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tARTICOLI DEL 9-24 gennaio 2009
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Articoli
Ma saranno necessari due
turni per designare il successore di Serra ( da "Stampa,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: due turni per designare il successore di Serra Burocrazia sovrana: per eleggere il nuovo presidente del Coni astigiano saranno necessarie due «tornate» di elezioni. La prima è in programma il 17 gennaio, quando per tutta la giornata ci saranno al Salera le elezioni dei componenti del consiglio provinciale: dovranno essere nominati 5 rappresentanti della sezione promozione sportiva,
Massalengon Garantirà
un'assistenza legale in assoluta riservatezza ( da "Cittadino,
Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: saranno contemplati nel novero delle consulenze dispensate dall'avvocato, che aiuterà gli stranieri a districarsi nella "giungla" della burocrazia italiana. Il servizio è stato attivato per ora in via sperimentale e anche se è operativo solo da qualche settimana, sono già diversi gli squilli ricevuti dal telefono amico di "Diritto oggi". Rossella Mungiello
gli impiegati sotto
inchiesta la moralità al tempo dei borboni - mario genco ( da "Repubblica,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Intendenza in tema di "mani pulite" della burocrazia GLI IMPIEGATI SOTTO INCHIESTA LA MORALITà AL TEMPO DEI BORBONI MARIO GENCO FINALMENTE IL TITOLO DI UN DECRETO - legge inaspettato e da più parti politiche finora ritenuto improponibile: esso recita "Per la sospensione dei soldi agli impiegati civili sottoposti a giudizio penale".
una nuova caserma per i
vigili del fuoco - tito giuseppe tola ( da "Nuova
Sardegna, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invece bisognava mettere in conto i tempi della burocrazia regionale. La nuova caserma migliorerà l'efficienza del distaccamento dei vigili del fuoco di Macomer e aumenterà l'efficacia agli interventi. La localizzazione della struttura la rende facilmente accessibile e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione.
promuovo il sindaco boccio
la burocrazia ( da "Repubblica, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Milano Anna Maria Bernardini De Pace Promuovo il sindaco boccio la burocrazia In fondo non è successo nulla di grave. Ma certo qualche dirigente ha sbagliato Avvocato Anna Maria Bernardini De Pace, Milano finisce sotto la neve ed esplodono le polemiche. «Ma che follia tutte queste critiche nei confronti del Comune per i disagi provocati dalla neve.
"sì, ho qualche
segreto di stato e lo porterò con me in paradiso" - goffredo de marchis ( da "Repubblica,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni
Disabile portato a braccia
A scuola torna l'ascensore ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Dopo la nostra segnalazione a metà dicembre dice Imma, la mamma del ragazzo che lanciò un appello - si è scatenata una vera e propria catena di solidarietà dei media locali e nazionali che è arrivata addirittura a smuovere la pachidermica burocrazia del Comune».
<Comunista e fascista
nel nome di Gaber> ( da "Corriere della Sera"
del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia alla crisi economica, dalla politica alla religione, fino alle contraddizioni ideologiche della vita di tutti i giorni. Uno spettacolo politicamente trasversale. «Racconto la storia di un uomo che non prende posizione perché ogni giorno è attraversato da tutte le posizioni possibili», afferma l'attore.
<Ma se vai in banca ti
chiedono: quanto guadagna suo marito?> ( da "Corriere
della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Didael ha navigato tra burocrazia, ritardi nei pagamenti, indifferenza verso la ricerca. «In un contesto così stressante non ce l'avrei fatta senza la mia famiglia», conclude Gianna Martinengo che ha 6 amatissimi nipoti e anche se lavora 10-12 ore al giorno, al venerdì sera tira giù la cler e si dedica ad affetti, amici, giardinaggio.
Andreotti: "Ho
qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso" ( da "Repubblica.it"
del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni
Una raccolta di firme per
invitare il Comune a dare l'ok all'apertura ( da "Stampa,
La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, però, non è fatta di simpatie, ma certo può essere rallentata. Il Comune di Borgosesia, prima di rilasciare i permessi, ha contestato la pericolosità dei parcheggi, in cui dovrebbero essere posizionati dei cordoli e una segnaletica per l'immissione;
Edilizia a rischio senza
Comunità montane ( da "Stampa, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiungendo alla già infinita burocrazia italiana ulteriori ostacoli specifici per i savonesi. Ma il fatto più imbarazzante di questa vicenda è che le ragioni che stanno alla base di questa scelta scellerata sono, come sempre, di ordine politico e cioè finalizzate a salvaguardare il ruolo della Provincia di Genova che, com'è noto,
La lucciola senza identità
in cerca del giusto riposo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: recita la burocrazia. Nonostante mesi di indagini in Italia e all'estero impossibile dare a quel corpo un'identità: nessun indizio dalle impronte digitali; nessuna richiesta di informazioni da parte di amici o famigliari; nessuna denuncia di scomparsa che possa far nascere un dubbio su quel cadavere, che per qualche tempo ha condiviso le sorti di un'
corruzione in sicilia
territorio inesplorato - mario centorrino ( da "Repubblica,
La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ed enti locali. Intrecci dai quali sembrano apparentemente estranee organizzazioni mafiose locali in questi giorni plasticamente rappresentati da tre grossi scandali sui quali indaga la magistratura: il cosiddetto sistema Romeo e le inchieste Why Not e Poseidone (appalti truccati e utilizzo fraudolento di fondi pubblici)
Come mai Berlusconi alza
la voce anche contro Bossi? ( da "Italia
Oggi" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e il mondo della burocrazia che non rischia nulla (né posto, né retribuzione) ma, in compenso, mette anche il bastone fra le ruote di chi, nonostante tutto, intende avviare nuove iniziative. Dietro il pretesto di Malpensa, si cala questo vero disagio che la Lega ha intercettato e che Berlusconi farebbe male a sottovalutare.
Ora un'olivoteca
nazionale! ( da "Italia Oggi" del
10-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia, troppi costi che ammazzano il mercato. D. Torniamo alla sua idea. Come si concretizzerà? R. Si tratta di coltivare realmente le 400 varietà autoctone italiane in un unico oliveto. Per questo dovrà essere scelta l'area adatta e questo si farà in collaborazione con Cia, Assitol e Città dell'Olio che hanno aderito al progetto.
tasse, è arrivata un'altra
raffica di cartelle pazze - sabrina zedda ( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La cartella dal linguaggio tutto codici e burocrazia lascia spiazzata anche Maria Bonaria, che per capirci qualcosa ha perso l'intera mattina: «Due ore di fila alla posta per ritirare la raccomandata e ora eccomi qui - sbotta - a chiedere perché, io che di stipendio prendo 600 euro al mese, devo ora pagarne 228.
L'ipotesi Soru è il segno
che nel Pd qualcosa sta già cambiando ( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fondatore di Tiscali non è uscito da una burocrazia di partito e non si attarda in nostalgie (magari inconsce) di un mondo anacronistico. Al tempo stesso non disprezza i partiti, non amoreggia – a differenza di Berlusconi –con l'anti-politica:quel suo cenno,in polemica indiretta con Veltroni, all'esigenza di un nuovo Ulivo, più vicino alla visione originaria di Prodi,
Riello: nessuno scandalo È
una cifra alla portata di tutti ( da "Corriere
della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppa burocrazia che pesa su questo spinoso argomento». Da candidato Pdl per il Veneto alle ultime elezioni e uomo di destra dichiarato, Ettore Riello non si unisce al coro delle critiche che ha scatenato l'emendamento della Lega al decreto anticrisi che prevede l'istituzione di una tassa di 50 euro per i permessi di soggiorno ai cittadini stranieri.
Rifiuti, via agli sconti
per le aziende agricole ( da "Corriere del Veneto"
del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia e minori costi per lo smaltimento della spazzatura nelle ventimila piccole e medie aziende agricole trevigiane. Grazie ad un emendamento del senatore Gianpaolo Vallardi, che è anche presidente del bacino Tv1 che ha sede a Conegliano, è stato infatti eliminato l'obbligo dell'iscrizione all'albo dei trasportatori e gestori dei rifiuti speciali,
<Pochi nuovi
imprenditori? Manca il credito> ( da "Corriere
del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Il primo sta nella burocrazia infinita che ci allontana dall'Europa, il secondo nella scarsa propensione al finanziamento di aziende che ancora non ci sono, anche se forse non sono le banche i soggetti tenuti a farlo. Servirebbero incubatori e venture-capitalist.
"Meno burocrazia e
più rispetto" ( da "Stampa, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: MOLTI VOLTI TELEVISIVI IERI AL CIVICO "Meno burocrazia e più rispetto" [FIRMA]FILIPPO SIMONETTI VERCELLI Inno di Mameli, cantato da Adija, la figlia di Idris, ad aprire i lavori ed esibizione della scuola di danza Dagis a chiuderli. Ieri mattina, al Civico si è svolta «Insieme per una vera.
Si contano i danni
"Sorride" solo lo sci ( da "Stampa,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: criticano la burocrazia e chiedono aiuti concreti, «perchè - garantiscono - nel periodo di Natale e dell'Epifania in 300 hanno disdetto le prenotazioni per il maltempo. Abbiamo subìto oltre un milione di perdite». Sorride solo il settore dello sci. Oltre ai comprensori di Mondolè e Riserva Bianca (a Limone l'anello di fondo è battuto e agibile)
Poteva andare peggio e non
ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti ( da "Stampa,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poteva andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti Bartolo Bruna
Per alberghi e ristoranti
oltre un milione di perdite ( da "Stampa,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da criticare la burocrazia che ha rallentato la ripresa subito dopo la nevicata». La Confcommercio ha chiesto un incontro con l'assessore regionale Bruna Sibille. «Lo sci sta godendo di indubbi benefici - dice il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello -, ma così non è per altre realtà.
Verrès, la burocrazia
costringe la scuola a cambiare nome ( da "Stampa,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome La Evançon 1 sarà intitolata all'insegnante Luigi Barone Da qualche mese ha cambiato nome, ma l'intitolazione ufficiale avverrà solo domani. E' l'Istituzione scolastica Comunità montana Evançon 1 (guidata da Gledis Valdrighi), con sede a Verrès in via Francheté.
obiettivo salute tra
autopsie e ricerca - roberta de rossi ( da "Nuova
Venezia, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma anche una marea di burocrazia: «Siamo il paese di corsi e autocertificazioni, inutili». Sergio Lafisca, medico legale e direttore del Dipartimento prevenzione dell'Asl 12 - dal 31 dicembre - è in pensione: raccontandosi, racconta di una città «dove nulla cambia, perché tutto cambi».
la doppia condanna e la
grazia del re - mario genco ( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tempi piuttosto rapidi di una burocrazia per cui la definizione di borbonica sempre ha equivalso a farraginosa e vessatoria - su una minuta scarabocchiata sulla prima mezza facciata del foglio spedito dalla Gran Corte, sembra di capire che il re avesse cancellato la pena e l´anno ancora da scontare.
storia degli aristofrutti
prestati alla politica - marino niola ( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma oltre a una casta di altissimi funzionari, una burocrazia celeste, il termine passò a indicare anche la lingua, altrettanto elitaria, del Nord della Cina. Come se ci fosse insomma una sorta di affinità elettiva tra la nobiltà della carica e quella del frutto, tra l´eccellenza del sapere e quella del sapore.
<Saremo costretti a
licenziare> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con i tempi della burocrazia a Napoli — osserva — verremo a capo di questa storia non prima di un anno o due ed intanto non potremo fare a meno di licenziare almeno il 30 per cento dei nostri dipendenti. I tavolini all'aperto ci garantiscono il cinquanta per cento degli incassi e nei weekend si fa il sessanta per cento del lavoro settimanale»
<Pochi maestri
imprenditori, under 30 in crisi> ( da "Corriere
del Veneto" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è un impedimento? «Si, le carte richieste per partire sono una montagna. Ma non è "il" problema, con la pazienza lo si supera. Se uno si ferma davanti alle per quanto fastidiose incombenze burocratiche vuol dire che in fondo non è così determinato».
Campo de' Fiori, la lunga
notte dei mille abusi ( da "Corriere della Sera"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazie e veleni toccheranno agli uffici competenti mentre la task force conferma che è già pronto il calendario dei lavori per tutta la settimana. Verso le 3, mentre agenti e vigili erano in vicolo della Cancelleria, una rissa è scoppiata in via dei Balestrari, dove alcuni residenti hanno colto dalla finestra una serie di flash violenti:
Lorenteggio, parcheggio là
dove <c'era l'erba> E gli inquilini vanno alla guerra del cemento ( da "Corriere
della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A sconcertare restano i tempi della burocrazia. Come sottolineano in Circoscrizione 6, impotenti a fermare la colata di cemento. La Dia (dichiarazione di inizio lavori) che ha consentito di trasformare l'autorimessa in garage a tre piani interrati, è datata 2002. Ma al posto del manto erboso e dei fiori di un tempo, i residenti si sono trovati una spianata di cemento armato.
Aziende in fuga da Cina e
India
( da "Corriere della Sera"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Viste le trappole nei territori lontani, Riccobon prevede che non saranno più vane neppure le ricette antiche della competitività in patria: tasse basse, istruzione, efficienza in azienda e in burocrazia. Sono loro i dazi imbattibili anche per la prossima Satyam. Federico Fubini
giunta debole su pesca e
orticoltura ( da "Nuova Venezia, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stritolati spesso dalla burocrazia e dalle normative (sabato, domenica, festivi e prefestivi non possono pescare nemmeno nel loro appezzamento). Come ha risposto la politica alla crisi? «Non ha risposto - spiega Palo - o perlomeno non in modo sufficiente. In un anno e mezzo non sono arrivate delle prese di posizione forti, quelle che i settori si sarebbero attesi.
Infortunio, rimpallo tra
enti
( da "Corriere Adriatico"
del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete.
L'operaio licenziato dopo
aver perso un piede: "Vivo un calvario" ( da "Corriere
Adriatico" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete.
tartassato nella tomba ( da "Centro,
Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ici a 29 anni dalla morte IL CASO Per la burocrazia comunale era moroso dal 2003 VASTO. Evasori Ici: il Comune presenta il conto anche al "de cuius". «Sono state rilevate violazioni a suo carico relative al pagamento Ici per l'anno 2003. Il Comune la invita a pagare l'importo dovuto entro 60 giorni dalla notifica della presente.
cappelle hi-tech e nozze
lampo così new york sfida las vegas - arturo zampaglione ( da "Repubblica,
La" del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al di là degli aspetti estetici, Bloomberg ha alleggerito la burocrazia, non esclude di offrire pacchetti matrimoniali «tutto compreso» e ha introdotto nuove tecnologie. I promessi sposi, ad esempio, potranno collegare il loro iPod al sistema acustico per godersi le musiche preferite durante la cerimonia.
Paesaggio, il rinvio aiuta
i Sindaci ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: confronteranno con una burocrazia più leggera, ma anche agli enti locali, Regioni e Comuni in testa. Le prime perché non sempre avevano messo a punto il meccanismo delle deleghe a Comuni e Province e approvato definitivamente i piani paesaggistici; i secondi perché spesso non avevano ancora adeguato gli strumenti urbanistici ai Piani e varato le Commissioni paesaggistiche locali,
Oggi il seminario della
Camera di commercio al Parco tecnologico con tanto di vertenza simulata ( da "Cittadino,
Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oggi invece in materia stradale tutto è delegato alla burocrazia mentre la conciliazione ambisce a una seconda giovinezza nell'ambito delle controversie civili. Si tratta in questo caso di un'alternativa alla causa in tribunale, che richiede anni solo per arrivare a una prima definizione: è un arbitrato per avere da un soggetto terzo una valutazione del "torto e della ragione"
Venerdì il patto tra
comune e Provincia per la struttura residenziale destinata a persone colpite da
disagio
( da "Cittadino, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sganciando definitivamente dalla
burocrazia il progetto legato alla realizzazione del Centro residenziale
integrato Yabboq, che estenderà la maglia di risposte fornite ai portatori di
handicap dalla storica cooperativa sandonatese. La presentazione del disegno
dedicato alle fasce deboli del Sudmilano è in programma per venerdì alle
Felici ma in ansia per la
Palestina ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Forse non è questione di diritti degli stranieri ma solo del peso della burocrazia in generale. Ma siano contenti soprattuto di averla fatta finita con il tormento del rinnovo del permesso di soggiorno che quando è pronto è già scaduto. Un problema che andrebbe risolto. Rispetto a quando siamo venuti a Brescia le cose sono peggiorate».
uno sportello per
lavoratori "anomali" - vera schiavazzi ( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un contratto progetto o è alla prima esperienza Uno sportello per lavoratori "anomali" "Il mondo delle professioni ha ancora troppa burocrazia: noi la snelliamo" VERA SCHIAVAZZI Una nuova associazione per sostenere i lavoratori �anomali´, dalle partire Iva ai co. co. pro, dai piccoli imprenditori ai giovani che per la prima volta si affacciano alla ricerca di un lavoro.
coldiretti veneto,
rieletto piazza un'azienda su due teme per il futuro ( da "Nuova
Venezia, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lo studio di Swg dimostra come i responsabili delle aziende del comparto considerino tra i freni allo sviluppo: la burocrazia, la difficoltà a realizzare utili ei vincoli dell'Unione Europea. A questo proposito, il vicepresidente della giunta regionale ed assessore all'Agricoltura Franco Manzato ha affermato: «Stiamo lavorando per rendere la burocrazia più efficiente.
il teatro fantasma che
attira herzog - paola nicita ( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da una parte occorre non perdere di vista una serie di riflessioni puramente relative al contesto architettonico, dall´altra la burocrazia e le vicende complicatissime di questo edificio pongono una serie di problemi di tutt´altro che facile risoluzione. Però già siamo al lavoro da sei mesi: abbiamo realizzato il rilievo del teatro, che in trent´anni non era mai stato effettuato.
ritorno al passato
dall'udeur al prc - clemy de maio ( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bollato di arretratezza la sua burocrazia e contestato l´assenza di interventi in settori cruciali quali l´agricoltura e il turismo. «I numeri parlano per noi - ribatte Villani - . Abbiamo investito tutto quello che potevamo e sulla burocrazia vorrei che rispondesse Brunetta, che ci scrive e ci premia per i risultati raggiunti.
la crisi spinge i giovani
a lavorare la terra - luciano piras ( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sulla burocrazia lenta e farraginosa. La più importante, tuttavia, rimane quella sul latte: «Qualcosa abbiamo ottenuto in termini finanziari, ma soprattutto l'opinione pubblica è stata sensibilizzata al problema». «Nel 2006-2007, poi, abbiamo ottenuto il riconoscimento del mancato reddito delle greggi affette da scrappie - continua Mastio -
che bella questa reggia
restaurata ma rischia di restare inutilizzata - dal nostro inviato ( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: complesso destinato a scuola di restauro e museo archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della burocrazia DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) Antonio tricomi La Reggia di Quisisana, centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare l´Istituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo archeologico.
pittulongu, dopo due
nubifragi al via i lavori per il nuovo canale - luca rojch ( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma dobbiamo rispettare i tempi tecnici della burocrazia. Con questo appalto supereremo una delle difficoltà di Santa Mariedda». Il quartiere con le strade di fango viene alimentato con l'acqua grezza del consorzio di bonifica. Sulla carta servirebbe solo per irrigare le campagne, ma di fatto in buona parte del quartiere viene utilizzata anche per le faccende domestiche.
edilizia, mille posti di
lavoro persi in un anno - saverio occhiuto ( da "Centro,
Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: resta una patologia «fisiologica» legata alla macchina della burocrazia, come spiega ancora il presidente dell'Ance: «Per i programmi complessi mancano regolamenti chiari. Non si può ritirare un progetto dopo quattro anni, perché in un arco di tempo così lungo il mondo cambia. Lo stiamo vedendo con questa crisi.
"daremo la pagella ai
professori" - ilaria venturi ( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulla burocrazia, intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa di molto simile al dissolvimento della stessa università.
La burocrazia frena l'istituzione
di "Sierra 4" ( da "Stampa, La"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il caso Il Finalese è ancora in attesa MICHELE COSTANTINI La burocrazia frena l'istituzione di "Sierra 4" PIETRA LIGURE Il 2008 doveva essere l'anno della definitiva consacrazione di «Sierra 4», l'automedica del comprensorio Finalese. Purtroppo non è andata così, anche se l'impegno da parte dell'Asl2 del Savonese, dopo l'annuncio dell'anno scorso, è stato notevole.
Villani alla Carfagna:
critiche da qualunquista ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che quando sparla della burocrazia della Provincia, dovrebbe prima informarsi che Brunetta ci ha inviato una lettera di elogio. Un ministro del governo, come lei. E' sbagliato essere qualunquisti o fare i Masaniello: le proteste sterili non servono». Una stilettata, sempre con destinatario il centrodestra, il leader della coalizione la spedisce alle amministrazioni del Pdl dell'
Una questione
settentrionale ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che il federalismo mantenga le promesse: meno stato, meno tasse, meno burocrazia; più controllo, più trasparenza, più efficienza.Se quelle promesse non fossero mantenute, i rischi di frattura dell'Italia politica si farebbero concreti.E allora sarebbero in pochi ad avvantaggiarsene. Salvatore Carrubba salvatore.
Viaggio in Usa, ora c'è
l'Esta
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: negli Stati Uniti che prevede meno burocrazia e procedure più snelle. Chi vorrà raggiungere gli Usa, per un periodo di massimo tre mesi, potrà ottenere un'apposita autorizzazione elettronica senza compilare il vecchio modello cartaceo I-94. Tale permesso, che vale due anni, va ottenuto prima di imbarcarsi su un vettore aereo o marittimo collegandosi all'indirizzo internet https:
<Per ripartire
commissari e Tar modificato> ( da "Corriere
della Sera" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia e di una serie di norme che si sono sovrapposte negli anni e che questo governo s'impegna a evitare. Agli inizi degli anni '70 eravamo il terzo Paese infrastrutturato in Europa, oggi siamo al diciannovesimo posto». Le colpe? «Di tutti e di nessuno: le lentezze di una certa politica ma anche il fondamentalismo del no»
Amministratori Corsaro in
rimonta Bene Masoero ( da "Stampa, La"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LA CLASSIFICA «LIMITI SFORATI» DISAGI A SCUOLA BUROCRAZIA All'interno Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero Polveri sottili Scontro tra giunta e Lista civica Soppresso il bus per gli studenti all'«Alberghiero» Al Consiglio di Stato il caso della pensione bloccata da 10 anni Servizio Gloria Pozzo Giuseppe Orrù Roberta Martini
Spagna, Zapatero va online
per spiegare le ricette anticrisi ( da "Repubblica.it"
del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli aggiornamenti e le nuove misure non verranno comunicati solo sul sito "Plan E": gli avvisi si possono ricevere anche via Twitter, il servizio che permette di inviare messaggi brevi, che non superano i 140 caratteri. In questo caso si può ben dire che la burocrazia non è mai stata così snella. (13 gennaio 2009
Calcio - Dilettantin
Confronto in tv per i candidati presidenti del comitato regionale: Grassi crede
nel dialogo con le società ( da "Cittadino, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per Grassi invece «tutte le iniziative per migliorare la sicurezza sono auspicabili, ma bisogna tenere conto delle carenze di risorse in campo sanitario».Tra gli altri punti toccati anche l'apertura al tesseramento on line dei calciatori e lo snellimento della burocrazia per tesserare calciatori extracomunitari. Fabio Ravera
confindustria suona la
sveglia a lombardo ( da "Repubblica, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Confindustria suona la sveglia a Lombardo Gli industriali bacchettano la Regione sulla paralisi della burocrazia dopo la riforma dei dipartimenti. Mancano i direttori generali e nessun burocrate si prende la responsabilità di firmare gli atti. Con la riforma della burocrazia ancora non ultimata sono a rischio pure gli stipendi dei regionali. MASSIMO LORELLO A PAGINA IV
regione, allarme di
confindustria "senza i dirigenti economia ferma" - massimo lorello ( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che non è stato ancora definito dal governatore Raffaele Lombardo: «In particolare, la riforma dei dipartimenti regionali - afferma Confindustria nel documento redatto a chiusura del comitato di presidenza - non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi dirigenti generali, con la conseguenza che in atto nessuno degli uscenti si assume la responsabilità di firmare gli
E poi dicono la scuola
delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre
C...
( da "Stampa, La" del
14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d'attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l'anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei.
una crociata contro la
burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SANITARIA LOCALE Una crociata contro la burocrazia L'obiettivo dichiarato è quello di abbattere i tempi di attesa IL CASO Addio file anche all'Ufficio presìdi ORISTANO. Niente più fila all'Ufficio assistenza protesica dell'Asl per i pazienti incontinenti cronici: da quest'anno, infatti, sarà avviato il rinnovo automatico delle autorizzazioni per il rilascio dei presidi assorbenti per l'
Tra architettura e
tecnologia ( da "Italia Oggi" del
14-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uno su tutti la troppa burocrazia
che ancora tiene legate le potenzialità degli italiani». Dall'esperienza del
portale nazionale Colomban è ripartito di slancio per nuove avventure da cui ha
raccolto buoni frutti. Infatti Sviluppo Italia Veneto, riportata in utile, nel
periodo 2003-
il pullman che parte da
sassari effettuerà la doppia fermata ( da "Nuova
Sardegna, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La lenta burocrazia ha richiesto circa tre anni per poter arrivare a fornire il nuovo servizio che permette così, soprattutto a chi deve rientrare il fine settimana a casa con le valigie, di avere due fermate all'interno della città senza dover essere costretti ad un faticoso trasporto.
libertà economica, italia
a picco
( da "Repubblica, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, l´inadeguatezza delle
infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative e la forza dei sindacati.
Al dunque l´Italia è una nazione «moderatamente libera». Sono 183 i paesi
valutati dallo studio,
<Taglio dell'Irap e
meno burocrazia> ( da "Corriere Alto Adige"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Irap e meno burocrazia» BOLZANO — Il nuovo assessore all'industria, Thomas Widmann, risponde alle richieste del presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch, sulla necessità di un ulteriore intervento su sgravi fiscali e sburocratizzazione. «La giunta provinciale a fine mese deciderà quali ulteriori provvedimenti adottare &
Vigilanza europea ma non
alla Bce
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia troppo potente, con le relative conseguenze. Il fatto che taluni banchieri centrali - negli Stati Uniti Bernanke, ora in Europa Trichet - sembrano gradire tale soluzione non allontana tale rischio, anzi. Infine, tutte le incognite precedenti si elevano al quadrato se è alta la propensione del sistema politico a catturare la banca centrale per influenzarla a proprio vantaggio.
Il lavoro in cerca di
dialogo
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: IL FORUM 2009 Il lavoro in cerca di dialogo L iberare le aziende dall'eccesso di burocrazia in tempi di crisi è non solo un precetto per la buona amministrazione ma anche un modo per risparmiare sui costi. Ma quando gli adempimentisi riferiscono alla gestione del personale occorre coniugare la semplificazione con le garanzie che i diritti, non solo economici, siano preservati.
Turismo religioso, i riti
pasquali al Josp di Roma ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LA BUROCRAZIA BLOCCA 60 MILIONI. «è possibile che un funzionario debba bloccare finanziamenti per 60 milioni di euro da spalmare sul territorio anche con ricadute occupazionali?». Lo chiede il consigliere regionale pugliese Francesco Damone (Puglia prima di tutto) in relazione al mancato accreditamento a 43 Comuni di «interventi mirati allo sviluppo locale»
Burocrazia snella per le
imprese
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: importanti novità Burocrazia snella per le imprese Mirco Marchiodi Archiviate le elezioni, formate le nuove giunte e assegnate le competenze agli assessori (in Trentino praticamente subito dopo il voto, mentre in Alto Adige è stato necessario aspettare fine dicembre), i due presidenti Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder pensano ora ai primi provvedimenti legislativi e quindi al bilancio,
In 100 sfidano il gelo
Torna dopo mezzo secolo il tuffo nel Naviglio ( da "Corriere
della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia non dovrebbe riservare sorprese, ma si sa mai e comunque dipende dalla qualità dell'acqua. Martedì prossimo, l'ultimo test: a ieri, in laboratorio, gli esami hanno sempre confermato la balneabilità. è, questo, un angolo bellissimo di Milano, tra vecchie fabbriche adesso loft, antichi negozi che resistono,
Dodici giorni in coda per
dare un esame ( da "Stampaweb, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d?attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l?
Crisi, pronte nuove
mobilitazioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ulteriore ma per meglio servire alle esigenze dei lavoratori». PER QUANTO riguarda le infrastrutture la Cgil chiede investimenti. «Abbiamo altre priorità - ha precisato Marco Fenaroli - rispetto ai temi degli impianti sportivi lanciati in questi giorni: ma se si ha voglia di ripartire serve un piano di investimenti pubblici che faccia da volano per il rilancio delle attività
E alla Est la sfiducia a
Garzetti
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla burocrazia, ai passaggi tecnici da parte di Garzetti che, a otto mesi dal suo insediamento, rendono poco efficace il lavoro della circoscrizione». A CIÒ SI AGGIUNGE «la difficoltà di un dibattito politico che nessuno sembra volere con l'opposizione nelle circoscrizioni e che, proprio alla Est, raggiunge il livello dell' imbarbarimento -
sulcitana , la
strada-assassina ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che avrebbe dovuto fare molto e in fretta, mentre invece ha fatto poco. Tanto che subito dopo l'alluvione di ottobre - che ha devastato anche la Statale - l'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, è stato costretto a scrivere d'urgenza all'Anas: «è indispensabile - questo il senso della missiva - che sia sbloccata al più presto la procedura e aperti i cantieri destinati
poster, spot televisivi e
sito web al comune un piano da un milione - sara scarafia ( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: davanti a Palazzo delle Aquile potranno entrare solo le auto del sindaco, degli assessori e dei vertici della burocrazia comunale e i mezzi delle forze dell´ordine. Sul lato destro di via Discesa dei giudici, invece, verranno realizzati 11 posti auto gratuiti, mentre sul lato sinistro tra via degli Schioppettieri e via Roma verrà istituito il divieto di sosta.
Come ti custodisco la
piccola stazione ( da "Stampa, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a volte scontrandosi con la burocrazia delle Fs. Aureliano Galeazzo, sindaco di Alice Bel Colle, di recente si era visto addirittura cancellare la stazione dagli orari ferroviari perché i treni non fermavano più. Ora, dopo le proteste, il convoglio della Acqui-Nizza-Asti ferma nuovamente in alcune ore del giorno.
un registro per la
sclerosi multipla ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impatto della burocrazia sulle persone affette dalla patologia. Sul lungo raggio la Asl, in collaborazione con l'Aism, intende attivare un ambulatorio dedicato di Neurologia per la diagnosi, il monitoraggio e la cura della Sclerosi multipla, costruendo un percorso integrato con altre branche specialistiche come urologia,
CAMBIO DI STAGIONE ( da "Stampa,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: campione della società contro lo Stato, dell'individuo contro la burocrazia degli apparati. Rispetto alla coppia libertà-sicurezza, il centro-destra attuale penderebbe sempre di più verso la sicurezza, l'ordine, la tradizione. Forse è così, ma quel che è interessante è che i risultati non si vedono nemmeno lì.
I nuovi panini di Mc
Donald's con lo speck dell'Alto Adige Igp Venerdì l'anteprima nazionale ( da "Corriere
Alto Adige" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA NEGLI APPALTI. Mercoledì
prossimo, nell'Aula Magna della Libera Università di Bolzano, in via Ospedale
A Tokyo il caro estinto è
prezioso
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La puntigliosa burocrazia è in
grado di fornire le cifre. Il Governo metropolitano di Tokyo, nell'anno fiscale
2007-
Hard Rock Cafè, slitta
l'apertura Camerieri <in prestito> alla Caritas ( da "Corriere
del Veneto" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto dipenderà dalla burocrazia, e fino allora i futuri baristi, cuochi e camerieri rimarranno in prestito alla Caritas. Poi però le iniziative benefiche non si fermeranno. «Avevamo già contattato associazioni veneziane per iniziare a collaborare – spiegano Rodriguez e Bortolozzo –
Fucina di carità, sanità e
santità
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e l'indifferenza delle istituzioni, hanno reso diruta e dimessa. * Professore di Farmacologia, Farmacoterapia II e Tossicità dei farmaci Università Federico II di Napoli La città della medicina Appena costruito contava 1600 posti letto, varie farmacie, un macello, la cucina, un forno per la panificazione,
Palestra Solaro: lo stop
diventa un caso ( da "Stampa, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: definita nella burocrazia comunale
«Centro polisportivo Solaro» - era prevista al posto del vecchio «galoppatoio»:
lo stesso locale passato alla storia di Sanremo per aver ospitato il maxi
processo ai croupier. L'appalto prevedeva la demolizione del vecchio impianto e
la realizzazione di una nuova struttura su due piani con
Cantieri, ritardi e fondi
Ecco i nuovi metrò di Milano ( da "Corriere
della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I programmi sono appesi alla burocrazia e al reperimento di fondi pubblici e privati. L'ultima novità riguarda il prolungamento della linea 1 da Sesto a Monza: il Cipe ha appena pubblicato il via libera al progetto definitivo e dal tesoretto (legge 222) arriveranno gli ultimi 30 milioni necessari.
NOZZE ( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: XPUBBLICITA NOZZE & BUROCRAZIA Dalle pubblicazioni ai certificati: le formalità prima del matrimonio Le pubblicazioni, l'attestato di cresima, il cambio di residenza. Non tutti i preparativi del matrimonio possono essere divertenti come scegliere gli addobbi floreali o le bomboniere oppure compilare la lista degli invitati.
Il carcere di Gela è
(quasi) pronto. Con 50 anni di ritardo ( da "Corriere
della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ha nuovamente fermato il tempo, e a ottobre 2008 il nuovo Guardasigilli Alfano ha comunicato alla Camera che «entro la fine dell'anno corrente», dopo gli ultimi ritocchi per «l'adeguamento e completamento dei sistemi di sicurezza» al prezzo di un milione e mezzo di euro, la nuova prigione avrebbe aperto celle ecancelli.
Se posso aiuto gli
immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi ( da "Stampa,
La" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SPIRITO DI SOLIDARIETA' «Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi»
"Civich" parla
l'arabo "Mi è più facile conquistare la fiducia di tanti stranieri" ( da "Stampa,
La" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quando posso li aiuto a superare la burocrazia che rende la loro la vita, già dura come immigrati, impossibile. Molti quando ritornano in Italia dopo essere stati al proprio Paese passano al comando lasciandomi dolci tipici della loro terra. Conoscere le lingua significa anche apprezzare la cultura di un popolo».
Parte "Buongiorno
regione" news e servizi all'ora del caffè ( da "Stampa,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: panchine rotte, difficoltà di posteggio, caro prezzi, disavventure con la burocrazia e altri disagi grandi e piccoli con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. I telespettatori potranno informarci anche via sms, integrando magari le loro segnalazioni con foto scattate con il cellulare o la macchina digitale».
Villanova: servono
volontari per la caserma dei pompieri ( da "Stampa,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi della burocrazia non sono lunghi - aggiunge Di Martino - una volta trovati sede e volontari». E il sindaco avanza un'ipotesi: «Speriamo di tagliare il nastro entro un anno e mezzo, in attesa delle prime adesioni». Ora le adesioni sono aperte, con l'idea di organizzare una serata informativa, organizzata con il comando provinciale.
Centallo farà il sottopassaggio
ma continuano i raid dei vandali ( da "Stampa,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LAVORI E BATTAGLIE CONTRO LA BUROCRAZIA Centallo farà il sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali L'epopea dei pendolari con il malfunzionamento dei servizi ferroviari passa anche attraverso lo stato in cui vengono tenute le stazioni. Lo dimostrano le ripetute proteste di chi usa la stazione ferroviaria di Centallo, da tre anni al centro di una battaglia burocratica per l'
Dall'Ue un aiuto alle pmi ( da "Italia
Oggi" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: plauso della Lapet al piano Finanziamenti più facili e meno burocrazia Lo Small business act è al vaglio del Ceplis. Il Consiglio europeo delle professioni liberali, di cui la Lapet fa parte in quanto organizzazione aderente ad Assoprofessioni, la confederazione delle associazioni delle professioni non regolamentate, sta valutando attentamente lo Small business act per l'Europa.
soldi per alloggi popolari ( da "Nuova
Sardegna, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessore Senes mentre quello al Bilancio lamenta la troppa burocrazia delle pratiche BONORVA. L'amministrazione comunale ha avuto la comunicazione ufficiale dell'iscrizione fra i comuni inclusi nel programma d'interventi per l'acquisto e recupero di edifici da riconvertire in alloggi d'edilizia economica e popolare da assegnare a canone sociale.
i ministri veneti snobbano
gli industriali - matteo marian ( da "Nuova
Venezia, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi meno burocrazia, vanno snellite le associazioni provinciali. Basta un'associazione regionale. La moltiplicazione delle nostre strutture associative, anche di servizio, sono costose e somigliano alla burocrazia romana». Scatta l'applauso.
otto corsari turchi donati
al re borbone - mario genco ( da "Repubblica,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia aveva i suoi tempi, anche perché prima si procedere alla spartizione e alla vendita del bottino si doveva attendere la sentenza del tribunale delle Prede, organo inappellabile che doveva giudicare della legittimità della preda. La risposta da Napoli arrivò solo il 4 gennaio del 1795.
maschera e finzione
classico eduardo - alessandra rota ( da "Repubblica,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. In scena fino al 12 febbraio al teatro Vittoria per la Compagnia Attori & Tecnici, regia di Stefano Messina, L´arte della commedia è anche una riflessione divertente e attualissima sul teatro e sulla sua funzione sociale, sull´impegno della politica a favore dei palcoscenici, ma negli ultimi tempi la tendenza è quella di tagliere i fondi per lo spettacolo più che con
valle del sole sconfigge
la burocrazia ( da "Centro, Il" del
18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 9 - Chieti Valle del Sole sconfigge la burocrazia Pizzoferrato: arriva l'autorizzazione, l'impianto di sci apre ai prezzi 2008 PIZZOFERRATO. Parte anche per Valle del Sole la stagione invernale. Alle 8,30 i fratelli D'Orfeo, gestori dell'impianto di sci, dopo l'ultimo collaudo, premono il pulsante verde dello "start".
scafa, bagni del distretto
asl fuori servizio ( da "Centro, Il"
del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oltrettutto, sembra che la brutta storia del bagno sempre intasato, e dunque impraticabile, vada avanti da più di un mese e mezzo. Un arco di tempo intollerabile che non trova alcuna giustificazione, nemmeno nei tempi biblici della burocrazia e della malasanità. (w.te.)
La rivoluzione dell'Asl
provinciale parte dalla riorganizzazione amministrativa ( da "Stampa,
La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una parte di esso si potrà impiegare in servizi «front-office», con una più puntuale informazione alla clientela e uno snellimento della burocrazia. «Ovvio - commenta Manfredi - che il processo deve essere condiviso, per non penalizzare nessuno».
lo bello: "tra
burocrati e politici l'assistenzialismo è duro a morire" ( da "Repubblica,
La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che noi denunciamo, e da tempo, è la mancanza di una burocrazia efficiente. Nonostante al suo interno ci siano funzionari e dirigenti di alto livello, è indubbio che qualcosa non va: c´è un´idea di assistenzialismo radicata nella politica e nella stessa burocrazia regionale che tarda a scomparire.
Rifiuti all'ex scalo merci
fermi per la burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 14 Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia Piazzetta e parcheggio in degrado, nessuno provvede di SANDRO GALLI SENIGALLIA IN UN LATO, una sedia in ferro ripiegata e arrugginita accanto ad un grosso sacco pieno di rifiuti. Nell'altro lato erbacce, sterpaglie ed ancora rifiuti in terra e segni di trascuratezza.
prima il ponte, poi il
turismo - giovanni gelsomino ( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: superare alcuni passaggi istituzionali e le lungaggini imposte dalla burocrazia». Intanto c'è un primo finanziamento di un milione e 800 mila euro per la realizzazione di un ponte sul fiume Coghinas a servizio delle frazioni di Tisiennari, in Località Ponti Ecciu. «Una volta che verrà realizzato - continua Deiana -, il ponte rappresenterebbe anche il collegamento non solo fisico,
<Brancher e Carroccio,
temo per voi che il governatore resterà molto a lungo> ( da "Corriere
del Veneto" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ottenendo i finanziamenti e avviando l'opera pur tra molti ostacoli, come i ricorsi, la burocrazia e molti nemici. La battaglia è ormai vinta e nessuno mette più i bastoni tra le ruote, specie dopo quanto è successo di recente a Venezia. Il prossimo 8 febbraio, poi, verrà inaugurato dal premier Silvio Berlusconi il Passante di Mestre.
Prevenzione a scuola, Rigatti
attacca l'Asl ( da "Corriere della Sera"
del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il tutto si è arenato nelle pastoie della burocrazia. «A danno dei giovani», denuncia Rigatti. «Gio why not?» vuole offrire un incontro di educazione sanitaria alla presenza dei docenti, due classi per volta. Dopo una/due settimane per gli studenti che lo desiderano è prevista una visita medica dalla durata di 20-30 minuti, con esami non invasivi.
La Corte frena sulla
scarcerazione <Asilo politico? Atto di un ministro> ( da "Corriere
della Sera" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: normale burocrazia. Ora invece — e la reazione italiana non può non aver influito — il Brasile si trova immerso in un delicato impasse istituzionale, dal quale Lula dovrà cercare di uscire senza perdere la faccia. è evidente che il potere giudiziario non ha per nulla gradito la scelta del governo,
Avvocati italo-spagnoli,
la pacchia sta per finire ( da "ItaliaOggi Sette"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Unico problema: la burocrazia. Ma non per Omologazionetitoli.it, che si autodefinisce «il portale italiano per l'omologazione dei titoli in Europa», e che si propone appunto di prestare soccorso al potenziale avvocato che vede l'esame come una montagna insormontabile: «Sos Titoli», campeggia sul sito, «è la soluzione a tutto questo».
Missione Italia per le law
firm del Belpaese ( da "ItaliaOggi Sette"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma dove almeno le leggi sono stabili e la burocrazia funziona. Due elementi che fanno la differenza, come ben sanno gli avvocati italiani. Ai quali non possono che andare i nostri complimenti, soprattutto per il coraggio di svolgere una professione che, talvolta, consentiteci il termine, è veramente una missione.
Tredici mesi d'attesa per
un comunicatore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attesa per un comunicatore» La burocrazia non sempre va d'accordo con la malattia. Meno ancora quando la malattia si chiama Sclerosi laterale amiotrofica e ti isola dal mondo togliendoti movimento, gesto e parola. Virgilio Baruffaldi di Salò ci fa i conti da cinque anni. Ormai è in grado di muovere solo gli occhi per comunicare.
I tempi della città Milano
impari da Londra ( da "Corriere della Sera"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: milanesi hanno tempi diversi da quelli della burocrazia dei musei? E' vero che Londra non sta meglio, ma è la città che ci prova, che ha combattuto lo smog negli anni '60, disinquinato il Tamigi, che ha inventato la "Congestion charge". Forse non si tratta solo di investire nel trasporto pubblico come tutte le metropoli dicono di voler fare (a Heathrow con la contestata terza pista,
Accesso vietato agli
studiosi
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mentre le loro intraprendenza e velocità di azione sono in formidabile ascesa, a lamentarsi della burocrazia, dei costi elevati, dei legacci normativi ridondanti e poco trasparenti sono le istituzioni e i ricercatori. è il caso di un appello lanciato dal Max Planck Institut per la storia della scienza (http://idw-online.de/pages/ en/news?
BATTESIMO DEI BAMBINI ( da "Corriere
della Sera" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it SOGGIORNO / 2 Immigrati e burocrazia Tassare o no il soggiorno? Chi dice che altri Paesi lo fanno già dimentica che è solo in Italia che uno lo aspetta anche più di un'anno così che, quando arriva, manca poco alla scadenza. Tanti, entrati regolarmente, dopo la richiesta del permesso diventano «ostaggi» della burocrazia.
Permessi, ricorso contro i
ritardi
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-01-19 - pag: 13 autore: Immigrati e burocrazia. Le Poste e la Zecca difendono il proprio operato - Irrisolto il «nodo» degli Sportelli unici Permessi, ricorso contro i ritardi Dalla Cgil una causa per 500mila stranieri che aspettano oltre i tempi di legge Carlo Giorgi Più di mezzo milione.
Servizio civile, tagli
ridotti
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PROBLEMI IN CAMPO Tante domande e limitate possibilità di finanziamento Lamentata troppa burocrazia in fase di accreditamento Risorse in diminuzione. A fronte dei 300 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria precedente, per il 2009 il Fondo nazionale per il servizio civile avrà a disposizione 211 milioni STEFANO CAROFEI
Convenzione: Snami, 6
febbraio giornata protesta ( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)"
del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «potrà avere un decremento visto l'aumento della burocrazia e il sempre minor tempo che il Mmg potrà dedicare alla sua attività clinica e questo pericolo è presente all'interno del contenuto del preaccordo. Una qualità di servizio che è sempre estremamente gradito ai cittadini, ma che rischia di non essere più così».
Accordo del Comune con i
patronati Caf ( da "Stampa, La" del
20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per orientarsi nella burocrazia è nato uno «Sportello del lavoro precario», aperto nella sede Cgil di piazza Marconi il lunedì (16-18) e giovedì (9-12). «Daremo informazioni su contratti, buste paga, maternità, pensioni e malattia - aggiunge Berruti - ma è anche un modo per scambiarsi esperienze».
Le adozioni costeranno
meno
( da "Stampa, La" del
20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Arai è operativa dal Brasile alla Corea "La nostra attesa tra burocrazia test e magistrati" «Ci sono voluti 11 mesi perché dicessero che eravamo idonei» LAURA SECCI AOSTA [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA La Regione ha stipulato una convenzione con l'Arai, l'Agenzia regionale per le adozioni internazionali della Regione Piemonte.
Nebbia e intoppi
burocratici ritardano il viaggio di ritorno dei piccoli bielorussi ( da "Cittadino,
Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggiunta anche la burocrazia, visto che il loro permesso di soggiorno scadeva proprio venerdì 16 gennaio ed ormai era sabato 17. Una situazione paradossale che ha contribuito a complicare le cose e a rendere il ritorno in patria carico di tensione. Finalmente, alle 13 di sabato, la nebbia che gravava fitta anche su Rimini si è diradata e la burocrazia per una volta ha chiuso un occhio,
roma risparmia sulla
burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione ( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Roma Fiumicino Osservatorio Bilanci comunali Dopo la vittoria su Malpensa resta il nodo della crisi economica prima di parlare di vero rilancio Il deficit della sanità laziale entra di prepotenza nei bilanci delle banche e delle aziende Roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione all´interno
roma risparmia sui
dipendenti ma non investe per il turismo - valentina conte ( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione capitolina è tra le meno sprecone d´Italia visto che solo il 21% delle risorse è risucchiato da uffici e burocrazia. Poco più di venti euro su cento vanno dunque al funzionamento della macchina e il resto a scuole, verde, sociale, strade, trasporti. Un vero e inaspettato record (eguagliato da Torino e Venezia), ben al di sotto del 27% di media nazionale.
purpura riconquista il
superminimo venticinquemila euro in più all'anno ( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ai quali somma i 68 mila euro di indennità di posizione come tutti i vertici della burocrazia comunale. A queste somme aggiunge i 25 mila euro annui dell´assegno ad personam concordato con l´amministrazione al momento della firma del contratto. Ieri la giunta ha dato copertura ai primi otto mesi dell´anno, da gennaio ad agosto, stanziando per il comandante 21 mila euro.
regione, lite sullo
spoils-system l'udc: "i dirigenti non si toccano" - emanuele lauria ( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vertici EMANUELE LAURIA La mossa con cui Raffaele Lombardo ha anticipato la trattativa con gli alleati sulla nuova burocrazia regionale è arrivata ieri, di buon mattino. Il governatore ha fatto sapere, con una nota ufficiale, di aver nominato come capo di gabinetto Nino Scimemi, in «sostituzione temporanea» di Rosalia Mancuso, costretta a lasciare l´incarico per motivi di salute.
giunta, 6 milioni in
consulenze - simonetta zanetti ( da "Nuova
Venezia, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: addizionale Irpef - che se ne vanno sostanzialmente in spese di burocrazia e vigilanza. Insomma, alla fine, i cittadini invece che vedersi tagliare le tasse, sono costretti a sostenere anche le spese per controllare i furbetti, nel tentativo di intercettare le astuzie degli utenti sia sul fronte dell'evasione fiscale che lavorativa.
artigiani, non nascono
nuove aziende ( da "Nuova Venezia, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La politica dovrebbe snellire la burocrazia, consentendo agli imprenditori di compensare i loro crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni con i debiti d'imposta a qualsiasi titolo. Se non si interviene in questo modo, aumenterà il lavoro nero». (Francesco Macaluso)
porto: via ai lavori, ma
non per i maxi yacht - serena lullia ( da "Nuova
Sardegna, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per evitare i tempi eterni della burocrazia si era optato per la procedura rapida di assegnazione degli appalti, con l'affidamento diretto. Conclusa la fase di verifica dello stato di fatto, la Regione ha consegnato le chiavi del porto alle nuove imprese che dovranno ridare vita al cantiere fantasma sul mare.
canepa & campi, affari
artigianali "se l'azienda resta una bottega si può resistere alla
concorrenza" - bettina bush ( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: piuttosto per dover lottare con una burocrazia infinita». Le bandiere più belle? «Le più semplici, quelle con un bel marchio pulito». Per rimanere competitivi nel mondo su cosa puntate? «Bisogna esser flessibili, aperti ai cambiamenti e veloci». Per il futuro cosa si augura? «Mantenere la qualità rispetto alla quantità del prodotto, come anche nella vita di tutti i giorni»
"Da 16 anni lottiamo
contro la burocrazia per gli indennizzi" ( da "Stampa,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: POLEMICA "Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi" [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO MONGRANDO Dopo 16 anni di battaglia contro la burocrazia, escono allo scoperto gli ex proprietari di alcuni terreni espropriati all'interno del parco della Bessa: non hanno ancora ricevuto gli indennizzi.
L'Ascom: <Sospendere il
sequestro dei gazebo> ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alleata della burocrazia, che vuole mantenere i cittadini in stato di sudditanza», aggiunge Pace. Per il presidente dell'Ascom di Napoli «gli imprenditori sono vittima dell'incertezza delle regole e della mancanza di coordinamento tra gli Enti che devono rilasciare i pareri: il risultato è che si attendono mesi per avere un permesso e si rimane comunque con l'
Nel bilancio dello Stato
troppe spese in deroga ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che non possono attendere i ritmi lenti della burocrazia, è esploso negli ultimi anni. Per capire l'origine del fenomeno occorre addentrarsi nelle tecnicalità dei bilanci pubblici. Nella Pa il pagamento è l'ultimo di una serie di atti, che partono con gli uffici centrali del bilancio (o le Ragionerie provinciali) impegnati a spulciare il capitolo del bilancio pubblico relativo all'
Tra baita e villa c'è
differenza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a nome dei numerosi proprietari vorrei rivolgere un appello al buon senso dei politici impegnati sul territorio, ai comuni che conoscono la realtà diversamente dalla burocrazia, che sappiano distinguere il villino con piscina dal rudere faticosamente salvato o inesorabilmente destinato al crollo e alla rovina. Marino Baccanelli BAGNOLO MELLA
dorina, la badante-sindacalista ( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Do loro una mano con la burocrazia e con la lingua. Poi con il sindacato li aiuto a trovare lavoro». Le mani appena smaltate si muovono frenetiche, entusiaste, gli occhi sprizzano di azzurro incorniciati dai ricci stretti, rossorame. Ad aprirle le porte del sindacato il segretario provinciale della Filca, Alfredo Costa e il responsabile legale Battista Imperio.
regione bloccata da dieci poltrone ( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da dieci poltrone Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´
regione, le dieci poltrone
d'oro che bloccano lo spoils system - antonio fraschilla ( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ANTONIO FRASCHILLA Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi Europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´
santuario di pietraquaria ( da "Centro,
Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare la vita dei cittadini, eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra società, più solidale e più giusta.
il medico-agricoltore per
la sanità - maurizio piccinino ( da "Centro,
Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Riscoprire l'agricoltura perchè il contadino è un eroe», sottolinea Venturoni, «la politica invece di dargli una mano ora lo soffoca con tanta inutile burocrazia. Io dico facciamoli vivere, anche così avremo un Abruzzo diverso e migliore».
ugo cappellacci incontra
le imprese: insieme possiamo superare la crisi - federico spano ( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia. Quando si lavora a un progetto, come le beauty farm, che non sono mai partite, passa così tanto tempo che dopo un po' si stenta a riconoscere l'idea iniziale». Ugo Cappellacci, davanti a un pubblico di una trentina di persone, quasi tutti commercianti, ha sottolineato l'importanza di ascoltare tutti,
de felice: "pronto il
piano sociale" ( da "Repubblica, La"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è ridurre i tempi inutili della burocrazia (e della tecnocrazia della programmazione comunitaria), rafforzare l´indirizzo politico regionale e concedere il minor spazio possibile a diversioni di vario genere (peggio se clientelari�): sarebbe un grande risultato deliberare e contemporaneamente erogare le risorse, evitando il ricorso ad ogni mediazione e intermediazione politica»
Nei patti territoriali si
va all'incasso ( da "Italia Oggi" del
21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che era però rimasta sospesa fino ad oggi a causa dei tempi lunghi della burocrazia. Controlli ministeriali sui progetti di importo superiore al milione di euro. Le commissioni ministeriali saranno chiamate ad effettuare gli accertamenti di spesa sulle iniziative che, in sede di concessione provvisoria dell'agevolazione, ammontassero a più di un milione di euro.
"Questa tessera blu
che un po' ci fa arrossire" ( da "Stampa,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arcipelago della burocrazia, qualche problemino è rimasto per quel che riguarda l'utilizzo. Per vedere come se la cava chi beneficia del bonus di 40 euro al mese, occorre andare a dare un'occhiata da vicino, magari al «paniere» di chi già la utilizza. Come la signora Marisa, una dei 720 astigiani che hanno nel portafoglio la tesserina blu.
gasdotto, si allarga il
fronte del no deciderà il consiglio comunale ( da "Nuova
Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: superato le sabbie mobili della
burocrazia e in pochi mesi diventerà una ingombrante realtà. Ma contro la
creazione di una stazione di compressione grande
non si esce dalla crisi
col mattone - alessandro cori ( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: neanche in quella delle nuove energie compatibili e del nuovo welfare comunicativo a burocrazia leggera. Ma, ascoltando molti degli interventi del summit, la ricetta nostrana prevalente parrebbe un´altra: infrastrutture ed edilizia. Viabilità, interporto, aeroporto, centri commerciali, padiglioni fieristici, edilizia sanitaria.
aperto in via romana lo
sportello codacons ( da "Nuova Sardegna, La"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assistenza e di consulenza al fianco dei cittadini nella giungla della burocrazia e dei disservizi. La sede dell'associazione, in via Romana, ha riaperto al pubblico lo scorso 12 gennaio ed è a disposizione ogni venedrì, dalle 16.30 alle 18, presso lo studio di consulenza Sanna. Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi direttamente al numero di telefono 340.
non si esce dalla crisi...
- mauro moruzzi * ( da "Repubblica, La"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche come operatori qualificati di call-contact center, help desk per assistere da casa le persone anziane, le famiglie, riducendo burocrazia e costi ospedalieri. è solo un esempio . Ma una cosa è certa: la vecchia economia delle infrastrutture pesanti e del cemento non ci farà volare oltre la crisi. (* direttore generale Cup 2000)
La Coopser in attesa del
Noceto
( da "Nuova Ferrara, La"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impossibilità oggettiva di effettuare tutti i vari recuperi entro il 15 febbraio, sarà la burocrazia a decidere chi passerà il turno e andrà alla seconda fase. La classifica vede al momento questa situazione: Coopser Ferrara 33*, Gran Parma 29***, Imola 29*, Colorno 22 ****, Noceto 19**, Lyons 8*, Castello 1* Reggio 0*** (* partite da recuperare) Dario Cavaliere
A Bari bene i fondi di
aiuto alle imprese in quartieri a rischio ( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A questo si aggiunge l'impatto sulla burocrazia – spiega Saracino –. Gli uffici comunali hanno reagito bene a questi stimoli, sono cresciuti sul piano della formazione e hanno anche costituito reti informative». Ma le imprese lamentano le lungaggini burocratiche con cui il Comune di Bari approva i finanziamenti.
Per le categorie serve più
pratica
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cerchiamo di predisporre dei progetti ad hoc ma tra le difficoltà ci sono i tempi della burocrazia, che non aiutano a sviluppare questi momenti d'incontro». E aggiunge Patrizio Zini, presidente Confartigianato Pistoia: «Dove la scuola è riuscita a saldarsi all'economia reale i ragazzi trovano occasioni di lavoro, ma occorrono capacità professionali e tecniche più facilmente spendibili.
A Gaza una ricostruzione a
rischio
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma non l'Onu:troppa burocrazia. Occorre creare un consorzio di poche persone, agile e indipendente. Ma non si può sfuggire alla politica: funzionerebbe solo se Hamas e Fatah sono d'accordo». Come in ogni Paese, anche qui gli imprenditori hanno un'agenda politica.
Enel conferma i piani in
Romania
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche se bisognerà continuare a fare i conti con un eccesso di burocrazia come lamenta il presidente di Anie, Guidi, che porta però la sua personale positiva esperienza in Romania dove Ducati energia occupa 350addetti. «La crisi osserva Guidi - imporrà una mutazione genetica nel fare impresa e renderà sempre più multipolari le nostre aziende».
lite al comando tra
pasetto e sellan il comune si costituisce parte civile ( da "Nuova
Venezia, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: videocamere in rete di youtube per raccontare la sua storia di dipendente comunale vessato e «mobbizzato», sollevando successivamente, e a sorpresa, da ogni responsabilità gli amministratori e i politici per le sue disavventure, le cui cause sono state attribuite ai dirigenti comunali e alla burocrazia. Un capovolgimento di fronte che ha fatto discutere l'opinione pubblica. (g.ca.)
43 milioni per l'area del
mercato - massimo scattolin ( da "Nuova
Venezia, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tempi della burocrazia». Al contempo la Campus pretende che l'attuale Mof liberi l'area di via Torino entro sei mesi dal rilascio della certificazione di agibilità del nuovo Mof in via Porto di Cavergnago. Come sul progetto di via Torino anche sulle caratteristiche del nuovo mercato ortofrutticolo potrebbe esserci un confronto con Veritas,
Distribuzione gas, sì alla
variante richiesta dalla Snam ( da "Cittadino,
Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si è sganciato dalla burocrazia. Nel consiglio comunale di martedì è stata infatti approvata la variante al Piano regolatore, richiesta da Snam rete Gas per l'estensione del centro di dispacciamento che sorge tra le vie Ravenna e De Gasperi. Un quartier generale che, come ha ricordato il consigliere del Pd Oliviero Coran,
L'assessore Frassino Si
potranno montare sulle tegole ma senza turbare l'estetica ( da "Stampa,
La" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ed ecco che a questo punto la burocrazia fa sentire il suo peso: la variante al piano particolareggiato della collina di Pinerolo è stata inviata per competenza il 28 luglio alla Commissione regionale dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione, che a dicembre ha risposto al Comune, spiegando che non è in grado di dare il via libera a questa modifica.
Autostrade del mare, sì
dell'Ue a burocrazia più snella ( da "Italia
Oggi" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ue a burocrazia più snella ECONOMIA E POLITICA approvata la proposta di direttiva di tajani Nuove e più snelle procedure burocratiche per stimolare lo sviluppo delle autostrade del mare nell'Unione europea, quelle vie di trasporto merci che possono decongestionare le nostre strade e aiutare anche la lotta contro l'inquinamento,
record di sbarchi e
vittime il 2008 anno orribile sulle rotte degli immigrati - vladimiro polchi ( da "Repubblica,
La" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia lumaca: quasi un milione gli immigrati in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno; mentre l´esame delle pratiche del decreto flussi 2007 - nonostante l´accelerata degli ultimi mesi - non è ancora finito (il caso più critico a Roma: sotto il 50% delle domande esaminate).
Mussner difende il Durc
soft <Burocrazia da alleggerire> ( da "Corriere
Alto Adige" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: infondate le critiche dei sindacati Mussner difende il Durc soft «Burocrazia da alleggerire» BOLZANO — «Il nostro obiettivo è abbattere la burocrazia». Parola dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Florian Mussner che, durante il dibattito «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia » tenutosi ieri nell'aula magna della Libera università di Bolzano,
Potere d'acquisto e
urbanistica ( da "Corriere Alto Adige"
del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: conciliabilità tra famiglia e lavoro, potere d'acquisto, urbanistica, trasporti, autostrade informatiche, energia, tutela dell'ambiente e burocrazia. Sulle prossime edizioni de “la voce degli imprenditori” saranno approfondite le tematiche successive. CHRISTOF OBERRAUCH Presidente di Assoimprenditori Alto Adige
Widmann e Innerbichler:
<Economia locale solida> ( da "Corriere
Alto Adige" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: economia altoatesina poggia su fondamenta sicure e può guardare al futuro con ottimismo perché ha le capacità e i presupposti per superare le sfide della congiuntura internazionale», ha specificato Widmann. Nel colloquio si è parlato anche di uno snellimento della burocrazia per le imprese, «senza quindi limitare eccessivamente con regolamenti e restrizioni il loro sviluppo».
La Cgil lancia l'allarme
sul Pil 2009 ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si rischia di finire impantanati nelle maglie della burocrazia. L'antidoto è l'unità d'intento tra pubblica ammini-strazione, imprese e lavoratori ». La Cgil attacca anche il management di Acquedotto Pugliese, e in particolare l'amministratore unico Ivo Mon-teforte, per la minaccia del blocco degli investimenti.
tarsu, bollette anche a
chi risiede fuori ( da "Centro, Il"
del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vittime della burocrazia, sono
anche i non residenti. Come Luciana Coppa che, nel
Cna, allarme sulla Cassa:
C'è rischio burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è rischio burocrazia» ANDREA ROSSETTI di Giovanni Armanini Rischio burocrazia sulla Cassa integrazione in deroga. Un pericolo, da evitare, denunciato ieri dalla Cna di Brescia nel consueto incontro di inizio anno con la stampa. «Così come proposto nel decreto anticrisi - hanno sottolineato i vertici dell'organizzazione di via Orzinuovi -
la media satta è una
scuola da salvare ( da "Nuova Sardegna, La"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: chiusura della scuola e ingresso nell'edificio di uffici della burocrazia comunale), i consiglieri della commissione si schiererebbero contro tale tentativo. Genitori e docenti, si legge nel documento, contestano «la posizione di chi ritiene la scuola sottoutilizzata, vista la presenza di sei classi di almeno venti alunni».
con la società intesa fino
a giugno
( da "Centro, Il" del
23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la speranza è quella di vederlo sulla nostra panchina già domenica prossima a Scafati, burocrazia permettendo», spiega il presidente del sodalizio biancoverde, Luca Mastroianni. Una trattativa lampo quella che ha portato Perrone alla guida della VdG, dopo che in un primo momento sembrava certa la promozione di Ciro Ferrara, vice dell'ex tecnico Chiappini.
il porto bloccato dalla
burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia» Dura protesta dell'assessore Giacomo Rum che accusa gli uffici statali PORTO TORRES. «Non sono bastati undici anni ininterrotti di lavori per completare il porto di Porto Torres: la città è piegata da polemiche, lungaggini e attese, e non è in condizioni di sopportare ulteriori disfunzioni e allungamenti di tempi per quanto riguarda la riapertura definitiva del bacino
un proprietario certo:
solo così si potranno salvare i casoni ( da "Nuova
Venezia, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: prima con la bonifica poi con la burocrazia. Con la bonifica numerosi casoni vennero sacrificati. Si salvarono solo quelli lungo le rive del fiume Lemene e alcuni a ridosso di canali e isolotti. La burocrazia del nuovo Stato inoltre si calò sui casoni, attraverso le proprie articolazioni, come un falco sulla preda: ministeri, demanio marittimo,
azienda dolciaria
distrutta da un incendio il concorrente offre capannone e impianti - antonello
micali
( da "Repubblica, La"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia mi sta ancora impedendo di aprire un panificio industriale a Candelo, per il quale ho già investito quasi tre milioni di euro e che darebbe lavora ad altri 60 lavoratori». Intanto, Il management dell´azienda ora ospite della Lea potrà ora pensare al rilancio, partendo dall´espletamento delle pratiche dell´assicurazione che potrebbero consentirle presto di tornare a Pianezza,
dorme nell'obitorio, dal
comune nessun aiuto ( da "Centro, Il"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non ha ancora ottenuto niente perchè la burocrazia dice che se non sei residente non hai diritto a nulla. «La donna», spiega Antonio Di Berardo, segretario del Sicet Cisl, il sindacato degli inquilini, «fino a qualche tempo ha avuto la residenza prima a Roseto e poi a Montorio. Oggi ha una sorta di domicilio temporaneo anche se non ha una casa ed è costretta a vivere in macchina.
La questura di Milano
chiede alle realtà del Sudmilano di vigilare sulle unioni ( da "Cittadino,
Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come recita la burocrazia. In Italia lo straniero che chiede la regolarizzazione della sua posizione si trova talvolta a dover fornire prove chiare di fronte a segnalazioni di cittadini che notano situazioni di controversia alla questione. Immigrati, insomma, che in maniera fittizia richiedono permessi con false unioni.
biblioteca nazionale
servizi a scartamento ridotto - maria cristina carratu' ( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: costretto ogni introito nei rigidi solchi della burocrazia (invio a Roma, rientro solo parziale, del pagamento diretto di servizi da parte dei pochi privati disponibili: tu mi compri le stampanti, lui la carta), la Nazionale ha perduto creatività e funzionalità. Entro il 2009, con anni di ritardo, prenderà finalmente corpo l´autonomia gestionale, che,
Costruttori e progettisti
cercano spazio in Sudan Eos organizza l'incontro ( da "Corriere
Alto Adige" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessore provinciale ha informato il collega tedesco sul pacchetto di misure varato dalla Giunta per il rafforzamento dell'economia, «che hanno tra i punti qualificanti un programma di investimenti, un accesso agevolato delle aziende al capitale ma anche istruzione, innovazione e snellimento della burocrazia», ha concluso Widmann.
Durc obbligatorio,
soluzione in vista ( da "Corriere Alto Adige"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obbligo di presentazione del Durc allo stato di avanzamento lavori (adottata per alleggerire i tempi della burocrazia) per adesso rimane in vigore, ma lunedì la giunta provinciale dovrebbe deliberare una nuova procedura che trasferisca all'ufficio spese della Provincia il compito di procurarsi il Documento di regolarità contributiva prima di pagare le aziende.
Project financing,
UniCredit e Dexia guidano la classifica ( da "Sole
24 Ore, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia impropria e una definizione annuale del patto di stabilità lesivo della programmazione delle opere, per quanto riguarda il 2008 sicuramente le manovre di razionalizzazione della finanza pubblica hanno inciso pesantemente sulla possibilità per gli enti locali di attivare strumenti di finanza innovativa».
Paulson lascia l'ufficio
ma non i dollari ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia prevede che il trasferimento della firma posa avvenire solo dopo che la designazione alla carica di Segretario al Tesoro abbia ricevuto l'approvazione da parte del Senato americano. E anche dopo l'approvazione del Senato servono almeno tre mesi.
PASS AUTO ( da "Corriere
della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia Con riferimento al «rinnovo pass» concordo che è assurdo impegnare vigili e scomodare cittadini, che pagano le tasse, affinché dimostrino ripetutamente ogni anno di non aver cambiato residenza. Già lo scorso anno, andando a pagare per il pass dai vigili di piazza 25 Aprile, avevo cortesemente richiesto che volessero sollecitare chi di dovere dei loro superiori perché rendessero
WhiteHouse.gov: if you
have an idea, let us know ( da "Comunicatori Pubblici"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite”, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (
Una donna giovane, con un
sorriso simpatico, determinata e concreta come chi deve dirigere un'a... ( da "Stampa,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: appesantendo la già macchinosa articolazione della burocrazia nella quale si trova ogni giorno immerso il cittadino. Insomma, Comuni e Regioni, non potrebbero fare a meno di parlarsi attraverso questa cinghia di trasmissione e ricorrere, per esempio, al telefono? E' vero che le competenze delle Province sono più numerose e importanti di quelle che comunemente si conoscono.
If you have an idea, let
us know
( da "Comunicatori Pubblici"
del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite?, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (
Forestali
"spalaneve" d'inverno? La Regione respinge la proposta ( da "Stampa,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: irricevibile per problemi di burocrazia. Era stata avanzata dalla Comunità Montana Valli Borbera e Spinti all'amministrazione regionale. Già lo scorso anno, in vista di un stazione invernale annunciata con copiose nevicate, come poi si è verificato e come potrebbe ancora accadere, l'ente di Cantalupo Ligure aveva proposto alla Regione di utilizzare questo personale -
Piscina, a febbraio i
lavori dopo sei anni di problemi ( da "Stampa,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a febbraio i lavori dopo sei anni di problemi Persino la burocrazia del Coni aveva bloccato la partenza [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Entro metà febbraio dovrebbero finalmente partire i lavori per la copertura della piscina. Il condizionale è d'obbligo perchè dopo 6 anni di intoppi burocratici e tecnici di ogni genere, è difficile fare previsioni.
blitz nel deposito abusivo
di medicinali ( da "Nuova Sardegna, La"
del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività senza impegnarsi con la burocrazia esigente? Le ispezioni forse non sono finite: tra le carte trovate nell'ufficio c'erano anche le indicazioni per alcuni destinatari probabili, i carabinieri dovranno compiere accertamenti anche su questi, impossibile sapere se si tratti di farmacisti con vendita diretta al pubblico oppure di titolari di depositi autorizzati o altro ancora.
abruzzo, parte la corsa ai
fondi ue
( da "Centro, Il" del
24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Il programma Por-Fesr» hanno detto i tre assessori «offre le giuste opportunità alla classe imprenditoriale e sociale dell'Abruzzo; per questo dobbiamo mettere in condizione tutti di accedervi eliminando quanto più burocrazia possibile». (cr.re.)
AI NOSTRI FRATELLI
STRANIERI ( da "Corriere della Sera"
del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sabotati dalla nostra burocrazia, a complicati ricongiungimenti familiari. C'è un buco tuttavia, un profondo varco fra questi due opposti mondi, che noi ospiti non possiamo colmare da soli. Né nei fatti, naturalmente, né nella loro analisi e percezione. Difficile suggerire come, certo è che la storia offre alcuni —
<Sgravi fiscali e meno
burocrazia> ( da "Corriere Alto Adige"
del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sgravi fiscali e meno burocrazia» L'Unione: taglio Irap per tutte le imprese e sostegno ai consumi Duzzi: «No ai negozi nelle zone produttive come via Galilei in città» Steger: «Si tutelino meglio i circuiti economici locali» BOLZANO — Rafforzamento del potere d'acquisto per incentivare i consumi, sgravi fiscali alle imprese e incentivi mirati,
Il consumo della cultura ( da "Corriere
del Veneto" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fermata da una burocrazia impreparata ai nuovi compiti che le toccherebbero; più efficacemente portata avanti nelle sedi comunali, dove le resistenze conservatrici erano più deboli, anche in questo caso, comunque tra mille incertezze e contraddizioni. Com'era prevedibile lo scontro fuori tempo si è chiuso in fretta e la Direzione generale alla Valorizzazione è poi stata varata con l'
Il grido di dolore delle
Pmi
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche la burocrazia, le infrastrutture, le risorse immateriali. Potrebbe esserequestoilnostroNewDeal. • Allarme corruzione L'Italia occupa un posto ditutto riguardo nella classifica mondiale della corruzione. Siamo ai primi posti per livello di corruzione degli apparati pubblici, come nei peggiori regimi del Terzo mondo.
(
da "Stampa, La" del 09-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
L'elezione il 7
febbraio Ma saranno necessari due turni per designare il
successore di Serra Burocrazia sovrana: per eleggere il nuovo presidente del Coni
astigiano saranno necessarie due «tornate» di elezioni. La prima è in programma
il 17 gennaio, quando per tutta la giornata ci saranno al Salera le elezioni
dei componenti del consiglio provinciale: dovranno essere nominati 5
rappresentanti della sezione promozione sportiva, 3 delle discipline
associate sportive, uno delle associazioni benemerite, due dei tecnici e uno
degli atleti. I «nominati» della prima fase il 7 febbraio, insieme ai
presidenti o delegati di tutte le federazioni che fanno parte del Coni
procederanno poi all'elezione del nuovo presidente, e, come pare, ci dovrebbe
essere l'unica candidatura di Piercarlo Molinaris. Il presidente avrà poi
facoltà di eleggere autonomamente i rappresentanti della propria giunta: 4 per
le Federazioni e uno ciascuno per il Cip (Comitato italiano paralimpico), per i
tecnici, per gli atleti, per le discipline associate e per gli enti di
promozione sportiva. \
(
da "Cittadino, Il" del 09-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
L'avvocato gratis
per i residenti: è la scommessa dell'assessore massalengo Locazioni,
compravendite, problemi tra condomini, usufrutto. Ma anche sfratto, violenze
sulle donne e sui minori, separazioni, divorzi, nei casi più delicati. Quanti
si sono trovati nella condizione di aver bisogno del parere professionale di un
avvocato senza poterselo permettere? È questa la sfida vinta dall'assessore ai
servizi sociali del comune di Massalengo, Anna Brunella De Cesare: dare un
avvocato anche a chi non se lo può permettere e si trova nei guai. È stato
attivato con il 2009 il servizio "Diritto oggi" a Massalengo: una
consulenza legale gratuita e in assoluta riservatezza di cui si possono
avvalere tutti i cittadini residenti. «La nostra idea non è quella di poter
risolvere in toto il problema dell'assistenza legale - spiega Anna Brunella De
Cesare - , ma è quella di fornire una prima risposta a chi si trova ad aver
bisogno di un parere e non sa dove sbattere la testa. Sono tanti i problemi che
una famiglia si può trovare davanti e a volte molti si fermano davanti ai costi
delle parcelle. Problemi che spesso diventano macigni e possono trasformarsi in
vere e proprie tragedie. Per i nostri residenti abbiamo quindi ideato questo
strumento agile e veloce che consenta loro di avere una prima risposta: possono
sapere che strade hanno di fronte». L'amministrazione comunale ha quindi
stretto una convenzione con un legale, che ha scelto di aderire al progetto per
la cifra simbolo di 2mila euro; a lui si potranno rivolgere tutti i cittadini,
a prescindere dal loro stato economico e sociale, seguendo due modalità: il
colloquio con l'assistente sociale o la psicologa, che visitano il comune del
Centro Lodigiano una volta a settimana, e che in caso di necessità segnaleranno
il caso al legale, o chiamando direttamente un numero di cellulare, pubblicato
in comune e sui manifesti affissi per le vie del paese. Casa, famiglia e
immigrazione, questi i tre grandi nuclei tematici della consulenza assicurata
dal comune, con consigli su questioni riguardanti diritto di proprietà e
diritto reale (usufrutto, uso dell'abitazione, superficie, enfiteusi, servitù
prediale, ipoteca), regime patrimoniale, successioni, sostegno delle pubbliche
amministrazioni, fino ai casi di separazioni, divorzi, violenze domestiche.
«Questi sono i casi ovviamente più delicati, che spesso è più difficile far
venire alla luce - spiega ancora l'assessore - ; è per questo che l'azione
congiunta di assistente sociale, psicologa e legale, in una grande struttura a
rete, dovrebbe aiutarci a prevenire qualcuna di queste tragiche situazioni».
Anche i problemi legati all'integrazione dei cittadini immigrati, saranno contemplati nel novero delle consulenze dispensate
dall'avvocato, che aiuterà gli stranieri a districarsi nella
"giungla" della burocrazia italiana. Il servizio è stato attivato per ora in via
sperimentale e anche se è operativo solo da qualche settimana, sono già diversi
gli squilli ricevuti dal telefono amico di "Diritto oggi". Rossella
Mungiello
(
da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XI - Palermo
Due regi decreti pubblicati sul Giornale dell´Intendenza
in tema di "mani pulite" della burocrazia GLI IMPIEGATI SOTTO INCHIESTA LA MORALITà AL TEMPO DEI BORBONI
MARIO GENCO FINALMENTE IL TITOLO DI UN DECRETO - legge inaspettato e da più
parti politiche finora ritenuto improponibile: esso recita "Per la
sospensione dei soldi agli impiegati civili sottoposti a giudizio penale".
Senza entrare nel dettaglio del provvedimento, è necessario premettere che non
si fa alcuna distinzione fra vari tipi di reato: gli impiegati inquisiti
verranno subito sospesi dello stipendio e riceveranno solo una «mensual prestazione
a titolo di soccorso». Insomma, un sussidio di sopravvivenza non superiore a un
terzo dello stipendio goduto, finché durerà la carcerazione con mandato di
arresto. Stipendio dimezzato se in carcere «con mandato di deposito o per
qualsiasi altra disposizione». Tutto chiaro, tranne il «mandato di deposito»,
che non è spiegato bene che cosa sia. Né la ventata moralizzatrice si arresta a
questo pur significativo decreto. Il governo sembra deciso a stroncare anche la
corruzione dei pubblici funzionari e il malcostume delle raccomandazioni. Ecco
il titolo di un altro, non meno perentorio decreto: "Per le pene contro
gli impiegati che sollecitano degli affari". Il documento ha questa
premessa: «Avendo avuto, con nostro sensibile rincrescimento, occasione di conoscere
che in diverse officine delle Amministrazioni taluni impiegati subalterni che
ne fanno parte, si permettono di esigere delle regalie da coloro che in esse si
recano pei propri affari, o vengono per rispettivi rami eletti ad impieghi, o
promossi. E volendo che si tolga questo indecoroso abuso.. . ». Chi si
sorprenda dell´arcaicità della lingua e dell´opacità dello stile, tenga
presente che il legislatore prima d´ora mai era stato chiamato a confrontarsi
con siffatti argomenti di interesse pubblico generale. Se si fosse trattato di
leggi ad personam, come sono state definite, la lingua e il legiferare
sarebbero stati più sciolti, si potrebbe dire spontanei. Il decreto consta di
tre articoli, di cui quello più importante è il secondo: «Articolo 2. I contravventori
saranno puniti con la sospensione di soldo e impiego per le prime mancanze
nelle materie, e colla destituzione nei casi di recidiva». D´accordo, non
bastano una o due leggi per stroncare il malcostume, ma almeno si è cominciato
a tentare. Questo, si può supporre, è stato il commento immediato dei lettori
della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana�oh, scusate il lapsus... Ci
si era dimenticati di dire che entrambi i decreti erano definiti
"Regi" e tali erano anche gli impiegati e le amministrazioni in
oggetto, e che il foglio su cui furono pubblicati era il Giornale
dell´Intendenza di Palermo degli anni 1826 e 1832 dell´era borbonica.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 09-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 11 - Oristano
Una nuova caserma per i vigili del fuoco Macomer, entro l'estate cominceranno i
lavori Il ministero dell'Interno ha già stanziato due milioni di euro TITO
GIUSEPPE TOLA MACOMER. I lavori per la realizzazione della nuova caserma dei
vigili del fuoco di Macomer potrebbero avere inizio entro l'estate. I soldi per
finanziare l'opera ci sono. Manca invece l'approvazione definitiva della
variante al Puc che consentirà di utilizzare l'area messa a disposizione dal
comune. La caserma sarà realizzata dal ministero dell'Interno con una spesa di
circa due milioni di euro. L'area sulla quale sarà realizzato il complesso, una
struttura abbastanza ampia in grado di consentire tutta una serie di attività a
partire dell'addestramento, fondamentale per mantenere alto il livello di
efficienza del reparto, si estende su circa un ettaro ed è situata a Sertinu,
poco distante dalla nuova piscina coperta e dal centro per il tempo libero. La
caserma dei vigili del fuoco di Macomer sarà accessibile da via Papa Simmaco,
che la collegherà al centro cittadino, alla circonvallazione in corso di
realizzazione e alla via Berlinguer per gli interventi in direzione di Sassari.
