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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Adottare un bambino parte due ( da "Blogosfere" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma questo penso che sia un discorso che vale anche per la burocrazia dei Paesi che vengono coinvolti nell'adozione. Come hai vissuto il fatto che dovevi pagare per ottenere dei servizi da parte dell'ente? Per quanto riguarda i costi, avendo adottato con un Ente religioso, per cui tutti i documenti, le relative traduzioni ecc, vengono curate dalla coppia;

Certificati di invalidità: accordo anti-burocrazia ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia H ? PAVIA ? CIRCA 15 GIORNI fa l'appello che la stradellina Giuliana Mombelli aveva lanciato per essere sottoposta alla visita di invalidità, visita che non ha fatto in tempo ad avere perché è morta prima, aveva commosso e fatto riflettere sulle troppe lungaggini burocratiche che portano i pavesi ad aspettare anche un anno prima di vedersi riconoscere la pensione o l'

La Russia ha eletto un nuovo Presidente. Ho votato, e ho spinto a votare, non solo i miei amici e la ( da "Stampa, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e intanto combattere la corruzione e la burocrazia. Con una mossa benvenuta, negli ultimi giorni della campagna elettorale sia il presidente Putin sia il candidato Medvedev hanno messo l'accento su queste sfide. Non ho dubbi che faranno del loro meglio, ma i loro sforzi da soli non basteranno per avere successo.

'Occupatevi di imprese' Appello di Astolfi (Confartigianato) ai candidati ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ad esempio nel caso di assegnazione di aree edificabili e permessi vari, oppure dovute ai costi elevati che derivano dalla necessità di doversi rivolgere al mercato immobiliare. Ecco, a coloro che saranno candidati e poi eletti in Parlamento chiediamo questo impegno, nella speranza che fin dalle prime battute della campagna elettorale tali temi siano al centro del loro

La corsa di Formigoni verso Roma e il Senato ricomincia dal look ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA QUESTIONE settentrionale è questione di una burocrazia che non funziona, che è troppo oppressiva, di un regime fiscale che strangola le imprese, strangola coloro che vogliono rispettare le leggi, una carenza infrastrutturale, insomma, una mancanza di competitività per cui le nostre aziende debbono fare il doppio di fatica.

Carenza di case: è emergenza terreni ( da "Alto Adige" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia statale, provinciale e comunale non vuole, o non riesce, a sbloccare un'unica situazione che già dieci anni orsono veniva presentata come il toccasana di tutti i mali: quella dell'ex caserma De Cobelli. Nell'ultimo numero del 2007 del giornalino InfoBrunico l'amministrazione comunale ha chiesto ufficialmente ai proprietari di terreni adiacenti ad aree già edificate di

La regina del bisso è stata sfrattata - dall'inviato felice testa ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in balia delle incertezze della burocrazia, puntigliosamente cieca davanti alla cultura e, il più delle volte, anche alle prospettive di sviluppo che ne derivano. Chiara Vigo, maestra di tessitura e filatura del "bisso", la seta marina, ornamento regale sulle vesti dei faraoni, simbolo della potenza e del fasto di Babilonia, è sotto sfratto.

Elezioni, ricusati i simboli de la destra e della dc ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore, l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di sinistra di tal Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne.

Dopo i controlli per accertare l'invalidità ci vogliono 3 mesi per ricevere il sussidio ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di finire in guai seri per colpa della burocrazia. Succede cioè che agli invalidi seguiti dall'Asl n.1 di Milano viene chiesta una visita di controllo periodico per verificare la permanenza dello status di invalido. NEL CASO DI FAUSTO MONTI, alla guida del paese negli anni Novanta, persona conosciuta e stimata, oggi invalido al 100% in seguito ad un ictus che lo ha semi-

Aldrovandi: Bologna? Una città bloccata Sabato andrò a sentire Guazzaloca ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ne sopportiamo dieci in meno a causa della burocrazia statale. E come se invece di un punto di Pil ne facessimo undici. A Bologna, come in Emilia, le imprese hanno ristrutturato molto, si muovono sui mercati emergenti e anche con ruoli primari. Se Fiat fa - 8% di immatricolazioni vuol dire però che c'è un forte problema di mercato interno che non tira.

Piani di sostegno il 15 aprile scade il termine ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interno dei nuclei familiari dove esiste un handicap grave, e il più delle volte la burocrazia regionale ritarda purtroppo la risoluzione delle pratiche creando più di un problema ai soggetti interessati. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all'educatore professionale Piera Maricca telefonando allo 079 -5008550. (g.

Ippodromo, attesa dopo i nuovi assetti ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia dell'ex Ersat, ben avvezza a disattendere o perlomeno a rallentare l'applicazione dei provvedimenti della classe politica, hanno caratterizzato l'esperienza dell'appena nato dipartimento ippico inglobato nell'Agenzia Laore. Da qui lamentele e rilievi che, evidentemente, hanno trovato buon ascolto presso una cordata trasversale che ha proposto e votato il citato emendamento.

A NOME di un paese grato, mi scuso profondamente per il fatto che questo tr ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in Corea, salvò il suo plotone sgominando da solo due postazioni di mitragliatrici. "Che sia stata burocrazia o razzismo - conclude Bush - il primo Sioux ad aver mai ricevuto la Medaglia d'Onore è morto senza sapere che era sua". L'America, per un giorno, china il capo di fronte al popolo Lakota. - -->.

Terza corsia e variante di valico tra ritardi e aumento dei costi - massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Appennino Secondo Autostrade è dovuto più alla burocrazia che alle difficoltà "A fine lavori saranno reimpiantati più alberi di quelli abbattuti" MASSIMO VANNI Doveva finire tutto nel 2008. Cantieri tolti, corsie aperte. Così aveva annunciato l'assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti al momento di dare il via ai cantieri, cinque anni fa.

Via <sms> può arrivare di tutto ma solo se si parla di arte ( da "Adige, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ), né chiedetegli noiose notizie su posti dove passano pratiche e burocrazia, né tantomeno sulla salute (quando c'è la salute c'è tutto e allora a cosa servono le informazioni?). Ma l'arte è un'altra cosa. La bellezza ci salverà? 05/03/2008.

Convenzione bus, è ok Ma ci serve davvero? ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante l'anno.

Ecco chi dovrà cambiare il logo ( da "Libertà" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore, l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di sinistra di Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne.

Edimes, sandro de pol l'uomo giusto ( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: identità del quarto lungo è ancora misteriosa e non consola la notizia che pure Chris Heinrich sia rimasto intrappolato dalla burocrazia. L'ex-centro Edimes, firmato da Madrid nella seconda lega spagnola, non è stato tesserato entro i termini previsti ed ha già fatto ritorno in Italia: farà da sparring in allenamento a Casale Monferrato. Paolo Rappoccio.

Progetto montagna alla fase conclusiva ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le strade della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11 ("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì 18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita". Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno proposti ad Asiago (Sala della Reggenza),

Morti bianche, non possiamo rassegnarci ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come burocrazia, laccio e lacciolo alla nostra libertà. Vale l'osservazione di fronte al semaforo giallo quasi tinto di rosso. E purtroppo vale nell'organizzazione sicura del lavoro. Una cultura diversa, condivisa sul valore inestimabile della vita di ciascun uomo lavoratore, deve diventare normale.

Più aiuti per far volare l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere Veneto.

Bolzano ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e tagliare ulteriormente l'Irap".

<Roma in ritardo, salta il referendum del 13 aprile> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora una volta ha vinto la burocrazia - commenta il consigliere regionale del Carroccio Giosuè Frosio, tra i primi a sostenere l'opportunità della data unica e a mobilitarsi al Pirellone per ottenere il parere positivo -. E non certo quella regionale, visto che il presidente Roberto Formigoni ha fatto di tutto e di più perché il referendum si tenesse il 13 aprile.

Via scaramuzza ciclabile entro aprile ( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dal punto di vista della burocrazia, l'iter è già in stato avanzato, visto che esistono sia il progetto preliminare che quello definitivo, per una spesa prevista che si aggira attorno ai 250.000 euro. La speranza di Chirignago-Zelarino è quella di accelerare i tempi per l'avvio di questo nuovo cantiere, che potrebbe iniziare le sue attività prima della fine del 2008.

Veltroni: possibile un risultato clamoroso Ormai la distanza tra noi e il Pdl è di 4 punti. Gli italiani stavolta daranno una maggioranza chiara ( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molta attenzione al Nord: "Il programma del Nord è quello del Pd, la parte più produttiva del Paese ha bisogno di infrastrutture, meno pressione fiscale, formazione e lotta alla burocrazia, non del parlamento della Padania. La presenza di Calearo con noi dimostra che qualcosa è cambiato, nel 2006 non avrebbe scelto il centrosinistra".

Così il rinnovamento del Pd si ferma in Sicilia ( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulle burocrazie corrotte, sul clientelismo di massa e che è in profonda difficoltà, c'è una domanda di cambiamento che mai si era vista. Mi riferisco al mondo dell'impresa e della produzione, alle università, alle associazioni. Ecco, io sto lavorando perché questa domanda di cambiamento trovi una risposta nella politica e abbia una possibilità di riversarsi nelle istituzioni"

Podenzano, San Giorgio e Vigolzone verso l'Unione ( da "Libertà" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno snellimento della burocrazia. Nemmeno le finanze dovrebbero risentirne rispetto alla situazione attuale dell'Associazione Intercomunale". Da oltre sei mesi le giunte comunali stanno lavorando per giungere all'obiettivo di costituire questo nuovo strumento, incentivato dallo Stato e dalle Regioni che erogheranno dei contribuiti a seconda dei propri stanziamenti annuali previsti.

Malpensa, il pasticcio degli slot ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla questione è stato recentemente tirato dentro anche il commissario europeo Jacques Barrot dalla parlamentare in quota An, Cristiana Muscardini. E allora? In mezzo rimane Malpensa. E quello che per lo scalo varesino rappresenta la partita più importante rischia di trasformarsi nell'ennesima battaglia tra scartoffie, politica e burocrazia. Lontana dal mercato. Massimo Sideri.

Ordine dei medici <Sugli sfratti più attenzione> ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in affanno contro tempi e schemi della burocrazia, sta cercando di ottenere un finanziamento che acceleri i lavori nella casa di proprietà di Ciampino. Altra novità sul fronte dell'emergenza abitativa: ieri pomeriggio le rappresentanze di base degli inquilini (Asia Rdb), hanno incontrato il presidente dell'ordine provinciale dei medici, Mario Falconi.

Il Partito sceglie la nuova classe dirigente E le spese militari aumentano del 17 per cento ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ampio rimpasto di governo che si accompagnerà a una riforma della sua struttura: meno ministeri, meno burocrazia, maggiore tempestività nelle decisioni macroeconomiche. Quella che si apre oggi, con la relazione del premier Wen Jiabao (confermerà tra l'altro che le spese militari cresceranno nel 2008 del 17,8%), non è la solita riunione annuale della Assemblea nazionale del popolo (3.

<Il miglior amico dell'integrazione è il mercato libero> ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Citerei fra l'altro la normativa fiscale, la burocrazia e, come public company, il sistema dei controlli. Un sistema di supervisione più coordinato aiuterebbe molto le imprese". Voi operate in sistemi che vanno dall'Italia alla Cina, società aperte o chiuse, sistemi di maggiore o minore democrazia economica.

Vincoli, leggi e cultura: ecco cosa impedisce l'addio al protezionismo ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esperto di politica monetaria ha una semplice spiegazione: lo Stato francese è nato molto prima del nostro, rispetto a noi vanta una burocrazia e una classe dirigente più qualificata. Il risultato? Nel 2006, secondo il "World investment report" delle Nazioni Unite, l'Italia ha attirato 39,2 miliardi di dollari di investimenti esteri, la Francia più del doppio: 81,1 miliardi.

BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 03-05 num: - pag: 45 categoria: BREVI BUROCRAZIA Peso da alleggerire Possibile che fra le occasioni perdute non riesca a leggere l'eliminazione del peso insopportabile della nostra inetta burocrazia? Tolto il numero di pubblici dipendenti in più del necessario il risparmio sarebbe notevole e tutto diventerebbe più facile.

Legge popolare per abolire le province ( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asfissiante e gigantesca burocrazia. Eppure da venerdì, giorno della deposizione del progetto di legge di decostituzionalizzazione delle Province, inizierà la raccolta di firme a sostegno della proposta. Ne servono 50 mila come prevede la Costituzione. In buona sostanza si propone di trasferire le funzioni delle Province alle Regioni.

<La burocrazia ostacola il progetto Civis> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Provincia di Cagliari Pagina 1039 Barrali "La burocrazia ostacola il progetto Civis" Barrali --> Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli per denunciare lo stato di stasi in cui da due mesi si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione dell'opera.

Quattro impiegati nel dimenticatoio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale di Iglesias, infatti vorrebbe "pesare" di più, con un numero di rappresentanti superiore a quelli degli altri cinque paesi. In attesa dell'accordo i giorni passano. Riuscirà la burocrazia a partorire il nuovo ente e a dare una risposta ai quattro dipendenti della vecchia Comunità montana? FRANCESCO PINTORE.

L'ira delle suore senza web ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il precedente gestore ma si scontra con il muro di gomma della burocrazia. Ordinaria amministrazione a "Mi manda Raitre" o "Striscia la notizia". Se non fosse che questa volta a finire nel vortice kafkiano della telefonia sono state le domenicane dell'istituto di Lanusei. Quanto successo alle suore accade spesso e non riguarda solo le due compagnie protagoniste di questa vicenda.

<Lavoratori costretti a non licenziarsi> ( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: destinato ad intasare ancor di più la già congestionata burocrazia italiana. "Le aziende saranno costrette a tenersi un lavoratore che vuole andarsene" avverte il vicepresidente di Unindustria Luciano Miotto, mentre Luca Bertuola dell'Ascom chiede "uno slittamento dell'entrata in vigore della nuova normativa".

Arcuri: Tempi più rapidi per i contratti di programma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allo zero e per i quali la burocrazia è micidiale. "è pienamente condivisibile - spiega l'amministratore delegato dell'Agenzia, Domenico Arcuri - la proposta del presidente Montezemolo quando nel decalogo presentato l'altro giorno afferma che è necessario accorciare, dagli attuali 24 a 6 mesi, le procedure autorizzative dei contratti di programma e dei contratti di localizzazione.

Priorità al nodo infrastrutturale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese –aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche". "Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei fondali potrà far attraccare solo traghetti;

La sicurezza è il fattore chiave ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi – dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti –

Misure per frenare il caro-petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: urgenza di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro penalizzante per l'

Va tagliato il prezzo dell'energia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E di una burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei.

Più aiuti alle Pmi che innovano ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti. "Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie efficaci ed incisive ".

Rilanciare incentivi e infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sicurezza resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud.

Intervenire subito su Tav e mobilità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intervenire subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile –

Ance: L'edilizia è in recessione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%) tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).

Più integrazione per la Liguria ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma ben mirate –

Il Piemonte chiede infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Torna anche il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese".

Lo yacht dei cantieri Rizzardi ha avuto qualche difficoltà nel tragitto verso il mare e questo ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giuliani ha espresso solidarietà ai cantieri Rizzardi per i ritardi provocati dalla burocrazia e si è scagliato contro chi ha sostenuto la soluzione della foce di Caprolace dimenticando l'impatto su strade e ponti del passaggio dell'imbarcazioni. Il riferimento non poi così velato è al vice sindaco Maurizio Lucci. Pronta la replica di An che difende l'operato del vicesindaco.

Demo per l'industriale il programma del pd e quello di confindustria pari sono ( da "Riformista, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scuola e burocrazia è lo stesso: modernizzare il paese". Per Calearo la modernizzazione del paese sta tutta in una formula: "La cultura del fare", che è poi, a suo giudizio, il tratto distintivo del modello Nord-Est. Dice Calearo: "La cultura del Nord-Est è quella che privilegia il raggiungimento dei risultati rispetto all'ideologia.

LA GIUNTA REGIONALE TOSCANA HA APPROVATO LA PROPOSTA DI LEGGE PIANO SANITARIO 2008-2010: LA PAROLA AL CITTADINO PIÙ TRASPARENZA E ATTENZIONE, MENO ATTESE E BUROCRAZIA ( da "marketpress.info" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

ORCIANO DI PESARO Tra scartoffie, burocrazia e passaggi nelle varie sedi giudiziarie la vicenda del ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Inflazione: forte rialzo dei prezzi con valore della moneta ( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia arrogante che potranno risolvere, i problemi. La gente - non è vero il contrario - ha bisogno di politica quella seria, coraggiosa che sappia prendere anche provvedimenti impopolari in barba a difese di posizioni di retroguardia che servono soltanto alla salvaguardia di interessi personali e improduttivi di pochi.

Profumo d'impresa ( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzazioni e burocrazia più veloce". E ora vendita Irfis e sportelli Per un giorno si accantonano temi importanti come la cessione dell'Irfis e la vendita degli sportelli, e si parla solamente di imprese. Si è insediato, infatti, ieri a Palermo, presso la sede della Società siciliana per la storia patria, il comitato territoriale della Sicilia di Unicredit,

Nomine al consorzio Asi, nel Nisseno tutto da rifare ( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli obiettivi della riforma mirano tutti verso un'unica direzione: lo snellimento dei consigli e l'alleggerimento dei consorzi Asi dal peso della burocrazia e delle pesanti ingerenze politiche. (riproduzione riservata) MF Sicilia - Sicilia Territorio & Impresa Numero 046, pag. 3 del 5/3/2008 Autore: Maria Bertilla Carlino.

Quando la misura conta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio metrico LEGGI E BUROCRAZIA L'ufficio metrico della Camera di commercio di Pordenone opera attraverso la metrologia legale, parte di quella che si occupa delle unità di misura, dei metodi e degli strumenti di misurazione utilizzati nelle situazioni in cui questa grandezza deve essere garantita a tutela della fede pubblica.

Auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini piu' deboli, e piu' bisognosi ( da "Voce d'Italia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente,

<Trasformare le strutture non basta> ( da "Avvenire" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rimangono con noi quelli che nessuno vuole: figli nostri. Pretese assurde e burocrazia folle: "La Sicilia ha previsto che le casefamiglia con bimbi piccoli debbano costruire servizi igienici da asilo nido... Come se quando nasce un figlio si facessero bagni speciali...".

Progetto montagna alla fase conclusiva ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le strade della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11 ("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì 18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita". Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno proposti ad Asiago (Sala della Reggenza),

Convenzione bus, è ok ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sindaco Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante l'anno.

Fondi Ue: ecco chi controllerà la spesa ( da "Denaro, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: organismo fanno parte sia rappresentanti della burocrazia regionale che delegati di imprese e sindacati (vedi tabella in pagina): obiettivo preciso della struttura è controllare la spesa dei circa 15 miliardi di euro che arriveranno in Campania fino al 2013. Il prossimo incontro è particolarmente importante: saranno approvati i documenti di attuazione dei nuovi Por.

<Resta fondamentale la collaborazione coi medici di famiglia> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i tempi della burocrazia sanitaria non sempre sono compatibili con le esigenze di cura. Troppo spesso le persone entrano in trattamento dopo aver atteso a lungo al pronto soccorso oppure dopo aver girato inutilmente più reparti". Il dottor Nicola Di Fabrizio punta il dito, in poche parole, sull'appropriatezza delle cure e sull'esperienza del personale medico,

<Ora è difficile anche licenziarsi: siamo all'apoteosi borbonica> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Viene da chiedersi perché non si riesca a snellire o semplificare, ma anzi si continui ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli stessi uffici pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di questo Paese.Luciano Miotto(Vicepresidente Unindustria Trevisocon delega alle relazioni sindacali).

Unindustria e Comuni alleati per l'ambiente ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dato che spesso la burocrazia mette i bastoni fra le ruote a quanti vorrebbero per la loro impresa procedure più semplici, quindi meno costose, consentendo così di "liberare" risorse da destinare ad investimenti per la tutela dell'ambiente. L'idea-progetto ha avuto origine da contatti ed approfondimenti preliminari tra Unindustria Treviso e Comune di Oderzo.


Articoli

Adottare un bambino parte due (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 08 5 Adottare un bambino parte due Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 00:06 in Interviste Ecco, per la seconda volta Fragmenta si occupa di adozioni. A raccontare la sua esperienza questa volta è Miriam. Il suo racconto è molto intenso, Miriam non si risparmia, ci coinvolge completamente nella sua storia. Ma non solo questo, dalla sua narrazione si possono intuire chiaramente le emozioni vissute. Consiglio a tutti genitori di leggere questa sua toccante testimonianza. Puoi raccontarmi come sei approdata alla scelta di adottare? Poter adottare un bambino è stato sempre un mio desiderio, fin da piccola. Ricordo che da bambina rimasi colpita nel vedere dei bambini, in fila per due, che venivano portati fuori dall'orfanotrofio a passeggio. Pensai che non era giusto che loro non avessero più una famiglia, il calore delle braccia di mamma e papà... mentre io avevo tutto ciò. Dopo qualche anno dal mio matrimonio, dopo aver cercato di avere un bambino e dopo un aborto, quando mi è stato prospettato dal ginecologo che sarebbe stato meglio provare con le tecniche di riproduzione assistita (con una percentuale di riuscita del 25%;non priva di effetti collaterali) ho detto di no ed ho pensato che la mia strada, per poter diventare mamma, era quella dell'adozione. Per mio marito il percorso è stato un po' più lungo perché è rimasto orfano a sette anni della mamma (insieme ad altri due fratelli) ed è stato allevato da una parente(che poi ha sposato il suo papà), ma non è stata per lui una seconda mamma, per cui voleva essere sicuro di poter essere pronto ad accogliere e dare amore ad un bambino senza commettere gli errori che lui ha dovuto subire sulla sua pelle. Io ho rispettato la sua scelta ed abbiamo aspettato un paio di anni. Anch'io, come tante donne nella mia stessa condizione ho vissuto il dolore di guardare nelle altre la realizzazione del loro desiderio di avere un figlio. C'erano pancioni dappertutto, ma quello che faceva più male erano le gravidanze delle parenti che ti tenevano nascoste fino al quarto mese. Quando hai depositato la domanda avevi già elaborato completamente il "lutto" derivante dal non avere avuto un figlio biologico? Quando ho depositato la domanda in tribunale per la prima adozione avevo completamente elaborato "il lutto". Essere genitore significa accogliere un bimbo, accompagnare un bimbo lungo il percorso della sua vita, essere presente nella sua vita, dar la possibilità ad un figlio di poter contare su di noi sempre. Come definiresti la tue esperienza con i servizi sociali, in particolare nella fase precedente al Decreto di Idoneità? Le riunioni sono state soddisfacenti? Il personale attento, comprensivo? Come ti sentivi tu dentro, eri convinta? Sicura di voler adottare? Per la prima adozione ho trovato una psicologa che ha avuto con noi tre colloqui; un po' pochi, secondo me, perché eravamo proprio alle "prime armi". Ricordo ancora le nostre paure del farci analizzare, il timore di dare un'impressione diversa di quello che eravamo, sia come persone che come coppia. A tutto ciò si aggiungevano informazioni "terroristiche" dateci da una mamma adottiva che ci avevano allarmato un po'. Invece tutto andò bene, accettammo subito il consiglio di partecipare agli incontri dell'Anfaa e di cominciare a leggere libri sull'adozione .Quello che invece , con il passare degli anni e con l'esperienza genitoriale, mi viene da dire è che non sempre chi lavora nel campo adottivo, psicologi ed assistenti sociali, sono preparati per tale percorso. Mi spiego meglio: per me i bambini, con il loro vissuto individuale, sono unici,e non è possibile dar loro tutte le stesse identiche risposte circa la loro storia ecc. La psicologa mi chiese cosa avrei risposto a un mio eventuale figlio quando mi avrebbe chiesto perché sono stato abbandonato! Con la mia mancanza di esperienza, ma facendo parlare il cuore, risposi che al bimbo gli avrei parlato (in base al suo paese di nascita) delle difficoltà che esistono in certi posti, della miseria, delle guerre ecc; Mi rispose di No, che assolutamente No! Non parlare mai di mamma, ma di una Signora che ti ha portato nella pancia e che non aveva il cuore collegato alla testa. A me veniva in mente una mamma bionica, con tutti i fili spezzati che pendevano dal cuore e altri che erano tagliati e pendevano dal cervello! MA COME SI PUO' DIRE AD UN FIGLIO CHE SEI NATO DA UN TRANSISTOR! I bimbi non sono mica stupidi, e ne so qualcosa con la mia. Anzi la mia non ha mai parlato della signora che l'ha portata in pancia, ma della mamma indiana, e non sono stata io a suggerirglielo. I corsi con l'Anfaa sono stati informativi dal punto di vista legale, (parlo dell'anno 1998) ma per quanto riguarda il percorso adottivo reale non sono stati soddisfacenti. Abbiamo trovato poca esperienza nel campo adottivo. Per la mia seconda adozione, siamo capitati male con uno psicologo che bocciava tutte le coppie per l'internazionale, perché bisognava adottare solo con la nazionale e a noi ci ha "costretto" a presentare anche domanda di adozione nazionale minacciandoci di non darci l'idoneità, perché ci aveva detto,che avendo adottato in India la prima figlia e volendo rifare lo stesso percorso, avevamo sposato la causa indiana ed eravamo "razzisti " nei confronti dei bianchi (perché noi poi siamo alieni?). Comunque l'abbiamo spuntata, dopo aver dato la disponibilità anche alla Nazionale (e apro una parentesi: il Giudice del Tribunale ci ha chiesto del perché avevamo dato disponibilità alla Nazionale visto che non ci avrebbero mai dato un figlio con la Nazionale perché avevamo già adottato con la Internazionale!) Tutte le coppie bocciate con questo psicologo, a distanza di anni ora sono idonee perché lui non c'è più e il suo posto è stato occupato da un'altro. Che tipo di rapporto ha avuto con l'ente cui ti sei affidata per adottare? Ti hanno deluso in qualche cosa? Ho adottato con lo stesso ente tutte e due le volte. Le difficoltà riscontrate con l'Ente sono quelle della pochissima informazione rispetto alla pratica in corso e della lunga attesa, ma questo penso che sia un discorso che vale anche per la burocrazia dei Paesi che vengono coinvolti nell'adozione. Come hai vissuto il fatto che dovevi pagare per ottenere dei servizi da parte dell'ente? Per quanto riguarda i costi, avendo adottato con un Ente religioso, per cui tutti i documenti, le relative traduzioni ecc, vengono curate dalla coppia; rispetto ai costi degli altri Enti siamo più bassi. però sono d'accordo sul fatto che un'adozione costa troppo! Fra un po' ci aspetta il viaggio in India per andare a prendere la nostra seconda figlia (andata in tre, permanenza in albergo,ritorno in quattro) ed i costi sono davvero tanto alti! Solo per mettere dei timbri su 21 documenti all'ambasciata indiana abbiamo speso 525,00 euro. Come hai vissuto il periodo subito successivo all'arrivo del bimbo? Ti sei sentita sostenuta dai servizi sociali? Durante tutto il periodo dell'arrivo della mia prima bimba, i servizi sociali non si sono visti, anzi ho dovuto pregare che venissero perché l'anno di pre-affidamento adottivo stava scadendo e non avevo ancora una loro relazione. Hai avuto problemi particolari col bambino? Mi riferisco principalmente da parte tua. Ti sei mai sentita di non farcela da sola? Che la mole dei problemi fosse troppo superiore alle tue capacità? Hai mai sofferto di depressione post adottiva? Dopo qualche mese dall'arrivo della mia bimba ho avuto tre lutti in famiglia in un anno ed è stato un periodo davvero difficile e doloroso per me. Ho contato solo sulle mie forze e su quello di mio marito; fa parte della vita, del nostro percorso dover subire la perdita delle persone a noi care. Se ci fosse stato un sostegno dei servizi sociali, forse mi avrebbero aiutata ad elaborare prima il lutto, non so...A volte diamo per scontato che chi lavora nei servizi sociale debba essere una persona preparata e sensibile, ma non è sempre così. E mi permetto di dirlo perché lavoro in ambito sociale-psichiatrico, gomito a gomito con assistenti sociali e psicologi. (Naturalmente esistono anche bravi operatori.) Non ho avuto problemi particolari con la bimba perché si è ambientata abbastanza in fretta, è molto vivace e solare, è simpatica ed attrae molte amicizie. Viviamo in un piccolo centro e per ora, anche i riferimenti "razzisti" al colore della pelle sono stati solo dei casi isolati. Non penso di aver avuto una depressione post adozione penso di aver avuto invece un grande dolore post morte dei miei cari. Mi dispiace di non aver potuto essere felice con la mia bimba nei primi anni del suo arrivo. L'importante è poi superare i momenti tristi. Ho dovuto poi costruire il rapporto con mia figlia pian piano,perché spesso con il papà si crea subito un legame d'amore, ma con la figura materna è più difficile. Di solito quando ci si sente abbandonati si parla di mamme che abbandonano e non di papà! Oggi posso dire che siamo una normalissima famiglia, con i nostri alti e bassi, ma riconosco anche che siamo speciali (in modo positivo) perché speciale è l'unione tra noi e nostra figlia, è una continua conquista quotidiana. Naturalmente non tutti i percorsi adottivi sono uguali...aspettiamo la nostra seconda bimba e poi si vedrà!.

