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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL 1-2 luglio 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (114)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Si mediti sul no irlandese ( da "Gazzetta del Sud" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla mercè della ipertrofica burocrazia di Bruxelles che, come i filosofi della Politeia di Platone, decide su tutto: dal tipo di confezioni di pasta alla quantità di cacao nelle barrette di cioccolato. Si guardi, ad esempio, alla cosiddetta "Direttiva-Bolkestein". Approdata alla seconda lettura al Parlamento di Strasburgo dopo un burrascoso iter.

Pietro Ferrari: Così cresceremo ( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e più concorrenza: è questo che Pietro Ferrari promuoverà nei prossimi mesi rapportandosi con le istituzioni locali. "Rimetteremo al centro le relazioni con tutto il sistema istituzionale ed economico, dando vita a un modello di rapporti che privilegi gli obiettivi necessari per lo sviluppo - sottolinea il neopresidente -

Con l'ampliamento questo disastro non sarebbe accaduto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che i Galvan siano vittime della burocrazia". Sono stati proprio i Paladin ad accorgersi per primi dell'incendio e ad informare il consigliere comunale Michele Sarri, che stava passando di là. Michele Sarri ha telefonato ai titolari, che sono accorsi sul posto. "Non ci convincono dell'incendio occasionale - hanno detto i Galvan - il nylon era addirittura bagnato domenica mattina"

Questi i punti-chiave del dibattito ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lotta alla burocrazia e semplificazione legislativa. Riforma di welfare, pensioni, riforma dei contratti di lavoro. Rilancio dell'istituto dell'apprendistato. Rilancio dei dieci sindacati di categoria. Semplificazione in materia di sicurezza e ambiente.

Ecco le richieste ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa da costi e vincoli sui fronti del fisco, della burocrazia e della giustizia. Lotta alla burocrazia: il sistema delle imprese italiane, grandi e piccole, spende 15 miliardi di euro per costi burocratici. Più del 76 per cento di questa stratosferica somma, vale a dire 10 miliardi di euro è a carico delle imprese artigiane.

Le imprese all'attacco della burocrazia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Piccolo è ancora bello: non penalizziamolo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attuale carico di inutile fastidioso burocrazia, le piccole imprese recupererebbero più del 50% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna. Gli artigiani chiedono tanta semplicità e norme chiare nel rapporto con il fisco. Infatti, oltre la pressione fiscale, l'artigiano è sopraffatto dalle complessità di leggi e adempimenti.

Rigotti: alberghi, bene la semplificazione burocratica ( da "Trentino" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta di provvedimenti che "riconoscono la necessità di meno burocrazia e più flessibilità nelle imprese, senza con ciò ledere i diritti dei lavoratori. In questo senso vanno il ripristino del lavoro a chiamata, la possibilità dell'apprendistato stagionale o la nuova disciplina che amplia le possibilità di stipulare contratti a tempo determinato.

Commercio, rilancio con meno imposte e più potere d'acquisto ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminando la burocrazia, la nascita e la vita delle imprese. E' ciò che serve all'economia, che si aspettano cittadini e imprese. Da questa legislatura ci aspettiamo una buona politica, forte e responsabile, in un confronto aperto e costruttivo col mercato e le forze dell'impresa e del lavoro, per definire regole sobrie - poche,

Gli alberi del "brivido" ( da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PAOLA GUABELLO VEGLIO La burocrazia ha messo in ginocchio il Parco Avventura, e ci sono voluti due mesi di chiusura forzata per sbloccare la situazione: da sabato finalmente riprendono le attività del centro, una delle maggiori attrazioni turistiche del Biellese. Come accade troppo spesso in Italia, sono state poche firme e qualche "pezzo di carta"

Imprese, più donne al timone ( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più donne al timone Fra le difficoltà maggiori burocrazia e gestione del personale Lavorano in azienda per più di 40 ore settimanali, ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, faticano a conciliare la vita lavorativa con quella affettiva e relazionale (il 71%) ma, nonostante le tante difficoltà, sono soddisfatte della propria scelta, spesso maturata per proseguire l'

Ue, cure più facili (anche i rimborsi) ( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: proposta di direttiva che punta a spazzare via gli ostacoli e la burocrazia che finora hanno reso difficile la mobilità dei pazienti in Europa. Le misure messe a punto dal commissario Ue all'occupazione e affari sociali Vladimir Spidla e dalla collega alla salute Androulla Vassiliou, e di cui ItaliaOggi è in grado di offrire un'anticipazione, sottolineano che al cittadino europeo dev'

I commercianti chiedono le ronde in città - donatella zorzetto ( da "Provincia Pavese, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: città sono la troppa burocrazia e i costi per l'impresa". La ricetta per migliorare il commercio, secondo 120 interpellati è "potenziare i posteggi", mentre per altri 117 è aumentare la sicurezza. Al terzo posto figura la diminuzione delle imposte. Ed è proprio il tema della sicurezza a ricorrere come motivo di fondo nei loro pensieri e nelle risposte alle domande di Confesercenti.

Solisti veneti. nuovo appunamento con il festival di musica classica da vivaldi a piazzolla ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraverso i muri di gomma della burocrazia e orecchie che troppo spesso non hanno voluto sentire le loro richieste di aiuto. Il diario inizia proprio con la telefonata che arriva, a sera inoltrata, nella casa dell'Arcella, fino a quel momento dimora tranquilla di un nucleo familiare che progettava di riunirsi, dopo qualche mese, in quel Brasile scelto dal figlio.

Passi carrai sulle provinciali, doppia tassazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e nell'interesse dei cittadini". Della questione si è parlato anche nella commissione finanze e bilancio grazie a un intervento dello stesso Spizzo, che vi ha partecipato su interessamento del presidente Daniele Cipriani, il quale ha ricordato come "dopo un approfondito dibattito che ha trovato d'accordo tutti i gruppi consiliari seguiranno ulteriori incontri volti a comprendere

La partita infrastrutture locali ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre la lentezza della burocrazia e la temuta politica creditizia restrittiva del credito, il maggior ricorso al project financing. Nel primo caso urge lo sviluppo di nuova capacità da parte del comparto ad intercettare la richiesta per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, la cui futura certificazione in tal senso rivoluzionerà il mercato.

Vertice al comune sul flop delle ztl - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Palermo Vertice al Comune sul flop delle Ztl La burocrazia si difende: "Il piano del traffico è quasi pronto" L'opposizione incalza: "Subito chiarezza sui criteri dell'appalto" SARA SCARAFIA Un mega-vertice negli uffici della direzione generale di via Quattro Aprile per affrontare la questione Ztl: sotto esame sono finiti il flop e la questione rimborsi.

Il decalogo di glauser per un buon noir - alessandra rota ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E infatti in poche pagine allontana lo spettro della burocrazia letteraria ("il romanzo poliziesco, questo ermafrodito, metà cruciverba, metà problema di scacchi. Perché non è qualcosa di più? Perché non mira più in alto?"), per affermare il concetto di casualità della vita - avvincente, triste e grottesca al contempo - nella quale rientra anche l'assassinio.

Marco Mozzi è un giovane insegnante in una scuola media piacentina ( da "Libertà" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie che spesso bloccano la scuola per puntare sulle persone e sui giovani. Sì, la nostra scuola si salva e va avanti proprio grazie agli insegnanti che ci mettono l'anima per costruire un bel rapporto con i propri studenti. Giovani professori come Mozzi possono svolgere un ruolo importante per rendere sempre più profondo quel dialogo e quel confronto con i ragazzi che chiedono

Altre nubi sulle terme di casteldoria: la regione chiede i canoni arretrati ( da "Nuova Sardegna, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il peso della burocrazia. Perciò propongo che per Casteldoria la Provincia crei una sorta di task-force che si occupi di sostenere con continuità un progetto che ha visto troppe lungaggini e la spesa di ben 30 miliardi di vecchie lire". La presidente della Provincia ha affermato che una task-force per Casteldoria sta già operando.

<Scuola costosa e non eccellente> Il ministro taglia il 10% dei prof ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in perenne equilibrio tra burocrazia e demografia. Nel 2007-2008 i posti in organico di fatto (cioè definitivo) sono stati 11.428 con 1.489 insegnanti di sostegno. I tagli preannunciati dal ministro Maria Stella Gelmini, che porterebbero entro il 2012 una diminuzione nazionale di circa 100 mila docenti e 47 mila Ata (da 868.

La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta ( da "Nuova Ferrara, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: difficoltà dei mercatini La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta "La vendita diretta produttore-consumatore? Sarebbe davvero bello farla con continuità, ma purtroppo subiamo una serie di cavilli burocratici che impediscono di fatto di istituzionalizzarla". Mauro Tonello, presidente della Coldiretti, spiega il motivo per cui i mercatini della Coldiretti aperti al pubblico,

Brunetta: <Da settembre la pensione in tabaccheria> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Potremo dire addio all'incubo delle code allo sportello, addio alla burocrazia. E' quello che conta di fare Renato Brunetta (nella foto Ansa) con il progetto "reti amiche", che partirà a settembre. L'obiettivo, ha spiegato il ministro della Funzione pubblica, è quello di rendere la vita più facile ai cittadini".

Mover, si cambia - donatella francesconi ( da "Tirreno, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nel paese della burocrazia un primo cittadino che per due volte chiede una modifica a quanto deciso non è abbastanza ufficiale. Servono il pezzo di carta, il protocollo, il timbro, la firma e la controfirma, cui far seguire altrettanta carta affinché ciascun anello della catena possa far pesare il proprio pezzettino di potere.

Uno sportello virtuale contro la burocrazia ( da "Giornale di Vimercate" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diverse pratiche via Internet UNO SPORTELLO VIRTUALE CONTRO LA BUROCRAZIA Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio hanno portato in rete un portale dedicato al settore sociale. richiedi la foto La conferenza stampa di presentazione che si è svolta a monza Villasanta - Una finestra virtuale, immediata e moderna sul mondo dei servizi sociali e del terzo settore.

Rosneft: Tnk-Bp non ci interessa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bel. BUROCRAZIA A OROLOGERIA Le autorità moscovite non rinnovano i permessi a 75 lavoratori stranieri della joint venture al centro di un'aspra disputa tra i soci Categorico. Serghej Bogdancikov, amministratore delegato di Rosneft KOMMERSANT.

Dimissioni senza modulo: solo correzioni condivise ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia contestata dalle aziende, che il Governo Berlusconi ha cassato nel decreto presentato due settimane fa. Ora l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano, e Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, hanno fatto marcia indietro sul modulo, in una lettera pubblicata venerdì sul Sole 24 Ore: va bene semplificare,

Mediterraneo, partita a tre ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, accordi su ambiente, energia e trasporti, e riflessi più pronti negli accordi economici con i Paesi del Golfo sono la ricetta che Roma porta a Parigi per aiutare Nicolas Sarkozy e il suo progetto ad avere successo. E allo stesso tempo per lasciare una nitida impronta italiana su una svolta che la politica euromediterranea non può più rinviare.

Torino, Centro estero da rifare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: comportamenti diversi a livello europeo: meno burocrazia e maggior attenzione ai problemi delle industrie e dei cittadini. Marcegaglia concorda con Scajola sui problemi del dopo Kyoto, sui vincoli alle emissioni delle auto che puniscono chi ha lavorato bene negli ultimi anni. Ma il presidente di Confindustria interviene anche sulla politica nazionale,

Mercato in salita per le vendite di motocicli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di far ripartire gli eco-incentivi, a patto di eliminare drasticamente tutta la burocrazia che ne rendeva difficoltosa la fruizione". CONTRIBUTI Guidalberto Guidi (Ancma): "Abbiamo chiesto al Governo di far ripartire il sistema degli eco-incentivi, anche se con meno burocrazia".

L'Ater blocca gli ascensori nelle case popolari, disabili chiusi in casa ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia batte sul tempo il web ma l'esito è infelice e, secondo gli avvocati degli inquilini Ater, illegale. Ieri pomeriggio, mentre sul sito www.aterroma.it compariva l'avviso ("A causa del pignoramento disposto dal comune di Roma gli impianti vengono disattivati ") decine di ascensori di Pietralata erano già stati sigillati.

L'Expo di Shanghai sarà una guida per Milano 2015 ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La prima difficoltà che stanno riscontrando riguarda la burocrazia. Gli espositori devono impiegare anche 4 o 5 ore per semplici procedure amministrative. Noi dobbiamo fare meglio ". Anche perché i numeri di Shanghai saranno ben superiori a quelli di Saragozza: più di 200 partecipanti tra Paesi e istituzioni contro 100, sei mesi di expo contro appena 3.

Non può tornare indietro, ma nemmeno proseguire. E' intrappolato in un'aeroporto, il ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Motivi di burocrazia. Una questione di burocrazia blocca quell'uomo straniero che vorrebbe entrare negli Stati Uniti, ma che è anche pronto a fare dietro front. E che invece è intrappolato tra gates e negozi per ore, per giorni. Un tempo in cui la sua vita è sospesa, come quella degli eroi di Kafka, e di Beckett,

Show di luci. E il Cenacolo <vive> ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: battuta la burocrazia, Leonardo sarebbe felice Il momento più forte è l'alzarsi di un braccio di Cristo che indica il piatto con l'ostia o si rivolge a Giovanni MILANO - Finalmente è avvenuto. Quello che Peter Greenaway chiama il dialogo diretto con Leonardo, ieri pomeriggio soltanto si è realizzato con l'incredibile drammatizzazione,

Di ROBERTO BORGIONI PERUGIA PIU' DI MILLE ( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il resto è bloccato dalla burocrazia. Ci sono state 111 richieste già rigettate, mentre i nulla osta rilasciati sino ad oggi dalla Prefettura sono stati appena 498". LA SINTESI: su 7614 stranieri che vogliono mettersi in regola e che sono supportati dai rispettivi datori di lavoro, solo 498 ce l'hanno fatta.

AGROALIMENTARE INFVG: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE ( da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE "San Daniele, cittadina tra le più affascinanti della nostra regione, rappresenta il Friuli Venezia Giulia nel mondo con il suo prosciutto ed è parte della nostra ricchezza economica. Per il futuro della filiera agroalimentare occorre però fare in modo che le imprese si concentrino sulla produttività e non perdano più tempo nella burocrazia.

LABORATORIO EURO MEDITERRANEO. MORATTI "NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE ECONOMICA CON I PAESI DELLA COSTA SUD EST DEL MEDITERRANEO" ( da "marketpress.info" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". "Il cuore del problema - ha sottolineato Frattini ? è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente e tra gli obiettivi principali c'è la necessità di rilanciare un dialogo interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia".

Gestione idrica: la Talete è tutta un quiz. Rimandato alla prossima puntata. Nuovo bluff all'as ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, che iattura. "Il motivo del rinvio - ha spiegato Piazzai - sta nella richiesta del notaio di arrivare alla votazione del bilancio solo dopo che tutti i consigli comunali lo avranno discusso". I limiti di legge sono stati comunque rispettati.

Patto per fermare le morti bianche l'appello al convegno dell'asl 12 ( da "Nuova Venezia, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più che a colpi di documenti e burocrazie, con la formazione attiva e sul campo dei lavoratori, per identificare i rischi e mettere a punto i correttivi". "La ricetta miracolosa non ce l'ha nessuno - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Sandro Sandri - ma una sfida si può vincere con una rete regionale di prevenzione e formazione".

<Milano ponte economico per l'Europa> ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ora servono "meno burocrazia e più politica". "L'Unione del Mediterraneo - spiega Frattini - dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan. Il cuore del problema è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente".

Difensore civico: la maggioranza boccia il progetto ( da "Arena.it, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In buona sostanza, il difensore civico tutela il cittadino dalla burocrazia, rappresentando un sinonimo di democraticità partecipata. L'istituto, infatti, concretizza la sua opera ascoltando le doglianze cui dà sempre risposta, anche se negativa.P.T.  .

All'Italia ruolo ponte tra le economie del bacino ( da "Denaro, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". Nel suo intervento il titolare della Farnesina tra l'altro ricorda che "l'Unione del Mediterraneo dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan".

Monte Luna, necropoli della vergogna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Quando si parla di siti archeologici la burocrazia non ci aiuta", risponde Adalberto Sanna. "Abbiamo appena approvato il progetto che prevede la realizzazione dei percorsi che renderanno fruibile il parco". Servono finanziamenti pubblici per realizzare un itinerario con venti tombe aperte al pubblico.

Terme fantasma: tutti i costi vivi di una incompiuta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ultimatum sono passati tre anni e la struttura di Casteldoria resta ancora chiusa, annegata dalla burocrazia. "Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere", spiega la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, rispondendo in Consiglio agli interventi del capogruppo della Margherita, Paolo Battino, e del forzista Giannetto Satta.

Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: <Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di funzionare> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impresa Oggi Pagina 11014 Al via il piano triennale del governo Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: "Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di funzionare" Al via il piano triennale del governo --> Puntare sull'energia e sulla semplificazione delle procedure per aumentare la competitività.

PDL, VIA ALLA CAMERA DEI SINDACI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle maglie ingarbugliate della burocrazia". I contenuti dello statuto hanno messo d'accordo i presenti. "L'agro flegreo giuglianese - spiega nel suo intervento il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe - è un punto intorno al quale assieme ai sindaci della zona, abbiamo già studiato una serie di interventi concretizzabili per il rilancio del turismo".

OPERAI AL LAVORO MA SLITTA IL PAGAMENTO DELL'ACCONTO DELLA MENSILITà DI GIUGNO E DEL PREMIO DI RISULTATO ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rimediare ai rallentamenti della burocrazia che non ha ancora aggiornato i Sal (lo stato di avanzamento dei lavori) né predisposto la variante al progetto iniziale dell'infrastruttura. Variante che dovrebbe prevedere, secondo quanto riferito dal portavoce dell'azienda, la revisione del capitolato d'appalto anche per gli adeguamenti degli impianti alle nuove norme sulla sicurezza.

Agricoltura: chiudono gli Ispettorati, arriva lo sportello unico ( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia, di adempimenti". Il secondo punto della delibera delinea invece un organismo di coordinamento. "Penso a una cabina di regia - spiega Manzato - presieduta dall'assessore e composta dal presidente della commissione consiliare agricoltura, dal direttore dell'Avepa e da qualche altra persona al massimo livello per capire quali sono i problemi da affrontare:

Sarkozy: meno Europa è meglio ( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, troppe riunioni inconcludenti - sono le critiche un tempo della minoranza euroscettica, ormai generalizzate - e nessuna capacità di agire collegialmente di fronte, ad esempio, al caro petrolio o alle minacce alla stabilità internazionale.

Un sondaggio e informazioni a tappeto ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle code da una parte e alla burocrazia dall'altra". Certo, nel frattempo bisogna sbrogliare la complicata matassa dell'Insiel, che assicura i servizi informatici alla Regione e in genere al Sistema Friuli Venezia Giulia degli enti locali, tuttavia "in ogni caso l'informatica resta ungoal, una meta di competitività", dice De Anna tradendo nel gergo la grande passione della vita,

Salvagente alla commissione edilizia ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre che pastoia invisa ai cittadini che la vedono come una sommatoria di ritardi e burocrazia nell'espletamento delle loro esigenze edilizie. È bastato un appunto del consigliere azzurro Aldo Guarnieri per dar fuoco alla santabarbara: "Il sindaco e la giunta ondeggiano: due anni fa contrari alla soppressione, ora cambiano idea".

Cabina di regia unica per l'agricoltura, addio ispettorato provinciale ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono in difficoltà a causa della burocrazia è anche colpa nostra". La fusione degli ispettorati pone qualche problema di riorganizzazione: "Dovremo risolvere la questione dei posti di lavoro, ma la chiusura va attuata. C'è ancora qualcosa da fare a livello delle Province, ma cercheremo di sensibilizzare anche loro perchè si crei un unico luogo a cui gli imprenditori possano recarsi"

<Ridurre le intercettazioni> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, nei palazzi di giustizia, che vanno avanti con meccanismi troppo farraginosi. Quella delle intercettazioni è solo una voce di un elenco ben più lungo: "Sprechiamo tempo, carta, servono meccanismi più rapidi di comunicazione diretta, occorre accordarsi su come eseguire le notifiche e così via",

Matteoli: <Abolire il casello dell'A9 è possibile> ( da "Corriere Di Como, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prendere impegni precisi con la nostra burocrazia e con i tanti passaggi che ci sono e individuare una data precisa non è facile, comunque l'opera è in dirittura d'arrivo". Sulla terza corsia della A9, Matteoli ha assicurato attenzione. "Il governo ha una politica del fare, non può più accadere ciò che è accaduto con l'esecutivo di Prodi che ha tentato,

I podisti Livenza superano la burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CORSA I podisti Livenza superano la burocrazia SacilePresentato, nella piazza del Popolo, il Gruppo podistico Livenza Viaggi nato ad inizio anno, dopo alcuni problemi di natura burocratica, dalla fusione di tre società dell'alto Livenza: Gsa Caneva, Gs Leoni San Marco Stevenà e Gp Livenza Viaggi.

Don Nozza: ''I datori di lavoro paghino per l'integrazione'' ( da "Redattore sociale" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la macchinosa burocrazia per il permesso di soggiorno e la cittadinanza, il lavoro nero, il sottoutilizzo rispetto alle qualifiche, l'esposizione al rischio di infortuni, l'abbandono scolastico, il disagio abitativo. A questo la Caritas risponde con quella che don Nozza chiama strategia della solidarietà: "Non si deve pensare l'immigrazione slegandola da accoglienza,

NE/ PRESIDENZA FRANCESE UE, BORGHEZIO: BENE 'NO' ALLA ( da "Virgilio Notizie" del 01-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles".

Un rigore è costato il contratto a Donadoni ( da "Citta' di Salerno, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).

Soldi freschi per il bocciodromo ( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma questa volontà si è scontrata con la burocrazia, cosicché il progetto è passato nelle mani dell'amministrazione che lo sta seguendo con attenzione. L'auspicio è che i seicentomila euro già in cassa possano presto diventare ottocentomila per dare esecutività al progetto. (r.c.).

ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà, ( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. Sarà un test importante anche se proprio la mancanza di alcuni giocatori chiave ovviamente condizionerà le scelte del nuovo Ct che probabilmente opterà per provare alcuni giovani. (al.ber.

Cna, convegno su crescita e artigianato ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è difficile trovare un settore che non ne risenta: anche l'edilizia comincia a dare segnali di difficoltà. Molte grandi imprese tendono a delocalizzare, mentre le pmi investono sul territorio creando occupazione: riteniamo che vadano aiutate. C'è attenzione da parte degli enti, ma i problemi restano: burocrazia e costo del denaro". (f.v.).

Stasera l'assemblea dei Giovani ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche perché le nostre aziende continuano a scontrarsi con i costi della burocrazia e con l'incapacità dello stato centrale di trovare risposte efficaci ad esigenze fondamentali". Al dibattito parteciperà Marino Finozzi, presidente del Consiglio Regionale Veneto.

<Puntare sulle produzioni di qualità> ( da "Libertà" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove la politica deve assumere decisioni e dove la burocrazia non deve diventare vessatoria. In questa ottica è fondamentale saper recuperare anche su decisioni che riguardano la gestione del territorio il senso della realtà, nel massimo rispetto della differenza di vedute". Arriviamo al tema scottante, anzi bollente del rapporto con le altre organizzazioni agricole?

Ricetta del mister: lo "zoccolo duro" con alcuni giovani ( da "Libertà" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: necessario però che l'attaccante italio-brasiliano sistemi il suo carteggio con la burocrazia di casa nostra. Più avanti ci sarà spazio per De Silvestri, De Ceglie, Dossena (acquistato dal Liverpool di Benitez), Gamberini, Balotelli e non soltanto. Probabile infine il ritorno di Gilardino, ritornato sotto la guida di Prandelli.

La parola ai lettori ( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione del farmaco. Per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet. Il farmaco si chiama "Infliximab". Ora questo farmaco non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Asl,

Edilizia al palo nel Veronese: permessi -17% ( da "Arena, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i costi delle materie prime e quelli della burocrazia, oggi si può arrivare a spendere anche il 20% in più per un'abitazione nuova. "I tempi lunghi della burocrazia fanno lievitare i costi", sottolinea Romanelli. "C'è chi sostiene che per le pratiche siano necessari anche tre anni; è comunque vero che l'amministrazione comunale sta facendo degli sforzi per snellire le procedure"

Sindrome da plateatico: chiuso ( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chi imprecava contro la burocrazia che non lascia lavorare, chi non si rassegnava e caffè o aperitivo stretto in mano passeggiavano sotto i portici, orfani del 'loro' tavolino. La stessa scena si è ripetuta nel tardo pomeriggio, quando proprio lo spazio all'aperto viene preso d'assalto per l'aperitivo in piazza.

Dai ranzini suggestioni da fine ottocento - cavallito&lamacchia ( da "Repubblica, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quando la strada della burocrazia alimentare si era fatta troppo impervia per gli stretti spazi dell'osteria, ha dimesso la cucina classica. Eppure frammenti di quel ricettario si trovano ancora nel menu di oggi, che è scritto sulla lavagna all'ingresso, ma per sommi capi non è difficile da ricordare: panini con l'arrosto, panini con le acciughe,

I consumatori contro scorzè conto salato per il pulmino ( da "Nuova Venezia, La" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I costi della burocrazia del Comune di Scorzè fermano il pulmino portadiritti del Movimento Consumatori". L'accusa arriva dai vertici dello stesso movimento che giovedì 26 giugno avrebbero dovuto far tappa a Scorzè. Invece non è stato possibile. Colpa dei troppi soldi da sborsar, rispetto ad altri Comuni, dove, in taluni casi,

Scesa in campo la squadra dei custodi sociali ( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in particolare dei vecchi, che è la burocrazia. Se non ci fossimo noi che seguiamo le pratiche per l'invalidità come mai farebbero? Perché si sappia: gli anziani che sono affidati a noi sono ai limiti dell'autosufficienza, magari non hanno ancora l'indennità di accompagnamento ma hanno comunque pesanti invalidità".

L'inps si mobilita per snellire la burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inps si mobilita per snellire la burocrazia è iniziata una sperimentazione sui documenti necessari alle imprese edili Tante le imprese nella zona che sono irregolari Il direttore Antonio Palma: "Su dieci, solo sei hanno tutti i documenti a posto" EMPOLI. Alleggerire il peso della burocrazia che spesso rallenta l'attività, in questo caso,

Di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7 mesi ( da "Nazione, La (Siena)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia pubblica pachidermica e indifferente. A denuciare la paraddossale situazione è l'associazione culturale "Clan Libertario Filippo Mazzei". "A malincuore ? afferma l'amministratore locale del clan Leonardo Butini ? perché certe storie non fanno che ingigantire il nostro senso di impotenza: da ben sette mesi le dieci famiglie sono in attesa del nullaosta della Provincia di

A pesca col metro, Giovanni Delrio contro la burocrazia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giovanni Delrio contro la burocrazia La polemica. Appassionata autodifesa --> CASTELSARDO "L'aragosta c'è". La confortante assicurazione arriva da Giovanni Delrio, presidente della cooperativa pescatori di Alghero, al convegno tenutosi l'altro ieri nel Castello. Precisazione quanto mai opportuna, per fronteggiare certe dichiarazioni terroristiche sull'

UE - PRESIDENZA FRANCESE DA SARKOZY 'UNA CERTA IDEA DELL'EUROPA' CHE CI PIACE ( da "marketpress.info" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles". . . <<BACK.

MI RICORDO che quando venne pubblicato il nome del nuovo dicastero, a molti, me incluso, ven ( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece, la sopresa, Il ministro si è dato da fare, eccome, fin da subito. Prima la lotta ai fannulloni, poi quella alle code, interminabili, agli sportelli, sembra proprio che la burocrazia, vero e proprio male dell'Italia, abbia i giorni contati. Un bel passo avanti per il Paese. G.A.

LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2 LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori ... LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori apuani rimasti disoccupati a seguito della chiusura di varie aziende: Nasa, Tirrena Macchine, Csra di Massa e ex Axaff di Pallerone.

IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica alla distanza a <L' ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo nella giungla della burocrazia pubblica, solo fra i codici civili o meglio accompagnato da consulenti con parcelle. Il libro vorrebbe poi un sindacato che non svolga ruolo politico. Il sindacato in Italia ha sempre fatto politica esercitando le sue funzioni in autonomia e non è mai rimasto al di fuori dello scontro.

MIRANDOLA DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale, organizzato ieri a Mir ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: corso del convegno sul biomedicale la Cgil a chiamato a raccolta tutti gli interlocutori, pubblici e privati, invitando loro a fare sistema, mettendo in campo investimenti pubblici e privati nella direzione dell'innovazione e della ricerca, indirizzando a tal fine le leve creditizie in modo selettivo, realizzando infrastrutture efficienti, creando una burocrazia più snella. v. bru.

In versilia un solo comune ( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alle prese con la burocrazia dell'ente pubblico, dopo due mesi in Municipio, Lemmetti lancia una proposta che farà sicuramente discutere: "La più piccola delle municipalità di Roma ha 220mila abitanti, mentre in Versilia contiamo sette comuni. Io credo davvero che per il futuro potremmo davvero arrivare ad averne uno solo,

La semifinale poteva salvare donadoni - dall'inviato ( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).

Piccoli Comuni, meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Niente più preventivi Piccoli Comuni, meno burocrazia Gianni Trovati MILANO Nel Ddl collegato alla manovra d'estate trova la sua collocazione definitiva anche un nuovo pacchetto di misure per gli enti locali, che mette a dieta rigida un ricco carnet di procedure amministrative e porta un'iniezione di trasparenza.

Gli extracomunitari ( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti,

IL SEMESTRE di presidenza francese dell'Ue era stato pubblicizzato come una specie di apote ( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le efficientissime diplomazia e burocrazia francesi si erano mobilitate dall'inizio dell'anno, per concordare con i partners europei il programma ed elaborare soluzioni condivise sugli argomenti in agenda: difesa, energia e ambiente, immigrazione, politica agricola comune. Ma anche il Doha round dell'Omc, politica monetaria europea.

I geometri: <Edilizia, settore in piena crisi> ( da "Corriere del Veneto" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: settore in piena crisi" Il presidente Romanelli: serve meno burocrazia e va reinventato il mercato VERONA - Chiamarla stasi è "ottimistico" come ammette Domenico Romanelli, presidente del Collegio dei geometri di Verona. Quello che attanaglia il settore edile della provincia scaligera assomiglia molto di più a una crisi.

<Più controlli nei cantieri e meno burocrazia> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più controlli nei cantieri e meno burocrazia" LA CNA ? PERUGIA ? CRESCONO occupazione e redditività, ma resta alta l'incidenza del lavoro sommerso e irregolare. E' quanto emerge da un'indagine di Cna Costruzioni Umbria in cui si evidenzia che nella sola provincia di Perugia non è in regola oltre il 15% di quanti svolgono attività edili e impiantistiche (

BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREVI BUROCRAZIA Orari degli uffici Da anni mi chiedo perché in Italia non si riesca a modernizzare il Paese, soffocato dalla burocrazia. Se si cominciasse, per esempio, ad avere orari più flessibili e più adatti alle esigenze della gente che lavora e, non solo per i negozi ma anche negli enti pubblici, uffici comunali in primis,

Più federalismo per il rilancio dell'economia italiana ( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oltre la burocrazia, è la sua parola d'ordine. Perché bisogna recuperare gli investitori stranieri e lo sviluppo interno. Tomat, che è anche in pole per la futura presidenza di Confindustria Veneto, spiega che oggi l'Italia può risollevarsi con il federalismo.

Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa ( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 02 Luglio 2008 Chiudi "Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa" Parla Maud de Boer, vice segretario del Consiglio d'Europa.

Dal nostro inviato STRASBURGO - Il "no" irlandese al Trattato ( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non è con la burocrazia che si costruisce l'Europa, la si realizza invece nelle strade, nelle città. Dobbiamo imparare a chiederci come trasmettere i messaggi, ma, prima ancora, il messaggio deve essere basato sulla volontà dei cittadini". Lei, quindi, non è d'accordo sul fatto che le ratifiche vadano avanti, nonostante Dublino.

ORVIETO - La storia infinita, ma c'è poco da stare allegri. La complanare di Orvieto, il primo ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Siamo strozzati dalla burocrazia - dice l'assessore ai lavori pubblici del comune di Orvieto, Marino Capoccia - altrimenti già potevamo essere in pieno nella fase di approvazione del progetto esecutivo e emanazione del bando di gara di livello europeo". Ma c'è comunque un macigno da sollevare, i costi.

L'ASSESSORE CAPOCCIA: SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 02 Luglio 2008 Chiudi L'ASSESSORE CAPOCCIA: "SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA" FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO.

PERUGIA - C'è la giustizia celeste e c'è quella umana palesata nei Tribunali. Entr ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbastanza perché lo Stato lo proteggesse almeno dalla burocrazia. Invece no: l'orafo ora è ancora in attesa di una giustizia. Eppure i tre presunti rapinatori, tutti italiani, sono stati individuati quasi subito. Ancora presunti, dopo tredici anni. Ovviamente liberi e magari si sono rifatti una nuova vita completamente diversa da quella attribuita loro dall'accusa.

Porta d'accesso per l'area Nafta ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come quelle relative alla burocrazia, alla tassazione e all'occupazione. "Sul fronte della tempistica – fa il punto Paolo Ponti, direttore dell'Ufficio Ice di Toronto – le pratiche per costituire una startup possono essere assolte nel giro di poche ore. Bisogna chiarire, però, un punto e cioè che il Canada è sì un Paese aperto,

Sicurezza e consulenza chiavi in mano ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché il suo lavoro non soltanto dare al cliente la comodità di non doversi occupare della burocrazia, e quindi delle carte. Girardi è, a tutti gli effetti, un consulente a trecentosessanta gradi. Perché? Non è semplice descrivere nei dettagli la sua attività, ma innanzitutto si parta da questa considerazione: lui è un uomo che va ancora sul campo.

Edilizia fvg nella morsa della crisi vidoni: non ne usciremo nel 2008 ( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I rappresentanti di categoria contestano l'eccessiva burocrazia Edilizia Fvg nella morsa della crisi Vidoni: non ne usciremo nel 2008 UDINE. La crisi dell'immobiliare si fa sentire anche in Friuli Venezia Giulia. Una crisi pesante che riguarda le infrastrutture, nonostante qualche segnale incoraggiante, e il settore dell'edilizia.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Policlinico della Sun, riapre il cantiere ( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soltanto la burocrazia potrà sbloccare definitivamente. Il segretario provinciale della Filca Cisl Giovanni Letizia lancia una proposta: "Sarebbe indispensabile fare ricorso anche al provveditorato delle Opere pubbliche della Campania perchè intervenga con il peso di tutte le responsabilità conferite dalla legge - afferma - mi sembra che per il Policlinico si avverta da tempo l'

Parte la sfida dell'Unione per il Mediterraneo ( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la dittatura della burocrazia) lo faccia arenare tra i labirinti di regole e regolamenti che, spesso, hanno decretato la morte dello stesso Processo di Barcellona. Tuttavia, il sostegno dato all'iniziativa dall'Italia, dalla Spagna e dalla Germania e la successiva adesione di quasi tutti i Paesi della Riva Sud lasciano ben sperare.

Rubinetti, acqua pulita Finito l'incubo nitrati ( da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se l'acqua dell'acquedotto gode buona salute, così non è per il Lido, che continua a essere non balneabile. "Ma lo è solo per la burocrazia. I dati di non balneabilità - precisa Vanaria - risalgono all'anno scorso, quando erano presenti scarichi. Situazione che abbiamo sanato con il collettore".R.D.

Adozioni, Ami: ''Insopportabile discriminazione verso le coppie non abbienti'' ( da "Redattore sociale" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, costi elevati, tempi lunghi. Sono i nodi delle adozioni internazionali secondo l'Associazione matrimonialisti italiani che in una ricerca rende noti i dati del 2007 (vedi lancio precedente). In base a questi dati ? adozioni in crescita, passate da 3.

Gli extracomunitari fanno tappa a Roma ( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti,

Vivere in carrozzella fra i mille ostacoli di una città a gradini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nelle strade o nei gangli della burocrazia. Ostacoli difficili da superare. Gian Marco Mereu, 36 anni, non può camminare da un anno, da quando un cancello metallico gli è caduto sulla schiena. Un incidente sul lavoro che gli ha cambiato la vita. Gian Marco ora combatte per potersi muovere liberamente, avere un parcheggio sotto casa,

Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità ( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anas che invita il Comune ad intervenire Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità CIVITANOVA - Burocrazia e rimpallo di competenze. Fattori che bloccano ogni attività, anche quelle più semplici. Succede così che se qualche cittadino incosciente lascia rifiuti in determinate zone, non si sa bene a chi spetti la pulizia. È il caso della superstrada 77.

L'ascensore del sottopassaggio è bloccato da più di un mese ( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tenerlo bloccato è la burocrazia. O, meglio, il mancato adempimento di pratiche burocratiche. La struttura è sprovvista del certificato di collaudo periodico. Ogni ascensore, secondo una legge stabilita dal ministero dei trasporti, deve essere sottoposto ad adeguati controlli ogni anno da parte di ingegneri autorizzati.

TRENTO - Via libera alla revisione <in casa>, per così dire, per le cooperative che aderiscono alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta ( da "Adige, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che quindi vedono semplificata la vita con la burocrazia. L'obiettivo della riforma è quello di garantire una più efficace vigilanza sugli enti cooperativi, individuando nelle associazioni di rappresentanza i soggetti incaricati della vigilanza e della consulenza alle cooperative. L'unico punto controverso è stato l'articolo 39 che, dopo l'ammorbidimento avvenuto in commissione,

LETTERE & OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: davvero i problemi delle imprese che sono dati da una burocrazia ingnobile, da costi sempre più elevati per qualsiasi cosa, (esempi: acqua/ rifiuti/ concessioni/ tasse comunali ecc. ecc.) le stesse avrebbero ben più tempo e mezzi per affrontare un mercato sempre più competitivo e difficile, anche perchè -a mio modesto parere- questo è il solo scopo della politica in un libero mercato.

L'Ance Cosenza a Roma ( da "Giornale di Calabria, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lenta ed invadente che frena lo sviluppo. Nel comparto infrastrutturale si assiste ad una situazione paradossale: da un lato lo Stato è orientato a spendere, dall'altro problemi di cassa, sommati a procedure lente e farraginose, di fatto annullano gli effetti degli stanziamenti, ostacolando la realizzazione degli investimenti previsti e causando un calo preoccupante dei

VENETO/ AGRICOLTURA, AL VIA RIVOLUZIONE DELLA BUROCRAZIA ( da "Virgilio Notizie" del 02-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha preso il via nel Veneto una autentica rivoluzione della burocrazia agricola, con un obiettivo unico e condiviso da Regione e mondo rurale: rendere più competitiva l'impresa rurale, che negli uffici regionali deve trovare una 'casa', non un organismo che gli complica la vita. Il percorso per giungere a questo obiettivo, delineato ieri dalla Giunta Regionale,


Articoli

Si mediti sul no irlandese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si mediti sul no irlandese L'Europa senza socialità Maurizio Ballistreri Dovrebbe far riflettere il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona invece di suscitare, in gran parte del mondo politico e dei commentatori nostrani ed europei, un atteggiamento che è sembrato riecheggiare il "noi tireremo dritto" di mussoliniana memoria, senza tenere conto che già due anni fa Francia e Olanda si sono pronunciate negativamente. In realtà gli irlandesi, come nella fiaba di Anderson, hanno detto "il re è nudo", esprimendo un sentimento contrario a un modello di integrazione europea fortemente antisociale, che trasforma il cittadino in consumatore e che con l'euro (Italia docet!) ha impoverito ulteriormente i ceti più deboli. E si ha un bel decantare, specie da una certa sinistra che ha perso le proprie radici sociali "innamorandosi" del mercato e del capitalismo liberista, le "magnifiche sorti e progressive" dell'Europa della moneta unica, della stabilizzazione delle economie e della libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone. I cittadini, gli uomini e le donne in carne e ossa, non quelli raffigurati dalle rassicuranti pubblicità televisive, vivono male i processi di unificazione europea, con la perdita del potere d'acquisto e delle tutele sociali, sanità, previdenza, assistenza, alla mercè della ipertrofica burocrazia di Bruxelles che, come i filosofi della Politeia di Platone, decide su tutto: dal tipo di confezioni di pasta alla quantità di cacao nelle barrette di cioccolato. Si guardi, ad esempio, alla cosiddetta "Direttiva-Bolkestein". Approdata alla seconda lettura al Parlamento di Strasburgo dopo un burrascoso iter. La Direttiva, frutto di un progetto presentato nel 2003 dall'omonimo commissario al Mercato interno con il sostegno dell'allora presidente della Commissione Romano Prodi, rappresenta una vera e propria regressione sociale nella gestione del mercato europeo del lavoro sotto la spinta delle privatizzazioni e della cosiddetta mobilità di mercato. Nel nome di una presunta "armonizzazione" delle politiche del lavoro, i fautori del liberismo urbi et orbi hanno imposto un modello deregolativo del rapporto tra domanda e offerta di lavoratori in un settore, quello dei servizi, che rappresenta il 70 per cento circa del totale del prodotto interno dell'Unione europea. Attraverso l'ambiguo "Principio del Paese di origine", vero e proprio asse portante della Direttiva, sarà possibile installare legalmente un'azienda in un qualsiasi Stato dell'Ue ove sono deboli i sistemi di sicurezza sociale. La stessa azienda inoltre, potrà lavorare in un Paese ove tali leggi esistono, continuando a rispondere però alla legislazione del Paese d'origine: grandi masse di lavoratori senza tutele (tetti agli orari di lavoro, minimi salariali e contratti collettivi) saranno proiettati sul mercato europeo per garantire servizi a prezzi abbattuti.

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Pietro Ferrari: Così cresceremo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pietro Ferrari: "Così cresceremo" Il nuovo presidente degli Industriali: "Subito le infrastrutture" Un "gentleman". Ma solo apparentemente timido. Chi crede che Pietro Ferrari, 53 anni, una laurea in ingegneria civile edile e amministratore delegato dell'omonima azienda di famiglia fondata nel 1917 stia ancora studiando da presidente di Confindustria si sbaglia. "Modena ha bisogno di linee strategiche. Tre piattaforme internodali", è il suo piano d'azione. I saluti di rito, i ringraziamenti per aver ricevuto il 94% dei consensi alla sua elezione, poi il "gentleman" un po' timido e titubante nella sua prima uscita ufficiale da presidente di Confindustria, dimostra subito di amare giocare all'attacco. "Questa associazione che rappresenta l'eccellenza del sistema-Italia ha i mezzi e la volontà per indirizzare lo sviluppo economico e sociale del territorio - annuncia Pietro Ferrari dal palco del forum Monzani - Il territorio è una risorsa e sono assolutamente necessarie tre piattaforme logistiche internodali. Nel 2010 le Ferrovie renderanno finalmente operativo lo scalo merci di Marzaglia. Ma tutt'oggi manca il collegamento con le arterie locali. Non possiamo permetterci un monumento fra i prati. Una cattedrale inutilizzabile. E' necessario che il governo confermi il finanziamento". Poi il riferimento ad altre integrazioni del sistema logistico provinciale: "Manca ancora la linea ferroviaria Dinazzano-Marzaglia. Il distretto leader nel mondo per la produzione di piastrelle non ha la ferrovia... Così come penso sia da progettare un'ulteriore piattaforma che, sulla direttrice storica del Brennero, intercetti la futura Cispadana e consenta all'Area Nord di movimentare merci e persone. Tutto questo senza dimenticare l'annoso problema della mancata realizzazione della Bretella autostradale Modena-Sassuolo". I rapporti con le istituzioni. Dialogo, concertazione, meno burocrazia e più concorrenza: è questo che Pietro Ferrari promuoverà nei prossimi mesi rapportandosi con le istituzioni locali. "Rimetteremo al centro le relazioni con tutto il sistema istituzionale ed economico, dando vita a un modello di rapporti che privilegi gli obiettivi necessari per lo sviluppo - sottolinea il neopresidente - Voglio aprire un dibattito con le istituzioni sulla semplificazione della burocrazia e sul peso della fiscalità locale. Lavoreremo per favorire sempre più l'utilizzo del project financing. Il processo di apertura e integrazione della scuola e dell'Università con il territorio e le nostre aziende va accelerato". La Camera di Commercio. Un messaggio chiaro anche per i futuri rapporti con le altre associazioni: "Promuoveremo dialogo e collaborazioni con le altre forze economiche senza però per questo sottostare a compromessi o rinunciare ai propri programmi e obiettivi. La Camera di Commercio può essere un luogo di mediazione degli interessi delle associazioni, ma dovrà dare maggiore supporto e coordinamento alle azioni sia di studio dell'economia provinciale sia nelle attività di promozione all'estero. Dovrà, insomma, indirizzare in azioni forti le richieste delle imprese senza troppi compromessi di basso livello". (glp).

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Con l'ampliamento questo disastro non sarebbe accaduto (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

I PROPRIETARI "Con l'ampliamento questo disastro non sarebbe accaduto" ODERZO. La collocazione della Fer.Ca in via Girardini e Tonello, si trova in una zona definita impropria da ben tre amministrazioni comunali. Molti residenti vicini all'area dove venivano trattati e selezionati i materiali di recuperare e riciclare, da anni avevano raccolto firme e costituito comitati per indurre i proprietari a spostare l'azienda in zona industriale. I vicini, fra i quali Renzo Pradal, si erano sempre dimostrati preoccupati per le attività che in quell'azienda si svolgevano a pochi metri dalle loro abitazioni. Tensione che era aumentata quando la Provincia aveva dato parere favorevole all'ampliamento dai 300 metriquadri attuali a 1200, nel prato adiacente sempre dei fratelli Galvan. Ostilità fra vicini che al momento dell'incendio hanno esasperato i titolari, i quali sostengono di ritenere doloso: "Sono anni che raccolgono firme contro di noi. Hanno organizzato comitati, firme, non ci volevano far lavorare. Saranno contenti ora che se ne stanno lì a guardare l'incendio come se fosse uno spettacolo. Ci dovevano permettere di lavorare, di ampliare il capannone, sul nostro, con i nostri soldi. Ci hanno sempre voluto male, forse quest'incendio ha fatto comodo a qualcuno". Nonostante le preoccupazioni dei titolari, Alessio e Maurizio Galvan, provati dall'evento, sembra che le cause del rogo siano dovute a surriscaldamento dei materiali stoccati. Ma non tutti i vicini la pensano allo steso modo. La famiglia Paladin, ad esempio, ha opinioni diverse. "A noi non hanno mai dato fastidio. Non abbiamo mai partecipato alle proteste, di altri vicini. Pensiamo che se dal Comune avessero ottenuto il permesso di costruirsi il nuovo capannone, tutti quei materiali sarebbero stati all'interno e non sarebbe successo nulla. Crediamo che i Galvan siano vittime della burocrazia". Sono stati proprio i Paladin ad accorgersi per primi dell'incendio e ad informare il consigliere comunale Michele Sarri, che stava passando di là. Michele Sarri ha telefonato ai titolari, che sono accorsi sul posto. "Non ci convincono dell'incendio occasionale - hanno detto i Galvan - il nylon era addirittura bagnato domenica mattina". (g.p.).

