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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Confcommercio:
Snellire la burocrazia ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Snellire la
burocrazia» Carpi. Critiche rivolte allo sportello unico per le imprese CARPI.
Lo chiamano sportello unico per le imprese ed è un servizio alle aziende, un
ufficio comunale dove chi ha un'attività può rivolgersi per il disbrigo delle
incombenze amministrative che sono a carico delle aziende: autorizzazioni,
via
adige, lavori ai tombini ( da "Centro, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le condizioni
di degrado della strada che si allaga ogni volta che piove perché i tombini
sono a dispersione e senza conduttura, la burocrazia del Comune ha accelerato
la sua marcia: il 25 maggio, con la determina dirigenziale numero 400, è stato
approvato il progetto esecutivo. Il 2 giugno è scaduto il termine per la
presentazione delle offerte al bando di gara varato dal Comune.
marcegaglia:
"il voto è chiaro è necessario fare le riforme"
( da "Repubblica,
La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
leader degli
industriali sono la semplificazione della burocrazia e le liberalizzazioni.
«Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sulla
burocrazia», spiega il presidente di Confindustria. Sul tema delle
liberalizzazioni dice che «questo governo ha fatto addirittura dei passi
indietro», chiedendo anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e
scuola.
rispettati
tutti gli impegni ( da "Tirreno, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sia a livello
locale che nazionale - sarà quella di «garantire i servizi pubblici,
semplificare la burocrazia, e soprattutto salvaguardare le istituzioni,
superando scontri politici a volte troppo aspri, che fanno male alla società. A
volte lo scenario politico è troppo ossessionato dall'aspetto mediatico
piuttosto che interessato ai contenuti».
Revisionismo,
consigli per gli "acquisti"
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie,
delle istituzioni, dei gruppi economici; e l'opera di rinnovamento, si
trasforma in un rafforzamento del vecchio. I portaborse diventano leader, i
travet massimi dirigenti, le nuove leve mostrano tutti i loro limiti.
Ricordiamoci che la demonizzazione della Prima repubblica, ha creato
un'effimera "rendita" per tante persone senza qualità e ha impedito
un autentico rinnovamento
Marcegaglia:
i socialisti non hanno letto la crisi
( da "Riformista,
Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
indicati dal
presidente di Confindustria sono la semplificazione della burocrazia e le
liberalizzazioni: «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e
Brunetta sulla burocrazia», ma sul tema delle liberalizzazioni «questo Governo
ha fatto addirittura dei passi indietro», ha concluso Marcegaglia chiedendo
anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola.
"finito
il modello dell'uomo solo al comando" - brunella torresin
( da "Repubblica,
La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La buona
politica è restaurare pratiche che travalichino la burocrazia. La buona
amministrazione è quella che rammenda il tessuto sociale logorato. Nella realtà
è una richiesta molto concreta». Delbono le sembra la persona giusta? «Niente
di personale, per carità, ma io non credo più alla persona, né al capo, né al
leader carismatico.
Che
delusione per l'Europa il nuovo inizio di Obama
( da "Milano
Finanza (MF)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza le
mediazioni della burocrazia di Bruxelles e tanto meno di una Commissione che la
faccia da padrona. L'ingresso della Turchia nell'Unione avrebbe solo
conseguenze negative: la snaturerebbe, comprometterebbe il disegno complessivo
di una grande Unione Euromediterranea, allontanerebbe dall'Europa proprio i
Paesi che hanno i più antichi,
Da
Ineos a Basell i freni alle imprese
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ottusa
burocrazia si degna, non quando la politica s'impiccia di industria, non quando
qualcuno inventa una normativa nuova. è il caso di Marghera e della vicenda
dell'Ineos rilevata dall'imprenditore trevisano Fiorenzo Sartor, accolto come
salvatore dai politici veneziani, e condannata alla chiusura prima ancora di
essere acquisita.
Una
governance per la ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non per
insufficienza di risorse ma per burocrazia, inefficienza o per mancanza di
regolamenti. In tal modo si rischia di penalizzare proprio le imprese più
virtuose, e sono tante, che hanno creduto nella ricerca, nel ruolo dello Stato,
e si sono fatte anticipare i quattrini del finanziamento dalle banche e ora
sono in difficoltà perché gli istituti di credito chiudono i rubinetti.
IL
CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Aspetteremo
il lungo corso della burocrazia. Ma sono amareggiato per questa vicenda. Se ci
fosse stato un po' di aiuto da parte degli uffici comunali, e se noi avessimo
accelerato i tempi nella documentazione, oggi avremmo aperto», è lo sfogo di
Valentini. Nei prossimi giorni i vertici del Mercatone Uno comunicheranno
quando potrà aprire il nuovo punto vendita di Rimini.
La
democrazia non è soltanto espressione della volontà politica, ma ne costituisce
certamente un aspetto significativo.
( da "Tempo,
Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sulla pelle
dell'Europa, infatti, sono cresciute le burocrazie continentali, si sono
affastellate le ragioni dell'economia e della finanza, si sono stratificati i
bisogni dei mercati con il risultato che la sua fisionomia è venuta fuori
alterata, irriconoscibile, estranea allo spirito dei popoli che la
costituiscono.
Livinallongo
e Cortina: l'Svp fa il pieno ( da "Corriere Alto Adige"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il presidente
della casta e della burocrazia. Siamo molto soddisfatti per l'esito locale
delle elezioni: significa che la nostra gente guarda già dall'altra parte del
confine ed è pronta ad attraversarlo. In fondo, si tratta di una conferma dei
referenda, che hanno sancito il desiderio degli abitanti di passare al Trentino
Alto Adige.
E
il sindaco annuncia ristrutturazioni libere
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
È stato così
applicato un protocollo d'emergenza che snellisce la burocrazia. Una operazione
che però vale solo per interventi minori, non per ricostruire integralmente la
propria abitazione. L'altra questione da affrontare è stata quella della
copertura assicurativa per quanto accaduto. Ci sono infatti case e attività
produttive demolite.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia, liberalizzazioni, ambiente e ricerca ». «Siamo a giugno ha ammonito
Marcegaglia , la crisi è iniziata a ottobre ma di cose concrete nella vita
quotidiana delle aziende non c'è quasi niente: non possiamo più aspettare».
L'invito Il fondo di Washington invita la Bce a mantenere una politica di tassi
bassi e nel caso ad abbassarli ancora Angel Gurria Giancarlo Radice
Una
pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di
lavoro, affari, ... ( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martedì 09
Giugno 2009 Chiudi Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva
per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il
pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera
fortuna.
L'Europa
viaggia sempre più a destra. E' un verdetto quasi unanime, e anche d...
( da "Messaggero,
Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ed è vista
come un gigante della burocrazia. Con le direttive europee si potrebbe fare un
gigantesco libro di ottantamila pagine, pieno delle più bizzarre pretese. Il
record di astensioni (il 57% degli aventi diritto) è l'indicatore più evidente
di una disaffezione, sul quale pesa la molto scarsa partecipazione dei paesi
dell'Est (in Slovacchia ha votato solo il 19%
MILANO
Dopo le elezioni europee, è arrivato il momento di accelerare sulle grandi
riform... ( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
semplificazione della burocrazia e delle liberalizzazioni su cui c'è ancora
molto da fare». «Da ottobre - ha aggiunto il presidente di Confindustria -
quando è iniziata la crisi, ad oggi di concreto per le imprese non c'è stato
nulla. Non possiamo attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere».
Di
Lega e di governo ( da "Foglio, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle
burocrazie”, sarebbe stato perfettamente interscambiabile con un Beppe Pisanu o
con uno qualunque dei suoi predecessori. Il militante euroscettico, nemico di
Bruxelles, in passato critico dell?euro, convive ormai senza strattoni con lo
statista, ministro di un governo che nonostante le accuse di eurofreddezza e
persino di xenofobia che gli piovono addosso fa parte dell?
Turismo,
a rischio 40 mln di ricavi ( da "Brescia Oggi"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il nostro
obiettivo è quello di rendere effettivo l'utilizzo di queste somme con tempi
veloci, condizioni agevolate, meno burocrazia e costi ridotti». Un obiettivo
condiviso dal presidente di Confesercenti Piergiorgio Piccioli che ha
rilanciato: «Dopo aver fronteggiato la situazione di emergenza è necessario
intervenire per rilanciare definitavamente il settore.
13:11
INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO
( da "Agi"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiedere ad
una impresa di impegnarsi in progetti europei quando poi e' la burocrazia
stessa che uccide l'iniziativa?" Bracco ha poi ribadito il monito del
presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. "Dobbiamo uscire - ha
detto l'industriale - dall' immobilismo degli ultimi anni. La priorita' e'
rimettere in moto la politica del Paese su R&I.
MARIAMICHELA
FORMISANO SILVESTRO MONTANARO GLI UFFICI DEL RETTORATO DELLA SECONDA
UNIVERSI... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia. «Dopo il Rettorato nel capoluogo - riflette Sarnelli - diventa
relativamente più semplice anche la questione di una denominazione dell'Ateneo
più adeguata, rappresentativa e giusta nei confronti della città che la
ospita». Una svolta tanto attesa, che sembrava però prossima anche al tempo
dell'Amministrazione comunale Bulzoni che annoverava tra gli assessori sia l'
FONDO
CINESE INTERESSATO AD ENEL ( da "Trend-online"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come il
mantenimento dei posti di lavoro, il mantenere in Italia i marchi e precisi
impegni anti contraffazione". Urso ha concluso che "in cambio i
cinesi chiedono che gli sia dia una mano per districarsi nella burocrazia
italiana che pare sia troppo complessa anche per loro. A dargli una mano
dovrebbe essere Invitalia".
Provincia,
ballottaggio sul filo del rasoio ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riducendo la
burocrazia, accelerando le pratiche, facendo marciare l'imprenditoria a ritmi
serrati, al passo con i bisogni dell'economia. Si chiuderanno enti inutili come
il Consorzio per lo Sviluppo, il Censer, Polesine Innovazione (braccio
operativo della Camera di commercio) e magari saranno ampliate le deleghe e il
numero di assessori,
Trieste
NOSTRO INVIATO Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà...
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
confronti
della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa
che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in
Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle
preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce
dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini»
La
Lega: Ora Tondo dovrà ascoltarci di più
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
confronti
della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa
che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in
Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle
preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce
dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini»
Una
pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di
lavoro, affari, relaz... ( da "Gazzettino, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martedì 9
Giugno 2009, Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli
incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il
pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera
fortuna.
A
Vallà non si aspetta per ricostruire. Ieri erano parecchie le impalcature con i
muratori al l... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
obbiettivo è
comunque quello di intervenire immediatamente per la ricostruzione, attivando
procedure semplificate e snellendo la burocrazia per gli interventi dei
cittadini». Ora sono 12 i nuclei famigliari sfollati che non hanno avuto la
possibilità di stare da parenti. Sono stati messi a disposizione alcuni
appartamenti sfitti ed una decina di persone è ospitata in albergo.
Ue,
Socialismosenza popolo ( da "Sicilia, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'Europa non
può vivere solo di burocrazia, ha bisogno di un ceto politico all'altezza delle
sfide del momento, che vanno dalla crisi economica mondiale al superamento
delle disparità di sviluppo all'interno dell'Ue, dal ruolo geopolitico del
Vecchio Continente alla politica estera comune.
Gay
Pride, via libera dopo i divieti e potrebbe esserci un carro "Noemi"
( da "Repubblica.it"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
obiettivo
fosse quello di indebolire la manifestazione con la burocrazia e le carte da
bollo". Un indebolimento che, però, non c'è stato, almeno secondo la
Praitano, che ha ricevuto moltissime richieste di informazioni sulla sfilata.
"La gente, non solo gay, ci ha chiamato, ci ha scritto e-mail, per avere
informazioni - racconta - Il sito dell'evento ha crashato per eccesso di
contatti.
Cirielli
pensa già alla sua Giunta; Carfagna: "A Salerno il termovalorizzatore si
farà" ( da "Salerno notizie"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Voglio una
burocrazia efficiente e trasparente. A tal proposito - ha annunciato Cirielli -
sto già mettendo a punto un protocollo d'intesa da sottoscrivere con il
ministro Brunetta, affinché anche per il nostro Ente possa essere attuata un
rinnovamento sotto l'aspetto delle tecnologie".
Marcegaglia:
basta gossip Parliamo di cose serie
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazie».
L'attenzione torna poi all'Italia. In piena sintonia con il segretario generale
della Cisl Raffaele Bonanni (al quale poi chiederà di essere alleato sul
percorso delle riforme della pubblica amministrazione, delle pensioni, sulla
semplificazione, sulle liberalizzazioni e sulla riduzione graduale dell'Irap)
la Marcegaglia affronta i temi della liquidità e del credito
San
Donaton Motivo del contendere la manutenzione della piazza, che passerà al
comune solo alla fine di ottobre ( da "Cittadino, Il"
del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
parentesi in
cui la burocrazia era ormai pronta a lasciare libero campo ad una nuova
regolamentazione che prometteva rilancio, la missiva inviata recentemente dal
comune e affissa nelle portinerie, ha scatenato dissensi e punti interrogativi.
Mentre quindi gli amministratori condominiali, si stanno riunendo nel tentativo
di fare fronte a quella che viene definita come emergenza,
Mara:
adesso si cambia pagina ( da "Citta' di Salerno, La"
del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cirielli
pronto a imporre la svolta anche nelle societá partecipate Intesa con Brunetta
per una vigilanza sulla burocrazia DI CLEMY DE MAIO " salerno. La festa e
la sfida.Corre su questo binomio il saluto che il ministro Mara Carfagna ha
tributato ieri mattina, nella sede salernitana del Pdl, all'elezione di Edmondo
Cirielli alla presidenza della Provincia.
Fotovoltaico:
investire subito per risparmiare nel tempo
( da "Stampa,
La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non si sa che
gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la
burocrazia si è alleggerita» fa notare il titolare della «Skema». Le modalità
di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite
da un decreto ministeriale del 2007: «La tariffa riconosciuta si applica
all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni».
L'Autonomia
aiuta la produttività ( da "Alto Adige"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. Anche nella classifica per regioni, il
primo posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle
d'Aosta,
Fa
causa al ministero per la cittadinanza
( da "Trentino"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
italiana TRENTO. Con un atto di citazione dedicato a Rino Zandonai - il
direttore della Trentini nel mondo disperso nell'incidente del volo Air France
- una donna brasiliana di origini trentine Mazza (nome) Passamani De Sabata
Bruno (cognome) ha deciso di chiamare in giudizio il ministero dell'Interno per
vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere la cittadinanza
Meinhard
Mr. President ( da "Alto Adige"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
collezionista
di grammofoni e padre fondatore dell'associazione artistica KallmÜnz, lotta
contro i mulini della burocrazia, firma contratti e documenti di portata ignota
e mette generosamente a disposizione la sua casa e il suo giardino. Per
organizzare riunioni nel suo castello, la prima operazione che gli tocca è
ripulire i tavoli da Castelli di Lego
L'Unione
ha presentato i risultati dell'indagine sull'impatto della crisi nei primi
quattro mesi e sulle prospettive per fine 2009
( da "Cittadino,
Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono la
semplificazione della burocrazia, la riduzione delle tasse, quella dei tassi
delle banche e quella formazione che Ferrari porrebbe invece al primo posto.
Nel frattempo, dietro a un 64 per cento impegnato a vario titolo tra comprimere
spese, costi e ordini, a indebitasi o a dilazionare il pagamento delle
forniture, si apre uno spiraglio di ottimismo:
Bolzano,
città ideale per le imprese L'artigianato arranca invece al Sud
( da "Cittadino,
Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture.Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio
Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività
imprenditoriale vede al sesto posto Prato,
San
Donaton Gli utenti del centro di via della Chiesa si lamentano:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mostrano
delusi dalle lungaggini della burocrazia. In particolare, c'è un signore
novantenne, che lamenta: «Non è possibile che nessuno intervenga, io, così come
altri, non riesco ad andare su e giu per le scale». Vista la fascia di
cittadinanza che frequenta il complesso, dove si concentra un ventaglio di
proposte di aggregazione, il doppio guasto sta veramente dando filo da torcere.
Bolzano
città italiana ideale per creare e sviluppare un'impresa
( da "Finanza
e Mercati" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e la qualità e la quantità di infrastrutture. Analogo
procedimento è stato utilizzato per stilare una classifica delle regioni: in
questo caso il primo posto va al Trentino Alto-
I
Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi
( da "Arena,
L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia nelle
risposte» Rafforzare la collaborazione tra i consorzi fidi e il mondo bancario
per il bene delle Pmi, piccole e medie imprese. Molto è stato fatto, molto
resta ancora da fare. È questo in sintesi il messaggio emerso del primo Confidi
Day del Banco Popolare che ieri ha radunato nell'auditorium di Viale delle
Nazioni a Verona molti rappresentanti delle associazioni
la
lega detta l'agenda alla giunta: crisi, fiscalità, burocrazia e friulano
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
friulano UDINE. Riordino degli enti locali, semplificazione burocratica
dell'accesso ai fondi destinati dalla Regione all'industria per fronteggiare la
crisi economica, fiscalità di confine agevolata e attenzione per la lingua e la
cultura friulana: sono queste - secondo Pietro Fontanini,
lega
abruzzo a pontida alla festa dei fratelli maggiori
( da "Centro,
Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Persone che
fanno più che parlare e che sanno comprendere le esigenze della gente. Creano
attenzione le campagne politiche fatte sulla sicurezza, sul contrasto
dell'immigrazione e la difesa delle piccole imprese soffocate dalla burocrazia
sia italiana che europea». (m.p.)
flop
della differenziata: denuncia in tre procure
( da "Repubblica,
La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una storia
paradossale di cattiva burocrazia: la differenziata va, ma non c´è chi autorizzi
l´impianto a proseguire. «è l´unico impianto pubblico, capite? Sono concorrente
tra i privati che gestiscono tutto. Vorrei vederci chiaro. Vi sono regole
ferree e tariffe bloccate invece per le discariche e gli altri impianti, solo
dove c´è Bertolaso con l´Esercito fila tutto liscio»
ecologia,
lezione del "guru" di obama: fvg apripista nell'economia verde
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono
rappresentati dall'eccessiva burocrazia in materia di energie rinnovabili,
mentre bisognerebbe trovare un giusto equilibrio tra la produzione di energia e
l'attenzione non solo all'ambiente, ma anche alle tasche dei consumatori. «È
indispensabile - ha aggiunto - una revisione del piano energetico regionale».
faa-melis,
ballottaggio all'ultimo voto - roberto paracchini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
università
dovrà avere una burocrazia efficiente per le nuove sfide. Ed entrambi sono
consapevoli di rappresentare una svolta epocale. Come dire che dopo la
monarchia di 18 anni di governo (più o meno costituzionale) del Magnifico
uscente Pasquale Mistretta, si passerà alla Repubblica con la possibilità di un
mandato di quattro anni,
ROMA
- Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare
impresa ( da "Adige, L'"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Concorrenza
sleale del sommerso, Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile,
Legalità e conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale
sociale del territorio e Infrastrutture. Pressione fiscale. Le prime tre
province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano,
Trento e Aosta.
MATTIA
ECCHELI POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che,
sotto la polvere, si intuisce di un verde inquietante
( da "Adige,
L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno stato
sprovveduto diretto da una burocrazia impreparata (qualcuno azzarda anche
corrotta) si è venduto tutto. E le terre si sono prosciugate. Parla Victor, che
oggi si è riscoperto agricoltore e dirige la cooperativa locale Marpog Agro (
una
coppia si sposa all'ospedale ultima cerimonia per l'ex sindaco
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il singolare
episodio è avvenuto il giorno dopo le elezioni in una dimensione di interregno
tanto che non era chiaro se Cappuzzo potesse celebrare le nozze. Gli sposi però
avevano fretta e per una volta il buon senso ha avuto la meglio sulla
burocrazia e così alle 12.30 Cappuzzo si è recato in ospedale è ha celebrato il
rito. (m.mi.)
lacuna
coil, da quarto oggiaro alla conquista dell'america - luigi bolognini
( da "Repubblica,
La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oppressi
dalla burocrazia, dall´assenza di fondi, alla mentalità provinciale. La famosa
fuga di cervelli, insomma, che in questo caso è fuga di ugola, di talento
musicale. Col paradossale risultato che i milanesi Lacuna Coil domenica a Rock
In Idro, faranno la loro sola data del
il
comitato scientifico del museo punta il dito sul nuovo allestimento - marina
paglieri ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ordinario di
Egittologia al Cairo al secondo mandato torinese, che si stupisce della
burocrazia italiana e delle sue lungaggini. Per il resto si associa a Satzinger
nell´apprezzamento del nuovo progetto espositivo. «Seguo l´allestimento da 5
anni, hanno seguito i miei suggerimenti. Sono soddisfatto, anche se tutto è
tropo lento».
Gli
oneri del mattone 300 euro al metro
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
7 Gli oneri
del mattone 300 euro al metro L'edilizia fra burocrazia e crisi COLLEGIO
COSTRUTTORI La crisi si fa sentire, ma a Rimini il settore resiste meglio che
altrove UN 2008 da dimenticare per le imprese edili e il mercato immobiliare
riminese. In calo il fatturato, in calo gli addetti e il numero delle imprese.
Confartigianato:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività
imprenditoriale vede al 6°
(
da "Libertà"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
è come quella dei comuni grandi, ma va svolta con molto personale in meno. Il
sindaco deve essere quello che dà una mano. Non sono andata con l'idea di
governare, ma di rimboccarmi le maniche e mettermi al lavoro. Spero che le
polemiche che hanno caratterizzato la campagna elettorale siano finite e che
anche l'
Cantalice,
Poggio Bustone, Greccio e Labro nel segno della continuità, Colli sul Velino...
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
durante la
quale non si è riusciti a contrastare lo spopolamento e l'impoverimento delle
risorse, è giunto il momento di cambiare - afferma Micanti - le priorità:
l'ambiente, il potenziamento dei servizi sociali, il nuovo piano casa, il
progetto Colli-giovani, le infrastrutture, lo snellimento della burocrazia e la
valorizzazione delle risorse locali».
Un
nuovo sistema feudale con al centro la Lega
( da "Riformista,
Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Allora le
burocrazie del bipartitismo (Pd e Pdl) si accorgeranno che è cominciato un
nuovo ciclo politico che richiede uno sbocco nazionale alle politiche
territoriali. Oggi la Lega condiziona Berlusconi nel governo locale del Nord e
nel governo nazionale, ma non è questa la sua vera vittoria politica.
Udine,
il grande orecchio della forestale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
«Eppure- continua Saro- in pochissimi sapevano di questo centro che ha
intercettato non si sa chi, per quanto tempo e soprattutto a quale scopo».
Ufficialmente il Noava avrebbe dovuto essere composto da una decina di persone
che, su delega della magistratura, avrebbero potuto svolgere indagini a tutela
del patrimonio boschivo e avrebbe potuto anche effettuare intercettazioni
Il
Comune di Subiaco approva il bilancio 2009 ed è stangata sul trasporto
scolastico. A... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
dell'ente, le scarse capacità di enti come Regione e Provincia a collaborare,
si sceglie ilrinnovamento - dice il sindaco, Pierluigi Angelucci - in un
momento di forte criticità generale, il Comune approva una manovra dove
contiene la spesa corrente ai livelli del 2002 e riduce al minimo il piano
degli investimenti»
P.S.GIORGIO
- Hanno dormito sul marciapiede, incatenati al cantiere dove sono in corso i
lavori di r... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
continuano
senza sosta la loro protesta contro quelli che hanno definito i «lacci della
burocrazia», che impedirebbero di riaprire lo chalet a meno che non si
abbattano le opere ritenute non conformi. Intanto in 60 aspettano di tornare a
lavorare per la stagione estiva. Da un paio di giorni i due uomini non toccano
cibo e da ieri sera hanno iniziato anche lo sciopero della sete.
I
Sei mai riuniti: indennità pagata
( da "Corriere
Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Paradossi
della burocrazia. Ieri il Consiglio provinciale ha affrontato l'esame
dell'assestamento del bilancio di previsione del Consiglio stesso per l'anno
finanziario in corso. La consigliera Eva Klotz ha poi fatto riferimento
all'aumento del capitolo per le indennità dei componenti della Commissione dei
6: «Se il governo non farà funzionare le commissioni,
Südtirol
provincia ideale per chi vuole fare impresa
( da "Corriere
Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
concorrenza
sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile,
legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale
sociale del territorio e infrastrutture. Per gli indicatori relativi alla
pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle autonome:
Bolzano, Trento e Aosta.
Indagine
Confartigianato, clima favorevole per le imprese
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In
particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato
del lavoro, la pressione fiscale, sommerso, burocrazia, il credito, i tempi
della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, i servizi, il capitale
sociale del territorio e le infrastrutture.
Fare
impresa? E' più facile in Alto Adige e in Emilia
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività
imprenditoriale vede al 6°
Corsa
al rettorato, boom di elettori ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una vita
universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione
della didattica e della ricerca. Rinunciando a ogni eventuale indennità di
carica. Le operazioni di voto, così come lo scrutinio, si svolgeranno mediante
il sistema telematico, con l'utilizzo di postazioni informatiche, permettendo,
in questo modo, di avere i risultati praticamente in tempo reale.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Più controlli
degli enti locali e meno burocrazia» FRONDUTI (PDL) PERUGIA IL CONSIGLIERE
regionale del Pdl Armando Fronduti (nella foto), in quanto membro della II
Commissione consiliare e presidente di Confedilizia Umbria, si mostra
soddisfatto delle decisione di stralciare dalla discussione sul Piano Casa la
parte relativa a premialità, perequazioni e compensazioni:
I
giovani assistiti sono quattordici Ecco la commissione
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I tempi della
burocrazia non vanno infatti d'accordo con l'urgenza dell'assistenza per chi
altrimenti non potrebbe studiare. Ad ogni modo il servizio si sta consolidando.
E' già stato approntato il sistema che permette, con una sala attrezzata a
Economia, l'accesso alle biblioteche di facoltà.
nella
contesa tra cognati pezzin prevale su barzan
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
avrei cercato
di portare in Provincia il mio sogno: semplificare la burocrazia, tagliando
dove è possibile. A Vajont abbiamo ridotto spese e intoppi amministrativi
creando la bolletta unica. Sarebbe stato bello portare questa esperienza a
livello più ampio. Con Luciano i rapporti sono ottimi e anzi mi sono subito
complimentato con lui quando ho appreso la notizia».
"Siamo
ostaggio di gruppi e correnti"">Dalla Chiesa sferza il Pd in crisi
"Siamo ostaggio di gruppi e correnti" pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
apra al mondo
delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della
burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che
provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di
rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del
Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita
politica".
Confartigianato:
Guerrini, burocrazia pesa per 15 mld
( da "KataWebFinanza"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
pesa per 15 mld (Teleborsa) - Roma, 11 giu - "Bisogna proseguire con forza
ed efficacia nel processo di semplificazione normativa. Tagliare quegli oneri
burocratici che pesano per 15 miliardi di euro all'anno, pari ad 1 punto di
Pil, due terzi dei quali gravano sulle micro-imprese fino a 9 addetti".
I
Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi
( da "Arena.it,
L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha
sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia e un accorciamento dei tempi
tecnici tra la presentazione della domanda e la risposta della banca, specie in
un momento in cui le piccole e media imprese hanno voce meno forte delle
grandi, meno marginalità e meno flussi di cassa per ammortizzare l'indebitamento».
FARE
IMPRESA? A SALERNO è DIFFICILE, TUTTA COLPA DELL'ELEVATA PRESSIONE FISCALE E
DELLE CA... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. E se Salerno, in questo ambito, occupa una
posizione intermedia nella classifica italiana (anche migliore di altre realtà
campane come Caserta e Napoli)
AMMORTIZZATORI
IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI DELL'EX IXFIN,
SENZA... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
deroga ancora
fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da sei
mesi, è sempre più un dramma, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine
pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di
Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando
sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'
ENZO
MULIERI AMMORTIZZATORI IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI
DELL’... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fermati dalla
burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da circa sei mesi, è
sempre più un dramma sociale, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine
pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di
Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando
sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'
CASERTA
è LA NOVANTAQUATTRESIMA PROVINCIA PER LE CONDIZIONI ESISTENTI DI FARE IMPRESA.
È Q... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della
giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi
pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.
Bolzano è risultata la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori
per fare impresa.
Un
traliccio contestato "frena" il radiotaxi vicentino
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tassisti
vicentini si stanno perdendo nel labirinto della burocrazia. Colpa di un traliccio
e di un'autorizzazione che non si sapeva se dovesse arrivare dalla Provincia o
dal Comune. Il caso nasce dalla convivenza nello stesso complesso di Laghetto,
tra via lago d'Iseo e via lago di Levico, di varie realtà: la sede staccata
dell'Istituto Montagna, la Circoscrizione 5,
Il
Pd del Nord affila le armi contro i big romani pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
apra al mondo
delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della
burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che
provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di
rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del Pd.
Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita
politica".
Fiera
di Milano, Fipe: a Tuttofood di scena il "Fuoricasa"
( da "Sestopotere.com"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La sezione
dei convegni si chiude con venerdì, quando alla presenza dei rappresentanti
delle istituzioni europee si discuterà sugli eccessi di burocrazia come
minaccia per la biodiversità in cucina e sul regolamento europeo di
etichettatura degli ingredienti dei piatti al Ristorante. Fonte:
Confcommercio.it
La
Regione ( da "Sicilia, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia, di nomine e commissariamenti, il Movimento di Lombardo ha
registrato un calo dell'8,5%. A questo punto cantar vittoria ha soltanto il
sapore di un tentativo di ritrovar credito per cercare di battere altre strade,
visto che i rapporti con Pdl e Udc sono ormai ai minimi storici e la Sicilia è
davvero ingovernabile da Lombardo e dalla sua ex maggioranza.
La
Sicilia modello di tolleranza ( da "Sicilia, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
occupata da
truppe bizantine e da una burocrazia attenta (e forse pletorica). Questo
sistema rimase in piedi nel succedersi delle amministrazioni come rimase
immutata l'organizzazione spirituale che faceva capo agli ordini monastici
greci che mantennero viva la tradizione culturale di Costantinopoli anche dopo
che la capitale fu occupata dai Turchi iniziando i rapporti politici dell'
P.A.:BRUNETTA,
ACI E INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA
( da "Prima
Comunicazione" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per eliminare
carta e burocrazia nel dialogo tra cittadini e pubblica amministrazione,
debutterà "da settembre in via sperimentale, parte con Inps e Aci".
Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, indicando al
forum delle telecomunicazioni organizzato da Business International che
"poi da gennaio partirà la posta elettronica certificata universale,
Proroga
per l'impianto di ValloScalo Evitato lo stop alla raccolta dei rifiuti
( da "Citta'
di Salerno, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nei mesi
scorsi Signorelli ha presentato un esposto alla Procura di Napoli per un
contenzioso sorto con un privato presso cui veniva conferita una parte dei
rifiuti. «Posso capire che dei problemi vengano sollevati dai privati che
stanno sul mercato, ma il nostro è un impianto pubblico non sono comprensibili
gli ostacoli che derivano dalla burocrazia». (r. m.)
Caro
signor funzionario, non far chiudere la nostra scuola perché... Iniziano così
i... ( da "Stampa, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche di
una burocrazie che non tiene conto dei casi particolari. «Il provveditorato ha
assegnato due classi per 50 alunni - conferma la responsabile del Don Milani,
Anna Maria Tudisco -. Paradossalmente siamo stati costretti a rifiutare le
ulteriori richieste: così si gettano le basi per il declino di una scuola
pubblica d'eccellenza»
Un
abbonamento ferroviario inutile ( da "Stampa, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mondo del
volontariato e volevo raccontare un episodio accaduto domenica scorsa ai seggi
per denunciare la burocrazia e la freddezza della legge che, nonostante la
buona volontà di tante persone, ha rischiato di non far votare una pensionata
ottantenne invalida al seggio della Rusca. Ero rappresentante di partito e a un
certo punto, verso le 15, si è presentata la signora Maria.
demolite
tutti gli abusi edilizi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per i timori
di alcuni amministratori, un po' per la burocrazia, un po' per la lentezza
della giustizia, sinora si era concluso tutto con un nulla di fatto. Qualche
giorno fa, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decide invece di
metterci mano, rispolverare una montagna di carte, prendere in mano quelle
sentenze.
No
al commercio abusivo ( da "Provincia Pavese, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia per chi lavora «legalmente», sottoinea Iurilli. Con un punto di
partenza da sfruttare: il Distretto urbano del commercio, «una scommessa vinta
dalla precedente amministrazione che si è aggiudicata il progetto della
Regione». E visto che si sta discutendo sugli assessori chiediamo di non
ripetere le esperienze passate:
Aiuti
alle imprese arrivano 9 milioni ( da "Arena, L'"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più rapidità
e meno burocrazia nelle risposte del credito alle imprese». La crisi infatti è
lunga e se ne andrà lentamente. «Non è vero che la crisi è già passata»,
afferma Ferdinando Albini, vicepresidente dell'ente camerale e presidente degli
artigiani, «il momento più duro sarà proprio tra settembre e dicembre, mentre
la ripresa è prevista nella primavera del 2010»
"quando
ci dicevano fate auto scadenti" - sergio marchionne*
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sulla via del
fallimento che produceva auto di bassa qualità e che era afflitto da una
burocrazia senza fine. Ma la maggior parte delle persone in grado di
ricostruire la Fiat erano lì da sempre. Attraverso un duro lavoro e scelte
difficili, abbiamo trasformato la Fiat in una società che produce utile e che
produce alcune delle più famose, affidabili ed ecologiche auto del mondo.
tutti
democraticamente stremati in attesa delle torte e dei verdetti - raffaella
paisio ( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci si
scambiano file e invettive contro la burocrazia, si sospira. Ciascuno osserva
il proprio anno: successi e delusioni. Poi la campanella dell´inizio: tutti in
classe. Gli studenti dell´ultimo anno arrivano col passo felpato di chi non ha
più nulla da dimostrare. Elargiscono battute colte: "Sembra la Russia fine
800, prof?
energia
e carbosulcis c'è il no di tremonti
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conflitto di
alte burocrazie ministeriali. Chi ci va di mezzo sono i settori dell'economia
reale del Paese ed i lavoratori». Una delle modifiche richieste, è la
cancellazione della norma (articolo 38, comma 4, lettera b) che riguarda la
proroga dei termini per la gara di concessione della gestione integrata
miniera/centrale elettrica/stoccaggio anidride carbonica della Carbosulcis.
imprese
e qualità della vita roma al 63esimo posto su 103 città
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lo studio è
stato realizzato prendendo in esame 39 indicatori che vanno dalla densità
imprenditoriale alla pressione fiscale, dalla concorrenza sleale del sommerso,
dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito, alla burocrazia e ai
tempi della giustizia civile.
abbandonato
lo studiolo del pordenone ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Visitarlo
resta un'utopia BUROCRAZIA di ENRI LISETTO A Palazzo del Pordenone, meglio conosciuto
come "Studiolo del Pordenone" i lavori di restauro sono fermi ormai
da un anno. E una data precisa di ripresa degli interventi non c'è, anche se i
finanziamenti sono già stanziati.
liste
d'attesa, stop alle visite private - laura asnaghi
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e più appropriatezza. Infine, dal 1° ottobre scatta l´obbligo del
quesito diagnostico su tutte le ricette. In pratica, il medico dovrà indicare
il motivo per cui richiede un esame o una Tac. E senza la giustificazione le
prestazioni non saranno rimborsate.
"entro
marzo 2010 i reperti all'egizio ma qui si è esagerato" - marina paglieri
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mi dispiace
anche che proprio nel comitato, che ho incontrato qualche giorno fa, siano
emerse lamentele da parte del professor Gaballa sulla nostra eccessiva
burocrazia. In realtà stiamo facendo ora un lavoro che non è stato fatto in
cento anni».
Olivieri,
1.212 preferenze
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Come
rilancerebbe il turismo del Piceno? «Il turismo va visto in forma manageriale e
non artigianale. Bisogna potenziare le infrastrutture, la convegnistica,
investimenti con meno burocrazia, collaborazione pubblico e privato su larga
scala». Marcello Iezzi
Professoressa
Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura?
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Che la
cultura non vuole l'eccessiva burocrazia, non ci vuole solo la cultura
accademica ma bisogna fare riferimento ad essa. E poi che non si deve ridurre
tutto a pesce fritto e crescia sfogliata. I politici devono fare una
riflessione: la cultura e la burocrazia devono essere indagate.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Occorre anche
un forte snellimento della burocrazia, che continua a imbrigliare il sistema
imprenditoriale. È solo così che, tra due o tre anni - quando si attenueranno
gli effetti drammatici della crisi - potremo realisticamente ricominciare a crescere
con ritmi dell'1 o del 2 per cento e non più dello zero virgola come è accaduto
in questi ultimi anni.
La
sanità americana ricomincia dal Wisconsin
( da "Sole
24 Ore, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non mi
piacciono le burocrazie - dice Barbara - né le troppe spese o il troppo
intervento dello stato». Obama ha scelto di rispondere di persona alle paure
dove mettono radici: tra i centomila residenti di Green Bay afflitti dalla
crisi (la disoccupazione sopra il 12% contro il 9,4% nazionale) ma scettici sul
ruolo del governo.
Presto
lo sconto sui premi Inail ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
lenta e invadente, un costo dell'elettricità superiore dei 38,7% rispetto alla
media Ue: Guerrini ha elencato uno a uno gli ostacoli che rendono difficile la
vita delle piccole imprese. Un controsenso, visto che rappresentano il 99,4%
del sistema produttivo, stanno garantendo in questa fase di crisi la coesione
sociale,
cantieri:
l'economia chiede decisioni ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3) Snellire
la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni.
Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e
appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo
consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi.
cantieri:
l'economia chiede decisioni. ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3) Snellire
la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni.
Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e
appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo
consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi.
A
PROPOSITO dell'articolo sulle comunali a Livorno, desidero fare presente che la
Feder... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa della
burocrazia, quella parassitaria. Mario Rodio PENSO che siamo tutti molto vicini
ai nostri governanti nonché agli aspiranti tali e partecipiamo alla loro
esultanza per l'esito trionfale di queste elezioni. Partecipiamo con gioia noi
tutti, di qualsiasi tendenza politica perché sia questi che quegli altri hanno
ottenuto un successo insperato.
Elezioni
in Iran, sfida ad Ahmadinejad ( da "Corriere della Sera"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intellettuali,
studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze
etniche. Il clerico Mahdi Karroubi ha presa tra giovani, riformisti e
provinciali. Per carattere e storia personale potrebbe reggere meglio il
confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubblica Islamica.
Cultura,
modello Venezia per gestire il sistema museale
( da "Corriere
del Veneto" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
carica di
tutti i difetti tipici della burocrazia. D'accordo con lui nello scartarla. Il
modello gestionale ritenuto più idoneo è allora la Fondazione di Partecipazione
,«Padovacultura», così come la immagina Martinoni. Si tratta di una struttura
più agile e flessibile, di diritto privato, nel cui Consiglio di
Amministrazione possono sedere i privati.
Credere
e curare, il chirurgo cattolico che piace ai laici
( da "Manifesto,
Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quattro anni
dopo, getta la spugna: difficoltà tecniche, burocrazia - denuncia -, insomma
«il modello italiano». Uomo di scienza e di fede, di scelte clamorose e
riflessione, di rotture e mediazioni. E uomo di Red, l'associazione dalemiana,
ma lontano dalle liturgie e irriducibile alle ragioni di corrente.
Miozzi-Mosele
passaggio di consegne ( da "Corriere del Veneto"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E' appena
smontato dall'automobile, ed è ancora sulla soglia di quella che per 5 anni
sarà la sua seconda casa. Ma il neopresidente della Provincia, Giovanni Miozzi
sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare» la burocrazia dei
palazzi Scaligeri. A P
Miozzi,
primo giorno da presidente Summit con Mosele sulle priorità
( da "Corriere
del Veneto" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giovanni
Miozzi sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare » la burocrazia
dei palazzi Scaligeri. Vicino a lui, due che quella macchina burocratica la
conoscono già piuttosto bene: Mario Faccioli, sindaco di Villafranca e
consigliere provinciale uscente, e Massimo Brugnettini, che in consiglio ha
passato diversi anni.
Iran,
sfida ad Ahmadinejad ( da "Corriere.it"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
studenti,
donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze etniche. Il
clerico Mahdi Karroubi ha presa tra giovani, riformisti e provinciali. Per
carattere e storia personale potrebbe reggere meglio il confronto con
l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubblica Islamica.
Regione,
per le elezioni c'è tempo ( da "Denaro, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
Mario Barbuto Presidente Tribunale Torino Giovanni Castellucci Amministratore
Delegato Autostrade per l'Italia Flavio Cattaneo Amministratore Delegato Terna
Gianfranco Micciché Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio con
delega CIPE Mauro Moretti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato Massimo
Ponzellini Presidente Impregilo Luciano Violante già Presidente
Scajola:
Presto lo sportello unico ( da "Denaro, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mercati
burocrazia Scajola: Presto lo sportello unico Nei prossimi giorni il governo
portera' in consiglio dei ministri il regolamento attuativo dello sportello
unico per le attivita' produttive e le direttive per rendere operative le prime
misure di semplificazione burocratica e di accelerazione della riscossione dei
crediti verso la pubblica amministrazione.
Accordo
contro la burocrazia ( da "Affari Italiani (Online)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mercato
della casa in calo:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Infine un
riferimento inevitabile alla burocrazia, contro la quale l'Ance richiede a gran
voce un intervento. «Oggi in provincia di Como per ottenere una concessione
edilizia ci vogliono in media 5 anni. Mentre per un piano attuativo dai 3 ai 4.
Sono troppi. È un freno assurdo per un settore in continua evoluzione conclude
Carboncini In altri Paesi d'Europa,
Gli
artigiani all'attacco di banche e burocrazia
( da "Gazzettino,
Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attacco di
banche e burocrazia Gli istituti di credito non hanno adeguato i tassi a quelli
della Banca Europea mentre le lentezze dello Stato gravano sui conti Venerdì 12
Giugno 2009, Roma Le piccole imprese artigiane riunite nella Confartigianato
celebrano la loro Assise nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma e, di
fronte ad un «parterre de roi»
Nelle
ruote di scorta55 chili di marijuana
( da "Sicilia,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mia moglie è
vittima della burocrazia, dei ritardi dell'amministrazione pubblica. Ma ciò che
è più grave è che è esposta a grave danno per la sua salute, in quanto la
mancanza di questa protesi, specificamente adatta al suo caso, non fa che
peggiorare le sue condizioni di salute e allontanare sempre più il sogno che
possa ritornare a camminare.
Casalotto,
pilastro della ScuolaNicosia. ( da "Sicilia, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che però non
è stata sufficiente ai tempi della burocrazia. Testa nelle dimissioni aveva
spiegato che la sua decisione dopo 15 anni di responsabile dell'Utc, era stata
dettata da nuove e importanti prospettive professionali. Impegni che aveva
assunto e per i quali non poteva prolungare oltre la sua permanenza ai vertici
dell'ufficio.