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Certificati di invalidità: accordo anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

INPS E ASL SNELLITE LE PROCEDURE Certificati di invalidità: accordo anti-burocrazia H ? PAVIA ? CIRCA 15 GIORNI fa l'appello che la stradellina Giuliana Mombelli aveva lanciato per essere sottoposta alla visita di invalidità, visita che non ha fatto in tempo ad avere perché è morta prima, aveva commosso e fatto riflettere sulle troppe lungaggini burocratiche che portano i pavesi ad aspettare anche un anno prima di vedersi riconoscere la pensione o l'assegno di accompagnamento. Un anno passato tra un medico e l'altro, visto che non di rado il primo accertamento non basta e ne viene richiesto un secondo. Una situazione che crea disagi agli invalidi e, per cercare di risolverla, l'Azienda sanitaria locale e l'Inps si sono incontrate per stendere nuove regole da seguire. "Occorre risolvere tutti i passaggi necessari per il riconoscimento dell'invalidità civile e abbreviare i tempi", hanno concordato Simona Mariani e Ciro Travaglione. E proprio per superare le fasi di picco attualmente esistenti, Asl e Inps hanno deciso che entrambe le amministrazioni si impegnano a ridurre i tempi di movimentazione, rendendone tracciabili i movimenti. Inoltre, il cittadino o il patronato che ha delegato hanno diritto alle risposte attese direttamente dall'amministrazione interpellata che, qualora non fosse non in possesso delle notizie, si dovrebbe attivare presso l'altra per acquisirle, evitando ogni possibile disagio al cittadino. I fascicoli da sottoporre al controllo della commissione medica di verifica sono corredati delle certificazioni specialistiche - hanno concordato i responsabili di Asl e Inps - in un'apposita check list redatta d'intesa con i rappresentanti medici delle due amministrazioni. In questo modo speriamo di raggiungere risultati concreti per la popolazione". M.M. - -->.

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La Russia ha eletto un nuovo Presidente. Ho votato, e ho spinto a votare, non solo i miei amici e la (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mia famiglia, ma tutti i cittadini russi, sebbene il risultato fosse prevedibile, anzi, programmato. La popolarità del presidente Vladimir Putin, che ha appoggiato Dmitri Medvedev e poi si è detto disposto a servire la nazione come suo primo ministro, ha reso scontato il risultato. Molti nel nostro Paese hanno criticato questa configurazione unica dell'elezione. Agli elettori non è stata data la possibilità concreta di mettere a confronto le proposte dei candidati sulle soluzioni ai problemi del Paese. La scelta stessa dei candidati ha lasciato molto a desiderare. Eppure la gente è andata ai seggi e ha votato: un altro tributo al fenomeno Putin. Comunque, per quanto importanti siano state negli ultimi mesi le elezioni per la Duma e la presidenza, ora io guardo avanti. E dico che in questo momento abbiamo un'opportunità unica di approfittare sia della stabilità e della fiducia raggiunte negli ultimi anni sia del mercato internazionale favorevole per procedere con decisione sulla strada della modernizzazione. Questo significa molto più che svecchiare la nostra industria. Dobbiamo modernizzare il governo, creare un'economia innovativa, dare nuovo rilievo all'istruzione e alla salute e, come priorità, lavorare per restringere il divario tra ricchi e poveri, e intanto combattere la corruzione e la burocrazia. Con una mossa benvenuta, negli ultimi giorni della campagna elettorale sia il presidente Putin sia il candidato Medvedev hanno messo l'accento su queste sfide. Non ho dubbi che faranno del loro meglio, ma i loro sforzi da soli non basteranno per avere successo. A tutti i livelli - federale, regionale, persino locale - occorre un cambiamento profondo del personale. Non sto chiedendo una campagna "butta fuori i bastardi". Dobbiamo educare i funzionari a nuovi metodi per risolvere nuovi problemi. Più ancora: dobbiamo fare largo ai giovani. Se non lo si farà, molte promesse verranno disattese, e nessuna campagna di immagine riuscirà a nasconderlo. Sappiamo dall'esperienza di altri Paesi che problemi di tale ampiezza possono essere risolti solo in un contesto di vera democrazia, in una società civile dove il governo deve rendere conto al popolo, e il popolo non ha paura di prendere l'iniziativa. Qualcuno potrebbe obiettare che non possiamo permetterci di "allentare le briglie", che ciò che serve alla Russia non è una maggiore sperimentazione democratica ma un'autorità forte e una "mano ferma". Ma un'autorità forte senza un reale appoggio del popolo può essere impotente. Putin aveva l'appoggio perché aveva identificato correttamente i desideri della gente: riportare la stabilità e ricostruire lo Stato russo. Ora abbiamo davanti compiti più rischiosi, veramente storici. Per assolverli ci serve un nuovo livello di interazione tra Stato e società. E questo ci riporta al punto che non mi stanco mai di sottolineare: per avere un sistema di governo efficace, dobbiamo riformare il nostro sistema elettorale. Non basta rabberciarlo, occorrono cambiamenti sostanziali nei meccanismi di voto del Presidente e del Parlamento e nell'elezione dei governatori. Come primo passo suggerisco un ritorno a un sistema misto di elezioni parlamentari, in modo che la gente possa votare sia per le "liste di partito" sia per singoli candidati. Gli elettori devono avere la certezza che il deputato che hanno scelto lavorerà per loro. Dopo le elezioni alla Duma di dicembre, 113 candidati di punta dei partiti vincitori hanno ceduto il loro mandato a persone poco note. Centotredici! Un quarto degli eletti! Gli elettori si meritano maggiore rispetto. Ritengo che la soglia di sbarramento alla Duma debba essere abbassata dal 7 al 5 per cento, il livello delle elezioni 2003, prima che la legge, nel 2006, venisse cambiata. I governatori devono essere di nuovo eletti con voto popolare anziché essere una scelta del Presidente ratificata dai governi regionali. In campagna elettorale si è anche discusso della politica estera russa. Tutti riconoscono che la Russia ha in larga parte ricostruito il suo rango internazionale. Ora ha nuove responsabilità, ma deve anche riconsiderare le sue posizioni su alcuni temi, così come sul nostro stile in politica estera. Anche i partner della Russia devono fare di più per raggiungere una comprensione reciproca. Alcuni di loro, anziché fare un'analisi obiettiva, insistono nell'accusare la Russia di problemi veri o immaginari. E alcuni media occidentali sono ossessivi nei loro stereotipi anti-russi e nelle critiche al nostro Paese. A costoro replico: il nostro popolo è più democratico di quanto non pensiate, nonostante le vicissitudini della storia russa. Questa nazione ha sopportato 250 anni di dominazione mongola, seguita dalla servitù della gleba sotto gli zar e da decenni di vita senza libertà sotto i comunisti. Ma il nostro popolo sa imparare dal suo passato. Farà le scelte giuste: che cosa accettare, che cosa respingere. Questo richiederà tempo, ma la Russia ha un solo futuro: la democrazia. The New York Times.

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'Occupatevi di imprese' Appello di Astolfi (Confartigianato) ai candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CAMPAGNA elettorale per le elezioni politiche entra nel vivo con l'imminente indicazione delle candidature. In questo momento è utile e doveroso lanciare un appello ai candidati di tutti gli schieramenti affinché inseriscano nei loro programmi misure idonee a sostenere le aziende del territorio. E' necessario che quanti ci rappresenteranno in Parlamento si attivino concretamente per valorizzare le imprese del nostro territorio accompagnandole ed aiutandole a crescere e nello stesso tempo incentivando la nascita di nuove realtà. A tal proposito servono sicuramente nuove ed adeguate infrastrutture, ma soprattutto provvedimenti che permettano alle piccole imprese che vogliono ampliare e sviluppare la propria attività di superare più agevolmente e in tempi più rapidi le enormi difficoltà oggi dovute alla burocrazia, ad esempio nel caso di assegnazione di aree edificabili e permessi vari, oppure dovute ai costi elevati che derivano dalla necessità di doversi rivolgere al mercato immobiliare. Ecco, a coloro che saranno candidati e poi eletti in Parlamento chiediamo questo impegno, nella speranza che fin dalle prime battute della campagna elettorale tali temi siano al centro del loro interesse e quindi dei dibattiti. Proprio in considerazione delle necessità illustrate, la Confartigianato invita le piccole e medie imprese ad aggregarsi, sotto forma associativa o consortile (e noi siamo disponibili a sostenerle), in modo da poter ottimizzare e ridurre i costi ma anche affinché si possano valorizzare le specialità e le tradizioni del territorio con marchi che identifichino i prodotti così da poterli poi veicolare e commercializzare al meglio anche sui mercati internazionali. Da qui la necessità di creare aree attrezzate per valorizzare e promuovere le nostre specificità artigianali e per poter realizzare vere filiere di produzione e marchi di qualità. E' chiaro che anche in questo caso sarà indispensabile il supporto dei nostri Parlamentari; invitiamo perciò, fin da ora, tutti i candidati ad un confronto con la nostra associazione su queste tematiche vitali. Girolamo Astolfi presidente Confartigianato Imprese Rovigo - -->.

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La corsa di Formigoni verso Roma e il Senato ricomincia dal look (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ROSSELLA MINOTTI ? MILANO ? CHE BERLUSCONI e Veltroni non siano poi così distanti l'hanno capito un po' tutti. Anche i loro fidatissimi. Così nessuno si stupisce se Formigoni e Calearo (il primo ormai ufficialmente capolista al Senato in Lombardia, il secondo industriale capolista Pd in Veneto e quindi schierato contro Galan), in un duello televisivo sul Caffè di Rainews 24 sono d'accordo praticamente su tutto. E non perché è primo mattino e i contrasti si sentono meno. "LA QUESTIONE settentrionale è questione di una burocrazia che non funziona, che è troppo oppressiva, di un regime fiscale che strangola le imprese, strangola coloro che vogliono rispettare le leggi, una carenza infrastrutturale, insomma, una mancanza di competitività per cui le nostre aziende debbono fare il doppio di fatica. Questa è la questione settentrionale che da un paio di decenni non viene risolta" dice il presidente della Regione Lombardia. E Calearo risponde: "Condivido quello che dice il presidente Formigoni. Vorrei aggiungere che oltre al problema delle infrastrutture, della burocrazia e del fisco c'è anche un problema, almeno per il nord-est, della poca rappresentanza a Roma. Per il resto è vero che le imprese al nord sono competitive fino al cancello dell'impresa, poi una serie di lacci e lacciuoli le rendono poco competitive. La cartina di tornasole è data dai pochi investimenti di imprese estere in Italia". In cosa si differenziano quindi i due candidati al Senato? Ma nel look naturalmente, che però riserva qualche sorpresa. Mentre il candidato del Pd, dimissionario presidente di Federmeccanica che inizia la sua rivoluzione di centrosinistra, è ingessatissimo in un gessato blu, l'aspirante ministro per lasciare il Pirellone ha deciso di cambiare drasticamente il suo look. Giacca rosso mattone che sul plasma diventa psichedelica, cravatta nera spruzzata abbondantemente di rosso, e calzino Gallo a strisce variopinte in evidenza. Non si stupiscono troppo durante la sua visita di ieri agli stabilimenti Vismara. Il presidente è andato a benedire la rilocalizzazione, ossia il trasferimento del noto marchio alimentare in periferia in un nuovo stabilimento eco-compatibile. La trasferta a Casatenovo nel regno dei rossi salumi non stona con il completo fiammeggiante. D'ALTRONDE FORMIGONI, politico più che coerente per fedeltà allo schieramento di Berlusconi, si è spesso invece lasciato andare a trasformismi e divertissement nelle frequentissime apparizioni in pubblico. Nel 2002 girava al braccio della prorompente Emanuela Talenti con sobri completi blu o beige, e cravatta smorta. Ma qualcosa la brillante e sensuale creatrice di eventi deve avergli lasciato in eredità. Infatti nel 2004 si veste d'argento per l'inaugurazione del primo Ice bar milanese. NEL 2006 CEDE alla tentazione leghista, giacca e cravatta verde mela. Nel 2007 torna al classico e taglia i capelli. Il 2008 è all'insegna del via tutto: taglia anche la barba e i legami col passato. Il viaggio verso Roma deve essere all'insegna del nuovo. E se nel Pdl nuovi non sono i nomi, almeno lo siano i look. E forse ora anche in Lombardia non lo chiameranno più il Celeste Governatore... - -->.

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Carenza di case: è emergenza terreni (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si accumulano le richieste per costruire, ma mancano le aree Ancora fermo l'iter per l'ex caserma Cobelli: non c'è accordo tra Demanio e Comune Intanto almeno 5 cooperative sono ferme ALDO DE PELLEGRIN BRUNICO. Il capoluogo ha fame di case, le famiglie residenti e soprattutto le giovani coppie hanno esigenza di avere un alloggio ma da oltre tre anni le aree per l'edilizia abitativa agevolata non si trovano o non vengono più assegnate. I prezzi del libero mercato sono, qui come altrove, impensabili da affrontare per chi è in cerca della prima casa o ha necessità di averne una più grande. All'ufficio edilizia agevolata e affari generali del Comune di Brunico le domande di assegnazione di terreni per raggiungere, a costi accettabili, il sogno e l'obiettivo della prima casa in proprietà si accumulano da oltre tre anni. Fino a oggi sono quasi un centinaio i richiedenti che attendono inutilmente e da tempo una risposta, ma sarebbero sicuramente ancor di più se fra coloro che ne hanno necessità e che ne avrebbero l'intenzione non serpeggiasse come un contagio lo sconforto e l'assenza di fiducia di chi invece quella domanda l'ha fatta ormai tre anni fa e da quel momento, dall'amministrazione comunale ottiene una sola risposta: pazienza. Pazienza perché le aree non ci sono; pazienza perché si è in attesa che si sblocchi la questione del passaggio di proprietà delle aree dell'ex caserma De Cobelli; pazienza perché si stanno cercando altre aree. Intanto il tempo passa e famiglie con anche cinque figli in età scolare e che tre o quattro anni orsono hanno presentato domanda per costruire un appartamento adeguato - e che ad oggi potrebbero aver già ultimato - sono invece costrette a continuare a vivere in appartamenti di 60 o 70 metri quadri o addirittura più piccoli, solo perché la burocrazia statale, provinciale e comunale non vuole, o non riesce, a sbloccare un'unica situazione che già dieci anni orsono veniva presentata come il toccasana di tutti i mali: quella dell'ex caserma De Cobelli. Nell'ultimo numero del 2007 del giornalino InfoBrunico l'amministrazione comunale ha chiesto ufficialmente ai proprietari di terreni adiacenti ad aree già edificate di comunicare entro febbraio 2008 l'eventuale disponibilità alla cessione, ma anche questo alle cooperative già formate ed in attesa da anni di vedere risolti i loro problemi abitativi - nella sola Brunico sarebbero almeno cinque - appare un po' come una presa in giro per un iter burocratico che dovrebbe ripartire praticamente da zero. Cioè un altro invito a quella pazienza che ormai è arrivata al termine. Nè vi è da sperare, a medio termine, che la situazione delle aree demaniali della ex caserma De Cobelli si sblocchi per incanto. Il Demanio misura metri quadri che non corrispondono a quelli contati dalle altre amministrazioni e così, su quell'area, il tira e molla continua.

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La regina del bisso è stata sfrattata - dall'inviato felice testa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sardegna La regina del bisso è stata sfrattata I segreti di Chiara Vigo e una cultura millenaria si perderanno DALL'INVIATO FELICE TESTA SANT'ANTIOCO. Il "Leone di Tiro" è un arazzo, di 35 centimetri per 37, ricamato in bisso, bruno e lucente come l'oro e viene dal fondo del mare. è custodito dentro una vetrina nella sala del Montegranatico di Sant'Antioco. Il piccolo museo raccoglie le opere preziose di un'arte destinata a scomparire con l'ultima custode dei suoi segreti. Un sapere in pericolo, in balia delle incertezze della burocrazia, puntigliosamente cieca davanti alla cultura e, il più delle volte, anche alle prospettive di sviluppo che ne derivano. Chiara Vigo, maestra di tessitura e filatura del "bisso", la seta marina, ornamento regale sulle vesti dei faraoni, simbolo della potenza e del fasto di Babilonia, è sotto sfratto. Il contratto di comodato d'uso gratuito della sala del Montegranatico è scaduto il 31 dicembre 2007 e non è stato rinnovato. La maestra del bisso non ha più il suo laboratorio museo, il luogo dove tramandare un sapere che, dice, "appartiene ai figli dei sardi". Una bottega aperta, che non vende nulla, perché il "bisso non si vende e non si compra", dove si possono ammirare batuffoli di seta marina che cambiano colore ai raggi del sole, arazzi, ricami e Chiara Vigo, monumento in carne e ossa, che tesse da sempre una seta preziosa, destinata a re e papi, e vive in povertà, senza un reddito, da due mesi, senza neppure più la sicurezza di restare nella sua "casa bottega". Chiara Vigo apre la teca del "Leone di Tiro", per orientare l'arazzo verso la luce. "è un ricamo che si fa con le unghie, non con l'ago - dice con voce ferma, come graffiasse la tela ancora una volta -. Il bisso lo difendo e lo custodisco io, non si tocca, non serve per il commercio, le mie opere vanno gratuitamente a chi me le chiede. Essere un maestro non vuol dire fare del proprio sapere una merce. Il maestro tesse un filo d'acqua fatto di relazioni con le persone, diffonde la cultura del bisso. Il suo compito è conservare per chi verrà, ciò che già c'era. Ho appreso l'essenza del bisso da mia nonna paterna, Maria Maddalena Rosina Mereu, detta Leonilde, maestra di tessuto, e ho imparato che il patrimonio delle mie mani non è mio, ma delle persone e dei loro figli". Il Montegranatico, invece, è patrimonio dell'amministrazione comunale: immobile in carico all'ente che i contratti li fa, per routine, a scadenza, a volte anche con l'arte, le tradizioni e la cultura che la fortuna concede, come nel caso di Chiara Vigo, a un patrimonio comunale non censito tra i beni materiali. "La verità è che rappresento il bisso nel mondo - sottolinea con sicurezza "tzia Chiara" - Si sono occupati di me i media di tutto il mondo, tv giapponesi, la Bbc, la Cnn, il New York Times perché sono la testimone di un mistero antico. Richiamo a Sant'Antioco, nel Sulcis, trentamila turisti l'anno che vengono per sentire parlare del bisso, per vedere il laboratorio. Ho portato il tessuto in giro per i musei e le università di mezzo mondo, perché il Sulcis e la Sardegna vengano conosciute come scrigno di arti millenarie e non mi è stato concesso neppure il pranzo e la cena. Vivo in una ricchissima povertà ma ho bisogno di una sicurezza urgente: un contratto che dica che il museo del bisso sono io, che posso restare dentro questo spazio e che il Comune si prenda in carico le spese per mandarlo avanti. Penso - prosegue Chiara Vigo, giocando con minuscole matasse di filo grezzo tra le dita - che mi si debba dire come e cosa l'amministrazione comunale vuole investire sulla mia persona, sul mio sapere. Non sono in grado di proseguire in questa incertezza e nella precarietà di queste condizioni e presto sarò costretta a chiudere la lavorazione del bisso". Il sindaco di Sant'Antioco, Mario Corongiu, fa appello alla lentezza dei tempi tecnici: "Nessuno vuole cacciare la signora Vigo dal Montegranatico - assicura -. Insieme al suo contratto ne sono scaduti altri quattro o cinque e verranno tutti rinnovati, ma i tempi burocratici non sono velocissimi". Procedure lente che mal si conciliano con urgenze più quotidiane e pressanti e che non spiegano a Chiara Vigo come una cultura protezionista che è riuscita a mettere un vincolo artistico persino sui fanghi di lavorazione delle miniere, non sia in grado di tutelare un patrimonio culturale, di emozioni di suggestioni e di saperi in carne e ossa come i maestri delle arti e dei mestieri. "In Sardegna - racconta la tessitrice - ci sono sempre stati i "maistu", i maestri che tramandano ai più giovani le tecniche e l'anima delle loro arti particolari: ricamatrici, ceramisti, lavoratori della pietra. Cosa si fa per tutelare queste persone? Pochi giorni fa a Sant'Antioco è morto l'ultimo, grande costruttore di scale. Un falegname capace di prendere le misure di una scala con un pezzo di spago e di costruirla senza chiodi, senza metalli che contaminino il legno. Nessuno lo saprà più fare. Chi tramanderà alle nuove generazioni il segreto del nero di melograno? Il colore delle fasce dei pescatori ricavato dalla pianta che, una volta usato per tingere i tessuti, si mescola con il pane raffermo per farne un concime meraviglioso destinato alle piante da frutta. La Regione - continua Chiara Vigo - dovrebbe fare una legge speciale, come la Bacchelli, per salvare i propri maestri, perché quello che è il sapere dei sardi non si perda. Lo hanno fatto in Piemonte e in Val D'Aosta, dovrebbe farlo anche l'amministrazione regionale sarda. Penso che ciascun maestro meriti di essere messo in condizione di vivere e di trasmettere la propria conoscenza. Si potrebbero creare dieci, quindici botteghe, come è la sala del bisso al Montegranatico di Sant'Antioco e tenerle aperte per i ragazzi. Gratis per tutti quelli che vogliono imparare e, soprattutto, che non vogliono dimenticare". Ci sono due cose che, secondo la maestra Vigo, meritano rispetto: le persone e la natura, che per lei vuol dire il fondo del mare, dove vivono i banchi di "Pinna nobilis", il mollusco che tesse la seta. "Nessuno - assicura - spiega ai bambini la delicatezzza e l'importanza del fondale, l'equilibrio fragile del fango e della sabbia negli stagni salati e nei nostri golfi. La "Pinna nobilis" è un animale a rischio di estinzione, eppure l'area marina di Sant'Antioco non è inserita tra quelle a massima tutela. Perché non si crea un parco marino del bisso, da usare per il turismo, la fotografia e l'osservazione subacquea? Verrebbero tutelati i banchi e ci sarebbero nuove occasioni di lavoro. Invece si punta sull'acquacoltura che minaccia e intossica la "Pinna nobilis" e il fragile equilibrio dell'ambiente marino. Si faccia un piano di mappatura dei fondali, si affidi alla facoltà di Biologia marina di Cagliari la cartografia dei banchi. Per me non voglio niente, e niente ho mai chiesto ma è sbagliato non investire sulle nostre ricchezze che sono l'amore per le persone e per la natura". Chiara avvolge in una leggera carta trasparente un abitino di lino, decorato con minuscole teste di angelo dorate: "è l'abitino di battesimo di Agata Bacci Aiello - spiega - l'8 marzo verrà battezzata a Sassari e sarà la prima bambina che andrà alla fonte battesimale con un vestitino ricamato in bisso. Non me lo hanno chiesto i genitori, lo ha chiesto la bambina che è venuta al museo con la mamma e per lei non costa nulla, perché il bisso è anche suo".

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Elezioni, ricusati i simboli de la destra e della dc (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storace: "Nessun problema, la fiamma ci sarà" Elezioni, ricusati i simboli de "La Destra" e della Dc ROMA No al simbolo di Storace e Santanchè e doppio no alla Dc di Pizza e a quella di Sandri. Il ministero dell'Interno esamina i 177 contrassegni depositati per le elezioni del 13 e 14 aprile e ne salva "solo" 147, chiedendo ai 21 simboli contestati di modificare il proprio logo entro 48 ore perchè non è ammessa la presentazione di contrassegni "identici o confondibile con quelli presentati in precedenza o tradizionalmente presentati da altri partiti". Va bene, fa sapere Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, modificheremo il simbolo, non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore, l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di sinistra di tal Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne. Senza effetti e dunque decaduti il Movimento per la rinascita della Montagna e il Partito democratec padan lista Beppe Grillo. È sulla Fiamma di Francesco Storace e sulla doppia esclusione dello scudo crociato che si concentra però l'attenzione. Il no a Pizza e a Sandri riapre l'infinita querelle sull'eredità della Balena bianca e di fatto lascia all'Udc di Pier Ferdinando Casini il monopolio dell'antico e nobile blasone. Quanto a Storace e compagnia lo schiaffo, per altro prevedibile data la grande somiglianza con il simbolo di Alleanza nazionale, è violento. Usciti dal partito di Gianfranco Fini accusando i vecchi compagni di aver tradito i vecchi valori della destra per "morire democristiani", i fuggiaschi contavano di far breccia tra i delusi dalla svolta finiana anche grazie al simbolo con la Fiamma tricolore, molto simile a quello del vecchio Movimento sociale. L'ex governatore del Lazio aveva replicato duramente alle accuse di plagio degli ex camerati. "Se avessimo voluto fare uno scorrettezza ad An avremmo scritto Partito popolare europeo", dichiarò rispondendo ad Azione giovani che lo aveva definito un "copione". Il no del Viminale al simbolo de La destra ora rischia di riaprire i giochi. Due le strade possibili per La destra: modificare il simbolo entro 48 ore o presentare ricorso all'ufficio elettorale centrale nazionale della Cassazione. A quanto pare sarà la strada della modifica la scelta del movimento. "Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", dice Daniela Santanchè, candidata premier della lista. "Per carità di Patria e rispetto del lavoro fatto dai funzionari dello Stato non commento come vorrei la ricusazione del simbolo", premette Storace che il veto di Fini ha escluso dalla alleanza con il Pdl. Ma del tutto in silenzio l'ex epurator non riesce a restrare. "Mi limito ad osservare che la ricusazione si aggiunge agli attacchi di Berlusconi contro di noi e ai sondaggi che, leggiamo dal sito di Crespi, ci danno al quattro per cento. E comunque conoscendo bene Alleanza nazionale sapevamo che avevano un solo colpo in canna e lo hanno sparato troppo presto...La Destra e la fiamma tricolore ci saranno eccome".

