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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 9-24 gennaio 2009       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Ma saranno necessari due turni per designare il successore di Serra ( da "Stampa, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: due turni per designare il successore di Serra Burocrazia sovrana: per eleggere il nuovo presidente del Coni astigiano saranno necessarie due «tornate» di elezioni. La prima è in programma il 17 gennaio, quando per tutta la giornata ci saranno al Salera le elezioni dei componenti del consiglio provinciale: dovranno essere nominati 5 rappresentanti della sezione promozione sportiva,

Massalengon Garantirà un'assistenza legale in assoluta riservatezza ( da "Cittadino, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: saranno contemplati nel novero delle consulenze dispensate dall'avvocato, che aiuterà gli stranieri a districarsi nella "giungla" della burocrazia italiana. Il servizio è stato attivato per ora in via sperimentale e anche se è operativo solo da qualche settimana, sono già diversi gli squilli ricevuti dal telefono amico di "Diritto oggi". Rossella Mungiello

gli impiegati sotto inchiesta la moralità al tempo dei borboni - mario genco ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intendenza in tema di "mani pulite" della burocrazia GLI IMPIEGATI SOTTO INCHIESTA LA MORALITà AL TEMPO DEI BORBONI MARIO GENCO FINALMENTE IL TITOLO DI UN DECRETO - legge inaspettato e da più parti politiche finora ritenuto improponibile: esso recita "Per la sospensione dei soldi agli impiegati civili sottoposti a giudizio penale".

una nuova caserma per i vigili del fuoco - tito giuseppe tola ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: invece bisognava mettere in conto i tempi della burocrazia regionale. La nuova caserma migliorerà l'efficienza del distaccamento dei vigili del fuoco di Macomer e aumenterà l'efficacia agli interventi. La localizzazione della struttura la rende facilmente accessibile e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione.

promuovo il sindaco boccio la burocrazia ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Milano Anna Maria Bernardini De Pace Promuovo il sindaco boccio la burocrazia In fondo non è successo nulla di grave. Ma certo qualche dirigente ha sbagliato Avvocato Anna Maria Bernardini De Pace, Milano finisce sotto la neve ed esplodono le polemiche. «Ma che follia tutte queste critiche nei confronti del Comune per i disagi provocati dalla neve.

"sì, ho qualche segreto di stato e lo porterò con me in paradiso" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni

Disabile portato a braccia A scuola torna l'ascensore ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Dopo la nostra segnalazione a metà dicembre dice Imma, la mamma del ragazzo che lanciò un appello - si è scatenata una vera e propria catena di solidarietà dei media locali e nazionali che è arrivata addirittura a smuovere la pachidermica burocrazia del Comune».

<Comunista e fascista nel nome di Gaber> ( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia alla crisi economica, dalla politica alla religione, fino alle contraddizioni ideologiche della vita di tutti i giorni. Uno spettacolo politicamente trasversale. «Racconto la storia di un uomo che non prende posizione perché ogni giorno è attraversato da tutte le posizioni possibili», afferma l'attore.

<Ma se vai in banca ti chiedono: quanto guadagna suo marito?> ( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Didael ha navigato tra burocrazia, ritardi nei pagamenti, indifferenza verso la ricerca. «In un contesto così stressante non ce l'avrei fatta senza la mia famiglia», conclude Gianna Martinengo che ha 6 amatissimi nipoti e anche se lavora 10-12 ore al giorno, al venerdì sera tira giù la cler e si dedica ad affetti, amici, giardinaggio.

Andreotti: "Ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso" ( da "Repubblica.it" del 09-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni

Una raccolta di firme per invitare il Comune a dare l'ok all'apertura ( da "Stampa, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, però, non è fatta di simpatie, ma certo può essere rallentata. Il Comune di Borgosesia, prima di rilasciare i permessi, ha contestato la pericolosità dei parcheggi, in cui dovrebbero essere posizionati dei cordoli e una segnaletica per l'immissione;

Edilizia a rischio senza Comunità montane ( da "Stampa, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggiungendo alla già infinita burocrazia italiana ulteriori ostacoli specifici per i savonesi. Ma il fatto più imbarazzante di questa vicenda è che le ragioni che stanno alla base di questa scelta scellerata sono, come sempre, di ordine politico e cioè finalizzate a salvaguardare il ruolo della Provincia di Genova che, com'è noto,

La lucciola senza identità in cerca del giusto riposo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: recita la burocrazia. Nonostante mesi di indagini in Italia e all'estero impossibile dare a quel corpo un'identità: nessun indizio dalle impronte digitali; nessuna richiesta di informazioni da parte di amici o famigliari; nessuna denuncia di scomparsa che possa far nascere un dubbio su quel cadavere, che per qualche tempo ha condiviso le sorti di un'

corruzione in sicilia territorio inesplorato - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ed enti locali. Intrecci dai quali sembrano apparentemente estranee organizzazioni mafiose locali in questi giorni plasticamente rappresentati da tre grossi scandali sui quali indaga la magistratura: il cosiddetto sistema Romeo e le inchieste Why Not e Poseidone (appalti truccati e utilizzo fraudolento di fondi pubblici)

Come mai Berlusconi alza la voce anche contro Bossi? ( da "Italia Oggi" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e il mondo della burocrazia che non rischia nulla (né posto, né retribuzione) ma, in compenso, mette anche il bastone fra le ruote di chi, nonostante tutto, intende avviare nuove iniziative. Dietro il pretesto di Malpensa, si cala questo vero disagio che la Lega ha intercettato e che Berlusconi farebbe male a sottovalutare.

Ora un'olivoteca nazionale! ( da "Italia Oggi" del 10-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia, troppi costi che ammazzano il mercato. D. Torniamo alla sua idea. Come si concretizzerà? R. Si tratta di coltivare realmente le 400 varietà autoctone italiane in un unico oliveto. Per questo dovrà essere scelta l'area adatta e questo si farà in collaborazione con Cia, Assitol e Città dell'Olio che hanno aderito al progetto.

tasse, è arrivata un'altra raffica di cartelle pazze - sabrina zedda ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cartella dal linguaggio tutto codici e burocrazia lascia spiazzata anche Maria Bonaria, che per capirci qualcosa ha perso l'intera mattina: «Due ore di fila alla posta per ritirare la raccomandata e ora eccomi qui - sbotta - a chiedere perché, io che di stipendio prendo 600 euro al mese, devo ora pagarne 228.

L'ipotesi Soru è il segno che nel Pd qualcosa sta già cambiando ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fondatore di Tiscali non è uscito da una burocrazia di partito e non si attarda in nostalgie (magari inconsce) di un mondo anacronistico. Al tempo stesso non disprezza i partiti, non amoreggia – a differenza di Berlusconi –con l'anti-politica:quel suo cenno,in polemica indiretta con Veltroni, all'esigenza di un nuovo Ulivo, più vicino alla visione originaria di Prodi,

Riello: nessuno scandalo È una cifra alla portata di tutti ( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia che pesa su questo spinoso argomento». Da candidato Pdl per il Veneto alle ultime elezioni e uomo di destra dichiarato, Ettore Riello non si unisce al coro delle critiche che ha scatenato l'emendamento della Lega al decreto anticrisi che prevede l'istituzione di una tassa di 50 euro per i permessi di soggiorno ai cittadini stranieri.

Rifiuti, via agli sconti per le aziende agricole ( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e minori costi per lo smaltimento della spazzatura nelle ventimila piccole e medie aziende agricole trevigiane. Grazie ad un emendamento del senatore Gianpaolo Vallardi, che è anche presidente del bacino Tv1 che ha sede a Conegliano, è stato infatti eliminato l'obbligo dell'iscrizione all'albo dei trasportatori e gestori dei rifiuti speciali,

<Pochi nuovi imprenditori? Manca il credito> ( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Il primo sta nella burocrazia infinita che ci allontana dall'Europa, il secondo nella scarsa propensione al finanziamento di aziende che ancora non ci sono, anche se forse non sono le banche i soggetti tenuti a farlo. Servirebbero incubatori e venture-capitalist.

"Meno burocrazia e più rispetto" ( da "Stampa, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MOLTI VOLTI TELEVISIVI IERI AL CIVICO "Meno burocrazia e più rispetto" [FIRMA]FILIPPO SIMONETTI VERCELLI Inno di Mameli, cantato da Adija, la figlia di Idris, ad aprire i lavori ed esibizione della scuola di danza Dagis a chiuderli. Ieri mattina, al Civico si è svolta «Insieme per una vera.

Si contano i danni "Sorride" solo lo sci ( da "Stampa, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: criticano la burocrazia e chiedono aiuti concreti, «perchè - garantiscono - nel periodo di Natale e dell'Epifania in 300 hanno disdetto le prenotazioni per il maltempo. Abbiamo subìto oltre un milione di perdite». Sorride solo il settore dello sci. Oltre ai comprensori di Mondolè e Riserva Bianca (a Limone l'anello di fondo è battuto e agibile)

Poteva andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti ( da "Stampa, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poteva andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti Bartolo Bruna

Per alberghi e ristoranti oltre un milione di perdite ( da "Stampa, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da criticare la burocrazia che ha rallentato la ripresa subito dopo la nevicata». La Confcommercio ha chiesto un incontro con l'assessore regionale Bruna Sibille. «Lo sci sta godendo di indubbi benefici - dice il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello -, ma così non è per altre realtà.

Verrès, la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome ( da "Stampa, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome La Evançon 1 sarà intitolata all'insegnante Luigi Barone Da qualche mese ha cambiato nome, ma l'intitolazione ufficiale avverrà solo domani. E' l'Istituzione scolastica Comunità montana Evançon 1 (guidata da Gledis Valdrighi), con sede a Verrès in via Francheté.

obiettivo salute tra autopsie e ricerca - roberta de rossi ( da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche una marea di burocrazia: «Siamo il paese di corsi e autocertificazioni, inutili». Sergio Lafisca, medico legale e direttore del Dipartimento prevenzione dell'Asl 12 - dal 31 dicembre - è in pensione: raccontandosi, racconta di una città «dove nulla cambia, perché tutto cambi».

la doppia condanna e la grazia del re - mario genco ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi piuttosto rapidi di una burocrazia per cui la definizione di borbonica sempre ha equivalso a farraginosa e vessatoria - su una minuta scarabocchiata sulla prima mezza facciata del foglio spedito dalla Gran Corte, sembra di capire che il re avesse cancellato la pena e l´anno ancora da scontare.

storia degli aristofrutti prestati alla politica - marino niola ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma oltre a una casta di altissimi funzionari, una burocrazia celeste, il termine passò a indicare anche la lingua, altrettanto elitaria, del Nord della Cina. Come se ci fosse insomma una sorta di affinità elettiva tra la nobiltà della carica e quella del frutto, tra l´eccellenza del sapere e quella del sapore.

<Saremo costretti a licenziare> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con i tempi della burocrazia a Napoli — osserva — verremo a capo di questa storia non prima di un anno o due ed intanto non potremo fare a meno di licenziare almeno il 30 per cento dei nostri dipendenti. I tavolini all'aperto ci garantiscono il cinquanta per cento degli incassi e nei weekend si fa il sessanta per cento del lavoro settimanale»

<Pochi maestri imprenditori, under 30 in crisi> ( da "Corriere del Veneto" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è un impedimento? «Si, le carte richieste per partire sono una montagna. Ma non è "il" problema, con la pazienza lo si supera. Se uno si ferma davanti alle per quanto fastidiose incombenze burocratiche vuol dire che in fondo non è così determinato».

Campo de' Fiori, la lunga notte dei mille abusi ( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazie e veleni toccheranno agli uffici competenti mentre la task force conferma che è già pronto il calendario dei lavori per tutta la settimana. Verso le 3, mentre agenti e vigili erano in vicolo della Cancelleria, una rissa è scoppiata in via dei Balestrari, dove alcuni residenti hanno colto dalla finestra una serie di flash violenti:

Lorenteggio, parcheggio là dove <c'era l'erba> E gli inquilini vanno alla guerra del cemento ( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A sconcertare restano i tempi della burocrazia. Come sottolineano in Circoscrizione 6, impotenti a fermare la colata di cemento. La Dia (dichiarazione di inizio lavori) che ha consentito di trasformare l'autorimessa in garage a tre piani interrati, è datata 2002. Ma al posto del manto erboso e dei fiori di un tempo, i residenti si sono trovati una spianata di cemento armato.

Aziende in fuga da Cina e India ( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Viste le trappole nei territori lontani, Riccobon prevede che non saranno più vane neppure le ricette antiche della competitività in patria: tasse basse, istruzione, efficienza in azienda e in burocrazia. Sono loro i dazi imbattibili anche per la prossima Satyam. Federico Fubini

giunta debole su pesca e orticoltura ( da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stritolati spesso dalla burocrazia e dalle normative (sabato, domenica, festivi e prefestivi non possono pescare nemmeno nel loro appezzamento). Come ha risposto la politica alla crisi? «Non ha risposto - spiega Palo - o perlomeno non in modo sufficiente. In un anno e mezzo non sono arrivate delle prese di posizione forti, quelle che i settori si sarebbero attesi.

Infortunio, rimpallo tra enti ( da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete.

L'operaio licenziato dopo aver perso un piede: "Vivo un calvario" ( da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete.

tartassato nella tomba ( da "Centro, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ici a 29 anni dalla morte IL CASO Per la burocrazia comunale era moroso dal 2003 VASTO. Evasori Ici: il Comune presenta il conto anche al "de cuius". «Sono state rilevate violazioni a suo carico relative al pagamento Ici per l'anno 2003. Il Comune la invita a pagare l'importo dovuto entro 60 giorni dalla notifica della presente.

cappelle hi-tech e nozze lampo così new york sfida las vegas - arturo zampaglione ( da "Repubblica, La" del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al di là degli aspetti estetici, Bloomberg ha alleggerito la burocrazia, non esclude di offrire pacchetti matrimoniali «tutto compreso» e ha introdotto nuove tecnologie. I promessi sposi, ad esempio, potranno collegare il loro iPod al sistema acustico per godersi le musiche preferite durante la cerimonia.

Paesaggio, il rinvio aiuta i Sindaci ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: confronteranno con una burocrazia più leggera, ma anche agli enti locali, Regioni e Comuni in testa. Le prime perché non sempre avevano messo a punto il meccanismo delle deleghe a Comuni e Province e approvato definitivamente i piani paesaggistici; i secondi perché spesso non avevano ancora adeguato gli strumenti urbanistici ai Piani e varato le Commissioni paesaggistiche locali,

Oggi il seminario della Camera di commercio al Parco tecnologico con tanto di vertenza simulata ( da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi invece in materia stradale tutto è delegato alla burocrazia mentre la conciliazione ambisce a una seconda giovinezza nell'ambito delle controversie civili. Si tratta in questo caso di un'alternativa alla causa in tribunale, che richiede anni solo per arrivare a una prima definizione: è un arbitrato per avere da un soggetto terzo una valutazione del "torto e della ragione"

Venerdì il patto tra comune e Provincia per la struttura residenziale destinata a persone colpite da disagio ( da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sganciando definitivamente dalla burocrazia il progetto legato alla realizzazione del Centro residenziale integrato Yabboq, che estenderà la maglia di risposte fornite ai portatori di handicap dalla storica cooperativa sandonatese. La presentazione del disegno dedicato alle fasce deboli del Sudmilano è in programma per venerdì alle 18 in un incontro che si terrà in aula consiliare,

Felici ma in ansia per la Palestina ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse non è questione di diritti degli stranieri ma solo del peso della burocrazia in generale. Ma siano contenti soprattuto di averla fatta finita con il tormento del rinnovo del permesso di soggiorno che quando è pronto è già scaduto. Un problema che andrebbe risolto. Rispetto a quando siamo venuti a Brescia le cose sono peggiorate».

uno sportello per lavoratori "anomali" - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un contratto progetto o è alla prima esperienza Uno sportello per lavoratori "anomali" "Il mondo delle professioni ha ancora troppa burocrazia: noi la snelliamo" VERA SCHIAVAZZI Una nuova associazione per sostenere i lavoratori �anomali´, dalle partire Iva ai co. co. pro, dai piccoli imprenditori ai giovani che per la prima volta si affacciano alla ricerca di un lavoro.

coldiretti veneto, rieletto piazza un'azienda su due teme per il futuro ( da "Nuova Venezia, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo studio di Swg dimostra come i responsabili delle aziende del comparto considerino tra i freni allo sviluppo: la burocrazia, la difficoltà a realizzare utili ei vincoli dell'Unione Europea. A questo proposito, il vicepresidente della giunta regionale ed assessore all'Agricoltura Franco Manzato ha affermato: «Stiamo lavorando per rendere la burocrazia più efficiente.

il teatro fantasma che attira herzog - paola nicita ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una parte occorre non perdere di vista una serie di riflessioni puramente relative al contesto architettonico, dall´altra la burocrazia e le vicende complicatissime di questo edificio pongono una serie di problemi di tutt´altro che facile risoluzione. Però già siamo al lavoro da sei mesi: abbiamo realizzato il rilievo del teatro, che in trent´anni non era mai stato effettuato.

ritorno al passato dall'udeur al prc - clemy de maio ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bollato di arretratezza la sua burocrazia e contestato l´assenza di interventi in settori cruciali quali l´agricoltura e il turismo. «I numeri parlano per noi - ribatte Villani - . Abbiamo investito tutto quello che potevamo e sulla burocrazia vorrei che rispondesse Brunetta, che ci scrive e ci premia per i risultati raggiunti.

la crisi spinge i giovani a lavorare la terra - luciano piras ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla burocrazia lenta e farraginosa. La più importante, tuttavia, rimane quella sul latte: «Qualcosa abbiamo ottenuto in termini finanziari, ma soprattutto l'opinione pubblica è stata sensibilizzata al problema». «Nel 2006-2007, poi, abbiamo ottenuto il riconoscimento del mancato reddito delle greggi affette da scrappie - continua Mastio -

che bella questa reggia restaurata ma rischia di restare inutilizzata - dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complesso destinato a scuola di restauro e museo archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della burocrazia DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) Antonio tricomi La Reggia di Quisisana, centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare l´Istituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo archeologico.

pittulongu, dopo due nubifragi al via i lavori per il nuovo canale - luca rojch ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma dobbiamo rispettare i tempi tecnici della burocrazia. Con questo appalto supereremo una delle difficoltà di Santa Mariedda». Il quartiere con le strade di fango viene alimentato con l'acqua grezza del consorzio di bonifica. Sulla carta servirebbe solo per irrigare le campagne, ma di fatto in buona parte del quartiere viene utilizzata anche per le faccende domestiche.

edilizia, mille posti di lavoro persi in un anno - saverio occhiuto ( da "Centro, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: resta una patologia «fisiologica» legata alla macchina della burocrazia, come spiega ancora il presidente dell'Ance: «Per i programmi complessi mancano regolamenti chiari. Non si può ritirare un progetto dopo quattro anni, perché in un arco di tempo così lungo il mondo cambia. Lo stiamo vedendo con questa crisi.

"daremo la pagella ai professori" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulla burocrazia, intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa di molto simile al dissolvimento della stessa università.

La burocrazia frena l'istituzione di "Sierra 4" ( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il caso Il Finalese è ancora in attesa MICHELE COSTANTINI La burocrazia frena l'istituzione di "Sierra 4" PIETRA LIGURE Il 2008 doveva essere l'anno della definitiva consacrazione di «Sierra 4», l'automedica del comprensorio Finalese. Purtroppo non è andata così, anche se l'impegno da parte dell'Asl2 del Savonese, dopo l'annuncio dell'anno scorso, è stato notevole.

Villani alla Carfagna: critiche da qualunquista ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che quando sparla della burocrazia della Provincia, dovrebbe prima informarsi che Brunetta ci ha inviato una lettera di elogio. Un ministro del governo, come lei. E' sbagliato essere qualunquisti o fare i Masaniello: le proteste sterili non servono». Una stilettata, sempre con destinatario il centrodestra, il leader della coalizione la spedisce alle amministrazioni del Pdl dell'

Una questione settentrionale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che il federalismo mantenga le promesse: meno stato, meno tasse, meno burocrazia; più controllo, più trasparenza, più efficienza.Se quelle promesse non fossero mantenute, i rischi di frattura dell'Italia politica si farebbero concreti.E allora sarebbero in pochi ad avvantaggiarsene. Salvatore Carrubba salvatore.

Viaggio in Usa, ora c'è l'Esta ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: negli Stati Uniti che prevede meno burocrazia e procedure più snelle. Chi vorrà raggiungere gli Usa, per un periodo di massimo tre mesi, potrà ottenere un'apposita autorizzazione elettronica senza compilare il vecchio modello cartaceo I-94. Tale permesso, che vale due anni, va ottenuto prima di imbarcarsi su un vettore aereo o marittimo collegandosi all'indirizzo internet https:

<Per ripartire commissari e Tar modificato> ( da "Corriere della Sera" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia e di una serie di norme che si sono sovrapposte negli anni e che questo governo s'impegna a evitare. Agli inizi degli anni '70 eravamo il terzo Paese infrastrutturato in Europa, oggi siamo al diciannovesimo posto». Le colpe? «Di tutti e di nessuno: le lentezze di una certa politica ma anche il fondamentalismo del no»

Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero ( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA CLASSIFICA «LIMITI SFORATI» DISAGI A SCUOLA BUROCRAZIA All'interno Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero Polveri sottili Scontro tra giunta e Lista civica Soppresso il bus per gli studenti all'«Alberghiero» Al Consiglio di Stato il caso della pensione bloccata da 10 anni Servizio Gloria Pozzo Giuseppe Orrù Roberta Martini

Spagna, Zapatero va online per spiegare le ricette anticrisi ( da "Repubblica.it" del 13-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli aggiornamenti e le nuove misure non verranno comunicati solo sul sito "Plan E": gli avvisi si possono ricevere anche via Twitter, il servizio che permette di inviare messaggi brevi, che non superano i 140 caratteri. In questo caso si può ben dire che la burocrazia non è mai stata così snella. (13 gennaio 2009

Calcio - Dilettantin Confronto in tv per i candidati presidenti del comitato regionale: Grassi crede nel dialogo con le società ( da "Cittadino, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per Grassi invece «tutte le iniziative per migliorare la sicurezza sono auspicabili, ma bisogna tenere conto delle carenze di risorse in campo sanitario».Tra gli altri punti toccati anche l'apertura al tesseramento on line dei calciatori e lo snellimento della burocrazia per tesserare calciatori extracomunitari. Fabio Ravera

confindustria suona la sveglia a lombardo ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Confindustria suona la sveglia a Lombardo Gli industriali bacchettano la Regione sulla paralisi della burocrazia dopo la riforma dei dipartimenti. Mancano i direttori generali e nessun burocrate si prende la responsabilità di firmare gli atti. Con la riforma della burocrazia ancora non ultimata sono a rischio pure gli stipendi dei regionali. MASSIMO LORELLO A PAGINA IV

regione, allarme di confindustria "senza i dirigenti economia ferma" - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che non è stato ancora definito dal governatore Raffaele Lombardo: «In particolare, la riforma dei dipartimenti regionali - afferma Confindustria nel documento redatto a chiusura del comitato di presidenza - non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi dirigenti generali, con la conseguenza che in atto nessuno degli uscenti si assume la responsabilità di firmare gli

E poi dicono la scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre C... ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d'attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l'anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei.

una crociata contro la burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SANITARIA LOCALE Una crociata contro la burocrazia L'obiettivo dichiarato è quello di abbattere i tempi di attesa IL CASO Addio file anche all'Ufficio presìdi ORISTANO. Niente più fila all'Ufficio assistenza protesica dell'Asl per i pazienti incontinenti cronici: da quest'anno, infatti, sarà avviato il rinnovo automatico delle autorizzazioni per il rilascio dei presidi assorbenti per l'

Tra architettura e tecnologia ( da "Italia Oggi" del 14-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno su tutti la troppa burocrazia che ancora tiene legate le potenzialità degli italiani». Dall'esperienza del portale nazionale Colomban è ripartito di slancio per nuove avventure da cui ha raccolto buoni frutti. Infatti Sviluppo Italia Veneto, riportata in utile, nel periodo 2003-2006, ha favorito e finanziato la nascita di oltre 150 imprese.

il pullman che parte da sassari effettuerà la doppia fermata ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lenta burocrazia ha richiesto circa tre anni per poter arrivare a fornire il nuovo servizio che permette così, soprattutto a chi deve rientrare il fine settimana a casa con le valigie, di avere due fermate all'interno della città senza dover essere costretti ad un faticoso trasporto.

libertà economica, italia a picco ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, l´inadeguatezza delle infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative e la forza dei sindacati. Al dunque l´Italia è una nazione «moderatamente libera». Sono 183 i paesi valutati dallo studio, 21 in più dell´anno scorso. 10 le libertà prese in esame per misurare gli ostacoli a fare business: imprenditoriale,

<Taglio dell'Irap e meno burocrazia> ( da "Corriere Alto Adige" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Irap e meno burocrazia» BOLZANO — Il nuovo assessore all'industria, Thomas Widmann, risponde alle richieste del presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch, sulla necessità di un ulteriore intervento su sgravi fiscali e sburocratizzazione. «La giunta provinciale a fine mese deciderà quali ulteriori provvedimenti adottare &

Vigilanza europea ma non alla Bce ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia troppo potente, con le relative conseguenze. Il fatto che taluni banchieri centrali - negli Stati Uniti Bernanke, ora in Europa Trichet - sembrano gradire tale soluzione non allontana tale rischio, anzi. Infine, tutte le incognite precedenti si elevano al quadrato se è alta la propensione del sistema politico a catturare la banca centrale per influenzarla a proprio vantaggio.

Il lavoro in cerca di dialogo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IL FORUM 2009 Il lavoro in cerca di dialogo L iberare le aziende dall'eccesso di burocrazia in tempi di crisi è non solo un precetto per la buona amministrazione ma anche un modo per risparmiare sui costi. Ma quando gli adempimentisi riferiscono alla gestione del personale occorre coniugare la semplificazione con le garanzie che i diritti, non solo economici, siano preservati.

Turismo religioso, i riti pasquali al Josp di Roma ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA BLOCCA 60 MILIONI. «è possibile che un funzionario debba bloccare finanziamenti per 60 milioni di euro da spalmare sul territorio anche con ricadute occupazionali?». Lo chiede il consigliere regionale pugliese Francesco Damone (Puglia prima di tutto) in relazione al mancato accreditamento a 43 Comuni di «interventi mirati allo sviluppo locale»

Burocrazia snella per le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: importanti novità Burocrazia snella per le imprese Mirco Marchiodi Archiviate le elezioni, formate le nuove giunte e assegnate le competenze agli assessori (in Trentino praticamente subito dopo il voto, mentre in Alto Adige è stato necessario aspettare fine dicembre), i due presidenti Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder pensano ora ai primi provvedimenti legislativi e quindi al bilancio,

In 100 sfidano il gelo Torna dopo mezzo secolo il tuffo nel Naviglio ( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non dovrebbe riservare sorprese, ma si sa mai e comunque dipende dalla qualità dell'acqua. Martedì prossimo, l'ultimo test: a ieri, in laboratorio, gli esami hanno sempre confermato la balneabilità. è, questo, un angolo bellissimo di Milano, tra vecchie fabbriche adesso loft, antichi negozi che resistono,

Dodici giorni in coda per dare un esame ( da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d?attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l?

Crisi, pronte nuove mobilitazioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ulteriore ma per meglio servire alle esigenze dei lavoratori». PER QUANTO riguarda le infrastrutture la Cgil chiede investimenti. «Abbiamo altre priorità - ha precisato Marco Fenaroli - rispetto ai temi degli impianti sportivi lanciati in questi giorni: ma se si ha voglia di ripartire serve un piano di investimenti pubblici che faccia da volano per il rilancio delle attività

E alla Est la sfiducia a Garzetti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia, ai passaggi tecnici da parte di Garzetti che, a otto mesi dal suo insediamento, rendono poco efficace il lavoro della circoscrizione». A CIÒ SI AGGIUNGE «la difficoltà di un dibattito politico che nessuno sembra volere con l'opposizione nelle circoscrizioni e che, proprio alla Est, raggiunge il livello dell' imbarbarimento -

sulcitana , la strada-assassina ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che avrebbe dovuto fare molto e in fretta, mentre invece ha fatto poco. Tanto che subito dopo l'alluvione di ottobre - che ha devastato anche la Statale - l'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, è stato costretto a scrivere d'urgenza all'Anas: «è indispensabile - questo il senso della missiva - che sia sbloccata al più presto la procedura e aperti i cantieri destinati

poster, spot televisivi e sito web al comune un piano da un milione - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: davanti a Palazzo delle Aquile potranno entrare solo le auto del sindaco, degli assessori e dei vertici della burocrazia comunale e i mezzi delle forze dell´ordine. Sul lato destro di via Discesa dei giudici, invece, verranno realizzati 11 posti auto gratuiti, mentre sul lato sinistro tra via degli Schioppettieri e via Roma verrà istituito il divieto di sosta.

Come ti custodisco la piccola stazione ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a volte scontrandosi con la burocrazia delle Fs. Aureliano Galeazzo, sindaco di Alice Bel Colle, di recente si era visto addirittura cancellare la stazione dagli orari ferroviari perché i treni non fermavano più. Ora, dopo le proteste, il convoglio della Acqui-Nizza-Asti ferma nuovamente in alcune ore del giorno.

un registro per la sclerosi multipla ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impatto della burocrazia sulle persone affette dalla patologia. Sul lungo raggio la Asl, in collaborazione con l'Aism, intende attivare un ambulatorio dedicato di Neurologia per la diagnosi, il monitoraggio e la cura della Sclerosi multipla, costruendo un percorso integrato con altre branche specialistiche come urologia,

CAMBIO DI STAGIONE ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: campione della società contro lo Stato, dell'individuo contro la burocrazia degli apparati. Rispetto alla coppia libertà-sicurezza, il centro-destra attuale penderebbe sempre di più verso la sicurezza, l'ordine, la tradizione. Forse è così, ma quel che è interessante è che i risultati non si vedono nemmeno lì.

I nuovi panini di Mc Donald's con lo speck dell'Alto Adige Igp Venerdì l'anteprima nazionale ( da "Corriere Alto Adige" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA NEGLI APPALTI. Mercoledì prossimo, nell'Aula Magna della Libera Università di Bolzano, in via Ospedale 8 a Bolzano, il dipartimento lavori pubblici della Provincia organizza un dibattito pubblico sul tema «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia» in relazione alle facilitazioni per le imprese del settore edile in sede di appalto lavori.

A Tokyo il caro estinto è prezioso ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La puntigliosa burocrazia è in grado di fornire le cifre. Il Governo metropolitano di Tokyo, nell'anno fiscale 2007-08, ha raccolto in questo modo 700 grammi d'oro, mezzo chilo di palladio, 1,9 kg d'argento, con un guadagno di circa 3,2 milioni di yen, più 90mila yen derivanti dalle monete che a volte vengono piazzate nella bara prima della cremazione.

Hard Rock Cafè, slitta l'apertura Camerieri <in prestito> alla Caritas ( da "Corriere del Veneto" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto dipenderà dalla burocrazia, e fino allora i futuri baristi, cuochi e camerieri rimarranno in prestito alla Caritas. Poi però le iniziative benefiche non si fermeranno. «Avevamo già contattato associazioni veneziane per iniziare a collaborare – spiegano Rodriguez e Bortolozzo –

Fucina di carità, sanità e santità ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e l'indifferenza delle istituzioni, hanno reso diruta e dimessa. * Professore di Farmacologia, Farmacoterapia II e Tossicità dei farmaci Università Federico II di Napoli La città della medicina Appena costruito contava 1600 posti letto, varie farmacie, un macello, la cucina, un forno per la panificazione,

Palestra Solaro: lo stop diventa un caso ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: definita nella burocrazia comunale «Centro polisportivo Solaro» - era prevista al posto del vecchio «galoppatoio»: lo stesso locale passato alla storia di Sanremo per aver ospitato il maxi processo ai croupier. L'appalto prevedeva la demolizione del vecchio impianto e la realizzazione di una nuova struttura su due piani con 750 metri quadri a disposizione degli sport minori (

Cantieri, ritardi e fondi Ecco i nuovi metrò di Milano ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I programmi sono appesi alla burocrazia e al reperimento di fondi pubblici e privati. L'ultima novità riguarda il prolungamento della linea 1 da Sesto a Monza: il Cipe ha appena pubblicato il via libera al progetto definitivo e dal tesoretto (legge 222) arriveranno gli ultimi 30 milioni necessari.

NOZZE ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: XPUBBLICITA NOZZE & BUROCRAZIA Dalle pubblicazioni ai certificati: le formalità prima del matrimonio Le pubblicazioni, l'attestato di cresima, il cambio di residenza. Non tutti i preparativi del matrimonio possono essere divertenti come scegliere gli addobbi floreali o le bomboniere oppure compilare la lista degli invitati.

Il carcere di Gela è (quasi) pronto. Con 50 anni di ritardo ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ha nuovamente fermato il tempo, e a ottobre 2008 il nuovo Guardasigilli Alfano ha comunicato alla Camera che «entro la fine dell'anno corrente», dopo gli ultimi ritocchi per «l'adeguamento e completamento dei sistemi di sicurezza» al prezzo di un milione e mezzo di euro, la nuova prigione avrebbe aperto celle ecancelli.

Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi ( da "Stampa, La" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SPIRITO DI SOLIDARIETA' «Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi»

"Civich" parla l'arabo "Mi è più facile conquistare la fiducia di tanti stranieri" ( da "Stampa, La" del 16-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quando posso li aiuto a superare la burocrazia che rende la loro la vita, già dura come immigrati, impossibile. Molti quando ritornano in Italia dopo essere stati al proprio Paese passano al comando lasciandomi dolci tipici della loro terra. Conoscere le lingua significa anche apprezzare la cultura di un popolo».

Parte "Buongiorno regione" news e servizi all'ora del caffè ( da "Stampa, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: panchine rotte, difficoltà di posteggio, caro prezzi, disavventure con la burocrazia e altri disagi grandi e piccoli con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. I telespettatori potranno informarci anche via sms, integrando magari le loro segnalazioni con foto scattate con il cellulare o la macchina digitale».

Villanova: servono volontari per la caserma dei pompieri ( da "Stampa, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia non sono lunghi - aggiunge Di Martino - una volta trovati sede e volontari». E il sindaco avanza un'ipotesi: «Speriamo di tagliare il nastro entro un anno e mezzo, in attesa delle prime adesioni». Ora le adesioni sono aperte, con l'idea di organizzare una serata informativa, organizzata con il comando provinciale.

Centallo farà il sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali ( da "Stampa, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LAVORI E BATTAGLIE CONTRO LA BUROCRAZIA Centallo farà il sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali L'epopea dei pendolari con il malfunzionamento dei servizi ferroviari passa anche attraverso lo stato in cui vengono tenute le stazioni. Lo dimostrano le ripetute proteste di chi usa la stazione ferroviaria di Centallo, da tre anni al centro di una battaglia burocratica per l'

Dall'Ue un aiuto alle pmi ( da "Italia Oggi" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: plauso della Lapet al piano Finanziamenti più facili e meno burocrazia Lo Small business act è al vaglio del Ceplis. Il Consiglio europeo delle professioni liberali, di cui la Lapet fa parte in quanto organizzazione aderente ad Assoprofessioni, la confederazione delle associazioni delle professioni non regolamentate, sta valutando attentamente lo Small business act per l'Europa.

soldi per alloggi popolari ( da "Nuova Sardegna, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore Senes mentre quello al Bilancio lamenta la troppa burocrazia delle pratiche BONORVA. L'amministrazione comunale ha avuto la comunicazione ufficiale dell'iscrizione fra i comuni inclusi nel programma d'interventi per l'acquisto e recupero di edifici da riconvertire in alloggi d'edilizia economica e popolare da assegnare a canone sociale.

i ministri veneti snobbano gli industriali - matteo marian ( da "Nuova Venezia, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi meno burocrazia, vanno snellite le associazioni provinciali. Basta un'associazione regionale. La moltiplicazione delle nostre strutture associative, anche di servizio, sono costose e somigliano alla burocrazia romana». Scatta l'applauso.

otto corsari turchi donati al re borbone - mario genco ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia aveva i suoi tempi, anche perché prima si procedere alla spartizione e alla vendita del bottino si doveva attendere la sentenza del tribunale delle Prede, organo inappellabile che doveva giudicare della legittimità della preda. La risposta da Napoli arrivò solo il 4 gennaio del 1795.

maschera e finzione classico eduardo - alessandra rota ( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. In scena fino al 12 febbraio al teatro Vittoria per la Compagnia Attori & Tecnici, regia di Stefano Messina, L´arte della commedia è anche una riflessione divertente e attualissima sul teatro e sulla sua funzione sociale, sull´impegno della politica a favore dei palcoscenici, ma negli ultimi tempi la tendenza è quella di tagliere i fondi per lo spettacolo più che con

valle del sole sconfigge la burocrazia ( da "Centro, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 9 - Chieti Valle del Sole sconfigge la burocrazia Pizzoferrato: arriva l'autorizzazione, l'impianto di sci apre ai prezzi 2008 PIZZOFERRATO. Parte anche per Valle del Sole la stagione invernale. Alle 8,30 i fratelli D'Orfeo, gestori dell'impianto di sci, dopo l'ultimo collaudo, premono il pulsante verde dello "start".

scafa, bagni del distretto asl fuori servizio ( da "Centro, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oltrettutto, sembra che la brutta storia del bagno sempre intasato, e dunque impraticabile, vada avanti da più di un mese e mezzo. Un arco di tempo intollerabile che non trova alcuna giustificazione, nemmeno nei tempi biblici della burocrazia e della malasanità. (w.te.)

La rivoluzione dell'Asl provinciale parte dalla riorganizzazione amministrativa ( da "Stampa, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una parte di esso si potrà impiegare in servizi «front-office», con una più puntuale informazione alla clientela e uno snellimento della burocrazia. «Ovvio - commenta Manfredi - che il processo deve essere condiviso, per non penalizzare nessuno».

lo bello: "tra burocrati e politici l'assistenzialismo è duro a morire" ( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che noi denunciamo, e da tempo, è la mancanza di una burocrazia efficiente. Nonostante al suo interno ci siano funzionari e dirigenti di alto livello, è indubbio che qualcosa non va: c´è un´idea di assistenzialismo radicata nella politica e nella stessa burocrazia regionale che tarda a scomparire.

Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 14 Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia Piazzetta e parcheggio in degrado, nessuno provvede di SANDRO GALLI SENIGALLIA IN UN LATO, una sedia in ferro ripiegata e arrugginita accanto ad un grosso sacco pieno di rifiuti. Nell'altro lato erbacce, sterpaglie ed ancora rifiuti in terra e segni di trascuratezza.

prima il ponte, poi il turismo - giovanni gelsomino ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superare alcuni passaggi istituzionali e le lungaggini imposte dalla burocrazia». Intanto c'è un primo finanziamento di un milione e 800 mila euro per la realizzazione di un ponte sul fiume Coghinas a servizio delle frazioni di Tisiennari, in Località Ponti Ecciu. «Una volta che verrà realizzato - continua Deiana -, il ponte rappresenterebbe anche il collegamento non solo fisico,

<Brancher e Carroccio, temo per voi che il governatore resterà molto a lungo> ( da "Corriere del Veneto" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottenendo i finanziamenti e avviando l'opera pur tra molti ostacoli, come i ricorsi, la burocrazia e molti nemici. La battaglia è ormai vinta e nessuno mette più i bastoni tra le ruote, specie dopo quanto è successo di recente a Venezia. Il prossimo 8 febbraio, poi, verrà inaugurato dal premier Silvio Berlusconi il Passante di Mestre.

Prevenzione a scuola, Rigatti attacca l'Asl ( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il tutto si è arenato nelle pastoie della burocrazia. «A danno dei giovani», denuncia Rigatti. «Gio why not?» vuole offrire un incontro di educazione sanitaria alla presenza dei docenti, due classi per volta. Dopo una/due settimane per gli studenti che lo desiderano è prevista una visita medica dalla durata di 20-30 minuti, con esami non invasivi.

La Corte frena sulla scarcerazione <Asilo politico? Atto di un ministro> ( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: normale burocrazia. Ora invece — e la reazione italiana non può non aver influito — il Brasile si trova immerso in un delicato impasse istituzionale, dal quale Lula dovrà cercare di uscire senza perdere la faccia. è evidente che il potere giudiziario non ha per nulla gradito la scelta del governo,

Avvocati italo-spagnoli, la pacchia sta per finire ( da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Unico problema: la burocrazia. Ma non per Omologazionetitoli.it, che si autodefinisce «il portale italiano per l'omologazione dei titoli in Europa», e che si propone appunto di prestare soccorso al potenziale avvocato che vede l'esame come una montagna insormontabile: «Sos Titoli», campeggia sul sito, «è la soluzione a tutto questo».

Missione Italia per le law firm del Belpaese ( da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma dove almeno le leggi sono stabili e la burocrazia funziona. Due elementi che fanno la differenza, come ben sanno gli avvocati italiani. Ai quali non possono che andare i nostri complimenti, soprattutto per il coraggio di svolgere una professione che, talvolta, consentiteci il termine, è veramente una missione.

Tredici mesi d'attesa per un comunicatore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attesa per un comunicatore» La burocrazia non sempre va d'accordo con la malattia. Meno ancora quando la malattia si chiama Sclerosi laterale amiotrofica e ti isola dal mondo togliendoti movimento, gesto e parola. Virgilio Baruffaldi di Salò ci fa i conti da cinque anni. Ormai è in grado di muovere solo gli occhi per comunicare.

I tempi della città Milano impari da Londra ( da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: milanesi hanno tempi diversi da quelli della burocrazia dei musei? E' vero che Londra non sta meglio, ma è la città che ci prova, che ha combattuto lo smog negli anni '60, disinquinato il Tamigi, che ha inventato la "Congestion charge". Forse non si tratta solo di investire nel trasporto pubblico come tutte le metropoli dicono di voler fare (a Heathrow con la contestata terza pista,

Accesso vietato agli studiosi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre le loro intraprendenza e velocità di azione sono in formidabile ascesa, a lamentarsi della burocrazia, dei costi elevati, dei legacci normativi ridondanti e poco trasparenti sono le istituzioni e i ricercatori. è il caso di un appello lanciato dal Max Planck Institut per la storia della scienza (http://idw-online.de/pages/ en/news?

BATTESIMO DEI BAMBINI ( da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it SOGGIORNO / 2 Immigrati e burocrazia Tassare o no il soggiorno? Chi dice che altri Paesi lo fanno già dimentica che è solo in Italia che uno lo aspetta anche più di un'anno così che, quando arriva, manca poco alla scadenza. Tanti, entrati regolarmente, dopo la richiesta del permesso diventano «ostaggi» della burocrazia.

Permessi, ricorso contro i ritardi ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-01-19 - pag: 13 autore: Immigrati e burocrazia. Le Poste e la Zecca difendono il proprio operato - Irrisolto il «nodo» degli Sportelli unici Permessi, ricorso contro i ritardi Dalla Cgil una causa per 500mila stranieri che aspettano oltre i tempi di legge Carlo Giorgi Più di mezzo milione.

Servizio civile, tagli ridotti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PROBLEMI IN CAMPO Tante domande e limitate possibilità di finanziamento Lamentata troppa burocrazia in fase di accreditamento Risorse in diminuzione. A fronte dei 300 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria precedente, per il 2009 il Fondo nazionale per il servizio civile avrà a disposizione 211 milioni STEFANO CAROFEI

Convenzione: Snami, 6 febbraio giornata protesta ( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 19-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «potrà avere un decremento visto l'aumento della burocrazia e il sempre minor tempo che il Mmg potrà dedicare alla sua attività clinica e questo pericolo è presente all'interno del contenuto del preaccordo. Una qualità di servizio che è sempre estremamente gradito ai cittadini, ma che rischia di non essere più così».

Accordo del Comune con i patronati Caf ( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per orientarsi nella burocrazia è nato uno «Sportello del lavoro precario», aperto nella sede Cgil di piazza Marconi il lunedì (16-18) e giovedì (9-12). «Daremo informazioni su contratti, buste paga, maternità, pensioni e malattia - aggiunge Berruti - ma è anche un modo per scambiarsi esperienze».

Le adozioni costeranno meno ( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Arai è operativa dal Brasile alla Corea "La nostra attesa tra burocrazia test e magistrati" «Ci sono voluti 11 mesi perché dicessero che eravamo idonei» LAURA SECCI AOSTA [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA La Regione ha stipulato una convenzione con l'Arai, l'Agenzia regionale per le adozioni internazionali della Regione Piemonte.

Nebbia e intoppi burocratici ritardano il viaggio di ritorno dei piccoli bielorussi ( da "Cittadino, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggiunta anche la burocrazia, visto che il loro permesso di soggiorno scadeva proprio venerdì 16 gennaio ed ormai era sabato 17. Una situazione paradossale che ha contribuito a complicare le cose e a rendere il ritorno in patria carico di tensione. Finalmente, alle 13 di sabato, la nebbia che gravava fitta anche su Rimini si è diradata e la burocrazia per una volta ha chiuso un occhio,

roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Roma Fiumicino Osservatorio Bilanci comunali Dopo la vittoria su Malpensa resta il nodo della crisi economica prima di parlare di vero rilancio Il deficit della sanità laziale entra di prepotenza nei bilanci delle banche e delle aziende Roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione all´interno

roma risparmia sui dipendenti ma non investe per il turismo - valentina conte ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione capitolina è tra le meno sprecone d´Italia visto che solo il 21% delle risorse è risucchiato da uffici e burocrazia. Poco più di venti euro su cento vanno dunque al funzionamento della macchina e il resto a scuole, verde, sociale, strade, trasporti. Un vero e inaspettato record (eguagliato da Torino e Venezia), ben al di sotto del 27% di media nazionale.

purpura riconquista il superminimo venticinquemila euro in più all'anno ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai quali somma i 68 mila euro di indennità di posizione come tutti i vertici della burocrazia comunale. A queste somme aggiunge i 25 mila euro annui dell´assegno ad personam concordato con l´amministrazione al momento della firma del contratto. Ieri la giunta ha dato copertura ai primi otto mesi dell´anno, da gennaio ad agosto, stanziando per il comandante 21 mila euro.

regione, lite sullo spoils-system l'udc: "i dirigenti non si toccano" - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vertici EMANUELE LAURIA La mossa con cui Raffaele Lombardo ha anticipato la trattativa con gli alleati sulla nuova burocrazia regionale è arrivata ieri, di buon mattino. Il governatore ha fatto sapere, con una nota ufficiale, di aver nominato come capo di gabinetto Nino Scimemi, in «sostituzione temporanea» di Rosalia Mancuso, costretta a lasciare l´incarico per motivi di salute.

giunta, 6 milioni in consulenze - simonetta zanetti ( da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: addizionale Irpef - che se ne vanno sostanzialmente in spese di burocrazia e vigilanza. Insomma, alla fine, i cittadini invece che vedersi tagliare le tasse, sono costretti a sostenere anche le spese per controllare i furbetti, nel tentativo di intercettare le astuzie degli utenti sia sul fronte dell'evasione fiscale che lavorativa.

artigiani, non nascono nuove aziende ( da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La politica dovrebbe snellire la burocrazia, consentendo agli imprenditori di compensare i loro crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni con i debiti d'imposta a qualsiasi titolo. Se non si interviene in questo modo, aumenterà il lavoro nero». (Francesco Macaluso)

porto: via ai lavori, ma non per i maxi yacht - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per evitare i tempi eterni della burocrazia si era optato per la procedura rapida di assegnazione degli appalti, con l'affidamento diretto. Conclusa la fase di verifica dello stato di fatto, la Regione ha consegnato le chiavi del porto alle nuove imprese che dovranno ridare vita al cantiere fantasma sul mare.

canepa & campi, affari artigianali "se l'azienda resta una bottega si può resistere alla concorrenza" - bettina bush ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piuttosto per dover lottare con una burocrazia infinita». Le bandiere più belle? «Le più semplici, quelle con un bel marchio pulito». Per rimanere competitivi nel mondo su cosa puntate? «Bisogna esser flessibili, aperti ai cambiamenti e veloci». Per il futuro cosa si augura? «Mantenere la qualità rispetto alla quantità del prodotto, come anche nella vita di tutti i giorni»

"Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi" ( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: POLEMICA "Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi" [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO MONGRANDO Dopo 16 anni di battaglia contro la burocrazia, escono allo scoperto gli ex proprietari di alcuni terreni espropriati all'interno del parco della Bessa: non hanno ancora ricevuto gli indennizzi.

L'Ascom: <Sospendere il sequestro dei gazebo> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleata della burocrazia, che vuole mantenere i cittadini in stato di sudditanza», aggiunge Pace. Per il presidente dell'Ascom di Napoli «gli imprenditori sono vittima dell'incertezza delle regole e della mancanza di coordinamento tra gli Enti che devono rilasciare i pareri: il risultato è che si attendono mesi per avere un permesso e si rimane comunque con l'

Nel bilancio dello Stato troppe spese in deroga ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non possono attendere i ritmi lenti della burocrazia, è esploso negli ultimi anni. Per capire l'origine del fenomeno occorre addentrarsi nelle tecnicalità dei bilanci pubblici. Nella Pa il pagamento è l'ultimo di una serie di atti, che partono con gli uffici centrali del bilancio (o le Ragionerie provinciali) impegnati a spulciare il capitolo del bilancio pubblico relativo all'

Tra baita e villa c'è differenza ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a nome dei numerosi proprietari vorrei rivolgere un appello al buon senso dei politici impegnati sul territorio, ai comuni che conoscono la realtà diversamente dalla burocrazia, che sappiano distinguere il villino con piscina dal rudere faticosamente salvato o inesorabilmente destinato al crollo e alla rovina. Marino Baccanelli BAGNOLO MELLA

dorina, la badante-sindacalista ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Do loro una mano con la burocrazia e con la lingua. Poi con il sindacato li aiuto a trovare lavoro». Le mani appena smaltate si muovono frenetiche, entusiaste, gli occhi sprizzano di azzurro incorniciati dai ricci stretti, rossorame. Ad aprirle le porte del sindacato il segretario provinciale della Filca, Alfredo Costa e il responsabile legale Battista Imperio.

regione bloccata da dieci poltrone ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da dieci poltrone Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´

regione, le dieci poltrone d'oro che bloccano lo spoils system - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ANTONIO FRASCHILLA Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi Europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´

santuario di pietraquaria ( da "Centro, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare la vita dei cittadini, eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra società, più solidale e più giusta.

il medico-agricoltore per la sanità - maurizio piccinino ( da "Centro, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Riscoprire l'agricoltura perchè il contadino è un eroe», sottolinea Venturoni, «la politica invece di dargli una mano ora lo soffoca con tanta inutile burocrazia. Io dico facciamoli vivere, anche così avremo un Abruzzo diverso e migliore».

ugo cappellacci incontra le imprese: insieme possiamo superare la crisi - federico spano ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia. Quando si lavora a un progetto, come le beauty farm, che non sono mai partite, passa così tanto tempo che dopo un po' si stenta a riconoscere l'idea iniziale». Ugo Cappellacci, davanti a un pubblico di una trentina di persone, quasi tutti commercianti, ha sottolineato l'importanza di ascoltare tutti,

de felice: "pronto il piano sociale" ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ridurre i tempi inutili della burocrazia (e della tecnocrazia della programmazione comunitaria), rafforzare l´indirizzo politico regionale e concedere il minor spazio possibile a diversioni di vario genere (peggio se clientelari�): sarebbe un grande risultato deliberare e contemporaneamente erogare le risorse, evitando il ricorso ad ogni mediazione e intermediazione politica»

Nei patti territoriali si va all'incasso ( da "Italia Oggi" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che era però rimasta sospesa fino ad oggi a causa dei tempi lunghi della burocrazia. Controlli ministeriali sui progetti di importo superiore al milione di euro. Le commissioni ministeriali saranno chiamate ad effettuare gli accertamenti di spesa sulle iniziative che, in sede di concessione provvisoria dell'agevolazione, ammontassero a più di un milione di euro.

"Questa tessera blu che un po' ci fa arrossire" ( da "Stampa, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arcipelago della burocrazia, qualche problemino è rimasto per quel che riguarda l'utilizzo. Per vedere come se la cava chi beneficia del bonus di 40 euro al mese, occorre andare a dare un'occhiata da vicino, magari al «paniere» di chi già la utilizza. Come la signora Marisa, una dei 720 astigiani che hanno nel portafoglio la tesserina blu.

gasdotto, si allarga il fronte del no deciderà il consiglio comunale ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superato le sabbie mobili della burocrazia e in pochi mesi diventerà una ingombrante realtà. Ma contro la creazione di una stazione di compressione grande 19 ettari e alta 15 si è già creato un partito trasversale e un comitato anti gas. La centrale dovrebbe sorgere a Spiritu Santu, tra l'ospedale San Raffaele, l'area delle Saline e la frazione a vocazione turistica di Murta Maria.

non si esce dalla crisi col mattone - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: neanche in quella delle nuove energie compatibili e del nuovo welfare comunicativo a burocrazia leggera. Ma, ascoltando molti degli interventi del summit, la ricetta nostrana prevalente parrebbe un´altra: infrastrutture ed edilizia. Viabilità, interporto, aeroporto, centri commerciali, padiglioni fieristici, edilizia sanitaria.

aperto in via romana lo sportello codacons ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assistenza e di consulenza al fianco dei cittadini nella giungla della burocrazia e dei disservizi. La sede dell'associazione, in via Romana, ha riaperto al pubblico lo scorso 12 gennaio ed è a disposizione ogni venedrì, dalle 16.30 alle 18, presso lo studio di consulenza Sanna. Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi direttamente al numero di telefono 340.

non si esce dalla crisi... - mauro moruzzi * ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche come operatori qualificati di call-contact center, help desk per assistere da casa le persone anziane, le famiglie, riducendo burocrazia e costi ospedalieri. è solo un esempio . Ma una cosa è certa: la vecchia economia delle infrastrutture pesanti e del cemento non ci farà volare oltre la crisi. (* direttore generale Cup 2000)

La Coopser in attesa del Noceto ( da "Nuova Ferrara, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impossibilità oggettiva di effettuare tutti i vari recuperi entro il 15 febbraio, sarà la burocrazia a decidere chi passerà il turno e andrà alla seconda fase. La classifica vede al momento questa situazione: Coopser Ferrara 33*, Gran Parma 29***, Imola 29*, Colorno 22 ****, Noceto 19**, Lyons 8*, Castello 1* Reggio 0*** (* partite da recuperare) Dario Cavaliere

A Bari bene i fondi di aiuto alle imprese in quartieri a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A questo si aggiunge l'impatto sulla burocrazia – spiega Saracino –. Gli uffici comunali hanno reagito bene a questi stimoli, sono cresciuti sul piano della formazione e hanno anche costituito reti informative». Ma le imprese lamentano le lungaggini burocratiche con cui il Comune di Bari approva i finanziamenti.

Per le categorie serve più pratica ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cerchiamo di predisporre dei progetti ad hoc ma tra le difficoltà ci sono i tempi della burocrazia, che non aiutano a sviluppare questi momenti d'incontro». E aggiunge Patrizio Zini, presidente Confartigianato Pistoia: «Dove la scuola è riuscita a saldarsi all'economia reale i ragazzi trovano occasioni di lavoro, ma occorrono capacità professionali e tecniche più facilmente spendibili.

A Gaza una ricostruzione a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non l'Onu:troppa burocrazia. Occorre creare un consorzio di poche persone, agile e indipendente. Ma non si può sfuggire alla politica: funzionerebbe solo se Hamas e Fatah sono d'accordo». Come in ogni Paese, anche qui gli imprenditori hanno un'agenda politica.

Enel conferma i piani in Romania ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche se bisognerà continuare a fare i conti con un eccesso di burocrazia come lamenta il presidente di Anie, Guidi, che porta però la sua personale positiva esperienza in Romania dove Ducati energia occupa 350addetti. «La crisi osserva Guidi - imporrà una mutazione genetica nel fare impresa e renderà sempre più multipolari le nostre aziende».

lite al comando tra pasetto e sellan il comune si costituisce parte civile ( da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: videocamere in rete di youtube per raccontare la sua storia di dipendente comunale vessato e «mobbizzato», sollevando successivamente, e a sorpresa, da ogni responsabilità gli amministratori e i politici per le sue disavventure, le cui cause sono state attribuite ai dirigenti comunali e alla burocrazia. Un capovolgimento di fronte che ha fatto discutere l'opinione pubblica. (g.ca.)

43 milioni per l'area del mercato - massimo scattolin ( da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi della burocrazia». Al contempo la Campus pretende che l'attuale Mof liberi l'area di via Torino entro sei mesi dal rilascio della certificazione di agibilità del nuovo Mof in via Porto di Cavergnago. Come sul progetto di via Torino anche sulle caratteristiche del nuovo mercato ortofrutticolo potrebbe esserci un confronto con Veritas,

Distribuzione gas, sì alla variante richiesta dalla Snam ( da "Cittadino, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è sganciato dalla burocrazia. Nel consiglio comunale di martedì è stata infatti approvata la variante al Piano regolatore, richiesta da Snam rete Gas per l'estensione del centro di dispacciamento che sorge tra le vie Ravenna e De Gasperi. Un quartier generale che, come ha ricordato il consigliere del Pd Oliviero Coran,

L'assessore Frassino Si potranno montare sulle tegole ma senza turbare l'estetica ( da "Stampa, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ed ecco che a questo punto la burocrazia fa sentire il suo peso: la variante al piano particolareggiato della collina di Pinerolo è stata inviata per competenza il 28 luglio alla Commissione regionale dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione, che a dicembre ha risposto al Comune, spiegando che non è in grado di dare il via libera a questa modifica.

Autostrade del mare, sì dell'Ue a burocrazia più snella ( da "Italia Oggi" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ue a burocrazia più snella ECONOMIA E POLITICA approvata la proposta di direttiva di tajani Nuove e più snelle procedure burocratiche per stimolare lo sviluppo delle autostrade del mare nell'Unione europea, quelle vie di trasporto merci che possono decongestionare le nostre strade e aiutare anche la lotta contro l'inquinamento,

record di sbarchi e vittime il 2008 anno orribile sulle rotte degli immigrati - vladimiro polchi ( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia lumaca: quasi un milione gli immigrati in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno; mentre l´esame delle pratiche del decreto flussi 2007 - nonostante l´accelerata degli ultimi mesi - non è ancora finito (il caso più critico a Roma: sotto il 50% delle domande esaminate).

Mussner difende il Durc soft <Burocrazia da alleggerire> ( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infondate le critiche dei sindacati Mussner difende il Durc soft «Burocrazia da alleggerire» BOLZANO — «Il nostro obiettivo è abbattere la burocrazia». Parola dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Florian Mussner che, durante il dibattito «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia » tenutosi ieri nell'aula magna della Libera università di Bolzano,

Potere d'acquisto e urbanistica ( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conciliabilità tra famiglia e lavoro, potere d'acquisto, urbanistica, trasporti, autostrade informatiche, energia, tutela dell'ambiente e burocrazia. Sulle prossime edizioni de “la voce degli imprenditori” saranno approfondite le tematiche successive. CHRISTOF OBERRAUCH Presidente di Assoimprenditori Alto Adige

Widmann e Innerbichler: <Economia locale solida> ( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: economia altoatesina poggia su fondamenta sicure e può guardare al futuro con ottimismo perché ha le capacità e i presupposti per superare le sfide della congiuntura internazionale», ha specificato Widmann. Nel colloquio si è parlato anche di uno snellimento della burocrazia per le imprese, «senza quindi limitare eccessivamente con regolamenti e restrizioni il loro sviluppo».

La Cgil lancia l'allarme sul Pil 2009 ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si rischia di finire impantanati nelle maglie della burocrazia. L'antidoto è l'unità d'intento tra pubblica ammini-strazione, imprese e lavoratori ». La Cgil attacca anche il management di Acquedotto Pugliese, e in particolare l'amministratore unico Ivo Mon-teforte, per la minaccia del blocco degli investimenti.

tarsu, bollette anche a chi risiede fuori ( da "Centro, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vittime della burocrazia, sono anche i non residenti. Come Luciana Coppa che, nel 1999, ha venduto la sua casa di via San Pietro ma si è vista recapitare, nel nuovo alloggio di Moscufo, una bolletta da 150 euro per il 2003. Non è tutto, perché, dopo l'atto del 1999, l'abitazione di via San Pietro è stata venduta, dai successivi proprietari,

Cna, allarme sulla Cassa: C'è rischio burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è rischio burocrazia» ANDREA ROSSETTI di Giovanni Armanini Rischio burocrazia sulla Cassa integrazione in deroga. Un pericolo, da evitare, denunciato ieri dalla Cna di Brescia nel consueto incontro di inizio anno con la stampa. «Così come proposto nel decreto anticrisi - hanno sottolineato i vertici dell'organizzazione di via Orzinuovi -

la media satta è una scuola da salvare ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiusura della scuola e ingresso nell'edificio di uffici della burocrazia comunale), i consiglieri della commissione si schiererebbero contro tale tentativo. Genitori e docenti, si legge nel documento, contestano «la posizione di chi ritiene la scuola sottoutilizzata, vista la presenza di sei classi di almeno venti alunni».

con la società intesa fino a giugno ( da "Centro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la speranza è quella di vederlo sulla nostra panchina già domenica prossima a Scafati, burocrazia permettendo», spiega il presidente del sodalizio biancoverde, Luca Mastroianni. Una trattativa lampo quella che ha portato Perrone alla guida della VdG, dopo che in un primo momento sembrava certa la promozione di Ciro Ferrara, vice dell'ex tecnico Chiappini.

il porto bloccato dalla burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia» Dura protesta dell'assessore Giacomo Rum che accusa gli uffici statali PORTO TORRES. «Non sono bastati undici anni ininterrotti di lavori per completare il porto di Porto Torres: la città è piegata da polemiche, lungaggini e attese, e non è in condizioni di sopportare ulteriori disfunzioni e allungamenti di tempi per quanto riguarda la riapertura definitiva del bacino

un proprietario certo: solo così si potranno salvare i casoni ( da "Nuova Venezia, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima con la bonifica poi con la burocrazia. Con la bonifica numerosi casoni vennero sacrificati. Si salvarono solo quelli lungo le rive del fiume Lemene e alcuni a ridosso di canali e isolotti. La burocrazia del nuovo Stato inoltre si calò sui casoni, attraverso le proprie articolazioni, come un falco sulla preda: ministeri, demanio marittimo,

azienda dolciaria distrutta da un incendio il concorrente offre capannone e impianti - antonello micali ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia mi sta ancora impedendo di aprire un panificio industriale a Candelo, per il quale ho già investito quasi tre milioni di euro e che darebbe lavora ad altri 60 lavoratori». Intanto, Il management dell´azienda ora ospite della Lea potrà ora pensare al rilancio, partendo dall´espletamento delle pratiche dell´assicurazione che potrebbero consentirle presto di tornare a Pianezza,

dorme nell'obitorio, dal comune nessun aiuto ( da "Centro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ha ancora ottenuto niente perchè la burocrazia dice che se non sei residente non hai diritto a nulla. «La donna», spiega Antonio Di Berardo, segretario del Sicet Cisl, il sindacato degli inquilini, «fino a qualche tempo ha avuto la residenza prima a Roseto e poi a Montorio. Oggi ha una sorta di domicilio temporaneo anche se non ha una casa ed è costretta a vivere in macchina.

La questura di Milano chiede alle realtà del Sudmilano di vigilare sulle unioni ( da "Cittadino, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come recita la burocrazia. In Italia lo straniero che chiede la regolarizzazione della sua posizione si trova talvolta a dover fornire prove chiare di fronte a segnalazioni di cittadini che notano situazioni di controversia alla questione. Immigrati, insomma, che in maniera fittizia richiedono permessi con false unioni.

biblioteca nazionale servizi a scartamento ridotto - maria cristina carratu' ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costretto ogni introito nei rigidi solchi della burocrazia (invio a Roma, rientro solo parziale, del pagamento diretto di servizi da parte dei pochi privati disponibili: tu mi compri le stampanti, lui la carta), la Nazionale ha perduto creatività e funzionalità. Entro il 2009, con anni di ritardo, prenderà finalmente corpo l´autonomia gestionale, che,

Costruttori e progettisti cercano spazio in Sudan Eos organizza l'incontro ( da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore provinciale ha informato il collega tedesco sul pacchetto di misure varato dalla Giunta per il rafforzamento dell'economia, «che hanno tra i punti qualificanti un programma di investimenti, un accesso agevolato delle aziende al capitale ma anche istruzione, innovazione e snellimento della burocrazia», ha concluso Widmann.

Durc obbligatorio, soluzione in vista ( da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obbligo di presentazione del Durc allo stato di avanzamento lavori (adottata per alleggerire i tempi della burocrazia) per adesso rimane in vigore, ma lunedì la giunta provinciale dovrebbe deliberare una nuova procedura che trasferisca all'ufficio spese della Provincia il compito di procurarsi il Documento di regolarità contributiva prima di pagare le aziende.

Project financing, UniCredit e Dexia guidano la classifica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia impropria e una definizione annuale del patto di stabilità lesivo della programmazione delle opere, per quanto riguarda il 2008 sicuramente le manovre di razionalizzazione della finanza pubblica hanno inciso pesantemente sulla possibilità per gli enti locali di attivare strumenti di finanza innovativa».

Paulson lascia l'ufficio ma non i dollari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia prevede che il trasferimento della firma posa avvenire solo dopo che la designazione alla carica di Segretario al Tesoro abbia ricevuto l'approvazione da parte del Senato americano. E anche dopo l'approvazione del Senato servono almeno tre mesi.

PASS AUTO ( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Con riferimento al «rinnovo pass» concordo che è assurdo impegnare vigili e scomodare cittadini, che pagano le tasse, affinché dimostrino ripetutamente ogni anno di non aver cambiato residenza. Già lo scorso anno, andando a pagare per il pass dai vigili di piazza 25 Aprile, avevo cortesemente richiesto che volessero sollecitare chi di dovere dei loro superiori perché rendessero

WhiteHouse.gov: if you have an idea, let us know ( da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite”, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (

Una donna giovane, con un sorriso simpatico, determinata e concreta come chi deve dirigere un'a... ( da "Stampa, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appesantendo la già macchinosa articolazione della burocrazia nella quale si trova ogni giorno immerso il cittadino. Insomma, Comuni e Regioni, non potrebbero fare a meno di parlarsi attraverso questa cinghia di trasmissione e ricorrere, per esempio, al telefono? E' vero che le competenze delle Province sono più numerose e importanti di quelle che comunemente si conoscono.

If you have an idea, let us know ( da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite?, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (

Forestali "spalaneve" d'inverno? La Regione respinge la proposta ( da "Stampa, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: irricevibile per problemi di burocrazia. Era stata avanzata dalla Comunità Montana Valli Borbera e Spinti all'amministrazione regionale. Già lo scorso anno, in vista di un stazione invernale annunciata con copiose nevicate, come poi si è verificato e come potrebbe ancora accadere, l'ente di Cantalupo Ligure aveva proposto alla Regione di utilizzare questo personale -

Piscina, a febbraio i lavori dopo sei anni di problemi ( da "Stampa, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a febbraio i lavori dopo sei anni di problemi Persino la burocrazia del Coni aveva bloccato la partenza [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Entro metà febbraio dovrebbero finalmente partire i lavori per la copertura della piscina. Il condizionale è d'obbligo perchè dopo 6 anni di intoppi burocratici e tecnici di ogni genere, è difficile fare previsioni.

blitz nel deposito abusivo di medicinali ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività senza impegnarsi con la burocrazia esigente? Le ispezioni forse non sono finite: tra le carte trovate nell'ufficio c'erano anche le indicazioni per alcuni destinatari probabili, i carabinieri dovranno compiere accertamenti anche su questi, impossibile sapere se si tratti di farmacisti con vendita diretta al pubblico oppure di titolari di depositi autorizzati o altro ancora.

abruzzo, parte la corsa ai fondi ue ( da "Centro, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Il programma Por-Fesr» hanno detto i tre assessori «offre le giuste opportunità alla classe imprenditoriale e sociale dell'Abruzzo; per questo dobbiamo mettere in condizione tutti di accedervi eliminando quanto più burocrazia possibile». (cr.re.)

AI NOSTRI FRATELLI STRANIERI ( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sabotati dalla nostra burocrazia, a complicati ricongiungimenti familiari. C'è un buco tuttavia, un profondo varco fra questi due opposti mondi, che noi ospiti non possiamo colmare da soli. Né nei fatti, naturalmente, né nella loro analisi e percezione. Difficile suggerire come, certo è che la storia offre alcuni —

<Sgravi fiscali e meno burocrazia> ( da "Corriere Alto Adige" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sgravi fiscali e meno burocrazia» L'Unione: taglio Irap per tutte le imprese e sostegno ai consumi Duzzi: «No ai negozi nelle zone produttive come via Galilei in città» Steger: «Si tutelino meglio i circuiti economici locali» BOLZANO — Rafforzamento del potere d'acquisto per incentivare i consumi, sgravi fiscali alle imprese e incentivi mirati,

Il consumo della cultura ( da "Corriere del Veneto" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fermata da una burocrazia impreparata ai nuovi compiti che le toccherebbero; più efficacemente portata avanti nelle sedi comunali, dove le resistenze conservatrici erano più deboli, anche in questo caso, comunque tra mille incertezze e contraddizioni. Com'era prevedibile lo scontro fuori tempo si è chiuso in fretta e la Direzione generale alla Valorizzazione è poi stata varata con l'

Il grido di dolore delle Pmi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la burocrazia, le infrastrutture, le risorse immateriali. Potrebbe esserequestoilnostroNewDeal. • Allarme corruzione L'Italia occupa un posto ditutto riguardo nella classifica mondiale della corruzione. Siamo ai primi posti per livello di corruzione degli apparati pubblici, come nei peggiori regimi del Terzo mondo.


Articoli

Ma saranno necessari due turni per designare il successore di Serra (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'elezione il 7 febbraio Ma saranno necessari due turni per designare il successore di Serra Burocrazia sovrana: per eleggere il nuovo presidente del Coni astigiano saranno necessarie due «tornate» di elezioni. La prima è in programma il 17 gennaio, quando per tutta la giornata ci saranno al Salera le elezioni dei componenti del consiglio provinciale: dovranno essere nominati 5 rappresentanti della sezione promozione sportiva, 3 delle discipline associate sportive, uno delle associazioni benemerite, due dei tecnici e uno degli atleti. I «nominati» della prima fase il 7 febbraio, insieme ai presidenti o delegati di tutte le federazioni che fanno parte del Coni procederanno poi all'elezione del nuovo presidente, e, come pare, ci dovrebbe essere l'unica candidatura di Piercarlo Molinaris. Il presidente avrà poi facoltà di eleggere autonomamente i rappresentanti della propria giunta: 4 per le Federazioni e uno ciascuno per il Cip (Comitato italiano paralimpico), per i tecnici, per gli atleti, per le discipline associate e per gli enti di promozione sportiva. \

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Massalengon Garantirà un'assistenza legale in assoluta riservatezza (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'avvocato gratis per i residenti: è la scommessa dell'assessore massalengo Locazioni, compravendite, problemi tra condomini, usufrutto. Ma anche sfratto, violenze sulle donne e sui minori, separazioni, divorzi, nei casi più delicati. Quanti si sono trovati nella condizione di aver bisogno del parere professionale di un avvocato senza poterselo permettere? È questa la sfida vinta dall'assessore ai servizi sociali del comune di Massalengo, Anna Brunella De Cesare: dare un avvocato anche a chi non se lo può permettere e si trova nei guai. È stato attivato con il 2009 il servizio "Diritto oggi" a Massalengo: una consulenza legale gratuita e in assoluta riservatezza di cui si possono avvalere tutti i cittadini residenti. «La nostra idea non è quella di poter risolvere in toto il problema dell'assistenza legale - spiega Anna Brunella De Cesare - , ma è quella di fornire una prima risposta a chi si trova ad aver bisogno di un parere e non sa dove sbattere la testa. Sono tanti i problemi che una famiglia si può trovare davanti e a volte molti si fermano davanti ai costi delle parcelle. Problemi che spesso diventano macigni e possono trasformarsi in vere e proprie tragedie. Per i nostri residenti abbiamo quindi ideato questo strumento agile e veloce che consenta loro di avere una prima risposta: possono sapere che strade hanno di fronte». L'amministrazione comunale ha quindi stretto una convenzione con un legale, che ha scelto di aderire al progetto per la cifra simbolo di 2mila euro; a lui si potranno rivolgere tutti i cittadini, a prescindere dal loro stato economico e sociale, seguendo due modalità: il colloquio con l'assistente sociale o la psicologa, che visitano il comune del Centro Lodigiano una volta a settimana, e che in caso di necessità segnaleranno il caso al legale, o chiamando direttamente un numero di cellulare, pubblicato in comune e sui manifesti affissi per le vie del paese. Casa, famiglia e immigrazione, questi i tre grandi nuclei tematici della consulenza assicurata dal comune, con consigli su questioni riguardanti diritto di proprietà e diritto reale (usufrutto, uso dell'abitazione, superficie, enfiteusi, servitù prediale, ipoteca), regime patrimoniale, successioni, sostegno delle pubbliche amministrazioni, fino ai casi di separazioni, divorzi, violenze domestiche. «Questi sono i casi ovviamente più delicati, che spesso è più difficile far venire alla luce - spiega ancora l'assessore - ; è per questo che l'azione congiunta di assistente sociale, psicologa e legale, in una grande struttura a rete, dovrebbe aiutarci a prevenire qualcuna di queste tragiche situazioni». Anche i problemi legati all'integrazione dei cittadini immigrati, saranno contemplati nel novero delle consulenze dispensate dall'avvocato, che aiuterà gli stranieri a districarsi nella "giungla" della burocrazia italiana. Il servizio è stato attivato per ora in via sperimentale e anche se è operativo solo da qualche settimana, sono già diversi gli squilli ricevuti dal telefono amico di "Diritto oggi". Rossella Mungiello

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gli impiegati sotto inchiesta la moralità al tempo dei borboni - mario genco (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Palermo Due regi decreti pubblicati sul Giornale dell´Intendenza in tema di "mani pulite" della burocrazia GLI IMPIEGATI SOTTO INCHIESTA LA MORALITà AL TEMPO DEI BORBONI MARIO GENCO FINALMENTE IL TITOLO DI UN DECRETO - legge inaspettato e da più parti politiche finora ritenuto improponibile: esso recita "Per la sospensione dei soldi agli impiegati civili sottoposti a giudizio penale". Senza entrare nel dettaglio del provvedimento, è necessario premettere che non si fa alcuna distinzione fra vari tipi di reato: gli impiegati inquisiti verranno subito sospesi dello stipendio e riceveranno solo una «mensual prestazione a titolo di soccorso». Insomma, un sussidio di sopravvivenza non superiore a un terzo dello stipendio goduto, finché durerà la carcerazione con mandato di arresto. Stipendio dimezzato se in carcere «con mandato di deposito o per qualsiasi altra disposizione». Tutto chiaro, tranne il «mandato di deposito», che non è spiegato bene che cosa sia. Né la ventata moralizzatrice si arresta a questo pur significativo decreto. Il governo sembra deciso a stroncare anche la corruzione dei pubblici funzionari e il malcostume delle raccomandazioni. Ecco il titolo di un altro, non meno perentorio decreto: "Per le pene contro gli impiegati che sollecitano degli affari". Il documento ha questa premessa: «Avendo avuto, con nostro sensibile rincrescimento, occasione di conoscere che in diverse officine delle Amministrazioni taluni impiegati subalterni che ne fanno parte, si permettono di esigere delle regalie da coloro che in esse si recano pei propri affari, o vengono per rispettivi rami eletti ad impieghi, o promossi. E volendo che si tolga questo indecoroso abuso.. . ». Chi si sorprenda dell´arcaicità della lingua e dell´opacità dello stile, tenga presente che il legislatore prima d´ora mai era stato chiamato a confrontarsi con siffatti argomenti di interesse pubblico generale. Se si fosse trattato di leggi ad personam, come sono state definite, la lingua e il legiferare sarebbero stati più sciolti, si potrebbe dire spontanei. Il decreto consta di tre articoli, di cui quello più importante è il secondo: «Articolo 2. I contravventori saranno puniti con la sospensione di soldo e impiego per le prime mancanze nelle materie, e colla destituzione nei casi di recidiva». D´accordo, non bastano una o due leggi per stroncare il malcostume, ma almeno si è cominciato a tentare. Questo, si può supporre, è stato il commento immediato dei lettori della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana�oh, scusate il lapsus... Ci si era dimenticati di dire che entrambi i decreti erano definiti "Regi" e tali erano anche gli impiegati e le amministrazioni in oggetto, e che il foglio su cui furono pubblicati era il Giornale dell´Intendenza di Palermo degli anni 1826 e 1832 dell´era borbonica.

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una nuova caserma per i vigili del fuoco - tito giuseppe tola (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Oristano Una nuova caserma per i vigili del fuoco Macomer, entro l'estate cominceranno i lavori Il ministero dell'Interno ha già stanziato due milioni di euro TITO GIUSEPPE TOLA MACOMER. I lavori per la realizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco di Macomer potrebbero avere inizio entro l'estate. I soldi per finanziare l'opera ci sono. Manca invece l'approvazione definitiva della variante al Puc che consentirà di utilizzare l'area messa a disposizione dal comune. La caserma sarà realizzata dal ministero dell'Interno con una spesa di circa due milioni di euro. L'area sulla quale sarà realizzato il complesso, una struttura abbastanza ampia in grado di consentire tutta una serie di attività a partire dell'addestramento, fondamentale per mantenere alto il livello di efficienza del reparto, si estende su circa un ettaro ed è situata a Sertinu, poco distante dalla nuova piscina coperta e dal centro per il tempo libero. La caserma dei vigili del fuoco di Macomer sarà accessibile da via Papa Simmaco, che la collegherà al centro cittadino, alla circonvallazione in corso di realizzazione e alla via Berlinguer per gli interventi in direzione di Sassari. Tutto è pronto per l'appalto, manca solo l'autorizzazione della Regione. «Con l'approvazione definitiva della variante al Puc che consentirà di realizzare la struttura in una zona C - dice l'assessore all'urbanistica, Torre Barria, - si spera di poter iniziare i lavori. Non saprei indicare dei tempi perché l'appalto non è gestito da noi. A realizzare l'opera è infatti il ministero degli Interni che provvede direttamente a tutto. Io spero che i lavori possano iniziare prima dell'estate e che per il 2010 si possa finalmente disporre della nuova caserma dei vigili del fuoco». Il finanziamento per realizzare la struttura è stato stanziato agli inizi del 2007. Nella primavera dello stesso anno si tenne a Cagliari una conferenza di servizio che appianò le difficoltà che impedivano l'avvio dei lavori. Parteciparono i rappresentanti del ministero degli Interni, del comando dei vigili del fuoco di Nuoro, dell'assessorato all'Urbanistica della Regione, del comune di Macomer e della Soprintendenza. Sembrava che che la strada fosse spianata, invece bisognava mettere in conto i tempi della burocrazia regionale. La nuova caserma migliorerà l'efficienza del distaccamento dei vigili del fuoco di Macomer e aumenterà l'efficacia agli interventi. La localizzazione della struttura la rende facilmente accessibile e facilmente raggiungibile dalle principali vie di comunicazione. I locali di via Satta dove operano i vigili del fuoco, sono inadeguati e carenti da tutti i punti di vista. Mancano soprattutto gli spazi per l'addestramento, fondamentale per mantenere l'efficienza.

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promuovo il sindaco boccio la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Milano Anna Maria Bernardini De Pace Promuovo il sindaco boccio la burocrazia In fondo non è successo nulla di grave. Ma certo qualche dirigente ha sbagliato Avvocato Anna Maria Bernardini De Pace, Milano finisce sotto la neve ed esplodono le polemiche. «Ma che follia tutte queste critiche nei confronti del Comune per i disagi provocati dalla neve. I problemi, in fondo, sono durati un solo giorno. Io, comunque, non ne ho risentito. Il mio ufficio era aperto, tutto i miei assistenti c´erano, i clienti pure. Chi voleva lavorare ha lavorato. Altri ne hanno approfittato per starsene a casa». Però Milano non ha dimostrato grande efficienza nell´affrontare l´emergenza neve. «Ma non è vero. La neve è un evento eccezionale e non governabile. A Milano, come del resto a Parigi o a New York. L´amministrazione si è mossa bene. Ho visto gente lamentarsi per i treni in ritardo. Ma neve o non neve, i treni sono sempre in ritardo». Però la mancanza di sale da spargere sulle strade resta, comunque, una brutta storia per Palazzo Marino. «Sì, questa storia mi ha lasciata allibita. Ma la colpa non può essere addossata al sindaco. Va sanzionato il dirigente che aveva la responsabilità di questi rifornimenti e non li ha fatti». Vuole dare un voto al Comune di Milano per come ha affrontato l´emergenza neve? «Sì, do 7 al Comune, del resto le strade erano pulite e il metrò ha sempre funzionato. Ma darei un 4 al dirigente che non ha fatto il suo dovere. Il sindaco non può essere il capro espiatorio di tutto». (l.a.)