Le
feste religiosenel solco della tradizione
( da "Sicilia,
La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cittadino che
stanco di attendere le lungaggini della burocrazia e "saturo" per
l'ultimo inquietante episodio accaduto nei pressi della struttura mercantile, è
passato alle vie di fatto normando l'obbligo del pass e sostituendo il
funzionario preposto ai controlli. "La decisione - commenta il sindaco -,
maturata anche sulla scorta di un grave episodio verificato nei giorni scorsi,
Imprese,
Roma in ritardo ( da "Italia Sera"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla
burocrazia, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito e ai
tempi della giustizia civile. Secondo la classifica stilata da Confartigianato,
la qualità di vita delle imprese più alta si registra nel nord est d?Italia. La
Provincia di Bolzano è al primo posto, seguita da Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia.
Terna:
la burocrazia ferma i risparmi ( da "Trend-online"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
ferma i risparmi
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Confcommercio: «Snellire la burocrazia» Carpi. Critiche rivolte allo sportello unico per le imprese
CARPI. Lo chiamano sportello unico per le imprese ed è un servizio alle
aziende, un ufficio comunale dove chi ha un'attività può rivolgersi per il
disbrigo delle incombenze amministrative che sono a carico delle aziende:
autorizzazioni, concessioni, licenze e tributi. Ma non sempre le cose
funzionano come dovrebbero e sullo sportello unico si appuntano anche malumori
e critiche, come quelle di Confcommercio che lamenta disfunzioni e ritardi: «La
nostra dura critica riguarda - precisa massimo Fontanarosa, responsabile
Confcommercio Carpi - il funzionamento dello sportello unico carpigiano in
quanto anzichè agevolare le pratiche amministrative, sta creando problemi, come
la scarsa comunicazione tra i vari uffici comunali. Di conseguenza molte volte
le pratiche per l'apertura delle attività commerciali vengono portate avanti ma
quando siamo ormai pronti per l'apertura del negozio ecco che arriva il parere
negativo dell'ufficio edilizia oppure questo ufficio non è aggiornato su
pratiche ferme all'ufficio commercio. Tutto questo crea dei problemi e noi ci
chiediano come sia possibile che accada questo, quando lo sportello unico è
nato proprio per snellire le procedure». Confcommercio allarga poi il tema a
livello di associazione dei Comuni Terre d'Argine: «Visto che c'è l'Unione
Terre d'Argine, ci dovrebbe essere anche la possibilità di unificare le
procedure diverse fra i vari Comuni proprio nel tentativo di semplificare le
pratiche amministrative. Perchè non è stato fatto? Siamo sempre in un contesto
amministrativo - sostiene Fontanarosa - dove la scarsa comunicazione e
l'inefficienza dei termini procedurali creano danni a chi inizia attività
imprenditoriali. Non basta solo la crisi... ci voleva anche la cronica lentezza
burocratica». (f.s.)
( da "Centro, Il" del
09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 51 - Cronaca
Via Adige, lavori ai tombini Il
( da "Repubblica, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Interni
L´appello Marcegaglia: "Il voto è chiaro è necessario fare le
riforme" MILANO - «è il momento delle grandi riforme di cui tutti parlano,
ma che nessuno da troppo tempo fa». Lo afferma il presidente di Confindustria,
Emma Marcegaglia. «L´attuale governo alcune di queste riforme le ha iniziate -
spiega durante il suo intervento all´assemblea di Federchimica a Milano - ma
ora bisogna ottenere risultati concreti». Due dei settori principali indicati
dalla leader degli industriali sono la semplificazione
della burocrazia e le
liberalizzazioni. «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e
Brunetta sulla burocrazia»,
spiega il presidente di Confindustria. Sul tema delle liberalizzazioni dice che
«questo governo ha fatto addirittura dei passi indietro», chiedendo anche un
potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola.
( da "Tirreno, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Grosseto
«Rispettati tutti gli impegni» Scheggi saluta a fine mandato: «Si apre un'altra
fase» Ora vanno battute strade nuove per completare l'opera iniziata di
modernizzazione di questo ente GROSSETO. «Tutti rispettati gli impegni da noi
presi all'inizio del mandato». Si congeda così il presidente della Provincia di
Grosseto Lio Scheggi, che lascia l'ente pubblico dopo averlo guidato dal 1999
al 2004 e dal 2004 al 2009. Scheggi ha salutato i cittadini e la stampa nella
sala consiliare di palazzo Aldobrandeschi, accanto alla giunta con cui ha
governato (assente solo l'assessore Nativi per motivi professionali): Giancarlo
Farnetani, Alidiano Bargelli, Donatella Rapezzi, Cinzia Tacconi, Sergio
Bovicelli, Gian Carlo Bastianini, Giuseppe Romagnoli. «Rivendico a questa
maggioranza e alla sua giunta - dice il presidente - di aver mantenuto tutti
gli impegni presi nel 2004 e di aver salvaguardato l'istituzione dalle tensioni
politiche, sia quelle con gli avversari politici che quelle che hanno
caratterizzato il centrosinistra negli ultimi anni». Oltreché agli assessori,
un ringraziamento particolare va ai consiglieri «che hanno portato avanti con
serietà l'impegno sul territorio», pur se in questi anni il panorama politico è
completamente cambiato rispetto a quello in cui si insediò. «Dei simboli di
partito che hanno sostenuto la mia candidatura rispetto a quelli che sostengono
Marras resta l'Italia dei Valori. Altri quattro simboli pro-Marras sono frutto
di nuove dinamiche» subentrate in questi anni attorno al nascente Pd. Un
territorio complesso di per sé, la Maremma, sia storicamente che politicamente.
«E' evidente che una fase politica si chiude e se ne apre un'altra - dice
Scheggi - e non solo da un punto di vista politico ma anche dal punto di vista
dell'evoluzione di un territorio. Noi possiamo dire di aver iniziato il nostro
mandato dopo la crisi dell'economia provinciale conseguente alla chiusura delle
miniere e ai primi impatti dell'agricoltura provinciale con le politiche comunitarie.
Abbiamo utilizzato le intuizioni della giunta Gentili per ridefinire un nuovo
modello di sviluppo del territorio. Penso che in questi ultimi 15 anni - è il
bilancio di Scheggi - il territorio abbia ottenuto risultati importanti». Però
non basta e «oggi occorre fare un ulteriore balzo in avanti. Servono ulteriori
elementi di innovazione, e non solo perché si chiude una fase socio-economica
del territorio, ma anche perché siamo in presenza di una fortissima crisi a
livello mondiale. C'è bisogno di intraprendere percorsi che fino a oggi non
abbiamo mai esplorato, e si proseguire il percorso, avviato, di modernizzazione
dell'ente». Ovvio il suo auspicio che a proseguire il discorso sia Marras.
Intanto «il contributo che abbiamo voluto dare a questo dibattito, e che deriva
dal lavoro di una scuola prestigiosa come la Sant'Anna di Pisa, è quello di una
sua lettura delle nostre dinamiche, per indicarci possibili traiettorie del
futuro. Chi avrà la responsabilità su questa provincia potrà utilizzarle per fare,
se crede, le scelte politiche più opportune». Parlando di
"modernizzazione", Scheggi fa riferimento anche alla comunicazione e
alle figure degli addetti stampa e portavoce introdotte negli ultimi anni:
«settore che ha iniziato a essere sondato con questa presidenza». Ma per
rendere l'ente ancora più efficiente, «penso anche alle nuove tecnologie e alla
ricerca applicata all'hi-tech». Per ultimo un tema a lui caro, quello del
"fare sistema", dell'«investire su settori strategici come turismo e agricoltura,
perché il sistema provinciale cominci davvero a essere tale, e i particolarismi
siano superati». Ora la sfida vera al Governo - sia a
livello locale che nazionale - sarà quella di «garantire i servizi pubblici,
semplificare la burocrazia,
e soprattutto salvaguardare le istituzioni, superando scontri politici a volte
troppo aspri, che fanno male alla società. A volte lo scenario politico è
troppo ossessionato dall'aspetto mediatico piuttosto che interessato ai
contenuti». Elisabetta Giorgi
( da "Secolo XIX, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Revisionismo,
consigli per gli "acquisti" giorgio oldoini Per gli integralisti
d'ogni colore, la difesa del "credo", giustifica l'utilizzo di
qualsiasi mezzo repressivo per colpire l'"eretico". Il limite di
questi movimenti è che, quando i valori aggreganti vacillano, si avviano
processi di travasi di massa che nessun leader riesce a contenere. I libri sui
massacri di italiani da parte della polizia jugoslava, sulla natura
delinquenziale di alcuni movimenti partigiani e sulla persecuzione di chi non
si riconosceva nei valori della Resistenza, sono emblematici del
"revisionismo" in atto nel nostro Paese. Il nuovo filone su cui si
sta lavorando, riguarda la storia di Mani pulite, dei suoi protagonismi e delle
sue vittime, con possibili effetti dirompenti per i movimenti
"giustizialisti". Poiché le interpretazioni della realtà storica sono
sempre legittime e utili, se non sono faziose o manipolatrici, occorre fare
attenzione nel selezionare i "prodotti" sul mercato. Dobbiamo cioè
stare attenti a non legittimare processi di revisione ispirati da interessi
mercantili, al servizio di qualche principe che esige risultati immediati. La
specificità del lavoro professionale degli storici e dei giornalisti, risiede
nell'indipendenza, il contrario esatto dello spirito di servizio degli
intellettuali della sinistra dogmatica, che hanno mentito al loro popolo per
oltre cinquant'anni. La controrivoluzione culturale in atto, mira a sostituire
i valori fondanti della nazione, un processo che dev'essere condotto nel
rispetto della verità e senza pericolosi salti in avanti. Il Paese non può
permettersi nuovi processi di colpevolizzazione collettiva, siano pure
mediatici anziché giudiziari. In un sistema democratico la competizione
politica non avviene distruggendo vecchi "feticci" per crearne di
nuovi, bensì selezionando la classe dirigente migliore. Solo così saranno
delegittimati gli urlatori di professione e gli "ego spropositati"
che pretendono di rappresentare in via esclusiva valori assoluti come la
"giustizia", l'"etica", la "classe operaia",
l'"ambiente", come si faceva all'epoca delle religioni. L'uscita di
scena di questi movimenti è solo questione di tempo: i personaggi che devono
atteggiarsi a pietra di paragone in materia di purezza, incorruttibilità e per
tutte le sette virtù, alla prova dei fatti sono destinati a cadere come
birilli. Dobbiamo stare anche molto attenti a non cadere nel giochetto dello
spoil system all'italiana, che è cosa diversa da quello americano. In Italia i
processi di distruzione delle professionalità sono particolarmente fervidi nei
periodi di transizione politica, in quanto l'appartenenza a un gruppo genera
odi implacabili per i quali si arriva a demonizzare le persone e perfino gli
enti, giudicati meritevoli oppure inadeguati in relazione al fattore-appartenenza.
Poiché, inoltre, la selezione degli uomini avviene spesso sulla base della
maggior vicinanza al "principe" che effettua le scelte (il cosiddetto
"effetto-corte"), la periodica eliminazione delle teste blasonate
determina la sostituzione automatica di molti cervelli utili al Paese. Si è ad
esempio calcolato che il costo di formazione di un buon amministratore
pubblico, un ruolo che richiede esperienza ed effettiva occupazione delle
posizioni di comando, può superare di due volte il costo di formazione di un
qualsiasi altro dirigente o di un professionista. I frettolosi processi di
discriminazione, finiscono per attribuire maggior potere alle seconde colonne:
chi resiste, diventa di fatto il vero padrone delle burocrazie,
delle istituzioni, dei gruppi economici; e l'opera di rinnovamento, si
trasforma in un rafforzamento del vecchio. I portaborse diventano leader, i
travet massimi dirigenti, le nuove leve mostrano tutti i loro limiti.
Ricordiamoci che la demonizzazione della Prima repubblica, ha creato
un'effimera "rendita" per tante persone senza qualità e ha impedito
un autentico rinnovamento del Paese. Giorgio oldoini è manager
d'impresa. 09/06/2009
( da "Riformista, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia: i
socialisti non hanno letto la crisi Rischio. «Un Parlamento complesso con
un'Europa che avrà davanti un periodo complicato». di Gianmaria Pica «Da
ottobre, quando è iniziata la crisi, a oggi di concreto per le imprese non c'è
stato nulla. Non possiamo attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere».
Con queste parole il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia -
intervenuta ieri a Milano nel corso dell'assemblea annuale di Federchimica - ha
lanciato il suo allarme sulla situazione dell'industria italiana. Secondo
Marcegaglia i provvedimenti previsti - per esempio i fondi di garanzia o i
Tremonti bond - «si devono tradurre in aumento effettivo dei crediti verso le
imprese». Secondo in numero uno degli industriali, «da una parte le banche
devono fare di più, dall'altra bisogna fare in modo che questo stanziamento del
fondo di garanzia si concretizzi: c'è bisogno di vedere, sulla pelle delle
imprese, i risultati positivi di queste iniziative». Sul superamento della
crisi economica, Marcegaglia spiega che «probabilmente il peggio l'abbiamo alle
spalle, ma per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli che abbiamo
avuto prima della crisi ci vorranno degli anni. Abbiamo davanti un percorso
complicato e difficile». Da qui il richiamo alle riforme, un punto fondamentale
per Confindustria affinché si esca quanto prima dalla Grande Recessione: «È il
momento delle grandi riforme di cui tutti parlano ma che nessuno da troppo
tempo fa - commenta - l'attuale governo alcune di queste riforme le ha iniziate
ma ora bisogna ottenere risultati concreti». Due dei settori principali indicati dal presidente di Confindustria sono la semplificazione
della burocrazia e le
liberalizzazioni: «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e
Brunetta sulla burocrazia»,
ma sul tema delle liberalizzazioni «questo Governo ha fatto addirittura dei
passi indietro», ha concluso Marcegaglia chiedendo anche un potenziamento degli
investimenti su ricerca e scuola. Il presidente degli industriali ha
commentato anche il risultato delle elezioni europee. Secondo Marcegaglia «c'è
il rischio che possa uscire un parlamento complesso con un'Europa che avrà
davanti un periodo complicato perché alcuni governi sono in crisi e altri
dovranno andare a votare a breve». Il numero uno di Confindustria ha
sottolineato come vi possa essere la possibilità «che tutta la politica europea
rimanga un po' ostaggio delle logiche nazionali, soprattutto in quei grandi
paesi che dovranno andare a votare». Per Marcegaglia l'ultima tornata
elettorale ha portato, a livello europeo «a una disfatta dei socialisti,
soprattutto perché non sono stati capaci di dare risposte in un momento come
quello attuale di crisi». Il punto più delicato è la percentuale delel
astensioni.«Il nostro è un Paese che da sempre va a votare in numero maggiore
rispetto agli altri. C'è però stata una lontananza degli elettori al voto anche
da noi anche perché in campagna elettorale si è parlato di tutto men che
dell'Europa e non si è capito il progetto dei vari partiti». A preoccupare il
capo degli industriali è la possibilità che gli eletti in Europa rinuncino agli
scranni Ue per dedicarsi alla politica nazionale: «Credo sia importante che gli
eletti rimangano lì e non abbandonino i loro posti per fare politica in Italia,
come è successo in questa legislatura. Sarebbe un fatto molto negativo e non
più accettabile perché è chiaro a tutti che molte delle leggi che vengono poi
portate in Italia, più dell'80 per cento, nascono dalle direttive europee».
09/06/2009
( da "Repubblica, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Interni
Partizio Roversi: ci vuole buona gestione "Finito il modello dell´uomo
solo al comando" BRUNELLA TORRESIN BOLOGNA - Patrizio Roversi, lei è il
turista per caso che ha girato il mondo ma è sempre tornato a Bologna: se oggi
Flavio Delbono sarà sindaco, cosa si aspetta da lui? «Mi aspetto certamente che
prosegua la tradizione della buona amministrazione di Bologna. Ma la buona
amministrazione non basta più, oggi. Perciò mi auguro che riannodi i fili della
politica». Cosa significa, nel concreto? «Io considero la politica come un sistema
di vene e arterie che collega tutte le parti del corpo sociale, trasmettendone
le istanze al cuore e al cervello, cioè a chi detiene la responsabilità
dell´amministrazione. La politica oggi è in crisi, anche a Bologna, perché non
ha più ricettori: non sente più, non trasmette, non esegue. Bologna è piena di
energie, di ottime idee e di persone disponibili a realizzarle, che incontrano
solo ostacoli. La buona politica è restaurare pratiche che
travalichino la burocrazia.
La buona amministrazione è quella che rammenda il tessuto sociale logorato.
Nella realtà è una richiesta molto concreta». Delbono le sembra la persona
giusta? «Niente di personale, per carità, ma io non credo più alla persona, né
al capo, né al leader carismatico... Troppi leader credono di poter
risolvere i problemi con la sola aura della loro forte personalità. Mi
assicurano che le caratteristiche di Delbono non sono quelle del leader
carismatico, ma dell´ottimo amministratore. è quello che serve». è un giudizio
sui cinque anni appena passati? Il mandato di Sergio Cofferati ha spesso
assunto la fisionomia dell´uomo solo al comando. «è un modello andato in crisi
prima che Cofferati giungesse a Bologna». Se Delbono affronterà il
ballottaggio, avrà di fronte a sé Alfredo Cazzola, la cui campagna è improntata
a un forte leaderismo. Su cosa dovrebbe puntare Delbono? «Sulla collettività,
sulla necessità di riorganizzare un telaio di partecipazione che a Bologna non
è affatto obsoleto. La forza della politica non è nel singolo. Delbono non ha
mai calcato l´acceleratore sulla proprie capacità individuali. E per me questo
è molto rassicurante. Era il pregio di Romano Prodi. Dio ci scampi dai
gradassi».
( da "Milano Finanza (MF)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
MF sezione: Commenti
& Analisi data: 09/06/2009 - pag: 7 autore: di Guido Salerno Aletta Che
delusione per l'Europa il nuovo inizio di Obama Un bilancio deludente. La
visita del presidente americano Barack Obama si è conclusa tra toni sfumati e
titoli di coda. Doveva essere il momento in cui la nuova amministrazione,
finalmente, si smarcava dal ruolo di principale responsabile della crisi finanziaria
ed economica, che è ormai inevitabile attribuire agli Usa nel corso dei summit
del G8, o del G20, che si susseguono da mesi, in un rosario di accuse ormai
insostenibile per chi pretende di governare il mondo intero. Una missione che
avrebbe dovuto essere preparata più intensamente, sul piano politico e
diplomatico, invece si è mossa prevalentemente sul terreno mediatico, arrivando
su tutti gli schermi e campeggiando sulle prime pagine dei giornali. Lasciando
il giorno dopo, più che progetti già operativi, soprattutto interrogativi e
perplessità. Tanto spazio ai commenti sulle intenzioni, ben poco sulle
decisioni. Riad, Il Cairo, Dresda, Omaha beach e Parigi dovevano essere tutte
tappe simboliche, ognuna delle quali doveva marcare la strategia internazionale
della nuova amministrazione. Una strategia che richiedeva l'acquisizione di
consensi, il consolidamento delle alleanze tradizionali, decisioni chiare. Le
reazioni sono invece state tutte all'insegna dell'incertezza. Aver trascurato
il peso politico attuale dell'Europa nel suo complesso, per ricordare - ancora
una volta simbolicamente e mediaticamente - solo gli orrori nazisti ed il ruolo
di liberatori svolto dagli americani e dai canadesi, è stato un po' come
cancellare 60 anni di alleanza e di comune sentire. Sessanta anni in cui
America ed Europa sono state convintamente dalla stessa parte, per difendere la
libertà e la democrazia. È stato come se, per il presidente Obama, l'Europa non
abbia alcun ruolo nel futuro del mondo: non è né pilastro di una alleanza
atlantica, né parte di una nuova strategia verso il mondo islamico. È il
trapassato a legarci, non un nuovo progetto comune. È questo il vero limite di
una visita che poteva essere storica, ma che rischia di rimanere confinata alla
cronaca. Sui temi del petrolio e dell'energia, strategici sia dal punto di
vista politico, per i rapporti con il mondo islamico, che sul piano economico e
finanziario, per il mantenimento degli equilibri mondiali, si ripete il
paradigma già visto. Anzi, neppure il concomitante rialzo del prezzo del
petrolio deve aver scaldato più di tanto i rapporti con Riad, che già l'estate
scorsa, quando il greggio schizzava alle stelle, si dichiarò del tutto estranea
alla crescita del prezzo. Anche stavolta, l'aumento si fonda su andamenti del
tutto ipotetici della domanda futura. La preoccupazione ha preso subito il
sopravvento: con la forte flessione economica in atto, la disoccupazione a
livelli record e le industrie automobilistiche in crisi, si rischia di
ripercorrere lo schema di un anno fa: quello di una componente solo finanziaria
della domanda che incide rapidamente sulla formazione del prezzo, e concorre
negativamente alla formazione delle aspettative degli operatori. Inattendibile
e controproducente allora, questo fenomeno si conferma distorsivo per
l'economia reale.Sulla questione palestinese, Tel Aviv è ancora più isolata: la
minaccia nucleare dell'Iran rimane dov'è. E i problemi interni, legati al
destino dei coloni, pure. Né la richiesta - nel discorso pronunciato a Il Cairo
- di un «nuovo inizio» nei rapporti con il mondo islamico, né la accettazione
del velo che copre il capo delle donne come segno di libertà religiosa e non di
sottomissione, sono riuscite ad andare oltre l'appello simbolico. Parole forti,
accorate, dense di emozioni, ma senza un chiaro disegno dei prossimi passi. In
Europa, il quadro delle alleanze è risultato addirittura più fragile e meno
felice rispetto a quello frastagliato costruito da Bush, che pure aveva
sofferto per la disaffezione di Francia, Germania e Spagna. Anche a voler
trascurare il rapporto con l'Italia, sempre importante ma mai più decisivo dopo
la caduta del Muro di Berlino, la situazione è caratterizzata innanzitutto da
una Gran Bretagna che si ritrova con economia e governo in pezzi, e che tutto
può fare tranne presentarsi come paladina della nuova amministrazione
americana, dopo aver sostenuto per decenni la finanziarizzazione dell'economia
e la politica estera dei repubblicani. La Francia, che pure si era esposta in
modo inusitato contro la guerra in Iraq, avrebbe dovuto diventare il pivot
europeo del riavvicinamento americano al mondo islamico. E invece no: la
questione dell'ingresso della Turchia nella Unione europea e la questione del
velo indossato dalle donne investono convincimenti profondi del presidente
Sarkozy. Sono questioni dirimenti, su cui il presidente francese ha giocato
gran parte della sua campagna elettorale e mosso i primi passi importanti del
suo mandato. L'iniziativa euro-mediterranea, fortemente voluta dalla stessa
Francia, si muove su uno scenario completamente diverso rispetto a quello
sotteso all'allargamento dell'Unione alla Turchia e poi ad altri Paesi del
Mediterraneo: parte dalla constatazione che l'Unione Europea è giunta alla fine
del suo percorso di estensione territoriale e di rafforzamento strutturale. Il
Mediterraneo richiede un approccio affatto diverso rispetto a quello iniziato
in Europa con il mercato comune. Sarà un processo eminentemente politico, tra
Stati, senza le mediazioni della burocrazia di Bruxelles e tanto meno di una Commissione che la faccia da
padrona. L'ingresso della Turchia nell'Unione avrebbe solo conseguenze
negative: la snaturerebbe, comprometterebbe il disegno complessivo di una
grande Unione Euromediterranea, allontanerebbe dall'Europa proprio i Paesi che
hanno i più antichi, intensi e strutturati rapporti con l'Europa stessa,
come Egitto, Tunisia, Marocco; isolerebbe ancora di più Israele.Anche dalla
Germania il messaggio è chiaro: la crisi è grave e le ricette americane, al di
là dei provvedimenti finanziari assunti per il salvataggio delle banche, sono
confuse e contraddittorie. La vicenda Opel è sintomatica, sotto ogni punto di
vista. Il crollo dell'industria automobilistica americana ha ragioni interne,
probabilmente legate agli extra-costi che Detroit paga per le spese sanitarie
ai propri dipendenti: il fallimento pilotato di Chrysler e General Motors
consente di ridiscutere con i sindacati alcuni storici privilegi di cui hanno
goduto i dipendenti del settore, e spiana la strada alla riforma che i
democratici inseguono dai tempi di Clinton. Tutto questo ha ben poco a che
vedere con il risparmio energetico e con gli impegni sul protocollo di Kyoto,
che fanno solo da sfondo alle manovre in corso. In pratica, per ragioni di politica
interna americana, la Opel e la Germania si trovano di fronte ad una politica
di fatti compiuti di cui stentano a comprendere i principi ispiratori. Questa
vicenda, per di più, acuisce nel momento meno opportuno le problematiche legate
ai rapporti industriali e finanziari con la Russia. Questione che sarebbe
comunque delicata, ma che risulta insostenibile in un momento di crisi come
quello attuale, in cui l'area su cui la Germania ha esteso la propria influenza
negli scorsi 20 anni si trova in grave difficoltà. Insomma, Obama, rientrando a
Washington, lascia dietro di sé una grande delusa, ed è proprio quell'Europa
che tanto aveva tifato per la sua elezione.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-09 - pag: 21 autore: Si studia una
soluzione per salvare il polo di Marghera - Ferrara punta sulla ricerca Da
Ineos a Basell i freni alle imprese Jacopo Giliberto MILANO La chimica italiana
ha bisogno di certezze, perché gli investimenti vanno fatti quando lo chiede il
mercato e non quando lo pretendono la ricerca estrema del consenso, non quando
l'ottusa burocrazia si degna, non quando la politica s'impiccia di industria, non
quando qualcuno inventa una normativa nuova. è il caso di Marghera e della
vicenda dell'Ineos rilevata dall'imprenditore trevisano Fiorenzo Sartor,
accolto come salvatore dai politici veneziani, e condannata alla chiusura prima
ancora di essere acquisita. Il 24 giugno dovrebbero essere nominati i
tre curatori (uno nazionale, uno per gli insediamenti sardi e uno per il polo
produttivo veneziano). Intanto il mondo della politica cerca una soluzione che
consenta – dopo che in tanti si erano spesi per la soluzione Sartor – di mantenere
le promesse. Con ogni probabilità si studia un modo con il quale l'Eni possa –
in qualche modo discreto e non impegnativo per i suoi azionisti – evitare la
chiusura definitiva dello stabilimento veneziano. Burocrazia capestro è il
caso, diversissimo, della Basell Poliolefine Italia: a Ferrara dentro al polo
industriale c'è la centrale elettrica Sef. I chilowattora senza uscire dal
petrolchimico alimentano direttamente le linee produttive della Basell, ma per
mesi c'è stato un contenzioso sul fatto che era stato imposto il pagamento dei
diritti di trasporto della corrente sulla rete elettrica nazionale di Terna,
come se la centrale fosse a centinaia di chilometri dal punto di consumo. La
stessa questione (la richiesta di pagare i diritti di trasporto elettrico per
un impianto adiacente) un anno fa aveva messo in crisi la produzione della
Basell di Terni. «E nello stabilimento di Brindisi abbiamo dovuto aspettare
anni per avere le autorizzazioni ad avviare la nuova area produttiva Spherizone
», afferma Massimo Covezzi, ferrarese di 51 anni, capo della Basell
Polieolefine Italia. «Così abbiamo dovuto lasciare smontate per terra per due
anni le attrezzature». La multinazionale statunitense Lyondell Basell
Industries in Italia è presente con la Basell Poliolefine e con il polo
mondiale della ricerca sulla plastica polipropilene, inventata mezzo secolo fa
in casa Montedison da Giulio Natta, che vinse il premio Nobel. Oggi la Basell
Polieolefine Italia fattura 1,5 miliardi con un'Ebitda del 15%, la metà del
quale arriva dalla vendita di tecnologia prodotta dal centro ricerche
ferrarese. Il gruppo produce in Italia 800mila tonnellate l'anno di plastica
polipropilene su un mercato nazionale di 1,6 milioni di tonnellate. Il polo di
Ferrara investe in ricerca 60 milioni di euro e impegna 500 addetti nello
sviluppo e innovazione sui mille ricercatori che la multinazionale ha nel
mondo. Il 40% del polipropilene venduto nel mondo è prodotto con licenze e
catalizzatori nati a Ferrara. Il solo Massimo Covezzi ha nel suo curriculum
ventitré brevetti inventati da lui. Se va in difficoltà Marghera, soffre anche
la Basell a Ferrara. E a cascata sono in difficoltà le altre produzioni, legate
fra loro da un rapporto stretto di forniture. Marghera è il cuore di buona
parte della petrolchimica italiana. Il cracking dell'Eni di Marghera alimenta
non solamente l'Ineos di Marghera ma anche gli stirenici di Mantova, a Ferrara
le gomme sintetiche e il polietilene dell'Eni e il polipropilene della Basell,
a Ravenna il polietilene e le gomme sintetiche. Oggi si produce anche se il
mercato non chiede prodotti. Non si può chiudere. E si deve investire – come
dice Covezzi della Basell –quando serve e non quando piace. © RIPRODUZIONE
RISERVATA L'INNOVAZIONE FATTURA Nel sito industriale emiliano la multinazionale
ha il centro mondiale dei brevetti: dalla vendita di tecnologie la metà
dell'Ebitda del 15%
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-06-09 - pag: 25 autore:
INTERVISTA Diana Bracco Presidente del progetto speciale «R&I» di
Confindustria «Una governance per la ricerca» Cambiare la gestione dei fondi
pubblici per aiutare l'innovazione di Franco Vergnano I n molti Paesi europei,
a cominciare dalla Francia, i fondi per la ricerca e l'innovazione sono gestiti
in modo centralizzato. In Italia risultano invece spalmati tra diversi
ministeri, con ulteriori ramificazioni a livello locale. è anche per questa
frammentazione di competenze che le aziende del made in Italy faticano in
maniera particolare ad accedere ai sostegni pubblici. Ma non basta. Spesso
succede che, mentre da una parte esistono finanziamenti già stanziati che, per
ritardi burocratici non si riesce a spendere, su un altro versante ci sono
fondi limitati che non soddisfano le domande già presentate dalle aziende e
certificate sotto l'aspetto tecnico. Infine le lungaggini burocratiche. Mentre
in Italia servono 24 mesi per vedersi approvare una pratica, la Bei assicura di
metterci appena tre mesi per deliberare le erogazioni. Questi e altri temi
sull'innovazione saranno discussi oggi a Roma durante la giornata nazionale
dell'innovazione dedicata al tema «Innovazione, grande infrastruttura
immateriale del Paese ». Ne parliamo con Diana Bracco, presidente del Progetto
speciale «R&I» ed Expo 2015, che sottolinea come serva «un salto di qualità
nella governance per gestire i fondi pubblici». Dottoressa Bracco,
l'innovazione è un fattore di crescita e di competitività che le aziende del
made in Italy hanno messo da tempo sul tavolo. Perché una giornata nazionale
dedicata al settore? I motivi sono molti. è molto più di un convegno. Si tratta
di un confronto per attirare l'attenzione su un tema che interessa tutto il
Paese. Qual è il senso di questo appuntamento? Vogliamo sottolineare come la
ricerca e l'innovazione siano strategiche per lo sviluppo e debbano essere
poste alla base della politica economica del Paese. Con questa giornata, voluta
dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è come se dicessimo a tutti di
definire insieme le azioni concrete da realizzare. Volete anche confrontarvi
sui risultati finora ottenuti dalle imprese? Abbiamo fatto una mappatura della
situazione che è molto confortante. Oggi non è più vero, come lo era qualche
lustro fa, che è solo il pubblico a investire. Le aziende di grandi, medie e
piccole dimensioni hanno saputo dimostrare, nei fatti, di volersi impegnare a
fondo su questo versante. Non per niente, infatti, la "giornata"
continua tutto l'anno. Deve innanzitutto vivere in azioni concrete del governo
e delle istituzione per aggregare tutte le forze attive del Paese. Di cosa c'è
bisogno per sostenere concretamente lo sviluppo della ricerca? Chi innova
uscirà prima degli altri –e con un sistema mani-fatturiero rafforzato – dalla
crisi. Ecco perché è indispensabile mettere davvero questi fattori alla base
della politica di sviluppo del Paese. Bisogna garantire efficienza nella
gestione, certezza negli strumenti, chiarezza di obiettivi, tempi certi. Che
cosa serve per sostenere e attrarre nuovi investimenti? Risulta indispensabile
avere uno scenario chiaro di medio e lungo periodo. Non è pensabile favorire lo
sviluppo cambiando le regole in continuazione (anche quelle valide) o peggio
limitandone la validità in corso d'opera. Cosa che sta ad esempio succedendo
con il credito d'imposta. Non è così che si muovono tutti gli altri Paesi che
stanno investendo per rendere i propri territori più attrattivi. Quali
dovrebbero essere i punti chiave di un programma di rilancio serio e credibile?
Mai come oggi diventa urgente definire rapidamente un piano di medio e lungo
periodo con strumenti efficaci e flessibili avendo obiettivi strategici per il
Paese chiari e condivisi. Ci vogliono procedure rapide ed efficaci,rese
credibili dall'allocazione di risorse adeguate e certe nel tempo. Il ministro
Gelmini ha avviato la definizione del nuovo Programma nazionale della ricerca:
è l'occasione per fare un salto culturale, per dare un chiaro segnale di
discontinuità. Ma il piano potrà esserlo a patto che sia condiviso da tutti i
dicasteri e dalle regioni, e sia definito sentendo gli attori della ricerca e
le imprese. C'è il rischio che resti un ennesimo libro dei sogni? è proprio per
evitare questo pericolo che chiediamo di prevedere risorse finanziarie adeguate
e, soprattutto, certe. L'intervento pubblico, se ben fatto, ha un effetto
propulsivo sull'aumento addizionale degli investimenti in ricerca e sulla
collaborazione tra sistema pubblico e privato. Dobbiamo tagliare gli sprechi ma
non gli investimenti per il futuro. Basti ricordare che ogni euro pubblico ne
attiva a sua volta altri due da parte delle imprese private. Che cosa penalizza
in maniera particolare le aziende del made in Italy? Le faccio alcuni esempi. è
impensabile finanziare la ricerca se si devono attendere in media 24 mesi per
conoscere la valutazione di un progetto e tempi ulteriormente più lunghi per le
erogazioni. E a volte non per insufficienza di risorse ma
per burocrazia,
inefficienza o per mancanza di regolamenti. In tal modo si rischia di
penalizzare proprio le imprese più virtuose, e sono tante, che hanno creduto
nella ricerca, nel ruolo dello Stato, e si sono fatte anticipare i quattrini
del finanziamento dalle banche e ora sono in difficoltà perché gli istituti di
credito chiudono i rubinetti. Quali sono i principali nodi da sciogliere
che attualmente zavorrano le aziende sul fronte della ricerca e dell'innovazione?
Va migliorata la governance. Si devono superare parcellizzazioni e
sovrapposizioni fra i tanti livelli amministrativi chiamati a intervenire sul
settore: almeno cinque ministeri, oltre alle regioni. Non dico che, come in
altri Paesi, si dovrebbe concentrare tutto in un unico ente. Serve però un
coordinamento. Un grande impegno della presidenza del Consiglio su un piano
nazionale. L'innovazione deve diventare un tema di Governo. La politica del
settore ha bisogno di tempi certi e rapidi. Con un occhio all'Europa. Va fatto
un programma nazionale che preveda timing precisi per i bandi, per le
valutazioni, per le erogazioni e per l'analisi dei risultati. Come ha detto il
presidente Napolitano, una continuità tra le azioni di governo su un tema
strategico come la ricerca non può essere un'utopia. © RIPRODUZIONE RISERVATA
«I Paesi che investono e sostengono le imprese a innovare sono i primi a uscire
dalla crisi» «Mai come adesso è urgente definire un programma di medio e lungo
periodo» Diana Bracco INFOPHOTO
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag.
9 IL CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli... IL CONTR'ORDINE è
arrivato ieri mattina, dopo gli ultimi, frenetici contatti col Comune. E alla
fine Luigi Valentini e Romano Cenni, i titolari della catena del Mercatone Uno,
si sono dovuti arrendere: niente inaugurazione oggi per il nuovo negozio del
Mercatone, a fianco di Ikea. «Per motivi tecnici e urbanistici l'apertura del
Mercatone Uno, prevista per oggi, è rimandata», recita lo scarno comunicato dei
vertici del Mercatone. La realtà è che i vertici di Mercatone, non avendo
ancora tutti i permessi in mano (manca il via libera definitivo alle opere di
urbanizzazione) non se la sono sentita di rischiare una denuncia e una pesante
multa, pur di aprire in contemporanea al Mercatone. Cenni e Valentini, che fino
all'altro ieri sembrava deciso a sfidare' l'amministrazione, hanno preferito
evitare problemi e tensioni con palazzo Garampi. Avessero aperto, oggi,
avrebbero rischiato di vedersi chiudere la struttura dai vigili. «Aspetteremo il lungo corso della burocrazia. Ma sono amareggiato per questa vicenda. Se ci fosse stato un
po' di aiuto da parte degli uffici comunali, e se noi avessimo accelerato i
tempi nella documentazione, oggi avremmo aperto», è lo sfogo di Valentini. Nei
prossimi giorni i vertici del Mercatone Uno comunicheranno quando potrà aprire
il nuovo punto vendita di Rimini. Ci vorrà almeno una settimana, forse
due. Parte subito in salita dunque la corsa del Mercatone di Rimini, che con i
suoi oltre 6mila metri quadrati (e allestimenti unici rispetto agli altri punti
vendita del gruppo), punta a diventare il terzo negozio per fatturato della
catena. Manuel Spadazzi
( da "Tempo, Il" del
09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa La democrazia
non è soltanto espressione della volontà politica, ma ne costituisce certamente
un aspetto significativo. Perciò se meno della metà dei quattrocento milioni di
europei chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento continentale, in rappresentanza
di ventisette Paesi dell'Unione, reputano doveroso recarsi alle urne è sintomo
che l'Europa è lontana dagli interessi reali di chi dovrebbe, al contrario,
sentirla come la sua seconda patria. Ed il motivo principale del deficit di
europeismo è nelle modalità della costruzione dell'Europa le cui radici
affondavano in un terreno che con il passare dei decenni non è stato dissodato,
come ritenevano i padri fondatori. Sulla pelle dell'Europa,
infatti, sono cresciute le burocrazie continentali, si sono affastellate le
ragioni dell'economia e della finanza, si sono stratificati i bisogni dei
mercati con il risultato che la sua fisionomia è venuta fuori alterata,
irriconoscibile, estranea allo spirito dei popoli che la costituiscono.
L'Europa, nonostante gli sforzi di tanti e perfino a dispetto delle buone
intenzioni che hanno animato coloro i quali ne hanno scritto la Costituzione,
poi diventata Trattato di Lisbona, non è la nazione che statisti come De
Gasperi, Spaak, Schuman, Adenauer e ideologi come Richard Coudenhove-Kalergi
(fondatore di Paneuropa) immaginavano: una comunità nella quale le sovranità
degli Stati si armonizzassero in un progetto comune sulla base di una comune
identità. L'Europa dei burocrati ha vinto sull'Europa dei popoli, insomma; quella
tecnocratica ha prevalso su quella delle culture. Resta poco per entusiasmarci
per istituzioni sovranazionali che mancano di un effettivo potere decisionale,
di un complesso strategico-militare tale da potersi proporre come elemento
equilibratore nei conflitti che scuotono il mondo, della capacità di esportare
civiltà ed integrare uomini e donne provenienti da mondi diversi e lontani. Per
come è stata disegnata, l'Europa non può che suscitare disinteresse. E questo
non significa scetticismo, ma presa d'atto che chi l'ha voluta così sono stati
politici intrigati dal piccolo cabotaggio degli Stati che rappresentano,
piuttosto che aspirare ad un dinamismo politico in grado di portare l'Europa ad
esprimersi sullo scenario internazionale come soggetto ambizioso al punto di
recitare un ruolo da protagonista nei vari teatri "caldi" che
punteggiano il Pianeta. Il Parlamento appena eletto è la somma di frustrazioni
di questo genere, un "non luogo" dove siedono gli uni di fronte agli
altri coloro che vorrebbero un'Europa ragionevolmente fiera delle proprie
radici e quanti la considerano terminale di poteri estranei alle sensibilità di
una koiné composita che viene evocata soltanto per legittimare un'integrazione
continentale che nei fatti nessuno sente. L'altro giorno a Parigi mi è capitato
di ascoltare il discorso accorato del presidente della Repubblica ceca Vaclav
Klaus: mi ha impressionato per la schiettezza con cui ha denunciato l'euroburocrazia e per la malinconia con cui ha preso atto che
questa Europa non gli piace, a lui, scampato agli orrori del comunismo che non
sperava altro se non di vivere in un'Europa con un'anima. Mancavano pochi
giorni al voto e non ha avuto il coraggio di dire se il suo Paese ratificherà o
meno il Trattato di Lisbona. Penso che senza neppure sapere chi è Klaus, molti
europei non sono andati a votare per le stesse ragioni che questo mite
presidente ha espresso in un consesso internazionale. Gennaro Malgieri
( da "Corriere Alto Adige"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige sezione: PRIMOPIANO data: 09/06/2009 - pag: 4 I secessionisti
Livinallongo e Cortina: l'Svp fa il pieno cuore batte a Nord dichiara Siro
Bigontina, leader del referendum ladino mentre non batte più per Venezia, lì
dove regna Giancarlo Galan, il presidente della casta e
della burocrazia. Siamo
molto soddisfatti per l'esito locale delle elezioni: significa che la nostra
gente guarda già dall'altra parte del confine ed è pronta ad attraversarlo. In
fondo, si tratta di una conferma dei referenda, che hanno sancito il desiderio
degli abitanti di passare al Trentino Alto Adige. Una volontà frustrata
dalle istituzioni e da lungaggini parlamentari. Vorremmo che la Svp aprisse una
sede qui». Marco de' Francesco
( da "Corriere del Veneto"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
sezione: TREVISO2A data: 09/06/2009 - pag:
( da "Corriere della Sera"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 09/06/2009 - pag: 42 Le stime Il Fmi: la ripresa sarà
lenta e incerta. «Dai governi una pulizia profonda del sistema bancario» «La
recessione frena, Italia alla svolta» Ad aprile superindice Ocse in crescita di
2,1 punti, il miglioramento più forte del G7 MILANO Il punto più basso è stato
toccato a fine inverno. Da aprile, in almeno 22 dei 30 Paesi più
industrializzati hanno cominciato a manifestarsi segni di ripresa,
particolarmente evidenti in Italia, oltre che in Francia, Gran Bretagna e
Canada. A prefigurare l'ora della svolta è il cosiddetto «superindice»
dell'Ocse, che analizza una serie di informazioni che vanno dal valore dei
titoli di Borsa al livello delle scorte fino al grado di fiducia di aziende e
consumatori. L'Organizzazione parigina guidata da Angel Gurria fissa in uno
0,5% (a quota 93,2 punti) il miglioramento medio registrato in aprile negli
indicatori economici dei 30 Paesi che ne fanno parte, in 0,4% (a 92,4 punti)
quello delle nazioni del G7. Per l'Italia il rialzo è quattro volte tanto: più
2,1, a 99,4 punti. «Anche se è troppo presto per giudicare se si tratti di una
svolta temporanea o maggiormente sostenibile, i risultati segnano comunque
un'attenuazione del tasso di deterioramento economico », spiega la nota
dell'Ocse. Secondo la quale, «segnali positivi giungono anche da Germania,
Giappone e Stati Uniti». Ma prima di decretare la fine della crisi, serve
ancora tempo. Gli indicatori di aprile restano infatti di 8,3 punti al di sotto
di quelli dello stesso mese del 2008. Per l'Italia la flessione è di 0,6 punti,
per la Francia (che fra marzo e aprile ha visto un miglioramento di 1,2 punti,
a quota 99) il gap è di 1,2, per il Regno Unito (più
( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
09 Giugno 2009 Chiudi Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto
positiva per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi,
attività con il pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore
la vera fortuna.
( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 09 Giugno
2009 Chiudi di FABIO MORABITO L'Europa viaggia sempre più a destra. E' un
verdetto quasi unanime, e anche dove c'è qualche novità a sinistra, si tratta
di sporadiche affermazioni di movimenti radicali, come il partito ecologista di
Daniel Cohn-Bendit in Francia. Dove non c'è la destra al governo, come in Gran
Bretagna e Spagna, le "sinistre storiche" sono state sconfitte. Il
premier spagnolo, il socialista Zapatero, ha interrotto i suoi cinque anni
vincenti, surclassato dal Partito popolare di Mariano Rajoy. I laburisti di
Gordon Brown sono stati addirittura travolti. Poche eccezioni nella tendenza
generale: Grecia, Svezia, Danimarca, Slovacchia. Il risultato è: più destra.
Anche più destra estrema, con i tanti movimenti nazionalisti, alcuni su una
china di preoccupante intolleranza, che si sono affermati un po' ovunque.
Dall'Olanda alla Finlandia, dall'Europa dell'Est all'Austria. E non è stata un
freno, per l'esplosione di movimenti estremisti, l'affermazione di una forte
destra moderata. E' il caso dell'Ungheria, dove i conservatori di Fidesz hanno
la maggioranza assoluta, ma al loro fianco hanno fatto il pieno gli
ipernazionalisti di Jobbik e le camice nere della Magyar Garda. Ha vinto la
destra di governo, che di fronte alla crisi economica ha rimodulato il
liberismo facendo spregiudicatamente intervenire lo Stato come
"regolatore" dell'economia. Ha vinto la destra estrema, perché ha
cavalcato l'insofferenza verso gli immigrati, esplosa con la crisi economica,
perché gli "stranieri" non sono più l'umile motore di economie in
continua crescita, ma sono diventati i "rivali" dei disoccupati di
casa. Può aver inciso anche un voto in "libera uscita", cioè di
protesta ma episodico, rassicurato dalla convinzione che queste elezioni non
contano veramente, una valutazione che implicitamente è anche una bocciatura
del progetto europeo. E infatti ha perso, più di tutti, l'Unione europea. Che
non ha saputo dare risposte convincenti e unitarie alla crisi, che ha guardato
al debito pubblico ma non ha indicato soluzioni per l'occupazione. Che è
cresciuta a dismisura (27 Paesi votanti) ma è parsa sempre più inadeguata,
provocando per reazione il successo dei nazionalismi più esasperati. Ed è vista come un gigante della burocrazia. Con le direttive europee si potrebbe fare un gigantesco libro
di ottantamila pagine, pieno delle più bizzarre pretese. Il record di
astensioni (il 57% degli aventi diritto) è l'indicatore più evidente di una
disaffezione, sul quale pesa la molto scarsa partecipazione dei paesi dell'Est
(in Slovacchia ha votato solo il 19%). Il gruppo-mattatore sarà quello
del Partito popolare europeo, 263 seggi su 736. Poi i socialisti e i
liberaldemocratici. Ed è con i grandi gruppi "storici" che i popolari
sembrano decisi a voler dialogare, per cercare di lasciare ai margini
soprattutto l'estrema destra. Il primo braccio di ferro rischia di essere la
riconferma del mandato al presidente della Commissione Ue José Manuel Durao
Barroso, voluto fortemente dai popolari ma osteggiato dai verdi. Ma un cauto e
condizionato "sì" è già stato incassato dai liberali. Alle ali
estreme di Strasburgo, si siederanno la sinistra e i verdi insieme, e la
vecchia e nuova destra. Dal francese Jean Marie Le Pen, ottant'anni suonati,
che gode di una rendita elettorale con il suo "Fronte nazionale",
alla miriade di nuove formazioni che si sono fatte largo sul palcoscenico del
nazionalismo esasperato e della protesta anti-europea: il partito Sovranità
della Repubblica Ceca, Legge e Giustizia in Polonia, il Partito per la libertà
olandese, i bulgari dell'Ataka, il Partito nazionale slovacco, la Nuova
alleanza fiamminga in Belgio, l'estrema destra di Strache e la lista
euroscettica di Martin in Austria. In Gran Bretagna, sono saltati schemi
decennali, con il successo del Partito per l'indipendenza e il Partito
nazionale. Un'invasione di anti-Europa, dentro l'Europa.
( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 09 Giugno
2009 Chiudi MILANO Dopo le elezioni europee, è arrivato il momento di
«accelerare sulle grandi riforme», che in qualche caso il governo ha avviato,
ma che ora devono dare risultati concreti. Emma Marcegaglia, all'assemblea di
Federchimica, è tornata a parlare delle riforme necessarie per il Paese,
sottolineando che «anche dal voto che è uscito dalle elezioni europee, si
capisce che tutti devono fare di più. Dal voto uscirà un Parlamento complesso.
L'Europa avrà davanti un periodo complicato perchè alcuni governi sono in crisi
e in altri Paesi si andrà a votare a breve. Il rischio è che la politica
europea rimanga un po' ostaggio delle logiche nazionali». La crisi, ha spiegato
Emma Marcegaglia, può essere un'occasione per fare quelle riforme che il paese
attende da anni, in modo da arrivare preparati quando la crisi finirà:
«Parliamo di semplificazione normativa, della riduzione degli enti inutili, della semplificazione della burocrazia e delle liberalizzazioni su cui c'è ancora molto da fare». «Da
ottobre - ha aggiunto il presidente di Confindustria - quando è iniziata la
crisi, ad oggi di concreto per le imprese non c'è stato nulla. Non possiamo
attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere». Secondo la
Marcegaglia «i provvedimenti presi, come per esempio i fondi di garanzia o i
Tremonti bond, si devono tradurre in aumento effettivo dei crediti verso le
imprese. Da una parte le banche devono fare di più dall'altra bisogna fare in
modo che questo stanziamento del fondo di garanzia venga fatto e si
concretizzi. C'è bisogno di vedere, sulla pelle delle imprese, i risultati
positivi di queste iniziative. Probabilmente il peggio lo abbiamo alle spalle
ma per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli che abbiamo avuto
prima della crisi serviranno degli anni. Abbiamo davanti un percorso complicato
e difficile».
( da "Foglio, Il" del
09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
9 giugno 2009 Di
Lega e di governo Il Cav. ha costituzionalizzato una forza estrema cugina di
quelle ancora impresentabili in Europa Il paradosso della Lega sta forse tutto
nella prima apparizione televisiva, domenica sera, del ministro dellInterno
Roberto Maroni. Nella veste istituzionale di responsabile del Viminale ha
illustrato i dati di affluenza e con la trattenuta soddisfazione di un
consumato uomo di governo
ha poi commentato: “LItalia ha probabilmente la percentuale di
affluenza più alta in Europa”, aggiungendo: “Siamo un paese molto europeista”.
In quel momento il ministro leghista, il politico padano mai tenero con
“lEuropa delle burocrazie”, sarebbe stato perfettamente interscambiabile con un Beppe
Pisanu o con uno qualunque dei suoi predecessori. Il militante euroscettico,
nemico di Bruxelles, in passato critico delleuro, convive ormai
senza strattoni con lo statista, ministro di un governo che nonostante le accuse di
eurofreddezza e persino di xenofobia che gli piovono addosso fa parte dellUnione
con una dose di realismo superiore a tanti altri, tratta con autorevolezza in
sede europea le politiche di controllo dellimmigrazione esattamente come in Italia porta avanti nelle sedi
istituzionali le sue istanze federaliste. Il Maroni di lotta e di governo è
solo unimmagine, ma dietro cè la realtà di un paradosso più
sostanzioso. Accanto allastensionismo e al naufragio delle sinistre
continentali, il dato
più netto del voto di domenica è laffermazione in quasi
ogni nazione di un consistente fronte euroscettico, quando non decisamente
eurofobico. Il “pericolo” prospettato dal presidente uscente Hans-Gert
PÖttering, che nel prossimo Parlamento “ci siano più partiti estremisti” si è realizzato. Accanto
ai trentacinque deputati del gruppo Europa per le nazioni, non proprio
euroentusiasta, di cui fa parte il movimento di Umberto Bossi, ci saranno ben
venti esponenti eletti dalle formazioni euroscettiche che fanno riferimento allIndependence
Democracy Group. Lexploit maggiore lha conseguito in Gran Bretagna
lUkip, secondo partito col 17 per cento. Ma significativi sono i due
deputati guadagnati, per la prima volta, dal British National Party (6 per cento), formazione antisistema e
venata di xenofobia. In Olanda il Partito della Libertà di Geert Wilders ha
sfiorato il 17 per cento, quasi al 15 è arrivata la formazione xenofoba
ungherese Jobbik, al 12 i nazionalisti bulgari di Ataka. In Austria il social-populista
Hans-Peter Martin ha tre seggi. Avversione per le istituzioni comunitarie,
autonomismo, tratti più o meno forti di diffidenza verso il melting pot etnico
e politiche limitative dellimmigrazione sono tratti che
accomunano tutti questi partiti alla Lega. La differenza con il movimento padano di Umberto
Bossi è che nessuna di quelle formazioni è attualmente al governo, né lo è mai
stata in precedenza – a parte in Polonia il partito dei gemelli Kaczynski. Laltra
differenza che quasi tutti questi movimenti – forse a esclusione dellUkip,
cui ieri la stampa inglese riservava analisi in chiave di nuovo credibile
competitor nazionale – rappresentano nel panorama continentale unanomalia
da tenere sotto controllo, qualcosa di vicino allimpresentabilità, secondo gli archetipi di Le Pen o
del defunto Heider. In Olanda le posizioni di Geert Wilders sullislam
lo hanno costretto addirittura a una vita blindata, oltre che a un pesante
ostracismo politico e culturale. La Lega nord è riuscita col tempo, grazie a unallenza di lunga
durata col centrodestra, a sfuggire a queste trappole. Ha ormai una lunga
esperienza di governo locale e nazionale, ha smesso da tempo di agitare
secessioni e moschetti, si pone e realizza obiettivi politici ambiziosi ma
realistici e condivisi.
Il politologo Ilvo Diamanti in un suo saggio uscito pochi giorni prima del voto
(“Mappe dellItalia Politica”, Il Mulino) segnala tra laltro come
lessenza territoriale della Lega abbia determinato in modo differente il
suo rapporto con lEuropa. Una delle molle del voto leghista è sempre stata la “frustrazione
comparativa”, dice Diamanti, ovvero “il piccolo nord che chiede visibilità,
riconoscimento in misura adeguata al ruolo economico”. Lo stesso atteggiamento
la Lega lo ha maturato verso lEuropa. La collocazione pedemontana del suo
elettorato, che vive in stretto rapporto economico con tutta la fascia
transfrontaliera che va dalla Francia ai Balcani, ha sempre convissuto con una
certa visione celtica dell“Europa dei popoli e delle regioni”. I leghisti hanno nel Dna una timida
simpatia per unEuropa capace di dare “riconoscimento e
rappresentanza alle autonomie subnazionali, e promuove la costituzione di nuove
entità subfrontaliere”. La Lega che detesta la “burocrazia di Bruxelles” convive paradossalmente
il suo europeismo euroscettico, ma non antisistema. Leggi Che ce ne facciamo di
questa Europa? di Maurizio Crippa
( da "Brescia Oggi"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Turismo, a rischio
40 mln di ricavi RICERCA CDC-ISNART. Confesercenti-Euroconfidi: azione
anticrisi Gli albergatori: prenotazioni in calo del 20% 09/06/2009 rss e-mail
print Alessio Merigo La crisi potrebbe generare una perdita di 40 milioni di
euro in termini di ricavi per il comparto ricettivo-alberghiero bresciano. Lo
ha stimato l'osservatorio sul turismo della Camera di commercio, che nei giorni
scorsi ha realizzato uno studio in collaborazione con Isnart (società del
sistema camerale che realizza studi sul turismo). Il lago di Garda in
particolare - come emerge dai dati - con 794 tra alberghi ed esercizi
extralberghieri e 67.375 posti letto ha registrato nel 2008 5.587.172 presenze,
pari al 70% circa del totale delle presenze provinciali. Per il solo settore
alberghiero una contrazione del 20% nei mesi di luglio e agosto significherebbe
una perdita netta di 12 milioni di euro che salirebbero a quasi 20 milioni di
euro considerando il settore extralberghiero. Secondo le stime infatti ogni per
euro speso nelle strutture ricettive ogni turista ne spende un altro in extra.
Per intervenire ed attivare il mondo del turismo Confesercenti di Brescia e
Euroconfidi Impresa, in collaborazione con Asshotel Brescia stanno sollecitando
gli operatori del settore con una campagna che spinge all'utilizzo dei fondi
messi a disposizione dal ministero del Turismo guidato da Michela Vittoria
Brambilla. Un'intesa, approvata nei giorni scorsi, che mette a disposizione delle
imprese del settore un plafond di 1,6 miliardi di euro (con ipotesi di arrivare
fino ai 2 miliardi). Le somme andranno a finanziare sia interventi di carattere
strutturale che sostegni alla liquidità. Fino ad ora sono cinque gli istituti
di credito che hanno aderito all'iniziativa: il Gruppo Intesa Sanpaolo (che ha
messo a disposizione 600 milioni di euro), il Gruppo Unicredit (500 milioni) il
Gruppo Banco Popolare (200 milioni), il Gruppo Banca Popolare Milano (200
milioni) e il Gruppo Banca Popolare Sondrio (100 milioni). «L'intesa raggiunta
tra Governo, banche, associazioni e Confidi - ha spiegato l'amministratore
delegato di Euroconfidi Impresa, Alessio Merigo - punta a valorizzare una
sinergia in un settore strategico per l'economia bresciana. Il nostro obiettivo è quello di rendere effettivo l'utilizzo di
queste somme con tempi veloci, condizioni agevolate, meno burocrazia e costi ridotti». Un
obiettivo condiviso dal presidente di Confesercenti Piergiorgio Piccioli che ha
rilanciato: «Dopo aver fronteggiato la situazione di emergenza è necessario
intervenire per rilanciare definitavamente il settore. Le richieste:
abbassare l'aliquota Iva, potenziare le infrastrutture e promuovendo
efficacemente le località». Come in tanti altri comparti è l'urgenza ad essere
la principale rivale delle aziende. «Urgono provvedimenti - ha detto il
presidente di Asshotel Brescia, Marco Polettini -. Nel brevissimo periodo è
fondamentale il sostegno al credito e alla liquidità, per questo ben venga il
progetto del Governo».
( da "Agi" del
09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
INNOVAZIONE: BRACCO,
DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO Stampa Invia questo articolo (
( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
MARIAMICHELA
FORMISANO SILVESTRO MONTANARO Gli uffici del Rettorato della Seconda Università
di Napoli si insedieranno alla Reggia di Caserta dopo 17 anni di trattative e
rinvii. L'accordo, che di fatto cede agli uffici di rappresentanza della Sun
oltre
( da "Trend-online"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
FONDO CINESE
INTERESSATO AD ENEL NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo
Molinengo , 09.06.2009 13:05 Scopri le migliori azioni per fare trading questa
settimana!! Il viceministro Adolfo Urso, in un'intervista rilasciata a Il
Giornale, spiega che un fondo sovrano cinese si è mostrato particolarmente
interessato al settore energetico e alle energie rinnovabili, nucleare
compreso. "Interesse che potrebbe anche trasformarsi nella partecipazione
del fondo a una grande compagnia italiana come Enel" conclude Urso. Il
viceministro Adolfo Urso ha aggiunto che i fondi cinesi non vengono da noi per
comprare pezzi di Paese. Chiedono di partecipare al capitale di aziende nelle
quali credono e puntano solo agli utili. "E' stata stilata una lista anche
con l'aiuto di Confindustria - ha aggiunto - di aziende che potrebbero
accettare capitali cinesi. O di marchi che potrebbero essere venduti. Il tutto
sempre che vengano rispettati alcuni requisiti, come il
mantenimento dei posti di lavoro, il mantenere in Italia i marchi e precisi
impegni anti contraffazione". Urso ha concluso che "in cambio i
cinesi chiedono che gli sia dia una mano per districarsi nella burocrazia italiana che pare sia troppo
complessa anche per loro. A dargli una mano dovrebbe essere Invitalia".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia,
ballottaggio sul filo del rasoio Contiero: «Ero convinto di farcela al primo
turno». Virgili: «Allargheremo la coalizione cercando subito gli
apparentamenti» Martedì 9 Giugno 2009, Era convinto di vincere al primo turno.
Soprattutto non voleva che in fase di ballottaggio poi tutti lo tirassero per
la giacchetta. Antonello Contiero, 52 anni di San Martino di Venezze, sposato
con due figli, uno di 22 e l'altro di 12, preferiva governare senza
condizionamenti. Al primo turno non aveva stretto accordi, non era sceso a
compromessi. La Lega in campagna elettorale ha proposto il suo programma per il
Polesine e chiunque decidesse di appoggiarlo non poteva porre veti. Ora invece
le cose potrebbero cambiare. Il Contiero-pensiero è orientato ad abolire la
parola centrodestra, «con me ci sarà una compagine del fare guidata dalla
Lega». È lontano anni luce dal vecchio modo di vedere la politica, seppure
sostenga che «la politica si deve riappropriare della Provincia, con organismi
deputati a controllare che vengano rispettate le leggi». Ma la politica per
Contiero non è quella che ha governato sinora il Polesine, «è finita l'era
della gestione bipartisan, degli inciuci, dell'abbraccio mortale tra destra e
sinistra». Il leader leghista, l'uomo che in poco tempo ha aperto sezioni della
Lega anche in territori dove poco poteva attecchire, che ha saputo coinvolgere
uomini e donne con i suoi discorsi semplici, diretti, talvolta un po'
raffazzonati, perché quando parla è un fiume in piena e le idee si accavallano,
ha attirato attorno a sé indecisi e insoddisfatti, ha cavalcato indubbiamente
con grande carica comunicativa l'onda favorevole del suo partito e ha
spaventato anche gli alleati. «Certo loro grattavano con le unghie sui tavoli
auspicando un ballottaggio, ma io ero convinto del primo turno - ha detto prima
ancora dell'esito finale -, perché con alleanze elettorali e patti il rischio è
che dopo un anno si vada tutti a casa. Voglio una squadra compatta, di persone
competenti, che rispondano al sottoscritto. Se non portano a casa i risultati,
in sintonia con il programma, devono dimettersi». Ha le idee chiare Contiero,
anche sugli immigrati. Non parliamo di presidente sceriffo, ma poco ci manca.
«Ho Gentilini da una parte, Tosi dall'altra (i due leghisti di Treviso e
Verona) e gli stranieri prima di varcare i nostri confini ci devono pensare
bene». Il candidato però pensa in prospettiva al rilancio del Polesine in
termini di sviluppo, al «popolo delle partite Iva», che attualmente sono 25mila
e che vuole portare a 50mila. Se sarà eletto la prima cosa che farà sarà quella
di radunare attorno ad un tavolo imprese, sindacati, banche, associazioni di
categoria per condividere il patto per il Polesine. Soprattutto alle banche
lancia un messaggio: o si abbassano i tassi e si tolgono i costi delle
commissioni per aiutare le aziende che creano occupazione o la Provincia farà
loro concorrenza, con qualche partecipazione in istituti di credito più piccoli
del territorio con cui poter chiudere delle convenzioni più favorevoli a
imprese e famiglie. Anche la macchina amministrativa dovrà funzionare, riducendo la burocrazia, accelerando le pratiche, facendo marciare l'imprenditoria a
ritmi serrati, al passo con i bisogni dell'economia. Si chiuderanno enti
inutili come il Consorzio per lo Sviluppo, il Censer, Polesine Innovazione
(braccio operativo della Camera di commercio) e magari saranno ampliate le
deleghe e il numero di assessori, ma non per distribuire poltrone, ma
per curare tutti gli interessi del Polesine. «Penso per esempio ad una delega
alla sicurezza che ora non c'è, legata però alla protezione civile o una
all'Ambiente, da coniugare con turismo, agricoltura, caccia e pesca da affidare
però ad un bassopolesano per esempio, ad una persona radicata sul territorio e
che conosca le problematiche. Non è detto che siano esponenti politici, meglio
i tecnici e gli esperti». Certo Contiero, pur consapevole del crollo del
centrosinistra e del Pd, non resta tranquillo se pensa al ballottaggio: «Parlerò
con Bossi, siamo legati ad un referendum al quale abbiamo chiesto di non andare
e temiamo che in molti diserteranno le urne. Bossi potrebbe addirittura
chiederci di ritirarci. Siamo andati molto vicini allla vittoria al primo turno
fino all'ultimo, ora vedremo». Federica Broglio
( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 9 Giugno
2009, Trieste NOSTRO INVIATO Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in
realtà le parole sono come pietre: «Adesso in Regione dovranno prestare
maggiore ascolto alle nostre proposte, a cominciare dal welfare e dai requisiti
per accedervi». L'avviso ai naviganti della politica viene dal capogruppo della
Lega Nord in Consiglio regionale, Danilo Narduzzi, il quale legge
l'affermazione del Carroccio e di Italia dei Valori come «l'affermazione dei
partiti che hanno radicalizzato le proprie scelte». Certo, non allo stesso
modo. Infatti «noi della Lega abbiamo giustamente insistito sulla lotta
all'immigrazione clandestina e sulla sicurezza dei cittadini, mentre Di Pietro
e i suoi hanno puntato tutto sull'antitesi becera a Silvio Berlusconi e a tutto
ciò che egli rappresenta». Non è solo questo, però, a spiegare l'affermazione
leghista. Il capogruppo spiega che «i tanti suffragi attribuiti alla nostra
lista alle Europee sono un chiaro voto di insofferenza verso l'immigrazione
illegale e nei confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che
fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli
Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e
dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere
considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini». E
tanto per cominciare «punteremo energicamente all'approvazione del nostro
disegno di legge sul welfare regionale, attualmente in Commissione consiliare».
Prevede «almeno 15 anni di residenza in Italia per poter ottenere qualsiasi
intervento di welfare in Friuli Venezia Giulia», sebbene la trattativa politica
in seno alla maggioranza «potrà portare a un leggero abbassamento di questa
soglia». Ma in ogni caso «niente di più». Sornione, invece, l'assessore Elio De
Anna (Pdl), il quale considera che «i risultati elettorali sono andati come da
copione»: in altre parole «una tenuta sostanziale della coalizione di
Centrodestra nella regione, con un leggero travaso di consensi che è naturale
avvenga a danno del partito di maggioranza relativa». E poi - ricorda De Anna -
la maggioranza friulgiuliana «esce rafforzata anche dal risultato dell'Udc, che
governa assieme a noi». Maurizio Bait
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Lega: «Ora Tondo
dovrà ascoltarci di più» Il capogruppo del Carroccio presenta il conto al
presidente della Regione sui temi di welfare e immigrazione Martedì 9 Giugno
2009, Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà le parole sono
come pietre: «Adesso in Regione dovranno prestare maggiore ascolto alle nostre
proposte, a cominciare dal welfare e dai requisiti per accedervi». L'avviso ai
naviganti della politica viene dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio
regionale, Danilo Narduzzi, il quale legge l'affermazione del Carroccio e di
Italia dei Valori come «l'affermazione dei partiti che hanno radicalizzato le
proprie scelte». Certo, non allo stesso modo. Infatti «noi della Lega abbiamo
giustamente insistito sulla lotta all'immigrazione clandestina e sulla
sicurezza dei cittadini, mentre Di Pietro e i suoi hanno puntato tutto
sull'antitesi becera a Silvio Berlusconi e a tutto ciò che egli rappresenta».
Non è solo questo, però, a spiegare l'affermazione leghista. Il capogruppo
spiega che «i tanti suffragi attribuiti alla nostra lista alle Europee sono un
chiaro voto di insofferenza verso l'immigrazione illegale e nei confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che
fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli
Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e
dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere
considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini». E
tanto per cominciare «punteremo energicamente all'approvazione del nostro
disegno di legge sul welfare regionale, attualmente in Commissione consiliare».
Prevede «almeno 15 anni di residenza in Italia per poter ottenere qualsiasi
intervento di welfare in Friuli Venezia Giulia», sebbene la trattativa politica
in seno alla maggioranza «potrà portare a un leggero abbassamento di questa
soglia». Ma in ogni caso «niente di più». Sornione, invece, l'assessore Elio De
Anna (Pdl), il quale considera che «i risultati elettorali sono andati come da
copione»: in altre parole «una tenuta sostanziale della coalizione di
Centrodestra nella regione, con un leggero travaso di consensi che è naturale
avvenga a danno del partito di maggioranza relativa». E poi - ricorda De Anna -
la maggioranza friulgiuliana «esce rafforzata anche dal risultato dell'Udc, che
governa assieme a noi». M.B.
( da "Gazzettino, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
9 Giugno 2009, Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per
gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il
pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore
la vera fortuna.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 9 Giugno
( da "Sicilia, La"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'analisi Ue, Socialismo
senza popolo Giuseppe Di fazio La delusione è la «cifra» per leggere il voto
europeo 2009. Delusione verso una istituzione, il Parlamento di Strasburgo,
avvertita (a torto) come lontana e inutile. E delusione anche nei confronti di
quei partiti - socialisti e laburisti in testa - che negli ultimi decenni
avevano dato voce alla speranza di un cambiamento. Il minimo storico
dell'affluenza alle urne (43,39%), registrato in quest'ultima tornata
elettorale, esprime tutta la disaffezione dei cittadini verso un'Europa dei
burocrati e dei banchieri, che sembra voler mettere da parte la politica e gli
ideali. Ma questa euro-disaffezione finisce per dare ancora più spazio
all'invadenza delle norme Ue, che già determinano la nostra vita. Ricordiamolo:
80 leggi italiane su 100 sono attuazioni di direttive comunitarie. E non sempre
sono norme di buonsenso, come quelle sull'aranciata senza succo di arancia, o
sul vino senza uva. Nel momento in cui il Vecchio Continente registra una crisi
senza precedenti (tra il 2009 e il 2010 è prevista la perdita di ben 8,5
milioni di posti di lavoro), gli elettori decretano la sconfitta dei partiti
socialisti, che non riescono più a interpretare la domanda di rinnovamento. Il
progetto di Zapatero in Spagna si scioglie come neve al sole. L'innalzamento
vertiginoso del tasso di disoccupazione, schizzato oltre il 18 per cento, ha
fatto piazza pulita a Madrid del socialismo del leader spagnolo, che aveva
puntato il suo progetto innovatore sulla difesa dei diritti individuali, rendendo
il suo movimento un partito radicale di massa. Un'altra batosta prendono in
Francia i socialisti di Martine Aubry, che vengono surclassati dal partito di
Sarkozy e raggiunti dagli ecologisti di Daniel Cohn-Bendit e José Bové. Fuori
gioco, in questo caso a motivo della questione morale, anche i laburisti di
Gordon Brown, l'erede arcigno e triste di Tony Blair. «Il partito socialista -
ha ammesso il francese Jack Lang interpretando una tendenza europea - non sa
più dar voce alla speranza». In una situazione di crisi profonda, come quella
che abbiamo prima descritto, ci vuole ben altro di una difesa dei diritti
individuali alla Zapatero per parlare al cuore e alla vita delle classi
proletarie e borghesi. La sinistra, che storicamente ha avuto in Europa un radicamento
popolare e ha organizzato forme solidaristiche di sostegno operaio e contadino
(dalle cooperative alle leghe), ha perso il suo carattere originario sposando
le battaglie «progressiste» dell'individualismo radicale. In momenti di «pancia
piena» e di boom economico, la sinistra dei salotti poteva anche resistere, ma
risulta fuori gioco in tempi di magra, quando c'è bisogno di sporcarsi le mani
coi problemi della gente e di dare aiuto a chi perde il lavoro, o non arriva a
fine mese. Anche la sinistra italiana ha mostrato una incapacità strutturale a
rispondere al momento storico e a ricercare momenti di unità. Basta vedere come
ha impostato la campagna elettorale per le europee: molto gossip e molto
moralismo, poche proposte positive sul piano sociale ed economico. Niente di
strano, dunque, se il voto europeo ha premiato, per rigetto, perfino i partiti
della destra xenofoba che contesta le astratte politiche solidaristiche in tema
d'immigrazione o i leghisti che vantano, invece, un serio radicamento nel
territorio. Ma l'euro-disaffezione e la debolezza delle sinistre rendono più
acuta la questione politica. L'Europa non può vivere solo
di burocrazia, ha bisogno
di un ceto politico all'altezza delle sfide del momento, che vanno dalla crisi
economica mondiale al superamento delle disparità di sviluppo all'interno
dell'Ue, dal ruolo geopolitico del Vecchio Continente alla politica estera
comune. Un ulteriore cedimento della politica procurerebbe una frattura
insanabile fra le istituzioni Ue e i cittadini.
( da "Repubblica.it"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sarà un corteo
antifascista e antirazzista, quello che, sabato prossimo, porterà in strada la
comunità Glbt (gay, lesbische, bisexual e transgender), e al quale sono
invitati a partecipare tutti quelli che credono nei pari diritti per gli
omosessuali. Le previsioni degli organizzatori di questo Gay Pride romano, il
cui sito internet ha già crashato per eccesso di contatti, si aspettano
"centinaia di migliaia di manifestanti". E, tra i carri, dovrebbe
trovare posto anche la vicenda di Noemi, la ragazza oggetto delle attenzioni
del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Anche se il comitato
organizzatore deve ancora dire l'ultima parola, è probabile che una ballerina
brasiliana (nome in codice: Naomi) si ispiri proprio alla 18enne di Casoria. Ci
dovrebbe essere spazio anche per il sindaco, Gianni Alemanno che, secondo, gli
organizzatori, si è impegnato "solo tardivamente per risolvere il problema
del percorso del Pride". Quel che è certo, per adesso, è che i costumi
saranno inviati direttamente dal Brasile. Un Pride, quello di Roma, che nasce
all'insegna dei divieti sul percorso. Tre, in tutto, nell'arco di circa due
mesi e mezzo. I primi due, relativi alla zona di San Giovanni - richiesta
dall'associazione Mario Mieli, ma rifiutata dalla Questura. Infine, il terzo,
circa dieci giorni fa: da piazza della Repubblica a piazza Navona, passando per
via dei Fori Imperiali (lo stesso del 2008). E proprio quest'ultimo percorso,
alla fine, è stato concesso. Se gli organizzatori parlano di una chiara
"retromarcia della Questura", per la deputata del Pd, Anna Paola
Concia, quello di via San Vitale è "un atto dovuto, che segna una vittoria
delle associazioni Glbt". Per l'esponente del Pd, intervenuta alla
conferenza stampa indetta dal Mieli per presentare l'evento, "gli italiani
dovrebbero ringraziare gli organizzatori di questo corteo, perché la civiltà
veicolata dal Gay Pride fa bene a tutti". OAS_RICH('Middle'); Rossana
Praitano, presidente del Mieli, sottolinea che "la vicenda romana ha dei
contorni surreali: ad appena cinque giorni dalla sfilata, ci viene comunicato
il percorso definitivo, che avevamo chiesto settimane fa. Ovvio che l'obiettivo fosse quello di indebolire la manifestazione con la burocrazia e le carte da bollo". Un
indebolimento che, però, non c'è stato, almeno secondo la Praitano, che ha
ricevuto moltissime richieste di informazioni sulla sfilata. "La gente,
non solo gay, ci ha chiamato, ci ha scritto e-mail, per avere informazioni -
racconta - Il sito dell'evento ha crashato per eccesso di contatti.
Segno che la città di Roma è vicina a questa manifestazione". Da qui, la
convinzione che, sabato 13 giugno (l'appuntamento è alle
( da "Salerno notizie"
del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cirielli pensa già
alla sua Giunta; Carfagna: "A Salerno il termovalorizzatore si farà"
"Oggi è un giorno di festa ed inizia un nuovo percorso nel segno del
rinnovamento per l'intera provincia di Salerno". Sono state queste le
frasi del nuovo Presidente della Provincia Edmondo Cirielli il giorno dopo lelezione
sulla poltrona più alta di Palazzo SantAgostino. Parole pronunciate nel
corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il ministro per la Pari
Opportunità Mara Carfagna che non ha nascosto la soddisfazione per la
"storica" affermazione. "Ora la sfida più importante ed
impegnativa è quella di governare e governare bene - ha detto la Carfagna -. Il
neo presidente della Provincia di Salerno dopo aver sottolineato nella sua
ascesa alla Provincia il ruolo ed il contributo ricevuto dai partiti centristi
si è soffermato sul dato emerso dalle urne e sul programma che intende attuare.
Non ci saranno sprechi - ha detto - non ci saranno carrozzoni
politici. Voglio una burocrazia efficiente e trasparente. A tal proposito - ha annunciato
Cirielli - sto già mettendo a punto un protocollo d'intesa da sottoscrivere con
il ministro Brunetta, affinché anche per il nostro Ente possa essere attuata un
rinnovamento sotto l'aspetto delle tecnologie". Cirielli è stato chiaro
anche nella composizione della giunta. "Dovrà essere fatta in tempi rapidi
- ha detto - di sicuro mi affiancheranno due avvocati, un amministrativista che
dovrà interessarsi delle gare d'appalto che si sono inceppate, ed un
patrimonialista che dovrà chiarire le partecipazioni patrimoniali dell'Ente.
Gli assessori - ha proseguito - saranno scelti in base ai dati
elettorali". Cirielli non ha chiuso le porte ad eventuali assessori
esterni . Non sono mancate le stoccate al governatore della Campania Bassolino:
"Se Bassolino non è andato via dopo il disastro dei rifiuti, credo che non
andrà via adesso, dopo questo risultato elettorale. E noi certamente non lo
potremo cacciare" ha detto il Ministro Carfagna -. A chi le
ha chiesto su una sua probabile candidatura alla guida della Regione Campania, Mara Carfagna
ha ribadito che se le venisse chiesto di scendere in campo non potrebbe
rifiutare. La Carfagna ha inoltre affermato che il termovalorizzatore
di Salerno si farà". "Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro - che le cose vadano a buon
fine e nel più breve tempo possibile possa essere realizzato l'impianto che
chiuderà definitivamente il ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella provincia.
LA PRIMA VOLTA DELLA DESTRA 09/06/2009
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Marcegaglia: basta
gossip Parliamo di cose serie L'invito alla Cgil: sui contratti i vertici
nazionali tornino a lavorare con noi E' la tappa più importante della sua
tournée, il lungo road show nelle territoriali di Confindustria per «toccare
con mano le preoccupazioni degli imprenditori». In momenti di crisi, di
interrogativi aperti sui tempi - sempre incertissimi - della ripresa economica,
Emma Marcegaglia si conferma leader capace di 'scaldare' la platea degli
industriali. Nella sua Mantova, la presidente nazionale apre l'intervento con
una rassicurazione ai colleghi che ascoltano dalle poltroncine rosse. «Tra gli
imprenditori c'è sì preoccupazione per una crisi economica gravissima - attacca
- ma non c'è rassegnazione. Vedo che c'è voglia di andare avanti, di continuare
a fare il nostrio mestiere. Il sistema Italia sta insomma reagendo bene».
Timidi segnali di una possibile ripresa arrivano dal superindice dell'Ocse, con
l'economia italiana che registra l'aumento più forte tra i G7, ma la
Marcegaglia è cauta «anche perché in Europa le banche non hanno ancora tirato
fuori tutti gli asset tossici». La certezza è che per tornare alla crescita del
2007 ci vorrà tempo, e «che il percorso sarà lungo e doloroso». A livello
globale «la revisione delle regole della finanza è un dibattito serio - dice la
presidente di Confindustria - ma attenzione a non esagerare con le regole, con
il rischio di ingessare i mercati». Chiarissimo il messaggio ai banchieri,
sottolineato da uno dei numerosi applausi. «Devono tornare a fare il loro
mestiere, non a sostenere castelli di carta». Inevitabile, a due giorni dal
voto, parlare di politica. «In campagna elettorale è stato un grave errore non
aver parlato delle questioni europee - sottolinea la Marcegaglia - e va
ricordato che, nell'ultima legislatura, 37 su 72 parlamentari italiani a
Strasburgo hanno lasciato in anticipo l'incarico. Non deve più succedere,
perché è in Europa che sempre più si decidono i nostri destini». L'ad del
gruppo di Gazoldo affronta anche il tema «dell'Europa che deve fare un salto in
avanti. Non può più essere solo l'Europa dei vincoli inutili e delle burocrazie». L'attenzione torna poi all'Italia. In piena sintonia
con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni (al quale poi chiederà
di essere alleato sul percorso delle riforme della pubblica amministrazione,
delle pensioni, sulla semplificazione, sulle liberalizzazioni e sulla riduzione
graduale dell'Irap) la Marcegaglia affronta i temi della liquidità e del
credito («Rischiamo l'asfissia finanziaria delle Pmi, che vorrebbe dire
perdere una parte importante del nostro sistema produttivo») e dei crediti che
le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione («E'
inaccettabile che lo Stato non paghi i propri debiti»). Poi il capitolo di stretta
attualità, la riforma degli ammortizzatori sociali. «La coesione sociale è un
bene essenziale, che siamo riusciti a mantenere lavorando insieme - sottolinea
la presidente di Confindustria - noi industriali siamo i primi a dire che i
lavoratori vanno sostenuti. E una ricerca di Boston Consulting, che verrà
presentata nei prossimi giorni, dice che le aziende italiane sono quelle che
hanno saputo mantenere al meglio i posti di lavoro». La riforma contrattuale?
«Dobbiamo legare i salari alla produttività e metter fine alla logica del
conflitto. In quest'ottica auspichiamo che la Cgil, a livello nazionale, torni
a lavorare con noi. Sui territori lo sta già facendo, per contrastare la crisi.
Sulla partecipazione dei lavoratori «non abbiamo pregiudizi ideologici, e siamo
a disponibili a discutere ponendo due condizioni: deve essere volontaria e la
decisione va lasciata all'autonomia delle parti». L'ultimo invito è a guardare
a medio-termine: «Gestire l'emergenza va bene - conclude - ma la crisi non sia
l'abili per non fare le riforme impopolari». (co.bi.)
( da "Cittadino, Il"
del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Via Jannozzi, i
cittadini sulle barricate Si sta pensando a una sottoscrizione da presentare in
municipio San DonatoLa corsa contro il tempo chiesta dai vertici del comune di
San Donato per la sistemazione della piazza di via Jannozzi, che verrà
acquisita dall'ente locale solo se entro il 30 ottobre verranno effettuati
interventi di ripristino della pavimentazione, sta dando filo da torcere ad
amministratori condominiali e cittadini. Tanto che gli oltre 250 residenti si
stanno mobilitando, animando anche l'intenzione di procedere con una raccolta
firme, per chiedere ai vertici del comune di modificare le condizioni poste per
procedere con la convalida del passaggio in programma sin dagli anni Ottanta.
Una vicenda che interessa particolarmente gli abitanti della zona, dal momento
che da quando fu realizzato il quartiere di palazzine di edilizia
convenzionata, la manutenzione delle parti comuni e del verde è dirottata sulle
spese condominiali degli inquilini, mentre, come fanno presente alcuni
amministratori, il comune avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione della
superficie della piazza. Proteste si alzano quindi soprattutto per gli
investimenti richiesti di sistemazione del corridoio che corre tra le case ed i
negozi, in quanto ricordano i diretti interessati in un documento informale in
cui viene tratteggiata la situazione, che «se la pavimentazione in alcuni punti
è sconnessa è anche perché il comune non ha ottemperato agli obblighi di
manutenzione della superficie del piazzale, permettendo il transito dei mezzi
sull'area pedonale». Gli stessi sandonatesi della zona citano l'esempio dei
mezzi che hanno transitato per la sistemazione delle canne fumarie nel
caseggiato dell'Aler. Ma viene altresì fatto presente, con documenti alla mano,
che a tempo debito la squadra di governo della città si assunse precisi impegni
riguardo l'utilizzo degli introiti incassati dal passaggio da diritto da di
superficie a diritto di proprietà degli immobili realizzati su aree 167, per la
realizzazione di progetti tesi a riqualificare l'area, che da tempo ormai
reclama attenzione. Dopo infatti vicissitudini e lungaggini, in una parentesi in cui la burocrazia era ormai pronta a lasciare libero campo ad una nuova
regolamentazione che prometteva rilancio, la missiva inviata recentemente dal
comune e affissa nelle portinerie, ha scatenato dissensi e punti interrogativi.
Mentre quindi gli amministratori condominiali, si stanno riunendo nel tentativo
di fare fronte a quella che viene definita come emergenza, c'è un gruppo
di residenti che non esclude l'idea di creare una rete con l'intento di far
sentire anche la loro voce. Anche perché i tempi iniziano a diventare veramente
stretti, considerando il periodo estivo, e la difficoltà a pianificare opere,
le cui spese dovrebbero essere accollate sugli inquilini. Certo è che in una
stagione in cui il rebus doveva definitivamente sciogliersi, la matassa appare
ancora alquanto ingarbugliata. Giulia Cerboni
( da "Citta' di Salerno, La"
del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mara: adesso si
cambia pagina Festa con il ministro per l'elezione: «De Luca? Ora avrá più
umiltá» Cirielli pronto a imporre la svolta anche nelle
societá partecipate Intesa con Brunetta per una vigilanza sulla burocrazia DI CLEMY DE MAIO "
salerno. La festa e la sfida.Corre su questo binomio il saluto che il ministro
Mara Carfagna ha tributato ieri mattina, nella sede salernitana del Pdl,
all'elezione di Edmondo Cirielli alla presidenza della Provincia.La
festa, «perché oggi si può dire con certezza e gioia che il centrodestra ha
ottenuto un risultato straordinario»; e la sfida dell'impegno di governo.