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Dopo i controlli per accertare l'invalidità ci vogliono 3 mesi per ricevere il sussidio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MISINTO LA DENUNCIA DELL'EX SINDACO FAUSTO MONTI Dopo i controlli per accertare l'invalidità ci vogliono 3 mesi per ricevere il sussidio di GABRIELE BASSANI ? MISINTO ? INVALIDITÀ CONFERMATA e di conseguenza pure la pensione, però, per le pratiche burocratiche, resterà senza assegno almeno per tre mesi. E' il paradosso di cui è rimasto vittima l'ex sindaco di Misinto, che ha deciso di denunciare il problema non tanto per una questione personale quanto per le molte persone in gravi difficoltà economiche che rischiano, soprattutto di questi tempi, di finire in guai seri per colpa della burocrazia. Succede cioè che agli invalidi seguiti dall'Asl n.1 di Milano viene chiesta una visita di controllo periodico per verificare la permanenza dello status di invalido. NEL CASO DI FAUSTO MONTI, alla guida del paese negli anni Novanta, persona conosciuta e stimata, oggi invalido al 100% in seguito ad un ictus che lo ha semi-paralizzato, il controllo scatta ogni due anni. Effettuata la visita, confermata l'invalidità, arriva la brutta sorpresa: l'assegno mensile si blocca e alla richiesta di spiegazioni all'Inps che eroga il vitalizio e all'Asl che ne garantisce la spettanza, si sente rispondere che "E' normale, sono tempi tecnici ci vorranno due o tre mesi". "Io sono fortunato e posso anche cavarmela per qualche mese - spiega Fausto Monti - ma ci sono persone che se non ricevono il sussidio ogni mese possono andare incontro a grosse difficoltà. Ho fatto il controllo lo scorso 17 gennaio, su invito dell'Asl, mi hanno confermato l'invalidità e quindi gli assegni, 250 euro per l'invalidità e 450 euro di accompagnamento. Ma dal 1° febbraio non li ho più ricevuti. Già molti pensionati fanno fatica a tirare la fine del mese, Asl e Inps si permettono anche di decidere autonomamente di lasciarti dei mesi senza sussidio" si sfoga Monti. DALL'UFFICIO STAMPA dell'Asl Milano 1 confermano che la prassi è proprio questa, e parlano appunto di "tempi tecnici" necessari alle comunicazioni tra la stessa Asl e l'Inps, avviando il più classico degli "scaricabarile". Sta di fatto che per il mese di febbraio gli assegni dovuti a Fausto Monti non sono arrivati e come lui chissà quanti altri che di qui al giorno in cui riceveranno il prossimo sussidio dovranno arrangiarsi. "Ma avranno tutti gli arretrati" - puntualizzano dall'Asl. Ah, certo, basta arrivarci.... - -->.

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Aldrovandi: Bologna? Una città bloccata Sabato andrò a sentire Guazzaloca (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Aldrovandi: "Bologna? Una città bloccata" "Sabato andrò a sentire Guazzaloca" di MASSIMO GAGLIARDI COME le sembra Bologna? "Ferma". Non lascia spazio agli equivoci Stefano Aldrovandi. Imprenditore, 59 anni, presidente della Busi impianti, Aldrovandi ha un curriculum 'privato' che si intreccia strettamente con l'impegno pubblico. Già presidente di Api, da amministratore delegato ha portato Hera in Borsa e l'ha fatta grande. Già presidente della Fondazione del Monte, è membro della giunta di Unindustria e vicepresidente di Unicredit Banca d'Impresa. Di recente è stato nominato nella giunta della Camera di commercio. Ferma, lei dice. Perché? "Perché si culla sulle scelte degli anni '90, quando si sosteneva la crescita qualitativa. Quanto la qualità vada degradando è sotto gli occhi di tutti". E quindi? "Bisogna puntare sul mix, su qualità e quantità. Non si può immaginare un ruolo di capitale europea per una città che puntava a mezzo milione di abitanti e invece è scesa a poco più di 300mila". Se dovesse trovare un'immagine per definire la stasi? "Tempo perso, la realtà è sotto gli occhi di tutti". I vantaggi del passato? "La città nel dopoguerra ha costruito la sua fortuna sulla sua posizione, centrale nella Penisola. E da ciò trae ancora vantaggi. Ma se le infrastrutture principali sono abbastanza buone è sostanzialmente fermo il sistema secondario: manca un metrò, la distribuzione delle persone e del traffico merci è molto difficoltosa. Abbiamo ereditato una buona Università ma Dio sa quanta fatica facciamo a trattenere le intelligenze nelle nostre imprese. Abbiamo ereditato una grande capacità di fare sistema ma oggi mostra i suoi limiti". Gli imprenditori nel frattempo cos'hanno fatto? "Unindustria, nata dalla fusione tra Assindustria e Api, è stata una grande novità, l'unica di questi ultimi tempi. Un gruppo di persone con interessi contrastanti ha saputo unirsi e trovare una sintesi". Come va l'integrazione tra le due associazioni? "Ci sono molte cose da fare, ma il noi e il voi è sparito". Obiettivi? "Razionalizzare i servizi. Le imprese hanno forte bisogno di servizi esecutivi e di rappresentanza". Sulla Camera di commercio s'è già notata una posizione più incisiva. Prevale la logica di potere? "Siamo entrati in giunta, ma ciò non vuol dire che la preoccupazione di Unindustria sia quella di piazzare suoi uomini ai vertici. Il rinnovo delle cariche camerali, sviluppatosi sotto la spinta di tensioni varie, ha portato a un programma condiviso tra categorie. E' un buon punto di partenza". Con Sangalli in partenza per Roma, quale soluzione caldeggerete? "Ci sono categorie di maggioranza, ne valuteremo le proposte e voteremo quella più convincente, senza preclusioni". Anni fa si parlava solo di privatizzazioni. In questi ultimi mesi, a Bologna, si parla invece di pubblicizzazioni. Alludo all'ingresso della Regione nell'azionariato della Fiera. Che ne pensa? "Quando nacque Hera coniammo il termine 'aziendalizzazione' a sottolineare come l'impresa debba essere libera da vincoli che ne frenino lo sviluppo. Che l'azionista di maggioranza sia pubblico o privato lo reputo un fattore secondario". Aeroporto: dopo il miraggio della Borsa e il congelamento di Benetton, c'è un nuovo piano industriale. Sarà la volta buona? "E' un programma di livello, lasciamo che produca risultati e che l'azienda mostri il suo valore. Dopodichè penso che sugli assetti societari si possa riflettere". Il presidente di Unindustria recentemente ha ipotizzato che il Comune possa ridurre le sue quote nelle partecipate per liberare risorse. Il sindaco Cofferati l'ha stoppato subito. "La città deve stabilire priorità. Se il metrò, ad esempio, lo è come io penso, allora è indispensabile che la mano pubblica riconverta risorse attualmente immobilizzate. Che si ritiri un po' dalle aziende adulte e si concentri sui progetti da far nascere". C'è chi sostiene che anche voi industriali abbiate perso un po' della tradizionale propensione al rischio... "Devo contraddirla. Per ogni punto di Pil in più, ne sopportiamo dieci in meno a causa della burocrazia statale. E' come se invece di un punto di Pil ne facessimo undici. A Bologna, come in Emilia, le imprese hanno ristrutturato molto, si muovono sui mercati emergenti e anche con ruoli primari. Se Fiat fa - 8% di immatricolazioni vuol dire però che c'è un forte problema di mercato interno che non tira. E lo paghiamo anche noi". Spesso in città circola l'accusa, anche a livelli istituzionali, che pensiate troppo alle rendite o a capitalizzare speculando sul mattone. "E' una visione miope. L'immobiliare è fondamentale per lo sviluppo del territorio. L'imprenditore che ha deciso di investire, se non lo fa a casa sua, lo fa altrove". Giudizio sull'Amministrazione comunale? Pausa. "Diciamo che non amministra abbastanza. E' inutile che un imprenditore faccia piani se poi non sa gestire il 'giorno per giorno'". E sulle scelte del Pd? "In altre zone ho visto maggiore vivacità nella scelta dei candidati". Lei è grande amico di Giorgio Guazzaloca... "E' una delle persone che stimo di più. Da quarant'anni si impegna per la sua città, in maniera coerente e costante. Non è uomo di comodo, non ha mai fatto compromessi". Sabato andrà a sentirlo al Carlton? "Certo che ci vado, lo ascolto sempre volentieri. Anche nelle ultime uscite si è visto di che tempra è fatto". Allude alla battuta su Fini e ai rischi che lo sganciamento della destra comporta? "Guazzaloca non è mai stato un opportunista". Lei pensa davvero che i bolognesi vogliano voltare pagina? "Un'indagine che Unindustria lancerà a breve dà una fotografia emblematica di Bologna: la raffigura da una parte come molto conservatrice, dall'altra con un forte desiderio d'innovazione. Un altro elemento è che i bolognesi si trovano molto bene nell'ambito familiare e tra gli amici ma hanno scarsa propensione a impegnarsi in ruoli pubblici. Vedremo quale delle due facce prevarrà". - -->.

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Piani di sostegno il 15 aprile scade il termine (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Piani di sostegno il 15 aprile scade il termine PORTO TORRES. L'assessorato ai servizi sociali informa i cittadini che è possibile presentare domanda per l'elaborazione dei piani individualizzati di sostegno (legge 162 del 1998) agli uffici di piazza Walter Frau entro il 15 aprile. I documenti devono essere presentati previo appuntamento che gli utenti devono fissare con gli operatori del servizio. Si tratta del modello Ise relativo ai redditi dell'anno 2006, e della copia del certificato della legge 104 del 1992 attestante la disabilità grave riconosciuta, per coloro che non hanno presentato richiesta entro il 30 settembre 2007. I piani individualizzati di sostegno sono estremamente necessari all'interno dei nuclei familiari dove esiste un handicap grave, e il più delle volte la burocrazia regionale ritarda purtroppo la risoluzione delle pratiche creando più di un problema ai soggetti interessati. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all'educatore professionale Piera Maricca telefonando allo 079 -5008550. (g.m.).

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Ippodromo, attesa dopo i nuovi assetti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Ippodromo, attesa dopo i nuovi assetti Il passaggio dall'Agenzia Laore all'Agris accolto con favore Ora però si spera che i tempi delle consegne non diventino lunghi OZIERI. L'approvazione della legge finanziaria regionale, che contiene un emendamento che dispone il passaggio del dipartimento per l'incremento ippico dall'agenzia Laore all'Agris, è stata accolta con favore dai dipendenti dell'ente regionale con sede in Ozieri. Un moderato ottimismo, ma con qualche riserva, viene manifestato anche dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori. Questo è infatti il terzo tentativo del governo regionale di dare un'adeguata collocazione al servizio ippico regionale. Servizio che, soppresso nel 2005, non ha ancora ritrovato un assetto definitivo che possa essere foriero di una ripresa della sua peculiare attività al servizio degli allevatori. Dopo lo scioglimento e l'assorbimento da parte dell'Era, ente di ricerca con il quale l'allora commissario straordinario Casu riteneva non fossero compatibili i compiti dell'ex-Istituto, questo fu collocato nell'agenzia Laore, struttura preposta all'assistenza tecnica per l'agricoltura. Dopo appena sei mesi di esperimento, neanche questa collocazione era apparsa la più adeguata. Un incredibile accentramento decisionale presso l'elefantiaca burocrazia dell'ex Ersat, ben avvezza a disattendere o perlomeno a rallentare l'applicazione dei provvedimenti della classe politica, hanno caratterizzato l'esperienza dell'appena nato dipartimento ippico inglobato nell'Agenzia Laore. Da qui lamentele e rilievi che, evidentemente, hanno trovato buon ascolto presso una cordata trasversale che ha proposto e votato il citato emendamento. Ora ci sono 60 giorni di tempo entro i quali l'assessore all'agricoltura dovrà emanare un decreto per il trasferimento delle competenze e per la regolazione dei rapporti. Ci si chiede: sarà rispettato tale termine? E, nel frattempo, chi potrà assumere le decisioni urgenti che l'attività al servizio degli allevatori equini impone immancabilmente? Ad esempio sui lavori in corso all'ippodromo di Chilivani, quale organismo tecnico dovrà seguirli e monitorarli, visto che dal primo gennaio di quest'anno il commissario di Laore ha smantellato la piccola struttura composta da due tecnici, che operavano in Piazza Borgia? E, soprattutto, la gestione dell'ippodromo come verrà garantita? Il passaggio alla nuova agenzia impone come minimo una rinegoziazione con il comune che dovrebbe prenderlo in carico. Questi e tanti altri interrogativi vengono spontanei e preoccupano l'ormai sparuta pattuglia dei dipendenti che fanno i salti mortali per assicurare un minimo di operatività ma che, loro malgrado, accumulano arretrati e inadempienze. Certo questa travagliata riforma del comparto ippico sta dimostrando con i fatti che bene avrebbe fatto il legislatore a lasciargli la sua autonomia, magari aggregandolo direttamente all'assessorato all'Agricoltura o costituendolo in agenzia, come i sindacati ed in particolare l'organizzazione territoriale della Cisl, avevano proposto in uno studio supportato dal contributo di un docente universitario. A corroborare il cauto ottimismo vi è l'interesse e il gradimento del professor Pulina, direttore generale di Agris, che ha condiviso la recente soluzione nella convinzione che bisogna dare spazio alla ricerca per migliorare i sistemi di selezione del cavallo sardo con l'applicazione del metodo scientifico. E per fare ciò è determinato in primo luogo, a procurare le necessarie risorse umane. Miuccio Farina.

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A NOME di un paese grato, mi scuso profondamente per il fatto che questo tr (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"A NOME di un paese grato, mi scuso profondamente per il fatto che questo tributo sia arrivato così tardi". George W. Bush parla con un filo di voce tra gli stucchi della solenne East Room, alla Casa Bianca. Guarda una sedia vuota, sopra ci sono una divisa da sergente e un mantello Sioux. Attorno, tanti native americans. Su quella sedia, a ricevere la Medaglia d'Onore, avrebbe dovuto esserci Woodrow Wilson Keeble, "Chief" per i compagni in Corea. Era un eroe, "Chief", ma era anche un "pellerossa". Per due volte aspettò la sua medaglia, e per due volte gli dissero che i documenti erano scomparsi. Morì nel 1982. Era un patriota, e portava con orgoglio il nome di un grande presidente. Soffrì. Ma strinse i denti, come quando, in Corea, salvò il suo plotone sgominando da solo due postazioni di mitragliatrici. "Che sia stata burocrazia o razzismo - conclude Bush - il primo Sioux ad aver mai ricevuto la Medaglia d'Onore è morto senza sapere che era sua". L'America, per un giorno, china il capo di fronte al popolo Lakota. - -->.

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Terza corsia e variante di valico tra ritardi e aumento dei costi - massimo vanni (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Firenze Terza corsia e variante di valico tra ritardi e aumento dei costi Il semicerchio che corre intorno a Firenze doveva essere pronto quest'anno, lo sarà nel 2011 lo stesso anno che si prevede per l'ultimazione del nuovo tracciato sull'Appennino Secondo Autostrade è dovuto più alla burocrazia che alle difficoltà "A fine lavori saranno reimpiantati più alberi di quelli abbattuti" MASSIMO VANNI Doveva finire tutto nel 2008. Cantieri tolti, corsie aperte. Così aveva annunciato l'assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti al momento di dare il via ai cantieri, cinque anni fa. Oggi la terza corsia dell'A1 intorno a Firenze, il semicerchio compreso tra i caselli nord e sud, è ancora in mano alle imprese: la Coestra nel tratto Firenze nord-Scandicci, la Baldassini-Tognozzi-Pontello nel resto, by-pass del Galluzzo compreso. Sarà pronta solo nel 2011, secondo il calendario ufficiale di Autostrade. Tre anni di ritardo sulla tabella di marcia inizialmente prevista. "Niente di eccezionale, un'Italia ordinaria", dice oggi l'assessore Conti a proposito dei tempi. Un ritardo "normale", che a sentire Autostrade si spiega "più con le lentezze burocratiche che con le difficoltà" incontrate sul campo nel corso dei lavori. Solo che i ritardi costano. Cinque anni fa, il costo stimato per realizzare la terza corsia autostradale intorno a Firenze era di quasi 500 milioni di euro: fu questa la cifra annunciata dalla Regione al momento dell'apertura dei primi cantieri. Oggi, i calcoli aggiornati parlano di 671 milioni. Quasi 200 milioni in più. Un incremento di 40 milioni all'anno. Mancano ancora all'appello la terza corsia tra Firenze sud e Incisa Valdarno e quella tra Firenze Nord e Barberino di Mugello: due tratti per i quali non si parla ancora di date di apertura di cantieri, perché i progetti non hanno ancora avuto l'ultimo okay. Mentre la "variante di valico", il nuovo pezzo di autostrada del sole che da Barberino arriverà a Sasso Marconi è in piena costruzione. Un tratto di 60 chilometri a cavallo della Toscana e dell'Emilia Romagna (ma in realtà solo 14 si dispiegano sul territorio della Toscana) a fortissimo impatto: 23 viadotti e 22 gallerie tra i monti dell'Appennino che costerà per il solo tratto toscano, secondo le stime attuali, 1 miliardo e 300 milioni di euro. Anche la variante sconta ritardi, dopo il primo via libera offerto nel 1997 da Antonio Di Pietro, ministro delle infrastrutture nel primo governo Prodi. Le prime previsioni temporali parlavano di opera completata nel 2006. Previsioni a dir poco ottimistiche, per il "sistema" terza corsia più variante di valico: cioè per la soluzione pensata già all'inizio degli anni Novanta per adeguare e potenziare la "dorsale" centrale del traffico d'Italia, allora già ingolfata. A che punto siamo oggi a distanza di tanti anni? La variante di valico toscana Per far posto a tre corsie per ogni senso di marcia, si è proceduto a veri e propri lavori di sbancamento tra i massicci montuosi dell'Appennino. Ettari di superficie rimossa, con al centro l'abbozzo ormai visibile del nuovo tracciato autostradale: milioni di metri cubi di terra movimentati e in parte destinati ad essere sostituiti con una striscia d'asfalto. Intere vallate che hanno cambiato colore, passando dal verde al marrone della terra glabra. "Si tratta di lavori necessari per costruire un tracciato autostradale, ma a cantieri finiti tutto verrà ripristinato: ogni ettaro di alberi abbattuti diventerà un ettaro di alberi reimpiantati. Anzi, in rispetto del protocollo di Kyoto, gli alberi saranno di più di quelli tagliati", tiene a precisare Autostrade. E' la ricetta che verrà utilizzata anche nel tratto toscano, che parte dalla cosiddetta "galleria di base" di 8.600 metri, al confine tra Castiglion dei Pepoli e Barberino (l'impresa costruttrice della galleria è la Todini) e prosegue fino al nuovo svincolo di Barberino (dieci chilometri affidati invece alla Baldassini-Tognozzi-Pontello e al Gruppo Toto, lo stesso che controlla Air One). Ma l'"effetto sbancamento", soprattutto visto dall'alto, impressiona per vastità e profondità. La data di ultimazione prevista, secondo il calendario ufficiale di Autostrade, è il 2011. In contemporanea con la conclusione della terza corsia attorno a Firenze. Ma non si escludono nuovi possibili ritardi. La terza corsia Barberino-Firenze nord Si tratta di 17,5 chilometri che devono essere adeguati. Ma tutto è ancora in mezzo al guado delle procedure: è già stata fatta la Valutazione d'impatto ambientale sul progetto di ampliamento da due a tre corsie, ma il progetto è attualmente fermo nella Conferenza dei servizi, cioè al tavolo di tutti i soggetti interessati alla realizzazione dell'opera. In pratica, il progetto è ancora oggetto di trattativa con gli enti pubblici del territorio ed è impossibile oggi prevedere una data di apertura al traffico dei nuovi tratti. Circola, invece, una stima dei costi possibili: 6-700 milioni di euro. Più o meno la stessa cifra stimata per la realizzazione dell'anello fiorentino. Ma già nella fase burocratica questa tratta è stata oggetto di polemiche: la stessa Regione si è lamentata pubblicamente per la lentezza procedurale. La tratta Firenze nord-Firenze sud E' oggi la parte più avanzata dell'intero progetto. In parte già realizzata e in parte in corso di realizzazione. I 21,9 chilometri che disegnano una mezzaluna attorno al capoluogo toscano sono stati consegnati alle imprese il 30 ottobre del 2003. E dopo cinque anni, il primo lotto tra l'uscita di Firenze nord e il nuovo casello di Scandicci può dirsi fatto: l'inaugurazione delle prime tre corsie risale alla primavera dello scorso anno. Negli altri due tratti, tra Scandicci e la Certosa e tra questa e Firenze Sud, i lavori sono in corso. Complice anche il fatto che l'ampliamento del tratto Certosa-uscita sud ha richiesto il ridisegno vero e proprio del tracciato autostradale in circa un terzo della lunghezza. L'appalto comprende anche il by-pass del Galluzzo, cioè i tre chilometri che, partendo da via Senese, arriveranno con tre gallerie (la prima è stata terminata nello scorso novembre) all'uscita della Firenze Siena, consentendo così di saltare l'abitato del Galluzzo e di mandare finalmente in pensione il ponte "Bailey" montato a spese di Autostrade "provvisoriamente" da circa una decina d'anni. A quando l'apertura al traffico? Cancellata una volta per tutte l'ottimistica previsione del 2008, Autostrade Spa indica nel 2011 l'entrata in servizio della terza corsia fiorentina: fino a quella data resterà il limite di velocità a 80 chilometri e gli automobilisti dovranno rinunciare anche alla corsia di emergenza. Autostrade si è comunque impegnata a mantenere sempre in servizio, durante ogni fase dei lavori, almeno due corsie per ogni senso di marcia. I volumi di traffico che oggi si registrano intorno alla città causano sempre più spesso code e congestionamenti. Anzi, le code sono ormai una caratteristica permanente di questo tratto, come ben sa ogni automobilista che usa questo tratto per passare da un alto all'altro della città. E per questo motivo la terza corsia, prima ancora di essere realizzata, divide da tempo l'opinione di amministratori e ambientalisti: da una parte chi sostiene che il miglioramento finale sarà sostanziale, dall'altra chi assicura che la maggiore superficie di scorrimento finirà per attrarre nuove auto e per non cambiare di molto la realtà attuale. La terza corsia Firenze sud-Incisa E' il tratto più arretrato. Il progetto di adeguamento autostradale con una terza corsia è ancora in fase di elaborazione: al momento le carte sono oggetto di Valutazione d'impatto ambientale. Nessuna previsione sui tempi è al momento possibile: si può solo prevedere che, l'opera concepita negli anni Novanta arriverà ad essere realizzata in un tempo non lontano dal 2015. Per i 19,1 chilometri tra l'uscita sud e Incisa si stima un costo di 3-400 milioni di euro. Che finirebbe per portare il totale degli investimenti per variante di valico e terza corsia a circa 3 miliardi di euro. Cosa pensa la Regione dei cantieri autostradali in corso? "Tutti questi lavori devono procedere velocemente verso il completamento", dice l'assessore ai trasporti Conti. Anche perché, ribadisce, il sistema autostradale toscano deve essere ulteriormente potenziato con la realizzazione di una terza corsia sulla Firenze-Pistoia e anche sulla Fi-Pi-Li, almeno nel tratto iniziale tra Firenze e Lastra a Signa. Di questo passo, aggiunge Conti, la dorsale centrale potrà essere meglio connessa con la futura autostrada tirrenica e con il futuro sistema dell'Alta velocità. La terza corsia non risolverà i congestionamenti di questi anni? "Non esiste opera al mondo capace di dare una risposta soddisfacente a tutto e dopo il 2015 si valuterà la possibilità della bretella Barberino-Incisa", dice l'assessore regionale rilanciando oggi quello che già qualche anno fa aveva ipotizzato. In pratica, un collegamento autostradale diretto tra Incisa e Barberino che allontani il traffico nord-sud da Firenze e destini le corsie che oggi si snodano attorno alla città ad una tangenziale per gli spostamenti metropolitani. Un'idea in passato sempre osteggiata dalle amministrazioni mugellane, soprattutto in ragione dell'ulteriore impatto sul territorio che una nuova grande opera comporterebbe. Un'idea che molti considerarono sepolta quando il Mugello fu spinto ad accettare il passaggio dell'Alta velocità.

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Via <sms> può arrivare di tutto ma solo se si parla di arte (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Arco. Le carenze del progetto "Cosmos" Via "sms" può arrivare di tutto ma solo se si parla di arte Colto da un feroce mal di denti, il cittadino arcense - protagonista di questa singolare avventura - si ricorda di poter contare su un nuovo, strabiliante servizio di informazioni via sms. Arco, infatti, ha aderito al progetto Cosmos: basta digitare sul telefonino il 333/8888188, e inviare un messaggio con la domanda: farmacie ad Arco. Ma, sorpresa, il servizio non sa rispondere. Trovato in un cassetto un analgesico, al nostro viene la curiosità di mettere alla prova l'informatutto. Dove si trova l'ufficio edilizia privata ad Arco? Nessuna risposta. Eppure il quesito è tra gli esempi proposti dalla pagina web che illustra il servizio, spiegando come questo "sia alimentato da una banca dati creata ed aggiornata da ciascun Comune". E allora vai con una domandina facile facile: il nome del sindaco di Arco? Niente, lo schermo del cellulare resta desolatamente vuoto. A questo punto il cittadino deluso si getta in quella che crede una domanda impossibile. Così, giusto per provare. Con la tastiera compone: segantini arco. E... miracolo, arrivano le risposte. Che il servizio sia affetto da "snobismo culturale"?. Non parlategli di politica (forse non dà il nome del sindaco per par condicio. Sempre di schermi si tratta...), né chiedetegli noiose notizie su posti dove passano pratiche e burocrazia, né tantomeno sulla salute (quando c'è la salute c'è tutto e allora a cosa servono le informazioni?). Ma l'arte è un'altra cosa. La bellezza ci salverà? 05/03/2008.

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Convenzione bus, è ok Ma ci serve davvero? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARTIGLIANO. Approvato pure un regolamento per le spese di rappresentanza del Comune Convenzione bus, è ok "Ma ci serve davvero?" Il servizio bus urbano, che ha per capofila la città di Bassano, al Comune di Cartigliano costa 23mila euro l'anno. In Consiglio è stata ulteriormente rinnovata per un anno la convenzione alla quale aderiscono anche Pove, Romano e Cassola. Voto unanime, ma sul piatto rimangono interrogativi e il sindaco Germano Racchella ha annunciato che è in corso una verifica sul tipo di servizio espletato. "Durante gli orari scolastici c'è un sovraffollamento, in tutte le altre ore nei bus non c'è quasi nessuno - ha rammentato il primo cittadino -. Solo al giovedì quando c'è mercato a Bassano, qualche cittadino utilizza i pullman". All'ordine del giorni successivo è stato esaminato un nuovo regolamento per le spese di rappresentanza, finora erano stati stanziati circa 500 euro all'anno. Il sindaco Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante l'anno. Il consigliere di minoranza Alessandro Maso ha preannunciato voto contrario affermando. "Dal governo di Roma e dai nostri politici arrivano segnali di invito al contenimento della spesa pubblica. Non vorrei che in futuro, tra qualche anno, questo regolamento consenta un uso privato di soldi pubblici". "Di altro avviso la consigliere della minoranza del gruppo misto, Monia Bordignon, che ha ritenuto corretto regolamentare questo aspetto. Alla votazione hanno votato contro i consiglieri di minoranza Maso e Zanetti, astenuta Bordignon, favorevoli gli altri consiglieri di maggioranza. Novità per le attività di volontariato svolte per il Comune. Il Consiglio, all'unanimità, ha approvato il regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato individuale. Il sindaco ha spiegato che questo consentirà il riconoscimento ai volontari di rimborsi spese per trasferte o altro. La seduta consiliare s'è conclusa con l'esame, veloce e con voti quasi sempre all'unanimità di vari argomenti di natura urbanistica. Adottata una variante per un piano di recupero nei pressi di via Lungobrenta con previsione di un nuovo accesso su quest'arteria. Nuova suddivisione di lotti, ma senza cambi essenziali, per il piano attuativo "Gral-Righetto", previsti sette nuovi posti auto (su richiesta dell'Amministrazione comunale) per l'insediamento residenziale lungo via Marabelli, nuovo accesso infine per il piano di recupero "Bresolin-Furlan". Astensione dei consiglieri delle minoranze presenti alla seduta (Maso, Zanetti, Bordignon), per l'acquisizione di aree private per completare la palestra. R.B.

