minare il delicato punto di equilibrio raggiunto in commissione. Boso,
nell'attaccare violentemente la gestione della cooperazione, ha parlato di
"concorrenza sleale e comportamenti incoerenti" da parte dei vertici
della stessa, tacciando la bocciatura del suo emendamento di grave vulnus alla
democrazia e alla sovranità dei soci. Il consigliere Pino Morandini, evocando
l'articolo 2409 del codice civile, ha sostenuto la proposta di Boso accusando
la maggioranza di aver esautorato l'assemblea dei soci. Dello stesso avviso Eva
Klotz e Andreas Poeder che hanno auspicato, invano, una soluzione più opportuna
esprimendo la loro perplessità sul reale controllo delle irregolarità e paventando
il rischio di un conflitto di interessi tra cooperative ed associazioni di
categoria. 02/07/2008.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Consulenze
tecniche, una vera piaga da cui il cittadino non può difendersiIn questo
momento di polemiche relative alle consulenze pagate dai vari enti, ho
controllato tutte quelle che sono state pubblicate nei giornali e a tutti gli
effetti in Provincia di Belluno non mi sembra ci siamo dei grossi sprechi, a
parte forse certi tipi di consulenze tecniche che dovrebbero essere fatte
all'interno dell'ente, visto il ricco organico di impiegati, ma tutto questo ad
ogni modo è opinabile e materia sulla quale si può tranquillamente
discutere.Ma, c'è un ma.. ed è qualcosa che proprio non riesco a digerire in
nessuno modo: dai dati pubblicati si nota che tra un ente e l'altro sono stati
spesi circa 200mila euro di consulenze relative a piani strategici di vario
tipo e piani turistici (e questo senza contare il restante denaro speso da
altre associazioni). Tutto finalizzato solamente a creare il nulla e a far
credere al cittadino e all'imprenditore che c'è il genio, il dottore che
risolve i nostri problemi.Ma il vero problema è dato dal fatto che da quando
tutti hanno le soluzioni in mano tutti sono anche laureati, tecnici e ci
spiegano cosa dobbiamo fare.La nostra provincia sta irrimediabilmente facendo
passi indietro, con dei picchi in certe zone veramente preoccupanti, e in
compenso il loro autoreferenzialismo, il loro protagonismo e il loro presunto
sapere sembra essere diventato il centro di gravità da cui dobbiamo dipendere.
Va da sè che da una vita io mi chieda perchè tutta questa gente che capisce e
conosce tutto non si mette a creare imprese che realmente producono lavoro e
ricchezza. Non solamente carte.E come stiamo vedendo ora, nel mondo la vera
ricchezza e il benessere sono dati solamente dalla terra e dalla produzione e
dal lavoro, mentre le carte si bruciano in pochi secondi.Ciò detto, mi preme
sottolineare come i nostri albergatori, commercianti, artigiani e industriali,
sappiano benissimo cosa bisognerebbe fare per risollevare le sorti della
provincia bellunese, senza tanti tecnici e consiglieri di torno.Il problema è
che a loro la parola viene data ben poco (vedi convegno Ascom a Pieve di
Cadore, mi pare di aver letto) e si continua solamente a considerarli come
lavoratori buoni da mungere e basta, perchè le menti pensanti stanno da
un'altra parte (da quando le menti pensanti guidano l'Europa non siamo mai
stati così poveri).Se tutti questi enti al posto di pagare tanti consulenti per
piani e studi, si impegnassero a risolvere davvero i
problemi delle imprese che sono dati da una burocrazia ingnobile, da costi sempre più elevati per qualsiasi cosa,
(esempi: acqua/ rifiuti/ concessioni/ tasse comunali ecc. ecc.) le stesse
avrebbero ben più tempo e mezzi per affrontare un mercato sempre più
competitivo e difficile, anche perchè -a mio modesto parere- questo è il solo
scopo della politica in un libero mercato. Altrimenti entriamo in un
regime diverso e ci facciamo mantenere tutti dallo Stato.A riprova di quello
che dico, inviterei tutti gli illustri politici, tecnici, consulenti e
sapientoni di turno a farsi un giro nelle nostre vallate per vedere il degrado
odierno e leggere però la grandezza passata di certe strutture alberghiere o di
altre opere costruite decenni e decenni fa quando il denaro era poco e contato,
le competenze e i mezzi tecnici sicuramente inferiori, ma l'imprenditore