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Questi i punti-chiave del dibattito (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si comincia dal rafforzamento dei rapporti con le istituzioni locali Questi i punti-chiave del dibattito Ecco quali saranno i punti-chiave del dibattito. Rafforzare il rapporto con le Istituzioni (Regione, Provincia, Comuni, Camera di Commercio, Università, organizzazioni imprenditoriali e sindacali). Sviluppo del territorio: ruolo strategico dell'artigianato e della piccola e media impresa. Erogazione del credito agevolato- ruolo del consorzio Fidi''Confidart'' e Basilea 2 (trasformazioni che stanno coinvolgendo il mondo del credito come l'avvio di Basilea 2, la nuova normativa sui Confidi e le modifiche della Regione Lombardia in materia di credito agevolato che comportano delle riflessioni sul futuro dei Consorzi Fidi). Formazione permanente degli imprenditoria artigiani, collaboratori e dipendenti. Fiscalità equa e semplificata. Lotta alla burocrazia e semplificazione legislativa. Riforma di welfare, pensioni, riforma dei contratti di lavoro. Rilancio dell'istituto dell'apprendistato. Rilancio dei dieci sindacati di categoria. Semplificazione in materia di sicurezza e ambiente. Lotta al sommerso e all'abusivismo. Ruolo della rappresentanza dell'UPA sul territorio e confronto con le Istituzioni. Viabilità, infrastrutture e logistica. Razionalizzazione dei tributi locali. Investire sul capitale umano e sull'istruzione universitaria. Facilitazioni alle imprese artigiane nel campo degli insediamenti produttivi. Flessibilità nel mercato del lavoro. Il ruolo dell'UPA nel campo del costruire sostenibile (bioedilizia), dell'eco-progettazione e della certificazione energetica. Ritardi dei pagamenti delle commesse di lavoro effettuate sia nel settore pubblico che privato (il ritardo costa 6 miliardi alle imprese; vale mezzo punto di PIL). Incentivare l'aggregazione tra imprese per affrontare le sfide del cambiamento. Incentivare i nuovi strumenti comunicazione (internet, posta elettronica, web). Incentivare il processo di innovazione strategica, perché lo sviluppo delle imprese è basato sempre più sulla conoscenza, informazione e sapere.

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Ecco le richieste (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cosa vogliono gli imprenditori artigiani Ecco le richieste Ecco quali sono le richieste degli imprenditori artigiani che verranno in luce nel corso del prossimo Congresso provinciale dell'UPA. Valorizzare il ruolo centrale dell'artigianato e della Piccole e media impresa. Liberare l'impresa da costi e vincoli sui fronti del fisco, della burocrazia e della giustizia. Lotta alla burocrazia: il sistema delle imprese italiane, grandi e piccole, spende 15 miliardi di euro per costi burocratici. Più del 76 per cento di questa stratosferica somma, vale a dire 10 miliardi di euro è a carico delle imprese artigiane. Riduzione della pressione fiscale sulle imprese, riequilibrare il carico fiscale, intensificare l'utilizzo del contrasto degli interessi, semplificare gli adempimenti contabili, rispetto dello statuto del contribuente e revisione degli studi di settore. E veniamo alle liberalizzazioni: liberare le imprese e i cittadini dai pesanti costi derivanti dai mercati protetti e dalle rendite di posizione, liberalizzando i settori a bassa concorrenza; valorizzare il lavoro indipendente ed offrire nuove opportunità di occupazione; scuola di formazione: innalzare la qualità della formazione professionale e prevedere efficaci forme di alternanza-lavoro, potenziando un contratto di lavoro a contenuto formativo; relazioni sindacali:''no'' al sistema contrattuale a taglia unica, sì al federalismo contrattuale. Un modello più adatto alle aspettative di sviluppo delle imprese e dei lavoratori sul territorio - a questo proposito, la prima e più innovativa esperienza è stata realizzata proprio nell'artigianato con la riforma del sistema contrattuale siglata due anno fa dalle Confederazioni artigiane e dai Sindacati, che valorizza la contrattazione a livello regionale perché è quello il luogo in cui si realizza e si distribuisce la produttività delle imprese; ridurre la spesa pubblica ed eliminare gli sprechi. E ancora: semplificare gli adempimenti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nel campo della tutela ambientale; riduzione dei costi energetici che stanno mettendo in ginocchio le imprese artigiane - al via la fiscalità energetica, riduzione e riequilibrio delle imposte su consumi energetici delle piccole imprese; riduzione dei premi INAIL; riforma e rilancio del credito agevolato - rilancio dei Consorzi Fidi e rapporti di pari dignità tra sistema bancario e piccole e medie imprese; favorire la ricerca e l'innovazione nell'artigianato e nelle PMI con interventi di finanza agevolata - stimolare la collaborazione tra imprese e centri del sapere (Università, centri di ricerca, ecc); difesa della competitività dei prodotti''Made in Italy''; semplificazione e razionalizzazione dei tributi locali; rilanciare le privatizzazioni a partire dalle aziende pubbliche locali. Infine: rilancio delle infrastrutture, della logistica e miglioramento della viabilità del territorio mantovano.

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Le imprese all'attacco della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bertellini: è prioritario abbattere i costi e semplificare i controlli amministrativi Suggeriti anche meccanismi che portino alla detassazione degli utili per le imprese di minori dimensioni Secondo i parametri dimensionali, stabiliti a livello Ue, sono considerate piccole aziende quelle fino a 50 dipendenti, da 51 a 250 sono medie. Tali parametri evidenziano che, nel primo caso, le imprese aderenti a Confindustria Mantova sono il 78% del totale e i loro addetti rappresentano il 22,5% della forza lavoro, mentre nel secondo rispettivamente il 17,3% e il 24,2%. Pertanto, le Pmi aderenti all'Associazione Industriali sono il 95,3% del totale e rappresentano il 46,7 degli addetti. I temi riferiti a tale comparto produttivo sono trattati a livello nazionale dal Comitato Centrale Piccola Industria. A livello regionale e locale, il settore è seguito dai relativi Organismi. Per Maria Cristina Bertellini, presidente del Comitato provinciale Piccola Industria di Confindustria Mantova, le Pmi per continuare a 'crescere' hanno delle priorità: abbattere i costi burocratici che pesano sulle imprese (per soli 40 adempimenti si aggirano sui 17 miliardi) e semplificare i controlli amministrativi e le procedure tagliando i tempi per la conclusione dei procedimenti. Sono queste, infatti, alcune delle priorità indicate da Confindustria al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Le proposte più urgenti di semplificazione riguardano: i controlli amministrativi per le imprese già certificate, che dovrebbero essere limitati alla sola verifica della documentazione; il rinnovo automatico delle autorizzazioni che le imprese devono effettuare periodicamente; la definizione di tempi certi per la conclusione dei procedimenti, assicurandone la maggiore brevità possibile. Per quanto riguarda le problematiche fiscali occorre rafforzare la patrimonializzazione delle piccole industrie e consentire una rappresentazione dei valori di bilancio più coerenti con quelli di mercato. E' necessario poi rivedere la possibilità di operare la rivalutazione del patrimonio immobiliare, strumentale all'attività di impresa. Per incentivare la patrimonializzazione delle piccole imprese andrebbero previsti meccanismi di detassazione degli utili reinvestiti in capitale sociale o riserva. I rendimenti figurativi dei nuovi apporti di capitale andrebbero esclusi dalla base imponibile; è necessario venga innalzato almeno a 1.000.000 di euro il limite massimo di 516.456,90 dei crediti di imposta rimborsabili in conto fiscale o capitale; occorre estendere a tutte le operazioni imponibili, l'attuale criterio di esigibilità dell'imposta sul valore aggiunto valevole per le prestazioni di servizi. Anche l'Iva dovuta sulle cessioni di beni diverrebbe quindi esigibile per l'erario solo al momento in cui il cessionario o il committente paga il corrispettivo; ad integrazione di quanto già previsto dal 'Bonus aggregazioni' introdotto dalla Finanziaria 2007 per favorire aggregazioni, fusioni e conferimenti, è necessaria la rivalutazione gratuita, ai fini fiscali, dei maggiori valori dei cespiti ammortizzabili - materiali e immateriali - derivanti da operazioni di aggregazione; la necessità di avere, a livello di Governo, un interlocutore dedicato alle specificità della piccola industria, col quale confrontarsi nel tempo sia sulle proposte del sistema imprenditoriale che sulla verifica della loro traduzione in pratica, nell'esigenza generale di riordino dell'attuale sistema degli incentivi, anche in coerenza con i principi stabiliti in sede europea (aiuti ridotti ma mirati; azione prioritaria su temi chiave; verifica dell'efficacia economica degli interventi) appare necessario convogliare le risorse rivolte alle piccole industrie, su poche linee di intervento collegate tra loro: crescita dimensionale (con particolare riguardo ad aggregazioni, fusioni, e accordi interorganizzativi), innovazione e ricerca, internazionalizzazione. Va poi adottato un modello di accesso alle consulenze di alto livello in grado di sopperire alle carenze organizzative e manageriali delle piccole industrie. Gli incentivi potrebbero essere su business plan di almeno 3 anni, con verifica degli obiettivi raggiunti e possibilità di revoca. Tali incentivi andrebbero ad abbattere parte delle spese per manager a tempo, consulenti e ricercatori a tempo, per meccanismi di trasferimento tecnologico. Opportuna poi l'introduzione di un marchio collettivo - il brain in - non alternativo al Made in Italy, che qualifichi l'italianità del concetto produttivo, a supporto delle imprese più piccole che non hanno le adeguate risorse finanziarie per affermarsi sui mercati internazionali. Il clima diverso che c'è nel Paese e quindi più incline al confronto, secondo Bertellini, deve essere utilizzato per avviare quei processi di riforma che possano dare fiato alle potenzialità del sistema economico. Pena continuare a vedere scivolare progressivamente il nostro Paese verso il fondo delle classifiche internazionali. La fotografia dell'Italia delle imprese del 2008 consegna l'immagine di un'imprenditoria tesa ad uno sforzo di continua trasformazione per fronteggiare la competizione internazionale. Non si tratta di evocare il riemergere di un orgoglio distintivo, di chi ritiene di compiere un'intrapresa esclusiva. E' mutato il clima sociale, le condizioni economiche strutturali a livello internazionale. C'è consapevolezza diffusa delle potenzialità delle imprese, così come delle difficoltà. Infatti, il confronto internazionale quotidiano non lascia molte scorciatoie e mette in evidenza i limiti, fa compiere anche una selezione profonda al sistema produttivo. Occorre sottolineare anche la consapevolezza che hanno le P.I. che la competizione si gioca nelle nicchie di mercato e si unisce alla percezione che il successo non è duraturo se non è adeguatamente supportato.

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Piccolo è ancora bello: non penalizziamolo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le imprese del settore nel 2007 in provincia hanno superato quota 14mila Ma un imprenditore spende in media 90 giorni all'anno per sbrigare pratiche La piccola impresa è al centro dell'economia del Paese considerando che il 98,2% delle aziende italiane non supera i 20 dipendenti. Basti pensare - spiega Davide Salvagno, presidente dell'Unione artigiani - che il territorio mantovano è rappresentato da una fitta ragnatela di piccole e medie imprese artigiane di produzione e servizio che nel 2007 ha superato quota 14 mila con una forza lavoro di oltre 30mila addetti. Numeri da capogiro: danno la dimensione della forza di questo 'gigante' del sistema produttivo italiano. Si parla tanto di nanismo del sistema economico ma la concretezza dei numeri espressi da comparto artigiano e Pmi è schiacciante e quindi non si riesce a capire perché questo capitalismo molecolare sia una colpa per il sistema Paese e non già una risorsa. E, come tale, da sostenere con un ambiente idoneo e non punitivo. Infatti, tutto passa sulla testa del lavoro autonomo. Ogni qualvolta si redige una legge si elaborano delle situazioni di fatto che ignorano le caratteriste strutturali delle piccole imprese. Un artigiano in media passa 90 giorni all'anno a sbrigare pratiche burocratiche. Alle piccole imprese l'accanimento degli adempimenti costa 11,4 miliardi l'anno in oneri certificatori, ritardi, duplicazioni e rinunce a far valere i propri diritti. Troppe norme tolgono il respiro alle nostre imprese: quasi 22mila, vale a dire più del doppio rispetto a quelle della Francia e quasi 5 volte più numerose di quelle della Germania. Se si riuscisse ad eliminare l'attuale carico di inutile fastidioso burocrazia, le piccole imprese recupererebbero più del 50% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna. Gli artigiani chiedono tanta semplicità e norme chiare nel rapporto con il fisco. Infatti, oltre la pressione fiscale, l'artigiano è sopraffatto dalle complessità di leggi e adempimenti. La pressione fiscale si è attestata al 43,3% del Pil, con un aumento del 2,2% del 2005 al 2007. Serve una diminuzione delle aliquote nominali e una lotta all'evasione fiscale che deve essere condotta a tutto campo, senza pregiudizi. Occorre aprire i mercati protetti per ridurre i costi su imprese e famiglie ed inoltre occorre intervenire sui costi dell'energia elettrica considerando che il prezzo dell'elettricità è superiore addirittura del 38% rispetto alla media europea per le piccole imprese. Temi che hanno bisogno di risposte chiare e forti. Come il federalismo fiscale per rilanciare l'economia e il federalismo contrattuale a tutela della territorialità e il rilancio dell'apprendistato. L'impresa, come ha annunciato il ministro Sacconi, tornerà ad essere il luogo ideale della formazione e tutto ciò consentirà all'artigianato di svolgere il suo ruolo strategico. Semplificazione burocratica, riduzione della pressione fiscale sulle imprese, deregolamentazione del mercato del lavoro e valorizzazione della micro impresa e piccola impresa. Occorre dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi stranieri come la Cina che ha messo in ginocchio le imprese artigiane del tessile e abbigliamento costrette a contratti capestro da parte della committenza. In sostanza, lo Stato deve creare l'ambiente adatto per consentire alle imprese di produrre e di stare sui mercati. Abbiamo presente la situazione congiunturale nazionale e internazionale: basti pensare che, nell'ultimo anno, il prezzo del petrolio è aumentato del 98% con gravi ripercussioni per le imprese di autotrasporto dal momento che il prezzo del gasolio è andato alle stelle. I prezzi delle materie prime (basti citare acciaio e ferro) sono cresciuti del 57%, la rivalutazione dell'euro ha superato il 18%, mettendo in difficoltà i settori del metalmeccanico e della filiera delle costruzioni. Su queste esigenze e impegni che provengono dal mondo dell'artigianato si registra una totale sintonia tra le sollecitazioni dell'Upa e il programma di governo.

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Rigotti: alberghi, bene la semplificazione burocratica (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRENTO. Il presidente dell'Asat Natale Rigotti dichiara in una nota la profonda soddisfazione "nel vedere accolte nel recente Dl governativo molte delle richieste avanzate dalla nostra Associazione e da Federalberghi su alcuni problemi di carattere cruciale per le imprese turistiche e più in generale per il mondo delle imprese". Si tratta di provvedimenti che "riconoscono la necessità di meno burocrazia e più flessibilità nelle imprese, senza con ciò ledere i diritti dei lavoratori. In questo senso vanno il ripristino del lavoro a chiamata, la possibilità dell'apprendistato stagionale o la nuova disciplina che amplia le possibilità di stipulare contratti a tempo determinato. Da sottolineare anche il rinvio di qualche mese dell'entrata in vigore dell'obbligo di rielaborare il documento di valutazione dei rischi secondo quanto previsto dal nuovo testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e la proroga di un anno della scadenza per gli adempimenti di prevenzione incendi.

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Commercio, rilancio con meno imposte e più potere d'acquisto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le richieste dell'Uncom al nuovo governo "Commercio, rilancio con meno imposte e più potere d'acquisto" "Le ultime elezioni hanno dato un risultato incontestabile: la governabilità del Paese. Il nuovo esecutivo ha tutti i requisiti per lavorare stabilmente per i prossimi 5 anni, e l'opposizione ha scelto di organizzarsi secondo il modello del governo-ombra, pronta cioè a consentire o a dissentire sulla base di valutazioni di merito". Nicola Dal Dosso, direttore dell'Unione commercio di Mantova, mostra fiducia nella possibilità di una politica vicina alle esigenze delle imprese. "La coalizione che si è affermata - aggiunge infatti Dal Dosso - pare abbia compreso i problemi delle imprese e intenda proporre la giusta combinazione di rimedi al clima di sfiducia che stanno vivendo gli operatori di commercio e terziario. Va però rilanciata con urgenza l'economia con interventi mirati su lavoro e impresa. L'Italia è un Paese di piccole e medie imprese, di cui oltre il 95% ha meno di 10 dipendenti. Questa impresa diffusa è una grande opportunità e una grande risorsa, ma bisogna metterla in condizioni di crescere. Grande attenzione chiediamo per i comparti dell'economia dei servizi che da sola forma ben più del 40% del Pil e assorbe ben più del 40% dell'occupazione. I primi risultati indispensabili devono riguardare fiscalità e spesa pubblica. Per ridare ossigeno a un'economia che viaggia ormai a pelo d'acqua, è necessario aumentare il potere d'acquisto delle famiglie e snellire l'apparato burocratico, riportando il carico tributario sulle imprese nella media europea. Al Governo abbiamo chiesto di alleggerire gli oneri amministrativi diminuendo il carico fiscale per famiglie e imprese, fare il possibile per ridurre i livelli di prelievo, dare subito il senso della giusta direzione di marcia: meno spesa e meno tasse; pagare tutti per pagare meno, ma anche pagare meno per pagare tutti. Da qui una riduzione dell'aliquota media Irpef, per rendere più conveniente l'incontro domanda-offerta di lavoro; diminuzione del prelievo Ires; superamento degli effetti distorsivi dell'Irap; versamento dell'Iva solo dopo il reale incasso della fattura e sua graduale riduzione sul turismo. Il miglioramento della produttività è la via maestra per la crescita dell'impresa e dei redditi da lavoro. A tal riguardo, un contributo rilevante può venire da una riforma della contrattazione. Servono buone regole di mercato del lavoro, sicurezza sociale e flessibilità governata e contrattata. Valutiamo positivamente le ultimissime regole predisposte dal Governo che ripristinano, tra l'altro, la piena agibilità del ricorso al lavoro intermittente. E poi ci sono le nostre città: opportunità e risorse per l'economia che, con processi di riqualificazione, vanno messe in condizione di integrare urbanistica generale e commerciale e di affrontare i nodi della logistica urbana. Città e centri storici più attrattivi e accoglienti sono grandi motori di crescita e sviluppo, laboratori di innovazione, formazione e valorizzazione del talento. E, ancora, è urgente migliorare l'accesso al credito e i prezzi dei servizi bancari, assicurativi, professionali e delle tlc e semplificare, eliminando la burocrazia, la nascita e la vita delle imprese. E' ciò che serve all'economia, che si aspettano cittadini e imprese. Da questa legislatura ci aspettiamo una buona politica, forte e responsabile, in un confronto aperto e costruttivo col mercato e le forze dell'impresa e del lavoro, per definire regole sobrie - poche, necessarie e sufficienti - che archivino una stagione in cui, troppo spesso, si è ceduto alla tentazione illusoria della lotta all'evasione e all'elusione condotta con gogne mediatiche, sanzioni sproporzionate, crescita della burocrazia fiscale. Il tempo delle parole è scaduto; servono i fatti. Le nostre imprese continueranno responsabilmente a fare la loro parte per contribuire al recupero e al consolidamento del benessere del Paese. Nulla è scontato, ma le premesse ci sono. Per quel che ci compete - conclude Dal Dosso -, lavoreremo affinché le premesse si mantengano e si sviluppino".

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Gli alberi del "brivido" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

VEGLIO. POLEMICA Gli alberi del "brivido" sconfiggono i burocrati Il Parco Avventura riapre dopo 2 mesi di stop forzato [FIRMA]PAOLA GUABELLO VEGLIO La burocrazia ha messo in ginocchio il Parco Avventura, e ci sono voluti due mesi di chiusura forzata per sbloccare la situazione: da sabato finalmente riprendono le attività del centro, una delle maggiori attrazioni turistiche del Biellese. Come accade troppo spesso in Italia, sono state poche firme e qualche "pezzo di carta" a imporre la chiusura forzata dal primo maggio, mese in cui la struttura entra decisamente in attività. L'ostacolo da superare? Qualche lavoro di manutenzione e un semplice cambio di intestazione della licenza. "Così sono stati messi in discussione tre anni di attività svolti nella più attenta conformità alle norme, peraltro già note e condivise dall'amministrazione locale - spiega Michele Morganti, responsabile Comunicazione di Exploring Outdoor -. A tutti gli altri impianti simili, circa un centinaio in Italia, non è stata chiesta la chiusura. Anche nella Provincia di Trento, dove i Parchi Avventura sono molto diffusi, l'amministrazione locale si è attivata per regolamentare queste strutture senza però sospenderne l'esercizio grazie alla consapevolezza dell'importanza che queste iniziative imprenditoriali hanno per lo sviluppo turistico e per l'economia del territorio". "Insomma - prosegue -, nulla in contrario sulle richieste di adeguamento, ma sicuramente i due mesi di chiusura non hanno giovato né allo sviluppo né all'immagine di un territorio che forse non ha ancora ben assimilato il valore del turismo e che ha bisogno di strumenti innovativi e di vie alternative per emergere da una percepibile depressione economica. Se è vero che il privato porta sviluppo sarebbe opportuno che le amministrazioni si impegnassero a favorirlo. Per il bene di tutti, per i posti di lavoro da salvaguardare e per l'indotto. Oggi il Parco Avventura non solo è a norma, come lo era del resto fino al giorno della chiusura, ma è addirittura "blindato"rispetto alla normativa vigente". Nato nel 2005, da quest'anno oltre alle proposte classiche dei percorsi sugli alberi, il Parco offre la possibilità di scoprire i sentieri della zona, in modo da completare una giornata all'insegna della natura e del divertimento. Inoltre grazie agli accordi con la Cooperativa Raggio Verde di Cossato, proporrà solo snack e bibite di tipo biologico ed equo-solidale.

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Imprese, più donne al timone (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 155, pag. 14 del 1/7/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Da un'indagine della Cna Ancona, che ha avviato un progetto per l'imprenditoria femminile Imprese, più donne al timone Fra le difficoltà maggiori burocrazia e gestione del personale Lavorano in azienda per più di 40 ore settimanali, ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, faticano a conciliare la vita lavorativa con quella affettiva e relazionale (il 71%) ma, nonostante le tante difficoltà, sono soddisfatte della propria scelta, spesso maturata per proseguire l'attività familiare (il 31%), e la rifarebbero ancora (l'85%). è quanto emerge da un'indagine che la Cna associazione provinciale di Ancona ha svolto su un campione composto da 118 imprenditrici che svolgono l'attività nella provincia di Ancona. Il 71% delle intervistate ha un'età compresa fra 31 e 50 anni, la maggior parte ha conseguito la licenza media o il diploma di scuola superiore (l'80%), è sposata (il 65%) e ha uno o più figli. L'analisi dei dati, svolta da Patrizia David, docente all'università di Camerino, indica una realtà significativa da cui emerge una grande capacità a dirigere imprese ad alta tecnologia e in settori finora a esclusivo appannaggio maschile, dotate di una struttura aziendale cresciuta nel tempo e sempre più capitalizzata. Fra le difficoltà segnalate vengono indicate le troppo incombenze burocratiche, i costi sempre più elevati, la gestione del personale e la difficoltà a reperire personale qualificato. "Una delle differenze sostanziali fra un'impresa femminile e una maschile", spiega Rosella Alessandroni, responsabile del progetto, "è rappresentata dal bagaglio culturale determinato dalla differenza di genere che una donna porta con sé, dirigendo la propria azienda in modo partecipativo, con un diverso stile manageriale, più attenta alla qualità. Dimostra più sensibilità nel rapporto con i propri dipendenti e rispetta l'ambiente, rispondendo meglio ai criteri di sostenibilità sia sociale sia ambientale". Fra i servizi più necessari le imprenditrici sottolineano quelli di trasporto urbano, gli asili nido, centri polivalenti per l'infanzia, l'assistenza domiciliare. In sostanza, l'importanza di avere a disposizione più servizi per la cura dei figli e delle persone anziane. Per quanto riguarda le problematiche di carattere professionale e aziendale, gli interlocutori privilegiati sono commercialisti e associazioni di categoria. L'83% delle intervistate afferma inoltre di non aver avuto problemi con gli istituti di credito, mentre il 60% ha partecipato a corsi di formazione. Il 69% delle imprenditrici sarebbe inoltre disponibile a collaborare con altre imprenditrici per lo sviluppo della sua azienda o per condurla in momenti di necessità (problemi familiari o di salute). In considerazione di quanto emerso dall'indagine, la Cna associazione provinciale di Ancona, in collaborazione con la Banca Popolare di Ancona, avvia un progetto a favore dell'imprenditoria femminile: nei prossimi mesi aprirà, presso la propria sede di Senigallia, un ufficio denominato "Sportello Cna Impresa Donna" coordinato da una consulente, appositamente formata, per l'erogazione di servizi innovativi e consulenze specifiche rivolte alle donne imprenditrici. Sarà un centro di informazione e orientamento, per tutte le donne che vogliono avviare un'attività in proprio, ma anche uno spazio appositamente dedicato all'impresa donna, per aiutarla a crescere, informandola su tutte le opportunità esistenti. Un vero e proprio strumento di facilitazione della conciliazione. Sarà posta, infatti, una particolare attenzione alla consulenza relativa alla legge 53/2000, una legge ancora oggi poco conosciuta e scarsamente utilizzata, che destina risorse e finanziamenti a sostegno della conciliazione dei tempi e delle pari opportunità. In particolare l'art. 9 della legge citata assegna consistenti incentivi alle imprese che presentino progetti di accordi contrattuali che: consentano al lavoratore/lavoratrici di usufruire di particolari forme di flessibilità dell'orario e dell'organizzazione del lavoro; prevedano programmi di formazione volti ad agevolare il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo a seguito di maternità o formazione professionale; prevedano iniziative che consentano la sostituzione del/della titolare dell'azienda o lavoratore/lavoratrice autonomo/a con altro imprenditore o lavoratore autonomo. Il servizio innovativo, denominato "concilia il tuo tempo con Cna", prevede inoltre un servizio di consulenza finanziaria finalizzata al credito agevolato, un servizio di consulenza previdenziale e sanitaria, un servizio finalizzato all'incontro domanda/offerta per la figura sostitutiva per la donna imprenditrice, attraverso la definizione di una banca dati di soggetti disponibili ad affiancare l'imprenditrice in caso di necessità, un servizio di mappatura dei servizi alla persona di supporto alla conciliazione. Verranno, a tale proposito, stipulate convenzioni specifiche con associazioni di volontariato, ambulatori, cooperative sociali, strutture mediche e ospedaliere private ed enti pubblici.

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Ue, cure più facili (anche i rimborsi) (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Giustizia e Società Numero 155, pag. 36 del 1/7/2008 Autore: da Bruxelles Sabina Pignataro Visualizza la pagina in PDF       La Commissione prepara una direttiva Ue, cure più facili (anche i rimborsi) Sarà più facile ottenere l'autorizzazione per curarsi all'estero e sarà più semplice il rimborso delle spese una volta rientrati in patria. La Commissione europea presenterà domani una proposta di direttiva che punta a spazzare via gli ostacoli e la burocrazia che finora hanno reso difficile la mobilità dei pazienti in Europa. Le misure messe a punto dal commissario Ue all'occupazione e affari sociali Vladimir Spidla e dalla collega alla salute Androulla Vassiliou, e di cui ItaliaOggi è in grado di offrire un'anticipazione, sottolineano che al cittadino europeo dev'essere riconosciuto il diritto di farsi curare in un altro stato europeo rispetto a quello nel quale risiede, quando il ricovero all'estero è più "appropriato" per le sue condizioni di salute e se i "benefici attesi" superano "le conseguenze negative". Saranno determinanti anche i criteri di "preferenza soggettiva" o della "minore costosità". Dopo il via libera dell'europarlamento e del Consiglio Ue, per le prestazioni al di fuori dell'ospedale non sarà necessaria alcuna autorizzazione. Che invece dovrà essere richiesta alla propria Asl in caso di cure ospedaliere preventivate. Il rimborso delle spese sostenute all'estero (comprese quelle in urgenza) continuerà a essere a carico del paese d'origine secondo le tariffe previste a livello nazionale. Ma la direttiva ne definirà con precisione le modalità e i tempi. è su questo punto che sia i cittadini che gli attori a livello locale attualmente deplorano la mancanza di certezza giuridica. Che ha contributo a lasciare il volume di mobilità dei pazienti su livelli bassi, corrispondenti, secondo le stime di Bruxelles, a circa l'1% della spesa pubblica sanitaria globale. La direttiva mette le basi per una "ricetta europea": le prescrizioni di un medico potranno essere utilizzate in tutta l'Ue per consentire a tutti i cittadini di acquistare ovunque il farmaco di cui hanno bisogno. Un capitolo a parte riguarda poi la definizione delle responsabilità di omissioni o errori clinici e sui diritti del paziente. Così da sollecitare anche la mobilità dei professionisti sanitari e la creazione di una rete di centri di eccellenza.

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I commercianti chiedono le ronde in città - donatella zorzetto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca I commercianti chiedono le ronde in città Questionario di Confesercenti, rispondono in duecento Al primo posto delle urgenze più sicurezza e meno tasse Calano i consumi e anche il fatturato I negozianti pavesi scattano la fotografia della loro attività DONATELLA ZORZETTO PAVIA. La sicurezza prima di tutto, poi le tasse che strangolano la categoria. Non hanno dubbi i commercianti che Confesercenti ha interpellato attraverso un questionario sulla loro attività. Hanno risposto in 193: 135 dal centro città e 58 dalla periferia. Punto fondante degli interventi è una constatazione: il fatturato negli ultimi tre anni è diminuito. Oltre cento commercianti dicono che la clientela spende meno e che "a penalizzare lo sviluppo della città sono la troppa burocrazia e i costi per l'impresa". La ricetta per migliorare il commercio, secondo 120 interpellati è "potenziare i posteggi", mentre per altri 117 è aumentare la sicurezza. Al terzo posto figura la diminuzione delle imposte. Ed è proprio il tema della sicurezza a ricorrere come motivo di fondo nei loro pensieri e nelle risposte alle domande di Confesercenti. I più chiedono di poter contare su un "poliziotto o carabiniere di quartiere", ma in cima alle loro aspettative ci sono pure le "ronde in città, il vigile di quartiere, più telecamere e collaborazione tra cittadini e istituzioni". Sulle tasse i commercianti pavesi non hanno dubbi: in 168 sottolineano come negli ultimi tre anni siano "aumentate a parità di fatturato"; solo in 15 dicono di averle trovate invariate. Quindi, un toccasana per il settore, secondo la maggioranza dei destinatari del questionario, sarebbe "la diminuzione delle imposte". Ma i negozianti aspirano pure a una "diminuzione dei costi d'impresa", nonchè a "più servizi e visibilità al territorio". Infine, posizione radicata, in 149 sono favorevoli ad uno "stop definitivo all'insediamento di medie e grandi strutture commerciali nel territorio del proprio Comune". Richieste, quelle che emergono dal questionario, che Confesercenti ha già inserito nelle proprie proposte inviate al Comune. "La nostra idea è quella di valorizzare il centro storico come centro commerciale naturale - spiega Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti -. Ma occorre discutere anche degli orari della città, valorizzare gli esercizi pubblici, concludere accordi per la campagna di prezzi scontati per studenti e giovani". Per quanto concerne i parcheggi, Iurilli sottolinea la necessità di dare "attuazione ai posteggi di via Oberdan, Gasometro di Porta Garibaldi e zona Palazzo esposizioni", di "adeguare i parcheggi già esistenti", "prevedere sconti per chi usa l'auto per il trasporto di più persone, navette elettriche e car sharing". Sulla questione tariffe e tasse, Confesercenti parla della "necessità di un tavolo di concertazione per la riduzione dei costi di nettezza urbana, pubblicità e plateattico ecc.", mentre sui prezzi offre "la disponibilità a valutare proposte che possano contribuire a tenerli sotto controllo".

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Solisti veneti. nuovo appunamento con il festival di musica classica da vivaldi a piazzolla (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGNALAZIONI SOLISTI VENETI. Nuovo appunamento con il festival di musica classica "Da Vivaldi a Piazzolla" ... SOLISTI VENETI. Nuovo appunamento con il festival di musica classica "Da Vivaldi a Piazzolla" che mercoledì 16 luglio alle 21 vedrà all'Odeo Cornaro il concerto de "I musici Veneti" de "I Solisti Veneti" con la partecipazione di Gianfranco Grisi alla glassharmonika e Gianluca Littera, all'armonica a bocca. Musiche di Vivaldi, Moody, Jacob, Piazzolla. IL BLUES. Venerdì 4 alle 22 al Ristorante del Bagno Valeria, lungomare di Sottomarina, si terrà un concerto di blues, swing anni '50 con il gruppo Mark Slim Trio. PELLEGRINAGGIO IN MOTOCICLETTA. Pellegrini in moto, per undici giorni consecutivi, portando in giro per l'Italia, la Francia, la Spagna ed il Portogallo, un pezzettino del saio originale del Santo anche ai santuari di Lourdes, Santiago di Campostela, e Fatima. I "magnifici sei" su moto Honda e Bmw sono tre poliziotti, di cui uno già in pensione, un carabiniere e due funzionari aziendali. Ossia Massimo Capitanucci, ispettore capo della polizia, Carmela Niero, assistente capo, il "mitico" Giuseppe Convertino, Alessio Bompara, dei Nas, Nunzio Carbonara e Cristiano Contin. Tutti e sei sono partiti il trenta maggio dalla basilica del Santo dopo aver ricevuto la benedizione di padre Enzo Poiana. Con il supporto logistico dell'Ipa (la polizia internazionale) hanno visitato le Cinque Terre, Ventimiglia, Montpellier, Lourdes, Girona, Barcellona, Bilbao, San Sebastiano, Madrid, Fatima e Lisbona. "Uno dei momenti più belli del nostro viaggio-pellegrinaggio è stato quando, a Fisterre, dopo Santiago di Campostela come impone la tradizione religiosa, abbiamo bruciato i vestiti che avevamo indossato sin a quel giorno ed abbiamo fatto il bagno nell'oceano" dice Convertino. Massimo Capitanucci, nominato cavaliere un anno fa per i suoi meriti conquistati sul campo, anticipa una notizia che sarà pubblicizzata solo il prossimo anno. "Nel 2009 il nostro pellegrinaggio sarà esteso ad altri colleghi - sottolinea l'ispettore che una volta era il braccio destro del capo della Criminalpol, Francesco Zonno, oggi questore - il viaggio di poche settimane fa è risultato troppo bello. Durante tutto il pellegrinaggio abbiamo vissuto momenti struggenti di misticismo uniti ad attimi indimenticabili in cui nei nostri occhi sono entrati paesaggi, sia naturali che artistici, che non dimenticheremo mai". (f.pad.) IL CASO PESCIA. Oltre cinquemila copie vendute, più di mille bambini sostenuti negli studi e nella vita e un nuovo progetto: la lotta al turismo pedofilo. Sono i risultati principali di "Urla nel silenzio - il caso Pescia" (editore Sbs Communication). Il libro è il racconto del padovano Bruno Pescia che ripercorre tutte le tappe dell'avventura peggiore che un genitore possa vivere: la morte del figlio. Quando Andrea Pescia è stato ucciso a Fortaleza, in Brasile, aveva 31 anni. Forse il suo unico errore è stato sottovalutare la rabbia che la povertà alimenta. Da quel momento è iniziato il calvario dei coniugi Pescia, papà Bruno e mamma Daniela, attraverso i muri di gomma della burocrazia e orecchie che troppo spesso non hanno voluto sentire le loro richieste di aiuto. Il diario inizia proprio con la telefonata che arriva, a sera inoltrata, nella casa dell'Arcella, fino a quel momento dimora tranquilla di un nucleo familiare che progettava di riunirsi, dopo qualche mese, in quel Brasile scelto dal figlio. E' il racconto di tutte le difficoltà incontrate per riportare in Italia la salma di Andrea, di tutte le porte a cui il padovano ha bussato chiedendo sostegno, e di come in realtà si sia sentito abbandonato dalle istituzioni. Fino alla nascita dell'associazione Andrea Pescia, che il padre Bruno ha scelto di sostenere anche attraverso i proventi del suo libro-diario. Attualmente è in programma la terza ristampa del volume, andato esaurito per la seconda volta. Il ricavato della vendita permette di alimentare un conto corrente che serve a sostenere la crescita dei bambini di Fortaleza della Escola Galli. "Per la prima volta - spiega Bruno Pescia - la nostra associazione ha aderito ad una campagna informativa, quella contro il turismo sessuale, una piaga per il Brasile, in cui colpisce soprattutto bambini. Si stima che solo gli italiani che annualmente si recano soprattutto a Fortaleza in cerca di sesso facile, sfiorino i cento mila". Finora l'associazione ha inviato ai bimbi brasiliani 18 mila euro, a cui se ne aggiungeranno altri due entro fine mese. "E' l'insegnamento che mi ha lasciato mio figlio Andrea - ricorda Bruno Pescia - la povertà va combattuta dando ai bambini la possibilità di avere un futuro". (Cristina Chinello) BALCONI FIORITI. Chi è iscritto al concorso "Balconi fioriti" ha tempo fino al 5 luglio per inviare la fotografia dei proprio balcone, terrazzo o giardino al Settore Verde Parchi Giardini e Arredo urbano di via Zamboni 1, oppure negli uffici Urp di quartiere. Gli orari di accesso al Settore Verde sono i seguenti: dal lunedì al sabato ore 8-13; martedì e giovedì pomeriggio ore 15-18.

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Passi carrai sulle provinciali, doppia tassazione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tricesimo. Il problema, relativamente ai comuni con meno di 10 mila abitanti, sollevato in un'interpellanza dal consigliere regionale Giorgio Baiutti Passi carrai sulle provinciali, doppia tassazione TRICESIMO. Ci sono troppe tasse per gli accessi ai passi carrai sulle strade provinciali, in quanto spettano sia al Comune di competenza che alla Provincia. E' quanto sostiene il consigliere regionale Giorgio Baiutti, che a Tricesimo siede tra i banchi della minoranza, il quale ha sollevato la questione con un'interpellanza presentata al consiglio regionale facendo riferimento alle località con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti, in quanto superato questo tetto residenziale il problema non si pone perché le concessioni per i passi carrai sono rilasciate direttamente dai Comuni. "Si ripropone anche all'attenzione della Regione - afferma infatti Baiutti - la problematica relativa alla concessione, da parte della Provincia di Udine, degli accessi carrai sui tratti interni ai centri abitati, rispetto ai quali gli utenti devono presentare domanda anche al Comune, pagando una doppia tassa e avviando due procedimenti amministrativi". Al riguardo, Baiutti sottolinea che questo problema è sollevato da molti anni ormai dall'ex sindaco Giovanni Spizzo, animato da "senso civico, volto all'interesse generale", per cui ritiene che "debba essere opportunamente supportato ai diversi livelli istituzionali perché si tratta di una battaglia contro la burocrazia e nell'interesse dei cittadini". Della questione si è parlato anche nella commissione finanze e bilancio grazie a un intervento dello stesso Spizzo, che vi ha partecipato su interessamento del presidente Daniele Cipriani, il quale ha ricordato come "dopo un approfondito dibattito che ha trovato d'accordo tutti i gruppi consiliari seguiranno ulteriori incontri volti a comprendere tutte le casistiche possibili oltre ai nulla osta sui passi carrai esistenti, ma anche i nuovi e le modifiche agli stessi. Ora si è al lavoro per produrre un ordine del giorno da presentare in consiglio comunale". Quanto all'interpellanza, Baiutti si rivolge, appunto, al presidente della Regione e all'assessore competente per sapere quali azioni intendano intraprendere per sollecitare l'amministrazione provinciale di Udine, "più volte interessata al problema, a rivedere il farraginoso e oneroso iter oggi imposto al cittadino che richiede la concessione di un passo carraio su strada provinciale corrente all'interno del centro abitato con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti, considerando che la norma richiede non un rilascio di una separata concessione dell'ente proprietario della strada, bensì di un "previo nulla osta". Mariarosa Rigotti.

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La partita infrastrutture locali (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Torino La partita infrastrutture locali Le grandi infrastrutture sono fondamentali per la competitività del territorio, ma le realizzazioni più "periferiche", le cosiddette opere minori, piccoli e medi interventi per classi d'importo diffusi al servizio dei centri urbani e produttivi della regione, non sono meno determinanti perché costituiscono un'opportunità per decongestionare e riorganizzare l'intera area essendo complementari agli interventi cardini. Nel 2007, al netto dell'autostrada Asti-Cuneo, rappresentavano un valore inferiore ai 50 milioni e il maggior numero di gare si posizionava nella fascia fino a 6,2 milioni. Nel 2008 hanno subito una pesante riduzione rispetto agli anni scorsi: cosa fare per contrastare e sbloccare una tendenza alla stagnazione che si sta confermando anche in questi primi sei mesi? Due sembrano essere le strategie vincenti: l'innovazione di prodotto e, oltre la lentezza della burocrazia e la temuta politica creditizia restrittiva del credito, il maggior ricorso al project financing. Nel primo caso urge lo sviluppo di nuova capacità da parte del comparto ad intercettare la richiesta per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, la cui futura certificazione in tal senso rivoluzionerà il mercato. Fondamentale per favorire l'insediamento di imprese estere specializzate e accompagnare il processo di rinnovamento è il supporto della nostra regione, quella che investe di più in Europa nel settore delle energie rinnovabili, mentre emblematico è già l'insediamento a Borgofranco di Ivrea del primo produttore italiano di silicio. Esempi applicativi delle nuove tecnologie sono le foglie a celle solari realizzate con materiali organici che offrono anche una nuova opportunità, quella di coniugare tecnologia, architettura e ingegneria con un design innovativo, superando l'inadeguatezza estetica degli impianti attuali. Né è da trascurare la vocazione a connotarci come polo del vettore-idrogeno: l'impianto di Porto Marghera dimostra che necessità fa virtù: sorto sui rifiuti, li trasforma in fotoni per non inquinare la laguna di Venezia, città con l'obiettivo di posizionarsi a emissioni zero. Sull'effetto leva della finanza di progetto, occorrerebbe ridare motivo di interesse agli aspiranti promotori per il finanziamento di opere di pubblica utilità, ritornando alle procedure snelle e rapide della legge 66/2002 che aveva creato un trend di sviluppo crescente sul mercato dei lavori pubblici locali, poi frenato dal decreto legislativo 113/2007 che ha soppresso il diritto di prelazione in favore del promotore privato. Con uno strumento più agile ed efficiente il Piemonte avrebbe ben più delle 8 gare per 14 milioni dei primi mesi del 2008: il maggiore dinamismo del settore accelererebbe nuove politiche per la mobilità e abitative, in particolare per le fasce deboli, contribuirebbe ad attrarre investimenti e capitale umano dall'estero e a rendere strutturale la crescita turistica.

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Vertice al comune sul flop delle ztl - sara scarafia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Palermo Vertice al Comune sul flop delle Ztl La burocrazia si difende: "Il piano del traffico è quasi pronto" L'opposizione incalza: "Subito chiarezza sui criteri dell'appalto" SARA SCARAFIA Un mega-vertice negli uffici della direzione generale di via Quattro Aprile per affrontare la questione Ztl: sotto esame sono finiti il flop e la questione rimborsi. Ieri mattina l'assessore al Traffico Lorenzo Ceraulo, il capo di gabinetto del sindaco Sergio Pollicita, il ragioniere generale Paolo Bouslav Basile, il comandante della polizia municipale Nunzio Purpura e tutti i tecnici degli uffici Mobilità e Ambiente si sono riuniti negli uffici del direttore generale di Palazzo delle Aquile Gaetano Lo Cicero. Un incontro per iniziare a valutare l'operazione pass alla luce della sentenza choc del Tar che ha annullato il provvedimento e delle direttive del sindaco Diego Cammarata che ha disposto il rimborso delle somme pagate dai cittadini per acquistare i permessi. Durante l'incontro, i vertici di Palazzo delle Aquile hanno cominciato ad analizzare le motivazioni che hanno portato all'annullamento delle ordinanze antismog. Su tutte ha prevalso l'assenza del piano urbano del traffico che, secondo quando riferito durante la riunione, è stato già predisposto ed in fase di lavorazione anche se non è ancora stato approvato dal Consiglio comunale. Non si è ancora parlato invece di modalità di rimborso: i soldi di certo verranno restituiti e, nel frattempo, bisognerà cancellare anche le somme che erano state iscritte in bilancio. Come? Tagliando ancora sui servizi. Quella di ieri è stata solo la prima di una serie di riunioni che dovranno portare a stabilire l'iter attraverso il quale i 300 mila palermitani che hanno acquistato il permesso riavranno i soldi indietro. Intanto si attende anche che gli uffici Traffico e Ambiente redigano "il resoconto dettagliato" sull'operazione pass richiesto loro dal sindaco. Intanto, dopo l'inchiesta di "Repubblica" sui buchi neri dell'appalto tra Comune e Td Group, il capogruppo del Pd Davide Faraone ha presentato un atto ispettivo. "Gli esiti dell'affare Ztl ci hanno dato la misura reale di come è stata governata questa città negli ultimi anni - dice - è giusto che si faccia chiarezza sull'iter che ha portato all'affidamento alla Td Group e su tutti i lati oscuri di questa vicenda. Ho chiesto a esempio perché, a fronte della richiesta dettagliata di requisiti in merito a determinate certificazioni, lo stesso rigore non è stato applicato quando si è trattato di scegliere in base all'esperienza certificata nel settore della mobilità". Dal canto suo la società di Pisa che si è aggiudicata un appalto da 16 milioni in cinque anni annuncia querele: "L'ufficio legale dell'azienda vagliato lo stato dell'arte che ci vede oggetto di reiterati e diffamatori attacchi - scrive in una nota Td Group - ha dato incarico a due distinti studi legali per agire nelle appropriate sedi contro le non più tollerabili insinuazioni e congetture, infondate ed aprioristiche comparse su alcuni media palermitani. Nonostante l'infondatezza e l'insensatezza di quanto riportato da alcuni organi di informazione, l'azienda si sente profondamente lesa nel suo prestigio e buon nome costruito con lavoro e abnegazione in 27 anni di attività".

