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Adottare
un bambino parte due ( da "Blogosfere"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma questo
penso che sia un discorso che vale anche per la burocrazia dei Paesi che
vengono coinvolti nell'adozione. Come hai vissuto il fatto che dovevi pagare
per ottenere dei servizi da parte dell'ente? Per quanto riguarda i costi,
avendo adottato con un Ente religioso, per cui tutti i documenti, le relative
traduzioni ecc, vengono curate dalla coppia;
Certificati
di invalidità: accordo anti-burocrazia
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia H
? PAVIA ? CIRCA 15 GIORNI fa l'appello che la stradellina Giuliana Mombelli
aveva lanciato per essere sottoposta alla visita di invalidità, visita che non
ha fatto in tempo ad avere perché è morta prima, aveva commosso e fatto
riflettere sulle troppe lungaggini burocratiche che portano i pavesi ad
aspettare anche un anno prima di vedersi riconoscere la pensione o l'
La
Russia ha eletto un nuovo Presidente. Ho votato, e ho spinto a votare, non solo
i miei amici e la ( da "Stampa, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e intanto
combattere la corruzione e la burocrazia. Con una mossa benvenuta, negli ultimi
giorni della campagna elettorale sia il presidente Putin sia il candidato
Medvedev hanno messo l'accento su queste sfide. Non ho dubbi che faranno del
loro meglio, ma i loro sforzi da soli non basteranno per avere successo.
'Occupatevi
di imprese' Appello di Astolfi (Confartigianato) ai candidati
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
ad esempio nel caso di assegnazione di aree edificabili e permessi vari, oppure
dovute ai costi elevati che derivano dalla necessità di doversi rivolgere al
mercato immobiliare. Ecco, a coloro che saranno candidati e poi eletti in
Parlamento chiediamo questo impegno, nella speranza che fin dalle prime battute
della campagna elettorale tali temi siano al centro del loro
La
corsa di Formigoni verso Roma e il Senato ricomincia dal look
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA QUESTIONE
settentrionale è questione di una burocrazia che non funziona, che è troppo
oppressiva, di un regime fiscale che strangola le imprese, strangola coloro che
vogliono rispettare le leggi, una carenza infrastrutturale, insomma, una
mancanza di competitività per cui le nostre aziende debbono fare il doppio di
fatica.
Carenza
di case: è emergenza terreni ( da "Alto Adige"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
statale, provinciale e comunale non vuole, o non riesce, a sbloccare un'unica
situazione che già dieci anni orsono veniva presentata come il toccasana di
tutti i mali: quella dell'ex caserma De Cobelli. Nell'ultimo numero del 2007
del giornalino InfoBrunico l'amministrazione comunale ha chiesto ufficialmente
ai proprietari di terreni adiacenti ad aree già edificate di
La
regina del bisso è stata sfrattata - dall'inviato felice testa
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in balia
delle incertezze della burocrazia, puntigliosamente cieca davanti alla cultura
e, il più delle volte, anche alle prospettive di sviluppo che ne derivano.
Chiara Vigo, maestra di tessitura e filatura del "bisso", la seta
marina, ornamento regale sulle vesti dei faraoni, simbolo della potenza e del
fasto di Babilonia, è sotto sfratto.
Elezioni,
ricusati i simboli de la destra e della dc
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non sarà la
burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore,
l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di
sinistra di tal Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il
simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne.
Dopo
i controlli per accertare l'invalidità ci vogliono 3 mesi per ricevere il
sussidio ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di finire in
guai seri per colpa della burocrazia. Succede cioè che agli invalidi seguiti
dall'Asl n.1 di Milano viene chiesta una visita di controllo periodico per
verificare la permanenza dello status di invalido. NEL CASO DI FAUSTO MONTI,
alla guida del paese negli anni Novanta, persona conosciuta e stimata, oggi
invalido al 100% in seguito ad un ictus che lo ha semi-
Aldrovandi:
Bologna? Una città bloccata Sabato andrò a sentire Guazzaloca
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ne
sopportiamo dieci in meno a causa della burocrazia statale. E come se invece di
un punto di Pil ne facessimo undici. A Bologna, come in Emilia, le imprese
hanno ristrutturato molto, si muovono sui mercati emergenti e anche con ruoli
primari. Se Fiat fa - 8% di immatricolazioni vuol dire però che c'è un forte
problema di mercato interno che non tira.
Piani
di sostegno il 15 aprile scade il termine
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interno dei
nuclei familiari dove esiste un handicap grave, e il più delle volte la
burocrazia regionale ritarda purtroppo la risoluzione delle pratiche creando
più di un problema ai soggetti interessati. Per ulteriori informazioni ci si
può rivolgere all'educatore professionale Piera Maricca telefonando allo 079
-5008550. (g.
Ippodromo,
attesa dopo i nuovi assetti ( da "Nuova Sardegna, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
dell'ex Ersat, ben avvezza a disattendere o perlomeno a rallentare
l'applicazione dei provvedimenti della classe politica, hanno caratterizzato
l'esperienza dell'appena nato dipartimento ippico inglobato nell'Agenzia Laore.
Da qui lamentele e rilievi che, evidentemente, hanno trovato buon ascolto
presso una cordata trasversale che ha proposto e votato il citato emendamento.
A
NOME di un paese grato, mi scuso profondamente per il fatto che questo tr
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in Corea,
salvò il suo plotone sgominando da solo due postazioni di mitragliatrici.
"Che sia stata burocrazia o razzismo - conclude Bush - il primo Sioux ad
aver mai ricevuto la Medaglia d'Onore è morto senza sapere che era sua".
L'America, per un giorno, china il capo di fronte al popolo Lakota. - -->.
Terza
corsia e variante di valico tra ritardi e aumento dei costi - massimo vanni
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Appennino
Secondo Autostrade è dovuto più alla burocrazia che alle difficoltà "A
fine lavori saranno reimpiantati più alberi di quelli abbattuti" MASSIMO
VANNI Doveva finire tutto nel 2008. Cantieri tolti, corsie aperte. Così aveva
annunciato l'assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti al momento di dare
il via ai cantieri, cinque anni fa.
Via
<sms> può arrivare di tutto ma solo se si parla di arte
( da "Adige,
L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
), né
chiedetegli noiose notizie su posti dove passano pratiche e burocrazia, né
tantomeno sulla salute (quando c'è la salute c'è tutto e allora a cosa servono
le informazioni?). Ma l'arte è un'altra cosa. La bellezza ci salverà?
05/03/2008.
Convenzione
bus, è ok Ma ci serve davvero? ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il sindaco
Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per
particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi
sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente
lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante
l'anno.
Ecco
chi dovrà cambiare il logo ( da "Libertà"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non sarà la
burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore,
l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i Democratici di
sinistra di Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo
Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito democratico donne.
Edimes,
sandro de pol l'uomo giusto ( da "Provincia Pavese, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
identità del
quarto lungo è ancora misteriosa e non consola la notizia che pure Chris
Heinrich sia rimasto intrappolato dalla burocrazia. L'ex-centro Edimes, firmato
da Madrid nella seconda lega spagnola, non è stato tesserato entro i termini
previsti ed ha già fatto ritorno in Italia: farà da sparring in allenamento a
Casale Monferrato. Paolo Rappoccio.
Progetto
montagna alla fase conclusiva ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le strade
della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11
("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì
18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita".
Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno
proposti ad Asiago (Sala della Reggenza),
Morti
bianche, non possiamo rassegnarci
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come
burocrazia, laccio e lacciolo alla nostra libertà. Vale l'osservazione di
fronte al semaforo giallo quasi tinto di rosso. E purtroppo vale
nell'organizzazione sicura del lavoro. Una cultura diversa, condivisa sul
valore inestimabile della vita di ciascun uomo lavoratore, deve diventare
normale.
Più
aiuti per far volare l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellire la
burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle
competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla
con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve
di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico
Tessari, presidente di Unioncamere Veneto.
Bolzano
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
punta invece
al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della
burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle
regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare
avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e
tagliare ulteriormente l'Irap".
<Roma
in ritardo, salta il referendum del 13 aprile>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ancora una
volta ha vinto la burocrazia - commenta il consigliere regionale del Carroccio
Giosuè Frosio, tra i primi a sostenere l'opportunità della data unica e a
mobilitarsi al Pirellone per ottenere il parere positivo -. E non certo quella
regionale, visto che il presidente Roberto Formigoni ha fatto di tutto e di più
perché il referendum si tenesse il 13 aprile.
Via
scaramuzza ciclabile entro aprile
( da "Nuova
Venezia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dal punto di
vista della burocrazia, l'iter è già in stato avanzato, visto che esistono sia
il progetto preliminare che quello definitivo, per una spesa prevista che si
aggira attorno ai 250.000 euro. La speranza di Chirignago-Zelarino è quella di
accelerare i tempi per l'avvio di questo nuovo cantiere, che potrebbe iniziare
le sue attività prima della fine del 2008.
Veltroni:
possibile un risultato clamoroso Ormai la distanza tra noi e il Pdl è di 4
punti. Gli italiani stavolta daranno una maggioranza chiara
( da "Unita,
L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Molta
attenzione al Nord: "Il programma del Nord è quello del Pd, la parte più
produttiva del Paese ha bisogno di infrastrutture, meno pressione fiscale,
formazione e lotta alla burocrazia, non del parlamento della Padania. La
presenza di Calearo con noi dimostra che qualcosa è cambiato, nel 2006 non
avrebbe scelto il centrosinistra".
Così
il rinnovamento del Pd si ferma in Sicilia
( da "Unita,
L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sulle
burocrazie corrotte, sul clientelismo di massa e che è in profonda difficoltà,
c'è una domanda di cambiamento che mai si era vista. Mi riferisco al mondo
dell'impresa e della produzione, alle università, alle associazioni. Ecco, io
sto lavorando perché questa domanda di cambiamento trovi una risposta nella
politica e abbia una possibilità di riversarsi nelle istituzioni"
Podenzano,
San Giorgio e Vigolzone verso l'Unione
( da "Libertà"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno
snellimento della burocrazia. Nemmeno le finanze dovrebbero risentirne rispetto
alla situazione attuale dell'Associazione Intercomunale". Da oltre sei
mesi le giunte comunali stanno lavorando per giungere all'obiettivo di
costituire questo nuovo strumento, incentivato dallo Stato e dalle Regioni che
erogheranno dei contribuiti a seconda dei propri stanziamenti annuali previsti.
Malpensa,
il pasticcio degli slot ( da "Corriere della Sera"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sulla
questione è stato recentemente tirato dentro anche il commissario europeo
Jacques Barrot dalla parlamentare in quota An, Cristiana Muscardini. E allora?
In mezzo rimane Malpensa. E quello che per lo scalo varesino rappresenta la
partita più importante rischia di trasformarsi nell'ennesima battaglia tra
scartoffie, politica e burocrazia. Lontana dal mercato. Massimo Sideri.
Ordine
dei medici <Sugli sfratti più attenzione>
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in affanno
contro tempi e schemi della burocrazia, sta cercando di ottenere un
finanziamento che acceleri i lavori nella casa di proprietà di Ciampino. Altra
novità sul fronte dell'emergenza abitativa: ieri pomeriggio le rappresentanze
di base degli inquilini (Asia Rdb), hanno incontrato il presidente dell'ordine
provinciale dei medici, Mario Falconi.
Il
Partito sceglie la nuova classe dirigente E le spese militari aumentano del 17
per cento ( da "Corriere della Sera"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ampio
rimpasto di governo che si accompagnerà a una riforma della sua struttura: meno
ministeri, meno burocrazia, maggiore tempestività nelle decisioni
macroeconomiche. Quella che si apre oggi, con la relazione del premier Wen
Jiabao (confermerà tra l'altro che le spese militari cresceranno nel 2008 del
17,8%), non è la solita riunione annuale della Assemblea nazionale del popolo
(3.
<Il
miglior amico dell'integrazione è il mercato libero>
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Citerei
fra l'altro la normativa fiscale, la burocrazia e, come public company, il
sistema dei controlli. Un sistema di supervisione più coordinato aiuterebbe
molto le imprese". Voi operate in sistemi che vanno dall'Italia alla Cina,
società aperte o chiuse, sistemi di maggiore o minore democrazia economica.
Vincoli,
leggi e cultura: ecco cosa impedisce l'addio al protezionismo
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esperto di
politica monetaria ha una semplice spiegazione: lo Stato francese è nato molto
prima del nostro, rispetto a noi vanta una burocrazia e una classe dirigente
più qualificata. Il risultato? Nel 2006, secondo il "World investment
report" delle Nazioni Unite, l'Italia ha attirato 39,2 miliardi di dollari
di investimenti esteri, la Francia più del doppio: 81,1 miliardi.
BUROCRAZIA
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
03-05 num: -
pag: 45 categoria: BREVI BUROCRAZIA Peso da alleggerire Possibile che fra le
occasioni perdute non riesca a leggere l'eliminazione del peso insopportabile
della nostra inetta burocrazia? Tolto il numero di pubblici dipendenti in più
del necessario il risparmio sarebbe notevole e tutto diventerebbe più facile.
Legge
popolare per abolire le province ( da "Nuova Venezia, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
asfissiante e
gigantesca burocrazia. Eppure da venerdì, giorno della deposizione del progetto
di legge di decostituzionalizzazione delle Province, inizierà la raccolta di
firme a sostegno della proposta. Ne servono 50 mila come prevede la
Costituzione. In buona sostanza si propone di trasferire le funzioni delle
Province alle Regioni.
<La
burocrazia ostacola il progetto Civis>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Provincia di
Cagliari Pagina 1039 Barrali "La burocrazia ostacola il progetto
Civis" Barrali --> Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il
sindaco Gianfranco Baccoli per denunciare lo stato di stasi in cui da due mesi
si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila
euro concessi per la realizzazione dell'opera.
Quattro
impiegati nel dimenticatoio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
amministrazione
comunale di Iglesias, infatti vorrebbe "pesare" di più, con un numero
di rappresentanti superiore a quelli degli altri cinque paesi. In attesa
dell'accordo i giorni passano. Riuscirà la burocrazia a partorire il nuovo ente
e a dare una risposta ai quattro dipendenti della vecchia Comunità montana?
FRANCESCO PINTORE.
L'ira
delle suore senza web ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il precedente
gestore ma si scontra con il muro di gomma della burocrazia. Ordinaria
amministrazione a "Mi manda Raitre" o "Striscia la
notizia". Se non fosse che questa volta a finire nel vortice kafkiano
della telefonia sono state le domenicane dell'istituto di Lanusei. Quanto successo
alle suore accade spesso e non riguarda solo le due compagnie protagoniste di
questa vicenda.
<Lavoratori
costretti a non licenziarsi> ( da "Corriere del Veneto"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
destinato ad
intasare ancor di più la già congestionata burocrazia italiana. "Le
aziende saranno costrette a tenersi un lavoratore che vuole andarsene"
avverte il vicepresidente di Unindustria Luciano Miotto, mentre Luca Bertuola
dell'Ascom chiede "uno slittamento dell'entrata in vigore della nuova
normativa".
Arcuri:
Tempi più rapidi per i contratti di programma
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
allo zero e
per i quali la burocrazia è micidiale. "è pienamente condivisibile -
spiega l'amministratore delegato dell'Agenzia, Domenico Arcuri - la proposta
del presidente Montezemolo quando nel decalogo presentato l'altro giorno
afferma che è necessario accorciare, dagli attuali
Priorità
al nodo infrastrutturale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rendere più efficiente
il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo
delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese
–aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche".
"Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei
fondali potrà far attraccare solo traghetti;
La
sicurezza è il fattore chiave ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
centri
storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice
Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio
dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le
associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi –
dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti –
Misure
per frenare il caro-petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
urgenza di un
taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di
liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli
industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da
costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un
cambio euro-dollaro penalizzante per l'
Va
tagliato il prezzo dell'energia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E di una
burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le
liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di
Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che
paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei.
Più
aiuti alle Pmi che innovano ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fisco e
burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che
su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti.
"Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione
Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie
efficaci ed incisive ".
Rilanciare
incentivi e infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La sicurezza
resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo
criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e
parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo
dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud.
Intervenire
subito su Tav e mobilità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Intervenire
subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per
riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle
infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni
di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del
13 e 14 aprile –
Ance:
L'edilizia è in recessione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per eccesso
di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le
risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%)
tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei
ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).
Più
integrazione per la Liguria ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema
produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di
trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla
competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma
ben mirate –
Il
Piemonte chiede infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Torna anche
il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un
nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese
1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono
meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese".
Lo
yacht dei cantieri Rizzardi ha avuto qualche difficoltà nel tragitto verso il
mare e questo ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giuliani ha
espresso solidarietà ai cantieri Rizzardi per i ritardi provocati dalla
burocrazia e si è scagliato contro chi ha sostenuto la soluzione della foce di
Caprolace dimenticando l'impatto su strade e ponti del passaggio
dell'imbarcazioni. Il riferimento non poi così velato è al vice sindaco
Maurizio Lucci. Pronta la replica di An che difende l'operato del vicesindaco.
Demo
per l'industriale il programma del pd e quello di confindustria pari sono
( da "Riformista,
Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scuola e
burocrazia è lo stesso: modernizzare il paese". Per Calearo la
modernizzazione del paese sta tutta in una formula: "La cultura del
fare", che è poi, a suo giudizio, il tratto distintivo del modello
Nord-Est. Dice Calearo: "La cultura del Nord-Est è quella che privilegia
il raggiungimento dei risultati rispetto all'ideologia.
LA
GIUNTA REGIONALE TOSCANA HA APPROVATO LA PROPOSTA DI LEGGE PIANO SANITARIO
2008-2010: LA PAROLA AL CITTADINO PIÙ TRASPARENZA E ATTENZIONE, MENO ATTESE E
BUROCRAZIA ( da "marketpress.info"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ORCIANO
DI PESARO Tra scartoffie, burocrazia e passaggi nelle varie sedi giudiziarie la
vicenda del ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Inflazione:
forte rialzo dei prezzi con valore della moneta
( da "Tempo,
Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
arrogante che potranno risolvere, i problemi. La gente - non è vero il
contrario - ha bisogno di politica quella seria, coraggiosa che sappia prendere
anche provvedimenti impopolari in barba a difese di posizioni di retroguardia
che servono soltanto alla salvaguardia di interessi personali e improduttivi di
pochi.
Profumo
d'impresa ( da "MF Sicilia"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
liberalizzazioni
e burocrazia più veloce". E ora vendita Irfis e sportelli Per un giorno si
accantonano temi importanti come la cessione dell'Irfis e la vendita degli
sportelli, e si parla solamente di imprese. Si è insediato, infatti, ieri a
Palermo, presso la sede della Società siciliana per la storia patria, il
comitato territoriale della Sicilia di Unicredit,
Nomine
al consorzio Asi, nel Nisseno tutto da rifare
( da "MF
Sicilia" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gli obiettivi
della riforma mirano tutti verso un'unica direzione: lo snellimento dei
consigli e l'alleggerimento dei consorzi Asi dal peso della burocrazia e delle
pesanti ingerenze politiche. (riproduzione riservata) MF Sicilia - Sicilia
Territorio & Impresa Numero 046, pag. 3 del 5/3/2008 Autore: Maria Bertilla
Carlino.
Quando
la misura conta ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ufficio
metrico LEGGI E BUROCRAZIA L'ufficio metrico della Camera di commercio di
Pordenone opera attraverso la metrologia legale, parte di quella che si occupa
delle unità di misura, dei metodi e degli strumenti di misurazione utilizzati
nelle situazioni in cui questa grandezza deve essere garantita a tutela della
fede pubblica.
Auspico
una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che
sia centrata sui problemi dei cittadini piu' deboli, e piu' bisognosi
( da "Voce
d'Italia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla troppa
burocrazia, alla mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della
sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti
civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che
la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente,
<Trasformare
le strutture non basta> ( da "Avvenire"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rimangono con
noi quelli che nessuno vuole: figli nostri. Pretese assurde e burocrazia folle:
"La Sicilia ha previsto che le casefamiglia con bimbi piccoli debbano
costruire servizi igienici da asilo nido... Come se quando nasce un figlio si
facessero bagni speciali...".
Progetto
montagna alla fase conclusiva ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le strade
della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11
("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì
18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita".
Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno
proposti ad Asiago (Sala della Reggenza),
Convenzione
bus, è ok ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il sindaco
Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per
particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi
sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente
lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante
l'anno.
Fondi
Ue: ecco chi controllerà la spesa
( da "Denaro,
Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
organismo
fanno parte sia rappresentanti della burocrazia regionale che delegati di
imprese e sindacati (vedi tabella in pagina): obiettivo preciso della struttura
è controllare la spesa dei circa 15 miliardi di euro che arriveranno in
Campania fino al 2013. Il prossimo incontro è particolarmente importante:
saranno approvati i documenti di attuazione dei nuovi Por.
<Resta
fondamentale la collaborazione coi medici di famiglia>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma i tempi
della burocrazia sanitaria non sempre sono compatibili con le esigenze di cura.
Troppo spesso le persone entrano in trattamento dopo aver atteso a lungo al
pronto soccorso oppure dopo aver girato inutilmente più reparti". Il
dottor Nicola Di Fabrizio punta il dito, in poche parole, sull'appropriatezza
delle cure e sull'esperienza del personale medico,
<Ora
è difficile anche licenziarsi: siamo all'apoteosi borbonica>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Viene da
chiedersi perché non si riesca a snellire o semplificare, ma anzi si continui
ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli stessi
uffici pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di questo
Paese.Luciano Miotto(Vicepresidente Unindustria Trevisocon delega alle
relazioni sindacali).
Unindustria
e Comuni alleati per l'ambiente ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dato che
spesso la burocrazia mette i bastoni fra le ruote a quanti vorrebbero per la
loro impresa procedure più semplici, quindi meno costose, consentendo così di
"liberare" risorse da destinare ad investimenti per la tutela
dell'ambiente. L'idea-progetto ha avuto origine da contatti ed approfondimenti
preliminari tra Unindustria Treviso e Comune di Oderzo.
( da "Blogosfere" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 08 5 Adottare un
bambino parte due Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 00:06 in Interviste
Ecco, per la seconda volta Fragmenta si occupa di adozioni. A raccontare la sua
esperienza questa volta è Miriam. Il suo racconto è molto intenso, Miriam non
si risparmia, ci coinvolge completamente nella sua storia. Ma non solo questo,
dalla sua narrazione si possono intuire chiaramente le emozioni vissute.