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"sì, ho qualche segreto di stato e lo porterò con me in paradiso" - goffredo de marchis (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 17 - Interni "Sì, ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso" Andreotti a quota 90: troppi giudici indifferenti alla legge GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Belzebù in Paradiso? «Penso proprio di sì. Ma per la bontà di Dio, non perché me lo meriti». Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni e guarda avanti, «senza fretta». Protagonista assoluto della seconda metà del secolo scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette volte presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto in via definitiva (con una prescrizione), oggi senatore a vita. Andreotti è nato a Roma il 14 gennaio 1919, la festa è mercoledì prossimo. Un piccolo dono, tre etti di caramelle Rossana, viene gradito. «Ora però le nascondiamo. Posso mangiarne solo due al giorno». Il metodo, la disciplina lo aiutano ad affrontare la vecchiaia: «Mai cambiato abitudini». Al traguardo Andreotti arriva in buona forma. «Oggi sembra quasi normale toccare questa quota. Ma quando ero ragazzino io, un uomo di 30 anni era adulto e uno di 40 un vecchio». Altri tempi, è davvero il caso di dirlo. Che sta bene gliel´ha detto anche Benedetto XVI. «L´ho incontrato qualche giorno fa, al compleanno di padre Busa (95 anni). Si avvicina e mi fa: "Lei non invecchia mai"». Il primo regalo della sua vita? «Avevo 14 anni, un piccolo fonografo con un disco di Vittorio De Sica». Praticamente non ha conosciuto suo padre. Le è pesata questa assenza? «Mio padre è morto quando avevo due anni. Ma mia madre è stata capacissima, ha tirato su tre figli con la pensione di guerra che erano quattro soldi. Eppure non ci è mancato niente. Siamo cresciuti con una certa parsimonia, che è una bella cosa. Se poi la vita ti offre di più bene, altrimenti ci si abitua. Io sono ancora parsimonioso». A sua moglie Livia promise che si sarebbe ritirato a 60 anni, nel 1979. Ne sono passati altri 30. «Sono quelle promesse che si fanno. Livia all´inizio si è lamentata poi ha smesso. La mia vita è questa, non posso cambiarla. La politica che si fa adesso comunque è molto più calma e non solo perché i miei impegni sono diminuiti. I primi anni facevo il globetrotter, conoscevo tutti i comuni del mio collegio, il Lazio, non ho mai dormito a casa un sabato. è una fatica ma ti tiene vivo. Il contatto con la gente mi piaceva. Farsi un´idea dei problemi sulla carta, in un ufficio o peggio in televisione non è politica, diventa quasi un teorema di matematica». è contento della sua vita fin qui? «Ho avuto tutto. Ho una famiglia molto semplice, i miei figli fanno una vita regolare. Ognuno ha seguito la sua strada e alcuni hanno fatto carriera. Uno è vicepresidente di una multinazionale. Del lavoro non mi lamento. Ancora oggi mi chiedono articoli, mi invitano alle riunioni e mi piace molto andare in commissione. In aula invece il dibattito è un po´ togato. Sono lontani i tempi della guerra fredda, dei grandi scontri». E in America è diventato presidente un nero... «Una svolta storica. Anzi mi dispiace che si debba sottolineare l´aspetto razziale quasi fosse una rarità». Chi le manca dei protagonisti di un tempo? «Fra le persone, De Gasperi. Ma mi manca soprattutto il metodo, il contatto con la gente che c´era prima. Adesso è tutto più meccanico. Allora i partiti e i sindacati erano soggetti molto forti e molto vivaci, oggi sono delle burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni di paga al mese abbiamo dovuto fare una legge"». La crisi dei partiti quindi è un male. «Certo. Toglie un sistema di formazione politica che si costruisce su conoscenze storiche, approfondimenti economici e internazionali. La politica non è solo un fatto epidermico e occasionale». Il campione di questa nuova politica è Berlusconi. «Berlusconi è partito con un grande vantaggio: sapeva che tutto ciò che aveva fatto prima era andato bene. Non si era mai occupato di televisione e ha costruito un´azienda pari a quella di stato, non aveva mai visto un mattone e ha tirato su dei quartieri. Sotto questo aspetto è un uomo che vale. Magari fortunato, ma capace». E come politico? «Migliora. All´inizio commetteva un grandissimo sbaglio, quello di dire "voi politici". Ma lui che faceva?». Come statista? «Le prime volte che sedeva al banco del governo era scocciato, guardava continuamente l´orologio. Poi a mio avviso gli è venuta la passione, segue i problemi, parla con competenza». Insomma, lei lo ha votato. «No. Ma nemmeno gli ho votato contro». Un tempo era lei l´uomo più potente d´Italia. «Macchè. Al massimo potevo essere un valvassino. Diciamo che andavo bene nel mio collegio. Nel Lazio non avevo concorrenti temibili anche perché me ne occupavo dalla mattina alla sera. Nessuno mi ha mai regalato niente. Se non fossi senatore a vita, i voti li prenderei anche adesso. Giro ancora abbastanza, raramente la sera sto a casa. Partecipo a molte riunioni, anche a certi incontri che si fanno presso famiglie. Sono persone semplici, si parla di tutto. Prima mi informo su chi sono per evitare passi falsi». I processi sono acqua passata? «Quando ci ripenso, provo una rabbia incontrollabile. Essere sotto tiro per cose che hai fatto, passi. Ma così no. Hanno usato i processi per mettermi fuori gioco politicamente. è stato un momento di politica molto cattiva». Magistratura e Palazzo sono di nuovo ai ferri corti. «I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale per tutti, tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l´hanno scritto alle spalle e fanno fatica a girarsi. Bisogna cancellare le correnti organizzate perché le correnti sono giocoforza politicizzate». Nel suo rapporto speciale con il Vaticano ha fatto più gli interessi della Chiesa che dell´Italia? «Glielo garantisco, il Vaticano non ha bisogno di aiuti, né del mio né di altri. Certo, la Santa sede è a Roma e chi si occupa di politica estera ne deve tenere conto. Semmai sono loro ad aver aiutato noi. Quando De Gasperi andò in America dopo la guerra, il cardinale Spellman ci aprì molte porte perché gli italiani erano visti malissimo». L´Osservatore romano però prepara una grande intervista per i suoi 90 anni. «Mi fa piacere. Cominciai a leggerlo nel ´31 durante la persecuzione dei circoli cattolici da parte dei fascisti. Mia madre mi dava 40 centesimi per il maritozzo, io invece ci compravo l´Osservatore e il Messaggero. Era un rischio acquistarlo perché all´edicola c´erano i picchetti neri. Una volta capitai in Vaticano proprio in quegli anni e vidi Pio XI piangere e gridare contro chi gli contestava la firma dei Patti lateranensi. Quella scena mi turbò e svenni. I miei amici mi nascosero dietro una tenda bianca, di seta». Le piacerebbe una riforma presidenzialista? «Direi di no. Chi ha avuto un periodo di dittatura deve stare attento alle ricadute». Ma sono passati 60 anni «A maggior ragione. Se hai avuto una brutta polmonite a 18 anni non smetti di riguardarti a 70». Custodisce molti segreti? «Un po´ di vita interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un´intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene».

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Disabile portato a braccia A scuola torna l'ascensore (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il caso Disabile portato a braccia A scuola torna l'ascensore NAPOLI - La Befana è arrivata anche per Emmanuel, lo studente napoletano undicenne, gravemente cerebroleso e su sedia a rotelle, che frequenta la prima media della scuola Santa Maria di Costantinopoli: finalmente è entrato in funzione l'ascensore che gli consente di poter accedere all'aula senza l'aiuto dei genitori e dell'assistente materiale che erano dall'inizio dell'anno scolastico a portarlo a spalla fino al secondo piano, con notevoli disagi: l'ascensore, malgrado l'impianto fosse nuovo, inspiegabilmente non era in funzione. «Dopo la nostra segnalazione a metà dicembre dice Imma, la mamma del ragazzo che lanciò un appello - si è scatenata una vera e propria catena di solidarietà dei media locali e nazionali che è arrivata addirittura a smuovere la pachidermica burocrazia del Comune».

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<Comunista e fascista nel nome di Gaber> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2009-01-09 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Ciak Risate «politicamente trasversali» con Dado «Comunista e fascista nel nome di Gaber» «Ho scoperto di avere qualcosa da spartire con il Signor G. facendo l'anagramma del mio vero nome, che è Gabriele Pellegrini. Da allora ho un punto di riferimento sicuro per decifrare tutte le assurdità della nostra vita quotidiana» T utti lo conoscono come Dado di Zelig, ma la vera identità di Gabriele Pellegrini sta nell'anagramma del suo nome «Pellegrini è il Gaber», una rivelazione che il comico romano ha preso alla lettera: il teatro canzone del Signor G. è il suo punto di riferimento e il successo della tournée di «Onesto ma non troppo », lo spettacolo diretto da Augusto Fornari, sembra dargli ragione. In scena, in perfetto stile gaberiano con la band che appare solo quando è necessario, il comico (classe 73, padre di tre figli), s'interroga su ciò che è onesto oggi. Il terreno è vastissimo, «partiamo dalla creazione della Terra per arrivare alla legge Biagi», spiega Dado. Gli argomenti sono i più vari, dalla burocrazia alla crisi economica, dalla politica alla religione, fino alle contraddizioni ideologiche della vita di tutti i giorni. Uno spettacolo politicamente trasversale. «Racconto la storia di un uomo che non prende posizione perché ogni giorno è attraversato da tutte le posizioni possibili», afferma l'attore. «Alla mattina, quando si sveglia per andare a lavorare, è comunista perché ha nel sangue il padre partigiano; è fascista in mezzo al traffico, perché per arrivare prima vorrebbe farsi strada con un missile; per fare carriera di fronte al capufficio diventa un leccapiedi socialista, se per strada incontra un africano è subito cattolico, peccato che se quel nero si permette di toccare sua figlia si trasforma in leghista arrabbiato ». Un brano decisamente gaberiano, autobiografico, come spiega l'autore: «Non ci son più destra e sinistra, siamo radicali e democratici, secondo le nostre esigenze ». E se Dado nell' elenco di onesti e disonesti non ha dubbi su dove mettere banche e parlamentari, dice la sua anche in tema religioso. «Ho scoperto su Internet quante frange ha il cristianesimo », afferma, «dagli evangelisti ai valdesi, dagli ortodossi agli avventisti del settimo giorno, ognuno può seguire il suo credo. Assomigliano alle correnti dei partiti, create per ospitare più candidati e acquistare maggior consenso possibile ». Tra una battuta e l'altra, Dado sta già scrivendo il prossimo spettacolo. «Sarà sui vari tipi di bacio», anticipa, «soprattutto su quello di Andreotti con Riina». Ancora sul palcoscenico, dunque… «Certo, il teatro crea dipendenza, la tv aiuta a smettere. Ma io ho scelto la mia droga e so di che cosa preferisco morire». Sicurezze «Il teatro crea dipendenza, la tv aiuta a smettere. Ma io ho scelto la mia droga: il palcoscenico» Incertezze «Racconto la storia di un uomo che non prende posizione: è attraversato da tutte le posizioni» Simpatia Gabriele Pellegrini, romano, in arte Dado: ha 35 anni ed è padre di tre bambini. Si è fatto conoscere con «Zelig». Nello spettacolo che porta a Milano sarà accompagnato da una band a «intermittenza» Livia Grossi

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<Ma se vai in banca ti chiedono: quanto guadagna suo marito?> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-01-09 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE La storia Gianna Martinengo: la Bocconi, l'esperienza negli Usa, il successo in Italia «Ma se vai in banca ti chiedono: quanto guadagna suo marito?» Il coraggio non le è mai mancato, e nemmeno la voglia di sperimentare e rinnovarsi. Fin dall'inizio, quando nel lontano 1981 Gianna Martinengo, allora 38enne insegnante di inglese, vinse un bando della Computer Curriculum Corporation di Palo Alto e mollò tutto per trasferirsi Oltreoceano. «Mi venne offerta questa opportunità in un momento davvero drammatico della mia vita personale — racconta Gianna, che è laureata alla Bocconi e parla 4 lingue —. Che faccio? Lascio la scuola? Era il primo progetto al mondo di insegnamento dell'inglese a distanza. Io conoscevo bene la didattica e l'inglese ma non distinguevo un computer da una lavatrice. Ho deciso di fare come Davide Lajolo, veder l'erba (o la vita) dalla parte delle radici, e sono partita con i miei due figli di 11 e 13 anni». E lì, all'Università di Stanford, nel cuore della gloriosa Silicon Valley, nasce la vocazione di pioniera di Gianna Martinengo che tornata in Italia trova il vuoto totale e crea Didael (acronimo di Didattica con elaboratore) per utilizzare il know how acquisito, applicandolo all'insegnamento dell'italiano e all'uso del computer per bambini con difficoltà di apprendimento. Tempi eroici. «Mi facevo prestare da un amico uno dei primi pc Olivetti e alle 7 di sera mi trasferivo nel suo ufficio con una collega di scuola, bravissima piscolinguista, una programmatrice e 2 grafici». Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti, ma il vantaggio competitivo di Didael, prima «Web knowledge company» italiana, è rimasto quello di creare non solo applicazioni ma anche di sperimentare e investire nella ricerca. «La parte più entusiasmante del mio lavoro è inventarsi il futuro — racconta Gianna —, progettiamo infrastrutture capaci di includere nel ciclo produttivo le persone, con tutta la loro dimensione sociale e collaborativa. Una visione dell'informatica dove alla logica e alla matematica si unisce il contributo di psicologia, scienze sociali, antropologia». Onusta di premi e riconoscimenti (dall'Ambrogino d'oro nel 2007 all'attuale carica di presidente del Comitato per la promozione dell'Imprenditoria femminile della Camera di Commercio milanese) Gianna lo è un po' meno di sostegno autentico. «Innovazione e ricerca sono due parole fantastiche per i convegni, ma di fatto nessuno ti aiuta a sostenere il tuo prodotto, al massimo te lo scopiazzano. La seconda favoletta riguarda l'accesso al credito. E qui non parliamo della Bracco o della Marcegaglia... Lo stereotipo è la donna imprenditrice che va in banca e subito le chiedono: ma quanto guadagna suo marito?». «Affronto la crisi con grande ottimismo — dice ancora— visto che non ho mai avuto la possibilità di fare piani a medio o lungo termine. Da tempo siamo stabili e instabili, come le sculture di Calder». Nove dipendenti e un fatturato di 1 milione e mezzo di euro all'anno (era anche 3 in passato, ma «se vuoi avere un minimo di margine non convengono grandi fatturati»), Didael ha navigato tra burocrazia, ritardi nei pagamenti, indifferenza verso la ricerca. «In un contesto così stressante non ce l'avrei fatta senza la mia famiglia», conclude Gianna Martinengo che ha 6 amatissimi nipoti e anche se lavora 10-12 ore al giorno, al venerdì sera tira giù la cler e si dedica ad affetti, amici, giardinaggio. Gianna Martinengo G.Pez.

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Andreotti: "Ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 09-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Belzebù in Paradiso? "Penso proprio di sì. Ma per la bontà di Dio, non perché me lo meriti". Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni e guarda avanti, "senza fretta". Protagonista assoluto della seconda metà del secolo scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette volte presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto in via definitiva (con una prescrizione), oggi senatore a vita. Andreotti è nato a Roma il 14 gennaio 1919, la festa è mercoledì prossimo. Un piccolo dono, tre etti di caramelle Rossana, viene gradito. "Ora però le nascondiamo. Posso mangiarne solo due al giorno". Il metodo, la disciplina lo aiutano ad affrontare la vecchiaia: "Mai cambiato abitudini". Al traguardo Andreotti arriva in buona forma. "Oggi sembra quasi normale toccare questa quota. Ma quando ero ragazzino io, un uomo di 30 anni era adulto e uno di 40 un vecchio". Altri tempi, è davvero il caso di dirlo. Che sta bene gliel'ha detto anche Benedetto XVI. "L'ho incontrato qualche giorno fa, al compleanno di padre Busa (95 anni). Si avvicina e mi fa: "Lei non invecchia mai"". Il primo regalo della sua vita? "Avevo 14 anni, un piccolo fonografo con un disco di Vittorio De Sica". Praticamente non ha conosciuto suo padre. Le è pesata questa assenza? "Mio padre è morto quando avevo due anni. Ma mia madre è stata capacissima, ha tirato su tre figli con la pensione di guerra che erano quattro soldi. Eppure non ci è mancato niente. Siamo cresciuti con una certa parsimonia, che è una bella cosa. Se poi la vita ti offre di più bene, altrimenti ci si abitua. Io sono ancora parsimonioso". A sua moglie Livia promise che si sarebbe ritirato a 60 anni, nel 1979. Ne sono passati altri 30. "Sono quelle promesse che si fanno. Livia all'inizio si è lamentata poi ha smesso. La mia vita è questa, non posso cambiarla. La politica che si fa adesso comunque è molto più calma e non solo perché i miei impegni sono diminuiti. I primi anni facevo il globetrotter, conoscevo tutti i comuni del mio collegio, il Lazio, non ho mai dormito a casa un sabato. È una fatica ma ti tiene vivo. Il contatto con la gente mi piaceva. Farsi un'idea dei problemi sulla carta, in un ufficio o peggio in televisione non è politica, diventa quasi un teorema di matematica". È contento della sua vita fin qui? "Ho avuto tutto. Ho una famiglia molto semplice, i miei figli fanno una vita regolare. Ognuno ha seguito la sua strada e alcuni hanno fatto carriera. Uno è vicepresidente di una multinazionale. Del lavoro non mi lamento. Ancora oggi mi chiedono articoli, mi invitano alle riunioni e mi piace molto andare in commissione. In aula invece il dibattito è un po' togato. Sono lontani i tempi della guerra fredda, dei grandi scontri". E in America è diventato presidente un nero... "Una svolta storica. Anzi mi dispiace che si debba sottolineare l'aspetto razziale quasi fosse una rarità". Chi le manca dei protagonisti di un tempo? "Fra le persone, De Gasperi. Ma mi manca soprattutto il metodo, il contatto con la gente che c'era prima. Adesso è tutto più meccanico. Allora i partiti e i sindacati erano soggetti molto forti e molto vivaci, oggi sono delle burocrazie. Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe: "Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni di paga al mese abbiamo dovuto fare una legge"". La crisi dei partiti quindi è un male. "Certo. Toglie un sistema di formazione politica che si costruisce su conoscenze storiche, approfondimenti economici e internazionali. La politica non è solo un fatto epidermico e occasionale". Il campione di questa nuova politica è Berlusconi. "Berlusconi è partito con un grande vantaggio: sapeva che tutto ciò che aveva fatto prima era andato bene. Non si era mai occupato di televisione e ha costruito un'azienda pari a quella di stato, non aveva mai visto un mattone e ha tirato su dei quartieri. Sotto questo aspetto è un uomo che vale. Magari fortunato, ma capace". E come politico? "Migliora. All'inizio commetteva un grandissimo sbaglio, quello di dire "voi politici". Ma lui che faceva?". Come statista? "Le prime volte che sedeva al banco del governo era scocciato, guardava continuamente l'orologio. Poi a mio avviso gli è venuta la passione, segue i problemi, parla con competenza". Insomma, lei lo ha votato. "No. Ma nemmeno gli ho votato contro". Un tempo era lei l'uomo più potente d'Italia. "Macché. Al massimo potevo essere un valvassino. Diciamo che andavo bene nel mio collegio. Nel Lazio non avevo concorrenti temibili anche perché me ne occupavo dalla mattina alla sera. Nessuno mi ha mai regalato niente. Se non fossi senatore a vita, i voti li prenderei anche adesso. Giro ancora abbastanza, raramente la sera sto a casa. Partecipo a molte riunioni, anche a certi incontri che si fanno presso famiglie. Sono persone semplici, si parla di tutto. Prima mi informo su chi sono per evitare passi falsi". I processi sono acqua passata? "Quando ci ripenso, provo una rabbia incontrollabile. Essere sotto tiro per cose che hai fatto, passi. Ma così no. Hanno usato i processi per mettermi fuori gioco politicamente. È stato un momento di politica molto cattiva". Magistratura e Palazzo sono di nuovo ai ferri corti. "I magistrati sono un grande problema. La legge è uguale per tutti, tranne che per loro. Forse perché nei tribunali ce l'hanno scritto alle spalle e fanno fatica a girarsi. Bisogna cancellare le correnti organizzate perché le correnti sono giocoforza politicizzate". Nel suo rapporto speciale con il Vaticano ha fatto più gli interessi della Chiesa che dell'Italia? "Glielo garantisco, il Vaticano non ha bisogno di aiuti, né del mio né di altri. Certo, la Santa sede è a Roma e chi si occupa di politica estera ne deve tenere conto. Semmai sono loro ad aver aiutato noi. Quando De Gasperi andò in America dopo la guerra, il cardinale Spellman ci aprì molte porte perché gli italiani erano visti malissimo". L'Osservatore romano però prepara una grande intervista per i suoi 90 anni. "Mi fa piacere. Cominciai a leggerlo nel '31 durante la persecuzione dei circoli cattolici da parte dei fascisti. Mia madre mi dava 40 centesimi per il maritozzo, io invece ci compravo l'Osservatore e il Messaggero. Era un rischio acquistarlo perché all'edicola c'erano i picchetti neri. Una volta capitai in Vaticano proprio in quegli anni e vidi Pio XI piangere e gridare contro chi gli contestava la firma dei Patti lateranensi. Quella scena mi turbò e svenni. I miei amici mi nascosero dietro una tenda bianca, di seta". Le piacerebbe una riforma presidenzialista? "Direi di no. Chi ha avuto un periodo di dittatura deve stare attento alle ricadute". Ma sono passati 60 anni "A maggior ragione. Se hai avuto una brutta polmonite a 18 anni non smetti di riguardarti a 70". Custodisce molti segreti? "Un po' di vita interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un'intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene". (9 gennaio 2009

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Una raccolta di firme per invitare il Comune a dare l'ok all'apertura (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

PISCINA MILANACCIO. LEGA NORD Una raccolta di firme per invitare il Comune a dare l'ok all'apertura Che la riapertura del centro sportivo Milanaccio di Borgosesia sfociasse in una questione politica, era più che prevedibile. Ora, però, i politici chiedono aiuto ai cittadini per sollecitare il Comune di Borgosesia a rilasciare le autorizzazioni per mettere in funzione la piscina di viale Varallo (l'ultimo impianto rimasto chiuso, insieme al bar). Da sabato 17, per tre sabati consecutivi, i militanti della Lega nord allestiranno un banchetto in piazza Mazzini, durante il mercato settimanale, in cui inviteranno i passanti a firmare l'appello al Comune di Borgosesia che, si sa, con il Comune di Varallo, proprietario del Milanaccio, non ha mai avuto un ottimo rapporto. La burocrazia, però, non è fatta di simpatie, ma certo può essere rallentata. Il Comune di Borgosesia, prima di rilasciare i permessi, ha contestato la pericolosità dei parcheggi, in cui dovrebbero essere posizionati dei cordoli e una segnaletica per l'immissione; inoltre segnala anomalie anche per la vicinanza al fiume. Il Comune di Varallo, tra l'altro, sostiene che in diverse occasioni, per sbloccare la macchina della burocrazia, «si è reso necessario il sollecito del prefetto». Ora è stato chiesto anche quello dei cittadini che, con le loro firme, rivolgeranno un appello per riaprire al più presto anche la piscina del Milanaccio.

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Edilizia a rischio senza Comunità montane (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

NUOVE COMPETENZE PALAZZO NERVI, SENZA AMMINISTRAZIONE, NON HA TECNICI A SUFFICIENZA Edilizia a rischio senza Comunità montane MARINA BELTRAME L'uscita dalle Comunità Montane di molte località che in base alle normative non possono più farne parte, rischia di avere una «ricaduta burocratica» imprevista sugli uffici della Provincia. Fino al 31 dicembre scorso, le pratiche relative a interventi edilizi in aree soggette a vincolo idrogeologico venivano sbrigate dalle Comunità Montane. Dal primo gennaio, le competenze in materia di vincolo idrogeologico per tutte le località che non posso più farne parte (tutti i Comuni costieri compresi fra Spotorno ed Andora, oltre a Villanova d'Albenga, e alcuni Comuni della Valbormida, Cairo in testa) sono attribuite alla Provincia che, fino a pochi giorni fa, si occupava solo di Savona città. A sollevare il caso è il consigliere regionale del Pdl Matteo Marcenaro: «La Giunta Regionale, con la deliberazione dello scorso 22 dicembre, rischia di compromettere in modo assai grave l'operatività di un settore importante per l'economia savonese quale quello dell'edilizia. - dice - Chiunque intenda avviare interventi di tipo edificatorio, non solo civili abitazioni ma anche strutture produttive, in aree soggette a vincolo, che interessano la stragrande maggioranza del territorio provinciale, dal primo gennaio deve necessariamente rivolgersi agli uffici della Provincia che, e qui sta il paradosso, sono strutturati unicamente per gestire il territorio di Savona città. Ci troveremo quindi nell'assurda situazione che le pratiche che affluiranno agli uffici di Palazzo Nervi non potranno essere evase, accumulando in tal modo ritardi che dovranno essere smaltiti in un secondo tempo». Prosegue: «Non ci pare questo un buon sistema per agevolare l'economia del territorio, aggiungendo alla già infinita burocrazia italiana ulteriori ostacoli specifici per i savonesi. Ma il fatto più imbarazzante di questa vicenda è che le ragioni che stanno alla base di questa scelta scellerata sono, come sempre, di ordine politico e cioè finalizzate a salvaguardare il ruolo della Provincia di Genova che, com'è noto, essendo Provincia coincidente con Città Metropolitana potrebbe essere abolita con maggior facilità, quindi attribuendo alla stessa più competenze si cerca di accrescerne l'utilità. E pazienza se questo comporterà enormi difficoltà all'economia di altri territori regionali. Ancora una volta la maggioranza di centrosinistra dimostra la propria scarsa considerazione del Ponente, subordinandone le esigenze a quelle del capoluogo». Conclude Marcenaro: «Presenterò un'interpellanza urgente al presidente per chiedere se non reputi opportuno ritornare su questa scelta, mantenendo le funzioni del vincolo in capo alle Comunità Montane e immaginando eventualmente un percorso di trasferimento meno improvvisato».

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La lucciola senza identità in cerca del giusto riposo (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. Giace ancora all'obitorio del Civile la ragazza uccisa alla Mandolossa di Gussago nel febbraio 2005 La lucciola senza identità in cerca del giusto riposo di Franco Mondini Da quattro anni il cadavere, il corpo di una prostituta uccisa nelle campagne di Gussago, giace, quasi dimenticato dalla pietà umana, in una cella frigorifera dell'obitorio dell'Ospedale Civile di Brescia. «Cadavere sconosciuto» recita la burocrazia. Nonostante mesi di indagini in Italia e all'estero impossibile dare a quel corpo un'identità: nessun indizio dalle impronte digitali; nessuna richiesta di informazioni da parte di amici o famigliari; nessuna denuncia di scomparsa che possa far nascere un dubbio su quel cadavere, che per qualche tempo ha condiviso le sorti di un'altra donna senza identità trovata carbonizzata a Castegnato. In questo caso fu lo stesso Comune (vedi sotto) a tributarle una sepoltura, a darle una lapide che esprimesse il cordoglio per una sorte amara, per una vita di abusi e violenze. La ragazza uccisa a Gussago per ora non è stata così fortunata, nonostante i primi indizi facevano ben sperare sulla sua identità. Della giovane, infatti, si conosceva il nome: Evelyn, un nome di «battaglia», di quella battaglia quotidiana sulle strade della prostituzione. Chi l'aveva vista battere aveva raccontato anche che probabilmente era nigeriana, aveva 23 anni e una base d'appoggio a S.Eufemia. Nomi e circostanze buttati lì dalle compagne di ventura quasi con fastidio, senza la convinzione necessaria e senza quello spunto in più che portasse ad una identità certa e ad una altrettanto certa famiglia di origine. Così la «presunta» Evelyn giace senza futuro all'obitorio del Civile da quando la sua vita fu stroncata la notte tra il 20 e il 21 febbraio del 2005 e il suo corpo abbandonato nei campi innevati di via Togni, alla Mandolossa di Gussago. Il giallo su quell'omicidio durò poco perchè i carabinieri fecero scattare le manette ai polsi di tre ragazzi: Francesco Polito di Pompiano; Andrea Brescia e Stefano Vanoschi di Soncino (Cremona). Tre giovani che si erano infilati in una storia più grossa di loro, una rapina di pochi euro chiusa da una cintura stretta al collo della ragazza. Rapido anche l'iter giudiziario. Francesco Polito (fu lui a portare la cintura da casa, suo il biglietto con la parola «Pure», il suo soprannome, lasciato, come fosse una firma che sapeva di sfida, sul corpo) dopo aver rischiato l'ergastolo rimediò 18 anni di carcere in primo grado, scesi a 16 in Appello e confermati in Cassazione. Ora sconta la pena nel carcere milanese di Opera. «Studia e lavora - spiega il suo legale Giorgio Zanelli - e ha già ottenuto un anno di liberazione anticipata. Calcolando anche l'indulto, presto potrebbe ottenere i primi benefici previsti dalla legge. Ha l'opportunità di rifarsi una vita dopo aver pagato il suo sbaglio». Strano ragazzo Polito: alcune prostitute lo riconobbero come cliente abituale di Evelyn, da Pompiano raggiungeva la Mandolossa, prima in pullman, poi in taxi, per incontrare le lucciole e nei giorni dopo l'omicidio si vantò di quello che aveva fatto con una collega della vittima, usando pure la scheda sim rapinata alla ragazza. I complici, Andrea Brescia e Stefano Vanoschi, stanno scontando a Verziano 14 anni di reclusione. Tutti stanno pagando quel delitto che a quattro anni di distanza, purtroppo, fa parlare ancora di se. In un accorato appello per tributare il giusto saluto a quella ragazza sconosciuta. A lei, condannata dall'anonimato ad un limbo terreno chiamato cella frigorifera.

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corruzione in sicilia territorio inesplorato - mario centorrino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo Le idee Corruzione in Sicilia territorio inesplorato MARIO CENTORRINO Il mezzogiorno d´Italia è interessato, sotto il profilo della tenuta etica, da due fenomeni che incidono negativamente sul suo capitale sociale: la «questione morale» che attraversa importanti amministrazioni di centrosinistra, gli intrecci perversi messi in luce recentemente tra politica, burocrazia ed enti locali. Intrecci dai quali sembrano apparentemente estranee organizzazioni mafiose locali in questi giorni plasticamente rappresentati da tre grossi scandali sui quali indaga la magistratura: il cosiddetto sistema Romeo e le inchieste Why Not e Poseidone (appalti truccati e utilizzo fraudolento di fondi pubblici). Nessuno dei due fenomeni, qualcuno l´avrà pur notato, interessa la Sicilia. E val la pena provare a riflettere sul punto. Togliamo subito di mezzo la «questione morale». In Sicilia, con qualche eccezione, peraltro citata spesso in positivo (Gela e Caltanissetta tra le altre), non esistono amministrazioni di centrosinistra in comuni di grandi dimensioni. E questa considerazione è già sufficiente per dare una spiegazione plausibile al non coinvolgimento della Sicilia nella «questione morale» oggi trattata. Anzi, sotto questo profilo, la Sicilia potrebbe rappresentare, nell´universo delle amministrazioni meridionali di centrosinistra, un esempio di buone pratiche da valorizzare. Meno immediato è capire perché, sempre oggi, la Sicilia resti fuori da indagini di grande impatto mediatico su reti organizzate di aggiudicazione di appalti, su rapporti tra politica, società pubbliche ed assunzioni pilotate, anch´essi non sporadici ma organizzati a modello; su distorsioni di aiuti finanziari dai loro obiettivi istituzionali, non episodici ma basati su ben individuate e descritte filiere corruttive. SEGUE A PAGINA XV

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Come mai Berlusconi alza la voce anche contro Bossi? (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 008  pag. 2 del 10/1/2009 | Indietro Come mai Berlusconi alza la voce anche contro Bossi? I COMMENTI Di Pierluigi Magnaschi L'analisi L'episodio chiave risale a mercoledi 7 gennaio. Berlusconi e Bossi erano a pochi metri di distanza, a Roma,  mentre era esplosa  la polemica sul matrimonio di Cai con Air France che svuoterebbe l'aeroporto di Malpensa. Quest'ultimo sorge fra Milano, Navara e Varese, cioè nel cuore della Padania vera, quella nella quale è sbocciato e continua a fiorire  il voto leghista. Visto che Berlusconi e Bossi erano vicini, un politico si avvicinò a Berlusconi per invitarlo ad anticipare il colloquio chiarificatore. Ma Berlusconi rispose seccamente: “Non se ne parla nemmeno. Ho altro da fare”. E' strano che Berlusconi che, di solito, è cosi prudente (salvo che con i “comunisti”), abbia scelto, questa volta, la via della pubblica provocazione. La spiegazione risiede in due fatti. Il primo è che, per Berlusconi, la soluzione della vicenda Alitalia è considerata troppo importante perché confermerebbe le sue virtù taumaturgiche, dopo aver risolto la vicenda dell'immondizia a Napoli. Il secondo fatto consiste nella circostanza che Berlusconi ritiene di aver addomesticato Bossi, tenendolo per la cavezza del “federalismo fiscale”. E' vero che i leghisti, pur di portare a casa il federalismo fiscale, hanno addirittura cambiato pelle. Persino Roberto Calderoli è diventato prudente e parco di parole. E in Parlamento, con l'opposizione,  i leghisti fanno l'occhio dolce e invocano, se non “cauti connubi” almeno “cauti colloqui”. Ma, come diceva Totò, anche per la Lega “ogni limite ha il suo colmo”. E il colmo, per loro, è che Berlusconi non può fare ciò che vuole del Nord.  Questo è ciò che Berlusconi sottovaluta. Sempre in giro fra Arcore, la Sardegna e la capitale, Berlusconi deve aver perso il polso di ciò che sta bollendo in pentola in Lombardia e nel Nord, un'area, questa, dove, alla lotta di classe (fra padrone ed operai) si sta sostituendo la lotta fra chi è esposto agli spifferi della crisi (padroni e operai) e il mondo della burocrazia che non rischia nulla (né posto, né retribuzione) ma, in compenso, mette anche il bastone fra le ruote di chi, nonostante tutto, intende avviare nuove iniziative. Dietro il pretesto di Malpensa, si cala questo vero disagio che la Lega ha intercettato e  che Berlusconi farebbe male a sottovalutare. Infatti, stando a un riservatissimo sondaggio, questo disagio comporterà, nei prossimi appuntamenti elettorali, a far si che l'elettorato di centro destra del Nord preferisca (senza far mancare il suo consenso al centro destra) votare Lega, non perchè la preferisca all'ex Forza Italia, ma solo come un'assicurazione contro la deriva capitolina del Pdl che si ritiene sia stato annacquato dal più capitolino dei partiti, Alleanza nazionale.

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Ora un'olivoteca nazionale! (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 10-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Agricoltura Oggi))

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 008  pag. 28 del 10/1/2009 | Indietro Ora un'olivoteca nazionale! TECNOLOGIA & INNOVAZIONE Di Andrea Settefonti Di Lena, fondatore di Città dell'Olio, spiega la ricetta per essere più competitivi Un progetto per coltivare e riunire gli oli d'Italia Olivoteca, un nome che evoca scrigni per cose preziose. E cosa c'è di prezioso se non l'olio d'oliva. Dell'Olivoteca d'Italia ne parliamo con chi ha avuto l'idea, Pasquale Di Lena, fondatore nel 1994 dell'associazione Città dell'Olio. «Tutto nasce da una semplice considerazione sull'olivicoltura. L'Italia ha 400 varietà autoctone, il doppio di quanto non abbia il resto del mondo. Un patrimonio non soltanto da tutelare, ma anche da promuovere. Dop e Igp dovrebbero avere l'attenzione che meritano, in Italia ci sono 37 oli a denominazione, quasi la metà delle 90 riconosciute in Europa». Domanda. Ma l'olio a denominazione stenta a decollare sul mercato italiano dove prevalgono i marchi industriali Risposta. Occorre rendere remunerativo il mondo dell'olio, fargli esprimere tutte le proprie potenzialità. E l'Olivoteca va in questa direzione. Vuole dare un contributo, fornire gli strumenti per un'azione pressante sul mercato. Il fatto che gli oli dop abbiano poco mercato è una questione di cultura. Nell'olio non sono stati fatti i passi che, invece, ha fatto il vino. Per questo dobbiamo far conoscere l'olio, fare cultura, informazione e, perché no, anche formazione a chi produce perché produca olio di qualità. Ma c'è anche da dire che occorrono incentivi a fare olio Dop. C'è troppa burocrazia, troppi costi che ammazzano il mercato. D. Torniamo alla sua idea. Come si concretizzerà? R. Si tratta di coltivare realmente le 400 varietà autoctone italiane in un unico oliveto. Per questo dovrà essere scelta l'area adatta e questo si farà in collaborazione con Cia, Assitol e Città dell'Olio che hanno aderito al progetto. Ovviamente alla struttura nazionale potranno affiancarsi olivoteche regionali. D. Dunque l'Olivoteca produrrà davvero olio, non sarà soltanto un museo? R. Certamente sarà un posto dove si troveranno insieme la Pisciottana di Salerno con la Taggiasca di Impera e il Leccino della Toscana. Sarà un luogo di studio, ma potrà avere anche una valenza turistica, per incuriosire i consumatori. In un solo posto si potrà trovare l'olio italiano, ottenuto con tutte le varietà, e quello da monocultivar. D. D'accordo far conoscere, ma può bastare un'oliveta per far apprezzare l'olio italiano? R. Nel Mediterraneo ci sono 130 varietà, la Campania da sola ne ha quasi 100, il piccolo Molise ne conta 18 mentre la Spagna, che detta legge nel mercato dell'olio, ne ha 20. E' su queste diversità che l'Italia deve insistere. Abbiamo peculiarità che ci rendono unici e che sono da sfruttare. L'Olivoteca dovrà fare rete, si dovrà collegare con le fattorie didattiche, con le vie dei Sapori, con le enoteche pubbliche. D. Conoscenza e cultura sono, dunque, i due elementi della sua ricetta perché l'olio a denominazione si imponga sul mercato R. C'è tanta mancanza di cultura. I consumatori hanno la maledetta abitudine a usare qualunque schifezza grassa. Per questo dico che tutti i protagonisti della filiera devono lavorare per informare il consumatore. Nel mondo soltanto il 3% dei grassi è olio e di questa percentuale una piccolissima fetta è di extravergine. Quindi c'è molto spazio per il mercato dell'olio italiano.

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tasse, è arrivata un'altra raffica di cartelle pazze - sabrina zedda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Equitalia presenta il conto e minaccia anche le "ganasce fiscali" in caso di mancato pagamento di contravvenzioni, tributi e bolli auto Tasse, è arrivata un'altra raffica di cartelle pazze Befana amara per quindicimila cagliaritani, file e proteste negli uffici di viale Bonaria I contribuenti spiazzati da numeri spesso incomprensibili SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Multe dimenticate o bolli auto risalenti a chissà quale anno? E se invece fosse tutto sbagliato e da pagare non ci fosse nulla? O forse no, il pagamento c'è e riguarda la macchina, perchè quella dicitura in neretto, Pra, significa che bisogna correre al Pubblico registro automobilistico. Sono più o meno questi i pensieri che da qualche giorno affollano la mente dei più di quindicimila cagliaritani che subito dopo la Befana si son trovati nella buca delle lettere altrettanti avvisi di pagamento inviati da Equitalia. Una sorpresa tanto inattesa quanto sgradita, ma più ancora incomprensibile perché dei pagamenti richiesti non solo i destinatari nella maggior parte dei casi non sanno darsi ragione, ma neppure riescono a decifare quel che c'è scritto in cartella. E così ecco cominciata la processione in viale Bonaria, ma non al Santuario della Vergine: la direzione è quella del Banco di Sardegna, dove al piano rialzato ci sono gli uffici dell'Equitalia, la società incaricata, per conto di comuni, Inps, ministero delle Finanze e quant'altro, di riscuotere tasse e imposte scaduti ma mai pagati. «Ancora una volta mi hanno mandato una cartella esattoriale riferita al pagamento della tassa sui rifiuti di una casa che non ho più dal 2000 - spiega ormai esasperata Guglielmina Zancopè, appena uscita col marito dall'ufficio in cui le hanno svelato l'arcano - Caspita: al comune di Quartucciu, dove era la casa, mi dicono che è tutto a posto e ogni anno, puntuali, mi arrivano queste cartelle. Davvero non ci capisco più nulla». Non è la sola: poco prima di lei, negli uffici di Equitalia, dove il personale sembra comunque avere una risposta per tutto, arriva Tiziana, passo svelto e sguardo deciso di chi vuole subito sistemare la questione: «Che spavento quando ho aperto la lettera di Equitalia - dice - C'era scritto che mi stanno per pignorare la macchina. Così assurdo che ho pensato il pagamento dovuto riguardasse proprio l'auto, invece era l'immondezza...». La cartella dal linguaggio tutto codici e burocrazia lascia spiazzata anche Maria Bonaria, che per capirci qualcosa ha perso l'intera mattina: «Due ore di fila alla posta per ritirare la raccomandata e ora eccomi qui - sbotta - a chiedere perché, io che di stipendio prendo 600 euro al mese, devo ora pagarne 228. Di che cosa si tratta? Perché non è specificato in cartella? Perché minacciano il fermo dell'auto?». Il via vai di chi vuole capire perché deve pagare qualcosa prosegue e c'è pure chi la prende con ironia: «Guarda Franco - dice un uomo all'amico - non svenire quando vedi cos'è, perché non sarò li a tenerti». Al di là dello scherzo, resta però la questione di fondo: l'incomprensibilità, per la stragrande maggioranza dei cittadini, delle cartelle, e soprattutto il dover scoprire solo una volta davanti agli sportelli di Equitalia che magari non si deve pagare o che per avere ulteriori dettagli bisogna rivolgersi all'ente creditore. «Questo non dipende da noi - spiegano da Equitalia - Le cartelle sono scritte sulla base di modelli ministeriali. Quanto ai dettagli i cittadini devono capire che noi siamo solo agenti della riscossione: noi cioè riscuotiamo quanto comuni, Inps o altri ci chiedono di incassare per loro conto senza entrare nel particolare neppure con noi». Ad ogni modo, concludono da Equitalia, si sta lavorando per garantire la maggiore trasparenza possibile.

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L'ipotesi Soru è il segno che nel Pd qualcosa sta già cambiando (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-10 - pag: 12 autore: L'ipotesi Soru è il segno che nel Pd qualcosa sta già cambiando N on sappiamo se Renato Soru diventerà prima o poi il leader del Partito Democratico. Forse sì, forse no. Dipende dalle infinite circostanze della politica più che dalle pressioni mediatiche. E anche, è evidente, dal risultato delle imminenti elezioni regionali in Sardegna. Quello che colpisce, è la ferma determinazione del'uomo: testimoniata dall'importante intervista all'"Espresso"in edicola.C'è in lui l'ambizione di porsi come concorrente diretto di Berlusconi, ignorando o quasi la presenza di una figura minore come Ugo Cappellacci, il candidato del centrodestra sull'isola. Ma è soprattutto nel linguaggio e nell'approccio alla battaglia politica che Soru si offre come un innovatore. Si sente che il fondatore di Tiscali non è uscito da una burocrazia di partito e non si attarda in nostalgie (magari inconsce) di un mondo anacronistico. Al tempo stesso non disprezza i partiti, non amoreggia – a differenza di Berlusconi –con l'anti-politica:quel suo cenno,in polemica indiretta con Veltroni, all'esigenza di un nuovo Ulivo, più vicino alla visione originaria di Prodi, dimostra rispetto per la storia recente del centrosinistra. Soru finisce così per incarnare i tratti del leader moderno, post-ideologico in senso compiuto. Uno che non ha bisogno di nascondere o mascherare il suo passato di uomo di partito, proprio perché ha un altro passato, essendo stato un imprenditore di successo e un pubblico amministratore. Uno che anche nella sfida rivolta alle strutture ingessate del Pd sardo dimostra di non aver paura di spezzare certe incrostazioni. Sarà lui,l'uomo del futuro?Non si sa.Tuttavia dell'uomo del futuro ha alcune caratteristiche fondamentali. è più credibile di altri (più credibile soprattutto degli attuali reggitori del Pd), nel rappresentare una sintesi politica capace di sedurre l'elettorato. è chiaro che si tratta di una storia ancora tutta da scrivere. Ma è facile, ad esempio, immaginare una sintonia naturale fra Soru (o un altro come lui) e i sindaci del Nord impegnati a recuperare consensi sul territorio. Non è poco, considerando invece le difficoltà di comprensione che esistono tra i vari Chiamparino e i vertici del Pd romano. La critica che si sente nell'aria è ovvia: Soru porterebbe con sé un'impronta «berlusconiana ». Il ricco imprendtore che entra in politica e ne stravolge gli schemi. Ma la realtà è un po' diversa. Innanzitutto perché il Pd non sembra essere in grado di trovare da solo la via della rivincita. In troppi casi viene percepito, a torto o a ragione, come il mantello che copre un vecchio ceto politico (erede del Pci, sottolinea malizioso Rutelli). Quindi, una svolta o una rottura sono indispensabili per uscire dalla paralisi. Ed è necessario individuare un personaggio capace di interpretare questa urgenza nel sistema bipolarer. Prodi è riuscito due volte nell'impresa di battere la destra: nel '96 e dieci anni dopo. Ma poi non è riuscito a governare, sfiancato dalle mediazioni. Forse ha pesato in questo la sua cultura di cattolico di sinistra, figlio di un'altra epoca. Veltroni ha tentato un'operazione spericolata che non è riuscita. Il prossimo leader non dovrà essere, è logico, un Berlusconi di sinistra. Ma dovrà apparire un riformatore plausibile, con una visione concreta del Paese. Dovrà ricostruire un'alleanza stile Ulivo, ma con un profilo più smagliante e una reale vocazione realizzatrice. Può darsi che non sia Soru l'uomo adatto, ma di certo Soru, Chiamparino, Cacciari hanno già mostrato quanto sia obsoleta l'attuale dirigenza del Pd. www.ilsole24ore.com Online «il Punto» di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Non è un Berlusconi di sinistra o anti-politico ma la sua strada è ancora lunga

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Riello: nessuno scandalo È una cifra alla portata di tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-10 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'imprenditore che si è candidato con il Pdl Riello: nessuno scandalo è una cifra alla portata di tutti MILANO — «Non mi sembra una cosa poi così strana. Vista però con l'occhio dell'imprenditore mi auguro che possa servire anche come primo passo per snellire la tanta, troppa burocrazia che pesa su questo spinoso argomento». Da candidato Pdl per il Veneto alle ultime elezioni e uomo di destra dichiarato, Ettore Riello non si unisce al coro delle critiche che ha scatenato l'emendamento della Lega al decreto anticrisi che prevede l'istituzione di una tassa di 50 euro per i permessi di soggiorno ai cittadini stranieri. Ma da imprenditore, che è a capo dell'omonimo gruppo veronese leader mondiale dei bruciatori e delle caldaie a muro (2.100 dipendenti, 600 milioni di fatturato, una decina di stabilimenti tra Italia, Polonia e Canada), coglie l'occasione per lanciare proposte che possano semplificare le procedure legate all'immigrazione. La considera una proposta condivisibile quella fatta dalla Lega e che tra l'altro ha già avuto parere favorevole dal governo? «Non vedo proprio cosa ci sia di così scandaloso», risponde dagli Stati Uniti, dove si trova per un viaggio di lavoro. E subito aggiunge: «Qui in America, a proposito di immigrati, ci sono rigidità che se fossero applicate in Italia scatenerebbero polemiche a non finire: prendono l'impronta digitale dell'intera mano, fanno la fotografia all'iride dell'occhio. Dai, non scherziamo. In fin dei conti, 50 euro mi sembra anche una cifra sostenibile. No non sono così contrario a quest'idea». Ma qui in Italia si è sollevato un vespaio di reazioni e di condanne. C'è chi parla di «accanimento terapeutico» contro gli immigrati, di «provvedimento razziale e discriminatorio»... «Anche su queste parole si sta facendo un uso indiscriminato. Dobbiamo darci una regolata. E dobbiamo renderci conto che il fenomeno dell'immigrazione comporta anche degli oneri economici rilevanti: pensiamo solo a quanto costano all'intera collettività le aree di ospitalità, oppure i viaggi di rimpatrio. Credo proprio che serva un po' di sostegno. Anche se...». Si spieghi meglio. «Penso che, insieme a una nuova tassa sul permesso di soggiorno, sarebbe opportuna una semplificazione dei criteri e dei meccanismi che oggi regolamentano questa materia». Si riferisce alla burocrazia da seguire, anche dal punto di vista dell'imprenditore che dà lavoro alla manodopera straniera? «Certo. Ci sono troppe procedure da dover rispettare, tante sono ridicole, alcune persino drammatiche, e coinvolgono tanto il mondo degli imprenditori, quanto quello degli immigrati che cercano lavoro. Viviamo in un Paese che impone tali e tante modalità che andrebbero semplificate già da domani mattina. Sarei favorevole anche a un euro in più, pur di poter contare su una ragionevole certezza delle procedure. E quando dico questo, penso ad esempio agli infiniti passaggi tra questure e ispettorati del lavoro». Gabriele Dossena Ettore Riello \\ L'immigrazione comporta oneri: quanto costano i Cie o i viaggi di rimpatrio? \\ Per i permessi ci sono procedure spesso ridicole Vanno semplificate

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Rifiuti, via agli sconti per le aziende agricole (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2009-01-10 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il provvedimento Rifiuti, via agli sconti per le aziende agricole CONEGLIANO — Meno burocrazia e minori costi per lo smaltimento della spazzatura nelle ventimila piccole e medie aziende agricole trevigiane. Grazie ad un emendamento del senatore Gianpaolo Vallardi, che è anche presidente del bacino Tv1 che ha sede a Conegliano, è stato infatti eliminato l'obbligo dell'iscrizione all'albo dei trasportatori e gestori dei rifiuti speciali, nonché dell'utilizzo di veicoli idonei. «Balzelli così onerosi - ammette Fulvio Brunetta, presidente provinciale di Coldiretti - che scoraggiavano le ditte nel rispettare la legge», alimentando così fenomeni «quali la combustione incontrollata o l'abbandono degli scarti agricoli», ma anche imponendo «spese superiori anche di quattro o cinque volte», secondo Gianpaolo Casarin, direttore di Confagricoltura Treviso. Ora gli imprenditori saranno invece autorizzati a conferire l'immondizia agli ecomezzi predisposti dai consorzi. I residui di potature e sfalci potranno poi concorrere ad alimentare l'impianto a biomasse che, da giugno, avrà bisogno di ottomila tonnellate di materiale per riscaldare la nuova sede della Provincia all'ex Sant'Artemio. A.Pe.

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<Pochi nuovi imprenditori? Manca il credito> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2009-01-10 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Jacopo Silva (Confindustria, gruppo giovani) «Pochi nuovi imprenditori? Manca il credito» PADOVA — «Diventare imprenditore oggi è difficile per tutti. Poi è chiaro che quando le cose si complicano i primi a pagare sono i giovani». Il punto di vista sul fenomeno rilevato da Unioncamere riguardante il progressivo calo, in Veneto, di imprese intestate ad under 30 è di Jacopo Silva, presidente del gruppo Giovani di Confindustria Padova. Il quale, tuttavia, si spinge a sollevare qualche perplessità sui dati stessi. «Abbiamo una ricerca su questo tema aggiornata al settembre 2008 che non restituisce un quadro di flessione. Anzi, sul totale delle aziende padovane del territorio il 35% di titolari o soci rientra nella fascia dei giovani». Non ci sono dubbi, in ogni caso, sulla natura degli ostacoli che bloccano sul nascere le potenziali start-up. «Il primo sta nella burocrazia infinita che ci allontana dall'Europa, il secondo nella scarsa propensione al finanziamento di aziende che ancora non ci sono, anche se forse non sono le banche i soggetti tenuti a farlo. Servirebbero incubatori e venture-capitalist. In generale è un problema complessivo di sistema-paese e se non ci sarà un colpo di reni in direzione della modernità perderemo gli ultimi treni che stanno passando e non ci rimarrà che rassegnarci». G.F.

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"Meno burocrazia e più rispetto" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

VERCELLI. MOLTI VOLTI TELEVISIVI IERI AL CIVICO "Meno burocrazia e più rispetto" [FIRMA]FILIPPO SIMONETTI VERCELLI Inno di Mameli, cantato da Adija, la figlia di Idris, ad aprire i lavori ed esibizione della scuola di danza Dagis a chiuderli. Ieri mattina, al Civico si è svolta «Insieme per una vera...integrazione» - tavola rotonda multiculturale per parlare e costruire insieme un futuro senza discriminazioni razziali. L'evento, organizzato dall'associazione Valori dimenticati in collaborazione con il Comune di Vercelli, Ascom, Avis e Centro Servizi Volontariato, ha portato a Vercelli un vero e proprio «parterre de roi». A far compagnia al giornalista Enrico De Maria, moderatore, nove ospiti illustri: Khaled Fouad Allam (sociologo di origine algerina, giornalista e docente universitario), Jean Leonard Touadi (parlamentare Pd, scrittore e giornalista), Andrea Sarubbi (giornalista e parlamentare Pd), Simone Maria Da Conceicao (mediatore culturale internazionale), Idris Edrissa Sanneh (giornalista e opinionista tv), Aly Baba Faye (sociologo, attivista del movimento antirazzista ed ex sindacalista), Cecile Kyenge (medico oculista), Maurizio Ambrosini (docente di sociologia dei processi migratori all'Università Statale di Milano) e Sylvie Lubamba (showgirl televisiva). Dopo i consueti saluti istituzionali, ha preso la parola la «mente» dell'iniziativa. Tradito da un filo di emozione, Caleb Merlo Ndong ha introdotto un argomento molto caro alla sua associazione (ieri rappresentata anche dall'amico Abdel Hamrouni e da altri membri)), prima di passare il microfono ai numerosi relatori. E nelle tre ore abbondanti di acceso dibattito non sono mancati gli spunti legati alla realtà di questi giorni. Primo fra tutti, la contestatissima tassa sul permesso di soggiorno: l'argomento è stato affrontato prima, ovviamente, di sapere che il governo aveva bocciato la proposta della Lega. Tra le altre tematiche la cittadinanza, l'assistenza sanitaria, i diritti, tutti hanno rimarcato, soprattutto, la necessità di superare gli stereotipi, limitare l'eccessiva burocrazia e cominciare finalmente a fare qualcosa di concreto. Prima dello spettacolo di danza si è svolto anche un animato dibattito imperniato sulle domande da parte di alcuni esponenti delle Associazioni (provenienti anche da fuori provincia) o degli altri spettatori che hanno assistito alla conferenza. Momento toccante infine quando, nel corso della tavola rotonda, è stato osservato un minuto di silenzio per i morti di Gaza e per le vittime delle guerre in Congo. Caleb Merlo Ndong, alla fine, era davvero commosso: «Era la nostra prima esperienza e abbiamo fatto del nostro meglio, mi scuso se qualcosa non è andata per il verso giusto e voglio ringraziare di cuore alcune persone: gli assessori Fossale e Politi, su tutti, quindi il Centro servizi volontariato e le altre associazioni che ci hanno appoggiati. Infine, un ringraziamento di cuore alle forze dell'ordine che hanno svolto un ruolo tanto discreto quanto eccellente».

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Si contano i danni "Sorride" solo lo sci (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

MALTEMPO. RIPRESA DOPO I DISAGI Si contano i danni "Sorride" solo lo sci A un mese dalla grande nevicata di metà dicembre, e dopo quelle minori che si sono susseguite fino all'altro giorno, è iniziata la lenta ripresa nella vallate, anche se in alcune località continuano i disagi. Decine di telefoni ancora fuori uso, dall'Alta Langa (Pezzolo Valle Uzzone e Levice) a Chianale. Le linee sono state ripristinate a Staffarda, Aisone, Lurisia e Marsaglia. In Val Maira, la strada fra borgata Preit e Canosio è stata riaperta e ieri i tecnici Enel hanno ripristinato la linea elettrica. Il cimitero della frazione è ancora sommerso da metri di neve per la valanga che il 17 dicembre si era staccata dal Bric Balacorda. Le pareti della camera mortuaria sono state sfondate e alcune lapidi rase al suolo. Resta chiusa la statale 21 per il colle della Maddalena. Il maltempo ha creato «gravi perdite» in ristoranti e locali di montagna. Molti sono ancora chiusi. Altri lavorano, precisando che «la situazione è lontana dalla normalità». I titolari, da Castelmagno a Chiusa Pesio a Vinadio, criticano la burocrazia e chiedono aiuti concreti, «perchè - garantiscono - nel periodo di Natale e dell'Epifania in 300 hanno disdetto le prenotazioni per il maltempo. Abbiamo subìto oltre un milione di perdite». Sorride solo il settore dello sci. Oltre ai comprensori di Mondolè e Riserva Bianca (a Limone l'anello di fondo è battuto e agibile), ad Argentera tracciati curati e prezzi abbordabili «chiamano turisti». Ovunque è iniziata la conta dei danni, sperando nell'esito dell'incontro di mercoledì tra Bruna Sibille e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. «Il Cuneese ha bisogno di aiuti - commenta l'assessore regionale alla montagna -: vado a Roma per chiederli». \Servizi ALLE PAGINE 48 E 49

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Poteva andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Poteva andare peggio e non ci lamentiamo Forse nei giorni critici meno burocrazia avrebbe aiutato tutti Bartolo Bruna

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Per alberghi e ristoranti oltre un milione di perdite (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

250 Per alberghi e ristoranti oltre un milione di perdite Molti sono ancora chiusi altri stanno lavorando ma la situazione è lontana dalla normalità strutture ricettive e di ristorazione [FIRMA]LORENZO TANACETO CUNEO Oltre un milione di danni: la cifra stimata è di 1.200.000 euro. E' il pegno che le strutture ricettive e di ristorazione e i pubblici esercizi di località «minori» delle vallate della Granda pagano al maltempo, in particolare ai giorni di chiusura strade dal 14 dicembre fino alla vigilia di Natale. E nonostante la situazione sia in via di miglioramento: ma non per tutti e non per tutto. Ecco qualche caso specifico della crisi. Luca Demaria, titolare Terme di Vinadio: «Abbiamo perso almeno 300 clienti, contiamo danni come minimo per 50.000 euro. Eccessivo allarmismo e silenzi imbarazzanti hanno creato paura». Albergo La Font di Castelmagno, Giuseppe Garnerone: «Siamo paralizzati anche dai telefoni in tilt. In fumo prenotazioni da Inghilterra e Francia. E la valanga ha frantumato strutture esterne». Beppe Armando, «Mascha Parpaja» di Preit di Canosio: «Tre turni completi di prenotazioni gettati via». Osvaldo Castagna, ristorante bar Pian delle Gorre di Chiusa Pesio: «Siamo chiusi dal 14 dicembre. Ieri notte abbiamo annullato anche la racchettata sotto la luna piena. Almeno 300 le disdette totali, senza contare le derrate alimentari sprecate». A Chianale restano chiuse diverse strutture, fra le altre «Le Montagnard». Spiega Achille Fasani, «La Pollenteria»: «Non va bene. Grosse le perdite. Ora le strade sono pulite, speriamo nelle settimane bianche». Ivana Rolando, ristorante Da Anselmo di Caprauna: «Ancora oggi c'è un semaforo che vieta l'accesso notturno dalle 21. Abbiamo perso tanto. Non so come faremo, chi ci aiuterà?». «Balma Meris» a Sant'Anna di Valdieri. «E' un periodo durissimo, qui si arriva a fatica» dice Bartolomeo Biancolli. Afferma Filomena Savastano, ristorante albergo Monviso di Crissolo: «Abbiamo perso la metà degli incassi». In leggera controtendenza Bartolo Bruna dell'Osteria Della Pace di Sambuco: «Non posso lamentarmi più di tanto. Certo abbiamo avuto disagi, ma poteva andare peggio. Da criticare la burocrazia che ha rallentato la ripresa subito dopo la nevicata». La Confcommercio ha chiesto un incontro con l'assessore regionale Bruna Sibille. «Lo sci sta godendo di indubbi benefici - dice il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello -, ma così non è per altre realtà. Ci sono gravi perdite. Cercheremo aiuti concreti». «Ovunque si chiede di evitare lo spopolamento delle montagne, in questi momenti bisogna dare una grossa mano a chi ha investito in alta quota ed è in difficoltà» conclude Andreino Durando, presidente degli albergatori cuneesi.

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Verrès, la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO.DOMANI LA CERIMONIA L'Istituzione racchiude Materne, Elementari e Medie di 6 Comuni Ha 479 studenti Verrès, la burocrazia costringe la scuola a cambiare nome La Evançon 1 sarà intitolata all'insegnante Luigi Barone Da qualche mese ha cambiato nome, ma l'intitolazione ufficiale avverrà solo domani. E' l'Istituzione scolastica Comunità montana Evançon 1 (guidata da Gledis Valdrighi), con sede a Verrès in via Francheté. E' una delle 18 scuole nate nel 2000 con il nuovo piano di dimensionamento delle Istituzioni. Non referenti di un'unica scuola, ma insieme di plessi scolastici del territorio: confluiscono asili, elementari e medie. L'ex Istituzione scolastica Evançon 1 (ora Luigi Barone), comprende le scuole materne ed elementari di Ayas, Brusson, Challand-St-Anselme e Challand-St-Victor, le medie di Brusson e Verrès, per un totale di 479 alunni. E sarà proprio l'edificio che ospita le scuole medie di Verrès (al primo piano) a essere protagonista della cerimonia di domani alle 11. La scelta di modificare il nome è derivata, anche, da motivi pratici. Nello stesso territorio esiste l'Istituzione scolastica Comunità montana Evançon 2 (diretta da Antonella Dallou), Circolo didattico che raggruppa asili ed elementari di Arnad, Champdepraz, Issogne, Montjovet e Verrès. In altre realtà convivono più d'una Istituzione nel medesimo comprensorio, ma l'Evançon era l'unica ad avere il nome uguale (diversa solo dal numero) e la sede nello stesso paese. Ad Aosta esistono cinque Istituzioni scolastiche, tutte con nomi diversi. Le tre Istituzioni della Comunità montana Mont Emilius si differenziano solo dai numeri (1-2-3), ma hanno sedi diverse (Nus, Quart, Charvensod). Avere nome simile e stessa sede ha comportato, negli anni, molti problemi, soprattutto burocratici, come la confusione nelle diverse pratiche bancarie. La soluzione migliore è parsa il cambio di nome, anche perché la dirigente scolastica aveva proposto di intitolare la scuola a un personaggio che diede lustro alla scuola media di Verrès, Luigi Barone (1916-1978). «Fu anche consigliere comunale dal 1946 al 1954 e regionale dal 1954 al 1968 - dice il sindaco Piera Squinobal -. Nella scuola fu promotore di importanti iniziative, come la distribuzione dei testi scolastici agli studenti. Nel 2001, in segno di riconoscenza, il Comune gli ha assegnato una targa alla memoria». Ma i ricordi del sindaco vanno oltre: «E' stato mio insegnante di Lettere all'Avviamento, poi Preside e infine datore di lavoro, quando ero segretaria nella scuola. Era un grande uomo: preparato, sensibile, di grande cuore».\

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obiettivo salute tra autopsie e ricerca - roberta de rossi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Parla il medico legale, già direttore della Prevenzione all'Asl 12 Obiettivo salute tra autopsie e ricerca Sergio Lafisca in pensione: «Ecco come è cambiata la città» Criminalità morti sul lavoro e incidenti stradali tanta violenza nonostante una realtà che sembra tranquilla ROBERTA DE ROSSI Una mano al bisturi per le autopsie, l'altra a firmare circolari, l'occhio al microscopio. Una carriera professionale tra delitti, morti sul lavoro («Ma quali incidenti, chiamiamoli con il loro nome: omicidi. Colposi, ma sempre omicidi, 9 volte su 10»), indagini epidemiologiche per scoprire di che si ammalano i veneziani: «Un centro come il Sei non ha eguali in Italia. Certo, quando scopriamo che patologie gravi sono legate a sacche di povertà da Meridione profondo, poi qualcuno dovrebbe però intervenire». E, ancora, pianificazioni di campagne per combattere il proliferare di ratti, gabbiani e piccioni: è uno dei padri dell'ordinanza anti-grano, sin dai tempi in cui la chiedeva da solo. «Rifiuti, sempre colpa dei rifiuti abbandonati», s'accende, «serve più vigilanza, perché le persone rispettano le regole solo se ci sono controlli. E cassonetti, tanti cassonetti, svuotati più e più volte al giorno: basta raccolta porta-a-porta». Ma anche una marea di burocrazia: «Siamo il paese di corsi e autocertificazioni, inutili». Sergio Lafisca, medico legale e direttore del Dipartimento prevenzione dell'Asl 12 - dal 31 dicembre - è in pensione: raccontandosi, racconta di una città «dove nulla cambia, perché tutto cambi». Vesta il camice da medico legale: come sono Venezia e Mestre visti da una sala per le autopsie? «Dopo 18 anni a Verona, mi ha sorpreso scoprire che Venezia, così tranquilla, aveva un numero maggiore di autopsie giudiziarie, almeno una a settimana, con una vita quotidiana con i suoi contributi di violenza. Per non dire delle morti sul lavoro, realtà gravissima che merita profonde riflessioni». Dramma sempre presente. «Bisogna finirla di parlare di infortuni, incidenti: sono omicidi colposi. Carichi pendenti liberi, gru non assicurate, operai sui tetti senza protezioni: ci è capitato di scoprire, con l'autopsia, che un operaio che ci era stato detto scivolato per distrazione, fosse stato colpito alla testa da un pesante carico, che aveva provocato una lesione mortale. Ora, poi, la crisi aggrava la situazione, allentando il rispetto delle norme». Torna al tema controlli. «Sì, mancano investimenti sul personale, che è comprensibilmente demotivato: non ci sono uomini e lo Stato di accontenta delle autocertificazioni. Ma allora com'è che quando andiamo in un ristorante per controllarne l'igiene, continuamo a chiuderne? I controlli, in tutti i settori, sono pochi, perché non c'è personale, mentre la mole delle incombenze burocratiche aumenta: gli ispettori del Sian sono 6 in una realtà turistica come Venezia, allo Spisal pochi di più per tutto il mondo del lavoro. Venezia è una città civile: in una settimana smise di fumare sui vaporetti anni prima dei decreti Sirchia, ma c'erano controlli». Una curiosità da fan dei telefilm modello Csi: ma è davvero così, microscopi al laser, lavagne digitali, Dna in poche ore? «Sì, tutto vero: lì in 24 ore al massimo hanno Dna e risultati tossicologici, qui ci vuole come minimo un mese. E la differenza la fanno organizzazione e fondi per le risorse umane, non certo le capacità. Ho visitato il Medical Examiner Center di New York, responsabile di tutte le indagini medico legali a carattere penalistico (lì non fanno i colpi di frusta negli incidenti stradali, come accade da noi): 12 tavoli al lavoro dalle 8 alle 15, i medici che trovano i corpi pesati, lavati e preparati, tecnici per le analisi e segretarie per i rapporti. La mattina dopo le relazioni sono pronte: un altro mondo, questione di priorità ed investimenti». Però investimenti ne sono stati fatti anche qui, come il nuovo Laboratorio di indagini medico criminali, nato da un accordo Procura e Asl 12, dopo lo scioglimento del Lic. «E' uno dei progetti che mi ha dato più soddisfazione: il Lic aveva già un microscopio elettronico ad altissima risoluzione, ma veniva usato solo per i residui di polvere da sparo. Ora si può utilizzare per l'analisi di tutte le sostanze elementari e grazie a contributi della Regione abbiamo aggiunto strumenti che, a breve, permetteranno di effettuare anche analisi di stupefacenti e criminologiche, riducendo di molto tempi e costi degli accertamenti». Ora il camice da ex direttore della Prevenzione dell'Asl 12: a salute, come stanno i veneziani? «L'altro progetto che in Asl siamo riusciti a condurre in porto, nel 2004 - grazie a fondi di Comune e Provincia - è stato il Sei, centro epidemiologico che non ha eguali in Italia: abbiamo incrociato in un'unica banca dati cartelle cliniche, risultati di analisi, certificati di morte, farmaci venduti e ora abbiamo un patrimonio di informazioni enorme, che ci permette letture quartiere per quartiere. Così si può fare davvero prevenzione e programmazione sanitaria: si ha la percezione concreta di investire per la salute delle persone». Cosa avete scoperto? «Che ci sono ancora sacche di povertà e disagio gravissime, con riscontri patologici evidenti. Ci si ammala molto di più in alcune zone di Castello, Pellestrina e isole, dove ci sono redditi ancora molto bassi. Abbiamo verificato i "mali da Tangenziale", detto per primi che le targhe alterne non servono e bisogna guardare alle industrie; che a Villaggio Laguna, è vero che c'è un'incidenza maggiore di tumori, ma non - come temevano i residenti - per la presenza di grosse antenne, ma perché lì vivono molte famiglie di operai che lavoravano a porto Marghera quando i controlli erano ben inferiori a quelli di oggi. Grazie alle analisi, si è deciso di mirare su alcune zone il prossimo screening per il tumore al colon-retto». E gli anziani? «Un problema drammatico: vivono in abitazioni non fatte per loro e senza avere più la famiglia a sostenerli, spesso con redditi bassissimi. Sono abbandonati a livelli di degrado inimmaginabili e s'ammalano: le istituzioni tendono a non vedere, ma c'è bisogno di molte più strutture per non autosufficienti e un'assistenza domiciliare decisamente maggiore. Nessuno dirà che è vero, ma è così».

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la doppia condanna e la grazia del re - mario genco (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Palermo Ferdinando III valutò la schiavitù a Tunisi peggiore della catena al remo LA DOPPIA CONDANNA E LA GRAZIA DEL RE Il dilemma della Gran Corte criminale davanti al caso dell´uomo che, fuggito dalla Barbaria, aveva rapito una ragazza MARIO GENCO n certo Antonio Majorana figlio di Marco, di Carini, nell´anno del Signore 1796, regnante nell´ancora integro reame delle Due Sicilie Re Ferdinando III, era stato condannato a dieci anni per furto: pena da scontare al remo sulle galere reali. Condanna durissima, in pratica equivalente a una condanna a morte, essendo l´aspettativa di vita dei rematori forzati non superiore a due, tre anni. Perciò, quando alla prima uscita in mare la galera fu predata dai corsari barbareschi, Majorana si salvò: fu fatto schiavo, è vero, ma la cattività a Tunisi non gli evitò di sopravvivere per altri nove anni, molti di più di quanti sarebbero stati quelli incatenati al remo. Un giorno riuscì a fuggire e a tornare in Sicilia, dove per qualche tempo visse libero. Ma dovette essere stato un tempo assai breve, perché alla data del 22 agosto 1808 lo ritroviamo in carcere a Palermo, in attesa di sentenza per aver «rapito e fugato la donzella Giuseppa Salvia, figlia di Salvatore e Angela, di Borgetto». A Palermo intanto s´era rifugiato re Ferdinando, che da terzo delle Due Sicilie era stato ridotto a primo di Sicilia, avendogli i francesi di Napoleone sottratto tutta la parte continentale del reame. Il processo si celebrava davanti alla Gran Corte Criminale, che al momento della sentenza di trovò davanti a un dilemma davvero sottile. Che così presentò al Segretario di Stato per la Giustizia: «Trovasi il sopraccitato Majorana a tenor delle leggi Servo della pena e dovrebbe di rigore scontarla, ma tuttavia considerando il Tribunale che la sofferta schiavitù in Tunisi per anni nove debbiasi riguardare come pena maggiore a quella alla quale era stato condannato. . . Si fa dovere questa Gran Corte di sommettere alla cognizione della M. V. le riferite circostanze, onde possa benignarsi di risolvere se il suddetto Antonino Majorana debba essere aggraziato della pena inflittagli della galera, in considerazione di aver patito in adempimento della pena alla quale era stato condannato». I giudici sapevano bene che il remo sulle galere non era meno duro della schiavitù in terra barbaresca, ma non potevano certo ammetterlo in una pubblica sentenza. Né se la sentivano di gravare la sicura condanna per il ratto con altri nove anni di carcere. Decidesse Sua Maestà. Il Segretario per la Giustizia trasmise il quesito al re che, come da prassi, lo sottopose alla Giunta dei Presidenti e ne ebbe questa risposta: «La Giunta, riflettendo che lo stato di schiavitù fra i nemici sia assai più duro di quello della relegazione, opina che dipende dal superiore arbitrio di V. M. se voglia far la grazia al suddetto Majorana». La Corte concluse suggerendo che il re si compiacesse di abbuonare anche l´ultimo anno della vecchia pena. Il 29 agosto - come si vede, tempi piuttosto rapidi di una burocrazia per cui la definizione di borbonica sempre ha equivalso a farraginosa e vessatoria - su una minuta scarabocchiata sulla prima mezza facciata del foglio spedito dalla Gran Corte, sembra di capire che il re avesse cancellato la pena e l´anno ancora da scontare. Le fonti: Archivio di Stato di Palermo. Fondo Real Segreteria - Incartamenti - Filza 1368.

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storia degli aristofrutti prestati alla politica - marino niola (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 37 - Cronaca Storia degli aristofrutti prestati alla politica MARINO NIOLA mandarini si nasce. Clementine si diventa. Il più profumato degli agrumi è quel che si dice un vero signore della tavola. E un fiore all´occhiello del centrotavola. Annunciato immancabilmente da una nuvola di profumo, si lascia dietro una scia di inconfondibile fragranza. Un aristofrutto con quattro quarti di nobiltà. Niente a che spartire con i suoi figli cadetti come mandaranci e clementine che del nobile genoma paterno hanno appena la metà. L´antico lignaggio del citrus reticulata, tale è il suo nome scientifico, dà al mandarino uno statuto da grande antenato. Alcuni botanici lo considerano più antico di arance e limoni. Quel che è certo è che accanto alle ben note proprietà organolettiche possiede altrettante proprietà simboliche. Al punto da diventare il nome di una lingua e l´emblema di una élite. Il termine mandarino deriva, infatti, dal colore dell´abito arancione dorato dei sapientissimi dignitari imperiali dell´antica Cina che interpretavano i voleri del cielo e li trasmettevano all´imperatore. I famosi mandarini erano letterati e poeti che l´educazione raffinata rendeva depositari di una saggezza superiore a ogni sapere tecnico. Esattamente il contrario dei nostri specialisti che spesso sanno tutto e non capiscono nulla. Furono i portoghesi a coniare la parola mandarim volgarizzando il sanscrito mantrim che significa ministro e a sua volta deriva addirittura da mantra. Ma in realtà il termine originale cinese era Guan e designava il dignitario addetto alla riscossione dei mandarini di grossa taglia offerti come prezioso tributo all´imperatore. Ma oltre a una casta di altissimi funzionari, una burocrazia celeste, il termine passò a indicare anche la lingua, altrettanto elitaria, del Nord della Cina. Come se ci fosse insomma una sorta di affinità elettiva tra la nobiltà della carica e quella del frutto, tra l´eccellenza del sapere e quella del sapore. Un´analogia che anche da noi è diventata senso comune. Al punto che scrittori come Simone de Beauvoir e Noam Chomsky si riferivano ai nostri intellettuali come ai nuovi mandarini, abilissimi nel trasformare la conoscenza in privilegio e potere. E i prestigiosi burocrati dell´Ena, la scuola di amministrazione voluta da De Gaulle, furono definiti dal leader socialista francese Jean-Pierre Chevénement i mandarini della società borghese. Forse la forza evocativa del citrus reticulata viene prima di tutto dal suo profumo, insuperabile nel mettere in moto la macchina del ricordo. Il suo aroma dolcemente imperioso ci fa socchiudere gli occhi consegnandoci proustianamente all´onda nostalgica di un passato prossimo che parla ancora ai nostri sensi e al nostro cuore. Se il punch al mandarino fu la panacea consolatoria dell´Italia post bellica, non da meno fu il mandarinetto, voluttà orientale distillata dalle mani di fata delle nostre nonne. E l´odore delle bucce gettate nel camino resta impresso a caratteri indelebili nel nostro immaginario sentimentale. Nella mitologia festosa della nostra infanzia perduta, nel sogno incantato di una notte di mezzo inverno. Quando i bambini italiani offrivano mandarini a sua Maestà la Befana, proprio come i cinesi all´imperatore. Dalle fantasie dei piccoli a quelle dei grandi, dalle tradizioni alle rivoluzioni, il frutto dell´Oriente non ha mai smesso di sedurre l´immaginario dell´Occidente. Colorando di giallo-arancione le utopie giovanili degli anni Sessanta. Dalla folgorazione psichedelica dei Beatles di Sergent Peppers, con la luccicante Lucy in the sky with diamonds immersa in foreste di mandarini e cieli di marmellata, ai berlinesi Tangerine Dream, profeti del rock cosmico che mescolarono la suggestione color mandarino dei ragazzi di Liverpool con i suoni avveniristici dei Pink Floyd. Per non dire del favoloso quanto misterioso protagonista del Mandarino meraviglioso di Bela Bartok. Un autentico Mr mandarin man.