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Il decalogo di glauser per un buon noir - alessandra rota (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Lo scrittore svizzero Il decalogo di Glauser per un buon noir ALESSANDRA ROTA Per scrivere un buon giallo ci vogliono per forza delle regole anzi, dei comandamenti? Lo scrittore deve funzionare come un deus ex machina sempre pronto a limitare gli eccessi, il grand guignol, la fantasia sbrigliata? Gli autori di thriller ogni tanto si sono posti queste domande, Van Dine nel 1928 ha dato alle stampe i suoi venti consigli, e lo ha fatto anche Friedrich Glauser nato nel 1896 e morto nel 1938. Il giallista svizzero intervenne dopo un articolo uscito nel 1937 sulla rivista ZÜrcher Illustrierte" a firma di Stefan Brockhoff, più conosciuto per i suoi feuilleton che per le tecniche investigative. Una lettera aperta che non gli venne mai pubblicata e che Sellerio, a cui spetta il merito di aver "scoperto" e portato in Italia lo scrittore, ora ripropone - la prima volta è uscita nel 1989 e su Repubblica ne ha parlato Corrado Augias - in Il sergente Studer indaga, tre romanzi polizieschi (pagg. 474, euro 16). La formula Brockhoff sembra una ricetta vittoriana, un regolamento scolastico ("ho compilato una tavola - dice - dei comandamenti e dei divieti"): dieci diktat da ministero borbonico fatti apposta per limitare qualunque "evasione": "Essere avvincente con il minor impiego di mezzi"; "L'autore non deve stancare il lettore". Nemmeno il reverendo Ronald Knox, pur con il suo schema per il mistery - aveva usato un piglio tanto militaresco. Un universo letterario (e umano) quello di Brockhoff lontano mille miglia dall'esperienza di Glauser, afflitto da un borghesissimo padre-padrone, morfinomane, frequentatore assiduo di istituti di rieducazione e ospedali psichiatrici, prigioni, arruolato nella Legione straniera (esperienza raccontata in Gourrama), suicida mancato, vagabondo, dadaista, minatore, scomparso a 42 anni a Nervi alla vigilia del sospirato matrimonio, dopo anni di amori tragici e abbandoni. Come poteva un uomo così, dostoevskiano anche nello stile, accettare di incasellare il mistero? E infatti in poche pagine allontana lo spettro della burocrazia letteraria ("il romanzo poliziesco, questo ermafrodito, metà cruciverba, metà problema di scacchi. Perché non è qualcosa di più? Perché non mira più in alto?"), per affermare il concetto di casualità della vita - avvincente, triste e grottesca al contempo - nella quale rientra anche l'assassinio. E poi c'è l'uomo. "Umanizzare - sottolinea Glauser - fare della macchinetta automatica un essere umano. Deve scendere dal suo piedistallo. Rendiamolo capace di queste reazioni, diamogli una famiglia, una moglie, dei figli, perché deve essere sempre scapolo?... perché non si gratta quando ha prurito?... per non parlare di un calzino bucato". Generazioni di giallisti gli hanno dato ragione.

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Marco Mozzi è un giovane insegnante in una scuola media piacentina (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marco Mozzi è un giovane insegnante in una scuola media piacentina. Da questa sua testimonianza vien fuori il suo entusiasmo e la sua passione per la scuola, per i suoi studenti e per le "sue" professoresse. Un bel messaggio positivo. Mozzi dice di andare oltre i problemi, che ci sono e sono tanti, e le burocrazie che spesso bloccano la scuola per puntare sulle persone e sui giovani. Sì, la nostra scuola si salva e va avanti proprio grazie agli insegnanti che ci mettono l'anima per costruire un bel rapporto con i propri studenti. Giovani professori come Mozzi possono svolgere un ruolo importante per rendere sempre più profondo quel dialogo e quel confronto con i ragazzi che chiedono alla scuola conoscenza e gli strumenti per poter costruire il proprio futuro. Buone vacanze a tutti. Gaetano Rizzuto 01/07/2008.

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Altre nubi sulle terme di casteldoria: la regione chiede i canoni arretrati (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Altre nubi sulle terme di Casteldoria: la Regione chiede i canoni arretrati SASSARI. La ratifica a maggioranza (12 favorevoli e tre astenuti) di un debito fuori bilancio ha dato l'opportunità al consiglio provinciale di fare il punto sulla situazione delle terme di Casteldoria, con le osservazioni finali della presidente della giunta, Alessandra Giudici. All'attenzione dell'assemblea è arrivata una pratica che ha sollecitato il consiglio a prendere atto di un debito fuori bilancio rappresentato da canoni arretrati dovuti all'assessorato regionale all'Industria nel periodo 1998-2003, riguardanti la concessione mineraria per lo sfruttamento delle acque termali. Giommaria Deriu (Rifondazione Comunista) ha sollevato seri dubbi sul fatto che la Regione possa rivendicare i crediti. "Ricordiamo che nel 1998 si era registrata la scadenza della concessione. Si era perciò reso necessario il rinnovo da parte della Regione, che però si è fatto aspettare per 5 anni - ha detto Deriu -. Si tratta proprio del periodo per il quale ci viene chiesto il pagamento". Paolo Battino (Margherita) ha manifestato la pressante esigenza del territorio di certezza e chiarezza dei tempi e delle prospettive relative all'affidamento della gestione, ai progetti e all'entrata in funzione dello stabilimento termale di Casteldoria. Il diessino Gavino Sechi si è soffermato sulla necessità di un'azione snella e coordinata dell'amministrazione, che eviti il rischio di palleggiamenti di responsabilità tra settori. Giannetto Satta (Forza Italia), ha messo in dubbio la legittimità della richiesta della Regione del riconoscimento di un credito per il quinquennio in cui non c'è stato il rinnovo della concessione mineraria. "Ma la questione centrale da affrontare - ha aggiunto - è il peso della burocrazia. Perciò propongo che per Casteldoria la Provincia crei una sorta di task-force che si occupi di sostenere con continuità un progetto che ha visto troppe lungaggini e la spesa di ben 30 miliardi di vecchie lire". La presidente della Provincia ha affermato che una task-force per Casteldoria sta già operando. "In termini pratici, c'è stato l'input del consiglio provinciale, fatto proprio dalla giunta e trasmesso ai settori dell'amministrazione per arrivare all'affidamento della gestione diretta con un piano industriale condiviso - ha sottolineato Alessandra Giudici -. L'ultimo passaggio, per l'assegnazione e della gestione che prevediamo a breve termine, è l'asseverazione bancaria. Una certificazione su un piano industriale che secondo noi è meritevole. Intanto ricordo che l'amministrazione provinciale, che nel 2006 ha richiesto e ottenuto dalla Regione una concessione mineraria ventennale, ha provveduto già a un adeguamento degli impianti termali, per 2 milioni di euro. E, la settimana scorsa, è stato presentato un piano per lo sfruttamento delle acque termali e un progetto di geotermia".

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<Scuola costosa e non eccellente> Il ministro taglia il 10% dei prof (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Scuola costosa e non eccellente" Il ministro taglia il 10% dei prof Maria Stella Gelmini: è un servizio e non un grande ammortizzatore sociale Bergamo, tra docenti e amministrativi è prevista una riduzione di 1.603 unità Meno 10% di docenti e meno 17% di amministrativi entro il 2012. È la cura dimagrante Gelmini: meno personale, più istruzione. Ma, poiché l'obesità della scuola è asimmetrica, i tagli si decideranno provincia per provincia. Intanto, nel prossimo anno scolastico i docenti in organico nella scuola bergamasca saranno 11.505, ai quali vanno aggiunti 1.490 docenti di sostegno. Del totale, 751 sono i posti per la scuola d'infanzia, 4.124 per le elementari, 4.430 per le medie e 2.300 per le superiori. Oggi comincia la trattativa Ufficio scolastico-sindacati per la messa a punto dei particolari, ma tutti sono consapevoli che i numeri sono questi. Rispetto allo scorso anno un aumento di 77 posti in organico. In base all'aumento della popolazione scolastica, avrebbero dovuto essere 85, al netto delle riduzioni previste in base alla Finanziaria di Prodi avrebbero dovuto essere 81, con le limature finali della Direzione regionale, la provincia di Bergamo ha perso 4 posti arrivando all'aumento di 77. Complicato? È la matematica della scuola, in perenne equilibrio tra burocrazia e demografia. Nel 2007-2008 i posti in organico di fatto (cioè definitivo) sono stati 11.428 con 1.489 insegnanti di sostegno. I tagli preannunciati dal ministro Maria Stella Gelmini, che porterebbero entro il 2012 una diminuzione nazionale di circa 100 mila docenti e 47 mila Ata (da 868.542 a 781.201 unità), potrebbero tradursi a regime per la provincia di Bergamo in una perdita di 924 posti nell'organico docenti e 679 nell'organico Ata, ma i numeri in questa fase sono solo indicativi. "La Bergamasca e in genere la Lombardia ? spiega Giovanna Chietti, responsabile organici dell'Ufficio scolastico provinciale ? sono poco toccate dai grandi tagli degli organici sia perché hanno una popolazione scolastica costantemente in aumento per la presenza di forte immigrazione familiare, sia perché la riorganizzazione del personale è in corso dal 2003, quando le cattedre sono state portate tutte all'orario pieno". In Lombardia fa eccezione la città di Milano per la quale sarebbero previsti in un triennio 5.677 posti tagliati, dei quali 3.451 docenti. Ma Milano è sempre riuscita a mantenere un doppio organico per il tempo pieno ed è probabile che la riorganizzazione vada a incidere anche lì, recuperando il tempo mensa, o riducendo le compresenze, anche senza tornare al docente unico. Il ministro Gelmini ha indicato come piste possibili anche la razionalizzazione della rete scolastica, promuovendo, ad esempio, la formazione di consorzi tra Comuni, e un taglio del monte ore di lezione. Nel primo caso sarebbe la chiusura definitiva di pluriclassi e scuole di montagna, a favore di poli scolastici più ampi; nel secondo, l'orario massimo per una scuola superiore diventerebbe di 34 ore, modificando soprattutto gli orari ipertrofici di istituti tecnici e professionali che arrivano a 40 ore settimanali. Consorzi tra Comuni, ridisegno dei curricola, recupero del personale distaccato (che pur non essendo in cattedra, statisticamente fa "cumulo", aumento ai livelli europei del rapporto allievi/docenti. Il tutto per ridurre del 10% il personale docente e del 17% quello tecnico in 4 anni per recuperare fondi con i quali costruire la carriera dei docenti. La situazione economica, ha commentato Gelmini, "oggi non consente di mantenere la scuola come è, peraltro una scuola assolutamente non eccellente. Così non si può andare avanti: per questo ? ho annunciato ? ho intenzione di pubblicare sul sito il bilancio ministeriale". La scuola, ha concluso Gelmini, "è un servizio e non un grande ammortizzatore sociale. Come servizio va valutato in termini di costi e benefici, ma non possiamo più accettare di rimanere agli ultimi posti delle classifiche internazionali". "Bisogna vedere come si taglia e si riorganizza ? fa notare Giuseppe Pezzoni dirigente del liceo Secco Suardo ? noi abbiamo classi più che adeguate ai parametri, molti disabili inseriti, passerelle antidispersione. Non ci sono docenti di troppo, anzi". Per Vincenzo D'Acunzo, segretario della Cisl Scuola, "non è possibile tagliare al nord dove la popolazione è in crescita e nei grossi centri le classi sono già al limite dei parametri indicati". Per Loris Renato Colombo dello Snals, "il segnale era già chiaro con Fioroni, che legava il ruolo per i precari alla copertura finanziaria. Fondi si potrebbero recuperare facendo entrare i precari in ruolo posticipando con un piano di "ammortamento" la ricostruzione delle carriere". Susanna Pesenti.

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La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonello (Coldiretti): le difficoltà dei mercatini La burocrazia ostacola la nostra vendita diretta "La vendita diretta produttore-consumatore? Sarebbe davvero bello farla con continuità, ma purtroppo subiamo una serie di cavilli burocratici che impediscono di fatto di istituzionalizzarla". Mauro Tonello, presidente della Coldiretti, spiega il motivo per cui i mercatini della Coldiretti aperti al pubblico, quelli che abbattono molti costi della filiera, con passaggio diretto dalla campagna alla tavola, vengono molto spesso penalizzati, anche perché ci sono pressioni da parte delle associazioni dei commercianti. "Cito il caso attuale ed emblematico - dice Tonello - di una rivendita del latte fresco direttamente dalla stalla a 1 euro al litro, che dovrebbe aprire davanti alla sede della Coldiretti. Da una decina di giorni è stata chiesta l'autorizzazione, ma ci sono tali cavilli che ne rimandano sempre l'apertura, addirittura è stato obiettato che la struttura toglierebbe due posti auto. Lo stesso discorso vale per i mercatini della frutta e della verdura, spesso relegati anche in provincia in piazze un po' anguste. Si respira un'aria di freno da parte delle amministrazioni comunali, dovute a varie pressioni. La vendita diretta fa comodo a volte solo a parole, ma quando questa si scontra con altri interessi, che non sono quelli ovviamente dei consumatori, ma di determinate categorie, sorgono i problemi".

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Brunetta: <Da settembre la pensione in tabaccheria> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 20 Brunetta: "Da settembre la pensione in tabaccheria" ? ROMA ? LA PENSIONE dal tabaccaio, il passaporto alla Posta, la bolletta in farmacia, il certificato anagrafico in banca, la piantina catastale al supermercato. Potremo dire addio all'incubo delle code allo sportello, addio alla burocrazia. E' quello che conta di fare Renato Brunetta (nella foto Ansa) con il progetto "reti amiche", che partirà a settembre. L'obiettivo, ha spiegato il ministro della Funzione pubblica, è quello di rendere la vita più facile ai cittadini". Il servizio sarà a costo zero per lo Stato e a costo vivo per il cliente. Poste e Tabaccai sono pronti e partiranno a settembre. Presto si aggiungeranno banche, stazioni ferroviarie, farmacie, stazioni dei Carabinieri, grande distribuzione. Da gennaio i pensionati a basso reddito potranno ritirare la pensione nella tabaccheria con un servizio tipo bancomat. "In qualsiasi posto si trovino ? dice il ministro ? sarà possibile prelevare anche cifre modeste, fino a 10 euro, annullando i rischi dello scippo". Sin da settembre sarà possibile pagare in uno dei 35mila tabaccai in rete i contributi per il riscatto della laurea e da novembre anche i contributi per le colf. Negli uffici postali, che già rilasciano i passaporti, si potranno avere anche i permessi di soggiorno, e sarà garantita la riscossione dei contributi previdenziali, dei bollettini infortuni domestici e la Inps card. Progressivamente arriveranno il servizio di gestione dei concorsi pubblici, i visti sul passaporto, i certificati anagrafici e gli estratti conto dell'Inps. ol. po. Image: 20080701/foto/6879.jpg.

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Mover, si cambia - donatella francesconi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La denuncia. "Oltre 160 pass gratis concessi in passato e non riesco ad avere l'elenco" "Mover, si cambia" Il presidente Sugliano: farò il parcheggiatore L'impegno. Portare al piano terra gli uffici al pubblico DONATELLA FRANCESCONI VIAREGGIO. Il caos regna in Mover, la società dei parcheggi. E ieri mattina il sindaco Luca Lunardini ha nuovamente alzato il telefono, per chiedere al neo presidente Gigi Sugliano di far rispettare quanto l'amministrazione comunale decide ed indica. A cominciare dalla tariffa di 3 euro, invece di 4, per la sosta giornaliera sul Vialone nei giorni feriali. Come già indicato da giorni. Al presidente Sugliano che chiedeva conto al direttore Gorelli dell'esecuzione di quanto chiesto dal sindaco, è arrivata la seguente risposta: "Modifiche ufficiali ancora non ne sono arrivate...". Già, nel paese della burocrazia un primo cittadino che per due volte chiede una modifica a quanto deciso non è abbastanza ufficiale. Servono il pezzo di carta, il protocollo, il timbro, la firma e la controfirma, cui far seguire altrettanta carta affinché ciascun anello della catena possa far pesare il proprio pezzettino di potere. è l'abc del sindaco, da imparare in fretta se si vuole governare... Stessa storia con i parcometri di via Fratti. Una delibera di giunta, datata ormai quindici giorni fa, indica che qui si pagherà la sosta nei giorni festivi. Ma i parcometri sono ancora spenti e da ieri sono stati "incappucciati" i cartelli verticali. Motivo: va aggiornato il software dei parcometri stessi, programmati per mangiare monetine per l'intera settimana. Ma, allora, perché da Mover nessuno ha fatto presente il problema così che l'amministrazione potesse rinviare il provvedimento? Per come stanno le cose, Mover potrebbe essere tacciata di star causando un danno erariale al Comune. In questo caos si è insediato Gigi Sugliano, paladino anti strisce blu da presidente del Movimento cristiano lavoratori, oggi pronto a "passare una giornata da parcheggiatore" per capire come funziona il sistema della sosta in città. "Ma della protesta contro il Piano della sosta della giunta Marucci non mi rimangio niente - spiega - e se l'attuale amministrazione avesse in mente di rispolverarlo, mi dimetterei immediatamente". Della società dei parcheggi, il cui presidente è stato a lungo Giancarlo Giannecchini (Pd), Sugliano racconta: "L'ho trovata ben più disastrata di come appaia guardando il sito...Basti pensare che in città risulterebbero esserci 160 pass gratuiti. Ho chiesto da giorni l'elenco e non l'ho ancora ottenuto". Per quanto lo riguarda, da presidente Mover ne avrebbe diritto secondo la consuetudine fin qui in vigore: "Ma l'ho rifiutato - spiega -: ho chiesto solo di non pagare la sosta quando lascio l'auto al parcheggio di piazza Nieri e Paolini perché sono al lavoro nella sede di via Regia per tutto il giorno". Tra i suoi obiettivi, in parte già annunciati ai dipendenti che ha incontrato ieri, Sugliano annuncia l'intenzione di esternalizzare l'attività di scassettamento dei parcometri che attualmente viene fatta dai dipendenti Mover senza protezione alcuna. "Vorrei anche arrivare ad un regolamento interno e ad affrontare alcune questioni come quella, per esempio, delle condanne o dei carichi pendenti eventuali di chi lavora in Mover". Per venire incontro alle esigenze del pubblico, Sugliano pensa ad un'apertura anche pomeridiana degli uffici "e a trasferire a piano terra nella sede di via Regia lo sportello per i cittadini". Sede il cui affitto - continua il nuovo presidente - "costa quanto un mutuo", mentre sulle scale il caldo "stende" chiunque si arrampichi fino alla porta che dà accesso all'agognata meta. Ma a stare a cuore a Sugliano è anche "la partecipazione della società al cammino verso i nuovi parcheggi sotterranei", nuovo vero affare urbanistico: "Speriamo fortemente di venir chiamati a partecipare", è il messaggio che Sugliano manda all'amministrazione. Per quanto riguarda, invece, mobilità e traffico, Sugliano ha in testa un chiodo fisso: zona a traffico limitato nel centro città, con buona pace di quella che c'era già e che la giunta Lunardini ha appena annullato: "Prima di occuparsi di sosta - conclude - bisogna pensare a come deve essere regolato il traffico". Anche se, gira gira, l'auto poi bisognerà pur parcheggiarla.

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Uno sportello virtuale contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOVITÀ Presentato a Monza il progetto che consentirà ai cittadini di svolgere diverse pratiche via Internet UNO SPORTELLO VIRTUALE CONTRO LA BUROCRAZIA Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio hanno portato in rete un portale dedicato al settore sociale. richiedi la foto La conferenza stampa di presentazione che si è svolta a monza Villasanta - Una finestra virtuale, immediata e moderna sul mondo dei servizi sociali e del terzo settore. Precorrendo i tempi, i Comuni di Monza, Villasanta e Brugherio (ovvero uno dei sette "ambiti" dell'Asl3) hanno messo in Rete un portale Internet dedicato al settore sociale. "Diciamo che abbiamo inventato i Servizi sociali a portata di mano - ha esordito con orgoglio durante la conferenza stampa, l'assessore monzese, Stefano Carugo - Crediamo nella tecnologia per comunicare e riteniamo questa del portale un'idea vincente che faciliterà l'integrazione tra istituzioni e cittadini". Navigando su www.ambitodimonza.it, si trovano così informazioni su servizi e modulistica per quanto concerne, minori e genitorialità, giovani, adulti, anziani, disabili, stranieri, donne e famiglia. Ogni Comune ha poi a disposizione una propria sezione e anche alle associazioni viene offerta la possibilità di presentarsi alla cittadinanza. Una novità a cui hanno partecipato con entusiasmo anche Bertilla Cassaghi e Bruna Rovelli, assessori nei Comuni di Brugherio e Villasanta. "Uno dei punti qualificanti del lavoro - ha precisato quest'ultima - è dato dall'opportunità di mettere in comune l'esperienza maturata nel settore". "Un'opportunità per noi, per i cittadini e per le associazioni del territorio - le ha fatto eco la Cassaghi - Crediamo fortemente in questo tipo di comunicazione e vedremo anche di potenziare l'offerta". Giorgio Scivoletto, direttore sociale dell'Asl3, ha puntato sul tema della semplificazione e della comunicazione. "In questo modo - ha detto, concludendo così il proprio intervento - garantiamo ulteriormente l'accesso ai servizi e la libertà di scelta". Articolo pubblicato il 01/07/08 Viviana De Vittorio.

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Rosneft: Tnk-Bp non ci interessa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-01 - pag: 2 autore: Per l'amministratore delegato Bogdancikov la società non è abbastanza redditizia Rosneft: Tnk-Bp non ci interessa MADRID. Dal nostro inviato Dopo Gazprom, anche Rosneft prende le distanze dalla disputa su Tnk-Bp, la joint-venture russo britannica dilaniata dai conflitti tra gli azionisti (la britannica Bp e un gruppo di investitori noto con la sigla Aar, ossia Alfa Group, Access Industries e Renova). Parlando con il Sole-24 Ore a margine del Congresso mondiale del petrolio, il presidente della compagnia statale, Serghej Bogdancikov,è statocategorico nell'escludere un possibile ingresso di Rosneft nel capitale di Tnk Bp: "Non siamo assolutamente interessati a rilevare una quota della società".L'ipotesi era stata suggerita da diversi analisti, convinti che all'origine dei problemi di Tnk-Bp vi sia in realtà la volontà del Cremlino di mettervi le mani, attraverso una delle sue compagnie di fiducia: Gazprom o Rosneft, appunto. La risposta di Bogdancikov è arrivata insieme all'ennesima svolta negativa nelle relazioni tra Tnk-Bp e Mosca. Secondo l'agenzia Reuters, 75 dipendenti stranieri della joint-venture potrebbero presto essere costretti a lasciare la Russia, poiché l'ufficio immigrazione ha approvato il rilascio di meno della metà dei permessi di lavoro che erano stati richiesti per 146 tecnici. Uno degli azionisti russi della società, German Kahn, ha chiesto che i permessi siano ulteriormente ridotti l'anno prossimo da 71 a 63. Il disinteresse esibito da Gazprom nei confronti di Tnk-Bp non convince del tutto gli osservatori. Potrebbe trattarsi infatti di una mossa strategica, mirataa distogliere l'attenzione da progetti che lo stesso Cremlino ha sempre smentito. Lo stesso potrebbe valere per Rosneft. Bogdancikov ha comunque argomentato la sua posizione: "La nostra è una delle compagnie leader in Russia. Oggi produciamo oltre 100 milioni di tonnellate di petrolio e abbiamo progetti per arrivare a 160 milioni entro il 2015 e 170 entro il 2020. Tnk-Bp invece estrae poco più di 60 milioni di tonnellate. Inoltre, i nostri costi di produzione sono molto competitivi:l'anno scorso erano sui 3 dollari al barile. Perché dovremmo essere interessati a una società con pozzi dalla resa inferiore ai nostri?". Roseneft è decisa a crescere, sottolinea Bogdanchikov. "Tuttavia non intendiamo prendere in considerazione investimenti con un tasso di rendimento interno inferiore al 20 per cento. Ci sono asset migliori da rilevare. Per espanderci stiamo guardando in Russia e all'estero,in particolare in Kazakhstan e in Africa". Lo sviluppo dell'offerta non è solo una strategia aziendale, assicura Bogdanchikov, ma anche la risposta russa ai record del petrolio. Ma il numero uno di Rosneft, parlando alla platea dei delegati al Congresso del petrolio, ha lanciato ieri un'altra proposta contro il caro-greggio: una jointventure tra Russia e Unione europea, in cui Mosca conferirebbe asset produttivi, in cambio di impianti di raffinazione e reti di distribuzione. Si. Bel. BUROCRAZIA A OROLOGERIA Le autorità moscovite non rinnovano i permessi a 75 lavoratori stranieri della joint venture al centro di un'aspra disputa tra i soci Categorico. Serghej Bogdancikov, amministratore delegato di Rosneft KOMMERSANT.

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Dimissioni senza modulo: solo correzioni condivise (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-01 - pag: 6 autore: INTERVISTA Stefano Saglia Commissione Lavoro "Dimissioni senza modulo: solo correzioni condivise" Nicoletta Picchio ROMA Se ci saranno emendamenticondivisi per migliorare il testo, sarà ben disposto ad accettarli. Ma per Stefano Saglia, Pdl-An, presidente della commissione Lavoro della Camera, il decreto varato dal Governo sulla deregolamentazione del mercato del lavoro, che abolisce l'obbligo del modulo vidimato dal ministero del Welfare per le dimissioni dei lavoratori, va bene così. Semmai, di emendamenti ne ha in mente altri, al di fuori del testo del decreto: una riduzione dei premi Inail sugli artigiani e interventi sulla sicurezza, puntando alla prevenzione e alla formazione. Vorrebbe sbloccare i fondi delle parti sociali, affidati agli enti bilaterali. Ma c'è anche un altro terreno su cui Saglia si sta impegnando con la Commissione Lavoro: l'indagine conoscitiva sul sistema contrattuale. Domani ci sarà la prima audizione, con il ministro del Wel-fare, Maurizio Sacconi. Sia la Cisl, sia il Governo, come ha detto più volte Sacconi, stanno pensando a un patto con le forze sociali, che punti alla crescita e alla redistribuzione delle risorse generate, varando sgravi fiscali e aumentando il potere d'acquisto dei dipendenti. Saglia però è più propenso a dividere i tempi: il patto, afferma, può essere una conseguenza dell'accordo tra le parti sui contratti, "per evitare ritorni al passato, come il Patto per l'Italia varato dal precedente Berlusconi". Riformati i contratti, continua, è necessaria una politica dei redditi, che passi per un calo del fisco e delle tariffe, immaginando una tariffa sociale per gas ed elettricità. Tornando alle dimissioni, il modulo ministeriale era stato introdotto del Governo di centro-sinistra, tra l'altro con il voto favorevole di An al Senato, per evitare il fenomeno delle dimissioni in bianco imposte dal datore di lavoro per avere facilità di licenziamento. Un comportamento illegittimo, comunque minoritario, che l'ex Governo Prodi aveva pensato di arginare introducendo una modulistica obbligatoria, sul sito Internet del ministero, da convalidare telematicamente anche dagli uffici ministeriali. Una burocrazia contestata dalle aziende, che il Governo Berlusconi ha cassato nel decreto presentato due settimane fa. Ora l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano, e Pietro Ichino, giuslavorista e senatore Pd, hanno fatto marcia indietro sul modulo, in una lettera pubblicata venerdì sul Sole 24 Ore: va bene semplificare, ma come si perseguono i comportamenti illeciti? Per Damiano e Ichino, si potrebbe ricorrere alle sanzioni: una contravvenzione, aggravata per il caso di effettivo utilizzo del documento falso. Ma per Saglia non funziona: "C'è proprio una differenza culturale profonda tra noi e la sinistra. Le sanzioni potrebbero invece favorire il sommerso". Per il presidente della commissione Lavoro, il decreto attua una "deregolazione intelligente", puntando a dare ai lavoratori tutele sostanziali e non formali. "Il fenomeno dei fogli in bianco è residuale, nelle piccolissime aziende, non possiamo per questo aggravare la burocrazia di tutte le imprese. Inoltre, per i dipendenti c'è sempre la stradadel procedimento penale come tutela ", continua l'esponente del Pdl. Nella passata legislatura An votò a favore, facendo sponda all'ala più garantista della sinistra. "Oggi l'area sociale di An ha avuto una maturazione, l'approccio deregolatorio è condiviso da tutta la maggioranza", dice Saglia, che nei prossimi giorni comincerà a esaminare il provvedimento. Domani il decreto sarà incardinato nei lavori della Commissione, dove sono presenti Damiano e il ministro del Lavoro ombra Pd, Enrico Letta. N. P. Pdl. Stefano Saglia CONTRASTO.

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Mediterraneo, partita a tre (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-01 - pag: 12 autore: ... LO SVILUPPO E IL VERTICE DI MILANO Mediterraneo, partita a tre N on c'è bisogno di allungare lo sguardo oltre l'orizzonte,fino in Cina o in India, per constatare la velocità con la quale la globalizzazione ridisegna gli scenari dell'economia.Basta un'occhiata non troppo distratta al mare di casa, il Mediterraneo. Nei Paesi della riva Sud i principali investitori sono ormai le monarchie del Golfo Persico, non i naturali vicini di casa, gli europei. In vista del vertice di Parigi che dovrà dare impulso all'Unione per il Mediterraneo – il nuovo progetto francese che deve colmare anni di sbilanciamento dell'Europa a Est – Milano, con il sesto Laboratorio Euromediterraneo, ha proposto una lettura aggiornata di quella che ormai è una partita a tre: gli europei, i dirimpettai del Mediterraneo e i partner dei petrodollari. Più impulso politico, meno burocrazia, accordi su ambiente, energia e trasporti, e riflessi più pronti negli accordi economici con i Paesi del Golfo sono la ricetta che Roma porta a Parigi per aiutare Nicolas Sarkozy e il suo progetto ad avere successo. E allo stesso tempo per lasciare una nitida impronta italiana su una svolta che la politica euromediterranea non può più rinviare.

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Torino, Centro estero da rifare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-01 - pag: 18 autore: Industria. Il presidente degli imprenditori, Carbonato: l'iniziativa messa in campo da Regione e Unioncamere va ripensata "Torino, Centro estero da rifare" Collaborazione tra aziende e università per incentivare ricerca e innovazione Augusto Grandi TORINO "Vogliamo contare di più in tutti quei luoghi e tavoli dove si compiono scelte cui siamo in grado di fornire un contributo effettivo grazie alle nostre competenze. Senza arroganza e senza presunzione, ma con la consapevolezza del rilievo economico e sociale che le nostre attività esprimono nell'area torinese ". Gianfranco Carbonato esordisce come presidente dell'Unione industriale subalpina rivendicando il ruolo delle aziende e della loro associazione. Oltre 2.200 aziende associate – con una forte crescita sotto la presidenza di Alberto Tazzetti – oltre 200mila dipendenti con relative famiglie. Eppure un ruolo fortemente penalizzato nelle ultime nomine nelle fondazioni bancarie, ma non solo. Perché Carbonato avverte che"va ripensata l'operazione intentata da Regione e Unioncamere, attraverso il Centro estero per l'internazionalizzazione del Piemonte ", valorizzando maggiormente il contributo dell'industria "in quanto principale protagonista delle politiche di internazionalizzazione ". Non a caso lo scorso anno la provincia di Torino ha esportato per 18 miliardi di euro e il 99,6%proviene dall'industria manifatturiera. E sul fronte dell'export l'Unione industriale continuerà a muoversi, cercando di coinvolgere il maggior numero di aziende in un progetto di promozione sui mercati emergenti e a più alto potenziale di sviluppo. D'altronde proprio le Pmi subalpine, oltre ai grandi gruppi, sono protagoniste delle iniziative sulla ricerca e Carbonato ha insistito sulla necessità di sviluppare i poli di innovazione. Così come ha sottolineato l'importanza della formazione e delle iniziative per valorizzare i giovani migliori. Collaborando anche con gli atenei torinesi, che godonodi ampi riconoscimenti internazionali, per attirare talenti anche dall'esterno. Un patrimonio di sapere produttivo – aggiunge Carbonato – che è nel codice genetico dell'industria di Torino e a cui il Paese non può permettersi di rinunciare. D'altronde il rilancio della Fiat è frutto anche di questa capacità ed è la stessa capacità che ha portato a Torino i centri di ricerca di Gm e Microsoft. Perché nel Dna subalpino non c'è solo l'auto e Carbonato chiede al ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, di favorire la nascita di un metadistretto del settore aerospaziale, con Torino come centro coordinatore. E Scajola risponde che il Governo prenderà in considerazione la proposta. Per poi ricordare che Torino costituisce un modello vincente per lo sviluppo. Uno sviluppo che richiede energia e il ministro ribadisce l'impegno per il nucleare, ottenendo l'immediato plauso di Emma Marcegaglia, presidente di Con-findustria, che mette in guardia contro una crisi internazionale che si sta prolungando. E che richiederebbe, ad esempio, comportamenti diversi a livello europeo: meno burocrazia e maggior attenzione ai problemi delle industrie e dei cittadini. Marcegaglia concorda con Scajola sui problemi del dopo Kyoto, sui vincoli alle emissioni delle auto che puniscono chi ha lavorato bene negli ultimi anni. Ma il presidente di Confindustria interviene anche sulla politica nazionale, invitando a tutelare il potere d'acquisto delle famiglie con tagli alle tariffe pagate per servizi pubblici inefficienti. Ma chiedendo anche ai politici di evitare risse inutili e di concentrarsi sui problemi reali del Paese.

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Mercato in salita per le vendite di motocicli (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-01 - pag: 18 autore: Trasporti. Nei primi cinque mesi dell'anno calo dell'8,2% ma è prevista un'inversione di tendenza Mercato in salita per le vendite di motocicli Daniele Lepido MILANO Cinque mesi con il segno meno per le due ruote. Dopo le auto, la contrazione dei consumi ha colpito anche le moto: da gennaio a maggio il mercato complessivo ha perso l'8,2% rispetto all'anno precedente, con 246.307 unità vendute. "Già da giugno dovrebbe esserci un'inversione di tendenza, ma intanto preoccupa l'andamento di tutto l'automotive perché è segno che la congiuntura sta frenando gli acquisti", spiega Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Ancma che ieri a Milano ha tenuto la sua assemblea annuale alla quale ha partecipato anche il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso. Nello specifico in questa prima parte dell'anno hanno tenuto solo i "cinquantini", cresciuti del 3,2% con le 49.685 nuove unità vendute, mentre sono scesi gli "scooteroni" (-9,4%, 122.653 unità) e le moto (-12,6%, 73.969 unità). Vendite in crisi anche per le biciclette, "che anzi stanno attraversando un momento ancora più difficile", come fanno sapere dall'Ancma, così come il comparto dei caschi, che ha registrato nei primi cinque mesi un calo del 12 per cento. Niente a che vedere con i numeri del 2007, anno in cui il settore degli scooter si era consolidato (+6,5%), con oltre 435mila nuove immatricolazioni di veicoli con una cilindrata maggiore di 50 cc, e quasi 131mila "cinquantini" messi in strada, a fronte di un arretramento delle moto, che anche l'anno scorsoavevano segnato un calo (-2,9%). Secondo Guidi per rilanciare il settore "è necessario consentire ai motocicli di cilindrata inferiore ai 150 centimetri cubici di circolare anche su autostrade, tangenziali e superstrade, visto che parliamo di un divieto che risale al 1959". "Al tempo stesso – ha continuato il numero uno dell'Ancma – auspichiamo che venga vietato, per ovvi motivi di sicurezza, l'uso dei caschi Dgm (quelli leggeri, a "padella", che non coprono la nuca, ndr), dei quali già dal 2000 è vietata la vendita. Mentre siamo contro l'innalzamento da 14 a 16 anni dell'età minima per guidare i quadricicli, che sono equiparati ai ciclomotori". Nonostante i dati negativi di questo scorcio del 2008, gli italiani rimangono un popolo di scooteristi, visto che nel nostro Paese circola il 60% di tutti gli scooter europei. A livello regionale, invece, la Lombardia vale circa il 17% del mercato generale delle due ruote in Italia, con Milano e Provincia che rappresentano da soli l'8,4% di tutto il business. Numeri simili per il Lazio, Regione che vale da sola il 13% del mercato con Roma e Provincia che coprono in questo caso il 10,3% del comparto. "Abbiamo chiesto al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo – ha detto Guidi – di far ripartire gli eco-incentivi, a patto di eliminare drasticamente tutta la burocrazia che ne rendeva difficoltosa la fruizione". CONTRIBUTI Guidalberto Guidi (Ancma): "Abbiamo chiesto al Governo di far ripartire il sistema degli eco-incentivi, anche se con meno burocrazia".

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L'Ater blocca gli ascensori nelle case popolari, disabili chiusi in casa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-07-01 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Roma Migliaia di famiglie coinvolte dopo il pignoramento dei conti. L'azione continuerà oggi in tutta la capitale L'Ater blocca gli ascensori nelle case popolari, disabili chiusi in casa ROMA - La burocrazia batte sul tempo il web ma l'esito è infelice e, secondo gli avvocati degli inquilini Ater, illegale. Ieri pomeriggio, mentre sul sito www.aterroma.it compariva l'avviso ("A causa del pignoramento disposto dal comune di Roma gli impianti vengono disattivati ") decine di ascensori di Pietralata erano già stati sigillati. Centinaia di famiglie d'inquilini del patrimonio dell'ex Istituto delle case popolari hanno improvvisamente realizzato d'essere l'anello più debole dello scontro finanziario tra enti locali ("Mio marito, invalido, è prigioniero al settimo piano ", denunciava in serata, la signora Paola Pizzari, un'inquilina). Regione da un lato e Comune dall'altro. Dietro l'emergenza con cui nei prossimi giorni l'amministrazione dovrà confrontarsi (e che già ieri ha impegnato diversi mezzi di soccorso) c'è una crisi finanziaria. Nè l'una (la Regione) nè l'altro (il Comune) nuotano infatti nell'oro. Ater, già ampiamente indebitata, deve da tempo al Comune di Roma circa 500 milioni di euro (Ici). E, mentre la precedente amministrazione aveva avviato un negoziato per scontare il debito all'agenzia regionale (gli annunci di Causi e Veltroni parlavano anzi di "cancellazione "), questa, al contrario, potrebbe esigerlo. Ultimamente l'Ater si è resa disponibile a coinvolgere il Comune nel procedimento di vendita dei cosiddetti gioielli di famiglia (immobili di maggior prestigio, dalle palazzine storiche di San Saba a quelle in Prati e Mazzini). Ma se prima si "galleggiava" e tra Regione e Comune s'era raggiunto comunque una sorta di equilibrio, ora la situazione è cambiata. Ed entro oggi 50 mila famiglie rischiano di restare senza ascensori. Nel periodo del commissariamento, il prefetto Mario Morcone ha infatti avviato la procedura di riscossione del debito, da cui il pignoramento dei conti Ater. Una settimana fa, durante il consiglio di amministrazione, spiega il consigliere Ater Stefano Zuppello, "abbiamo potuto stanziare lo stretto indispensabile per la tutela assicurativa del patrimonio", e poi hanno alzato le mani. Ieri, alle 15, un tecnico della Paravia, una delle due ditte che si è aggiudicata l'appalto per la manutenzione, ha bloccato gli impianti di via Bombicci: una ventina di scale di fabbricati a 9 piani. Circa 200 famiglie, molti anziani, alcuni con handicap. Dal neonato al disabile, dalla ragazza incinta al settantenne in carrozzella chiusi in casa. Il motivo: "Il contratto di manutenzione e verifiche non può essere garantito ". Quindi blackout degli ascensori per tutti. L'ultimo capitolo della contesa tra Regione e Comune è anche storico. Mai accaduto in passato un fatto del genere. E non tanto perche l'Ater non fosse indebitata quanto per il fatto che buona parte del patrimonio era senza ascensori. Altra annosa mancanza dell'ex istituto case popolari. L'esecuzione anticipata a Pietralata diventa l'annuncio angoscioso per le altre, residenti tra la periferia e il centro come pure in provincia. "Non abbiamo mai chiuso le porte ad Ater" dice il presidente della commissione bilancio del Comune, Federico Guidi. Ma la tentazione della polemica politica c'è, eccome: "Non è semplice sbloccare il pignoramento. E le casse comunali hanno già i loro problemi come Veltroni sapeva. Credo, anzi, che la procedura avviata da Morcone fosse stata istituita dallo stesso Veltroni". Cinquantamila Entro oggi 50 mila famiglie che abitano negli alloggi Ater rischiano di restare senza ascensori Conti bloccati Il blackout è stato deciso perché l'Ater ha i conti correnti bloccati dalla Gerit, la società esattrice del Comune Ilaria Sacchettoni.

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L'Expo di Shanghai sarà una guida per Milano 2015 (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-07-01 - pag: 24 autore: "L'Expo di Shanghai sarà una guida per Milano 2015" Giuseppe Latour "In questo periodo siamo spesso a Saragozza. Pensiamo di poter imparare molto dalla loro esperienza". A parlare è Xu Bo,responsabile dei partecipantistranieri all'Expo 2010 di Shanghai, l'uomo che, in questi mesi, sta girando il mondo per promuovere la prima esposizione universale ospitata da un Paese in via di sviluppo. Pochi giorni fa è volato in Italia per parlare del nostro padiglione con il commissario del Governo, Beniamino Quintieri. L'organizzazione di un buon Expo, ne sono convinti in Cina, passa necessariamente dall'analisi dei precedenti, per imitarne le best practices e non ripeterne gli errori. Errori che, a Saragozza, sono stati molti, anche a causa dei tempi ristretti di organizzazione. "La prima difficoltà che stanno riscontrando riguarda la burocrazia. Gli espositori devono impiegare anche 4 o 5 ore per semplici procedure amministrative. Noi dobbiamo fare meglio ". Anche perché i numeri di Shanghai saranno ben superiori a quelli di Saragozza: più di 200 partecipanti tra Paesi e istituzioni contro 100, sei mesi di expo contro appena 3. Ogni errore rischia di far collassare una macchina gigantesca. "L'altro punto da non imitare riguarda la comunicazione. All'inaugurazione di Saragozza decine di rappresentanti di nazioni straniere hanno sentito solo spagnolo. Da noi, nel villaggio, saranno parlate sempre almeno due lingue". I 230mila volontari che muoveranno tutte le attività di Shanghai parleranno tutti la loro lingua madre, il cinese, e l'inglese. E dovranno seguire corsi di buone maniere: "Dobbiamo essere eleganti, educati e lavorare sulla nostra immagine. Sarà la prima volta che a Shanghai arriveranno rappresentanti così importanti da tutto il mondo". Il modello cui Milano dovrà guardare, allora, non sarà Saragozza ma proprio Shanghai. La strada che porta in Italia nel 2015 passa anche dai suoi grattacieli. Nel 2010 l'Italia sarà presente con un padiglione che molti si augurano possa divenire stabile. "Per contratto tutte le strutture possono essere smantellate dopo l'Expo.Se il progetto italiano dovesse avere successo, potrebbe essere mantenuto in un'altra area, ma non possiamo dir nulla prima". Tante aspettative verso l'Italia, ma anche un grande rammarico: "Dispiace che nell'area dei padiglioni corporate non sia arrivato neppure un brand italiano. A noi avrebbe fatto piacere avere qualche grande nome della vostra moda". Le attenzioni maggiori, comunque, restano rivolte all'organizzazione interna. "Il problema più difficile era quello dei trasporti: fino a 10 anni fa a Shanghai non c'era neppure la metro ". Come è stato risolto? "Contiamo, per il 2010, di avere almeno 400 km di metropolitana. Con 5 linee dedicate soltanto all'esposizione". Ma saranno disponibili anche traghetti e linee di autobus. Tutti risolti anche i problemi di accoglienza, secondo Xu Bo. "Conteremo molto sulle città vicine a Shanghai. Non è stato possibile costruire molti nuovi alberghi, perché l'Expo è un investimento di breve periodo e nel lungo chi avesse messo i soldi non avrebbe avuto alcun ritorno". I visitatori in arrivo a Shanghai, insomma, troveranno tutto pianificato nei dettagli: "Lavoreremo sulle previsioni del tempo per prepararci ai periodi di forte caldo umido. Cercheremo di ridurre al minimo i biglietti comprati ai cancelli. Con le prenotazioni digitali potremo sapere prima come si muovono le persone e prepararci con anticipo". Evitando a tutti tempi morti e attese. MESSAGGI E LEZIONI "Peccato l'assenza di brand del made in Italy nell'area corporate. Gli errori di Saragozza" Impegni cinesi. Vista virtuale del progetto di padiglione italiano dell'architetto Giampaolo Imbrighi per Shanghai Xu Bo. Comitato organizzatore IMAGINECHINA.