Consiglio a tutti genitori di leggere questa sua toccante testimonianza. Puoi
raccontarmi come sei approdata alla scelta di adottare? Poter adottare un
bambino è stato sempre un mio desiderio, fin da piccola. Ricordo che da bambina
rimasi colpita nel vedere dei bambini, in fila per due, che venivano portati fuori
dall'orfanotrofio a passeggio. Pensai che non era giusto che loro non avessero
più una famiglia, il calore delle braccia di mamma e papà... mentre io avevo
tutto ciò. Dopo qualche anno dal mio matrimonio, dopo aver cercato di avere un
bambino e dopo un aborto, quando mi è stato prospettato dal ginecologo che
sarebbe stato meglio provare con le tecniche di riproduzione assistita (con una
percentuale di riuscita del 25%;non priva di effetti collaterali) ho detto di
no ed ho pensato che la mia strada, per poter diventare mamma, era quella
dell'adozione. Per mio marito il percorso è stato un po' più lungo perché è
rimasto orfano a sette anni della mamma (insieme ad altri due fratelli) ed è
stato allevato da una parente(che poi ha sposato il suo papà), ma non è stata
per lui una seconda mamma, per cui voleva essere sicuro di poter essere pronto
ad accogliere e dare amore ad un bambino senza commettere gli errori che lui ha
dovuto subire sulla sua pelle. Io ho rispettato la sua scelta ed abbiamo
aspettato un paio di anni. Anch'io, come tante donne nella mia stessa
condizione ho vissuto il dolore di guardare nelle altre la realizzazione del
loro desiderio di avere un figlio. C'erano pancioni dappertutto, ma quello che
faceva più male erano le gravidanze delle parenti che ti tenevano nascoste fino
al quarto mese. Quando hai depositato la domanda avevi già elaborato
completamente il "lutto" derivante dal non avere avuto un figlio
biologico? Quando ho depositato la domanda in tribunale per la prima adozione
avevo completamente elaborato "il lutto". Essere genitore significa
accogliere un bimbo, accompagnare un bimbo lungo il percorso della sua vita,
essere presente nella sua vita, dar la possibilità ad un figlio di poter
contare su di noi sempre. Come definiresti la tue esperienza con i servizi
sociali, in particolare nella fase precedente al Decreto di Idoneità? Le
riunioni sono state soddisfacenti? Il personale attento, comprensivo? Come ti
sentivi tu dentro, eri convinta? Sicura di voler adottare? Per la prima adozione
ho trovato una psicologa che ha avuto con noi tre colloqui; un po' pochi,
secondo me, perché eravamo proprio alle "prime armi". Ricordo ancora
le nostre paure del farci analizzare, il timore di dare un'impressione diversa
di quello che eravamo, sia come persone che come coppia. A tutto ciò si
aggiungevano informazioni "terroristiche" dateci da una mamma
adottiva che ci avevano allarmato un po'. Invece tutto andò bene, accettammo
subito il consiglio di partecipare agli incontri dell'Anfaa e di cominciare a
leggere libri sull'adozione .Quello che invece , con il passare degli anni e
con l'esperienza genitoriale, mi viene da dire è che non sempre chi lavora nel
campo adottivo, psicologi ed assistenti sociali, sono preparati per tale
percorso. Mi spiego meglio: per me i bambini, con il loro vissuto individuale,
sono unici,e non è possibile dar loro tutte le stesse identiche risposte circa
la loro storia ecc. La psicologa mi chiese cosa avrei risposto a un mio
eventuale figlio quando mi avrebbe chiesto perché sono stato abbandonato! Con
la mia mancanza di esperienza, ma facendo parlare il cuore, risposi che al
bimbo gli avrei parlato (in base al suo paese di nascita) delle difficoltà che
esistono in certi posti, della miseria, delle guerre ecc; Mi rispose di No, che
assolutamente No! Non parlare mai di mamma, ma di una Signora che ti ha portato
nella pancia e che non aveva il cuore collegato alla testa. A me veniva in
mente una mamma bionica, con tutti i fili spezzati che pendevano dal cuore e
altri che erano tagliati e pendevano dal cervello! MA COME SI PUO' DIRE AD UN
FIGLIO CHE SEI NATO DA UN TRANSISTOR! I bimbi non sono mica stupidi, e ne so
qualcosa con la mia. Anzi la mia non ha mai parlato della signora che l'ha
portata in pancia, ma della mamma indiana, e non sono stata io a
suggerirglielo. I corsi con l'Anfaa sono stati informativi dal punto di vista
legale, (parlo dell'anno 1998) ma per quanto riguarda il percorso adottivo
reale non sono stati soddisfacenti. Abbiamo trovato poca esperienza nel campo adottivo.
Per la mia seconda adozione, siamo capitati male con uno psicologo che bocciava
tutte le coppie per l'internazionale, perché bisognava adottare solo con la
nazionale e a noi ci ha "costretto" a presentare anche domanda di
adozione nazionale minacciandoci di non darci l'idoneità, perché ci aveva
detto,che avendo adottato in India la prima figlia e volendo rifare lo stesso
percorso, avevamo sposato la causa indiana ed eravamo "razzisti " nei
confronti dei bianchi (perché noi poi siamo alieni?). Comunque l'abbiamo
spuntata, dopo aver dato la disponibilità anche alla Nazionale (e apro una
parentesi: il Giudice del Tribunale ci ha chiesto del perché avevamo dato
disponibilità alla Nazionale visto che non ci avrebbero mai dato un figlio con
la Nazionale perché avevamo già adottato con la Internazionale!) Tutte le
coppie bocciate con questo psicologo, a distanza di anni ora sono idonee perché
lui non c'è più e il suo posto è stato occupato da un'altro. Che tipo di
rapporto ha avuto con l'ente cui ti sei affidata per adottare? Ti hanno deluso
in qualche cosa? Ho adottato con lo stesso ente tutte e due le volte. Le
difficoltà riscontrate con l'Ente sono quelle della pochissima informazione
rispetto alla pratica in corso e della lunga attesa, ma
questo penso che sia un discorso che vale anche per la burocrazia dei Paesi che vengono
coinvolti nell'adozione. Come hai vissuto il fatto che dovevi pagare per
ottenere dei servizi da parte dell'ente? Per quanto riguarda i costi, avendo
adottato con un Ente religioso, per cui tutti i documenti, le relative
traduzioni ecc, vengono curate dalla coppia; rispetto ai costi degli
altri Enti siamo più bassi. però sono d'accordo sul fatto che un'adozione costa
troppo! Fra un po' ci aspetta il viaggio in India per andare a prendere la
nostra seconda figlia (andata in tre, permanenza in albergo,ritorno in quattro)
ed i costi sono davvero tanto alti! Solo per mettere dei timbri su 21 documenti
all'ambasciata indiana abbiamo speso 525,00 euro. Come hai vissuto il periodo
subito successivo all'arrivo del bimbo? Ti sei sentita sostenuta dai servizi
sociali? Durante tutto il periodo dell'arrivo della mia prima bimba, i servizi
sociali non si sono visti, anzi ho dovuto pregare che venissero perché l'anno
di pre-affidamento adottivo stava scadendo e non avevo ancora una loro
relazione. Hai avuto problemi particolari col bambino? Mi riferisco
principalmente da parte tua. Ti sei mai sentita di non farcela da sola? Che la
mole dei problemi fosse troppo superiore alle tue capacità? Hai mai sofferto di
depressione post adottiva? Dopo qualche mese dall'arrivo della mia bimba ho
avuto tre lutti in famiglia in un anno ed è stato un periodo davvero difficile
e doloroso per me. Ho contato solo sulle mie forze e su quello di mio marito;
fa parte della vita, del nostro percorso dover subire la perdita delle persone
a noi care. Se ci fosse stato un sostegno dei servizi sociali, forse mi
avrebbero aiutata ad elaborare prima il lutto, non so...A volte diamo per
scontato che chi lavora nei servizi sociale debba essere una persona preparata
e sensibile, ma non è sempre così. E mi permetto di dirlo perché lavoro in
ambito sociale-psichiatrico, gomito a gomito con assistenti sociali e
psicologi. (Naturalmente esistono anche bravi operatori.) Non ho avuto problemi
particolari con la bimba perché si è ambientata abbastanza in fretta, è molto
vivace e solare, è simpatica ed attrae molte amicizie. Viviamo in un piccolo
centro e per ora, anche i riferimenti "razzisti" al colore della
pelle sono stati solo dei casi isolati. Non penso di aver avuto una depressione
post adozione penso di aver avuto invece un grande dolore post morte dei miei
cari. Mi dispiace di non aver potuto essere felice con la mia bimba nei primi
anni del suo arrivo. L'importante è poi superare i momenti tristi. Ho dovuto
poi costruire il rapporto con mia figlia pian piano,perché spesso con il papà
si crea subito un legame d'amore, ma con la figura materna è più difficile. Di
solito quando ci si sente abbandonati si parla di mamme che abbandonano e non di
papà! Oggi posso dire che siamo una normalissima famiglia, con i nostri alti e
bassi, ma riconosco anche che siamo speciali (in modo positivo) perché speciale
è l'unione tra noi e nostra figlia, è una continua conquista quotidiana.
Naturalmente non tutti i percorsi adottivi sono uguali...aspettiamo la nostra
seconda bimba e poi si vedrà!.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
INPS E ASL SNELLITE
LE PROCEDURE Certificati di invalidità: accordo anti-burocrazia H ? PAVIA ? CIRCA 15 GIORNI fa l'appello che la stradellina
Giuliana Mombelli aveva lanciato per essere sottoposta alla visita di
invalidità, visita che non ha fatto in tempo ad avere perché è morta prima,
aveva commosso e fatto riflettere sulle troppe lungaggini burocratiche che
portano i pavesi ad aspettare anche un anno prima di vedersi riconoscere la
pensione o l'assegno di accompagnamento. Un anno passato tra un medico e
l'altro, visto che non di rado il primo accertamento non basta e ne viene
richiesto un secondo. Una situazione che crea disagi agli invalidi e, per
cercare di risolverla, l'Azienda sanitaria locale e l'Inps si sono incontrate
per stendere nuove regole da seguire. "Occorre risolvere tutti i passaggi
necessari per il riconoscimento dell'invalidità civile e abbreviare i
tempi", hanno concordato Simona Mariani e Ciro Travaglione. E proprio per
superare le fasi di picco attualmente esistenti, Asl e Inps hanno deciso che
entrambe le amministrazioni si impegnano a ridurre i tempi di movimentazione,
rendendone tracciabili i movimenti. Inoltre, il cittadino o il patronato che ha
delegato hanno diritto alle risposte attese direttamente dall'amministrazione
interpellata che, qualora non fosse non in possesso delle notizie, si dovrebbe
attivare presso l'altra per acquisirle, evitando ogni possibile disagio al
cittadino. I fascicoli da sottoporre al controllo della commissione medica di
verifica sono corredati delle certificazioni specialistiche - hanno concordato
i responsabili di Asl e Inps - in un'apposita check list redatta d'intesa con i
rappresentanti medici delle due amministrazioni. In questo modo speriamo di
raggiungere risultati concreti per la popolazione". M.M. - -->.
( da "Stampa, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mia famiglia, ma
tutti i cittadini russi, sebbene il risultato fosse prevedibile, anzi,
programmato. La popolarità del presidente Vladimir Putin, che ha appoggiato
Dmitri Medvedev e poi si è detto disposto a servire la nazione come suo primo
ministro, ha reso scontato il risultato. Molti nel nostro Paese hanno criticato
questa configurazione unica dell'elezione. Agli elettori non è stata data la
possibilità concreta di mettere a confronto le proposte dei candidati sulle
soluzioni ai problemi del Paese. La scelta stessa dei candidati ha lasciato
molto a desiderare. Eppure la gente è andata ai seggi e ha votato: un altro
tributo al fenomeno Putin. Comunque, per quanto importanti siano state negli
ultimi mesi le elezioni per la Duma e la presidenza, ora io guardo avanti. E
dico che in questo momento abbiamo un'opportunità unica di approfittare sia
della stabilità e della fiducia raggiunte negli ultimi anni sia del mercato
internazionale favorevole per procedere con decisione sulla strada della
modernizzazione. Questo significa molto più che svecchiare la nostra industria.
Dobbiamo modernizzare il governo, creare un'economia innovativa, dare nuovo
rilievo all'istruzione e alla salute e, come priorità, lavorare per restringere
il divario tra ricchi e poveri, e intanto combattere la
corruzione e la burocrazia.
Con una mossa benvenuta, negli ultimi giorni della campagna elettorale sia il
presidente Putin sia il candidato Medvedev hanno messo l'accento su queste
sfide. Non ho dubbi che faranno del loro meglio, ma i loro sforzi da soli non
basteranno per avere successo. A tutti i livelli - federale, regionale,
persino locale - occorre un cambiamento profondo del personale. Non sto
chiedendo una campagna "butta fuori i bastardi". Dobbiamo educare i
funzionari a nuovi metodi per risolvere nuovi problemi. Più ancora: dobbiamo
fare largo ai giovani. Se non lo si farà, molte promesse verranno disattese, e
nessuna campagna di immagine riuscirà a nasconderlo. Sappiamo dall'esperienza
di altri Paesi che problemi di tale ampiezza possono essere risolti solo in un
contesto di vera democrazia, in una società civile dove il governo deve rendere
conto al popolo, e il popolo non ha paura di prendere l'iniziativa. Qualcuno
potrebbe obiettare che non possiamo permetterci di "allentare le
briglie", che ciò che serve alla Russia non è una maggiore sperimentazione
democratica ma un'autorità forte e una "mano ferma". Ma un'autorità
forte senza un reale appoggio del popolo può essere impotente. Putin aveva
l'appoggio perché aveva identificato correttamente i desideri della gente:
riportare la stabilità e ricostruire lo Stato russo. Ora abbiamo davanti
compiti più rischiosi, veramente storici. Per assolverli ci serve un nuovo
livello di interazione tra Stato e società. E questo ci riporta al punto che
non mi stanco mai di sottolineare: per avere un sistema di governo efficace,
dobbiamo riformare il nostro sistema elettorale. Non basta rabberciarlo,
occorrono cambiamenti sostanziali nei meccanismi di voto del Presidente e del
Parlamento e nell'elezione dei governatori. Come primo passo suggerisco un
ritorno a un sistema misto di elezioni parlamentari, in modo che la gente possa
votare sia per le "liste di partito" sia per singoli candidati. Gli
elettori devono avere la certezza che il deputato che hanno scelto lavorerà per
loro. Dopo le elezioni alla Duma di dicembre, 113 candidati di punta dei
partiti vincitori hanno ceduto il loro mandato a persone poco note.
Centotredici! Un quarto degli eletti! Gli elettori si meritano maggiore
rispetto. Ritengo che la soglia di sbarramento alla Duma debba essere abbassata
dal 7 al 5 per cento, il livello delle elezioni 2003, prima che la legge, nel
2006, venisse cambiata. I governatori devono essere di nuovo eletti con voto
popolare anziché essere una scelta del Presidente ratificata dai governi
regionali. In campagna elettorale si è anche discusso della politica estera
russa. Tutti riconoscono che la Russia ha in larga parte ricostruito il suo
rango internazionale. Ora ha nuove responsabilità, ma deve anche riconsiderare
le sue posizioni su alcuni temi, così come sul nostro stile in politica estera.
Anche i partner della Russia devono fare di più per raggiungere una
comprensione reciproca. Alcuni di loro, anziché fare un'analisi obiettiva,
insistono nell'accusare la Russia di problemi veri o immaginari. E alcuni media
occidentali sono ossessivi nei loro stereotipi anti-russi e nelle critiche al
nostro Paese. A costoro replico: il nostro popolo è più democratico di quanto
non pensiate, nonostante le vicissitudini della storia russa. Questa nazione ha
sopportato 250 anni di dominazione mongola, seguita dalla servitù della gleba
sotto gli zar e da decenni di vita senza libertà sotto i comunisti. Ma il
nostro popolo sa imparare dal suo passato. Farà le scelte giuste: che cosa
accettare, che cosa respingere. Questo richiederà tempo, ma la Russia ha un
solo futuro: la democrazia. The New York Times.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA CAMPAGNA
elettorale per le elezioni politiche entra nel vivo con l'imminente indicazione
delle candidature. In questo momento è utile e doveroso lanciare un appello ai
candidati di tutti gli schieramenti affinché inseriscano nei loro programmi
misure idonee a sostenere le aziende del territorio. E' necessario che quanti
ci rappresenteranno in Parlamento si attivino concretamente per valorizzare le
imprese del nostro territorio accompagnandole ed aiutandole a crescere e nello
stesso tempo incentivando la nascita di nuove realtà. A tal proposito servono
sicuramente nuove ed adeguate infrastrutture, ma soprattutto provvedimenti che
permettano alle piccole imprese che vogliono ampliare e sviluppare la propria
attività di superare più agevolmente e in tempi più rapidi le enormi difficoltà
oggi dovute alla burocrazia, ad
esempio nel caso di assegnazione di aree edificabili e permessi vari, oppure
dovute ai costi elevati che derivano dalla necessità di doversi rivolgere al
mercato immobiliare. Ecco, a coloro che saranno candidati e poi eletti in
Parlamento chiediamo questo impegno, nella speranza che fin dalle prime battute
della campagna elettorale tali temi siano al centro del loro interesse e
quindi dei dibattiti. Proprio in considerazione delle necessità illustrate, la
Confartigianato invita le piccole e medie imprese ad aggregarsi, sotto forma
associativa o consortile (e noi siamo disponibili a sostenerle), in modo da
poter ottimizzare e ridurre i costi ma anche affinché si possano valorizzare le
specialità e le tradizioni del territorio con marchi che identifichino i
prodotti così da poterli poi veicolare e commercializzare al meglio anche sui
mercati internazionali. Da qui la necessità di creare aree attrezzate per
valorizzare e promuovere le nostre specificità artigianali e per poter
realizzare vere filiere di produzione e marchi di qualità. E' chiaro che anche
in questo caso sarà indispensabile il supporto dei nostri Parlamentari; invitiamo
perciò, fin da ora, tutti i candidati ad un confronto con la nostra
associazione su queste tematiche vitali. Girolamo Astolfi presidente
Confartigianato Imprese Rovigo - -->.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ROSSELLA MINOTTI
? MILANO ? CHE BERLUSCONI e Veltroni non siano poi così distanti l'hanno capito
un po' tutti. Anche i loro fidatissimi. Così nessuno si stupisce se Formigoni e
Calearo (il primo ormai ufficialmente capolista al Senato in Lombardia, il
secondo industriale capolista Pd in Veneto e quindi schierato contro Galan), in
un duello televisivo sul Caffè di Rainews 24 sono d'accordo praticamente su
tutto. E non perché è primo mattino e i contrasti si sentono meno. "LA QUESTIONE settentrionale è questione di una burocrazia che non funziona, che è
troppo oppressiva, di un regime fiscale che strangola le imprese, strangola
coloro che vogliono rispettare le leggi, una carenza infrastrutturale, insomma,
una mancanza di competitività per cui le nostre aziende debbono fare il doppio
di fatica. Questa è la questione settentrionale che da un paio di
decenni non viene risolta" dice il presidente della Regione Lombardia. E
Calearo risponde: "Condivido quello che dice il presidente Formigoni.
Vorrei aggiungere che oltre al problema delle infrastrutture, della burocrazia e del fisco c'è anche un problema, almeno per il
nord-est, della poca rappresentanza a Roma. Per il resto è vero che le imprese
al nord sono competitive fino al cancello dell'impresa, poi una serie di lacci
e lacciuoli le rendono poco competitive. La cartina di tornasole è data dai
pochi investimenti di imprese estere in Italia". In cosa si differenziano
quindi i due candidati al Senato? Ma nel look naturalmente, che però riserva
qualche sorpresa. Mentre il candidato del Pd, dimissionario presidente di
Federmeccanica che inizia la sua rivoluzione di centrosinistra, è
ingessatissimo in un gessato blu, l'aspirante ministro per lasciare il
Pirellone ha deciso di cambiare drasticamente il suo look. Giacca rosso mattone
che sul plasma diventa psichedelica, cravatta nera spruzzata abbondantemente di
rosso, e calzino Gallo a strisce variopinte in evidenza. Non si stupiscono
troppo durante la sua visita di ieri agli stabilimenti Vismara. Il presidente è
andato a benedire la rilocalizzazione, ossia il trasferimento del noto marchio
alimentare in periferia in un nuovo stabilimento eco-compatibile. La trasferta
a Casatenovo nel regno dei rossi salumi non stona con il completo
fiammeggiante. D'ALTRONDE FORMIGONI, politico più che coerente per fedeltà allo
schieramento di Berlusconi, si è spesso invece lasciato andare a trasformismi e
divertissement nelle frequentissime apparizioni in pubblico. Nel 2002 girava al
braccio della prorompente Emanuela Talenti con sobri completi blu o beige, e
cravatta smorta. Ma qualcosa la brillante e sensuale creatrice di eventi deve
avergli lasciato in eredità. Infatti nel 2004 si veste d'argento per
l'inaugurazione del primo Ice bar milanese. NEL 2006 CEDE alla tentazione
leghista, giacca e cravatta verde mela. Nel 2007 torna al classico e taglia i
capelli. Il 2008 è all'insegna del via tutto: taglia anche la barba e i legami
col passato. Il viaggio verso Roma deve essere all'insegna del nuovo. E se nel
Pdl nuovi non sono i nomi, almeno lo siano i look. E forse ora anche in
Lombardia non lo chiameranno più il Celeste Governatore... - -->.
( da "Alto Adige" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Si accumulano le
richieste per costruire, ma mancano le aree Ancora fermo l'iter per l'ex
caserma Cobelli: non c'è accordo tra Demanio e Comune Intanto almeno 5
cooperative sono ferme ALDO DE PELLEGRIN BRUNICO. Il capoluogo ha fame di case,
le famiglie residenti e soprattutto le giovani coppie hanno esigenza di avere
un alloggio ma da oltre tre anni le aree per l'edilizia abitativa agevolata non
si trovano o non vengono più assegnate. I prezzi del libero mercato sono, qui
come altrove, impensabili da affrontare per chi è in cerca della prima casa o
ha necessità di averne una più grande. All'ufficio edilizia agevolata e affari
generali del Comune di Brunico le domande di assegnazione di terreni per
raggiungere, a costi accettabili, il sogno e l'obiettivo della prima casa in
proprietà si accumulano da oltre tre anni. Fino a oggi sono quasi un centinaio
i richiedenti che attendono inutilmente e da tempo una risposta, ma sarebbero
sicuramente ancor di più se fra coloro che ne hanno necessità e che ne
avrebbero l'intenzione non serpeggiasse come un contagio lo sconforto e
l'assenza di fiducia di chi invece quella domanda l'ha fatta ormai tre anni fa
e da quel momento, dall'amministrazione comunale ottiene una sola risposta:
pazienza. Pazienza perché le aree non ci sono; pazienza perché si è in attesa
che si sblocchi la questione del passaggio di proprietà delle aree dell'ex
caserma De Cobelli; pazienza perché si stanno cercando altre aree. Intanto il
tempo passa e famiglie con anche cinque figli in età scolare e che tre o
quattro anni orsono hanno presentato domanda per costruire un appartamento
adeguato - e che ad oggi potrebbero aver già ultimato - sono invece costrette a
continuare a vivere in appartamenti di 60 o
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sardegna La regina
del bisso è stata sfrattata I segreti di Chiara Vigo e una cultura millenaria
si perderanno DALL'INVIATO FELICE TESTA SANT'ANTIOCO. Il "Leone di
Tiro" è un arazzo, di
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storace:
"Nessun problema, la fiamma ci sarà" Elezioni, ricusati i simboli de
"La Destra" e della Dc ROMA No al simbolo di Storace e Santanchè e
doppio no alla Dc di Pizza e a quella di Sandri. Il ministero dell'Interno
esamina i 177 contrassegni depositati per le elezioni del 13 e 14 aprile e ne
salva "solo" 147, chiedendo ai 21 simboli contestati di modificare il
proprio logo entro 48 ore perchè non è ammessa la presentazione di contrassegni
"identici o confondibile con quelli presentati in precedenza o tradizionalmente
presentati da altri partiti". Va bene, fa sapere Luca Romagnoli,
segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, modificheremo il simbolo, non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque dalle liste, per ora, la Fiamma
tricolore, l'Unione democratica dei consumatori di Manzione e Bordon, i
Democratici di sinistra di tal Antonio Corvasce, i Socialisti, il Sacro Romano
impero e il simbolo Nel nome della donna lista Stefania Ariosto partito
democratico donne. Senza effetti e dunque decaduti il Movimento per la
rinascita della Montagna e il Partito democratec padan lista Beppe Grillo. È
sulla Fiamma di Francesco Storace e sulla doppia esclusione dello scudo
crociato che si concentra però l'attenzione. Il no a Pizza e a Sandri riapre
l'infinita querelle sull'eredità della Balena bianca e di fatto lascia all'Udc
di Pier Ferdinando Casini il monopolio dell'antico e nobile blasone. Quanto a
Storace e compagnia lo schiaffo, per altro prevedibile data la grande
somiglianza con il simbolo di Alleanza nazionale, è violento. Usciti dal
partito di Gianfranco Fini accusando i vecchi compagni di aver tradito i vecchi
valori della destra per "morire democristiani", i fuggiaschi
contavano di far breccia tra i delusi dalla svolta finiana anche grazie al
simbolo con la Fiamma tricolore, molto simile a quello del vecchio Movimento
sociale. L'ex governatore del Lazio aveva replicato duramente alle accuse di
plagio degli ex camerati. "Se avessimo voluto fare uno scorrettezza ad An
avremmo scritto Partito popolare europeo", dichiarò rispondendo ad Azione
giovani che lo aveva definito un "copione". Il no del Viminale al
simbolo de La destra ora rischia di riaprire i giochi. Due le strade possibili
per La destra: modificare il simbolo entro 48 ore o presentare ricorso all'ufficio
elettorale centrale nazionale della Cassazione. A quanto pare sarà la strada
della modifica la scelta del movimento. "Quando il gioco si fa duro i duri
cominciano a giocare", dice Daniela Santanchè, candidata premier della
lista. "Per carità di Patria e rispetto del lavoro fatto dai funzionari
dello Stato non commento come vorrei la ricusazione del simbolo", premette
Storace che il veto di Fini ha escluso dalla alleanza con il Pdl. Ma del tutto
in silenzio l'ex epurator non riesce a restrare. "Mi limito ad osservare
che la ricusazione si aggiunge agli attacchi di Berlusconi contro di noi e ai
sondaggi che, leggiamo dal sito di Crespi, ci danno al quattro per cento. E
comunque conoscendo bene Alleanza nazionale sapevamo che avevano un solo colpo
in canna e lo hanno sparato troppo presto...La Destra e la fiamma tricolore ci
saranno eccome".