Tutto è pronto per l'appalto, manca solo l'autorizzazione della Regione. «Con
l'approvazione definitiva della variante al Puc che consentirà di realizzare la
struttura in una zona C - dice l'assessore all'urbanistica, Torre Barria, - si spera
di poter iniziare i lavori. Non saprei indicare dei tempi perché l'appalto non
è gestito da noi. A realizzare l'opera è infatti il ministero degli Interni che
provvede direttamente a tutto. Io spero che i lavori possano iniziare prima
dell'estate e che per il 2010 si possa finalmente disporre della nuova caserma
dei vigili del fuoco». Il finanziamento per realizzare la struttura è stato
stanziato agli inizi del 2007. Nella primavera dello stesso anno si tenne a
Cagliari una conferenza di servizio che appianò le difficoltà che impedivano
l'avvio dei lavori. Parteciparono i rappresentanti del ministero degli Interni,
del comando dei vigili del fuoco di Nuoro, dell'assessorato all'Urbanistica
della Regione, del comune di Macomer e della Soprintendenza. Sembrava che che
la strada fosse spianata, invece bisognava mettere in
conto i tempi della burocrazia regionale. La nuova caserma migliorerà l'efficienza del
distaccamento dei vigili del fuoco di Macomer e aumenterà l'efficacia agli
interventi. La localizzazione della struttura la rende facilmente accessibile e
facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione. I locali
di via Satta dove operano i vigili del fuoco, sono inadeguati e carenti da
tutti i punti di vista. Mancano soprattutto gli spazi per l'addestramento,
fondamentale per mantenere l'efficienza.
(
da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
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Pagina V - Milano Anna Maria Bernardini De Pace Promuovo il sindaco boccio
la burocrazia In fondo
non è successo nulla di grave. Ma certo qualche dirigente ha sbagliato Avvocato
Anna Maria Bernardini De Pace, Milano finisce sotto la neve ed esplodono le
polemiche. «Ma che follia tutte queste critiche nei confronti del Comune per i
disagi provocati dalla neve. I problemi, in fondo, sono durati un solo
giorno. Io, comunque, non ne ho risentito. Il mio ufficio era aperto, tutto i
miei assistenti c´erano, i clienti pure. Chi voleva lavorare ha lavorato. Altri
ne hanno approfittato per starsene a casa». Però Milano non ha dimostrato
grande efficienza nell´affrontare l´emergenza neve. «Ma non è vero. La neve è
un evento eccezionale e non governabile. A Milano, come del resto a Parigi o a
New York. L´amministrazione si è mossa bene. Ho visto gente lamentarsi per i
treni in ritardo. Ma neve o non neve, i treni sono sempre in ritardo». Però la
mancanza di sale da spargere sulle strade resta, comunque, una brutta storia
per Palazzo Marino. «Sì, questa storia mi ha lasciata allibita. Ma la colpa non
può essere addossata al sindaco. Va sanzionato il dirigente che aveva la
responsabilità di questi rifornimenti e non li ha fatti». Vuole dare un voto al
Comune di Milano per come ha affrontato l´emergenza neve? «Sì, do 7 al Comune,
del resto le strade erano pulite e il metrò ha sempre funzionato. Ma darei un 4
al dirigente che non ha fatto il suo dovere. Il sindaco non può essere il capro
espiatorio di tutto». (l.a.)
(
da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
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Pagina 17 - Interni
"Sì, ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso"
Andreotti a quota 90: troppi giudici indifferenti alla legge GOFFREDO DE
MARCHIS ROMA - Belzebù in Paradiso? «Penso proprio di sì. Ma per la bontà di
Dio, non perché me lo meriti». Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni
e guarda avanti, «senza fretta». Protagonista assoluto della seconda metà del
secolo scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette
volte presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto
in via definitiva (con una prescrizione), oggi senatore a vita. Andreotti è
nato a Roma il 14 gennaio 1919, la festa è mercoledì prossimo. Un piccolo dono,
tre etti di caramelle Rossana, viene gradito. «Ora però le nascondiamo. Posso
mangiarne solo due al giorno». Il metodo, la disciplina lo aiutano ad
affrontare la vecchiaia: «Mai cambiato abitudini». Al traguardo Andreotti
arriva in buona forma. «Oggi sembra quasi normale toccare questa quota. Ma
quando ero ragazzino io, un uomo di 30 anni era adulto e uno di 40 un vecchio».
Altri tempi, è davvero il caso di dirlo. Che sta bene gliel´ha detto anche
Benedetto XVI. «L´ho incontrato qualche giorno fa, al compleanno di padre Busa
(95 anni). Si avvicina e mi fa: "Lei non invecchia mai"». Il primo
regalo della sua vita? «Avevo 14 anni, un piccolo fonografo con un disco di
Vittorio De Sica». Praticamente non ha conosciuto suo padre. Le è pesata questa
assenza? «Mio padre è morto quando avevo due anni. Ma mia madre è stata capacissima,
ha tirato su tre figli con la pensione di guerra che erano quattro soldi.
Eppure non ci è mancato niente. Siamo cresciuti con una certa parsimonia, che è
una bella cosa. Se poi la vita ti offre di più bene, altrimenti ci si abitua.
Io sono ancora parsimonioso». A sua moglie Livia promise che si sarebbe
ritirato a 60 anni, nel 1979. Ne sono passati altri 30. «Sono quelle promesse
che si fanno. Livia all´inizio si è lamentata poi ha smesso. La mia vita è
questa, non posso cambiarla. La politica che si fa adesso comunque è molto più
calma e non solo perché i miei impegni sono diminuiti. I primi anni facevo il
globetrotter, conoscevo tutti i comuni del mio collegio, il Lazio, non ho mai
dormito a casa un sabato. è una fatica ma ti tiene vivo. Il contatto con la
gente mi piaceva. Farsi un´idea dei problemi sulla carta, in un ufficio o
peggio in televisione non è politica, diventa quasi un teorema di matematica».
è contento della sua vita fin qui? «Ho avuto tutto. Ho una famiglia molto
semplice, i miei figli fanno una vita regolare. Ognuno ha seguito la sua strada
e alcuni hanno fatto carriera. Uno è vicepresidente di una multinazionale. Del
lavoro non mi lamento. Ancora oggi mi chiedono articoli, mi invitano alle
riunioni e mi piace molto andare in commissione. In aula invece il dibattito è
un po´ togato. Sono lontani i tempi della guerra fredda, dei grandi scontri». E
in America è diventato presidente un nero... «Una svolta storica. Anzi mi
dispiace che si debba sottolineare l´aspetto razziale quasi fosse una rarità».
Chi le manca dei protagonisti di un tempo? «Fra le persone, De Gasperi. Ma mi
manca soprattutto il metodo, il contatto con la gente che c´era prima. Adesso è
tutto più meccanico. Allora i partiti e i sindacati erano soggetti molto forti
e molto vivaci, oggi sono delle burocrazie. Tra gli
avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci
faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc
qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo
interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è
nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni di paga al mese
abbiamo dovuto fare una legge"». La crisi dei partiti quindi è un male.
«Certo. Toglie un sistema di formazione politica che si costruisce su
conoscenze storiche, approfondimenti economici e internazionali. La politica
non è solo un fatto epidermico e occasionale». Il campione di questa nuova
politica è Berlusconi. «Berlusconi è partito con un grande vantaggio: sapeva
che tutto ciò che aveva fatto prima era andato bene. Non si era mai occupato di
televisione e ha costruito un´azienda pari a quella di stato, non aveva mai
visto un mattone e ha tirato su dei quartieri. Sotto questo aspetto è un uomo
che vale. Magari fortunato, ma capace». E come politico? «Migliora. All´inizio
commetteva un grandissimo sbaglio, quello di dire "voi politici". Ma
lui che faceva?». Come statista? «Le prime volte che sedeva al banco del
governo era scocciato, guardava continuamente l´orologio. Poi a mio avviso gli
è venuta la passione, segue i problemi, parla con competenza». Insomma, lei lo
ha votato. «No. Ma nemmeno gli ho votato contro». Un tempo era lei l´uomo più
potente d´Italia. «Macchè. Al massimo potevo essere un valvassino. Diciamo che
andavo bene nel mio collegio. Nel Lazio non avevo concorrenti temibili anche
perché me ne occupavo dalla mattina alla sera. Nessuno mi ha mai regalato
niente. Se non fossi senatore a vita, i voti li prenderei anche adesso. Giro
ancora abbastanza, raramente la sera sto a casa. Partecipo a molte riunioni,
anche a certi incontri che si fanno presso famiglie. Sono persone semplici, si
parla di tutto. Prima mi informo su chi sono per evitare passi falsi». I
processi sono acqua passata? «Quando ci ripenso, provo una rabbia
incontrollabile. Essere sotto tiro per cose che hai fatto, passi. Ma così no.
Hanno usato i processi per mettermi fuori gioco politicamente. è stato un
momento di politica molto cattiva». Magistratura e Palazzo sono di nuovo ai
ferri corti. «I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale per
tutti, tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l´hanno scritto alle
spalle e fanno fatica a girarsi. Bisogna cancellare le correnti organizzate
perché le correnti sono giocoforza politicizzate». Nel suo rapporto speciale
con il Vaticano ha fatto più gli interessi della Chiesa che dell´Italia?
«Glielo garantisco, il Vaticano non ha bisogno di aiuti, né del mio né di
altri. Certo, la Santa sede è a Roma e chi si occupa di politica estera ne deve
tenere conto. Semmai sono loro ad aver aiutato noi. Quando De Gasperi andò in
America dopo la guerra, il cardinale Spellman ci aprì molte porte perché gli
italiani erano visti malissimo». L´Osservatore romano però prepara una grande
intervista per i suoi 90 anni. «Mi fa piacere. Cominciai a leggerlo nel ´31
durante la persecuzione dei circoli cattolici da parte dei fascisti. Mia madre
mi dava 40 centesimi per il maritozzo, io invece ci compravo l´Osservatore e il
Messaggero. Era un rischio acquistarlo perché all´edicola c´erano i picchetti
neri. Una volta capitai in Vaticano proprio in quegli anni e vidi Pio XI
piangere e gridare contro chi gli contestava la firma dei Patti lateranensi.
Quella scena mi turbò e svenni. I miei amici mi nascosero dietro una tenda
bianca, di seta». Le piacerebbe una riforma presidenzialista? «Direi di no. Chi
ha avuto un periodo di dittatura deve stare attento alle ricadute». Ma sono
passati 60 anni «A maggior ragione. Se hai avuto una brutta polmonite a 18 anni
non smetti di riguardarti a 70». Custodisce molti segreti? «Un po´ di vita
interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non
farei mai un libro o un´intervista su certi episodi. La categoria del folklore
politico non mi appartiene».
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-09 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Il caso Disabile portato a braccia A scuola torna
l'ascensore NAPOLI - La Befana è arrivata anche per Emmanuel, lo studente
napoletano undicenne, gravemente cerebroleso e su sedia a rotelle, che
frequenta la prima media della scuola Santa Maria di Costantinopoli: finalmente
è entrato in funzione l'ascensore che gli consente di poter accedere all'aula
senza l'aiuto dei genitori e dell'assistente materiale che erano dall'inizio
dell'anno scolastico a portarlo a spalla fino al secondo piano, con notevoli
disagi: l'ascensore, malgrado l'impianto fosse nuovo, inspiegabilmente non era
in funzione. «Dopo la nostra segnalazione a metà dicembre
dice Imma, la mamma del ragazzo che lanciò un appello - si è scatenata una vera
e propria catena di solidarietà dei media locali e nazionali che è arrivata
addirittura a smuovere la pachidermica burocrazia del Comune».
(
da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2009-01-09 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Ciak Risate «politicamente trasversali» con Dado «Comunista e
fascista nel nome di Gaber» «Ho scoperto di avere qualcosa da spartire con il
Signor G. facendo l'anagramma del mio vero nome, che è Gabriele Pellegrini. Da
allora ho un punto di riferimento sicuro per decifrare tutte le assurdità della
nostra vita quotidiana» T utti lo conoscono come Dado di Zelig, ma la vera
identità di Gabriele Pellegrini sta nell'anagramma del suo nome «Pellegrini è
il Gaber», una rivelazione che il comico romano ha preso alla lettera: il
teatro canzone del Signor G. è il suo punto di riferimento e il successo della
tournée di «Onesto ma non troppo », lo spettacolo diretto da Augusto Fornari,
sembra dargli ragione. In scena, in perfetto stile gaberiano con la band che
appare solo quando è necessario, il comico (classe 73, padre di tre figli),
s'interroga su ciò che è onesto oggi. Il terreno è vastissimo, «partiamo dalla
creazione della Terra per arrivare alla legge Biagi», spiega Dado. Gli
argomenti sono i più vari, dalla burocrazia alla crisi economica,
dalla politica alla religione, fino alle contraddizioni ideologiche della vita
di tutti i giorni. Uno spettacolo politicamente trasversale. «Racconto la
storia di un uomo che non prende posizione perché ogni giorno è attraversato da
tutte le posizioni possibili», afferma l'attore. «Alla mattina, quando
si sveglia per andare a lavorare, è comunista perché ha nel sangue il padre
partigiano; è fascista in mezzo al traffico, perché per arrivare prima vorrebbe
farsi strada con un missile; per fare carriera di fronte al capufficio diventa
un leccapiedi socialista, se per strada incontra un africano è subito
cattolico, peccato che se quel nero si permette di toccare sua figlia si
trasforma in leghista arrabbiato ». Un brano decisamente gaberiano,
autobiografico, come spiega l'autore: «Non ci son più destra e sinistra, siamo
radicali e democratici, secondo le nostre esigenze ». E se Dado nell' elenco di
onesti e disonesti non ha dubbi su dove mettere banche e parlamentari, dice la
sua anche in tema religioso. «Ho scoperto su Internet quante frange ha il
cristianesimo », afferma, «dagli evangelisti ai valdesi, dagli ortodossi agli
avventisti del settimo giorno, ognuno può seguire il suo credo. Assomigliano
alle correnti dei partiti, create per ospitare più candidati e acquistare
maggior consenso possibile ». Tra una battuta e l'altra, Dado sta già scrivendo
il prossimo spettacolo. «Sarà sui vari tipi di bacio», anticipa, «soprattutto
su quello di Andreotti con Riina». Ancora sul palcoscenico, dunque… «Certo, il
teatro crea dipendenza, la tv aiuta a smettere. Ma io ho scelto la mia droga e
so di che cosa preferisco morire». Sicurezze «Il teatro crea dipendenza, la tv
aiuta a smettere. Ma io ho scelto la mia droga: il palcoscenico» Incertezze
«Racconto la storia di un uomo che non prende posizione: è attraversato da
tutte le posizioni» Simpatia Gabriele Pellegrini, romano, in arte Dado: ha 35
anni ed è padre di tre bambini. Si è fatto conoscere con «Zelig». Nello spettacolo
che porta a Milano sarà accompagnato da una band a «intermittenza» Livia Grossi
(
da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
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Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-01-09 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE La storia Gianna Martinengo: la Bocconi, l'esperienza negli Usa, il
successo in Italia «Ma se vai in banca ti chiedono: quanto guadagna suo
marito?» Il coraggio non le è mai mancato, e nemmeno la voglia di sperimentare
e rinnovarsi. Fin dall'inizio, quando nel lontano 1981 Gianna Martinengo,
allora 38enne insegnante di inglese, vinse un bando della Computer Curriculum
Corporation di Palo Alto e mollò tutto per trasferirsi Oltreoceano. «Mi venne
offerta questa opportunità in un momento davvero drammatico della mia vita
personale — racconta Gianna, che è laureata alla Bocconi e parla 4 lingue —. Che
faccio? Lascio la scuola? Era il primo progetto al mondo di insegnamento
dell'inglese a distanza. Io conoscevo bene la didattica e l'inglese ma non
distinguevo un computer da una lavatrice. Ho deciso di fare come Davide Lajolo,
veder l'erba (o la vita) dalla parte delle radici, e sono partita con i miei
due figli di 11 e 13 anni». E lì, all'Università di Stanford, nel cuore della
gloriosa Silicon Valley, nasce la vocazione di pioniera di Gianna Martinengo
che tornata in Italia trova il vuoto totale e crea Didael (acronimo di
Didattica con elaboratore) per utilizzare il know how acquisito, applicandolo
all'insegnamento dell'italiano e all'uso del computer per bambini con
difficoltà di apprendimento. Tempi eroici. «Mi facevo prestare da un amico uno
dei primi pc Olivetti e alle 7 di sera mi trasferivo nel suo ufficio con una
collega di scuola, bravissima piscolinguista, una programmatrice e 2 grafici».
Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti, ma il vantaggio competitivo di
Didael, prima «Web knowledge company» italiana, è rimasto quello di creare non
solo applicazioni ma anche di sperimentare e investire nella ricerca. «La parte
più entusiasmante del mio lavoro è inventarsi il futuro — racconta Gianna —,
progettiamo infrastrutture capaci di includere nel ciclo produttivo le persone,
con tutta la loro dimensione sociale e collaborativa. Una visione
dell'informatica dove alla logica e alla matematica si unisce il contributo di
psicologia, scienze sociali, antropologia». Onusta di premi e riconoscimenti (dall'Ambrogino
d'oro nel 2007 all'attuale carica di presidente del Comitato per la promozione
dell'Imprenditoria femminile della Camera di Commercio milanese) Gianna lo è un
po' meno di sostegno autentico. «Innovazione e ricerca sono due parole
fantastiche per i convegni, ma di fatto nessuno ti aiuta a sostenere il tuo
prodotto, al massimo te lo scopiazzano. La seconda favoletta riguarda l'accesso
al credito. E qui non parliamo della Bracco o della Marcegaglia... Lo
stereotipo è la donna imprenditrice che va in banca e subito le chiedono: ma
quanto guadagna suo marito?». «Affronto la crisi con grande ottimismo — dice
ancora— visto che non ho mai avuto la possibilità di fare piani a medio o lungo
termine. Da tempo siamo stabili e instabili, come le sculture di Calder». Nove
dipendenti e un fatturato di 1 milione e mezzo di euro all'anno (era anche
(
da "Repubblica.it" del 09-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
ROMA - Belzebù in
Paradiso? "Penso proprio di sì. Ma per la bontà di Dio, non perché me lo
meriti". Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni e guarda avanti,
"senza fretta". Protagonista assoluto della seconda metà del secolo
scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette volte
presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto in via
definitiva (con una prescrizione), oggi senatore a vita. Andreotti è nato a
Roma il 14 gennaio 1919, la festa è mercoledì prossimo. Un piccolo dono, tre
etti di caramelle Rossana, viene gradito. "Ora però le nascondiamo. Posso
mangiarne solo due al giorno". Il metodo, la disciplina lo aiutano ad
affrontare la vecchiaia: "Mai cambiato abitudini". Al traguardo
Andreotti arriva in buona forma. "Oggi sembra quasi normale toccare questa
quota. Ma quando ero ragazzino io, un uomo di 30 anni era adulto e uno di 40 un
vecchio". Altri tempi, è davvero il caso di dirlo. Che sta bene gliel'ha
detto anche Benedetto XVI. "L'ho incontrato qualche giorno fa, al
compleanno di padre Busa (95 anni). Si avvicina e mi fa: "Lei non
invecchia mai"". Il primo regalo della sua vita? "Avevo 14 anni,
un piccolo fonografo con un disco di Vittorio De Sica". Praticamente non
ha conosciuto suo padre. Le è pesata questa assenza? "Mio padre è morto
quando avevo due anni. Ma mia madre è stata capacissima, ha tirato su tre figli
con la pensione di guerra che erano quattro soldi. Eppure non ci è mancato
niente. Siamo cresciuti con una certa parsimonia, che è una bella cosa. Se poi
la vita ti offre di più bene, altrimenti ci si abitua. Io sono ancora
parsimonioso". A sua moglie Livia promise che si sarebbe ritirato a 60
anni, nel 1979. Ne sono passati altri 30. "Sono quelle promesse che si
fanno. Livia all'inizio si è lamentata poi ha smesso. La mia vita è questa, non
posso cambiarla. La politica che si fa adesso comunque è molto più calma e non
solo perché i miei impegni sono diminuiti. I primi anni facevo il globetrotter,
conoscevo tutti i comuni del mio collegio, il Lazio, non ho mai dormito a casa
un sabato. È una fatica ma ti tiene vivo. Il contatto con la gente mi piaceva.
Farsi un'idea dei problemi sulla carta, in un ufficio o peggio in televisione
non è politica, diventa quasi un teorema di matematica". È contento della
sua vita fin qui? "Ho avuto tutto. Ho una famiglia molto semplice, i miei
figli fanno una vita regolare. Ognuno ha seguito la sua strada e alcuni hanno
fatto carriera. Uno è vicepresidente di una multinazionale. Del lavoro non mi
lamento. Ancora oggi mi chiedono articoli, mi invitano alle riunioni e mi piace
molto andare in commissione. In aula invece il dibattito è un po' togato. Sono
lontani i tempi della guerra fredda, dei grandi scontri". E in America è
diventato presidente un nero... "Una svolta storica. Anzi mi dispiace che
si debba sottolineare l'aspetto razziale quasi fosse una rarità". Chi le
manca dei protagonisti di un tempo? "Fra le persone, De Gasperi. Ma mi
manca soprattutto il metodo, il contatto con la gente che c'era prima. Adesso è
tutto più meccanico. Allora i partiti e i sindacati erano soggetti molto forti
e molto vivaci, oggi sono delle burocrazie. Tra gli
avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci
faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc
qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo
interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è
nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni di paga al mese
abbiamo dovuto fare una legge"". La crisi dei partiti quindi è un
male. "Certo. Toglie un sistema di formazione politica che si costruisce
su conoscenze storiche, approfondimenti economici e internazionali. La politica
non è solo un fatto epidermico e occasionale". Il campione di questa nuova
politica è Berlusconi. "Berlusconi è partito con un grande vantaggio:
sapeva che tutto ciò che aveva fatto prima era andato bene. Non si era mai
occupato di televisione e ha costruito un'azienda pari a quella di stato, non
aveva mai visto un mattone e ha tirato su dei quartieri. Sotto questo aspetto è
un uomo che vale. Magari fortunato, ma capace". E come politico?
"Migliora. All'inizio commetteva un grandissimo sbaglio, quello di dire
"voi politici". Ma lui che faceva?". Come statista? "Le
prime volte che sedeva al banco del governo era scocciato, guardava
continuamente l'orologio. Poi a mio avviso gli è venuta la passione, segue i
problemi, parla con competenza". Insomma, lei lo ha votato. "No. Ma
nemmeno gli ho votato contro". Un tempo era lei l'uomo più potente
d'Italia. "Macché. Al massimo potevo essere un valvassino. Diciamo che
andavo bene nel mio collegio. Nel Lazio non avevo concorrenti temibili anche
perché me ne occupavo dalla mattina alla sera. Nessuno mi ha mai regalato
niente. Se non fossi senatore a vita, i voti li prenderei anche adesso. Giro
ancora abbastanza, raramente la sera sto a casa. Partecipo a molte riunioni,
anche a certi incontri che si fanno presso famiglie. Sono persone semplici, si
parla di tutto. Prima mi informo su chi sono per evitare passi falsi". I
processi sono acqua passata? "Quando ci ripenso, provo una rabbia
incontrollabile. Essere sotto tiro per cose che hai fatto, passi. Ma così no.
Hanno usato i processi per mettermi fuori gioco politicamente. È stato un
momento di politica molto cattiva". Magistratura e Palazzo sono di nuovo
ai ferri corti. "I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale
per tutti, tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l'hanno scritto
alle spalle e fanno fatica a girarsi. Bisogna cancellare le correnti
organizzate perché le correnti sono giocoforza politicizzate". Nel suo
rapporto speciale con il Vaticano ha fatto più gli interessi della Chiesa che
dell'Italia? "Glielo garantisco, il Vaticano non ha bisogno di aiuti, né
del mio né di altri. Certo, la Santa sede è a Roma e chi si occupa di politica
estera ne deve tenere conto. Semmai sono loro ad aver aiutato noi. Quando De
Gasperi andò in America dopo la guerra, il cardinale Spellman ci aprì molte
porte perché gli italiani erano visti malissimo". L'Osservatore romano
però prepara una grande intervista per i suoi 90 anni. "Mi fa piacere.
Cominciai a leggerlo nel '31 durante la persecuzione dei circoli cattolici da
parte dei fascisti. Mia madre mi dava 40 centesimi per il maritozzo, io invece
ci compravo l'Osservatore e il Messaggero. Era un rischio acquistarlo perché
all'edicola c'erano i picchetti neri. Una volta capitai in Vaticano proprio in
quegli anni e vidi Pio XI piangere e gridare contro chi gli contestava la firma
dei Patti lateranensi. Quella scena mi turbò e svenni. I miei amici mi
nascosero dietro una tenda bianca, di seta". Le piacerebbe una riforma
presidenzialista? "Direi di no. Chi ha avuto un periodo di dittatura deve
stare attento alle ricadute". Ma sono passati 60 anni "A maggior
ragione. Se hai avuto una brutta polmonite a 18 anni non smetti di riguardarti
a 70". Custodisce molti segreti? "Un po' di vita interna dello Stato
la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o
un'intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi
appartiene". (9 gennaio 2009
(
da "Stampa, La" del 10-01-2009)
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Burocrazia
PISCINA MILANACCIO.
LEGA NORD Una raccolta di firme per invitare il Comune a dare l'ok all'apertura
Che la riapertura del centro sportivo Milanaccio di Borgosesia sfociasse in una
questione politica, era più che prevedibile. Ora, però, i politici chiedono
aiuto ai cittadini per sollecitare il Comune di Borgosesia a rilasciare le
autorizzazioni per mettere in funzione la piscina di viale Varallo (l'ultimo
impianto rimasto chiuso, insieme al bar). Da sabato 17, per tre sabati
consecutivi, i militanti della Lega nord allestiranno un banchetto in piazza
Mazzini, durante il mercato settimanale, in cui inviteranno i passanti a
firmare l'appello al Comune di Borgosesia che, si sa, con il Comune di Varallo,
proprietario del Milanaccio, non ha mai avuto un ottimo rapporto. La burocrazia, però, non è fatta di simpatie, ma certo può essere rallentata.
Il Comune di Borgosesia, prima di rilasciare i permessi, ha contestato la
pericolosità dei parcheggi, in cui dovrebbero essere posizionati dei cordoli e
una segnaletica per l'immissione; inoltre segnala anomalie anche per la
vicinanza al fiume. Il Comune di Varallo, tra l'altro, sostiene che in diverse
occasioni, per sbloccare la macchina della burocrazia,
«si è reso necessario il sollecito del prefetto». Ora è stato chiesto anche
quello dei cittadini che, con le loro firme, rivolgeranno un appello per
riaprire al più presto anche la piscina del Milanaccio.
(
da "Stampa, La" del 10-01-2009)
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Burocrazia
NUOVE COMPETENZE
PALAZZO NERVI, SENZA AMMINISTRAZIONE, NON HA TECNICI A SUFFICIENZA Edilizia a
rischio senza Comunità montane MARINA BELTRAME L'uscita dalle Comunità Montane
di molte località che in base alle normative non possono più farne parte,
rischia di avere una «ricaduta burocratica» imprevista sugli uffici della
Provincia. Fino al 31 dicembre scorso, le pratiche relative a interventi
edilizi in aree soggette a vincolo idrogeologico venivano sbrigate dalle
Comunità Montane. Dal primo gennaio, le competenze in materia di vincolo
idrogeologico per tutte le località che non posso più farne parte (tutti i
Comuni costieri compresi fra Spotorno ed Andora, oltre a Villanova d'Albenga, e
alcuni Comuni della Valbormida, Cairo in testa) sono attribuite alla Provincia
che, fino a pochi giorni fa, si occupava solo di Savona città. A sollevare il
caso è il consigliere regionale del Pdl Matteo Marcenaro: «La Giunta Regionale,
con la deliberazione dello scorso 22 dicembre, rischia di compromettere in modo
assai grave l'operatività di un settore importante per l'economia savonese
quale quello dell'edilizia. - dice - Chiunque intenda avviare interventi di
tipo edificatorio, non solo civili abitazioni ma anche strutture produttive, in
aree soggette a vincolo, che interessano la stragrande maggioranza del
territorio provinciale, dal primo gennaio deve necessariamente rivolgersi agli
uffici della Provincia che, e qui sta il paradosso, sono strutturati unicamente
per gestire il territorio di Savona città. Ci troveremo quindi nell'assurda
situazione che le pratiche che affluiranno agli uffici di Palazzo Nervi non
potranno essere evase, accumulando in tal modo ritardi che dovranno essere
smaltiti in un secondo tempo». Prosegue: «Non ci pare questo un buon sistema
per agevolare l'economia del territorio, aggiungendo alla
già infinita burocrazia
italiana ulteriori ostacoli specifici per i savonesi. Ma il fatto più
imbarazzante di questa vicenda è che le ragioni che stanno alla base di questa
scelta scellerata sono, come sempre, di ordine politico e cioè finalizzate a
salvaguardare il ruolo della Provincia di Genova che, com'è noto,
essendo Provincia coincidente con Città Metropolitana potrebbe essere abolita
con maggior facilità, quindi attribuendo alla stessa più competenze si cerca di
accrescerne l'utilità. E pazienza se questo comporterà enormi difficoltà
all'economia di altri territori regionali. Ancora una volta la maggioranza di
centrosinistra dimostra la propria scarsa considerazione del Ponente,
subordinandone le esigenze a quelle del capoluogo». Conclude Marcenaro:
«Presenterò un'interpellanza urgente al presidente per chiedere se non reputi
opportuno ritornare su questa scelta, mantenendo le funzioni del vincolo in
capo alle Comunità Montane e immaginando eventualmente un percorso di
trasferimento meno improvvisato».
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)
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Burocrazia
IL CASO. Giace ancora
all'obitorio del Civile la ragazza uccisa alla Mandolossa di Gussago nel
febbraio 2005 La lucciola senza identità in cerca del giusto riposo di Franco
Mondini Da quattro anni il cadavere, il corpo di una prostituta uccisa nelle
campagne di Gussago, giace, quasi dimenticato dalla pietà umana, in una cella
frigorifera dell'obitorio dell'Ospedale Civile di Brescia. «Cadavere
sconosciuto» recita la burocrazia. Nonostante mesi di indagini in Italia e all'estero impossibile
dare a quel corpo un'identità: nessun indizio dalle impronte digitali; nessuna
richiesta di informazioni da parte di amici o famigliari; nessuna denuncia di
scomparsa che possa far nascere un dubbio su quel cadavere, che per qualche
tempo ha condiviso le sorti di un'altra donna senza identità trovata
carbonizzata a Castegnato. In questo caso fu lo stesso Comune (vedi sotto) a
tributarle una sepoltura, a darle una lapide che esprimesse il cordoglio per
una sorte amara, per una vita di abusi e violenze. La ragazza uccisa a Gussago
per ora non è stata così fortunata, nonostante i primi indizi facevano ben
sperare sulla sua identità. Della giovane, infatti, si conosceva il nome:
Evelyn, un nome di «battaglia», di quella battaglia quotidiana sulle strade
della prostituzione. Chi l'aveva vista battere aveva raccontato anche che
probabilmente era nigeriana, aveva 23 anni e una base d'appoggio a S.Eufemia.
Nomi e circostanze buttati lì dalle compagne di ventura quasi con fastidio,
senza la convinzione necessaria e senza quello spunto in più che portasse ad
una identità certa e ad una altrettanto certa famiglia di origine. Così la
«presunta» Evelyn giace senza futuro all'obitorio del Civile da quando la sua
vita fu stroncata la notte tra il 20 e il 21 febbraio del 2005 e il suo corpo
abbandonato nei campi innevati di via Togni, alla Mandolossa di Gussago. Il
giallo su quell'omicidio durò poco perchè i carabinieri fecero scattare le
manette ai polsi di tre ragazzi: Francesco Polito di Pompiano; Andrea Brescia e
Stefano Vanoschi di Soncino (Cremona). Tre giovani che si erano infilati in una
storia più grossa di loro, una rapina di pochi euro chiusa da una cintura
stretta al collo della ragazza. Rapido anche l'iter giudiziario. Francesco
Polito (fu lui a portare la cintura da casa, suo il biglietto con la parola
«Pure», il suo soprannome, lasciato, come fosse una firma che sapeva di sfida,
sul corpo) dopo aver rischiato l'ergastolo rimediò 18 anni di carcere in primo
grado, scesi a
(
da "Repubblica, La" del 10-01-2009)
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Burocrazia
Pagina I - Palermo
Le idee Corruzione in Sicilia territorio inesplorato MARIO CENTORRINO Il
mezzogiorno d´Italia è interessato, sotto il profilo della tenuta etica, da due
fenomeni che incidono negativamente sul suo capitale sociale: la «questione
morale» che attraversa importanti amministrazioni di centrosinistra, gli
intrecci perversi messi in luce recentemente tra politica, burocrazia ed enti locali. Intrecci dai quali sembrano apparentemente
estranee organizzazioni mafiose locali in questi giorni plasticamente
rappresentati da tre grossi scandali sui quali indaga la magistratura: il
cosiddetto sistema Romeo e le inchieste Why Not e Poseidone (appalti truccati e
utilizzo fraudolento di fondi pubblici). Nessuno dei due fenomeni,
qualcuno l´avrà pur notato, interessa la Sicilia. E val la pena provare a
riflettere sul punto. Togliamo subito di mezzo la «questione morale». In
Sicilia, con qualche eccezione, peraltro citata spesso in positivo (Gela e
Caltanissetta tra le altre), non esistono amministrazioni di centrosinistra in
comuni di grandi dimensioni. E questa considerazione è già sufficiente per dare
una spiegazione plausibile al non coinvolgimento della Sicilia nella «questione
morale» oggi trattata. Anzi, sotto questo profilo, la Sicilia potrebbe
rappresentare, nell´universo delle amministrazioni meridionali di
centrosinistra, un esempio di buone pratiche da valorizzare. Meno immediato è
capire perché, sempre oggi, la Sicilia resti fuori da indagini di grande
impatto mediatico su reti organizzate di aggiudicazione di appalti, su rapporti
tra politica, società pubbliche ed assunzioni pilotate, anch´essi non sporadici
ma organizzati a modello; su distorsioni di aiuti finanziari dai loro obiettivi
istituzionali, non episodici ma basati su ben individuate e descritte filiere
corruttive. SEGUE A PAGINA XV
(
da "Italia Oggi" del 10-01-2009)
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ItaliaOggi Numero
008 pag. 2 del 10/1/2009 | Indietro Come mai Berlusconi
alza la voce anche contro Bossi? I COMMENTI Di Pierluigi Magnaschi L'analisi
L'episodio chiave risale a mercoledi 7 gennaio. Berlusconi e Bossi erano a
pochi metri di distanza, a Roma, mentre era esplosa la polemica sul
matrimonio di Cai con Air France che svuoterebbe l'aeroporto di Malpensa.
Quest'ultimo sorge fra Milano, Navara e Varese, cioè nel cuore della Padania
vera, quella nella quale è sbocciato e continua a fiorire il voto
leghista. Visto che Berlusconi e Bossi erano vicini, un politico si avvicinò a
Berlusconi per invitarlo ad anticipare il colloquio chiarificatore. Ma
Berlusconi rispose seccamente: “Non se ne parla nemmeno. Ho altro da fare”. E'
strano che Berlusconi che, di solito, è cosi prudente (salvo che con i “comunisti”),
abbia scelto, questa volta, la via della pubblica provocazione. La spiegazione
risiede in due fatti. Il primo è che, per Berlusconi, la soluzione della
vicenda Alitalia è considerata troppo importante perché confermerebbe le sue
virtù taumaturgiche, dopo aver risolto la vicenda dell'immondizia a Napoli. Il
secondo fatto consiste nella circostanza che Berlusconi ritiene di aver
addomesticato Bossi, tenendolo per la cavezza del “federalismo fiscale”. E'
vero che i leghisti, pur di portare a casa il federalismo fiscale, hanno
addirittura cambiato pelle. Persino Roberto Calderoli è diventato prudente e
parco di parole. E in Parlamento, con l'opposizione, i leghisti fanno
l'occhio dolce e invocano, se non “cauti connubi” almeno “cauti colloqui”. Ma,
come diceva Totò, anche per la Lega “ogni limite ha il suo colmo”. E il colmo,
per loro, è che Berlusconi non può fare ciò che vuole del Nord. Questo è
ciò che Berlusconi sottovaluta. Sempre in giro fra Arcore, la Sardegna e la
capitale, Berlusconi deve aver perso il polso di ciò che sta bollendo in
pentola in Lombardia e nel Nord, un'area, questa, dove, alla lotta di classe
(fra padrone ed operai) si sta sostituendo la lotta fra chi è esposto agli
spifferi della crisi (padroni e operai) e il mondo della burocrazia
che non rischia nulla (né posto, né retribuzione) ma, in compenso, mette anche
il bastone fra le ruote di chi, nonostante tutto, intende avviare nuove
iniziative. Dietro il pretesto di Malpensa, si cala questo vero disagio che la
Lega ha intercettato e che Berlusconi farebbe male a sottovalutare.
Infatti, stando a un riservatissimo sondaggio, questo disagio comporterà, nei
prossimi appuntamenti elettorali, a far si che l'elettorato di centro destra
del Nord preferisca (senza far mancare il suo consenso al centro destra) votare
Lega, non perchè la preferisca all'ex Forza Italia, ma solo come
un'assicurazione contro la deriva capitolina del Pdl che si ritiene sia stato
annacquato dal più capitolino dei partiti, Alleanza nazionale.
(
da "Italia Oggi" del 10-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Agricoltura Oggi))
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ItaliaOggi Numero
008 pag. 28 del 10/1/2009 | Indietro Ora un'olivoteca
nazionale! TECNOLOGIA & INNOVAZIONE Di Andrea Settefonti Di Lena, fondatore
di Città dell'Olio, spiega la ricetta per essere più competitivi Un progetto
per coltivare e riunire gli oli d'Italia Olivoteca, un nome che evoca scrigni
per cose preziose. E cosa c'è di prezioso se non l'olio d'oliva. Dell'Olivoteca
d'Italia ne parliamo con chi ha avuto l'idea, Pasquale Di Lena, fondatore nel
1994 dell'associazione Città dell'Olio. «Tutto nasce da una semplice
considerazione sull'olivicoltura. L'Italia ha 400 varietà autoctone, il doppio
di quanto non abbia il resto del mondo. Un patrimonio non soltanto da tutelare,
ma anche da promuovere. Dop e Igp dovrebbero avere l'attenzione che meritano,
in Italia ci sono 37 oli a denominazione, quasi la metà delle 90 riconosciute
in Europa». Domanda. Ma l'olio a denominazione stenta a decollare sul mercato
italiano dove prevalgono i marchi industriali Risposta. Occorre rendere
remunerativo il mondo dell'olio, fargli esprimere tutte le proprie
potenzialità. E l'Olivoteca va in questa direzione. Vuole dare un contributo,
fornire gli strumenti per un'azione pressante sul mercato. Il fatto che gli oli
dop abbiano poco mercato è una questione di cultura. Nell'olio non sono stati
fatti i passi che, invece, ha fatto il vino. Per questo dobbiamo far conoscere
l'olio, fare cultura, informazione e, perché no, anche formazione a chi produce
perché produca olio di qualità. Ma c'è anche da dire che occorrono incentivi a
fare olio Dop. C'è troppa burocrazia, troppi costi che ammazzano il mercato. D. Torniamo alla sua
idea. Come si concretizzerà? R. Si tratta di coltivare realmente le 400 varietà
autoctone italiane in un unico oliveto. Per questo dovrà essere scelta l'area
adatta e questo si farà in collaborazione con Cia, Assitol e Città dell'Olio
che hanno aderito al progetto. Ovviamente alla struttura nazionale
potranno affiancarsi olivoteche regionali. D. Dunque l'Olivoteca produrrà
davvero olio, non sarà soltanto un museo? R. Certamente sarà un posto dove si
troveranno insieme la Pisciottana di Salerno con la Taggiasca di Impera e il
Leccino della Toscana. Sarà un luogo di studio, ma potrà avere anche una
valenza turistica, per incuriosire i consumatori. In un solo posto si potrà
trovare l'olio italiano, ottenuto con tutte le varietà, e quello da
monocultivar. D. D'accordo far conoscere, ma può bastare un'oliveta per far
apprezzare l'olio italiano? R. Nel Mediterraneo ci sono 130 varietà, la
Campania da sola ne ha quasi 100, il piccolo Molise ne conta 18 mentre la
Spagna, che detta legge nel mercato dell'olio, ne ha 20. E' su queste diversità
che l'Italia deve insistere. Abbiamo peculiarità che ci rendono unici e che
sono da sfruttare. L'Olivoteca dovrà fare rete, si dovrà collegare con le
fattorie didattiche, con le vie dei Sapori, con le enoteche pubbliche. D.
Conoscenza e cultura sono, dunque, i due elementi della sua ricetta perché
l'olio a denominazione si imponga sul mercato R. C'è tanta mancanza di cultura.
I consumatori hanno la maledetta abitudine a usare qualunque schifezza grassa.
Per questo dico che tutti i protagonisti della filiera devono lavorare per
informare il consumatore. Nel mondo soltanto il 3% dei grassi è olio e di
questa percentuale una piccolissima fetta è di extravergine. Quindi c'è molto
spazio per il mercato dell'olio italiano.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)
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Equitalia presenta
il conto e minaccia anche le "ganasce fiscali" in caso di mancato
pagamento di contravvenzioni, tributi e bolli auto Tasse, è arrivata un'altra raffica
di cartelle pazze Befana amara per quindicimila cagliaritani, file e proteste
negli uffici di viale Bonaria I contribuenti spiazzati da numeri spesso
incomprensibili SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Multe dimenticate o bolli auto
risalenti a chissà quale anno? E se invece fosse tutto sbagliato e da pagare
non ci fosse nulla? O forse no, il pagamento c'è e riguarda la macchina, perchè
quella dicitura in neretto, Pra, significa che bisogna correre al Pubblico
registro automobilistico. Sono più o meno questi i pensieri che da qualche
giorno affollano la mente dei più di quindicimila cagliaritani che subito dopo
la Befana si son trovati nella buca delle lettere altrettanti avvisi di
pagamento inviati da Equitalia. Una sorpresa tanto inattesa quanto sgradita, ma
più ancora incomprensibile perché dei pagamenti richiesti non solo i
destinatari nella maggior parte dei casi non sanno darsi ragione, ma neppure
riescono a decifare quel che c'è scritto in cartella. E così ecco cominciata la
processione in viale Bonaria, ma non al Santuario della Vergine: la direzione è
quella del Banco di Sardegna, dove al piano rialzato ci sono gli uffici
dell'Equitalia, la società incaricata, per conto di comuni, Inps, ministero
delle Finanze e quant'altro, di riscuotere tasse e imposte scaduti ma mai
pagati. «Ancora una volta mi hanno mandato una cartella esattoriale riferita al
pagamento della tassa sui rifiuti di una casa che non ho più dal 2000 - spiega
ormai esasperata Guglielmina Zancopè, appena uscita col marito dall'ufficio in
cui le hanno svelato l'arcano - Caspita: al comune di Quartucciu, dove era la
casa, mi dicono che è tutto a posto e ogni anno, puntuali, mi arrivano queste
cartelle. Davvero non ci capisco più nulla». Non è la sola: poco prima di lei,
negli uffici di Equitalia, dove il personale sembra comunque avere una risposta
per tutto, arriva Tiziana, passo svelto e sguardo deciso di chi vuole subito
sistemare la questione: «Che spavento quando ho aperto la lettera di Equitalia
- dice - C'era scritto che mi stanno per pignorare la macchina. Così assurdo
che ho pensato il pagamento dovuto riguardasse proprio l'auto, invece era
l'immondezza...». La cartella dal linguaggio tutto codici
e burocrazia lascia
spiazzata anche Maria Bonaria, che per capirci qualcosa ha perso l'intera
mattina: «Due ore di fila alla posta per ritirare la raccomandata e ora eccomi
qui - sbotta - a chiedere perché, io che di stipendio prendo 600 euro al mese,
devo ora pagarne 228. Di che cosa si tratta? Perché non è specificato in
cartella? Perché minacciano il fermo dell'auto?». Il via vai di chi vuole
capire perché deve pagare qualcosa prosegue e c'è pure chi la prende con
ironia: «Guarda Franco - dice un uomo all'amico - non svenire quando vedi
cos'è, perché non sarò li a tenerti». Al di là dello scherzo, resta però la
questione di fondo: l'incomprensibilità, per la stragrande maggioranza dei
cittadini, delle cartelle, e soprattutto il dover scoprire solo una volta
davanti agli sportelli di Equitalia che magari non si deve pagare o che per
avere ulteriori dettagli bisogna rivolgersi all'ente creditore. «Questo non
dipende da noi - spiegano da Equitalia - Le cartelle sono scritte sulla base di
modelli ministeriali. Quanto ai dettagli i cittadini devono capire che noi
siamo solo agenti della riscossione: noi cioè riscuotiamo quanto comuni, Inps o
altri ci chiedono di incassare per loro conto senza entrare nel particolare
neppure con noi». Ad ogni modo, concludono da Equitalia, si sta lavorando per
garantire la maggiore trasparenza possibile.
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-10 - pag: 12 autore: L'ipotesi Soru è
il segno che nel Pd qualcosa sta già cambiando N on sappiamo se Renato Soru
diventerà prima o poi il leader del Partito Democratico. Forse sì, forse no.
Dipende dalle infinite circostanze della politica più che dalle pressioni
mediatiche. E anche, è evidente, dal risultato delle imminenti elezioni
regionali in Sardegna. Quello che colpisce, è la ferma determinazione del'uomo:
testimoniata dall'importante intervista all'"Espresso"in edicola.C'è
in lui l'ambizione di porsi come concorrente diretto di Berlusconi, ignorando o
quasi la presenza di una figura minore come Ugo Cappellacci, il candidato del
centrodestra sull'isola. Ma è soprattutto nel linguaggio e nell'approccio alla
battaglia politica che Soru si offre come un innovatore. Si sente che il
fondatore di Tiscali non è uscito da una burocrazia
di partito e non si attarda in nostalgie (magari inconsce) di un mondo
anacronistico. Al tempo stesso non disprezza i partiti, non amoreggia – a
differenza di Berlusconi –con l'anti-politica:quel suo cenno,in polemica
indiretta con Veltroni, all'esigenza di un nuovo Ulivo, più vicino alla visione
originaria di Prodi, dimostra rispetto per la storia recente del
centrosinistra. Soru finisce così per incarnare i tratti del leader moderno,
post-ideologico in senso compiuto. Uno che non ha bisogno di nascondere o
mascherare il suo passato di uomo di partito, proprio perché ha un altro
passato, essendo stato un imprenditore di successo e un pubblico
amministratore. Uno che anche nella sfida rivolta alle strutture ingessate del
Pd sardo dimostra di non aver paura di spezzare certe incrostazioni. Sarà
lui,l'uomo del futuro?Non si sa.Tuttavia dell'uomo del futuro ha alcune
caratteristiche fondamentali. è più credibile di altri (più credibile
soprattutto degli attuali reggitori del Pd), nel rappresentare una sintesi
politica capace di sedurre l'elettorato. è chiaro che si tratta di una storia
ancora tutta da scrivere. Ma è facile, ad esempio, immaginare una sintonia
naturale fra Soru (o un altro come lui) e i sindaci del Nord impegnati a
recuperare consensi sul territorio. Non è poco, considerando invece le
difficoltà di comprensione che esistono tra i vari Chiamparino e i vertici del
Pd romano. La critica che si sente nell'aria è ovvia: Soru porterebbe con sé
un'impronta «berlusconiana ». Il ricco imprendtore che entra in politica e ne
stravolge gli schemi. Ma la realtà è un po' diversa. Innanzitutto perché il Pd
non sembra essere in grado di trovare da solo la via della rivincita. In troppi
casi viene percepito, a torto o a ragione, come il mantello che copre un
vecchio ceto politico (erede del Pci, sottolinea malizioso Rutelli). Quindi,
una svolta o una rottura sono indispensabili per uscire dalla paralisi. Ed è
necessario individuare un personaggio capace di interpretare questa urgenza nel
sistema bipolarer. Prodi è riuscito due volte nell'impresa di battere la
destra: nel '96 e dieci anni dopo. Ma poi non è riuscito a governare, sfiancato
dalle mediazioni. Forse ha pesato in questo la sua cultura di cattolico di
sinistra, figlio di un'altra epoca. Veltroni ha tentato un'operazione
spericolata che non è riuscita. Il prossimo leader non dovrà essere, è logico,
un Berlusconi di sinistra. Ma dovrà apparire un riformatore plausibile, con una
visione concreta del Paese. Dovrà ricostruire un'alleanza stile Ulivo, ma con
un profilo più smagliante e una reale vocazione realizzatrice. Può darsi che
non sia Soru l'uomo adatto, ma di certo Soru, Chiamparino, Cacciari hanno già
mostrato quanto sia obsoleta l'attuale dirigenza del Pd. www.ilsole24ore.com
Online «il Punto» di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Non è un
Berlusconi di sinistra o anti-politico ma la sua strada è ancora lunga
(
da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-10 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'intervista L'imprenditore che si è candidato con il Pdl Riello:
nessuno scandalo è una cifra alla portata di tutti MILANO — «Non mi sembra una
cosa poi così strana. Vista però con l'occhio dell'imprenditore mi auguro che possa
servire anche come primo passo per snellire la tanta, troppa
burocrazia che pesa su
questo spinoso argomento». Da candidato Pdl per il Veneto alle ultime elezioni
e uomo di destra dichiarato, Ettore Riello non si unisce al coro delle critiche
che ha scatenato l'emendamento della Lega al decreto anticrisi che prevede
l'istituzione di una tassa di 50 euro per i permessi di soggiorno ai cittadini
stranieri. Ma da imprenditore, che è a capo dell'omonimo gruppo veronese
leader mondiale dei bruciatori e delle caldaie a muro (2.100 dipendenti, 600
milioni di fatturato, una decina di stabilimenti tra Italia, Polonia e Canada),
coglie l'occasione per lanciare proposte che possano semplificare le procedure
legate all'immigrazione. La considera una proposta condivisibile quella fatta
dalla Lega e che tra l'altro ha già avuto parere favorevole dal governo? «Non
vedo proprio cosa ci sia di così scandaloso», risponde dagli Stati Uniti, dove
si trova per un viaggio di lavoro. E subito aggiunge: «Qui in America, a proposito
di immigrati, ci sono rigidità che se fossero applicate in Italia
scatenerebbero polemiche a non finire: prendono l'impronta digitale dell'intera
mano, fanno la fotografia all'iride dell'occhio. Dai, non scherziamo. In fin
dei conti, 50 euro mi sembra anche una cifra sostenibile. No non sono così
contrario a quest'idea». Ma qui in Italia si è sollevato un vespaio di reazioni
e di condanne. C'è chi parla di «accanimento terapeutico» contro gli immigrati,
di «provvedimento razziale e discriminatorio»... «Anche su queste parole si sta
facendo un uso indiscriminato. Dobbiamo darci una regolata. E dobbiamo renderci
conto che il fenomeno dell'immigrazione comporta anche degli oneri economici
rilevanti: pensiamo solo a quanto costano all'intera collettività le aree di
ospitalità, oppure i viaggi di rimpatrio. Credo proprio che serva un po' di
sostegno. Anche se...». Si spieghi meglio. «Penso che, insieme a una nuova
tassa sul permesso di soggiorno, sarebbe opportuna una semplificazione dei
criteri e dei meccanismi che oggi regolamentano questa materia». Si riferisce
alla burocrazia da seguire, anche dal punto di vista
dell'imprenditore che dà lavoro alla manodopera straniera? «Certo. Ci sono
troppe procedure da dover rispettare, tante sono ridicole, alcune persino
drammatiche, e coinvolgono tanto il mondo degli imprenditori, quanto quello
degli immigrati che cercano lavoro. Viviamo in un Paese che impone tali e tante
modalità che andrebbero semplificate già da domani mattina. Sarei favorevole
anche a un euro in più, pur di poter contare su una ragionevole certezza delle
procedure. E quando dico questo, penso ad esempio agli infiniti passaggi tra
questure e ispettorati del lavoro». Gabriele Dossena Ettore Riello \\
L'immigrazione comporta oneri: quanto costano i Cie o i viaggi di rimpatrio? \\
Per i permessi ci sono procedure spesso ridicole Vanno semplificate
(
da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2009-01-10 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il provvedimento Rifiuti, via agli sconti per le aziende agricole
CONEGLIANO — Meno burocrazia e minori costi per lo smaltimento della spazzatura nelle
ventimila piccole e medie aziende agricole trevigiane. Grazie ad un emendamento
del senatore Gianpaolo Vallardi, che è anche presidente del bacino Tv1 che ha
sede a Conegliano, è stato infatti eliminato l'obbligo dell'iscrizione all'albo
dei trasportatori e gestori dei rifiuti speciali, nonché dell'utilizzo
di veicoli idonei. «Balzelli così onerosi - ammette Fulvio Brunetta, presidente
provinciale di Coldiretti - che scoraggiavano le ditte nel rispettare la
legge», alimentando così fenomeni «quali la combustione incontrollata o
l'abbandono degli scarti agricoli», ma anche imponendo «spese superiori anche
di quattro o cinque volte», secondo Gianpaolo Casarin, direttore di
Confagricoltura Treviso. Ora gli imprenditori saranno invece autorizzati a
conferire l'immondizia agli ecomezzi predisposti dai consorzi. I residui di
potature e sfalci potranno poi concorrere ad alimentare l'impianto a biomasse
che, da giugno, avrà bisogno di ottomila tonnellate di materiale per riscaldare
la nuova sede della Provincia all'ex Sant'Artemio. A.Pe.
(
da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2009-01-10 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Jacopo Silva (Confindustria, gruppo giovani) «Pochi nuovi
imprenditori? Manca il credito» PADOVA — «Diventare imprenditore oggi è
difficile per tutti. Poi è chiaro che quando le cose si complicano i primi a
pagare sono i giovani». Il punto di vista sul fenomeno rilevato da Unioncamere
riguardante il progressivo calo, in Veneto, di imprese intestate ad under 30 è
di Jacopo Silva, presidente del gruppo Giovani di Confindustria Padova. Il
quale, tuttavia, si spinge a sollevare qualche perplessità sui dati stessi.
«Abbiamo una ricerca su questo tema aggiornata al settembre 2008 che non
restituisce un quadro di flessione. Anzi, sul totale delle aziende padovane del
territorio il 35% di titolari o soci rientra nella fascia dei giovani». Non ci
sono dubbi, in ogni caso, sulla natura degli ostacoli che bloccano sul nascere
le potenziali start-up. «Il primo sta nella burocrazia infinita che ci allontana
dall'Europa, il secondo nella scarsa propensione al finanziamento di aziende
che ancora non ci sono, anche se forse non sono le banche i soggetti tenuti a
farlo. Servirebbero incubatori e venture-capitalist. In generale è un
problema complessivo di sistema-paese e se non ci sarà un colpo di reni in
direzione della modernità perderemo gli ultimi treni che stanno passando e non
ci rimarrà che rassegnarci». G.F.
(
da "Stampa, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
VERCELLI. MOLTI VOLTI TELEVISIVI IERI AL CIVICO "Meno burocrazia e più rispetto"
[FIRMA]FILIPPO SIMONETTI VERCELLI Inno di Mameli, cantato da Adija, la figlia
di Idris, ad aprire i lavori ed esibizione della scuola di danza Dagis a
chiuderli. Ieri mattina, al Civico si è svolta «Insieme per una vera...integrazione»
- tavola rotonda multiculturale per parlare e costruire insieme un futuro senza
discriminazioni razziali. L'evento, organizzato dall'associazione Valori
dimenticati in collaborazione con il Comune di Vercelli, Ascom, Avis e Centro
Servizi Volontariato, ha portato a Vercelli un vero e proprio «parterre de
roi». A far compagnia al giornalista Enrico De Maria, moderatore, nove ospiti
illustri: Khaled Fouad Allam (sociologo di origine algerina, giornalista e
docente universitario), Jean Leonard Touadi (parlamentare Pd, scrittore e
giornalista), Andrea Sarubbi (giornalista e parlamentare Pd), Simone Maria Da
Conceicao (mediatore culturale internazionale), Idris Edrissa Sanneh
(giornalista e opinionista tv), Aly Baba Faye (sociologo, attivista del
movimento antirazzista ed ex sindacalista), Cecile Kyenge (medico oculista),
Maurizio Ambrosini (docente di sociologia dei processi migratori all'Università
Statale di Milano) e Sylvie Lubamba (showgirl televisiva). Dopo i consueti
saluti istituzionali, ha preso la parola la «mente» dell'iniziativa. Tradito da
un filo di emozione, Caleb Merlo Ndong ha introdotto un argomento molto caro
alla sua associazione (ieri rappresentata anche dall'amico Abdel Hamrouni e da
altri membri)), prima di passare il microfono ai numerosi relatori. E nelle tre
ore abbondanti di acceso dibattito non sono mancati gli spunti legati alla realtà
di questi giorni. Primo fra tutti, la contestatissima tassa sul permesso di
soggiorno: l'argomento è stato affrontato prima, ovviamente, di sapere che il
governo aveva bocciato la proposta della Lega. Tra le altre tematiche la
cittadinanza, l'assistenza sanitaria, i diritti, tutti hanno rimarcato,
soprattutto, la necessità di superare gli stereotipi, limitare l'eccessiva burocrazia e cominciare finalmente a fare qualcosa di
concreto. Prima dello spettacolo di danza si è svolto anche un animato dibattito
imperniato sulle domande da parte di alcuni esponenti delle Associazioni
(provenienti anche da fuori provincia) o degli altri spettatori che hanno
assistito alla conferenza. Momento toccante infine quando, nel corso della
tavola rotonda, è stato osservato un minuto di silenzio per i morti di Gaza e
per le vittime delle guerre in Congo. Caleb Merlo Ndong, alla fine, era davvero
commosso: «Era la nostra prima esperienza e abbiamo fatto del nostro meglio, mi
scuso se qualcosa non è andata per il verso giusto e voglio ringraziare di
cuore alcune persone: gli assessori Fossale e Politi, su tutti, quindi il
Centro servizi volontariato e le altre associazioni che ci hanno appoggiati.
Infine, un ringraziamento di cuore alle forze dell'ordine che hanno svolto un ruolo
tanto discreto quanto eccellente».
(
da "Stampa, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
MALTEMPO. RIPRESA
DOPO I DISAGI Si contano i danni "Sorride" solo lo sci A un mese
dalla grande nevicata di metà dicembre, e dopo quelle minori che si sono
susseguite fino all'altro giorno, è iniziata la lenta ripresa nella vallate,
anche se in alcune località continuano i disagi. Decine di telefoni ancora
fuori uso, dall'Alta Langa (Pezzolo Valle Uzzone e Levice) a Chianale. Le linee
sono state ripristinate a Staffarda, Aisone, Lurisia e Marsaglia. In Val Maira,
la strada fra borgata Preit e Canosio è stata riaperta e ieri i tecnici Enel
hanno ripristinato la linea elettrica. Il cimitero della frazione è ancora
sommerso da metri di neve per la valanga che il 17 dicembre si era staccata dal
Bric Balacorda. Le pareti della camera mortuaria sono state sfondate e alcune
lapidi rase al suolo. Resta chiusa la statale 21 per il colle della Maddalena.
Il maltempo ha creato «gravi perdite» in ristoranti e locali di montagna. Molti
sono ancora chiusi. Altri lavorano, precisando che «la situazione è lontana
dalla normalità». I titolari, da Castelmagno a Chiusa Pesio a Vinadio, criticano la burocrazia e chiedono aiuti concreti, «perchè - garantiscono - nel periodo
di Natale e dell'Epifania in 300 hanno disdetto le prenotazioni per il maltempo.
Abbiamo subìto oltre un milione di perdite». Sorride solo il settore dello sci.
Oltre ai comprensori di Mondolè e Riserva Bianca (a Limone l'anello di fondo è
battuto e agibile), ad Argentera tracciati curati e prezzi abbordabili
«chiamano turisti». Ovunque è iniziata la conta dei danni, sperando nell'esito
dell'incontro di mercoledì tra Bruna Sibille e il capo della Protezione civile
Guido Bertolaso. «Il Cuneese ha bisogno di aiuti - commenta l'assessore
regionale alla montagna -: vado a Roma per chiederli». \Servizi ALLE PAGINE 48
E 49
(
da "Stampa, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Poteva
andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe
aiutato tutti Bartolo Bruna
(
da "Stampa, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
250 Per alberghi e
ristoranti oltre un milione di perdite Molti sono ancora chiusi altri stanno
lavorando ma la situazione è lontana dalla normalità strutture ricettive e di
ristorazione [FIRMA]LORENZO TANACETO CUNEO Oltre un milione di danni: la cifra
stimata è di 1.200.000 euro. E' il pegno che le strutture ricettive e di
ristorazione e i pubblici esercizi di località «minori» delle vallate della Granda
pagano al maltempo, in particolare ai giorni di chiusura strade dal 14 dicembre
fino alla vigilia di Natale. E nonostante la situazione sia in via di
miglioramento: ma non per tutti e non per tutto. Ecco qualche caso specifico
della crisi. Luca Demaria, titolare Terme di Vinadio: «Abbiamo perso almeno 300
clienti, contiamo danni come minimo per 50.000 euro. Eccessivo allarmismo e
silenzi imbarazzanti hanno creato paura». Albergo La Font di Castelmagno,
Giuseppe Garnerone: «Siamo paralizzati anche dai telefoni in tilt. In fumo
prenotazioni da Inghilterra e Francia. E la valanga ha frantumato strutture
esterne». Beppe Armando, «Mascha Parpaja» di Preit di Canosio: «Tre turni
completi di prenotazioni gettati via». Osvaldo Castagna, ristorante bar Pian delle
Gorre di Chiusa Pesio: «Siamo chiusi dal 14 dicembre. Ieri notte abbiamo
annullato anche la racchettata sotto la luna piena. Almeno 300 le disdette
totali, senza contare le derrate alimentari sprecate». A Chianale restano
chiuse diverse strutture, fra le altre «Le Montagnard». Spiega Achille Fasani,
«La Pollenteria»: «Non va bene. Grosse le perdite. Ora le strade sono pulite,
speriamo nelle settimane bianche». Ivana Rolando, ristorante Da Anselmo di
Caprauna: «Ancora oggi c'è un semaforo che vieta l'accesso notturno dalle 21.
Abbiamo perso tanto. Non so come faremo, chi ci aiuterà?». «Balma Meris» a
Sant'Anna di Valdieri. «E' un periodo durissimo, qui si arriva a fatica» dice
Bartolomeo Biancolli. Afferma Filomena Savastano, ristorante albergo Monviso di
Crissolo: «Abbiamo perso la metà degli incassi». In leggera controtendenza
Bartolo Bruna dell'Osteria Della Pace di Sambuco: «Non posso lamentarmi più di
tanto. Certo abbiamo avuto disagi, ma poteva andare peggio. Da criticare la burocrazia che ha rallentato la ripresa subito dopo la nevicata». La
Confcommercio ha chiesto un incontro con l'assessore regionale Bruna Sibille.
«Lo sci sta godendo di indubbi benefici - dice il presidente della Camera di
commercio Ferruccio Dardanello -, ma così non è per altre realtà. Ci
sono gravi perdite. Cercheremo aiuti concreti». «Ovunque si chiede di evitare
lo spopolamento delle montagne, in questi momenti bisogna dare una grossa mano
a chi ha investito in alta quota ed è in difficoltà» conclude Andreino Durando,
presidente degli albergatori cuneesi.
(
da "Stampa, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
IL CASO.DOMANI LA CERIMONIA
L'Istituzione racchiude Materne, Elementari e Medie di 6 Comuni Ha 479 studenti
Verrès, la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome La Evançon 1 sarà
intitolata all'insegnante Luigi Barone Da qualche mese ha cambiato nome, ma
l'intitolazione ufficiale avverrà solo domani. E' l'Istituzione scolastica
Comunità montana Evançon 1 (guidata da Gledis Valdrighi), con sede a Verrès in
via Francheté. E' una delle 18 scuole nate nel 2000 con il nuovo piano
di dimensionamento delle Istituzioni. Non referenti di un'unica scuola, ma
insieme di plessi scolastici del territorio: confluiscono asili, elementari e
medie. L'ex Istituzione scolastica Evançon 1 (ora Luigi Barone), comprende le
scuole materne ed elementari di Ayas, Brusson, Challand-St-Anselme e Challand-St-Victor,
le medie di Brusson e Verrès, per un totale di 479 alunni. E sarà proprio
l'edificio che ospita le scuole medie di Verrès (al primo piano) a essere
protagonista della cerimonia di domani alle 11. La scelta di modificare il nome
è derivata, anche, da motivi pratici. Nello stesso territorio esiste
l'Istituzione scolastica Comunità montana Evançon 2 (diretta da Antonella
Dallou), Circolo didattico che raggruppa asili ed elementari di Arnad,
Champdepraz, Issogne, Montjovet e Verrès. In altre realtà convivono più d'una
Istituzione nel medesimo comprensorio, ma l'Evançon era l'unica ad avere il
nome uguale (diversa solo dal numero) e la sede nello stesso paese. Ad Aosta
esistono cinque Istituzioni scolastiche, tutte con nomi diversi. Le tre Istituzioni
della Comunità montana Mont Emilius si differenziano solo dai numeri (1-2-3),
ma hanno sedi diverse (Nus, Quart, Charvensod). Avere nome simile e stessa sede
ha comportato, negli anni, molti problemi, soprattutto burocratici, come la
confusione nelle diverse pratiche bancarie. La soluzione migliore è parsa il
cambio di nome, anche perché la dirigente scolastica aveva proposto di
intitolare la scuola a un personaggio che diede lustro alla scuola media di
Verrès, Luigi Barone (1916-1978). «Fu anche consigliere comunale dal 1946 al
1954 e regionale dal 1954 al 1968 - dice il sindaco Piera Squinobal -. Nella
scuola fu promotore di importanti iniziative, come la distribuzione dei testi
scolastici agli studenti. Nel
(
da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)
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Parla il medico
legale, già direttore della Prevenzione all'Asl 12 Obiettivo salute tra
autopsie e ricerca Sergio Lafisca in pensione: «Ecco come è cambiata la città»
Criminalità morti sul lavoro e incidenti stradali tanta violenza nonostante una
realtà che sembra tranquilla ROBERTA DE ROSSI Una mano al bisturi per le
autopsie, l'altra a firmare circolari, l'occhio al microscopio. Una carriera
professionale tra delitti, morti sul lavoro («Ma quali incidenti, chiamiamoli
con il loro nome: omicidi. Colposi, ma sempre omicidi, 9 volte su 10»),
indagini epidemiologiche per scoprire di che si ammalano i veneziani: «Un
centro come il Sei non ha eguali in Italia. Certo, quando scopriamo che
patologie gravi sono legate a sacche di povertà da Meridione profondo, poi
qualcuno dovrebbe però intervenire». E, ancora, pianificazioni di campagne per
combattere il proliferare di ratti, gabbiani e piccioni: è uno dei padri
dell'ordinanza anti-grano, sin dai tempi in cui la chiedeva da solo. «Rifiuti,
sempre colpa dei rifiuti abbandonati», s'accende, «serve più vigilanza, perché
le persone rispettano le regole solo se ci sono controlli. E cassonetti, tanti
cassonetti, svuotati più e più volte al giorno: basta raccolta porta-a-porta». Ma anche una marea di burocrazia: «Siamo il paese di corsi e autocertificazioni, inutili».
Sergio Lafisca, medico legale e direttore del Dipartimento prevenzione dell'Asl
12 - dal 31 dicembre - è in pensione: raccontandosi, racconta di una città
«dove nulla cambia, perché tutto cambi». Vesta il camice da medico
legale: come sono Venezia e Mestre visti da una sala per le autopsie? «Dopo 18
anni a Verona, mi ha sorpreso scoprire che Venezia, così tranquilla, aveva un
numero maggiore di autopsie giudiziarie, almeno una a settimana, con una vita
quotidiana con i suoi contributi di violenza. Per non dire delle morti sul
lavoro, realtà gravissima che merita profonde riflessioni». Dramma sempre
presente. «Bisogna finirla di parlare di infortuni, incidenti: sono omicidi
colposi. Carichi pendenti liberi, gru non assicurate, operai sui tetti senza
protezioni: ci è capitato di scoprire, con l'autopsia, che un operaio che ci
era stato detto scivolato per distrazione, fosse stato colpito alla testa da un
pesante carico, che aveva provocato una lesione mortale. Ora, poi, la crisi
aggrava la situazione, allentando il rispetto delle norme». Torna al tema
controlli. «Sì, mancano investimenti sul personale, che è comprensibilmente
demotivato: non ci sono uomini e lo Stato di accontenta delle
autocertificazioni. Ma allora com'è che quando andiamo in un ristorante per
controllarne l'igiene, continuamo a chiuderne? I controlli, in tutti i settori,
sono pochi, perché non c'è personale, mentre la mole delle incombenze
burocratiche aumenta: gli ispettori del Sian sono
(
da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XVII -
Palermo Ferdinando III valutò la schiavitù a Tunisi peggiore della catena al
remo LA DOPPIA CONDANNA E LA GRAZIA DEL RE Il dilemma della Gran Corte
criminale davanti al caso dell´uomo che, fuggito dalla Barbaria, aveva rapito
una ragazza MARIO GENCO n certo Antonio Majorana figlio di Marco, di Carini,
nell´anno del Signore 1796, regnante nell´ancora integro reame delle Due
Sicilie Re Ferdinando III, era stato condannato a dieci anni per furto: pena da
scontare al remo sulle galere reali. Condanna durissima, in pratica equivalente
a una condanna a morte, essendo l´aspettativa di vita dei rematori forzati non
superiore a due, tre anni. Perciò, quando alla prima uscita in mare la galera
fu predata dai corsari barbareschi, Majorana si salvò: fu fatto schiavo, è
vero, ma la cattività a Tunisi non gli evitò di sopravvivere per altri nove
anni, molti di più di quanti sarebbero stati quelli incatenati al remo. Un
giorno riuscì a fuggire e a tornare in Sicilia, dove per qualche tempo visse libero.
Ma dovette essere stato un tempo assai breve, perché alla data del 22 agosto
1808 lo ritroviamo in carcere a Palermo, in attesa di sentenza per aver «rapito
e fugato la donzella Giuseppa Salvia, figlia di Salvatore e Angela, di
Borgetto». A Palermo intanto s´era rifugiato re Ferdinando, che da terzo delle
Due Sicilie era stato ridotto a primo di Sicilia, avendogli i francesi di
Napoleone sottratto tutta la parte continentale del reame. Il processo si
celebrava davanti alla Gran Corte Criminale, che al momento della sentenza di
trovò davanti a un dilemma davvero sottile. Che così presentò al Segretario di
Stato per la Giustizia: «Trovasi il sopraccitato Majorana a tenor delle leggi
Servo della pena e dovrebbe di rigore scontarla, ma tuttavia considerando il
Tribunale che la sofferta schiavitù in Tunisi per anni nove debbiasi riguardare
come pena maggiore a quella alla quale era stato condannato. . . Si fa dovere
questa Gran Corte di sommettere alla cognizione della M. V. le riferite
circostanze, onde possa benignarsi di risolvere se il suddetto Antonino
Majorana debba essere aggraziato della pena inflittagli della galera, in
considerazione di aver patito in adempimento della pena alla quale era stato
condannato». I giudici sapevano bene che il remo sulle galere non era meno duro
della schiavitù in terra barbaresca, ma non potevano certo ammetterlo in una
pubblica sentenza. Né se la sentivano di gravare la sicura condanna per il
ratto con altri nove anni di carcere. Decidesse Sua Maestà. Il Segretario per la
Giustizia trasmise il quesito al re che, come da prassi, lo sottopose alla
Giunta dei Presidenti e ne ebbe questa risposta: «La Giunta, riflettendo che lo
stato di schiavitù fra i nemici sia assai più duro di quello della relegazione,
opina che dipende dal superiore arbitrio di V. M. se voglia far la grazia al
suddetto Majorana». La Corte concluse suggerendo che il re si compiacesse di
abbuonare anche l´ultimo anno della vecchia pena. Il 29 agosto - come si vede, tempi piuttosto rapidi di una burocrazia per cui la definizione di borbonica sempre ha equivalso a
farraginosa e vessatoria - su una minuta scarabocchiata sulla prima mezza
facciata del foglio spedito dalla Gran Corte, sembra di capire che il re avesse
cancellato la pena e l´anno ancora da scontare. Le fonti: Archivio di
Stato di Palermo. Fondo Real Segreteria - Incartamenti - Filza 1368.
(
da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 37 - Cronaca
Storia degli aristofrutti prestati alla politica MARINO NIOLA mandarini si
nasce. Clementine si diventa. Il più profumato degli agrumi è quel che si dice
un vero signore della tavola. E un fiore all´occhiello del centrotavola.
Annunciato immancabilmente da una nuvola di profumo, si lascia dietro una scia
di inconfondibile fragranza. Un aristofrutto con quattro quarti di nobiltà.
Niente a che spartire con i suoi figli cadetti come mandaranci e clementine che
del nobile genoma paterno hanno appena la metà. L´antico lignaggio del citrus
reticulata, tale è il suo nome scientifico, dà al mandarino uno statuto da
grande antenato. Alcuni botanici lo considerano più antico di arance e limoni.
Quel che è certo è che accanto alle ben note proprietà organolettiche possiede
altrettante proprietà simboliche. Al punto da diventare il nome di una lingua e
l´emblema di una élite. Il termine mandarino deriva, infatti, dal colore
dell´abito arancione dorato dei sapientissimi dignitari imperiali dell´antica
Cina che interpretavano i voleri del cielo e li trasmettevano all´imperatore. I
famosi mandarini erano letterati e poeti che l´educazione raffinata rendeva
depositari di una saggezza superiore a ogni sapere tecnico. Esattamente il
contrario dei nostri specialisti che spesso sanno tutto e non capiscono nulla.
Furono i portoghesi a coniare la parola mandarim volgarizzando il sanscrito
mantrim che significa ministro e a sua volta deriva addirittura da mantra. Ma
in realtà il termine originale cinese era Guan e designava il dignitario
addetto alla riscossione dei mandarini di grossa taglia offerti come prezioso
tributo all´imperatore. Ma oltre a una casta di altissimi
funzionari, una burocrazia celeste, il termine passò a indicare anche la lingua,
altrettanto elitaria, del Nord della Cina. Come se ci fosse insomma una sorta
di affinità elettiva tra la nobiltà della carica e quella del frutto, tra
l´eccellenza del sapere e quella del sapore. Un´analogia che anche da
noi è diventata senso comune. Al punto che scrittori come Simone de Beauvoir e
Noam Chomsky si riferivano ai nostri intellettuali come ai nuovi mandarini,
abilissimi nel trasformare la conoscenza in privilegio e potere. E i
prestigiosi burocrati dell´Ena, la scuola di amministrazione voluta da De
Gaulle, furono definiti dal leader socialista francese Jean-Pierre Chevénement
i mandarini della società borghese. Forse la forza evocativa del citrus
reticulata viene prima di tutto dal suo profumo, insuperabile nel mettere in
moto la macchina del ricordo. Il suo aroma dolcemente imperioso ci fa
socchiudere gli occhi consegnandoci proustianamente all´onda nostalgica di un
passato prossimo che parla ancora ai nostri sensi e al nostro cuore. Se il
punch al mandarino fu la panacea consolatoria dell´Italia post bellica, non da
meno fu il mandarinetto, voluttà orientale distillata dalle mani di fata delle
nostre nonne. E l´odore delle bucce gettate nel camino resta impresso a
caratteri indelebili nel nostro immaginario sentimentale. Nella mitologia
festosa della nostra infanzia perduta, nel sogno incantato di una notte di
mezzo inverno. Quando i bambini italiani offrivano mandarini a sua Maestà la
Befana, proprio come i cinesi all´imperatore. Dalle fantasie dei piccoli a
quelle dei grandi, dalle tradizioni alle rivoluzioni, il frutto dell´Oriente
non ha mai smesso di sedurre l´immaginario dell´Occidente. Colorando di
giallo-arancione le utopie giovanili degli anni Sessanta. Dalla folgorazione
psichedelica dei Beatles di Sergent Peppers, con la luccicante Lucy in the sky
with diamonds immersa in foreste di mandarini e cieli di marmellata, ai
berlinesi Tangerine Dream, profeti del rock cosmico che mescolarono la
suggestione color mandarino dei ragazzi di Liverpool con i suoni avveniristici
dei Pink Floyd. Per non dire del favoloso quanto misterioso protagonista del
Mandarino meraviglioso di Bela Bartok. Un autentico Mr mandarin man.
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-11 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE L'imprenditore Marco Iorio, il titolare di Regina
Margherita «Saremo costretti a licenziare» NAPOLI — «Abbiamo attività di
ristorazione a Miami, a Torino, Milano, Roma. Ovunque occorrono al massimo 30
giorni per avere un permesso e Comune e Sovrintendenza viaggiano sulla stessa
lunghezza d'onda». Marco Iorio è uno dei soci titolari di Regina Margherita
(nella compagine societaria c'è anche Fabio Cannavaro) e, come è suo costume,
non le manda certo a dire. «Neanche per l'arresto di un mafioso — commenta — ho
mai visto questo spiegamento di forze dell'ordine e di reporter. Mi sembra
davvero eccessivo per il sequestro di sedie e tavolini tutto questo movimento».