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Non può tornare indietro, ma nemmeno proseguire. E' intrappolato in un'aeroporto, il (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

01 Luglio 2008 Chiudi Non può tornare indietro, ma nemmeno proseguire. E' intrappolato in un'aeroporto, il protagonista di The Terminal, il film interpretato da Tom Hanks, in onda stasera su Canale 5 alle 21, 10. Motivi di burocrazia. Una questione di burocrazia blocca quell'uomo straniero che vorrebbe entrare negli Stati Uniti, ma che è anche pronto a fare dietro front. E che invece è intrappolato tra gates e negozi per ore, per giorni. Un tempo in cui la sua vita è sospesa, come quella degli eroi di Kafka, e di Beckett, rivisitati in chiave fiabesca e hollywoodiana dal regista Steven Spielberg. Al fianco di Hanks, c'è una deliziosa Catherine Zeta-Jones. Meno male che la tv trasmette qualche film di consolazione per gli spettatori che, come tutte le estati, hanno poco da scegliere. Altro titolo in prima serata (su Raitre), è Payback, remake di Senza un attimo di tregua, il giallo diretto nel 1967 da John Boorman. Nel ruolo che fu del grande Lee Marvin, c'è uno strepitoso Mel Gibson. Stavolta è lui a interpretare il gangster fregato a puntino dal socio, che ha un unico scopo, vendicarsi. La regia, meno intelligente e raffinata di quella di Boorman, è firmata da Brian Helgeland. In seconda serata, altri due film. Retequattro propone Camerieri, di Leone Pompucci, con Diego Abatantuono, Paolo Villaggio e Carlo Croccolo. Una storia dura che racconta frustazioni, meschinità e delusioni del personale di un ristorante sull'orlo della chiusura. Su Canale 5, invece, va in onda il leggerissimo Top model per caso, adatto al pubblico più giovane.

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Show di luci. E il Cenacolo <vive> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-07-01 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Arte & spettacolo Ieri a Milano la "drammatizzazione" dell'affresco che aveva sollevato tante polemiche Show di luci. E il Cenacolo "vive" Greenaway: sfida vinta, battuta la burocrazia, Leonardo sarebbe felice Il momento più forte è l'alzarsi di un braccio di Cristo che indica il piatto con l'ostia o si rivolge a Giovanni MILANO - Finalmente è avvenuto. Quello che Peter Greenaway chiama il dialogo diretto con Leonardo, ieri pomeriggio soltanto si è realizzato con l'incredibile drammatizzazione, attraverso la luce, del "Cenacolo " nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie, scavalcando divieti, resistenze, paure delle sovrintendenze, che avevano indotto il regista gallese, autore di I misteri del giardino di Compton House e di Prospero's Books a creare clone dell'Ultima Cena a Palazzo Reale, su una parete della sala delle Cariatidi, nell'ambito del Salone del Mobile. Ieri al tramonto, invece, annunciata dal ritmo come di colpi a una porta (del mistero?), la luce ha cominciato a proiettarsi, a "toccare" gli oggetti sulla tavola imbandita, circondandoli di un'aura giallo dorato; poi si è centrata sulla figura del Cristo, quel giovane uomo dai tratti delicati, umili, intento a guardare davanti a sé. Poco alla volta il raggio investe il gruppo di discepoli sulla sinistra dell'affresco, che si sporgono uno verso l'altro; a destra individua, quasi scolpisce un insieme più compatto, resistente. Il passaggio sul dipinto di una grande ombra lascia in rilievo i personaggi, rendendoli tridimensionali. Il momento più forte, sottolineato dai legni della musica composta da Marco Robino, è l'alzarsi del braccio di Cristo come a indicare il piatto con l'ostia, o per rivolgersi a Giovanni, alla sua destra; è l'illuminazione delle sole mani di ciascuno dei convitati, mani che indicano qualcosa, che si uniscono come per un battimani o un rincorrersi di gesti. Anche i piedi degli apostoli intravvisti sotto la tovaglia bianca sono "nervosi", a differenza di quelli di Gesù che "appaiono " dietro la lunetta cieca per forza di immaginazione, anzi per potere d'immagine. "La più grande emozione che ho provato davanti al capolavoro? Gioia, vera gioia - risponde il regista - assieme alla convinzione che quel genio di Leonardo, nato di giugno sei secoli fa, sarebbe stato entusiasta. Da quell'impavido, temerario, infaticabile sperimentatore che era, avrebbe trovato "vecchie" le nostre tecnologie, ne avrebbe usato di più evolute. Il cinema, nella sua relazione tra luce e figura e suono, forse è cominciato con lui...". Ha temuto che l'impresa non riuscisse? "Sì, la politica, la burocrazia si è messa di mezzo, e, pur rispettando le cautele, ho trovato queste paure inutili, se non sciocche ". Dopo la visita riservata al ministro dei Beni culturali Biondi che intende "riproporre l'evento ciclicamente anche per le scuole"), a Vittorio Sgarbi ("è una riconsacrazione del capolavoro leonardesco") e al sovrintendente Artioli, a vario titolo fautori dell'evento curato da Change Performing Arts, tocca ai 250 invitati che, 25 per volta, assistono al loop dell'animazione del capolavoro. Tra questi, una signora dice candidamente: "Ma sono più belli questi colori di quelli di Palazzo Reale. E il professor Carlo Bertelli aggiunge: "Ci voleva il clone! Per arrivare all'incontro con l'opera d'arte e vederne le differenze, la meraviglia ". I colori passano dal-l'ocra, al terra di Siena, al grigio perla ("ne usava di infinite gradazioni, Leonardo" dice Adam Lowe, l'artista del clone), ad un azzurro tenue, leggero, mistico. Regista Peter Greenaway, 66 anni Claudia Provvedini.

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Di ROBERTO BORGIONI PERUGIA PIU' DI MILLE (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA UMBRIA pag. 2 di ROBERTO BORGIONI ? PERUGIA ? PIU' DI MILLE<... di ROBERTO BORGIONI ? PERUGIA ? PIU' DI MILLE famiglie umbre non riescono a mettere in regola colf e badanti. Non è un problema da poco, soprattutto per chi ha in casa persone non autosufficienti, che hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24. E a garantire il sostegno domestico sono quasi sempre donne straniere. Che però restano immigrate fantasma. Come accade ai trecento extracomunitari impegnati nel comparto dell'edilizia e ai circa 200 che lavorano in agricoltura. Sono persone 'invisibili'. Non hanno il permesso di soggiorno, possono essere sbattute fuori dall'Italia da un giorno all'altro come un qualunque clandestino, rischiano addirittura il carcere. Eppure, per famiglie e aziende, sono un supporto spesso insostituibile. TUTTO NASCE dall'imbuto burocratico creato dal "Decreto flussi 2007". Chi ha un datore di lavoro pronto ad assumerlo regolarmente, dice la legge, acquista il diritto al permesso di soggiorno. Ma non è così facile. Anzi: la vicenda sta assumendo contorni drammatici, per centinaia di stranieri e per gli italiani che hanno bisogno di loro. A denunciare l'impasse e a fornire i numeri è la sezione umbra dell'Associazione Immigrati nel mondo. "A Perugia ? spiega il segretario regionale, Maurilio Turchetti ? sono state presentate 7.614 richieste di autorizzazione al lavoro. Il dato è aggiornato al 18 giugno. Ebbene: la quota di stranieri regolarizzabili disponibile per l'Umbria, in base al decreto flussi, è di 2.695 immigrati, poco più di un terzo rispetto alle domande. In realtà, al momento, le pratiche in istruttoria sono soltanto 1186, >il resto è bloccato dalla burocrazia. Ci sono state 111 richieste già rigettate, mentre i nulla osta rilasciati sino ad oggi dalla Prefettura sono stati appena 498". LA SINTESI: su 7614 stranieri che vogliono mettersi in regola e che sono supportati dai rispettivi datori di lavoro, solo 498 ce l'hanno fatta. Gli altri extracomunitari continuano a galleggiare nella clandestinità e nella speranza che, prima o poi, arrivi anche il turno del loro timbro. "C'è una montagna di pratiche ferme ? denuncia Turchetti ? Ci sono famiglie e aziende che aspettano da mesi di poter mettere in regola un immigrato che, spesso, è fondamentale per l'assistenza o la stessa attività lavorativa. Di questo, però, la burocrazia sembra non accorgersi. E il nulla osta rilasciato dalla Prefettura, quando arriva, non pone fine alla via crucis della regolarizzazione. A quel punto, infatti, l'imbuto si sposta all'estero, nei consolati italiani che devono rilasciare agli immigrati provenienti da quei paesi il visto d'ingresso per la nostra nazione. E' un gatto che si morde la coda". CHI SONO i lavoratori fantasma dell'Umbria? Il maggior numero di richieste di regolarizzazione, nel 2007, è arrivato dall'Albania (165), dalla Moldavia (125) e dal Marocco (120). In Moldavia, però, non esiste un consolato italiano. Chi ha bisogno del visto deve andare sino in Romania. Uno snervante tour in giro per l'Europa. "Eppure ? spiega l'Associazione Immigrati ? il 90% delle domande di assunzione riguarda irregolari già presenti in Italia. E' un segreto di Pulcinella. Lo Stato dovrebbe avere la coerenza di favorire l'emersione del lavoro nero per chi ha già una casa e un impiego. Ne riceverebbe in cambio denaro prezioso: il versamento dei contributi nelle casse del Fisco". E invece la burocrazia è il solito imbuto. Che strozza gli immigrati, ma pure aziende e famiglie umbre.

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AGROALIMENTARE INFVG: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

01 Luglio 2008 AGROALIMENTARE INFVG: MENO BUROCRAZIA PER LE IMPRESE "San Daniele, cittadina tra le più affascinanti della nostra regione, rappresenta il Friuli Venezia Giulia nel mondo con il suo prosciutto ed è parte della nostra ricchezza economica. Per il futuro della filiera agroalimentare occorre però fare in modo che le imprese si concentrino sulla produttività e non perdano più tempo nella burocrazia. L'amministrazione regionale, assieme al Governo, si impegnerà per questo obiettivo". Il presidente della Regione, Renzo Tondo, rilancia l'impegno per la centralità del comparto agroalimentare proprio dal palco dell'inaugurazione di "Aria di festa", la manifestazione che celebra il prosciutto esportato in tutto il mondo. "Anche in Canada - rivela il presidente - ho potuto constatare quanto fosse capillare la presenza del crudo di San Daniele". Tondo ricorda poi come "il Governo, grazie all'interessamento del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia, abbia iniziato un percorso molto importante per l'intero settore applicando, ad esempio, la legge Biagi sui contratti degli stagionali in agricoltura e promuovendo norme e misure per la crescita dimensionale delle imprese agricole". In particolare, per il comparto dei produttori e allevatori, Zaia ha anticipato alla stampa la disponibilità del Governo a impegnare 700 mila euro per la promozione del prosciutto italiano a fronte di un progetto organico presentato da consorzi e imprese. Sulla concorrenza e la difesa dei marchi, il presidente della Regione ha invitato "a non pensare provinciale". "L'europa - ha commentato - piaccia o no, esiste e dobbiamo considerarla una risorsa: abbiamo dei prodotti straordinari che non temono nessuna concorrenza o imitazione. Impegnamoci a promuoverli, aumentiamo la produttività e saremo vincenti". Foltissima la presenza di pubblico alla cerimonia di inaugurazione durante la quale il sindaco di San Daniele, Gino Marco Pascolini, ha fatto gli onori di casa assieme alla madrina, la show girl Cristina Chiabotto. Tra gli altri, erano presenti il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, gli assessori regionali alle Risorse agricole, Claudio Violino, alla Cultura, Roberto Molinaro, gli onorevoli Ferruccio Saro e Angelo Compagnon, il consigliere regionale Paolo Menis e il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini. . . <<BACK.

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LABORATORIO EURO MEDITERRANEO. MORATTI "NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE ECONOMICA CON I PAESI DELLA COSTA SUD EST DEL MEDITERRANEO" (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

01 Luglio 2008 LABORATORIO EURO MEDITERRANEO. MORATTI "NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE ECONOMICA CON I PAESI DELLA COSTA SUD EST DEL MEDITERRANEO" Milano, 1 luglio 2008 - "Il laboratorio Euro Mediterraneo è il più importante momento di confronto a livello nazionale con i Paesi della costa Sud Est del Mediterraneo e per verificare il processo di integrazione Euro Mediterraneo". Queste le parole del Sindaco Letizia Moratti all'apertura della sesta edizione della Conferenza annuale del Laboratorio Euro Mediterraneo, a Milano a Palazzo Mezzanotte, cui hanno partecipato Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano; Bruno Ermolli, Presidente Promos - Camera di Commercio di Milano; Roberto Formigoni, Presidente Regione Lombardia; Sultano Bin Saeed Al Mansouri, Ministro dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti; Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri; Altero Matteoli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Adolfo Urso, Sottosegretario alla Sviluppo Economico. "In questo processo ? ha proseguito il Sindaco Moratti ? Milano ha certamente un ruolo importante come città aperta, sede di relazioni internazionali e scambi economici e culturali, tutte caratteristiche che saranno ulteriormente valorizzate con l'Expo 2015, evento che si inserisce proprio in questa tradizione milanese di dialogo interculturale e iniziative concrete per la collaborazione tra Paesi e Culture". "Mobilitare le piccole e medie imprese, allargare il Mediterraneo ai Paesi del Golfo, integrare il volano economico con quello politico ? ha dichiarato il Ministro Frattini, aggiungendo che - occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". "Il cuore del problema - ha sottolineato Frattini ? è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente e tra gli obiettivi principali c'è la necessità di rilanciare un dialogo interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia". "Occorre - ha concluso Frattini - rilanciare in modo non burocratico il dialogo interculturale tra i popoli che è la precondizione per combattere l'estremismo e per far vincere la pace". "Lo sviluppo dell'interscambio commerciale verso il Mediterraneo negli ultimi dodici mesi ? ha aggiunto Ermolli ? è ulteriormente cresciuto, superando quota 55. 5 miliardi di euro di valore, confermando il ruolo dell'Italia come primo partner commerciale europeo". Ermolli ha poi sottolineato come "oggi circa un quarto dei beni che vengono scambiati tra Europa e Mediterraneo partono o arrivano dal nostro Paese ed e' una crescita che non è determinata dalla bolla speculativa in atto nei mercati energetici. In particolare le esportazioni italiane verso l'area sono cresciute del 12,5%, a quota 22,7 miliardi di euro". "Rilanciare la politica delle autostrade del mare che debbono ricoprire tutta l'area mediterranea": è questo l'obiettivo del Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Secondo Matteoli si tratta di infrastrutture che costituiscono "potenzialita' enormi che non sono state finora sufficientemente sfruttate". "La conferenza che si apre oggi ? ha aggiunto il Sindaco di Milano ? è certo un'occasione per Milano e per l'Expo per porre le basi di una collaborazione economica e culturale, di un programma innovativo per progetti di cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. È una collaborazione che ha le sue radici in una storia comune e grande rapporto di amicizia". "Gli interscambi dell'Italia con i Paesi del Mediterraneo ? ha sottolineato il Sindaco ? hanno registrato un'evoluzione costante negli ultimi anni: nel 2007 l'interscambio commerciale ha raggiunto un valore complessivo di oltre 55 miliardi di euro (pari all'8% del totale) e l'Italia commercializza con i Paesi del Mediterraneo un mercato pari a circa 300 milioni di abitanti, la metà di quanto scambia con l'intero continente asiatico" (un mercato di 3,7 miliardi di abitanti). "Partendo dalle iniziative del "Laboratorio Euro Mediterraneo" realizzate nell'ultimo anno - ha ricordato il Sindaco Letizia Moratti ? abbiamo individuato alcuni indirizzi strategici come avviare nuove forme di partenariato e collaborazione economica con i rappresentanti istituzionali e gli operatori dei Paesi del Golfo che per la prima volta partecipano alla conferenza". "Si tratta di nuove forme di cooperazione istituzionale ed economica tra i paesi dell'Ue e quelli del Mediterraneo e del Golfo ? ha concluso il Sindaco di Milano ? sulla base di un approccio multi-regionale e inter-regionale, capace di valorizzare al meglio le specifiche peculiarità del territorio in ambito economico, sociale e culturale". . <<BACK.

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Gestione idrica: la Talete è tutta un quiz. Rimandato alla prossima puntata. Nuovo bluff all'as (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

01 Luglio 2008 Chiudi Gestione idrica: la Talete è tutta un quiz. Rimandato alla prossima puntata. Nuovo bluff all'assemblea dei soci, riunitasi ieri: la sottoscrizione dell'aumento di capitale, la discussione sul bilancio consuntivo, le modifiche statutarie e la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione sono rinviati al 18 luglio. Complice un termine, quello del 30 giugno, non perentorio per l'approvazione dei conti delle partecipate e alcuni vizi formali, la spa che gestisce il servizio idrico integrato continua a galleggiare senza una meta precisa. Intanto, esplode la rabbia dei lavoratori, che non hanno ancora ricevuto la 14esima, pare per mancanza di liquidità della società. "Siamo pronti a incrociare le braccia" minacciavano ieri. L'assessore all'Ambiente, Tolmino Piazzai, ha quindi imbracciato l'estintore per improvvisare, mentre tutti i sindaci se l'erano squagliata, un'assemblea coi dipendenti. "Se tutti vogliono, Talete si può salvare" ha detto. Qualche segnale positivo sul fronte occupazionale è comunque arrivato: i 13 contratti in scadenza al 5 luglio sono stati prorogati per tre mesi, complice l'impegno dei sindacati. La burocrazia, che iattura. "Il motivo del rinvio - ha spiegato Piazzai - sta nella richiesta del notaio di arrivare alla votazione del bilancio solo dopo che tutti i consigli comunali lo avranno discusso". I limiti di legge sono stati comunque rispettati. "La nomina del nuovo cda - ha aggiunto - non era possibile perché, vigendo ancora il vecchio statuto, avremmo dovuto scegliere dai 7 agli 11 consiglieri, quando la legge ora detta il limite di tre". Nessuna volontà di prolungare l'ansia dei 125 dipendenti. "Il vostro futuro - ha ribadito - dipende dalla responsabilità collettiva, ma per me ce la possiamo fare". Critiche come meteore piovono intanto dai lavoratori. "Mi spieghino i sindaci che si permettono il lusso di rinviare le decisioni - accusa Rosario Sorge, un dipendente - come faccio a pagare la rata del mutuo di 1.760 euro e dar da mangiare alle mie due figlie, senza la 14esima". Come lui, molti lavoratori lamentano la difficoltà di andare avanti non potendo contare sulla mensilità aggiuntiva che Talete avrebbe dovuto liquidare a giugno. "Chiediamo agli amministratori - è il messaggio lanciato ieri - di smettere di fare politica e pensare ai posti di lavoro". In vista dell'assemblea dei lavoratori che si terrà venerdì alle 13, le categorie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno annunciato l'apertura della procedura di raffreddamento, espletata la quale potranno indire lo sciopero. "Talete - hanno concluso - va avanti solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori. La politica, invece, sulla gestione dell'acqua sta toccando il fondo".

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Patto per fermare le morti bianche l'appello al convegno dell'asl 12 (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Patto per fermare le morti bianche l'appello al convegno dell'Asl 12 L'assalto è iniziato sotto i cumuli di calcinacci dei cantieri L'obiettivo era di accogliere i continui appelli del presidente della Repubblica Napolitano, organizzando a Mestre un "grande evento" per rafforzare l'impegno e, sopratutto, il coordinamento delle forze contro la catena di infortuni e morti sul lavoro. Per questo Asl 12, Procura Generale della Corte d'Appello e Regione del Veneto hanno tenuto ieri - nel nuovissimo e freddissimo auditorium dell'ospedale dell'Angelo - un mega-convegno per la "Lotta alle morti bianche" con una sfilza di relazioni e interventi di magistrati, tecnici dell'Arpav, ispettori del lavoro e dell'Asl, rappresentanti alla sicurezza dei lavoratori e degli imprenditori. Il pubblico, però, era modesto e occupava meno della metà delle comode poltrone dell'auditorium. Non per questo gli interventi sono mancati, a cominciare da quello, in apertura, del prefetto Guido Nardone che ha definito "paradossale il fatto che la morte sul lavoro, la più nera che si possa immaginare, sia definita bianca" e ha additato come una "contraddizione" il convincimento che il lavoro sia un "pericolo necessario che può portare alla morte". La cultura della prevenzione - secondo Nardone - deve "scardinare" anche questi assurdi convincimenti in ogni posto di lavoro. Per il procuratore Ennio Fortuna - presidente della sessione mattutina - "la sanzione pecuniaria e il carcere per chi non rispetta le norme antinfortunistiche sono un passo importante ma non risolutivo, come dimostra la legge antimafia che è stata approvata nel 1982 ma non ha debellato la mafia". La pena pecuniaria "non è il solo mezzo per far rispettare la legge e proteggere la vita dei lavoratori - ha puntualizzato, a sua volta, Bruno Cherchi, sostituto procuratore di Venezia -. La chiusura dell'attività, o una sua sospensione, possono produrre un danno economico rilevante per le aziende e convincerle ad attuare la prevenzione". Dell'aumento degli errori umani - "involontari, per ignoranza o applicazione inadeguata delle regole" - ha parlato Fabio Dattilo, comandante provinciale dei Vigili del fuoco. "Ricordando - ha ammonito Dattilo -che la sicurezza è un diritto sancito dalla Costituzione e va garantito, in primo luogo, più che a colpi di documenti e burocrazie, con la formazione attiva e sul campo dei lavoratori, per identificare i rischi e mettere a punto i correttivi". "La ricetta miracolosa non ce l'ha nessuno - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Sandro Sandri - ma una sfida si può vincere con una rete regionale di prevenzione e formazione". Sergio Lafisca, direttore Dipartimento prevenzione Asl 12, ha suggerito che "i rapporti tecnici sui luoghi d'infortunio devono rispondere ai requisiti di competenza, diligenza e perizia, per consentire alla magistratura di istruire con certezza il processo". (g.fav.).

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<Milano ponte economico per l'Europa> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 155 del 2008-07-01 pagina 4 "Milano ponte economico per l'Europa" di Giannino della Frattina L'Italia come terra di mezzo tra l'Europa e i Paesi del Mediterraneo e Milano sede del forum politico permanente dei ministri dell'Economia dell'unione Euromediterranea. A chiederlo il ministro degli Affari esteri Franco Frattini che ieri a palazzo Mezzanotte ha partecipato alla sesta Conferenza annuale del laboratorio euromediterraneo organizzata da Camera di commercio e Promos e alla quale hanno partecipato 160 delegati in rappresentanza di 28 Paesi dell'area mediterranea e del Golfo Persico. Nell'occasione sono stati anche firmati due protocolli d'intesa con il ministro dell'Industria del Marocco e con quello dell'Economia degli Emirati arabi uniti. Obiettivo dell'incontro, lo sviluppo di sinergie che coinvolgano i nuovi interlocutori pubblici e privati, nell'ambito di settori prioritari per lo sviluppo dell'area quali le reti infrastrutturali ed energetiche, la logistica, l'innovazione tecnologica, l'informazione e i mass media. A due settimane dal summit di Parigi per il lancio dell'Unione del Mediterraneo, il ministro Frattini ha chiesto all'Europa "un nuovo slancio politico" per non fallire come è accaduto per il percorso deciso a Barcellona nel 1995 con gli obbiettivi fissati allora. Ora servono "meno burocrazia e più politica". "L'Unione del Mediterraneo - spiega Frattini - dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan. Il cuore del problema è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente". Senza dimenticare il "dialogo interculturale tra i popoli" e l'ingresso della Turchia nell'Ue. L'Italia, in questo processo, dovrà essere protagonista nel creare un'agenzia euromediterranea per le piccole e medie imprese, ma anche per interventi a favore dell'ambiente (disinquinamento del mare e ricerca dell'energia alternativa) e dei trasporti con le autostrade dei mari estese in tutto il Mediterraneo. "Rendiamo Milano e il nostro Paese - l'appello del presidente di Promos Bruno Ermolli - la sede naturale dove parlare di programmi di crescita economica e di progetti di integrazione sociale". Nel suo intervento il governatore Roberto Formigoni ricorda che "la Lombardia da sola realizza un terzo di tutto l'interscambio commerciale italiano con l'estero. Solo nel 2007 le esportazioni lombarde nel Mediterraneo coprivano il 31 per cento delle esportazioni italiane; nello stesso periodo le importazioni lombarde dai Paesi mediterranei hanno rappresentato il 31 per cento del totale a livello nazionale". Secondo il sindaco Letizia Moratti, "la conferenza è un'occasione per Milano e per l'Expo per porre le basi di una collaborazione economica e culturale, di un programma innovativo per progetti di cooperazione con i Paesi del Mediterraneo. Una collaborazione che ha le sue radici in una storia comune e in un grande rapporto di amicizia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Difensore civico: la maggioranza boccia il progetto (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

1 Luglio 2008 ZEVIO. Respinta la mozione di Migliorini Difensore civico: la maggioranza boccia il progetto Il sindaco: "In provincia c'è solo a San Bonifacio, che applica però l'addizionale Irpef del 6 per mille"   Zevio non avrà il difensore civico, almeno per il momento. La maggioranza guidata da Paolo Lorenzoni ha infatti bocciato la mozione presentata da "Uniti cambiare si può", volta a istituire l'ufficio. Il capogruppo Tiziano Migliorini ha chiesto la figura del difensore, "cui molte amministrazioni comunali hanno posto attenzione, al fine di garantire l'imparzialità e il buon andamento del Palazzo, nonché degli organismi controllati o dipendenti dall'ente". Il consigliere di minoranza ha proposto di affidare al segretario comunale il compito di redigere la bozza di regolamento, da sottoporre poi a una commissione incaricata di far approvare in via definitiva il documento dal consiglio. La replica del sindaco ha fatto immediatamente presagire la chiusura della maggioranza. Dapprima Lorenzoni ha assicurato che il difensore civico non è figura diffusa nel Veronese. Quindi ha sostenuto che "Comuni più grossi del nostro, come San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Legnago, Nogara, Bovolone, Villafranca e Negrar, non dispongono dell'ufficio anche se i loro bilanci potrebbero permettersi la spesa". Favorevole al difensore, Claudio Strambini (Pd) ha chiesto l'istituzione di un consorzio a più Comuni per ripartire la spesa. Il segretario comunale, Francesco Corsaro, ha chiarito che il difensore potrebbe essere anche gratuito. Migliorini ha preso la palla al balzo per tornare alla carica: "Non giustifichiamo la mancata istituzione del difensore dicendo che non si vuole spendere". Nuova replica di Lorenzoni: "In provincia di Verona solo San Bonifacio ha il difensore, che può pagare perché ha applicato l'addizionale Irpef del 6 per mille, aliquota doppia rispetto a Zevio". Dove c'è, al difensore civico ci si può rivolgere gratuitamente e con la massima semplicità per segnalare presunti abusi, ritardi e disfunzioni dell'azione amministrativa. In buona sostanza, il difensore civico tutela il cittadino dalla burocrazia, rappresentando un sinonimo di democraticità partecipata. L'istituto, infatti, concretizza la sua opera ascoltando le doglianze cui dà sempre risposta, anche se negativa.P.T.  .

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All'Italia ruolo ponte tra le economie del bacino (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 01-07-2008)

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Mediterraneo euromed All'Italia ruolo ponte tra le economie del bacino A tredici anni di distanza dal trattato di Barcellona l'Italia può ancora svolgere un ruolo di collegamento tra Europa e Mediterraneo allargato. Da questa premessa è partita ieri la sesta conferenza annuale del Laboratorio Euro-Mediterraneo che raccoglie per due giorni a Milano alcuni dei più importanti esponenti dell'economia, della politica e dell'informazione del Mediterraneo. "La strategia di Barcellona - sostiene il ministro Franco Frattini arrivando a Palazzo Mezzanotte - non ha realizzato granchè, soprattutto quanto alla capacità di attirare investimenti da parte della sponda nord". "Quello che occorre fare ora - prosegue Frattini - è mobilitare le piccole e medie imprese, allargare il Mediterraneo ai paesi del golfo, integrare il volano economico con quello politico. Dobbiamo risolvere le crisi che ci sono, a cominciare dal processo di pace in Medi Oriente e dalla stabilizzazione del Libano". Per la prima volta alla conferenza organizzata a Milano dalla Camera di Commercio del capoluogo e da Promos, la sua azienda speciale per l'internazionalizzazione, parteciperanno anche esponenti di rilievo dei paesi del Golfo Persico. In mattinata, oltre agli interventi del sindaco di Milano Letizia Moratti, del presidente della Regione Lombardia Formigoni e di Frattini, ha parlato, tra gli altri, il ministro dell'Economia degli Eau, Bin Saeed Al Mansouri. Nel pomeriggio di rilievo le presenze del mondo economico: ci saranno tra gli altri l'ad di Fiera Milano Claudio Artusi, il presidente di Enel Piero Gnudi, quello di Terna Luigi Roth, il presidente di Pirelli&C Marco Tronchetti Provera e Paolo Zegna, vice presidente per l'internazionalizzazione di Confindustria. Un'Agenzia per le Pmi Serve creare un'agenzia euromediterranea per le piccole e medie imprese che faccia da volano per lo sviluppo dell'area: è la proposta di Frattini. "L'Italia - spiega Frattini - è il numero uno in Europa per l'interscambio con i paesi del Mediterraneo. Un quarto di tutte le merci scambiate in Europa con la regione passano attraverso l'Italia". "Dobbiamo mantenere la nostra leadership - conclude Frattini - e per fare questo serve un maggiore incoraggiamento alle imprese. Ad esempio, come struttura Euromed non abbiamo ancora un luogo di incontro permanente di tutti gli attori della società civile. Abbiamo un forum delle imprese ma dobbiamo creare un'agenzia euromediterranea per le pmi". "E' necessario giungere a due significativi accordi per aprire l'area di libero scambio tra Europa e Golfo e con i paesi della sponda sud del Mediterraneo entro il 2010". E' quanto sostiene il sottosegretario italiano alle Attività produttive Adolfo Urso. "L'Italia dice Urso - è il principale importatore dei paesi dell'area della sponda sud del Mediterraneo, non deve essere più solo una piattaforma energetica ma deve diventare una loro piattaforma logistica. Siamo il secondo mercato di riferimento della sponda sud del Mediterraneo dopo la Germania. Il futuro dell'Unione "Alla vigilia del lancio dell'Unione del Mediterraneo che si discuterà a Parigi, è necessario avere chiaro che servirà un nuovo slancio politico - spiega ancora Frattini - .Dobbiamo fare una scelta di qualità per l'intera regione del Mediterraneo e questo non vuol dire seppellire il percorso di Barcellona deciso nel 1995, anche se deve essere chiaro che gli obiettivi fissati allora sono lontani dall'essere raggiunti perchè è mancata una spinta politica". Il ministro Frattini quindi spiega che non basta più neppure la politica di vicinato dell'Unione Europea. "Occorre un salto di qualità che abbia come obiettivo: meno burocrazia e più politica". Nel suo intervento il titolare della Farnesina tra l'altro ricorda che "l'Unione del Mediterraneo dovrà interrogarsi su come trovare una soluzione per la pace in Medio Oriente, come stabilizzare il Libano, l'Iraq ma anche l'Afghanistan". "Il cuore del problema - sostiene Frattini - è la soluzione di pace per i paesi del Medio Oriente". Tra gli obiettivi dell'unione del Mediterraneo il ministro degli Esteri ha indicato, d'altra parte, la necessità di rilanciare un dialogo interculturale tra i popoli abolendo però ogni forma di burocrazia. " Se l'Unione europea vuole davvero svolgere un ruolo politico sulla scena internazionale , allora per fare un salto di qualita' il Mediterraneo è la prima regione a cui guardare". "Serve un salto di qualita' nella politica europea, il che non vuol dire seppellire il processo di Barcellona, ma fare tesoro" dell'esperienza passata. Il ministro degli Esteri raccoglie poi la proposta del presidente di Promos, Bruno Ermolli, sulla possibilità che Milano diventi sede del forum permanente dei ministri dell'Economia dei Paesi del Mediterraneo. "Milano - sostiene Frattini - dovrebbe essere la sede naturale ed è giusto che si candidi a questo ruolo". Più attenzione alla Cina A Milano era presente anche il sultano Bin Saeed Al Mansouri, ministro dell' Economia degli Emirati Arabi Uniti. "E' necessario - spiega - creare un sistema di cooperazione più efficace tra i paesi dell'Europa, quelli del Golfo e quelli del Mediterraneo per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall'economia globale di cui stanno già approfittando i paesi asiatici, in primis la Cina". "I cambiamenti in atto nell'economia globale - afferma il ministro - sono molto rapidi e i Paesi mediterranei devono approfittarne intensificando cooperazione e accordi di partenariato". "E' un momento critico - ha aggiunto - per l'Europa e il Mediterraneo. I paesi dell'area devono agire in fretta perchè ci sono altre regioni del mondo come la Cina che stanno sfruttando questa opportunità". Al Mansouri ha fatto anche riferimento alla tematica dei fondi sovrani, uno strumento, ha detto, che inizia a destare molto interesse nell'Est asiatico. "Iniziamo ad essere invitati da paesi dell'Asia: credo, ha spiegato, che per molti paesi del mondo i fondi sovrani possano essere il futuro". del 01-07-2008 num.

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Monte Luna, necropoli della vergogna (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
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Provincia di Cagliari Pagina 1026 Senorbì. Porte sbarrate nel ristorante costruito per richiamare turisti e visitatori Monte Luna, necropoli della vergogna Senorbì.. Porte sbarrate nel ristorante costruito per richiamare turisti e visitatori Degradata l'area archeologica più importante della Trexenta --> Degradata l'area archeologica più importante della Trexenta Aria di desolazione nella necropoli più importante della Trexenta. Fallito ogni tentativo di rilancio dell'area archeologica. C'è aria di desolazione a Monte Luna, una delle zone archeologiche più importanti della Trexenta. A fianco un ristorante realizzato quindici anni fa per fare da richiamo a comitive di turisti, appassionati e studiosi. Ma sinora il progetto è naufragato. Le tombe non sono ancora fruibili al pubblico: almeno non nell'ottica di un itinerario turistico. La struttura ricettiva, di proprietà del Comune, è chiusa da più di due anni. I ristoratori scappano via. Eppure l'amministrazione giura che questa è la volta buona per far funzionare ristorante e necropoli. "È arrivato il momento di raccogliere i frutti dopo gli investimenti fatti", dice il sindaco Adalberto Sanna. "Per quanto riguarda ristorante e pizzeria abbiamo risolto un contenzioso in discussione con la precedente gestione e siamo pronti a riaprire il bando". Ma i fallimenti del passato devono pur avere insegnato qualcosa. "Si cambia strategia", continua Sanna, "stiamo studiando un bando creativo che ci consenta di affidare la gestione a chi metterà sul piatto proposte innovative e allo stesso tempo affidabili. La ristorazione a Senorbì e in Trexenta vanta livelli di eccellenza: noi ci rivolgiamo ai professionisti della zona aprendo un concorso di idee". Sarà la Giunta insieme ad una commissione di esperti a valutare l'intuizione giusta. Ma cosa pensano i diretti interessati? "È una struttura dalle ottime potenzialità anche perché offre la possibilità di organizzare serate all'aperto", dice Giuseppe Mereu, titolare del bar ristorante Tiscali. "Quello che spaventa è soprattutto l'investimento iniziale. Per garantire un servizio di qualità servono quindici dipendenti tra cucina, sala e bar". Tra i ristoratori di Senorbì c'è chi in passato aveva fatto la sua proposta. "Perché non far lavorare i ragazzi che studiano all'alberghiero sotto la guida di un direttore esperto nel settore?", si chiede Severino Sailis, proprietario dell'hotel ristorante "Severino". "Non mi sembra un'ipotesi irrealizzabile. Anzi, i vantaggi sono evidenti anche dal punto di vista occupazionale". E la necropoli? "Quando si parla di siti archeologici la burocrazia non ci aiuta", risponde Adalberto Sanna. "Abbiamo appena approvato il progetto che prevede la realizzazione dei percorsi che renderanno fruibile il parco". Servono finanziamenti pubblici per realizzare un itinerario con venti tombe aperte al pubblico. L'amministrazione ha scelto la strada del progetto Civis per ottenere i soldi necessari e ha dovuto incassare il no della Regione che ha bocciato la proposta. Il sindaco Sanna non si arrende: "Abbiamo presentato ricorso, i soldi arriveranno". Non c'è tempo da perdere perché l'estate è alle porte. SEVERINO SIRIGU.

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Terme fantasma: tutti i costi vivi di una incompiuta (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7041 S. Maria Coghinas Ottantamila euro di canone Terme fantasma: tutti i costi vivi di una incompiuta S. Maria Coghinas. Ottantamila euro di canone --> Il danno e la beffa per le terme di Casteldoria. L'impianto termale nel territorio di Santa Maria Coghinas non solo è chiuso da vent'anni, dopo infiniti lavori di ristrutturazione costati finora qualcosa come 15 milioni di euro, ma rappresenta per la Provincia di Sassari un'incompiuta succhia risorse. Nonostante le terme non siano in funzione, l'ente di Palazzo Sciuti paga regolarmente alla Regione il canone per la concessione mineraria: 13mila 722 euro e 20 centesimi l'anno. Proprio ieri il consiglio provinciale ha liberato 80mila euro per saldare un vecchio debito con l'assessorato all'Industria della Regione. Debito relativo ai canoni della concessione mineraria di Casteldoria per gli anni dal 1998 al 2003. Anni in cui, tra l'altro, la Provincia non godeva della concessione: scaduta nel 1998 sono stati necessari sei anni alla Regione per rinnovarla, concedendola ancora una volta alla Provincia e non alle amministrazioni comunali della zona, che la reclamavano a gran voce. Quella concessione, diventata con la Giunta Giudici ventennale, era stata rinnovata a una condizione: le terme sarebbero dovute entrare in funzione entro il 2005. Da quell'ultimatum sono passati tre anni e la struttura di Casteldoria resta ancora chiusa, annegata dalla burocrazia. "Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere", spiega la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, rispondendo in Consiglio agli interventi del capogruppo della Margherita, Paolo Battino, e del forzista Giannetto Satta. "Stiamo aspettando che le banche avvallino il piano industriale degli imprenditori che si sono aggiudicati la gestione delle terme. Per i nostri uffici il piano va bene e risponde a tutte le nostre richieste. Stiamo aspettando le banche". Una volta chiuso l'iter burocratico, le terme dovrebbero decollare sotto la gestione di un'associazione di imprese formata dalla Hotel Taloro sas di Gavoi e dalla San Consulting sas di Oristano. Le due società avevano risposto nei mesi scorsi a un bando della Provincia, presentando un progetto per la gestione delle terme. Il bando lo avevano anche vinto (non avevano concorrenti), ma l'aggiudicazione non era stata possibile perché gli imprenditori si erano dimenticati di presentare giusto un paio di documenti fondamentali affinché la pratica andasse a buon fine. Per non mandare all'aria tutto la Provincia aveva deciso per l'affidamento diretto alla stessa Ati. (v. g.).

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Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: <Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di funzionare> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impresa Oggi Pagina 11014 Al via il piano triennale del governo Meno burocrazia per far decollare le giovani aziende Alberto Scanu: "Il pericolo è che gli sportelli unici non siano in grado di funzionare" Al via il piano triennale del governo --> Puntare sull'energia e sulla semplificazione delle procedure per aumentare la competitività. Sono alcuni punti del Piano triennale per lo sviluppo approvato dal Consiglio dei ministri. SVILUPPO In particole il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola intende limitare la distribuzione a pioggia dei Fondi Fas (per le aree sottoutilizzate), riorientando le risorse su grandi progetti. ENERGIA Le prime misure in campo energetico saranno definite entro il 2009 con il ritorno al nucleare: i criteri per la scelta dei siti saranno definito entro l'anno. Incentivate anche le fonti rinnovabili. LIBERALIZZAZIONI Novità anche in tema di servizi pubblici locali dove sarà introdotto il principio di liberalizzazione, affidando cioè la gestione di tutti i servizi in base alla competitività dell'offerta. SEMPLIFICAZIONE Aprire un'impresa in un giorno, poi, diventerà una realtà con decreto legge: basterà la dichiarazione di inizio attività allo sportello unico. Questione cara agli industriali della Sardegna Meridionale, che hanno eletto il 2008 come anno della semplificazione. L'associazione ha accolto con favore il completamento della riorganizzazione come sottolinea il suo presidente, Alberto Scanu: "Sono da evitare le riforme a metà. Adesso, ad esempio, il rischio per i Suap (Sportelli unici attività produttive), dove esistono, è quello che spesso non sono stati messi in grado di funzionare". PREZZI Il Governo darà anche più poteri al Garante per la Sorveglianza dei prezzi del ministero dello Sviluppo economico, che potrà avvalersi della Guardia di finanza per i controlli, convocare le categorie e avviare indagini conoscitive. Misure che per il direttore della Confcommercio di Cagliari, Giuseppe Scura, non sarebbero una grande novità. "Non vorrei che ci si concentrasse solo sull'anello finale della catena, cioè sui commercianti", aggiunge, "A prima vista, mi pare si vogliono creare i presupporti per verificare l'esistenza di accordi di cartello". MUTUI Intanto, arrivano novità anche in tema di mutui. Con la firma della convenzione tra il ministero dell'Economia e l'Abi (Associazione bancaria italiana), partono gli sconti sulle rate. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile prima del 29 maggio scorso, potrà riportare la rata ai valori del 2006. La banca dovrà avvisare i clienti entro fine agosto: i titolari di mutuo dovranno poi decidere entro i successivi tre mesi. La differenza di importo tra le rate sarà addebitata su un altro conto di finanziamento. ( an. ber. ).

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PDL, VIA ALLA CAMERA DEI SINDACI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pdl, via alla camera dei sindaci MONICA D'AMBROSIO Giugliano. Presentato lo statuto della camera dei sindaci, l'organo che si è costituito all'indomani delle elezioni di aprile, e che riunisce tutti i sindaci della provincia di Napoli eletti tra le fila del Pdl. Dopo l'incontro preliminare avvenuto nello scorso mese di maggio presso l'hotel Excelsior di Napoli, il sindaco di Giugliano, comune con maggiore estensione e numero di abitanti, ha aperto le porte del proprio palazzo all'incontro costituente dell'organo. Giugliano, Pozzuoli, Melito, Sant'Antimo, Qualiano, Casoria, Afragola, Caivano, alcuni dei comuni rappresentanti dai rispettivi sindaci. Ma hanno risposto all'invito anche capigruppo consiliari in regione ed in provincia. A presiedere il pomeriggio di lavori, il coordinatore regionale del Pdl, nonché sottosegretario all'economia, Nicola Cosentino, sostenitore dell'iniziativa. "Ambiente, infrastrutture, economia, sviluppo, formazione, turismo. In sostanza lo sviluppo dei comuni che amministrate - ha affermato Casentino - passa attraverso una rete di forze che deve nascere assieme a quest'organo. Un organo - poi conclude - che sia capace di liberare i nostri territori, dalle maglie ingarbugliate della burocrazia". I contenuti dello statuto hanno messo d'accordo i presenti. "L'agro flegreo giuglianese - spiega nel suo intervento il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe - è un punto intorno al quale assieme ai sindaci della zona, abbiamo già studiato una serie di interventi concretizzabili per il rilancio del turismo". "Ma la camera dei sindaci - gli fa da eco il sindaco di Caivano, Pippo Papaccioli - deve essere anche un organo di controllo contro lobby affaristiche che per anni hanno rappresentato il cruccio di un'intera regione". "Occorre trasformare una pattuglia di eletti in un partito organizzato, esteso alle forze consiliari e associative dei territorio, che sia in grado di rilanciare i singoli comuni ed unirli nella difesa da uno stato d'emergenza permanente per la Campania", ha spiegato il sindaco di Pagani (Sa), Underico Gambino. La consulta appena costituitasi, su proposta di Cosentino, avrà lo scopo di rispettare i singoli punto dello statuto e di inserire proposte e svilupparle secondo azioni congiunte da parte dei suoi rappresentanti. "La camera dei sindaci non vuole essere un organo istituzionale - precisa Enzo Nespoli, sindaco di Afragola - ma nasce come supporto ad essi". "Perché ciò avvenga - ha concluso il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese - occorre che la classe politica lavori per diventare classe di governo. Poi il primo cittadino ha concluso - L'intuizione di questo progetto nasce dalla necessità che i sindaci facciano sistema e riescano a raccogliere le istanze della gente, attraverso un collegamento diretto tra le singole municipalità, ed i vertici provinciali, regionali e nazionali del governo". I massimi rappresentanti delle singole municipalità si sono dati appuntamento alla prossima settimana per firmare lo statuto presentato ieri e partire cole questione più urgenti. Su tutte, quella dell'emergenza ambientale, della sicurezza, del lavoro e del riordino del territorio.

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OPERAI AL LAVORO MA SLITTA IL PAGAMENTO DELL'ACCONTO DELLA MENSILITà DI GIUGNO E DEL PREMIO DI RISULTATO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Operai al lavoro ma slitta il pagamento dell'acconto della mensilità di giugno e del premio di risultato ENZO MULIERI È cominciata un'altra settimana delicata per la vicenda Policlinico, la struttura sanitaria a rischio chiusura. Ieri sono riprese le attività edilizie nel cantiere di Tredici con l'impiego dei 180 addetti della Immobilgi Federici Stirling, l'impresa aggiudicataria dei lavori. Ma nella stessa giornata di ieri è stato atteso invano il pagamento del saldo della mensilità di maggio per le due imprese subappaltanti e dell'acconto relativo alle spettanze di giugno (nella misura del 30%) per i dipendenti del gruppo che fa capo all'imprenditore Mario Pagano. L'aspettativa, adesso, come da impegno preso alla fine della settimana scorsa, è che almeno oggi l'azienda possa far fronte al pagamento dei salari e che si provveda stesso domani alla corresponsione del premio di risultato, ovvero circa 200 euro per ogni maestranza. Ma l'auspicio dei lavoratori è anche che possano essere segnalate al più presto iniziative concrete per il prosieguo del cantiere e per garantire la ripartenza del secondo lotto dei lavori. Tanto a conferma del forte interesse che Pagano continua a riservare per l'investimento policlinico, contrariamente al disimpegno ormai evidente manifestato per altre missioni, come nel caso della Sace, dello stabilimento chimico Le Calorie e del parcheggio sotterraneo di Piazza Carlo III. Ma a fornire le migliori garanzie e rassicurazioni per la sopravvivenza del cantiere dove si sta realizzando la struttura sanitaria dovrebbe concorrere, nell'immediato, la convocazione di un tavolo in prefettura capace di dare risposte alle richieste delle parti sociali e di rimediare ai rallentamenti della burocrazia che non ha ancora aggiornato i Sal (lo stato di avanzamento dei lavori) né predisposto la variante al progetto iniziale dell'infrastruttura. Variante che dovrebbe prevedere, secondo quanto riferito dal portavoce dell'azienda, la revisione del capitolato d'appalto anche per gli adeguamenti degli impianti alle nuove norme sulla sicurezza. È appunto dinanzi a un nodo così intricato che la Filca Cisl, attraverso il suo massimo rappresentante provinciale Giovanni Letizia, ha lanciato una proposta meritevole di riguardo. "A questo punto sarebbe indispensabile fare ricorso anche al Provveditorato delle Opere pubbliche della Campania - dice - perché intervenga con il peso di tutte le responsabilità conferite dalla legge. Mi sembra che per il Policlinico si avverta da tempo l'esigenza di una struttura di raccordo e di controllo in grado di sollecitare quegli enti o istituti non sempre disposti al dialogo e al confronto. L'intervento del Provveditorato sarebbe utilissimo per due motivi: da un lato per sbloccare la vertenza, dall'altra per cominciare a prevedere tutti gli interventi che sono di supporto all'attività sanitaria". L'iniziativa andrebbe a rafforzare, tra l'altro, l'appello del segretario provinciale della Cisl, Carmine Crisci, da sempre convinto "dell'efficacia di una pianificazione che contempli tutte le potenzialità dell'indotto e di una programmazione urbanistica che renda possibile e regolamenti l'accesso alla struttura".

