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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"  9-12 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Confcommercio: Snellire la burocrazia ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Snellire la burocrazia» Carpi. Critiche rivolte allo sportello unico per le imprese CARPI. Lo chiamano sportello unico per le imprese ed è un servizio alle aziende, un ufficio comunale dove chi ha un'attività può rivolgersi per il disbrigo delle incombenze amministrative che sono a carico delle aziende: autorizzazioni,

via adige, lavori ai tombini ( da "Centro, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le condizioni di degrado della strada che si allaga ogni volta che piove perché i tombini sono a dispersione e senza conduttura, la burocrazia del Comune ha accelerato la sua marcia: il 25 maggio, con la determina dirigenziale numero 400, è stato approvato il progetto esecutivo. Il 2 giugno è scaduto il termine per la presentazione delle offerte al bando di gara varato dal Comune.

marcegaglia: "il voto è chiaro è necessario fare le riforme" ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: leader degli industriali sono la semplificazione della burocrazia e le liberalizzazioni. «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sulla burocrazia», spiega il presidente di Confindustria. Sul tema delle liberalizzazioni dice che «questo governo ha fatto addirittura dei passi indietro», chiedendo anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola.

rispettati tutti gli impegni ( da "Tirreno, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia a livello locale che nazionale - sarà quella di «garantire i servizi pubblici, semplificare la burocrazia, e soprattutto salvaguardare le istituzioni, superando scontri politici a volte troppo aspri, che fanno male alla società. A volte lo scenario politico è troppo ossessionato dall'aspetto mediatico piuttosto che interessato ai contenuti».

Revisionismo, consigli per gli "acquisti" ( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie, delle istituzioni, dei gruppi economici; e l'opera di rinnovamento, si trasforma in un rafforzamento del vecchio. I portaborse diventano leader, i travet massimi dirigenti, le nuove leve mostrano tutti i loro limiti. Ricordiamoci che la demonizzazione della Prima repubblica, ha creato un'effimera "rendita" per tante persone senza qualità e ha impedito un autentico rinnovamento

Marcegaglia: i socialisti non hanno letto la crisi ( da "Riformista, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indicati dal presidente di Confindustria sono la semplificazione della burocrazia e le liberalizzazioni: «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sulla burocrazia», ma sul tema delle liberalizzazioni «questo Governo ha fatto addirittura dei passi indietro», ha concluso Marcegaglia chiedendo anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola.

"finito il modello dell'uomo solo al comando" - brunella torresin ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La buona politica è restaurare pratiche che travalichino la burocrazia. La buona amministrazione è quella che rammenda il tessuto sociale logorato. Nella realtà è una richiesta molto concreta». Delbono le sembra la persona giusta? «Niente di personale, per carità, ma io non credo più alla persona, né al capo, né al leader carismatico.

Che delusione per l'Europa il nuovo inizio di Obama ( da "Milano Finanza (MF)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza le mediazioni della burocrazia di Bruxelles e tanto meno di una Commissione che la faccia da padrona. L'ingresso della Turchia nell'Unione avrebbe solo conseguenze negative: la snaturerebbe, comprometterebbe il disegno complessivo di una grande Unione Euromediterranea, allontanerebbe dall'Europa proprio i Paesi che hanno i più antichi,

Da Ineos a Basell i freni alle imprese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottusa burocrazia si degna, non quando la politica s'impiccia di industria, non quando qualcuno inventa una normativa nuova. è il caso di Marghera e della vicenda dell'Ineos rilevata dall'imprenditore trevisano Fiorenzo Sartor, accolto come salvatore dai politici veneziani, e condannata alla chiusura prima ancora di essere acquisita.

Una governance per la ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non per insufficienza di risorse ma per burocrazia, inefficienza o per mancanza di regolamenti. In tal modo si rischia di penalizzare proprio le imprese più virtuose, e sono tante, che hanno creduto nella ricerca, nel ruolo dello Stato, e si sono fatte anticipare i quattrini del finanziamento dalle banche e ora sono in difficoltà perché gli istituti di credito chiudono i rubinetti.

IL CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aspetteremo il lungo corso della burocrazia. Ma sono amareggiato per questa vicenda. Se ci fosse stato un po' di aiuto da parte degli uffici comunali, e se noi avessimo accelerato i tempi nella documentazione, oggi avremmo aperto», è lo sfogo di Valentini. Nei prossimi giorni i vertici del Mercatone Uno comunicheranno quando potrà aprire il nuovo punto vendita di Rimini.

La democrazia non è soltanto espressione della volontà politica, ma ne costituisce certamente un aspetto significativo. ( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sulla pelle dell'Europa, infatti, sono cresciute le burocrazie continentali, si sono affastellate le ragioni dell'economia e della finanza, si sono stratificati i bisogni dei mercati con il risultato che la sua fisionomia è venuta fuori alterata, irriconoscibile, estranea allo spirito dei popoli che la costituiscono.

Livinallongo e Cortina: l'Svp fa il pieno ( da "Corriere Alto Adige" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il presidente della casta e della burocrazia. Siamo molto soddisfatti per l'esito locale delle elezioni: significa che la nostra gente guarda già dall'altra parte del confine ed è pronta ad attraversarlo. In fondo, si tratta di una conferma dei referenda, che hanno sancito il desiderio degli abitanti di passare al Trentino Alto Adige.

E il sindaco annuncia ristrutturazioni libere ( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È stato così applicato un protocollo d'emergenza che snellisce la burocrazia. Una operazione che però vale solo per interventi minori, non per ricostruire integralmente la propria abitazione. L'altra questione da affrontare è stata quella della copertura assicurativa per quanto accaduto. Ci sono infatti case e attività produttive demolite.

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, liberalizzazioni, ambiente e ricerca ». «Siamo a giugno ha ammonito Marcegaglia , la crisi è iniziata a ottobre ma di cose concrete nella vita quotidiana delle aziende non c'è quasi niente: non possiamo più aspettare». L'invito Il fondo di Washington invita la Bce a mantenere una politica di tassi bassi e nel caso ad abbassarli ancora Angel Gurria Giancarlo Radice

Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, ... ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 09 Giugno 2009 Chiudi Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera fortuna.

L'Europa viaggia sempre più a destra. E' un verdetto quasi unanime, e anche d... ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ed è vista come un gigante della burocrazia. Con le direttive europee si potrebbe fare un gigantesco libro di ottantamila pagine, pieno delle più bizzarre pretese. Il record di astensioni (il 57% degli aventi diritto) è l'indicatore più evidente di una disaffezione, sul quale pesa la molto scarsa partecipazione dei paesi dell'Est (in Slovacchia ha votato solo il 19%

MILANO Dopo le elezioni europee, è arrivato il momento di accelerare sulle grandi riform... ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della semplificazione della burocrazia e delle liberalizzazioni su cui c'è ancora molto da fare». «Da ottobre - ha aggiunto il presidente di Confindustria - quando è iniziata la crisi, ad oggi di concreto per le imprese non c'è stato nulla. Non possiamo attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere».

Di Lega e di governo ( da "Foglio, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie”, sarebbe stato perfettamente interscambiabile con un Beppe Pisanu o con uno qualunque dei suoi predecessori. Il militante euroscettico, nemico di Bruxelles, in passato critico dell?euro, convive ormai senza strattoni con lo statista, ministro di un governo che nonostante le accuse di eurofreddezza e persino di xenofobia che gli piovono addosso fa parte dell?

Turismo, a rischio 40 mln di ricavi ( da "Brescia Oggi" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il nostro obiettivo è quello di rendere effettivo l'utilizzo di queste somme con tempi veloci, condizioni agevolate, meno burocrazia e costi ridotti». Un obiettivo condiviso dal presidente di Confesercenti Piergiorgio Piccioli che ha rilanciato: «Dopo aver fronteggiato la situazione di emergenza è necessario intervenire per rilanciare definitavamente il settore.

13:11 INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO ( da "Agi" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedere ad una impresa di impegnarsi in progetti europei quando poi e' la burocrazia stessa che uccide l'iniziativa?" Bracco ha poi ribadito il monito del presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. "Dobbiamo uscire - ha detto l'industriale - dall' immobilismo degli ultimi anni. La priorita' e' rimettere in moto la politica del Paese su R&I.

MARIAMICHELA FORMISANO SILVESTRO MONTANARO GLI UFFICI DEL RETTORATO DELLA SECONDA UNIVERSI... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. «Dopo il Rettorato nel capoluogo - riflette Sarnelli - diventa relativamente più semplice anche la questione di una denominazione dell'Ateneo più adeguata, rappresentativa e giusta nei confronti della città che la ospita». Una svolta tanto attesa, che sembrava però prossima anche al tempo dell'Amministrazione comunale Bulzoni che annoverava tra gli assessori sia l'

FONDO CINESE INTERESSATO AD ENEL ( da "Trend-online" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come il mantenimento dei posti di lavoro, il mantenere in Italia i marchi e precisi impegni anti contraffazione". Urso ha concluso che "in cambio i cinesi chiedono che gli sia dia una mano per districarsi nella burocrazia italiana che pare sia troppo complessa anche per loro. A dargli una mano dovrebbe essere Invitalia".

Provincia, ballottaggio sul filo del rasoio ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riducendo la burocrazia, accelerando le pratiche, facendo marciare l'imprenditoria a ritmi serrati, al passo con i bisogni dell'economia. Si chiuderanno enti inutili come il Consorzio per lo Sviluppo, il Censer, Polesine Innovazione (braccio operativo della Camera di commercio) e magari saranno ampliate le deleghe e il numero di assessori,

Trieste NOSTRO INVIATO Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini»

La Lega: Ora Tondo dovrà ascoltarci di più ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini»

Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relaz... ( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 9 Giugno 2009, Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera fortuna.

A Vallà non si aspetta per ricostruire. Ieri erano parecchie le impalcature con i muratori al l... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obbiettivo è comunque quello di intervenire immediatamente per la ricostruzione, attivando procedure semplificate e snellendo la burocrazia per gli interventi dei cittadini». Ora sono 12 i nuclei famigliari sfollati che non hanno avuto la possibilità di stare da parenti. Sono stati messi a disposizione alcuni appartamenti sfitti ed una decina di persone è ospitata in albergo.

Ue, Socialismosenza popolo ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Europa non può vivere solo di burocrazia, ha bisogno di un ceto politico all'altezza delle sfide del momento, che vanno dalla crisi economica mondiale al superamento delle disparità di sviluppo all'interno dell'Ue, dal ruolo geopolitico del Vecchio Continente alla politica estera comune.

Gay Pride, via libera dopo i divieti e potrebbe esserci un carro "Noemi" ( da "Repubblica.it" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo fosse quello di indebolire la manifestazione con la burocrazia e le carte da bollo". Un indebolimento che, però, non c'è stato, almeno secondo la Praitano, che ha ricevuto moltissime richieste di informazioni sulla sfilata. "La gente, non solo gay, ci ha chiamato, ci ha scritto e-mail, per avere informazioni - racconta - Il sito dell'evento ha crashato per eccesso di contatti.

Cirielli pensa già alla sua Giunta; Carfagna: "A Salerno il termovalorizzatore si farà" ( da "Salerno notizie" del 09-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Voglio una burocrazia efficiente e trasparente. A tal proposito - ha annunciato Cirielli - sto già mettendo a punto un protocollo d'intesa da sottoscrivere con il ministro Brunetta, affinché anche per il nostro Ente possa essere attuata un rinnovamento sotto l'aspetto delle tecnologie".

Marcegaglia: basta gossip Parliamo di cose serie ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie». L'attenzione torna poi all'Italia. In piena sintonia con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni (al quale poi chiederà di essere alleato sul percorso delle riforme della pubblica amministrazione, delle pensioni, sulla semplificazione, sulle liberalizzazioni e sulla riduzione graduale dell'Irap) la Marcegaglia affronta i temi della liquidità e del credito

San Donaton Motivo del contendere la manutenzione della piazza, che passerà al comune solo alla fine di ottobre ( da "Cittadino, Il" del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: parentesi in cui la burocrazia era ormai pronta a lasciare libero campo ad una nuova regolamentazione che prometteva rilancio, la missiva inviata recentemente dal comune e affissa nelle portinerie, ha scatenato dissensi e punti interrogativi. Mentre quindi gli amministratori condominiali, si stanno riunendo nel tentativo di fare fronte a quella che viene definita come emergenza,

Mara: adesso si cambia pagina ( da "Citta' di Salerno, La" del 10-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cirielli pronto a imporre la svolta anche nelle societá partecipate Intesa con Brunetta per una vigilanza sulla burocrazia DI CLEMY DE MAIO " salerno. La festa e la sfida.Corre su questo binomio il saluto che il ministro Mara Carfagna ha tributato ieri mattina, nella sede salernitana del Pdl, all'elezione di Edmondo Cirielli alla presidenza della Provincia.

Fotovoltaico: investire subito per risparmiare nel tempo ( da "Stampa, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita» fa notare il titolare della «Skema». Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: «La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni».

L'Autonomia aiuta la produttività ( da "Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Anche nella classifica per regioni, il primo posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta,

Fa causa al ministero per la cittadinanza ( da "Trentino" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia italiana TRENTO. Con un atto di citazione dedicato a Rino Zandonai - il direttore della Trentini nel mondo disperso nell'incidente del volo Air France - una donna brasiliana di origini trentine Mazza (nome) Passamani De Sabata Bruno (cognome) ha deciso di chiamare in giudizio il ministero dell'Interno per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere la cittadinanza

Meinhard Mr. President ( da "Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: collezionista di grammofoni e padre fondatore dell'associazione artistica KallmÜnz, lotta contro i mulini della burocrazia, firma contratti e documenti di portata ignota e mette generosamente a disposizione la sua casa e il suo giardino. Per organizzare riunioni nel suo castello, la prima operazione che gli tocca è ripulire i tavoli da Castelli di Lego

L'Unione ha presentato i risultati dell'indagine sull'impatto della crisi nei primi quattro mesi e sulle prospettive per fine 2009 ( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono la semplificazione della burocrazia, la riduzione delle tasse, quella dei tassi delle banche e quella formazione che Ferrari porrebbe invece al primo posto. Nel frattempo, dietro a un 64 per cento impegnato a vario titolo tra comprimere spese, costi e ordini, a indebitasi o a dilazionare il pagamento delle forniture, si apre uno spiraglio di ottimismo:

Bolzano, città ideale per le imprese L'artigianato arranca invece al Sud ( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al sesto posto Prato,

San Donaton Gli utenti del centro di via della Chiesa si lamentano: ( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mostrano delusi dalle lungaggini della burocrazia. In particolare, c'è un signore novantenne, che lamenta: «Non è possibile che nessuno intervenga, io, così come altri, non riesco ad andare su e giu per le scale». Vista la fascia di cittadinanza che frequenta il complesso, dove si concentra un ventaglio di proposte di aggregazione, il doppio guasto sta veramente dando filo da torcere.

Bolzano città italiana ideale per creare e sviluppare un'impresa ( da "Finanza e Mercati" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e la qualità e la quantità di infrastrutture. Analogo procedimento è stato utilizzato per stilare una classifica delle regioni: in questo caso il primo posto va al Trentino Alto-

I Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi ( da "Arena, L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nelle risposte» Rafforzare la collaborazione tra i consorzi fidi e il mondo bancario per il bene delle Pmi, piccole e medie imprese. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. È questo in sintesi il messaggio emerso del primo Confidi Day del Banco Popolare che ieri ha radunato nell'auditorium di Viale delle Nazioni a Verona molti rappresentanti delle associazioni

la lega detta l'agenda alla giunta: crisi, fiscalità, burocrazia e friulano ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e friulano UDINE. Riordino degli enti locali, semplificazione burocratica dell'accesso ai fondi destinati dalla Regione all'industria per fronteggiare la crisi economica, fiscalità di confine agevolata e attenzione per la lingua e la cultura friulana: sono queste - secondo Pietro Fontanini,

lega abruzzo a pontida alla festa dei fratelli maggiori ( da "Centro, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Persone che fanno più che parlare e che sanno comprendere le esigenze della gente. Creano attenzione le campagne politiche fatte sulla sicurezza, sul contrasto dell'immigrazione e la difesa delle piccole imprese soffocate dalla burocrazia sia italiana che europea». (m.p.)

flop della differenziata: denuncia in tre procure ( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia paradossale di cattiva burocrazia: la differenziata va, ma non c´è chi autorizzi l´impianto a proseguire. «è l´unico impianto pubblico, capite? Sono concorrente tra i privati che gestiscono tutto. Vorrei vederci chiaro. Vi sono regole ferree e tariffe bloccate invece per le discariche e gli altri impianti, solo dove c´è Bertolaso con l´Esercito fila tutto liscio»

ecologia, lezione del "guru" di obama: fvg apripista nell'economia verde ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono rappresentati dall'eccessiva burocrazia in materia di energie rinnovabili, mentre bisognerebbe trovare un giusto equilibrio tra la produzione di energia e l'attenzione non solo all'ambiente, ma anche alle tasche dei consumatori. «È indispensabile - ha aggiunto - una revisione del piano energetico regionale».

faa-melis, ballottaggio all'ultimo voto - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: università dovrà avere una burocrazia efficiente per le nuove sfide. Ed entrambi sono consapevoli di rappresentare una svolta epocale. Come dire che dopo la monarchia di 18 anni di governo (più o meno costituzionale) del Magnifico uscente Pasquale Mistretta, si passerà alla Repubblica con la possibilità di un mandato di quattro anni,

ROMA - Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa ( da "Adige, L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Concorrenza sleale del sommerso, Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile, Legalità e conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale sociale del territorio e Infrastrutture. Pressione fiscale. Le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta.

MATTIA ECCHELI POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la polvere, si intuisce di un verde inquietante ( da "Adige, L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno stato sprovveduto diretto da una burocrazia impreparata (qualcuno azzarda anche corrotta) si è venduto tutto. E le terre si sono prosciugate. Parla Victor, che oggi si è riscoperto agricoltore e dirige la cooperativa locale Marpog Agro (250 ettari in gestione) dopo essere stato soldato nell'Armata Rossa: «Quando ero a Cuba, negli anni Ottanta - ammette -

una coppia si sposa all'ospedale ultima cerimonia per l'ex sindaco ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il singolare episodio è avvenuto il giorno dopo le elezioni in una dimensione di interregno tanto che non era chiaro se Cappuzzo potesse celebrare le nozze. Gli sposi però avevano fretta e per una volta il buon senso ha avuto la meglio sulla burocrazia e così alle 12.30 Cappuzzo si è recato in ospedale è ha celebrato il rito. (m.mi.)

lacuna coil, da quarto oggiaro alla conquista dell'america - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oppressi dalla burocrazia, dall´assenza di fondi, alla mentalità provinciale. La famosa fuga di cervelli, insomma, che in questo caso è fuga di ugola, di talento musicale. Col paradossale risultato che i milanesi Lacuna Coil domenica a Rock In Idro, faranno la loro sola data del 2009 in Italia, dove sono diventati famosi di rimbalzo,

il comitato scientifico del museo punta il dito sul nuovo allestimento - marina paglieri ( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ordinario di Egittologia al Cairo al secondo mandato torinese, che si stupisce della burocrazia italiana e delle sue lungaggini. Per il resto si associa a Satzinger nell´apprezzamento del nuovo progetto espositivo. «Seguo l´allestimento da 5 anni, hanno seguito i miei suggerimenti. Sono soddisfatto, anche se tutto è tropo lento».

Gli oneri del mattone 300 euro al metro ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 7 Gli oneri del mattone 300 euro al metro L'edilizia fra burocrazia e crisi COLLEGIO COSTRUTTORI La crisi si fa sentire, ma a Rimini il settore resiste meglio che altrove UN 2008 da dimenticare per le imprese edili e il mercato immobiliare riminese. In calo il fatturato, in calo gli addetti e il numero delle imprese.

Confartigianato: ( da "Libertà" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al 6°

( da "Libertà" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è come quella dei comuni grandi, ma va svolta con molto personale in meno. Il sindaco deve essere quello che dà una mano. Non sono andata con l'idea di governare, ma di rimboccarmi le maniche e mettermi al lavoro. Spero che le polemiche che hanno caratterizzato la campagna elettorale siano finite e che anche l'

Cantalice, Poggio Bustone, Greccio e Labro nel segno della continuità, Colli sul Velino... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: durante la quale non si è riusciti a contrastare lo spopolamento e l'impoverimento delle risorse, è giunto il momento di cambiare - afferma Micanti - le priorità: l'ambiente, il potenziamento dei servizi sociali, il nuovo piano casa, il progetto Colli-giovani, le infrastrutture, lo snellimento della burocrazia e la valorizzazione delle risorse locali».

Un nuovo sistema feudale con al centro la Lega ( da "Riformista, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Allora le burocrazie del bipartitismo (Pd e Pdl) si accorgeranno che è cominciato un nuovo ciclo politico che richiede uno sbocco nazionale alle politiche territoriali. Oggi la Lega condiziona Berlusconi nel governo locale del Nord e nel governo nazionale, ma non è questa la sua vera vittoria politica.

Udine, il grande orecchio della forestale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. «Eppure- continua Saro- in pochissimi sapevano di questo centro che ha intercettato non si sa chi, per quanto tempo e soprattutto a quale scopo». Ufficialmente il Noava avrebbe dovuto essere composto da una decina di persone che, su delega della magistratura, avrebbero potuto svolgere indagini a tutela del patrimonio boschivo e avrebbe potuto anche effettuare intercettazioni

Il Comune di Subiaco approva il bilancio 2009 ed è stangata sul trasporto scolastico. A... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia dell'ente, le scarse capacità di enti come Regione e Provincia a collaborare, si sceglie ilrinnovamento - dice il sindaco, Pierluigi Angelucci - in un momento di forte criticità generale, il Comune approva una manovra dove contiene la spesa corrente ai livelli del 2002 e riduce al minimo il piano degli investimenti»

P.S.GIORGIO - Hanno dormito sul marciapiede, incatenati al cantiere dove sono in corso i lavori di r... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continuano senza sosta la loro protesta contro quelli che hanno definito i «lacci della burocrazia», che impedirebbero di riaprire lo chalet a meno che non si abbattano le opere ritenute non conformi. Intanto in 60 aspettano di tornare a lavorare per la stagione estiva. Da un paio di giorni i due uomini non toccano cibo e da ieri sera hanno iniziato anche lo sciopero della sete.

I Sei mai riuniti: indennità pagata ( da "Corriere Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Paradossi della burocrazia. Ieri il Consiglio provinciale ha affrontato l'esame dell'assestamento del bilancio di previsione del Consiglio stesso per l'anno finanziario in corso. La consigliera Eva Klotz ha poi fatto riferimento all'aumento del capitolo per le indennità dei componenti della Commissione dei 6: «Se il governo non farà funzionare le commissioni,

Südtirol provincia ideale per chi vuole fare impresa ( da "Corriere Alto Adige" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: concorrenza sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture. Per gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle autonome: Bolzano, Trento e Aosta.

Indagine Confartigianato, clima favorevole per le imprese ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, sommerso, burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, i servizi, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.

Fare impresa? E' più facile in Alto Adige e in Emilia ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al 6°

Corsa al rettorato, boom di elettori ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca. Rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. Le operazioni di voto, così come lo scrutinio, si svolgeranno mediante il sistema telematico, con l'utilizzo di postazioni informatiche, permettendo, in questo modo, di avere i risultati praticamente in tempo reale.

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più controlli degli enti locali e meno burocrazia» FRONDUTI (PDL) PERUGIA IL CONSIGLIERE regionale del Pdl Armando Fronduti (nella foto), in quanto membro della II Commissione consiliare e presidente di Confedilizia Umbria, si mostra soddisfatto delle decisione di stralciare dalla discussione sul Piano Casa la parte relativa a premialità, perequazioni e compensazioni:

I giovani assistiti sono quattordici Ecco la commissione ( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia non vanno infatti d'accordo con l'urgenza dell'assistenza per chi altrimenti non potrebbe studiare. Ad ogni modo il servizio si sta consolidando. E' già stato approntato il sistema che permette, con una sala attrezzata a Economia, l'accesso alle biblioteche di facoltà.

nella contesa tra cognati pezzin prevale su barzan ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avrei cercato di portare in Provincia il mio sogno: semplificare la burocrazia, tagliando dove è possibile. A Vajont abbiamo ridotto spese e intoppi amministrativi creando la bolletta unica. Sarebbe stato bello portare questa esperienza a livello più ampio. Con Luciano i rapporti sono ottimi e anzi mi sono subito complimentato con lui quando ho appreso la notizia».

"Siamo ostaggio di gruppi e correnti"">Dalla Chiesa sferza il Pd in crisi "Siamo ostaggio di gruppi e correnti" pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: apra al mondo delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita politica".

Confartigianato: Guerrini, burocrazia pesa per 15 mld ( da "KataWebFinanza" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia pesa per 15 mld (Teleborsa) - Roma, 11 giu - "Bisogna proseguire con forza ed efficacia nel processo di semplificazione normativa. Tagliare quegli oneri burocratici che pesano per 15 miliardi di euro all'anno, pari ad 1 punto di Pil, due terzi dei quali gravano sulle micro-imprese fino a 9 addetti".

I Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi ( da "Arena.it, L'" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia e un accorciamento dei tempi tecnici tra la presentazione della domanda e la risposta della banca, specie in un momento in cui le piccole e media imprese hanno voce meno forte delle grandi, meno marginalità e meno flussi di cassa per ammortizzare l'indebitamento».

FARE IMPRESA? A SALERNO è DIFFICILE, TUTTA COLPA DELL'ELEVATA PRESSIONE FISCALE E DELLE CA... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. E se Salerno, in questo ambito, occupa una posizione intermedia nella classifica italiana (anche migliore di altre realtà campane come Caserta e Napoli)

AMMORTIZZATORI IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI DELL'EX IXFIN, SENZA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deroga ancora fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da sei mesi, è sempre più un dramma, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'

ENZO MULIERI AMMORTIZZATORI IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI DELL’... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da circa sei mesi, è sempre più un dramma sociale, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'

CASERTA è LA NOVANTAQUATTRESIMA PROVINCIA PER LE CONDIZIONI ESISTENTI DI FARE IMPRESA. È Q... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Bolzano è risultata la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa.

Un traliccio contestato "frena" il radiotaxi vicentino ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i tassisti vicentini si stanno perdendo nel labirinto della burocrazia. Colpa di un traliccio e di un'autorizzazione che non si sapeva se dovesse arrivare dalla Provincia o dal Comune. Il caso nasce dalla convivenza nello stesso complesso di Laghetto, tra via lago d'Iseo e via lago di Levico, di varie realtà: la sede staccata dell'Istituto Montagna, la Circoscrizione 5,

Il Pd del Nord affila le armi contro i big romani pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: apra al mondo delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita politica".

Fiera di Milano, Fipe: a Tuttofood di scena il "Fuoricasa" ( da "Sestopotere.com" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sezione dei convegni si chiude con venerdì, quando alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni europee si discuterà sugli eccessi di burocrazia come minaccia per la biodiversità in cucina e sul regolamento europeo di etichettatura degli ingredienti dei piatti al Ristorante. Fonte: Confcommercio.it

La Regione ( da "Sicilia, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, di nomine e commissariamenti, il Movimento di Lombardo ha registrato un calo dell'8,5%. A questo punto cantar vittoria ha soltanto il sapore di un tentativo di ritrovar credito per cercare di battere altre strade, visto che i rapporti con Pdl e Udc sono ormai ai minimi storici e la Sicilia è davvero ingovernabile da Lombardo e dalla sua ex maggioranza.

La Sicilia modello di tolleranza ( da "Sicilia, La" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: occupata da truppe bizantine e da una burocrazia attenta (e forse pletorica). Questo sistema rimase in piedi nel succedersi delle amministrazioni come rimase immutata l'organizzazione spirituale che faceva capo agli ordini monastici greci che mantennero viva la tradizione culturale di Costantinopoli anche dopo che la capitale fu occupata dai Turchi iniziando i rapporti politici dell'

P.A.:BRUNETTA, ACI E INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA ( da "Prima Comunicazione" del 11-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per eliminare carta e burocrazia nel dialogo tra cittadini e pubblica amministrazione, debutterà "da settembre in via sperimentale, parte con Inps e Aci". Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, indicando al forum delle telecomunicazioni organizzato da Business International che "poi da gennaio partirà la posta elettronica certificata universale,

Proroga per l'impianto di ValloScalo Evitato lo stop alla raccolta dei rifiuti ( da "Citta' di Salerno, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nei mesi scorsi Signorelli ha presentato un esposto alla Procura di Napoli per un contenzioso sorto con un privato presso cui veniva conferita una parte dei rifiuti. «Posso capire che dei problemi vengano sollevati dai privati che stanno sul mercato, ma il nostro è un impianto pubblico non sono comprensibili gli ostacoli che derivano dalla burocrazia». (r. m.)

Caro signor funzionario, non far chiudere la nostra scuola perché... Iniziano così i... ( da "Stampa, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche di una burocrazie che non tiene conto dei casi particolari. «Il provveditorato ha assegnato due classi per 50 alunni - conferma la responsabile del Don Milani, Anna Maria Tudisco -. Paradossalmente siamo stati costretti a rifiutare le ulteriori richieste: così si gettano le basi per il declino di una scuola pubblica d'eccellenza»

Un abbonamento ferroviario inutile ( da "Stampa, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mondo del volontariato e volevo raccontare un episodio accaduto domenica scorsa ai seggi per denunciare la burocrazia e la freddezza della legge che, nonostante la buona volontà di tante persone, ha rischiato di non far votare una pensionata ottantenne invalida al seggio della Rusca. Ero rappresentante di partito e a un certo punto, verso le 15, si è presentata la signora Maria.

demolite tutti gli abusi edilizi ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per i timori di alcuni amministratori, un po' per la burocrazia, un po' per la lentezza della giustizia, sinora si era concluso tutto con un nulla di fatto. Qualche giorno fa, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decide invece di metterci mano, rispolverare una montagna di carte, prendere in mano quelle sentenze.

No al commercio abusivo ( da "Provincia Pavese, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per chi lavora «legalmente», sottoinea Iurilli. Con un punto di partenza da sfruttare: il Distretto urbano del commercio, «una scommessa vinta dalla precedente amministrazione che si è aggiudicata il progetto della Regione». E visto che si sta discutendo sugli assessori chiediamo di non ripetere le esperienze passate:

Aiuti alle imprese arrivano 9 milioni ( da "Arena, L'" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più rapidità e meno burocrazia nelle risposte del credito alle imprese». La crisi infatti è lunga e se ne andrà lentamente. «Non è vero che la crisi è già passata», afferma Ferdinando Albini, vicepresidente dell'ente camerale e presidente degli artigiani, «il momento più duro sarà proprio tra settembre e dicembre, mentre la ripresa è prevista nella primavera del 2010»

"quando ci dicevano fate auto scadenti" - sergio marchionne* ( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sulla via del fallimento che produceva auto di bassa qualità e che era afflitto da una burocrazia senza fine. Ma la maggior parte delle persone in grado di ricostruire la Fiat erano lì da sempre. Attraverso un duro lavoro e scelte difficili, abbiamo trasformato la Fiat in una società che produce utile e che produce alcune delle più famose, affidabili ed ecologiche auto del mondo.

tutti democraticamente stremati in attesa delle torte e dei verdetti - raffaella paisio ( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci si scambiano file e invettive contro la burocrazia, si sospira. Ciascuno osserva il proprio anno: successi e delusioni. Poi la campanella dell´inizio: tutti in classe. Gli studenti dell´ultimo anno arrivano col passo felpato di chi non ha più nulla da dimostrare. Elargiscono battute colte: "Sembra la Russia fine 800, prof?

energia e carbosulcis c'è il no di tremonti ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conflitto di alte burocrazie ministeriali. Chi ci va di mezzo sono i settori dell'economia reale del Paese ed i lavoratori». Una delle modifiche richieste, è la cancellazione della norma (articolo 38, comma 4, lettera b) che riguarda la proroga dei termini per la gara di concessione della gestione integrata miniera/centrale elettrica/stoccaggio anidride carbonica della Carbosulcis.

imprese e qualità della vita roma al 63esimo posto su 103 città ( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lo studio è stato realizzato prendendo in esame 39 indicatori che vanno dalla densità imprenditoriale alla pressione fiscale, dalla concorrenza sleale del sommerso, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito, alla burocrazia e ai tempi della giustizia civile.

abbandonato lo studiolo del pordenone ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Visitarlo resta un'utopia BUROCRAZIA di ENRI LISETTO A Palazzo del Pordenone, meglio conosciuto come "Studiolo del Pordenone" i lavori di restauro sono fermi ormai da un anno. E una data precisa di ripresa degli interventi non c'è, anche se i finanziamenti sono già stanziati.

liste d'attesa, stop alle visite private - laura asnaghi ( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più appropriatezza. Infine, dal 1° ottobre scatta l´obbligo del quesito diagnostico su tutte le ricette. In pratica, il medico dovrà indicare il motivo per cui richiede un esame o una Tac. E senza la giustificazione le prestazioni non saranno rimborsate.

"entro marzo 2010 i reperti all'egizio ma qui si è esagerato" - marina paglieri ( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi dispiace anche che proprio nel comitato, che ho incontrato qualche giorno fa, siano emerse lamentele da parte del professor Gaballa sulla nostra eccessiva burocrazia. In realtà stiamo facendo ora un lavoro che non è stato fatto in cento anni».

Olivieri, 1.212 preferenze ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come rilancerebbe il turismo del Piceno? «Il turismo va visto in forma manageriale e non artigianale. Bisogna potenziare le infrastrutture, la convegnistica, investimenti con meno burocrazia, collaborazione pubblico e privato su larga scala». Marcello Iezzi

Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Che la cultura non vuole l'eccessiva burocrazia, non ci vuole solo la cultura accademica ma bisogna fare riferimento ad essa. E poi che non si deve ridurre tutto a pesce fritto e crescia sfogliata. I politici devono fare una riflessione: la cultura e la burocrazia devono essere indagate.

( da "Riformista, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre anche un forte snellimento della burocrazia, che continua a imbrigliare il sistema imprenditoriale. È solo così che, tra due o tre anni - quando si attenueranno gli effetti drammatici della crisi - potremo realisticamente ricominciare a crescere con ritmi dell'1 o del 2 per cento e non più dello zero virgola come è accaduto in questi ultimi anni.

La sanità americana ricomincia dal Wisconsin ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non mi piacciono le burocrazie - dice Barbara - né le troppe spese o il troppo intervento dello stato». Obama ha scelto di rispondere di persona alle paure dove mettono radici: tra i centomila residenti di Green Bay afflitti dalla crisi (la disoccupazione sopra il 12% contro il 9,4% nazionale) ma scettici sul ruolo del governo.

Presto lo sconto sui premi Inail ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lenta e invadente, un costo dell'elettricità superiore dei 38,7% rispetto alla media Ue: Guerrini ha elencato uno a uno gli ostacoli che rendono difficile la vita delle piccole imprese. Un controsenso, visto che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, stanno garantendo in questa fase di crisi la coesione sociale,

cantieri: l'economia chiede decisioni ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3) Snellire la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi.

cantieri: l'economia chiede decisioni. ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3) Snellire la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi.

A PROPOSITO dell'articolo sulle comunali a Livorno, desidero fare presente che la Feder... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa della burocrazia, quella parassitaria. Mario Rodio PENSO che siamo tutti molto vicini ai nostri governanti nonché agli aspiranti tali e partecipiamo alla loro esultanza per l'esito trionfale di queste elezioni. Partecipiamo con gioia noi tutti, di qualsiasi tendenza politica perché sia questi che quegli altri hanno ottenuto un successo insperato.

Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intellettuali, studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze etniche. Il clerico Mahdi Karroubi ha presa tra giovani, riformisti e provinciali. Per carattere e storia personale potrebbe reggere meglio il confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubblica Islamica.

Cultura, modello Venezia per gestire il sistema museale ( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: carica di tutti i difetti tipici della burocrazia. D'accordo con lui nello scartarla. Il modello gestionale ritenuto più idoneo è allora la Fondazione di Partecipazione ,«Padovacultura», così come la immagina Martinoni. Si tratta di una struttura più agile e flessibile, di diritto privato, nel cui Consiglio di Amministrazione possono sedere i privati.

Credere e curare, il chirurgo cattolico che piace ai laici ( da "Manifesto, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quattro anni dopo, getta la spugna: difficoltà tecniche, burocrazia - denuncia -, insomma «il modello italiano». Uomo di scienza e di fede, di scelte clamorose e riflessione, di rotture e mediazioni. E uomo di Red, l'associazione dalemiana, ma lontano dalle liturgie e irriducibile alle ragioni di corrente.

Miozzi-Mosele passaggio di consegne ( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E' appena smontato dall'automobile, ed è ancora sulla soglia di quella che per 5 anni sarà la sua seconda casa. Ma il neopresidente della Provincia, Giovanni Miozzi sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare» la burocrazia dei palazzi Scaligeri. A PAGINA 6 Aldegheri

Miozzi, primo giorno da presidente Summit con Mosele sulle priorità ( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giovanni Miozzi sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare » la burocrazia dei palazzi Scaligeri. Vicino a lui, due che quella macchina burocratica la conoscono già piuttosto bene: Mario Faccioli, sindaco di Villafranca e consigliere provinciale uscente, e Massimo Brugnettini, che in consiglio ha passato diversi anni.

Iran, sfida ad Ahmadinejad ( da "Corriere.it" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze et­niche. Il clerico Mahdi Karrou­bi ha presa tra giovani, rifor­misti e provinciali. Per caratte­re e storia personale potrebbe reggere meglio il confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubbli­ca Islamica.

Regione, per le elezioni c'è tempo ( da "Denaro, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Mario Barbuto Presidente Tribunale Torino Giovanni Castellucci Amministratore Delegato Autostrade per l'Italia Flavio Cattaneo Amministratore Delegato Terna Gianfranco Micciché Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio con delega CIPE Mauro Moretti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato Massimo Ponzellini Presidente Impregilo Luciano Violante già Presidente

Scajola: Presto lo sportello unico ( da "Denaro, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mercati burocrazia Scajola: Presto lo sportello unico Nei prossimi giorni il governo portera' in consiglio dei ministri il regolamento attuativo dello sportello unico per le attivita' produttive e le direttive per rendere operative le prime misure di semplificazione burocratica e di accelerazione della riscossione dei crediti verso la pubblica amministrazione.

Accordo contro la burocrazia ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Mercato della casa in calo: ( da "Corriere Di Como, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine un riferimento inevitabile alla burocrazia, contro la quale l'Ance richiede a gran voce un intervento. «Oggi in provincia di Como per ottenere una concessione edilizia ci vogliono in media 5 anni. Mentre per un piano attuativo dai 3 ai 4. Sono troppi. È un freno assurdo per un settore in continua evoluzione conclude Carboncini In altri Paesi d'Europa,

Gli artigiani all'attacco di banche e burocrazia ( da "Gazzettino, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attacco di banche e burocrazia Gli istituti di credito non hanno adeguato i tassi a quelli della Banca Europea mentre le lentezze dello Stato gravano sui conti Venerdì 12 Giugno 2009, Roma Le piccole imprese artigiane riunite nella Confartigianato celebrano la loro Assise nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma e, di fronte ad un «parterre de roi»

Nelle ruote di scorta55 chili di marijuana ( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mia moglie è vittima della burocrazia, dei ritardi dell'amministrazione pubblica. Ma ciò che è più grave è che è esposta a grave danno per la sua salute, in quanto la mancanza di questa protesi, specificamente adatta al suo caso, non fa che peggiorare le sue condizioni di salute e allontanare sempre più il sogno che possa ritornare a camminare.

Casalotto, pilastro della ScuolaNicosia. ( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che però non è stata sufficiente ai tempi della burocrazia. Testa nelle dimissioni aveva spiegato che la sua decisione dopo 15 anni di responsabile dell'Utc, era stata dettata da nuove e importanti prospettive professionali. Impegni che aveva assunto e per i quali non poteva prolungare oltre la sua permanenza ai vertici dell'ufficio.

Le feste religiosenel solco della tradizione ( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cittadino che stanco di attendere le lungaggini della burocrazia e "saturo" per l'ultimo inquietante episodio accaduto nei pressi della struttura mercantile, è passato alle vie di fatto normando l'obbligo del pass e sostituendo il funzionario preposto ai controlli. "La decisione - commenta il sindaco -, maturata anche sulla scorta di un grave episodio verificato nei giorni scorsi,

Imprese, Roma in ritardo ( da "Italia Sera" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito e ai tempi della giustizia civile. Secondo la classifica stilata da Confartigianato, la qualità di vita delle imprese più alta si registra nel nord est d?Italia. La Provincia di Bolzano è al primo posto, seguita da Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia.

Terna: la burocrazia ferma i risparmi ( da "Trend-online" del 12-06-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ferma i risparmi ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 12.06.2009 20:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA)-SANTA MARGHERITA LIGURE- Se venisse sbloccato il piano di investimenti di Terna per la rete ad alta tensione, si potrebbe risparmiare 1 mld sulle bollette.


Articoli

Confcommercio: Snellire la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confcommercio: «Snellire la burocrazia» Carpi. Critiche rivolte allo sportello unico per le imprese CARPI. Lo chiamano sportello unico per le imprese ed è un servizio alle aziende, un ufficio comunale dove chi ha un'attività può rivolgersi per il disbrigo delle incombenze amministrative che sono a carico delle aziende: autorizzazioni, concessioni, licenze e tributi. Ma non sempre le cose funzionano come dovrebbero e sullo sportello unico si appuntano anche malumori e critiche, come quelle di Confcommercio che lamenta disfunzioni e ritardi: «La nostra dura critica riguarda - precisa massimo Fontanarosa, responsabile Confcommercio Carpi - il funzionamento dello sportello unico carpigiano in quanto anzichè agevolare le pratiche amministrative, sta creando problemi, come la scarsa comunicazione tra i vari uffici comunali. Di conseguenza molte volte le pratiche per l'apertura delle attività commerciali vengono portate avanti ma quando siamo ormai pronti per l'apertura del negozio ecco che arriva il parere negativo dell'ufficio edilizia oppure questo ufficio non è aggiornato su pratiche ferme all'ufficio commercio. Tutto questo crea dei problemi e noi ci chiediano come sia possibile che accada questo, quando lo sportello unico è nato proprio per snellire le procedure». Confcommercio allarga poi il tema a livello di associazione dei Comuni Terre d'Argine: «Visto che c'è l'Unione Terre d'Argine, ci dovrebbe essere anche la possibilità di unificare le procedure diverse fra i vari Comuni proprio nel tentativo di semplificare le pratiche amministrative. Perchè non è stato fatto? Siamo sempre in un contesto amministrativo - sostiene Fontanarosa - dove la scarsa comunicazione e l'inefficienza dei termini procedurali creano danni a chi inizia attività imprenditoriali. Non basta solo la crisi... ci voleva anche la cronica lentezza burocratica». (f.s.)

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via adige, lavori ai tombini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 51 - Cronaca Via Adige, lavori ai tombini Il 13 l'apertura delle buste per trovare l'impresa MONTESILVANO. Il 13 giugno si saprà quale è la ditta che eseguirà i lavori in via Adige, la strada delle incompiute che ha dato il via all'inchiesta Ciclone. Dopo il servizio del Centro che ha mostrato le condizioni di degrado della strada che si allaga ogni volta che piove perché i tombini sono a dispersione e senza conduttura, la burocrazia del Comune ha accelerato la sua marcia: il 25 maggio, con la determina dirigenziale numero 400, è stato approvato il progetto esecutivo. Il 2 giugno è scaduto il termine per la presentazione delle offerte al bando di gara varato dal Comune. Il 13 giugno sarà il giorno dell'apertura delle buste nella sede del settore Lavori pubblici al secondo piano del municipio di piazza Diaz. Il cantiere potrebbe aprire a settembre. Via Adige, traversa di corso Umberto che arriva fino alla riviera tagliando la pineta, continua a subire le conseguenze degli allagamenti con l'acqua che lambisce i portoni. Il titolo dell'appalto è «Lavori di realizzazione di un collettore delle acque bianche in via Adige e zone limitrofe». In via Adige, quindi, sarà realizzata soltanto la rete di raccolta delle acque piovane: si tratta di un intervento atteso, annunciato dall'amministrazione Cantagallo nel 2004 ma mai avviato per l'arrivo dell'inchiesta giudiziaria che ha passato sotto la lente d'ingrandimento anche l'affidamento dell'appalto. Nell'appalto varato dall'assessorato ai Lavori pubblici, diretto da Carlo Tereo de Landerset, figura solo la rete di raccolta delle acque bianche: secondo il bando, l'impresa vincitrice non realizzerà anche il nuovo manto d'asfalto di via Adige nè i marciapiedi ridotti a un percorso a ostacoli. Via Adige, quindi, dopo i lavori da 900 mila euro attesi da anni, protrebbe ritrovarsi una strada con l'asfalto pieno di toppe: non è ancora certo se il Comune darà il via anche alla riqualificazione del manto. (p.l.)

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marcegaglia: "il voto è chiaro è necessario fare le riforme" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Interni L´appello Marcegaglia: "Il voto è chiaro è necessario fare le riforme" MILANO - «è il momento delle grandi riforme di cui tutti parlano, ma che nessuno da troppo tempo fa». Lo afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «L´attuale governo alcune di queste riforme le ha iniziate - spiega durante il suo intervento all´assemblea di Federchimica a Milano - ma ora bisogna ottenere risultati concreti». Due dei settori principali indicati dalla leader degli industriali sono la semplificazione della burocrazia e le liberalizzazioni. «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sulla burocrazia», spiega il presidente di Confindustria. Sul tema delle liberalizzazioni dice che «questo governo ha fatto addirittura dei passi indietro», chiedendo anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola.