Le prospettive? Davvero poco rosee. «Con i tempi della burocrazia
a Napoli — osserva — verremo a capo di questa storia non prima di un anno o due
ed intanto non potremo fare a meno di licenziare almeno il 30 per cento dei
nostri dipendenti. I tavolini all'aperto ci garantiscono il cinquanta per cento
degli incassi e nei weekend si fa il sessanta per cento del lavoro
settimanale». A. P. M. Marco Iorio è uno dei soci titolari di «Regina
Margherita»
(
da "Corriere del Veneto" del 11-01-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2009-01-11 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Crisi delle vocazioni «Dieci anni fa bastava l'idea, ora bisogna
ragionare a 360 gradi» «Pochi maestri imprenditori, under
(
da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-11 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Campo de' Fiori, la lunga notte dei mille abusi Troppi decibel:
chiuso un club-ristorante. Locale multato per l'esibizione di una lap-dancer in
gabbia I clienti a cena nel locale sequestrato in vicolo della Cancelleria non
hanno pagato il conto. Rissa ai Balestrari. E un parcheggiatore arrestato
Caccia al locale «mutante». Dopo l'ultimo episodio di rissa e accoltellamento
nei pressi di Campo de' Fiori, la task force per la sicurezza debutta con
ispezioni capillari fra vicoli, piazzette e salitelle a cavallo di Corso Vittorio,
dove l'intreccio tra ristorazione e business sopravvive grazie (anche) alla
libera interpretazione delle licenze. Dal night club che sulla carta figura
come «laboratorio artigianale », al pub che ospita la lap-dancer in gabbia.
Quest'ultimo, piazza della Pollarola, è tra i primi sanzionati. «I
provvedimenti presi nei confronti del "Zaragozana" (dove era stato
accoltellato il turista americano, ndr) possono aiutarci a fare piazza pulita
di locali travestiti da associazioni », dice il presidente del I Municipio
Orlando Corsetti. Dal presidio volutamente vistoso di Campo dei Fiori (agenti,
carabinieri, vigili del I Gruppo) partono controlli coordinati dal
commissariato Trevi Campo Marzio. Sigilli allo «St'A» di vicolo della
Cancelleria, multe all'80 per cento di locali con occupazione di suolo pubblico
(ampiamente sforata) su piazza, 62 persone controllate. Un parcheggiatore
abusivo, in piazza della Cancelleria, arrestato e altri 11 suoi colleghi
identificati in un'operazione più ampia che, dalla Bocca della Verità, ha
setacciato anche l'area della «movida» lungo via Ostiense. Denunce anche per
consumo di sostanze stupefacenti (due, in area Tor Millina). Molti commercianti
contestano e, allora, polemiche, accuse aperte e discussione fuori dai locali.
Non ci sta a veder chiuso il suo «St'A» Bonifacio Pinci, dove gli agenti hanno
disposto i sigilli per «reiterate violazioni della normativa acustica» a metà
di una cena a base di risotto agli asparagi e spezzatino al curry che non sarà
onorata (e tantomeno pagata) dai clienti evacuati. «Chiusura inflitta in modo
arrogante. Colpiti alcuni e salvati altri», denuncia Pinci, che lamenta tempi e
modi dell'operazione. Polemica rinfocolata anche dal suo amico Giuseppe
Galeotti Gervasi, che di fronte ai cronisti si sfoga: «Una telefonata dagli
uffici municipali mi aveva avvisato: "Preparatevi alla multa". Ma non
ci aspettavamo la chiusura...». Burocrazie e veleni
toccheranno agli uffici competenti mentre la task force conferma che è già
pronto il calendario dei lavori per tutta la settimana. Verso le 3, mentre
agenti e vigili erano in vicolo della Cancelleria, una rissa è scoppiata in via
dei Balestrari, dove alcuni residenti hanno colto dalla finestra una serie di
flash violenti: un ragazzo che cercava di difendersi arretrando di
fronte a una decina di giovani. Effetti collaterali dell'arresto in piazza
della Cancelleria: un tranquillo frequentatore della zona è rimasto prigioniero
di un'auto in seconda fila, incautamente affidata al posteggiatore abusivo.
Un'ora e quaranta prima dell'arrivo del carro attrezzi. Ilaria Sacchettoni \\
Orlando Corsetti, presidente I Municipio Debbono sparire le attività travestite
da associazioni culturali
(
da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-11 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il caso della settimana Lorenteggio, parcheggio là dove «c'era
l'erba» E gli inquilini vanno alla guerra del cemento Braccio di ferro con i
titolari di un'autorimessa, l'Asl accusa il Comune La beffa L'ex prato
condominiale trasformato in posteggio privato a pagamento: per gli abitanti
anche la beffa del cartello che promuove l'affitto degli ultimi posti auto Il
box interrato priva un supercondominio di un'area verde. E, per la prima volta,
negli scontri tra cittadini e costruttori, scende in campo l'Asl Città di
Milano. Che richiama all'ordine non i proprietari del box, bensì il Comune.
Colpevole di non aver verificato la conformità dei lavori, a suo tempo
autorizzati. Il direttore del dipartimento di Sanità pubblica, Edgardo Valerio,
scrive direttamente ai settori Sportello unico per l'Edilizia e Interventi
edilizi minori. Teatro dello scontro che va ben al di là di una guerra di
condominio, è il quartiere Lorenteggio. Al posto di un cortile, al civico 126,
da sempre c'era un'autorimessa. Ma era ben coperta da un manto erboso che a
primavera prendeva il colore di viole, primule e, poi, margherite. Dunque
tollerata dalle 120 famiglie che da oltre mezzo secolo vivono in tre grandi
palazzi del supercondominio Fiordalisi, che corre tutt'attorno al garage come
una corona. E tanto pacifica era la convivenza che, quando i titolari
dell'autorimessa Calvano cinque anni fa hanno annunciato di voler scavare tre
piani e ampliare la proprietà, i residenti non hanno fatto opposizione. A patto
che, chiuso il cantiere, il tetto tornasse «manto erboso ». Tutte promesse al
vento. Peggio ancora. «Dove c'era il prato, hanno ricavato posti auto scoperti
— racconta Roberto Amadio, uno degli inquilini in lotta contro il parcheggio
abusivo —, con i tubi di scappamento che scaricano gas direttamente dentro le
cucine e nelle stanze degli appartamenti che si affacciano sul
"cortile" ». Niente, né la denuncia alla Procura, né quella
all'Edilizia privata, ha potuto far recedere i titolari del garage dall'occupazione
del prato con una colata di asfalto, poi colonizzato da decine e decine di
auto. Forse perché, nel frattempo, gli scavi avevano fatto risalire la falda
idrica, danneggiando buona parte dei posti auto. «Noi vecchi residenti sapevamo
bene che tutto questo complesso costruito negli anni Sessanta galleggia sulla
falda — prosegue Amadio —. Qualche anno prima, avevamo realizzato a nostra
volta dei box, ma a cinque metri di profondità c'era già l'acqua ». A sconcertare restano i tempi della burocrazia. Come sottolineano in Circoscrizione 6, impotenti a fermare la
colata di cemento. La Dia (dichiarazione di inizio lavori) che ha consentito di
trasformare l'autorimessa in garage a tre piani interrati, è datata 2002. Ma al
posto del manto erboso e dei fiori di un tempo, i residenti si sono trovati una
spianata di cemento armato. «Per oltre tre anni abbiamo chiesto agli
organi competenti, persino alla Procura, con un esposto, di vigilare sul
rispetto delle norme — concludono i cittadini —. Inascoltati». Un anno fa, anche
la polizia municipale aveva svolto una piccola indagine sull'autorimessa del
Lorenteggio su mandato della zona
(
da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
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- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2009-01-11 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Lo studio Una ricerca di McKinsey analizza il cambio generale di
strategia. I rischi dello scandalo indiano di Satyam Aziende in fuga da Cina e
India I costi in aumento fermano le delocalizzazioni Meno conveniente
trasferire il lavoro in Asia I salari Gli sbalzi del dollaro, del petrolio e
gli stipendi che salgono costringono i manager a rifare i conti. E a cambiare
idea è un fermo immagine di cinque anni fa, eppure sembra un secolo: Yoshiyuki
Tanakura, presidente di Fujitsu, taglia cerimonioso il nastro del nuovo centro
di sviluppo in offshoring di Satyam Computer Services a Bangalore. Da quel
giorno, il colosso informatico indiano guidato da Ramalinga Rajiu avrebbe
assicurato ai giapponesi servizi via computer a costi sulla carta imbattibili.
Ottimismo e attivismo dei manager, miriadi di ingegneri sfornati dagli istituti
tecnici indiani, remunerazioni capaci di garantire risparmi fra l'80 e il 90%.
Gli argomenti di Satyam (in sanscrito: «Verità») avrebbero presto attratto gli
altri giapponesi di Nissan e Sony, gli europei di Nestlé, gli americani di
Caterpillar e General Electric: la mappa dell'aristocrazia industriale a caccia
di forniture a basso costo. Thomas Friedman allora stava scrivendo «Il mondo è
piatto», manifesto di un'era in cui qualunque angolo del globo pareva vicino e
tutti potevano esportare posti di lavoro, smontare e delocalizzare gli
impianti, arricchirsi e distribuire ricchezza. Ma andate avanti veloce e quella
stessa pellicola parrà oggi irriconoscibile. L'altro giorno la grande crisi ha
fatto emergere l'altra «verità» di Satyam. Aveva nascosto debiti, inventato
profitti, gonfiato la cassa per un miliardo. L'azienda è sull'orlo del crac,
Nestlé venerdì ha fatto sapere che cerca «alternative» e il mondo di Friedman
sembra di colpo meno «piatto», più disseminato di mine. E da Silicon Valley a
Francoforte, molti pettinano in queste ore lo stesso dubbio: è saggio affidare
contabilità, servizi bancari, diagnosi mediche e altre funzioni vitali delle
nostre economie a uomini di cui sappiamo pochissimo? Vero, da Enron a Parmalat
al caso Madoff, gli scandali non sono un'esclusiva delle potenze emergenti.
L'arte di falsificare i bilanci è solo l'ultimo dei segreti che queste ultime
hanno carpito all'Occidente. Ma Vats Srivatsan, indiano e partner dell'ufficio
KcKinsey di Silicon Valley, trova che gli choc finanziari in serie e la
recessione globale rimettano in movimento gli equilibri alla base delle
delocalizzazioni degli anni passati. «Questa crisi obbliga le imprese a
valutare molto meglio i rischi finanziari e operativi lungo tutta la catena
delle forniture — osserva Srivatsan —. Quando hai a che fare con un altro
Paese, c'è sempre un elemento di incertezza. E una fase così lo mette a nudo
più bruscamente». Assieme a due colleghi di McKinsey a Silicon Valley, Ajay
Goel e Nazgol Moussavi, Srivatsan in uno studio di pochi mesi fa si è chiesto
in modo anche più radicale: «è tempo di ripensare l'offshoring?». Pallottoliere
alla mano, i tre notano che la convenienza di trasferire posti di lavoro in
Cina o in India non è più scontata come prima. Gli sbalzi del dollaro, del
petrolio e l'aumento dei salari in Asia costringono i manager a rifare i conti,
spiega Srivatsan. «Un operaio in catena di montaggio in Cina guadagnava in
media 1.740 dollari l'anno nel 2003 ma oggi ne prende 4.140», si legge nello
studio dei tre uomini McKinsey. Le catene di produzione potrebbero quindi
almeno cominciare ad accorciarsi e diventare regionali, non più globali. Non
più dal Nord-Est italiano o dal Mid-West americano al Guandong: la Romania o il
Messico bastano. «Nel 2003 gli operai messicani guadagnavano più del doppio dei
cinesi — calcola McKinsey — oggi prendono solo il 15% in più». La lezione in
fondo è che il tempo non si è fermato a Marrakesh. Lì nel ?94 fu firmato l'atto
di nascita del Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio oggi oggetto delle
ire di molti. Ma la vittoria dei colletti blu cinesi o dei tecnici indiani non
è la fine della storia. «Gli altri Paesi hanno reagito» sostiene Ervino
Riccobon, direttore del settore auto per McKinsey nell'area del Mediterraneo.
Da Siemens a Volkswagen, in Germania i sindacati hanno rinegoziato parametri
fondamentali dei contratti per aumentare la produttività e evitare la fuga
delle imprese. In Europa centro-orientale incentivi fiscali sono stati
disegnati per intercettare investimenti I tempi Il beneficio della scelta
asiatica arriva dopo cinque anni e non più dopo due Per questo molti manager
rinunciano. Come quelli di Bosch e Electrolux altrimenti diretti in Cina. In
Messico gli operai del settore auto sono arrivati a ridursi la paga mentre in
Cina saliva del 19% l'anno. «Non so se sia stato giusto — commenta Riccobon —
ma così hanno evitato le chiusure». Nel frattempo, la crisi ha seminato Le
banche La stretta del credito rende più costoso creare un impianto lontano
dalla madre patria. E in Paesi come la Germania la produttività è aumentata
altre mine sull'autostrada dell'offshoring. La stretta al credito rende più
costoso creare un impianto lontano dalla madre patria. E le montagne russe del
prezzo del petrolio confondono ogni stima sui costi della logistica: secondo
Cibs World Market, con un barile a 20 dollari il costo del trasporto di un
container dalla Cina era un «dazio» del 3%, che poi però si è più che quintuplicato
e può tornare a farlo molto in fretta. Ma soprattutto, nota Riccobon, la stessa
Cina ha dimostrato di non essere un contenitore inesauribile di fabbriche. E
non tanto perché a novembre il suo export è caduto del 2,2% per la prima volta
in sette anni. Piuttosto, nella Repubblica popolare è ormai arduo trovare
manager, quadri, persone capaci di confrontarsi con una casa- madre a 20 mila
chilometri di distanza. Il risultato netto è che il beneficio di una fuga in
Asia arriva magari dopo cinque anni, non più dopo due. Sempre a caccia del loro
prossimo bonus, molti manager rinunciano. Gruppi europei come Bosch o
Electrolux hanno scelto di cercare efficienza in patria piuttosto che i bassi
costi in Asia. Il mondo dopo la crisi sarà dunque meno «piatto» e globale?
Thomas Friedman ha già scritto il suo «sequel »: «Caldo, piatto e affollato».
Vats Srivatsan pensa che la globalizzazione non farà un passo indietro, ma
entrerà in una fase nuova: «I Paesi emergenti continueranno a sviluppare il
loro talento e a integrarsi nel sistema — dice —. Ma la globalizzazione non
sarà più fine a se stessa, dovremo essere tutti più attenti agli oneri
nascosti». Viste le trappole nei territori lontani,
Riccobon prevede che non saranno più vane neppure le ricette antiche della competitività
in patria: tasse basse, istruzione, efficienza in azienda e in burocrazia. Sono loro i dazi
imbattibili anche per la prossima Satyam. Federico Fubini
(
da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Chioggia. Giuseppe
Boscolo Palo (Forza Italia) attacca la sua maggioranza «Giunta debole su pesca
e orticoltura» «In un anno e mezzo poche risposte ai due settori portanti
dell'economia» di Elisabetta Boscolo Anzoletti CHIOGGIA. «Giunta debole su
pesca e orticoltura, è tempo di cambiare registro». A bacchettare l'operato di
un anno e mezzo della squadra di Romano Tiozzo è uno dei suoi, il consigliere
azzurro Giuseppe Boscolo Palo, ortolano e presidente della commissione attività
produttive, convinto che per due settori portanti dell'economia, che in una
decina d'anni hanno perso 2000 lavoratori, non ci sia stata la giusta
attenzione da parte della politica. Palo rivendica investimenti e provvedimenti
in linea con le belle parole. I due settori sono in crisi da anni. Gli
orticoltori sono schiacciati dalla forbice assurda che divide il prezzo con cui
il radicchio viene pagato al produttore (ieri 35 centesimi al chilo) e quanto
lo paga il consumatore finale (2.5 euro). I caparozzolanti stanno tentando di
convertirsi all'allevamento, stritolati spesso dalla burocrazia e dalle normative (sabato,
domenica, festivi e prefestivi non possono pescare nemmeno nel loro appezzamento).
Come ha risposto la politica alla crisi? «Non ha risposto - spiega Palo - o
perlomeno non in modo sufficiente. In un anno e mezzo non sono arrivate delle
prese di posizione forti, quelle che i settori si sarebbero attesi. La
Provincia aveva promesso nel 2006 di mettere ordine alla pesca in laguna con la
revisione statutaria, in realtà il Gral ha cambiato 3 consigli
d'amministrazione, 3 presidenti, ma non ha migliorato per niente la situazione
e la giunta di Chioggia non ha alzato a dovere la voce. Sull'orticoltura stessa
mancanza di attenzione: un anno fa sono stati spostati i fondi destinati alla
riqualificazione del mercato di Brondolo per il ponte sul Brenta. Un mese fa è
stato dato incarico a Sst di fare un bando di evidenza pubblica per individuare
il soggetto privato da far entrare nella società di gestione del mercato entro
30 giorni, ma non è ancora stato fatto. Quasi che ci fossero sempre delle
urgenze più importanti del settore orticolo che attende risposte da 20 anni».
Per giustificare le critiche alla propria giunta Palo elenca una serie di
provvedimenti «poco accorti». «Il bellissimo progetto per riqualificare il
Parco degli orti parte monco - spiega il presidente della III commissione -
prevede l'intervento solo sugli orti tra il Brenta e viale Mediterraneo, e
quelli tra il Brenta e Ca' Lino sono forse meno importanti? Il progetto per
ricalibrare l'argine destro del Brenta, che costa 8.5 milioni di euro, porterà
all'allargamento della strada, ma non prevede la pista ciclabile, indispensabile
per far decollare quel turismo rurale di cui si parla in ogni occasione. Le
imprese sono stanche di aspettare i tempi della politica, è ora di dare segnali
diversi».
(
da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)
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Burocrazia
L'ex autista
denuncia l'Inail: "Ha riconosciutoil fatto, liquidando solo il 3% perché sonodiabetico.
Non si può vivere con i 257 eurodella pensione sociale concessa dall'Inps"
L'operaio licenziato dopo aver perso un piede: "Vivo un calvario"
Infortunio, rimpallo tra enti JESI - Un tremendo infortunio sul lavoro in una
ditta di trasporti di Jesi (la Filotrans di via Guerri, con deposito tra Santa
Maria Nuova e Filottrano): un muletto sfugge al controllo finisce sul piede
dell'autista. In seguito, all'uomo viene amputato il piede sinistro. Ma lui -
Giorgio Sordini, 63 anni di Civitanova - è diabetico. L'Inail respinge la sua
richiesta di risarcimento: non gli viene riconosciuto l'indennizzo per
infortunio sul lavoro in quanto diabetico. L'ente manda tutto all'Inps, che
invece sostiene l'esatto contrario. Ora Sordini (che nel frattempo è stato anche
licenziato) vive con 257 euro di pensione Inps mensili. Un caso che scotta.
Finito in questi giorni in Parlamento. "Quel giorno, il primo febbraio
dello scorso anno, stavo scaricando il camion. Un muletto ha preso velocità e
per fermarlo, istintivamente, gli ho girato le ruote che mi sono passate
interamente sul piede sinistro - riferisce Sordini - il dolore era
sopportabile, quindi ho finito la giornata di lavoro. Ma in serata, non
cessava. Allora mi sono rivolto al mio medico curante che mi diede delle
iniezioni di calmanti e una settimana di riposo". Dopo sette giorni,
Sordini torna al lavoro, ma la sera a casa si accorge che le dita del piede
sinistro erano diventate nere. Si reca al Pronto soccorso. Dal reparto di
Medicina d'urgenza dell'ospedale di Civitanova viene trasferito a quello di
Chirurgia del regionale di Torrette. "In seguito all'operazione parte
dell'arto è stato amputato, i medici hanno detto che non poteva essere
salvato". Da quel momento, il calvario vero: quello
della burocrazia che non
scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail
affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene
risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune
dovuta al mio diabete. La pratica viene trasmessa all'Inps, che a sua
volta dopo aver esaminato tutto, la rimanda all'Inail sostenendo invece che si
trattava di infortunio. L'Istituto di assistenza per gli infortuni sul lavoro
resta fermo sulla sua posizione". Una questione che si trascina da dieci
mesi e che ora minaccia perfino di finire in tribunale. Intanto Giorgio Sordini
tira avanti con una minima pensione di previdenza sociale. "Dall'Inail mi
è stato riconosciuto il 3% di invalidità e percepisco una pensione Inps di 257
euro al mese. Dovrò fare causa contro l'Inail per difendere i miei diritti. Mi
sono affidato a un patronato per la causa che andrà per le lunghe". TALITA
FREZZI,
(
da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)
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Burocrazia
Rimpallo di
responsabilità tra enti. Non si può vivere con i 257 euro della pensione
sociale concessa dall'Inps L'operaio licenziato dopo aver perso un piede:
"Vivo un calvario" civitanova - Un tremendo infortunio sul lavoro in
una ditta di trasporti di Jesi (la Filotrans di via Guerri, con deposito tra
Santa Maria Nuova e Filottrano): un muletto sfugge al controllo finisce sul
piede dell'autista. In seguito, all'uomo viene amputato il piede sinistro. Ma
lui - Giorgio Sordini, 63 anni, residente in via Cesare Battisti a Civitanova -
è diabetico. L'Inail respinge la sua richiesta di risarcimento: non gli viene
riconosciuto l'indennizzo per infortunio sul lavoro in quanto diabetico. L'ente
manda tutto all'Inps, che invece sostiene l'esatto contrario. Ora Sordini (che
nel frattempo è stato anche licenziato) vive con 257 euro di pensione Inps
mensili. Un caso che scotta. Finito in questi giorni in Parlamento. "Quel
giorno, il primo febbraio dello scorso anno, stavo scaricando il camion. Un
muletto ha preso velocità e per fermarlo, istintivamente, gli ho girato le
ruote che mi sono passate interamente sul piede sinistro - riferisce Sordini -
il dolore era sopportabile, quindi ho finito la giornata di lavoro. Ma in
serata, non cessava. Allora mi sono rivolto al mio medico curante che mi diede
delle iniezioni di calmanti e una settimana di riposo". Dopo sette giorni,
Sordini torna al lavoro, ma la sera a casa si accorge che le dita del piede
sinistro erano diventate nere. Si reca al pronto soccorso. Dal reparto di
Medicina d'urgenza dell'ospedale di Civitanova viene trasferito a quello di
Chirurgia del regionale di Torrette. "In seguito all'operazione parte
dell'arto è stato amputato, i medici hanno detto che non poteva essere
salvato". Da quel momento, il calvario vero: quello
della burocrazia che non
scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail
affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene
risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune
dovuta al mio diabete. La pratica viene trasmessa all'Inps, che a sua
volta dopo aver esaminato tutto, la rimanda all'Inail sostenendo invece che si
trattava di infortunio. L'Istituto di assistenza per gli infortuni sul lavoro
resta fermo sulla sua posizione". Una questione che si trascina da dieci
mesi e che ora minaccia perfino di finire in tribunale. Intanto Giorgio Sordini
tira avanti con una minima pensione di previdenza sociale. "Dall'Inail mi
è stato riconosciuto il 3% di invalidità e percepisco una pensione Inps di 257
euro al mese. Dovrò fare causa contro l'Inail per difendere i miei diritti. Mi
sono affidato a un patronato per la causa che andrà per le lunghe".
TA.FRE.,
(
da "Centro, Il" del 12-01-2009)
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Pagina 5 - Chieti Tartassato
nella tomba Cartella «pazza» Ici a 29 anni dalla morte IL
CASO Per la burocrazia
comunale era moroso dal 2003 VASTO. Evasori Ici: il Comune presenta il conto
anche al "de cuius". «Sono state rilevate violazioni a suo carico
relative al pagamento Ici per l'anno 2003. Il Comune la invita a pagare
l'importo dovuto entro 60 giorni dalla notifica della presente.
Trascorso il termine si procederà alla riscossione coattiva». E' questo l'invito
fatto recapitare dall'ufficio tributi a M.R., cittadino vastese residente nel
quartiere San Michele, finito nell'elenco dei contribuenti che cinque anni fa
non hanno pagato l'imposta comunale sugli immobili. Quando ai familiari
dell'uomo è stata recapitata la "busta verde" in raccomandata con
avviso di riscossione hanno pensato a qualcosa di simile a uno scherzo. «Mio
nonno effettivamente nel 2003 non ha pagato l'Ici. Ma non avrebbe potuto pagare
nessun conto, visto che è morto nel 1979. Lo ha fatto qualcun altro al suo
posto», assicurano i nipoti. M.R., nato a Vasto il 25 maggio 1892, nel 2003 era
morto ormai da 24 anni. Se fosse stato vivo cinque anni fa avrebbe avuto 111
anni. Oggi avrebbe 116 anni. «Può accadere che per un errore del computer nell'elenco
degli utenti rientri anche chi non c'è più, ma sarebbe bastato un controllo
della data di nascita per accorgersi dell'errore ed evitare a noi due ore di
fila», affermano gli eredi del defunto. «Tante inesattezze purtroppo noi le
abbiamo ereditate. Da mesi stiamo cercando di riordinare l'anagrafe», risponde
l'assessore alle finanze, Domenico Molino (Pd). La cartella esattoriale è stata
annullata. Ma per i consiglieri comunali del centrodestra l'episodio è la prova
che il metodo usato dalla maggioranza per recuperare i crediti non è il più
corretto. Giuseppe Tagliente, Michele Notarangelo, Gino Marcello, Manuele
Marcovecchio, Guido Giangiacomo, Nicola Soria e Francescopaolo D'Adamo, facendo
propria la protesta di molti cittadini e delle associazioni dei consumatori
chiedono che il sindaco, Luciano Lapenna (Pd) disponga l'immediata sospensione
dei termini di pagamento. «L'amministrazione dovrebbe annullare sanzioni e
spese di notifica a carico dei contribuenti», sostengono i rappresentanti
dell'opposizione. Quanto agli aspetti organizzativi, il Pdl invoca il
potenziamento, anche solo temporaneo della struttura dello sportello Soget.
«E'una decisione che abbiamo già preso», dice l'assessore alle finanze,
Domenico Molino. Non senza un po' di fastidio verso chi avrebbe potuto fare
altrettanto qualche anno fa. E magari si sarebbero evitati anche questi
incidenti. Paola Calvano
(
da "Repubblica, La" del 12-01-2009)
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Pagina 18 - Cronaca
Il vice sindaco: diventeremo la capitale del turismo matrimoniale. Un business
da 72 miliardi di dollari Cappelle hi-tech e nozze lampo così New York sfida
Las Vegas Oggi i primi sì ultra rapidi nella Grande Mela. Rotto il monopolio
del Nevada ARTURO ZAMPAGLIONE NEW YORK - La dichiarazione di guerra a Las Vegas
sarà consegnata questa mattina sotto forma dei primi «sì» nelle due nuove cappelle
romantiche e hi-tech del comune di New York. «Diventeremo la capitale mondiale
del turismo matrimoniale», assicura Patricia Harris, la vice del sindaco
Michael Bloomberg, illustrando la strategia per attrarre gli sposini da ogni
parte del pianeta, strapparli alla patria dei casinò e regalare a New York
un´altra fonte di reddito. Finora il duello tra le due città era impari. Nella
città del Nevada le nozze erano facili, rapide, economiche, e soprattutto
valorizzate dal contorno ludico e ammiccante. Esistono persino i drive-in in
cui ci si sposa senza uscire dall´auto, mentre ogni giorno 15 coppie scelgono
di sposarsi alla Graceland chapel in onore di Elvis Presley. Tutto questo
spiega perché nel 2007 sono state emesse nel tempio del gioco d´azzardo 101mila
licenze matrimoniali, più di ogni altra città americana. New York non poteva
competere: il Manhattan marriage bureau, l´ufficio matrimoni del comune a Worth
street, disponeva solo di uno spazio buio, decrepito, con le mattonelle rotte e
le sedie di plastica incrinate. Tant´è vero che lì, di licenze, ne sono state
consegnate solo 66mila. Da oggi, però, grazie all´inaugurazione delle nuove
sale, la situazione si ribalta e New York diventa competitiva. Intuendo le
potenzialità del business delle nozze (negli Stati Uniti è di 72 miliardi di
dollari all´anno), il sindaco Bloomberg ha infatti ordinato la ristrutturazione
dei locali che si trovano di fronte al palazzo comunale, costruiti nel
(
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: EDILIZIA ED AMBIENTE E SICURE data: 2009-01-12 - pag: 32
autore: Autorizzazioni. La proroga dà tempo all'organizzazione - Dubbi sui
compiti delle Soprintendenze Paesaggio, il rinvio aiuta i Sindaci Più fiato a
Comuni e Regioni con il rinvio del vincolo al 30 giugno ACURADI Silvio
Rezzonico Giovanni Tucci L'autorizzazione paesaggistica fa i conti con il
regime transitorio per altri sei mesi. Slitta ancora l'iter definitivo delle
pratiche: il decreto legge "milleproroghe"
(207/2008),nell'articolo38,ha posticipato dal 1Úgennaio al 30 giugno 2009 il
regime transitorio. Il rinvio presenta luci e ombre. Da un lato, ritarda la
piena efficacia di uno strumento destinato a portare ordine nel governo del
territorio, spesso disordinato e selvaggio, strumento che però di fatto- affida
alle Soprintendenze un ruolo che rischia di essere superiore alle risorse
disponibili. Dall'altro, offre un vantaggio ai cittadini e alle imprese, che si
confronteranno con una burocrazia più leggera, ma anche agli enti locali, Regioni e Comuni in
testa. Le prime perché non sempre avevano messo a punto il meccanismo delle
deleghe a Comuni e Province e approvato definitivamente i piani paesaggistici;
i secondi perché spesso non avevano ancora adeguato gli strumenti urbanistici
ai Piani e varato le Commissioni paesaggistiche locali, che hanno un
ruolo chiave nella nuova procedura prevista dal decreto legislativo 42/2004. Il
percorso Oggi il rilascio di un'autorizzazione che non incontri particolari
inciampi prevede un tempo massimo di quattro mesi (vedi tabella) e vede
coinvolti la Regione o l'ente da essa delegato e la Soprintendenza ai beni
paesaggistici. Quest'ultima ha due poteri: il primo,di annullamento
dell'autorizzazione, in caso di contrasto con le prescrizione di tutela del
paesaggio; il secondo, sostitutivo dell'autorità competente se essa è
inadempiente nel rilasciare l'autorizzazione entro i termini previsti (60
giorni). Da luglio di quest'anno entreranno invece in scena nuovi attori.
Innanzitutto, le Commissioni paesaggistiche locali, che hanno l'obbligo di
fornire pareri non vincolanti sulle richieste. A seconda dei casi si può
trattare di quelle regionali, provinciali o comunali: conta l'ente che ha
ricevuto la delega regionale per quel particolare assenso. Poi debutterà un
commissario ad acta, che erediterà dalla Soprintendenza il potere sostitutivo
in caso di inadempienza. La Soprintendenza al paesaggio stessa serba ancora
tale potere solo nel caso in cui la Regione non abbia delegato ai Comuni
l'autorizzazione ed è comunque membro di diritto delle Commissioni
paesaggistiche regionali insieme alla Soprintendenza ai beni archeologici. Con il
complicarsi delle procedure, i tempi massimi per ottenere il via libera a
un'opera edile cresceranno di almeno un mese. I ritardi Entro il 30 giugno le
Regioni dovranno verificare i requisiti di organizzazione e di competenza
tecnico-scientifica degli enti delegati a concedere l'autorizzazione – Comuni
in primis – che comprendono anche l'applicazione sul loro territorio del piano
paesaggistico approvato. In mancanza di tale verifica, le deleghe in essere al
30 giugno 2009 decadono e la Regione deve riassumersi in pieno tutti i compiti.
Si tratta di una disposizione che si rivelerà di difficile applicazione, anche
perché non è ben chiaro quale sia l'ente delegato ai controlli e, soprattutto,
come possa materialmente esercitarli. Le previsioni dei piani paesaggistici
prevalgono sulle norme difformi contenute negli strumenti urbanistici comunali
che non siano stati adeguati alla data del 1Ú giugno 2008 (termine non
prorogato). Le discussioni sul nuovo iter riguardano soprattutto il grande
potere concesso alle Soprintendenze, enti – rilevano i critici – spesso dotati
di scarso personale e caratterizzate da iter burocratici lunghi. In assenza di
piani paesaggistici che definiscano in modo puntuale i criteri per il rilascio
o il diniego dell'autorizzazione, il parere della Soprintendenza sarà
vincolante: un punto che potrebbe sfociare in un eccesso di discrezionalità, in
violazione del principi del decentramento. Infatti tale parere è soggetto solo
alle regole dei singoli vincoli, che spesso non contengono prescrizioni
precise. Per le Regioni e i Comuni che per inefficienza o per mancanza di
strutture o mezzi finanziari non hanno saputo varare i piani paesaggistici o
non hanno potuto adeguarsi ad essi, si configura perciò un ulteriore periodo
transitorio anche dopo il 30 giugno
(
da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Prove tecniche di
"conciliazione" Incontro per far decollare l'alternativa alle cause
in tribunale n «Che fa, concilia?» Ai tempi di Alberto Sordi lo dicevano i
vigili, oggi invece in materia stradale tutto è delegato
alla burocrazia mentre
la conciliazione ambisce a una seconda giovinezza nell'ambito delle
controversie civili. Si tratta in questo caso di un'alternativa alla causa in
tribunale, che richiede anni solo per arrivare a una prima definizione: è un
arbitrato per avere da un soggetto terzo una valutazione del "torto e
della ragione". Oggi dalle 14 presso il Parco tecnologico padano la
Camera di commercio di Lodi mette in scena, letteralmente, una conciliazione,
nell'ambito di un seminario cui si sono iscritti un centinaio tra tecnici e
avvocati. Tra l'altro la partecipazione vale 3 crediti dell'Ordine forense ai
fini dell'obbligo di formazione continua.Dopo anni in cui la conciliazione
veniva ignorata, sono ora una decina quelle incardinate presso la Camera di commercio
di Lodi, a partire da controversie con le compagnie telefoniche. La procedura è
semplice: ci si presenta a un apposito ufficio presso la sede di via Haussmann,
si compila un'istanza scritta e questa viene comunicata alla controparte. Che
può accettare la conciliazione, oppure no, nel qual caso chi solleva la
controversia può comunque adire la giustizia ordinaria. I costi sono di poche
centinaia di euro, molto meno di una causa in tribunale.Il primo intervento
sarà alle 14.30, da parte di Paola Esposito, dirigente dell'area promozione
dell'economia locale e armonizzazione del mercato della Camera di commercio di
Lodi. Alle 14.45 la professoressa Giuliana Romualdi, docente incaricata
dell'università di Siena, illustrerà i riferimenti normativi della conciliazione
in materia societaria. E proprio un contenzioso societario sarà simulato alle
15.45 da Ana Uzqueda, direttrice didattica dell'associazione
Equilibrio&R.c., Roberto Cesarano, presidente dell'associazione, e da Moris
Facchini, conciliatore processionale e docente dell'associazione. La
partecipazione è gratuita e le iscrizioni sono chiuse. È comunque possibile
rivolgersi alla Camera di commercio, tel. 0371-4505233. Car. Cat.
(
da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Sta per nascere la nuova
casa di Yabboq n Si specchierà nel laghetto di via Europa la nuova casa per
disabili, dove troveranno risposte anche mamme sole, giovani coppie e parenti
dei pazienti ricoverati in ospedale. Dopo un iter di oltre dieci anni, si sta
infatti sganciando definitivamente dalla burocrazia il progetto legato alla
realizzazione del Centro residenziale integrato Yabboq, che estenderà la maglia
di risposte fornite ai portatori di handicap dalla storica cooperativa
sandonatese. La presentazione del disegno dedicato alle fasce deboli del
Sudmilano è in programma per venerdì alle
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-01-2009)
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Burocrazia
cronaca pag. 9
«Felici ma in ansia per la Palestina» Uno fa l'ortopedico e l'altro il
dermatologo. Arrivano dalla Giordania ma sono palestinesi. Medici, laureati e
specializzati all'Università di Brescia dopo essere passati da Perugia,
dall'ateneo per stranieri. Era il 1991 e cominciava la trafila terminata ieri:
la cittadinanza. «Ora potremo da italiani partecipare ai concorsi», dicono con
un sorriso. Okashade, l'ortopedico lavora all'ospedale di Desenzano, Al Rajabi
esercita privatamente. Perchè Brescia. «L'università c'è stata consigliata
dall'addetto culturale giordano. Noi volevamo evitare le grandi città, e la
medicina bresciana era qualificata». E poi per Al Rajabi l'Italia è sempre
stata un obiettivo: «Austria e Francia erano le alternative, ma l'Italia mi è
sempre piaciuta. Dev'essere per il calcio». SONO FELICI di essere diventati
italiani, ma una nuova nazionalità non ti fa dimenticare la vecchia. Men che
meno se la tua terra è sotto le bombe. «Felici ma preoccupati» ricorda
l'ortopedico cresciuto tra la Giordania e gli Emirati arabi. L'amico
dermatologo, che riassume un'esistenza da panarabo, lo è di più: «Sono nato al
Cairo in Egitto, ho il passaporto giordano, ma sono cresciuto a Ebron in
Cisgiordania nei territori occupati, dove vive ancora la mia famiglia».
Accennare alla guerra a Gaza è aprire una ferita ma anche le porte ad un fiume
in piena: «Non sento parlare in questi giorni delle terre occupate e delle due
risoluzioni Onu la 338 e la 242 - ammonisce - che intimano a Israele di
ritirarsi dai territori ma che lo stesso stato ebraico non ha mai rispettato. Non
voglio entrare nella questione politica sul governo di Hamas, senza ricordare
prima che c'è una sofferenza di base del popolo palestinese. E pure questa
l'Occidente tende a dimenticarla quando giudica i fatti attuali e l'attacco
israeliano. Che è vero, magari si giustifica con il lancio di razzi che da Gaza
Hamas scaglia giornalmente oltre confine, ma non dimentichiamo che la striscia
è un enorme campo profughi a cielo aperto. Non dimentichiamo che stiamo
parlando di un milione e mezzo d persone che stanno come in prigione, un
territorio da tempo sotto embargo dove in certi periodi non sono entrati gli
antibiotici, il carburante solo in nero. E non dimentichiamo che ragionare solo
su Gaza, trascurando gli abusi in Cisgiordania sfalsa l'ottica di giudizio». I
DUE MEDICI palestinesi insomma invitano a pensare anche alll'aggressività dei
coloni israeliani e ricordano «che la gente di Gaza è come un gatto in gabbia:
non ci si può stupire se graffia». Ora stringono felici la Costituzione
italiana, ma che fatica arrivarci: «Forse non è questione
di diritti degli stranieri ma solo del peso della burocrazia in generale. Ma siano contenti soprattuto di averla fatta
finita con il tormento del rinnovo del permesso di soggiorno che quando è pronto
è già scaduto. Un problema che andrebbe risolto. Rispetto a quando siamo venuti
a Brescia le cose sono peggiorate». E.B.
(
da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XI - Torino
Tra i promotori Si chiama "Sole" e punta a offrire sostegno a chi ha
la partita Iva, un contratto progetto o è alla prima
esperienza Uno sportello per lavoratori "anomali" "Il mondo
delle professioni ha ancora troppa burocrazia: noi la snelliamo" VERA SCHIAVAZZI Una nuova associazione
per sostenere i lavoratori �anomali´, dalle partire Iva ai co. co. pro, dai
piccoli imprenditori ai giovani che per la prima volta si affacciano alla
ricerca di un lavoro. L´iniziativa si chiama "Sole" (dalle
iniziali di sviluppo, occupazione, lavoro e economia) e si propone di assistere
chi si trova in una fase di passaggio e deve affrontare tutte insieme regole e
esigenze non sempre semplici: «Il mondo del lavoro, delle professioni, delle
imprese registra ancora troppi blocchi, troppa burocrazia
e impedimenti per chi non è esperto - spiega Oscar Serra, che della nuova
associazione è presidente - Vogliamo proporre a questi lavoratori �anomali´,
non dipendenti, servizi e tutela per valorizzare il loro merito e il loro
impegno". Come? "Attraverso uno sportello - spiega il segretario di
�Sole´ Andrea Araldi - che per ora sarà aperto alcune ore al giorno, convenzioni
con figure professionali utili, come avvocati, fiscalisti, architetti, supporto
nella creazione del proprio sito Internet, attività formative gratuite,
assistenza nella richiesta di contributi pubblici là dove sono previsti per una
nuova attività. Stiamo progettando anche un gruppo di acquisto che consenta a
chi si rivolge a noi di risparmiare sulle forniture, dall´informatica alla
cancelleria». Ma non ci sono solo risparmi e sportello nel futuro di Sole:
"Ci piacerebbe - spiega Araldi - che queste categorie di lavoratori, oggi
non rappresentate da nessuno anche perché composte perlopiù da singoli
individui, costruissero col nostro aiuto forme di rappresentanza e di tutela
che oggi mancano". Il primo corso di formazione, in partenza in questi
giorni, si chiamerà �Start Up´ e servirà a fornire a tutti gli interessati
informazioni e istruzioni su come far decollare da zero la propria attività. «I
giovani precari nelle professioni, gli eterni collaboratori a progetto, le
partite Iva non hanno voce nel dibattito economico e sindacale - aggiunge Serra
- Insieme a loro, cercheremo di portare i problemi di tutti i giorni e quelli
strutturali a tutti i tavoli dove si prendono decisioni sulle politiche per il
lavoro, sulle norme e sulle condizioni previste da percorsi di carriera che non
assomigliamo più a quelli consolidati e tradizionali di un tempo». Precari
magari sì, insomma, ma con più diritti e - chissà - con nuove forme di
organizzazione sindacale che, almeno in parte, servano a superare un
individualismo che rischia di diventare isolamento, debolezza, solitudine.
Informazioni e orari su Sole e le sue iniziative telefonando allo 011/2170452 o
scrivendo a infosoletorino. org
(
da "Nuova Venezia, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 13 - Economia
Coldiretti Veneto, rieletto Piazza Un'azienda su due teme per il futuro MESTRE.
Anche gli agricoltori veneti temono gli effetti della crisi finanziaria
sull'economia reale. è quanto emerso da uno studio commissionato da Coldiretti
regionale a Swg. Di questo, si è parlato, ieri mattina a Mestre, nel corso di
una riunione che tra l'altro ha visto la riconferma di Giorgio Piazza, alla
presidenza regionale dell'associazione degli agricoltori. L'indagine, che è
stata illustrata da Roberto Weber presidente di Swg, è stata realizzata
intervistando 1.800 persone, tra cui imprenditori agricoli, consumatori e rappresentanti
del mondo politico ed istituzionale. Ben il 72% degli intervistati si considera
insoddisfatto delle condizioni economiche attuali della propria azienda. Ma se
gli imprenditori agricoli considerano nero il presente, non è che vedano rosa
nemmeno il futuro. Il 43% prevede che il 2009 sarà peggiore dell'anno scorso
per l'economia agricola. «Per affrontare la crisi - sostiene Weber - è
necessaria una forte spinta tesa all'innovazione. In un periodo duro come
quello che ci aspetta, sarà premiata la scelta della diversificazione aziendale
ovvero l'offerta di servizi complementari all'attività primaria». Lo studio di Swg dimostra come i responsabili delle aziende del
comparto considerino tra i freni allo sviluppo: la burocrazia, la difficoltà a realizzare utili ei vincoli dell'Unione
Europea. A questo proposito, il vicepresidente della giunta regionale ed
assessore all'Agricoltura Franco Manzato ha affermato: «Stiamo lavorando per
rendere la burocrazia
più efficiente. Abbiamo deciso di chiudere gli ispettorati per dar vita
ad uno sportello unico per le aziende agricole». (m.bu.)
(
da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina IX - Palermo
Il caso dell´edificio di Sciacca IL TEATRO FANTASMA CHE ATTIRA HERZOG
Progettato nel ´79 dai Samonà non è stato mai completato: ora ci prova Iano
Monaco PAOLA NICITA Fitzcarraldo sta a Sciacca, e non lo sapevamo. Il regista
tedesco Werner Herzog, ha infatti lanciato un´ipotesi singolare in
un´intervista rilasciata a "la Repubblica": quella di ambientare il
suo wagneriano "Anello del Nibelungo" nel teatro di Sciacca
progettato da Giuseppe e Alberto Samonà: con una esplosione finale del teatro,
mai terminato, mai consegnato, mai inaugurato. Dice Herzog, che di utopie e
provocazioni è maestro: «Ho sognato di realizzare a Sciacca la messinscena di
Wagner, e se il progetto fosse andato in porto avrei fatto saltare in aria
l´edificio prima dell´ultimo atto». Già contattati alcuni artificieri del New
Jersey, specializzati in esplosioni «mirate», che però hanno messo in guardia
il regista e lo hanno avvertito che la carica di dinamite adoperata, vista la
consistenza del cemento di cui è interamente costituito il teatro, avrebbe
compromesso pericolosamente l´intera cittadina. Insomma, se il teatro è un
luogo molto amato dal regista, che, con la complicità recitativa di Klaus
Kinski, ne immaginò uno nella foresta amazzonica, qui il sogno e la
provocazione di teutonica temperie si infrangerebbero comunque contro un muro
sicilianissimo, alto trent´anni di carte bollate, progetti, revisioni e
modifiche. Un teatro fantasma, un progetto, per modalità e tipologia, assimilabile
a quelli di Etienne - Louis Boullée, nome di punta della schiera degli
architetti utopici. Ma il Teatro popolare di Samonà, ha però fatto un passo in
avanti: circa un mese e mezzo fa, il sindaco di Sciacca Mario Turturici ha
annunciato lo stanziamento di circa sei milioni di euro, e la conseguente gara,
un appalto integrato vinto dallo Studio Monaco. Così, in concomitanza con la
provocazione di Herzog, l´architetto Iano Monaco racconta: «Occuparsi del
Teatro popolare di Giuseppe e Alberto Samonà è una sfida che deve ottemperare a
una serie di esigenze profondamente differenti. Se infatti da una parte occorre non perdere di vista una serie di
riflessioni puramente relative al contesto architettonico, dall´altra la burocrazia e le vicende complicatissime
di questo edificio pongono una serie di problemi di tutt´altro che facile
risoluzione. Però già siamo al lavoro da sei mesi: abbiamo realizzato il
rilievo del teatro, che in trent´anni non era mai stato effettuato. E
abbiamo studiato a fondo il progetto, per comprendere le motivazioni più
profonde e complesse che hanno condotto questo tandem - padre e figlio - di
architetti a volere realizzare questo edificio in cemento, destinato ad
accogliere, come dice il suo nome, la gente». Il progetto venne iniziato nel
1979, data che coincide con l´apertura del cantiere: il teatro - 35 mila metri
quadrati di superficie in calcestruzzo - fin dall´inizio venne concepito come
struttura polifunzionale, destinata ad ospitare mostre, convegni, spettacoli.
Tra il 1988 e il 1992 l´appalto; ma nel 1982 muore Giuseppe, nel 1992 il figlio
Alberto; e da questo momento si complicano ancora di più le vicende legate alla
realizzazione, con successivi interventi e modifiche al progetto affidati con
una certa leggerezza, o quantomeno distanti dallo spirito dei Samonà. Nel 2000
si chiudono le entrate, facendo assumere al teatro un´aria da astronave mai
partita, decorata con simboli e dalle aperture simili ad occhi. Il teatro ha
una doppia sala, con palcoscenico centrale, che costituisce il cuore della loro
progettazione. «Questo teatro - racconta Monaco - nasce in un momento storico
particolare, o diciamo da un incontro singolare: quello tra Giuseppe Samonà, un
comunista, con il democristiano Lillo Mannino. Solo che in quegli anni la sinistra
era «ufficialmente» rappresentata dall´architetto De Carlo, e Samonà, invece,
rappresentava il centro». In realtà il progetto di Giuseppe Samonà non è
perfettamente «inedito»: si tratta in fatti di un rimaneggiamento del progetto
di teatro che l´architetto aveva disegnato per Gibellina, e che non venne mai
realizzato. «Ma questo teatro - prosegue Monaco - rappresenta tutti gli effetti
il testamento spirituale dell´architetto, che poi affiancò a sé il figlio
Alberto. è un inno alla geometria euclidea: un tronco di cono inclinato, un
prisma, una mezza piramide a base quadrata. Quindi è importantissimo che possa
essere realizzato, anche a distanza di così tanti anni. E proprio per questo
motivo occorre comprendere che alcuni cambiamenti andranno assolutamente
realizzati, senza tradire però le motivazioni più profonde dell´opera».
Impantanati nei problemi legati alla burocrazia,
mentre il tempo che passa corrode il cemento: e difatti dalle analisi condotte
emerge subito la necessità di intervenire sul calcestruzzo fortemente
degradato. Insomma, per recuperare il teatro è impensabile che bastino i fondi
stanziati: senza considerare che il progetto non contemplava una serie di
interventi, adesso legalmente obbligatori, dalla sicurezza agli impianti a tanto
altro ancora. «Al momento - spiega Iano Monaco - è ipotizzabile solo poter
recuperare la sala grande, che ha una capienza di ottocento posti. Poi
eliminerei la recinzione, che è stata aggiunta da Alberto, successivamente».
Per quanto riguarda l´idea di Werner Herzog, l´architetto Monaco risponde: « Lo
inviterei senz´altro a fare una visita al teatro. Certo la sua soluzione è
simile a quella di un deus ex machina. Ma la bomba è una soluzione? Diamo una
possibilità differente al progetto».
(
da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina III - Napoli
Salerno Villani si ricandida alla Provincia e non cambia alleanze Ritorno al
passato dall´Udeur al Prc Polemica con la Carfagna: "Da lei qualunquismo
elettorale, pensi a fare il ministro" CLEMY DE MAIO UNO SLOGAN - "La
Provincia del fare" - e lo schieramento di una coalizione compatta, che
abbraccia tutto il centrosinistra. Così Angelo Villani ha aperto ieri la
cavalcata elettorale per la riconferma alla presidenza della Provincia di
Salerno. Davanti a una gremita sala Vittoria annuncia una campagna di ascolto
sul territorio (anche attraverso il blog del sito www.villanipresidente.it) per
aggiungere elementi a un programma che mette al centro il rilancio
dell´industria. «Se non c´è sviluppo industriale non c´è produzione di
ricchezza, non possiamo andare avanti solo con i servizi. La Provincia è a
disposizione per favorire un grande piano industriale, ma - avverte -
l´istituzione può solo crearne le condizioni, poi ci vuole un ruolo forte delle
imprese». Bruciano le accuse formulate tre giorni fa dal ministro Mara
Carfagna, a Salerno per lanciare la candidatura dello sfidante Edmondo
Cirielli. «Chi riveste responsabilità istituzionali ha il dovere di parlare con
fatti e proposte, non può fare del qualunquismo elettorale». Il ministro aveva
attaccato alla Provincia di Salerno il marchio di «ente inutile», bollato di arretratezza la sua burocrazia e contestato l´assenza di interventi in settori cruciali quali
l´agricoltura e il turismo. «I numeri parlano per noi - ribatte Villani - .
Abbiamo investito tutto quello che potevamo e sulla burocrazia vorrei che rispondesse Brunetta, che ci scrive e ci premia per
i risultati raggiunti. Per fortuna c´è qualcuno che fa il ministro». In
abiti casual, con un maglioncino verde «che è il portafortuna nel momento delle
battaglie», Villani entra sulla colonna sonora del film "Il
gladiatore" ed esce con "We are the champions". Dalla sua ha
un´alleanza ampia, che va dall´Udeur a Rifondazione. «Non sono mai stato un
monarca, tutti hanno sempre avuto la possibilità di incidere sulle scelte.
Salerno è un esempio da seguire, anche a livello regionale». E sulla crisi
napoletana osserva: «Ho l´impressione che qualcuno giochi a demolire, mi
preoccupa che si possa ragionare in termini di vendette. Ma la storia, che qui
è Bassolino, non si elimina». Oltre alle liste di partito, Villani schiera una
civica del presidente, in cui troveranno spazio anche i fuoriusciti del
centrodestra. Se sarà eletto, ha già deciso che la vicepresidenza spetterà al
partito più votato, che in giunta ci saranno più donne e che un assessorato
andrà anche «al migliore dei peggiori», scelto tra le liste che non
raggiungeranno il quorum.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 4 - Nuoro «La
crisi spinge i giovani a lavorare la terra» Salvatore Mastio, presidente
Coldiretti, ottimista sul futuro delle aziende agricole Ma l'età media dei
pastori è ferma a 55 anni LUCIANO PIRAS NUORO. Risponde a denti stretti,
Salvatore Mastio: «Il bilancio sul fronte del prezzo del latte? è comunque
positivo». Certo, si può e si deve ottenere di più, ma intanto «è stato
costituito l'Osservatorio dei prezzi, che ha quantificato gli effettivi costi
di produzione. Il prezzo del latte, seppure non ancora in linea con quello
indicato dall'Osservatorio appunto, 1 euro e 15 centesimi, negli ultimi tre
anni ha segnato un aumento di 29 centesimi, portando il prezzo complessivo a 80
centesimi. Quattro anni fa il prezzo era fermo a 51 centesimi il litro» ricorda
il presidente della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, appena rieletto alla guida
dell'associazione provinciale di categoria. Dopo quattro anni di mandato,
dunque, altri quattro se ne prospettano all'orizzonte di Salvatore Mastio come
portavoce dei pastori e degli agricoltori. «I quattro appena passati sono stati
gli anni più travagliati dell'ultimo ventennio» dice. Quattro anni di lotte, di
vertenze, sul prezzo degli agnelli, della carne, sulle zone montane
svantaggiate, sugli incentivi comunitari, sulla burocrazia lenta e farraginosa. La
più importante, tuttavia, rimane quella sul latte: «Qualcosa abbiamo ottenuto
in termini finanziari, ma soprattutto l'opinione pubblica è stata
sensibilizzata al problema». «Nel 2006-2007, poi, abbiamo ottenuto il
riconoscimento del mancato reddito delle greggi affette da scrappie - continua
Mastio -. D'altro canto, invece, non posso dimenticare - alza la voce -
l'ingiusta esclusione di alcune zone del Nuorese dal riconoscimento dei danni
dovuti alla siccità del 2005-2006. Lo stato di calamità è stato riconosciuto
solo dopo una dura rimostranza». Altra spina dolente di questi ultimi anni: gli
extracomunitari, spesso irregolari, negli ovili. «Un grave problema, quello
delle quote di ingresso, risolto tuttavia con l'adeguamento ottenuto dal
Ministero grazie alla collaborazione del prefetto di Nuoro che ha accolto con
grande sensibilità la nostra istanza» racconta ancora Mastio, allevatore classe
1960, nativo di Gavoi ma da trent'anni a Macomer, dove ha un'azienda ovina e
suinicola. E il futuro? Qual è il domani del mondo delle campagne? Quali
saranno le strategie di Coldiretti nei prossimi quattro anni? «Modernizzazione
delle aree rurali, punto uno - risponde secco -. Il miglioramento della
viabilità rurale per facilitare i collegamenti con i centri urbani, dunque. La
multifunzionalità, punto due, sulla quale la nostra associazione insiste ormai
da anni». Gli agriturismo, per esempio, proliferati ovunque. «Ma l'agriturismo
non è il solo modo per ridare impulso all'economia - spiega Mastio -. La
multifunzionalità si esplica anche mediante la creazione di servizi sociali
come baby parking, asili in fattoria, farmer's market o centri di animazione
nelle aziende che non sono solo produttrici di merci ma anche di cultura,
tradizione e socialità. è vero, comunque, che anche l'agriturismo è indice di
innovazione, ecco perché continueremo ad incoraggiare e a sostenere i progetti
di agriturismo di qualità, sempre nel rispetto dell'ambiente e del territorio».
«Un altro punto su cui batterci è l'innovazione degli impianti con progetti
agevolati con particolare predilezione per quelli fotovoltaici, indispensabili
per il risparmio del costo energetico. Un altro progetto futuro della Coldiretti
- annuncia il presidente nuorese-ogliastrina - è quello della realizzazione di
un consorzio per l'importazione delle materie prime, sementi e mangimi in primo
luogo, al fine di contenere i costi di produzione e renderli vantaggiosi».
Ancora una volta, insomma, per Salvatore Mastio è fondamentale la cooperazione,
non solo nella fase di acquisto delle materie prime, ma anche e soprattutto
nella commercializzazione dei prodotti finiti. E qui, ancora una volta,
riecheggia la parola «multifunzionalità». «Migliorerà il reddito e la qualità
dell'imprenditoria tradizionale e fungerà da traino per l'artigianato e il
turismo». Il lavoro nelle campagne dell'isola, insomma, cambia radicalmente
volto. «Basti dire che oggi gli imprenditori agricoli sono anche gli operatori
più idonei da affiancare alla Protezione civile - sottolinea Mastio -, ma è
fondamentale che di questo gli enti, i Comuni soprattutto, se ne rendano
conto». Non a caso in molti paesi stanno per decollare diverse convenzioni che
danno incarico ai pastori di pulire i canali di scolo delle acque e di gestire
le fasce parafuoco. Rimane il fatto che mentre altre Regioni italiane hanno
investito sui distretti rurali, la Sardegna non lo ha fatto. «Un'occasione
persa, senza dubbio» sentenzia il presidente della Coldiretti. Facile, quindi,
vista la crisi perenne delle campagne, aggravata ora dalla crisi globale, visti
i disastri lasciati dalle alluvioni o i danni dovuti alla siccità, abbandonare
i pascoli. «La politica regionale dovrebbe attivarsi per onorare gli impegni
presi nei momenti di emergenza. E lo dico - sottolinea Mastio - precisando che
Coldiretti non ascolterà spot generici di campagna elettorale. Ricordo invece
che è indispensabile snellire l'iter procedurale della Regione per quanto riguarda
l'approvazione del nuovo programma di interventi. è molto importante, poi, che
decolli un piano sanitario animale per la prevenzione e la cura delle
patologie, che preveda la realizzazione di stalle di sosta nei nostri porti per
il controllo degli animali da carne prima che entrino nel circuito del mercato
isolano». Tutto questo è necessario. Altrimenti nei paesi rimarranno soltanto
gli anziani e i giovani continueranno a evitare il lavoro nelle campagne. «Gli
allevatori del Terzo millennio hanno un'età media di 55 anni e sono affiancati
da dipendenti rumeni che non sempre sono in grado di garantire una
collaborazione stabile - è l'analisi che fa il presidente dell'associazione di
categoria -. Ma qualcosa sta cambiando: le incertezze della crisi globale stanno
spingendo alcuni giovani a prendere le redini delle aziende agrarie dei
genitori. Un fenomeno, questo, che non ha ancora assunto dimensioni
apprezzabili, ma che costituisce comunque un buon segnale». Salvatore Mastio,
insomma, è come sempre pronto a scendere in piazza con i trattori, se
necessario, ma in fondo in fondo rimane ottimista.
(
da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Burocrazia
Pagina VII - Napoli
Il paradosso del sito borbonico, dopo sei anni di lavori e una spesa di venti
milioni Che bella questa Reggia restaurata ma rischia di restare inutilizzata
Abbiamo firmato protocolli con tutti i governi e tutti i ministri Oggi anche a
Bondi chiediamo chiarezza e trasparenza Finora abbiamo all´attivo soltanto una
serie di consigli, ma non ci è arrivata nessuna risposta concreta e definitiva
Il complesso destinato a scuola di restauro e museo
archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della
burocrazia DAL NOSTRO
INVIATO (segue dalla prima di cronaca) Antonio tricomi La Reggia di Quisisana,
centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare
l´Istituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo
archeologico. Destinato soltanto, però. Perché i lavori di
ristrutturazione sono ormai ultimati e il 31 gennaio il complesso verrà
consegnato. Ma dentro non ci sarà niente: dopo sei anni di lavoro e una spesa
di circa 20 milioni, il gran palazzo rischia di diventare un contenitore vuoto.
Un ennesimo, inquietante monumento all´inefficienza e alla burocrazia.
A lanciare l´allarme è il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza. «La
decisione di aprire una scuola di restauro e di farla funzionare è devoluta al
governo. Lo stesso vale per il museo archeologico. Ma a tutt´oggi da Roma non è
giunto alcun segnale in questo senso. Il primo anno accademico può partire quest´anno
come l´anno prossimo. Ma è oggi che si deve cominciare a discutere e a
gestire». E invece? «Finora - precisa Vozza - abbiamo all´attivo soltanto una
serie di consigli, della più varia provenienza. Ma nessuna risposta concreta e
definitiva». E nessuno stanziamento, quando per i costi gestionali c´è bisogno
di milione e mezzo l´anno. Il sindaco ha, nell´avvicinarsi la data della
consegna, scritto più d´una lettera al ministro della Cultura Sandro Bondi.
L´ultima meno di un mese fa, il 19 dicembre: «A fronte di una precisa
indicazione per le destinazioni d´uso, non ci è ancora nessuna certezza sulle
modalità gestionali e sugli aspetti economico-finanziari relativi al complesso
architettonico. Il rischio più che reale - scrive Vozza - è che l´opera resti
inutilizzata, che ci si trovi di fronte all´ennesima "incompiuta",
pur essendo il nostro territorio bisognoso di interventi di valorizzazione dei
beni culturali anche ai fini dello sviluppo territoriale». Un grido d´allarme
che non ha prodotto alcuna risposta ufficiale. Fatta eccezione per una
telefonata che ha raggiunto il sindaco di Castellammare nei giorni scorsi: un
invito a un incontro con Bondi a Roma, a cui Vozza andrà accompagnato dal suo
assessore alla Cultura Massimo De Angelis e dall´assessore regionale al Turismo
Claudio Velardi. «Speriamo tutti in un incontro risolutivo», dice De Angelis.
«Se lo Stato cambia idea e non è più interessato per noi non c´è problema. Ma
basta che ce lo dice. Ha il dovere di comunicarcelo». Sembra infatti che il Comune
di Castellammare abbia già pronto un piano B. «Una fondazione o museo con
sponsor privati, per esempio. E intanto - rivela De Angelis - si è fatta avanti
la scuola alberghiera di Losanna, con il progetto di una filiale a Quisisana.
Ma si tratta di un´ipotesi remota». E anche di un bel paradosso: una scuola
svizzera nel cuore del sud Italia, in un edificio di proprietà comunale. Il
primo nucleo della Reggia di Quisisana, sulle pendici del monte Faito, risale
all´epoca sveva, 1280 circa. Già ristrutturato dagli aragonesi, il complesso
venne acquistato dai Farnese alla fine del Cinquecento e poi ereditato dai
Borbone nel 1737. Fu casino di caccia e luogo di riposo per Ferdinando IV e
Francesco II, per poi entrare tra i beni di casa Savoia con l´Unità d´Italia.
Nel 1879 venne acquistato dal Comune di Castellammare di Stabia. Nel Novecento
fu destinato prevalentemente ad albergo, ma anche a scuola militare e a
ospedale. Già abbandonato da una ventina d´anni, venne seriamente danneggiato
dal terremoto del 1980. Quattordici anni dopo, il sindaco Catello Polito chiese
un finanziamento per restaurare la Reggia e destinarla a sede dell´Istituto
centrale per il restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione e il
restauro) e del museo archeologico di Stabiae: con laboratori, sale espositive,
biblioteca, sale convegni. «Abbiamo firmato protocolli con i governi D´Alema,
Prodi e Berlusconi», spiega De Angelis. «Con i ministri Melandri e Rutelli.
Oggi anche a Bondi chiediamo chiarezza». La lunga vicenda si dipana all´ombra
di governi di centrodestra e di centrosinistra. «Non è una questione di colore
politico», spiega Vozza, che aderisce a Sinistra democratica. «La verità è che
nessuno ci credeva, in questo progetto». Il 21 gennaio a Roma, forse,
l´epilogo.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)
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Pagina 1 - Gallura
Pittulongu, dopo due nubifragi al via i lavori per il nuovo canale LUCA ROJCH
OLBIA. Ha smontato le lucine dall'albero di Natale e subito ha riacceso la
macchina dei lavori pubblici. L'assessore all'Urbanistica, Marzio Altana, è
andato dritto al cuore delle emergenze. Da una parte ha dato il via ai lavori
per creare un nuovo canale a Pittulongu, dall'altra ha quasi chiuso l'iter per
dare l'acqua potabile a Santa Mariedda. Doppio miracolo. L'assessore minimizza,
ma per chi vive nella zona di via Mar Ligure a Pittulongu è un giorno da
segnare nel calendario. Le ruspe hanno cominciato gli scavi per creare un
canale in cui far scorrere le acque delle piogge torrenziali. Nel quartiere gli
allagamenti sono stati una banale costante dei giorni di pioggia. Sembravano quasi
inevitabili. Mentre dall'amministrazione continuano a fare la danza
antipioggia, si spera di portare a termine i lavori in tempi record senza che
ulteriori danni arrivino dalle secchiate di pioggia. Se le previsioni del tempo
sono diventate il programma preferito degli amministratori, ora si cerca di
riportare Pittulongu alla normalità. Si parte da questo primo fondamentale
intervento. «Le ruspe hanno cominciato a lavorare da questa mattina - spiega
l'assessore Altana -. Spero che si possa procedere in tempi rapidi per creare
il canale e scongiurare ulteriori danni a chi vive nella zona». Ma sempre negli
uffici dell'urbanistica si porta avanti un altro appalto fondamentale per
portare l'acqua potabile a Santa Mariedda. Il quartiere nato in modo abusivo fa
parte di un piano di risanamento. Per questo le risorse che l'amministrazione
può spendere, come impone una legge forse troppo rigida, possono arrivare solo
dalle tasse pagate da chi vive nella zona. Il Comune ci mette una pezza. In
questa settimana verranno aperte le buste con le offerte per l'appalto da oltre
un milione di euro. Verrà creata per tutto il quartiere la rete idrica. Un
passo verso la civiltà. «I lavori cominceranno in tempi brevissimi - continua
l'assessore -. Ma dobbiamo rispettare i tempi tecnici
della burocrazia. Con
questo appalto supereremo una delle difficoltà di Santa Mariedda». Il quartiere
con le strade di fango viene alimentato con l'acqua grezza del consorzio di bonifica.
Sulla carta servirebbe solo per irrigare le campagne, ma di fatto in buona
parte del quartiere viene utilizzata anche per le faccende domestiche.
Ma l'acqua non è potabile. «L'impegno dell'amministrazione - conclude Altana -
è rivolto a completare in tempi brevi tutti i piani di risanamento». Una
missione quasi impossibile. In città i piani di risanamento di quartieri nati
in modo abusivo, senza autorizzazioni, né servizi, sono 17.
(
da "Centro, Il" del 13-01-2009)
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Pagina 19 - Cronaca
Edilizia, mille posti di lavoro persi in un anno Il presidente dell'Ance: «E'
come se chiudesse un'industria nella Val di Sangro» «Negli ultimi 5 anni lavori
pubblici crollati del 50 per cento Tempi troppo lunghi per le concessioni»
SAVERIO OCCHIUTO PESCARA. «I nostri dati sono quelli che ci fornisce la Cassa
edile: prevedono un calo di mille occupati su un totale di cinquemila. E' come
se nella Val di Sangro chiudesse la Fiat». Il presidente dell'Ance provinciale,
Giuseppe Girolimetti, fa il punto sul settore dell'edilizia che con il suo
indotto rappresenta, sin dagli anni Sessanta, il volano dell'economia
pescarese. Ora anche la corsa al mattone si è fermata. E i cantieri delle
grandi opere pubbliche sono al palo. I dati dell'associazione costruttori sono
eloquenti anche su questo: «Il nostro osservatorio nazionale», spiega ancora
Girolimetti, «ci dice che rispetto al 2002-2003, dunque negli ultimi cinque
anni, c'è stato un calo dei lavori pubblici del 50 per cento. Una stima che a
Pescara va rivista al ribasso». La crisi finanziaria internazionale pesa, ma
non si tratta solo di questo. Meccanismi burocratici troppo farraginosi per il
rilascio delle concessioni edilizie, cattiva informatizzazione degli enti,
«paure» legate alle inchieste giudiziarie in corso, sono solo alcune delle
altre variabili che avrebbero reso difficile la vita al comparto delle
costruzioni nel Pescarese. Lo spiega ancora Girolimetti: «La nostra provincia
vive una situazione ingessata per tante ragioni. Ne parlavo con una persona che
nel mese di dicembre ha ritirato una concessione edilizia al Comune di
Montesilvano, la sua era intorno al numero 160. Questo significa che nel
(
da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Pagina V - Bologna
"Daremo la pagella ai professori" Calzolari: docenti sotto esame non
solo per la ricerca ma anche per le lezioni ILARIA VENTURI DOCENTI sotto esame
non solo per la ricerca che producono nei laboratori, ma anche per le lezioni
che tengono in aula. E premi alle Facoltà migliori nella didattica. Il rettore
Pier Ugo Calzolari parla, a inizio d´anno, delle priorità di governo dell´Ateneo
nei suoi ultimi dieci mesi di mandato. Progetti a breve termine e di più ampio
respiro, con la valutazione dell´Alma Mater al primo posto, preoccupazioni per
i tagli previsti nel 2010 dalla Finanziaria - «l´università si dissolverà» - e
l´annuncio di nuovi posti per i ricercatori nel 2009. Entro gennaio il rettore
convocherà gli organi accademici sullo statuto, per discutere, una volta
accantonata la riforma, solo un punto: l´allargamento del corpo elettorale ai
ricercatori e al personale tecnico e amministrativo per le elezioni del rettore
previste tra fine maggio e i primi di giugno. «Ho preso questo impegno e andrò
sino in fondo e cioè porterò in discussione nella seduta congiunta
l´allargamento del corpo elettorale. Sulle modalità non entro nel merito. Lo
statuto? Riguarderà il futuro rettore, che potrà partire però già da un lavoro
compiuto sul sistema di governance dell´Ateneo e sul ruolo degli organi
accademici, un tema importante previsto anche nelle linee guida del ministro
Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte le
responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli
statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la
nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica.
Dopo aver valutato la ricerca e i ricercatori dell´Alma Mater, «unica
università a farlo», il rettore annuncia una operazione simile per migliorare
l´insegnamento universitario. «Sarà premiato chi vale, ma dovremo sostenere
anche chi è in difetto di qualità per colmare il divario. Trovare un equilibrio
sarà difficile, ma ci riusciremo». Saranno messi a punto criteri di
valutazione: indicatori di qualità che peseranno nella distribuzione dei fondi
alle Facoltà. «Un peso elevato avrà la valutazione degli studenti sui loro
professori e sulle strutture didattiche», anticipa il rettore. Intanto in via
sperimentale è stato destinato un milione e mezzo a progetti didattici speciali
che saranno valutati nelle Facoltà da commissioni paritetiche, con docenti e
studenti. «Procederemo con cautela, ma con determinazione». Altra promessa di
Calzolari riguarda i direttori di dipartimento: «Hanno un carico di lavoro
molto elevato, attendo le conclusioni del gruppo di lavoro
sulla burocrazia,
intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi
una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far
capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa
di molto simile al dissolvimento della stessa università. Anzi, se non
verranno tolti non si andrà da nessuna parte nemmeno con il bilancio 2009, dove
già abbiamo previsto operazioni innovative, come il ricorso a una parte della
giacenza concentrata sui dipartimenti per finanziare il polo di neuroscienze al
Bellaria, operazione da circa 10 milioni». E poi le alienazioni di immobili
(villa Guidalotti a Ozzano è già in vendita) e posti per i ricercatori: 27
nuovi, seconda tranche del pacchetto dell´ex ministro Mussi, 88 previsti nel
bilancio di quest´anno,
(
da "Stampa, La" del 13-01-2009)
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il
caso Il Finalese è ancora in attesa MICHELE COSTANTINI La burocrazia frena
l'istituzione di "Sierra 4" PIETRA LIGURE Il 2008 doveva essere
l'anno della definitiva consacrazione di «Sierra 4», l'automedica del
comprensorio Finalese. Purtroppo non è andata così, anche se l'impegno da parte
dell'Asl2 del Savonese, dopo l'annuncio dell'anno scorso, è stato notevole. Un impegno quello dell'Asl 2 che
prevede passaggi amministrativi complessi, come la mobilità interna delle
figure professionali dei medici e degli infermieri specializzati destinati alla
nuova struttura operativa e le deroghe della Regione per le nuove assunzioni. E
ancora, le selezioni per le graduatorie e i relativi decreti e pubblicazione degli
atti. Insomma, nella complessa vicenda dell'automedica del Finalese, non vi è
stata alcuna cattiva volontà da parte dell'Asl 2 nell'affrontare ormai l'annosa
questione che si trascina sin dall'inizio dell'istituzione del servizio di
soccorso extraospedaliero in provincia. La speranza degli addetti ai lavori e
dell'intero comprensorio è di vedere quanto prima l'attivazione dell'automedica
24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno, come avviene da molto tempo con
«Sierra 1» per il Savonese, «Sierra 2» per l'Albenganese e «Sierra 3» per la
Valbormida. Attualmente il servizio operativo di «Sierra 4» avviene solo nei
fine settimana dalle 8 alle 20 e nei giorni prefestivi e festivi, per i
restanti giorni l'automedica arriva da Albenga o a seconda della posizione
geografica del comune interessato, da Savona o Cairo Montenotte. La base
operativa dell'automedica è all'interno dell'ospedale Santa Corona, con medico
e infermiere dipendenti dell'Asl e l'autista un volontario a turno delle
Pubbliche assistenze, Croce Rossa e Pietra soccorso, tutte del comprensorio del
Finalese.Un territorio vasto che comprende numerosi comuni, da Noli a Borghetto
S. Spirito e da Calizzano a Bardineto sino a Massimino, all'interno di una
viabilità complessa e difficile. L'uscita dell'automedica è coordinata dalla
Centrale operativa del 118 di Savona che, secondo quanto previsto dai codici
dell'emergenza, invia l'automezzo con l'appoggio dell'ambulanza, sul luogo
della richiesta d'intervento. Quando occorre, in appoggio al soccorso sanitario,
il 118 richiede il soccorso tecnico dei vigili del fuoco, del soccorso alpino e
di altre componenti della protezione civile. Alla complessa macchina del
soccorso extraospedaliero del 118 Savonese si deve poi aggiungere il prezioso
apporto dell'elicottero del Nucleo dei vigili del fuoco della Liguria.
Collegati telefonicamente e via radio, il soccorso tecnico e sanitario presente
in provincia sin dal 1990, prevede tra tutti i soccorritori una perfetta
conoscenza dei propri ruoli e delle fasi d'intervento nel momento del «rendez -
vous».
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2009-01-13 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Politica Prima uscita del candidato alla Provincia del
centrosinistra Villani alla Carfagna: critiche da qualunquista Il presidente:
un ministro rappresenta tutti Quasi mille persone al Vittoria: «Siamo una
squadra unita. In giunta? Vorrei più donne» Poi l'incontro al bar con il
sindaco Vincenzo De Luca SALERNO — Folla da stadio al Vittoria, ieri mattina,
per l'apertura della campagna elettorale di Angelo Villani che, da uscente,
tenta il bis alla presidenza della Provincia. In sala c'erano proprio tutti:
dal senatore Alfonso Andria al vicegovernatore Antonio Valiante, dal segretario
campano del Pd Tino Iannuzzi ai consiglieri regionali Ugo Carpinelli, Gennaro
Mucciolo, Michele Ragosta, Donato Pica e Gianfranco Valiante. Sindaci,
amministratori, volti noti della politica come Carmelo Conte, Mario De Biase e
Alfredo D'Attorre, molti giovani e una miriade di simpatizzanti. Lui, il
protagonista, si presenta in sala — come al solito scortato dal fidato Vittorio
Aliberti— con un maglioncino verde, che fa tanto speranza elettorale di
vincere, e tecnologicamente microfonato con quello strano aggeggio che da tempo
si nota in televisione, montato tra orecchio e nuca. Alle spalle un maxischermo
che ripropone ogni tanto l'immagine di Villani e talvolta un video sulla
«Provincia del fare», come lo slogan utilizzato in tutti questi anni.
Accomodati in stile salottino, alle spalle del candidato, ci sono i segretari
dei partiti del centrosinistra che, al fianco del presidente uscente, si
riprensentano compatti in coalizione come quattro anni fa. All'ingresso di
Villani parte la musica, non proprio all'ultimo grido. Tant'è che un paio di
casse acustiche potenti lanciano «Notti Magiche» della coppia Bennato-Nannini,
la canzone del campionato del mondo di calcio di Italia '90. Una ragione, però,
c'è. Villani ha il cruccio «della squadra», che peraltro ha saputo tenere
unita, e quando parte il ritornello della canzoncina, i segretari di partito e
il presidente si abbracciano come se fossero una squadra di calcio che ascolta
l'inno prima del match. «Salerno è un esempio in Campania e anche in Italia —
esordisce Villani — perchè siamo un coalizione che ha discusso ma mai litigato.