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<Saremo costretti a licenziare> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-11 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'imprenditore Marco Iorio, il titolare di Regina Margherita «Saremo costretti a licenziare» NAPOLI — «Abbiamo attività di ristorazione a Miami, a Torino, Milano, Roma. Ovunque occorrono al massimo 30 giorni per avere un permesso e Comune e Sovrintendenza viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda». Marco Iorio è uno dei soci titolari di Regina Margherita (nella compagine societaria c'è anche Fabio Cannavaro) e, come è suo costume, non le manda certo a dire. «Neanche per l'arresto di un mafioso — commenta — ho mai visto questo spiegamento di forze dell'ordine e di reporter. Mi sembra davvero eccessivo per il sequestro di sedie e tavolini tutto questo movimento». Le prospettive? Davvero poco rosee. «Con i tempi della burocrazia a Napoli — osserva — verremo a capo di questa storia non prima di un anno o due ed intanto non potremo fare a meno di licenziare almeno il 30 per cento dei nostri dipendenti. I tavolini all'aperto ci garantiscono il cinquanta per cento degli incassi e nei weekend si fa il sessanta per cento del lavoro settimanale». A. P. M. Marco Iorio è uno dei soci titolari di «Regina Margherita»

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<Pochi maestri imprenditori, under 30 in crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-01-2009)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECOVUOTA - data: 2009-01-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Crisi delle vocazioni «Dieci anni fa bastava l'idea, ora bisogna ragionare a 360 gradi» «Pochi maestri imprenditori, under 30 in crisi» Lauro Buoro, ad di Nice: «Le competenze dei padri non bastano nel mercato globale» TREVISO — Se gli under 30 stanno diminuendo nel registro dei nuovi titolari d'azienda è anche perché in pochi anni il modo di fare l'imprenditore è cambiato in modo talmente profondo che nessuno glielo sa più insegnare. E' una delle possibili risposte che Lauro Buoro, enfant prodige dell'industria trevigiana, a capo di Nice, ultima spa che il Veneto abbia inserito nel listino di Piazza Affari, fornisce alla domanda sul perché i giovani talenti di queste parti scelgano strade diverse rispetto a quelle della generazione immediatamente precedente. Una generazione che secondo la chiave di lettura del re dell'home automation di Oderzo, ha operato su modelli ormai lontanissimi rispetto a quelli richiesti oggi. Presidente, cos'è che viene richiesto oggi ad un nuovo capitano d'azienda rispetto agli anni Ottanta? «Dieci anni fa c'era ancora una buona dose di improvvisazione. Bastava essere in grado di mettere sul mercato un prodotto che andasse più o meno bene e il business in qualche modo partiva. Adesso questo è impensabile. Una strategia ben focalizzata sugli obiettivi è fondamentale». Tradotto, cosa ci deve essere in un'azienda che un tempo non c'era? «Bisogna associare a un'organizzazione produttiva una squadra di manager strutturata per affrontare scenari internazionali. Occorrono pensatori in grado di analizzare i competitori, elaborare strumenti di marketing e sapere dove posizionare il prodotto. Insomma, l'imprenditore di oggi deve ragionare a 360 gradi». Chi abbia voglia di fare tutto questo da che parte dovrebbe cominciare? «Bisogna fare una distinzione fra chi crea una realtà ex novo e chi, invece, prende le redini di un'azienda esistente, il più delle volte condotta dalla famiglia. Nel primo caso direi che deve innanzitutto integrare la formazione scolastica che da noi è indiscutibilmente carente. Nel senso dell'insufficiente legame tra gli istituti e le stesse università con la realtà dell'azienda. E poi farsi prima un po' le ossa nel mondo, maturando esperienze preferibilmente nei paesi anglosassoni ». E chi si trova in tasca le chiavi della fabbrica di papà? «Di fatto ha un vantaggio perché il muro dello start-up, altrimenti alto e con pochi appigli, non lo deve scalare. Però deve tenere a mente che gli insegnamenti e i consigli di chi lo ha preceduto sono in larga misura da mettere in discussione. E' questo il passo faticoso, cedere il timone completamente e rapidamente nasconde il rischio di un trauma ». Veniamo alle difficoltà di ordine pratico. Per i più quella centrale riguarda la ricerca di finanziamenti. E' stato così anche per lei? «Sì, all'inizio ho avuto questo problema. Ho insistito a lungo prima di trovare una banca locale che credesse nel mio progetto e mi aiutasse a partire. Ma sono convinto che non siano le banche i soggetti deputati a svolgere questa funzione». Chi dovrebbe farlo? «Ci vorrebbe una specie di tutor che accompagni chi abbia in mente un progetto industriale alla fase di start-up. Qualcuno che certifichi progetto e business plan in modo da poterlo presentare al sistema del credito con una valutazione credibile e con una completezza di elementi che spesso manca». Che forma dovrebbe avere il tutor? «Quella di una società di revisione, ad esempio, in grado di elaborare un rating teorico sulla futura azienda. Potrebbero pensarci anche le associazioni imprenditoriali». La burocrazia è un impedimento? «Si, le carte richieste per partire sono una montagna. Ma non è "il" problema, con la pazienza lo si supera. Se uno si ferma davanti alle per quanto fastidiose incombenze burocratiche vuol dire che in fondo non è così determinato». Se lei dovesse oggi ricominciare daccapo farebbe la stessa strada? «Ripercorrerei lo stesso progetto e con le stesse attenzioni ai dettagli e alle analisi di mercato. Se potessi correggere qualcosa cercherei fin da subito di accentuare l'internazionalizzazione e la managerializzazione della società». Gianni Favero

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Campo de' Fiori, la lunga notte dei mille abusi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Campo de' Fiori, la lunga notte dei mille abusi Troppi decibel: chiuso un club-ristorante. Locale multato per l'esibizione di una lap-dancer in gabbia I clienti a cena nel locale sequestrato in vicolo della Cancelleria non hanno pagato il conto. Rissa ai Balestrari. E un parcheggiatore arrestato Caccia al locale «mutante». Dopo l'ultimo episodio di rissa e accoltellamento nei pressi di Campo de' Fiori, la task force per la sicurezza debutta con ispezioni capillari fra vicoli, piazzette e salitelle a cavallo di Corso Vittorio, dove l'intreccio tra ristorazione e business sopravvive grazie (anche) alla libera interpretazione delle licenze. Dal night club che sulla carta figura come «laboratorio artigianale », al pub che ospita la lap-dancer in gabbia. Quest'ultimo, piazza della Pollarola, è tra i primi sanzionati. «I provvedimenti presi nei confronti del "Zaragozana" (dove era stato accoltellato il turista americano, ndr) possono aiutarci a fare piazza pulita di locali travestiti da associazioni », dice il presidente del I Municipio Orlando Corsetti. Dal presidio volutamente vistoso di Campo dei Fiori (agenti, carabinieri, vigili del I Gruppo) partono controlli coordinati dal commissariato Trevi Campo Marzio. Sigilli allo «St'A» di vicolo della Cancelleria, multe all'80 per cento di locali con occupazione di suolo pubblico (ampiamente sforata) su piazza, 62 persone controllate. Un parcheggiatore abusivo, in piazza della Cancelleria, arrestato e altri 11 suoi colleghi identificati in un'operazione più ampia che, dalla Bocca della Verità, ha setacciato anche l'area della «movida» lungo via Ostiense. Denunce anche per consumo di sostanze stupefacenti (due, in area Tor Millina). Molti commercianti contestano e, allora, polemiche, accuse aperte e discussione fuori dai locali. Non ci sta a veder chiuso il suo «St'A» Bonifacio Pinci, dove gli agenti hanno disposto i sigilli per «reiterate violazioni della normativa acustica» a metà di una cena a base di risotto agli asparagi e spezzatino al curry che non sarà onorata (e tantomeno pagata) dai clienti evacuati. «Chiusura inflitta in modo arrogante. Colpiti alcuni e salvati altri», denuncia Pinci, che lamenta tempi e modi dell'operazione. Polemica rinfocolata anche dal suo amico Giuseppe Galeotti Gervasi, che di fronte ai cronisti si sfoga: «Una telefonata dagli uffici municipali mi aveva avvisato: "Preparatevi alla multa". Ma non ci aspettavamo la chiusura...». Burocrazie e veleni toccheranno agli uffici competenti mentre la task force conferma che è già pronto il calendario dei lavori per tutta la settimana. Verso le 3, mentre agenti e vigili erano in vicolo della Cancelleria, una rissa è scoppiata in via dei Balestrari, dove alcuni residenti hanno colto dalla finestra una serie di flash violenti: un ragazzo che cercava di difendersi arretrando di fronte a una decina di giovani. Effetti collaterali dell'arresto in piazza della Cancelleria: un tranquillo frequentatore della zona è rimasto prigioniero di un'auto in seconda fila, incautamente affidata al posteggiatore abusivo. Un'ora e quaranta prima dell'arrivo del carro attrezzi. Ilaria Sacchettoni \\ Orlando Corsetti, presidente I Municipio Debbono sparire le attività travestite da associazioni culturali

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Lorenteggio, parcheggio là dove <c'era l'erba> E gli inquilini vanno alla guerra del cemento (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-11 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso della settimana Lorenteggio, parcheggio là dove «c'era l'erba» E gli inquilini vanno alla guerra del cemento Braccio di ferro con i titolari di un'autorimessa, l'Asl accusa il Comune La beffa L'ex prato condominiale trasformato in posteggio privato a pagamento: per gli abitanti anche la beffa del cartello che promuove l'affitto degli ultimi posti auto Il box interrato priva un supercondominio di un'area verde. E, per la prima volta, negli scontri tra cittadini e costruttori, scende in campo l'Asl Città di Milano. Che richiama all'ordine non i proprietari del box, bensì il Comune. Colpevole di non aver verificato la conformità dei lavori, a suo tempo autorizzati. Il direttore del dipartimento di Sanità pubblica, Edgardo Valerio, scrive direttamente ai settori Sportello unico per l'Edilizia e Interventi edilizi minori. Teatro dello scontro che va ben al di là di una guerra di condominio, è il quartiere Lorenteggio. Al posto di un cortile, al civico 126, da sempre c'era un'autorimessa. Ma era ben coperta da un manto erboso che a primavera prendeva il colore di viole, primule e, poi, margherite. Dunque tollerata dalle 120 famiglie che da oltre mezzo secolo vivono in tre grandi palazzi del supercondominio Fiordalisi, che corre tutt'attorno al garage come una corona. E tanto pacifica era la convivenza che, quando i titolari dell'autorimessa Calvano cinque anni fa hanno annunciato di voler scavare tre piani e ampliare la proprietà, i residenti non hanno fatto opposizione. A patto che, chiuso il cantiere, il tetto tornasse «manto erboso ». Tutte promesse al vento. Peggio ancora. «Dove c'era il prato, hanno ricavato posti auto scoperti — racconta Roberto Amadio, uno degli inquilini in lotta contro il parcheggio abusivo —, con i tubi di scappamento che scaricano gas direttamente dentro le cucine e nelle stanze degli appartamenti che si affacciano sul "cortile" ». Niente, né la denuncia alla Procura, né quella all'Edilizia privata, ha potuto far recedere i titolari del garage dall'occupazione del prato con una colata di asfalto, poi colonizzato da decine e decine di auto. Forse perché, nel frattempo, gli scavi avevano fatto risalire la falda idrica, danneggiando buona parte dei posti auto. «Noi vecchi residenti sapevamo bene che tutto questo complesso costruito negli anni Sessanta galleggia sulla falda — prosegue Amadio —. Qualche anno prima, avevamo realizzato a nostra volta dei box, ma a cinque metri di profondità c'era già l'acqua ». A sconcertare restano i tempi della burocrazia. Come sottolineano in Circoscrizione 6, impotenti a fermare la colata di cemento. La Dia (dichiarazione di inizio lavori) che ha consentito di trasformare l'autorimessa in garage a tre piani interrati, è datata 2002. Ma al posto del manto erboso e dei fiori di un tempo, i residenti si sono trovati una spianata di cemento armato. «Per oltre tre anni abbiamo chiesto agli organi competenti, persino alla Procura, con un esposto, di vigilare sul rispetto delle norme — concludono i cittadini —. Inascoltati». Un anno fa, anche la polizia municipale aveva svolto una piccola indagine sull'autorimessa del Lorenteggio su mandato della zona 6. L'obbiettivo: verificare se, tra un esposto e una raccolta firme dei cittadini, i titolari dell'autorimessa non avessero, eventualmente, chiesto una sanatoria, una nuova Dia. Ma dal rapporto dei vigili era emerso con chiarezza che il piano suppletivo di box, scoperti, realizzati al posto del manto erboso, non aveva alcuna autorizzazione. E i posti auto, il 18 aprile del 2007, quando i ghisa avevano fatto visita all'impianto, erano tutti già prenotati meno tre. «Il responsabile del servizio Interventi edilizi minori — scrivono al termine della loro indagine i vigili — conferma che non è stata richiesta alcuna nuova concessione per il completamento del garage». Quanto basta per desumere, conclude il rapporto, che «al momento emerge la volontà di non voler ripristinare l'area in questione a manto erboso». Paola D'Amico pdamico@corriere.it

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Aziende in fuga da Cina e India (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2009-01-11 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Lo studio Una ricerca di McKinsey analizza il cambio generale di strategia. I rischi dello scandalo indiano di Satyam Aziende in fuga da Cina e India I costi in aumento fermano le delocalizzazioni Meno conveniente trasferire il lavoro in Asia I salari Gli sbalzi del dollaro, del petrolio e gli stipendi che salgono costringono i manager a rifare i conti. E a cambiare idea è un fermo immagine di cinque anni fa, eppure sembra un secolo: Yoshiyuki Tanakura, presidente di Fujitsu, taglia cerimonioso il nastro del nuovo centro di sviluppo in offshoring di Satyam Computer Services a Bangalore. Da quel giorno, il colosso informatico indiano guidato da Ramalinga Rajiu avrebbe assicurato ai giapponesi servizi via computer a costi sulla carta imbattibili. Ottimismo e attivismo dei manager, miriadi di ingegneri sfornati dagli istituti tecnici indiani, remunerazioni capaci di garantire risparmi fra l'80 e il 90%. Gli argomenti di Satyam (in sanscrito: «Verità») avrebbero presto attratto gli altri giapponesi di Nissan e Sony, gli europei di Nestlé, gli americani di Caterpillar e General Electric: la mappa dell'aristocrazia industriale a caccia di forniture a basso costo. Thomas Friedman allora stava scrivendo «Il mondo è piatto», manifesto di un'era in cui qualunque angolo del globo pareva vicino e tutti potevano esportare posti di lavoro, smontare e delocalizzare gli impianti, arricchirsi e distribuire ricchezza. Ma andate avanti veloce e quella stessa pellicola parrà oggi irriconoscibile. L'altro giorno la grande crisi ha fatto emergere l'altra «verità» di Satyam. Aveva nascosto debiti, inventato profitti, gonfiato la cassa per un miliardo. L'azienda è sull'orlo del crac, Nestlé venerdì ha fatto sapere che cerca «alternative» e il mondo di Friedman sembra di colpo meno «piatto», più disseminato di mine. E da Silicon Valley a Francoforte, molti pettinano in queste ore lo stesso dubbio: è saggio affidare contabilità, servizi bancari, diagnosi mediche e altre funzioni vitali delle nostre economie a uomini di cui sappiamo pochissimo? Vero, da Enron a Parmalat al caso Madoff, gli scandali non sono un'esclusiva delle potenze emergenti. L'arte di falsificare i bilanci è solo l'ultimo dei segreti che queste ultime hanno carpito all'Occidente. Ma Vats Srivatsan, indiano e partner dell'ufficio KcKinsey di Silicon Valley, trova che gli choc finanziari in serie e la recessione globale rimettano in movimento gli equilibri alla base delle delocalizzazioni degli anni passati. «Questa crisi obbliga le imprese a valutare molto meglio i rischi finanziari e operativi lungo tutta la catena delle forniture — osserva Srivatsan —. Quando hai a che fare con un altro Paese, c'è sempre un elemento di incertezza. E una fase così lo mette a nudo più bruscamente». Assieme a due colleghi di McKinsey a Silicon Valley, Ajay Goel e Nazgol Moussavi, Srivatsan in uno studio di pochi mesi fa si è chiesto in modo anche più radicale: «è tempo di ripensare l'offshoring?». Pallottoliere alla mano, i tre notano che la convenienza di trasferire posti di lavoro in Cina o in India non è più scontata come prima. Gli sbalzi del dollaro, del petrolio e l'aumento dei salari in Asia costringono i manager a rifare i conti, spiega Srivatsan. «Un operaio in catena di montaggio in Cina guadagnava in media 1.740 dollari l'anno nel 2003 ma oggi ne prende 4.140», si legge nello studio dei tre uomini McKinsey. Le catene di produzione potrebbero quindi almeno cominciare ad accorciarsi e diventare regionali, non più globali. Non più dal Nord-Est italiano o dal Mid-West americano al Guandong: la Romania o il Messico bastano. «Nel 2003 gli operai messicani guadagnavano più del doppio dei cinesi — calcola McKinsey — oggi prendono solo il 15% in più». La lezione in fondo è che il tempo non si è fermato a Marrakesh. Lì nel ?94 fu firmato l'atto di nascita del Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio oggi oggetto delle ire di molti. Ma la vittoria dei colletti blu cinesi o dei tecnici indiani non è la fine della storia. «Gli altri Paesi hanno reagito» sostiene Ervino Riccobon, direttore del settore auto per McKinsey nell'area del Mediterraneo. Da Siemens a Volkswagen, in Germania i sindacati hanno rinegoziato parametri fondamentali dei contratti per aumentare la produttività e evitare la fuga delle imprese. In Europa centro-orientale incentivi fiscali sono stati disegnati per intercettare investimenti I tempi Il beneficio della scelta asiatica arriva dopo cinque anni e non più dopo due Per questo molti manager rinunciano. Come quelli di Bosch e Electrolux altrimenti diretti in Cina. In Messico gli operai del settore auto sono arrivati a ridursi la paga mentre in Cina saliva del 19% l'anno. «Non so se sia stato giusto — commenta Riccobon — ma così hanno evitato le chiusure». Nel frattempo, la crisi ha seminato Le banche La stretta del credito rende più costoso creare un impianto lontano dalla madre patria. E in Paesi come la Germania la produttività è aumentata altre mine sull'autostrada dell'offshoring. La stretta al credito rende più costoso creare un impianto lontano dalla madre patria. E le montagne russe del prezzo del petrolio confondono ogni stima sui costi della logistica: secondo Cibs World Market, con un barile a 20 dollari il costo del trasporto di un container dalla Cina era un «dazio» del 3%, che poi però si è più che quintuplicato e può tornare a farlo molto in fretta. Ma soprattutto, nota Riccobon, la stessa Cina ha dimostrato di non essere un contenitore inesauribile di fabbriche. E non tanto perché a novembre il suo export è caduto del 2,2% per la prima volta in sette anni. Piuttosto, nella Repubblica popolare è ormai arduo trovare manager, quadri, persone capaci di confrontarsi con una casa- madre a 20 mila chilometri di distanza. Il risultato netto è che il beneficio di una fuga in Asia arriva magari dopo cinque anni, non più dopo due. Sempre a caccia del loro prossimo bonus, molti manager rinunciano. Gruppi europei come Bosch o Electrolux hanno scelto di cercare efficienza in patria piuttosto che i bassi costi in Asia. Il mondo dopo la crisi sarà dunque meno «piatto» e globale? Thomas Friedman ha già scritto il suo «sequel »: «Caldo, piatto e affollato». Vats Srivatsan pensa che la globalizzazione non farà un passo indietro, ma entrerà in una fase nuova: «I Paesi emergenti continueranno a sviluppare il loro talento e a integrarsi nel sistema — dice —. Ma la globalizzazione non sarà più fine a se stessa, dovremo essere tutti più attenti agli oneri nascosti». Viste le trappole nei territori lontani, Riccobon prevede che non saranno più vane neppure le ricette antiche della competitività in patria: tasse basse, istruzione, efficienza in azienda e in burocrazia. Sono loro i dazi imbattibili anche per la prossima Satyam. Federico Fubini

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giunta debole su pesca e orticoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Chioggia. Giuseppe Boscolo Palo (Forza Italia) attacca la sua maggioranza «Giunta debole su pesca e orticoltura» «In un anno e mezzo poche risposte ai due settori portanti dell'economia» di Elisabetta Boscolo Anzoletti CHIOGGIA. «Giunta debole su pesca e orticoltura, è tempo di cambiare registro». A bacchettare l'operato di un anno e mezzo della squadra di Romano Tiozzo è uno dei suoi, il consigliere azzurro Giuseppe Boscolo Palo, ortolano e presidente della commissione attività produttive, convinto che per due settori portanti dell'economia, che in una decina d'anni hanno perso 2000 lavoratori, non ci sia stata la giusta attenzione da parte della politica. Palo rivendica investimenti e provvedimenti in linea con le belle parole. I due settori sono in crisi da anni. Gli orticoltori sono schiacciati dalla forbice assurda che divide il prezzo con cui il radicchio viene pagato al produttore (ieri 35 centesimi al chilo) e quanto lo paga il consumatore finale (2.5 euro). I caparozzolanti stanno tentando di convertirsi all'allevamento, stritolati spesso dalla burocrazia e dalle normative (sabato, domenica, festivi e prefestivi non possono pescare nemmeno nel loro appezzamento). Come ha risposto la politica alla crisi? «Non ha risposto - spiega Palo - o perlomeno non in modo sufficiente. In un anno e mezzo non sono arrivate delle prese di posizione forti, quelle che i settori si sarebbero attesi. La Provincia aveva promesso nel 2006 di mettere ordine alla pesca in laguna con la revisione statutaria, in realtà il Gral ha cambiato 3 consigli d'amministrazione, 3 presidenti, ma non ha migliorato per niente la situazione e la giunta di Chioggia non ha alzato a dovere la voce. Sull'orticoltura stessa mancanza di attenzione: un anno fa sono stati spostati i fondi destinati alla riqualificazione del mercato di Brondolo per il ponte sul Brenta. Un mese fa è stato dato incarico a Sst di fare un bando di evidenza pubblica per individuare il soggetto privato da far entrare nella società di gestione del mercato entro 30 giorni, ma non è ancora stato fatto. Quasi che ci fossero sempre delle urgenze più importanti del settore orticolo che attende risposte da 20 anni». Per giustificare le critiche alla propria giunta Palo elenca una serie di provvedimenti «poco accorti». «Il bellissimo progetto per riqualificare il Parco degli orti parte monco - spiega il presidente della III commissione - prevede l'intervento solo sugli orti tra il Brenta e viale Mediterraneo, e quelli tra il Brenta e Ca' Lino sono forse meno importanti? Il progetto per ricalibrare l'argine destro del Brenta, che costa 8.5 milioni di euro, porterà all'allargamento della strada, ma non prevede la pista ciclabile, indispensabile per far decollare quel turismo rurale di cui si parla in ogni occasione. Le imprese sono stanche di aspettare i tempi della politica, è ora di dare segnali diversi».

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Infortunio, rimpallo tra enti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'ex autista denuncia l'Inail: "Ha riconosciutoil fatto, liquidando solo il 3% perché sonodiabetico. Non si può vivere con i 257 eurodella pensione sociale concessa dall'Inps" L'operaio licenziato dopo aver perso un piede: "Vivo un calvario" Infortunio, rimpallo tra enti JESI - Un tremendo infortunio sul lavoro in una ditta di trasporti di Jesi (la Filotrans di via Guerri, con deposito tra Santa Maria Nuova e Filottrano): un muletto sfugge al controllo finisce sul piede dell'autista. In seguito, all'uomo viene amputato il piede sinistro. Ma lui - Giorgio Sordini, 63 anni di Civitanova - è diabetico. L'Inail respinge la sua richiesta di risarcimento: non gli viene riconosciuto l'indennizzo per infortunio sul lavoro in quanto diabetico. L'ente manda tutto all'Inps, che invece sostiene l'esatto contrario. Ora Sordini (che nel frattempo è stato anche licenziato) vive con 257 euro di pensione Inps mensili. Un caso che scotta. Finito in questi giorni in Parlamento. "Quel giorno, il primo febbraio dello scorso anno, stavo scaricando il camion. Un muletto ha preso velocità e per fermarlo, istintivamente, gli ho girato le ruote che mi sono passate interamente sul piede sinistro - riferisce Sordini - il dolore era sopportabile, quindi ho finito la giornata di lavoro. Ma in serata, non cessava. Allora mi sono rivolto al mio medico curante che mi diede delle iniezioni di calmanti e una settimana di riposo". Dopo sette giorni, Sordini torna al lavoro, ma la sera a casa si accorge che le dita del piede sinistro erano diventate nere. Si reca al Pronto soccorso. Dal reparto di Medicina d'urgenza dell'ospedale di Civitanova viene trasferito a quello di Chirurgia del regionale di Torrette. "In seguito all'operazione parte dell'arto è stato amputato, i medici hanno detto che non poteva essere salvato". Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete. La pratica viene trasmessa all'Inps, che a sua volta dopo aver esaminato tutto, la rimanda all'Inail sostenendo invece che si trattava di infortunio. L'Istituto di assistenza per gli infortuni sul lavoro resta fermo sulla sua posizione". Una questione che si trascina da dieci mesi e che ora minaccia perfino di finire in tribunale. Intanto Giorgio Sordini tira avanti con una minima pensione di previdenza sociale. "Dall'Inail mi è stato riconosciuto il 3% di invalidità e percepisco una pensione Inps di 257 euro al mese. Dovrò fare causa contro l'Inail per difendere i miei diritti. Mi sono affidato a un patronato per la causa che andrà per le lunghe". TALITA FREZZI,

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L'operaio licenziato dopo aver perso un piede: "Vivo un calvario" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rimpallo di responsabilità tra enti. Non si può vivere con i 257 euro della pensione sociale concessa dall'Inps L'operaio licenziato dopo aver perso un piede: "Vivo un calvario" civitanova - Un tremendo infortunio sul lavoro in una ditta di trasporti di Jesi (la Filotrans di via Guerri, con deposito tra Santa Maria Nuova e Filottrano): un muletto sfugge al controllo finisce sul piede dell'autista. In seguito, all'uomo viene amputato il piede sinistro. Ma lui - Giorgio Sordini, 63 anni, residente in via Cesare Battisti a Civitanova - è diabetico. L'Inail respinge la sua richiesta di risarcimento: non gli viene riconosciuto l'indennizzo per infortunio sul lavoro in quanto diabetico. L'ente manda tutto all'Inps, che invece sostiene l'esatto contrario. Ora Sordini (che nel frattempo è stato anche licenziato) vive con 257 euro di pensione Inps mensili. Un caso che scotta. Finito in questi giorni in Parlamento. "Quel giorno, il primo febbraio dello scorso anno, stavo scaricando il camion. Un muletto ha preso velocità e per fermarlo, istintivamente, gli ho girato le ruote che mi sono passate interamente sul piede sinistro - riferisce Sordini - il dolore era sopportabile, quindi ho finito la giornata di lavoro. Ma in serata, non cessava. Allora mi sono rivolto al mio medico curante che mi diede delle iniezioni di calmanti e una settimana di riposo". Dopo sette giorni, Sordini torna al lavoro, ma la sera a casa si accorge che le dita del piede sinistro erano diventate nere. Si reca al pronto soccorso. Dal reparto di Medicina d'urgenza dell'ospedale di Civitanova viene trasferito a quello di Chirurgia del regionale di Torrette. "In seguito all'operazione parte dell'arto è stato amputato, i medici hanno detto che non poteva essere salvato". Da quel momento, il calvario vero: quello della burocrazia che non scinde i casi umani dai numeri dei fascicoli. "Mi sono rivolto all'Inail affinché mi venisse riconosciuta l'invalidità. Ma dall'Istituto mi viene risposto che non si trattava di infortunio sul lavoro ma di malattia comune dovuta al mio diabete. La pratica viene trasmessa all'Inps, che a sua volta dopo aver esaminato tutto, la rimanda all'Inail sostenendo invece che si trattava di infortunio. L'Istituto di assistenza per gli infortuni sul lavoro resta fermo sulla sua posizione". Una questione che si trascina da dieci mesi e che ora minaccia perfino di finire in tribunale. Intanto Giorgio Sordini tira avanti con una minima pensione di previdenza sociale. "Dall'Inail mi è stato riconosciuto il 3% di invalidità e percepisco una pensione Inps di 257 euro al mese. Dovrò fare causa contro l'Inail per difendere i miei diritti. Mi sono affidato a un patronato per la causa che andrà per le lunghe". TA.FRE.,

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tartassato nella tomba (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Chieti Tartassato nella tomba Cartella «pazza» Ici a 29 anni dalla morte IL CASO Per la burocrazia comunale era moroso dal 2003 VASTO. Evasori Ici: il Comune presenta il conto anche al "de cuius". «Sono state rilevate violazioni a suo carico relative al pagamento Ici per l'anno 2003. Il Comune la invita a pagare l'importo dovuto entro 60 giorni dalla notifica della presente. Trascorso il termine si procederà alla riscossione coattiva». E' questo l'invito fatto recapitare dall'ufficio tributi a M.R., cittadino vastese residente nel quartiere San Michele, finito nell'elenco dei contribuenti che cinque anni fa non hanno pagato l'imposta comunale sugli immobili. Quando ai familiari dell'uomo è stata recapitata la "busta verde" in raccomandata con avviso di riscossione hanno pensato a qualcosa di simile a uno scherzo. «Mio nonno effettivamente nel 2003 non ha pagato l'Ici. Ma non avrebbe potuto pagare nessun conto, visto che è morto nel 1979. Lo ha fatto qualcun altro al suo posto», assicurano i nipoti. M.R., nato a Vasto il 25 maggio 1892, nel 2003 era morto ormai da 24 anni. Se fosse stato vivo cinque anni fa avrebbe avuto 111 anni. Oggi avrebbe 116 anni. «Può accadere che per un errore del computer nell'elenco degli utenti rientri anche chi non c'è più, ma sarebbe bastato un controllo della data di nascita per accorgersi dell'errore ed evitare a noi due ore di fila», affermano gli eredi del defunto. «Tante inesattezze purtroppo noi le abbiamo ereditate. Da mesi stiamo cercando di riordinare l'anagrafe», risponde l'assessore alle finanze, Domenico Molino (Pd). La cartella esattoriale è stata annullata. Ma per i consiglieri comunali del centrodestra l'episodio è la prova che il metodo usato dalla maggioranza per recuperare i crediti non è il più corretto. Giuseppe Tagliente, Michele Notarangelo, Gino Marcello, Manuele Marcovecchio, Guido Giangiacomo, Nicola Soria e Francescopaolo D'Adamo, facendo propria la protesta di molti cittadini e delle associazioni dei consumatori chiedono che il sindaco, Luciano Lapenna (Pd) disponga l'immediata sospensione dei termini di pagamento. «L'amministrazione dovrebbe annullare sanzioni e spese di notifica a carico dei contribuenti», sostengono i rappresentanti dell'opposizione. Quanto agli aspetti organizzativi, il Pdl invoca il potenziamento, anche solo temporaneo della struttura dello sportello Soget. «E'una decisione che abbiamo già preso», dice l'assessore alle finanze, Domenico Molino. Non senza un po' di fastidio verso chi avrebbe potuto fare altrettanto qualche anno fa. E magari si sarebbero evitati anche questi incidenti. Paola Calvano

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cappelle hi-tech e nozze lampo così new york sfida las vegas - arturo zampaglione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 18 - Cronaca Il vice sindaco: diventeremo la capitale del turismo matrimoniale. Un business da 72 miliardi di dollari Cappelle hi-tech e nozze lampo così New York sfida Las Vegas Oggi i primi sì ultra rapidi nella Grande Mela. Rotto il monopolio del Nevada ARTURO ZAMPAGLIONE NEW YORK - La dichiarazione di guerra a Las Vegas sarà consegnata questa mattina sotto forma dei primi «sì» nelle due nuove cappelle romantiche e hi-tech del comune di New York. «Diventeremo la capitale mondiale del turismo matrimoniale», assicura Patricia Harris, la vice del sindaco Michael Bloomberg, illustrando la strategia per attrarre gli sposini da ogni parte del pianeta, strapparli alla patria dei casinò e regalare a New York un´altra fonte di reddito. Finora il duello tra le due città era impari. Nella città del Nevada le nozze erano facili, rapide, economiche, e soprattutto valorizzate dal contorno ludico e ammiccante. Esistono persino i drive-in in cui ci si sposa senza uscire dall´auto, mentre ogni giorno 15 coppie scelgono di sposarsi alla Graceland chapel in onore di Elvis Presley. Tutto questo spiega perché nel 2007 sono state emesse nel tempio del gioco d´azzardo 101mila licenze matrimoniali, più di ogni altra città americana. New York non poteva competere: il Manhattan marriage bureau, l´ufficio matrimoni del comune a Worth street, disponeva solo di uno spazio buio, decrepito, con le mattonelle rotte e le sedie di plastica incrinate. Tant´è vero che lì, di licenze, ne sono state consegnate solo 66mila. Da oggi, però, grazie all´inaugurazione delle nuove sale, la situazione si ribalta e New York diventa competitiva. Intuendo le potenzialità del business delle nozze (negli Stati Uniti è di 72 miliardi di dollari all´anno), il sindaco Bloomberg ha infatti ordinato la ristrutturazione dei locali che si trovano di fronte al palazzo comunale, costruiti nel 1929 in stile Art Déco, puntando sul buon gusto e sulla comodità. A guidare il progetto da 12 milioni di dollari è stato Jamie Drake, l´architetto-star che aveva rifatto la villa di Los Angeles di Madonna e gli interni della palazzina di Bloomberg vicino a Central Park. Nello spazio di 2400 metri quadri Drake ha ricavato due cappelle, una con divani e tappezzerie color pesca e albicocca, l´altra color viola e lavanda. Sui muri ha appeso quadri astratti. I bagni sono stati ampliati, ammodernati e trasformati in veri e propri camerini, con l´angolo per il trucco. C´è anche una saletta per le foto ufficiali con lo sfondo (finto) del palazzo comunale. Al di là degli aspetti estetici, Bloomberg ha alleggerito la burocrazia, non esclude di offrire pacchetti matrimoniali «tutto compreso» e ha introdotto nuove tecnologie. I promessi sposi, ad esempio, potranno collegare il loro iPod al sistema acustico per godersi le musiche preferite durante la cerimonia. Se vengono dall´estero (come il sindaco spera, in modo da far crescere gli introiti turistici), potranno farsi aiutare da un servizio di traduzione simultanea via - telefono in più di 100 lingue. E se hanno dimenticato qualcosa, potranno ricorrere in extremis a un piccolo negozio che vende piccole fedi con diamanti falsi (9 dollari), composizioni floreali, lacca per capelli, macchine fotografiche usa-e-getta e anche fazzoletti di carta per i genitori dalle lacrime facili. Si dovranno sempre aspettare 24 ore, come prevedono le norme dello stato di New York, tra il momento in cui si riceve la licenza matrimoniale e quello delle nozze vere e proprie. Ma i prezzi sono ancora modesti - 35 dollari per la licenza e 25 per la cerimonia - e si potrà pagare con la carta di credito. Sono stati anche accorciati i tempi per le pratiche, che d´ora in poi si faranno a un solo sportello, mentre le domande si potranno anche presentare via internet. E tutto questo potrebbe far vincere a New York la disfida delle nozze, dando un altro brutto colpo a Las Vegas.

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Paesaggio, il rinvio aiuta i Sindaci (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: EDILIZIA ED AMBIENTE E SICURE data: 2009-01-12 - pag: 32 autore: Autorizzazioni. La proroga dà tempo all'organizzazione - Dubbi sui compiti delle Soprintendenze Paesaggio, il rinvio aiuta i Sindaci Più fiato a Comuni e Regioni con il rinvio del vincolo al 30 giugno ACURADI Silvio Rezzonico Giovanni Tucci L'autorizzazione paesaggistica fa i conti con il regime transitorio per altri sei mesi. Slitta ancora l'iter definitivo delle pratiche: il decreto legge "milleproroghe" (207/2008),nell'articolo38,ha posticipato dal 1Úgennaio al 30 giugno 2009 il regime transitorio. Il rinvio presenta luci e ombre. Da un lato, ritarda la piena efficacia di uno strumento destinato a portare ordine nel governo del territorio, spesso disordinato e selvaggio, strumento che però di fatto- affida alle Soprintendenze un ruolo che rischia di essere superiore alle risorse disponibili. Dall'altro, offre un vantaggio ai cittadini e alle imprese, che si confronteranno con una burocrazia più leggera, ma anche agli enti locali, Regioni e Comuni in testa. Le prime perché non sempre avevano messo a punto il meccanismo delle deleghe a Comuni e Province e approvato definitivamente i piani paesaggistici; i secondi perché spesso non avevano ancora adeguato gli strumenti urbanistici ai Piani e varato le Commissioni paesaggistiche locali, che hanno un ruolo chiave nella nuova procedura prevista dal decreto legislativo 42/2004. Il percorso Oggi il rilascio di un'autorizzazione che non incontri particolari inciampi prevede un tempo massimo di quattro mesi (vedi tabella) e vede coinvolti la Regione o l'ente da essa delegato e la Soprintendenza ai beni paesaggistici. Quest'ultima ha due poteri: il primo,di annullamento dell'autorizzazione, in caso di contrasto con le prescrizione di tutela del paesaggio; il secondo, sostitutivo dell'autorità competente se essa è inadempiente nel rilasciare l'autorizzazione entro i termini previsti (60 giorni). Da luglio di quest'anno entreranno invece in scena nuovi attori. Innanzitutto, le Commissioni paesaggistiche locali, che hanno l'obbligo di fornire pareri non vincolanti sulle richieste. A seconda dei casi si può trattare di quelle regionali, provinciali o comunali: conta l'ente che ha ricevuto la delega regionale per quel particolare assenso. Poi debutterà un commissario ad acta, che erediterà dalla Soprintendenza il potere sostitutivo in caso di inadempienza. La Soprintendenza al paesaggio stessa serba ancora tale potere solo nel caso in cui la Regione non abbia delegato ai Comuni l'autorizzazione ed è comunque membro di diritto delle Commissioni paesaggistiche regionali insieme alla Soprintendenza ai beni archeologici. Con il complicarsi delle procedure, i tempi massimi per ottenere il via libera a un'opera edile cresceranno di almeno un mese. I ritardi Entro il 30 giugno le Regioni dovranno verificare i requisiti di organizzazione e di competenza tecnico-scientifica degli enti delegati a concedere l'autorizzazione – Comuni in primis – che comprendono anche l'applicazione sul loro territorio del piano paesaggistico approvato. In mancanza di tale verifica, le deleghe in essere al 30 giugno 2009 decadono e la Regione deve riassumersi in pieno tutti i compiti. Si tratta di una disposizione che si rivelerà di difficile applicazione, anche perché non è ben chiaro quale sia l'ente delegato ai controlli e, soprattutto, come possa materialmente esercitarli. Le previsioni dei piani paesaggistici prevalgono sulle norme difformi contenute negli strumenti urbanistici comunali che non siano stati adeguati alla data del 1Ú giugno 2008 (termine non prorogato). Le discussioni sul nuovo iter riguardano soprattutto il grande potere concesso alle Soprintendenze, enti – rilevano i critici – spesso dotati di scarso personale e caratterizzate da iter burocratici lunghi. In assenza di piani paesaggistici che definiscano in modo puntuale i criteri per il rilascio o il diniego dell'autorizzazione, il parere della Soprintendenza sarà vincolante: un punto che potrebbe sfociare in un eccesso di discrezionalità, in violazione del principi del decentramento. Infatti tale parere è soggetto solo alle regole dei singoli vincoli, che spesso non contengono prescrizioni precise. Per le Regioni e i Comuni che per inefficienza o per mancanza di strutture o mezzi finanziari non hanno saputo varare i piani paesaggistici o non hanno potuto adeguarsi ad essi, si configura perciò un ulteriore periodo transitorio anche dopo il 30 giugno 2009, in cui le Soprintendenze avranno un ruolo molto forte. IN COLLABORAZIONE CON IL SETTIMANALE Edilizia e Territorio www.ediliziaterritorio.ilsole24ore.com Sul prossimo numero di Edilizia e Territorio: Sicurezza, via ai corsi precantiere ma non tutte le province sono pronte

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Oggi il seminario della Camera di commercio al Parco tecnologico con tanto di vertenza simulata (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Prove tecniche di "conciliazione" Incontro per far decollare l'alternativa alle cause in tribunale n «Che fa, concilia?» Ai tempi di Alberto Sordi lo dicevano i vigili, oggi invece in materia stradale tutto è delegato alla burocrazia mentre la conciliazione ambisce a una seconda giovinezza nell'ambito delle controversie civili. Si tratta in questo caso di un'alternativa alla causa in tribunale, che richiede anni solo per arrivare a una prima definizione: è un arbitrato per avere da un soggetto terzo una valutazione del "torto e della ragione". Oggi dalle 14 presso il Parco tecnologico padano la Camera di commercio di Lodi mette in scena, letteralmente, una conciliazione, nell'ambito di un seminario cui si sono iscritti un centinaio tra tecnici e avvocati. Tra l'altro la partecipazione vale 3 crediti dell'Ordine forense ai fini dell'obbligo di formazione continua.Dopo anni in cui la conciliazione veniva ignorata, sono ora una decina quelle incardinate presso la Camera di commercio di Lodi, a partire da controversie con le compagnie telefoniche. La procedura è semplice: ci si presenta a un apposito ufficio presso la sede di via Haussmann, si compila un'istanza scritta e questa viene comunicata alla controparte. Che può accettare la conciliazione, oppure no, nel qual caso chi solleva la controversia può comunque adire la giustizia ordinaria. I costi sono di poche centinaia di euro, molto meno di una causa in tribunale.Il primo intervento sarà alle 14.30, da parte di Paola Esposito, dirigente dell'area promozione dell'economia locale e armonizzazione del mercato della Camera di commercio di Lodi. Alle 14.45 la professoressa Giuliana Romualdi, docente incaricata dell'università di Siena, illustrerà i riferimenti normativi della conciliazione in materia societaria. E proprio un contenzioso societario sarà simulato alle 15.45 da Ana Uzqueda, direttrice didattica dell'associazione Equilibrio&R.c., Roberto Cesarano, presidente dell'associazione, e da Moris Facchini, conciliatore processionale e docente dell'associazione. La partecipazione è gratuita e le iscrizioni sono chiuse. È comunque possibile rivolgersi alla Camera di commercio, tel. 0371-4505233. Car. Cat.

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Venerdì il patto tra comune e Provincia per la struttura residenziale destinata a persone colpite da disagio (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sta per nascere la nuova casa di Yabboq n Si specchierà nel laghetto di via Europa la nuova casa per disabili, dove troveranno risposte anche mamme sole, giovani coppie e parenti dei pazienti ricoverati in ospedale. Dopo un iter di oltre dieci anni, si sta infatti sganciando definitivamente dalla burocrazia il progetto legato alla realizzazione del Centro residenziale integrato Yabboq, che estenderà la maglia di risposte fornite ai portatori di handicap dalla storica cooperativa sandonatese. La presentazione del disegno dedicato alle fasce deboli del Sudmilano è in programma per venerdì alle 18 in un incontro che si terrà in aula consiliare, in cui verrà sottoscritta la convenzione tra comune di San Donato e Provincia di Milano. Il progetto del Centro residenziale Yabboq, presentato dall'amministrazione Dompè a Palazzo Isimbardi in adesione al bando "Città di città", ha infatti svettato tra le sei proposte in lizza, aggiudicandosi un finanziamento di 500mila euro. In unico punto di riferimento, si concentrerà quindi una serie di servizi, che integreranno le attività già rodate negli anni. Inseriti in un contesto accogliente e confortevole, sono previsti una decina di alloggi per portatori di handicap, a cui si sommeranno soluzioni anche per le altre fasce contemplate in un'iniziativa di carattere trasversale, che sarà corredata da un centro diurno per disabili, con spazi per attività riabilitative, occupazionali e sociali. Va in porto così la scommessa a cui dal 2004 lavora con tenacia il "Comitato per l'ottimizzazione di un progetto residenziale per disabili", promosso con l'appoggio di una rete di note realtà di no profit, anche di carattere sovraterritoriale, alleate per dotare il Sudmilano di un punto di riferimento attrezzato e all'avanguardia, dove i portatori di handicap possano anche affrontare un'esperienza di vita autonoma. Il risultato, è quindi frutto di una sinergia tra enti pubblici e terzo settore, con una rete di sigle che hanno sottoscritto il progetto. Tra gli attori, oltre al comune di San Donato, figura la partecipazione degli enti locali di San Giuliano, Peschiera Borromeo e Paullo, nonché della Asl e del distretto di zona. Mentre per quanto concerne il terzo settore, il piano ha ottenuto il deciso supporto innanzitutto della Cooperativa sociale Yabboq onlus, che è promotrice del progetto e che metterà a disposizione l'area per ospitare il nuovo complesso, con la collaborazione delle associazioni Assia, Avo, Cav, Cuore Fratello, La lente e la cooperatica sociale Risorsa più, quali partner che hanno formalmente aderito alla scommessa locale in dirittura d'arrivo. Queste le prime anticipazioni, in attesa di ulteriori elementi, riguardo ad esempio il progetto architettonico, che verranno svelati nel corso dell'incontro pubblico in programma. Giulia Cerboni

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Felici ma in ansia per la Palestina (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

cronaca pag. 9 «Felici ma in ansia per la Palestina» Uno fa l'ortopedico e l'altro il dermatologo. Arrivano dalla Giordania ma sono palestinesi. Medici, laureati e specializzati all'Università di Brescia dopo essere passati da Perugia, dall'ateneo per stranieri. Era il 1991 e cominciava la trafila terminata ieri: la cittadinanza. «Ora potremo da italiani partecipare ai concorsi», dicono con un sorriso. Okashade, l'ortopedico lavora all'ospedale di Desenzano, Al Rajabi esercita privatamente. Perchè Brescia. «L'università c'è stata consigliata dall'addetto culturale giordano. Noi volevamo evitare le grandi città, e la medicina bresciana era qualificata». E poi per Al Rajabi l'Italia è sempre stata un obiettivo: «Austria e Francia erano le alternative, ma l'Italia mi è sempre piaciuta. Dev'essere per il calcio». SONO FELICI di essere diventati italiani, ma una nuova nazionalità non ti fa dimenticare la vecchia. Men che meno se la tua terra è sotto le bombe. «Felici ma preoccupati» ricorda l'ortopedico cresciuto tra la Giordania e gli Emirati arabi. L'amico dermatologo, che riassume un'esistenza da panarabo, lo è di più: «Sono nato al Cairo in Egitto, ho il passaporto giordano, ma sono cresciuto a Ebron in Cisgiordania nei territori occupati, dove vive ancora la mia famiglia». Accennare alla guerra a Gaza è aprire una ferita ma anche le porte ad un fiume in piena: «Non sento parlare in questi giorni delle terre occupate e delle due risoluzioni Onu la 338 e la 242 - ammonisce - che intimano a Israele di ritirarsi dai territori ma che lo stesso stato ebraico non ha mai rispettato. Non voglio entrare nella questione politica sul governo di Hamas, senza ricordare prima che c'è una sofferenza di base del popolo palestinese. E pure questa l'Occidente tende a dimenticarla quando giudica i fatti attuali e l'attacco israeliano. Che è vero, magari si giustifica con il lancio di razzi che da Gaza Hamas scaglia giornalmente oltre confine, ma non dimentichiamo che la striscia è un enorme campo profughi a cielo aperto. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un milione e mezzo d persone che stanno come in prigione, un territorio da tempo sotto embargo dove in certi periodi non sono entrati gli antibiotici, il carburante solo in nero. E non dimentichiamo che ragionare solo su Gaza, trascurando gli abusi in Cisgiordania sfalsa l'ottica di giudizio». I DUE MEDICI palestinesi insomma invitano a pensare anche alll'aggressività dei coloni israeliani e ricordano «che la gente di Gaza è come un gatto in gabbia: non ci si può stupire se graffia». Ora stringono felici la Costituzione italiana, ma che fatica arrivarci: «Forse non è questione di diritti degli stranieri ma solo del peso della burocrazia in generale. Ma siano contenti soprattuto di averla fatta finita con il tormento del rinnovo del permesso di soggiorno che quando è pronto è già scaduto. Un problema che andrebbe risolto. Rispetto a quando siamo venuti a Brescia le cose sono peggiorate». E.B.

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uno sportello per lavoratori "anomali" - vera schiavazzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Torino Tra i promotori Si chiama "Sole" e punta a offrire sostegno a chi ha la partita Iva, un contratto progetto o è alla prima esperienza Uno sportello per lavoratori "anomali" "Il mondo delle professioni ha ancora troppa burocrazia: noi la snelliamo" VERA SCHIAVAZZI Una nuova associazione per sostenere i lavoratori �anomali´, dalle partire Iva ai co. co. pro, dai piccoli imprenditori ai giovani che per la prima volta si affacciano alla ricerca di un lavoro. L´iniziativa si chiama "Sole" (dalle iniziali di sviluppo, occupazione, lavoro e economia) e si propone di assistere chi si trova in una fase di passaggio e deve affrontare tutte insieme regole e esigenze non sempre semplici: «Il mondo del lavoro, delle professioni, delle imprese registra ancora troppi blocchi, troppa burocrazia e impedimenti per chi non è esperto - spiega Oscar Serra, che della nuova associazione è presidente - Vogliamo proporre a questi lavoratori �anomali´, non dipendenti, servizi e tutela per valorizzare il loro merito e il loro impegno". Come? "Attraverso uno sportello - spiega il segretario di �Sole´ Andrea Araldi - che per ora sarà aperto alcune ore al giorno, convenzioni con figure professionali utili, come avvocati, fiscalisti, architetti, supporto nella creazione del proprio sito Internet, attività formative gratuite, assistenza nella richiesta di contributi pubblici là dove sono previsti per una nuova attività. Stiamo progettando anche un gruppo di acquisto che consenta a chi si rivolge a noi di risparmiare sulle forniture, dall´informatica alla cancelleria». Ma non ci sono solo risparmi e sportello nel futuro di Sole: "Ci piacerebbe - spiega Araldi - che queste categorie di lavoratori, oggi non rappresentate da nessuno anche perché composte perlopiù da singoli individui, costruissero col nostro aiuto forme di rappresentanza e di tutela che oggi mancano". Il primo corso di formazione, in partenza in questi giorni, si chiamerà �Start Up´ e servirà a fornire a tutti gli interessati informazioni e istruzioni su come far decollare da zero la propria attività. «I giovani precari nelle professioni, gli eterni collaboratori a progetto, le partite Iva non hanno voce nel dibattito economico e sindacale - aggiunge Serra - Insieme a loro, cercheremo di portare i problemi di tutti i giorni e quelli strutturali a tutti i tavoli dove si prendono decisioni sulle politiche per il lavoro, sulle norme e sulle condizioni previste da percorsi di carriera che non assomigliamo più a quelli consolidati e tradizionali di un tempo». Precari magari sì, insomma, ma con più diritti e - chissà - con nuove forme di organizzazione sindacale che, almeno in parte, servano a superare un individualismo che rischia di diventare isolamento, debolezza, solitudine. Informazioni e orari su Sole e le sue iniziative telefonando allo 011/2170452 o scrivendo a infosoletorino. org

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coldiretti veneto, rieletto piazza un'azienda su due teme per il futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 13 - Economia Coldiretti Veneto, rieletto Piazza Un'azienda su due teme per il futuro MESTRE. Anche gli agricoltori veneti temono gli effetti della crisi finanziaria sull'economia reale. è quanto emerso da uno studio commissionato da Coldiretti regionale a Swg. Di questo, si è parlato, ieri mattina a Mestre, nel corso di una riunione che tra l'altro ha visto la riconferma di Giorgio Piazza, alla presidenza regionale dell'associazione degli agricoltori. L'indagine, che è stata illustrata da Roberto Weber presidente di Swg, è stata realizzata intervistando 1.800 persone, tra cui imprenditori agricoli, consumatori e rappresentanti del mondo politico ed istituzionale. Ben il 72% degli intervistati si considera insoddisfatto delle condizioni economiche attuali della propria azienda. Ma se gli imprenditori agricoli considerano nero il presente, non è che vedano rosa nemmeno il futuro. Il 43% prevede che il 2009 sarà peggiore dell'anno scorso per l'economia agricola. «Per affrontare la crisi - sostiene Weber - è necessaria una forte spinta tesa all'innovazione. In un periodo duro come quello che ci aspetta, sarà premiata la scelta della diversificazione aziendale ovvero l'offerta di servizi complementari all'attività primaria». Lo studio di Swg dimostra come i responsabili delle aziende del comparto considerino tra i freni allo sviluppo: la burocrazia, la difficoltà a realizzare utili ei vincoli dell'Unione Europea. A questo proposito, il vicepresidente della giunta regionale ed assessore all'Agricoltura Franco Manzato ha affermato: «Stiamo lavorando per rendere la burocrazia più efficiente. Abbiamo deciso di chiudere gli ispettorati per dar vita ad uno sportello unico per le aziende agricole». (m.bu.)

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il teatro fantasma che attira herzog - paola nicita (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Palermo Il caso dell´edificio di Sciacca IL TEATRO FANTASMA CHE ATTIRA HERZOG Progettato nel ´79 dai Samonà non è stato mai completato: ora ci prova Iano Monaco PAOLA NICITA Fitzcarraldo sta a Sciacca, e non lo sapevamo. Il regista tedesco Werner Herzog, ha infatti lanciato un´ipotesi singolare in un´intervista rilasciata a "la Repubblica": quella di ambientare il suo wagneriano "Anello del Nibelungo" nel teatro di Sciacca progettato da Giuseppe e Alberto Samonà: con una esplosione finale del teatro, mai terminato, mai consegnato, mai inaugurato. Dice Herzog, che di utopie e provocazioni è maestro: «Ho sognato di realizzare a Sciacca la messinscena di Wagner, e se il progetto fosse andato in porto avrei fatto saltare in aria l´edificio prima dell´ultimo atto». Già contattati alcuni artificieri del New Jersey, specializzati in esplosioni «mirate», che però hanno messo in guardia il regista e lo hanno avvertito che la carica di dinamite adoperata, vista la consistenza del cemento di cui è interamente costituito il teatro, avrebbe compromesso pericolosamente l´intera cittadina. Insomma, se il teatro è un luogo molto amato dal regista, che, con la complicità recitativa di Klaus Kinski, ne immaginò uno nella foresta amazzonica, qui il sogno e la provocazione di teutonica temperie si infrangerebbero comunque contro un muro sicilianissimo, alto trent´anni di carte bollate, progetti, revisioni e modifiche. Un teatro fantasma, un progetto, per modalità e tipologia, assimilabile a quelli di Etienne - Louis Boullée, nome di punta della schiera degli architetti utopici. Ma il Teatro popolare di Samonà, ha però fatto un passo in avanti: circa un mese e mezzo fa, il sindaco di Sciacca Mario Turturici ha annunciato lo stanziamento di circa sei milioni di euro, e la conseguente gara, un appalto integrato vinto dallo Studio Monaco. Così, in concomitanza con la provocazione di Herzog, l´architetto Iano Monaco racconta: «Occuparsi del Teatro popolare di Giuseppe e Alberto Samonà è una sfida che deve ottemperare a una serie di esigenze profondamente differenti. Se infatti da una parte occorre non perdere di vista una serie di riflessioni puramente relative al contesto architettonico, dall´altra la burocrazia e le vicende complicatissime di questo edificio pongono una serie di problemi di tutt´altro che facile risoluzione. Però già siamo al lavoro da sei mesi: abbiamo realizzato il rilievo del teatro, che in trent´anni non era mai stato effettuato. E abbiamo studiato a fondo il progetto, per comprendere le motivazioni più profonde e complesse che hanno condotto questo tandem - padre e figlio - di architetti a volere realizzare questo edificio in cemento, destinato ad accogliere, come dice il suo nome, la gente». Il progetto venne iniziato nel 1979, data che coincide con l´apertura del cantiere: il teatro - 35 mila metri quadrati di superficie in calcestruzzo - fin dall´inizio venne concepito come struttura polifunzionale, destinata ad ospitare mostre, convegni, spettacoli. Tra il 1988 e il 1992 l´appalto; ma nel 1982 muore Giuseppe, nel 1992 il figlio Alberto; e da questo momento si complicano ancora di più le vicende legate alla realizzazione, con successivi interventi e modifiche al progetto affidati con una certa leggerezza, o quantomeno distanti dallo spirito dei Samonà. Nel 2000 si chiudono le entrate, facendo assumere al teatro un´aria da astronave mai partita, decorata con simboli e dalle aperture simili ad occhi. Il teatro ha una doppia sala, con palcoscenico centrale, che costituisce il cuore della loro progettazione. «Questo teatro - racconta Monaco - nasce in un momento storico particolare, o diciamo da un incontro singolare: quello tra Giuseppe Samonà, un comunista, con il democristiano Lillo Mannino. Solo che in quegli anni la sinistra era «ufficialmente» rappresentata dall´architetto De Carlo, e Samonà, invece, rappresentava il centro». In realtà il progetto di Giuseppe Samonà non è perfettamente «inedito»: si tratta in fatti di un rimaneggiamento del progetto di teatro che l´architetto aveva disegnato per Gibellina, e che non venne mai realizzato. «Ma questo teatro - prosegue Monaco - rappresenta tutti gli effetti il testamento spirituale dell´architetto, che poi affiancò a sé il figlio Alberto. è un inno alla geometria euclidea: un tronco di cono inclinato, un prisma, una mezza piramide a base quadrata. Quindi è importantissimo che possa essere realizzato, anche a distanza di così tanti anni. E proprio per questo motivo occorre comprendere che alcuni cambiamenti andranno assolutamente realizzati, senza tradire però le motivazioni più profonde dell´opera». Impantanati nei problemi legati alla burocrazia, mentre il tempo che passa corrode il cemento: e difatti dalle analisi condotte emerge subito la necessità di intervenire sul calcestruzzo fortemente degradato. Insomma, per recuperare il teatro è impensabile che bastino i fondi stanziati: senza considerare che il progetto non contemplava una serie di interventi, adesso legalmente obbligatori, dalla sicurezza agli impianti a tanto altro ancora. «Al momento - spiega Iano Monaco - è ipotizzabile solo poter recuperare la sala grande, che ha una capienza di ottocento posti. Poi eliminerei la recinzione, che è stata aggiunta da Alberto, successivamente». Per quanto riguarda l´idea di Werner Herzog, l´architetto Monaco risponde: « Lo inviterei senz´altro a fare una visita al teatro. Certo la sua soluzione è simile a quella di un deus ex machina. Ma la bomba è una soluzione? Diamo una possibilità differente al progetto».

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ritorno al passato dall'udeur al prc - clemy de maio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli Salerno Villani si ricandida alla Provincia e non cambia alleanze Ritorno al passato dall´Udeur al Prc Polemica con la Carfagna: "Da lei qualunquismo elettorale, pensi a fare il ministro" CLEMY DE MAIO UNO SLOGAN - "La Provincia del fare" - e lo schieramento di una coalizione compatta, che abbraccia tutto il centrosinistra. Così Angelo Villani ha aperto ieri la cavalcata elettorale per la riconferma alla presidenza della Provincia di Salerno. Davanti a una gremita sala Vittoria annuncia una campagna di ascolto sul territorio (anche attraverso il blog del sito www.villanipresidente.it) per aggiungere elementi a un programma che mette al centro il rilancio dell´industria. «Se non c´è sviluppo industriale non c´è produzione di ricchezza, non possiamo andare avanti solo con i servizi. La Provincia è a disposizione per favorire un grande piano industriale, ma - avverte - l´istituzione può solo crearne le condizioni, poi ci vuole un ruolo forte delle imprese». Bruciano le accuse formulate tre giorni fa dal ministro Mara Carfagna, a Salerno per lanciare la candidatura dello sfidante Edmondo Cirielli. «Chi riveste responsabilità istituzionali ha il dovere di parlare con fatti e proposte, non può fare del qualunquismo elettorale». Il ministro aveva attaccato alla Provincia di Salerno il marchio di «ente inutile», bollato di arretratezza la sua burocrazia e contestato l´assenza di interventi in settori cruciali quali l´agricoltura e il turismo. «I numeri parlano per noi - ribatte Villani - . Abbiamo investito tutto quello che potevamo e sulla burocrazia vorrei che rispondesse Brunetta, che ci scrive e ci premia per i risultati raggiunti. Per fortuna c´è qualcuno che fa il ministro». In abiti casual, con un maglioncino verde «che è il portafortuna nel momento delle battaglie», Villani entra sulla colonna sonora del film "Il gladiatore" ed esce con "We are the champions". Dalla sua ha un´alleanza ampia, che va dall´Udeur a Rifondazione. «Non sono mai stato un monarca, tutti hanno sempre avuto la possibilità di incidere sulle scelte. Salerno è un esempio da seguire, anche a livello regionale». E sulla crisi napoletana osserva: «Ho l´impressione che qualcuno giochi a demolire, mi preoccupa che si possa ragionare in termini di vendette. Ma la storia, che qui è Bassolino, non si elimina». Oltre alle liste di partito, Villani schiera una civica del presidente, in cui troveranno spazio anche i fuoriusciti del centrodestra. Se sarà eletto, ha già deciso che la vicepresidenza spetterà al partito più votato, che in giunta ci saranno più donne e che un assessorato andrà anche «al migliore dei peggiori», scelto tra le liste che non raggiungeranno il quorum.

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la crisi spinge i giovani a lavorare la terra - luciano piras (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Nuoro «La crisi spinge i giovani a lavorare la terra» Salvatore Mastio, presidente Coldiretti, ottimista sul futuro delle aziende agricole Ma l'età media dei pastori è ferma a 55 anni LUCIANO PIRAS NUORO. Risponde a denti stretti, Salvatore Mastio: «Il bilancio sul fronte del prezzo del latte? è comunque positivo». Certo, si può e si deve ottenere di più, ma intanto «è stato costituito l'Osservatorio dei prezzi, che ha quantificato gli effettivi costi di produzione. Il prezzo del latte, seppure non ancora in linea con quello indicato dall'Osservatorio appunto, 1 euro e 15 centesimi, negli ultimi tre anni ha segnato un aumento di 29 centesimi, portando il prezzo complessivo a 80 centesimi. Quattro anni fa il prezzo era fermo a 51 centesimi il litro» ricorda il presidente della Coldiretti Nuoro-Ogliastra, appena rieletto alla guida dell'associazione provinciale di categoria. Dopo quattro anni di mandato, dunque, altri quattro se ne prospettano all'orizzonte di Salvatore Mastio come portavoce dei pastori e degli agricoltori. «I quattro appena passati sono stati gli anni più travagliati dell'ultimo ventennio» dice. Quattro anni di lotte, di vertenze, sul prezzo degli agnelli, della carne, sulle zone montane svantaggiate, sugli incentivi comunitari, sulla burocrazia lenta e farraginosa. La più importante, tuttavia, rimane quella sul latte: «Qualcosa abbiamo ottenuto in termini finanziari, ma soprattutto l'opinione pubblica è stata sensibilizzata al problema». «Nel 2006-2007, poi, abbiamo ottenuto il riconoscimento del mancato reddito delle greggi affette da scrappie - continua Mastio -. D'altro canto, invece, non posso dimenticare - alza la voce - l'ingiusta esclusione di alcune zone del Nuorese dal riconoscimento dei danni dovuti alla siccità del 2005-2006. Lo stato di calamità è stato riconosciuto solo dopo una dura rimostranza». Altra spina dolente di questi ultimi anni: gli extracomunitari, spesso irregolari, negli ovili. «Un grave problema, quello delle quote di ingresso, risolto tuttavia con l'adeguamento ottenuto dal Ministero grazie alla collaborazione del prefetto di Nuoro che ha accolto con grande sensibilità la nostra istanza» racconta ancora Mastio, allevatore classe 1960, nativo di Gavoi ma da trent'anni a Macomer, dove ha un'azienda ovina e suinicola. E il futuro? Qual è il domani del mondo delle campagne? Quali saranno le strategie di Coldiretti nei prossimi quattro anni? «Modernizzazione delle aree rurali, punto uno - risponde secco -. Il miglioramento della viabilità rurale per facilitare i collegamenti con i centri urbani, dunque. La multifunzionalità, punto due, sulla quale la nostra associazione insiste ormai da anni». Gli agriturismo, per esempio, proliferati ovunque. «Ma l'agriturismo non è il solo modo per ridare impulso all'economia - spiega Mastio -. La multifunzionalità si esplica anche mediante la creazione di servizi sociali come baby parking, asili in fattoria, farmer's market o centri di animazione nelle aziende che non sono solo produttrici di merci ma anche di cultura, tradizione e socialità. è vero, comunque, che anche l'agriturismo è indice di innovazione, ecco perché continueremo ad incoraggiare e a sostenere i progetti di agriturismo di qualità, sempre nel rispetto dell'ambiente e del territorio». «Un altro punto su cui batterci è l'innovazione degli impianti con progetti agevolati con particolare predilezione per quelli fotovoltaici, indispensabili per il risparmio del costo energetico. Un altro progetto futuro della Coldiretti - annuncia il presidente nuorese-ogliastrina - è quello della realizzazione di un consorzio per l'importazione delle materie prime, sementi e mangimi in primo luogo, al fine di contenere i costi di produzione e renderli vantaggiosi». Ancora una volta, insomma, per Salvatore Mastio è fondamentale la cooperazione, non solo nella fase di acquisto delle materie prime, ma anche e soprattutto nella commercializzazione dei prodotti finiti. E qui, ancora una volta, riecheggia la parola «multifunzionalità». «Migliorerà il reddito e la qualità dell'imprenditoria tradizionale e fungerà da traino per l'artigianato e il turismo». Il lavoro nelle campagne dell'isola, insomma, cambia radicalmente volto. «Basti dire che oggi gli imprenditori agricoli sono anche gli operatori più idonei da affiancare alla Protezione civile - sottolinea Mastio -, ma è fondamentale che di questo gli enti, i Comuni soprattutto, se ne rendano conto». Non a caso in molti paesi stanno per decollare diverse convenzioni che danno incarico ai pastori di pulire i canali di scolo delle acque e di gestire le fasce parafuoco. Rimane il fatto che mentre altre Regioni italiane hanno investito sui distretti rurali, la Sardegna non lo ha fatto. «Un'occasione persa, senza dubbio» sentenzia il presidente della Coldiretti. Facile, quindi, vista la crisi perenne delle campagne, aggravata ora dalla crisi globale, visti i disastri lasciati dalle alluvioni o i danni dovuti alla siccità, abbandonare i pascoli. «La politica regionale dovrebbe attivarsi per onorare gli impegni presi nei momenti di emergenza. E lo dico - sottolinea Mastio - precisando che Coldiretti non ascolterà spot generici di campagna elettorale. Ricordo invece che è indispensabile snellire l'iter procedurale della Regione per quanto riguarda l'approvazione del nuovo programma di interventi. è molto importante, poi, che decolli un piano sanitario animale per la prevenzione e la cura delle patologie, che preveda la realizzazione di stalle di sosta nei nostri porti per il controllo degli animali da carne prima che entrino nel circuito del mercato isolano». Tutto questo è necessario. Altrimenti nei paesi rimarranno soltanto gli anziani e i giovani continueranno a evitare il lavoro nelle campagne. «Gli allevatori del Terzo millennio hanno un'età media di 55 anni e sono affiancati da dipendenti rumeni che non sempre sono in grado di garantire una collaborazione stabile - è l'analisi che fa il presidente dell'associazione di categoria -. Ma qualcosa sta cambiando: le incertezze della crisi globale stanno spingendo alcuni giovani a prendere le redini delle aziende agrarie dei genitori. Un fenomeno, questo, che non ha ancora assunto dimensioni apprezzabili, ma che costituisce comunque un buon segnale». Salvatore Mastio, insomma, è come sempre pronto a scendere in piazza con i trattori, se necessario, ma in fondo in fondo rimane ottimista.

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che bella questa reggia restaurata ma rischia di restare inutilizzata - dal nostro inviato (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Napoli Il paradosso del sito borbonico, dopo sei anni di lavori e una spesa di venti milioni Che bella questa Reggia restaurata ma rischia di restare inutilizzata Abbiamo firmato protocolli con tutti i governi e tutti i ministri Oggi anche a Bondi chiediamo chiarezza e trasparenza Finora abbiamo all´attivo soltanto una serie di consigli, ma non ci è arrivata nessuna risposta concreta e definitiva Il complesso destinato a scuola di restauro e museo archeologico Il palazzo rischia di rimanere inutilizzato per inefficienza della burocrazia DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) Antonio tricomi La Reggia di Quisisana, centottanta metri sul livello del mare, sito borbonico destinato a ospitare l´Istituto superiore per la conservazione e il restauro e il museo archeologico. Destinato soltanto, però. Perché i lavori di ristrutturazione sono ormai ultimati e il 31 gennaio il complesso verrà consegnato. Ma dentro non ci sarà niente: dopo sei anni di lavoro e una spesa di circa 20 milioni, il gran palazzo rischia di diventare un contenitore vuoto. Un ennesimo, inquietante monumento all´inefficienza e alla burocrazia. A lanciare l´allarme è il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza. «La decisione di aprire una scuola di restauro e di farla funzionare è devoluta al governo. Lo stesso vale per il museo archeologico. Ma a tutt´oggi da Roma non è giunto alcun segnale in questo senso. Il primo anno accademico può partire quest´anno come l´anno prossimo. Ma è oggi che si deve cominciare a discutere e a gestire». E invece? «Finora - precisa Vozza - abbiamo all´attivo soltanto una serie di consigli, della più varia provenienza. Ma nessuna risposta concreta e definitiva». E nessuno stanziamento, quando per i costi gestionali c´è bisogno di milione e mezzo l´anno. Il sindaco ha, nell´avvicinarsi la data della consegna, scritto più d´una lettera al ministro della Cultura Sandro Bondi. L´ultima meno di un mese fa, il 19 dicembre: «A fronte di una precisa indicazione per le destinazioni d´uso, non ci è ancora nessuna certezza sulle modalità gestionali e sugli aspetti economico-finanziari relativi al complesso architettonico. Il rischio più che reale - scrive Vozza - è che l´opera resti inutilizzata, che ci si trovi di fronte all´ennesima "incompiuta", pur essendo il nostro territorio bisognoso di interventi di valorizzazione dei beni culturali anche ai fini dello sviluppo territoriale». Un grido d´allarme che non ha prodotto alcuna risposta ufficiale. Fatta eccezione per una telefonata che ha raggiunto il sindaco di Castellammare nei giorni scorsi: un invito a un incontro con Bondi a Roma, a cui Vozza andrà accompagnato dal suo assessore alla Cultura Massimo De Angelis e dall´assessore regionale al Turismo Claudio Velardi. «Speriamo tutti in un incontro risolutivo», dice De Angelis. «Se lo Stato cambia idea e non è più interessato per noi non c´è problema. Ma basta che ce lo dice. Ha il dovere di comunicarcelo». Sembra infatti che il Comune di Castellammare abbia già pronto un piano B. «Una fondazione o museo con sponsor privati, per esempio. E intanto - rivela De Angelis - si è fatta avanti la scuola alberghiera di Losanna, con il progetto di una filiale a Quisisana. Ma si tratta di un´ipotesi remota». E anche di un bel paradosso: una scuola svizzera nel cuore del sud Italia, in un edificio di proprietà comunale. Il primo nucleo della Reggia di Quisisana, sulle pendici del monte Faito, risale all´epoca sveva, 1280 circa. Già ristrutturato dagli aragonesi, il complesso venne acquistato dai Farnese alla fine del Cinquecento e poi ereditato dai Borbone nel 1737. Fu casino di caccia e luogo di riposo per Ferdinando IV e Francesco II, per poi entrare tra i beni di casa Savoia con l´Unità d´Italia. Nel 1879 venne acquistato dal Comune di Castellammare di Stabia. Nel Novecento fu destinato prevalentemente ad albergo, ma anche a scuola militare e a ospedale. Già abbandonato da una ventina d´anni, venne seriamente danneggiato dal terremoto del 1980. Quattordici anni dopo, il sindaco Catello Polito chiese un finanziamento per restaurare la Reggia e destinarla a sede dell´Istituto centrale per il restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione e il restauro) e del museo archeologico di Stabiae: con laboratori, sale espositive, biblioteca, sale convegni. «Abbiamo firmato protocolli con i governi D´Alema, Prodi e Berlusconi», spiega De Angelis. «Con i ministri Melandri e Rutelli. Oggi anche a Bondi chiediamo chiarezza». La lunga vicenda si dipana all´ombra di governi di centrodestra e di centrosinistra. «Non è una questione di colore politico», spiega Vozza, che aderisce a Sinistra democratica. «La verità è che nessuno ci credeva, in questo progetto». Il 21 gennaio a Roma, forse, l´epilogo.

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pittulongu, dopo due nubifragi al via i lavori per il nuovo canale - luca rojch (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 1 - Gallura Pittulongu, dopo due nubifragi al via i lavori per il nuovo canale LUCA ROJCH OLBIA. Ha smontato le lucine dall'albero di Natale e subito ha riacceso la macchina dei lavori pubblici. L'assessore all'Urbanistica, Marzio Altana, è andato dritto al cuore delle emergenze. Da una parte ha dato il via ai lavori per creare un nuovo canale a Pittulongu, dall'altra ha quasi chiuso l'iter per dare l'acqua potabile a Santa Mariedda. Doppio miracolo. L'assessore minimizza, ma per chi vive nella zona di via Mar Ligure a Pittulongu è un giorno da segnare nel calendario. Le ruspe hanno cominciato gli scavi per creare un canale in cui far scorrere le acque delle piogge torrenziali. Nel quartiere gli allagamenti sono stati una banale costante dei giorni di pioggia. Sembravano quasi inevitabili. Mentre dall'amministrazione continuano a fare la danza antipioggia, si spera di portare a termine i lavori in tempi record senza che ulteriori danni arrivino dalle secchiate di pioggia. Se le previsioni del tempo sono diventate il programma preferito degli amministratori, ora si cerca di riportare Pittulongu alla normalità. Si parte da questo primo fondamentale intervento. «Le ruspe hanno cominciato a lavorare da questa mattina - spiega l'assessore Altana -. Spero che si possa procedere in tempi rapidi per creare il canale e scongiurare ulteriori danni a chi vive nella zona». Ma sempre negli uffici dell'urbanistica si porta avanti un altro appalto fondamentale per portare l'acqua potabile a Santa Mariedda. Il quartiere nato in modo abusivo fa parte di un piano di risanamento. Per questo le risorse che l'amministrazione può spendere, come impone una legge forse troppo rigida, possono arrivare solo dalle tasse pagate da chi vive nella zona. Il Comune ci mette una pezza. In questa settimana verranno aperte le buste con le offerte per l'appalto da oltre un milione di euro. Verrà creata per tutto il quartiere la rete idrica. Un passo verso la civiltà. «I lavori cominceranno in tempi brevissimi - continua l'assessore -. Ma dobbiamo rispettare i tempi tecnici della burocrazia. Con questo appalto supereremo una delle difficoltà di Santa Mariedda». Il quartiere con le strade di fango viene alimentato con l'acqua grezza del consorzio di bonifica. Sulla carta servirebbe solo per irrigare le campagne, ma di fatto in buona parte del quartiere viene utilizzata anche per le faccende domestiche. Ma l'acqua non è potabile. «L'impegno dell'amministrazione - conclude Altana - è rivolto a completare in tempi brevi tutti i piani di risanamento». Una missione quasi impossibile. In città i piani di risanamento di quartieri nati in modo abusivo, senza autorizzazioni, né servizi, sono 17.

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edilizia, mille posti di lavoro persi in un anno - saverio occhiuto (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 19 - Cronaca Edilizia, mille posti di lavoro persi in un anno Il presidente dell'Ance: «E' come se chiudesse un'industria nella Val di Sangro» «Negli ultimi 5 anni lavori pubblici crollati del 50 per cento Tempi troppo lunghi per le concessioni» SAVERIO OCCHIUTO PESCARA. «I nostri dati sono quelli che ci fornisce la Cassa edile: prevedono un calo di mille occupati su un totale di cinquemila. E' come se nella Val di Sangro chiudesse la Fiat». Il presidente dell'Ance provinciale, Giuseppe Girolimetti, fa il punto sul settore dell'edilizia che con il suo indotto rappresenta, sin dagli anni Sessanta, il volano dell'economia pescarese. Ora anche la corsa al mattone si è fermata. E i cantieri delle grandi opere pubbliche sono al palo. I dati dell'associazione costruttori sono eloquenti anche su questo: «Il nostro osservatorio nazionale», spiega ancora Girolimetti, «ci dice che rispetto al 2002-2003, dunque negli ultimi cinque anni, c'è stato un calo dei lavori pubblici del 50 per cento. Una stima che a Pescara va rivista al ribasso». La crisi finanziaria internazionale pesa, ma non si tratta solo di questo. Meccanismi burocratici troppo farraginosi per il rilascio delle concessioni edilizie, cattiva informatizzazione degli enti, «paure» legate alle inchieste giudiziarie in corso, sono solo alcune delle altre variabili che avrebbero reso difficile la vita al comparto delle costruzioni nel Pescarese. Lo spiega ancora Girolimetti: «La nostra provincia vive una situazione ingessata per tante ragioni. Ne parlavo con una persona che nel mese di dicembre ha ritirato una concessione edilizia al Comune di Montesilvano, la sua era intorno al numero 160. Questo significa che nel 2008 in quel Comune non sono state rilasciate più di 200 concessioni, mentre in precedenza se ne rilasciavano 800 l'anno». Non va meglio a Pescara e a Spoltore, la zona Ovest del territorio che ha vissuto l'ultima, grande espansione del mattone. «Ci sono progetti che giacciono negli uffici da un anno e mezzo-due». Fermi anche gli accordi di programma, quelli che consentono agli enti locali di realizzare opere pubbliche importanti (parcheggi, parchi, strade, scuole, sedi civiche) in cambio di cubature in deroga al piano regolatore. Quelli di Pescara sono finiti nel faldone sequestrato dalla squadra mobile nell'ambito dell'inchiesta sull'urbanistica. A Montesilvano, con l'inchiesta «Ciclone», sui lavori pubblici sono scattate anche le manette. Ma, al di là degli interventi della magistratura (a Montesilvano come a Pescara), resta una patologia «fisiologica» legata alla macchina della burocrazia, come spiega ancora il presidente dell'Ance: «Per i programmi complessi mancano regolamenti chiari. Non si può ritirare un progetto dopo quattro anni, perché in un arco di tempo così lungo il mondo cambia. Lo stiamo vedendo con questa crisi. Un'impresa non ha la possibilità di programmare. Ed è inammissibile che per passare da un ufficio all'altro una carta impieghi un mese o due. Noi non facciamo che chiedere una svolta. Sui grandi appalti il nostro centro nazionale ci dice che la media europea perché un'opera venga cantierata è di quattro anni, in Italia ce ne vogliono dieci». Come sarà il 2009? «La situazione resta pesante, ma a Pescara ci sono ancora spazi per l'edilizia», assicura Girolimetti. Nonostante la fase di stagnazione, l'Ance intravede infatti possibilità di ripresa nel settore legato al terziario, al commercio, «e anche in quello abitativo». A patto che vengano superati alcuni ostacoli in ordine alla crisi finanziaria, anche di natura psicologica». La grande paura, insomma. Come quella di non poter più pagare la rata del mutuo. «Mi dicono alcuni nostri associati», spiega ancora il presidente dell'Ance, «che molti hanno rinunciato all'acquisto della casa a costo di perdere la caparra già versata. E' la mancanza di credito a penalizzarci. Eppure il mattone continua a restare l'investimento più conveniente. Ecco perché confidiamo nella ripresa. Abbiamo già visto momenti di crisi come questi, ma l'esperienza ci dice che solitamente il primo comparto a ripartire è proprio quello dell'edilizia. Oggi è il settore che sta soffrendo di più, ma storicamente rappresenta il volano per l'economia, soprattutto a Pescara. Le amministrazioni, però, si devono dare da fare. Ad esempio dotandosi di una rete informatizzata». Nei giorni scorsi la Cna provinciale ha spiegato che sono almeno una decina i mestieri della Cassa artigiani legati all'indotto dell'edilizia: dall'impiantista al falegname. La stagnazione del comparto delle costruzioni si è dunque tradotta anche per le micro imprese (da zero a nove dipendenti) nell'espulsione di molti posti di lavoro, stimata nell'ordine del 30 per cento nella sola provincia di Pescara. Si tratta del grosso del tessuto economico locale, professionalità specializzate di difficile ricollocazione in assenza della grande industria. Qualcuno è costretto ad «inventarsi» dall'oggi al domani un nuovo lavoro. Altri, soprattutto i più giovani, cercano riparo nella grande distribuzione: dall'impalcatura al banco dei salumi. Meglio che niente.

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"daremo la pagella ai professori" - ilaria venturi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bologna "Daremo la pagella ai professori" Calzolari: docenti sotto esame non solo per la ricerca ma anche per le lezioni ILARIA VENTURI DOCENTI sotto esame non solo per la ricerca che producono nei laboratori, ma anche per le lezioni che tengono in aula. E premi alle Facoltà migliori nella didattica. Il rettore Pier Ugo Calzolari parla, a inizio d´anno, delle priorità di governo dell´Ateneo nei suoi ultimi dieci mesi di mandato. Progetti a breve termine e di più ampio respiro, con la valutazione dell´Alma Mater al primo posto, preoccupazioni per i tagli previsti nel 2010 dalla Finanziaria - «l´università si dissolverà» - e l´annuncio di nuovi posti per i ricercatori nel 2009. Entro gennaio il rettore convocherà gli organi accademici sullo statuto, per discutere, una volta accantonata la riforma, solo un punto: l´allargamento del corpo elettorale ai ricercatori e al personale tecnico e amministrativo per le elezioni del rettore previste tra fine maggio e i primi di giugno. «Ho preso questo impegno e andrò sino in fondo e cioè porterò in discussione nella seduta congiunta l´allargamento del corpo elettorale. Sulle modalità non entro nel merito. Lo statuto? Riguarderà il futuro rettore, che potrà partire però già da un lavoro compiuto sul sistema di governance dell´Ateneo e sul ruolo degli organi accademici, un tema importante previsto anche nelle linee guida del ministro Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte le responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica. Dopo aver valutato la ricerca e i ricercatori dell´Alma Mater, «unica università a farlo», il rettore annuncia una operazione simile per migliorare l´insegnamento universitario. «Sarà premiato chi vale, ma dovremo sostenere anche chi è in difetto di qualità per colmare il divario. Trovare un equilibrio sarà difficile, ma ci riusciremo». Saranno messi a punto criteri di valutazione: indicatori di qualità che peseranno nella distribuzione dei fondi alle Facoltà. «Un peso elevato avrà la valutazione degli studenti sui loro professori e sulle strutture didattiche», anticipa il rettore. Intanto in via sperimentale è stato destinato un milione e mezzo a progetti didattici speciali che saranno valutati nelle Facoltà da commissioni paritetiche, con docenti e studenti. «Procederemo con cautela, ma con determinazione». Altra promessa di Calzolari riguarda i direttori di dipartimento: «Hanno un carico di lavoro molto elevato, attendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulla burocrazia, intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa di molto simile al dissolvimento della stessa università. Anzi, se non verranno tolti non si andrà da nessuna parte nemmeno con il bilancio 2009, dove già abbiamo previsto operazioni innovative, come il ricorso a una parte della giacenza concentrata sui dipartimenti per finanziare il polo di neuroscienze al Bellaria, operazione da circa 10 milioni». E poi le alienazioni di immobili (villa Guidalotti a Ozzano è già in vendita) e posti per i ricercatori: 27 nuovi, seconda tranche del pacchetto dell´ex ministro Mussi, 88 previsti nel bilancio di quest´anno, 160 in tutto nel biennio 2008-2009. «E´ il mio impegno per i giovani e la ricerca».

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La burocrazia frena l'istituzione di "Sierra 4" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso Il Finalese è ancora in attesa MICHELE COSTANTINI La burocrazia frena l'istituzione di "Sierra 4" PIETRA LIGURE Il 2008 doveva essere l'anno della definitiva consacrazione di «Sierra 4», l'automedica del comprensorio Finalese. Purtroppo non è andata così, anche se l'impegno da parte dell'Asl2 del Savonese, dopo l'annuncio dell'anno scorso, è stato notevole. Un impegno quello dell'Asl 2 che prevede passaggi amministrativi complessi, come la mobilità interna delle figure professionali dei medici e degli infermieri specializzati destinati alla nuova struttura operativa e le deroghe della Regione per le nuove assunzioni. E ancora, le selezioni per le graduatorie e i relativi decreti e pubblicazione degli atti. Insomma, nella complessa vicenda dell'automedica del Finalese, non vi è stata alcuna cattiva volontà da parte dell'Asl 2 nell'affrontare ormai l'annosa questione che si trascina sin dall'inizio dell'istituzione del servizio di soccorso extraospedaliero in provincia. La speranza degli addetti ai lavori e dell'intero comprensorio è di vedere quanto prima l'attivazione dell'automedica 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno, come avviene da molto tempo con «Sierra 1» per il Savonese, «Sierra 2» per l'Albenganese e «Sierra 3» per la Valbormida. Attualmente il servizio operativo di «Sierra 4» avviene solo nei fine settimana dalle 8 alle 20 e nei giorni prefestivi e festivi, per i restanti giorni l'automedica arriva da Albenga o a seconda della posizione geografica del comune interessato, da Savona o Cairo Montenotte. La base operativa dell'automedica è all'interno dell'ospedale Santa Corona, con medico e infermiere dipendenti dell'Asl e l'autista un volontario a turno delle Pubbliche assistenze, Croce Rossa e Pietra soccorso, tutte del comprensorio del Finalese.Un territorio vasto che comprende numerosi comuni, da Noli a Borghetto S. Spirito e da Calizzano a Bardineto sino a Massimino, all'interno di una viabilità complessa e difficile. L'uscita dell'automedica è coordinata dalla Centrale operativa del 118 di Savona che, secondo quanto previsto dai codici dell'emergenza, invia l'automezzo con l'appoggio dell'ambulanza, sul luogo della richiesta d'intervento. Quando occorre, in appoggio al soccorso sanitario, il 118 richiede il soccorso tecnico dei vigili del fuoco, del soccorso alpino e di altre componenti della protezione civile. Alla complessa macchina del soccorso extraospedaliero del 118 Savonese si deve poi aggiungere il prezioso apporto dell'elicottero del Nucleo dei vigili del fuoco della Liguria. Collegati telefonicamente e via radio, il soccorso tecnico e sanitario presente in provincia sin dal 1990, prevede tra tutti i soccorritori una perfetta conoscenza dei propri ruoli e delle fasi d'intervento nel momento del «rendez - vous».