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rispettati tutti gli impegni (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Grosseto «Rispettati tutti gli impegni» Scheggi saluta a fine mandato: «Si apre un'altra fase» Ora vanno battute strade nuove per completare l'opera iniziata di modernizzazione di questo ente GROSSETO. «Tutti rispettati gli impegni da noi presi all'inizio del mandato». Si congeda così il presidente della Provincia di Grosseto Lio Scheggi, che lascia l'ente pubblico dopo averlo guidato dal 1999 al 2004 e dal 2004 al 2009. Scheggi ha salutato i cittadini e la stampa nella sala consiliare di palazzo Aldobrandeschi, accanto alla giunta con cui ha governato (assente solo l'assessore Nativi per motivi professionali): Giancarlo Farnetani, Alidiano Bargelli, Donatella Rapezzi, Cinzia Tacconi, Sergio Bovicelli, Gian Carlo Bastianini, Giuseppe Romagnoli. «Rivendico a questa maggioranza e alla sua giunta - dice il presidente - di aver mantenuto tutti gli impegni presi nel 2004 e di aver salvaguardato l'istituzione dalle tensioni politiche, sia quelle con gli avversari politici che quelle che hanno caratterizzato il centrosinistra negli ultimi anni». Oltreché agli assessori, un ringraziamento particolare va ai consiglieri «che hanno portato avanti con serietà l'impegno sul territorio», pur se in questi anni il panorama politico è completamente cambiato rispetto a quello in cui si insediò. «Dei simboli di partito che hanno sostenuto la mia candidatura rispetto a quelli che sostengono Marras resta l'Italia dei Valori. Altri quattro simboli pro-Marras sono frutto di nuove dinamiche» subentrate in questi anni attorno al nascente Pd. Un territorio complesso di per sé, la Maremma, sia storicamente che politicamente. «E' evidente che una fase politica si chiude e se ne apre un'altra - dice Scheggi - e non solo da un punto di vista politico ma anche dal punto di vista dell'evoluzione di un territorio. Noi possiamo dire di aver iniziato il nostro mandato dopo la crisi dell'economia provinciale conseguente alla chiusura delle miniere e ai primi impatti dell'agricoltura provinciale con le politiche comunitarie. Abbiamo utilizzato le intuizioni della giunta Gentili per ridefinire un nuovo modello di sviluppo del territorio. Penso che in questi ultimi 15 anni - è il bilancio di Scheggi - il territorio abbia ottenuto risultati importanti». Però non basta e «oggi occorre fare un ulteriore balzo in avanti. Servono ulteriori elementi di innovazione, e non solo perché si chiude una fase socio-economica del territorio, ma anche perché siamo in presenza di una fortissima crisi a livello mondiale. C'è bisogno di intraprendere percorsi che fino a oggi non abbiamo mai esplorato, e si proseguire il percorso, avviato, di modernizzazione dell'ente». Ovvio il suo auspicio che a proseguire il discorso sia Marras. Intanto «il contributo che abbiamo voluto dare a questo dibattito, e che deriva dal lavoro di una scuola prestigiosa come la Sant'Anna di Pisa, è quello di una sua lettura delle nostre dinamiche, per indicarci possibili traiettorie del futuro. Chi avrà la responsabilità su questa provincia potrà utilizzarle per fare, se crede, le scelte politiche più opportune». Parlando di "modernizzazione", Scheggi fa riferimento anche alla comunicazione e alle figure degli addetti stampa e portavoce introdotte negli ultimi anni: «settore che ha iniziato a essere sondato con questa presidenza». Ma per rendere l'ente ancora più efficiente, «penso anche alle nuove tecnologie e alla ricerca applicata all'hi-tech». Per ultimo un tema a lui caro, quello del "fare sistema", dell'«investire su settori strategici come turismo e agricoltura, perché il sistema provinciale cominci davvero a essere tale, e i particolarismi siano superati». Ora la sfida vera al Governo - sia a livello locale che nazionale - sarà quella di «garantire i servizi pubblici, semplificare la burocrazia, e soprattutto salvaguardare le istituzioni, superando scontri politici a volte troppo aspri, che fanno male alla società. A volte lo scenario politico è troppo ossessionato dall'aspetto mediatico piuttosto che interessato ai contenuti». Elisabetta Giorgi

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Revisionismo, consigli per gli "acquisti" (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Revisionismo, consigli per gli "acquisti" giorgio oldoini Per gli integralisti d'ogni colore, la difesa del "credo", giustifica l'utilizzo di qualsiasi mezzo repressivo per colpire l'"eretico". Il limite di questi movimenti è che, quando i valori aggreganti vacillano, si avviano processi di travasi di massa che nessun leader riesce a contenere. I libri sui massacri di italiani da parte della polizia jugoslava, sulla natura delinquenziale di alcuni movimenti partigiani e sulla persecuzione di chi non si riconosceva nei valori della Resistenza, sono emblematici del "revisionismo" in atto nel nostro Paese. Il nuovo filone su cui si sta lavorando, riguarda la storia di Mani pulite, dei suoi protagonismi e delle sue vittime, con possibili effetti dirompenti per i movimenti "giustizialisti". Poiché le interpretazioni della realtà storica sono sempre legittime e utili, se non sono faziose o manipolatrici, occorre fare attenzione nel selezionare i "prodotti" sul mercato. Dobbiamo cioè stare attenti a non legittimare processi di revisione ispirati da interessi mercantili, al servizio di qualche principe che esige risultati immediati. La specificità del lavoro professionale degli storici e dei giornalisti, risiede nell'indipendenza, il contrario esatto dello spirito di servizio degli intellettuali della sinistra dogmatica, che hanno mentito al loro popolo per oltre cinquant'anni. La controrivoluzione culturale in atto, mira a sostituire i valori fondanti della nazione, un processo che dev'essere condotto nel rispetto della verità e senza pericolosi salti in avanti. Il Paese non può permettersi nuovi processi di colpevolizzazione collettiva, siano pure mediatici anziché giudiziari. In un sistema democratico la competizione politica non avviene distruggendo vecchi "feticci" per crearne di nuovi, bensì selezionando la classe dirigente migliore. Solo così saranno delegittimati gli urlatori di professione e gli "ego spropositati" che pretendono di rappresentare in via esclusiva valori assoluti come la "giustizia", l'"etica", la "classe operaia", l'"ambiente", come si faceva all'epoca delle religioni. L'uscita di scena di questi movimenti è solo questione di tempo: i personaggi che devono atteggiarsi a pietra di paragone in materia di purezza, incorruttibilità e per tutte le sette virtù, alla prova dei fatti sono destinati a cadere come birilli. Dobbiamo stare anche molto attenti a non cadere nel giochetto dello spoil system all'italiana, che è cosa diversa da quello americano. In Italia i processi di distruzione delle professionalità sono particolarmente fervidi nei periodi di transizione politica, in quanto l'appartenenza a un gruppo genera odi implacabili per i quali si arriva a demonizzare le persone e perfino gli enti, giudicati meritevoli oppure inadeguati in relazione al fattore-appartenenza. Poiché, inoltre, la selezione degli uomini avviene spesso sulla base della maggior vicinanza al "principe" che effettua le scelte (il cosiddetto "effetto-corte"), la periodica eliminazione delle teste blasonate determina la sostituzione automatica di molti cervelli utili al Paese. Si è ad esempio calcolato che il costo di formazione di un buon amministratore pubblico, un ruolo che richiede esperienza ed effettiva occupazione delle posizioni di comando, può superare di due volte il costo di formazione di un qualsiasi altro dirigente o di un professionista. I frettolosi processi di discriminazione, finiscono per attribuire maggior potere alle seconde colonne: chi resiste, diventa di fatto il vero padrone delle burocrazie, delle istituzioni, dei gruppi economici; e l'opera di rinnovamento, si trasforma in un rafforzamento del vecchio. I portaborse diventano leader, i travet massimi dirigenti, le nuove leve mostrano tutti i loro limiti. Ricordiamoci che la demonizzazione della Prima repubblica, ha creato un'effimera "rendita" per tante persone senza qualità e ha impedito un autentico rinnovamento del Paese. Giorgio oldoini è manager d'impresa. 09/06/2009

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Marcegaglia: i socialisti non hanno letto la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia: i socialisti non hanno letto la crisi Rischio. «Un Parlamento complesso con un'Europa che avrà davanti un periodo complicato». di Gianmaria Pica «Da ottobre, quando è iniziata la crisi, a oggi di concreto per le imprese non c'è stato nulla. Non possiamo attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere». Con queste parole il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - intervenuta ieri a Milano nel corso dell'assemblea annuale di Federchimica - ha lanciato il suo allarme sulla situazione dell'industria italiana. Secondo Marcegaglia i provvedimenti previsti - per esempio i fondi di garanzia o i Tremonti bond - «si devono tradurre in aumento effettivo dei crediti verso le imprese». Secondo in numero uno degli industriali, «da una parte le banche devono fare di più, dall'altra bisogna fare in modo che questo stanziamento del fondo di garanzia si concretizzi: c'è bisogno di vedere, sulla pelle delle imprese, i risultati positivi di queste iniziative». Sul superamento della crisi economica, Marcegaglia spiega che «probabilmente il peggio l'abbiamo alle spalle, ma per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli che abbiamo avuto prima della crisi ci vorranno degli anni. Abbiamo davanti un percorso complicato e difficile». Da qui il richiamo alle riforme, un punto fondamentale per Confindustria affinché si esca quanto prima dalla Grande Recessione: «È il momento delle grandi riforme di cui tutti parlano ma che nessuno da troppo tempo fa - commenta - l'attuale governo alcune di queste riforme le ha iniziate ma ora bisogna ottenere risultati concreti». Due dei settori principali indicati dal presidente di Confindustria sono la semplificazione della burocrazia e le liberalizzazioni: «Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sulla burocrazia», ma sul tema delle liberalizzazioni «questo Governo ha fatto addirittura dei passi indietro», ha concluso Marcegaglia chiedendo anche un potenziamento degli investimenti su ricerca e scuola. Il presidente degli industriali ha commentato anche il risultato delle elezioni europee. Secondo Marcegaglia «c'è il rischio che possa uscire un parlamento complesso con un'Europa che avrà davanti un periodo complicato perché alcuni governi sono in crisi e altri dovranno andare a votare a breve». Il numero uno di Confindustria ha sottolineato come vi possa essere la possibilità «che tutta la politica europea rimanga un po' ostaggio delle logiche nazionali, soprattutto in quei grandi paesi che dovranno andare a votare». Per Marcegaglia l'ultima tornata elettorale ha portato, a livello europeo «a una disfatta dei socialisti, soprattutto perché non sono stati capaci di dare risposte in un momento come quello attuale di crisi». Il punto più delicato è la percentuale delel astensioni.«Il nostro è un Paese che da sempre va a votare in numero maggiore rispetto agli altri. C'è però stata una lontananza degli elettori al voto anche da noi anche perché in campagna elettorale si è parlato di tutto men che dell'Europa e non si è capito il progetto dei vari partiti». A preoccupare il capo degli industriali è la possibilità che gli eletti in Europa rinuncino agli scranni Ue per dedicarsi alla politica nazionale: «Credo sia importante che gli eletti rimangano lì e non abbandonino i loro posti per fare politica in Italia, come è successo in questa legislatura. Sarebbe un fatto molto negativo e non più accettabile perché è chiaro a tutti che molte delle leggi che vengono poi portate in Italia, più dell'80 per cento, nascono dalle direttive europee». 09/06/2009

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"finito il modello dell'uomo solo al comando" - brunella torresin (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 5 - Interni Partizio Roversi: ci vuole buona gestione "Finito il modello dell´uomo solo al comando" BRUNELLA TORRESIN BOLOGNA - Patrizio Roversi, lei è il turista per caso che ha girato il mondo ma è sempre tornato a Bologna: se oggi Flavio Delbono sarà sindaco, cosa si aspetta da lui? «Mi aspetto certamente che prosegua la tradizione della buona amministrazione di Bologna. Ma la buona amministrazione non basta più, oggi. Perciò mi auguro che riannodi i fili della politica». Cosa significa, nel concreto? «Io considero la politica come un sistema di vene e arterie che collega tutte le parti del corpo sociale, trasmettendone le istanze al cuore e al cervello, cioè a chi detiene la responsabilità dell´amministrazione. La politica oggi è in crisi, anche a Bologna, perché non ha più ricettori: non sente più, non trasmette, non esegue. Bologna è piena di energie, di ottime idee e di persone disponibili a realizzarle, che incontrano solo ostacoli. La buona politica è restaurare pratiche che travalichino la burocrazia. La buona amministrazione è quella che rammenda il tessuto sociale logorato. Nella realtà è una richiesta molto concreta». Delbono le sembra la persona giusta? «Niente di personale, per carità, ma io non credo più alla persona, né al capo, né al leader carismatico... Troppi leader credono di poter risolvere i problemi con la sola aura della loro forte personalità. Mi assicurano che le caratteristiche di Delbono non sono quelle del leader carismatico, ma dell´ottimo amministratore. è quello che serve». è un giudizio sui cinque anni appena passati? Il mandato di Sergio Cofferati ha spesso assunto la fisionomia dell´uomo solo al comando. «è un modello andato in crisi prima che Cofferati giungesse a Bologna». Se Delbono affronterà il ballottaggio, avrà di fronte a sé Alfredo Cazzola, la cui campagna è improntata a un forte leaderismo. Su cosa dovrebbe puntare Delbono? «Sulla collettività, sulla necessità di riorganizzare un telaio di partecipazione che a Bologna non è affatto obsoleto. La forza della politica non è nel singolo. Delbono non ha mai calcato l´acceleratore sulla proprie capacità individuali. E per me questo è molto rassicurante. Era il pregio di Romano Prodi. Dio ci scampi dai gradassi».

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Che delusione per l'Europa il nuovo inizio di Obama (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MF sezione: Commenti & Analisi data: 09/06/2009 - pag: 7 autore: di Guido Salerno Aletta Che delusione per l'Europa il nuovo inizio di Obama Un bilancio deludente. La visita del presidente americano Barack Obama si è conclusa tra toni sfumati e titoli di coda. Doveva essere il momento in cui la nuova amministrazione, finalmente, si smarcava dal ruolo di principale responsabile della crisi finanziaria ed economica, che è ormai inevitabile attribuire agli Usa nel corso dei summit del G8, o del G20, che si susseguono da mesi, in un rosario di accuse ormai insostenibile per chi pretende di governare il mondo intero. Una missione che avrebbe dovuto essere preparata più intensamente, sul piano politico e diplomatico, invece si è mossa prevalentemente sul terreno mediatico, arrivando su tutti gli schermi e campeggiando sulle prime pagine dei giornali. Lasciando il giorno dopo, più che progetti già operativi, soprattutto interrogativi e perplessità. Tanto spazio ai commenti sulle intenzioni, ben poco sulle decisioni. Riad, Il Cairo, Dresda, Omaha beach e Parigi dovevano essere tutte tappe simboliche, ognuna delle quali doveva marcare la strategia internazionale della nuova amministrazione. Una strategia che richiedeva l'acquisizione di consensi, il consolidamento delle alleanze tradizionali, decisioni chiare. Le reazioni sono invece state tutte all'insegna dell'incertezza. Aver trascurato il peso politico attuale dell'Europa nel suo complesso, per ricordare - ancora una volta simbolicamente e mediaticamente - solo gli orrori nazisti ed il ruolo di liberatori svolto dagli americani e dai canadesi, è stato un po' come cancellare 60 anni di alleanza e di comune sentire. Sessanta anni in cui America ed Europa sono state convintamente dalla stessa parte, per difendere la libertà e la democrazia. È stato come se, per il presidente Obama, l'Europa non abbia alcun ruolo nel futuro del mondo: non è né pilastro di una alleanza atlantica, né parte di una nuova strategia verso il mondo islamico. È il trapassato a legarci, non un nuovo progetto comune. È questo il vero limite di una visita che poteva essere storica, ma che rischia di rimanere confinata alla cronaca. Sui temi del petrolio e dell'energia, strategici sia dal punto di vista politico, per i rapporti con il mondo islamico, che sul piano economico e finanziario, per il mantenimento degli equilibri mondiali, si ripete il paradigma già visto. Anzi, neppure il concomitante rialzo del prezzo del petrolio deve aver scaldato più di tanto i rapporti con Riad, che già l'estate scorsa, quando il greggio schizzava alle stelle, si dichiarò del tutto estranea alla crescita del prezzo. Anche stavolta, l'aumento si fonda su andamenti del tutto ipotetici della domanda futura. La preoccupazione ha preso subito il sopravvento: con la forte flessione economica in atto, la disoccupazione a livelli record e le industrie automobilistiche in crisi, si rischia di ripercorrere lo schema di un anno fa: quello di una componente solo finanziaria della domanda che incide rapidamente sulla formazione del prezzo, e concorre negativamente alla formazione delle aspettative degli operatori. Inattendibile e controproducente allora, questo fenomeno si conferma distorsivo per l'economia reale.Sulla questione palestinese, Tel Aviv è ancora più isolata: la minaccia nucleare dell'Iran rimane dov'è. E i problemi interni, legati al destino dei coloni, pure. Né la richiesta - nel discorso pronunciato a Il Cairo - di un «nuovo inizio» nei rapporti con il mondo islamico, né la accettazione del velo che copre il capo delle donne come segno di libertà religiosa e non di sottomissione, sono riuscite ad andare oltre l'appello simbolico. Parole forti, accorate, dense di emozioni, ma senza un chiaro disegno dei prossimi passi. In Europa, il quadro delle alleanze è risultato addirittura più fragile e meno felice rispetto a quello frastagliato costruito da Bush, che pure aveva sofferto per la disaffezione di Francia, Germania e Spagna. Anche a voler trascurare il rapporto con l'Italia, sempre importante ma mai più decisivo dopo la caduta del Muro di Berlino, la situazione è caratterizzata innanzitutto da una Gran Bretagna che si ritrova con economia e governo in pezzi, e che tutto può fare tranne presentarsi come paladina della nuova amministrazione americana, dopo aver sostenuto per decenni la finanziarizzazione dell'economia e la politica estera dei repubblicani. La Francia, che pure si era esposta in modo inusitato contro la guerra in Iraq, avrebbe dovuto diventare il pivot europeo del riavvicinamento americano al mondo islamico. E invece no: la questione dell'ingresso della Turchia nella Unione europea e la questione del velo indossato dalle donne investono convincimenti profondi del presidente Sarkozy. Sono questioni dirimenti, su cui il presidente francese ha giocato gran parte della sua campagna elettorale e mosso i primi passi importanti del suo mandato. L'iniziativa euro-mediterranea, fortemente voluta dalla stessa Francia, si muove su uno scenario completamente diverso rispetto a quello sotteso all'allargamento dell'Unione alla Turchia e poi ad altri Paesi del Mediterraneo: parte dalla constatazione che l'Unione Europea è giunta alla fine del suo percorso di estensione territoriale e di rafforzamento strutturale. Il Mediterraneo richiede un approccio affatto diverso rispetto a quello iniziato in Europa con il mercato comune. Sarà un processo eminentemente politico, tra Stati, senza le mediazioni della burocrazia di Bruxelles e tanto meno di una Commissione che la faccia da padrona. L'ingresso della Turchia nell'Unione avrebbe solo conseguenze negative: la snaturerebbe, comprometterebbe il disegno complessivo di una grande Unione Euromediterranea, allontanerebbe dall'Europa proprio i Paesi che hanno i più antichi, intensi e strutturati rapporti con l'Europa stessa, come Egitto, Tunisia, Marocco; isolerebbe ancora di più Israele.Anche dalla Germania il messaggio è chiaro: la crisi è grave e le ricette americane, al di là dei provvedimenti finanziari assunti per il salvataggio delle banche, sono confuse e contraddittorie. La vicenda Opel è sintomatica, sotto ogni punto di vista. Il crollo dell'industria automobilistica americana ha ragioni interne, probabilmente legate agli extra-costi che Detroit paga per le spese sanitarie ai propri dipendenti: il fallimento pilotato di Chrysler e General Motors consente di ridiscutere con i sindacati alcuni storici privilegi di cui hanno goduto i dipendenti del settore, e spiana la strada alla riforma che i democratici inseguono dai tempi di Clinton. Tutto questo ha ben poco a che vedere con il risparmio energetico e con gli impegni sul protocollo di Kyoto, che fanno solo da sfondo alle manovre in corso. In pratica, per ragioni di politica interna americana, la Opel e la Germania si trovano di fronte ad una politica di fatti compiuti di cui stentano a comprendere i principi ispiratori. Questa vicenda, per di più, acuisce nel momento meno opportuno le problematiche legate ai rapporti industriali e finanziari con la Russia. Questione che sarebbe comunque delicata, ma che risulta insostenibile in un momento di crisi come quello attuale, in cui l'area su cui la Germania ha esteso la propria influenza negli scorsi 20 anni si trova in grave difficoltà. Insomma, Obama, rientrando a Washington, lascia dietro di sé una grande delusa, ed è proprio quell'Europa che tanto aveva tifato per la sua elezione.

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Da Ineos a Basell i freni alle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-09 - pag: 21 autore: Si studia una soluzione per salvare il polo di Marghera - Ferrara punta sulla ricerca Da Ineos a Basell i freni alle imprese Jacopo Giliberto MILANO La chimica italiana ha bisogno di certezze, perché gli investimenti vanno fatti quando lo chiede il mercato e non quando lo pretendono la ricerca estrema del consenso, non quando l'ottusa burocrazia si degna, non quando la politica s'impiccia di industria, non quando qualcuno inventa una normativa nuova. è il caso di Marghera e della vicenda dell'Ineos rilevata dall'imprenditore trevisano Fiorenzo Sartor, accolto come salvatore dai politici veneziani, e condannata alla chiusura prima ancora di essere acquisita. Il 24 giugno dovrebbero essere nominati i tre curatori (uno nazionale, uno per gli insediamenti sardi e uno per il polo produttivo veneziano). Intanto il mondo della politica cerca una soluzione che consenta – dopo che in tanti si erano spesi per la soluzione Sartor – di mantenere le promesse. Con ogni probabilità si studia un modo con il quale l'Eni possa – in qualche modo discreto e non impegnativo per i suoi azionisti – evitare la chiusura definitiva dello stabilimento veneziano. Burocrazia capestro è il caso, diversissimo, della Basell Poliolefine Italia: a Ferrara dentro al polo industriale c'è la centrale elettrica Sef. I chilowattora senza uscire dal petrolchimico alimentano direttamente le linee produttive della Basell, ma per mesi c'è stato un contenzioso sul fatto che era stato imposto il pagamento dei diritti di trasporto della corrente sulla rete elettrica nazionale di Terna, come se la centrale fosse a centinaia di chilometri dal punto di consumo. La stessa questione (la richiesta di pagare i diritti di trasporto elettrico per un impianto adiacente) un anno fa aveva messo in crisi la produzione della Basell di Terni. «E nello stabilimento di Brindisi abbiamo dovuto aspettare anni per avere le autorizzazioni ad avviare la nuova area produttiva Spherizone », afferma Massimo Covezzi, ferrarese di 51 anni, capo della Basell Polieolefine Italia. «Così abbiamo dovuto lasciare smontate per terra per due anni le attrezzature». La multinazionale statunitense Lyondell Basell Industries in Italia è presente con la Basell Poliolefine e con il polo mondiale della ricerca sulla plastica polipropilene, inventata mezzo secolo fa in casa Montedison da Giulio Natta, che vinse il premio Nobel. Oggi la Basell Polieolefine Italia fattura 1,5 miliardi con un'Ebitda del 15%, la metà del quale arriva dalla vendita di tecnologia prodotta dal centro ricerche ferrarese. Il gruppo produce in Italia 800mila tonnellate l'anno di plastica polipropilene su un mercato nazionale di 1,6 milioni di tonnellate. Il polo di Ferrara investe in ricerca 60 milioni di euro e impegna 500 addetti nello sviluppo e innovazione sui mille ricercatori che la multinazionale ha nel mondo. Il 40% del polipropilene venduto nel mondo è prodotto con licenze e catalizzatori nati a Ferrara. Il solo Massimo Covezzi ha nel suo curriculum ventitré brevetti inventati da lui. Se va in difficoltà Marghera, soffre anche la Basell a Ferrara. E a cascata sono in difficoltà le altre produzioni, legate fra loro da un rapporto stretto di forniture. Marghera è il cuore di buona parte della petrolchimica italiana. Il cracking dell'Eni di Marghera alimenta non solamente l'Ineos di Marghera ma anche gli stirenici di Mantova, a Ferrara le gomme sintetiche e il polietilene dell'Eni e il polipropilene della Basell, a Ravenna il polietilene e le gomme sintetiche. Oggi si produce anche se il mercato non chiede prodotti. Non si può chiudere. E si deve investire – come dice Covezzi della Basell –quando serve e non quando piace. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'INNOVAZIONE FATTURA Nel sito industriale emiliano la multinazionale ha il centro mondiale dei brevetti: dalla vendita di tecnologie la metà dell'Ebitda del 15%

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Una governance per la ricerca (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-06-09 - pag: 25 autore: INTERVISTA Diana Bracco Presidente del progetto speciale «R&I» di Confindustria «Una governance per la ricerca» Cambiare la gestione dei fondi pubblici per aiutare l'innovazione di Franco Vergnano I n molti Paesi europei, a cominciare dalla Francia, i fondi per la ricerca e l'innovazione sono gestiti in modo centralizzato. In Italia risultano invece spalmati tra diversi ministeri, con ulteriori ramificazioni a livello locale. è anche per questa frammentazione di competenze che le aziende del made in Italy faticano in maniera particolare ad accedere ai sostegni pubblici. Ma non basta. Spesso succede che, mentre da una parte esistono finanziamenti già stanziati che, per ritardi burocratici non si riesce a spendere, su un altro versante ci sono fondi limitati che non soddisfano le domande già presentate dalle aziende e certificate sotto l'aspetto tecnico. Infine le lungaggini burocratiche. Mentre in Italia servono 24 mesi per vedersi approvare una pratica, la Bei assicura di metterci appena tre mesi per deliberare le erogazioni. Questi e altri temi sull'innovazione saranno discussi oggi a Roma durante la giornata nazionale dell'innovazione dedicata al tema «Innovazione, grande infrastruttura immateriale del Paese ». Ne parliamo con Diana Bracco, presidente del Progetto speciale «R&I» ed Expo 2015, che sottolinea come serva «un salto di qualità nella governance per gestire i fondi pubblici». Dottoressa Bracco, l'innovazione è un fattore di crescita e di competitività che le aziende del made in Italy hanno messo da tempo sul tavolo. Perché una giornata nazionale dedicata al settore? I motivi sono molti. è molto più di un convegno. Si tratta di un confronto per attirare l'attenzione su un tema che interessa tutto il Paese. Qual è il senso di questo appuntamento? Vogliamo sottolineare come la ricerca e l'innovazione siano strategiche per lo sviluppo e debbano essere poste alla base della politica economica del Paese. Con questa giornata, voluta dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è come se dicessimo a tutti di definire insieme le azioni concrete da realizzare. Volete anche confrontarvi sui risultati finora ottenuti dalle imprese? Abbiamo fatto una mappatura della situazione che è molto confortante. Oggi non è più vero, come lo era qualche lustro fa, che è solo il pubblico a investire. Le aziende di grandi, medie e piccole dimensioni hanno saputo dimostrare, nei fatti, di volersi impegnare a fondo su questo versante. Non per niente, infatti, la "giornata" continua tutto l'anno. Deve innanzitutto vivere in azioni concrete del governo e delle istituzione per aggregare tutte le forze attive del Paese. Di cosa c'è bisogno per sostenere concretamente lo sviluppo della ricerca? Chi innova uscirà prima degli altri –e con un sistema mani-fatturiero rafforzato – dalla crisi. Ecco perché è indispensabile mettere davvero questi fattori alla base della politica di sviluppo del Paese. Bisogna garantire efficienza nella gestione, certezza negli strumenti, chiarezza di obiettivi, tempi certi. Che cosa serve per sostenere e attrarre nuovi investimenti? Risulta indispensabile avere uno scenario chiaro di medio e lungo periodo. Non è pensabile favorire lo sviluppo cambiando le regole in continuazione (anche quelle valide) o peggio limitandone la validità in corso d'opera. Cosa che sta ad esempio succedendo con il credito d'imposta. Non è così che si muovono tutti gli altri Paesi che stanno investendo per rendere i propri territori più attrattivi. Quali dovrebbero essere i punti chiave di un programma di rilancio serio e credibile? Mai come oggi diventa urgente definire rapidamente un piano di medio e lungo periodo con strumenti efficaci e flessibili avendo obiettivi strategici per il Paese chiari e condivisi. Ci vogliono procedure rapide ed efficaci,rese credibili dall'allocazione di risorse adeguate e certe nel tempo. Il ministro Gelmini ha avviato la definizione del nuovo Programma nazionale della ricerca: è l'occasione per fare un salto culturale, per dare un chiaro segnale di discontinuità. Ma il piano potrà esserlo a patto che sia condiviso da tutti i dicasteri e dalle regioni, e sia definito sentendo gli attori della ricerca e le imprese. C'è il rischio che resti un ennesimo libro dei sogni? è proprio per evitare questo pericolo che chiediamo di prevedere risorse finanziarie adeguate e, soprattutto, certe. L'intervento pubblico, se ben fatto, ha un effetto propulsivo sull'aumento addizionale degli investimenti in ricerca e sulla collaborazione tra sistema pubblico e privato. Dobbiamo tagliare gli sprechi ma non gli investimenti per il futuro. Basti ricordare che ogni euro pubblico ne attiva a sua volta altri due da parte delle imprese private. Che cosa penalizza in maniera particolare le aziende del made in Italy? Le faccio alcuni esempi. è impensabile finanziare la ricerca se si devono attendere in media 24 mesi per conoscere la valutazione di un progetto e tempi ulteriormente più lunghi per le erogazioni. E a volte non per insufficienza di risorse ma per burocrazia, inefficienza o per mancanza di regolamenti. In tal modo si rischia di penalizzare proprio le imprese più virtuose, e sono tante, che hanno creduto nella ricerca, nel ruolo dello Stato, e si sono fatte anticipare i quattrini del finanziamento dalle banche e ora sono in difficoltà perché gli istituti di credito chiudono i rubinetti. Quali sono i principali nodi da sciogliere che attualmente zavorrano le aziende sul fronte della ricerca e dell'innovazione? Va migliorata la governance. Si devono superare parcellizzazioni e sovrapposizioni fra i tanti livelli amministrativi chiamati a intervenire sul settore: almeno cinque ministeri, oltre alle regioni. Non dico che, come in altri Paesi, si dovrebbe concentrare tutto in un unico ente. Serve però un coordinamento. Un grande impegno della presidenza del Consiglio su un piano nazionale. L'innovazione deve diventare un tema di Governo. La politica del settore ha bisogno di tempi certi e rapidi. Con un occhio all'Europa. Va fatto un programma nazionale che preveda timing precisi per i bandi, per le valutazioni, per le erogazioni e per l'analisi dei risultati. Come ha detto il presidente Napolitano, una continuità tra le azioni di governo su un tema strategico come la ricerca non può essere un'utopia. © RIPRODUZIONE RISERVATA «I Paesi che investono e sostengono le imprese a innovare sono i primi a uscire dalla crisi» «Mai come adesso è urgente definire un programma di medio e lungo periodo» Diana Bracco INFOPHOTO

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IL CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 9 IL CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli... IL CONTR'ORDINE è arrivato ieri mattina, dopo gli ultimi, frenetici contatti col Comune. E alla fine Luigi Valentini e Romano Cenni, i titolari della catena del Mercatone Uno, si sono dovuti arrendere: niente inaugurazione oggi per il nuovo negozio del Mercatone, a fianco di Ikea. «Per motivi tecnici e urbanistici l'apertura del Mercatone Uno, prevista per oggi, è rimandata», recita lo scarno comunicato dei vertici del Mercatone. La realtà è che i vertici di Mercatone, non avendo ancora tutti i permessi in mano (manca il via libera definitivo alle opere di urbanizzazione) non se la sono sentita di rischiare una denuncia e una pesante multa, pur di aprire in contemporanea al Mercatone. Cenni e Valentini, che fino all'altro ieri sembrava deciso a sfidare' l'amministrazione, hanno preferito evitare problemi e tensioni con palazzo Garampi. Avessero aperto, oggi, avrebbero rischiato di vedersi chiudere la struttura dai vigili. «Aspetteremo il lungo corso della burocrazia. Ma sono amareggiato per questa vicenda. Se ci fosse stato un po' di aiuto da parte degli uffici comunali, e se noi avessimo accelerato i tempi nella documentazione, oggi avremmo aperto», è lo sfogo di Valentini. Nei prossimi giorni i vertici del Mercatone Uno comunicheranno quando potrà aprire il nuovo punto vendita di Rimini. Ci vorrà almeno una settimana, forse due. Parte subito in salita dunque la corsa del Mercatone di Rimini, che con i suoi oltre 6mila metri quadrati (e allestimenti unici rispetto agli altri punti vendita del gruppo), punta a diventare il terzo negozio per fatturato della catena. Manuel Spadazzi

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La democrazia non è soltanto espressione della volontà politica, ma ne costituisce certamente un aspetto significativo. (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa La democrazia non è soltanto espressione della volontà politica, ma ne costituisce certamente un aspetto significativo. Perciò se meno della metà dei quattrocento milioni di europei chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento continentale, in rappresentanza di ventisette Paesi dell'Unione, reputano doveroso recarsi alle urne è sintomo che l'Europa è lontana dagli interessi reali di chi dovrebbe, al contrario, sentirla come la sua seconda patria. Ed il motivo principale del deficit di europeismo è nelle modalità della costruzione dell'Europa le cui radici affondavano in un terreno che con il passare dei decenni non è stato dissodato, come ritenevano i padri fondatori. Sulla pelle dell'Europa, infatti, sono cresciute le burocrazie continentali, si sono affastellate le ragioni dell'economia e della finanza, si sono stratificati i bisogni dei mercati con il risultato che la sua fisionomia è venuta fuori alterata, irriconoscibile, estranea allo spirito dei popoli che la costituiscono. L'Europa, nonostante gli sforzi di tanti e perfino a dispetto delle buone intenzioni che hanno animato coloro i quali ne hanno scritto la Costituzione, poi diventata Trattato di Lisbona, non è la nazione che statisti come De Gasperi, Spaak, Schuman, Adenauer e ideologi come Richard Coudenhove-Kalergi (fondatore di Paneuropa) immaginavano: una comunità nella quale le sovranità degli Stati si armonizzassero in un progetto comune sulla base di una comune identità. L'Europa dei burocrati ha vinto sull'Europa dei popoli, insomma; quella tecnocratica ha prevalso su quella delle culture. Resta poco per entusiasmarci per istituzioni sovranazionali che mancano di un effettivo potere decisionale, di un complesso strategico-militare tale da potersi proporre come elemento equilibratore nei conflitti che scuotono il mondo, della capacità di esportare civiltà ed integrare uomini e donne provenienti da mondi diversi e lontani. Per come è stata disegnata, l'Europa non può che suscitare disinteresse. E questo non significa scetticismo, ma presa d'atto che chi l'ha voluta così sono stati politici intrigati dal piccolo cabotaggio degli Stati che rappresentano, piuttosto che aspirare ad un dinamismo politico in grado di portare l'Europa ad esprimersi sullo scenario internazionale come soggetto ambizioso al punto di recitare un ruolo da protagonista nei vari teatri "caldi" che punteggiano il Pianeta. Il Parlamento appena eletto è la somma di frustrazioni di questo genere, un "non luogo" dove siedono gli uni di fronte agli altri coloro che vorrebbero un'Europa ragionevolmente fiera delle proprie radici e quanti la considerano terminale di poteri estranei alle sensibilità di una koiné composita che viene evocata soltanto per legittimare un'integrazione continentale che nei fatti nessuno sente. L'altro giorno a Parigi mi è capitato di ascoltare il discorso accorato del presidente della Repubblica ceca Vaclav Klaus: mi ha impressionato per la schiettezza con cui ha denunciato l'euroburocrazia e per la malinconia con cui ha preso atto che questa Europa non gli piace, a lui, scampato agli orrori del comunismo che non sperava altro se non di vivere in un'Europa con un'anima. Mancavano pochi giorni al voto e non ha avuto il coraggio di dire se il suo Paese ratificherà o meno il Trattato di Lisbona. Penso che senza neppure sapere chi è Klaus, molti europei non sono andati a votare per le stesse ragioni che questo mite presidente ha espresso in un consesso internazionale. Gennaro Malgieri

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Livinallongo e Cortina: l'Svp fa il pieno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 09-06-2009)

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Corriere dell'Alto Adige sezione: PRIMOPIANO data: 09/06/2009 - pag: 4 I secessionisti Livinallongo e Cortina: l'Svp fa il pieno cuore batte a Nord dichiara Siro Bigontina, leader del referendum ladino mentre non batte più per Venezia, lì dove regna Giancarlo Galan, il presidente della casta e della burocrazia. Siamo molto soddisfatti per l'esito locale delle elezioni: significa che la nostra gente guarda già dall'altra parte del confine ed è pronta ad attraversarlo. In fondo, si tratta di una conferma dei referenda, che hanno sancito il desiderio degli abitanti di passare al Trentino Alto Adige. Una volontà frustrata dalle istituzioni e da lungaggini parlamentari. Vorremmo che la Svp aprisse una sede qui». Marco de' Francesco

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E il sindaco annuncia ristrutturazioni libere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)

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Corriere del Veneto sezione: TREVISO2A data: 09/06/2009 - pag: 15 L'emergenza Il provvedimento del primo cittadino E il sindaco annuncia ristrutturazioni libere «Lavori senza permessi» Edifici distrutti, firmata un'ordinanza ad hoc Il parroco: «San Pio X ha fatto il miracolo» RIESE PIO X Ricostruzione a Vallà, via libera alle manutenzioni. Ieri mattina il sindaco Gianluigi Contarin ha firmato l'ordinanza che facilita le opere di messa in sicurezza e di riordino degli edifici distrutti. In paese, nel frattempo, in molti iniziano a parlare di un «miracolo di Pio X». Analizzati i singoli episodi, ci sono state almeno una trentina di persone che si sono salvate per caso. «Le preghiere hanno sempre effetto », dice il parroco di Riese Pio X, don Giovanni Bordin. «Il Signore ha permesso questo», gli fa eco don Angelo Rossi, il sacerdote della frazione colpita dall'uragano. Quella di ieri è stata una giornata lunghissima per il primo cittadino. Una giornata iniziata presto, con la firma apposta su una ordinanza che facilita le opere di ricostruzione. I cittadini di Vallà non dovranno rivolgersi agli uffici comunali per ottenere i permessi per le manutenzioni. È stato così applicato un protocollo d'emergenza che snellisce la burocrazia. Una operazione che però vale solo per interventi minori, non per ricostruire integralmente la propria abitazione. L'altra questione da affrontare è stata quella della copertura assicurativa per quanto accaduto. Ci sono infatti case e attività produttive demolite. Ma i proprietari stavano ancora pagando il mutuo. «Devono immediatamente presentarsi alla banca mutuante per verificare se il mutuo stesso sia coperto da assicurazione », dice Contarin dal sito internet del Comune. «Si fa presente che normalmente la denuncia del danno deve essere effettuata in tempi strettissimi, di solito in tre giorni». Nel pomeriggio, il campo base degli ammini-- stratori riesini si è trasferito nella sala del consiglio comunale, dove era stato allestita la task force per monitorare le elezioni. A Riese, la Lega ha vinto senza problemi, superando il 73% dei consensi. Verso le ore 18 era stata convocata l'assemblea dei presidenti di seggio che doveva chiudere il verbale di nomina del consiglio. Ma si sono spese più parole per Vallà che non per i risultati elettorali. Neanche il tempo di un applauso, e tutti sono ritornati nella sala di coordinamento dell'emergenza. C'è tanto da fare. A partire dalla conta dei danni. Col passare dei giorni, sempre più persone si presentano per lamentare problemi con gli edifici, danni magari sottovalutati in un primo momento. I tecnici oggi si daranno una giornata di pausa e domani riprenderanno le analisi. Probabilmente, si supererà quota 400 case lesionate: stime pessimistiche valutano in 500 gli edifici da riparare. Danni economici che mettono in discussione anni di lavoro e di certezze. Ma che sono «risolvibili ». In paese, i dialoghi più diffusi sono legati al «miracolo che siamo vivi ». E non alla lamentela «per i problemi avuti». Perché un dato è oggettivo: è capitata una lunga serie di episodi fortuiti che hanno salvato decine di vite. Gli esempi sono sulla bocca di tutti. Gli otto atleti sopravvissuti al crollo della palestra. La famiglia uscita dalla casa implosa su sé stessa. Quelli che hanno visto il tetto volare via. E poi quel palo conficcato in un muro, col proprietario che non è stato trafitto. O quell'auto che è rimasta a dieci metri dal tornado, grazie ad un albero che le è crollato addosso, sfiorando il guidatore. Poteva essere una strage. Si è «risolta» in 300 milioni di euro di danni. E così, non si parla d'altro che del «miracolo di San Pio X». I sacerdoti rispondono benevolmente. «Il Signore ha messo un limite», dice don Angelo. Viene in mente che, in mezzo al putiferio, la statua di Pio X bambino, collocata sulla rotonda, nel pieno della furia del tornado, non è stata scalfita. «Sto raccogliendo tante testimonianze di persone che mi dicono di esser vivi solo per miracolo. È un miracolo, dicono. E io credo a loro». Ai seggi elettorali, ai bar, non ci si stupisce più di sentire che «io non sono troppo credente, ma domenica vado a messa: qualcosa di grande è capitato». Dal capoluogo, osserva la situazione l'ex direttore della Vita del Popolo, don Giovanni. «Chi ha fede interpreta le cose in modo diverso da chi non ce l'ha», pesa così le parole il sacerdote. «In quegli attimi, in molti hanno pregato. E il Santo di Riese li ha ascoltati». Usare la parola «miracolo» è troppo, la Curia rallenta sempre. «Ma di certo le intercessioni di Pio X sono servite a salvare le persone che erano finite in quella tragedia». La gente, nel dubbio, ringrazia. E i ceri, nella chiesa di Vallà ancora mezzo inagibile per via del tetto volato via, ormai sono finiti. Ma.Pi. Tutti al lavoro Un residente di Vallà al lavoro sulla grondaia della propria abitazione distrutta dal tornado (foto a destra): ieri il sindaco di Riese ha autorizzato i lavori di riordino fai da te. Sopra, i vigili del fuoco impegnati nella messa in sicurezza di uno stabile (foto Balanza) Al vaglio La palestra crollata (nella foto a sinistra) sotto la lente della procura trevigiana. A destra (foto Balanza), una delle abitazioni distrutte in via Schiavonesca a Caselle d'Altivole. I residenti ora si lamentano: «Siamo stati lasciati soli»

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(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 09/06/2009 - pag: 42 Le stime Il Fmi: la ripresa sarà lenta e incerta. «Dai governi una pulizia profonda del sistema bancario» «La recessione frena, Italia alla svolta» Ad aprile superindice Ocse in crescita di 2,1 punti, il miglioramento più forte del G7 MILANO Il punto più basso è stato toccato a fine inverno. Da aprile, in almeno 22 dei 30 Paesi più industrializzati hanno cominciato a manifestarsi segni di ripresa, particolarmente evidenti in Italia, oltre che in Francia, Gran Bretagna e Canada. A prefigurare l'ora della svolta è il cosiddetto «superindice» dell'Ocse, che analizza una serie di informazioni che vanno dal valore dei titoli di Borsa al livello delle scorte fino al grado di fiducia di aziende e consumatori. L'Organizzazione parigina guidata da Angel Gurria fissa in uno 0,5% (a quota 93,2 punti) il miglioramento medio registrato in aprile negli indicatori economici dei 30 Paesi che ne fanno parte, in 0,4% (a 92,4 punti) quello delle nazioni del G7. Per l'Italia il rialzo è quattro volte tanto: più 2,1, a 99,4 punti. «Anche se è troppo presto per giudicare se si tratti di una svolta temporanea o maggiormente sostenibile, i risultati segnano comunque un'attenuazione del tasso di deterioramento economico », spiega la nota dell'Ocse. Secondo la quale, «segnali positivi giungono anche da Germania, Giappone e Stati Uniti». Ma prima di decretare la fine della crisi, serve ancora tempo. Gli indicatori di aprile restano infatti di 8,3 punti al di sotto di quelli dello stesso mese del 2008. Per l'Italia la flessione è di 0,6 punti, per la Francia (che fra marzo e aprile ha visto un miglioramento di 1,2 punti, a quota 99) il gap è di 1,2, per il Regno Unito (più 0,7 in aprile, a 97,4)) di 4,2 punti, per gli Stati Uniti (più 0,2 in aprile, a 90,9 punti) di 10,8, per il Giappone (più 0,1 in aprile, a 89,5) di 11,9 punti. La Germania registra una crescita di 0,1 in aprile, a quota 90,3, ma la flessione annua è di 13,4 punti. Dal canto suo, il direttore generale dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn ha riaffermato ieri la sua previsione di una ripresa economica mondiale nel 2010, con il «punto di svolta » fra ottobre e novembre 2009. E proprio ieri, al termine della loro missione in Eurolandia, gli esperti del Fondo hanno confermato che per i 16 Paesi della zona euro la ripresa sarà lenta e incerta. Molto dipenderà dai governi, che secondo l'Fmi, «dopo essere intervenuti per salvare il settore finanziario dal baratro» devono ora «prendere ulteriori azioni, spingendo per una pulizia profonda del sistema bancario e una completa valutazione delle sue necessità di capitale». Alla Banca centrale europea viene rivolto l'invito a mantenere una politica di tassi bassi e «valutare nuovi tagli nel caso si profilassero rischi di ulteriore rallentamento ». Da Lussemburgo, poi, il commissario Ue agli Affari economici, Joaquin Almunia, ha cominciato a mettere in guardia i governi dei 15 sul terreno dei conti pubblici nella prospettiva di una ripresa economica nel 2010: «Appena torna la crescita ha osservato bisognerà iniziare un ritiro ordinato dei piani di stimolo economico e tornare alla stabilità dei conti nel medio termine». Almunia ha annunciato che la Commissione di Bruxelles si prepara ad aprire le procedure per eccesso di deficit. «In novembre porterò all'eurogruppo delle proposte di correzione di disavanzo per gli 8 Paesi che avranno un deficit sopra il 3% nel 2009», ha assicurato. Nonostante la stime confortanti espresse dall'Ocse, comunque, l'Italia deve fare ancora molto per dare fiato alla ripresa. Così ha spiegato ieri il presidente di Confindu-- stria, Emma Marcegaglia, che sollecita il governo «a fare le grandi riforme di cui tutti parlano ». Priorità assoluta: «Semplificazione della burocrazia, liberalizzazioni, ambiente e ricerca ». «Siamo a giugno ha ammonito Marcegaglia , la crisi è iniziata a ottobre ma di cose concrete nella vita quotidiana delle aziende non c'è quasi niente: non possiamo più aspettare». L'invito Il fondo di Washington invita la Bce a mantenere una politica di tassi bassi e nel caso ad abbassarli ancora Angel Gurria Giancarlo Radice

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Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 09 Giugno 2009 Chiudi Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera fortuna.

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L'Europa viaggia sempre più a destra. E' un verdetto quasi unanime, e anche d... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 09 Giugno 2009 Chiudi di FABIO MORABITO L'Europa viaggia sempre più a destra. E' un verdetto quasi unanime, e anche dove c'è qualche novità a sinistra, si tratta di sporadiche affermazioni di movimenti radicali, come il partito ecologista di Daniel Cohn-Bendit in Francia. Dove non c'è la destra al governo, come in Gran Bretagna e Spagna, le "sinistre storiche" sono state sconfitte. Il premier spagnolo, il socialista Zapatero, ha interrotto i suoi cinque anni vincenti, surclassato dal Partito popolare di Mariano Rajoy. I laburisti di Gordon Brown sono stati addirittura travolti. Poche eccezioni nella tendenza generale: Grecia, Svezia, Danimarca, Slovacchia. Il risultato è: più destra. Anche più destra estrema, con i tanti movimenti nazionalisti, alcuni su una china di preoccupante intolleranza, che si sono affermati un po' ovunque. Dall'Olanda alla Finlandia, dall'Europa dell'Est all'Austria. E non è stata un freno, per l'esplosione di movimenti estremisti, l'affermazione di una forte destra moderata. E' il caso dell'Ungheria, dove i conservatori di Fidesz hanno la maggioranza assoluta, ma al loro fianco hanno fatto il pieno gli ipernazionalisti di Jobbik e le camice nere della Magyar Garda. Ha vinto la destra di governo, che di fronte alla crisi economica ha rimodulato il liberismo facendo spregiudicatamente intervenire lo Stato come "regolatore" dell'economia. Ha vinto la destra estrema, perché ha cavalcato l'insofferenza verso gli immigrati, esplosa con la crisi economica, perché gli "stranieri" non sono più l'umile motore di economie in continua crescita, ma sono diventati i "rivali" dei disoccupati di casa. Può aver inciso anche un voto in "libera uscita", cioè di protesta ma episodico, rassicurato dalla convinzione che queste elezioni non contano veramente, una valutazione che implicitamente è anche una bocciatura del progetto europeo. E infatti ha perso, più di tutti, l'Unione europea. Che non ha saputo dare risposte convincenti e unitarie alla crisi, che ha guardato al debito pubblico ma non ha indicato soluzioni per l'occupazione. Che è cresciuta a dismisura (27 Paesi votanti) ma è parsa sempre più inadeguata, provocando per reazione il successo dei nazionalismi più esasperati. Ed è vista come un gigante della burocrazia. Con le direttive europee si potrebbe fare un gigantesco libro di ottantamila pagine, pieno delle più bizzarre pretese. Il record di astensioni (il 57% degli aventi diritto) è l'indicatore più evidente di una disaffezione, sul quale pesa la molto scarsa partecipazione dei paesi dell'Est (in Slovacchia ha votato solo il 19%). Il gruppo-mattatore sarà quello del Partito popolare europeo, 263 seggi su 736. Poi i socialisti e i liberaldemocratici. Ed è con i grandi gruppi "storici" che i popolari sembrano decisi a voler dialogare, per cercare di lasciare ai margini soprattutto l'estrema destra. Il primo braccio di ferro rischia di essere la riconferma del mandato al presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso, voluto fortemente dai popolari ma osteggiato dai verdi. Ma un cauto e condizionato "sì" è già stato incassato dai liberali. Alle ali estreme di Strasburgo, si siederanno la sinistra e i verdi insieme, e la vecchia e nuova destra. Dal francese Jean Marie Le Pen, ottant'anni suonati, che gode di una rendita elettorale con il suo "Fronte nazionale", alla miriade di nuove formazioni che si sono fatte largo sul palcoscenico del nazionalismo esasperato e della protesta anti-europea: il partito Sovranità della Repubblica Ceca, Legge e Giustizia in Polonia, il Partito per la libertà olandese, i bulgari dell'Ataka, il Partito nazionale slovacco, la Nuova alleanza fiamminga in Belgio, l'estrema destra di Strache e la lista euroscettica di Martin in Austria. In Gran Bretagna, sono saltati schemi decennali, con il successo del Partito per l'indipendenza e il Partito nazionale. Un'invasione di anti-Europa, dentro l'Europa.

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MILANO Dopo le elezioni europee, è arrivato il momento di accelerare sulle grandi riform... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)

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Martedì 09 Giugno 2009 Chiudi MILANO Dopo le elezioni europee, è arrivato il momento di «accelerare sulle grandi riforme», che in qualche caso il governo ha avviato, ma che ora devono dare risultati concreti. Emma Marcegaglia, all'assemblea di Federchimica, è tornata a parlare delle riforme necessarie per il Paese, sottolineando che «anche dal voto che è uscito dalle elezioni europee, si capisce che tutti devono fare di più. Dal voto uscirà un Parlamento complesso. L'Europa avrà davanti un periodo complicato perchè alcuni governi sono in crisi e in altri Paesi si andrà a votare a breve. Il rischio è che la politica europea rimanga un po' ostaggio delle logiche nazionali». La crisi, ha spiegato Emma Marcegaglia, può essere un'occasione per fare quelle riforme che il paese attende da anni, in modo da arrivare preparati quando la crisi finirà: «Parliamo di semplificazione normativa, della riduzione degli enti inutili, della semplificazione della burocrazia e delle liberalizzazioni su cui c'è ancora molto da fare». «Da ottobre - ha aggiunto il presidente di Confindustria - quando è iniziata la crisi, ad oggi di concreto per le imprese non c'è stato nulla. Non possiamo attendere ancora, abbiamo bisogno di risposte vere». Secondo la Marcegaglia «i provvedimenti presi, come per esempio i fondi di garanzia o i Tremonti bond, si devono tradurre in aumento effettivo dei crediti verso le imprese. Da una parte le banche devono fare di più dall'altra bisogna fare in modo che questo stanziamento del fondo di garanzia venga fatto e si concretizzi. C'è bisogno di vedere, sulla pelle delle imprese, i risultati positivi di queste iniziative. Probabilmente il peggio lo abbiamo alle spalle ma per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli che abbiamo avuto prima della crisi serviranno degli anni. Abbiamo davanti un percorso complicato e difficile».