E siamo rimasti sempre uniti. Ma questa consiliatura ha ottenuto anche un
grande risultato amministrativo. Abbiamo investito tanto in infrastrutture: 600
milioni per strade e scuole, 300 milioni in agricoltura e 108 nel turismo solo
per dare qualche cifra. E dopo 30 anni abbiamo contribuito ad aprire
l'aeroporto. Ci si dirà che ora i voli sono fermi. Ma siamo stati sempre
convinti che l'unica strada per risolvere ogni problema è la gara
internazionale per affidare la gestione dello scalo. Se poi vincerà la Gesac
non ci potrà fare che piacere». E prima di illustrare parte del suo programma
elettorale, dove sono inseriti due parchi stile Eurodisney da costruire
nell'agronocerino e tra Agropoli e Paestum ed un grande distretto industriale,
il presidente uscente della Provincia si scaglia contro la ministra Mara
Carfagna. Che sabato scorso l'aveva criticato nel corso della presentazione del
candidato del Pdl Edmondo Cirielli. «Quando sento alte cariche istituzionali
parlare e criticare per quanto fatto sull'aeroporto mi viene da chiedere:
perchè non ci danno una mano per ottenere la concessione dell'Enac che ancora
deve arrivare— incalza Villani — quel ministro rappresenta anche me e dovrebbe
contribuire allo sviluppo del territorio. Chi ricopre ruoli istituzionali di
grande rilievo dovrebbe pesare di più le parole. E se hanno qualcosa da dire,
lo dimostrino con i numeri e non solo per fare campagna elettorale. Vorrei
ricordare a questo ministro che in agricoltura e nel turismo abbiamo investito
tanto. E che quando sparla della burocrazia della Provincia, dovrebbe
prima informarsi che Brunetta ci ha inviato una lettera di elogio. Un ministro
del governo, come lei. E' sbagliato essere qualunquisti o fare i Masaniello: le
proteste sterili non servono». Una stilettata, sempre con destinatario il
centrodestra, il leader della coalizione la spedisce alle amministrazioni del
Pdl dell'agro: Angri, Scafati, Pagani, Sarno e Nocera Superiore. «Noi
puntiamo molto su questa parte della provincia ed abbiamo investito tanto per
il rilancio — insiste il presidente di Palazzo Sant'Agostino — l'agro è in
difficoltà, è vero. Dobbiamo e possiamo fare di più. Ma i primi attori sono i
comuni. E chi li amministra deve assumersi le responsabilità». Infine sulle
nomine degli assessori in caso di vittoria non si sbilancia — «sono per gli
eletti e vorrei qualche donna in più, il vicepresidente spetta al partito che
ottiene dopo il Pd la percentuale più alta» — e sull'Udc: «L'invito lo abbiamo
fatto, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta e andiamo avanti». A lavori
conclusi, Villani incontra anche Vincenzo De Luca. Un caffè al bar di fronte al
Comune, qualche chiacchiera e pieno sostegno del primo cittadino al candidato
del centrosinistra. Felice Naddeo \\ Quando parlano alte cariche istituzionali,
dovrebbero pesare di più le parole. E se hanno qualcosa da dire, lo facciano
con numeri e dati di fatto Verde speranza Villani in conferenza con un
maglioncino verde: «Lo metto nei momenti di battaglia» ha detto
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 13-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-13 - pag: 12 autore: DALLA PRIMA Una
questione settentrionale Chi nega l'esistenza stessa di una "questione
settentrionale" ribatte infastidito che queste sono le ragioni di settori
proni alla tentazione dell'evasione e sordi alla virtù della solidarietà. Ma
non sono gli slogan ad alterare la realtà di un Nord che non chiede scorciatoie
fiscali per sé, ma servizi adeguati ai tributi che paga, e al ruolo che svolge
nel produrre ricchezza. è questo sentimento di impotenza e isolamento che
potrebbe consolidare quel processo di riequilibrio elettorale già avviatosi lo
scorso 13 aprile, quando la Lega Nord ottenne risultati elettorali per molti
inattesi e sorprendenti, e non solo per la dimensione numerica. Fu allora,
infatti, che quel partito ruppe il cliché che lo voleva espressione di segmenti
elettorali periferici e pedemontani, per affermarsi anche in aree centrali,
urbane se non metropolitane, come Milano che lo premiò con la clamoro-sa
percentuale dell' 11,3%,contro il 4,8%di appena due anni prima. Serpeggia il
rischio di una risposta "politichese" a questo fenomeno, ossia il
tentativo, che mi pare prematuro oltre che velleitario, di separare la Lega
Nord del Popolo della libertà per costruire nuovi fantasiosi equilibri
politici. La classe politica locale di centro- destra, del resto, mostra, al di
là di qualche eccesso di protagonismo, un'indubbia capacità di privilegiare,
rispetto alla fedeltà a Roma, le richieste dei propri territori: lo confermano
la lunga tenuta delle alleanze locali;e l'assertività di molti leader locali,da
Formigoni a Galan a Moratti. Anche a sinistra non mancano esponenti, da
Chiamparino a Cacciari a Penati, che manifestano lo stesso sforzo di
organizzare localmente il consenso intorno alle esigenze del proprio
elettorato: anch'essi,però, se si presentano a Roma, non risultano
popolarissimi agli occhi della propria maggioranza. E quando cercano di
organizzarsi localmente, in vista di un'intelaiatura federalista per il proprio
partito, rischiano per ora di risultare «inconcludenti», come ha ammesso uno di
essi. Col risultato, paradossale, di confermare le ragioni leghiste, senza
manifestarne la capacità di trarne vantaggio elettorale, che trova linfa anche
da un radicamento nel territorio del qualei grandi partiti non appaiono più
capaci, con ulteriore smarrimento di ogni effettiva capacità di ascolto. Il
federalismo potrà rappresentare una soluzione al rischio di una frattura
irreparabile tra il Nord e la politica nazionale? è probabile che l'elettorato
ci speri. In fondo,quella formula è nelle corde di molte delle tradizioni
politiche più radicate in quelle terre: dal solidarismo cattolico, che confida
nella sussidiarietà, alle culture laiche che diffidano dello statalismo
centralista. A patto,naturalmente, che il federalismo
mantenga le promesse: meno stato, meno tasse, meno burocrazia; più controllo, più trasparenza, più efficienza.Se quelle
promesse non fossero mantenute, i rischi di frattura dell'Italia politica si
farebbero concreti.E allora sarebbero in pochi ad avvantaggiarsene. Salvatore
Carrubba salvatore.carrubba@ilsole24ore.com
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-13 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Il sistema In funzione per l'autorizzazione elettronica
Viaggio in Usa, ora c'è l'Esta E' entrato in funzione ieri Esta (Electronic
system for travel authorization) il sistema elettronico per l'autorizzazione al
viaggio riservato ai passeggeri diretti negli Stati Uniti
che prevede meno burocrazia e procedure più snelle. Chi vorrà raggiungere gli Usa, per un
periodo di massimo tre mesi, potrà ottenere un'apposita autorizzazione elettronica
senza compilare il vecchio modello cartaceo I-94. Tale permesso, che vale due
anni, va ottenuto prima di imbarcarsi su un vettore aereo o marittimo
collegandosi all'indirizzo internet https:// esta.cbp.dhs.gov. A
chiarire i contenuti della nuova procedura è Daniela Di Pierro, vice console
del Consolato Americano a Napoli. «L'Esta aumenta il livello di sicurezza che
consente al Dipartimento competente di sapere, prima dell'imbarco, se una
persona è in possesso dei requisiti per recarsi negli Stati Uniti e se tale
viaggio rappresenta una violazione delle leggi vigenti o un rischio per la
sicurezza nazionale». Ma chi dovrà inviare la richiesta di autorizzazione
elettronica? «Tutti i residenti o i cittadini dei Paesi aderenti al programma
del Viaggio senza Visto che desiderano recarsi negli Usa». Intanto, fa sapere
Di Pierro «il sito web del-l'Esta è già operativo e il governo Usa raccomanda,
a tutti coloro in possesso dei requisiti per recarsi negli Stati Uniti, di
iniziare subito a utilizzarlo. La procedura per ottenere il permesso è semplice
ed è necessario ricordare che il sito è disponibile in lingua italiana, ma
tutte le risposte dovranno essere fornite in inglese. La richiesta può essere
effettuata anche da una terza persona - un amico, un parente, un operatore
turistico - , qualora il diretto interessato non avesse la possibilità di
accedere a internet». L'ultima cosa da sapere è quali informazioni sono
necessarie per compilare il modulo di autorizzazione? «Il viaggiatore -
conclude Di Pierro - deve fornire i propri dati anagrafici, compreso nome, data
di nascita, dati del passaporto e informazioni sul viaggio, oltre alle risposte
alle domande sui requisiti per viaggiare nell'ambito dell'accordo
internazionale. Anche in questo caso tutte le risposte dovranno essere inserite
in inglese». Vito Fatiguso Il periodo Un'apposita autorizzazione per un periodo
di massimo tre mesi
(
da "Corriere della Sera" del 13-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-01-13 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il ministro Altero Matteoli «Per ripartire commissari e Tar
modificato» MILANO — Tra una riunione a Roma con i sindacati e un incontro a
Parma con gli amministratori locali, in questi giorni il ministro va di fretta
ma ha un chiodo fisso che si pianta su un tourbillon di cifre e numeri:
«L'Italia ripartirà. C'è un progetto triennale per 44 miliardi di euro di
infrastrutture. Al Cipe sono già passati 16,6 miliardi di euro per progetti che
possono e devono essere cantierati subito. In caso contrario ci saranno 65mila
disoccupati». Altero Matteoli è convinto che il 2009 sarà l'anno delle grandi
opere. La sua scommessa è in parte sul tavolo dell'articolo 20 del decreto
anticrisi che la Camera sta discutendo in queste ore. Al ministero per le
Infrastrutture e i Trasporti ci hanno lavorato intensamente: iter accelerato
per le opere pubbliche ritenute «prioritarie per lo sviluppo economico del
territorio», nomina di commissari che dovranno vigilare su tutte le «fasi di
realizzazione dell'investimento» e che quindi seguiranno ogni progetto
dall'inizio alla fine decidendo anche al posto delle amministrazioni
interessate, ma soprattutto abolizione della sospensiva del Tar. «Dobbiamo
assolutamente snellire le procedure— spiega Matteoli —. Oggi il Tar, di fronte
a un ricorso, non entra nel merito ma blocca l'opera e poi si esprime, magari
dopo anni. Questo non potrà più avvenire: con le nuove misure vengono
accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario. Il
cantiere andrà avanti lo stesso e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione
otterrà un indennizzo». Immobilismo, sprechi e ritardi saranno solo il ricordo
di «una burocrazia e di una serie di norme che si sono sovrapposte negli anni e
che questo governo s'impegna a evitare. Agli inizi degli anni '70 eravamo il
terzo Paese infrastrutturato in Europa, oggi siamo al diciannovesimo posto». Le
colpe? «Di tutti e di nessuno: le lentezze di una certa politica ma anche il
fondamentalismo del no». Ovvero — chiarisce il ministro — le continue
proteste di comitati e associazioni ambientaliste: «In Italia quando si apre un
cantiere parte l'opposizione: magari è perché passa vicino casa o perché si
espropriano
(
da "Stampa, La" del 13-01-2009)
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LA
CLASSIFICA «LIMITI SFORATI» DISAGI A SCUOLA BUROCRAZIA All'interno
Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero Polveri sottili Scontro tra
giunta e Lista civica Soppresso il bus per gli studenti all'«Alberghiero» Al
Consiglio di Stato il caso della pensione bloccata da 10 anni Servizio Gloria
Pozzo Giuseppe Orrù Roberta Martini
(
da "Repubblica.it" del 13-01-2009)
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NUOVA VITA digitale
per José Luis Zapatero. Il primo ministro spagnolo ha inaugurato un sito
internet in cui spiega ai connazionali la crisi economica e le ricette che il
suo governo ha varato per superarla. La homepage si apre con il video in cui il
premier si rivolge ai cittadini: quattro minuti per illustrare alcune delle
misure adottate. "La priorità è combattere la disoccupazione, il nostro
obiettivo è far sì che l'economia esca rinforzata da questa crisi
mondiale", dice Zapatero con espressione seria, seduto alla scrivania del
suo ufficio, sullo sfondo la bandiera spagnola e quella dell'Unione Europea.
Nelle pagine di "Plan E" viene illustrato il Plan español de estimulo
de la economia y del empleo: si elencano nel dettaglio i molti investimenti
pubblici, gli aiuti alle banche perché forniscano prestiti agevolati ai
cittadini, la lotta alla disoccupazione. "In totale finora sono 82 le
misure adottate dall'Esecutivo", si legge. Lo scopo principale è coinvolgere
i cittadini, fare in modo che non si perdano nella selva di provvedimenti e le
utilizzino. Ecco perché in ogni sezione - famiglia, imprese, occupazione,
finanza, modernizzazione dell'economia - c'è un cortometraggio
"didattico". Nei video alcuni attori interpretano "casi
reali". Seguendo la loro storia, si impara come agire in casi di
emergenza, in che modo, ad esempio, richiedere le agevolazioni. Il tutto è
completato da indirizzi email e numeri di telefono per poter approfondire le informazioni.
Saranno poi i diversi ministeri interessati alle singole questioni a dare
risposte ai cittadini. Vista la multiculturalità della Spagna, il sito, che è
disponibile anche in inglese, si può consultare non solo in castigliano, ma
anche in catalano, gallego ed euskera, le lingua parlate in Galizia e nei Paesi
Baschi. Non è la prima volta che il leader spagnolo usa la platea della rete:
durante l'ultima campagna elettorale è apparso in alcuni video, così come
quando era candidato alla segreteria generale del Psoe, il partito socialista.
Non è mancato neppure il suo profilo su Facebook. Ma ora la sua presenza online
sarà un appuntamento periodico attraverso un canale tematico di comunicazione
costante con i cittadini. Un po' sul modello del presidente americano Barack
Obama, che da tempo sfrutta le molte potenzialità del web 2.0. Nei forum online
qualcuno si lamenta e dice che avrebbe preferito "un passo più deciso
verso il 2.0", uno spazio più aperto al dialogo con gli utenti della rete.
E' innegabile, però, che il governo Zapatero abbia fatto uno sforzo tecnologico
innovativo. Gli aggiornamenti e le nuove misure non
verranno comunicati solo sul sito "Plan E": gli avvisi si possono
ricevere anche via Twitter, il servizio che permette di inviare messaggi brevi,
che non superano i 140 caratteri. In questo caso si può ben dire che la burocrazia non è mai stata così
snella. (13 gennaio 2009
(
da "Cittadino, Il" del 14-01-2009)
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Burocrazia
Alle urne per la
riforma dei campionati Belloli vuole quattro gironi di Eccellenza, Cottini
cambierà i play off lodi Riforma dei campionati, un nuovo regolamento per gli
under, corsi di formazione per i dirigenti, lotta al doping e più attenzione
alla sicurezza dei calciatori. Sono questi alcuni dei punti chiave toccati dai
tre candidati alla presidenza del comitato regionale della Federcalcio, Valter
Cottini, Felice Belloli e Serafino Grassi, nel corso della puntata speciale di
"Fuorigioco", il programma sportivo condotto da Lucio De Vecchi
andato in onda lunedì sera sulle frequenze di Trs. Tutti e tre i "papabili"
(l'elezione è prevista per il prossimo 7 febbraio) hanno espresso la volontà di
un radicale cambio di direzione del comitato regionale, finito nella bufera
dopo il commissariamento.«La parola rinnovamento è il nostro punto cardine,
crediamo molto alla comunicazione con le società», ha precisato Cottini, mentre
Belloli ha posto come punto principale «la riforma della struttura dei
campionati»; Serafini infine ha parlato di «politica di servizi per agevolare
il lavoro dei club». Fuori dal politichese e dalle frasi di propaganda, nello
specifico Belloli si è detto favorevole a portare a quattro il numero dei
gironi di Eccellenza («Permetterebbe di soddisfare le esigenze di molte squadre
di Promozione e sistemare tutti gli altri campionati»); Grassi ha parlato
invece di uno studio per «la riorganizzazione generale dei campionati», mentre
Cottini si è mostrato scettico sull'attuale meccanismo dei play off, «un
discorso da rivedere completamente».Tutti e tre si sono detti d'accordo anche
su un'eventuale riforma per quanto riguarda il numero di under da schierare in
campo, questione da tempo al centro dell'attenzione del calcio dilettantistico.
«Le società sono obbligate ad acquistare giovani per farli giocare - ha
spiegato Cottini -: è un discorso da mettere a posto, ci vuole una nuova
regolamentazione». Come soluzione Belloli ha proposto l'introduzione di «più
giovani cresciuti nel vivaio della società»; Grassi ha invece auspicato «un
confronto con le società per stabilire le regole cardine». Tra i temi toccati
anche quello sulla formazione dei dirigenti. «È normale che alla base ci debba
essere una migliore preparazione perché al giorno d'oggi i compiti delle
società sono aumentati», ha precisato Grassi. Per Cottini «i primi a dover
frequentare i corsi dovrebbero essere i dirigenti federali», mentre Belloli,
pur favorevole all'iniziativa, ha chiesto che i corsi «non siano obbligatori e
che siano frequentati soprattutto dal segretario di società, solitamente la
vera anima dei club».Nel corso della trasmissione si è dato spazio anche alla
sicurezza degli atleti in campo, con la proposta - sollevata da De Vecchi - di
rendere obbligatoria la presenza di una squadra di pronto soccorso su ogni
campo. Cottini e Belloli si sono però "scontrati" sull'uso dei
defibrillatori, già sperimentato sui campi del Milanese. Il primo (che ha
precisato che l'impegno sanitario deve comprendere anche la lotta al doping) ha
infatti parlato di macchinario che «agisce quasi da solo, arrestandosi nel caso
il soggetto infortunato non ne avesse bisogno», mentre il secondo ha
puntualizzato che «il defibrillatore va usato più che bene altrimenti può
essere addirittura dannoso». Per Grassi invece «tutte le
iniziative per migliorare la sicurezza sono auspicabili, ma bisogna tenere
conto delle carenze di risorse in campo sanitario».Tra gli altri punti toccati
anche l'apertura al tesseramento on line dei calciatori e lo snellimento della burocrazia per tesserare calciatori
extracomunitari. Fabio Ravera
(
da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
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Burocrazia
Pagina I - Palermo
Il comitato presieduto da Ivan Lo Bello: "Stallo politico e
amministrativo. Gli atti fermi per la mancata nomina dei dirigenti" Confindustria suona la sveglia a Lombardo Gli industriali
bacchettano la Regione sulla paralisi della burocrazia dopo la riforma dei dipartimenti. Mancano i direttori generali
e nessun burocrate si prende la responsabilità di firmare gli atti. Con la
riforma della burocrazia
ancora non ultimata sono a rischio pure gli stipendi dei regionali. MASSIMO
LORELLO A PAGINA IV
(
da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
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Burocrazia
Pagina IV - Palermo
Lo Bello "Siano gli assessori a firmare gli atti per sbloccare i fondi e i
pagamenti attesi dalle aziende" Regione, allarme di Confindustria
"Senza i dirigenti economia ferma" Rischio di ritardo per gli
stipendi dei ventimila dipendenti Leanza: "Impasse legata alla legge Non è
giusto attaccare l´esecutivo" MASSIMO LORELLO QUattro miliardi di euro
sono pronti per essere investiti in Sicilia dalle imprese private nel settore
energetico. Significa creare in poco tempo qualche migliaio di posti di lavoro.
Peccato però che tutto, al momento, resti inesorabilmente fermo. La colpa è
dell´amministrazione regionale, alla paralisi dopo la riforma dei dipartimenti,
che non ha ancora portato alla nomina dei nuovi direttori. Quelli, per
intenderci, che mettono la firme sui provvedimenti che contano. A denunciarlo è
Confindustria Sicilia che, sull´argomento, ha elaborato un documento nel corso
del comitato di presidenza guidato ieri da Ivan Lo Bello. «Non possiamo che
esprimere preoccupazione - afferma il leader degli industriali siciliani - per
la situazione di stallo politico e amministrativo che sta frenando l´attività
della Regione proprio nel momento in cui la crisi economica richiede un´azione
di rilancio urgente e incisiva». Dito puntato sul nuovo assetto della burocrazia che non è stato ancora
definito dal governatore Raffaele Lombardo: «In particolare, la riforma dei
dipartimenti regionali - afferma Confindustria nel documento redatto a chiusura
del comitato di presidenza - non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi
dirigenti generali, con la conseguenza che in atto nessuno degli uscenti si
assume la responsabilità di firmare gli atti amministrativi, con grave
danno per l´intero sistema economico dell´Isola». Oltre ad «auspicare il
ristabilirsi di un clima politico coeso e capace di varare in tempi brevi le
necessarie riforme e le diverse leggi da tempo sollecitate dal mondo
dell´impresa», Confindustria esorta il governo regionale «a nominare al più
presto i nuovi dirigenti generali degli assessorati e chiede che, nel
frattempo, siano gli assessori a firmare tutti gli atti amministrativi,
sbloccando pagamenti e autorizzazioni attesi dalle aziende». A Confindustria
replica a muso duro il segretario regionale dell´Mpa, Lino Leanza: «La riforma
dei dipartimenti regionali non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi
dirigenti generali perché così ha voluto il legislatore regionale. è grave e
ingeneroso scambiare una prescrizione di legge per una situazione di grave
stallo politico e amministrativo». L´assessore all´Industria, Pippo Gianni
(Udc), promette un intervento risolutore già alla prossima seduta di giunta:
«Serve una riunione urgente dell´esecutivo per completare il percorso della
riforma e rimettere in moto la macchina burocratica». Anche perché il problema
non riguarda solo il mondo dell´impresa, che da questa paralisi sta subendo un
danno, ma pure l´esercito dei dipendenti dell´amministrazione regionale i cui
stipendi sono a rischio. Il ragioniere generale di Palazzo d´Orleans, Enzo
Emanuele, getta acqua sul fuoco, afferma che «esiste sì un problema, ma verrà
risolto in pochi giorni». Sta di fatto che i mandati di pagamento che
abitualmente sono pronti a metà di ogni mese non sono ancora partiti. Colpa
della riforma dei dipartimenti, alcuni dei quali hanno cambiato nome e dunque
non rientrano nel sistema che va modificato. Di più, serve un nuovo capitolo di
bilancio. La ragioneria conta di risolvere tutto entro lunedì ma fino ad allora
gli stipendi dei ventimila regionali resteranno in stand by. «Questa paralisi -
afferma Giuseppe Lupo, deputato del Pd - è il riflesso della perenne divisione
interna alla maggioranza. Il tutto a danno non solo delle imprese che vogliono
investire ma anche dei siciliani ancora in cerca di un lavoro. Le promesse di
azioni celeri da parte del governo per definire la riforma della burocrazia al momento non hanno alcuna credibilità: finché
la maggioranza non troverà l´accordo sulla sanità l´amministrazione resterà
paralizzata».
(
da "Stampa, La" del 14-01-2009)
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Burocrazia
E poi dicono la
scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre
C: caos, code e carta. Altro che Internet». Vista da Stefano Cafasso, studente
di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico didattico,
l'Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato
nella burocrazia
elettronica. Dopo venti minuti d'attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha
macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo
ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone
informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l'anno per la manutenzione) e
già in funzione in 43 atenei. Dovrebbe permettere agli studenti di
vedersela con la burocrazia dal computer di casa
anziché con gli addetti delle segreterie. Altrove non ha creato troppi
grattacapi. A Torino sì. Un disastro. Impossibile fare il carico didattico
(l'elenco degli esami da sostenere) e stampare gli statini (i moduli per
registrare gli esami). Risultato: università paralizzata e studenti in coda da
giorni. Avrebbe dovuto debuttare a inizio dicembre. L'hanno avviato l'8 gennaio.
Continua a fare le bizze. Stefano Cafasso ci ha perso dodici giorni. C'è sempre
qualcosa che va storto: «Mi metto in fila, aspetto anche tre o quattro ore.
Continuo a lottare contro il cervellone. Non trovo gli esami: per il sistema
non esistono, o non sono attivi». Il guaio è che Stefano, come tutta questa
moltitudine immobile e rancorosa ferma nell'atrio di Palazzo Nuovo in attesa di
un computer libero, anziché stare ferma a smoccolare, farebbe bene a restare a
casa e studiare. La sessione di esami è cominciata. Ma senza carico didattico e
statini non si potrebbero sostenere. «Abito a Vercelli. Lunedì mattina sono
partita apposta. Tre ore e mezzo di coda. Quando è arrivato il mio turno ci
hanno rispediti a casa». C'era un «problema tecnico»: era finita la carta. E
così Cristina Sasso da Vercelli, ieri è tornata alla carica. Respinta con
perdite. A Palazzo Nuovo cercano di arginare la marea. «Qualche disguido c'è»,
ammette il dirigente della divisione Sistemi informativi Massimo Bruno.
«Serviranno alcuni mesi per mettere tutto a regime». Altro che «qualche
problema». Una raffica di guai s'annida in questo popolo che sbuffa. «Ogni
volta che tento compare un avviso: dice che non ho pagato le tasse», protesta
Nina Rabbia. «L'ho fatto due mesi fa. In segreteria mi hanno detto di mandare
un fax con la copia del versamento. Ho provveduto. È passata una settimana:
risulto ancora irregolare». L'ateneo è corso ai ripari. E ha deciso: per questa
sessione niente statini, gli esami si registreranno «in bianco». «Ma un docente
ha già detto che senza statino il suo esame non si può dare», ringhia Davide
Ligas di Scienze dei Beni culturali. «E oggi il professore di Iconografia non
riusciva a stampare l'elenco degli iscritti all'appello». Da giorni una
task-force è al lavoro per arginare l'emergenza. Hanno addirittura istituito un
call center. Non basta. È addirittura arrivato uno dei progettisti del
cervellone, direttamente da Bologna, dove ha sede Kion, l'azienda che l'ha
installato. Esse3 funziona per 800 mila studenti in Italia. Mai aveva creato
così tanti disguidi. «Bisogna trasferire i vecchi dati sul nuovo programma»,
spiega il direttore Vittorio Ravaioli. «Possono esserci difetti di
comunicazione tra il nuovo programma e quelli già in uso. È successo». Così mai.
Anche perché, altrove, è entrato in funzione poco alla volta, anche in tre
anni. Qui no. Tutto subito. E il sistema non ha retto.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)
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AZIENDA SANITARIA LOCALE Una crociata contro la burocrazia L'obiettivo dichiarato è
quello di abbattere i tempi di attesa IL CASO Addio file anche all'Ufficio
presìdi ORISTANO. Niente più fila all'Ufficio assistenza protesica dell'Asl per
i pazienti incontinenti cronici: da quest'anno, infatti, sarà avviato il
rinnovo automatico delle autorizzazioni per il rilascio dei presidi assorbenti
per l'incontinenza. Finora le persone affette da questo problema, o i
loro familiari, dovevano recarsi, una volta all'anno, presso le strutture
sanitarie territoriali e richiedere il rinnovo delle autorizzazioni: un
passaggio burocratico inutile, data la diagnosi di non reversibilità, che
adesso sarà semplificato. D'ora in avanti chi è già stato autorizzato a
ricevere i presidi negli anni precedenti, non dovrà più richiedere il rinnovo
annuale delle forniture all'Ufficio assistenza protesica, in quanto
l'autorizzazione verrà automaticamente confermata senza necessità di presentare
ulteriore domanda. Il paziente si dovrà rivolgere all'Ufficio assistenza
protesica solamente nel caso in cui debba comunicare variazioni sul proprio
stato di salute o dei prodotti richiesti (ad esempio una maggiore quantità o
una differente taglia e qualità rispetto a quella originariamente prescritta),
o in caso di prima prescrizione. Il provvedimento - secondo i vertici dell'Asl
- non solo eviterà ai pazienti incontinenti o ai loro familiari di recarsi, una
volta all'anno, presso le strutture sanitarie, ma permetterà di ridurre
notevolmente i tempi d'attesa per gli altri utenti degli Uffici di assistenza
protesica della provincia, in quanto i cittadini che si rivolgono al servizio
per richiedere i presidi per incontinenti rappresentano circa l'80 per cento
dell'utenza. Sono infatti circa 2.500 i pazienti incontinenti cronici nel
distretto di Oristano, poco più di un migliaio quelli dei poli sanitari di Bosa
e Ghilarza e altrettanti quelli di Ales e Terralba. Con il rinnovo automatico delle
autorizzazioni per questo tipo di patologia cronica, il volume di pratiche da
smaltire sarà dunque nettamente ridotto, consentendo un minore tempo d'attesa a
tutti gli altri utenti. «Questa ulteriore misura - dichiara il direttore
generale Bruno Palmas - si somma a quelle già adottate dall'Azienda sanitaria
locale nº5 nel senso dello snellimento burocratico e dell'abbattimento dei
tempi d'attesa. Dal mese scorso, infatti, è entrato in vigore il nuovo
regolamento per le casse ticket: le persone esenti dal pagamento per reddito o
status non devono passare più per gli sportelli addetti alla riscossione, un
provvedimento che ha già azzerato le file. Più recente, invece, il
provvedimento che ha raddoppiato gli orari d'attività del servizio di
diagnostica per immagini (Tac e risonanza magnetica) al San Martino di Oristano
per permettere un abbattimento delle liste d'attesa per l'erogazione delle
prestazioni». Per ulteriori informazioni sulle nuove modalità di erogazione dei
presidi per incontinenti, gli interessati possono telefonare ai seguenti
numeri: 0783.317702-317713.
(
da "Italia Oggi" del 14-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (MarketingOggi))
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ItaliaOggi Numero
011 pag. 26 del 14/1/2009 | Indietro Tra architettura e
tecnologia UN PROFESSIONISTA AL GIORNO Di Lorenzo Morelli La vita e le passioni
di Massimo Colomban, presidente del Parco scientifico e tecnologico Vega Per
anni mi sono occupato dei rivestimenti degli edifici Oggi lavoro nel mondo
digitale e restauro castelli L'innovazione e la tecnologia hanno sempre
caratterizzato la sua vita professionale. Dall'Opera House di Sidney al
Guggenheim di Bilbao passando dal Disney Concert Hall fino al parlamento
europeo e al palazzo futurista dei Lloyds a Londra. Tutte queste opere
architettoniche portano la firma di Massimo Colomban. Di origine veneta, classe
1949, il manager ha dedicato trent'anni della sua vita al rivestimento delle
più importanti strutture e torri nelle principali capitali mondiali con
Permasteelisa. «Nel 1973 ho fondato Isa, azienda specializzata nella
realizzazione di involucri architettonici, poi ho conosciuto gli australiani di
Permasteel, ci siamo piaciuti e nel 1985 abbiamo fatto la fusione. La società è
subito diventata il leader assoluto a livello mondiale». Dopo anni di lavoro
intenso e con parecchie ore di volo sulle spalle nel 2002 Colomban ha deciso di
quotare la società a Singapore e a Milano e, dopo aver distribuito e regalato
il 40% delle azioni al management, si è ritirato dal gruppo. «Permasteelisa è
un'azienda che genera un miliardo di fatturato, però solo il 2% del business
viene dal mercato italiano. Così, dopo aver vissuto molti anni all'estero,
avevo voglia di dedicarmi a progetti legati alla mia terra». Nel 2003 è stato
chiamato dalla società Sviluppo Italia per strutturare Sviluppo Italia Veneto e
curare il progetto nazionale www.italia.it, il portale di servizi italiano.
«All'inizio mi sono appassionato, c'erano gli ingredienti giusti:
internazionalità, tecnologia e promozione del paese. Poi le cose non sono
andate come mi ero immaginato per diversi motivi, uno su
tutti la troppa burocrazia che ancora tiene legate le potenzialità degli italiani».
Dall'esperienza del portale nazionale Colomban è ripartito di slancio per nuove
avventure da cui ha raccolto buoni frutti. Infatti Sviluppo Italia Veneto,
riportata in utile, nel periodo 2003-
(
da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)
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Pagina 34 - Sassari
Il pullman che parte da Sassari effettuerà la doppia fermata OZIERI. Non
dovranno trasportare le valigie da una parte all'altra della città gli studenti
e i pendolari che viaggiano in autobus da Sassari per Ozieri, Oschiri,
Berchidda e Olbia. L'assessorato regionale ai Trasporti ha da poco concesso
l'autorizzazione alla ditta Asara di Berchidda ad effettuare una seconda
fermata all'interno di Sassari in via Padre Zirano, vicino alla chiesa di Santa
Maria. Fino al mese scorso le autorizzazioni prevedevano che l'autobus partisse
direttamente dalla fermata di via Turati in direzione Oschiri e Berchidda. La lenta burocrazia ha richiesto circa tre anni per poter arrivare a fornire il
nuovo servizio che permette così, soprattutto a chi deve rientrare il fine
settimana a casa con le valigie, di avere due fermate all'interno della città
senza dover essere costretti ad un faticoso trasporto. Rimangono così
invariati gli altri orari di partenza e le fermate. Il servizio della ditta
berchiddese inizia la mattina con partenza alle da Berchidda alle ore 6.45,
11.45 e 15.30, fermate ad Oschiri alle ore 7, 12 e 15.45, Sassari-via Turati
7.50, 12.50 e 16.35, Sassari-via Padre Zirano 8.05, 13.05 e 16.50. Le partenze da
Sassari (con coincidenza del bus per Olbia) sono invece previste dalla fermata
di Sassari-via padre Zirano 10.20, 13.50 e 18.45, Sassari-via Turati 10.35,
14.10 e 19.00, Oschiri 11.25, 15 e 19.50, Berchidda 11.40, 15.15 e 20.05.
Maurizio Porcu
(
da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
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Pagina 22 - Economia
Libertà economica, Italia a picco Classifica Heritage-Wsj: siamo al 76° posto,
peggio del Kirghizistan In un anno abbiamo perso 12 posizioni. In testa Hong
Kong e Singapore ROMA - Pare sia più facile avviare e gestire un´impresa in
Kirghizistan o in Madagascar, così come in Mongolia, Namibia o Colombia
piuttosto che in Italia. Nell´annuale graduatoria sulla cosiddetta «libertà
economica» stilata dal Wall Street Journal e dalla Heritage Foundation, il
paese scivola di 12 «caselle», passando dal sessantaquattresimo posto dell´anno
passato al livello 76. Giusto dopo la Turchia e prima di Capo Verde. Con un
totale di 61,4 punti contro i 90 di Hong Kong che guida la top ten, l´Italia
risulta pericolosamente vicina al limite (60) sotto il quale inizia la categoria
dei paesi «poco liberi». Tra le varie debolezze nazionali, l´eccessiva presenza
dello Stato nell´economia, specie nei trasporti e nell´energia, le rigidità del
mercato del lavoro. La corruzione è più comune che in altri paesi europei.
Sulla libertà d´investimento pesano tra l´altro: la burocrazia, l´inadeguatezza delle
infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative e la forza dei sindacati.
Al dunque l´Italia è una nazione «moderatamente libera». Sono 183 i paesi
valutati dallo studio,
(
da "Corriere Alto Adige" del 14-01-2009)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-14 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE La crisi Widmann: ipotesi in giunta «Taglio dell'Irap e
meno burocrazia» BOLZANO — Il nuovo assessore
all'industria, Thomas Widmann, risponde alle richieste del presidente di
Assoimprenditori, Christof Oberrauch, sulla necessità di un ulteriore
intervento su sgravi fiscali e sburocratizzazione. «La giunta provinciale a
fine mese deciderà quali ulteriori provvedimenti adottare — spiega Widmann —
oltre al rafforzamento dei Confidi, già attuato, e al previsto anticipo del
piano delle opere pubbliche. Siamo a livello di ipotesi, sia chiaro, ma
vogliamo trovare soluzioni che incentivino l'industria e l'artigianato, visto
che il turismo e l'agricoltura stanno tenendo e il commercio non sta subendo il
temuto tracollo. Anzi, in periodi difficili come quello che stiamo vivendo, la
gente non rinuncia alle vacanze ma tende a spostarsi di meno, quindi potremmo
addirittura avere un numero maggiori di visitatori dall'Italia e dalla
Germania». Per la grande industria legata ai mercati internazionali, ad esempio
nel settore delle auto, Widmann ammette: «Non possiamo fare miracoli, però
possiamo puntare sull'ulteriore taglio di un mezzo punto dell'Irap, abolendo
però la rinuncia ai contributi provinciali come contropartita. La
sburocratizzazione? Condivido ogni parola di Oberrauch, io stesso sono
imprenditore e so di cosa parla». Sull'argomento interviene anche Mauro Minniti
(Pdl), vicepresidente del consiglio provinciale: «Il grido di allarme
sull'economia lanciato dal presidente degli industriali non è altro che una
conferma di quanto sin nella passata legislatura avevo evidenziato sostenendo
la necessità di interventi decisi da parte della giunta. Il rischio di una fase
recessiva è dietro l'angolo. Sono necessari segnali, che vadano oltre
l'abolizione del mezzo punto Irap, sulla semplificazione degli oneri
burocratici, della riduzione della spesa pubblica e di investimenti per
incentivare ricerca ed innovazione». F. E.
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-01-14 - pag: 8 autore: ANALISI Vigilanza europea ma
non alla Bce di Donato Masciandaro I eri il governatore della Banca centrale
europea Jean-Claude Trichet ha affermato che occorre rendere la supervisione
sul settore bancario e finanziario più efficace, prospettando come soluzione
quella di accentrare proprio nella Bce le responsabilità di vigilanza a livello
europeo. Sottolineare l'urgenza di una riforma della vigilanza è condivisibile,
ma la soluzione proposta va scartata. è meglio lavorare a favore della
creazione di una Autorità finanziaria europea. La crisi finanziaria ha
evidenziato le carenze della vigilanza, negli Stati Uniti come in Europa. Le
due sponde dell'oceano -ma non solo -sono da tempo caratterizzate da un
tendenza comune: mercati più integrati e complessi, in cui sono attivi
conglomerati finanziari transfrontalieri, governati da una pluralità di
autorità di controllo. L'effetto finale è che aumenta il rischio di inefficacia
della vigilanza. Da un lato, banche e conglomerati finanziari hanno più
possibilità di attuare l'arbitraggio regolamentare: slalom tra le regole alla
ricerca di quella più conveniente. Dall'altro lato i costi della
regolamentazione lievitano. Inoltre si può creare un deficit di responsabilità:
ciascuna autorità si rende conto che i mercati stanno diventando sempre più
complicati, magari lancia moniti per segnalare la situazione ma finisce poi per
considerare la problematica fuori dal suo perimetro di responsabilità. Se poi
la crisi scoppia, si può creare un deficit di accountability: quante volte,
anche in questi mesi, abbiamo visto una sorta di gioco a rimpiattino tra le
diverse autorità di controllo, in cui ciascuna provava a scaricare su altri le
responsabilità del fallimento di vigilanza? La crisi ha messo in luce una
carenza strutturale della vigilanza: troppe autorità. Analizzando il periodo
dal 1998 al 2008, si scopre che ci sono state riforme dell'assetto della
vigilanza in 66 Paesi diversi: in 26 casi si è adottato un nuovo modello di
supervisione, con meno autorità: in 24 casi si è scelta l'Autorità unica, in
due casi il modello per funzioni, in cui tendenzialmente un soggetto vigila
sulla stabilità e l'altro sulla trasparenza. Il fenomeno del consolidamento è
particolarmente forte se si considerano i Paesi europei (il 46%), nel loro
ambito i Paesi membri dell'Unione europea ( il 60%), e in generale i Paesi Ocse
(ben il 60%). Ma quante volte il consolidamento della vigilanza è avvenuto a
vantaggio della Banca centrale? Solo in quattro casi: Irlanda, Repubblica Ceca,
Repubblica Slovacca e Olanda. Finora la tendenza è stata quella di non dare il
monopolio della politica di vigilanza a chi ha già il monopolio della politica
monetaria. La spiegazione è semplice: gli svantaggi appaiono più forti dei
vantaggi. Chi è a favore dell'accoppiamento dei due monopoli nella banca
centrale obietta che esistono benefici in termini di informazione. Ma per
migliorare i flussi informativi non è necessario accoppiare le funzioni. Per
inciso è quello che ha sempre sostenuto - almeno fino a ieri - la Banca
centrale europea. D'altro canto, l'accoppiamento della funzione di supervisione
con quella monetaria può produrre una serie di rischi. C'è il rischio
didistorsionenei comportamenti degli intermediari, che possono aumentare la
loro propensione al rischio. Quando il controllore è lo stesso soggetto che ti
può salvare stampando moneta, i controllati possono pensare che i salvataggi
saranno più facili, proprio perché il controllore non vuol perdere la faccia.
Da qui la gara, già partita negli Stati Uniti, a finire sotto l'ombrello della
Fed. Poi vi è un rischio ulteriore nei comportamenti della banca centrale, che
può divenire una burocrazia
troppo potente, con le relative conseguenze. Il fatto che taluni banchieri
centrali - negli Stati Uniti Bernanke, ora in Europa Trichet - sembrano gradire
tale soluzione non allontana tale rischio, anzi. Infine, tutte le incognite
precedenti si elevano al quadrato se è alta la propensione del sistema politico
a catturare la banca centrale per influenzarla a proprio vantaggio. Sia
la politica di vigilanza che la politica monetaria hanno bisogno di essere
gestite da autorità indipendenti: dalle banche, dal Governo, e dai propri
appetiti burocratici. All'Europa serve un consolidamento della vigilanza, ma
anche una specializzazione: la Bce per la politica monetaria, e un'Autorità
finanziaria europea per governare un sistema accentrato della vigilanza.
MONOPOLIO PERICOLOSO Solo quattro Paesi hanno fatto la scelta, rischiosa, di
unificare politica monetaria e attività di controllo
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 12 autore: ... IL FORUM 2009 Il lavoro in cerca di dialogo L iberare le aziende
dall'eccesso di burocrazia in tempi di crisi è non solo un precetto per la buona
amministrazione ma anche un modo per risparmiare sui costi. Ma quando gli
adempimentisi riferiscono alla gestione del personale occorre coniugare la
semplificazione con le garanzie che i diritti, non solo economici, siano
preservati. E dunque, la normativa va ponderata e occorre che gli
obiettivi della legge non si vanifichino nei meccanismi di applicazione. Il
ministero del Welfare, in questi mesi, ha manifestato la volontà di collaborare
con gli operatori del mercato del lavoro, anche nei controlli. E nel definire
le norme di attuazione del libro unico del lavoro ha tenuto conto di molte
delle osservazioni formulate dalle rappresentanze delle imprese e dei
professionisti, in particolare dei consulenti del lavoro. Una collaborazione
proficua, dunque. Che merita di continuare e che oggi potrebbe vivere un'altra
puntata con il «Forum lavoro», organizzato dal Sole 24 Ore, che metterà attorno
a uno stesso tavolo esperti e dirigenti di ministero, Inps ed Entrate.
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-14 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Panorama Turismo religioso, i riti pasquali al Josp di
Roma «I Riti della Settimana Santa in Puglia» saranno presentati a Roma
nell'ambito del Josp Fest, evento fieristico organizzato dall'Opera Romana
Pellegrinaggi, all'interno del padiglione Grandi itinerari di fede. Josp Fest,
in programma dal 15 al 18 gennaio prossimo, è il primo Festival Internazionale
rivolto ai viaggi dello spirito: è prevista una grande affluenza di pubblico
dall'Italia e anche dall'estero, con 60 nazioni espositrici, 140 espositori
nazionali tra tour operator e associazioni, 20mila presenze giornaliere,
concerti, spettacoli, performance artistiche per un evento unico nel suo
genere. «Settimana Santa in Puglia: I luoghi della Passione», che propone
pacchetti turistici con soste nelle città delle province pugliesi che hanno
aderito al progetto, è organizzata dall'associazione culturale Opera di
Molfetta (nella foto i riti molfettesi). All'iniziativa hanno aderito anche
Aeroporti di Puglia e Camera di Commercio Bari. DAMONE: LA
BUROCRAZIA BLOCCA 60 MILIONI. «è possibile che un funzionario debba bloccare
finanziamenti per 60 milioni di euro da spalmare sul territorio anche con
ricadute occupazionali?». Lo chiede il consigliere regionale pugliese Francesco
Damone (Puglia prima di tutto) in relazione al mancato accreditamento a 43
Comuni di «interventi mirati allo sviluppo locale» stanziati dalla
giunta regionale il 26 febbraio 2008 con delibera n.225. «La carenza
organizzativa delle strutture, la presenza di un solo funzionario per portare
avanti situazioni come sopra evidenziate - spiega in una dichiarazione - non
possono recare danni ai Comuni che già soffrono per la carenza dei mezzi
finanziari.
(
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 14-01-2009)
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Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-01-14 - pag: 12 autore: TRENTINO-ALTO ADIGE. Nelle due
Province bilanci tecnici ma con importanti novità
Burocrazia snella per le imprese Mirco Marchiodi Archiviate le elezioni,
formate le nuove giunte e assegnate le competenze agli assessori (in Trentino
praticamente subito dopo il voto, mentre in Alto Adige è stato necessario
aspettare fine dicembre), i due presidenti Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder
pensano ora ai primi provvedimenti legislativi e quindi al bilancio, che
in Trentino sarà predisposto entro il prossimo 30 gennaio. Proprio in
previsione dei tempi necessari per la formazione del nuovo governo provinciale,
Trento e Bolzano in estate avevano già approvato un bilancio tecnico per
affrontare i primi mesi del 2009 che sul versante della spesa non definisce
alcuna manovra finanziaria limitandosi ad autorizzare le risorse necessarie per
garantire la continuità dei servizi nonché il finanziamento degli investimenti
già autorizzati dalla Provincia. Le risorse complessive per la Provincia di
Trento ammontano a 4,4 miliardi con una crescita del 3% rispetto al bilancio
iniziale del 2008 (4,27 miliardi), ma in leggera diminuzione rispetto a quello
assestato che pareggiava a 4,42 miliardi. Confermata, anche all'interno del
bilancio tecnico, la manovra di riduzione dell'Irap da 65 milioni. Ma
soprattutto, e la novità è contenuta nel titolo II della legge finanziaria 2009
approvata con la legge provinciale numero 16 del 12 settembre scorso, sono
previste una serie di disposizioni di semplificazione volte in particolare a
ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese. La nuova giunta ha
però già deciso un riorientamento della spesa stanziata sul bilancio tecnico: a
inizio dicembre è stata approvata la manovra anticrisi che mobiliterà risorse
pubbliche nell'ordine di almeno il 4-5% del Pil provinciale per rilanciare la
crescita economica con una serie di misure entro il 2009. Lo stanziamento di
una somma tra i 640 e gli 800 milioni, secondo Dellai porterà ad un
miglioramento del Pil compreso tra il 2 e il 3 per cento. Tra gli interventi a
favore dell'economia sono previsti investimenti straordinari, interventi mirati
alla ricerca e all'innovazione e sostegni alle imprese volti al rafforzamento
della loro struttura finanziaria e patrimoniale. Prevista anche l'adozione di
un nuovo regolamento in materia di lavori pubblici per semplificare ed
accelerare le procedure di approvazione ed esecuzione oltre che la costituzione
dell'Agenzia unica dei Servizi che sarà incaricata della gestione di tutte le
fasi relative all'appalto delle opere pubbliche. A Bolzano il bilancio 2008
pareggiava a 5.025,9 milioni ed anche quest'anno non dovrebbe discostarsi molto
da questa cifra. C'è da definire il Patto di stabilità con Roma ed in
particolare l'ambito delle disponibilità extrabilancio come i fondi per
l'edilizia abitativa, la tutela dei non autosufficienti e la promozione
dell'economia.In attesa di trovare un accordo con il governo, la Provincia ha
annunciato che punterà molto sui lavori pubblici: «Avremo a disposizione la
stessa somma dell'anno passato », assicura l'assessore Florian Mussner. Sul
piatto ci sono 266 milioni, e l'obiettivo della Provincia è di riversarli in
gran parte sul territorio assegnando gli appalti alle ditte locali. Ma come ha
ricordato il presidente Durnwalder, «investiremo più sul software che
sull'hardware». Dove hardware significa infrastrutture ( «su queste siamo giàa
buon punto», sostiene il presidente) e software le condizioni di lavoro per le
imprese. «La Provincia ridimensionerà il suo ruolo come imprenditore, in
compenso aumenteremo il ricorso all'e-government e punteremo su iniziative di
marketing, semplificazione burocratica e facilitazioni finanziarie». A BOLZANO
La Giunta Durnawalder ha dichiarato che punterà molto sui lavori pubblici
assegnando gli appalti alle ditte locali
(
da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-01-14 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE
Tradizione La sfida il 25 gennaio. «Il corso d'acqua è pulito» In 100 sfidano
il gelo Torna dopo mezzo secolo il tuffo nel Naviglio A nuoto davanti alla
chiesetta di San Cristoforo La prima edizione nel
(
da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)
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Burocrazia
E poi dicono la
scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle
tre C: caos, code e carta. Altro che Internet». Vista da Stefano Cafasso,
studente di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico
didattico, l?Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d?attesa, al suo
dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga
più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui.
Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila
l?anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei. Dovrebbe permettere
agli studenti di vedersela con la burocrazia dal
computer di casa anziché con gli addetti delle segreterie. Altrove non ha
creato troppi grattacapi. A Torino sì. Un disastro. Impossibile fare il carico
didattico (l?elenco degli esami da sostenere) e stampare gli statini (i moduli
per registrare gli esami). Risultato: università paralizzata e studenti in coda
da giorni. Avrebbe dovuto debuttare a inizio dicembre. L?hanno avviato l?8
gennaio. Continua a fare le bizze. Stefano Cafasso ci ha perso dodici giorni.
C?è sempre qualcosa che va storto: «Mi metto in fila, aspetto anche tre o
quattro ore. Continuo a lottare contro il cervellone. Non trovo gli esami: per
il sistema non esistono, o non sono attivi». Il guaio è che Stefano, come tutta
questa moltitudine immobile e rancorosa ferma nell?atrio di Palazzo Nuovo in
attesa di un computer libero, anziché stare ferma a smoccolare, farebbe bene a
restare a casa e studiare. La sessione di esami è cominciata. Ma senza carico
didattico e statini non si potrebbero sostenere. «Abito a Vercelli. Lunedì
mattina sono partita apposta. Tre ore e mezzo di coda. Quando è arrivato il mio
turno ci hanno rispediti a casa». C?era un «problema tecnico»: era finita la
carta. E così Cristina Sasso da Vercelli, ieri è tornata alla carica. Respinta
con perdite. A Palazzo Nuovo cercano di arginare la marea. «Qualche disguido
c?è», ammette il dirigente della divisione Sistemi informativi Massimo Bruno.
«Serviranno alcuni mesi per mettere tutto a regime». Altro che «qualche
problema». Una raffica di guai s?annida in questo popolo che sbuffa. «Ogni
volta che tento compare un avviso: dice che non ho pagato le tasse», protesta
Nina Rabbia. «L?ho fatto due mesi fa. In segreteria mi hanno detto di mandare
un fax con la copia del versamento. Ho provveduto. è passata una settimana:
risulto ancora irregolare». L?ateneo è corso ai ripari. E ha deciso: per questa
sessione niente statini, gli esami si registreranno «in bianco». «Ma un docente
ha già detto che senza statino il suo esame non si può dare», ringhia Davide
Ligas di Scienze dei Beni culturali. «E oggi il professore di Iconografia non
riusciva a stampare l?elenco degli iscritti all?appello». Da giorni una
task-force è al lavoro per arginare l?emergenza. Hanno addirittura istituito un
call center. Non basta. è addirittura arrivato uno dei progettisti del
cervellone, direttamente da Bologna, dove ha sede Kion, l?azienda che l?ha
installato. Esse3 funziona per 800 mila studenti in Italia. Mai aveva creato
così tanti disguidi. «Bisogna trasferire i vecchi dati sul nuovo programma»,
spiega il direttore Vittorio Ravaioli. «Possono esserci difetti di comunicazione
tra il nuovo programma e quelli già in uso. è successo». Così mai. Anche
perché, altrove, è entrato in funzione poco alla volta, anche in tre anni. Qui
no. Tutto subito. E il sistema non ha retto. SCRIVI A scuola imparo
l''erboristeria FLAVIA AMABILE
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)
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LA CGIL E LE SFIDE.
In vista del corteo a Roma previsto a marzo, via Folonari rilancia i temi
politici dei primi mesi del 2009: obiettivo su tutela dei redditi e banche
«Crisi, pronte nuove mobilitazioni» di Giovanni Armanini Una situazione di
stallo, causata da una percezione riduttiva e distorta della crisi, contro la
quale la Cgil di Brescia prepara due mesi di mobilitazioni in linea con le
iniziative della segreteria nazionale. È ripartita così l'attività sindacale in
via Folonari, in vista dello sciopero di dipendenti pubblici e metalmeccanici
proclamato per il 13 febbraio, della manifestazione bresciana dell'8 febbraio
al Palatenda (ci sarà un dibattito con Gianni Rinaldini, si chiuderà con un
concerto in serata) e dell'appuntamento nazionale nel mese di marzo. UN PERIODO
intenso in vista dei quali il segretario generale, Marco Fenaroli, e la
segreteria, composta da Fausto Beltrami, Damiano Galletti e Ida Arici, hanno
rilanciato i temi prioritari dell'agenda politico-sindacale: sostegno e tutela
dei redditi da lavoro dipendente e nuove politiche su innovazione, ricerca e
infrastrutture. Il tutto in un quadro in cui le distanze con Cisl e Uil
rimangono profonde: «Bisogna uscire dalla logica degli accordi separati, che è
priva di contenuti validi. Gli obiettivi fondamentali - ha dichiarato Marco
Fenaroli - sono identici, il metodo è diverso: va riconsiderata la gravità ed
allo stesso momento bisogna mettere la questione democratica al centro». Allo
stesso modo viene rimandato al mittente l'invito del vicepresidente Aib
Giancarlo Dallera ad un ravvedimento sulla riforma dei contratti: «Dallera ha
mostrato notevole sensibilità sociale - ha aggiunto Fenaroli -, una persona
squisita a cui facciamo l'invito identico uguale e contrario». Una situazione
che tuttavia ha portato risultati in termini di tessere, come delineato da
Damiano Galletti snocciolando le cifre del 2008: «Lo dimostra la crescita di
consenso in termini di tessere registrata dalle categorie, come la Filcams, in
cui c'è stato il dissenso». NELLA PARTITA dei tavoli anticrisi la Cgil rilancia
su banche e ammortizzatori. Il primo dei due tavoli per ora è in attesa della
disponibilità di tutti gli interlocutori ad un incontro dopo l'ok delle Bcc:
«Alle banche verrà chiesto di agevolare l'anticipazione alle aziende della Cig
- ha precisato Fenaroli - ma non chiediamo l'automatismo: non vorremmo che
l'allargamento fosse deresponsabilizzazione delle aziende». Ma centrale è
soprattutto il tema degli ammortizzatori sociali, sul quale Fausto Beltrami
(che ha partecipato all'incontro del 7 gennaio con l'assessorato alle Attività
produttive) rilancia: «I 20 milioni richiesti al Governo sono il minimo
indispensabile per iniziare a far fronte ad esigenze superiori. Speriamo di
arrivare ad un risultato, ma il passaggio immediatamente successivo è la
necessità di arrivare in tempi rapidi ad un accordo provinciale che tenga in
considerazione anche la posizione dei precari rimasti senza lavoro». Un tema,
quello degli ammortizzatori, sul quale la Cgil rilancia la propria posizione:
«La salvaguardia del posto di lavoro è la priorità, per questo l'uso del
contratto di solidarietà è per noi scelta di riferimento. Per gli
ammortizzatori sociali, nel quadro della critica alla inadeguatezza delle
politiche governative ribadiamo che la legge nazionale deve consentire una
copertura universale, dal versante delle norme e da quello del finanziamento,
per tutti i lavoratori e lavoratrici, dipendenti e precari». Queste le basi a
partire dalle quali è stata appoggiata la richiesta della Provincia al
Ministero del lavoro per la cassa integrazione in deroga. Fra le disponibilità
confermate anche quella «alla collaborazione degli enti bilaterali, non per
aggiungere burocrazia ulteriore
ma per meglio servire alle esigenze dei lavoratori». PER QUANTO riguarda le
infrastrutture la Cgil chiede investimenti. «Abbiamo altre priorità - ha
precisato Marco Fenaroli - rispetto ai temi degli impianti sportivi lanciati in
questi giorni: ma se si ha voglia di ripartire serve un piano di investimenti
pubblici che faccia da volano per il rilancio delle attività produttive
nella provincia: se si pensasse alla ristrutturazione delle Torri di San Polo i
lavori decollerebbero più in fretta». L'attenzione è concentrata su «corda
molle», strade delle Valli (Camonica, Sabbia, Trompia), Piccola velocità delle
Fs in città, terza corsia della Tangenziale Sud. Infine uno sguardo al mondo
della ricerca. «Non va dimenticato - conclude Fenaroli - che dalla crisi è
difficile uscire bene senza un più alto tasso di innovazione nei prodotti e nei
processi produttivi, senza accrescere la ricerca. Servono risposte adeguate
dopo i tagli effettuati a livello nazionale al sistema universitario».
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)
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cronaca pag. 10 E
alla Est la «sfiducia» a Garzetti «Le dichiarazioni di Paroli sul recente
comportamento del presidente Enio Garzetti non fanno altro che confermare
quanto andiamo affermando da tempo, e cioè che alla Est si registrano
inopportunità e inesperienza politica». Lo afferma Rocco Vergani, capogruppo
Pd, secondo il quale «ciò tuttavia non si limita alla polemica di questi
giorni, ma si riflette pesantemente nell'agire amministrativo con una
difficoltà di approccio alla macchina comunale, alla burocrazia, ai passaggi tecnici da
parte di Garzetti che, a otto mesi dal suo insediamento, rendono poco efficace
il lavoro della circoscrizione». A CIÒ SI AGGIUNGE «la difficoltà di un
dibattito politico che nessuno sembra volere con l'opposizione nelle
circoscrizioni e che, proprio alla Est, raggiunge il livello dell'
imbarbarimento - continua Vergani -. A fronte di parole pronunciate in
sede istituzionale, di fronte a testimoni attenti e sintetizzate parzialmente
nella verbalizzazione delle sedute, si arriva ad accusare i colleghi
amministratori di dire il falso. Una rettifica sull'interpretazione sarebbe
stata più comprensibile». Vergani ricorda inoltre che «Garzetti ha imputato
prima all'Amministrazione, quindi alla riforma delle circoscrizioni tutte le
difficoltà di procedere con il proprio lavoro, annunciando un giorno di
rimettere il mandato al suo partito e ritrattando il giorno seguente». A FRONTE
DEGLI ultimissimi eventi, per finire, «il Pd intende chieder conto alla
maggioranza nel Consiglio della Est se intenda confermare la fiducia al
presidente, o non sia il caso che figure più affidabili già presenti in
circoscrizione possano risollevare il nostro ruolo e la qualità del nostro
lavoro amministrativo». Per queste ragioni, prima della prossima assemblea, il
Pd presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del presidente leghista.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)
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Pagina 5 - Cagliari
«Sulcitana», la strada-assassina Quattro morti in novanta giorni da Capoterra a
Pula C'è un appalto Anas, ci sono da tempo i finanziamenti ma è ancora tutto
fermo SARROCH. Quattro morti in novanta giorni: la «Sulcitana» continua a
essere una strada-assassina. Chilometro dopo chilometro: da Cagliari a
Capoterra fino alle rotonde e a quel tratto di strada che ricorda più un
vialetto condominiale e non una Statale. Poi Sarroch e Pula in un suggerusi di
strozzature, ingressi industriali e svincoli da cui esce di tutto: camion e
carretti, gente in bicletta e autobotti cariche, nonostante la mostruosa «Nuova
Sulcitana» corra vuota più a monte tra quattro corsie e strozzature-budello.
Non c'è sindaco da Capoterra fino a Domusdemaria, in questi anni, che non abbia
protestato con il ministero, l'Anas e la Regione per una strada condannata, nel
1995, come la Statale più pericolosa in Sardegna, insieme alla famigerata 554,
alle spalle di Quartu. Sulla «Sulcitana» hanno manifestato tutti: residenti e
camionisti, pendolari e commercianti, sempre per non finire ogni giorno nella
trappola mortale di quei cinquanta chilometri. Eppure c'è un ricco
finanziamento, per realizzare il tracciato scelto l'anno scorso dalla
conferenza di servizio dopo interminabili polemiche su dove dovesse passare la
strada. C'è anche un appalto pronto ma nessuno sa la data di inizio lavori. E
nel frattempo le croci sono quattro in tre mesi. A novembre è morto Stefano
Mascia, 66 anni, pensionato: era in sella a una Vespa finito addosso
all'autobus dell'Arst. A dicembre, Roberto Pala, 29 anni, sbalzato dalla moto,
appena comprata, non lontano dalla raffineria dove lavorava. All'inizio di
gennaio, Luciano Saba, 63 anni, in sella a un Vespino, travolto da un'auto
lanciata forte velocità dal conducente ubriaco, davanti al rettilineo della
Conad, a Pula. Lunedì l'ultimo incidente in novanta giorni, con la 500 di
Claudia Masia, 26 anni, che salta la corsia e si schianta su una Chrysler. Fin
qui la cronaca più vicina, ma l'archivio è zeppo purtroppo di altri incidenti
mortali. Anzi, stragi come quella in cui fu un cordolo d'asfalto e cemento,
assurdo gradino in mezzo alla strada, a spazzare via una famiglia - padre,
madre e quattro figli - partita dal villaggio EdenRock verso Capoterra. Oppure
la famigliola giapponese, tre persone, falciata anni fa mentre attraversava la
strada davanti alla chiesetta di Mare e Pineta. E molti altri ancora. Da queste
parti, nei cimiteri, ci sono almeno una decina di lapidi per comune dove
andrebbe scritto: «Vittima della Sulcitana». Vittime anche di una burocrazia che avrebbe dovuto fare
molto e in fretta, mentre invece ha fatto poco. Tanto che subito dopo
l'alluvione di ottobre - che ha devastato anche la Statale - l'assessore ai
Lavori pubblici, Carlo Mannoni, è stato costretto a scrivere d'urgenza
all'Anas: «è indispensabile - questo il senso della missiva - che sia sbloccata
al più presto la procedura e aperti i cantieri destinati almeno alla
messa in sicurezza della Statale». Da ottobre a oggi non è successo nulla se
non quello che capita da molti, troppi anni: altri morti. Con in allegato, un
nuovo documento di protesta del comitato dei residenti sulla 195: «Rischiamo la
nostra incolumità tutti i giorni sia nel cercare di attraversare la strada,
visto che le strisce pedonali più vicine sono cinquecento metri dall'ingresso
della lottizzazione di Su Loi, sia in auto, perché soprattutto nelle ore di
punta immettersi nella statale à impossibile e comunque molto pericoloso.
Quanti altri incidenti dobbiamo mettere in conto?».
(
da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
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Pagina IV - Palermo
La vertenza Il caso Sarà spostata in via Basile la sosta dei pullman Ast che
arrivavano alla stazione Crociere ridotte "Ecco perché" Stabilizzazione
a rischio per gli lsu il Consiglio assediato dai precari Poster, spot
televisivi e sito web al Comune un piano da un milione Finanziati solo 300 mila
euro. L´appalto alla Server srl Il parcheggio abbandonato diventa capolinea dei
bus Il pubblicitario che ha ottenuto i fondi è socio di un consulente del
sindaco Nuovi cordoli per garantire tragitti più veloci. Regole per la sosta in
piazza Bellini SARA SCARAFIA Poster sugli autobus, per le strade e in
aeroporto. E ancora pubblicità su giornali e tv e la realizzazione di un sito
web. Per Placido Scarpello, consulente del sindaco Diego Cammarata per
l´immagine della città, la ricetta per promuovere l´attività
dell´amministrazione comunale è in un piano da 1 milione e 200 mila euro
inserito nella delibera che la giunta ha votato a fine anno e che ha
autorizzato la spesa di 324 mila euro per il progetto multimediale
"Palermo live". Il piano per la comunicazione istituzionale che, come
ogni anno, Scarpello ha proposto al sindaco, è però ancora in attesa di
finanziamento. Gli unici fondi che la giunta è riuscita a racimolare a fine
anno sono stati i 324 mila euro prelevati dal fondo di riserva e destinati alla
Server srl, società del palermitano Biagio Semilia. Il piano di Scarpello,
quindi, per adesso è al palo in attesa che l´amministrazione trovi altri fondi
da destinarvi. Potrebbe rimanere solo sulla carta, come quello del 2008. Oppure
essere attuato per stralci, mano a mano che verranno racimolati i soldi. Del
resto, visto che l´elenco di interventi per promuovere l´immagine di Palermo e
dell´amministrazione, è inserito in una delibera già approvata dalla giunta,
basterà che il dirigente dell´ufficio firmi una semplice determina per
stanziare altre risorse nel capitolo di bilancio creato ad hoc. Ma cosa prevede
il piano di comunicazione 2009? Come verranno spesi un milione e 200 mila euro?
Una consistente parte del piano prevede pubblicità su quotidiani, riviste e tv
private. Spazi pubblicitari verranno acquistati sul Giornale di Sicilia, La
Sicilia e sui periodici I love Sicilia, Palermo Parla, L´inchiesta e sul
settimanale Quotidiano di Sicilia. Le emittenti televisive coinvolte, che nei
progetti di Scarpello trasmetteranno magazine della durata di 15 minuti,
dovranno essere Trm, Telemed e Telemed 2, Tgs, Cts, Cts 2, Tv7 Partinico, Tele
Occidente, Tele Rent, Tele sud, Antenna 1, Tele One, Video One e Tvt. Il piano
di Scarpello prevede anche un format multimediale quello che, di fatto, verrà
realizzato dalla Server srl: una rivista, un programma tv da 12-15 minuti e un
sito web. La seconda parte del piano, invece, prevede una campagna di
affissioni. Scarpello spiega nel dettaglio chi e come dovrà occuparsi di questa
seconda tranche: alla ditta di pubblicità Alessi il compito di realizzare 20
poster illuminati e 40 poster
(
da "Stampa, La" del 15-01-2009)
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il caso Dopo le
biglietterie scassinate ritorna il tema sicurezza Come ti custodisco la piccola
stazione GIAN LUCA FERRISE ACQUI TERME Adesso ci si mettono anche i ladri. Il
doppio colpo di una banda che nel giro di un paio di giorni ha scassinato le
biglietterie automatiche a Ovada e Visone ripropone il problema delle piccole
stazioni incustodite. Nell'Acquese sono parecchie, ognuna con la sua storia e
con il suo Comune che spesso tenta un riutilizzo, a volte
scontrandosi con la burocrazia delle Fs. Aureliano Galeazzo, sindaco di Alice Bel Colle, di
recente si era visto addirittura cancellare la stazione dagli orari ferroviari
perché i treni non fermavano più. Ora, dopo le proteste, il convoglio della
Acqui-Nizza-Asti ferma nuovamente in alcune ore del giorno. Ma lui ha progetti
più ambiziosi: «Abbiamo ottenuto dalle Ferrovie la stazione in comodato per
dieci anni eventualmente rinnovabili per altri dieci. Vogliamo realizzarvi un
museo del trasporto del vino su rotaia, che prevede la ristrutturazione dei
locali, dello scalo merci ed il ripristino del secondo binario». La stazione di
Alice ha una superficie di circa un ettaro, il costo di realizzazione del
progetto si aggira sui 500 mila euro. Anche a Visone, teatro del colpo dei
giorni scorsi, il sindaco ha i suoi piani ferroviari. «Abbiamo ottenuto in uso
l'edificio della stazione - spiega Marco Cazzuli -. Al piano terreno sarà
allestito un piccolo spazio espositivo su tradizioni e storia locale che verrà
curato dall'Associazione vallate Visone e Caramagna». Qualche problema invece
per il riutilizzo delle stazioni della Valle Bormida, come spiega il sindaco di
Bistagno, Bruno Barosio: «Da tempo abbiamo richiesto alle Ferrovie di poter
utilizzare parte della stazione ferroviaria, in particolare la
"piccola" che fa parte dell'area dell'ex scalo merci. In un primo
momento sembrava che si potesse facilmente giungere a un accordo. Invece no.
Ogni sei mesi qualcuno delle ferrovie si fa vivo, ma poi il referente cambia ed
è difficile instaurare un dialogo. Rimaniamo comunque fiduciosi di poter
giungere quanto prima ad un accordo con le ferrovie per riqualificare la
stazione ferroviaria». Qualcuno si è spinto un po' più avanti destreggiandosi
tra mille difficoltà. Il sindaco di Terzo, Vittorio Grillo: «Quella del
riutilizzo della stazione è una storia infinita. Alcuni anni fa avevano chiesto
alla ferrovie di utilizzare la struttura. La nostra idea era quella di
assegnare l'alloggio al primo piano ad una famiglia in emergenza abitativa. In
cambio avrebbero tenuto in ordine la stazione e soprattutto effettuato un
presidio continuativo della struttura per evitare furti e atti vandalici. Le
ferrovie ci hanno risposto che non era possibile in quanto i locali dovevano
essere utilizzati solo dal Comune oppure da un'associazione. A questo punto ci
siamo orientati verso il riutilizzo dell'ex scalo merci. Ma quando abbiamo
effettuato un sopralluogo nei locali ci siamo accorti che non c'era più il
pavimento. Così abbiamo lasciato perdere, anche se rimaniamo convinti che la
stazione ferroviaria del paese debba essere riqualificata». Sul tema interviene
anche il presidente della Comunità montana Suol d'Aleramo, Giampiero Nani: «Il
riutilizzo e il recupero delle stazioni ferroviarie dei piccoli centri è un
problema molto importante. Una volta c'era un premio istituito dalle Ferrovie
per il decoro delle stazioni. Nonostante le difficoltà finanziarie del momento
ritengo sia ancora possibile tentare di giungere ad un recupero di tali
strutture che rappresentano ancora oggi per le nostre popolazioni un importante
punto di riferimento. Per questo motivo invito l'assessore regionale ai
trasporti Daniele Borioli a incontro con i sindaci del territorio per fare una
passeggiata lungo le nostre linee e constatare di persona la situazione delle
stazioni».
(
da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 2 - Oristano Un
registro per la sclerosi multipla Terrà sotto controllo l'incidenza e il trend
temporale della malattia in provincia. E una rete informatica collegherà i
diversi presìdi SANITà Protocollo d'intesa tra Asl nº5 e Aism ORISTANO. Si
chiama "Camminare insieme" ed è il titolo del protocollo d'intesa
siglato dall'Azienda sanitaria locale nº5 e dall'Associazione italiana sclerosi
multipla per la creazione di un percorso di assistenza integrata dedicato alle
persone affette dalla malattia. Una malattia che registra un'incidenza
altissima in Sardegna, la regione più colpita al mondo con 150 casi ogni
100mila abitanti. Oristano occupa, in questo panorama, un posto rilevante: i
suoi pazienti sono tuttavia costretti a rivolgersi ai centri di Cagliari, Nuoro
o Sassari per ricevere cure specifiche. è per questo che Asl e Aism hanno
deciso di lavorare gomito a gomito per rafforzare i servizi sul territorio
dedicati alla patologia, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per
alleviare i disagi dovuti alle trasferte sanitarie e per favorire la qualità di
vita dei pazienti. Obiettivo dell'accordo sottoscritto dal direttore generale
della Asl, Bruno Palmas, e dalla rappresentante della sezione provinciale Aism,
Paola Melis Manconi, è quello di costruire un percorso integrato che segua la
persona affetta da sclerosi multipla a partire dalla diagnosi fino alla cura,
coinvolgendo in una unica filiera di salute il medico di medicina generale, i
servizi di medicina specialistica e, non ultima, la stessa Aism, che può offrire
un preziosissimo supporto collaterale nell'affrontare la malattia. Per
garantire un migliore tenore di vita ai pazienti sarà evitato per quanto
possibile il ricovero ospedaliero, a favore della più comoda e confortevole
assistenza a domicilio, mentre sul fronte sanitario, ai medici di medicina
generale, agli operatori e ai familiari sarà garantito un percorso formativo
che li guidi e li orienti nell'assistenza alle persone affette da SM. Fra le
priorità in ordine di tempo, la promozione dei trattamenti di riabilitazione
sociale per mantenere viva nei pazienti l'attività psicofisica: saranno
attivati laboratori di artigianato, cucina, ceramica, teatro in limba e
giornalismo di sezione. Altro punto cardine alla base dell'intesa è quello che
riguarda il trasporto e la consegna a domicilio dei farmaci che oggi vengono
distribuiti solamente nei centri specializzati: ciò per evitare ai pazienti o
ai loro familiari costose trasferte. Infine, per le persone affette da SM
saranno promossi percorsi agevolati nell'accesso alle strutture sanitarie, in
modo da limitare l'impatto della burocrazia sulle persone affette
dalla patologia. Sul lungo raggio la Asl, in collaborazione con l'Aism, intende
attivare un ambulatorio dedicato di Neurologia per la diagnosi, il monitoraggio
e la cura della Sclerosi multipla, costruendo un percorso integrato con altre
branche specialistiche come urologia, fisiatria, cardiologia e
psicologia, in modo che il paziente venga preso in carico globalmente e in modo
coordinato dalle diverse figure sanitarie. In agenda anche la creazione del
registro aziendale per la Sclerosi multipla, che registri l'incidenza e il
trend temporale della malattia nella provincia di Oristano, e la realizzazione
della rete informatica che metta in collegamento i presidi della Sclerosi
multipla con i sistemi di rete regionale già presenti. Da Asl e Aism è arrivato
l'impegno a mettere in campo risorse umane, strutture, attrezzature e mezzi per
raggiungere un adeguato livello di assistenza non solo sul versante sanitario,
ma sociale ed umano, per affrontare una patologia che oggi risulta, per la sua
allarmante incidenza, fra le priorità dell'azienda sanitaria.
(
da "Stampa, La" del 15-01-2009)
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Burocrazia
Luca Ricolfi CAMBIO
DI STAGIONE Ha fatto un certo scalpore la notizia, peraltro ampiamente
prevedibile e prevista, che per il 2009 pagheremo ancora più tasse che per il
2008. Secondo il Corriere Economia il cosiddetto «Tax freedom day» - ossia il
giorno di liberazione dalle tasse, in cui finalmente cominciamo a lavorare per
noi stessi anziché per lo Stato - si è spostato di altri 2 giorni in avanti:
quest'anno dovremo aspettare fino al 23 giugno, un vero record (dall'Unità
d'Italia a oggi solo il governo D'Alema, nel 2000, riuscì a fare peggio). Né
possiamo consolarci pensando che le cose siano destinate presto a cambiare:
anche per i restanti anni della legislatura il Dpef prevede una pressione
fiscale costante, attestata intorno al 43%, nonostante il programma elettorale
del centro-destra confidasse in un calo della pressione fiscale di almeno 3
punti di Pil, dal 43% al 40%. Qualcuno, come Alberto Mingardi sul Riformista,
interpreta questo ennesimo raffreddamento dell'anima liberale del centro-destra
come la conferma definitiva della fine di una stagione, la stagione iniziata
nel 1994 con Berlusconi leader di una destra anti-fiscale, campione della società contro lo Stato, dell'individuo contro la
burocrazia degli
apparati. Rispetto alla coppia libertà-sicurezza, il centro-destra attuale
penderebbe sempre di più verso la sicurezza, l'ordine, la tradizione. Forse è
così, ma quel che è interessante è che i risultati non si vedono nemmeno lì.
Naturalmente non è colpa di un governo appena insediato se gli sbarchi
raddoppiano, la criminalità è ai massimi storici (superata solo dal picco
post-indulto del 2007), l'affollamento delle carceri è tornato a livelli
drammatici, gli stessi - circa 60 mila detenuti per 43 mila posti - che nel
2006 indussero il povero Prodi a promulgare l'indulto. Però è difficile
sfuggire all'impressione che il governo non sappia come gestire la situazione,
nonostante l'impegno di Maroni: i posti nelle carceri sono sempre quelli,
quelli nei Cpt - paradossalmente - sono destinati a diminuire proprio a causa
dell'aumento dei tempi di permanenza (se un clandestino viene trattenuto 10
mesi anziché 2, la capacità di accoglienza si riduce proporzionalmente). Nel
programma si parlava di «costruzione di nuove carceri», «aumento delle risorse
per la giustizia», «garanzia della certezza della pena», tutto fa pensare
invece che nel 2009 il governo sarà costretto a nuovi provvedimenti di
emergenza, presumibilmente destinati a scattare l'estate prossima, quando le
presenze in carcere (e forse anche nei Cpt, ora ridenominati Cie) toccheranno
livelli insostenibili. Ma non è tutto. I cavalli di battaglia elettorali del
centro-destra non erano solo la riduzione delle tasse e la lotta a criminalità
e immigrazione irregolare. C'era anche un terzo cavallo di battaglia, che stava
particolarmente a cuore alla Lega e all'elettorato «padano»: l'adozione da
parte del Parlamento nazionale della proposta di legge sul federalismo fiscale
della Regione Lombardia (votata il 19 giugno 2007). Pure questo cavallo è nel
frattempo caduto, anche se pochi se ne sono accorti: la «bozza Calderoli», che
ha sostituito la proposta lombarda, è un drammatico passo indietro rispetto al
progetto originario, e infatti ha ottenuto il consenso di tutte le forze che in
origine si opponevano al federalismo, soprattutto governatori del Mezzogiorno e
importanti settori della sinistra. Per non parlare dei recenti ripianamenti dei
deficit di Catania, di Roma, della sanità laziale, o della costosissima
conclusione di vicende come Alitalia e Malpensa. È grazie a questo genere di
passaggi che il federalismo, che in origine era un'opportunità per diminuire la
spesa e le tasse, ha oggi molte più probabilità di aumentarle entrambe.
Uno-due-tre: meno tasse, più sicurezza, federalismo «lombardo». Su queste tre
cose, a mio giudizio le più qualificanti (anche se non necessariamente le più
condivisibili) del programma di centro-destra, non si vede proprio come
Berlusconi abbia la possibilità di onorare le promesse. Ciononostante il
consenso a Berlusconi resta molto alto, anche se da qualche tempo in calo.
Perché? Per due ragioni almeno. La prima è ovvia: il tradimento del programma
per ora è evidente solo sul versante delle tasse, e in questo momento - con la
recessione economica incombente - la gente chiede più protezione, non più
libertà. I guai veri verranno se e quando esploderà il problema delle carceri e
il federalismo, nonostante l'uscita dalla recessione, si mostrerà incapace di
ridurre davvero le tasse e la spesa. Ma la ragione più importante del
perdurante consenso del centro-destra è un'altra: il Pdl non ha seri nemici a
destra, esattamente come il Pci non ne aveva (e non ne tollerava) a sinistra. È
questa la ragione politica per cui i fallimenti del governo non si traducono in
consenso all'opposizione: federalismo vero, meno tasse, linea dura su
criminalità e immigrazione sono «missioni» che interessano una parte
considerevole dell'elettorato, ma non le forze di opposizione, che semmai
considerano positivo il fatto che il centro-destra stia annacquando il suo
programma. Gridare alle tasse troppo alte, alla pericolosità delle città, al
pasticcio federalista non è congeniale a un'opposizione che pensa che le tasse
siano «bellissime», gli immigrati «buonissimi», e il federalismo rischiosissimo
a meno che noi illuminati lo rendiamo «equo e solidale». Insomma, il curioso
della situazione è che il centro-destra sta abbandonando le sue bandiere, ma
non c'è nessuno che abbia la voglia o la possibilità di raccoglierle. Per
questo, almeno per ora, Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Un po' meno
gli elettori che lo hanno votato sperando che, questa volta, avrebbe mantenuto
le promesse.
(
da "Corriere Alto Adige" del 15-01-2009)
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Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-15 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Panorama I nuovi panini di Mc Donald's con lo speck
dell'Alto Adige Igp Venerdì l'anteprima nazionale McDonald's Italia ha scelto
il ristorante di Bolzano per il lancio in anteprima, venerdì alle 19, della
linea «Sapori di Montagna» con speck dell'Alto Adige Igp. Un evento di portata
nazionale che vede per la seconda volta Bolzano protagonista in un progetto
McDonald's. Nel 2007 era stato girato lo spot Happy Meal trasmesso a livello
nazionale con special guest l'orsetta Masha. Ci saranno ospiti illustri tra cui
Paolo De Castro (vicepresidente della commissione Agricoltura del Senato),
Paolo Russo (presidente della commissione Agricoltura della Camera), Manfred
Pinzger (senatore della commissione agricoltura), Franz Mitterrutzner (ad del
Consorzio dello Speck), gli assessori provinciali Hans Berger e Thomas Widmann,
il sindaco Luigi Spagnolli, i vertici dell'Eos. Il ristorante sarà chiuso al
pubblico dalle 16. BUROCRAZIA NEGLI APPALTI. Mercoledì
prossimo, nell'Aula Magna della Libera Università di Bolzano, in via Ospedale
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2009-01-15 - pag: 44 autore: L'oro nelle ceneri A
Tokyo il caro estinto è prezioso Stefano Carrer TOKYO. Dal nostro inviato è
vero che il Giappone è il Paese che più ha fatto delle tre "R" –
riciclo, riutilizzo, riduzione – il cardine di una strategia di contrasto agli
sprechi a fini ecologici (non si butta via nulla) ed è altrettanto vero che
varie municipalità nipponiche sono sull'orlo della bancarotta. Però qualche
volta nel Sol Levante si tende a esagerare. Un'inchiesta dell'«Asahi Shimbun»
rivela che molte amministrazioni locali cercano profitti dalla vendita di
metalli preziosi, come oro, argento e palladio, provenienti dalle cremazioni.