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MISINTO LA DENUNCIA
DELL'EX SINDACO FAUSTO MONTI Dopo i controlli per accertare l'invalidità ci
vogliono 3 mesi per ricevere il sussidio di GABRIELE BASSANI ? MISINTO ?
INVALIDITÀ CONFERMATA e di conseguenza pure la pensione, però, per le pratiche
burocratiche, resterà senza assegno almeno per tre mesi. E' il paradosso di cui
è rimasto vittima l'ex sindaco di Misinto, che ha deciso di denunciare il
problema non tanto per una questione personale quanto per le molte persone in
gravi difficoltà economiche che rischiano, soprattutto di questi tempi, di finire in guai seri per colpa della burocrazia. Succede cioè che agli invalidi seguiti dall'Asl n.1 di Milano
viene chiesta una visita di controllo periodico per verificare la permanenza
dello status di invalido. NEL CASO DI FAUSTO MONTI, alla guida del paese negli
anni Novanta, persona conosciuta e stimata, oggi invalido al 100% in seguito ad
un ictus che lo ha semi-paralizzato, il controllo scatta ogni due anni.
Effettuata la visita, confermata l'invalidità, arriva la brutta sorpresa:
l'assegno mensile si blocca e alla richiesta di spiegazioni all'Inps che eroga
il vitalizio e all'Asl che ne garantisce la spettanza, si sente rispondere che
"E' normale, sono tempi tecnici ci vorranno due o tre mesi". "Io
sono fortunato e posso anche cavarmela per qualche mese - spiega Fausto Monti -
ma ci sono persone che se non ricevono il sussidio ogni mese possono andare
incontro a grosse difficoltà. Ho fatto il controllo lo scorso 17 gennaio, su
invito dell'Asl, mi hanno confermato l'invalidità e quindi gli assegni, 250
euro per l'invalidità e 450 euro di accompagnamento. Ma dal 1° febbraio non li
ho più ricevuti. Già molti pensionati fanno fatica a tirare la fine del mese,
Asl e Inps si permettono anche di decidere autonomamente di lasciarti dei mesi
senza sussidio" si sfoga Monti. DALL'UFFICIO STAMPA dell'Asl Milano 1 confermano
che la prassi è proprio questa, e parlano appunto di "tempi tecnici"
necessari alle comunicazioni tra la stessa Asl e l'Inps, avviando il più
classico degli "scaricabarile". Sta di fatto che per il mese di
febbraio gli assegni dovuti a Fausto Monti non sono arrivati e come lui chissà
quanti altri che di qui al giorno in cui riceveranno il prossimo sussidio
dovranno arrangiarsi. "Ma avranno tutti gli arretrati" -
puntualizzano dall'Asl. Ah, certo, basta arrivarci.... - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aldrovandi:
"Bologna? Una città bloccata" "Sabato andrò a sentire
Guazzaloca" di MASSIMO GAGLIARDI COME le sembra Bologna?
"Ferma". Non lascia spazio agli equivoci Stefano Aldrovandi.
Imprenditore, 59 anni, presidente della Busi impianti, Aldrovandi ha un curriculum
'privato' che si intreccia strettamente con l'impegno pubblico. Già presidente
di Api, da amministratore delegato ha portato Hera in Borsa e l'ha fatta
grande. Già presidente della Fondazione del Monte, è membro della giunta di
Unindustria e vicepresidente di Unicredit Banca d'Impresa. Di recente è stato
nominato nella giunta della Camera di commercio. Ferma, lei dice. Perché?
"Perché si culla sulle scelte degli anni '90, quando si sosteneva la
crescita qualitativa. Quanto la qualità vada degradando è sotto gli occhi di tutti".
E quindi? "Bisogna puntare sul mix, su qualità e quantità. Non si può
immaginare un ruolo di capitale europea per una città che puntava a mezzo
milione di abitanti e invece è scesa a poco più di 300mila". Se dovesse
trovare un'immagine per definire la stasi? "Tempo perso, la realtà è sotto
gli occhi di tutti". I vantaggi del passato? "La città nel dopoguerra
ha costruito la sua fortuna sulla sua posizione, centrale nella Penisola. E da
ciò trae ancora vantaggi. Ma se le infrastrutture principali sono abbastanza
buone è sostanzialmente fermo il sistema secondario: manca un metrò, la
distribuzione delle persone e del traffico merci è molto difficoltosa. Abbiamo
ereditato una buona Università ma Dio sa quanta fatica facciamo a trattenere le
intelligenze nelle nostre imprese. Abbiamo ereditato una grande capacità di
fare sistema ma oggi mostra i suoi limiti". Gli imprenditori nel frattempo
cos'hanno fatto? "Unindustria, nata dalla fusione tra Assindustria e Api,
è stata una grande novità, l'unica di questi ultimi tempi. Un gruppo di persone
con interessi contrastanti ha saputo unirsi e trovare una sintesi". Come
va l'integrazione tra le due associazioni? "Ci sono molte cose da fare, ma
il noi e il voi è sparito". Obiettivi? "Razionalizzare i servizi. Le
imprese hanno forte bisogno di servizi esecutivi e di rappresentanza".
Sulla Camera di commercio s'è già notata una posizione più incisiva. Prevale la
logica di potere? "Siamo entrati in giunta, ma ciò non vuol dire che la
preoccupazione di Unindustria sia quella di piazzare suoi uomini ai vertici. Il
rinnovo delle cariche camerali, sviluppatosi sotto la spinta di tensioni varie,
ha portato a un programma condiviso tra categorie. E' un buon punto di
partenza". Con Sangalli in partenza per Roma, quale soluzione caldeggerete?
"Ci sono categorie di maggioranza, ne valuteremo le proposte e voteremo
quella più convincente, senza preclusioni". Anni fa si parlava solo di
privatizzazioni. In questi ultimi mesi, a Bologna, si parla invece di
pubblicizzazioni. Alludo all'ingresso della Regione nell'azionariato della
Fiera. Che ne pensa? "Quando nacque Hera coniammo il termine
'aziendalizzazione' a sottolineare come l'impresa debba essere libera da
vincoli che ne frenino lo sviluppo. Che l'azionista di maggioranza sia pubblico
o privato lo reputo un fattore secondario". Aeroporto: dopo il miraggio
della Borsa e il congelamento di Benetton, c'è un nuovo piano industriale. Sarà
la volta buona? "E' un programma di livello, lasciamo che produca
risultati e che l'azienda mostri il suo valore. Dopodichè penso che sugli
assetti societari si possa riflettere". Il presidente di Unindustria
recentemente ha ipotizzato che il Comune possa ridurre le sue quote nelle
partecipate per liberare risorse. Il sindaco Cofferati l'ha stoppato subito.
"La città deve stabilire priorità. Se il metrò, ad esempio, lo è come io
penso, allora è indispensabile che la mano pubblica riconverta risorse
attualmente immobilizzate. Che si ritiri un po' dalle aziende adulte e si
concentri sui progetti da far nascere". C'è chi sostiene che anche voi
industriali abbiate perso un po' della tradizionale propensione al rischio...
"Devo contraddirla. Per ogni punto di Pil in più, ne sopportiamo dieci in
meno a causa della burocrazia statale. E' come se
invece di un punto di Pil ne facessimo undici. A Bologna, come in Emilia, le
imprese hanno ristrutturato molto, si muovono sui mercati emergenti e anche con
ruoli primari. Se Fiat fa - 8% di immatricolazioni vuol dire però che c'è un forte
problema di mercato interno che non tira. E lo paghiamo anche noi". Spesso
in città circola l'accusa, anche a livelli istituzionali, che pensiate troppo
alle rendite o a capitalizzare speculando sul mattone. "E' una visione
miope. L'immobiliare è fondamentale per lo sviluppo del territorio.
L'imprenditore che ha deciso di investire, se non lo fa a casa sua, lo fa
altrove". Giudizio sull'Amministrazione comunale? Pausa. "Diciamo che
non amministra abbastanza. E' inutile che un imprenditore faccia piani se poi
non sa gestire il 'giorno per giorno'". E sulle scelte del Pd? "In
altre zone ho visto maggiore vivacità nella scelta dei candidati". Lei è
grande amico di Giorgio Guazzaloca... "E' una delle persone che stimo di
più. Da quarant'anni si impegna per la sua città, in maniera coerente e
costante. Non è uomo di comodo, non ha mai fatto compromessi". Sabato
andrà a sentirlo al Carlton? "Certo che ci vado, lo ascolto sempre
volentieri. Anche nelle ultime uscite si è visto di che tempra è fatto".
Allude alla battuta su Fini e ai rischi che lo sganciamento della destra
comporta? "Guazzaloca non è mai stato un opportunista". Lei pensa
davvero che i bolognesi vogliano voltare pagina? "Un'indagine che
Unindustria lancerà a breve dà una fotografia emblematica di Bologna: la
raffigura da una parte come molto conservatrice, dall'altra con un forte
desiderio d'innovazione. Un altro elemento è che i bolognesi si trovano molto
bene nell'ambito familiare e tra gli amici ma hanno scarsa propensione a
impegnarsi in ruoli pubblici. Vedremo quale delle due facce prevarrà". -
-->.
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Piani di
sostegno il 15 aprile scade il termine PORTO TORRES. L'assessorato ai servizi
sociali informa i cittadini che è possibile presentare domanda per
l'elaborazione dei piani individualizzati di sostegno (legge 162 del 1998) agli
uffici di piazza Walter Frau entro il 15 aprile. I documenti devono essere
presentati previo appuntamento che gli utenti devono fissare con gli operatori
del servizio. Si tratta del modello Ise relativo ai redditi dell'anno 2006, e
della copia del certificato della legge 104 del 1992 attestante la disabilità
grave riconosciuta, per coloro che non hanno presentato richiesta entro il 30
settembre 2007. I piani individualizzati di sostegno sono estremamente
necessari all'interno dei nuclei familiari dove esiste un
handicap grave, e il più delle volte la burocrazia regionale ritarda purtroppo la risoluzione delle pratiche
creando più di un problema ai soggetti interessati. Per ulteriori informazioni
ci si può rivolgere all'educatore professionale Piera Maricca telefonando allo
079 -5008550. (g.m.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Ippodromo,
attesa dopo i nuovi assetti Il passaggio dall'Agenzia Laore all'Agris accolto
con favore Ora però si spera che i tempi delle consegne non diventino lunghi
OZIERI. L'approvazione della legge finanziaria regionale, che contiene un
emendamento che dispone il passaggio del dipartimento per l'incremento ippico
dall'agenzia Laore all'Agris, è stata accolta con favore dai dipendenti
dell'ente regionale con sede in Ozieri. Un moderato ottimismo, ma con qualche
riserva, viene manifestato anche dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Questo è infatti il terzo tentativo del governo regionale di dare un'adeguata
collocazione al servizio ippico regionale. Servizio che, soppresso nel 2005,
non ha ancora ritrovato un assetto definitivo che possa essere foriero di una
ripresa della sua peculiare attività al servizio degli allevatori. Dopo lo
scioglimento e l'assorbimento da parte dell'Era, ente di ricerca con il quale
l'allora commissario straordinario Casu riteneva non fossero compatibili i
compiti dell'ex-Istituto, questo fu collocato nell'agenzia Laore, struttura
preposta all'assistenza tecnica per l'agricoltura. Dopo appena sei mesi di
esperimento, neanche questa collocazione era apparsa la più adeguata. Un
incredibile accentramento decisionale presso l'elefantiaca burocrazia dell'ex Ersat, ben avvezza a disattendere o perlomeno a
rallentare l'applicazione dei provvedimenti della classe politica, hanno
caratterizzato l'esperienza dell'appena nato dipartimento ippico inglobato
nell'Agenzia Laore. Da qui lamentele e rilievi che, evidentemente, hanno
trovato buon ascolto presso una cordata trasversale che ha proposto e votato il
citato emendamento. Ora ci sono 60 giorni di tempo entro i quali
l'assessore all'agricoltura dovrà emanare un decreto per il trasferimento delle
competenze e per la regolazione dei rapporti. Ci si chiede: sarà rispettato
tale termine? E, nel frattempo, chi potrà assumere le decisioni urgenti che
l'attività al servizio degli allevatori equini impone immancabilmente? Ad
esempio sui lavori in corso all'ippodromo di Chilivani, quale organismo tecnico
dovrà seguirli e monitorarli, visto che dal primo gennaio di quest'anno il
commissario di Laore ha smantellato la piccola struttura composta da due
tecnici, che operavano in Piazza Borgia? E, soprattutto, la gestione
dell'ippodromo come verrà garantita? Il passaggio alla nuova agenzia impone
come minimo una rinegoziazione con il comune che dovrebbe prenderlo in carico.
Questi e tanti altri interrogativi vengono spontanei e preoccupano l'ormai
sparuta pattuglia dei dipendenti che fanno i salti mortali per assicurare un
minimo di operatività ma che, loro malgrado, accumulano arretrati e
inadempienze. Certo questa travagliata riforma del comparto ippico sta
dimostrando con i fatti che bene avrebbe fatto il legislatore a lasciargli la
sua autonomia, magari aggregandolo direttamente all'assessorato all'Agricoltura
o costituendolo in agenzia, come i sindacati ed in particolare l'organizzazione
territoriale della Cisl, avevano proposto in uno studio supportato dal
contributo di un docente universitario. A corroborare il cauto ottimismo vi è
l'interesse e il gradimento del professor Pulina, direttore generale di Agris,
che ha condiviso la recente soluzione nella convinzione che bisogna dare spazio
alla ricerca per migliorare i sistemi di selezione del cavallo sardo con
l'applicazione del metodo scientifico. E per fare ciò è determinato in primo
luogo, a procurare le necessarie risorse umane. Miuccio Farina.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"A NOME di un
paese grato, mi scuso profondamente per il fatto che questo tributo sia
arrivato così tardi". George W. Bush parla con un filo di voce tra gli
stucchi della solenne East Room, alla Casa Bianca. Guarda una sedia vuota,
sopra ci sono una divisa da sergente e un mantello Sioux. Attorno, tanti native
americans. Su quella sedia, a ricevere la Medaglia d'Onore, avrebbe dovuto
esserci Woodrow Wilson Keeble, "Chief" per i compagni in Corea. Era
un eroe, "Chief", ma era anche un "pellerossa". Per due volte
aspettò la sua medaglia, e per due volte gli dissero che i documenti erano
scomparsi. Morì nel 1982. Era un patriota, e portava con orgoglio il nome di un
grande presidente. Soffrì. Ma strinse i denti, come quando, in Corea, salvò il
suo plotone sgominando da solo due postazioni di mitragliatrici. "Che sia
stata burocrazia o razzismo - conclude Bush - il primo
Sioux ad aver mai ricevuto la Medaglia d'Onore è morto senza sapere che era
sua". L'America, per un giorno, china il capo di fronte al popolo Lakota.
- -->.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Firenze
Terza corsia e variante di valico tra ritardi e aumento dei costi Il
semicerchio che corre intorno a Firenze doveva essere pronto quest'anno, lo
sarà nel 2011 lo stesso anno che si prevede per l'ultimazione del nuovo
tracciato sull'Appennino Secondo Autostrade è dovuto più
alla burocrazia che alle
difficoltà "A fine lavori saranno reimpiantati più alberi di quelli
abbattuti" MASSIMO VANNI Doveva finire tutto nel 2008. Cantieri tolti,
corsie aperte. Così aveva annunciato l'assessore regionale ai trasporti
Riccardo Conti al momento di dare il via ai cantieri, cinque anni fa.
Oggi la terza corsia dell'A1 intorno a Firenze, il semicerchio compreso tra i
caselli nord e sud, è ancora in mano alle imprese: la Coestra nel tratto
Firenze nord-Scandicci, la Baldassini-Tognozzi-Pontello nel resto, by-pass del
Galluzzo compreso. Sarà pronta solo nel 2011, secondo il calendario ufficiale
di Autostrade. Tre anni di ritardo sulla tabella di marcia inizialmente
prevista. "Niente di eccezionale, un'Italia ordinaria", dice oggi
l'assessore Conti a proposito dei tempi. Un ritardo "normale", che a
sentire Autostrade si spiega "più con le lentezze burocratiche che con le
difficoltà" incontrate sul campo nel corso dei lavori. Solo che i ritardi
costano. Cinque anni fa, il costo stimato per realizzare la terza corsia
autostradale intorno a Firenze era di quasi 500 milioni di euro: fu questa la
cifra annunciata dalla Regione al momento dell'apertura dei primi cantieri.
Oggi, i calcoli aggiornati parlano di 671 milioni. Quasi 200 milioni in più. Un
incremento di 40 milioni all'anno. Mancano ancora all'appello la terza corsia
tra Firenze sud e Incisa Valdarno e quella tra Firenze Nord e Barberino di
Mugello: due tratti per i quali non si parla ancora di date di apertura di
cantieri, perché i progetti non hanno ancora avuto l'ultimo okay. Mentre la
"variante di valico", il nuovo pezzo di autostrada del sole che da
Barberino arriverà a Sasso Marconi è in piena costruzione. Un tratto di
( da "Adige, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Arco. Le carenze del
progetto "Cosmos" Via "sms" può arrivare di tutto ma solo
se si parla di arte Colto da un feroce mal di denti, il cittadino arcense -
protagonista di questa singolare avventura - si ricorda di poter contare su un nuovo,
strabiliante servizio di informazioni via sms. Arco, infatti, ha aderito al
progetto Cosmos: basta digitare sul telefonino il 333/8888188, e inviare un
messaggio con la domanda: farmacie ad Arco. Ma, sorpresa, il servizio non sa
rispondere. Trovato in un cassetto un analgesico, al nostro viene la curiosità
di mettere alla prova l'informatutto. Dove si trova l'ufficio edilizia privata
ad Arco? Nessuna risposta. Eppure il quesito è tra gli esempi proposti dalla
pagina web che illustra il servizio, spiegando come questo "sia alimentato
da una banca dati creata ed aggiornata da ciascun Comune". E allora vai
con una domandina facile facile: il nome del sindaco di Arco? Niente, lo
schermo del cellulare resta desolatamente vuoto. A questo punto il cittadino
deluso si getta in quella che crede una domanda impossibile. Così, giusto per
provare. Con la tastiera compone: segantini arco. E... miracolo, arrivano le
risposte. Che il servizio sia affetto da "snobismo culturale"?. Non
parlategli di politica (forse non dà il nome del sindaco per par condicio.
Sempre di schermi si tratta...), né chiedetegli noiose
notizie su posti dove passano pratiche e burocrazia, né tantomeno sulla salute (quando c'è la salute c'è tutto e
allora a cosa servono le informazioni?). Ma l'arte è un'altra cosa. La bellezza
ci salverà? 05/03/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARTIGLIANO.
Approvato pure un regolamento per le spese di rappresentanza del Comune
Convenzione bus, è ok "Ma ci serve davvero?" Il servizio bus urbano,
che ha per capofila la città di Bassano, al Comune di Cartigliano costa 23mila
euro l'anno. In Consiglio è stata ulteriormente rinnovata per un anno la
convenzione alla quale aderiscono anche Pove, Romano e Cassola. Voto unanime,
ma sul piatto rimangono interrogativi e il sindaco Germano Racchella ha
annunciato che è in corso una verifica sul tipo di servizio espletato.
"Durante gli orari scolastici c'è un sovraffollamento, in tutte le altre
ore nei bus non c'è quasi nessuno - ha rammentato il primo cittadino -. Solo al
giovedì quando c'è mercato a Bassano, qualche cittadino utilizza i
pullman". All'ordine del giorni successivo è stato esaminato un nuovo
regolamento per le spese di rappresentanza, finora erano stati stanziati circa
500 euro all'anno. Il sindaco Racchella ha detto che lo
strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che non si limiteranno a cene o aperitivi
(semmai questi sono previsti quando vi sono sessioni di lavoro come riunioni
particolarmente lunghe), ma per tutti quegli eventi ai quali il Comune è
chiamato durante l'anno. Il consigliere di minoranza Alessandro Maso ha
preannunciato voto contrario affermando. "Dal governo di Roma e dai nostri
politici arrivano segnali di invito al contenimento della spesa pubblica. Non
vorrei che in futuro, tra qualche anno, questo regolamento consenta un uso
privato di soldi pubblici". "Di altro avviso la consigliere della
minoranza del gruppo misto, Monia Bordignon, che ha ritenuto corretto
regolamentare questo aspetto. Alla votazione hanno votato contro i consiglieri
di minoranza Maso e Zanetti, astenuta Bordignon, favorevoli gli altri
consiglieri di maggioranza. Novità per le attività di volontariato svolte per
il Comune. Il Consiglio, all'unanimità, ha approvato il regolamento per lo
svolgimento di attività di volontariato individuale. Il sindaco ha spiegato che
questo consentirà il riconoscimento ai volontari di rimborsi spese per
trasferte o altro. La seduta consiliare s'è conclusa con l'esame, veloce e con
voti quasi sempre all'unanimità di vari argomenti di natura urbanistica.
Adottata una variante per un piano di recupero nei pressi di via Lungobrenta
con previsione di un nuovo accesso su quest'arteria. Nuova suddivisione di
lotti, ma senza cambi essenziali, per il piano attuativo
"Gral-Righetto", previsti sette nuovi posti auto (su richiesta
dell'Amministrazione comunale) per l'insediamento residenziale lungo via
Marabelli, nuovo accesso infine per il piano di recupero
"Bresolin-Furlan". Astensione dei consiglieri delle minoranze
presenti alla seduta (Maso, Zanetti, Bordignon), per l'acquisizione di aree
private per completare la palestra. R.B.
( da "Libertà" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 5 marzo 2008 > In Italia ecco chi
dovrà cambiare il logo Bocciato dal Viminale il simbolo di Storace ROMA - No al
simbolo di Storace e Santanchè e doppio no alla Dc di Pizza e a quella di Sandri.
Il ministero dell'Interno esamina i 177 contrassegni depositati per le elezioni
del 13 e 14 aprile e ne salva "solo" 147, chiedendo ai 21 simboli
contestati di modificare il proprio logo entro 48 ore perchè non è ammessa la
presentazione di contrassegni "identici o confondibile con quelli
presentati in precedenza o tradizionalmente presentati da altri partiti".
Va bene, fa sapere Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma
Tricolore, modificheremo il simbolo, non sarà la burocrazia a fermarci. Fuori dunque
dalle liste, per ora, la Fiamma tricolore, l'Unione democratica dei consumatori
di Manzione e Bordon, i Democratici di sinistra di Antonio Corvasce, i
Socialisti, il Sacro Romano impero e il simbolo Nel nome della donna lista
Stefania Ariosto partito democratico donne. Senza effetti e dunque
decaduti il Movimento per la rinascita della Montagna e il Partito democratec
padan lista Beppe Grillo. E' sulla Fiamma di Francesco Storace e sulla doppia
esclusione dello scudo crociato che si concentra però l'attenzione. Il no a
Pizza e a Sandri riapre l'infinita querelle sull'eredità della Balena bianca e
di fatto lascia all'Udc di Pier Ferdinando Casini il monopolio dell'antico e
nobile blasone. Quanto a Storace e compagnia lo schiaffo, per altro prevedibile
data la grande somiglianza con il simbolo di Alleanza nazionale, è violento.
Usciti dal partito di Gianfranco Fini accusando i vecchi compagni di aver
tradito i vecchi valori della destra per "morire democristiani", i
fuggiaschi contavano di far breccia tra i delusi dalla svolta finiana anche
grazie al simbolo con la Fiamma tricolore, molto simile a quello del vecchio
Movimento sociale. L'ex governatore del Lazio aveva replicato duramente alle
accuse di plagio degli ex camerati. "Se avessimo voluto fare uno
scorrettezza ad An avremmo scritto Partito popolare europeo", dichiarò
rispondendo ad Azione giovani che lo aveva definito un "copione". Il
no del Viminale al simbolo de La destra ora rischia di riaprire i giochi. Due
le strade possibili per La destra: modificare il simbolo entro 48 ore o
presentare ricorso all'ufficio elettorale centrale nazionale della Cassazione.
A quanto pare sarà la strada della modifica la scelta del movimento.
"Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare", dice Daniela
Santanchè, candidata premier della lista. ""he tentassero di fare
qualcosa ce lo aspettavamo, hanno atteso l'ultimo giorno per agire ma noi
combattermo, siamo in guerra". "Per carità di Patria e rispetto del
lavoro fatto dai funzionari dello Stato non commento come vorrei la ricusazione
del simbolo", premette Storace che il veto di Fini ha escluso dalla
alleanza con il Pdl. Ma del tutto in silenzio l'ex epurator non riesce a
restare. "Mi limito ad osservare che la ricusazione si aggiunge agli
attacchi di Berlusconi contro di noi e ai sondaggi che, leggiamo dal sito di
Crespi, ci danno al quattro per cento. E comunque conoscendo bene Alleanza
nazionale sapevamo che avevano un solo colpo in canna e lo hanno sparato troppo
presto...La Destra e la fiamma tricolore ci saranno eccome". m. b. [.
( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEGADUE - IL MERCATO
Edimes, Sandro De Pol l'uomo giusto Dopo il caso-Grappasonni si cerca il lungo.
Heinrich sparring a Casale PAVIA. Il tempo passa, Pavia vorrebbe stringere il
cerchio e firmare il lungo che, dopo il pasticcio-Grappasonni, manca alla conta
di Giancarlo Sacco. Non pare impresa facile. I buoni uffici coi procuratori e
la fantasia sembrano non bastare: da cinque giorni il telefonino di Gianmarco
Bianchi è in costante fibrillazione ma, ancora, non è arrivato l'aggancio
giusto e prende corpo la sgradevole prospettiva di partire domenica alla volta
di Caserta con la coppia Bagnoli-Masper e il solo Martinez a fungere da
rincalzo. Il mercato offre pochissimo. Chi ha lunghi evita accuratamente di
metterli in circolo. L'Edimes sta scandagliando il mercato di A1 e quello di
serie B. Di idee con valenza tecnica plausibili ne sono emerse (faticosamente)
un paio. Quella più intrigante? Triestino, di bell'aspetto, classe 1972.
Alessandro De Pol. Un sogno? Sembrerebbe proprio di sì, se consideriamo la
ferma intenzione del patron varesino Castiglioni di non privarsi di alcun
giocatore in roster. Del Pol, come altri compagni, affonderebbe insieme a tutta
la barca varesina, indipendentemente da motivazioni di natura tecnica o
affettiva. Il giocatore non si vende, punto e basta. Questa, in sintesi, la
risposta che il front office varesino ha recapitato a Pavia per bocca del suo
agente Riccardo Sbezzi. Non conta che Sandrino sia il capitano, non conta che,
da tempo, sia finito ai margini delle rotazioni in casa Roosters. Pavia sta provando
a sfondare questo muro di gomma, non sarà facile. Certo sarebbe un colpo a
sensazione. Il giocatore non sarà più quello che conquistò l'oro all'Europeo
del 1999 ma è, comunque, elemento in grado di garantire a qualsiasi team di
Legadue addizioni pesanti a livello di carisma ed esperienza. Pressing in
direzione Varese, dunque, visto che l'altra soluzione studiata da Bianchi
sembra impraticabile. Nei giorni scorsi l'Edimes ha fatto più di un pensiero al
senegalese di passaporto italiano Boubacar Aw, ala forte di classe 1975.
Giocatore di
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFCOMMERCIO. Da
domani incontri a Schio, Asiago e Recoaro Progetto montagna alla fase
conclusiva VICENZA Si avvia a conclusione il progetto "Nuovo marketing
territoriale per le Pmi della Montagna Vicentina", avviato da
Confcommercio Vicenza per il territorio dei 26 comuni vicentini dell'Area
pedemontana e montana, rivolto ad alcuni imprenditori che intendono aprire
nuove attività o sviluppare quelle già esistenti. Dopo una fase teorica e una
di verifica della fattibilità di alcune idee imprenditoriali, partono ora gli
incontri formativi, gratuiti, specifici mirate a fornire il bagaglio di
conoscenze indispensabili per affrontare in sicurezza l'avventura di una nuova
attività di impresa nei settori commercio, turismo e servizi. Si inizia a
Schio, domani nella sede Ascom di Via Btg. Val Leogra 47 con "Le strade della legge: burocrazia e rapporti di lavoro"; per proseguire martedì 11
("Parliamo di soldi: fisco, credito e agevolazioni"); infine martedì
18 e mercoledì 26 verranno illustrate "Le regole della vendita".
Inizio degli incontri alle 20.30. Con le stesse tematiche gli incontri saranno
proposti ad Asiago (Sala della Reggenza), mercoledì l2, giovedì 20,
giovedì 27 e 3 aprile, ore 14.30) e a Recoaro Terme al Centro Polifunzionale
Giardino (lunedì 31 marzo, 7 - 14 - 21 aprile).
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nazionale pag. 6
Morti bianche, non possiamo rassegnarci A freddo si direbbe che la generosità e
lo slancio altruistico prevale anche sulle norme di precauzione. Sappiamo anche
che le leggi non mancano, nonostante sia in corso di approvazione una nuovo decreto
sulla sicurezza. Purtroppo, come al solito, fatta la legge non vi è nessuno, o
quasi, che la faccia applicare ed esegua i controlli. Secondo uno studio
recente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Amnil) con
le attuali forze di ispettori un'azienda rischia di avere un controllo
all'incirca ogni 23 anni. Il quarto livello del problema infortuni è forse il
più delicato e il più difficile. Noi siamo un popolo generoso, capace di
commuoverci e inventarci grandi campagne di solidarietà. Amiamo ed esercitiamo
il volontariato che è organizzato in mille rivoli. Storciamo il naso di fronte
alla legge. La legalità viene avvertita troppo spesso, infatti, come burocrazia, laccio e lacciolo alla nostra libertà. Vale l'osservazione di
fronte al semaforo giallo quasi tinto di rosso. E purtroppo vale
nell'organizzazione sicura del lavoro. Una cultura diversa, condivisa sul
valore inestimabile della vita di ciascun uomo lavoratore, deve diventare
normale. Non si tratta di una conquista sindacale, industriale, statale
ma semplicemente di un valore civile, umano. Diciamolo francamente:
l'indignazione non basta più.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Più aiuti per far volare l'export In
Veneto semplificazione e autonomia delle competenze i nodi da risolvere Erminia
della Frattina VENEZIA Sono finiti i tempi della demagogia. Basta Veneto
libero, e basta con le accuse, lontane e imprecise, a Roma ladrona. E fine
anche dei campanili. Almeno riguardo alla teoria, il Veneto ritrova finalmente
una coralità di obiettivi, e una certa forza di pensiero. Ma andiamo con
ordine. Alla domanda: cosa si aspetta dal prossimo Governo, imprenditori,
sindacalisti, rappresentanti di categoria rispondono due cose: semplificazione
burocratica e sostegno all'internazionalizzazione delle impese. Con un passaggio
necessario attraverso il federalismo fiscale e l'autonomia regionale, che si
declina in risorse e competenze. Con buona pace di chi si aspettava un lamento
sterile sulle infrastrutture ("l'alta velocità si ferma a Vicenza per
colpa di Vicenza, non di Roma" è il lapidario giudizio di Daniele Marini,
presidente della Fondazione Nord Est). O un qualunquistico: "meno
tasse". Ma stavolta il ragionamento collettivo si è affinato, e passa
anche sotto le forche caudine della globalizzazione che avanza. "Cina,
India, Polonia, Brasile: ormai non c'è più il Veneto da solo. La visione deve
essere ampia" prospetta Mario Carraro, imprenditore brillante, presidente
della Carraro di Campodarsego (Pd). "è necessario - prosegue Carraro- che
il Governo faccia le riforme istituzionali. Mi aspetto un Parlamento con una
Camera sola, con meno deputati e un Senato regionale. E poi forti iniziative
per la ricerca e un miglioramento di scuola e formazione". Del resto,
anche il decalogo che Luca Cordero di Montezemolo ha presentato lunedì portava
le stesse richieste: razionalizzazione della spesa pubblica, infrastutture e
federalismo fiscale. Ecco, il federalismo fiscale rimane la chiave di volta. Ma
seguendo laviadell'autonomia differenziata, rimasta lettera morta. "Il futuro
Governo dovrebbe aumentare la semplificazione – spiega Francesco
Peghin,presidente di Confindustria Padova – snellire la burocrazia, per raggiungere un
federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione
degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto
versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro
da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere
Veneto. Anche Vendemiano Sartor è uno svelto: "Facciano il federalismo
fiscale, che poi a come impiegare i soldi ci pensiamo noi". Detto da lui,
che è presidente di Confartigianato Veneto (70mila soci), in prima fila per
difendere la sopravvivenza delle tante aziendine artigianali (148mila in tutto,
per 420mila addetti) in lotta con le tasse, c'è da credergli. Ma al nuovo
Governo si chiedono anche sgravi fiscali per sostenere
l'internazionalizzazione. "Sgravi per favorire l'innovazione, e politiche
industriali di sostegno alle imprese " dice Marini. O meglio: "Serve
una diplomazia del territorio" dice Andrea Tomat, presidente di
Unindustria Treviso,patron di Lotto e Stonefly (75% di produzione esportata per
Lotto, 50% Stonefly). Come dire, un Governo che accompagni le imprese
esportatrici, in un Veneto che nel secondo trimestre
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Bolzano. L'area chiede di rafforzare
gli aiuti nell'ambito dell'energia solare ed eolica Stop ai contributi a
pioggia Massimiliano Bona BOLZANO Accrescere il potere d'acquisto delle
famiglie, e in particolare del ceto medio, per alimentare i consumi. Tanto le
categorie economiche quanto i sindacati e la Camera di Commercio chiedono al
nuovo Governo di far uscire il Paese di questo stato di impasse. Subito a seguire,
nella “lista della spesa”, figurano ricerca e innovazione, formazione
professionale, grandi opere, internazionalizzazione, la semplificazione
dell'iter burocratico e la fine dell'era dei contributi distribuiti
indiscriminatamente. Il presidente altoatesino di Assoimprenditori Christof
Oberrauch ritiene sia fondamentale: "un governo stabile, per assicurare la
crescita economica anche per il medio-lungo periodo, e per dare corso a
riforme, anche di natura strutturale, rinviate per troppi anni. Per dare nuova
linfa all'intero sistema produttivo bisogna sgravare le famiglie mettendole
nuovamente in condizione di spendere ". Oberrauch non rinuncia a una
stoccata al nuovo Governo. "Tra le priorità condivise, da destra a
sinistra, c'è la riduzione dei costi della politica, unita alla fine di
privilegi e interessi particolari". Pino Salvadori, direttore della Cna, punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a
una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle
regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare
avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e
tagliare ulteriormente l'Irap". Dado Duzzi, vicepresidente
dell'Unione commercio turismo e servizi, chiede una riforma del mercato del
lavoro. "Bisogna ridurre i costi aggiuntivi a carico delle imprese e
aumentare il peso dei salari in modo tale da liberare potere d'acquisto. Fatto
questo bisogna riuscire a incidere sulla burocrazia,
che ha effetti dirompenti sulle imprese e crea ostilità nei confronti delle
amministrazioni. Al Governo i commercianti chiedono meno slogan, più
internazionalizzazione e infrastrutture all'altezza ". Semplice la ricetta
di Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano: "è
necessario ridurre il peso delle imposte, accrescere il potere d'acquisto dei
salari, semplificare la burocrazia e approvare leggi
più snelle e comprensibili". Toni Serafini, sindacalista della Uil, indica
tre priorità. "L'aumento dei salari e della capacità di spesa, un
incremento dei fondi per ricerca e innovazione, ma anche per la formazione
professionale. Uno dei settori chiave sarà l'energia, in particolare quella
solare ed eolica. L'obiettivo deve essere quello di accrescere la nostra autonomia".
Alfred Ebner della Cgil punta: "sulla riduzione del peso delle imposte per
redditi da lavoro e pensioni e sulla ricerca, con una contestuale riduzione dei
contributi a pioggia. Senza dimenticare le infrastrutture ". LA QUESTIONE
DEI CONSUMI Necessario aumentare il potere d'acquisto delle famiglie per
rilanciare l'intero paese.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Roma in
ritardo, salta il referendum del 13 aprile" Trescore Niente da fare. Le
buone intenzioni c'erano, ma Roma ci avrebbe messo lo zampino mandando all'aria
tutto. A questo punto, infatti, sembra praticamente impossibile che il
referendum consultivo per il cambio di denominazione di Trescore da Balneario a
Terme si possa tenere il 13-14 aprile (insieme alle Politiche), come chiesto
dal Comune e approvato dalla Regione. Non sarebbe ancora arrivato il nullaosta
del ministero dell'Interno, ed è quindi scaduto il termine di 45 giorni
dall'indizione del voto, entro cui il sindaco deve convocare i comizi
elettorali. "Per ora non ho niente di ufficiale in mano, ma sembra davvero
tutto in alto mare", commenta il primo cittadino Alberto Finazzi. Resta
quindi ancora senza data la consultazione referendaria. "persa
un'occasione" Inutile dire che il ritardo romano ha dato fuoco alle
polveri leghiste, promotrici dell'accorpamento di Politiche e referendum
"per dare un esempio di politica antisprechi". "Ancora una volta ha vinto la burocrazia - commenta il consigliere regionale del Carroccio Giosuè Frosio,
tra i primi a sostenere l'opportunità della data unica e a mobilitarsi al
Pirellone per ottenere il parere positivo -. E non certo quella regionale,
visto che il presidente Roberto Formigoni ha fatto di tutto e di più perché il
referendum si tenesse il 13 aprile. Si è persa una buona occasione per
dimostrare che la macchina dello Stato funziona". Il governatore della
Lombardia, infatti, sollecitato dai rappresentanti del territorio, si era detto
favorevole (mettendo per iscritto il nullaosta) alla proposta di unificare
Politiche e referendum. "In questo modo - spiega il sindaco di Trescore
Alberto Finazzi, leghista a capo della lista civica "Viviamo
Trescore" - potevamo risparmiare sui costi dell'allestimento dei seggi e
garantire un'affluenza superiore, visto che la gente si recherà alle urne già
per il voto politico. Così avremmo avuto la massima consultazione e la massima
democraticità del risultato". "Ritardo da Roma" Insomma
sembravano tutti felici e contenti sulla data del 13 aprile. Ma non si erano
fatti i conti con l'"efficienza" del gigante-ministero. "In
Regione non è mai arrivato il parere del ministero, necessario per per
procedere - sostiene ancora Frosio -. Non è certo un buon esempio per i
cittadini". E mentre il sindaco Finazzi è in attesa di una risposta
ufficiale da Roma, il referendum resta ancora senza data. "Avevamo puntato
tutto sul 13 - racconta -. È quindi decaduta anche la prima ipotesi avanzata,
quella del ponte del 27 aprile, che avrebbe permesso di limitare al massimo
l'interruzione dell'attività scolastica. È tutto in sospeso. Aspetteremo di
vedere se si andrà o meno al voto per le Regionali. Rimaniamo infatti dell'idea
che sia necessario accorpare il referendum a un altro appuntamento
elettorale". nulla di fatto Bisognerà quindi aspettare ancora per vedere
sui cartelli stradali di Trescore "Terme" anziché
"Balneario". Un risultato che il sindaco insegue fin dal suo
insediamento, non senza le perplessità e le critiche dell'opposizione, convinto
che il cambio di toponomastica possa essere un valido volano per il turismo.
"Terme - sostiene - individua subito la peculiarità del territorio e
invoglia la gente a fermarsi". Per ora però sembra essere stato meno
fortunato del suo collega Frosio che nel 2004, allora sindaco di Sant'Omobono,
riuscì, col referendum, a ottenere la denominazione "Terme" al posto
di "Imagna". Be. Ra.
( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Via
Scaramuzza ciclabile entro aprile Zelarino. Primo lotto quasi concluso,
cantieri del secondo a fine anno ZELARINO. Procede senza intoppi il cantiere
per la realizzazione del primo lotto della pista ciclabile di via Scaramuzza, a
Zelarino. L'intervento va avanti, tanto che la stessa Municipalità è già in
grado di ipotizzare quando l'opera sarà consegnata alla collettività, ovvero
entro la fine di aprile. In questi giorni, infatti, sono stati completati i
muriccioli che creano una sorta di barriera dal fossato, opera realizzata
grazie ad un accordo con i provati. Terminata questa operazione, ora si è
passati a quella succesiva, ovvero alla posa dei cordoli che divideranno la
normale sede stradale dalla corsia (lunghezza del primo lotto, tra i 400 e i
( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: possibile un risultato clamoroso "Ormai la
distanza tra noi e il Pdl è di 4 punti. Gli italiani stavolta daranno una
maggioranza chiara" di Andrea Carugati / Roma BOOKMAKERS Veltroni lo vede
a portata un "risultato clamoroso". "Ci sono tutte le
possibilità", dice parlando a Genova in piazza Matteotti, nel pomeriggio.
E cita i bookmakers inglesi: "Stanno cominciando a rivedere le cifre sulle
elezioni italiane, nessuno all'inizio della campagna elettorale scommetteva su
di noi". Ospite di Porta a Porta in mattinata, il leader Pd aveva
commentato con soddisfazione i sondaggi di Mannheimer,e non solo. "Tutti
dicono che il distacco tra Pd e Pdl si è ridotto a quattro punti". Tra le
coalizioni è di 6,5 punti, "ma c'è una bella differenza di coesione. Noi
con l'Idv daremo vita a un solo gruppo parlamentare, mentre Pdl e Lega sono
divisi su molti temi". Ma se la grande rimonta dovesse avere successo a
metà, con un pareggio? Veltroni non vede all'orizzonte Grandi coalizioni:
"In quel caso bisognerà fare insieme le riforme e poi tornare a
votare". Una ipotesi, quella del pareggio, che Veltroni sembra
allontanare: "Gli italiani questa volta saranno così saggi da dare una
maggioranza chiara sia alla Camera sia al Senato". Il leader Pd sta alla
larga dalle polemiche sulle liste, ma sottolinea la rapidità con cui il Pd le
ha compilate: "Un record mondiale della politica italiana. In genere si
chiudono la notte prima della scadenza e con un lancio di ortaggi. Noi siamo
riusciti a farle agilmente e con molte novità". Quali? Il
"raddoppio" delle donne elette, prima di tutto, e poi i giovani, una
ventina tra 30 e 40 anni, i grandi nomi della società civile, da Colaninno a
Calearo, Veronesi e il prefetto De Sena. "E per la prima volta entrerà una
persona in carrozzina, Ileana Argentin, una donna che ho avuto al Comune con
me, di straordinaria competenza e umanità". Veltroni tocca al volo due dei
casi di esclusi più eccellenti: Giuseppe Lumia e Stefano Ceccanti. A entrambi
offre un incarico futuro nel Pd, ma "è sbagliato che ciascuno consideri se
stesso l'antimafia". Stoccate per Berlusconi, definito "un uomo
politico, non un uomo di Stato", per non aver accettato di fare le riforme
prima del voto. "Hanno fatto un partito su un predellino, io sono stato
votato da tre milioni di persone. C'è una certa differenza...". E ancora:
"Mi sono rivisto la puntata del "contratto con gli italiani",
nel quale c'era scritto che, se non si realizzavano 4 punti su 5, il leader del
Pdl non si sarebbe candidato...ed invece siamo al "Berlusconi 2 la
vendetta"". Ce n'è anche per Tremonti, già designato ministro
dell'Economia dal Cavaliere: "Lo è stato già, è tutto già visto, siamo noi
la parte inedita della storia di questo Paese". Molta
attenzione al Nord: "Il programma del Nord è quello del Pd, la parte più
produttiva del Paese ha bisogno di infrastrutture, meno pressione fiscale,
formazione e lotta alla burocrazia, non del parlamento della Padania. La presenza di Calearo con
noi dimostra che qualcosa è cambiato, nel 2006 non avrebbe scelto il
centrosinistra".
( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del GIUSEPPE LUMIAPolemico il leader dell'antimafia non ricandidato:
il problema che pongo prescinde dal mio nome. Non si batte in questo modo un
sistema di malaffare "Così il rinnovamento del Pd si ferma in
Sicilia" di Enrico Fierro/ Roma Peppe Lumia, una vita a occuparsi di
mafia. Ora è fuori dalle liste. "Un errore non candidarlo", dice Anna
Finocchiaro. "Ha fatto più di due legislature", replicano dal loft
veltroniano. "La lotta alla mafia è una pratica e non una persona. Penso
che Lumia verrà a lavorare con noi, è un amico", promette Veltroni.
Intanto lui, Giuseppe Lumia, non risponde al telefono. I capi del Pd ieri lo
hanno cercato inutilmente. Onorevole, nel prossimo Parlamento ci sarà Totò Cuffaro,
l'uomo che festeggia a cannoli e rosolio una condanna a cinque anni, e lei no.
E' questo il rischio? "Effettivamente questo rischio c'è, vedremo nelle
prossime ore cosa succederà, se ci saranno dei ripensamenti". Se il Pd non
dovesse candidarla, sceglierà altre liste, altri partiti? "In questo
momento sono interessato al grande progetto del Pd. Veltroni è riuscito a
mettere in piedi una grande innovazione che ha raggiunto e scosso le fondamenta
del Paese, sia nella società che nella politica. Mi dispiace che una volta
arrivati in Sicilia questo grande progetto si blocchi. E' un destino amaro: il
rinnovamento si ferma sempre alla punta dello Stretto, viene frenato,
storpiato. Il mio impegno di queste ore è salvare questo progetto, fare in modo
che viva anche nelle candidature e che sia in grado di tenere insieme legalità
e sviluppo. Si candiderà con Di Pietro? "Per ora sto ponendo un problema
che prescinde dalla mia persona e forse anche dalla mia candidatura. In Sicilia
abbiamo un sistema di potere che è entrato finalmente in crisi. Un sistema che
fa perno sulle collusioni mafiose, sulle burocrazie
corrotte, sul clientelismo di massa e che è in profonda difficoltà, c'è una
domanda di cambiamento che mai si era vista. Mi riferisco al mondo dell'impresa
e della produzione, alle università, alle associazioni. Ecco, io sto lavorando
perché questa domanda di cambiamento trovi una risposta nella politica e abbia
una possibilità di riversarsi nelle istituzioni". Nella lista al
Senato del Pd c'è Vladimiro Crisafulli che nel 2001 parlava amabilmente con un
boss di Enna, tale Bevilacqua. Nulla di penalmente rilevante, però...
"Questa candidatura è una cattiva novità che ho sempre combattuto secondo
principi di etica politica. Non c'entra niente il dato penale, peraltro risolto
con un richiesta di archiviazione da parte del magistrato, parlo delle enormi
responsabilità politiche. Contesto questa candidatura, la combatto anche e
soprattutto nella sua idea di fondo, nel modo di praticare la politica, nel suo
rapporto con le istituzioni, nell'idea che si ha della Sicilia e del suo
futuro. E continuerò a combatterla. Il Pd in Italia sta riformando la politica.
Ma in Sicilia..." In Sicilia? "C'è questo meccanismo, l'isola la si
considera un mondo a parte, spesso ci si arrende di fronte alla possibilità di
promuovere una classe dirigente in grado di coniugare legalità e sviluppo. C'è
una subalternità delle classi dirigenti siciliane verso Roma e i partiti
centrali, i quali spesso lasciano mano libera ai vari potentati sul territorio.
Tutto ciò è una palla al piede che impedisce la creazione di una classe
dirigente moderna". Aspirazione difficilmente conciliabile col fatto che
Totò Cardinale lascia il posto in Parlamento a patto che venga candidata sua
figlia? "Che dire? C'è una sfida tra innovazione e un panorama di
candidature negative, contestate in Sicilia anche da quel mondo moderato che
guarda con simpatia al Pd. Bisogna cambiare subito rotta". Onorevole, ha
sentito Veltroni? Ho fiducia in Walter, ma in Sicilia deve avere lo stesso
coraggio che sta dimostrando sulle questioni del Nord, e lo stesso coraggio che
ha avuto in Calabria e in Campania, insomma è necessario che anche sulla
Sicilia faccia un investimento profondo e volti pagina sulle candidature".
Lei ha fiducia che tutto ciò avvenga e che in Sicilia non vinca l'eterno
gattopardo? "La mia non è una fiducia statica, ma dinamica ed è frutto di
impegno quotidiano, di lotta, di programma e di progetto. Sto lavorando perché
il Pd dia risposte serie anche con le candidature a quella Sicilia del
cambiamento che è frastornata ed ha bisogno di un messaggio forte".
( da "Libertà" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 5 marzo 2008 > Provincia Podenzano,
San Giorgio e Vigolzone verso l'Unione Si parte con la gestione in comune della
polizia, poi toccherà alla protezione civile PODENZANO - Tre Comuni della
Valnure verso l'Unione. Podenzano, San Giorgio e Vigolzone costituiranno questo
nuovo organismo per gestire in forma associata di alcuni servizi: si partirà
con la polizia municipale per proseguire poi con la protezione civile. L'altra
sera nella sala Auditorium di Podenzano i consiglieri comunali di maggioranza e
minoranza dei tre Comuni, capitanati dai propri sindaci, si sono incontrati per
comprendere il percorso che porterà alla costituzione dell'Unione. Un passo,
quello che si accingono a compiere le tre amministrazioni, che viene definito
"naturale". "Da qualche anno il servizio di polizia municipale è
gestito attraverso l'Associazione Intercomunale della Valnure" hanno
spiegato i sindaci Alessandro Ghisoni, Mario Chiesa e Claudio Consiglieri.