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Di Lega e di governo (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

9 giugno 2009 Di Lega e di governo Il Cav. ha costituzionalizzato una forza estrema cugina di quelle ancora impresentabili in Europa Il paradosso della Lega sta forse tutto nella prima apparizione televisiva, domenica sera, del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Nella veste istituzionale di responsabile del Viminale ha illustrato i dati di affluenza e con la trattenuta soddisfazione di un consumato uomo di governo ha poi commentato: “L’Italia ha probabilmente la percentuale di affluenza più alta in Europa”, aggiungendo: “Siamo un paese molto europeista”. In quel momento il ministro leghista, il politico padano mai tenero con “l’Europa delle burocrazie”, sarebbe stato perfettamente interscambiabile con un Beppe Pisanu o con uno qualunque dei suoi predecessori. Il militante euroscettico, nemico di Bruxelles, in passato critico dell’euro, convive ormai senza strattoni con lo statista, ministro di un governo che nonostante le accuse di eurofreddezza e persino di xenofobia che gli piovono addosso fa parte dell’Unione con una dose di realismo superiore a tanti altri, tratta con autorevolezza in sede europea le politiche di controllo dell’immigrazione esattamente come in Italia porta avanti nelle sedi istituzionali le sue istanze federaliste. Il Maroni di lotta e di governo è solo un’immagine, ma dietro c’è la realtà di un paradosso più sostanzioso. Accanto all’astensionismo e al naufragio delle sinistre continentali, il dato più netto del voto di domenica è l’affermazione in quasi ogni nazione di un consistente fronte euroscettico, quando non decisamente eurofobico. Il “pericolo” prospettato dal presidente uscente Hans-Gert PÖttering, che nel prossimo Parlamento “ci siano più partiti estremisti” si è realizzato. Accanto ai trentacinque deputati del gruppo Europa per le nazioni, non proprio euroentusiasta, di cui fa parte il movimento di Umberto Bossi, ci saranno ben venti esponenti eletti dalle formazioni euroscettiche che fanno riferimento all’Independence Democracy Group. L’exploit maggiore l’ha conseguito in Gran Bretagna l’Ukip, secondo partito col 17 per cento. Ma significativi sono i due deputati guadagnati, per la prima volta, dal British National Party (6 per cento), formazione antisistema e venata di xenofobia. In Olanda il Partito della Libertà di Geert Wilders ha sfiorato il 17 per cento, quasi al 15 è arrivata la formazione xenofoba ungherese Jobbik, al 12 i nazionalisti bulgari di Ataka. In Austria il social-populista Hans-Peter Martin ha tre seggi. Avversione per le istituzioni comunitarie, autonomismo, tratti più o meno forti di diffidenza verso il melting pot etnico e politiche limitative dell’immigrazione sono tratti che accomunano tutti questi partiti alla Lega. La differenza con il movimento padano di Umberto Bossi è che nessuna di quelle formazioni è attualmente al governo, né lo è mai stata in precedenza – a parte in Polonia il partito dei gemelli Kaczynski. L’altra differenza che quasi tutti questi movimenti – forse a esclusione dell’Ukip, cui ieri la stampa inglese riservava analisi in chiave di nuovo credibile competitor nazionale – rappresentano nel panorama continentale un’anomalia da tenere sotto controllo, qualcosa di vicino all’impresentabilità, secondo gli archetipi di Le Pen o del defunto Heider. In Olanda le posizioni di Geert Wilders sull’islam lo hanno costretto addirittura a una vita blindata, oltre che a un pesante ostracismo politico e culturale. La Lega nord è riuscita col tempo, grazie a un’allenza di lunga durata col centrodestra, a sfuggire a queste trappole. Ha ormai una lunga esperienza di governo locale e nazionale, ha smesso da tempo di agitare secessioni e moschetti, si pone e realizza obiettivi politici ambiziosi ma realistici e condivisi. Il politologo Ilvo Diamanti in un suo saggio uscito pochi giorni prima del voto (“Mappe dell’Italia Politica”, Il Mulino) segnala tra l’altro come l’essenza territoriale della Lega abbia determinato in modo differente il suo rapporto con l’Europa. Una delle molle del voto leghista è sempre stata la “frustrazione comparativa”, dice Diamanti, ovvero “il piccolo nord che chiede visibilità, riconoscimento in misura adeguata al ruolo economico”. Lo stesso atteggiamento la Lega lo ha maturato verso l’Europa. La collocazione pedemontana del suo elettorato, che vive in stretto rapporto economico con tutta la fascia transfrontaliera che va dalla Francia ai Balcani, ha sempre convissuto con una certa visione celtica dell’“Europa dei popoli e delle regioni”. I leghisti hanno nel Dna una timida simpatia per un’Europa capace di dare “riconoscimento e rappresentanza alle autonomie subnazionali, e promuove la costituzione di nuove entità subfrontaliere”. La Lega che detesta la “burocrazia di Bruxelles” convive paradossalmente il suo europeismo euroscettico, ma non antisistema. Leggi Che ce ne facciamo di questa Europa? di Maurizio Crippa

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Turismo, a rischio 40 mln di ricavi (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Turismo, a rischio 40 mln di ricavi RICERCA CDC-ISNART. Confesercenti-Euroconfidi: azione anticrisi Gli albergatori: prenotazioni in calo del 20% 09/06/2009 rss e-mail print Alessio Merigo La crisi potrebbe generare una perdita di 40 milioni di euro in termini di ricavi per il comparto ricettivo-alberghiero bresciano. Lo ha stimato l'osservatorio sul turismo della Camera di commercio, che nei giorni scorsi ha realizzato uno studio in collaborazione con Isnart (società del sistema camerale che realizza studi sul turismo). Il lago di Garda in particolare - come emerge dai dati - con 794 tra alberghi ed esercizi extralberghieri e 67.375 posti letto ha registrato nel 2008 5.587.172 presenze, pari al 70% circa del totale delle presenze provinciali. Per il solo settore alberghiero una contrazione del 20% nei mesi di luglio e agosto significherebbe una perdita netta di 12 milioni di euro che salirebbero a quasi 20 milioni di euro considerando il settore extralberghiero. Secondo le stime infatti ogni per euro speso nelle strutture ricettive ogni turista ne spende un altro in extra. Per intervenire ed attivare il mondo del turismo Confesercenti di Brescia e Euroconfidi Impresa, in collaborazione con Asshotel Brescia stanno sollecitando gli operatori del settore con una campagna che spinge all'utilizzo dei fondi messi a disposizione dal ministero del Turismo guidato da Michela Vittoria Brambilla. Un'intesa, approvata nei giorni scorsi, che mette a disposizione delle imprese del settore un plafond di 1,6 miliardi di euro (con ipotesi di arrivare fino ai 2 miliardi). Le somme andranno a finanziare sia interventi di carattere strutturale che sostegni alla liquidità. Fino ad ora sono cinque gli istituti di credito che hanno aderito all'iniziativa: il Gruppo Intesa Sanpaolo (che ha messo a disposizione 600 milioni di euro), il Gruppo Unicredit (500 milioni) il Gruppo Banco Popolare (200 milioni), il Gruppo Banca Popolare Milano (200 milioni) e il Gruppo Banca Popolare Sondrio (100 milioni). «L'intesa raggiunta tra Governo, banche, associazioni e Confidi - ha spiegato l'amministratore delegato di Euroconfidi Impresa, Alessio Merigo - punta a valorizzare una sinergia in un settore strategico per l'economia bresciana. Il nostro obiettivo è quello di rendere effettivo l'utilizzo di queste somme con tempi veloci, condizioni agevolate, meno burocrazia e costi ridotti». Un obiettivo condiviso dal presidente di Confesercenti Piergiorgio Piccioli che ha rilanciato: «Dopo aver fronteggiato la situazione di emergenza è necessario intervenire per rilanciare definitavamente il settore. Le richieste: abbassare l'aliquota Iva, potenziare le infrastrutture e promuovendo efficacemente le località». Come in tanti altri comparti è l'urgenza ad essere la principale rivale delle aziende. «Urgono provvedimenti - ha detto il presidente di Asshotel Brescia, Marco Polettini -. Nel brevissimo periodo è fondamentale il sostegno al credito e alla liquidità, per questo ben venga il progetto del Governo».

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13:11 INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO Stampa Invia questo articolo (AGI) - Roma, 9 giu. - "Per sostenere l'innovazione bisogna mettere davvero la R&I al centro della politica di sviluppo del Paese" garantendo: chiarezza di obiettivi, certezza negli strumenti, tempi certi ed efficienza nella gestione. E' quanto ha affermato Diana Bracco, presidente del progetto speciale "Ricerca e innovazione" e "Expo 2015" di Confindustria. Nel suo intervento alla giornata dell'innovazione organizzata dalla Confindustria, Bracco ha sottolineato che "per sostenere ed attrarre investimenti e' indispensabile dare uno scenario chiaro di medio lungo periodo. Non e' pensabile cambiare le regole in continuazione, anche quelle valide, o peggio limitandone la validita' in corso d'opera". "Come si puo' chiedere a una impresa di credere in uno strumento pubblico - si chiede la dirigente di viale dell'Astronomia - quando puo' aspettare anche due anni per finalizzare un contratto e scoprire che le risorse rischiano di andare in 'perenzione'? O come si puo' chiedere ad una impresa di impegnarsi in progetti europei quando poi e' la burocrazia stessa che uccide l'iniziativa?" Bracco ha poi ribadito il monito del presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. "Dobbiamo uscire - ha detto l'industriale - dall' immobilismo degli ultimi anni. La priorita' e' rimettere in moto la politica del Paese su R&I. E' questo il nostro messaggio chiaro alle istituzioni, nazionali e regionali". E per farlo, secondo la Bracco, "e' necessario soprattutto rendere disponibili risorse finanziarie: svincolando quelle esistenti e non usate, garantendo risorse agli strumenti automatici, rendendo disponibili nuove risorse. Potremmo avere cosi' - ha rilevato - quasi 10 miliardi di euro disponibili da subito. L'intervento pubblico non e' un regalo alle imprese: e' semplicemente lo strumento per giocare ad armi pari con i nostri competitor europei".

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MARIAMICHELA FORMISANO SILVESTRO MONTANARO GLI UFFICI DEL RETTORATO DELLA SECONDA UNIVERSI... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MARIAMICHELA FORMISANO SILVESTRO MONTANARO Gli uffici del Rettorato della Seconda Università di Napoli si insedieranno alla Reggia di Caserta dopo 17 anni di trattative e rinvii. L'accordo, che di fatto cede agli uffici di rappresentanza della Sun oltre 300 metri quadrati di ambienti posti nell'ammezzato del primo cortile della Reggia, è stato siglato ieri mattina dal soprintendente di Caserta, Enrico Guglielmo, e dal rettore della Sun, Francesco Rossi, a valle di un incontro informale in cui, nell'ufficio del soprintendente, non si è tralasciato di approfondire impegni e tempistiche dell'intervento. Sarà a cura della Sun la manutenzione degli ambienti e l'allestimento degli spazi. «Finalmente, dopo 17 anni, compiuti il 27 aprile scorso, vediamo rispettato un obbligo di legge», ha commentato la notizia Pasquale Sarnelli, presidente del comitato «Pro Università di Caserta», nato in ambito diocesano per sostenere l'iniziativa. Ma anche oggi, di fronte alla positiva notizia, Sarnelli non si entusiasma: «Speriamo che non si tratti di una tattica dilatoria - dichiara - e che all'accordo sancito seguano fatti concreti entro tempi ragionevoli e non dopo tre o quattro anni». La firma che da ieri, ufficialmente, apre le porte della Reggia di Caserta alla Sun, corona l'attivismo del vescovo Nogaro che, a luglio 2006 con una lettera-appello, rilanciò la questione del Rettorato nel capoluogo e, conseguentemente, del nuovo nome da dare alla Seconda Università di Napoli. Su questa base si giunse a formare un cartello di associazioni e, nel dicembre 2007, a una petizione forte di ben 5000 firme, prima tra tutte quella del vescovo Nogaro. Da lì dibattiti, eventi pubblici di sensibilizzazione, reiterate interrogazioni parlamentari alla commissione Istruzione Pubblica del Senato, pur di smuovere una situazione impaludata nei meandri della burocrazia. «Dopo il Rettorato nel capoluogo - riflette Sarnelli - diventa relativamente più semplice anche la questione di una denominazione dell'Ateneo più adeguata, rappresentativa e giusta nei confronti della città che la ospita». Una svolta tanto attesa, che sembrava però prossima anche al tempo dell'Amministrazione comunale Bulzoni che annoverava tra gli assessori sia l'attuale sindaco Petteruti che Sarnelli. «Era tutto pronto - ricorda il presidente del comitato Pro Università - avevamo trovato anche un'idonea sistemazione abitativa per tredici famiglie di militari dell'Aeronautica che si sarebbero spostate dalla Reggia a Centurano per liberare gli ambienti. Ma all'ultimo momento non se ne fece più nulla». Una storia lunga e spinosa, quindi, che oggi si lascia alle spalle una scia di polemiche e tensioni. E la firma che ieri ha ceduto al rettore Rossi le chiavi degli ambienti alla Reggia ha dato formalmente il via anche ai lavori di adeguamento che, nei prossimi mesi, adibiranno ad uffici i locali che affacciano su piazza Carlo III e sul primo cortile del complesso vanvitelliano.

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FONDO CINESE INTERESSATO AD ENEL (sezione: Burocrazia)

( da "Trend-online" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FONDO CINESE INTERESSATO AD ENEL NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 09.06.2009 13:05 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Il viceministro Adolfo Urso, in un'intervista rilasciata a Il Giornale, spiega che un fondo sovrano cinese si è mostrato particolarmente interessato al settore energetico e alle energie rinnovabili, nucleare compreso. "Interesse che potrebbe anche trasformarsi nella partecipazione del fondo a una grande compagnia italiana come Enel" conclude Urso. Il viceministro Adolfo Urso ha aggiunto che i fondi cinesi non vengono da noi per comprare pezzi di Paese. Chiedono di partecipare al capitale di aziende nelle quali credono e puntano solo agli utili. "E' stata stilata una lista anche con l'aiuto di Confindustria - ha aggiunto - di aziende che potrebbero accettare capitali cinesi. O di marchi che potrebbero essere venduti. Il tutto sempre che vengano rispettati alcuni requisiti, come il mantenimento dei posti di lavoro, il mantenere in Italia i marchi e precisi impegni anti contraffazione". Urso ha concluso che "in cambio i cinesi chiedono che gli sia dia una mano per districarsi nella burocrazia italiana che pare sia troppo complessa anche per loro. A dargli una mano dovrebbe essere Invitalia".

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Provincia, ballottaggio sul filo del rasoio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia, ballottaggio sul filo del rasoio Contiero: «Ero convinto di farcela al primo turno». Virgili: «Allargheremo la coalizione cercando subito gli apparentamenti» Martedì 9 Giugno 2009, Era convinto di vincere al primo turno. Soprattutto non voleva che in fase di ballottaggio poi tutti lo tirassero per la giacchetta. Antonello Contiero, 52 anni di San Martino di Venezze, sposato con due figli, uno di 22 e l'altro di 12, preferiva governare senza condizionamenti. Al primo turno non aveva stretto accordi, non era sceso a compromessi. La Lega in campagna elettorale ha proposto il suo programma per il Polesine e chiunque decidesse di appoggiarlo non poteva porre veti. Ora invece le cose potrebbero cambiare. Il Contiero-pensiero è orientato ad abolire la parola centrodestra, «con me ci sarà una compagine del fare guidata dalla Lega». È lontano anni luce dal vecchio modo di vedere la politica, seppure sostenga che «la politica si deve riappropriare della Provincia, con organismi deputati a controllare che vengano rispettate le leggi». Ma la politica per Contiero non è quella che ha governato sinora il Polesine, «è finita l'era della gestione bipartisan, degli inciuci, dell'abbraccio mortale tra destra e sinistra». Il leader leghista, l'uomo che in poco tempo ha aperto sezioni della Lega anche in territori dove poco poteva attecchire, che ha saputo coinvolgere uomini e donne con i suoi discorsi semplici, diretti, talvolta un po' raffazzonati, perché quando parla è un fiume in piena e le idee si accavallano, ha attirato attorno a sé indecisi e insoddisfatti, ha cavalcato indubbiamente con grande carica comunicativa l'onda favorevole del suo partito e ha spaventato anche gli alleati. «Certo loro grattavano con le unghie sui tavoli auspicando un ballottaggio, ma io ero convinto del primo turno - ha detto prima ancora dell'esito finale -, perché con alleanze elettorali e patti il rischio è che dopo un anno si vada tutti a casa. Voglio una squadra compatta, di persone competenti, che rispondano al sottoscritto. Se non portano a casa i risultati, in sintonia con il programma, devono dimettersi». Ha le idee chiare Contiero, anche sugli immigrati. Non parliamo di presidente sceriffo, ma poco ci manca. «Ho Gentilini da una parte, Tosi dall'altra (i due leghisti di Treviso e Verona) e gli stranieri prima di varcare i nostri confini ci devono pensare bene». Il candidato però pensa in prospettiva al rilancio del Polesine in termini di sviluppo, al «popolo delle partite Iva», che attualmente sono 25mila e che vuole portare a 50mila. Se sarà eletto la prima cosa che farà sarà quella di radunare attorno ad un tavolo imprese, sindacati, banche, associazioni di categoria per condividere il patto per il Polesine. Soprattutto alle banche lancia un messaggio: o si abbassano i tassi e si tolgono i costi delle commissioni per aiutare le aziende che creano occupazione o la Provincia farà loro concorrenza, con qualche partecipazione in istituti di credito più piccoli del territorio con cui poter chiudere delle convenzioni più favorevoli a imprese e famiglie. Anche la macchina amministrativa dovrà funzionare, riducendo la burocrazia, accelerando le pratiche, facendo marciare l'imprenditoria a ritmi serrati, al passo con i bisogni dell'economia. Si chiuderanno enti inutili come il Consorzio per lo Sviluppo, il Censer, Polesine Innovazione (braccio operativo della Camera di commercio) e magari saranno ampliate le deleghe e il numero di assessori, ma non per distribuire poltrone, ma per curare tutti gli interessi del Polesine. «Penso per esempio ad una delega alla sicurezza che ora non c'è, legata però alla protezione civile o una all'Ambiente, da coniugare con turismo, agricoltura, caccia e pesca da affidare però ad un bassopolesano per esempio, ad una persona radicata sul territorio e che conosca le problematiche. Non è detto che siano esponenti politici, meglio i tecnici e gli esperti». Certo Contiero, pur consapevole del crollo del centrosinistra e del Pd, non resta tranquillo se pensa al ballottaggio: «Parlerò con Bossi, siamo legati ad un referendum al quale abbiamo chiesto di non andare e temiamo che in molti diserteranno le urne. Bossi potrebbe addirittura chiederci di ritirarci. Siamo andati molto vicini allla vittoria al primo turno fino all'ultimo, ora vedremo». Federica Broglio

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Trieste NOSTRO INVIATO Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 9 Giugno 2009, Trieste NOSTRO INVIATO Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà le parole sono come pietre: «Adesso in Regione dovranno prestare maggiore ascolto alle nostre proposte, a cominciare dal welfare e dai requisiti per accedervi». L'avviso ai naviganti della politica viene dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Danilo Narduzzi, il quale legge l'affermazione del Carroccio e di Italia dei Valori come «l'affermazione dei partiti che hanno radicalizzato le proprie scelte». Certo, non allo stesso modo. Infatti «noi della Lega abbiamo giustamente insistito sulla lotta all'immigrazione clandestina e sulla sicurezza dei cittadini, mentre Di Pietro e i suoi hanno puntato tutto sull'antitesi becera a Silvio Berlusconi e a tutto ciò che egli rappresenta». Non è solo questo, però, a spiegare l'affermazione leghista. Il capogruppo spiega che «i tanti suffragi attribuiti alla nostra lista alle Europee sono un chiaro voto di insofferenza verso l'immigrazione illegale e nei confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini». E tanto per cominciare «punteremo energicamente all'approvazione del nostro disegno di legge sul welfare regionale, attualmente in Commissione consiliare». Prevede «almeno 15 anni di residenza in Italia per poter ottenere qualsiasi intervento di welfare in Friuli Venezia Giulia», sebbene la trattativa politica in seno alla maggioranza «potrà portare a un leggero abbassamento di questa soglia». Ma in ogni caso «niente di più». Sornione, invece, l'assessore Elio De Anna (Pdl), il quale considera che «i risultati elettorali sono andati come da copione»: in altre parole «una tenuta sostanziale della coalizione di Centrodestra nella regione, con un leggero travaso di consensi che è naturale avvenga a danno del partito di maggioranza relativa». E poi - ricorda De Anna - la maggioranza friulgiuliana «esce rafforzata anche dal risultato dell'Udc, che governa assieme a noi». Maurizio Bait

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La Lega: Ora Tondo dovrà ascoltarci di più (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Lega: «Ora Tondo dovrà ascoltarci di più» Il capogruppo del Carroccio presenta il conto al presidente della Regione sui temi di welfare e immigrazione Martedì 9 Giugno 2009, Il tono della voce è pacato più di sempre, ma in realtà le parole sono come pietre: «Adesso in Regione dovranno prestare maggiore ascolto alle nostre proposte, a cominciare dal welfare e dai requisiti per accedervi». L'avviso ai naviganti della politica viene dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Danilo Narduzzi, il quale legge l'affermazione del Carroccio e di Italia dei Valori come «l'affermazione dei partiti che hanno radicalizzato le proprie scelte». Certo, non allo stesso modo. Infatti «noi della Lega abbiamo giustamente insistito sulla lotta all'immigrazione clandestina e sulla sicurezza dei cittadini, mentre Di Pietro e i suoi hanno puntato tutto sull'antitesi becera a Silvio Berlusconi e a tutto ciò che egli rappresenta». Non è solo questo, però, a spiegare l'affermazione leghista. Il capogruppo spiega che «i tanti suffragi attribuiti alla nostra lista alle Europee sono un chiaro voto di insofferenza verso l'immigrazione illegale e nei confronti della burocrazia che schiaccia l'Europa comunitaria - afferma Narduzzi - cosa che fa il paio con il forte astensionismo». Ma siccome, per l'appunto, in Friuli Venezia Giulia la Lega Nord riscuote quasi il 18 per cento delle preferenze e dunque si rafforza in misura importante, «ora anche la nostra voce dev'essere considerata più autorevole in ragione del mandato dei cittadini». E tanto per cominciare «punteremo energicamente all'approvazione del nostro disegno di legge sul welfare regionale, attualmente in Commissione consiliare». Prevede «almeno 15 anni di residenza in Italia per poter ottenere qualsiasi intervento di welfare in Friuli Venezia Giulia», sebbene la trattativa politica in seno alla maggioranza «potrà portare a un leggero abbassamento di questa soglia». Ma in ogni caso «niente di più». Sornione, invece, l'assessore Elio De Anna (Pdl), il quale considera che «i risultati elettorali sono andati come da copione»: in altre parole «una tenuta sostanziale della coalizione di Centrodestra nella regione, con un leggero travaso di consensi che è naturale avvenga a danno del partito di maggioranza relativa». E poi - ricorda De Anna - la maggioranza friulgiuliana «esce rafforzata anche dal risultato dell'Udc, che governa assieme a noi». M.B.

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Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relaz... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 9 Giugno 2009, Una pioggia d'argento. Luna diventa davvero molto positiva per gli incontri di lavoro, affari, relazioni sociali, viaggi, attività con il pubblico. Riuscirete persino a vincere la burocrazia. Ma è l'amore la vera fortuna.

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A Vallà non si aspetta per ricostruire. Ieri erano parecchie le impalcature con i muratori al l... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-06-2009)

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Martedì 9 Giugno 2009, A Vallà non si aspetta per ricostruire. Ieri erano parecchie le impalcature con i muratori al lavoro. Tanti coloro che hanno preferito cominciare subito per riparare il tetto di casa, ancora prima che passassero i periti dell'assicurazione o tecnici del Comune. Tant'è che, come riferiscono alcuni residenti di Vallà, trovare un'impresa di costruzioni del paese libera è difficilissimo e c'è da ricorrere a degli esterni. «Da subito ho firmato un'ordinanza - spiega il sindaco di Riese Gianluigi Contarin - per permettere a chi vuole di iniziare la sistemazione del tetto della propria casa. Chi invece deve fare manutenzione straordinaria avrà una corsia preferenziale per la parte burocratica». «Mi hanno telefonato anche dai Comuni a noi legati nel nome di Pio X, quali Foggia ed Assisi, dichiarandosi disponibili ad aiutarci - ha detto Contarin -. Così come sarà importante vedere l'esito dell'interrogazione alla Commissione Ambiente che verrà presentata mercoledì per eventuali aiuti economici da Roma. Intanto noi, abbiamo dato il via ad una nostra sottoscrizione attraverso la tesoreria comunale del Credito Trevigiano, per accorciare i tempi, così da iniziare a concretizzare la tanta solidarietà che ci è stata dimostrata. Siamo convinti che il difficile arrivi adesso, ma ci arriviamo bene». Sia il Comune di Riese che la Provincia di Treviso hanno aperto dei conti correnti dove poter effettuare dei versamenti; si chiamano "Emergenza Vallà". Quello aperto dal Comune di Riese è al Credito Trevigiano, filiale di Vallà (IT49 4089 1762 000C C003 3321 654). Quello della Provincia invece è all'Unicredit di Treviso (IT02 A020 0812 0110 0004 0435 241). Intanto FriulAdria ha messo a disposizione 10 milioni di euro per i privati e le aziende danneggiate dal maltempo in Veneto e Friuli. Si tratta di prestiti personali e finanziamenti a breve e medio termine a condizioni vantaggiose e con iter deliberativo ridotto all'osso. Il vertice di ieri mattina presso la sala operativa del centro sociale di Vallà ha in pratica dato il via alla fase di ricostruzione del paese dopo l'uragano di sabato scorso. Diversi impiegati comunali sono stati dislocati a Vallà per prendere in esame le varie situazioni dei cittadini. Inoltre squadre di tecnici, una ventina, stanno passando via per via per verificare la staticità degli edifici ed effettuare un censimento in base ad un modulo che si sta adottando anche per il terremoto dell'Abruzzo. Ieri in mattinata sono state riaperte al traffico il tratto nord di via Aurelia, quindi via Ca' Miane, mentre rimane ancora chiusa via Visintin e qualche altra via interna. Sono proseguiti anche nella notte i controlli dei carabinieri della Compagnia di Castelfranco contro i sciacallaggi, ma nessun caso è stato fortunatamente segnalato sino ad ora. «Quello che invece dobbiamo attivare al più presto - spiega il sindaco Contarin - sono forme di credito agevolato alle famiglie per la ricostruzione così da evitare speculazioni da parte di qualcuno che si presenta con finanziamenti o offerte varie che in questo momento sono solo dannose». Altro problema da affrontare subito, le scorie di amianto sparse ovunque: «Questo è un problema che abbiamo affrontato con il Tv3. Indicativamente lo stoccaggio deve essere effettuato nelle abitazioni e poi sarà prelevato dall'azienda incaricata; per le aziende se ne riparlerà in un secondo momento». «Abbiamo chiesto subito lo stato di calamità - afferma il presidente della Provincia Leonardo Muraro -. L'obbiettivo è comunque quello di intervenire immediatamente per la ricostruzione, attivando procedure semplificate e snellendo la burocrazia per gli interventi dei cittadini». Ora sono 12 i nuclei famigliari sfollati che non hanno avuto la possibilità di stare da parenti. Sono stati messi a disposizione alcuni appartamenti sfitti ed una decina di persone è ospitata in albergo. Ieri anche il presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, si è recato nella zona colpita «per raccogliere tutti gli elementi insieme ai tecnici dell'associazione per offrire un immediato supporto alle attività produttive danneggiate da questo evento». Già da sabato Unindustria è in contatto con le amministrazioni comunali di Riese, Vedelago ed Altivole per raccogliere informazioni ed individuare le misure da adottare per riprendere la produzione e attivare gli ammortizzatori sociali in attesa del ripristino della normali condizioni di lavoro. «Abbiamo ritenuto di non svolgere questo sopralluogo subito dopo l'evento per non intralciare le operazioni di soccorso e ci complimentiamo con le strutture dei vigili, della Protezione civile e le squadre di soccorso, nonché con il personale sanitario che ha affrontato al meglio questa emergenza, per quanto hanno fatto e stanno facendo. Dobbiamo saper affrontare al meglio questa emergenza, ripristinando il prima possibile le condizioni precedenti a questo evento tremendo ed imprevisto». Matteo Ceron Gabriele Zanchin

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Ue, Socialismosenza popolo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'analisi Ue, Socialismo senza popolo Giuseppe Di fazio La delusione è la «cifra» per leggere il voto europeo 2009. Delusione verso una istituzione, il Parlamento di Strasburgo, avvertita (a torto) come lontana e inutile. E delusione anche nei confronti di quei partiti - socialisti e laburisti in testa - che negli ultimi decenni avevano dato voce alla speranza di un cambiamento. Il minimo storico dell'affluenza alle urne (43,39%), registrato in quest'ultima tornata elettorale, esprime tutta la disaffezione dei cittadini verso un'Europa dei burocrati e dei banchieri, che sembra voler mettere da parte la politica e gli ideali. Ma questa euro-disaffezione finisce per dare ancora più spazio all'invadenza delle norme Ue, che già determinano la nostra vita. Ricordiamolo: 80 leggi italiane su 100 sono attuazioni di direttive comunitarie. E non sempre sono norme di buonsenso, come quelle sull'aranciata senza succo di arancia, o sul vino senza uva. Nel momento in cui il Vecchio Continente registra una crisi senza precedenti (tra il 2009 e il 2010 è prevista la perdita di ben 8,5 milioni di posti di lavoro), gli elettori decretano la sconfitta dei partiti socialisti, che non riescono più a interpretare la domanda di rinnovamento. Il progetto di Zapatero in Spagna si scioglie come neve al sole. L'innalzamento vertiginoso del tasso di disoccupazione, schizzato oltre il 18 per cento, ha fatto piazza pulita a Madrid del socialismo del leader spagnolo, che aveva puntato il suo progetto innovatore sulla difesa dei diritti individuali, rendendo il suo movimento un partito radicale di massa. Un'altra batosta prendono in Francia i socialisti di Martine Aubry, che vengono surclassati dal partito di Sarkozy e raggiunti dagli ecologisti di Daniel Cohn-Bendit e José Bové. Fuori gioco, in questo caso a motivo della questione morale, anche i laburisti di Gordon Brown, l'erede arcigno e triste di Tony Blair. «Il partito socialista - ha ammesso il francese Jack Lang interpretando una tendenza europea - non sa più dar voce alla speranza». In una situazione di crisi profonda, come quella che abbiamo prima descritto, ci vuole ben altro di una difesa dei diritti individuali alla Zapatero per parlare al cuore e alla vita delle classi proletarie e borghesi. La sinistra, che storicamente ha avuto in Europa un radicamento popolare e ha organizzato forme solidaristiche di sostegno operaio e contadino (dalle cooperative alle leghe), ha perso il suo carattere originario sposando le battaglie «progressiste» dell'individualismo radicale. In momenti di «pancia piena» e di boom economico, la sinistra dei salotti poteva anche resistere, ma risulta fuori gioco in tempi di magra, quando c'è bisogno di sporcarsi le mani coi problemi della gente e di dare aiuto a chi perde il lavoro, o non arriva a fine mese. Anche la sinistra italiana ha mostrato una incapacità strutturale a rispondere al momento storico e a ricercare momenti di unità. Basta vedere come ha impostato la campagna elettorale per le europee: molto gossip e molto moralismo, poche proposte positive sul piano sociale ed economico. Niente di strano, dunque, se il voto europeo ha premiato, per rigetto, perfino i partiti della destra xenofoba che contesta le astratte politiche solidaristiche in tema d'immigrazione o i leghisti che vantano, invece, un serio radicamento nel territorio. Ma l'euro-disaffezione e la debolezza delle sinistre rendono più acuta la questione politica. L'Europa non può vivere solo di burocrazia, ha bisogno di un ceto politico all'altezza delle sfide del momento, che vanno dalla crisi economica mondiale al superamento delle disparità di sviluppo all'interno dell'Ue, dal ruolo geopolitico del Vecchio Continente alla politica estera comune. Un ulteriore cedimento della politica procurerebbe una frattura insanabile fra le istituzioni Ue e i cittadini.

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Gay Pride, via libera dopo i divieti e potrebbe esserci un carro "Noemi" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sarà un corteo antifascista e antirazzista, quello che, sabato prossimo, porterà in strada la comunità Glbt (gay, lesbische, bisexual e transgender), e al quale sono invitati a partecipare tutti quelli che credono nei pari diritti per gli omosessuali. Le previsioni degli organizzatori di questo Gay Pride romano, il cui sito internet ha già crashato per eccesso di contatti, si aspettano "centinaia di migliaia di manifestanti". E, tra i carri, dovrebbe trovare posto anche la vicenda di Noemi, la ragazza oggetto delle attenzioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Anche se il comitato organizzatore deve ancora dire l'ultima parola, è probabile che una ballerina brasiliana (nome in codice: Naomi) si ispiri proprio alla 18enne di Casoria. Ci dovrebbe essere spazio anche per il sindaco, Gianni Alemanno che, secondo, gli organizzatori, si è impegnato "solo tardivamente per risolvere il problema del percorso del Pride". Quel che è certo, per adesso, è che i costumi saranno inviati direttamente dal Brasile. Un Pride, quello di Roma, che nasce all'insegna dei divieti sul percorso. Tre, in tutto, nell'arco di circa due mesi e mezzo. I primi due, relativi alla zona di San Giovanni - richiesta dall'associazione Mario Mieli, ma rifiutata dalla Questura. Infine, il terzo, circa dieci giorni fa: da piazza della Repubblica a piazza Navona, passando per via dei Fori Imperiali (lo stesso del 2008). E proprio quest'ultimo percorso, alla fine, è stato concesso. Se gli organizzatori parlano di una chiara "retromarcia della Questura", per la deputata del Pd, Anna Paola Concia, quello di via San Vitale è "un atto dovuto, che segna una vittoria delle associazioni Glbt". Per l'esponente del Pd, intervenuta alla conferenza stampa indetta dal Mieli per presentare l'evento, "gli italiani dovrebbero ringraziare gli organizzatori di questo corteo, perché la civiltà veicolata dal Gay Pride fa bene a tutti". OAS_RICH('Middle'); Rossana Praitano, presidente del Mieli, sottolinea che "la vicenda romana ha dei contorni surreali: ad appena cinque giorni dalla sfilata, ci viene comunicato il percorso definitivo, che avevamo chiesto settimane fa. Ovvio che l'obiettivo fosse quello di indebolire la manifestazione con la burocrazia e le carte da bollo". Un indebolimento che, però, non c'è stato, almeno secondo la Praitano, che ha ricevuto moltissime richieste di informazioni sulla sfilata. "La gente, non solo gay, ci ha chiamato, ci ha scritto e-mail, per avere informazioni - racconta - Il sito dell'evento ha crashato per eccesso di contatti. Segno che la città di Roma è vicina a questa manifestazione". Da qui, la convinzione che, sabato 13 giugno (l'appuntamento è alle 15,30 in piazza della Repubblica, con partenza un'ora dopo), alla sfilata il cui slogan è "Liberi tutti, libere tutte", interverranno moltissime persone non gay. "Per noi è stata una via Crucis - dice la Praitano - Abbiamo avuto complessivamente 12 incontri, in Questura e in Comune. Quando abbiamo chiesto l'intervento di Alemanno, ci è stato risposto che se ne occupava la Questura. Ma alla fine qualcosa deve essere successo, anche se è evidente che Alemanno ha dei problemi ad affrontare, sia politicamente che amministrativamente, la questione dei diritti dei gay". Per il Mieli, potrebbe aver giocato a loro favore il ricorso al Tar, col quale si chiede, in sostanza, di rovesciare la decisione della Questura di non concedere il permesso alla sfilata. Ricorso che, viene annunciato, andrà comunque avanti: "Il nostro obiettivo è quello di ottenere un risultato di diritto, che impedisca in futuro situazioni di questo tipo". Paola Concia non risparmia critiche al ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, con la quale non ha avuto alcun contatto: "Per quanto mi riguarda, sulla vicenda del percorso negato, mi sono limitata a scrivere al ministro Maroni, al sindaco e al prefetto. Del resto, il ministro Carfagna ritiene che le politiche per i diritti dei gay non siano prioritarie per il suo ministero. Normale, dunque, che sul Pride di Roma, non abbia detto niente". Oltre alla sfilata, sono anche previsti vari appuntamenti culturali collaterali. A cominciare dal festival internazionale di cinema trans-divergenti (l'11 giugno), passando per la mostra fotografica "di meraviglie ursine Wonderbear" (12 giugno) e il torneo Campo de' Fiori (12 giugno). Infine, mercoledì 10 giugno, il torneo "un calcio al pregiudizio", una partita di calcio tra donne vip e donne lesbiche e, il giorno dopo, un concerto del Roma Rainbow Choir nella chiesa "St. Paul's Within the Walls". Dopo il Pride romano sarà la volta di quello nazionale, a Genova, il 27 giugno. Ma il Mieli pensa già ad una data importante: a quella dell'Euro Pride 2011, che si terrà a Roma. "Dovremo prepararci ad accogliere milioni di persone da tutto il mondo", avvisano gli organizzatori. (9 giugno 2009

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Cirielli pensa già alla sua Giunta; Carfagna: "A Salerno il termovalorizzatore si farà" (sezione: Burocrazia)

( da "Salerno notizie" del 09-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cirielli pensa già alla sua Giunta; Carfagna: "A Salerno il termovalorizzatore si farà" "Oggi è un giorno di festa ed inizia un nuovo percorso nel segno del rinnovamento per l'intera provincia di Salerno". Sono state queste le frasi del nuovo Presidente della Provincia Edmondo Cirielli il giorno dopo l’elezione sulla poltrona più alta di Palazzo Sant’Agostino. Parole pronunciate nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il ministro per la Pari Opportunità Mara Carfagna che non ha nascosto la soddisfazione per la "storica" affermazione. "Ora la sfida più importante ed impegnativa è quella di governare e governare bene - ha detto la Carfagna -. Il neo presidente della Provincia di Salerno dopo aver sottolineato nella sua ascesa alla Provincia il ruolo ed il contributo ricevuto dai partiti centristi si è soffermato sul dato emerso dalle urne e sul programma che intende attuare. “Non ci saranno sprechi - ha detto - non ci saranno carrozzoni politici. Voglio una burocrazia efficiente e trasparente. A tal proposito - ha annunciato Cirielli - sto già mettendo a punto un protocollo d'intesa da sottoscrivere con il ministro Brunetta, affinché anche per il nostro Ente possa essere attuata un rinnovamento sotto l'aspetto delle tecnologie". Cirielli è stato chiaro anche nella composizione della giunta. "Dovrà essere fatta in tempi rapidi - ha detto - di sicuro mi affiancheranno due avvocati, un amministrativista che dovrà interessarsi delle gare d'appalto che si sono inceppate, ed un patrimonialista che dovrà chiarire le partecipazioni patrimoniali dell'Ente. Gli assessori - ha proseguito - saranno scelti in base ai dati elettorali". Cirielli non ha chiuso le porte ad eventuali assessori esterni . Non sono mancate le stoccate al governatore della Campania Bassolino: "Se Bassolino non è andato via dopo il disastro dei rifiuti, credo che non andrà via adesso, dopo questo risultato elettorale. E noi certamente non lo potremo cacciare" – ha detto il Ministro Carfagna -. A chi le ha chiesto su una sua probabile candidatura alla guida della Regione Campania, Mara Carfagna ha ribadito che se le venisse chiesto di scendere in campo non potrebbe rifiutare. La Carfagna ha inoltre affermato che il “termovalorizzatore di Salerno si farà". "Ci auguriamo - ha aggiunto il ministro - che le cose vadano a buon fine e nel più breve tempo possibile possa essere realizzato l'impianto che chiuderà definitivamente il ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella provincia”. LA PRIMA VOLTA DELLA DESTRA 09/06/2009

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Marcegaglia: basta gossip Parliamo di cose serie (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Marcegaglia: basta gossip Parliamo di cose serie L'invito alla Cgil: sui contratti i vertici nazionali tornino a lavorare con noi E' la tappa più importante della sua tournée, il lungo road show nelle territoriali di Confindustria per «toccare con mano le preoccupazioni degli imprenditori». In momenti di crisi, di interrogativi aperti sui tempi - sempre incertissimi - della ripresa economica, Emma Marcegaglia si conferma leader capace di 'scaldare' la platea degli industriali. Nella sua Mantova, la presidente nazionale apre l'intervento con una rassicurazione ai colleghi che ascoltano dalle poltroncine rosse. «Tra gli imprenditori c'è sì preoccupazione per una crisi economica gravissima - attacca - ma non c'è rassegnazione. Vedo che c'è voglia di andare avanti, di continuare a fare il nostrio mestiere. Il sistema Italia sta insomma reagendo bene». Timidi segnali di una possibile ripresa arrivano dal superindice dell'Ocse, con l'economia italiana che registra l'aumento più forte tra i G7, ma la Marcegaglia è cauta «anche perché in Europa le banche non hanno ancora tirato fuori tutti gli asset tossici». La certezza è che per tornare alla crescita del 2007 ci vorrà tempo, e «che il percorso sarà lungo e doloroso». A livello globale «la revisione delle regole della finanza è un dibattito serio - dice la presidente di Confindustria - ma attenzione a non esagerare con le regole, con il rischio di ingessare i mercati». Chiarissimo il messaggio ai banchieri, sottolineato da uno dei numerosi applausi. «Devono tornare a fare il loro mestiere, non a sostenere castelli di carta». Inevitabile, a due giorni dal voto, parlare di politica. «In campagna elettorale è stato un grave errore non aver parlato delle questioni europee - sottolinea la Marcegaglia - e va ricordato che, nell'ultima legislatura, 37 su 72 parlamentari italiani a Strasburgo hanno lasciato in anticipo l'incarico. Non deve più succedere, perché è in Europa che sempre più si decidono i nostri destini». L'ad del gruppo di Gazoldo affronta anche il tema «dell'Europa che deve fare un salto in avanti. Non può più essere solo l'Europa dei vincoli inutili e delle burocrazie». L'attenzione torna poi all'Italia. In piena sintonia con il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni (al quale poi chiederà di essere alleato sul percorso delle riforme della pubblica amministrazione, delle pensioni, sulla semplificazione, sulle liberalizzazioni e sulla riduzione graduale dell'Irap) la Marcegaglia affronta i temi della liquidità e del credito («Rischiamo l'asfissia finanziaria delle Pmi, che vorrebbe dire perdere una parte importante del nostro sistema produttivo») e dei crediti che le aziende vantano nei confronti della pubblica amministrazione («E' inaccettabile che lo Stato non paghi i propri debiti»). Poi il capitolo di stretta attualità, la riforma degli ammortizzatori sociali. «La coesione sociale è un bene essenziale, che siamo riusciti a mantenere lavorando insieme - sottolinea la presidente di Confindustria - noi industriali siamo i primi a dire che i lavoratori vanno sostenuti. E una ricerca di Boston Consulting, che verrà presentata nei prossimi giorni, dice che le aziende italiane sono quelle che hanno saputo mantenere al meglio i posti di lavoro». La riforma contrattuale? «Dobbiamo legare i salari alla produttività e metter fine alla logica del conflitto. In quest'ottica auspichiamo che la Cgil, a livello nazionale, torni a lavorare con noi. Sui territori lo sta già facendo, per contrastare la crisi. Sulla partecipazione dei lavoratori «non abbiamo pregiudizi ideologici, e siamo a disponibili a discutere ponendo due condizioni: deve essere volontaria e la decisione va lasciata all'autonomia delle parti». L'ultimo invito è a guardare a medio-termine: «Gestire l'emergenza va bene - conclude - ma la crisi non sia l'abili per non fare le riforme impopolari». (co.bi.)

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San Donaton Motivo del contendere la manutenzione della piazza, che passerà al comune solo alla fine di ottobre (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 10-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Via Jannozzi, i cittadini sulle barricate Si sta pensando a una sottoscrizione da presentare in municipio San DonatoLa corsa contro il tempo chiesta dai vertici del comune di San Donato per la sistemazione della piazza di via Jannozzi, che verrà acquisita dall'ente locale solo se entro il 30 ottobre verranno effettuati interventi di ripristino della pavimentazione, sta dando filo da torcere ad amministratori condominiali e cittadini. Tanto che gli oltre 250 residenti si stanno mobilitando, animando anche l'intenzione di procedere con una raccolta firme, per chiedere ai vertici del comune di modificare le condizioni poste per procedere con la convalida del passaggio in programma sin dagli anni Ottanta. Una vicenda che interessa particolarmente gli abitanti della zona, dal momento che da quando fu realizzato il quartiere di palazzine di edilizia convenzionata, la manutenzione delle parti comuni e del verde è dirottata sulle spese condominiali degli inquilini, mentre, come fanno presente alcuni amministratori, il comune avrebbe dovuto occuparsi della manutenzione della superficie della piazza. Proteste si alzano quindi soprattutto per gli investimenti richiesti di sistemazione del corridoio che corre tra le case ed i negozi, in quanto ricordano i diretti interessati in un documento informale in cui viene tratteggiata la situazione, che «se la pavimentazione in alcuni punti è sconnessa è anche perché il comune non ha ottemperato agli obblighi di manutenzione della superficie del piazzale, permettendo il transito dei mezzi sull'area pedonale». Gli stessi sandonatesi della zona citano l'esempio dei mezzi che hanno transitato per la sistemazione delle canne fumarie nel caseggiato dell'Aler. Ma viene altresì fatto presente, con documenti alla mano, che a tempo debito la squadra di governo della città si assunse precisi impegni riguardo l'utilizzo degli introiti incassati dal passaggio da diritto da di superficie a diritto di proprietà degli immobili realizzati su aree 167, per la realizzazione di progetti tesi a riqualificare l'area, che da tempo ormai reclama attenzione. Dopo infatti vicissitudini e lungaggini, in una parentesi in cui la burocrazia era ormai pronta a lasciare libero campo ad una nuova regolamentazione che prometteva rilancio, la missiva inviata recentemente dal comune e affissa nelle portinerie, ha scatenato dissensi e punti interrogativi. Mentre quindi gli amministratori condominiali, si stanno riunendo nel tentativo di fare fronte a quella che viene definita come emergenza, c'è un gruppo di residenti che non esclude l'idea di creare una rete con l'intento di far sentire anche la loro voce. Anche perché i tempi iniziano a diventare veramente stretti, considerando il periodo estivo, e la difficoltà a pianificare opere, le cui spese dovrebbero essere accollate sugli inquilini. Certo è che in una stagione in cui il rebus doveva definitivamente sciogliersi, la matassa appare ancora alquanto ingarbugliata. Giulia Cerboni

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Mara: adesso si cambia pagina (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 10-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mara: adesso si cambia pagina Festa con il ministro per l'elezione: «De Luca? Ora avrá più umiltá» Cirielli pronto a imporre la svolta anche nelle societá partecipate Intesa con Brunetta per una vigilanza sulla burocrazia DI CLEMY DE MAIO " salerno. La festa e la sfida.Corre su questo binomio il saluto che il ministro Mara Carfagna ha tributato ieri mattina, nella sede salernitana del Pdl, all'elezione di Edmondo Cirielli alla presidenza della Provincia.La festa, «perché oggi si può dire con certezza e gioia che il centrodestra ha ottenuto un risultato straordinario»; e la sfida dell'impegno di governo. " Che la vittoria delle urne sia solo l'inizio, lo dice subito chiaro: «Inizia un nuovo percorso.Per noi, a differenza del centrosinistra, la sfida più importante non è la competizione elettorale ma quella di governare bene il territorio provinciale. E' una sfida che intendiamo vincere, abbiamo giá dimostrato di saper bene amministrare, di avere una classe dirigente preparata e radicata. Per la prima volta, in Campania il centrodestra vince alle amministrative: sfatiamo il luogo comune che vorrebbe la nostra classe dirigente inadeguata e poco radicata nei territori».Il successo elettorale segna anche la fine delle discussioni sulla sua leadership, su cui tanti, a Salerno, avevano obiettato. E' Cirielli (che ieri mattina ha ricevuto anche la telefonata di auguri del presidente della Camera Gianfranco Fini) ad assumersi l'onere di evidenziarlo: «Ringrazio il nostro leader politico, che è il ministro» esordisce.Sul terreno dell'impegno di governo gioca al rilancio, tracciando per la Provincia e le sue societá la strada di una svolta che riguarderá tanto i metodi quanto gli uomini. «Siamo consci delle responsabilitá che ci sono davanti, sappiamo bene che il voto che ci è stato dato è un voto per un cambiamento radicale e sapremo tenere fede a questo impegno».Il neopresidente Indica due parole d'ordine, trasparenza ed efficienza, mette in guardia gli alleati che «non si potrá governare con gli sprechi, come ha fatto il centrosinistra» e annuncia di aver ottenuto dal ministro Brunetta la promessa di un protocollo d'intesa per dotare la Provincia di un sistema telematico «ad alta tecnologia», che vigilerá sulla burocrazia di Palazzo Sant'Agostino. «La macchina amministrativa sará efficiente e trasparente, due requisiti che pretenderò anche dai Comuni e dalle societá partecipate.La nostra partecipazione sará condizionata a questi requisiti». " Forse non accadrá nell'immediato, ma presto l'ente chiederá conto anche della guida di spa e consorzi provinciali, ora affidati quasi tutti al centrosinistra. «Comincia il sistema Salerno e finisce Salerno sistema» promette con una battuta il vice coordinatore del Pdl, Antonio Iannone. E Cirielli assicura che «cambierá innanzitutto il metodo».«La gente ci ha votato perché non ne può più di questi carrozzoni - spiega - noi li trasformeremo in strutture snelle ed efficienti, che non sprecano risorse e offrono servizi di qualitá. Su queste basi siamo pronti a dialogare anche con i Comuni del centrosinistra». Garantisce che nella scelta dei consigli d'amministrazione non stará «con il misurino in mano», ma rimarca che «tra le societá e la Provincia deve esserci un rapporto di fiducia e avverte che la nuova giunta «eserciterá a pieno il suo ruolo». «Abbiamo una classe dirigente di prim'ordine, manderemo nelle societá persone competenti e anche con un'esperienza politica.Non ci saranno disoccupati da accontentare». " A dargli forza a sufficienza per imporre il cambiamento è un risultato che assegna al centrodestra ventotto collegi su trentasei. «Anche dove abbiamo perso, la sconfitta è stata di misura, tranne il caso anomalo di Agropoli.Salerno, dove sfioriamo il pareggio e conquistiamo un consigliere, è il dato politicamente più significativo.Il sindaco De Luca ha impostato la campagna come un referendum su di lui e l'elettorato gli ha dato una risposta sonora, che penso lo aiuterá ad avere maggiore umiltá».A De Luca lancia un monito anche il ministro Carfagna: «Il termovalorizzatore si fará, ci auguriamo vada a buon fine in tempi brevi».