Denti, ossa artificiali e altre parti metalliche non possono essere oggetto del
rituale confezionamento dell'urna con le ceneri del defunto. Così vengono
considerati "materiale abbandonato", di cui i comuni si impossessano.
La puntigliosa burocrazia è in grado di fornire le cifre. Il Governo metropolitano di
Tokyo, nell'anno fiscale 2007-
(
da "Corriere del Veneto" del 15-01-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-15 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Venezia Iniziativa «sociale» della mulitinazionale: personale pagato
per aiutare i poveri Hard Rock Cafè, slitta l'apertura Camerieri «in prestito»
alla Caritas VENEZIA — Servono pasti caldi alla mensa dei poveri, fanno
compagnia agli ospiti nelle strutture della Caritas e aiutano pure in cucina.
Sono i dipendenti neoassunti dell'Hard Rock Cafè di Venezia. I
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-01-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1DOSSIER - data: 2009-01-15 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Incurabili. 1 La costruzione del complesso terminò nel 1518 Fucina
di carità, sanità e santità Una struttura ora quasi abbandonata di ANTONIO
CALIGNANO * Il 5 giugno 1516 la beata Maria Longo, dopo il lungo viaggio che da
Napoli l'aveva portata a Loreto, tra mille sofferenze per l'artrite reumatoide
che da anni la costringeva all'immobi-lità, nella quiete della Santa Casa è
percorsa da un brivido, presagio di una guarigione miracolosa. Nei due anni che
seguiranno a questo evento riuscirà a realizzare uno degli impianti Ospedalieri
più importanti del Regno di Napoli, tale da potersi paragonare ai grandi
complessi ospedalieri di S. Maria della Scala a Siena o agli Ospedali riuniti
S.Chiara di Pisa. Nel 1518 la costruzione dell'Ospedale degli Incurabili
risultava conclusa; la struttura poteva disporre di 1600 posti letto, contava
di numerosi e qualificati servizi collaterali, varie farmacie, un macello, la
cucina, un forno per la panificazione, un servizio di guardaroba e persino un
servizio di interpreti per i numerosi stranieri che ivi cercavano rifugio e
cure. L'Ospedale era riservato a pazienti affetti da patologie quali
apoplessie, epilessie, paralisi, pleuriti, idropsia di polmoni e di petto,
asma, sputi di sangue, cordialgia, itterizia, dolor nefritico, ernie,
spezzature di ossa, scottature e rogna, matti nelle tre specie: maniaci,
malinconici e taciti. La struttura ospedaliera era suddivisa in reparti
specialistici: chirurgia, ostetricia, oftalmologia, urologia, settori per
scabbiosi, sifilitici, per malati terminali, per tisici; c'era, inoltre, un
teatro anatomico, ove i professori insegnavano chirurgia operando su cadaveri
messi a disposizione a tal fine e impartivano lezioni su elementi di anatomia
descrittiva. L'istituzione nei secoli aveva raccolto nelle chiese e cappelle ad
essa annesse, importantissimi tesori di pittura e scultura che, ahimè, oggi non
è dato godere per mancanza di personale addetto alla sorveglianza o per
inagibilità dei luoghi. Di notevole pregio sono i tesori artistici che
l'Ospedale custodisce. Nel cortile dell'Ospedale, attraverso l'elegante scala a
fornice, si arriva alla farmacia costruita alla fine del '700, sorta in
sostituzione dell'antica spezieria cinquecentesca istituita con un lascito del
reggente dell'Ospedale Antonio Maggiocca, il cui busto marmoreo troneggia
all'interno dei locali. La farmacia, opera di Bartolomeo Vecchione, è
costituita da un salone aperto al pubblico in cui si ammira un banco ricavato
da un'unica tavola di noce e una piccola sala-laboratorio, arredata con stigli
di noce, riccamente intagliati. Nelle scaffalature sono esposti 240 vasi da
farmacia (albarelli e idrie), decorati con paesaggi e figure in monocromo blu.
Il salone presenta una boiserie finemente intagliata con tre ampie vetrine dal
fondo dorato in cui poggiano contenitori di vetro di Murano e Boemia. Nei
locali fa spicco una ricca collezione di circa 400 vasi, dipinti con scene
bibliche ad opera dei maestri Lorenzo Salandra e Donato Massa, (autore sulle
maioliche del chiostro di Santa Chiara) mai utilizzati e quindi creati per pura
decorazione. Sul soffitto della Farmacia si poteva ammirare la splendida tela
raffigurante «Macaone che cura un guerriero ferito», opera di Pietro
Bardellino, e due splendidi lampadari di arte di Murano. Sul pavimento in cotto
impreziosito da decorazioni maiolicate a girari fitomorfi e ceste di frutta che
rispecchia le cromie già sperimentate dal Massa per i francescani di S. Chiara.
Nel cortile dell'Ospedale si apre la porta di accesso alla Chiesa di Santa
Maria del Popolo agli Incurabili, fondata dalla stessa Maria Longo, nella quale
si ammirano ben 12 altari oltre il Maggiore, riccamente decorati in marmi
policromi commessi. La Chiesa, pur nell'attuale triste abbandono, custodisce,
sotto le volte decorate da Belisario Corenzio, numerosi capolavori dal
rinascimento al barocco, in parte anche custoditi presso la Farmacia
dell'Ospedale come le splendide tele di Silvestro Buono, di Belisario Corenzio,
Marco Pino da Siena, Benvenuto Garofalo, Fabrizio Santafede, Battistello
Caracciolo, Juseppe Ribera, Giovanbattista Rossi, Francesco Solimena, Francesco
de Mura. Le sculture tombali, gravitano nell'orbita di Jacopo Sanseverino, o di
Giovanni Merliano da Nola. Di rara bellezza il chiostro nelle vicinanze dell'ingresso
secondario dell'Ospedale, che alberga uno splendido albero di canfora.
All'ingresso principale dell'Ospedale si ammira la magnifica cappella
del-l'Arciconfraternita dei Bianchi che aveva il triste compito di assistere i
condannati a morte e in cui figurano affreschi del Beinaschi, del Balducci e
statue di Giovanni Merliano da Nola. Oggi, nella sua attuale veste,
quest'ospedale che è stato per 500 anni una fucina di carità, sanità e santità
(l'elenco di santi e beati che hanno operato tra le mura di questo complesso
nei secoli è notevole) e che ha visto brillare lo spirito della rivoluzione
nella resistenza dei medici all'esercito dei Sanfedisti del cardinale Ruffo,
sembra solo un pallido riflesso della splendida struttura che allora poteva
vantare un'organizzazione ospedaliera all'altezza dei migliori standard europei
e che oggi, la burocrazia e l'indifferenza delle istituzioni, hanno reso diruta e
dimessa. * Professore di Farmacologia, Farmacoterapia II e Tossicità dei
farmaci Università Federico II di Napoli La città della medicina Appena
costruito contava 1600 posti letto, varie farmacie, un macello, la cucina, un
forno per la panificazione, un servizio di interpreti per i numerosi
stranieri che vi cercavano rifugio e cure La farmacia, opera di Bartolomeo
Vecchione, comprende una sala-laboratorio, arredata con stigli di noce,
riccamente intagliati. Nelle scaffalature sono esposti 240 vasi da farmacia
(albarelli e idrie), decorati con paesaggi e figure in monocromo blu
(
da "Stampa, La" del 15-01-2009)
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Burocrazia
SANREMO L'EX SINDACO
BOREA AVEVA ACCUSATO PUBBLICAMENTE CALANDRELLA DI OPERARE «SCELTE POLITICHE»
Palestra Solaro: lo stop diventa un caso [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Un
piccolo giallo dietro allo stop imposto dal commissario Calandrella al progetto
della palestra del Solaro, un'opera da 7 milioni fortemente voluta dall'ex
sindaco Claudio Borea e dal fratello Ricky, che avrebbe risolto, almeno in
parte, il problema della mancanza di spazi per lo sport. Calandrella, il 27
novembre scorso, a pochi giorni dal suo insediamento in Comune, aveva
«congelato» l'appalto pronto da mesi, giustificando la sua decisione con le
polemiche che avevano diviso maggioranza e opposizione sull'opportunità di
realizzare l'impianto in una posizione decentrata e anche per i costi,
decidendo di lasciare l'ultima parola all'amministrazione che sarebbe uscita
dalle urne la prossima primavera. Questa, almeno, la versione fornita dal
commissario straordinario di Palazzo Bellevue. Ma la verità sarebbe un'altra: è
venuta fuori in margine all'incontro che Calandrella ha avuto con la
delegazione del Pd, partito che è stato una delle componenti della giunta
Borea. E l'ha rivelata dopo le accuse che l'ex sindaco aveva mosso nei
confronti del commissario in occasione dell'incontro con i suoi sostenitori di
domenica scorsa alla Federazione operaia: «E' stata una scelta politica e non
tecnica. Calandrella sta bloccando tutte le nostre iniziative». «Ho
"congelato" l'appalto - ha spiegato alla delegazione del Pd - perchè
la pratica difettava di un documento indispensabile per poter dare l'inizio ai
lavori: il parere di regolarità sulla sicurezza da parte dei vigili del fuoco».
Dalla delegazione una voce ha detto: «Bisognerebbe tirare le orecchie al
funzionario che non lo aveva richiesto». E Calandrella lapidario: «Al
funzionario gli era stato detto di andare avanti così, senza il parere dei
vigili del fuoco». Il commissario, successivamente, ha dato disposizione agli
uffici di richiedere il parere e si è sentito rispondere che il progetto non
poteva essere approvato nella sua stesura attuale e andava modificato e
adeguato. «Come si vede non è stata una decisione politica» ha sottolineato il
commissario con un sorriso sgombrando il campo da polemiche pretestuose,
prologo di una campagna elettorale ormai prossima al via. La palestra - definita nella burocrazia comunale «Centro polisportivo Solaro» - era prevista al posto
del vecchio «galoppatoio»: lo stesso locale passato alla storia di Sanremo per
aver ospitato il maxi processo ai croupier. L'appalto prevedeva la demolizione
del vecchio impianto e la realizzazione di una nuova struttura su due piani con
(
da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Cantieri, ritardi e fondi Ecco i nuovi metrò di Milano
Nel 2015 sei linee sotterranee. Lavori sulla 5, per la 4 primi scavi entro
l'anno La Provincia: «Subito un vertice sui progetti bloccati». Approvato dal
Cipe il tracciato definitivo della linea Sesto-Monza I cantieri della linea 4
erano annunciati nel 2008, sono stati rinviati al primo semestre 2009 e se
tutto va bene partiranno solo nella seconda metà dell'anno, 12 mesi in ritardo:
gli scavi archeologici sono ormai conclusi, ma il Comune non ha ancora
costituito la società di controllo. Lavori, false partenze e rinvii: i nuovi
metrò hanno storie così. I programmi sono appesi alla burocrazia e al reperimento di fondi
pubblici e privati. L'ultima novità riguarda il prolungamento della linea 1 da
Sesto a Monza: il Cipe ha appena pubblicato il via libera al progetto
definitivo e dal tesoretto (legge 222) arriveranno gli ultimi 30 milioni
necessari. Entro l'anno sarà appaltato (210 milioni). Sei linee del
metrò. Tre ci sono e altre tre devono essere concluse per il
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 16-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: XPUBBLICITA - data: 2009-01-16 num: - pag: 15
categoria: XPUBBLICITA NOZZE & BUROCRAZIA Dalle
pubblicazioni ai certificati: le formalità prima del matrimonio Le
pubblicazioni, l'attestato di cresima, il cambio di residenza. Non tutti i
preparativi del matrimonio possono essere divertenti come scegliere gli addobbi
floreali o le bomboniere oppure compilare la lista degli invitati. In
particolare, andare al Comune e fare le pubblicazioni non avrà lo stesso
fascino di una prova dell'abito da sposa, certo, ma è sicuramente molto più
semplice di quanto possa apparire. Ed è proprio la richiesta di pubblicazioni
presso il Comune di residenza degli sposi la prima delle formalità da adempiere
in vista delle nozze. In seguito a tale richiesta, il Comune rilascerà la
famosa pubblicazione: si tratta di un atto che contiene le generalità complete
dei futuri sposi (data e luogo di nascita, residenza, ect…) e la loro volontà
di contrarre matrimonio nonché il giorno e il luogo scelto per la pronuncia del
fatidico «sì». Questo atto resterà affisso presso l'albo della casa comunale —
e anche in chiesa se il matrimonio è concordatario— per otto giorni consecutivi
e non festivi, in modo tale da rendere pubblica la volontà degli sposi. La
ragione della pubblicazione è semplice: si tratta di una forma di pubblicità
necessaria per dare la possibilità a chi sia a conoscenza di cause che possano
impedire il matrimonio di comunicarle all'ufficiale di stato civile. Trascorsi
gli otto giorni consecutivi non festivi e se non vi sono comunicazioni di
questo genere, l'Ufficiale di Stato Civile rilascerà agli sposi un certificato
che attesti la mancata notifica di impedimenti, autorizzando, in pratica, le
nozze. Se il matrimonio è concordatario, la promessa di matrimonio va fatta
anche in Chiesa, dove il parrocco terrà il cosiddetto «processetto», cioè una
serie di domande a cui gli sposi dovranno rispondere separatamente. Dopo
bisognerà solo aspettare il giorno delle nozze. Per fare le pubblicazioni,
occorrono almeno otto giorni consecutivi non festivi, prima del giorno del
matrimonio. Tuttavia, poiché nei Comuni più grandi potrebbero esserci delle
liste di attesa, sarebbe meglio prenotarsi qualche tempo prima. Se i futuri sposi
hanno deciso di unirsi in chiesa, occorreranno anche il certificato di
battesimo e il certificato di cresima. Inoltre, se gli sposi appartengono a due
diocesi diverse — oppure se il matrimonio sarà celebrato in una diocesi diversa
da quella di appartenenza — occorrerà il nulla osta della diocesi di
appartenenza e quella della chiesa in cui il matrimonio sarà celebrato. Ed è
qui, in chiesa, che il prete dovrà leggere gli articoli del codice civile che
riguardano il matrimonio, cioè il 143, il 144 e il 147. La lettura degli
obblighi civili avviene di regola dopo la funzione religiosa: ed è solo allora
che il sacerdote compilerà l'atto di matrimonio (firmato dagli sposi, dai
testimoni e dallo stesso prete) che andrà poi trasmesso entro cinque giorni
all'ufficiale di stato civile perché venga trascritto negli appositi registri.
Solo con la trascrizione dell'atto di matrimonio gli sposi saranno veramente
tali. Da ricordare: se i coniugi vogliono adottare la separazione dei beni,
come regime patrimoniale coniugale, converrà comunicarlo al prete, in modo da
farlo risultare sul certificato di matrimonio. In questo modo si risparmerianno
tempo e soldi: perché se si deciderà di adottare la separazione dei beni dopo
la celebrazione delle nozze, bisognerà rivolgersi a un notaio. E pagare,
ovviamente. U. Fer. Prima del fatidico «sì» occorre recarsi in Comune per
richiedere la famosa pubblicazione Trascorsi otto giorni, la cerimonia (civile
o religiosa) può avere luogo
(
da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
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Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-16 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Internet La storia nel nuovo sito «Innocentievasioni.net», di Luigi
Manconi e Patrizio Gonnella. Racconta la vita nei luoghi di «privazione della
libertà» Il carcere di Gela è (quasi) pronto. Con 50 anni di ritardo ROMA —
Vent'anni per progettarlo, una pausa di cinque e venticinque anni per
costruirlo. Dicono che ora sia pronto per entrare in funzione, ma chissà. Con
mezzo secolo di ritardo apre un nuovo carcere a Gela, provincia di
Caltanissetta. è la notizia di attualità (si fa per dire) del primo numero del
sito internet Innocentievasioni.net, che da oggi entra in funzione al medesimo
indirizzo web. I direttori Luigi Manconi e Patrizio Gonnella, hanno deciso di
inserirla come «ultim'ora», e il sarcasmo della scelta è confermato dal commento
affidato a un immaginario «Salvatore Spampinato, decano ultracentenario degli
edili della provincia, che lievemente emozionato ha dichiarato: "Ricordo
ancora quando mettemmo la prima pietra, Re Francesco II dei Borboni ne era
molto fiero"». Fin qui il gioco. Il resto è tutto vero, a cominciare dal
progetto della casa circondariale datato 1959. «Ma alla sua definitiva
approvazione — comunica il sito — si arrivò solo nel 1978. I lavori, iniziati
nel 1982, fra interruzioni e rallentamenti sono duranti venticinque anni. Nel
novembre 2007, due mesi dopo la chiusura del cantiere, l'allora ministro della
Giustizia ricevette dall'amministrazione comunale, nel corso di una cerimonia
ufficiale, le chiavi del nuovo istituto». La burocrazia ha nuovamente fermato il
tempo, e a ottobre 2008 il nuovo Guardasigilli Alfano ha comunicato alla Camera
che «entro la fine dell'anno corrente», dopo gli ultimi ritocchi per
«l'adeguamento e completamento dei sistemi di sicurezza» al prezzo di un
milione e mezzo di euro, la nuova prigione avrebbe aperto celle ecancelli.Nonèaccaduto,
ma Innocentievasioni. net annuncia: «Sembrerebbe possibile che entro il 2009,
dopo cinquant'anni e al costo complessivo di sei milioni e mezzo di euro,
l'Amministrazione penitenziaria potrà infine disporre di cento nuovi posti
detentivi». La storia del penitenziario siciliano cresciuto al ritmo di due
posti ogni anno è un esempio di «diseconomia carceraria » che svela la
filosofia del sito diretto da Manconi e Gonella (il primo presidente
dell'Associazione «A Buon Diritto », il secondo di «Antigone »), dedicato alle
condizioni di vita nei «luoghi di privazioni della libertà» (prigioni ma non
solo, dunque). «Vogliamo parlare delle miserie, che sono tantissime, ma anche
delle "ricchezze" che pure il carcere esprime — spiega Manconi —. è
il luogo d'Italia dove più alta è la percentuale di analfabetismo e, insieme,
dove si tengono 95 corsi di scrittura creativa e si pubblicano 42 giornali».
Tra i «rubrichisti» fissi di Innocentievasioni.net (che in apertura presenta le
riflessioni di Benigni sulle sue performance dietro le sbarre di Sulmona e
Opera, di Eugenio Finardi su un complesso di San Vittore, un contributo
sull'indulto ultimo scorso e molto altro) c'è il presidente emerito della Corte
costituzionale Valerio Onida, volontario nel carcere di Bollate, che dispensa
consigli e suggerimenti ai detenuti con il suo «Sportello legale». Gio. Bia.
(
da "Stampa, La" del 16-01-2009)
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Burocrazia
SPIRITO
DI SOLIDARIETA' «Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso
crea grossi problemi»
(
da "Stampa, La" del 16-01-2009)
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Burocrazia
domande a Leonardo
Giordano "Civich" parla l'arabo "Mi è più facile conquistare la
fiducia di tanti stranieri" 3Sulla spallina della sua divisa da vigile
urbano, che però lui porta di rado (preferisce lavorare in borghese), c'è la
bandiera dell'Arabia Saudita. Leonardo Giordano, in servizio al comando di
Cuneo dal 1° agosto del
(
da "Stampa, La" del 17-01-2009)
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Burocrazia
GENOVA IN MEZZORA
ANCHE RASSEGNA STAMPA, METEO E TRAFFICO Parte "Buongiorno regione"
news e servizi all'ora del caffè Da lunedì mattina (7,30-8) la nuova trasmissione
della Tgr Rai [FIRMA]MAURIZIO FICO GENOVA News, notizie di servizio, rassegna
stampa, meteo, traffico, collegamenti in diretta e tanto altro ancora: una
trasmissione svelta e agile all'ora del caffè, concentrata in trenta minuti,
dalle 7,30 alle 8. «Buongiorno regione» partirà lunedì mattina a cura della
Tgr, la testata giornalistica regionale della Rai, seguendo l'esordio positivo,
da ottobre, nelle quattro regioni in cui operano i centri di produzione Rai
(Milano, Torino, Roma e Napoli), dove gli ascolti hanno raggiunto il doppio
dello share. «E' una sfida importante a servizio dei telespettatori liguri,
peraltro già molto affezionati ai nostri Tg, con la media di ascolto più alta a
livello nazionale, attorno al 30 per cento. La nuova trasmissione, in onda dal
lunedì al venerdì, è un segnale in controtendenza, un investimento della Rai in
un momento di crisi che ha toccato pesantemente anche il settore
dell'informazione», commenta il capo redattore della Tgr ligure, Sergio
Farinelli. All'interno del nuovo programma sono previsti due telegiornali-lampo
e collegamenti in teleconferenza con fonti di vario genere, tra cui l'Arpal, la
Polizia stradale e municipale. «Sarà prestata attenzione ad argomenti molto
sentiti quali meteo, traffico ma anche prezzi e consumi, in collaborazione con
le associazioni dei consumatori. Il tutto, naturalmente, sempre in chiave
regionale», aggiunge Farinelli. Per preparare la trasmissione, negli studi Rai
di Genova, il lavoro comincerà molto presto, alle 5,30 del mattino. «Ci sono
uno staff mobile e uno fisso. I due "anchorman" saranno i giornalisti
Giorgio Giglioli e Marco Fantasia, con più conduttori che si alterneranno ai
telegiornali-lampo», aggiunge Farinelli. All'interno di «Buongiorno regione»
sono previsti anche vari spazi tematici. Tra questi, «Ditelo al Tgr», con i
telespettatori invitati a segnalare disservizi e problemi: «Strade dissestate, panchine rotte, difficoltà di posteggio, caro prezzi,
disavventure con la burocrazia e altri disagi grandi e piccoli con cui dobbiamo fare i conti
quotidianamente. I telespettatori potranno informarci anche via sms, integrando
magari le loro segnalazioni con foto scattate con il cellulare o la macchina
digitale».
(
da "Stampa, La" del 17-01-2009)
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Burocrazia
PROGETTO.APPELLO DEL
SINDACO PERETTI Villanova: servono volontari per la caserma dei pompieri Il comando
provinciale organizzerà corsi di formazione [FIRMA]ELISABETTA FAGNOLA VILLANOVA
Servono volontari per fondare un nuovo distaccamento dei Vigili del fuoco:
l'appello arriva dall'Unione Pianalto Astigiano e dal comando provinciale dei
vigili, guidato da Pietro Di Martino. Non è solo un'ipotesi, ma un vero e
proprio progetto, séguito dell'iniziativa «Italia in 20 minuti» promossa dal
Ministero dell'Interno. «L'obiettivo è capillarizzare il più possibile la
nostra presenza sul territorio, i 20 minuti sono il tempo compatibile con un
soccorso urgente» spiega Di Martino. Al Ministero, il comando provinciale ha
proposto tre ipotesi per la nascita di nuovi distaccamenti. Fra San Damiano,
Moncalvo e Villanova, zone ritenute «scoperte», è stato scelto il Pianalto
Astigiano: «E' la più idonea per distanza dal capoluogo - precisa Di Martino -
ma anche per la concentrazione di industrie e il traffico verso Torino, che la
rendono una zona ad alta densità di interventi». Ora si cercano i volontari: ne
servono almeno 15 per poter ottenere l'autorizzazione del Ministero. Compito
del Comune trovare una sede adatta: «Stavamo pensando di accendere un mutuo e
costruire una sede su un terreno comunale - ipotizza il sindaco, Roberto
Peretti - per il personale e il ricovero dei mezzi». Così, mentre «diventa
sempre più difficile dar vita a distaccamenti permanenti», spiega il
comandante, ci si affida all'iniziativa dei volontari: possono diventarlo
uomini e donne fra i 18 e i 45 anni che non facciano parte di altre associazioni,
in modo da essere disponibili a intervenire durante il loro turno. Dopo la
visita medica, il corso di formazione: «Sono 150 ore, circa 4 mesi di lezione -
spiega l'istruttore Massimo Ferreri - dopodiché al distaccamento verranno
forniti attrezzature e divise, con un'autopompa da 6 mila litri e un secondo
mezzo per altri interventi». Un'attività volontaria che prevede un rimborso
spese per le ore d'intervento effettuati e l'obbligo per le aziende di
concedere i permessi ai volontari in caso d'emergenza. «I
tempi della burocrazia
non sono lunghi - aggiunge Di Martino - una volta trovati sede e volontari». E
il sindaco avanza un'ipotesi: «Speriamo di tagliare il nastro entro un anno e
mezzo, in attesa delle prime adesioni». Ora le adesioni sono aperte, con l'idea
di organizzare una serata informativa, organizzata con il comando provinciale.
(
da "Stampa, La" del 17-01-2009)
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FERROVIE. LAVORI E BATTAGLIE CONTRO LA BUROCRAZIA Centallo farà il
sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali L'epopea dei pendolari con il
malfunzionamento dei servizi ferroviari passa anche attraverso lo stato in cui
vengono tenute le stazioni. Lo dimostrano le ripetute proteste di chi usa la
stazione ferroviaria di Centallo, da tre anni al centro di una battaglia
burocratica per l'avvio dei lavori di risistemazione. A Centallo il
problema principale è la mancanza di un sottopassaggio che obbliga i
viaggiatori a percorrere tutta la banchina e ad attendere i treni senza un
riparo. Fortunatamente i lavori per risolvere la questione sono stati
appaltati. Nello stesso bando è prevista la sistemazione dei marciapiedi. «Ma
un altro problema riguarda la sala d'aspetto che le ferrovie hanno deciso di
chiudere dopo il susseguirsi di atti vandalici - commenta un pendolare -.
Ripetutamente, infatti, teppisti si sono accaniti contro arredi e distributore
automatico dei biglietti. Ad oggi è un addetto del Comune che apre la sala,
priva di riscaldamento. Come se non bastasse una parte dell'illuminazione sulle
banchine è fuori uso da anni. Perchè le Ferrovie non intervengono?». I raid di
ignoti che imbrattano muri e manomettono il distributore di biglietti rubando
il denaro che contiene quasi non si contano nonostante gli interventi di
carabinieri e tempo fa, anche della Digos. «Nel mirino - conclude il pendolare
- c'è anche il bar della Stazione che è stato derubato più volte». Alla fine
del 2007 per entrare nell'esercizio pubblico venne abbattuto un muro. Ogni
giorno, i lettori possono inviare alla redazione di Cuneo de «La Stampa»
messaggi per segnalare i disagi subiti. E mail: Cuneo@lastampa.it.
(
da "Italia Oggi" del 17-01-2009)
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ItaliaOggi Numero
014 pag. 42 del 17/1/2009 | Indietro Dall'Ue un aiuto alle
pmi TRIBUTARISTI - LAPET Di Pamela Giufrè Small business act all'esame del
Ceplis. Il plauso della Lapet al piano Finanziamenti più
facili e meno burocrazia
Lo Small business act è al vaglio del Ceplis. Il Consiglio europeo delle
professioni liberali, di cui la Lapet fa parte in quanto organizzazione
aderente ad Assoprofessioni, la confederazione delle associazioni delle
professioni non regolamentate, sta valutando attentamente lo Small business act
per l'Europa. E già il 22 gennaio il Ceplis sarà in grado di
formalizzare la sua posizione ufficiale sull'atto nel quale il presidente
dell'associazione nazionale dei tributaristi, Roberto Falcone, intravede «una
risposta in chiave europea alla crisi economico-finanziaria globale». Intanto,
proprio sul fronte europeo, dicembre è stato piuttosto intenso da questo punto
di vista. Il Consiglio europeo per la competitività ha adottato un piano
d'azione per le piccole e medie imprese europee, che rappresenta un accordo
politico sullo Small business act. I ministri responsabili della competitività
si sono infatti riuniti a Bruxelles sotto la presidenza del segretario di stato
francese per il commercio, l'artigianato, le piccole e medie imprese, il
turismo e i servizi, Hervé Novelli. Tra i principali punti all'ordine del
giorno, l'adozione dello Small business act per l'Europa e la risposta europea
alla crisi economica. Questo piano d'azione, che rappresenta un impegno
politico a favore di ben 23 milioni di piccole e medie imprese europee, finora
capaci di creare l'80% dei nuovi posti di lavoro all'interno della Comunità,
fornirà risposte immediate e mirate alle stesse, facilitando loro l'accesso ai
finanziamenti, semplificando gli obblighi amministrativi e permettendo di
beneficiare pienamente delle opportunità dei mercati europei e internazionali. Il
piano d'azione interverrà dunque in supporto del mercato economico europeo.
Novelli lo ha presentato come una «gerarchia di misure per rispondere al crollo
finanziario che sta colpendo tutte le nostre economie». Un presupposto
condiviso subito dai tributaristi della Lapet, che già promuovono il
provvedimento. «Attualmente», dice Falcone, «le piccole e medie imprese europee
si trovano spesso a sottostare agli stessi requisiti amministrativi delle 41
mila grandi imprese, mentre dovrebbero poter contare su di una migliore
assistenza avendo così la possibilità di valorizzare e mostrare in pieno le
loro potenzialità. Condividiamo pertanto le dichiarazioni del presidente della
Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha definito l'atto sulle piccole
imprese una pietra miliare nell'attuazione della strategia di Lisbona per la
crescita e l'occupazione. L'Europa intera in questo momento, e più di tutti
l'Italia, hanno bisogno di rilanciare l'economia investendo sulle risorse umane
per potenziare l'intero sistema, velocizzarlo e innovarlo. A livello nazionale,
le pmi italiane rappresentano il motore trainante della nostra economia, alla
quale forniscono un apporto notevole rappresentando il fulcro dell'intero
sistema produttivo tricolore. è quindi rilevante il fatto che anche l'Europa
abbia condiviso l'importanza di incentivare il rilancio e la crescita economica
sburocratizzando la rete alla quale sono inevitabilmente allacciate le piccole
e medie imprese». Il piano d'azione è impostato su tre priorità: incrementare
l'accesso ai fondi; ridurre la burocrazia e
semplificare lo sviluppo amministrativo; facilitare l'accesso al mercato.
L'Atto sulle piccole imprese per l'Europa stabilisce dieci principi e
altrettante misure destinate a rendere la vita più facile alle pmi. A tal
proposito anche il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione riguardante
misure per migliorare lo sviluppo del piccolo e medio mercato economico
europeo. La risoluzione impone agli stati membri di incoraggiare lo Small
business act e di adottare misure tangibili sulla base dello stesso atto, che
per ora è ancora una dichiarazione di buoni intenti. Molti membri del
Parlamento europeo hanno espresso il loro desiderio di costituire un sistema di
supervisione per incrementare la diffusione e gli effetti dello Small business
act a livello nazionale. Intanto, dal 2009, la presidenza del Consiglio della
competitività è passata alla Repubblica Ceca. Dal 1° luglio spetterà alla
Svezia. Per questo il presidente uscente Novelli ha invitato le prossime presidenze
a proseguire i lavori per garantire il buon funzionamento del mercato interno,
vigilando sulla tutela dei consumatori e sulla lotta alla criminalità. Il
segretario di stato francese ha garantito il sostegno della sua nazione nel
proseguimento dei lavori. Ovviamente, l'auspicio della Lapet è che «l'esempio
francese possa essere seguito anche da tutti gli altri stati membri, compresa
l'Italia, invitati dalla Commissione a prendere iniziative conformi alla legge
sulle piccole imprese nei loro programmi nazionali di riforma. Solo così»,
conclude Falcone, «l'Atto può davvero diventare volano per uno sviluppo
sostenibile e al tempo stesso duraturo per le piccole e medie imprese europee,
dotate una volta per tutte degli strumenti necessari per una definitiva
internazionalizzazione nell'ambito dell'Europa».
(
da "Nuova Sardegna, La" del 17-01-2009)
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Pagina 27 - Sassari
Soldi per alloggi popolari Bonorva, saranno acquistati e recuperati antichi
edifici Soddisfazione dell'assessore Senes mentre quello
al Bilancio lamenta la troppa burocrazia delle pratiche BONORVA. L'amministrazione comunale ha avuto la
comunicazione ufficiale dell'iscrizione fra i comuni inclusi nel programma
d'interventi per l'acquisto e recupero di edifici da riconvertire in alloggi
d'edilizia economica e popolare da assegnare a canone sociale. Su 59
comuni, Bonorva è al ventesimo posto, con una previsione di spesa di 2 milioni
e 800 mila euro per venti alloggi. Sicuramente un buon risultato, che va ad
aggiungersi all'ulteriore 1 milione e 200 mila euro già ottenuto lo scorso anno
per l'assegnazione di altri tredici alloggi da assegnare a canone moderato. Un
risultato importante, che può dare una spinta a un settore come quello
dell'edilizia, che sta conoscendo tempi bui. E servirà a recuperare numerose
strutture, di antica concezione e nelle quali è scritta la storia della civiltà
contadina del paese e che, proprio per lo stato d'abbandono, rischia di venire
cancellata dal tempo. Ma se l'assessore ai Lavori Pubblici, Gian Mario Senes,
ha ragione di gioire, di ben altro avviso pare sia quello al Bilancio,
Valentino Fozzi che, seppure soddisfatto per il risultato raggiunto, lamenta le
notevoli carenze della burocrazia che allungano
considerevolmente i tempi di realizzazione del progetto e lo rendono in qualche
caso inefficace ed inattuabile. «E' perfettamente inutile, anzi dannoso -
osserva Fozzi - che la Regione assegni i finanziamenti se tale sforzo in
pratica è vanificato da una serie di procedure burocratiche elefantiache che
penalizzano notevolmente la regolarità del procedimento. L'amministrazione,
infatti, dopo aver concordato con il proprietario la cessione dell'edificio
sulla base di un valutazione stilata dall'Ufficio tecnico comunale - continua
Fozzi - come da regolamento la invia all'Agenzia provinciale del territorio per
il parere di congruità e si trova subito di fronte ad un ostacolo
insormontabile a causa dei tempi di una risposta che tarda ad arrivare anche
più d'un anno». A quel punto, molto spesso il venditore perde la pazienza e,
anche perché nel frattempo ha trovato un altro acquirente, disdice l'accordo,
come concesso da una precisa clausola di contratto, con il risultato di rendere
inutile tutto il lavoro d'impostazione e valutazione predisposto dagli uffici
comunali. Quanto di buono fatto dalla Regione viene così vanificato e con esso
rischia di disperdersi un patrimonio di tempo e impegno perso
dall'amministrazione in fase d'impostazione del progetto, di richiesta alla
Regione, di recupero degli alloggi, di contrattazione e di valutazione. Sulla
scorta di queste considerazioni, l'assessore Fozzi ha inviato una lettera personale
al direttore dell'Agenzia del territorio nella quale, dopo aver esposto il
problema, ha chiesto un sollecito e urgente intervento per risolvere una
situazione che rischia di rendere inutile ogni sforzo dell'amministrazione e
venga incontro, utilizzando gli attuali canoni e provvidenze regionali, alle
giuste aspettative e necessità di tanta gente, che ancora non si può permettere
un alloggio confacente alle moderne esigenze. «In fondo - ha concluso
l'assessore Fozzi - ho chiesto soltanto un taglio a quella burocrazia
che qualche ministro da tempo sta cercando in tutti i modi di combattere».
Emidio Muroni
(
da "Nuova Venezia, La" del 17-01-2009)
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Pagina 5 - Economia
I ministri veneti snobbano gli industriali Il governo amico assente: Sacconi e
Brunetta non si fanno vedere all'assemblea L'uscente Riello: «Noi imprenditori
comprendiamo ma anche ci incazziamo» E l'ex presidente si fa regalare da Zaia
il fazzoletto leghista Solo un souvenir? MATTEO MARIAN MESTRE. Di tre ministri
invitati (Brunetta, Sacconi e Zaia), due confermati (Brunetta e Zaia) alla fine
ne arriva solo uno (Zaia). E Andrea Riello, nonostante sia ormai un ex, si
arrabbia. Anzi, per dirla con testuali parole si incazza. Con lui la platea
degli industriali veneti che ieri si sono riuniti a Mestre per eleggere alla
presidenza regionale Andrea Tomat. «Noi imprenditori comprendiamo ma anche ci
incazziamo» ha detto stizzito Riello. E giù l'applauso. Le assenze di Maurizio
Sacconi e Renato Brunetta sono la nota stonata arrivata, in parte a sorpresa,
nel corso della cerimonia di passaggio del testimone al vertice degli
industriali veneti. Riello, per la sua uscita di scena, contava molto sulla
compattezza con cui è stato eletto Tomat (presente il 76% degli aventi diritto
che si sono espressi al 100% con un sì) e sulla ritrovata rappresentanza
politica del Veneto a Roma. Un terreno, quest'ultimo, che però si è rivelato
insidioso. «Non credo che il ministro Zaia - ha aggiunto Riello - non avesse
altre cose da fare, in consiglio dei ministri, in Europa od altrove. Lo
ringrazio di essere qui perché, come abbiamo imparato con il nostro lavoro, non
ci si deve dimenticare che dietro ogni rappresentante istituzionale c'è un
territorio sul quale essere presenti e da ascoltare. Questo, purtroppo,
dobbiamo ancora ricordarlo alla politica». Un boccone, quello delle assenze,
indigesto per Riello. Sul quale è nato un caso che ha visto Maurizio Sacconi
affrettarsi a precisare - attraverso una nota del ministero del Lavoro - che
«sin dalla notizia della convocazione ha comunicato di essere indisponibile per
un ineludibile impregno precedentemente assunto». Il ministro Sacconi, è detto
ancora nella nota, «conferma la partecipazione al convegno che si terrà sabato
24 gennaio per iniziativa dell'Unione industriali di Treviso e della
Confindustria di Venezia». A onor del vero la presenza di Sacconi era,
effettivamente, in forse. Non, invece, quella di Brunetta. I motivi del
forfait? Le ipotesi lungo i corridoi del Laguna Palace corrono. Da una parte
c'è chi sostiene come la condivisione della ribalta sia risultata poco gradita
a due ministri veneti su tre. Dall'altra c'è chi ci legge ragioni politiche.
Che porterebbero dritte dritte al futuro di Andrea Riello e alla volontà di
fare un «dispetto», di rimbalzo, al governatore Galan. Ipotesi, è bene
rimarcarlo. Che danno conto comunque del clima con cui la platea ha accolto le
due defezioni. Di sicuro c'è che, non a brevissimo ma tra qualche mese, Riello
dovrebbe scoprire le carte circa un suo impegno, o meno, in politica.
Potrebbero essere le europee, con il sostegno di Galan, ma servono certezze sulla
«riuscita» dell'operazione. Nessun salto nel vuoto, quindi. Resta il fatto che
in una cena con Antonio Costato, Andrea Tomat e Pier Luigi Ceccardi (presidente
nazionale di Federmeccanica) Riello avrebbe condiviso con i colleghi
confindustriali la «tentazione» europea. Sul caso Brunetta-Sacconi, Tomat, da
nuovo presidente veneto di viale dell'Astronomia, ha dribblato, riconoscendo,
però, il valore di avere un referente come Sacconi al ministero del Lavoro.
Soprattutto alla luce del fatto che «in un momento di crisi come quella che
stiamo attraversando - ha sottolineato - è fondamentale pensare anche alla
riqualificazione delle professionalità impegnate». Più diretto, invece, Gian
Luca Rana. «Le assenze? Tra i tre invitati, è qui tra noi - ha detto il presidente
degli industriali veronesi riferendosi a Zaia - il ministro che, personalmente,
più stimo». Non sono mancati, nella giornata del cambio della guardia, gli
auguri dello stesso Galan. Anche se non presente, il governatore ha espresso un
saluto al presidente uscente e al nuovo. «La fortuna del Veneto dell'economia è
della creatività imprenditoriale - ha detto in una nota - è stata anche quella
di essersi potuto avvalere di leadership confindustriali quali Rossi Luciani,
Tognana, Andrea Riello. L'esperienza vissuta da Riello è un patrimonio che
arricchisce lui, senza dubbio, ma che lo pone tra le risorse di cui il Veneto
potrà disporre in ogni momento, oggi e domani». Tutte rose e fiori in
Confindustria Veneto? A quanto pare sì, a sentire Guglielmo Bedeschi (che nel
2006 tra le raccomandazioni di Montezemolo per una Confindustria non schierata
tra Prodi e Berlusconi, appoggiò, con altri, apertamente il Cav) non del tutto.
«Più riunioni aperte a tutti - è stata la richiesta a Tomat - e non vertici
ristretti ai soliti noti, come nei salotti romani. E poi
meno burocrazia, vanno
snellite le associazioni provinciali. Basta un'associazione regionale. La
moltiplicazione delle nostre strutture associative, anche di servizio, sono
costose e somigliano alla burocrazia romana». Scatta l'applauso.
(
da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
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Pagina XI - Palermo
La storia di patron Francesco Tedesco cacciatore di pirati nel Mediterraneo
Otto corsari turchi donati al re borbone La vicenda si svolse nel 1794 tra la
Sicilia e la Sardegna Alla fine Ferdinando III accettò lasciando tutti contenti
tranne i prigionieri MARIO GENCO «Chi afferra un turco, è suo»: anacoluto
ancora in uso nella Sicilia nord - occidentale e specialmente a Trapani. Risale
almeno ai tempi della guerra di corsa che, dalle opposte sponde del
Mediterraneo, si combatté per tre secoli, almeno fino 1830. Turco era qualsiasi
individuo che navigasse e predasse sotto bandiera della Sublime Porta, e perciò
poteva essere oltreché turco-turco, tunisino, algerino, marocchino, libico e
anche italiano, a cui si faceva seguire la definizione di
"rinnegato". In quei secoli, i trapanesi fecero onore al detto, di
cui probabilmente erano stati gli inventori. Invece questa è la storia di
padron Francesco Tedesco, accanito cacciatore di corsari barbareschi, che fece
prigionieri otto turchi e invece di chiedere la sua parte del prezzo di vendita
o di riscatto, come aveva diritto, li volle regalare al Re Ferdinando III di
Borbone. Nell´agosto del 1794, padron Tedesco era uscito in caccia con il suo
«leutello» - il leuto era un piccolo veliero a due alberi - e trenta uomini di
equipaggio. Nel mare di Porto Farina nell´isola Galita, catturò un sandalo
barbaresco - il sandalo era un grosso battello a remi - e aveva preso
prigionieri «otto turchi, quattro dei quali feriti». Aveva proseguito la
crociera verso il mare di Sardegna ma, come spesso accadeva, da cacciatore
diventò cacciato: una nave corsara algerina lo inseguì «per otto ore continue».
Il leuto fu più veloce riuscì a rifugiarsi nel porto di Cagliati, da cui poi
salpò e arrivò a Palermo. Erano tempi di colera, qui o la nel Mediterraneo di
quegli anni era sempre tempo di colera, perciò Tedesco, per non passare lunghi
giorni in quarantena, assicurò le autorità sanitarie di Trapani di non aver
avuto contatto con nessun altro che con i suoi prigionieri, dai quali aveva
avuto assicurazione che a Tunisi, Algeri e Tripoli «si sta bene in salute». Il
medico della Deputazione di Sanità di Trapani certificò di averli trovati tutti
«esenti da qualunque menomo morbo contagioso». Dei quattro feriti, certificava che
le ferite di tutti sono già cicatrizzate; uno è ferito alla testa e al braccio
sinistro con la mano inerte perché sono stati tagliati i tendini, e «quello�
dello scroto per averli concorso qualche umore trovasi in digestione con
qualche principio di corruttela». Intanto a Trapani era arrivata la notizia che
uno schifazzo barbaresco aveva predato una barca peschereccia e l´intrepido
Tedesco aveva deciso «con coraggio» di partire per catturarla e liberare i
pescatori. Lasciò i prigionieri a Trapani, fra i quali ce n´era uno ferito
tanto grevemente che rischiava di morire: li voleva regalare al Re. La notizia
delle sue gesta, per i consueti tramiti gerarchici, era arrivata alla Corte di
Napoli e il 21 agosto il ministro degli Esteri, e già direttore del dicastero
della Marina, Jhon Francia Eduard sesto barone Acton, scrisse al viceré di
Sicilia principe di Caramanico: «Avendo rilevato il Re... la preda fatta dal
padron Francesco Tedesco di quel luogo (Trapani) di un Sandalo barbaresco con
quattro turchi feriti nei mari di porto Farina col suo leutello, e quant´altro
ha il detto Padrone dopo tal preda praticato per predare nei mari della Galita
un altro legno, e per inseguirne un altro che disturbava la navigazione nei
mari della sua Patria, la M. S. siccome è rimasto di tutto ciò con
soddisfazione inteso, e loda il coraggio dell´ardito padrone, così io nel Suo
Real Nome lo partecipo all´E. V. per la vostra intelligenza e di chi altro
convenga». In quanto alla convenienza, i più diretti interessati erano gli armatori
del bastimento comandato da Tedesco, Giacomo Guarnotta e il capitano di mare
Domenico Romeo «fabbricanti di corali», che certo non volevano dispiacere al Re
ma contavano almeno di affrancare le spese di armamento. Perciò, confermarono
l´offerta dei prigionieri ma, aggiungevano, se il Re non li accettava,
chiedevano l´autorizzazione di venderli. La burocrazia aveva i suoi tempi, anche
perché prima si procedere alla spartizione e alla vendita del bottino si doveva
attendere la sentenza del tribunale delle Prede, organo inappellabile che
doveva giudicare della legittimità della preda. La risposta da Napoli arrivò
solo il 4 gennaio del 1795. Il Re s´era compiaciuto di accettare il
dono: «Si accettino i Turchi suddetti e trovandosi riscatto vada il prodotto di
essi in beneficio delle vedove, come si è eseguito con gli altri Turchi
venduti». Ma Guarnotta e Romeo avevano chiesto anche un risarcimento. A questo
punto la procedura burocratica ebbe un´insolita accelerazione e l´11 gennaio
Acton scriveva a Caramanico: «Chiedendo con l´annesso memoriale Giacomo
Guarnotta e Domenico Romeo di Trapani, interessati alla preda fatta da padron
Tedesco de´ saputi otto turchi, di liberarsi loro il prezzo dei medesimi, di
modo che è stato solito praticarsi acciò possano in parte compensarsi delle
spese fatte per detti Turchi, d´ordine del Re lo rimetto all´E. V. perché
incaricatosi dell´esposto, e tenendo presente quanto trovasi sovranamente
risoluto sull´assunto, provveda come in casi simili è stato solito praticarsi
ed occorrendo riferisca». La procedura per la divisione delle prede era
regolata per legge: tolto il 3 per cento del bottino per diritti al Tribunale
delle Prede, il 10 per cento per il Fisco, tolte altre spese per balzelli,
diritti vari e mantenimento dell´equipaggio per tutto il tempo della quarantena
(corsari, prigionieri, mercanzie e bastimenti andavano sempre in quarantena),
il resto spettava agli armatori, che a loro volta dovevano togliere quattro
parti per i capitani e almeno una parte ciascuno per gli altri uomini
dell´equipaggio, che di solito non era mai inferiore alle trenta unità. Così,
«Turchi» a parte, furono tutti felici e contenti. La cassa di previdenza per le
vedove ebbe la sua parte e Guarnotta e Romeo confermarono l´anacoluto, i turchi
furono loro. Le fonti: Archivio di Stato di Palermo. Fondo Real segreteria,
Incartamenti, Filza 5233; minute del notaio Giuseppe Serretta volume 35399.
(
da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
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Pagina XXI - Roma Al
Teatro Vittoria "L´arte della commedia" Maschera e finzione classico
Eduardo Maschera e finzione classico Eduardo Nella regia di Stefano Messina una
riflessione attuale sull´impegno della politica verso lo spettacolo ALESSANDRA
ROTA Un testo "classico" di Eduardo De Filippo, che risale al 1964 e
che fa parte della raccolta Cantata dei giorni dispari, miscellanea delle
commedie scritte nell´immediato dopoguerra e, quindi, nei giorni più difficili
("dispari" nel dialetto napoletano). Un´opera con una storia che può
sembrare antica: il capocomico, la compagnia di giro rimasta senza il capannone
itinerante per colpa di un incendio, il prefetto dal quale fare anticamera per
chiedere una mano. Una struttura apparentemente semplice che nasconde una
filosofia già superbamente analizzata da Luigi Pirandello: l´essere e
l´apparire, l´attore, la maschera, la finzione. Così è se vi pare, uno nessuno
centomila. Il gioco delle parti qui è tra il povero capocomico e il potente
rappresentante dello Stato - appena insediatosi - che deve far rispettare la
legge che, è noto, di arte si occupa poco. Solo che il commediante riesce ad
instillare nell´uomo di governo il dubbio se tutto quello che vede è vero o se
invece non sia frutto di una recita. Una piccola vendetta della cultura contro
la cieca burocrazia. In scena
fino al 12 febbraio al teatro Vittoria per la Compagnia Attori & Tecnici,
regia di Stefano Messina, L´arte della commedia è anche una riflessione
divertente e attualissima sul teatro e sulla sua funzione sociale, sull´impegno
della politica a favore dei palcoscenici, ma negli ultimi tempi la tendenza è
quella di tagliere i fondi per lo spettacolo più che con le forbici con
la mannaia. Con Stefano Altieri, Renato Scarpa, Carlo Lizzani, Massimiliano
Franciosa, Roberto Della Casa, Annalisa favetti, Riccardo Cascadan, Michele
Lella, Ludovica Rosenfeld. Scene Alessandro Chiti, costumi Isabella Rizza,
musiche Pino Cangialosi.
(
da "Centro, Il" del 18-01-2009)
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Pagina
9 - Chieti Valle del Sole sconfigge la burocrazia Pizzoferrato:
arriva l'autorizzazione, l'impianto di sci apre ai prezzi 2008 PIZZOFERRATO.
Parte anche per Valle del Sole la stagione invernale. Alle 8,30 i fratelli
D'Orfeo, gestori dell'impianto di sci, dopo l'ultimo collaudo, premono il pulsante
verde dello "start". La sciovia che si mette in moto si lascia finalmente
dietro le lentezze burocratiche e ritardi organizzativi che hanno rallentato
oltremodo l'apertura del secondo polo turistico della provincia. E a Valle del
Sole strizzano l'occhio ai turisti mantenendo invariate le tariffe. «Siamo
contenti che anche per noi si possa parlare d'inizio di stagione invernale»,
afferma Graziano D'Orfeo, «adesso dobbiamo solo sperare che le condizioni
meteorologiche siano favorevoli anche perché sulle piste ci sono circa
(
da "Centro, Il" del 18-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 29 - Cronaca
Scafa, bagni del distretto Asl fuori servizio La denuncia di una lettrice:
«Così da oltre un mese e mezzo» SCAFA. Un servizio igienico rotto con tanto di
cartello di avvertimento, un altro non efficiente perché gli utenti non
scaricano l'acqua. Insomma, un grave disservizio che mette in fortissimo
disagio un po' tutti. Accade, come riferisce una lettrice, al Distretto
sanitario di Scafa, nei bagni del primo piano. Lei arriva da un'altra città per
seguire un ciclo di cure a Scafa e trova giornalmente una condizione di
impraticabilità dei servizi igienici. «Alle mie ripetute lamentele presso il
reparto» racconta «mi è stato risposto che della manutenzione pare si occupi
una persona anziana "tuttofare", in base alle priorità che gli
vengono indicate. Non ho parole! So solo che ho trovato il coraggio di rendere
nota questa situazione, in preda alla esasperazione. Visto che finora non è
stato fatto nulla, spero che ora il problema venga preso in considerazione e
che possa essere risolto». Non è solo una questione di decenza ma soprattutto
del funzionamento di un servizio essenziale per il pubblico, e poi di igiene e
sicurezza all'interno di un luogo dove vengono erogati servizi sanitari. Oltrettutto, sembra che la brutta storia del bagno sempre
intasato, e dunque impraticabile, vada avanti da più di un mese e mezzo. Un
arco di tempo intollerabile che non trova alcuna giustificazione, nemmeno nei
tempi biblici della burocrazia e della malasanità. (w.te.)
(
da "Stampa, La" del 18-01-2009)
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Burocrazia
Il punto in un
convegno a Casale La «rivoluzione» dell'Asl provinciale parte dalla
riorganizzazione amministrativa I cambiamenti organizzativi nella nuova Asl-Al
ci sono stati, eccome, se dalla trentina di Strutture complesse si è passati a
una decina. E proprio i nuovi assetti organizzativi per una nuova funzione
amministrativa sono stati al centro di una giornata di studi e confronto. Non
tanto un problema di risparmio di risorse, quanto di migliore organizzazione,
perché spesso, come ha sottolineato Stefano Manfredi (foto), direttore
amministrativo dell'Asl-Al, ma anche colleghi dell'Asl di Bologna (Luca
Baldino) e dell'Asl di Pistoia (Stefano Simonetti), «il personale sanitario si
occupa anche di amministrazione». Un chirurgo, validissimo dal punto di vista
operatorio, potrebbe, ad esempio, essere affiancato da un tecnico che si occupi
di amministrazione. Quindi due scale paralllele di «carriera», una come
responsabile della struttura complessa, l'altra per funzioni più prettamente
amministrative. Un «modus operandi» che si riflettterà positivamente anche
sull'utente, con personale «che non si dividerà più in due tra funzioni
sanitarie e amministrtative». Una parte di esso si potrà
impiegare in servizi «front-office», con una più puntuale informazione alla
clientela e uno snellimento della burocrazia. «Ovvio - commenta Manfredi - che il processo deve essere
condiviso, per non penalizzare nessuno».
(
da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
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Burocrazia
Pagina IV - Palermo
La polemica Lo Bello: "Tra burocrati e politici l´assistenzialismo è duro
a morire" Il problema non è il blocco delle attività, ma la mancanza di un
ceto amministrativo all´altezza «Al di là della polemica politica sulla
paralisi, rimane aperto il cuore della questione: quello di una burocrazia non efficiente e di un modello politico
assistenziale che va riformato perché non fa altro che danneggiare la Sicilia».
Il presidente di Confindustria Ivan Lo Bello, non vuole intervenire nella
polemica sulla riforma dei dipartimenti che ha paralizzato la macchina
burocratica, ma torna a chiedere al governo regionale «iniziative per
migliorare il proprio apparato, tagliando con un passato fatto di rendite,
assistenzialismo e privilegi». Presidente Lo Bello, Confindustria ha denunciato
per prima la paralisi della macchina regionale. Paralisi che ieri il
governatore Lombardo ha bollato come una «sciocchezza mediatica, una
cretineria». «Il problema non è la paralisi o la polemica che ne è seguita. Quello che noi denunciamo, e da tempo, è la mancanza di una burocrazia efficiente. Nonostante al
suo interno ci siano funzionari e dirigenti di alto livello, è indubbio che
qualcosa non va: c´è un´idea di assistenzialismo radicata nella politica e
nella stessa burocrazia
regionale che tarda a scomparire. In questi otto mesi il governo
Lombardo ha fatto cose importanti nel campo della sanità, degli Ato rifiuti o dei
consorzi di bonifica. Ma rimangono dei punti sui quali occorre intervenire al
più presto, noi siamo disposti a sostenere le iniziative vere di riforma».
Quali sono le pecche attuali della burocrazia? Cosa
non va negli uffici regionali? «Ad esempio in questo momento un ufficio
cruciale, quello della Valutazione d´impatto ambientale all´assessorato
Territorio e ambiente, è senza dirigente e sotto dimensionato. Al palo
rimangono quasi 4 miliardi di euro di investimenti nel settore energetico, con
iter autorizzativi che ancora non sono conclusi. Per non parlare dell´enorme
lentezza della burocrazia nelle procedure di spesa,
con centinaia di imprese che vantano crediti con la Regione da anni». Ma al di
là delle critiche alla burocrazia, quali sono le
proposte degli industriali per migliorare il rapporto con la macchina
regionale? «Abbiamo chiesto al governo di autorizzare almeno la certificazione
dei crediti alle aziende, consentendo agli imprenditori di poter chiedere aiuto
alle banche sapendo di avanzare somme certe dalla Regione. Non solo. Chiediamo
anche di puntare alla qualità della spesa pubblica: non a caso con una lettera
inviata all´assessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro, ho chiesto il
rinnovo del finanziamento alla produzione della fiction "Agrodolce"
messo in dubbio dallo stesso assessore. Perché come Confindustria difendiamo la
spesa regionale che produce occupazione, come è avvenuto nel caso di
"Agrodolce": si tratta di un´iniziativa nuova che ha bisogno di tempo
per essere valutata. Certamente ha prodotto posti di lavoro qualificati in un
settore, quello della fiction, in grande crescita e che adesso vede anche la
Sicilia protagonista». Se la Regione non cambia rotta, cosa rischia davvero il
mondo delle imprese? «Rischia di crollare sotto il peso di una crisi che anche
nel 2009 si annuncia molto forte. Secondo Confindustria il Pil nazionale calerà
del 2 per cento rispetto allo scorso anno e in Sicilia la previsione è
peggiore. è essenziale che le imprese si confrontino con un´amministrazione
pubblica efficiente. Noi siamo disposti a fare la nostra parte, non troviamo
utile che su temi delicati come questi, però, la politica faccia solo una
sterile polemica». a. fras.
(
da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-01-2009)
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SENIGALLIA pag. 14 Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia Piazzetta e parcheggio in
degrado, nessuno provvede di SANDRO GALLI SENIGALLIA IN UN LATO, una sedia in
ferro ripiegata e arrugginita accanto ad un grosso sacco pieno di rifiuti.
Nell'altro lato erbacce, sterpaglie ed ancora rifiuti in terra e segni di
trascuratezza. Logica vorrebbe la rimozione di questi rifiuti, che sono
lì ormai da alcuni mesi. Sì, perchè alcuni residenti in zona li hanno notati
già dall' estate scorsa ma ancora oggi sono nella stessa posizione. La logica,
dicevamo. Quando questa si scontra però con una ferrea procedura burocratica
tutta italiana, allora le cose si complicano: come in questo caso. Sì, perchè
quello scoperto dal Carlino è uno dei classici casi di conflitto di competenze.
Solo che a rimetterci non sono soltanto l'immagine ed il decoro di una zona
della città ma anche i residenti nelle vicinanze, alle prese con problemi
igienici ed anche con la presenza di ratti ed altri animali. ANDIAMO con
ordine: lo scenario è quello della piazzetta utilizzata come parcheggio
antistante la chiesa della Pace in via Sanzio, lungo la statale Adriatica nord.
Uno spazio molto frequentato soprattutto in estate, ed utilizzato da turisti
che lasciano le auto in sosta prima di recarsi in spiaggia, a poca distanza. La
piazzetta in questione si trova a ridosso del vecchio scalo merci delle Ferrovie,
lungo le rotaie; una struttura chiusa ormai da tempo. Così come l'accesso, in
prossimità del quale - in entrambi i lati - i rifiuti abbandonati fanno bella'
mostra. Ed anche se spesso la loro visuale viene coperta dalle auto in sosta, i
rifiuti e le erbacce rimangono al loro posto. Perchè nessuno li rimuove?
Semplice, quanto burocraticamente capzioso': la piazzetta-parcheggio, così come
lo scalo merci, sono di proprietà delle Ferrovie; quindi la relativa pulizia e
la rimozione dei rifiuti spetterebbero agli addetti della società, non avendo
il Comune la competenza su tale area. La conferma viene dall'assessore
all'ambiente, Simone Ceresoni. Assessore, come stanno le cose? 'Prendiamo atto
della segnalazione del Carlino'' Ceresoni. Da parte nostra approfondiremo la
questione che interessa evidentemente non solo i residenti nelle vicinanze ma
anche la città in quanto situazioni analoghe potrebbero ripresentarsi''. In che
maniera si potrebbe trovare una soluzione? 'Verificando la presenza dei rifiuti
e la competenza su quell'area. Se come tutto lascia supporre la zona
interessata risulterà essere delle Ferrovie, ci adopereremo affinchè questa
provveda alla rimozione dei rifiuti ed alla pulizia. Scriveremo quindi ai
responsabili provinciali delle Ferrovie in maniera tale che possano intervenire
entro breve tempo''. E se questo non fosse sufficiente? 'In questo caso
valuteremo assieme al sindaco anche la possibilità di emettere un'ordinanza che
intimi la pulizia dell'area in questione alle Ferrovie''. SEMPRE IN TEMA di
pulizia, sia l'assessorato all'ambiente che il consorzio Cir 33 annunciano il
potenziamento dei controlli da parte della polizia municipale e di eco
volontari nei confronti dei trasgressori al corretto conferimento dei rifiuti.
Il nuovo regolamento di igiene approvato a fine 2008 dal consiglio comunale
inasprisce infatti le sanzioni per quanti abbandonano rifiuti fuori dai
contenitori e nei confronti di chi getta sacchetti ed altro materiale nelle
varie discariche a cielo aperto. Una task force di vigili del servizio ambiente
dagli inizi dell'anno segue con particolare attenzione questo aspetto. D'altro
canto gli eco volontari del Cir 33 - dopo aver nei mesi scorsi sensibilizzato
gli utenti sul corretto modo di conferire i rifiuti - stanno effettuando
controlli in maniera capillare, pronti a segnalare anomalie o disfunzioni.
Image: 20090118/foto/196.jpg
(
da "Nuova Sardegna, La" del 18-01-2009)
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Pagina 13 - Gallura
«Prima il ponte, poi il turismo» Pronto un progetto legato al nuovo
collegamento sul Coghinas BORTIGIADAS Il sindaco: vacanze a contatto col lago
GIOVANNI GELSOMINO BORTIGIADAS. «Facciamo l'esempio di Bortigiadas - aveva
detto Renato Soru -, non è così distante dal mare. Basterebbe migliorare la
strada e la distanza verrebbe ridotta a soli sette chilometri. Potrebbe così
diventare un paese turistico di alta qualità». Un modello di sviluppo che mira
a creare e a distribuire meglio la ricchezza «un po' a tutti, agli allevatori,
ai produttori, ai proprietari di case, senza dover consumare l'ambiente», aveva
poi aggiunto. «Ebbene - dice ora il sindaco Emiliano Deiana - con la delibera
della giunta regionale del 3 dicembre i "sette chilometri" fatidici
citati dall'allora presidente, stanno per diventare realtà. Bisogna superare alcuni passaggi istituzionali e le lungaggini imposte
dalla burocrazia».
Intanto c'è un primo finanziamento di un milione e 800 mila euro per la
realizzazione di un ponte sul fiume Coghinas a servizio delle frazioni di
Tisiennari, in Località Ponti Ecciu. «Una volta che verrà realizzato - continua
Deiana -, il ponte rappresenterebbe anche il collegamento non solo fisico,
ma anche culturale fra la Gallura e l'Anglona: la porta di ingresso di due aree
geografiche, ma soprattutto uno scambio continuo e un legame più forte fra due
popolazioni, due culture, due identità». Ma non è tutto: c'è un progetto per
tutta l'area costituita attorno al fiume, precisamente il lago inferiore del
Coghinas e le Terme di Casteldoria. «L'amministrazione comunale - continua il
sindaco - ha predisposto un progetto funzionale che colloca l'uomo a diretto
contatto con l'elemento naturale più importante: l'acqua del lago. Il progetto
prevede la realizzazione di un centro di canottaggio, un pontile di alaggio, un
bar ristorante con terrazza, pronto soccorso, palestra, locali di servizio e un
area esterna per il rimessaggio delle barche. Tale progetto serve da stimolo
anche per le iniziative private che potrebbero dedicarsi ad attività ricettive
e di ristorazione in armonia con la piccola borgata di Lu Scupaggiu. E con la
realizzazione del nuovo ponte - conclude Emiliano Deiana - si potranno
raggiungere le località balneari di Valledoria, di Badesi e Isola Rossa in
pochissimi minuti».
(
da "Corriere del Veneto" del 18-01-2009)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-01-18 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE L'intervento La polemica Dopo la visita di Veltroni la Lega accusa:
«Niente lezioni da lui» «Il governatore impugni il decreto anticrisi» Pd e
sindaci, fronte comune contro Roma «Brancher e Carroccio, temo per voi che il
governatore resterà molto a lungo» Paolo Giaretta (Pd) Il segretario veneto del
Pd chiederà al governatore di ricorrere davanti alla Corte Costituzionale Cara
Dal Lago, caro Brancher e cari amici della Lega… temo per voi che il presidente
del Veneto Giancarlo Galan avrà ancora lunga vita. Lo vuole qualche milioni di
veneti, anche se a voi la cosa può non piacere. Lo vuole il gradimento del
presidente della Regione, salito fino al 58% nell'ultimo sondaggio del
Sole24Ore, gradimento che evidentemente procura qualche mal di pancia. Ci si
dovrebbe invece interrogare sul motivo di tale consenso e si capirebbe che il
merito di Galan è quello di aver pensato a grandi progetti per il Veneto,
progetti che sono destinati a lasciare il segno nelle prossime generazioni. Non
conta se tali idee Galan le ha avute a pesca, ispirato dai mari e dai tonni.
Conta che il governatore ha fatto le sue battaglie e i risultati gli stanno
dando ragione. E, aggiungo, sono sotto gli occhi di tutti: basta saperli
vedere. \\ Ci aspettiamo che alle proteste, la destra veneta segua con i fatti
VENEZIA — La battaglia sul patto di stabilità non si ferma. E il fronte passa
dalle aule del Parlamento (dopo la Camera il decreto passa al voto del Senato)
alle aule di giustizia. I senatori veneti del Pd, i sindaci del 20% dell'Irpef
e l'Anci Veneto hanno infatti deciso di chiedere al governatore Galan che
impugni davanti alla Corte Costituzionale il decreto che autorizza Roma a
sforare il patto di stabilità, ma nega la stessa opzione per i comuni virtuosi.
«Se il decreto dovesse uscire dal Senato con quella norma odiosa immutata, la
strada è impugnare il provvedimento davanti alla Corte costituzionale, in
quanto è lesivo principio di uguaglianza di tutti i cittadini – spiega Paolo
Giaretta, senatore e segretario veneto del Pd – chiederemo a Galan di farlo,
visto che come presidente di Regione, ne ha le facoltà. Ci aspettiamo che alle
proteste, la destra veneta segua con i fatti». L'intervento di Giaretta è il
prolungamento ideale di quello del segretario nazionale del Pd, Walter
Veltroni, che a Mestre ha accusato la Lega, per questo, di aver tradito il Nord.
«Non so con che faccia il leader del Comincio con il gasificatore di Porto
Tolle, argomento più che mai attuale in questo momento di crisi internazionale
nell'erogazione del gas. L'impianto veneto in funzione potrà garantire al
Veneto – e non solo – la possibilità di uscire dal monopolio russo, consentendo
così di acquistare il gas in tutto il mondo a prezzi più vantaggiosi. E Galan
ha vinto questa battaglia, lo vorrei ricordare, contro – tra gli altri –
magi-strati, ambientalisti e leghisti. Vogliamo poi parlare del Mose a Venezia.
Anche in questo ambito il governatore ha portato avanti il progetto, ottenendo i finanziamenti e avviando l'opera pur tra molti
ostacoli, come i ricorsi, la burocrazia e molti nemici. La battaglia è ormai vinta e nessuno mette più
i bastoni tra le ruote, specie dopo quanto è successo di recente a Venezia. Il
prossimo 8 febbraio, poi, verrà inaugurato dal premier Silvio Berlusconi il
Passante di Mestre. Dopo 30 anni, finalmente l'incubo per pendolari,
automobilisti e camionisti finirà e i Paesi dell'Est, in via di sviluppo,
saranno più vicini. Conosco bene il governatore e so che su questo tema
potrebbe scrivere un libro, per spiegare alla gente veneta le difficoltà
incontrate e l'impegno che ha dovuto profondere per ottenere il risultato
finale. Un risultato che è una grande vittoria per il Veneto e una grande
eredità per le prossime generazioni. Non possiamo infine dimenticare la
brillante intuizione di Galan su Alpe Adria, non ancora capita soprattutto dai
leghisti filo lombardi, grazie alla quale il Veneto guarda al mercato del-l'Est
europeo e ha una concreta possibilità per sviluppare la propria economia in un
elevato bacino d'utenza. Pd — replica il vicepresidente della Regione, Franco
Manzato — venga a proporre le sue teorie al nord, quando ha la coda di paglia
di un buco di diversi miliardi lasciato a Roma. Con che faccia viene in Veneto
a criticare la Lega e il governo? Meglio che vada altrove a parlare di prese in
giro e di auto blu: io non ho né auto blu né autista. Non così ad esempio una
nota rappresentante del Pd che lo scorso anno è venuta da Roma a Padova in auto
blu. E lui, Veltroni, com'è venuto a Mestre?». Stesso tono per il capogruppo
veneziano del Carroccio Alberto Mazzonetto, che, lapidario, dice «non accettiamo
lezioni da lui, i malanni li hanno già combinati i suoi compagnucci Zoggia e
Cacciari». La difesa del Pd arriva dal ministro ombra Andrea Martella: «La
verità è proprio che la Lega sta tradendo le ragioni del Nord, malgrado i tanti
proclami fatti su federalismo, libertà, mercato e sicurezza. Lo si è visto sul
caso Alitalia, lo si vedrà presto sulla questione del federalismo fiscale, a
oggi poco più di una bandiera, priva di risorse finanziarie e con lunghissimi
tempi di realizzazione». Tiziano Zigiotto Consigliere regionale Pdl
(
da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-01-18 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Prevenzione a scuola, Rigatti attacca l'Asl L'urologo: il progetto
sulle malattie andrologiche fermo da quasi un anno. Stop incomprensibile Già
finanziato con 200 mila euro, il progetto è fermo da quasi un anno al
dipartimento Prevenzione dell'Asl è conosciuto soprattutto come medico di
personaggi potenti (da Bettino Craxi, che operò in Tunisia, a Silvio
Berlusconi). Ma oggi l'obiettivo dell'urologo Patrizio Rigatti è prendersi cura
(anche) dei quattromila ragazzi che frequentano la quinta superiore a Milano:
«Da quando non c'è più la visita di leva, le malattie andrologiche rischiano di
essere scoperte in ritardo, con il conseguente aumento delle complicazioni —
dice —. Il pericolo principale è l'infertilità ». Per offrire ai 18enni la
possibilità di sottoporsi a uno screening gratuito a scuola, il primario di
urologia del San Raffaele ha messo a punto un progetto dal titolo anglo-padano:
«Gio why not?». Lo scopo è la diagnosi precoce di patologie come il tumore dei
testicoli, il varicocele, la fimosi, il frenulo breve e le infezioni genitali.
Peccato che l'idea, già finanziata con 200 mila euro, sia ferma da quasi un
anno sul tavolo del dipartimento di Prevenzione dell'Asl. «è uno stop
incomprensibile», sbotta Rigatti che ha parlato della questione anche al
ministro della Sanità in pectore Ferruccio Fazio. Niente di fatto, il programma
di prevenzione non riesce a decollare. I moduli che dovevano essere distribuiti
nelle scuole riportano la data del 1Ë? aprile 2008. Ma in realtà i formulari
con la presentazione dell'iniziativa non sono mai stati distribuiti. «Il
progetto ha avuto il via libera dell'Asl, d'accordo anche il Pirellone —
racconta Rigatti —. Ma la pratica è bloccata in via Statuto. Finora nessun
sollecito è servito». Il tutto si è arenato nelle pastoie
della burocrazia. «A
danno dei giovani», denuncia Rigatti. «Gio why not?» vuole offrire un incontro
di educazione sanitaria alla presenza dei docenti, due classi per volta. Dopo
una/due settimane per gli studenti che lo desiderano è prevista una visita
medica dalla durata di 20-30 minuti, con esami non invasivi. Una
relazione da consegnare al medico di famiglia riassumerà, poi, le condizioni
fisiche del giovane. «Le patologie andrologiche spesso sono asintomatiche —
spiega Rigatti —. Non solo: i diciottenni sono poco informati. Così certi
problemi rischiano di trascinarsi per anni. Nata per colmare il vuoto lasciato
dalla visita di leva, l'idea mira anche a porre un freno alle malattie
trasmesse sessualmente». Ma, per ora, il progetto è solo sulla carta. Simona
Ravizza sravizza@corriere.it
(
da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-18 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE Lo scontro I giudici non condividono la scelta del governo. Che ora
si divide La Corte frena sulla scarcerazione «Asilo politico? Atto di un
ministro» RIO DE JANEIRO — «Se Lula avesse immaginato...». La battuta di un
politico dell'area di governo si ferma a metà, ma dice abbastanza. In Brasile il
polverone provocato dall'asilo politico concesso a Cesare Battisti è andato ben
oltre le attese di chi ha voluto o appoggiato la polemica decisione. Con una
conseguenza evidente: a quattro giorni dalla scelta del ministro della
Giustizia Tarso Genro, l'ex terrorista è ancora in carcere. Volato a Brasilia
poche ore dopo la sentenza, il difensore Luiz Eduardo Greenhalgh era convinto
di riportarsi a casa Battisti in poche ore, dopo il via libera del Supremo, il
tribunale più alto che ha in mano la pratica di estradizione. Per altri due
giorni si è parlato di tempi tecnici, normale burocrazia.
Ora invece — e la reazione italiana non può non aver influito — il Brasile si
trova immerso in un delicato impasse istituzionale, dal quale Lula dovrà
cercare di uscire senza perdere la faccia. è evidente che il potere giudiziario
non ha per nulla gradito la scelta del governo, quindi politica, di salvare
Battisti mentre tutto stava procedendo verso l'estradizione in Italia. Gilmar
Mendes, presidente dell'Stf (l'equivalente della nostra Corte costituzionale)
ha liquidato come «un atto isolato del ministro» la concessione dell'asilo
politico. E non ha ancora firmato l'ordine di scarcerazione. Secondo Mendes,
mai il Supremo brasiliano ha sospeso un processo di estradizione quando
l'organo preposto a decidere un asilo politico, il Conare, ha già dato parere
negativo. Il riferimento è alla sentenza di primo grado, emessa lo scorso 28
novembre, quando la richiesta di Battisti venne respinta. Il ministro Tarso
Genro, ministro della Giustizia brasiliano, è stato per anni sindaco di Porto
Alegre dove ha promosso il bilancio partecipativo e il Forum sociale mondiale,
fino a diventare una specie di icona no global
(
da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)
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ItaliaOggi Sette
Numero 015 pag. 2 del 19/1/2009 | Indietro Avvocati italo-spagnoli,
la pacchia sta per finire AVVOCATI OGGI / PREVIEW Di Gabriele Ventura Una nuova
scorciatoia per passare il famigerato esame da avvocato. Basta andare in
Spagna, dove passare le prove sarebbe un gioco da ragazzi, e farsi convertire
il titolo in Italia. Unico problema: la burocrazia. Ma non per
Omologazionetitoli.it, che si autodefinisce «il portale italiano per
l'omologazione dei titoli in Europa», e che si propone appunto di prestare
soccorso al potenziale avvocato che vede l'esame come una montagna
insormontabile: «Sos Titoli», campeggia sul sito, «è la soluzione a tutto
questo». «Omologazionetitoli.it», si legge, «nasce per offrire un
servizio semplice ed efficace a tutti coloro che, per i più svariati motivi,
vedono sfumare ogni anno la possibilità di esercitare liberamente la
professione legale. La decimazione alla quale siamo costretti ad assistere ogni
anno ai vari esami di stato di sicuro non ci dà una carica di entusiasmo.
Quotidianamente sentiamo parlare i colleghi di paradisi spagnoli dove ottenere
il titolo è facile come sposarsi a Las Vegas». «Tutto facile», si precisa, «ma
girando sui forum si scopre che non è così e che la complicata burocrazia italo-spagnola spesso si blocca rendendo vano
il lavoro di mesi e persi migliaia di euro».Il servizio propone 3 pacchetti per
ovviare a tutto ciò: quello base, che comprende «l'avvio pratica in tutti i
suoi aspetti tecnici e burocratici fino alla comunicazione ufficiale da parte
del ministero della scienza e dell'educazione spagnolo». Quello premium, che in
più prevede «l'orientamento alla scelta della sede universitaria presso cui
svolgere la prova di attitudine e assistenza agli incombenti burocratici
relativi all'iscrizione universitaria con supporti didattici dedicati». E
infine quello platinum, dove «l'azienda si offre per indicare le modalità, il
luogo e ogni aspetto necessario a conseguire l'iscrizione all'albo degli
avvocati spagnoli e a quello degli avvocati italiani». Il tutto, con garanzia
«soddisfatto o rimborsato» per 2 anni. Poi si legge una previsione che non farà
piacere al Cnf: «Un fenomeno in forte ascesa, dalla Val d'Aosta alla Sicilia la
fuga verso la Spagna ha già spianato la strada a migliaia di neo-avvocati, le
previsioni per il 2008-2009 annunciano un boom pazzesco, dato che dal 2011
verrà dato uno stretto giro di vite anche in Spagna».
(
da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)
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ItaliaOggi Sette
Numero 015 pag. 201 del 19/1/2009 | Indietro Missione
Italia per le law firm del Belpaese AVVOCATI OGGI Di Roberto Miliacca è più
facile fare impresa in Namibia che in Italia. Nella classifica mondiale sulla
libertà economica pubblicata dall'Heritage Foundation e dal Wall Street
Journal, l'Italia scivola dal 64esimo al 76esimo posto, dietro Kirghizistan,
Namibia e Madagascar. Al primo posto si conferma Hong Kong, seguita da
Singapore e Australia. Tutti i maggiori paesi europei, invece, si posizionano
prima dell'Italia (Irlanda al quarto posto, Regno Unito al decimo, Germania al
25esimo, Spagna al 29esimo posto e Francia al 64esimo). Le cause della perdita
di posizioni del Belpaese? Sullo sviluppo della libertà economica in Italia
pesano molto sia la spesa pubblica che la corruzione. E poi troppo spesso la
malaburocrazia e la farraginosità normativa
costituiscono un costo aggiuntivo che scoraggia gli imprenditori italiani e
soprattutto gli stranieri a investire sull'Italia. Lo sanno bene gli studi
legali che operano nel Belpaese. Ogni volta che qualche operazione va in porto,
a monte c'è sempre stato, da parte di un avvocato-consulente, un lavoro
certosino per convincere gli stranieri che anche in Italia gli affari si possono
fare. E sono proprio loro, i legali, a metterci la faccia, a fare da attrattori
degli affari, sobbarcandosi l'onere di «rappresentare» l'Italia e il suo
sistema economico-giuridico nel miglior modo prossibile, risolvendo tutti
quegli enormi problemi che proprio il rapporto dell'Heritage Foundation da anni
racconta e fotografa. Certo, nessuno è un missionario quando lavora: per dare
questa «rappresentazione» favorevole e attraente dell'Italia, decine di uomini,
in ciascuno studio, stanno per ore piegati su computer e codici, e, alla fine,
questo impegno se lo fanno pagare. Eppure questo sforzo, se si raffrontano, per
esempio, i numeri delle operazioni di merger&acquisition che i grandi studi
legali in Europa e nel mondo hanno chiuso nel corso del 2008 (un ampio servizio
è all'interno di AvvocatiOggi) rispetto a quelle che si sono concluse in
Italia, si capisce che il lavoro delle law firm che lavorano nel Belpaese è
veramente molto più duro e complesso di quello degli altri paesi. Dove ci sarà,
sì, la crisi economica, ma dove almeno le leggi sono
stabili e la burocrazia
funziona. Due elementi che fanno la differenza, come ben sanno gli avvocati
italiani. Ai quali non possono che andare i nostri complimenti, soprattutto per
il coraggio di svolgere una professione che, talvolta, consentiteci il termine,
è veramente una missione.