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Ecco chi dovrà cambiare il logo (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 5 marzo 2008 > In Italia ecco chi dovrà cambiare il logo Bocciato dal Viminale il simbolo di Storace ROMA - No al simbolo di Storace e Santanchè e doppio no alla Dc di Pizza e a quella di Sandri. Il ministero dell'Interno esamina i 177 contrassegni depositati per le elezioni del 13 e 14 aprile e ne salva "solo" 147, chiedendo ai 21 simboli contestati di modificare il proprio logo entro 48 ore perchè non è ammessa la presentazione di contrassegni "identici o confondibile con quelli presentati in precedenza o tradizionalmente presentati da altri partiti". Va bene, fa sapere Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, modificheremo il simbolo, non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore, l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di sinistra di Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne. Senza effetti e dunque decaduti il Movimento per la rinascita della Montagna e il Partito democratec padan lista Beppe Grillo. E' sulla Fiamma di Francesco Storace e sulla doppia esclusione dello scudo crociato che si concentra però l'attenzione. Il no a Pizza e a Sandri riapre l'infinita querelle sull'eredità della Balena bianca e di fatto lascia all'Udc di Pier Ferdinando Casini il monopolio dell'antico e nobile blasone. Quanto a Storace e compagnia lo schiaffo, per altro prevedibile data la grande somiglianza con il simbolo di Alleanza nazionale, è violento. Usciti dal partito di Gianfranco Fini accusando i vecchi compagni di aver tradito i vecchi valori della destra per "morire democristiani", i fuggiaschi contavano di far breccia tra i delusi dalla svolta finiana anche grazie al simbolo con la Fiamma tricolore, molto simile a quello del vecchio Movimento sociale. L'ex governatore del Lazio aveva replicato duramente alle accuse di plagio degli ex camerati. "Se avessimo voluto fare uno scorrettezza ad An avremmo scritto Partito popolare europeo", dichiarò rispondendo ad Azione giovani che lo aveva definito un "copione". Il no del Viminale al simbolo de La destra ora rischia di riaprire i giochi. Due le strade possibili per La destra: modificare il simbolo entro 48 ore o presentare ricorso all'ufficio elettorale centrale nazionale della Cassazione. A quanto pare sarà la strada della modifica la scelta del movimento. "Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", dice Daniela Santanchè, candidata premier della lista. ""he tentassero di fare qualcosa ce lo aspettavamo, hanno atteso l'ultimo giorno per agire ma noi combattermo, siamo in guerra". "Per carità di Patria e rispetto del lavoro fatto dai funzionari dello Stato non commento come vorrei la ricusazione del simbolo", premette Storace che il veto di Fini ha escluso dalla alleanza con il Pdl. Ma del tutto in silenzio l'ex epurator non riesce a restare. "Mi limito ad osservare che la ricusazione si aggiunge agli attacchi di Berlusconi contro di noi e ai sondaggi che, leggiamo dal sito di Crespi, ci danno al quattro per cento. E comunque conoscendo bene Alleanza nazionale sapevamo che avevano un solo colpo in canna e lo hanno sparato troppo presto...La Destra e la fiamma tricolore ci saranno eccome". m. b. [.

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Edimes, sandro de pol l'uomo giusto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEGADUE - IL MERCATO Edimes, Sandro De Pol l'uomo giusto Dopo il caso-Grappasonni si cerca il lungo. Heinrich sparring a Casale PAVIA. Il tempo passa, Pavia vorrebbe stringere il cerchio e firmare il lungo che, dopo il pasticcio-Grappasonni, manca alla conta di Giancarlo Sacco. Non pare impresa facile. I buoni uffici coi procuratori e la fantasia sembrano non bastare: da cinque giorni il telefonino di Gianmarco Bianchi è in costante fibrillazione ma, ancora, non è arrivato l'aggancio giusto e prende corpo la sgradevole prospettiva di partire domenica alla volta di Caserta con la coppia Bagnoli-Masper e il solo Martinez a fungere da rincalzo. Il mercato offre pochissimo. Chi ha lunghi evita accuratamente di metterli in circolo. L'Edimes sta scandagliando il mercato di A1 e quello di serie B. Di idee con valenza tecnica plausibili ne sono emerse (faticosamente) un paio. Quella più intrigante? Triestino, di bell'aspetto, classe 1972. Alessandro De Pol. Un sogno? Sembrerebbe proprio di sì, se consideriamo la ferma intenzione del patron varesino Castiglioni di non privarsi di alcun giocatore in roster. Del Pol, come altri compagni, affonderebbe insieme a tutta la barca varesina, indipendentemente da motivazioni di natura tecnica o affettiva. Il giocatore non si vende, punto e basta. Questa, in sintesi, la risposta che il front office varesino ha recapitato a Pavia per bocca del suo agente Riccardo Sbezzi. Non conta che Sandrino sia il capitano, non conta che, da tempo, sia finito ai margini delle rotazioni in casa Roosters. Pavia sta provando a sfondare questo muro di gomma, non sarà facile. Certo sarebbe un colpo a sensazione. Il giocatore non sarà più quello che conquistò l'oro all'Europeo del 1999 ma è, comunque, elemento in grado di garantire a qualsiasi team di Legadue addizioni pesanti a livello di carisma ed esperienza. Pressing in direzione Varese, dunque, visto che l'altra soluzione studiata da Bianchi sembra impraticabile. Nei giorni scorsi l'Edimes ha fatto più di un pensiero al senegalese di passaporto italiano Boubacar Aw, ala forte di classe 1975. Giocatore di 201 cm, buona taglia atletica, in Italia non ha mai trovato squadra (provini a Rieti e Jesi) e, dopo gli studi universitari a GeorgeTown, ha trascorso l'intera carriera in Sudamerica tra Argentina, Cile e Messico. Pavia sembrava lanciata al suo inseguimento ma il giocatore ha fatto marcia indietro. Pare stia pensando di lasciare il basket, dopo essere stato scosso da un lutto. Impraticabili altre soluzioni. Un pensiero è stato fatto per il gaucho Sebastian Cacciolla ma Napoli non può effettuare tesseramenti e, dunque, non ha possibilità di liberare il lungo da anni nel Belpaese (Roseto, Montecatini, Sassari). Calma piatta pure in B1, dove Bianchi sta effettuando un giro di orizzonte, muovendosi con circospezione, visto che si tratterebbe, per la maggior parte di giocatori già sotto contratto. Si è pensato a Luca Ianes (Firenze) ma il lungo di scuola veronese pare in procinto di muoversi solo in direzione Ferentino. Insomma, l'identità del quarto lungo è ancora misteriosa e non consola la notizia che pure Chris Heinrich sia rimasto intrappolato dalla burocrazia. L'ex-centro Edimes, firmato da Madrid nella seconda lega spagnola, non è stato tesserato entro i termini previsti ed ha già fatto ritorno in Italia: farà da sparring in allenamento a Casale Monferrato. Paolo Rappoccio.

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Progetto montagna alla fase conclusiva (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFCOMMERCIO. Da domani incontri a Schio, Asiago e Recoaro Progetto montagna alla fase conclusiva VICENZA Si avvia a conclusione il progetto "Nuovo marketing territoriale per le Pmi della Montagna Vicentina", avviato da Confcommercio Vicenza per il territorio dei 26 comuni vicentini dell'Area pedemontana e montana, rivolto ad alcuni imprenditori che intendono aprire nuove attività o sviluppare quelle già esistenti. Dopo una fase teorica e una di verifica della fattibilità di alcune idee imprenditoriali, partono ora gli incontri formativi, gratuiti, specifici mirate a fornire il bagaglio di conoscenze indispensabili per affrontare in sicurezza l'avventura di una nuova attività di impresa nei settori commercio, turismo e servizi. Si inizia a Schio, domani nella sede Ascom di Via Btg. Val Leogra 47 con "Le strade della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11 ("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì 18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita". Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno proposti ad Asiago (Sala della Reggenza), mercoledì l2, giovedì 20, giovedì 27 e 3 aprile, ore 14.30) e a Recoaro Terme al Centro Polifunzionale Giardino (lunedì 31 marzo, 7 - 14 - 21 aprile).

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Morti bianche, non possiamo rassegnarci (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nazionale pag. 6 Morti bianche, non possiamo rassegnarci A freddo si direbbe che la generosità e lo slancio altruistico prevale anche sulle norme di precauzione. Sappiamo anche che le leggi non mancano, nonostante sia in corso di approvazione una nuovo decreto sulla sicurezza. Purtroppo, come al solito, fatta la legge non vi è nessuno, o quasi, che la faccia applicare ed esegua i controlli. Secondo uno studio recente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Amnil) con le attuali forze di ispettori un'azienda rischia di avere un controllo all'incirca ogni 23 anni. Il quarto livello del problema infortuni è forse il più delicato e il più difficile. Noi siamo un popolo generoso, capace di commuoverci e inventarci grandi campagne di solidarietà. Amiamo ed esercitiamo il volontariato che è organizzato in mille rivoli. Storciamo il naso di fronte alla legge. La legalità viene avvertita troppo spesso, infatti, come burocrazia, laccio e lacciolo alla nostra libertà. Vale l'osservazione di fronte al semaforo giallo quasi tinto di rosso. E purtroppo vale nell'organizzazione sicura del lavoro. Una cultura diversa, condivisa sul valore inestimabile della vita di ciascun uomo lavoratore, deve diventare normale. Non si tratta di una conquista sindacale, industriale, statale ma semplicemente di un valore civile, umano. Diciamolo francamente: l'indignazione non basta più.

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Più aiuti per far volare l'export (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Più aiuti per far volare l'export In Veneto semplificazione e autonomia delle competenze i nodi da risolvere Erminia della Frattina VENEZIA Sono finiti i tempi della demagogia. Basta Veneto libero, e basta con le accuse, lontane e imprecise, a Roma ladrona. E fine anche dei campanili. Almeno riguardo alla teoria, il Veneto ritrova finalmente una coralità di obiettivi, e una certa forza di pensiero. Ma andiamo con ordine. Alla domanda: cosa si aspetta dal prossimo Governo, imprenditori, sindacalisti, rappresentanti di categoria rispondono due cose: semplificazione burocratica e sostegno all'internazionalizzazione delle impese. Con un passaggio necessario attraverso il federalismo fiscale e l'autonomia regionale, che si declina in risorse e competenze. Con buona pace di chi si aspettava un lamento sterile sulle infrastrutture ("l'alta velocità si ferma a Vicenza per colpa di Vicenza, non di Roma" è il lapidario giudizio di Daniele Marini, presidente della Fondazione Nord Est). O un qualunquistico: "meno tasse". Ma stavolta il ragionamento collettivo si è affinato, e passa anche sotto le forche caudine della globalizzazione che avanza. "Cina, India, Polonia, Brasile: ormai non c'è più il Veneto da solo. La visione deve essere ampia" prospetta Mario Carraro, imprenditore brillante, presidente della Carraro di Campodarsego (Pd). "è necessario - prosegue Carraro- che il Governo faccia le riforme istituzionali. Mi aspetto un Parlamento con una Camera sola, con meno deputati e un Senato regionale. E poi forti iniziative per la ricerca e un miglioramento di scuola e formazione". Del resto, anche il decalogo che Luca Cordero di Montezemolo ha presentato lunedì portava le stesse richieste: razionalizzazione della spesa pubblica, infrastutture e federalismo fiscale. Ecco, il federalismo fiscale rimane la chiave di volta. Ma seguendo laviadell'autonomia differenziata, rimasta lettera morta. "Il futuro Governo dovrebbe aumentare la semplificazione – spiega Francesco Peghin,presidente di Confindustria Padova – snellire la burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere Veneto. Anche Vendemiano Sartor è uno svelto: "Facciano il federalismo fiscale, che poi a come impiegare i soldi ci pensiamo noi". Detto da lui, che è presidente di Confartigianato Veneto (70mila soci), in prima fila per difendere la sopravvivenza delle tante aziendine artigianali (148mila in tutto, per 420mila addetti) in lotta con le tasse, c'è da credergli. Ma al nuovo Governo si chiedono anche sgravi fiscali per sostenere l'internazionalizzazione. "Sgravi per favorire l'innovazione, e politiche industriali di sostegno alle imprese " dice Marini. O meglio: "Serve una diplomazia del territorio" dice Andrea Tomat, presidente di Unindustria Treviso,patron di Lotto e Stonefly (75% di produzione esportata per Lotto, 50% Stonefly). Come dire, un Governo che accompagni le imprese esportatrici, in un Veneto che nel secondo trimestre 2007 ha messo insieme 34.590 milioni di export (43.823 milioni in tutto il 2006, seconda regione in Italia). "Per muoversi come sistema, non più come singoli come avviene ora". Per Tomat poi, la questione infrastrutture è esaurita solo in parte. "Stiamo risolvendo un problema di emergenza, ora bisogna pensare a elementi che aumentino la mobilità regionale, come la metropolitana di superficie". Ma le infrastrutture da sistemare sono anche quelle più immateriali delle telecomunicazioni, per facilitare i collegamenti in rete ("in particolare nella zona Pedemontana" dice Tomat). è invece la metropolitana di superficie l'opera che secondo Franca Porto, segretario generale Cisl Veneto, il nuovo Governo dovrà completare. "Dovrà anche ridurre – prosegue – il numero dei Comuni e delle Province, e occuparsi delle retribuzioni". In Veneto, secondo i dati in possesso del sindacato, a parità di mansioni le retribuzioni sono più basse rispetto alle altre regioni. "Sono necessari aumenti contributivi riducendo le tasse, oltre a un contenimento dei prezzi e delle tariffe ". Insomma un Veneto che chiede un federalismo a tutto tondo, perché lo sviluppo passa di lì. "Anche quello delle infrastrutture immateriali – conclude Vincenzo Milanesi, rettore dell'Università di Padova – che producono conoscenza". Immateriale, è la parola che traduce meglio ciò che il Veneto fatica ancora a spiegare: per fare business servono conoscenza, e collegamenti. Tra imprese, associazioni e cittadini. erminia.dellafrattina@ilsole24ore.com LA CHIAVE DI VOLTA Restano sempre in primo piano le istanze per il federalismo ma con accenti più pragmatici.

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Bolzano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Bolzano. L'area chiede di rafforzare gli aiuti nell'ambito dell'energia solare ed eolica Stop ai contributi a pioggia Massimiliano Bona BOLZANO Accrescere il potere d'acquisto delle famiglie, e in particolare del ceto medio, per alimentare i consumi. Tanto le categorie economiche quanto i sindacati e la Camera di Commercio chiedono al nuovo Governo di far uscire il Paese di questo stato di impasse. Subito a seguire, nella “lista della spesa”, figurano ricerca e innovazione, formazione professionale, grandi opere, internazionalizzazione, la semplificazione dell'iter burocratico e la fine dell'era dei contributi distribuiti indiscriminatamente. Il presidente altoatesino di Assoimprenditori Christof Oberrauch ritiene sia fondamentale: "un governo stabile, per assicurare la crescita economica anche per il medio-lungo periodo, e per dare corso a riforme, anche di natura strutturale, rinviate per troppi anni. Per dare nuova linfa all'intero sistema produttivo bisogna sgravare le famiglie mettendole nuovamente in condizione di spendere ". Oberrauch non rinuncia a una stoccata al nuovo Governo. "Tra le priorità condivise, da destra a sinistra, c'è la riduzione dei costi della politica, unita alla fine di privilegi e interessi particolari". Pino Salvadori, direttore della Cna, punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e tagliare ulteriormente l'Irap". Dado Duzzi, vicepresidente dell'Unione commercio turismo e servizi, chiede una riforma del mercato del lavoro. "Bisogna ridurre i costi aggiuntivi a carico delle imprese e aumentare il peso dei salari in modo tale da liberare potere d'acquisto. Fatto questo bisogna riuscire a incidere sulla burocrazia, che ha effetti dirompenti sulle imprese e crea ostilità nei confronti delle amministrazioni. Al Governo i commercianti chiedono meno slogan, più internazionalizzazione e infrastrutture all'altezza ". Semplice la ricetta di Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano: "è necessario ridurre il peso delle imposte, accrescere il potere d'acquisto dei salari, semplificare la burocrazia e approvare leggi più snelle e comprensibili". Toni Serafini, sindacalista della Uil, indica tre priorità. "L'aumento dei salari e della capacità di spesa, un incremento dei fondi per ricerca e innovazione, ma anche per la formazione professionale. Uno dei settori chiave sarà l'energia, in particolare quella solare ed eolica. L'obiettivo deve essere quello di accrescere la nostra autonomia". Alfred Ebner della Cgil punta: "sulla riduzione del peso delle imposte per redditi da lavoro e pensioni e sulla ricerca, con una contestuale riduzione dei contributi a pioggia. Senza dimenticare le infrastrutture ". LA QUESTIONE DEI CONSUMI Necessario aumentare il potere d'acquisto delle famiglie per rilanciare l'intero paese.

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<Roma in ritardo, salta il referendum del 13 aprile> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Roma in ritardo, salta il referendum del 13 aprile" Trescore Niente da fare. Le buone intenzioni c'erano, ma Roma ci avrebbe messo lo zampino mandando all'aria tutto. A questo punto, infatti, sembra praticamente impossibile che il referendum consultivo per il cambio di denominazione di Trescore da Balneario a Terme si possa tenere il 13-14 aprile (insieme alle Politiche), come chiesto dal Comune e approvato dalla Regione. Non sarebbe ancora arrivato il nullaosta del ministero dell'Interno, ed è quindi scaduto il termine di 45 giorni dall'indizione del voto, entro cui il sindaco deve convocare i comizi elettorali. "Per ora non ho niente di ufficiale in mano, ma sembra davvero tutto in alto mare", commenta il primo cittadino Alberto Finazzi. Resta quindi ancora senza data la consultazione referendaria. "persa un'occasione" Inutile dire che il ritardo romano ha dato fuoco alle polveri leghiste, promotrici dell'accorpamento di Politiche e referendum "per dare un esempio di politica antisprechi". "Ancora una volta ha vinto la burocrazia - commenta il consigliere regionale del Carroccio Giosuè Frosio, tra i primi a sostenere l'opportunità della data unica e a mobilitarsi al Pirellone per ottenere il parere positivo -. E non certo quella regionale, visto che il presidente Roberto Formigoni ha fatto di tutto e di più perché il referendum si tenesse il 13 aprile. Si è persa una buona occasione per dimostrare che la macchina dello Stato funziona". Il governatore della Lombardia, infatti, sollecitato dai rappresentanti del territorio, si era detto favorevole (mettendo per iscritto il nullaosta) alla proposta di unificare Politiche e referendum. "In questo modo - spiega il sindaco di Trescore Alberto Finazzi, leghista a capo della lista civica "Viviamo Trescore" - potevamo risparmiare sui costi dell'allestimento dei seggi e garantire un'affluenza superiore, visto che la gente si recherà alle urne già per il voto politico. Così avremmo avuto la massima consultazione e la massima democraticità del risultato". "Ritardo da Roma" Insomma sembravano tutti felici e contenti sulla data del 13 aprile. Ma non si erano fatti i conti con l'"efficienza" del gigante-ministero. "In Regione non è mai arrivato il parere del ministero, necessario per per procedere - sostiene ancora Frosio -. Non è certo un buon esempio per i cittadini". E mentre il sindaco Finazzi è in attesa di una risposta ufficiale da Roma, il referendum resta ancora senza data. "Avevamo puntato tutto sul 13 - racconta -. È quindi decaduta anche la prima ipotesi avanzata, quella del ponte del 27 aprile, che avrebbe permesso di limitare al massimo l'interruzione dell'attività scolastica. È tutto in sospeso. Aspetteremo di vedere se si andrà o meno al voto per le Regionali. Rimaniamo infatti dell'idea che sia necessario accorpare il referendum a un altro appuntamento elettorale". nulla di fatto Bisognerà quindi aspettare ancora per vedere sui cartelli stradali di Trescore "Terme" anziché "Balneario". Un risultato che il sindaco insegue fin dal suo insediamento, non senza le perplessità e le critiche dell'opposizione, convinto che il cambio di toponomastica possa essere un valido volano per il turismo. "Terme - sostiene - individua subito la peculiarità del territorio e invoglia la gente a fermarsi". Per ora però sembra essere stato meno fortunato del suo collega Frosio che nel 2004, allora sindaco di Sant'Omobono, riuscì, col referendum, a ottenere la denominazione "Terme" al posto di "Imagna". Be. Ra.

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Via scaramuzza ciclabile entro aprile (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Via Scaramuzza ciclabile entro aprile Zelarino. Primo lotto quasi concluso, cantieri del secondo a fine anno ZELARINO. Procede senza intoppi il cantiere per la realizzazione del primo lotto della pista ciclabile di via Scaramuzza, a Zelarino. L'intervento va avanti, tanto che la stessa Municipalità è già in grado di ipotizzare quando l'opera sarà consegnata alla collettività, ovvero entro la fine di aprile. In questi giorni, infatti, sono stati completati i muriccioli che creano una sorta di barriera dal fossato, opera realizzata grazie ad un accordo con i provati. Terminata questa operazione, ora si è passati a quella succesiva, ovvero alla posa dei cordoli che divideranno la normale sede stradale dalla corsia (lunghezza del primo lotto, tra i 400 e i 500 metri) riservata alle biciclette. Questa prima tranche della ciclabile di via Scaramuzza, che comporta qualche piccolo disagio per gli automobilisti, comunque sopportabile in nome della sicurezza degli utenti ciclisti, riguarda un segmento compreso tra la rotonda della Paccagnella e l'inizio della curva nei pressi della trattoria alla Grotta, per una spesa complessiva di circa 300.000 euro. Se questo cantiere si può dire vicino alla conclusione, resta ancora aperta la questione del secondo lotto della pista, quello che va da dove termina il primo fino all'incrocio tra via Scaramuzza e via Caprera. Dal punto di vista della burocrazia, l'iter è già in stato avanzato, visto che esistono sia il progetto preliminare che quello definitivo, per una spesa prevista che si aggira attorno ai 250.000 euro. La speranza di Chirignago-Zelarino è quella di accelerare i tempi per l'avvio di questo nuovo cantiere, che potrebbe iniziare le sue attività prima della fine del 2008. Il principio base, più volte evidenziato dalla Municipalità, è quello di creare il prima possibile un circuito in continuità che permetta agli utenti ciclisti che lo percorreranno di muoversi in assoluta sicurezza lungo le strade di Chirignago-Zelarino. (m.t.).

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Veltroni: possibile un risultato clamoroso Ormai la distanza tra noi e il Pdl è di 4 punti. Gli italiani stavolta daranno una maggioranza chiara (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: possibile un risultato clamoroso "Ormai la distanza tra noi e il Pdl è di 4 punti. Gli italiani stavolta daranno una maggioranza chiara" di Andrea Carugati / Roma BOOKMAKERS Veltroni lo vede a portata un "risultato clamoroso". "Ci sono tutte le possibilità", dice parlando a Genova in piazza Matteotti, nel pomeriggio. E cita i bookmakers inglesi: "Stanno cominciando a rivedere le cifre sulle elezioni italiane, nessuno all'inizio della campagna elettorale scommetteva su di noi". Ospite di Porta a Porta in mattinata, il leader Pd aveva commentato con soddisfazione i sondaggi di Mannheimer,e non solo. "Tutti dicono che il distacco tra Pd e Pdl si è ridotto a quattro punti". Tra le coalizioni è di 6,5 punti, "ma c'è una bella differenza di coesione. Noi con l'Idv daremo vita a un solo gruppo parlamentare, mentre Pdl e Lega sono divisi su molti temi". Ma se la grande rimonta dovesse avere successo a metà, con un pareggio? Veltroni non vede all'orizzonte Grandi coalizioni: "In quel caso bisognerà fare insieme le riforme e poi tornare a votare". Una ipotesi, quella del pareggio, che Veltroni sembra allontanare: "Gli italiani questa volta saranno così saggi da dare una maggioranza chiara sia alla Camera sia al Senato". Il leader Pd sta alla larga dalle polemiche sulle liste, ma sottolinea la rapidità con cui il Pd le ha compilate: "Un record mondiale della politica italiana. In genere si chiudono la notte prima della scadenza e con un lancio di ortaggi. Noi siamo riusciti a farle agilmente e con molte novità". Quali? Il "raddoppio" delle donne elette, prima di tutto, e poi i giovani, una ventina tra 30 e 40 anni, i grandi nomi della società civile, da Colaninno a Calearo, Veronesi e il prefetto De Sena. "E per la prima volta entrerà una persona in carrozzina, Ileana Argentin, una donna che ho avuto al Comune con me, di straordinaria competenza e umanità". Veltroni tocca al volo due dei casi di esclusi più eccellenti: Giuseppe Lumia e Stefano Ceccanti. A entrambi offre un incarico futuro nel Pd, ma "è sbagliato che ciascuno consideri se stesso l'antimafia". Stoccate per Berlusconi, definito "un uomo politico, non un uomo di Stato", per non aver accettato di fare le riforme prima del voto. "Hanno fatto un partito su un predellino, io sono stato votato da tre milioni di persone. C'è una certa differenza...". E ancora: "Mi sono rivisto la puntata del "contratto con gli italiani", nel quale c'era scritto che, se non si realizzavano 4 punti su 5, il leader del Pdl non si sarebbe candidato...ed invece siamo al "Berlusconi 2 la vendetta"". Ce n'è anche per Tremonti, già designato ministro dell'Economia dal Cavaliere: "Lo è stato già, è tutto già visto, siamo noi la parte inedita della storia di questo Paese". Molta attenzione al Nord: "Il programma del Nord è quello del Pd, la parte più produttiva del Paese ha bisogno di infrastrutture, meno pressione fiscale, formazione e lotta alla burocrazia, non del parlamento della Padania. La presenza di Calearo con noi dimostra che qualcosa è cambiato, nel 2006 non avrebbe scelto il centrosinistra".