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Fotovoltaico: investire subito per risparmiare nel tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«SKEMA» DI SAN DAMIANO: AZIENDA LEADER NEL SETTORE Fotovoltaico: investire subito per risparmiare nel tempo Investire subito per risparmiare nel tempo: è la filosofia che regna alla «Skema» di San Damiano, azienda diventata leader nel settore del fotovoltaico. Un sistema di risparmio pulito che si sta sviluppando non solo nel campo dell'edilizia pubblica, ma anche in quella privata. E sono sempre di più le giovani coppie che, acquistando casa, si accostano a questa nuova possibilità. L'azienda sandamianese, nonostante la novità del settore, ha alle spalle anni di esperienza, sia nel campo privato che in quello pubblico, dove ha già progettato e installato gli impianti fotovoltaici nell'ex tribunale astigiano, le scuole «Anna Frank» e «Parini». E non si parla solo di pannelli solari: tra le soluzioni a basso impatto ambientale ci sono anche sistemi per l'illuminazione dei lampioni, pompe per l'acqua, impianti per cancelli. Un'ampia gamma di possibilità per avere una casa dotata di tutti i comfort risparmiando e, allo stesso tempo, riducendo l'impatto ambientale. Molti, spiega Paolo Gallo di «Skema», i vantaggi del fotovoltaico: «In una società che scopre sempre di più il valore ambientale come bene reale, economico ed etico, questa fonte di energia ha sicuramente molti validi motivi per affermarsi. Il soddisfacimento del crescente fabbisogno di energia - aggiunge - dovrà essere assicurato nel più rigoroso rispetto dell'ecosistema». Tra i vantaggi, l'impianto fotovoltaico non ha parti in movimento, per cui non ha bisogno di combustibili e funziona a temperatura ambiente. In più, resiste agli agenti atmosferici, alle radiazioni Uv e agli sbalzi di temperatura, i moduli sono riciclabili (le componenti non deteriorabili possono essere riutilizzate). «Realizzare un impianto fotovoltaico - aggiunge Gallo - fa nascere una nuova consapevolezza nei confronti dell'utilizzo razionale dell'energia». Si tratta poi di un investimento che conviene: «Forse non si sa che gli incentivi statali superano notevolmente i costi di qualsiasi impianto, e la burocrazia si è alleggerita» fa notare il titolare della «Skema». Le modalità di incentivazione per gli impianti connessi alla rete elettrica sono stabilite da un decreto ministeriale del 2007: «La tariffa riconosciuta si applica all'energia prodotta dal sistema fotovoltaico per 20 anni». Con diverse possibilità: «Lo scambio sul posto consente di scambiare l'energia prodotta in eccesso con quella prelevata dalla rete elettrica, usata per esempio nelle ore notturne, oppure con la cessione in rete si può vendere l'energia non consumata al libero mercato o al gestore della rete elettrica». In ogni caso, l'azienda sarà al fianco dei clienti: «Ci occupiamo noi anche della richiesta dei contributi, ambito che spesso necessita di specialisti». Nella foto, un impianto della «Skema»

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L'Autonomia aiuta la produttività (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Una indagine di Confartigianato considera l'Alto Adige il miglior posto per «fare impresa» L'Autonomia aiuta la produttività Pressione fiscale: Bolzano, Trento e Aosta sono «virtuose» BOLZANO. Bolzano e tutto il Nord Est offrono le migliori condizioni per fare impresa mentre la "maglia nera" va a Crotone e alla Calabria in generale. E' quanto emerge dal rapporto "Il cielo sopra la crisi" curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato che verrà presentato oggi a Roma. Dal rapporto di Confartigianato Bolzano risulta quindi la provincia italiana in cui si riscontrano le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti da cui ha ricavato l'indice della Qualità della Vita dell'Impresa che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, sono stati analizzati la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Anche nella classifica per regioni, il primo posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto stilato da Confartigianato emerge che è il Nord Est la macro area italiana più favorevole al fare impresa. A seguire il Nord Ovest, il Centro, le Isole e il Sud. Per gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre sono Salerno, Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia al top vi sono Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre le ultime tre province sono Roma, Campobasso e Catanzaro. In quanto a condizioni del credito in testa troviamo Sondrio, Piacenza e Terni, mentre agli ultimi posti figurano Salerno, Napoli e Avellino. Per tempi della giustizia le province ideali per fare impresa sono Trento, Torino e Como, mentre le ultime tre sono Messina, Catanzaro e Lecce. Per quanto riguarda infine le condizioni legate a utilities e servizi pubblici locali Aosta, Milano e Genova sono le province con le migliori condizioni, la maglia nera va invece a Teramo, Campobasso e Isernia.

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Fa causa al ministero per la cittadinanza (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA Fa causa al ministero per la cittadinanza Brasiliana di origini trentine vittima della burocrazia italiana TRENTO. Con un atto di citazione dedicato a Rino Zandonai - il direttore della Trentini nel mondo disperso nell'incidente del volo Air France - una donna brasiliana di origini trentine Mazza (nome) Passamani De Sabata Bruno (cognome) ha deciso di chiamare in giudizio il ministero dell'Interno per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere la cittadinanza italiana in quanto discendente di trentini emigrati. Tutte le carte prodotte dalla donna - nata in Brasile nel 1968 - consentono di accertare il suo diritto ad ottenere la cittadinanza italiana. La ricorrente discende da un trentino di Tenna - Giacomo Passamani - che nel 1874 partì per il Brasile imbarcandosi da Genova alla volta di Vitoria sulla nave "La Sofia". Era il 3 gennaio e Passamani giunse al di là dell'Atlantico più di un mese dopo, il 17 febbraio. Nell'atto di citazione viene spiegato che ricorre il requisito temporale dell'emigrazione di un avo, dal momento che per poter fruire del beneficio di legge del riconoscimento della cittadinanza, l'avo deve essere emigrato entro il 16 luglio del 1920 e dopo il 25 dicembre 1867, data di costituzione dell'impero Austro-ungarico. Oltre oceano Giacomo Passamani si sposò, fece dei figli che a loro volta mandarono avanti il cognome trentino, mantenendo salde radici con la terra d'origine. Secondo quanto prevede la legge, la donna ha reso la dichiarazione di volontà nei termini indicati dalla normativa (il 9 dicembre 2005) e questo le consente di acquisire automaticamente la cittadinanza italiana, non prima - però - di un iter burocratico che passa per lo studio della documentazione da parte del ministero dell'Interno. Proprio qui la pratica si è arenata. Nel frattempo la signora Passamani ha deciso di fare ritorno nella terra dei suoi avi e nel 2006 è sbarcata in Trentino sperando di poter trasferire qui la sua vita. In Trentino ha anche trovato l'amore, sposando un cittadino serbo con il quale ha anche iniziato a convivere. Dal ministero dell'Interno, però, non sono mai arrivate notizie: la pratica della signora Passamani è sempre lì, in attesa di essere esaminata. La vera beffa è arrivata però nel 2008 quando è stato deciso che in assenza di cittadinanza lo straniero non può più lavorare in Italia. Questo ha costretto la signora Passamani a lasciare il marito e fare ritorno in Brasile: con un solo stipendio la vita era diventata impossibile. Per accelerare i tempi della burocrazia la signora ha deciso così di rivolgersi all'avvocato Mario Giuliano. Il legale ha citato in giudizio davanti al tribunale di Trento il ministero dell'Interno chiedendo che sia il giudice - anziché il ministero - ad accertare il diritto alla cittadinanza italiana della signora Passamani.

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Meinhard Mr. President (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CONTE Meinhard Mr. President Come una majorette avanza facendo ruotare il bastone, spianando la strada alla grande parata. Il conte Meinhard Khuen, Mr. President, collezionista di grammofoni e padre fondatore dell'associazione artistica KallmÜnz, lotta contro i mulini della burocrazia, firma contratti e documenti di portata ignota e mette generosamente a disposizione la sua casa e il suo giardino. Per organizzare riunioni nel suo castello, la prima operazione che gli tocca è ripulire i tavoli da Castelli di Lego

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L'Unione ha presentato i risultati dell'indagine sull'impatto della crisi nei primi quattro mesi e sulle prospettive per fine 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gli artigiani "salvano" solo l'occupazione Affari in perdita fino a fine anno, dalle banche ancora pochi aiuti n Proteggono allo strenuo il lavoro dei loro dipendenti, in omaggio a quella filosofia di "azienda famiglia" che le ha sempre caratterizzate. Ma i loro affari, come gli investimenti, sono in netto calo: e le prospettive per la fine dell'anno, purtroppo, non promettono nulla di buono. È questa la fotografia dell'artigianato locale scattata dall'Unione artigiani sull'impatto causato della crisi economica sulle piccole e medie imprese lodigiane; un'indagine tra passato, presente e futuro, che ha coinvolto 150 ditte di ogni settore e dimensione con domande sul fatturato e l'occupazione, gli investimenti e il credito, fino alle strategie e alla priorità per uscire dalle difficoltà . Il responso? «Checché ne venga detto la crisi c'è ed è un dato di fatto, anche se qualche segnale di ripresa si comincia a vedere», chiosa il presidente Paolo Ferrari: una sintesi efficace per un quadro piuttosto preoccupante. Sul fatturato, per esempio, il 72 per cento degli artigiani intervistati hanno denunciato un calo degli affari nei primi quattro mesi: di queste, 8 su 10 hanno perso tra il 30 e il 40 per cento, mentre una piccola percentuale ha stimato perdite addirittura del 70 per cento. Le prospettive per fine anno? Amare: l'83 per cento, infatti, è convinta di chiudere il 2009 in perdita rispetto all'anno precedente. Anche sugli investimenti in azienda il dato è modesto: solo il 22 per cento ne ha fatti a inizio anno, e analoga percentuale stima di farne entro la fine dell'anno. Le cose vanno meglio sull'occupazione, capitolo nel quale solo per il 7 per cento del "campione" ha comunicato di aver ridotto i propri organici: da qui alla fine dell'anno, però, la percentuale di artigiani che prevedono nuove assunzioni si ferma poco oltre il 10 per cento. Per il segretario Mauro Sangalli, però è il credito la «nota dolente»; tra maggiori garanzie richieste, pressioni per il rientro fido e minori risorse disponibili il 64 per cento delle aziende giudica le condizioni di accesso ai finanziamenti "meno favorevoli", e la metà delle stesse ha dovuto ricorrere al consorzio fidi solo per fare fronte a spese ordinarie, quali attività correnti. «Le banche i soldi ce li hanno, capisco che debbano guardare se un'azienda e sana o meno, ma devono aiutare le pmi ad andare avanti», avverte Ferrari; «Le imprese sono al "pronto soccorso", il credito è la linfa per esistere» gli fa eco Sangalli, concorde con il suo presidente sul fatto che anche gli istituti che più stanno aiutando, quali Bcc e Popolare Lodi, «possono fare di più». E le strategie per reagire? Le priorità, per le aziende, sono la semplificazione della burocrazia, la riduzione delle tasse, quella dei tassi delle banche e quella formazione che Ferrari porrebbe invece al primo posto. Nel frattempo, dietro a un 64 per cento impegnato a vario titolo tra comprimere spese, costi e ordini, a indebitasi o a dilazionare il pagamento delle forniture, si apre uno spiraglio di ottimismo: più di un artigiano su tre combatterà cercando nuovi sbocchi, investendo sulla sua azienda e migliorando la qualità dei suoi prodotti. «Una cosa positiva - commenta Sangalli -, come gli sforzi per conservare i posti dei propri collaboratori e il fatto che, nonostante tutto, ci sia chi vuole fare investimenti»; tra quattro mesi, data del prossimo "report", ne sapremo di più.Alberto Belloni

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Bolzano, città ideale per le imprese L'artigianato arranca invece al Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bolzano, città ideale per le imprese L'artigianato arranca invece al Sud n Bolzano, è la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza.È quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà presentato oggi in occasione dell'assemblea della Confederazione, che rappresenta 520mila artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della qualità della vita dell'Impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa.In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al sesto posto Prato, al settimo Sondrio, all'ottavo Forlì-Cesena, al nono Varese e al decimo Modena. Per quanto riguarda invece la coda della graduatoria, le ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta (94esima), e a seguire Enna, Reggio Calabria, Taranto, Vibo Valentia, Napoli, Siracusa, Cosenza, Catanzaro e, al 103esimo posto, Crotone.Anche nella classifica per regioni, la prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto emerge inoltre che è il Nord-Est la macro area italiana più favorevole per l'imprenditoria. A seguire il Nord-Ovest, il Centro, le Isole ed il Sud.Per gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre Salerno, Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia primeggiano invece Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre sono agli ultimi posti Roma, Campobasso e Catanzaro. Infine, quanto al credito, godono delle condizioni migliori gli imprenditori di Sondrio, Piacenza e Terni, di quelle peggiori gli industriali di Salerno, Napoli e Avellino.

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San Donaton Gli utenti del centro di via della Chiesa si lamentano: (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Anziani da 15 giorni senza ascensori San Donato Sono settimane difficili per i pensionati che frequentano il centro anziani, i quali da una quindicina di giorni si trovano a fare i conti con gli unici due ascensori della struttura comunale di via della Chiesa, che sono rigorosamente fuori uso. La segnalazione arriva dagli stessi frequentatori della struttura, i quali si mostrano delusi dalle lungaggini della burocrazia. In particolare, c'è un signore novantenne, che lamenta: «Non è possibile che nessuno intervenga, io, così come altri, non riesco ad andare su e giu per le scale». Vista la fascia di cittadinanza che frequenta il complesso, dove si concentra un ventaglio di proposte di aggregazione, il doppio guasto sta veramente dando filo da torcere. E non è nemmeno la prima volta che gli utenti incappano in disguidi del genere, in quanto negli ultimi 5 anni in più occasioni sono stati segnalati problemi, sebbene in questo caso la questione si fa più pesante, in quanto i dispositivi sono fermi entrambi. Sul problema sta intervenendo l'Acs (Azienda comunale servizi) che, dopo una serie di sopralluoghi da parte dei tecnici competenti, ha programmato un piano di manutenzione che dovrebbe porre fine una volte per tutte ai dissesti lamentati a gran voce. «Innanzitutto sono molto dispiaciuto del disagio subito dall'utenza - dichiara Michele Brait, il presidente dell'azienda pubblica che gestisce la manutenzione degli immobili comunali -. In realtà inizialmente sembrava che uno dei due ascensori potesse essere messo in sesto da subito, mentre è invece emerso che in entrambi debbono essere effettuati interventi più impegnativi. In ogni caso dall'inizio di settimana prossima verranno eseguiti i lavori per riabilitarne uno, in modo tale da supplire all'emergenza, dopodiché completeremo le opere, che assicureranno un servizio efficiente. Mi impegnerò personalmente affinché tutto proceda in modo celere». Intanto il comune proprio nei giorni scorsi ha dato via libera ad uno stanziamento che consentirà la manutenzione di quattro ascensori, che necessitano in via prioritaria di attenzione, di cui uno del palazzo municipale, due del centro anziani di via della Chiesa e uno di una scuola della città. A questo primo piano di lavori potrebbero aggiungersene altri, in quanto sono già state segnalate anche altre criticità. Ma intanto la notizia dovrebbe essere salutata con favore dall'importante gruppo di sandonatesi, tra cui alcuni disabili, che si sta ancora una volta scontrando con una serie di difficoltà per transitare da un piano all'altro del privilegiato punto di riferimento per il tempo libero, gestito dall'attivo associazione Alte (La terza età). Se quindi i diretti interessati hanno dovuto armarsi di pazienza, sembra che a breve vengano effettuati gli investimenti necessari per assicurare massima fuibilità alla struttura. Giulia Cerboni

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Bolzano città italiana ideale per creare e sviluppare un'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bolzano città italiana ideale per creare e sviluppare un'impresa da Finanza&Mercati del 11-06-2009 Bolzano e il Nord Est offrono le migliori condizioni per fare impresa in Italia mentre la «maglia nera» in questa speciale classifica va a Crotone e alla Regione Calabria in generale. È quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra la crisi», curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato, che verrà presentato oggi in occasione dell'Assemblea della Confederazione, in programma a Roma, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Bolzano risulta quindi la provincia italiana in cui si riscontrano le condizioni migliori per fare impresa: seguono a ruota le città di Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto invece c'è Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in undici ambiti dai quali ha potuto ricavare l'indice generale della Qualità della vita dell'impresa: questo indice rapprsenta un vero e proprio termometro per valutare la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori locali il miglior contesto possibile in cui operare e svilupparsi con la propria attività. In particolare sono stati analizzati la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e la qualità e la quantità di infrastrutture. Analogo procedimento è stato utilizzato per stilare una classifica delle regioni: in questo caso il primo posto va al Trentino Alto-Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto, come anticipato, emerge che è il Nord Est la macro area italiana più favorevole al fare impresa. A seguire il Nord Ovest, il Centro, le Isole e il Sud. Tornando alle province, per quanto riguarda gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre, invece, sono Salerno, Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia al top vi sono Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre le ultime treprovince sono Roma, Campobasso e Catanzaro. In quanto a condizioni del credito in testa troviamo Sondrio, Piacenza e Terni, mentre agli ultimi posti figurano Salerno, Napoli e Avellino. Per tempi della giustizia le province ideali per fare impresa sono Trento, Torino e Como, mentre le ultime tre sono Messina, Catanzaro e Lecce. Per quanto riguarda infine le condizioni legate a utilities e servizi pubblici locali Aosta, Milano e Genova sono le province con le migliori condizioni, la maglia nera va invece a Teramo, Campobasso e Isernia.

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I Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 11 Giugno 2009 ECONOMIA Pagina 37 CONGIUNTURA. Incontro organizzato dal Banco Popolare con le associazioni di categoria sull'accesso ai prestiti I Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi Fratta Pasini: « In questo momento sono necessari più rapidità e meno burocrazia nelle risposte» Rafforzare la collaborazione tra i consorzi fidi e il mondo bancario per il bene delle Pmi, piccole e medie imprese. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. È questo in sintesi il messaggio emerso del primo Confidi Day del Banco Popolare che ieri ha radunato nell'auditorium di Viale delle Nazioni a Verona molti rappresentanti delle associazioni di categoria e dei Confidi del Veneto, oltre ad alcuni rappresentanti dell'Abi, Associazione bancaria italiana, per un confronto sul principale problema del mondo imprenditoriale: l'accesso al credito. Al centro del dibattito c'è stata la valorizzazione del ruolo dei Consorzi fidi, ossia di quelle organizzazioni che svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti. In Italia sono circa 920, più di 40 solo in Veneto. Sulla necessità di un ulteriore rafforzamento della partnership che lega le banche ai confidi è intervenuto il presidente del consiglio di sorveglianza del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini. «I confidi contribuiscono da anni al contenimento dei rischi per le banche grazie alla valutazione del merito di credito delle imprese che effettuano a monte. Occorre ora più flessibilità», ha sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia e un accorciamento dei tempi tecnici tra la presentazione della domanda e la risposta della banca, specie in un momento in cui le piccole e media imprese hanno voce meno forte delle grandi, meno marginalità e meno flussi di cassa per ammortizzare l'indebitamento». Il Banco Popolare, come illustrato da Marcello Paoli, responsabile dei prodotti di finanziamento della banca, opera oggi con 192 Confidi con affidamenti che ammontano complessivamente a 1,6 miliardi di euro, il 70% dei quali a con piccole imprese. Per Emanuel Danieli, direttore di Fidindustria Emilia Romagna, la parola chiave è la reciprocità. «Con le garanzie che si ritrovano grazie ai Confidi, le banche devrebbero fare di più per applicare alle nostre imprese un giusto prezzo. Il che non vuol dire solo applicare spread il più contenuti possibile sui tassi», ha precisato Danieli, «L'azienda che intende usufruire di un fido bancario ha già superato, del resto, un filtro di pre-rating da parte del Consorzio che si impegnerà poi con le banche a negoziare le condizioni, assumendosi tra il 5 e il 100% del rischio in base alla tipologia del finanziamento». Sulla necessità di un profondo ammodernamento dei confidi derivante dalla nuova normativa del Tub, Testo unico bancario è intervenuto Mario Borin, amministratore delegato di Sviluppo artigiano, Confidi reginale di Cna Veneto. «Il passaggio dalla semplice attività di garanzia all'intermediazione finanziaria vigilata dalla Banca d'Italia secondo l'articolo 107 del Tub», ha affermato Borin, «ha aumentato moltissimo le potenzialità dei Confidi a servizio delle imprese. L'iscrizione dei consorzi al 107 è un salto culturale fondamentale e irrinunciabile. Se non lo faranno», ha dichiarato Borin, «il loro obiettivo non sarà più l'impresa e la tutela delle rappresentanze, ma l'autoreferenza e la propria sopravvivenza».  

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la lega detta l'agenda alla giunta: crisi, fiscalità, burocrazia e friulano (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Attualità La Lega detta l'agenda alla giunta: crisi, fiscalità, burocrazia e friulano UDINE. Riordino degli enti locali, semplificazione burocratica dell'accesso ai fondi destinati dalla Regione all'industria per fronteggiare la crisi economica, fiscalità di confine agevolata e attenzione per la lingua e la cultura friulana: sono queste - secondo Pietro Fontanini, segretario regionale della Lega Nord e presidente della Provincia di Udine - le priorità per la Giunta regionale. «Sul riordino degli enti locali - ha spiegato Fontanini, interpellato - il Governo centrale ha già un testo pronto da inviare alle Camere, dunque dobbiamo urgentemente preparare un testo che vada in consiglio regionale - ha suggerito - per riorganizzare gli enti intermedi tra Comuni, Province e Regione, come gli Ato, i Consorzi, le Comunità montane, che vanno chiusi o fortemente ridimensionati». La seconda urgenza - secondo Fontanini - è la semplificazione della burocrazia per «sbloccare i fondi destinati a fronteggiare la crisi economica, perchè i regolamenti attuativi sono talmente complicati da impedire di utilizzarli alle industrie piccole e grandi e agli artigiani». Fontanini ha poi rilanciato la questione dell'identità e della cultura friulana, «che - ha detto - è uno degli aspetti forti di questa regione. Dunque non possiamo pensare solo allo sloveno e lasciare in disparte il friulano, lingua parlata dalla stragrande maggioranza della popolazione in Friuli Venezia Giulia». Infine, Fontanini ha sollecitato la Giunta regionale a «spingere a Roma perchè la Regione possa avere la fiscalità di confine agevolata, come promesso dal ministro degli Esteri, Franco Frattini. Un punto fondamentale - ha concluso - per permettere che sul nostro territorio di confine continuino a operare alcune industrie importanti». Immediata la replica del coordinatore del Pdl, Isidoro Gottardo «è in piena sintonia con le priorità ricordate da Fontanini». Dopo aver ricordato che nessuno ha la bacchetta magica e che il primo anno della Giunta di Centrodestra è stato buono, Gottardo ha detto che «la crisi economica non era nel conto e fronteggiarla tenendo in vita le imprese e mantenere alta la coesione sociale e la solidarietà nei confronti di chi perde il lavoro è diventata la priorità assoluta». «Oltre a questo - ha proseguito Gottardo - combattere la crisi significa anche liberalizzare cittadini e imprese dal peso burocratico, riformare la proliferazione di istituzioni per ridare a queste efficienza, economicità e rappresentatività vera. Sicuramente l'assessore Seganti non mancherà di fare la sua parte, armonizzando le proposte con quelle che sta per mettere in campo il Governo nazionale». Gottardo si è soffermato sulla «fiscalità di sviluppo» per ricordare che «è stata una battaglia del presidente Tondo e del Pdl nella legge sul federalismo fiscale. Siamo tutti fiduciosi che il ministro Calderoli ora, nei decreti attuativi, renderà operativa quanto prima questa opportunità per il Friuli Venezia Giulia». Infine - ha detto Gottardo - la difesa della cultura friulana «si manifesta non solo attraverso la tutela della lingua». «È indubbio che in questo momento di crisi la difesa delle famiglie e la dignità delle persone, come bene ha ricordato Tondo - ha concluso Gottardo - sono le priorità vere. Come sempre la coalizione è in particolare il Pdl e la Lega troveranno il punto di sintesi per tutte le questioni sul tappeto». E per Angelo Compagnon, segretario dell'Udc del Friuli Venezia Giulia, «la lotta alla crisi con il sostegno alle Pmi e ai lavoratori che perdono il posto di lavoro è la madre di tutte le priorità».

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lega abruzzo a pontida alla festa dei fratelli maggiori (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Regione Lega Abruzzo a Pontida alla festa dei «fratelli maggiori» Il partito di Bossi ha raccolto in regione oltre 8mila voti. Pichiecchio: un successo PESCARA. Effetto Lega anche in Abruzzo. I voti raccolti dal partito di Bossi sono 8.489, un risultato che è stato comunicato a Milano ed è valso al coordinatore regionale della Lega Abruzzo, Massimo Pichiecchio a militanti e dirigenti l'invito a partecipare domenica a Pontida ai festeggiamenti per il successo ottenuto. I motivi della crescita in Abruzzo li spiega Pichiecchio, medico chietino, ex esponente regionale dell'Msi e del fronte sociale nazionale. «Un risultato davvero positivo raggiunto in soli due mesi e mezzo», racconta, «siamo stati presenti in ogni provincia e nei due comuni capoluogo. Insomma è stato un successo». Il medico leghista elenca a riprova i risultati: «Il migliore è nella provincia di Teramo. A Campli otteniamo il 3,6%; il 7% a Sant'Egidio alla Vibrata con Paolo Antelli e a Guardiagrele superiamo il 6% con Mauro Scioli». In Abruzzo le iniziative della Lega si muovono sotto la supervisione del commissario politico Marco Rondini parlamentare di Milano, l'obiettivo è aprire sedi in Abruzzo. Un metodo di radicamento già fatto nelle Marche tanto che oggi la Lega conta un sindaco e un parlamentare marchiagiano. «Le ragioni del consenso», spiega ancora Pichiecchio, «sono legate all'entusiasmo dei militati e al messaggio che diamo di onestà e capacità. Persone che fanno più che parlare e che sanno comprendere le esigenze della gente. Creano attenzione le campagne politiche fatte sulla sicurezza, sul contrasto dell'immigrazione e la difesa delle piccole imprese soffocate dalla burocrazia sia italiana che europea». (m.p.)

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flop della differenziata: denuncia in tre procure (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Napoli Casalvelino, dieci anni per aprire ma costretto a chiudere dopo tre mesi il primo impianto pubblico campano. Paralisi per 49 Comuni Flop della differenziata: denuncia in tre Procure Il presidente del consorzio Salerno 4: "Vorrei vederci chiaro, ho scritto anche a Bertolaso" Tre Procure sono chiamate a indagare sul primo flop della raccolta differenziata. Al procuratore Giandomenico Lepore, unico capolinea giudiziario di tutti i reati collegati alla struttura di Bertolaso, a Salerno e a Vallo della Lucania è stata presentata la denuncia del Consorzio Salerno 4. Dopo soli tre mesi e duemila tonnellate, chiude l´impianto di Casalvelino, progettato dieci anni fa, bloccato negli ultimi due da un cavillo che ne impediva il collaudo, avviato in esercizio provvisorio: ora nuovo stop, manca la proroga di altri sei mesi. «Mi sento come Cristo tra Erode e Pilato, lo staff di Bertolaso mi dice che tocca alla Regione e la Regione mi ha appena assicurato che non ha competenza», torna a Pollica esausto Erminio Signorelli. Inutile missione fra Salerno e Napoli. Non si arrende, però. «Ho scritto a Bertolaso: mi dica dove i 49 Comuni, tutti virtuosi, con il 40 per cento di differenziata, devono mandare il materiale secco da riciclare. Ho chiuso tutto, 49 camion alle porte, 15 dipendenti in strada». L´ha seguito il direttore dell´impianto, Giuseppe Santoro, architetto. In tre mesi duemila tonnellate fra plastica, vetro, alluminio, carta. La Regione era già intervenuta con Bassolino per sbloccare l´impianto nel maggio 2008 finanziato con fondi europei Por, dopo le rivelazioni "Repubblica". Fu decisivo il suo intervento per liberare un impianto da 12mila tonnellate annue di rifiuti secchi da tutta la fascia costiera da Agropoli a Camerota e l´interno fino a Piaggine, una zona molto vasta. «Il consorzio chiese la procedura ordinaria, ottenne intanto ad ottobre l´esercizio provvisorio che deve essere rinnovato. Ma non c´è chi mi conceda la proroga». Una storia paradossale di cattiva burocrazia: la differenziata va, ma non c´è chi autorizzi l´impianto a proseguire. «è l´unico impianto pubblico, capite? Sono concorrente tra i privati che gestiscono tutto. Vorrei vederci chiaro. Vi sono regole ferree e tariffe bloccate invece per le discariche e gli altri impianti, solo dove c´è Bertolaso con l´Esercito fila tutto liscio», protesta Signorelli. Salerno 4 conferisce a "Nappi Sud" di Battipaglia o a "Fondeco" a Polla. Gli altri privati sono "Di Gennaro" a Caivano, "Irside" a Bellona, "Ambiente" a Nola, "Erreplast" a Gricignano, che ha un impianto modello e fa sapere: «Nessun contatto con noi, ma siamo pronti a dare una mano». Critici, ascoltando Signorelli, sembrano i rapporti con i siti salernitani. «Io ho scritto alle tre Procure competenti», avverte Signorelli che non risparmia critiche al Conai. «Nessun intervento finora». Tocca oggi a Nicola Dell´Acqua, "capo missione" del sottosegretario Bertolaso, e alla Regione. Prima i 49 comuni trattavano con i centri privati. «In regime di libero mercato». (a.c.)

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ecologia, lezione del "guru" di obama: fvg apripista nell'economia verde (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'esperto statunitense Mark Hopkins, ospite di Friuli Innovazione per parlare di ambiente ed energie rinnovabili «Ridurre la dipendenza dal petrolio» Ecologia, lezione del "guru" di Obama: «Fvg apripista nell'economia verde» GREEN ECONOMY UDINE. «Abbiamo scelto il Friuli Vg per presentare il piano energetico del presidente Obama al NordEst d'Italia perché è particolarmente ricco di professionalità, di competenze sull'energia e per la sensibilità dimostrata per il settore». Lo ha detto ieri, nel salone del Parlamento del Castello di Udine, Mark Hopkins, esperto americano di efficienza energetica della United Nations Foundation con sede a Washington, presentando il «Piano Obama per energia e ambiente». Il seminario, organizzato da Friuli Innovazione con il sostegno della Cassa Risparmio Fvg e in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano, è stata l'occasione per mettere in evidenza la necessità di «mettere in rete le rispettive conoscenze, quelle delle università e dei centri di ricerca del Fvg e del NordEst; i rispettivi sistemi industriali - ha aggiunto Hopkins -. Potremo attivare programmi energetici che riducano la dipendenza dal petrolio, sviluppando circuiti virtuosi di crescita economica e occupazionale. Come già avviene nelle università americane, che hanno un filo diritto con l'imprenditoria, collaborando, potremmo utilizzare nella stessa ottica l'ottima ricerca condotta nei vostri atenei, ricerca che attende di essere valorizzata». «L'utilizzo di energie rinnovabili - ha aggiunto Hopkins - rappresenterebbero una meravigliosa opportunità di investimenti». Secondo l'economista, il Nordest è in grado di fare da apripista per realizzare la nuova "green economy" italiana. Così come il nuovo modello americano, che punta a ridurre la dipendenza dal petrolio straniero, a ridurre i devastanti impatti climatici e «a stimolare nuovi posti di lavoro - ha aggiunto - per creare un'economia verde che valorizzi un'efficienza energetica sia per i cittadini che per le imprese». Per realizzare tutto ciò, a detta di Hopkins, è necessario mettere in rete università, centri di ricerca e imprese, sulla scia di un sistema che già funziona in America, dove prevale il filo diretto tra mondo dello studio e del lavoro. A livello locale, la situazione sembra essere già favorevole. Gli ostacoli, come ha spiegato l'assessore regionale all'energia e alle infrastrutture Riccardo Riccardi, sono rappresentati dall'eccessiva burocrazia in materia di energie rinnovabili, mentre bisognerebbe trovare un giusto equilibrio tra la produzione di energia e l'attenzione non solo all'ambiente, ma anche alle tasche dei consumatori. «È indispensabile - ha aggiunto - una revisione del piano energetico regionale». A livello provinciale, secondo quanto detto dall'assessore agli affari generali della Provincia di Udine Stefano Teghil, è già stato fatto molto, ma ancora si può fare per arrivare a risparmi per gli utenti di circa 1 milione e 600 mila euro l'anno, nell'arco di cinque anni. D'altro canto Udine, secondo quanto ricordato dal sindaco Furio Honsell, è una delle prime città ad aver approvato il regolamento sulla bio-edilizia, per il contenimento della dispersione termica e l'autoproduzione. Presenti al convegno anche il direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio, il console degli Stati Uniti a Milano per gli affari politici ed economici Benjamin Wohlauer, il docente dell'Università di Udine Gioacchino Nardin, il capogruppo delle "Aziende energia e servizi" di Confindustria Udine Antonio Nonino e il presidente dell'Ape Loreto Mestroni. Ilaria Gianfagna

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faa-melis, ballottaggio all'ultimo voto - roberto paracchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Cagliari Faa-Melis, ballottaggio all'ultimo voto Competizione senza sosta. Questa sera il nome del Magnifico Telefoni roventi, incontri continui e discesa in campo dei grandi elettori ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Tutto si può dire ma non che la campagna per l'elezione del nuovo rettore sia passata sotto silenzio. Oggi l'ultima sfida: il ballottaggio tra i due più votati. Alla seconda tornata, i tre candidati rimasti, la farmacologa Maria Del Zompo, l'anatomo patologo Gavino Faa e l'economista Giovanni Melis avevano riportato risultati molto simili mostrando come gli oltre 1.300 elettori avessero le idee chiare. Del Zompo era stata sconfitta per soli sette voti in meno rispetto a Melis (che aveva ottenuto 436 preferenze) e un distacco di 23 da Faa. Ed è anche per questo che le urne che si apriranno domani mattina dalle 8 alle 19 saranno all'ultimo voto. Le facoltà più interessate stanno facendo quadrato: il preside di Medicina si è espresso a favore di Faa e quello di Giurisprudenza per Melis. Poi c'è la Cgil che ha messo in guardia da pressioni verso una serie di elettori. E altri, come Francesco Pigliaru, che hanno lamentato la pericolosità degli interventi del patere politico. «L'un l'altro armati» vi sono due ricercatori, entrambi con le carte in regola, ma molto diversi. Non solo per formazione, un patologo e un economista, ma anche per carattere e storia personale: espansivo il primo, più riservato il secondo. Entrambi si presentano come la discontinuità. Ricerca ed Europa, per Faa. Internazionalizzazione e trasparenza per Melis. Tutte e due hanno anche chiaro che la macchina amministrativa dell'università dovrà avere una burocrazia efficiente per le nuove sfide. Ed entrambi sono consapevoli di rappresentare una svolta epocale. Come dire che dopo la monarchia di 18 anni di governo (più o meno costituzionale) del Magnifico uscente Pasquale Mistretta, si passerà alla Repubblica con la possibilità di un mandato di quattro anni, rinnovabile solo una volta. Faa punta molto pure sugli studenti, anche come voce critica; Melis su una efficienza concertata. Entrambi sul territorio. Al di là delle polemiche dei giorni scorsi, chi sarà incoronato rettore dalle urne dovrà affrontare moltissimi problemi, aumentati - se possibile - dalle aspettative che la discontinuità comporta. Sino a fine autunno, ad ogni modo, continuerà il regno di Mistretta che il primo novembre cederà lo scettro di capo dell'ateneo al nuovo Magnifico eletto oggi. Ora l'università si trova con un patrimonio edilizio del tutto rinnovato: il quasi completamento della cittadella di Monserrato, numerosi interventi a Cagliari città e il policlinico in stato di buon avanzamento. Tra i problemi da gestire vi sarà il trasferimento delle cliniche del San Giovanni di Dio nel Policlinico e il rapporto con la città. Gli studenti, ad esempio, sono una ricchezza anche per l'economia che possono muovere. Da qui l'ambizione di Cagliari: diventare un vero centro universitario. Poi c'è l'Europa (anche per i finanziamenti), la valorizzazione dei giovani, la didattica e la il rapporto con la Regione e Sardegna ricerche.

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ROMA - Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa ROMA - Bolzano è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento (con 710 punti, contro i 733 di Bolzano), Ravenna (698), Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone (421 punti), preceduta da Catanzaro e Cosenza. È quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà oggi, in occasione dell'Assemblea della Confederazione che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti: Densità imprenditoriale, Mercato del lavoro, Pressione fiscale, Concorrenza sleale del sommerso, Burocrazia, Credito, Tempi della giustizia civile, Legalità e conflittualità, Utilities e servizi pubblici locali, Capitale sociale del territorio e Infrastrutture. Pressione fiscale. Le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Minore peso della burocrazia. Qui sul podio vanno Prato, Ravenna e Reggio Emilia, Trento e Bolzano sono fuori dalle prime dieci. Capitale sociale del territorio. È Trento in vetta (il suo unico primato parziale), davanti a Piacenza e Rimini. Condizioni del credito. Le prime province sono Sondrio, Piacenza e Terni, Trento non è, stranamente, nelle prime dieci. Tempi della giustizia civile. Trento è in testa, grazie ai suoi solerti giudici, davanti a Torino e Como. Utilities e servizi pubblici locali. Le migliori sono Aosta, Milano e Genova, anche qui Trento e Bolzano fuori dalla top ten. Densità imprenditoriale. In testa Prato, Rimini e Macerata. Mercato del lavoro. Le tre province ideali sono Modena, Vicenza e Cuneo. Concorrenza sleale del sommerso. Reggio Emilia, Ravenna e Firenze sono le realtà con le condizioni più «leali» rispetto al nero. Legalità e conflittualità. A sorpresa, Nuoro in testa, davanti a Cuneo e Trento. Infrastrutture. Prima Trieste, seconda Livorno, terza Venezia. Trento e Bolzano non rientrano tra le prime 10. 11/06/2009

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MATTIA ECCHELI POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la polvere, si intuisce di un verde inquietante (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MATTIA ECCHELI POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la polvere, si intuisce di un verde inquietante MATTIA ECCHELI POGANESTI (Moldavia) - Il sindaco ha 59 anni e guida una Lada che, sotto la polvere, si intuisce di un verde inquietante. Resta in carica per 4 anni ed ha appena strappato la poltrona ad una donna, Anastasia, con una maggioranza "bulgara", anche se siamo in Moldavia, a due passi dal confine con la Romania. Addirittura sei gli aspiranti primi cittadini per governare un'amministrazione di appena 1.700 anime, oltre 200 delle quali vivono attualmente all'estero. In diversi, con la crisi, sono rientrati. Si chiama Poganesti la località scelta dall'associazione «Senza più confini» (una "costola" del Punto d'incontro) come avamposto della solidarietà trentina nell'est europeo: «Tutto è nato - chiarisce Piergiorgio Bortolotti - dall'impegno di una ragazza, Diana, che era stata nostra ospite. Dopo essersi sistemata, è tornata da noi e ci ha detto: 'Voglio fare qualcosa per il mio paese'. E così, eccoci qui». Il borgomastro Vasile Tenu ha mandato un'autista al volante della vettura russa all'aeroporto di Chisinau, la capitale di uno stato di 4 milioni di abitanti, a prelevare la delegazione trentina piombata a Poganesti per valutare l'impatto degli interventi finanziati finora e, semmai, per capire come contribuire a migliorare la qualità della vita. L'Europa unita è a pochi metri, al di là di un fiume dalle acque scure, il Prut, sulle cui rive spicca il monumento all'assurdità "democratica". Grazie ad un sistema idraulico, quando c'era il comunismo, l'acqua veniva pompata dal fiume e dirottata verso la grande pianura alluvionale, una terra baciata dal sole («lo abbiamo 230 giorni l'anno», ricorda il sindaco) e vocata all'agricoltura. Quando il muro è crollato ed il sistema è imploso, uno stato sprovveduto diretto da una burocrazia impreparata (qualcuno azzarda anche corrotta) si è venduto tutto. E le terre si sono prosciugate. Parla Victor, che oggi si è riscoperto agricoltore e dirige la cooperativa locale Marpog Agro (250 ettari in gestione) dopo essere stato soldato nell'Armata Rossa: «Quando ero a Cuba, negli anni Ottanta - ammette - guardavo come loro coltivavano la terra, con l'aratro trainato dai buoi. E pensavo che noi eravamo tecnologicamente più avanzati. Adesso loro sono messi meglio di noi». Nessuno sembra rimpiangere i tempi della Cortina di ferro: «Adesso ognuno può avere una sua impresa - spiega Tenu - una volta non era così. Una volta erano tutti uguali, indipendentemente dall'impegno. Adesso chi lavora ha, chi non lavora, no». Però Victor rileva: «Prima era tutto nostro ma in realtà non possedevamo niente». Oggi quelle terre sono intestate a loro, ma pochi sanno cosa farci o hanno le risorse per farlo rendere. Dove una volta c'erano meleti e alberi di prugna adesso c'è poco: gli alberi sono stati tagliati ed il legno è impiegato per riscaldare le case per qualche inverno. Un vigneto è stato piantato da un moldavo venuto a lavorare in Italia: i risparmi li ha investiti lì. Molte famiglie hanno fatto così: le mogli sono state badanti e con le rimesse hanno sostenuto (o sfamano ancora) la famiglia. Piergiorgio Bortolotti e l'agronomo Paolo Faletti (ma c'è anche Lino Bridi, membro del direttivo) valutano assieme a Victor ed al sindaco la possibilità di finanziare un progetto per la realizzazione di un impianto di irrigazione a goccia che impedisca la dispersione dell'acqua. Il sogno sarebbe quello di rimettere in funzione la pompa di un tempo, ma lo scheletro di quello che era l'orgoglio della pianificazione sovietica è un triste avvertimento. «È lo Stato che ha saccheggiato se stesso», osserva sconsolato Bortolotti. E pensare che c'erano dei privati che avevano chiesto di non vendere i macchinari e di non smantellare la struttura. Ma niente: i loro appelli sono rimasti inascoltati. Nella cooperativa agricola diretta da Victor lavorano in 13. Il 20% dei ricavi viene distribuito ai soci (poco meno di 150), soprattutto sotto forma di beni più che di denaro. Lo Stato ha in qualche modo messo a disposizione tre trattori, ma non bastano. Quello che serve è l'acqua. Vicino al fiume è più facile irrigare, ma il terreno è argilloso. E sembra che solo (o quasi) le cipolle crescano bene. Invece, voltando le spalle alla frontiera rumena, lo sguardo si perde su un quasi sconfinato altopiano. Victor ferma ogni tanto la sua antica Golf per far vedere la differenza del colore delle piante: «Ho utilizzato i fertilizzanti - indica facendosi capire attraverso Galina Trifiniuc, la giovane "professora" di francese del ginnasio del paese che parla molto bene l'italiano pur avendolo studiato per soli 4 anni all'università - e vedi come il colore è più verde». «Vedremo quello che possiamo fare», commenta Bortolotti. E già prende accordi con l'agronomo su come far avere al sindaco le controdeduzioni al piano di sviluppo agricolo. Intanto, però, quasi "ispeziona" la scuola assieme alla preside dell'istituto che ha una figlia sposata in Italia ed un marito che lavora a Roma e che non vede da 5 anni. Controlla l'impianto di illuminazione (l'ultima spesa cui ha contribuito Senza più confini) e chiede di conoscere nel dettaglio l'entità dei tagli previsti dal ministero: «È per via della crisi - allarga le braccia sconsolata la dirigente scolastica - il budget è stato ridotto del 20%. Ma non tocca gli stipendi degli insegnanti». Dal Trentino sono arrivati materiali didattici, banchi, sedie e qualche computer, anche se l'aula informatica (il docente della materia è il sindaco) è attrezzata con terminali moderni arrivati per altre vie. Appena uno della dozzina di computer è collegato alla rete: «Ma la linea è lenta - spiegano all'istituto - speriamo nella fibra ottica. Nel paese vicino già c'è». Forse è solo questione di mesi perché Poganesti - dove il bagno di tutte le abitazioni è ancora un buco nel terreno dentro un "armadio" di legno nel giardino di casa e nessuno dispone dell'acqua corrente - sia sempre meno "ai confini dell'impero". Lungo la via centrale del paese, rigorosamente sterrata, la maggior parte del traffico è costituita da carretti trainati da cavalli, si incrociano puledri in libertà, vacche al rientro dal pascolo e oche a passeggio. A Poganesti e, più in generale in Moldavia mano a mano che ci si allontana dalla capitale, il tempo non si è semplicemente fermato: le lancette sono tornate indietro. A farne le spese è una popolazione abituata ad avere istruzione e sanità pubbliche garantite. Adesso l'assistenza medica è a pagamento per tutti, fatta eccezione per i minorenni: l'assicurazione costa l'equivalente di 4 mesi di salario e la maestra di francese ha uno stipendio di 60 euro al mese. Un telefono cellulare si compra con 30, la spesa per un paio di scarpe è di 40 mentre per un'automobile ne servono almeno 6.200 (è l'offerta Dacia: low cost in mezza Europa, ma non qui). «La vita è cara», ammettono. In paese, però, tutti coltivano un orto ed allevano qualche bestia che, in qualche modo, consente di ridurre l'incidenza delle uscite alimentari. La preside ricorda che «da quando abbiamo la mensa a scuola (tra l'altro ristrutturato grazie a Senza più confini, ndr), i bambini stanno a casa solo quando sono veramente ammalati». Anzi: qualcuno viene a scuola per mangiare. Dopo le lezioni tocca a loro mettere a posto e fare le pulizie. Alcune famiglie proprio non si possono permettere niente che non sia assolutamente indispensabile: e qualche volta più di un pasto al giorno è già troppo. «Abbiamo chiesto - precisa Bortolotti - che ci fosse una contribuzione delle famiglie per il servizio mensa, in base alla capacità. E che fosse gratuito per i nuclei più in difficoltà». Anche l'asilo del paese ha qualche debito di riconoscenza nei confronti di Senza più confini. Una volta era frequentato da 40 bambini: adesso sono più che raddoppiati, dopo che il Trentino ha contribuito (con soldi e uomini) a sistemare il tetto. Nei loro lettini rispondono alle domande degli stranieri. Più di uno sogna di fare il dottore o il costruttore. Uno si vede sindaco («per fare qualcosa per i più piccoli»: ha già capito come si fa campagna elettorale), l'altro soldato. Una bambina pensa di fare la pittrice, quella vicina l'attrice. Il loro sorriso è spontaneo anche se titubante. Ma il loro già difficile presente (Poganesti è appena ad un'ora e mezzo di strada dalla capitale, ma a mezzo secolo dalla "civiltà", se quella del consumismo si può definire tale...) si incastra in un futuro ancora più incerto. 11/06/2009

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una coppia si sposa all'ospedale ultima cerimonia per l'ex sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Pordenone Una coppia si sposa all'ospedale Ultima cerimonia per l'ex sindaco SACILE. Si sposa in ospedale per paura di non poterlo più fare, per paura di aggravarsi. E' quanto ha deciso un sacilese, ricoverato all'ospedale cittadino, che ieri è convolato a nozze con la donna, anche lei sacilese, che da alcuni anni si prende cura di lui. A sposarli il sindaco, ancora per poche ore, Roberto Cappuzzo. Il singolare episodio è avvenuto il giorno dopo le elezioni in una dimensione di interregno tanto che non era chiaro se Cappuzzo potesse celebrare le nozze. Gli sposi però avevano fretta e per una volta il buon senso ha avuto la meglio sulla burocrazia e così alle 12.30 Cappuzzo si è recato in ospedale è ha celebrato il rito. (m.mi.)