lasciato libero di lavorare costruiva, creava, portava gente, certamente per un
interesse personale ma anche per il benessere del paese e della collettività in
cui viveva, creando ricchezza.Per finire, come cittadino contribuente, avrei un
immenso piacere che non sia speso pìù un solo euro per aver consulenze nelle
quali un illustre sconosciuto, che probabilmente non ha alcuna conoscenza e
idea dei problemi reali, viene a spiegare come si lavora a chi effettivamente
da una vita lavora.Massimo PellizzaroliBribano di SedicoCome fanno i nostri
governantia ritenere il Cai un ente inutile?Di recente ho letto su alcuni
quotidiani che il Governo avrebbe in programma l'abolizione del Cai(Club Alpino
Italiano) classificandolo come ente inutile in una prospettiva di austerità
economica.A parte la facile ironia per cui il Club Alpino Italiano verrebbe
abolito da un ministro di nome Tremonti.. bisognerà, nel caso, pensare alle
alternative. Allora ve ne alenco alcune: 1) tessera "annonaria" per
tutti gli iscritti al Cai, anonima per salvaguardare la privacy e non esser
tacciati di sostenere un ente inutile; 2) seguire la via delle
"raccomandazioni" suggerendo al sindaco alpinista Alemanno di
convincere, attraverso il subacqueo Fini, il ministro Sacconi sull'importanza
del Cai per il welfare della montagna e di chi la frequenta e, a sua volta,
spiegare al ministro Brunetta che è la montagna l'unico posto dove non
troverebbe "fannulloni", proprio grazie alla sorveglianza dei
sentieri e alla gestione dei Rifugi da parte del Cai.Potrebbe verificarlo
arrivando, magari assieme a tutti i suoi colleghi di Governo, in un rifugio
alpino, non in elicottero, ma scarponi ai piedi con una bella escursione
seguendo le indicazioni delle tabelle Cai.Giovanni CappellariPedavena.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 02-07-2008)
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COSENZA.
Una delegazione di imprenditori aderenti alla sezione Ance di Cosenza
parteciperà giovedì 3 luglio a Roma all'assemblea nazionale dell'associazione
dei costruttori. La delegazione, guidata dal presidente provinciale, Giuseppe
Gaglioti, è composta dal presidente di Confindustria Cosenza, Raffaele De
Rango; dal direttore, Rosario Branda, e dagli industriali edili Francesco Cava,
Fedele Lucchetta, Natale Mazzuca, Pietro Nervoso, Giovan Battista Perciaccante,
Gianfranco Sposato, Franco Vecchio, Francesco Venneri e Dante Vicchio. "La
priorità - sostiene il presidente Gaglioti - è rappresentata dagli interventi
da mettere in campo per porre rimedio ai danni causati dalla burocrazia lenta ed invadente che frena lo sviluppo. Nel comparto
infrastrutturale si assiste ad una situazione paradossale: da un lato lo Stato
è orientato a spendere, dall'altro problemi di cassa, sommati a procedure lente
e farraginose, di fatto annullano gli effetti degli stanziamenti, ostacolando
la realizzazione degli investimenti previsti e causando un calo preoccupante
dei bandi di gara".
( da "Virgilio Notizie" del 02-07-2008)
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Per
rendere più competitiva l' impresa rurale postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Venezia, 2 lug. (Apcom) - Ha preso il via nel Veneto
una autentica rivoluzione della burocrazia agricola, con un obiettivo unico e condiviso da Regione e mondo rurale:
rendere più competitiva l'impresa rurale, che negli uffici regionali deve
trovare una 'casa', non un organismo che gli complica la vita. Il percorso per
giungere a questo obiettivo, delineato ieri dalla Giunta Regionale, è
stato illustrato oggi a Palazzo Balbi dal vicepresidente della Giunta veneta
Franco Manzato, presenti i rappresentanti delle Organizzazioni professionali,
che hanno sostanzialmente condiviso le finalità e il metodo di questa azione
regionale. "Intendo costruire un percorso assieme al mondo agricolo per la
promozione del territorio, al cui interno l'impresa agricola e la sua
redditività devono essere la stella polare - ha affermato Manzato - arrivando
ad una linea strategica unitaria di medio - lungo periodo, chiedendo in questo
la collaborazione delle organizzazioni professionali".