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-01-2009)
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cronaca pag. 13
«Tredici mesi d'attesa per un comunicatore» La burocrazia non sempre va d'accordo
con la malattia. Meno ancora quando la malattia si chiama Sclerosi laterale
amiotrofica e ti isola dal mondo togliendoti movimento, gesto e parola.
Virgilio Baruffaldi di Salò ci fa i conti da cinque anni. Ormai è in grado di
muovere solo gli occhi per comunicare. Da un anno sta aspettando
dall'Asl un comunicatore a scansione oculare. Gli arriverà il mese prossimo. Ma
a quanto pare per ottenerlo c'è voluta tutta la caparbietà dei suoi parenti. La
storia che raccontano la cognata Eugenia Zanca, la sorella Serenella e il
fratello Massimo non è di quelle confortanti. Dicono di averne fatto richiesta
nel gennaio 2008 all'Ufficio ausilio e protesi dell'Asl di Salò. Ma «in
quell'ufficio non conoscevano la malattia - dice Eugenia - né che si potesse
ottenere un comunicatore. Per questo ci hanno detto infastiditi che non
avrebbero protocollato la nostra richiesta». Per una volta, tuttavia, non si trattava
di arroganza burocratica. La possibilità di ottenere il computer che permette
di parlare con gli occhi per i malati di Sla si è avviata nel dicembre 2007
grazie a uno stanziamento di 10 milioni di euro da parte dell'ex ministro Livia
Turco. L'unica Regione ad attivarsi per usare i fondi è stata la Lombardia. Ma
lo ha fatto solo nel giugno scorso. E quando i Baruffaldi hanno presentato la
domanda in effetti non se ne sapeva nulla. La stessa dottoressa Roberta Morini,
che ha prescritto il comunicatore a Virgilio, precisa che «la richiesta è
diventata operativa a ottobre a causa dei tempi tecnici». Nel frattempo, però,
i parenti di Virgilio non se ne sono stati con le mani in mano. E «grazie
all'aiuto dell'avvocato Bruno Faustini - raccontano - siamo riusciti a
presentare la nostra domanda, ma non sappiamo come sarebbero andate le cose
senza l'aiuto di un amico». FORSE non sarebbero andate in modo molto diverso.
Nei fatti a ottobre Virgilio Baruffaldi ha ottenuto il comunicatore. Il
problema è che al momento era disponibile solo il modello «Erika», dotato di
uno schermo con una piccola telecamera e non adatto a Virgilio, che ora aspetta
il più nuovo «My-Tobii» (costa circa 20 mila euro) promesso per febbraio. Alla
fine ci saranno voluti 13 mesi, a fronte di una malattia che progredisce
rapida. Ai familiari resta l'amarezza dell'attesa. Ma anche loro si rendono
conto di aver fatto da apripista. E restano con la speranza che «in futuro, per
gli altri malati le cose vadano meglio». MI.VA.
(
da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-19 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Trasporti e code alle mostre I tempi della città Milano impari da
Londra SEGUE DA PAGINA 1 Questa nuova élite che "usa" la città e
guarda a Londra e New York come modelli, costruisce l'immagine internazionale
di Milano. E chiede servizi adeguati ai suoi tempi di vita e di lavoro. Si
tratta di manager, analisti, dirigenti nel campo della finanza, della moda, del
design e della cultura, che si spostano in Europa, che sono abituati e
disponibili ad usare i mezzi pubblici. Milano è in grado di soddisfare questa
"nuova borghesia senza diritti"? Una "classe" che non preme
sulla politica perché non l'apprezza, non partecipa alla vita pubblica (e spesso
non vota), ma valuta e giudica la metropoli e l'abbandona se non è in grado di
dare una risposta ai propri bisogni. Una popolazione disponibile a pagare di
più il biglietto del metrò per andare rapidamente a Linate o in centro, che
maledice il taxi bloccato in coda in Corso XXII Marzo e così giudica Milano una
città inadeguata alle sue esigenze, ai suoi tempi. La riflessione vale anche
per la mostra di Caravaggio contrassegnata ieri da lunghe code all'ingresso.
Perché le attese al freddo? Perché non tentare di limitare le perdite di tempo
indicando quanto dura la fila, fornendo un numero (e rendendo disponibile un
bar)? Tanto poi i quadri sono visibili in scaglioni orari precisi e la coda
all'ingresso è regolata dal flusso all'interno. Perché non pensare che i milanesi hanno tempi diversi da quelli della burocrazia dei musei? E' vero che
Londra non sta meglio, ma è la città che ci prova, che ha combattuto lo smog
negli anni '60, disinquinato il Tamigi, che ha inventato la "Congestion
charge". Forse non si tratta solo di investire nel trasporto pubblico come
tutte le metropoli dicono di voler fare (a Heathrow con la contestata terza
pista, già è previsto un nuovo collegamento ferroviario ad alta
velocità, per esempio) ma di selezionare l'investimento rispetto al cambiamento
della popolazione che vive la città e che fino ad oggi il sistema ha malamente
inseguito. "Tanto i ricchi vanno in taxi" si diceva quarant' anni fa.
Ma oggi i taxi non sono più una risposta adeguata. Il risultato della strategia
dei trasporti e la visione dei tempi della città qualificherà Milano nel 2015,
ma il sindaco, da imprenditore internazionale qual è, non avrà difficoltà a
"pensare londinese". Antonio Morra Il cambiamento L'investimento va
selezionato rispetto al cambiamento di chi vive la città
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
CORRISPONDENZE E INCONTRI data: 2009-01-18 - pag: 24 autore: Cultweb di Chiara
Somajini Accesso vietato agli studiosi è stato via Twitter, uno strumento per
il microblogging, che la notizia dell'aereo "atterrato" nel fiume
Hudson ha fatto il giro del mondo, anticipando le agenzie di stampa. Un altro
(piccolo?) primato degli innumerevoli individui che animano informalmente la
Rete. Mentre le loro intraprendenza e velocità di azione
sono in formidabile ascesa, a lamentarsi della burocrazia, dei costi elevati, dei legacci normativi ridondanti e poco
trasparenti sono le istituzioni e i ricercatori. è il caso di un appello
lanciato dal Max Planck Institut per la storia della scienza
(http://idw-online.de/pages/ en/news?id=296666). Dove si chiedono nuove regole
per consentire agli studiosi di accedere in maniera libera e gratuita a
materiali visivi che servono loro a fini scientifici. Immagini in alcuni casia
pagamento nonostante siano fuori diritti - per esempio qualora un'istituzione
come un museo, un archivio, una biblioteca abbiano dovuto delegare a una
società esterna la gestione del patrimonio iconografico. Sul sito del Max
Planck, tra i promotori della dichiarazione di Berlino del 2003
(http://oa.mpg.de/openaccessberlin/ berlindeclaration.html) che difende il
diritto al libero accesso alla conoscenza scientifica e umanistica in ambiente
digitale, il problema viene illustrato e viene indicata una serie di
raccomandazioni (http://www.mpiwgberlin. mpg.de). c.somajni@ilsole24ore.com
(
da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-01-19 num: - pag: 27
categoria: BREVI BATTESIMO DEI BAMBINI Le parole del Papa Caro Romano, sul
Corriere della Sera del 12 gennaio è riportata una dichiarazione del Papa che
testualmente recita «i bambini non sono proprietà dei genitori, che non devono
imporre loro le proprie idee». Non trova curioso che questa frase sia stata
pronunciata in occasione della cerimonia battesimale di 13 neonati, che
certamente non hanno scelto loro di avvicinarsi alla religione cattolica?
Francesco Fioriti francesco.fioriti@ libero.it L'autorità dei genitori nel
battesimo dell'infante fu argomentata e giustificata da San Tommaso d'Aquino.
Ma il bambino non è un infante, e spiace anche a me vederne qualcuno, per
esempio, manifestare contro il ministro Gelmini sulle spalle dei genitori. IN
PARLAMENTO L'entità delle pensioni Caro Romano, sono un suo attento lettore, ma
non mi sembra di aver letto nelle sue rubriche richiami a far sì che il
legislatore, per recuperare capitali da elargire a chi non arriva a fine mese
(pensionati al minimo), attinga o voglia attingere ai super pensionati
(parlamentari e magistrati) che incassano dai 10 mila ai 14 mila euro mensili e
appunto distribuire il di più. Che ne pensa? Non crede che con 5 mila euro
anche un parlamentare ne avrebbe a sufficienza per arrivare alla fine del mese?
Lorenzo Alberini immobiliarevillatagliata@ fastwebnet.it Penso che la questione
debba essere posta diversamente. Non credo che la riduzione degli emolumenti e
delle pensioni dei parlamentari possa dare un effettivo contributo alla soluzione
dei problemi sociali del Paese. Il vero problema non è economico, ma politico e
morale. Se facessero qualche sacrificio, i deputati e i senatori ne
otterrebbero in cambio il prestigio e il rispetto che hanno drammaticamente
perduto in questi anni. SOGGIORNO / 1 Il caso della Svizzera Un mio parente
lavora in Svizzera e per ottenere il permesso di soggiorno deve pagare 265
franchi, circa 160 euro. Nessuno si scandalizza. Perché in Italia dovremmo dare
tutto gratis? Vincenzo Melodia vmelodia@libero.it SOGGIORNO
/ 2 Immigrati e burocrazia Tassare o no il soggiorno? Chi dice che altri Paesi lo fanno
già dimentica che è solo in Italia che uno lo aspetta anche più di un'anno così
che, quando arriva, manca poco alla scadenza. Tanti, entrati regolarmente, dopo
la richiesta del permesso diventano «ostaggi» della burocrazia. Alain Masikini, Roma COSTO DEL DENARO Banche e mutui La
Bce ha tagliato di mezzo punto il costo del denaro. Chi, avendo un mutuo a
tasso variabile, sperava in un esborso minore ha subito una delusione di fronte
alla resistenza delle banche nell'adeguare l'importo delle rate ai nuovi tassi.
Perché il ministro Tremonti non fornisce indicazioni precise a riguardo?
Sarebbe un concreto e vero aiuto alle famiglie. Antonia Pontari
antom28@libero.it BOLLO AUTO In attesa del rimborso A gennaio 2008 ho pagato il
bollo auto (circa 330 euro). A marzo ho cambiato auto, pagato un altro bollo e
quindi chiesto il rimborso per quanto pagato precedentemente. Dopo vari
solleciti a dicembre la Regione mi risponde che non le è possibile fornire una
data entro la quale riceverò il rimborso. Siamo a gennaio 2009, entro il mese
dovrò ripagare il bollo e del rimborso ancora nulla. Bruno Sala
corribruno@alice.it AIUTI ECONOMICI Single dimenticati Dopo che varie ricerche
hanno messo in luce che vivere da soli comporta una spesa pro capite superiore
a quella dei singoli componenti di una famiglia plurinucleare, spero che nelle
prossime manovre di tipo fiscale ed economico le autorità governative, quando
parlano e affrontano il tema degli aiuti alle famiglie, si ricordino anche che
esistono le famiglie a un solo componente (vedi pensionati, ma non solo), che
pure vanno aiutate. Luca Giori Giorilu@tiscali.it TUTELA AMBIENTALE Risparmi o
respiri? Ho letto che c'è un pacchetto anti-emissioni studiato a Bruxelles per
salvaguardare il clima. Però, tira di qui e tira di là, questo pacchetto sta
perdendo i pezzi. I Paesi che dovrebbero ridurre gli agenti inquinanti fanno i
conti. Per respirare meglio, l'economia rischia di perderci qualcosa. Meglio
chiedere una moratoria. Intanto i polmoni s'inquinano. Se continua così, a mio
parere, i nostri figli cresceranno con un'idea precisa: prima ci sono gli
interessi e poi, se tutto va bene, la salute. Fabio Sìcari, Bergamo REALITY
SHOW La «buona» televisione Gli spot messi in onda questi giorni dalla Rai per
il pagamento del canone a mio avviso sono indicativi dell'intrinseca mediocrità
ormai raggiunta anche dalla tv pubblica. In uno spot, infatti, vengono
segnalati come «buona tv» i cosiddetti reality e si enfatizza la presunta bontà
dell'offerta televisiva per indurre l'utenza al pagamento del canone. Ma il
fatto che le isole dei famosi e i grandi fratelli siano seguiti da milioni di
telespettatori non è necessariamente indice di «bontà». La «buona televisione»
è un concetto oggettivo e prescinde dalla consistenza dei dati auditel. Una
buona tv è quella che contribuisce alla crescita culturale e sociale di chi la
guarda, mentre i reality show esprimono solitamente solo un campionario di
comportamenti conformisti. La buona televisione non esiste più (tranne lodevoli
eccezioni) ma questo non consente di elevare all'eccellenza gli attuali
palinsesti. Franco Bernardi Treviso CORSI UNIVERSITARI Una strana materia
«Stimola a prendere decisioni e aiuta la propensione alla creatività»: questa
la motivazione con cui un'università di Roma ha introdotto nel corso di
Economia e gestione dei servizi l'uso di un videogioco. Allora si potrebbero
utilizzare il lego o il meccano per gli studenti di architettura o ingegneria.
Mauro Luglio Monfalcone (Go)
(
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-01-19 - pag:
13 autore: Immigrati e burocrazia. Le Poste e la Zecca difendono il proprio operato - Irrisolto
il «nodo» degli Sportelli unici Permessi, ricorso contro i ritardi Dalla Cgil
una causa per 500mila stranieri che aspettano oltre i tempi di legge Carlo
Giorgi Più di mezzo milione. Tanti sono gli stranieri in regola
costretti ad attendere il rinnovo del permesso di soggiorno oltre i limiti di
legge, a causa della lentezza del sistema burocratico. Un imponente "danno
collettivo" che potrebbe essere presto oggetto della prima class action
italiana nel campo dei diritti dei migranti: «I nostri legali stanno lavorando
alla definizione di un contenzioso collettivo, nello spirito della class action
immaginata dal ministro Brunetta – annuncia Piero Soldini, responsabile
Immigrazione della Cgil –. Un'azione legale, a questo punto, sembra lo
strumento più efficace per affrontare il problema». Il nuovo iter per il
rinnovo del permesso di soggiorno elettronico non è mai riuscito a rispettare i
20 giorni indicati dal legislatore come tempo di consegna. «Nel 2006, prima che
venisse introdotta questa procedura, la Questura di Milano sbrigava una pratica
di rinnovo in tre mesi – racconta Abder Hamou, dell'ufficio immigrazione della
Camera del Lavoro di Milano –;oggi occorrono 15 mesi di attesa solo per essere
chiamati in Questura a lasciare le impronte digitali. E poi, altri due mesi
prima del rilascio vero e proprio del documento». La pratica di rinnovo inizia
il suo iter allo sportello delle Poste, dove l'immigrato consegna il kit
compilato dei documenti necessari. Dallo sportello, la richiesta passa al
Centro servizi amministrativi delle Poste. Da qui al Cen, Centro Elaborazione
nazionale di Napoli, per la pubblicazione del fascicolo elettronico sui sistemi
a disposizione delle Questure. Superati i controlli necessari, il documento
passa all'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, per la stampa in formato
elettronico del titolo di soggiorno. Oltre all'attesa, tutta l'operazione costa
all'immigrato 72,12 euro (14,62 euro di marca da bollo, 30 euro di spedizione,
27,50 euro per il documento in formato elettronico). Da quando è stata adottata
la nuova procedura, secondo Poste italiane 2 milioni e 340mila domande sono passate
per gli sportelli; mentre l'Istituto Poligrafici Zecca dello Stato conta un
milione e 800mila documenti elettronici effettivamente stampati. Con uno scarto
di 520mila pratiche ancora in fieri. In particolare, nel 2008 sono state 1
milione e 40mila le domande di rinnovo consegnate alle Poste; mentre i permessi
stampati dalla Zecca sono stati un milione e 200mila. Nell'ultimo anno, cioè,
gli uffici pubblici sono riusciti a risolvere 160mila pratiche in più di quante
ne siano state consegnate. Così, se il ritmo rimanesse lo stesso, ci vorrebbero
altri tre anni per "smaltire" il mezzo milione di richieste ancora in
attesa; e nel 2012 il sistema potrebbe finalmente marciare a regime. Ma dove si
accumulano i ritardi chei titolari di permesso devono subire? A quanto pare non
"in entrata", agli sportelli postali: «I tempi di lavorazione delle
pratiche rispettano gli standard di qualità stabiliti dalla convenzione »,
dichiarano a Poste italiane. E neanche "in uscita": «Nei tempi
stabiliti evadiamo ogni pratica che ci inviano», assicura Guido Citerni,
dell'Istituto Poligrafici Zecca dello Stato. «Il nodo sta nel passaggio
intermedio – osserva Soldini di Cgil –.Non esiste alcun rapporto, infatti, tra
la mole di lavoro che comporta la valutazione di oltre un milione di permessi
all'anno e la dotazione di personale e strumenti operativi di tutti gli uffici
coinvolti. In particolare degli sportelli unici delle Prefetture. A Milano,
Roma, Napoli o Torino gli uffici sono così sottodimensionati che per le
pratiche si supera l'anno di attesa; mentre in altre province più piccole
l'attesa è "solo" di tre o quattro mesi». Nel frattempo il danno
causato a chi chiede il rinnovo non è di poco conto.Nell'attesa gli immigrati
possono esibire solo un "cedolino" di ricevuta. Successive circolari
ministeriali hanno sancito la validità legale del cedolino (per i servizi di
sanità, previdenza, rinnovo della carta d'identità, cambio di residenza).
Nonostante questo la vita quotidiana riserva sorprese. è nella prassi di alcune
banche, ad esempio, non accendere mutui a clienti stranieri in attesa del
permesso; ugualmente può diventare un problema ottenere una patente di guida,
come un atto notarile. Capita che i datori di lavoro preferiscano lavoratori
con un vero permesso a quelli provvisti di solo "cedolino". Proprio
il 31 gennaio, inoltre, scade l'accordo internazionale secondo cui gli
immigrati in Italia provvisti di "cedolino" possono fare tappa, nel
loro viaggio verso casa, in uno qualsiasi dei Paesi di area Schengen. Se non ci
saranno proroghe, dal 1Úfebbraio potranno uscire dai confini italiani solo con
un volo diretto verso il proprio Paese (e verso alcuni Paesi di emigrazione non
ne esistono). LO SMALTIMENTO Con l'attuale ritmo di lavorazione delle pratiche
necessari tre anni per recuperare l'esame dell'arretrato IL DIBATTITO SULLA
TASSA In Italia pratica da 72 euro. Tributo extra solo in Spagna e Francia: a
Madrid 400 euro la «transnazionale», a Parigi 300 la prima card
(
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: VOLONTARIATO data: 2009-01-19 - pag: 23 autore: Giovani. Il
Fondo nazionale 2009 recupera 40 milioni di euro grazie all'eliminazione dei
contributi Servizio civile, tagli ridotti Riscatto del periodo a fini
previdenziali solo su base volontaria Maria Gallelli Con l'avvio del 2009,
placata qualche ansia, restano ancora numerosi i problemi aperti in tema di
servizio civile volontario che dovranno essere risolti dalla nuova legge in
materia, attesa per la primavera. Intanto è stato scongiurato il timore di un
anno a bandi zero: saranno almeno 211 i milioni di euro (a fronte dei quasi 300
stanziati dalla Finanziaria precedente) destinati al fondo nazionale e
consentiranno il coinvolgimento nei progetti di un numero di giovani compreso
tra i 20mila e i 30mila. Una quota comunque ridotta rispetto agli anni
precedenti: 53.500 i giovani volontari nel 2006, 47.500 nel 2007, 33mila nel
2008. «Sappiamo che il 2009 sarà un anno di sofferenza, ma noi dobbiamo
impegnarci a far sì che lo sia il meno possibile», commenta Davide Drei,
neo-eletto presidente della Cnesc ( Conferenza nazionale degli enti di servizio
civile), cui fanno capo 17 tra i maggiori enti convenzionati con l'Ufficio
nazionale per il servizio civile. «Da un lato –aggiunge –il Governo ha compiuto
un taglio in Finanziaria che ci lascia preoccupati, dall'altro il
sottosegretario delegato Carlo Giovanardi ha trovato risorse aggiuntive grazie
anche alla positiva modifica del sistema contributivo»: 40 milioni di euro in
più rispetto ai 171 inizialmente previsti dalla Finanziaria del ministro
Tremonti, che aveva operato un taglio del 42% rispetto al 2008, scatenando le
proteste delle associazioni. Da dove arrivano i fondi? Dall'articolo 4, comma
2, del Dl 185/2008 – meglio noto come decreto anti-crisi – che recita: «Dal
1Úgennaio2009, cessa a carico del Fondo nazionale del servizio civile qualsiasi
obbligo contributivo (...) per il periodo di servizio civile prestato dai
volontari avviati dal 1Úgennaio 2009» (si veda anche Il Sole 24 Ore del 3
dicembre scorso). Spetta ai giovani, quindi, la facoltà di riscattare a proprie
spese il periodo, e ciò incrementerà sensibilmente le risorse del Fondo
nazionale. I contributi previdenziali da versare all'Inps da parte del Fondo
erano infatti pari al 25,4% del rimborso dato ai volontari – 433,80 euro
mensili – inquadrato come reddito da lavoro dipendente assimilato a quello dei
co.co.pro. La novità contributiva stimolerà inoltre una più netta separazione
tra lavoro e volontariato. «Il servizio civile è un istituto autonomo non
riconducibile al lavoro – afferma Paolo Bandiera, responsabile nazionale del
coordinamento associativo Aism e membro del consiglio di presidenza Cnesc –e
implica una responsabile partecipazione alla comunità, una forma di
cittadinanza, non una prestazione lavorativa che stride con l'identità
dell'istituto». Quest'ultimo appare un punto fermo per le associazioni che
presto saranno chiamate in causa per riscrivere la legge 64/2001, istitutiva
del servizio civile nazionale, e verrà da loro portato in sede di discussione.
«Il Governo ha avviato un tavolo tecnico partito prima di Natale –prosegue Drei
–e saremo presto chiamati a intervenire. Le criticità attuali sono molte, non
solo economiche». A parte quello del rapporto tra Stato e Regioni (si veda
l'articolo sotto), un altro problema da superare è legata al cospicuo numero di
domande che provengono daglienti rispetto alle limitate possibilità di
finanziamento dei progetti presentati, con un investimento sproporzionato da
parte delle associazioni: in particolare, come emerge dal X Rapporto annuale
Cnesc, a fronte di un aumento dell'attività progettuale (705 i progetti 2005
degli enti aderenti alla Cnesc, 1.532 quelli relativi ai bandi ordinari 2006,
1.730 quelli presentati nel 2007), diminuisce progressivamente la percentuale
delle approvazioni (il 94,6% nel 2005, il 67,6% nel 2006, il 62% nel 2007).
«Ciò – spiega Drei – è dovuto anche a un sistema di accreditamento troppo
burocratico, che dovrebbe essere snellito: a ogni organizzazione vengono
richieste strutture e risorse umane formate e dedicate, con ruoli specifici. E
le associazioni spendono molto: centinaia le ore di lavoro per la progettazione
e ancora più onerose sono le figure-ponte, quelle di coordinamento». A fronte
della diminuzione di finanziamenti è comunque in crescita il numero delle
associazioni che richiedono l'accreditamento: «Occorre valutare più
accuratamente il curriculum degli enti – sostiene il presidente della Cnesc –
perché la qualità viene presa in esame usando maglie troppo larghe. Il filtro
deve essere qualificativo e legato ai risultati, alla reputazione sociale, a
una sorta di rating delle associazioni. Bisogna che si trovi il modo di
valutare le capacità e di premiare i buoni enti di servizio civile». Sul fronte
volontari, infine, tra le questioni da affrontare, anche in termini
legislativi, c'è quella legato agli abbandoni, che toccano quota 11%:«Nella
riforma – conclude Drei – occorrerà trovare incentivi per far sì che
l'esperienza sia conclusa: magari mettere a disposizione di ogni giovane un
capitale di fine servizio (dai 1000 ai 2000 euro), da erogare alla conclusione
del progetto oppure utilizzabile un certo arco di tempo per attività formative.
La somma sarà legata allo svolgimento del periodo di servizio e non verrà
percepita se esso dovesse essere interrotto». PROBLEMI IN
CAMPO Tante domande e limitate possibilità di finanziamento Lamentata troppa burocrazia in fase di accreditamento
Risorse in diminuzione. A fronte dei 300 milioni di euro stanziati dalla
Finanziaria precedente, per il 2009 il Fondo nazionale per il servizio civile
avrà a disposizione 211 milioni STEFANO CAROFEI
(
da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 19-01-2009)
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Burocrazia
Indietro 19 gennaio 2009
Convenzione: Snami, 6 febbraio giornata protesta Lo Snami ha indetto per il 6
febbraio una giornata nazionale di protesta a Roma contro la preintesa per il
rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale siglata il 22
dicembre scorso. Sabato 10 gennaio, infatti, i delegati Snami hanno votato per
l'approvazione del documento, ma hanno chiesto al presidente dello Snami, Mauro
Martini, di indire un'agitazione contro l'accordo. «Durante la giornata
chiederemo - ha detto Martini - di essere ricevuti dai rappresentanti delle
commissioni salute e finanze ai quali esporremo i perché della nostra protesta.
È in atto una controrivoluzione che porterà il medico di famiglia a essere
sempre meno libero e sempre più oggetto di sudditanza da parte delle aziende
sanitarie». La qualità del servizio reso dal Mmg ai suoi assistiti, ha
proseguito Martini, «potrà avere un decremento visto
l'aumento della burocrazia e il sempre minor tempo che il Mmg potrà dedicare alla sua
attività clinica e questo pericolo è presente all'interno del contenuto del
preaccordo. Una qualità di servizio che è sempre estremamente gradito ai
cittadini, ma che rischia di non essere più così». (Ce.Do.) Indietro
(
da "Stampa, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
INIZIATIVA. CGIL Ai
precari "somministrati" 700 euro una tantum Accordo del Comune con i
patronati Caf Iniziative a sostegno di lavoratori precari e contributi per
quelli «in somministrazione»: la Nidil Cgil, sezione della Camera del lavoro
dedicata ai dipendenti «atipici», apre sportelli e sbarca su Facebook. Un modo
per affrontare una crisi economica che aggiunge nuove parole al vocabolario di
tutti i giorni: oltre ai lavoratori in cassa integrazione, si progettano forme
di sostegno a quelli in quota ad agenzie che forniscono alle aziende dipendenti
a tempo determinato. «Esistono diritti e tutele anche per loro, il nostro
obiettivo è informare sulla possibilità di accedere a forme di sostegno e
contributi di cui spesso non si è a conoscenza» spiegava ieri Alessandro
Berruti, Nidil Cgil, annunciando le nuove iniziative. Proprio per i lavoratori
«in somministrazione», gli ex interinali, insomma, esiste un la possibilità di
accedere al fondo dell'Ebitemp, l'Ente bilaterale per il lavoro temporaneo, a
cui sono associati i sindacati. «Concede un contributo annuale di 700 euro per
chi ha lavorato almeno sei mesi nell'ultimo anno ed è disoccupato da almeno 45
giorni» precisa Berruti. Per orientarsi nella burocrazia è nato uno «Sportello del
lavoro precario», aperto nella sede Cgil di piazza Marconi il lunedì (16-18) e
giovedì (9-12). «Daremo informazioni su contratti, buste paga, maternità,
pensioni e malattia - aggiunge Berruti - ma è anche un modo per scambiarsi
esperienze». Oltre a telefono (0141/533.611) e indirizzo mail
(asti@nidil.cgil.it), è stato creato anche un contatto «Nidil Cgil Asti» sul
portale Facebook. Tempo di bilanci, invece, per la campagna sulla
stabilizzazione dei lavoratori precari, lanciata dalla Cgil in autunno: «in 130
hanno ottenuto un impiego a tempo indeterminato, 8 lavoratori in nero sono
stati messi in regola», spiega Luca Quagliotti, Funzione pubblica Cgil.
Compresi i 16 dipendenti della Provincia: «Fra loro, 4 hanno ottenuto un tempo
indeterminato, per gli altri la Provincia si è impegnata a farlo entro aprile».
\Il settore Politiche sociali e Istruzione del Comune di Asti (assessore Pier
Franco Verrua) ha stipulato una convenzione con cinque patronati per agevolare
i cittadini che necessitano delle attestazioni Ise e Isee. Si tratta di due
«documenti» indispensabili per accedere ad una serie di prestazioni sociali
agevolate erogate dal Comune (vedere tabellina a parte). L'«Ise» è un parametro
che determina la situazione economica del nucleo familiare ed è composto dalla
somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il
nucleo familiare. L'«Isee» è formato invece dal rapporto tra l'Ise e il numero
dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza
stabilita dalla legge. Il valore economico finale che risulta dalle
attestazioni, che hanno valore annuale e confluiscono in una banca dati tenuta
dall'Inps, stabilisce se un cittadino ha diritto o meno ad una certa
prestazione. Quelle soggette a «Ise» e «Isee» sono aumentate considerevolmente
negli anni: «Attualmente - fanno sapere dal Comune - sono oltre 5 mila le
attestazioni che rilasciamo annualmente. Questi indicatori, infatti, rappresentano
ormai il presupposto per accedere a quasi tutti i servizi sociali e educativi».
La richiesta delle attestazioni, tra l'altro, ha in molti casi un «andamento
stagionale» con punte, per esempio, nel periodo di iscrizione dei bambini alle
mense scolastiche, servizio che riguarda migliaia di famiglie astigiane.
L'accordo è stato sottoscritto con i cinque patronati (l'elenco è pubblicato a
fianco, ndr) che hanno dato la disponibilità a convenzionarsi gratuitamente,
senza oneri per l'Amministrazione comunale (per ogni attestazione rilasciata i
patronati ricevono un compenso dall'Istituto nazionale della Previdenza
sociale). Quindi dal 2 febbraio il Comune non rilascerà più le attestazioni
Ise/Isee e i cittadini dovranno rivolgersi ai cinque patronati che hanno
firmato la convenzione oppure a qualsiasi «Caf» presente sul territorio. In
ogni caso il rilascio della certificazione è assolutamente gratuito.\
(
da "Stampa, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
CONVENZIONE.SOSTEGNO
ALL'INFANZIA ASPETTANDO UN «SÌ» La storia Parla una coppia di neo genitori
«Noi? Fortunati» Le adozioni costeranno meno Gli aiuti riguardano i bambini
stranieri L'Arai è operativa dal Brasile alla Corea
"La nostra attesa tra burocrazia test e magistrati" «Ci sono voluti 11 mesi perché
dicessero che eravamo idonei» LAURA SECCI AOSTA [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA
La Regione ha stipulato una convenzione con l'Arai, l'Agenzia regionale per le
adozioni internazionali della Regione Piemonte. La convenzione ha una
durata di tre anni, con un finanziamento complessivo di 180 mila euro. Ogni
anno, 30 mila euro saranno usati per progetti di sostegno all'infanzia nei Paesi
di origine, gli altri per limitare i costi sostenuti dalle famiglie adottive.
Soldi che non saranno dati alle coppie, ma all'Agenzia per abbattere i costi
complessivi, che possono arrivare a 15/20 mila euro. L'aiuto della Regione sarà
di circa 5000 mila euro. «Il finanziamento è stato valutato considerando il
numero di coppie valdostane che danno la disponibilità all'adozione
internazionale» dice l'assessore alla Sanità e politiche sociali Albert
Lanièce. Nel 2007, questa scelta è stata fatta da otto famiglie. «E' un
provvedimento importante - dice ancora Lanièce - perché l'adozione è un
percorso delicato da un punto di vista emotivo e psicologico. La scelta è
caduta sull'Arai perché è un'agenzia pubblica, l'unica in Italia». L'agenzia
piemontese opera in Brasile, Corea del Nord, Corea del Sud, Russia, Slovacchia,
Lettonia e Burkina Faso. L'adozione internazionale segue un percorso diverso
rispetto a quella nazionale. Il tribunale per i minori emette un decreto di
idoneità, mentre l'adozione del bimbo è pronunciata dall'autorità giudiziaria
straniera. La coppia, una volta ottenuto dal tribunale il decreto di idoneità,
deve rivolgersi a uno degli enti autorizzati. Sulla procedura vigila la
Commissione per le adozioni internazionali, che è responsabile anche della
tenuta dell'Albo degli enti autorizzati. Chi desidera avere maggiori
informazioni, può rivolgersi all'Ufficio minori del Servizio famiglia e
politiche giovanili dell'assessorato della Sanità, salute e politiche sociali.
La sede è in località Grande Charrière 40, a Saint-Christophe. I riferimenti
sono le assistenti sociali Annamaria Cerise (telefono 0165/527119), e Maria
Grazia Fois, che è contattabile allo 0165/527118. La media delle adozioni
internazionali in Valle d'Aosta è di circa cinque l'anno, come dimostrano i
dati relativi al 2006 e 2007. Le coppie interessate (che devono essere sposate)
contattano i servizi dell'Assessorato delle Politiche Sociali. Gli operatori
forniscono le informazioni sulle normative e le procedure. Esiste la possibilità
di partecipare al corso di formazione e informazione organizzato ogni anno in
Valle. La coppia deve dichiarare la disponibilità all'adozione al tribunale dei
minori di Torino. Gli esperti del Servizio minori della Regione convocano gli
aspiranti genitori per organizzare una serie di incontri. L'obiettivo è
raccogliere elementi per valutare la situazione familiare. I dati vengono poi
inseriti in un dossier spedito al tribunale torinese, per aiutare i giudici a
prendere una decisione. Due anni di burocrazia, sei
incontri con assistenti sociali e psicologi, un colloquio con il giudice del
tribunale dei minori, 11 mesi d'attesa per ottenere l'idoneità all'adozione.
Questo è l'iter che ha seguito una giovane coppia valdostana che a febbraio del
2008 ha adottato una bambina di appena 20 giorni, nata in un ospedale torinese.
«Mia moglie e io - racconta il neopapà - abbiamo presentato nel gennaio del
2006 le domande per l'adozione nazionale e per quella internazionale. Non
avevamo preferenze. Una volta conclusi gli esami medici, abbiamo iniziato gli
incontri con gli psicologi del centro per minori di Aosta. Questi hanno
preparato la relazione con un suggerimento al giudice del tribunale dei minori
sulla nostra idoneità all'adozione. L'11 luglio 2006 siamo stati convocati dal
giudice che ci ha subito prospettato un'adozione internazionale considerata la
difficoltà di adottare un bambino italiano». L'idoneità è arrivata quattro mesi
dopo, nel novembre 2006. I dati del ministero dicono il 40 per cento delle
coppie non vengono ritenute idonee dai tribunali. E Torino è la città più
severa: tre coppie su quattro vengono bocciate. «Siamo stati fortunati. A
nostro vantaggio c'è di certo. E poi non abbiamo altri figli». La coppia
valdostana è stata ammessa all'adozione di un solo bambino con un'età compresa
tra 0 e 3 anni. Perché un solo bambino? «Perché è la nostra prima esperienza
come genitori. Hanno ritenuto che iniziare con uno sia già impegnativo». L'iter
per l'adozione nazionale finisce qui. «Dopo aver avuto l'idoneità, se si vuole
proseguire per l'adozione nazionale il giudice mette la coppia nella banca dati
o in lista di attesa e non si deve far altro che aspettare. Quando un bambino è
disponibile si viene chiamati». Per quella internazionale l'iter è più lungo e
dispendioso. «A dicembre abbiamo scelto l'associazione internazionale a cui
affidare il mandato per l'adozione. Ci è stata prospettata una spesa di circa
8000 euro, compresi i viaggi in Etiopia». Da questo momento in poi, inizia
l'attesa. «E' durata circa un anno. Si sono fatti vivi prima per un'adozione
nazionale ed è arrivata la nostra bambina».
(
da "Cittadino, Il" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Nebbia e intoppi
burocratici ritardano il viaggio di ritorno dei piccoli bielorussi n È stato
senza dubbio un ritorno "problematico" per i circa quaranta ragazzi
bielorussi ospiti nel Basso Lodigiano del comitato Pro Bambini di Chernobyl di
Castiglione d'Adda che dal 1996 si adopera per cercare di portare un aiuto
concreto a questi sfortunati bambini colpiti in modo indiretto dalle radiazioni
nucleari sprigionate dopo l'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. In
pratica, il gruppo di ospiti, compresi in un'età dai 6 ai 15 anni, che vivono
in due villaggi rurali, Yanovka e Krasnapolia, e che sono stati ospitati per un
mese di soggiorno terapeutico da famiglie di Castiglione d'Adda, di Turano
Lodigiano e di Cavenago d'Adda, dovevano partire venerdì alle ore 19
dall'aeroporto di Orio al Serio. Una serie di contrattempi li ha costretti ad
una vera e propria "odissea" durata oltre 18 ore. Già l'aereo
proveniente dalla città bielorussa di Gomel faceva registrare grande ritardo a
causa delle cattive condizioni atmosferiche registrate lungo il percorso, ma la
situazione è ulteriormente peggiorata a causa della forte coltre di nebbia che
gravava sull'intera zona di Bergamo. L'aereo è stato dirottato di conseguenza a
Rimini. I piccoli bielorussi sono stati trasportati nella città romagnola con
un viaggio di cinque ore a mezzo pullman. Ma anche in questo caso la nebbia ha
impedito una rapida partenza dell'aereo e alle avverse condizioni meteorologiche
si è aggiunta anche la burocrazia, visto che il loro permesso di soggiorno scadeva proprio
venerdì 16 gennaio ed ormai era sabato 17. Una situazione paradossale che ha
contribuito a complicare le cose e a rendere il ritorno in patria carico di
tensione. Finalmente, alle 13 di sabato, la nebbia che gravava fitta anche su
Rimini si è diradata e la burocrazia per una volta ha chiuso un occhio, considerando le cause
di forza maggiore che hanno condizionato il viaggio di ritorno. I piccoli
bielorussi, dopo l'odissea vissuta, sono potuti quindi ripartire verso il loro
Paese.
(
da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XI - Roma Fiumicino Osservatorio Bilanci comunali Dopo la vittoria su
Malpensa resta il nodo della crisi economica prima di parlare di vero rilancio
Il deficit della sanità laziale entra di prepotenza nei bilanci delle banche e
delle aziende Roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione
all´interno
(
da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XIV - Roma
Roma risparmia sui dipendenti ma non investe per il turismo VALENTINA CONTE
Trenta centesimi nel turismo. E un euro per lo sviluppo economico della città.
Scommesse? Nient´affatto: sono le somme investite in un anno dal comune di Roma
per ciascuno dei suoi abitanti. Non che vada tutto male. Ma se Torino stanzia
due euro pro-capite per attrarre visitatori e 38 per potenziare il tessuto
produttivo (Milano 1 e 9 euro rispettivamente), qualcosa certo non va. Eppure
l´amministrazione capitolina è tra le meno sprecone
d´Italia visto che solo il 21% delle risorse è risucchiato da uffici e burocrazia. Poco più di venti euro su
cento vanno dunque al funzionamento della macchina e il resto a scuole, verde,
sociale, strade, trasporti. Un vero e inaspettato record (eguagliato da Torino
e Venezia), ben al di sotto del 27% di media nazionale. Tradotto per
abitante, appena 285 euro a testa contro i 546 dei napoletani, i 495 dei
fiorentini e i 448 dei palermitani. Una buona notizia che la fondazione Civicum
ha fotografato analizzando non senza difficoltà i bilanci di 23 comuni (il 18%
della popolazione italiana), diversi in tutto, poco trasparenti ma non
truccati. E se Giovanni Azzone e Marika Arena, i ricercatori del Politecnico di
Milano autori dello studio, non hanno scovato «maquillage», qualche sorpresa
c´è di sicuro. Come il primato della capitale nella spesa per la polizia
locale: 126 euro per ogni romano. Nessuno in Italia ha fatto meglio. E il dato
è ancora più clamoroso se riferito all´anno dello studio - quel 2007 di
gestione veltroniana - e alla dibattuta questione sicurezza così determinante
nel successivo passaggio alla giunta Alemanno. Nel capitolo conferme, un posto
di rilievo va al debito, enorme ma «non un buco � ripetono i ricercatori di
Civicum � perché il buco non si contabilizza, mentre il debito di Roma è lì
nei conti». E sembra rimanerci a lungo, vista l´entità: 8,5 miliardi, in
assoluto la più alta del Paese ma diluita sul totale degli abitanti fanno
"solo" 3.132 euro a testa. Meglio dei 5.781 di Torino e dei quasi 4
mila di Milano e Trieste. Bene anche il patrimonio (16,7 miliardi), abbastanza
solido se il rapporto tra risorse di terzi e mezzi propri è di poco superiore
all´unità, contro il 2,58 dell´indebitata Torino post-olimpica. Poco consolante
per il cittadino è l´andamento delle entrate che avanzano del 20% da un anno
all´altro (5,1 miliardi). Nel 2007 ogni romano, neonati compresi, ha versato
466 euro di tasse comunali tra Ici, addizionale Irpef e sul consumo di
elettricità ai quali si aggiungono 182 euro di tassa rifiuti (salita del 9% in
dodici mesi). Un bel salasso (665 euro in tutto, compresa la quota dell´Irpef
generale) che colloca la città al quarto posto nella classifica nazionale. E al
secondo dopo Firenze per le contravvenzioni:125 euro a testa. Non così succoso
l´altro canale delle entrate, quelle extratributarie che contribuiscono solo
per un quinto alle casse comunali: 335 euro ad abitante contro i 1.078 della
sorprendente Brescia che ha saputo trarre il massimo dai proventi della
multiutility Asm, ora A2A. E infine, anche qui con sorpresa, il rapporto
Civicum ridimensiona il contributo dello Stato, percepito dai più come
determinante. I trasferimenti arrivano a 422 euro pro-capite (1,1 miliardi), la
metà di quanto intascato da Trento, sempre calcolando le teste, e lontano dai
1.051 euro di Bolzano ma anche dagli oltre 700 di Napoli e Palermo. Più
sicurezza, meno assistenzialismo e spreco di quanto si creda, dunque. Questo
dicono i conti, mentre tacciono sui derivati e sulle società in house. Ma anche
sull´efficienza della spesa e l´avanzamento dei progetti. In una parola: i
risultati.
(
da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina II - Palermo
Il provvedimento Purpura riconquista il superminimo venticinquemila euro in più
all´anno Glielo avevano tolto perché il Comune era a corto di fondi. Ma adesso
il comandante della polizia municipale, Nunzio Purpura, potrà di nuovo contare
sull´assegno ad personam che arrotonda il suo stipendio. Ieri pomeriggio la
giunta ha approvato una delibera con la quale ristabilisce il superminimo al
numero uno dei vigili urbani. Purpura, esterno al Comune e nominato dal sindaco
Diego Cammarata capo della polizia municipale fino al 31 dicembre del 2009,
guadagna 50 mila euro all´anno come dirigente, ai quali
somma i 68 mila euro di indennità di posizione come tutti i vertici della burocrazia comunale. A queste somme
aggiunge i 25 mila euro annui dell´assegno ad personam concordato con
l´amministrazione al momento della firma del contratto. Ieri la giunta ha dato
copertura ai primi otto mesi dell´anno, da gennaio ad agosto, stanziando per il
comandante 21 mila euro. Con un altro provvedimento sono stati prorogati
fino al 31 dicembre i contratti dei lavoratori socialmente utili regionali ma
in forza a Palazzo delle Aquile. Loro, infatti, non sono inseriti all´interno
del processo di stabilizzazione, per ora bloccato in attesa del parere del
ministero dell´Economia.
(
da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina IV - Palermo Regione,
lite sullo spoils-system l´Udc: "I dirigenti non si toccano" Oggi il
vertice di maggioranza. Da Roma ultimatum sulla sanità La nomina di Scimemi a
capo di gabinetto annuncia il cambio dei vertici EMANUELE
LAURIA La mossa con cui Raffaele Lombardo ha anticipato la trattativa con gli
alleati sulla nuova burocrazia regionale è arrivata ieri, di buon mattino. Il governatore ha
fatto sapere, con una nota ufficiale, di aver nominato come capo di gabinetto
Nino Scimemi, in «sostituzione temporanea» di Rosalia Mancuso, costretta a
lasciare l´incarico per motivi di salute. Scimemi, 65 anni, dirigente
della Regione in pensione, è un fedelissimo di Lombardo: è stato accanto a lui
da direttore generale alla Provincia di Catania e, fra il 2007 e il 2008, ha
ricoperto il ruolo di assessore al Comune di Palermo, in quota Mpa. Scimemi è
il terzo capo di gabinetto scelto da Lombardo in meno di sei mesi: il primo era
stato, per un breve periodo, Luigi Castellucci. Ma, incassata dall´Ars la
riforma dei dipartimenti, il presidente della Regione è intenzionato a far
seguire altre nomine. E di questo, tra l´altro, parlerà oggi con i segretari
regionali e i capigruppo dei partiti della maggioranza che incontrerà a Palazzo
d´Orleans per il vertice tante volte invocato da Pdl e Udc, con i quali
Lombardo è entrato in rotta a dicembre. Obiettivo del centrodestra è quello di
superare le incomprensioni delle ultime settimane. Missione non facilissima,
visto che l´Udc è pronta a mettersi di traverso sulla proposta di nuove nomine
dei dirigenti generali. «I dirigenti ci sono e sono validi - dice Rudy Maira,
capogruppo dello scudocrociato - Se li cambiassimo, inoltre, dovremmo comunque
pagare i loro contratti sino a dicembre. Tanto vale utilizzare le
professionalità esistenti». Replica il segretario dell´Mpa Lino Leanza: «Ne
parleremo, ma credo che il presidente sia intenzionato adesso ad avvalersi in
modo serio dello spoils system». Ancora una volta, è in gioco il
ridimensionamento del sistema di potere messo su negli anni dell´amministrazione
Cuffaro. Altro tema chiave della riunione di oggi è quello della sanità. I
leader del centrodestra cercano un´intesa sulla riforma di Ausl e ospedali, per
colmare la distanza che rimane fra la proposta del governo (17 aziende, da
ridurre poi a 14) e quella di Pdl e Udc (23). L´assessore Massimo Russo fino a
ieri sera ha lavorato per riscrivere almeno le parti condivise della riforma,
ma non è da escludere che oggi, a Palazzo d´Orleans, Lombardo presenti pure un
testo legislativo che contenga una proposta di mediazione. Con la
sopravvivenza, in ogni provincia, di un´unica azienda ospedaliera accanto a
quella territoriale. Così il numero finale delle aziende sarebbe di 20 o 21, a
fronte delle attuali 29. Di certo, il centrodestra si appresta al nuovo
confronto con il fiato sul collo dell´amministrazione statale che vigila sul
piano di rientro. I ministeri del Welfare e dell´Economia, in una nota datata 8
gennaio e firmata dal direttore generale della programmazione sanitaria Filippo
Palumbo, fanno sapere di rimanere «in attesa dell´invio dei provvedimenti di
riforma all´esame dell´Ars secondo i tempi indicati nella nota del presidente
del consiglio dell´11 novembre». La scadenza fissata era il 15 gennaio. Termine
già trascorso. E la riforma andrà in aula non prima di febbraio. In piazza
Ziino sono convinti che questo ritardo non pregiudica il via libera del tavolo
romano al taglio dei 2.574 posti già deliberato dalla Regione. Ma certo non fa
dormire sonni tranquilli a Lombardo e Russo.
(
da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
L'indennità di
presidente e assessori costa 2,6 milioni. A Bilancio 3,5 milioni per
informazione e comunicazione Giunta, 6 milioni in consulenze Tra i costi della
politica, 37 milioni in affitti e pulizie Ogni anno, 2 milioni di euro se ne
vanno nella gestione di auto blu e motoscafi SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Tredici
miliardi di euro. Sono le risorse (partite di giro escluse) su cui può contare
la Regione per la gestione della macchina istituzionale. Non solo sanità,
sicurezza, scuole, dunque. C'è molto di più. Nel Bilancio 2009 per i soli
organi istituzionali (Giunta e Consiglio), sono stati stanziati 62 milioni di
euro, tre milioni in più rispetto al 2008 (quando erano stati previsti 59,2
milioni). Un incremento che avvalora la tesi applicata dalla Corte dei Conti al
consiglio regionale secondo cui, le economie introdotte, avrebbero prodotto un
risparmio limitatamente a mutui e risorse umane e strumentali. Poco altro. E'
sufficiente sbirciare tra le voci di spesa, spesso frammentate in capitoli
diversi. Relazioni istituzionali. Dieci milioni di euro (9.759.000) se ne vanno
nella voce "relazioni istituzionali": 2.588.000 per l'indennità del
presidente e degli assessori, 2.815.000 in spese per celebrazioni e
manifestazioni pubbliche e solennità religiose, mostre e fiere. A questi, si
aggiungono i 15 mila euro a Bilancio per l'acquisto delle bandiere della
Regione. Nientemeno. E ancora, a Bilancio 284.000 euro per spese di
rappresentanza, ricevimenti e ospitalità e tre milioni e mezzo per informazione
e pubblicazioni e 11.112.371 destinati alle relazioni internazionali. Comunicazione
e informazione. Per il 2009, la Giunta ha a disposizione ben 6.047.000 di euro
in consulenze, studi, indagini e ricerche. Alla faccia del risparmio. E ancora,
dei 3.482.915 programmati per informazione e comunicazione, 1.500.000 euro sono
destinati alle attività di informazione, 400 mila al funzionamento del Comitato
regionale per le comunicazioni e 470 mila euro per il Bur, il Bollettino
ufficiale. Beni mobili. La Regione spende la bellezza di 37 milioni di euro
l'anno per la gestione dei beni mobili, ovvero affitti, pulizie, vigilanza e
telefoni. Mica bruscolini. Basti pensare che le pulizie e le utenze della
Giunta costano quasi 10 milioni di euro l'anno (per la precisione 9.182.875).
Una sfida all'ultimo granello di polvere. Non solo: la spesa per vigilanza e
portierato ammonta a 2.262.975 euro. E ancora, 3.100.000 vengono spesi per
noleggio, manutenzione di impianti telefonici, nonché canoni per la
trasmissione di dati e di conversazione. Quel che resta, se ne va in affitti,
acquisti e messa in sicurezza dell'esistente. Spese di funzionamento. La
Regione spende, inoltre, quasi un milione di euro (910.000) in
"gettoni" per gli organi accessori alla Giunta, ovvero per il
funzionamento di consigli, comitati, collegi e commissioni. Non solo, nell'era
di internet, mette a Bilancio 1.734.750 per spese postali e telegrafiche, cui
si aggiungono 1.234.000 per spese di cancelleria e materiale d'ufficio. Vien da
chiedersi quante lettere vengano scritte e spedite in un anno. Scorrendo la
lista, non trascurabile l'impegno di oltre 1 milione e mezzo di euro per
l'acquisto del carburante e la manutenzione di automezzi e natanti, ovvero
1.588.000 per auto blu e motoscafi. A questi si aggiungono altri 350 mila euro
per l'ulteriore noleggio, sempre di auto blu e motoscafi, e 300 mila euro per
l'acquisto di natanti nell'eventualità che Venezia decidesse di sprofondare
improvvisamente. Le spese assicurative di tale parco mezzi ammontano quindi a
1.268.000 euro. Tributi. Tasse, croce e delizia delle casse. Le spese sostenute
dalla Regione per l'accertamento e la riscossione dei tributi superano i 10
milioni di euro - suddivisi in un paio di macroaree, tra cui 3 milioni per gli
oneri connessi alla gestione dell'Irap e dell'addizionale
Irpef - che se ne vanno sostanzialmente in spese di burocrazia e vigilanza. Insomma, alla fine, i cittadini invece che vedersi
tagliare le tasse, sono costretti a sostenere anche le spese per controllare i
furbetti, nel tentativo di intercettare le astuzie degli utenti sia sul fronte
dell'evasione fiscale che lavorativa. Tra le voci che registrano un
incremento, inoltre, la "litigiosità" della Regione che ha stanziato
quasi 8 milioni per la difesa legale, attività legislativa e contrattuale,
evidentemente anche a sostegno dei numerosi ricorsi in Corte costituzionale.
Personale. Gli oneri per la gestione del personale (2.800 dipendenti) ammontano
complessivamente a 140.375.000 euro. In questo capitolo, rientra anche la nuova
voce per il servizio di controllo sulle assenze per malattia, 240 mila euro a
copertura delle visite ispettive, il cosiddetto decreto Brunetta.
Significativi, in questo capitolo, i 220.000 euro per le attività sociali a
favore dei dipendenti e i 3.200.000 euro per i buoni pasto (in questo caso il
calcolo è su 3.000 lavoratori, poiché la voce contempla Giunta e Consiglio).
(
da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 28 -
Provincia «Artigiani, non nascono nuove aziende» Il segretario Barbieri
preoccupato: «La crisi finanziaria è pesante» SAN DONA'. «La crisi inibisce la
voglia di mettersi in proprio nel Sandonatese. Diminuite del 70% rispetto ad un
anno fa le nuove iscrizioni per il 2009 di aziende artigiane alla Camera di
Commercio, mentre restano quasi invariate le cancellazioni. Per rilanciare le
micro e piccole imprese, cioè il 98% dell'artigianato locale, serve al più
presto un patto tra mondo del lavoro, politica e istituti bancari che ancora ci
stanno». Il segretario della Confartigianato di San Donà e Jesolo, Roberto
Barbieri, indica le prime avvisaglie della crisi economica avvertita fin da
metà agosto dello scorso anno. In quel periodo infatti sono cominciate ad
arrivare dagli istituti bancari all'associazione «Artigiani e piccole imprese»
del mandamento di San Donà, che conta ben 3.800 imprese associate, le prime
lettere di revoca del credito con richiesta di rientro immediato per alcune
aziende ritenute da sempre sane da un punto di vista finanziario. Negli ultimi
mesi del 2008 si è registrata una media di circa 200 richieste di cassa
integrazione alla settimana. «Proprio di recente - spiega Barbieri - ci è
capitato il caso di una azienda metalmeccanica locale che improvvisamente si è
vista recapitare via fax l'ordine di sospensione totale delle forniture avendo
8 operai in servizio e prodotti già realizzati per 450 mila euro di esposizione
nella produzione. Altro segnale preoccupante - aggiunge Barbieri - l'aumento
delle richieste di credito per pagare le spese correnti e la diminuzione delle
richieste di credito destinato ai nuovi investimenti per l'impresa». La
Confartigianato ha già messo in campo un primo intervento, stilando una
convenzione con la Banca di credito cooperativo di San Biagio e la Friuladria
di San Donà. «Nel 2009 serve un patto per il lavoro - aggiunge il segretario -
tra la politica, la parte del sistema bancario che appoggerà l'imprenditoria
artigiana, le associazioni di imprenditori e i loro consorzi di garanzia. Le
banche non devono penalizzare il lavoro per la loro crisi di liquidità, ma
piuttosto tornare a prestare denaro a chi produce ricchezza vera. La politica dovrebbe snellire la burocrazia, consentendo agli imprenditori di compensare i loro crediti
vantati verso le pubbliche amministrazioni con i debiti d'imposta a qualsiasi
titolo. Se non si interviene in questo modo, aumenterà il lavoro nero».
(Francesco Macaluso)
(
da "Nuova Sardegna, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 6 - Gallura
Porto: via ai lavori, ma non per i maxi yacht Entro l'estate verrà ultimata
solo la parte del molo che ospiterà le barche piccole SERENA LULLIA CANNIGIONE.
I maxi yacht dovranno aspettare il 2010 per galleggiare sulle acque del golfo.
Le imbarcazioni più piccole potranno invece dondolare sulle onde in relax già questa
estate. Il porto segue la rotta della conclusione dei lavori e attende per i
prossimi giorni la ricomparsa degli elmetti. Gli appalti per la sistemazione
del lungomare, del piazzale per il varo-alaggio e della cabina elettrica sono
stati assegnati. L'impresa ha ricevuto la lettera di inizio lavori urgente da
parte della direzione regionale degli uffici portuali. L'assessore alla
Portualità, Andrea Filippeddu, nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore
regionale Carlo Mannoni. Obiettivo del vertice avere certezze sul futuro
dell'opera pubblica finanziata e gestita da Cagliari. «L'unica parte del porto
che non potrà essere conclusa quest'anno è quella della torretta e del molo
frangiflutti che in futuro dovrà ospitare le imbarcazioni più grandi - spiega Filippeddu
-. La mancata ultimazione di quel lato non precluderà però il funzionamento del
molo e la regolarità del varo e alaggio. Gli appalti per la cabina elettrica,
ma anche per i servizi igienici, il piazzale e il lungomare sono stati dati in
appalto. In questi giorni le squadre di operai riprenderanno i lavori. Se non
ci saranno intoppi, come ci auguriamo, per questa estate il porto sarà pronto
per accogliere i diportisti e garantire agli operatori il regolare svolgimento
della loro attività». Nell'incontro cagliaritano sono arrivate anche nuove
garanzie per la futura gestione del porto turistico. «Nei mesi scorsi abbiamo
presentato alla Regione la richiesta di diventare i futuri gestori dei posti
barca - aggiunge Filippeddu -. L'assessore ci ha assicurato che l'iter procede
nella giusta direzione». Gli occhi dei residenti nella frazione guardano di
nuovo con speranza all'eterno cantiere sul mare. Il 2008 era stato un anno nero
per gli imprenditori del mare che nel mese di marzo avevano anche organizzato
una manifestazione. Con un sit-in arricchito da striscioni avevano protestato
contro la lentezza dei lavori e la mancanza di uno spazio per il varo e
alaggio. Nel mese di settembre la Regione, stanca dei continui ritardi
accumulati dalla ditta incaricata di eseguire la riqualificazione del porto,
aveva deciso di rescindere il contratto. Per evitare i
tempi eterni della burocrazia si era optato per la procedura rapida di assegnazione degli
appalti, con l'affidamento diretto. Conclusa la fase di verifica dello stato di
fatto, la Regione ha consegnato le chiavi del porto alle nuove imprese che
dovranno ridare vita al cantiere fantasma sul mare.
(
da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Pagina XIII - Genova
L´amministratore Carlo Muller svela la formula di un successo che resiste da
oltre un secolo Canepa & Campi, affari artigianali "Se l´azienda resta
una bottega si può resistere alla concorrenza" "I colori si fanno con
la farina di carrube, i nostri prodotti sono vivi" BETTINA BUSH (segue
dalla prima di economia) E poi, che successe dottor Muller? «Canepa lasciò
presto l´azienda, invece Campi ha resistito: oggi siamo la quarta generazione.
La mia famiglia è di origine bergamasca, siamo tutti gran lavoratori, molto
attenti alla produzione, ma da sempre, e ci tengo a sottolinearlo, al fattore
umano. Si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Oggi si è perso il senso
etico. Io credo che il fattore umano vada anche riscoperto e rivalutato
all´interno dell´azienda». Insomma siete molto attenti ai vostri dipendenti?
«Oggi sono una quindicina e alcuni anche figli d´arte, come la nostra
colorista, che lavora con noi dal ?69, da quando era giovanissima. I colori si
fanno con la farina di carrube, e sono anche molto delicati: se la temperatura
dell´ambiente è troppo alta, possono prendere un fungo e rovinarsi. Insomma
sono vivi. Invece la nostra caporeparto ha un assistente molto particolare, che
non l´abbandona mai, il cane schnauzer nano Diablo. Stiamo attenti alle
esigenze di tutte le persone che lavorano con noi: lasciare un cane tutto il giorno
solo in casa è una sofferenza a cui si può rimediare con un po´ di
flessibilità». Quindi la persona prima di tutto, con la sua professionalità? «I
giovani di oggi vanno all´università, ma hanno perso il valore del vecchio
lavoro di bottega, fatto di malizie, piccoli segreti, che impari con
l´esperienza. Io dopo gli studi da grafico, ho lavorato con Luzzati e Munari e
in un mese ho imparato più di quello che avevo studiato in tanti anni, come
dare il senso del movimento ad un´immagine statica, con la copiatrice... « A
proposito di conti invece? «Realizziamo dalle 500 mila alle 600 mila bandiere
ogni anno, con un fatturato intorno ai tre milioni di euro. Le nostre bandiere
più care costano dai 2.500 ai 3.000 euro. Tra i nostri clienti abbiamo
l´Esercito, la Marina Militare, la Coca-Cola, la Fiat, la Piaggio, la Ferrari,
la Fao, l´Onu, Apple, Erg Petroli, Fincantieri, Gruppo Ferruzzi, Ip, Cantieri
Riva, Schweppes, Seven Up, solo per citarne alcuni». Non ha mai pensato di
cambiare la sua attività? «Per fare questo lavoro ci vuole passione e costanza.
Ricordo che un cliente di un´azienda dolciaria del nord est voleva una bandiera
che fosse come la carte del suo cioccolatino, elaboratissima, ma il tessuto non
è carta. Abbiamo lavorato sull´impianto di stampa, e alla fine usando il
difetto a nostro vantaggio, e sperimentando, l´abbiamo accontentato. Ogni
lavoro è diverso, è una sfida. Non ho mai pensato di lasciare per stanchezza,
mancanza di passione, piuttosto per dover lottare con una burocrazia infinita». Le bandiere più
belle? «Le più semplici, quelle con un bel marchio pulito». Per rimanere
competitivi nel mondo su cosa puntate? «Bisogna esser flessibili, aperti ai
cambiamenti e veloci». Per il futuro cosa si augura? «Mantenere la qualità
rispetto alla quantità del prodotto, come anche nella vita di tutti i giorni».
Sogna un mondo pieno di bandiere? «E´ il mezzo di comunicazione più antico,
usato anche dagli uomini primitivi, allora fatto di pelli legate a un tronco.
Oggi è ancora un mezzo di comunicazione dinamico, vivo, fortissimo. E´ l´anima
di un paese, pensi alla guerra, o alla nave che affonda: la bandiera è l´ultimo
simbolo che scompare».
(
da "Stampa, La" del 20-01-2009)
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Burocrazia
MONGRANDO. POLEMICA "Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi"
[FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO MONGRANDO Dopo 16 anni di battaglia contro la burocrazia, escono allo scoperto gli
ex proprietari di alcuni terreni espropriati all'interno del parco della Bessa:
non hanno ancora ricevuto gli indennizzi. Una situazione kafkiana, che
emerge dalle loro parole: «La liquidazione degli indennizzi avrebbe dovuto
avvenire un anno dopo, ossia entro fine '92. Si tratta di piccole cifre che non
superano mediamente il milione delle vecchie lire. Pur sorvolando su tutte le
vicende di questi anni in cui molti proprietari sono morti passando il problema
agli eredi, nel giugno dello scorso anno abbiamo ricevuto dalla Prefettura un
avviso per ritirare all'Ufficio di Tesoreria le quietanze, muniti di un
documento di identità. Non ci parso vero». Gli ex proprietari vanno quindi alla
Banca d'Italia fiduciosi, «ma allo sportello ci dicono che quei documenti non
sono più validi e di recarci alla Direzione provinciale del Tesoro per avere
indicazioni più precise. Identificato l'incaricato competente, questo ci
consegna la copia di un atto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dal
quale si evince che è scaduto il documento di quietanza in nostro possesso». Le
cose si complicano: «Per ovviare all'inconveniente si tratta di presentare ben
sette documenti diversi, tutti certificati in originale. Ci rivolgiamo ai
tecnici sia per ottenerli che per avere informazione sul costo dei soli bolli.
La risposta per l'ultimo quesito almeno l'abbiamo ottenuta subito: svariate
centinaia di euro, uno sforzo economico non paragonabile all'entità di quanto
si deve incassare. Emergono due possibilità: depositare i documenti in
Tribunale per chiedere al giudice un provvedimento di svincolo degli indennizzi
o usare l'autocertificazione. La seconda soluzione ci pare la migliore ma
l'incaricata ci ha laconicamente informati che il giudice non accetta
autocertificazioni. E come se non bastasse, il certificato rilasciato dal
Comune per la certificazione urbanistica è legato al Piano regolatore e di
conseguenza il Comune stesso non può certificare quale era la destinazione di
quello vecchio, il che comporta che la Direzione provinciale del Tesoro
applichi, a titolo cautelativo, una trattenuta del 20 per cento». Ora gli ex
proprietari sperano «che l'amministrazione comunale di Mongrando ci appoggi per
un'azione comune, mettendosi in contatto con l'ente che ha avviato gli espropri
e che la Sovrintendenza faccia altrettanto con la Direzione provinciale del
Tesoro per la liquidazione degli indennizzi».
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-01-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE L'appello L'Ascom: «Sospendere il sequestro dei gazebo»
NAPOLI - «Occorre sospendere i sequestri dei gazebo dei bar, tranne quelli
totalmente abusivi, e convocare immediatamente un tavolo tecnico con Comune,
Sovrintendenza ed Associazioni di categoria per scrivere finalmente regole
certe e chiare, che attualmente non esistono, sulle caratteristiche delle
strutture e sui tempi dei procedimenti». è la proposta di Antonio Pace,
presidente dell'Ascom, per risolvere l'emergenza che sta mettendo in difficoltà
alcuni tra i più prestigiosi bar della città. Pace ha formulato la proposta in
una nota inviata al Sindaco ed agli Assessori competenti. «Sono anni che
chiediamo invano certezza delle regole e trasparenza dei procedimenti, ma ciò
evidentemente cozza contro gli interessi di certa politica, alleata della burocrazia, che vuole mantenere i cittadini in stato di sudditanza»,
aggiunge Pace. Per il presidente dell'Ascom di Napoli «gli imprenditori sono
vittima dell'incertezza delle regole e della mancanza di coordinamento tra gli
Enti che devono rilasciare i pareri: il risultato è che si attendono mesi per
avere un permesso e si rimane comunque con l'incubo di pesanti sanzioni,
poichè non si sa mai se ci si trova in regola. Non è una condizione degna di un
Paese civile che vuole sviluppare il Turismo. Occorre rendersi conto che i
gazebo sequestrati in pieno centro sono un altro disastro per la nostra
immagine turistica, dopo il danno patito per rifiuti e criminalità. Invece, una
corretta programmazione dell'utilizzo del suolo pubblico può dare un grande contributo
al rafforzamento dell'immagine turistica e della vivibilità della città».
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 20-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-20 - pag: 29 autore: Contabilità. Nuovi
rilievi da parte della Corte dei conti Nel bilancio dello Stato troppe spese in
deroga Nelle pieghe dei conti pubblici ci sono 70 miliardi su cui occorre «fare
chiarezza». La somma, enorme, è quella che la Corte dei conti ha incontrato nel
«conto sospesi» di Banca D'Italia, a cui la magistratura ha dedicato una
dettagliata relazione (delibera 30/2008 della sezione centrale di controllo
sulle amministrazioni dello Stato, diffusa ieri). Alla base del gigantismo
raggiunto negli anni dal «conto sospesi » non è difficile notare anche un
paradosso: i tempi biblici che caratterizzano i pagamenti della Pa stanno
strozzando le imprese, ma il ricorso al «conto sospesi», che dovrebbe servire
proprio per i pagamenti urgenti che non possono attendere
i ritmi lenti della burocrazia, è esploso negli ultimi anni. Per capire l'origine del fenomeno
occorre addentrarsi nelle tecnicalità dei bilanci pubblici. Nella Pa il
pagamento è l'ultimo di una serie di atti, che partono con gli uffici centrali
del bilancio (o le Ragionerie provinciali) impegnati a spulciare il capitolo
del bilancio pubblico relativo all'operazione per certificare la
copertura finanziaria. Nei casi urgenti, il «conto sospesi» consente di
effettuare il pagamento prima che arrivi la certificazione sulla copertura. I
70 miliardi registrati a fine 2007,però,sono un po'troppivista la (teorica)
eccezionalità del ricorso a questa procedura. Da cosa nascono? Spesso si tratta
di partite interne ai conti pubblici (che quindi non incidono
sull'indebitamento netto). La quota principale è quella rappresentata dalle
«anticipazioni » per alle Regioni per la spesa sanitaria, perché certo ospedali
e Asl non possono smettere di funzionare in attesa del Dpcm che (in ritardo)
stabilisce la spartizione dei fondi tra i territori. Nel «conto sospesi» si
incontrano anche 6 miliardi di trasferimenti agli enti locali effettuati fra il
1996 e il 2000, archeologia contabile la cui regolarizzazione è ormai impresa
difficile (anche perché le relative banche dati di Banca d'Italia e Viminale
non riescono a dialogare). Altrettanto "storico" è uno stock da 1,4
miliardi di anticipazioni in agricoltura, precedenti al 1999. In forte
crescita, nel 2007, è stato però anche il ricorso ai «pagamenti urgenti», che a
settembre hanno toccato i 10 miliardi e che secondo la Corte spesso sono stati
privi dei presupposti. Per queste ragioni, argomenta la relazione, il fenomeno
sembrerebbe nascondere il ricorso «arbitrario» all'iter di urgenza per
effettuare pagamenti anche «in carenza di assegnazioni» da parte della
Ragioneria generale, con evidenti problemi di copertura finanziaria certa. Al
momento non è possibile precisare i contorni di questo ricorso arbitrario ma
l'entità delle cifre in gioco spinge la Corte a invocare «l'indispensabile
chiarezza», anche in ossequio della «trasparenza che dovrebbe costituire un
cardine del bilancio dello Stato». G.Tr. ITER D'URGENZA Circa 70 miliardi nel
2007 registrati nel «conto sospesi» nato per i pagamenti che non possono
attendere una copertura certificata
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-01-2009)
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Burocrazia
L'APPELLO Tra baita
e villa c'è differenza Avendo in gioventù trascorso diverse estati in malghe e
alpeggi di Vallecamonica condividendo coi nonni sacrifici, vita grama e miseria
a "brache" ed avendo ereditato parti di quelle baite ruderi di cui
son disseminate le nostre valli, molti abbandonati in un'inesorabile
decadimento, alcuni salvati con notevole sacrificio finanziario e di lavoro,
con l'impegno ogni anno di liberarli dai rovi, senza ricavarne alcun reddito,
ma soltanto per rispetto alla memoria del sudore e dei sacrifici enormi di chi
ce li ha lasciati e che ora vengono gravati da accatastamenti assurdi
assimilandoli agli urbani, senza luce, acqua servizi e attribuendone reddito
Ici ecc.; a nome dei numerosi proprietari vorrei rivolgere
un appello al buon senso dei politici impegnati sul territorio, ai comuni che
conoscono la realtà diversamente dalla burocrazia, che sappiano distinguere il villino con piscina dal rudere
faticosamente salvato o inesorabilmente destinato al crollo e alla rovina.
Marino Baccanelli BAGNOLO MELLA
(
da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
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Lavora per la Filca
e accoglie i connazionali che arrivano in Gallura Dorina, la
badante-sindacalista OLBIA. In fuga nel doppiofondo di un visto turistico dalla
Romania. Lei che nel 2003 era approdata in Sardegna per fare la badante. Lei
che il pezzettino di America lo ha costruito con fatica. Ora Dorina Dita è la
prima sindacalista rumena dell'isola. Lavora alla Filca Cisl, fa la mediatrice.
Ma solo sulla carta. Di fatto unisce la grinta di sindacalista di frontiera
alla premura di una mamma. Lei fa da ufficio di collocamento, agenzia di
lavoro, ostello per disperati. Accoglie in casa i connazionali che arrivano in
fuga dalla miseria. Dà loro da mangiare, dormire, gli mette in tasca 20 euro e
tanti consigli. è un po' l'ambasciata rumena in città. «Mi sembra naturale -
dice -. Non voglio che loro abbiano le stesse mie difficoltà. Do loro una mano con la burocrazia e con la lingua. Poi con il sindacato li aiuto a trovare
lavoro». Le mani appena smaltate si muovono frenetiche, entusiaste, gli occhi
sprizzano di azzurro incorniciati dai ricci stretti, rossorame. Ad aprirle le
porte del sindacato il segretario provinciale della Filca, Alfredo Costa e il
responsabile legale Battista Imperio. «Si è rivolta da noi per avere un
aiuto - spiega Costa -. Abbiamo subito capito che era lei a dare un aiuto a
noi. Abbiamo chiesto la sua collaborazione. Ora è un punto di riferimento per
tutti alla Cisl». Dopo un periodo veloce di adattamento si è calata nel suo
ruolo all'interno del sindacato. «Quando arrivano i connazionali spiego cosa
devono fare - continua Dorina -. Parto dalle cose più semplici, come richiedere
il codice fiscale». Lei non tornerà in patria. «Dorina è una colonna nel
sindacato - spiega Imperio -. Non la lasceremo andare via. Il suo compito è
preziosissimo. Non è solo un'interprete, ci aiuta a entrare nella mentalità dei
rumeni e a superare la loro diffidenza verso il sindacato». (l.roj.)
(
da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
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Pagina I - Palermo
Dall´energia alla sanità, la trattativa che fa slittare la rotazione dei
dirigenti. Mini accordo sulle Ausl Regione bloccata da dieci
poltrone Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci
tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del
bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi europei in arrivo. Posti chiave e
ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un
vertice ad hoc hanno rinviato l´avvio dello spoils system dei dirigenti
regionali. Così domani la giunta dovrebbe varare solo una direttiva tecnica per
sbloccare la macchina della burocrazia andata in
tilt dopo la pubblicazione della riforma sulla Gazzetta ufficiale. L´unica
intesa trovata nel vertice di maggioranza è un mini accordo sulla legge di
riforma della sanità in Sicilia. ANTONIO FRASCHILLA A PAGINA II
(
da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina II - Palermo
Regione, le dieci poltrone d´oro che bloccano lo spoils system Dall´energia
alla sanità, ecco su cosa trattano i partiti Mini accordo sulla riforma delle
Ausl In assessorato Russo vuole manager esterni Ecco la nuova mappa del potere
burocratico. Slitta la rotazione dei dirigenti ANTONIO
FRASCHILLA Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci
tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del
bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi Europei in arrivo. Posti chiave e
ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un
vertice ad hoc hanno rinviato l´avvio dello spoils system dei dirigenti
regionali. «Dobbiamo prima capire quanto pesano e valgono i nuovi dipartimenti
e gli assessorati che accorperemo il prossimo anno», dice senza mezzi termini
un colonnello dell´Udc, che riassume anche l´opinione dei suoi colleghi di
Forza Italia, An e Mpa. Così domani la giunta dovrebbe varare solo una
direttiva tecnica per sbloccare la macchina della burocrazia
andata in tilt dopo la pubblicazione della riforma sulla Gazzetta Ufficiale,
mentre ieri il governatore Raffaele Lombardo ha nominato Silvana Genova a capo
del Cerimoniale di Palazzo d´Orleans. L´unica intesa trovata nel vertice di
maggioranza è un mini accordo sulla legge di riforma della sanità in Sicilia,
ma rimane aperto il nodo dell´accorpamento di ospedali e Ausl. Il tema più
delicato, quello della rotazione dei dirigenti, rimane irrisolto e tutti, dal
capogruppo all´Ars dell´Udc Rudy Maira a quello del Pdl Innocenzo Leontini,
hanno chiesto a Lombardo di rinviare qualsiasi discussione. Nei corridoi di
tutti gli assessorati i burocrati rimangono così in attesa, e intanto cercano
di capire come poter arrivare a essere nominati nei nuovi 10 ruoli chiave. In
molti ambiscono al nuovo dipartimento Energia: da solo questo ramo
dell´assessorato all´Industria gestirà una spesa di 700 milioni di euro ed
entro il 2010 prenderà in carico le delicate competenze dell´Agenzia regionale
dei rifiuti e delle acque. Il nuovo dipartimento si troverà a gestire circa 500
milioni di euro di finanziamenti nel settore rifiuti e idrico, per non parlare
delle gare dei termovalorizzatori (1,2 miliardi di euro) e delle autorizzazioni
in materia energetica, che fino al 2008 erano di competenza anche
dell´assessorato al Territorio e ambiente: in ballo ci sono 3 miliardi di euro
di investimenti tra eolico e fotovoltaico, più i 600 milioni annunciati dal
gestore della rete Terna. Chi andrà a ricoprire il ruolo di dirigente al
dipartimento Energia? Sicuramente dovrà essere un burocrate vicino
all´assessore Udc Pippo Gianni. Ma, dato che queste competenze fino allo scorso
anno erano in parte affidate a Pietro Tolomeo del dipartimento Territorio e molto
vicino all´Mpa, anche il governatore Lombardo vorrà dire la sua. Lo
scudocrociato punterebbe a premiare alcuni burocrati che potrebbero essere
promossi a dirigenti generali, come Mario Pisciotta e Cosimo Aiello che fanno
parte dello staff del ragioniere Enzo Emanuele. Proprio Emanuele sarà l´unico
dirigente, insieme a Tolomeo, Patrizia Monterosso e Robert Leonardi che
difficilmente sarà coinvolto dalla rotazione dei burocrati. Uomo chiave del
Bilancio, che ha in mano la gestione di tutte le società controllate della
Regione, Emanuele ha guidato tutte le operazioni immobiliari e creditizie:
nella riforma il suo diventerà un dipartimento ancora più forte con il
controllo anche sugli enti regionali, fino ad oggi di competenza della
Cooperazione. Rimarrà al suo posto Robert Leonardi, appena nominato da Lombardo
alla guida del dipartimento Programmazione che gestisce la spesa di 16 miliardi
di euro di fondi Europei. La Monterosso, al momento alla guida del dipartimento
Istruzione, rimarrà al suo posto anche perché con la seconda fase della riforma
e la nascita dell´assessorato all´Istruzione e alla Formazione potrebbe andare
a dirigere il dipartimento unico che si occuperà anche della spesa da oltre 300
milioni di euro per i corsi di formazione. Due nuovi dipartimenti molto
importanti sono quello alla Pianificazione strategica e alle Attività sanitarie
dell´assessorato alla Sanità dove sono state accorpate anche le funzioni dei
dipartimenti Infrastrutture (guidato da Antonella Bullara), Ispettorato
veterinario (Michele Bagnato) e Osservatorio epidemiologico. Insieme valgono
una spesa da 8,3 miliardi di euro e, con l´ex dirigente Castellucci andato in
pensione e Saverio Ciriminna in rotta con l´assessore Massimo Russo, per
entrambi si annunciano nuovi vertici. Lombardo e Russo vorrebbero nominare dei
dirigenti esterni, ma già adesso l´Udc e Forza Italia hanno posto il veto.