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lacuna coil, da quarto oggiaro alla conquista dell'america - luigi bolognini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVIII - Milano Il successo La fuga Lacuna Coil, da Quarto Oggiaro alla conquista dell´America La band guidata da Cristina Scabbia tiene domenica al Palasharp per "Rock in Idro" l´unico show italiano del 2009 Negli Stati Uniti il pubblico giudica bravura e impegno, tutta la buona musica è trasmessa in radio. E a sentirci vengono anche famiglie con bambini Come i ricercatori molti sono costretti ad andarsene: da noi, per paura o per pigrizia, non si investe sui giovani talenti, bisogna cavarsela senza aiuto LUIGI BOLOGNINI fatti tutti i distinguo, il principio è lo stesso dei ricercatori che vanno a lavorare nelle università americane o spagnole o tedesche, oppressi dalla burocrazia, dall´assenza di fondi, alla mentalità provinciale. La famosa fuga di cervelli, insomma, che in questo caso è fuga di ugola, di talento musicale. Col paradossale risultato che i milanesi Lacuna Coil domenica a Rock In Idro, faranno la loro sola data del 2009 in Italia, dove sono diventati famosi di rimbalzo, ovvero come una delle tante mode che importiamo dagli Usa. Là invece vendono circa trecentomila copie per ogni disco e sono considerati tra le realtà più importanti della musica metal, tendenza gothic. Situazione curiosa la vostra, Cristina Scabbia, 37 anni, cantante del sestetto. «Curiosa, anche se non faccio la vittima e credo che la situazione di un ricercatore costretto ad andare all´estero sia ben peggiore della nostra. Ma ci sono degli aspetti simili, perché la stortura di base è sempre la stessa: l´Italia non è un Paese che sa investire sui giovani talenti, non so se sia paura o pigrizia. Quando ti sei affermato ti osanna, ma prima devi cavartela senza speranze di aiuto o di semplici riconoscimenti alla bravura». è andata così anche a voi, a quanto pare. «Beh un girettino italiano eravamo riusciti ad avercelo, in alcuni ambienti ci conoscevano. Ma più in là di tanto non si andava. Per sfondare abbiamo dovuto firmare un contratto con una casa tedesca e muoverci all´estero cantando in inglese». Forse non vi ha aiutato il genere che fate, considerato roba troppo alternativa per piacere a tanti. «Sì, ed è un altro segno di quanto è provinciale l´Italia, di come si viva di stereotipi anche musicalmente. Qui si giudica il monaco dall´abito, senza contare l´abitudine a sparlare di tutti come modo per andare avanti, che è un costume soprattutto della politica, ma anche della musica. In America il pubblico giudica bravura e impegno, il rock è rock senza distinzioni, tutto viene considerato ugualmente degno e ugualmente è trasmesso dalle radio. E ai nostri concerti vengono famiglie, bambini compresi». C´è stato un momento in cui avete capito di aver svoltato? «Quando abbiamo iniziato a sentirci in radio e in tv, e quando Ozzy Osbourne ci a invitato al suo festival, l´Ozzfest». Riesce ancora a vivere a Milano? «Ben poco, ma quel poco me lo godo. Sono di Quarto Oggiaro, quartiere che quanto a stereotipi negativi e falsi se la batte con la musica metal, e ci ho appena comprato casa. Ma in effetti sono sempre su e giù dagli aerei, forse era meglio se la compravo dalle parti di Malpensa».

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il comitato scientifico del museo punta il dito sul nuovo allestimento - marina paglieri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXIV - Torino Il comitato scientifico del Museo punta il dito sul nuovo allestimento Scontro tra il neo presidente Roccati e i vertici della Fondazione. Ma la responsabilità è del ministero La direttrice Vassilika ribatte: "Non possiamo entrare nei depositi dei pezzi. Io non so nemmeno le loro misure" MARINA PAGLIERI «Sia chiaro, nessuno vuole tornare a un concetto antiquato di museo. Al contrario io incoraggio moderni strumenti di comunicazione, purché non ci siano conflitti tra tecnologie e arte. Alla vigilia della partenza dei lavori per il nuovo museo, si sente però l´esigenza di creare quel progetto scientifico finora mancato, che deve aiutare a decidere se nel nuovo allestimento sia meglio esporre più o meno mummie o statue, se alla luce o al buio, secondo un ordinamento cronologico o tematico». Così ha puntualizzato ieri il neo presidente del comitato scientifico dell´Egizio Alessandro Roccati, dopo le dichiarazioni rilasciate a Repubblica al termine della riunione di insediamento di martedì. Dichiarazioni che hanno causato un vero e proprio terremoto in via Accademia delle Scienze, suscitando le ire del presidente Alain Elkann. Il professore aveva definito l´Egizio un museo non aggiornato sul piano scientifico e lo Statuario di Ferretti «un´operazione di marketing fatta all´insegna della fretta, per creare uno shock». Proprio ieri mattina proseguivano i lavori del comitato, con i vari membri solo in parte d´accordo con lui, che pure aveva parlato per tutti. «La direttrice Vassilika ha presentato il progetto dell´architetto Isola per il nuovo museo, devo dire che sono contento di quello che ho visto - ha detto Helmut Satzinger, uno dei massimi esperti mondiali di filologia egizia e copta. - Per quanto riguarda le parti multimediali, occorre ricordare che presuppongono un´approfondita conoscenza scientifica, senza la quale è impossibile qualunque divulgazione». «Concordo che questo sia il momento giusto per approfondimenti scientifici, ma questo non significa che si intenda tornare indietro rispetto alla concezione del museo», ha aggiunto la direttrice del Museo Egizio di Firenze Maria Cristina Guidotti. Ci sono stati momenti di tensione tra Roccati e la Vassilika, di fronte alle ripetute dichiarazioni del professore sulla mancanza di valenze di tipo scientifico all´interno del museo, che potrebbero essere richieste a studiosi all´esterno, salvo poi essere vagliate dal comitato stesso: «Come si fa a formulare linee guida precise rispetto al progetto espositivo se abbiamo a disposizione solo 6 mila pezzi degli oltre 30mila delle collezioni?», ha replicato la direttrice. Salta fuori allora che tra i problemi dell´Egizio - oltre alle incertezze sul trasferimento della Galleria Sabauda, senza il quale il museo non potrà "raddoppiare" al secondo piano - c´è il mancato passaggio della maggior parte della collezione dal ministero per i Beni culturali alla Fondazione Antichità Egizie. E questo dopo le promesse di fare in fretta rilasciate all´atto di nascita del nuovo ente e con una catalogazione dei beni, affidata alla Soprintendenza alle Antichità, che procede da quattro anni assai a rilento, e qualcuno dice non a caso. «Figuratevi - incalza Vassilika - che noi non abbiamo accesso ai depositi ove sono conservati i pezzi non conferiti, come faccio a sapere se un sarcofago può stare in una sala se non so quanto misura?». Fatto questo che suscita l´indignazione di Gaballa Alì Gaballa, ordinario di Egittologia al Cairo al secondo mandato torinese, che si stupisce della burocrazia italiana e delle sue lungaggini. Per il resto si associa a Satzinger nell´apprezzamento del nuovo progetto espositivo. «Seguo l´allestimento da 5 anni, hanno seguito i miei suggerimenti. Sono soddisfatto, anche se tutto è tropo lento». Le conclusioni a Roccati, che dichiara di non volere polemizzare, ma piuttosto costruire: «Intendevo dire che quello proposto da Ferretti è l´Egitto dei tempi dell´Abate Terrasson, di fine ‘700, tutto buio, morte e mistero. Sono passati più 200 anni, ci sono stati altri passaggi, oggi per esempio si preferisce considerare l´importanza della luce in quella civiltà».

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Gli oneri del mattone 300 euro al metro (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI CRONACA pag. 7 Gli oneri del mattone 300 euro al metro L'edilizia fra burocrazia e crisi COLLEGIO COSTRUTTORI La crisi si fa sentire, ma a Rimini il settore resiste meglio che altrove UN 2008 da dimenticare per le imprese edili e il mercato immobiliare riminese. In calo il fatturato, in calo gli addetti e il numero delle imprese. «Ma Rimini, nonostante tutto, è riuscita a contenere i danni, meglio che in altre località d'Italia», conferma Ulisse Pesaresi, il presidente di Ance, l'associazione del collegio costruttori edili riminesi. E proprio Pesaresi ha fatto ieri il punto, nell'assemblea indetta da Ance Rimini. «QUESTA crisi può diventare davvero l'occasione per dare una svolta, ma serve l'aiuto di tutti, a partire dalle amministrazioni comunali e dalle banche», l'appello di Pesaresi. Che punta il dito, di nuovo contro gli oneri d'urbanizzazione e l'eccessiva burocrazia: «Oggi a Rimini, per una costruzione di mille metri quadrati, il Comune ci chiede oneri per 300mila euro: in pratica 300 euro al metro quadrato». La monetizzazione' di parcheggi e di aree verdi (cioè quanto l'impresa o il privato corrispondono al Comune, in cambio del permesso di costruire) in alcuni casi tocca i 600 euro per le aree verdi e i 1200 per i parcheggi. «Sono cifre insostenibili». Così com'è insostenibile, secondo Ance, il peso della burocrazia. «Oggi abbiamo a Rimini 80 piani particolareggiati fermi, a cause del lungo iter procedurale. Le pratiche restano ferme negli uffici...». Alle banche, Pesaresi chiede di abbassare le pretese: «Nonostante in questo momento il tasso Euribor sia basso, le nostre imprese non riescono a goderne vantaggi, in quanto gli istituti di credito applicano uno spread (il tasso d'interesse stabilito da ogni banca) che è troppo elevato». E POI c'è, naturalmente, la crisi. Che nel 2008, così come in questa prima metà dell'anno, si è fatta sentire. Gli addetti impiegati nel settore edile sono passati dai 4772 del 2007 ai 4572 del 2008. Nel periodo tra l'ottobre 2008 e il marzo di quest'anno le imprese sono calate del 7,4% (da 697 a 645), anche se nonostante tutto reggono le aziende a carattere industriale, che sono rimaste praticamente immutate per numero e addetti. Un terzo delle imprese, per il 2009, prevede un ulteriore calo del fatturato. Anche perché ben oltre la metà degli appalti pubblici (89 su 131) nel 2008 è finita a imprese non riminesi. «La speranza sottolinea Pesaresi è che cambi la tendenza. Le amministrazioni dovrebbero cercare di favorire le imprese locali». PESARESI poi sfata' il tabù del mercato immobiliare in crisi. «I prezzi, è vero, sono un po' calati. Ma nemmeno tanto. Sulle nuove abitazioni il prezzo è sceso in media del 10%, non di più. Insomma, non è tempo di saldi, anche se l'invito, a chi deve acquistare la prima casa, è di cercare di comprare adesso. E' un momento favorevole, perché le quotazioni sono leggermete calate e i mutui sono più abbordabili». Già dopo l'estate, secondo Ance, il mercato potrebbe tornare a salire. Manuel Spadazzi Image: 20090611/foto/11074.jpg

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Confartigianato: (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confartigianato: «Difficile fare impresa» A Bolzano le migliori condizioni, a Piacenza è più facile avere un finanziamento ROMA - Bolzano, è la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. E a Piacenza, così come a Sondrio e a Terni, ci sono le migliori condizioni per avere finanziamenti dalle banche. È quanto emerge dal Rapporto Il cielo sopra la crisi curato dall'Ufficio studi di Confartigianato e che viene presentato oggi in occasione dell'assemblea della Confederazione, che rappresenta 520mila artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della qualità della vita dell'impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al 6° posto Prato, al 7° Sondrio, all'8° Forlì-Cesena, al 9° Varese e al 10° Modena. Per quanto riguarda invece la coda della graduatoria, le ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta (94ª), e a seguire da Enna, Reggio Calabria, Taranto, Vibo Valentia, Napoli, Siracusa, Cosenza, Catanzaro e, al 103° posto, Crotone. Anche nella classifica per regioni, la prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito da Emilia-Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria. Dal rapporto emerge inoltre che è il Nord-Est la macro area italiana più favorevole per l'imprenditoria. A seguire il Nord-Ovest, il Centro, le Isole ed il Sud. Per gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle dotate di una forte autonomia: Bolzano, Trento e Aosta. Le ultime tre Salerno, Latina e Napoli. Per minore peso della burocrazia primeggiano invece Prato, Ravenna e Reggio Emilia, mentre sono agli ultimi posti Roma, Campobasso e Catanzaro. Infine, quanto al credito, godono appunto delle condizioni migliori gli imprenditori di Sondrio, Piacenza e Terni, di quelle peggiori gli industriali di Salerno, Napoli e Avellino. Francesco Pauri 11/06/2009

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(sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

«A San Pietro solo da cinque anni ma la gente mi ha dato fiducia» Irina Ciammaichella prima donna sindaco: «Vogliamo un paese più vivo» SAN PIETRO IN CERRO - A distanza di due giorni dall'elezione, abbiamo incontrato Irina Ciammaichella, neo sindaco di San Pietro in Cerro e vincitrice con la lista "Uniti per il nostro territorio". Contro ogni pronostico, ha scalzato il sindaco uscente, Giorgio Chiusa, nonostante la forte novità che ha caratterizzato tutta la sua ascesa. Prima donna sindaco a San Pietro? «A me risulta proprio di si. E anche ai miei colleghi. Bisognerebbe controllare nei registri pre bellici, ma non credo ci fosse la possibilità per una donna di fare il sindaco allora». E giovanissima anche. Una bella sfida. «Si, ho quasi 32 anni. La mia squadra ed io eravamo timorosi. Ci chiedevamo se ce l'avremmo fatta. Piano piano abbiamo sentito il sostegno della gente. Inoltre io non sono originaria di San Pietro, ma di Milano, e abito qui da soli 5 anni. So quanto è importante e apprezzato per le persone conoscere la famiglia di origine. Questo era il mio timore maggiore. E invece la popolazione ha creduto in noi e ci ha dato fiducia. Cercavamo qualcuno che avesse a disposizione parecchio tempo. Abbiamo vagliato i pro e i contro e alla fine c'è stato accordo sul mio nome. Ho avuto il merito di essere stata appoggiata da persone conosciute e stimate. Tanto merito al paese che ha dimostrato mentalità aperta verso una donna giovane che è qui da poco». Prime impressioni? «Per ora tengo le orecchie aperte più che posso per imparare. Martedì è stata una giornata molto intensa che mi ha permesso di vedere le cose da vicino. Tra il 18 e il 19 giugno faremo un consiglio comunale aperto, in cui ci sarà il giuramento e la proclamazione della giunta». Qualche anticipazione? «Non posso ancora. Lasceremo spazio alle preferenze indicate dagli elettori, ma gli incarichi, sebbene siano quasi definiti, preferisco non renderli ancora pubblici». Ha avuto altre esperienza in politica? «Non la considero una entrata in politica, ma un mettersi a disposizione del mio paese. Eravamo scontenti di come vedevamo le cose in paese e abbiamo pensato di fare qualcosa per vedere il paese più vivo». Perché una lista civica? «Nessuno di noi ha ambizioni politiche né una connotazione politica. Sappiamo che avremo a che fare col mondo della politica e siamo ben aperti a conoscerlo meglio. Non ci siamo schierati a priori perché, non conoscendo direttamente nessun uomo politico, sarebbe stata una scelta a occhi bendati. Solo Roberto Bori è stato consigliere a San Pietro una decina di anni fa». Cosa è la politica per un sindaco di un paese come San Pietro? «Francamente mi aspettavo molto di quello che ho trovato. Ho sempre pensato che, se avessi vinto, non sarei andata ad amministrare un comune ma a lavorare in un comune. La burocrazia è come quella dei comuni grandi, ma va svolta con molto personale in meno. Il sindaco deve essere quello che dà una mano. Non sono andata con l'idea di governare, ma di rimboccarmi le maniche e mettermi al lavoro. Spero che le polemiche che hanno caratterizzato la campagna elettorale siano finite e che anche l'opposizione voglia contribuire a una buona politica per il bene del paese». Chiara Bruschi 11/06/2009

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Cantalice, Poggio Bustone, Greccio e Labro nel segno della continuità, Colli sul Velino... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 11 Giugno 2009 Chiudi di ANDREA SCASCIAFRATTE Cantalice, Poggio Bustone, Greccio e Labro nel segno della continuità, Colli sul Velino cambia rotta. La tornata elettorale non ha portato stravolgimenti nei comuni del versante nord del Montepiano che, quasi in blocco, promuovono a pieni voti le amministrazioni uscenti. A Cantalice, il democrat Paolo Patacchiola stacca di 105 preferenze Ornella Serva e, col 42 per cento dei consensi, resta in sella. «Per la prima volta la sinistra si è presentata divisa alle urne, ma ce l'abbiamo fatta lo stesso - afferma il primo cittadino - uno stimolo in più per proseguire il nostro lavoro, tenendo presenti le esigenze dei cittadini, con i quali non mi stancherò mai di confrontarmi. Grazie alla riconferma potrò portare a termine due importanti progetti come il prg e la nuova rete del gas». Quasi un trionfo, invece, per Alberto Cerroni dell'Udc che, nella vicina Poggio Bustone, infligge un pesante distacco allo sfidante Pasqualino Desideri. «L'aver ottenuto 440 voti in più della lista avversaria è la dimostrazione che abbiamo operato bene - commenta il vincitore - Ma non dobbiamo cullarci sugli allori perché c'è da attuare un ricco programma, incentrato su viabilità, scuola, turismo, cultura e centro storico». Altro bis annunciato a Labro, con l'imprenditore agricolo Gastone Curini attestato al 67 per cento. »Questa rielezione è logica conseguenza del buon lavoro svolto dal 2004 a oggi - afferma - in cinque anni Labro ha visto rifiorire il commercio grazie all'apertura di una decina di nuove attività e si è meritata la bandiera arancione del Touring club Italia, abbiamo portato il gas nel centro storico, risolto il problema della siccità e gestito i conti pubblici in modo virtuoso». A Greccio il Comune si tinge di rosa col primo sindaco donna della storia: Albertina Miccadei riceve il testimone da Antonio Rosati, in lizza per un posto a palazzo d'oltre Velino, «per dare continuità all'azione intrapresa nei dieci anni passati». Con lei gran parte degli amministratori uscenti, con l'aggiunta di due emergenti come Federico Ilari (il più votato con 92 preferenze) e Antonello Miccadei. «Impegno e correttezza saranno alla base del mio mandato - promette la Miccadei - priorità il turismo, l'acqua, i giovani, gli anziani e l'arricchimento territoriale del patrimonio comunale». Si conclude una lunga parentesi-rossa, invece, a Colli sul Velino, dove Alberto Micanti strappa la fascia tricolore a Paolo Ciccomartino per nove voti. «Dopo decenni di amministrazione monocolore, durante la quale non si è riusciti a contrastare lo spopolamento e l'impoverimento delle risorse, è giunto il momento di cambiare - afferma Micanti - le priorità: l'ambiente, il potenziamento dei servizi sociali, il nuovo piano casa, il progetto Colli-giovani, le infrastrutture, lo snellimento della burocrazia e la valorizzazione delle risorse locali».

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Un nuovo sistema feudale con al centro la Lega (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un nuovo sistema feudale con al centro la Lega segue dalla prima pagina Nell'area di opposizione il Pd è un ammasso di antiche rovine coperte dal telone di un teatro tenda dove tutti si esibiscono ma il copione lo scrive Di Pietro e alla cassa vigilano gli emiliani che sentono l'avvicinarsi della tromba d'aria. Quando si dice faremo un congresso vero, si confessa che sinora hanno fatto congressi falsi. Mi pare che questo sia stato l'unico strillo di verità emesso in questi giorni di triste ripiegamento. A questo punto è nostro dovere dire se giudichiamo superato o meno il punto di non ritorno in un processo di trasformazione del sistema politico italiano. Il vento degli anni 90 ha portato via la forma e la vita dei partiti nazionali, la spina dorsale della democrazia italiana si è frantumata in un insieme di aggregazioni locali. Questo processo indica la fine di un impero e l'inizio del feudalismo politico. Il feudalesimo è una forma di organizzazione sociale primitiva che tende ad arginare le paure diffuse e le insicurezze individuali sotto lo scudo protettivo di un capo. È legato sempre alla crisi di un potere centrale e si fonda sull'abilità di un conte o di un vescovo nel saper tenere il controllo del territorio. È il sistema politico che ci consegna la radiografia delle elezioni del 6-7 giugno. La realtà che abbiamo sotto gli occhi ci mostra un paradosso curioso: i partiti nazionali tradizionali si sono frantumati in realtà feudali territoriali, mentre la Lega, che ha distrutto i partiti nazionali, si presenta come un partito nazionale delle politiche territoriali. Il federalismo fiscale è stato percepito come una riforma nazionale che restituisce al territorio il potere impositivo e che punisce gli sprechi legati alla spesa storica. Perché la Lega sfonda anche nelle regioni rosse? Perché entra come forza nazionale per far valere le politiche territoriali nei luoghi ove il Pd è arroccato nella tutela dei vecchi schemi della società organica che unificava in un solo corpo le istituzioni, i partiti, i sindacati e l'economia. Il tempo stringe e tra un anno avremo le elezioni regionali in un quadro europeo dominato da un centrodestra interessato a una stabilità sociale post-crisi globale. Il centrosinistra pensa di andare alle elezioni senza una politica nazionale delle autonomie territoriali. Le candidature del Pd nel Sud in queste elezioni e lo sconcio della caccia alla preferenza ci dicono che è stato superato ogni limite alla decenza. La storia ci insegna che quando i regimi forti si affermano per via elettorale, vi è sempre una responsabilità delle forze di sinistra. I vecchi partiti nazionali restano prigionieri dei loro schemi come lo furono negli anni 60 quando non capirono che la società si andava liberando dalle camicie di forza delle discipline di partito. Oggi non hanno compreso che il centro della elaborazione e delle decisioni politiche si è spostato dal centro alla periferia. La Lega anticipò questo processo e ormai lo guida nell'area forte del Paese: il Nord. Un impetuoso effetto imitativo si svilupperà ancora e raggiungerà un punto alto nelle elezioni regionali 2010. In quel giorno la Lega assumerà il ruolo di Lega delle Leghe regionali. Allora le burocrazie del bipartitismo (Pd e Pdl) si accorgeranno che è cominciato un nuovo ciclo politico che richiede uno sbocco nazionale alle politiche territoriali. Oggi la Lega condiziona Berlusconi nel governo locale del Nord e nel governo nazionale, ma non è questa la sua vera vittoria politica. La Lega ha vinto la battaglia iniziata dagli anni 80 contro il "partito romano" e contro le politiche nazionali dei partiti tradizionali. Il problema era reale, la soluzione è irreale: siamo tornati ai feudi e ai feudatari. Qualcuno continuerà a baloccarsi con un rinnovamento da farsi con i visini angelici o diabolici o da realizzarsi con gli espedienti delle consultazioni primarie o referendarie, mentre la Lega avrà in ogni regione piantato l'albero di una libertà territoriale centrifuga. E allora sarà forse la Lega a trasformarsi in forza centripeta perché godrà della fiducia dei feudatari locali. Il tormentone finirà quando sapremo che Berlusconi è andato in pensione e che gode ottima salute, e che Franceschini ha perso la cassa integrazione perché l'azienda non c'è più. Ma non possiamo prevedere se qualcuno avrà la voglia di assumere i vecchi feudatari conti o vescovi. di Rino Formica 11/06/2009

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Udine, il grande orecchio della forestale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-06-11 - pag: 18 autore: Il «Noava» e le indagini a tutela del patrimonio boschivo. Verifiche in corso su un possibile centro di ascolto fuori controllo Udine, il «grande orecchio» della forestale di Roberto Galullo «N essuna nuova, cattiva nuova»:Ferruccio Saro, senatore del Pdl, non ha paura che la sua ironia venga intercettata al telefono il giorno in cui il governo ha posto la fiducia in materia di intercettazioni. La butta sul ridere colui il quale il 3 febbraio si è rivolto al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, con un'interrogazione a risposta orale, per metterlo a conoscenza che in Friuli-Venezia Giulia, dal 2002, è attivo un "grande orecchio" fuori, a suo avviso, da molte regole. Ma, soprattutto, si è rivolto al collega di partito Alfano per avere risposte. «Sì - spiega Saro ho scoperto casualmente il centro di ascolto, che appare illegittimo, istituito a Pagnacco (Udine), presso il Nucleo operativo di vigilanza ambientale del Corpo forestale regionale ». E dire che Saro sta alla politica di Udine come Alfano sta a quella di Agrigento: conoscenza del territorio e zero segreti nelle stanze della burocrazia. «Eppure- continua Saro- in pochissimi sapevano di questo centro che ha intercettato non si sa chi, per quanto tempo e soprattutto a quale scopo». Ufficialmente il Noava avrebbe dovuto essere composto da una decina di persone che, su delega della magistratura, avrebbero potuto svolgere indagini a tutela del patrimonio boschivo e avrebbe potuto anche effettuare intercettazioni telefoniche. Da febbraio a oggi Saro ha presentato altre due interrogazioni: l'ultima il 23 aprile. «In questi mesi – conferma – nessuno si è fatto vivo. Ancora ieri ho chiamato per tutto il giorno il ministero ma niente da fare ». Tra un'interrogazione e un'altra Saro ha messo a soqquadro la sua Regione e gli effetti non sono mancati.L'Avvocatura della stessa Regione Friuli Venezia Giulia, a firma dell'avvocato Enzo Bevilacqua, ha mandato al Governatore Tondo, che lo aveva richiesto in tutta fretta, un parere interno, di cui il Sole-24 Ore ha copia. La relazione contiene passaggi durissimi contro il Noava, istituito il 23 ottobre 2002 dall'allora (come oggi) giunta regionale di centrodestra. Allora, come oggi, il Governatore era Renzo Tondo, anch'egli del Pdl. A pagina 9 la prima bordata dell'avvocatura regionale, allorché scrive che il personale assegnato al Noava esercitava concretamente attività di polizia giudiziaria al di fuori del territorio regionale. «Non solo –specifica il parere – ma risulta anche che in occasione di perquisizioni personali e locali a danno di un residente nel Lazio tali soggetti siano stati oggetto di una denuncia per abuso di ufficio, violenza privata e sequestro di persona, poi archiviata dal Gip ». Quando entra nel capitolo delle intercettazioni telefoniche e dell'eventualità che siano state persino istituite banche dati incontrollate, l'avvocatura sembra prendere tempo, forse per spedire la patata bollente tra le mani del ministro Alfano.«Sembrerebbe – spiega Saro –che se vi fossero state attività di intercettazione e di costituzione di una banca dati, queste sarebbero state del tutto fuori legge. Inoltre sembrerebbe precisato che l'unica struttura regionale autorizzata per costituire una saletta d'ascolto esterna sarebbe stata autorizzata dalla magistratura nel 2007. Secondo altree diverse verifiche, sembrerebbe, al contrario, che fossero confermate non solo l'esistenza di un Centro per le intercettazioni telefoniche, stabilmente in attività da anni ma, addirittura, la presenza di una o più strutture di ascolto che avrebbero operato intercettazioni telefoniche avvalendosi di uomini estranei all'amministrazione regionale ». Per risolvere il rebus Saro (e non solo) attende la risposta del ministro Alfano. http://robertogalullo. blog.ilsole24ore.com

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Il Comune di Subiaco approva il bilancio 2009 ed è stangata sul trasporto scolastico. A... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 11 Giugno 2009 Chiudi di ANTONIO SCATTONI Il Comune di Subiaco approva il bilancio 2009 ed è stangata sul trasporto scolastico. Aumenti anche per tariffe e canoni. Ad essere maggiormente penalizzato è il trasporto dello scuolabus: la tariffa mensile a carico delle famiglie aumenta del 50 per cento, passando da 10 euro a 15. Altro rincaro anche se più contenuto è quello della mensa scolastica che costerà 2,88 ogni pasto, con un più 3 per cento circa, a fronte di un costo fisso sostenuto dal Comune di 4,50 euro, come da appalto con la Valle dell'Aniene Servizi. La tariffa della nettezza urbana, servizio gestito dal consorzio Gaia, aumenta in media del 3 per cento: «In base al contratto con Gaia - dice l'assessore al bilancio, Eugenio De Propris - sarebbe dovuta rincarare del 12,50 per cento. Abbiamo contenuto l'aggravio grazie alla lotta all'evasione e così scoprendo altri contribuenti abbiamo abbattuto l'aumento contrattuale». Sale del 15 per cento il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche: per l'amministrazione si tratta di un recupero dell'inflazione in quanto i canoni erano fermi al 1999. Per i passi carrabili, invece, l'incremento è più contenuto: sale solo del 6 per cento, anche se la tariffa era sempre ferma a quella di dieci anni fa. Aumenti intorno al 15 per cento per le affissioni, e l'installazione dei mezzi pubblicitari, quali, cartelli, insegne e striscioni. Di segno completamente opposto la valutazioni di maggioranza ed opposizione: «Tra le ristrettezze economico-finanziarie, la burocrazia dell'ente, le scarse capacità di enti come Regione e Provincia a collaborare, si sceglie ilrinnovamento - dice il sindaco, Pierluigi Angelucci - in un momento di forte criticità generale, il Comune approva una manovra dove contiene la spesa corrente ai livelli del 2002 e riduce al minimo il piano degli investimenti». «Il bilancio- ribatte Domenico Pelliccia del Pd- non rispetta il patto di stabilità, non tiene conto del deficit accumulato nel 2008, non riporta le somme da restituire alla Regione ed iscrive in bilancio, per coprire le spese, somme di dubbia esigibilità».

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P.S.GIORGIO - Hanno dormito sul marciapiede, incatenati al cantiere dove sono in corso i lavori di r... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Giovedì 11 Giugno 2009 Chiudi P.S.GIORGIO - Hanno dormito sul marciapiede, incatenati al cantiere dove sono in corso i lavori di ristrutturazione dello chalet Le Gall, sequestrato per presunti abusi edilizi e poi dissequestrato in parte dalla Procura di Fermo. Il consigliere comunale Andrea Rogante e Fabio Senzacqua, gestore del noto locale sul lungomare nord, continuano senza sosta la loro protesta contro quelli che hanno definito i «lacci della burocrazia», che impedirebbero di riaprire lo chalet a meno che non si abbattano le opere ritenute non conformi. Intanto in 60 aspettano di tornare a lavorare per la stagione estiva. Da un paio di giorni i due uomini non toccano cibo e da ieri sera hanno iniziato anche lo sciopero della sete. Vengono monitorati dai sanitari del 118. «Dormire fuori è stato veramente duro» ha detto Rogante, provato dalla singolare protesta che ha messo in allarme anche i famigliari. Senzacqua è pronto a sanare tutto ciò che gli viene contestato. «Ma per favore fateci lavorare». Sa.Ren.

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I Sei mai riuniti: indennità pagata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 11/06/2009 - pag: 5 Costi della politica Commissione non ancora insediata. Steger: «Il regolamento sarebbe da cambiare» I Sei mai riuniti: indennità pagata A Zocchi 1.300 euro al mese. Dure le opposizioni: «Rinunci» Artioli (Lega) all'attacco anche sull'assegnazione senza gara per la realizzazione di un film «Invitare altre aziende» BOLZANO Non è una cifra enorme, ma per molti 1.300 euro al mese sono uno stipendio. L'indennità spetta ai membri della commissione dei 6 e dei 12 eletti dal consiglio provinciale. I parlamentari di solito vi rinunciano, ma a febbraio, su indicazione del Pd, è stato nominato l'avvocato Alberto Zocchi, che deputato non è. La commissione di fatto è ancora nel mondo delle idee perché mancano i tre nomi scelti dal governo. Ma Zocchi viene regolarmente remunerato. Più di qualcuno nei banchi dell'opposizione ha storto il naso e lo stesso presidente Dieter Steger non è stato tenero nella sua controreplica. Il dato curioso è che lo stesso Zocchi dice di non aver avuto idea di aver diritto ad un'indennità mensile, di essere stato ripetutamente sollecitato dal consiglio a richiederla, e di essere pronto a restituire tutto. Paradossi della burocrazia. Ieri il Consiglio provinciale ha affrontato l'esame dell'assestamento del bilancio di previsione del Consiglio stesso per l'anno finanziario in corso. La consigliera Eva Klotz ha poi fatto riferimento all'aumento del capitolo per le indennità dei componenti della Commissione dei 6: «Se il governo non farà funzionare le commissioni, noi pagheremo inutilmente 1.291 euro al mese al dottor Alberto Zocchi » ha detto. Anche Alessandro Urzì (Pdl) ha affrontato il tema dell'indennità dicendo che «il Consiglio deve certamente determinare l'accantonamento dei fondi, ma momentaneamente non provvedere all'erogazione». Richiesto di un commento, il verde Riccardo Dello Sbarba afferma: «Se la commissione non svolge attività, sarebbe corretto rinunciare al compenso». Anche Elena Artioli (Lega Nord) e Pius Leitner hanno chiesto di sospendere lo stipendio «attribuito a Zocchi fino a che le Commissioni dei 6 e dei 12 non saranno effettivamente attive». Dopo le osservazioni dei consiglieri di opposizione dell'argomento si è parlato fra i banchi e dagli uffici del consiglio è arrivata la conferma che l'avvocato Zocchi sta emettendo regolari fatture, pur non essendo ancora insediata la commissione. Nella sua replica il presidente Dieter Steger ha replicato che i compensi dei membri sono disciplinati da apposito regolamento: «E i compensi spettano anche se non ci sono sedute della Commissione: per evitare questo, il Consiglio dovrebbe modificare il regolamento e io verificherò se è possibile, perché sono d'accordo sul fatto che non è giusto erogare compensi se non si lavora». Qualche polemica vi è stata anche in merito alle spese per rendere nota l'attività del consiglio. «Il filmato che viene realizzato per i visitatori ha spiegato Steger viene aggiornato ad ogni legislatura, sempre dallo stesso autore, ovvero la Multimedia Project, ma oltre a questo c'è bisogno anche di una versione più adatta per i giovani, per la quale abbiamo previsto circa 60.000 euro, anche se suppongo che costerà meno. Stiamo lavorando con la società Miramonte che è in stretto contatto con la Zelig, con la quale volevamo lavorare. Per questo non abbiamo previsto un bando di gara». «È vero fa notare la Artioli che il presidente per legge può dare questi incarichi senza fare una gara fino alla stratosferica cifra di 100.000 euro. La legge mi sembra assurda, ma c'è. Solo che poteva almeno chiedere un'offerta a qualche ditta diversa, sono pur sempre soldi pubblici. Ed in ogni caso la legge prevede che vi sia una motivazione scritta sulla scelta che viene fatta. La attendiamo ». Fabio Gobbato Dibattito L'aula del consiglio provinciale. Il caso Zocchi tiene banco

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Südtirol provincia ideale per chi vuole fare impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige sezione: 1AECONOMIA data: 11/06/2009 - pag: 11 Studio di Confartigianato Südtirol provincia ideale per chi vuole fare impresa BOLZANO L'Alto Adige è la provincia italiana dove esistono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. È quanto emerge dal rapporto «Il cielo sopra la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato che verrà presentato oggi in occasione dell'assemblea nazionale che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti . Ne è scaturito l'indice della qualità della vita dell'impresa che valuta la capacità di ciascun territorio di mettere a disposizione degli imprenditori miglior contesto possibile dove operare. Sono stati analizzati densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture. Per gli indicatori relativi alla pressione fiscale le prime tre province virtuose sono tutte quelle autonome: Bolzano, Trento e Aosta.

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Indagine Confartigianato, clima favorevole per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA FORLI' pag. 1 Indagine Confartigianato, clima favorevole per le imprese FORLÌ-CESENA è una delle province italiane dove l'ambiente è più favorevole per le imprese. E' quanto emerge dal Rapporto Il cielo sopra la crisi' curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà presentato oggi in occasione dell'Assemblea della Confederazione, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. La nostra provincia è all'ottavo posto nazionale nella classifica guidata da Bolzano. Seguono Trento, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Prato e Sondrio. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, sommerso, burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, i servizi, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture.

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Fare impresa? E' più facile in Alto Adige e in Emilia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 11-06-2009 CONFARTIGIANATO Fare impresa? E' più facile in Alto Adige e in Emilia ROMA II Bolzano, è la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. All'ultimo posto Crotone, preceduta da Catanzaro e Cosenza. E' quanto emerge dal Rapporto «Il cielo sopra la crisi» curato dall'Ufficio Studi di Confartigianato e che verrà presentato oggi in occasione dell'Assemblea della Confederazione, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Dopo Bolzano, Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia, la classifica delle migliori province per esercitare l'attività imprenditoriale vede al 6° posto Prato, al 7° Sondrio, all'8° Forlì- Cesena, al 9° Varese e al 10° Modena. Nella classifica per regioni, la prima piazza va al Trentino Alto Adige, seguito dall'Emilia Romagna.

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Corsa al rettorato, boom di elettori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 11/06/2009 - pag: 11 Fisciano Sfida a tre per la guida dell'Ateneo tra Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico Sanguineti Corsa al rettorato, boom di elettori Già alle urne 6 prof su 10. Il seggio è aperto anche oggi dalle 10 alle 18 FISCIANO Urne aperte, da ieri mattina e fino a stasera al campus di Fisciano per il rinnovo della carica di rettore dell'università di Salerno. Altissima l'affluenza per le operazioni di voto che sono iniziate alle dieci del mattino di ieri e si protrarranno fino alle 18 di questo pomeriggio. Tre gli aspiranti all'incarico e tutti e tre hanno votato ieri: Raimondo Pasquino, Pasquale Persico e Federico Sanguineti. L'attuale rettore Pasquino si ripresenta per il terzo mandato. Nel suo programma si è soffermato sull'attività della facoltà di medicina e ribadito che l'università di Salerno non diventerà una fondazione privata perchè deve essere libera di rispondere alle funzioni proprie di un'università pubblica statale. Pasquale Persico, invece, è ordinario di Economia e Sviluppo alla laurea specialistica di Scienze della comunicazione, direttore del dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell'ateneo salernitano e presidente del collegio dei direttori di dipartimenti. Persico ha lanciato l'idea di rivedere il modello organizzativo delineando cinque aree di riferimento. Il terzo candidato, figlio del poeta Edoardo Sanguineti, già docente di filologia e critica dantesca presso l'Università di Siena, è attualmente professore ordinario di filologia alla facoltà di lettere e filosofia all'ateneo fiscianese. Sanguineti ha evidenziato i suoi tre punti essenziali: trasparenza negli atti amministrativi, una vita universitaria liberata da una burocrazia paralizzante e la democratizzazione della didattica e della ricerca. Rinunciando a ogni eventuale indennità di carica. Le operazioni di voto, così come lo scrutinio, si svolgeranno mediante il sistema telematico, con l'utilizzo di postazioni informatiche, permettendo, in questo modo, di avere i risultati praticamente in tempo reale. Per l'elezione del rettore, che resterà in carica per il quadriennio 1 novembre 2009-31 ottobre 2013, è richiesta la maggioranza assoluta dei votanti nelle prime tre votazioni. Per la validità delle votazioni, è necessario che vi prenda parte almeno la metà più uno degli aventi diritto. Un problema che non sembra porsi, vista la fila degli elettori che hanno atteso di esprimere la loro preferenza. Ieri, infatti, già ad appena un ora dall'apertura del seggio elettorale, avevano votato più di cento aventi diritto al voto. «Le elezioni si stanno svolgendo nel massimo rigore, ma con estrema serenità e, soprattutto, senza alcuna contestazione - sottolinea la professoressa Caterina Miraglia, presidente del seggio elettorale - L'elezione del rettore è un momento topico per una università ed è motivo di soddisfazione vedere questa numerosa affluenza che esprime il grande attaccamento ed il coinvolgimento di tutta la classe docente e dell'intero ateneo ». La tornata elettorale, comunque, si articola su tre turni. Se necessaria, la seconda votazione si terrà il 17 e 18 giugno, il 24 e 25 la terza, fino all'eventuale ballottaggio previsto per il primo e 2 luglio. Occhio attento puntato sull'andamento del voto, anche da parte di Unis@und, la web radio dell'ateneo. Molte le persone che già da ieri, nelle trasmissioni in onda dalle 9,30 alle 12,30, si sono alternate ai microfoni della radio universitaria, con commenti inerenti il rinnovo della carica di rettore. Oggi, invece, terminato lo spoglio delle schede, nel corso del programma E-Press Speciale elezioni, saranno commentati i risultati. Paola Florio In fila Elettori in fila, ieri, al seggio telematico allestito al Campus di Fisciano per votare il nuovo rettore dell'Università

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(sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 15 «Più controlli degli enti locali e meno burocrazia» FRONDUTI (PDL) PERUGIA IL CONSIGLIERE regionale del Pdl Armando Fronduti (nella foto), in quanto membro della II Commissione consiliare e presidente di Confedilizia Umbria, si mostra soddisfatto delle decisione di stralciare dalla discussione sul Piano Casa la parte relativa a premialità, perequazioni e compensazioni: «C'è la volontà della Giunta di apportare alcune modifiche al Ddl, visti i problemi emersi al Tavolo generale del Patto per lo Sviluppo. C'è attesa per la discussione dei Piani urbanisti ed edilizi, nonché per l'adeguamento degli edifici alla legge antisismica, questione molto delicata, in quanto in caso di ristrutturazioni comporta costi molto elevati per i proprietari degli immobili. Quanto poi alle premialità, ci sono perplessità superabili». Del resto Fronduti non ha dubbi: «La presidente Lorenzetti vuole che il testo arrivi in aula con l'unanimità raggiunta in Commissione e quindi senza dibattito, per questo si è dichiarata aperta a qualsiasi proposta di emendamento della minoranza. Chiederemo che sulle premialità vigilino gli enti locali, soprattutto in caso di demolizione e costruzione, dove sono previste possibilità di ampliamento del 35%. Bisogna poi che ci sia una verifica strutturale delle Province con autorizzazioni preventive, in modo da non bloccare le pratiche per 7-8 mesi». Image: 20090611/foto/8047.jpg

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I giovani assistiti sono quattordici Ecco la commissione (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 17 I giovani assistiti sono quattordici Ecco la commissione I NUMERI PERUGIA SONO IN TUTTO 14 i ragazzi con difficoltà motorie o cognitive che all'ateneo perugino sono assistiti per lezioni e studio da «tutor» specializzati. Un gruppo ristretto sui circa 200 iscritti come disabili. In tanti, infatti, c'è ancora il pudore di chiedere una mano in più. Come per altri, che avevano fatto domanda, non si è riusciti a trovare in tempo per le lezioni un operatore specializzato. I tempi della burocrazia non vanno infatti d'accordo con l'urgenza dell'assistenza per chi altrimenti non potrebbe studiare. Ad ogni modo il servizio si sta consolidando. E' già stato approntato il sistema che permette, con una sala attrezzata a Economia, l'accesso alle biblioteche di facoltà. Ma presto si riunirà per la prima volta la commissione tecnica d'ateneo di cui sarà presidente la professoressa Mirella Damiani. Un passo avanti verso la programmazione di ulteriori prestazioni e per il coordinamento dei referenti di facoltà. Ruolo che da 3 anni riveste la stessa Damiani: «Seguiamo sia i tutor e che i disabili che non hanno un sostegno. Siamo mediatori tra gli studenti e gli insegnanti: coleghi sempre disponibilissimi».

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nella contesa tra cognati pezzin prevale su barzan (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco di Erto e Casso trova un posto in assemblea nelle file della minoranza Pd Nella contesa tra cognati Pezzin prevale su Barzan La curiosità/2 Alla fine tra i due cognati e contendenti politici l'ha spuntata Luciano Pezzin: il primo cittadino di Erto e Casso ha infatti conquistato un seggio da consigliere provinciale, "soffiandolo" al cognato Virgilio Barzan, attuale vicesindaco di Vajont. Pur tra le file della minoranza del Partito democratico, Pezzin è entrato nell'assemblea di piazza San Giorgio dopo avere superato le preferenze di Barzan, iscritto al Popolo delle libertà. La "guerra" tra parenti si è consumata nella circoscrizione di Montereale, alla quale fanno capo tanto Erto e Casso quanto Vajont. Ma entrambi gli sfidanti negano tensioni o problemi a livello di famiglie. «L'abbiamo presa con molto spirito di lealtà, quasi fosse una sorta di gioco - ha spiegato Pezzin -. Non me l'aspettavo, anche perché quello attuale non è uno dei momenti migliori per il centro-sinistra. Quando mi hanno comunicato che ero stato eletto, ho pensato a uno scherzo. La prima cosa che ho fatto quando ho capito che era tutto vero è stata quella di telefonare a Virgilio in segno di solidarietà». A Barzan non è bastato il buon exploit di preferenze raggiunte nel collegio monterealino in quanto altri candidati del Pdl hanno fatto meglio di lui. Ma il diretto interessato non se la prende. «Sapevo sin dall'inizio che era una sfida difficile e proprio per questo l'ho accettata - ha detto il vicesindaco di Vajont, per lunghi anni primo cittadino dello stesso paese e anche di quello di Erto e Casso -. Se fossi stato scelto come consigliere, avrei cercato di portare in Provincia il mio sogno: semplificare la burocrazia, tagliando dove è possibile. A Vajont abbiamo ridotto spese e intoppi amministrativi creando la bolletta unica. Sarebbe stato bello portare questa esperienza a livello più ampio. Con Luciano i rapporti sono ottimi e anzi mi sono subito complimentato con lui quando ho appreso la notizia». (f.fi.)

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"Siamo ostaggio di gruppi e correnti"">Dalla Chiesa sferza il Pd in crisi "Siamo ostaggio di gruppi e correnti" pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nando Dalla Chiesa (Pd) ad Affaritaliani.it: "Ha ragione Majorino. Il Pd è imbalsamato" Giovedí 11.06.2009 11:13 Come affrontarlo? "Continuo a pensare che i due punti cardine da affrontare quotidianamente siano la questione fiscale e quella della sicurezza". Cosa che Penati ha fatto in campagna elettorale... "Si, ma bisogna farlo sempre con una serie di scelte quotidiane senza però dare l'impressione di scimmiottare il Centrodestra. Ci vuole una cultura alternativa che ci apra al mondo delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita politica". E' preoccupato in vista del congresso nazionale? "Non credo che basterà un congresso a risolvere la crisi o Bersani al posto di Franceschini. Ha ragione Veltroni quando dice di aver lasciato il partito al 26%". Rimpiange Veltroni? "No. Faccio notare che la quota del 26% è quella attuale e Veltroni si era sentito in obbligo di andarsene per evitare il tiro al piccione di tutti i leader. Il partito rischia di non sapersi scrollare di dosso il condizionamento di chi lo ha fondato è ha preteso di dirigerlo senza averci mai creduto. Eccetto Veltroni che si è speso veramente". C'è una via di fuga dalla crisi da percorrere? "Il Pd ha dimostrato maggiore vitalità in Friuli in Liguria dove ha presentato candidati che uscivano dalle logiche partitocratiche puntando su donne come la Serracchiani e giovani. Questo è un ottimo indicatore". Tornando a Penati. Che cosa dovrebbe fare per vincere il ballottaggio? "A questo punto fa bene ad appellarsi a tutti. L'impresa mi sembra disperata. Io l'ho votato e lo rivoterò. Al di là dei limiti che si possono vedere, riconfermarsi in Provincia sarebbe un grandissimo segnale anche se ci si arriva con la lingua di fuori e facendo appelli all'Udc e alla Lega. Questo perché la questione milanese è quella più importante per il Centrosinistra in Italia". Daniele Riosa < < pagina precedente

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Confartigianato: Guerrini, burocrazia pesa per 15 mld (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confartigianato: Guerrini, burocrazia pesa per 15 mld (Teleborsa) - Roma, 11 giu - "Bisogna proseguire con forza ed efficacia nel processo di semplificazione normativa. Tagliare quegli oneri burocratici che pesano per 15 miliardi di euro all'anno, pari ad 1 punto di Pil, due terzi dei quali gravano sulle micro-imprese fino a 9 addetti". Lo ha detto il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, nella sua relazione all'Assemblea annuale, che fa riferimento al peso della burocrazia, ai ritardi della giustizia, alle mancate liberalizzazioni. "Allinearsi alla media europea, porterebbe a un risparmio di 10,4 miliardi di euro, spiega Guerrini, aggiungendo che se tutte le aziende italiane fossero liberate dalla zavorra burocratica aumenterebbero la produttivit del 2,3% e le microimprese addirittura del 5,8%". Sul fronte della giustizia, Guerrini ha detto che la lentezza dei procedimenti sottrae agli imprenditori "oltre 2 miliardi di euro l'anno". 11/06/2009 - 11:47

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I Confidi e le banche: crediti più veloci alle Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rafforzare la collaborazione tra i consorzi fidi e il mondo bancario per il bene delle Pmi, piccole e medie imprese. Molto è stato fatto, molto resta ancora da fare. È questo in sintesi il messaggio emerso del primo Confidi Day del Banco Popolare che ieri ha radunato nell'auditorium di Viale delle Nazioni a Verona molti rappresentanti delle associazioni di categoria e dei Confidi del Veneto, oltre ad alcuni rappresentanti dell'Abi, Associazione bancaria italiana, per un confronto sul principale problema del mondo imprenditoriale: l'accesso al credito. Al centro del dibattito c'è stata la valorizzazione del ruolo dei Consorzi fidi, ossia di quelle organizzazioni che svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti. In Italia sono circa 920, più di 40 solo in Veneto. Sulla necessità di un ulteriore rafforzamento della partnership che lega le banche ai confidi è intervenuto il presidente del consiglio di sorveglianza del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini. «I confidi contribuiscono da anni al contenimento dei rischi per le banche grazie alla valutazione del merito di credito delle imprese che effettuano a monte. Occorre ora più flessibilità», ha sottolineato Fratta Pasini, «meno burocrazia e un accorciamento dei tempi tecnici tra la presentazione della domanda e la risposta della banca, specie in un momento in cui le piccole e media imprese hanno voce meno forte delle grandi, meno marginalità e meno flussi di cassa per ammortizzare l'indebitamento». Il Banco Popolare, come illustrato da Marcello Paoli, responsabile dei prodotti di finanziamento della banca, opera oggi con 192 Confidi con affidamenti che ammontano complessivamente a 1,6 miliardi di euro, il 70% dei quali a con piccole imprese. Per Emanuel Danieli, direttore di Fidindustria Emilia Romagna, la parola chiave è la reciprocità. «Con le garanzie che si ritrovano grazie ai Confidi, le banche devrebbero fare di più per applicare alle nostre imprese un giusto prezzo. Il che non vuol dire solo applicare spread il più contenuti possibile sui tassi», ha precisato Danieli, «L'azienda che intende usufruire di un fido bancario ha già superato, del resto, un filtro di pre-rating da parte del Consorzio che si impegnerà poi con le banche a negoziare le condizioni, assumendosi tra il 5 e il 100% del rischio in base alla tipologia del finanziamento». Sulla necessità di un profondo ammodernamento dei confidi derivante dalla nuova normativa del Tub, Testo unico bancario è intervenuto Mario Borin, amministratore delegato di Sviluppo artigiano, Confidi reginale di Cna Veneto. «Il passaggio dalla semplice attività di garanzia all'intermediazione finanziaria vigilata dalla Banca d'Italia secondo l'articolo 107 del Tub», ha affermato Borin, «ha aumentato moltissimo le potenzialità dei Confidi a servizio delle imprese. L'iscrizione dei consorzi al 107 è un salto culturale fondamentale e irrinunciabile. Se non lo faranno», ha dichiarato Borin, «il loro obiettivo non sarà più l'impresa e la tutela delle rappresentanze, ma l'autoreferenza e la propria sopravvivenza». Alessandro Azzoni Alessandro Azzoni

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FARE IMPRESA? A SALERNO è DIFFICILE, TUTTA COLPA DELL'ELEVATA PRESSIONE FISCALE E DELLE CA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fare impresa? A Salerno è difficile, tutta colpa dell'elevata pressione fiscale e delle cattive condizioni di credito per gli imprenditori. È quanto emerge dal rapporto «Il Cielo sopra la crisi» che sarà presentato domani a Roma dall'Ufficio Studi di Confartigianato. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa, Confartigianato ha preso in esame 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti. Ne è scaturito l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, sono stati analizzati indicatori quali la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. E se Salerno, in questo ambito, occupa una posizione intermedia nella classifica italiana (anche migliore di altre realtà campane come Caserta e Napoli), conquista invece un primato negativo per quanto riguarda gli indicatori relativi alla pressione fiscale: è al terzultimo posto e precede soltanto Latina e Napoli. Terzultimo posto anche per quanto riguarda il credito: qui le condizioni per gli imprenditori non sono delle più favorevoli.