"Un passaggio semplice che non porterà a cambiamenti sostanziali se non
una migliore efficienza del servizio e uno snellimento
della burocrazia. Nemmeno
le finanze dovrebbero risentirne rispetto alla situazione attuale dell'Associazione
Intercomunale". Da oltre sei mesi le giunte comunali stanno lavorando per
giungere all'obiettivo di costituire questo nuovo strumento, incentivato dallo
Stato e dalle Regioni che erogheranno dei contribuiti a seconda dei propri
stanziamenti annuali previsti. L'Unione avrà sede a Podenzano, mentre la
sede operativa della polizia locale rimarrà a Vigolzone; quella della
protezione civile sarà invece a San Giorgio. Lo statuto stabilisce che l'ente
sarà dotato di un consiglio di ventuno membri (di cui i sindaci faranno parte
di diritto), di un proprio presidente (un sindaco eletto dal consiglio a voto
segreto e a maggioranza assoluta), di una giunta (composta dal presidente e dai
sindaci dei Comuni aderenti). Ciascun Comune membro ha diritto a essere rappresentato
proporzionalmente alla propria popolazione. Così Podenzano avrà nove
consiglieri di cui tre della minoranza; San Giorgio sarà rappresentato con un
numero di sette di cui due della minoranza. Vigolzone avrà infine cinque
consiglieri di cui uno della minoranza. Gli organi politici hanno una durata
corrispondente a quelli degli organi dei Comuni partecipanti e sono quindi
soggetti al rinnovo all'inizio di ogni mandato amministrativo. Vi saranno anche
due organi tecnici: il segretario e il revisore dei conti. Inoltre l'Unione
avrà un bilancio autonomo. Il percorso verso la costituzione dell'Unione
partirà con l'approvazione dello statuto e dello schema dell'atto costitutivo
da parte di ciascun consiglio comunale. Di seguito i sindaci firmeranno insieme
l'atto costitutivo che decreterà la nascita dell'Unione. In un successivo
consiglio comunale saranno nominati i consiglieri che ne faranno parte e
l'attribuzione delle competenze al nuovo ente. Nadia Plucani [.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-05 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il caso Verso la firma di un decreto per trasferire le competenze
all'Ente di Stato Malpensa, il pasticcio degli slot Lo stop dell'Europa al piano
Bianchi per la cessione delle rotte SEGUE DALLA PRIMA Ma ora, con la firma che
il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sembra determinato a mettere su
un decreto già dopodomani, la competenza sull'assegnazione degli slot dei 14
scali italiani passerà all'Enav, l'ente per il controllo del traffico aereo:
una spa, una società per azioni, ma controllata dal Tesoro. La lista dei
contrari è lunga. Solo nelle ultime ore è arrivata al ministero la lettera
della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree, con toni non proprio
amichevoli: "Le chiedo di abbandonare questa iniziativa per far passare la
responsabilità dell'allocazione degli slot all'Enav. Se insisterà dovrò
insistere anche io affinché venga aperta una consultazione con noi, con le compagnie
che servono l'Italia e con gli stakeholder come richiesto dalla European
Council Slot Regulation. [...]Il passaggio a una compagnia posseduta dallo
Stato è in conflitto con le regole della Iata". Ma non è finita qui.
Sempre ieri è arrivata la decisione del consiglio di amministrazione dell'Enac,
l'Ente regolatore in materia di traffico aereo. Che dopo essersi riunito nel
pomeriggio ha deliberato all'unanimità sull'inopportunità della mossa del
ministro. Il tutto ruota su codicilli e norme. Il ministro Bianchi aveva
scritto al presidente dell'Assoclearance, Carlo Griselli - peraltro anche nel
consiglio di amministrazione della stessa Enav - che l'attuale assetto della
società che assegna gli slot e che vive senza soldi pubblici ma con la
partecipazione volontaria delle compagnie e delle società di gestione
aeroportuale è "in contrasto con la normativa contenuta nel regolamento
Cee n. 95/93 così come modificato dal regolamento Ce 793/2004, oltre a non
essere conforme all'atto di indirizzo per la riforma del trasporto aereo
nazionale deliberato dal Consiglio dei ministri nel dicembre 2006". Le
risposte non si sono fatte attendere. Oltre all'Assoclearance, hanno preso
carta e penna anche i principali scali italiani per manifestare il proprio
dissenso al ministro. è partita la guerra degli avvocati esperti in materia
comunitaria. E la stessa Enac, nella delibera di ieri, ha ricordato che la
Commissione Europea lo scorso 15 novembre aveva riconosciuto che tutti gli
Stati membri, e dunque anche l'Italia, non avevano disatteso le prescrizioni
del regolamento 95/93. Senza contare che sulla questione è
stato recentemente tirato dentro anche il commissario europeo Jacques Barrot
dalla parlamentare in quota An, Cristiana Muscardini. E allora? In mezzo rimane
Malpensa. E quello che per lo scalo varesino rappresenta la partita più
importante rischia di trasformarsi nell'ennesima battaglia tra scartoffie,
politica e burocrazia.
Lontana dal mercato. Massimo Sideri.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-05 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Casa Vertice con gli inquilini Ordine dei medici "Sugli
sfratti più attenzione" Ieri mattina, a undici giorni dall'entrata in
vigore del "milleproroghe" (in gazzetta ufficiale n. 51 del 29
febbraio scorso) le forze dell'ordine, hanno accompagnato l'ufficiale
giudiziario in via della Polveriera, nel I municipio. Un provvedimento di
sfratto (per fine locazione) di lungo corso e dal complesso iter giudiziario,
che riguarda una coppia di anziani inquilini dei Maroniti con pensione sociale
(lei, 60 anni, ha un'invalidità regolarmente certificata e un alloggio a
Ciampino nel quale si stanno abbattendo le barriere architettoniche, proprio
per renderlo accessibile). Il funzionario del tribunale ha concesso agli
inquilini di via della Polveriera tre settimane di tempo. Ossia fino al 29
marzo. Nel frattempo l'assessore municipale ai servizi sociali, Roberto Morea, in affanno contro tempi e schemi della burocrazia, sta cercando di ottenere un finanziamento che acceleri i lavori
nella casa di proprietà di Ciampino. Altra novità sul fronte dell'emergenza
abitativa: ieri pomeriggio le rappresentanze di base degli inquilini (Asia
Rdb), hanno incontrato il presidente dell'ordine provinciale dei medici, Mario
Falconi. Iniziativa dal duplice significato (triplice, se si considera
l'esigenza di difendere l'argomento sulle pagine dei quotidiani, solitamente
parsimoniosi al riguardo). Sollevare un caso e ottenere dall'ordine il richiamo
alla deontologia professionale del medico che assiste l'inquilino sfrattato.
"Abbiamo voluto rendere nota la vicenda di una settantenne sfrattata con
l'"aiuto" del medico che, invitandola a farsi visitare sul
pianerottolo, ha agevolato il lavoro di fabbro e ufficiale giudiziario"
spiega Paolo Divetta per gli inquilini. Dice Mario Falconi, presidente
dell'ordine: "Ricordo che il medico presente all'esecuzione di uno sfratto
dovrà riscontrare il più obiettivamente possibile le patologie ed emettere il
proprio certificato sulla base della patologia accertata. Comportamenti
difformi saranno accertati ed eventualmente sanzionati". Il. Sa.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-05 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE Gli assetti nel gigante d'Asia Il Partito sceglie la nuova classe
dirigente E le spese militari aumentano del 17 per cento DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE PECHINO - La Cina completa il rinnovamento della classe
dirigente con un ampio rimpasto di governo che si
accompagnerà a una riforma della sua struttura: meno ministeri, meno burocrazia, maggiore tempestività nelle
decisioni macroeconomiche. Quella che si apre oggi, con la relazione del
premier Wen Jiabao (confermerà tra l'altro che le spese militari cresceranno
nel 2008 del 17,8%), non è la solita riunione annuale della Assemblea nazionale
del popolo (3.000 delegati), il Parlamento cinese, ma è una tappa
importante per gli assetti della Repubblica popolare. A conclusione dei lavori,
che dureranno fino al 18, sarà votato il nuovo esecutivo: scontata la
rielezione di Wen Jiabao, usciranno di scena due anziani vice (fra questi Wu
Yi, la lady di ferro cinese che ha portato la Cina nel Wto) ed entrerà Li
Keqiang, cinquantenne con master negli Stati Uniti, al quale sarà affidata la
poltrona di vicepremier esecutivo, con la supervisione di tutta la politica
macroeconomica. I dettagli della riforma, già approvati dai vertici comunisti,
non si conoscono ma è certo che, oltre a un vicepremier esecutivo che
coordinerà le politiche di crescita, sarà creata un'unica struttura
ministeriale che accorperà le deleghe fino a oggi divise di industria e
finanza, banche e assicurazioni: un superministero dell'Economia. Infine il
Parlamento voterà per il vicepresidente della Repubblica: il vice di Hu Jintao.
Sarà Xi Jinping, l'ex segretario di Shanghai indicato come il futuro numero uno
del Partito comunista e della Cina. F. C.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-05 num: - pag: 41 categoria:
REDAZIONALE Giovanni Perissinotto, amministratore delegato delle Generali
Protagonisti / 2 "Il miglior amico dell'integrazione è il mercato
libero" "N egli ultimi anni i passi in avanti dell'integrazione
finanziaria sono stati rilevanti, anche se è un processo che richiede più tempo
di quanto siamo disposti a concedere, e che ha bisogno di un potere di
coordinamento europeo più forte". Malgrado le difficoltà, non ultima la
crisi delle ultime settimane, l'amministratore delegato delle Generali,
Giovanni Perissinotto, rimane ottimista sul futuro del mercato continentale.
Eppure ci sono ostacoli di rilievo. Si pensi solo ai campioni nazionali...
"E' vero che in molti Stati europei si riscontra il desiderio di mantenere
al proprio interno un gruppo forte, che assuma un ruolo aggregante nei processi
di concentrazione. E' altrettanto vero che ciò è avvenuto per settori sensibili
per un'economia nel suo complesso, quali il credito e l'energia. Ma nei
servizi, come nel settore assicurativo, ci sono già state integrazioni e
operazioni cross-border. Ci vuole tempo e alla fine il mercato prevarrà".
Se dovesse mettere in evidenza qualche ostacolo? "Citerei
fra l'altro la normativa fiscale, la burocrazia e, come public company, il sistema dei controlli. Un sistema di
supervisione più coordinato aiuterebbe molto le imprese". Voi operate in
sistemi che vanno dall'Italia alla Cina, società aperte o chiuse, sistemi di
maggiore o minore democrazia economica... "In Paesi molto lontani
sia come distanza che cultura abbiamo scelto di operare insieme a un partner
perché è più conveniente lavorare con chi è già presente sul mercato e lo
conosce bene. Per i nostri investimenti abbiamo deciso da tempo di aderire alle
linee etiche stringenti adottate dal Fondo pensioni governativo norvegese.
Seguiamo le nostre regole di comportamento, ma non spetta a noi giudicare
quelle di un paese, e come operatori economici dobbiamo essere in grado di
operare al meglio nei diversi ambiti e riuscire a svolgere la nostra attività
con successo". Per i "fondi sovrani" la Commissione europea
pensa a un codice di condotta volontario. E' sufficiente? "Può essere un
primo passo, ma sarebbe meglio che a livello europeo ci fosse un maggior
coordinamento con altri organismi internazionali, come ad esempio il Fondo
monetario e l'Ocse. E penso che si debba comunque arrivare a una normativa più
articolata e soprattutto più cogente" E quanto al ruolo dei fondi "attivisti"?
"Mentre i fondi sovrani creati con i forti surplus commerciali sono di
norma investitori di lungo periodo, quelli attivisti mi sembra siano mossi da
prospettive più di breve termine. Il compito di chi gestisce un'azienda è
diverso: deve massimizzare il ritorno, ma con un'ottica di medio e lungo
periodo. E sa che deve fare un investimento se porterà nel futuro benefici
maggiori anche a scapito della redditività immediata". Ma possono svolgere
una funzione positiva? "Sì, ogni azionista può avere un ruolo positivo se
la sua azione resta nel giusto ambito. Altrimenti il rischio è destabilizzare
una società". Da assicuratore il suo lavoro è saper valutare i rischi. Che
cosa non ha funzionato con la crisi dei "subprime"? "Con la
vendita dei mutui subprime e la loro successiva cessione in titoli strutturati
si è assistito in molti casi a un trasferimento totale di rischi dall'assuntore
all'investitore. Da assicuratore, invece, so che una parte del rischio che
sottoscrivo la devo trattenere. Credo che questa sia una disciplina salutare e
necessaria. Mi sembra poi che nei guai maggiori si siano trovate quelle
istituzioni dove c'era una forte ricerca, a posteriori forse esagerata, dei
risultati a breve che quelle operazioni potevano apportare". \\ Il sistema
dei controlli potrebbe funzionare meglio Il riferimento a un solo regolatore
aiuterebbe le imprese Il manager Giovanni Perissinotto. Le Generali sono il
terzo gruppo assicurativo europeo Stefano Agnoli.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-05 num: - pag: 40 categoria:
REDAZIONALE Gli imprenditori Ancora troppi ostacoli per il mercato europeo dei
capitali Vincoli, leggi e cultura: ecco cosa impedisce l'addio al protezionismo
Parigi attrae più di noi gli investitori esteri ma il "patriottismo
economico" frena lo sviluppo U n conto sono i principi e un conto è la
realtà. Anche nel libero mercato dei capitali europei. Dove la caduta delle
barriere tra Stati non è riuscita, nei fatti, ad abbattere tutti i muri.
"In linea di principio non devono esserci ostacoli alla mobilità dei
capitali, non è permesso a Paesi come Italia e Francia di bloccare acquisizioni
dall'estero", spiega Franco Bruni, docente di Teoria e politica monetaria
internazionale all'università Bocconi, ma è innegabile che "ci sono
difficoltà non ancora superate ". "Difficoltà" che entrano in
gioco quando si parla, su diversi livelli, di interessi nazionali, patriottismo
economico o protezionismo. "Ogni Paese - è la constatazione di Bruni - usa
proprie regole per difendersi; le autorità nazionali di vigilanza bancaria, per
esempio, tendono ad avere un occhio di riguardo per gli istituti del proprio
Paese". Nel caso di Société Générale, continua il docente della Bocconi, "le
autorità francesi sono state quasi esplicite" contro le ipotesi di
intervento straniero. E, in generale, diventa difficile operare in un Paese
estero se, in quello Stato, "la regia nazionale della crisi tende ad
eliminare" le opzioni d'oltreconfine. Eppure, esistono leggi europee che
vietano le discriminazioni. Si può fare ricorso davanti alla Corte di giustizia
dell'Unione. "Certo - commenta Bruni - i diritti si possono fare valere,
ma è molto costoso ". Soprattutto per le società meno grandi. Magari desiderose
di crescere all'estero. Magari bloccate da qualche ostacolo sul confine. Il
ragionamento di Bruni è da manuale: la libera circolazione dei capitali porta a
maggiore concorrenza ed efficienza, a prezzi e servizi più competitivi. Lo
stesso Bruni, però, ammette che nel confronto Italia-Francia "i
transalpini, pur essendo più protezionisti di noi, sono comunque più
efficienti". In altre parole, gli italiani sono più liberali, ma per
un'impresa tedesca, inglese o spagnola può essere più conveniente fare affari
in Francia. E tutto questo succede anche se "sul fronte della governance
il mercato italiano è più moderno ed esiste una maggiore contendibilità nel
controllo societario, mentre in Francia i consigli di amministrazione sono più
"impenetrabili" ". Italia più liberale, Francia più gettonata?
Una possibile contraddizione che per l'esperto di politica
monetaria ha una semplice spiegazione: lo Stato francese è nato molto prima del
nostro, rispetto a noi vanta una burocrazia e una classe dirigente più qualificata. Il risultato? Nel 2006,
secondo il "World investment report" delle Nazioni Unite, l'Italia ha
attirato 39,2 miliardi di dollari di investimenti esteri, la Francia più del
doppio: 81,1 miliardi. Inoltre, la metà della capitalizzazione delle
imprese del Cac40 (l'indice borsistico francese) è in mani straniere,
sottolinea Elie Cohen, docente alla Iep di Parigi e direttore di ricerca presso
il Cnrs di Sciences Po. "è il segno - commenta Cohen - di una grande
apertura ai capitali esteri: una considerazione che vale anche per gli altri
Paesi europei". Italia inclusa. E i venti di protezionismo? In tutta
l'Unione, riconosce il docente francese, "ci sono ora alcune spinte verso
il "patriottismo economico" nel-l'energia, nelle banche e nelle
utility ". Nonostante casi controcorrente come l'operazione Bnp-Bnl. Ma,
naturalmente, sul mercato non si muovono solo le imprese e i capitali. Anche il
lavoro. E qui, per Bruni, Italia e Francia non sono molto diverse. "In
entrambi i Paesi - spiega - ci sono forti spinte verso una maggiore
flessibilità del mercato del lavoro, al contrario di quanto succede sul fronte
dei capitali". Un "protezionismo asimmetrico" che a Bruni non
piace. Anche se i capitali in arrivo dall'estero sono gestiti da alcuni fondi
sovrani considerati opachi? "Sono necessari - risponde il bocconiano -
requisiti di trasparenza e una politica comune europea. E qui è più facile
convincere gli italiani dei francesi". Il confronto La burocrazia
transalpina offre più efficienza, mentre sul fronte della governance vinciamo
la sfida in modernità Giovanni Stringa.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-05
num: - pag: 45 categoria: BREVI BUROCRAZIA Peso da alleggerire Possibile che
fra le occasioni perdute non riesca a leggere l'eliminazione del peso
insopportabile della nostra inetta burocrazia? Tolto il numero di pubblici dipendenti in più del necessario il
risparmio sarebbe notevole e tutto diventerebbe più facile. Gaetano
Ciocci Longarone (Bl).
( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
San Donà. La
proposta arriva venerdì alla Corte Suprema di Cassazione Legge popolare per
abolire le Province I promotori: "Un ente mangia-soldi". Ma adesso
servono 50 mila firme SAN DONA'. Abolizione delle Province, parte dal Basso
Piave la prima proposta di legge d'iniziativa popolare che mira a scardinare
questo ente territoriale, considerato sorpassato e costoso. Venerdì mattina la
proposta suddivisa in articoli verrà depositata presso la Corte Suprema di
Cassazione a Roma dal comitato promotore in cui figurano cittadini di San Donà,
professionisti e impiegati. Si tratta di un progetto iniziato nel 2007. Tra i
firmatari Lorenzo Furlan, Stefano Montagner, Francesco Brichese, Gabriele
Zenezini, Renato Bastianetto, Rosa Bertuzzi. Un gruppo di amici che ha pensato
in grande, si è mosso da solo e senza aiuti, con le proprie risorse
intellettuali ed economiche. Venerdì mattina, infatti, acquisteranno il
biglietto di andata e ritorno in treno per la capitale. Sembra la riedizione in
chiave moderna dell'avvincente e suggestiva storia di Davide contro Golia, il
coraggioso cittadino contro l'asfissiante e gigantesca burocrazia. Eppure da venerdì, giorno
della deposizione del progetto di legge di decostituzionalizzazione delle
Province, inizierà la raccolta di firme a sostegno della proposta. Ne servono
50 mila come prevede la Costituzione. In buona sostanza si propone di
trasferire le funzioni delle Province alle Regioni. Esiste già un sito,
www.aboliamoleprovincie.it, addirittura primo nel motore di ricerca Googole,
poi l'e-mail lorenzo.furlan@aboliamole province.it. "Nel 2007 abbiamo
riflettuto sugli sprechi delle Province - spiega Lorenzo Furlan, dirigente del
Consorzio di Bonifica - assieme ad alcuni amici. E' nata l'idea di questo
comitato promotore e così abbiamo elaborato la proposta di legge d'iniziativa
popolare che depositeremo a Roma. Secondo un calcolo approssimativo la
Provincia viene a costare, intendiamo costi politici relativi agli organi
elettivi, da 100 mila fino ad un milione di euro all'anno. Se consideriamo
tutte le Province d'Italia siamo a circa 50 milioni di euro che diventano tra i
2 e i 3 miliardi se consideriamo anche tutta la burocrazia.
Costi enormi che potrebbero essere tagliati con un trasferimento delle funzioni
in capo alle Regioni. La vera novità è che, sebbene se ne parli ormai da
decenni di abolizione delle Province, mai è stata depositata una vera proposta
di legge d'iniziativa popolare". Nessuna cerca gloria o celebrità, solo la
voglia di cimentarsi in una sfida che sembra impossibile. "Raccogliere 50
mila firme in tutta Italia non sarà facile - dicono - e per questo noi siamo
anche disposti a farci da parte se qualche ente o associazione appoggerà la
nostra battaglia con più mezzi e una rete capillare in tutta Italia. A noi
interessa raggiungere l'obiettivo e venerdì avremo già compiuto il primo grande
passo in questa direzione". (Giovanni Cagnassi).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1039 Barrali "La burocrazia
ostacola il progetto Civis" Barrali --> Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco
Baccoli per denunciare lo stato di stasi in cui da due mesi si trova il
progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi
per la realizzazione dell'opera. "Ma non solo Barrali si trova in questa
situazione - precisa Baccoli - di fatto tutti i Comuni sono bloccati. Per
problemi puramente burocratici. Ora: i progetti civis sono finanziati con fondi
Por, quindi fondi europei - spiega ancora il sindaco - e se da una parte
l'Europa ci dice che entro dicembre dobbiamo eseguire le opere, collaudarle e
rendicontarle, dall'altra la Regione non ci dà il via a procedere con i
lavori". Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di una vecchia
struttura (la Funtana Manna) nel centro dell'abitato e la realizzazione di un
percorso ciclopedonale dalla Funtana Manna alla Stazione ferroviaria, lungo la
provinciale 11 che collega il paese alla statale 128. "Non possiamo
demolire la Funtana Manna. - prosegue seccato Baccoli - tutti sono d'accordo
sul fatto che è un vecchio rudere che va smantellato. Ma per un'incompatibilità
tra il Piano paesaggistico regionale e il Piano particolareggiato comunale non
possiamo farlo. Impossibile a questo punto rispettare i termini". (al.
pi.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Iglesias Pagina 2023
Il vecchio ente ha i giorni contati e il personale rischia di restare senza
stipendio Quattro impiegati nel dimenticatoio Il vecchio ente ha i giorni
contati e il personale rischia di restare senza stipendio Che fine faranno i
dipendenti dell'ex Comunità montana? --> Che fine faranno i dipendenti
dell'ex Comunità montana? Lavorano ancora per la Comunità montana. Dal primo
aprile dovrebbero passare all'Unione dei Comuni, un ente che non esiste.
Lavoreranno per la Comunità montana fino al primo aprile. Per uno strano gioco
del destino dovrebbero passare a un altro ente che ancora non esiste proprio il
giorno delle bugie, ma non hanno molta voglia di scherzare i dipendenti rimasti
negli uffici di via Argentaria a Iglesias. Si tratta di quattro impiegati
assunti a tempo indeterminato che chiedono di conoscere quale sarà il loro
futuro, visto che l'Unione dei Comuni, il loro prossimo "datore di
lavoro" c'è soltanto sulla carta. IL DECRETO Qualche giorno fa la Regione
ha deliberato che il passaggio dalle vecchie comunità montana alle unioni dei
Comuni dovrà concludersi entro il 31 marzo. I commissari dei vecchi enti nelle
ultime settimane stanno lavorando per portare a termine tutte le operazioni di
trasferimento che interessano beni immobili, mezzi e il personale. A Iglesias
però la situazione è decisamente ingarbugliata perchè l'Unione dei Comuni non
esiste. LA PREOCCUPAZIONE "Non sappiamo cosa succederà il primo aprile e
siamo molto preoccupati", dicono Silvana Mocci, Giovanni Tocco, Laura Pasci
e Gianni Frau. I quattro dipendenti dell'ex Comunità montana negli ultimi tempi
hanno lavorato regolarmente. "L'ente - dice Silvia Mocci - per quanto
commissariato ha ancora una sua autonomia. Il nuovo ente invece, non solo non
esiste, ma non ha alcuna dotazione finanziaria e non c'è la certezza delle
risorse". Come dire: in caso di trasferimento all'Unione dei Comuni non ci
sarebbero i soldi per pagare gli stipendi. Che fare allora? I quattro
dipendenti lanciano un appello alle istituzioni, anche perché il tempo stringe.