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Agricoltura: chiudono gli Ispettorati, arriva lo sportello unico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

VeneziaUno sportello unico regionale per l'agricoltura. Una sola struttura in grado di accompagnare l'agricoltore, impresa familiare o grande azienda che sia, in tutti gli adempimenti burocratici necessari. Questo l'ambizioso progetto che il neo assessore veneto all'agricoltura Franco Manzato ha affidato alla delibera che porterà questa mattina in giunta per sburocratizzare e semplificare un settore nevralgico dell'economia della regione. L'annuncio è venuto ieri a Mogliano nel corso dell'assemblea di Confagricoltura Veneto alla quale ha partecipato lo stesso ministro Luca Zaia: Manzato, in questo primo provvedimento, ha puntato il dito contro gli Ispettorati all'agricoltura destinati alla chiusura."Dopo l'avvento dell'Avepa, l'agenzia per i pagamenti che è punto di riferimento per tutta l'Italia nonostante i problemi che ha in quanto nata da poco - spiega l'assessore - piano piano bisogna razionalizzare tutto il resto per quanto riguarda gli adempimenti burocratici visto che una volta bisogna andare in Provincia, un'altra volta all'Ispettorato. Ecco allora la necessità di uno sportello unico". La delibera che Manzato porta oggi in giunta ha tre capisaldi. "Il primo - precisa l'assessore - è la semplificazione: tutte le funzioni e anche il personale viene concentrato nella struttura dell'Avepa. Questo, naturalmente, dopo aver interloquito con i sindacati, con la struttura ricevente, con gli imprenditori. Bisogna arrivare alla riduzione degli enti: gli Ispettorati in questo momento fanno la certificazione di impresa agricola, la certificazione per le agevolazioni fiscali, i pareri sull'edificabilità in terreni rurali; l'Avepa ha altre funzioni, legate ai pagamenti. E allora abbiamo pensato di creare questo sportello unico in grado di soddisfare tutte le esigenze dell'imprenditore e che costituisce il secondo punto della delibera"."Nel prossimo futuro - anticipa ancora Manzato - chiederò anche alle Province di partecipare con le loro competenze, non per toglierle ma per trovare un luogo, anche fisico, per metterle insieme: un unico ufficio capace di dare tutto quello che serve in termini di informazioni, di burocrazia, di adempimenti". Il secondo punto della delibera delinea invece un organismo di coordinamento. "Penso a una cabina di regia - spiega Manzato - presieduta dall'assessore e composta dal presidente della commissione consiliare agricoltura, dal direttore dell'Avepa e da qualche altra persona al massimo livello per capire quali sono i problemi da affrontare: tutto quello che crea difficoltà burocratiche deve essere eliminato. E questo alla fine comporterà anche un risparmio nella gestione dell'intera partita".Un'esigenza che parte dal basso e che Manzato ha saputo cogliere a poche settimane dal suo insediamento a palazzo Balbi. "È una questione antica che avevamo già affrontato con l'attuale ministro Zaia quando era assessore regionale - commenta il presidente di Confagricoltura Veneto, Guidalberto di Canossa - e l'assessore Zaia aveva già dato vita a un organismo teso alla sburocratizzazione. Poi il lavoro si era interrotto con la sua nomina a ministro e ora ci fa molto piacere che il nuovo vicepresidente lo abbia ripreso subito. Anche perchè è un problema con non riguarda la sola agricoltura bensì la vita civile e rappresenta un costo eccessivo proprio nel momento in cui c'è la globalizzazione e stare in concorrenza con Paesi in cui non solo la manodopera costa di meno, le tutele sociali non ci sono, le materie prime sono fornite a prezzi politici, diventa impossibile con una burocrazia asfissiante".Giuseppe Tedesco.

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Sarkozy: meno Europa è meglio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Festa notturna a Parigi per l'avvio del semestre francese. Il Capo dello Stato lo inaugura con un discorso in tv Sarkozy: meno Europa è meglio "L'Ue non funziona, va cambiata". Ma senza la riforma di Lisbona, la Croazia resta fuori La Francia assume da oggi la presidenza semestrale dell'Unione europea in una situazione particolarmente delicata. Non fosse bastata la recente bocciatura irlandese, con un referendum, del trattato di Lisbona che riforma le istituzioni comunitarie, ieri è stata la Corte costituzionale di Karlsruhe a chiedere - e ottenere - dal capo dello Stato tedesco, Horst Köhler, la sospensione della promulgazione della legge che ratifica il trattato approvato dai Ventisette nella capitale portoghese, il 12 dicembre scorso: occorrerà infatti verificare la conformità della riforma europea con la Carta fondamentale tedesca, in particolare per quanto attiene la sovranità nazionale che esce indubbiamente "indebolita" dal patto di Lisbona.Ieri sera nell'intervento televisivo con cui, appunto, ha inaugurato il semestre francese dell'Ue, Nicolas Sarkozy non ha lesinato critiche all'Unione e ha sottolineato la necessità di tracciare una nuova rotta. Il presidente francese ha rimarcato il successo dell'Europa nel mantenere la pace e nell'accrescere la prosperità (i suoi originari obiettivi), come pure nel promuovere la democrazia, visto che, ha aggiunto, "la famiglia europea ora è riunita e il muro di Berlino è crollato". Ma ha aggiunto che l'Europa non si dimostra oggi all'altezza delle sfide della globalizzazione. Troppa burocrazia, troppe riunioni inconcludenti - sono le critiche un tempo della minoranza euroscettica, ormai generalizzate - e nessuna capacità di agire collegialmente di fronte, ad esempio, al caro petrolio o alle minacce alla stabilità internazionale. Come ha brutalmente sintetizzato il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, "quest'Europa non interessa più: nessuno capisce a cosa serve. Bisogna spiegarlo".Alla presidenza francese toccherà, dunque, il duro compito di rimettere sui binari il treno europeo deragliato a Dublino: dovrà farlo entro dicembre, prima del summit conclusivo del semestre, per non dover ripartire da zero.Sarkozy non è favorito in questo né dal contesto europeo - il no di Dublino ha risvegliato perplessità e ostilità latenti anche in altri Paesi, in particolare dell'Europa nordica e centro-orientale, in particolare nella Repubblica ceca - né da quello nazionale visto che la sua popolarità in Francia non dà segni di ripresa (favorevoli al 34\% e critici al 59\%, secondo l'ultimo sondaggio NouvelObs).Anche per questo, ieri sera nella diretta televisiva, Sarko ha parlato soprattutto di economia nazionale, con tre linee-guida contro il caro petrolio: più nucleare, più energie rinnovabili, più risparmio energetico. Su quest'ultimo aspetto, ha spiegato che abbasserà l'Iva al 5,5\% per le auto, gli elettrodomestici e le abitazioni eco-compatibili, che abbattono gli sprechi.In sostanza Sarkozy punta a rilanciare il progetto europeo mettendosi però nell'ottica del cittadino, che chiede "meno Europa", meno ingerenze. Per questo ha escluso categoricamente che il sistema di protezione sociale francese - che ha definito "il migliore d'Europa" - possa essere "rimesso in discussione con gli altri. L'Europa non deve occuparsi di tutto e il sociale deve restare nazionale".Sarkozy ha definito l'allargamento ai Balcani "nell'interesse dell'Europa", ma ha avvertito: non si può allargare e demolire l'Europa. Se non si vuole il trattato di Lisbona, l'Europa rimarrà congelata a 27, senza la Croazia". È un avvertimento diretto a Praga (che tentenna sulla ratifica), ma indiretto, è anche a tutto il fronte euroscettico che in questi anni ha spinto per l'allargamento a tappe forzate, ma ha ostacolato le riforme, senza le quali un'Ue sempre più grande è condannata a funzionare sempre peggio.Maurizio Cerruti.

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Un sondaggio e informazioni a tappeto (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSESSORE DE ANNA Un sondaggio e informazioni a tappeto Una campagna informativa a vasto raggio, probabilmente sostenuta da un sondaggio in merito alle richieste più importanti dei cittadini: ecco le prossime tappe della Carta regionale servizi annunciate dall'assessore Elio De Anna, che ha la delega ai Servizi informatici."Le potenzialità di questo strumento sono enormi - spiega De Anna - tuttavia dobbiamo darci un ordine di priorità: prima le cose più immediatamente pratiche per migliorare la vita alle persone, cominciando da un vigoroso taglio alle code da una parte e alla burocrazia dall'altra". Certo, nel frattempo bisogna sbrogliare la complicata matassa dell'Insiel, che assicura i servizi informatici alla Regione e in genere al Sistema Friuli Venezia Giulia degli enti locali, tuttavia "in ogni caso l'informatica resta ungoal, una meta di competitività", dice De Anna tradendo nel gergo la grande passione della vita, il rugby.E se in cima alla lista restano i servizi sociali e sanitari, per i quali la collaborazione operativa con Vladimir Kosic e il suo assessorato alla Sanità sarà sempre più stretta, "cercheremo d'implementare rapidamente anche i servizi per il tempo libero". Ad esempio "programmi scaricabili gratuitamente da Internet per facilitare l'accesso al Web". L'assessore immagina "il nipote che avvicina il nonno al computer, ala fruibilità delle autostrade telematiche".Una rivoluzione del possibile, nella quale s'intendono coinvolgere innanzitutto i dipendenti propri e delle altre amministrazioni pubbliche sul territorio friulgiuliano, in modo da "rendere permeabile il sistema Regione-enti locali". Una realtà capace di 15mila addetti ai quali "intendiamo dare il terzo contratto di lavoro" dopo aver proceduto alla "perequazione delle retribuzioni tabellari". Insomma: vogliamo andare d'accordo, viva lapax sindacalis, a condizione che regga il passo con il tempo che verrà.M.B.

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Salvagente alla commissione edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Seduta infuocata dedicata all'esame della proposta di abolizione dell'organismo tecnico che valuta i progetti Salvagente alla commissione edilizia I consiglieri discuteranno le modifiche al regolamento sull'urbanistica per ridefinirne i compiti "La commissione edilizia va superata. Anzi no. Manteniamola, ma a scartamento ridotto in attesa di seppellirne anche il ricordo".In apparenza tutti d'accordo, nella sostanza una selva di posizioni diversificate e trasversali. In mezzo un confronto perfino aspro tra provocazioni e risposte di stizza. Si è portato via un pezzo della mattinata e tre ore del pomeriggio il confronto in aula sulla delibera che voleva superare la commissione edilizia sopprimendola del tutto, salvo lasciarne in vita i due undicesimi della commissione urbanistica integrata per i beni ambientali, da trasformare in una commissione per il territorio e il paesaggio. In pratica, l'assessore Luigi Osti facendo propria quella che era anche un'istanza dell'ex maggioranza Avezzù due anni fa, ha predisposto un emendamento che mandava in soffitta il vecchio organismo perché non più funzionale ai lavori del consiglio, oltre che pastoia invisa ai cittadini che la vedono come una sommatoria di ritardi e burocrazia nell'espletamento delle loro esigenze edilizie. È bastato un appunto del consigliere azzurro Aldo Guarnieri per dar fuoco alla santabarbara: "Il sindaco e la giunta ondeggiano: due anni fa contrari alla soppressione, ora cambiano idea"."Atteggiamenti derisori verso l'aula" per il sindaco Merchiori che ha perso l'aplomb. Ripresosi, ha ricordato che "sono mutate le condizioni e le considerazioni su un argomento diventato terreno di troppi rimpalli tra ufficio urbanistico e commissione"."Perché tanta fretta?" ha ribadito Guarnieri, mentre il consigliere Renato Borgato (Udc) ha sottolineato la necessità di discutere del tema in commissione consiliare "visto che l'organismo va disciplinato, piuttosto che soppresso". Quasi mezz'ora di riunione dei capigruppo ha partorito una decisione che la minoranza ha voluto leggere come un atto di sfiducia nei confronti di Luigi Osti. In pratica si è deciso di agire sul Regolamento edilizio rimodulando gli articoli 22, 23 e 24 che riguardano contenuti, operatività e funzionamento della commissione, la quale intanto è stata riammessa tra gli "organismi indispensabili" per la macchina comunale. Il tutto in attesa che nel giro di un mese si definiscano le procedure d'intervento per ridurne le competenze."Arretramento sulle proposte fatte? - ha risposto Osti - Macché. Casomai è un passo avanti perché l'argomento doveva essere discusso e ci voleva qualcuno (lui stesso, ndr) che promuovesse il dibattito. Comunque la giunta non si impicca certo all'albero della commissione edilizia e io non sono, come qualcuno vorrebbe farmi passare, il fautore della sua abolizione. Politicamente dovevamo fare chiarezza ed è questo che faremo".Il voto ha visto l'unanimità dei presenti con i consiglieri forzisti Andrea Bimbatti e Nello Piscopo che sono usciti dall'aula. Guarnieri, tuttavia, non ha rinunciato all'ultima punta di veleno. "Non finisce qui. Ci sono un paio di volontà sommerse che quanto prima faremo emergere".Franco Pavan.

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Cabina di regia unica per l'agricoltura, addio ispettorato provinciale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

All'assemblea di Mogliano Cabina di regia unica per l'agricoltura, addio ispettorato provinciale Giorni contati per l'Ispettorato agricolo provinciale di Treviso. Franco Manzato, che da un paio di settimane ha assunto la vicepresidenza della Regione, nonchè la delega all'Agricoltura, ha annunciato ieri, in occasione dell'assemblea della Confagricoltura veneta a Mogliano Veneto, l'intenzione di abolire l'organismo della Marca così come quelli consimili delle altre province venete, fondendoli in un'unica agenzia. Già oggi l'assessore porterà il provvedimento in giunta. Una misura che rientra in un piano più ampio di razionalizzazione e sburocratizzazione del settore e che mira a costituire uno sportello unico per l'agricoltura. "Un punto di riferimento unico - spiega Manzato - a cui l'imprenditore possa rivolgersi per tutti gli adempimenti".Il neo responsabile dell'agricoltura nostrana pensa ad una "cabina di regia, che presiederò direttamente io stesso". E che attuerà un controllo costante sull'Avepa. "Il che non vuol dire condannare quanto fatto dall'Avepa - sottolinea Manzato -, ma dare dei servizi più efficienti e razionali, perchè se le aziende sono in difficoltà a causa della burocrazia è anche colpa nostra". La fusione degli ispettorati pone qualche problema di riorganizzazione: "Dovremo risolvere la questione dei posti di lavoro, ma la chiusura va attuata. C'è ancora qualcosa da fare a livello delle Province, ma cercheremo di sensibilizzare anche loro perchè si crei un unico luogo a cui gli imprenditori possano recarsi".Parole che aggradano appieno agli agricoltori della "Conf" (duemila imprese associate nella Marca, quasi ventimila nel Veneto): non a caso il presidente veneto Guidalberto di Canossa ha ribadito a più riprese nella sua relazione che la competitività delle aziende passa anche attraverso un più efficiente funzionamento della macchina amministrativa, statale ma anche regionale. Da Venezia a Bruxelles, gli imprenditori del settore primario guardano alla revisione della politiche agricole dell'Unione. Luca Zaia, ministro dell'Agricoltura, non si è nascosto: "La programmazione comunitaria ha fallito", tuona, rimarcando che si impegnerà per rinegoziare la posizione italiana. Con un principio base: "L'agricoltore è un soggetto economico che è in campagna per produrre. La custodia del territorio, l'abbellimento delle colline, lo sfalcio dei prati, pur importanti, sono un corollario dell'attività produttiva".E allora, avanti con la tutela delle produzioni nostrane, a partire dal comparto vitivinicolo: "Che va difeso fino in fondo - nota Zaia, annunciando che giovedì chiuderà la querelle sul Brunello, con misure innovative -. Ma se ci sono degli scandali è perché il sistema funziona. Scandali che sono infinitesimali rispetto alla capacità di produzione in Italia, pari a 49 milioni di ettolitri, un dato che fa di noi il primo stato al mondo".Per chi sgarra, comunque, il ministro assicura tolleranza zero: "Chi adultera un prodotto agroalimentare mettendo a repentaglio la salute dei consumatori va trattato come un delinquente, al pari di chi spaccia droga".Contro l'invasione di produzioni estere il titolare del dicastero dell'Agricoltura invoca dazi: "Dobbiamo difendere il mercato europeo e dobbiamo farlo con quote doganali".Per fronteggiare l'emergenza rifiuti, secondo Zaia, invece, serve una profonda azione culturale: "La Campania deve reagire seguendo il buon esempio che il Veneto ha sempre dato: si chiudono le discariche e si fa la raccolta differenziata. Lo dice una persona che nel 2000, da presidente della Provincia, ha chiuso tutte le discariche del territorio. Qui siamo in un contesto in cui fare una raccolta differenziata al 60\% è la normalità. Da noi mai un cittadino getterebbe una bottiglia di vetro nel sacco dell'umido o della carta: è una filosofia di vita".Mattia Zanardo.

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<Ridurre le intercettazioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ridurre le intercettazioni" Dopo un vertice a Roma il procuratore invita a tagliare le spese della giustizia Occorre un controllo più rigoroso delle spese della giustizia. A iniziare dalle intercettazioni. Lo dice il procuratore della Repubblica di Treviso Antonio Fojadelli, che venerdì ha partecipato a Roma a un vertice delle Procure e delle Procure generali d'Italia, in cui si è affrontato proprio lo spinoso problema del complesso funzionamento del sistema giustizia e della carenza di risorse. Per ovviare alla quale, fondamentale è ridurre le spese. "Per farlo, occorre un controllo più rigoroso. A cominciare dalle intercettazioni", ha detto Fojadelli. Una stretta sul controllo delle conversazioni telefoniche degli indagati, quindi? "Sì - dice il procuratore - ma non per limitarle, semmai per controllarle di più". Questo genere di accertamenti comporta diversi voci di spesa: costa, alle Procure, ottenere dalle compagnie telefoniche i tabulati telefonici. Costa far registrare e trascrivere le conversazioni che si scambiano gli utenti "sotto controllo", un servizio affidato a delle agenzie esterne."È inutile andare avanti per mesi con intercettazioni dalle quali non viene fuori nulla", spiega Fojadelli, lasciando così intendere che, a volte, le intercettazioni autorizzate da palazzo di giustizia potrebbero durare meno. "A volte non vale la pena...", aggiunge il capo della Procura. Che solo poche settimane fa, di fronte alla possibilità di vedersi vietare l'uso delle intercettazioni, aveva difeso questo strumento rivelatosi "molte volte utile, non come prova, ma come elemento d'indagine". In molti casi, aveva ricordato Fojadelli, sono state le intercettazioni telefoniche a mettere gli inquirenti sulla giusta strada che ha poi portato alla risoluzione di vicende estremamente complesse. Dal duplice delitto di Gorgo al Monticano, dove i tabulati telefonici hanno permesso tra l'altro di ricostruire i movimenti degli accusati sulla scena del terribile delitto, fino il processo alla banda dell'usura. "Occorre trovare un punto di equilibrio - aveva detto il procuratore - che rimedi a una certa esagerazione nell'uso di questo sistema, ma non impedisca di svolgere le indagini". E sul costo delle intercettazioni, aveva annunciato che a breve la Procura effettuerà una gara per scegliere il service più conveniente. Ma niente "grande fratello" all'italiana, aveva detto, richiamando ancora una volta al buon senso e alla misura.E richiamati alle loro responsabilità e al loro compito di supervisori del lavoro dei sostituti sono stati anche i procuratori, la scorsa settimana, nell'incontro al quale ha partecipato anche Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ma dal quale hanno preferito astenersi i rappresentanti del governo. Tocca ai procuratori vigilare sulle uscite delle Procure, ma non solo. Anche sull'ottimizzazione di tempi e risorse, e sull'efficacia dei sistemi adottati. Troppa burocrazia, nei palazzi di giustizia, che vanno avanti con meccanismi troppo farraginosi. Quella delle intercettazioni è solo una voce di un elenco ben più lungo: "Sprechiamo tempo, carta, servono meccanismi più rapidi di comunicazione diretta, occorre accordarsi su come eseguire le notifiche e così via", aggiunge il procuratore. Una razionalizzazione all'interno dei singoli palazzi e un maggior coordinamento tra le Procure, quindi, molto delle quali vivono situazioni di grossa difficoltà anche nelle più banali cose di ogni giorno.Lina Paronetto.

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Matteoli: <Abolire il casello dell'A9 è possibile> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Matteoli: "Abolire il casello dell'A9 è possibile" Ospite della trasmissione "41" Abolire i caselli sulla A9' "Si può fare". Lo dice il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, in un'intervista andata in onda ieri su Etv nel corso della trasmissione "41", condotta da Andrea Bernasconi (ospite in studio il vicedirettore della Provincia, Antonio Marino). "È in corso in Europa un dibattito sulla possibilità di istituire, sul modello di quanto già accade in Svizzera, il sistema della vignetta - ha detto Matteoli - Il problema è capire come si possa applicare. Certamente potrebbe favorire il transito, per poterlo fare occorre comunque la volontà politica, ne stiamo parlando". A proposito di infrastrutture, il ministro ha detto la sua anche su Pedemontana e terza corsia. "Le ruspe non dovrebbero tardare a entrare in funzione - ha assicurato a proposito della bretella attesa ormai da 40 anni - Prendere impegni precisi con la nostra burocrazia e con i tanti passaggi che ci sono e individuare una data precisa non è facile, comunque l'opera è in dirittura d'arrivo". Sulla terza corsia della A9, Matteoli ha assicurato attenzione. "Il governo ha una politica del fare, non può più accadere ciò che è accaduto con l'esecutivo di Prodi che ha tentato, e in alcuni casi ci è purtroppo anche riuscito, di bloccare ciò che il governo 2001-2006 aveva fatto. Noi lavoreremo per portare a termine quanto è stato iniziato. La terza corsia è un'opera che ha già avuto diversi passaggi e merita quindi un'attenzione particolare. Mi assumo l'impegno a occuparmene attivamente". L'intervista si è conclusa con un passaggio dedicato al futuro partito unico del centrodestra. "Aver fatto la lista unica alle politiche non può essere giudicato fine a se stesso, è un passaggio verso il partito unico. Tornare indietro vorrebbe dire commettere un enorme errore politico. Dobbiamo invece accelerare, auspico che si possa andare alle elezioni europee del 2009 con il Partito della Libertà già nato". Nella foto: I caselli autostradali potrebbero presto scomparire per rendere più scorrevole il traffico Home Sempre più comasche vittime del fumo Bimbo morto al Sant'Anna Processo aggiornato a settembre.

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I podisti Livenza superano la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CORSA I podisti Livenza superano la burocrazia SacilePresentato, nella piazza del Popolo, il Gruppo podistico Livenza Viaggi nato ad inizio anno, dopo alcuni problemi di natura burocratica, dalla fusione di tre società dell'alto Livenza: Gsa Caneva, Gs Leoni San Marco Stevenà e Gp Livenza Viaggi. Il nuovo gruppo, presieduto da Danielo Gava, ha ormai raggiunto quota cento iscritti tra il settore Master e Amatori e quello giovanile. "Sono indubbiamente soddisfatto della nascita di questa nuova creatura parla Gava in quanto ho notato immediatamente la coesione al suo interno tra vecchi e nuovi tesserati. Il metodo in cui stiamo lavorando ci ha già permesso di raggiungere risultato del tutto inaspettati. Ma un grazie particolare devo farlo agli sponsor (Fadalti, Livenza Viaggi, Cava di Sarone, Livenza Trasporti e Promotional), perché senza il loro apporto sarebbe stato veramente difficile ricominciare da capo". Già al primo appuntamento della stagione, il Campionato regionale di mezza maratona che si è svolto a Brugnera e che si colloca all'interno del programma della 21. edizione podistica della Coppa Pordenone, il sodalizio maschile liventino è risultato ad avere la meglio su tutti i principali avversari. "Visto il buon esordio e soprattutto l'affiatamento esistente tra gli atleti - commenta il presidente - si prevedono per il futuro grandi soddisfazioni, sia a livello regionale che nazionale".Grazie alla collaborazione di tutti gli iscritti, il Gp Livenza Viaggi ha organizzato l'8. Trofeo Città di Sacile, gara podistica "molto apprezzata dai partecipanti e divenuta ormai una tappa di rilievo all'interno della stessa Coppa Provincia". Grandi sogni e soprattutto grandi progetti per il neonato team di Sacile, che da quest'anno ha trovato soprattutto nei due Mm35 Giovanni Iommi e Andrea Moretton il rimedio giusto per tenere testa alle ormai consolidate compagini di Atletica San Martino CoopCasara e Gruppo Santarossa Brugnera. E quando mancano ancora due tappe prima della conclusione della Coppa Provincia, la classifica maschile di società non è ancora ben definita: con in testa San Martino tallonato dal Santarossa, il Livenza Viaggi, sceso in uno solo colpo dalla vetta al terzo posto, potrebbe tentare di tornare nuovamente a ruggire. Alberto Comisso.

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Don Nozza: ''I datori di lavoro paghino per l'integrazione'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMMIGRAZIONE 16.3601/07/2008 Don Nozza: ''I datori di lavoro paghino per l'integrazione'' Il direttore di Caritas Italiana sostiene la proposta di alcune associazioni di immigrati: ''Del resto loro pagano per il permesso di soggiorno''. E boccia ancora il pacchetto sicurezza: "Misure penali non siano al centro'' ROMA - Lavoro regolare, alloggi, scuola, mediazione culturale, corsi di lingua, pari opportunità: su tutto questo bisogna investire per evitare che la presenza degli immigrati diventi sempre di più una realtà periferica. Lo sostiene il direttore di Caritas Italiana, analizzando i risultati della ricerca sulle condizioni di vita e lavoro degli stranieri a Roma di Caritas italiana e Caritas di Roma, in collaborazione con la provincia. Sono tanti i fattori che emarginano gli stranieri in Italia: la macchinosa burocrazia per il permesso di soggiorno e la cittadinanza, il lavoro nero, il sottoutilizzo rispetto alle qualifiche, l'esposizione al rischio di infortuni, l'abbandono scolastico, il disagio abitativo. A questo la Caritas risponde con quella che don Nozza chiama strategia della solidarietà: "Non si deve pensare l'immigrazione slegandola da accoglienza, solidarietà e giustizia". Per contro, "contenimento, repressione e misure penali non devono essere proposte come l'essenza della politica migratoria". Per tutto questo servono risorse. Don Nozza allora sostiene: "Non ci sembra infondata l'ipotesi emersa nell'ambito dell'associazionismo degli immigrati di far pagare una quota per l'integrazione ai datori di lavoro, come del resto gli stessi immigrati pagano per ottenere il permesso di soggiorno". "La strategia della solidarietà ? spiega Nozza, entrando nel dettaglio della questione - esclude che l'immigrazione si riduca a essere una realtà periferica e cioè marginale. Questo aggettivo connota le realtà che contano poco, ottengono poco dai centri decisionali e incidono poco sulla società. Le migrazioni non sono una realtà periferica dal punto di vista statistico. A livello mondiale sono circa 200 milioni i migranti, tutti i continenti e tutti i paesi sono coinvolti in questo fenomeno, come area di partenza o come area di arrivo, e non di rado sotto entrambi gli aspetti, come è il caso dell'Italia. Il 2007 è stato l'anno dell'equilibrio tra emigranti italiani all'estero e immigrati stranieri in Italia, con valori di poco al di sopra dei 3,5 milioni. Nel futuro gli immigrati presenti in Italia arriveranno a livelli più elevati. Voglio dire, a commento di una recente proiezione fatta dall'Istat sulla crescita dell'immigrazione, che alla luce di quanto è avvenuto negli ultimi anni e dell'andamento demografico, è realistica una quota di crescita di 300.000 unità l'anno. Se così stanno le cose, basteranno 20 anni, senza più attendere la metà del secolo, per superare i 10 milioni di cittadini stranieri, con un'incidenza sulla popolazione residente superiore al 16% e una strutturalizzazione ancora più elevata del fenomeno rispetto a quella che già ora riscontriamo". Ma a fronte di questi dati, la presenza degli immigrati rischia di configurarsi come una "realtà periferica anche a livello giuridico. Ad esempio, il permesso di soggiorno della Comunità Europea per lungosoggiornanti (ex carta di soggiorno), assicura di per sé la garanzia del soggiorno e una più ampia equiparazione ai cittadini italiani, senza tuttavia contemplare, almeno in Italia, la partecipazione alle elezioni amministrative e l'accesso al pubblico impiego. È auspicabile che si compiano dei passi in avanti attraverso un confronto più costruttivo tra gli schieramenti, ma purtroppo pare che l'orientamento preso vada nel senso contrario". Anche a livello lavorativo, "gli immigrati vengono in qualche modo costretti a essere una periferia". Questi i motivi: la prassi quasi generalizzata del collocamento in nero anche degli immigrati regolari e l'evasione contributiva nei loro confronti, un diffuso 'fenomeno carsico' che colpisce maggiormente determinate categorie come le collaboratrici familiari e gli operai edili; l'eccessiva 'canalizzazione' verso determinati settori; il sottoutilizzo di questi lavoratori rispetto alle qualifiche maturate (spesso difficili da riconoscere per la complessità delle procedure) e, più in generale, lo scarso potere contrattuale di cui questi lavoratori godono, visti i larghi spazi di ricattabilità legati alla precarietà del soggiorno. Non può non destare impressione il divario tra preparazione ricevuta e inserimento lavorativo, che vede gli immigrati prevalere per percentuale di laureati e diplomati (39,5% rispetto al 33,4% degli italiani, con uno scarto di 6,5 punti percentuali ? Censimento 2001) e per l'altissima percentuale di impieghi non specializzati (83,7% rispetto al 54,7% degli italiani, con uno scarto di 29 punti percentuali ? Inps, 2004). Inoltre, un quarto degli occupati stranieri lavora in orari disagiati: il 19% la sera (dalle 20 alle 23), il 12% la notte (dopo le 23) e il 15% la domenica (Istat, 2006). A ciò si aggiunge la loro più elevata esposizione al rischio infortunistico (il rischio per loro cresce del 50%, come rilevato dall'Inail". Questa connotazione periferica, oltre che a livello normativo-burocratico e lavorativo, si riscontra anche sotto diversi aspetti a livello sociale: emblematico è il differenziale tra quanti, a conclusione della terza media, non vengono ammessi all'esame di licenza: tra gli italiani si tratta di 1 iscritto ogni 50, tra i figli degli immigrati di 1 ogni 10 (anno scolastico 2005-06). Altro ambito emblematico è quello relativo alle condizioni abitative. Il disagio abitativo non è certo una prerogativa della popolazione immigrata, ma nel caso degli stranieri non comunitari le problematiche legate all'alloggio tendono ad amplificarsi. In particolare, nonostante il rifiuto di fornire un alloggio agli immigrati regolari rientri tra le forme di discriminazione sanzionate da un risarcimento e da una reclusione fino a 3 anni, nei giornali di annunci economici le inserzioni di questo tipo sono ricorrenti. All'indisponibilità ad affittare agli stranieri (e segnatamente agli extracomunitari) si associa poi la tendenza ad applicare loro un canone 'speciale', che porta ad un incremento del 10-20% rispetto agli affitti pagati dagli italiani, nonché, più raramente, la richiesta di garanzie 'aggiuntive' come una fideiussione bancaria e, nonostante questo, il più delle volte la locazione è transitoria o in nero". "ll 'pacchetto sicurezza' ha generato in Caritas, e più in generale in tutto l'ambito sociale, diffuse perplessità per i suoi contenuti ed ancora maggiore perplessità è stata manifestata per il fatto che l'attenzione venga dedicata in esclusiva all'immigrazione irregolare, quasi che per tutti gli altri immigrati, che sono ben più numerosi, tutto vada bene. Noi riteniamo invece che il contenimento, la repressione, le misure penali non debbano essere proposte come l'essenza della politica migratoria: nel buon ordine delle cose, esse sono solo una parte residuale, da utilizzare in presenza di comportamenti devianti rispetto alla norma, che non riguardano però la stragrande maggioranza degli immigrati". Ma "il collante di cui necessita una società multiculturale sono le disposizioni in grado di accogliere i nuovi venuti, sostenendoli con l'offerta di pari opportunità e incentivando la convivenza e la coesione sociale. Infine un appello a politici e amministratori pubblici: "Essi hanno la possibilità di operare in maniera differenziata, incidendo significativamente sulle situazioni locali, ponendo un rimedio alle attuali carenze, eliminando progressivamente le varie linee di distinzione che pongono gli immigrati in una situazione di svantaggio".

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NE/ PRESIDENZA FRANCESE UE, BORGHEZIO: BENE 'NO' ALLA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 01-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

TURCHIA Sarkozy porta avanti "certa idea dell'Europa" condivisa da Lega postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Bruxelles, 1 lug. (Apcom) - La presidenza di turno francese dell'Unione europea, al debutto oggi, "si apre sotto i migliori auspici grazie alla chiara presa di posizione coerentemente contraria all'ingresso della Turchia" del presidente Nicolas Sarkozy. E' quanto afferma, in una nota, il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio, in cui afferma che il capo dell'Eliseo porta avanti "una certa idea dell'Europa che ci piace". "Era ora - continua Borghezio - che alla guida del Consiglio vi fosse qualcuno che porta avanti 'una certa idea dell'Europa', interprete della volontà dei nostri popoli e pronto a difenderne i legittimi interessi indipendentemente e, se necessario, anche in contrasto con le grandi lobbies finanziarie". "Anche sul ruolo della Bce e sulla necessità che la politica monetaria europea abbia come punto di riferimento il sostegno e lo sviluppo delle nostre imprese e quindi l'occupazione, l'avvio della presidenza francese lascia infatti ben sperare", dichiara l'eurodeputato del Carroccio. "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles".

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Un rigore è costato il contratto a Donadoni (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente federale rivela ogni dettaglio dell'accordo decaduto. Confermata la novità Peruzzi nello staff Un rigore è costato il contratto a Donadoni Abete: "Fossimo andati in semifinale, il rinnovo sarebbe stato automatico" "Il 20 maggio l'intesa prevedeva una penale di 900.000 euro lordi" DALL'INVIATO ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà, in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una lancetta da orologio a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale nutre per Lippi. Retroscena. Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va giù a ruota libera per poi staccare il microfono e salutare tutti. In realtà, il vero problema sarebbe spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero che fu contattato prima della partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto una cronologia degli eventi molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti contrattuali tra lui e Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha chiesto il rinnovo attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli abbiamo proposto di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento garantito in caso di raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere alla Federazione in caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20 maggio abbiamo siglato questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro lordi che la Figc avrebbe pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due giorni dopo mi ha detto che questa clausola per lui valeva come garanzia di grande fiducia, e che dunque preferiva toglierla non essendo il suo un interesse economico. Il 4 giugno abbiamo siglato questo nuovo accordo". Il rigore. Allora è vero che Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore? "Sì, il rigore segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto che non è andata così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che Lippi sia stata la scelta giusta per il bene della Nazionale". Lo staff. Lippi riparte con il suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora firmato nessun contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo. Torna dunque il vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello staff medico, Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi ultimi due saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente con Inter e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto proprio da Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il patentino di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima squadra che con le giovanili. Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del Lippi-bis. Si gioca a Nizza contro l'abbordabile Austria. L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).

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Soldi freschi per il bocciodromo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Regione ha assegnato un contributo di 300 mila euro per l'impianto che verrà realizzato nell'area del Foro Boario FELTRE. Assegnati trecentomila euro per la realizzazione del nuovo bocciodromo al Foro Boario. Il contributo è stato concesso dalla giunta della Regione Veneto che ha così accolto la richiesta del Comune di Feltre. La somma si aggiunge alla donazione già fatta da un privato cittadino che volendo fare qualcosa per la città ha deciso di elargire trecentomila euro a favore dei giocatori di bocce. Il progetto preliminare è stato già approvato dalla giunta e dopo le verifiche con la Soprintendenza l'architettura del nuovo palazzetto è stata armonizzata con la linea degli altri edifici che già fanno parte del complesso sportivo. Per l'operazione bocciodromo è un ulteriore passo avanti, anche se per arrivare alla somma necessaria per realizzare l'opera mancano ancora duecentomila euro. L'assessore comunale allo sport, Elio Sacchet sta lavorando per trovare un canale dove attingere anche questo residuo finanziamento con il quale il bocciodromo potrebbe essere completato: "L'obiettivo", afferma l'assessore allo sport, "è quello di appaltare l'opera entro la fine dell'anno. Sarebbe un risultato positivo". Intanto si mettono in cascina questi trecentomila euro, "merito", aggiunge Sacchet, "dell'interessamento del consigliere regionale Bond e dell'assessore Curto che hanno fatto da tramite con la Regione. Da parte mia un grazie per la collaborazione agli assessori regionali Massimo Giorgetti e Oscar De Bona". L'idea di realizzare un bocciodromo in città è partita a fine gennaio, quando un benefattore decise di mettere a disposizione trecentomila euro. L'impianto prevede la costruzione di quattro corsie omologate, di un'ampia tribuna per il pubblico e di un annesso locale da adibire a bar, pizzeria o trattoria. Il momento per dare impulso al gioco delle bocce in città è propizio, non foss'altro per l'assegnazione a Feltre dei mondiali 2011. Anche se il nuovo bocciodromo non verrà utilizzato per ospitare le gare ufficiali - i match iridati si svolgeranno al palaghiaccio "Drio le Rive" - è ovvia l'attenzione del movimento boccistico feltrino che sente proprio la necessità di un impianto coperto dove disputare tornei e match di campionato. L'intenzione iniziale era quella di lasciare mano libera al benefattore privato: lui avrebbe dovuto far redigere il progetto, scegliere l'impresa e fare eseguire i lavori. Ma questa volontà si è scontrata con la burocrazia, cosicché il progetto è passato nelle mani dell'amministrazione che lo sta seguendo con attenzione. L'auspicio è che i seicentomila euro già in cassa possano presto diventare ottocentomila per dare esecutività al progetto. (r.c.).

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ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà, (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

DALL'INVIATO ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà, in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una lancetta da orologio a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale nutre per Lippi. Un'adorazione nata già molto prima del successo mondiale del 2006 e che l'attuale presidente federale non ha mai nascosto anche se ha più volte ribadito di non aver mai voluto condizionare il lavoro di Donadoni. Retroscena. Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va giù a ruota libera per poi staccare il microfono e salutare tutti. In realtà, il vero problema sarebbe spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero che fu contattato prima della partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto una cronologia degli eventi molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti contrattuali tra lui e Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha chiesto il rinnovo attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli abbiamo proposto di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento garantito in caso di raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere alla Federazione in caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20 maggio abbiamo siglato questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro lordi che la Figc avrebbe pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due giorni dopo mi ha detto che questa clausola per lui valeva come garanzia di grande fiducia, e che dunque preferiva toglierla non essendo il suo un interesse economico. Il 4 giugno abbiamo siglato questo nuovo accordo". Insomma, c'è esatta corrispondenza tra le parole di Abete e quello di Donadoni. Il rigore. Allora è vero che Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore? "Sì, il rigore segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto che non è andata così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che Lippi sia stata la scelta giusta per il bene della Nazionale". Insomma, se De Rossi (fresco di rinnovo con la Roma fino al 2012) l'avesse messa dentro, allora Donadoni sarebbe ancora al suo posto con obiettivo Sudafrica 2010. Lo staff. Lippi riparte con il suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora firmato nessun contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo. Torna dunque il vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello staff medico, Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi ultimi due saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente con Inter e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto proprio da Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il patentino di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima squadra che con le giovanili. è lui l'uomo nuovo inserito nella staff azzurro. Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del Lippi-bis. Si gioca a Nizza contro l'abbordabile Austria. L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. Sarà un test importante anche se proprio la mancanza di alcuni giocatori chiave ovviamente condizionerà le scelte del nuovo Ct che probabilmente opterà per provare alcuni giovani. (al.ber.).

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Cna, convegno su crescita e artigianato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

'Artigianato, piccola e media impresa, fattori di sviluppo per l'economia provinciale' è il titolo del convegno che si terrà sabato dalle 9.30 allo Sport Village, organizzato dalla Cna per analizzare con istituzioni e addetti ai lavori la difficile congiuntura economica. Dopo l'introduzione del presidente provinciale Cna Ugo Ferrarini, interverranno il direttore Massimo Salvarani, l'assessore regionale Domenico Zambetti, il presidente della Provincia Fontanili e quello della Camera di Commercio Montanari; le conclusioni saranno affidate al presidente della Cna Lombardia Fausto Cacciatori. "La crisi economica - spiega Salvarani - investe in particolare il tessuto delle piccole imprese; è difficile trovare un settore che non ne risenta: anche l'edilizia comincia a dare segnali di difficoltà. Molte grandi imprese tendono a delocalizzare, mentre le pmi investono sul territorio creando occupazione: riteniamo che vadano aiutate. C'è attenzione da parte degli enti, ma i problemi restano: burocrazia e costo del denaro". (f.v.).

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Stasera l'assemblea dei Giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

APINDUSTRIA Stasera l'assemblea dei Giovani VICENZA È dedicata al federalismo l'assemblea pubblica del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza, in programma stasera alle 19, nella sede dell'Associazione, in galleria Crispi 45. L'incontro vuole essere infatti un'occasione di riflessione e approfondimento su un tema al quale le Pmi vicentine guardano con grande attenzione. "Mai come oggi - spiega Andrea Bertolaso, presidente del Gruppo Giovani di Apindustria - si tratta di un argomento di attualità: ha avuto un ruolo importante nella campagna elettorale delle ultime elezioni politiche e ora ci sono grandi aspettative, considerando l'orientamento favorevole a questo riguardo della coalizione di Governo. Anche perché le nostre aziende continuano a scontrarsi con i costi della burocrazia e con l'incapacità dello stato centrale di trovare risposte efficaci ad esigenze fondamentali". Al dibattito parteciperà Marino Finozzi, presidente del Consiglio Regionale Veneto.

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<Puntare sulle produzioni di qualità> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Puntare sulle produzioni di qualità" Lodigiani: la competitività delle aziende piacentine è più forte della crisi (cm) Ha 52 anni e una notevole esperienza di impegno sindacale, avendo ricoperto l'incarico di presidente dell'Anga di Piacenza (periodo 1988-1991) e di vicepresidente dell'Unione agricoltori nel triennio 1997-1999. Michele Lodigiani, coniugato con tre figli, laureato in scienze agrarie e agronomo, volto certamente non nuovo per l'agricoltura piacentina (un particolare curioso: lo zio Luigi, detto Gino, fu negli anni '60 presidente a sua volta dell'Unione agricoltori), conduce un'azienda di 200 ettari a Piacenza, con indirizzo cerealicolo e orticolo. Si è occupato tra l'altro a livello imprenditoriale di servizi ambientali e di progettazione del verde pubblico e privato ed è stato tra i pionieri nel nostro Paese nella produzione di ortaggi di quarta e quinta gamma. Uomo dalle maniere gentili e dai tratti signorili risponde volentieri a queste prime domande che fanno riferimento al nuovo impegno, che potrebbe dirsi anche "rinnovato" dopo 9 anni di assenza dalla vita sindacale: "Dopo essere stato "fuori" per quasi 10 anni - esordisce il neo presidente - trovo un quadro modificato, anche se non certo semplificato. Se infatti da un lato oggi possiamo dire di essere tornati all'economia reale, in cui l'agricoltura ricopre un ruolo fondamentale, rispetto ad altri comparti (come ad esempio la finanza); dall'altro, ci troviamo di fronte a notevoli complessità. Il che ci fa dire che se in passato il settore agricolo rappresentava un comparto debole in un Paese in sviluppo; oggi possiamo parlare di un'agricoltura che ha recuperato una funzione centrale, ma che deve fare i conti con una realtà nazionale caratterizzata da criticità generalizzate". E a livello provinciale che cosa è cambiato e che cosa sta cambiando? "L'agricoltura si è evoluta e anche i dati di Piacenza lo dimostrano: assistiamo infatti da un lato ad una consistente concentrazione a livello poderale, il che - contrariamente a ciò che spesso si tende a divulgare - contribuisce fortemente a mantenere le nostre tipicità. Poiché nel contesto economico in cui ci troviamo ad operare saranno solo le aziende più competitive che potranno affermarsi, mantenendo produzioni di qualità". Sulla strada della competitività si incontra anche l'impegno per migliorare le competenze degli imprenditori agricoli? "C'è senz'altro esigenza - condivisa da questo consiglio formato in grande maggioranza da giovani - di lavorare sul fronte della formazione manageriale. L'offerta formativa presente sul territorio prevede notevoli opportunità, rispetto alle quali ci proponiamo di fornire stimolo - affinché i nostri soci sappiano coglierle - e collaborazione alle strutture presenti sul territorio, proprio nell'ottica di sforzarci di capire quali saranno le competenze richieste agli imprenditori del futuro". Rispetto alle istituzioni quali sono gli impegni più significativi che questa presidenza pensa di assumersi? "Certamente lavoreremo a livello provinciale e regionale con obiettivi molto chiari, perché si continui sulla strada della concretezza, dove la politica deve assumere decisioni e dove la burocrazia non deve diventare vessatoria. In questa ottica è fondamentale saper recuperare anche su decisioni che riguardano la gestione del territorio il senso della realtà, nel massimo rispetto della differenza di vedute". Arriviamo al tema scottante, anzi bollente del rapporto con le altre organizzazioni agricole? "Mantenere buoni rapporti con le altre organizzazioni agricole è senz'altro un obiettivo che questo consiglio si pone e si porrà. Nella convinzione che la differenza di vedute rappresenta una ricchezza, tuttavia riteniamo che su alcune questioni, per le quali la base associativa è portatrice delle stesse esigenze si possa e si debba convergere: allora bisognerà saper parlare insieme". 02/07/2008.