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Villani alla Carfagna: critiche da qualunquista (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2009-01-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Politica Prima uscita del candidato alla Provincia del centrosinistra Villani alla Carfagna: critiche da qualunquista Il presidente: un ministro rappresenta tutti Quasi mille persone al Vittoria: «Siamo una squadra unita. In giunta? Vorrei più donne» Poi l'incontro al bar con il sindaco Vincenzo De Luca SALERNO — Folla da stadio al Vittoria, ieri mattina, per l'apertura della campagna elettorale di Angelo Villani che, da uscente, tenta il bis alla presidenza della Provincia. In sala c'erano proprio tutti: dal senatore Alfonso Andria al vicegovernatore Antonio Valiante, dal segretario campano del Pd Tino Iannuzzi ai consiglieri regionali Ugo Carpinelli, Gennaro Mucciolo, Michele Ragosta, Donato Pica e Gianfranco Valiante. Sindaci, amministratori, volti noti della politica come Carmelo Conte, Mario De Biase e Alfredo D'Attorre, molti giovani e una miriade di simpatizzanti. Lui, il protagonista, si presenta in sala — come al solito scortato dal fidato Vittorio Aliberti— con un maglioncino verde, che fa tanto speranza elettorale di vincere, e tecnologicamente microfonato con quello strano aggeggio che da tempo si nota in televisione, montato tra orecchio e nuca. Alle spalle un maxischermo che ripropone ogni tanto l'immagine di Villani e talvolta un video sulla «Provincia del fare», come lo slogan utilizzato in tutti questi anni. Accomodati in stile salottino, alle spalle del candidato, ci sono i segretari dei partiti del centrosinistra che, al fianco del presidente uscente, si riprensentano compatti in coalizione come quattro anni fa. All'ingresso di Villani parte la musica, non proprio all'ultimo grido. Tant'è che un paio di casse acustiche potenti lanciano «Notti Magiche» della coppia Bennato-Nannini, la canzone del campionato del mondo di calcio di Italia '90. Una ragione, però, c'è. Villani ha il cruccio «della squadra», che peraltro ha saputo tenere unita, e quando parte il ritornello della canzoncina, i segretari di partito e il presidente si abbracciano come se fossero una squadra di calcio che ascolta l'inno prima del match. «Salerno è un esempio in Campania e anche in Italia — esordisce Villani — perchè siamo un coalizione che ha discusso ma mai litigato. E siamo rimasti sempre uniti. Ma questa consiliatura ha ottenuto anche un grande risultato amministrativo. Abbiamo investito tanto in infrastrutture: 600 milioni per strade e scuole, 300 milioni in agricoltura e 108 nel turismo solo per dare qualche cifra. E dopo 30 anni abbiamo contribuito ad aprire l'aeroporto. Ci si dirà che ora i voli sono fermi. Ma siamo stati sempre convinti che l'unica strada per risolvere ogni problema è la gara internazionale per affidare la gestione dello scalo. Se poi vincerà la Gesac non ci potrà fare che piacere». E prima di illustrare parte del suo programma elettorale, dove sono inseriti due parchi stile Eurodisney da costruire nell'agronocerino e tra Agropoli e Paestum ed un grande distretto industriale, il presidente uscente della Provincia si scaglia contro la ministra Mara Carfagna. Che sabato scorso l'aveva criticato nel corso della presentazione del candidato del Pdl Edmondo Cirielli. «Quando sento alte cariche istituzionali parlare e criticare per quanto fatto sull'aeroporto mi viene da chiedere: perchè non ci danno una mano per ottenere la concessione dell'Enac che ancora deve arrivare— incalza Villani — quel ministro rappresenta anche me e dovrebbe contribuire allo sviluppo del territorio. Chi ricopre ruoli istituzionali di grande rilievo dovrebbe pesare di più le parole. E se hanno qualcosa da dire, lo dimostrino con i numeri e non solo per fare campagna elettorale. Vorrei ricordare a questo ministro che in agricoltura e nel turismo abbiamo investito tanto. E che quando sparla della burocrazia della Provincia, dovrebbe prima informarsi che Brunetta ci ha inviato una lettera di elogio. Un ministro del governo, come lei. E' sbagliato essere qualunquisti o fare i Masaniello: le proteste sterili non servono». Una stilettata, sempre con destinatario il centrodestra, il leader della coalizione la spedisce alle amministrazioni del Pdl dell'agro: Angri, Scafati, Pagani, Sarno e Nocera Superiore. «Noi puntiamo molto su questa parte della provincia ed abbiamo investito tanto per il rilancio — insiste il presidente di Palazzo Sant'Agostino — l'agro è in difficoltà, è vero. Dobbiamo e possiamo fare di più. Ma i primi attori sono i comuni. E chi li amministra deve assumersi le responsabilità». Infine sulle nomine degli assessori in caso di vittoria non si sbilancia — «sono per gli eletti e vorrei qualche donna in più, il vicepresidente spetta al partito che ottiene dopo il Pd la percentuale più alta» — e sull'Udc: «L'invito lo abbiamo fatto, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta e andiamo avanti». A lavori conclusi, Villani incontra anche Vincenzo De Luca. Un caffè al bar di fronte al Comune, qualche chiacchiera e pieno sostegno del primo cittadino al candidato del centrosinistra. Felice Naddeo \\ Quando parlano alte cariche istituzionali, dovrebbero pesare di più le parole. E se hanno qualcosa da dire, lo facciano con numeri e dati di fatto Verde speranza Villani in conferenza con un maglioncino verde: «Lo metto nei momenti di battaglia» ha detto

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Una questione settentrionale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-13 - pag: 12 autore: DALLA PRIMA Una questione settentrionale Chi nega l'esistenza stessa di una "questione settentrionale" ribatte infastidito che queste sono le ragioni di settori proni alla tentazione dell'evasione e sordi alla virtù della solidarietà. Ma non sono gli slogan ad alterare la realtà di un Nord che non chiede scorciatoie fiscali per sé, ma servizi adeguati ai tributi che paga, e al ruolo che svolge nel produrre ricchezza. è questo sentimento di impotenza e isolamento che potrebbe consolidare quel processo di riequilibrio elettorale già avviatosi lo scorso 13 aprile, quando la Lega Nord ottenne risultati elettorali per molti inattesi e sorprendenti, e non solo per la dimensione numerica. Fu allora, infatti, che quel partito ruppe il cliché che lo voleva espressione di segmenti elettorali periferici e pedemontani, per affermarsi anche in aree centrali, urbane se non metropolitane, come Milano che lo premiò con la clamoro-sa percentuale dell' 11,3%,contro il 4,8%di appena due anni prima. Serpeggia il rischio di una risposta "politichese" a questo fenomeno, ossia il tentativo, che mi pare prematuro oltre che velleitario, di separare la Lega Nord del Popolo della libertà per costruire nuovi fantasiosi equilibri politici. La classe politica locale di centro- destra, del resto, mostra, al di là di qualche eccesso di protagonismo, un'indubbia capacità di privilegiare, rispetto alla fedeltà a Roma, le richieste dei propri territori: lo confermano la lunga tenuta delle alleanze locali;e l'assertività di molti leader locali,da Formigoni a Galan a Moratti. Anche a sinistra non mancano esponenti, da Chiamparino a Cacciari a Penati, che manifestano lo stesso sforzo di organizzare localmente il consenso intorno alle esigenze del proprio elettorato: anch'essi,però, se si presentano a Roma, non risultano popolarissimi agli occhi della propria maggioranza. E quando cercano di organizzarsi localmente, in vista di un'intelaiatura federalista per il proprio partito, rischiano per ora di risultare «inconcludenti», come ha ammesso uno di essi. Col risultato, paradossale, di confermare le ragioni leghiste, senza manifestarne la capacità di trarne vantaggio elettorale, che trova linfa anche da un radicamento nel territorio del qualei grandi partiti non appaiono più capaci, con ulteriore smarrimento di ogni effettiva capacità di ascolto. Il federalismo potrà rappresentare una soluzione al rischio di una frattura irreparabile tra il Nord e la politica nazionale? è probabile che l'elettorato ci speri. In fondo,quella formula è nelle corde di molte delle tradizioni politiche più radicate in quelle terre: dal solidarismo cattolico, che confida nella sussidiarietà, alle culture laiche che diffidano dello statalismo centralista. A patto,naturalmente, che il federalismo mantenga le promesse: meno stato, meno tasse, meno burocrazia; più controllo, più trasparenza, più efficienza.Se quelle promesse non fossero mantenute, i rischi di frattura dell'Italia politica si farebbero concreti.E allora sarebbero in pochi ad avvantaggiarsene. Salvatore Carrubba salvatore.carrubba@ilsole24ore.com

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Viaggio in Usa, ora c'è l'Esta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-13 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il sistema In funzione per l'autorizzazione elettronica Viaggio in Usa, ora c'è l'Esta E' entrato in funzione ieri Esta (Electronic system for travel authorization) il sistema elettronico per l'autorizzazione al viaggio riservato ai passeggeri diretti negli Stati Uniti che prevede meno burocrazia e procedure più snelle. Chi vorrà raggiungere gli Usa, per un periodo di massimo tre mesi, potrà ottenere un'apposita autorizzazione elettronica senza compilare il vecchio modello cartaceo I-94. Tale permesso, che vale due anni, va ottenuto prima di imbarcarsi su un vettore aereo o marittimo collegandosi all'indirizzo internet https:// esta.cbp.dhs.gov. A chiarire i contenuti della nuova procedura è Daniela Di Pierro, vice console del Consolato Americano a Napoli. «L'Esta aumenta il livello di sicurezza che consente al Dipartimento competente di sapere, prima dell'imbarco, se una persona è in possesso dei requisiti per recarsi negli Stati Uniti e se tale viaggio rappresenta una violazione delle leggi vigenti o un rischio per la sicurezza nazionale». Ma chi dovrà inviare la richiesta di autorizzazione elettronica? «Tutti i residenti o i cittadini dei Paesi aderenti al programma del Viaggio senza Visto che desiderano recarsi negli Usa». Intanto, fa sapere Di Pierro «il sito web del-l'Esta è già operativo e il governo Usa raccomanda, a tutti coloro in possesso dei requisiti per recarsi negli Stati Uniti, di iniziare subito a utilizzarlo. La procedura per ottenere il permesso è semplice ed è necessario ricordare che il sito è disponibile in lingua italiana, ma tutte le risposte dovranno essere fornite in inglese. La richiesta può essere effettuata anche da una terza persona - un amico, un parente, un operatore turistico - , qualora il diretto interessato non avesse la possibilità di accedere a internet». L'ultima cosa da sapere è quali informazioni sono necessarie per compilare il modulo di autorizzazione? «Il viaggiatore - conclude Di Pierro - deve fornire i propri dati anagrafici, compreso nome, data di nascita, dati del passaporto e informazioni sul viaggio, oltre alle risposte alle domande sui requisiti per viaggiare nell'ambito dell'accordo internazionale. Anche in questo caso tutte le risposte dovranno essere inserite in inglese». Vito Fatiguso Il periodo Un'apposita autorizzazione per un periodo di massimo tre mesi

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<Per ripartire commissari e Tar modificato> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 13-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-01-13 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il ministro Altero Matteoli «Per ripartire commissari e Tar modificato» MILANO — Tra una riunione a Roma con i sindacati e un incontro a Parma con gli amministratori locali, in questi giorni il ministro va di fretta ma ha un chiodo fisso che si pianta su un tourbillon di cifre e numeri: «L'Italia ripartirà. C'è un progetto triennale per 44 miliardi di euro di infrastrutture. Al Cipe sono già passati 16,6 miliardi di euro per progetti che possono e devono essere cantierati subito. In caso contrario ci saranno 65mila disoccupati». Altero Matteoli è convinto che il 2009 sarà l'anno delle grandi opere. La sua scommessa è in parte sul tavolo dell'articolo 20 del decreto anticrisi che la Camera sta discutendo in queste ore. Al ministero per le Infrastrutture e i Trasporti ci hanno lavorato intensamente: iter accelerato per le opere pubbliche ritenute «prioritarie per lo sviluppo economico del territorio», nomina di commissari che dovranno vigilare su tutte le «fasi di realizzazione dell'investimento» e che quindi seguiranno ogni progetto dall'inizio alla fine decidendo anche al posto delle amministrazioni interessate, ma soprattutto abolizione della sospensiva del Tar. «Dobbiamo assolutamente snellire le procedure— spiega Matteoli —. Oggi il Tar, di fronte a un ricorso, non entra nel merito ma blocca l'opera e poi si esprime, magari dopo anni. Questo non potrà più avvenire: con le nuove misure vengono accorciati i tempi per il ricorso contro le decisioni del commissario. Il cantiere andrà avanti lo stesso e se il ricorrente dimostrerà di avere ragione otterrà un indennizzo». Immobilismo, sprechi e ritardi saranno solo il ricordo di «una burocrazia e di una serie di norme che si sono sovrapposte negli anni e che questo governo s'impegna a evitare. Agli inizi degli anni '70 eravamo il terzo Paese infrastrutturato in Europa, oggi siamo al diciannovesimo posto». Le colpe? «Di tutti e di nessuno: le lentezze di una certa politica ma anche il fondamentalismo del no». Ovvero — chiarisce il ministro — le continue proteste di comitati e associazioni ambientaliste: «In Italia quando si apre un cantiere parte l'opposizione: magari è perché passa vicino casa o perché si espropriano 100 metri di una proprietà immensa, ma troppi cittadini si credono ingegneri e architetti e sono sicuri di essere portatori del verbo. Io sono favorevole a qualsiasi confronto ma nessuno deve dimenticare che è il governo che ha l'obbligo di decidere. Lo stallo degli anni passati è anche colpa di questo atteggiamento e non può più essere tollerato in un Paese civile e serio». Qualche esempio pratico: la Tav. «Le proteste sono sempre legittime, poi però si decide. Sono stato più volte a Torino e ribadisco: la Torino-Lione si deve fare. Se con i Comuni riusciremo a trovare un progetto condiviso ne saremo felici, altrimenti si andrà avanti lo stesso». In fondo, non c'è «una priorità di serie A e altre di serie B»: i 44 miliardi di euro finanzieranno «il ponte sullo Stretto di Messina, la Variante di Valico, la Salerno-Reggio Calabria, l'autostrada Livorno-Civitavecchia, la BreBeMi, la Torino-Lione, la fine dei lavori del Mose». Il decreto anticrisi deve ancora passare all'esame del Senato e va approvato entro il 28 gennaio, pena la decadenza. Matteoli, però, non è preoccupato neanche un po': «Sono assolutamente fiducioso. Altrimenti non sarei qui, a lavorare senza un attimo di sosta». \\ Le proteste sono sempre legittime, poi però bisogna decidere E. Mu.

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Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA CLASSIFICA «LIMITI SFORATI» DISAGI A SCUOLA BUROCRAZIA All'interno Amministratori Corsaro in rimonta Bene Masoero Polveri sottili Scontro tra giunta e Lista civica Soppresso il bus per gli studenti all'«Alberghiero» Al Consiglio di Stato il caso della pensione bloccata da 10 anni Servizio Gloria Pozzo Giuseppe Orrù Roberta Martini

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Spagna, Zapatero va online per spiegare le ricette anticrisi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 13-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

NUOVA VITA digitale per José Luis Zapatero. Il primo ministro spagnolo ha inaugurato un sito internet in cui spiega ai connazionali la crisi economica e le ricette che il suo governo ha varato per superarla. La homepage si apre con il video in cui il premier si rivolge ai cittadini: quattro minuti per illustrare alcune delle misure adottate. "La priorità è combattere la disoccupazione, il nostro obiettivo è far sì che l'economia esca rinforzata da questa crisi mondiale", dice Zapatero con espressione seria, seduto alla scrivania del suo ufficio, sullo sfondo la bandiera spagnola e quella dell'Unione Europea. Nelle pagine di "Plan E" viene illustrato il Plan español de estimulo de la economia y del empleo: si elencano nel dettaglio i molti investimenti pubblici, gli aiuti alle banche perché forniscano prestiti agevolati ai cittadini, la lotta alla disoccupazione. "In totale finora sono 82 le misure adottate dall'Esecutivo", si legge. Lo scopo principale è coinvolgere i cittadini, fare in modo che non si perdano nella selva di provvedimenti e le utilizzino. Ecco perché in ogni sezione - famiglia, imprese, occupazione, finanza, modernizzazione dell'economia - c'è un cortometraggio "didattico". Nei video alcuni attori interpretano "casi reali". Seguendo la loro storia, si impara come agire in casi di emergenza, in che modo, ad esempio, richiedere le agevolazioni. Il tutto è completato da indirizzi email e numeri di telefono per poter approfondire le informazioni. Saranno poi i diversi ministeri interessati alle singole questioni a dare risposte ai cittadini. Vista la multiculturalità della Spagna, il sito, che è disponibile anche in inglese, si può consultare non solo in castigliano, ma anche in catalano, gallego ed euskera, le lingua parlate in Galizia e nei Paesi Baschi. Non è la prima volta che il leader spagnolo usa la platea della rete: durante l'ultima campagna elettorale è apparso in alcuni video, così come quando era candidato alla segreteria generale del Psoe, il partito socialista. Non è mancato neppure il suo profilo su Facebook. Ma ora la sua presenza online sarà un appuntamento periodico attraverso un canale tematico di comunicazione costante con i cittadini. Un po' sul modello del presidente americano Barack Obama, che da tempo sfrutta le molte potenzialità del web 2.0. Nei forum online qualcuno si lamenta e dice che avrebbe preferito "un passo più deciso verso il 2.0", uno spazio più aperto al dialogo con gli utenti della rete. E' innegabile, però, che il governo Zapatero abbia fatto uno sforzo tecnologico innovativo. Gli aggiornamenti e le nuove misure non verranno comunicati solo sul sito "Plan E": gli avvisi si possono ricevere anche via Twitter, il servizio che permette di inviare messaggi brevi, che non superano i 140 caratteri. In questo caso si può ben dire che la burocrazia non è mai stata così snella. (13 gennaio 2009

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Calcio - Dilettantin Confronto in tv per i candidati presidenti del comitato regionale: Grassi crede nel dialogo con le società (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Alle urne per la riforma dei campionati Belloli vuole quattro gironi di Eccellenza, Cottini cambierà i play off lodi Riforma dei campionati, un nuovo regolamento per gli under, corsi di formazione per i dirigenti, lotta al doping e più attenzione alla sicurezza dei calciatori. Sono questi alcuni dei punti chiave toccati dai tre candidati alla presidenza del comitato regionale della Federcalcio, Valter Cottini, Felice Belloli e Serafino Grassi, nel corso della puntata speciale di "Fuorigioco", il programma sportivo condotto da Lucio De Vecchi andato in onda lunedì sera sulle frequenze di Trs. Tutti e tre i "papabili" (l'elezione è prevista per il prossimo 7 febbraio) hanno espresso la volontà di un radicale cambio di direzione del comitato regionale, finito nella bufera dopo il commissariamento.«La parola rinnovamento è il nostro punto cardine, crediamo molto alla comunicazione con le società», ha precisato Cottini, mentre Belloli ha posto come punto principale «la riforma della struttura dei campionati»; Serafini infine ha parlato di «politica di servizi per agevolare il lavoro dei club». Fuori dal politichese e dalle frasi di propaganda, nello specifico Belloli si è detto favorevole a portare a quattro il numero dei gironi di Eccellenza («Permetterebbe di soddisfare le esigenze di molte squadre di Promozione e sistemare tutti gli altri campionati»); Grassi ha parlato invece di uno studio per «la riorganizzazione generale dei campionati», mentre Cottini si è mostrato scettico sull'attuale meccanismo dei play off, «un discorso da rivedere completamente».Tutti e tre si sono detti d'accordo anche su un'eventuale riforma per quanto riguarda il numero di under da schierare in campo, questione da tempo al centro dell'attenzione del calcio dilettantistico. «Le società sono obbligate ad acquistare giovani per farli giocare - ha spiegato Cottini -: è un discorso da mettere a posto, ci vuole una nuova regolamentazione». Come soluzione Belloli ha proposto l'introduzione di «più giovani cresciuti nel vivaio della società»; Grassi ha invece auspicato «un confronto con le società per stabilire le regole cardine». Tra i temi toccati anche quello sulla formazione dei dirigenti. «È normale che alla base ci debba essere una migliore preparazione perché al giorno d'oggi i compiti delle società sono aumentati», ha precisato Grassi. Per Cottini «i primi a dover frequentare i corsi dovrebbero essere i dirigenti federali», mentre Belloli, pur favorevole all'iniziativa, ha chiesto che i corsi «non siano obbligatori e che siano frequentati soprattutto dal segretario di società, solitamente la vera anima dei club».Nel corso della trasmissione si è dato spazio anche alla sicurezza degli atleti in campo, con la proposta - sollevata da De Vecchi - di rendere obbligatoria la presenza di una squadra di pronto soccorso su ogni campo. Cottini e Belloli si sono però "scontrati" sull'uso dei defibrillatori, già sperimentato sui campi del Milanese. Il primo (che ha precisato che l'impegno sanitario deve comprendere anche la lotta al doping) ha infatti parlato di macchinario che «agisce quasi da solo, arrestandosi nel caso il soggetto infortunato non ne avesse bisogno», mentre il secondo ha puntualizzato che «il defibrillatore va usato più che bene altrimenti può essere addirittura dannoso». Per Grassi invece «tutte le iniziative per migliorare la sicurezza sono auspicabili, ma bisogna tenere conto delle carenze di risorse in campo sanitario».Tra gli altri punti toccati anche l'apertura al tesseramento on line dei calciatori e lo snellimento della burocrazia per tesserare calciatori extracomunitari. Fabio Ravera

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confindustria suona la sveglia a lombardo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo Il comitato presieduto da Ivan Lo Bello: "Stallo politico e amministrativo. Gli atti fermi per la mancata nomina dei dirigenti" Confindustria suona la sveglia a Lombardo Gli industriali bacchettano la Regione sulla paralisi della burocrazia dopo la riforma dei dipartimenti. Mancano i direttori generali e nessun burocrate si prende la responsabilità di firmare gli atti. Con la riforma della burocrazia ancora non ultimata sono a rischio pure gli stipendi dei regionali. MASSIMO LORELLO A PAGINA IV

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regione, allarme di confindustria "senza i dirigenti economia ferma" - massimo lorello (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Lo Bello "Siano gli assessori a firmare gli atti per sbloccare i fondi e i pagamenti attesi dalle aziende" Regione, allarme di Confindustria "Senza i dirigenti economia ferma" Rischio di ritardo per gli stipendi dei ventimila dipendenti Leanza: "Impasse legata alla legge Non è giusto attaccare l´esecutivo" MASSIMO LORELLO QUattro miliardi di euro sono pronti per essere investiti in Sicilia dalle imprese private nel settore energetico. Significa creare in poco tempo qualche migliaio di posti di lavoro. Peccato però che tutto, al momento, resti inesorabilmente fermo. La colpa è dell´amministrazione regionale, alla paralisi dopo la riforma dei dipartimenti, che non ha ancora portato alla nomina dei nuovi direttori. Quelli, per intenderci, che mettono la firme sui provvedimenti che contano. A denunciarlo è Confindustria Sicilia che, sull´argomento, ha elaborato un documento nel corso del comitato di presidenza guidato ieri da Ivan Lo Bello. «Non possiamo che esprimere preoccupazione - afferma il leader degli industriali siciliani - per la situazione di stallo politico e amministrativo che sta frenando l´attività della Regione proprio nel momento in cui la crisi economica richiede un´azione di rilancio urgente e incisiva». Dito puntato sul nuovo assetto della burocrazia che non è stato ancora definito dal governatore Raffaele Lombardo: «In particolare, la riforma dei dipartimenti regionali - afferma Confindustria nel documento redatto a chiusura del comitato di presidenza - non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi dirigenti generali, con la conseguenza che in atto nessuno degli uscenti si assume la responsabilità di firmare gli atti amministrativi, con grave danno per l´intero sistema economico dell´Isola». Oltre ad «auspicare il ristabilirsi di un clima politico coeso e capace di varare in tempi brevi le necessarie riforme e le diverse leggi da tempo sollecitate dal mondo dell´impresa», Confindustria esorta il governo regionale «a nominare al più presto i nuovi dirigenti generali degli assessorati e chiede che, nel frattempo, siano gli assessori a firmare tutti gli atti amministrativi, sbloccando pagamenti e autorizzazioni attesi dalle aziende». A Confindustria replica a muso duro il segretario regionale dell´Mpa, Lino Leanza: «La riforma dei dipartimenti regionali non è stata accompagnata dalla nomina dei nuovi dirigenti generali perché così ha voluto il legislatore regionale. è grave e ingeneroso scambiare una prescrizione di legge per una situazione di grave stallo politico e amministrativo». L´assessore all´Industria, Pippo Gianni (Udc), promette un intervento risolutore già alla prossima seduta di giunta: «Serve una riunione urgente dell´esecutivo per completare il percorso della riforma e rimettere in moto la macchina burocratica». Anche perché il problema non riguarda solo il mondo dell´impresa, che da questa paralisi sta subendo un danno, ma pure l´esercito dei dipendenti dell´amministrazione regionale i cui stipendi sono a rischio. Il ragioniere generale di Palazzo d´Orleans, Enzo Emanuele, getta acqua sul fuoco, afferma che «esiste sì un problema, ma verrà risolto in pochi giorni». Sta di fatto che i mandati di pagamento che abitualmente sono pronti a metà di ogni mese non sono ancora partiti. Colpa della riforma dei dipartimenti, alcuni dei quali hanno cambiato nome e dunque non rientrano nel sistema che va modificato. Di più, serve un nuovo capitolo di bilancio. La ragioneria conta di risolvere tutto entro lunedì ma fino ad allora gli stipendi dei ventimila regionali resteranno in stand by. «Questa paralisi - afferma Giuseppe Lupo, deputato del Pd - è il riflesso della perenne divisione interna alla maggioranza. Il tutto a danno non solo delle imprese che vogliono investire ma anche dei siciliani ancora in cerca di un lavoro. Le promesse di azioni celeri da parte del governo per definire la riforma della burocrazia al momento non hanno alcuna credibilità: finché la maggioranza non troverà l´accordo sulla sanità l´amministrazione resterà paralizzata».

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E poi dicono la scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre C... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

E poi dicono la scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre C: caos, code e carta. Altro che Internet». Vista da Stefano Cafasso, studente di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico didattico, l'Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d'attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l'anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei. Dovrebbe permettere agli studenti di vedersela con la burocrazia dal computer di casa anziché con gli addetti delle segreterie. Altrove non ha creato troppi grattacapi. A Torino sì. Un disastro. Impossibile fare il carico didattico (l'elenco degli esami da sostenere) e stampare gli statini (i moduli per registrare gli esami). Risultato: università paralizzata e studenti in coda da giorni. Avrebbe dovuto debuttare a inizio dicembre. L'hanno avviato l'8 gennaio. Continua a fare le bizze. Stefano Cafasso ci ha perso dodici giorni. C'è sempre qualcosa che va storto: «Mi metto in fila, aspetto anche tre o quattro ore. Continuo a lottare contro il cervellone. Non trovo gli esami: per il sistema non esistono, o non sono attivi». Il guaio è che Stefano, come tutta questa moltitudine immobile e rancorosa ferma nell'atrio di Palazzo Nuovo in attesa di un computer libero, anziché stare ferma a smoccolare, farebbe bene a restare a casa e studiare. La sessione di esami è cominciata. Ma senza carico didattico e statini non si potrebbero sostenere. «Abito a Vercelli. Lunedì mattina sono partita apposta. Tre ore e mezzo di coda. Quando è arrivato il mio turno ci hanno rispediti a casa». C'era un «problema tecnico»: era finita la carta. E così Cristina Sasso da Vercelli, ieri è tornata alla carica. Respinta con perdite. A Palazzo Nuovo cercano di arginare la marea. «Qualche disguido c'è», ammette il dirigente della divisione Sistemi informativi Massimo Bruno. «Serviranno alcuni mesi per mettere tutto a regime». Altro che «qualche problema». Una raffica di guai s'annida in questo popolo che sbuffa. «Ogni volta che tento compare un avviso: dice che non ho pagato le tasse», protesta Nina Rabbia. «L'ho fatto due mesi fa. In segreteria mi hanno detto di mandare un fax con la copia del versamento. Ho provveduto. È passata una settimana: risulto ancora irregolare». L'ateneo è corso ai ripari. E ha deciso: per questa sessione niente statini, gli esami si registreranno «in bianco». «Ma un docente ha già detto che senza statino il suo esame non si può dare», ringhia Davide Ligas di Scienze dei Beni culturali. «E oggi il professore di Iconografia non riusciva a stampare l'elenco degli iscritti all'appello». Da giorni una task-force è al lavoro per arginare l'emergenza. Hanno addirittura istituito un call center. Non basta. È addirittura arrivato uno dei progettisti del cervellone, direttamente da Bologna, dove ha sede Kion, l'azienda che l'ha installato. Esse3 funziona per 800 mila studenti in Italia. Mai aveva creato così tanti disguidi. «Bisogna trasferire i vecchi dati sul nuovo programma», spiega il direttore Vittorio Ravaioli. «Possono esserci difetti di comunicazione tra il nuovo programma e quelli già in uso. È successo». Così mai. Anche perché, altrove, è entrato in funzione poco alla volta, anche in tre anni. Qui no. Tutto subito. E il sistema non ha retto.

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una crociata contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

AZIENDA SANITARIA LOCALE Una crociata contro la burocrazia L'obiettivo dichiarato è quello di abbattere i tempi di attesa IL CASO Addio file anche all'Ufficio presìdi ORISTANO. Niente più fila all'Ufficio assistenza protesica dell'Asl per i pazienti incontinenti cronici: da quest'anno, infatti, sarà avviato il rinnovo automatico delle autorizzazioni per il rilascio dei presidi assorbenti per l'incontinenza. Finora le persone affette da questo problema, o i loro familiari, dovevano recarsi, una volta all'anno, presso le strutture sanitarie territoriali e richiedere il rinnovo delle autorizzazioni: un passaggio burocratico inutile, data la diagnosi di non reversibilità, che adesso sarà semplificato. D'ora in avanti chi è già stato autorizzato a ricevere i presidi negli anni precedenti, non dovrà più richiedere il rinnovo annuale delle forniture all'Ufficio assistenza protesica, in quanto l'autorizzazione verrà automaticamente confermata senza necessità di presentare ulteriore domanda. Il paziente si dovrà rivolgere all'Ufficio assistenza protesica solamente nel caso in cui debba comunicare variazioni sul proprio stato di salute o dei prodotti richiesti (ad esempio una maggiore quantità o una differente taglia e qualità rispetto a quella originariamente prescritta), o in caso di prima prescrizione. Il provvedimento - secondo i vertici dell'Asl - non solo eviterà ai pazienti incontinenti o ai loro familiari di recarsi, una volta all'anno, presso le strutture sanitarie, ma permetterà di ridurre notevolmente i tempi d'attesa per gli altri utenti degli Uffici di assistenza protesica della provincia, in quanto i cittadini che si rivolgono al servizio per richiedere i presidi per incontinenti rappresentano circa l'80 per cento dell'utenza. Sono infatti circa 2.500 i pazienti incontinenti cronici nel distretto di Oristano, poco più di un migliaio quelli dei poli sanitari di Bosa e Ghilarza e altrettanti quelli di Ales e Terralba. Con il rinnovo automatico delle autorizzazioni per questo tipo di patologia cronica, il volume di pratiche da smaltire sarà dunque nettamente ridotto, consentendo un minore tempo d'attesa a tutti gli altri utenti. «Questa ulteriore misura - dichiara il direttore generale Bruno Palmas - si somma a quelle già adottate dall'Azienda sanitaria locale nº5 nel senso dello snellimento burocratico e dell'abbattimento dei tempi d'attesa. Dal mese scorso, infatti, è entrato in vigore il nuovo regolamento per le casse ticket: le persone esenti dal pagamento per reddito o status non devono passare più per gli sportelli addetti alla riscossione, un provvedimento che ha già azzerato le file. Più recente, invece, il provvedimento che ha raddoppiato gli orari d'attività del servizio di diagnostica per immagini (Tac e risonanza magnetica) al San Martino di Oristano per permettere un abbattimento delle liste d'attesa per l'erogazione delle prestazioni». Per ulteriori informazioni sulle nuove modalità di erogazione dei presidi per incontinenti, gli interessati possono telefonare ai seguenti numeri: 0783.317702-317713.

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Tra architettura e tecnologia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 14-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (MarketingOggi))

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 011  pag. 26 del 14/1/2009 | Indietro Tra architettura e tecnologia UN PROFESSIONISTA AL GIORNO Di Lorenzo Morelli La vita e le passioni di Massimo Colomban, presidente del Parco scientifico e tecnologico Vega Per anni mi sono occupato dei rivestimenti degli edifici Oggi lavoro nel mondo digitale e restauro castelli L'innovazione e la tecnologia hanno sempre caratterizzato la sua vita professionale. Dall'Opera House di Sidney al Guggenheim di Bilbao passando dal Disney Concert Hall fino al parlamento europeo e al palazzo futurista dei Lloyds a Londra. Tutte queste opere architettoniche portano la firma di Massimo Colomban. Di origine veneta, classe 1949, il manager ha dedicato trent'anni della sua vita al rivestimento delle più importanti strutture e torri nelle principali capitali mondiali con Permasteelisa. «Nel 1973 ho fondato Isa, azienda specializzata nella realizzazione di involucri architettonici, poi ho conosciuto gli australiani di Permasteel, ci siamo piaciuti e nel 1985 abbiamo fatto la fusione. La società è subito diventata il leader assoluto a livello mondiale». Dopo anni di lavoro intenso e con parecchie ore di volo sulle spalle nel 2002 Colomban ha deciso di quotare la società a Singapore e a Milano e, dopo aver distribuito e regalato il 40% delle azioni al management, si è ritirato dal gruppo. «Permasteelisa è un'azienda che genera un miliardo di fatturato, però solo il 2% del business viene dal mercato italiano. Così, dopo aver vissuto molti anni all'estero, avevo voglia di dedicarmi a progetti legati alla mia terra». Nel 2003 è stato chiamato dalla società Sviluppo Italia per strutturare Sviluppo Italia Veneto e curare il progetto nazionale www.italia.it, il portale di servizi italiano. «All'inizio mi sono appassionato, c'erano gli ingredienti giusti: internazionalità, tecnologia e promozione del paese. Poi le cose non sono andate come mi ero immaginato per diversi motivi, uno su tutti la troppa burocrazia che ancora tiene legate le potenzialità degli italiani». Dall'esperienza del portale nazionale Colomban è ripartito di slancio per nuove avventure da cui ha raccolto buoni frutti. Infatti Sviluppo Italia Veneto, riportata in utile, nel periodo 2003-2006, ha favorito e finanziato la nascita di oltre 150 imprese. Colomban dal settembre 2006 è stato nominato presidente del Parco scientifico e tecnologico Vega, una zona industriale dedicata alle imprese ad alta tecnologia a cui serve un contatto diretto con il mondo della ricerca. Insomma, una piccola Silicon Valley con 200 imprese e 2 mila occupati. «L'obiettivo è di quadruplicare nei prossimi 10 anni puntando a mille imprese e 10mila occupati», spiega Colomban, «il business del futuro è nell'it e nei media digitali: per questo è nato per esempio il sito www.net4g.org, una piattaforma di network fra imprese italiane e l'ambasciata americana dove investitori possono incontrare giovani ricercatori e viceversa. La collaborazione e il team building sono le caratteristiche del lavoro futuro e su internet sta già accadendo». Sull'indirizzo della Regione del Veneto Colomban ha creato inoltre una piattaforma digitale interattiva (www.reteveneto.net), una sorta borsa on-line della conoscenza; inoltre, Colomban rappresenta per la Regione del Veneto le 800 aziende aggregate nel Metadistretto Digital Mediale. Fiore all'occhiello di Colomban è poi CastelBrando, un antico castello a 10 chilometri da Vittorio Veneto, 260 stanze su 9 livelli con secoli di storia. «Nell'ottica di dedicarmi al mio territorio ho fatto restaurare il castello convertendolo in un centro polifunzionale così ne gode sia il turismo sia il business». Infatti, con oltre 200 mila visitatori all'anno, il castello offre un hotel a 4 stelle con 120 posti letto, 3 teatri, 6 aree museali, 2 ristoranti, 7 bar, 2 enoteche, Beauty Farm e Congress Center. Il successo dell'idea porta a fare la stessa operazione con Villa Marcello Marinelli a Cison di Valmarino (Tv). Il ritorno in Veneto ha permesso a Colomban di dedicarsi anche a un'altra passione giovanile: la musica. «Amo suonare la chitarra elettrica, da ragazzo avevo una band. Adesso ho rimesso insieme un gruppo e suoniamo blues e rock al CastelBrando. Jimmy Hendrix, Eric Clapton, Rolling Stone, Beatles sono i miei preferiti e proponiamo i loro pezzi rivisitati».

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il pullman che parte da sassari effettuerà la doppia fermata (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 34 - Sassari Il pullman che parte da Sassari effettuerà la doppia fermata OZIERI. Non dovranno trasportare le valigie da una parte all'altra della città gli studenti e i pendolari che viaggiano in autobus da Sassari per Ozieri, Oschiri, Berchidda e Olbia. L'assessorato regionale ai Trasporti ha da poco concesso l'autorizzazione alla ditta Asara di Berchidda ad effettuare una seconda fermata all'interno di Sassari in via Padre Zirano, vicino alla chiesa di Santa Maria. Fino al mese scorso le autorizzazioni prevedevano che l'autobus partisse direttamente dalla fermata di via Turati in direzione Oschiri e Berchidda. La lenta burocrazia ha richiesto circa tre anni per poter arrivare a fornire il nuovo servizio che permette così, soprattutto a chi deve rientrare il fine settimana a casa con le valigie, di avere due fermate all'interno della città senza dover essere costretti ad un faticoso trasporto. Rimangono così invariati gli altri orari di partenza e le fermate. Il servizio della ditta berchiddese inizia la mattina con partenza alle da Berchidda alle ore 6.45, 11.45 e 15.30, fermate ad Oschiri alle ore 7, 12 e 15.45, Sassari-via Turati 7.50, 12.50 e 16.35, Sassari-via Padre Zirano 8.05, 13.05 e 16.50. Le partenze da Sassari (con coincidenza del bus per Olbia) sono invece previste dalla fermata di Sassari-via padre Zirano 10.20, 13.50 e 18.45, Sassari-via Turati 10.35, 14.10 e 19.00, Oschiri 11.25, 15 e 19.50, Berchidda 11.40, 15.15 e 20.05. Maurizio Porcu

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libertà economica, italia a picco (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 22 - Economia Libertà economica, Italia a picco Classifica Heritage-Wsj: siamo al 76° posto, peggio del Kirghizistan In un anno abbiamo perso 12 posizioni. In testa Hong Kong e Singapore ROMA - Pare sia più facile avviare e gestire un´impresa in Kirghizistan o in Madagascar, così come in Mongolia, Namibia o Colombia piuttosto che in Italia. Nell´annuale graduatoria sulla cosiddetta «libertà economica» stilata dal Wall Street Journal e dalla Heritage Foundation, il paese scivola di 12 «caselle», passando dal sessantaquattresimo posto dell´anno passato al livello 76. Giusto dopo la Turchia e prima di Capo Verde. Con un totale di 61,4 punti contro i 90 di Hong Kong che guida la top ten, l´Italia risulta pericolosamente vicina al limite (60) sotto il quale inizia la categoria dei paesi «poco liberi». Tra le varie debolezze nazionali, l´eccessiva presenza dello Stato nell´economia, specie nei trasporti e nell´energia, le rigidità del mercato del lavoro. La corruzione è più comune che in altri paesi europei. Sulla libertà d´investimento pesano tra l´altro: la burocrazia, l´inadeguatezza delle infrastrutture, la scarsa trasparenza delle normative e la forza dei sindacati. Al dunque l´Italia è una nazione «moderatamente libera». Sono 183 i paesi valutati dallo studio, 21 in più dell´anno scorso. 10 le libertà prese in esame per misurare gli ostacoli a fare business: imprenditoriale, commerciale, fiscale, finanziaria, monetaria, dalla corruzione, dallo Stato, del lavoro, dei diritti di proprietà, degli investimenti. Hong Kong resta imbattibile, seguita da Singapore, ma l´Australia conquista il terzo posto scalzando l´Irlanda, che è quarta. Gli Usa sono al livello 6 dopo la Nuova Zelanda e prima del Canada. La Gran Bretagna chiude la graduatoria dei 10 paesi più liberi, dopo la Danimarca e la Svizzera. La Germania è a quota 25, la Spagna a 29 e la Francia a 64. Secondo lo studio, senza lacci e lacciuoli la ricchezza nazionale aumenta. Dove c´è «economic freedom» il Pil pro-capite è di 40 mila dollari, contro i 33 mila dei paesi quasi del tutto liberi, i 15 mila dei moderatamente liberi, i 4.300 dei poco liberi e i 3.900 dei «repressi». (e.p.)

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<Taglio dell'Irap e meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-14 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La crisi Widmann: ipotesi in giunta «Taglio dell'Irap e meno burocrazia» BOLZANO — Il nuovo assessore all'industria, Thomas Widmann, risponde alle richieste del presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch, sulla necessità di un ulteriore intervento su sgravi fiscali e sburocratizzazione. «La giunta provinciale a fine mese deciderà quali ulteriori provvedimenti adottare — spiega Widmann — oltre al rafforzamento dei Confidi, già attuato, e al previsto anticipo del piano delle opere pubbliche. Siamo a livello di ipotesi, sia chiaro, ma vogliamo trovare soluzioni che incentivino l'industria e l'artigianato, visto che il turismo e l'agricoltura stanno tenendo e il commercio non sta subendo il temuto tracollo. Anzi, in periodi difficili come quello che stiamo vivendo, la gente non rinuncia alle vacanze ma tende a spostarsi di meno, quindi potremmo addirittura avere un numero maggiori di visitatori dall'Italia e dalla Germania». Per la grande industria legata ai mercati internazionali, ad esempio nel settore delle auto, Widmann ammette: «Non possiamo fare miracoli, però possiamo puntare sull'ulteriore taglio di un mezzo punto dell'Irap, abolendo però la rinuncia ai contributi provinciali come contropartita. La sburocratizzazione? Condivido ogni parola di Oberrauch, io stesso sono imprenditore e so di cosa parla». Sull'argomento interviene anche Mauro Minniti (Pdl), vicepresidente del consiglio provinciale: «Il grido di allarme sull'economia lanciato dal presidente degli industriali non è altro che una conferma di quanto sin nella passata legislatura avevo evidenziato sostenendo la necessità di interventi decisi da parte della giunta. Il rischio di una fase recessiva è dietro l'angolo. Sono necessari segnali, che vadano oltre l'abolizione del mezzo punto Irap, sulla semplificazione degli oneri burocratici, della riduzione della spesa pubblica e di investimenti per incentivare ricerca ed innovazione». F. E.

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Vigilanza europea ma non alla Bce (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-01-14 - pag: 8 autore: ANALISI Vigilanza europea ma non alla Bce di Donato Masciandaro I eri il governatore della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha affermato che occorre rendere la supervisione sul settore bancario e finanziario più efficace, prospettando come soluzione quella di accentrare proprio nella Bce le responsabilità di vigilanza a livello europeo. Sottolineare l'urgenza di una riforma della vigilanza è condivisibile, ma la soluzione proposta va scartata. è meglio lavorare a favore della creazione di una Autorità finanziaria europea. La crisi finanziaria ha evidenziato le carenze della vigilanza, negli Stati Uniti come in Europa. Le due sponde dell'oceano -ma non solo -sono da tempo caratterizzate da un tendenza comune: mercati più integrati e complessi, in cui sono attivi conglomerati finanziari transfrontalieri, governati da una pluralità di autorità di controllo. L'effetto finale è che aumenta il rischio di inefficacia della vigilanza. Da un lato, banche e conglomerati finanziari hanno più possibilità di attuare l'arbitraggio regolamentare: slalom tra le regole alla ricerca di quella più conveniente. Dall'altro lato i costi della regolamentazione lievitano. Inoltre si può creare un deficit di responsabilità: ciascuna autorità si rende conto che i mercati stanno diventando sempre più complicati, magari lancia moniti per segnalare la situazione ma finisce poi per considerare la problematica fuori dal suo perimetro di responsabilità. Se poi la crisi scoppia, si può creare un deficit di accountability: quante volte, anche in questi mesi, abbiamo visto una sorta di gioco a rimpiattino tra le diverse autorità di controllo, in cui ciascuna provava a scaricare su altri le responsabilità del fallimento di vigilanza? La crisi ha messo in luce una carenza strutturale della vigilanza: troppe autorità. Analizzando il periodo dal 1998 al 2008, si scopre che ci sono state riforme dell'assetto della vigilanza in 66 Paesi diversi: in 26 casi si è adottato un nuovo modello di supervisione, con meno autorità: in 24 casi si è scelta l'Autorità unica, in due casi il modello per funzioni, in cui tendenzialmente un soggetto vigila sulla stabilità e l'altro sulla trasparenza. Il fenomeno del consolidamento è particolarmente forte se si considerano i Paesi europei (il 46%), nel loro ambito i Paesi membri dell'Unione europea ( il 60%), e in generale i Paesi Ocse (ben il 60%). Ma quante volte il consolidamento della vigilanza è avvenuto a vantaggio della Banca centrale? Solo in quattro casi: Irlanda, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Olanda. Finora la tendenza è stata quella di non dare il monopolio della politica di vigilanza a chi ha già il monopolio della politica monetaria. La spiegazione è semplice: gli svantaggi appaiono più forti dei vantaggi. Chi è a favore dell'accoppiamento dei due monopoli nella banca centrale obietta che esistono benefici in termini di informazione. Ma per migliorare i flussi informativi non è necessario accoppiare le funzioni. Per inciso è quello che ha sempre sostenuto - almeno fino a ieri - la Banca centrale europea. D'altro canto, l'accoppiamento della funzione di supervisione con quella monetaria può produrre una serie di rischi. C'è il rischio didistorsionenei comportamenti degli intermediari, che possono aumentare la loro propensione al rischio. Quando il controllore è lo stesso soggetto che ti può salvare stampando moneta, i controllati possono pensare che i salvataggi saranno più facili, proprio perché il controllore non vuol perdere la faccia. Da qui la gara, già partita negli Stati Uniti, a finire sotto l'ombrello della Fed. Poi vi è un rischio ulteriore nei comportamenti della banca centrale, che può divenire una burocrazia troppo potente, con le relative conseguenze. Il fatto che taluni banchieri centrali - negli Stati Uniti Bernanke, ora in Europa Trichet - sembrano gradire tale soluzione non allontana tale rischio, anzi. Infine, tutte le incognite precedenti si elevano al quadrato se è alta la propensione del sistema politico a catturare la banca centrale per influenzarla a proprio vantaggio. Sia la politica di vigilanza che la politica monetaria hanno bisogno di essere gestite da autorità indipendenti: dalle banche, dal Governo, e dai propri appetiti burocratici. All'Europa serve un consolidamento della vigilanza, ma anche una specializzazione: la Bce per la politica monetaria, e un'Autorità finanziaria europea per governare un sistema accentrato della vigilanza. MONOPOLIO PERICOLOSO Solo quattro Paesi hanno fatto la scelta, rischiosa, di unificare politica monetaria e attività di controllo

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Il lavoro in cerca di dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 12 autore: ... IL FORUM 2009 Il lavoro in cerca di dialogo L iberare le aziende dall'eccesso di burocrazia in tempi di crisi è non solo un precetto per la buona amministrazione ma anche un modo per risparmiare sui costi. Ma quando gli adempimentisi riferiscono alla gestione del personale occorre coniugare la semplificazione con le garanzie che i diritti, non solo economici, siano preservati. E dunque, la normativa va ponderata e occorre che gli obiettivi della legge non si vanifichino nei meccanismi di applicazione. Il ministero del Welfare, in questi mesi, ha manifestato la volontà di collaborare con gli operatori del mercato del lavoro, anche nei controlli. E nel definire le norme di attuazione del libro unico del lavoro ha tenuto conto di molte delle osservazioni formulate dalle rappresentanze delle imprese e dei professionisti, in particolare dei consulenti del lavoro. Una collaborazione proficua, dunque. Che merita di continuare e che oggi potrebbe vivere un'altra puntata con il «Forum lavoro», organizzato dal Sole 24 Ore, che metterà attorno a uno stesso tavolo esperti e dirigenti di ministero, Inps ed Entrate.

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Turismo religioso, i riti pasquali al Josp di Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-14 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Panorama Turismo religioso, i riti pasquali al Josp di Roma «I Riti della Settimana Santa in Puglia» saranno presentati a Roma nell'ambito del Josp Fest, evento fieristico organizzato dall'Opera Romana Pellegrinaggi, all'interno del padiglione Grandi itinerari di fede. Josp Fest, in programma dal 15 al 18 gennaio prossimo, è il primo Festival Internazionale rivolto ai viaggi dello spirito: è prevista una grande affluenza di pubblico dall'Italia e anche dall'estero, con 60 nazioni espositrici, 140 espositori nazionali tra tour operator e associazioni, 20mila presenze giornaliere, concerti, spettacoli, performance artistiche per un evento unico nel suo genere. «Settimana Santa in Puglia: I luoghi della Passione», che propone pacchetti turistici con soste nelle città delle province pugliesi che hanno aderito al progetto, è organizzata dall'associazione culturale Opera di Molfetta (nella foto i riti molfettesi). All'iniziativa hanno aderito anche Aeroporti di Puglia e Camera di Commercio Bari. DAMONE: LA BUROCRAZIA BLOCCA 60 MILIONI. «è possibile che un funzionario debba bloccare finanziamenti per 60 milioni di euro da spalmare sul territorio anche con ricadute occupazionali?». Lo chiede il consigliere regionale pugliese Francesco Damone (Puglia prima di tutto) in relazione al mancato accreditamento a 43 Comuni di «interventi mirati allo sviluppo locale» stanziati dalla giunta regionale il 26 febbraio 2008 con delibera n.225. «La carenza organizzativa delle strutture, la presenza di un solo funzionario per portare avanti situazioni come sopra evidenziate - spiega in una dichiarazione - non possono recare danni ai Comuni che già soffrono per la carenza dei mezzi finanziari.

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Burocrazia snella per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-01-14 - pag: 12 autore: TRENTINO-ALTO ADIGE. Nelle due Province bilanci tecnici ma con importanti novità Burocrazia snella per le imprese Mirco Marchiodi Archiviate le elezioni, formate le nuove giunte e assegnate le competenze agli assessori (in Trentino praticamente subito dopo il voto, mentre in Alto Adige è stato necessario aspettare fine dicembre), i due presidenti Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder pensano ora ai primi provvedimenti legislativi e quindi al bilancio, che in Trentino sarà predisposto entro il prossimo 30 gennaio. Proprio in previsione dei tempi necessari per la formazione del nuovo governo provinciale, Trento e Bolzano in estate avevano già approvato un bilancio tecnico per affrontare i primi mesi del 2009 che sul versante della spesa non definisce alcuna manovra finanziaria limitandosi ad autorizzare le risorse necessarie per garantire la continuità dei servizi nonché il finanziamento degli investimenti già autorizzati dalla Provincia. Le risorse complessive per la Provincia di Trento ammontano a 4,4 miliardi con una crescita del 3% rispetto al bilancio iniziale del 2008 (4,27 miliardi), ma in leggera diminuzione rispetto a quello assestato che pareggiava a 4,42 miliardi. Confermata, anche all'interno del bilancio tecnico, la manovra di riduzione dell'Irap da 65 milioni. Ma soprattutto, e la novità è contenuta nel titolo II della legge finanziaria 2009 approvata con la legge provinciale numero 16 del 12 settembre scorso, sono previste una serie di disposizioni di semplificazione volte in particolare a ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese. La nuova giunta ha però già deciso un riorientamento della spesa stanziata sul bilancio tecnico: a inizio dicembre è stata approvata la manovra anticrisi che mobiliterà risorse pubbliche nell'ordine di almeno il 4-5% del Pil provinciale per rilanciare la crescita economica con una serie di misure entro il 2009. Lo stanziamento di una somma tra i 640 e gli 800 milioni, secondo Dellai porterà ad un miglioramento del Pil compreso tra il 2 e il 3 per cento. Tra gli interventi a favore dell'economia sono previsti investimenti straordinari, interventi mirati alla ricerca e all'innovazione e sostegni alle imprese volti al rafforzamento della loro struttura finanziaria e patrimoniale. Prevista anche l'adozione di un nuovo regolamento in materia di lavori pubblici per semplificare ed accelerare le procedure di approvazione ed esecuzione oltre che la costituzione dell'Agenzia unica dei Servizi che sarà incaricata della gestione di tutte le fasi relative all'appalto delle opere pubbliche. A Bolzano il bilancio 2008 pareggiava a 5.025,9 milioni ed anche quest'anno non dovrebbe discostarsi molto da questa cifra. C'è da definire il Patto di stabilità con Roma ed in particolare l'ambito delle disponibilità extrabilancio come i fondi per l'edilizia abitativa, la tutela dei non autosufficienti e la promozione dell'economia.In attesa di trovare un accordo con il governo, la Provincia ha annunciato che punterà molto sui lavori pubblici: «Avremo a disposizione la stessa somma dell'anno passato », assicura l'assessore Florian Mussner. Sul piatto ci sono 266 milioni, e l'obiettivo della Provincia è di riversarli in gran parte sul territorio assegnando gli appalti alle ditte locali. Ma come ha ricordato il presidente Durnwalder, «investiremo più sul software che sull'hardware». Dove hardware significa infrastrutture ( «su queste siamo giàa buon punto», sostiene il presidente) e software le condizioni di lavoro per le imprese. «La Provincia ridimensionerà il suo ruolo come imprenditore, in compenso aumenteremo il ricorso all'e-government e punteremo su iniziative di marketing, semplificazione burocratica e facilitazioni finanziarie». A BOLZANO La Giunta Durnawalder ha dichiarato che punterà molto sui lavori pubblici assegnando gli appalti alle ditte locali

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In 100 sfidano il gelo Torna dopo mezzo secolo il tuffo nel Naviglio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-01-14 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Tradizione La sfida il 25 gennaio. «Il corso d'acqua è pulito» In 100 sfidano il gelo Torna dopo mezzo secolo il tuffo nel Naviglio A nuoto davanti alla chiesetta di San Cristoforo La prima edizione nel 1895, l'ultima nel 1962. La prossima settimana l'ultimo test sulla balneabilità del canale Roba d'altri tempi. Tempi in cui, scriveva la Domenica del Corriere il 4 febbraio 1900 con in copertina le magicamente tenere illustrazioni di Achille Beltrame, tra i partecipanti c'era anche un autentico pazzoide come il «pompiere Pellizzari» che «nuotò vestito ed in completo assetto di fatica, con elmo e stivali a tromba». Il 25 prossimo, una domenica, i pompieri non nuoteranno. Ci saranno sì a sorvegliare, e con loro medici e le ambulanze, ma dentro, nelle acque, ci finiranno altri cento. Cento milanesi qualunque un po' matti un po' audaci, tra i 18 e i 60 anni — qualche giovane vecchietto sui settanta e oltre avrebbe pagato per esserci, non gliel'han permesso —, che s'infileranno in costumi d'epoca, tutine ascellari- fantozziane-vintage, e via di bracciata in bracciata consapevoli che le temperature saranno basse, molto basse, e che ci sarà da gelare, molto da gelare. Si chiama «Cimento invernale », è una nuotata nei Navigli, l'organizza la Nuova Canottieri Olona, il primo a immergersi sarà Sergio Passetti, che della Canottieri è consigliere. Gli iscritti finora sono una cinquantina, comprese cinque tra signore e signorine. Le istituzioni tutte hanno dato il patrocinio. Ci sono già i permessi di rito, la burocrazia non dovrebbe riservare sorprese, ma si sa mai e comunque dipende dalla qualità dell'acqua. Martedì prossimo, l'ultimo test: a ieri, in laboratorio, gli esami hanno sempre confermato la balneabilità. è, questo, un angolo bellissimo di Milano, tra vecchie fabbriche adesso loft, antichi negozi che resistono, i tram e il pavé che scivola via accanto ai Navigli. Era oramai quasi mezzo secolo che non ci trovavamo a raccontare una storia così. Ultima edizione, il 1962. La memoria collettiva del quartiere — coinvolto anche il consiglio di zona 6 di Massimo Girtanner, che sarà lui pure in acqua — e le ricerche, giurano «estenuanti», nelle biblioteche fanno risalire la data appunto al '62. Da quell'anno in avanti, manifestazione interrotta e ancora non s'è capito il motivo: qualcuno morì annegato e causa proteste popolari si decise di darci un taglio o forse i canali erano troppo lerci e impraticabili, e allora buonanotte a suonatori e nuotatori. Abbiamo detto lerci, e arriviamo al vero obiettivo della nuotata: «Ridare luce ai Navigli», dicono dalla Canottieri che ha voluto far risorgere la manifestazione, «far vedere che non sono soltanto una discarica quanto una ricchezza», che non ci sono solo il galleggiare delle bottiglie di birra degli ubriachi, le sponde (de)cadenti eccetera. Ps: In ogni modo, adesso avvicinatevi al ponte di San Cristoforo, attraversate in fretta la strada ché le macchine passano veloci, scavalcate un piccolo muretto di neve sporca, e fissate questo punto, è qui che ci si immergerà, è questo il punto del — perdonateci, davvero non vuol essere una frase fatta — gran tuffo nel passato. Gli iscritti Già una cinquantina gli iscritti, cinque le donne. Il percorso toccherà gli angoli più belli della città Le immersioni Il «Cimento invernale» edizione 1956 ( Roto Foto) Andrea Galli

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Dodici giorni in coda per dare un esame (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

E poi dicono la scuola delle tre I: inglese, impresa e soprattutto informatica. Qui siamo alle tre C: caos, code e carta. Altro che Internet». Vista da Stefano Cafasso, studente di Fisica al dodicesimo giorno di coda per compilare un carico didattico, l?Università di Torino somiglia a un pachiderma incagliato nella burocrazia elettronica. Dopo venti minuti d?attesa, al suo dodicesimo tentativo, ha macinato la bellezza di due metri in una fila lunga più di cinquanta, in mezzo ad almeno trecento persone imbufalite come lui. Colpa del nuovo cervellone informatico costato 700 mila euro (più 200 mila l?anno per la manutenzione) e già in funzione in 43 atenei. Dovrebbe permettere agli studenti di vedersela con la burocrazia dal computer di casa anziché con gli addetti delle segreterie. Altrove non ha creato troppi grattacapi. A Torino sì. Un disastro. Impossibile fare il carico didattico (l?elenco degli esami da sostenere) e stampare gli statini (i moduli per registrare gli esami). Risultato: università paralizzata e studenti in coda da giorni. Avrebbe dovuto debuttare a inizio dicembre. L?hanno avviato l?8 gennaio. Continua a fare le bizze. Stefano Cafasso ci ha perso dodici giorni. C?è sempre qualcosa che va storto: «Mi metto in fila, aspetto anche tre o quattro ore. Continuo a lottare contro il cervellone. Non trovo gli esami: per il sistema non esistono, o non sono attivi». Il guaio è che Stefano, come tutta questa moltitudine immobile e rancorosa ferma nell?atrio di Palazzo Nuovo in attesa di un computer libero, anziché stare ferma a smoccolare, farebbe bene a restare a casa e studiare. La sessione di esami è cominciata. Ma senza carico didattico e statini non si potrebbero sostenere. «Abito a Vercelli. Lunedì mattina sono partita apposta. Tre ore e mezzo di coda. Quando è arrivato il mio turno ci hanno rispediti a casa». C?era un «problema tecnico»: era finita la carta. E così Cristina Sasso da Vercelli, ieri è tornata alla carica. Respinta con perdite. A Palazzo Nuovo cercano di arginare la marea. «Qualche disguido c?è», ammette il dirigente della divisione Sistemi informativi Massimo Bruno. «Serviranno alcuni mesi per mettere tutto a regime». Altro che «qualche problema». Una raffica di guai s?annida in questo popolo che sbuffa. «Ogni volta che tento compare un avviso: dice che non ho pagato le tasse», protesta Nina Rabbia. «L?ho fatto due mesi fa. In segreteria mi hanno detto di mandare un fax con la copia del versamento. Ho provveduto. è passata una settimana: risulto ancora irregolare». L?ateneo è corso ai ripari. E ha deciso: per questa sessione niente statini, gli esami si registreranno «in bianco». «Ma un docente ha già detto che senza statino il suo esame non si può dare», ringhia Davide Ligas di Scienze dei Beni culturali. «E oggi il professore di Iconografia non riusciva a stampare l?elenco degli iscritti all?appello». Da giorni una task-force è al lavoro per arginare l?emergenza. Hanno addirittura istituito un call center. Non basta. è addirittura arrivato uno dei progettisti del cervellone, direttamente da Bologna, dove ha sede Kion, l?azienda che l?ha installato. Esse3 funziona per 800 mila studenti in Italia. Mai aveva creato così tanti disguidi. «Bisogna trasferire i vecchi dati sul nuovo programma», spiega il direttore Vittorio Ravaioli. «Possono esserci difetti di comunicazione tra il nuovo programma e quelli già in uso. è successo». Così mai. Anche perché, altrove, è entrato in funzione poco alla volta, anche in tre anni. Qui no. Tutto subito. E il sistema non ha retto. SCRIVI A scuola imparo l''erboristeria FLAVIA AMABILE

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Crisi, pronte nuove mobilitazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA CGIL E LE SFIDE. In vista del corteo a Roma previsto a marzo, via Folonari rilancia i temi politici dei primi mesi del 2009: obiettivo su tutela dei redditi e banche «Crisi, pronte nuove mobilitazioni» di Giovanni Armanini Una situazione di stallo, causata da una percezione riduttiva e distorta della crisi, contro la quale la Cgil di Brescia prepara due mesi di mobilitazioni in linea con le iniziative della segreteria nazionale. È ripartita così l'attività sindacale in via Folonari, in vista dello sciopero di dipendenti pubblici e metalmeccanici proclamato per il 13 febbraio, della manifestazione bresciana dell'8 febbraio al Palatenda (ci sarà un dibattito con Gianni Rinaldini, si chiuderà con un concerto in serata) e dell'appuntamento nazionale nel mese di marzo. UN PERIODO intenso in vista dei quali il segretario generale, Marco Fenaroli, e la segreteria, composta da Fausto Beltrami, Damiano Galletti e Ida Arici, hanno rilanciato i temi prioritari dell'agenda politico-sindacale: sostegno e tutela dei redditi da lavoro dipendente e nuove politiche su innovazione, ricerca e infrastrutture. Il tutto in un quadro in cui le distanze con Cisl e Uil rimangono profonde: «Bisogna uscire dalla logica degli accordi separati, che è priva di contenuti validi. Gli obiettivi fondamentali - ha dichiarato Marco Fenaroli - sono identici, il metodo è diverso: va riconsiderata la gravità ed allo stesso momento bisogna mettere la questione democratica al centro». Allo stesso modo viene rimandato al mittente l'invito del vicepresidente Aib Giancarlo Dallera ad un ravvedimento sulla riforma dei contratti: «Dallera ha mostrato notevole sensibilità sociale - ha aggiunto Fenaroli -, una persona squisita a cui facciamo l'invito identico uguale e contrario». Una situazione che tuttavia ha portato risultati in termini di tessere, come delineato da Damiano Galletti snocciolando le cifre del 2008: «Lo dimostra la crescita di consenso in termini di tessere registrata dalle categorie, come la Filcams, in cui c'è stato il dissenso». NELLA PARTITA dei tavoli anticrisi la Cgil rilancia su banche e ammortizzatori. Il primo dei due tavoli per ora è in attesa della disponibilità di tutti gli interlocutori ad un incontro dopo l'ok delle Bcc: «Alle banche verrà chiesto di agevolare l'anticipazione alle aziende della Cig - ha precisato Fenaroli - ma non chiediamo l'automatismo: non vorremmo che l'allargamento fosse deresponsabilizzazione delle aziende». Ma centrale è soprattutto il tema degli ammortizzatori sociali, sul quale Fausto Beltrami (che ha partecipato all'incontro del 7 gennaio con l'assessorato alle Attività produttive) rilancia: «I 20 milioni richiesti al Governo sono il minimo indispensabile per iniziare a far fronte ad esigenze superiori. Speriamo di arrivare ad un risultato, ma il passaggio immediatamente successivo è la necessità di arrivare in tempi rapidi ad un accordo provinciale che tenga in considerazione anche la posizione dei precari rimasti senza lavoro». Un tema, quello degli ammortizzatori, sul quale la Cgil rilancia la propria posizione: «La salvaguardia del posto di lavoro è la priorità, per questo l'uso del contratto di solidarietà è per noi scelta di riferimento. Per gli ammortizzatori sociali, nel quadro della critica alla inadeguatezza delle politiche governative ribadiamo che la legge nazionale deve consentire una copertura universale, dal versante delle norme e da quello del finanziamento, per tutti i lavoratori e lavoratrici, dipendenti e precari». Queste le basi a partire dalle quali è stata appoggiata la richiesta della Provincia al Ministero del lavoro per la cassa integrazione in deroga. Fra le disponibilità confermate anche quella «alla collaborazione degli enti bilaterali, non per aggiungere burocrazia ulteriore ma per meglio servire alle esigenze dei lavoratori». PER QUANTO riguarda le infrastrutture la Cgil chiede investimenti. «Abbiamo altre priorità - ha precisato Marco Fenaroli - rispetto ai temi degli impianti sportivi lanciati in questi giorni: ma se si ha voglia di ripartire serve un piano di investimenti pubblici che faccia da volano per il rilancio delle attività produttive nella provincia: se si pensasse alla ristrutturazione delle Torri di San Polo i lavori decollerebbero più in fretta». L'attenzione è concentrata su «corda molle», strade delle Valli (Camonica, Sabbia, Trompia), Piccola velocità delle Fs in città, terza corsia della Tangenziale Sud. Infine uno sguardo al mondo della ricerca. «Non va dimenticato - conclude Fenaroli - che dalla crisi è difficile uscire bene senza un più alto tasso di innovazione nei prodotti e nei processi produttivi, senza accrescere la ricerca. Servono risposte adeguate dopo i tagli effettuati a livello nazionale al sistema universitario».

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E alla Est la sfiducia a Garzetti (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 14-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

cronaca pag. 10 E alla Est la «sfiducia» a Garzetti «Le dichiarazioni di Paroli sul recente comportamento del presidente Enio Garzetti non fanno altro che confermare quanto andiamo affermando da tempo, e cioè che alla Est si registrano inopportunità e inesperienza politica». Lo afferma Rocco Vergani, capogruppo Pd, secondo il quale «ciò tuttavia non si limita alla polemica di questi giorni, ma si riflette pesantemente nell'agire amministrativo con una difficoltà di approccio alla macchina comunale, alla burocrazia, ai passaggi tecnici da parte di Garzetti che, a otto mesi dal suo insediamento, rendono poco efficace il lavoro della circoscrizione». A CIÒ SI AGGIUNGE «la difficoltà di un dibattito politico che nessuno sembra volere con l'opposizione nelle circoscrizioni e che, proprio alla Est, raggiunge il livello dell' imbarbarimento - continua Vergani -. A fronte di parole pronunciate in sede istituzionale, di fronte a testimoni attenti e sintetizzate parzialmente nella verbalizzazione delle sedute, si arriva ad accusare i colleghi amministratori di dire il falso. Una rettifica sull'interpretazione sarebbe stata più comprensibile». Vergani ricorda inoltre che «Garzetti ha imputato prima all'Amministrazione, quindi alla riforma delle circoscrizioni tutte le difficoltà di procedere con il proprio lavoro, annunciando un giorno di rimettere il mandato al suo partito e ritrattando il giorno seguente». A FRONTE DEGLI ultimissimi eventi, per finire, «il Pd intende chieder conto alla maggioranza nel Consiglio della Est se intenda confermare la fiducia al presidente, o non sia il caso che figure più affidabili già presenti in circoscrizione possano risollevare il nostro ruolo e la qualità del nostro lavoro amministrativo». Per queste ragioni, prima della prossima assemblea, il Pd presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del presidente leghista.

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sulcitana , la strada-assassina (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Cagliari «Sulcitana», la strada-assassina Quattro morti in novanta giorni da Capoterra a Pula C'è un appalto Anas, ci sono da tempo i finanziamenti ma è ancora tutto fermo SARROCH. Quattro morti in novanta giorni: la «Sulcitana» continua a essere una strada-assassina. Chilometro dopo chilometro: da Cagliari a Capoterra fino alle rotonde e a quel tratto di strada che ricorda più un vialetto condominiale e non una Statale. Poi Sarroch e Pula in un suggerusi di strozzature, ingressi industriali e svincoli da cui esce di tutto: camion e carretti, gente in bicletta e autobotti cariche, nonostante la mostruosa «Nuova Sulcitana» corra vuota più a monte tra quattro corsie e strozzature-budello. Non c'è sindaco da Capoterra fino a Domusdemaria, in questi anni, che non abbia protestato con il ministero, l'Anas e la Regione per una strada condannata, nel 1995, come la Statale più pericolosa in Sardegna, insieme alla famigerata 554, alle spalle di Quartu. Sulla «Sulcitana» hanno manifestato tutti: residenti e camionisti, pendolari e commercianti, sempre per non finire ogni giorno nella trappola mortale di quei cinquanta chilometri. Eppure c'è un ricco finanziamento, per realizzare il tracciato scelto l'anno scorso dalla conferenza di servizio dopo interminabili polemiche su dove dovesse passare la strada. C'è anche un appalto pronto ma nessuno sa la data di inizio lavori. E nel frattempo le croci sono quattro in tre mesi. A novembre è morto Stefano Mascia, 66 anni, pensionato: era in sella a una Vespa finito addosso all'autobus dell'Arst. A dicembre, Roberto Pala, 29 anni, sbalzato dalla moto, appena comprata, non lontano dalla raffineria dove lavorava. All'inizio di gennaio, Luciano Saba, 63 anni, in sella a un Vespino, travolto da un'auto lanciata forte velocità dal conducente ubriaco, davanti al rettilineo della Conad, a Pula. Lunedì l'ultimo incidente in novanta giorni, con la 500 di Claudia Masia, 26 anni, che salta la corsia e si schianta su una Chrysler. Fin qui la cronaca più vicina, ma l'archivio è zeppo purtroppo di altri incidenti mortali. Anzi, stragi come quella in cui fu un cordolo d'asfalto e cemento, assurdo gradino in mezzo alla strada, a spazzare via una famiglia - padre, madre e quattro figli - partita dal villaggio EdenRock verso Capoterra. Oppure la famigliola giapponese, tre persone, falciata anni fa mentre attraversava la strada davanti alla chiesetta di Mare e Pineta. E molti altri ancora. Da queste parti, nei cimiteri, ci sono almeno una decina di lapidi per comune dove andrebbe scritto: «Vittima della Sulcitana». Vittime anche di una burocrazia che avrebbe dovuto fare molto e in fretta, mentre invece ha fatto poco. Tanto che subito dopo l'alluvione di ottobre - che ha devastato anche la Statale - l'assessore ai Lavori pubblici, Carlo Mannoni, è stato costretto a scrivere d'urgenza all'Anas: «è indispensabile - questo il senso della missiva - che sia sbloccata al più presto la procedura e aperti i cantieri destinati almeno alla messa in sicurezza della Statale». Da ottobre a oggi non è successo nulla se non quello che capita da molti, troppi anni: altri morti. Con in allegato, un nuovo documento di protesta del comitato dei residenti sulla 195: «Rischiamo la nostra incolumità tutti i giorni sia nel cercare di attraversare la strada, visto che le strisce pedonali più vicine sono cinquecento metri dall'ingresso della lottizzazione di Su Loi, sia in auto, perché soprattutto nelle ore di punta immettersi nella statale à impossibile e comunque molto pericoloso. Quanti altri incidenti dobbiamo mettere in conto?».

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poster, spot televisivi e sito web al comune un piano da un milione - sara scarafia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo La vertenza Il caso Sarà spostata in via Basile la sosta dei pullman Ast che arrivavano alla stazione Crociere ridotte "Ecco perché" Stabilizzazione a rischio per gli lsu il Consiglio assediato dai precari Poster, spot televisivi e sito web al Comune un piano da un milione Finanziati solo 300 mila euro. L´appalto alla Server srl Il parcheggio abbandonato diventa capolinea dei bus Il pubblicitario che ha ottenuto i fondi è socio di un consulente del sindaco Nuovi cordoli per garantire tragitti più veloci. Regole per la sosta in piazza Bellini SARA SCARAFIA Poster sugli autobus, per le strade e in aeroporto. E ancora pubblicità su giornali e tv e la realizzazione di un sito web. Per Placido Scarpello, consulente del sindaco Diego Cammarata per l´immagine della città, la ricetta per promuovere l´attività dell´amministrazione comunale è in un piano da 1 milione e 200 mila euro inserito nella delibera che la giunta ha votato a fine anno e che ha autorizzato la spesa di 324 mila euro per il progetto multimediale "Palermo live". Il piano per la comunicazione istituzionale che, come ogni anno, Scarpello ha proposto al sindaco, è però ancora in attesa di finanziamento. Gli unici fondi che la giunta è riuscita a racimolare a fine anno sono stati i 324 mila euro prelevati dal fondo di riserva e destinati alla Server srl, società del palermitano Biagio Semilia. Il piano di Scarpello, quindi, per adesso è al palo in attesa che l´amministrazione trovi altri fondi da destinarvi. Potrebbe rimanere solo sulla carta, come quello del 2008. Oppure essere attuato per stralci, mano a mano che verranno racimolati i soldi. Del resto, visto che l´elenco di interventi per promuovere l´immagine di Palermo e dell´amministrazione, è inserito in una delibera già approvata dalla giunta, basterà che il dirigente dell´ufficio firmi una semplice determina per stanziare altre risorse nel capitolo di bilancio creato ad hoc. Ma cosa prevede il piano di comunicazione 2009? Come verranno spesi un milione e 200 mila euro? Una consistente parte del piano prevede pubblicità su quotidiani, riviste e tv private. Spazi pubblicitari verranno acquistati sul Giornale di Sicilia, La Sicilia e sui periodici I love Sicilia, Palermo Parla, L´inchiesta e sul settimanale Quotidiano di Sicilia. Le emittenti televisive coinvolte, che nei progetti di Scarpello trasmetteranno magazine della durata di 15 minuti, dovranno essere Trm, Telemed e Telemed 2, Tgs, Cts, Cts 2, Tv7 Partinico, Tele Occidente, Tele Rent, Tele sud, Antenna 1, Tele One, Video One e Tvt. Il piano di Scarpello prevede anche un format multimediale quello che, di fatto, verrà realizzato dalla Server srl: una rivista, un programma tv da 12-15 minuti e un sito web. La seconda parte del piano, invece, prevede una campagna di affissioni. Scarpello spiega nel dettaglio chi e come dovrà occuparsi di questa seconda tranche: alla ditta di pubblicità Alessi il compito di realizzare 20 poster illuminati e 40 poster 6 metri per 3 che raffigurano due diverse attività dell´amministrazione e che dovranno rimanere esposti per 28 giorni. Alla stessa ditta, poi, il compito di realizzare anche 100 parapedonali (i piccoli manifesti che stanno nei marciapiedi) di 120 centimetri per 70. Se il piano andrà in porto in toto, verrà coinvolta pure la società Damir: 25 poster illuminati 6 metri per 3 e altri 300 manifesti. Ma la pubblicità sarà anche sugli autobus con 30 maxi-tabelle, fornite ancora dall´Alessi, mentre la Pm pubblicità ha proposto la realizzazione di un furgone personalizzato su tre lati che girerebbe tutti i quartieri per un mese. La Damir, infine, si occuperà di piazzare manifesti anche all´aeroporto Falcone e Borsellino. Totale di spesa previsto? «Un milione di euro più 200 mila di iva». Prezzi che secondo Scarpello «sono congrui» e possono «essere considerati prezzi di mercato». In attesa di trovare i fondi necessari, il Comune si accontenterà di "Palermo live": una rivista trimestrale di 64 pagine che costerà 23 mila euro a numero, dieci puntate di servizi tv per una spesa di 115 mila euro e un sito web che costerà per un anno 61 mila euro. Si occuperà di tutto la ditta Server srl di via Mariano Stabile 160. La società, che ha presentato un progetto senza rispondere ad alcun bando, è di Biagio Semilia. Che è anche amministratore unico della Server studio srl, società che si trova nello stesso palazzo di via Mariano Stabile della Server srl. E della quale è socio, con il 14 per cento, anche un consulente del primo cittadino. Si tratta di Marco Perniciaro, consulente di web marketing a titolo gratuito per la promozione delle iniziative del Comune e del sindaco. Il suo incarico è stato appena rinnovato da Cammarata per tutto il 2009. Che la città non avesse bisogno di un parcheggio da quasi mille posti auto in via Ernesto Basile era ormai evidente. La mega-struttura da 3 milioni di euro aperta al pubblico da un anno è l´emblema della desolazione. Adesso se n´è reso conto anche il Comune che, insieme con l´Amat che gestisce il parcheggio, ha deciso di trasformarlo in un terminal per gli autobus urbani ed extraurbani: i pullman dell´Ast non si fermeranno più alla stazione ma in via Basile, mentre l´Amat abolirà il capolinea di piazza Indipendenza per spostarlo dentro al parcheggio. Due chilometri e mezzo di corsie preferenziali, protette da cordoli, verranno realizzate lungo il percorso che dal parcheggio porta alla stazione centrale. Così una serie di autobus, la cosiddetta linea express, potrà accompagnare velocemente e gratuitamente chi arriva in via Basile in piazza Giulio Cesare. Il progetto rivoluzionario, che partirà entro un mese, è stato definito ieri pomeriggio dall´assessore al Traffico Mario Tinervia e dal neo-presidente dell´Amat Mario Bellavista. «Con questo progetto otterremo due risultati importanti - spiega Tinervia - da un lato rilanceremo il parcheggio di via Ernesto Basile, che sarà sia posteggio che zona di interscambio, dall´altro decongestioneremo sia via Balsamo, alla stazione, che piazza Indipendenza». Tinervia è pronto a partire. «Per avviare il provvedimento aspettiamo solo che l´Amat sistemi i cordoli». Per l´avvocato a capo dell´Amat la mission è quella di liberare le corsie preferenziali: «I nostri mezzi devono muoversi più facilmente - dice - il Comune ci sta aiutando». Rivoluzione in vista anche in piazza Bellini: ieri il dirigente dell´ufficio Traffico Renato Di Matteo ha firmato l´ordinanza che libera il centro della piazza dalle macchine. A ottobre scorso il vecchio dirigente aveva trasformato la piazza in un parcheggio riservato alle macchine dei consiglieri comunali. In un paio di giorni decine di strisce gialle hanno deturpato il basolato, scatenando l´ira di alcuni cittadini che si sono riuniti nel comitato per lo Spazio pubblico. Adesso arriva il nuovo provvedimento che rivoluziona la sosta: la piazza al centro sarà del tutto libera e sparirà anche il parcheggio per i motorini che c´è davanti alla scalinata della chiesa di Santa Caterina. Le strisce gialle spariranno del tutto, mentre nel tratto di strada che da via Maqueda porta al cuore della piazza verranno realizzati 7 posti auto sul lato sinistro e nove sul lato destro. Stalli di sosta che saranno gratuiti per tutti. «Passeranno in gestione all´Amat che realizzerà una zona ad hoc, la ventesima - spiega il dirigente - ma prima il provvedimento dovrà essere votato dalla giunta e poi dovrà passare dal Consiglio comunale che dovrà stabilire le tariffe. Intanto tutti potranno parcheggiare gratuitamente». Entro la fine della settimana spariranno le strisce gialle: «Deturpano la piazza - continua - ho già sollecitato l´Amat per cancellarle. L´ordinanza restituisce piazza Bellini ai cittadini». Regolamentata anche la sosta in piazza Pretoria: davanti a Palazzo delle Aquile potranno entrare solo le auto del sindaco, degli assessori e dei vertici della burocrazia comunale e i mezzi delle forze dell´ordine. Sul lato destro di via Discesa dei giudici, invece, verranno realizzati 11 posti auto gratuiti, mentre sul lato sinistro tra via degli Schioppettieri e via Roma verrà istituito il divieto di sosta. Il Comitato Spazio pubblico, adesso, chiede uno sforzo in più: «Ci vuole la pedonalizzazione totale», dicono gli attivisti che domani sera alle 20 nella sede del comitato di via degli Schioppettieri 19 organizzeranno un aperitivo di autofinanziamento per mettere in campo nuove iniziative: «Invitiamo tutta la città». sa. s. Consiglio comunale assediato ieri sera da Lsu, precari del consorzio Palermo Lavora e rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl Uil che hanno gremito piazza Pretoria. All´ordine del giorno della seduta c´era infatti la nota sulla stabilizzazione dei precari di Palazzo delle Aquile, messia in dubbio dalla Corte dei conti. Al momento tutti i dirigenti comunali si rifiutano di firmare i contratti d´assunzione degli Lsu e del consorzio Palermo Lavora, e attendono una nota d´indirizzo da parte di Sala delle Lapidi. «La politica deve prendersi le sue responsabilità, attendiamo che il Consiglio comunale voti compatto una nota per dare certezza all´assunzione dei precari che attendono questo momento da più di 10 anni», dice Giovanni Cammuca della Funzione pubblica Cgil. Il sindaco Diego Cammarata nei giorni scorsi ha chiesto un parere definitivo al ministero dell´Economia «sulla certezza del proseguimento del finanziamento statale da 55 milioni di euro all´anno per l´assunzione degli Lsu». «Aspettiamo di avere prima questo parere, comunque speriamo di trovare in Consiglio comunale una disponibilità di tutti, maggioranza e opposizione, per votare una nota di sostegno alla stabilizzazione dei precari», dice il capogruppo del Pdl Giulio Tantillo. «La riduzione degli scali a Palermo è legata essenzialmente a una modifica degli itinerari delle nostre navi nel Mediterraneo». Con questa nota la Royal Caribbean International smentisce la lettera del suo agente marittimo su Palermo, Angelo Tagliavia, in cui si fa riferimento a una presunta carenza dei requisiti di sicurezza e a inefficienze circa l´uso delle passerelle nel porto di Palermo, problemi che avevano portato, sempre secondo Tagliavia, la Royal Caribbean International a decidere di diminuire la propria presenza a Palermo. «Non si può che rimanere esterrefatti - ha commentato Nino Bevilacqua, commissario dell´Autorità portuale di Palermo - nel leggere il contenuto, fantasioso e smentito in ogni punto, della lettera del signor Tagliavia. Non esiste alcuna "inadeguatezza del nostro porto a prevenire la minaccia di atti terroristici" e insicurezza nel porto di Palermo, come affermato nella nota dell´agente marittimo della Royal Carribbean».

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Come ti custodisco la piccola stazione (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso Dopo le biglietterie scassinate ritorna il tema sicurezza Come ti custodisco la piccola stazione GIAN LUCA FERRISE ACQUI TERME Adesso ci si mettono anche i ladri. Il doppio colpo di una banda che nel giro di un paio di giorni ha scassinato le biglietterie automatiche a Ovada e Visone ripropone il problema delle piccole stazioni incustodite. Nell'Acquese sono parecchie, ognuna con la sua storia e con il suo Comune che spesso tenta un riutilizzo, a volte scontrandosi con la burocrazia delle Fs. Aureliano Galeazzo, sindaco di Alice Bel Colle, di recente si era visto addirittura cancellare la stazione dagli orari ferroviari perché i treni non fermavano più. Ora, dopo le proteste, il convoglio della Acqui-Nizza-Asti ferma nuovamente in alcune ore del giorno. Ma lui ha progetti più ambiziosi: «Abbiamo ottenuto dalle Ferrovie la stazione in comodato per dieci anni eventualmente rinnovabili per altri dieci. Vogliamo realizzarvi un museo del trasporto del vino su rotaia, che prevede la ristrutturazione dei locali, dello scalo merci ed il ripristino del secondo binario». La stazione di Alice ha una superficie di circa un ettaro, il costo di realizzazione del progetto si aggira sui 500 mila euro. Anche a Visone, teatro del colpo dei giorni scorsi, il sindaco ha i suoi piani ferroviari. «Abbiamo ottenuto in uso l'edificio della stazione - spiega Marco Cazzuli -. Al piano terreno sarà allestito un piccolo spazio espositivo su tradizioni e storia locale che verrà curato dall'Associazione vallate Visone e Caramagna». Qualche problema invece per il riutilizzo delle stazioni della Valle Bormida, come spiega il sindaco di Bistagno, Bruno Barosio: «Da tempo abbiamo richiesto alle Ferrovie di poter utilizzare parte della stazione ferroviaria, in particolare la "piccola" che fa parte dell'area dell'ex scalo merci. In un primo momento sembrava che si potesse facilmente giungere a un accordo. Invece no. Ogni sei mesi qualcuno delle ferrovie si fa vivo, ma poi il referente cambia ed è difficile instaurare un dialogo. Rimaniamo comunque fiduciosi di poter giungere quanto prima ad un accordo con le ferrovie per riqualificare la stazione ferroviaria». Qualcuno si è spinto un po' più avanti destreggiandosi tra mille difficoltà. Il sindaco di Terzo, Vittorio Grillo: «Quella del riutilizzo della stazione è una storia infinita. Alcuni anni fa avevano chiesto alla ferrovie di utilizzare la struttura. La nostra idea era quella di assegnare l'alloggio al primo piano ad una famiglia in emergenza abitativa. In cambio avrebbero tenuto in ordine la stazione e soprattutto effettuato un presidio continuativo della struttura per evitare furti e atti vandalici. Le ferrovie ci hanno risposto che non era possibile in quanto i locali dovevano essere utilizzati solo dal Comune oppure da un'associazione. A questo punto ci siamo orientati verso il riutilizzo dell'ex scalo merci. Ma quando abbiamo effettuato un sopralluogo nei locali ci siamo accorti che non c'era più il pavimento. Così abbiamo lasciato perdere, anche se rimaniamo convinti che la stazione ferroviaria del paese debba essere riqualificata». Sul tema interviene anche il presidente della Comunità montana Suol d'Aleramo, Giampiero Nani: «Il riutilizzo e il recupero delle stazioni ferroviarie dei piccoli centri è un problema molto importante. Una volta c'era un premio istituito dalle Ferrovie per il decoro delle stazioni. Nonostante le difficoltà finanziarie del momento ritengo sia ancora possibile tentare di giungere ad un recupero di tali strutture che rappresentano ancora oggi per le nostre popolazioni un importante punto di riferimento. Per questo motivo invito l'assessore regionale ai trasporti Daniele Borioli a incontro con i sindaci del territorio per fare una passeggiata lungo le nostre linee e constatare di persona la situazione delle stazioni».