La Comunità montana ha i giorni contati. L'UNIONE DEI COMUNI Si chiama
"Metalla e il mare", ma per tutti è l'Unione dei Comuni, il nuovo
ente nato in seguito a un accordo tra le amministrazioni di Villamassargia,
Narcao, Musei, Fluminimaggiore, Buggerru. Qualche tempo fa ha aderito anche
Iglesias, ma si tratta di un pura formalità visto che di fatto l'Unione non
esiste. Ci sono infatti problemi di natura politica legati allo statuto. L'amministrazione comunale di Iglesias, infatti vorrebbe
"pesare" di più, con un numero di rappresentanti superiore a quelli
degli altri cinque paesi. In attesa dell'accordo i giorni passano. Riuscirà la burocrazia a partorire il nuovo ente e a
dare una risposta ai quattro dipendenti della vecchia Comunità montana?
FRANCESCO PINTORE.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6023 Lanusei. Pasticcio fra due gestori vieta internet alle domenicane
L'ira delle suore senza web Lanusei.. Pasticcio fra due gestori vieta internet
alle domenicane --> Spesso non resta che affidarsi alla divina provvidenza.
Da qualche mese le suore domenicane di Lanusei sono senza adsl, isolate dalle
loro missioni all'estero e dalla sede torinese. Le religiose, fino a tre mesi
fa, avevano un contratto con Telecom per il servizio adsl. Internet è uno
strumento prezioso, soprattutto per la posta elettronica. "Ci permette di
restare in contatto con le nostre missioni all'estero - racconta la madre
superiora Caterina Marras, per tutti suor Giuseppina - e di comunicare con la
madre generale che risiede a Torino". A settembre dello scorso anno, senza
alcun preavviso né comunicazioni, il servizio viene sospeso. Le religiose si
rivolgono al servizio clienti Telecom e, dopo numerosi tentativi, riescono a
scoprire che il servizio è stato interrotto perché (così risultava alla
Telecom) le suore avevano fatto una richiesta di passaggio ad un altro gestore,
nella fattispecie Tiscali. "Dicevano che era stato stipulato un contratto
a mio nome - racconta la superiora - ma io non ho mai parlato con
nessuno". Non potendo fare altro, le domenicane decidono di seguire le procedure
previste per tornare ad essere servite da Telecom, e inoltrano regolare
istanza. La tempistica prevede che il servizio con il vecchio operatore sia
ripristinato entro due settimane. "Sono passati oltre tre mesi - dice
sconsolata suor Giuseppina - e ancora non è cambiato nulla". Nel
frattempo, all'istituto arriva un pacchetto con il modem di Tiscali che viene
ovviamente rispedito al mittente. Quello delle domenicane è un caso tutt'altro
che raro. Cosa potrebbe essere accaduto? Forse che una compagnia telefonica (nel
caso Tiscali) cerchi di sottrarre un cliente ad un'altra compagnia (Telecom). A
questo punto il cliente (le suore) chiedono di tornare con il
precedente gestore ma si scontra con il muro di gomma della burocrazia. Ordinaria amministrazione a
"Mi manda Raitre" o "Striscia la notizia". Se non fosse che
questa volta a finire nel vortice kafkiano della telefonia sono state le
domenicane dell'istituto di Lanusei. Quanto successo alle suore accade spesso e
non riguarda solo le due compagnie protagoniste di questa vicenda. La
possibilità di chiudere contratti telefonicamente, senza la firma del cliente,
ha aperto la strada a una giungla commerciale di cui a far le spese sono quasi
sempre i consumatori. Interpellato, l'ufficio stampa di Tiscali ha promesso
risposte in tempi brevi ma, a tutt'oggi, non si è avuta nessuna notizia.
FRANCESCO MANCA.
( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-03-05 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE "Lavoratori costretti a non licenziarsi" Industriali,
Ascom e artigiani: "Mostruose le nuove regole per dimettersi" Troppo
macchinose le procedure in vigore da oggi. "Saremo costretti a tenerci
dipendenti che vogliono andarsene" TREVISO - "Un mostro
burocratico". Con quest'epiteto, certo tutt'altro che lusinghiero,
industriali, artigiani e commercianti danno il loro benvenuto a Treviso alle
nuove norme sulle dimissioni volontarie del lavoratore. Secondo le categorie
l'intenzione meritevole, ossia quella di stroncare il fenomeno delle dimissioni
"in bianco" (quelle che il lavoratore è costretto sottoscrivere,
senza data, al momento dell'assunzione), ha finito per esser perseguita con un
meccanismo cervellotico, destinato ad intasare ancor di più
la già congestionata burocrazia italiana. "Le aziende saranno costrette a tenersi un
lavoratore che vuole andarsene" avverte il vicepresidente di Unindustria
Luciano Miotto, mentre Luca Bertuola dell'Ascom chiede "uno slittamento
dell'entrata in vigore della nuova normativa". Tant'è, a dispetto
delle speranze dei commercianti le regole saranno valide sin da oggi, così come
annunciato dal governo, corredate da una fitta selva di "istruzioni
operative " che, rese note ieri, a detta delle categorie "han finito
per ingarbugliare ancor di più la situazione". Da stamani, dunque, chi
vorrà licenziarsi dovrà scaricare il modulo dal sito del ministero del Lavoro e
poi compilarlo online, quindi stamparlo e validarlo obbligatoriamente presso le
sedi abilitate (ossia la Direzione del lavoro, gli uffici comunali, i centri
per l'impiego, i sindacati e i patronati). Infine, il modulo dovrà essere
consegnato al datore di lavoro che, a quel punto, avrà cinque giorni di tempo
per comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. "Un'apoteosi
borbonica – tuona Miotto di Unindustria - Il lavoratore, che paga tasse e
contributi in abbondanza, è evidentemente considerato incapace quando deve
esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene quindi messo sotto
tutela. Ci preoccupano poi molto le conseguenze di questo sovraccarico
burocratico. Gli uffici pubblici già ora faticano molto a smaltire le pratiche.
Cosa succederà ora che si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto
che solo nei primi due mesi di quest'anno sono state presentate 35 mila lettere
di dimissioni nella nostra regione?". D'accordo Vendemiano Sartor,
presidente di Confartigianato Veneto: "Il governo ha creato un altro
piccolo mostro burocratico che di fatto rende difficile, se non impossibile,
esercitare il diritto di dimettersi. Senza contare che al momento il modello
non è reperibile agli uffici del lavoro: lo si trova solo in internet. Però in
internet il modello non c'è". Chiude Luca Bertuola di Ascom:
"Chiediamo al ministero di prorogare l'entrata in vigore della normativa.
Sono infatti ancora troppi i punti oscuri, le nuove dimissioni si rivelano
assai complicate oltre che incerte, visto che il sistema informatico non sembra
funzionare a dovere, gli uffici comunali, in molti casi, non sono attrezzati
per assorbire nuovi carichi di lavoro e molti punti, dal preavviso ai termini,
sono tutti da chiarire ". Marco Bonet Perplesse Aziende preoccupate per i
regolamenti in vigore da oggi che, di fatto, bloccherebbero le dimissioni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-03-05 - pag: 18 autore: Politiche
industriali. Da Sviluppo Italia sì a Montezemolo Arcuri: "Tempi più rapidi
per i contratti di programma" MILANO La ex Sviluppo Italia, oggi Agenzia
nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa,è
d'accordo con l'esigenza espressa da Confindustria di abbreviare i tempi, anche
riguardo alle procedure per attrarre investimenti esteri, che oggi nel Sud,
come ricordato da Luca Cordero di Montezemolo, sono prossimi allo zero e per i quali la burocrazia è micidiale. "è pienamente condivisibile - spiega
l'amministratore delegato dell'Agenzia, Domenico Arcuri - la proposta del
presidente Montezemolo quando nel decalogo presentato l'altro giorno afferma
che è necessario accorciare, dagli attuali
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Marche. Gli industriali: bisogna
rilanciare la competitività Priorità al nodo infrastrutturale ANCONA Il nuovo
Governo dovrebbe presentare un'idea forte per rilanciare la competitività delle
aziende, soprattutto le piccole, prevedendo una promozione del territorio
coordinata, misure per favorire l'ingresso di menti giovani nelle aziende, ma
anche semplificazione amministrativa e abbattimento di spesa pubblica e
pressione fiscale. Ma le richieste degli imprenditori marchigiani abbracciano
anche il tema infrastrutture, indispensabili allo sviluppo. "è mancata
soprattutto nell'ultimo decennio – afferma Roberto Vallasciani, imprenditore
calzaturiero del Fermano ed ex vicepresidente nazionale dell'Anci – una
politica industriale per il manifatturiero, in particolare per le Pmi, che sono
state lasciate sole a competere nel mercato globale. Non ci interessa
l'assistenzialismo,ma azioni che valorizzino i nostri punti di forza e ci
aiutino a superare limiti strutturali e organizzativi. Come uno sgravio
contributivo per chi assume neolaureati, ma anche una promozione del
ter-ritorio coordinata, che non disperda risorse in mille progetti e che tuteli
il made in Italy". Richieste condivise anche dal mondo del commercio.
"Dobbiamo recuperare in competitività, soprattutto sostenendo le imprese
che lavorano in Italia – dice Massimiliano Polacco, direttore regionale di
Confcommercio –. Serve un progetto globale di sviluppo. Anche in questa
campagna elettorale, si parla di potere d'acquisto, pensioni, salari: problemi
che non si risolvono se non si restituisce competitività al sistema ". Non
si discosta l'artigianato: "Il costo del lavoro – afferma Giorgio
Cippitelli, segretario regionale di Confartigianato –e la pressione fiscale
sono eccessivi: per ridurli, occorre contenere la spesa pubblica, magari
riducendo i livelli istituzionali, troppo costosi e scoordinati. Ma soprattutto
è fondamentale far sì che tutti rispettino le regole, poche e chiare; investire
sul sistema educativo, migliorandone il rapporto con il mondo del lavoro; rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo
delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese
–aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche".
"Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei
fondali potrà far attraccare solo traghetti; l'aeroporto è pieno di
debiti e non riesce a dare risposte al turismo e l'interporto non lavora a
pieno regime". Molto da fare anche sulla rete stradale: "Sarebbe da
sviluppare – conclude Giannalberto Luzi, presidente regionale Coldiretti –
anche la viabilità trasversale, non solo la direttrice Nord-Sud, visto che
l'agricoltura è sempre più relegata nelle colline: sarebbe un modo anche per
favorire la vendita diretta. Servono piccoli e medi invasi naturali, visto che
nelle Marche siamo, su questo fronte, fermi al dopoguerra. E bisogna sviluppare
le energie rinnovabili, per integrare il reddito agricolo e aiutare lo
smaltimento delle biomasse". An. La. INVESTIRE IN FORMAZIONE Secondo
Confartiginato è basilare la riqualificazione del sistema educativo abbinata a
strette sinergie con il mercato del lavoro IMAGOECONOMICA Roberto Vallasciani.
Ex vicepresidente nazionale Anci Giorgio Cippitelli. Segretario regionale
Confartigianato.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Umbria. Norme per garantire centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore
chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio
dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le
associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi –
dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti – finalizzate
a colpire sempre l'ultimo anello della catena. Abbiamo il livello di tassazione
più alto d'Europa, che mette le imprese in ginocchio; per converso registriamo
un trend inflazionistico in linea con i Paesi dell'area euro. Il Governo deve
prendere posizioni nette in merito. Collegata a questo c'è l'imprescindibile
esigenza di alleggerire il carico della burocrazia e
del sistema pubblico. Così come va alleggerito il costo del denaro. Altra
emergenza è la sicurezza. Occhi puntati poi sull'innovazione e la ricerca.
Infine i centri storici: occorre un'attenzione specifica per salvaguardarne
l'identità e l'attrattività turistica ". Recuperare il concetto di impresa
privata, è una delle priorità segnalate da Cna Umbria. "Quello che in
primis ci aspettiamo – dice Paolo Arcelli, direttore regionale Cna Umbria – è
che la tornata elettorale possa permettere la nascita di un esecutivo in grado
di governare, partendo da una corretta interpretazione del contraddittorio
sistema Italia, nel quale un tessuto economico- produttivo costituito da
numerosissime imprese è costantemente "contrastato" da un pubblico,
che ha ampliato gli spazi invadendo il mercato. Auspichiamo dunque che possa
essere recuperato in positivo il concetto di impresa privata". Moderna
agricoltura, tutela della sicurezza alimentare, salvaguardia del territorio,
sono alcune delle indicazioni di Coldiretti Umbria. "Le priorità sono
sempre le stesse, chiediamo interventi per la modernizzazione del settore e, in
Umbria – spiega Angelo Corsetti, direttore regionali Coldiretti – sollecitiamo
l'applicazione del Piano di sviluppo rurale in tutte le sue previsioni. La
politica dovrà fare scelte chiare e condivise sui temi della tutela della
sicurezza alimentare, dell'etichettatura dei prodotti, delle produzioni di
qualità". Il Ternano avanza poi delle richieste specifiche.
"Confindustria Terni – spiega il presidente dell'associazione, Umbro
Bernardini – si impegna con ogni proprio mezzo per rendere il territorio
massimamente competitivo. Il tema centrale, in tal senso, è quello della
dotazione infrastrutturale, materiale e immateriale. Le priorità sono il
completamento della superstrada Terni-Rieti-Civitavecchia; il raddoppio della
linea ferroviaria Orte-Ancona; la realizzazione di una piattaforma logistica nell'area
Narni-Terni; la realizzazione della complanare della città di Orvieto e del
nuovo casello a nord della città". IL SETTORE PRIMARIO Gli agricoltori
pongono l'accento sugli interventi di modernizzazione e la tutela della qualità
e dei marchi di origine Umbro Bernardini. Presidente Confindustria Terni
Antonio Giorgietti. Numero uno di Confcommercio Umbria.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le richieste
delle categorie produttive "Misure per frenare il caro-petrolio" Tra
le priorità anche le infrastrutture e il rilancio dei fondi per l'innovazione è
il costo eccessivo dell'energia, legato all'impennata del petrolio, l'emergenza
numero uno per gli imprenditori del Centro-Nord ed è quindi su questo fronte
che al prossimo Governo chiedono di intervenire in via prioritaria. Ma nel
ventaglio di richieste del territorio a Roma, in vista della chiamata alle urne
del 13 e 14 aprile 2008, non mancano annosi problemi irrisolti: dal deficit di
infrastrutture materiali e immateriali alla necessità di stimolare la ricerca e
l'innovazione, soprattutto nelle piccole aziende, fino all'urgenza
di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A
spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani
del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia
prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro
penalizzante per l'export. In Toscana le Pmi chiedono un sistema di
premialità che incentivi investimenti in formazione e innovazione. Il mondo
produttivo marchigiano denuncia l'assenza di una vera politica per il
manifatturiero e dunque di un'azione sinergica per rilanciare il territorio,
mentre gli operatori umbri spostano l'accento sul tema della sicurezza, per
garantire l'attrattività turistica, e della modernizzazione in agricoltura.
Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Emilia-Romagna. Il primo freno
alla crescita per gli imprenditori è il costo del petrolio Va tagliato il
prezzo dell'energia BOLOGNA L'alto costo dell'energia, con il prezzo del
petrolio che galoppa, è oggi l'emergenza per le imprese. Che chiedono al
Governo che verrà di trovare il modo per abbatterne il prezzo, più alto rispetto
a quello dei concorrenti europei. Ma per correre l'economia non ha solo bisogno
di carburante a buon mercato, ma anche di strade e ferrovie, di aeroporti e
porti all'altezza delle esigenze. E di una burocrazia più semplice e di costi del
lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice
Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del
mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors
europei. Da sciogliere anche il nodo della produzione, perché dipendiamo
molto da metano e petrolio". I cui aumenti stanno complicando la vita al
distretto sassolese, al pari dell'euro forte che sta penalizzando l'export
negli Usa. "Esportiamo in 180 Paesi, per questo è fondamentale realizzare
le infrastrutture, soprattutto la Campogalliano-Sassuolo, che aspettiamo da 35
anni. Attendiamo buone notizie dal Cipe, ma, nonostante l'impegno della
Regione, ci sentiamo sempre sui carboni ardenti. è, però, vitale che tutta la
rete migliori: che si sviluppi il trasporto su rotaia, che si ammodernino i
porti, soprattutto Ravenna, e i collegamenti con essi". Ma non solo:
secondo Panzani, serve un nuovo impegno sui distretti, specie quelli più
vivaci: "Per mantenere la leadership, abbiamo bisogno di agevolazioni
sull'innovazione e sulla formazione. Oltre a un intervento per ridurre il costo
del lavoro, possibile solo ammodernando uno Stato che costa troppo". Il
caro-energia preoccupa anche l'agricoltura, specie la zootecnia: "Si
dovrebbero sviluppare – dice Mario Girolami, presidente regionale
Confagricoltura – le fonti rinnovabili, che non decollano per via dei tempi
lunghi ottenere le autorizzazioni e perché non le si vuole sotto casa. Ci
aspettiamo anche una semplificazione amministrativa e soluzioni al problema
dell'acqua, con la creazione di nuovi invasi, politiche di promozione
coordinate, per frenare la perdita di quote di mercato, e azioni di marketing
di filiera e valorizzazione delle produzioni". "Occorre sostenere la
crescita economica – afferma Gabriele Morelli, segretario della Cna regionale –
facendo riprendere i consumi, favorendo le produzioni innovative e recuperando
il gap infrastrutturale: se con l'alta velocità si libereranno spazi per il
servizio ferroviario regionale, ci preoccupa lo sviluppo della rete stradale,
che necessita del passante Nord e della E45 ". Fondamentale mettere mano a
liberalizzazioni e privatizzazioni, per esempio nel trasporto pubblico locale:
"Serve più mercato – ribadisce Morelli – per ridurre le tariffe".
Anche il terziario ha fame di in-frastrutture: "In Emilia-Romagna bisogna
razionalizzare il sistema aeroportuale – spiega Ugo Margini, presidente
regionale di Confcommercio –e decongestionare il traffico, intervenendo sui
principali assi viari, a partire dall' autostrada del mare. Ma il Governo dovrà
intervenire anche sulle reti immateriali, con un progetto per il terziario
della stessa portata di Industria 2015. E così pure sulla sicurezza e per dare
finalmente una guida univoca alle politiche a favore del turismo". E i sindacati,
cosa chiedono al nuovo Governo? "Che promuova – dice Danilo Barbi,
coordinatore regionale Cgil – un'idea forte di sviluppo, ma non mi pare un
aspetto centrale della campagna elettorale. Ed è paradossale, visto che siamo
un Paese che più di altri vive la contraddizione tra due modelli, uno che punta
sul contenimento dei costi e l'altro sulla qualità di processo e di prodotto.
Occorrerebbe fare una scelta forte, che per la regione significa sostenere la
qualità e le esportazioni e innovare i distretti, soprattutto per tutelare le
Pmi, avviando consorzi per l'innovazione e favorendone l'aggregazione ".
An. La. IL DISTRETTO DI SASSUOLO Il polo ceramico paga fino al 30% in più
rispetto ai competitor europei e sconta pure un'eccessiva pressione fiscale Alfonso
Panzani. Presidente Confindustria Ceramica IMAGOECONOMICA Ugo Margini.
Presidente Confcommercio Emilia-Romagna.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Toscana. Al nuovo Governo si
domanda un sistema di premialità per le piccole realtà Più aiuti alle Pmi che
innovano Manuela Villimburgo FIRENZE Si chiamano infrastrutture, fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana,
che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti.
"Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione
Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie
efficaci ed incisive ". Mentre per gli industriali di Grosseto,
attraverso il presidente Aristide Giannetti, "c'è la necessità di un
impegno concreto verso la possibilità di aumentare i redditi attraverso
l'alleggerimento degli oneri del lavoro dipendente. è indispensabile poi
un'attività per il rilancio dell'economia, legato alla competitività e al
sostegno agli investimenti delle imprese per l'innovazione e la ricerca ".
Ecco che il manifesto per la governabilità siglato a livello nazionale dalle
associazioni d'impresa, in Toscana mette a fuoco voci di spesa da tempo in
bilancio ma ancora incompiute. "Occorrono maggiori risorse – puntualizza
Massimo Vivoli, presidente Confesercenti – per accelerare la modernizzazione
delle infrastrutture a partire dal completamento della Tav e del
sotto-attraversamento di Firenze. Vanno rimossi gli ostacoli che ritardano le
opere per la grande viabilità come l'autostrada Tirrenica o la Fano-Grosseto,
nonché termovalorizzatori e rigassificatori ". E tra gli ostacoli, oltre a
quelli creati dalla stessa politica e dai suoi localismi, le categorie
insistono su quello dei finanziamenti statali. "Per la messa a regime
degli interporti di Prato e Livorno – incalza Cristina Bardazzi, vicepresidente
Cna – non possiamo permetterci altri impasse. Per il miglioramento della rete
ferroviaria e autostradale vorremmo vedere più attivi Stato e Ferrovie".
Stessa convergenza di tutti i settori dell'economia regionale sul tema del
fisco che vede le imprese di minori dimensioni particolarmente agguerrite, dopo
essere state colpite così duramente dall'accelerazione della competizione. Il
commercio toscano punta anche il dito sulla formazione, leva strategica per la
competizione dei piccoli e grandi esercizi. "Se lo Stato non scommette sui
giovani – insiste Nico Gronchi,presidente Confesercenti Firenze – rischiamo di
veder scomparire il tessuto commerciale legato alle produzioni tipiche, dove
stiamo cercando di favorire il ricambio generazionale ".
Sull'inadeguatezza delle risorse insiste Franco Scortecci, presidente regionale
Confcommercio, lamentando la tradizionale destinazione dei fondi alla grande
impresa manifatturiera. "Chiediamo maggiore attenzione alle Pmi nelle
politiche di sviluppo e nel credito agevolato, perché l'innovazione è una leva
strategica anche nei settori del commercio e del turismo. Sul fronte tasse ci
aspettiamo una riduzione dell'Ires, studi di settore equi e selettivi,
assestamento dell'Irap e aliquote Iva competitive per il turismo".
Sembrano soprattutto le imprese agricole ad avvertire il vincolo delle scelte
governative dato che il settore gioca la propria partita sui terreni
dell'etichetattura e dei controlli, questioni normate a livello europeo.
"L'economia toscana potrebbe incassare molto di più dai prodotti tipici e
di qualità – spiega Prisco Lucio Sorbo, direttore Coldiretti Toscana – ma senza
indicazione in etichetta dell'origine del prodotto di base, i produttori
rischiano di continuare a sottoporsi a mille adempimenti senza alcuna
contropartita. è una strada fortemente ostacolata da chi non punta sul prodotto
di qualità". L'INTERVENTO DI ROMA Senza finanziamenti statali per Tav,
Fano-Grosseto, ferrovie e interporti gli operatori dichiarano di non poter
andare avanti Carlo Longo. Presidente degli Industriali di Prato Massimo
Vivoli. Presidente di Confesercenti Toscana AGF.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD
data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le priorità di
professionisti e parti sociali "Rilanciare incentivi e infrastrutture"
La sicurezza resta in cima alle richieste insieme allo
snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14
aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di
priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il
contesto sociale del Sud. Uno il denominatore comune: la tempistica.
Ogni intervento, ogni iniziativa dovrà essere intrapresa nell'immediato per
evitare di allargare ulteriormente la forbice che spinge ai margini dei mercati
il Meridione. Le ricette poi sono le solite: più infrastrutture, riforma degli
incentivi, sburocratizzazione della Pa, lotta alla criminalità e alle tante
emergenze che zavorrano il Mezzogiorno. Prisco u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMA data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le attese e le
priorità del mondo produttivo "Intervenire subito su
Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La
parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al
prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest –
indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile – al
primo posto c'è la richiesta di sciogliere i nodi legati alla Tav e alle altre
opere ritenute fondamentali per lo sviluppo del territorio. Imprenditori,
artigiani e commercianti sono uniti anche nel richiedere un maggior
coordinamento e una miglior azione di "lobbying" da parte dei
parlamentari espressi dal territorio, per un'azione bipartisan che favorisca
anche l'integrazione all'interno della macroarea. Favorire l'innovazione,la
ricerca e la creazione di network sono altre domande che emergono con forza. In
particolare è la richiesta della Confindustria ligure, alle prese con la
frammentazione del sistema produttivo locale. Non mancano poi i grandi temi che
stanno animando la campagna elettorale nazionale: questione fiscale e difesa
del potere d'acquisto dei consumatori. In Valle d'Aosta l'accento viene messo sulla
difesa dell'autonomia. Intanto la rappresentanza della macroarea diminuisce a
causa del calo demografico: dai 106 parlamentari eletti nel 1983 si è passati
agli attuali 95. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-03-05 - pag: 6 autore: Costruzioni.