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Ricetta del mister: lo "zoccolo duro" con alcuni giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FILIPPO GRASSIA Era destino che ci saremmo ritrovati con Marcello Lippi alla guida della Nazionale. Innanzitutto per il modo con il quale il tecnico di Viareggio aveva lasciato gli azzurri dopo la finale di Berlino, in secondo luogo per come sono andate le cose sotto la regia di Roberto Donadoni. Un canovaccio annunciato, insomma. Lo aveva fatto capire lo stesso Lippi nel corso di un convegno medico svoltosi un mese fa a Crema in cui s'è ritrovato con il dottor Castellacci che lo aveva accompagnato in azzurro: "Mi sono pentito più volte di avere lasciato l'azzurro. Ma in quel periodo non potevo comportarmi in un'altra maniera. A Mondiale in corso dissi che avrei tolto il disturbo a fine torneo. Con qualsiasi risultato, saluto tutti e torno a casa. Sono stato di parola, anche se ho sofferto molto". In quell'occasione era stato sincero anche su Donadoni: "All'inizio ha fatto un po' di confusione perché ha cercato una via tutta sua, diversa dalla precedente, cioè dalla mia. Lo capisco, ognuno di noi vuole dare un'impronta personale alla squadra". Rieccoci quindi con Lippi che ha sottoscritto un contratto biennale per 1,5 milioni netti a stagione. Nel caso che conceda il bis - impresa riuscita solo a Vittorio Pozzo nel '34 e '38 - riceverà un premio di un milione e la promessa di dirigere il Centro di Coverciano. A lui competerà non solo la Nazionale maggiore, ma anche il coordinamento tecnico delle altre rappresentative, a cominciare dalla Under 21. Un ruolo di grande importanza strategica, ma anche di forte rischio: o vince o fallisce. Lippi ha previsto due momenti fondamentali: nella prima fase si rifarà allo zoccolo duro della sua Nazionale per cominciare con il piede giusto l'avventura nel girone di qualificazione al prossimo Mondiale; poi inserirà gradualmente dei giovani per abbassare l'età media di una squadra che altrimenti nel 2008 sarebbe superiore ai 30 anni. Ma ci potrebbero essere novità anche in occasione del debutto previsto il 20 agosto prossimo a Nizza contro l'Austria. Si parla, ad esempio, di Montolivo come esterno di sinistra del centrocampo e di Amauri al centro dell'attacco. E' necessario però che l'attaccante italio-brasiliano sistemi il suo carteggio con la burocrazia di casa nostra. Più avanti ci sarà spazio per De Silvestri, De Ceglie, Dossena (acquistato dal Liverpool di Benitez), Gamberini, Balotelli e non soltanto. Probabile infine il ritorno di Gilardino, ritornato sotto la guida di Prandelli. Sicure le conferme dei giovani Chiellini, Gamberini, De Rossi e Aquilani così come quelle dei meno giovani Zambrotta, Grosso, Cannavaro, Pirlo, Gattuso e Toni. Intoccabile Buffon. Al capolinea Panucci, mai amato dal tecnico. Punto interrogativo su Di Natale, Quagliarella, Ambrosini e Cassano. Forti perplessità, infine, sull'eventuale ripescaggio di Totti e Nesta per motivi etici: è giusto richiamare giocatori che in passato hanno rifiutato la maglia azzurra? Sicuro il ritorno al 4-4-2 o al 4-4-1-1 con uno sviluppo maggiore della manovra sulle fasce laterali. Nel colloquio con il presidente federale Abete, Lippi ha sottolineato come sia negativo cambiare sempre modulo: "E' già difficile in una squadra di club, figuriamoci in Nazionale". Quanto a idee chiare, non ha rivali grazie a un carisma senza eguali e a un particolarissimo culto del gruppo. Avanti con fiducia. L'Italia non può essere quella dell'Europeo. 02/07/2008.

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La parola ai lettori (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 2 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl La parola ai lettori Via S. Maria in Betlem Rimettere i dissuasori Egregio direttore, via Santa Maria in Betlem è diventata, con via Cadore, la nuova tangenziale sud della città, in alternativa a via Giordano, collegando piazza IV Novembre con via del Sale. L'intensità del traffico in loco di un asilo e di un laboratorio sanitario, mette a dura prova l'incolumità di ciclisti e pedoni che vi si avventurano. All'altezza dell'ex dispensario era stato collocato, anni addietro, un dissuasore che obbligava gli automobilisti a rallentare ma fu poi tolto perché il rumore causato forse disturbava chi abitava nei pressi vanificandone così l'efficacia. Sarebbe opportuno, ora più che mai, riposizionarne anche più d'uno in luoghi idonei considerato l'ulteriore incremento di traffico avutosi nel frattempo. Nanni Papadia (Cremona) Trenitalia come Alitalia E il valore dei titoli di studio Egregio signor direttore, condivido in tutto quanto opportunamente scritto nel 'fondo' di domenica 29 u/s e mi chiedo per quali precise ragioni Trenitalia stia allineandosi ad Alitalia!... Anch'io nei giorni scorsi sono rimasto anch'io "vittima" di un ritardo ? guarda caso ?... di... 59 minuti, su un regionale emiliano. Quel che stupisce è come facciano "oltralpe" ed in Giappone ad essere invece sempre puntualissimi, a far volare gli aerei senza perdere somme di denaro in continuità e tener pulite le strade... Purtroppo anche nel settore dell'energia sta verificandosi di tutto e di più!... E taccio il basso livello della nostra scuola e la figuraccia del "caso Montale". Personalmente credo che Luigi Einaudi avesse ragione nel contestare il "valore giuridico del titolo di studio" (ossia la connessa funzione, sostanzialmente economica, posta a base di calcolo per lo stipendio ed il posto di lavoro, l'assunzione nella funzione pubblica e via dicendo...), cui ritengo si possa attribuire gran parte dei guai nostrani. Non a caso in una ben precisa zona del nostro Paese in cui c'è stata e c'è tutt'ora l'emergenza rifiuti, a nessun si nega il "dott." davanti al nome (...). Luigi Bellini (Unione nazionale consumatori, comitato di Cremona ) Centrosinistra 'squagliato' Ma non certo per colpa mia Gentile direttore, un suo lettore scrive di non sentirsi più rappresentato da me, anche se mi ha votato alle ultime elezioni amministrative a Crema per alcune mie prese di posizione. Un fatto certamente normale, in democrazia, specialmente quando, come è stato il nostro caso, si partecipa a delle coalizioni che mettono assieme diverse forze politiche. Ma c'è di più: una volta eletti, di fronte ai vari problemi, vale certo la regola della coerenza rispetto alla coalizione di cui si fa parte, ma ancor di più la libertà di coscienza specialmente in momenti come questi di crisi della politica. Inoltre la nostra coalizione di centro sinistra, che ha perso con oltre il 46% da allora ad oggi, si è squagliata al sole e non certo per colpa mia, ma per scelte politiche generali che hanno visto nascere il partito democratico che ha sciolto l'Unione decidendo di starsene da solo con radicali e Di Pietro. Scelta che io non ho condiviso, in tempi non sospetti, e che oggi sta mostrando tutte le sue contraddizioni. Gianni Risari (consigliere comunale a Crema) "Lodo Schifani" autoritario L'opposizione non sia buonista Signor direttore, il lodo Schifani? Ogni giorno ha la sua pena. Questo esecutivo sta facendo carne da macello della civiltà giuridica. Siamo di fronte ad un governo che giorno dopo giorno mostra tutto il suo volto autoritario e dispotico. Di questo passo dove si arriverà? Le opposizioni parlamentari facciano il loro dovere e lascino stare il fallimentare buonismo che l'ha finora contraddistinta. Ora più che mai serve una mobilitazione sociale nel Paese. Mario Catenacci (Ostiano) Ostiano, barbieri e parrucchiere Bastavano impegno e buon senso Signor direttore, all'ospedale civile casa di riposo di Ostiano, si può recitare: c'era una volta un barbiere per uomini, come giusto che sia. Il lavoro procedeva nei migliori dei modi e con diligenza. Vi era anche la parrucchiera per le donne, che assolveva al meglio il suo compito. Non mi sembra che questi operatori avessero frequentato corsi universitari ed altri corsi di master per ben condurre i lavori. Ho notato però l'impegno e il buon senso applicato nell'eseguire le loro funzioni. Tutto perciò andava per il meglio. Però è probabile che per qualcuno non andasse bene: occorreva qualcosa di meglio che provenisse da menti elevate (...). Così colpiti dallo "tsunami", si creò il "caos". Forse il caos fa comodo. Carlo Baroli (Ostiano) Discarica di amianto Sovrana è la popolazione! Egregio direttore, le chiediamo cortesemente di pubblicare queste poche righe in merito a quanto dichiarato dal sindaco di Cingia dè Botti, sul giornale La Provincia, domenica 22 giugno. A nostro avviso è giunto il momento che Massimo Ponzoni la smetta di ripetere, ad ogni occasione, che ancora non è stato deciso niente in merito alla localizzazione della discarica di cemento amianto in territorio di Cingia dè Botti. È bene ricordare che in democrazia non è "sovrano" il sindaco né tutto il consiglio comunale, ma sovrano, in questa circostanza, è il parere della maggioranza della popolazione che, con "firme documentate", si è dichiarata contraria alla "sepoltura", in territorio cingese, di materiale che presenta seri rischi. La conseguenza sarebbe, oltre ai pericoli, la "bollatura perenne" di Cingià de' Botti, di cui qualcuno avrebbe la responsabilità. Quindi all'attuale sindaco non rimane altro che abbandonare l'idea di essere ancora disponibile per la realizzazione della discarica nel suo territorio. Non servono più valutazioni in consiglio, ma è importante attivarsi per rispettare quello che la maggioranza dei cittadini ha chiesto: "No alla discarica"; anche perché, visto il rischio, non interessano i grossi vantaggi economici che ne deriverebbero sia al Comune sia alla Società che realizzerebbe l'incomodo. Terminiamo con una precisa richiesta: per quale motivo il sindaco, il vice sindaco e l'intero consiglio comunale rimangono così avvinghiati al progetto discarica? (...) Giuseppe Magni, Renato Mezzadri e Claudio Soldi (Cingia dè Botti) Moralizzare la vita pubblica Brunetta ha cominciato bene Caro direttore, è mia convinzione, fortemente condivisa, che è arrivato il momento di moralizzare la vita pubblica perché la gente comune è aggredita e sopraffatta da tante illegalità, illiberalità, illiceità e spesso da illegalismo politico. Se si vuole combattere tutto ciò, come annunciato, è necessario adoperarsi, senza se e senza ma, eliminando anche qualche procedura del passato trasformatasi in insulto ai morti ammazzati. I sostenitori farebbero cosa giusta ad interessarsi d'altro. Con la famosa "certezza della pena" si riempiono la bocca tutti i politici (nessuno escluso) ma vale solo per il momento, poi tutto si trasforma in fatto più o meno scherzoso. Tra tanto scempio che coinvolge la nazione, il ministro Brunetta, finalmente, ha iniziato a porre le basi per una prima sistemazione, per mettere in "out" soggetti irrecuperabili, disonesti recidivi che possono contagiare chi non intende più essere "torturato" dall'ingiustizia. Nonostante le ottime intenzioni di Brunetta mi sento un po' pessimista (...). Il compito sarà durissimo perché troverà resistenza tra coloro che vogliono apparire tutori di diritti per poi fare i dispensatori di anarchismo, quali vittime di ideologie defunte o di errate convinzioni. Auguro a Brunetta risultati eccelsi (...). A parte il lavoro di Brunetta siamo in attesa per una sistemata alle scorte inutili e costose, per l'abolizione di quel "nepotismo" usurpatore di giustizia e meritocrazia (...), delle abolizioni di una serie di privilegi creatasi negli anni a favore dei parlamentari (...), sprechi ad ogni livello dell'apparato statale e non continuo. Mi piace chiudere con il sentitissimo problema "sicurezza" e con le necessità dei più deboli e anziani. Geo Monti (Cremona) Migliaro "a misura d'uomo" Ma servono nuove abitazioni Egregio direttore, la frazione di Migliaro, pur con le problematiche tipiche di una comunità di periferia (mancanza di servizi in loco, forte pericolosità nell'immettersi sulla statale per la città, ecc.) esercita un certo fascino sia per chi ci abita sia per chi la osserva dall'esterno in quanto è rimasta a misura d'uomo ed urbanisticamente non opprimente. Luogo ideale per tutte quelle famiglie che, pur facendo riferimento alle città per le proprie attività produttive o di lavoro dipendente, erano riuscite in tempi ormai lontani a costruire la propria abitazione nei pochi lotti di terra allora a disposizione. Ma gli anni passano, i figli diventano grandi, studiano, lavorano, si sposano e... non sanno dove abitare. Ecco quindi che la nostra comunità, specialmente in questi ultimi anni, vede un continuo e costante allontanamento delle coppie di giovani, nati e cresciuti al Migliaro, ma che non trovano alcuna soluzione abitativa. Con evidente rammarico, tant'è che spesso continuano a frequentare da pendolari la nostra comunità. L'appello è quindi alla nostra amministrazione comunale perché promuova, con tutti i mezzi che ha a disposizione, il sorgere di nuove abitazioni nelle aree della nostra piccola frazione. (...) Circolo "Giovanni Paolo II" (Migliaro - Cremona) Malattie rare, diagnosi tardive e difficoltà per i farmaci Signor direttore, (...) le malattie rare sono tante e complesse, e se ritardata la diagnosi, aumentano, le complicazioni per la salute dei malati, in tanti casi anche gravi. In questo mio semplice scritto vorrei portare l'attenzione in particolare su una di queste malattie rare, la malattia di Behcet. Leggendo le dichiarazioni (...) pubblicate su siti internet, e su qualche giornale, i malati rischiano delle complicazioni gravi alla vista, neurologiche, e tante altre. Dicono per colpa della burocrazia, e delle istituzioni sanitarie nazionali che non accelerano i tempi di registrazione del farmaco. Per poter poi segnarlo come prescrivibile per la malattia di Behcet. Il farmaco si chiama "Infliximab". Ora questo farmaco non avendo l'indicazione per la malattia di Behcet, non può essere rimborsato all'Asl, agli Ospedali, e ai centri universitari. In Italia esistono tre centri clinici, in cui viene somministrato questo farmaco sotto la propria responsabilità e a loro spese. Questo farmaco ? dicono i medici e i malati ? dà risultati molto buoni, ritardando, bloccando, le complicazioni e anche ricuperando la funzionalità, di tanti organi già lesi, migliorando la salute la qualità della vita dei malati della sindrome di Behcet. I tre centri sono a Reggio Emilia, Prato, e Potenza. E sì che nella nostra bella costituzione italiana sta scritto che il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini, in uguale misura di trattamento, anche per chi ha una malattia rara. (...) Faccio un grande appello, per un impegno concreto, forte, da parte di tutti (...). Francesco Lena (Cenate Sopra, Bergamo).

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Edilizia al palo nel Veronese: permessi -17% (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

INDAGINE. Il collegio dei Geometri rileva i dati sulle attività in 16 Comuni del Veronese. Il presidente Domenico Romanelli: "È stasi" Edilizia al palo nel Veronese: permessi -17% di Laura Zanoni Chiamarla "stasi" è un invito all'ottimismo: quella che sta attraversando l'edilizia si può definire ormai una vera e propria crisi, dopo anni di boom ininterrotto, e l'affermazione è supportata dai dati di un'indagine condotta dal collegio dei Geometri della provincia di Verona in 16 comuni del territorio scaligero. I permessi per costruire sono in calo del 17%, le lottizzazioni sono dimezzate e gli atti di aggiornamento dei terreni (le pratiche catastali di compravendita e frazionamento che precedono gli interventi edilizi) sono diminuiti del 45%. Comprare costa troppo? Ecco che si ricorre alle ristrutturazioni dell'esistente. L'inchiesta è stata condotta rilevando negli uffici tecnici comunali e all'Agenzia del territorio i dati sulle attività di costruzione e ristrutturazione 2006-2007, come spiega il presidente del Collegio dei geometri della provincia di Verona, Domenico Romanelli, che presentando i dati ha tuttavia precisato: "L'analisi dell'edilizia nella provincia è stata condotta dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche che rilasciano i permessi: ne risulta un quadro che non definirei di crisi, ma di stasi". Il dato confortante c'è: quest'anno gli operai impiegati nei cantieri delle 2.904 imprese scaligere sono aumentati del 6%, dato che non segnala l'aumento dei posti di lavoro ma almeno la regolarizzazione di buona parte del nero. Se l'edilizia continuerà a fare da traino all'occupazione, resta da vedere. Attualmente le imprese veronesi hanno alle loro dipendenze 14 mila lavoratori. E comunque, nel calo generale di permessi rilasciati e lottizzazioni, ci sono due eccezioni: a Pescantina, trainata dal residenziale, si vende ancora bene e i costi sono più contenuti (+10,8% i permessi per costruire rilasciati), e importanti lottizzazioni interessano Grezzana (+15,6% i permessi). A far precipitare i dati sono San Giovanni Ilarione, con un calo dei permessi tra il 2006 e il 2007 del 60,3%, e San Bonifacio, con un -29,6% dei permessi rilasciati e addirittura un -87% di lottizzazioni residenziali. Di fatto, nella gran parte del territorio i dati delle nuove costruzioni sono negativi e il problema principale è quello del costo della casa: l'acquirente vorrebbe prezzi più accessibili ma, tra i costi delle materie prime e quelli della burocrazia, oggi si può arrivare a spendere anche il 20% in più per un'abitazione nuova. "I tempi lunghi della burocrazia fanno lievitare i costi", sottolinea Romanelli. "C'è chi sostiene che per le pratiche siano necessari anche tre anni; è comunque vero che l'amministrazione comunale sta facendo degli sforzi per snellire le procedure". Come illustra l'assessore all'Edilizia privata del Comune, Alessandro Montagna, si sta puntando alle concessioni per via telematica, per evitare code e tempi lunghi: "Il mercato? Non lo vedo così nero", dice. "I permessi per costruire nell'edilizia privata sono calati di una sola unità nel 2008 rispetto al 2007. La stasi c'è, ma c'è anche un piano di interventi: prossimamente partiranno i piani di edilizia economico-popolare, per 1.200 appartamenti". Per l'assessore provinciale all'Edilizia e al patrimonio della Provincia, Davide Bendinelli, dopo dieci anni di crescita esponenziale era inevitabile che prima o poi il rallentamento arrivasse. "E tutto è coinciso con il fatto che la Regione Veneto, secondo me giustamente, ha deciso di modificare la legge sul piano regolatore. I problemi della Bassa sono evidenti, mentre a Verona ci sono prospettive; il lago di Garda non sta risentendo della crisi. Ma il vero dato che documenta la crisi è che i notai hanno ridotto gli atti di compravendita degli alloggi del 25-30%. I prezzi? Si potrà far sì che non aumentino ma difficilmente caleranno". Ci sono poi altri problemi: ad esempio la contrazione dei mutui chirografari concessi alle aziende, da 380 mila a 310 mila euro nel 2007 (-12%). Per il Collegio dei geometri, tra le soluzioni possibili ci sono quella di cambiare strategia di collocazione sul mercato, rivolgendosi ai nuovi acquirenti che saranno i cittadini extracomunitari, e un maggiore coordinamento con le pubbliche amministrazioni.

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Sindrome da plateatico: chiuso (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 2 luglio 2008 Benvenuto P.Review srl Commercio e infrazioni. Linea dura del Comune. L'assessore Luciano Capetti: 'Nuovo incontro nei prossimi giorni' Sindrome da plateatico: chiuso Piazza Duomo senza tavolini: "Giusto che paghi chi sbaglia" di Antonio Guerini Un martedì ? estivo ? un poco anomalo quello di ieri in piazza del Duomo. I clienti di tre dei quattro esercizi pubblici presenti hanno potuto sedersi solo all'interno dei locali. Il 'provvedimento Capetti', l'assessore comunale al Commercio, ha infatti colpito: plateatico 'sotto sequestro' fino alle 8 di questa mattina. Il solo bar Duomo vantava clienti spaparanzati sulle sedie e riparati sotto gli ombrelloni. Il Marini, la pizzeria Vecchia Luna e la gelateria G Glace erano invece in castigo per non aver rispettato il regolamento: tavolini messi fuori lo spazio assegnato. Più volte, tanto che lo stesso assessore si era sentito in dovere di avvertirli, di discuterne a un tavolo appositamente convocato e di mostrare i muscoli attraverso i sopralluoghi compiuti dalla polizia locale. Niente. Fino al provvedimento annunciato la scorsa settimana e attuato ieri. "Nei prossimi giorni ? annuncia l'assessore ? dovremmo ritrovarci con i commercianti. E' un segnale importante. Meglio se al tavolo ci saranno anche le associazioni di categoria. Vedremo". Dal canto loro i diretti interessati, i commercianti 'puniti', non polemizzano. Giulio Coti Zelati (bar Marini e gelateria): "Se qualcuno non rispetta le regole è giusto ne paghi le conseguenze e il Comune ha fatto bene. Che le regole però siano uguali per tutti". Fortunato Amatruda (pizzeria Vecchia Luna) ha invece preferito non commentare. La linea dura adottata dal Comune era stata decisa in giunta martedì della scorsa settimana, dopo che gli ultimi rilievi effettuati dalla polizia locale avevano nuovamente evidenziato anomalie. Se nelle altre precedenti occasioni era stata cercata la mediazione, così non è stato la scorsa settimana: linea dura. Tavolini e sedie ammucchiati sono stati visti da tutti i cremaschi: piazza del Duomo è il salotto della città e poi il martedì è uno dei tre giorni dedicato al 'mercato' degli agricoltori, soliti ritrovarsi all'ombra del campanile della cattedrale. I commenti si sprecavano: c'era chi dava ragione al Comune, chi imprecava contro la burocrazia che non lascia lavorare, chi non si rassegnava e caffè o aperitivo stretto in mano passeggiavano sotto i portici, orfani del 'loro' tavolino. La stessa scena si è ripetuta nel tardo pomeriggio, quando proprio lo spazio all'aperto viene preso d'assalto per l'aperitivo in piazza. Quantificare i danni economici patiti da tre esercizi commerciali diventa difficile e a dire il vero nessuno se la sente o vuol fare i conti. Il fatto però che si torni ad un confronto con l'assessorato al Commercio significa che da entrambe le parti c'è la volontà di trovare una soluzione definitiva. Questione di centimetri se si vuole, ma siccome c'è un regolamento le misure vanno rispettate. C'è chi, da semplice privato e pure cliente degli esercizi pubblici, ha già avanzato una possibile soluzione. Occupare lo spazio assegnato ad ogni singolo esercizio (il 75% della superficie interna dei locali e il fronte vetrina) con una pedana. In questo modo lo spazio e sarebbe delimitato proprio al centimetro. Una soluzione del genere già la si vede in via XX Settembre. Niente più discussioni, niente più sopralluoghi della polizia locale, niente più linea dura. In compenso tavolini e sedie.

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Dai ranzini suggestioni da fine ottocento - cavallito&lamacchia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Torino Salame e uova sode Dai Ranzini suggestioni da fine Ottocento Le tre generazioni che si alternano al banco tengono viva la tradizione dell'osteria Tra i clienti ex prostitute e immigrati: qui è passata l'intera storia del rione CAVALLITO&LAMACCHIA Se fosse un'inserzione immobiliare, sarebbe: locale con avviamento secolare, nel cuore del quadrilatero romano, licenza per alcolici, no perditempo. Solo che il "Caffè Vini Emilio Ranzini" è proprio un posto da perditempo, sempre che il tempo seduti a tavola sia tempo perso e non, potremmo dire, investito, in piacere, in conversazione, in barbera, in chili. Affari di acciughe al verde, transazioni di uova sode e dentro alle specialità della casa, così nude e vere da essere semplicemente panini, anche larghe fettone di storia, tagliata spessa come il salame. Ci sono tante di quelle suggestioni, riflesse dal bancone ottocentesco di legno e ottone, specchiate in certi particolari fané, che il tutto sembrerebbe studiato apposta. L'arredamento come i tre osti, impeccabili e distinti, galantuomini della mescita: il nonno con il grembiule azzurro, il padre con i baffi, il figlio con l'eredità difficile di non mollare la presa (e lo stile). Sembrerebbe fatto apposta, come se ci avesse messo il naso un architetto ruffiano, ma la vineria è nata prima dell'estro vintage delle nuove osterie, prima della riqualificazione del quadrilatero romano, prima della nobilitazione della cultura materiale di slow food, prima della rivoluzione di Veronelli. La vineria, in realtà, è nata anche prima dell'Italia unita, cresciuta nel cuore della sua prima capitale, ma in un ventricolo disassato, socialmente lontano dal palazzo Carignano e dal Cambio di Cavour. E mentre Cavour pronunciava frasi celebri, fiocinava finanziera e guardava il Parlamento, qualcuno molto più simile a noi sedeva alla vineria Ranzini, in via Porta Palatina, in pieno periferico centro e ragionava del vino e del pane. Anno di grazia 1848: o si fa l'Italia o si muore. Sino a quella data è riuscito a risalire Mario Ranzini: "Ho trovato documenti che riportano un fatto di cronaca del 1848, ovvero un assassinio, commesso da un falegname che era un frequentatore abituale della piola dalle tende verdi. Questo, infatti, era il nome del locale che, nell'ottocento, produceva e vendeva vino". Non che le frequentazioni della piola fossero propriamente le stesse del Cambio: a parte il caso sporadico dell'assassino, ai tavoli del "Caffé ? Vini" si sono succeduti, nei decenni, buona parte degli immigrati che hanno popolato il quartiere, la quasi totalità delle prostitute a cui la legge Merlin aveva chiuso la casa e qualche sparuto delinquentello di piccolo cabotaggio. Ma anche professionisti, come avvocati provenienti dal vicino tribunale, o ancora scrittori (incompresi e non) e artisti, come Mario Merz. Umanità varia e antipasti misti. I ricordi della famiglia Ranzini partono, però, dall'inizio del secolo scorso: la zia del nonno aveva acquisito la piola delle tende verdi e preparava piatti piemontesi, sfogliando le pagine di un suo ricettario segreto. Poi l'osteria e il ricettario passarono al signor Emilio, nel 1956, che successivamente, verso la fine degli anni '70, quando la strada della burocrazia alimentare si era fatta troppo impervia per gli stretti spazi dell'osteria, ha dimesso la cucina classica. Eppure frammenti di quel ricettario si trovano ancora nel menu di oggi, che è scritto sulla lavagna all'ingresso, ma per sommi capi non è difficile da ricordare: panini con l'arrosto, panini con le acciughe, panini con il prosciutto, panini con il lardo. Panini con la toma. Panini con la lingua. "La salsa rossa, per la lingua e per il girello, sono tratte dal ricettario della zia ? prosegue Mario Ranzini. Si tratta di una bollitura di peperoni, pomodori, acciughe, sedano e cipolle. Ma è storica anche la ricetta delle acciughe al verde, un'altra specialità della casa". Così, tra piccoli vassoi di legno e quartini di vino, i Ranzini gestiscono il posto non con la puntigliosità maniaca dei collezionisti, attenti a spolverare i bicchieri come a non sgualcire i francobolli, ma con la noncuranza attenta di chi gode delle proprie cose, al mare sulla MV Agusta di Agostini, a tavola con i piatti del servizio buono. Così, la vineria non è un museo e nemmeno potrebbe esserlo, con certi tavoli di formica dei primi anni Ottanta, la boiserie dei Cinquanta, la scritta un po' malandata dell'Oransoda in vetrina, i graffi di una bomba esplosa vicino alla porta d'ingresso nella seconda guerra mondiale, la stufa a cherosene, il bancone sui cui ha brindato il falegname assassino e anche il videopoker che, a dire il vero, sembra spesso infastidire i gestori. Stratificazioni del passare del tempo, segni degli anni. Ma l'osteria che non si imbelletta rimane osteria, ed accoglie tutti. Democrazia da bar, in un posto che si chiama proprio così: Caffè Vini. Più i secondi che il primo. Non sembra si debba aggiungere molto. Caffè vini Emilio Ranzini- Via Porta Palatina 9/g Torino 011/4363699.

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I consumatori contro scorzè conto salato per il pulmino (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia I consumatori contro Scorzè "Conto salato per il pulmino" SCORZE'. "I costi della burocrazia del Comune di Scorzè fermano il pulmino portadiritti del Movimento Consumatori". L'accusa arriva dai vertici dello stesso movimento che giovedì 26 giugno avrebbero dovuto far tappa a Scorzè. Invece non è stato possibile. Colpa dei troppi soldi da sborsar, rispetto ad altri Comuni, dove, in taluni casi, neppure si paga. "A Scorzè ci hanno chiesto 80 euro per la sosta di qualche ora - sbotta Lorenzo Miozzi del Movimento Consumatori -, una cifra doppia rispetto altrove. A Mirano, ad esempio, abbiamo pagato 55 euro per l'occupazione del suolo pubblico di due giorni e in altre città addirittura è stata gratuita. A Scorzè, invece, si usa un altro paio di maniche. Oltre alle due marche da bollo da 14,62 euro l'una, sono stati aggiunti altri 51,65 euro per i diritti di segreteria. L'importo è stato stabilito da una delibera di giunta del 24 marzo 2005 e pone Scorzè se non al primo posto, tra i Comuni più cari, visto che a Padova gli stessi diritti di segreteria sono di 26 centesimi di euro. Di fatto Scorzè ha impedito ai cittadini di essere informati sui propri diritti". Per Miozzi, questo "sfratto" è un episodio grave. "Lo è soprattutto - aggiunge - perché la presenza prevista riguardava la tutela dei diritti dei malati. Ma per i costi troppo alti non è stato possibile far tappa in comune". (a.rag.).

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Scesa in campo la squadra dei custodi sociali (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ESTATE CALDA E ASSISTENZA AGLI ANZIANI Da ieri 800 pensionati "fragili" sono affidati alle cure di 70 operatori. Tra le persone seguite c'è anche la "nonnina" della città 02/07/2008 UNA DELLE LORO "affidate"è la donna più anziana di Genova. Maria Eufemia, 110 anni, "quella che lo scorso anno ha ricevuto la visita del sindaco. Le ha portato in regalo un porta occhiali, ma lei non li usa, ci vede bene". Una donna che è quasi un monumento, anche di decoro e rispetto della propria persona. "L'accompagno anche dal parrucchiere e dal pedicure, ci tiene tanto ai suoi piedi". Non sono tutti così, gli anziani. I loro anziani. Gli ottocento che da ieri sono affidati ai 70 custodi sociali. "Spesso vivono soli in casermoni popolari senza ascensore, oppure separati dalla strada da lunghe scalinate e così stanno in casa, per giorni interi. I figli? A volte deliziosi. A volte non si fanno vivi neppure in occasione di un grave intervento come è capitato a me. La madre sotto i ferri con il rischio di rimanerci, il figlio è rimasto sulla riviera Adriatica". Storie scandalose, offensive. Per questi anziani pieni di acciacchi, molti ipovedenti quindi con un rapporto con le cose e le persone assai faticoso, spesso bistrattati anche dai medici di base,(non tutti si intende) che vanno in visita quando vogliono e a volte sollecitano "mance", l'estate arriva come una sfortuna in più. Se non fosse per i custodi sociali. Cui è delegata appunto la cura di 800 anziani segnalati dal servizio sanitario come particolarmente fragili. Nella priorità dell'intervento non c'entra il reddito, ma la mallattia, l'invalidità, insieme all'età molto avanzata. I custodi sociali li seguono di inverno, ma il loro lavoro si intensifica d'estate, partendo dal 1 luglio. Sono pagati, a progetto o a tempo determinato, circa 750 euro per 25 ore di lavoro settimanale con oltre dieci anziani a testa. Va da sè che il cellullare di reperibilità porta il lavoro anche a casa. "Loro chiamano, spesso con una scusa, per sentirti ancora, per sapere che ci sei. E poi il nostro è un continuo rapporto, telefonico e non, con i parenti, i medici, i servizi sociali, gli uffici dove abita quel tremendo nemico, in particolare dei vecchi, che è la burocrazia. Se non ci fossimo noi che seguiamo le pratiche per l'invalidità come mai farebbero? Perché si sappia: gli anziani che sono affidati a noi sono ai limiti dell'autosufficienza, magari non hanno ancora l'indennità di accompagnamento ma hanno comunque pesanti invalidità". Enrica Tavella, Anna Nocera e Marina Lerzi da almeno tre estati sono custodi sociali. Le incontriamo nella sede del Consorzio di Agorà. Sono contente del lavoro che fanno, lo dicono e sembrano convinte e convincenti. Dicono, e non solo per se stesse, che sarebbe bene istituzionalizzare questo servizio, renderlo stabile, trasformarlo in un lavoro a tempo indeterminato, specializzando sempre più le persone che lo eseguono. "Perché, per quel che sappiamo noi, questo servizio ha consentito una diminuzione dei ricoveri. Ed è ovvio. Faccio un esempio. Uno dei miei anziani è cardiopatico, se finisce il cerotto io glielo procuro due ore dopo. Quando era affidato a se stesso, se ne dimenticava regolarmente, ed entrava e usciva dal pronto soccorso". Questo monitoraggio, questo controllo continuo sta risultando una ottima rete. I vicini? "Anche in questo caso come i figli, come i medici, come l'umanità. Alcuni eccellenti come quelli della mia vecchietta di Quezzi che è cieca e l'aiutano in tutto, dalla spesa al cane da portar fuori. Altri tremendi nella loro indifferenza totale. La solidarietà, il buon vicinato è maggiormente evidente, diciamo più naturale, nei quartieri popolari, ma non è una novità". Tuttavia si divertono a scambiarsi una esperienza comune. In alcuni quartieri popolari dove ci sono molte vedove meridionali, se c'è un vedovo non gli aprono la porta nemmeno se sta morendo... perché non si usa che una donna sola accolga in casa un uomo solo. Per non parlare della signora che si riempie la testa di treccine in una complicata capigliatura, che non si accorcia da anni, perché piaceva a suo marito quando c'era, anche se ora non c'è più. Seguiti e coordinati dal Dipartimento Anziani della Asl 3 che si occupa anche di tutti gli interventi anti-afa già in atto da alcuni giorni, i custodi sociali si presentano sempre con la segnalazione del medico di base. Una garanzia un nome conosciuto: gli anziani li accolgono con meno diffidenza, i truffatori, anche se ci hanno tentato di camuffarsi da custodi sociali, sono costretti a desistere. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 02/07/2008 ' 02/07/2008 BARRIEREE SOLITUDINISpesso vivono soli in casermoni senza ascensore e così stanno in casa per giorni e giorni ENRICA TAVELLAcustode sociale 02/07/2008.

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L'inps si mobilita per snellire la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli L'Inps si mobilita per snellire la burocrazia è iniziata una sperimentazione sui documenti necessari alle imprese edili Tante le imprese nella zona che sono irregolari Il direttore Antonio Palma: "Su dieci, solo sei hanno tutti i documenti a posto" EMPOLI. Alleggerire il peso della burocrazia che spesso rallenta l'attività, in questo caso, degli artigiani nel settore dell'edilizia. E' quello che sta facendo l'Inps di Empoli con una sperimentazione insieme a una associazione di categoria tra le più rappresentative. L'operazione riguarda il Durc, un nome ostico e sconosciuto che sta per Documento di regolarità contributiva. Ma che è essenziale alle aziende per iniziare lavori o appalti. Per velocizzare al massimo le pratiche l'Inps ha messo in moto un sistema di esame anticipato dei documenti. Il problema era stato posto nei giorni scorsi anche da un artigiano edile di Castelfiorentino che aveva protestato per i ritardi nell'ottenere il Durc ma che, secondo Inps e Inail, aveva irregolarità da chiarire. La richiesta per avere il Durc (e dunque la certificazione che tutti i contributi sono stati versati ndr), spiega il direttore dell'Inps Antonio Palma, "viene presentata all'Inail per via telematica e arriva alla sede Inps di Firenze. Ci sono 28 giorni di tempo per rispondere. Con questa sperimentazione in corso, invece di aspettare il passaggio tra i due enti, la richiesta viene sottoposta subito anche all'esame dell'Inps di Empoli. In questo modo, se ci sono irregolarità, ci possiamo attivare subito per porre rimedio". In questo modo ottiene "un risparmio sia l'interessato che può contare su tempi più brevi che il nostro ufficio dove ci sono tre persone addette a svolgere tutte le mansioni", aggiunge Palma. Tr l'altro spesso le imprese hanno irregolarità da sanare e il parere per il Durc è negativo. "E' un numero alto - continua Palma - le situazioni variano da qualche chiarimento da fornire fino a casi in cui mancano totalmente versamenti per sei o sette anni. Su 10 richieste, solo 6 ricevono un parere positivo. Ogni giorno abbiamo una cinquantina di contribuenti che vengono nei nostri uffici o perché hanno ricevuto cartelle esattoriali con la richiesta dei contributi, o perché non hanno i contributi per andare in pensione o perché chiedono dilazioni di pagamento". "A livello provinciale - aggiunge il responsabile della sede Inail di Empoli Carlo Ciccarelli - abbiamo seicento richieste di Durc al giorno, circa 150 sono al momento le pratiche da evadere. E ne abbiamo seimila ferme perché ci sono irregolarità". Tra l'altro presto l'obbligo di presentare il Durc sarà esteso anche ai commercianti. Lucia Aterini.

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Di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7 mesi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALDELSA pag. 20 di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7 mesi ... di ALESSANDRO VANNETTI ASPETTARE vanamente una linea telefonica da 7 mesi è come minimo stressante, farlo pagando un canone come se la linea fosse attiva dev'essere insopportabile. EPPURE è quello che sta succedendo a una decina di famiglie che risiedono nella zona di nuova costruzione di Castel San Gimignano (alcune delle quali hanno trasferito il numero e pagano il canone Telecom) condannate al black out telefonico non da una malefatta della compagnia telefonica, questa volta innocente, ma dallo strapotere di una burocrazia pubblica pachidermica e indifferente. A denuciare la paraddossale situazione è l'associazione culturale "Clan Libertario Filippo Mazzei". "A malincuore ? afferma l'amministratore locale del clan Leonardo Butini ? perché certe storie non fanno che ingigantire il nostro senso di impotenza: da ben sette mesi le dieci famiglie sono in attesa del nullaosta della Provincia di Siena, necessario affinché sia possibile iniziare quei lavori che consentiranno ai nuovi abitanti di avere, come tutti noi, una postazione telefonica fissa e un computer. Il motivo di un ritardo simile? La persona a cui sarebbe spettato sbrigare la pratica ha goduto di alcuni mesi di permesso e quintali di pratiche si sono accumulati sulla sua scrivania perché la Provincia non é riuscita a sostituirla. Ora sembra che la pratica possa essere archiviata a giorni, ma dopo serviranno l'autorizzazione del Comune di Colle ed ovviamente l'intervento sul posto della Telecom. Nel frattempo chi ha chiesto il trasferimento della linea continua a pagare il canone come se nulla fosse". E, A QUANTO pare, i problemi non finiscono qui, perché i lavori pronti a partirte e mai partiti hanno lasciato pericolose presenze. "Da una pericolosa buca sul ciglio della strada fuoriescono cavi e tubazioni che saranno impiegati nel corso dei lavori ? spiega ancora Butini ? Se dovesse cadervi un bambino, da quale telefono i genitori chiameranno il pronto soccorso? La burocrazia come sempre fa danni: fra permessi, firme e cartacce, a rimetterci è sempre il cittadino, mentre il silenzio dei partiti politici diventa ogni giorno più assordante".

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A pesca col metro, Giovanni Delrio contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 211 La polemica Appassionata autodifesa A pesca col metro, Giovanni Delrio contro la burocrazia La polemica. Appassionata autodifesa --> CASTELSARDO "L'aragosta c'è". La confortante assicurazione arriva da Giovanni Delrio, presidente della cooperativa pescatori di Alghero, al convegno tenutosi l'altro ieri nel Castello. Precisazione quanto mai opportuna, per fronteggiare certe dichiarazioni terroristiche sull'imminente scomparsa del palinurus elephas. Delrio, volto abbronzato, capelli candidi, look da pescatore e parlantina sciolta, ha partecipato ai lavori dopo un recente, spiacevole incidente di lavoro: la Capitaneria di porto ha trovato nei suoi frigoriferi 150 esemplari di aragoste sotto-taglia. Che vuol dire di lunghezza inferiore ai 24 centimetri. Fuori legge. Quindi sequestro e denuncia. Avrebbe potuto dire che si trattava di aragoste nane, o altre amenità del genere, invece si è rivolto a un avvocato e ora attende il verdetto della giustizia. Al convegno invece si è difeso, con un certo talento. Ha detto che non si usano più le nasse di giunco perché il giunco è tutelato e non si può più tagliare; ha parlato di quelli che distruggono tutto con le reti a maglie strette e nessuno li blocca. Ma il colpo più duro lo ha sferrato contro la normativa europea che, da quest'anno, ha ridotto le dimensioni delle aragoste catturabili. "Guardate - ha detto sfoderando un righello - noi pescatori siamo costretti ad andare per mare col metro". Manco fossero sarti, anzi stilisti. Di ogni esemplare dovrebbero misurare il carapace, la parte superiore della corazza esterna. Di rigore la lunghezza superiore ai 9 centimetri. E via a spiegare gli inghippi studiati dagli euroburocrati per misurare l'aragosta: lunghezza del carapace, lunghezza totale ecc. I non addetti ai lavori lo guardavano perplessi e voilà, colpo di teatro, Delrio tira fuori da sotto il tavolo due aragoste. Vive. "Guardate, differiscono di pochi millimetri l'una dall'altra ma hanno lo stesso peso: mezzo chilo. Eppure, se mi beccano con questa sono un delinquente, con l'altra sono a posto. Forse vorrebbero che pescassimo solo aragoste da un chilo: ma, oggi, chi se le può permettere?". L. S.

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UE - PRESIDENZA FRANCESE DA SARKOZY 'UNA CERTA IDEA DELL'EUROPA' CHE CI PIACE (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 UE - PRESIDENZA FRANCESE DA SARKOZY 'UNA CERTA IDEA DELL'EUROPA' CHE CI PIACE Bruxelles, 2 luglio 2008 - "La presidenza francese si apre sotto i migliori auspici, grazie alla chiara presa di posizione coerentemente contraria all'ingresso della Turchia, riaffermata dal Presidente Sarkozy". "Era ora - continua Borghezio - che alla guida del Consiglio vi fosse qualcuno che porta avanti 'una certa idea dell'Europa', interprete della volontà dei nostri popoli e pronto a difenderne i legittimi interessi indipendentemente e, se necessario, anche in contrasto con le grandi lobbies finanziarie". "Anche sul ruolo della Bce e sulla necessità che la politica monetaria europea abbia come punto di riferimento il sostegno e lo sviluppo delle nostre imprese e quindi l'occupazione, l'avvio della presidenza francese lascia infatti ben sperare". "Siamo pronti - conclude Borghezio - a sostenere una nuova politica europea, a condizione che essa si ispiri ai principi e ai valori dei suoi fondatori e non sia subordinata al superpotere non-democratico dell'alta finanza e della burocrazia di Bruxelles". . . <<BACK.

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MI RICORDO che quando venne pubblicato il nome del nuovo dicastero, a molti, me incluso, ven (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 31 MI RICORDO che quando venne pubblicato il nome del nuovo dicastero, a molti, me incluso, ven... MI RICORDO che quando venne pubblicato il nome del nuovo dicastero, a molti, me incluso, venne da sorridere. Il ministero della Funzione Pubblica, affidato a Renato Brunetta, sembrava soltanto un tentativo, molto velleitario, di metter ordine nel Paese, senza tuttavia crederci fino in fondo. Invece, la sopresa, Il ministro si è dato da fare, eccome, fin da subito. Prima la lotta ai fannulloni, poi quella alle code, interminabili, agli sportelli, sembra proprio che la burocrazia, vero e proprio male dell'Italia, abbia i giorni contati. Un bel passo avanti per il Paese. G.A.

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LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MASSA pag. 2 LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori ... LA BUROCRAZIA sta ancora bloccando l'erogazione della casa integrazione ai circa 70 lavoratori apuani rimasti disoccupati a seguito della chiusura di varie aziende: Nasa, Tirrena Macchine, Csra di Massa e ex Axaff di Pallerone. Nonostante sia stato firmato il 20 giugno l'accordo tra sindacati e Regione, i lavoratori non hanno visto un euro e sono senza indennità da gennaio. Una delegazione della Tenda del Lavoro, guidata da Mario Del Moretto, ex delegato Fiom della Tirrena, è tornata ieri mattina dal prefetto, Carlo Striccoli, per chiedere aiuto. "Il prefetto ci ha ricevuti subito e si è mostrato, come sempre, molto disponibile ? riferisce Del Moretto ?. Ci ha ringraziati perché, nonostante la situazione critica, non creiamo problemi:chiediamo ciò che ci spetta". Il prefetto ha riferito di aver già sollecitato l'erogazione della cassa con una lettera inviata alla Regione il 28 giugno e ha assicurato il suo costante interessamento per evitare che i tempi della burocrazia costringano i lavoratori e le loro famiglie ad attendere settembre o ottobre per ricevere ciò che avrebbero dovuto avere a partire dal gennaio scorso.