" Che la vittoria delle urne sia solo l'inizio, lo dice subito chiaro:
«Inizia un nuovo percorso.Per noi, a differenza del centrosinistra, la sfida più
importante non è la competizione elettorale ma quella di governare bene il
territorio provinciale. E' una sfida che intendiamo vincere, abbiamo giá
dimostrato di saper bene amministrare, di avere una classe dirigente preparata
e radicata. Per la prima volta, in Campania il centrodestra vince alle
amministrative: sfatiamo il luogo comune che vorrebbe la nostra classe
dirigente inadeguata e poco radicata nei territori».Il successo elettorale
segna anche la fine delle discussioni sulla sua leadership, su cui tanti, a
Salerno, avevano obiettato. E' Cirielli (che ieri mattina ha ricevuto anche la
telefonata di auguri del presidente della Camera Gianfranco Fini) ad assumersi
l'onere di evidenziarlo: «Ringrazio il nostro leader politico, che è il
ministro» esordisce.Sul terreno dell'impegno di governo gioca al rilancio,
tracciando per la Provincia e le sue societá la strada di una svolta che
riguarderá tanto i metodi quanto gli uomini. «Siamo consci delle responsabilitá
che ci sono davanti, sappiamo bene che il voto che ci è stato dato è un voto
per un cambiamento radicale e sapremo tenere fede a questo impegno».Il
neopresidente Indica due parole d'ordine, trasparenza ed efficienza, mette in
guardia gli alleati che «non si potrá governare con gli sprechi, come ha fatto il
centrosinistra» e annuncia di aver ottenuto dal ministro Brunetta la promessa
di un protocollo d'intesa per dotare la Provincia di un sistema telematico «ad
alta tecnologia», che vigilerá sulla burocrazia di
Palazzo Sant'Agostino. «La macchina amministrativa sará efficiente e
trasparente, due requisiti che pretenderò anche dai Comuni e dalle societá
partecipate.La nostra partecipazione sará condizionata a questi requisiti».
" Forse non accadrá nell'immediato, ma presto l'ente chiederá conto anche
della guida di spa e consorzi provinciali, ora affidati quasi tutti al
centrosinistra. «Comincia il sistema Salerno e finisce Salerno sistema»
promette con una battuta il vice coordinatore del Pdl, Antonio Iannone. E
Cirielli assicura che «cambierá innanzitutto il metodo».«La gente ci ha votato
perché non ne può più di questi carrozzoni - spiega - noi li trasformeremo in
strutture snelle ed efficienti, che non sprecano risorse e offrono servizi di
qualitá. Su queste basi siamo pronti a dialogare anche con i Comuni del
centrosinistra». Garantisce che nella scelta dei consigli d'amministrazione non
stará «con il misurino in mano», ma rimarca che «tra le societá e la Provincia
deve esserci un rapporto di fiducia e avverte che la nuova giunta «eserciterá a
pieno il suo ruolo». «Abbiamo una classe dirigente di prim'ordine, manderemo
nelle societá persone competenti e anche con un'esperienza politica.Non ci
saranno disoccupati da accontentare». " A dargli forza a sufficienza per
imporre il cambiamento è un risultato che assegna al centrodestra ventotto
collegi su trentasei. «Anche dove abbiamo perso, la sconfitta è stata di
misura, tranne il caso anomalo di Agropoli.Salerno, dove sfioriamo il pareggio
e conquistiamo un consigliere, è il dato politicamente più significativo.Il
sindaco De Luca ha impostato la campagna come un referendum su di lui e
l'elettorato gli ha dato una risposta sonora, che penso lo aiuterá ad avere
maggiore umiltá».A De Luca lancia un monito anche il ministro Carfagna: «Il
termovalorizzatore si fará, ci auguriamo vada a buon fine in tempi brevi».
( da "Stampa, La" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«SKEMA» DI SAN
DAMIANO: AZIENDA LEADER NEL SETTORE Fotovoltaico: investire subito per
risparmiare nel tempo Investire subito per risparmiare nel tempo: è la
filosofia che regna alla «Skema» di San Damiano, azienda diventata leader nel
settore del fotovoltaico. Un sistema di risparmio pulito che si sta sviluppando
non solo nel campo dell'edilizia pubblica, ma anche in quella privata. E sono
sempre di più le giovani coppie che, acquistando casa, si accostano a questa
nuova possibilità. L'azienda sandamianese, nonostante la novità del settore, ha
alle spalle anni di esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico,
dove ha già progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale
astigiano, le scuole «Anna Frank» e «Parini». E non si parla solo di pannelli
solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche sistemi per
l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per cancelli.
Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i comfort
risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale. Molti,
spiega Paolo Gallo di «Skema», i vantaggi del fotovoltaico: «In una società che
scopre sempre di più il valore ambientale come bene reale, economico ed etico,
questa fonte di energia ha sicuramente molti validi motivi per affermarsi. Il
soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia - aggiunge - dovrà essere
assicurato nel più rigoroso rispetto dell'ecosistema». Tra i vantaggi,
l'impianto fotovoltaico non ha parti in movimento, per cui non ha bisogno di
combustibili e funziona a temperatura ambiente. In più, resiste agli agenti
atmosferici, alle radiazioni Uv e agli sbalzi di temperatura, i moduli sono
riciclabili (le componenti non deteriorabili possono essere riutilizzate).
«Realizzare un impianto fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova
consapevolezza nei confronti dell'utilizzo razionale dell'energia». Si tratta
poi di un investimento che conviene: «Forse non si sa che
gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la
burocrazia si è
alleggerita» fa notare il titolare della «Skema». Le modalità di incentivazione
per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto
ministeriale del 2007: «La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta
dal sistema fotovoltaico per 20 anni». Con diverse possibilità: «Lo
scambio sul posto consente di scambiare l'energia prodotta in eccesso con
quella prelevata dalla rete elettrica, usata per esempio nelle ore notturne,
oppure con la cessione in rete si può vendere l'energia non consumata al libero
mercato o al gestore della rete elettrica». In ogni caso, l'azienda sarà al
fianco dei clienti: «Ci occupiamo noi anche della richiesta dei contributi,
ambito che spesso necessita di specialisti». Nella foto, un impianto della
«Skema»
( da "Alto Adige" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Una indagine di
Confartigianato considera l'Alto Adige il miglior posto per «fare impresa»
L'Autonomia aiuta la produttività Pressione fiscale: Bolzano, Trento e Aosta
sono «virtuose» BOLZANO. Bolzano e tutto il Nord Est offrono le migliori
condizioni per fare impresa mentre la "maglia nera" va a Crotone e
alla Calabria in generale. E' quanto emerge dal rapporto "Il cielo sopra
la crisi" curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato che verrà
presentato oggi a Roma. Dal rapporto di Confartigianato Bolzano risulta quindi
la provincia italiana in cui si riscontrano le condizioni migliori per fare
impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto
Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. Per misurare l'ambiente ideale per
fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11
ambiti da cui ha ricavato l'indice della Qualità della Vita dell'Impresa che
valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione
degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la
propria impresa. In particolare, sono stati analizzati la densità
imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza
sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. Anche nella classifica per regioni, il
primo posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta,
Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in
ultima posizione, Calabria. Dal rapporto stilato da Confartigianato emerge che
è il Nord Est la macro area italiana più favorevole al fare impresa. A seguire
il Nord Ovest, il Centro, le Isole e il Sud. Per gli indicatori relativi alla
pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di
una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre sono Salerno,
Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia al
top vi sono Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre le ultime tre province sono
Roma, Campobasso e Catanzaro. In quanto a condizioni del credito in testa
troviamo Sondrio, Piacenza e Terni, mentre agli ultimi posti figurano Salerno,
Napoli e Avellino. Per tempi della giustizia le province ideali per fare
impresa sono Trento, Torino e Como, mentre le ultime tre sono Messina,
Catanzaro e Lecce. Per quanto riguarda infine le condizioni legate a utilities
e servizi pubblici locali Aosta, Milano e Genova sono le province con le
migliori condizioni, la maglia nera va invece a Teramo, Campobasso e Isernia.
( da "Trentino" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA Fa causa
al ministero per la cittadinanza Brasiliana di origini trentine vittima della burocrazia italiana TRENTO. Con un atto
di citazione dedicato a Rino Zandonai - il direttore della Trentini nel mondo
disperso nell'incidente del volo Air France - una donna brasiliana di origini
trentine Mazza (nome) Passamani De Sabata Bruno (cognome) ha deciso di chiamare
in giudizio il ministero dell'Interno per vedere riconosciuto il proprio
diritto ad ottenere la cittadinanza italiana in quanto discendente di
trentini emigrati. Tutte le carte prodotte dalla donna - nata in Brasile nel
1968 - consentono di accertare il suo diritto ad ottenere la cittadinanza
italiana. La ricorrente discende da un trentino di Tenna - Giacomo Passamani -
che nel 1874 partì per il Brasile imbarcandosi da Genova alla volta di Vitoria
sulla nave "La Sofia". Era il 3 gennaio e Passamani giunse al di là
dell'Atlantico più di un mese dopo, il 17 febbraio. Nell'atto di citazione viene
spiegato che ricorre il requisito temporale dell'emigrazione di un avo, dal
momento che per poter fruire del beneficio di legge del riconoscimento della
cittadinanza, l'avo deve essere emigrato entro il 16 luglio del 1920 e dopo il
25 dicembre 1867, data di costituzione dell'impero Austro-ungarico. Oltre
oceano Giacomo Passamani si sposò, fece dei figli che a loro volta mandarono
avanti il cognome trentino, mantenendo salde radici con la terra d'origine.
Secondo quanto prevede la legge, la donna ha reso la dichiarazione di volontà
nei termini indicati dalla normativa (il 9 dicembre 2005) e questo le consente
di acquisire automaticamente la cittadinanza italiana, non prima - però - di un
iter burocratico che passa per lo studio della documentazione da parte del ministero
dell'Interno. Proprio qui la pratica si è arenata. Nel frattempo la signora
Passamani ha deciso di fare ritorno nella terra dei suoi avi e nel 2006 è
sbarcata in Trentino sperando di poter trasferire qui la sua vita. In Trentino
ha anche trovato l'amore, sposando un cittadino serbo con il quale ha anche
iniziato a convivere. Dal ministero dell'Interno, però, non sono mai arrivate
notizie: la pratica della signora Passamani è sempre lì, in attesa di essere
esaminata. La vera beffa è arrivata però nel 2008 quando è stato deciso che in
assenza di cittadinanza lo straniero non può più lavorare in Italia. Questo ha
costretto la signora Passamani a lasciare il marito e fare ritorno in Brasile:
con un solo stipendio la vita era diventata impossibile. Per accelerare i tempi
della burocrazia la signora ha deciso così di
rivolgersi all'avvocato Mario Giuliano. Il legale ha citato in giudizio davanti
al tribunale di Trento il ministero dell'Interno chiedendo che sia il giudice -
anziché il ministero - ad accertare il diritto alla cittadinanza italiana della
signora Passamani.
( da "Alto Adige" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
IL CONTE Meinhard
Mr. President Come una majorette avanza facendo ruotare il bastone, spianando
la strada alla grande parata. Il conte Meinhard Khuen, Mr. President, collezionista di grammofoni e padre fondatore dell'associazione
artistica KallmÜnz, lotta contro i mulini della burocrazia, firma contratti e documenti di portata ignota e mette
generosamente a disposizione la sua casa e il suo giardino. Per organizzare
riunioni nel suo castello, la prima operazione che gli tocca è ripulire i
tavoli da Castelli di Lego
( da "Cittadino, Il" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gli artigiani
"salvano" solo l'occupazione Affari in perdita fino a fine anno,
dalle banche ancora pochi aiuti n Proteggono allo strenuo il lavoro dei loro
dipendenti, in omaggio a quella filosofia di "azienda famiglia" che
le ha sempre caratterizzate. Ma i loro affari, come gli investimenti, sono in
netto calo: e le prospettive per la fine dell'anno, purtroppo, non promettono
nulla di buono. È questa la fotografia dell'artigianato locale scattata
dall'Unione artigiani sull'impatto causato della crisi economica sulle piccole
e medie imprese lodigiane; un'indagine tra passato, presente e futuro, che ha
coinvolto 150 ditte di ogni settore e dimensione con domande sul fatturato e
l'occupazione, gli investimenti e il credito, fino alle strategie e alla
priorità per uscire dalle difficoltà . Il responso? «Checché ne venga detto la
crisi c'è ed è un dato di fatto, anche se qualche segnale di ripresa si
comincia a vedere», chiosa il presidente Paolo Ferrari: una sintesi efficace
per un quadro piuttosto preoccupante. Sul fatturato, per esempio, il 72 per
cento degli artigiani intervistati hanno denunciato un calo degli affari nei
primi quattro mesi: di queste, 8 su 10 hanno perso tra il 30 e il 40 per cento,
mentre una piccola percentuale ha stimato perdite addirittura del 70 per cento.
Le prospettive per fine anno? Amare: l'83 per cento, infatti, è convinta di
chiudere il
( da "Cittadino, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bolzano, città
ideale per le imprese L'artigianato arranca invece al Sud n Bolzano, è la
provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa.
Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone,
preceduta da Catanzaro e Cosenza.È quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra
la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà presentato
oggi in occasione dell'assemblea della Confederazione, che rappresenta 520mila
artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa,
Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è
scaturito l'Indice della qualità della vita dell'Impresa, che valuta la
capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli
imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria
impresa.In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale,
il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del
sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture.Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività
imprenditoriale vede al sesto posto Prato, al settimo Sondrio, all'ottavo
Forlì-Cesena, al nono Varese e al decimo Modena. Per quanto riguarda invece la
coda della graduatoria, le ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta
(94esima), e a seguire Enna, Reggio Calabria, Taranto, Vibo Valentia, Napoli,
Siracusa, Cosenza, Catanzaro e, al 103esimo posto, Crotone.Anche nella
classifica per regioni, la prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito da
Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si
trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto emerge
inoltre che è il Nord-Est la macro area italiana più favorevole per
l'imprenditoria. A seguire il Nord-Ovest, il Centro, le Isole ed il Sud.Per gli
indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte
quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre
Salerno, Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia
primeggiano invece Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre sono agli ultimi
posti Roma, Campobasso e Catanzaro. Infine, quanto al credito, godono delle
condizioni migliori gli imprenditori di Sondrio, Piacenza e Terni, di quelle
peggiori gli industriali di Salerno, Napoli e Avellino.
( da "Cittadino, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Anziani da 15 giorni
senza ascensori San Donato Sono settimane difficili per i pensionati che
frequentano il centro anziani, i quali da una quindicina di giorni si trovano a
fare i conti con gli unici due ascensori della struttura comunale di via della
Chiesa, che sono rigorosamente fuori uso. La segnalazione arriva dagli stessi
frequentatori della struttura, i quali si mostrano delusi
dalle lungaggini della burocrazia. In particolare, c'è un signore novantenne, che lamenta: «Non è
possibile che nessuno intervenga, io, così come altri, non riesco ad andare su
e giu per le scale». Vista la fascia di cittadinanza che frequenta il
complesso, dove si concentra un ventaglio di proposte di aggregazione, il
doppio guasto sta veramente dando filo da torcere. E non è nemmeno la
prima volta che gli utenti incappano in disguidi del genere, in quanto negli
ultimi 5 anni in più occasioni sono stati segnalati problemi, sebbene in questo
caso la questione si fa più pesante, in quanto i dispositivi sono fermi
entrambi. Sul problema sta intervenendo l'Acs (Azienda comunale servizi) che,
dopo una serie di sopralluoghi da parte dei tecnici competenti, ha programmato
un piano di manutenzione che dovrebbe porre fine una volte per tutte ai
dissesti lamentati a gran voce. «Innanzitutto sono molto dispiaciuto del
disagio subito dall'utenza - dichiara Michele Brait, il presidente dell'azienda
pubblica che gestisce la manutenzione degli immobili comunali -. In realtà
inizialmente sembrava che uno dei due ascensori potesse essere messo in sesto
da subito, mentre è invece emerso che in entrambi debbono essere effettuati
interventi più impegnativi. In ogni caso dall'inizio di settimana prossima
verranno eseguiti i lavori per riabilitarne uno, in modo tale da supplire
all'emergenza, dopodiché completeremo le opere, che assicureranno un servizio
efficiente. Mi impegnerò personalmente affinché tutto proceda in modo celere».
Intanto il comune proprio nei giorni scorsi ha dato via libera ad uno
stanziamento che consentirà la manutenzione di quattro ascensori, che
necessitano in via prioritaria di attenzione, di cui uno del palazzo
municipale, due del centro anziani di via della Chiesa e uno di una scuola
della città. A questo primo piano di lavori potrebbero aggiungersene altri, in
quanto sono già state segnalate anche altre criticità. Ma intanto la notizia
dovrebbe essere salutata con favore dall'importante gruppo di sandonatesi, tra
cui alcuni disabili, che si sta ancora una volta scontrando con una serie di
difficoltà per transitare da un piano all'altro del privilegiato punto di
riferimento per il tempo libero, gestito dall'attivo associazione Alte (La
terza età). Se quindi i diretti interessati hanno dovuto armarsi di pazienza,
sembra che a breve vengano effettuati gli investimenti necessari per assicurare
massima fuibilità alla struttura. Giulia Cerboni
( da "Finanza e Mercati"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bolzano città
italiana ideale per creare e sviluppare un'impresa da Finanza&Mercati del
11-06-2009 Bolzano e il Nord Est offrono le migliori condizioni per fare
impresa in Italia mentre la «maglia nera» in questa speciale classifica va a
Crotone e alla Regione Calabria in generale. È quanto emerge dal Rapporto «Il
cielo sopra la crisi», curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato, che verrà
presentato oggi in occasione dell'Assemblea della Confederazione, in programma
a Roma, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Bolzano risulta
quindi la provincia italiana in cui si riscontrano le condizioni migliori per
fare impresa: seguono a ruota le città di Trento, Ravenna, Rimini e Reggio
Emilia. All'ultimo posto invece c'è Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza.
Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa Confartigianato ha preso in
esame 39 indicatori raggruppati in undici ambiti dai quali ha potuto ricavare
l'indice generale della Qualità della vita dell'impresa: questo indice
rapprsenta un vero e proprio termometro per valutare la capacità di ciascun
territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori locali il
miglior contesto possibile in cui operare e svilupparsi con la propria
attività. In particolare sono stati analizzati la densità imprenditoriale, il
mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia,
il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le
utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e la
qualità e la quantità di infrastrutture. Analogo procedimento è stato
utilizzato per stilare una classifica delle regioni: in questo caso il primo
posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle
d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia,
Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto, come anticipato,
emerge che è il Nord Est la macro area italiana più favorevole al fare impresa.
A seguire il Nord Ovest, il Centro, le Isole e il Sud. Tornando alle province,
per quanto riguarda gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre
province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano,
Trento e Aosta. Le ultime tre, invece, sono Salerno, Latina e Napoli. Per
minore peso della burocrazia al top vi sono Prato,
Ravenna e Reggio Emilia, mentre le ultime treprovince sono Roma, Campobasso e
Catanzaro. In quanto a condizioni del credito in testa troviamo Sondrio,
Piacenza e Terni, mentre agli ultimi posti figurano Salerno, Napoli e Avellino.
Per tempi della giustizia le province ideali per fare impresa sono Trento,
Torino e Como, mentre le ultime tre sono Messina, Catanzaro e Lecce. Per quanto
riguarda infine le condizioni legate a utilities e servizi pubblici locali
Aosta, Milano e Genova sono le province con le migliori condizioni, la maglia
nera va invece a Teramo, Campobasso e Isernia.
( da "Arena, L'" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 11 Giugno
2009 ECONOMIA Pagina 37 CONGIUNTURA. Incontro organizzato dal Banco Popolare
con le associazioni di categoria sull'accesso ai prestiti I Confidi e le
banche: crediti più veloci alle Pmi Fratta Pasini: « In questo momento sono
necessari più rapidità e meno burocrazia nelle risposte» Rafforzare la collaborazione tra i consorzi fidi
e il mondo bancario per il bene delle Pmi, piccole e medie imprese. Molto è
stato fatto, molto resta ancora da fare. È questo in sintesi il messaggio
emerso del primo Confidi Day del Banco Popolare che ieri ha radunato
nell'auditorium di Viale delle Nazioni a Verona molti rappresentanti delle
associazioni di categoria e dei Confidi del Veneto, oltre ad alcuni
rappresentanti dell'Abi, Associazione bancaria italiana, per un confronto sul
principale problema del mondo imprenditoriale: l'accesso al credito. Al centro
del dibattito c'è stata la valorizzazione del ruolo dei Consorzi fidi, ossia di
quelle organizzazioni che svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare
le imprese nell'accesso ai finanziamenti. In Italia sono circa 920, più di 40
solo in Veneto. Sulla necessità di un ulteriore rafforzamento della partnership
che lega le banche ai confidi è intervenuto il presidente del consiglio di
sorveglianza del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini. «I confidi contribuiscono
da anni al contenimento dei rischi per le banche grazie alla valutazione del
merito di credito delle imprese che effettuano a monte. Occorre ora più
flessibilità», ha sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia
e un accorciamento dei tempi tecnici tra la presentazione della domanda e la
risposta della banca, specie in un momento in cui le piccole e media imprese
hanno voce meno forte delle grandi, meno marginalità e meno flussi di cassa per
ammortizzare l'indebitamento». Il Banco Popolare, come illustrato da Marcello
Paoli, responsabile dei prodotti di finanziamento della banca, opera oggi con
192 Confidi con affidamenti che ammontano complessivamente a 1,6 miliardi di
euro, il 70% dei quali a con piccole imprese. Per Emanuel Danieli, direttore di
Fidindustria Emilia Romagna, la parola chiave è la reciprocità. «Con le
garanzie che si ritrovano grazie ai Confidi, le banche devrebbero fare di più
per applicare alle nostre imprese un giusto prezzo. Il che non vuol dire solo
applicare spread il più contenuti possibile sui tassi», ha precisato Danieli,
«L'azienda che intende usufruire di un fido bancario ha già superato, del
resto, un filtro di pre-rating da parte del Consorzio che si impegnerà poi con
le banche a negoziare le condizioni, assumendosi tra il 5 e il 100% del rischio
in base alla tipologia del finanziamento». Sulla necessità di un profondo
ammodernamento dei confidi derivante dalla nuova normativa del Tub, Testo unico
bancario è intervenuto Mario Borin, amministratore delegato di Sviluppo
artigiano, Confidi reginale di Cna Veneto. «Il passaggio dalla semplice
attività di garanzia all'intermediazione finanziaria vigilata dalla Banca
d'Italia secondo l'articolo 107 del Tub», ha affermato Borin, «ha aumentato
moltissimo le potenzialità dei Confidi a servizio delle imprese. L'iscrizione
dei consorzi al 107 è un salto culturale fondamentale e irrinunciabile. Se non
lo faranno», ha dichiarato Borin, «il loro obiettivo non sarà più l'impresa e la
tutela delle rappresentanze, ma l'autoreferenza e la propria sopravvivenza».
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Attualità
La Lega detta l'agenda alla giunta: crisi, fiscalità, burocrazia e friulano UDINE. Riordino degli enti locali, semplificazione
burocratica dell'accesso ai fondi destinati dalla Regione all'industria per
fronteggiare la crisi economica, fiscalità di confine agevolata e attenzione
per la lingua e la cultura friulana: sono queste - secondo Pietro Fontanini,
segretario regionale della Lega Nord e presidente della Provincia di Udine - le
priorità per la Giunta regionale. «Sul riordino degli enti locali - ha spiegato
Fontanini, interpellato - il Governo centrale ha già un testo pronto da inviare
alle Camere, dunque dobbiamo urgentemente preparare un testo che vada in
consiglio regionale - ha suggerito - per riorganizzare gli enti intermedi tra
Comuni, Province e Regione, come gli Ato, i Consorzi, le Comunità montane, che
vanno chiusi o fortemente ridimensionati». La seconda urgenza - secondo
Fontanini - è la semplificazione della burocrazia per
«sbloccare i fondi destinati a fronteggiare la crisi economica, perchè i
regolamenti attuativi sono talmente complicati da impedire di utilizzarli alle
industrie piccole e grandi e agli artigiani». Fontanini ha poi rilanciato la
questione dell'identità e della cultura friulana, «che - ha detto - è uno degli
aspetti forti di questa regione. Dunque non possiamo pensare solo allo sloveno
e lasciare in disparte il friulano, lingua parlata dalla stragrande maggioranza
della popolazione in Friuli Venezia Giulia». Infine, Fontanini ha sollecitato
la Giunta regionale a «spingere a Roma perchè la Regione possa avere la
fiscalità di confine agevolata, come promesso dal ministro degli Esteri, Franco
Frattini. Un punto fondamentale - ha concluso - per permettere che sul nostro
territorio di confine continuino a operare alcune industrie importanti».
Immediata la replica del coordinatore del Pdl, Isidoro Gottardo «è in piena
sintonia con le priorità ricordate da Fontanini». Dopo aver ricordato che
nessuno ha la bacchetta magica e che il primo anno della Giunta di Centrodestra
è stato buono, Gottardo ha detto che «la crisi economica non era nel conto e
fronteggiarla tenendo in vita le imprese e mantenere alta la coesione sociale e
la solidarietà nei confronti di chi perde il lavoro è diventata la priorità
assoluta». «Oltre a questo - ha proseguito Gottardo - combattere la crisi
significa anche liberalizzare cittadini e imprese dal peso burocratico,
riformare la proliferazione di istituzioni per ridare a queste efficienza,
economicità e rappresentatività vera. Sicuramente l'assessore Seganti non
mancherà di fare la sua parte, armonizzando le proposte con quelle che sta per
mettere in campo il Governo nazionale». Gottardo si è soffermato sulla
«fiscalità di sviluppo» per ricordare che «è stata una battaglia del presidente
Tondo e del Pdl nella legge sul federalismo fiscale. Siamo tutti fiduciosi che
il ministro Calderoli ora, nei decreti attuativi, renderà operativa quanto
prima questa opportunità per il Friuli Venezia Giulia». Infine - ha detto
Gottardo - la difesa della cultura friulana «si manifesta non solo attraverso
la tutela della lingua». «È indubbio che in questo momento di crisi la difesa
delle famiglie e la dignità delle persone, come bene ha ricordato Tondo - ha
concluso Gottardo - sono le priorità vere. Come sempre la coalizione è in
particolare il Pdl e la Lega troveranno il punto di sintesi per tutte le
questioni sul tappeto». E per Angelo Compagnon, segretario dell'Udc del Friuli
Venezia Giulia, «la lotta alla crisi con il sostegno alle Pmi e ai lavoratori
che perdono il posto di lavoro è la madre di tutte le priorità».
( da "Centro, Il" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Regione
Lega Abruzzo a Pontida alla festa dei «fratelli maggiori» Il partito di Bossi
ha raccolto in regione oltre 8mila voti. Pichiecchio: un successo PESCARA.
Effetto Lega anche in Abruzzo. I voti raccolti dal partito di Bossi sono 8.489,
un risultato che è stato comunicato a Milano ed è valso al coordinatore
regionale della Lega Abruzzo, Massimo Pichiecchio a militanti e dirigenti
l'invito a partecipare domenica a Pontida ai festeggiamenti per il successo
ottenuto. I motivi della crescita in Abruzzo li spiega Pichiecchio, medico
chietino, ex esponente regionale dell'Msi e del fronte sociale nazionale. «Un
risultato davvero positivo raggiunto in soli due mesi e mezzo», racconta,
«siamo stati presenti in ogni provincia e nei due comuni capoluogo. Insomma è
stato un successo». Il medico leghista elenca a riprova i risultati: «Il
migliore è nella provincia di Teramo. A Campli otteniamo il 3,6%; il 7% a
Sant'Egidio alla Vibrata con Paolo Antelli e a Guardiagrele superiamo il 6% con
Mauro Scioli». In Abruzzo le iniziative della Lega si muovono sotto la
supervisione del commissario politico Marco Rondini parlamentare di Milano,
l'obiettivo è aprire sedi in Abruzzo. Un metodo di radicamento già fatto nelle
Marche tanto che oggi la Lega conta un sindaco e un parlamentare marchiagiano.
«Le ragioni del consenso», spiega ancora Pichiecchio, «sono legate
all'entusiasmo dei militati e al messaggio che diamo di onestà e capacità. Persone che fanno più che parlare e che sanno comprendere le
esigenze della gente. Creano attenzione le campagne politiche fatte sulla
sicurezza, sul contrasto dell'immigrazione e la difesa delle piccole imprese
soffocate dalla burocrazia
sia italiana che europea». (m.p.)
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Napoli
Casalvelino, dieci anni per aprire ma costretto a chiudere dopo tre mesi il
primo impianto pubblico campano. Paralisi per 49 Comuni Flop della
differenziata: denuncia in tre Procure Il presidente del consorzio Salerno 4:
"Vorrei vederci chiaro, ho scritto anche a Bertolaso" Tre Procure
sono chiamate a indagare sul primo flop della raccolta differenziata. Al
procuratore Giandomenico Lepore, unico capolinea giudiziario di tutti i reati
collegati alla struttura di Bertolaso, a Salerno e a Vallo della Lucania è
stata presentata la denuncia del Consorzio Salerno 4. Dopo soli tre mesi e
duemila tonnellate, chiude l´impianto di Casalvelino, progettato dieci anni fa,
bloccato negli ultimi due da un cavillo che ne impediva il collaudo, avviato in
esercizio provvisorio: ora nuovo stop, manca la proroga di altri sei mesi. «Mi
sento come Cristo tra Erode e Pilato, lo staff di Bertolaso mi dice che tocca
alla Regione e la Regione mi ha appena assicurato che non ha competenza», torna
a Pollica esausto Erminio Signorelli. Inutile missione fra Salerno e Napoli.
Non si arrende, però. «Ho scritto a Bertolaso: mi dica dove i 49 Comuni, tutti
virtuosi, con il 40 per cento di differenziata, devono mandare il materiale secco
da riciclare. Ho chiuso tutto, 49 camion alle porte, 15 dipendenti in strada».
L´ha seguito il direttore dell´impianto, Giuseppe Santoro, architetto. In tre
mesi duemila tonnellate fra plastica, vetro, alluminio, carta. La Regione era
già intervenuta con Bassolino per sbloccare l´impianto nel maggio 2008
finanziato con fondi europei Por, dopo le rivelazioni "Repubblica".
Fu decisivo il suo intervento per liberare un impianto da 12mila tonnellate
annue di rifiuti secchi da tutta la fascia costiera da Agropoli a Camerota e
l´interno fino a Piaggine, una zona molto vasta. «Il consorzio chiese la
procedura ordinaria, ottenne intanto ad ottobre l´esercizio provvisorio che
deve essere rinnovato. Ma non c´è chi mi conceda la proroga». Una storia paradossale di cattiva burocrazia: la differenziata va, ma non c´è chi autorizzi l´impianto a
proseguire. «è l´unico impianto pubblico, capite? Sono concorrente tra i
privati che gestiscono tutto. Vorrei vederci chiaro. Vi sono regole ferree e
tariffe bloccate invece per le discariche e gli altri impianti, solo dove c´è
Bertolaso con l´Esercito fila tutto liscio», protesta Signorelli.
Salerno 4 conferisce a "Nappi Sud" di Battipaglia o a
"Fondeco" a Polla. Gli altri privati sono "Di Gennaro" a
Caivano, "Irside" a Bellona, "Ambiente" a Nola,
"Erreplast" a Gricignano, che ha un impianto modello e fa sapere:
«Nessun contatto con noi, ma siamo pronti a dare una mano». Critici, ascoltando
Signorelli, sembrano i rapporti con i siti salernitani. «Io ho scritto alle tre
Procure competenti», avverte Signorelli che non risparmia critiche al Conai.
«Nessun intervento finora». Tocca oggi a Nicola Dell´Acqua, "capo
missione" del sottosegretario Bertolaso, e alla Regione. Prima i 49 comuni
trattavano con i centri privati. «In regime di libero mercato». (a.c.)
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'esperto
statunitense Mark Hopkins, ospite di Friuli Innovazione per parlare di ambiente
ed energie rinnovabili «Ridurre la dipendenza dal petrolio» Ecologia, lezione
del "guru" di Obama: «Fvg apripista nell'economia verde» GREEN
ECONOMY UDINE. «Abbiamo scelto il Friuli Vg per presentare il piano energetico
del presidente Obama al NordEst d'Italia perché è particolarmente ricco di
professionalità, di competenze sull'energia e per la sensibilità dimostrata per
il settore». Lo ha detto ieri, nel salone del Parlamento del Castello di Udine,
Mark Hopkins, esperto americano di efficienza energetica della United Nations
Foundation con sede a Washington, presentando il «Piano Obama per energia e
ambiente». Il seminario, organizzato da Friuli Innovazione con il sostegno
della Cassa Risparmio Fvg e in collaborazione con il Consolato Generale degli
Stati Uniti di Milano, è stata l'occasione per mettere in evidenza la necessità
di «mettere in rete le rispettive conoscenze, quelle delle università e dei
centri di ricerca del Fvg e del NordEst; i rispettivi sistemi industriali - ha
aggiunto Hopkins -. Potremo attivare programmi energetici che riducano la
dipendenza dal petrolio, sviluppando circuiti virtuosi di crescita economica e
occupazionale. Come già avviene nelle università americane, che hanno un filo
diritto con l'imprenditoria, collaborando, potremmo utilizzare nella stessa
ottica l'ottima ricerca condotta nei vostri atenei, ricerca che attende di
essere valorizzata». «L'utilizzo di energie rinnovabili - ha aggiunto Hopkins -
rappresenterebbero una meravigliosa opportunità di investimenti». Secondo
l'economista, il Nordest è in grado di fare da apripista per realizzare la
nuova "green economy" italiana. Così come il nuovo modello americano,
che punta a ridurre la dipendenza dal petrolio straniero, a ridurre i
devastanti impatti climatici e «a stimolare nuovi posti di lavoro - ha aggiunto
- per creare un'economia verde che valorizzi un'efficienza energetica sia per i
cittadini che per le imprese». Per realizzare tutto ciò, a detta di Hopkins, è
necessario mettere in rete università, centri di ricerca e imprese, sulla scia
di un sistema che già funziona in America, dove prevale il filo diretto tra
mondo dello studio e del lavoro. A livello locale, la situazione sembra essere
già favorevole. Gli ostacoli, come ha spiegato l'assessore regionale
all'energia e alle infrastrutture Riccardo Riccardi, sono
rappresentati dall'eccessiva burocrazia in materia di energie rinnovabili, mentre bisognerebbe trovare
un giusto equilibrio tra la produzione di energia e l'attenzione non solo
all'ambiente, ma anche alle tasche dei consumatori. «È indispensabile - ha
aggiunto - una revisione del piano energetico regionale». A livello
provinciale, secondo quanto detto dall'assessore agli affari generali della
Provincia di Udine Stefano Teghil, è già stato fatto molto, ma ancora si può
fare per arrivare a risparmi per gli utenti di circa 1 milione e 600 mila euro
l'anno, nell'arco di cinque anni. D'altro canto Udine, secondo quanto ricordato
dal sindaco Furio Honsell, è una delle prime città ad aver approvato il
regolamento sulla bio-edilizia, per il contenimento della dispersione termica e
l'autoproduzione. Presenti al convegno anche il direttore di Friuli Innovazione
Fabio Feruglio, il console degli Stati Uniti a Milano per gli affari politici
ed economici Benjamin Wohlauer, il docente dell'Università di Udine Gioacchino
Nardin, il capogruppo delle "Aziende energia e servizi" di
Confindustria Udine Antonio Nonino e il presidente dell'Ape Loreto Mestroni.
Ilaria Gianfagna
( da "Nuova Sardegna, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Cagliari
Faa-Melis, ballottaggio all'ultimo voto Competizione senza sosta. Questa sera
il nome del Magnifico Telefoni roventi, incontri continui e discesa in campo
dei grandi elettori ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Tutto si può dire ma non che
la campagna per l'elezione del nuovo rettore sia passata sotto silenzio. Oggi
l'ultima sfida: il ballottaggio tra i due più votati. Alla seconda tornata, i
tre candidati rimasti, la farmacologa Maria Del Zompo, l'anatomo patologo
Gavino Faa e l'economista Giovanni Melis avevano riportato risultati molto
simili mostrando come gli oltre 1.300 elettori avessero le idee chiare. Del
Zompo era stata sconfitta per soli sette voti in meno rispetto a Melis (che
aveva ottenuto 436 preferenze) e un distacco di 23 da Faa. Ed è anche per
questo che le urne che si apriranno domani mattina dalle 8 alle 19 saranno
all'ultimo voto. Le facoltà più interessate stanno facendo quadrato: il preside
di Medicina si è espresso a favore di Faa e quello di Giurisprudenza per Melis.
Poi c'è la Cgil che ha messo in guardia da pressioni verso una serie di
elettori. E altri, come Francesco Pigliaru, che hanno lamentato la pericolosità
degli interventi del patere politico. «L'un l'altro armati» vi sono due
ricercatori, entrambi con le carte in regola, ma molto diversi. Non solo per
formazione, un patologo e un economista, ma anche per carattere e storia
personale: espansivo il primo, più riservato il secondo. Entrambi si presentano
come la discontinuità. Ricerca ed Europa, per Faa. Internazionalizzazione e
trasparenza per Melis. Tutte e due hanno anche chiaro che la macchina
amministrativa dell'università dovrà avere una burocrazia efficiente per le nuove
sfide. Ed entrambi sono consapevoli di rappresentare una svolta epocale. Come
dire che dopo la monarchia di 18 anni di governo (più o meno costituzionale)
del Magnifico uscente Pasquale Mistretta, si passerà alla Repubblica con la
possibilità di un mandato di quattro anni, rinnovabile solo una volta.
Faa punta molto pure sugli studenti, anche come voce critica; Melis su una
efficienza concertata. Entrambi sul territorio. Al di là delle polemiche dei
giorni scorsi, chi sarà incoronato rettore dalle urne dovrà affrontare
moltissimi problemi, aumentati - se possibile - dalle aspettative che la
discontinuità comporta. Sino a fine autunno, ad ogni modo, continuerà il regno
di Mistretta che il primo novembre cederà lo scettro di capo dell'ateneo al
nuovo Magnifico eletto oggi. Ora l'università si trova con un patrimonio
edilizio del tutto rinnovato: il quasi completamento della cittadella di
Monserrato, numerosi interventi a Cagliari città e il policlinico in stato di
buon avanzamento. Tra i problemi da gestire vi sarà il trasferimento delle
cliniche del San Giovanni di Dio nel Policlinico e il rapporto con la città.
Gli studenti, ad esempio, sono una ricchezza anche per l'economia che possono
muovere. Da qui l'ambizione di Cagliari: diventare un vero centro
universitario. Poi c'è l'Europa (anche per i finanziamenti), la valorizzazione
dei giovani, la didattica e la il rapporto con la Regione e Sardegna ricerche.
( da "Adige, L'" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - Bolzano è la
provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa ROMA -
Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare
impresa. Seguono Trento (con 710 punti, contro i 733 di Bolzano), Ravenna
(698), Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone (421 punti), preceduta
da Catanzaro e Cosenza. È quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra la crisi»
curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà oggi, in occasione
dell'Assemblea della Confederazione che rappresenta 520.000 artigiani e piccole
imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha
preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti: Densità imprenditoriale,
Mercato del lavoro, Pressione fiscale, Concorrenza sleale
del sommerso, Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile, Legalità e
conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale sociale del
territorio e Infrastrutture. Pressione fiscale. Le prime tre province virtuose
sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta.
Minore peso della burocrazia. Qui sul podio vanno
Prato, Ravenna e Reggio Emilia, Trento e Bolzano sono fuori dalle prime dieci.
Capitale sociale del territorio. È Trento in vetta (il suo unico primato
parziale), davanti a Piacenza e Rimini. Condizioni del credito. Le prime
province sono Sondrio, Piacenza e Terni, Trento non è, stranamente, nelle prime
dieci. Tempi della giustizia civile. Trento è in testa, grazie ai suoi solerti
giudici, davanti a Torino e Como. Utilities e servizi pubblici locali. Le
migliori sono Aosta, Milano e Genova, anche qui Trento e Bolzano fuori dalla
top ten. Densità imprenditoriale. In testa Prato, Rimini e Macerata. Mercato
del lavoro. Le tre province ideali sono Modena, Vicenza e Cuneo. Concorrenza
sleale del sommerso. Reggio Emilia, Ravenna e Firenze sono le realtà con le
condizioni più «leali» rispetto al nero. Legalità e conflittualità. A sorpresa,
Nuoro in testa, davanti a Cuneo e Trento. Infrastrutture. Prima Trieste,
seconda Livorno, terza Venezia. Trento e Bolzano non rientrano tra le prime 10.
11/06/2009
( da "Adige, L'" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
MATTIA ECCHELI
POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la
polvere, si intuisce di un verde inquietante MATTIA ECCHELI POGANESTI
(Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la polvere, si
intuisce di un verde inquietante. Resta in carica per 4 anni ed ha appena
strappato la poltrona ad una donna, Anastasia, con una maggioranza
"bulgara", anche se siamo in Moldavia, a due passi dal confine con la
Romania. Addirittura sei gli aspiranti primi cittadini per governare
un'amministrazione di appena 1.700 anime, oltre 200 delle quali vivono
attualmente all'estero. In diversi, con la crisi, sono rientrati. Si chiama
Poganesti la località scelta dall'associazione «Senza più confini» (una
"costola" del Punto d'incontro) come avamposto della solidarietà
trentina nell'est europeo: «Tutto è nato - chiarisce Piergiorgio Bortolotti -
dall'impegno di una ragazza, Diana, che era stata nostra ospite. Dopo essersi
sistemata, è tornata da noi e ci ha detto: 'Voglio fare qualcosa per il mio
paese'. E così, eccoci qui». Il borgomastro Vasile Tenu ha mandato un'autista al
volante della vettura russa all'aeroporto di Chisinau, la capitale di uno stato
di 4 milioni di abitanti, a prelevare la delegazione trentina piombata a
Poganesti per valutare l'impatto degli interventi finanziati finora e, semmai,
per capire come contribuire a migliorare la qualità della vita. L'Europa unita
è a pochi metri, al di là di un fiume dalle acque scure, il Prut, sulle cui
rive spicca il monumento all'assurdità "democratica". Grazie ad un
sistema idraulico, quando c'era il comunismo, l'acqua veniva pompata dal fiume
e dirottata verso la grande pianura alluvionale, una terra baciata dal sole
(«lo abbiamo 230 giorni l'anno», ricorda il sindaco) e vocata all'agricoltura.
Quando il muro è crollato ed il sistema è imploso, uno
stato sprovveduto diretto da una burocrazia impreparata (qualcuno azzarda anche corrotta) si è venduto
tutto. E le terre si sono prosciugate. Parla Victor, che oggi si è riscoperto
agricoltore e dirige la cooperativa locale Marpog Agro (
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 11 -
Pordenone Una coppia si sposa all'ospedale Ultima cerimonia per l'ex sindaco
SACILE. Si sposa in ospedale per paura di non poterlo più fare, per paura di
aggravarsi. E' quanto ha deciso un sacilese, ricoverato all'ospedale cittadino,
che ieri è convolato a nozze con la donna, anche lei sacilese, che da alcuni
anni si prende cura di lui. A sposarli il sindaco, ancora per poche ore,
Roberto Cappuzzo. Il singolare episodio è avvenuto il
giorno dopo le elezioni in una dimensione di interregno tanto che non era
chiaro se Cappuzzo potesse celebrare le nozze. Gli sposi però avevano fretta e
per una volta il buon senso ha avuto la meglio sulla burocrazia e così alle 12.30 Cappuzzo si è recato in ospedale è ha
celebrato il rito. (m.mi.)