Allarmate previsioni degli imprenditori sul primo semestre 2008 Ance:
"L'edilizia è in recessione" Filippo Bonsignore TORINO Si aggrava la
situazione dell'edilizia in Piemonte e Valle D'Aosta. Nella seconda metà del
2007 gli operatori avevano parlato di una pericolosa fase di stagnazione del
settore, ma ora le previsioni si sono fatte più preoccupanti: negative le
prospettive dell'andamento del fatturato e le attese relative ai livelli di
occupazione delle aziende; in diminuzione le intenzioni di investimentoe
aumento dei tempi medi di pagamento dei committenti. è la fotografia scattata
dalla dodicesima indagine congiunturale sul primo semestre 2008 condotta
dall'Ance Piemonte (l'associazione che rappresenta 1.800 costruttori piemontesi
e valdostani), su un campione di 300 imprese. "Siamo di fronte a una vera
e propria recessione del comparto – afferma il presidente dell'Ance, Maurilio
Verna – è la rappresentazione di un'Italia ferma, in fase di stallo, incapace
di avviare, per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le
risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%)
tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei
ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).
Sei mesi fa questa differenza era sempre negativa, ma del 10,8 per cento.
Stesso discorso anche per l'occupazione dipendente: il 5,6% degli intervistati
intende aumentare il personale, mentre il 23,3% diminuirlo. Il saldo con il
segno meno è del 17,7%, il doppio rispetto all'ultimo semestre dello scorso
anno (-8,6%). Anche il venir meno delle difficoltà a reperire manodopera
qualificata e generica non è un segnale confortante (il problema riguarda
complessivamente il 53,5% del campione, rispetto al precedente 60,2%), ma l'effetto
della minore propensione delle imprese ad assumere. Segnali negativi vengono
pure dalle intenzioni di investimento. Il 40,9% delle aziende che ha risposto
all'indagine ha in programma di investire nel primo semestre 2008. Nella scorsa
rilevazione la percentuale era del 43,7 per cento. E si fa più pesante anche la
situazione finanziaria delle imprese: aumentano, infatti, i tempi medi di
pagamento dei committenti, da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Le
associazioni: network tra sistemi produttivi e maggiore semplificazione Più
integrazione per la Liguria Jada C. Ferrero GENOVA Infrastrutture. Materiali e
immateriali. In Liguria più che altrove, la loro mancanza investe tutte le
dimensioni di ogni possibile sviluppo. In una virtuale cassetta delle lettere
indirizzate al futuro governo, al top dei desiderata locali compare una
richiesta di intervento sull'hardware della regione, affacciata sul mare eppure
in via crescente messa all'angolo. è un coro, seguito da un richiamo a
incentivare tutto quanto è "corsia veloce", e dunque reti, network, semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema
produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di
trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla
competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma
ben mirate –sostiene il numero uno di Confindustria Liguria, Umberto
Risso, presidente del gruppo Autogas Nord (fatturato di 350 milioni, 220
addetti diretti) – per agire in particolare sulla produttività. C'è un problema
tutto italiano di costi di sistema. Con enfasi diverse, i campi d'azione sono
svariati: cuneo e salari, ammortizzatori, detassazione degli straordinari,
contrattazione aziendale, pensioni, fisco, taglio alla burocrazia
". Mentre domanda al centro una riforma delle istituzioni, Risso chiede il
perfezionamento delle deleghe alle periferie: "Va accelerato il compimento
del federalismo fiscale. Così come sono state trasferite tante competenze, si
dia ora agli enti locali la capacità impositiva: in concorrenza, le Regioni
avrebbero anche più modo di agire sul proprio potenziale di attrazione".
In quanto alle in-frastrutture: "Mi piacerebbe un governo che premi i
territori che accettano installazioni nei propri confini". Diminuzione
della pressione fiscale alle piccole imprese e risorse per gli investimenti:
passa attraverso queste due chiavi di volta la sintesi di Nicola Caprioni,
segretario ligure di Cna: "A prescindere dal colore del governo, mi auguro
avanzi il processo delle politiche di Industria 2015". Il mondo artigiano
in Liguria "cuba" per circa un terzo del bacino imprenditoriale:
"La struttura imprenditoriale – osserva Caprioni – si è rafforzata, ma
tantissime microrealtà sono in crisi per la bassa capacità di acquisto delle
famiglie: manca la massa di circolante, con tutte le conseguenze del
caso". Urge una scossa ai consumi, condivide lo spezzino Gianfranco
Bianchi, presidente di Confcommercio Liguria: "Va rimessa in moto
l'economia, riportando in equilibrio costo della vita e potenziale di spesa,
che l'euro ha scombinato. Si potrebbe partire da una radicale riforma fiscale.
Con sgravi contributivi: ormai il terziario è strategico, visto che il
primario, da solo, non basta alla ripresa". Anche per il sindacato la priorità
da iscrivere nell'agenda del nuovo governo è il sostegno alle famiglie:
"Per questioni di anagrafe e tipologia sociale – ragiona Sergio
Migliorini, segretario ligure della Cisl – la Liguria, con la sua anzianità
crescente, sente più di altri la congiuntura ". A Roma è richiesta inoltre
una speciale attenzione in termini di scelte industriali: "Molti grandi
gruppi, che hanno da noi centri produttivi importanti, anche esempi di
eccel-lenza, sono mossi da leve decisionali situate altrove. Penso a Fincantieri,
a Finmeccanica, ma anche alla Ferrania, alla stessa Piaggio Aero Industries. Va
presidiato il nostro residuo patrimonio manifatturiero". CULTURA DEL FARE
Risso (Confindustria): "Mi piacerebbe un governo che premi le zone capaci
di accettare l'istallazione di impianti nei propri confini" Presidente.
Umberto Risso guida la Confindustria della Liguria DONATELLA PICCONE
Confcommercio. Il presidente regionale Gianfranco Bianchi DONATELLA PICCONE.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Il Piemonte chiede
infrastrutture Nell'agenda di Confindustria anche gli interventi per ricerca e
innovazione Paolo Piacenza TORINO Innanzitutto le infrastrutture con il nodo,
irrisolto, della Tav. Ma anche molti temi nazionali declinati in chiave
regionale, con l'abbassamento della pressione fiscale che mette tutti
d'accordo, dagli industriali ai sindacati. In Piemonte l'agenda politica delle
categorie per il voto del 13 e 14 aprile è ricca di spunti per i candidati. E
propone una novità: dare più forza alla rappresentanza del Nord-Ovest creando
"lobby" parlamentari comuni tra le regioni dell'area, a partire dalla
Liguria. Il 3 aprile Confindustria Piemonte presenterà al mondo politico un
documento sui bisogni del territorio piemontese. "Vi sono temi di
interesse nazionale – dice il segretario generale Paolo Balistreri – che
assumono un particolare peso per il Nord ". In primis la pressione sui
contribuenti. Ma la priorità numero uno in Piemonte, per Confindustria, è la
politica delle infrastrutture: "I progetti avviati vanno a rilento –
prosegue Balistreri –e su Torino-Lione e asse Genova-Rotterdam manca la
determinazione necessaria a scelte di interesse sovranazionale". La stessa
determinazione serve per l'innovazione. "Il piano Industria 2015 –
aggiunge Balistreri – va accelerato e raccordato con i programmi delle Regioni
a partire proprio da infrastrutture e innovazione". E Balistreri propone
"un'azione di sistema a livello territoriale per dare vita ad altri poli
di ricerca oltre la Cittadella politecnica". Per gli industriali il
sistema Piemonte soffre per la frammentazione imposta dai percorsi burocratici:
"Non solo perché la macchina è inefficiente ma anche perché le tappe sono
troppe. Quindi meno passaggi, e comunque più veloci, anche per ridurre i costi".
E sul rischio che il Nord- Ovest perda peso politico a Roma? "Serve la
capacità di fare lobby – risponde Ba-listreri – Come Confindustria rilanceremo
il tavolo dei parlamentari, con una logica più operativa che in passato. Ancora
meglio se si può fare insieme ai liguri". Da Confartigianato riecheggiano
gli stessi temi, in primis le infrastrutture. "Per noi – osserva il
segretario regionale Silvano Berna – è un punto su cui non ci devono essere
tentennamenti". Ma la lista non si ferma qui. Gli artigiani piemontesi propongono
di ampliare le detrazioni fiscali, contestano gli studi di settore se i
parametri vengono definiti ad anno iniziato, chiedono di superare la
contrapposizione tra lavoro autonomo e dipendente. Altra richiesta è un
maggiore controllo sui prezzi. E poi la sicurezza. "è fondamentale per la
nostra categoria – incalza Berna – perché la dimensione limitata delle nostre
aziende le espone a maggiori rischi". Torna anche il
tema della burocrazia:
"In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio tempi e oneri
della burocrazia
sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta
informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le
agenzie per le imprese". Berna lancia anche il tema della
contrattazione decentrata: "è ora di attivare un federalismo contrattuale,
rafforzando il secondo livello: regionale per le Pmi, aziendale per le grandi
imprese". Per Valentino Boido, presidente di Confesercenti Piemonte, un
nuovo patto tra la politica e cittadini serve a livello nazionale e locale. A
cominciare da semplificazione normativa e infrastrutture: "Come
Confesercenti – afferma Boido – ci siamo già pronunciati per la Tav. Capiamo i
problemi delle popolazioni locali, ma vanno risolti in tempi brevi e tenendo
conto dell'interesse generale ". Per i commercianti le opere da promuovere
sono anche quelle per il piccolo commercio: "è il tema dei centri
commerciali naturali: la normativa è carente e non trova adeguati strumenti di
sostegno finanziario". Sulla semplificazione burocratica Boido promuove i
decreti Bersani ma chiede più attenzione per le regole igienico-sanitarie:
"Non c'è un'applicazione delle norme uniforme sul territorio e questo crea
sconcerto tra gli imprenditori". Per Confesercenti serve anche un maggior
coordinamento tra i parlamentari del Nord Ovest, liguri, vadostani, ma anche
lombardi: "Lanciamo loro questo appello: facciano fronte comune per
un'area importante del Paese". La Cgil Piemonte sottolinea innanzitutto
che il voto ha allontanato la redistribuzione che doveva seguire al Patto sul
welfare. "è stato un accordo importante – interviene il segretario
generale Vincenzo Scudiere – ma la riduzione delle tasse per lavoratori e
pensionati è incompiuta e questo pesa ancor più in Piemonte dove l'Irpef regionale
è, a nostro avviso, troppo alta per queste categorie". Anche la Cgil
chiede che la realizzazione delle infrastrutture non si fermi. E rilancia il
tema della sicurezza sul lavoro, che per effetto della tragedia della
ThyssenKrupp di Torino è tornata d'attualità. CAMPAGNA ELETTORALE I temi caldi
discussi a Roma sono molto sentiti anche a livello locale: ai primi posti ci
sono welfare e questione tributaria FOTOGRAMMA Alta velocità. I lavori per la
Tav tra Novara e Torino Confindustria. Paolo Balistreri segretario piemontese
Confartigianato. Il segretario regionale Silvano Berna.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provoca acque
agitate in maggioranza. Scaramucce tra il consigliere di Forza Italia - Noi del
Partito della Libertà, Piero Giuliani e An. Giuliani ha
espresso solidarietà ai cantieri Rizzardi per i ritardi provocati dalla burocrazia e si è scagliato contro chi
ha sostenuto la soluzione della foce di Caprolace dimenticando l'impatto su
strade e ponti del passaggio dell'imbarcazioni. Il riferimento non poi così
velato è al vice sindaco Maurizio Lucci. Pronta la replica di An che difende
l'operato del vicesindaco. "Giuliani, approfittando delle
difficoltà tecniche manifestatesi nel trasporto dell'imbarcazione, fa
riferimento a problemi non risolti ed a progettualità per Sabaudia come se non
avesse alle spalle anni di presenza in amministrazione - si legge in una nota
del coordinamento cittadino - Sul problema dello sbocco al mare delle
imbarcazioni Rizzardi altri in passato, all'epoca sostenuti anche dal
consigliere Giuliani, hanno politicamente speculato promettendo soluzioni,
lasciando poi insoluta la questione". Sul fronte opposto il consigliere de
L'Altra Sabaudia per l'Ulivo Antonio De Angelis ribadisce con forza che
"sarebbe bastata una presa di posizione coraggiosa da parte
dell'amministrazione in merito all'abbattimento del ponte rosso" e giudica
"pericolosa" la soluzione di trasportare la barca via terra. Alfredo
Scalfati invece ha ricordato polemicamente visita ai cantieri Rizzardi nel 2003
dell'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace e dell'ex sindaco
Schintu in occasione della quale si discusse della necessità di un passaggio a
mare per le imbarcazioni. "Sono passati 5 anni, le nostre aziende sono
sotto sequestro e Rizzardi vara barche in mezzo ai campi - attacca Scalfati -
Sono a rischio 2.000 posti di lavoro". E.Pie.
( da "Riformista, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Demo per
l'industriale il programma del pd e quello di confindustria pari sono Calearo:
"Il Nord-Est come Den Xiao Ping" "L'importante è che il gatto
prenda il topo. L'articolo 18 si potrebbe togliere. La Biagi è una buona
legge" Tutte queste differenze tra Montezemolo e Veltroni, o meglio tra i
rispettivi programmi, il neocandidato del Pd Massimo Calearo non le vede
proprio. Poco importa che il presidente degli industriali abbia elencato come
priorità di Confindustria liberalizzazioni, privatizzazioni, meno tasse alle
imprese, oltre alle riforme che rendano governabile il paese. E che Veltroni,
almeno così dice, considera la lotta alla precarietà la mission del Pd. L'ex
presidente di Federmeccanica continua a ripetere le parole d'ordine con cui
proverà ad andare alla conquista del Nord-Est con le bandiere del partito di
Veltroni. Anche se lui, Calearo, a quelle dell'impresa non rinuncia affatto. E
non le considera incompatibili con quelle del Pd. In una conversazione col
Riformista spiega: "Il decalogo di Confindustria e i 12 punti del
programma del Pd hanno molti aspetti in comune. Anzi, il significato profondo
di alcune ricette su lavoro, produttività, scuola e burocrazia è lo stesso: modernizzare il
paese". Per Calearo la modernizzazione del paese sta tutta in una formula:
"La cultura del fare", che è poi, a suo giudizio, il tratto
distintivo del modello Nord-Est. Dice Calearo: "La cultura del Nord-Est è
quella che privilegia il raggiungimento dei risultati rispetto all'ideologia.
Detta con Den Xiao Ping: non è importante di che colore sia il gatto, è
importante che prenda il topo. Questo è lo spirito di quelle regioni in cui
l'88 per cento delle imprese è di prima generazione: si tratta di aziende nate
dallo sforzo di tecnici, di ex operai, di persone che sono riuscite a
trasformare la parte povera del paese nella locomotiva d'Italia". Una
"cultura del fare" che, per Calearo, è tutt'uno con i valori
cattolici: "Non è affatto un caso che in quelle zone sia la Cisl il sindacato
più forte: i valori di riferimento sono: famiglia, lavoro e campanile. E io, di
quei valori, sono una espressione". E la Cgil? "È più presente nelle
grandi imprese". Sul capitolo precarietà Calearo spiega: "La
precarietà è un problema per tutti, ma innanzi tutto per l'impresa che, nel
villaggio globale, per competere deve fare i salti mortali. Sono gli
imprenditori i primi che soffrono la concorrenza, il mercato, i processi di
internazionalizzazione". E i lavoratori? "Le cito un dato certo. Nel
settore metalmeccanico il 90 per cento dei contratti a termine è diventato a
tempo indeterminato. Aggiungo: la legge Biagi per me è una buona legge. Bisogna
completarla con la riforma degli ammortizzatori sociali". E l'articolo 18?
"Guardi, quando Confindustria voleva eliminarlo gestì male la partita.
Ora, se il tema venisse affrontato in maniera diversa, l'articolo 18 si
potrebbe togliere. E sarebbe un elemento di modernizzazione del paese. Ma
l'importante, su questo tema, è non partire con una impostazione ideologica".
Anche sul capitolo pensioni l'ex presidente di Federmeccanica ha una sua
proposta: "Ho una idea personale e la renderò esplicita al momento
opportuno: bisogna trasferire il peso del lavoro da chi lavora a chi consuma.
Ma non è questo il momento adatto per parlarne. Magari se sarò eletto proporrò
una legge ispirata a questo criterio". Ma è sul tema dei contratti che
Calearo insiste e le sue idee in rotta di collisione con una parte della
sinistra ci vanno, eccome: "Va potenziata la contrattazione di secondo
livello. Si tratta di una opportunità, non di un rischio. Mi spiego meglio: i
soldi vanno dati dove si fanno. Certo, i contratti nazionali sono una
condizione di salvaguardia pubblica, da Palermo a Bolzano, per intenderci. Ma
un operaio di Palermo e uno di Bolzano non sono uguali, o meglio, non vivono
nello stesso contesto. Basta vedere quanto costa un caffè a Palermo o a
Bolzano. Quindi il contratto nazionale serve come punto di partenza per
tutelare la parte debole del sistema. Ma i salari non possono essere uguali, e
vanno legati alla produttività. E non è affatto vero che legarli ai risultati
equivale a indebolire o ad attaccare il sindacato". Calearo conclude con
la sua visione di partito post-ideologico: "Destra e sinistra sono idee
superate: sono solo luoghi dove ci si siede in Parlamento. Un paese moderno non
è né di destra né di sinistra. Basti vedere cosa accade in Europa: Tony Blair
non era né di destra né di sinistra, è uno che ha modernizzato
l'Inghilterra". E Zapatero? "Non lo condivido al cento per cento. Un
mix tra le sue politiche e quelle di Aznar sarebbe la formula vincente".
Alessandro De Angelis 05/03/2008.
( da "marketpress.info" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firenze, 5 marzo
2008 - Un Piano sanitario 2008-2010 non calato dall'alto ma condiviso con i
cittadini nei valori di fondo, nelle priorità, negli impegni per il futuro. E'
questo il risultato di un lavoro ampio e approfondito che la giunta regionale
ha approvato nella seduta di ieri su proposta dell'assessore regionale per il
diritto alla salute e che va ora in Consiglio regionale per il voto definitivo.
Alla base del Piano quattro parole chiave: appropriatezza e qualità,
produttività e iniziativa. Nel suo testo importanti progetti per i singoli
settori. Ma un moderno piano sanitario non è solo frutto di un lavoro tecnico.
Deve tenere conto delle esigenze della popolazione e delle sue aspettative. Per
verificare a che cosa pensano davvero i cittadini toscani quando immaginano un
buon servizio sanitario pubblico il Laboratorio Management e Sanità della
Scuola Sant'anna di Pisa ha svolto su incarico della Regione, proprio per
aiutare l'elaborazione del piano, una indagine telefonica su 5. 400 persone,
con lo scopo di consegnare alla valutazione pubblica i nuovi principi enunciati
nella proposta di Piano, acquisire interpretazioni, convinzioni, idee sui temi
ed obiettivi cruciali. A tutti loro è stato chiesto che cosa, pensando alla
sanità, fanno venire in mente le espressioni "iniziativa" o "
migliorare la qualità e la produttività". Le persone intervistate non solo
hanno tradotto e "pesato" i principi guida in aspettative concrete,
frutto di esperienze, valori, interessi che vorrebbero veder realizzati, ma
hanno anche restituito un insieme di requisiti sui quali il Sistema stesso
dovrà misurarsi e "rendere conto". Il cittadino chiede accessibilità
alle cure, trasparenza e tempestività di percorsi diagnostici terapeutici;
esige attenzione come persona ed un rinnovato rapporto professionista ?
paziente; domanda una informazione maggiore sulle cause di fragilità e sulle
qualità necessarie per mantenersi in salute; richiede al sistema una
sostanziale efficienza organizzativa evitando gli sprechi e la frammentazione
dei percorsi diagnostico terapeutici. Vuole, in sintesi, una nuova cultura
delle responsabilità che, accanto ai tradizionali indicatori di efficacia,
efficienza, economicità, ponga le dimensioni dell'equità, della trasparenza,
della correttezza in tutti gli aspetti della relazione e della gestione della
salute. Questo piano, ha sottolineato l'assessore regionale per il diritto alla
salute, si propone di "rendere conto" al cittadino, puntando su
alcuni grandi progetti che, direttamente ed indirettamente, guardano sia alle
esigenze individualmente espresse sia alla complessità dei problemi che
esistono nella moderna gestione della salute di tutti. Le altre schede da
consultare: Visite e interventi: maxi Cup, semplice e trasparente Comunicato
stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26207 La "Carta
sanitaria", il nostro monitor della salute Comunicato stampa: http://www.
Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26208 Il tutor accompagna e informa
in ospedale e a casa Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione.
Toscana. It/?codice=26210 Pazienti e medici alleati per gestire la cronicità
Comunicato stampa: http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26211
Investimenti per l'innovazione tecnologica e strutturale Comunicato stampa:
http://www. Primapagina. Regione. Toscana. It/?codice=26212 . <<BACK.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La centrale a
biomasse di Schieppe di Orciano da qualche mese è arenata negli uffici di
Regione e Soprintendenza. E allora i Comitati del no alla centrale, in attesa
delle decisioni dell'ente regionale, rompono il silenzio con un'assemblea
convocata per stasera alle 21 al centro civico di Villanova di Montemaggiore al
Metauro. "Poiché - spiega Alfredo Sadori del Coordinamento dei Comitati -
abbiamo imparato a non fidarci del silenzio per fare il punto della situazione
e studiare le prossime iniziative abbiamo pensato a questo incontro. Lì,
insieme ai nostri avvocati, valuteremo il da farsi e cercheremo di presentare
le nuove strategie legali". In attesa di novità, quindi, i Comitati si
incontrano per confrontarsi e discutere sui programmi futuri. Tra i quali al
momento non compare l'organizzazione di nuove manifestazioni anti-centrale.
( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Inflazione:
forte rialzo dei prezzi con valore della moneta ... Inflazione: forte rialzo
dei prezzi con valore della moneta deprezzato. Risultato: la gente diventa più
povera e con gli stessi soldi riempie meno il carrello della spesa. Nei paesi
evoluti esistono osservatori che, controllando l'andamento di determinati
individuati prodotti (il cosiddetto paniere), monitorano il tasso di
inflazione, attraverso modelli statistici e matematici complicati e di
impossibile comprensione ai più. La realtà è che le famiglie fanno sempre più
fatica ad arrivare alla fine del mese. Perché questa situazione e quali sono le
cause che la hanno determinata? La risposta non è facile, perché bisogna andare
lontano. Certamente debito pubblico e, una non corretta modalità di
introduzione dell'euro, rappresentano alcuni fra i fattori principali, ai quali
vanno aggiunti gli aumenti dei prezzi di materie prime che l'Italia importa.
L'economia che tira può procurare inflazione grazie a vivacità di scambi e con
la domanda superiore alla offerta. E questo, tutto sommato è un bene. Ma quando
c'è inflazione in una economia in recessione si usa il termine
"stagflazione" che è quanto di peggio possa capitare. I prezzi
aumentano anche in presenza di offerte abbondanti ma pochi comprano perché non
ci sono soldi. Di conseguenza diminuiscono i posti di lavoro. Con un circolo
virtuosamente infernale. Si aggiunga che il Paese non ha più paratie di difesa:
se altri Stati producono ovvero sono anche causa di inflazione per eccesso di
domanda di materie prime (esempio India e Cina) trasformate in prodotti da
lavoratori pagati poco e male, il quadro è completo. Ma che fare? Ora siamo
sotto elezioni e da tutte le parti sentiamo programmi e promesse. Ma la gente
si nutre di fatti. L'Italia, è un paese ancora amato che vive di immagine. Non
sarà la mondezza il nostro testimonial. Non saranno disservizi, scioperi
selvaggi, tasse eccessive, burocrazia arrogante che potranno risolvere, i problemi. La gente - non è
vero il contrario - ha bisogno di politica quella seria, coraggiosa che sappia
prendere anche provvedimenti impopolari in barba a difese di posizioni di
retroguardia che servono soltanto alla salvaguardia di interessi personali e
improduttivi di pochi. Il mercato-così si dice in gergo-è il regolatore
della economia. Il mercato, quando etica e moralità prevalgono, sistema tutto.
Ma non si può ricercare il sesso degli angeli. La attività di moralizzazione
non si attua soltanto in modo giacobino. Occorre attenzione e controllo, non
entrate a gamba tesa. Si deve rispondere ad un sistema politico rappresentativo
di una opinione pubblica non miope né distratta ma conscia che serve uno scatto
d'orgoglio per rimettere il nostro Paese nel ruolo che gli compete. La storia e
i fatti illustri del passato, il riemergere da rovine e macerie ci devono
ricordare quale è il Dna del nostro Paese che, di fronte alle avversità, si
ricompatta e agisce. Siamo degli inguaribili ottimisti? No, l'importante è
smetterla di piangerci addosso.
( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Profumo
d'impresa Si è insediato ieri il comitato territoriale sicilia del gruppo
unicredit. Rallo a capo dell'organismo consultivo. La ricetta degli
imprenditori? "Economia di mercato, liberalizzazioni e
burocrazia più
veloce". E ora vendita Irfis e sportelli Per un giorno si accantonano temi
importanti come la cessione dell'Irfis e la vendita degli sportelli, e si parla
solamente di imprese. Si è insediato, infatti, ieri a Palermo, presso la sede
della Società siciliana per la storia patria, il comitato territoriale della
Sicilia di Unicredit, il 21esimo in Italia, che mette intorno a un unico
tavolo 23 rappresentati dell'Isola, tra imprenditori, avvocati ed esponenti
delle associazioni di categoria, e tre componenti del Bds, l'ad Roberto
Bertola, il responsabile commerciale per la Sicilia di Unicredit Banca
d'impresa, Salvatore Malandrino, e il responsabile d'area del private banking,
Vincenzo Tumminello. Ieri i fari sono stati tutti puntati sul mondo produttivo
dell'Isola. Una lunga tavola rotonda su "Gli interessi e le passioni del
territorio incontrano l'impresa bancaria" ha fatto da sfondo
all'insediamento dell'organismo consultivo che nel pomeriggio ha scelto
all'unanimità il suo presidente: l'imprenditrice Josè Rallo, a capo di
Donnafugata srl.Il salone Di Maggio, dove di mattina si è tenuto il dibattito,
era gremito di imprenditori provenienti da ogni parte della Sicilia e non solo,
e operanti in numerosi settori: dal vino al turismo, dall'agroalimentare
all'energia. Sul palco si sono alternati alcuni dei 23 componenti del nuovo
comitato Unicredit che hanno raccontato la storia della propria azienda e le
esigenze riscontrate in base alla propria esperienza. Al centro della tavola
rotonda l'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, pronto ad annotare sul suo taccuino
gli input degli imprenditori. "Il comitato deve essere visto come un luogo
dove le imprese e la società civile possano esprimere le proprie
priorità", ha detto Profumo. Che ha aggiunto: "Unicredit è una banca
internazionale, ma con forti quote di mercato locali. Il nostro giro d'affari è
del 45% in Italia e del 55% fuori dai confini nazionali. In questo contesto la
Sicilia rappresenta quasi il 25% del mercato domestico". Di che cosa ha
bisogno l'Isola per far decollare il sistema produttivo? Il presidente di
Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, non ha dubbi: "Liberalizzazioni,
economia di mercato e certezza degli iter burocratici". Proprio su
quest'ultimo punto che si sono soffermati molti imprenditori. "Dopo più di
due anni, l'iter autorizzativo del rigassificatore di Priolo non è ancora
concluso", ha lamentato Edoardo Garrone, presidente di Erg, anche lui
presente all'incontro insieme con il padre Riccardo Garrone che fa parte del
comitato. "Lo scontro con la lentezza burocratica è deprimente", ha
detto senza mezzi termini Lucio Tasca d'Almerita, presidente dell'omonima
azienda. Rincara la dose Profumo: "Siamo la seconda banca europea per
project financing. Qui avevamo un progetto per i termovalorizzatori che
purtroppo è stato fermato dal governo". Una ventata di ottimismo, invece,
nelle parole di Umberto Schininà, amministratore del gruppo Scar: "Il
territorio ibleo è in forte crescita".Il Banco di Sicilia si avvicina così
al territorio. La sfida delle prossime settimane, però, si giocherà sul campo delle
cessioni. Unicredit ha tra le mani due importanti fascicoli: la vendita
dell'Irfis, l'istituto di mediocredito siciliano che con ogni probabilità
finirà nell'orbita del gruppo della Banca popolare di Vicenza, e quella dei 186
sportelli (
( da "MF Sicilia" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Sicilia Nomine al
consorzio Asi, nel Nisseno tutto da rifare Accolto il ricorso di confindustria
caltanissetta. Si può dire conclusa la vicenda delle nomine del consiglio
generale dell'Asi di Caltanissetta. E ancora una volta su una vicenda di
rilevanza strategica per l'economia locale si decide nelle aule di un
tribunale, ordinario, come i recenti fatti di cronaca dimostrano, o
amministrativo come in questo caso. Dopo mesi di polemiche e di guerre a suon
di carte bollate, il Cga ha accolto integralmente il ricorso di Confindustria
Caltanissetta e della Piccola industria contro la determina del commissario
Giuseppe Giacalone che, in nome del "pluralismo", avrebbe consentito
l'ingresso nel consiglio dell'Asi di nuove associazioni imprenditoriali,
riducendo di fatto da tre a uno i rappresentanti del consiglio designati da
Confindustria. Una strategia, quella del commissario, bloccata dai giudici
amministrativi.La notizia è stata resa nota ieri nel corso di un incontro con
la stampa che si è svolto nei locali dell'associazione degli industriali di
Caltanissetta. Il presidente degli industriali nisseni, Antonello Montante, e
il presidente regionale del gruppo Piccola industria, Marco Venturi, hanno
ripercorso l'iter della diatriba che si trascina da oltre un anno. Il Tar,
infatti, aveva accolto in un primo momento il ricorso del commissario che
contestava l'esclusione delle altre associazioni. Ora la situazione si è
ribaltata e i giudici di secondo grado, nei fatti, hanno dato ragione agli
industriali nisseni che nel loro ricorso lamentavano la scarsa
rappresentatività delle nuove associazioni inserite dal commissario. E poi sia Montante
che Venturi hanno ribadito con forza ciò che dicono ormai da un po'di tempo:
ovvero che così come sono strutturati, i consorzi Asi sono inutili. Anzi.
Rallentano le imprese, a scapito dell'economia locale. Quello che gli
imprenditori chiedono adesso è che si arrivi al più presto a definire la
composizione del nuovo consiglio che sarà chiamato a eleggere il nuovo
presidente e il nuovo comitato direttivo . E ancora, gli industriali nisseni si
augurano che si chiuda al più presto la fase di commissariamento iniziata nel
gennaio 2007. "Noi imprenditori abbiamo bisogno di certezze", ha
sottolineato il presidente dei giovani industriali Ignazio Manduca, che ritiene
incomprensibile la decisione del commissario Giacalone: "Pur affermando il
principio della pluralità il commissario non si è però preoccupato di
verificare chi ci sia realmente dietro queste nuove associazioni e perché sono
nate". Montante e Venturi hanno poi ricordato che Confindustria Sicilia ha
elaborato una bozza di riforma dei consorzi Asi, definiti "condomini"
o "carrozzoni inutili". Gli obiettivi della riforma mirano tutti
verso un'unica direzione: lo snellimento dei consigli e l'alleggerimento dei
consorzi Asi dal peso della burocrazia e delle pesanti
ingerenze politiche. (riproduzione riservata) MF Sicilia - Sicilia
Territorio & Impresa Numero 046, pag. 3 del 5/3/2008 Autore: Maria Bertilla
Carlino.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalle bilance ai
distributori di carburante Ecco quando gli obblighi sono in carico a chi
conduce un'attività imprenditoriale Quando la misura conta Camera di commercio:
il bilancio dell'ufficio metrico LEGGI E BUROCRAZIA
L'ufficio metrico della Camera di commercio di Pordenone opera attraverso la
metrologia legale, parte di quella che si occupa delle unità di misura, dei
metodi e degli strumenti di misurazione utilizzati nelle situazioni in cui
questa grandezza deve essere garantita a tutela della fede pubblica. La
corretta misurazione della merce oggetto della compra vendita è uno degli
aspetti fondamentali della transazione commerciale. Attraverso la metrologia
legale è possibile intervenire per regolare la concorrenza tra imprese
nell'ambito della correttezza e a tutela del consumatore. Le richieste che gli
utenti inviano all'ufficio si possono suddividere in tre grandi categorie.
Richieste di verifica periodica di strumenti per pesare. In questa categoria
strumenti per pesare vengono accomunati tutti quelli la cui cadenza periodica è
di tre anni, ma con differenti modalità di verifica dovute a portata, tipo di
installazione e funzionamento. Per gli strumenti con portata fino ai
( da "Voce d'Italia, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Focus Auspico una
campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia
centrata sui problemi dei cittadini piu' deboli, e piu' bisognosi Una campagna
elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge
elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa
costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita
organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia,
sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi.
Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in
mezzo alla gente e con la gente, e per sentire in particolare i
cittadini più penalizzati e dei più deboli della nostra società, dai
lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da
questi emergerà sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa,
sui posti di lavoro, dai prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, e
il costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se
bisogna riconoscere al governo di centrosinistra, nei ultimi due anni in cui è
stato al governo ,di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le
persone più bisognose. Bisogna però, fare molto di più, nella campagna
elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone,
in particolare di giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per
elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire
incidenti sul lavoro,progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per
l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole, progetti in cui far si
che i servizi sociali, diventino sempre migliori, dalla sanità, alla scuola, ai
trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio. Poi lasciatemelo
dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo
bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da subito,
poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far si, che la
politica non sia un costo, ma una risorsa. In Italia c'è bisogno di una
politica alta, vera, onesta, trasparente, quella che una parte dei politici fa
già, quella priva d' interessi personali, una politica che sia al servizio dei
cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene
comune degli italiani. Per far si che la non politica, il qualunquismo,
l'indifferenza, l'egoismo, e quella dei no, sia superata con l'impegno morale
diretto, con la passione, con la responsabilità, con il protagonismo. Per far
si che sia una politica ricca di risorse umane, di idee, una risorsa
democratica, e che si dia anche un codice etico di comportamento. Un codice
etico di comportamento ci sarebbe bisogno in ogni settore pubblico e privato
della società italiana, per renderli più sani e limitare i costi. Qui ce ne
sarebbe molto da dire, dai calciatori, allenatori, dirigenti, corridori di bici,
di moto, di automobili, personalità di spettacolo, di conduttori di
trasmissioni tv, di dirigenti pubblici e privati, e tante altre categorie, che
guadagnano fior di milioni di euro all'anno, e magari, tanti di loro evadono
anche il fisco. Anche in queste categorie ci sarebbe bisogno, di ridurre i
costi, che sono pur sempre direttamente o indirettamente a carico della
collettività. Su queste categorie privilegiate, inviterei anche i mezzi d'
informazione a parlarne molto di più, dare il proprio contributo a fare un
'informazione a trecentosessanta gradi, e non solo sul costo della politica
come hanno fatto fin ora, ma anche di tutte queste categorie privilegiate che
ci sono in Italia. In conclusione invito, tutti a fare una campagna elettorale,
ascoltando molto bene, la gente, i cittadini, i loro suggerimenti, i loro
bisogni, analizzarli a fondo, ed inserirli nei programmi elettorali, e negli
obbiettivi da raggiungere, per arricchirli di contenuti reali. Obiettivi che
devono essere quelli di costruire e raggiungere una società più equa, più
giusta migliore, piena di diritti, e di valori veri per tutti i cittadini
italiani. Francesco Lena, Cenate Sopra francescolena.bg@alice.it.
( da "Avvenire" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 05-03-2008
"Trasformare le strutture non basta" l'esperto Martini, responsabile
affidi di don Benzi: la riforma avrà raggiunto lo scopo solo quando nessun
bambino da
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFCOMMERCIO. Da
domani incontri a Schio, Asiago e Recoaro Progetto montagna alla fase
conclusiva VICENZA Si avvia a conclusione il progetto "Nuovo
marketing territoriale per le Pmi della Montagna Vicentina", avviato da
Confcommercio Vicenza per il territorio dei 26 comuni vicentini dell'Area pedemontana
e montana, rivolto ad alcuni imprenditori che intendono aprire nuove attività o
sviluppare quelle già esistenti. Dopo una fase teorica e una di verifica della
fattibilità di alcune idee imprenditoriali, partono ora gli incontri formativi,
gratuiti, specifici mirate a fornire il bagaglio di conoscenze indispensabili
per affrontare in sicurezza l'avventura di una nuova attività di impresa nei
settori commercio, turismo e servizi. Si inizia a Schio, domani nella sede
Ascom di Via Btg. Val Leogra 47 con "Le strade della legge:
burocrazia e rapporti di
lavoro"; per proseguire martedì 11 ("Parliamo di soldi: fisco,
credito e agevolazioni"); infine martedì 18 e mercoledì 26 verranno illustrate
"Le regole della vendita". Inizio degli incontri alle 20.30. Con le
stesse tematiche gli incontri saranno proposti ad Asiago (Sala della Reggenza),
mercoledì l2, giovedì 20, giovedì 27 e 3 aprile, ore 14.30) e a Recoaro Terme
al Centro Polifunzionale Giardino (lunedì 31 marzo, 7 - 14 - 21 aprile).
.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARTIGLIANO.
Approvato pure un regolamento per le spese di rappresentanza del Comune
Convenzione bus, è ok "Ma ci serve davvero?" Il sindaco: "Scuole
a parte, i mezzi viaggiano vuoti". È in corso una verifica sul servizio
che costa 23mila ? Il servizio bus urbano, che ha per capofila la città
di Bassano, al Comune di Cartigliano costa 23mila euro l'anno. In Consiglio è
stata ulteriormente rinnovata per un anno la convenzione alla quale aderiscono
anche Pove, Romano e Cassola. Voto unanime, ma sul piatto rimangono
interrogativi e il sindaco Germano Racchella ha annunciato che è in corso una
verifica sul tipo di servizio espletato. "Durante gli orari scolastici c'è
un sovraffollamento, in tutte le altre ore nei bus non c'è quasi nessuno - ha
rammentato il primo cittadino -. Solo al giovedì quando c'è mercato a Bassano,
qualche cittadino utilizza i pullman". All'ordine del giorni successivo è
stato esaminato un nuovo regolamento per le spese di rappresentanza, finora
erano stati stanziati circa 500 euro all'anno. Il sindaco
Racchella ha detto che lo strumento servirà per superare la burocrazia per particolari eventi che
non si limiteranno a cene o aperitivi (semmai questi sono previsti quando vi
sono sessioni di lavoro come riunioni particolarmente lunghe), ma per tutti
quegli eventi ai quali il Comune è chiamato durante l'anno. Il
consigliere di minoranza Alessandro Maso ha preannunciato voto contrario
affermando. "Dal governo di Roma e dai nostri politici arrivano segnali di
invito al contenimento della spesa pubblica. Non vorrei che in futuro, tra
qualche anno, questo regolamento consenta un uso privato di soldi
pubblici". "Di altro avviso la consigliere della minoranza del gruppo
misto, Monia Bordignon, che ha ritenuto corretto regolamentare questo aspetto.
Alla votazione hanno votato contro i consiglieri di minoranza Maso e Zanetti,
astenuta Bordignon, favorevoli gli altri consiglieri di maggioranza. Novità per
le attività di volontariato svolte per il Comune. Il Consiglio, all'unanimità,
ha approvato il regolamento per lo svolgimento di attività di volontariato
individuale. Il sindaco ha spiegato che questo consentirà il riconoscimento ai
volontari di rimborsi spese per trasferte o altro. La seduta consiliare s'è
conclusa con l'esame, veloce e con voti quasi sempre all'unanimità di vari
argomenti di natura urbanistica. Adottata una variante per un piano di recupero
nei pressi di via Lungobrenta con previsione di un nuovo accesso su
quest'arteria. Nuova suddivisione di lotti, ma senza cambi essenziali, per il piano
attuativo "Gral-Righetto", previsti sette nuovi posti auto (su
richiesta dell'Amministrazione comunale) per l'insediamento residenziale lungo
via Marabelli, nuovo accesso infine per il piano di recupero
"Bresolin-Furlan". Astensione dei consiglieri delle minoranze
presenti alla seduta (Maso, Zanetti, Bordignon), per l'acquisizione di aree
private per completare la palestra. R.B. .
( da "Denaro, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania sviluppo
Fondi Ue: ecco chi controllerà la spesa Verifica dell'efficacia e della qualità
dei programmi dei fondi europei, esaminare lo stato di avanzamento degli
investimenti e gli obiettivi raggiunti. Si riunisce giovedì 13 marzo il
Comitato di sorveglianza delle risorse comunitarie. Dell'organismo
fanno parte sia rappresentanti della burocrazia regionale che delegati di imprese e sindacati (vedi tabella in
pagina): obiettivo preciso della struttura è controllare la spesa dei circa 15
miliardi di euro che arriveranno in Campania fino al 2013. Il prossimo incontro
è particolarmente importante: saranno approvati i documenti di attuazione dei
nuovi Por. Solo dopo il via libera agli strumenti, infatti, potranno
essere varati i primi bandi di attuazione. Angelo Vaccariello --> Si
riuniranno per la prima volta giovedì 13 marzo per costituire il nuovo comitato
di sorveglianza delle risorse europee: sono i delegati di sindacati, imprese e
amministrazione regionale che avranno il preciso compito di controllare la
spesa dei fondi erogati da Bruxelles per la Campania. Partecipanti Il Comitato
è presieduto, così come indica il regolamento approvato in Giunta lo scorso 27
febbraio, dal governatore della Campania Antonio Bassolino. L'elenco dei membri
è molto lungo: basti pensare che i soli delegati di imprese e sindacati sono
undici e tutti rappresentati ai massimi livelli, come Cristiana Coppola,
presidente di Confindustria Campania, oppure i segretari regionali dei
sindacati. A questi bisogna aggiungere tutti i delegati della burocrazia regionale, come ad esempio il rappresentante
dell'autorità di gestione del Por Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale),
Carlo Neri oppure il suo collega del Fse (Fondo sociale europeo), Luigi
D'Antuono. Sulla carta i compiti del comitato di sorveglianza sono molto
importanti, visto che dovrà vigilare sull'andamento della spesa delle risorse
europee e sull'attuazione degli obiettivi che la Giunta regionale intende
perseguire con la nuova programmazione per le aree obiettivo 1. Compiti Tra gli
obiettivi perseguiti anche l'esame di problemi riscontrati durante l'esecuzione
del programma e propone misure atte alla loro risoluzione. Ancora, esamina e
approva i criteri di selezione delle operazioni finanziate a titolo di ciascuna
attività, ed esamina i risultati della verifica di conformità sulle operazioni
avviate prima dell'approvazione dei criteri. Un compito molto importante è
l'esame periodico dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi
specifici dei Por. Approva i rapporti annuali e finali di esecuzione prima
della loro trasmissione alla Commissione europea. Analizza qualsiasi proposta
di modifica inerente al contenuto dei programmi operativi. Il Comitato pone
attenzione anche ai progetti di comunicazione dei piani operativi settennali e
propone alle autorità di gestione di qualsiasi adattamento o revisione dei Por.
L'organismo svolge le attività di sorveglianza anche sulle forme di intervento
relative al periodo di programmazione 2000-2006. Il Comitato, infine, si
riunisce almeno una volta all'anno su convocazione del suo presidente.
Trasmette i verbali all'autorità amministrativa e alla Giunta regionale per gli
opportuni adeguamenti alle decisioni prese nelle sessioni plenarie. E' prevista
anche la creazione di gruppi di lavoro. Pmi e sindacati: 11 rappresentanti
Presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino Autorità di gestione Por
Fesr Carlo Neri Autorità di gestione Por Fse Luigi D'Antuono Autorità
Ambientale Antonio Risi Autorità di Certificazione Ferdinando De Angelis
Autorità di Audit Mario Lupacchini Politiche di genere Fortunata Caragliano
Coordinatore del tavolo di Partenariato Mario De Biase Delegati di imprese e
sindacati Settore Agricoltura Aurelio Damiano e Raffaele Grasso Settore
Artigianato Antonio Campese Settori Commercio, turismo e servizi Maurizio
Maddaloni Cooperazione Vanda Spoto Confindustria Cristiana Coppola Associazioni
ambientaliste: Ornella Capezzuto Sindacati: Pietro Cerrito (Cisl) Vincenzo
Femiano (Ugl) Michele Gravano (Cgil) Anna Rea (Uil) Nel comitato di
Sorveglianza della spesa dei fondi europei sono presenti anche undici delegati
di imprese e sindacati --> del 05-03-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INFETTIVOLOGO
"Resta fondamentale la collaborazione coi medici di famiglia" (m.c.)
"La tempestività della diagnosi e delle cure è fondamentale per salvare le
persone che vengono a contatto con il meningococco. Non si può non ammettere, tuttavia,
che i casi più aggressivi presentano un'elevata mortalità e poche ore sono
sufficienti per raggiungere la morte", spiega l'infettivologo dell'Asl 6,
Nicola Di Fabrizio. "Si tratta di una tragedia", prosegue
l'infettivologo che da una vita si occupa della cura degli stranieri, "ma
dobbiamo imparare da questi avvenimenti che il ruolo dei medici di famiglia è
sempre più fondamentale per arrivare in tempi rapidi ad una diagnosi certa. I
livelli di cure della sanità, specie nel Vicentino sono straordinari, così come
d'eccellenza sono le attrezzature e il personale del San Bortolo, ma i tempi della burocrazia sanitaria non sempre sono compatibili con le esigenze di cura.
Troppo spesso le persone entrano in trattamento dopo aver atteso a lungo al
pronto soccorso oppure dopo aver girato inutilmente più reparti". Il
dottor Nicola Di Fabrizio punta il dito, in poche parole, sull'appropriatezza
delle cure e sull'esperienza del personale medico, sia di medicina
generale, quindi nel territorio, che in forza nelle strutture ospedaliere.
"Il bimbo straniero è stato colpito da una grave forma di meningite -
conclude - uno di quei casi che raramente si presentano e che altrettanto
difficilmente perdonano. Resta il fatto, tuttavia, che occorre avere medici di
famiglia sempre più competenti e disponibili, aperti al dialogo con i propri
assistiti e con un bagaglio di esperienza tale da consentire di effettuare un
primo serio filtro. Quando ci sono dubbi, però, la persona va subito inviata
all'ospedale".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)
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L'INTERVENTO
"Ora è difficile anche licenziarsi: siamo all'apoteosi borbonica" Se
c'era almeno una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di
dimissioni volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo
che le aziende saranno 'costrette' a tenersi un lavoratore che vuole andarsene,
se questo dovesse sbagliare l'iter burocratico previsto.Le nuove disposizioni
sulle dimissioni, che entrano in vigore proprio il 5 marzo, sono un'apoteosi
borbonica: occorre prima scaricare il modulo dal sito del Ministero del lavoro
e poi compilarlo online. Ci si può chiedere se tutti i lavoratori possano
compiere agevolmente tale procedura. Ma se anche così fosse, il modulo va poi
stampato e deve poi essere obbligatoriamente validato presso le sedi abilitate
(Direzione del lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego, sindacati e
patronati). Al termine va consegnato al datore di lavoro che entro cinque
giorni dovrà comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. Al decreto che
introduceva questo ennesimo obbligo, già di per sé surreale, sono seguite, il 4
marzo ovvero il giorno prima dell'entrata in vigore, delle istruzioni operative
che hanno, se possibile, peggiorato ulteriormente la procedura.Il lavoratore,
che paga tasse e contributi in abbondanza, è evidentemente considerato incapace
quando deve esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene quindi
obbligatoriamente messo sotto tutela: guai a compilare il modulo da solo,
vietato bypassare gli intermediari. Le dimissioni non sarebbero valide e si
resta nell'azienda che si vorrebbe lasciare.Oltre a questo, preoccupano molto
le conseguenze di questo sovraccarico burocratico. Nelle aziende per le
implicazioni connesse ai mille aspetti interpretativi e contrattuali legati
alle dimissioni. Ma temiamo soprattutto le conseguenze sugli uffici pubblici
che già ora faticano molto a smaltire le pratiche (pensiamo solo alla
situazione del rinnovo dei permessi per gli immigrati). Cosa succederà ora che
si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto che solo nei primi due
mesi di quest'anno sono state presentate 35mila lettere di dimissioni nella
nostra regione (dati del sistema C.O. Veneto di Veneto Lavoro)? Viene da chiedersi perché non si riesca a snellire o
semplificare, ma anzi si continui ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli
stessi uffici pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di
questo Paese.Luciano Miotto(Vicepresidente Unindustria Trevisocon delega alle
relazioni sindacali).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2008)
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Opitergino-Mottense
Unindustria e Comuni alleati per l'ambiente OderzoLa finalità è quella di
realizzare uno sviluppo eco-compatibile, senza che le attività produttive
entrino in conflitto con un territorio dove sono presenti un'agricoltura di
qualità, una vocazione turistica, aspetti ambientali e paesaggistici di pregio.
Si tratta di un'iniziativa che verrà presentata oggi alle