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IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica alla distanza a <L' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica alla distanza a "L'... IL SEGRETARIO generale della Cgil Lorenzo Cimino replica alla distanza a "L'altra casta", il libro indagine sul sindacato che ? scrive Cimino ? è stato ritenuto da una giuria di tutto rispetto meritevole del premio nazionale di giornalismo Cinque Terre. Anch'io ho letto interrompendo la lettura de "L'amore ai tempi del colera" di Marquez. Basterebbe questo per dimostrare come un appartenente alla casta occupa il tempo libero, più per coltivare il piacere personale che per confrontarsi con un testo che di poetico ha poco e nulla. Nel libro viene praticato, facendo leva su luoghi comuni, lo sport preferito: l'attacco al sindacato, in particolare al sindacato confederale. Ma a differenza del più famoso libro di Rizzo e Stella nel quale sono raccontati con precisione privilegi della classe politica, qui non c'è traccia di un solo privilegio di cui gode un sindacalista. E' messo sotto accusa il sistema dei servizi delle organizzazioni sindacali, concependoli come macchina magiasoldi e non per la grande importanza solidaristica. Il sindacato mette a disposizione di iscritti e cittadini una professionale struttura che li accompagna nelle pratiche fiscali; affidarsi a un Caf di Cgil, Cisl e Uil costa solo 18 euro. E' una macchina mangia soldi? Quanto spenderebbero lavoratori e pensionati se ai sindacati venisse impedito di svolgere questo servizio? Chi ci guadagnerebbe? Analogo discorso per l'assistenza legale gratuita: a chi da noia? Quanto costerebbe nella giungla del privato? Il massimo del cattivo gusto si tocca però quando sono accusate le Associazioni dei consumatori, le uniche con i loro ricorsi gratuiti a far risarcire i truffati dai bond parmalat, argentina... A chi da noia tutto questo? L'attacco al sindacato sul suo ruolo sociale di tutela legale e fiscale quale modello di società ci presenta? Quella del cittadino, del lavoratore, del pensionato, del consumatore non consapevole e non assistito, solo nella giungla della burocrazia pubblica, solo fra i codici civili o meglio accompagnato da consulenti con parcelle. Il libro vorrebbe poi un sindacato che non svolga ruolo politico. Il sindacato in Italia ha sempre fatto politica esercitando le sue funzioni in autonomia e non è mai rimasto al di fuori dello scontro. Cgil, Cisl e Uil sono nate nel pieno dello scontro politico della guerra fredda: le lotte sindacali hanno bloccato i tentativi di imporre un governo autoritario nei primi anni '60 cosi come hanno aiutato il Paese a sconfiggere il terrorismo, ha svolto un ruolo fondamentale per rafforzare la democrazia attraverso il rifiuto del consociativismo, si è battuto nei referendum sulla Costituzione, negli anni 90 ha salvato il paese dalla bancarotta, è impegnato nella salvaguardia del potere d'acquisto di pensionati e lavoratori. Il libro omette di dire che chi fa il sindacalista ha qualche privilegio: io godo di molti privilegi ai quali rinuncio con fatica: poter aiutare chi ha necessità, godere della fiducia di molte persone che mi chiedono di rappresentarle, conoscere gente, discutere crescere, avere solidi valori in una società che non ne ha più, sulla base dei quali poter combattere per un mondo di pace, giustizia e lavoro. E' un enorme privilegio di cui porto il peso ogni giorno che passa".

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MIRANDOLA DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale, organizzato ieri a Mir (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 13 ?MIRANDOLA? DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale, organizzato ieri a Mir... ?MIRANDOLA? DOPO IL CONVEGNO sul biomedicale, organizzato ieri a Mirandola dalla Cgil-Filcem, che ha evidenziato le criticità del settore e, soprattutto, le misure atte a rilanciarlo, è arrivata una buona notizia. La Sorin Group _ dichiara Roberto Righi, responsabile Filcem Cgil _ ha definito il Piano Industriale, che punta alla valorizzazione dei due siti produttivi di Mirandola: Bellco e Dideco". Dopo l'annuncio, un mese fa, dell'intenzione di Sorin di licenziare un centinaio di dipendenti, tra i due stabilimenti, oggi le prospettive future sono più che positive. Il piano industriale fa riferimento alla volontà di potenziare i due siti, anche se non tralascia il fatto che qualche unità produttiva verrà comunque licenziata. "SI E' RIDOTTO al minimo l'impatto sociale _ commenta Righi _ anche se noi sindacati confederali non condividiamo in alcun modo la scelta. Certo, dalla situazione negativa che il gruppo aveva tracciato all'inizio, oggi si può tirare un sospiro di sollievo, ma noi continueremo la nostra battaglia per salvare dalla disoccupazione tutti i dipendenti". Entro la settimana, i sindacati potrebbero illustrare le linee guida del Piano e quindi le prospettive future dei due stabilimenti. Nel corso del convegno sul biomedicale la Cgil a chiamato a raccolta tutti gli interlocutori, pubblici e privati, invitando loro a fare sistema, mettendo in campo investimenti pubblici e privati nella direzione dell'innovazione e della ricerca, indirizzando a tal fine le leve creditizie in modo selettivo, realizzando infrastrutture efficienti, creando una burocrazia più snella. v. bru.

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In versilia un solo comune (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio "In Versilia un solo Comune" Provocazione-sfida di Alessandro Lemmetti (Udc) VIAREGGIO. Alessandro Lemmetti, vice segretario provinciale dell'Udc e collaboratore di staff del sindaco Lunardini insieme a Edoardo Rivola che è pronto a passare nella Viareggio Patrimonio, dice la propria su nomine, compensi e dintorni: "Un anno lo faremo anche gratis - spiega - poi la nostra posizione credo vada rivista". Anche alla luce del fatto che in tutte le società, invece, un compenso è dovuto per tutti i ruoli ricoperti. Alle prese con la burocrazia dell'ente pubblico, dopo due mesi in Municipio, Lemmetti lancia una proposta che farà sicuramente discutere: "La più piccola delle municipalità di Roma ha 220mila abitanti, mentre in Versilia contiamo sette comuni. Io credo davvero che per il futuro potremmo davvero arrivare ad averne uno solo, con quattro circoscrizioni. Capisco e conosco tutti i campanilismi toscani, ma mi faccio una domanda: lo Stato italiano per quanto tempo ancora può destinare risorse ingenti solo per alimentare se stesso? Tagliando la burocrazia si risparmia, credetemi, anche nel Comune di Viareggio. E a questo obiettivo - conclude Lemmetti - bisogna lavorare". D.F.

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La semifinale poteva salvare donadoni - dall'inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente federale rivela ogni dettaglio dell'accordo decaduto. Confermata la novità Peruzzi nello staff La semifinale poteva salvare Donadoni Abete: "Avessimo superato i quarti, il rinnovo sarebbe stato automatico" "Il 20 maggio l'intesa prevedeva una penale di 900.000 euro lordi" DALL'INVIATO ROMA. Lippi parla e Abete annuisce. Lo fa di continuo, quasi fosse un tic. In realtà, in quella testa che si abbassa e si alza col ritmo di una lancetta da orologio a cucù, c'è tutta l'adorazione che il presidente federale nutre per Lippi. Retroscena. Se, però, il Ct risponde alle domande, Abete va giù a ruota libera per poi staccare il microfono e salutare tutti. In realtà, il vero problema sarebbe spiegare quello che poco prima ha detto Lippi, ovvero che fu contattato prima della partenza per l'Europeo. Così Abete dà in pasto una cronologia degli eventi molto dettagliata, ma che riguarda solo i rapporti contrattuali tra lui e Donadoni. "Fra il 17 e il 21 novembre Donadoni ha chiesto il rinnovo attraverso i giornali (e vai con la frecciata, ndr), noi gli abbiamo proposto di firmare un contratto che prevedeva il prolungamento garantito in caso di raggiungimento della semifinale e la facoltà di decidere alla Federazione in caso di obiettivo mancato". E aggiunge: "Il 20 maggio abbiamo siglato questo accordo inserendo una penale di 900.000 euro lordi che la Figc avrebbe pagato a Donadoni in caso di mancata conferma. Due giorni dopo mi ha detto che questa clausola per lui valeva come garanzia di grande fiducia, e che dunque preferiva toglierla non essendo il suo un interesse economico. Il 4 giugno abbiamo siglato questo nuovo accordo". Il rigore. Allora è vero che Donadoni ha fatto le valigie per colpa di un rigore? "Sì, il rigore segnato avrebbe portato all'automatismo del rinnovo. Visto che non è andata così, ho fatto anche altre valutazioni. E sono sicuro che Lippi sia stata la scelta giusta per il bene della Nazionale". Lo staff. Lippi riparte con il suo staff ("ma non ho chiesto carta bianca e non ho ancora firmato nessun contratto"), quello con cui è salito sul tetto del mondo. Torna dunque il vice Pezzotti, il professor Castellacci responsabile dello staff medico, Gaudino preparatore atletico e Ciro Ferrara team manager. Questi ultimi due saranno però part-time, visto che hanno un contratto rispettivamente con Inter e Juventus. L'unico nome nuovo è quello di Angelo Peruzzi, voluto proprio da Lippi. L'ex portiere dal 20 luglio inizierà il corso per prendere il patentino di allenatore, nei quadri della Figc lavorerà sia con la prima squadra che con le giovanili. Prima amichevole. Il 20 agosto prima uscita del Lippi-bis. Si gioca a Nizza contro l'abbordabile Austria. L'idea è di non convocare i giocatori di Juventus e Fiorentina, che parteciparenno ai preliminari di Champions, ma ci sarà comunque un contatto tra Lippi, Ranieri e Prandelli. La speranza del nuovo Ct è di avere subito a disposizione Amauri, ma la burocrazia è sempre molto lenta. Figuriamoci ad agosto. (al.ber.).

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Piccoli Comuni, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-02 - pag: 15 autore: Pacchetto Enti locali. Niente più preventivi Piccoli Comuni, meno burocrazia Gianni Trovati MILANO Nel Ddl collegato alla manovra d'estate trova la sua collocazione definitiva anche un nuovo pacchetto di misure per gli enti locali, che mette a dieta rigida un ricco carnet di procedure amministrative e porta un'iniezione di trasparenza. L'accesso ai documenti amministrativi, previsto dalla legge 241/1990, si estende in automatico anche agli enti locali e alle società a prevalente capitale pubblico. Oltre alla delega sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali e al piano industriale della Pa, il progetto governativo interviene armato di forbici sulla disciplina contabile dei piccoli Comuni. Gli oltre 5.700 Comuni con meno di 5mila abitanti non dovranno più allegare al preventivo il bilancio pluriennale, la relazione previsionale e programmatica, il programma triennale dei lavori pubblici e il conto economico. Scompare anche il controllo di gestione e il conto degli agenti contabili. Le nuove regole sem-plificate, prevede il Ddl, saranno fissate entro 90 giorni con regolamento. Nell'ondata delle razionalizzazioni rientrano anche i segretari comunali dei piccoli enti. Entro sei mesi un decreto legislativo dovrà prevedere una sede unificata fra più Comuni, per abbracciare una popolazione complessiva di almeno 15mila abitanti. A regime, l'unificazione dovrebbe cancellare di fatto 2-3mila sedi di segreteria. Il principio dell'aggregazione delle forze oggi disperse negli 8mila campanili torna anche nelle gestioni dei servizi pubblici locali, che dovranno essere svolte in forme associate su bacini di almeno 20mila abitanti. Diventa più snella anche la strada per il trasferimento di funzioni e risorse disegnata dalla legge La Loggia. Per il passaggio dei compiti non serviranno più i Ddl collegati alla Finanziaria, ma saranno sufficienti dei Dpcm, che con la loro entrata in vigore cancelleranno automaticamente gli uffici statali che cedono le funzioni.

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Gli extracomunitari (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Immigrati regolari Presentato l'ultimo il dossier Caritas Gli extracomunitari fanno tappa a Roma Quattrocentomila stranieri con permesso nel 2007 Damiana Verucci Istruiti, poco inclini al consumo, economicamente autosufficienti, sempre più attaccati all'Italia. Sono gli immigrati romani (più di 400.000 quelli regolari all'inizio del 2007), secondo l'indagine della Caritas, che ha messo a fuoco le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nella Capitale, attraverso un campione di oltre 900 persone di 69 nazionalità, cui è stato proposto, telefonicamente, un questionario. Roma si conferma un polo migratorio molto attraente: 9 intervistati su 10 vi sono arrivati direttamente, non passando per altre Regioni. La metà ha acquisito un permesso di soggiorno solo a seguito di un provvedimento di regolarizzazione e un buon sesto è invece ancora alle prese con le pratiche di rilascio e di rinnovo. A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti, questi "nuovi cittadini" stanno realizzando un crescente livello di inclusione sociale e il loro grado di istruzione è sempre più alto. L'80% del campione intervistato, infatti, ha un livello di istruzione superiore. Colpisce anche il dato sull'occupazione. A fronte di retribuzioni non certo elevate (916 euro al mese in media), il 79,9% ha un'occupazione mentre poco più di un decimo è disoccupato; la quota restante è composta da studenti e da persone in altra condizione non professionale. In quasi un sesto dei casi l'occupazione risulta irregolare, ovvero non formalizzata attraverso un contratto, con tutto ciò che ne consegue sul piano della regolarità del soggiorno. Non esisterebbe perciò secondo il rapporto una "massa di fannulloni" che grava sul sistema italiano, ma "dei lavoratori scarsamente tutelati". Quanto alle mansioni svolte si trova un po' di tutto anche se collaboratori domestici e assistenti domiciliari sono quasi la metà del totale, mentre 1 ogni 9 è manovale in edilizia o addetto ad alberghi e ristoranti e il 5,2%, ricopre una posizione impiegatizia. Soddisfatti del proprio lavoro? "Abbastanza" è stata la risposta più frequente e soprattutto sembra emergere un grande realismo. I più non intendono cambiare mestiere, "consapevoli dell'attuale fase di crisi". Anche se gli stipendi percepiti dagli immigrati sono piuttosto bassi, uno su dieci risulta proprietario di una casa, quasi 7 su 10 sono in affitto (e spendono in media 622 euro al mese per un appartamento e 329 per una stanza), mentre solo 24 persone tra gli intervistati hanno risposto di essere ospiti in una struttura di prima o di seconda accoglienza. Quasi un settimo del campione vive però fuori l'area urbana, nei Comuni sparsi sul territorio provinciale o, in casi residuali, nelle sue immediate vicinanze e, d'altra parte, ben 4 su 10 ritengono più conveniente vivere in un Comune della Provincia piuttosto che nella Capitale. Dediti al consumismo, no di certo. Piuttosto "attenti". Se infatti la quasi totalità degli immigrati possiede un cellulare, il televisore, il computer, l'automobile è portata solo da un terzo del campione ed è in cima ai desideri dopo quello di possedere una casa. Solo il 2,6% però fa acquisti nei negozi e il 9,4% nei mercati. La larga maggioranza si rivolge abitualmente alla rete dei supermercati e dei discount (in proporzione al reddito). Anche rispetto alla gestione del tempo libero, e in particolare alla frequentazione di cinema e ristoranti, gli immigrati sembrano avere attitudine sempre più simili a quelle del resto della popolazione: né frequentatori abituali né tagliati fuori da questi circuiti "di svago" che, in particolare nel caso del cinema, attraggono soprattutto i più giovani. Poco più della metà afferma di frequentare i ristoranti anche se non spende più di 25 euro a pasto. Più contenuta, invece, la quota di chi frequenta cinema, in poco più della metà dei casi almeno una volta al mese (22% del campione). Un dato che forse stupirà è che più di 7 su 10 leggono i giornali italiani (e in una buona metà dei casi li acquistano anche), mentre "solo" 2 su 10 è interessato a quelli redatti nella lingua del paese d'origine. Tutti aspetti questi, secondo la Caritas, che farebbero emergere un'"immigrazione buona" molto lontana dal cliché generalizzato di una "presenza inutile o, ancora peggio, criminale". Piuttosto, sottolinea monsignor Guerino Di Tora "il vero obiettivo oggi consiste nel consolidamento di uno spazio sociale e giuridico condiviso, che riconosca il ruolo degli immigrati, nella convinzione che legalità e solidarietà si possono coniugare in modo fruttuoso". Positivo anche il commento del presidente della Provincia Nicola Zingaretti. "Il dossier della Caritas è molto utile perché aiuta a conoscere l'altro. E la conoscenza è la condizione basilare per non avere paura". Zingaretti ha anche sottolineato come "a fronte del dibattito attuale sulla percezione dell'insicurezza delle persone, bisogna combattere la paura cavalcandola, aggredendo le cause alla radice". Le istituzioni possono fare molto "divulgando questa cultura della conoscenza". D'accordo anche Sveva Belviso, assessore capitolino alle politiche sociali che è intervenuta alla presentazione dell'indagine Caritas. Sua l'idea di "istituire un albo per i cittadini stranieri che potranno iscriversi per mettere a disposizione dell'amministrazione le loro competenze". Fino ad oggi "la collaborazione lavorativa con l'amministrazione della popolazione immigrata è stata "random", un po' casuale", secondo la Belviso "l'aspetto qualificato dell'immigrazione è invece senza dubbio una risorsa per le istituzioni che devono saper mettere bene a frutto".

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IL SEMESTRE di presidenza francese dell'Ue era stato pubblicizzato come una specie di apote (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi di CARLO JEAN IL SEMESTRE di presidenza francese dell'Ue era stato pubblicizzato come una specie di apoteosi del presidente Sarkozy. Le efficientissime diplomazia e burocrazia francesi si erano mobilitate dall'inizio dell'anno, per concordare con i partners europei il programma ed elaborare soluzioni condivise sugli argomenti in agenda: difesa, energia e ambiente, immigrazione, politica agricola comune. Ma anche il Doha round dell'Omc, politica monetaria europea. Nella notte tra il 30 giugno ed il primo luglio, la torre Eiffel è stata illuminata a giorno con i colori giallo e blu dell'Europa. Ventisei signore una per ciascuno dei Paesi dell'Unione, l'Irlanda mancava hanno iniziato la scalata del Monte Bianco. Ma sotto il cerimoniale vi è poco. L'Unione mediterranea è stata svuotata dalla Germania di gran parte dei suoi contenuti. Non contenta di ciò, Berlino ha fatto approvare dal Consiglio europeo del 19 e 20 giugno il Partenariato strategico orientale. Pilotato da Polonia e Svezia dovrebbe avvicinare all'Europa e favorire la democratizzazione di Bielorussia, Ucraina e delle tre Repubbliche caucasiche. Sembra ormai che la Pesc sia data in outsourcing agli Stati più interessati. Vi è solo da sperare che le inevitabili differenze non si trasformino in rivalità. Sarebbe la fine politica dell'Ue. Sulla difesa tutti gli europei sono d'accordo sia nell'avere capacità militari tali da giocare almeno un ruolo regionale autonomo, sia... nel mantenere bassi i bilanci militari. I Paesi piccoli che solitamente non forniscono truppe non intendono neppure concorrere alle spese degli interventi fatti a nome dell'Europa dagli altri Paesi. La Francia ha ritenuto che la partita fosse senza speranza e non l'ha neppure proposta. Inoltre, non è riuscita a convincere il Regno Unito a costituire un comando strategico europeo. Londra ritiene che sia sufficiente e molto meno costoso utilizzare anche per l'Ue i comandi che la Nato le metterebbe a disposizione. Insomma, nel campo della difesa, Sarkozy non potrà realizzare quasi nulla. Anche per l'energia e per l'ambiente cioè per la riduzione delle emissioni di Co2 si potrà fare ben poco. I Paesi membri in particolare l'Italia e la Germania preferiscono soddisfare i propri fabbisogni di idrocarburi con accordi bilaterali diretti con i fornitori. La Francia potrà forse ottenere che le centrali nucleari previste in Europa siano tutte dello stesso tipo, cioè le Epr dell'Areva francese. Per l'ambiente, la Francia sembra orientata a sostenere strenuamente il programma "20+20+20" dell'Ue, cioè la riduzione entro il 2020 del 20% di emissioni di Co2 e la produzione del 20% dell'elettricità con fonti rinnovabili. È un traguardo che l'Italia non riuscirà mai a raggiungere. C'è da augurarsi che il nostro governo riesca a concordare misure di salvaguardia, simili a quelle che la Germania aveva ottenuto per Kyoto. La cosa è possibile, dato che i furori ecologisti si sono attenuati un po' ovunque. Anche sul contenimento dei prezzi dei carburanti con alleggerimenti fiscali proposti dalla Francia oppure con tasse sulle compagnie petrolifere proposta dall'Italia esistono perplessità tedesche e britanniche. Ogni Paese finirà per adottare le politiche che crede più appropriate per il proprio caso. Sfumerà così la speranza di Sarkozy di rilanciare presso i cittadini l'idea di Europa, dimostrando che l'Ue si prende cura dei loro problemi. Parimenti, fallirà di fronte alla risoluta opposizione tedesca la richiesta francese che la Bce non si curi solo del contenimento dell'inflazione, ma anche della crescita, riducendo i tassi d'interesse, come fa la Fed Usa. Per la politica agricola comune, di cui molti vorrebbero ridurre i costi che pesano sul bilancio comunitario per oltre il 40%, e per l'approvazione del Doha round, con conseguente liberalizzazione delle importazioni agricole, è la Francia questa volta che non ne vuole sentire neppure parlare. Non se ne farà quindi nulla. Solo per l'immigrazione sembra che un accordo sia possibile. Sembra che tutti i Paesi dell'Ue siano disposti ad adottare le medesime norme sugli immigrati, l'asilo politico e la concessione dei "visa". Hanno anche concordato di non concedere più regolarizzazioni di massa. Molti Paesi in particolare la Germania e i Paesi Bassi sospettano che la Francia con le iniziative a sorpresa che hanno spesso caratterizzato l'azione del presidente Sarkozy voglia sfruttare la presidenza dell'Ue per suoi interessi nazionali. Non sono stati perciò molto dispiaciuti per la bocciatura irlandese del mini-trattato di Lisbona e per il fatto che Polonia e Repubblica Ceca mettano nuovi bastoni nelle ruote del carro trionfale della presidenza dell'Ue. Il presidente polacco non intende firmare la ratifica di Lisbona, approvata dal Parlamento. Quello ceco, dopo aver detto che il trattato è morto, ha deciso di chiedere il parere della Corte Costituzionale sulla legittimità di una ratifica solo parlamentare. Invece di cercare di risolvere i problemi concreti dei cittadini europei, il semestre francese potrebbe essere assorbito da astrusi problemi costituzionali. È un rischio che il nostro governo dovrebbe tentare di evitare.

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I geometri: <Edilizia, settore in piena crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-07-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'indagine Dati allarmanti nella provincia veronese. Pochi i permessi a costruire e gli interventi I geometri: "Edilizia, settore in piena crisi" Il presidente Romanelli: serve meno burocrazia e va reinventato il mercato VERONA - Chiamarla stasi è "ottimistico" come ammette Domenico Romanelli, presidente del Collegio dei geometri di Verona. Quello che attanaglia il settore edile della provincia scaligera assomiglia molto di più a una crisi. Questo il principale risultato che esce da una attenta indagine condotta dal Collegio dei Geometri, basata su dati rilasciati direttamente dagli uffici tecnici di un campione di 16 Comuni scaligeri e su quelli rilasciati dall'Agenzia del Territorio di Verona, relativi al periodo 2006 e 2007. La ricerca verrà pubblicata sul prossimo num ero di "Geometra veronese", il periodico della categoria. In sintesi, gli indicatori che destano maggior preoccupazione: lottizzazioni dimezzate rispetto agli anni scorsi; calo del 17% dei permessi per costruire rilasciati dai Comuni; in calo anche le pratiche presentate agli uffici tecnici dei Comuni: meno 2,2% il dato provinciale, ma con notevoli differenze territoriali. Se nel capoluogo, per esempio, le pratiche edilizie sono in leggera crescita (+1,3%), in altri Comuni il crollo è netto, come a Bussolengo (-20%); San Bonifacio (-10%), Boscochiesanuova (-26,9%), fino ad arrivare al meno 47,7% di San Giovanni Ilarione. Uno dei pochi a salvarsi e San Martino Buon Albergo, che sulle pratiche edilizie fa registrare un "anomalo" +28,9%. Ma ritorna in media, anzi sotto la media, per quanto riguarda i permessi a costruire rilasciati nel periodo 2006-2007: meno 19,1%. Sempre sui permessi a costruire, crolla anche il Comune di Verona, che fa registrare un -20,2%, e altri Comuni della cintura come Villafranca: -26%. Abbondantemente negativa anche la performance di un Comune rivierasco e ricco come Lazise (-24,1%). Il tonfo più grande, però, è ancora di San Giovanni Ilarione: ben meno 60%. Ma il dato più significativo viene dal catasto, e riguarda i cosiddetti "atti di aggiornamento dei terreni ", ovvero tutte quelle operazioni di compravendita e frazionamento che solitamente preludono a un intervento edilizio. La media provinciale è di meno 44,9%. Sotto la media risultano Verona (-50,5%); San Bonifacio (-54,8%); San Pietro in Cariano (-58,1%); Sona (-65,4%); Bussolengo (-79,3%). L'unico dato con il segno "più" riguarda le Dia (le dichiarazioni di inizio attività, che si compilano quando viene aperto un cantiere): più 4,1% il dato provinciale con punte del 27,6% e del 24,4% rispettivamente a Pescantina e Lazise. Ma, come osserva Romanelli, "si tratta di un dato che non fotografa esattamente l'attuale situazione del mercato perché, considerati i frequenti ritardi delle pubbliche amministrazioni, che arrivano fino a 3-4 anni, si tratta di pratiche relative a domande che risalgono a molto tempo addietro". Che fare allora? Il Collegio dei geometri indica due strade: la prima consiste nel chiedere alle amministrazioni locali di ridurre drasticamente i tempi di attesa per il rilascio dei permessi. La seconda, dice senza mezzi termini Romanelli: "reinventarsi completamente il mercato ". Un esempio? "Sempre più cittadini extracomunitari cercano una casa in proprietà – conclude il presidente – forse questo mercato non è ancora pronto ma la seconda generazione di immigrati è ormai matura". Sulle cause di questo fenomeno, invece, Romanelli indica l'aumento dei costi di produzione (dai materiali ai carburanti), ma al presidente non sfugge che i rincari delle abitazioni nuove scoraggiano molte persone intenzionate all'acquisto. Non a caso negli ultimi due anni ci sono state circa 15 mila ristrutturazioni di edifici esistenti e solo 4 mila nuove case costruite. Michele Marcolongo Domenico Romanelli.

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<Più controlli nei cantieri e meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 15 "Più controlli nei cantieri e meno burocrazia" LA CNA ? PERUGIA ? CRESCONO occupazione e redditività, ma resta alta l'incidenza del lavoro sommerso e irregolare. E' quanto emerge da un'indagine di Cna Costruzioni Umbria in cui si evidenzia che nella sola provincia di Perugia non è in regola oltre il 15% di quanti svolgono attività edili e impiantistiche (nel 2000 il tasso di irregolarità del lavoro era del 20%). Se da un lato cresce la quota di imprese regolari, dall'altro non si attenua in maniera significativa la presenza di lavoratori senza contratto. Un settore, quello edile, in grande trasformazione e con cifre esplosive, ma caratterizzato anche da una riduzione, tra il 2006 ed il 2007, di infortuni: da 5 a 2 incidenti su 100 lavoratori. Secondo le stime Cna è quindi proprio nel tessuto imprenditoriale dell'edilizia che si verifica una divaricazione: da un lato imprese con una propria professionalità, dall'altro gli improvvisati, gli abusivi, i dopolavoristi che arrotondano". Secondo l'organizzazione di categoria, servono meno burocrazia e più controlli nei cantieri contro il lavoro nero.

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BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-02 num: - pag: 35 categoria: BREVI BUROCRAZIA Orari degli uffici Da anni mi chiedo perché in Italia non si riesca a modernizzare il Paese, soffocato dalla burocrazia. Se si cominciasse, per esempio, ad avere orari più flessibili e più adatti alle esigenze della gente che lavora e, non solo per i negozi ma anche negli enti pubblici, uffici comunali in primis, si andrebbe incontro a tutti coloro che non possono recarsi in tali uffici nei normali orari di sportello. Penso che così facendo si potrebbero evitare le lungaggini spesso inutili del sabato sia negli uffici che nei negozi. Ten Pileight, Maniago (Pn).

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Più federalismo per il rilancio dell'economia italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il Triveneto può diventare un centro sperimentale per l'intero Paese "Più federalismo per il rilancio dell'economia italiana" Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it "Il Nord Est può essere il centro sperimentale per l'Italia". Andrea Tomat, presidente di Lotto Sport Italia e di Stonefly, membro del direttivo di Confindustria e presidente della fondazione Nord Est, guarda avanti. Oltre la burocrazia, è la sua parola d'ordine. Perché bisogna recuperare gli investitori stranieri e lo sviluppo interno. Tomat, che è anche in pole per la futura presidenza di Confindustria Veneto, spiega che oggi l'Italia può risollevarsi con il federalismo. Tomat, oggi un partito con un'attenzione particolare al Nord, la Lega, può vantare un'importante numero di rappresentanti in Parlamento. Con questi numeri, cosa si può migliorare? "è il momento in cui dobbiamo pensare a quello che possiamo offrire noi all'Italia. Possiamo porci come modello di riferimento virtuoso. La nostra è un'area che ha già fatto la sua esperienza di buona gestione. In Italia, dobbiamo essere chiari, serve avere coscienza della necessità di affrontare un rinnovamento che comporterà sacrifici. Il nostro Paese ha delle aree di eccellenza da utilizzare, altre aree, invece, sono delle sacche di arretratezza con poca visione di sviluppo". Con quali strumenti proverebbe a perseguire obiettivi di crescita? "Dobbiamo produrre più reddito, distribuirlo tra i lavoratori e garantire un alto livello d'impresa. Questo incrocio magico si può trovare con quelle politiche che si concentrano su lavoro e fiscalità. Produrre più reddito vuol dire fare uscire dalla crisi le fasce più basse, per consentire alla fascia media che è quella più colpita, ma che fa da traino, di ridiventare classe media. Spendiamo la nostra ricchezza in servizi, salute e istruzione. Capiamo che ogni euro speso deve raddoppiarsi. Guardando alla compagine di governo io credo che ci siano gli elementi per fare una politica adeguata. La ricetta dei Paesi che ci stanno superando non ha nulla di spettacolare, è legata a elementi semplici: efficienza nello sfruttamento delle risorse, accountability nei confronti del cittadino e sostegno alle imprese". Le parti sociali che ruolo avranno? "Serve una riforma del rapporto privato di lavoro, non possiamo avere così tanti contratti. E sono contento che oggi anche Epifani si è messo su una corrente riformista. Bene, perché siamo fermi a vent'anni fa, spesso con contenuti ideologici che non c'entrano niente con ricchezza e benessere". Come riusciamo ad attrarre, o recuperare, investitori stranieri? "Il nostro problema è la burocrazia. Siamo incapaci di creare le condizioni perché qualcuno venga a insediarsi da noi. Abbiamo una miopia pazzesca nel comprendere la complessità dell'avviamento di qualsiasi cosa in Italia. Viviamo con un corpo normativo medioevale. Questo Paese ha grandi potenzialità, ma abbiamo bisogno di visione. Sono i nostri comportamenti collettivi a essere starati". Il Nord è un caso a parte? Può essere un esempio? "Sì, anche perché ci deve pur essere qualcuno che si fa avanti. Dobbiamo sviluppare il tema del federalismo, del modello regionale. Torniamo sempre sul problema della burocrazia: dobbiamo ridurre del 30% l'apparato burocratico. Oggi otterremmo dei benefici pazzeschi. Dobbiamo pensare che questo territorio-pilota è uno dei tre che tiene in piedi il Paese. Non possiamo fermarci per aspettare gli altri. La centralità del Nord Est è essenziale per trasferire determinati processi in tutta Italia". Il Nord Est come centro sperimentale? "Sì. Se devo fare un cambiamento organizzativo in un'azienda lo testo prima in un settore". Converrebbe fare una Confindustria del Nord Est? "Abbiamo già un sistema di rappresentanza territoriale che funziona. A livello provinciale portiamo avanti questo processo, ma per vedere una Confindustria del Nord Est, e non lo scudo, il processo è ancora lungo. L'obiettivo è arrivare al minimo di struttura e massimo di servizio".

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Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi "Non è con la burocrazia che si realizza l'Europa" Parla Maud de Boer, vice segretario del Consiglio d'Europa.

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Dal nostro inviato STRASBURGO - Il "no" irlandese al Trattato (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi MARCO BERTI dal nostro inviato STRASBURGO - "Il "no" irlandese al Trattato di Lisbona? Una lezione di democrazia". Maud de Boer parla da un osservatorio molto speciale: è vice segretario generale del Consiglio d'Europa, la più antica istituzione del Vecchio Continente che pone le sue fondamenta sul rispetto dei diritti umani nei 47 paesi membri, secondo le regole fissate dalla Convenzione dei diritti dell'uomo. Ed è di democrazia ed Europa che nei giorni scorsi si è dibattuto. Dunque, per il numero 2 del Consiglio d'Europa, la bocciatura irlandese del Trattato che fissa le nuove regole dell'Unione europea rappresenta un forte messaggio per Bruxelles. E ieri da Varsavia è arrivato, sull'onda del referendum irlandese, un altro "no". Signora de Boer, qual è, a suo giudizio, il messaggio inviato all'Unione europea da Dublino? "E' un doppio messaggio, in realtà si tratta di due lezioni. Secondo le mie informazioni, il 22 per cento dei "no" è stato motivato dalla non conoscenza dei termini del Trattato. Quindi, la prima lezione è che, se si vuole veramente consultare i cittadini, bisogna essere molto più chiari e più semplici". Ma tra i Ventisette l'unico "no" è stato quello irlandese. La bocciatura della Polonia ha solo fatto seguito al voto di Dublino, quando il parlamento di Varsavia aveva già approvato il Trattato. "Vero, ma l'Irlanda è stato l'unico Paese in cui il Trattato è stato sottoposto a referendum. Ed ecco la seconda lezione: non è con la burocrazia che si costruisce l'Europa, la si realizza invece nelle strade, nelle città. Dobbiamo imparare a chiederci come trasmettere i messaggi, ma, prima ancora, il messaggio deve essere basato sulla volontà dei cittadini". Lei, quindi, non è d'accordo sul fatto che le ratifiche vadano avanti, nonostante Dublino. "Non dico questo, è sempre interessante conoscere tutte le posizioni. Ma, visto che stiamo parlando dell'interesse dei cittadini, vorrei sottolineare l'importanza della Corte europea dei diritti dell'uomo. E' una istituzione unica, che consente a chiunque viva nei 47 paesi membri di rivolgersi alla Corte di fronte a violazioni dei diritti umani. Secondo me è una forma di democrazia perfetta perché un individuo ha la facoltà di contestare l'azione o l'assenza dell'azione da parte dello Stato". Qui, a Strasburgo, in questi giorni si è parlato di democrazia in Europa e sono state espresse preoccupazioni. "Visto il nuovo contesto europeo, con l'ampliamento, ora ci troviamo in una società multiculturale. Non è più come prima, con gli Stati fatti di cittadini che hanno vissuto tutti sullo stesso territorio. Questo deve avere delle conseguenze, su tanti piani, come la partecipazione alla vita politica, l'integrazione e l'accettazione da parte di tutti del principio di coesistenza. Tutto questo è democrazia". A proposito di democrazia, cosa pensa di quanto sta accadendo in Italia? C'è polemica sulle leggi che sta varando il governo Berlusconi. "Un mese fa abbiamo incontrato il vostro ministro Andrea Ronchi e gli abbiamo chiesto di esaminare il pacchetto delle leggi che sono attualmente in discussione in Italia. Appena avremo i testi ufficiali ne parleremo".

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ORVIETO - La storia infinita, ma c'è poco da stare allegri. La complanare di Orvieto, il primo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi di GIULIO LADI ORVIETO - La storia infinita, ma c'è poco da stare allegri. La complanare di Orvieto, il primo stralcio, perché per quanto riguarda il secondo sembra essere stata depositata sopra una pietra tombale, cammina ancora tra mille difficoltà. "Siamo strozzati dalla burocrazia - dice l'assessore ai lavori pubblici del comune di Orvieto, Marino Capoccia - altrimenti già potevamo essere in pieno nella fase di approvazione del progetto esecutivo e emanazione del bando di gara di livello europeo". Ma c'è comunque un macigno da sollevare, i costi. Che dal 2003 sono lievitati da 14 milioni di euro a quasi diciannove. Ma Rifondazione Comunista, ormai fuori dalla maggioranza , a gennaio lanciò l'allarme parlando di costi arrivati a 23 milioni. Un problema riuscire a trovare quasi cinque milioni di euro. "In parte - dice l'assessore - saranno assorbiti dal ribasso d'asta, per il resto provvederemo con fondi comunali, magari accendendo un mutuo". Insomma, il finanziamento dell'opera è ancora incerto e la polemica politica se ne è appropriata. Anche all'interno del centrosinistra, delle forze politiche che governavano la città nel 2003, quando la regione erogò il finanziamento, si polemizza sul fatto che in cinque anni non si è riusciti a spedente quei soldi esponendosi, così, alla lievitazione dei costi. Superata con un artifizio procedurale la procedura di Via, valutazione d'impatto ambientale dell'opera, altrimenti i tempi si sarebbero allungati ulteriormente, il traguardo sembra ora veramente vicino. Almeno, l'assessore è ottimista. "Ritengo - dice - che entro l'autunno saremo in grado di assegnare i lavori e aprire il cantiere a inizio 2009". Ma ben altre erano le previsioni fatte lo scorso gennaio. "Pensiamo di poter pubblicare i bandi - disse Capoccia - entro la fine della primavera, l'inizio dell'estate". La primavera è finita, l'estate è nel suo pieno, ma i bandi sono ancora nei cassetti degli uffici comunali. Considerato che la durata dei lavori è prevista in almeno tre anni, l'arteria dovrebbe essere completata entro il 2011. Ben oltre i tempi auspicati soltanto un anno fa, quando si parlava di conclusione entro il 2009. La strada, nata per collegare l'uscita del casello autostradale con Ciconia per, poi, con il secondo stralcio arrivare alla zona industriale di Fontanelle di Bardano, venne finanziata con il primo stralcio soprattutto per permettere la realizzazione di un secondo ponte sul Paglia, in modo da evitare possibili isolamenti del nuovo ospedale. Attualmente, basterebbe una piena del fiume per obbligare alla chiusura del ponte e i mezzi di soccorso avrebbero la strada sbarrata per arrivare al nosocomio. Con la realizzazione del primo stralcio rimarrebbe insoluto il problema del collegamento del casello con la zona industriale in modo da evitare il transito dei mezzi pesanti all'interno dell'abitato di Orvieto Scalo.

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L'ASSESSORE CAPOCCIA: SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi L'ASSESSORE CAPOCCIA: "SIAMO STROZZATI DALLA BUROCRAZIA" FINANZIAMENTO DELL'OPERA ANCORA INCERTO.

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PERUGIA - C'è la giustizia celeste e c'è quella umana palesata nei Tribunali. Entr (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

02 Luglio 2008 Chiudi di CLAUDIO BIANCIARDI e NICOLA BOSSI PERUGIA - C'è la giustizia celeste e c'è quella umana palesata nei Tribunali. Entrambe possono essere definite "bibliche", la seconda, però, solo per l'attesa di veder finire un processo di primo grado. Anche il tribunale di Perugia non fa eccezione, per quanto in una tempistica migliore rispetto ad altre regioni dove il collasso è di casa e la prescrizione quasi certa. Ma un esempio "di tempi troppo lunghi" è andato in scena nell'aula ex affreschi neanche una settimana fa, con presidente del Collegio Giancarlo Massei. Sul banco dei testimoni, un orefice di Castiglione del Lago che doveva ripercorrere una brutta storia che lo aveva visto involontario protagonista: una rapina a mano armata con duplice sequestro di persona. Il commerciante, prima ancora di pronunciare giuramento e frase di rito, ha messo le mani avanti dicendo: "Sono passati 13 anni da quella rapina...spero di poter rispondere correttamente alle domande...è passato troppo tempo e in verità vi dico che certe cose uno cerca di rimuoverle...se no si vive male". Tredici anni fa fu rapinato, sequestato insieme alla madre, colpito con una pistola alla testa. Abbastanza perché lo Stato lo proteggesse almeno dalla burocrazia. Invece no: l'orafo ora è ancora in attesa di una giustizia. Eppure i tre presunti rapinatori, tutti italiani, sono stati individuati quasi subito. Ancora presunti, dopo tredici anni. Ovviamente liberi e magari si sono rifatti una nuova vita completamente diversa da quella attribuita loro dall'accusa. Chissà. Intanto durante il processo, gli stessi magistrati hanno ribadito che era passato troppo tempo e che per la testimonianza non si doveva preoccupare dato che i verbali del passato avrebbero aiutato a coprire eventualmente vuoti legittimi di memoria. Continua a pagina 35.

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Porta d'accesso per l'area Nafta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-07-02 - pag: 4 autore: Il Paese. Oltre al mercato interno pesa la vicinanza con gli Usa Porta d'accesso per l'area Nafta Le opportunità offerte dal Canada come mercato e porta d'ingresso nell'area Nafta sono notevoli. Così com'è forte la volonta canadese di diversificare un interscambio il quale, con un peso di oltre 80% tanto sul fronte dell'import quanto su quello dell'export, lo lega mani e piedi agli Stati Uniti. "Il primo ministro Trudeau – chiarisce il concetto Corrado Paina, segretario generale dell'Italian Chamber of commerce di Toronto –aveva dettoa suo tempo che il Canada rispetto agli Usa è come un topolino rispetto all'elefante: può rischiare anche per un suo starnuto". Ecco perché, con gli States in recessione, è forte la volontà di puntare anche su altri cavalli, di cui è specchio il recente corteggiamento fatto alla Fiat dell'italo-canadese Sergio Marchionne. "Una cosa peraltro è certa – chiosa Paina –: per ora la presenza italiana qui da noi non è tanto forte quanto vorremmo". Chiunque decida di investire dovrà, comunque, valutare una cospicua serie di pro e di contro. A partire da alcune voci su cui i manager sono sensibili, come quelle relative alla burocrazia, alla tassazione e all'occupazione. "Sul fronte della tempistica – fa il punto Paolo Ponti, direttore dell'Ufficio Ice di Toronto – le pratiche per costituire una startup possono essere assolte nel giro di poche ore. Bisogna chiarire, però, un punto e cioè che il Canada è sì un Paese aperto, ma con regole molto rigide, alcune delle quali oggetto di negoziati a livello di Wto". Tradotta, la frase significa che sui parametri stabiliti a livello di amministrazioni provinciali non ci sono margini di discussione, che i controlli fitosanitari sono più che meticolosi, che su alcune merci come i formaggi di provenienza estera, contingentati, viene attuato un vero e proprio protezionismo. Il livello medio della tassazione, più basso di quello italiano, dipende da Provincia a Provincia, che sul fronte commerciale può modularle a seconda del suo maggiore o minore interesse ad attrarre investitori. Per quanto concerne l'occupazione meglio di tutte vale la frase registrata da un addetto ai lavori canadese, secondo cui "gli americani che investono qui dicono di conoscere assai meglio, rispetto a casa loro, i costi della socializzazione". Su stipendi e salari pesano infatti oneri sociali molto simili ai nostri, certo più chiari rispetto al panorama statunitense (dove le polizze private possono incidere sensibilmente sugli esborsi), ma anche fuori mercato per chi pensasse di poter risparmiare. VANTAGGI E SVANTAGGI Burocrazia veloce ma con regole rigide, mentre il costo del lavoro è elevato. La tassazione è inferiore rispetto all'Italia.

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Sicurezza e consulenza chiavi in mano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: SYSTEM (EVENTI SPECIALI - VEN data: 2008-07-02 - pag: 20 autore: Società Veneta Servizi per una customer satisfaction totale Sicurezza e consulenza chiavi in mano Sicurezza. Ma non solo. Sicurezza e consulenza ritagliata ad hoc sull'utente. La Società Veneta Servizi è, in estrema sintesi, questo. Per un motivo molto semplice: l'amministratore Marina Perepelkina e il dirigente tecnico Giuseppe Girardi, classe '48 e un passato nelle Assicurazioni Generali, hanno un motto. Risolvere il problema delle certificazioni per tutte le aziende che ne abbiano bisogno. Alcuni anni fa, spiega Girardi, uscì la legge 626. Fu un rincorrersi di aziende che dovevano adeguarsi, anche in tempi brevi, alle nuove regole. Insomma, Girardi si attrezza, studia, partecipa a tutti i corsi che lo abilitino a lavorare nel campo, e da dieci anni la sua azienda si occupa di 626, oggi divenuto il Testo Unico 81/2008, prevenzione d'incendio, emissione di fumi, rumori, vibrazioni, progettazione di impianti elettrici, rumore ambientale, oltre che al settore alimentare Haccp 55/97, più la formazione dei lavoratori e di tutti i soggetti che ne necessitino sulla ex 626. Il suo punto base è Santa Maria di Sale, nella provincia veneziana, ed è da qui che lui ci parla della sua esperienza, perché il suo lavoro non soltanto dare al cliente la comodità di non doversi occupare della burocrazia, e quindi delle carte. Girardi è, a tutti gli effetti, un consulente a trecentosessanta gradi. Perché? Non è semplice descrivere nei dettagli la sua attività, ma innanzitutto si parta da questa considerazione: lui è un uomo che va ancora sul campo. L'azienda è una realtà agile, flessibile, dotata innanzitutto del suo intuito, della sua abilità di consulente, ma anche di tecnico che sa esattamente dove, come e quando muoversi. Otto collaboratori, tra tecnici e personale amministrativo sono a cotè della sua attività. Di fatto, spiega, Girardi, noi riconfiguriamo il lay-out aziendale: da un punto di vista burocratico forniamo l'assistenza necessaria perché tutto fili per il verso giusto e il nostro cliente sia nelle norme stabilite per legge. Dal punto di vista pratico svolgiamo tutte quelle prove, dalle fonometrie a tutte le altre previste dalle diverse certificazioni, per capire dove bisogna intervenire e soprattutto come. è bello pensare che il lavoro di Girardi, e per esteso della Società Veneta Servizi, sia una missione che ha come centro la sicurezza e la soddisfazione del cliente. Non c'è dubbio, spiega Girardi, che tutti si basi innanzitutto sulla fiducia. Fortunatamente in questi anni il nostro pacchetto clienti ha dato la giusta risposta a molti anni di lavoro svolto. Perché il passaparola è senz'altro uno dei primi movimenti che rappresentano la cartina tornasole del lavoro. Poi l'esperienza: in questo campo, spiega il dirigente tecnico della Società Veneta Servizi, è fondamentale, come è altrettanto necessaria la preparazione. Per questo corsi di aggiornamento e vigilare costantemente sui cambiamenti delle diverse leggi sono il pane quotidiano per chi svolge un lavoro di questo tipo. Vien da chiedere se costi tanto, se i servizi di consulenza svolti siano, come dire, alla portata o meno. La risposta è lapalissiana: dipende dalla situazione che si trova a dover gestire. Innanzitutto c'è da dire che il modus operandi di Girardi richiede generalmente carta bianca. L'azienda ha un problema, o un obiettivo, e consegna mandato pieno alla Società Veneta Servizi, che da lì al tempo stabilito o preventivato, svolge tutti gli accertamenti che si dovessero rendere necessari. La grande soddisfazione, spiega Girardi, è quella di consegnare 'chiavi in mano'. Ma non solo. Proprio per la natura del rapporto di partnership che si instaura con il cliente, Girardi propone soluzioni che rappresentano per il cliente un ulteriore risparmio. Facciamo un esempio. Mettiamo che in azienda si debbano ricomprare gli estintori, o i cartelli del vietato fumare. è chiaro che ci sono alcune realtà che su queste cose non hanno problemi a fare un rincaro che, però, va talvolta oltre il limite. Ecco, allora, che per tutti i clienti della Società Veneta Servizi, Girardi mette a disposizione la capacità di trovare elementi imprescindibili per ottenere le certificazioni necessarie, ma a prezzi onesti, perché, assicura Girardi, in questo mondo appena ti giri un attimo è la fine. Ma in fin dei conti, parlare di questa realtà che si affaccia sui lidi veneziani significa parlare di un'azienda flessibile e capace di esprimere la sua esperienza attraverso consulenze mirate e capacità di intervento.