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XVIII -
Milano Il successo La fuga Lacuna Coil, da Quarto Oggiaro alla conquista
dell´America La band guidata da Cristina Scabbia tiene domenica al Palasharp
per "Rock in Idro" l´unico show italiano del 2009 Negli Stati Uniti
il pubblico giudica bravura e impegno, tutta la buona musica è trasmessa in
radio. E a sentirci vengono anche famiglie con bambini Come i ricercatori molti
sono costretti ad andarsene: da noi, per paura o per pigrizia, non si investe
sui giovani talenti, bisogna cavarsela senza aiuto LUIGI BOLOGNINI fatti tutti
i distinguo, il principio è lo stesso dei ricercatori che vanno a lavorare
nelle università americane o spagnole o tedesche, oppressi
dalla burocrazia,
dall´assenza di fondi, alla mentalità provinciale. La famosa fuga di cervelli,
insomma, che in questo caso è fuga di ugola, di talento musicale. Col
paradossale risultato che i milanesi Lacuna Coil domenica a Rock In Idro,
faranno la loro sola data del
( da "Repubblica, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXIV - Torino
Il comitato scientifico del Museo punta il dito sul nuovo allestimento Scontro
tra il neo presidente Roccati e i vertici della Fondazione. Ma la
responsabilità è del ministero La direttrice Vassilika ribatte: "Non
possiamo entrare nei depositi dei pezzi. Io non so nemmeno le loro misure"
MARINA PAGLIERI «Sia chiaro, nessuno vuole tornare a un concetto antiquato di
museo. Al contrario io incoraggio moderni strumenti di comunicazione, purché
non ci siano conflitti tra tecnologie e arte. Alla vigilia della partenza dei
lavori per il nuovo museo, si sente però l´esigenza di creare quel progetto
scientifico finora mancato, che deve aiutare a decidere se nel nuovo
allestimento sia meglio esporre più o meno mummie o statue, se alla luce o al
buio, secondo un ordinamento cronologico o tematico». Così ha puntualizzato
ieri il neo presidente del comitato scientifico dell´Egizio Alessandro Roccati,
dopo le dichiarazioni rilasciate a Repubblica al termine della riunione di
insediamento di martedì. Dichiarazioni che hanno causato un vero e proprio
terremoto in via Accademia delle Scienze, suscitando le ire del presidente
Alain Elkann. Il professore aveva definito l´Egizio un museo non aggiornato sul
piano scientifico e lo Statuario di Ferretti «un´operazione di marketing fatta
all´insegna della fretta, per creare uno shock». Proprio ieri mattina
proseguivano i lavori del comitato, con i vari membri solo in parte d´accordo
con lui, che pure aveva parlato per tutti. «La direttrice Vassilika ha
presentato il progetto dell´architetto Isola per il nuovo museo, devo dire che
sono contento di quello che ho visto - ha detto Helmut Satzinger, uno dei
massimi esperti mondiali di filologia egizia e copta. - Per quanto riguarda le
parti multimediali, occorre ricordare che presuppongono un´approfondita
conoscenza scientifica, senza la quale è impossibile qualunque divulgazione».
«Concordo che questo sia il momento giusto per approfondimenti scientifici, ma
questo non significa che si intenda tornare indietro rispetto alla concezione
del museo», ha aggiunto la direttrice del Museo Egizio di Firenze Maria
Cristina Guidotti. Ci sono stati momenti di tensione tra Roccati e la
Vassilika, di fronte alle ripetute dichiarazioni del professore sulla mancanza
di valenze di tipo scientifico all´interno del museo, che potrebbero essere
richieste a studiosi all´esterno, salvo poi essere vagliate dal comitato
stesso: «Come si fa a formulare linee guida precise rispetto al progetto
espositivo se abbiamo a disposizione solo 6 mila pezzi degli oltre 30mila delle
collezioni?», ha replicato la direttrice. Salta fuori allora che tra i problemi
dell´Egizio - oltre alle incertezze sul trasferimento della Galleria Sabauda,
senza il quale il museo non potrà "raddoppiare" al secondo piano -
c´è il mancato passaggio della maggior parte della collezione dal ministero per
i Beni culturali alla Fondazione Antichità Egizie. E questo dopo le promesse di
fare in fretta rilasciate all´atto di nascita del nuovo ente e con una
catalogazione dei beni, affidata alla Soprintendenza alle Antichità, che
procede da quattro anni assai a rilento, e qualcuno dice non a caso.
«Figuratevi - incalza Vassilika - che noi non abbiamo accesso ai depositi ove
sono conservati i pezzi non conferiti, come faccio a sapere se un sarcofago può
stare in una sala se non so quanto misura?». Fatto questo che suscita
l´indignazione di Gaballa Alì Gaballa, ordinario di
Egittologia al Cairo al secondo mandato torinese, che si stupisce della burocrazia italiana e delle sue
lungaggini. Per il resto si associa a Satzinger nell´apprezzamento del nuovo
progetto espositivo. «Seguo l´allestimento da 5 anni, hanno seguito i miei
suggerimenti. Sono soddisfatto, anche se tutto è tropo lento». Le
conclusioni a Roccati, che dichiara di non volere polemizzare, ma piuttosto
costruire: «Intendevo dire che quello proposto da Ferretti è l´Egitto dei tempi
dell´Abate Terrasson, di fine 700, tutto buio, morte e mistero.
Sono passati più 200 anni, ci sono stati altri passaggi, oggi per esempio si preferisce
considerare l´importanza della luce in quella civiltà».
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag. 7 Gli oneri del mattone 300 euro al metro L'edilizia fra burocrazia e crisi COLLEGIO COSTRUTTORI
La crisi si fa sentire, ma a Rimini il settore resiste meglio che altrove UN
2008 da dimenticare per le imprese edili e il mercato immobiliare riminese. In
calo il fatturato, in calo gli addetti e il numero delle imprese. «Ma
Rimini, nonostante tutto, è riuscita a contenere i danni, meglio che in altre
località d'Italia», conferma Ulisse Pesaresi, il presidente di Ance,
l'associazione del collegio costruttori edili riminesi. E proprio Pesaresi ha
fatto ieri il punto, nell'assemblea indetta da Ance Rimini. «QUESTA crisi può
diventare davvero l'occasione per dare una svolta, ma serve l'aiuto di tutti, a
partire dalle amministrazioni comunali e dalle banche», l'appello di Pesaresi.
Che punta il dito, di nuovo contro gli oneri d'urbanizzazione e l'eccessiva burocrazia: «Oggi a Rimini, per una costruzione di mille
metri quadrati, il Comune ci chiede oneri per 300mila euro: in pratica 300 euro
al metro quadrato». La monetizzazione' di parcheggi e di aree verdi (cioè
quanto l'impresa o il privato corrispondono al Comune, in cambio del permesso
di costruire) in alcuni casi tocca i 600 euro per le aree verdi e i 1200 per i
parcheggi. «Sono cifre insostenibili». Così com'è insostenibile, secondo Ance,
il peso della burocrazia. «Oggi abbiamo a Rimini 80
piani particolareggiati fermi, a cause del lungo iter procedurale. Le pratiche
restano ferme negli uffici...». Alle banche, Pesaresi chiede di abbassare le
pretese: «Nonostante in questo momento il tasso Euribor sia basso, le nostre
imprese non riescono a goderne vantaggi, in quanto gli istituti di credito
applicano uno spread (il tasso d'interesse stabilito da ogni banca) che è
troppo elevato». E POI c'è, naturalmente, la crisi. Che nel 2008, così come in
questa prima metà dell'anno, si è fatta sentire. Gli addetti impiegati nel
settore edile sono passati dai 4772 del 2007 ai 4572 del 2008. Nel periodo tra
l'ottobre 2008 e il marzo di quest'anno le imprese sono calate del 7,4% (da
( da "Libertà" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Confartigianato:
«Difficile fare impresa» A Bolzano le migliori condizioni, a Piacenza è più
facile avere un finanziamento ROMA - Bolzano, è la provincia italiana dove ci
sono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. E a
Piacenza, così come a Sondrio e a Terni, ci sono le migliori condizioni per
avere finanziamenti dalle banche. È quanto emerge dal Rapporto Il cielo sopra
la crisi curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e che viene presentato
oggi in occasione dell'assemblea della Confederazione, che rappresenta 520mila
artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa,
Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è
scaturito l'Indice della qualità della vita dell'impresa, che valuta la
capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli
imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria
impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale,
il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del
sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e
Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività
imprenditoriale vede al 6° posto Prato, al 7° Sondrio, all'8°
Forlì-Cesena, al 9° Varese e al 10° Modena. Per quanto riguarda invece la coda
della graduatoria, le ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta (94ª), e a
seguire da Enna, Reggio Calabria, Taranto, Vibo Valentia, Napoli, Siracusa, Cosenza,
Catanzaro e, al 103° posto, Crotone. Anche nella classifica per regioni, la
prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito da Emilia-Romagna, Valle
d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia,
Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto emerge inoltre che è il
Nord-Est la macro area italiana più favorevole per l'imprenditoria. A seguire
il Nord-Ovest, il Centro, le Isole ed il Sud. Per gli indicatori relativi alla
pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di
una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre Salerno, Latina e
Napoli. Per minore peso della burocrazia primeggiano
invece Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre sono agli ultimi posti Roma,
Campobasso e Catanzaro. Infine, quanto al credito, godono appunto delle
condizioni migliori gli imprenditori di Sondrio, Piacenza e Terni, di quelle
peggiori gli industriali di Salerno, Napoli e Avellino. Francesco Pauri
11/06/2009
( da "Libertà" del
11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«A San Pietro solo
da cinque anni ma la gente mi ha dato fiducia» Irina Ciammaichella prima donna
sindaco: «Vogliamo un paese più vivo» SAN PIETRO IN CERRO - A distanza di due
giorni dall'elezione, abbiamo incontrato Irina Ciammaichella, neo sindaco di San
Pietro in Cerro e vincitrice con la lista "Uniti per il nostro
territorio". Contro ogni pronostico, ha scalzato il sindaco uscente,
Giorgio Chiusa, nonostante la forte novità che ha caratterizzato tutta la sua
ascesa. Prima donna sindaco a San Pietro? «A me risulta proprio di si. E anche
ai miei colleghi. Bisognerebbe controllare nei registri pre bellici, ma non
credo ci fosse la possibilità per una donna di fare il sindaco allora». E
giovanissima anche. Una bella sfida. «Si, ho quasi 32 anni. La mia squadra ed
io eravamo timorosi. Ci chiedevamo se ce l'avremmo fatta. Piano piano abbiamo
sentito il sostegno della gente. Inoltre io non sono originaria di San Pietro,
ma di Milano, e abito qui da soli 5 anni. So quanto è importante e apprezzato
per le persone conoscere la famiglia di origine. Questo era il mio timore
maggiore. E invece la popolazione ha creduto in noi e ci ha dato fiducia.
Cercavamo qualcuno che avesse a disposizione parecchio tempo. Abbiamo vagliato
i pro e i contro e alla fine c'è stato accordo sul mio nome. Ho avuto il merito
di essere stata appoggiata da persone conosciute e stimate. Tanto merito al
paese che ha dimostrato mentalità aperta verso una donna giovane che è qui da
poco». Prime impressioni? «Per ora tengo le orecchie aperte più che posso per
imparare. Martedì è stata una giornata molto intensa che mi ha permesso di
vedere le cose da vicino. Tra il 18 e il 19 giugno faremo un consiglio comunale
aperto, in cui ci sarà il giuramento e la proclamazione della giunta». Qualche
anticipazione? «Non posso ancora. Lasceremo spazio alle preferenze indicate
dagli elettori, ma gli incarichi, sebbene siano quasi definiti, preferisco non
renderli ancora pubblici». Ha avuto altre esperienza in politica? «Non la
considero una entrata in politica, ma un mettersi a disposizione del mio paese.
Eravamo scontenti di come vedevamo le cose in paese e abbiamo pensato di fare
qualcosa per vedere il paese più vivo». Perché una lista civica? «Nessuno di
noi ha ambizioni politiche né una connotazione politica. Sappiamo che avremo a
che fare col mondo della politica e siamo ben aperti a conoscerlo meglio. Non
ci siamo schierati a priori perché, non conoscendo direttamente nessun uomo
politico, sarebbe stata una scelta a occhi bendati. Solo Roberto Bori è stato consigliere
a San Pietro una decina di anni fa». Cosa è la politica per un sindaco di un
paese come San Pietro? «Francamente mi aspettavo molto di quello che ho
trovato. Ho sempre pensato che, se avessi vinto, non sarei andata ad
amministrare un comune ma a lavorare in un comune. La burocrazia è come quella dei comuni
grandi, ma va svolta con molto personale in meno. Il sindaco deve essere quello
che dà una mano. Non sono andata con l'idea di governare, ma di rimboccarmi le
maniche e mettermi al lavoro. Spero che le polemiche che hanno caratterizzato
la campagna elettorale siano finite e che anche l'opposizione voglia
contribuire a una buona politica per il bene del paese». Chiara Bruschi
11/06/2009
( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 11 Giugno
2009 Chiudi di ANDREA SCASCIAFRATTE Cantalice, Poggio Bustone, Greccio e Labro
nel segno della continuità, Colli sul Velino cambia rotta. La tornata
elettorale non ha portato stravolgimenti nei comuni del versante nord del
Montepiano che, quasi in blocco, promuovono a pieni voti le amministrazioni uscenti.
A Cantalice, il democrat Paolo Patacchiola stacca di 105 preferenze Ornella
Serva e, col 42 per cento dei consensi, resta in sella. «Per la prima volta la
sinistra si è presentata divisa alle urne, ma ce l'abbiamo fatta lo stesso -
afferma il primo cittadino - uno stimolo in più per proseguire il nostro
lavoro, tenendo presenti le esigenze dei cittadini, con i quali non mi
stancherò mai di confrontarmi. Grazie alla riconferma potrò portare a termine
due importanti progetti come il prg e la nuova rete del gas». Quasi un trionfo,
invece, per Alberto Cerroni dell'Udc che, nella vicina Poggio Bustone, infligge
un pesante distacco allo sfidante Pasqualino Desideri. «L'aver ottenuto 440
voti in più della lista avversaria è la dimostrazione che abbiamo operato bene
- commenta il vincitore - Ma non dobbiamo cullarci sugli allori perché c'è da
attuare un ricco programma, incentrato su viabilità, scuola, turismo, cultura e
centro storico». Altro bis annunciato a Labro, con l'imprenditore agricolo
Gastone Curini attestato al 67 per cento. »Questa rielezione è logica
conseguenza del buon lavoro svolto dal
( da "Riformista, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un nuovo sistema
feudale con al centro la Lega segue dalla prima pagina Nell'area di opposizione
il Pd è un ammasso di antiche rovine coperte dal telone di un teatro tenda dove
tutti si esibiscono ma il copione lo scrive Di Pietro e alla cassa vigilano gli
emiliani che sentono l'avvicinarsi della tromba d'aria. Quando si dice faremo
un congresso vero, si confessa che sinora hanno fatto congressi falsi. Mi pare
che questo sia stato l'unico strillo di verità emesso in questi giorni di
triste ripiegamento. A questo punto è nostro dovere dire se giudichiamo
superato o meno il punto di non ritorno in un processo di trasformazione del
sistema politico italiano. Il vento degli anni
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-06-11 - pag: 18 autore: Il «Noava» e le
indagini a tutela del patrimonio boschivo. Verifiche in corso su un possibile
centro di ascolto fuori controllo Udine, il «grande orecchio» della forestale
di Roberto Galullo «N essuna nuova, cattiva nuova»:Ferruccio Saro, senatore del
Pdl, non ha paura che la sua ironia venga intercettata al telefono il giorno in
cui il governo ha posto la fiducia in materia di intercettazioni. La butta sul
ridere colui il quale il 3 febbraio si è rivolto al ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, con un'interrogazione a risposta orale, per metterlo a
conoscenza che in Friuli-Venezia Giulia, dal 2002, è attivo un "grande
orecchio" fuori, a suo avviso, da molte regole. Ma, soprattutto, si è
rivolto al collega di partito Alfano per avere risposte. «Sì - spiega Saro ho
scoperto casualmente il centro di ascolto, che appare illegittimo, istituito a
Pagnacco (Udine), presso il Nucleo operativo di vigilanza ambientale del Corpo
forestale regionale ». E dire che Saro sta alla politica di Udine come Alfano
sta a quella di Agrigento: conoscenza del territorio e zero segreti nelle
stanze della burocrazia. «Eppure-
continua Saro- in pochissimi sapevano di questo centro che ha intercettato non
si sa chi, per quanto tempo e soprattutto a quale scopo». Ufficialmente il
Noava avrebbe dovuto essere composto da una decina di persone che, su delega
della magistratura, avrebbero potuto svolgere indagini a tutela del patrimonio boschivo
e avrebbe potuto anche effettuare intercettazioni telefoniche. Da
febbraio a oggi Saro ha presentato altre due interrogazioni: l'ultima il 23
aprile. «In questi mesi – conferma – nessuno si è fatto vivo. Ancora ieri ho
chiamato per tutto il giorno il ministero ma niente da fare ». Tra
un'interrogazione e un'altra Saro ha messo a soqquadro la sua Regione e gli
effetti non sono mancati.L'Avvocatura della stessa Regione Friuli Venezia
Giulia, a firma dell'avvocato Enzo Bevilacqua, ha mandato al Governatore Tondo,
che lo aveva richiesto in tutta fretta, un parere interno, di cui il Sole-24
Ore ha copia. La relazione contiene passaggi durissimi contro il Noava,
istituito il 23 ottobre 2002 dall'allora (come oggi) giunta regionale di
centrodestra. Allora, come oggi, il Governatore era Renzo Tondo, anch'egli del
Pdl. A pagina 9 la prima bordata dell'avvocatura regionale, allorché scrive che
il personale assegnato al Noava esercitava concretamente attività di polizia
giudiziaria al di fuori del territorio regionale. «Non solo –specifica il
parere – ma risulta anche che in occasione di perquisizioni personali e locali
a danno di un residente nel Lazio tali soggetti siano stati oggetto di una
denuncia per abuso di ufficio, violenza privata e sequestro di persona, poi
archiviata dal Gip ». Quando entra nel capitolo delle intercettazioni
telefoniche e dell'eventualità che siano state persino istituite banche dati
incontrollate, l'avvocatura sembra prendere tempo, forse per spedire la patata
bollente tra le mani del ministro Alfano.«Sembrerebbe – spiega Saro –che se vi
fossero state attività di intercettazione e di costituzione di una banca dati,
queste sarebbero state del tutto fuori legge. Inoltre sembrerebbe precisato che
l'unica struttura regionale autorizzata per costituire una saletta d'ascolto
esterna sarebbe stata autorizzata dalla magistratura nel 2007. Secondo altree
diverse verifiche, sembrerebbe, al contrario, che fossero confermate non solo
l'esistenza di un Centro per le intercettazioni telefoniche, stabilmente in
attività da anni ma, addirittura, la presenza di una o più strutture di ascolto
che avrebbero operato intercettazioni telefoniche avvalendosi di uomini
estranei all'amministrazione regionale ». Per risolvere il rebus Saro (e non
solo) attende la risposta del ministro Alfano. http://robertogalullo.
blog.ilsole24ore.com
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 11 Giugno
2009 Chiudi di ANTONIO SCATTONI Il Comune di Subiaco approva il bilancio 2009
ed è stangata sul trasporto scolastico. Aumenti anche per tariffe e canoni. Ad essere
maggiormente penalizzato è il trasporto dello scuolabus: la tariffa mensile a
carico delle famiglie aumenta del 50 per cento, passando da 10 euro a 15. Altro
rincaro anche se più contenuto è quello della mensa scolastica che costerà 2,88
ogni pasto, con un più 3 per cento circa, a fronte di un costo fisso sostenuto
dal Comune di 4,50 euro, come da appalto con la Valle dell'Aniene Servizi. La
tariffa della nettezza urbana, servizio gestito dal consorzio Gaia, aumenta in
media del 3 per cento: «In base al contratto con Gaia - dice l'assessore al
bilancio, Eugenio De Propris - sarebbe dovuta rincarare del 12,50 per cento.
Abbiamo contenuto l'aggravio grazie alla lotta all'evasione e così scoprendo
altri contribuenti abbiamo abbattuto l'aumento contrattuale». Sale del 15 per
cento il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche: per
l'amministrazione si tratta di un recupero dell'inflazione in quanto i canoni
erano fermi al 1999. Per i passi carrabili, invece, l'incremento è più
contenuto: sale solo del 6 per cento, anche se la tariffa era sempre ferma a
quella di dieci anni fa. Aumenti intorno al 15 per cento per le affissioni, e
l'installazione dei mezzi pubblicitari, quali, cartelli, insegne e striscioni.
Di segno completamente opposto la valutazioni di maggioranza ed opposizione:
«Tra le ristrettezze economico-finanziarie, la burocrazia dell'ente, le scarse capacità
di enti come Regione e Provincia a collaborare, si sceglie ilrinnovamento -
dice il sindaco, Pierluigi Angelucci - in un momento di forte criticità
generale, il Comune approva una manovra dove contiene la spesa corrente ai
livelli del 2002 e riduce al minimo il piano degli investimenti». «Il
bilancio- ribatte Domenico Pelliccia del Pd- non rispetta il patto di
stabilità, non tiene conto del deficit accumulato nel 2008, non riporta le
somme da restituire alla Regione ed iscrive in bilancio, per coprire le spese,
somme di dubbia esigibilità».
( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 11 Giugno
2009 Chiudi P.S.GIORGIO - Hanno dormito sul marciapiede, incatenati al cantiere
dove sono in corso i lavori di ristrutturazione dello chalet Le Gall,
sequestrato per presunti abusi edilizi e poi dissequestrato in parte dalla
Procura di Fermo. Il consigliere comunale Andrea Rogante e Fabio Senzacqua,
gestore del noto locale sul lungomare nord, continuano
senza sosta la loro protesta contro quelli che hanno definito i «lacci della burocrazia», che impedirebbero di
riaprire lo chalet a meno che non si abbattano le opere ritenute non conformi.
Intanto in 60 aspettano di tornare a lavorare per la stagione estiva. Da un
paio di giorni i due uomini non toccano cibo e da ieri sera hanno iniziato
anche lo sciopero della sete. Vengono monitorati dai sanitari del 118.
«Dormire fuori è stato veramente duro» ha detto Rogante, provato dalla
singolare protesta che ha messo in allarme anche i famigliari. Senzacqua è
pronto a sanare tutto ciò che gli viene contestato. «Ma per favore fateci
lavorare». Sa.Ren.
( da "Corriere Alto Adige"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 11/06/2009 - pag: 5 Costi della politica
Commissione non ancora insediata. Steger: «Il regolamento sarebbe da cambiare»
I Sei mai riuniti: indennità pagata A Zocchi 1.300 euro al mese. Dure le
opposizioni: «Rinunci» Artioli (Lega) all'attacco anche sull'assegnazione senza
gara per la realizzazione di un film «Invitare altre aziende» BOLZANO Non è una
cifra enorme, ma per molti 1.300 euro al mese sono uno stipendio. L'indennità
spetta ai membri della commissione dei 6 e dei 12 eletti dal consiglio
provinciale. I parlamentari di solito vi rinunciano, ma a febbraio, su
indicazione del Pd, è stato nominato l'avvocato Alberto Zocchi, che deputato
non è. La commissione di fatto è ancora nel mondo delle idee perché mancano i
tre nomi scelti dal governo. Ma Zocchi viene regolarmente remunerato. Più di
qualcuno nei banchi dell'opposizione ha storto il naso e lo stesso presidente
Dieter Steger non è stato tenero nella sua controreplica. Il dato curioso è che
lo stesso Zocchi dice di non aver avuto idea di aver diritto ad un'indennità
mensile, di essere stato ripetutamente sollecitato dal consiglio a richiederla,
e di essere pronto a restituire tutto. Paradossi della burocrazia. Ieri il Consiglio
provinciale ha affrontato l'esame dell'assestamento del bilancio di previsione
del Consiglio stesso per l'anno finanziario in corso. La consigliera Eva Klotz
ha poi fatto riferimento all'aumento del capitolo per le indennità dei
componenti della Commissione dei 6: «Se il governo non farà funzionare le
commissioni, noi pagheremo inutilmente 1.291 euro al mese al dottor
Alberto Zocchi » ha detto. Anche Alessandro Urzì (Pdl) ha affrontato il tema
dell'indennità dicendo che «il Consiglio deve certamente determinare
l'accantonamento dei fondi, ma momentaneamente non provvedere all'erogazione».
Richiesto di un commento, il verde Riccardo Dello Sbarba afferma: «Se la
commissione non svolge attività, sarebbe corretto rinunciare al compenso».
Anche Elena Artioli (Lega Nord) e Pius Leitner hanno chiesto di sospendere lo
stipendio «attribuito a Zocchi fino a che le Commissioni dei 6 e dei 12 non
saranno effettivamente attive». Dopo le osservazioni dei consiglieri di
opposizione dell'argomento si è parlato fra i banchi e dagli uffici del
consiglio è arrivata la conferma che l'avvocato Zocchi sta emettendo regolari
fatture, pur non essendo ancora insediata la commissione. Nella sua replica il
presidente Dieter Steger ha replicato che i compensi dei membri sono
disciplinati da apposito regolamento: «E i compensi spettano anche se non ci
sono sedute della Commissione: per evitare questo, il Consiglio dovrebbe
modificare il regolamento e io verificherò se è possibile, perché sono
d'accordo sul fatto che non è giusto erogare compensi se non si lavora».
Qualche polemica vi è stata anche in merito alle spese per rendere nota
l'attività del consiglio. «Il filmato che viene realizzato per i visitatori ha
spiegato Steger viene aggiornato ad ogni legislatura, sempre dallo stesso
autore, ovvero la Multimedia Project, ma oltre a questo c'è bisogno anche di
una versione più adatta per i giovani, per la quale abbiamo previsto circa
60.000 euro, anche se suppongo che costerà meno. Stiamo lavorando con la
società Miramonte che è in stretto contatto con la Zelig, con la quale volevamo
lavorare. Per questo non abbiamo previsto un bando di gara». «È vero fa notare
la Artioli che il presidente per legge può dare questi incarichi senza fare una
gara fino alla stratosferica cifra di 100.000 euro. La legge mi sembra assurda,
ma c'è. Solo che poteva almeno chiedere un'offerta a qualche ditta diversa,
sono pur sempre soldi pubblici. Ed in ogni caso la legge prevede che vi sia una
motivazione scritta sulla scelta che viene fatta. La attendiamo ». Fabio
Gobbato Dibattito L'aula del consiglio provinciale. Il caso Zocchi tiene banco
( da "Corriere Alto Adige"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige sezione: 1AECONOMIA data: 11/06/2009 - pag: 11 Studio di Confartigianato
Südtirol provincia ideale per chi vuole fare impresa BOLZANO L'Alto Adige è la
provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono
Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da
Catanzaro e Cosenza. È quanto emerge dal rapporto «Il cielo sopra la crisi»
curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato che verrà presentato oggi in
occasione dell'assemblea nazionale che rappresenta 520.000 artigiani e piccole
imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha
preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti . Ne è scaturito l'indice
della qualità della vita dell'impresa che valuta la capacità di ciascun
territorio di mettere a disposizione degli imprenditori miglior contesto
possibile dove operare. Sono stati analizzati densità imprenditoriale, mercato
del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del
sommerso, burocrazia,
credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e
servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture. Per
gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose
sono tutte quelle autonome: Bolzano, Trento e Aosta.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA FORLI' pag.
1 Indagine Confartigianato, clima favorevole per le imprese FORLÌ-CESENA è una
delle province italiane dove l'ambiente è più favorevole per le imprese. E'
quanto emerge dal Rapporto Il cielo sopra la crisi' curato dall'Ufficio Studi
di Confartigianato e che verrà presentato oggi in occasione dell'Assemblea
della Confederazione, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. La
nostra provincia è all'ottavo posto nazionale nella classifica guidata da
Bolzano. Seguono Trento, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Prato e Sondrio.
All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. Per misurare
l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39
indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della Qualità
della Vita dell'Impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio
provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior
contesto possibile dove operare con la propria impresa. In
particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato
del lavoro, la pressione fiscale, sommerso, burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, i servizi, il capitale sociale del territorio e le
infrastrutture.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA 11-06-2009
CONFARTIGIANATO Fare impresa? E' più facile in Alto Adige e in Emilia ROMA II
Bolzano, è la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare
impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto
Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. E' quanto emerge dal Rapporto «Il
cielo sopra la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà
presentato oggi in occasione dell'Assemblea della Confederazione, che
rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale
per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati
in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa,
che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a
disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove
operare con la propria impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la
densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la
concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della
giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi
pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Dopo
Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori
province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al 6° posto
Prato, al 7° Sondrio, all'8° Forlì- Cesena, al 9° Varese e al 10° Modena. Nella
classifica per regioni, la prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito
dall'Emilia Romagna.
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 11/06/2009 - pag: 11 Fisciano Sfida a tre
per la guida dell'Ateneo tra Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico
Sanguineti Corsa al rettorato, boom di elettori Già alle urne 6 prof su 10. Il
seggio è aperto anche oggi dalle 10 alle 18 FISCIANO Urne aperte, da ieri
mattina e fino a stasera al campus di Fisciano per il rinnovo della carica di
rettore dell'università di Salerno. Altissima l'affluenza per le operazioni di
voto che sono iniziate alle dieci del mattino di ieri e si protrarranno fino
alle 18 di questo pomeriggio. Tre gli aspiranti all'incarico e tutti e tre
hanno votato ieri: Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico Sanguineti.
L'attuale rettore Pasquino si ripresenta per il terzo mandato. Nel suo
programma si è soffermato sull'attività della facoltà di medicina e ribadito
che l'università di Salerno non diventerà una fondazione privata perchè deve
essere libera di rispondere alle funzioni proprie di un'università pubblica
statale. Pasquale Persico, invece, è ordinario di Economia e Sviluppo alla
laurea specialistica di Scienze della comunicazione, direttore del dipartimento
di Scienze Economiche e Statistiche dell'ateneo salernitano e presidente del
collegio dei direttori di dipartimenti. Persico ha lanciato l'idea di rivedere
il modello organizzativo delineando cinque aree di riferimento. Il terzo
candidato, figlio del poeta Edoardo Sanguineti, già docente di filologia e
critica dantesca presso l'Università di Siena, è attualmente professore
ordinario di filologia alla facoltà di lettere e filosofia all'ateneo
fiscianese. Sanguineti ha evidenziato i suoi tre punti essenziali: trasparenza
negli atti amministrativi, una vita universitaria liberata
da una burocrazia
paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca.
Rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. Le operazioni di voto, così
come lo scrutinio, si svolgeranno mediante il sistema telematico, con
l'utilizzo di postazioni informatiche, permettendo, in questo modo, di avere i
risultati praticamente in tempo reale. Per l'elezione del rettore, che
resterà in carica per il quadriennio 1 novembre 2009-31 ottobre 2013, è
richiesta la maggioranza assoluta dei votanti nelle prime tre votazioni. Per la
validità delle votazioni, è necessario che vi prenda parte almeno la metà più
uno degli aventi diritto. Un problema che non sembra porsi, vista la fila degli
elettori che hanno atteso di esprimere la loro preferenza. Ieri, infatti, già
ad appena un ora dall'apertura del seggio elettorale, avevano votato più di
cento aventi diritto al voto. «Le elezioni si stanno svolgendo nel massimo
rigore, ma con estrema serenità e, soprattutto, senza alcuna contestazione -
sottolinea la professoressa Caterina Miraglia, presidente del seggio elettorale
- L'elezione del rettore è un momento topico per una università ed è motivo di
soddisfazione vedere questa numerosa affluenza che esprime il grande
attaccamento ed il coinvolgimento di tutta la classe docente e dell'intero
ateneo ». La tornata elettorale, comunque, si articola su tre turni. Se
necessaria, la seconda votazione si terrà il 17 e 18 giugno, il 24 e 25 la
terza, fino all'eventuale ballottaggio previsto per il primo e 2 luglio. Occhio
attento puntato sull'andamento del voto, anche da parte di Unis@und, la web
radio dell'ateneo. Molte le persone che già da ieri, nelle trasmissioni in onda
dalle 9,30 alle 12,30, si sono alternate ai microfoni della radio
universitaria, con commenti inerenti il rinnovo della carica di rettore. Oggi,
invece, terminato lo spoglio delle schede, nel corso del programma E-Press
Speciale elezioni, saranno commentati i risultati. Paola Florio In fila
Elettori in fila, ieri, al seggio telematico allestito al Campus di Fisciano
per votare il nuovo rettore dell'Università
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 15 «Più controlli degli enti locali e meno burocrazia» FRONDUTI (PDL) PERUGIA IL CONSIGLIERE regionale del Pdl Armando
Fronduti (nella foto), in quanto membro della II Commissione consiliare e
presidente di Confedilizia Umbria, si mostra soddisfatto delle decisione di
stralciare dalla discussione sul Piano Casa la parte relativa a premialità,
perequazioni e compensazioni: «C'è la volontà della Giunta di apportare
alcune modifiche al Ddl, visti i problemi emersi al Tavolo generale del Patto
per lo Sviluppo. C'è attesa per la discussione dei Piani urbanisti ed edilizi,
nonché per l'adeguamento degli edifici alla legge antisismica, questione molto
delicata, in quanto in caso di ristrutturazioni comporta costi molto elevati
per i proprietari degli immobili. Quanto poi alle premialità, ci sono
perplessità superabili». Del resto Fronduti non ha dubbi: «La presidente
Lorenzetti vuole che il testo arrivi in aula con l'unanimità raggiunta in
Commissione e quindi senza dibattito, per questo si è dichiarata aperta a
qualsiasi proposta di emendamento della minoranza. Chiederemo che sulle
premialità vigilino gli enti locali, soprattutto in caso di demolizione e
costruzione, dove sono previste possibilità di ampliamento del 35%. Bisogna poi
che ci sia una verifica strutturale delle Province con autorizzazioni
preventive, in modo da non bloccare le pratiche per 7-8 mesi». Image:
20090611/foto/8047.jpg
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 17 I
giovani assistiti sono quattordici Ecco la commissione I NUMERI PERUGIA SONO IN
TUTTO 14 i ragazzi con difficoltà motorie o cognitive che all'ateneo perugino
sono assistiti per lezioni e studio da «tutor» specializzati. Un gruppo
ristretto sui circa 200 iscritti come disabili. In tanti, infatti, c'è ancora
il pudore di chiedere una mano in più. Come per altri, che avevano fatto
domanda, non si è riusciti a trovare in tempo per le lezioni un operatore
specializzato. I tempi della burocrazia non vanno infatti d'accordo con l'urgenza dell'assistenza per
chi altrimenti non potrebbe studiare. Ad ogni modo il servizio si sta
consolidando. E' già stato approntato il sistema che permette, con una sala
attrezzata a Economia, l'accesso alle biblioteche di facoltà. Ma presto
si riunirà per la prima volta la commissione tecnica d'ateneo di cui sarà
presidente la professoressa Mirella Damiani. Un passo avanti verso la
programmazione di ulteriori prestazioni e per il coordinamento dei referenti di
facoltà. Ruolo che da 3 anni riveste la stessa Damiani: «Seguiamo sia i tutor e
che i disabili che non hanno un sostegno. Siamo mediatori tra gli studenti e
gli insegnanti: coleghi sempre disponibilissimi».
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il sindaco di Erto e
Casso trova un posto in assemblea nelle file della minoranza Pd Nella contesa
tra cognati Pezzin prevale su Barzan La curiosità/2 Alla fine tra i due cognati
e contendenti politici l'ha spuntata Luciano Pezzin: il primo cittadino di Erto
e Casso ha infatti conquistato un seggio da consigliere provinciale,
"soffiandolo" al cognato Virgilio Barzan, attuale vicesindaco di
Vajont. Pur tra le file della minoranza del Partito democratico, Pezzin è
entrato nell'assemblea di piazza San Giorgio dopo avere superato le preferenze
di Barzan, iscritto al Popolo delle libertà. La "guerra" tra parenti
si è consumata nella circoscrizione di Montereale, alla quale fanno capo tanto
Erto e Casso quanto Vajont. Ma entrambi gli sfidanti negano tensioni o problemi
a livello di famiglie. «L'abbiamo presa con molto spirito di lealtà, quasi
fosse una sorta di gioco - ha spiegato Pezzin -. Non me l'aspettavo, anche
perché quello attuale non è uno dei momenti migliori per il centro-sinistra.
Quando mi hanno comunicato che ero stato eletto, ho pensato a uno scherzo. La
prima cosa che ho fatto quando ho capito che era tutto vero è stata quella di
telefonare a Virgilio in segno di solidarietà». A Barzan non è bastato il buon
exploit di preferenze raggiunte nel collegio monterealino in quanto altri
candidati del Pdl hanno fatto meglio di lui. Ma il diretto interessato non se
la prende. «Sapevo sin dall'inizio che era una sfida difficile e proprio per
questo l'ho accettata - ha detto il vicesindaco di Vajont, per lunghi anni
primo cittadino dello stesso paese e anche di quello di Erto e Casso -. Se
fossi stato scelto come consigliere, avrei cercato di
portare in Provincia il mio sogno: semplificare la burocrazia, tagliando dove è possibile. A Vajont abbiamo ridotto spese e
intoppi amministrativi creando la bolletta unica. Sarebbe stato bello portare
questa esperienza a livello più ampio. Con Luciano i rapporti sono ottimi e
anzi mi sono subito complimentato con lui quando ho appreso la notizia».
(f.fi.)
( da "Affari Italiani (Online)"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nando Dalla Chiesa
(Pd) ad Affaritaliani.it: "Ha ragione Majorino. Il Pd è imbalsamato"
Giovedí 11.06.2009 11:13 Come affrontarlo? "Continuo a pensare che i due
punti cardine da affrontare quotidianamente siano la questione fiscale e quella
della sicurezza". Cosa che Penati ha fatto in campagna elettorale...
"Si, ma bisogna farlo sempre con una serie di scelte quotidiane senza però
dare l'impressione di scimmiottare il Centrodestra. Ci vuole una cultura
alternativa che ci apra al mondo delle imprese per
rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che
provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di
rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del
Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita
politica". E' preoccupato in vista del congresso nazionale?
"Non credo che basterà un congresso a risolvere la crisi o Bersani al
posto di Franceschini. Ha ragione Veltroni quando dice di aver lasciato il
partito al 26%". Rimpiange Veltroni? "No. Faccio notare che la quota
del 26% è quella attuale e Veltroni si era sentito in obbligo di andarsene per
evitare il tiro al piccione di tutti i leader. Il partito rischia di non
sapersi scrollare di dosso il condizionamento di chi lo ha fondato è ha preteso
di dirigerlo senza averci mai creduto. Eccetto Veltroni che si è speso
veramente". C'è una via di fuga dalla crisi da percorrere? "Il Pd ha
dimostrato maggiore vitalità in Friuli in Liguria dove ha presentato candidati
che uscivano dalle logiche partitocratiche puntando su donne come la
Serracchiani e giovani. Questo è un ottimo indicatore". Tornando a Penati.
Che cosa dovrebbe fare per vincere il ballottaggio? "A questo punto fa
bene ad appellarsi a tutti. L'impresa mi sembra disperata. Io l'ho votato e lo
rivoterò. Al di là dei limiti che si possono vedere, riconfermarsi in Provincia
sarebbe un grandissimo segnale anche se ci si arriva con la lingua di fuori e
facendo appelli all'Udc e alla Lega. Questo perché la questione milanese è
quella più importante per il Centrosinistra in Italia". Daniele Riosa <
< pagina precedente
( da "KataWebFinanza"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Confartigianato:
Guerrini, burocrazia pesa per 15
mld (Teleborsa) - Roma, 11 giu - "Bisogna proseguire con forza ed
efficacia nel processo di semplificazione normativa. Tagliare quegli oneri
burocratici che pesano per 15 miliardi di euro all'anno, pari ad 1 punto di
Pil, due terzi dei quali gravano sulle micro-imprese fino a 9 addetti".
Lo ha detto il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, nella sua
relazione all'Assemblea annuale, che fa riferimento al peso della burocrazia, ai ritardi della giustizia, alle mancate
liberalizzazioni. "Allinearsi alla media europea, porterebbe a un
risparmio di 10,4 miliardi di euro, spiega Guerrini, aggiungendo che se tutte
le aziende italiane fossero liberate dalla zavorra burocratica aumenterebbero
la produttivit del 2,3% e le microimprese addirittura del 5,8%". Sul
fronte della giustizia, Guerrini ha detto che la lentezza dei procedimenti
sottrae agli imprenditori "oltre 2 miliardi di euro l'anno".
11/06/2009 - 11:47
( da "Arena.it, L'"
del 11-06-2009)
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Rafforzare la
collaborazione tra i consorzi fidi e il mondo bancario per il bene delle Pmi,
piccole e medie imprese. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. È
questo in sintesi il messaggio emerso del primo Confidi Day del Banco Popolare
che ieri ha radunato nell'auditorium di Viale delle Nazioni a Verona molti
rappresentanti delle associazioni di categoria e dei Confidi del Veneto, oltre
ad alcuni rappresentanti dell'Abi, Associazione bancaria italiana, per un
confronto sul principale problema del mondo imprenditoriale: l'accesso al
credito. Al centro del dibattito c'è stata la valorizzazione del ruolo dei
Consorzi fidi, ossia di quelle organizzazioni che svolgono attività di
prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti.
In Italia sono circa 920, più di 40 solo in Veneto. Sulla necessità di un
ulteriore rafforzamento della partnership che lega le banche ai confidi è
intervenuto il presidente del consiglio di sorveglianza del Banco Popolare,
Carlo Fratta Pasini. «I confidi contribuiscono da anni al contenimento dei
rischi per le banche grazie alla valutazione del merito di credito delle
imprese che effettuano a monte. Occorre ora più flessibilità», ha sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia e un accorciamento dei tempi tecnici tra la presentazione della
domanda e la risposta della banca, specie in un momento in cui le piccole e
media imprese hanno voce meno forte delle grandi, meno marginalità e meno
flussi di cassa per ammortizzare l'indebitamento». Il Banco Popolare,
come illustrato da Marcello Paoli, responsabile dei prodotti di finanziamento
della banca, opera oggi con 192 Confidi con affidamenti che ammontano
complessivamente a 1,6 miliardi di euro, il 70% dei quali a con piccole
imprese. Per Emanuel Danieli, direttore di Fidindustria Emilia Romagna, la
parola chiave è la reciprocità. «Con le garanzie che si ritrovano grazie ai
Confidi, le banche devrebbero fare di più per applicare alle nostre imprese un
giusto prezzo. Il che non vuol dire solo applicare spread il più contenuti
possibile sui tassi», ha precisato Danieli, «L'azienda che intende usufruire di
un fido bancario ha già superato, del resto, un filtro di pre-rating da parte
del Consorzio che si impegnerà poi con le banche a negoziare le condizioni, assumendosi
tra il 5 e il 100% del rischio in base alla tipologia del finanziamento». Sulla
necessità di un profondo ammodernamento dei confidi derivante dalla nuova
normativa del Tub, Testo unico bancario è intervenuto Mario Borin,
amministratore delegato di Sviluppo artigiano, Confidi reginale di Cna Veneto.