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AMMORTIZZATORI IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI DELL'EX IXFIN, SENZA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ammortizzatori in deroga ancora fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da sei mesi, è sempre più un dramma, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'A1. Questa volta sono stati circa 200 i lavoratori che hanno invaso la corsia nord dell'autostrada, in direzione di Roma. Per circa quattro ore il traffico rimasto paralizzato sotto un caldo opprimente. MULIERI A PAG. 30

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ENZO MULIERI AMMORTIZZATORI IN DEROGA ANCORA FERMATI DALLA BUROCRAZIA. PER I LAVORATORI DELL’... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

ENZO MULIERI Ammortizzatori in deroga ancora fermati dalla burocrazia. Per i lavoratori dell'ex Ixfin, senza reddito da circa sei mesi, è sempre più un dramma sociale, con le conseguenze più gravi anche per l'ordine pubblico. Non conosce tregua la mobilitazione degli ex dipendenti del sito di Marcianise che anche ieri hanno inasprito le iniziative di lotta, oltrepassando sinanche le barriere del casello di Caserta sud dell'A1. Questa volta sono stati circa 200 i lavoratori che hanno invaso la corsia nord dell'autostrada, in direzione di Roma, malgrado il pronto intervento delle forze dell'ordine. Per circa quattro ore il traffico, lungo la 265 e il viale Carlo III, è rimasto paralizzato sotto un caldo opprimente che ha contribuito a esasperare gli animi degli automobilisti rimasti intrappolati nell'ingorgo. Intorno alle 15 sono intervenuti in forza anche i mezzi e il personale della Celere quasi in coincidenza con la notizia della convocazione di un incontro alla prefettura di Caserta, che in pratica ha fatto rientrare la protesta. «Attendiamo segnali precisi perché sia decretata al più presto la cassa integrazione in deroga sia da parte del ministero del Lavoro che dal ministero dell'Economia, ognuno per le sue competenze - dice Maria Cacciapuoti, segretaria provinciale della Fim Cisl - diversamente saremo costretti a darci appuntamento per martedì, con presidi davanti ai due dicasteri». In effetti non appare del tutto comprensibile, fanno notare, come i vari enti responsabili, compresi Regione e Inps, non riescano né a trovare una soluzione condivisa né a portare a conclusione la procedura burocratica. «E dire che il sottosegretario al lavoro Viespoli - ricorda Giancarlo Attena, delegato della Fiom - aveva dato precise disposizioni all'Inps affinché il pagamento delle spettanze potesse avvenire in via straordinaria entro la fine di maggio». E invece nulla di tutto questo è successo. Per gli esponenti delle sigle dei metalmeccanici, allora, non è rimasta altra scelta che partecipare all'incontro previsto in serata presso il palazzo di governo di Caserta. Qui si sono ritrovati, su convocazione del vice prefetto Franco Provolo, sia una rappresentante della Direzione provinciale dell'Inps sia un rappresentante della curatela fallimentare nella persona di Vittorio Sellitti. In pratica i due referenti che potrebbero sottoscrivere la clausola liberatoria per l'anticipo del trattamento integrativo. Nella seduta protrattasi fino a tardi non è stato dato il via libera ad alcun accordo ufficiale, presumibilmente risposte più precise potrebbero scaturire oggi quando sia l'istituto previdenziale che la curatela avranno modo di approfondire la problematica. «Non posso fornire alcun chiarimento - dice Giovanni De Pasquale, segretario provinciale della Uilm durante la riunione - al momento non saprei proprio cosa dire». Alla fine della giornata, in altre parole, restano le perplessità e l'incertezza più assoluta sull'esito della vicenda dal momento che il ministero del welfare sostiene che l'Inps può anticipare le somme dovute ai lavoratori prima ancora della firma del decreto ma pone precise eccezioni per le aziende sottoposte a fallimento. Dall'altra, l'Inps afferma che se non c'è la disponibilità effettiva delle risorse non può dare esito alla procedura tant'è che rimane in sospeso tuttora la stessa convenzione con la Regione Campania. La più grave preoccupazione, adesso, è che la questione Ixfin si possa allargare ad altra realtà territoriali e possa coinvolgere anche la Formenti che si ritrova in amministrazione controllata. E che per sua sfortuna ha siglato con qualche settimana di ritardo l'accordo in sede ministeriale per circa 400 addetti del sito di Sessa Aurunca.

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CASERTA è LA NOVANTAQUATTRESIMA PROVINCIA PER LE CONDIZIONI ESISTENTI DI FARE IMPRESA. È Q... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Caserta è la novantaquattresima provincia per le condizioni esistenti di fare impresa. È quanto emerso dal rapporto «Il cielo sopra la crisi» dell'Ufficio Studi di Confartigianato che sarà presentato oggi in occasione dell'assemblea della Confederazione, che rappresenta 520.000 artigiani e piccole imprese. Per misurare l'ambiente ideale per fare impresa sono state presi in esame 39 indicatori raggruppati in undici ambiti. Ne è scaturito l'indice della qualità della vita dell'impresa, che valuta la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione degli imprenditori italiani il miglior contesto possibile dove operare con la propria impresa. In particolare, gli ambiti analizzati sono la densità imprenditoriale, il mercato del lavoro, la pressione fiscale, la concorrenza sleale del sommerso, la burocrazia, il credito, i tempi della giustizia civile, la legalità e la conflittualità, le utilities e i servizi pubblici locali, il capitale sociale del territorio e le infrastrutture. Bolzano è risultata la provincia italiana dove ci sono le condizioni migliori per fare impresa. Seguono Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. Le ultime 10 posizioni sono occupate da Caserta,Enna, Reggio Calabria, Taranto, Vibo Valentia, Napoli, Siracusa, Cosenza, Catanzaro e Crotone. Anche nella classifica per regioni, il primo posto va al Trentino Alto Adige, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. In fondo alla classifica si trovano Sicilia, Campania e, in ultima posizione, Calabria.

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Un traliccio contestato "frena" il radiotaxi vicentino (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un traliccio contestato "frena" il radiotaxi vicentino Giovedì 11 Giugno 2009, (e.s.) Abili come pochi a districarsi nel traffico cittadino, i tassisti vicentini si stanno perdendo nel labirinto della burocrazia. Colpa di un traliccio e di un'autorizzazione che non si sapeva se dovesse arrivare dalla Provincia o dal Comune. Il caso nasce dalla convivenza nello stesso complesso di Laghetto, tra via lago d'Iseo e via lago di Levico, di varie realtà: la sede staccata dell'Istituto Montagna, la Circoscrizione 5, gli Alcolisti anonimi, la Biblioteca e la stazione Radiotaxi della Cooperativa dei tassisti berici. Una convivenza che non è nata ieri: «Siamo lì con una stanzetta e una bagno da una ventina d'anni, affittuari del Comune di Vicenza - spiega il presidente della Cooperativa Davide Giardina - Stiamo cercando di eliminare la trasmissione radio, che comunque l'Arpav ha giudicato rispettosa della legge, per portarla sulle colline di Rubbio. Qui resterebbero quindi solo una comunissima antenna parabolica per mandare il segnale sui colli e un'antenna di emergenza (che interviene solo se a Rubbio si stacca il collegamento) da ancorare ad un traliccio». Ed è stato proprio quest'ultimo a scatenare il qui pro quo che ha coinvolto scuola, Comune e Provincia. «Ci siamo rivolti alla preside dell'istituto per annunciarle questa manutenzione - dice Giardina - Alcuni mesi fa la Provincia mi aveva indirizzato al Comune e quindi abbiamo incontrato il sindaco e l'assessore Marco Dalla Pozza per spiegare le nostre intenzioni, peraltro avvallate anche dal ministero delle Comunicazioni. In attesa dell'arrivo di un tecnico comunale per il sopralluogo, abbiamo lasciato il traliccio in cortile. È un problema? Lo faremo rimuovere, se vogliono, ma non dà alcun fastidio. Solo oggi (ieri per chi legge, ndr) ho saputo che l'autorizzazione spetta alla Provincia». Lo conferma l'assessore provinciale al patrimonio Nereo Galvanin, che infatti ha spedito a Radiotaxi una lettera di invito ad un incontro. L'idea di Galvanin è di chiedere alla Cooperativa di cambiare luogo, ma può anche darsi che le spiegazioni di Giardina convincano l'assessore del fatto che la convivenza è ancora possibile.

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Il Pd del Nord affila le armi contro i big romani pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nando Dalla Chiesa (Pd) ad Affaritaliani.it: "Ha ragione Majorino. Il Pd è imbalsamato" Giovedí 11.06.2009 15:10 Come affrontarlo? "Continuo a pensare che i due punti cardine da affrontare quotidianamente siano la questione fiscale e quella della sicurezza". Cosa che Penati ha fatto in campagna elettorale... "Si, ma bisogna farlo sempre con una serie di scelte quotidiane senza però dare l'impressione di scimmiottare il Centrodestra. Ci vuole una cultura alternativa che ci apra al mondo delle imprese per rispondere alle loro richieste di snellimento della burocrazia. Purtroppo sono pochissimi i dirigenti del Centrosinistra che provengono da quel mondo e proprio per questo il partito è incapace di rappresentare la base sociale di una città come Milano. Manca un'identità del Pd. Il tutto poi è aggravato dal controllo partitocratico della vita politica". E' preoccupato in vista del congresso nazionale? "Non credo che basterà un congresso a risolvere la crisi o Bersani al posto di Franceschini. Ha ragione Veltroni quando dice di aver lasciato il partito al 26%". Rimpiange Veltroni? "No. Faccio notare che la quota del 26% è quella attuale e Veltroni si era sentito in obbligo di andarsene per evitare il tiro al piccione di tutti i leader. Il partito rischia di non sapersi scrollare di dosso il condizionamento di chi lo ha fondato è ha preteso di dirigerlo senza averci mai creduto. Eccetto Veltroni che si è speso veramente". C'è una via di fuga dalla crisi da percorrere? "Il Pd ha dimostrato maggiore vitalità in Friuli in Liguria dove ha presentato candidati che uscivano dalle logiche partitocratiche puntando su donne come la Serracchiani e giovani. Questo è un ottimo indicatore". Tornando a Penati. Che cosa dovrebbe fare per vincere il ballottaggio? "A questo punto fa bene ad appellarsi a tutti. L'impresa mi sembra disperata. Io l'ho votato e lo rivoterò. Al di là dei limiti che si possono vedere, riconfermarsi in Provincia sarebbe un grandissimo segnale anche se ci si arriva con la lingua di fuori e facendo appelli all'Udc e alla Lega. Questo perché la questione milanese è quella più importante per il Centrosinistra in Italia". Daniele Riosa < < pagina precedente

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Fiera di Milano, Fipe: a Tuttofood di scena il "Fuoricasa" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fiera di Milano, Fipe: a Tuttofood di scena il "Fuoricasa" (11/6/2009 14:30) | (Sesto Potere) - Milano - 11 giugno 2009 -Etichettature obbligatorie per le pietanze dei ristoranti, riduzione dell’Iva, crisi e sviluppo della ristorazione. Sono questi i temi più importanti dei consumi fuori casa affrontati a TuttoFood, la seconda edizione della rassegna professionale dell'agroalimentare in calendario dal 10 al 13 giugno presso la Fiera di Milano. Fipe sarà uno dei protagonisti più importanti dell’esposizione. è proprio la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi ad organizzare gli eventi, i convegni e le dimostrazioni più interessanti per gli addetti ai lavori. è la prima volta che il settore si presenta su una superficie così ampia e strutturata: 1000 mq. di area attrezzata dove sarà rappresentato il meglio del settore con grandi chef, con le proposte innovative per i bar, marchi collettivi e prodotti e soluzioni in grado di dare rispose concrete ai problemi quotidiani degli esercenti. “In questa fiera, anche Fipe – ha affermato il presidente Lino Enrico Stoppani – si aspetta anche di trovare tante idee nuove dall’industria alimentare e soprattutto spera di poter stringere rapporti più stretti con i produttori e di avviare relazioni di maggiore collaborazione e di marketing comune per dare più valore a tutta la filiera e agevolare il consumatore finale”. Tante le novità e curiosità che si potranno ammirare nello stand Fipe. Nello spazio dedicato ai bar, molti esercizi de L’Aquila, Firenze, Milano e di tante altre città presenteranno le loro formule innovative nel design e nell’offerta. Nello spazio per la ristorazione ci saranno dimostrazioni dedicate al mattino per gli stellati a cura di Identità Golose e nel pomeriggio ad un’offerta di qualità a prezzi contenuti a cura dell’Unione Italiana Ristoratori (Uir-Chic). Anche i convegni giocheranno un ruolo determinante. Mercoledì, nella giornata inaugurale, verrà fatto per la prima volta il punto sulla situazione della ristorazione italiana di qualità: una sorta di “stati generali”. Il giorno dopo, invece, saranno organizzati due forum: il primo, al mattino, relativo ai consumi fuori casa fra crisi e sviluppo; il secondo, nel pomeriggio, riguarderà un confronto fra grandi marchi per verificare come l’italianità sia l’elemento vincente sia per i gruppi stranieri in Italia, sia per quelli italiani all’estero. La sezione dei convegni si chiude con venerdì, quando alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni europee si discuterà sugli eccessi di burocrazia come minaccia per la biodiversità in cucina e sul regolamento europeo di etichettatura degli ingredienti dei piatti al Ristorante. Fonte: Confcommercio.it

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La Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Regione @@titolo@@Continua il braccio di ferro Andrea Lodato Catania. «Certo che ci vogliono belle facce toste per riuscire a cantar vittoria in queste ore a Catania, a Palermo e persino andando a Roma, dopo aver fallito clamorosamente tutti gli obiettivi possibili e sbandierati per settimane». Il senatore Enzo Bianco non usa mezze misure nel giudicare le reazioni dei vertici del centrodestra siciliano, impegnato ancora a spiegare ed interpretare i risultati delle Europee e impelagato ancora, e anche ancora di più di prima, nella crisi che ha paralizzato il governo regionale. Per Bianco a perdere due scommesse su due è stato proprio il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che esce «fortemente ridimensionato e in evidente difficoltà crescente nei rapporti con i suoi alleati. «Lombardo - spiega Bianco - aveva affermato che avrebbe superato ampiamente il 4% per dare dignità nazionale al suo partito e di stravincere in Sicilia dopo un anno di governo regionale. Invece è rimasto abbondantemente sotto lo sbarramento. Ha confermando che non c'è alleanza nazionale che riesca a sdoganare il suo movimenti, visto che anche con la Lega non era andata bene. Ed ha confermato il trend, anche stavolta, risultando fallimentare l'intesa con La Destra. Ma il flop più clamoroso è il dato della Sicilia, perché dopo un anno di gestione del governo regionale, della burocrazia, di nomine e commissariamenti, il Movimento di Lombardo ha registrato un calo dell'8,5%. A questo punto cantar vittoria ha soltanto il sapore di un tentativo di ritrovar credito per cercare di battere altre strade, visto che i rapporti con Pdl e Udc sono ormai ai minimi storici e la Sicilia è davvero ingovernabile da Lombardo e dalla sua ex maggioranza. Né meglio va il Pdl che si aspettava un voto del 50% ed è rimasto 15 punti sotto». Varie ipotesi, però, si fanno sulle strade praticabili dal governatore per uscire dal guado, a partire da un Partito del Sud con alcuni alleati eccellenti del centrodestra. Possibile? «Ma se il centrodestra non è riuscito a capitalizzare e rendere produttivo per la Sicilia quel 61 a 0 con cui nel 2001 i siciliani premiarono le promesse a vuoto di Berlusconi, con quale coraggio si può riparlare oggi di partito che sostenga le ragioni del Sud e della Sicilia? Ma si sono accorti che Berlusconi è ostaggio della Lega e che l'agenda politica la detta gente come Castelli che ha detto chiaro e tondo che adesso tocca alla Sicilia e al Sud pagare il conto per tutto il paese? Credo che a questo punto sarebbe opportuno prender coscienza di questa situazione di crescente marginalizzazione della Sicilia, scomparsa da qualunque progetto del governo e priva di una politica regionale se è vero, com'è vero, che Lombardo ma anche il Pdl siciliano non sono riusciti a farsi dare i Fas, ma non è nemmeno riuscito a far progetti seri per investire i 6 miliardi di fondi strutturali. La situazione è davvero drammatica, con il Pil che è a meno 6, punto più basso dal 1980 ad oggi». Il Pd, dice Bianco, ha retto, i siciliani hanno premiato candidati forti come Borsellino e Crocetta, ma anche il lavoro e l'impegno di uomini come Barbagallo e Tripi. Ma l'aver resistito nell'Isola dove porterà? «Deve portare finalmente ad un progetto serio, a chiarire questo Pd come vuol costruire nei prossimi quattro anni, se non ci sarà voto anticipato, un partito in grado di governare la Sicilia. Ci vuole coraggio». Ma il ventilato accorso con Lombardo? «Non esiste, dopo la mia analisi, del resto, lo ha autorevolmente confermato il segretario del Pd, Franceschini, e ribadito il segretario regionale Genovese. Dialogare con Lombardo se dovesse abbandonare tutti gli alleati attuali? Se dovesse arrivare a questo punto, ma lo ritengo difficile, prima di qualunque ipotesi di accordo bisognerebbe tornare alle urne. Non bastano parole generiche ed impegni vaghi. Ne abbiamo sentiti anche troppi e ci hanno portato sin qui, sull'orlo del baratro. E poi una democrazia ha le sue regole. Non è con il trasformismo che si crea una Sicilia credibile. Non ci sono scorciatoie. Maggioranze di governo devono essere legittimate dal voto popolare».

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La Sicilia modello di tolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Sicilia modello di tolleranza Lo storico medievale Horst Enzensberger parla dei rapporti tra ebrei e cristiani Sergio Sciacca Come vivevano i Siciliani al tempo dell'Islàm? E come vissero, dopo, i musulmani, quando i Siciliani riconquistarono la propria terra e poterono costruire le cattedrali che prima erano vietate? Non stavano troppo male, né gli uni né gli altri, ci ha detto Horst Enzensberger, cattedratico di storia medievale all'università di Bamberg, una delle massime autorità mondiali sul Medio Evo nell'Italia meridionale, giunto a Catania per un incontro di studi: "I Cristiani sotto gli emiri potevano esercitare la propria fede, a condizione ovviamente di pagare le tasse - da cui erano esenti i fedeli del Profeta - e di non costruire edifici di culto appariscenti". Insomma se si comportavano da cittadini di serie B potevano vivere indisturbati nessuno pretendeva che rinunciassero alla loro religione. Quando a loro volta, per l'intervento dei Normanni gli islamici da padroni divennero sudditi, i nuovi padroni li ricambiarono con la stessa tolleranza. Non cambiarono molte cose nell'organizzazione dello Stato. La povera gente che prima svolgeva mansioni umili, fosse di lingua araba o siciliana, continuò a fare lo stesso servizio. Quelli che si trovavano nei posti di responsabilità furono per lo più confermati. Insomma niente spoil system. Quando cambiava la bandiera dei governanti non avveniva la rivoluzione della dirigenza: si riconoscevano i meriti delle personalità e si facevano continuare quelli che avevano bene meritato sotto il leader precedente. Questo sistema della continuità avrebbe molto da insegnare agli odierni architetti delle riforme costituzionali perché per secoli garantì la prosperità dell'Isola sia sotto gli Emiri che sotto i principi cristiani. Il nostro interlocutore è uno dei maggiori conoscitori dei documenti medievali e dunque ci illustra un aspetto meno appariscente, ma non meno significativo della Sicilia a cavallo del primo cambio di millennio: non esisteva solo il rapporto esteriormente conflittuale e concretamente tollerante tra arabi e latini (o meglio tra tunisini e normanni francesizzati). C'erano delle minoranze etniche di grande rilievo culturale che bene integrate nell'uno come nell'altro sistema ne assicurarono il successo. Erano i Greci e gli Ebrei. L'Isola era stata fortemente ellenizzata fin dai tempi della colonizzazione di Naxos e Siracusa ai tempi dell'Odissea. Dopo il crollo dell'impero romano era stata nuovamente occupata da truppe bizantine e da una burocrazia attenta (e forse pletorica). Questo sistema rimase in piedi nel succedersi delle amministrazioni come rimase immutata l'organizzazione spirituale che faceva capo agli ordini monastici greci che mantennero viva la tradizione culturale di Costantinopoli anche dopo che la capitale fu occupata dai Turchi iniziando i rapporti politici dell'età moderna. Analoga fu la presenza degli Ebrei che già Cicerone aveva incontrato numerosi in Sicilia e che vi rimasero attivamente impegnati nell'imprenditoria quando il sovrano fu islamico e quando fu cristiano e quando fu decisamente indifferente, come nel caso di Federico II. Nella società multietnica siciliana, pur tra guerre che vi attrassero gli eserciti dai limiti estremi del Mediterraneo, non ci fu alcun problema eclatante di intolleranza. Il fatto aveva rilievo anche linguistico: si scrivevano atti ufficiali in greco anche quando erano destinati ai latini; gli Ebrei scrivevano generalmente con il proprio alfabeto, ma usando la lingua araba. Palermo e Catania erano come Bruxelles o Strasburgo di oggi dove i funzionari passano continuamente da una lingua all'altra. Questo è stato accertato dagli studi fino ad oggi. Sono possibili ulteriori sviluppi? "Certo, ci risponde l'illustre interlocutore, esistono molti documenti che nel passato sono stati esplorati frettolosamente e che attendono una messa a punto definitiva. Questa analisi dovrebbe avvenire negli archivi di Catania e soprattutto in quelli di Toledo dove una gran quantità di atti fu trasferita ai tempi della dominazione spagnola". Nel Seicento la tolleranza di un tempo si era trasformata nella logica predatoria dei governi di occupazione. La storia cambia e qualche volta verso il peggio.

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P.A.:BRUNETTA, ACI E INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA (sezione: Burocrazia)

( da "Prima Comunicazione" del 11-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

- Prima Comunicazione - http://www.primaonline.it - P.A.:BRUNETTA, ACI E INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA Prima Comunicazione, 11/06/2009 P.A.: BRUNETTA, ACI E INPS APRIPISTA PER E-MAIL CERTIFICATA ROMA (ANSA) - ROMA, 11 GIU - La posta elettronica certificata, per eliminare carta e burocrazia nel dialogo tra cittadini e pubblica amministrazione, debutterà "da settembre in via sperimentale, parte con Inps e Aci". Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, indicando al forum delle telecomunicazioni organizzato da Business International che "poi da gennaio partirà la posta elettronica certificata universale, e tutti i cittadini che lo vorranno potranno averla gratuitamente".

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Proroga per l'impianto di ValloScalo Evitato lo stop alla raccolta dei rifiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Proroga per l'impianto di ValloScalo Evitato lo stop alla raccolta dei rifiuti " CASAL VELINO. Proroga dell'esercizio per tre mesi alla piattaforma ecologica di Vallo Scalo, nel comune di Casal Velino. L'autorizzazione al Consorzio smaltimento rifiuti Salerno 4 di Vallo per l'utilizzo dell'impianto che separa carta, plastica, vetro, alluminio è stata firmata due giorni fa dal sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Ad ottobre il decreto che ne sanciva l'operativitá aveva fissato l'attivitá provvisoria in 6 mesi. " Il provvedimento, ottenuto anche grazie all'intervento del presidente della giunta regionale Antonio Bassolino, aveva sbloccato uno stallo che durava da due anni. Avviata nel 1998, la struttura era completata ma un cavillo burocratico ne impediva il collaudo. E lo stesso iter per ottenere la proroga non è stato privo di ostacoli e ha fermato per 24 ore le attivitá all'impianto. Martedì, racconta Erminio Signorelli, presidente del Corisa4 «sono andato a Napoli per ritirare la proroga ma il funzionario delegato all'istruttoria mi ha detto che c'erano problemi e mi ha rimandato alla Regione. Per un po' mi hanno fatto fare la spola col Commissariato rifiuti, perché la Regione non può intervenire in deroga». Nel pomeriggio «Gianfranco Nappi, della segreteria di Bassolino, ha convocato una riunione, Bertolaso ha ascoltato il parere dei consulenti e poi, in serata, ha firmato». " Il decreto è stato notificato ieri mattina e i camion arrivati a Vallo Scalo da alcuni dei 49 comuni del Consorzio sono stati invitati a ripresentarsi stamattina. Per evitare un ulteriore blocco tra tre mesi, «giá dalla settimana prossima - annuncia il presidente del Consorzio - sarò di nuovo in Regione per far indire una conferenza di servizi». " Nei mesi scorsi Signorelli ha presentato un esposto alla Procura di Napoli per un contenzioso sorto con un privato presso cui veniva conferita una parte dei rifiuti. «Posso capire che dei problemi vengano sollevati dai privati che stanno sul mercato, ma il nostro è un impianto pubblico non sono comprensibili gli ostacoli che derivano dalla burocrazia». (r. m.)

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Caro signor funzionario, non far chiudere la nostra scuola perché... Iniziano così i... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Caro signor funzionario, non far chiudere la nostra scuola perché...» Iniziano così i messaggi video di Pietro, Fabio, Francesca, e di tutti i ragazzi della II C della media di Pecetto. Dietro la camera non c'è un insegnante ma un sostenitore d'eccezione, il regista Davide Ferrario. Dalla regia di «Dopo mezzanotte» e «Tutta colpa di Giuda», si è prestato con disinvoltura per aiutare chi non sembra proprio avere voglia di festeggiare la fine dell'anno scolastico con le solite urla di rito. «È il loro modo di dire no ad un sistema che vorrebbe ridurre le classi e stravolgere il corpo docente» spiega, e poi precisa. «Quella delle riprese non è stata una mia idea, ma degli studenti. Mi hanno chiesto se potevo aiutarli, ed eccomi qui». In settimana monterò un video che sarà poi inviato in Provincia, a quello che una volta chiamavamo provveditorato». Uno dopo l'altro, ieri mattina, si sono seduti sulla sedia presa di mira dalla piccola camera compatta. Chi più timido, chi più spigliato, hanno raccontato perché non vogliono che a settembre si riparta con una classe in meno. «Significherebbe perdere i maestri che ci hanno insegnato fino ad oggi. Si ridurrebbero le amicizie che nascono sui banchi». Forse una storia come tante quella della Don Milani di Pecetto. Tre sezioni per 200 studenti, e dal prossimo anno il rischio concreto di vedere cancellata una delle prime. Per i ragazzi e le famiglie la paura di perdere un gioiellino immerso tra le colline, che per anni ha tenuto testa a tante difficoltà proponendo corsi di latino, laboratori di arte, musica e teatro. All'uscita dalla scuola anche Ferrario si sbilancia. «Davvero non capisco perché si dovrebbe imporre il ridimensionamento di un istituto che funziona, di cui tutti parlano bene. Per molti genitori significherà passare ad una media privata, e per tappare i buchi negli orari serviranno altri docenti. Dove sarebbe in tutto questo il risparmio?» La realtà è che per salvare la terza classe basterebbero 60 iscritti, e per il momento la segreteria è ferma a quota 55. Tutta colpa, pare, dei pochi nati nel '98, ma anche di una burocrazie che non tiene conto dei casi particolari. «Il provveditorato ha assegnato due classi per 50 alunni - conferma la responsabile del Don Milani, Anna Maria Tudisco -. Paradossalmente siamo stati costretti a rifiutare le ulteriori richieste: così si gettano le basi per il declino di una scuola pubblica d'eccellenza». E non va meglio nemmeno agli insegnanti. Per chi si troverà con un'ora di lezione in meno, l'Ufficio scolastico ha stabilito lo smembramento della stessa cattedra. Stefano Michieli qui insegna musica dal '92. «A 57 anni ho dovuto fare domanda di trasferimento. Quello che ho costruito con gli alunni, i laboratori teatrali, i corsi musicali, andrà tutto perduto». Nella stessa situazione anche la docente di educazione artistica, Anna Tabasso. «Spero si trovi una soluzione, altrimenti dovrò lasciare questo posto dopo 16 anni di impegno e progetti. Episodi simili fanno pensare che tra le scuole pubbliche non esista alcuna meritocrazia». Lunedì sera c'è stato l'ultimo incontro con i genitori. Il passaparola per trovare quella manciata di nuovi alunni che mancano all'appello, è già scattato. «Qui ho portato tutti e tre i miei figli» racconta una mamma, Renata Bertelli. «Abbiamo trovato un corpo docente severo e attento ai reali bisogni dei ragazzi. Non credo sia così facile trovare la stessa preparazione da altre parti. Un simile patrimonio merita di essere difeso».

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Un abbonamento ferroviario inutile (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

La parola ai lettori «Un abbonamento ferroviario inutile» Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI SAVONA p.za Marconi, 3/6 - 17100 Savona Fax: 019 810.971, e.mail: savona@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Sono un'infermiera residente a Borgio Verezzi e, a nome anche di colleghi, espongo un disagio legato, al servizio ferroviario. Purtroppo, quando siamo impegnati nel turno 14-22 siamo costretti, dividendo le spese della benzina, a viaggiare in auto, sprecando così l'abbonamento ferroviario. Spesa che si aggiunge a spesa in questo momento dove ogni uscita economica crea problemi. Ma non essendoci un treno dopo le 20 che sosti in piccole stazioni siamo costretti ad agire così. Sperando che presto la situazione possa essere risolta. GIOVANNA TRUCCO BORGIO VEREZZI Risponde Gian Paolo Carlini. «Nell'era in cui la discussione sulla ferrovia verte sull'alta velocità, alcuni nostri lettori sono alle prese ancora con problemi reali, da affrontare ogni giorno. Già in alcune occasioni abbiamo ospitato lamentele di pendolari di Ceriale. Borghetto, Laigueglia ed Andora. Costretti ad usare un abbonamento che in pratica non garantisce tutti i servizi. Esrprimiamo ancora una volta la possibilità che, nelle ore serali, vi sia un treno navetta che fermi in tutte le stazioni, senza fare distinzioni».Voto, la lezione di un'invalida Sono legato al mondo del volontariato e volevo raccontare un episodio accaduto domenica scorsa ai seggi per denunciare la burocrazia e la freddezza della legge che, nonostante la buona volontà di tante persone, ha rischiato di non far votare una pensionata ottantenne invalida al seggio della Rusca. Ero rappresentante di partito e a un certo punto, verso le 15, si è presentata la signora Maria. Aveva le stampelle ma il certificato scaduto. Una donna minuta, dotata però di un carattere forte e decisa assolutamente a far valere il suo diritto al voto. La sua invalidità era evidente ma non poteva salire al seggio, al primo piano, nè il presidente, peraltro molto disponibile poteva attrezzare un seggio volante a pianterreno. E' cominciata così una lunga odissea: l'ho accompagnata in via Verdi, in Comune, al Pronto soccorso per cercare di avere questo benedetto certificato. Sono passate tre ore e mezza e finalmente la situazione si è sbloccata quando è rientrato il medico indicato dal Comune. La pensionata non ricordava di avere il certificato scaduto. La sua invalidità e era però evidente e servirebbe un po' più di elasticità nei regolamenti. Per me è stata comunque un'esperienza formativa: durante il tragitto in auto la signora Maria mi ha raccontato che suo fratello, don Nicolò Peluffo, vice parroco di Vado fu trucidato nel '45 dai nazifascisti, che lo fecero uscire con l'inganno dalla chiesa. La signora Maria ricordava quell'episodio con un velo di amarezza per quanto aveva sofferto la sua famiglia. Mi ha detto che voleva esercitare il suo diritto di voto con la speranza che episodi del genere non possano più avvenire. AGOSTINO BRUNASSO SAVONA Gli alunni della Mazzini: «Grazie al Martini» Le classi III A e III B della scuola primaria statale «G. Mazzini» di Villapiana ringraziano gli allievi della IV C del liceo artistico «Martini» di Savona per la disponibilità e la simpatia dimostrate in occasione di due incontri-laboratori presso il loro istituto. Un particolare ringraziamento alla professoressa Poggi, insegnante di Arti pittoriche, che ha coordinato l'attività. Gli studenti hanno eseguito splendidi ritratti ai piccoli «modelli», in tempo di lavoro breve ma denso di cordialità e tenerezza, con uno scambio di «dolcezza alimentari» e «strumenti di lavoro». Gli scolari e gli insegnanti auspicano un «gemellaggio» per il prossimo anno scolastico e abbracciano la mitica IV C. GLI ALUNNI DELLA «MAZZINI» SAVONA

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demolite tutti gli abusi edilizi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Valeria Gianoglio «Demolite tutti gli abusi edilizi» Lanusei, il procuratore riesuma 200 casi e convoca i sindaci Domenico Fiordalisi crea una task force per il controllo del territorio e ricorda che le ordinanze vanno eseguite entro 90 giorni dalla sentenza o si rischia la denuncia LANUSEI. Questione di settimane, poi le ruspe sono pronte a entrare in azione in dodici comuni ogliastrini. Demoliranno villette sul mare, a pochi metri dalla battigia e per giunta in terreni comunali. Qualcuna persino nel bianco abbagliante del lido di Orrì o negli scenari mozzafiato dei Tacchi. Alla faccia di vincoli paesaggistici e delle norme di tutela ambientale. Distruggeranno interi piani di case spuntati magicamente in diversi terreni privati. Spazzeranno via una miriade di appartamenti mobili senza uno straccio di permesso edilizio. Era dalla fine degli anni Novanta che decine e decine di sentenze del tribunale di Lanusei, duecento in totale, ne avevano decretato l'immediata demolizione perché immobili abusivi e non sanabili, ma un po' per i timori di alcuni amministratori, un po' per la burocrazia, un po' per la lentezza della giustizia, sinora si era concluso tutto con un nulla di fatto. Qualche giorno fa, il procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, decide invece di metterci mano, rispolverare una montagna di carte, prendere in mano quelle sentenze. A imporglielo è la legge, le pronunce della Cassazione, i malumori di molti cittadini. Il vertice con i sindaci. Che fa allora, il procuratore ogliastrino? Senza perdere neppure un prezioso minuto promuove un incontro con i sindaci dei comuni del territorio colpiti da quelle sentenze di demolizione. Sollecita anche la presenza dei responsabili degli uffici tecnici comunali. Li riunisce tutti negli uffici della Procura a Lanusei. E in sostanza dice loro: signori, stavolta si fa davvero sul serio: ci sono circa duecento sentenze, piuttosto datate, del tribunale di Lanusei che danno mandato alla Procura di eseguire le demolizioni, quindi non perdiamoci in chiacchiere e decidiamo come agire subito. E così, la riunione ha inizio. Sono presenti i comuni di Barisardo, Baunei, Cardedu, Gairo, Ilbono, Loceri, Tertenia, Tortolì, Girasole, Lanusei. Assenti ma comunque interessati alla vicenda sono anche Villagrande e Lotzorai. Sono i magnifici dodici territori sui quali entro un paio di settimane le ruspe entreranno in azione per spazzare via circa duecento abusi edilizi di ogni genere. La riunione dura alcune ore. Sindaci e dirigenti fanno diverse domande, qualcuno manifesta anche alcune di perplessità, forse la spia di un po' di timore. Ma il procuratore Fiordalisi rassicura tutti. Ai più incerti ricorda anche che la legge, per chi non ottempera alle demolizioni, è piuttosto chiara: si rischia l'accusa di omissione di atti di ufficio. E lo ripete bene, ancora una volta, che davvero non si può più perdere tempo. Perché tanto per cominciare c'è la Cassazione che lo ha stabilito in modo chiaro che entro 90 giorni dalla notifica dell'ordinanza di demolizione, se l'immobile non è demolito di sua spontanea volontà dal proprietario, diventa di diritto di proprietà del Comune nel quale ricade. E quindi tocca a quest'ultimo preoccuparsi di demolirlo. Per prima cosa, dunque, alla Procura di Lanusei e ai sindaci, adesso spetterà accertare se effettivamente chi ha commesso gli abusi edilizi da demolire abbia già provveduto da sè come gli imponeva la legge. Nel caso contrario, ci penseranno le ruspe di una ditta della Penisola o quelle del Genio militare. Un nucleo ad hoc per i controlli. Per rendere più facile questo compito, sveltire i controlli, il numero uno della Procura ogliastrina, ha deciso anche di costituire un nucleo ad hoc di polizia giudiziaria. Una sezione speciale che da ora in poi si occuperà esclusivamente di urbanistica, ambiente e abusi edilizi. Il lavoro, sin da subito, non le mancherà di certo. Il neo gruppo di agenti, infatti, scenderà in campo già da stamattina, alla caccia di illeciti in materia ambientale e urbanistico. Ma le verifiche più urgenti, per il momento, rimangono quelle legate alle duecento sentenze di demolizione che riguardano abusi edilizi non più sanabili. Sono l'ultimissimo passo prima di dare il via libera alle ruspe. Una decisione che era attesa da tanti anni, rinviata da tempo immemore, forse perduta tra miriadi di carte polverose. «Con la riunione insieme ai sindaci dei comuni interessati - spiega il procuratore Domenico Fiordalisi - e la costituzione di una sezione speciale della polizia giudiziaria comincia un nuovo percorso nella repressione degli abusi e nella esecuzione delle sentenze del tribunale che hanno ordinato gli sfratti». Come dire che per gli illeciti in materia ambientale arrivano tempi duri.

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No al commercio abusivo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

CONFESERCENTI No al commercio abusivo PAVIA. Si parte dalla richiesta di una città più pulita per Romeo Iurilli, presidente della Confesercenti. «Bisogna valorizzare le eccellenze, la città deve essere competitiva. Serve più sicurezza. Un esempio: togliere dalla strada l'abusivismo commerciale». E ancora, meno burocrazia per chi lavora «legalmente», sottoinea Iurilli. Con un punto di partenza da sfruttare: il Distretto urbano del commercio, «una scommessa vinta dalla precedente amministrazione che si è aggiudicata il progetto della Regione». E visto che si sta discutendo sugli assessori chiediamo di non ripetere le esperienze passate: non rivendichiamo che l'assessore al commercio sia un commerciante, ma che sia una scelta autorevole. Nomi non ne facciamo, ma deve saper svolgere questo ruolo».

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Aiuti alle imprese arrivano 9 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 12 Giugno 2009 CRONACA Pagina 15 MISURE ANTICRISI. L'ente camerale: risposte immediate e concrete Aiuti alle imprese arrivano 9 milioni Da settembre le erogazioni; export a -18% Un fondo di 2,5 milioni di euro per facilitare l'accesso al credito delle imprese tramite i consorzi e le cooperative di garanzia fidi; un fondo di oltre un milione di euro per assegnare incentivi alle Pmi per l'innovazione tecnologica: la Camera di commercio immette soldi veri e pronti subito per aiutare il mondo delle aziende portando complessivamente, come spiega il presidente Bianchi, a 9 milioni i contributi finora stanziati per il mondo economico. «Questi nove milioni che mettiamo in circolo nell'economia veronese, possono creare un volano attorno ai 50 60 milioni di euro». Un intervento, sottolinea, «in linea con le esortazioni del presidente del Banco Popolare Fratta Pasini: più rapidità e meno burocrazia nelle risposte del credito alle imprese». La crisi infatti è lunga e se ne andrà lentamente. «Non è vero che la crisi è già passata», afferma Ferdinando Albini, vicepresidente dell'ente camerale e presidente degli artigiani, «il momento più duro sarà proprio tra settembre e dicembre, mentre la ripresa è prevista nella primavera del 2010». In questi mesi le imprese veronesi devono fare i conti con la difficoltà di accesso al credito e la risposta attraverso i confidi vuole essere una boccata d'ossigeno immediata: «La stretta al credito c'è», prosegue Albini, «sul territorio le nostre aziende fanno fatica a trovare finanziamenti. Nel 2008 hanno chiuso 550 aziende artigiane; nel 2009 siamo già a 600. Ci preoccupa in particolare il settore edilizio, che porta con sè un indotto che va dai serramenti all'arredamento: i progetti sono fermi». Un panorama che anche Bianchi conferma difficile: «Il mondo del credito sta registrando con sorpresa che da parte delle imprese le richieste di finanziamento sono poche. Questo significa solo una cosa: che sono ferme e che la crisi durerà ancora diversi mesi». Da qui la decisione di intervenire direttamente: «Abbiamo deciso di aumentare da 1,5 a 2,5 milioni gli affidamenti attraverso consorzi e cooperative di garanzia fidi su precisa richiesta del mondo dell'artigianato. Una commissione operativa già nominata provvederà, sentiti gli istituti di credito, le cooperative di garanzia e i consorzi fidi, alla stesura dei bandi e all'individuazione dei criteri per l'accesso ai fondi. Riteniamo da settembre di poter erogare i fondi». Sull'altro fronte, viene riproposto il bando sull'innovazione tecnologica che nel corso degli ultimi anni ha visto un incremento di domande: 400 nel 2005, 563 nel 2066, 630 nel 2008 e 818 nel 2008. «Vuole essere un incentivo alle aziende per l'acquisto di materiali tecnologici, ma anche per far sentire loro che non sono sole». E proprio ieri è arrivato il nuovo dato Istat per l'export: nel primo trimestre 2009 l'Italia è a -22% sul 2008, il Veneto a -16 e Verona a -18%. «Una brutta notizia», ha commentato Bianchi, «è la prima volta che i dati di Verona sono peggiori di quelli regionali; finora abbiamo tenuto meglio di altre province». Gli indicatori economici provinciali dicono che nel primo trimestre 2009 lo stock di imprese registrate è diminuito, rispetto allo stesso periodo 2008, dello 0,5% mentre il numero di imprese artigiane ha registrato un calo dell'1%. Le ore di Cassa integrazione guadagni sono cresciute del 434%. Verona resta comunque la provincia veneta con il minor numero di ore autorizzate.  

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"quando ci dicevano fate auto scadenti" - sergio marchionne* (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 25 - Economia "QUANDO CI DICEVANO FATE AUTO SCADENTI" SERGIO MARCHIONNE* Agli uomini e alle donne della nuova Chrysler. Oggi è il giorno di un nuovo inizio per Chrysler e per l´industria dell´auto del Nord America... è con grande orgoglio che vi saluto come nuovo amministratore delegato... Sebbene di fronte a noi ci siano molte sfide da vincere, non ho alcun dubbio che faremo bene il nostro lavoro. Chrysler tornerà, forte e competitiva... Siete passati attraverso momenti di grande avversità e instabilità nel passato recente e io voglio iniziare riconoscendo il vostro impegno per Chrysler e prendendo atto dei molti sacrifici che avete fatto. Grazie al vostro impegno, e al duro lavoro di una folta schiera di persone, incluso il presidente Obama e la sua task force sull´automobile, Chrysler è ora una società più concentrata e agile, che beneficerà in grande misura della nuova alleanza strategica globale con Fiat... Per queste ragioni, oggi è un giorno di ottimismo. I veicoli Chrysler, Jeep e Dodge torneranno a essere sfornate dai nostri impianti, torneranno negli showroom dei nostri concessionari presto anche sulle strade e autostrade d´America... Nel corso dei prossimi mesi avrà inizio il processo di trasferimento della tecnologia Fiat, piattaforme e motori per le piccole e medie vetture negli impianti di produzione di Chrysler. Questa pluripremiata tecnologia sarà fondamentale per aiutare la Chrysler a migliorare i prodotti e a fornire alla società un vantaggio strategico in molti mercati di tutto il mondo... Chiedo a tutti voi di assumere un ruolo di leadership e di lavorare con me per far tornare Chrysler ad essere ancora una volta una società pienamente competitiva e in grado di generare utili... Cinque anni fa, ho messo piede in una situazione simile in Fiat. Era percepita da molti come un costruttore di auto letargico e sulla via del fallimento che produceva auto di bassa qualità e che era afflitto da una burocrazia senza fine. Ma la maggior parte delle persone in grado di ricostruire la Fiat erano lì da sempre. Attraverso un duro lavoro e scelte difficili, abbiamo trasformato la Fiat in una società che produce utile e che produce alcune delle più famose, affidabili ed ecologiche auto del mondo. Abbiamo creato una società molto più efficiente investendo pesantemente sulle nostre tecnologie e piattaforme... Possiamo ottenere e otterremo lo stesso risultato qui. Le persone che se ne faranno carico lavorano già qui alla Chrysler. Abbiamo pianificato di portare quella stessa pulsione e impegno nell´innovazione a Chrysler perché vogliamo renderla di nuovo una delle forze trainanti della nostra industria. Sono sicuro che possiamo arrivare lì insieme. Grazie per il vostro impegno in Chrysler. * lettera dell´ad di Fiat ai dipendenti Chrysler del 10 giugno

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tutti democraticamente stremati in attesa delle torte e dei verdetti - raffaella paisio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Torino Tutti democraticamente stremati in attesa delle torte e dei verdetti RAFFAELLA PAISIO Ivrea. 11 giugno. 7 e 30, cielo azzurro, Dora verde, sole, caldo. Oggi i giochi si chiudono su tutti noi della Pubblica Istruzione. Democraticamente stremati. Ragazzi, prof, bidelli, tecnici su fino al capo. Domani sarà scuola fino alle 10 e 30 ma saran torte, calcetto e gavettoni. Il finale delle robe serie è questa mattina. Le sale prof e computer si rempion prestissimo. Ovunque è un andirivieni frettoloso: prof che impugnano floppy e chiavette, registri spiattellati davanti ai monitor, file in multiproprietà, sedie che si liberano e vengono rapidamente occupate. Si inseriscono voti e assenze su tabelloni, si stampano relazioni, ci si scambiano file e invettive contro la burocrazia, si sospira. Ciascuno osserva il proprio anno: successi e delusioni. Poi la campanella dell´inizio: tutti in classe. Gli studenti dell´ultimo anno arrivano col passo felpato di chi non ha più nulla da dimostrare. Elargiscono battute colte: "Sembra la Russia fine 800, prof… Liberazione dei servi della gleba!" "No, no siamo la dimostrazione che c´aveva ragione Schopenhauer che l´essenza del mondo è la Volontà di Vivere.." Orgogliosi, ridacchiano e per un attimo dimenticano la matura. Le ragazze infilano magliette verdi: davanti campeggia la scritta "Pezzi da novanta!" Dietro lo scaramantico "Ma anche da 60..". I maschi raccolgono al volo: "90, 60, 90? Illuse…". Tra gli zaini si intravedono mazzi di fiori. Poi tutti in auditorium: oggi il preside docet. Segue concerto: repertorio classico, al piano due ex studenti. Nell´intervallo osservo le faccine: prevalgono due modelli: occhio sbarrato da fifa del verdetto in arrivo o sorriso cubitale da sogni di glorie estive. SEGUE A PAGINA VI

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energia e carbosulcis c'è il no di tremonti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd con Sanna chiede l'audizione dei due ministri «Energia e Carbosulcis c'è il no di Tremonti» ROMA. Scajola propone, Tremonti smonta. Prosegue così la guerra tra i due ministri sui provvedimenti che riguardano la Sardegna. La scoperta delle ultime ore l'ha fatta il senatore del Pd Francesco Sanna, controllando il testo: il ministero dell'Economia chiede modifiche profonde al Disegno di legge su sviluppo ed energia, compresa la cancellazione del progetto Carbosulcis e degli sconti sull'energia. Per queste ragioni il Partito democratico ha chiesto l'audizione urgente dei ministri Tremonti e Scajola, per chiarire cioè quale sia la effettiva linea del Governo. Il Ddl è approdato ieri alla Camera, quindi in terza lettura, preceduto da una nota dell'Ufficio Legislativo del ministro dell'Economia che chiede alle Commissioni Bilancio e Attività produttive di cancellare circa trenta disposizioni del provvedimento approvato due settimane fa dal Senato, perché prive di copertura finanziaria. «Molte di queste disposizioni - ha osservato il senatore Francesco Sanna - sono testi proposti in Senato direttamente dal ministero dello Sviluppo Economico e dal relatore di maggioranza, e votati con il parere favorevole del Governo. Oggi assistiamo ad una farsa inedita: il Governo alla Camera smentisce il Governo al Senato. Cambia la scenografia parlamentare, cambia la posizione politica e addirittura non vi sarebbero i presupposti di costituzionalità delle norme che Tremonti vorrebbe cassate: per contrasto, a dire dei suoi Uffici, con l'articolo 81 della Costituzione». In altre parole, le indicazioni di Scajola non hanno copertura finanziaria. «Sullo sfondo - continua Sanna - vedo una guerra tra i ministri Tremonti e Scajola per il controllo di risorse e l'esercizio di poteri sul energia e politiche industriali, sbaglierebbe chi giudicasse quanto avviene alla Camera un semplice conflitto di alte burocrazie ministeriali. Chi ci va di mezzo sono i settori dell'economia reale del Paese ed i lavoratori». Una delle modifiche richieste, è la cancellazione della norma (articolo 38, comma 4, lettera b) che riguarda la proroga dei termini per la gara di concessione della gestione integrata miniera/centrale elettrica/stoccaggio anidride carbonica della Carbosulcis. Poiché i termini assegnati dalla precedente legge sono scaduti, l'effetto della cancellazione è di rendere impossibile la realizzazione del progetto, «di cui il ministero dello Sviluppo non ha voluto assumersi la responsabilità in una nuova trattativa con Bruxelles», osserva Sanna. Un'altra cancellazione richiesta dal Legislativo di Tremonti riguarda l'esenzione delle imprese - come Alcoa in Sardegna e i grossi impianti metallurgici - dalla esenzione dei cosiddetti oneri di sistema in cambio della disponibilità a vedersi interrotta la fornitura di elettricità in qualsiasi momento, per evitare i black out nel sistema elettrico. Una terza contestazione riguarda una parte importante della norma che prevede di incentivare l'interconnessione elettrica con l'estero delle grandi imprese per approvvigionarsi in mercati con energia a costo più basso. «Ma il danno peggiore di questa situazione - conclude Sanna - è l'incertezza che si scarica sul sistema economico ed il rallentamento nell'approvazione di un provvedimento criticabile nel suo impianto generale, ma con alcune disposizioni non più differibili. Ancora una volta - conclude il senatore del Pd -, chi rallenta l'approvazione delle leggi non è il Parlamento, ma un Governo indeciso, maldestro e contraddittorio».