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Così il rinnovamento del Pd si ferma in Sicilia (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del GIUSEPPE LUMIAPolemico il leader dell'antimafia non ricandidato: il problema che pongo prescinde dal mio nome. Non si batte in questo modo un sistema di malaffare "Così il rinnovamento del Pd si ferma in Sicilia" di Enrico Fierro/ Roma Peppe Lumia, una vita a occuparsi di mafia. Ora è fuori dalle liste. "Un errore non candidarlo", dice Anna Finocchiaro. "Ha fatto più di due legislature", replicano dal loft veltroniano. "La lotta alla mafia è una pratica e non una persona. Penso che Lumia verrà a lavorare con noi, è un amico", promette Veltroni. Intanto lui, Giuseppe Lumia, non risponde al telefono. I capi del Pd ieri lo hanno cercato inutilmente. Onorevole, nel prossimo Parlamento ci sarà Totò Cuffaro, l'uomo che festeggia a cannoli e rosolio una condanna a cinque anni, e lei no. E' questo il rischio? "Effettivamente questo rischio c'è, vedremo nelle prossime ore cosa succederà, se ci saranno dei ripensamenti". Se il Pd non dovesse candidarla, sceglierà altre liste, altri partiti? "In questo momento sono interessato al grande progetto del Pd. Veltroni è riuscito a mettere in piedi una grande innovazione che ha raggiunto e scosso le fondamenta del Paese, sia nella società che nella politica. Mi dispiace che una volta arrivati in Sicilia questo grande progetto si blocchi. E' un destino amaro: il rinnovamento si ferma sempre alla punta dello Stretto, viene frenato, storpiato. Il mio impegno di queste ore è salvare questo progetto, fare in modo che viva anche nelle candidature e che sia in grado di tenere insieme legalità e sviluppo. Si candiderà con Di Pietro? "Per ora sto ponendo un problema che prescinde dalla mia persona e forse anche dalla mia candidatura. In Sicilia abbiamo un sistema di potere che è entrato finalmente in crisi. Un sistema che fa perno sulle collusioni mafiose, sulle burocrazie corrotte, sul clientelismo di massa e che è in profonda difficoltà, c'è una domanda di cambiamento che mai si era vista. Mi riferisco al mondo dell'impresa e della produzione, alle università, alle associazioni. Ecco, io sto lavorando perché questa domanda di cambiamento trovi una risposta nella politica e abbia una possibilità di riversarsi nelle istituzioni". Nella lista al Senato del Pd c'è Vladimiro Crisafulli che nel 2001 parlava amabilmente con un boss di Enna, tale Bevilacqua. Nulla di penalmente rilevante, però... "Questa candidatura è una cattiva novità che ho sempre combattuto secondo principi di etica politica. Non c'entra niente il dato penale, peraltro risolto con un richiesta di archiviazione da parte del magistrato, parlo delle enormi responsabilità politiche. Contesto questa candidatura, la combatto anche e soprattutto nella sua idea di fondo, nel modo di praticare la politica, nel suo rapporto con le istituzioni, nell'idea che si ha della Sicilia e del suo futuro. E continuerò a combatterla. Il Pd in Italia sta riformando la politica. Ma in Sicilia..." In Sicilia? "C'è questo meccanismo, l'isola la si considera un mondo a parte, spesso ci si arrende di fronte alla possibilità di promuovere una classe dirigente in grado di coniugare legalità e sviluppo. C'è una subalternità delle classi dirigenti siciliane verso Roma e i partiti centrali, i quali spesso lasciano mano libera ai vari potentati sul territorio. Tutto ciò è una palla al piede che impedisce la creazione di una classe dirigente moderna". Aspirazione difficilmente conciliabile col fatto che Totò Cardinale lascia il posto in Parlamento a patto che venga candidata sua figlia? "Che dire? C'è una sfida tra innovazione e un panorama di candidature negative, contestate in Sicilia anche da quel mondo moderato che guarda con simpatia al Pd. Bisogna cambiare subito rotta". Onorevole, ha sentito Veltroni? Ho fiducia in Walter, ma in Sicilia deve avere lo stesso coraggio che sta dimostrando sulle questioni del Nord, e lo stesso coraggio che ha avuto in Calabria e in Campania, insomma è necessario che anche sulla Sicilia faccia un investimento profondo e volti pagina sulle candidature". Lei ha fiducia che tutto ciò avvenga e che in Sicilia non vinca l'eterno gattopardo? "La mia non è una fiducia statica, ma dinamica ed è frutto di impegno quotidiano, di lotta, di programma e di progetto. Sto lavorando perché il Pd dia risposte serie anche con le candidature a quella Sicilia del cambiamento che è frastornata ed ha bisogno di un messaggio forte".

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Podenzano, San Giorgio e Vigolzone verso l'Unione (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 5 marzo 2008 > Provincia Podenzano, San Giorgio e Vigolzone verso l'Unione Si parte con la gestione in comune della polizia, poi toccherà alla protezione civile PODENZANO - Tre Comuni della Valnure verso l'Unione. Podenzano, San Giorgio e Vigolzone costituiranno questo nuovo organismo per gestire in forma associata di alcuni servizi: si partirà con la polizia municipale per proseguire poi con la protezione civile. L'altra sera nella sala Auditorium di Podenzano i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza dei tre Comuni, capitanati dai propri sindaci, si sono incontrati per comprendere il percorso che porterà alla costituzione dell'Unione. Un passo, quello che si accingono a compiere le tre amministrazioni, che viene definito "naturale". "Da qualche anno il servizio di polizia municipale è gestito attraverso l'Associazione Intercomunale della Valnure" hanno spiegato i sindaci Alessandro Ghisoni, Mario Chiesa e Claudio Consiglieri. "Un passaggio semplice che non porterà a cambiamenti sostanziali se non una migliore efficienza del servizio e uno snellimento della burocrazia. Nemmeno le finanze dovrebbero risentirne rispetto alla situazione attuale dell'Associazione Intercomunale". Da oltre sei mesi le giunte comunali stanno lavorando per giungere all'obiettivo di costituire questo nuovo strumento, incentivato dallo Stato e dalle Regioni che erogheranno dei contribuiti a seconda dei propri stanziamenti annuali previsti. L'Unione avrà sede a Podenzano, mentre la sede operativa della polizia locale rimarrà a Vigolzone; quella della protezione civile sarà invece a San Giorgio. Lo statuto stabilisce che l'ente sarà dotato di un consiglio di ventuno membri (di cui i sindaci faranno parte di diritto), di un proprio presidente (un sindaco eletto dal consiglio a voto segreto e a maggioranza assoluta), di una giunta (composta dal presidente e dai sindaci dei Comuni aderenti). Ciascun Comune membro ha diritto a essere rappresentato proporzionalmente alla propria popolazione. Così Podenzano avrà nove consiglieri di cui tre della minoranza; San Giorgio sarà rappresentato con un numero di sette di cui due della minoranza. Vigolzone avrà infine cinque consiglieri di cui uno della minoranza. Gli organi politici hanno una durata corrispondente a quelli degli organi dei Comuni partecipanti e sono quindi soggetti al rinnovo all'inizio di ogni mandato amministrativo. Vi saranno anche due organi tecnici: il segretario e il revisore dei conti. Inoltre l'Unione avrà un bilancio autonomo. Il percorso verso la costituzione dell'Unione partirà con l'approvazione dello statuto e dello schema dell'atto costitutivo da parte di ciascun consiglio comunale. Di seguito i sindaci firmeranno insieme l'atto costitutivo che decreterà la nascita dell'Unione. In un successivo consiglio comunale saranno nominati i consiglieri che ne faranno parte e l'attribuzione delle competenze al nuovo ente. Nadia Plucani [.

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Malpensa, il pasticcio degli slot (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il caso Verso la firma di un decreto per trasferire le competenze all'Ente di Stato Malpensa, il pasticcio degli slot Lo stop dell'Europa al piano Bianchi per la cessione delle rotte SEGUE DALLA PRIMA Ma ora, con la firma che il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sembra determinato a mettere su un decreto già dopodomani, la competenza sull'assegnazione degli slot dei 14 scali italiani passerà all'Enav, l'ente per il controllo del traffico aereo: una spa, una società per azioni, ma controllata dal Tesoro. La lista dei contrari è lunga. Solo nelle ultime ore è arrivata al ministero la lettera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree, con toni non proprio amichevoli: "Le chiedo di abbandonare questa iniziativa per far passare la responsabilità dell'allocazione degli slot all'Enav. Se insisterà dovrò insistere anche io affinché venga aperta una consultazione con noi, con le compagnie che servono l'Italia e con gli stakeholder come richiesto dalla European Council Slot Regulation. [...]Il passaggio a una compagnia posseduta dallo Stato è in conflitto con le regole della Iata". Ma non è finita qui. Sempre ieri è arrivata la decisione del consiglio di amministrazione dell'Enac, l'Ente regolatore in materia di traffico aereo. Che dopo essersi riunito nel pomeriggio ha deliberato all'unanimità sull'inopportunità della mossa del ministro. Il tutto ruota su codicilli e norme. Il ministro Bianchi aveva scritto al presidente dell'Assoclearance, Carlo Griselli - peraltro anche nel consiglio di amministrazione della stessa Enav - che l'attuale assetto della società che assegna gli slot e che vive senza soldi pubblici ma con la partecipazione volontaria delle compagnie e delle società di gestione aeroportuale è "in contrasto con la normativa contenuta nel regolamento Cee n. 95/93 così come modificato dal regolamento Ce 793/2004, oltre a non essere conforme all'atto di indirizzo per la riforma del trasporto aereo nazionale deliberato dal Consiglio dei ministri nel dicembre 2006". Le risposte non si sono fatte attendere. Oltre all'Assoclearance, hanno preso carta e penna anche i principali scali italiani per manifestare il proprio dissenso al ministro. è partita la guerra degli avvocati esperti in materia comunitaria. E la stessa Enac, nella delibera di ieri, ha ricordato che la Commissione Europea lo scorso 15 novembre aveva riconosciuto che tutti gli Stati membri, e dunque anche l'Italia, non avevano disatteso le prescrizioni del regolamento 95/93. Senza contare che sulla questione è stato recentemente tirato dentro anche il commissario europeo Jacques Barrot dalla parlamentare in quota An, Cristiana Muscardini. E allora? In mezzo rimane Malpensa. E quello che per lo scalo varesino rappresenta la partita più importante rischia di trasformarsi nell'ennesima battaglia tra scartoffie, politica e burocrazia. Lontana dal mercato. Massimo Sideri.

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Ordine dei medici <Sugli sfratti più attenzione> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-05 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Casa Vertice con gli inquilini Ordine dei medici "Sugli sfratti più attenzione" Ieri mattina, a undici giorni dall'entrata in vigore del "milleproroghe" (in gazzetta ufficiale n. 51 del 29 febbraio scorso) le forze dell'ordine, hanno accompagnato l'ufficiale giudiziario in via della Polveriera, nel I municipio. Un provvedimento di sfratto (per fine locazione) di lungo corso e dal complesso iter giudiziario, che riguarda una coppia di anziani inquilini dei Maroniti con pensione sociale (lei, 60 anni, ha un'invalidità regolarmente certificata e un alloggio a Ciampino nel quale si stanno abbattendo le barriere architettoniche, proprio per renderlo accessibile). Il funzionario del tribunale ha concesso agli inquilini di via della Polveriera tre settimane di tempo. Ossia fino al 29 marzo. Nel frattempo l'assessore municipale ai servizi sociali, Roberto Morea, in affanno contro tempi e schemi della burocrazia, sta cercando di ottenere un finanziamento che acceleri i lavori nella casa di proprietà di Ciampino. Altra novità sul fronte dell'emergenza abitativa: ieri pomeriggio le rappresentanze di base degli inquilini (Asia Rdb), hanno incontrato il presidente dell'ordine provinciale dei medici, Mario Falconi. Iniziativa dal duplice significato (triplice, se si considera l'esigenza di difendere l'argomento sulle pagine dei quotidiani, solitamente parsimoniosi al riguardo). Sollevare un caso e ottenere dall'ordine il richiamo alla deontologia professionale del medico che assiste l'inquilino sfrattato. "Abbiamo voluto rendere nota la vicenda di una settantenne sfrattata con l'"aiuto" del medico che, invitandola a farsi visitare sul pianerottolo, ha agevolato il lavoro di fabbro e ufficiale giudiziario" spiega Paolo Divetta per gli inquilini. Dice Mario Falconi, presidente dell'ordine: "Ricordo che il medico presente all'esecuzione di uno sfratto dovrà riscontrare il più obiettivamente possibile le patologie ed emettere il proprio certificato sulla base della patologia accertata. Comportamenti difformi saranno accertati ed eventualmente sanzionati". Il. Sa.

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Il Partito sceglie la nuova classe dirigente E le spese militari aumentano del 17 per cento (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-05 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Gli assetti nel gigante d'Asia Il Partito sceglie la nuova classe dirigente E le spese militari aumentano del 17 per cento DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PECHINO - La Cina completa il rinnovamento della classe dirigente con un ampio rimpasto di governo che si accompagnerà a una riforma della sua struttura: meno ministeri, meno burocrazia, maggiore tempestività nelle decisioni macroeconomiche. Quella che si apre oggi, con la relazione del premier Wen Jiabao (confermerà tra l'altro che le spese militari cresceranno nel 2008 del 17,8%), non è la solita riunione annuale della Assemblea nazionale del popolo (3.000 delegati), il Parlamento cinese, ma è una tappa importante per gli assetti della Repubblica popolare. A conclusione dei lavori, che dureranno fino al 18, sarà votato il nuovo esecutivo: scontata la rielezione di Wen Jiabao, usciranno di scena due anziani vice (fra questi Wu Yi, la lady di ferro cinese che ha portato la Cina nel Wto) ed entrerà Li Keqiang, cinquantenne con master negli Stati Uniti, al quale sarà affidata la poltrona di vicepremier esecutivo, con la supervisione di tutta la politica macroeconomica. I dettagli della riforma, già approvati dai vertici comunisti, non si conoscono ma è certo che, oltre a un vicepremier esecutivo che coordinerà le politiche di crescita, sarà creata un'unica struttura ministeriale che accorperà le deleghe fino a oggi divise di industria e finanza, banche e assicurazioni: un superministero dell'Economia. Infine il Parlamento voterà per il vicepresidente della Repubblica: il vice di Hu Jintao. Sarà Xi Jinping, l'ex segretario di Shanghai indicato come il futuro numero uno del Partito comunista e della Cina. F. C.

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<Il miglior amico dell'integrazione è il mercato libero> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-05 num: - pag: 41 categoria: REDAZIONALE Giovanni Perissinotto, amministratore delegato delle Generali Protagonisti / 2 "Il miglior amico dell'integrazione è il mercato libero" "N egli ultimi anni i passi in avanti dell'integrazione finanziaria sono stati rilevanti, anche se è un processo che richiede più tempo di quanto siamo disposti a concedere, e che ha bisogno di un potere di coordinamento europeo più forte". Malgrado le difficoltà, non ultima la crisi delle ultime settimane, l'amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto, rimane ottimista sul futuro del mercato continentale. Eppure ci sono ostacoli di rilievo. Si pensi solo ai campioni nazionali... "E' vero che in molti Stati europei si riscontra il desiderio di mantenere al proprio interno un gruppo forte, che assuma un ruolo aggregante nei processi di concentrazione. E' altrettanto vero che ciò è avvenuto per settori sensibili per un'economia nel suo complesso, quali il credito e l'energia. Ma nei servizi, come nel settore assicurativo, ci sono già state integrazioni e operazioni cross-border. Ci vuole tempo e alla fine il mercato prevarrà". Se dovesse mettere in evidenza qualche ostacolo? "Citerei fra l'altro la normativa fiscale, la burocrazia e, come public company, il sistema dei controlli. Un sistema di supervisione più coordinato aiuterebbe molto le imprese". Voi operate in sistemi che vanno dall'Italia alla Cina, società aperte o chiuse, sistemi di maggiore o minore democrazia economica... "In Paesi molto lontani sia come distanza che cultura abbiamo scelto di operare insieme a un partner perché è più conveniente lavorare con chi è già presente sul mercato e lo conosce bene. Per i nostri investimenti abbiamo deciso da tempo di aderire alle linee etiche stringenti adottate dal Fondo pensioni governativo norvegese. Seguiamo le nostre regole di comportamento, ma non spetta a noi giudicare quelle di un paese, e come operatori economici dobbiamo essere in grado di operare al meglio nei diversi ambiti e riuscire a svolgere la nostra attività con successo". Per i "fondi sovrani" la Commissione europea pensa a un codice di condotta volontario. E' sufficiente? "Può essere un primo passo, ma sarebbe meglio che a livello europeo ci fosse un maggior coordinamento con altri organismi internazionali, come ad esempio il Fondo monetario e l'Ocse. E penso che si debba comunque arrivare a una normativa più articolata e soprattutto più cogente" E quanto al ruolo dei fondi "attivisti"? "Mentre i fondi sovrani creati con i forti surplus commerciali sono di norma investitori di lungo periodo, quelli attivisti mi sembra siano mossi da prospettive più di breve termine. Il compito di chi gestisce un'azienda è diverso: deve massimizzare il ritorno, ma con un'ottica di medio e lungo periodo. E sa che deve fare un investimento se porterà nel futuro benefici maggiori anche a scapito della redditività immediata". Ma possono svolgere una funzione positiva? "Sì, ogni azionista può avere un ruolo positivo se la sua azione resta nel giusto ambito. Altrimenti il rischio è destabilizzare una società". Da assicuratore il suo lavoro è saper valutare i rischi. Che cosa non ha funzionato con la crisi dei "subprime"? "Con la vendita dei mutui subprime e la loro successiva cessione in titoli strutturati si è assistito in molti casi a un trasferimento totale di rischi dall'assuntore all'investitore. Da assicuratore, invece, so che una parte del rischio che sottoscrivo la devo trattenere. Credo che questa sia una disciplina salutare e necessaria. Mi sembra poi che nei guai maggiori si siano trovate quelle istituzioni dove c'era una forte ricerca, a posteriori forse esagerata, dei risultati a breve che quelle operazioni potevano apportare". \\ Il sistema dei controlli potrebbe funzionare meglio Il riferimento a un solo regolatore aiuterebbe le imprese Il manager Giovanni Perissinotto. Le Generali sono il terzo gruppo assicurativo europeo Stefano Agnoli.

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Vincoli, leggi e cultura: ecco cosa impedisce l'addio al protezionismo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-05 num: - pag: 40 categoria: REDAZIONALE Gli imprenditori Ancora troppi ostacoli per il mercato europeo dei capitali Vincoli, leggi e cultura: ecco cosa impedisce l'addio al protezionismo Parigi attrae più di noi gli investitori esteri ma il "patriottismo economico" frena lo sviluppo U n conto sono i principi e un conto è la realtà. Anche nel libero mercato dei capitali europei. Dove la caduta delle barriere tra Stati non è riuscita, nei fatti, ad abbattere tutti i muri. "In linea di principio non devono esserci ostacoli alla mobilità dei capitali, non è permesso a Paesi come Italia e Francia di bloccare acquisizioni dall'estero", spiega Franco Bruni, docente di Teoria e politica monetaria internazionale all'università Bocconi, ma è innegabile che "ci sono difficoltà non ancora superate ". "Difficoltà" che entrano in gioco quando si parla, su diversi livelli, di interessi nazionali, patriottismo economico o protezionismo. "Ogni Paese - è la constatazione di Bruni - usa proprie regole per difendersi; le autorità nazionali di vigilanza bancaria, per esempio, tendono ad avere un occhio di riguardo per gli istituti del proprio Paese". Nel caso di Société Générale, continua il docente della Bocconi, "le autorità francesi sono state quasi esplicite" contro le ipotesi di intervento straniero. E, in generale, diventa difficile operare in un Paese estero se, in quello Stato, "la regia nazionale della crisi tende ad eliminare" le opzioni d'oltreconfine. Eppure, esistono leggi europee che vietano le discriminazioni. Si può fare ricorso davanti alla Corte di giustizia dell'Unione. "Certo - commenta Bruni - i diritti si possono fare valere, ma è molto costoso ". Soprattutto per le società meno grandi. Magari desiderose di crescere all'estero. Magari bloccate da qualche ostacolo sul confine. Il ragionamento di Bruni è da manuale: la libera circolazione dei capitali porta a maggiore concorrenza ed efficienza, a prezzi e servizi più competitivi. Lo stesso Bruni, però, ammette che nel confronto Italia-Francia "i transalpini, pur essendo più protezionisti di noi, sono comunque più efficienti". In altre parole, gli italiani sono più liberali, ma per un'impresa tedesca, inglese o spagnola può essere più conveniente fare affari in Francia. E tutto questo succede anche se "sul fronte della governance il mercato italiano è più moderno ed esiste una maggiore contendibilità nel controllo societario, mentre in Francia i consigli di amministrazione sono più "impenetrabili" ". Italia più liberale, Francia più gettonata? Una possibile contraddizione che per l'esperto di politica monetaria ha una semplice spiegazione: lo Stato francese è nato molto prima del nostro, rispetto a noi vanta una burocrazia e una classe dirigente più qualificata. Il risultato? Nel 2006, secondo il "World investment report" delle Nazioni Unite, l'Italia ha attirato 39,2 miliardi di dollari di investimenti esteri, la Francia più del doppio: 81,1 miliardi. Inoltre, la metà della capitalizzazione delle imprese del Cac40 (l'indice borsistico francese) è in mani straniere, sottolinea Elie Cohen, docente alla Iep di Parigi e direttore di ricerca presso il Cnrs di Sciences Po. "è il segno - commenta Cohen - di una grande apertura ai capitali esteri: una considerazione che vale anche per gli altri Paesi europei". Italia inclusa. E i venti di protezionismo? In tutta l'Unione, riconosce il docente francese, "ci sono ora alcune spinte verso il "patriottismo economico" nel-l'energia, nelle banche e nelle utility ". Nonostante casi controcorrente come l'operazione Bnp-Bnl. Ma, naturalmente, sul mercato non si muovono solo le imprese e i capitali. Anche il lavoro. E qui, per Bruni, Italia e Francia non sono molto diverse. "In entrambi i Paesi - spiega - ci sono forti spinte verso una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, al contrario di quanto succede sul fronte dei capitali". Un "protezionismo asimmetrico" che a Bruni non piace. Anche se i capitali in arrivo dall'estero sono gestiti da alcuni fondi sovrani considerati opachi? "Sono necessari - risponde il bocconiano - requisiti di trasparenza e una politica comune europea. E qui è più facile convincere gli italiani dei francesi". Il confronto La burocrazia transalpina offre più efficienza, mentre sul fronte della governance vinciamo la sfida in modernità Giovanni Stringa.

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BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-05 num: - pag: 45 categoria: BREVI BUROCRAZIA Peso da alleggerire Possibile che fra le occasioni perdute non riesca a leggere l'eliminazione del peso insopportabile della nostra inetta burocrazia? Tolto il numero di pubblici dipendenti in più del necessario il risparmio sarebbe notevole e tutto diventerebbe più facile. Gaetano Ciocci Longarone (Bl).

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Legge popolare per abolire le province (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Donà. La proposta arriva venerdì alla Corte Suprema di Cassazione Legge popolare per abolire le Province I promotori: "Un ente mangia-soldi". Ma adesso servono 50 mila firme SAN DONA'. Abolizione delle Province, parte dal Basso Piave la prima proposta di legge d'iniziativa popolare che mira a scardinare questo ente territoriale, considerato sorpassato e costoso. Venerdì mattina la proposta suddivisa in articoli verrà depositata presso la Corte Suprema di Cassazione a Roma dal comitato promotore in cui figurano cittadini di San Donà, professionisti e impiegati. Si tratta di un progetto iniziato nel 2007. Tra i firmatari Lorenzo Furlan, Stefano Montagner, Francesco Brichese, Gabriele Zenezini, Renato Bastianetto, Rosa Bertuzzi. Un gruppo di amici che ha pensato in grande, si è mosso da solo e senza aiuti, con le proprie risorse intellettuali ed economiche. Venerdì mattina, infatti, acquisteranno il biglietto di andata e ritorno in treno per la capitale. Sembra la riedizione in chiave moderna dell'avvincente e suggestiva storia di Davide contro Golia, il coraggioso cittadino contro l'asfissiante e gigantesca burocrazia. Eppure da venerdì, giorno della deposizione del progetto di legge di decostituzionalizzazione delle Province, inizierà la raccolta di firme a sostegno della proposta. Ne servono 50 mila come prevede la Costituzione. In buona sostanza si propone di trasferire le funzioni delle Province alle Regioni. Esiste già un sito, www.aboliamoleprovincie.it, addirittura primo nel motore di ricerca Googole, poi l'e-mail lorenzo.furlan@aboliamole province.it. "Nel 2007 abbiamo riflettuto sugli sprechi delle Province - spiega Lorenzo Furlan, dirigente del Consorzio di Bonifica - assieme ad alcuni amici. E' nata l'idea di questo comitato promotore e così abbiamo elaborato la proposta di legge d'iniziativa popolare che depositeremo a Roma. Secondo un calcolo approssimativo la Provincia viene a costare, intendiamo costi politici relativi agli organi elettivi, da 100 mila fino ad un milione di euro all'anno. Se consideriamo tutte le Province d'Italia siamo a circa 50 milioni di euro che diventano tra i 2 e i 3 miliardi se consideriamo anche tutta la burocrazia. Costi enormi che potrebbero essere tagliati con un trasferimento delle funzioni in capo alle Regioni. La vera novità è che, sebbene se ne parli ormai da decenni di abolizione delle Province, mai è stata depositata una vera proposta di legge d'iniziativa popolare". Nessuna cerca gloria o celebrità, solo la voglia di cimentarsi in una sfida che sembra impossibile. "Raccogliere 50 mila firme in tutta Italia non sarà facile - dicono - e per questo noi siamo anche disposti a farci da parte se qualche ente o associazione appoggerà la nostra battaglia con più mezzi e una rete capillare in tutta Italia. A noi interessa raggiungere l'obiettivo e venerdì avremo già compiuto il primo grande passo in questa direzione". (Giovanni Cagnassi).

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<La burocrazia ostacola il progetto Civis> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1039 Barrali "La burocrazia ostacola il progetto Civis" Barrali --> Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli per denunciare lo stato di stasi in cui da due mesi si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione dell'opera. "Ma non solo Barrali si trova in questa situazione - precisa Baccoli - di fatto tutti i Comuni sono bloccati. Per problemi puramente burocratici. Ora: i progetti civis sono finanziati con fondi Por, quindi fondi europei - spiega ancora il sindaco - e se da una parte l'Europa ci dice che entro dicembre dobbiamo eseguire le opere, collaudarle e rendicontarle, dall'altra la Regione non ci dà il via a procedere con i lavori". Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di una vecchia struttura (la Funtana Manna) nel centro dell'abitato e la realizzazione di un percorso ciclopedonale dalla Funtana Manna alla Stazione ferroviaria, lungo la provinciale 11 che collega il paese alla statale 128. "Non possiamo demolire la Funtana Manna. - prosegue seccato Baccoli - tutti sono d'accordo sul fatto che è un vecchio rudere che va smantellato. Ma per un'incompatibilità tra il Piano paesaggistico regionale e il Piano particolareggiato comunale non possiamo farlo. Impossibile a questo punto rispettare i termini". (al. pi.).

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Quattro impiegati nel dimenticatoio (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Iglesias Pagina 2023 Il vecchio ente ha i giorni contati e il personale rischia di restare senza stipendio Quattro impiegati nel dimenticatoio Il vecchio ente ha i giorni contati e il personale rischia di restare senza stipendio Che fine faranno i dipendenti dell'ex Comunità montana? --> Che fine faranno i dipendenti dell'ex Comunità montana? Lavorano ancora per la Comunità montana. Dal primo aprile dovrebbero passare all'Unione dei Comuni, un ente che non esiste. Lavoreranno per la Comunità montana fino al primo aprile. Per uno strano gioco del destino dovrebbero passare a un altro ente che ancora non esiste proprio il giorno delle bugie, ma non hanno molta voglia di scherzare i dipendenti rimasti negli uffici di via Argentaria a Iglesias. Si tratta di quattro impiegati assunti a tempo indeterminato che chiedono di conoscere quale sarà il loro futuro, visto che l'Unione dei Comuni, il loro prossimo "datore di lavoro" c'è soltanto sulla carta. IL DECRETO Qualche giorno fa la Regione ha deliberato che il passaggio dalle vecchie comunità montana alle unioni dei Comuni dovrà concludersi entro il 31 marzo. I commissari dei vecchi enti nelle ultime settimane stanno lavorando per portare a termine tutte le operazioni di trasferimento che interessano beni immobili, mezzi e il personale. A Iglesias però la situazione è decisamente ingarbugliata perchè l'Unione dei Comuni non esiste. LA PREOCCUPAZIONE "Non sappiamo cosa succederà il primo aprile e siamo molto preoccupati", dicono Silvana Mocci, Giovanni Tocco, Laura Pasci e Gianni Frau. I quattro dipendenti dell'ex Comunità montana negli ultimi tempi hanno lavorato regolarmente. "L'ente - dice Silvia Mocci - per quanto commissariato ha ancora una sua autonomia. Il nuovo ente invece, non solo non esiste, ma non ha alcuna dotazione finanziaria e non c'è la certezza delle risorse". Come dire: in caso di trasferimento all'Unione dei Comuni non ci sarebbero i soldi per pagare gli stipendi. Che fare allora? I quattro dipendenti lanciano un appello alle istituzioni, anche perché il tempo stringe. La Comunità montana ha i giorni contati. L'UNIONE DEI COMUNI Si chiama "Metalla e il mare", ma per tutti è l'Unione dei Comuni, il nuovo ente nato in seguito a un accordo tra le amministrazioni di Villamassargia, Narcao, Musei, Fluminimaggiore, Buggerru. Qualche tempo fa ha aderito anche Iglesias, ma si tratta di un pura formalità visto che di fatto l'Unione non esiste. Ci sono infatti problemi di natura politica legati allo statuto. L'amministrazione comunale di Iglesias, infatti vorrebbe "pesare" di più, con un numero di rappresentanti superiore a quelli degli altri cinque paesi. In attesa dell'accordo i giorni passano. Riuscirà la burocrazia a partorire il nuovo ente e a dare una risposta ai quattro dipendenti della vecchia Comunità montana? FRANCESCO PINTORE.