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un registro per la sclerosi multipla (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Oristano Un registro per la sclerosi multipla Terrà sotto controllo l'incidenza e il trend temporale della malattia in provincia. E una rete informatica collegherà i diversi presìdi SANITà Protocollo d'intesa tra Asl nº5 e Aism ORISTANO. Si chiama "Camminare insieme" ed è il titolo del protocollo d'intesa siglato dall'Azienda sanitaria locale nº5 e dall'Associazione italiana sclerosi multipla per la creazione di un percorso di assistenza integrata dedicato alle persone affette dalla malattia. Una malattia che registra un'incidenza altissima in Sardegna, la regione più colpita al mondo con 150 casi ogni 100mila abitanti. Oristano occupa, in questo panorama, un posto rilevante: i suoi pazienti sono tuttavia costretti a rivolgersi ai centri di Cagliari, Nuoro o Sassari per ricevere cure specifiche. è per questo che Asl e Aism hanno deciso di lavorare gomito a gomito per rafforzare i servizi sul territorio dedicati alla patologia, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per alleviare i disagi dovuti alle trasferte sanitarie e per favorire la qualità di vita dei pazienti. Obiettivo dell'accordo sottoscritto dal direttore generale della Asl, Bruno Palmas, e dalla rappresentante della sezione provinciale Aism, Paola Melis Manconi, è quello di costruire un percorso integrato che segua la persona affetta da sclerosi multipla a partire dalla diagnosi fino alla cura, coinvolgendo in una unica filiera di salute il medico di medicina generale, i servizi di medicina specialistica e, non ultima, la stessa Aism, che può offrire un preziosissimo supporto collaterale nell'affrontare la malattia. Per garantire un migliore tenore di vita ai pazienti sarà evitato per quanto possibile il ricovero ospedaliero, a favore della più comoda e confortevole assistenza a domicilio, mentre sul fronte sanitario, ai medici di medicina generale, agli operatori e ai familiari sarà garantito un percorso formativo che li guidi e li orienti nell'assistenza alle persone affette da SM. Fra le priorità in ordine di tempo, la promozione dei trattamenti di riabilitazione sociale per mantenere viva nei pazienti l'attività psicofisica: saranno attivati laboratori di artigianato, cucina, ceramica, teatro in limba e giornalismo di sezione. Altro punto cardine alla base dell'intesa è quello che riguarda il trasporto e la consegna a domicilio dei farmaci che oggi vengono distribuiti solamente nei centri specializzati: ciò per evitare ai pazienti o ai loro familiari costose trasferte. Infine, per le persone affette da SM saranno promossi percorsi agevolati nell'accesso alle strutture sanitarie, in modo da limitare l'impatto della burocrazia sulle persone affette dalla patologia. Sul lungo raggio la Asl, in collaborazione con l'Aism, intende attivare un ambulatorio dedicato di Neurologia per la diagnosi, il monitoraggio e la cura della Sclerosi multipla, costruendo un percorso integrato con altre branche specialistiche come urologia, fisiatria, cardiologia e psicologia, in modo che il paziente venga preso in carico globalmente e in modo coordinato dalle diverse figure sanitarie. In agenda anche la creazione del registro aziendale per la Sclerosi multipla, che registri l'incidenza e il trend temporale della malattia nella provincia di Oristano, e la realizzazione della rete informatica che metta in collegamento i presidi della Sclerosi multipla con i sistemi di rete regionale già presenti. Da Asl e Aism è arrivato l'impegno a mettere in campo risorse umane, strutture, attrezzature e mezzi per raggiungere un adeguato livello di assistenza non solo sul versante sanitario, ma sociale ed umano, per affrontare una patologia che oggi risulta, per la sua allarmante incidenza, fra le priorità dell'azienda sanitaria.

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CAMBIO DI STAGIONE (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Luca Ricolfi CAMBIO DI STAGIONE Ha fatto un certo scalpore la notizia, peraltro ampiamente prevedibile e prevista, che per il 2009 pagheremo ancora più tasse che per il 2008. Secondo il Corriere Economia il cosiddetto «Tax freedom day» - ossia il giorno di liberazione dalle tasse, in cui finalmente cominciamo a lavorare per noi stessi anziché per lo Stato - si è spostato di altri 2 giorni in avanti: quest'anno dovremo aspettare fino al 23 giugno, un vero record (dall'Unità d'Italia a oggi solo il governo D'Alema, nel 2000, riuscì a fare peggio). Né possiamo consolarci pensando che le cose siano destinate presto a cambiare: anche per i restanti anni della legislatura il Dpef prevede una pressione fiscale costante, attestata intorno al 43%, nonostante il programma elettorale del centro-destra confidasse in un calo della pressione fiscale di almeno 3 punti di Pil, dal 43% al 40%. Qualcuno, come Alberto Mingardi sul Riformista, interpreta questo ennesimo raffreddamento dell'anima liberale del centro-destra come la conferma definitiva della fine di una stagione, la stagione iniziata nel 1994 con Berlusconi leader di una destra anti-fiscale, campione della società contro lo Stato, dell'individuo contro la burocrazia degli apparati. Rispetto alla coppia libertà-sicurezza, il centro-destra attuale penderebbe sempre di più verso la sicurezza, l'ordine, la tradizione. Forse è così, ma quel che è interessante è che i risultati non si vedono nemmeno lì. Naturalmente non è colpa di un governo appena insediato se gli sbarchi raddoppiano, la criminalità è ai massimi storici (superata solo dal picco post-indulto del 2007), l'affollamento delle carceri è tornato a livelli drammatici, gli stessi - circa 60 mila detenuti per 43 mila posti - che nel 2006 indussero il povero Prodi a promulgare l'indulto. Però è difficile sfuggire all'impressione che il governo non sappia come gestire la situazione, nonostante l'impegno di Maroni: i posti nelle carceri sono sempre quelli, quelli nei Cpt - paradossalmente - sono destinati a diminuire proprio a causa dell'aumento dei tempi di permanenza (se un clandestino viene trattenuto 10 mesi anziché 2, la capacità di accoglienza si riduce proporzionalmente). Nel programma si parlava di «costruzione di nuove carceri», «aumento delle risorse per la giustizia», «garanzia della certezza della pena», tutto fa pensare invece che nel 2009 il governo sarà costretto a nuovi provvedimenti di emergenza, presumibilmente destinati a scattare l'estate prossima, quando le presenze in carcere (e forse anche nei Cpt, ora ridenominati Cie) toccheranno livelli insostenibili. Ma non è tutto. I cavalli di battaglia elettorali del centro-destra non erano solo la riduzione delle tasse e la lotta a criminalità e immigrazione irregolare. C'era anche un terzo cavallo di battaglia, che stava particolarmente a cuore alla Lega e all'elettorato «padano»: l'adozione da parte del Parlamento nazionale della proposta di legge sul federalismo fiscale della Regione Lombardia (votata il 19 giugno 2007). Pure questo cavallo è nel frattempo caduto, anche se pochi se ne sono accorti: la «bozza Calderoli», che ha sostituito la proposta lombarda, è un drammatico passo indietro rispetto al progetto originario, e infatti ha ottenuto il consenso di tutte le forze che in origine si opponevano al federalismo, soprattutto governatori del Mezzogiorno e importanti settori della sinistra. Per non parlare dei recenti ripianamenti dei deficit di Catania, di Roma, della sanità laziale, o della costosissima conclusione di vicende come Alitalia e Malpensa. È grazie a questo genere di passaggi che il federalismo, che in origine era un'opportunità per diminuire la spesa e le tasse, ha oggi molte più probabilità di aumentarle entrambe. Uno-due-tre: meno tasse, più sicurezza, federalismo «lombardo». Su queste tre cose, a mio giudizio le più qualificanti (anche se non necessariamente le più condivisibili) del programma di centro-destra, non si vede proprio come Berlusconi abbia la possibilità di onorare le promesse. Ciononostante il consenso a Berlusconi resta molto alto, anche se da qualche tempo in calo. Perché? Per due ragioni almeno. La prima è ovvia: il tradimento del programma per ora è evidente solo sul versante delle tasse, e in questo momento - con la recessione economica incombente - la gente chiede più protezione, non più libertà. I guai veri verranno se e quando esploderà il problema delle carceri e il federalismo, nonostante l'uscita dalla recessione, si mostrerà incapace di ridurre davvero le tasse e la spesa. Ma la ragione più importante del perdurante consenso del centro-destra è un'altra: il Pdl non ha seri nemici a destra, esattamente come il Pci non ne aveva (e non ne tollerava) a sinistra. È questa la ragione politica per cui i fallimenti del governo non si traducono in consenso all'opposizione: federalismo vero, meno tasse, linea dura su criminalità e immigrazione sono «missioni» che interessano una parte considerevole dell'elettorato, ma non le forze di opposizione, che semmai considerano positivo il fatto che il centro-destra stia annacquando il suo programma. Gridare alle tasse troppo alte, alla pericolosità delle città, al pasticcio federalista non è congeniale a un'opposizione che pensa che le tasse siano «bellissime», gli immigrati «buonissimi», e il federalismo rischiosissimo a meno che noi illuminati lo rendiamo «equo e solidale». Insomma, il curioso della situazione è che il centro-destra sta abbandonando le sue bandiere, ma non c'è nessuno che abbia la voglia o la possibilità di raccoglierle. Per questo, almeno per ora, Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Un po' meno gli elettori che lo hanno votato sperando che, questa volta, avrebbe mantenuto le promesse.

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I nuovi panini di Mc Donald's con lo speck dell'Alto Adige Igp Venerdì l'anteprima nazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Panorama I nuovi panini di Mc Donald's con lo speck dell'Alto Adige Igp Venerdì l'anteprima nazionale McDonald's Italia ha scelto il ristorante di Bolzano per il lancio in anteprima, venerdì alle 19, della linea «Sapori di Montagna» con speck dell'Alto Adige Igp. Un evento di portata nazionale che vede per la seconda volta Bolzano protagonista in un progetto McDonald's. Nel 2007 era stato girato lo spot Happy Meal trasmesso a livello nazionale con special guest l'orsetta Masha. Ci saranno ospiti illustri tra cui Paolo De Castro (vicepresidente della commissione Agricoltura del Senato), Paolo Russo (presidente della commissione Agricoltura della Camera), Manfred Pinzger (senatore della commissione agricoltura), Franz Mitterrutzner (ad del Consorzio dello Speck), gli assessori provinciali Hans Berger e Thomas Widmann, il sindaco Luigi Spagnolli, i vertici dell'Eos. Il ristorante sarà chiuso al pubblico dalle 16. BUROCRAZIA NEGLI APPALTI. Mercoledì prossimo, nell'Aula Magna della Libera Università di Bolzano, in via Ospedale 8 a Bolzano, il dipartimento lavori pubblici della Provincia organizza un dibattito pubblico sul tema «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia» in relazione alle facilitazioni per le imprese del settore edile in sede di appalto lavori. In primo passo in favore delle imprese del settore edile l'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner intende farlo sburocratizzando le procedure burocratiche connesse all'appalto delle opere di committenza del Dipartimento lavori pubblici. «Misure in tal senso — dice— potrebbero essere l'appalto lavori per vie informatiche con la trasmissione online dei progetti avvalendosi anche della firma digitale. Per raccogliere idee e proposte verso la sburocratizzazione il dipartimento organizza un dibattito pubblico.

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A Tokyo il caro estinto è prezioso (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MATERIE PRIME data: 2009-01-15 - pag: 44 autore: L'oro nelle ceneri A Tokyo il caro estinto è prezioso Stefano Carrer TOKYO. Dal nostro inviato è vero che il Giappone è il Paese che più ha fatto delle tre "R" – riciclo, riutilizzo, riduzione – il cardine di una strategia di contrasto agli sprechi a fini ecologici (non si butta via nulla) ed è altrettanto vero che varie municipalità nipponiche sono sull'orlo della bancarotta. Però qualche volta nel Sol Levante si tende a esagerare. Un'inchiesta dell'«Asahi Shimbun» rivela che molte amministrazioni locali cercano profitti dalla vendita di metalli preziosi, come oro, argento e palladio, provenienti dalle cremazioni. Denti, ossa artificiali e altre parti metalliche non possono essere oggetto del rituale confezionamento dell'urna con le ceneri del defunto. Così vengono considerati "materiale abbandonato", di cui i comuni si impossessano. La puntigliosa burocrazia è in grado di fornire le cifre. Il Governo metropolitano di Tokyo, nell'anno fiscale 2007-08, ha raccolto in questo modo 700 grammi d'oro, mezzo chilo di palladio, 1,9 kg d'argento, con un guadagno di circa 3,2 milioni di yen, più 90mila yen derivanti dalle monete che a volte vengono piazzate nella bara prima della cremazione. Nello stesso periodo Nagoya ha fatto di più: 12 chili di metalli preziosi, per un ricavato di 10,19 milioni di yen. Fukuoka dà in outsourcing l'attività crematoria, ma richiede alle società private di conferire alle casse municipali gli eventuali proventi da metalli preziosi commercializzati. Non che i giapponesi non abbiano rispetto per i defunti: anzi, in genere sono una presenza costante nelle abitazioni, su un altarino di fronte al quale vengono lasciati frutta, dolci e bibite. Certo in Giappone non si ha un approccio alla "materialità" dei corpi simili ai popoli che credono, o dovrebbero credere, nella resurrezione della carne. Ma gli atteggiamenti non sono unanimi: a Kita-Kyushu l'amministrazione ha interrotto 18 anni fa questo tipo di vendite, dopo che vari cittadini avevano protestato considerando «non rispettoso» trarre guadagno dai resti di corpi umani.

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Hard Rock Cafè, slitta l'apertura Camerieri <in prestito> alla Caritas (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-15 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Venezia Iniziativa «sociale» della mulitinazionale: personale pagato per aiutare i poveri Hard Rock Cafè, slitta l'apertura Camerieri «in prestito» alla Caritas VENEZIA — Servono pasti caldi alla mensa dei poveri, fanno compagnia agli ospiti nelle strutture della Caritas e aiutano pure in cucina. Sono i dipendenti neoassunti dell'Hard Rock Cafè di Venezia. I 360 metri quadrati dell'Hard Rock in Bacino Orseolo sono ancora chiusi e in attesa dell'arrivo degli ultimi permessi la multinazionale dell'entertainment ha deciso di mettere i propri dipendenti «a servizio della comunità», come hanno spiegato ieri Paulo Rodriguez, responsabile operativo per l'Europa, e Marco Bortolozzo, responsabile della «Charity » dell'azienda. E così ogni mattina, dall'inizio del nuovo anno, 45 assunti (di 75 complessivi, 30 stanno completando la formazione) invece di raggiungere San Marco si recano chi alla mensa Miani di Altobello, chi a Ca' Letizia in via Querini a Mestre, altri entrano in servizio alla casa d'accoglienza Betlemme, La Tana e Ca' Betania a Venezia. Si tratta di un'assoluta novità per la città. A oggi, infatti, nessuna azienda ha mai contattato il mondo del volontariato sociale per mettere a disposizione i propri dipendenti. «Non è mai capitato in 16 anni che sono qui – commenta don Dino Pistolato, responsabile della Caritas veneziana – mi pare un'ottima iniziativa». L'Hard Rock Cafè in realtà non è nuovo a questo genere di attività, ogni anno la società versa in beneficenza 1,5 milioni di euro e le azioni filantropiche fanno parte della sua mission, come si legge nella sezione del suo sito internet dedicata alle opere di carità. Love all–Serve all (aiutare tutti, essere al servizio di tutti) è lo slogan di Hard Rock Cafè che sempre sul web spiega: «Le opere caritatevoli saranno sempre nostra parte integrante». «Siamo stati contattati ancora prima di Natale – racconta don Pistolato – l'Hard Rock ci ha proposto di organizzare cene o eventi sotto le feste». La Caritas aveva però già fissato le proprie iniziative natalizie e quindi la proposta al momento è stata accantonata. Poi a inizio gennaio l'arrivo di una seconda telefonata. «Ci hanno offerto i dipendenti come aiuto nelle nostre strutture – spiega il sacerdote – abbiamo accettato, i ragazzi sono giovani – prosegue - credo sia per loro un'opportunità di conoscere una realtà del territorio di cui magari non sapevano nulla». I 45 lavoreranno, stipendiati e con tanto di divisa addosso, per la Caritas almeno fino a fine mese. «Non pensavo che avrei lavorato qui – dice una ragazza alla mensa Ca' Letizia – però fa piacere conoscere un altro mondo e sostenerlo ». L'«altro mondo» è quello dei meno fortunati, dei senza dimora, degli stranieri e dei tanti anziani che non arrivano a fine mese e per mangiare spesso sono costretti a rivolgersi alle mense della Caritas. Nella sede dell'associazione si guarda con interesse all'iniziativa nella speranza che se anche nessuna altra società vorrà seguire il buon esempio, almeno qualche giovane dipendente decida di tornare a dare una mano, non retribuita. Intanto al più piccolo cafè mai aperto dall'Hard Rock (dice il sito), si attendono gli ultimi permessi per l'apertura. La data dell'inaugurazione non è fissata. Tutto dipenderà dalla burocrazia, e fino allora i futuri baristi, cuochi e camerieri rimarranno in prestito alla Caritas. Poi però le iniziative benefiche non si fermeranno. «Avevamo già contattato associazioni veneziane per iniziare a collaborare – spiegano Rodriguez e Bortolozzo – a prescindere dal posticipo dell'apertura e i rapporti rimarranno anche dopo gennaio». In città è dunque sbocciata una nuova alleanza. dei veneziani meno fortunati targate Hard Rock. Gloria Bertasi In cucina Una dei 45 dipendenti dell'Hard Rock Cafè, che, con tanto di divisa, prestano servizio nelle strutture veneziane della Caritas

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Fucina di carità, sanità e santità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1DOSSIER - data: 2009-01-15 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Incurabili. 1 La costruzione del complesso terminò nel 1518 Fucina di carità, sanità e santità Una struttura ora quasi abbandonata di ANTONIO CALIGNANO * Il 5 giugno 1516 la beata Maria Longo, dopo il lungo viaggio che da Napoli l'aveva portata a Loreto, tra mille sofferenze per l'artrite reumatoide che da anni la costringeva all'immobi-lità, nella quiete della Santa Casa è percorsa da un brivido, presagio di una guarigione miracolosa. Nei due anni che seguiranno a questo evento riuscirà a realizzare uno degli impianti Ospedalieri più importanti del Regno di Napoli, tale da potersi paragonare ai grandi complessi ospedalieri di S. Maria della Scala a Siena o agli Ospedali riuniti S.Chiara di Pisa. Nel 1518 la costruzione dell'Ospedale degli Incurabili risultava conclusa; la struttura poteva disporre di 1600 posti letto, contava di numerosi e qualificati servizi collaterali, varie farmacie, un macello, la cucina, un forno per la panificazione, un servizio di guardaroba e persino un servizio di interpreti per i numerosi stranieri che ivi cercavano rifugio e cure. L'Ospedale era riservato a pazienti affetti da patologie quali apoplessie, epilessie, paralisi, pleuriti, idropsia di polmoni e di petto, asma, sputi di sangue, cordialgia, itterizia, dolor nefritico, ernie, spezzature di ossa, scottature e rogna, matti nelle tre specie: maniaci, malinconici e taciti. La struttura ospedaliera era suddivisa in reparti specialistici: chirurgia, ostetricia, oftalmologia, urologia, settori per scabbiosi, sifilitici, per malati terminali, per tisici; c'era, inoltre, un teatro anatomico, ove i professori insegnavano chirurgia operando su cadaveri messi a disposizione a tal fine e impartivano lezioni su elementi di anatomia descrittiva. L'istituzione nei secoli aveva raccolto nelle chiese e cappelle ad essa annesse, importantissimi tesori di pittura e scultura che, ahimè, oggi non è dato godere per mancanza di personale addetto alla sorveglianza o per inagibilità dei luoghi. Di notevole pregio sono i tesori artistici che l'Ospedale custodisce. Nel cortile dell'Ospedale, attraverso l'elegante scala a fornice, si arriva alla farmacia costruita alla fine del '700, sorta in sostituzione dell'antica spezieria cinquecentesca istituita con un lascito del reggente dell'Ospedale Antonio Maggiocca, il cui busto marmoreo troneggia all'interno dei locali. La farmacia, opera di Bartolomeo Vecchione, è costituita da un salone aperto al pubblico in cui si ammira un banco ricavato da un'unica tavola di noce e una piccola sala-laboratorio, arredata con stigli di noce, riccamente intagliati. Nelle scaffalature sono esposti 240 vasi da farmacia (albarelli e idrie), decorati con paesaggi e figure in monocromo blu. Il salone presenta una boiserie finemente intagliata con tre ampie vetrine dal fondo dorato in cui poggiano contenitori di vetro di Murano e Boemia. Nei locali fa spicco una ricca collezione di circa 400 vasi, dipinti con scene bibliche ad opera dei maestri Lorenzo Salandra e Donato Massa, (autore sulle maioliche del chiostro di Santa Chiara) mai utilizzati e quindi creati per pura decorazione. Sul soffitto della Farmacia si poteva ammirare la splendida tela raffigurante «Macaone che cura un guerriero ferito», opera di Pietro Bardellino, e due splendidi lampadari di arte di Murano. Sul pavimento in cotto impreziosito da decorazioni maiolicate a girari fitomorfi e ceste di frutta che rispecchia le cromie già sperimentate dal Massa per i francescani di S. Chiara. Nel cortile dell'Ospedale si apre la porta di accesso alla Chiesa di Santa Maria del Popolo agli Incurabili, fondata dalla stessa Maria Longo, nella quale si ammirano ben 12 altari oltre il Maggiore, riccamente decorati in marmi policromi commessi. La Chiesa, pur nell'attuale triste abbandono, custodisce, sotto le volte decorate da Belisario Corenzio, numerosi capolavori dal rinascimento al barocco, in parte anche custoditi presso la Farmacia dell'Ospedale come le splendide tele di Silvestro Buono, di Belisario Corenzio, Marco Pino da Siena, Benvenuto Garofalo, Fabrizio Santafede, Battistello Caracciolo, Juseppe Ribera, Giovanbattista Rossi, Francesco Solimena, Francesco de Mura. Le sculture tombali, gravitano nell'orbita di Jacopo Sanseverino, o di Giovanni Merliano da Nola. Di rara bellezza il chiostro nelle vicinanze dell'ingresso secondario dell'Ospedale, che alberga uno splendido albero di canfora. All'ingresso principale dell'Ospedale si ammira la magnifica cappella del-l'Arciconfraternita dei Bianchi che aveva il triste compito di assistere i condannati a morte e in cui figurano affreschi del Beinaschi, del Balducci e statue di Giovanni Merliano da Nola. Oggi, nella sua attuale veste, quest'ospedale che è stato per 500 anni una fucina di carità, sanità e santità (l'elenco di santi e beati che hanno operato tra le mura di questo complesso nei secoli è notevole) e che ha visto brillare lo spirito della rivoluzione nella resistenza dei medici all'esercito dei Sanfedisti del cardinale Ruffo, sembra solo un pallido riflesso della splendida struttura che allora poteva vantare un'organizzazione ospedaliera all'altezza dei migliori standard europei e che oggi, la burocrazia e l'indifferenza delle istituzioni, hanno reso diruta e dimessa. * Professore di Farmacologia, Farmacoterapia II e Tossicità dei farmaci Università Federico II di Napoli La città della medicina Appena costruito contava 1600 posti letto, varie farmacie, un macello, la cucina, un forno per la panificazione, un servizio di interpreti per i numerosi stranieri che vi cercavano rifugio e cure La farmacia, opera di Bartolomeo Vecchione, comprende una sala-laboratorio, arredata con stigli di noce, riccamente intagliati. Nelle scaffalature sono esposti 240 vasi da farmacia (albarelli e idrie), decorati con paesaggi e figure in monocromo blu

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Palestra Solaro: lo stop diventa un caso (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

SANREMO L'EX SINDACO BOREA AVEVA ACCUSATO PUBBLICAMENTE CALANDRELLA DI OPERARE «SCELTE POLITICHE» Palestra Solaro: lo stop diventa un caso [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Un piccolo giallo dietro allo stop imposto dal commissario Calandrella al progetto della palestra del Solaro, un'opera da 7 milioni fortemente voluta dall'ex sindaco Claudio Borea e dal fratello Ricky, che avrebbe risolto, almeno in parte, il problema della mancanza di spazi per lo sport. Calandrella, il 27 novembre scorso, a pochi giorni dal suo insediamento in Comune, aveva «congelato» l'appalto pronto da mesi, giustificando la sua decisione con le polemiche che avevano diviso maggioranza e opposizione sull'opportunità di realizzare l'impianto in una posizione decentrata e anche per i costi, decidendo di lasciare l'ultima parola all'amministrazione che sarebbe uscita dalle urne la prossima primavera. Questa, almeno, la versione fornita dal commissario straordinario di Palazzo Bellevue. Ma la verità sarebbe un'altra: è venuta fuori in margine all'incontro che Calandrella ha avuto con la delegazione del Pd, partito che è stato una delle componenti della giunta Borea. E l'ha rivelata dopo le accuse che l'ex sindaco aveva mosso nei confronti del commissario in occasione dell'incontro con i suoi sostenitori di domenica scorsa alla Federazione operaia: «E' stata una scelta politica e non tecnica. Calandrella sta bloccando tutte le nostre iniziative». «Ho "congelato" l'appalto - ha spiegato alla delegazione del Pd - perchè la pratica difettava di un documento indispensabile per poter dare l'inizio ai lavori: il parere di regolarità sulla sicurezza da parte dei vigili del fuoco». Dalla delegazione una voce ha detto: «Bisognerebbe tirare le orecchie al funzionario che non lo aveva richiesto». E Calandrella lapidario: «Al funzionario gli era stato detto di andare avanti così, senza il parere dei vigili del fuoco». Il commissario, successivamente, ha dato disposizione agli uffici di richiedere il parere e si è sentito rispondere che il progetto non poteva essere approvato nella sua stesura attuale e andava modificato e adeguato. «Come si vede non è stata una decisione politica» ha sottolineato il commissario con un sorriso sgombrando il campo da polemiche pretestuose, prologo di una campagna elettorale ormai prossima al via. La palestra - definita nella burocrazia comunale «Centro polisportivo Solaro» - era prevista al posto del vecchio «galoppatoio»: lo stesso locale passato alla storia di Sanremo per aver ospitato il maxi processo ai croupier. L'appalto prevedeva la demolizione del vecchio impianto e la realizzazione di una nuova struttura su due piani con 750 metri quadri a disposizione degli sport minori (boxe, scherma, danza, arti marziali) al piano terra e, al primo piano altrettanti per ospitare campi per basket e pallavolo con una tribuna in grado di ospitare fino a 400 spettatori. Su entrambi i piani erano previsti spogliatoi, docce e servizi.

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Cantieri, ritardi e fondi Ecco i nuovi metrò di Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Cantieri, ritardi e fondi Ecco i nuovi metrò di Milano Nel 2015 sei linee sotterranee. Lavori sulla 5, per la 4 primi scavi entro l'anno La Provincia: «Subito un vertice sui progetti bloccati». Approvato dal Cipe il tracciato definitivo della linea Sesto-Monza I cantieri della linea 4 erano annunciati nel 2008, sono stati rinviati al primo semestre 2009 e se tutto va bene partiranno solo nella seconda metà dell'anno, 12 mesi in ritardo: gli scavi archeologici sono ormai conclusi, ma il Comune non ha ancora costituito la società di controllo. Lavori, false partenze e rinvii: i nuovi metrò hanno storie così. I programmi sono appesi alla burocrazia e al reperimento di fondi pubblici e privati. L'ultima novità riguarda il prolungamento della linea 1 da Sesto a Monza: il Cipe ha appena pubblicato il via libera al progetto definitivo e dal tesoretto (legge 222) arriveranno gli ultimi 30 milioni necessari. Entro l'anno sarà appaltato (210 milioni). Sei linee del metrò. Tre ci sono e altre tre devono essere concluse per il 2015. L'obiettivo del Comune è il raddoppio della rete sotterranea attuale: da 75 a 142 chilometri. Si stima che i passeggeri saliranno da 1,6 a 3 milioni al giorno. Ma all'appello mancano ancora 2,5 miliardi per comprare i treni e realizzare gallerie e stazioni. Viale Fulvio Testi. Sotto. C'è una talpa meccanica che scava venti metri al giorno. è l'incursore della linea 5, nove stazioni da Garibaldi a Bignami (6,1 chilometri): «I lavori procedono nei tempi previsti, la macchina ha raggiunto Bicocca e a marzo arriverà a Ca' Granda», dice Giuseppe Nardi, ad di M5 spa. Per dire: ci sono cantieri che avanzano. Assago Forum e centro, nuovi terminal della verde oltre Famagosta, saranno aperti quest'anno. E saranno inaugurate tutte e 4 insieme, a fine 2010, le fermate della linea 3 dopo Maciachini: Dergano, Affori Centro e Nord, Comasina. La linea 4 è divisa in due lotti. Per la prima tratta, tredici stazioni da San Cristoforo al Policlinico, i soldi ci sono (790 milioni). Non sono ancora stati assegnati, nonostante le rassicurazioni da Roma, i 910 milioni per le otto fermate da Lorenteggio a Linate. L'unica opera inserita nel dossier Expo è la linea 6: costa 1,6 miliardi ma solo 870 milioni del primo spezzone, al momento, sono collegati all'Esposizione. Due nuove prolungamenti del metrò stanno passando dal progetto preliminare al definitivo. Sono il braccio della linea 2 da Cologno a Vimercate (10,8 chilometri) e i 14,7 chilometri della gialla da San Donato a Paullo. Il primo problema è economico: vanno confermati i finanziamenti (533 e 800 milioni). Il secondo è politico. «Le procedure sono bloccate per questioni burocratiche», attacca l'assessore provinciale alla Mobilità, Paolo Matteucci: «Ho chiesto un incontro alla Regione, non possiamo vanificare il lavoro fatto con il vecchio governo al Tavolo per Milano». Anche perché il metrò è nell'accordo con i sindaci dell'hinterland per la Tem e «senza metrò rischia di saltare anche la Tangenziale ». Se ne parla dal 1998. Armando Stella

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NOZZE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 16-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: XPUBBLICITA - data: 2009-01-16 num: - pag: 15 categoria: XPUBBLICITA NOZZE & BUROCRAZIA Dalle pubblicazioni ai certificati: le formalità prima del matrimonio Le pubblicazioni, l'attestato di cresima, il cambio di residenza. Non tutti i preparativi del matrimonio possono essere divertenti come scegliere gli addobbi floreali o le bomboniere oppure compilare la lista degli invitati. In particolare, andare al Comune e fare le pubblicazioni non avrà lo stesso fascino di una prova dell'abito da sposa, certo, ma è sicuramente molto più semplice di quanto possa apparire. Ed è proprio la richiesta di pubblicazioni presso il Comune di residenza degli sposi la prima delle formalità da adempiere in vista delle nozze. In seguito a tale richiesta, il Comune rilascerà la famosa pubblicazione: si tratta di un atto che contiene le generalità complete dei futuri sposi (data e luogo di nascita, residenza, ect…) e la loro volontà di contrarre matrimonio nonché il giorno e il luogo scelto per la pronuncia del fatidico «sì». Questo atto resterà affisso presso l'albo della casa comunale — e anche in chiesa se il matrimonio è concordatario— per otto giorni consecutivi e non festivi, in modo tale da rendere pubblica la volontà degli sposi. La ragione della pubblicazione è semplice: si tratta di una forma di pubblicità necessaria per dare la possibilità a chi sia a conoscenza di cause che possano impedire il matrimonio di comunicarle all'ufficiale di stato civile. Trascorsi gli otto giorni consecutivi non festivi e se non vi sono comunicazioni di questo genere, l'Ufficiale di Stato Civile rilascerà agli sposi un certificato che attesti la mancata notifica di impedimenti, autorizzando, in pratica, le nozze. Se il matrimonio è concordatario, la promessa di matrimonio va fatta anche in Chiesa, dove il parrocco terrà il cosiddetto «processetto», cioè una serie di domande a cui gli sposi dovranno rispondere separatamente. Dopo bisognerà solo aspettare il giorno delle nozze. Per fare le pubblicazioni, occorrono almeno otto giorni consecutivi non festivi, prima del giorno del matrimonio. Tuttavia, poiché nei Comuni più grandi potrebbero esserci delle liste di attesa, sarebbe meglio prenotarsi qualche tempo prima. Se i futuri sposi hanno deciso di unirsi in chiesa, occorreranno anche il certificato di battesimo e il certificato di cresima. Inoltre, se gli sposi appartengono a due diocesi diverse — oppure se il matrimonio sarà celebrato in una diocesi diversa da quella di appartenenza — occorrerà il nulla osta della diocesi di appartenenza e quella della chiesa in cui il matrimonio sarà celebrato. Ed è qui, in chiesa, che il prete dovrà leggere gli articoli del codice civile che riguardano il matrimonio, cioè il 143, il 144 e il 147. La lettura degli obblighi civili avviene di regola dopo la funzione religiosa: ed è solo allora che il sacerdote compilerà l'atto di matrimonio (firmato dagli sposi, dai testimoni e dallo stesso prete) che andrà poi trasmesso entro cinque giorni all'ufficiale di stato civile perché venga trascritto negli appositi registri. Solo con la trascrizione dell'atto di matrimonio gli sposi saranno veramente tali. Da ricordare: se i coniugi vogliono adottare la separazione dei beni, come regime patrimoniale coniugale, converrà comunicarlo al prete, in modo da farlo risultare sul certificato di matrimonio. In questo modo si risparmerianno tempo e soldi: perché se si deciderà di adottare la separazione dei beni dopo la celebrazione delle nozze, bisognerà rivolgersi a un notaio. E pagare, ovviamente. U. Fer. Prima del fatidico «sì» occorre recarsi in Comune per richiedere la famosa pubblicazione Trascorsi otto giorni, la cerimonia (civile o religiosa) può avere luogo

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Il carcere di Gela è (quasi) pronto. Con 50 anni di ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-16 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Internet La storia nel nuovo sito «Innocentievasioni.net», di Luigi Manconi e Patrizio Gonnella. Racconta la vita nei luoghi di «privazione della libertà» Il carcere di Gela è (quasi) pronto. Con 50 anni di ritardo ROMA — Vent'anni per progettarlo, una pausa di cinque e venticinque anni per costruirlo. Dicono che ora sia pronto per entrare in funzione, ma chissà. Con mezzo secolo di ritardo apre un nuovo carcere a Gela, provincia di Caltanissetta. è la notizia di attualità (si fa per dire) del primo numero del sito internet Innocentievasioni.net, che da oggi entra in funzione al medesimo indirizzo web. I direttori Luigi Manconi e Patrizio Gonnella, hanno deciso di inserirla come «ultim'ora», e il sarcasmo della scelta è confermato dal commento affidato a un immaginario «Salvatore Spampinato, decano ultracentenario degli edili della provincia, che lievemente emozionato ha dichiarato: "Ricordo ancora quando mettemmo la prima pietra, Re Francesco II dei Borboni ne era molto fiero"». Fin qui il gioco. Il resto è tutto vero, a cominciare dal progetto della casa circondariale datato 1959. «Ma alla sua definitiva approvazione — comunica il sito — si arrivò solo nel 1978. I lavori, iniziati nel 1982, fra interruzioni e rallentamenti sono duranti venticinque anni. Nel novembre 2007, due mesi dopo la chiusura del cantiere, l'allora ministro della Giustizia ricevette dall'amministrazione comunale, nel corso di una cerimonia ufficiale, le chiavi del nuovo istituto». La burocrazia ha nuovamente fermato il tempo, e a ottobre 2008 il nuovo Guardasigilli Alfano ha comunicato alla Camera che «entro la fine dell'anno corrente», dopo gli ultimi ritocchi per «l'adeguamento e completamento dei sistemi di sicurezza» al prezzo di un milione e mezzo di euro, la nuova prigione avrebbe aperto celle ecancelli.Nonèaccaduto, ma Innocentievasioni. net annuncia: «Sembrerebbe possibile che entro il 2009, dopo cinquant'anni e al costo complessivo di sei milioni e mezzo di euro, l'Amministrazione penitenziaria potrà infine disporre di cento nuovi posti detentivi». La storia del penitenziario siciliano cresciuto al ritmo di due posti ogni anno è un esempio di «diseconomia carceraria » che svela la filosofia del sito diretto da Manconi e Gonella (il primo presidente dell'Associazione «A Buon Diritto », il secondo di «Antigone »), dedicato alle condizioni di vita nei «luoghi di privazioni della libertà» (prigioni ma non solo, dunque). «Vogliamo parlare delle miserie, che sono tantissime, ma anche delle "ricchezze" che pure il carcere esprime — spiega Manconi —. è il luogo d'Italia dove più alta è la percentuale di analfabetismo e, insieme, dove si tengono 95 corsi di scrittura creativa e si pubblicano 42 giornali». Tra i «rubrichisti» fissi di Innocentievasioni.net (che in apertura presenta le riflessioni di Benigni sulle sue performance dietro le sbarre di Sulmona e Opera, di Eugenio Finardi su un complesso di San Vittore, un contributo sull'indulto ultimo scorso e molto altro) c'è il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, volontario nel carcere di Bollate, che dispensa consigli e suggerimenti ai detenuti con il suo «Sportello legale». Gio. Bia.

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Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

SPIRITO DI SOLIDARIETA' «Se posso aiuto gli immigrati a superare la burocrazia che spesso crea grossi problemi»

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"Civich" parla l'arabo "Mi è più facile conquistare la fiducia di tanti stranieri" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 16-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

domande a Leonardo Giordano "Civich" parla l'arabo "Mi è più facile conquistare la fiducia di tanti stranieri" 3Sulla spallina della sua divisa da vigile urbano, che però lui porta di rado (preferisce lavorare in borghese), c'è la bandiera dell'Arabia Saudita. Leonardo Giordano, in servizio al comando di Cuneo dal 1° agosto del 1981, ha, infatti, una qualifica particolare: parla e scrive arabo. Originale per un «civich» di Cuneo? «Ho sempre avuto una passione per le lingue. Oltre all'arabo conosco bene anche lo spagnolo». Come è nata l'idea di imparare l'arabo «Un giorno passando davanti la fax del comando ho visto una circolare regionale sull'organizzazione, a Torino, di un corso per vigili urbani. Ho subito telefonato al comandante, pregandolo di farmi partecipare. In tre anni ho ottenuto il diploma, a pieni voti». Come reagiscono gli immigrati davanti a un vigile che parla arabo? «Subito rimangono meravigliati. Mi chiedono se sono musulmano o se ho spostato una donna araba. Sentire un italiano che parla la loro lingua li rassicura. In anni di servizio mi sono fatto tanti amici tra gli extracomunitari. Quando posso li aiuto a superare la burocrazia che rende la loro la vita, già dura come immigrati, impossibile. Molti quando ritornano in Italia dopo essere stati al proprio Paese passano al comando lasciandomi dolci tipici della loro terra. Conoscere le lingua significa anche apprezzare la cultura di un popolo». \

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Parte "Buongiorno regione" news e servizi all'ora del caffè (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

GENOVA IN MEZZORA ANCHE RASSEGNA STAMPA, METEO E TRAFFICO Parte "Buongiorno regione" news e servizi all'ora del caffè Da lunedì mattina (7,30-8) la nuova trasmissione della Tgr Rai [FIRMA]MAURIZIO FICO GENOVA News, notizie di servizio, rassegna stampa, meteo, traffico, collegamenti in diretta e tanto altro ancora: una trasmissione svelta e agile all'ora del caffè, concentrata in trenta minuti, dalle 7,30 alle 8. «Buongiorno regione» partirà lunedì mattina a cura della Tgr, la testata giornalistica regionale della Rai, seguendo l'esordio positivo, da ottobre, nelle quattro regioni in cui operano i centri di produzione Rai (Milano, Torino, Roma e Napoli), dove gli ascolti hanno raggiunto il doppio dello share. «E' una sfida importante a servizio dei telespettatori liguri, peraltro già molto affezionati ai nostri Tg, con la media di ascolto più alta a livello nazionale, attorno al 30 per cento. La nuova trasmissione, in onda dal lunedì al venerdì, è un segnale in controtendenza, un investimento della Rai in un momento di crisi che ha toccato pesantemente anche il settore dell'informazione», commenta il capo redattore della Tgr ligure, Sergio Farinelli. All'interno del nuovo programma sono previsti due telegiornali-lampo e collegamenti in teleconferenza con fonti di vario genere, tra cui l'Arpal, la Polizia stradale e municipale. «Sarà prestata attenzione ad argomenti molto sentiti quali meteo, traffico ma anche prezzi e consumi, in collaborazione con le associazioni dei consumatori. Il tutto, naturalmente, sempre in chiave regionale», aggiunge Farinelli. Per preparare la trasmissione, negli studi Rai di Genova, il lavoro comincerà molto presto, alle 5,30 del mattino. «Ci sono uno staff mobile e uno fisso. I due "anchorman" saranno i giornalisti Giorgio Giglioli e Marco Fantasia, con più conduttori che si alterneranno ai telegiornali-lampo», aggiunge Farinelli. All'interno di «Buongiorno regione» sono previsti anche vari spazi tematici. Tra questi, «Ditelo al Tgr», con i telespettatori invitati a segnalare disservizi e problemi: «Strade dissestate, panchine rotte, difficoltà di posteggio, caro prezzi, disavventure con la burocrazia e altri disagi grandi e piccoli con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. I telespettatori potranno informarci anche via sms, integrando magari le loro segnalazioni con foto scattate con il cellulare o la macchina digitale».

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Villanova: servono volontari per la caserma dei pompieri (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROGETTO.APPELLO DEL SINDACO PERETTI Villanova: servono volontari per la caserma dei pompieri Il comando provinciale organizzerà corsi di formazione [FIRMA]ELISABETTA FAGNOLA VILLANOVA Servono volontari per fondare un nuovo distaccamento dei Vigili del fuoco: l'appello arriva dall'Unione Pianalto Astigiano e dal comando provinciale dei vigili, guidato da Pietro Di Martino. Non è solo un'ipotesi, ma un vero e proprio progetto, séguito dell'iniziativa «Italia in 20 minuti» promossa dal Ministero dell'Interno. «L'obiettivo è capillarizzare il più possibile la nostra presenza sul territorio, i 20 minuti sono il tempo compatibile con un soccorso urgente» spiega Di Martino. Al Ministero, il comando provinciale ha proposto tre ipotesi per la nascita di nuovi distaccamenti. Fra San Damiano, Moncalvo e Villanova, zone ritenute «scoperte», è stato scelto il Pianalto Astigiano: «E' la più idonea per distanza dal capoluogo - precisa Di Martino - ma anche per la concentrazione di industrie e il traffico verso Torino, che la rendono una zona ad alta densità di interventi». Ora si cercano i volontari: ne servono almeno 15 per poter ottenere l'autorizzazione del Ministero. Compito del Comune trovare una sede adatta: «Stavamo pensando di accendere un mutuo e costruire una sede su un terreno comunale - ipotizza il sindaco, Roberto Peretti - per il personale e il ricovero dei mezzi». Così, mentre «diventa sempre più difficile dar vita a distaccamenti permanenti», spiega il comandante, ci si affida all'iniziativa dei volontari: possono diventarlo uomini e donne fra i 18 e i 45 anni che non facciano parte di altre associazioni, in modo da essere disponibili a intervenire durante il loro turno. Dopo la visita medica, il corso di formazione: «Sono 150 ore, circa 4 mesi di lezione - spiega l'istruttore Massimo Ferreri - dopodiché al distaccamento verranno forniti attrezzature e divise, con un'autopompa da 6 mila litri e un secondo mezzo per altri interventi». Un'attività volontaria che prevede un rimborso spese per le ore d'intervento effettuati e l'obbligo per le aziende di concedere i permessi ai volontari in caso d'emergenza. «I tempi della burocrazia non sono lunghi - aggiunge Di Martino - una volta trovati sede e volontari». E il sindaco avanza un'ipotesi: «Speriamo di tagliare il nastro entro un anno e mezzo, in attesa delle prime adesioni». Ora le adesioni sono aperte, con l'idea di organizzare una serata informativa, organizzata con il comando provinciale.

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Centallo farà il sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERROVIE. LAVORI E BATTAGLIE CONTRO LA BUROCRAZIA Centallo farà il sottopassaggio ma continuano i raid dei vandali L'epopea dei pendolari con il malfunzionamento dei servizi ferroviari passa anche attraverso lo stato in cui vengono tenute le stazioni. Lo dimostrano le ripetute proteste di chi usa la stazione ferroviaria di Centallo, da tre anni al centro di una battaglia burocratica per l'avvio dei lavori di risistemazione. A Centallo il problema principale è la mancanza di un sottopassaggio che obbliga i viaggiatori a percorrere tutta la banchina e ad attendere i treni senza un riparo. Fortunatamente i lavori per risolvere la questione sono stati appaltati. Nello stesso bando è prevista la sistemazione dei marciapiedi. «Ma un altro problema riguarda la sala d'aspetto che le ferrovie hanno deciso di chiudere dopo il susseguirsi di atti vandalici - commenta un pendolare -. Ripetutamente, infatti, teppisti si sono accaniti contro arredi e distributore automatico dei biglietti. Ad oggi è un addetto del Comune che apre la sala, priva di riscaldamento. Come se non bastasse una parte dell'illuminazione sulle banchine è fuori uso da anni. Perchè le Ferrovie non intervengono?». I raid di ignoti che imbrattano muri e manomettono il distributore di biglietti rubando il denaro che contiene quasi non si contano nonostante gli interventi di carabinieri e tempo fa, anche della Digos. «Nel mirino - conclude il pendolare - c'è anche il bar della Stazione che è stato derubato più volte». Alla fine del 2007 per entrare nell'esercizio pubblico venne abbattuto un muro. Ogni giorno, i lettori possono inviare alla redazione di Cuneo de «La Stampa» messaggi per segnalare i disagi subiti. E mail: Cuneo@lastampa.it.

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Dall'Ue un aiuto alle pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 014  pag. 42 del 17/1/2009 | Indietro Dall'Ue un aiuto alle pmi TRIBUTARISTI - LAPET Di Pamela Giufrè Small business act all'esame del Ceplis. Il plauso della Lapet al piano Finanziamenti più facili e meno burocrazia Lo Small business act è al vaglio del Ceplis. Il Consiglio europeo delle professioni liberali, di cui la Lapet fa parte in quanto organizzazione aderente ad Assoprofessioni, la confederazione delle associazioni delle professioni non regolamentate, sta valutando attentamente lo Small business act per l'Europa. E già il 22 gennaio il Ceplis sarà in grado di formalizzare la sua posizione ufficiale sull'atto nel quale il presidente dell'associazione nazionale dei tributaristi, Roberto Falcone, intravede «una risposta in chiave europea alla crisi economico-finanziaria globale». Intanto, proprio sul fronte europeo, dicembre è stato piuttosto intenso da questo punto di vista. Il Consiglio europeo per la competitività ha adottato un piano d'azione per le piccole e medie imprese europee, che rappresenta un accordo politico sullo Small business act. I ministri responsabili della competitività si sono infatti riuniti a Bruxelles sotto la presidenza del segretario di stato francese per il commercio, l'artigianato, le piccole e medie imprese, il turismo e i servizi, Hervé Novelli. Tra i principali punti all'ordine del giorno, l'adozione dello Small business act per l'Europa e la risposta europea alla crisi economica. Questo piano d'azione, che rappresenta un impegno politico a favore di ben 23 milioni di piccole e medie imprese europee, finora capaci di creare l'80% dei nuovi posti di lavoro all'interno della Comunità, fornirà risposte immediate e mirate alle stesse, facilitando loro l'accesso ai finanziamenti, semplificando gli obblighi amministrativi e permettendo di beneficiare pienamente delle opportunità dei mercati europei e internazionali. Il piano d'azione interverrà dunque in supporto del mercato economico europeo. Novelli lo ha presentato come una «gerarchia di misure per rispondere al crollo finanziario che sta colpendo tutte le nostre economie». Un presupposto condiviso subito dai tributaristi della Lapet, che già promuovono il provvedimento. «Attualmente», dice Falcone, «le piccole e medie imprese europee si trovano spesso a sottostare agli stessi requisiti amministrativi delle 41 mila grandi imprese, mentre dovrebbero poter contare su di una migliore assistenza avendo così la possibilità di valorizzare e mostrare in pieno le loro potenzialità. Condividiamo pertanto le dichiarazioni del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha definito l'atto sulle piccole imprese una pietra miliare nell'attuazione della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. L'Europa intera in questo momento, e più di tutti l'Italia, hanno bisogno di rilanciare l'economia investendo sulle risorse umane per potenziare l'intero sistema, velocizzarlo e innovarlo. A livello nazionale, le pmi italiane rappresentano il motore trainante della nostra economia, alla quale forniscono un apporto notevole rappresentando il fulcro dell'intero sistema produttivo tricolore. è quindi rilevante il fatto che anche l'Europa abbia condiviso l'importanza di incentivare il rilancio e la crescita economica sburocratizzando la rete alla quale sono inevitabilmente allacciate le piccole e medie imprese». Il piano d'azione è impostato su tre priorità: incrementare l'accesso ai fondi; ridurre la burocrazia e semplificare lo sviluppo amministrativo; facilitare l'accesso al mercato. L'Atto sulle piccole imprese per l'Europa stabilisce dieci principi e altrettante misure destinate a rendere la vita più facile alle pmi. A tal proposito anche il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione riguardante misure per migliorare lo sviluppo del piccolo e medio mercato economico europeo. La risoluzione impone agli stati membri di incoraggiare lo Small business act e di adottare misure tangibili sulla base dello stesso atto, che per ora è ancora una dichiarazione di buoni intenti. Molti membri del Parlamento europeo hanno espresso il loro desiderio di costituire un sistema di supervisione per incrementare la diffusione e gli effetti dello Small business act a livello nazionale. Intanto, dal 2009, la presidenza del Consiglio della competitività è passata alla Repubblica Ceca. Dal 1° luglio spetterà alla Svezia. Per questo il presidente uscente Novelli ha invitato le prossime presidenze a proseguire i lavori per garantire il buon funzionamento del mercato interno, vigilando sulla tutela dei consumatori e sulla lotta alla criminalità. Il segretario di stato francese ha garantito il sostegno della sua nazione nel proseguimento dei lavori. Ovviamente, l'auspicio della Lapet è che «l'esempio francese possa essere seguito anche da tutti gli altri stati membri, compresa l'Italia, invitati dalla Commissione a prendere iniziative conformi alla legge sulle piccole imprese nei loro programmi nazionali di riforma. Solo così», conclude Falcone, «l'Atto può davvero diventare volano per uno sviluppo sostenibile e al tempo stesso duraturo per le piccole e medie imprese europee, dotate una volta per tutte degli strumenti necessari per una definitiva internazionalizzazione nell'ambito dell'Europa».

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soldi per alloggi popolari (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 27 - Sassari Soldi per alloggi popolari Bonorva, saranno acquistati e recuperati antichi edifici Soddisfazione dell'assessore Senes mentre quello al Bilancio lamenta la troppa burocrazia delle pratiche BONORVA. L'amministrazione comunale ha avuto la comunicazione ufficiale dell'iscrizione fra i comuni inclusi nel programma d'interventi per l'acquisto e recupero di edifici da riconvertire in alloggi d'edilizia economica e popolare da assegnare a canone sociale. Su 59 comuni, Bonorva è al ventesimo posto, con una previsione di spesa di 2 milioni e 800 mila euro per venti alloggi. Sicuramente un buon risultato, che va ad aggiungersi all'ulteriore 1 milione e 200 mila euro già ottenuto lo scorso anno per l'assegnazione di altri tredici alloggi da assegnare a canone moderato. Un risultato importante, che può dare una spinta a un settore come quello dell'edilizia, che sta conoscendo tempi bui. E servirà a recuperare numerose strutture, di antica concezione e nelle quali è scritta la storia della civiltà contadina del paese e che, proprio per lo stato d'abbandono, rischia di venire cancellata dal tempo. Ma se l'assessore ai Lavori Pubblici, Gian Mario Senes, ha ragione di gioire, di ben altro avviso pare sia quello al Bilancio, Valentino Fozzi che, seppure soddisfatto per il risultato raggiunto, lamenta le notevoli carenze della burocrazia che allungano considerevolmente i tempi di realizzazione del progetto e lo rendono in qualche caso inefficace ed inattuabile. «E' perfettamente inutile, anzi dannoso - osserva Fozzi - che la Regione assegni i finanziamenti se tale sforzo in pratica è vanificato da una serie di procedure burocratiche elefantiache che penalizzano notevolmente la regolarità del procedimento. L'amministrazione, infatti, dopo aver concordato con il proprietario la cessione dell'edificio sulla base di un valutazione stilata dall'Ufficio tecnico comunale - continua Fozzi - come da regolamento la invia all'Agenzia provinciale del territorio per il parere di congruità e si trova subito di fronte ad un ostacolo insormontabile a causa dei tempi di una risposta che tarda ad arrivare anche più d'un anno». A quel punto, molto spesso il venditore perde la pazienza e, anche perché nel frattempo ha trovato un altro acquirente, disdice l'accordo, come concesso da una precisa clausola di contratto, con il risultato di rendere inutile tutto il lavoro d'impostazione e valutazione predisposto dagli uffici comunali. Quanto di buono fatto dalla Regione viene così vanificato e con esso rischia di disperdersi un patrimonio di tempo e impegno perso dall'amministrazione in fase d'impostazione del progetto, di richiesta alla Regione, di recupero degli alloggi, di contrattazione e di valutazione. Sulla scorta di queste considerazioni, l'assessore Fozzi ha inviato una lettera personale al direttore dell'Agenzia del territorio nella quale, dopo aver esposto il problema, ha chiesto un sollecito e urgente intervento per risolvere una situazione che rischia di rendere inutile ogni sforzo dell'amministrazione e venga incontro, utilizzando gli attuali canoni e provvidenze regionali, alle giuste aspettative e necessità di tanta gente, che ancora non si può permettere un alloggio confacente alle moderne esigenze. «In fondo - ha concluso l'assessore Fozzi - ho chiesto soltanto un taglio a quella burocrazia che qualche ministro da tempo sta cercando in tutti i modi di combattere». Emidio Muroni

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i ministri veneti snobbano gli industriali - matteo marian (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Economia I ministri veneti snobbano gli industriali Il governo amico assente: Sacconi e Brunetta non si fanno vedere all'assemblea L'uscente Riello: «Noi imprenditori comprendiamo ma anche ci incazziamo» E l'ex presidente si fa regalare da Zaia il fazzoletto leghista Solo un souvenir? MATTEO MARIAN MESTRE. Di tre ministri invitati (Brunetta, Sacconi e Zaia), due confermati (Brunetta e Zaia) alla fine ne arriva solo uno (Zaia). E Andrea Riello, nonostante sia ormai un ex, si arrabbia. Anzi, per dirla con testuali parole si incazza. Con lui la platea degli industriali veneti che ieri si sono riuniti a Mestre per eleggere alla presidenza regionale Andrea Tomat. «Noi imprenditori comprendiamo ma anche ci incazziamo» ha detto stizzito Riello. E giù l'applauso. Le assenze di Maurizio Sacconi e Renato Brunetta sono la nota stonata arrivata, in parte a sorpresa, nel corso della cerimonia di passaggio del testimone al vertice degli industriali veneti. Riello, per la sua uscita di scena, contava molto sulla compattezza con cui è stato eletto Tomat (presente il 76% degli aventi diritto che si sono espressi al 100% con un sì) e sulla ritrovata rappresentanza politica del Veneto a Roma. Un terreno, quest'ultimo, che però si è rivelato insidioso. «Non credo che il ministro Zaia - ha aggiunto Riello - non avesse altre cose da fare, in consiglio dei ministri, in Europa od altrove. Lo ringrazio di essere qui perché, come abbiamo imparato con il nostro lavoro, non ci si deve dimenticare che dietro ogni rappresentante istituzionale c'è un territorio sul quale essere presenti e da ascoltare. Questo, purtroppo, dobbiamo ancora ricordarlo alla politica». Un boccone, quello delle assenze, indigesto per Riello. Sul quale è nato un caso che ha visto Maurizio Sacconi affrettarsi a precisare - attraverso una nota del ministero del Lavoro - che «sin dalla notizia della convocazione ha comunicato di essere indisponibile per un ineludibile impregno precedentemente assunto». Il ministro Sacconi, è detto ancora nella nota, «conferma la partecipazione al convegno che si terrà sabato 24 gennaio per iniziativa dell'Unione industriali di Treviso e della Confindustria di Venezia». A onor del vero la presenza di Sacconi era, effettivamente, in forse. Non, invece, quella di Brunetta. I motivi del forfait? Le ipotesi lungo i corridoi del Laguna Palace corrono. Da una parte c'è chi sostiene come la condivisione della ribalta sia risultata poco gradita a due ministri veneti su tre. Dall'altra c'è chi ci legge ragioni politiche. Che porterebbero dritte dritte al futuro di Andrea Riello e alla volontà di fare un «dispetto», di rimbalzo, al governatore Galan. Ipotesi, è bene rimarcarlo. Che danno conto comunque del clima con cui la platea ha accolto le due defezioni. Di sicuro c'è che, non a brevissimo ma tra qualche mese, Riello dovrebbe scoprire le carte circa un suo impegno, o meno, in politica. Potrebbero essere le europee, con il sostegno di Galan, ma servono certezze sulla «riuscita» dell'operazione. Nessun salto nel vuoto, quindi. Resta il fatto che in una cena con Antonio Costato, Andrea Tomat e Pier Luigi Ceccardi (presidente nazionale di Federmeccanica) Riello avrebbe condiviso con i colleghi confindustriali la «tentazione» europea. Sul caso Brunetta-Sacconi, Tomat, da nuovo presidente veneto di viale dell'Astronomia, ha dribblato, riconoscendo, però, il valore di avere un referente come Sacconi al ministero del Lavoro. Soprattutto alla luce del fatto che «in un momento di crisi come quella che stiamo attraversando - ha sottolineato - è fondamentale pensare anche alla riqualificazione delle professionalità impegnate». Più diretto, invece, Gian Luca Rana. «Le assenze? Tra i tre invitati, è qui tra noi - ha detto il presidente degli industriali veronesi riferendosi a Zaia - il ministro che, personalmente, più stimo». Non sono mancati, nella giornata del cambio della guardia, gli auguri dello stesso Galan. Anche se non presente, il governatore ha espresso un saluto al presidente uscente e al nuovo. «La fortuna del Veneto dell'economia è della creatività imprenditoriale - ha detto in una nota - è stata anche quella di essersi potuto avvalere di leadership confindustriali quali Rossi Luciani, Tognana, Andrea Riello. L'esperienza vissuta da Riello è un patrimonio che arricchisce lui, senza dubbio, ma che lo pone tra le risorse di cui il Veneto potrà disporre in ogni momento, oggi e domani». Tutte rose e fiori in Confindustria Veneto? A quanto pare sì, a sentire Guglielmo Bedeschi (che nel 2006 tra le raccomandazioni di Montezemolo per una Confindustria non schierata tra Prodi e Berlusconi, appoggiò, con altri, apertamente il Cav) non del tutto. «Più riunioni aperte a tutti - è stata la richiesta a Tomat - e non vertici ristretti ai soliti noti, come nei salotti romani. E poi meno burocrazia, vanno snellite le associazioni provinciali. Basta un'associazione regionale. La moltiplicazione delle nostre strutture associative, anche di servizio, sono costose e somigliano alla burocrazia romana». Scatta l'applauso.

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otto corsari turchi donati al re borbone - mario genco (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Palermo La storia di patron Francesco Tedesco cacciatore di pirati nel Mediterraneo Otto corsari turchi donati al re borbone La vicenda si svolse nel 1794 tra la Sicilia e la Sardegna Alla fine Ferdinando III accettò lasciando tutti contenti tranne i prigionieri MARIO GENCO «Chi afferra un turco, è suo»: anacoluto ancora in uso nella Sicilia nord - occidentale e specialmente a Trapani. Risale almeno ai tempi della guerra di corsa che, dalle opposte sponde del Mediterraneo, si combatté per tre secoli, almeno fino 1830. Turco era qualsiasi individuo che navigasse e predasse sotto bandiera della Sublime Porta, e perciò poteva essere oltreché turco-turco, tunisino, algerino, marocchino, libico e anche italiano, a cui si faceva seguire la definizione di "rinnegato". In quei secoli, i trapanesi fecero onore al detto, di cui probabilmente erano stati gli inventori. Invece questa è la storia di padron Francesco Tedesco, accanito cacciatore di corsari barbareschi, che fece prigionieri otto turchi e invece di chiedere la sua parte del prezzo di vendita o di riscatto, come aveva diritto, li volle regalare al Re Ferdinando III di Borbone. Nell´agosto del 1794, padron Tedesco era uscito in caccia con il suo «leutello» - il leuto era un piccolo veliero a due alberi - e trenta uomini di equipaggio. Nel mare di Porto Farina nell´isola Galita, catturò un sandalo barbaresco - il sandalo era un grosso battello a remi - e aveva preso prigionieri «otto turchi, quattro dei quali feriti». Aveva proseguito la crociera verso il mare di Sardegna ma, come spesso accadeva, da cacciatore diventò cacciato: una nave corsara algerina lo inseguì «per otto ore continue». Il leuto fu più veloce riuscì a rifugiarsi nel porto di Cagliati, da cui poi salpò e arrivò a Palermo. Erano tempi di colera, qui o la nel Mediterraneo di quegli anni era sempre tempo di colera, perciò Tedesco, per non passare lunghi giorni in quarantena, assicurò le autorità sanitarie di Trapani di non aver avuto contatto con nessun altro che con i suoi prigionieri, dai quali aveva avuto assicurazione che a Tunisi, Algeri e Tripoli «si sta bene in salute». Il medico della Deputazione di Sanità di Trapani certificò di averli trovati tutti «esenti da qualunque menomo morbo contagioso». Dei quattro feriti, certificava che le ferite di tutti sono già cicatrizzate; uno è ferito alla testa e al braccio sinistro con la mano inerte perché sono stati tagliati i tendini, e «quello� dello scroto per averli concorso qualche umore trovasi in digestione con qualche principio di corruttela». Intanto a Trapani era arrivata la notizia che uno schifazzo barbaresco aveva predato una barca peschereccia e l´intrepido Tedesco aveva deciso «con coraggio» di partire per catturarla e liberare i pescatori. Lasciò i prigionieri a Trapani, fra i quali ce n´era uno ferito tanto grevemente che rischiava di morire: li voleva regalare al Re. La notizia delle sue gesta, per i consueti tramiti gerarchici, era arrivata alla Corte di Napoli e il 21 agosto il ministro degli Esteri, e già direttore del dicastero della Marina, Jhon Francia Eduard sesto barone Acton, scrisse al viceré di Sicilia principe di Caramanico: «Avendo rilevato il Re... la preda fatta dal padron Francesco Tedesco di quel luogo (Trapani) di un Sandalo barbaresco con quattro turchi feriti nei mari di porto Farina col suo leutello, e quant´altro ha il detto Padrone dopo tal preda praticato per predare nei mari della Galita un altro legno, e per inseguirne un altro che disturbava la navigazione nei mari della sua Patria, la M. S. siccome è rimasto di tutto ciò con soddisfazione inteso, e loda il coraggio dell´ardito padrone, così io nel Suo Real Nome lo partecipo all´E. V. per la vostra intelligenza e di chi altro convenga». In quanto alla convenienza, i più diretti interessati erano gli armatori del bastimento comandato da Tedesco, Giacomo Guarnotta e il capitano di mare Domenico Romeo «fabbricanti di corali», che certo non volevano dispiacere al Re ma contavano almeno di affrancare le spese di armamento. Perciò, confermarono l´offerta dei prigionieri ma, aggiungevano, se il Re non li accettava, chiedevano l´autorizzazione di venderli. La burocrazia aveva i suoi tempi, anche perché prima si procedere alla spartizione e alla vendita del bottino si doveva attendere la sentenza del tribunale delle Prede, organo inappellabile che doveva giudicare della legittimità della preda. La risposta da Napoli arrivò solo il 4 gennaio del 1795. Il Re s´era compiaciuto di accettare il dono: «Si accettino i Turchi suddetti e trovandosi riscatto vada il prodotto di essi in beneficio delle vedove, come si è eseguito con gli altri Turchi venduti». Ma Guarnotta e Romeo avevano chiesto anche un risarcimento. A questo punto la procedura burocratica ebbe un´insolita accelerazione e l´11 gennaio Acton scriveva a Caramanico: «Chiedendo con l´annesso memoriale Giacomo Guarnotta e Domenico Romeo di Trapani, interessati alla preda fatta da padron Tedesco de´ saputi otto turchi, di liberarsi loro il prezzo dei medesimi, di modo che è stato solito praticarsi acciò possano in parte compensarsi delle spese fatte per detti Turchi, d´ordine del Re lo rimetto all´E. V. perché incaricatosi dell´esposto, e tenendo presente quanto trovasi sovranamente risoluto sull´assunto, provveda come in casi simili è stato solito praticarsi ed occorrendo riferisca». La procedura per la divisione delle prede era regolata per legge: tolto il 3 per cento del bottino per diritti al Tribunale delle Prede, il 10 per cento per il Fisco, tolte altre spese per balzelli, diritti vari e mantenimento dell´equipaggio per tutto il tempo della quarantena (corsari, prigionieri, mercanzie e bastimenti andavano sempre in quarantena), il resto spettava agli armatori, che a loro volta dovevano togliere quattro parti per i capitani e almeno una parte ciascuno per gli altri uomini dell´equipaggio, che di solito non era mai inferiore alle trenta unità. Così, «Turchi» a parte, furono tutti felici e contenti. La cassa di previdenza per le vedove ebbe la sua parte e Guarnotta e Romeo confermarono l´anacoluto, i turchi furono loro. Le fonti: Archivio di Stato di Palermo. Fondo Real segreteria, Incartamenti, Filza 5233; minute del notaio Giuseppe Serretta volume 35399.

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maschera e finzione classico eduardo - alessandra rota (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXI - Roma Al Teatro Vittoria "L´arte della commedia" Maschera e finzione classico Eduardo Maschera e finzione classico Eduardo Nella regia di Stefano Messina una riflessione attuale sull´impegno della politica verso lo spettacolo ALESSANDRA ROTA Un testo "classico" di Eduardo De Filippo, che risale al 1964 e che fa parte della raccolta Cantata dei giorni dispari, miscellanea delle commedie scritte nell´immediato dopoguerra e, quindi, nei giorni più difficili ("dispari" nel dialetto napoletano). Un´opera con una storia che può sembrare antica: il capocomico, la compagnia di giro rimasta senza il capannone itinerante per colpa di un incendio, il prefetto dal quale fare anticamera per chiedere una mano. Una struttura apparentemente semplice che nasconde una filosofia già superbamente analizzata da Luigi Pirandello: l´essere e l´apparire, l´attore, la maschera, la finzione. Così è se vi pare, uno nessuno centomila. Il gioco delle parti qui è tra il povero capocomico e il potente rappresentante dello Stato - appena insediatosi - che deve far rispettare la legge che, è noto, di arte si occupa poco. Solo che il commediante riesce ad instillare nell´uomo di governo il dubbio se tutto quello che vede è vero o se invece non sia frutto di una recita. Una piccola vendetta della cultura contro la cieca burocrazia. In scena fino al 12 febbraio al teatro Vittoria per la Compagnia Attori & Tecnici, regia di Stefano Messina, L´arte della commedia è anche una riflessione divertente e attualissima sul teatro e sulla sua funzione sociale, sull´impegno della politica a favore dei palcoscenici, ma negli ultimi tempi la tendenza è quella di tagliere i fondi per lo spettacolo più che con le forbici con la mannaia. Con Stefano Altieri, Renato Scarpa, Carlo Lizzani, Massimiliano Franciosa, Roberto Della Casa, Annalisa favetti, Riccardo Cascadan, Michele Lella, Ludovica Rosenfeld. Scene Alessandro Chiti, costumi Isabella Rizza, musiche Pino Cangialosi.

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valle del sole sconfigge la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Chieti Valle del Sole sconfigge la burocrazia Pizzoferrato: arriva l'autorizzazione, l'impianto di sci apre ai prezzi 2008 PIZZOFERRATO. Parte anche per Valle del Sole la stagione invernale. Alle 8,30 i fratelli D'Orfeo, gestori dell'impianto di sci, dopo l'ultimo collaudo, premono il pulsante verde dello "start". La sciovia che si mette in moto si lascia finalmente dietro le lentezze burocratiche e ritardi organizzativi che hanno rallentato oltremodo l'apertura del secondo polo turistico della provincia. E a Valle del Sole strizzano l'occhio ai turisti mantenendo invariate le tariffe. «Siamo contenti che anche per noi si possa parlare d'inizio di stagione invernale», afferma Graziano D'Orfeo, «adesso dobbiamo solo sperare che le condizioni meteorologiche siano favorevoli anche perché sulle piste ci sono circa 50 centimetri di neve che nei giorni scorsi è stata battuta. Tutto è pronto per ospitare sciatori e amanti della neve». L'impianto porta a una pista azzurra di 700 metri con un dislivello di 1300-1450; i prezzi sono 15 euro per il giornaliero e 11 per la mezza giornata. Che le cose si stessero mettendo al meglio per l'apertura lo si è capito quando è arrivata la comunicazione con cui l'Ustif (Ufficio speciale trasporti e impianti fissi) di Napoli ha rinnovato a Giuseppe Di Mascio, di Palena, l'abilitazione per responsabile d'esercizio d'impianti a fune. Nuovo è anche il direttore d'esercizio: Marco Cordeschi. La voglia è di guardare al futuro con nuovo impegno ed energie. Le piste di San Domenico si trovano in prossimità del villaggio turistico Valle del Sole, mega-struttura recettiva di 40mila metri quadri: 1800 appartamenti, 5mila posti letto, albergo-ristorante con piscina e campo da tennis. La struttura è a poco meno di 30 chilometri da Roccaraso. Diversi sono stati i progetti per "avvicinare" i due centri con la costruzione di nuovi tratti stradali. Ed è anche sul potenziamento o messa in sicurezza dei collegamenti che si gioca il futuro dell'intera area. «Il nostro sistema turistico è invidiabile», afferma il sindaco Nicola Tarantini (lista civica), «la gastronomia degli agriturismi e dei ristoratori è di qualità, abbiamo ancora degli artigiani, compreso gli orafi, negozi con prodotti di qualità e c'è la possibilità di affittare delle camere. La natura, poi, è eccezionale con possibilità di fuori pista o passeggiate per esempio nella faggeta dei Monti Pizzi». Matteo Del Nobile

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scafa, bagni del distretto asl fuori servizio (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 29 - Cronaca Scafa, bagni del distretto Asl fuori servizio La denuncia di una lettrice: «Così da oltre un mese e mezzo» SCAFA. Un servizio igienico rotto con tanto di cartello di avvertimento, un altro non efficiente perché gli utenti non scaricano l'acqua. Insomma, un grave disservizio che mette in fortissimo disagio un po' tutti. Accade, come riferisce una lettrice, al Distretto sanitario di Scafa, nei bagni del primo piano. Lei arriva da un'altra città per seguire un ciclo di cure a Scafa e trova giornalmente una condizione di impraticabilità dei servizi igienici. «Alle mie ripetute lamentele presso il reparto» racconta «mi è stato risposto che della manutenzione pare si occupi una persona anziana "tuttofare", in base alle priorità che gli vengono indicate. Non ho parole! So solo che ho trovato il coraggio di rendere nota questa situazione, in preda alla esasperazione. Visto che finora non è stato fatto nulla, spero che ora il problema venga preso in considerazione e che possa essere risolto». Non è solo una questione di decenza ma soprattutto del funzionamento di un servizio essenziale per il pubblico, e poi di igiene e sicurezza all'interno di un luogo dove vengono erogati servizi sanitari. Oltrettutto, sembra che la brutta storia del bagno sempre intasato, e dunque impraticabile, vada avanti da più di un mese e mezzo. Un arco di tempo intollerabile che non trova alcuna giustificazione, nemmeno nei tempi biblici della burocrazia e della malasanità. (w.te.)

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La rivoluzione dell'Asl provinciale parte dalla riorganizzazione amministrativa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il punto in un convegno a Casale La «rivoluzione» dell'Asl provinciale parte dalla riorganizzazione amministrativa I cambiamenti organizzativi nella nuova Asl-Al ci sono stati, eccome, se dalla trentina di Strutture complesse si è passati a una decina. E proprio i nuovi assetti organizzativi per una nuova funzione amministrativa sono stati al centro di una giornata di studi e confronto. Non tanto un problema di risparmio di risorse, quanto di migliore organizzazione, perché spesso, come ha sottolineato Stefano Manfredi (foto), direttore amministrativo dell'Asl-Al, ma anche colleghi dell'Asl di Bologna (Luca Baldino) e dell'Asl di Pistoia (Stefano Simonetti), «il personale sanitario si occupa anche di amministrazione». Un chirurgo, validissimo dal punto di vista operatorio, potrebbe, ad esempio, essere affiancato da un tecnico che si occupi di amministrazione. Quindi due scale paralllele di «carriera», una come responsabile della struttura complessa, l'altra per funzioni più prettamente amministrative. Un «modus operandi» che si riflettterà positivamente anche sull'utente, con personale «che non si dividerà più in due tra funzioni sanitarie e amministrtative». Una parte di esso si potrà impiegare in servizi «front-office», con una più puntuale informazione alla clientela e uno snellimento della burocrazia. «Ovvio - commenta Manfredi - che il processo deve essere condiviso, per non penalizzare nessuno».

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lo bello: "tra burocrati e politici l'assistenzialismo è duro a morire" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo La polemica Lo Bello: "Tra burocrati e politici l´assistenzialismo è duro a morire" Il problema non è il blocco delle attività, ma la mancanza di un ceto amministrativo all´altezza «Al di là della polemica politica sulla paralisi, rimane aperto il cuore della questione: quello di una burocrazia non efficiente e di un modello politico assistenziale che va riformato perché non fa altro che danneggiare la Sicilia». Il presidente di Confindustria Ivan Lo Bello, non vuole intervenire nella polemica sulla riforma dei dipartimenti che ha paralizzato la macchina burocratica, ma torna a chiedere al governo regionale «iniziative per migliorare il proprio apparato, tagliando con un passato fatto di rendite, assistenzialismo e privilegi». Presidente Lo Bello, Confindustria ha denunciato per prima la paralisi della macchina regionale. Paralisi che ieri il governatore Lombardo ha bollato come una «sciocchezza mediatica, una cretineria». «Il problema non è la paralisi o la polemica che ne è seguita. Quello che noi denunciamo, e da tempo, è la mancanza di una burocrazia efficiente. Nonostante al suo interno ci siano funzionari e dirigenti di alto livello, è indubbio che qualcosa non va: c´è un´idea di assistenzialismo radicata nella politica e nella stessa burocrazia regionale che tarda a scomparire. In questi otto mesi il governo Lombardo ha fatto cose importanti nel campo della sanità, degli Ato rifiuti o dei consorzi di bonifica. Ma rimangono dei punti sui quali occorre intervenire al più presto, noi siamo disposti a sostenere le iniziative vere di riforma». Quali sono le pecche attuali della burocrazia? Cosa non va negli uffici regionali? «Ad esempio in questo momento un ufficio cruciale, quello della Valutazione d´impatto ambientale all´assessorato Territorio e ambiente, è senza dirigente e sotto dimensionato. Al palo rimangono quasi 4 miliardi di euro di investimenti nel settore energetico, con iter autorizzativi che ancora non sono conclusi. Per non parlare dell´enorme lentezza della burocrazia nelle procedure di spesa, con centinaia di imprese che vantano crediti con la Regione da anni». Ma al di là delle critiche alla burocrazia, quali sono le proposte degli industriali per migliorare il rapporto con la macchina regionale? «Abbiamo chiesto al governo di autorizzare almeno la certificazione dei crediti alle aziende, consentendo agli imprenditori di poter chiedere aiuto alle banche sapendo di avanzare somme certe dalla Regione. Non solo. Chiediamo anche di puntare alla qualità della spesa pubblica: non a caso con una lettera inviata all´assessore ai Beni culturali, Antonello Antinoro, ho chiesto il rinnovo del finanziamento alla produzione della fiction "Agrodolce" messo in dubbio dallo stesso assessore. Perché come Confindustria difendiamo la spesa regionale che produce occupazione, come è avvenuto nel caso di "Agrodolce": si tratta di un´iniziativa nuova che ha bisogno di tempo per essere valutata. Certamente ha prodotto posti di lavoro qualificati in un settore, quello della fiction, in grande crescita e che adesso vede anche la Sicilia protagonista». Se la Regione non cambia rotta, cosa rischia davvero il mondo delle imprese? «Rischia di crollare sotto il peso di una crisi che anche nel 2009 si annuncia molto forte. Secondo Confindustria il Pil nazionale calerà del 2 per cento rispetto allo scorso anno e in Sicilia la previsione è peggiore. è essenziale che le imprese si confrontino con un´amministrazione pubblica efficiente. Noi siamo disposti a fare la nostra parte, non troviamo utile che su temi delicati come questi, però, la politica faccia solo una sterile polemica». a. fras.

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Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

SENIGALLIA pag. 14 Rifiuti all'ex scalo merci fermi per la burocrazia Piazzetta e parcheggio in degrado, nessuno provvede di SANDRO GALLI SENIGALLIA IN UN LATO, una sedia in ferro ripiegata e arrugginita accanto ad un grosso sacco pieno di rifiuti. Nell'altro lato erbacce, sterpaglie ed ancora rifiuti in terra e segni di trascuratezza. Logica vorrebbe la rimozione di questi rifiuti, che sono lì ormai da alcuni mesi. Sì, perchè alcuni residenti in zona li hanno notati già dall' estate scorsa ma ancora oggi sono nella stessa posizione. La logica, dicevamo. Quando questa si scontra però con una ferrea procedura burocratica tutta italiana, allora le cose si complicano: come in questo caso. Sì, perchè quello scoperto dal Carlino è uno dei classici casi di conflitto di competenze. Solo che a rimetterci non sono soltanto l'immagine ed il decoro di una zona della città ma anche i residenti nelle vicinanze, alle prese con problemi igienici ed anche con la presenza di ratti ed altri animali. ANDIAMO con ordine: lo scenario è quello della piazzetta utilizzata come parcheggio antistante la chiesa della Pace in via Sanzio, lungo la statale Adriatica nord. Uno spazio molto frequentato soprattutto in estate, ed utilizzato da turisti che lasciano le auto in sosta prima di recarsi in spiaggia, a poca distanza. La piazzetta in questione si trova a ridosso del vecchio scalo merci delle Ferrovie, lungo le rotaie; una struttura chiusa ormai da tempo. Così come l'accesso, in prossimità del quale - in entrambi i lati - i rifiuti abbandonati fanno bella' mostra. Ed anche se spesso la loro visuale viene coperta dalle auto in sosta, i rifiuti e le erbacce rimangono al loro posto. Perchè nessuno li rimuove? Semplice, quanto burocraticamente capzioso': la piazzetta-parcheggio, così come lo scalo merci, sono di proprietà delle Ferrovie; quindi la relativa pulizia e la rimozione dei rifiuti spetterebbero agli addetti della società, non avendo il Comune la competenza su tale area. La conferma viene dall'assessore all'ambiente, Simone Ceresoni. Assessore, come stanno le cose? 'Prendiamo atto della segnalazione del Carlino'' Ceresoni. Da parte nostra approfondiremo la questione che interessa evidentemente non solo i residenti nelle vicinanze ma anche la città in quanto situazioni analoghe potrebbero ripresentarsi''. In che maniera si potrebbe trovare una soluzione? 'Verificando la presenza dei rifiuti e la competenza su quell'area. Se come tutto lascia supporre la zona interessata risulterà essere delle Ferrovie, ci adopereremo affinchè questa provveda alla rimozione dei rifiuti ed alla pulizia. Scriveremo quindi ai responsabili provinciali delle Ferrovie in maniera tale che possano intervenire entro breve tempo''. E se questo non fosse sufficiente? 'In questo caso valuteremo assieme al sindaco anche la possibilità di emettere un'ordinanza che intimi la pulizia dell'area in questione alle Ferrovie''. SEMPRE IN TEMA di pulizia, sia l'assessorato all'ambiente che il consorzio Cir 33 annunciano il potenziamento dei controlli da parte della polizia municipale e di eco volontari nei confronti dei trasgressori al corretto conferimento dei rifiuti. Il nuovo regolamento di igiene approvato a fine 2008 dal consiglio comunale inasprisce infatti le sanzioni per quanti abbandonano rifiuti fuori dai contenitori e nei confronti di chi getta sacchetti ed altro materiale nelle varie discariche a cielo aperto. Una task force di vigili del servizio ambiente dagli inizi dell'anno segue con particolare attenzione questo aspetto. D'altro canto gli eco volontari del Cir 33 - dopo aver nei mesi scorsi sensibilizzato gli utenti sul corretto modo di conferire i rifiuti - stanno effettuando controlli in maniera capillare, pronti a segnalare anomalie o disfunzioni. Image: 20090118/foto/196.jpg

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prima il ponte, poi il turismo - giovanni gelsomino (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 13 - Gallura «Prima il ponte, poi il turismo» Pronto un progetto legato al nuovo collegamento sul Coghinas BORTIGIADAS Il sindaco: vacanze a contatto col lago GIOVANNI GELSOMINO BORTIGIADAS. «Facciamo l'esempio di Bortigiadas - aveva detto Renato Soru -, non è così distante dal mare. Basterebbe migliorare la strada e la distanza verrebbe ridotta a soli sette chilometri. Potrebbe così diventare un paese turistico di alta qualità». Un modello di sviluppo che mira a creare e a distribuire meglio la ricchezza «un po' a tutti, agli allevatori, ai produttori, ai proprietari di case, senza dover consumare l'ambiente», aveva poi aggiunto. «Ebbene - dice ora il sindaco Emiliano Deiana - con la delibera della giunta regionale del 3 dicembre i "sette chilometri" fatidici citati dall'allora presidente, stanno per diventare realtà. Bisogna superare alcuni passaggi istituzionali e le lungaggini imposte dalla burocrazia». Intanto c'è un primo finanziamento di un milione e 800 mila euro per la realizzazione di un ponte sul fiume Coghinas a servizio delle frazioni di Tisiennari, in Località Ponti Ecciu. «Una volta che verrà realizzato - continua Deiana -, il ponte rappresenterebbe anche il collegamento non solo fisico, ma anche culturale fra la Gallura e l'Anglona: la porta di ingresso di due aree geografiche, ma soprattutto uno scambio continuo e un legame più forte fra due popolazioni, due culture, due identità». Ma non è tutto: c'è un progetto per tutta l'area costituita attorno al fiume, precisamente il lago inferiore del Coghinas e le Terme di Casteldoria. «L'amministrazione comunale - continua il sindaco - ha predisposto un progetto funzionale che colloca l'uomo a diretto contatto con l'elemento naturale più importante: l'acqua del lago. Il progetto prevede la realizzazione di un centro di canottaggio, un pontile di alaggio, un bar ristorante con terrazza, pronto soccorso, palestra, locali di servizio e un area esterna per il rimessaggio delle barche. Tale progetto serve da stimolo anche per le iniziative private che potrebbero dedicarsi ad attività ricettive e di ristorazione in armonia con la piccola borgata di Lu Scupaggiu. E con la realizzazione del nuovo ponte - conclude Emiliano Deiana - si potranno raggiungere le località balneari di Valledoria, di Badesi e Isola Rossa in pochissimi minuti».