«Il passaggio dalla semplice attività di garanzia all'intermediazione
finanziaria vigilata dalla Banca d'Italia secondo l'articolo 107 del Tub», ha
affermato Borin, «ha aumentato moltissimo le potenzialità dei Confidi a
servizio delle imprese. L'iscrizione dei consorzi al 107 è un salto culturale
fondamentale e irrinunciabile. Se non lo faranno», ha dichiarato Borin, «il
loro obiettivo non sarà più l'impresa e la tutela delle rappresentanze, ma
l'autoreferenza e la propria sopravvivenza». Alessandro Azzoni Alessandro
Azzoni
( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 11-06-2009)
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Fare impresa? A
Salerno è difficile, tutta colpa dell'elevata pressione fiscale e delle cattive
condizioni di credito per gli imprenditori. È quanto emerge dal rapporto «Il
Cielo sopra la crisi» che sarà presentato domani a Roma dall'Ufficio Studi di
Confartigianato. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa,
Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è
scaturito l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa, che valuta la
capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli
imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria
impresa. In particolare, sono stati analizzati indicatori quali la densità
imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza
sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la
conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale
del territorio e le infrastrutture. E se Salerno, in questo ambito, occupa una
posizione intermedia nella classifica italiana (anche migliore di altre realtà
campane come Caserta e Napoli), conquista invece un primato negativo per
quanto riguarda gli indicatori relativi alla pressione fiscale: è al terzultimo
posto e precede soltanto Latina e Napoli. Terzultimo posto anche per quanto
riguarda il credito: qui le condizioni per gli imprenditori non sono delle più
favorevoli.
( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
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Ammortizzatori in deroga ancora fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da sei mesi, è
sempre più un dramma, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico.
Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise
che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche
le barriere del casello di Caserta sud dell'A1. Questa volta sono stati
circa 200 i lavoratori che hanno invaso la corsia nord dell'autostrada, in
direzione di Roma. Per circa quattro ore il traffico rimasto paralizzato sotto
un caldo opprimente. MULIERI A PAG. 30
( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
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ENZO MULIERI
Ammortizzatori in deroga ancora fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex
Ixfin, senza reddito da circa sei mesi, è sempre più un dramma sociale, con le
conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico. Non conosce tregua la
mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise che anche ieri hanno
inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche le barriere del
casello di Caserta sud dell'A1. Questa volta sono stati circa 200 i
lavoratori che hanno invaso la corsia nord dell'autostrada, in direzione di
Roma, malgrado il pronto intervento delle forze dell'ordine. Per circa quattro
ore il traffico, lungo la 265 e il viale Carlo III, è rimasto paralizzato sotto
un caldo opprimente che ha contribuito a esasperare gli animi degli
automobilisti rimasti intrappolati nell'ingorgo. Intorno alle 15 sono
intervenuti in forza anche i mezzi e il personale della Celere quasi in
coincidenza con la notizia della convocazione di un incontro alla prefettura di
Caserta, che in pratica ha fatto rientrare la protesta. «Attendiamo segnali
precisi perché sia decretata al più presto la cassa integrazione in deroga sia
da parte del ministero del Lavoro che dal ministero dell'Economia, ognuno per
le sue competenze - dice Maria Cacciapuoti, segretaria provinciale della Fim
Cisl - diversamente saremo costretti a darci appuntamento per martedì, con
presidi davanti ai due dicasteri». In effetti non appare del tutto comprensibile,
fanno notare, come i vari enti responsabili, compresi Regione e Inps, non
riescano né a trovare una soluzione condivisa né a portare a conclusione la
procedura burocratica. «E dire che il sottosegretario al lavoro Viespoli -
ricorda Giancarlo Attena, delegato della Fiom - aveva dato precise disposizioni
all'Inps affinché il pagamento delle spettanze potesse avvenire in via
straordinaria entro la fine di maggio». E invece nulla di tutto questo è
successo. Per gli esponenti delle sigle dei metalmeccanici, allora, non è
rimasta altra scelta che partecipare all'incontro previsto in serata presso il
palazzo di governo di Caserta. Qui si sono ritrovati, su convocazione del vice
prefetto Franco Provolo, sia una rappresentante della Direzione provinciale dell'Inps
sia un rappresentante della curatela fallimentare nella persona di Vittorio
Sellitti. In pratica i due referenti che potrebbero sottoscrivere la clausola
liberatoria per l'anticipo del trattamento integrativo. Nella seduta
protrattasi fino a tardi non è stato dato il via libera ad alcun accordo
ufficiale, presumibilmente risposte più precise potrebbero scaturire oggi
quando sia l'istituto previdenziale che la curatela avranno modo di
approfondire la problematica. «Non posso fornire alcun chiarimento - dice
Giovanni De Pasquale, segretario provinciale della Uilm durante la riunione -
al momento non saprei proprio cosa dire». Alla fine della giornata, in altre
parole, restano le perplessità e l'incertezza più assoluta sull'esito della
vicenda dal momento che il ministero del welfare sostiene che l'Inps può
anticipare le somme dovute ai lavoratori prima ancora della firma del decreto
ma pone precise eccezioni per le aziende sottoposte a fallimento. Dall'altra,
l'Inps afferma che se non c'è la disponibilità effettiva delle risorse non può
dare esito alla procedura tant'è che rimane in sospeso tuttora la stessa
convenzione con la Regione Campania. La più grave preoccupazione, adesso, è che
la questione Ixfin si possa allargare ad altra realtà territoriali e possa
coinvolgere anche la Formenti che si ritrova in amministrazione controllata. E
che per sua sfortuna ha siglato con qualche settimana di ritardo l'accordo in
sede ministeriale per circa 400 addetti del sito di Sessa Aurunca.
( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 11-06-2009)
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Caserta è la
novantaquattresima provincia per le condizioni esistenti di fare impresa. È
quanto emerso dal rapporto «Il cielo sopra la crisi» dell'Ufficio Studi di
Confartigianato che sarà presentato oggi in occasione dell'assemblea della
Confederazione, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per
misurare l'ambiente ideale per fare impresa sono state presi in esame 39
indicatori raggruppati in undici ambiti. Ne è scaturito l'indice della qualità
della vita dell'impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio
provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior
contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, gli
ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione
fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della
giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi
pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.
Bolzano è risultata la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori
per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. Le
ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta,Enna, Reggio Calabria, Taranto,
Vibo Valentia, Napoli, Siracusa, Cosenza, Catanzaro e Crotone. Anche nella
classifica per regioni, il primo posto va al Trentino Alto Adige, seguito da
Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si
trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 11-06-2009)
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Un traliccio
contestato "frena" il radiotaxi vicentino Giovedì 11 Giugno 2009,
(e.s.) Abili come pochi a districarsi nel traffico cittadino, i tassisti vicentini si stanno perdendo nel labirinto della burocrazia. Colpa di un traliccio e di
un'autorizzazione che non si sapeva se dovesse arrivare dalla Provincia o dal
Comune. Il caso nasce dalla convivenza nello stesso complesso di Laghetto, tra
via lago d'Iseo e via lago di Levico, di varie realtà: la sede staccata
dell'Istituto Montagna, la Circoscrizione 5, gli Alcolisti anonimi, la
Biblioteca e la stazione Radiotaxi della Cooperativa dei tassisti berici. Una
convivenza che non è nata ieri: «Siamo lì con una stanzetta e una bagno da una
ventina d'anni, affittuari del Comune di Vicenza - spiega il presidente della
Cooperativa Davide Giardina - Stiamo cercando di eliminare la trasmissione
radio, che comunque l'Arpav ha giudicato rispettosa della legge, per portarla
sulle colline di Rubbio. Qui resterebbero quindi solo una comunissima antenna
parabolica per mandare il segnale sui colli e un'antenna di emergenza (che
interviene solo se a Rubbio si stacca il collegamento) da ancorare ad un
traliccio». Ed è stato proprio quest'ultimo a scatenare il qui pro quo che ha
coinvolto scuola, Comune e Provincia. «Ci siamo rivolti alla preside
dell'istituto per annunciarle questa manutenzione - dice Giardina - Alcuni mesi
fa la Provincia mi aveva indirizzato al Comune e quindi abbiamo incontrato il
sindaco e l'assessore Marco Dalla Pozza per spiegare le nostre intenzioni, peraltro
avvallate anche dal ministero delle Comunicazioni. In attesa dell'arrivo di un
tecnico comunale per il sopralluogo, abbiamo lasciato il traliccio in cortile.
È un problema? Lo faremo rimuovere, se vogliono, ma non dà alcun fastidio. Solo
oggi (ieri per chi legge, ndr) ho saputo che l'autorizzazione spetta alla
Provincia». Lo conferma l'assessore provinciale al patrimonio Nereo Galvanin,
che infatti ha spedito a Radiotaxi una lettera di invito ad un incontro. L'idea
di Galvanin è di chiedere alla Cooperativa di cambiare luogo, ma può anche
darsi che le spiegazioni di Giardina convincano l'assessore del fatto che la
convivenza è ancora possibile.
( da "Affari Italiani (Online)"
del 11-06-2009)
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Nando Dalla Chiesa
(Pd) ad Affaritaliani.it: "Ha ragione Majorino. Il Pd è imbalsamato"
Giovedí 11.06.2009 15:10 Come affrontarlo? "Continuo a pensare che i due
punti cardine da affrontare quotidianamente siano la questione fiscale e quella
della sicurezza". Cosa che Penati ha fatto in campagna elettorale...
"Si, ma bisogna farlo sempre con una serie di scelte quotidiane senza però
dare l'impressione di scimmiottare il Centrodestra. Ci vuole una cultura
alternativa che ci apra al mondo delle imprese per
rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che
provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di
rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del
Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita
politica". E' preoccupato in vista del congresso nazionale?
"Non credo che basterà un congresso a risolvere la crisi o Bersani al
posto di Franceschini. Ha ragione Veltroni quando dice di aver lasciato il
partito al 26%". Rimpiange Veltroni? "No. Faccio notare che la quota
del 26% è quella attuale e Veltroni si era sentito in obbligo di andarsene per
evitare il tiro al piccione di tutti i leader. Il partito rischia di non
sapersi scrollare di dosso il condizionamento di chi lo ha fondato è ha preteso
di dirigerlo senza averci mai creduto. Eccetto Veltroni che si è speso
veramente". C'è una via di fuga dalla crisi da percorrere? "Il Pd ha
dimostrato maggiore vitalità in Friuli in Liguria dove ha presentato candidati
che uscivano dalle logiche partitocratiche puntando su donne come la
Serracchiani e giovani. Questo è un ottimo indicatore". Tornando a Penati.
Che cosa dovrebbe fare per vincere il ballottaggio? "A questo punto fa
bene ad appellarsi a tutti. L'impresa mi sembra disperata. Io l'ho votato e lo
rivoterò. Al di là dei limiti che si possono vedere, riconfermarsi in Provincia
sarebbe un grandissimo segnale anche se ci si arriva con la lingua di fuori e
facendo appelli all'Udc e alla Lega. Questo perché la questione milanese è
quella più importante per il Centrosinistra in Italia". Daniele Riosa <
< pagina precedente
( da "Sestopotere.com"
del 11-06-2009)
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Fiera di Milano,
Fipe: a Tuttofood di scena il "Fuoricasa" (11/6/2009 14:30) | (Sesto
Potere) - Milano - 11 giugno 2009 -Etichettature obbligatorie per le pietanze
dei ristoranti, riduzione dellIva, crisi e sviluppo della
ristorazione. Sono questi i temi più importanti dei consumi fuori casa affrontati a
TuttoFood, la seconda edizione della rassegna professionale dell'agroalimentare
in calendario dal 10 al 13 giugno presso la Fiera di Milano. Fipe sarà uno dei
protagonisti più importanti dellesposizione. è proprio la Federazione Italiana
dei Pubblici Esercizi ad organizzare gli eventi, i convegni e le dimostrazioni
più interessanti per gli addetti ai lavori. è la prima volta che il settore si
presenta su una superficie così ampia e strutturata: 1000 mq. di area
attrezzata dove sarà rappresentato il meglio del settore con grandi chef, con
le proposte innovative per i bar, marchi collettivi e prodotti e soluzioni in
grado di dare rispose concrete ai problemi quotidiani degli esercenti. “In
questa fiera, anche Fipe – ha affermato il presidente Lino Enrico Stoppani – si
aspetta anche di trovare tante idee nuove dallindustria
alimentare e soprattutto spera di poter stringere rapporti più stretti con i
produttori e di avviare relazioni di maggiore collaborazione e di marketing comune per dare più
valore a tutta la filiera e agevolare il consumatore finale”. Tante le novità e
curiosità che si potranno ammirare nello stand Fipe. Nello spazio dedicato ai
bar, molti esercizi de LAquila, Firenze, Milano e di tante altre città presenteranno le loro
formule innovative nel design e nellofferta. Nello spazio
per la ristorazione ci saranno dimostrazioni dedicate al mattino per gli
stellati a cura di Identità Golose e nel pomeriggio ad unofferta di
qualità a prezzi contenuti
a cura dellUnione Italiana Ristoratori (Uir-Chic). Anche i convegni
giocheranno un ruolo determinante. Mercoledì, nella giornata inaugurale, verrà
fatto per la prima volta il punto sulla situazione della ristorazione italiana
di qualità: una sorta di “stati
generali”. Il giorno dopo, invece, saranno organizzati due forum: il primo, al
mattino, relativo ai consumi fuori casa fra crisi e sviluppo; il secondo, nel
pomeriggio, riguarderà un confronto fra grandi marchi per verificare come litalianità
sia lelemento
vincente sia per i gruppi stranieri in Italia, sia per quelli italiani allestero. La sezione dei
convegni si chiude con venerdì, quando alla presenza dei rappresentanti delle
istituzioni europee si discuterà sugli eccessi di burocrazia come minaccia per la biodiversità in cucina e sul regolamento
europeo di etichettatura degli ingredienti dei piatti al Ristorante. Fonte:
Confcommercio.it
( da "Sicilia, La"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Regione
@@titolo@@Continua il braccio di ferro Andrea Lodato Catania. «Certo che ci
vogliono belle facce toste per riuscire a cantar vittoria in queste ore a
Catania, a Palermo e persino andando a Roma, dopo aver fallito clamorosamente
tutti gli obiettivi possibili e sbandierati per settimane». Il senatore Enzo
Bianco non usa mezze misure nel giudicare le reazioni dei vertici del
centrodestra siciliano, impegnato ancora a spiegare ed interpretare i risultati
delle Europee e impelagato ancora, e anche ancora di più di prima, nella crisi
che ha paralizzato il governo regionale. Per Bianco a perdere due scommesse su
due è stato proprio il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che esce
«fortemente ridimensionato e in evidente difficoltà crescente nei rapporti con
i suoi alleati. «Lombardo - spiega Bianco - aveva affermato che avrebbe superato
ampiamente il 4% per dare dignità nazionale al suo partito e di stravincere in
Sicilia dopo un anno di governo regionale. Invece è rimasto abbondantemente
sotto lo sbarramento. Ha confermando che non c'è alleanza nazionale che riesca
a sdoganare il suo movimenti, visto che anche con la Lega non era andata bene.
Ed ha confermato il trend, anche stavolta, risultando fallimentare l'intesa con
La Destra. Ma il flop più clamoroso è il dato della Sicilia, perché dopo un
anno di gestione del governo regionale, della burocrazia, di nomine e
commissariamenti, il Movimento di Lombardo ha registrato un calo dell'8,5%. A
questo punto cantar vittoria ha soltanto il sapore di un tentativo di ritrovar
credito per cercare di battere altre strade, visto che i rapporti con Pdl e Udc
sono ormai ai minimi storici e la Sicilia è davvero ingovernabile da Lombardo e
dalla sua ex maggioranza. Né meglio va il Pdl che si aspettava un voto
del 50% ed è rimasto 15 punti sotto». Varie ipotesi, però, si fanno sulle
strade praticabili dal governatore per uscire dal guado, a partire da un
Partito del Sud con alcuni alleati eccellenti del centrodestra. Possibile? «Ma
se il centrodestra non è riuscito a capitalizzare e rendere produttivo per la
Sicilia quel
( da "Sicilia, La"
del 11-06-2009)
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La Sicilia modello
di tolleranza Lo storico medievale Horst Enzensberger parla dei rapporti tra
ebrei e cristiani Sergio Sciacca Come vivevano i Siciliani al tempo dell'Islàm?
E come vissero, dopo, i musulmani, quando i Siciliani riconquistarono la
propria terra e poterono costruire le cattedrali che prima erano vietate? Non
stavano troppo male, né gli uni né gli altri, ci ha detto Horst Enzensberger,
cattedratico di storia medievale all'università di Bamberg, una delle massime
autorità mondiali sul Medio Evo nell'Italia meridionale, giunto a Catania per
un incontro di studi: "I Cristiani sotto gli emiri potevano esercitare la
propria fede, a condizione ovviamente di pagare le tasse - da cui erano esenti
i fedeli del Profeta - e di non costruire edifici di culto appariscenti".
Insomma se si comportavano da cittadini di serie B potevano vivere indisturbati
nessuno pretendeva che rinunciassero alla loro religione. Quando a loro volta,
per l'intervento dei Normanni gli islamici da padroni divennero sudditi, i
nuovi padroni li ricambiarono con la stessa tolleranza. Non cambiarono molte
cose nell'organizzazione dello Stato. La povera gente che prima svolgeva
mansioni umili, fosse di lingua araba o siciliana, continuò a fare lo stesso
servizio. Quelli che si trovavano nei posti di responsabilità furono per lo più
confermati. Insomma niente spoil system. Quando cambiava la bandiera dei
governanti non avveniva la rivoluzione della dirigenza: si riconoscevano i
meriti delle personalità e si facevano continuare quelli che avevano bene
meritato sotto il leader precedente. Questo sistema della continuità avrebbe
molto da insegnare agli odierni architetti delle riforme costituzionali perché
per secoli garantì la prosperità dell'Isola sia sotto gli Emiri che sotto i
principi cristiani. Il nostro interlocutore è uno dei maggiori conoscitori dei
documenti medievali e dunque ci illustra un aspetto meno appariscente, ma non
meno significativo della Sicilia a cavallo del primo cambio di millennio: non
esisteva solo il rapporto esteriormente conflittuale e concretamente tollerante
tra arabi e latini (o meglio tra tunisini e normanni francesizzati). C'erano
delle minoranze etniche di grande rilievo culturale che bene integrate nell'uno
come nell'altro sistema ne assicurarono il successo. Erano i Greci e gli Ebrei.
L'Isola era stata fortemente ellenizzata fin dai tempi della colonizzazione di
Naxos e Siracusa ai tempi dell'Odissea. Dopo il crollo dell'impero romano era
stata nuovamente occupata da truppe bizantine e da una burocrazia attenta (e forse pletorica).
Questo sistema rimase in piedi nel succedersi delle amministrazioni come rimase
immutata l'organizzazione spirituale che faceva capo agli ordini monastici
greci che mantennero viva la tradizione culturale di Costantinopoli anche dopo
che la capitale fu occupata dai Turchi iniziando i rapporti politici dell'età
moderna. Analoga fu la presenza degli Ebrei che già Cicerone aveva incontrato
numerosi in Sicilia e che vi rimasero attivamente impegnati nell'imprenditoria
quando il sovrano fu islamico e quando fu cristiano e quando fu decisamente
indifferente, come nel caso di Federico II. Nella società multietnica
siciliana, pur tra guerre che vi attrassero gli eserciti dai limiti estremi del
Mediterraneo, non ci fu alcun problema eclatante di intolleranza. Il fatto
aveva rilievo anche linguistico: si scrivevano atti ufficiali in greco anche
quando erano destinati ai latini; gli Ebrei scrivevano generalmente con il
proprio alfabeto, ma usando la lingua araba. Palermo e Catania erano come
Bruxelles o Strasburgo di oggi dove i funzionari passano continuamente da una
lingua all'altra. Questo è stato accertato dagli studi fino ad oggi. Sono
possibili ulteriori sviluppi? "Certo, ci risponde l'illustre
interlocutore, esistono molti documenti che nel passato sono stati esplorati
frettolosamente e che attendono una messa a punto definitiva. Questa analisi
dovrebbe avvenire negli archivi di Catania e soprattutto in quelli di Toledo
dove una gran quantità di atti fu trasferita ai tempi della dominazione
spagnola". Nel Seicento la tolleranza di un tempo si era trasformata nella
logica predatoria dei governi di occupazione. La storia cambia e qualche volta
verso il peggio.
( da "Prima Comunicazione"
del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
- Prima
Comunicazione - http://www.primaonline.it - P.A.:BRUNETTA, ACI E INPS APRIPISTA
PER E-MAIL CERTIFICATA Prima Comunicazione, 11/06/2009 P.A.: BRUNETTA, ACI E
INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA ROMA (
( da "Citta' di Salerno, La"
del 12-06-2009)
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Proroga per
l'impianto di ValloScalo Evitato lo stop alla raccolta dei rifiuti " CASAL
VELINO. Proroga dell'esercizio per tre mesi alla piattaforma ecologica di Vallo
Scalo, nel comune di Casal Velino. L'autorizzazione al Consorzio smaltimento
rifiuti Salerno 4 di Vallo per l'utilizzo dell'impianto che separa carta,
plastica, vetro, alluminio è stata firmata due giorni fa dal sottosegretario
all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Ad ottobre il decreto che ne sanciva
l'operativitá aveva fissato l'attivitá provvisoria in 6 mesi. " Il provvedimento,
ottenuto anche grazie all'intervento del presidente della giunta regionale
Antonio Bassolino, aveva sbloccato uno stallo che durava da due anni. Avviata
nel 1998, la struttura era completata ma un cavillo burocratico ne impediva il
collaudo. E lo stesso iter per ottenere la proroga non è stato privo di
ostacoli e ha fermato per 24 ore le attivitá all'impianto. Martedì, racconta
Erminio Signorelli, presidente del Corisa4 «sono andato a Napoli per ritirare
la proroga ma il funzionario delegato all'istruttoria mi ha detto che c'erano
problemi e mi ha rimandato alla Regione. Per un po' mi hanno fatto fare la
spola col Commissariato rifiuti, perché la Regione non può intervenire in
deroga». Nel pomeriggio «Gianfranco Nappi, della segreteria di Bassolino, ha
convocato una riunione, Bertolaso ha ascoltato il parere dei consulenti e poi,
in serata, ha firmato». " Il decreto è stato notificato ieri mattina e i
camion arrivati a Vallo Scalo da alcuni dei 49 comuni del Consorzio sono stati
invitati a ripresentarsi stamattina. Per evitare un ulteriore blocco tra tre
mesi, «giá dalla settimana prossima - annuncia il presidente del Consorzio -
sarò di nuovo in Regione per far indire una conferenza di servizi». " Nei mesi scorsi Signorelli ha presentato un esposto alla Procura
di Napoli per un contenzioso sorto con un privato presso cui veniva conferita
una parte dei rifiuti. «Posso capire che dei problemi vengano sollevati dai
privati che stanno sul mercato, ma il nostro è un impianto pubblico non sono
comprensibili gli ostacoli che derivano dalla burocrazia». (r. m.)
( da "Stampa, La" del
12-06-2009)
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Caro signor
funzionario, non far chiudere la nostra scuola perché...» Iniziano così i
messaggi video di Pietro, Fabio, Francesca, e di tutti i ragazzi della II C
della media di Pecetto. Dietro la camera non c'è un insegnante ma un
sostenitore d'eccezione, il regista Davide Ferrario. Dalla regia di «Dopo
mezzanotte» e «Tutta colpa di Giuda», si è prestato con disinvoltura per
aiutare chi non sembra proprio avere voglia di festeggiare la fine dell'anno
scolastico con le solite urla di rito. «È il loro modo di dire no ad un sistema
che vorrebbe ridurre le classi e stravolgere il corpo docente» spiega, e poi
precisa. «Quella delle riprese non è stata una mia idea, ma degli studenti. Mi
hanno chiesto se potevo aiutarli, ed eccomi qui». In settimana monterò un video
che sarà poi inviato in Provincia, a quello che una volta chiamavamo
provveditorato». Uno dopo l'altro, ieri mattina, si sono seduti sulla sedia
presa di mira dalla piccola camera compatta. Chi più timido, chi più spigliato,
hanno raccontato perché non vogliono che a settembre si riparta con una classe
in meno. «Significherebbe perdere i maestri che ci hanno insegnato fino ad
oggi. Si ridurrebbero le amicizie che nascono sui banchi». Forse una storia
come tante quella della Don Milani di Pecetto. Tre sezioni per 200 studenti, e
dal prossimo anno il rischio concreto di vedere cancellata una delle prime. Per
i ragazzi e le famiglie la paura di perdere un gioiellino immerso tra le
colline, che per anni ha tenuto testa a tante difficoltà proponendo corsi di
latino, laboratori di arte, musica e teatro. All'uscita dalla scuola anche
Ferrario si sbilancia. «Davvero non capisco perché si dovrebbe imporre il
ridimensionamento di un istituto che funziona, di cui tutti parlano bene. Per
molti genitori significherà passare ad una media privata, e per tappare i buchi
negli orari serviranno altri docenti. Dove sarebbe in tutto questo il
risparmio?» La realtà è che per salvare la terza classe basterebbero 60
iscritti, e per il momento la segreteria è ferma a quota 55. Tutta colpa, pare,
dei pochi nati nel '98, ma anche di una burocrazie che non
tiene conto dei casi particolari. «Il provveditorato ha assegnato due classi
per 50 alunni - conferma la responsabile del Don Milani, Anna Maria Tudisco -.
Paradossalmente siamo stati costretti a rifiutare le ulteriori richieste: così
si gettano le basi per il declino di una scuola pubblica d'eccellenza».
E non va meglio nemmeno agli insegnanti. Per chi si troverà con un'ora di
lezione in meno, l'Ufficio scolastico ha stabilito lo smembramento della stessa
cattedra. Stefano Michieli qui insegna musica dal '92. «A 57 anni ho dovuto
fare domanda di trasferimento. Quello che ho costruito con gli alunni, i
laboratori teatrali, i corsi musicali, andrà tutto perduto». Nella stessa
situazione anche la docente di educazione artistica, Anna Tabasso. «Spero si
trovi una soluzione, altrimenti dovrò lasciare questo posto dopo 16 anni di
impegno e progetti. Episodi simili fanno pensare che tra le scuole pubbliche
non esista alcuna meritocrazia». Lunedì sera c'è stato l'ultimo incontro con i
genitori. Il passaparola per trovare quella manciata di nuovi alunni che
mancano all'appello, è già scattato. «Qui ho portato tutti e tre i miei figli»
racconta una mamma, Renata Bertelli. «Abbiamo trovato un corpo docente severo e
attento ai reali bisogni dei ragazzi. Non credo sia così facile trovare la
stessa preparazione da altre parti. Un simile patrimonio merita di essere
difeso».
( da "Stampa, La" del
12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La parola ai lettori
«Un abbonamento ferroviario inutile» Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA
STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971,
e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi
privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno
pubblicati.Sono un'infermiera residente a Borgio Verezzi e, a nome anche di
colleghi, espongo un disagio legato, al servizio ferroviario. Purtroppo, quando
siamo impegnati nel turno 14-22 siamo costretti, dividendo le spese della
benzina, a viaggiare in auto, sprecando così l'abbonamento ferroviario. Spesa
che si aggiunge a spesa in questo momento dove ogni uscita economica crea
problemi. Ma non essendoci un treno dopo le 20 che sosti in piccole stazioni
siamo costretti ad agire così. Sperando che presto la situazione possa essere
risolta. GIOVANNA TRUCCO BORGIO VEREZZI Risponde Gian Paolo Carlini. «Nell'era
in cui la discussione sulla ferrovia verte sull'alta velocità, alcuni nostri
lettori sono alle prese ancora con problemi reali, da affrontare ogni giorno.
Già in alcune occasioni abbiamo ospitato lamentele di pendolari di Ceriale.
Borghetto, Laigueglia ed Andora. Costretti ad usare un abbonamento che in
pratica non garantisce tutti i servizi. Esrprimiamo ancora una volta la
possibilità che, nelle ore serali, vi sia un treno navetta che fermi in tutte le
stazioni, senza fare distinzioni».Voto, la lezione di un'invalida Sono legato
al mondo del volontariato e volevo raccontare un episodio
accaduto domenica scorsa ai seggi per denunciare la burocrazia e la freddezza della legge che, nonostante la buona volontà di
tante persone, ha rischiato di non far votare una pensionata ottantenne
invalida al seggio della Rusca. Ero rappresentante di partito e a un certo
punto, verso le 15, si è presentata la signora Maria. Aveva le stampelle
ma il certificato scaduto. Una donna minuta, dotata però di un carattere forte
e decisa assolutamente a far valere il suo diritto al voto. La sua invalidità
era evidente ma non poteva salire al seggio, al primo piano, nè il presidente,
peraltro molto disponibile poteva attrezzare un seggio volante a pianterreno.
E' cominciata così una lunga odissea: l'ho accompagnata in via Verdi, in
Comune, al Pronto soccorso per cercare di avere questo benedetto certificato.
Sono passate tre ore e mezza e finalmente la situazione si è sbloccata quando è
rientrato il medico indicato dal Comune. La pensionata non ricordava di avere
il certificato scaduto. La sua invalidità e era però evidente e servirebbe un
po' più di elasticità nei regolamenti. Per me è stata comunque un'esperienza
formativa: durante il tragitto in auto la signora Maria mi ha raccontato che
suo fratello, don Nicolò Peluffo, vice parroco di Vado fu trucidato nel '45 dai
nazifascisti, che lo fecero uscire con l'inganno dalla chiesa. La signora Maria
ricordava quell'episodio con un velo di amarezza per quanto aveva sofferto la
sua famiglia. Mi ha detto che voleva esercitare il suo diritto di voto con la
speranza che episodi del genere non possano più avvenire. AGOSTINO BRUNASSO
SAVONA Gli alunni della Mazzini: «Grazie al Martini» Le classi III A e III B
della scuola primaria statale «G. Mazzini» di Villapiana ringraziano gli
allievi della IV C del liceo artistico «Martini» di Savona per la disponibilità
e la simpatia dimostrate in occasione di due incontri-laboratori presso il loro
istituto. Un particolare ringraziamento alla professoressa Poggi, insegnante di
Arti pittoriche, che ha coordinato l'attività. Gli studenti hanno eseguito
splendidi ritratti ai piccoli «modelli», in tempo di lavoro breve ma denso di
cordialità e tenerezza, con uno scambio di «dolcezza alimentari» e «strumenti
di lavoro». Gli scolari e gli insegnanti auspicano un «gemellaggio» per il
prossimo anno scolastico e abbracciano la mitica IV C. GLI ALUNNI DELLA «MAZZINI»
SAVONA
( da "Nuova Sardegna, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Valeria Gianoglio
«Demolite tutti gli abusi edilizi» Lanusei, il procuratore riesuma 200 casi e
convoca i sindaci Domenico Fiordalisi crea una task force per il controllo del
territorio e ricorda che le ordinanze vanno eseguite entro 90 giorni dalla
sentenza o si rischia la denuncia LANUSEI. Questione di settimane, poi le ruspe
sono pronte a entrare in azione in dodici comuni ogliastrini. Demoliranno
villette sul mare, a pochi metri dalla battigia e per giunta in terreni
comunali. Qualcuna persino nel bianco abbagliante del lido di Orrì o negli
scenari mozzafiato dei Tacchi. Alla faccia di vincoli paesaggistici e delle
norme di tutela ambientale. Distruggeranno interi piani di case spuntati
magicamente in diversi terreni privati. Spazzeranno via una miriade di
appartamenti mobili senza uno straccio di permesso edilizio. Era dalla fine
degli anni Novanta che decine e decine di sentenze del tribunale di Lanusei,
duecento in totale, ne avevano decretato l'immediata demolizione perché
immobili abusivi e non sanabili, ma un po' per i timori di
alcuni amministratori, un po' per la burocrazia, un po' per la lentezza della giustizia, sinora si era concluso
tutto con un nulla di fatto. Qualche giorno fa, il procuratore di Lanusei,
Domenico Fiordalisi, decide invece di metterci mano, rispolverare una montagna
di carte, prendere in mano quelle sentenze. A imporglielo è la legge, le
pronunce della Cassazione, i malumori di molti cittadini. Il vertice con i
sindaci. Che fa allora, il procuratore ogliastrino? Senza perdere neppure un
prezioso minuto promuove un incontro con i sindaci dei comuni del territorio
colpiti da quelle sentenze di demolizione. Sollecita anche la presenza dei
responsabili degli uffici tecnici comunali. Li riunisce tutti negli uffici
della Procura a Lanusei. E in sostanza dice loro: signori, stavolta si fa
davvero sul serio: ci sono circa duecento sentenze, piuttosto datate, del
tribunale di Lanusei che danno mandato alla Procura di eseguire le demolizioni,
quindi non perdiamoci in chiacchiere e decidiamo come agire subito. E così, la
riunione ha inizio. Sono presenti i comuni di Barisardo, Baunei, Cardedu,
Gairo, Ilbono, Loceri, Tertenia, Tortolì, Girasole, Lanusei. Assenti ma
comunque interessati alla vicenda sono anche Villagrande e Lotzorai. Sono i
magnifici dodici territori sui quali entro un paio di settimane le ruspe
entreranno in azione per spazzare via circa duecento abusi edilizi di ogni
genere. La riunione dura alcune ore. Sindaci e dirigenti fanno diverse domande,
qualcuno manifesta anche alcune di perplessità, forse la spia di un po' di timore.
Ma il procuratore Fiordalisi rassicura tutti. Ai più incerti ricorda anche che
la legge, per chi non ottempera alle demolizioni, è piuttosto chiara: si
rischia l'accusa di omissione di atti di ufficio. E lo ripete bene, ancora una
volta, che davvero non si può più perdere tempo. Perché tanto per cominciare
c'è la Cassazione che lo ha stabilito in modo chiaro che entro 90 giorni dalla
notifica dell'ordinanza di demolizione, se l'immobile non è demolito di sua
spontanea volontà dal proprietario, diventa di diritto di proprietà del Comune
nel quale ricade. E quindi tocca a quest'ultimo preoccuparsi di demolirlo. Per
prima cosa, dunque, alla Procura di Lanusei e ai sindaci, adesso spetterà
accertare se effettivamente chi ha commesso gli abusi edilizi da demolire abbia
già provveduto da sè come gli imponeva la legge. Nel caso contrario, ci
penseranno le ruspe di una ditta della Penisola o quelle del Genio militare. Un
nucleo ad hoc per i controlli. Per rendere più facile questo compito, sveltire
i controlli, il numero uno della Procura ogliastrina, ha deciso anche di
costituire un nucleo ad hoc di polizia giudiziaria. Una sezione speciale che da
ora in poi si occuperà esclusivamente di urbanistica, ambiente e abusi edilizi.
Il lavoro, sin da subito, non le mancherà di certo. Il neo gruppo di agenti,
infatti, scenderà in campo già da stamattina, alla caccia di illeciti in
materia ambientale e urbanistico. Ma le verifiche più urgenti, per il momento,
rimangono quelle legate alle duecento sentenze di demolizione che riguardano
abusi edilizi non più sanabili. Sono l'ultimissimo passo prima di dare il via
libera alle ruspe. Una decisione che era attesa da tanti anni, rinviata da
tempo immemore, forse perduta tra miriadi di carte polverose. «Con la riunione
insieme ai sindaci dei comuni interessati - spiega il procuratore Domenico
Fiordalisi - e la costituzione di una sezione speciale della polizia
giudiziaria comincia un nuovo percorso nella repressione degli abusi e nella
esecuzione delle sentenze del tribunale che hanno ordinato gli sfratti». Come
dire che per gli illeciti in materia ambientale arrivano tempi duri.
( da "Provincia Pavese, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CONFESERCENTI No al
commercio abusivo PAVIA. Si parte dalla richiesta di una città più pulita per
Romeo Iurilli, presidente della Confesercenti. «Bisogna valorizzare le
eccellenze, la città deve essere competitiva. Serve più sicurezza. Un esempio:
togliere dalla strada l'abusivismo commerciale». E ancora, meno
burocrazia per chi lavora
«legalmente», sottoinea Iurilli. Con un punto di partenza da sfruttare: il
Distretto urbano del commercio, «una scommessa vinta dalla precedente
amministrazione che si è aggiudicata il progetto della Regione». E visto che si
sta discutendo sugli assessori chiediamo di non ripetere le esperienze passate:
non rivendichiamo che l'assessore al commercio sia un commerciante, ma che sia
una scelta autorevole. Nomi non ne facciamo, ma deve saper svolgere questo
ruolo».
( da "Arena, L'" del
12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 12 Giugno
2009 CRONACA Pagina 15 MISURE ANTICRISI. L'ente camerale: risposte immediate e
concrete Aiuti alle imprese arrivano 9 milioni Da settembre le erogazioni;
export a -18% Un fondo di 2,5 milioni di euro per facilitare l'accesso al
credito delle imprese tramite i consorzi e le cooperative di garanzia fidi; un
fondo di oltre un milione di euro per assegnare incentivi alle Pmi per
l'innovazione tecnologica: la Camera di commercio immette soldi veri e pronti
subito per aiutare il mondo delle aziende portando complessivamente, come
spiega il presidente Bianchi, a 9 milioni i contributi finora stanziati per il
mondo economico. «Questi nove milioni che mettiamo in circolo nell'economia
veronese, possono creare un volano attorno ai 50 60 milioni di euro». Un
intervento, sottolinea, «in linea con le esortazioni del presidente del Banco
Popolare Fratta Pasini: più rapidità e meno burocrazia nelle risposte del credito
alle imprese». La crisi infatti è lunga e se ne andrà lentamente. «Non è vero
che la crisi è già passata», afferma Ferdinando Albini, vicepresidente
dell'ente camerale e presidente degli artigiani, «il momento più duro sarà
proprio tra settembre e dicembre, mentre la ripresa è prevista nella primavera
del 2010». In questi mesi le imprese veronesi devono fare i conti con la
difficoltà di accesso al credito e la risposta attraverso i confidi vuole
essere una boccata d'ossigeno immediata: «La stretta al credito c'è», prosegue
Albini, «sul territorio le nostre aziende fanno fatica a trovare finanziamenti.
Nel 2008 hanno chiuso 550 aziende artigiane; nel 2009 siamo già a 600. Ci
preoccupa in particolare il settore edilizio, che porta con sè un indotto che
va dai serramenti all'arredamento: i progetti sono fermi». Un panorama che
anche Bianchi conferma difficile: «Il mondo del credito sta registrando con
sorpresa che da parte delle imprese le richieste di finanziamento sono poche.
Questo significa solo una cosa: che sono ferme e che la crisi durerà ancora
diversi mesi». Da qui la decisione di intervenire direttamente: «Abbiamo deciso
di aumentare da
( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 25 - Economia
"QUANDO CI DICEVANO FATE AUTO SCADENTI" SERGIO MARCHIONNE* Agli
uomini e alle donne della nuova Chrysler. Oggi è il giorno di un nuovo inizio
per Chrysler e per l´industria dell´auto del Nord America... è con grande
orgoglio che vi saluto come nuovo amministratore delegato... Sebbene di fronte
a noi ci siano molte sfide da vincere, non ho alcun dubbio che faremo bene il
nostro lavoro. Chrysler tornerà, forte e competitiva... Siete passati
attraverso momenti di grande avversità e instabilità nel passato recente e io
voglio iniziare riconoscendo il vostro impegno per Chrysler e prendendo atto
dei molti sacrifici che avete fatto. Grazie al vostro impegno, e al duro lavoro
di una folta schiera di persone, incluso il presidente Obama e la sua task
force sull´automobile, Chrysler è ora una società più concentrata e agile, che
beneficerà in grande misura della nuova alleanza strategica globale con Fiat...
Per queste ragioni, oggi è un giorno di ottimismo. I veicoli Chrysler, Jeep e
Dodge torneranno a essere sfornate dai nostri impianti, torneranno negli
showroom dei nostri concessionari presto anche sulle strade e autostrade
d´America... Nel corso dei prossimi mesi avrà inizio il processo di
trasferimento della tecnologia Fiat, piattaforme e motori per le piccole e
medie vetture negli impianti di produzione di Chrysler. Questa pluripremiata
tecnologia sarà fondamentale per aiutare la Chrysler a migliorare i prodotti e
a fornire alla società un vantaggio strategico in molti mercati di tutto il
mondo... Chiedo a tutti voi di assumere un ruolo di leadership e di lavorare
con me per far tornare Chrysler ad essere ancora una volta una società
pienamente competitiva e in grado di generare utili... Cinque anni fa, ho messo
piede in una situazione simile in Fiat. Era percepita da molti come un
costruttore di auto letargico e sulla via del fallimento
che produceva auto di bassa qualità e che era afflitto da una burocrazia senza fine. Ma la maggior
parte delle persone in grado di ricostruire la Fiat erano lì da sempre.
Attraverso un duro lavoro e scelte difficili, abbiamo trasformato la Fiat in
una società che produce utile e che produce alcune delle più famose, affidabili
ed ecologiche auto del mondo. Abbiamo creato una società molto più
efficiente investendo pesantemente sulle nostre tecnologie e piattaforme...
Possiamo ottenere e otterremo lo stesso risultato qui. Le persone che se ne
faranno carico lavorano già qui alla Chrysler. Abbiamo pianificato di portare
quella stessa pulsione e impegno nell´innovazione a Chrysler perché vogliamo
renderla di nuovo una delle forze trainanti della nostra industria. Sono sicuro
che possiamo arrivare lì insieme. Grazie per il vostro impegno in Chrysler. *
lettera dell´ad di Fiat ai dipendenti Chrysler del 10 giugno
( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Torino
Tutti democraticamente stremati in attesa delle torte e dei verdetti RAFFAELLA
PAISIO Ivrea. 11 giugno. 7 e 30, cielo azzurro, Dora verde, sole, caldo. Oggi i
giochi si chiudono su tutti noi della Pubblica Istruzione. Democraticamente stremati.