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L'ira delle suore senza web (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6023 Lanusei. Pasticcio fra due gestori vieta internet alle domenicane L'ira delle suore senza web Lanusei.. Pasticcio fra due gestori vieta internet alle domenicane --> Spesso non resta che affidarsi alla divina provvidenza. Da qualche mese le suore domenicane di Lanusei sono senza adsl, isolate dalle loro missioni all'estero e dalla sede torinese. Le religiose, fino a tre mesi fa, avevano un contratto con Telecom per il servizio adsl. Internet è uno strumento prezioso, soprattutto per la posta elettronica. "Ci permette di restare in contatto con le nostre missioni all'estero - racconta la madre superiora Caterina Marras, per tutti suor Giuseppina - e di comunicare con la madre generale che risiede a Torino". A settembre dello scorso anno, senza alcun preavviso né comunicazioni, il servizio viene sospeso. Le religiose si rivolgono al servizio clienti Telecom e, dopo numerosi tentativi, riescono a scoprire che il servizio è stato interrotto perché (così risultava alla Telecom) le suore avevano fatto una richiesta di passaggio ad un altro gestore, nella fattispecie Tiscali. "Dicevano che era stato stipulato un contratto a mio nome - racconta la superiora - ma io non ho mai parlato con nessuno". Non potendo fare altro, le domenicane decidono di seguire le procedure previste per tornare ad essere servite da Telecom, e inoltrano regolare istanza. La tempistica prevede che il servizio con il vecchio operatore sia ripristinato entro due settimane. "Sono passati oltre tre mesi - dice sconsolata suor Giuseppina - e ancora non è cambiato nulla". Nel frattempo, all'istituto arriva un pacchetto con il modem di Tiscali che viene ovviamente rispedito al mittente. Quello delle domenicane è un caso tutt'altro che raro. Cosa potrebbe essere accaduto? Forse che una compagnia telefonica (nel caso Tiscali) cerchi di sottrarre un cliente ad un'altra compagnia (Telecom). A questo punto il cliente (le suore) chiedono di tornare con il precedente gestore ma si scontra con il muro di gomma della burocrazia. Ordinaria amministrazione a "Mi manda Raitre" o "Striscia la notizia". Se non fosse che questa volta a finire nel vortice kafkiano della telefonia sono state le domenicane dell'istituto di Lanusei. Quanto successo alle suore accade spesso e non riguarda solo le due compagnie protagoniste di questa vicenda. La possibilità di chiudere contratti telefonicamente, senza la firma del cliente, ha aperto la strada a una giungla commerciale di cui a far le spese sono quasi sempre i consumatori. Interpellato, l'ufficio stampa di Tiscali ha promesso risposte in tempi brevi ma, a tutt'oggi, non si è avuta nessuna notizia. FRANCESCO MANCA.

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<Lavoratori costretti a non licenziarsi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-03-05 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE "Lavoratori costretti a non licenziarsi" Industriali, Ascom e artigiani: "Mostruose le nuove regole per dimettersi" Troppo macchinose le procedure in vigore da oggi. "Saremo costretti a tenerci dipendenti che vogliono andarsene" TREVISO - "Un mostro burocratico". Con quest'epiteto, certo tutt'altro che lusinghiero, industriali, artigiani e commercianti danno il loro benvenuto a Treviso alle nuove norme sulle dimissioni volontarie del lavoratore. Secondo le categorie l'intenzione meritevole, ossia quella di stroncare il fenomeno delle dimissioni "in bianco" (quelle che il lavoratore è costretto sottoscrivere, senza data, al momento dell'assunzione), ha finito per esser perseguita con un meccanismo cervellotico, destinato ad intasare ancor di più la già congestionata burocrazia italiana. "Le aziende saranno costrette a tenersi un lavoratore che vuole andarsene" avverte il vicepresidente di Unindustria Luciano Miotto, mentre Luca Bertuola dell'Ascom chiede "uno slittamento dell'entrata in vigore della nuova normativa". Tant'è, a dispetto delle speranze dei commercianti le regole saranno valide sin da oggi, così come annunciato dal governo, corredate da una fitta selva di "istruzioni operative " che, rese note ieri, a detta delle categorie "han finito per ingarbugliare ancor di più la situazione". Da stamani, dunque, chi vorrà licenziarsi dovrà scaricare il modulo dal sito del ministero del Lavoro e poi compilarlo online, quindi stamparlo e validarlo obbligatoriamente presso le sedi abilitate (ossia la Direzione del lavoro, gli uffici comunali, i centri per l'impiego, i sindacati e i patronati). Infine, il modulo dovrà essere consegnato al datore di lavoro che, a quel punto, avrà cinque giorni di tempo per comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. "Un'apoteosi borbonica – tuona Miotto di Unindustria - Il lavoratore, che paga tasse e contributi in abbondanza, è evidentemente considerato incapace quando deve esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene quindi messo sotto tutela. Ci preoccupano poi molto le conseguenze di questo sovraccarico burocratico. Gli uffici pubblici già ora faticano molto a smaltire le pratiche. Cosa succederà ora che si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto che solo nei primi due mesi di quest'anno sono state presentate 35 mila lettere di dimissioni nella nostra regione?". D'accordo Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Veneto: "Il governo ha creato un altro piccolo mostro burocratico che di fatto rende difficile, se non impossibile, esercitare il diritto di dimettersi. Senza contare che al momento il modello non è reperibile agli uffici del lavoro: lo si trova solo in internet. Però in internet il modello non c'è". Chiude Luca Bertuola di Ascom: "Chiediamo al ministero di prorogare l'entrata in vigore della normativa. Sono infatti ancora troppi i punti oscuri, le nuove dimissioni si rivelano assai complicate oltre che incerte, visto che il sistema informatico non sembra funzionare a dovere, gli uffici comunali, in molti casi, non sono attrezzati per assorbire nuovi carichi di lavoro e molti punti, dal preavviso ai termini, sono tutti da chiarire ". Marco Bonet Perplesse Aziende preoccupate per i regolamenti in vigore da oggi che, di fatto, bloccherebbero le dimissioni.

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Arcuri: Tempi più rapidi per i contratti di programma (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-05 - pag: 18 autore: Politiche industriali. Da Sviluppo Italia sì a Montezemolo Arcuri: "Tempi più rapidi per i contratti di programma" MILANO La ex Sviluppo Italia, oggi Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa,è d'accordo con l'esigenza espressa da Confindustria di abbreviare i tempi, anche riguardo alle procedure per attrarre investimenti esteri, che oggi nel Sud, come ricordato da Luca Cordero di Montezemolo, sono prossimi allo zero e per i quali la burocrazia è micidiale. "è pienamente condivisibile - spiega l'amministratore delegato dell'Agenzia, Domenico Arcuri - la proposta del presidente Montezemolo quando nel decalogo presentato l'altro giorno afferma che è necessario accorciare, dagli attuali 24 a 6 mesi, le procedure autorizzative dei contratti di programma e dei contratti di localizzazione. Abbiamo ereditato proprio in questi giorni la titolarità degli strumenti. Il nostro primario obiettivo è proprio quello di riuscire, con il nostro lavoro, ad attuare la richiesta di civiltà che viene dal mondo imprenditoriale. Non è possibile che per fare un investimento agevolato un'impresa, italiana o estera, debba di fatto rischiare di uscire dal mercato, nel quale si compete lottando soprattutto con il tempo". Nei giorni scorsi, a Genova, proprio per favorire la semplificazione amministrativa, Arcuri ha lanciato l'idea di un patto pubblico fra le istituzioni per evitare qualsiasi duplicazione burocratica e "garantire una sinergia tra le amministrazioni che permetta a chi investe di poterlo fare in un numero di giorni ragionevole e soprattutto certo". "L'agenzia - sottolinea il numero uno dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - punta all'obiettivo della semplificazione burocratica e a far sì che questa diventi una priorità nazionale, soprattutto per accrescere la capacità del Paese di attrarre investimenti esteri, fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia". R.E. SEMPLIFICAZIONE L'obiettivo deve essere la riduzione complessiva delle procedure autorizzative da due anni a soli sei mesi.

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Priorità al nodo infrastrutturale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Marche. Gli industriali: bisogna rilanciare la competitività Priorità al nodo infrastrutturale ANCONA Il nuovo Governo dovrebbe presentare un'idea forte per rilanciare la competitività delle aziende, soprattutto le piccole, prevedendo una promozione del territorio coordinata, misure per favorire l'ingresso di menti giovani nelle aziende, ma anche semplificazione amministrativa e abbattimento di spesa pubblica e pressione fiscale. Ma le richieste degli imprenditori marchigiani abbracciano anche il tema infrastrutture, indispensabili allo sviluppo. "è mancata soprattutto nell'ultimo decennio – afferma Roberto Vallasciani, imprenditore calzaturiero del Fermano ed ex vicepresidente nazionale dell'Anci – una politica industriale per il manifatturiero, in particolare per le Pmi, che sono state lasciate sole a competere nel mercato globale. Non ci interessa l'assistenzialismo,ma azioni che valorizzino i nostri punti di forza e ci aiutino a superare limiti strutturali e organizzativi. Come uno sgravio contributivo per chi assume neolaureati, ma anche una promozione del ter-ritorio coordinata, che non disperda risorse in mille progetti e che tuteli il made in Italy". Richieste condivise anche dal mondo del commercio. "Dobbiamo recuperare in competitività, soprattutto sostenendo le imprese che lavorano in Italia – dice Massimiliano Polacco, direttore regionale di Confcommercio –. Serve un progetto globale di sviluppo. Anche in questa campagna elettorale, si parla di potere d'acquisto, pensioni, salari: problemi che non si risolvono se non si restituisce competitività al sistema ". Non si discosta l'artigianato: "Il costo del lavoro – afferma Giorgio Cippitelli, segretario regionale di Confartigianato –e la pressione fiscale sono eccessivi: per ridurli, occorre contenere la spesa pubblica, magari riducendo i livelli istituzionali, troppo costosi e scoordinati. Ma soprattutto è fondamentale far sì che tutti rispettino le regole, poche e chiare; investire sul sistema educativo, migliorandone il rapporto con il mondo del lavoro; rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese –aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche". "Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei fondali potrà far attraccare solo traghetti; l'aeroporto è pieno di debiti e non riesce a dare risposte al turismo e l'interporto non lavora a pieno regime". Molto da fare anche sulla rete stradale: "Sarebbe da sviluppare – conclude Giannalberto Luzi, presidente regionale Coldiretti – anche la viabilità trasversale, non solo la direttrice Nord-Sud, visto che l'agricoltura è sempre più relegata nelle colline: sarebbe un modo anche per favorire la vendita diretta. Servono piccoli e medi invasi naturali, visto che nelle Marche siamo, su questo fronte, fermi al dopoguerra. E bisogna sviluppare le energie rinnovabili, per integrare il reddito agricolo e aiutare lo smaltimento delle biomasse". An. La. INVESTIRE IN FORMAZIONE Secondo Confartiginato è basilare la riqualificazione del sistema educativo abbinata a strette sinergie con il mercato del lavoro IMAGOECONOMICA Roberto Vallasciani. Ex vicepresidente nazionale Anci Giorgio Cippitelli. Segretario regionale Confartigianato.

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La sicurezza è il fattore chiave (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Umbria. Norme per garantire centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi – dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti – finalizzate a colpire sempre l'ultimo anello della catena. Abbiamo il livello di tassazione più alto d'Europa, che mette le imprese in ginocchio; per converso registriamo un trend inflazionistico in linea con i Paesi dell'area euro. Il Governo deve prendere posizioni nette in merito. Collegata a questo c'è l'imprescindibile esigenza di alleggerire il carico della burocrazia e del sistema pubblico. Così come va alleggerito il costo del denaro. Altra emergenza è la sicurezza. Occhi puntati poi sull'innovazione e la ricerca. Infine i centri storici: occorre un'attenzione specifica per salvaguardarne l'identità e l'attrattività turistica ". Recuperare il concetto di impresa privata, è una delle priorità segnalate da Cna Umbria. "Quello che in primis ci aspettiamo – dice Paolo Arcelli, direttore regionale Cna Umbria – è che la tornata elettorale possa permettere la nascita di un esecutivo in grado di governare, partendo da una corretta interpretazione del contraddittorio sistema Italia, nel quale un tessuto economico- produttivo costituito da numerosissime imprese è costantemente "contrastato" da un pubblico, che ha ampliato gli spazi invadendo il mercato. Auspichiamo dunque che possa essere recuperato in positivo il concetto di impresa privata". Moderna agricoltura, tutela della sicurezza alimentare, salvaguardia del territorio, sono alcune delle indicazioni di Coldiretti Umbria. "Le priorità sono sempre le stesse, chiediamo interventi per la modernizzazione del settore e, in Umbria – spiega Angelo Corsetti, direttore regionali Coldiretti – sollecitiamo l'applicazione del Piano di sviluppo rurale in tutte le sue previsioni. La politica dovrà fare scelte chiare e condivise sui temi della tutela della sicurezza alimentare, dell'etichettatura dei prodotti, delle produzioni di qualità". Il Ternano avanza poi delle richieste specifiche. "Confindustria Terni – spiega il presidente dell'associazione, Umbro Bernardini – si impegna con ogni proprio mezzo per rendere il territorio massimamente competitivo. Il tema centrale, in tal senso, è quello della dotazione infrastrutturale, materiale e immateriale. Le priorità sono il completamento della superstrada Terni-Rieti-Civitavecchia; il raddoppio della linea ferroviaria Orte-Ancona; la realizzazione di una piattaforma logistica nell'area Narni-Terni; la realizzazione della complanare della città di Orvieto e del nuovo casello a nord della città". IL SETTORE PRIMARIO Gli agricoltori pongono l'accento sugli interventi di modernizzazione e la tutela della qualità e dei marchi di origine Umbro Bernardini. Presidente Confindustria Terni Antonio Giorgietti. Numero uno di Confcommercio Umbria.

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Misure per frenare il caro-petrolio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le richieste delle categorie produttive "Misure per frenare il caro-petrolio" Tra le priorità anche le infrastrutture e il rilancio dei fondi per l'innovazione è il costo eccessivo dell'energia, legato all'impennata del petrolio, l'emergenza numero uno per gli imprenditori del Centro-Nord ed è quindi su questo fronte che al prossimo Governo chiedono di intervenire in via prioritaria. Ma nel ventaglio di richieste del territorio a Roma, in vista della chiamata alle urne del 13 e 14 aprile 2008, non mancano annosi problemi irrisolti: dal deficit di infrastrutture materiali e immateriali alla necessità di stimolare la ricerca e l'innovazione, soprattutto nelle piccole aziende, fino all'urgenza di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro penalizzante per l'export. In Toscana le Pmi chiedono un sistema di premialità che incentivi investimenti in formazione e innovazione. Il mondo produttivo marchigiano denuncia l'assenza di una vera politica per il manifatturiero e dunque di un'azione sinergica per rilanciare il territorio, mentre gli operatori umbri spostano l'accento sul tema della sicurezza, per garantire l'attrattività turistica, e della modernizzazione in agricoltura. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Va tagliato il prezzo dell'energia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Emilia-Romagna. Il primo freno alla crescita per gli imprenditori è il costo del petrolio Va tagliato il prezzo dell'energia BOLOGNA L'alto costo dell'energia, con il prezzo del petrolio che galoppa, è oggi l'emergenza per le imprese. Che chiedono al Governo che verrà di trovare il modo per abbatterne il prezzo, più alto rispetto a quello dei concorrenti europei. Ma per correre l'economia non ha solo bisogno di carburante a buon mercato, ma anche di strade e ferrovie, di aeroporti e porti all'altezza delle esigenze. E di una burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei. Da sciogliere anche il nodo della produzione, perché dipendiamo molto da metano e petrolio". I cui aumenti stanno complicando la vita al distretto sassolese, al pari dell'euro forte che sta penalizzando l'export negli Usa. "Esportiamo in 180 Paesi, per questo è fondamentale realizzare le infrastrutture, soprattutto la Campogalliano-Sassuolo, che aspettiamo da 35 anni. Attendiamo buone notizie dal Cipe, ma, nonostante l'impegno della Regione, ci sentiamo sempre sui carboni ardenti. è, però, vitale che tutta la rete migliori: che si sviluppi il trasporto su rotaia, che si ammodernino i porti, soprattutto Ravenna, e i collegamenti con essi". Ma non solo: secondo Panzani, serve un nuovo impegno sui distretti, specie quelli più vivaci: "Per mantenere la leadership, abbiamo bisogno di agevolazioni sull'innovazione e sulla formazione. Oltre a un intervento per ridurre il costo del lavoro, possibile solo ammodernando uno Stato che costa troppo". Il caro-energia preoccupa anche l'agricoltura, specie la zootecnia: "Si dovrebbero sviluppare – dice Mario Girolami, presidente regionale Confagricoltura – le fonti rinnovabili, che non decollano per via dei tempi lunghi ottenere le autorizzazioni e perché non le si vuole sotto casa. Ci aspettiamo anche una semplificazione amministrativa e soluzioni al problema dell'acqua, con la creazione di nuovi invasi, politiche di promozione coordinate, per frenare la perdita di quote di mercato, e azioni di marketing di filiera e valorizzazione delle produzioni". "Occorre sostenere la crescita economica – afferma Gabriele Morelli, segretario della Cna regionale – facendo riprendere i consumi, favorendo le produzioni innovative e recuperando il gap infrastrutturale: se con l'alta velocità si libereranno spazi per il servizio ferroviario regionale, ci preoccupa lo sviluppo della rete stradale, che necessita del passante Nord e della E45 ". Fondamentale mettere mano a liberalizzazioni e privatizzazioni, per esempio nel trasporto pubblico locale: "Serve più mercato – ribadisce Morelli – per ridurre le tariffe". Anche il terziario ha fame di in-frastrutture: "In Emilia-Romagna bisogna razionalizzare il sistema aeroportuale – spiega Ugo Margini, presidente regionale di Confcommercio –e decongestionare il traffico, intervenendo sui principali assi viari, a partire dall' autostrada del mare. Ma il Governo dovrà intervenire anche sulle reti immateriali, con un progetto per il terziario della stessa portata di Industria 2015. E così pure sulla sicurezza e per dare finalmente una guida univoca alle politiche a favore del turismo". E i sindacati, cosa chiedono al nuovo Governo? "Che promuova – dice Danilo Barbi, coordinatore regionale Cgil – un'idea forte di sviluppo, ma non mi pare un aspetto centrale della campagna elettorale. Ed è paradossale, visto che siamo un Paese che più di altri vive la contraddizione tra due modelli, uno che punta sul contenimento dei costi e l'altro sulla qualità di processo e di prodotto. Occorrerebbe fare una scelta forte, che per la regione significa sostenere la qualità e le esportazioni e innovare i distretti, soprattutto per tutelare le Pmi, avviando consorzi per l'innovazione e favorendone l'aggregazione ". An. La. IL DISTRETTO DI SASSUOLO Il polo ceramico paga fino al 30% in più rispetto ai competitor europei e sconta pure un'eccessiva pressione fiscale Alfonso Panzani. Presidente Confindustria Ceramica IMAGOECONOMICA Ugo Margini. Presidente Confcommercio Emilia-Romagna.

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Più aiuti alle Pmi che innovano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Toscana. Al nuovo Governo si domanda un sistema di premialità per le piccole realtà Più aiuti alle Pmi che innovano Manuela Villimburgo FIRENZE Si chiamano infrastrutture, fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti. "Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie efficaci ed incisive ". Mentre per gli industriali di Grosseto, attraverso il presidente Aristide Giannetti, "c'è la necessità di un impegno concreto verso la possibilità di aumentare i redditi attraverso l'alleggerimento degli oneri del lavoro dipendente. è indispensabile poi un'attività per il rilancio dell'economia, legato alla competitività e al sostegno agli investimenti delle imprese per l'innovazione e la ricerca ". Ecco che il manifesto per la governabilità siglato a livello nazionale dalle associazioni d'impresa, in Toscana mette a fuoco voci di spesa da tempo in bilancio ma ancora incompiute. "Occorrono maggiori risorse – puntualizza Massimo Vivoli, presidente Confesercenti – per accelerare la modernizzazione delle infrastrutture a partire dal completamento della Tav e del sotto-attraversamento di Firenze. Vanno rimossi gli ostacoli che ritardano le opere per la grande viabilità come l'autostrada Tirrenica o la Fano-Grosseto, nonché termovalorizzatori e rigassificatori ". E tra gli ostacoli, oltre a quelli creati dalla stessa politica e dai suoi localismi, le categorie insistono su quello dei finanziamenti statali. "Per la messa a regime degli interporti di Prato e Livorno – incalza Cristina Bardazzi, vicepresidente Cna – non possiamo permetterci altri impasse. Per il miglioramento della rete ferroviaria e autostradale vorremmo vedere più attivi Stato e Ferrovie". Stessa convergenza di tutti i settori dell'economia regionale sul tema del fisco che vede le imprese di minori dimensioni particolarmente agguerrite, dopo essere state colpite così duramente dall'accelerazione della competizione. Il commercio toscano punta anche il dito sulla formazione, leva strategica per la competizione dei piccoli e grandi esercizi. "Se lo Stato non scommette sui giovani – insiste Nico Gronchi,presidente Confesercenti Firenze – rischiamo di veder scomparire il tessuto commerciale legato alle produzioni tipiche, dove stiamo cercando di favorire il ricambio generazionale ". Sull'inadeguatezza delle risorse insiste Franco Scortecci, presidente regionale Confcommercio, lamentando la tradizionale destinazione dei fondi alla grande impresa manifatturiera. "Chiediamo maggiore attenzione alle Pmi nelle politiche di sviluppo e nel credito agevolato, perché l'innovazione è una leva strategica anche nei settori del commercio e del turismo. Sul fronte tasse ci aspettiamo una riduzione dell'Ires, studi di settore equi e selettivi, assestamento dell'Irap e aliquote Iva competitive per il turismo". Sembrano soprattutto le imprese agricole ad avvertire il vincolo delle scelte governative dato che il settore gioca la propria partita sui terreni dell'etichetattura e dei controlli, questioni normate a livello europeo. "L'economia toscana potrebbe incassare molto di più dai prodotti tipici e di qualità – spiega Prisco Lucio Sorbo, direttore Coldiretti Toscana – ma senza indicazione in etichetta dell'origine del prodotto di base, i produttori rischiano di continuare a sottoporsi a mille adempimenti senza alcuna contropartita. è una strada fortemente ostacolata da chi non punta sul prodotto di qualità". L'INTERVENTO DI ROMA Senza finanziamenti statali per Tav, Fano-Grosseto, ferrovie e interporti gli operatori dichiarano di non poter andare avanti Carlo Longo. Presidente degli Industriali di Prato Massimo Vivoli. Presidente di Confesercenti Toscana AGF.

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Rilanciare incentivi e infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le priorità di professionisti e parti sociali "Rilanciare incentivi e infrastrutture" La sicurezza resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud. Uno il denominatore comune: la tempistica. Ogni intervento, ogni iniziativa dovrà essere intrapresa nell'immediato per evitare di allargare ulteriormente la forbice che spinge ai margini dei mercati il Meridione. Le ricette poi sono le solite: più infrastrutture, riforma degli incentivi, sburocratizzazione della Pa, lotta alla criminalità e alle tante emergenze che zavorrano il Mezzogiorno. Prisco u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Intervenire subito su Tav e mobilità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le attese e le priorità del mondo produttivo "Intervenire subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile – al primo posto c'è la richiesta di sciogliere i nodi legati alla Tav e alle altre opere ritenute fondamentali per lo sviluppo del territorio. Imprenditori, artigiani e commercianti sono uniti anche nel richiedere un maggior coordinamento e una miglior azione di "lobbying" da parte dei parlamentari espressi dal territorio, per un'azione bipartisan che favorisca anche l'integrazione all'interno della macroarea. Favorire l'innovazione,la ricerca e la creazione di network sono altre domande che emergono con forza. In particolare è la richiesta della Confindustria ligure, alle prese con la frammentazione del sistema produttivo locale. Non mancano poi i grandi temi che stanno animando la campagna elettorale nazionale: questione fiscale e difesa del potere d'acquisto dei consumatori. In Valle d'Aosta l'accento viene messo sulla difesa dell'autonomia. Intanto la rappresentanza della macroarea diminuisce a causa del calo demografico: dai 106 parlamentari eletti nel 1983 si è passati agli attuali 95. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Ance: L'edilizia è in recessione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-03-05 - pag: 6 autore: Costruzioni. Allarmate previsioni degli imprenditori sul primo semestre 2008 Ance: "L'edilizia è in recessione" Filippo Bonsignore TORINO Si aggrava la situazione dell'edilizia in Piemonte e Valle D'Aosta. Nella seconda metà del 2007 gli operatori avevano parlato di una pericolosa fase di stagnazione del settore, ma ora le previsioni si sono fatte più preoccupanti: negative le prospettive dell'andamento del fatturato e le attese relative ai livelli di occupazione delle aziende; in diminuzione le intenzioni di investimentoe aumento dei tempi medi di pagamento dei committenti. è la fotografia scattata dalla dodicesima indagine congiunturale sul primo semestre 2008 condotta dall'Ance Piemonte (l'associazione che rappresenta 1.800 costruttori piemontesi e valdostani), su un campione di 300 imprese. "Siamo di fronte a una vera e propria recessione del comparto – afferma il presidente dell'Ance, Maurilio Verna – è la rappresentazione di un'Italia ferma, in fase di stallo, incapace di avviare, per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%) tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%). Sei mesi fa questa differenza era sempre negativa, ma del 10,8 per cento. Stesso discorso anche per l'occupazione dipendente: il 5,6% degli intervistati intende aumentare il personale, mentre il 23,3% diminuirlo. Il saldo con il segno meno è del 17,7%, il doppio rispetto all'ultimo semestre dello scorso anno (-8,6%). Anche il venir meno delle difficoltà a reperire manodopera qualificata e generica non è un segnale confortante (il problema riguarda complessivamente il 53,5% del campione, rispetto al precedente 60,2%), ma l'effetto della minore propensione delle imprese ad assumere. Segnali negativi vengono pure dalle intenzioni di investimento. Il 40,9% delle aziende che ha risposto all'indagine ha in programma di investire nel primo semestre 2008. Nella scorsa rilevazione la percentuale era del 43,7 per cento. E si fa più pesante anche la situazione finanziaria delle imprese: aumentano, infatti, i tempi medi di pagamento dei committenti, da 89,4 a 95,3 giorni, e il costo del credito bancario (7,3%, +0,3% rispetto a sei mesi fa). Il portafoglio ordini si mantiene, invece, sostanzialmente stabile: impegna, in media, 14 mesi di attività, 9,4 assicurati dai lavori privati (da 9,8) e 4,6 da quelli pubblici (erano 4,1). "Servono stabilità di Governo e un impulso nuovo per far ripartire gli investimenti nelle grandi opere – aggiunge Verna – Il rilancio e il potenziamento delle infrastrutture e la soluzione del problema casa figurano tra le priorità degli enti locali. E lo sono anche nei programmi elettorali. Mi auguro che si passi dalle parole ai fatti. è ora di mettere da parte i proclami e pensare seriamente al futuro di questo settore che per anni ha sostenuto lo sviluppo dell'economia piemontese". http://www.ance.it Alla pagina di Ance Piemonte e Valle d'Aosta si accede dalla home page dell'Ance nazionale, sezione "Associazioni".