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<Brancher e Carroccio, temo per voi che il governatore resterà molto a lungo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-01-18 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'intervento La polemica Dopo la visita di Veltroni la Lega accusa: «Niente lezioni da lui» «Il governatore impugni il decreto anticrisi» Pd e sindaci, fronte comune contro Roma «Brancher e Carroccio, temo per voi che il governatore resterà molto a lungo» Paolo Giaretta (Pd) Il segretario veneto del Pd chiederà al governatore di ricorrere davanti alla Corte Costituzionale Cara Dal Lago, caro Brancher e cari amici della Lega… temo per voi che il presidente del Veneto Giancarlo Galan avrà ancora lunga vita. Lo vuole qualche milioni di veneti, anche se a voi la cosa può non piacere. Lo vuole il gradimento del presidente della Regione, salito fino al 58% nell'ultimo sondaggio del Sole24Ore, gradimento che evidentemente procura qualche mal di pancia. Ci si dovrebbe invece interrogare sul motivo di tale consenso e si capirebbe che il merito di Galan è quello di aver pensato a grandi progetti per il Veneto, progetti che sono destinati a lasciare il segno nelle prossime generazioni. Non conta se tali idee Galan le ha avute a pesca, ispirato dai mari e dai tonni. Conta che il governatore ha fatto le sue battaglie e i risultati gli stanno dando ragione. E, aggiungo, sono sotto gli occhi di tutti: basta saperli vedere. \\ Ci aspettiamo che alle proteste, la destra veneta segua con i fatti VENEZIA — La battaglia sul patto di stabilità non si ferma. E il fronte passa dalle aule del Parlamento (dopo la Camera il decreto passa al voto del Senato) alle aule di giustizia. I senatori veneti del Pd, i sindaci del 20% dell'Irpef e l'Anci Veneto hanno infatti deciso di chiedere al governatore Galan che impugni davanti alla Corte Costituzionale il decreto che autorizza Roma a sforare il patto di stabilità, ma nega la stessa opzione per i comuni virtuosi. «Se il decreto dovesse uscire dal Senato con quella norma odiosa immutata, la strada è impugnare il provvedimento davanti alla Corte costituzionale, in quanto è lesivo principio di uguaglianza di tutti i cittadini – spiega Paolo Giaretta, senatore e segretario veneto del Pd – chiederemo a Galan di farlo, visto che come presidente di Regione, ne ha le facoltà. Ci aspettiamo che alle proteste, la destra veneta segua con i fatti». L'intervento di Giaretta è il prolungamento ideale di quello del segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, che a Mestre ha accusato la Lega, per questo, di aver tradito il Nord. «Non so con che faccia il leader del Comincio con il gasificatore di Porto Tolle, argomento più che mai attuale in questo momento di crisi internazionale nell'erogazione del gas. L'impianto veneto in funzione potrà garantire al Veneto – e non solo – la possibilità di uscire dal monopolio russo, consentendo così di acquistare il gas in tutto il mondo a prezzi più vantaggiosi. E Galan ha vinto questa battaglia, lo vorrei ricordare, contro – tra gli altri – magi-strati, ambientalisti e leghisti. Vogliamo poi parlare del Mose a Venezia. Anche in questo ambito il governatore ha portato avanti il progetto, ottenendo i finanziamenti e avviando l'opera pur tra molti ostacoli, come i ricorsi, la burocrazia e molti nemici. La battaglia è ormai vinta e nessuno mette più i bastoni tra le ruote, specie dopo quanto è successo di recente a Venezia. Il prossimo 8 febbraio, poi, verrà inaugurato dal premier Silvio Berlusconi il Passante di Mestre. Dopo 30 anni, finalmente l'incubo per pendolari, automobilisti e camionisti finirà e i Paesi dell'Est, in via di sviluppo, saranno più vicini. Conosco bene il governatore e so che su questo tema potrebbe scrivere un libro, per spiegare alla gente veneta le difficoltà incontrate e l'impegno che ha dovuto profondere per ottenere il risultato finale. Un risultato che è una grande vittoria per il Veneto e una grande eredità per le prossime generazioni. Non possiamo infine dimenticare la brillante intuizione di Galan su Alpe Adria, non ancora capita soprattutto dai leghisti filo lombardi, grazie alla quale il Veneto guarda al mercato del-l'Est europeo e ha una concreta possibilità per sviluppare la propria economia in un elevato bacino d'utenza. Pd — replica il vicepresidente della Regione, Franco Manzato — venga a proporre le sue teorie al nord, quando ha la coda di paglia di un buco di diversi miliardi lasciato a Roma. Con che faccia viene in Veneto a criticare la Lega e il governo? Meglio che vada altrove a parlare di prese in giro e di auto blu: io non ho né auto blu né autista. Non così ad esempio una nota rappresentante del Pd che lo scorso anno è venuta da Roma a Padova in auto blu. E lui, Veltroni, com'è venuto a Mestre?». Stesso tono per il capogruppo veneziano del Carroccio Alberto Mazzonetto, che, lapidario, dice «non accettiamo lezioni da lui, i malanni li hanno già combinati i suoi compagnucci Zoggia e Cacciari». La difesa del Pd arriva dal ministro ombra Andrea Martella: «La verità è proprio che la Lega sta tradendo le ragioni del Nord, malgrado i tanti proclami fatti su federalismo, libertà, mercato e sicurezza. Lo si è visto sul caso Alitalia, lo si vedrà presto sulla questione del federalismo fiscale, a oggi poco più di una bandiera, priva di risorse finanziarie e con lunghissimi tempi di realizzazione». Tiziano Zigiotto Consigliere regionale Pdl

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Prevenzione a scuola, Rigatti attacca l'Asl (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-01-18 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Prevenzione a scuola, Rigatti attacca l'Asl L'urologo: il progetto sulle malattie andrologiche fermo da quasi un anno. Stop incomprensibile Già finanziato con 200 mila euro, il progetto è fermo da quasi un anno al dipartimento Prevenzione dell'Asl è conosciuto soprattutto come medico di personaggi potenti (da Bettino Craxi, che operò in Tunisia, a Silvio Berlusconi). Ma oggi l'obiettivo dell'urologo Patrizio Rigatti è prendersi cura (anche) dei quattromila ragazzi che frequentano la quinta superiore a Milano: «Da quando non c'è più la visita di leva, le malattie andrologiche rischiano di essere scoperte in ritardo, con il conseguente aumento delle complicazioni — dice —. Il pericolo principale è l'infertilità ». Per offrire ai 18enni la possibilità di sottoporsi a uno screening gratuito a scuola, il primario di urologia del San Raffaele ha messo a punto un progetto dal titolo anglo-padano: «Gio why not?». Lo scopo è la diagnosi precoce di patologie come il tumore dei testicoli, il varicocele, la fimosi, il frenulo breve e le infezioni genitali. Peccato che l'idea, già finanziata con 200 mila euro, sia ferma da quasi un anno sul tavolo del dipartimento di Prevenzione dell'Asl. «è uno stop incomprensibile», sbotta Rigatti che ha parlato della questione anche al ministro della Sanità in pectore Ferruccio Fazio. Niente di fatto, il programma di prevenzione non riesce a decollare. I moduli che dovevano essere distribuiti nelle scuole riportano la data del 1Ë? aprile 2008. Ma in realtà i formulari con la presentazione dell'iniziativa non sono mai stati distribuiti. «Il progetto ha avuto il via libera dell'Asl, d'accordo anche il Pirellone — racconta Rigatti —. Ma la pratica è bloccata in via Statuto. Finora nessun sollecito è servito». Il tutto si è arenato nelle pastoie della burocrazia. «A danno dei giovani», denuncia Rigatti. «Gio why not?» vuole offrire un incontro di educazione sanitaria alla presenza dei docenti, due classi per volta. Dopo una/due settimane per gli studenti che lo desiderano è prevista una visita medica dalla durata di 20-30 minuti, con esami non invasivi. Una relazione da consegnare al medico di famiglia riassumerà, poi, le condizioni fisiche del giovane. «Le patologie andrologiche spesso sono asintomatiche — spiega Rigatti —. Non solo: i diciottenni sono poco informati. Così certi problemi rischiano di trascinarsi per anni. Nata per colmare il vuoto lasciato dalla visita di leva, l'idea mira anche a porre un freno alle malattie trasmesse sessualmente». Ma, per ora, il progetto è solo sulla carta. Simona Ravizza sravizza@corriere.it

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La Corte frena sulla scarcerazione <Asilo politico? Atto di un ministro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 18-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-18 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Lo scontro I giudici non condividono la scelta del governo. Che ora si divide La Corte frena sulla scarcerazione «Asilo politico? Atto di un ministro» RIO DE JANEIRO — «Se Lula avesse immaginato...». La battuta di un politico dell'area di governo si ferma a metà, ma dice abbastanza. In Brasile il polverone provocato dall'asilo politico concesso a Cesare Battisti è andato ben oltre le attese di chi ha voluto o appoggiato la polemica decisione. Con una conseguenza evidente: a quattro giorni dalla scelta del ministro della Giustizia Tarso Genro, l'ex terrorista è ancora in carcere. Volato a Brasilia poche ore dopo la sentenza, il difensore Luiz Eduardo Greenhalgh era convinto di riportarsi a casa Battisti in poche ore, dopo il via libera del Supremo, il tribunale più alto che ha in mano la pratica di estradizione. Per altri due giorni si è parlato di tempi tecnici, normale burocrazia. Ora invece — e la reazione italiana non può non aver influito — il Brasile si trova immerso in un delicato impasse istituzionale, dal quale Lula dovrà cercare di uscire senza perdere la faccia. è evidente che il potere giudiziario non ha per nulla gradito la scelta del governo, quindi politica, di salvare Battisti mentre tutto stava procedendo verso l'estradizione in Italia. Gilmar Mendes, presidente dell'Stf (l'equivalente della nostra Corte costituzionale) ha liquidato come «un atto isolato del ministro» la concessione dell'asilo politico. E non ha ancora firmato l'ordine di scarcerazione. Secondo Mendes, mai il Supremo brasiliano ha sospeso un processo di estradizione quando l'organo preposto a decidere un asilo politico, il Conare, ha già dato parere negativo. Il riferimento è alla sentenza di primo grado, emessa lo scorso 28 novembre, quando la richiesta di Battisti venne respinta. Il ministro Tarso Genro, ministro della Giustizia brasiliano, è stato per anni sindaco di Porto Alegre dove ha promosso il bilancio partecipativo e il Forum sociale mondiale, fino a diventare una specie di icona no global

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Avvocati italo-spagnoli, la pacchia sta per finire (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette Numero 015  pag. 2 del 19/1/2009 | Indietro Avvocati italo-spagnoli, la pacchia sta per finire AVVOCATI OGGI / PREVIEW Di Gabriele Ventura Una nuova scorciatoia per passare il famigerato esame da avvocato. Basta andare in Spagna, dove passare le prove sarebbe un gioco da ragazzi, e farsi convertire il titolo in Italia. Unico problema: la burocrazia. Ma non per Omologazionetitoli.it, che si autodefinisce «il portale italiano per l'omologazione dei titoli in Europa», e che si propone appunto di prestare soccorso al potenziale avvocato che vede l'esame come una montagna insormontabile: «Sos Titoli», campeggia sul sito, «è la soluzione a tutto questo». «Omologazionetitoli.it», si legge, «nasce per offrire un servizio semplice ed efficace a tutti coloro che, per i più svariati motivi, vedono sfumare ogni anno la possibilità di esercitare liberamente la professione legale. La decimazione alla quale siamo costretti ad assistere ogni anno ai vari esami di stato di sicuro non ci dà una carica di entusiasmo. Quotidianamente sentiamo parlare i colleghi di paradisi spagnoli dove ottenere il titolo è facile come sposarsi a Las Vegas». «Tutto facile», si precisa, «ma girando sui forum si scopre che non è così e che la complicata burocrazia italo-spagnola spesso si blocca rendendo vano il lavoro di mesi e persi migliaia di euro».Il servizio propone 3 pacchetti per ovviare a tutto ciò: quello base, che comprende «l'avvio pratica in tutti i suoi aspetti tecnici e burocratici fino alla comunicazione ufficiale da parte del ministero della scienza e dell'educazione spagnolo». Quello premium, che in più prevede «l'orientamento alla scelta della sede universitaria presso cui svolgere la prova di attitudine e assistenza agli incombenti burocratici relativi all'iscrizione universitaria con supporti didattici dedicati». E infine quello platinum, dove «l'azienda si offre per indicare le modalità, il luogo e ogni aspetto necessario a conseguire l'iscrizione all'albo degli avvocati spagnoli e a quello degli avvocati italiani». Il tutto, con garanzia «soddisfatto o rimborsato» per 2 anni. Poi si legge una previsione che non farà piacere al Cnf: «Un fenomeno in forte ascesa, dalla Val d'Aosta alla Sicilia la fuga verso la Spagna ha già spianato la strada a migliaia di neo-avvocati, le previsioni per il 2008-2009 annunciano un boom pazzesco, dato che dal 2011 verrà dato uno stretto giro di vite anche in Spagna».

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Missione Italia per le law firm del Belpaese (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette Numero 015  pag. 201 del 19/1/2009 | Indietro Missione Italia per le law firm del Belpaese AVVOCATI OGGI Di Roberto Miliacca è più facile fare impresa in Namibia che in Italia. Nella classifica mondiale sulla libertà economica pubblicata dall'Heritage Foundation e dal Wall Street Journal, l'Italia scivola dal 64esimo al 76esimo posto, dietro Kirghizistan, Namibia e Madagascar. Al primo posto si conferma Hong Kong, seguita da Singapore e Australia. Tutti i maggiori paesi europei, invece, si posizionano prima dell'Italia (Irlanda al quarto posto, Regno Unito al decimo, Germania al 25esimo, Spagna al 29esimo posto e Francia al 64esimo). Le cause della perdita di posizioni del Belpaese? Sullo sviluppo della libertà economica in Italia pesano molto sia la spesa pubblica che la corruzione. E poi troppo spesso la malaburocrazia e la farraginosità normativa costituiscono un costo aggiuntivo che scoraggia gli imprenditori italiani e soprattutto gli stranieri a investire sull'Italia. Lo sanno bene gli studi legali che operano nel Belpaese. Ogni volta che qualche operazione va in porto, a monte c'è sempre stato, da parte di un avvocato-consulente, un lavoro certosino per convincere gli stranieri che anche in Italia gli affari si possono fare. E sono proprio loro, i legali, a metterci la faccia, a fare da attrattori degli affari, sobbarcandosi l'onere di «rappresentare» l'Italia e il suo sistema economico-giuridico nel miglior modo prossibile, risolvendo tutti quegli enormi problemi che proprio il rapporto dell'Heritage Foundation da anni racconta e fotografa. Certo, nessuno è un missionario quando lavora: per dare questa «rappresentazione» favorevole e attraente dell'Italia, decine di uomini, in ciascuno studio, stanno per ore piegati su computer e codici, e, alla fine, questo impegno se lo fanno pagare. Eppure questo sforzo, se si raffrontano, per esempio, i numeri delle operazioni di merger&acquisition che i grandi studi legali in Europa e nel mondo hanno chiuso nel corso del 2008 (un ampio servizio è all'interno di AvvocatiOggi) rispetto a quelle che si sono concluse in Italia, si capisce che il lavoro delle law firm che lavorano nel Belpaese è veramente molto più duro e complesso di quello degli altri paesi. Dove ci sarà, sì, la crisi economica, ma dove almeno le leggi sono stabili e la burocrazia funziona. Due elementi che fanno la differenza, come ben sanno gli avvocati italiani. Ai quali non possono che andare i nostri complimenti, soprattutto per il coraggio di svolgere una professione che, talvolta, consentiteci il termine, è veramente una missione.

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Tredici mesi d'attesa per un comunicatore (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

cronaca pag. 13 «Tredici mesi d'attesa per un comunicatore» La burocrazia non sempre va d'accordo con la malattia. Meno ancora quando la malattia si chiama Sclerosi laterale amiotrofica e ti isola dal mondo togliendoti movimento, gesto e parola. Virgilio Baruffaldi di Salò ci fa i conti da cinque anni. Ormai è in grado di muovere solo gli occhi per comunicare. Da un anno sta aspettando dall'Asl un comunicatore a scansione oculare. Gli arriverà il mese prossimo. Ma a quanto pare per ottenerlo c'è voluta tutta la caparbietà dei suoi parenti. La storia che raccontano la cognata Eugenia Zanca, la sorella Serenella e il fratello Massimo non è di quelle confortanti. Dicono di averne fatto richiesta nel gennaio 2008 all'Ufficio ausilio e protesi dell'Asl di Salò. Ma «in quell'ufficio non conoscevano la malattia - dice Eugenia - né che si potesse ottenere un comunicatore. Per questo ci hanno detto infastiditi che non avrebbero protocollato la nostra richiesta». Per una volta, tuttavia, non si trattava di arroganza burocratica. La possibilità di ottenere il computer che permette di parlare con gli occhi per i malati di Sla si è avviata nel dicembre 2007 grazie a uno stanziamento di 10 milioni di euro da parte dell'ex ministro Livia Turco. L'unica Regione ad attivarsi per usare i fondi è stata la Lombardia. Ma lo ha fatto solo nel giugno scorso. E quando i Baruffaldi hanno presentato la domanda in effetti non se ne sapeva nulla. La stessa dottoressa Roberta Morini, che ha prescritto il comunicatore a Virgilio, precisa che «la richiesta è diventata operativa a ottobre a causa dei tempi tecnici». Nel frattempo, però, i parenti di Virgilio non se ne sono stati con le mani in mano. E «grazie all'aiuto dell'avvocato Bruno Faustini - raccontano - siamo riusciti a presentare la nostra domanda, ma non sappiamo come sarebbero andate le cose senza l'aiuto di un amico». FORSE non sarebbero andate in modo molto diverso. Nei fatti a ottobre Virgilio Baruffaldi ha ottenuto il comunicatore. Il problema è che al momento era disponibile solo il modello «Erika», dotato di uno schermo con una piccola telecamera e non adatto a Virgilio, che ora aspetta il più nuovo «My-Tobii» (costa circa 20 mila euro) promesso per febbraio. Alla fine ci saranno voluti 13 mesi, a fronte di una malattia che progredisce rapida. Ai familiari resta l'amarezza dell'attesa. Ma anche loro si rendono conto di aver fatto da apripista. E restano con la speranza che «in futuro, per gli altri malati le cose vadano meglio». MI.VA.

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I tempi della città Milano impari da Londra (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Trasporti e code alle mostre I tempi della città Milano impari da Londra SEGUE DA PAGINA 1 Questa nuova élite che "usa" la città e guarda a Londra e New York come modelli, costruisce l'immagine internazionale di Milano. E chiede servizi adeguati ai suoi tempi di vita e di lavoro. Si tratta di manager, analisti, dirigenti nel campo della finanza, della moda, del design e della cultura, che si spostano in Europa, che sono abituati e disponibili ad usare i mezzi pubblici. Milano è in grado di soddisfare questa "nuova borghesia senza diritti"? Una "classe" che non preme sulla politica perché non l'apprezza, non partecipa alla vita pubblica (e spesso non vota), ma valuta e giudica la metropoli e l'abbandona se non è in grado di dare una risposta ai propri bisogni. Una popolazione disponibile a pagare di più il biglietto del metrò per andare rapidamente a Linate o in centro, che maledice il taxi bloccato in coda in Corso XXII Marzo e così giudica Milano una città inadeguata alle sue esigenze, ai suoi tempi. La riflessione vale anche per la mostra di Caravaggio contrassegnata ieri da lunghe code all'ingresso. Perché le attese al freddo? Perché non tentare di limitare le perdite di tempo indicando quanto dura la fila, fornendo un numero (e rendendo disponibile un bar)? Tanto poi i quadri sono visibili in scaglioni orari precisi e la coda all'ingresso è regolata dal flusso all'interno. Perché non pensare che i milanesi hanno tempi diversi da quelli della burocrazia dei musei? E' vero che Londra non sta meglio, ma è la città che ci prova, che ha combattuto lo smog negli anni '60, disinquinato il Tamigi, che ha inventato la "Congestion charge". Forse non si tratta solo di investire nel trasporto pubblico come tutte le metropoli dicono di voler fare (a Heathrow con la contestata terza pista, già è previsto un nuovo collegamento ferroviario ad alta velocità, per esempio) ma di selezionare l'investimento rispetto al cambiamento della popolazione che vive la città e che fino ad oggi il sistema ha malamente inseguito. "Tanto i ricchi vanno in taxi" si diceva quarant' anni fa. Ma oggi i taxi non sono più una risposta adeguata. Il risultato della strategia dei trasporti e la visione dei tempi della città qualificherà Milano nel 2015, ma il sindaco, da imprenditore internazionale qual è, non avrà difficoltà a "pensare londinese". Antonio Morra Il cambiamento L'investimento va selezionato rispetto al cambiamento di chi vive la città

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Accesso vietato agli studiosi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: CORRISPONDENZE E INCONTRI data: 2009-01-18 - pag: 24 autore: Cultweb di Chiara Somajini Accesso vietato agli studiosi è stato via Twitter, uno strumento per il microblogging, che la notizia dell'aereo "atterrato" nel fiume Hudson ha fatto il giro del mondo, anticipando le agenzie di stampa. Un altro (piccolo?) primato degli innumerevoli individui che animano informalmente la Rete. Mentre le loro intraprendenza e velocità di azione sono in formidabile ascesa, a lamentarsi della burocrazia, dei costi elevati, dei legacci normativi ridondanti e poco trasparenti sono le istituzioni e i ricercatori. è il caso di un appello lanciato dal Max Planck Institut per la storia della scienza (http://idw-online.de/pages/ en/news?id=296666). Dove si chiedono nuove regole per consentire agli studiosi di accedere in maniera libera e gratuita a materiali visivi che servono loro a fini scientifici. Immagini in alcuni casia pagamento nonostante siano fuori diritti - per esempio qualora un'istituzione come un museo, un archivio, una biblioteca abbiano dovuto delegare a una società esterna la gestione del patrimonio iconografico. Sul sito del Max Planck, tra i promotori della dichiarazione di Berlino del 2003 (http://oa.mpg.de/openaccessberlin/ berlindeclaration.html) che difende il diritto al libero accesso alla conoscenza scientifica e umanistica in ambiente digitale, il problema viene illustrato e viene indicata una serie di raccomandazioni (http://www.mpiwgberlin. mpg.de). c.somajni@ilsole24ore.com

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BATTESIMO DEI BAMBINI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-01-19 num: - pag: 27 categoria: BREVI BATTESIMO DEI BAMBINI Le parole del Papa Caro Romano, sul Corriere della Sera del 12 gennaio è riportata una dichiarazione del Papa che testualmente recita «i bambini non sono proprietà dei genitori, che non devono imporre loro le proprie idee». Non trova curioso che questa frase sia stata pronunciata in occasione della cerimonia battesimale di 13 neonati, che certamente non hanno scelto loro di avvicinarsi alla religione cattolica? Francesco Fioriti francesco.fioriti@ libero.it L'autorità dei genitori nel battesimo dell'infante fu argomentata e giustificata da San Tommaso d'Aquino. Ma il bambino non è un infante, e spiace anche a me vederne qualcuno, per esempio, manifestare contro il ministro Gelmini sulle spalle dei genitori. IN PARLAMENTO L'entità delle pensioni Caro Romano, sono un suo attento lettore, ma non mi sembra di aver letto nelle sue rubriche richiami a far sì che il legislatore, per recuperare capitali da elargire a chi non arriva a fine mese (pensionati al minimo), attinga o voglia attingere ai super pensionati (parlamentari e magistrati) che incassano dai 10 mila ai 14 mila euro mensili e appunto distribuire il di più. Che ne pensa? Non crede che con 5 mila euro anche un parlamentare ne avrebbe a sufficienza per arrivare alla fine del mese? Lorenzo Alberini immobiliarevillatagliata@ fastwebnet.it Penso che la questione debba essere posta diversamente. Non credo che la riduzione degli emolumenti e delle pensioni dei parlamentari possa dare un effettivo contributo alla soluzione dei problemi sociali del Paese. Il vero problema non è economico, ma politico e morale. Se facessero qualche sacrificio, i deputati e i senatori ne otterrebbero in cambio il prestigio e il rispetto che hanno drammaticamente perduto in questi anni. SOGGIORNO / 1 Il caso della Svizzera Un mio parente lavora in Svizzera e per ottenere il permesso di soggiorno deve pagare 265 franchi, circa 160 euro. Nessuno si scandalizza. Perché in Italia dovremmo dare tutto gratis? Vincenzo Melodia vmelodia@libero.it SOGGIORNO / 2 Immigrati e burocrazia Tassare o no il soggiorno? Chi dice che altri Paesi lo fanno già dimentica che è solo in Italia che uno lo aspetta anche più di un'anno così che, quando arriva, manca poco alla scadenza. Tanti, entrati regolarmente, dopo la richiesta del permesso diventano «ostaggi» della burocrazia. Alain Masikini, Roma COSTO DEL DENARO Banche e mutui La Bce ha tagliato di mezzo punto il costo del denaro. Chi, avendo un mutuo a tasso variabile, sperava in un esborso minore ha subito una delusione di fronte alla resistenza delle banche nell'adeguare l'importo delle rate ai nuovi tassi. Perché il ministro Tremonti non fornisce indicazioni precise a riguardo? Sarebbe un concreto e vero aiuto alle famiglie. Antonia Pontari antom28@libero.it BOLLO AUTO In attesa del rimborso A gennaio 2008 ho pagato il bollo auto (circa 330 euro). A marzo ho cambiato auto, pagato un altro bollo e quindi chiesto il rimborso per quanto pagato precedentemente. Dopo vari solleciti a dicembre la Regione mi risponde che non le è possibile fornire una data entro la quale riceverò il rimborso. Siamo a gennaio 2009, entro il mese dovrò ripagare il bollo e del rimborso ancora nulla. Bruno Sala corribruno@alice.it AIUTI ECONOMICI Single dimenticati Dopo che varie ricerche hanno messo in luce che vivere da soli comporta una spesa pro capite superiore a quella dei singoli componenti di una famiglia plurinucleare, spero che nelle prossime manovre di tipo fiscale ed economico le autorità governative, quando parlano e affrontano il tema degli aiuti alle famiglie, si ricordino anche che esistono le famiglie a un solo componente (vedi pensionati, ma non solo), che pure vanno aiutate. Luca Giori Giorilu@tiscali.it TUTELA AMBIENTALE Risparmi o respiri? Ho letto che c'è un pacchetto anti-emissioni studiato a Bruxelles per salvaguardare il clima. Però, tira di qui e tira di là, questo pacchetto sta perdendo i pezzi. I Paesi che dovrebbero ridurre gli agenti inquinanti fanno i conti. Per respirare meglio, l'economia rischia di perderci qualcosa. Meglio chiedere una moratoria. Intanto i polmoni s'inquinano. Se continua così, a mio parere, i nostri figli cresceranno con un'idea precisa: prima ci sono gli interessi e poi, se tutto va bene, la salute. Fabio Sìcari, Bergamo REALITY SHOW La «buona» televisione Gli spot messi in onda questi giorni dalla Rai per il pagamento del canone a mio avviso sono indicativi dell'intrinseca mediocrità ormai raggiunta anche dalla tv pubblica. In uno spot, infatti, vengono segnalati come «buona tv» i cosiddetti reality e si enfatizza la presunta bontà dell'offerta televisiva per indurre l'utenza al pagamento del canone. Ma il fatto che le isole dei famosi e i grandi fratelli siano seguiti da milioni di telespettatori non è necessariamente indice di «bontà». La «buona televisione» è un concetto oggettivo e prescinde dalla consistenza dei dati auditel. Una buona tv è quella che contribuisce alla crescita culturale e sociale di chi la guarda, mentre i reality show esprimono solitamente solo un campionario di comportamenti conformisti. La buona televisione non esiste più (tranne lodevoli eccezioni) ma questo non consente di elevare all'eccellenza gli attuali palinsesti. Franco Bernardi Treviso CORSI UNIVERSITARI Una strana materia «Stimola a prendere decisioni e aiuta la propensione alla creatività»: questa la motivazione con cui un'università di Roma ha introdotto nel corso di Economia e gestione dei servizi l'uso di un videogioco. Allora si potrebbero utilizzare il lego o il meccano per gli studenti di architettura o ingegneria. Mauro Luglio Monfalcone (Go)

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Permessi, ricorso contro i ritardi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2009-01-19 - pag: 13 autore: Immigrati e burocrazia. Le Poste e la Zecca difendono il proprio operato - Irrisolto il «nodo» degli Sportelli unici Permessi, ricorso contro i ritardi Dalla Cgil una causa per 500mila stranieri che aspettano oltre i tempi di legge Carlo Giorgi Più di mezzo milione. Tanti sono gli stranieri in regola costretti ad attendere il rinnovo del permesso di soggiorno oltre i limiti di legge, a causa della lentezza del sistema burocratico. Un imponente "danno collettivo" che potrebbe essere presto oggetto della prima class action italiana nel campo dei diritti dei migranti: «I nostri legali stanno lavorando alla definizione di un contenzioso collettivo, nello spirito della class action immaginata dal ministro Brunetta – annuncia Piero Soldini, responsabile Immigrazione della Cgil –. Un'azione legale, a questo punto, sembra lo strumento più efficace per affrontare il problema». Il nuovo iter per il rinnovo del permesso di soggiorno elettronico non è mai riuscito a rispettare i 20 giorni indicati dal legislatore come tempo di consegna. «Nel 2006, prima che venisse introdotta questa procedura, la Questura di Milano sbrigava una pratica di rinnovo in tre mesi – racconta Abder Hamou, dell'ufficio immigrazione della Camera del Lavoro di Milano –;oggi occorrono 15 mesi di attesa solo per essere chiamati in Questura a lasciare le impronte digitali. E poi, altri due mesi prima del rilascio vero e proprio del documento». La pratica di rinnovo inizia il suo iter allo sportello delle Poste, dove l'immigrato consegna il kit compilato dei documenti necessari. Dallo sportello, la richiesta passa al Centro servizi amministrativi delle Poste. Da qui al Cen, Centro Elaborazione nazionale di Napoli, per la pubblicazione del fascicolo elettronico sui sistemi a disposizione delle Questure. Superati i controlli necessari, il documento passa all'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, per la stampa in formato elettronico del titolo di soggiorno. Oltre all'attesa, tutta l'operazione costa all'immigrato 72,12 euro (14,62 euro di marca da bollo, 30 euro di spedizione, 27,50 euro per il documento in formato elettronico). Da quando è stata adottata la nuova procedura, secondo Poste italiane 2 milioni e 340mila domande sono passate per gli sportelli; mentre l'Istituto Poligrafici Zecca dello Stato conta un milione e 800mila documenti elettronici effettivamente stampati. Con uno scarto di 520mila pratiche ancora in fieri. In particolare, nel 2008 sono state 1 milione e 40mila le domande di rinnovo consegnate alle Poste; mentre i permessi stampati dalla Zecca sono stati un milione e 200mila. Nell'ultimo anno, cioè, gli uffici pubblici sono riusciti a risolvere 160mila pratiche in più di quante ne siano state consegnate. Così, se il ritmo rimanesse lo stesso, ci vorrebbero altri tre anni per "smaltire" il mezzo milione di richieste ancora in attesa; e nel 2012 il sistema potrebbe finalmente marciare a regime. Ma dove si accumulano i ritardi chei titolari di permesso devono subire? A quanto pare non "in entrata", agli sportelli postali: «I tempi di lavorazione delle pratiche rispettano gli standard di qualità stabiliti dalla convenzione », dichiarano a Poste italiane. E neanche "in uscita": «Nei tempi stabiliti evadiamo ogni pratica che ci inviano», assicura Guido Citerni, dell'Istituto Poligrafici Zecca dello Stato. «Il nodo sta nel passaggio intermedio – osserva Soldini di Cgil –.Non esiste alcun rapporto, infatti, tra la mole di lavoro che comporta la valutazione di oltre un milione di permessi all'anno e la dotazione di personale e strumenti operativi di tutti gli uffici coinvolti. In particolare degli sportelli unici delle Prefetture. A Milano, Roma, Napoli o Torino gli uffici sono così sottodimensionati che per le pratiche si supera l'anno di attesa; mentre in altre province più piccole l'attesa è "solo" di tre o quattro mesi». Nel frattempo il danno causato a chi chiede il rinnovo non è di poco conto.Nell'attesa gli immigrati possono esibire solo un "cedolino" di ricevuta. Successive circolari ministeriali hanno sancito la validità legale del cedolino (per i servizi di sanità, previdenza, rinnovo della carta d'identità, cambio di residenza). Nonostante questo la vita quotidiana riserva sorprese. è nella prassi di alcune banche, ad esempio, non accendere mutui a clienti stranieri in attesa del permesso; ugualmente può diventare un problema ottenere una patente di guida, come un atto notarile. Capita che i datori di lavoro preferiscano lavoratori con un vero permesso a quelli provvisti di solo "cedolino". Proprio il 31 gennaio, inoltre, scade l'accordo internazionale secondo cui gli immigrati in Italia provvisti di "cedolino" possono fare tappa, nel loro viaggio verso casa, in uno qualsiasi dei Paesi di area Schengen. Se non ci saranno proroghe, dal 1Úfebbraio potranno uscire dai confini italiani solo con un volo diretto verso il proprio Paese (e verso alcuni Paesi di emigrazione non ne esistono). LO SMALTIMENTO Con l'attuale ritmo di lavorazione delle pratiche necessari tre anni per recuperare l'esame dell'arretrato IL DIBATTITO SULLA TASSA In Italia pratica da 72 euro. Tributo extra solo in Spagna e Francia: a Madrid 400 euro la «transnazionale», a Parigi 300 la prima card

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Servizio civile, tagli ridotti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: VOLONTARIATO data: 2009-01-19 - pag: 23 autore: Giovani. Il Fondo nazionale 2009 recupera 40 milioni di euro grazie all'eliminazione dei contributi Servizio civile, tagli ridotti Riscatto del periodo a fini previdenziali solo su base volontaria Maria Gallelli Con l'avvio del 2009, placata qualche ansia, restano ancora numerosi i problemi aperti in tema di servizio civile volontario che dovranno essere risolti dalla nuova legge in materia, attesa per la primavera. Intanto è stato scongiurato il timore di un anno a bandi zero: saranno almeno 211 i milioni di euro (a fronte dei quasi 300 stanziati dalla Finanziaria precedente) destinati al fondo nazionale e consentiranno il coinvolgimento nei progetti di un numero di giovani compreso tra i 20mila e i 30mila. Una quota comunque ridotta rispetto agli anni precedenti: 53.500 i giovani volontari nel 2006, 47.500 nel 2007, 33mila nel 2008. «Sappiamo che il 2009 sarà un anno di sofferenza, ma noi dobbiamo impegnarci a far sì che lo sia il meno possibile», commenta Davide Drei, neo-eletto presidente della Cnesc ( Conferenza nazionale degli enti di servizio civile), cui fanno capo 17 tra i maggiori enti convenzionati con l'Ufficio nazionale per il servizio civile. «Da un lato –aggiunge –il Governo ha compiuto un taglio in Finanziaria che ci lascia preoccupati, dall'altro il sottosegretario delegato Carlo Giovanardi ha trovato risorse aggiuntive grazie anche alla positiva modifica del sistema contributivo»: 40 milioni di euro in più rispetto ai 171 inizialmente previsti dalla Finanziaria del ministro Tremonti, che aveva operato un taglio del 42% rispetto al 2008, scatenando le proteste delle associazioni. Da dove arrivano i fondi? Dall'articolo 4, comma 2, del Dl 185/2008 – meglio noto come decreto anti-crisi – che recita: «Dal 1Úgennaio2009, cessa a carico del Fondo nazionale del servizio civile qualsiasi obbligo contributivo (...) per il periodo di servizio civile prestato dai volontari avviati dal 1Úgennaio 2009» (si veda anche Il Sole 24 Ore del 3 dicembre scorso). Spetta ai giovani, quindi, la facoltà di riscattare a proprie spese il periodo, e ciò incrementerà sensibilmente le risorse del Fondo nazionale. I contributi previdenziali da versare all'Inps da parte del Fondo erano infatti pari al 25,4% del rimborso dato ai volontari – 433,80 euro mensili – inquadrato come reddito da lavoro dipendente assimilato a quello dei co.co.pro. La novità contributiva stimolerà inoltre una più netta separazione tra lavoro e volontariato. «Il servizio civile è un istituto autonomo non riconducibile al lavoro – afferma Paolo Bandiera, responsabile nazionale del coordinamento associativo Aism e membro del consiglio di presidenza Cnesc –e implica una responsabile partecipazione alla comunità, una forma di cittadinanza, non una prestazione lavorativa che stride con l'identità dell'istituto». Quest'ultimo appare un punto fermo per le associazioni che presto saranno chiamate in causa per riscrivere la legge 64/2001, istitutiva del servizio civile nazionale, e verrà da loro portato in sede di discussione. «Il Governo ha avviato un tavolo tecnico partito prima di Natale –prosegue Drei –e saremo presto chiamati a intervenire. Le criticità attuali sono molte, non solo economiche». A parte quello del rapporto tra Stato e Regioni (si veda l'articolo sotto), un altro problema da superare è legata al cospicuo numero di domande che provengono daglienti rispetto alle limitate possibilità di finanziamento dei progetti presentati, con un investimento sproporzionato da parte delle associazioni: in particolare, come emerge dal X Rapporto annuale Cnesc, a fronte di un aumento dell'attività progettuale (705 i progetti 2005 degli enti aderenti alla Cnesc, 1.532 quelli relativi ai bandi ordinari 2006, 1.730 quelli presentati nel 2007), diminuisce progressivamente la percentuale delle approvazioni (il 94,6% nel 2005, il 67,6% nel 2006, il 62% nel 2007). «Ciò – spiega Drei – è dovuto anche a un sistema di accreditamento troppo burocratico, che dovrebbe essere snellito: a ogni organizzazione vengono richieste strutture e risorse umane formate e dedicate, con ruoli specifici. E le associazioni spendono molto: centinaia le ore di lavoro per la progettazione e ancora più onerose sono le figure-ponte, quelle di coordinamento». A fronte della diminuzione di finanziamenti è comunque in crescita il numero delle associazioni che richiedono l'accreditamento: «Occorre valutare più accuratamente il curriculum degli enti – sostiene il presidente della Cnesc – perché la qualità viene presa in esame usando maglie troppo larghe. Il filtro deve essere qualificativo e legato ai risultati, alla reputazione sociale, a una sorta di rating delle associazioni. Bisogna che si trovi il modo di valutare le capacità e di premiare i buoni enti di servizio civile». Sul fronte volontari, infine, tra le questioni da affrontare, anche in termini legislativi, c'è quella legato agli abbandoni, che toccano quota 11%:«Nella riforma – conclude Drei – occorrerà trovare incentivi per far sì che l'esperienza sia conclusa: magari mettere a disposizione di ogni giovane un capitale di fine servizio (dai 1000 ai 2000 euro), da erogare alla conclusione del progetto oppure utilizzabile un certo arco di tempo per attività formative. La somma sarà legata allo svolgimento del periodo di servizio e non verrà percepita se esso dovesse essere interrotto». PROBLEMI IN CAMPO Tante domande e limitate possibilità di finanziamento Lamentata troppa burocrazia in fase di accreditamento Risorse in diminuzione. A fronte dei 300 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria precedente, per il 2009 il Fondo nazionale per il servizio civile avrà a disposizione 211 milioni STEFANO CAROFEI

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Convenzione: Snami, 6 febbraio giornata protesta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sanità)" del 19-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Indietro 19 gennaio 2009 Convenzione: Snami, 6 febbraio giornata protesta Lo Snami ha indetto per il 6 febbraio una giornata nazionale di protesta a Roma contro la preintesa per il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale siglata il 22 dicembre scorso. Sabato 10 gennaio, infatti, i delegati Snami hanno votato per l'approvazione del documento, ma hanno chiesto al presidente dello Snami, Mauro Martini, di indire un'agitazione contro l'accordo. «Durante la giornata chiederemo - ha detto Martini - di essere ricevuti dai rappresentanti delle commissioni salute e finanze ai quali esporremo i perché della nostra protesta. È in atto una controrivoluzione che porterà il medico di famiglia a essere sempre meno libero e sempre più oggetto di sudditanza da parte delle aziende sanitarie». La qualità del servizio reso dal Mmg ai suoi assistiti, ha proseguito Martini, «potrà avere un decremento visto l'aumento della burocrazia e il sempre minor tempo che il Mmg potrà dedicare alla sua attività clinica e questo pericolo è presente all'interno del contenuto del preaccordo. Una qualità di servizio che è sempre estremamente gradito ai cittadini, ma che rischia di non essere più così». (Ce.Do.) Indietro

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Accordo del Comune con i patronati Caf (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

INIZIATIVA. CGIL Ai precari "somministrati" 700 euro una tantum Accordo del Comune con i patronati Caf Iniziative a sostegno di lavoratori precari e contributi per quelli «in somministrazione»: la Nidil Cgil, sezione della Camera del lavoro dedicata ai dipendenti «atipici», apre sportelli e sbarca su Facebook. Un modo per affrontare una crisi economica che aggiunge nuove parole al vocabolario di tutti i giorni: oltre ai lavoratori in cassa integrazione, si progettano forme di sostegno a quelli in quota ad agenzie che forniscono alle aziende dipendenti a tempo determinato. «Esistono diritti e tutele anche per loro, il nostro obiettivo è informare sulla possibilità di accedere a forme di sostegno e contributi di cui spesso non si è a conoscenza» spiegava ieri Alessandro Berruti, Nidil Cgil, annunciando le nuove iniziative. Proprio per i lavoratori «in somministrazione», gli ex interinali, insomma, esiste un la possibilità di accedere al fondo dell'Ebitemp, l'Ente bilaterale per il lavoro temporaneo, a cui sono associati i sindacati. «Concede un contributo annuale di 700 euro per chi ha lavorato almeno sei mesi nell'ultimo anno ed è disoccupato da almeno 45 giorni» precisa Berruti. Per orientarsi nella burocrazia è nato uno «Sportello del lavoro precario», aperto nella sede Cgil di piazza Marconi il lunedì (16-18) e giovedì (9-12). «Daremo informazioni su contratti, buste paga, maternità, pensioni e malattia - aggiunge Berruti - ma è anche un modo per scambiarsi esperienze». Oltre a telefono (0141/533.611) e indirizzo mail (asti@nidil.cgil.it), è stato creato anche un contatto «Nidil Cgil Asti» sul portale Facebook. Tempo di bilanci, invece, per la campagna sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, lanciata dalla Cgil in autunno: «in 130 hanno ottenuto un impiego a tempo indeterminato, 8 lavoratori in nero sono stati messi in regola», spiega Luca Quagliotti, Funzione pubblica Cgil. Compresi i 16 dipendenti della Provincia: «Fra loro, 4 hanno ottenuto un tempo indeterminato, per gli altri la Provincia si è impegnata a farlo entro aprile». \Il settore Politiche sociali e Istruzione del Comune di Asti (assessore Pier Franco Verrua) ha stipulato una convenzione con cinque patronati per agevolare i cittadini che necessitano delle attestazioni Ise e Isee. Si tratta di due «documenti» indispensabili per accedere ad una serie di prestazioni sociali agevolate erogate dal Comune (vedere tabellina a parte). L'«Ise» è un parametro che determina la situazione economica del nucleo familiare ed è composto dalla somma dei redditi e del 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare di tutto il nucleo familiare. L'«Isee» è formato invece dal rapporto tra l'Ise e il numero dei componenti del nucleo familiare in base ad una scala di equivalenza stabilita dalla legge. Il valore economico finale che risulta dalle attestazioni, che hanno valore annuale e confluiscono in una banca dati tenuta dall'Inps, stabilisce se un cittadino ha diritto o meno ad una certa prestazione. Quelle soggette a «Ise» e «Isee» sono aumentate considerevolmente negli anni: «Attualmente - fanno sapere dal Comune - sono oltre 5 mila le attestazioni che rilasciamo annualmente. Questi indicatori, infatti, rappresentano ormai il presupposto per accedere a quasi tutti i servizi sociali e educativi». La richiesta delle attestazioni, tra l'altro, ha in molti casi un «andamento stagionale» con punte, per esempio, nel periodo di iscrizione dei bambini alle mense scolastiche, servizio che riguarda migliaia di famiglie astigiane. L'accordo è stato sottoscritto con i cinque patronati (l'elenco è pubblicato a fianco, ndr) che hanno dato la disponibilità a convenzionarsi gratuitamente, senza oneri per l'Amministrazione comunale (per ogni attestazione rilasciata i patronati ricevono un compenso dall'Istituto nazionale della Previdenza sociale). Quindi dal 2 febbraio il Comune non rilascerà più le attestazioni Ise/Isee e i cittadini dovranno rivolgersi ai cinque patronati che hanno firmato la convenzione oppure a qualsiasi «Caf» presente sul territorio. In ogni caso il rilascio della certificazione è assolutamente gratuito.\

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Le adozioni costeranno meno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

CONVENZIONE.SOSTEGNO ALL'INFANZIA ASPETTANDO UN «SÌ» La storia Parla una coppia di neo genitori «Noi? Fortunati» Le adozioni costeranno meno Gli aiuti riguardano i bambini stranieri L'Arai è operativa dal Brasile alla Corea "La nostra attesa tra burocrazia test e magistrati" «Ci sono voluti 11 mesi perché dicessero che eravamo idonei» LAURA SECCI AOSTA [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA La Regione ha stipulato una convenzione con l'Arai, l'Agenzia regionale per le adozioni internazionali della Regione Piemonte. La convenzione ha una durata di tre anni, con un finanziamento complessivo di 180 mila euro. Ogni anno, 30 mila euro saranno usati per progetti di sostegno all'infanzia nei Paesi di origine, gli altri per limitare i costi sostenuti dalle famiglie adottive. Soldi che non saranno dati alle coppie, ma all'Agenzia per abbattere i costi complessivi, che possono arrivare a 15/20 mila euro. L'aiuto della Regione sarà di circa 5000 mila euro. «Il finanziamento è stato valutato considerando il numero di coppie valdostane che danno la disponibilità all'adozione internazionale» dice l'assessore alla Sanità e politiche sociali Albert Lanièce. Nel 2007, questa scelta è stata fatta da otto famiglie. «E' un provvedimento importante - dice ancora Lanièce - perché l'adozione è un percorso delicato da un punto di vista emotivo e psicologico. La scelta è caduta sull'Arai perché è un'agenzia pubblica, l'unica in Italia». L'agenzia piemontese opera in Brasile, Corea del Nord, Corea del Sud, Russia, Slovacchia, Lettonia e Burkina Faso. L'adozione internazionale segue un percorso diverso rispetto a quella nazionale. Il tribunale per i minori emette un decreto di idoneità, mentre l'adozione del bimbo è pronunciata dall'autorità giudiziaria straniera. La coppia, una volta ottenuto dal tribunale il decreto di idoneità, deve rivolgersi a uno degli enti autorizzati. Sulla procedura vigila la Commissione per le adozioni internazionali, che è responsabile anche della tenuta dell'Albo degli enti autorizzati. Chi desidera avere maggiori informazioni, può rivolgersi all'Ufficio minori del Servizio famiglia e politiche giovanili dell'assessorato della Sanità, salute e politiche sociali. La sede è in località Grande Charrière 40, a Saint-Christophe. I riferimenti sono le assistenti sociali Annamaria Cerise (telefono 0165/527119), e Maria Grazia Fois, che è contattabile allo 0165/527118. La media delle adozioni internazionali in Valle d'Aosta è di circa cinque l'anno, come dimostrano i dati relativi al 2006 e 2007. Le coppie interessate (che devono essere sposate) contattano i servizi dell'Assessorato delle Politiche Sociali. Gli operatori forniscono le informazioni sulle normative e le procedure. Esiste la possibilità di partecipare al corso di formazione e informazione organizzato ogni anno in Valle. La coppia deve dichiarare la disponibilità all'adozione al tribunale dei minori di Torino. Gli esperti del Servizio minori della Regione convocano gli aspiranti genitori per organizzare una serie di incontri. L'obiettivo è raccogliere elementi per valutare la situazione familiare. I dati vengono poi inseriti in un dossier spedito al tribunale torinese, per aiutare i giudici a prendere una decisione. Due anni di burocrazia, sei incontri con assistenti sociali e psicologi, un colloquio con il giudice del tribunale dei minori, 11 mesi d'attesa per ottenere l'idoneità all'adozione. Questo è l'iter che ha seguito una giovane coppia valdostana che a febbraio del 2008 ha adottato una bambina di appena 20 giorni, nata in un ospedale torinese. «Mia moglie e io - racconta il neopapà - abbiamo presentato nel gennaio del 2006 le domande per l'adozione nazionale e per quella internazionale. Non avevamo preferenze. Una volta conclusi gli esami medici, abbiamo iniziato gli incontri con gli psicologi del centro per minori di Aosta. Questi hanno preparato la relazione con un suggerimento al giudice del tribunale dei minori sulla nostra idoneità all'adozione. L'11 luglio 2006 siamo stati convocati dal giudice che ci ha subito prospettato un'adozione internazionale considerata la difficoltà di adottare un bambino italiano». L'idoneità è arrivata quattro mesi dopo, nel novembre 2006. I dati del ministero dicono il 40 per cento delle coppie non vengono ritenute idonee dai tribunali. E Torino è la città più severa: tre coppie su quattro vengono bocciate. «Siamo stati fortunati. A nostro vantaggio c'è di certo. E poi non abbiamo altri figli». La coppia valdostana è stata ammessa all'adozione di un solo bambino con un'età compresa tra 0 e 3 anni. Perché un solo bambino? «Perché è la nostra prima esperienza come genitori. Hanno ritenuto che iniziare con uno sia già impegnativo». L'iter per l'adozione nazionale finisce qui. «Dopo aver avuto l'idoneità, se si vuole proseguire per l'adozione nazionale il giudice mette la coppia nella banca dati o in lista di attesa e non si deve far altro che aspettare. Quando un bambino è disponibile si viene chiamati». Per quella internazionale l'iter è più lungo e dispendioso. «A dicembre abbiamo scelto l'associazione internazionale a cui affidare il mandato per l'adozione. Ci è stata prospettata una spesa di circa 8000 euro, compresi i viaggi in Etiopia». Da questo momento in poi, inizia l'attesa. «E' durata circa un anno. Si sono fatti vivi prima per un'adozione nazionale ed è arrivata la nostra bambina».

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Nebbia e intoppi burocratici ritardano il viaggio di ritorno dei piccoli bielorussi (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nebbia e intoppi burocratici ritardano il viaggio di ritorno dei piccoli bielorussi n È stato senza dubbio un ritorno "problematico" per i circa quaranta ragazzi bielorussi ospiti nel Basso Lodigiano del comitato Pro Bambini di Chernobyl di Castiglione d'Adda che dal 1996 si adopera per cercare di portare un aiuto concreto a questi sfortunati bambini colpiti in modo indiretto dalle radiazioni nucleari sprigionate dopo l'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. In pratica, il gruppo di ospiti, compresi in un'età dai 6 ai 15 anni, che vivono in due villaggi rurali, Yanovka e Krasnapolia, e che sono stati ospitati per un mese di soggiorno terapeutico da famiglie di Castiglione d'Adda, di Turano Lodigiano e di Cavenago d'Adda, dovevano partire venerdì alle ore 19 dall'aeroporto di Orio al Serio. Una serie di contrattempi li ha costretti ad una vera e propria "odissea" durata oltre 18 ore. Già l'aereo proveniente dalla città bielorussa di Gomel faceva registrare grande ritardo a causa delle cattive condizioni atmosferiche registrate lungo il percorso, ma la situazione è ulteriormente peggiorata a causa della forte coltre di nebbia che gravava sull'intera zona di Bergamo. L'aereo è stato dirottato di conseguenza a Rimini. I piccoli bielorussi sono stati trasportati nella città romagnola con un viaggio di cinque ore a mezzo pullman. Ma anche in questo caso la nebbia ha impedito una rapida partenza dell'aereo e alle avverse condizioni meteorologiche si è aggiunta anche la burocrazia, visto che il loro permesso di soggiorno scadeva proprio venerdì 16 gennaio ed ormai era sabato 17. Una situazione paradossale che ha contribuito a complicare le cose e a rendere il ritorno in patria carico di tensione. Finalmente, alle 13 di sabato, la nebbia che gravava fitta anche su Rimini si è diradata e la burocrazia per una volta ha chiuso un occhio, considerando le cause di forza maggiore che hanno condizionato il viaggio di ritorno. I piccoli bielorussi, dopo l'odissea vissuta, sono potuti quindi ripartire verso il loro Paese.

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roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Roma Fiumicino Osservatorio Bilanci comunali Dopo la vittoria su Malpensa resta il nodo della crisi economica prima di parlare di vero rilancio Il deficit della sanità laziale entra di prepotenza nei bilanci delle banche e delle aziende Roma risparmia sulla burocrazia ma non riesce ad investire sui progetti di valorizzazione all´interno

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roma risparmia sui dipendenti ma non investe per il turismo - valentina conte (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Roma Roma risparmia sui dipendenti ma non investe per il turismo VALENTINA CONTE Trenta centesimi nel turismo. E un euro per lo sviluppo economico della città. Scommesse? Nient´affatto: sono le somme investite in un anno dal comune di Roma per ciascuno dei suoi abitanti. Non che vada tutto male. Ma se Torino stanzia due euro pro-capite per attrarre visitatori e 38 per potenziare il tessuto produttivo (Milano 1 e 9 euro rispettivamente), qualcosa certo non va. Eppure l´amministrazione capitolina è tra le meno sprecone d´Italia visto che solo il 21% delle risorse è risucchiato da uffici e burocrazia. Poco più di venti euro su cento vanno dunque al funzionamento della macchina e il resto a scuole, verde, sociale, strade, trasporti. Un vero e inaspettato record (eguagliato da Torino e Venezia), ben al di sotto del 27% di media nazionale. Tradotto per abitante, appena 285 euro a testa contro i 546 dei napoletani, i 495 dei fiorentini e i 448 dei palermitani. Una buona notizia che la fondazione Civicum ha fotografato analizzando non senza difficoltà i bilanci di 23 comuni (il 18% della popolazione italiana), diversi in tutto, poco trasparenti ma non truccati. E se Giovanni Azzone e Marika Arena, i ricercatori del Politecnico di Milano autori dello studio, non hanno scovato «maquillage», qualche sorpresa c´è di sicuro. Come il primato della capitale nella spesa per la polizia locale: 126 euro per ogni romano. Nessuno in Italia ha fatto meglio. E il dato è ancora più clamoroso se riferito all´anno dello studio - quel 2007 di gestione veltroniana - e alla dibattuta questione sicurezza così determinante nel successivo passaggio alla giunta Alemanno. Nel capitolo conferme, un posto di rilievo va al debito, enorme ma «non un buco � ripetono i ricercatori di Civicum � perché il buco non si contabilizza, mentre il debito di Roma è lì nei conti». E sembra rimanerci a lungo, vista l´entità: 8,5 miliardi, in assoluto la più alta del Paese ma diluita sul totale degli abitanti fanno "solo" 3.132 euro a testa. Meglio dei 5.781 di Torino e dei quasi 4 mila di Milano e Trieste. Bene anche il patrimonio (16,7 miliardi), abbastanza solido se il rapporto tra risorse di terzi e mezzi propri è di poco superiore all´unità, contro il 2,58 dell´indebitata Torino post-olimpica. Poco consolante per il cittadino è l´andamento delle entrate che avanzano del 20% da un anno all´altro (5,1 miliardi). Nel 2007 ogni romano, neonati compresi, ha versato 466 euro di tasse comunali tra Ici, addizionale Irpef e sul consumo di elettricità ai quali si aggiungono 182 euro di tassa rifiuti (salita del 9% in dodici mesi). Un bel salasso (665 euro in tutto, compresa la quota dell´Irpef generale) che colloca la città al quarto posto nella classifica nazionale. E al secondo dopo Firenze per le contravvenzioni:125 euro a testa. Non così succoso l´altro canale delle entrate, quelle extratributarie che contribuiscono solo per un quinto alle casse comunali: 335 euro ad abitante contro i 1.078 della sorprendente Brescia che ha saputo trarre il massimo dai proventi della multiutility Asm, ora A2A. E infine, anche qui con sorpresa, il rapporto Civicum ridimensiona il contributo dello Stato, percepito dai più come determinante. I trasferimenti arrivano a 422 euro pro-capite (1,1 miliardi), la metà di quanto intascato da Trento, sempre calcolando le teste, e lontano dai 1.051 euro di Bolzano ma anche dagli oltre 700 di Napoli e Palermo. Più sicurezza, meno assistenzialismo e spreco di quanto si creda, dunque. Questo dicono i conti, mentre tacciono sui derivati e sulle società in house. Ma anche sull´efficienza della spesa e l´avanzamento dei progetti. In una parola: i risultati.

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purpura riconquista il superminimo venticinquemila euro in più all'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Il provvedimento Purpura riconquista il superminimo venticinquemila euro in più all´anno Glielo avevano tolto perché il Comune era a corto di fondi. Ma adesso il comandante della polizia municipale, Nunzio Purpura, potrà di nuovo contare sull´assegno ad personam che arrotonda il suo stipendio. Ieri pomeriggio la giunta ha approvato una delibera con la quale ristabilisce il superminimo al numero uno dei vigili urbani. Purpura, esterno al Comune e nominato dal sindaco Diego Cammarata capo della polizia municipale fino al 31 dicembre del 2009, guadagna 50 mila euro all´anno come dirigente, ai quali somma i 68 mila euro di indennità di posizione come tutti i vertici della burocrazia comunale. A queste somme aggiunge i 25 mila euro annui dell´assegno ad personam concordato con l´amministrazione al momento della firma del contratto. Ieri la giunta ha dato copertura ai primi otto mesi dell´anno, da gennaio ad agosto, stanziando per il comandante 21 mila euro. Con un altro provvedimento sono stati prorogati fino al 31 dicembre i contratti dei lavoratori socialmente utili regionali ma in forza a Palazzo delle Aquile. Loro, infatti, non sono inseriti all´interno del processo di stabilizzazione, per ora bloccato in attesa del parere del ministero dell´Economia.

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regione, lite sullo spoils-system l'udc: "i dirigenti non si toccano" - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo Regione, lite sullo spoils-system l´Udc: "I dirigenti non si toccano" Oggi il vertice di maggioranza. Da Roma ultimatum sulla sanità La nomina di Scimemi a capo di gabinetto annuncia il cambio dei vertici EMANUELE LAURIA La mossa con cui Raffaele Lombardo ha anticipato la trattativa con gli alleati sulla nuova burocrazia regionale è arrivata ieri, di buon mattino. Il governatore ha fatto sapere, con una nota ufficiale, di aver nominato come capo di gabinetto Nino Scimemi, in «sostituzione temporanea» di Rosalia Mancuso, costretta a lasciare l´incarico per motivi di salute. Scimemi, 65 anni, dirigente della Regione in pensione, è un fedelissimo di Lombardo: è stato accanto a lui da direttore generale alla Provincia di Catania e, fra il 2007 e il 2008, ha ricoperto il ruolo di assessore al Comune di Palermo, in quota Mpa. Scimemi è il terzo capo di gabinetto scelto da Lombardo in meno di sei mesi: il primo era stato, per un breve periodo, Luigi Castellucci. Ma, incassata dall´Ars la riforma dei dipartimenti, il presidente della Regione è intenzionato a far seguire altre nomine. E di questo, tra l´altro, parlerà oggi con i segretari regionali e i capigruppo dei partiti della maggioranza che incontrerà a Palazzo d´Orleans per il vertice tante volte invocato da Pdl e Udc, con i quali Lombardo è entrato in rotta a dicembre. Obiettivo del centrodestra è quello di superare le incomprensioni delle ultime settimane. Missione non facilissima, visto che l´Udc è pronta a mettersi di traverso sulla proposta di nuove nomine dei dirigenti generali. «I dirigenti ci sono e sono validi - dice Rudy Maira, capogruppo dello scudocrociato - Se li cambiassimo, inoltre, dovremmo comunque pagare i loro contratti sino a dicembre. Tanto vale utilizzare le professionalità esistenti». Replica il segretario dell´Mpa Lino Leanza: «Ne parleremo, ma credo che il presidente sia intenzionato adesso ad avvalersi in modo serio dello spoils system». Ancora una volta, è in gioco il ridimensionamento del sistema di potere messo su negli anni dell´amministrazione Cuffaro. Altro tema chiave della riunione di oggi è quello della sanità. I leader del centrodestra cercano un´intesa sulla riforma di Ausl e ospedali, per colmare la distanza che rimane fra la proposta del governo (17 aziende, da ridurre poi a 14) e quella di Pdl e Udc (23). L´assessore Massimo Russo fino a ieri sera ha lavorato per riscrivere almeno le parti condivise della riforma, ma non è da escludere che oggi, a Palazzo d´Orleans, Lombardo presenti pure un testo legislativo che contenga una proposta di mediazione. Con la sopravvivenza, in ogni provincia, di un´unica azienda ospedaliera accanto a quella territoriale. Così il numero finale delle aziende sarebbe di 20 o 21, a fronte delle attuali 29. Di certo, il centrodestra si appresta al nuovo confronto con il fiato sul collo dell´amministrazione statale che vigila sul piano di rientro. I ministeri del Welfare e dell´Economia, in una nota datata 8 gennaio e firmata dal direttore generale della programmazione sanitaria Filippo Palumbo, fanno sapere di rimanere «in attesa dell´invio dei provvedimenti di riforma all´esame dell´Ars secondo i tempi indicati nella nota del presidente del consiglio dell´11 novembre». La scadenza fissata era il 15 gennaio. Termine già trascorso. E la riforma andrà in aula non prima di febbraio. In piazza Ziino sono convinti che questo ritardo non pregiudica il via libera del tavolo romano al taglio dei 2.574 posti già deliberato dalla Regione. Ma certo non fa dormire sonni tranquilli a Lombardo e Russo.

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giunta, 6 milioni in consulenze - simonetta zanetti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'indennità di presidente e assessori costa 2,6 milioni. A Bilancio 3,5 milioni per informazione e comunicazione Giunta, 6 milioni in consulenze Tra i costi della politica, 37 milioni in affitti e pulizie Ogni anno, 2 milioni di euro se ne vanno nella gestione di auto blu e motoscafi SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. Tredici miliardi di euro. Sono le risorse (partite di giro escluse) su cui può contare la Regione per la gestione della macchina istituzionale. Non solo sanità, sicurezza, scuole, dunque. C'è molto di più. Nel Bilancio 2009 per i soli organi istituzionali (Giunta e Consiglio), sono stati stanziati 62 milioni di euro, tre milioni in più rispetto al 2008 (quando erano stati previsti 59,2 milioni). Un incremento che avvalora la tesi applicata dalla Corte dei Conti al consiglio regionale secondo cui, le economie introdotte, avrebbero prodotto un risparmio limitatamente a mutui e risorse umane e strumentali. Poco altro. E' sufficiente sbirciare tra le voci di spesa, spesso frammentate in capitoli diversi. Relazioni istituzionali. Dieci milioni di euro (9.759.000) se ne vanno nella voce "relazioni istituzionali": 2.588.000 per l'indennità del presidente e degli assessori, 2.815.000 in spese per celebrazioni e manifestazioni pubbliche e solennità religiose, mostre e fiere. A questi, si aggiungono i 15 mila euro a Bilancio per l'acquisto delle bandiere della Regione. Nientemeno. E ancora, a Bilancio 284.000 euro per spese di rappresentanza, ricevimenti e ospitalità e tre milioni e mezzo per informazione e pubblicazioni e 11.112.371 destinati alle relazioni internazionali. Comunicazione e informazione. Per il 2009, la Giunta ha a disposizione ben 6.047.000 di euro in consulenze, studi, indagini e ricerche. Alla faccia del risparmio. E ancora, dei 3.482.915 programmati per informazione e comunicazione, 1.500.000 euro sono destinati alle attività di informazione, 400 mila al funzionamento del Comitato regionale per le comunicazioni e 470 mila euro per il Bur, il Bollettino ufficiale. Beni mobili. La Regione spende la bellezza di 37 milioni di euro l'anno per la gestione dei beni mobili, ovvero affitti, pulizie, vigilanza e telefoni. Mica bruscolini. Basti pensare che le pulizie e le utenze della Giunta costano quasi 10 milioni di euro l'anno (per la precisione 9.182.875). Una sfida all'ultimo granello di polvere. Non solo: la spesa per vigilanza e portierato ammonta a 2.262.975 euro. E ancora, 3.100.000 vengono spesi per noleggio, manutenzione di impianti telefonici, nonché canoni per la trasmissione di dati e di conversazione. Quel che resta, se ne va in affitti, acquisti e messa in sicurezza dell'esistente. Spese di funzionamento. La Regione spende, inoltre, quasi un milione di euro (910.000) in "gettoni" per gli organi accessori alla Giunta, ovvero per il funzionamento di consigli, comitati, collegi e commissioni. Non solo, nell'era di internet, mette a Bilancio 1.734.750 per spese postali e telegrafiche, cui si aggiungono 1.234.000 per spese di cancelleria e materiale d'ufficio. Vien da chiedersi quante lettere vengano scritte e spedite in un anno. Scorrendo la lista, non trascurabile l'impegno di oltre 1 milione e mezzo di euro per l'acquisto del carburante e la manutenzione di automezzi e natanti, ovvero 1.588.000 per auto blu e motoscafi. A questi si aggiungono altri 350 mila euro per l'ulteriore noleggio, sempre di auto blu e motoscafi, e 300 mila euro per l'acquisto di natanti nell'eventualità che Venezia decidesse di sprofondare improvvisamente. Le spese assicurative di tale parco mezzi ammontano quindi a 1.268.000 euro. Tributi. Tasse, croce e delizia delle casse. Le spese sostenute dalla Regione per l'accertamento e la riscossione dei tributi superano i 10 milioni di euro - suddivisi in un paio di macroaree, tra cui 3 milioni per gli oneri connessi alla gestione dell'Irap e dell'addizionale Irpef - che se ne vanno sostanzialmente in spese di burocrazia e vigilanza. Insomma, alla fine, i cittadini invece che vedersi tagliare le tasse, sono costretti a sostenere anche le spese per controllare i furbetti, nel tentativo di intercettare le astuzie degli utenti sia sul fronte dell'evasione fiscale che lavorativa. Tra le voci che registrano un incremento, inoltre, la "litigiosità" della Regione che ha stanziato quasi 8 milioni per la difesa legale, attività legislativa e contrattuale, evidentemente anche a sostegno dei numerosi ricorsi in Corte costituzionale. Personale. Gli oneri per la gestione del personale (2.800 dipendenti) ammontano complessivamente a 140.375.000 euro. In questo capitolo, rientra anche la nuova voce per il servizio di controllo sulle assenze per malattia, 240 mila euro a copertura delle visite ispettive, il cosiddetto decreto Brunetta. Significativi, in questo capitolo, i 220.000 euro per le attività sociali a favore dei dipendenti e i 3.200.000 euro per i buoni pasto (in questo caso il calcolo è su 3.000 lavoratori, poiché la voce contempla Giunta e Consiglio).

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artigiani, non nascono nuove aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 28 - Provincia «Artigiani, non nascono nuove aziende» Il segretario Barbieri preoccupato: «La crisi finanziaria è pesante» SAN DONA'. «La crisi inibisce la voglia di mettersi in proprio nel Sandonatese. Diminuite del 70% rispetto ad un anno fa le nuove iscrizioni per il 2009 di aziende artigiane alla Camera di Commercio, mentre restano quasi invariate le cancellazioni. Per rilanciare le micro e piccole imprese, cioè il 98% dell'artigianato locale, serve al più presto un patto tra mondo del lavoro, politica e istituti bancari che ancora ci stanno». Il segretario della Confartigianato di San Donà e Jesolo, Roberto Barbieri, indica le prime avvisaglie della crisi economica avvertita fin da metà agosto dello scorso anno. In quel periodo infatti sono cominciate ad arrivare dagli istituti bancari all'associazione «Artigiani e piccole imprese» del mandamento di San Donà, che conta ben 3.800 imprese associate, le prime lettere di revoca del credito con richiesta di rientro immediato per alcune aziende ritenute da sempre sane da un punto di vista finanziario. Negli ultimi mesi del 2008 si è registrata una media di circa 200 richieste di cassa integrazione alla settimana. «Proprio di recente - spiega Barbieri - ci è capitato il caso di una azienda metalmeccanica locale che improvvisamente si è vista recapitare via fax l'ordine di sospensione totale delle forniture avendo 8 operai in servizio e prodotti già realizzati per 450 mila euro di esposizione nella produzione. Altro segnale preoccupante - aggiunge Barbieri - l'aumento delle richieste di credito per pagare le spese correnti e la diminuzione delle richieste di credito destinato ai nuovi investimenti per l'impresa». La Confartigianato ha già messo in campo un primo intervento, stilando una convenzione con la Banca di credito cooperativo di San Biagio e la Friuladria di San Donà. «Nel 2009 serve un patto per il lavoro - aggiunge il segretario - tra la politica, la parte del sistema bancario che appoggerà l'imprenditoria artigiana, le associazioni di imprenditori e i loro consorzi di garanzia. Le banche non devono penalizzare il lavoro per la loro crisi di liquidità, ma piuttosto tornare a prestare denaro a chi produce ricchezza vera. La politica dovrebbe snellire la burocrazia, consentendo agli imprenditori di compensare i loro crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni con i debiti d'imposta a qualsiasi titolo. Se non si interviene in questo modo, aumenterà il lavoro nero». (Francesco Macaluso)

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porto: via ai lavori, ma non per i maxi yacht - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Gallura Porto: via ai lavori, ma non per i maxi yacht Entro l'estate verrà ultimata solo la parte del molo che ospiterà le barche piccole SERENA LULLIA CANNIGIONE. I maxi yacht dovranno aspettare il 2010 per galleggiare sulle acque del golfo. Le imbarcazioni più piccole potranno invece dondolare sulle onde in relax già questa estate. Il porto segue la rotta della conclusione dei lavori e attende per i prossimi giorni la ricomparsa degli elmetti. Gli appalti per la sistemazione del lungomare, del piazzale per il varo-alaggio e della cabina elettrica sono stati assegnati. L'impresa ha ricevuto la lettera di inizio lavori urgente da parte della direzione regionale degli uffici portuali. L'assessore alla Portualità, Andrea Filippeddu, nei giorni scorsi ha incontrato l'assessore regionale Carlo Mannoni. Obiettivo del vertice avere certezze sul futuro dell'opera pubblica finanziata e gestita da Cagliari. «L'unica parte del porto che non potrà essere conclusa quest'anno è quella della torretta e del molo frangiflutti che in futuro dovrà ospitare le imbarcazioni più grandi - spiega Filippeddu -. La mancata ultimazione di quel lato non precluderà però il funzionamento del molo e la regolarità del varo e alaggio. Gli appalti per la cabina elettrica, ma anche per i servizi igienici, il piazzale e il lungomare sono stati dati in appalto. In questi giorni le squadre di operai riprenderanno i lavori. Se non ci saranno intoppi, come ci auguriamo, per questa estate il porto sarà pronto per accogliere i diportisti e garantire agli operatori il regolare svolgimento della loro attività». Nell'incontro cagliaritano sono arrivate anche nuove garanzie per la futura gestione del porto turistico. «Nei mesi scorsi abbiamo presentato alla Regione la richiesta di diventare i futuri gestori dei posti barca - aggiunge Filippeddu -. L'assessore ci ha assicurato che l'iter procede nella giusta direzione». Gli occhi dei residenti nella frazione guardano di nuovo con speranza all'eterno cantiere sul mare. Il 2008 era stato un anno nero per gli imprenditori del mare che nel mese di marzo avevano anche organizzato una manifestazione. Con un sit-in arricchito da striscioni avevano protestato contro la lentezza dei lavori e la mancanza di uno spazio per il varo e alaggio. Nel mese di settembre la Regione, stanca dei continui ritardi accumulati dalla ditta incaricata di eseguire la riqualificazione del porto, aveva deciso di rescindere il contratto. Per evitare i tempi eterni della burocrazia si era optato per la procedura rapida di assegnazione degli appalti, con l'affidamento diretto. Conclusa la fase di verifica dello stato di fatto, la Regione ha consegnato le chiavi del porto alle nuove imprese che dovranno ridare vita al cantiere fantasma sul mare.

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canepa & campi, affari artigianali "se l'azienda resta una bottega si può resistere alla concorrenza" - bettina bush (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Genova L´amministratore Carlo Muller svela la formula di un successo che resiste da oltre un secolo Canepa & Campi, affari artigianali "Se l´azienda resta una bottega si può resistere alla concorrenza" "I colori si fanno con la farina di carrube, i nostri prodotti sono vivi" BETTINA BUSH (segue dalla prima di economia) E poi, che successe dottor Muller? «Canepa lasciò presto l´azienda, invece Campi ha resistito: oggi siamo la quarta generazione. La mia famiglia è di origine bergamasca, siamo tutti gran lavoratori, molto attenti alla produzione, ma da sempre, e ci tengo a sottolinearlo, al fattore umano. Si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Oggi si è perso il senso etico. Io credo che il fattore umano vada anche riscoperto e rivalutato all´interno dell´azienda». Insomma siete molto attenti ai vostri dipendenti? «Oggi sono una quindicina e alcuni anche figli d´arte, come la nostra colorista, che lavora con noi dal ?69, da quando era giovanissima. I colori si fanno con la farina di carrube, e sono anche molto delicati: se la temperatura dell´ambiente è troppo alta, possono prendere un fungo e rovinarsi. Insomma sono vivi. Invece la nostra caporeparto ha un assistente molto particolare, che non l´abbandona mai, il cane schnauzer nano Diablo. Stiamo attenti alle esigenze di tutte le persone che lavorano con noi: lasciare un cane tutto il giorno solo in casa è una sofferenza a cui si può rimediare con un po´ di flessibilità». Quindi la persona prima di tutto, con la sua professionalità? «I giovani di oggi vanno all´università, ma hanno perso il valore del vecchio lavoro di bottega, fatto di malizie, piccoli segreti, che impari con l´esperienza. Io dopo gli studi da grafico, ho lavorato con Luzzati e Munari e in un mese ho imparato più di quello che avevo studiato in tanti anni, come dare il senso del movimento ad un´immagine statica, con la copiatrice... « A proposito di conti invece? «Realizziamo dalle 500 mila alle 600 mila bandiere ogni anno, con un fatturato intorno ai tre milioni di euro. Le nostre bandiere più care costano dai 2.500 ai 3.000 euro. Tra i nostri clienti abbiamo l´Esercito, la Marina Militare, la Coca-Cola, la Fiat, la Piaggio, la Ferrari, la Fao, l´Onu, Apple, Erg Petroli, Fincantieri, Gruppo Ferruzzi, Ip, Cantieri Riva, Schweppes, Seven Up, solo per citarne alcuni». Non ha mai pensato di cambiare la sua attività? «Per fare questo lavoro ci vuole passione e costanza. Ricordo che un cliente di un´azienda dolciaria del nord est voleva una bandiera che fosse come la carte del suo cioccolatino, elaboratissima, ma il tessuto non è carta. Abbiamo lavorato sull´impianto di stampa, e alla fine usando il difetto a nostro vantaggio, e sperimentando, l´abbiamo accontentato. Ogni lavoro è diverso, è una sfida. Non ho mai pensato di lasciare per stanchezza, mancanza di passione, piuttosto per dover lottare con una burocrazia infinita». Le bandiere più belle? «Le più semplici, quelle con un bel marchio pulito». Per rimanere competitivi nel mondo su cosa puntate? «Bisogna esser flessibili, aperti ai cambiamenti e veloci». Per il futuro cosa si augura? «Mantenere la qualità rispetto alla quantità del prodotto, come anche nella vita di tutti i giorni». Sogna un mondo pieno di bandiere? «E´ il mezzo di comunicazione più antico, usato anche dagli uomini primitivi, allora fatto di pelli legate a un tronco. Oggi è ancora un mezzo di comunicazione dinamico, vivo, fortissimo. E´ l´anima di un paese, pensi alla guerra, o alla nave che affonda: la bandiera è l´ultimo simbolo che scompare».

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"Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

MONGRANDO. POLEMICA "Da 16 anni lottiamo contro la burocrazia per gli indennizzi" [FIRMA]DANIELA SANDIGLIANO MONGRANDO Dopo 16 anni di battaglia contro la burocrazia, escono allo scoperto gli ex proprietari di alcuni terreni espropriati all'interno del parco della Bessa: non hanno ancora ricevuto gli indennizzi. Una situazione kafkiana, che emerge dalle loro parole: «La liquidazione degli indennizzi avrebbe dovuto avvenire un anno dopo, ossia entro fine '92. Si tratta di piccole cifre che non superano mediamente il milione delle vecchie lire. Pur sorvolando su tutte le vicende di questi anni in cui molti proprietari sono morti passando il problema agli eredi, nel giugno dello scorso anno abbiamo ricevuto dalla Prefettura un avviso per ritirare all'Ufficio di Tesoreria le quietanze, muniti di un documento di identità. Non ci parso vero». Gli ex proprietari vanno quindi alla Banca d'Italia fiduciosi, «ma allo sportello ci dicono che quei documenti non sono più validi e di recarci alla Direzione provinciale del Tesoro per avere indicazioni più precise. Identificato l'incaricato competente, questo ci consegna la copia di un atto del Ministero dell'Economia e delle Finanze dal quale si evince che è scaduto il documento di quietanza in nostro possesso». Le cose si complicano: «Per ovviare all'inconveniente si tratta di presentare ben sette documenti diversi, tutti certificati in originale. Ci rivolgiamo ai tecnici sia per ottenerli che per avere informazione sul costo dei soli bolli. La risposta per l'ultimo quesito almeno l'abbiamo ottenuta subito: svariate centinaia di euro, uno sforzo economico non paragonabile all'entità di quanto si deve incassare. Emergono due possibilità: depositare i documenti in Tribunale per chiedere al giudice un provvedimento di svincolo degli indennizzi o usare l'autocertificazione. La seconda soluzione ci pare la migliore ma l'incaricata ci ha laconicamente informati che il giudice non accetta autocertificazioni. E come se non bastasse, il certificato rilasciato dal Comune per la certificazione urbanistica è legato al Piano regolatore e di conseguenza il Comune stesso non può certificare quale era la destinazione di quello vecchio, il che comporta che la Direzione provinciale del Tesoro applichi, a titolo cautelativo, una trattenuta del 20 per cento». Ora gli ex proprietari sperano «che l'amministrazione comunale di Mongrando ci appoggi per un'azione comune, mettendosi in contatto con l'ente che ha avviato gli espropri e che la Sovrintendenza faccia altrettanto con la Direzione provinciale del Tesoro per la liquidazione degli indennizzi».

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L'Ascom: <Sospendere il sequestro dei gazebo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-01-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'appello L'Ascom: «Sospendere il sequestro dei gazebo» NAPOLI - «Occorre sospendere i sequestri dei gazebo dei bar, tranne quelli totalmente abusivi, e convocare immediatamente un tavolo tecnico con Comune, Sovrintendenza ed Associazioni di categoria per scrivere finalmente regole certe e chiare, che attualmente non esistono, sulle caratteristiche delle strutture e sui tempi dei procedimenti». è la proposta di Antonio Pace, presidente dell'Ascom, per risolvere l'emergenza che sta mettendo in difficoltà alcuni tra i più prestigiosi bar della città. Pace ha formulato la proposta in una nota inviata al Sindaco ed agli Assessori competenti. «Sono anni che chiediamo invano certezza delle regole e trasparenza dei procedimenti, ma ciò evidentemente cozza contro gli interessi di certa politica, alleata della burocrazia, che vuole mantenere i cittadini in stato di sudditanza», aggiunge Pace. Per il presidente dell'Ascom di Napoli «gli imprenditori sono vittima dell'incertezza delle regole e della mancanza di coordinamento tra gli Enti che devono rilasciare i pareri: il risultato è che si attendono mesi per avere un permesso e si rimane comunque con l'incubo di pesanti sanzioni, poichè non si sa mai se ci si trova in regola. Non è una condizione degna di un Paese civile che vuole sviluppare il Turismo. Occorre rendersi conto che i gazebo sequestrati in pieno centro sono un altro disastro per la nostra immagine turistica, dopo il danno patito per rifiuti e criminalità. Invece, una corretta programmazione dell'utilizzo del suolo pubblico può dare un grande contributo al rafforzamento dell'immagine turistica e della vivibilità della città».