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imprese e qualità della vita roma al 63esimo posto su 103 città (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Roma Confartigianato Imprese e qualità della vita Roma al 63esimo posto su 103 città Su 103 città, Roma è al 63esimo posto nella classifica elaborata da Confartigianato sulla qualità di vita delle imprese nel 2009. Lo studio è stato realizzato prendendo in esame 39 indicatori che vanno dalla densità imprenditoriale alla pressione fiscale, dalla concorrenza sleale del sommerso, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito, alla burocrazia e ai tempi della giustizia civile.

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abbandonato lo studiolo del pordenone (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

I locali del celebre pittore. In via San Marco, a due passi da duomo e municipio, ci sarebbe un'attrazione culturale di pregio, che tuttavia rimane chiusa al pubblico Mani legate almeno fino al 2010 Abbandonato lo studiolo del Pordenone L'attività di restauro è ferma da quasi un anno. I fondi ci sarebbero, ma manca un calendario di ripresa dei lavori Un patrimonio della città corre il rischio di restare nel dimenticatoio. Visitarlo resta un'utopia BUROCRAZIA di ENRI LISETTO A Palazzo del Pordenone, meglio conosciuto come "Studiolo del Pordenone" i lavori di restauro sono fermi ormai da un anno. E una data precisa di ripresa degli interventi non c'è, anche se i finanziamenti sono già stanziati. La Soprintendenza, infatti, sta «ragionando su come muoversi». Davanti al palazzo (tra la gelateria Zampolli e il ristorante Al Gallo), la cui facciata è stata restaurata nel 2006, c'è ancora il cartello che indica i «lavori di restauro dello Studiolo del Pordenone». Si tratta di un vero e proprio gioiello d'arte, dove esiste lo studio affrescato - chiuso al pubblico - del grande pittore Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, nato nel 1483 e morto nel 1539. Data inizio lavori, commissionati dalla Soprintendenza delle belle arti del Friuli Venezia Giulia: 7 aprile 2003. Il termine? Non si sa. Si sa, invece, che potrebbero riprendere nel giro di un anno, burocrazia permettendo. L'ampio immobile, di proprietà privata, si affaccia a est su piazza San Marco ed è noto come "Studiolo del Pordenone" per gli importanti affreschi che conserva al suo interno. «Che poi fosse veramente lo studiolo non è certo - fanno sapere dalla Soprintendenza -. E' un'ipotesi fatta dal professor Testa sulla rivista "Il Noncello". Il Pordenone e famiglia l'avevano acquistato, ma non c'è la prova provata». Concordano tutti gli esperti del mondo, invece, sul fatto che contenga gli affreschi del noto artista, dipinti «di ottima fattura e da lui senza dubbio realizzati». Sistemati alcuni affreschi e la facciata esterna (nell'ambito dell'operazione di recupero delle facciate esterne dei palazzi del centro storico) ora manca il restauro dello Studiolo vero e proprio e quello strutturale che dovrebbe permettere alla gente di accedervi e ammirarli. La Soprintendenza, in questo arco temporale, ha "riflettuto" sul da farsi: «Abbiamo preferito privilegiare la parte conservativa - spiegano dall'ufficio di Udine - e nel frattempo ragionare su come muoverci perché si tratta di una stanza di particolare importanza». Adesso? I tempi «sono maturi per riprendere i lavori. C'è un iter burocratico da concordare e condizioni climatiche da verificare». Non prima della prossima primavera, insomma. Si comincerà con la «fase burocratica» prima di mettere mano al fregio che ricopre le tre pareti della stanza. E col rinnovo degli incarichi: il direttore dei lavori, ad esempio, è stata recentemente trasferita a Venezia, e dovrà indicare se proseguire il procedimento, anche con il consenso dei superiori. I soldi? «Già stanziati, sono solo da rinnovare», dicono ancora dalla Soprintendenza. E quando il restauro sarà ultimato (i tempi ancora non ci sono) «ci sarà la possibilità di visitare lo Studiolo», una volta sistemata anche la scala di accesso alla stanza. Prima, però, bisognerà stipulare una convenzione con i due proprietari, dal momento che lo stabile è comunque privato.

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liste d'attesa, stop alle visite private - laura asnaghi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Milano Liste d´attesa, stop alle visite private Oltre i 30 giorni scatterà il blocco delle prestazioni a pagamento LAURA ASNAGHI Nuovo provvedimento della Regione per ridurre le liste d´attesa in campo oncologico. Se un ospedale non è in grado di fornire una prestazione entro i 30 giorni, dovrà bloccare le visite a pagamento e smaltire tutte le prestazioni rese con il servizio sanitario regionale. Questo provvedimento che riguarda le prestazioni "extra budget", vale a dire quelle senza alcuna limitazione di rimborso da parte della Regione, riguarda prevalentemente l´oncologia: dall´intervento chirurgico alla mammografia (ecografie comprese), dalla radioterapia alla chemioterapia. In pratica, tutti gli ospedali con specializzazioni in questo settore, dovranno rispettare i tempi d´attesa previsti dal Pirellone, se sfondano questo tetto sono obbligati a sospendere l´attività privata e concentrare gli sforzi per smaltire le liste d´attesa. «Questa è anche una risposta al quesito posto dallo Ieo (Istituto europeo di oncologia, ndr), che aveva annunciato il blocco delle accettazioni per ridurre le liste d´attesa - spiega Carlo Lucchina, il direttore generale dell´assessorato alla Sanità - ma il provvedimento vale per tutti gli ospedali che, grazie alla loro alta specializzazione nella cura dei tumori, attraggono numerosi pazienti da tutta Italia». «Il nostro obiettivo è ridurre ulteriormente le liste d´attesa - precisa il presidente Roberto Formigoni - il nostro sistema, già eccellente, è in grado di progredire ulteriormente». A Milano, gli ospedali più richiesti da tutta Italia, sono principalmente lo Ieo, l´Istituto dei tumori, il San Raffaele e il Niguarda, tutti centri di eccellenza. «Noi facciamo di tutto per ridurre le attese anche se abbiamo una mole crescente di richieste che arriva da tutto il paese - spiega Alberto Scanni, il direttore generale dell´Istituto dei tumori di via Venezian - e la nostra attività è, comunque, prevalentemente pubblica e in regime privato facciamo molto poco». La Regione vara nuove regole per tagliare le liste d´attesa oncologiche e, in contemporanea, stabilisce che per tutte le altre prestazioni, la differenza tra le liste d´attesa in regime sanitario pubblico e quelle in libera professione non devono superare i 30 giorni. Un´altra importante innovazione varata dal Pirellone riguarda le ricette per gli esami che potranno essere compilate direttamente anche dagli specialisti degli ospedali privati accreditati, evitando così al paziente di mettersi in coda dal medico famiglia per farsi trascrivere le prestazioni richieste. Meno burocrazia e più appropriatezza. Infine, dal 1° ottobre scatta l´obbligo del quesito diagnostico su tutte le ricette. In pratica, il medico dovrà indicare il motivo per cui richiede un esame o una Tac. E senza la giustificazione le prestazioni non saranno rimborsate.

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"entro marzo 2010 i reperti all'egizio ma qui si è esagerato" - marina paglieri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIX - Torino La soprintendente "Entro marzo 2010 i reperti all´Egizio Ma qui si è esagerato" "Dovranno arrivare 26mila pezzi. Occorre un unico inventario digitalizzato, ma il lavoro è ancora lungo" Il rettore dei beni culturali, Pittarello, replica alle accuse di Vassilika: "Non è vero che lei non può accedere" MARINA PAGLIERI «Entro marzo 2010 sarà completato il conferimento dei reperti dell´Egizio alla Fondazione da parte del ministero». Lo afferma il direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello, che dall´autunno scorso coordina l´operazione, all´indomani delle polemiche che hanno investito il museo. Liliana Pittarello, tra le criticità emerse in questi giorni, c´è il mancato passaggio di consegne del patrimonio. La direttrice Vassilika ha denunciato la difficoltà a procedere nel nuovo progetto espositivo, data anche l´inaccessibilità dei reperti. Lei che cosa replica? «Guardi, se ci sono state delle difficoltà all´inizio, adesso non ci sono più. Mi sembra brutto che venga presa adesso questa posizione da parte della direzione, ad autogiustificazione di fronte alle critiche. I fatti non stanno così. Si sta andando avanti con l´inventario dei reperti e non è vero inoltre che la Vassilika non può accedervi, si deve solo rispettare una prassi legata a motivi di sicurezza, che prevede di annunciarsi con una semplice telefonata alla Soprintendenza perché i depositi sono chiusi. E poi tutti i pezzi importanti, quelli che si pensa possano entrare nel nuovo percorso espositivo, sono pubblicati». Ma qual è oggi la situazione? «Lo scorso giugno è stato redatto un documento, firmato da me, dalla soprintendente alle Antichità Giovanna Bacci e dal responsabile del progetto del cantiere, architetto Sergio Moro, in cui si stabilisce una tabella di marcia, che prevede appunto il conferimento entro il marzo del prossimo anno». Quanti pezzi sono stati conferiti a oggi alla Fondazione? «Oltre ai 6.500 esposti, ne passeranno in comodato entro fine giugno 1.405 provenienti dagli scavi di Tebtunis e, entro l´estate, 2.600 circa del cosiddetto Magazzino legni. Poi, di recente, si sono conferiti 50 sarcofagi esposti in una mostra a Barcellona e un altro centinaio di pezzi minori. In totale ne dovranno arrivare 26mila. Come vede si sta andando avanti». Ma come mai i tempi sono così lunghi? «Diciamo che ci sono state delle difficoltà iniziali, inoltre esistono nel museo vari inventari che si sovrappongono, c´è ancora quello compilato in fretta da Ernesto Schiaparelli quando all´inizio del secolo scorso è arrivato dall´Egitto con la Tomba di Kha, con tutti gli oggetti che conteneva. Occorre ora realizzare un unico inventario digitalizzato, con tanto di schede e foto per ogni opera. Ma si tratta in molti casi di opere minime, frammenti di papiri o di tessuti. Lei può capire però che non si può dare in consegna dei beni proprietà del ministero senza sapere esattamente in che cosa consistano. Le ripeto, adesso si va avanti. Non mi sembra il momento di fare polemiche, è importante a questo punto confrontarsi, riconoscendo il ruolo importante del comitato scientifico. Mi dispiace anche che proprio nel comitato, che ho incontrato qualche giorno fa, siano emerse lamentele da parte del professor Gaballa sulla nostra eccessiva burocrazia. In realtà stiamo facendo ora un lavoro che non è stato fatto in cento anni».

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Olivieri, 1.212 preferenze (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

GROTTAMMARE, CUPRA E RIPATRANSONE pag. 12 Olivieri, 1.212 preferenze «Oltre ogni aspettativa» GROTTAMMARE: ELEZIONI PROVINCIALI GROTTAMMARE LE ELEZIONI provinciali nel comune di Grottammare, hanno fatto registrare un altro fenomeno. Dopo Luigi Travaglini (Pd), c'è anche quello di Filippo Olivieri (Pdl), che ha ottenuto il maggior numero di consensi di tutti i candidati al Consiglio provinciale, con 1.212 preferenze, pari al 30,62%. La differenza fra Travaglini e Olivieri è che, mentre il primo è una new entry nelle liste elettorali, l'imprenditore turistico era già stato consigliere comunale e poi anche in pole position come candidato sindaco del Pdl nelle passate comunali. Un ampio successo per l'uomo che si delinea come il principe del centrodestra a Grottammare dove, più che il partito, conta la persona. «Qui è la roccaforte di Massimo Rossi e non pensavo di risultare il più votato in tutti i seggi. Il mio successo devo condividerlo con coloro che mi hanno aiutato e votato. Li ringrazio di cuore». Se al ballottaggio dovesse vincere il centrodestra, come imposterà il suo lavoro in consiglio provinciale? «Nello stesso modo in cui mi adopero per Grottammare. Sempre a favore della collettività, mantenendo fede allo slogan della mia campagna elettorale, confronti e meno scontri ', perché la litigiosità fra partiti frena lo sviluppo». Alla luce di questo risultato le viene in mente la candidatura a sindaco di Grottammare fra 5 anni? «La politica la vedo come un servizio a favore del cittadino e non amo mettermi in mostra. Da qui alle prossime elezioni molte cose possono cambiare. Se mi sarà chiesto nuovamente, questa volta potrei pensarci in maniera più concreta». Allora veniamo a cose più imminenti. Se il Pdl dovesse vincere al ballottaggio, le piacerebbe ricoprire l'incarico di assessore al Turismo? «Certo che sì. Il turismo è il mio lavoro quotidiano. Per avere successo in un'attività così frastagliata ci vogliono passione e serietà. Bisogna aggiornarsi continuamente sulle tendenze e le abitudini dei flussi turistici nel mondo. Il Governo punta molto su questo settore, tanto che il Presidente del Consiglio ha stanziato fondi per 1,6 miliardi di euro, sottoscrivendo un patto strategico tra Governo e 5 grandi istituti di credito. Tornando al nostro discorso, concludo affermando che sarà il presidente Celani a stabilire gli incarichi. Io posso solo dire che ci sono». Come rilancerebbe il turismo del Piceno? «Il turismo va visto in forma manageriale e non artigianale. Bisogna potenziare le infrastrutture, la convegnistica, investimenti con meno burocrazia, collaborazione pubblico e privato su larga scala». Marcello Iezzi

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Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

URBINO pag. 18 Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? «No ed è un no ... Professoressa Mazzoli, ma lei rifarebbe l'assessore alla cultura? «No ed è un no assoluto. Sono convinta di aver fatto delle buone cose e molte persone mi hanno aiutato, ma la mia esperienza durava 5 anni. Non credo nemmeno che me lo chiederebbero». In questi momenti, in cui per la nuova giunta di Corbucci ancora è tutto da giocare, ma tanti giocatori si sono seduti al tavolo pensando di avere in mano le carte giuste, l'obiettivo per tanti continua ad essere la conquista di un assessorato, non importa quale. Ma se si tratta di quello alla cultura, l'attenzione sale, spuntano nomi, dal locale all'illustre straniero, si fanno i conti. C'è, tuttavia, anche chi ormai, pervasa dalla serenità, considera questa esperienza "definitivamente conclusa": «Ho scritto tutto quello che pensavo nel mio blog, il "diario retrospettivo di un tecnico prestato alla politica", mi sono sfogata», dice Lella Mazzoli, da meno di una settimana ex assessore alla cultura e turismo del Comune di Urbino. Perché secondo lei si parla con apprensione di questo settore e dell'assessorato? «Nelle due legislature prima di me, nessuno se ne preoccupava della cultura, almeno adesso qualcuno si interessa. Ora spero che sia perché si sono resi conto che è una cosa importante: i politici, gli amministratori, se hanno capito che la cultura è un volano, sono felice. Vuol dire che ho inculcato l'idea di cultura in questa città». Cosa ha scritto nel suo blog? «Che la cultura non vuole l'eccessiva burocrazia, non ci vuole solo la cultura accademica ma bisogna fare riferimento ad essa. E poi che non si deve ridurre tutto a pesce fritto e crescia sfogliata. I politici devono fare una riflessione: la cultura e la burocrazia devono essere indagate. Io a volte mi sono sentita "strozzata" dalla burocrazia, intesa come complicazione non come legittimità in cui operare. Anche la burocrazia di partito, poi ha fatto la sua parte». Rifarebbe l'assessore? «Lo ripeto, assolutamente no: io sono abituata a lavorare con i modelli aziendali. Certo, si poteva fare molto di più con lo stesso budget: ho messo a disposizione le mie competenze, le conoscenze, con gioia, io ho rinunciato a delle cose mie, ma mi sembrava giusto e credo che ogni cittadino dovrebbe fare per la propria città ». In campagna elettorale, molti candidati si sono pronunciati categoricamente contro due sue creature "Parole in gioco" e l'Utopia, soprattutto per il costo... «Il ritorno di una manifestazione per la città non è solo per la quantità ma per la qualità della gente che porta: i commercianti forse non sono d'accordo, ma io ho reso la città più credibile dal punto di vista culturale. Il Comune non ha speso tantissimo per Parole in gioco: sono arrivato soldi da sponsor esterni e ha fatto parlare della città ovunque. Se avessimo investito per una campagna di comunicazione avremo speso molto di più. Se però non credono nella manifestazione non la facciano più, ma vuol dire che Urbino ancora una volta abbandona i suoi progetti. Mi auguro solo che non diventi allora la città delle sagre». Si farà l'edizione 2009 di "Parole in gioco", si dice che sia stata già finanziata? «Noi abbiamo presentato il progetto e c'era anche un contenitore più popolare, non populista, ma forse si fermerà tutto lì. A Urbino sono passati tanti personaggi, da Bartezzaghi a Piero Dorfles, se non si fa la manifestazione vuol dire che non si ha bisogno di questi nomi». Chi dovrebbe prendere allora l'assessorato alla cultura? «La Foschi ha un'ipotesi che può essere condivisa: lo tenga il sindaco, affiancato da un esperto, un tecnico che pensi ad un modello culturale per Urbino. L'assessore non deve fare la "partitica". Esperto significa qualcuno che organizza eventi e mostre, che solitamente ha una buona base culturale, ma che viva il territorio, lo conosca e non venga una volta ogni tanto da Roma o Milano. Ci vuole una persona che pensi e un ufficio che agisca. La cultura non rende subito in termini economici ma nel tempo, e forma anche le menti». Lara Ottaviani

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(sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Santa Margherita ligure si apre oggi il convegno dei giovani industriali «Il Governo faccia partire i cantieri» Intervista. Parla la presidente Federica Guidi, secondo lei è urgente una riforma che allenti il peso fiscale che grava sulle aziende per consentire al sistema paese di agganciare il treno della ripresa. La campagna elettorale le ha fatto «un po' schifo». Federica Guidi di Tonia Mastrobuoni È un po' futurista, con tante maiuscole e un punto esclamativo, il titolo del tradizionale convegno dei Giovani di Confindustria che si apre oggi a Santa Margherita ligure: "DOPO! La crisi, l'Italia e come prepararsi per ripartire". Federica Guidi, presidente dei Giovani, anticipa in quest'intervista con il Riformista i temi chiave dell'appuntamento di quest'anno. Guidi sostiene che è urgente una riforma che allenti il peso fiscale che grava sulle aziende per consentire al sistema paese di agganciare il treno della ripresa, quando comincerà ad affacciarsi. Inoltre, visto che il governo ha già stanziato le risorse necessarie, occorre che faccia partire da subito i cantieri delle piccole e medie opere. Quanto alla campagna elettorale per le europee e le amministrative, la leader degli imprenditori under 40 concorda pienamente con il duro giudizio di Emma Marcegaglia. È stata una campagna elettorale «fuori tema» secondo la Guidi, che conclude: «mi auguro che d'ora in poi si torni a trattare argomenti più seri e più importanti». Presidente, quest'anno il tema del convegno di Santa Margherita è «DOPO! La crisi, l'Italia e come prepararsi per ripartire». A quali riforme occorre dare la priorità, secondo lei? Noi ci auguriamo che il governo avvii una vera e propria agenda di riforme e auspichiamo che in cima alla lista ci sia una seria riforma fiscale. Un allentamento della pressione fiscale sulle aziende serve al sistema paese per ripartire. Quindi, serve anche ai cittadini, perché se ripartono le imprese, riparte il paese. Oggi a Santa Margherita avanzeremo una serie di proposte che vanno in questa direzione, che tentano di rispondere all'esigenza più ampia di una tutela forte delle aziende in questo momento difficile. È necessario che il governo e le imprese mettano in cantiere fin d'ora misure anticicliche che non ci facciano perdere il treno della ripresa, quando comincerà ad affacciarsi. Ci sono due scuole di pensiero, al momento, sulle riforme. Il governo propende per rimandarle a dopo la crisi, il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha sottolineato che sarebbe importante farle adesso. Mi sembra di capire che lei appartenga a questa seconda scuola. Noi chiediamo che alcune misure vengano avviate subito, perché l'allentamento del peso fiscale sulle aziende serve proprio a farle uscire dalla recessione, prima e meglio, più robuste. Un altro intervento urgente riguarda le infrastrutture: bene ha fatto il governo a stanziare risorse per i cantieri, ma urge avviarli, magari a cominciare dalle piccole e medie opere. Occorre anche un forte snellimento della burocrazia, che continua a imbrigliare il sistema imprenditoriale. È solo così che, tra due o tre anni - quando si attenueranno gli effetti drammatici della crisi - potremo realisticamente ricominciare a crescere con ritmi dell'1 o del 2 per cento e non più dello zero virgola come è accaduto in questi ultimi anni. Mercoledì l'Istat ha diffuso i dati sul Pil del primo trimestre, crollato del 6 per cento a livello tendenziale e del 2,6 per cento rispetto al trimestre precedente. Ma la produzione industriale di aprile è tornata invece su terreno positivo dopo un anno. A che punto è la crisi, secondo lei? È difficile fare previsioni, ci sono timidi segnali che inducono a far pensare che il grosso sia alle spalle. Certo, la ripresa è un'altra cosa. Però l'importante adesso è non far spegnere questa luce ancora fiochissima che intravediamo in fondo al tunnel della recessione. Com'è la situazione nelle aziende in rapporto alle banche, è ancora forte la stretta sul credito? Io vorrei fare un discorso più ampio e vorrei uscire un po' da questo steccato della guerra tra bande tra aziende e sistema creditizio. Facciamo tutti parte di uno stesso sistema e dobbiamo affrontare assieme la crisi. Certo, mi auguro che dalla riflessione degli organismi internazionali scaturiscano nuove regole che consentano alle banche si tornare a fare il loro mestiere e di stare in modo nuovo, più trasparente, sui mercati. Ma in questo momento, ripeto, serve coesione, le guerre tra bande non giovano a nessuno. Condivide l'osservazione del presidente Marcegaglia, che ha detto che la campagna elettorale per le europee e le amministrative le ha fatto "un po' schifo"? Condivido in pieno. Non si è parlato quasi di temi fondamentali come la crisi e l'Europa, si è fatta una campagna elettorale francamente "fuori tema", su tutt'altro. Nel parlamento europeo non mancano dinamiche preoccupanti, tendenze centrifughe, in alcune forze politiche si percepisce un protezionismo strisciante e abbiamo una Banca centrale europea che continua ad essere ossessionata dall'inflazione. Non si è minimanente accennato a questi e ad altri temi importanti. Per me è stata francamente avvilente. E mi auguro che d'ora in poi si torni a trattare argomenti più seri e più importanti. 12/06/2009

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La sanità americana ricomincia dal Wisconsin (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-06-12 - pag: 13 autore: Stati Uniti. Al via il viaggio coast to coast di Obama per promuovere la riforma La sanità americana ricomincia dal Wisconsin Green Bay, città modello del rapporto qualità-prezzo Marco Valsania GREEN BAY (WISCONSIN). Dal nostro inviato La riforma sanitaria di Barack Obama, per avere successo, dovrà convincere Barbara Derfus. Nata e cresciuta in questa città industriale, a stragrande maggioranza bianca, culla dei ceti medi nel cuore d'America, Derfus, 74 anni, tre figli e nove nipoti, sa che il presidente è popolare «anche a Green Bay». Ma non nasconde d'aver paura di una delle svolte davvero storiche promesse dalla sua amministrazione, una sanità che dovrebbe rendere l'economia più competitiva,scongiurare tracolli del budget federale e coprire tutti gli americani, compresi i 50 milioni senza assicurazione medica. «Non mi piacciono le burocrazie - dice Barbara - né le troppe spese o il troppo intervento dello stato». Obama ha scelto di rispondere di persona alle paure dove mettono radici: tra i centomila residenti di Green Bay afflitti dalla crisi (la disoccupazione sopra il 12% contro il 9,4% nazionale) ma scettici sul ruolo del governo. E, allo stesso tempo, ha voluto rendere omaggio a una città che già si batte, lontano dai riflettori, per uno dei migliori rapporti qualità-prezzo nella sanità. Ieri è volato qui per una "town hall meeting", un'assemblea al liceo Southwest High School. Non un evento qualunque: il primo appuntamento della sua crociata, da una costa all'altra, per promuovere una riforma che sta prendendo forma a fatica in negoziati con il Congresso. «Ogni giorno sempre più americani devono preoccuparsi di come pagare per curarsi, con premi assicurativi raddoppiati in nove anni - ha denunciato il presidente introdotto sul podio da Laura Klitzka, mamma 35enne malata di tumore e travolta dalle spese mediche- e le aziende non stanno meglio, i costi sanitari hanno danneggiato gruppi come General Motors e Chrysler. Per il governo i programmi Medicare per gli anziani e Medicaid per i poveri sono la principale minaccia di deficit». Ancora: «Abbiamo il sistema più caro al mondo, spendiamo il 50% in più per persona del secondo paese, senza godere di miglior salute. In dieci anni spenderemo un dollaro su cinque in assistenza». Una riforma subito, ha ammonito, è «essenziale all'economia e alla prosperità». E ha illustrato la sua ricetta pubblico-privato per superare la crisi: creare un Health insurance exchange, un mercato nazionale dove sia possibile scegliere tra più piani privati ma che contenga anche un piano pubblico. E dove chi non può pagare riceva sussidi. Obama ha ammesso che la svolta, se generarà risparmi in futuro, richiede investimenti iniziali, da recuperare tagliando sprechi (300 miliardi già identificati, altri 300 da annunciare) e con aumenti delle tasse sui redditi più elevati. Southwest High School lo ha accolto con un bagno di folla da campagna elettorale. è, peraltro, all'ombra di Lambeau Field, che dà alla città un posto d'onore nella cultura popolare dell'intero paese: lo stadio del football americano dove gioca la squadra dei Green Bay Packers. Ai Packers, Green Bay deve il suo soprannome: Titletown, città dei campionati. Ne hanno vinti dodici, più di qualunque rivale, da quando sono stati fondati, nel 1919, da Earl "Curly" Lambeau. E la storia della squadra è indissolubilmente intrecciata all'emergere dei ceti medi: fu l'industria della carne in scatola, la Indian Packing Company per cui Lambeau lavorava, che un secolo fa regalò le magliette ai giocatori in cambio del nome. La Indian è ormai svanita ma altri impianti alimentari rimangono. Ma altre ragioni, accanto alla mobilitazione dell'America profonda, hanno portato Obama a Green Bay. La città, agli occhi dell'amministrazione, è l'esempio della sanità che può cambiare. Ha crescente coscienza dell'emergenza,tra i cittadini come i politici: «Servono piani pubblici che tolgano potere alle assicurazioni private», dice Dale Williams, operaio di fonderia. «Troppa gente non ha assistenza », continua Miariam Malone, impiegata universitaria. «Non credo che il governo debba gestiregli ospadali ma deve offrire accesso alle cure e regolamentare il settore», si inserisce Kevin Steiner. Il senatore statale Jon Erpenbach, a sua volta al rally, è certo che gli americani siano pronti per «un sistema che copra tutti senza eliminare la scelta tra diverse opzioni». E Steve Kagen, deputato a Washington, ha fatto della riforma il pilastro della sua piattaforma politica. Green Bay vanta una delle più soprendenti performance nazionali quando si tratta di efficienza del sistema sanitario. «Qui ricevete un'assistenza migliore e meno cara di molte altre comunità ha dichiarato Obama - reali risparmi possono arrivare cambiando gli incentivi di un sistema che assimila le cure più costose a quelle migliori». L'ente federale Healthcare research and quality dà al Wisconsin pieni voti in cento misurazioni di qualità dell'assistenza. E un rapporto del Dartmouth institute for health policy and clinical practice, che analizza Medicare, è stato letto con cura dal direttore dell'ufficio di Bilancio della Casa Bianca Peter Orszag: negli ultimi due anni di vita di un paziente la spesa media nazionale è di 46.412 dollari. A Los Angeles sale a 71mila dollari. A Green Bay Medicare spende con buoni esiti 33.334 dollari. Per i suoi fautori è il risultato di una miscela di tecnologia, con cartelle mediche digitali, coordinamento tra medici e cliniche e trasparenza nelle cure. Il locale Bellin health care system ha fatto leva su investimenti in medicina preventiva che riducono successive spese e limitano i premi assicurativi a aumenti del 3% l'anno. Nella vicina La Crosse il Gundersen lutheran system da tempo incoraggia i pazienti a firmare le loro ultime volontà mediche per minimizzare interventi inutili. Ma nello stesso Wisconsin i costi variano, con Milwaukee che spende in Medicare in media il 23% in più di La Crosse o Green Bay. Lo stato offre a Obama anche una sobria lezione sugli ostacoli ai disegni più ambiziosi: nel 2007 il progetto Healthy Wisconsin, che prevedeva imposte per 15 miliardi su dipendenti e datori di lavoro per finanziare l'assistenza universale, si arenò. Piegandosi alle perplessità di Barbara Derfus. © RIPRODUZIONE RISERVATA COME CAMBIARE Ricetta pubblico-privato per uscire dalla crisi, ma nel ceto medio Usa cresce la perplessità per l'intervento governativo Giustificazione. «Scusate l'assenza di Kennedy. Oggi era con me»: Obama ha giustificato con un biglietto scritto da lui l'assenza da scuola di una ragazzina intervenuta all'incontro di Green Bay, il primo di una lunga serie voluta dal presidente per spiegare la riforma sanitaria AFP

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Presto lo sconto sui premi Inail (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-12 - pag: 5 autore: Presto lo sconto sui premi Inail Berlusconi: compensazione debiti-crediti verso la Pa - Marcegaglia: subito i fatti Nicoletta Picchio ROMA I ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione sono «scandalosi». Silvio Berlusconi sottolinea: «Li abbiamo ereditati ». E poi annuncia: «Il governo varerà subito un meccanismo di compensazione debiti-crediti». Applaudono i piccoli imprenditori all'assemblea della Confartigianato. è soddisfatta la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che l'ha ascoltato in diretta: «è una nostra grande battaglia, la portiamo avanti da tempo. Mi auguro che a queste rassicurazioni seguano atti concreti, varando in breve tempo i provvedimenti». Berlusconi non si ferma con gli annunci e tocca un altro tema caro agli artigiani: la riduzione dei premi Inail. «Le tariffe attuali sono scandalose, la vostra categoria paga una tassazione più elevata rispetto ad altre». E ancora: l'Italia sarà il primo paese Ue a recepire lo Small business act europeo, i principi Ue a sostegno delle piccole imprese. Infine, il turismo, settore in cui lavorano molti artigiani: è in arrivo un nuovo marchio, «Magic Italy», per rilanciare il nostro paese e portare la quota di Pil legata al turismo dal 10% di oggi al 20%, in quattro anni. «La maggioranza – ha esordito Berlusconi – è stata confermata dagli italiani, vuol dire che questo governo può continuare a lavorare, lo faremo con convinzione e sarà un governo di poche parole e molti fatti». Ovazioni al suo ingresso, grandi applausi alla fine del discorso, che stavolta è durato nemmeno un quarto d'ora. Del resto, sia il presidente del Consiglio, sia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, hanno dato alcune risposte a tono ai problemi sollevati dal presidente della Confartigianato Giorgio Guerrini. Ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, costo del credito, peso esagerato del fisco, burocrazia lenta e invadente, un costo dell'elettricità superiore dei 38,7% rispetto alla media Ue: Guerrini ha elencato uno a uno gli ostacoli che rendono difficile la vita delle piccole imprese. Un controsenso, visto che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, stanno garantendo in questa fase di crisi la coesione sociale, rappresentano (quelle che hanno meno di 20 addetti) ben 58 miliardi di valore aggiunto. «Vogliamo sentire che il paese crede in noi», ha detto Guerrini, molto applaudito. E invece la pubblica amministrazione fa attendere le aziende 128 giorni per i pagamenti, la burocrazia ha un costi di 15 miliardi di euro, e se si riducesse la zavorra burocratica, le micro imprese aumenterebbero la produttività del 5,8 per cento. Serve una compensazione debiti-crediti, aveva chiesto Guerrini, subito accontentato da Berlusconi. Poi c'è il credito: l'onere finanziario per le imprese italiane per il mancato adeguamento dei tassi di mercato al tasso di riferimento della Bce è di 13,8 miliardi di euro, ha denunciato Guerrini. Senza i consorsi fidi, molti artigiani sarebbero stati costretti a chiudere. Anche perché i ritardi dei pagamenti riguardano anche i rapporti tra privati. Guerrini sa che i margini di manovra del governo sono scarsi. Ma, superata la crisi, la priorità dovrà essere un calo del fisco, a partire da quelle aziende che investono e che stanno garantendo l'occupazione, senza usare la cassa integrazione. E poi vanno fatte le riforme, a partire dalle liberalizzazioni, specie nei servizi pubblici locali. La voglia di rimboccarsi le maniche tre le imprese c'è,e lo dimostra il +1% di aumento dell'export che si è verificato nell'artigianato da marzo 2008 a marzo 2009: «Siamo preoccupati, ma non scoraggiati». E c'è attesa, ora, nei confronti dei provvedimenti annunciati dal Governo, anche dal ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. Presto arriverà al Consiglio dei ministri, ha annunciato Scajola, la direttiva che renderà operative le prime misure di attuazione dello Small business act. E cioè la semplificazione burocratica, l'accelerazione della riscossione dei crediti verso la Pa, la dilazione dei pagamenti previdenziali. Il governo, inoltre, ogni anno varerà una legge per le piccole e medie imprese, da esaminare in Parlamento in un'apposita sessione.Non solo:all'Ice(istituto per il commercio estero) verrà avviato un progetto straordinario per valorizzare l'artigianato italiano all'estero. Scajola ha sottolineato l'allargamento del Fondo di garanzia agli artigiani, l'approvazione del decreto che li rende membri del comitato di gestione,l'accelerazione dei rimborsi fiscali: nei primi 4 mesi del 2009 sono stati restituiti ai contribuenti ben 7 miliardi di euro, il totale delle somme del 2008. Scajola si è schierato con gli artigiani anche sul credito: «Le banche devono fare la loro parte», ha detto, augurandosi che anche i grandi istituti seguano l'esempio di Federcasse, che ha firmato un protocollo d'intesa con la Confartigianato. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGIC ITALY In arrivo un nuovo marchio per promuovere le produzioni italiane L'Italia sarà la prima a varare uno «small business act» Tra i piccoli imprenditori. Il premier Silvio Berlusconi è intervenuto ieri all'assemblea della Confartigianato dove è stato accolto con molti applausi FOTOGRAMMA

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cantieri: l'economia chiede decisioni (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 cantieri: l'economia chiede decisioni associazioni di categoria ferraresi esprimono le proprie tre priorità per i candidati di MAURO PATERLINI RICETTE PER uscire dalla crisi. Investimenti, infrastrutture, operazioni per snellire da qualche parte e arricchire altri settori. Ma, soprattutto, concertazione e confronto. Sono solo alcuni dei tanti punti che associazioni e mondo dell'economia cittadino si aspettano dai candidati sindaci che il 21 si giocheranno al ballottaggio la poltrona di primo cittadino. Tiziano Tagliani e Giorgio Dragotto sanno che, il giorno dopo l'insediamento, dovranno fare i conti con problemi, bisogni e necessità che ora più che mai, con questa crisi, diventano più impellenti. Ma quali sono le urgenze? Lo abbiamo chiesto a nove esponenti di spicco del mondo economico ferrarese, individuando almeno tre richieste forti al futuro sindaco. Cesare Borsetti (presidente Ascom) 1) E' importante che il prossimo sindaco dia il via ad una nuova stagione all'insegna del confronto e della concertazione, che negli ultimi anni è mancata. Sui problemi della città diciamo basta alle decisioni dall'alto, senza interpellare nessuno. 2) Chiediamo interventi per il centro storico, che va sempre più desertificandosi, e un piano per correre ai ripari e fronteggiare l'imminente apertura di un outlet a Santa Maria Maddalena. Dobbiamo incentivare il turismo e portarlo in città, non solo nel centro storico. 3) La tassazione va rivista e speriamo che il Comune possa intervenire su Ici, tassa pubblicitaria e arredo urbano. Alessandro Osti (direttore Confesercenti) 1) Se consideriamo Ferrara una città turistica ed il turismo una risorsa, dimostriamolo coi fatti. Servono agevolazioni per le distese nei pubblici esercizi, più parcheggi e sostegno a iniziative e mostre. 2) Mi piacerebbe vedere amministratori preparati e competenti, che agiscano con logiche nuove e manageriali gestendo il Comune come un'impresa. 3) Togliamo la «delirium-tax» e combattiamo l'abusivismo commerciale. Corradino Merli (direttore Cna) 1) Coerenza rispetto a dichiarazioni e impegni presi in campagna elettorale. 2) Fare una scelta di campo precisa e mettere la piccola e media impresa al centro del progetto di sviluppo e rilancio economico di questa città. 3) Snellire la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi. 2) Tassazione da ridiscutere a livello locale. 3) La politica locale si faccia carico con Anas e Regione di intervenire sulla rete delle infrastrutture e sollecitare interventi con un impegno politico preciso. Giuseppe Vancini (segretario Confartigianato) 1) Incentivare operazioni che sostengano l'accesso al credito per le piccole imprese. 2) Snellire la burocrazia. 3) Pressione fiscale locale da ridurre. Andrea Crestani (direttore Coldiretti) 1) Valorizzazione del territorio attraverso la creazione di una rete di infrastrutture che preveda punti di ristorazione e di accoglienza dalla città ai lidi. 2) Creare dei mercati contadini in vari punti della città, incentivare queste forme di vendita diretta non solo nel centro storico. 3) Sostenere nelle scuole i principi di corretta alimentazione e favorire il rapporto con le aziende agricole nella fornitura delle mense scolastiche. Tiziano Artioli (direttore Confagricoltura) 1) Servono più infrastrutture che soddisfino le esigenze del mondo produttivo. La logistica è una cosa essenziale per la nostra attività. 2) Guardiamo con attenzione alla tassazione delle imprese e vorremmo che una parte delle risorse che escono dal mondo agricolo venissero reinvestite nel mondo agricolo stesso. 3) Il Psc (piano strutturale comunale) dovrebbe avere meno restrizioni e mreno vincoli per non creare problemi all'operatività delle aziende. Paolo Bruni (presidente Confcooperative) 1) Individuare procedure d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da realizzare di poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi. 2) Le gare d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo «economicamente e socialmente più vantaggioso», in modo particolare per le gare che riguardano i servizi sociali, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. 3) Rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un livello di reddito tale da non potersi permettere un alloggio, anche attraverso la messa a dispisizione di aree da assegnare a cooperative di abitazione Mirco Dondi (presidente Lega Coop) 1) Mettere in atto investimenti cantierabili in breve tempo, per realizzare infrastrutture e lavori pubblici. 2) Realizzare un piano insieme al movimento cooperativo sul welfare per mantenere i servizi. 3) Sostegno a iniziative private, per consentire alle imprese di avere ossigeno aspettando la ripresa. Image: 20090612/foto/2554.jpg

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cantieri: l'economia chiede decisioni. (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-06-2009)

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FERRARA PRIMO PIANO pag. 3 cantieri: l'economia chiede decisioni associazioni di categoria ferraresi esprimono le proprie tre priorità per i candidati di MAURO PATERLINI RICETTE PER uscire dalla crisi. Investimenti, infrastrutture, operazioni per snellire da qualche parte e arricchire altri settori. Ma, soprattutto, concertazione e confronto. Sono solo alcuni dei tanti punti che associazioni e mondo dell'economia cittadino si aspettano dai candidati sindaci che il 21 si giocheranno al ballottaggio la poltrona di primo cittadino. Tiziano Tagliani e Giorgio Dragotto sanno che, il giorno dopo l'insediamento, dovranno fare i conti con problemi, bisogni e necessità che ora più che mai, con questa crisi, diventano più impellenti. Ma quali sono le urgenze? Lo abbiamo chiesto a nove esponenti di spicco del mondo economico ferrarese, individuando almeno tre richieste forti al futuro sindaco. Cesare Borsetti (presidente Ascom) 1) E' importante che il prossimo sindaco dia il via ad una nuova stagione all'insegna del confronto e della concertazione, che negli ultimi anni è mancata. Sui problemi della città diciamo basta alle decisioni dall'alto, senza interpellare nessuno. 2) Chiediamo interventi per il centro storico, che va sempre più desertificandosi, e un piano per correre ai ripari e fronteggiare l'imminente apertura di un outlet a Santa Maria Maddalena. Dobbiamo incentivare il turismo e portarlo in città, non solo nel centro storico. 3) La tassazione va rivista e speriamo che il Comune possa intervenire su Ici, tassa pubblicitaria e arredo urbano. Alessandro Osti (direttore Confesercenti) 1) Se consideriamo Ferrara una città turistica ed il turismo una risorsa, dimostriamolo coi fatti. Servono agevolazioni per le distese nei pubblici esercizi, più parcheggi e sostegno a iniziative e mostre. 2) Mi piacerebbe vedere amministratori preparati e competenti, che agiscano con logiche nuove e manageriali gestendo il Comune come un'impresa. 3) Togliamo la «delirium-tax» e combattiamo l'abusivismo commerciale. Corradino Merli (direttore Cna) 1) Coerenza rispetto a dichiarazioni e impegni presi in campagna elettorale. 2) Fare una scelta di campo precisa e mettere la piccola e media impresa al centro del progetto di sviluppo e rilancio economico di questa città. 3) Snellire la burocrazia e aprire un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni. Roberto Bonora (direttore Unione Industriali) 1) Assegnazione di lavori e appalti di beni e servizi ad imprese locali, ogni volta che la legge lo consenta, per aiutare gli imprenditori a superare il momento di crisi. 2) Tassazione da ridiscutere a livello locale. 3) La politica locale si faccia carico con Anas e Regione di intervenire sulla rete delle infrastrutture e sollecitare interventi con un impegno politico preciso. Giuseppe Vancini (segretario Confartigianato) 1) Incentivare operazioni che sostengano l'accesso al credito per le piccole imprese. 2) Snellire la burocrazia. 3) Pressione fiscale locale da ridurre. Andrea Crestani (direttore Coldiretti) 1) Valorizzazione del territorio attraverso la creazione di una rete di infrastrutture che preveda punti di ristorazione e di accoglienza dalla città ai lidi. 2) Creare dei mercati contadini in vari punti della città, incentivare queste forme di vendita diretta non solo nel centro storico. 3) Sostenere nelle scuole i principi di corretta alimentazione e favorire il rapporto con le aziende agricole nella fornitura delle mense scolastiche. Tiziano Artioli (direttore Confagricoltura) 1) Servono più infrastrutture che soddisfino le esigenze del mondo produttivo. La logistica è una cosa essenziale per la nostra attività. 2) Guardiamo con attenzione alla tassazione delle imprese e vorremmo che una parte delle risorse che escono dal mondo agricolo venissero reinvestite nel mondo agricolo stesso. 3) Il Psc (piano strutturale comunale) dovrebbe avere meno restrizioni e mreno vincoli per non creare problemi all'operatività delle aziende. Paolo Bruni (presidente Confcooperative) 1) Individuare procedure d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da realizzare di poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi. 2) Le gare d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo «economicamente e socialmente più vantaggioso», in modo particolare per le gare che riguardano i servizi sociali, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. 3) Rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un livello di reddito tale da non potersi permettere un alloggio, anche attraverso la messa a dispisizione di aree da assegnare a cooperative di abitazione Mirco Dondi (presidente Lega Coop) 1) Mettere in atto investimenti cantierabili in breve tempo, per realizzare infrastrutture e lavori pubblici. 2) Realizzare un piano insieme al movimento cooperativo sul welfare per mantenere i servizi. 3) Sostegno a iniziative private, per consentire alle imprese di avere ossigeno aspettando la ripresa. Image: 20090612/foto/2570.jpg

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A PROPOSITO dell'articolo sulle comunali a Livorno, desidero fare presente che la Feder... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 37 A PROPOSITO dell'articolo sulle comunali a Livorno, desidero fare presente che la Feder... A PROPOSITO dell'articolo sulle comunali a Livorno, desidero fare presente che la Federazione dei Liberali, membro dell'internazionale liberale, da me presieduta pro tempore, è la sola titolare di "Partito della Libertà", avendolo registrato da anni nell'ambito della propria attività politica che, essendo nell'area liberale, è ben distinta dalla cultura berlusconiana e del centro destra. Ricordo che non a caso l'on. Berlusconi alla fine ripiegò sulla denominazione "Popolo della Libertà" per i suoi gruppi parlamentari e tale è il nome del nuovo partito. Come liberali non possiamo sorvolare, perché il Popolo della Libertà, diversamente dai liberali, fa parte del PPE. Raffaello Morelli L' EUROPA non va perché comandano le banche, che sono coperte dalla politica. Come mai non sono stati puniti i terroristi finanziari? Il petrolio era schizzato a quei prezzi, ma i politici potenti erano in ferie, sono una vergogna. Dopo aver lavorato per 35 anni, mi trovo con la pensione in lire però, per vivere, compro in euro. Per questo non sono andato a votare. Loro sono buoni per loro, per noi no. Lo sapete che un brevetto registrato in italia non va in automatico in Europa? Si deve andare a Basilea e pagare tanti soldi. Poi andare nei vari paesi europei e pagare ancora, per la registrazione. Dopo tanti anni vi è l'Europa della burocrazia, quella parassitaria. Mario Rodio PENSO che siamo tutti molto vicini ai nostri governanti nonché agli aspiranti tali e partecipiamo alla loro esultanza per l'esito trionfale di queste elezioni. Partecipiamo con gioia noi tutti, di qualsiasi tendenza politica perché sia questi che quegli altri hanno ottenuto un successo insperato. E per noi elettori è come stare sotto il tendone di un allegro circo che propone solo numeri di clowns; naturalmente si, a volte si esibisce anche qualche bestiola, ma il grosso dello spettacolo è rappresentato da clowns. Infatti quello che conta nel circo sono due sole cose: attirare più gente possibile e fare più soldi possibile. "E io pago!" vorrei aggiungere ma non lo faccio dato che al circo non ci vado mai, perché mi mette malinconia. Come pagare le tasse. L'avvocato Giovanni Piccini, fratello di mio nonno Augusto grande chimico, nonché di Giulio giornalista-scrittore meglio noto con lo pseudonimo di Jarro, era Deputato nel governo Giolitti, senza stipendio e quando andava a Roma si pagava il biglietto del treno di tasca sua. Maria Luisa Azzaroli FINALMENTE si vedono segnali di un cambiamento fin troppo necessario. I signori ex Pci, Quercia e Ulivo insieme ai signori ex Dc, Margherita e quant'altro ora confluiti nel Pd farebbero bene a farsi da parte... Sergio I SIGNORI lassù dovrebbero rendersi conto che se anche in Toscana la gente è arrivata a non votarli, è proprio perché non c'è niente da votare...Non c'è un'idea coerente che sia una, una posizione portata avanti e poi pensano a con chi stare', ma pensate a chi essere' intanto, poi vediamo se i voti li riprendete. Detto questo, stanno arrivando anche qui, tutti ai ripari! Francesca CREDO che molti fiorentini si siano stancati dell'attuale situazione e che per questo motivo abbiano dato un voto di protesta. Chiara IO NON sono toscana e non abito in Toscana, però fa piacere vedere che anche da voi c'è qualche tentennamento (per la prima volta) verso qualcosa che non è il comunismo. La Toscana e l'Emilia-Romagna sono ormai le uniche regioni ancora di sinistra, fino a quando? Da noi in Emilia la sinistra (nei paesi montani) sta cominciando a perdere dei colpi; nel resto d'Italia avanza la Lega e il Pdl è presente in tutte le regioni, anche Umbria e Marche stanno cambiando bandiera. Poveri toscani ed emiliani siete rimasti soli a tirare il carro "rosso", prevedo tempi duri per voi che avete fatto del comunismo la vostra forza. Io non sono emiliana, ma mi tocca vivere in una regione dove non si può parlare di partiti che non siano il Pd. Se questa è la vostra democrazia, c'è veramente da vergognarsi! Renata