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Più integrazione per la Liguria (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Le associazioni: network tra sistemi produttivi e maggiore semplificazione Più integrazione per la Liguria Jada C. Ferrero GENOVA Infrastrutture. Materiali e immateriali. In Liguria più che altrove, la loro mancanza investe tutte le dimensioni di ogni possibile sviluppo. In una virtuale cassetta delle lettere indirizzate al futuro governo, al top dei desiderata locali compare una richiesta di intervento sull'hardware della regione, affacciata sul mare eppure in via crescente messa all'angolo. è un coro, seguito da un richiamo a incentivare tutto quanto è "corsia veloce", e dunque reti, network, semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma ben mirate –sostiene il numero uno di Confindustria Liguria, Umberto Risso, presidente del gruppo Autogas Nord (fatturato di 350 milioni, 220 addetti diretti) – per agire in particolare sulla produttività. C'è un problema tutto italiano di costi di sistema. Con enfasi diverse, i campi d'azione sono svariati: cuneo e salari, ammortizzatori, detassazione degli straordinari, contrattazione aziendale, pensioni, fisco, taglio alla burocrazia ". Mentre domanda al centro una riforma delle istituzioni, Risso chiede il perfezionamento delle deleghe alle periferie: "Va accelerato il compimento del federalismo fiscale. Così come sono state trasferite tante competenze, si dia ora agli enti locali la capacità impositiva: in concorrenza, le Regioni avrebbero anche più modo di agire sul proprio potenziale di attrazione". In quanto alle in-frastrutture: "Mi piacerebbe un governo che premi i territori che accettano installazioni nei propri confini". Diminuzione della pressione fiscale alle piccole imprese e risorse per gli investimenti: passa attraverso queste due chiavi di volta la sintesi di Nicola Caprioni, segretario ligure di Cna: "A prescindere dal colore del governo, mi auguro avanzi il processo delle politiche di Industria 2015". Il mondo artigiano in Liguria "cuba" per circa un terzo del bacino imprenditoriale: "La struttura imprenditoriale – osserva Caprioni – si è rafforzata, ma tantissime microrealtà sono in crisi per la bassa capacità di acquisto delle famiglie: manca la massa di circolante, con tutte le conseguenze del caso". Urge una scossa ai consumi, condivide lo spezzino Gianfranco Bianchi, presidente di Confcommercio Liguria: "Va rimessa in moto l'economia, riportando in equilibrio costo della vita e potenziale di spesa, che l'euro ha scombinato. Si potrebbe partire da una radicale riforma fiscale. Con sgravi contributivi: ormai il terziario è strategico, visto che il primario, da solo, non basta alla ripresa". Anche per il sindacato la priorità da iscrivere nell'agenda del nuovo governo è il sostegno alle famiglie: "Per questioni di anagrafe e tipologia sociale – ragiona Sergio Migliorini, segretario ligure della Cisl – la Liguria, con la sua anzianità crescente, sente più di altri la congiuntura ". A Roma è richiesta inoltre una speciale attenzione in termini di scelte industriali: "Molti grandi gruppi, che hanno da noi centri produttivi importanti, anche esempi di eccel-lenza, sono mossi da leve decisionali situate altrove. Penso a Fincantieri, a Finmeccanica, ma anche alla Ferrania, alla stessa Piaggio Aero Industries. Va presidiato il nostro residuo patrimonio manifatturiero". CULTURA DEL FARE Risso (Confindustria): "Mi piacerebbe un governo che premi le zone capaci di accettare l'istallazione di impianti nei propri confini" Presidente. Umberto Risso guida la Confindustria della Liguria DONATELLA PICCONE Confcommercio. Il presidente regionale Gianfranco Bianchi DONATELLA PICCONE.

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Il Piemonte chiede infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Il Piemonte chiede infrastrutture Nell'agenda di Confindustria anche gli interventi per ricerca e innovazione Paolo Piacenza TORINO Innanzitutto le infrastrutture con il nodo, irrisolto, della Tav. Ma anche molti temi nazionali declinati in chiave regionale, con l'abbassamento della pressione fiscale che mette tutti d'accordo, dagli industriali ai sindacati. In Piemonte l'agenda politica delle categorie per il voto del 13 e 14 aprile è ricca di spunti per i candidati. E propone una novità: dare più forza alla rappresentanza del Nord-Ovest creando "lobby" parlamentari comuni tra le regioni dell'area, a partire dalla Liguria. Il 3 aprile Confindustria Piemonte presenterà al mondo politico un documento sui bisogni del territorio piemontese. "Vi sono temi di interesse nazionale – dice il segretario generale Paolo Balistreri – che assumono un particolare peso per il Nord ". In primis la pressione sui contribuenti. Ma la priorità numero uno in Piemonte, per Confindustria, è la politica delle infrastrutture: "I progetti avviati vanno a rilento – prosegue Balistreri –e su Torino-Lione e asse Genova-Rotterdam manca la determinazione necessaria a scelte di interesse sovranazionale". La stessa determinazione serve per l'innovazione. "Il piano Industria 2015 – aggiunge Balistreri – va accelerato e raccordato con i programmi delle Regioni a partire proprio da infrastrutture e innovazione". E Balistreri propone "un'azione di sistema a livello territoriale per dare vita ad altri poli di ricerca oltre la Cittadella politecnica". Per gli industriali il sistema Piemonte soffre per la frammentazione imposta dai percorsi burocratici: "Non solo perché la macchina è inefficiente ma anche perché le tappe sono troppe. Quindi meno passaggi, e comunque più veloci, anche per ridurre i costi". E sul rischio che il Nord- Ovest perda peso politico a Roma? "Serve la capacità di fare lobby – risponde Ba-listreri – Come Confindustria rilanceremo il tavolo dei parlamentari, con una logica più operativa che in passato. Ancora meglio se si può fare insieme ai liguri". Da Confartigianato riecheggiano gli stessi temi, in primis le infrastrutture. "Per noi – osserva il segretario regionale Silvano Berna – è un punto su cui non ci devono essere tentennamenti". Ma la lista non si ferma qui. Gli artigiani piemontesi propongono di ampliare le detrazioni fiscali, contestano gli studi di settore se i parametri vengono definiti ad anno iniziato, chiedono di superare la contrapposizione tra lavoro autonomo e dipendente. Altra richiesta è un maggiore controllo sui prezzi. E poi la sicurezza. "è fondamentale per la nostra categoria – incalza Berna – perché la dimensione limitata delle nostre aziende le espone a maggiori rischi". Torna anche il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese". Berna lancia anche il tema della contrattazione decentrata: "è ora di attivare un federalismo contrattuale, rafforzando il secondo livello: regionale per le Pmi, aziendale per le grandi imprese". Per Valentino Boido, presidente di Confesercenti Piemonte, un nuovo patto tra la politica e cittadini serve a livello nazionale e locale. A cominciare da semplificazione normativa e infrastrutture: "Come Confesercenti – afferma Boido – ci siamo già pronunciati per la Tav. Capiamo i problemi delle popolazioni locali, ma vanno risolti in tempi brevi e tenendo conto dell'interesse generale ". Per i commercianti le opere da promuovere sono anche quelle per il piccolo commercio: "è il tema dei centri commerciali naturali: la normativa è carente e non trova adeguati strumenti di sostegno finanziario". Sulla semplificazione burocratica Boido promuove i decreti Bersani ma chiede più attenzione per le regole igienico-sanitarie: "Non c'è un'applicazione delle norme uniforme sul territorio e questo crea sconcerto tra gli imprenditori". Per Confesercenti serve anche un maggior coordinamento tra i parlamentari del Nord Ovest, liguri, vadostani, ma anche lombardi: "Lanciamo loro questo appello: facciano fronte comune per un'area importante del Paese". La Cgil Piemonte sottolinea innanzitutto che il voto ha allontanato la redistribuzione che doveva seguire al Patto sul welfare. "è stato un accordo importante – interviene il segretario generale Vincenzo Scudiere – ma la riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati è incompiuta e questo pesa ancor più in Piemonte dove l'Irpef regionale è, a nostro avviso, troppo alta per queste categorie". Anche la Cgil chiede che la realizzazione delle infrastrutture non si fermi. E rilancia il tema della sicurezza sul lavoro, che per effetto della tragedia della ThyssenKrupp di Torino è tornata d'attualità. CAMPAGNA ELETTORALE I temi caldi discussi a Roma sono molto sentiti anche a livello locale: ai primi posti ci sono welfare e questione tributaria FOTOGRAMMA Alta velocità. I lavori per la Tav tra Novara e Torino Confindustria. Paolo Balistreri segretario piemontese Confartigianato. Il segretario regionale Silvano Berna.

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Lo yacht dei cantieri Rizzardi ha avuto qualche difficoltà nel tragitto verso il mare e questo (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provoca acque agitate in maggioranza. Scaramucce tra il consigliere di Forza Italia - Noi del Partito della Libertà, Piero Giuliani e An. Giuliani ha espresso solidarietà ai cantieri Rizzardi per i ritardi provocati dalla burocrazia e si è scagliato contro chi ha sostenuto la soluzione della foce di Caprolace dimenticando l'impatto su strade e ponti del passaggio dell'imbarcazioni. Il riferimento non poi così velato è al vice sindaco Maurizio Lucci. Pronta la replica di An che difende l'operato del vicesindaco. "Giuliani, approfittando delle difficoltà tecniche manifestatesi nel trasporto dell'imbarcazione, fa riferimento a problemi non risolti ed a progettualità per Sabaudia come se non avesse alle spalle anni di presenza in amministrazione - si legge in una nota del coordinamento cittadino - Sul problema dello sbocco al mare delle imbarcazioni Rizzardi altri in passato, all'epoca sostenuti anche dal consigliere Giuliani, hanno politicamente speculato promettendo soluzioni, lasciando poi insoluta la questione". Sul fronte opposto il consigliere de L'Altra Sabaudia per l'Ulivo Antonio De Angelis ribadisce con forza che "sarebbe bastata una presa di posizione coraggiosa da parte dell'amministrazione in merito all'abbattimento del ponte rosso" e giudica "pericolosa" la soluzione di trasportare la barca via terra. Alfredo Scalfati invece ha ricordato polemicamente visita ai cantieri Rizzardi nel 2003 dell'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace e dell'ex sindaco Schintu in occasione della quale si discusse della necessità di un passaggio a mare per le imbarcazioni. "Sono passati 5 anni, le nostre aziende sono sotto sequestro e Rizzardi vara barche in mezzo ai campi - attacca Scalfati - Sono a rischio 2.000 posti di lavoro". E.Pie.

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Demo per l'industriale il programma del pd e quello di confindustria pari sono (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Demo per l'industriale il programma del pd e quello di confindustria pari sono Calearo: "Il Nord-Est come Den Xiao Ping" "L'importante è che il gatto prenda il topo. L'articolo 18 si potrebbe togliere. La Biagi è una buona legge" Tutte queste differenze tra Montezemolo e Veltroni, o meglio tra i rispettivi programmi, il neocandidato del Pd Massimo Calearo non le vede proprio. Poco importa che il presidente degli industriali abbia elencato come priorità di Confindustria liberalizzazioni, privatizzazioni, meno tasse alle imprese, oltre alle riforme che rendano governabile il paese. E che Veltroni, almeno così dice, considera la lotta alla precarietà la mission del Pd. L'ex presidente di Federmeccanica continua a ripetere le parole d'ordine con cui proverà ad andare alla conquista del Nord-Est con le bandiere del partito di Veltroni. Anche se lui, Calearo, a quelle dell'impresa non rinuncia affatto. E non le considera incompatibili con quelle del Pd. In una conversazione col Riformista spiega: "Il decalogo di Confindustria e i 12 punti del programma del Pd hanno molti aspetti in comune. Anzi, il significato profondo di alcune ricette su lavoro, produttività, scuola e burocrazia è lo stesso: modernizzare il paese". Per Calearo la modernizzazione del paese sta tutta in una formula: "La cultura del fare", che è poi, a suo giudizio, il tratto distintivo del modello Nord-Est. Dice Calearo: "La cultura del Nord-Est è quella che privilegia il raggiungimento dei risultati rispetto all'ideologia. Detta con Den Xiao Ping: non è importante di che colore sia il gatto, è importante che prenda il topo. Questo è lo spirito di quelle regioni in cui l'88 per cento delle imprese è di prima generazione: si tratta di aziende nate dallo sforzo di tecnici, di ex operai, di persone che sono riuscite a trasformare la parte povera del paese nella locomotiva d'Italia". Una "cultura del fare" che, per Calearo, è tutt'uno con i valori cattolici: "Non è affatto un caso che in quelle zone sia la Cisl il sindacato più forte: i valori di riferimento sono: famiglia, lavoro e campanile. E io, di quei valori, sono una espressione". E la Cgil? "È più presente nelle grandi imprese". Sul capitolo precarietà Calearo spiega: "La precarietà è un problema per tutti, ma innanzi tutto per l'impresa che, nel villaggio globale, per competere deve fare i salti mortali. Sono gli imprenditori i primi che soffrono la concorrenza, il mercato, i processi di internazionalizzazione". E i lavoratori? "Le cito un dato certo. Nel settore metalmeccanico il 90 per cento dei contratti a termine è diventato a tempo indeterminato. Aggiungo: la legge Biagi per me è una buona legge. Bisogna completarla con la riforma degli ammortizzatori sociali". E l'articolo 18? "Guardi, quando Confindustria voleva eliminarlo gestì male la partita. Ora, se il tema venisse affrontato in maniera diversa, l'articolo 18 si potrebbe togliere. E sarebbe un elemento di modernizzazione del paese. Ma l'importante, su questo tema, è non partire con una impostazione ideologica". Anche sul capitolo pensioni l'ex presidente di Federmeccanica ha una sua proposta: "Ho una idea personale e la renderò esplicita al momento opportuno: bisogna trasferire il peso del lavoro da chi lavora a chi consuma. Ma non è questo il momento adatto per parlarne. Magari se sarò eletto proporrò una legge ispirata a questo criterio". Ma è sul tema dei contratti che Calearo insiste e le sue idee in rotta di collisione con una parte della sinistra ci vanno, eccome: "Va potenziata la contrattazione di secondo livello. Si tratta di una opportunità, non di un rischio. Mi spiego meglio: i soldi vanno dati dove si fanno. Certo, i contratti nazionali sono una condizione di salvaguardia pubblica, da Palermo a Bolzano, per intenderci. Ma un operaio di Palermo e uno di Bolzano non sono uguali, o meglio, non vivono nello stesso contesto. Basta vedere quanto costa un caffè a Palermo o a Bolzano. Quindi il contratto nazionale serve come punto di partenza per tutelare la parte debole del sistema. Ma i salari non possono essere uguali, e vanno legati alla produttività. E non è affatto vero che legarli ai risultati equivale a indebolire o ad attaccare il sindacato". Calearo conclude con la sua visione di partito post-ideologico: "Destra e sinistra sono idee superate: sono solo luoghi dove ci si siede in Parlamento. Un paese moderno non è né di destra né di sinistra. Basti vedere cosa accade in Europa: Tony Blair non era né di destra né di sinistra, è uno che ha modernizzato l'Inghilterra". E Zapatero? "Non lo condivido al cento per cento. Un mix tra le sue politiche e quelle di Aznar sarebbe la formula vincente". Alessandro De Angelis 05/03/2008.

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LA GIUNTA REGIONALE TOSCANA HA APPROVATO LA PROPOSTA DI LEGGE PIANO SANITARIO 2008-2010: LA PAROLA AL CITTADINO PIÙ TRASPARENZA E ATTENZIONE, MENO ATTESE E BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firenze, 5 marzo 2008 - Un Piano sanitario 2008-2010 non calato dall'alto ma condiviso con i cittadini nei valori di fondo, nelle priorità, negli impegni per il futuro. E' questo il risultato di un lavoro ampio e approfondito che la giunta regionale ha approvato nella seduta di ieri su proposta dell'assessore regionale per il diritto alla salute e che va ora in Consiglio regionale per il voto definitivo. Alla base del Piano quattro parole chiave: appropriatezza e qualità, produttività e iniziativa. Nel suo testo importanti progetti per i singoli settori. Ma un moderno piano sanitario non è solo frutto di un lavoro tecnico. Deve tenere conto delle esigenze della popolazione e delle sue aspettative. Per verificare a che cosa pensano davvero i cittadini toscani quando immaginano un buon servizio sanitario pubblico il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Sant'anna di Pisa ha svolto su incarico della Regione, proprio per aiutare l'elaborazione del piano, una indagine telefonica su 5. 400 persone, con lo scopo di consegnare alla valutazione pubblica i nuovi principi enunciati nella proposta di Piano, acquisire interpretazioni, convinzioni, idee sui temi ed obiettivi cruciali. A tutti loro è stato chiesto che cosa, pensando alla sanità, fanno venire in mente le espressioni "iniziativa" o " migliorare la qualità e la produttività". Le persone intervistate non solo hanno tradotto e "pesato" i principi guida in aspettative concrete, frutto di esperienze, valori, interessi che vorrebbero veder realizzati, ma hanno anche restituito un insieme di requisiti sui quali il Sistema stesso dovrà misurarsi e "rendere conto". Il cittadino chiede accessibilità alle cure, trasparenza e tempestività di percorsi diagnostici terapeutici; esige attenzione come persona ed un rinnovato rapporto professionista ? paziente; domanda una informazione maggiore sulle cause di fragilità e sulle qualità necessarie per mantenersi in salute; richiede al sistema una sostanziale efficienza organizzativa evitando gli sprechi e la frammentazione dei percorsi diagnostico terapeutici. Vuole, in sintesi, una nuova cultura delle responsabilità che, accanto ai tradizionali indicatori di efficacia, efficienza, economicità, ponga le dimensioni dell'equità, della trasparenza, della correttezza in tutti gli aspetti della relazione e della gestione della salute. Questo piano, ha sottolineato l'assessore regionale per il diritto alla salute, si propone di "rendere conto" al cittadino, puntando su alcuni grandi progetti che, direttamente ed indirettamente, guardano sia alle esigenze individualmente espresse sia alla complessità dei problemi che esistono nella moderna gestione della salute di tutti. Le altre schede da consultare: Visite e interventi: maxi Cup, semplice e trasparente Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26207 La "Carta sanitaria", il nostro monitor della salute Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26208 Il tutor accompagna e informa in ospedale e a casa Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26210 Pazienti e medici alleati per gestire la cronicità Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26211 Investimenti per l'innovazione tecnologica e strutturale Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26212 . <<BACK.

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ORCIANO DI PESARO Tra scartoffie, burocrazia e passaggi nelle varie sedi giudiziarie la vicenda del (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La centrale a biomasse di Schieppe di Orciano da qualche mese è arenata negli uffici di Regione e Soprintendenza. E allora i Comitati del no alla centrale, in attesa delle decisioni dell'ente regionale, rompono il silenzio con un'assemblea convocata per stasera alle 21 al centro civico di Villanova di Montemaggiore al Metauro. "Poiché - spiega Alfredo Sadori del Coordinamento dei Comitati - abbiamo imparato a non fidarci del silenzio per fare il punto della situazione e studiare le prossime iniziative abbiamo pensato a questo incontro. Lì, insieme ai nostri avvocati, valuteremo il da farsi e cercheremo di presentare le nuove strategie legali". In attesa di novità, quindi, i Comitati si incontrano per confrontarsi e discutere sui programmi futuri. Tra i quali al momento non compare l'organizzazione di nuove manifestazioni anti-centrale.

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Inflazione: forte rialzo dei prezzi con valore della moneta (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Inflazione: forte rialzo dei prezzi con valore della moneta ... Inflazione: forte rialzo dei prezzi con valore della moneta deprezzato. Risultato: la gente diventa più povera e con gli stessi soldi riempie meno il carrello della spesa. Nei paesi evoluti esistono osservatori che, controllando l'andamento di determinati individuati prodotti (il cosiddetto paniere), monitorano il tasso di inflazione, attraverso modelli statistici e matematici complicati e di impossibile comprensione ai più. La realtà è che le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. Perché questa situazione e quali sono le cause che la hanno determinata? La risposta non è facile, perché bisogna andare lontano. Certamente debito pubblico e, una non corretta modalità di introduzione dell'euro, rappresentano alcuni fra i fattori principali, ai quali vanno aggiunti gli aumenti dei prezzi di materie prime che l'Italia importa. L'economia che tira può procurare inflazione grazie a vivacità di scambi e con la domanda superiore alla offerta. E questo, tutto sommato è un bene. Ma quando c'è inflazione in una economia in recessione si usa il termine "stagflazione" che è quanto di peggio possa capitare. I prezzi aumentano anche in presenza di offerte abbondanti ma pochi comprano perché non ci sono soldi. Di conseguenza diminuiscono i posti di lavoro. Con un circolo virtuosamente infernale. Si aggiunga che il Paese non ha più paratie di difesa: se altri Stati producono ovvero sono anche causa di inflazione per eccesso di domanda di materie prime (esempio India e Cina) trasformate in prodotti da lavoratori pagati poco e male, il quadro è completo. Ma che fare? Ora siamo sotto elezioni e da tutte le parti sentiamo programmi e promesse. Ma la gente si nutre di fatti. L'Italia, è un paese ancora amato che vive di immagine. Non sarà la mondezza il nostro testimonial. Non saranno disservizi, scioperi selvaggi, tasse eccessive, burocrazia arrogante che potranno risolvere, i problemi. La gente - non è vero il contrario - ha bisogno di politica quella seria, coraggiosa che sappia prendere anche provvedimenti impopolari in barba a difese di posizioni di retroguardia che servono soltanto alla salvaguardia di interessi personali e improduttivi di pochi. Il mercato-così si dice in gergo-è il regolatore della economia. Il mercato, quando etica e moralità prevalgono, sistema tutto. Ma non si può ricercare il sesso degli angeli. La attività di moralizzazione non si attua soltanto in modo giacobino. Occorre attenzione e controllo, non entrate a gamba tesa. Si deve rispondere ad un sistema politico rappresentativo di una opinione pubblica non miope né distratta ma conscia che serve uno scatto d'orgoglio per rimettere il nostro Paese nel ruolo che gli compete. La storia e i fatti illustri del passato, il riemergere da rovine e macerie ci devono ricordare quale è il Dna del nostro Paese che, di fronte alle avversità, si ricompatta e agisce. Siamo degli inguaribili ottimisti? No, l'importante è smetterla di piangerci addosso.

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Profumo d'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Profumo d'impresa Si è insediato ieri il comitato territoriale sicilia del gruppo unicredit. Rallo a capo dell'organismo consultivo. La ricetta degli imprenditori? "Economia di mercato, liberalizzazioni e burocrazia più veloce". E ora vendita Irfis e sportelli Per un giorno si accantonano temi importanti come la cessione dell'Irfis e la vendita degli sportelli, e si parla solamente di imprese. Si è insediato, infatti, ieri a Palermo, presso la sede della Società siciliana per la storia patria, il comitato territoriale della Sicilia di Unicredit, il 21esimo in Italia, che mette intorno a un unico tavolo 23 rappresentati dell'Isola, tra imprenditori, avvocati ed esponenti delle associazioni di categoria, e tre componenti del Bds, l'ad Roberto Bertola, il responsabile commerciale per la Sicilia di Unicredit Banca d'impresa, Salvatore Malandrino, e il responsabile d'area del private banking, Vincenzo Tumminello. Ieri i fari sono stati tutti puntati sul mondo produttivo dell'Isola. Una lunga tavola rotonda su "Gli interessi e le passioni del territorio incontrano l'impresa bancaria" ha fatto da sfondo all'insediamento dell'organismo consultivo che nel pomeriggio ha scelto all'unanimità il suo presidente: l'imprenditrice Josè Rallo, a capo di Donnafugata srl.Il salone Di Maggio, dove di mattina si è tenuto il dibattito, era gremito di imprenditori provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo, e operanti in numerosi settori: dal vino al turismo, dall'agroalimentare all'energia. Sul palco si sono alternati alcuni dei 23 componenti del nuovo comitato Unicredit che hanno raccontato la storia della propria azienda e le esigenze riscontrate in base alla propria esperienza. Al centro della tavola rotonda l'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, pronto ad annotare sul suo taccuino gli input degli imprenditori. "Il comitato deve essere visto come un luogo dove le imprese e la società civile possano esprimere le proprie priorità", ha detto Profumo. Che ha aggiunto: "Unicredit è una banca internazionale, ma con forti quote di mercato locali. Il nostro giro d'affari è del 45% in Italia e del 55% fuori dai confini nazionali. In questo contesto la Sicilia rappresenta quasi il 25% del mercato domestico". Di che cosa ha bisogno l'Isola per far decollare il sistema produttivo? Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, non ha dubbi: "Liberalizzazioni, economia di mercato e certezza degli iter burocratici". Proprio su quest'ultimo punto che si sono soffermati molti imprenditori. "Dopo più di due anni, l'iter autorizzativo del rigassificatore di Priolo non è ancora concluso", ha lamentato Edoardo Garrone, presidente di Erg, anche lui presente all'incontro insieme con il padre Riccardo Garrone che fa parte del comitato. "Lo scontro con la lentezza burocratica è deprimente", ha detto senza mezzi termini Lucio Tasca d'Almerita, presidente dell'omonima azienda. Rincara la dose Profumo: "Siamo la seconda banca europea per project financing. Qui avevamo un progetto per i termovalorizzatori che purtroppo è stato fermato dal governo". Una ventata di ottimismo, invece, nelle parole di Umberto Schininà, amministratore del gruppo Scar: "Il territorio ibleo è in forte crescita".Il Banco di Sicilia si avvicina così al territorio. La sfida delle prossime settimane, però, si giocherà sul campo delle cessioni. Unicredit ha tra le mani due importanti fascicoli: la vendita dell'Irfis, l'istituto di mediocredito siciliano che con ogni probabilità finirà nell'orbita del gruppo della Banca popolare di Vicenza, e quella dei 186 sportelli (79 in Sicilia) che il nuovo colosso bancario ha dovuto mettere sul mercato per "eccesso di posizione dominante", così come decretato dall'Antitrust all'indomani della fusione tra Unicredit e Capitalia. "Entrambe le trattative vanno avanti, ma ancora non c'è certezza sui tempi", ha dichiarato l'ad Bertola. In lizza per le filiali c'è una maxi-cordata di banche (tra cui Bpm, Bper, Carige, la Popolare di Ragusa e altre bcc siciliane) che da alcune settimane porta avanti una trattativa in esclusiva col management di Piazza Cordusio. Con la vendita Unicredit punta a incassare circa 750 milioni di euro. MF Sicilia Numero 046, pag. 1 del 5/3/2008 Autore: Emanuela Rotondo.