Ragazzi, prof, bidelli, tecnici su fino al capo. Domani sarà scuola fino alle
10 e 30 ma saran torte, calcetto e gavettoni. Il finale delle robe serie è
questa mattina. Le sale prof e computer si rempion prestissimo. Ovunque è un
andirivieni frettoloso: prof che impugnano floppy e chiavette, registri
spiattellati davanti ai monitor, file in multiproprietà, sedie che si liberano
e vengono rapidamente occupate. Si inseriscono voti e assenze su tabelloni, si
stampano relazioni, ci si scambiano file e invettive contro la burocrazia, si sospira. Ciascuno osserva il proprio anno:
successi e delusioni. Poi la campanella dell´inizio: tutti in classe. Gli
studenti dell´ultimo anno arrivano col passo felpato di chi non ha più nulla da
dimostrare. Elargiscono battute colte: "Sembra la Russia fine 800, prof
Liberazione dei servi della gleba!" "No, no siamo la dimostrazione
che c´aveva ragione Schopenhauer che l´essenza del mondo è la Volontà di
Vivere.." Orgogliosi, ridacchiano e per un attimo dimenticano la matura. Le ragazze infilano magliette
verdi: davanti campeggia la scritta "Pezzi da novanta!" Dietro lo
scaramantico "Ma anche da 60..". I maschi raccolgono al volo:
"90, 60, 90? Illuse
". Tra gli zaini si intravedono mazzi
di fiori. Poi tutti in auditorium: oggi il preside docet. Segue concerto: repertorio
classico, al piano due ex studenti. Nell´intervallo osservo le faccine:
prevalgono due modelli: occhio sbarrato da fifa del verdetto in arrivo o
sorriso cubitale da sogni di glorie estive. SEGUE A P
( da "Nuova Sardegna, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Pd con Sanna
chiede l'audizione dei due ministri «Energia e Carbosulcis c'è il no di
Tremonti» ROMA. Scajola propone, Tremonti smonta. Prosegue così la guerra tra i
due ministri sui provvedimenti che riguardano la Sardegna. La scoperta delle
ultime ore l'ha fatta il senatore del Pd Francesco Sanna, controllando il
testo: il ministero dell'Economia chiede modifiche profonde al Disegno di legge
su sviluppo ed energia, compresa la cancellazione del progetto Carbosulcis e
degli sconti sull'energia. Per queste ragioni il Partito democratico ha chiesto
l'audizione urgente dei ministri Tremonti e Scajola, per chiarire cioè quale
sia la effettiva linea del Governo. Il Ddl è approdato ieri alla Camera, quindi
in terza lettura, preceduto da una nota dell'Ufficio Legislativo del ministro
dell'Economia che chiede alle Commissioni Bilancio e Attività produttive di
cancellare circa trenta disposizioni del provvedimento approvato due settimane
fa dal Senato, perché prive di copertura finanziaria. «Molte di queste
disposizioni - ha osservato il senatore Francesco Sanna - sono testi proposti
in Senato direttamente dal ministero dello Sviluppo Economico e dal relatore di
maggioranza, e votati con il parere favorevole del Governo. Oggi assistiamo ad
una farsa inedita: il Governo alla Camera smentisce il Governo al Senato. Cambia
la scenografia parlamentare, cambia la posizione politica e addirittura non vi
sarebbero i presupposti di costituzionalità delle norme che Tremonti vorrebbe
cassate: per contrasto, a dire dei suoi Uffici, con l'articolo 81 della
Costituzione». In altre parole, le indicazioni di Scajola non hanno copertura
finanziaria. «Sullo sfondo - continua Sanna - vedo una guerra tra i ministri
Tremonti e Scajola per il controllo di risorse e l'esercizio di poteri sul
energia e politiche industriali, sbaglierebbe chi giudicasse quanto avviene
alla Camera un semplice conflitto di alte burocrazie
ministeriali. Chi ci va di mezzo sono i settori dell'economia reale del Paese
ed i lavoratori». Una delle modifiche richieste, è la cancellazione della norma
(articolo 38, comma 4, lettera b) che riguarda la proroga dei termini per la
gara di concessione della gestione integrata miniera/centrale
elettrica/stoccaggio anidride carbonica della Carbosulcis. Poiché i
termini assegnati dalla precedente legge sono scaduti, l'effetto della
cancellazione è di rendere impossibile la realizzazione del progetto, «di cui
il ministero dello Sviluppo non ha voluto assumersi la responsabilità in una
nuova trattativa con Bruxelles», osserva Sanna. Un'altra cancellazione
richiesta dal Legislativo di Tremonti riguarda l'esenzione delle imprese - come
Alcoa in Sardegna e i grossi impianti metallurgici - dalla esenzione dei
cosiddetti oneri di sistema in cambio della disponibilità a vedersi interrotta
la fornitura di elettricità in qualsiasi momento, per evitare i black out nel
sistema elettrico. Una terza contestazione riguarda una parte importante della
norma che prevede di incentivare l'interconnessione elettrica con l'estero
delle grandi imprese per approvvigionarsi in mercati con energia a costo più
basso. «Ma il danno peggiore di questa situazione - conclude Sanna - è
l'incertezza che si scarica sul sistema economico ed il rallentamento
nell'approvazione di un provvedimento criticabile nel suo impianto generale, ma
con alcune disposizioni non più differibili. Ancora una volta - conclude il
senatore del Pd -, chi rallenta l'approvazione delle leggi non è il Parlamento,
ma un Governo indeciso, maldestro e contraddittorio».
( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Roma
Confartigianato Imprese e qualità della vita Roma al 63esimo posto su 103 città
Su 103 città, Roma è al 63esimo posto nella classifica elaborata da
Confartigianato sulla qualità di vita delle imprese nel 2009. Lo studio è stato realizzato prendendo in esame 39 indicatori che
vanno dalla densità imprenditoriale alla pressione fiscale, dalla concorrenza
sleale del sommerso, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito,
alla burocrazia e ai tempi
della giustizia civile.
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
I locali del celebre
pittore. In via San Marco, a due passi da duomo e municipio, ci sarebbe
un'attrazione culturale di pregio, che tuttavia rimane chiusa al pubblico Mani
legate almeno fino al 2010 Abbandonato lo studiolo del Pordenone L'attività di
restauro è ferma da quasi un anno. I fondi ci sarebbero, ma manca un calendario
di ripresa dei lavori Un patrimonio della città corre il rischio di restare nel
dimenticatoio. Visitarlo resta un'utopia BUROCRAZIA di ENRI
LISETTO A Palazzo del Pordenone, meglio conosciuto come "Studiolo del
Pordenone" i lavori di restauro sono fermi ormai da un anno. E una data
precisa di ripresa degli interventi non c'è, anche se i finanziamenti sono già
stanziati. La Soprintendenza, infatti, sta «ragionando su come
muoversi». Davanti al palazzo (tra la gelateria Zampolli e il ristorante Al Gallo),
la cui facciata è stata restaurata nel 2006, c'è ancora il cartello che indica
i «lavori di restauro dello Studiolo del Pordenone». Si tratta di un vero e
proprio gioiello d'arte, dove esiste lo studio affrescato - chiuso al pubblico
- del grande pittore Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, nato nel
1483 e morto nel 1539. Data inizio lavori, commissionati dalla Soprintendenza
delle belle arti del Friuli Venezia Giulia: 7 aprile 2003. Il termine? Non si
sa. Si sa, invece, che potrebbero riprendere nel giro di un anno, burocrazia permettendo. L'ampio immobile, di proprietà
privata, si affaccia a est su piazza San Marco ed è noto come "Studiolo
del Pordenone" per gli importanti affreschi che conserva al suo interno.
«Che poi fosse veramente lo studiolo non è certo - fanno sapere dalla
Soprintendenza -. E' un'ipotesi fatta dal professor Testa sulla rivista
"Il Noncello". Il Pordenone e famiglia l'avevano acquistato, ma non
c'è la prova provata». Concordano tutti gli esperti del mondo, invece, sul
fatto che contenga gli affreschi del noto artista, dipinti «di ottima fattura e
da lui senza dubbio realizzati». Sistemati alcuni affreschi e la facciata
esterna (nell'ambito dell'operazione di recupero delle facciate esterne dei
palazzi del centro storico) ora manca il restauro dello Studiolo vero e proprio
e quello strutturale che dovrebbe permettere alla gente di accedervi e
ammirarli. La Soprintendenza, in questo arco temporale, ha
"riflettuto" sul da farsi: «Abbiamo preferito privilegiare la parte conservativa
- spiegano dall'ufficio di Udine - e nel frattempo ragionare su come muoverci
perché si tratta di una stanza di particolare importanza». Adesso? I tempi
«sono maturi per riprendere i lavori. C'è un iter burocratico da concordare e
condizioni climatiche da verificare». Non prima della prossima primavera,
insomma. Si comincerà con la «fase burocratica» prima di mettere mano al fregio
che ricopre le tre pareti della stanza. E col rinnovo degli incarichi: il
direttore dei lavori, ad esempio, è stata recentemente trasferita a Venezia, e
dovrà indicare se proseguire il procedimento, anche con il consenso dei
superiori. I soldi? «Già stanziati, sono solo da rinnovare», dicono ancora
dalla Soprintendenza. E quando il restauro sarà ultimato (i tempi ancora non ci
sono) «ci sarà la possibilità di visitare lo Studiolo», una volta sistemata
anche la scala di accesso alla stanza. Prima, però, bisognerà stipulare una
convenzione con i due proprietari, dal momento che lo stabile è comunque
privato.
( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Milano
Liste d´attesa, stop alle visite private Oltre i 30 giorni scatterà il blocco
delle prestazioni a pagamento LAURA ASNAGHI Nuovo provvedimento della Regione
per ridurre le liste d´attesa in campo oncologico. Se un ospedale non è in grado
di fornire una prestazione entro i 30 giorni, dovrà bloccare le visite a
pagamento e smaltire tutte le prestazioni rese con il servizio sanitario
regionale. Questo provvedimento che riguarda le prestazioni "extra
budget", vale a dire quelle senza alcuna limitazione di rimborso da parte
della Regione, riguarda prevalentemente l´oncologia: dall´intervento chirurgico
alla mammografia (ecografie comprese), dalla radioterapia alla chemioterapia.
In pratica, tutti gli ospedali con specializzazioni in questo settore, dovranno
rispettare i tempi d´attesa previsti dal Pirellone, se sfondano questo tetto
sono obbligati a sospendere l´attività privata e concentrare gli sforzi per
smaltire le liste d´attesa. «Questa è anche una risposta al quesito posto dallo
Ieo (Istituto europeo di oncologia, ndr), che aveva annunciato il blocco delle
accettazioni per ridurre le liste d´attesa - spiega Carlo Lucchina, il
direttore generale dell´assessorato alla Sanità - ma il provvedimento vale per
tutti gli ospedali che, grazie alla loro alta specializzazione nella cura dei
tumori, attraggono numerosi pazienti da tutta Italia». «Il nostro obiettivo è
ridurre ulteriormente le liste d´attesa - precisa il presidente Roberto
Formigoni - il nostro sistema, già eccellente, è in grado di progredire
ulteriormente». A Milano, gli ospedali più richiesti da tutta Italia, sono
principalmente lo Ieo, l´Istituto dei tumori, il San Raffaele e il Niguarda,
tutti centri di eccellenza. «Noi facciamo di tutto per ridurre le attese anche
se abbiamo una mole crescente di richieste che arriva da tutto il paese -
spiega Alberto Scanni, il direttore generale dell´Istituto dei tumori di via
Venezian - e la nostra attività è, comunque, prevalentemente pubblica e in
regime privato facciamo molto poco». La Regione vara nuove regole per tagliare
le liste d´attesa oncologiche e, in contemporanea, stabilisce che per tutte le
altre prestazioni, la differenza tra le liste d´attesa in regime sanitario
pubblico e quelle in libera professione non devono superare i 30 giorni.
Un´altra importante innovazione varata dal Pirellone riguarda le ricette per
gli esami che potranno essere compilate direttamente anche dagli specialisti
degli ospedali privati accreditati, evitando così al paziente di mettersi in
coda dal medico famiglia per farsi trascrivere le prestazioni richieste. Meno burocrazia e più appropriatezza. Infine, dal 1° ottobre scatta l´obbligo
del quesito diagnostico su tutte le ricette. In pratica, il medico dovrà
indicare il motivo per cui richiede un esame o una Tac. E senza la
giustificazione le prestazioni non saranno rimborsate.
( da "Repubblica, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIX - Torino
La soprintendente "Entro marzo 2010 i reperti all´Egizio Ma qui si è
esagerato" "Dovranno arrivare 26mila pezzi. Occorre un unico
inventario digitalizzato, ma il lavoro è ancora lungo" Il rettore dei beni
culturali, Pittarello, replica alle accuse di Vassilika: "Non è vero che
lei non può accedere" MARINA PAGLIERI «Entro marzo 2010 sarà completato il
conferimento dei reperti dell´Egizio alla Fondazione da parte del ministero».
Lo afferma il direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello, che
dall´autunno scorso coordina l´operazione, all´indomani delle polemiche che
hanno investito il museo. Liliana Pittarello, tra le criticità emerse in questi
giorni, c´è il mancato passaggio di consegne del patrimonio. La direttrice
Vassilika ha denunciato la difficoltà a procedere nel nuovo progetto
espositivo, data anche l´inaccessibilità dei reperti. Lei che cosa replica?
«Guardi, se ci sono state delle difficoltà all´inizio, adesso non ci sono più.
Mi sembra brutto che venga presa adesso questa posizione da parte della
direzione, ad autogiustificazione di fronte alle critiche. I fatti non stanno
così. Si sta andando avanti con l´inventario dei reperti e non è vero inoltre
che la Vassilika non può accedervi, si deve solo rispettare una prassi legata a
motivi di sicurezza, che prevede di annunciarsi con una semplice telefonata
alla Soprintendenza perché i depositi sono chiusi. E poi tutti i pezzi
importanti, quelli che si pensa possano entrare nel nuovo percorso espositivo,
sono pubblicati». Ma qual è oggi la situazione? «Lo scorso giugno è stato
redatto un documento, firmato da me, dalla soprintendente alle Antichità
Giovanna Bacci e dal responsabile del progetto del cantiere, architetto Sergio
Moro, in cui si stabilisce una tabella di marcia, che prevede appunto il
conferimento entro il marzo del prossimo anno». Quanti pezzi sono stati
conferiti a oggi alla Fondazione? «Oltre ai 6.500 esposti, ne passeranno in
comodato entro fine giugno 1.405 provenienti dagli scavi di Tebtunis e, entro
l´estate, 2.600 circa del cosiddetto Magazzino legni. Poi, di recente, si sono
conferiti 50 sarcofagi esposti in una mostra a Barcellona e un altro centinaio
di pezzi minori. In totale ne dovranno arrivare 26mila. Come vede si sta
andando avanti». Ma come mai i tempi sono così lunghi? «Diciamo che ci sono
state delle difficoltà iniziali, inoltre esistono nel museo vari inventari che
si sovrappongono, c´è ancora quello compilato in fretta da Ernesto Schiaparelli
quando all´inizio del secolo scorso è arrivato dall´Egitto con la Tomba di Kha,
con tutti gli oggetti che conteneva. Occorre ora realizzare un unico inventario
digitalizzato, con tanto di schede e foto per ogni opera. Ma si tratta in molti
casi di opere minime, frammenti di papiri o di tessuti. Lei può capire però che
non si può dare in consegna dei beni proprietà del ministero senza sapere
esattamente in che cosa consistano. Le ripeto, adesso si va avanti. Non mi
sembra il momento di fare polemiche, è importante a questo punto confrontarsi,
riconoscendo il ruolo importante del comitato scientifico. Mi
dispiace anche che proprio nel comitato, che ho incontrato qualche giorno fa,
siano emerse lamentele da parte del professor Gaballa sulla nostra eccessiva burocrazia. In realtà stiamo facendo ora
un lavoro che non è stato fatto in cento anni».
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
GROTTAMMARE, CUPRA E
RIPATRANSONE pag. 12 Olivieri, 1.212 preferenze «Oltre ogni aspettativa»
GROTTAMMARE: ELEZIONI PROVINCIALI GROTTAMMARE LE ELEZIONI provinciali nel
comune di Grottammare, hanno fatto registrare un altro fenomeno. Dopo Luigi
Travaglini (Pd), c'è anche quello di Filippo Olivieri (Pdl), che ha ottenuto il
maggior numero di consensi di tutti i candidati al Consiglio provinciale, con
1.212 preferenze, pari al 30,62%. La differenza fra Travaglini e Olivieri è
che, mentre il primo è una new entry nelle liste elettorali, l'imprenditore
turistico era già stato consigliere comunale e poi anche in pole position come
candidato sindaco del Pdl nelle passate comunali. Un ampio successo per l'uomo
che si delinea come il principe del centrodestra a Grottammare dove, più che il
partito, conta la persona. «Qui è la roccaforte di Massimo Rossi e non pensavo
di risultare il più votato in tutti i seggi. Il mio successo devo condividerlo
con coloro che mi hanno aiutato e votato. Li ringrazio di cuore». Se al
ballottaggio dovesse vincere il centrodestra, come imposterà il suo lavoro in
consiglio provinciale? «Nello stesso modo in cui mi adopero per Grottammare.
Sempre a favore della collettività, mantenendo fede allo slogan della mia
campagna elettorale, confronti e meno scontri ', perché la litigiosità fra
partiti frena lo sviluppo». Alla luce di questo risultato le viene in mente la
candidatura a sindaco di Grottammare fra 5 anni? «La politica la vedo come un
servizio a favore del cittadino e non amo mettermi in mostra. Da qui alle prossime
elezioni molte cose possono cambiare. Se mi sarà chiesto nuovamente, questa
volta potrei pensarci in maniera più concreta». Allora veniamo a cose più
imminenti. Se il Pdl dovesse vincere al ballottaggio, le piacerebbe ricoprire
l'incarico di assessore al Turismo? «Certo che sì. Il turismo è il mio lavoro
quotidiano. Per avere successo in un'attività così frastagliata ci vogliono
passione e serietà. Bisogna aggiornarsi continuamente sulle tendenze e le
abitudini dei flussi turistici nel mondo. Il Governo punta molto su questo
settore, tanto che il Presidente del Consiglio ha stanziato fondi per 1,6
miliardi di euro, sottoscrivendo un patto strategico tra Governo e 5 grandi
istituti di credito. Tornando al nostro discorso, concludo affermando che sarà
il presidente Celani a stabilire gli incarichi. Io posso solo dire che ci
sono». Come rilancerebbe il turismo del Piceno? «Il turismo
va visto in forma manageriale e non artigianale. Bisogna potenziare le
infrastrutture, la convegnistica, investimenti con meno burocrazia, collaborazione pubblico e
privato su larga scala». Marcello Iezzi
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
URBINO pag. 18
Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? «No ed è un
no ... Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? «No ed
è un no assoluto. Sono convinta di aver fatto delle buone cose e molte persone
mi hanno aiutato, ma la mia esperienza durava 5 anni. Non credo nemmeno che me
lo chiederebbero». In questi momenti, in cui per la nuova giunta di Corbucci
ancora è tutto da giocare, ma tanti giocatori si sono seduti al tavolo pensando
di avere in mano le carte giuste, l'obiettivo per tanti continua ad essere la
conquista di un assessorato, non importa quale. Ma se si tratta di quello alla
cultura, l'attenzione sale, spuntano nomi, dal locale all'illustre straniero,
si fanno i conti. C'è, tuttavia, anche chi ormai, pervasa dalla serenità,
considera questa esperienza "definitivamente conclusa": «Ho scritto
tutto quello che pensavo nel mio blog, il "diario retrospettivo di un tecnico
prestato alla politica", mi sono sfogata», dice Lella Mazzoli, da meno di
una settimana ex assessore alla cultura e turismo del Comune di Urbino. Perché
secondo lei si parla con apprensione di questo settore e dell'assessorato?
«Nelle due legislature prima di me, nessuno se ne preoccupava della cultura,
almeno adesso qualcuno si interessa. Ora spero che sia perché si sono resi
conto che è una cosa importante: i politici, gli amministratori, se hanno
capito che la cultura è un volano, sono felice. Vuol dire che ho inculcato
l'idea di cultura in questa città». Cosa ha scritto nel suo blog? «Che la cultura non vuole l'eccessiva burocrazia, non ci vuole solo la cultura accademica ma bisogna fare
riferimento ad essa. E poi che non si deve ridurre tutto a pesce fritto e crescia
sfogliata. I politici devono fare una riflessione: la cultura e la burocrazia devono essere indagate.
Io a volte mi sono sentita "strozzata" dalla burocrazia,
intesa come complicazione non come legittimità in cui operare. Anche la burocrazia di partito, poi ha fatto la sua parte». Rifarebbe
l'assessore? «Lo ripeto, assolutamente no: io sono abituata a lavorare con i
modelli aziendali. Certo, si poteva fare molto di più con lo stesso budget: ho
messo a disposizione le mie competenze, le conoscenze, con gioia, io ho
rinunciato a delle cose mie, ma mi sembrava giusto e credo che ogni cittadino
dovrebbe fare per la propria città ». In campagna elettorale, molti candidati
si sono pronunciati categoricamente contro due sue creature "Parole in
gioco" e l'Utopia, soprattutto per il costo... «Il ritorno di una
manifestazione per la città non è solo per la quantità ma per la qualità della
gente che porta: i commercianti forse non sono d'accordo, ma io ho reso la
città più credibile dal punto di vista culturale. Il Comune non ha speso
tantissimo per Parole in gioco: sono arrivato soldi da sponsor esterni e ha
fatto parlare della città ovunque. Se avessimo investito per una campagna di
comunicazione avremo speso molto di più. Se però non credono nella manifestazione
non la facciano più, ma vuol dire che Urbino ancora una volta abbandona i suoi
progetti. Mi auguro solo che non diventi allora la città delle sagre». Si farà
l'edizione 2009 di "Parole in gioco", si dice che sia stata già
finanziata? «Noi abbiamo presentato il progetto e c'era anche un contenitore
più popolare, non populista, ma forse si fermerà tutto lì. A Urbino sono
passati tanti personaggi, da Bartezzaghi a Piero Dorfles, se non si fa la
manifestazione vuol dire che non si ha bisogno di questi nomi». Chi dovrebbe
prendere allora l'assessorato alla cultura? «La Foschi ha un'ipotesi che può
essere condivisa: lo tenga il sindaco, affiancato da un esperto, un tecnico che
pensi ad un modello culturale per Urbino. L'assessore non deve fare la
"partitica". Esperto significa qualcuno che organizza eventi e
mostre, che solitamente ha una buona base culturale, ma che viva il territorio,
lo conosca e non venga una volta ogni tanto da Roma o Milano. Ci vuole una
persona che pensi e un ufficio che agisca. La cultura non rende subito in
termini economici ma nel tempo, e forma anche le menti». Lara Ottaviani
( da "Riformista, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Santa Margherita
ligure si apre oggi il convegno dei giovani industriali «Il Governo faccia
partire i cantieri» Intervista. Parla la presidente Federica Guidi, secondo lei
è urgente una riforma che allenti il peso fiscale che grava sulle aziende per
consentire al sistema paese di agganciare il treno della ripresa. La campagna
elettorale le ha fatto «un po' schifo». Federica Guidi di Tonia Mastrobuoni È
un po' futurista, con tante maiuscole e un punto esclamativo, il titolo del
tradizionale convegno dei Giovani di Confindustria che si apre oggi a Santa
Margherita ligure: "DOPO! La crisi, l'Italia e come prepararsi per
ripartire". Federica Guidi, presidente dei Giovani, anticipa in
quest'intervista con il Riformista i temi chiave dell'appuntamento di quest'anno.
Guidi sostiene che è urgente una riforma che allenti il peso fiscale che grava
sulle aziende per consentire al sistema paese di agganciare il treno della
ripresa, quando comincerà ad affacciarsi. Inoltre, visto che il governo ha già
stanziato le risorse necessarie, occorre che faccia partire da subito i
cantieri delle piccole e medie opere. Quanto alla campagna elettorale per le
europee e le amministrative, la leader degli imprenditori under 40 concorda
pienamente con il duro giudizio di Emma Marcegaglia. È stata una campagna
elettorale «fuori tema» secondo la Guidi, che conclude: «mi auguro che d'ora in
poi si torni a trattare argomenti più seri e più importanti». Presidente,
quest'anno il tema del convegno di Santa Margherita è «DOPO! La crisi, l'Italia
e come prepararsi per ripartire». A quali riforme occorre dare la priorità,
secondo lei? Noi ci auguriamo che il governo avvii una vera e propria agenda di
riforme e auspichiamo che in cima alla lista ci sia una seria riforma fiscale.
Un allentamento della pressione fiscale sulle aziende serve al sistema paese
per ripartire. Quindi, serve anche ai cittadini, perché se ripartono le
imprese, riparte il paese. Oggi a Santa Margherita avanzeremo una serie di
proposte che vanno in questa direzione, che tentano di rispondere all'esigenza
più ampia di una tutela forte delle aziende in questo momento difficile. È
necessario che il governo e le imprese mettano in cantiere fin d'ora misure
anticicliche che non ci facciano perdere il treno della ripresa, quando comincerà
ad affacciarsi. Ci sono due scuole di pensiero, al momento, sulle riforme. Il
governo propende per rimandarle a dopo la crisi, il governatore della Banca
d'Italia, Mario Draghi, ha sottolineato che sarebbe importante farle adesso. Mi
sembra di capire che lei appartenga a questa seconda scuola. Noi chiediamo che
alcune misure vengano avviate subito, perché l'allentamento del peso fiscale
sulle aziende serve proprio a farle uscire dalla recessione, prima e meglio,
più robuste. Un altro intervento urgente riguarda le infrastrutture: bene ha
fatto il governo a stanziare risorse per i cantieri, ma urge avviarli, magari a
cominciare dalle piccole e medie opere. Occorre anche un
forte snellimento della burocrazia, che continua a imbrigliare il sistema imprenditoriale. È solo
così che, tra due o tre anni - quando si attenueranno gli effetti drammatici
della crisi - potremo realisticamente ricominciare a crescere con ritmi dell'1
o del 2 per cento e non più dello zero virgola come è accaduto in questi ultimi
anni. Mercoledì l'Istat ha diffuso i dati sul Pil del primo trimestre,
crollato del 6 per cento a livello tendenziale e del 2,6 per cento rispetto al
trimestre precedente. Ma la produzione industriale di aprile è tornata invece
su terreno positivo dopo un anno. A che punto è la crisi, secondo lei? È
difficile fare previsioni, ci sono timidi segnali che inducono a far pensare
che il grosso sia alle spalle. Certo, la ripresa è un'altra cosa. Però
l'importante adesso è non far spegnere questa luce ancora fiochissima che
intravediamo in fondo al tunnel della recessione. Com'è la situazione nelle
aziende in rapporto alle banche, è ancora forte la stretta sul credito? Io
vorrei fare un discorso più ampio e vorrei uscire un po' da questo steccato
della guerra tra bande tra aziende e sistema creditizio. Facciamo tutti parte
di uno stesso sistema e dobbiamo affrontare assieme la crisi. Certo, mi auguro
che dalla riflessione degli organismi internazionali scaturiscano nuove regole
che consentano alle banche si tornare a fare il loro mestiere e di stare in
modo nuovo, più trasparente, sui mercati. Ma in questo momento, ripeto, serve
coesione, le guerre tra bande non giovano a nessuno. Condivide l'osservazione
del presidente Marcegaglia, che ha detto che la campagna elettorale per le
europee e le amministrative le ha fatto "un po' schifo"? Condivido in
pieno. Non si è parlato quasi di temi fondamentali come la crisi e l'Europa, si
è fatta una campagna elettorale francamente "fuori tema", su
tutt'altro. Nel parlamento europeo non mancano dinamiche preoccupanti, tendenze
centrifughe, in alcune forze politiche si percepisce un protezionismo
strisciante e abbiamo una Banca centrale europea che continua ad essere
ossessionata dall'inflazione. Non si è minimanente accennato a questi e ad
altri temi importanti. Per me è stata francamente avvilente. E mi auguro che
d'ora in poi si torni a trattare argomenti più seri e più importanti.
12/06/2009
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-06-12 - pag: 13 autore: Stati Uniti. Al via il
viaggio coast to coast di Obama per promuovere la riforma La sanità americana
ricomincia dal Wisconsin Green Bay, città modello del rapporto qualità-prezzo
Marco Valsania GREEN BAY (WISCONSIN). Dal nostro inviato La riforma sanitaria
di Barack Obama, per avere successo, dovrà convincere Barbara Derfus. Nata e
cresciuta in questa città industriale, a stragrande maggioranza bianca, culla
dei ceti medi nel cuore d'America, Derfus, 74 anni, tre figli e nove nipoti, sa
che il presidente è popolare «anche a Green Bay». Ma non nasconde d'aver paura
di una delle svolte davvero storiche promesse dalla sua amministrazione, una
sanità che dovrebbe rendere l'economia più competitiva,scongiurare tracolli del
budget federale e coprire tutti gli americani, compresi i 50 milioni senza
assicurazione medica. «Non mi piacciono le burocrazie -
dice Barbara - né le troppe spese o il troppo intervento dello stato». Obama ha
scelto di rispondere di persona alle paure dove mettono radici: tra i centomila
residenti di Green Bay afflitti dalla crisi (la disoccupazione sopra il 12%
contro il 9,4% nazionale) ma scettici sul ruolo del governo. E, allo
stesso tempo, ha voluto rendere omaggio a una città che già si batte, lontano
dai riflettori, per uno dei migliori rapporti qualità-prezzo nella sanità. Ieri
è volato qui per una "town hall meeting", un'assemblea al liceo
Southwest High School. Non un evento qualunque: il primo appuntamento della sua
crociata, da una costa all'altra, per promuovere una riforma che sta prendendo
forma a fatica in negoziati con il Congresso. «Ogni giorno sempre più americani
devono preoccuparsi di come pagare per curarsi, con premi assicurativi
raddoppiati in nove anni - ha denunciato il presidente introdotto sul podio da
Laura Klitzka, mamma 35enne malata di tumore e travolta dalle spese mediche- e
le aziende non stanno meglio, i costi sanitari hanno danneggiato gruppi come
General Motors e Chrysler. Per il governo i programmi Medicare per gli anziani
e Medicaid per i poveri sono la principale minaccia di deficit». Ancora:
«Abbiamo il sistema più caro al mondo, spendiamo il 50% in più per persona del
secondo paese, senza godere di miglior salute. In dieci anni spenderemo un
dollaro su cinque in assistenza». Una riforma subito, ha ammonito, è
«essenziale all'economia e alla prosperità». E ha illustrato la sua ricetta pubblico-privato
per superare la crisi: creare un Health insurance exchange, un mercato
nazionale dove sia possibile scegliere tra più piani privati ma che contenga
anche un piano pubblico. E dove chi non può pagare riceva sussidi. Obama ha
ammesso che la svolta, se generarà risparmi in futuro, richiede investimenti
iniziali, da recuperare tagliando sprechi (300 miliardi già identificati, altri
300 da annunciare) e con aumenti delle tasse sui redditi più elevati. Southwest
High School lo ha accolto con un bagno di folla da campagna elettorale. è,
peraltro, all'ombra di Lambeau Field, che dà alla città un posto d'onore nella
cultura popolare dell'intero paese: lo stadio del football americano dove gioca
la squadra dei Green Bay Packers. Ai Packers, Green Bay deve il suo soprannome:
Titletown, città dei campionati. Ne hanno vinti dodici, più di qualunque
rivale, da quando sono stati fondati, nel 1919, da Earl "Curly"
Lambeau. E la storia della squadra è indissolubilmente intrecciata all'emergere
dei ceti medi: fu l'industria della carne in scatola, la Indian Packing Company
per cui Lambeau lavorava, che un secolo fa regalò le magliette ai giocatori in
cambio del nome. La Indian è ormai svanita ma altri impianti alimentari
rimangono. Ma altre ragioni, accanto alla mobilitazione dell'America profonda,
hanno portato Obama a Green Bay. La città, agli occhi dell'amministrazione, è
l'esempio della sanità che può cambiare. Ha crescente coscienza
dell'emergenza,tra i cittadini come i politici: «Servono piani pubblici che tolgano
potere alle assicurazioni private», dice Dale Williams, operaio di fonderia.
«Troppa gente non ha assistenza », continua Miariam Malone, impiegata
universitaria. «Non credo che il governo debba gestiregli ospadali ma deve
offrire accesso alle cure e regolamentare il settore», si inserisce Kevin
Steiner. Il senatore statale Jon Erpenbach, a sua volta al rally, è certo che
gli americani siano pronti per «un sistema che copra tutti senza eliminare la
scelta tra diverse opzioni». E Steve Kagen, deputato a Washington, ha fatto
della riforma il pilastro della sua piattaforma politica. Green Bay vanta una
delle più soprendenti performance nazionali quando si tratta di efficienza del
sistema sanitario. «Qui ricevete un'assistenza migliore e meno cara di molte altre
comunità ha dichiarato Obama - reali risparmi possono arrivare cambiando gli
incentivi di un sistema che assimila le cure più costose a quelle migliori».
L'ente federale Healthcare research and quality dà al Wisconsin pieni voti in
cento misurazioni di qualità dell'assistenza. E un rapporto del Dartmouth
institute for health policy and clinical practice, che analizza Medicare, è
stato letto con cura dal direttore dell'ufficio di Bilancio della Casa Bianca
Peter Orszag: negli ultimi due anni di vita di un paziente la spesa media
nazionale è di 46.412 dollari. A Los Angeles sale a 71mila dollari. A Green Bay
Medicare spende con buoni esiti 33.334 dollari. Per i suoi fautori è il
risultato di una miscela di tecnologia, con cartelle mediche digitali, coordinamento
tra medici e cliniche e trasparenza nelle cure. Il locale Bellin health care
system ha fatto leva su investimenti in medicina preventiva che riducono
successive spese e limitano i premi assicurativi a aumenti del 3% l'anno. Nella
vicina La Crosse il Gundersen lutheran system da tempo incoraggia i pazienti a
firmare le loro ultime volontà mediche per minimizzare interventi inutili. Ma
nello stesso Wisconsin i costi variano, con Milwaukee che spende in Medicare in
media il 23% in più di La Crosse o Green Bay. Lo stato offre a Obama anche una
sobria lezione sugli ostacoli ai disegni più ambiziosi: nel 2007 il progetto
Healthy Wisconsin, che prevedeva imposte per 15 miliardi su dipendenti e datori
di lavoro per finanziare l'assistenza universale, si arenò. Piegandosi alle
perplessità di Barbara Derfus. © RIPRODUZIONE RISERVATA COME CAMBIARE Ricetta
pubblico-privato per uscire dalla crisi, ma nel ceto medio Usa cresce la
perplessità per l'intervento governativo Giustificazione. «Scusate l'assenza di
Kennedy. Oggi era con me»: Obama ha giustificato con un biglietto scritto da
lui l'assenza da scuola di una ragazzina intervenuta all'incontro di Green Bay,
il primo di una lunga serie voluta dal presidente per spiegare la riforma
sanitaria AFP
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-12 - pag: 5 autore: Presto lo sconto sui
premi Inail Berlusconi: compensazione debiti-crediti verso la Pa - Marcegaglia:
subito i fatti Nicoletta Picchio ROMA I ritardi dei pagamenti della pubblica
amministrazione sono «scandalosi». Silvio Berlusconi sottolinea: «Li abbiamo
ereditati ». E poi annuncia: «Il governo varerà subito un meccanismo di
compensazione debiti-crediti». Applaudono i piccoli imprenditori all'assemblea
della Confartigianato. è soddisfatta la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, che l'ha ascoltato in diretta: «è una nostra grande battaglia, la
portiamo avanti da tempo. Mi auguro che a queste rassicurazioni seguano atti
concreti, varando in breve tempo i provvedimenti». Berlusconi non si ferma con
gli annunci e tocca un altro tema caro agli artigiani: la riduzione dei premi
Inail. «Le tariffe attuali sono scandalose, la vostra categoria paga una
tassazione più elevata rispetto ad altre». E ancora: l'Italia sarà il primo
paese Ue a recepire lo Small business act europeo, i principi Ue a sostegno
delle piccole imprese. Infine, il turismo, settore in cui lavorano molti
artigiani: è in arrivo un nuovo marchio, «Magic Italy», per rilanciare il
nostro paese e portare la quota di Pil legata al turismo dal 10% di oggi al
20%, in quattro anni. «La maggioranza – ha esordito Berlusconi – è stata
confermata dagli italiani, vuol dire che questo governo può continuare a
lavorare, lo faremo con convinzione e sarà un governo di poche parole e molti fatti».
Ovazioni al suo ingresso, grandi applausi alla fine del discorso, che stavolta
è durato nemmeno un quarto d'ora. Del resto, sia il presidente del Consiglio,
sia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, hanno dato alcune
risposte a tono ai problemi sollevati dal presidente della Confartigianato
Giorgio Guerrini. Ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, costo
del credito, peso esagerato del fisco, burocrazia lenta e invadente, un costo dell'elettricità superiore dei 38,7%
rispetto alla media Ue: Guerrini ha elencato uno a uno gli ostacoli che rendono
difficile la vita delle piccole imprese. Un controsenso, visto che
rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, stanno garantendo in questa fase
di crisi la coesione sociale, rappresentano (quelle che hanno meno di 20
addetti) ben 58 miliardi di valore aggiunto. «Vogliamo sentire che il paese
crede in noi», ha detto Guerrini, molto applaudito. E invece la pubblica
amministrazione fa attendere le aziende 128 giorni per i pagamenti, la burocrazia ha un costi di 15 miliardi di euro, e se si
riducesse la zavorra burocratica, le micro imprese aumenterebbero la
produttività del 5,8 per cento. Serve una compensazione debiti-crediti, aveva
chiesto Guerrini, subito accontentato da Berlusconi. Poi c'è il credito:
l'onere finanziario per le imprese italiane per il mancato adeguamento dei
tassi di mercato al tasso di riferimento della Bce è di 13,8 miliardi di euro,
ha denunciato Guerrini. Senza i consorsi fidi, molti artigiani sarebbero stati
costretti a chiudere. Anche perché i ritardi dei pagamenti riguardano anche i
rapporti tra privati. Guerrini sa che i margini di manovra del governo sono
scarsi. Ma, superata la crisi, la priorità dovrà essere un calo del fisco, a
partire da quelle aziende che investono e che stanno garantendo l'occupazione,
senza usare la cassa integrazione. E poi vanno fatte le riforme, a partire
dalle liberalizzazioni, specie nei servizi pubblici locali. La voglia di
rimboccarsi le maniche tre le imprese c'è,e lo dimostra il +1% di aumento
dell'export che si è verificato nell'artigianato da marzo
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO
pag. 2 cantieri: l'economia chiede decisioni associazioni di categoria
ferraresi esprimono le proprie tre priorità per i candidati di MAURO PATERLINI
RICETTE PER uscire dalla crisi. Investimenti, infrastrutture, operazioni per
snellire da qualche parte e arricchire altri settori. Ma, soprattutto,
concertazione e confronto. Sono solo alcuni dei tanti punti che associazioni e
mondo dell'economia cittadino si aspettano dai candidati sindaci che il 21 si
giocheranno al ballottaggio la poltrona di primo cittadino. Tiziano Tagliani e
Giorgio Dragotto sanno che, il giorno dopo l'insediamento, dovranno fare i
conti con problemi, bisogni e necessità che ora più che mai, con questa crisi,
diventano più impellenti. Ma quali sono le urgenze? Lo abbiamo chiesto a nove
esponenti di spicco del mondo economico ferrarese, individuando almeno tre
richieste forti al futuro sindaco. Cesare Borsetti (presidente Ascom) 1) E'
importante che il prossimo sindaco dia il via ad una nuova stagione all'insegna
del confronto e della concertazione, che negli ultimi anni è mancata. Sui
problemi della città diciamo basta alle decisioni dall'alto, senza interpellare
nessuno. 2) Chiediamo interventi per il centro storico, che va sempre più
desertificandosi, e un piano per correre ai ripari e fronteggiare l'imminente
apertura di un outlet a Santa Maria Maddalena. Dobbiamo incentivare il turismo
e portarlo in città, non solo nel centro storico. 3) La tassazione va rivista e
speriamo che il Comune possa intervenire su Ici, tassa pubblicitaria e arredo
urbano. Alessandro Osti (direttore Confesercenti) 1) Se consideriamo Ferrara
una città turistica ed il turismo una risorsa, dimostriamolo coi fatti. Servono
agevolazioni per le distese nei pubblici esercizi, più parcheggi e sostegno a
iniziative e mostre. 2) Mi piacerebbe vedere amministratori preparati e
competenti, che agiscano con logiche nuove e manageriali gestendo il Comune
come un'impresa. 3) Togliamo la «delirium-tax» e combattiamo l'abusivismo
commerciale. Corradino Merli (direttore Cna) 1) Coerenza rispetto a
dichiarazioni e impegni presi in campagna elettorale. 2) Fare una scelta di
campo precisa e mettere la piccola e media impresa al centro del progetto di
sviluppo e rilancio economico di questa città. 3) Snellire
la burocrazia e aprire un
tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore
Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad
imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli
imprenditori a superare il momento di crisi. 2) Tassazione da
ridiscutere a livello locale. 3) La politica locale si faccia carico con Anas e
Regione di intervenire sulla rete delle infrastrutture e sollecitare interventi
con un impegno politico preciso. Giuseppe Vancini (segretario Confartigianato)
1) Incentivare operazioni che sostengano l'accesso al credito per le piccole
imprese. 2) Snellire la burocrazia. 3) Pressione
fiscale locale da ridurre. Andrea Crestani (direttore Coldiretti) 1)
Valorizzazione del territorio attraverso la creazione di una rete di
infrastrutture che preveda punti di ristorazione e di accoglienza dalla città
ai lidi. 2) Creare dei mercati contadini in vari punti della città, incentivare
queste forme di vendita diretta non solo nel centro storico. 3) Sostenere nelle
scuole i principi di corretta alimentazione e favorire il rapporto con le
aziende agricole nella fornitura delle mense scolastiche. Tiziano Artioli
(direttore Confagricoltura) 1) Servono più infrastrutture che soddisfino le
esigenze del mondo produttivo. La logistica è una cosa essenziale per la nostra
attività. 2) Guardiamo con attenzione alla tassazione delle imprese e vorremmo
che una parte delle risorse che escono dal mondo agricolo venissero reinvestite
nel mondo agricolo stesso. 3) Il Psc (piano strutturale comunale) dovrebbe
avere meno restrizioni e mreno vincoli per non creare problemi all'operatività
delle aziende. Paolo Bruni (presidente Confcooperative) 1) Individuare
procedure d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da
realizzare di poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi.