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Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Esteri data: 12/06/2009 - pag: 17 Svolte Un ex premier, un religioso e un ex Pasdaran contro il presidente. Sullo sfondo il partito «invisibile» di Khamenei Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad La novità è l'«onda verde» di Mousavi. L'incognita del boicottaggio DAL NOSTRO INVIATO TEHERAN «Bip, bip, bip». I messaggini in arrivo sul cellulare non danno tregua. «Stasera tutti a casa, zero provocazioni. La polizia potrebbe cancellare le elezioni». «Non fare differenze tra i seggi nelle scuole o nelle moschee, concentrare i voti solo nelle scuole aumenterebbe la possibilità di brogli». «Porta la tua penna, quelle ai seggi hanno l'inchiostro simpatico che scompare dopo un'ora». Tre candidati perfettamente omogenei al sistema di potere della Repubblica Islamica sfidano il monopolio tv del presidente Mahmoud Ahmadinejad con sms e Internet. Sono 46 milioni gli aventi diritto al voto e almeno 4 le previsioni su chi sarà il prossimo presidente iraniano, una ogni candidato. La campagna elettorale è stata elettrizzante. Ogni notte, da due settimane, le strade di Teheran si sono riempite di auto e cortei. All'inzio la gente si guardava intorno, in attesa di veder spuntare i manganelli. Poi, incredula, ha cominciato a partecipare sempre più numerosa alle scorribande notturne fatte di rime irriverenti (la passione persiana per la poesia è insopprimibile) e ragazze sempre più truccate e meno velate. La polizia non è praticamente mai intervenuta. Un Paese abituato a tacere si è sfogato. Il «sistema» ha lasciato fare e il vincitore delle notti è senza dubbio Mir-Hossein Mousavi, l'ex premier dalla moglie islamico-femminista. Chi c'era all'epoca dello scià ricorda che anche quelle manifestazioni cominciarono così, gradualmente. Gli ayatollah oggi al potere, allora erano in strada o in carcere. E conoscono il meccanismo, ma lo spettro di Tienanmen è sempre in qualche angolo del cervello. I Pasdaran hanno fatto sapere ieri che «qualsiasi tentativo di rivoluzione di velluto sarà stroncato in culla». Vincere di notte non basta. La tesi con più argomenti razionali vede Ahmadinejad e l'ex premier Mousavi passare al ballottaggio dove Mousavi dovrebbe prevalere. Ma l'Iran ha abituato alle sorprese. Lo stesso Ahmadinejad, quattro anni or sono, non era affatto tra i favoriti. Il presidente cerca la conferma puntando su dipendenti pubblici, paramilitari, nazionalisti, poveri, contadini e (paradossalmente) delusi dall'élite clericale che ha guidato il Paese negli ultimi trent'anni. Sulla carta il 25% dell'elettorato, capace con una bassa affluenza di farlo vincere al primo turno. Contro Ahmadinejad ci sono i pessimi risultati economici e la voglia di libertà emersa nelle notti pre-elettorali. I suoi tre avversari sono la reazione del vecchio sistema, ma con forti elementi di trasformazione. L'ex premier Mousavi pesca voti tra ricchi, intellettuali, studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze etniche. Il clerico Mahdi Karroubi ha presa tra giovani, riformisti e provinciali. Per carattere e storia personale potrebbe reggere meglio il confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubblica Islamica. L'ex Pasdaran (Guardia della Rivoluzione) Mohsen Rezai piace a militari e burocrati critici di Ahmadinejad, ma con poche simpatie riformiste. Due forze restano sullo sfondo, ma sono entrambe decisive. Una è il «partito» del boicottaggio personificato dalla Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. L'avvocatessa chiese nel 2005 di disertare le urne per screditare il «sistema » e togliergli credibilità. Questa volta è restata in silenzio davanti alla marea montante dei sostenitori di Mousavi. L'«onda verde», dal colore sorteggiato per lui dal comitato elettorale. Il secondo partito invisibile è quello di Alì Khamenei, la Guida Suprema. Nel 2005 spostò improvvisamente il suo peso per favorire lo sconosciuto Ahmadinejad. E questa volta? Forse si accontenterà di assistere neutrale alla corsa degli unici quattro candidati che ha deciso di ammettere in gara. In fondo Khamenei ha già vinto. Con l'affluenza record che ci si aspetta, potrà dimostrare al mondo che la «democrazia all'iraniana » esiste. Propaganda A Teheran, un sostenitore dell'attuale presidente, l'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, che si ripresenta alle urne (Fotogramma). Più a sinistra, manifesti elettorali degli altri tre candidati: il moderato Mousavi e il capo dei Pasdaran Rezai. Sotto, il mullah Karrubi (Afp) Andrea Nicastro anicastro@corriere.it

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Cultura, modello Venezia per gestire il sistema museale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)

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Corriere del Veneto sezione: PADOVA2A data: 12/06/2009 - pag: 8 L'intervento Risposta a Gianfranco Martinoni Cultura, modello Venezia per gestire il sistema museale L'intervento di Gianfranco Martinoni relativo ai modelli di gestione con cui realizzare nel prossimo quinquennio le politiche della cultura in Città affronta dei problemi reali. Su un punto sono sicuramente d'accordo: le politiche culturali dovranno rivestire in prospettiva un carattere strategico. Una grande città d'arte come Padova se vuole candidarsi ad essere capitale culturale deve attrezzarsi in termini di strutture, risorse e obiettivi. Il primo punto allora è chiaro: la cultura può divenire un grande asset per la promozione complessiva della nostra Città, con tutte le implicazioni turistiche e in termini di economia della cultura. La cultura è infatti uno dei mezzi con cui Padova può comunicare la sua immagine a livello internazionale. Il nostro patrimonio culturale è la piattaforma di tale azione; su questa va innestata una adeguata creazione di eventi. Il tutto però deve essere coordinato. Martinoni avanza due modelli di gestione: l'Istituzione e la Fondazione di Partecipazione. La prima è un ferrovecchio, farraginosa, carica di tutti i difetti tipici della burocrazia. D'accordo con lui nello scartarla. Il modello gestionale ritenuto più idoneo è allora la Fondazione di Partecipazione ,«Padovacultura», così come la immagina Martinoni. Si tratta di una struttura più agile e flessibile, di diritto privato, nel cui Consiglio di Amministrazione possono sedere i privati. Aggiungo io: i privati che decidono di investire, ovvero di mettere quattrini. In realtà si dovrebbero citare Acquileia e Torino, ed in parte Ravenna che sono esempi di Fondazioni di partecipazione realizzate dal Ministero dei Beni culturali con i governi locali. A Venezia quello che funziona in modo ottimale non è tanto la Fondazione di Partecipazione, quanto il modello di gestione definito come global service. Un modello da studiare bene perché ha il bilancio in attivo. Qui il Comune esternalizza ai privati tutta una serie di servizi collaterali, io dico strategici, per la gestione e valorizzazione del sistema museale: dal bookshop, alla caféteria, dalla guardiania alla bigliettazione e promozione. Come non essere d'accordo in linea di principio. Il problema è che oggi per Padova si aprono scenari un po' più complessi rispetto a quando Martinoni dirigeva il nostro sistema museale. Andrebbe chiarito allora cosa viene conferito alla Fondazione. E' per questo che con il Codice dei beni culturali si è introdotto questo profilo: un soggetto pubblico conferisce alla Fondazione dei beni, per una migliore valorizzazione. Non è però chiaro se stiamo parlando dei Musei Civici o anche del complesso delle manifestazioni: un problema di non poco conto. Si aggiunga che oggi Padova si sta attrezzando con tutto un sistema di realtà polari da ricondurre a sistema: il San Gaetano, il Nuovo Auditorium, il Castello Carrarese, l'ex Macello di Corso Australia. Mi permetto di aggiungere che, sicuramente, per la gestione del Castello Carrarese, una volta finito il restauro, si dovrà attuare una Fondazione, questa sì, di partecipazione. Ma su questo punto e sul come ottimizzare le risorse pubbliche e private si dovrà aprire un confronto sereno e rigoroso tra tutti gli attori, istituzionali e non. Una cosa è certa: la cultura dovrà sempre più configurarsi come vettore strategico per Padova, coniugando dimensione identitaria e nuova industria culturale. La scelta è tra restare una media città di Provincia o rinverdire lo status della Padova del Trecento, di grande capitale della cultura europea. Andrea Colasio ex parlamentare, consigliere eletto col Pd

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Credere e curare, il chirurgo cattolico che piace ai laici (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Credere e curare, il chirurgo cattolico che piace ai laici (d.p) Nel 2003 se n'era tornato nella 'sua'' America, sbattendo la porta. «Non tornerò a lavorare in Italia. Almeno finché prevarrà la cultura del privilegio personale, sino a quando si creeranno ostacoli a chi sa far bene invece di cercare di far meglio». Cattolico, laico - nel senso di Giuseppe Lazzati, quel concetto cristiano secondo cui la polis, per essere vera «città dell'uomo» e casa comune, deve essere «laica» -, favorevole alla legge sull'aborto. Genovese, classe 55. Dopo anni di studio a Pittsburg (Pennsylvania), nel '99 torna in Italia per fondare l'Ismett, l'Istituto mediterraneo dei trapianti, a Palermo. Un'eccellenza. Poi, quattro anni dopo, getta la spugna: difficoltà tecniche, burocrazia - denuncia -, insomma «il modello italiano». Uomo di scienza e di fede, di scelte clamorose e riflessione, di rotture e mediazioni. E uomo di Red, l'associazione dalemiana, ma lontano dalle liturgie e irriducibile alle ragioni di corrente. Ignazio Marino è uno dei chirurghi più famosi in Italia. Il grande pubblico impara a conoscerlo nel 2000, in occasione del caso delle gemelline siamesi Marta e Milagros, nate attaccate. La polemica lo oppose al collega Carlo Marcelletti, scomparso qualche settimana fa. Marino fece il gran rifiuto, non volle operare le bambine, nonostante il via libera del comitato etico. «Non me la sento di operare, per un problema di coscienza - disse -. Mi fa orrore l'idea di sacrificare una delle due bambine sulla base di una scelta premeditata. Farei l'intervento solo se esistesse la possibilità teorica di salvarle entrambe oppure di non sapere quale delle due non può sopravvivere. Ma decidere di metter fine a una vita a tavolino, questo no. Non lo farò mai». A questi principi, al «credere e curare» - titolo di un suo libro - è rimasto sempre fedele. Tant'è che, per fare un esempio, il suo rapporto con i radicali non è iniziato fra rose e fiori, come invece è adesso, dopo l'ultima comune battaglia contro la legge sul testamento biologico voluta a tutti costi dalla destra. Quando nel 2006 il professore tornò in Italia, di nuovo clamorosamente, da Filadelfia dove dirigeva il centro trapianti del Jefferson Medical College, chiamato da Massimo D'Alema per candidarsi come indipendente dei Ds, Maria Antonietta Farina vedova Coscioni non nascose la sua delusione. Il professore aveva dichiarato di essere «contrario a creare embrioni per la ricerca scientifica. Si può tra gli embrioni congelati - aveva concesso - individuare quelli che hanno esaurito le capacità vitali e riproduttive». Marino come Binetti, dissero i radicali. Sbagliando diagnosi, come si accorsero quando trovarono Marino al proprio fianco nella battaglia di Piergiorgio Welby. E il professore oggi è iscritto al partito radicale transnazionale. In effetti Marino era stato richiamato in Italia dai Ds proprio per bilanciare la nascente stella dei teodem, mediatica per lo più, cavallo di Troia della destra vaticana nelle file del centrosinistra. Contro di loro nel 2006 e poi nel 2008, Marino ha messo in atto una marcatura a zona. Sul testamento biologico, e siamo ormai ai nostri giorni, ha fatto una lotta senza quartiere ai guelfi di casa sua e di casa Pdl, ma poi ha fatto parte del gruppo di quelli che, con i teodem, cercavano una linea comune per il Pd. Non l'hanno trovata, per ora. Mettendo in imbarazzo i suoi, ha sposato la linea dei radicali lanciando lui stesso l'idea di un referendum contro la legge sul testamento biologico, se mai dovesse passare. È stato amico e solidale con la battaglia di papà Englaro, che definisce «un eroe civile dei nostri tempi».

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Miozzi-Mosele passaggio di consegne (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: PRIMAPAGINA data: 12/06/2009 - pag: 1 Faccia a faccia Aeroporto, fiera e autodromo al centro del summit Miozzi-Mosele passaggio di consegne VERONA «La prima cosa da cambiare è il modo di lavorare che c'è qui in Provincia. Sveltire, accelerare, dare risposte in tempi rapidi. Questo vuole la gente, questo chiedono anche i miei colleghi sindaci. E qui tutti i settori dovranno lavorare in sinergia tra loro.». E' appena smontato dall'automobile, ed è ancora sulla soglia di quella che per 5 anni sarà la sua seconda casa. Ma il neopresidente della Provincia, Giovanni Miozzi sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare» la burocrazia dei palazzi Scaligeri. A PAGINA 6 Aldegheri

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Miozzi, primo giorno da presidente Summit con Mosele sulle priorità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 12/06/2009 - pag: 6 Cambio della guardia Il neoeletto ha varcato la soglia dei Palazzi Scaligeri. «La giunta? C'è tempo» Miozzi, primo giorno da presidente Summit con Mosele sulle priorità Autodromo, fiera, aeroporto i temi dell'incontro. Presente anche Pastorello VERONA «La prima cosa da cambiare è il modo di lavorare che c'è qui in Provincia. Sveltire, accelerare, dare risposte in tempi rapidi. Questo vuole la gente, questo chiedono anche i miei colleghi sindaci. E qui tutti i settori dovranno lavorare in sinergia tra loro.». E' appena smontato dall'automobile, ed è ancora sulla soglia di quella che per 5 anni sarà la sua seconda casa. Ma il neopresidente della Provincia, Giovanni Miozzi sembra avere già le idee chiare su come «rivoluzionare » la burocrazia dei palazzi Scaligeri. Vicino a lui, due che quella macchina burocratica la conoscono già piuttosto bene: Mario Faccioli, sindaco di Villafranca e consigliere provinciale uscente, e Massimo Brugnettini, che in consiglio ha passato diversi anni. Sorrisi, strette di mano, scale affrontate a passo rapido, e al piano nobile ecco l'incontro con Elio Mosele, Antonio Pastorello e Luca Coletto. Abbracci a catena (particolarmente caloroso e ripetuto più volte quello con Antonio Pastorello, suo «rivale» per la candidatura all'interno del Pdl, nei mesi scorsi) e una serie di battute. «Caro Mosele, anch'io come te, ho perso nove chili in campagna elettorale: vedi che abbiamo qualcosa in comune.», dice Miozzi. «Spero che non abbiamo solo questo.», replica sorridendo il presidente uscente. Poi si scatenano i fotografi, e per la loro gioia il neoeletto fa anche un'accurata prova poltrona, sedendosi alla scrivania ancora occupata dal suo predecessore. Morbida abbastanza da alleviare le eventuali «asprezze» lungo il mandato? La risposta, come accadrà più volte, è un sorriso sornione. Inutile chiedergli notizie sulla nuova giunta: lui è tanto formalmente «tenero» quanto sostanzialmente «duro» nello spiegare che «si farà, si vedrà, si discuterà, c'è tempo». Ma la Lega darà del filo da torcere? «Ma no, i rapporti sono ottimi, non ci sono problemi». Più libero nell'esprimersi, Mosele spiega sorridendo che «la guida di una coalizione richiede grande pazienza e moderazione: apparentemente le cose si sono semplificate, visto che con me c'erano quattro partiti e con Miozzi solo due. Ma è evidente che c'è una diversa consistenza politica della Lega, e quindi aumenterà la necessità di mediare». Ma Miozzi subito postilla: «Sì, la Lega è andata davvero bene. Ma non dimentichiamoci che sono andato bene anch'io, con quei ventimila voti in più, rispetto alla somma dei voti dei partiti che mi appoggiavano ». Poi un lungo incontro a tre (Miozzi, Mosele Pastorello) a porte chiuse. Mosele elenca le questioni più spinose sul tappeto: l'autodromo, di cui proprio ieri si è discussa in via delle Franceschine la valutazione d'impatto ambientale, il futuro della Fiera e dell'aeroporto, le società autostradali, il tunnel del Brennero. E quel piano territoriale provinciale che Mosele assicura «sarà votato in fretta, visto che lo abbiamo già molto attenuato noi.» e su cui invece Miozzi, a una domanda dei giornalisti aveva risposto «beh, lasciateci ancora qualche giorno di pace.». Il futuro di Pastorello? «Ha una grande esperienza, che andrà valorizzata al meglio. A sentir voi giornalisti avremmo dovuto scannarci, e invece.» e lo abbraccia di nuovo. L'aria è di festa, un po' come nel primo giorno di scuola. Per esami e compiti in classe c'è tempo, ma neanche tanto. Oggi primo vertice del Pdl, in preparazione dell'incontro di lunedì col segretario della Lega, Matteo Bragantini. E da lì in poi, si fa sul serio. Lillo Aldegheri (fotoland) Confronto Tra Giovanni Miozzi e l'ex presidente Elio Mosele Nel suo nuovo ufficio Giovanni Miozzi nell'ufficio del presidente della Provincia al primo giorno di lavoro. «Ancora troppo presto per parlare della giunta»

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Iran, sfida ad Ahmadinejad (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un ex premier, un religioso e un ex Pasdaran contro il presidente Elezioni in Iran, sfida ad Ahmadinejad La novità è l'«onda verde» di Mousavi. L'incognita del boicottaggio DAL NOSTRO INVIATO TEHERAN «Bip, bip, bip». I messaggini in arrivo sul cellulare non danno tre­gua. «Stasera tutti a casa, zero provocazioni. La polizia po­trebbe cancellare le elezioni». «Non fare differenze tra i seg­gi nelle scuole o nelle mo­schee, concentrare i voti solo nelle scuole aumenterebbe la possibilità di brogli». «Porta la tua penna, quelle ai seggi hanno l'inchiostro simpatico che scompare dopo un'ora». Tre candidati perfettamente omogenei al sistema di pote­re della Repubblica Islamica sfidano il monopolio tv del presidente Mahmoud Ahma­dinejad con sms e Internet. Sono 46 milioni gli aventi diritto al voto e almeno 4 le previsioni su chi sarà il prossi­mo presidente iraniano, una ogni candidato. La campagna elettorale è stata elettrizzante. Ogni notte, da due settimane, le strade di Teheran si sono riempite di auto e cortei. Al­l'inizio la gente si guardava in­torno, in attesa di veder spun­tare i manganelli. Poi, incre­dula, ha cominciato a parteci­pare sempre più numerosa al­le scorribande notturne fatte di rime irriverenti (la passio­ne persiana per la poesia è in­sopprimibile) e ragazze sem­pre più truccate e meno vela­te. La polizia non è pratica­mente mai intervenuta. Un Pa­ese abituato a tacere si è sfoga­to. Il «sistema» ha lasciato fa­re e il vincitore delle notti è senza dubbio Mir-Hossein Mousavi, l'ex premier dalla moglie islamico-femminista. Chi c'era all'epoca dello scià ri­corda che anche quelle mani­festazioni cominciarono così, gradualmente. Gli ayatollah oggi al potere, allora erano in strada o in carcere. E conosco­no il meccanismo, ma lo spet­tro di Tienanmen è sempre in qualche angolo del cervello. I Pasdaran hanno fatto sapere ieri che «qualsiasi tentativo di rivoluzione di velluto sarà stroncato in culla». Vincere di notte non basta. La tesi con più argomenti ra­zionali vede Ahmadinejad e l'ex premier Mousavi passare al ballottaggio dove Mousavi dovrebbe prevalere. Ma l'Iran ha abituato alle sorprese. Lo stesso Ahmadinejad, quattro anni or sono, non era affatto tra i favoriti. Il presidente cer­ca la conferma puntando su dipendenti pubblici, paramili­tari, nazionalisti, poveri, con­tadini e (paradossalmente) delusi dall'élite clericale che ha guidato il Paese negli ulti­mi trent'anni. Sulla carta il 25% dell'elettorato, capace con una bassa affluenza di far­lo vincere al primo turno. Contro Ahmadinejad ci sono i pessimi risultati economici e la voglia di libertà emersa nel­le notti pre-elettorali. I suoi tre avversari sono la reazione del vecchio sistema, ma con forti elementi di tra­sformazione. L'ex premier Mousavi pesca voti tra ricchi, intellettuali, studenti, donne, parte della burocrazia e (in quanto azero) le minoranze et­niche. Il clerico Mahdi Karrou­bi ha presa tra giovani, rifor­misti e provinciali. Per caratte­re e storia personale potrebbe reggere meglio il confronto con l'ayatollah Khamenei, il leader ultimo della Repubbli­ca Islamica. L'ex Pasdaran (Guardia della Rivoluzione) Mohsen Rezai piace a militari e burocrati critici di Ahmadi­nejad, ma con poche simpatie riformiste. Due forze restano sullo sfondo, ma sono entrambe de­cisive. Una è il «partito» del boicottaggio personificato dalla Premio Nobel per la pa­ce Shirin Ebadi. L'avvocatessa chiese nel 2005 di disertare le urne per screditare il «siste­ma » e togliergli credibilità. Questa volta è restata in silen­zio davanti alla marea mon­tante dei sostenitori di Mousa­vi. L'«onda verde», dal colore sorteggiato per lui dal comita­to elettorale. Il secondo parti­to invisibile è quello di Alì Khamenei, la Guida Suprema. Nel 2005 spostò improvvisa­mente il suo peso per favorire lo sconosciuto Ahmadinejad. E questa volta? Forse si accon­tenterà di assistere neutrale al­la corsa degli unici quattro candidati che ha deciso di am­mettere in gara. In fondo Kha­menei ha già vinto. Con l'af­fluenza record che ci si aspet­ta, potrà dimostrare al mon­do che la «democrazia all'ira­niana » esiste. Andrea Nicastro stampa |

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Regione, per le elezioni c'è tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Campania Intervista. Mauro Maccauro Regione, per le elezioni c'è tempo Non bisogna entrare subito in una nuova campagna elettorale. Serve prima portare a termine quanto di buono fatto dall'amministrazione attuale. E' il messaggio che lancia il leader dei giovani di Confindustria Campania Mauro Maccauro. Tonino Ferro Quali sono le proposte da spingere, per uscire dalla crisi? Bisogna spendere bene i soldi dei fondi 2007-2013. Si devono utilizzare al meglio tutti gli strumenti del Paser, che l'assessorato alle attività produttive ha messo in campo. E vanno portate a termine le opere infrastrutturali che l'assessore Cascetta ha iniziato. Si sono appena concluse le elezioni. Come giudica il risultato? I giovani imprenditori si interrogano sul voto con un atteggiamento ottimista. Il nostro dovere è quello di guardare in prospettiva e di cercare risposte concrete. Soprattutto in un periodo di crisi. Di certo non bisogna rientrare subito in campagna elettorale. Si deve prima portare a termine quanto di buono fatto dall'amministrazione attuale. A che cosa pensa nello specifico? Al credito d'imposta, per esempio, di cui è appena stato pubblicato il disciplinare. E a tutti gli strumenti del Paser che l'assessore Cozzolino ha spinto e che rappresentano per imprese locali una risorsa competitiva. Il Rapporto di Confartigianato dice che la Campania è la regione in cui è più difficile fare impresa, a causa della pressione fiscale? E' un dato che emerge ciclicamente dalle statistiche. Anche a questo serve una risposta concreta. Per questa ragione il Mezzogiorno non attrae le aziende dall'estero. C'è qualche altra ragione che spiega la recessione e la mancanza di fiducia da parte degli investitori in regione? Certo, bisogna fare autocritica. Un nodo centrale è quello della legalità. Le aziende hanno paura di investire nel nostro territorio. Serve lo sforzo congiunto dell'amministrazione, dell'impresa e delle forze sociali. Dopo! La crisi, l'Italia e come prepaparsi per ripartire Venerdì 12 giugno 14.30 Apertura dei lavori Saluti di benvenuto Umberto Risso Presidente Confindustria Liguria 14.45 TESI DEI GIOVANI IMPRENDITORI Federica Guidi Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Intervento Altero Matteoli Ministro Infrastrutture e Trasporti 15.45 LA GLOBALIZZAZIONE IN CRISI sviluppo, internazionalizzazione e tentazioni del nuovo protezionismo Nerio Alessandri Presidente Technogym Group Pier Luigi Bersani Deputato Partito Democratico Alessandro Castellano Amministratore Delegato Sace Massimo D'Aiuto Amministratore Delegato Simest Giampaolo Galli Direttore Generale Confindustria Maurizio Lupi Vice Presidente Camera dei Deputati Stefano Scabbio Presidente Manpower Italia 16.45 Intervento Renato Schifani Presidente Senato della Repubblica 17.15 L'INCERTEZZA DEI GIUSTI il rischio paese tra lentezze amministrative e burocrazia Mario Barbuto Presidente Tribunale Torino Giovanni Castellucci Amministratore Delegato Autostrade per l'Italia Flavio Cattaneo Amministratore Delegato Terna Gianfranco Micciché Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio con delega CIPE Mauro Moretti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato Massimo Ponzellini Presidente Impregilo Luciano Violante già Presidente Camera dei Deputati 18.30 Intervento Franco Frattini Ministro Affari Esteri Sabato 13 giugno 09.30 Apertura dei lavori Matteo Sgarbi Presidente G.I. Confindustria Liguria 10.00 FACCIA A FACCIA stavolta è la crisi del capitalismo? Alberto Alesina Department of Economics Harvard University - IGIER Bocconi Dario Franceschini Segretario Partito Democratico 11.00 IL GOVERNO DELLA CRISI come far ripartire il nostro Paese Diana Bracco Presidente Progetto speciale "Ricerca e innovazione" e "Expo 2015" Confindustria Enrico Cucchiani Membro Board Allianz SE Roberto Nicastro Deputy Ceo Gruppo UniCredit Gaetano Quagliariello Senatore Popolo della Libertà Giuseppe Recchi Presidente General Electric Sud Europa Nicola Rossi Senatore Partito Democratico 12.00 Intervento Maurizio Sacconi Ministro Lavoro, Salute e Politiche Sociali Intervento Silvio Berlusconi Presidente Consiglio dei Ministri Intervento Emma Marcegaglia Presidente Confindustria 13.30 Conclusioni Federica Guidi Modera del 12-06-2009 num.

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Scajola: Presto lo sportello unico (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Borsa & Mercati burocrazia Scajola: Presto lo sportello unico Nei prossimi giorni il governo portera' in consiglio dei ministri il regolamento attuativo dello sportello unico per le attivita' produttive e le direttive per rendere operative le prime misure di semplificazione burocratica e di accelerazione della riscossione dei crediti verso la pubblica amministrazione. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel suo intervento alla Confartigianato. ''Stiamo affrontando al tavolo questioni di grande interesse: la semplificazione burocratica, l'accelerazione della riscossione dei crediti verso la P.a., la dilazione dei pagamenti previdenziali'', ha annunciato Scajola, precisando che ci sara' anche "l'introduzione di meccanismi di compensazione tra debiti con lo Stato e crediti verso enti e societa' pubbliche". del 12-06-2009 num.

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Accordo contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

MilanoItalia Accordo tra Poste Italiane e Regione Lombardia per la semplificazione burocratica Venerdí 12.06.2009 12:51 Accordo tra Poste Italiane e Regione Lombardia per rendere sempre più semplice e rapido l'accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi amministrativi e avviare la sperimentazione di progetti innovativi per la semplificazione burocratica. Gli obiettivi e gli impegni di questa collaborazione sono fissati nel Protocollo d'intesa firmato dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dall'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi. La collaborazione Regione-Poste Italiane consentirà innanzitutto ai cittadini di utilizzare la rete dei 740 "Sportello Amico" presenti negli uffici postali della Lombardia per l'erogazione di servizi regionali off line (tradizionali) e on line (informatizzati), quali ad esempio presentazione di domande per contributi ed incentivi. Il progetto consentirà inoltre di usufruire degli uffici per il pagamento dei ticket sanitari e di tutti i tributi regionali nell'ambito del programma Reti Amiche. "Sviluppare servizi diffusi sul territorio - ha commentato il presidente Formigoni - e mettere in atto progetti innovativi è la strada che percorriamo per porci come un'amministrazione sempre più moderna ed efficiente, che assicuri semplificazione e velocizzazione per i cittadini e per le imprese e insieme ottenga risparmio di danaro pubblico". "Poste Italiane - spiega l'amministratore delegato, Massimo Sarmi - è in prima fila nei progetti di innovazione che si rivolgono ai cittadini per favorirne il dialogo con la pubblica amministrazione e snellendone le procedure. L'accordo sottoscritto con la Regione Lombardia mette a disposizione dei cittadini lombardi le più evolute tecnologie attraverso la nostra rete di Sportello Amico, consentendo coså di semplificare la vita di tutti i giorni". Presso l'ufficio postale potranno essere rilasciati il Pin e il Puk della Carta regionale dei Servizi. Inoltre si potrà attivare una CRS pay nella prospettiva di un sistema di incasso multicanale che permetterà di effettuare e ricevere pagamenti presso terminali regionali, postali e di altri enti come pure attraverso un personal computer. Infine si potrà sperimentare l'inserimento nella CRS della firma digitale, con procedura remota eseguita dallo stesso richiedente. La convenzione prevede anche l'avvio di un innovativo progetto di dematerializzazione e informatizzazione della posta in entrata: Poste italiane non consegnerà le lettere in forma cartacea ma le trasformerà e inoltrerà in via telematica. Anche gli attuali archivi cartacei saranno interessati da un processo di trasferimento su supporti telematici. Il progetto sarà avviato a titolo sperimentale nella sede regionale di via Sassetti. Vi è infine l'impegno a sottoscrivere in tempi brevi una Convenzione che costituirà l'unico strumento contrattuale tra le Poste e l'intero sistema regionale (Regione e società collegate, le quali avranno verso le Poste un unico interlocutore). Evidenti i vantaggi che si attendono: semplificazione delle procedure ed economie di scala, cioè condizioni più vantaggiose. tags: poste italiane milano

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Mercato della casa in calo: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercato della casa in calo: «Colpa delle banche» L'Ance: «In questa fase manca soprattutto la fiducia a concedere il credito» Cosa c'è dopo la crisi' È questo l'interrogativo intorno al quale si sono confrontati, durante l'assemblea generale di ieri pomeriggio, i costruttori edili comaschi. «Innanzitutto deve essere fatto un lavoro di squadra tra imprenditori e classe politica - dice il presidente dell'Ance (associazione nazionale costruttori edili Como), Valentino Carboncini Questo perché in Italia il nostro settore occupa, tra costruzioni e indotto, il 40% della forza lavoro». Unione di intenti, dunque. «C'è un'innegabile calo della domanda di abitazioni», dice il presidente Carboncini. Sul nostro territorio, anche se si è registrata una forte contrazione non c'è però stato un crollo vero e proprio. E i numeri parlano chiaro. «Una diminuzione del 4,5% nel comparto dell'edilizia abitativa. Un -6% nel settore dell'edilizia pubblica e un -3,8% nell'ambito delle ristrutturazioni», specifica Carboncini. Durante l'assemblea di ieri pomeriggio, alla quale sono intervenuti tra gli altri, il sindaco di Como, Stefano Bruni, e il presidente della Camera di commercio cittadina, Paolo De Santis, si è cercato di capire come è la situazione in Italia. Esemplificativa la relazione di Giuseppe Roma, direttore generale del Censis «La richiesta di case è calata in questo 2009 rispetto al 2008 dice Giuseppe Roma E si prevede un -12% per l'anno in corso. Nel 2008 sono state vendute 690mila abitazioni, -15% rispetto al 2007. Per il 2010 è possibile una prima ripresa». Come invertire la rotta' «Ciò che manca, in questa fase, è la fiducia. Innanzitutto delle banche che concedono con estrema riluttanza, credito alle aziende prosegue Carboncini - Dall'altra parte le famiglie vorrebbero accendere un mutuo, ma quando si presentano in un istituto di credito per ottenerlo, spesso se lo vedono negare». E la spiegazione è semplice. «La banca non si fida della situazione di precarietà generale che colpisce molte aziende del settore e quindi non vuole rischiare di concedere somme a persone che magari saranno toccate dalla crisi. È un circolo vizioso». Dal quale bisognerà forzatamente uscire. «La politica deve venirci incontro. Vediamo con estremo favore l'iniziativa della giunta regionale lombarda che ha approvato il progetto di legge sulla casa che introduce molte novità come la possibilità di ampliare del 20% gli edifici esistenti», dice Carboncini. Ma non è tutto. «Pensiamo a delle agevolazioni al credito, studiate insieme ai Confidi, per le imprese associate. Un impegno che si è concretizzato con 80milioni di euro messi a disposizione delle aziende che vogliono investire o hanno bisogno di liquidità». Ogni impresa può ottenere fino a un massimo di 500mila euro. «Anche alle ditte facciamo delle richieste specifica Carboncini Devono continuare a investire in ricerca, puntare sul risparmio energetico e sulla sostenibilità ambientale». Questo perché ormai gli acquirenti sono diventati esigenti. «Vogliono case ecocompatibili, elettrodomestici non inquinanti e così via spiega - E quando riprenderanno i consumi e si uscirà dalla crisi saranno i primi a voler investire su case a basso impatto». Infine un riferimento inevitabile alla burocrazia, contro la quale l'Ance richiede a gran voce un intervento. «Oggi in provincia di Como per ottenere una concessione edilizia ci vogliono in media 5 anni. Mentre per un piano attuativo dai 3 ai 4. Sono troppi. È un freno assurdo per un settore in continua evoluzione conclude Carboncini In altri Paesi d'Europa, a partire dalla Svizzera la burocrazia è molto più veloce». Fabrizio Barabesi Nella foto: La platea all'assemblea dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili (Mv) Home Dal Lario a Palmi: la giovane pm va in Calabria Anziani sotto assedio ieri mattina Quattro truffe tentate in due ore Funicolare, la giunta approva gli aumenti tariffari Shopping serale con tango argentino in Cortesella Il segretario Cisl contro la Cgil: «Fanno supplenza politica» La seta comasca "tiene" ma l'export è in grande affanno Società truffata con i derivati Indagano le fiamme gialle Tentò di lapidare un connazionale Passerà otto mesi al Bassone Violenza su una prostituta russa Camionista canturino condannato All'asta la casa dei coniugi Romano Lunedì l'udienza in Tribunale a Como Ragazza morta a Pavia Il dolore delle amiche

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Gli artigiani all'attacco di banche e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gli artigiani all'attacco di banche e burocrazia Gli istituti di credito non hanno adeguato i tassi a quelli della Banca Europea mentre le lentezze dello Stato gravano sui conti Venerdì 12 Giugno 2009, Roma Le piccole imprese artigiane riunite nella Confartigianato celebrano la loro Assise nella sala Sinopoli dell'Auditorium di Roma e, di fronte ad un «parterre de roi» (Berlusconi, Montezemolo, Marcegaglia, Scajola, Sacconi, Abete, Alemanno, Angeletti) chiedono attenzione al governo per un settore che, come dice subito in apertura il presidente Giorgio Guerrini (nella foto), costituisce il 99,4% del sistema produttivo del paese. Il presidente della Confartigianato impiega circa un'ora per squadernare nella prima parte del suo intervento «l'argenteria» della casa: «Il modello di sviluppo che noi difendiamo è ben collaudato - dice senza inutili modestie -. Nato nel dopoguerra, si ispira ai principi del solidarismo e mutualità e ha prodotto risultati concreti ed efficaci come i consorzi fidi per l'accesso al credito, gli enti bilaterali per la gestione di un welfare attivo, i distretti produttivi e le reti d'impresa che innervano il nostro Paese». Correda poi il tutto di numeri: 58 miliardi e primo posto in Europa per maggior valore aggiunto manifatturiero realizzato da micro e piccole imprese con meno di 20 addetti; tra marzo 2008 e marzo 2009 aumento delle esportazioni di quasi 1 punto percentuale. Ma nella seconda parte della relazione di Guerrini arriva puntuale il cahier de dolehance, nelle forme di una crisi del credito che ogni anno erode alle piccole imprese 13,8 miliardi per il mancato adeguamento dei tassi delle banche ai tassi di riferimento Bce; di oneri burocratici che pesano per 15 miliardi annui e abbassano la produttività del 5,8%; di pagamenti della Pubblica Amministrazione che si fanno attendere in media per 128 giorni, 61 in più della media Ue; di una giustizia civile che sottrae risorse per 2 miliardi l'anno. Ecco allora, di riflesso, le richieste al Governo, che con Berlusconi, Scajola e Sacconi è presente in forze: una maggiore attenzione al mondo degli artigiani, sostanziata dalla creazione di un'agenzia governativa per le Micro e Piccole Imprese; la riduzione delle tasse, facendo leva anche sulla fresca legge che introduce il federalismo fiscale e sui risparmi che dovrebbe consentire; un nuovo modello di welfare che metta al centro la persona e il lavoro, e del quale il recente Libro Bianco presentato dal ministro Sacconi sembra recepire molte istanze. E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accolto dagli applausi calorosi della platea, ripaga promettendo il massimo impegno: «Il governo farà tutto ciò che ci chiederete di fare per i vostri lavori, che sono fondamentali per il nostro paese». Ma non si sottrae a una battuta riassuntiva di tutte le sue ultime disavventure, e al termine di un breve intervento, si congeda dicendo di dover scappare via «perché ho combinato un matrimonio tra Noemi e quell'avvocato, come si chiama? Mills, porto in dote un viaggio di nozze sugli aerei di Stato, gratis». Una nuova legge in arrivo per le Pmi, sul modello della legge Comunitaria, è invece l'omaggio all'assemblea del ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola. Assieme al bilancio di quanto già fatto: l'avvio di interventi di semplificazione che regaleranno alle piccole imprese risparmi tra i 4 e i 5 miliardi l'anno. «L'Inail è pronto ad accogliere subito e senza esitazioni la sollecitazione avanzata dal Presidente del Consiglio Berlusconi in merito alla riduzione delle tariffe per gli artigiani». Ha fatto eco il Presidente-Commissario straordinario dell'Inail Marco Fabio Sartori, secondo il quale «in una congiuntura difficile come quella attuale è fondamentale il varo di iniziative in grado di venire incontro in modo importante e solidaristico alle esigenze di una categoria produttiva tanto essenziale per il tessuto economico del nostro Paese».

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Nelle ruote di scorta55 chili di marijuana (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nelle ruote di scorta 55 chili di marijuana Trascorre la sua vita su una sedia a rotelle, da quando, per colpa di un incidente avvenuto circa dieci anni fa sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ha perduto una gamba e la funzionalità dell'altro piede. Un tir l'ha investita appena scesa dall'auto. Una sventura avvenuta nel tentativo di portare aiuto a un proprio congiunto che improvvisamente si è sentito male. Da anni la signora Agata Massimino di Misterbianco non cammina, e resterebbe sulla sedia a rotelle se, nel frattempo, la scienza medica e tecnologica non avesse messo a punto, negli ultimi anni, nuovi e avveniristici sistemi di deambulazione. Oggi l'unica speranza perché la donna possa riprendere a camminare, come è stato certificato quasi un anno fa dal dirigente tecnico ortopedico del Poliambulatorio di Librino, è l'impianto di una protesi speciale, chiamata "ginocchio elettronico con unità idraulica e regolazione individuale con accumulatore integrato al litio-ionio". Per ottenere questa protesi, il 26 giugno dello scorso anno, la famiglia della signora Massimino presenta una regolare richiesta all'Ausl, corredata dal preventivo di spesa e dalla relazione del medico specialista dell'Ausl, nella quale si legge: «Il presente presidio è urgente e improrogabile in quanto la paziente in sua assenza non è in grado di deambulare». Ma alla domanda di autorizzazione, non è seguito finora alcun esito. Nel frattempo il marito della signora Massimino, Michelangelo Lopis, impiegato regionale, ha effettuato numerosi solleciti. Il primo porta la data del 15 ottobre scorso, al quale l'Ausl ha risposto di avere presentato la richiesta di acquisto all'assessorato regionale alla Sanità e che la pratica era stata inoltrata, di conseguenza, alla Commissione sanitaria regionale. Ma dal 18 novembre scorso tutto tace. «Sono scoraggiato - afferma Michelangelo Lopis - non so più a chi rivolgermi, anche il Tribunale per i diritti del malato ha sollecitato il caso. Ma tutto finora è stato inutile: da oltre sei mesi dalla Regione non abbiamo alcuna notizia. Mia moglie è vittima della burocrazia, dei ritardi dell'amministrazione pubblica. Ma ciò che è più grave è che è esposta a grave danno per la sua salute, in quanto la mancanza di questa protesi, specificamente adatta al suo caso, non fa che peggiorare le sue condizioni di salute e allontanare sempre più il sogno che possa ritornare a camminare. Voglio solo ricordare che specialisti in ortopedia hanno riconosciuto il carattere "urgente e improrogabile" del suo caso, e nonostante tutto da un anno non ci danno notizie, malgrado i ripetuti solleciti». Lo scorso 18 marzo anche il direttore generale dell'Ausl, Antonio Scavone, scrisse all'assessorato regionale alla Sanità una lunga lettera per "sollecitare" l'autorizzazione della protesi extranomenclatore («dato il lungo periodo di tempo intercorso dall'invio della pratica senza alcun riscontro - si legge nella comunicazione - si evidenzia la necessità e l'urgenza di acquisire il parere di codesta Commissione sanitaria regionale, al fine di dare esaustiva risposta alle necessità terapeutiche-riabilitative dell'assistita»). Il tempo in questo caso è determinante e mai come in questo caso occorre fare presto, finché si è in tempo. «Mia moglie ha 43 anni e tre figli - aggiunge Lopis - è nostro dovere darle una speranza».

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Casalotto, pilastro della ScuolaNicosia. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Casalotto, pilastro della ScuolaNicosia. Festa alla Pirandello per il saluto al preside che per 20 anni ha guidato con impegno l'istituto Nicosia. L'Utc è senza dirigente dal 1° giugno, dopo che l'ing. Antonino Testa ha definitivamente lasciato l'incarico, ieri mattina il sindaco Catania si è recato a Palermo all'assessorato regionale Territorio ed ambiente per sollecitare la nomina del sostituto secondo la richiesta avanzata nelle scorse settimane. Il Comune infatti aveva chiesto che fosse nominato dall'assessorato un funzionario del Genio civile, richiesta accolta ma adesso si attende che l'assessorato regionale formalizzi le procedure burocratiche per l'insediamento e l'espletamento del ruolo di dirigente a Nicosia. L'amministrazione comunale non è ricorsa alla nomina diretta, preferendo questa formula che comporta un risparmio per le casse comunali, rispetto all'incarico assegnato di fiducia ad un professionista esterno. A determinare la "vacanza" il fatto che Testa, che aveva comunicato nelle sue dimissioni di lasciare la sede a partire dal 30 aprile, non ha accettato ulteriori proroghe per improrogabili impegni professionali. Il funzionario per evitare disagi e disservizi aveva accettato di rimanere in servizio fino al 31 maggio. Una proroga di un mese, che però non è stata sufficiente ai tempi della burocrazia. Testa nelle dimissioni aveva spiegato che la sua decisione dopo 15 anni di responsabile dell'Utc, era stata dettata da nuove e importanti prospettive professionali. Impegni che aveva assunto e per i quali non poteva prolungare oltre la sua permanenza ai vertici dell'ufficio. Giu. Mar.

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Le feste religiosenel solco della tradizione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

manifestazioni Le feste religiose nel solco della tradizione Al mercato ortofrutticolo si continuerà ad entrare sempre alla stessa ora, in compenso porte sbarrate a chi non mostrerà il pass di ingresso. A sferrare il "colpo di cinghia", cosi come lo definisce lo stesso artefice, è lo stesso primo cittadino che stanco di attendere le lungaggini della burocrazia e "saturo" per l'ultimo inquietante episodio accaduto nei pressi della struttura mercantile, è passato alle vie di fatto normando l'obbligo del pass e sostituendo il funzionario preposto ai controlli. "La decisione - commenta il sindaco -, maturata anche sulla scorta di un grave episodio verificato nei giorni scorsi, è finalizzata a mettere in sicurezza gli operatori. Mi dispiace per gli eventuali disagi causati dalla repentinità della nuova normativa, ma questo colpo di cinghia si rendeva necessario considerato che le disposizioni date sull'intensificazione dei controlli e dell'obbligatorietà restavano ancora lettera morta". Sferzata anche sul fronte delle norme antipizzo. "Esorterò - prosegue il sindaco - alla collaborazione con le forze dell'ordine, ma prima ancora di rivolgere l'appello agli imprenditori, è la gestione stessa del Mercato che deve mettersi in condizione di tutelare la struttura. E per garantire maggiore serenità alle operazioni di mercato lunedì 15, sarà la data ultima per completare quelle di accreditamento". Nessuna modifica invece per gli orari di apertura, rimane al palo la richiesta del presidente dei Commissionari Cannizzo di anticipare l'ingresso per agevolare la vendita di merce a rischio di deperimento per le alte temperature estive. Se ciò non è avvenuto, è tutta colpa del mancato "quorum" raggiunto alla riunione della Commissione Mercati (solo tre i componenti accertati) l'unica legittimata a deliberare. "Rammento nuovamente a Cannizzo - commenta l'assessore Piero La Terra - che non è possibile variare gli orari per decreto. Invito pertanto il presidente dei commissionari a valutare per tempo la possibilità di variare gli orari, in modo da permettere alla Commissione di prendere atto delle sue proposte e decidere in merito. Sarebbe stato possibile gestire meglio la questione, affrontandola in tempi utili, visto che è stato proprio Cannizzo (in qualità di presidente dell'associazione commissionari), sei mesi fa, a proporre all'amministrazione comunale la data del 15 giugno come scadenza dell'orario invernale, mentre ha chiesto la variazione solo a fine maggio di quest'anno". Daniela Citino

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Imprese, Roma in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Roma E’ al 63esimo posto su 103 città per qualità di vita Imprese, Roma in ritardo E non vanno bene gli altri capoluoghi del Lazio Roma è al 63esimo posto su un totale di 103 città nella classifica elaborata da Confartigianato sulla qualità di vita delle imprese nel 2009. Lo studio, presentato questa mattina nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, è stato realizzato prendendo in esame 39 indicatori che vanno dalla densità imprenditoriale alla pressione fiscale, dalla concorrenza sleale del sommerso, alla burocrazia, dal capitale sociale alle infrastrutture, fino al credito e ai tempi della giustizia civile. Secondo la classifica stilata da Confartigianato, la qualità di vita delle imprese più alta si registra nel nord est d’Italia. La Provincia di Bolzano è al primo posto, seguita da Trento, Ravenna, Rimini e Reggio Emilia. In coda il sud, con Crotone ultima classificata, preceduta da Catanzaro, Cosenza e Siracusa. Tra le altre province del Lazio, Viterbo è al sessantaduesimo posto della classifica, appena sopra Roma, Rieti al settantaduesimo, Latina al settantatreesimo, Frosinone all’ottantesimo. Se si osserva l’analisi elaborata dalla Confartigianato relativa alla qualità di vita delle imprese a livello regionale, il Lazio è al dodicesimo posto su venti. A pesare sulle imprese romane, in particolare, è la burocrazia. Fattore per il quale Roma si posiziona a fondo classifica insieme a Campobasso e Catanzaro. Problemi anche dal punto di vista del credito, dove Roma è al novantacinquesimo posto (sempre su 103), e della legalità dove la capitale addirittura scende al novantottesimo posto. Edizione n. 2205 del 12/06/2009

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Terna: la burocrazia ferma i risparmi (sezione: Burocrazia)

( da "Trend-online" del 12-06-2009)

Argomenti: Burocrazia

Terna: la burocrazia ferma i risparmi ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 12.06.2009 20:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA)-SANTA MARGHERITA LIGURE- Se venisse sbloccato il piano di investimenti di Terna per la rete ad alta tensione, si potrebbe risparmiare 1 mld sulle bollette.Lo afferma l'a.d. Flavio Cattaneo, intervenendo in videoconferenza al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria. Cattaneo ha parlato di problemi burocratici che frenano la realizzazione degli elettrodotti previsti da un piano di investimenti da 6 miliardi, di cui opere per i primi due miliardi pronte a partire, ma ferme per problemi autorizzativi.

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