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Nel bilancio dello Stato troppe spese in deroga (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-20 - pag: 29 autore: Contabilità. Nuovi rilievi da parte della Corte dei conti Nel bilancio dello Stato troppe spese in deroga Nelle pieghe dei conti pubblici ci sono 70 miliardi su cui occorre «fare chiarezza». La somma, enorme, è quella che la Corte dei conti ha incontrato nel «conto sospesi» di Banca D'Italia, a cui la magistratura ha dedicato una dettagliata relazione (delibera 30/2008 della sezione centrale di controllo sulle amministrazioni dello Stato, diffusa ieri). Alla base del gigantismo raggiunto negli anni dal «conto sospesi » non è difficile notare anche un paradosso: i tempi biblici che caratterizzano i pagamenti della Pa stanno strozzando le imprese, ma il ricorso al «conto sospesi», che dovrebbe servire proprio per i pagamenti urgenti che non possono attendere i ritmi lenti della burocrazia, è esploso negli ultimi anni. Per capire l'origine del fenomeno occorre addentrarsi nelle tecnicalità dei bilanci pubblici. Nella Pa il pagamento è l'ultimo di una serie di atti, che partono con gli uffici centrali del bilancio (o le Ragionerie provinciali) impegnati a spulciare il capitolo del bilancio pubblico relativo all'operazione per certificare la copertura finanziaria. Nei casi urgenti, il «conto sospesi» consente di effettuare il pagamento prima che arrivi la certificazione sulla copertura. I 70 miliardi registrati a fine 2007,però,sono un po'troppivista la (teorica) eccezionalità del ricorso a questa procedura. Da cosa nascono? Spesso si tratta di partite interne ai conti pubblici (che quindi non incidono sull'indebitamento netto). La quota principale è quella rappresentata dalle «anticipazioni » per alle Regioni per la spesa sanitaria, perché certo ospedali e Asl non possono smettere di funzionare in attesa del Dpcm che (in ritardo) stabilisce la spartizione dei fondi tra i territori. Nel «conto sospesi» si incontrano anche 6 miliardi di trasferimenti agli enti locali effettuati fra il 1996 e il 2000, archeologia contabile la cui regolarizzazione è ormai impresa difficile (anche perché le relative banche dati di Banca d'Italia e Viminale non riescono a dialogare). Altrettanto "storico" è uno stock da 1,4 miliardi di anticipazioni in agricoltura, precedenti al 1999. In forte crescita, nel 2007, è stato però anche il ricorso ai «pagamenti urgenti», che a settembre hanno toccato i 10 miliardi e che secondo la Corte spesso sono stati privi dei presupposti. Per queste ragioni, argomenta la relazione, il fenomeno sembrerebbe nascondere il ricorso «arbitrario» all'iter di urgenza per effettuare pagamenti anche «in carenza di assegnazioni» da parte della Ragioneria generale, con evidenti problemi di copertura finanziaria certa. Al momento non è possibile precisare i contorni di questo ricorso arbitrario ma l'entità delle cifre in gioco spinge la Corte a invocare «l'indispensabile chiarezza», anche in ossequio della «trasparenza che dovrebbe costituire un cardine del bilancio dello Stato». G.Tr. ITER D'URGENZA Circa 70 miliardi nel 2007 registrati nel «conto sospesi» nato per i pagamenti che non possono attendere una copertura certificata

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Tra baita e villa c'è differenza (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'APPELLO Tra baita e villa c'è differenza Avendo in gioventù trascorso diverse estati in malghe e alpeggi di Vallecamonica condividendo coi nonni sacrifici, vita grama e miseria a "brache" ed avendo ereditato parti di quelle baite ruderi di cui son disseminate le nostre valli, molti abbandonati in un'inesorabile decadimento, alcuni salvati con notevole sacrificio finanziario e di lavoro, con l'impegno ogni anno di liberarli dai rovi, senza ricavarne alcun reddito, ma soltanto per rispetto alla memoria del sudore e dei sacrifici enormi di chi ce li ha lasciati e che ora vengono gravati da accatastamenti assurdi assimilandoli agli urbani, senza luce, acqua servizi e attribuendone reddito Ici ecc.; a nome dei numerosi proprietari vorrei rivolgere un appello al buon senso dei politici impegnati sul territorio, ai comuni che conoscono la realtà diversamente dalla burocrazia, che sappiano distinguere il villino con piscina dal rudere faticosamente salvato o inesorabilmente destinato al crollo e alla rovina. Marino Baccanelli BAGNOLO MELLA

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dorina, la badante-sindacalista (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lavora per la Filca e accoglie i connazionali che arrivano in Gallura Dorina, la badante-sindacalista OLBIA. In fuga nel doppiofondo di un visto turistico dalla Romania. Lei che nel 2003 era approdata in Sardegna per fare la badante. Lei che il pezzettino di America lo ha costruito con fatica. Ora Dorina Dita è la prima sindacalista rumena dell'isola. Lavora alla Filca Cisl, fa la mediatrice. Ma solo sulla carta. Di fatto unisce la grinta di sindacalista di frontiera alla premura di una mamma. Lei fa da ufficio di collocamento, agenzia di lavoro, ostello per disperati. Accoglie in casa i connazionali che arrivano in fuga dalla miseria. Dà loro da mangiare, dormire, gli mette in tasca 20 euro e tanti consigli. è un po' l'ambasciata rumena in città. «Mi sembra naturale - dice -. Non voglio che loro abbiano le stesse mie difficoltà. Do loro una mano con la burocrazia e con la lingua. Poi con il sindacato li aiuto a trovare lavoro». Le mani appena smaltate si muovono frenetiche, entusiaste, gli occhi sprizzano di azzurro incorniciati dai ricci stretti, rossorame. Ad aprirle le porte del sindacato il segretario provinciale della Filca, Alfredo Costa e il responsabile legale Battista Imperio. «Si è rivolta da noi per avere un aiuto - spiega Costa -. Abbiamo subito capito che era lei a dare un aiuto a noi. Abbiamo chiesto la sua collaborazione. Ora è un punto di riferimento per tutti alla Cisl». Dopo un periodo veloce di adattamento si è calata nel suo ruolo all'interno del sindacato. «Quando arrivano i connazionali spiego cosa devono fare - continua Dorina -. Parto dalle cose più semplici, come richiedere il codice fiscale». Lei non tornerà in patria. «Dorina è una colonna nel sindacato - spiega Imperio -. Non la lasceremo andare via. Il suo compito è preziosissimo. Non è solo un'interprete, ci aiuta a entrare nella mentalità dei rumeni e a superare la loro diffidenza verso il sindacato». (l.roj.)

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regione bloccata da dieci poltrone (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Palermo Dall´energia alla sanità, la trattativa che fa slittare la rotazione dei dirigenti. Mini accordo sulle Ausl Regione bloccata da dieci poltrone Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´avvio dello spoils system dei dirigenti regionali. Così domani la giunta dovrebbe varare solo una direttiva tecnica per sbloccare la macchina della burocrazia andata in tilt dopo la pubblicazione della riforma sulla Gazzetta ufficiale. L´unica intesa trovata nel vertice di maggioranza è un mini accordo sulla legge di riforma della sanità in Sicilia. ANTONIO FRASCHILLA A PAGINA II

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regione, le dieci poltrone d'oro che bloccano lo spoils system - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Regione, le dieci poltrone d´oro che bloccano lo spoils system Dall´energia alla sanità, ecco su cosa trattano i partiti Mini accordo sulla riforma delle Ausl In assessorato Russo vuole manager esterni Ecco la nuova mappa del potere burocratico. Slitta la rotazione dei dirigenti ANTONIO FRASCHILLA Sono le dieci poltrone della burocrazia più ambite dopo il varo della riforma dei dipartimenti. Dieci tolde di comando che insieme gestiscono quasi tutti i 24 miliardi di euro del bilancio regionale e i 16 miliardi dei fondi Europei in arrivo. Posti chiave e ambiti da tutti i partiti della maggioranza, che non a caso anche ieri un vertice ad hoc hanno rinviato l´avvio dello spoils system dei dirigenti regionali. «Dobbiamo prima capire quanto pesano e valgono i nuovi dipartimenti e gli assessorati che accorperemo il prossimo anno», dice senza mezzi termini un colonnello dell´Udc, che riassume anche l´opinione dei suoi colleghi di Forza Italia, An e Mpa. Così domani la giunta dovrebbe varare solo una direttiva tecnica per sbloccare la macchina della burocrazia andata in tilt dopo la pubblicazione della riforma sulla Gazzetta Ufficiale, mentre ieri il governatore Raffaele Lombardo ha nominato Silvana Genova a capo del Cerimoniale di Palazzo d´Orleans. L´unica intesa trovata nel vertice di maggioranza è un mini accordo sulla legge di riforma della sanità in Sicilia, ma rimane aperto il nodo dell´accorpamento di ospedali e Ausl. Il tema più delicato, quello della rotazione dei dirigenti, rimane irrisolto e tutti, dal capogruppo all´Ars dell´Udc Rudy Maira a quello del Pdl Innocenzo Leontini, hanno chiesto a Lombardo di rinviare qualsiasi discussione. Nei corridoi di tutti gli assessorati i burocrati rimangono così in attesa, e intanto cercano di capire come poter arrivare a essere nominati nei nuovi 10 ruoli chiave. In molti ambiscono al nuovo dipartimento Energia: da solo questo ramo dell´assessorato all´Industria gestirà una spesa di 700 milioni di euro ed entro il 2010 prenderà in carico le delicate competenze dell´Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque. Il nuovo dipartimento si troverà a gestire circa 500 milioni di euro di finanziamenti nel settore rifiuti e idrico, per non parlare delle gare dei termovalorizzatori (1,2 miliardi di euro) e delle autorizzazioni in materia energetica, che fino al 2008 erano di competenza anche dell´assessorato al Territorio e ambiente: in ballo ci sono 3 miliardi di euro di investimenti tra eolico e fotovoltaico, più i 600 milioni annunciati dal gestore della rete Terna. Chi andrà a ricoprire il ruolo di dirigente al dipartimento Energia? Sicuramente dovrà essere un burocrate vicino all´assessore Udc Pippo Gianni. Ma, dato che queste competenze fino allo scorso anno erano in parte affidate a Pietro Tolomeo del dipartimento Territorio e molto vicino all´Mpa, anche il governatore Lombardo vorrà dire la sua. Lo scudocrociato punterebbe a premiare alcuni burocrati che potrebbero essere promossi a dirigenti generali, come Mario Pisciotta e Cosimo Aiello che fanno parte dello staff del ragioniere Enzo Emanuele. Proprio Emanuele sarà l´unico dirigente, insieme a Tolomeo, Patrizia Monterosso e Robert Leonardi che difficilmente sarà coinvolto dalla rotazione dei burocrati. Uomo chiave del Bilancio, che ha in mano la gestione di tutte le società controllate della Regione, Emanuele ha guidato tutte le operazioni immobiliari e creditizie: nella riforma il suo diventerà un dipartimento ancora più forte con il controllo anche sugli enti regionali, fino ad oggi di competenza della Cooperazione. Rimarrà al suo posto Robert Leonardi, appena nominato da Lombardo alla guida del dipartimento Programmazione che gestisce la spesa di 16 miliardi di euro di fondi Europei. La Monterosso, al momento alla guida del dipartimento Istruzione, rimarrà al suo posto anche perché con la seconda fase della riforma e la nascita dell´assessorato all´Istruzione e alla Formazione potrebbe andare a dirigere il dipartimento unico che si occuperà anche della spesa da oltre 300 milioni di euro per i corsi di formazione. Due nuovi dipartimenti molto importanti sono quello alla Pianificazione strategica e alle Attività sanitarie dell´assessorato alla Sanità dove sono state accorpate anche le funzioni dei dipartimenti Infrastrutture (guidato da Antonella Bullara), Ispettorato veterinario (Michele Bagnato) e Osservatorio epidemiologico. Insieme valgono una spesa da 8,3 miliardi di euro e, con l´ex dirigente Castellucci andato in pensione e Saverio Ciriminna in rotta con l´assessore Massimo Russo, per entrambi si annunciano nuovi vertici. Lombardo e Russo vorrebbero nominare dei dirigenti esterni, ma già adesso l´Udc e Forza Italia hanno posto il veto. Rimane al momento vacante anche un´altra poltrona chiave, quella del nuovo dipartimento agli Enti locali nato all´assessorato alla Famiglia, che avrà il compito di gestire una spesa da oltre un miliardo di euro. Nella rotazione certamente sarà trasferito Romeo Palma, in rotta con l´assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Palma dovrebbe andare alla guida dell´Ufficio legislativo. Alla guida del dipartimento Beni culturali Antinoro ha chiesto la nomina di Adele Mormino, già soprintendente di Palermo.

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santuario di pietraquaria (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Pagina Aperta Santuario di Pietraquaria Santuario di Pietraquaria quel furto sacrilego Gentile direttore, sono rimasta profondamente sconvolta nell'apprendere dal vostro giornale la notizia del furto sacrilego perpetrato ai danni dell'effigie della Madonna di Pietraquaria, nel santuario del Salviano. Come si fa a strappare dal capo della Vergine la corona, simbolo della regalità mariana? Con quale ardire? L'incoronazione di Maria è uno dei misteri più significativi della fede cristiana. E proprio nel santuario campeggia (nel lunotto della cantoria) il grande affresco che il pittore Marcello Ercole realizzò nel 2000 in occasione del giubileo. Vi è rappresentato il solenne gesto di Gesù che pone sul capo della madre la splendida corona proclamandola regina dei cieli. Vorrei che gli sciagurati ladri si soffermassero a vedere quell'affresco per meditare e pentirsi del gesto sacrilego che ha offeso la Madonna e migliaia di fedeli. Francesca Di Clemente Avezzano Tutti addosso ai dipendenti pubblici Signor direttore, vorrei rivolgere un appello positivo e propositivo ai governanti del nostro bel paese. I quali, invece di fare della gratuita propaganda su categorie di lavoratori dipendenti, li inviterei a verificare per capire veramente come lavorano, i dipendenti, negli ospedali pubblici e privati, a verificare come lavorano nelle cliniche pubbliche e private, di andare ad osservare, come lavorano, i dipendenti delle case di riposo e nelle strutture per anziani non autosufficienti, di andare a guardare in tante comunità di ricupero dei tossicodipendenti, sia quelle pubbliche che quelle private. Poi negli enti nazionali e locali, sia pubblici che privati, nelle scuole di ogni ordine, nella ricerca e tanti altri posti, dove si lavora. Troveranno sicuramente persone qualificate, specializzate e con tanta professionalità, che lavorano con scienza e coscienza e meritano prima di tutto rispetto e salvaguardia della loro dignità personale. Inviterei veramente i nostri governanti ad andare in ogni posto in cui ci sia anche un solo lavoratore, dalle piccole e grandi fabbriche, alle aziende, pubbliche e private, ai servizi pubblici e privati, ai cantieri, troverebbero sicuramente tanti problemi ma incontrerebbero anche i lavoratori dipendenti, con i loro suggerimenti, le loro proposte per risolverli, per migliorare i servizi, la produttività, ma soprattutto per migliorare la loro sicurezza e la precarietà, e tanti altri problemi, dall'efficienza alla qualità. Io dico che i lavoratori sia pubblici che privati, cari governanti, hanno la stessa dignità, sia come persone sia come lavoratori e non hanno bisogno di divisioni ma che vengano risolti i loro problemi concreti. Questi sono alcune delle questioni che necessitano una risoluzione velocemente da parte dei governanti, migliorare la sicurezza per prevenire gli infortuni, sui posti di lavoro, che è un'emergenza nazionale, i lavoratori chiedono di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per vivere, e secondo me, la vita deve essere messa al primo posto nella scala dei valori. Poi il problema del precariato, che è diventato una piaga nazionale, perche per un lavoratore precario, per lui diventa tutto precario nella vita, farsi una famiglia, farsi un mutuo per la casa, il suo progetto di vita diventa incerto. Poi lasciatemi dire, una cosa semplice, ma molto significativa e di grande importanza: cari governanti a capo di ogni azienda sia pubblica che privata non c'è un dirigente generale responsabile dell'azienda? Come mai di questi dirigenti non ne parlate mai male? Anche quando provocano disastri nelle aziende pubbliche e private che amministrano, vedi Alitalia, le Ferrovie, Parmalat. Proporrei ai nostri governanti di fare un po' meno propaganda e di evitare titoli dispregiativi nei confronti dei lavoratori dipendenti, ma di fare più cose concrete positive per i cittadini, per i lavoratori e per migliorare veramente i servizi, pubblici e privati. I dirigenti che non sono in grado di fare funzionare bene un servizio, un'azienda, non si dovrebbero anche cambiare? Ci vuole più impegno vero, per risolvere i problemi della gente, dei disoccupati, dei lavoratori, dando delle priorità, prevenire gli infortuni sul lavoro, superare il precariato, creare nuovi posti di lavoro, aumentare i salari e le pensioni, semplificare la vita dei cittadini, eliminando tanta burocrazia, fare molto di più per le persone bisognose, deboli, per rendere la loro vita più serena, dagli anziani non autosufficienti, ai malati, ai diversamente abili,ai bambini. Questo servirebbe anche per rendere la nostra società, più solidale e più giusta. Francesco Lena E.mail Filovia sulla strada parco chi paga la gestione? Signor direttore, si è detto, discusso e scritto tanto in relazione all'annoso tormentone, filovia sì filovia no, sulla famigerata «strada parco» al punto da dividere la città in Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri, Sudisti e Nordisti e, ahimé, Palestinesi e Israeliani. La realizzazione della linea ferroviaria, si viene a sapere, riveste per la città un'importanza capitale, secondo alcuni veggenti del loco, un fatto esistenziale che investe la salute di quanti, nel bene e nel male, nella fortuna o sfortuna, sono costretti a trascorrere la loro esistenza in un territorio ad alto rischio causa il forte inquinamento atmosferico. Allora, quale soluzione adottare per evitare danni alla salute pubblica, alle morti per leucemia o affezioni polmonari di ogni tipo? Semplice, basta immettere per km. 5,400 di fettuccia d'astalto un carrozzone di metri 18 alimentato a corrente elettrica (con pali, fili e archi in acciaio) con conseguente devastazione di una strada costata miliardi e miliardi (si pensi anche allo spostamento degli impianti ferroviari) per risolvere il problema del traffico di una via parallela con conseguente riduzione dello smog. E via Firenze, via Cesare Battisti, via Nicola Fabrizi, viale Gabriele D'Annunzio, viale Guglielmo Marconi, corso Vittorio Emanuele (percorso dai bus di oltre 10 linee più le vetture di ogni tipo e dimensione), eccetera? A proposito, tale mezzo è in grado di aspirare tutte le polveri sottili che investono la città? I fautori di una simile soluzione hanno previsto una considerevole diminuzione del traffico veicolare contando su un movimento passeggeri in numero di 800 per ogni ora e senso di marcia, qualcosa come 20.800 fruitori del mezzo nell'arco dell'intera giornata (dalle 7 alle 20). A mio parere non sarebbero sufficienti tutte le comparse dei kolossal di Cinecittà e degli Studios americani per assicurare la copertura delle spese di gestione. Di grazia, chi pagherebbe le eventuali passività? Come al solito Pantalone: il povero cittadino. Gaetano Michetti Pescara

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il medico-agricoltore per la sanità - maurizio piccinino (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 8 - Regione Il medico-agricoltore per la sanità Venturoni subì le minacce per l'inchiesta sulle cliniche MAURIZIO PICCININO PESCARA. «Sono anche un agricoltore e lo dico con orgoglio. Aver cura dei campi fa bene alla salute e all'intelletto. Sarebbe utile a tanta gente un poco di lavoro fisico, potrebbe schiarire le idee a tante persone». Parola di Lanfranco Venturoni, neo assessore alla sanità, primario in medicina interna, pioniere di Forza Italia e più votato nel 1995. Venturoni non ha alle spalle un padre ex sindaco o ex assessore, ma una famiglia di agricoltori benestanti e lui ha ereditato un carattere schietto, le amicizie conviviali e quella idea della politica fatta per costruire qualcosa. Dopo essere stato messo alle corde per aver «osato» porre un freno al malaffare nella sanità. Quando come presidente della Commissione regionale d'inchiesta decise di indagare su cliniche private e Asl, si trovò nel mirino di alcuni teppisti. «Mi dissero "se non vuoi rotolare sulle scale del Consiglio regionale, fermati"». Poi le minacce telefoniche, le intimidazioni. Ma lui è rimasto in piedi. Non pensava che più che i teppisti ci avrebbe pensato Forza Italia a metterlo a riposo. Ora dopo 10 anni è tornato da protagonista a Palazzo Centi. La sua è una doppia vittoria: fu lui a convincere Gianni Chiodi ad entrare in politica, «dopo una cena con altri amici lo persuasi a lanciarsi nella sfida», e, dopo le amare esclusioni dalla Regione, Venturoni oggi è assessore alle Politiche della salute. Un posto che non avrebbe immaginato di occupare per le resistenze che la sua persona destava. «Non sono rancoroso, ma con orgoglio rivendico che credetti in quella Commissione d'inchiesta che nel 1999 mise il dito nella piaga, ossia gli imbrogli a danno della Regione. La Commissione lavorò ma poi i suoi atti rimasero lettera morta», racconta Venturoni. «Il sistema», puntualizza l'assessore, «era una macchina per produrre creare tangenti e corruzione politica. Si è utilizzata la sanità come mezzo per ottenere soldi non dovuti, denaro da riversare nelle casse di politici e faccendieri». Parole di fuoco nello stile di Venturoni che non sa in che guai potrebbe ancora cacciarsi. «Il meccanismo», ricorda, «prevedeva che le cliniche private facevano prestazioni extra budget, i tetti di spesa non venivano rispettati per milioni di euro, nessuno controllava quelle prestazioni, e la Regione pagava. I privati hanno chiesto e ottenuto crediti senza aver subito controlli. Poi arrivarono le cartolarizzazioni per rateizzare un debito mostruoso di 900 milioni di euro. Così oggi gli abruzzesi pagano 90 milioni di euro l'anno in più di tasse salatissime. Questo è accaduto e poteva essere evitato se solo fosse stato dato ascolto a quella Commissione d'inchiesta». Venturoni giura che nella sanità porterà una ventata di normalità, che a suo giudizio è la ricetta migliore per cambiare veramente. «Bisogna riportare il sistema alla normalità», propone Venturoni, «le strutture sanitarie devono servire a curare i cittadini abruzzesi, e arrivare ad una qualità di servizi ottimale. Noi oggi abbiamo troppi servizi e anche tanti cittadini che vanno a curarsi fuori regione. Bisogna rimodulare le strutture alla domanda. I piccoli ospedali non vanno chiusi, sono stategici e vanno rimodulati rispetto a quella che è la domanda. Non è possibile far fare a un piccolo ospedale alta chirurgia ma si può ammodernare, riorganizzare e utilizzarlo per altre cose importanti legate alle richieste dei cittadini». Sulla politica ha idee precise e all'apparenza semplici. «Prima di Forza Italia nel 1995 non avevo fatto politica, mai iscritto a niente. Il mio debutto era come candidato regionale di Forza Italia e fui il più votato in Abruzzo. La regione era di centrosinistra e io feci il vice presidente del Consiglio. Allora il presidente dell'esecutivo era Antonio Falconio, al Consiglio regionale si avvicendarono come presidenti Gianni Melilla e Umberto Aimola». Parlando di Chiodi, Lanfranco ventuoni si inorgoglisce. «Gianni Chiodi, vedrete, sarà una bella novità, non solo di immagine ma nei contenuti. Non sarà un presidente qualsiasi ma entrerà direttamente nei problemi. Lui si è tenuto diverse deleghe per essere operativo. Lui i problemi li seguirà personalmente. Avremo un presidente forte». Alla classe politica Lanfranco Venturoni lancia un appello. «Riscoprire l'agricoltura perchè il contadino è un eroe», sottolinea Venturoni, «la politica invece di dargli una mano ora lo soffoca con tanta inutile burocrazia. Io dico facciamoli vivere, anche così avremo un Abruzzo diverso e migliore».

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ugo cappellacci incontra le imprese: insieme possiamo superare la crisi - federico spano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 22 - Sassari Ugo Cappellacci incontra le imprese: «Insieme possiamo superare la crisi» FEDERICO SPANO SASSARI. Ugo Cappellacci ha iniziato la sua campagna elettorale sassarese, incontrando i rappresentanti di uno dei settori più penalizzati dalla crisi economica: il commercio. Il candidato del centrodestra ha promesso che se verrà eletto ascolterà tutti prima di ogni decisione importante. Il presidente della Confcommercio, Gavino Sini, ieri mattina ha accolto il candidato alla presidenza della Regione, nella sede di via Pascoli, consegnandogli un faldone pesantissimo. «è inutile che faccia una sintesi di tutte le cose che negli ultimi anni non sono andate bene - ha detto Gavino Sini rivolgendosi a Ugo Cappellacci e consegnandogli i documenti -. Qui ci sono tutte le richieste che abbiamo fatto al governatore Soru e che non hanno mai ricevuto una risposta». Prima di prendere la parola, Cappellacci ha ascoltato anche le segnalazioni di Carlo Colombino, della Confidi, che ha denunciato i gravi problemi del credito alle imprese, e di Giorgio Macciocu, di Confturismo, che ha segnalato la paralisi di uno dei settori più importanti per l'economia dell'isola. «Per il turismo non si sta facendo nulla - ha detto Macciocu, consegnando a Cappellacci un lungo elenco di problemi da risolvere -. Ci sono troppe tasse e c'è troppa burocrazia. Quando si lavora a un progetto, come le beauty farm, che non sono mai partite, passa così tanto tempo che dopo un po' si stenta a riconoscere l'idea iniziale». Ugo Cappellacci, davanti a un pubblico di una trentina di persone, quasi tutti commercianti, ha sottolineato l'importanza di ascoltare tutti, prima di prendere decisioni importanti. «La Sardegna ha bisogno di essere governata e non comandata, come è successo fino a oggi - ha detto il candidato del Pdl -. La prima cosa che va fatta è mettere insieme tutti gli attori locali e i sindaci del territorio, per mettere in atto un forum dove possano confluire scelte condivise, idee, e proposte da concretizzarsi in provvedimenti che possano rilanciare lo sviluppo economico dell'isola. è criminoso tenere affamato e assetato un intero territorio per anni e poi distribuire ingenti risorse durante il periodo elettorale, come sta succedendo adesso. La Sardegna sta chiedendo normalità. Noi abbiamo la capacità di ascoltare, a differenza di Soru, e insieme ai sardi metteremo in atto tutte le azioni necessarie per venire fuori dalla crisi». Dopo l'incontro in Confcommercio, il candidato Ugo Cappellacci ha fatto tappa al Grazia Deledda per presentare i candidati delle sei liste che sono in corsa per il centrodestra.

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de felice: "pronto il piano sociale" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Napoli Regione De Felice: "Pronto il piano sociale" «Il primo Piano sociale regionale, la cui concertazione si avvia dal 23 gennaio, costituisce un atto concreto per diminuire il gap tra programmazione e servizi per l´utente». Alfonsina De Felice, assessore regionale alle Politiche sociali, replica a Marco Rossi-Doria, che nel suo intervento di ieri su "Repubblica" auspicava per progetti come Chance e Nidi di mamme la scomparsa «dello iato tra deliberazioni e realtà». L´assessore De Felice ritiene che «l´unico rimedio è ridurre i tempi inutili della burocrazia (e della tecnocrazia della programmazione comunitaria), rafforzare l´indirizzo politico regionale e concedere il minor spazio possibile a diversioni di vario genere (peggio se clientelari�): sarebbe un grande risultato deliberare e contemporaneamente erogare le risorse, evitando il ricorso ad ogni mediazione e intermediazione politica».

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Nei patti territoriali si va all'incasso (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 017  pag. 34 del 21/1/2009 | Indietro Nei patti territoriali si va all'incasso DIRITTO E IMPRESA Di Roberto Lenzi Il decreto anti-crisi sblocca le erogazioni a saldo dei progetti. Evitando ingolfamenti burocratici Basta un'autocertificazione su investimento realizzato e occupati Si accorciano i tempi per le erogazioni a saldo dei contributi sulla programmazione negoziata. Le iniziative agevolate su Patti territoriali e contratti d'area potranno ottenere l'erogazione del saldo del contributo a fronte di una autocertificazione dell'impresa relativa a percentuale di progetto realizzato, funzionalità dello stesso e rispetto del parametro occupazionale. Lo stabilisce l'articolo 18-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, che è stato inserito in sede di conversione in legge, visto che non figurava nel testo approvato del decreto legge. Il provvedimento ha l'obiettivo di accelerare la procedura di erogazione del saldo del contributo, ponendosi come regola tesa a risolvere i notevoli problemi di allungamento dei tempi di erogazione dei contributi a valere su patti territoriali e contratti d'area. Questa norma dovrebbe quanto meno semplificare la procedura e ridurre i passaggi tra i vari enti responsabili per consentire alle imprese di ottenere l'erogazione di contributi spettanti che possano dare ossigeno in questo delicato momento. Patti territoriali, più veloce l'erogazione del saldo. Per velocizzare le procedure di erogazione dei contributi pubblici a valere su Patti territoriali e Contratti d'area, in relazione a progetti già avviati, il saldo del contributo potrà essere incassato a seguito di consegna al soggetto responsabile di un'autocertificazione attestante la percentuale di investimento realizzata, la funzionalità dello stesso e il rispetto dei parametri occupazionali. Si tratta quindi di una autodichiarazione dell'impresa che permetterà di evitare i lunghi controlli sulla documentazione in possesso dell'azienda, che richiedono spesso mesi di tempo. L'eventuale rideterminazione del contributo pubblico spettante avverrà con salvezza degli importi già erogati e regolarmente rendicontati. Tali novità riguardano i programmi di investimento agevolati che abbiano realizzato almeno i due terzi del programma originario e per i quali il programma realizzato rappresenti, comunque, uno o più lotti funzionali capaci di soddisfare almeno il 66% dell'occupazione prevista. Le aziende beneficiarie sono quindi chiamate a verificare lo stato di attuazione del progetto e, se rispondono ai requisiti sopraindicati, potranno produrre l'autocertificazione prevista ed ottenere in tempi brevi l'erogazione a saldo del contributo. Si tratta di una importante quota di fondi spettante alle aziende, che era però rimasta sospesa fino ad oggi a causa dei tempi lunghi della burocrazia. Controlli ministeriali sui progetti di importo superiore al milione di euro. Le commissioni ministeriali saranno chiamate ad effettuare gli accertamenti di spesa sulle iniziative che, in sede di concessione provvisoria dell'agevolazione, ammontassero a più di un milione di euro. I controlli riguardano i programmi e le spese oggetto di intervento e hanno lo scopo di verificare lo stato di attuazione, il rispetto degli obblighi previsti dal provvedimento di concessione e la veridicità delle dichiarazioni e informazioni prodotte dall'impresa beneficiaria, nonché l'attività degli eventuali soggetti esterni coinvolti nel procedimento e la regolarità di quest'ultimo. Cosa accadeva fino ad oggi. In precedenza, l'erogazione del saldo era subordinata alla predisposizione da parte del soggetto beneficiario del finanziamento della documentazione finale di spesa, nonché alla positiva verifica, da parte del soggetto che ha effettuato l'istruttoria del patto territoriale o del contratto d'area di cui l'iniziativa fa parte, della documentazione finale e alla comunicazione all'Istituto convenzionato da parte del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica dell'intervenuta verifica. Erogazione del saldo, disagi per le aziende. Addirittura, ad oggi, sono molti i progetti che non hanno ancora ricevuto il saldo del contributo, in quanto il passaggio dei documenti dall'Ente gestore alla banca concessionaria, l'istruttoria della stessa e il rinvio con relazione finale da parte della banca all'Ente gestore poteva comportare anche il trascorrere di diversi mesi di tempo. Solo dopo questo passaggio, l'Ente inviava la documentazione alla Cassa Depositi e Prestiti per l'erogazione. Bisogna anche considerare, purtroppo, che la gestione dei Patti Territoriali da parte degli Enti gestori (spesso uffici creati ad hoc all'interno di enti pubblici quali le Province) si è protratta nel tempo ed alcuni degli uffici, ricchi di personale inizialmente, si sono piano piano ridotti a seguito dell'esaurirsi delle risorse economiche dedicate e, in alcuni casi, stanno attualmente in piedi quasi solamente grazie al “volontariato” di alcune persone che si impegnano molto, ma che spesso non hanno seguito le operazioni dall'inizio. In questo modo, i tempi si allungano ulteriormente ad ogni passaggio. La possibilità data alle imprese di autocertificare le spese permette quindi uno scorrimento molto più veloce ed è uno strumento importante per anticipare le riscossioni

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"Questa tessera blu che un po' ci fa arrossire" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Questa tessera blu che un po' ci fa arrossire" Se la povertà ha un colore, di questi tempi grami è tinta di blu. Quello della Social card, la carta acquisti ideata dal governo attiva da dicembre. L'iniziativa targata Tremonti ha fatto discutere non poco. Superati per il rilascio gli scogli che formano l'arcipelago della burocrazia, qualche problemino è rimasto per quel che riguarda l'utilizzo. Per vedere come se la cava chi beneficia del bonus di 40 euro al mese, occorre andare a dare un'occhiata da vicino, magari al «paniere» di chi già la utilizza. Come la signora Marisa, una dei 720 astigiani che hanno nel portafoglio la tesserina blu. Accetta di raccontare la sua vita quotidiana ai tempi del «Social card» ma a garanzia dell'anonimato. «Ci mancherebbe, non c'è niente di male a non avere soldi, a essere poveri diciamo pure - spiega - ma io mi vergogno un po' quando alla cassa devo tirare fuori la tessera: perché devono sapere i fatti miei?». Tolta la forma, quando si campa con poche centinaia di euro al mese si è costretti a badare alla sostanza. E quei 40 euro in più al mese sono tutto grasso che cola. «Comunque era meglio, molto più di dignitoso, se quei soldi li davano con la pensione. Hanno scelto così, e a me la tessera funziona, non ho avuto problemi tecnici: si vede che sono nata con la camicia». Ma se fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: «A fare la spesa, per stare tranquilla, mi porto sempre dietro qualche spicciolo, non vorrei fosse vuota e fare brutta figura. Mi hanno raccontato di persone che al momento di pagare si sono ritrovati con la carta ancora da ricaricare. Che vergogna». Lei invece ha ancora gran parte del «tesoretto» formato dai 120 euro elargiti per il trimestre ottobre-dicembre. In futuro si andrà avanti a ricariche bimestrali. «Ne ho spesi poco meno della metà. Vede, io abito sola e poi non sono una sprecona». Marisa è una bella e distinta signora di 73 anni che non dimostra: «Ma me li sento tutti, mi creda: sono piena di acciacchi. Diventare vecchi non è un problema, ma se c'è la salute. E i soldi non contati» racconta. Lei vive sola (o sopravvive, fate voi) con 587 euro al mese, la sua pensione minima di lavoratore dipendente. «Ero operaia in una fabbrica, nel Torinese: poi mi sono arrangiata a fare le pulizie» racconta. Più della metà dei soldi se ne vanno per l'affitto: «Ben 287 euro al mese - precisa - senza contare altri 900 euro che se ne vanno ogni anno per le spese condominiali». Pagate le bollette, non rimane granché: «Per i vestiti mi arrangio con quel che ho, del resto con l'età non sono ingrassata» dice con ironia. Così quei 40 euro al mese della Social card servono per un rinforzino alla spesa: «Si possono pagare anche le bollette di luce e gas, mi hanno detto. Il telefono no, sono andata ma mi hanno risposto che non si può». L'elenco dei prodotti acquistabili è sul sito del ministero. «Già, perché io alla mia età dovrei imparare ad andare su internet, secondo lei?» replica un po' piccata. E come darle torto, del resto. «Meno male che ci sono i sindacati: io vado alla Uil e la Angioletta Ghidella mi dice tutto». Ma da risolvere c'è un altro problema e non da poco: conoscere i punti vendita che accettano il pagamento con carta blu: «Mi tocca telefonare prima e chiedere. Nei supermercati in genere sì, ma per noi anziani sono un po' fuori mano - spiega - A me sarebbe comodo il Mercato coperto, ma ho girato tutti i negozietti e lì la Social card non la prendono». La signora Marisa ha trovato un supermarket vicino casa, un buon compromesso. Si aggira tra gli scaffali più che altro curiosando: «Io mi accontento di poco - quasi si giustifica - vengo a fare la spesa un paio di volte la settimana e non sempre». Nel carrello tre bottiglie d'acqua frizzante («Ma ne bevo solo un sorso, mi aiuta a digerire»), niente pane («Grissini dietetici che mi durano a lungo, io ho un po' di diabete») insieme ad un cespo di insalata, del riso, pasta e un paio d'etti di prosciutto cotto: «Il dottore dice che dovrei mangiare della bresaola, ma è un po' cara». E nella spesa, oltre a prodotti per la casa, finiscono anche un paio di scatolette di cibo per gatti: «Ho una micina, mi tiene compagnia. Devo rinunciare anche a lei? E poi costano solo un euro e 40 centesimi, mica verranno a farmi delle storie...». Poi, alla cassa, la signora Marisa tira fuori la Social card che appena può ricaccia nella borsetta. «Questa tessera blu mi fa sempre arrossire di vergogna» scherza, ma non troppo. E prima di allontanarsi confida un ultimo dubbio: «Però, la Social card potrebbe anche servire per il canone Rai. Certo, a noi anziani potrebbero anche regalarlo».

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gasdotto, si allarga il fronte del no deciderà il consiglio comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 33 - Altre Gasdotto, si allarga il fronte del no «Deciderà il consiglio comunale» OLBIA. Un po' come se il terzino esultasse a tutto campo dopo avere fatto gol nella sua porta. Il documento del ministero dell'Economia, che convoca la conferenza di servizi sul gasdotto, rivela che le condotte in uscita dalla città passeranno in una zona ad alto valore ambientale. Il governo francese vuole inserirla in una area di protezione ecologica. Una macro area naturalistica che l'Italia dovrebbe condividere con la Francia. Una Zpe, zone de protectione ecologique, che dovrà essere solcata dal gasdotto. Il sogno dell'energia a basso costo monetario, avrà un costo naturalistico elevato. Almeno così sembra rivelare il documento riservato di convocazione del ministero. La conferenza di servizi sarà una specie di versione moderna degli stati generali. Attorno a un tavolo, bello grande, dovranno trovare posto tutti i comuni che saranno attraversati dal gasdotto, i funzionari di Galsi e quelli del ministero. Tutto l'iter dovrà essere concluso entro nove mesi. Termine ultimo per dare il via ai lavori. Il 3 febbraio a Roma si svolgerà il confronto tra le parti. Ma il sindaco Gianni Giovannelli vuole andare nella capitale con un mandato preciso. «A decidere deve essere tutto il consiglio comunale». Il primo cittadino era stato chiarissimo, per questo ha già convocato una riunione di maggioranza. Il passo successivo e inevitabile sarà la convocazione del consiglio comunale. Il gasdotto corre velocissimo. Il serpente che attraverserà la Sardegna non si è ancora materializzato, ma fa passi da gigante. Ha quasi superato le sabbie mobili della burocrazia e in pochi mesi diventerà una ingombrante realtà. Ma contro la creazione di una stazione di compressione grande 19 ettari e alta 15 si è già creato un partito trasversale e un comitato anti gas. La centrale dovrebbe sorgere a Spiritu Santu, tra l'ospedale San Raffaele, l'area delle Saline e la frazione a vocazione turistica di Murta Maria. Il gigante deve comprimere il gas e spingerlo ad alta pressione per 270 chilometri oltre Tirreno, fino alla stazione di Piombino. L'arrivo in città dei tecnici di Galsi che hanno rassicurato sulla silenziosità, sulla sicurezza e sulla convenienza per il territorio della centrale, non ha convinto i detrattori. Si contesta anche l'impatto visivo che la stazione ha su una provincia ad alta vocazione turistica. Per tutti la Costa Smeralda e la mega centrale del gas si prendono a cazzotti ed è impossibile fare convivere le due vocazioni. Turistica e industriale. (l.roj.)

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non si esce dalla crisi col mattone - alessandro cori (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Bologna Le idee/1 Non si esce dalla crisi col mattone ALESSANDRO CORI E´ APPREZZABILE l´intento del Sindaco e delle istituzioni bolognesi di invitare il mondo imprenditoriale ad investire per far fronte alla crisi. Ma sulla direzione verso cui indirizzare questo pregevole sforzo c´è ancora � come risulta dall´incontro di ieri a Palazzo d´Accursio � un po´ di confusione. Il Presidente Obama ha in più occasioni detto e scritto che la risposta a questa prima grande crisi del nuovo millennio deve essere necessariamente selettiva e ha subito indicato come campi di intervento la green energy e il welfare elettronico. Bologna -come ha ricordato l´imprenditore Sassoli De´ Bianchi all´incontro con Cofferati, Errani e Draghetti -non è ancora del tutto sbarcata nell´era di Internet . E possiamo tranquillamente aggiungere, neanche in quella delle nuove energie compatibili e del nuovo welfare comunicativo a burocrazia leggera. Ma, ascoltando molti degli interventi del summit, la ricetta nostrana prevalente parrebbe un´altra: infrastrutture ed edilizia. Viabilità, interporto, aeroporto, centri commerciali, padiglioni fieristici, edilizia sanitaria. SEGUE A PAGINA V

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aperto in via romana lo sportello codacons (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Gallura Aperto in via Romana lo sportello Codacons OLBIA. Dopo la chiusura propgrammata per le feste di fine anno il Codacons ha ripreso la sua attività di assistenza e di consulenza al fianco dei cittadini nella giungla della burocrazia e dei disservizi. La sede dell'associazione, in via Romana, ha riaperto al pubblico lo scorso 12 gennaio ed è a disposizione ogni venedrì, dalle 16.30 alle 18, presso lo studio di consulenza Sanna. Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi direttamente al numero di telefono 340.5752469 (il responsabile è Alessandro Facchini).

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non si esce dalla crisi... - mauro moruzzi * (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bologna NON SI ESCE DALLA CRISI... MAURO MORUZZI * (segue dalla prima di cronaca) Tutte cose utilissime, ma che avevano un significato innovativo e dirompente nella Bologna degli anni ´60. E´ vero che siamo carenti di alcune fondamentali infrastrutture di trasporto per le persone, ma può essere questa la direzione dell´economia bolognese per fronteggiare la crisi? Forse la nostra classe politica ed economica deve compiere un ulteriore sforzo: pensare ad un progetto molto più in sintonia con i cambiamenti del nuovo millennio. Ripensare in termini di next economy a quei quattro o cinque pilastri che hanno sostenuto l´impresa locale negli ultimi decenni: il sistema assistenziale, i servizi tecnologici ambientali, l´occupazione qualificata e la sicurezza. La sfida di più lungo respiro è, quindi, il passaggio di Bologna nell´era delle tecnologie comunicative e multimediali e delle nuove soluzioni energetiche per abitare e produrre . Voglio ricordare che stiamo già dando a Bologna e in Emilia-Romagna la cartella clinica elettronica a tutti i cittadini e a tutti i medici. E allora, perché non fare della nostra città, in sinergia con la nascente industria dei provider di Internet e con l´Università, il polo nazionale del welfare elettronico? Centinaia e forse migliaia di giovani potrebbero trovare occupazione, come in parte sta già avvenendo, non solo come ingegneri e progettisti, ma anche come operatori qualificati di call-contact center, help desk per assistere da casa le persone anziane, le famiglie, riducendo burocrazia e costi ospedalieri. è solo un esempio . Ma una cosa è certa: la vecchia economia delle infrastrutture pesanti e del cemento non ci farà volare oltre la crisi. (* direttore generale Cup 2000)

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La Coopser in attesa del Noceto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

RUGBY SERIE C La Coopser in attesa del Noceto FERRARA. Con i 5 punti conquistati contro il Reggio Emilia (battuto 70-3) e approfittando degli stop imposti dal meteo alle altre pretendenti alle zone alte della classifica, la Coopser Cus Ferrara rugby torna virtualmente in vetta alla classifica del girone di serie C. Il match di domenica scorsa per i tecnici doveva e voleva essere una prova generale di schemi e attitudini in vista del match casalingo con il Noceto di domenica prossima, dove in palio ci saranno punti importanti in chiave play off. Così non stato per diversi motivi ed il rammarico dello staff cussino a fine gara era evidente. Ordine e schemi - che erano i diktat di giornata - sono stati disattesi quasi totalmente; la partita non è certo stata bella e il punteggio è stato frutto del palese divario fisico, tecnico e di esperienza. Chi si aspettava gioco ad ampio respiro, giocate provate e realizzate, è rimasto deluso. Domenica, come detto, arriverà Noceto, squadra di tutt'altra caratura, peraltro già battuta a domicilio. Serve una prova d'autore, come nelle possibilità dei ferraresi; poi, vista l'impossibilità oggettiva di effettuare tutti i vari recuperi entro il 15 febbraio, sarà la burocrazia a decidere chi passerà il turno e andrà alla seconda fase. La classifica vede al momento questa situazione: Coopser Ferrara 33*, Gran Parma 29***, Imola 29*, Colorno 22 ****, Noceto 19**, Lyons 8*, Castello 1* Reggio 0*** (* partite da recuperare) Dario Cavaliere

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A Bari bene i fondi di aiuto alle imprese in quartieri a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2009-01-21 - pag: 10 autore: PUGLIA. Studio Ipi sulla legge Bersani A Bari bene i fondi di aiuto alle imprese in quartieri a rischio Maria Moretti BARI Tra le dieci città metropolitane italiane, Bari ha risposto bene ai finanziamenti della legge 266/97. L'Ipi (Istituto per la promozione industriale) ha registrato dal '99 674 iniziative idonee ai contributi, di cui ben 343 li hanno poi ottenuti. Le risorse assegnate sono complessivamente 9milioni e 241mila euro, al lordo di rinunce e revoche (2milioni e 650mila). Finora sono stati erogati 3milioni e 830mila euro, per investimenti complessivi di 20milioni e 680mila euro. Questi risultati tengono conto dei primi cinque programmi di attività, il sesto è in corso di attuazione. Per ogni programma il Governo stanzia tra i 20 e i 50milioni. In tutto finora sono stati distribuiti 250milioni, in base alla popolazione residente. Così Roma, Milano, Napoli e Torino raccolgono oltre il 60%, Bari, Cagliari e Firenze ottengono meno. «Sono gli ultimi dati ancora suscettibili di aggiornamento – dice il direttore dell'Ipi, Piergiorgio Saracino –. Una graduatoria precisa si potrà avere solo tra un mese, quando tutti i Comuni ci avranno inviato i dati completi. Tutto va poi valutato alla luce della diversità di risorse: solo Roma raccoglie il 40% dei finanziamenti». Il Comune di Bari ha sostenuto le imprese dei quartieri periferici e semiperiferici. Ora ci sono ulteriori 860mila euro, che verranno messi a bando tra marzo e aprile. Ogni impresa può ottenere al massimo 22mila euro. «Le aziende finanziate sono principalmente commerciali – dice Sergio Ventrella, assessore al Commercio – e con sede nel quartiere Libertà ». Oltre alla possibilità di agevolazione, ci sono azioni di contesto che si collocano tra lo sviluppo imprenditoriale e sociale, come fondi di garanzia e formazione. «La scelta di puntare solo sul riposizionamento delle imprese sul mercato - spiega Ventrella - è stata voluta per evitare un successivo abbandono dell'attività appena nata». L'Ipi, in un altro studio, evidenzia una risposta positiva delle imprese: l'85% di quelle interpellate a Bari ha ottenuto benefici. «A questo si aggiunge l'impatto sulla burocrazia – spiega Saracino –. Gli uffici comunali hanno reagito bene a questi stimoli, sono cresciuti sul piano della formazione e hanno anche costituito reti informative». Ma le imprese lamentano le lungaggini burocratiche con cui il Comune di Bari approva i finanziamenti. «Siamo fiscali nei controlli e richiediamo il certificato di regolarità contributiva – ribatte Ventrella –. Un modo per sostenere le imprese veramente sane».

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Per le categorie serve più pratica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Scuole tecniche data: 2009-01-21 - pag: 2 autore: Per le categorie serve più pratica Crisi a parte, la caccia delle imprese ai diplomati tecnici prosegue. E sarà la ripresa a portarli nei recinti delle aziende, dove in media coprono il 70% delle richieste d'assunzione. «Il tessuto produttivo modenese soffre della carenza di profili tecnici – afferma Roberta Caprari, delegata area Education di Confindustria Modena –. Siamo impegnati nella riqualificazione dell'immagine degli istituti tecnici e professionali con un progetto di orientamento per i ragazzi in uscita dalla scuola media primaria. Inoltre, sosteniamo stage in aggiunta a quelli di alternanza tra scuola e lavoro, per una maggiore presenza dei ragazzi in azienda. L'obiettivo è una loro crescita professionale che per le imprese significa un investimento per il futuro». E aggiunge: «In generale, è necessario riprofessionalizzare l'istruzione tecnica, potenziarne i collegamenti con le aziende, aggiornarne i curricula tecnici, valorizzarne le attività di laboratorio e l'apprendimento d'esperienza ». Un rilancio che è un fattore decisivo anche per preparare l'uscita dalla crisi economica. Prima o poi le commesse e le produzioni ripartiranno. «La domanda di manodopera specializzata solo sei mesi fa era altissima, al punto che l'offerta del territorio di diplomati non saturava le necessità. - dice Agostino Benassi, segretario Confartigianato Bologna- . Nessun ragazzo in uscita dai percorsi d'istruzione tecnica o professionale faticava a trovare lavoro. In questo momento è tutto fermo solo perché la crisi immobilizza tutto». Per Francesca Fani delegata alla Formazione della Unione industriali di Prato, «la formazione tecnica ha un ruolo centrale nell'attività industriale delle aziende, è un elemento competitivo e necessario ai processi di innovazione. Ma nelle politiche formative questo ruolo è sottovalutato. Gli strumenti di laboratorio e i programmi scolastici sono ben lontani da quello che i diplomati troveranno nel mondo industriale. Le attrezzature ma anche i docenti hanno bisogno di un aggiornamento per seguire l'evolversi dei processi,dell'organizzazione e delle tecnologie. Un aggiornamento che per i docenti al momento è lasciato alla loro libera iniziativa». Il nodo è il saper fare. «Le imprese lamentano una scarsa dimestichezza da parte degli studenti con l'attività pratica. - sostiene Orietta Valvelli, direttrice Cna Ascoli Piceno - è un aspetto difficile da modificare perché gli istituti non posseggono laboratori con strumentazioni moderne e in azienda si trovano a contatto con macchinari profondamente diversi. Ma ci sono anche ragazzi che non hanno dimestichezza neppure con un foglio di calcolo elettronico ». Una strada sono le esperienze d'incontro tra scuola e impresa. «Le dinamiche e le caratteristiche che sono peculiari di un'impresa si apprendono con l'esperienza diretta ed è un patrimonio che dobbiamo riuscire a trasmettere ai giovani. - spiega Paolo Annetti, direttore Cna Perugia - . Come associazione cerchiamo di predisporre dei progetti ad hoc ma tra le difficoltà ci sono i tempi della burocrazia, che non aiutano a sviluppare questi momenti d'incontro». E aggiunge Patrizio Zini, presidente Confartigianato Pistoia: «Dove la scuola è riuscita a saldarsi all'economia reale i ragazzi trovano occasioni di lavoro, ma occorrono capacità professionali e tecniche più facilmente spendibili. Osserviamo, invece, una forte discrepanza con la realtà. Per esempio c'è chi esce da un istituto tecnicoo professionale e non ha mai visto una macchina a controllo numerico o, per analogia, nel mondo amministrativo diplomati che non hanno mai usato un software gestionale». IL NODO Le figure specializzate continuano a essere un problema irrisolto per molti settori del mondo produttivo L'esperta. Roberta Caprari, delegata Education per Confindustria Modena L'artigiano. Paolo Annetti, direttore della Cna della provincia di Perugia

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A Gaza una ricostruzione a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-01-21 - pag: 10 autore: Il conflitto in Medio Oriente. L'economia della Striscia prova a ripartire per la terza volta, sperando in una pace duratura A Gaza una ricostruzione a rischio Il leader degli imprenditori chiede che le risorse vengano gestite dall'Onu Ugo Tramballi GAZA CITY. Dal nostro inviato «Mi sveglio la mattina e non ho niente da fare. è così da due anni. Lei lo ha mai visto un imprenditore che non ha niente da fare?». Ma ieri è stata finalmente una mattina diversa: FaysalShawa ha convocato i 200 soci della locale Confindustria per fare una lista dei danni di guerra. La ricostruzione, l'ennesima a Gaza, è vicina. Solo i sauditi promettono un miliardo di dollari: «Loro dicono mille milioni perché sembra di più», ironizza Faysal. Poi verranno come al solito gli altri ricchi del Golfo, gli europei, la Banca mondiale. «E Barack Obama certamente farà la sua parte», aggiunge, guardando la Cnn nel suo ufficio, sintonizzata con molti disturbi sulla cerimonia presidenziale. Il generatore garantisce l'elettricità, il satellite fa quello che può, i cellulari sono morti. Era già successo nel 1994 quando nacque l'Autorità palestinese di Yasser Arafat e nel 2005 quando Ariel Sharon ritirò Israele dalla Striscia. Alle due ricostruzioni sono seguite due distruzioni. Come si fa a impedire che accada anche con la terza, se Hamas è sempre a Gaza e Israele non ha chiuso la sua partita? Nella prima una notevole parte dei soldi era stata dilapidata dalla corruzione di Fatah, nella seconda Hamas li ha spesi per armarsi. «Noi industriali abbiamo un'idea. Chiediamo alla comunità internazionale di non dare soldi ai palestinesi fino a quando Fatah e Hamas non si mettono d'accordo e fanno un Governo di unità nazionale. Poiché il processo sarà lento e quia Gaza non possiamo aspettare, proponiamo sia l'Onu a gestire la ricostruzione». Faysal Shawa, 40 anni, segretario generale della Palestinian businessmen association, ha un'azienda farmaceutica, una edile e una che fa asfalto. Tutte chiuse. «In due anni noi del settore privato abbiamo mandato a casa 100mila persone. è umiliante ». L'ultima impresa, di asfalti, Faysal l'aveva comprata per 1,4 milioni di dollari in Israele, smontata e rimontata al di qual del confine. «Era il 2005, Sharon stava per smantellare le colonie e pensavamo fosse venuto il momento di Gaza. Poi gli israeliani hanno bloccato l'importazione di ghiaia e bitume. Abbiamo chiuso dopo 50 ore di lavoro». La fabbrica a Johredikh, arrugginisce a 500 metri dalla frontierad'Israele.Dall'altra parte del muro di cinta viene un poco rassicurante rombo di carri armati in movimento. La campagna è verde in questa stagione. Tranne dove sono passati i tank: alberi da frutta e ulivi fatti a pezzi affondano nel fango. «Nel 2000 producevamo 2.500 tonnellate di agrumi, l'anno scorso erano 25. Quest'anno saranno 18, forse». Le necessità della politica e quelle dell'economia sembrano distanti, ma non è così. Sono strettamente legate. «Gaza è l'esempio perfetto dell'impossibilità di riuscire nello sviluppo senza risolvere la questione politica », dice Sami Abdel-Shafi, economista di 39 anni, dieci anni di esperienza in California prima di tornare a Gaza e rimanervi chiuso dentro: «Speravo di partecipare all'altra ricostruzione. Per due volte- prosegue- abbiamo avuto gli aiuti per rinascere. Ma fino a che non è risolto il nostro problema con Israele, dopo ogni ricostruzione verrà una distruzione. La formula è ovvia: garantire una soluzione politica che crei stabilità la quale crea le condizioni per lo sviluppo economico ».Abdel-Shafi è d'accordo che a occuparsi della ricostruzione sia «un organismo non politico.Ma non l'Onu:troppa burocrazia. Occorre creare un consorzio di poche persone, agile e indipendente. Ma non si può sfuggire alla politica: funzionerebbe solo se Hamas e Fatah sono d'accordo». Come in ogni Paese, anche qui gli imprenditori hanno un'agenda politica.Quelli di Gaza e Cisgiordania, in Palestina fanno lobby per una riconciliazione tra Fatah e Hamas; fuori dalla Palestina la fanno perché Hamas sia riconosciuto. «Esistono e non è solo terrore e razzi», dice il capo degli industriali. Però i Qassam ci sono, fate lobbing anche contro i razzi? Faysal non la prende molto bene. «Lanciare i Qassam è un grave errore. Ma da quando Hamas è al potere qui? Due anni. Gli accordi di Oslo li abbiamo firmati nel 1994, ma per Israele Arafat era un terrorista. Poi è venuto Abu Mazen: troppo debole, hanno detto. Intanto hanno distrutto l'aeroporto di Gaza e impedito che costruissimo il porto; hanno fatto altre colonie e un muro in Cisgiordania. Tutto questo è accaduto prima che Hamas prendesse il potere. In Occidente vi siete mai chiesti se il problema non fosse anche Israele, il suo modo di vederci solo come un problema di sicurezza e non come un'occasione di prosperità? No, credo di no». Arrivano gli altri imprenditori di Gaza, è venuto il momento di fare la lista della prossima ricostruzione. L'APPELLO «La Comunità internazionale non deve dare soldi ad Hamas e Fatah finché non riusciranno a formare un Governo unitario» Danni collaterali. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in visita all'edificio Onu colpito dall'esercito israeliano durante l'attacco a Gaza REUTERS

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Enel conferma i piani in Romania (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-21 - pag: 17 autore: Il gruppo farà da apripista alle imprese italiane interessate ai mercati dell'Est Enel conferma i piani in Romania Gerardo Pelosi BUCAREST. Dal nostro inviato è un messaggio rassicurante quello che Enel lancia al nuovo governo romeno di coalizione (Psd-Pld) guidato dal giovane Emil Boc, delfino del presidente Traian Basescu. Nonostante il 2009 sarà un anno di grave crisi anche nei Paesi della nuova Europa, il gruppo italiano non rivedrà i suoi programmi: conferma, quindi, i 700 milioni di euro di investimenti nei prossimi quattro anni per rendere più affidabile la rete di 93mila Km che Enel attualmente gestisce in Romania; proseguire il programma eolico, nucleare e a carbone pulito ma soprattutto porsi come punto di riferimento per molte aziende italiane del settore elettrico che intendono investire nel Paese. «L'obiettivo che vogliamo perseguire - spiega l'amministratore delegato di Enel Romania, Matteo Codazzi – è quello di migliorare il servizio, ridurre le attuali interruzioni della rete elettrica romena dove i black out oscillano ancora da 11 a 15 ore l'anno per arrivare ai livelli italiani dove, nel 2007, le interruzioni sono state inferiori all'ora in un anno».Codazzi parla a Bucarest in un seminario sulle opportunità di sviluppo tra Italia e Romania davanti ai rappresentanti delle aziende italiane e romene attive nella fornitura di servizi, materiali e componenti elettrici. Ad ascoltarlo, autorità del nuovo Governo romeno ma soprattutto imprenditori del settore, per l'Italia rappresentanti dall'Anie e dal suo presidente, Guidalberto Guidi. Segnali di fiducia inconsueti in tempi di recessione ma, come osserva l'ambasciatore d'Italia a Bucarest,Mario Cospito «è proprio ora che dobbiamo impegnarci per invertire la tendenza puntando sull'economia reale». E la Romania conta sempre molto sull'aiuto dell'Italia i cui capitali hanno contribuito a realizzare almeno il 10% del proprio Pil. Il nuovo Governo, annuncia il presidente dell'alleanza confindustriale romena, George Paunescu, «è fermamente intenzionato ad aiutare le imprese e a rendere sempre appetibili gli investimenti in Romania». Anche se bisognerà continuare a fare i conti con un eccesso di burocrazia come lamenta il presidente di Anie, Guidi, che porta però la sua personale positiva esperienza in Romania dove Ducati energia occupa 350addetti. «La crisi osserva Guidi - imporrà una mutazione genetica nel fare impresa e renderà sempre più multipolari le nostre aziende». Ed Enel, che ogni mese entra, con le sue bollette, in due milioni e mezzo di case romene (con Dobrogea, Banat e Muntenia Sud) e occupa 5.500 lavoratori locali, si candida a fare da apripista per molte imprese nel settore elettrico. Le aziende italianee romene attive nei servizi alla rete e nei materiali potranno agire in sinergia: quelle italiane con il loro bagaglio di capacità ingegneristica e gestionale, quelle romene con il contenuto locale e la conoscenza del mercato. Nel futuro di Enel, che punta a realizzare nei prossimi anni il 55% della propria attività all'estero, c'è anche per la Romania un passo deciso nella capacità di generazione: entro la prima metà del 2010 diventerà operativo il parco eolico di Costanza con una produzione di 200 megawatt mentre bisognerà attendere per conoscere la tempistica del nucleare (Enel è nel consorzio per i nuovi reattori di Cernavoda) e per le centrali a carbone di Galati e Braila. Enel. Fulvio Conti CONTRASTO

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lite al comando tra pasetto e sellan il comune si costituisce parte civile (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 29 - Provincia Lite al comando tra Pasetto e Sellan il Comune si costituisce parte civile SAN DONA'. Il Comune si costituirà parte civile e chiederà un risarcimento dei danni a Marco Pasetto. Mentre è stata rinviata al 23 marzo l'udienza del processo che lo vede contrapposto al comandante della polizia locale, il tenente colonnello Danila Sellan, il giudice ha accolto la richiesta dell'amministrazione comunale sandonatese. La Sellan lo aveva chiamato in tribunale dopo un litigio sfociato a pugni o sberle. In particolare lei sosteneva di aver ricevuto un pugno da Pasetto, il quale a sua volta aveva sostenuto di aver ricevuto una bella sberla dalla comandante, con tanto di testimoni da ambo le parti. Chi aveva ragione? Il fatto era accaduto in un momento di particolare tensione, quando tra i due non correva già più buon sangue e ogni discussione rischiava di finire in una violenta baruffa. Se da una parte si assiste all'ennesimo rinvio, la novità è appunto la richiesta del Comune di costituirsi parte civile. Questo significa che se dovesse vincere la Sellan, Pasetto non solo dovrebbe risarcirla dei danni subiti, ma dovrebbe anche risarcire il Comune. Il giudice ha accolto dunque la richiesta del Comune. Nelle scorse settimane il caposervizio della polizia amministrativa si è rivolto alle videocamere in rete di youtube per raccontare la sua storia di dipendente comunale vessato e «mobbizzato», sollevando successivamente, e a sorpresa, da ogni responsabilità gli amministratori e i politici per le sue disavventure, le cui cause sono state attribuite ai dirigenti comunali e alla burocrazia. Un capovolgimento di fronte che ha fatto discutere l'opinione pubblica. (g.ca.)

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43 milioni per l'area del mercato - massimo scattolin (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Aperte le buste, ha partecipato alla gara solo la società mestrina 43 milioni per l'area del Mercato Venice Campus farà il nuovo Mof e la via Torino del futuro I PUNTEGGI. Progetto promosso per il ridotto carico urbanistico La qualità architettonica e i tempi sarebbero da rivedere MASSIMO SCATTOLIN Quarantatre milioni 730mila euro. Tanto ha offerto al Comune di Venezia la Venice Campus per l'acquisto dell'area dell'attuale mercato ortofrutticolo di via Torino da adibire a zona residenziale e universitaria. Nell'ambito dell'operazione è prevista anche la realizzazione del nuovo Mof in via Porto di Cavergnago: a carico del Comune una compartecipazione (2,5 milioni di euro) alle spese di bonifica dell'area dell'attuale Mof. Ieri pomeriggio in Villa Querini l'apertura della busta contenente l'offerta economica e le condizioni di massima del progetto di fronte alla commissione presieduta dal direttore del Dipartimento Pianificazione territoriale Salvatore Vento e composta dai direttori o funzionari degli uffici Contratti, Patrimonio, Urbanistica, Sportello unico e dall'ad di Veritas Andrea Razzini. L'offerta Campus. Venice Campus (capogruppo di un costituendo raggruppamento d'imprese che comprende Seci Real Estate, Seci spa, Favero & Milan Ingegneria, Gedi, Impresa costruzioni Pellicciari e Adanti) ha offerto 46 milioni 200mila per i 165mila metri cubi destinati a residenza privata, 30mila euro per i 30mila metri cubi destinati a residenza universitaria. Detratti i 2,5 milioni di compartecipazione di Ca' Farsetti alle spese di bonifica la Venice Campus si è quindi detta pronta a staccare un assegno piuttosto consistente: 43 milioni 730 mila euro. Il progetto. Una volta trasferito il mercato ortofrutticolo, nell'area di via Torino è prevista la realizzazione di residenza per studenti (30mila metri cubi con almeno 350 posti letto e 250 stanze, spazi comuni e commerciali, spazi per attività universitarie e servizi) e residenza privata, direzionale e commerciale (165mila metri cubi). Tutto sarà realizzato - è precisato nell'offerta presentata - secondo i canoni dell'edilizia eco-sostenibile. L'iter. Conclusi i lavori della commissione la pratica, a questo punto, passa alla giunta. Spetterà agli assessori (coinvolti soprattutto i responsabili dell'Urbanistica, delle Attività produttive, della Mobilità) accettare il progetto così com'è stato presentato dalla Venice Campus oppure intavolare una trattativa finalizzata a migliorare il progetto stesso sotto il profilo della qualità architettonica, della riqualificazione ambientale, dei tempi di realizzazione. La commissione ha già esaminato il progetto e dato una valutazione puntuale sotto di versi aspetti. Il progetto è stato promosso a pieni voti per la soluzione offerta alla residenza studentesca e ha sfiorato il massimo al capitolo «minor carico urbanistico». Punteggi più modesti - o almeno questo è stato il giudizio dato dalla commissione tecnica incaricata di valutare la proposta - sono stati attribuiti agli altri aspetti: qualità architettonica, riqualificazione ambientale, tempi di realizzazione. Sarà comunque il consiglio comunale, alla fine, l'organo chiamato a esprimersi sull'intera operazione. I tempi. A proposito di tempi molto dipenderà dalle modalità secondo cui si avvierà questa trattativa. Venice Campus si è impegnata a consegnare il nuovo Mof entro 42 mesi dalla registrazione della convenzione attuativa con Ca' Farsetti. Un periodo (quasi quattro anni) sufficientemente ampio all'apparenza ma che, in realtà, tiene conto dei «tempi della burocrazia». Al contempo la Campus pretende che l'attuale Mof liberi l'area di via Torino entro sei mesi dal rilascio della certificazione di agibilità del nuovo Mof in via Porto di Cavergnago. Come sul progetto di via Torino anche sulle caratteristiche del nuovo mercato ortofrutticolo potrebbe esserci un confronto con Veritas, gestore e responsabile del servizio. Molto più lunghi, infine, si prospettano i tempi per la realizzazione della nuova via Torino residenziale e universitaria. In assenza di ostacoli, secondo i proponenti, la nuova area non vedrà la luce prima di una decina d'anni.

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Distribuzione gas, sì alla variante richiesta dalla Snam (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Distribuzione gas, sì alla variante richiesta dalla Snam n Il progetto di potenziamento della stanza dei bottoni per la distribuzione nazionale di gas, si è sganciato dalla burocrazia. Nel consiglio comunale di martedì è stata infatti approvata la variante al Piano regolatore, richiesta da Snam rete Gas per l'estensione del centro di dispacciamento che sorge tra le vie Ravenna e De Gasperi. Un quartier generale che, come ha ricordato il consigliere del Pd Oliviero Coran, rappresenta anche un obiettivo sensibile per il rischio di attentati, di cui si parlava già nel periodo della guerra del Golfo. Proprio per questi aspetti particolarmente delicati, l'azienda nella documentazione trasmessa ai consiglieri fa specifico riferimento all'aspetto sicurezza, nell'ambito di una carrellata di notizie riguardo l'attività ospitata nel complesso produttivo locale. Le perplessità avanzate dall'opposizione nel corso del breve dibattito che ha caratterizzato questo passaggio, hanno riguardato in ogni caso soprattutto l'aspetto procedurale, dal momento che l'iter non ha previsto la fase dell'adozione, bensì la variante è stata licenziata in un'unica tappa. In particolare, la richiesta si è alzata dalla stessa divisione della Snam che, come è stato ricordato, ha avuto l'esigenza di concentrare in un unico punto di riferimento tutta l'attività riguardante il monitoraggio e la distribuzione. Negli spazi vengono quindi ospitati computer e altri supporti tecnologici che 24 ore su 24 consentono un costante controllo su una vasta rete di impianti. Il comune ha dato seguito ha questa istanza, che a questo punto potrà andare in porto, in base ad un disegno che pare già di fatto pronto. Il progetto non dovrebbe in ogni caso comportare particolari sconvolgimenti in una zona ricca di complessi già dedicati all'ingranaggio operativo della grande compagnia.

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L'assessore Frassino Si potranno montare sulle tegole ma senza turbare l'estetica (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore Frassino «Si potranno montare sulle tegole ma senza turbare l'estetica» [FIRMA]ANTONIO GIAIMO PINEROLO Il problema era venuto a galla a marzo dello scorso anno: sulla collina di Pinerolo è vietato installare sui tetti delle abitazioni i pannelli solari perché deturpano l'ambiente. «Stiamo lavorando proprio per modificare alcune norme del regolamento attuativo che ha imposto queste limitazioni esclusivamente per ragioni estetiche», aveva spiegato a marzo l'assessore all'Urbanistica, Gabriella Frassino. Ma sino ad oggi nulla è cambiato, il divieto rimane, unica possibilità è quella di installare il pannello a terra, in giardino, dove però la resa è limitata. Dopo l'uscita della notizia, il Consiglio comunale il 30 marzo scorso aveva approvato una variante al vecchio piano particolareggiato della collina, varato nel dicembre del 2002. Era quello che imponeva i vincoli ed è stato cancellato dall'articolo 53, «interventi volti al contenimento energetico», la frase: «È vietato sistemare le attrezzature sulle coperture a falda degli edifici. È prescritta la sistemazione a terra». Precisa l'assessore: «Adesso i pannelli solari si potranno collocare anche sulla copertura, ma dovranno avere una configurazione equilibrata nella composizione architettonica e non dovranno turbare l'equilibrio estetico del fabbricato». La nuova variante, anche se offre qualche possibilità in più, non spiana la strada a chi ha fatto una scelta ecologica, infatti si legge: «Nel caso di interventi su edifici esistenti, i pannelli dovranno essere integrati nella falda, fatte salve soluzioni tecniche alternative giustificate da impossibilità concreta di realizzazione o da migliori prestazioni energetiche». Ma il vero inghippo, il nodo difficile da sciogliere, è racchiuso nelle due ultime righe del testo variante: «In tutti i casi per l'installazione dei pannelli dovrà essere valutata la compatibilità con le indicazioni del piano paesistico provinciale». Ed ecco che a questo punto la burocrazia fa sentire il suo peso: la variante al piano particolareggiato della collina di Pinerolo è stata inviata per competenza il 28 luglio alla Commissione regionale dei Beni Culturali ed Ambientali della Regione, che a dicembre ha risposto al Comune, spiegando che non è in grado di dare il via libera a questa modifica. «La presa d'atto - sostiene il presidente della Commissione regionale, Sergio Conti - è legata al fatto che si dovranno determinare schemi precisi o criteri guida al fine di assumere una posizione omogenea nei confronti di analoghi interventi».

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Autostrade del mare, sì dell'Ue a burocrazia più snella (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Numero 018  pag. 9 del 22/1/2009 | Indietro Autostrade del mare, sì dell'Ue a burocrazia più snella ECONOMIA E POLITICA approvata la proposta di direttiva di tajani Nuove e più snelle procedure burocratiche per stimolare lo sviluppo delle autostrade del mare nell'Unione europea, quelle vie di trasporto merci che possono decongestionare le nostre strade e aiutare anche la lotta contro l'inquinamento, con un occhio alla nuova occupazione. è il progetto che ha lanciato ieri la Commissione europea, approvando la proposta di direttiva elaborata dal vicepresidente con delega ai trasporti Antonio Tajani. Lo stesso commissario italiano ha presentato il provvedimento alla stampa, spiegando che l'intento che ne è alla base è di «applicare al trasporto marittimo le stesse regole di quello via terra». Attualmente infatti una nave che giunge da una zona extra Ue in un porto europeo e da questo si sposta verso un secondo porto comunitario e poi magari a un terzo è ogni volta sottoposta agli stessi controlli doganali, come se sempre venisse da fuori dall'Unione. «Questa proposta di direttiva», ha spiegato Tajani, «punta a semplificare le procedure per stimolare il trasporto marittimo nel quadro delle intermodalità. Vogliamo che il trasporto via mare sia sempre più una opportunità, e quindi lavoriamo per renderlo competitivo». Il provvedimento, che ora dovrà passare l'esame del consiglio e del parlamento, potrebbe entrare in vigore nel gennaio del 2010, e portare a un risparmio di spese burocratiche di circa 2,4 miliardi, secondo gli esperti della Commissione, per le navi che attraccano nei 1.200 porti europei. Tajani ha sottolineato come questo provvedimento «possa contribuire significativamente anche alla lotta contro l'inquinamento portato dal trasporto su gomma, spesso poi imbottigliato in lunghe file». Secondo il vicepresidente della Commissione «dagli stati membri abbiamo ricevuto un grande interesse a questa proposta di trasporto marittimo senza barriere, che è anche un importante segnale di modernizzazione del sistema». C'è anche un positivo risvolto occupazionale, pur se non ancora quantificato. «Lo sviluppo del settore marittimo», ha detto Tajani, «potrà portare anche a nuova occupazione. Puntiamo molto sui giovani, perché capiscano che questo settore offre opportunità di lavoro qualificato e ben remunerato». Attualmente gli addetti alla marineria in Europa sono circa 1,5 milioni, il 70% dei quali lavora a terra, nella progettazione e costruzione delle navi, nell'elettronica, nella logistica dei cargo. «Siamo estremamente soddisfatti da questa proposta», ha commentato Claudio Martini, presidente della regione Toscana e presidente della Conferenza delle regioni marittime europee. «Riteniamo che la Commissione abbia fatto un passo decisivo per rendere il trasporto marittimo più competitivo», ha aggiunto Martini, «e vorrei sottolineare l'impegno della direzione trasporti e del commissario Tajani, che ha mostrato apertura alle proposte della Conferenza, il cui obiettivo è il rilancio del settore marittimo in Europa».

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record di sbarchi e vittime il 2008 anno orribile sulle rotte degli immigrati - vladimiro polchi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 21 - Cronaca Record di sbarchi e vittime il 2008 anno orribile sulle rotte degli immigrati Il dossier VLADIMIRO POLCHI ROMA - «Niente più barconi, a Lampedusa solo turisti». Le speranze del ministro Roberto Maroni rischiano di naufragare nel canale di Sicilia. Contro l´immigrato clandestino, infatti, la linea dura del governo non ha dato finora i frutti sperati. Qualche esempio? Record di sbarchi: oltre 36mila nel 2008, 1.500 nei primi 20 giorni del 2009 (contro i 20mila del 2007). Record di vittime: 642 sulla rotta per la Sicilia (erano 556 nel 2007). Espulsioni a rilento: solo 6.500 nei primi 10 mesi del 2008. Centri al completo: 10mila gli irregolari ospitati attualmente nei centri governativi (oltre che nei 50 centri aperti in emergenza). Burocrazia lumaca: quasi un milione gli immigrati in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno; mentre l´esame delle pratiche del decreto flussi 2007 - nonostante l´accelerata degli ultimi mesi - non è ancora finito (il caso più critico a Roma: sotto il 50% delle domande esaminate). Eppure, la lotta all´immigrazione clandestina è una delle bandiere dell´attuale governo. Certo, la maggioranza deve ancora dare piena attuazione al suo programma. Tanti i progetti che restano sulla carta. L´11 novembre scorso Maroni annunciava: «Nei prossimi giorni apriremo nuovi Centri d´identificazione ed espulsione». Chi l´ha visti? Nessuno. La relazione tecnica è pronta. Sta al ministro ora decidere le aperture. Ma molte Regioni già hanno manifestato la loro contrarietà ad ospitare un Cie. Il reato d´immigrazione clandestina è stato derubricato a semplice ammenda. Gli accordi di riammissione con i Paesi d´origine dei flussi migratori sono ancora pochi e inefficaci. Il nodo libico impedisce di dare avvio ai pattugliamenti congiunti. E se non bastasse, una recente sentenza della Cassazione ha bloccato le espulsioni non adeguatamente motivate. Quanto alla burocrazia, la Cgil sta preparando un ricorso collettivo contro i ritardi nel rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, che coinvolgono quasi un milione di migranti. I tempi d´attesa? Anche un anno. Quelli prescritti dalla legge? Appena venti giorni. E accade il paradosso che il permesso di soggiorno rinnovato viene consegnato già scaduto.

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Mussner difende il Durc soft <Burocrazia da alleggerire> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-22 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lavori pubblici L'assessore: infondate le critiche dei sindacati Mussner difende il Durc soft «Burocrazia da alleggerire» BOLZANO — «Il nostro obiettivo è abbattere la burocrazia». Parola dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Florian Mussner che, durante il dibattito «Sviluppo di idee per la riduzione della burocrazia » tenutosi ieri nell'aula magna della Libera università di Bolzano, ha tracciato la rotta da seguire per portare a temine quella che sembra essere una «mission impossible». Lo scopo dell'incontro era ascoltare le proposte provenienti dagli addetti ai lavori del settore edile per far sì che vengano ridotti drasticamente i tempi ma anche i costi della burocrazia: «Le leggi della Provincia prevedono meno burocrazia rispetto a quelle nazionali. Per questo motivo, ritengo che dobbiamo lavorare intensamente per tutelare la nostra autonomia— sostiene l'assessore —. Il dialogo è importante per raggiungere risultati concreti. Solo attraverso di esso è possibile trovare soluzioni efficaci ». Il dibattito si è infervorato quando è stato affrontato il tema delle modifiche al Documento unico di regolarità contributiva (Durc) richiesto dagli enti pubblici per accertare che le aziende abbiano regolarmente assolto agli obblighi contributivi. La Provincia, in particolare, ha disposto con una circolare a fine dicembre che il Durc va presentato solo all'inizio e al termine delle opere appaltate. Per lo stato di avanzamento dei lavori, invece, basta che l'impresa produca una semplice autocertificazione. Questo provvedimento, però, ha sollevato le proteste dei sindacati. Questi ultimi, infatti, sostengono che le modifiche al Durc non rientrino nelle competenze della Provincia. La replica dell'assessore Mussner non si è fatta attendere: «I sindacati sono sempre contrari per principio. Il nostro operato è trasparente e va incontro alle esigenze delle imprese edili. Le modifiche al Durc rappresentano un passo importante per abbattere la burocrazia. Ci opporremo a chiunque vorrà impedirci di raggiungere questo obiettivo — attacca Mussner —. Non c'è dubbio che il Durc sia uno strumento importante per la lotta al lavoro nero. Non capisco, però, come si possa pensare che la Provincia voglia favorir l'illegalità quando ha sempre fatto di tutto per combatterla». Se le modifiche al Durc non raccolgono il consenso dei sindacati, l'Associazione provinciale artigiani (Apa), attraverso il direttore Hanspeter Munter, plaude all'iniziativa dell'assessore: «Quella del Durc è una modifica che chiedevamo da anni. è il caso di sottolineare, poi, che le dichiarazioni false rilasciate nelle autocertificazioni hanno conseguenze penali. Questo è un aspetto che non va assolutamente sottovalutato ». Stamane i sindacati incontreranno, su questo tema, l'assessore Mussner e l'assessore al Lavoro Barbara Repetto. Tra i 50 punti presi in esame ieri spiccano la riduzione dal 50 al 25% delle percentuali di cauzione versate dalle imprese edili, che sarà attuata «in tempi brevi», ma anche l'annuncio di Mussner che non firmerà più varianti ai progetti presentati se non in casi eccezionali. Rocco Leo Chi è Deciso Florian Mussner, assessore provinciale ai Lavori pubblici, sta cercando di ridurre l'impatto della burocrazia sulle aziende

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Potere d'acquisto e urbanistica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PUBBLICITA - data: 2009-01-22 num: - pag: 8 categoria: PUBBLICITA PROSEGUE LA LISTA DELLE PROPOSTE AI NUOVI CONSIGLIERI PROVINCIALI Potere d'acquisto e urbanistica Una maggiore attenzione al ceto medio è tra le priorità di Assoimprenditori A l t o Adige Potere d'acquisto e urbanistica: con queste tematiche prosegue l'approfondimento delle proposte volte a favorire lo sviluppo dell'economia locale che Assoimprenditori Alto Adige ha inviato a tutti i neoeletti consiglieri provinciali. Nelle edizioni di dicembre “la voce degli imprenditori” ha preso in esame le prime sette tematiche ed oggi prende in considerazione le successive due. Potere d'acquisto In tempi di debolezza congiunturale è necessario incrementare il potere d'acquisto della popolazione. Oltre alle fasce socialmente deboli e ai soggetti a reddito basso particolare attenzione va attribuita ai ceti medi della società: • Al fine di smorzare la progressività delle imposte dovrebbe essere introdotto in Alto Adige lo splitting familiare con i relativi adeguamenti, al fine di sostenere i nuclei familiari e di evitare che soprattutto le famiglie con prole scivolino nella povertà. • Adeguamento dell'aliquota Irpef al drenaggio fiscale (fiscal drag). A causa dell'aumento del reddito innescato dall'inflazione, lo scaglione fiscale dei contribuenti tende a salire. Ciò comporta un aumento della progressività impositiva senza reale incremento del reddito. • A causa dell'aumento generalizzato dei prezzi i lavoratori devono sostenere costi più elevati, ad esempio per recarsi sul posto di lavoro, ecc. Questi costi dovrebbero risultare deducibili, ad esempio mediante l'introduzione di un forfait sul pendolarismo secondo l'esempio di altri paesi. Anche se tali proposte rientrano prevalentemente nella competenza statale, il consiglio provinciale dovrebbe presentare delle petizioni. Urbanistica Le norme urbanistiche rappresentano ormai in Alto Adige una giungla così intricata ed imperscrutabile da disorientare persino gli esperti. Come primo obiettivo la disciplina della materia dovrebbe essere semplificata e snellita, in modo da risultare generalmente comprensibile. Nell'assegnazione di aree produttive e nella realizzazione di fabbricati industriali i procedimenti devono essere snelliti e i tempi di attesa radicalmente ridotti. In considerazione della spinta esercitata dalla concorrenza le imprese non possono più permettersi di aspettare per anni una risposta dall'autorità. Anche per questa ragione varie aziende voltano le spalle all'Alto Adige, fatto che mette sempre più a repentaglio il nostro benessere, poiché cosi l'Alto Adige perde soprattutto posti di lavoro e gettito fiscale. Nell'edilizia privata dovranno essere sostanzialmente ripensate le convenzioni a tempo indeterminato. Sono necessarie più superfici per l'edilizia privata, oltre che una spinta per ridare fiato al mercato delle locazioni. Le imprese e gli imprenditori devono poter mettere a disposizione del loro personale terreni privati per l'edilizia residenziale. Il catalogo delle proposte di Assoimprenditori Alto Adige ha toccato i più diversi: La localizzazione economica dell'Alto Adige, Leading competence units, imposte e tasse, sicurezza sul lavoro, incentivi pubblici, istruzione, conciliabilità tra famiglia e lavoro, potere d'acquisto, urbanistica, trasporti, autostrade informatiche, energia, tutela dell'ambiente e burocrazia. Sulle prossime edizioni de “la voce degli imprenditori” saranno approfondite le tematiche successive. CHRISTOF OBERRAUCH Presidente di Assoimprenditori Alto Adige

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Widmann e Innerbichler: <Economia locale solida> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-22 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Wirtschaftsring Widmann e Innerbichler: «Economia locale solida» BOLZANO — La situazione dell'economia locale è stata analizzata dall'assessore provinciale Thomas Widmann, nuovo titolare delle deleghe su industria, commercio e artigianato, con il presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring (Swr), Helmuth Innerbichler. L'incontro tra Widmann e Innerbichler, in qualità di presidente dell'organizzazione che raggruppa le associazioni economiche di lingua tedesca, è servito a fare il punto sulle richieste e le priorità degli imprenditoria locale, «per rafforzare la base su cui le nostre aziende operano», ha sottolineato Widmann. Si è discusso pertanto di formazione e aggiornamento adeguati, della promozione dell'innovazione nelle nuove imprese e in quelle già attive. Le parti hanno concordato sul fatto che «l'economia altoatesina poggia su fondamenta sicure e può guardare al futuro con ottimismo perché ha le capacità e i presupposti per superare le sfide della congiuntura internazionale», ha specificato Widmann. Nel colloquio si è parlato anche di uno snellimento della burocrazia per le imprese, «senza quindi limitare eccessivamente con regolamenti e restrizioni il loro sviluppo».