Rimane al momento vacante anche un´altra poltrona chiave, quella del nuovo
dipartimento agli Enti locali nato all´assessorato alla Famiglia, che avrà il
compito di gestire una spesa da oltre un miliardo di euro. Nella rotazione
certamente sarà trasferito Romeo Palma, in rotta con l´assessore ai Beni
culturali Antonello Antinoro. Palma dovrebbe andare alla guida dell´Ufficio
legislativo. Alla guida del dipartimento Beni culturali Antinoro ha chiesto la
nomina di Adele Mormino, già soprintendente di Palermo.
(
da "Centro, Il" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 10 - Pagina
Aperta Santuario di Pietraquaria Santuario di Pietraquaria quel furto sacrilego
Gentile direttore, sono rimasta profondamente sconvolta nell'apprendere dal
vostro giornale la notizia del furto sacrilego perpetrato ai danni dell'effigie
della Madonna di Pietraquaria, nel santuario del Salviano. Come si fa a
strappare dal capo della Vergine la corona, simbolo della regalità mariana? Con
quale ardire? L'incoronazione di Maria è uno dei misteri più significativi
della fede cristiana. E proprio nel santuario campeggia (nel lunotto della
cantoria) il grande affresco che il pittore Marcello Ercole realizzò nel 2000
in occasione del giubileo. Vi è rappresentato il solenne gesto di Gesù che pone
sul capo della madre la splendida corona proclamandola regina dei cieli. Vorrei
che gli sciagurati ladri si soffermassero a vedere quell'affresco per meditare
e pentirsi del gesto sacrilego che ha offeso la Madonna e migliaia di fedeli.
Francesca Di Clemente Avezzano Tutti addosso ai dipendenti pubblici Signor
direttore, vorrei rivolgere un appello positivo e propositivo ai governanti del
nostro bel paese. I quali, invece di fare della gratuita propaganda su
categorie di lavoratori dipendenti, li inviterei a verificare per capire
veramente come lavorano, i dipendenti, negli ospedali pubblici e privati, a
verificare come lavorano nelle cliniche pubbliche e private, di andare ad
osservare, come lavorano, i dipendenti delle case di riposo e nelle strutture
per anziani non autosufficienti, di andare a guardare in tante comunità di
ricupero dei tossicodipendenti, sia quelle pubbliche che quelle private. Poi
negli enti nazionali e locali, sia pubblici che privati, nelle scuole di ogni
ordine, nella ricerca e tanti altri posti, dove si lavora. Troveranno
sicuramente persone qualificate, specializzate e con tanta professionalità, che
lavorano con scienza e coscienza e meritano prima di tutto rispetto e
salvaguardia della loro dignità personale. Inviterei veramente i nostri
governanti ad andare in ogni posto in cui ci sia anche un solo lavoratore,
dalle piccole e grandi fabbriche, alle aziende, pubbliche e private, ai servizi
pubblici e privati, ai cantieri, troverebbero sicuramente tanti problemi ma
incontrerebbero anche i lavoratori dipendenti, con i loro suggerimenti, le loro
proposte per risolverli, per migliorare i servizi, la produttività, ma
soprattutto per migliorare la loro sicurezza e la precarietà, e tanti altri
problemi, dall'efficienza alla qualità. Io dico che i lavoratori sia pubblici
che privati, cari governanti, hanno la stessa dignità, sia come persone sia
come lavoratori e non hanno bisogno di divisioni ma che vengano risolti i loro
problemi concreti. Questi sono alcune delle questioni che necessitano una
risoluzione velocemente da parte dei governanti, migliorare la sicurezza per
prevenire gli infortuni, sui posti di lavoro, che è un'emergenza nazionale, i
lavoratori chiedono di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per
vivere, e secondo me, la vita deve essere messa al primo posto nella scala dei
valori. Poi il problema del precariato, che è diventato una piaga nazionale,
perche per un lavoratore precario, per lui diventa tutto precario nella vita,
farsi una famiglia, farsi un mutuo per la casa, il suo progetto di vita diventa
incerto. Poi lasciatemi dire, una cosa semplice, ma molto significativa e di
grande importanza: cari governanti a capo di ogni azienda sia pubblica che
privata non c'è un dirigente generale responsabile dell'azienda? Come mai di
questi dirigenti non ne parlate mai male? Anche quando provocano disastri nelle
aziende pubbliche e private che amministrano, vedi Alitalia, le Ferrovie,
Parmalat. Proporrei ai nostri governanti di fare un po' meno propaganda e di
evitare titoli dispregiativi nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma di
fare più cose concrete positive per i cittadini, per i lavoratori e per
migliorare veramente i servizi, pubblici e privati. I dirigenti che non sono in
grado di fare funzionare bene un servizio, un'azienda, non si dovrebbero anche
cambiare? Ci vuole più impegno vero, per risolvere i problemi della gente, dei
disoccupati, dei lavoratori, dando delle priorità, prevenire gli infortuni sul
lavoro, superare il precariato, creare nuovi posti di lavoro, aumentare i
salari e le pensioni, semplificare la vita dei cittadini,
eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per
rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai
diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra
società, più solidale e più giusta. Francesco Lena E.mail Filovia sulla
strada parco chi paga la gestione? Signor direttore, si è detto, discusso e
scritto tanto in relazione all'annoso tormentone, filovia sì filovia no, sulla
famigerata «strada parco» al punto da dividere la città in Guelfi e Ghibellini,
Bianchi e Neri, Sudisti e Nordisti e, ahimé, Palestinesi e Israeliani. La
realizzazione della linea ferroviaria, si viene a sapere, riveste per la città
un'importanza capitale, secondo alcuni veggenti del loco, un fatto esistenziale
che investe la salute di quanti, nel bene e nel male, nella fortuna o sfortuna,
sono costretti a trascorrere la loro esistenza in un territorio ad alto rischio
causa il forte inquinamento atmosferico. Allora, quale soluzione adottare per
evitare danni alla salute pubblica, alle morti per leucemia o affezioni
polmonari di ogni tipo? Semplice, basta immettere per km. 5,400 di fettuccia
d'astalto un carrozzone di metri 18 alimentato a corrente elettrica (con pali,
fili e archi in acciaio) con conseguente devastazione di una strada costata
miliardi e miliardi (si pensi anche allo spostamento degli impianti ferroviari)
per risolvere il problema del traffico di una via parallela con conseguente
riduzione dello smog. E via Firenze, via Cesare Battisti, via Nicola Fabrizi,
viale Gabriele D'Annunzio, viale Guglielmo Marconi, corso Vittorio Emanuele
(percorso dai bus di oltre 10 linee più le vetture di ogni tipo e dimensione),
eccetera? A proposito, tale mezzo è in grado di aspirare tutte le polveri
sottili che investono la città? I fautori di una simile soluzione hanno
previsto una considerevole diminuzione del traffico veicolare contando su un
movimento passeggeri in numero di 800 per ogni ora e senso di marcia, qualcosa
come 20.800 fruitori del mezzo nell'arco dell'intera giornata (dalle 7 alle
20). A mio parere non sarebbero sufficienti tutte le comparse dei kolossal di
Cinecittà e degli Studios americani per assicurare la copertura delle spese di
gestione. Di grazia, chi pagherebbe le eventuali passività? Come al solito
Pantalone: il povero cittadino. Gaetano Michetti Pescara
(
da "Centro, Il" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 8 - Regione
Il medico-agricoltore per la sanità Venturoni subì le minacce per l'inchiesta
sulle cliniche MAURIZIO PICCININO PESCARA. «Sono anche un agricoltore e lo dico
con orgoglio. Aver cura dei campi fa bene alla salute e all'intelletto. Sarebbe
utile a tanta gente un poco di lavoro fisico, potrebbe schiarire le idee a
tante persone». Parola di Lanfranco Venturoni, neo assessore alla sanità,
primario in medicina interna, pioniere di Forza Italia e più votato nel 1995.
Venturoni non ha alle spalle un padre ex sindaco o ex assessore, ma una
famiglia di agricoltori benestanti e lui ha ereditato un carattere schietto, le
amicizie conviviali e quella idea della politica fatta per costruire qualcosa.
Dopo essere stato messo alle corde per aver «osato» porre un freno al malaffare
nella sanità. Quando come presidente della Commissione regionale d'inchiesta
decise di indagare su cliniche private e Asl, si trovò nel mirino di alcuni
teppisti. «Mi dissero "se non vuoi rotolare sulle scale del Consiglio
regionale, fermati"». Poi le minacce telefoniche, le intimidazioni. Ma lui
è rimasto in piedi. Non pensava che più che i teppisti ci avrebbe pensato Forza
Italia a metterlo a riposo. Ora dopo 10 anni è tornato da protagonista a
Palazzo Centi. La sua è una doppia vittoria: fu lui a convincere Gianni Chiodi
ad entrare in politica, «dopo una cena con altri amici lo persuasi a lanciarsi
nella sfida», e, dopo le amare esclusioni dalla Regione, Venturoni oggi è
assessore alle Politiche della salute. Un posto che non avrebbe immaginato di
occupare per le resistenze che la sua persona destava. «Non sono rancoroso, ma
con orgoglio rivendico che credetti in quella Commissione d'inchiesta che nel
1999 mise il dito nella piaga, ossia gli imbrogli a danno della Regione. La
Commissione lavorò ma poi i suoi atti rimasero lettera morta», racconta
Venturoni. «Il sistema», puntualizza l'assessore, «era una macchina per
produrre creare tangenti e corruzione politica. Si è utilizzata la sanità come
mezzo per ottenere soldi non dovuti, denaro da riversare nelle casse di
politici e faccendieri». Parole di fuoco nello stile di Venturoni che non sa in
che guai potrebbe ancora cacciarsi. «Il meccanismo», ricorda, «prevedeva che le
cliniche private facevano prestazioni extra budget, i tetti di spesa non
venivano rispettati per milioni di euro, nessuno controllava quelle
prestazioni, e la Regione pagava. I privati hanno chiesto e ottenuto crediti
senza aver subito controlli. Poi arrivarono le cartolarizzazioni per rateizzare
un debito mostruoso di 900 milioni di euro. Così oggi gli abruzzesi pagano 90
milioni di euro l'anno in più di tasse salatissime. Questo è accaduto e poteva
essere evitato se solo fosse stato dato ascolto a quella Commissione
d'inchiesta». Venturoni giura che nella sanità porterà una ventata di
normalità, che a suo giudizio è la ricetta migliore per cambiare veramente.
«Bisogna riportare il sistema alla normalità», propone Venturoni, «le strutture
sanitarie devono servire a curare i cittadini abruzzesi, e arrivare ad una
qualità di servizi ottimale. Noi oggi abbiamo troppi servizi e anche tanti
cittadini che vanno a curarsi fuori regione. Bisogna rimodulare le strutture
alla domanda. I piccoli ospedali non vanno chiusi, sono stategici e vanno
rimodulati rispetto a quella che è la domanda. Non è possibile far fare a un
piccolo ospedale alta chirurgia ma si può ammodernare, riorganizzare e
utilizzarlo per altre cose importanti legate alle richieste dei cittadini».
Sulla politica ha idee precise e all'apparenza semplici. «Prima di Forza Italia
nel 1995 non avevo fatto politica, mai iscritto a niente. Il mio debutto era
come candidato regionale di Forza Italia e fui il più votato in Abruzzo. La
regione era di centrosinistra e io feci il vice presidente del Consiglio.
Allora il presidente dell'esecutivo era Antonio Falconio, al Consiglio
regionale si avvicendarono come presidenti Gianni Melilla e Umberto Aimola». Parlando
di Chiodi, Lanfranco ventuoni si inorgoglisce. «Gianni Chiodi, vedrete, sarà
una bella novità, non solo di immagine ma nei contenuti. Non sarà un presidente
qualsiasi ma entrerà direttamente nei problemi. Lui si è tenuto diverse deleghe
per essere operativo. Lui i problemi li seguirà personalmente. Avremo un
presidente forte». Alla classe politica Lanfranco Venturoni lancia un appello. «Riscoprire l'agricoltura perchè il contadino è un eroe»,
sottolinea Venturoni, «la politica invece di dargli una mano ora lo soffoca con
tanta inutile burocrazia.
Io dico facciamoli vivere, anche così avremo un Abruzzo diverso e migliore».
(
da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
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Pagina 22 - Sassari
Ugo Cappellacci incontra le imprese: «Insieme possiamo superare la crisi» FEDERICO
SPANO SASSARI. Ugo Cappellacci ha iniziato la sua campagna elettorale
sassarese, incontrando i rappresentanti di uno dei settori più penalizzati
dalla crisi economica: il commercio. Il candidato del centrodestra ha promesso
che se verrà eletto ascolterà tutti prima di ogni decisione importante. Il
presidente della Confcommercio, Gavino Sini, ieri mattina ha accolto il
candidato alla presidenza della Regione, nella sede di via Pascoli,
consegnandogli un faldone pesantissimo. «è inutile che faccia una sintesi di
tutte le cose che negli ultimi anni non sono andate bene - ha detto Gavino Sini
rivolgendosi a Ugo Cappellacci e consegnandogli i documenti -. Qui ci sono
tutte le richieste che abbiamo fatto al governatore Soru e che non hanno mai
ricevuto una risposta». Prima di prendere la parola, Cappellacci ha ascoltato
anche le segnalazioni di Carlo Colombino, della Confidi, che ha denunciato i
gravi problemi del credito alle imprese, e di Giorgio Macciocu, di Confturismo,
che ha segnalato la paralisi di uno dei settori più importanti per l'economia
dell'isola. «Per il turismo non si sta facendo nulla - ha detto Macciocu,
consegnando a Cappellacci un lungo elenco di problemi da risolvere -. Ci sono
troppe tasse e c'è troppa burocrazia. Quando si lavora a un progetto, come le beauty farm, che non
sono mai partite, passa così tanto tempo che dopo un po' si stenta a
riconoscere l'idea iniziale». Ugo Cappellacci, davanti a un pubblico di una
trentina di persone, quasi tutti commercianti, ha sottolineato l'importanza di
ascoltare tutti, prima di prendere decisioni importanti. «La Sardegna ha
bisogno di essere governata e non comandata, come è successo fino a oggi - ha
detto il candidato del Pdl -. La prima cosa che va fatta è mettere insieme
tutti gli attori locali e i sindaci del territorio, per mettere in atto un
forum dove possano confluire scelte condivise, idee, e proposte da
concretizzarsi in provvedimenti che possano rilanciare lo sviluppo economico
dell'isola. è criminoso tenere affamato e assetato un intero territorio per
anni e poi distribuire ingenti risorse durante il periodo elettorale, come sta
succedendo adesso. La Sardegna sta chiedendo normalità. Noi abbiamo la capacità
di ascoltare, a differenza di Soru, e insieme ai sardi metteremo in atto tutte le
azioni necessarie per venire fuori dalla crisi». Dopo l'incontro in
Confcommercio, il candidato Ugo Cappellacci ha fatto tappa al Grazia Deledda
per presentare i candidati delle sei liste che sono in corsa per il
centrodestra.
(
da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
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Pagina VI - Napoli
Regione De Felice: "Pronto il piano sociale" «Il primo Piano sociale regionale,
la cui concertazione si avvia dal 23 gennaio, costituisce un atto concreto per
diminuire il gap tra programmazione e servizi per l´utente». Alfonsina De
Felice, assessore regionale alle Politiche sociali, replica a Marco
Rossi-Doria, che nel suo intervento di ieri su "Repubblica" auspicava
per progetti come Chance e Nidi di mamme la scomparsa «dello iato tra
deliberazioni e realtà». L´assessore De Felice ritiene che «l´unico rimedio è ridurre i tempi inutili della burocrazia (e della tecnocrazia della programmazione comunitaria),
rafforzare l´indirizzo politico regionale e concedere il minor spazio possibile
a diversioni di vario genere (peggio se clientelari�): sarebbe un grande
risultato deliberare e contemporaneamente erogare le risorse, evitando il
ricorso ad ogni mediazione e intermediazione politica».
(
da "Italia Oggi" del 21-01-2009)
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ItaliaOggi Numero
017 pag. 34 del 21/1/2009 | Indietro Nei patti
territoriali si va all'incasso DIRITTO E IMPRESA Di Roberto Lenzi Il decreto
anti-crisi sblocca le erogazioni a saldo dei progetti. Evitando ingolfamenti
burocratici Basta un'autocertificazione su investimento realizzato e occupati
Si accorciano i tempi per le erogazioni a saldo dei contributi sulla
programmazione negoziata. Le iniziative agevolate su Patti territoriali e
contratti d'area potranno ottenere l'erogazione del saldo del contributo a
fronte di una autocertificazione dell'impresa relativa a percentuale di
progetto realizzato, funzionalità dello stesso e rispetto del parametro
occupazionale. Lo stabilisce l'articolo 18-bis del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, che è stato inserito in sede di conversione in legge, visto che
non figurava nel testo approvato del decreto legge. Il provvedimento ha
l'obiettivo di accelerare la procedura di erogazione del saldo del contributo,
ponendosi come regola tesa a risolvere i notevoli problemi di allungamento dei
tempi di erogazione dei contributi a valere su patti territoriali e contratti
d'area. Questa norma dovrebbe quanto meno semplificare la procedura e ridurre i
passaggi tra i vari enti responsabili per consentire alle imprese di ottenere
l'erogazione di contributi spettanti che possano dare ossigeno in questo
delicato momento. Patti territoriali, più veloce l'erogazione del saldo. Per
velocizzare le procedure di erogazione dei contributi pubblici a valere su
Patti territoriali e Contratti d'area, in relazione a progetti già avviati, il
saldo del contributo potrà essere incassato a seguito di consegna al soggetto
responsabile di un'autocertificazione attestante la percentuale di investimento
realizzata, la funzionalità dello stesso e il rispetto dei parametri
occupazionali. Si tratta quindi di una autodichiarazione dell'impresa che
permetterà di evitare i lunghi controlli sulla documentazione in possesso
dell'azienda, che richiedono spesso mesi di tempo. L'eventuale rideterminazione
del contributo pubblico spettante avverrà con salvezza degli importi già
erogati e regolarmente rendicontati. Tali novità riguardano i programmi di
investimento agevolati che abbiano realizzato almeno i due terzi del programma
originario e per i quali il programma realizzato rappresenti, comunque, uno o
più lotti funzionali capaci di soddisfare almeno il 66% dell'occupazione
prevista. Le aziende beneficiarie sono quindi chiamate a verificare lo stato di
attuazione del progetto e, se rispondono ai requisiti sopraindicati, potranno
produrre l'autocertificazione prevista ed ottenere in tempi brevi l'erogazione
a saldo del contributo. Si tratta di una importante quota di fondi spettante
alle aziende, che era però rimasta sospesa fino ad oggi a
causa dei tempi lunghi della burocrazia. Controlli ministeriali sui progetti di importo superiore al
milione di euro. Le commissioni ministeriali saranno chiamate ad effettuare gli
accertamenti di spesa sulle iniziative che, in sede di concessione provvisoria
dell'agevolazione, ammontassero a più di un milione di euro. I controlli
riguardano i programmi e le spese oggetto di intervento e hanno lo scopo di
verificare lo stato di attuazione, il rispetto degli obblighi previsti dal
provvedimento di concessione e la veridicità delle dichiarazioni e informazioni
prodotte dall'impresa beneficiaria, nonché l'attività degli eventuali soggetti
esterni coinvolti nel procedimento e la regolarità di quest'ultimo. Cosa
accadeva fino ad oggi. In precedenza, l'erogazione del saldo era subordinata alla
predisposizione da parte del soggetto beneficiario del finanziamento della
documentazione finale di spesa, nonché alla positiva verifica, da parte del
soggetto che ha effettuato l'istruttoria del patto territoriale o del contratto
d'area di cui l'iniziativa fa parte, della documentazione finale e alla
comunicazione all'Istituto convenzionato da parte del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica dell'intervenuta verifica. Erogazione
del saldo, disagi per le aziende. Addirittura, ad oggi, sono molti i progetti
che non hanno ancora ricevuto il saldo del contributo, in quanto il passaggio
dei documenti dall'Ente gestore alla banca concessionaria, l'istruttoria della
stessa e il rinvio con relazione finale da parte della banca all'Ente gestore
poteva comportare anche il trascorrere di diversi mesi di tempo. Solo dopo
questo passaggio, l'Ente inviava la documentazione alla Cassa Depositi e
Prestiti per l'erogazione. Bisogna anche considerare, purtroppo, che la
gestione dei Patti Territoriali da parte degli Enti gestori (spesso uffici
creati ad hoc all'interno di enti pubblici quali le Province) si è protratta
nel tempo ed alcuni degli uffici, ricchi di personale inizialmente, si sono
piano piano ridotti a seguito dell'esaurirsi delle risorse economiche dedicate
e, in alcuni casi, stanno attualmente in piedi quasi solamente grazie al
“volontariato” di alcune persone che si impegnano molto, ma che spesso non
hanno seguito le operazioni dall'inizio. In questo modo, i tempi si allungano ulteriormente
ad ogni passaggio. La possibilità data alle imprese di autocertificare le spese
permette quindi uno scorrimento molto più veloce ed è uno strumento importante
per anticipare le riscossioni
(
da "Stampa, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
"Questa tessera
blu che un po' ci fa arrossire" Se la povertà ha un colore, di questi tempi
grami è tinta di blu. Quello della Social card, la carta acquisti ideata dal
governo attiva da dicembre. L'iniziativa targata Tremonti ha fatto discutere
non poco. Superati per il rilascio gli scogli che formano l'arcipelago della burocrazia, qualche problemino è rimasto per quel che riguarda l'utilizzo.
Per vedere come se la cava chi beneficia del bonus di 40 euro al mese, occorre
andare a dare un'occhiata da vicino, magari al «paniere» di chi già la
utilizza. Come la signora Marisa, una dei 720 astigiani che hanno nel
portafoglio la tesserina blu. Accetta di raccontare la sua vita
quotidiana ai tempi del «Social card» ma a garanzia dell'anonimato. «Ci
mancherebbe, non c'è niente di male a non avere soldi, a essere poveri diciamo
pure - spiega - ma io mi vergogno un po' quando alla cassa devo tirare fuori la
tessera: perché devono sapere i fatti miei?». Tolta la forma, quando si campa
con poche centinaia di euro al mese si è costretti a badare alla sostanza. E
quei 40 euro in più al mese sono tutto grasso che cola. «Comunque era meglio,
molto più di dignitoso, se quei soldi li davano con la pensione. Hanno scelto
così, e a me la tessera funziona, non ho avuto problemi tecnici: si vede che
sono nata con la camicia». Ma se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: «A fare
la spesa, per stare tranquilla, mi porto sempre dietro qualche spicciolo, non
vorrei fosse vuota e fare brutta figura. Mi hanno raccontato di persone che al
momento di pagare si sono ritrovati con la carta ancora da ricaricare. Che
vergogna». Lei invece ha ancora gran parte del «tesoretto» formato dai 120 euro
elargiti per il trimestre ottobre-dicembre. In futuro si andrà avanti a
ricariche bimestrali. «Ne ho spesi poco meno della metà. Vede, io abito sola e
poi non sono una sprecona». Marisa è una bella e distinta signora di 73 anni
che non dimostra: «Ma me li sento tutti, mi creda: sono piena di acciacchi.
Diventare vecchi non è un problema, ma se c'è la salute. E i soldi non contati»
racconta. Lei vive sola (o sopravvive, fate voi) con 587 euro al mese, la sua
pensione minima di lavoratore dipendente. «Ero operaia in una fabbrica, nel
Torinese: poi mi sono arrangiata a fare le pulizie» racconta. Più della metà
dei soldi se ne vanno per l'affitto: «Ben 287 euro al mese - precisa - senza
contare altri 900 euro che se ne vanno ogni anno per le spese condominiali».
Pagate le bollette, non rimane granché: «Per i vestiti mi arrangio con quel che
ho, del resto con l'età non sono ingrassata» dice con ironia. Così quei 40 euro
al mese della Social card servono per un rinforzino alla spesa: «Si possono
pagare anche le bollette di luce e gas, mi hanno detto. Il telefono no, sono
andata ma mi hanno risposto che non si può». L'elenco dei prodotti acquistabili
è sul sito del ministero. «Già, perché io alla mia età dovrei imparare ad
andare su internet, secondo lei?» replica un po' piccata. E come darle torto,
del resto. «Meno male che ci sono i sindacati: io vado alla Uil e la Angioletta
Ghidella mi dice tutto». Ma da risolvere c'è un altro problema e non da poco:
conoscere i punti vendita che accettano il pagamento con carta blu: «Mi tocca
telefonare prima e chiedere. Nei supermercati in genere sì, ma per noi anziani
sono un po' fuori mano - spiega - A me sarebbe comodo il Mercato coperto, ma ho
girato tutti i negozietti e lì la Social card non la prendono». La signora
Marisa ha trovato un supermarket vicino casa, un buon compromesso. Si aggira
tra gli scaffali più che altro curiosando: «Io mi accontento di poco - quasi si
giustifica - vengo a fare la spesa un paio di volte la settimana e non sempre».
Nel carrello tre bottiglie d'acqua frizzante («Ma ne bevo solo un sorso, mi
aiuta a digerire»), niente pane («Grissini dietetici che mi durano a lungo, io
ho un po' di diabete») insieme ad un cespo di insalata, del riso, pasta e un
paio d'etti di prosciutto cotto: «Il dottore dice che dovrei mangiare della
bresaola, ma è un po' cara». E nella spesa, oltre a prodotti per la casa,
finiscono anche un paio di scatolette di cibo per gatti: «Ho una micina, mi
tiene compagnia. Devo rinunciare anche a lei? E poi costano solo un euro e 40
centesimi, mica verranno a farmi delle storie...». Poi, alla cassa, la signora
Marisa tira fuori la Social card che appena può ricaccia nella borsetta.
«Questa tessera blu mi fa sempre arrossire di vergogna» scherza, ma non troppo.
E prima di allontanarsi confida un ultimo dubbio: «Però, la Social card
potrebbe anche servire per il canone Rai. Certo, a noi anziani potrebbero anche
regalarlo».
(
da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 33 - Altre Gasdotto,
si allarga il fronte del no «Deciderà il consiglio comunale» OLBIA. Un po' come
se il terzino esultasse a tutto campo dopo avere fatto gol nella sua porta. Il
documento del ministero dell'Economia, che convoca la conferenza di servizi sul
gasdotto, rivela che le condotte in uscita dalla città passeranno in una zona
ad alto valore ambientale. Il governo francese vuole inserirla in una area di
protezione ecologica. Una macro area naturalistica che l'Italia dovrebbe
condividere con la Francia. Una Zpe, zone de protectione ecologique, che dovrà
essere solcata dal gasdotto. Il sogno dell'energia a basso costo monetario,
avrà un costo naturalistico elevato. Almeno così sembra rivelare il documento
riservato di convocazione del ministero. La conferenza di servizi sarà una
specie di versione moderna degli stati generali. Attorno a un tavolo, bello
grande, dovranno trovare posto tutti i comuni che saranno attraversati dal
gasdotto, i funzionari di Galsi e quelli del ministero. Tutto l'iter dovrà
essere concluso entro nove mesi. Termine ultimo per dare il via ai lavori. Il 3
febbraio a Roma si svolgerà il confronto tra le parti. Ma il sindaco Gianni
Giovannelli vuole andare nella capitale con un mandato preciso. «A decidere
deve essere tutto il consiglio comunale». Il primo cittadino era stato
chiarissimo, per questo ha già convocato una riunione di maggioranza. Il passo
successivo e inevitabile sarà la convocazione del consiglio comunale. Il
gasdotto corre velocissimo. Il serpente che attraverserà la Sardegna non si è
ancora materializzato, ma fa passi da gigante. Ha quasi superato
le sabbie mobili della burocrazia e in pochi mesi diventerà una ingombrante realtà. Ma contro la
creazione di una stazione di compressione grande 19 ettari e alta 15 si è già
creato un partito trasversale e un comitato anti gas. La centrale dovrebbe
sorgere a Spiritu Santu, tra l'ospedale San Raffaele, l'area delle Saline e la
frazione a vocazione turistica di Murta Maria. Il gigante deve
comprimere il gas e spingerlo ad alta pressione per 270 chilometri oltre
Tirreno, fino alla stazione di Piombino. L'arrivo in città dei tecnici di Galsi
che hanno rassicurato sulla silenziosità, sulla sicurezza e sulla convenienza
per il territorio della centrale, non ha convinto i detrattori. Si contesta
anche l'impatto visivo che la stazione ha su una provincia ad alta vocazione
turistica. Per tutti la Costa Smeralda e la mega centrale del gas si prendono a
cazzotti ed è impossibile fare convivere le due vocazioni. Turistica e
industriale. (l.roj.)
(
da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina I - Bologna
Le idee/1 Non si esce dalla crisi col mattone ALESSANDRO CORI E´ APPREZZABILE
l´intento del Sindaco e delle istituzioni bolognesi di invitare il mondo
imprenditoriale ad investire per far fronte alla crisi. Ma sulla direzione
verso cui indirizzare questo pregevole sforzo c´è ancora � come risulta
dall´incontro di ieri a Palazzo d´Accursio � un po´ di confusione. Il
Presidente Obama ha in più occasioni detto e scritto che la risposta a questa
prima grande crisi del nuovo millennio deve essere necessariamente selettiva e
ha subito indicato come campi di intervento la green energy e il welfare
elettronico. Bologna -come ha ricordato l´imprenditore Sassoli De´ Bianchi
all´incontro con Cofferati, Errani e Draghetti -non è ancora del tutto sbarcata
nell´era di Internet . E possiamo tranquillamente aggiungere, neanche in quella delle nuove energie compatibili e del nuovo
welfare comunicativo a burocrazia leggera. Ma, ascoltando molti degli interventi del summit, la
ricetta nostrana prevalente parrebbe un´altra: infrastrutture ed edilizia. Viabilità,
interporto, aeroporto, centri commerciali, padiglioni fieristici, edilizia
sanitaria. SEGUE A PAGINA V
(
da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 2 - Gallura
Aperto in via Romana lo sportello Codacons OLBIA. Dopo la chiusura propgrammata
per le feste di fine anno il Codacons ha ripreso la sua attività di assistenza e di consulenza al fianco dei cittadini nella giungla
della burocrazia e dei
disservizi. La sede dell'associazione, in via Romana, ha riaperto al pubblico
lo scorso 12 gennaio ed è a disposizione ogni venedrì, dalle 16.30 alle 18,
presso lo studio di consulenza Sanna. Per ulteriori informazioni gli
interessati possono rivolgersi direttamente al numero di telefono 340.5752469
(il responsabile è Alessandro Facchini).
(
da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina V - Bologna
NON SI ESCE DALLA CRISI... MAURO MORUZZI * (segue dalla prima di cronaca) Tutte
cose utilissime, ma che avevano un significato innovativo e dirompente nella
Bologna degli anni ´60. E´ vero che siamo carenti di alcune fondamentali
infrastrutture di trasporto per le persone, ma può essere questa la direzione
dell´economia bolognese per fronteggiare la crisi? Forse la nostra classe
politica ed economica deve compiere un ulteriore sforzo: pensare ad un progetto
molto più in sintonia con i cambiamenti del nuovo millennio. Ripensare in
termini di next economy a quei quattro o cinque pilastri che hanno sostenuto
l´impresa locale negli ultimi decenni: il sistema assistenziale, i servizi
tecnologici ambientali, l´occupazione qualificata e la sicurezza. La sfida di
più lungo respiro è, quindi, il passaggio di Bologna nell´era delle tecnologie
comunicative e multimediali e delle nuove soluzioni energetiche per abitare e
produrre . Voglio ricordare che stiamo già dando a Bologna e in Emilia-Romagna
la cartella clinica elettronica a tutti i cittadini e a tutti i medici. E
allora, perché non fare della nostra città, in sinergia con la nascente
industria dei provider di Internet e con l´Università, il polo nazionale del
welfare elettronico? Centinaia e forse migliaia di giovani potrebbero trovare
occupazione, come in parte sta già avvenendo, non solo come ingegneri e
progettisti, ma anche come operatori qualificati di call-contact
center, help desk per assistere da casa le persone anziane, le famiglie,
riducendo burocrazia e
costi ospedalieri. è solo un esempio . Ma una cosa è certa: la vecchia economia
delle infrastrutture pesanti e del cemento non ci farà volare oltre la crisi.
(* direttore generale Cup 2000)
(
da "Nuova Ferrara, La" del 21-01-2009)
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RUGBY SERIE C La Coopser
in attesa del Noceto FERRARA. Con i 5 punti conquistati contro il Reggio Emilia
(battuto 70-3) e approfittando degli stop imposti dal meteo alle altre
pretendenti alle zone alte della classifica, la Coopser Cus Ferrara rugby torna
virtualmente in vetta alla classifica del girone di serie C. Il match di
domenica scorsa per i tecnici doveva e voleva essere una prova generale di
schemi e attitudini in vista del match casalingo con il Noceto di domenica
prossima, dove in palio ci saranno punti importanti in chiave play off. Così
non stato per diversi motivi ed il rammarico dello staff cussino a fine gara
era evidente. Ordine e schemi - che erano i diktat di giornata - sono stati
disattesi quasi totalmente; la partita non è certo stata bella e il punteggio è
stato frutto del palese divario fisico, tecnico e di esperienza. Chi si
aspettava gioco ad ampio respiro, giocate provate e realizzate, è rimasto
deluso. Domenica, come detto, arriverà Noceto, squadra di tutt'altra caratura,
peraltro già battuta a domicilio. Serve una prova d'autore, come nelle
possibilità dei ferraresi; poi, vista l'impossibilità
oggettiva di effettuare tutti i vari recuperi entro il 15 febbraio, sarà la burocrazia a decidere chi passerà il
turno e andrà alla seconda fase. La classifica vede al momento questa
situazione: Coopser Ferrara 33*, Gran Parma 29***, Imola 29*, Colorno 22 ****,
Noceto 19**, Lyons 8*, Castello 1* Reggio 0*** (* partite da recuperare) Dario
Cavaliere
(
da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2009-01-21 - pag: 10 autore: PUGLIA. Studio Ipi sulla legge
Bersani A Bari bene i fondi di aiuto alle imprese in quartieri a rischio Maria
Moretti BARI Tra le dieci città metropolitane italiane, Bari ha risposto bene
ai finanziamenti della legge 266/97. L'Ipi (Istituto per la promozione industriale)
ha registrato dal '99 674 iniziative idonee ai contributi, di cui ben 343 li
hanno poi ottenuti. Le risorse assegnate sono complessivamente 9milioni e
241mila euro, al lordo di rinunce e revoche (2milioni e 650mila). Finora sono
stati erogati 3milioni e 830mila euro, per investimenti complessivi di
20milioni e 680mila euro. Questi risultati tengono conto dei primi cinque
programmi di attività, il sesto è in corso di attuazione. Per ogni programma il
Governo stanzia tra i 20 e i 50milioni. In tutto finora sono stati distribuiti
250milioni, in base alla popolazione residente. Così Roma, Milano, Napoli e
Torino raccolgono oltre il 60%, Bari, Cagliari e Firenze ottengono meno. «Sono
gli ultimi dati ancora suscettibili di aggiornamento – dice il direttore dell'Ipi,
Piergiorgio Saracino –. Una graduatoria precisa si potrà avere solo tra un
mese, quando tutti i Comuni ci avranno inviato i dati completi. Tutto va poi
valutato alla luce della diversità di risorse: solo Roma raccoglie il 40% dei
finanziamenti». Il Comune di Bari ha sostenuto le imprese dei quartieri
periferici e semiperiferici. Ora ci sono ulteriori 860mila euro, che verranno
messi a bando tra marzo e aprile. Ogni impresa può ottenere al massimo 22mila
euro. «Le aziende finanziate sono principalmente commerciali – dice Sergio
Ventrella, assessore al Commercio – e con sede nel quartiere Libertà ». Oltre
alla possibilità di agevolazione, ci sono azioni di contesto che si collocano
tra lo sviluppo imprenditoriale e sociale, come fondi di garanzia e formazione.
«La scelta di puntare solo sul riposizionamento delle imprese sul mercato -
spiega Ventrella - è stata voluta per evitare un successivo abbandono
dell'attività appena nata». L'Ipi, in un altro studio, evidenzia una risposta
positiva delle imprese: l'85% di quelle interpellate a Bari ha ottenuto
benefici. «A questo si aggiunge l'impatto sulla burocrazia
– spiega Saracino –. Gli uffici comunali hanno reagito bene a questi stimoli,
sono cresciuti sul piano della formazione e hanno anche costituito reti informative».
Ma le imprese lamentano le lungaggini burocratiche con cui il Comune di Bari
approva i finanziamenti. «Siamo fiscali nei controlli e richiediamo il
certificato di regolarità contributiva – ribatte Ventrella –. Un modo per
sostenere le imprese veramente sane».
(
da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Centro-Nord sezione:
IN PRIMO PIANO Scuole tecniche data: 2009-01-21 - pag: 2 autore: Per le
categorie serve più pratica Crisi a parte, la caccia delle imprese ai diplomati
tecnici prosegue. E sarà la ripresa a portarli nei recinti delle aziende, dove
in media coprono il 70% delle richieste d'assunzione. «Il tessuto produttivo
modenese soffre della carenza di profili tecnici – afferma Roberta Caprari,
delegata area Education di Confindustria Modena –. Siamo impegnati nella
riqualificazione dell'immagine degli istituti tecnici e professionali con un
progetto di orientamento per i ragazzi in uscita dalla scuola media primaria.
Inoltre, sosteniamo stage in aggiunta a quelli di alternanza tra scuola e
lavoro, per una maggiore presenza dei ragazzi in azienda. L'obiettivo è una
loro crescita professionale che per le imprese significa un investimento per il
futuro». E aggiunge: «In generale, è necessario riprofessionalizzare
l'istruzione tecnica, potenziarne i collegamenti con le aziende, aggiornarne i
curricula tecnici, valorizzarne le attività di laboratorio e l'apprendimento
d'esperienza ». Un rilancio che è un fattore decisivo anche per preparare
l'uscita dalla crisi economica. Prima o poi le commesse e le produzioni
ripartiranno. «La domanda di manodopera specializzata solo sei mesi fa era altissima,
al punto che l'offerta del territorio di diplomati non saturava le necessità. -
dice Agostino Benassi, segretario Confartigianato Bologna- . Nessun ragazzo in
uscita dai percorsi d'istruzione tecnica o professionale faticava a trovare
lavoro. In questo momento è tutto fermo solo perché la crisi immobilizza
tutto». Per Francesca Fani delegata alla Formazione della Unione industriali di
Prato, «la formazione tecnica ha un ruolo centrale nell'attività industriale
delle aziende, è un elemento competitivo e necessario ai processi di
innovazione. Ma nelle politiche formative questo ruolo è sottovalutato. Gli
strumenti di laboratorio e i programmi scolastici sono ben lontani da quello
che i diplomati troveranno nel mondo industriale. Le attrezzature ma anche i
docenti hanno bisogno di un aggiornamento per seguire l'evolversi dei
processi,dell'organizzazione e delle tecnologie. Un aggiornamento che per i
docenti al momento è lasciato alla loro libera iniziativa». Il nodo è il saper
fare. «Le imprese lamentano una scarsa dimestichezza da parte degli studenti
con l'attività pratica. - sostiene Orietta Valvelli, direttrice Cna Ascoli
Piceno - è un aspetto difficile da modificare perché gli istituti non
posseggono laboratori con strumentazioni moderne e in azienda si trovano a
contatto con macchinari profondamente diversi. Ma ci sono anche ragazzi che non
hanno dimestichezza neppure con un foglio di calcolo elettronico ». Una strada
sono le esperienze d'incontro tra scuola e impresa. «Le dinamiche e le
caratteristiche che sono peculiari di un'impresa si apprendono con l'esperienza
diretta ed è un patrimonio che dobbiamo riuscire a trasmettere ai giovani. -
spiega Paolo Annetti, direttore Cna Perugia - . Come associazione cerchiamo di predisporre dei progetti ad hoc ma tra le
difficoltà ci sono i tempi della burocrazia, che non aiutano a sviluppare questi momenti d'incontro». E
aggiunge Patrizio Zini, presidente Confartigianato Pistoia: «Dove la scuola è
riuscita a saldarsi all'economia reale i ragazzi trovano occasioni di lavoro,
ma occorrono capacità professionali e tecniche più facilmente spendibili.
Osserviamo, invece, una forte discrepanza con la realtà. Per esempio c'è chi
esce da un istituto tecnicoo professionale e non ha mai visto una macchina a
controllo numerico o, per analogia, nel mondo amministrativo diplomati che non
hanno mai usato un software gestionale». IL NODO Le figure specializzate
continuano a essere un problema irrisolto per molti settori del mondo
produttivo L'esperta. Roberta Caprari, delegata Education per Confindustria
Modena L'artigiano. Paolo Annetti, direttore della Cna della provincia di
Perugia
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-01-21 - pag: 10 autore: Il conflitto in Medio
Oriente. L'economia della Striscia prova a ripartire per la terza volta,
sperando in una pace duratura A Gaza una ricostruzione a rischio Il leader
degli imprenditori chiede che le risorse vengano gestite dall'Onu Ugo Tramballi
GAZA CITY. Dal nostro inviato «Mi sveglio la mattina e non ho niente da fare. è
così da due anni. Lei lo ha mai visto un imprenditore che non ha niente da
fare?». Ma ieri è stata finalmente una mattina diversa: FaysalShawa ha
convocato i 200 soci della locale Confindustria per fare una lista dei danni di
guerra. La ricostruzione, l'ennesima a Gaza, è vicina. Solo i sauditi
promettono un miliardo di dollari: «Loro dicono mille milioni perché sembra di
più», ironizza Faysal. Poi verranno come al solito gli altri ricchi del Golfo,
gli europei, la Banca mondiale. «E Barack Obama certamente farà la sua parte»,
aggiunge, guardando la Cnn nel suo ufficio, sintonizzata con molti disturbi
sulla cerimonia presidenziale. Il generatore garantisce l'elettricità, il
satellite fa quello che può, i cellulari sono morti. Era già successo nel 1994
quando nacque l'Autorità palestinese di Yasser Arafat e nel 2005 quando Ariel
Sharon ritirò Israele dalla Striscia. Alle due ricostruzioni sono seguite due
distruzioni. Come si fa a impedire che accada anche con la terza, se Hamas è
sempre a Gaza e Israele non ha chiuso la sua partita? Nella prima una notevole
parte dei soldi era stata dilapidata dalla corruzione di Fatah, nella seconda
Hamas li ha spesi per armarsi. «Noi industriali abbiamo un'idea. Chiediamo alla
comunità internazionale di non dare soldi ai palestinesi fino a quando Fatah e
Hamas non si mettono d'accordo e fanno un Governo di unità nazionale. Poiché il
processo sarà lento e quia Gaza non possiamo aspettare, proponiamo sia l'Onu a
gestire la ricostruzione». Faysal Shawa, 40 anni, segretario generale della
Palestinian businessmen association, ha un'azienda farmaceutica, una edile e
una che fa asfalto. Tutte chiuse. «In due anni noi del settore privato abbiamo
mandato a casa 100mila persone. è umiliante ». L'ultima impresa, di asfalti,
Faysal l'aveva comprata per 1,4 milioni di dollari in Israele, smontata e rimontata
al di qual del confine. «Era il 2005, Sharon stava per smantellare le colonie e
pensavamo fosse venuto il momento di Gaza. Poi gli israeliani hanno bloccato
l'importazione di ghiaia e bitume. Abbiamo chiuso dopo 50 ore di lavoro». La
fabbrica a Johredikh, arrugginisce a 500 metri dalla
frontierad'Israele.Dall'altra parte del muro di cinta viene un poco
rassicurante rombo di carri armati in movimento. La campagna è verde in questa
stagione. Tranne dove sono passati i tank: alberi da frutta e ulivi fatti a
pezzi affondano nel fango. «Nel 2000 producevamo 2.500 tonnellate di agrumi,
l'anno scorso erano 25. Quest'anno saranno 18, forse». Le necessità della
politica e quelle dell'economia sembrano distanti, ma non è così. Sono
strettamente legate. «Gaza è l'esempio perfetto dell'impossibilità di riuscire
nello sviluppo senza risolvere la questione politica », dice Sami Abdel-Shafi,
economista di 39 anni, dieci anni di esperienza in California prima di tornare
a Gaza e rimanervi chiuso dentro: «Speravo di partecipare all'altra
ricostruzione. Per due volte- prosegue- abbiamo avuto gli aiuti per rinascere.
Ma fino a che non è risolto il nostro problema con Israele, dopo ogni
ricostruzione verrà una distruzione. La formula è ovvia: garantire una
soluzione politica che crei stabilità la quale crea le condizioni per lo
sviluppo economico ».Abdel-Shafi è d'accordo che a occuparsi della
ricostruzione sia «un organismo non politico.Ma non
l'Onu:troppa burocrazia.
Occorre creare un consorzio di poche persone, agile e indipendente. Ma non si
può sfuggire alla politica: funzionerebbe solo se Hamas e Fatah sono
d'accordo». Come in ogni Paese, anche qui gli imprenditori hanno un'agenda
politica.Quelli di Gaza e Cisgiordania, in Palestina fanno lobby per una
riconciliazione tra Fatah e Hamas; fuori dalla Palestina la fanno perché Hamas
sia riconosciuto. «Esistono e non è solo terrore e razzi», dice il capo degli
industriali. Però i Qassam ci sono, fate lobbing anche contro i razzi? Faysal
non la prende molto bene. «Lanciare i Qassam è un grave errore. Ma da quando
Hamas è al potere qui? Due anni. Gli accordi di Oslo li abbiamo firmati nel
1994, ma per Israele Arafat era un terrorista. Poi è venuto Abu Mazen: troppo
debole, hanno detto. Intanto hanno distrutto l'aeroporto di Gaza e impedito che
costruissimo il porto; hanno fatto altre colonie e un muro in Cisgiordania.
Tutto questo è accaduto prima che Hamas prendesse il potere. In Occidente vi
siete mai chiesti se il problema non fosse anche Israele, il suo modo di
vederci solo come un problema di sicurezza e non come un'occasione di
prosperità? No, credo di no». Arrivano gli altri imprenditori di Gaza, è venuto
il momento di fare la lista della prossima ricostruzione. L'APPELLO «La
Comunità internazionale non deve dare soldi ad Hamas e Fatah finché non
riusciranno a formare un Governo unitario» Danni collaterali. Il segretario
generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in visita all'edificio Onu colpito
dall'esercito israeliano durante l'attacco a Gaza REUTERS
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-21 - pag: 17 autore: Il gruppo farà
da apripista alle imprese italiane interessate ai mercati dell'Est Enel
conferma i piani in Romania Gerardo Pelosi BUCAREST. Dal nostro inviato è un
messaggio rassicurante quello che Enel lancia al nuovo governo romeno di
coalizione (Psd-Pld) guidato dal giovane Emil Boc, delfino del presidente
Traian Basescu. Nonostante il 2009 sarà un anno di grave crisi anche nei Paesi
della nuova Europa, il gruppo italiano non rivedrà i suoi programmi: conferma,
quindi, i 700 milioni di euro di investimenti nei prossimi quattro anni per
rendere più affidabile la rete di 93mila Km che Enel attualmente gestisce in
Romania; proseguire il programma eolico, nucleare e a carbone pulito ma
soprattutto porsi come punto di riferimento per molte aziende italiane del settore
elettrico che intendono investire nel Paese. «L'obiettivo che vogliamo
perseguire - spiega l'amministratore delegato di Enel Romania, Matteo Codazzi –
è quello di migliorare il servizio, ridurre le attuali interruzioni della rete
elettrica romena dove i black out oscillano ancora da 11 a 15 ore l'anno per
arrivare ai livelli italiani dove, nel 2007, le interruzioni sono state
inferiori all'ora in un anno».Codazzi parla a Bucarest in un seminario sulle
opportunità di sviluppo tra Italia e Romania davanti ai rappresentanti delle
aziende italiane e romene attive nella fornitura di servizi, materiali e
componenti elettrici. Ad ascoltarlo, autorità del nuovo Governo romeno ma
soprattutto imprenditori del settore, per l'Italia rappresentanti dall'Anie e
dal suo presidente, Guidalberto Guidi. Segnali di fiducia inconsueti in tempi
di recessione ma, come osserva l'ambasciatore d'Italia a Bucarest,Mario Cospito
«è proprio ora che dobbiamo impegnarci per invertire la tendenza puntando
sull'economia reale». E la Romania conta sempre molto sull'aiuto dell'Italia i
cui capitali hanno contribuito a realizzare almeno il 10% del proprio Pil. Il
nuovo Governo, annuncia il presidente dell'alleanza confindustriale romena,
George Paunescu, «è fermamente intenzionato ad aiutare le imprese e a rendere
sempre appetibili gli investimenti in Romania». Anche se
bisognerà continuare a fare i conti con un eccesso di burocrazia come lamenta il presidente
di Anie, Guidi, che porta però la sua personale positiva esperienza in Romania
dove Ducati energia occupa 350addetti. «La crisi osserva Guidi - imporrà una
mutazione genetica nel fare impresa e renderà sempre più multipolari le nostre
aziende». Ed Enel, che ogni mese entra, con le sue bollette, in due
milioni e mezzo di case romene (con Dobrogea, Banat e Muntenia Sud) e occupa
5.500 lavoratori locali, si candida a fare da apripista per molte imprese nel
settore elettrico. Le aziende italianee romene attive nei servizi alla rete e
nei materiali potranno agire in sinergia: quelle italiane con il loro bagaglio
di capacità ingegneristica e gestionale, quelle romene con il contenuto locale
e la conoscenza del mercato. Nel futuro di Enel, che punta a realizzare nei
prossimi anni il 55% della propria attività all'estero, c'è anche per la Romania
un passo deciso nella capacità di generazione: entro la prima metà del 2010
diventerà operativo il parco eolico di Costanza con una produzione di 200
megawatt mentre bisognerà attendere per conoscere la tempistica del nucleare
(Enel è nel consorzio per i nuovi reattori di Cernavoda) e per le centrali a
carbone di Galati e Braila. Enel. Fulvio Conti CONTRASTO
(
da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 29 -
Provincia Lite al comando tra Pasetto e Sellan il Comune si costituisce parte
civile SAN DONA'. Il Comune si costituirà parte civile e chiederà un risarcimento
dei danni a Marco Pasetto. Mentre è stata rinviata al 23 marzo l'udienza del
processo che lo vede contrapposto al comandante della polizia locale, il
tenente colonnello Danila Sellan, il giudice ha accolto la richiesta
dell'amministrazione comunale sandonatese. La Sellan lo aveva chiamato in
tribunale dopo un litigio sfociato a pugni o sberle. In particolare lei
sosteneva di aver ricevuto un pugno da Pasetto, il quale a sua volta aveva
sostenuto di aver ricevuto una bella sberla dalla comandante, con tanto di
testimoni da ambo le parti. Chi aveva ragione? Il fatto era accaduto in un
momento di particolare tensione, quando tra i due non correva già più buon
sangue e ogni discussione rischiava di finire in una violenta baruffa. Se da
una parte si assiste all'ennesimo rinvio, la novità è appunto la richiesta del
Comune di costituirsi parte civile. Questo significa che se dovesse vincere la
Sellan, Pasetto non solo dovrebbe risarcirla dei danni subiti, ma dovrebbe
anche risarcire il Comune. Il giudice ha accolto dunque la richiesta del
Comune. Nelle scorse settimane il caposervizio della polizia amministrativa si
è rivolto alle videocamere in rete di youtube per
raccontare la sua storia di dipendente comunale vessato e «mobbizzato»,
sollevando successivamente, e a sorpresa, da ogni responsabilità gli
amministratori e i politici per le sue disavventure, le cui cause sono state
attribuite ai dirigenti comunali e alla burocrazia. Un capovolgimento di fronte che ha fatto discutere l'opinione
pubblica. (g.ca.)
(
da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)
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Burocrazia
Aperte le buste, ha
partecipato alla gara solo la società mestrina 43 milioni per l'area del
Mercato Venice Campus farà il nuovo Mof e la via Torino del futuro I PUNTEGGI.
Progetto promosso per il ridotto carico urbanistico La qualità architettonica e
i tempi sarebbero da rivedere MASSIMO SCATTOLIN Quarantatre milioni 730mila
euro. Tanto ha offerto al Comune di Venezia la Venice Campus per l'acquisto
dell'area dell'attuale mercato ortofrutticolo di via Torino da adibire a zona
residenziale e universitaria. Nell'ambito dell'operazione è prevista anche la
realizzazione del nuovo Mof in via Porto di Cavergnago: a carico del Comune una
compartecipazione (2,5 milioni di euro) alle spese di bonifica dell'area
dell'attuale Mof. Ieri pomeriggio in Villa Querini l'apertura della busta
contenente l'offerta economica e le condizioni di massima del progetto di
fronte alla commissione presieduta dal direttore del Dipartimento
Pianificazione territoriale Salvatore Vento e composta dai direttori o
funzionari degli uffici Contratti, Patrimonio, Urbanistica, Sportello unico e
dall'ad di Veritas Andrea Razzini. L'offerta Campus. Venice Campus (capogruppo
di un costituendo raggruppamento d'imprese che comprende Seci Real Estate, Seci
spa, Favero & Milan Ingegneria, Gedi, Impresa costruzioni Pellicciari e
Adanti) ha offerto 46 milioni 200mila per i 165mila metri cubi destinati a
residenza privata, 30mila euro per i 30mila metri cubi destinati a residenza
universitaria. Detratti i 2,5 milioni di compartecipazione di Ca' Farsetti alle
spese di bonifica la Venice Campus si è quindi detta pronta a staccare un
assegno piuttosto consistente: 43 milioni 730 mila euro. Il progetto. Una volta
trasferito il mercato ortofrutticolo, nell'area di via Torino è prevista la
realizzazione di residenza per studenti (30mila metri cubi con almeno 350 posti
letto e 250 stanze, spazi comuni e commerciali, spazi per attività
universitarie e servizi) e residenza privata, direzionale e commerciale
(165mila metri cubi). Tutto sarà realizzato - è precisato nell'offerta
presentata - secondo i canoni dell'edilizia eco-sostenibile. L'iter. Conclusi i
lavori della commissione la pratica, a questo punto, passa alla giunta.
Spetterà agli assessori (coinvolti soprattutto i responsabili dell'Urbanistica,
delle Attività produttive, della Mobilità) accettare il progetto così com'è
stato presentato dalla Venice Campus oppure intavolare una trattativa
finalizzata a migliorare il progetto stesso sotto il profilo della qualità
architettonica, della riqualificazione ambientale, dei tempi di realizzazione.
La commissione ha già esaminato il progetto e dato una valutazione puntuale
sotto di versi aspetti. Il progetto è stato promosso a pieni voti per la
soluzione offerta alla residenza studentesca e ha sfiorato il massimo al
capitolo «minor carico urbanistico». Punteggi più modesti - o almeno questo è
stato il giudizio dato dalla commissione tecnica incaricata di valutare la
proposta - sono stati attribuiti agli altri aspetti: qualità architettonica,
riqualificazione ambientale, tempi di realizzazione. Sarà comunque il consiglio
comunale, alla fine, l'organo chiamato a esprimersi sull'intera operazione. I
tempi. A proposito di tempi molto dipenderà dalle modalità secondo cui si
avvierà questa trattativa. Venice Campus si è impegnata a consegnare il nuovo
Mof entro 42 mesi dalla registrazione della convenzione attuativa con Ca'
Farsetti. Un periodo (quasi quattro anni) sufficientemente ampio all'apparenza
ma che, in realtà, tiene conto dei «tempi della burocrazia». Al contempo la Campus
pretende che l'attuale Mof liberi l'area di via Torino entro sei mesi dal
rilascio della certificazione di agibilità del nuovo Mof in via Porto di
Cavergnago. Come sul progetto di via Torino anche sulle caratteristiche del
nuovo mercato ortofrutticolo potrebbe esserci un confronto con Veritas,
gestore e responsabile del servizio. Molto più lunghi, infine, si prospettano i
tempi per la realizzazione della nuova via Torino residenziale e universitaria.
In assenza di ostacoli, secondo i proponenti, la nuova area non vedrà la luce
prima di una decina d'anni.
(
da "Cittadino, Il" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Distribuzione gas,
sì alla variante richiesta dalla Snam n Il progetto di potenziamento della
stanza dei bottoni per la distribuzione nazionale di gas, si
è sganciato dalla burocrazia. Nel consiglio comunale di martedì è stata infatti approvata la
variante al Piano regolatore, richiesta da Snam rete Gas per l'estensione del
centro di dispacciamento che sorge tra le vie Ravenna e De Gasperi. Un quartier
generale che, come ha ricordato il consigliere del Pd Oliviero Coran,
rappresenta anche un obiettivo sensibile per il rischio di attentati, di cui si
parlava già nel periodo della guerra del Golfo. Proprio per questi aspetti
particolarmente delicati, l'azienda nella documentazione trasmessa ai
consiglieri fa specifico riferimento all'aspetto sicurezza, nell'ambito di una
carrellata di notizie riguardo l'attività ospitata nel complesso produttivo
locale. Le perplessità avanzate dall'opposizione nel corso del breve dibattito
che ha caratterizzato questo passaggio, hanno riguardato in ogni caso
soprattutto l'aspetto procedurale, dal momento che l'iter non ha previsto la
fase dell'adozione, bensì la variante è stata licenziata in un'unica tappa. In
particolare, la richiesta si è alzata dalla stessa divisione della Snam che,
come è stato ricordato, ha avuto l'esigenza di concentrare in un unico punto di
riferimento tutta l'attività riguardante il monitoraggio e la distribuzione.
Negli spazi vengono quindi ospitati computer e altri supporti tecnologici che
24 ore su 24 consentono un costante controllo su una vasta rete di impianti. Il
comune ha dato seguito ha questa istanza, che a questo punto potrà andare in
porto, in base ad un disegno che pare già di fatto pronto. Il progetto non
dovrebbe in ogni caso comportare particolari sconvolgimenti in una zona ricca
di complessi già dedicati all'ingranaggio operativo della grande compagnia.
(
da "Stampa, La" del 22-01-2009)
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Burocrazia
L'assessore Frassino
«Si potranno montare sulle tegole ma senza turbare l'estetica» [FIRMA]ANTONIO
GIAIMO PINEROLO Il problema era venuto a galla a marzo dello scorso anno: sulla
collina di Pinerolo è vietato installare sui tetti delle abitazioni i pannelli
solari perché deturpano l'ambiente. «Stiamo lavorando proprio per modificare
alcune norme del regolamento attuativo che ha imposto queste limitazioni
esclusivamente per ragioni estetiche», aveva spiegato a marzo l'assessore
all'Urbanistica, Gabriella Frassino. Ma sino ad oggi nulla è cambiato, il
divieto rimane, unica possibilità è quella di installare il pannello a terra,
in giardino, dove però la resa è limitata. Dopo l'uscita della notizia, il
Consiglio comunale il 30 marzo scorso aveva approvato una variante al vecchio
piano particolareggiato della collina, varato nel dicembre del 2002. Era quello
che imponeva i vincoli ed è stato cancellato dall'articolo 53, «interventi
volti al contenimento energetico», la frase: «È vietato sistemare le
attrezzature sulle coperture a falda degli edifici. È prescritta la
sistemazione a terra». Precisa l'assessore: «Adesso i pannelli solari si
potranno collocare anche sulla copertura, ma dovranno avere una configurazione
equilibrata nella composizione architettonica e non dovranno turbare
l'equilibrio estetico del fabbricato». La nuova variante, anche se offre
qualche possibilità in più, non spiana la strada a chi ha fatto una scelta
ecologica, infatti si legge: «Nel caso di interventi su edifici esistenti, i
pannelli dovranno essere integrati nella falda, fatte salve soluzioni tecniche
alternative giustificate da impossibilità concreta di realizzazione o da
migliori prestazioni energetiche». Ma il vero inghippo, il nodo difficile da
sciogliere, è racchiuso nelle due ultime righe del testo variante: «In tutti i
casi per l'installazione dei pannelli dovrà essere valutata la compatibilità
con le indicazioni del piano paesistico provinciale». Ed
ecco che a questo punto la burocrazia fa sentire il suo peso: la variante al piano particolareggiato
della collina di Pinerolo è stata inviata per competenza il 28 luglio alla
Commissione regionale dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione, che a
dicembre ha risposto al Comune, spiegando che non è in grado di dare il via
libera a questa modifica. «La presa d'atto - sostiene il presidente
della Commissione regionale, Sergio Conti - è legata al fatto che si dovranno
determinare schemi precisi o criteri guida al fine di assumere una posizione
omogenea nei confronti di analoghi interventi».
(
da "Italia Oggi" del 22-01-2009)
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Burocrazia
ItaliaOggi Numero 018
pag. 9 del 22/1/2009 | Indietro Autostrade del mare, sì
dell'Ue a burocrazia più snella ECONOMIA E POLITICA approvata la proposta di
direttiva di tajani Nuove e più snelle procedure burocratiche per stimolare lo
sviluppo delle autostrade del mare nell'Unione europea, quelle vie di trasporto
merci che possono decongestionare le nostre strade e aiutare anche la lotta
contro l'inquinamento, con un occhio alla nuova occupazione. è il
progetto che ha lanciato ieri la Commissione europea, approvando la proposta di
direttiva elaborata dal vicepresidente con delega ai trasporti Antonio Tajani.
Lo stesso commissario italiano ha presentato il provvedimento alla stampa,
spiegando che l'intento che ne è alla base è di «applicare al trasporto
marittimo le stesse regole di quello via terra». Attualmente infatti una nave
che giunge da una zona extra Ue in un porto europeo e da questo si sposta verso
un secondo porto comunitario e poi magari a un terzo è ogni volta sottoposta
agli stessi controlli doganali, come se sempre venisse da fuori dall'Unione.
«Questa proposta di direttiva», ha spiegato Tajani, «punta a semplificare le
procedure per stimolare il trasporto marittimo nel quadro delle intermodalità.
Vogliamo che il trasporto via mare sia sempre più una opportunità, e quindi
lavoriamo per renderlo competitivo». Il provvedimento, che ora dovrà passare
l'esame del consiglio e del parlamento, potrebbe entrare in vigore nel gennaio
del 2010, e portare a un risparmio di spese burocratiche di circa 2,4 miliardi,
secondo gli esperti della Commissione, per le navi che attraccano nei 1.200
porti europei. Tajani ha sottolineato come questo provvedimento «possa
contribuire significativamente anche alla lotta contro l'inquinamento portato
dal trasporto su gomma, spesso poi imbottigliato in lunghe file». Secondo il
vicepresidente della Commissione «dagli stati membri abbiamo ricevuto un grande
interesse a questa proposta di trasporto marittimo senza barriere, che è anche
un importante segnale di modernizzazione del sistema». C'è anche un positivo
risvolto occupazionale, pur se non ancora quantificato. «Lo sviluppo del
settore marittimo», ha detto Tajani, «potrà portare anche a nuova occupazione.
Puntiamo molto sui giovani, perché capiscano che questo settore offre
opportunità di lavoro qualificato e ben remunerato». Attualmente gli addetti
alla marineria in Europa sono circa 1,5 milioni, il 70% dei quali lavora a
terra, nella progettazione e costruzione delle navi, nell'elettronica, nella
logistica dei cargo. «Siamo estremamente soddisfatti da questa proposta», ha
commentato Claudio Martini, presidente della regione Toscana e presidente della
Conferenza delle regioni marittime europee. «Riteniamo che la Commissione abbia
fatto un passo decisivo per rendere il trasporto marittimo più competitivo», ha
aggiunto Martini, «e vorrei sottolineare l'impegno della direzione trasporti e
del commissario Tajani, che ha mostrato apertura alle proposte della
Conferenza, il cui obiettivo è il rilancio del settore marittimo in Europa».
(
da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 21 - Cronaca Record
di sbarchi e vittime il 2008 anno orribile sulle rotte degli immigrati Il
dossier VLADIMIRO POLCHI ROMA - «Niente più barconi, a Lampedusa solo turisti».
Le speranze del ministro Roberto Maroni rischiano di naufragare nel canale di
Sicilia. Contro l´immigrato clandestino, infatti, la linea dura del governo non
ha dato finora i frutti sperati. Qualche esempio? Record di sbarchi: oltre
36mila nel 2008, 1.500 nei primi 20 giorni del 2009 (contro i 20mila del 2007).
Record di vittime: 642 sulla rotta per la Sicilia (erano 556 nel 2007).
Espulsioni a rilento: solo 6.500 nei primi 10 mesi del 2008. Centri al
completo: 10mila gli irregolari ospitati attualmente nei centri governativi
(oltre che nei 50 centri aperti in emergenza). Burocrazia
lumaca: quasi un milione gli immigrati in attesa del rinnovo del permesso di
soggiorno; mentre l´esame delle pratiche del decreto flussi 2007 - nonostante
l´accelerata degli ultimi mesi - non è ancora finito (il caso più critico a
Roma: sotto il 50% delle domande esaminate). Eppure, la lotta
all´immigrazione clandestina è una delle bandiere dell´attuale governo. Certo,
la maggioranza deve ancora dare piena attuazione al suo programma. Tanti i
progetti che restano sulla carta. L´11 novembre scorso Maroni annunciava: «Nei
prossimi giorni apriremo nuovi Centri d´identificazione ed espulsione». Chi
l´ha visti? Nessuno. La relazione tecnica è pronta. Sta al ministro ora
decidere le aperture. Ma molte Regioni già hanno manifestato la loro
contrarietà ad ospitare un Cie. Il reato d´immigrazione clandestina è stato
derubricato a semplice ammenda. Gli accordi di riammissione con i Paesi
d´origine dei flussi migratori sono ancora pochi e inefficaci. Il nodo libico
impedisce di dare avvio ai pattugliamenti congiunti. E se non bastasse, una
recente sentenza della Cassazione ha bloccato le espulsioni non adeguatamente
motivate. Quanto alla burocrazia, la Cgil sta
preparando un ricorso collettivo contro i ritardi nel rilascio e rinnovo dei
permessi di soggiorno, che coinvolgono quasi un milione di migranti. I tempi
d´attesa? Anche un anno. Quelli prescritti dalla legge? Appena venti giorni. E
accade il paradosso che il permesso di soggiorno rinnovato viene consegnato già
scaduto.
(
da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-22 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Lavori pubblici L'assessore: infondate le critiche dei
sindacati Mussner difende il Durc soft «Burocrazia da alleggerire» BOLZANO —
«Il nostro obiettivo è abbattere la burocrazia».
Parola dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Florian Mussner che,
durante il dibattito «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia » tenutosi ieri nell'aula magna della Libera
università di Bolzano, ha tracciato la rotta da seguire per portare a temine
quella che sembra essere una «mission impossible». Lo scopo dell'incontro era
ascoltare le proposte provenienti dagli addetti ai lavori del settore edile per
far sì che vengano ridotti drasticamente i tempi ma anche i costi della burocrazia: «Le leggi della Provincia prevedono meno burocrazia rispetto a quelle nazionali. Per questo motivo,
ritengo che dobbiamo lavorare intensamente per tutelare la nostra autonomia—
sostiene l'assessore —. Il dialogo è importante per raggiungere risultati
concreti. Solo attraverso di esso è possibile trovare soluzioni efficaci ». Il
dibattito si è infervorato quando è stato affrontato il tema delle modifiche al
Documento unico di regolarità contributiva (Durc) richiesto dagli enti pubblici
per accertare che le aziende abbiano regolarmente assolto agli obblighi
contributivi. La Provincia, in particolare, ha disposto con una circolare a
fine dicembre che il Durc va presentato solo all'inizio e al termine delle
opere appaltate. Per lo stato di avanzamento dei lavori, invece, basta che
l'impresa produca una semplice autocertificazione. Questo provvedimento, però,
ha sollevato le proteste dei sindacati. Questi ultimi, infatti, sostengono che
le modifiche al Durc non rientrino nelle competenze della Provincia. La replica
dell'assessore Mussner non si è fatta attendere: «I sindacati sono sempre
contrari per principio. Il nostro operato è trasparente e va incontro alle
esigenze delle imprese edili. Le modifiche al Durc rappresentano un passo
importante per abbattere la burocrazia. Ci opporremo
a chiunque vorrà impedirci di raggiungere questo obiettivo — attacca Mussner —.
Non c'è dubbio che il Durc sia uno strumento importante per la lotta al lavoro
nero. Non capisco, però, come si possa pensare che la Provincia voglia favorir
l'illegalità quando ha sempre fatto di tutto per combatterla». Se le modifiche
al Durc non raccolgono il consenso dei sindacati, l'Associazione provinciale
artigiani (Apa), attraverso il direttore Hanspeter Munter, plaude
all'iniziativa dell'assessore: «Quella del Durc è una modifica che chiedevamo
da anni. è il caso di sottolineare, poi, che le dichiarazioni false rilasciate
nelle autocertificazioni hanno conseguenze penali. Questo è un aspetto che non
va assolutamente sottovalutato ». Stamane i sindacati incontreranno, su questo
tema, l'assessore Mussner e l'assessore al Lavoro Barbara Repetto. Tra i 50
punti presi in esame ieri spiccano la riduzione dal 50 al 25% delle percentuali
di cauzione versate dalle imprese edili, che sarà attuata «in tempi brevi», ma
anche l'annuncio di Mussner che non firmerà più varianti ai progetti presentati
se non in casi eccezionali. Rocco Leo Chi è Deciso Florian Mussner, assessore
provinciale ai Lavori pubblici, sta cercando di ridurre l'impatto della burocrazia sulle aziende
(
da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2009-01-22 num: - pag: 8
categoria: PUBBLICITA PROSEGUE LA LISTA DELLE PROPOSTE AI NUOVI CONSIGLIERI
PROVINCIALI Potere d'acquisto e urbanistica Una maggiore attenzione al ceto
medio è tra le priorità di Assoimprenditori A l t o Adige Potere d'acquisto e
urbanistica: con queste tematiche prosegue l'approfondimento delle proposte
volte a favorire lo sviluppo dell'economia locale che Assoimprenditori Alto
Adige ha inviato a tutti i neoeletti consiglieri provinciali. Nelle edizioni di
dicembre “la voce degli imprenditori” ha preso in esame le prime sette tematiche
ed oggi prende in considerazione le successive due. Potere d'acquisto In tempi
di debolezza congiunturale è necessario incrementare il potere d'acquisto della
popolazione. Oltre alle fasce socialmente deboli e ai soggetti a reddito basso
particolare attenzione va attribuita ai ceti medi della società: • Al fine di
smorzare la progressività delle imposte dovrebbe essere introdotto in Alto
Adige lo splitting familiare con i relativi adeguamenti, al fine di sostenere i
nuclei familiari e di evitare che soprattutto le famiglie con prole scivolino
nella povertà. • Adeguamento dell'aliquota Irpef al drenaggio fiscale (fiscal
drag). A causa dell'aumento del reddito innescato dall'inflazione, lo scaglione
fiscale dei contribuenti tende a salire. Ciò comporta un aumento della
progressività impositiva senza reale incremento del reddito. • A causa
dell'aumento generalizzato dei prezzi i lavoratori devono sostenere costi più
elevati, ad esempio per recarsi sul posto di lavoro, ecc. Questi costi
dovrebbero risultare deducibili, ad esempio mediante l'introduzione di un
forfait sul pendolarismo secondo l'esempio di altri paesi. Anche se tali
proposte rientrano prevalentemente nella competenza statale, il consiglio
provinciale dovrebbe presentare delle petizioni. Urbanistica Le norme
urbanistiche rappresentano ormai in Alto Adige una giungla così intricata ed
imperscrutabile da disorientare persino gli esperti. Come primo obiettivo la
disciplina della materia dovrebbe essere semplificata e snellita, in modo da
risultare generalmente comprensibile. Nell'assegnazione di aree produttive e
nella realizzazione di fabbricati industriali i procedimenti devono essere
snelliti e i tempi di attesa radicalmente ridotti. In considerazione della
spinta esercitata dalla concorrenza le imprese non possono più permettersi di
aspettare per anni una risposta dall'autorità. Anche per questa ragione varie
aziende voltano le spalle all'Alto Adige, fatto che mette sempre più a
repentaglio il nostro benessere, poiché cosi l'Alto Adige perde soprattutto
posti di lavoro e gettito fiscale. Nell'edilizia privata dovranno essere
sostanzialmente ripensate le convenzioni a tempo indeterminato. Sono necessarie
più superfici per l'edilizia privata, oltre che una spinta per ridare fiato al
mercato delle locazioni. Le imprese e gli imprenditori devono poter mettere a
disposizione del loro personale terreni privati per l'edilizia residenziale. Il
catalogo delle proposte di Assoimprenditori Alto Adige ha toccato i più
diversi: La localizzazione economica dell'Alto Adige, Leading competence units,
imposte e tasse, sicurezza sul lavoro, incentivi pubblici, istruzione,
conciliabilità tra famiglia e lavoro, potere d'acquisto, urbanistica,
trasporti, autostrade informatiche, energia, tutela dell'ambiente e burocrazia. Sulle prossime edizioni de “la voce degli
imprenditori” saranno approfondite le tematiche successive. CHRISTOF OBERRAUCH
Presidente di Assoimprenditori Alto Adige
(
da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-22 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Wirtschaftsring Widmann e Innerbichler: «Economia locale solida»
BOLZANO — La situazione dell'economia locale è stata analizzata dall'assessore
provinciale Thomas Widmann, nuovo titolare delle deleghe su industria,
commercio e artigianato, con il presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring
(Swr), Helmuth Innerbichler. L'incontro tra Widmann e Innerbichler, in qualità
di presidente dell'organizzazione che raggruppa le associazioni economiche di
lingua tedesca, è servito a fare il punto sulle richieste e le priorità degli
imprenditoria locale, «per rafforzare la base su cui le nostre aziende
operano», ha sottolineato Widmann. Si è discusso pertanto di formazione e
aggiornamento adeguati, della promozione dell'innovazione nelle nuove imprese e
in quelle già attive. Le parti hanno concordato sul fatto che «l'economia altoatesina poggia su fondamenta sicure e può guardare
al futuro con ottimismo perché ha le capacità e i presupposti per superare le
sfide della congiuntura internazionale», ha specificato Widmann. Nel colloquio
si è parlato anche di uno snellimento della burocrazia per le imprese, «senza quindi limitare eccessivamente con
regolamenti e restrizioni il loro sviluppo».
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-22 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE La crisi «è uno dei risultati peggiori in Italia che
causerà il taglio dell'occupazione dell'1,4 per cento» La Cgil lancia l'allarme
sul Pil 2009 Forte: «In Puglia calerà del 2%. E Vendola coordini i suoi
assessori» «La regione è attrezzata per accettare la sfida del federalismo
sfuggendo da atteggiamenti piagnoni» BARI — «La presenza di importanti gruppi
industriali in Puglia, che fino al 2007 ha sostenuto la crescita economica,
rischia di determinare una brusca frenata. Uno studio Svimez rileva, per il
2008, un calo del Pil dello 0,8 per cento e una previsione per l'anno
successivo del 2 per cento in meno. Si tratta di uno dei risultati peggiori in
Italia che causerà il taglio dell'occupazione dell' 1,4 per cento. Poi toccherà
alle piccole e medie imprese dell'indotto». L'analisi è di Giovanni Forte,
segretario generale della Cgil Puglia, che ieri ha tenuto la conferenza stampa
di inizio anno. Il sindacalista, nell'affrontare i temi economici sul tappeto,
ha tracciato un quadro estremamente delicato fatto di tagli e di un sensibile
calo del potere d'acquisto delle famiglie. «è questa la vera tragedia dei
nostri giorni - ha attaccato Forte - e noi dobbiamo lavorare affinché le classi
meno fortunate possano essere aiutate». Per far ciò, oltre a un'inversione di
rotta da parte del governo nazionale, la Cgil ritiene che si debba subito
attivare un tavolo regionale per affrontare la crisi. Il calo di produzione
dell'Ilva ha evidenziato Forte - determinerà conseguenze negative non solo per
i tremila dipendenti in cassa integrazione, ma almeno su altri tremila
dell'indotto dell'appalto. Il costante ricorso agli ammortizzatori sociali, ha
sottolineato il numero uno della Cgil di Puglia, potrebbe presto degenerare in
tagli dell'occupazione: nel Tac e nel mobile imbottito sono a rischio le 8mila
unità che godevano già prima della crisi della cassa integrazione in deroga.
«Il governatore Vendola ha aggiunto Forte - deve uscire allo scoperto con
un'azione più incisiva. In particolare, ha l'obbligo di chiamare a raccolta i
suoi assessori per impostare un programma di lavoro coordinato. Non mi piace
dare pagelle, ma spesso i componenti di giunta sembrano agire senza un filo
comune. La Regione si trova a gestire ingenti risorse, a partire dagli oltre
mille miliardi per la formazione professionale a disposizione fino al 2013. Si
tratta di finanziamenti che non vanno dispersi in tanti rivoli e in 381 enti
formativi ». Stesso discorso per gli aiuti alle imprese e alla realizzazione
delle opere infrastrutturali. «L'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo
- ha chiarito Forte - afferma che, nel settore della mobilità, ci sono lavori
pari a un miliardo e cento milioni. Ma gli operatori si chiedono quando saranno
spesi? Si rischia di finire impantanati nelle maglie della
burocrazia. L'antidoto è
l'unità d'intento tra pubblica ammini-strazione, imprese e lavoratori ». La
Cgil attacca anche il management di Acquedotto Pugliese, e in particolare
l'amministratore unico Ivo Mon-teforte, per la minaccia del blocco degli
investimenti. «Non ci è sembrato - ha spiegato Forte - un atteggiamento
corretto. Fermare le opere è paradossale, non solo per l'impatto occupazionale
che la mancata spesa di quei 250 milioni potrebbe avere, ma per le
ripercussioni sull'emergenza idrica che le piogge di questi giorni hanno solo
attutito. E poi perché quelle risorse non rivengono certamente dalle tariffe.
Suggeriamo di introdurre nel tariffario clausole sociali, la cui applicazione
non può continuare a essere elusa». Sul Mezzogiorno e le politiche da mettere
in campo, la Cgil sta organizzando una manifestazione a marzo. Interverrà il
segretario nazionale Guglielmo Epifani. «La Puglia è attrezzata - ha concluso
Forte - per accettare la sfida del federalismo sfuggendo da atteggiamenti
piagnoni o da logiche di contrapposizione con il Nord». Nel 2008 la Cgil ha
registrato un aumento degli iscritti pari all'1,9%; in valore assoluto le
tessere sono oltre 300mila di cui 160mila pensionati e 140mila in attività.