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Nomine al consorzio Asi, nel Nisseno tutto da rifare (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Nomine al consorzio Asi, nel Nisseno tutto da rifare Accolto il ricorso di confindustria caltanissetta. Si può dire conclusa la vicenda delle nomine del consiglio generale dell'Asi di Caltanissetta. E ancora una volta su una vicenda di rilevanza strategica per l'economia locale si decide nelle aule di un tribunale, ordinario, come i recenti fatti di cronaca dimostrano, o amministrativo come in questo caso. Dopo mesi di polemiche e di guerre a suon di carte bollate, il Cga ha accolto integralmente il ricorso di Confindustria Caltanissetta e della Piccola industria contro la determina del commissario Giuseppe Giacalone che, in nome del "pluralismo", avrebbe consentito l'ingresso nel consiglio dell'Asi di nuove associazioni imprenditoriali, riducendo di fatto da tre a uno i rappresentanti del consiglio designati da Confindustria. Una strategia, quella del commissario, bloccata dai giudici amministrativi.La notizia è stata resa nota ieri nel corso di un incontro con la stampa che si è svolto nei locali dell'associazione degli industriali di Caltanissetta. Il presidente degli industriali nisseni, Antonello Montante, e il presidente regionale del gruppo Piccola industria, Marco Venturi, hanno ripercorso l'iter della diatriba che si trascina da oltre un anno. Il Tar, infatti, aveva accolto in un primo momento il ricorso del commissario che contestava l'esclusione delle altre associazioni. Ora la situazione si è ribaltata e i giudici di secondo grado, nei fatti, hanno dato ragione agli industriali nisseni che nel loro ricorso lamentavano la scarsa rappresentatività delle nuove associazioni inserite dal commissario. E poi sia Montante che Venturi hanno ribadito con forza ciò che dicono ormai da un po'di tempo: ovvero che così come sono strutturati, i consorzi Asi sono inutili. Anzi. Rallentano le imprese, a scapito dell'economia locale. Quello che gli imprenditori chiedono adesso è che si arrivi al più presto a definire la composizione del nuovo consiglio che sarà chiamato a eleggere il nuovo presidente e il nuovo comitato direttivo . E ancora, gli industriali nisseni si augurano che si chiuda al più presto la fase di commissariamento iniziata nel gennaio 2007. "Noi imprenditori abbiamo bisogno di certezze", ha sottolineato il presidente dei giovani industriali Ignazio Manduca, che ritiene incomprensibile la decisione del commissario Giacalone: "Pur affermando il principio della pluralità il commissario non si è però preoccupato di verificare chi ci sia realmente dietro queste nuove associazioni e perché sono nate". Montante e Venturi hanno poi ricordato che Confindustria Sicilia ha elaborato una bozza di riforma dei consorzi Asi, definiti "condomini" o "carrozzoni inutili". Gli obiettivi della riforma mirano tutti verso un'unica direzione: lo snellimento dei consigli e l'alleggerimento dei consorzi Asi dal peso della burocrazia e delle pesanti ingerenze politiche. (riproduzione riservata) MF Sicilia  - Sicilia Territorio & Impresa Numero 046, pag. 3 del 5/3/2008 Autore: Maria Bertilla Carlino.

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Quando la misura conta (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalle bilance ai distributori di carburante Ecco quando gli obblighi sono in carico a chi conduce un'attività imprenditoriale Quando la misura conta Camera di commercio: il bilancio dell'ufficio metrico LEGGI E BUROCRAZIA L'ufficio metrico della Camera di commercio di Pordenone opera attraverso la metrologia legale, parte di quella che si occupa delle unità di misura, dei metodi e degli strumenti di misurazione utilizzati nelle situazioni in cui questa grandezza deve essere garantita a tutela della fede pubblica. La corretta misurazione della merce oggetto della compra vendita è uno degli aspetti fondamentali della transazione commerciale. Attraverso la metrologia legale è possibile intervenire per regolare la concorrenza tra imprese nell'ambito della correttezza e a tutela del consumatore. Le richieste che gli utenti inviano all'ufficio si possono suddividere in tre grandi categorie. Richieste di verifica periodica di strumenti per pesare. In questa categoria strumenti per pesare vengono accomunati tutti quelli la cui cadenza periodica è di tre anni, ma con differenti modalità di verifica dovute a portata, tipo di installazione e funzionamento. Per gli strumenti con portata fino ai 30 kg la verifica viene eseguita dall'ispettore metrico con i mezzi a disposizione dall'ufficio, mentre per portate superiori è necessario che l'utente provveda alla fornitura delle masse campioni necessarie. Questo normalmente avviene tramite l'intervento del bilanciaio di fiducia con tempi e modalità da convenire. Richieste di verifica periodica di strumenti di misura di volume (carburanti). La cadenza è biennale e normalmente viene eseguita con l'ausilio del manutentore, per facilitare la ricollocazione del carburante e il disbrigo delle pratiche Utif. In questo ambito le richieste in giacenza sono in numero consistente rispetto agli utenti, in quanto gli strumenti reali sono tanti, molti dei quali richiedono manutenzione costante. L'ufficio esegue le verifiche valutando la priorità in base al tipo e numero di interventi di manutenzione eseguiti per ogni utente. Richieste di verifica periodica di convertitori di volume di gas. La cadenza è sempre biennale e la verifica viene coordinata con la società che eroga il gas, con l'operatore e l'utente interessato. Il tempo medio di esecuzione di ogni verifica è di circa 110 giorni, durante cui l'utente può continuare a utilizzare lo strumento per la sua attività: 1012 sono le verifiche evase nel corso del 2007 di cui 627 relative a richieste pervenute nel medesimo anno. Il 67% si è concluso con esito positivo; nel restante 33% sono state rilevate alcune irregolarità e quindi gli strumenti sono stati sottoposti a manutenzione e nuova verifica. Nel corso di un anno l'ufficio metrico risulta aver evaso tutte le richieste pervenute. La Camera di commercio ricorda a coloro che svolgono la loro attività imprenditoriale utilizzando strumenti per misurare, di controllare la scadenza delle verifiche effettuate, rilevabili sulla targhetta color verde.

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Auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini piu' deboli, e piu' bisognosi (sezione: Burocrazia)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Focus Auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini piu' deboli, e piu' bisognosi Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, e per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e dei più deboli della nostra società, dai lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da questi emergerà sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa, sui posti di lavoro, dai prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, e il costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se bisogna riconoscere al governo di centrosinistra, nei ultimi due anni in cui è stato al governo ,di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le persone più bisognose. Bisogna però, fare molto di più, nella campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, in particolare di giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro,progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole, progetti in cui far si che i servizi sociali, diventino sempre migliori, dalla sanità, alla scuola, ai trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio. Poi lasciatemelo dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da subito, poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far si, che la politica non sia un costo, ma una risorsa. In Italia c'è bisogno di una politica alta, vera, onesta, trasparente, quella che una parte dei politici fa già, quella priva d' interessi personali, una politica che sia al servizio dei cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene comune degli italiani. Per far si che la non politica, il qualunquismo, l'indifferenza, l'egoismo, e quella dei no, sia superata con l'impegno morale diretto, con la passione, con la responsabilità, con il protagonismo. Per far si che sia una politica ricca di risorse umane, di idee, una risorsa democratica, e che si dia anche un codice etico di comportamento. Un codice etico di comportamento ci sarebbe bisogno in ogni settore pubblico e privato della società italiana, per renderli più sani e limitare i costi. Qui ce ne sarebbe molto da dire, dai calciatori, allenatori, dirigenti, corridori di bici, di moto, di automobili, personalità di spettacolo, di conduttori di trasmissioni tv, di dirigenti pubblici e privati, e tante altre categorie, che guadagnano fior di milioni di euro all'anno, e magari, tanti di loro evadono anche il fisco. Anche in queste categorie ci sarebbe bisogno, di ridurre i costi, che sono pur sempre direttamente o indirettamente a carico della collettività. Su queste categorie privilegiate, inviterei anche i mezzi d' informazione a parlarne molto di più, dare il proprio contributo a fare un 'informazione a trecentosessanta gradi, e non solo sul costo della politica come hanno fatto fin ora, ma anche di tutte queste categorie privilegiate che ci sono in Italia. In conclusione invito, tutti a fare una campagna elettorale, ascoltando molto bene, la gente, i cittadini, i loro suggerimenti, i loro bisogni, analizzarli a fondo, ed inserirli nei programmi elettorali, e negli obbiettivi da raggiungere, per arricchirli di contenuti reali. Obiettivi che devono essere quelli di costruire e raggiungere una società più equa, più giusta migliore, piena di diritti, e di valori veri per tutti i cittadini italiani. Francesco Lena, Cenate Sopra francescolena.bg@alice.it.

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<Trasformare le strutture non basta> (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 05-03-2008 "Trasformare le strutture non basta" l'esperto Martini, responsabile affidi di don Benzi: la riforma avrà raggiunto lo scopo solo quando nessun bambino da 0 a 6 anni finirà in comunità DA CUNEO LUCIA BELLASPIGA O biettivo centrato, dice il ministero della Solidarietà sociale: orfanotrofi chiusi e trasformati in comunità di massimo 12 minori, numero di bambini negli istituti 'zero'. "Obiettivo solo parzialmente centrato", corregge il tiro Valter Martini, che non è un politico ma un addetto ai la- vori di quelli veri, responsabile nazionale del Servizio affido di don Oreste Benzi e dal 1985 responsabile anche di una casa-famiglia nel Cuneese. "Il vero obiettivo della legge 149 - ricorda infatti - non era rimpicciolire gli istituti, ma dare una famiglia a quei bambini". Invece "paradossalmente sono aumentati i piccoli fuori dalla loro famiglia". Com'è possibile questo? Prima si contavano 2.600 minori in orfanotrofio, 12mila in affido e 10mila in piccole comunità di accoglienza, in totale circa 25mila. Oggi sono 30mila, e purtroppo ad essere aumentato non è l'affido... Più che altro c'è stata la trasformazione delle strutture: da una di trenta bambini a tre di dieci... Un po' il gioco delle tre tavolette. La riforma ci voleva, ma il fenomeno sfugge a controlli e statistiche perché manca un'anagrafe di tutti i minori che non hanno famiglia. C'è anche confusione nei termini... Facciamo allora chiarezza: chiusi gli orfanotrofi (o istituti), quali alternative prevede la legge? Tre strade. Da una parte il classico affido familiare. Dall'altra l'accoglienza in piccole comunità (massimo 12 minori) di due tipi: o gestite da figure professionali (comunità educativa), o gestite da una famiglia vera (comunità familiari) con un padre, una madre, dei fratelli... L'obiettivo era che tutti i minori che potevano avere una famiglia l'avessero, ma c'è ancora moltissimo da fare perché i 14-15mila che sono nelle comunità trovino un affido prima che sia troppo tardi. Il buon esempio lo dà Torino: il Comune sta inviando tutti i neonati - che prima sarebbero finiti nelle comunità educative - in famiglie d'emergenza, evitando che passino i primi mesi di vita senza le figure genitoriali. La riforma avrà raggiunto il suo scopo solo quando non si metterà più nessun bimbo tra 0 e 6 anni nelle strutture, ma si incentiverà la rete familiare, che è la più grande risorsa. In un'Italia in cui non tutto funziona, è lecito il sospetto che molte trasformazioni da istituto a piccola comunità siano solo una riverniciatura... Purtroppo c'è molta disomogeneità, perché ogni Regione ha normato diversamente sui requisiti strutturali e organizzativi. Il risultato è che c'è troppa discrezionalità e pochi controlli super-regionali. Esempi? La legge 149 dice che per i bimbi da 0 a 6 anni, se non è possibile l'affido, si può ricorrere solo alla comunità di tipo familiare, non a quella educativa, norma che alcune Regioni hanno disatteso. E poi ci sono pretese assurde, buracrazie folli... Scendiamo nel concreto. La Regione Sicilia ha previsto che le case-famiglia che ospitano bambini da 0 a 6 anni devono costruire servizi igienici adeguati a un nido, quelli con i sanitari piccolissimi... come se in una casa quando nasce un figlio si dovessero fare bagni speciali! Queste imposizioni non aiutano certo. Altro errore: non si possono chiedere alle comunità familiari le stesse prerogative di quelle educative, ad esempio imporre la supervisione di figure professionali esterne che dicano a padre e madre cosa devono fare. Significa stravolgere il modello pedagogico-educativo. Non mi possono dire che ho bisogno di un educatore di supporto in casa mia solo perché, insieme ai minori che accolgo, ho anche due figli miei o con noi vive un nonno, che è un valore aggiunto. Quanti siete in 'famiglia'? Io, mia moglie e i nostri due figli abbiamo sposato l'idea di don Benzi di 'accoglienza mista', adulti e minori insieme: questo per don Benzi era fare famiglia. Noi siamo in undici: in tutte le nostre case c'è il bimbo, la ragazza madre con suo figlio, l'adolescente, l'adulto con ritardo mentale, l'anziano scampato alla casa di riposo... Dal 1985 quanti 'figli' avete avuto? I numeri non sono grandi, perché alcuni restano a lungo. Un bimbo che ci è arrivato a 6 anni oggi ne ha 29, è malato. Un altro ne aveva 2, ora ne ha 18... Quelli che non hanno problemi invece pian piano sono andati in adozione, o si sono sposati... Rimangono con noi quelli che nessuno vuole: figli nostri. Pretese assurde e burocrazia folle: "La Sicilia ha previsto che le casefamiglia con bimbi piccoli debbano costruire servizi igienici da asilo nido... Come se quando nasce un figlio si facessero bagni speciali...".

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Progetto montagna alla fase conclusiva (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFCOMMERCIO. Da domani incontri a Schio, Asiago e Recoaro Progetto montagna alla fase conclusiva   VICENZA Si avvia a conclusione il progetto "Nuovo marketing territoriale per le Pmi della Montagna Vicentina", avviato da Confcommercio Vicenza per il territorio dei 26 comuni vicentini dell'Area pedemontana e montana, rivolto ad alcuni imprenditori che intendono aprire nuove attività o sviluppare quelle già esistenti. Dopo una fase teorica e una di verifica della fattibilità di alcune idee imprenditoriali, partono ora gli incontri formativi, gratuiti, specifici mirate a fornire il bagaglio di conoscenze indispensabili per affrontare in sicurezza l'avventura di una nuova attività di impresa nei settori commercio, turismo e servizi. Si inizia a Schio, domani nella sede Ascom di Via Btg. Val Leogra 47 con "Le strade della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11 ("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì 18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita". Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno proposti ad Asiago (Sala della Reggenza), mercoledì l2, giovedì 20, giovedì 27 e 3 aprile, ore 14.30) e a Recoaro Terme al Centro Polifunzionale Giardino (lunedì 31 marzo, 7 - 14 - 21 aprile).  .

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Convenzione bus, è ok (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARTIGLIANO. Approvato pure un regolamento per le spese di rappresentanza del Comune Convenzione bus, è ok "Ma ci serve davvero?" Il sindaco: "Scuole a parte, i mezzi viaggiano vuoti". È in corso una verifica sul servizio che costa 23mila ?   Il servizio bus urbano, che ha per capofila la città di Bassano, al Comune di Cartigliano costa 23mila euro l'anno. In Consiglio è stata ulteriormente rinnovata per un anno la convenzione alla quale aderiscono anche Pove, Romano e Cassola. Voto unanime, ma sul piatto rimangono interrogativi e il sindaco Germano Racchella ha annunciato che è in corso una verifica sul tipo di servizio espletato. "Durante gli orari scolastici c'è un sovraffollamento, in tutte le altre ore nei bus non c'è quasi nessuno - ha rammentato il primo cittadino -. Solo al giovedì quando c'è mercato a Bassano, qualche cittadino utilizza i pullman". All'ordine del giorni successivo è stato esaminato un nuovo regolamento per le spese di rappresentanza, finora erano stati stanziati circa 500 euro all'anno. Il sindaco Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante l'anno. Il consigliere di minoranza Alessandro Maso ha preannunciato voto contrario affermando. "Dal governo di Roma e dai nostri politici arrivano segnali di invito al contenimento della spesa pubblica. Non vorrei che in futuro, tra qualche anno, questo regolamento consenta un uso privato di soldi pubblici". "Di altro avviso la consigliere della minoranza del gruppo misto, Monia Bordignon, che ha ritenuto corretto regolamentare questo aspetto. Alla votazione hanno votato contro i consiglieri di minoranza Maso e Zanetti, astenuta Bordignon, favorevoli gli altri consiglieri di maggioranza. Novità per le attività di volontariato svolte per il Comune. Il Consiglio, all'unanimità, ha approvato il regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato individuale. Il sindaco ha spiegato che questo consentirà il riconoscimento ai volontari di rimborsi spese per trasferte o altro. La seduta consiliare s'è conclusa con l'esame, veloce e con voti quasi sempre all'unanimità di vari argomenti di natura urbanistica. Adottata una variante per un piano di recupero nei pressi di via Lungobrenta con previsione di un nuovo accesso su quest'arteria. Nuova suddivisione di lotti, ma senza cambi essenziali, per il piano attuativo "Gral-Righetto", previsti sette nuovi posti auto (su richiesta dell'Amministrazione comunale) per l'insediamento residenziale lungo via Marabelli, nuovo accesso infine per il piano di recupero "Bresolin-Furlan". Astensione dei consiglieri delle minoranze presenti alla seduta (Maso, Zanetti, Bordignon), per l'acquisizione di aree private per completare la palestra. R.B.  .

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Fondi Ue: ecco chi controllerà la spesa (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania sviluppo Fondi Ue: ecco chi controllerà la spesa Verifica dell'efficacia e della qualità dei programmi dei fondi europei, esaminare lo stato di avanzamento degli investimenti e gli obiettivi raggiunti. Si riunisce giovedì 13 marzo il Comitato di sorveglianza delle risorse comunitarie. Dell'organismo fanno parte sia rappresentanti della burocrazia regionale che delegati di imprese e sindacati (vedi tabella in pagina): obiettivo preciso della struttura è controllare la spesa dei circa 15 miliardi di euro che arriveranno in Campania fino al 2013. Il prossimo incontro è particolarmente importante: saranno approvati i documenti di attuazione dei nuovi Por. Solo dopo il via libera agli strumenti, infatti, potranno essere varati i primi bandi di attuazione. Angelo Vaccariello --> Si riuniranno per la prima volta giovedì 13 marzo per costituire il nuovo comitato di sorveglianza delle risorse europee: sono i delegati di sindacati, imprese e amministrazione regionale che avranno il preciso compito di controllare la spesa dei fondi erogati da Bruxelles per la Campania. Partecipanti Il Comitato è presieduto, così come indica il regolamento approvato in Giunta lo scorso 27 febbraio, dal governatore della Campania Antonio Bassolino. L'elenco dei membri è molto lungo: basti pensare che i soli delegati di imprese e sindacati sono undici e tutti rappresentati ai massimi livelli, come Cristiana Coppola, presidente di Confindustria Campania, oppure i segretari regionali dei sindacati. A questi bisogna aggiungere tutti i delegati della burocrazia regionale, come ad esempio il rappresentante dell'autorità di gestione del Por Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale), Carlo Neri oppure il suo collega del Fse (Fondo sociale europeo), Luigi D'Antuono. Sulla carta i compiti del comitato di sorveglianza sono molto importanti, visto che dovrà vigilare sull'andamento della spesa delle risorse europee e sull'attuazione degli obiettivi che la Giunta regionale intende perseguire con la nuova programmazione per le aree obiettivo 1. Compiti Tra gli obiettivi perseguiti anche l'esame di problemi riscontrati durante l'esecuzione del programma e propone misure atte alla loro risoluzione. Ancora, esamina e approva i criteri di selezione delle operazioni finanziate a titolo di ciascuna attività, ed esamina i risultati della verifica di conformità sulle operazioni avviate prima dell'approvazione dei criteri. Un compito molto importante è l'esame periodico dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi specifici dei Por. Approva i rapporti annuali e finali di esecuzione prima della loro trasmissione alla Commissione europea. Analizza qualsiasi proposta di modifica inerente al contenuto dei programmi operativi. Il Comitato pone attenzione anche ai progetti di comunicazione dei piani operativi settennali e propone alle autorità di gestione di qualsiasi adattamento o revisione dei Por. L'organismo svolge le attività di sorveglianza anche sulle forme di intervento relative al periodo di programmazione 2000-2006. Il Comitato, infine, si riunisce almeno una volta all'anno su convocazione del suo presidente. Trasmette i verbali all'autorità amministrativa e alla Giunta regionale per gli opportuni adeguamenti alle decisioni prese nelle sessioni plenarie. E' prevista anche la creazione di gruppi di lavoro. Pmi e sindacati: 11 rappresentanti Presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino Autorità di gestione Por Fesr Carlo Neri Autorità di gestione Por Fse Luigi D'Antuono Autorità Ambientale Antonio Risi Autorità di Certificazione Ferdinando De Angelis Autorità di Audit Mario Lupacchini Politiche di genere Fortunata Caragliano Coordinatore del tavolo di Partenariato Mario De Biase Delegati di imprese e sindacati Settore Agricoltura Aurelio Damiano e Raffaele Grasso Settore Artigianato Antonio Campese Settori Commercio, turismo e servizi Maurizio Maddaloni Cooperazione Vanda Spoto Confindustria Cristiana Coppola Associazioni ambientaliste: Ornella Capezzuto Sindacati: Pietro Cerrito (Cisl) Vincenzo Femiano (Ugl) Michele Gravano (Cgil) Anna Rea (Uil) Nel comitato di Sorveglianza della spesa dei fondi europei sono presenti anche undici delegati di imprese e sindacati --> del 05-03-2008 num.

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<Resta fondamentale la collaborazione coi medici di famiglia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INFETTIVOLOGO "Resta fondamentale la collaborazione coi medici di famiglia" (m.c.) "La tempestività della diagnosi e delle cure è fondamentale per salvare le persone che vengono a contatto con il meningococco. Non si può non ammettere, tuttavia, che i casi più aggressivi presentano un'elevata mortalità e poche ore sono sufficienti per raggiungere la morte", spiega l'infettivologo dell'Asl 6, Nicola Di Fabrizio. "Si tratta di una tragedia", prosegue l'infettivologo che da una vita si occupa della cura degli stranieri, "ma dobbiamo imparare da questi avvenimenti che il ruolo dei medici di famiglia è sempre più fondamentale per arrivare in tempi rapidi ad una diagnosi certa. I livelli di cure della sanità, specie nel Vicentino sono straordinari, così come d'eccellenza sono le attrezzature e il personale del San Bortolo, ma i tempi della burocrazia sanitaria non sempre sono compatibili con le esigenze di cura. Troppo spesso le persone entrano in trattamento dopo aver atteso a lungo al pronto soccorso oppure dopo aver girato inutilmente più reparti". Il dottor Nicola Di Fabrizio punta il dito, in poche parole, sull'appropriatezza delle cure e sull'esperienza del personale medico, sia di medicina generale, quindi nel territorio, che in forza nelle strutture ospedaliere. "Il bimbo straniero è stato colpito da una grave forma di meningite - conclude - uno di quei casi che raramente si presentano e che altrettanto difficilmente perdonano. Resta il fatto, tuttavia, che occorre avere medici di famiglia sempre più competenti e disponibili, aperti al dialogo con i propri assistiti e con un bagaglio di esperienza tale da consentire di effettuare un primo serio filtro. Quando ci sono dubbi, però, la persona va subito inviata all'ospedale".

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<Ora è difficile anche licenziarsi: siamo all'apoteosi borbonica> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO "Ora è difficile anche licenziarsi: siamo all'apoteosi borbonica" Se c'era almeno una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di dimissioni volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo che le aziende saranno 'costrette' a tenersi un lavoratore che vuole andarsene, se questo dovesse sbagliare l'iter burocratico previsto.Le nuove disposizioni sulle dimissioni, che entrano in vigore proprio il 5 marzo, sono un'apoteosi borbonica: occorre prima scaricare il modulo dal sito del Ministero del lavoro e poi compilarlo online. Ci si può chiedere se tutti i lavoratori possano compiere agevolmente tale procedura. Ma se anche così fosse, il modulo va poi stampato e deve poi essere obbligatoriamente validato presso le sedi abilitate (Direzione del lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego, sindacati e patronati). Al termine va consegnato al datore di lavoro che entro cinque giorni dovrà comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. Al decreto che introduceva questo ennesimo obbligo, già di per sé surreale, sono seguite, il 4 marzo ovvero il giorno prima dell'entrata in vigore, delle istruzioni operative che hanno, se possibile, peggiorato ulteriormente la procedura.Il lavoratore, che paga tasse e contributi in abbondanza, è evidentemente considerato incapace quando deve esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene quindi obbligatoriamente messo sotto tutela: guai a compilare il modulo da solo, vietato bypassare gli intermediari. Le dimissioni non sarebbero valide e si resta nell'azienda che si vorrebbe lasciare.Oltre a questo, preoccupano molto le conseguenze di questo sovraccarico burocratico. Nelle aziende per le implicazioni connesse ai mille aspetti interpretativi e contrattuali legati alle dimissioni. Ma temiamo soprattutto le conseguenze sugli uffici pubblici che già ora faticano molto a smaltire le pratiche (pensiamo solo alla situazione del rinnovo dei permessi per gli immigrati). Cosa succederà ora che si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto che solo nei primi due mesi di quest'anno sono state presentate 35mila lettere di dimissioni nella nostra regione (dati del sistema C.O. Veneto di Veneto Lavoro)? Viene da chiedersi perché non si riesca a snellire o semplificare, ma anzi si continui ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli stessi uffici pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di questo Paese.Luciano Miotto(Vicepresidente Unindustria Trevisocon delega alle relazioni sindacali).

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Unindustria e Comuni alleati per l'ambiente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Opitergino-Mottense Unindustria e Comuni alleati per l'ambiente OderzoLa finalità è quella di realizzare uno sviluppo eco-compatibile, senza che le attività produttive entrino in conflitto con un territorio dove sono presenti un'agricoltura di qualità, una vocazione turistica, aspetti ambientali e paesaggistici di pregio. Si tratta di un'iniziativa che verrà presentata oggi alle 11 a Palazzo Giacomelli a Treviso, sede di rappresentanza di Unindustria. Nello specifico è il "progetto per la attestazione europea Emas per i 14 Comuni dell'area opitergino-mottense". A promuoverlo sono state le stesse amministrazioni comunali - dodici di esse sono riunite nel Consorzio dei Comuni Opitergino - la Provincia di Treviso, la Regione Veneto, la Camera di Commercio, Unindustria Treviso, Cgil, Cisl e Uil. I 14Comuni riuniti insieme diventeranno la più grande area in Italia ad adottare un modello avanzato di sviluppo sostenibile attestato a livello europeo, un vero e proprio "marchio di territorio" che valorizzerà l'alta qualità della vita e dello sviluppo di questa comunità. Stamane saranno presenti diverse personalità, fra le quali l'assessore regionale Fabio Gava, il presidente della Provincia Muraro, i sindaci Antonio D'Amico, Pietro Dalla Libera, Vincenzo Berri, l'assessore mottense Renzo Cester, il presidente della Cciaa Federico Tessari, il presidente di Unindustria Andrea Tomat, ed i sindacalisti Paolino Barbiero (Cigl), Franco Lorenzon (Cisl) e Sergio Tonellato (Uil). Il progetto, oltre a sostenere lo sviluppo e la produttività eco-compatibili, impegna anche le amministrazioni pubbliche a promuovere una nuova cultura amministrativa per qualificare e migliorare i servizi al cittadino e alle imprese, secondo modelli basati sulla semplificazione e sull'efficienza. Sarebbe questo davvero un grande passo in avanti, dato che spesso la burocrazia mette i bastoni fra le ruote a quanti vorrebbero per la loro impresa procedure più semplici, quindi meno costose, consentendo così di "liberare" risorse da destinare ad investimenti per la tutela dell'ambiente. L'idea-progetto ha avuto origine da contatti ed approfondimenti preliminari tra Unindustria Treviso e Comune di Oderzo. Entrambe hanno evidenziato l'opportunità di azioni sul territorio finalizzate ad uno sviluppo socio-ecoomico sostenibile che sia sinergico con le politiche territoriali degli enti locali. Le filiere produttive del legno, della plastica e del metalmeccanico hanno un ruolo prevalente nel territorio opitergino-mottense. La registrazione Emas riguarda un sistema di gestione ambientale applicato ad un'organizzazione, sia pubblica che privata. Essa si differenzia dalle Iso 14001 perchè la registrazione finale viene resa pubblica da un organismo istituzionale.Annalisa Fregonese.

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