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La Cgil lancia l'allarme sul Pil 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-22 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE La crisi «è uno dei risultati peggiori in Italia che causerà il taglio dell'occupazione dell'1,4 per cento» La Cgil lancia l'allarme sul Pil 2009 Forte: «In Puglia calerà del 2%. E Vendola coordini i suoi assessori» «La regione è attrezzata per accettare la sfida del federalismo sfuggendo da atteggiamenti piagnoni» BARI — «La presenza di importanti gruppi industriali in Puglia, che fino al 2007 ha sostenuto la crescita economica, rischia di determinare una brusca frenata. Uno studio Svimez rileva, per il 2008, un calo del Pil dello 0,8 per cento e una previsione per l'anno successivo del 2 per cento in meno. Si tratta di uno dei risultati peggiori in Italia che causerà il taglio dell'occupazione dell' 1,4 per cento. Poi toccherà alle piccole e medie imprese dell'indotto». L'analisi è di Giovanni Forte, segretario generale della Cgil Puglia, che ieri ha tenuto la conferenza stampa di inizio anno. Il sindacalista, nell'affrontare i temi economici sul tappeto, ha tracciato un quadro estremamente delicato fatto di tagli e di un sensibile calo del potere d'acquisto delle famiglie. «è questa la vera tragedia dei nostri giorni - ha attaccato Forte - e noi dobbiamo lavorare affinché le classi meno fortunate possano essere aiutate». Per far ciò, oltre a un'inversione di rotta da parte del governo nazionale, la Cgil ritiene che si debba subito attivare un tavolo regionale per affrontare la crisi. Il calo di produzione dell'Ilva ha evidenziato Forte - determinerà conseguenze negative non solo per i tremila dipendenti in cassa integrazione, ma almeno su altri tremila dell'indotto dell'appalto. Il costante ricorso agli ammortizzatori sociali, ha sottolineato il numero uno della Cgil di Puglia, potrebbe presto degenerare in tagli dell'occupazione: nel Tac e nel mobile imbottito sono a rischio le 8mila unità che godevano già prima della crisi della cassa integrazione in deroga. «Il governatore Vendola ha aggiunto Forte - deve uscire allo scoperto con un'azione più incisiva. In particolare, ha l'obbligo di chiamare a raccolta i suoi assessori per impostare un programma di lavoro coordinato. Non mi piace dare pagelle, ma spesso i componenti di giunta sembrano agire senza un filo comune. La Regione si trova a gestire ingenti risorse, a partire dagli oltre mille miliardi per la formazione professionale a disposizione fino al 2013. Si tratta di finanziamenti che non vanno dispersi in tanti rivoli e in 381 enti formativi ». Stesso discorso per gli aiuti alle imprese e alla realizzazione delle opere infrastrutturali. «L'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo - ha chiarito Forte - afferma che, nel settore della mobilità, ci sono lavori pari a un miliardo e cento milioni. Ma gli operatori si chiedono quando saranno spesi? Si rischia di finire impantanati nelle maglie della burocrazia. L'antidoto è l'unità d'intento tra pubblica ammini-strazione, imprese e lavoratori ». La Cgil attacca anche il management di Acquedotto Pugliese, e in particolare l'amministratore unico Ivo Mon-teforte, per la minaccia del blocco degli investimenti. «Non ci è sembrato - ha spiegato Forte - un atteggiamento corretto. Fermare le opere è paradossale, non solo per l'impatto occupazionale che la mancata spesa di quei 250 milioni potrebbe avere, ma per le ripercussioni sull'emergenza idrica che le piogge di questi giorni hanno solo attutito. E poi perché quelle risorse non rivengono certamente dalle tariffe. Suggeriamo di introdurre nel tariffario clausole sociali, la cui applicazione non può continuare a essere elusa». Sul Mezzogiorno e le politiche da mettere in campo, la Cgil sta organizzando una manifestazione a marzo. Interverrà il segretario nazionale Guglielmo Epifani. «La Puglia è attrezzata - ha concluso Forte - per accettare la sfida del federalismo sfuggendo da atteggiamenti piagnoni o da logiche di contrapposizione con il Nord». Nel 2008 la Cgil ha registrato un aumento degli iscritti pari all'1,9%; in valore assoluto le tessere sono oltre 300mila di cui 160mila pensionati e 140mila in attività. Vito Fatiguso Numero uno pugliese Giovanni Forte, segretario generale della Cgil Puglia

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tarsu, bollette anche a chi risiede fuori (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Si moltiplicano i casi dopo l'indagine a tappeto ordinata dal Comune Tarsu, bollette anche a chi risiede fuori Vive a Moscufo da dieci anni, ma non ha presentato l'atto di vendita MONTESILVANO. I 4.640 avvisi di accertamento fiscale sulla Tarsu inviati ai presunti evasori, scoperchiano il caso delle ville da 300 metri quadrati abbarbicate sulla collina e dichiarate come un miniappartamento di periferia, ma fanno anche cadere in trappola chi, a Montesilvano, non ci abita più da dieci anni. L'indagine a tappeto ordinata dall'assessore alle Finanze Emidio Di Felice, per recuperare 300 mila euro di bollette non pagate, sta causando il blocco dell'ufficio Tarsu assediato dai cittadini. La sorpresa è che, vittime della burocrazia, sono anche i non residenti. Come Luciana Coppa che, nel 1999, ha venduto la sua casa di via San Pietro ma si è vista recapitare, nel nuovo alloggio di Moscufo, una bolletta da 150 euro per il 2003. Non è tutto, perché, dopo l'atto del 1999, l'abitazione di via San Pietro è stata venduta, dai successivi proprietari, altre quattro volte. Perché, allora, la bolletta è stata inviata anche alla signora Luciana Coppa che dal 1999 è residente a Moscufo? Al Comune di Montesilvano spiegano che chi vende la propria abitazione è tenuto a comunicarlo anche all'ufficio Tarsu, altrimenti «la bolletta arriverà vita naturaldurante». Per la signora Coppa, sarà necessario, quindi, fare la fila all'ufficio Tarsu e presentare il certificato dell'atto di vendita della casa di via San Pietro, dopo averne richiesto copia al suo notaio. Tra le stranezze che il provvedimento del Comune si trascina, c'è anche il caso di un condominio di via De Gasperi: su ogni piano ci sono tre appartamenti, ciascuno da 85 metri quadrati. Contando anche il pianerottolo e le scale, l'intero piano misura circa trecento metri quadrati. Il problema è che a tutti gli inquilini è arrivata una bolletta con su scritto che l'appartamento è grande trecento metri quadrati. Come tutto il piano. L'importo è di 300 euro a testa. Spunta anche una cartella di pagamento non del 2003, ma del 2007, inviata al proprietario di una attività commerciale di corso Umberto che però è stata chiusa dal 1993: 700 euro l'importo richiesto. Il dettaglio, in questo caso, è che la Tarsu risulta pagata dai successivi proprietari dell'attività commerciale. Per il Comune che chiede il pagamento due volte, si tratta di «una sovrapposizione». Ma chi di avvisi di accertamento fiscale ferisce, perisce: nelle maglie dell'indagine anti-furbi - così è stata ribattezzata in municipio - sono rimasti intrappolati anche consiglieri comunali e assessori, tutti alle prese con i metri quadri che non tornano. Pietro Lambertini

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Cna, allarme sulla Cassa: C'è rischio burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

BILANCIO E PROSPETTIVE. L'organizzazione di via Orzinuovi propone un piano in cinque punti per lavoro e investimenti e richiama l'attenzione su una minaccia Cna, allarme sulla Cassa: «C'è rischio burocrazia» ANDREA ROSSETTI di Giovanni Armanini Rischio burocrazia sulla Cassa integrazione in deroga. Un pericolo, da evitare, denunciato ieri dalla Cna di Brescia nel consueto incontro di inizio anno con la stampa. «Così come proposto nel decreto anticrisi - hanno sottolineato i vertici dell'organizzazione di via Orzinuovi -, lo strumento rischia di uscire appesantito e non rispondere alla straordinarietà del momento. Si rischia di avere uno stanziamento puramente virtuale - ha spiegato il presidente Andrea Rossetti -, con somme difficili da reperire concretamente». CIÒ CHE NON VA, secondo l'organizzazione diretta da Tobia Rizzini, è il metodo di distribuzione delle somme unito alla tempistica, che rischia di essere ingolfata dalle numerose richieste. Solo a Brescia, dove il tavolo anticrisi provinciale ha richiesto uno stanziamento straordinario da 20 milioni di euro da gestire a livello provinciale, le domande sono cresciute del 300% negli ultimi due mesi. Ad oggi le stime parlano di circa 3.000 lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti coinvolti. «La cassa in deroga - ha spiegato il responsabile delle relazioni sindacali Guido Cazzaniga - è uno strumento che ha funzionato in passato, anche grazie alle garanzie preventive di copertura degli enti bilaterali». Ma la crisi è straordinaria: «Per questo - ha aggiunto Rizzini - bisognava intervenire sui tempi. Per avere i soldi bisogna avere prima una sospensione di 90 giorni (coperta dall'ente bilaterale) e se questo passaggio si concretizzasse il rallentamento sarebbe inevitabile». Il decreto anticrisi posto sotto fiducia dal Governo è indirizzato: «Ma sarà difficile - ha commentato Rossetti - intervenire nel reperimento di fondi che saranno allocati a livello regionale». In questo quadro la Cna scommette sulla bilateralità. «Va valorizzata l'esperienza maturata nell'artigianato - ha aggiunto Rossetti - attraverso l'intervento dei Fondi per il sostegno al reddito, originati dal sistema della bilateralità. Si tratta di una prassi fondamentale nella prospettiva di riforma del sistema complessivo degli ammortizzatori sociali». L'ASSOCIAZIONE punta quindi su un intervento organico che si sviluppi lungo cinque precise direttrici: facilitare l'accesso al credito per le Pmi, pagamenti certi dei crediti vantati dalle imprese, misure fiscali e studi di settore, potenziare gli ammortizzatori sociali e rilanciare gli investimenti pubblici. Il credito, chiaramente, sarà al centro dell'attenzione. La proposta: «Serve un fondo di riassicurazione delle operazioni di credito - sottolinea Rossetti - attraverso l'assistenza della garanzia del sistema dei Confidi che costituiscono una rete vasta ed altamente specializzata nel valutare il merito di credito esplicito e l'affidabilità reale delle imprese». Si apre così l'ultimo semestre della presidenza di Andrea Rossetti, giunto alla scadenza del secondo mandato quadriennale e quindi non più rieleggibile. Il leader Cna lascerà l'incarico alla fine di giugno nell'assemblea che farà da preludio alla regionale ed alla nazionale. Nei prossimi mesi saranno rinnovati ance i vertici delle categorie di mestieri (Unioni).

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la media satta è una scuola da salvare (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Presa di posizione del Comune «La media Satta è una scuola da salvare» CARBONIA. A proposito della ventilata chiusura della scuola media Satta, la commissione consiliare Politiche sociali, «ritiene si debba operare per cercare di mantenere intatto questo patrimonio formativo per la città e il territorio e auspica che, dalla pubblica sensibilizzazione al problema, ci sia un adeguato e meritato numero di iscrizioni, che consenta un ulteriore rafforzamento del fondamentale ruolo educativo». è scritto in un documento diffuso dall'organismo a conclusione di alcune attività che hanno consentito di sintetizzare una posizione condivisa: dagli incontri con docenti e genitori degli studenti, allarmati dalle voci di soppressione dell'istituto e accorpamento anche logistico con la media Pascoli (dal punto di vista amministrativo sono guidate da tempo da un unico dirigente), al sopralluogo nello storico edificio di via della Vittoria. Alla fine la posizione chiarisce che, laddove nell'esecutivo emergessero posizioni a conferma delle notizie diffusesi nei mesi scorsi in via ufficiosa (chiusura della scuola e ingresso nell'edificio di uffici della burocrazia comunale), i consiglieri della commissione si schiererebbero contro tale tentativo. Genitori e docenti, si legge nel documento, contestano «la posizione di chi ritiene la scuola sottoutilizzata, vista la presenza di sei classi di almeno venti alunni». Si riafferma così «la funzione di questa scuola storica della città come "polo culturale" e, cioè, come importante strumento per innumerevoli attività anche pomeridiane. La scuola infatti ospita le scuole serali, la scuola civica di musica, il corso di alfabetizzazione per anziani, rom ed extracomunitari, oltre ai laboratori di supporto ai compiti per i bambini svantaggiati in collaborazione con la provincia. A ciò si aggiungano alcuni spazi utilizzati dal comune per l'ufficio elettorale e per l'Università della terza età». Da non sottovalutare inoltre «l'esigenza di mantenere una scuola media baricentrica rispetto all'area sud della città»: «disperdere questo immenso patrimonio di esperienze e di storia della nostra città oltre che penalizzare la qualità della formazione nel complesso» sarebbe insomma, per genitori, docenti e consiglieri comunali, un grave errore. (g.d.p.) Giovanni Di Pasquale

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con la società intesa fino a giugno (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mastroianni: «Obiettivo play-off» Con la società intesa fino a giugno AVEZZANO. E' ufficiale: Carlo Perrone è il nuovo allenatore della Valle del Giovenco. L'intesa è stata raggiunta nella giornata di ieri e soltanto nel tardo pomeriggio la sicietà biancoverde ha reso noto i termini dell'accordo, che legherà l'ex laterale della Roma e della Lazio alla società marsicana fino al prossimo mese di giugno. Martedì la presnetazione ufficiale Perrone arriva in sostituzione di Andrea Chiappini, esonerato lunedì scorso all'indomani della sconfitta casalinga contro la Vigor Lamezia. «E la speranza è quella di vederlo sulla nostra panchina già domenica prossima a Scafati, burocrazia permettendo», spiega il presidente del sodalizio biancoverde, Luca Mastroianni. Una trattativa lampo quella che ha portato Perrone alla guida della VdG, dopo che in un primo momento sembrava certa la promozione di Ciro Ferrara, vice dell'ex tecnico Chiappini. «Dopo aver parlato con Ferrara», racconta il presidente Mastroianni, «abbiamo deciso di ingaggiare un nuovo allenatore, che avesse caratteristiche tecniche e psicologiche aderenti alle aspettative societarie. Ferrara, comunque, rimarrà il secondo tecnico». In corsa per la panchina c'erano altri candidati: perché la scelta è caduta su Perrone? «Perché è una persona preparata e con mentalità vincente, quella che serve a noi. Inoltre ci darà anche una mano ad affrontare il mercato di gennaio: società e tecnico devono lavorare insieme e sono la stessa cosa». Quindi in questo senso c'erano dei problemi con Chiappini? «No, con lui siamo rimasti in ottimi rapporti. Ma occorreva un cambiamento». Obiettivi? «Restano i soliti: playoff e promozione in Prima divisione. Crediamo ciecamente in questo gruppo di giocatori e sappiamo che possono dare molto di più. E' chiaro che la rosa va sfoltita: 27 calciatori in Seconda divisione sono davvero troppi». Ne avete già parlato con Perrone? «Certo. Da stasera (ieri per chi legge, ndc) penseremo al calciomercato. Abbiamo molte richieste sul tavolo e andranno valutate». Crede che la scelta di Perrone faccia piacere ai tifosi avezzanesi? «Cercheremo in tutti i modi anche di ricucire questo rapporto. Purtroppo non riusciamo a far passare il messaggio che la nostra società vuole giocare ad Avezzano, vivere ad Avezzano e chiamarsi Avezzano. Sono sicuro che il cambio di denominazione avverrà a giugno e spero che i tifosi diventino il valore aggiunto per questa squadra». Alessandro Cavasinni

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il porto bloccato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Undici anni di lavori ininterrotti hanno duramente segnato l'economia «Il porto bloccato dalla burocrazia» Dura protesta dell'assessore Giacomo Rum che accusa gli uffici statali PORTO TORRES. «Non sono bastati undici anni ininterrotti di lavori per completare il porto di Porto Torres: la città è piegata da polemiche, lungaggini e attese, e non è in condizioni di sopportare ulteriori disfunzioni e allungamenti di tempi per quanto riguarda la riapertura definitiva del bacino civico». Le parole dell'assessore alla Portualità Giacomo Rum sono un boato nel mare della tranquillità che sembra regnare all'interno degli uffici dello Stato, deputati a completare gli ultimi adempimenti burocratici per consentire l'apertura del porto. Consentire così il ritorno nel porto commerciale delle navi di linea che collegano la città turritana ai moli continentali. L'assessore concorda con quanto affermato dalla Capitaneria in materia di sicurezza, ricordando che anche l'amministrazione comunale aveva chiesto (nell'ultima conferenza di servizio) di praticare tutta la sicurezza possibile sia per i passeggeri che gli operatori. «Ma soprattutto - aggiunge Rum - avevamo chiesto di evitare a ciascun ente, per le proprie responsabilità e il merito, tempi lunghi ingiustificabili come abbiamo ben visto nella situazione del collaudo delle banchine. Gli sforzi che congiuntamente stanno compiendo l'amministrazione e l'Autorità Portuale, per stabilire relazioni importanti con imprenditori del traffico marittimo, non devono essere vanificate dalla burocrazia di ogni ordine e grado». L'assessore alla Portualità comprende che le problematiche al centro delle questioni dello scalo portotorrese sono grandi e complesse: «Ma è intollerabile che si possa attendere mesi per ottenere l'autorizzazione da parte del demanio dello Stato per demolire un rudere posto alla confluenza del nodo viario del molo di ponente, che di fatto impedisce la realizzazione dell'accesso alle quattro corsie viarie». Questi ritardi, tra l'altro, creeranno sicuramente un danno all'erario statale, perchè la mancata tempestività sta bloccando da lungo tempo l'impresa che deve eseguire i lavori. «Vi sono da risolvere pure i problemi dell'escavo antistante la banchina dogana - sottolinea Rum -, dove c'è già un finanziamento della Regione di un milione e 900mila euro, e inoltre bisogna accelerare la conclusione del porto turistico, con un miglioramento del progetto tendente alla maggiore protezione degli ormeggi esistenti nel molo lato est della "Renaredda"». Mercoledì, intanto, si è riunita la commissione consiliare alla Portualità, presieduta da Francesco Carta, che ha preso anche in esame le conclusioni della commissione Pesca su alcune priorità che i componenti hanno già inviato all'attenzione dell'assessore regionale Foddis. Lo stesso rappresentante politico ha preso l'impegno di discutere i quesiti a Porto Torres con la commissione, riguardo al finanziamento del porto pescherecci, alle barriere di ripopolamento per le specie ittiche e al decreto Dado sull' applicazione della misura per la cattura del pesce spada (un problema importante). Gavino Masia

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un proprietario certo: solo così si potranno salvare i casoni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 35 - Provincia Un proprietario certo: solo così si potranno salvare i casoni Nessuno sa di chi sono, ecco perché le capanne da pesca di Caorle vanno in rovina SEGUE DALLA PRIMA Il secondo colpo alla sopravvivenza dei casoni venne dato dallo Stato italiano, prima con la bonifica poi con la burocrazia. Con la bonifica numerosi casoni vennero sacrificati. Si salvarono solo quelli lungo le rive del fiume Lemene e alcuni a ridosso di canali e isolotti. La burocrazia del nuovo Stato inoltre si calò sui casoni, attraverso le proprie articolazioni, come un falco sulla preda: ministeri, demanio marittimo, demanio dello Stato, catasto, genio civile, Capitaneria di porto, finanza di mare, settori servizi urbanistici e tecnici, assessorati regionali, provinciali, consorzi di bonifica e chiedo scusa a quant'altri ho dimenticato. Il terzo colpo mortale all'anima vera dei casoni arriva dalla evoluzione dell'arte della pesca. Con la possibilità di armare le barche con motori a scoppio, i pescatori di Caorle cominciarono ad abbandonare la laguna per spingersi nel mare Adriatico. I casoni non sono più il supporto essenziale alla la pesca e comincia così la loro trasformazione: il possesso viene diviso in quote tra gli eredi, alcuni sono venduti «sul tovagliolo» ad appassionati della vita in laguna, altri trasformati in ritrovo per la famiglia e per gli amici, fino a diventare punti di aggregazione per turisti. Tutto questo col passare del tempo ha comportato la necessità fisica di costruire, anche se in modo ben mascherato dalle canne palustri, servizi igienici, barbecue e, considerata la inequivocabile vocazione valliva dei casoni, anche dei piccoli pontili con annesse cavane. Salvati cielo! Denunce, indagini, uffici urbanistici e tecnici, competenze statali, regionali, consorziali, militari, ambientalistiche, magistratura, sequestri, demolizioni, guardie forestali. Risultato: quello che era un patrimonio spontaneo della cultura e tradizione della gente di Caorle rischia di essere per sempre irrimediabilmente perduto. Quello che era un singolare biglietto da visita per i turisti oggi viene quasi nascosto per il suo degrado. Quello che poteva diventare un legittimo strumento di sviluppo economico familiare viene inesorabilmente mortificato. Tuttavia nel corso degli anni su questa dolorosa situazione e sulle possibilità di soluzione è stato detto tutto e il contrario di tutto. Sull'argomento sono intervenuti politici, avvocati, storici, amministratori e supertecnici, scivolando subito sulle sabbie mobili delle dirigenze e delle competenze. Senza contare poi che, rappresentando la problematica casoni un boccone ghiotto per fare bella figura politica, ciascun adetto ai lavori ha cercato di arrivare per primo per prendersi i meriti dovuti. In conclusione, siamo fermi al punto di partenza. Credo che per far rivivere i casoni nella loro dimensione naturale e familiare sia necessario procedere con la massima umiltà e semplicità ma con determinazione in un percorso a ritroso. Bisognerebbe che, una volta individuata l'entità statale nella quale è confluita la proprietà dei casoni, perché di questo purtroppo si sta ancora discutendo, questa trasferisse proprietà e competenze alla Regione Veneto. Bisognerebbe che la Regione, con una legge propria o interpretando modernamente quelle già esistenti, trasferisse proprietà e competenze al Comune di Caorle. Bisognerebbe che il Comune di Caorle o meglio la comunità di Caorle, finalmente ritornata in possesso di un bene che per millenni già le apparteneva, elaborasse delle regole. Non si capisce perché anche Caorle, come da secoli alcune comunità montane, non possa dotarsi di «regole» per far ritornare al loro naturale ciclo di vita casoni e cavane con sicuro buon giovamento anche del paesaggio. Per la verità su questo filone, cioè per portare a Caorle proprietà, possesso, competenze e regole sui casoni, già da tempo il governatore Giancarlo Galan e il sindaco di Caorle Marco Sarto stanno lavorando. C'è da augurarsi che il loro lavoro, con la buona volontà di tutti, arrivi presto a buon fine. Antonio Zanon *assessore Lavori pubblici demanio e patrimonio del Comune di Caorle

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azienda dolciaria distrutta da un incendio il concorrente offre capannone e impianti - antonello micali (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Torino Il titolare della Bugiarda di Pianezza: "Ci ha salvati". Il benefattore: "In questa fase il mercato non deve impoverirsi" Azienda dolciaria distrutta da un incendio il concorrente offre capannone e impianti ANTONELLO MICALI E chi l´ha detto che i competitori economici vanno affossati? Le fredde esigenze dell´economia e della concorrenza superate da un valore più forte: la solidarietà. Se non fosse che Natale è già passato, questa sarebbe quella che si dice la classica strenna. A maggior ragione in un periodo di recessione come quello che è in corso: questa è la vicenda, per certi versi incredibile, di una azienda che disinteressatamente corre in aiuto di un´altra ditta concorrente distrutta due settimane orsono da un incendio. è la storia della Bugiarda di Pianezza, ditta dolciaria (specializzata nella produzione di bugie che poi vengono esportate in tutta Europa, dei suoi 45 lavoratori che rischiavano di rimanere a casa e, soprattutto, della Lea Snc, azienda omologa situata al confine tra Borgaro e Torino, in strada del Francese, che ha però prontamente offerto, nella persona del suo titolare Giuseppe Turchiarelli, alla sfortunata concorrente i propri spazi e i propri macchinari, consentendole così di non fermare del tutto la produzione e di poter tenere fede agli impegni presi con alcuni importanti clienti. La bella e certamente singolare vicenda è stata confermata dagli stessi dirigenti della Bugiarda. Samuele Maggi, l´amministratore: «Incredibile, mai visto niente del genere, eppure ci hanno aiutato senza battere ciglio, e ci hanno davvero salvato. E dire che, oltre a essere nostri concorrenti, io il signor Turchiarelli non lo conoscevo neppure. Oggi mi sento di dire che oltreché una persona squisita e generosa, Turchiarelli è diventato un grande amico. Nell´incendio (le cui indagini hanno stabilito causato da un incidente, ndr) avevamo già perso 80mila euro di prodotto - continua Samuele Maggi - un disastro reso meno devastante dall´aiuto che abbiamo ricevuto. Anzi: ci ha davvero permesso di poterci rialzare dopo una mazzata tremenda; proprio in questo periodo avevamo scadenze di commesse fondamentali. Era facile, in un momento come questo, uscire dal mercato. - continua Maggi - è la prima volta che assisto a un comportamento del genere. E chi se lo aspettava? Certo abbiamo in ricevuto solidarietà e comprensione anche da molti clienti, ma il gesto compiuto da Turchiarelli è qualcosa di veramente nobile». Quest´ultimo non si scompone: è un tipo burbero, sa il fatto suo ed è il classico tipo che gestisce da 26 anni la sua azienda dolciaria mettendo come si suol dire direttamente le mani in pasta: «Saremo anche concorrenti è vero, ma un mercato che perde un competitore per una disgrazia e non per colpe proprie è un mercato che si impoverisce, e quindi è un processo negativo che investe tutti. Avevo dello spazio; un capannone nuovo dove avviare due nuove linee. Posso aspettare, l´ho messo a disposizione della Bugiarda, ho fatto arrivare qui l´unico macchinario salvatosi dall´incendio e un altro paio li ho fatti venire dal mio fornitore. In pochi giorni erano pronti a ripartire, è così è stato. Non certo la stessa celerità con la quale la burocrazia mi sta ancora impedendo di aprire un panificio industriale a Candelo, per il quale ho già investito quasi tre milioni di euro e che darebbe lavora ad altri 60 lavoratori». Intanto, Il management dell´azienda ora ospite della Lea potrà ora pensare al rilancio, partendo dall´espletamento delle pratiche dell´assicurazione che potrebbero consentirle presto di tornare a Pianezza, in un nuovo capannone.

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dorme nell'obitorio, dal comune nessun aiuto (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Diana Pompetti Dorme nell'obitorio, dal Comune nessun aiuto Nuovi poveri, il dramma di Iside: «Pronta a incatenarmi per avere la casa» TERAMO. Senza casa, senza lavoro, senza famiglia. Non ha più niente Iside Sciampacone, 39 anni. Da mesi chiede un aiuto che non arriva e nell'attesa che qualcuno si accorga di lei si arrangia come può. Anche dormendo nell'obitorio dell'ospedale. Una sera è entrata di nascosto, si è chiusa nel bagno prima che chiudesse e ha dormito sul marmo: «Almeno sono rimasta al caldo» racconta mentre minaccia di incatenarsi per avere delle risposte. L'alternativa all'obitorio è una macchina non sua o l'ospitalità di un'amica. Scuote le coscienze il caso di Iside, povera tra i nuovi poveri. Ha chiesto aiuto al Comune, ma non ha ancora ottenuto niente perchè la burocrazia dice che se non sei residente non hai diritto a nulla. «La donna», spiega Antonio Di Berardo, segretario del Sicet Cisl, il sindacato degli inquilini, «fino a qualche tempo ha avuto la residenza prima a Roseto e poi a Montorio. Oggi ha una sorta di domicilio temporaneo anche se non ha una casa ed è costretta a vivere in macchina. Noi abbiamo chiesto l'intervento del Comune affinchè le venga concesso un alloggio parcheggio e siamo pronti a chiedere un incontro urgente al commissario prefettizio e allo stesso prefetto affinchè questa questione si risolva nel più breve tempo possibile». PARLA IL VESCOVO. La storia di Iside ieri è rimbalzata anche in curia. E il vescovo Michele Seccia dice: «E' una delle tante emergenze che la nostra realtà sta vivendo, una realtà sempre più difficile in cui aumenta il numero di coloro che fanno sempre più fatica per andare avanti». E Seccia parte proprio da questo caso per lanciare un appello a tutti: «Serve una maggiore sinergia tra tutti gli enti locali e le associazioni di volontariato perchè ci sia sempre più collaborazione sul territorio per dare delle risposte immediate e concrete alle esigenze e alle richieste dei nuovi poveri». Il vescovo annuncia anche «la possibilità di creare un fondo per i nuovi poveri per consentire alla Chiesa di dare delle risposte concrete». Una strada già intrapresa in altre realtà, a cominciare da Milano. ISIDE ASPETTA. Intanto Iside aspetta che qualcuno si accorga di lei, del dramma di chi vive per strada e ha già perso tutto. «E' pronta a fare manifestazioni eclatanti», dice Di Berardo, «pur di far valere le sue ragioni. Noi ci auguriamo che non servano, che si trovi una soluzione che possa aiutare la donna a ritrovare un po' di serenità». La donna, decine di lavori saltuari alle spalle, è preoccupata anche perchè da qualche tempo ha scoperto di di avere il diabete. TREMILA IN ATTESA. «Il suo caso è davvero emblematico, ma è la punta di un iceberg nella nostra realtà», conclude Di Berardo, «sono tremila in provincia le famiglie che attendono una casa popolare. Ci sono tanti casi, di giovani e meno giovani, che chiedono un aiuto per avere un alloggio pubblico». Per il sindacato servono case parcheggio, cioè quelle che il Comune assegna per brevi periodi, per coprire alcune emergenze. «Perlomeno il Comune potrebbe fare contatti di affitto con privati e farsi carico di pagare parte del canone», propone il sindacalista, «d'altronde il problema diventa sempre più grave ed esteso: da dieci anni, con la fine dei fondi Gescal, non si costruisce più. Ora si aggiunge anche il caro affitto con l'euro e la crisi che sta facendo molti disoccupati. Per Iside Sciampacone il Comune ha mandato una lettera in cui chiede la documentazione per accedere all'alloggio provvisorio. Speriamo che questa pratica vada a buon fine in tempi brevi». Iside aspetta.

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La questura di Milano chiede alle realtà del Sudmilano di vigilare sulle unioni (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giro di vite sui matrimoni fittizi: più controlli pure a San Giuliano n Dai recenti dati (leggi annuario stastico) è emerso che un notevole numero di cittadini stranieri sono i nuovi residenti dei comuni del Sudmilano e tra questi San Giuliano in particolare. Aumentano gli abitanti, cresce la popolazione e pure i legami tra cittadini originari di diversi Paesi extracomunitari. Nulla di più scontato, ma in questo ambito occorre sottolineare che si registra un incremento anche delle convivenze e dei matrimoni misti tra italiani e stranieri. Non è tutto oro quel che luccica però e tra le pieghe di questa "nuova" Italia si inseriscono vere e proprie truffe ai danni dello Stato. ll riferimento è ai matrimoni fittizi, contratti «unicamente allo scopo di eludere le norme relative all'ingresso e al soggiorno e di ottenere per il cittadino del Paese terzo un permesso o un titolo di soggiorno», come recita la burocrazia. In Italia lo straniero che chiede la regolarizzazione della sua posizione si trova talvolta a dover fornire prove chiare di fronte a segnalazioni di cittadini che notano situazioni di controversia alla questione. Immigrati, insomma, che in maniera fittizia richiedono permessi con false unioni. Di fronte a questa situazione sono aumentati gli accertamenti richiesti dalla questura di Milano alle realtà locali, compresa quindi San Giuliano, allo scopo di verificare la veridicità di situazioni matrimoniali. Va ricordato che l'attività di controllo in questo settore, stabilita da una risoluzione europea del dicembre 1997, non prevede l'introduzione di accertamenti sistematici su tutti i matrimoni con cittadini di Paesi terzi, ma solo approfondimenti qualora vi siano sospetti fondati. Vale a dire, il più delle volte, in seguito a qualche segnalazione o alla delazione di un vicino di casa che non vede realizzarsi la convivenza tra i due coniugi; oppure, che scopre i due parlarsi con lingue incomprensibili tra loro; o, ancora, pare succeda, che si scopra che i due non si sono mai visti prima del fatidico si. Pasquale Pacetta

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biblioteca nazionale servizi a scartamento ridotto - maria cristina carratu' (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Firenze Biblioteca Nazionale servizi a scartamento ridotto Prestiti solo la mattina. La direttrice: date soldi MARIA CRISTINA CARRATU´ (segue dalla prima di cronaca) Iniziativa eccezionale suggerita dagli ultimi effetti della crisi cronica della biblioteca: l´interruzione per mancanza di personale (scaduto l´incarico all´impresa pagata dall´Ente Cassa di Risparmio) del prelievo dei volumi dai magazzini nel pomeriggio, a partire dal 9 febbraio. Un blocco clamoroso (ma la consegna dei libri prosegue se la prenotazione, diretta o on line, verrà fatta entro le 12,30, mentre si studia come dirottare qui fondi ministeriali con altre destinazioni, sufficienti per altri tre mesi) che limita gravemente le necessità improvvise di consultazione da parte del pubblico. E in ogni caso inaccettabile per una struttura di rilievo nazionale, una delle due delegate alla raccolta di tutte le pubblicazioni italiane, alla produzione della bibliografia nazionale, nonché titolare della raccolta e della conservazione delle risorse digitali, e centro di eccellenza per il restauro librario. Eppure, da anni il suo personale è meno della metà del necessario (209 dipendenti, di cui la metà attinti da categorie protette, a fronte di un bisogno di oltre 500) e tutti over 50, i suoi fondi (nel 2008 circa 4 milioni di euro, compresi quelli per grandi lavori di ristrutturazione) ridicoli rispetto a quelli riservati in altri paesi europei a strutture analoghe (140 milioni per la Bibliothèque Nationale di Parigi, 120 per la British Library), la catalogazione arretrata di circa 140 mila volumi. E così la gestione quotidiana è da tempo una vera lotta per la sopravvivenza, un perenne fai-da-te con tentativi di risparmio perfino sulle luci, il riscaldamento, la carta igienica, piccole boccate d´ossigeno ricavate dai giovani del servizio civile (ora sospeso) su cui comunque non si può investire, e ricerche continue di sponsor che non si trovano. Perché, come spiega Fontana, «i soldi per far funzionare il prestito dei libri, come quello finora garantito dall´Ente Cassa, non producono certo un ritorno di immagine». E del resto, non sarebbero nemmeno compito di uno sponsor, bensì dello Stato. Ma da troppo tempo, dice la direttrice, «lo Stato sembra convinto che la cultura non sia importante», salvo «curare al massimo l´effimero», con le sue ricadute immediate, ancorché non di sistema. Alla visione autoritaria della cultura, insomma, tipica dei primi del secolo scorso e così ben espressa dall´architettura della biblioteca, non ne è stata mai sostituita «una amichevole, capace di far sentire l´utente, con servizi semplici e diretti, al centro dell´attenzione», come, fra le mille altre mancanze, dimostra l´assenza di un bar interno, sempre luogo di proficui scambi culturali. Studiosi eminenti costretti a studiare coi guanti, chiacchierare in corridoio al buio, sedere su sedie mezze rotte che i più intraprendenti rifilano al vicino uscito per un caffè: scene quotidiane, in piazza Cavalleggeri. Bloccato (dai primi anni ´80) ogni turn over, costretto ogni introito nei rigidi solchi della burocrazia (invio a Roma, rientro solo parziale, del pagamento diretto di servizi da parte dei pochi privati disponibili: tu mi compri le stampanti, lui la carta), la Nazionale ha perduto creatività e funzionalità. Entro il 2009, con anni di ritardo, prenderà finalmente corpo l´autonomia gestionale, che, oltre a un fondo annuale del Parlamento, garantirà mani libere nella ricerca e nella gestione delle risorse. Ma in ogni caso, nell´era della crisi, dallo Stato non ci si potrà aspettare niente. In altri paesi spesso aiuta la mobilitazione di intellettuali, studiosi, cittadini, ma in Italia, ricorda Fontana, «io rappresento il ministero e devo muovermi premendo sullo staff ministeriale, non scendendo in piazza». Però si può fare un appello alla città. Per riprendere il prelievo dei volumi dai magazzini basterebbero 6-7 persone e 150 mila euro l´anno, come dire un´impresa privata, un cittadino benestante, non in cerca di pubblicità ma, sottolinea la direttrice, «del bene di una grande Biblioteca, cioè della cultura vera contro la monocultura delle tv». In seguito (quando sarà partita l´autonomia gestionale), saranno graditi anche contributi minimi. Come quelli dei tanti cittadini qualunque «a cui sta cuore il luogo dove hanno passato un pezzo di vita».

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Costruttori e progettisti cercano spazio in Sudan Eos organizza l'incontro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-23 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Panorama Costruttori e progettisti cercano spazio in Sudan Eos organizza l'incontro In collaborazione con lo studio d'ingegneria e architettura di Bolzano Plan Team srl, l'Eos della Camera di commercio ha invitato in Alto Adige membri del governo del Sudan rappresentanti dei settori delle infrastrutture e dell'edilizia che, guidati da imprese di costruzioni locali, hanno visionato alcune grandi opere sul territorio altoatesino. Uno degli obiettivi dello studio d'ingegneria e architettura di Bolzano Plan Team è di attivarsi anche su scala internazionale, soprattutto in Paesi con un grande fabbisogno nel settore delle infrastrutture. Lo studio ha già aperto delle filiali in Ucraina e in Kenya. Le aziende Wipptal e Unionbau hanno illustrato ai rappresentanti africani diverse opere, compreso il nuovo edificio della Camera di commercio e le sedi delle singole aziende. «Lo scopo era convincere i politici sudanesi della qualità e affidabilità delle nostre imprese locali», spiega Markus Walder, vicedirettore dell'Eos. Al termine della missione incoming si è tenuto un colloquio per discutere concretamente dei futuri progetti e possibili appalti nel Sudan. Werner Hunglinger della Plan Team Christoph e Thomas Ausserhofer della Unionbau e Johannes Egartner della Wipptal concordano: «In Sudan dove c'è ancora molto da fare, soprattutto nel settore delle infrastrutture, per noi questa è stata un'opportunità straordinaria per presentarci come partner affidabili per futuri progetti». PARTNERSHIP CON LA SASSONIA. Gli interventi delle Regioni per contenere gli effetti negativi della recessione economica sono stati discussi dall'assessore provinciale Thomas Widmann con il ministro all'economia dela Bassa Sassonia Walter Hirche. L'assessore ha approfondito le strategie adottate in Germania per fronteggiare la crisi economica. Sono stati discussi interventi in materia di formazione e aggiornamento mirati del lavoratori, incentivi per il risanamento energetico e mantenimento dei posti di lavoro. L'assessore provinciale ha informato il collega tedesco sul pacchetto di misure varato dalla Giunta per il rafforzamento dell'economia, «che hanno tra i punti qualificanti un programma di investimenti, un accesso agevolato delle aziende al capitale ma anche istruzione, innovazione e snellimento della burocrazia», ha concluso Widmann.

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Durc obbligatorio, soluzione in vista (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-23 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Appalti Proposta dei sindacati. L'assessore Repetto studia la delibera, Mussner condivide Durc obbligatorio, soluzione in vista Sarà chiesto dalla Provincia prima di pagare le aziende BOLZANO — La circolare che abolisce per le imprese l'obbligo di presentazione del Durc allo stato di avanzamento lavori (adottata per alleggerire i tempi della burocrazia) per adesso rimane in vigore, ma lunedì la giunta provinciale dovrebbe deliberare una nuova procedura che trasferisca all'ufficio spese della Provincia il compito di procurarsi il Documento di regolarità contributiva prima di pagare le aziende. è la mediazione raggiunta ieri durante l'incontro tra l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Florian Mussner, l'assessore al Lavoro, Barbara Repetto, i rispettivi dirigenti e i sindacati (Buonerba e Plaickner della Cisl, Parrichini Ebner della Cgil, D'Aurelio della Uil). In base alla circolare di fine dicembre, emessa dall'ufficio appalti, il Durc viene richiesto solo alla stipula del contratto di appalto e al momento della liquidazione del saldo finale. «La legge — hanno sottolineato i sindacalisti — prevede che il documento debba essere presentato ad ogni liquidazione di stato di avanzamento lavori, anche perché è un importante strumento per la lotta al lavoro nero. La differenza è sostanziale: l'efficacia del Durc è di un mese mentre i lavori durano per un tempo maggiore». Maurizio D'Aurelio della Uil, vicepresidente della Cassa edile, ha precisato: «Il 60% delle imprese riceve il Durc dalla Casas edile entro 4 giorni dalla richiesta, il 95% entro 7 giorni, contro i 22 giorni in media nel resto d'Italia. Se l'impresa vuole, può essere inviato attraverso posta elettronica certificata». Da qui al proposta dei sindacati: se alla Cassa Edile il Durc al posto dell'impresa venisse chiesto direttamente dall'amministrazione, si registrerebbe una ulteriore riduzione dei tempi. «In tutta Italia si fa già — chiarisce Michele Buonerba della Cisl — e noi lo proponiamo da due anni». Aggiunge D'Aurelio: «Se la Provincia facesse richiesta di accesso alla Cassa edile tramite posta elettronica certificata, in mezza giornata verrebbe accreditata». L'assessore Mussner ha deciso di non sospendere l'efficacia della circolare, ma si è detto disponibile a valutare nuove soluzioni. L'assessore Barbara Repetto sta preparando un promemoria che verrà discusso la prossima settimana dalla giunta, con la proposta di affidare il compito di richiedere il Durc all'ufficio spese, quello che materialmente paga le imprese». Per i tre sindacati questo è un passo nella giusta direzione: «Ridurre la burocrazia e i tempi di liquidazione di stato di avanzamento lavori per le aziende, e garantire allo stesso tempo la tutela sociale del lavoro». F. E.

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Project financing, UniCredit e Dexia guidano la classifica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-01-23 - pag: 17 autore: Infrastrutture. Il report Finlombarda Project financing, UniCredit e Dexia guidano la classifica Marco Morino MILANO UniCredit, con 6,3 miliardi di euro, guida la classifica 2008 degli istituti di credito in base al valore totale dei finanziamenti concessi a interventi di project financing. UniCredit è seguita da Dexia Crediop con 3,624 miliardi e Bnp Paribas Bnl con 3,260 miliardi. In pole position nella classifica dei finanziamenti concessi per le sole opere pubbliche Dexia Crediop con 2,7 miliardi, seguita da Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (1,5 miliardi) e Depfa Bank con 937,5 milioni di euro. Sono alcuni dei dati più significativi contenuti nella VI Guida degli operatori di project financing realizzata da Finlombarda e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare. La Guida ha censito 33 istituti di credito attivi nel project finance, di cui 23 italiani e 10 stranieri con sede operativa in Italia, per un totale di 1.518 progetti referenziati. I financial close sono 392 per un valore totale di 144,6 miliardi, dei quali l'ammontare dei finanziamenti concessi dagli istituti di credito censiti è pari a 29 miliardi di euro. Se guardiamo al trend di crescita dei financial close, la Guida pur registrando un incremento del 6% in valore, evidenzia altresì un rallentamento dei tassi incrementali rispetto ai dati delle precedenti edizioni: +24% nel 2007 rispetto al 2006 e +124% nel 2006 rispetto al 2005. «Il project financing, seppur non secondo le aspettative, cresce e regge come business per il mondo del credito. I numeri non sono negativi, anche se per il futuro è ipotizzabile una progressiva flessione» osserva Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda. «Premesso che la maturità del nostro mercato – prosegue Nicolai – sconta verso i partner esteri una normativa inadeguata, una strumentazione non funzionale, una burocrazia impropria e una definizione annuale del patto di stabilità lesivo della programmazione delle opere, per quanto riguarda il 2008 sicuramente le manovre di razionalizzazione della finanza pubblica hanno inciso pesantemente sulla possibilità per gli enti locali di attivare strumenti di finanza innovativa». Le opere pubbliche pesano sul totale del valore dei financial close per il 24% (pari a 3,5 miliardi di euro) e quelle private per il 76% ( pari a circa 110 miliardi di euro). Nel 2008 i finanziamenti concessi per opere pubbliche sono stati pari a 8,1 miliardi di euro, mentre quelli concessi per opere private sono stati pari a 21 miliardi di euro: pertanto, il pubblico ha pesato per il 27,9% sul valore totale dei finanziamenti, mentre il privato per il 72,1 per cento. L'energia sarà trainante L'oscar della vitalità determinato dai maggiori tassi di crescita va al settore dello sport e spettacolo con una crescita del 502,6% con un valore dei financial close dedicati a questo settore di 184,4 milioni di euro, seguito dal settore sanità con 981,6 milioni di euro pari a +103,1% rispetto al 2007, al trasporto pubblico locale con un tasso di crescita del 91,7% in particolare grazie al progetto di realizzazione della linea 5 della metropolitana milanese. I settori che registrano invece una brusca frenata sono sviluppo immobiliare e parcheggi. «Le potenzialità del settore energetico nel medio lungo termine – osserva Nicolai – sono però notevoli: le previsioni a livello mondiale, relative agli investimenti nei prossimi 12 anni, parlano di circa 200 miliardi di euro annui, dei quali circa il 40% sarà destinato alle energie rinnovabili. Alla luce di questo trend di investimenti, il comparto energetico sarà trainante per il mercato del project finance».

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Paulson lascia l'ufficio ma non i dollari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-01-23 - pag: 31 autore: 000 Paulson lascia l'ufficio ma non i dollari H enry Merritt " Hank" Paulson, ex boy scout, ex presidente di Goldman Sachs e ora anche ex Segretario del Tesoro Usa, rimane in sella. O meglio, con l'arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca, Paulson ha dovuto liberare l'ufficio di segretario del Tesoro per lasciare il posto al successore Tim Geithner, ma la sua firma resterà ancora per diversi mesi sulle nuove banconote. La procedura per il cambio della firma sui dollari Usa è un po' lenta. La burocrazia prevede che il trasferimento della firma posa avvenire solo dopo che la designazione alla carica di Segretario al Tesoro abbia ricevuto l'approvazione da parte del Senato americano. E anche dopo l'approvazione del Senato servono almeno tre mesi. Insomma, Geithner può mettersi il cuore in pace: fino a Pasqua non firmerà un dollaro. (R.Fi.)

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PASS AUTO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-23 num: - pag: 9 categoria: BREVI PASS AUTO Sprechi da burocrazia Con riferimento al «rinnovo pass» concordo che è assurdo impegnare vigili e scomodare cittadini, che pagano le tasse, affinché dimostrino ripetutamente ogni anno di non aver cambiato residenza. Già lo scorso anno, andando a pagare per il pass dai vigili di piazza 25 Aprile, avevo cortesemente richiesto che volessero sollecitare chi di dovere dei loro superiori perché rendessero obbligatorio comunicare il cambio di residenza (e di conseguenza del pass), non già dimostrare il contrario. Andreina Sbisà

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WhiteHouse.gov: if you have an idea, let us know (sezione: Burocrazia)

( da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il: 23-01-2009 WhiteHouse.gov: if you have an idea, let us know "Tutti hanno diritto a realizzare pienamente la loro felicità". Con un messaggio carico di speranza e di fiducia pur nella consapevolezza della crisi e della necessità di affrontare il futuro con un nuovo, profondo senso di responsabilità, martedì 20 gennaio Barack Obama ha giurato come 44esimo presidente degli Stati Uniti. Festeggiamenti in grande stile con il concerto in suo onore al Lincoln Memorial. Spese pazze e forte risonanza mediatica anche per l'Inauguration Day: telecamere puntate su una folla di oltre due milioni di persone che hanno salutato con entusiasmo il primo presidente afroamericano alla cerimonia d'insediamento, trasmessa da centinaia di tv e web tv di tutto il mondo. E pochi secondi dopo la cerimonia, il sito ufficiale della presidenza degli Stati Uniti WhiteHouse.gov appariva già con un nuovo look. Queste alcune parole tratte dalla presentazione: "Citizen participation will be a priority for the Administration, and the internet will play an important role in that. We'd also like to hear from you -- what sort of things would you find valuable from WhiteHouse.gov? If you have an idea, use this form to let us know". Molte sono le energie che Obama ha investito fino ad ora nella comunicazione, soprattutto via web, a partire dal sito elettorale, dove da candidato alla Casa Bianca aveva saputo creare un filo diretto con i suoi sostenitori. Il presidente oggi ha il profilo su MySpace, circa 3,8 milioni di 'amici' su Facebook, compare su Linkedin e altri social network professionali, mentre su YouTube si possono trovare 350 mila filmati che lo riguardano. Altre finestre web con le quali aggiorna gli americani sulle sue attività sono Twitter e il servizio "Obama Mobile" (leggi l'articolo su Pubblicaamministrazione.net). Eppure qualche sospetto sulla possibilità di continuare lungo questa strada 'partecipativa' era sorto solo pochi giorni fa. "Addio al presidente interattivo, tramonta il sogno web di Barack" è il titolo di un pezzo di Massimo Gaggi uscito sul "Corriere della Sera" il 19 gennaio: "Obama sarà sicuramente il primo teachpresident della storia americana, ma quella nella quale si insedierà non è certo la Casa Bianca interattiva che aveva promesso ai suoi supporter della Internet generation. Problemi tecnologici, ma soprattutto giuridici e politici che non erano stati ben considerati costringono ora Obama, se non a rinunciare, a ridimensionare il suo progetto di dar vita a una sorta di Casa Bianca digitale". Comunicazione vecchio stampo, quindi, stile 1.0, poco interattiva e partecipata. La prospettiva di una White House 2.0, del resto, pone molti problemi. Ostacoli burocratici, innanzi tutto. Il governo è obbligato per legge ad archiviare le comunicazioni scritte - lo spiega bene Gaggi, dopo due chiacchiere con Bev Godwin, il direttore del sito del governo federale Usa.gov - e quindi non è possibile pubblicare pagine che possono essere modificate dall'intervento dei cittadini. Fin qui i problemi tecnici e legislativi, ma spesso la politica ha paura delle critiche, di essere messa sotto torchio dalle pressioni di cittadini pronti a dire la loro sulle scelte che non sempre corrispondono agli obiettivi di mandato. Non solo, si è persino parlato di intoppi tecnologici e di sicurezza al sistema informatico della Casa Bianca: “burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite”, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (vedi il pezzo di Alessandra Farkas) Per il momento comunque Obama non sembra aver tradito le avanguardistiche scelte comunicative che gli hanno valso la vittoria. Mentre diciamo queste cose nel sito della Casa Bianca è stata pubblicata l'agenda del presidente, elenco delle politiche che Obama intende avviare nei vari ambiti, dall'economia alle nuove tecnologie, dalla salute alle tasse, persino sul piano dell'etica e dei diritti civili. E con facilità si accede alla sezione partecipativa del blog. Any questions? Ecco anche l'indirizzo mail: comments@whitehouse.gov. Insomma, la trasparenza sembra restare un obiettivo importante del neo eletto technopresidente: Obama si professa deciso a promulgare le leggi votate dal Congresso solo dopo una decina di giorni, arco di tempo per raccogliere le idee dei cittadini su internet. Si è inoltre impegnato a far conoscere i dati sulla spesa pubblica e sui contratti d'appalto. Basterà a tenere a bada cittadini esaltati dal nuovo protagonismo che avevano avuto nel sito elettorale? Sarà una partecipazione sostanziale o ancora destinata a restare un concetto tanto affascinante proprio perché "vive ancora nel momento di là da venire"? Per una risposta a queste domande, come per molte altre, bisognerà aspettare del tempo, per giudicare la nuova amministrazione alla prova dei fatti. Giorgia Iazzetta

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Una donna giovane, con un sorriso simpatico, determinata e concreta come chi deve dirigere un'a... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una donna giovane, con un sorriso simpatico, determinata e concreta come chi deve dirigere un'azienda, con quel pizzico di sana ingenuità politica che deve avere chi proviene dalla società civile e non sopporta le ipocrisie, le lungaggini, i compromessi del professionismo nei palazzi del potere. L'intervista a Claudia Porchietto sulla Stampa di ieri, candidata del Pdl alla Provincia, sembra promettere una sfida competitiva ad Antonio Saitta. Del resto, l'attuale presidente, in cerca di una conferma, è persona perbene, che, a ragione, può vantare buoni risultati nel suo primo mandato a Palazzo Cisterna. Sperando, perciò, in una campagna elettorale corretta e non meschinamente astiosa, auguri a tutti e due e vinca il migliore. In tempi di federalismo, colpisce, però, sempre nell'intervista citata, come Claudia Porchietto definisca il ruolo dell'ente di cui aspira alla presidenza: «Cinghia di trasmissione tra Comuni e Regioni». Il paragone automobilistico è certamente familiare al territorio del quale si ambisce alla guida. Ma suggerisce immediatamente l'idea di un ingranaggio che si aggiunge ad altri ingranaggi, appesantendo la già macchinosa articolazione della burocrazia nella quale si trova ogni giorno immerso il cittadino. Insomma, Comuni e Regioni, non potrebbero fare a meno di parlarsi attraverso questa cinghia di trasmissione e ricorrere, per esempio, al telefono? E' vero che le competenze delle Province sono più numerose e importanti di quelle che comunemente si conoscono. E' vero che i risparmi per la loro abolizione non sarebbero straordinari. E' vero che la voce dei piccoli Comuni potrebbe essere schiacciata da quella dei più grandi. Ma come si può pensare che il grande progetto di trasformazione di uno Stato centralista come il nostro in un modello a base federale possa lasciare intatti i compiti, le strutture burocratiche e, persino, il numero di questi enti? Già, perché, così com'è stato per le Università, la moltiplicazione delle Province, negli ultimi decenni, è servita principalmente a moltiplicare clientele politiche ed assistenzialismo occupazionale e certamente non per rispondere a esigenze di funzionalità. Può essere abbastanza provocatorio chiedere ai candidati per la presidenza di un'istituzione di unirsi a coloro che vogliono abolire la poltrona per cui si sfidano. Ma senza arrivare a questi eccessi di autolesionismo, forse porsi almeno il problema di una riforma, uno snellimento delle strutture, una riduzione dei costi, una semplificazione del groviglio di competenze potrebbe essere utile. Einaudi e Guido Carli parlavano dei «lacci e lacciuoli» che troppo imbrigliano la società italiana. Non aggiungiamo, per carità, anche le cinghie di trasmissione.

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If you have an idea, let us know (sezione: Burocrazia)

( da "Comunicatori Pubblici" del 23-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il: 23-01-2009 If you have an idea, let us know "Tutti hanno diritto a realizzare pienamente la loro felicità". Con un messaggio carico di speranza e di fiducia pur nella consapevolezza della crisi e della necessità di affrontare il futuro con un nuovo, profondo senso di responsabilità, martedì 20 gennaio Barack Obama ha giurato come 44esimo presidente degli Stati Uniti. Festeggiamenti in grande stile con il concerto in suo onore al Lincoln Memorial. Spese pazze e forte risonanza mediatica anche per l'Inauguration Day: telecamere puntate su una folla di oltre due milioni di persone che hanno salutato con entusiasmo il primo presidente afroamericano alla cerimonia d'insediamento, trasmessa da centinaia di tv e web tv di tutto il mondo. E pochi secondi dopo la cerimonia, il sito ufficiale della presidenza degli Stati Uniti WhiteHouse.gov appariva già con un nuovo look.  Queste alcune parole tratte dalla presentazione: "Citizen participation will be a priority for the Administration, and the internet will play an important role in that. We'd also like to hear from you -- what sort of things would you find valuable from WhiteHouse.gov? If you have an idea, use this form to let us know". Molte sono le energie che Obama ha investito fino ad ora nella comunicazione, soprattutto via web, a partire dal sito elettorale, dove da candidato alla Casa Bianca aveva saputo creare un filo diretto con i suoi sostenitori. Il presidente oggi ha il profilo su MySpace, circa 3,8 milioni di 'amici' su Facebook, compare su Linkedin e altri social network professionali, mentre su YouTube si possono trovare 350 mila filmati che lo riguardano. Altre finestre web con le quali aggiorna gli americani sulle sue attività sono Twitter e il servizio "Obama Mobile" (leggi l'articolo su Pubblicaamministrazione.net). Eppure qualche sospetto sulla possibilità di continuare lungo questa strada 'partecipativa' era sorto solo pochi giorni fa. "Addio al presidente interattivo, tramonta il sogno web di Barack" è il titolo di un pezzo di Massimo Gaggi uscito sul "Corriere della Sera" il 19 gennaio: "Obama sarà sicuramente il primo teachpresident della storia americana, ma quella nella quale si insedierà non è certo la Casa Bianca interattiva che aveva promesso ai suoi supporter della Internet generation. Problemi tecnologici, ma soprattutto giuridici e politici che non erano stati ben considerati costringono ora Obama, se non a rinunciare, a ridimensionare il suo progetto di dar vita a una sorta di Casa Bianca digitale". Comunicazione vecchio stampo, quindi, stile 1.0, poco interattiva e partecipata. La prospettiva di una White House 2.0, del resto, pone molti problemi. Ostacoli burocratici, innanzi tutto. Il governo è obbligato per legge ad archiviare le comunicazioni scritte - lo spiega bene Gaggi, dopo due chiacchiere con Bev Godwin, il direttore del sito del governo federale Usa.gov - e quindi non è possibile pubblicare pagine che possono essere modificate dall'intervento dei cittadini. Fin qui i problemi tecnici e legislativi, ma spesso la politica ha paura delle critiche, di essere messa sotto torchio dalle pressioni di cittadini pronti a dire la loro sulle scelte che non sempre corrispondono agli obiettivi di mandato. Non solo, si è persino parlato di intoppi tecnologici e di sicurezza al sistema informatico della Casa Bianca: ?burocrazia paralizzante, linee telefoniche scollegate, software obsoleti, caselle di posta elettronica inesistenti ed email private proibite?, denunciava il "Washington Post" qualche giorno fa. Sistema praticamente rimasto paralizzato da martedì a giovedì, anche perché troppo cliccato da utenti curiosi di notizie sulle prime iniziative presidenziali (vedi il pezzo di Alessandra Farkas) Per il momento comunque Obama non sembra aver tradito le avanguardistiche scelte comunicative che gli hanno valso la vittoria. Mentre diciamo queste cose nel sito della Casa Bianca è stata pubblicata l'agenda del presidente, elenco delle politiche che Obama intende avviare nei vari ambiti, dall'economia alle nuove tecnologie, dalla salute alle tasse, persino sul piano dell'etica e dei diritti civili. E con facilità si accede alla sezione partecipativa del blog. Any questions? Ecco anche l'indirizzo mail: comments@whitehouse.gov. Insomma, la trasparenza sembra restare un obiettivo importante del neo eletto technopresidente: Obama si professa deciso a promulgare le leggi votate dal Congresso solo dopo una decina di giorni, arco di tempo per raccogliere le idee dei cittadini su internet. Si è inoltre impegnato a far conoscere i dati sulla spesa pubblica e sui contratti d'appalto. Basterà a tenere a bada cittadini esaltati dal nuovo protagonismo che avevano avuto nel sito elettorale? Sarà una partecipazione sostanziale o ancora destinata a restare un concetto tanto affascinante proprio perché "vive ancora nel momento di là da venire"? Per una risposta a queste domande, come per molte altre, bisognerà aspettare del tempo, per giudicare la nuova amministrazione alla prova dei fatti. Giorgia Iazzetta

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Forestali "spalaneve" d'inverno? La Regione respinge la proposta (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Avanzata dalla Val Borbera Forestali "spalaneve" d'inverno? La Regione respinge la proposta Gli stagionali del settore forestale della Regione impiegati nell'emergenza neve potevano essere una valida soluzione per andare incontro alle esigenze dei piccoli comuni montani, invece è rimasta solo una proposta: irricevibile per problemi di burocrazia. Era stata avanzata dalla Comunità Montana Valli Borbera e Spinti all'amministrazione regionale. Già lo scorso anno, in vista di un stazione invernale annunciata con copiose nevicate, come poi si è verificato e come potrebbe ancora accadere, l'ente di Cantalupo Ligure aveva proposto alla Regione di utilizzare questo personale - impiegato soprattutto in estate nella pulizia dei torrenti - per togliere la neve nei centri storici dei piccoli paesi dove gli spartineve non riescono a passare per l'esigue larghezza delle strade, utilizzando il classico badile ma anche le turbine, senza far loro utilizzare mezzi a motore. Una soluzione per pesare meno sulle esigue casse di comuni e comunità montana. Da Torino, dicono a Cantalupo, la risposta è stata negativa. Il motivo? Questi lavoratori non sarebbero assicurati per questi lavori. Un «cavillo» risolvibile, dicono in Val Borbera, stipulando una polizza ad hoc, ma in Regione non hanno recepito.

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Piscina, a febbraio i lavori dopo sei anni di problemi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CANTIERE E' FERMO DAL 2005, MA L'APPALTO RISALIVA AL 2003 Piscina, a febbraio i lavori dopo sei anni di problemi Persino la burocrazia del Coni aveva bloccato la partenza [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Entro metà febbraio dovrebbero finalmente partire i lavori per la copertura della piscina. Il condizionale è d'obbligo perchè dopo 6 anni di intoppi burocratici e tecnici di ogni genere, è difficile fare previsioni. L'ultimo ostacolo però è stato superato, anche se ha richiesto parecchi mesi. Il Coni ha infatti imposto parecchie modifiche al progetto ma giovedì mattina l'imprenditore Massimo Freccero sventolava il certificato di conformità nei corridoi di Palazzo Sisto come fanno i tifosi quando la squadra del cuore ha vinto lo scudetto. «Non sono uno che si arrende facilmente - dice Massimo Freccero - ma la rivisitazione del progetto da parte di Arpal, Asl, vigili del fuoco e Coni è stata un'operazione molto complessa. Ora dovremmo essere a posto e aspettiamo solo che il Comune sia il via libera al direttore dei lavori dopo che l'Ufficio tecnico avrà effettuato la validazione definitiva del progetto». Il Coni, in particolare, ha chiesto un nuovo ingresso per i disabili, ingressi distinti per le squadre di pallanuoto e per il pubblico, percorsi distinti all'interno dell'impianto in modo che tifosi, giocatori e arbitri non vengano mai a contatto. Inoltre dovranno essere modificate le attuali gradinate perchè a metà c'è un gradone più largo di 20 centimetri che dovrà essere risagomato. Le imprese Freccero e Bazzani dovranno realizzare le nuove fondazioni, la copertura dell'attuale vasca, tutti gli impianti e due serie di spogliatoi distinti per atleti e utenti. Per il completamento con le altre due vasche da 25 e 10 metri più altri servizi servirà un'altra gara d'appalto. Vale la pena di ricordare che questa venne bandita nel 2003 e che la Rari Nantes non gioca in corso Colombo dal 2005.

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blitz nel deposito abusivo di medicinali (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Alessandra Sallemi Blitz nel deposito abusivo di medicinali I carabinieri del Nas scoprono a Selargius una ditta di trasporti con doppia attività Tra i farmaci anche vaccini di vario tipo in un frigo domestico CAGLIARI. Sono andati a colpo sicuro i Nas di Cagliari dopo una serie di accertamenti coperti da riserbo stretto: giovedì nella zona industriale di Selargius i militari del comando per la tutela della salute hanno trovato una montagna di medicinali stoccati dentro la sede di una ditta che si occupa di trasporti, la «Tra.Re». Nessun dubbio sulla irregolarità della presenza dei medicinali dentro il deposito improvvisato: per custodire i farmaci le norme sono precise, nel locale c'erano anche vaccini. Il blitz s'è concluso col sequestro di quattromila pezzi e con una relazione alla procura della Repubblica. L'ispezione è stata decisa per giovedì pomeriggio. I militari agli ordini del capitano Giovanni De Iorgi si sono presentati nella sede della ditta che ufficialmente non ha scopi sociali ulteriori rispetto al trasporto delle merci. Nella palazzina c'è anche l'abitazione del titolare e proprio qui accanto i carabinieri hanno trovato le medicine. La società può trasportare medicine, ma quel che non può fare assolutamente è tenerle in deposito. Per conservare i farmaci ci sono norme precise, quasi nessuna delle quali viene rispettata se anziché in un deposito di medicinali la merce si trova sistemata nell'ufficio di una società di trasporti. Particolarmente delicata la questione dei vaccini: erano conservati in frigorifero, quindi al freddo, che è necessario, ma il refrigeratore era un normale elettrodomestico da abitazione. Un equivoco è stato chiarito subito: il trasportatore poteva sì far viaggiare i medicinali, ma non stoccarli. Questa è un'attività separata che non può essere abbinata al mero trasporto. Nel primo controllo i carabinieri non hanno trovato prodotti avariati, contraffatti, scaduti o di origine incerta. Ma naturalmente anche questo è un aspetto da approfondire con cura mentre si bolla forse anche sul piano penale il comportamento dell'autotrasportatore che di fatto avrebbe allargato la sua attività senza licenza. I militari hanno sequestrato documenti, certificati di accompagnamento e l'intero stock di farmaci. L'indagine è soltanto cominciata. I carabinieri hanno steso un rapporto per la procura della Repubblica dove si mette in evidenza l'irregolarità della situazione. Il riserbo è stretto, i passi successivi hanno due direzioni: quella di chi ha mandato la merce e quella di chi l'avrebbe dovuta ricevere. La scelta di stoccare medicine nella sede di una ditta di trasporti è stata compiuta altrove? Quella dell'autotrasportatore è di fatto una complicità oppure la regìa è stata orchestrata interamente a Selargius, tra via Edison e via Newton nell'inconsapevolezza dei mittenti e dei destinatari dei farmaci? Anche questo è un aspetto importante su cui lavorare: è una rete quella scoperta dai Nas giovedì pomeriggio o è «soltanto» un affare in più messo in piedi da un piccolo imprenditore deciso a diversificare le proprie attività senza impegnarsi con la burocrazia esigente? Le ispezioni forse non sono finite: tra le carte trovate nell'ufficio c'erano anche le indicazioni per alcuni destinatari probabili, i carabinieri dovranno compiere accertamenti anche su questi, impossibile sapere se si tratti di farmacisti con vendita diretta al pubblico oppure di titolari di depositi autorizzati o altro ancora. Il riserbo è giustificato dal fatto che il blitz ha trovato una situazione irregolare di per sé, ma non è escluso che sia nata per favorire qualcuno o per promuovere un nuovo canale di affari disinvolti di interesse di più persone. In altre parole: difficile che il capannone nella zona industriale dove entrano ed escono mezzi di trasporto sia anche un deposito di medicinali abusivo per una solitaria scelta del titolare. Chi c'è dietro, chi ci sarebbe dovuto stare alla fine del viaggio potrebbero essere le domande che si faranno in procura e che daranno il via ai successivi accertamenti.

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abruzzo, parte la corsa ai fondi ue (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il governatore: trasparenza e informazione sulle procedure Abruzzo, parte la corsa ai fondi Ue Incentivi per 350 milioni Chiodi: vanno spesi tutti Prima riunione della giunta regionale a Palazzo Centi L'AQUILA. Il presidente Giovanni Chiodi ha convocato ieri mattina la giunta a Palazzo Centi per la prima riunione della legislatura. Riunione di due ore, definita «interlocutoria», dunque senza la firma di provvedimenti, che è servita al governatore soprattutto per informare i suoi assessori degli incontri romani avuti con Berlusconi e Sacconi e per fare il punto sul lavoro da avviare nelle prossime settimane. Prima della giunta, Chiodi aveva presentanto la campagna dei fondi europei 2007-2013. «Ci muoveremo all'insegna della trasparenza e della massima informazione» ha detto il presidente della Regione ai rappresentanti delle istituzioni regionali e delle associazioni di categoria, parlando della nuova fase che la Regione Abruzzo vuole avviare nella gestione dei fondi comunitari Por-Fesr, destinati alle imprese e agli investimenti pubblici. I finanziamenti, fino al 2013, ammontano a circa 350 milioni che la Giunta intende utilizzare «fino all'ultimno euro». «Il nostro principale obiettivo», ha detto Chiodi agli imprenditori riuniti a Palazzo Centi, «è dare la massima diffusione del valore e della ricchezza dei fondi strutturali. Lo vogliamo fare tenendo a mente che i nostri interlocutori principali dovranno necessariamente essere le imprese, i cittadini e tutti quelli che in questa regione vorranno creare sviluppo». Il lancio ufficiale dell'intero programma comunitario è previsto il prossimo 5 febbraio, a Pescara. «In quell'occasione», ha chiarito il presidente «spiegheremo quali progetti potranno essere finanziati con il Por-Fesr e tutte le vie della comunicazione che attiveremo per rendere questi progetti aperti a tutti. Vogliamo che nessuno rimanga fuori da un processo di sviluppo decisivo per la crescita dell'Abruzzo». Alla riunione per il lancio del piano di comunicazione del programma erano presenti gli assessori Alfredo Castiglione (Sviluppo economico), Mauro Di Dalmazio (Turismo e Cultura) e Federica Carpineta (Risorse umane e strumentali), i cui assessorati gestiranno gran parte dei progetti. «Il programma Por-Fesr» hanno detto i tre assessori «offre le giuste opportunità alla classe imprenditoriale e sociale dell'Abruzzo; per questo dobbiamo mettere in condizione tutti di accedervi eliminando quanto più burocrazia possibile». (cr.re.)

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AI NOSTRI FRATELLI STRANIERI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-24 num: - pag: 1 autore: di MARGHERITA D'AMICO categoria: REDAZIONALE COMUNITà E ANTICORPI AI NOSTRI FRATELLI STRANIERI C osa vale ripetere di non fare di tutta l'erba un fascio? Si sa bene che l'immigrazione non è fatta solo di avanzi di galera, o prodotti di civiltà tanto arcaiche da essere abituale quanto la nostra avverte come un'assoluta, occasionale distorsione. Non parliamo di banali delinquenze in cui non ci lasciamo surclassare. Parliamo di prendere con brutalità e pari disinvoltura quel che s'incontra e suscita brama: si tratti di scannare un cavallo in mezzo a un campo, o possedere una donna. Non solo, per la verità: pensando ai due ragazzi indiani sequestrati, violentati, torturati e derubati in un casale abbandonato nel marzo scorso. Invece, ed è sotto i nostri occhi ogni giorno, un grandissimo numero di stranieri che abita nel nostro Paese ci dà frequenti lezioni di coraggio e abnegazione. Quei mestieri che ormai noi, disoccupati ma anche abbastanza rammolliti, disdegniamo, loro li svolgono senza fiatare, lavorando sei giorni su sette e con scarse pretese. Senza considerare quanti ragazzi — specialmente gli africani — padroneggiano tre lingue: la propria, l'inglese o il francese, e l'italiano. E giungendo al punto dolente, il rapporto con l'anello debole e forte al tempo stesso della società, ovvero la donna, mentre il romano medio guarda in calzini la partita in tv, alcuni immigrati sono come i soldati, i conquistatori di una volta. Compiono il sacrificio di lasciare a casa spose e figli per poter costruire un futuro di cui forse godranno in pace, un domani, solo minima parte. Oppure anelano, sabotati dalla nostra burocrazia, a complicati ricongiungimenti familiari. C'è un buco tuttavia, un profondo varco fra questi due opposti mondi, che noi ospiti non possiamo colmare da soli. Né nei fatti, naturalmente, né nella loro analisi e percezione. Difficile suggerire come, certo è che la storia offre alcuni — buoni e cattivi — esempi: forse creare un tramite, cercare di intervenire con forza su un aspetto così gravemente dannoso, è una via che la migliore parte in causa, le comunità stimate, coloro che hanno un'immagine da difendere, potrebbero e dovrebbero in qualche modo assumersi.

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<Sgravi fiscali e meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-24 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Commercio e servizi Le proposte per il 2009. Amort: «Il megastore non è più una priorità» «Sgravi fiscali e meno burocrazia» L'Unione: taglio Irap per tutte le imprese e sostegno ai consumi Duzzi: «No ai negozi nelle zone produttive come via Galilei in città» Steger: «Si tutelino meglio i circuiti economici locali» BOLZANO — Rafforzamento del potere d'acquisto per incentivare i consumi, sgravi fiscali alle imprese e incentivi mirati, burocrazia snella, tutela dei circuiti economici locali, aiuti alle famiglie tramite le detrazioni fiscali, formazione continua del personale, divieto di commercio in zone produttive, più spazi al commercio all'ingrosso, crescita equilibrata della grande distribuzione, sviluppo del marketing urbano, regolamentazione dei pubblici esercizi. Sono questi i punti programmatici dell'Unione commercio turismo e servizi, illustrati ieri dal presidente Walter Amort, dal vice Dado Duzzi e dal direttore Dieter Steger. Con quasi 8.500 aziende associate, l'Unione rappresenta un settore con quasi 18mila aziende e 64mila addetti, che rappresenta il 37% del valore aggiunto provinciale. Sono tante le riflessioni e le proposte dell'associazione. A cominciare dal potere d'acquisto «che va urgentemente rafforzato — ha sottolineato il presidente Amort — per incentivare i consumi. Un problema che non riguarda solo i lavoratori, ma anche piccolo imprenditori e imprese familiari che vedono ridurre i fatturati e aumentare i prezzi delle merci. In periodi di crisi, occorre lanciare segnali distensivi all'economia». L'Unione propone di ridurre di un punto percentuale l'Irap a livello provinciale, per tutte le imprese e senza limitazioni, e cancellare l'imposta sui costi di costruzione. Alla Provincia si chiede coraggio nel pretendere «l'autonomia fiscale che permetterebbe un riesame del sistema locale di incentivazione». L'Unione chiede una riforma amministrativa che snellisca la burocrazia («Oggi abbiamo 20mila leggi nazionali, 300 regionali e 1.310 provinciali) e di eliminare i doppioni, ad esempio i controlli dei Nas e delle Asl. «Indispensabile — ha aggiunto il direttore Steger — il sostengo ai circuiti economici locali, ovvero le Pmi il cui 40% dei fatturati rimane in provincia, contro il 5% dei colosso di fuori provincia». E se per le famiglie l'Unione chiede sgravi finanziari attraverso l'adozione dello splitting del reddito familiare, per le imprese si sollecitano incentivi mirati a crescita, innovazione, ambiente e commercio di vicinato, ma anche tempi rapidi nell'erogare i contributi, il rafforzamento delle coop di garanzia, il potenziamento del fondo di rotazione. L'Unione ribadisce il «no al commercio nelle zone agricole e produttive, ad esempio in via Galilei a Bolzano», auspicando la difesa di principi urbanistici che prevedano gli insediamenti dei prestatori di servizi nei centri urbani e residenziali. E ancora campagne mirate per la difesa del commercio al dettaglio aiutate, come ha sottolineato Duzzi, dal marketing urbano e dalla raggiungibilità dei centri urbani. L'associazione auspica anche un nuovo piano della grande distribuzione che preveda 36.270 mq nei prossimi cinque anni, di cui 10mila mq per ampliamenti, il resto per nuove strutture. Il centro commerciale? «La crisi lo ha fatto sparire dal dibattito politico», ha sottolineato Amort. Necessari spazi per il commercio all'ingrosso. Auspicata, infine, una regolamentazione dei pubblici esercizi, visto che «la liberalizzazione non ha abbassato i prezzi ed ha portato un eccessivo turn over delle aziende». Felice Espro

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Il consumo della cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: CULTURA - data: 2009-01-24 num: - pag: 17 categoria: BREVI Il consumo della cultura Pubblichiamo il saggio di Cesare De Michelis che appare sul periodico «Arte In», bimestrale di critica e di informazione delle arti visive, in questi giorni in edicola. di CESARE DE MICHELIS Pressoché unanime è stata la reazione del piccolo mondo dei Sovrintendenti e dei Conservatori di fronte alla proposta del nuovo Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di istituire una nuova Direzione per la Valorizzazione dei Musei, chiamando al Ministero un manager proveniente dalla distribuzione di beni di largo consumo. Affidandosi alle parole di Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, i più si sono preoccupati di sottrarre a ogni possibile «mercificazione » beni e valori che andrebbero soprattutto «tutelati», riaprendo così un confronto e una contrapposizione che si ripetono identici da più di un quarto di secolo. Da un lato resiste, apparentemente immobile, un'idea della cultura e dell'arte - delle sue opere e delle sue testimonianze - che ha radici nell'antica tradizione idealista e sostiene la priorità del valore di bellezza e di conoscenza che è loro proprio, e di conseguenza la necessità di favorirne la fruizione senza ostacoli di natura sociale o economica; discende da qui la gratuità dei servizi bibliotecari, garantita da specifici interventi legislativi, e la politica di contenimento dei prezzi dei biglietti d'accesso ai musei statali o più generalmente pubblici. Dall'altro lato si fa presente che sempre più urgente è la raccolta di ingenti risorse economiche destinate al settore e di rigorosi criteri di scelta per deciderne l'utilizzazione, ed è sempre più straordinaria la crescita della domanda e quindi dei «consumi» culturali, che, in sintonia con la trasformazione radicale dei sistemi informativi e dei processi formativi, rivela approcci nuovi e diversi al mondo dell'arte, nei quali conoscenza e divertimento si mescolano e si confondono, mentre acquistano importanza la novità e l'originalità delle proposte, la loro stessa promozione, cosicché il prezzo è sempre meno sentito come una barriera, ma piuttosto come misura del valore di ciò che si riceve. Di questo nuovo panorama fanno parte le mostre d'arte che hanno conquistato un pubblico anche di svariate centinaia di migliaia di persone ciascuna, le serie editoriali sull'arte diffuse in edicola a partire dagli antichi «Maestri di colore» negli anni sessanta, i concerti e gli spettacoli di massa, i bookshoop museali e più in generale la crescita del turismo nelle città d'arte con quel che ne segue. Non bastasse, l'idea stessa di «bene culturale» si è enormemente estesa nel corso del secondo Novecento, coinvolgendo le cosiddette arti minori, le tradizioni popolari, gli stessi beni naturali, a partire dagli stessi paesaggi, cosicché la tutela è diventata anch'essa sconfinata. Infine lo sviluppo dell'industria culturale e della comunicazione nell'età della globalizzazione ha restituito, accanto al valore storico ed estetico, nuovo e crescente valore economico ai beni culturali, valore quest'ultimo mai chiaramente riconosciuto e forse ancor oggi più potenziale che reale, sufficiente comunque a suggerire metafore, come quella dei «giacimenti culturali », rapidamente diffusesi. Ci voleva l'alibi dello scontro ideologico tra destra e sinistra per ridare apparente legittimità alla polemica contro la mercificazione del-l'arte e alla retorica moralista che la sostiene, giacché indirizzi non diversi da quelli del ministro Bondi caratterizzano in questi stessi anni scelte e comportamenti ormai generalizzati sia in sede locale che in sede internazionale: all'economia dell'arte dedica un'autorevole rivista un gruppo di studiosi di inequivocabile formazione socialista e militanti a sinistra, nel marketing delle mostre, degli spettacoli e degli eventi sono impegnati tutti gli amministratori delle città d'arte, da Torino a Milano, a Venezia, a Firenze, a Roma, a Napoli, i quali si contendono sponsor e mecenati, offrendo loro ogni occasione di visibilità e persino di diretta pubblicità. La scandalizzata reazione di Salvatore Settis e dei suoi sostenitori è apparsa, dunque, come una presa di posizione politica e partitica senza alcun fondamento reale. Tener lontano il mercato dai beni culturali è obiettivo semplicemente e inequivocabilmente «reazionario », nel senso che contraddice tutto quanto si è fatto nel settore a partire dai primi anni ottanta e persino molte delle tesi sostenute in altra sede dallo stesso Settis nel corso del tempo. La valorizzazione del patrimonio artistico nazionale è questione di grande importanza e di straordinaria urgenza più volte affrontata in sede ministeriale, a partire dai tempi del ministero di Alberto Ronchey, ma sempre fermata da una burocrazia impreparata ai nuovi compiti che le toccherebbero; più efficacemente portata avanti nelle sedi comunali, dove le resistenze conservatrici erano più deboli, anche in questo caso, comunque tra mille incertezze e contraddizioni. Com'era prevedibile lo scontro fuori tempo si è chiuso in fretta e la Direzione generale alla Valorizzazione è poi stata varata con l'assenso persino dei suoi oppositori, che si sono accontentati di qualche precisazione a verbale per salvare la faccia. Ora, però, viene il momento delle iniziative e delle scelte, le quali dovranno essere attentamente seguite e discusse, non perché Mario Resca, che ne sarà il responsabile, non ne sia capace, ma perché troppo povera e fragile è l'esperienza finora accumulata sul campo, e, tanto più in questo caso, le teorie vanno prudentemente verificate alla prova dei fatti. In coda L'industria culturale ha visto crescere negli ultimi anni il suo valore economico

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Il grido di dolore delle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-24 - pag: 8 autore: Il grido di dolore delle Pmi Mi permetto di inviare alcuni dati consuntivi relativi a piccole aziende italiane di cui sono amministratore. La redditività aziendale è crollata a partire dal 2001 per diversi fattori (indipendenti dalla gestione), elencati in ordine di importanza: effettivo incremento delle imposte e incidenza delle indeducibilità fiscali; costi delle energie (+40% dal 2003 al 2008 per elettricitàe metano); costo del lavoro (e riduzione da 40 a 37,5 ore settimanali); crisi generalizzata delle aziende manifatturiere che producono in Europa, soprattutto dopo la sconsiderata apertura del laWto alla Cina senza regole e/o reciprocità.Dall'analisi dei dati forniti si deduce inequivocabilmente che per le aziende manifatturiere (operanti nel rispetto delle leggi) non esiste possibilità alcuna di sopravvivenza e sviluppo. Da qui la folle corsa agli investimenti finanziarie immobiliari che hanno condotto all'attuale grave crisi mondiale (che, al solito, sarà pagata non dai responsabili e da coloro che ne hanno tratto vantaggi, ma principalmente da coloro che hanno un'attività produttiva in Italia,non delocalizzata). Conclusioni: non ci sono mai risorse per ridurre un'insopportabile gravame fiscale e normativo sulle piccole aziende, ci sono risorse illimitate per banche, assicurazioni, dipendenti ed enti pubblici e sprechi vari. Guido Zannini Presidente Zincometal Spa E cco riassunti (anche) i termini della "questione settentrionale", che la crisi finanziaria ed economica rischia ora di esasperare. Mettendo in moto, per di più, una catena di risentimento ulteriore sulla disparità di trattamento che lo Stato soccorritore riserverebbe a seconda delle dimensioni, e della conseguente influenza, di chi deve essere soccorso.Visti i tempi,l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una guer-ra tra ricchi e poveri, una contrapposizione tra grandi e piccoli, il radicamento della percezione che lo Stato si fa patrigno. Per sgonfiare questo "fantoccio polemico", lo Stato deve mostrarsi capace di non trascurare la complessità del sistema produttivo italiano, che è anche la sua forza; e di suonare tutti i tasti per renderlo più competitivo: il fisco, certo, ma anche la burocrazia, le infrastrutture, le risorse immateriali. Potrebbe esserequestoilnostroNewDeal. • Allarme corruzione L'Italia occupa un posto ditutto riguardo nella classifica mondiale della corruzione. Siamo ai primi posti per livello di corruzione degli apparati pubblici, come nei peggiori regimi del Terzo mondo. Ma, seguendo le cronache attuali, sembra che alla corruzione non ci sia rimedio. L'unica differenza tra l'Italia e gli altri Paesi industrializzati è che, anche se corrotti, questi almeno hanno dei servizi pubblici efficienti. Quindi anche in Italia abbiamo qualche speranza... Alessandro Romeo e-mail Piccoli Comuni è diventato un ritornello ricorrente "l'abolizione delle Province"; personalmente credo che andrebbero aboliti solo quegli enti che non possono offrire ai cittadini i servizi necessari agli stessi nel modo più efficiente ed efficace possibile. Perché non si pensa di abolire quei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti e, magari, vicini tra di loro, che sicuramente non riescono ad offrire autonomamente ed economicamente servizi quali quelli di nettezza urbana, polizia urbana, eccetera? Prova ne è che alcuni Comuni si sono dovuti consorziare per offrire tali servizi in maniera più economica. In alcune parti d'Italia basta passeggiare a piedi per dieci minuti per attraversare due o tre Comuni piccolissimi la cui esistenzaè finalizzata al mantenimento di un Consiglio comunale, di una Giunta e di alcuni impiegati. Tale proposta rientrerebbe sicuramente tra quelle riforme strutturali che assicurerebbero vantaggi economici anche alle generazioni future. Credo che manchi solo il coraggio per una tale riforma. Alfredo De Laurentis Modena

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