Vito Fatiguso Numero uno pugliese Giovanni Forte, segretario generale della
Cgil Puglia
(
da "Centro, Il" del 22-01-2009)
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Burocrazia
Si moltiplicano i casi
dopo l'indagine a tappeto ordinata dal Comune Tarsu, bollette anche a chi
risiede fuori Vive a Moscufo da dieci anni, ma non ha presentato l'atto di
vendita MONTESILVANO. I 4.640 avvisi di accertamento fiscale sulla Tarsu
inviati ai presunti evasori, scoperchiano il caso delle ville da 300 metri
quadrati abbarbicate sulla collina e dichiarate come un miniappartamento di
periferia, ma fanno anche cadere in trappola chi, a Montesilvano, non ci abita
più da dieci anni. L'indagine a tappeto ordinata dall'assessore alle Finanze
Emidio Di Felice, per recuperare 300 mila euro di bollette non pagate, sta
causando il blocco dell'ufficio Tarsu assediato dai cittadini. La sorpresa è
che, vittime della burocrazia, sono anche i non residenti. Come Luciana Coppa che, nel 1999,
ha venduto la sua casa di via San Pietro ma si è vista recapitare, nel nuovo
alloggio di Moscufo, una bolletta da 150 euro per il 2003. Non è tutto, perché,
dopo l'atto del 1999, l'abitazione di via San Pietro è stata venduta, dai
successivi proprietari, altre quattro volte. Perché, allora, la bolletta
è stata inviata anche alla signora Luciana Coppa che dal 1999 è residente a
Moscufo? Al Comune di Montesilvano spiegano che chi vende la propria abitazione
è tenuto a comunicarlo anche all'ufficio Tarsu, altrimenti «la bolletta
arriverà vita naturaldurante». Per la signora Coppa, sarà necessario, quindi,
fare la fila all'ufficio Tarsu e presentare il certificato dell'atto di vendita
della casa di via San Pietro, dopo averne richiesto copia al suo notaio. Tra le
stranezze che il provvedimento del Comune si trascina, c'è anche il caso di un
condominio di via De Gasperi: su ogni piano ci sono tre appartamenti, ciascuno
da 85 metri quadrati. Contando anche il pianerottolo e le scale, l'intero piano
misura circa trecento metri quadrati. Il problema è che a tutti gli inquilini è
arrivata una bolletta con su scritto che l'appartamento è grande trecento metri
quadrati. Come tutto il piano. L'importo è di 300 euro a testa. Spunta anche
una cartella di pagamento non del 2003, ma del 2007, inviata al proprietario di
una attività commerciale di corso Umberto che però è stata chiusa dal 1993: 700
euro l'importo richiesto. Il dettaglio, in questo caso, è che la Tarsu risulta
pagata dai successivi proprietari dell'attività commerciale. Per il Comune che
chiede il pagamento due volte, si tratta di «una sovrapposizione». Ma chi di
avvisi di accertamento fiscale ferisce, perisce: nelle maglie dell'indagine
anti-furbi - così è stata ribattezzata in municipio - sono rimasti intrappolati
anche consiglieri comunali e assessori, tutti alle prese con i metri quadri che
non tornano. Pietro Lambertini
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-01-2009)
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Burocrazia
BILANCIO E
PROSPETTIVE. L'organizzazione di via Orzinuovi propone un piano in cinque punti
per lavoro e investimenti e richiama l'attenzione su una minaccia Cna, allarme
sulla Cassa: «C'è rischio burocrazia» ANDREA ROSSETTI di Giovanni Armanini Rischio burocrazia sulla Cassa integrazione
in deroga. Un pericolo, da evitare, denunciato ieri dalla Cna di Brescia nel
consueto incontro di inizio anno con la stampa. «Così come proposto nel decreto
anticrisi - hanno sottolineato i vertici dell'organizzazione di via Orzinuovi -,
lo strumento rischia di uscire appesantito e non rispondere alla
straordinarietà del momento. Si rischia di avere uno stanziamento puramente
virtuale - ha spiegato il presidente Andrea Rossetti -, con somme difficili da
reperire concretamente». CIÒ CHE NON VA, secondo l'organizzazione diretta da
Tobia Rizzini, è il metodo di distribuzione delle somme unito alla tempistica,
che rischia di essere ingolfata dalle numerose richieste. Solo a Brescia, dove
il tavolo anticrisi provinciale ha richiesto uno stanziamento straordinario da
20 milioni di euro da gestire a livello provinciale, le domande sono cresciute
del 300% negli ultimi due mesi. Ad oggi le stime parlano di circa 3.000
lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti coinvolti. «La cassa in deroga
- ha spiegato il responsabile delle relazioni sindacali Guido Cazzaniga - è uno
strumento che ha funzionato in passato, anche grazie alle garanzie preventive
di copertura degli enti bilaterali». Ma la crisi è straordinaria: «Per questo -
ha aggiunto Rizzini - bisognava intervenire sui tempi. Per avere i soldi
bisogna avere prima una sospensione di 90 giorni (coperta dall'ente bilaterale)
e se questo passaggio si concretizzasse il rallentamento sarebbe inevitabile».
Il decreto anticrisi posto sotto fiducia dal Governo è indirizzato: «Ma sarà
difficile - ha commentato Rossetti - intervenire nel reperimento di fondi che
saranno allocati a livello regionale». In questo quadro la Cna scommette sulla
bilateralità. «Va valorizzata l'esperienza maturata nell'artigianato - ha
aggiunto Rossetti - attraverso l'intervento dei Fondi per il sostegno al
reddito, originati dal sistema della bilateralità. Si tratta di una prassi fondamentale
nella prospettiva di riforma del sistema complessivo degli ammortizzatori
sociali». L'ASSOCIAZIONE punta quindi su un intervento organico che si sviluppi
lungo cinque precise direttrici: facilitare l'accesso al credito per le Pmi,
pagamenti certi dei crediti vantati dalle imprese, misure fiscali e studi di
settore, potenziare gli ammortizzatori sociali e rilanciare gli investimenti
pubblici. Il credito, chiaramente, sarà al centro dell'attenzione. La proposta:
«Serve un fondo di riassicurazione delle operazioni di credito - sottolinea
Rossetti - attraverso l'assistenza della garanzia del sistema dei Confidi che
costituiscono una rete vasta ed altamente specializzata nel valutare il merito
di credito esplicito e l'affidabilità reale delle imprese». Si apre così
l'ultimo semestre della presidenza di Andrea Rossetti, giunto alla scadenza del
secondo mandato quadriennale e quindi non più rieleggibile. Il leader Cna
lascerà l'incarico alla fine di giugno nell'assemblea che farà da preludio alla
regionale ed alla nazionale. Nei prossimi mesi saranno rinnovati ance i vertici
delle categorie di mestieri (Unioni).
(
da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Presa di posizione
del Comune «La media Satta è una scuola da salvare» CARBONIA. A proposito della
ventilata chiusura della scuola media Satta, la commissione consiliare Politiche
sociali, «ritiene si debba operare per cercare di mantenere intatto questo
patrimonio formativo per la città e il territorio e auspica che, dalla pubblica
sensibilizzazione al problema, ci sia un adeguato e meritato numero di
iscrizioni, che consenta un ulteriore rafforzamento del fondamentale ruolo
educativo». è scritto in un documento diffuso dall'organismo a conclusione di
alcune attività che hanno consentito di sintetizzare una posizione condivisa:
dagli incontri con docenti e genitori degli studenti, allarmati dalle voci di
soppressione dell'istituto e accorpamento anche logistico con la media Pascoli
(dal punto di vista amministrativo sono guidate da tempo da un unico
dirigente), al sopralluogo nello storico edificio di via della Vittoria. Alla
fine la posizione chiarisce che, laddove nell'esecutivo emergessero posizioni a
conferma delle notizie diffusesi nei mesi scorsi in via ufficiosa (chiusura della scuola e ingresso nell'edificio di uffici della burocrazia comunale), i consiglieri
della commissione si schiererebbero contro tale tentativo. Genitori e docenti,
si legge nel documento, contestano «la posizione di chi ritiene la scuola
sottoutilizzata, vista la presenza di sei classi di almeno venti alunni».
Si riafferma così «la funzione di questa scuola storica della città come
"polo culturale" e, cioè, come importante strumento per innumerevoli
attività anche pomeridiane. La scuola infatti ospita le scuole serali, la
scuola civica di musica, il corso di alfabetizzazione per anziani, rom ed extracomunitari,
oltre ai laboratori di supporto ai compiti per i bambini svantaggiati in
collaborazione con la provincia. A ciò si aggiungano alcuni spazi utilizzati
dal comune per l'ufficio elettorale e per l'Università della terza età». Da non
sottovalutare inoltre «l'esigenza di mantenere una scuola media baricentrica
rispetto all'area sud della città»: «disperdere questo immenso patrimonio di
esperienze e di storia della nostra città oltre che penalizzare la qualità
della formazione nel complesso» sarebbe insomma, per genitori, docenti e
consiglieri comunali, un grave errore. (g.d.p.) Giovanni Di Pasquale
(
da "Centro, Il" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Mastroianni:
«Obiettivo play-off» Con la società intesa fino a giugno AVEZZANO. E'
ufficiale: Carlo Perrone è il nuovo allenatore della Valle del Giovenco.
L'intesa è stata raggiunta nella giornata di ieri e soltanto nel tardo
pomeriggio la sicietà biancoverde ha reso noto i termini dell'accordo, che
legherà l'ex laterale della Roma e della Lazio alla società marsicana fino al
prossimo mese di giugno. Martedì la presnetazione ufficiale Perrone arriva in
sostituzione di Andrea Chiappini, esonerato lunedì scorso all'indomani della
sconfitta casalinga contro la Vigor Lamezia. «E la
speranza è quella di vederlo sulla nostra panchina già domenica prossima a
Scafati, burocrazia
permettendo», spiega il presidente del sodalizio biancoverde, Luca Mastroianni.
Una trattativa lampo quella che ha portato Perrone alla guida della VdG, dopo
che in un primo momento sembrava certa la promozione di Ciro Ferrara, vice
dell'ex tecnico Chiappini. «Dopo aver parlato con Ferrara», racconta il
presidente Mastroianni, «abbiamo deciso di ingaggiare un nuovo allenatore, che
avesse caratteristiche tecniche e psicologiche aderenti alle aspettative
societarie. Ferrara, comunque, rimarrà il secondo tecnico». In corsa per la
panchina c'erano altri candidati: perché la scelta è caduta su Perrone? «Perché
è una persona preparata e con mentalità vincente, quella che serve a noi.
Inoltre ci darà anche una mano ad affrontare il mercato di gennaio: società e
tecnico devono lavorare insieme e sono la stessa cosa». Quindi in questo senso
c'erano dei problemi con Chiappini? «No, con lui siamo rimasti in ottimi
rapporti. Ma occorreva un cambiamento». Obiettivi? «Restano i soliti: playoff e
promozione in Prima divisione. Crediamo ciecamente in questo gruppo di giocatori
e sappiamo che possono dare molto di più. E' chiaro che la rosa va sfoltita: 27
calciatori in Seconda divisione sono davvero troppi». Ne avete già parlato con
Perrone? «Certo. Da stasera (ieri per chi legge, ndc) penseremo al
calciomercato. Abbiamo molte richieste sul tavolo e andranno valutate». Crede
che la scelta di Perrone faccia piacere ai tifosi avezzanesi? «Cercheremo in
tutti i modi anche di ricucire questo rapporto. Purtroppo non riusciamo a far
passare il messaggio che la nostra società vuole giocare ad Avezzano, vivere ad
Avezzano e chiamarsi Avezzano. Sono sicuro che il cambio di denominazione
avverrà a giugno e spero che i tifosi diventino il valore aggiunto per questa
squadra». Alessandro Cavasinni
(
da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
Undici anni di
lavori ininterrotti hanno duramente segnato l'economia «Il porto bloccato dalla
burocrazia» Dura protesta
dell'assessore Giacomo Rum che accusa gli uffici statali PORTO TORRES. «Non
sono bastati undici anni ininterrotti di lavori per completare il porto di
Porto Torres: la città è piegata da polemiche, lungaggini e attese, e non è in
condizioni di sopportare ulteriori disfunzioni e allungamenti di tempi per
quanto riguarda la riapertura definitiva del bacino civico». Le parole
dell'assessore alla Portualità Giacomo Rum sono un boato nel mare della
tranquillità che sembra regnare all'interno degli uffici dello Stato, deputati
a completare gli ultimi adempimenti burocratici per consentire l'apertura del
porto. Consentire così il ritorno nel porto commerciale delle navi di linea che
collegano la città turritana ai moli continentali. L'assessore concorda con
quanto affermato dalla Capitaneria in materia di sicurezza, ricordando che
anche l'amministrazione comunale aveva chiesto (nell'ultima conferenza di
servizio) di praticare tutta la sicurezza possibile sia per i passeggeri che
gli operatori. «Ma soprattutto - aggiunge Rum - avevamo chiesto di evitare a
ciascun ente, per le proprie responsabilità e il merito, tempi lunghi
ingiustificabili come abbiamo ben visto nella situazione del collaudo delle
banchine. Gli sforzi che congiuntamente stanno compiendo l'amministrazione e
l'Autorità Portuale, per stabilire relazioni importanti con imprenditori del
traffico marittimo, non devono essere vanificate dalla burocrazia
di ogni ordine e grado». L'assessore alla Portualità comprende che le
problematiche al centro delle questioni dello scalo portotorrese sono grandi e
complesse: «Ma è intollerabile che si possa attendere mesi per ottenere
l'autorizzazione da parte del demanio dello Stato per demolire un rudere posto
alla confluenza del nodo viario del molo di ponente, che di fatto impedisce la
realizzazione dell'accesso alle quattro corsie viarie». Questi ritardi, tra
l'altro, creeranno sicuramente un danno all'erario statale, perchè la mancata
tempestività sta bloccando da lungo tempo l'impresa che deve eseguire i lavori.
«Vi sono da risolvere pure i problemi dell'escavo antistante la banchina dogana
- sottolinea Rum -, dove c'è già un finanziamento della Regione di un milione e
900mila euro, e inoltre bisogna accelerare la conclusione del porto turistico,
con un miglioramento del progetto tendente alla maggiore protezione degli
ormeggi esistenti nel molo lato est della "Renaredda"». Mercoledì,
intanto, si è riunita la commissione consiliare alla Portualità, presieduta da
Francesco Carta, che ha preso anche in esame le conclusioni della commissione
Pesca su alcune priorità che i componenti hanno già inviato all'attenzione
dell'assessore regionale Foddis. Lo stesso rappresentante politico ha preso
l'impegno di discutere i quesiti a Porto Torres con la commissione, riguardo al
finanziamento del porto pescherecci, alle barriere di ripopolamento per le
specie ittiche e al decreto Dado sull' applicazione della misura per la cattura
del pesce spada (un problema importante). Gavino Masia
(
da "Nuova Venezia, La" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Pagina 35 - Provincia
Un proprietario certo: solo così si potranno salvare i casoni Nessuno sa di chi
sono, ecco perché le capanne da pesca di Caorle vanno in rovina SEGUE DALLA
PRIMA Il secondo colpo alla sopravvivenza dei casoni venne dato dallo Stato
italiano, prima con la bonifica poi con la burocrazia. Con la bonifica numerosi
casoni vennero sacrificati. Si salvarono solo quelli lungo le rive del fiume
Lemene e alcuni a ridosso di canali e isolotti. La burocrazia del nuovo Stato inoltre si calò sui casoni, attraverso le
proprie articolazioni, come un falco sulla preda: ministeri, demanio marittimo,
demanio dello Stato, catasto, genio civile, Capitaneria di porto, finanza di
mare, settori servizi urbanistici e tecnici, assessorati regionali,
provinciali, consorzi di bonifica e chiedo scusa a quant'altri ho dimenticato.
Il terzo colpo mortale all'anima vera dei casoni arriva dalla evoluzione
dell'arte della pesca. Con la possibilità di armare le barche con motori a
scoppio, i pescatori di Caorle cominciarono ad abbandonare la laguna per
spingersi nel mare Adriatico. I casoni non sono più il supporto essenziale alla
la pesca e comincia così la loro trasformazione: il possesso viene diviso in
quote tra gli eredi, alcuni sono venduti «sul tovagliolo» ad appassionati della
vita in laguna, altri trasformati in ritrovo per la famiglia e per gli amici,
fino a diventare punti di aggregazione per turisti. Tutto questo col passare
del tempo ha comportato la necessità fisica di costruire, anche se in modo ben
mascherato dalle canne palustri, servizi igienici, barbecue e, considerata la
inequivocabile vocazione valliva dei casoni, anche dei piccoli pontili con
annesse cavane. Salvati cielo! Denunce, indagini, uffici urbanistici e tecnici,
competenze statali, regionali, consorziali, militari, ambientalistiche,
magistratura, sequestri, demolizioni, guardie forestali. Risultato: quello che
era un patrimonio spontaneo della cultura e tradizione della gente di Caorle
rischia di essere per sempre irrimediabilmente perduto. Quello che era un
singolare biglietto da visita per i turisti oggi viene quasi nascosto per il
suo degrado. Quello che poteva diventare un legittimo strumento di sviluppo
economico familiare viene inesorabilmente mortificato. Tuttavia nel corso degli
anni su questa dolorosa situazione e sulle possibilità di soluzione è stato
detto tutto e il contrario di tutto. Sull'argomento sono intervenuti politici,
avvocati, storici, amministratori e supertecnici, scivolando subito sulle
sabbie mobili delle dirigenze e delle competenze. Senza contare poi che,
rappresentando la problematica casoni un boccone ghiotto per fare bella figura
politica, ciascun adetto ai lavori ha cercato di arrivare per primo per
prendersi i meriti dovuti. In conclusione, siamo fermi al punto di partenza. Credo
che per far rivivere i casoni nella loro dimensione naturale e familiare sia
necessario procedere con la massima umiltà e semplicità ma con determinazione
in un percorso a ritroso. Bisognerebbe che, una volta individuata l'entità
statale nella quale è confluita la proprietà dei casoni, perché di questo
purtroppo si sta ancora discutendo, questa trasferisse proprietà e competenze
alla Regione Veneto. Bisognerebbe che la Regione, con una legge propria o
interpretando modernamente quelle già esistenti, trasferisse proprietà e
competenze al Comune di Caorle. Bisognerebbe che il Comune di Caorle o meglio
la comunità di Caorle, finalmente ritornata in possesso di un bene che per
millenni già le apparteneva, elaborasse delle regole. Non si capisce perché
anche Caorle, come da secoli alcune comunità montane, non possa dotarsi di
«regole» per far ritornare al loro naturale ciclo di vita casoni e cavane con
sicuro buon giovamento anche del paesaggio. Per la verità su questo filone,
cioè per portare a Caorle proprietà, possesso, competenze e regole sui casoni,
già da tempo il governatore Giancarlo Galan e il sindaco di Caorle Marco Sarto
stanno lavorando. C'è da augurarsi che il loro lavoro, con la buona volontà di
tutti, arrivi presto a buon fine. Antonio Zanon *assessore Lavori pubblici
demanio e patrimonio del Comune di Caorle
(
da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Pagina V - Torino Il
titolare della Bugiarda di Pianezza: "Ci ha salvati". Il benefattore:
"In questa fase il mercato non deve impoverirsi" Azienda dolciaria distrutta
da un incendio il concorrente offre capannone e impianti ANTONELLO MICALI E chi
l´ha detto che i competitori economici vanno affossati? Le fredde esigenze
dell´economia e della concorrenza superate da un valore più forte: la
solidarietà. Se non fosse che Natale è già passato, questa sarebbe quella che
si dice la classica strenna. A maggior ragione in un periodo di recessione come
quello che è in corso: questa è la vicenda, per certi versi incredibile, di una
azienda che disinteressatamente corre in aiuto di un´altra ditta concorrente
distrutta due settimane orsono da un incendio. è la storia della Bugiarda di
Pianezza, ditta dolciaria (specializzata nella produzione di bugie che poi
vengono esportate in tutta Europa, dei suoi 45 lavoratori che rischiavano di
rimanere a casa e, soprattutto, della Lea Snc, azienda omologa situata al
confine tra Borgaro e Torino, in strada del Francese, che ha però prontamente
offerto, nella persona del suo titolare Giuseppe Turchiarelli, alla sfortunata
concorrente i propri spazi e i propri macchinari, consentendole così di non
fermare del tutto la produzione e di poter tenere fede agli impegni presi con
alcuni importanti clienti. La bella e certamente singolare vicenda è stata
confermata dagli stessi dirigenti della Bugiarda. Samuele Maggi,
l´amministratore: «Incredibile, mai visto niente del genere, eppure ci hanno
aiutato senza battere ciglio, e ci hanno davvero salvato. E dire che, oltre a
essere nostri concorrenti, io il signor Turchiarelli non lo conoscevo neppure.
Oggi mi sento di dire che oltreché una persona squisita e generosa,
Turchiarelli è diventato un grande amico. Nell´incendio (le cui indagini hanno
stabilito causato da un incidente, ndr) avevamo già perso 80mila euro di
prodotto - continua Samuele Maggi - un disastro reso meno devastante dall´aiuto
che abbiamo ricevuto. Anzi: ci ha davvero permesso di poterci rialzare dopo una
mazzata tremenda; proprio in questo periodo avevamo scadenze di commesse
fondamentali. Era facile, in un momento come questo, uscire dal mercato. -
continua Maggi - è la prima volta che assisto a un comportamento del genere. E
chi se lo aspettava? Certo abbiamo in ricevuto solidarietà e comprensione anche
da molti clienti, ma il gesto compiuto da Turchiarelli è qualcosa di veramente nobile».
Quest´ultimo non si scompone: è un tipo burbero, sa il fatto suo ed è il
classico tipo che gestisce da 26 anni la sua azienda dolciaria mettendo come si
suol dire direttamente le mani in pasta: «Saremo anche concorrenti è vero, ma
un mercato che perde un competitore per una disgrazia e non per colpe proprie è
un mercato che si impoverisce, e quindi è un processo negativo che investe
tutti. Avevo dello spazio; un capannone nuovo dove avviare due nuove linee.
Posso aspettare, l´ho messo a disposizione della Bugiarda, ho fatto arrivare
qui l´unico macchinario salvatosi dall´incendio e un altro paio li ho fatti
venire dal mio fornitore. In pochi giorni erano pronti a ripartire, è così è
stato. Non certo la stessa celerità con la quale la burocrazia mi sta ancora impedendo di aprire un panificio industriale a
Candelo, per il quale ho già investito quasi tre milioni di euro e che darebbe
lavora ad altri 60 lavoratori». Intanto, Il management dell´azienda ora ospite
della Lea potrà ora pensare al rilancio, partendo dall´espletamento delle
pratiche dell´assicurazione che potrebbero consentirle presto di tornare a
Pianezza, in un nuovo capannone.
(
da "Centro, Il" del 23-01-2009)
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Burocrazia
di Diana Pompetti
Dorme nell'obitorio, dal Comune nessun aiuto Nuovi poveri, il dramma di Iside:
«Pronta a incatenarmi per avere la casa» TERAMO. Senza casa, senza lavoro, senza
famiglia. Non ha più niente Iside Sciampacone, 39 anni. Da mesi chiede un aiuto
che non arriva e nell'attesa che qualcuno si accorga di lei si arrangia come
può. Anche dormendo nell'obitorio dell'ospedale. Una sera è entrata di
nascosto, si è chiusa nel bagno prima che chiudesse e ha dormito sul marmo:
«Almeno sono rimasta al caldo» racconta mentre minaccia di incatenarsi per
avere delle risposte. L'alternativa all'obitorio è una macchina non sua o
l'ospitalità di un'amica. Scuote le coscienze il caso di Iside, povera tra i
nuovi poveri. Ha chiesto aiuto al Comune, ma non ha ancora
ottenuto niente perchè la burocrazia dice che se non sei residente non hai diritto a nulla. «La
donna», spiega Antonio Di Berardo, segretario del Sicet Cisl, il sindacato degli
inquilini, «fino a qualche tempo ha avuto la residenza prima a Roseto e poi a
Montorio. Oggi ha una sorta di domicilio temporaneo anche se non ha una casa ed
è costretta a vivere in macchina. Noi abbiamo chiesto l'intervento del
Comune affinchè le venga concesso un alloggio parcheggio e siamo pronti a
chiedere un incontro urgente al commissario prefettizio e allo stesso prefetto
affinchè questa questione si risolva nel più breve tempo possibile». PARLA IL
VESCOVO. La storia di Iside ieri è rimbalzata anche in curia. E il vescovo
Michele Seccia dice: «E' una delle tante emergenze che la nostra realtà sta
vivendo, una realtà sempre più difficile in cui aumenta il numero di coloro che
fanno sempre più fatica per andare avanti». E Seccia parte proprio da questo
caso per lanciare un appello a tutti: «Serve una maggiore sinergia tra tutti
gli enti locali e le associazioni di volontariato perchè ci sia sempre più
collaborazione sul territorio per dare delle risposte immediate e concrete alle
esigenze e alle richieste dei nuovi poveri». Il vescovo annuncia anche «la
possibilità di creare un fondo per i nuovi poveri per consentire alla Chiesa di
dare delle risposte concrete». Una strada già intrapresa in altre realtà, a
cominciare da Milano. ISIDE ASPETTA. Intanto Iside aspetta che qualcuno si
accorga di lei, del dramma di chi vive per strada e ha già perso tutto. «E'
pronta a fare manifestazioni eclatanti», dice Di Berardo, «pur di far valere le
sue ragioni. Noi ci auguriamo che non servano, che si trovi una soluzione che
possa aiutare la donna a ritrovare un po' di serenità». La donna, decine di
lavori saltuari alle spalle, è preoccupata anche perchè da qualche tempo ha
scoperto di di avere il diabete. TREMILA IN ATTESA. «Il suo caso è davvero
emblematico, ma è la punta di un iceberg nella nostra realtà», conclude Di
Berardo, «sono tremila in provincia le famiglie che attendono una casa
popolare. Ci sono tanti casi, di giovani e meno giovani, che chiedono un aiuto
per avere un alloggio pubblico». Per il sindacato servono case parcheggio, cioè
quelle che il Comune assegna per brevi periodi, per coprire alcune emergenze.
«Perlomeno il Comune potrebbe fare contatti di affitto con privati e farsi
carico di pagare parte del canone», propone il sindacalista, «d'altronde il
problema diventa sempre più grave ed esteso: da dieci anni, con la fine dei
fondi Gescal, non si costruisce più. Ora si aggiunge anche il caro affitto con
l'euro e la crisi che sta facendo molti disoccupati. Per Iside Sciampacone il
Comune ha mandato una lettera in cui chiede la documentazione per accedere
all'alloggio provvisorio. Speriamo che questa pratica vada a buon fine in tempi
brevi». Iside aspetta.
(
da "Cittadino, Il" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Giro di vite sui
matrimoni fittizi: più controlli pure a San Giuliano n Dai recenti dati (leggi
annuario stastico) è emerso che un notevole numero di cittadini stranieri sono
i nuovi residenti dei comuni del Sudmilano e tra questi San Giuliano in
particolare. Aumentano gli abitanti, cresce la popolazione e pure i legami tra
cittadini originari di diversi Paesi extracomunitari. Nulla di più scontato, ma
in questo ambito occorre sottolineare che si registra un incremento anche delle
convivenze e dei matrimoni misti tra italiani e stranieri. Non è tutto oro quel
che luccica però e tra le pieghe di questa "nuova" Italia si inseriscono
vere e proprie truffe ai danni dello Stato. ll riferimento è ai matrimoni
fittizi, contratti «unicamente allo scopo di eludere le norme relative
all'ingresso e al soggiorno e di ottenere per il cittadino del Paese terzo un
permesso o un titolo di soggiorno», come recita la burocrazia. In Italia lo straniero
che chiede la regolarizzazione della sua posizione si trova talvolta a dover
fornire prove chiare di fronte a segnalazioni di cittadini che notano
situazioni di controversia alla questione. Immigrati, insomma, che in maniera
fittizia richiedono permessi con false unioni. Di fronte a questa
situazione sono aumentati gli accertamenti richiesti dalla questura di Milano
alle realtà locali, compresa quindi San Giuliano, allo scopo di verificare la
veridicità di situazioni matrimoniali. Va ricordato che l'attività di controllo
in questo settore, stabilita da una risoluzione europea del dicembre 1997, non
prevede l'introduzione di accertamenti sistematici su tutti i matrimoni con
cittadini di Paesi terzi, ma solo approfondimenti qualora vi siano sospetti
fondati. Vale a dire, il più delle volte, in seguito a qualche segnalazione o
alla delazione di un vicino di casa che non vede realizzarsi la convivenza tra
i due coniugi; oppure, che scopre i due parlarsi con lingue incomprensibili tra
loro; o, ancora, pare succeda, che si scopra che i due non si sono mai visti
prima del fatidico si. Pasquale Pacetta
(
da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Pagina IV - Firenze
Biblioteca Nazionale servizi a scartamento ridotto Prestiti solo la mattina. La
direttrice: date soldi MARIA CRISTINA CARRATU´ (segue dalla prima di cronaca)
Iniziativa eccezionale suggerita dagli ultimi effetti della crisi cronica della
biblioteca: l´interruzione per mancanza di personale (scaduto l´incarico
all´impresa pagata dall´Ente Cassa di Risparmio) del prelievo dei volumi dai
magazzini nel pomeriggio, a partire dal 9 febbraio. Un blocco clamoroso (ma la
consegna dei libri prosegue se la prenotazione, diretta o on line, verrà fatta
entro le 12,30, mentre si studia come dirottare qui fondi ministeriali con altre
destinazioni, sufficienti per altri tre mesi) che limita gravemente le
necessità improvvise di consultazione da parte del pubblico. E in ogni caso
inaccettabile per una struttura di rilievo nazionale, una delle due delegate
alla raccolta di tutte le pubblicazioni italiane, alla produzione della
bibliografia nazionale, nonché titolare della raccolta e della conservazione
delle risorse digitali, e centro di eccellenza per il restauro librario.
Eppure, da anni il suo personale è meno della metà del necessario (209
dipendenti, di cui la metà attinti da categorie protette, a fronte di un
bisogno di oltre 500) e tutti over 50, i suoi fondi (nel 2008 circa 4 milioni
di euro, compresi quelli per grandi lavori di ristrutturazione) ridicoli
rispetto a quelli riservati in altri paesi europei a strutture analoghe (140
milioni per la Bibliothèque Nationale di Parigi, 120 per la British Library),
la catalogazione arretrata di circa 140 mila volumi. E così la gestione
quotidiana è da tempo una vera lotta per la sopravvivenza, un perenne fai-da-te
con tentativi di risparmio perfino sulle luci, il riscaldamento, la carta
igienica, piccole boccate d´ossigeno ricavate dai giovani del servizio civile
(ora sospeso) su cui comunque non si può investire, e ricerche continue di sponsor
che non si trovano. Perché, come spiega Fontana, «i soldi per far funzionare il
prestito dei libri, come quello finora garantito dall´Ente Cassa, non producono
certo un ritorno di immagine». E del resto, non sarebbero nemmeno compito di
uno sponsor, bensì dello Stato. Ma da troppo tempo, dice la direttrice, «lo
Stato sembra convinto che la cultura non sia importante», salvo «curare al
massimo l´effimero», con le sue ricadute immediate, ancorché non di sistema.
Alla visione autoritaria della cultura, insomma, tipica dei primi del secolo
scorso e così ben espressa dall´architettura della biblioteca, non ne è stata
mai sostituita «una amichevole, capace di far sentire l´utente, con servizi
semplici e diretti, al centro dell´attenzione», come, fra le mille altre
mancanze, dimostra l´assenza di un bar interno, sempre luogo di proficui scambi
culturali. Studiosi eminenti costretti a studiare coi guanti, chiacchierare in
corridoio al buio, sedere su sedie mezze rotte che i più intraprendenti
rifilano al vicino uscito per un caffè: scene quotidiane, in piazza
Cavalleggeri. Bloccato (dai primi anni ´80) ogni turn over, costretto ogni introito nei rigidi solchi della burocrazia (invio a Roma, rientro
solo parziale, del pagamento diretto di servizi da parte dei pochi privati
disponibili: tu mi compri le stampanti, lui la carta), la Nazionale ha perduto
creatività e funzionalità. Entro il 2009, con anni di ritardo, prenderà
finalmente corpo l´autonomia gestionale, che, oltre a un fondo annuale
del Parlamento, garantirà mani libere nella ricerca e nella gestione delle
risorse. Ma in ogni caso, nell´era della crisi, dallo Stato non ci si potrà
aspettare niente. In altri paesi spesso aiuta la mobilitazione di
intellettuali, studiosi, cittadini, ma in Italia, ricorda Fontana, «io
rappresento il ministero e devo muovermi premendo sullo staff ministeriale, non
scendendo in piazza». Però si può fare un appello alla città. Per riprendere il
prelievo dei volumi dai magazzini basterebbero 6-7 persone e 150 mila euro
l´anno, come dire un´impresa privata, un cittadino benestante, non in cerca di
pubblicità ma, sottolinea la direttrice, «del bene di una grande Biblioteca,
cioè della cultura vera contro la monocultura delle tv». In seguito (quando
sarà partita l´autonomia gestionale), saranno graditi anche contributi minimi.
Come quelli dei tanti cittadini qualunque «a cui sta cuore il luogo dove hanno
passato un pezzo di vita».
(
da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-23 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Panorama Costruttori e progettisti cercano spazio in
Sudan Eos organizza l'incontro In collaborazione con lo studio d'ingegneria e
architettura di Bolzano Plan Team srl, l'Eos della Camera di commercio ha
invitato in Alto Adige membri del governo del Sudan rappresentanti dei settori
delle infrastrutture e dell'edilizia che, guidati da imprese di costruzioni
locali, hanno visionato alcune grandi opere sul territorio altoatesino. Uno
degli obiettivi dello studio d'ingegneria e architettura di Bolzano Plan Team è
di attivarsi anche su scala internazionale, soprattutto in Paesi con un grande
fabbisogno nel settore delle infrastrutture. Lo studio ha già aperto delle
filiali in Ucraina e in Kenya. Le aziende Wipptal e Unionbau hanno illustrato
ai rappresentanti africani diverse opere, compreso il nuovo edificio della
Camera di commercio e le sedi delle singole aziende. «Lo scopo era convincere i
politici sudanesi della qualità e affidabilità delle nostre imprese locali»,
spiega Markus Walder, vicedirettore dell'Eos. Al termine della missione
incoming si è tenuto un colloquio per discutere concretamente dei futuri
progetti e possibili appalti nel Sudan. Werner Hunglinger della Plan Team
Christoph e Thomas Ausserhofer della Unionbau e Johannes Egartner della Wipptal
concordano: «In Sudan dove c'è ancora molto da fare, soprattutto nel settore
delle infrastrutture, per noi questa è stata un'opportunità straordinaria per
presentarci come partner affidabili per futuri progetti». PARTNERSHIP CON LA
SASSONIA. Gli interventi delle Regioni per contenere gli effetti negativi della
recessione economica sono stati discussi dall'assessore provinciale Thomas
Widmann con il ministro all'economia dela Bassa Sassonia Walter Hirche.
L'assessore ha approfondito le strategie adottate in Germania per fronteggiare
la crisi economica. Sono stati discussi interventi in materia di formazione e
aggiornamento mirati del lavoratori, incentivi per il risanamento energetico e
mantenimento dei posti di lavoro. L'assessore provinciale
ha informato il collega tedesco sul pacchetto di misure varato dalla Giunta per
il rafforzamento dell'economia, «che hanno tra i punti qualificanti un
programma di investimenti, un accesso agevolato delle aziende al capitale ma
anche istruzione, innovazione e snellimento della burocrazia», ha concluso Widmann.
(
da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)
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Corriere dell'Alto Adige
- BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-23 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Appalti Proposta dei sindacati. L'assessore Repetto studia la
delibera, Mussner condivide Durc obbligatorio, soluzione in vista Sarà chiesto
dalla Provincia prima di pagare le aziende BOLZANO — La circolare che abolisce
per le imprese l'obbligo di presentazione del Durc allo
stato di avanzamento lavori (adottata per alleggerire i tempi della burocrazia) per adesso rimane in
vigore, ma lunedì la giunta provinciale dovrebbe deliberare una nuova procedura
che trasferisca all'ufficio spese della Provincia il compito di procurarsi il
Documento di regolarità contributiva prima di pagare le aziende. è la
mediazione raggiunta ieri durante l'incontro tra l'assessore provinciale ai
Lavori pubblici, Florian Mussner, l'assessore al Lavoro, Barbara Repetto, i
rispettivi dirigenti e i sindacati (Buonerba e Plaickner della Cisl, Parrichini
Ebner della Cgil, D'Aurelio della Uil). In base alla circolare di fine
dicembre, emessa dall'ufficio appalti, il Durc viene richiesto solo alla
stipula del contratto di appalto e al momento della liquidazione del saldo
finale. «La legge — hanno sottolineato i sindacalisti — prevede che il
documento debba essere presentato ad ogni liquidazione di stato di avanzamento
lavori, anche perché è un importante strumento per la lotta al lavoro nero. La
differenza è sostanziale: l'efficacia del Durc è di un mese mentre i lavori
durano per un tempo maggiore». Maurizio D'Aurelio della Uil, vicepresidente della
Cassa edile, ha precisato: «Il 60% delle imprese riceve il Durc dalla Casas
edile entro 4 giorni dalla richiesta, il 95% entro 7 giorni, contro i 22 giorni
in media nel resto d'Italia. Se l'impresa vuole, può essere inviato attraverso
posta elettronica certificata». Da qui al proposta dei sindacati: se alla Cassa
Edile il Durc al posto dell'impresa venisse chiesto direttamente
dall'amministrazione, si registrerebbe una ulteriore riduzione dei tempi. «In
tutta Italia si fa già — chiarisce Michele Buonerba della Cisl — e noi lo
proponiamo da due anni». Aggiunge D'Aurelio: «Se la Provincia facesse richiesta
di accesso alla Cassa edile tramite posta elettronica certificata, in mezza
giornata verrebbe accreditata». L'assessore Mussner ha deciso di non sospendere
l'efficacia della circolare, ma si è detto disponibile a valutare nuove
soluzioni. L'assessore Barbara Repetto sta preparando un promemoria che verrà
discusso la prossima settimana dalla giunta, con la proposta di affidare il
compito di richiedere il Durc all'ufficio spese, quello che materialmente paga
le imprese». Per i tre sindacati questo è un passo nella giusta direzione:
«Ridurre la burocrazia e i tempi di liquidazione di
stato di avanzamento lavori per le aziende, e garantire allo stesso tempo la tutela
sociale del lavoro». F. E.
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-01-23 - pag: 17 autore: Infrastrutture. Il report
Finlombarda Project financing, UniCredit e Dexia guidano la classifica Marco
Morino MILANO UniCredit, con 6,3 miliardi di euro, guida la classifica 2008
degli istituti di credito in base al valore totale dei finanziamenti concessi a
interventi di project financing. UniCredit è seguita da Dexia Crediop con 3,624
miliardi e Bnp Paribas Bnl con 3,260 miliardi. In pole position nella
classifica dei finanziamenti concessi per le sole opere pubbliche Dexia Crediop
con 2,7 miliardi, seguita da Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (1,5
miliardi) e Depfa Bank con 937,5 milioni di euro. Sono alcuni dei dati più
significativi contenuti nella VI Guida degli operatori di project financing
realizzata da Finlombarda e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare. La
Guida ha censito 33 istituti di credito attivi nel project finance, di cui 23
italiani e 10 stranieri con sede operativa in Italia, per un totale di 1.518
progetti referenziati. I financial close sono 392 per un valore totale di 144,6
miliardi, dei quali l'ammontare dei finanziamenti concessi dagli istituti di
credito censiti è pari a 29 miliardi di euro. Se guardiamo al trend di crescita
dei financial close, la Guida pur registrando un incremento del 6% in valore,
evidenzia altresì un rallentamento dei tassi incrementali rispetto ai dati
delle precedenti edizioni: +24% nel 2007 rispetto al 2006 e +124% nel 2006
rispetto al 2005. «Il project financing, seppur non secondo le aspettative,
cresce e regge come business per il mondo del credito. I numeri non sono
negativi, anche se per il futuro è ipotizzabile una progressiva flessione»
osserva Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda. «Premesso che la
maturità del nostro mercato – prosegue Nicolai – sconta verso i partner esteri
una normativa inadeguata, una strumentazione non funzionale, una burocrazia impropria e una definizione annuale del patto di stabilità
lesivo della programmazione delle opere, per quanto riguarda il 2008
sicuramente le manovre di razionalizzazione della finanza pubblica hanno inciso
pesantemente sulla possibilità per gli enti locali di attivare strumenti di
finanza innovativa». Le opere pubbliche pesano sul totale del valore dei
financial close per il 24% (pari a 3,5 miliardi di euro) e quelle private per
il 76% ( pari a circa 110 miliardi di euro). Nel 2008 i finanziamenti concessi
per opere pubbliche sono stati pari a 8,1 miliardi di euro, mentre quelli
concessi per opere private sono stati pari a 21 miliardi di euro: pertanto, il
pubblico ha pesato per il 27,9% sul valore totale dei finanziamenti, mentre il
privato per il 72,1 per cento. L'energia sarà trainante L'oscar della vitalità
determinato dai maggiori tassi di crescita va al settore dello sport e
spettacolo con una crescita del 502,6% con un valore dei financial close
dedicati a questo settore di 184,4 milioni di euro, seguito dal settore sanità
con 981,6 milioni di euro pari a +103,1% rispetto al 2007, al trasporto
pubblico locale con un tasso di crescita del 91,7% in particolare grazie al
progetto di realizzazione della linea 5 della metropolitana milanese. I settori
che registrano invece una brusca frenata sono sviluppo immobiliare e parcheggi.
«Le potenzialità del settore energetico nel medio lungo termine – osserva
Nicolai – sono però notevoli: le previsioni a livello mondiale, relative agli
investimenti nei prossimi 12 anni, parlano di circa 200 miliardi di euro annui,
dei quali circa il 40% sarà destinato alle energie rinnovabili. Alla luce di
questo trend di investimenti, il comparto energetico sarà trainante per il
mercato del project finance».
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-01-23 - pag: 31 autore: 000 Paulson lascia l'ufficio
ma non i dollari H enry Merritt " Hank" Paulson, ex boy scout, ex
presidente di Goldman Sachs e ora anche ex Segretario del Tesoro Usa, rimane in
sella. O meglio, con l'arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca, Paulson ha
dovuto liberare l'ufficio di segretario del Tesoro per lasciare il posto al
successore Tim Geithner, ma la sua firma resterà ancora per diversi mesi sulle
nuove banconote. La procedura per il cambio della firma sui dollari Usa è un
po' lenta. La burocrazia prevede che il trasferimento della firma posa avvenire solo
dopo che la designazione alla carica di Segretario al Tesoro abbia ricevuto
l'approvazione da parte del Senato americano. E anche dopo l'approvazione del
Senato servono almeno tre mesi. Insomma, Geithner può mettersi il cuore
in pace: fino a Pasqua non firmerà un dollaro. (R.Fi.)
(
da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-23 num: - pag: 9
categoria: BREVI PASS AUTO Sprechi da burocrazia Con riferimento al «rinnovo pass» concordo che è assurdo
impegnare vigili e scomodare cittadini, che pagano le tasse, affinché
dimostrino ripetutamente ogni anno di non aver cambiato residenza. Già lo
scorso anno, andando a pagare per il pass dai vigili di piazza 25 Aprile, avevo
cortesemente richiesto che volessero sollecitare chi di dovere dei loro
superiori perché rendessero obbligatorio comunicare il cambio di
residenza (e di conseguenza del pass), non già dimostrare il contrario.
Andreina Sbisà
(
da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)
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Burocrazia
Pubblicato il: 23-01-2009
WhiteHouse.gov: if you have an idea, let us know "Tutti hanno diritto a
realizzare pienamente la loro felicità". Con un messaggio carico di
speranza e di fiducia pur nella consapevolezza della crisi e della necessità di
affrontare il futuro con un nuovo, profondo senso di responsabilità, martedì 20
gennaio Barack Obama ha giurato come 44esimo presidente degli Stati Uniti.
Festeggiamenti in grande stile con il concerto in suo onore al Lincoln
Memorial. Spese pazze e forte risonanza mediatica anche per l'Inauguration Day:
telecamere puntate su una folla di oltre due milioni di persone che hanno
salutato con entusiasmo il primo presidente afroamericano alla cerimonia
d'insediamento, trasmessa da centinaia di tv e web tv di tutto il mondo. E
pochi secondi dopo la cerimonia, il sito ufficiale della presidenza degli Stati
Uniti WhiteHouse.gov appariva già con un nuovo look. Queste alcune parole
tratte dalla presentazione: "Citizen participation will be a priority for
the Administration, and the internet will play an important role in that. We'd
also like to hear from you -- what sort of things would you find valuable from
WhiteHouse.gov? If you have an idea, use this form to let us know". Molte
sono le energie che Obama ha investito fino ad ora nella comunicazione,
soprattutto via web, a partire dal sito elettorale, dove da candidato alla Casa
Bianca aveva saputo creare un filo diretto con i suoi sostenitori. Il
presidente oggi ha il profilo su MySpace, circa 3,8 milioni di 'amici' su
Facebook, compare su Linkedin e altri social network professionali, mentre su
YouTube si possono trovare 350 mila filmati che lo riguardano. Altre finestre
web con le quali aggiorna gli americani sulle sue attività sono Twitter e il
servizio "Obama Mobile" (leggi l'articolo su
Pubblicaamministrazione.net). Eppure qualche sospetto sulla possibilità di
continuare lungo questa strada 'partecipativa' era sorto solo pochi giorni fa.
"Addio al presidente interattivo, tramonta il sogno web di Barack" è
il titolo di un pezzo di Massimo Gaggi uscito sul "Corriere della
Sera" il 19 gennaio: "Obama sarà sicuramente il primo teachpresident
della storia americana, ma quella nella quale si insedierà non è certo la Casa
Bianca interattiva che aveva promesso ai suoi supporter della Internet generation.
Problemi tecnologici, ma soprattutto giuridici e politici che non erano stati
ben considerati costringono ora Obama, se non a rinunciare, a ridimensionare il
suo progetto di dar vita a una sorta di Casa Bianca digitale".
Comunicazione vecchio stampo, quindi, stile 1.0, poco interattiva e
partecipata. La prospettiva di una White House 2.0, del resto, pone molti
problemi. Ostacoli burocratici, innanzi tutto. Il governo è obbligato per legge
ad archiviare le comunicazioni scritte - lo spiega bene Gaggi, dopo due
chiacchiere con Bev Godwin, il direttore del sito del governo federale Usa.gov
- e quindi non è possibile pubblicare pagine che possono essere modificate
dall'intervento dei cittadini. Fin qui i problemi tecnici e legislativi, ma
spesso la politica ha paura delle critiche, di essere messa sotto torchio dalle
pressioni di cittadini pronti a dire la loro sulle scelte che non sempre
corrispondono agli obiettivi di mandato. Non solo, si è persino parlato di
intoppi tecnologici e di sicurezza al sistema informatico della Casa Bianca: “burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate,
software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private
proibite”, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema
praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo
cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali
(vedi il pezzo di Alessandra Farkas) Per il momento comunque Obama non sembra
aver tradito le avanguardistiche scelte comunicative che gli hanno valso la
vittoria. Mentre diciamo queste cose nel sito della Casa Bianca è stata
pubblicata l'agenda del presidente, elenco delle politiche che Obama intende
avviare nei vari ambiti, dall'economia alle nuove tecnologie, dalla salute alle
tasse, persino sul piano dell'etica e dei diritti civili. E con facilità si
accede alla sezione partecipativa del blog. Any questions? Ecco anche
l'indirizzo mail: comments@whitehouse.gov. Insomma, la trasparenza sembra
restare un obiettivo importante del neo eletto technopresidente: Obama si
professa deciso a promulgare le leggi votate dal Congresso solo dopo una decina
di giorni, arco di tempo per raccogliere le idee dei cittadini su internet. Si
è inoltre impegnato a far conoscere i dati sulla spesa pubblica e sui contratti
d'appalto. Basterà a tenere a bada cittadini esaltati dal nuovo protagonismo
che avevano avuto nel sito elettorale? Sarà una partecipazione sostanziale o
ancora destinata a restare un concetto tanto affascinante proprio perché "vive
ancora nel momento di là da venire"? Per una risposta a queste domande,
come per molte altre, bisognerà aspettare del tempo, per giudicare la nuova
amministrazione alla prova dei fatti. Giorgia Iazzetta
(
da "Stampa, La" del 23-01-2009)
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Una donna giovane,
con un sorriso simpatico, determinata e concreta come chi deve dirigere
un'azienda, con quel pizzico di sana ingenuità politica che deve avere chi
proviene dalla società civile e non sopporta le ipocrisie, le lungaggini, i
compromessi del professionismo nei palazzi del potere. L'intervista a Claudia
Porchietto sulla Stampa di ieri, candidata del Pdl alla Provincia, sembra
promettere una sfida competitiva ad Antonio Saitta. Del resto, l'attuale
presidente, in cerca di una conferma, è persona perbene, che, a ragione, può
vantare buoni risultati nel suo primo mandato a Palazzo Cisterna. Sperando,
perciò, in una campagna elettorale corretta e non meschinamente astiosa, auguri
a tutti e due e vinca il migliore. In tempi di federalismo, colpisce, però,
sempre nell'intervista citata, come Claudia Porchietto definisca il ruolo
dell'ente di cui aspira alla presidenza: «Cinghia di trasmissione tra Comuni e
Regioni». Il paragone automobilistico è certamente familiare al territorio del
quale si ambisce alla guida. Ma suggerisce immediatamente l'idea di un ingranaggio
che si aggiunge ad altri ingranaggi, appesantendo la già
macchinosa articolazione della burocrazia nella quale si trova ogni giorno immerso il cittadino. Insomma,
Comuni e Regioni, non potrebbero fare a meno di parlarsi attraverso questa
cinghia di trasmissione e ricorrere, per esempio, al telefono? E' vero che le
competenze delle Province sono più numerose e importanti di quelle che
comunemente si conoscono. E' vero che i risparmi per la loro abolizione
non sarebbero straordinari. E' vero che la voce dei piccoli Comuni potrebbe
essere schiacciata da quella dei più grandi. Ma come si può pensare che il
grande progetto di trasformazione di uno Stato centralista come il nostro in un
modello a base federale possa lasciare intatti i compiti, le strutture
burocratiche e, persino, il numero di questi enti? Già, perché, così com'è
stato per le Università, la moltiplicazione delle Province, negli ultimi
decenni, è servita principalmente a moltiplicare clientele politiche ed
assistenzialismo occupazionale e certamente non per rispondere a esigenze di
funzionalità. Può essere abbastanza provocatorio chiedere ai candidati per la
presidenza di un'istituzione di unirsi a coloro che vogliono abolire la
poltrona per cui si sfidano. Ma senza arrivare a questi eccessi di
autolesionismo, forse porsi almeno il problema di una riforma, uno snellimento
delle strutture, una riduzione dei costi, una semplificazione del groviglio di
competenze potrebbe essere utile. Einaudi e Guido Carli parlavano dei «lacci e
lacciuoli» che troppo imbrigliano la società italiana. Non aggiungiamo, per
carità, anche le cinghie di trasmissione.
(
da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)
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23-01-2009 If you have an idea, let us know "Tutti hanno diritto a
realizzare pienamente la loro felicità". Con un messaggio carico di
speranza e di fiducia pur nella consapevolezza della crisi e della necessità di
affrontare il futuro con un nuovo, profondo senso di responsabilità, martedì 20
gennaio Barack Obama ha giurato come 44esimo presidente degli Stati Uniti.
Festeggiamenti in grande stile con il concerto in suo onore al Lincoln
Memorial. Spese pazze e forte risonanza mediatica anche per l'Inauguration Day:
telecamere puntate su una folla di oltre due milioni di persone che hanno
salutato con entusiasmo il primo presidente afroamericano alla cerimonia
d'insediamento, trasmessa da centinaia di tv e web tv di tutto il mondo. E
pochi secondi dopo la cerimonia, il sito ufficiale della presidenza degli Stati
Uniti WhiteHouse.gov appariva già con un nuovo look. Queste alcune parole
tratte dalla presentazione: "Citizen participation will be a priority for
the Administration, and the internet will play an important role in that. We'd
also like to hear from you -- what sort of things would you find valuable from
WhiteHouse.gov? If you have an idea, use this form to let us know". Molte
sono le energie che Obama ha investito fino ad ora nella comunicazione,
soprattutto via web, a partire dal sito elettorale, dove da candidato alla Casa
Bianca aveva saputo creare un filo diretto con i suoi sostenitori. Il
presidente oggi ha il profilo su MySpace, circa 3,8 milioni di 'amici' su
Facebook, compare su Linkedin e altri social network professionali, mentre su
YouTube si possono trovare 350 mila filmati che lo riguardano. Altre finestre
web con le quali aggiorna gli americani sulle sue attività sono Twitter e il
servizio "Obama Mobile" (leggi l'articolo su
Pubblicaamministrazione.net). Eppure qualche sospetto sulla possibilità di
continuare lungo questa strada 'partecipativa' era sorto solo pochi giorni fa.
"Addio al presidente interattivo, tramonta il sogno web di Barack" è
il titolo di un pezzo di Massimo Gaggi uscito sul "Corriere della
Sera" il 19 gennaio: "Obama sarà sicuramente il primo teachpresident
della storia americana, ma quella nella quale si insedierà non è certo la Casa
Bianca interattiva che aveva promesso ai suoi supporter della Internet
generation. Problemi tecnologici, ma soprattutto giuridici e politici che non
erano stati ben considerati costringono ora Obama, se non a rinunciare, a
ridimensionare il suo progetto di dar vita a una sorta di Casa Bianca
digitale". Comunicazione vecchio stampo, quindi, stile 1.0, poco
interattiva e partecipata. La prospettiva di una White House 2.0, del resto,
pone molti problemi. Ostacoli burocratici, innanzi tutto. Il governo è
obbligato per legge ad archiviare le comunicazioni scritte - lo spiega bene
Gaggi, dopo due chiacchiere con Bev Godwin, il direttore del sito del governo
federale Usa.gov - e quindi non è possibile pubblicare pagine che possono
essere modificate dall'intervento dei cittadini. Fin qui i problemi tecnici e
legislativi, ma spesso la politica ha paura delle critiche, di essere messa
sotto torchio dalle pressioni di cittadini pronti a dire la loro sulle scelte
che non sempre corrispondono agli obiettivi di mandato. Non solo, si è persino
parlato di intoppi tecnologici e di sicurezza al sistema informatico
della Casa Bianca: ?burocrazia paralizzante, linee
telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica
inesistenti ed email private proibite?, denunciava il "Washington
Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da
martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie
sulle prime iniziative presidenziali (vedi il pezzo di Alessandra Farkas) Per
il momento comunque Obama non sembra aver tradito le avanguardistiche scelte
comunicative che gli hanno valso la vittoria. Mentre diciamo queste cose nel
sito della Casa Bianca è stata pubblicata l'agenda del presidente, elenco delle
politiche che Obama intende avviare nei vari ambiti, dall'economia alle
nuove tecnologie, dalla salute alle tasse, persino sul piano dell'etica e dei
diritti civili. E con facilità si accede alla sezione partecipativa del blog.
Any questions? Ecco anche l'indirizzo mail: comments@whitehouse.gov. Insomma,
la trasparenza sembra restare un obiettivo importante del neo eletto
technopresidente: Obama si professa deciso a promulgare le leggi votate dal
Congresso solo dopo una decina di giorni, arco di tempo per raccogliere le idee
dei cittadini su internet. Si è inoltre impegnato a far conoscere i dati
sulla spesa pubblica e sui contratti d'appalto. Basterà a tenere a bada
cittadini esaltati dal nuovo protagonismo che avevano avuto nel sito
elettorale? Sarà una partecipazione sostanziale o ancora destinata a restare un
concetto tanto affascinante proprio perché "vive ancora nel momento di là
da venire"? Per una risposta a queste domande, come per molte altre,
bisognerà aspettare del tempo, per giudicare la nuova amministrazione alla
prova dei fatti. Giorgia Iazzetta
(
da "Stampa, La" del 24-01-2009)
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Burocrazia
Avanzata dalla Val
Borbera Forestali "spalaneve" d'inverno? La Regione respinge la
proposta Gli stagionali del settore forestale della Regione impiegati
nell'emergenza neve potevano essere una valida soluzione per andare incontro
alle esigenze dei piccoli comuni montani, invece è rimasta solo una proposta: irricevibile per problemi di burocrazia. Era stata avanzata dalla Comunità Montana Valli Borbera e
Spinti all'amministrazione regionale. Già lo scorso anno, in vista di un
stazione invernale annunciata con copiose nevicate, come poi si è verificato e
come potrebbe ancora accadere, l'ente di Cantalupo Ligure aveva proposto alla
Regione di utilizzare questo personale - impiegato soprattutto in estate
nella pulizia dei torrenti - per togliere la neve nei centri storici dei
piccoli paesi dove gli spartineve non riescono a passare per l'esigue larghezza
delle strade, utilizzando il classico badile ma anche le turbine, senza far
loro utilizzare mezzi a motore. Una soluzione per pesare meno sulle esigue
casse di comuni e comunità montana. Da Torino, dicono a Cantalupo, la risposta
è stata negativa. Il motivo? Questi lavoratori non sarebbero assicurati per
questi lavori. Un «cavillo» risolvibile, dicono in Val Borbera, stipulando una
polizza ad hoc, ma in Regione non hanno recepito.
(
da "Stampa, La" del 24-01-2009)
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Burocrazia
IL CANTIERE E' FERMO
DAL 2005, MA L'APPALTO RISALIVA AL 2003 Piscina, a
febbraio i lavori dopo sei anni di problemi Persino la burocrazia del Coni aveva bloccato la
partenza [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Entro metà febbraio dovrebbero finalmente
partire i lavori per la copertura della piscina. Il condizionale è d'obbligo
perchè dopo 6 anni di intoppi burocratici e tecnici di ogni genere, è difficile
fare previsioni. L'ultimo ostacolo però è stato superato, anche se ha
richiesto parecchi mesi. Il Coni ha infatti imposto parecchie modifiche al
progetto ma giovedì mattina l'imprenditore Massimo Freccero sventolava il
certificato di conformità nei corridoi di Palazzo Sisto come fanno i tifosi
quando la squadra del cuore ha vinto lo scudetto. «Non sono uno che si arrende
facilmente - dice Massimo Freccero - ma la rivisitazione del progetto da parte
di Arpal, Asl, vigili del fuoco e Coni è stata un'operazione molto complessa.
Ora dovremmo essere a posto e aspettiamo solo che il Comune sia il via libera
al direttore dei lavori dopo che l'Ufficio tecnico avrà effettuato la
validazione definitiva del progetto». Il Coni, in particolare, ha chiesto un
nuovo ingresso per i disabili, ingressi distinti per le squadre di pallanuoto e
per il pubblico, percorsi distinti all'interno dell'impianto in modo che
tifosi, giocatori e arbitri non vengano mai a contatto. Inoltre dovranno essere
modificate le attuali gradinate perchè a metà c'è un gradone più largo di 20
centimetri che dovrà essere risagomato. Le imprese Freccero e Bazzani dovranno
realizzare le nuove fondazioni, la copertura dell'attuale vasca, tutti gli
impianti e due serie di spogliatoi distinti per atleti e utenti. Per il
completamento con le altre due vasche da 25 e 10 metri più altri servizi
servirà un'altra gara d'appalto. Vale la pena di ricordare che questa venne
bandita nel 2003 e che la Rari Nantes non gioca in corso Colombo dal 2005.
(
da "Nuova Sardegna, La" del 24-01-2009)
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Burocrazia
di Alessandra
Sallemi Blitz nel deposito abusivo di medicinali I carabinieri del Nas scoprono
a Selargius una ditta di trasporti con doppia attività Tra i farmaci anche
vaccini di vario tipo in un frigo domestico CAGLIARI. Sono andati a colpo
sicuro i Nas di Cagliari dopo una serie di accertamenti coperti da riserbo
stretto: giovedì nella zona industriale di Selargius i militari del comando per
la tutela della salute hanno trovato una montagna di medicinali stoccati dentro
la sede di una ditta che si occupa di trasporti, la «Tra.Re». Nessun dubbio
sulla irregolarità della presenza dei medicinali dentro il deposito
improvvisato: per custodire i farmaci le norme sono precise, nel locale c'erano
anche vaccini. Il blitz s'è concluso col sequestro di quattromila pezzi e con
una relazione alla procura della Repubblica. L'ispezione è stata decisa per
giovedì pomeriggio. I militari agli ordini del capitano Giovanni De Iorgi si
sono presentati nella sede della ditta che ufficialmente non ha scopi sociali
ulteriori rispetto al trasporto delle merci. Nella palazzina c'è anche
l'abitazione del titolare e proprio qui accanto i carabinieri hanno trovato le
medicine. La società può trasportare medicine, ma quel che non può fare
assolutamente è tenerle in deposito. Per conservare i farmaci ci sono norme
precise, quasi nessuna delle quali viene rispettata se anziché in un deposito
di medicinali la merce si trova sistemata nell'ufficio di una società di
trasporti. Particolarmente delicata la questione dei vaccini: erano conservati
in frigorifero, quindi al freddo, che è necessario, ma il refrigeratore era un
normale elettrodomestico da abitazione. Un equivoco è stato chiarito subito: il
trasportatore poteva sì far viaggiare i medicinali, ma non stoccarli. Questa è
un'attività separata che non può essere abbinata al mero trasporto. Nel primo
controllo i carabinieri non hanno trovato prodotti avariati, contraffatti,
scaduti o di origine incerta. Ma naturalmente anche questo è un aspetto da
approfondire con cura mentre si bolla forse anche sul piano penale il
comportamento dell'autotrasportatore che di fatto avrebbe allargato la sua
attività senza licenza. I militari hanno sequestrato documenti, certificati di
accompagnamento e l'intero stock di farmaci. L'indagine è soltanto cominciata.
I carabinieri hanno steso un rapporto per la procura della Repubblica dove si
mette in evidenza l'irregolarità della situazione. Il riserbo è stretto, i
passi successivi hanno due direzioni: quella di chi ha mandato la merce e
quella di chi l'avrebbe dovuta ricevere. La scelta di stoccare medicine nella
sede di una ditta di trasporti è stata compiuta altrove? Quella
dell'autotrasportatore è di fatto una complicità oppure la regìa è stata orchestrata
interamente a Selargius, tra via Edison e via Newton nell'inconsapevolezza dei
mittenti e dei destinatari dei farmaci? Anche questo è un aspetto importante su
cui lavorare: è una rete quella scoperta dai Nas giovedì pomeriggio o è
«soltanto» un affare in più messo in piedi da un piccolo imprenditore deciso a
diversificare le proprie attività senza impegnarsi con la burocrazia esigente? Le ispezioni
forse non sono finite: tra le carte trovate nell'ufficio c'erano anche le
indicazioni per alcuni destinatari probabili, i carabinieri dovranno compiere
accertamenti anche su questi, impossibile sapere se si tratti di farmacisti con
vendita diretta al pubblico oppure di titolari di depositi autorizzati o altro
ancora. Il riserbo è giustificato dal fatto che il blitz ha trovato una
situazione irregolare di per sé, ma non è escluso che sia nata per favorire
qualcuno o per promuovere un nuovo canale di affari disinvolti di interesse di
più persone. In altre parole: difficile che il capannone nella zona industriale
dove entrano ed escono mezzi di trasporto sia anche un deposito di medicinali
abusivo per una solitaria scelta del titolare. Chi c'è dietro, chi ci sarebbe
dovuto stare alla fine del viaggio potrebbero essere le domande che si faranno
in procura e che daranno il via ai successivi accertamenti.
(
da "Centro, Il" del 24-01-2009)
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Il governatore:
trasparenza e informazione sulle procedure Abruzzo, parte la corsa ai fondi Ue
Incentivi per 350 milioni Chiodi: vanno spesi tutti Prima riunione della giunta
regionale a Palazzo Centi L'AQUILA. Il presidente Giovanni Chiodi ha convocato
ieri mattina la giunta a Palazzo Centi per la prima riunione della legislatura.
Riunione di due ore, definita «interlocutoria», dunque senza la firma di
provvedimenti, che è servita al governatore soprattutto per informare i suoi
assessori degli incontri romani avuti con Berlusconi e Sacconi e per fare il
punto sul lavoro da avviare nelle prossime settimane. Prima della giunta,
Chiodi aveva presentanto la campagna dei fondi europei 2007-2013. «Ci muoveremo
all'insegna della trasparenza e della massima informazione» ha detto il
presidente della Regione ai rappresentanti delle istituzioni regionali e delle
associazioni di categoria, parlando della nuova fase che la Regione Abruzzo
vuole avviare nella gestione dei fondi comunitari Por-Fesr, destinati alle
imprese e agli investimenti pubblici. I finanziamenti, fino al 2013, ammontano
a circa 350 milioni che la Giunta intende utilizzare «fino all'ultimno euro».
«Il nostro principale obiettivo», ha detto Chiodi agli imprenditori riuniti a
Palazzo Centi, «è dare la massima diffusione del valore e della ricchezza dei
fondi strutturali. Lo vogliamo fare tenendo a mente che i nostri interlocutori
principali dovranno necessariamente essere le imprese, i cittadini e tutti
quelli che in questa regione vorranno creare sviluppo». Il lancio ufficiale dell'intero
programma comunitario è previsto il prossimo 5 febbraio, a Pescara. «In
quell'occasione», ha chiarito il presidente «spiegheremo quali progetti
potranno essere finanziati con il Por-Fesr e tutte le vie della comunicazione
che attiveremo per rendere questi progetti aperti a tutti. Vogliamo che nessuno
rimanga fuori da un processo di sviluppo decisivo per la crescita
dell'Abruzzo». Alla riunione per il lancio del piano di comunicazione del
programma erano presenti gli assessori Alfredo Castiglione (Sviluppo
economico), Mauro Di Dalmazio (Turismo e Cultura) e Federica Carpineta (Risorse
umane e strumentali), i cui assessorati gestiranno gran parte dei progetti. «Il programma Por-Fesr» hanno detto i tre assessori «offre le
giuste opportunità alla classe imprenditoriale e sociale dell'Abruzzo; per
questo dobbiamo mettere in condizione tutti di accedervi eliminando quanto più burocrazia possibile». (cr.re.)
(
da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-24 num: - pag: 1 autore: di
MARGHERITA D'AMICO categoria: REDAZIONALE COMUNITà E ANTICORPI AI NOSTRI FRATELLI
STRANIERI C osa vale ripetere di non fare di tutta l'erba un fascio? Si sa bene
che l'immigrazione non è fatta solo di avanzi di galera, o prodotti di civiltà
tanto arcaiche da essere abituale quanto la nostra avverte come un'assoluta,
occasionale distorsione. Non parliamo di banali delinquenze in cui non ci
lasciamo surclassare. Parliamo di prendere con brutalità e pari disinvoltura
quel che s'incontra e suscita brama: si tratti di scannare un cavallo in mezzo
a un campo, o possedere una donna. Non solo, per la verità: pensando ai due
ragazzi indiani sequestrati, violentati, torturati e derubati in un casale
abbandonato nel marzo scorso. Invece, ed è sotto i nostri occhi ogni giorno, un
grandissimo numero di stranieri che abita nel nostro Paese ci dà frequenti
lezioni di coraggio e abnegazione. Quei mestieri che ormai noi, disoccupati ma
anche abbastanza rammolliti, disdegniamo, loro li svolgono senza fiatare,
lavorando sei giorni su sette e con scarse pretese. Senza considerare quanti
ragazzi — specialmente gli africani — padroneggiano tre lingue: la propria,
l'inglese o il francese, e l'italiano. E giungendo al punto dolente, il
rapporto con l'anello debole e forte al tempo stesso della società, ovvero la
donna, mentre il romano medio guarda in calzini la partita in tv, alcuni
immigrati sono come i soldati, i conquistatori di una volta. Compiono il
sacrificio di lasciare a casa spose e figli per poter costruire un futuro di
cui forse godranno in pace, un domani, solo minima parte. Oppure anelano, sabotati
dalla nostra burocrazia, a complicati
ricongiungimenti familiari. C'è un buco tuttavia, un profondo varco fra questi
due opposti mondi, che noi ospiti non possiamo colmare da soli. Né nei fatti,
naturalmente, né nella loro analisi e percezione. Difficile suggerire come,
certo è che la storia offre alcuni — buoni e cattivi — esempi: forse creare un
tramite, cercare di intervenire con forza su un aspetto così gravemente
dannoso, è una via che la migliore parte in causa, le comunità stimate, coloro
che hanno un'immagine da difendere, potrebbero e dovrebbero in qualche modo
assumersi.
(
da "Corriere Alto Adige" del 24-01-2009)
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Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-24 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE Commercio e servizi Le proposte per il 2009. Amort: «Il
megastore non è più una priorità» «Sgravi fiscali e meno burocrazia»
L'Unione: taglio Irap per tutte le imprese e sostegno ai consumi Duzzi: «No ai
negozi nelle zone produttive come via Galilei in città» Steger: «Si tutelino
meglio i circuiti economici locali» BOLZANO — Rafforzamento del potere
d'acquisto per incentivare i consumi, sgravi fiscali alle imprese e incentivi
mirati, burocrazia snella, tutela dei circuiti
economici locali, aiuti alle famiglie tramite le detrazioni fiscali, formazione
continua del personale, divieto di commercio in zone produttive, più spazi al
commercio all'ingrosso, crescita equilibrata della grande distribuzione,
sviluppo del marketing urbano, regolamentazione dei pubblici esercizi. Sono
questi i punti programmatici dell'Unione commercio turismo e servizi,
illustrati ieri dal presidente Walter Amort, dal vice Dado Duzzi e dal
direttore Dieter Steger. Con quasi 8.500 aziende associate, l'Unione
rappresenta un settore con quasi 18mila aziende e 64mila addetti, che
rappresenta il 37% del valore aggiunto provinciale. Sono tante le riflessioni e
le proposte dell'associazione. A cominciare dal potere d'acquisto «che va
urgentemente rafforzato — ha sottolineato il presidente Amort — per incentivare
i consumi. Un problema che non riguarda solo i lavoratori, ma anche piccolo
imprenditori e imprese familiari che vedono ridurre i fatturati e aumentare i
prezzi delle merci. In periodi di crisi, occorre lanciare segnali distensivi
all'economia». L'Unione propone di ridurre di un punto percentuale l'Irap a
livello provinciale, per tutte le imprese e senza limitazioni, e cancellare
l'imposta sui costi di costruzione. Alla Provincia si chiede coraggio nel
pretendere «l'autonomia fiscale che permetterebbe un riesame del sistema locale
di incentivazione». L'Unione chiede una riforma amministrativa che snellisca la
burocrazia («Oggi abbiamo 20mila leggi nazionali,
300 regionali e 1.310 provinciali) e di eliminare i doppioni, ad esempio i
controlli dei Nas e delle Asl. «Indispensabile — ha aggiunto il direttore
Steger — il sostengo ai circuiti economici locali, ovvero le Pmi il cui 40% dei
fatturati rimane in provincia, contro il 5% dei colosso di fuori provincia». E
se per le famiglie l'Unione chiede sgravi finanziari attraverso l'adozione
dello splitting del reddito familiare, per le imprese si sollecitano incentivi
mirati a crescita, innovazione, ambiente e commercio di vicinato, ma anche
tempi rapidi nell'erogare i contributi, il rafforzamento delle coop di
garanzia, il potenziamento del fondo di rotazione. L'Unione ribadisce il «no al
commercio nelle zone agricole e produttive, ad esempio in via Galilei a
Bolzano», auspicando la difesa di principi urbanistici che prevedano gli
insediamenti dei prestatori di servizi nei centri urbani e residenziali. E
ancora campagne mirate per la difesa del commercio al dettaglio aiutate, come
ha sottolineato Duzzi, dal marketing urbano e dalla raggiungibilità dei centri
urbani. L'associazione auspica anche un nuovo piano della grande distribuzione
che preveda 36.270 mq nei prossimi cinque anni, di cui 10mila mq per
ampliamenti, il resto per nuove strutture. Il centro commerciale? «La crisi lo
ha fatto sparire dal dibattito politico», ha sottolineato Amort. Necessari
spazi per il commercio all'ingrosso. Auspicata, infine, una regolamentazione
dei pubblici esercizi, visto che «la liberalizzazione non ha abbassato i prezzi
ed ha portato un eccessivo turn over delle aziende». Felice Espro
(
da "Corriere del Veneto" del 24-01-2009)
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Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2009-01-24 num: - pag: 17 categoria: BREVI
Il consumo della cultura Pubblichiamo il saggio di Cesare De Michelis che
appare sul periodico «Arte In», bimestrale di critica e di informazione delle
arti visive, in questi giorni in edicola. di CESARE DE MICHELIS Pressoché
unanime è stata la reazione del piccolo mondo dei Sovrintendenti e dei
Conservatori di fronte alla proposta del nuovo Ministro dei Beni Culturali Sandro
Bondi di istituire una nuova Direzione per la Valorizzazione dei Musei,
chiamando al Ministero un manager proveniente dalla distribuzione di beni di
largo consumo. Affidandosi alle parole di Salvatore Settis, presidente del
Consiglio superiore dei beni culturali, i più si sono preoccupati di sottrarre
a ogni possibile «mercificazione » beni e valori che andrebbero soprattutto
«tutelati», riaprendo così un confronto e una contrapposizione che si ripetono
identici da più di un quarto di secolo. Da un lato resiste, apparentemente
immobile, un'idea della cultura e dell'arte - delle sue opere e delle sue
testimonianze - che ha radici nell'antica tradizione idealista e sostiene la
priorità del valore di bellezza e di conoscenza che è loro proprio, e di
conseguenza la necessità di favorirne la fruizione senza ostacoli di natura
sociale o economica; discende da qui la gratuità dei servizi bibliotecari,
garantita da specifici interventi legislativi, e la politica di contenimento
dei prezzi dei biglietti d'accesso ai musei statali o più generalmente
pubblici. Dall'altro lato si fa presente che sempre più urgente è la raccolta
di ingenti risorse economiche destinate al settore e di rigorosi criteri di
scelta per deciderne l'utilizzazione, ed è sempre più straordinaria la crescita
della domanda e quindi dei «consumi» culturali, che, in sintonia con la
trasformazione radicale dei sistemi informativi e dei processi formativi,
rivela approcci nuovi e diversi al mondo dell'arte, nei quali conoscenza e
divertimento si mescolano e si confondono, mentre acquistano importanza la
novità e l'originalità delle proposte, la loro stessa promozione, cosicché il
prezzo è sempre meno sentito come una barriera, ma piuttosto come misura del
valore di ciò che si riceve. Di questo nuovo panorama fanno parte le mostre
d'arte che hanno conquistato un pubblico anche di svariate centinaia di
migliaia di persone ciascuna, le serie editoriali sull'arte diffuse in edicola
a partire dagli antichi «Maestri di colore» negli anni sessanta, i concerti e gli
spettacoli di massa, i bookshoop museali e più in generale la crescita del
turismo nelle città d'arte con quel che ne segue. Non bastasse, l'idea stessa
di «bene culturale» si è enormemente estesa nel corso del secondo Novecento,
coinvolgendo le cosiddette arti minori, le tradizioni popolari, gli stessi beni
naturali, a partire dagli stessi paesaggi, cosicché la tutela è diventata
anch'essa sconfinata. Infine lo sviluppo dell'industria culturale e della
comunicazione nell'età della globalizzazione ha restituito, accanto al valore
storico ed estetico, nuovo e crescente valore economico ai beni culturali,
valore quest'ultimo mai chiaramente riconosciuto e forse ancor oggi più
potenziale che reale, sufficiente comunque a suggerire metafore, come quella dei
«giacimenti culturali », rapidamente diffusesi. Ci voleva l'alibi dello scontro
ideologico tra destra e sinistra per ridare apparente legittimità alla polemica
contro la mercificazione del-l'arte e alla retorica moralista che la sostiene,
giacché indirizzi non diversi da quelli del ministro Bondi caratterizzano in
questi stessi anni scelte e comportamenti ormai generalizzati sia in sede
locale che in sede internazionale: all'economia dell'arte dedica un'autorevole
rivista un gruppo di studiosi di inequivocabile formazione socialista e
militanti a sinistra, nel marketing delle mostre, degli spettacoli e degli
eventi sono impegnati tutti gli amministratori delle città d'arte, da Torino a
Milano, a Venezia, a Firenze, a Roma, a Napoli, i quali si contendono sponsor e
mecenati, offrendo loro ogni occasione di visibilità e persino di diretta
pubblicità. La scandalizzata reazione di Salvatore Settis e dei suoi
sostenitori è apparsa, dunque, come una presa di posizione politica e partitica
senza alcun fondamento reale. Tener lontano il mercato dai beni culturali è
obiettivo semplicemente e inequivocabilmente «reazionario », nel senso che
contraddice tutto quanto si è fatto nel settore a partire dai primi anni
ottanta e persino molte delle tesi sostenute in altra sede dallo stesso Settis
nel corso del tempo. La valorizzazione del patrimonio artistico nazionale è
questione di grande importanza e di straordinaria urgenza più volte affrontata
in sede ministeriale, a partire dai tempi del ministero di Alberto Ronchey, ma
sempre fermata da una burocrazia impreparata ai nuovi compiti che le toccherebbero; più
efficacemente portata avanti nelle sedi comunali, dove le resistenze
conservatrici erano più deboli, anche in questo caso, comunque tra mille
incertezze e contraddizioni. Com'era prevedibile lo scontro fuori tempo si è
chiuso in fretta e la Direzione generale alla Valorizzazione è poi stata varata
con l'assenso persino dei suoi oppositori, che si sono accontentati di
qualche precisazione a verbale per salvare la faccia. Ora, però, viene il
momento delle iniziative e delle scelte, le quali dovranno essere attentamente
seguite e discusse, non perché Mario Resca, che ne sarà il responsabile, non ne
sia capace, ma perché troppo povera e fragile è l'esperienza finora accumulata
sul campo, e, tanto più in questo caso, le teorie vanno prudentemente
verificate alla prova dei fatti. In coda L'industria culturale ha visto
crescere negli ultimi anni il suo valore economico
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 24-01-2009)
Argomenti:
Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-24 - pag: 8 autore: Il grido di
dolore delle Pmi Mi permetto di inviare alcuni dati consuntivi relativi a
piccole aziende italiane di cui sono amministratore. La redditività aziendale è
crollata a partire dal 2001 per diversi fattori (indipendenti dalla gestione),
elencati in ordine di importanza: effettivo incremento delle imposte e
incidenza delle indeducibilità fiscali; costi delle energie (+40% dal 2003 al
2008 per elettricitàe metano); costo del lavoro (e riduzione da