2) Le gare d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo
«economicamente e socialmente più vantaggioso», in modo particolare per le gare
che riguardano i servizi sociali, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. 3)
Rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un livello di reddito
tale da non potersi permettere un alloggio, anche attraverso la messa a
dispisizione di aree da assegnare a cooperative di abitazione Mirco Dondi
(presidente Lega Coop) 1) Mettere in atto investimenti cantierabili in breve
tempo, per realizzare infrastrutture e lavori pubblici. 2) Realizzare un piano
insieme al movimento cooperativo sul welfare per mantenere i servizi. 3)
Sostegno a iniziative private, per consentire alle imprese di avere ossigeno
aspettando la ripresa. Image: 20090612/foto/2554.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO
pag. 3 cantieri: l'economia chiede decisioni associazioni di categoria
ferraresi esprimono le proprie tre priorità per i candidati di MAURO PATERLINI
RICETTE PER uscire dalla crisi. Investimenti, infrastrutture, operazioni per
snellire da qualche parte e arricchire altri settori. Ma, soprattutto,
concertazione e confronto. Sono solo alcuni dei tanti punti che associazioni e
mondo dell'economia cittadino si aspettano dai candidati sindaci che il 21 si
giocheranno al ballottaggio la poltrona di primo cittadino. Tiziano Tagliani e
Giorgio Dragotto sanno che, il giorno dopo l'insediamento, dovranno fare i
conti con problemi, bisogni e necessità che ora più che mai, con questa crisi,
diventano più impellenti. Ma quali sono le urgenze? Lo abbiamo chiesto a nove
esponenti di spicco del mondo economico ferrarese, individuando almeno tre
richieste forti al futuro sindaco. Cesare Borsetti (presidente Ascom) 1) E'
importante che il prossimo sindaco dia il via ad una nuova stagione all'insegna
del confronto e della concertazione, che negli ultimi anni è mancata. Sui
problemi della città diciamo basta alle decisioni dall'alto, senza interpellare
nessuno. 2) Chiediamo interventi per il centro storico, che va sempre più
desertificandosi, e un piano per correre ai ripari e fronteggiare l'imminente
apertura di un outlet a Santa Maria Maddalena. Dobbiamo incentivare il turismo
e portarlo in città, non solo nel centro storico. 3) La tassazione va rivista e
speriamo che il Comune possa intervenire su Ici, tassa pubblicitaria e arredo
urbano. Alessandro Osti (direttore Confesercenti) 1) Se consideriamo Ferrara
una città turistica ed il turismo una risorsa, dimostriamolo coi fatti. Servono
agevolazioni per le distese nei pubblici esercizi, più parcheggi e sostegno a
iniziative e mostre. 2) Mi piacerebbe vedere amministratori preparati e
competenti, che agiscano con logiche nuove e manageriali gestendo il Comune
come un'impresa. 3) Togliamo la «delirium-tax» e combattiamo l'abusivismo
commerciale. Corradino Merli (direttore Cna) 1) Coerenza rispetto a
dichiarazioni e impegni presi in campagna elettorale. 2) Fare una scelta di
campo precisa e mettere la piccola e media impresa al centro del progetto di
sviluppo e rilancio economico di questa città. 3) Snellire
la burocrazia e aprire un
tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore
Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad
imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli
imprenditori a superare il momento di crisi. 2) Tassazione da
ridiscutere a livello locale. 3) La politica locale si faccia carico con Anas e
Regione di intervenire sulla rete delle infrastrutture e sollecitare interventi
con un impegno politico preciso. Giuseppe Vancini (segretario Confartigianato)
1) Incentivare operazioni che sostengano l'accesso al credito per le piccole
imprese. 2) Snellire la burocrazia. 3) Pressione
fiscale locale da ridurre. Andrea Crestani (direttore Coldiretti) 1)
Valorizzazione del territorio attraverso la creazione di una rete di
infrastrutture che preveda punti di ristorazione e di accoglienza dalla città
ai lidi. 2) Creare dei mercati contadini in vari punti della città, incentivare
queste forme di vendita diretta non solo nel centro storico. 3) Sostenere nelle
scuole i principi di corretta alimentazione e favorire il rapporto con le
aziende agricole nella fornitura delle mense scolastiche. Tiziano Artioli
(direttore Confagricoltura) 1) Servono più infrastrutture che soddisfino le
esigenze del mondo produttivo. La logistica è una cosa essenziale per la nostra
attività. 2) Guardiamo con attenzione alla tassazione delle imprese e vorremmo
che una parte delle risorse che escono dal mondo agricolo venissero reinvestite
nel mondo agricolo stesso. 3) Il Psc (piano strutturale comunale) dovrebbe
avere meno restrizioni e mreno vincoli per non creare problemi all'operatività
delle aziende. Paolo Bruni (presidente Confcooperative) 1) Individuare
procedure d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da
realizzare di poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi.
2) Le gare d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo
«economicamente e socialmente più vantaggioso», in modo particolare per le gare
che riguardano i servizi sociali, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. 3)
Rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un livello di reddito
tale da non potersi permettere un alloggio, anche attraverso la messa a
dispisizione di aree da assegnare a cooperative di abitazione Mirco Dondi
(presidente Lega Coop) 1) Mettere in atto investimenti cantierabili in breve
tempo, per realizzare infrastrutture e lavori pubblici. 2) Realizzare un piano
insieme al movimento cooperativo sul welfare per mantenere i servizi. 3)
Sostegno a iniziative private, per consentire alle imprese di avere ossigeno
aspettando la ripresa. Image: 20090612/foto/2570.jpg
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA P
( da "Corriere della Sera"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Esteri data: 12/06/2009 - pag: 17 Svolte Un ex premier, un religioso e
un ex Pasdaran contro il presidente. Sullo sfondo il partito «invisibile» di
Khamenei Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad La novità è l'«onda verde» di
Mousavi. L'incognita del boicottaggio DAL NOSTRO INVIATO TEHERAN «Bip, bip,
bip». I messaggini in arrivo sul cellulare non danno tregua. «Stasera tutti a
casa, zero provocazioni. La polizia potrebbe cancellare le elezioni». «Non fare
differenze tra i seggi nelle scuole o nelle moschee, concentrare i voti solo
nelle scuole aumenterebbe la possibilità di brogli». «Porta la tua penna,
quelle ai seggi hanno l'inchiostro simpatico che scompare dopo un'ora». Tre
candidati perfettamente omogenei al sistema di potere della Repubblica Islamica
sfidano il monopolio tv del presidente Mahmoud Ahmadinejad con sms e Internet.
Sono 46 milioni gli aventi diritto al voto e almeno 4 le previsioni su chi sarà
il prossimo presidente iraniano, una ogni candidato. La campagna elettorale è
stata elettrizzante. Ogni notte, da due settimane, le strade di Teheran si sono
riempite di auto e cortei. All'inzio la gente si guardava intorno, in attesa di
veder spuntare i manganelli. Poi, incredula, ha cominciato a partecipare sempre
più numerosa alle scorribande notturne fatte di rime irriverenti (la passione
persiana per la poesia è insopprimibile) e ragazze sempre più truccate e meno velate.
La polizia non è praticamente mai intervenuta. Un Paese abituato a tacere si è
sfogato. Il «sistema» ha lasciato fare e il vincitore delle notti è senza
dubbio Mir-Hossein Mousavi, l'ex premier dalla moglie islamico-femminista. Chi
c'era all'epoca dello scià ricorda che anche quelle manifestazioni cominciarono
così, gradualmente. Gli ayatollah oggi al potere, allora erano in strada o in
carcere. E conoscono il meccanismo, ma lo spettro di Tienanmen è sempre in
qualche angolo del cervello. I Pasdaran hanno fatto sapere ieri che «qualsiasi
tentativo di rivoluzione di velluto sarà stroncato in culla». Vincere di notte
non basta. La tesi con più argomenti razionali vede Ahmadinejad e l'ex premier
Mousavi passare al ballottaggio dove Mousavi dovrebbe prevalere. Ma l'Iran ha
abituato alle sorprese. Lo stesso Ahmadinejad, quattro anni or sono, non era
affatto tra i favoriti. Il presidente cerca la conferma puntando su dipendenti
pubblici, paramilitari, nazionalisti, poveri, contadini e (paradossalmente) delusi
dall'élite clericale che ha guidato il Paese negli ultimi trent'anni. Sulla
carta il 25% dell'elettorato, capace con una bassa affluenza di farlo vincere
al primo turno. Contro Ahmadinejad ci sono i pessimi risultati economici e la
voglia di libertà emersa nelle notti pre-elettorali. I suoi tre avversari sono
la reazione del vecchio sistema, ma con forti elementi di trasformazione. L'ex
premier Mousavi pesca voti tra ricchi, intellettuali,
studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze etniche. Il clerico Mahdi
Karroubi ha presa tra giovani, riformisti e provinciali. Per carattere e storia
personale potrebbe reggere meglio il confronto con l'ayatollah Khamenei, il
leader ultimo della Repubblica Islamica. L'ex Pasdaran (Guardia della
Rivoluzione) Mohsen Rezai piace a militari e burocrati critici di Ahmadinejad,
ma con poche simpatie riformiste. Due forze restano sullo sfondo, ma sono
entrambe decisive. Una è il «partito» del boicottaggio personificato dalla
Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. L'avvocatessa chiese nel 2005 di
disertare le urne per screditare il «sistema » e togliergli credibilità. Questa
volta è restata in silenzio davanti alla marea montante dei sostenitori di
Mousavi. L'«onda verde», dal colore sorteggiato per lui dal comitato
elettorale. Il secondo partito invisibile è quello di Alì Khamenei, la Guida
Suprema. Nel 2005 spostò improvvisamente il suo peso per favorire lo
sconosciuto Ahmadinejad. E questa volta? Forse si accontenterà di assistere
neutrale alla corsa degli unici quattro candidati che ha deciso di ammettere in
gara. In fondo Khamenei ha già vinto. Con l'affluenza record che ci si aspetta,
potrà dimostrare al mondo che la «democrazia all'iraniana » esiste. Propaganda
A Teheran, un sostenitore dell'attuale presidente, l'ultraconservatore Mahmoud
Ahmadinejad, che si ripresenta alle urne (Fotogramma). Più a sinistra,
manifesti elettorali degli altri tre candidati: il moderato Mousavi e il capo
dei Pasdaran Rezai. Sotto, il mullah Karrubi (Afp) Andrea Nicastro
anicastro@corriere.it
( da "Corriere del Veneto"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
sezione: PADOVA2A data: 12/06/2009 - pag:
( da "Manifesto, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Credere e curare, il
chirurgo cattolico che piace ai laici (d.p) Nel 2003 se n'era tornato nella
'sua'' America, sbattendo la porta. «Non tornerò a lavorare in Italia. Almeno
finché prevarrà la cultura del privilegio personale, sino a quando si creeranno
ostacoli a chi sa far bene invece di cercare di far meglio». Cattolico, laico -
nel senso di Giuseppe Lazzati, quel concetto cristiano secondo cui la polis,
per essere vera «città dell'uomo» e casa comune, deve essere «laica» -,
favorevole alla legge sull'aborto. Genovese, classe 55. Dopo anni di studio a
Pittsburg (Pennsylvania), nel '99 torna in Italia per fondare l'Ismett,
l'Istituto mediterraneo dei trapianti, a Palermo. Un'eccellenza. Poi, quattro anni dopo, getta la spugna: difficoltà tecniche, burocrazia - denuncia -, insomma «il
modello italiano». Uomo di scienza e di fede, di scelte clamorose e
riflessione, di rotture e mediazioni. E uomo di Red, l'associazione dalemiana,
ma lontano dalle liturgie e irriducibile alle ragioni di corrente.
Ignazio Marino è uno dei chirurghi più famosi in Italia. Il grande pubblico
impara a conoscerlo nel
( da "Corriere del Veneto"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
sezione: PRIMAP
( da "Corriere del Veneto"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
sezione: CRONACAVERONA data: 12/06/2009 - pag: 6 Cambio della guardia Il
neoeletto ha varcato la soglia dei Palazzi Scaligeri. «La giunta? C'è tempo»
Miozzi, primo giorno da presidente Summit con Mosele sulle priorità Autodromo,
fiera, aeroporto i temi dell'incontro. Presente anche Pastorello VERONA «La
prima cosa da cambiare è il modo di lavorare che c'è qui in Provincia.
Sveltire, accelerare, dare risposte in tempi rapidi. Questo vuole la gente,
questo chiedono anche i miei colleghi sindaci. E qui tutti i settori dovranno
lavorare in sinergia tra loro.». E' appena smontato dall'automobile, ed è
ancora sulla soglia di quella che per 5 anni sarà la sua seconda casa. Ma il
neopresidente della Provincia, Giovanni Miozzi sembra avere
già le idee chiare su come «rivoluzionare » la burocrazia dei palazzi Scaligeri. Vicino a lui, due che quella macchina
burocratica la conoscono già piuttosto bene: Mario Faccioli, sindaco di
Villafranca e consigliere provinciale uscente, e Massimo Brugnettini, che in
consiglio ha passato diversi anni. Sorrisi, strette di mano, scale
affrontate a passo rapido, e al piano nobile ecco l'incontro con Elio Mosele,
Antonio Pastorello e Luca Coletto. Abbracci a catena (particolarmente caloroso
e ripetuto più volte quello con Antonio Pastorello, suo «rivale» per la
candidatura all'interno del Pdl, nei mesi scorsi) e una serie di battute. «Caro
Mosele, anch'io come te, ho perso nove chili in campagna elettorale: vedi che
abbiamo qualcosa in comune.», dice Miozzi. «Spero che non abbiamo solo
questo.», replica sorridendo il presidente uscente. Poi si scatenano i
fotografi, e per la loro gioia il neoeletto fa anche un'accurata prova
poltrona, sedendosi alla scrivania ancora occupata dal suo predecessore.
Morbida abbastanza da alleviare le eventuali «asprezze» lungo il mandato? La
risposta, come accadrà più volte, è un sorriso sornione. Inutile chiedergli
notizie sulla nuova giunta: lui è tanto formalmente «tenero» quanto
sostanzialmente «duro» nello spiegare che «si farà, si vedrà, si discuterà, c'è
tempo». Ma la Lega darà del filo da torcere? «Ma no, i rapporti sono ottimi,
non ci sono problemi». Più libero nell'esprimersi, Mosele spiega sorridendo che
«la guida di una coalizione richiede grande pazienza e moderazione: apparentemente
le cose si sono semplificate, visto che con me c'erano quattro partiti e con
Miozzi solo due. Ma è evidente che c'è una diversa consistenza politica della
Lega, e quindi aumenterà la necessità di mediare». Ma Miozzi subito postilla:
«Sì, la Lega è andata davvero bene. Ma non dimentichiamoci che sono andato bene
anch'io, con quei ventimila voti in più, rispetto alla somma dei voti dei
partiti che mi appoggiavano ». Poi un lungo incontro a tre (Miozzi, Mosele
Pastorello) a porte chiuse. Mosele elenca le questioni più spinose sul tappeto:
l'autodromo, di cui proprio ieri si è discussa in via delle Franceschine la
valutazione d'impatto ambientale, il futuro della Fiera e dell'aeroporto, le
società autostradali, il tunnel del Brennero. E quel piano territoriale
provinciale che Mosele assicura «sarà votato in fretta, visto che lo abbiamo
già molto attenuato noi.» e su cui invece Miozzi, a una domanda dei giornalisti
aveva risposto «beh, lasciateci ancora qualche giorno di pace.». Il futuro di
Pastorello? «Ha una grande esperienza, che andrà valorizzata al meglio. A
sentir voi giornalisti avremmo dovuto scannarci, e invece.» e lo abbraccia di
nuovo. L'aria è di festa, un po' come nel primo giorno di scuola. Per esami e
compiti in classe c'è tempo, ma neanche tanto. Oggi primo vertice del Pdl, in
preparazione dell'incontro di lunedì col segretario della Lega, Matteo
Bragantini. E da lì in poi, si fa sul serio. Lillo Aldegheri (fotoland)
Confronto Tra Giovanni Miozzi e l'ex presidente Elio Mosele Nel suo nuovo ufficio
Giovanni Miozzi nell'ufficio del presidente della Provincia al primo giorno di
lavoro. «Ancora troppo presto per parlare della giunta»
( da "Corriere.it"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un ex premier, un
religioso e un ex Pasdaran contro il presidente Elezioni in Iran, sfida ad
Ahmadinejad La novità è l'«onda verde» di Mousavi. L'incognita del boicottaggio
DAL NOSTRO INVIATO TEHERAN «Bip, bip, bip». I messaggini in arrivo sul
cellulare non danno tregua. «Stasera tutti a casa, zero provocazioni. La
polizia potrebbe cancellare le elezioni». «Non fare differenze tra i seggi
nelle scuole o nelle moschee, concentrare i voti solo nelle scuole
aumenterebbe la possibilità di brogli». «Porta la tua penna, quelle ai seggi
hanno l'inchiostro simpatico che scompare dopo un'ora». Tre candidati
perfettamente omogenei al sistema di potere della Repubblica Islamica sfidano
il monopolio tv del presidente Mahmoud Ahmadinejad con sms e Internet. Sono 46
milioni gli aventi diritto al voto e almeno 4 le previsioni su chi sarà il
prossimo presidente iraniano, una ogni candidato. La campagna elettorale è
stata elettrizzante. Ogni notte, da due settimane, le strade di Teheran si sono
riempite di auto e cortei. All'inizio la gente si guardava intorno, in attesa
di veder spuntare i manganelli. Poi, incredula, ha cominciato a partecipare
sempre più numerosa alle scorribande notturne fatte di rime irriverenti (la
passione persiana per la poesia è insopprimibile) e ragazze sempre più
truccate e meno velate. La polizia non è praticamente mai intervenuta. Un Paese
abituato a tacere si è sfogato. Il «sistema» ha lasciato fare e il vincitore
delle notti è senza dubbio Mir-Hossein Mousavi, l'ex premier dalla moglie
islamico-femminista. Chi c'era all'epoca dello scià ricorda che anche quelle
manifestazioni cominciarono così, gradualmente. Gli ayatollah oggi al potere,
allora erano in strada o in carcere. E conoscono il meccanismo, ma lo spettro
di Tienanmen è sempre in qualche angolo del cervello. I Pasdaran hanno fatto
sapere ieri che «qualsiasi tentativo di rivoluzione di velluto sarà stroncato
in culla». Vincere di notte non basta. La tesi con più argomenti razionali
vede Ahmadinejad e l'ex premier Mousavi passare al ballottaggio dove Mousavi
dovrebbe prevalere. Ma l'Iran ha abituato alle sorprese. Lo stesso Ahmadinejad,
quattro anni or sono, non era affatto tra i favoriti. Il presidente cerca la
conferma puntando su dipendenti pubblici, paramilitari, nazionalisti, poveri,
contadini e (paradossalmente) delusi dall'élite clericale che ha guidato il
Paese negli ultimi trent'anni. Sulla carta il 25% dell'elettorato, capace con
una bassa affluenza di farlo vincere al primo turno. Contro Ahmadinejad ci sono
i pessimi risultati economici e la voglia di libertà emersa nelle notti
pre-elettorali. I suoi tre avversari sono la reazione del vecchio sistema, ma
con forti elementi di trasformazione. L'ex premier Mousavi pesca voti tra
ricchi, intellettuali, studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le
minoranze etniche. Il clerico Mahdi Karroubi ha presa tra giovani, riformisti
e provinciali. Per carattere e storia personale potrebbe reggere meglio il
confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubblica
Islamica. L'ex Pasdaran (Guardia della Rivoluzione) Mohsen Rezai piace a
militari e burocrati critici di Ahmadinejad, ma con poche simpatie riformiste.
Due forze restano sullo sfondo, ma sono entrambe decisive. Una è il «partito»
del boicottaggio personificato dalla Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi.
L'avvocatessa chiese nel 2005 di disertare le urne per screditare il «sistema
» e togliergli credibilità. Questa volta è restata in silenzio davanti alla
marea montante dei sostenitori di Mousavi. L'«onda verde», dal colore
sorteggiato per lui dal comitato elettorale. Il secondo partito invisibile è
quello di Alì Khamenei, la Guida Suprema. Nel 2005 spostò improvvisamente il
suo peso per favorire lo sconosciuto Ahmadinejad. E questa volta? Forse si
accontenterà di assistere neutrale alla corsa degli unici quattro candidati
che ha deciso di ammettere in gara. In fondo Khamenei ha già vinto. Con l'affluenza
record che ci si aspetta, potrà dimostrare al mondo che la «democrazia
all'iraniana » esiste. Andrea Nicastro stampa |
( da "Denaro, Il" del
12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Campania Intervista.
Mauro Maccauro Regione, per le elezioni c'è tempo Non bisogna entrare subito in
una nuova campagna elettorale. Serve prima portare a termine quanto di buono
fatto dall'amministrazione attuale. E' il messaggio che lancia il leader dei giovani
di Confindustria Campania Mauro Maccauro. Tonino Ferro Quali sono le proposte
da spingere, per uscire dalla crisi? Bisogna spendere bene i soldi dei fondi
2007-2013. Si devono utilizzare al meglio tutti gli strumenti del Paser, che
l'assessorato alle attività produttive ha messo in campo. E vanno portate a
termine le opere infrastrutturali che l'assessore Cascetta ha iniziato. Si sono
appena concluse le elezioni. Come giudica il risultato? I giovani imprenditori
si interrogano sul voto con un atteggiamento ottimista. Il nostro dovere è
quello di guardare in prospettiva e di cercare risposte concrete. Soprattutto
in un periodo di crisi. Di certo non bisogna rientrare subito in campagna
elettorale. Si deve prima portare a termine quanto di buono fatto dall'amministrazione
attuale. A che cosa pensa nello specifico? Al credito d'imposta, per esempio,
di cui è appena stato pubblicato il disciplinare. E a tutti gli strumenti del
Paser che l'assessore Cozzolino ha spinto e che rappresentano per imprese locali
una risorsa competitiva. Il Rapporto di Confartigianato dice che la Campania è
la regione in cui è più difficile fare impresa, a causa della pressione
fiscale? E' un dato che emerge ciclicamente dalle statistiche. Anche a questo
serve una risposta concreta. Per questa ragione il Mezzogiorno non attrae le
aziende dall'estero. C'è qualche altra ragione che spiega la recessione e la
mancanza di fiducia da parte degli investitori in regione? Certo, bisogna fare
autocritica. Un nodo centrale è quello della legalità. Le aziende hanno paura
di investire nel nostro territorio. Serve lo sforzo congiunto
dell'amministrazione, dell'impresa e delle forze sociali. Dopo! La crisi,
l'Italia e come prepaparsi per ripartire Venerdì 12 giugno 14.30 Apertura dei
lavori Saluti di benvenuto Umberto Risso Presidente Confindustria Liguria 14.45
TESI DEI GIOVANI IMPRENDITORI Federica Guidi Presidente Giovani Imprenditori
Confindustria Intervento Altero Matteoli Ministro Infrastrutture e Trasporti
15.45 LA GLOBALIZZAZIONE IN CRISI sviluppo, internazionalizzazione e tentazioni
del nuovo protezionismo Nerio Alessandri Presidente Technogym Group Pier Luigi
Bersani Deputato Partito Democratico Alessandro Castellano Amministratore
Delegato Sace Massimo D'Aiuto Amministratore Delegato Simest Giampaolo Galli
Direttore Generale Confindustria Maurizio Lupi Vice Presidente Camera dei
Deputati Stefano Scabbio Presidente Manpower Italia 16.45 Intervento Renato
Schifani Presidente Senato della Repubblica
( da "Denaro, Il" del
12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Borsa & Mercati burocrazia Scajola: Presto lo sportello unico Nei prossimi giorni il
governo portera' in consiglio dei ministri il regolamento attuativo dello
sportello unico per le attivita' produttive e le direttive per rendere
operative le prime misure di semplificazione burocratica e di accelerazione
della riscossione dei crediti verso la pubblica amministrazione. Lo ha
annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel suo
intervento alla Confartigianato. ''Stiamo affrontando al tavolo questioni di
grande interesse: la semplificazione burocratica, l'accelerazione della
riscossione dei crediti verso la P.a., la dilazione dei pagamenti
previdenziali'', ha annunciato Scajola, precisando che ci sara' anche
"l'introduzione di meccanismi di compensazione tra debiti con lo Stato e
crediti verso enti e societa' pubbliche". del 12-06-2009 num.
( da "Affari Italiani (Online)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
MilanoItalia Accordo
tra Poste Italiane e Regione Lombardia per la semplificazione burocratica
Venerdí 12.06.2009 12:51 Accordo tra Poste Italiane e Regione Lombardia per
rendere sempre più semplice e rapido l'accesso dei cittadini e delle imprese ai
servizi amministrativi e avviare la sperimentazione di progetti innovativi per
la semplificazione burocratica. Gli obiettivi e gli impegni di questa
collaborazione sono fissati nel Protocollo d'intesa firmato dal presidente
della Regione, Roberto Formigoni, e dall'amministratore delegato di Poste
Italiane, Massimo Sarmi. La collaborazione Regione-Poste Italiane consentirà
innanzitutto ai cittadini di utilizzare la rete dei 740 "Sportello
Amico" presenti negli uffici postali della Lombardia per l'erogazione di
servizi regionali off line (tradizionali) e on line (informatizzati), quali ad
esempio presentazione di domande per contributi ed incentivi. Il progetto
consentirà inoltre di usufruire degli uffici per il pagamento dei ticket
sanitari e di tutti i tributi regionali nell'ambito del programma Reti Amiche.
"Sviluppare servizi diffusi sul territorio - ha commentato il presidente
Formigoni - e mettere in atto progetti innovativi è la strada che percorriamo
per porci come un'amministrazione sempre più moderna ed efficiente, che
assicuri semplificazione e velocizzazione per i cittadini e per le imprese e
insieme ottenga risparmio di danaro pubblico". "Poste Italiane -
spiega l'amministratore delegato, Massimo Sarmi - è in prima fila nei progetti
di innovazione che si rivolgono ai cittadini per favorirne il dialogo con la
pubblica amministrazione e snellendone le procedure. L'accordo sottoscritto con
la Regione Lombardia mette a disposizione dei cittadini lombardi le più evolute
tecnologie attraverso la nostra rete di Sportello Amico, consentendo coså di
semplificare la vita di tutti i giorni". Presso l'ufficio postale potranno
essere rilasciati il Pin e il Puk della Carta regionale dei Servizi. Inoltre si
potrà attivare una CRS pay nella prospettiva di un sistema di incasso
multicanale che permetterà di effettuare e ricevere pagamenti presso terminali
regionali, postali e di altri enti come pure attraverso un personal computer.
Infine si potrà sperimentare l'inserimento nella CRS della firma digitale, con
procedura remota eseguita dallo stesso richiedente. La convenzione prevede
anche l'avvio di un innovativo progetto di dematerializzazione e informatizzazione
della posta in entrata: Poste italiane non consegnerà le lettere in forma
cartacea ma le trasformerà e inoltrerà in via telematica. Anche gli attuali
archivi cartacei saranno interessati da un processo di trasferimento su
supporti telematici. Il progetto sarà avviato a titolo sperimentale nella sede
regionale di via Sassetti. Vi è infine l'impegno a sottoscrivere in tempi brevi
una Convenzione che costituirà l'unico strumento contrattuale tra le Poste e
l'intero sistema regionale (Regione e società collegate, le quali avranno verso
le Poste un unico interlocutore). Evidenti i vantaggi che si attendono:
semplificazione delle procedure ed economie di scala, cioè condizioni più
vantaggiose. tags: poste italiane milano
( da "Corriere Di Como, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercato della casa
in calo: «Colpa delle banche» L'Ance: «In questa fase manca soprattutto la
fiducia a concedere il credito» Cosa c'è dopo la crisi' È questo
l'interrogativo intorno al quale si sono confrontati, durante l'assemblea
generale di ieri pomeriggio, i costruttori edili comaschi. «Innanzitutto deve
essere fatto un lavoro di squadra tra imprenditori e classe politica - dice il
presidente dell'Ance (associazione nazionale costruttori edili Como), Valentino
Carboncini Questo perché in Italia il nostro settore occupa, tra costruzioni e
indotto, il 40% della forza lavoro». Unione di intenti, dunque. «C'è
un'innegabile calo della domanda di abitazioni», dice il presidente Carboncini.
Sul nostro territorio, anche se si è registrata una forte contrazione non c'è
però stato un crollo vero e proprio. E i numeri parlano chiaro. «Una
diminuzione del 4,5% nel comparto dell'edilizia abitativa. Un -6% nel settore
dell'edilizia pubblica e un -3,8% nell'ambito delle ristrutturazioni»,
specifica Carboncini. Durante l'assemblea di ieri pomeriggio, alla quale sono
intervenuti tra gli altri, il sindaco di Como, Stefano Bruni, e il presidente
della Camera di commercio cittadina, Paolo De Santis, si è cercato di capire
come è la situazione in Italia. Esemplificativa la relazione di Giuseppe Roma,
direttore generale del Censis «La richiesta di case è calata in questo 2009
rispetto al 2008 dice Giuseppe Roma E si prevede un -12% per l'anno in corso.
Nel 2008 sono state vendute 690mila abitazioni, -15% rispetto al 2007. Per il
2010 è possibile una prima ripresa». Come invertire la rotta' «Ciò che manca,
in questa fase, è la fiducia. Innanzitutto delle banche che concedono con
estrema riluttanza, credito alle aziende prosegue Carboncini - Dall'altra parte
le famiglie vorrebbero accendere un mutuo, ma quando si presentano in un
istituto di credito per ottenerlo, spesso se lo vedono negare». E la
spiegazione è semplice. «La banca non si fida della situazione di precarietà
generale che colpisce molte aziende del settore e quindi non vuole rischiare di
concedere somme a persone che magari saranno toccate dalla crisi. È un circolo
vizioso». Dal quale bisognerà forzatamente uscire. «La politica deve venirci
incontro. Vediamo con estremo favore l'iniziativa della giunta regionale lombarda
che ha approvato il progetto di legge sulla casa che introduce molte novità
come la possibilità di ampliare del 20% gli edifici esistenti», dice
Carboncini. Ma non è tutto. «Pensiamo a delle agevolazioni al credito, studiate
insieme ai Confidi, per le imprese associate. Un impegno che si è concretizzato
con 80milioni di euro messi a disposizione delle aziende che vogliono investire
o hanno bisogno di liquidità». Ogni impresa può ottenere fino a un massimo di
500mila euro. «Anche alle ditte facciamo delle richieste specifica Carboncini
Devono continuare a investire in ricerca, puntare sul risparmio energetico e
sulla sostenibilità ambientale». Questo perché ormai gli acquirenti sono
diventati esigenti. «Vogliono case ecocompatibili, elettrodomestici non inquinanti
e così via spiega - E quando riprenderanno i consumi e si uscirà dalla crisi
saranno i primi a voler investire su case a basso impatto». Infine un riferimento inevitabile alla burocrazia, contro la quale l'Ance richiede a gran voce un intervento.
«Oggi in provincia di Como per ottenere una concessione edilizia ci vogliono in
media 5 anni. Mentre per un piano attuativo dai 3 ai 4. Sono troppi. È un freno
assurdo per un settore in continua evoluzione conclude Carboncini In altri
Paesi d'Europa, a partire dalla Svizzera la burocrazia
è molto più veloce». Fabrizio Barabesi Nella foto: La platea all'assemblea
dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili (Mv) Home Dal Lario a
Palmi: la giovane pm va in Calabria Anziani sotto assedio ieri mattina Quattro
truffe tentate in due ore Funicolare, la giunta approva gli aumenti tariffari
Shopping serale con tango argentino in Cortesella Il segretario Cisl contro la
Cgil: «Fanno supplenza politica» La seta comasca "tiene" ma l'export
è in grande affanno Società truffata con i derivati Indagano le fiamme gialle
Tentò di lapidare un connazionale Passerà otto mesi al Bassone Violenza su una
prostituta russa Camionista canturino condannato All'asta la casa dei coniugi
Romano Lunedì l'udienza in Tribunale a Como Ragazza morta a Pavia Il dolore
delle amiche
( da "Gazzettino, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gli artigiani all'attacco di banche e burocrazia Gli istituti di credito non hanno adeguato i tassi a quelli
della Banca Europea mentre le lentezze dello Stato gravano sui conti Venerdì 12
Giugno 2009, Roma Le piccole imprese artigiane riunite nella Confartigianato
celebrano la loro Assise nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma e, di
fronte ad un «parterre de roi» (Berlusconi, Montezemolo, Marcegaglia,
Scajola, Sacconi, Abete, Alemanno, Angeletti) chiedono attenzione al governo
per un settore che, come dice subito in apertura il presidente Giorgio Guerrini
(nella foto), costituisce il 99,4% del sistema produttivo del paese. Il
presidente della Confartigianato impiega circa un'ora per squadernare nella
prima parte del suo intervento «l'argenteria» della casa: «Il modello di
sviluppo che noi difendiamo è ben collaudato - dice senza inutili modestie -.
Nato nel dopoguerra, si ispira ai principi del solidarismo e mutualità e ha
prodotto risultati concreti ed efficaci come i consorzi fidi per l'accesso al
credito, gli enti bilaterali per la gestione di un welfare attivo, i distretti
produttivi e le reti d'impresa che innervano il nostro Paese». Correda poi il
tutto di numeri: 58 miliardi e primo posto in Europa per maggior valore
aggiunto manifatturiero realizzato da micro e piccole imprese con meno di 20
addetti; tra marzo 2008 e marzo 2009 aumento delle esportazioni di quasi 1
punto percentuale. Ma nella seconda parte della relazione di Guerrini arriva puntuale
il cahier de dolehance, nelle forme di una crisi del credito che ogni anno
erode alle piccole imprese 13,8 miliardi per il mancato adeguamento dei tassi
delle banche ai tassi di riferimento Bce; di oneri burocratici che pesano per
15 miliardi annui e abbassano la produttività del 5,8%; di pagamenti della
Pubblica Amministrazione che si fanno attendere in media per 128 giorni,
( da "Sicilia, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nelle ruote di
scorta 55 chili di marijuana Trascorre la sua vita su una sedia a rotelle, da
quando, per colpa di un incidente avvenuto circa dieci anni fa sull'autostrada
Salerno-Reggio Calabria, ha perduto una gamba e la funzionalità dell'altro
piede. Un tir l'ha investita appena scesa dall'auto. Una sventura avvenuta nel
tentativo di portare aiuto a un proprio congiunto che improvvisamente si è
sentito male. Da anni la signora Agata Massimino di Misterbianco non cammina, e
resterebbe sulla sedia a rotelle se, nel frattempo, la scienza medica e
tecnologica non avesse messo a punto, negli ultimi anni, nuovi e avveniristici
sistemi di deambulazione. Oggi l'unica speranza perché la donna possa
riprendere a camminare, come è stato certificato quasi un anno fa dal dirigente
tecnico ortopedico del Poliambulatorio di Librino, è l'impianto di una protesi
speciale, chiamata "ginocchio elettronico con unità idraulica e regolazione
individuale con accumulatore integrato al litio-ionio". Per ottenere
questa protesi, il 26 giugno dello scorso anno, la famiglia della signora
Massimino presenta una regolare richiesta all'Ausl, corredata dal preventivo di
spesa e dalla relazione del medico specialista dell'Ausl, nella quale si legge:
«Il presente presidio è urgente e improrogabile in quanto la paziente in sua
assenza non è in grado di deambulare». Ma alla domanda di autorizzazione, non è
seguito finora alcun esito. Nel frattempo il marito della signora Massimino,
Michelangelo Lopis, impiegato regionale, ha effettuato numerosi solleciti. Il
primo porta la data del 15 ottobre scorso, al quale l'Ausl ha risposto di avere
presentato la richiesta di acquisto all'assessorato regionale alla Sanità e che
la pratica era stata inoltrata, di conseguenza, alla Commissione sanitaria
regionale. Ma dal 18 novembre scorso tutto tace. «Sono scoraggiato - afferma
Michelangelo Lopis - non so più a chi rivolgermi, anche il Tribunale per i
diritti del malato ha sollecitato il caso. Ma tutto finora è stato inutile: da
oltre sei mesi dalla Regione non abbiamo alcuna notizia. Mia
moglie è vittima della burocrazia, dei ritardi dell'amministrazione pubblica. Ma ciò che è più
grave è che è esposta a grave danno per la sua salute, in quanto la mancanza di
questa protesi, specificamente adatta al suo caso, non fa che peggiorare le sue
condizioni di salute e allontanare sempre più il sogno che possa ritornare a
camminare. Voglio solo ricordare che specialisti in ortopedia hanno
riconosciuto il carattere "urgente e improrogabile" del suo caso, e
nonostante tutto da un anno non ci danno notizie, malgrado i ripetuti
solleciti». Lo scorso 18 marzo anche il direttore generale dell'Ausl, Antonio
Scavone, scrisse all'assessorato regionale alla Sanità una lunga lettera per
"sollecitare" l'autorizzazione della protesi extranomenclatore («dato
il lungo periodo di tempo intercorso dall'invio della pratica senza alcun
riscontro - si legge nella comunicazione - si evidenzia la necessità e
l'urgenza di acquisire il parere di codesta Commissione sanitaria regionale, al
fine di dare esaustiva risposta alle necessità terapeutiche-riabilitative
dell'assistita»). Il tempo in questo caso è determinante e mai come in questo
caso occorre fare presto, finché si è in tempo. «Mia moglie ha 43 anni e tre
figli - aggiunge Lopis - è nostro dovere darle una speranza».
( da "Sicilia, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Casalotto, pilastro
della ScuolaNicosia. Festa alla Pirandello per il saluto al preside che per 20
anni ha guidato con impegno l'istituto Nicosia. L'Utc è senza dirigente dal 1°
giugno, dopo che l'ing. Antonino Testa ha definitivamente lasciato l'incarico,
ieri mattina il sindaco Catania si è recato a Palermo all'assessorato regionale
Territorio ed ambiente per sollecitare la nomina del sostituto secondo la
richiesta avanzata nelle scorse settimane. Il Comune infatti aveva chiesto che
fosse nominato dall'assessorato un funzionario del Genio civile, richiesta
accolta ma adesso si attende che l'assessorato regionale formalizzi le
procedure burocratiche per l'insediamento e l'espletamento del ruolo di
dirigente a Nicosia. L'amministrazione comunale non è ricorsa alla nomina
diretta, preferendo questa formula che comporta un risparmio per le casse
comunali, rispetto all'incarico assegnato di fiducia ad un professionista
esterno. A determinare la "vacanza" il fatto che Testa, che aveva
comunicato nelle sue dimissioni di lasciare la sede a partire dal 30 aprile,
non ha accettato ulteriori proroghe per improrogabili impegni professionali. Il
funzionario per evitare disagi e disservizi aveva accettato di rimanere in
servizio fino al 31 maggio. Una proroga di un mese, che
però non è stata sufficiente ai tempi della burocrazia. Testa nelle dimissioni aveva spiegato che la sua decisione dopo
15 anni di responsabile dell'Utc, era stata dettata da nuove e importanti
prospettive professionali. Impegni che aveva assunto e per i quali non poteva
prolungare oltre la sua permanenza ai vertici dell'ufficio. Giu. Mar.
( da "Sicilia, La"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
manifestazioni Le
feste religiose nel solco della tradizione Al mercato ortofrutticolo si
continuerà ad entrare sempre alla stessa ora, in compenso porte sbarrate a chi
non mostrerà il pass di ingresso. A sferrare il "colpo di cinghia",
cosi come lo definisce lo stesso artefice, è lo stesso primo cittadino che stanco di attendere le lungaggini della burocrazia e "saturo" per
l'ultimo inquietante episodio accaduto nei pressi della struttura mercantile, è
passato alle vie di fatto normando l'obbligo del pass e sostituendo il
funzionario preposto ai controlli. "La decisione - commenta il sindaco -,
maturata anche sulla scorta di un grave episodio verificato nei giorni scorsi,
è finalizzata a mettere in sicurezza gli operatori. Mi dispiace per gli
eventuali disagi causati dalla repentinità della nuova normativa, ma questo
colpo di cinghia si rendeva necessario considerato che le disposizioni date
sull'intensificazione dei controlli e dell'obbligatorietà restavano ancora
lettera morta". Sferzata anche sul fronte delle norme antipizzo.
"Esorterò - prosegue il sindaco - alla collaborazione con le forze
dell'ordine, ma prima ancora di rivolgere l'appello agli imprenditori, è la
gestione stessa del Mercato che deve mettersi in condizione di tutelare la
struttura. E per garantire maggiore serenità alle operazioni di mercato lunedì
15, sarà la data ultima per completare quelle di accreditamento". Nessuna
modifica invece per gli orari di apertura, rimane al palo la richiesta del
presidente dei Commissionari Cannizzo di anticipare l'ingresso per agevolare la
vendita di merce a rischio di deperimento per le alte temperature estive. Se
ciò non è avvenuto, è tutta colpa del mancato "quorum" raggiunto alla
riunione della Commissione Mercati (solo tre i componenti accertati) l'unica
legittimata a deliberare. "Rammento nuovamente a Cannizzo - commenta
l'assessore Piero La Terra - che non è possibile variare gli orari per decreto.
Invito pertanto il presidente dei commissionari a valutare per tempo la
possibilità di variare gli orari, in modo da permettere alla Commissione di
prendere atto delle sue proposte e decidere in merito. Sarebbe stato possibile
gestire meglio la questione, affrontandola in tempi utili, visto che è stato
proprio Cannizzo (in qualità di presidente dell'associazione commissionari),
sei mesi fa, a proporre all'amministrazione comunale la data del 15 giugno come
scadenza dell'orario invernale, mentre ha chiesto la variazione solo a fine
maggio di quest'anno". Daniela Citino
( da "Italia Sera"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Roma E
al 63esimo posto su 103 città per qualità di vita Imprese, Roma in ritardo E
non vanno bene gli altri capoluoghi del Lazio Roma è al 63esimo posto su un
totale di 103 città nella classifica elaborata da Confartigianato sulla qualità
di vita delle imprese
nel 2009. Lo studio, presentato questa mattina nel corso dellassemblea
annuale dellassociazione, è stato realizzato prendendo in esame 39
indicatori che vanno dalla densità imprenditoriale alla pressione fiscale,
dalla concorrenza sleale del
sommerso, alla burocrazia, dal capitale sociale alle
infrastrutture, fino al credito e ai tempi della giustizia civile. Secondo la
classifica stilata da Confartigianato, la qualità di vita delle imprese più
alta si registra nel nord est dItalia. La Provincia di Bolzano è al primo posto,
seguita da Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. In coda il sud, con Crotone
ultima classificata, preceduta da Catanzaro, Cosenza e Siracusa. Tra le altre
province del Lazio, Viterbo è al sessantaduesimo posto della classifica, appena
sopra Roma, Rieti al settantaduesimo, Latina al settantatreesimo, Frosinone allottantesimo.
Se si osserva lanalisi elaborata dalla Confartigianato relativa alla
qualità di vita delle imprese a livello regionale, il Lazio è al dodicesimo posto su venti. A pesare sulle
imprese romane, in particolare, è la burocrazia.
Fattore per il quale Roma si posiziona a fondo classifica insieme a Campobasso
e Catanzaro. Problemi anche dal punto di vista del credito, dove Roma è al
novantacinquesimo posto (sempre su 103), e della legalità dove la capitale
addirittura scende al novantottesimo posto. Edizione n. 2205 del 12/06/2009
( da "Trend-online"
del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Terna: la burocrazia
ferma i risparmi