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Edilizia fvg nella morsa della crisi vidoni: non ne usciremo nel 2008 (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il punto dell'Ance: lenta ripresa solo nelle infrastrutture. I rappresentanti di categoria contestano l'eccessiva burocrazia Edilizia Fvg nella morsa della crisi Vidoni: non ne usciremo nel 2008 UDINE. La crisi dell'immobiliare si fa sentire anche in Friuli Venezia Giulia. Una crisi pesante che riguarda le infrastrutture, nonostante qualche segnale incoraggiante, e il settore dell'edilizia. A fare il punto sono i presidenti degli Ance regionale e provinciali, che confermano le tendenze negative del 2007, anche se qualche schiarita potrebbe arrivare con il 2009 (secondo i più ottimisti), soltanto nel 2010 per gli altri. Il commento del presidente regionale dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, Giuliano Vidoni (foto in alto), è tutt'altro che positivo: "Non vedremo, nemmeno in questo 2008, nessuna luce in fondo al tunnel. Notiamo, però, una lenta ripresa per quanto riguarda le infrastrutture e ci auguriamo quindi che dal prossimo anno le cose vadano meglio". Per il momento prosegue, in Friuli Venezia Giulia, la tendenza al rallentamento riscontrata nel 2007: "L'ottimismo non va di pari passo con il rincaro dei prezzi. Quando i progetti per le infrastrutture cominceranno a partire ci sarà da mettersi le mani nei capelli visto che nel frattempo sono aumentati i prezzi di ferro, gasolio, cemento, bitume e manodopera e il concetto di revisione dei prezzi non ci dà garanzie". Per quanto riguarda l'immobiliare, invece, Vidoni è pragmatico: "Anche se in questo monento non va tanto bene, è un settore che prima o poi, di certo, riprenderà a tirare: ha sempre rappresentato e continua a essere un bene di rifugio". Le speranze per una ripresa sono riposte anche nel federalismo fiscale, che secondo Vidoni potrebbe servire da stimolo "per la creazione di società regionali che gestiscano i problemi del territorio in questo ambito". La situazione in provincia di Udine non si discosta da quella riscontrata a livello regionale: anche il presidente dell'Ance udinese, Marco Sostero, parla di rallentamento dell'edilizia e ammette di non vedere grandi novità nelle tendenze attuali. "Speriamo che qualcosa si muova per quanto riguarda le infrastrutture, settore in questo momento in crisi: ce n'è bisogno per riattivare l'economia. Per quanto riguarda l'immobiliare, i prezzi sul mercato sono rimasti sempre abbastanza legati ad un equilibrio e non vedo grandi cambiamenti", spiega Sostero. Secondo il presidente udinese "è normale che dopo alcuni anni di boom edilizio ci sia un momento di minor crescita". Tra i fattori di crisi evidenziati c'è anche l'eccessiva burocrazia che ritarda e blocca la realizzazione di progetti per quanto riguarda le infrastrutture. Lo ribadisce anche Vidoni: "La provincia di Udine ha bisogno di un deciso rafforzamento degli indirizzi politici per rilanciare questo settore in tempi brevi". Decisamente pessimista, invece, Valerio Pontarolo, presidente dell'Ance pordenonese, che vede "un 2008 statico, un 2009 in cui speriamo qualcosa si metta in moto, un 2010 frizzante". Per quanto riguarda l'immobiliare "il mercato potenziale c'è, però mancano le possibilità di accesso e quindi non vedo miglioramenti in corso", invece rispetto alle infrastrutture "è un disastro sotto tutti gli aspetti principalmente a causa delle mille pastoie burocratiche". Segnali di schiarita arrivano dal nuovo governo regionale, che "ci sembra più collaborativo ed attento all'ascolto di quello precedente". Greta Sclaunich.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Policlinico della Sun, riapre il cantiere (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caserta sanita' Policlinico della Sun, riapre il cantiere Hanno riaperto i cantieri del Policlinico della Seconda Università di Napoli. Sono, dunque, tornati al lavoro i 180 dipendenti della Immobilgi Federici Stirling, dopo che l'imprenditore Mario Pagano aveva fatto trovare i cancelli del cantiere chiusi per il ritardo della Regione nel pagamento di una tranche da 10 milioni di euro dell'appalto dei lavori. Intanto si attende per questo fine settimana la convocazione di un tavolo in Prefettura che servirà anche per definire le procedure per la variante al progetto iniziale dell'opera. Maria Beatrice Crisci "Il sindacato continuerà a seguire la delicata questione con grande attenzione sollecitando le istituzioni a portare a termine gli impegni intrapresi sia perchè tutto si ritorce contro i lavoratori, ma anche perchè in tal modo si rallenta la realizzazione di un'opera importantissima per lo sviluppo economico dell'intero territorio". A parlare è Carmine Crisci segretario provinciale della Cisl. Intanto, gli operai, già da settimane, sono in attesa di ricevere le spettanze relative a maggio e l'acconto relativo alle spettanze di giugno nella misura del 30 per cento. "Un provvedimento, questo, che - prosegue Crisci - rappresenta anche un motivo di chiarezza e di impegno verso la forza lavoro che ha dimostrato nei giorni scorsi grande senso di responsabilità. Da parte dei lavoratori c'è anche la necessità di conoscere quali iniziative saranno prese concretamente per il prosieguo del cantiere e per garantire la ripartenza del secondo lotto dei lavori". Al momento ogni soluzione sembra restare legata al recupero di risorse importanti, circa 10 milioni di euro, ovvero quanto l'azienda rivendica a soddisfazione del quarto e quinto Sal, lo stato di avanzamento dei lavori. Una quota che per ora resta depositata nelle casse della Regione Campania e che soltanto la burocrazia potrà sbloccare definitivamente. Il segretario provinciale della Filca Cisl Giovanni Letizia lancia una proposta: "Sarebbe indispensabile fare ricorso anche al provveditorato delle Opere pubbliche della Campania perchè intervenga con il peso di tutte le responsabilità conferite dalla legge - afferma - mi sembra che per il Policlinico si avverta da tempo l'esigenza di una struttura di raccordo e di controllo in grado di sollecitare quegli enti o istituti non sempre disposti al dialogo e al confronto". "L'intervento di questo organismo sarebbe utilissimo per diversi motivi - prosegue - non solo per sbloccare la vertenza in atto, ma anche per cominciare a prevedere tutti gli interventi che sono di supporto all'attività sanitaria". Crisci da parte sua sottolinea: "E' necessaria una pianificazione che contempli tutte le potenzialità dell'indotto e di una programmazione urbanistica che renda possibile e regolamenti l'accesso alla struttura". Questi i numeri del Policlinico di Caserta della Seconda Università degli Studi, la cui prima pietra è stata posata a febbraio del 2005. Oltre 45mila metri quadri di superfici coperte e 205mila162 metri quadri di spazi liberi, un costo complessivo di 206.582.759, 64 euro finanziati da Ministero della Salute, Ministero dell'Università e della Ricerca e Regione Campania, circa 500 posti letto. Il progetto è dell'architetto Massimo Pica Ciamarra, mentre la direzione dei lavori è del provveditorato alle opere pubbliche della Regione Campania e del Molise. del 02-07-2008 num.

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Parte la sfida dell'Unione per il Mediterraneo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mediterraneo partenariato euromed Parte la sfida dell'Unione per il Mediterraneo Il 13 luglio 2008 a Parigi, presenti i Capi di Stato e di Governo dei Paesi euromediterranei, prende il via il progetto "Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo", fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy e sostenuto dall'Unione europea. Molteplici le iniziative preparatorie a questo evento, tra le quali la riunione di Casablanca del 4 e 5 luglio della Società civile ed il Convegno internazionale, in programma a Napoli il 7 luglio, organizzato dalla Fondazione Craxi e dalla Fondazione Mediterraneo: quest'ultima, sin dalla sua costituzione (1994), si è posta come uno degli attori principali del Processo di Barcellona al servizio dell'Unione europea e dei Paesi euromediterranei.Tra le poche istituzioni ad essere presenti negli organismi internazionali creati per realizzare il partenariato tra le due Rive, la Fondazione Mediterraneo sostiene la nuova iniziativa "Unione per il Mediterraneo": un primo bilancio si farà a Napoli a fine anno in occasione della visita del presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy alla Fondazione Mediterraneo, in coincidenza con la fine del semestre di presidenza francese dell'Unione europea.Nei giorni scorsi a Roma, presso la Sala delle Conferenze internazionali del Ministero degli Affari Esteri, si è svolto un seminario organizzato dall'Euromesco e dall'Istituto Affari internazionali sul tema "Sicurezza, securitizzazione e riforme nell'area euromediterranea" al quale è intervenuto il Sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi.Il presidente della Fondazione Mediterraneo Michele Capasso membro della rete Euromesco ha partecipato ai lavori sottolineando l'importanza delle riforme nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo. Di seguito una sintesi del suo intervento. Michele Capasso Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha indubbiamente il merito di aver ricentrato l'attenzione politica e mediatica sul Mediterraneo lanciando, a Tangeri il 23 ottobre 2007, il progetto "Unione per il Mediterraneo" (Upm). L'obiettivo è mettere insieme le due Rive del nostro mare al fine di costituire un polo economico e socio-culturale in grado di fare concorrenza al gigante asiatico: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri per realizzare un partenariato concreto che vede gli attori economici, specialmente i privati, nuovi protagonisti di questa azione. Questa iniziativa non si pone in contrasto con il "Processo di Barcellona" lanciato dall'Unione europea nel 1995, ma ne costituisce il follow-up naturale. Un progetto di tale portata non si realizza in un giorno e c'è il rischio che la "burocratura" europea (la dittatura della burocrazia) lo faccia arenare tra i labirinti di regole e regolamenti che, spesso, hanno decretato la morte dello stesso Processo di Barcellona. Tuttavia, il sostegno dato all'iniziativa dall'Italia, dalla Spagna e dalla Germania e la successiva adesione di quasi tutti i Paesi della Riva Sud lasciano ben sperare. Questa volta si tratta di un livello di cooperazione regionale basato su azioni concrete quali: le autostrade del mare, il disinquinamento del mare, la protezione civile, le energie rinnovabili, la creazione di un istituto mediterraneo per la ricerca scientifica e via dicendo. Il Partenariato euromediterraneo continuerà ad occuparsi di questioni politiche quali i diritti umani, la democrazia, il dialogo interculturale mentre l'Upm si concentrerà su azioni infrastrutturali concrete con l'entrata in campo di un nuovo soggetto fondamentale: gli attori economici privati. Il progetto Upm ha un'importanza simbolica rilevante: l'obiettivo ambizioso è tessere legami forti con tutta la società civile, in collegamento stretto con il mondo dell'economia, al fine di mettere insieme imprese, rappresentanti della politica e delle istituzioni e l'opinione pubblica per realizzare progetti concreti nell'interesse di tutti. Per finanziare questa azione i fondi comunitari saranno importanti ma certamente non sufficienti: la Banca Islamica per lo sviluppo, la Banca Africana per lo sviluppo, il settore privato, i paesi del Golfo, la Lega degli Stati Arabi ed altri soggetti importanti potranno contribuire al finanziamento dell'Upm. La nuova Upm avrà una presidenza doppia, un rappresentante della Riva Nord ed uno della Riva Sud e prevede un segretariato esecutivo composto da una ventina di membri con sede in una città della Riva Sud da definire. Il budget europeo prevede circa 16 miliardi di euro fino al 2013. Il summit di Parigi dei Capi di Stato e di Governo del 13 luglio 2008 sarà l'occasione per adottare una dichiarazione politica e di tracciare le grandi linee dell'Upm, chiamata a ridare ossigeno e nuova linfa al Partenariato euromediterraneo, gravemente "ammalato". E proprio rifacendoci ad un paragone in campo medico, non bisogna attendersi miracoli; un "malato" per guarire ha bisogno di tempo e di piccoli passi: il rischio per l'Upm è la duplicazione di sistemi burocratici e lo spreco di risorse, che significa anche lo spreco di tempo e di speranza. In tale contesto si inseriscono le politiche di sicurezza e securitizzazione che dovrebbero armonizzarsi con l'accelerazione delle riforme: queste ultime sono necessarie non solo nei Paesi della Riva Sud ma anche in quelli della Riva Nord, in quanto in nessun caso si intravede una compiutezza e maturità in grado da porsi come esempio per gli altri. Il Mezzogiorno d'Italia naturale passerella dell'Europa sul Mediterraneo - deve inserirsi in questo processo con approcci e politiche in grado di fargli svolgere quella funzione mediatrice tra livelli divaricanti di sviluppo economico e tecnologico cui esso era vocato per tradizione culturale e struttura sociale. Solo un'analisi seria, e forse impietosa, delle manchevolezze e contraddizioni commesse nel passato potrebbero permettere al Mezzogiorno di cogliere l'opportunità del lancio della nuova iniziativa Upm per riproporre un suo ruolo attivo nel raggiungimento dell'obiettivo di realizzare nella regione una crescita diffusa del benessere che almeno riduca gli enormi costi sociali attribuibili ad uno sviluppo economico nell'area diseguale e destrutturante, con l'approdo nelle nostre coste di flussi crescenti di immigrati clandestini ostaggi e preda della criminalità organizzata. Su questo tema la Fondazione Mediterraneo e la Fondazione Craxi hanno organizzato per il 7 luglio 2007 a Napoli (Maison de la Mèditerranèe, Via Depretis 130 - vedi box) un Convegno internazionale con l'obiettivo di avviare una riflessione che accompagni l'azione del Governo italiano contribuendo alla formazione di un pacchetto di misure e strumenti suscettibili di arricchire la partecipazione dell'Italia e, in particolare, del Mezzogiorno alla messa in esecuzione dell'Upm. I prossimi appuntamenti Casablanca, 4-6 luglio 2008 Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, quale ruolo per la società civile? Si riuniscono i rappresentanti di 39 Paesi e quelli delle istituzioni per definire il ruolo della società civile nell'Unione per il Mediterraneo. Tra i partecipanti si citano: Boudjema Ghechir, Algeria; Khemaies Chammari, Tunisia; Edhem Eldem, Turchia; Danial Saoud, Siria; Fifi Benaboud, Portogallo; Nizzam Assaf, Giordania; Michele Capasso, Italia; Jean Francois-Courbe, Francia; Renaud Colombier, Francia; Simon Stocker, Belgio; Mike Mathias, Lussemburgo; Roland Biache, Francia; Bahey Eldin Hassan, Egypte; Josè Moisès Martin, Espagne; Ghislaine Glasson Deschaumes, France; Andrea Amato, Italia; Marc Schade-Poulsen, Danimarca; Georges Abi Saleh, Libano; Olivier Consolo, Belgio; Souhary Belhassen, Francia; Ziad Abdel Samad, Libano; Judith Neisse, Francia; Ameer Makhoul, Israele; Yousef Habash, Palestina. Napoli, 7 luglio 2008 Maison de la Mèditerranèe - via De Pretis 130 Convegno internazionale "Il Mezzogiorno d'Italia tra globalizzazione e Nuova Geo-Politica del Mediterraneo" Si riuniscono esperti italiani e di vari Paesi per definire il ruolo del Mezzogiorno d'Italia nell'Unione per il Mediterraneo. ore 9.30 Sessione inaugurale Indirizzi di saluto Antonio Guida Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania Michele Capasso Presidente della Fondazione Mediterraneo Gianni Bonini presidente della Fondazione Bettino Craxi Rosa Russo Iervolino sindaco di Napoli Antonio Bassolino presidente della Regione Campania ore 10.00 Intervento di Introduzione Stefania Craxi sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri italiano per il Mediterraneo, Medio Oriente e Asia Unione per il Mediterraneo: Nuova prospettiva per il Mezzogiorno Sessione Globalizzazione, Regionalismo e localismo: il governo del giusto equilibrio Ignacio Ramonet direttore de Le Monde Diplomatique, membro della Fondazione Mediterraneo La sfida dell'Europa del Sud nel processo globale Antonio Badini già direttore generale per il Mediterraneo e Medio Oriente del Ministero degli Affari Esteri italiano Il ruolo della Pmi nel nuovo contesto dell'Unione per il Mediterraneo ore 11.00 Relazioni Raffaele Fitto ministro degli Affari Regionali Raffaele Lombardo presidente della Regione Siciliana Antonio D'Amato già presidente di Confindustria ore 11.45 Dibattito Coordinano Caterina Arcidiacono vicepresidente della Fondazione Mediterraneo Sergio Pizzolante presidente del Comitato Economico Sociale della Fondazione Bettino Craxi Roberto Calugi Promos Camera di Commercio di Milano Corrado Clini direttore generale Ministero dell'Ambiente Oreste Cuomo primario del Centro Trapianti Ospedale Cardarelli di Napoli Gennaro Ferrara rettore Università "Parthenope" di Napoli Gianni Lettieri presidente dell'Unione Industriali di Napoli Mohamed Marzak presidente Università "Cadi Ayyad" di Marrakech Walter Mazzitti presidente della Rete Mediterranea degli Organismi di Bacino (Remob) Cosimo Risi Coordinatore per il Ministero Affari Esteri del Partenariato Euromed ore 13.30 Conclusioni Stefania Craxi sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri italiano per il Mediterraneo, Medio Oriente e Asia del 02-07-2008 num.

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Rubinetti, acqua pulita Finito l'incubo nitrati (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

2 Luglio 2008 LONATO. Nelle annate scorse arrivarono le autobotti. Quest'anno invece risulta tutto in regola Rubinetti, acqua pulita Finito l'incubo nitrati   L'acqua che esce dai rubinetti delle case dei lonatesi e distribuita dall'acquedotto comunale, supera con successo l'analisi chimica condotta dall'Asl di Salò, effettuata in dieci giorni fa. Il valore dei nitrati che in passato, ad inizio estate, aveva dato seri problemi, fissandosi sopra la soglia consentita di 50 mg, rimane ancorato nella fascia del consumo umano. A fornire i dati è l'assessore all'Ecologia, Roberto Vanaria, che ricorda l'emergenza dell'agosto 2005 quando dovette intervenire la Protezione civile con autobotti a causa della concentrazione di nitrati. Seimila cittadini furono coinvolti dall'emergenza idrica che causò la non potabilità dell'acqua per una settimana. "Per fortuna è solo un brutto ricordo - spiega Vanaria -: ora i valori sono regolari. I più alti, per quanto riguarda i nitrati, rimangono i campioni prelevati nel capoluogo". In via Galilei i valori raggiungono 41,5 mg, in via Regia Antica 38,3 mg, presso il cimitero 35,8, in via Gramsci 35,6. Nell'immediata periferia, in via Marziale Cerutti (Lonatino), 39,5 mg. La situazione migliora ulteriormente nelle frazioni a conferma della bontà dell'acqua miscelata in rete proveniente dai vari pozzi lonatesi. A Centenaro, nella fontanella pubblica dove è stato effettuato il prelievo, siamo a 29,3 mg; in via Alta (strada che porta a Villa dei Colli) a 29,5 mg; a Maguzzano a 32,1 mg. All'Arzaga a 15 mg; a Madonna della Scoperta a 20 mg. Buona la situazione anche a Sedena (24,6 mg) ed Esenta (30 mg). Vi è conformità con i parametri anche per le analisi microbiologiche. Se l'acqua dell'acquedotto gode buona salute, così non è per il Lido, che continua a essere non balneabile. "Ma lo è solo per la burocrazia. I dati di non balneabilità - precisa Vanaria - risalgono all'anno scorso, quando erano presenti scarichi. Situazione che abbiamo sanato con il collettore".R.D.

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Adozioni, Ami: ''Insopportabile discriminazione verso le coppie non abbienti'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MINORI 11.4102/07/2008 Adozioni, Ami: ''Insopportabile discriminazione verso le coppie non abbienti'' L'Associazione matrimonialisti lancia alcune proposte per le adozioni internazionali: semplificare l'iter per l'idoneità, costi a carico dello Stato, gratuito patrocinio. Gassani: ''Esiste per i criminali ma non per chi adotta'' ROMA ? Burocrazia, costi elevati, tempi lunghi. Sono i nodi delle adozioni internazionali secondo l'Associazione matrimonialisti italiani che in una ricerca rende noti i dati del 2007 (vedi lancio precedente). In base a questi dati ? adozioni in crescita, passate da 3.188 nel 2006 a 3.420 nel 2007, con costi fino a 14 mila euro e tempi indeterminabili ? il presidente Gian Ettore Gassani lancia aldune proposte. La prima è la semplificazione dell'iter burocratico relativo alle adozioni internazionali partendo dallo snellimento della prima fase di valutazione sulla idoneità della coppia. "Altro aspetto importante ? prosegue Gassani - è l'eliminazione totale dei costi di tali adozioni che dovranno essere affrontati direttamente dallo Stato Italiano. I dati statistici infatti dimostrano che la gran parte dei genitori adottivi appartiene a fasce socio-economiche medio-alte: con ciò determinando una insopportabile discriminazione nei confronti delle coppie non particolarmente abbienti. L'adozione non può essere un privilegio di pochi, dato che essa rappresenta un percorso di amore e di coraggio finalizzato essenzialmente a garantire una famiglia a un bambino abbandonato. Tanto meno è accettabile che vi sia una sperequazione tra i diritti e gli oneri dei genitori biologici rispetto a quelli adottivi. Nonostante vari sforzi della commissione adozioni internazionali e relative disposizioni di legge, nonostante l'impegno degli enti autorizzati, le adozioni internazionali nel nostro Paese prestano ancora il fianco ad aspre polemiche. In Italia, è questo il paradosso, esiste il gratuito patrocinio per i criminali ma nessun sostegno per le coppie che vogliono dare amore ad un bambino abbandonato".

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Gli extracomunitari fanno tappa a Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa il dossier sugli Immigrati regolari Gli extracomunitari fanno tappa a Roma Istruiti, poco inclini al consumo, economicamente autosufficienti, sempre più attaccati all'Italia. Sono gli immigrati romani (più di 400.000 quelli regolari all'inizio del 2007), secondo l'indagine della Caritas, che ha messo a fuoco le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nella Capitale [...] , attraverso un campione di oltre 900 persone di 69 nazionalità, cui è stato proposto, telefonicamente, un questionario. Roma si conferma un polo migratorio molto attraente: 9 intervistati su 10 vi sono arrivati direttamente, non passando per altre Regioni. La metà ha acquisito un permesso di soggiorno solo a seguito di un provvedimento di regolarizzazione e un buon sesto è invece ancora alle prese con le pratiche di rilascio e di rinnovo. A conferma che la burocrazia, associata alla difficoltà linguistica e all'insufficiente utilizzo dei mediatori, è una "piaga" per gli immigrati e grava in modo determinante sulla loro quotidianità. Secondo il dossier, presentato ieri dal direttore della Caritas diocesana di Roma Guerino Di Tora, presso l'Auditorium di via dei Rieti, questi "nuovi cittadini" stanno realizzando un crescente livello di inclusione sociale e il loro grado di istruzione è sempre più alto. L'80% del campione intervistato, infatti, ha un livello di istruzione superiore. Colpisce anche il dato sull'occupazione. A fronte di retribuzioni non certo elevate (916 euro al mese in media), il 79,9% ha un'occupazione mentre poco più di un decimo è disoccupato; la quota restante è composta da studenti e da persone in altra condizione non professionale. In quasi un sesto dei casi l'occupazione risulta irregolare, ovvero non formalizzata attraverso un contratto, con tutto ciò che ne consegue sul piano della regolarità del soggiorno. Non esisterebbe perciò secondo il rapporto una "massa di fannulloni" che grava sul sistema italiano, ma "dei lavoratori scarsamente tutelati". Quanto alle mansioni svolte si trova un po' di tutto anche se collaboratori domestici e assistenti domiciliari sono quasi la metà del totale, mentre 1 ogni 9 è manovale in edilizia o addetto ad alberghi e ristoranti e il 5,2%, ricopre una posizione impiegatizia. Soddisfatti del proprio lavoro? "Abbastanza" è stata la risposta più frequente e soprattutto sembra emergere un grande realismo. I più non intendono cambiare mestiere, "consapevoli dell'attuale fase di crisi". Anche se gli stipendi percepiti dagli immigrati sono piuttosto bassi, uno su dieci risulta proprietario di una casa, quasi 7 su 10 sono in affitto (e spendono in media 622 euro al mese per un appartamento e 329 per una stanza), mentre solo 24 persone tra gli intervistati hanno risposto di essere ospiti in una struttura di prima o di seconda accoglienza. Quasi un settimo del campione vive però fuori l'area urbana, nei Comuni sparsi sul territorio provinciale o, in casi residuali, nelle sue immediate vicinanze e, d'altra parte, ben 4 su 10 ritengono più conveniente vivere in un Comune della Provincia piuttosto che nella Capitale. Dediti al consumismo, no di certo. Piuttosto "attenti". Se infatti la quasi totalità degli immigrati possiede un cellulare, il televisore, il computer, l'automobile è portata solo da un terzo del campione ed è in cima ai desideri dopo quello di possedere una casa. Solo il 2,6% però fa acquisti nei negozi e il 9,4% nei mercati. La larga maggioranza si rivolge abitualmente alla rete dei supermercati e dei discount (in proporzione al reddito). Anche rispetto alla gestione del tempo libero, e in particolare alla frequentazione di cinema e ristoranti, gli immigrati sembrano avere attitudine sempre più simili a quelle del resto della popolazione: né frequentatori abituali né tagliati fuori da questi circuiti "di svago" che, in particolare nel caso del cinema, attraggono soprattutto i più giovani. Poco più della metà afferma di frequentare i ristoranti anche se non spende più di 25 euro a pasto. Più contenuta, invece, la quota di chi frequenta cinema, in poco più della metà dei casi almeno una volta al mese (22% del campione). Un dato che forse stupirà è che più di 7 su 10 leggono i giornali italiani (e in una buona metà dei casi li acquistano anche), mentre "solo" 2 su 10 è interessato a quelli redatti nella lingua del paese d'origine. Tutti aspetti questi, secondo la Caritas, che farebbero emergere un'"immigrazione buona" molto lontana dal cliché generalizzato di una "presenza inutile o, ancora peggio, criminale". Piuttosto, sottolinea monsignor Guerino Di Tora "il vero obiettivo oggi consiste nel consolidamento di uno spazio sociale e giuridico condiviso, che riconosca il ruolo degli immigrati, nella convinzione che legalità e solidarietà si possono coniugare in modo fruttuoso". Positivo anche il commento del presidente della Provincia Nicola Zingaretti. "Il dossier della Caritas è molto utile perché aiuta a conoscere l'altro. E la conoscenza è la condizione basilare per non avere paura". Zingaretti ha anche sottolineato come "a fronte del dibattito attuale sulla percezione dell'insicurezza delle persone, bisogna combattere la paura cavalcandola, aggredendo le cause alla radice". Le istituzioni possono fare molto "divulgando questa cultura della conoscenza". D'accordo anche Sveva Belviso, assessore capitolino alle politiche sociali che è intervenuta alla presentazione dell'indagine Caritas. Sua l'idea di "istituire un albo per i cittadini stranieri che potranno iscriversi per mettere a disposizione dell'amministrazione le loro competenze". Fino ad oggi "la collaborazione lavorativa con l'amministrazione della popolazione immigrata è stata "random", un po' casuale", secondo la Belviso "l'aspetto qualificato dell'immigrazione è invece senza dubbio una risorsa per le istituzioni che devono saper mettere bene a frutto".

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Vivere in carrozzella fra i mille ostacoli di una città a gradini (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6032 Lanusei Polemiche anche a Ilbono Vivere in carrozzella fra i mille ostacoli di una città a gradini Lanusei. Polemiche anche a Ilbono --> Vivere su una sedia a rotelle, in una cittadina che non ti accoglie certo a braccia aperte. C'è sempre qualche gradino di troppo, nelle strade o nei gangli della burocrazia. Ostacoli difficili da superare. Gian Marco Mereu, 36 anni, non può camminare da un anno, da quando un cancello metallico gli è caduto sulla schiena. Un incidente sul lavoro che gli ha cambiato la vita. Gian Marco ora combatte per potersi muovere liberamente, avere un parcheggio sotto casa, cambiare le regole se necessario. "Il parcheggio che mi era stato concesso ora si è ristretto e i massi che lo delimitavano sono troppo vicini. Mi sono rivolto al Comune e ho protestato ma non ho avuto risposte". Per far valere le sue ragioni Mereu è anche andato alla seduta di lunedì sera del Consiglio comunale. E anche nel palazzo comunale non tutto ha funzionato per il meglio "Peccato che il sollevatore all'ingresso non funzionasse. Mi hanno dovuto portare a spalla per sei gradini, fino all'ascensore". Gian Marco ha tracciato la sua mappa dei luoghi vietati ai disabili. "Poste, tribunale, di fronte al Municipio. I parcheggi se ci sono non sono adatti alle operazioni che deve compiere un disabile. Io voglio solo dire questo. Perché il Comune è quasi immobile nei confronti dei disabili, io non sono disposto a rinchiudermi in casa. Prendano esempio da Tortolì dove si stanno studiando soluzioni concrete al problema". E sul problema disabili, amministrazione comunale nel mirino anche a Ilbono. L'associazione Ogliastra InForma, che si occupa di atleti disabili lancia pesanti accuse contro il Comune, colpevole, secondo la presidente Rita Concu, di aver distribuito in modo ingiusto i contributi per lo sport. Su 15 mila e 300 euro assegnati alle società sportive, a Ogliastra inForma ne sono toccati soltanto 300, mentre 13mila sono andati al Gs Ilbono. Differenza che appare eccessiva, considerato che l'associazione organizza da due anni un evento, "Sport e solidarietà in Ogliastra", che richiama circa cinquecento atleti da ogni parte della Sardegna. La questione dei contributi è la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. "Questo vaso - racconta Rita Concu - era già colmo del completo disinteresse degli amministratori". Mesi di attesa per ottenere le chiavi della palestra, poi la richiesta di un canone mensile di 20 euro che si aggiungeva alle altre spese. Fortunatamente, il dirigente dell'Enaip Domenico Murgioni ci ha concesso l'utilizzo gratuito della palestra dell'istituto". ( f.m. ).

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Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Botta e risposta in un articolato carteggio tra l'assessore Marzetti e l'Anas che invita il Comune ad intervenire Superstrada sporca e piena di rifiuti, rimpallo di responsabilità CIVITANOVA - Burocrazia e rimpallo di competenze. Fattori che bloccano ogni attività, anche quelle più semplici. Succede così che se qualche cittadino incosciente lascia rifiuti in determinate zone, non si sa bene a chi spetti la pulizia. È il caso della superstrada 77. Le aiuole spartitraffico all'imbocco con la statale 16 e varie piazzole di sosta lungo il tragitto sono diventate ricettacolo di immondizia. C'è chi, addirittura, scarica sacchetti di spazzatura, scambiando la superstrada per un immenso cassonetto. Così, a Civitanova, l'ingresso della 77 assomiglia ad una discarica, anche per la folta vegetazione di erbacce che ha assalito le zone spartitraffico. Ma se il taglio della vegetazione spetta a chi ha in carico la manutenzione della strada (in questo caso l'Anas), è in corso una battaglia a suon di lettere e telefonate tra il Comune e la stessa Anas. Chi è che deve raccogliere quei sacchetti di spazzatura? L'assessore Marzetti, nei giorni scorsi, ha scritto una missiva all'Anas, segnalando il problema e chiedendo all'ente di provvedere a ripulire le zone della superstrada infestate dai rifiuti. Immediata la risposta dell'Anas, con tanti di richiami ad articoli di legge. In sostanza viene ricordato che "la gestione dei rifiuti e la loro raccolta spetta al Comune territorialmente competente". I compiti dell'Anas riguardano la manutenzione, la segnaletica e la sicurezza dell'arteria. Ma Marzetti non ci sta. La pulizia di strade, parchi e aree verdi della città, viene gestita da operatori ecologici del Comune o da cooperative private. Ma tra queste non ci sono le piazzole di emergenze e le aiuole spartitraffico della superstrada. L'assessore all'ambiente civitanovese si è sentito ieri mattina con i colleghi di altri Comuni attraversati dalla 77. E nessuno di loro pensa minimamente a farsi carico della pulizia di queste aree dai rifiuti. Dunque una nuova telefonata agli uffici regionali dell'Anas. Anche questa senza esito. Di qui la volontà, previa adeguata contro-documentazione legislativa, di una nuova lettera all'Anas. Saràportato l'esempio della Ss 16 Adriatica, altra strada di grande comunicazione che attraversa la città. In questo caso, la pulizia spetta al Comune "ma solo perché spiega Marzetti i tratti urbani sono diventati competenza dei Comuni attraversati in tutto e per tutto, compresa la manutenzione del manto stradale, la segnaletica, etc". Ergo, essendo la Ss 77 di proprietà e di competenza dell'Anas, spetta ad essa la pulizia. Insomma, continua il "carteggio" (con conseguente spreco di carta) mentre i sacchetti di immondizia restano al loro posto. E.P.,.

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L'ascensore del sottopassaggio è bloccato da più di un mese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Problemi di collaudo, intanto la gente va a piedi L'ascensore del sottopassaggio è bloccato da più di un mese CIVITANOVA - L'ascensore del sottopasso Esso è "sigillato" da oltre un mese. I pedoni, per raggiungere il lungomare nord e la spiaggia, devono staccare di peso passeggini, carrozzine e quant'altro. I disabili, senza aiuti, sono costretti a cercare un'altra via di accesso. Eppure l'ascensore è perfettamente funzionante. A tenerlo bloccato è la burocrazia. O, meglio, il mancato adempimento di pratiche burocratiche. La struttura è sprovvista del certificato di collaudo periodico. Ogni ascensore, secondo una legge stabilita dal ministero dei trasporti, deve essere sottoposto ad adeguati controlli ogni anno da parte di ingegneri autorizzati. Ma il collaudo non ha avuto luogo e l'ascensore, quindi, non è a norma e non può essere usato. Ad occuparsi del collaudo periodico è uno studio tecnico di Visso. Che, però, è impossibilitato a dare il "placet" poiché dal Comune (proprietario della struttura) non è arrivata la necessaria documentazione. Pare che manchi il "piano dei controlli", sorta di cronostoria dell'ascensore di cui si sono perse e tracce. Se dal Comune non si avvia la necessaria procedura, sulla base del "piano", non può essere rilasciata l'agibilità. Per cui, in piena estate, spunta una grande barriera architettonica.

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TRENTO - Via libera alla revisione <in casa>, per così dire, per le cooperative che aderiscono alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> TRENTO - Via libera alla revisione "in casa", per così dire, per le cooperative che aderiscono alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta TRENTO - Via libera alla revisione "in casa", per così dire, per le cooperative che aderiscono alla Federazione trentina o a una centrale riconosciuta. Lo ha dato il consiglio regionale che ha approvato il nuovo testo del disegno di legge numero 51 sulla revisione contabile per il settore mutualistico che rappresenta una sorta di compromesso con l'Ordine dei commercialisti trentini. Nel testo, infatti, è stato modificato un passaggio per cui le cooperative aderenti a una centrale non sono obbligate a conferire a quest'ultima la verifica dei bilanci ma sono solo messe nella condizione di farlo. In pratica le società possono affidarsi anche ai commercialisti. Ma la normativa, votata anche da Forza Italia assieme alla quasi totale maggioranza che sostiene la giunta regionale, presenta anche altre importanti novità come il fatto che vengono esentate le cooperative che non raggiungono dimensioni di fatturato elevate e che quindi vedono semplificata la vita con la burocrazia. L'obiettivo della riforma è quello di garantire una più efficace vigilanza sugli enti cooperativi, individuando nelle associazioni di rappresentanza i soggetti incaricati della vigilanza e della consulenza alle cooperative. L'unico punto controverso è stato l'articolo 39 che, dopo l'ammorbidimento avvenuto in commissione, ha esteso anche ai commercialisti - oltre che alle associazioni di rappresentanza riconosciute - la possibilità di assumere il ruolo di revisore legale. Per le minoranze, nella fattispecie il centro destra affiancato dai Verdi altoatesini, la modifica non era sufficiente, e con un emendamento firmato dal consigliere Enzo Erminio Boso hanno chiesto di rendere più democratica la decisione su chi affidare l'incarico di revisione delegandola ad una deliberazione assembleare. La maggioranza, nella persona dell'assessore Gnecchi, ha respinto la proposta emendativa adducendo la motivazione che avrebbe potuto minare il delicato punto di equilibrio raggiunto in commissione. Boso, nell'attaccare violentemente la gestione della cooperazione, ha parlato di "concorrenza sleale e comportamenti incoerenti" da parte dei vertici della stessa, tacciando la bocciatura del suo emendamento di grave vulnus alla democrazia e alla sovranità dei soci. Il consigliere Pino Morandini, evocando l'articolo 2409 del codice civile, ha sostenuto la proposta di Boso accusando la maggioranza di aver esautorato l'assemblea dei soci. Dello stesso avviso Eva Klotz e Andreas Poeder che hanno auspicato, invano, una soluzione più opportuna esprimendo la loro perplessità sul reale controllo delle irregolarità e paventando il rischio di un conflitto di interessi tra cooperative ed associazioni di categoria. 02/07/2008.

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LETTERE & OPINIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Consulenze tecniche, una vera piaga da cui il cittadino non può difendersiIn questo momento di polemiche relative alle consulenze pagate dai vari enti, ho controllato tutte quelle che sono state pubblicate nei giornali e a tutti gli effetti in Provincia di Belluno non mi sembra ci siamo dei grossi sprechi, a parte forse certi tipi di consulenze tecniche che dovrebbero essere fatte all'interno dell'ente, visto il ricco organico di impiegati, ma tutto questo ad ogni modo è opinabile e materia sulla quale si può tranquillamente discutere.Ma, c'è un ma.. ed è qualcosa che proprio non riesco a digerire in nessuno modo: dai dati pubblicati si nota che tra un ente e l'altro sono stati spesi circa 200mila euro di consulenze relative a piani strategici di vario tipo e piani turistici (e questo senza contare il restante denaro speso da altre associazioni). Tutto finalizzato solamente a creare il nulla e a far credere al cittadino e all'imprenditore che c'è il genio, il dottore che risolve i nostri problemi.Ma il vero problema è dato dal fatto che da quando tutti hanno le soluzioni in mano tutti sono anche laureati, tecnici e ci spiegano cosa dobbiamo fare.La nostra provincia sta irrimediabilmente facendo passi indietro, con dei picchi in certe zone veramente preoccupanti, e in compenso il loro autoreferenzialismo, il loro protagonismo e il loro presunto sapere sembra essere diventato il centro di gravità da cui dobbiamo dipendere. Va da sè che da una vita io mi chieda perchè tutta questa gente che capisce e conosce tutto non si mette a creare imprese che realmente producono lavoro e ricchezza. Non solamente carte.E come stiamo vedendo ora, nel mondo la vera ricchezza e il benessere sono dati solamente dalla terra e dalla produzione e dal lavoro, mentre le carte si bruciano in pochi secondi.Ciò detto, mi preme sottolineare come i nostri albergatori, commercianti, artigiani e industriali, sappiano benissimo cosa bisognerebbe fare per risollevare le sorti della provincia bellunese, senza tanti tecnici e consiglieri di torno.Il problema è che a loro la parola viene data ben poco (vedi convegno Ascom a Pieve di Cadore, mi pare di aver letto) e si continua solamente a considerarli come lavoratori buoni da mungere e basta, perchè le menti pensanti stanno da un'altra parte (da quando le menti pensanti guidano l'Europa non siamo mai stati così poveri).Se tutti questi enti al posto di pagare tanti consulenti per piani e studi, si impegnassero a risolvere davvero i problemi delle imprese che sono dati da una burocrazia ingnobile, da costi sempre più elevati per qualsiasi cosa, (esempi: acqua/ rifiuti/ concessioni/ tasse comunali ecc. ecc.) le stesse avrebbero ben più tempo e mezzi per affrontare un mercato sempre più competitivo e difficile, anche perchè -a mio modesto parere- questo è il solo scopo della politica in un libero mercato. Altrimenti entriamo in un regime diverso e ci facciamo mantenere tutti dallo Stato.A riprova di quello che dico, inviterei tutti gli illustri politici, tecnici, consulenti e sapientoni di turno a farsi un giro nelle nostre vallate per vedere il degrado odierno e leggere però la grandezza passata di certe strutture alberghiere o di altre opere costruite decenni e decenni fa quando il denaro era poco e contato, le competenze e i mezzi tecnici sicuramente inferiori, ma l'imprenditore lasciato libero di lavorare costruiva, creava, portava gente, certamente per un interesse personale ma anche per il benessere del paese e della collettività in cui viveva, creando ricchezza.Per finire, come cittadino contribuente, avrei un immenso piacere che non sia speso pìù un solo euro per aver consulenze nelle quali un illustre sconosciuto, che probabilmente non ha alcuna conoscenza e idea dei problemi reali, viene a spiegare come si lavora a chi effettivamente da una vita lavora.Massimo PellizzaroliBribano di SedicoCome fanno i nostri governantia ritenere il Cai un ente inutile?Di recente ho letto su alcuni quotidiani che il Governo avrebbe in programma l'abolizione del Cai(Club Alpino Italiano) classificandolo come ente inutile in una prospettiva di austerità economica.A parte la facile ironia per cui il Club Alpino Italiano verrebbe abolito da un ministro di nome Tremonti.. bisognerà, nel caso, pensare alle alternative. Allora ve ne alenco alcune: 1) tessera "annonaria" per tutti gli iscritti al Cai, anonima per salvaguardare la privacy e non esser tacciati di sostenere un ente inutile; 2) seguire la via delle "raccomandazioni" suggerendo al sindaco alpinista Alemanno di convincere, attraverso il subacqueo Fini, il ministro Sacconi sull'importanza del Cai per il welfare della montagna e di chi la frequenta e, a sua volta, spiegare al ministro Brunetta che è la montagna l'unico posto dove non troverebbe "fannulloni", proprio grazie alla sorveglianza dei sentieri e alla gestione dei Rifugi da parte del Cai.Potrebbe verificarlo arrivando, magari assieme a tutti i suoi colleghi di Governo, in un rifugio alpino, non in elicottero, ma scarponi ai piedi con una bella escursione seguendo le indicazioni delle tabelle Cai.Giovanni CappellariPedavena.

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L'Ance Cosenza a Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSENZA. Una delegazione di imprenditori aderenti alla sezione Ance di Cosenza parteciperà giovedì 3 luglio a Roma all'assemblea nazionale dell'associazione dei costruttori. La delegazione, guidata dal presidente provinciale, Giuseppe Gaglioti, è composta dal presidente di Confindustria Cosenza, Raffaele De Rango; dal direttore, Rosario Branda, e dagli industriali edili Francesco Cava, Fedele Lucchetta, Natale Mazzuca, Pietro Nervoso, Giovan Battista Perciaccante, Gianfranco Sposato, Franco Vecchio, Francesco Venneri e Dante Vicchio. "La priorità - sostiene il presidente Gaglioti - è rappresentata dagli interventi da mettere in campo per porre rimedio ai danni causati dalla burocrazia lenta ed invadente che frena lo sviluppo. Nel comparto infrastrutturale si assiste ad una situazione paradossale: da un lato lo Stato è orientato a spendere, dall'altro problemi di cassa, sommati a procedure lente e farraginose, di fatto annullano gli effetti degli stanziamenti, ostacolando la realizzazione degli investimenti previsti e causando un calo preoccupante dei bandi di gara".

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VENETO/ AGRICOLTURA, AL VIA RIVOLUZIONE DELLA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 02-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per rendere più competitiva l' impresa rurale postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Venezia, 2 lug. (Apcom) - Ha preso il via nel Veneto una autentica rivoluzione della burocrazia agricola, con un obiettivo unico e condiviso da Regione e mondo rurale: rendere più competitiva l'impresa rurale, che negli uffici regionali deve trovare una 'casa', non un organismo che gli complica la vita. Il percorso per giungere a questo obiettivo, delineato ieri dalla Giunta Regionale, è stato illustrato oggi a Palazzo Balbi dal vicepresidente della Giunta veneta Franco Manzato, presenti i rappresentanti delle Organizzazioni professionali, che hanno sostanzialmente condiviso le finalità e il metodo di questa azione regionale. "Intendo costruire un percorso assieme al mondo agricolo per la promozione del territorio, al cui interno l'impresa agricola e la sua redditività devono essere la stella polare - ha affermato Manzato - arrivando ad una linea strategica unitaria di medio - lungo periodo, chiedendo in questo la collaborazione delle organizzazioni professionali".

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