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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   8-9 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Un film per celebrare le "donne del formaggio" ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ORGANIZZAZIONE DEGLI ASSAGGIATORI IL CASO DI PAROLDO LA BUROCRAZIA Un film per celebrare le "donne del formaggio" Madre e figlia allevano 300 pecore per produzioni di nicchia Anche la toma prodotta su bricchi sperduti sottoposta a controlli severi Nasce un festival che raccoglierà le pellicole dedicate alle produttrici [FIRMA]FIORENZO CRAVETTO PAROLDO La mimosa,

"Meno burocrazia nel turismo" ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BAGNI MARINI "Meno burocrazia nel turismo" [FIRMA]STEFANO PEZZINI ALASSIO «Meno burocrazia e maggiore valorizzazione delle nostre tipicità: la ricetta per uscire dalla crisi del turismo si basa su questi due elementi che in molti ripetono ma in pochi applicano»: Caterina «Nuccia» Cosso, operatrice alassina (suo il Panama,

Berlusconi: riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma in linea con i Prg esistenti. Ma Bossi: io ci credo meno ( da "Corriere.it" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani regolatori. Ma Bossi frena Silvio Berlusconi durante la passeggiata nel centro di Roma (Ansa) MILANO - Silvio Berlusconi ne è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». E per questo ha deciso che una delle mosse per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale deve necessariamente passare

Pd: si rischia la cementificazione selvaggia Ma la proposta avrebbe già convinto i governatori del centrodestra Galan e Cappellacci ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,

E il mondo artigiano lancia l'Sos La Regione: finanziamenti in arrivo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per semplificare la burocrazia». Enzo Lucchini, vice presidente del consiglio regionale, conosce da vicino la realtà economica mantovana, così i dati sui cassintegrati, disoccupazione e sostegno al reddito forniti da Franco Bruno, gran conoscitore dell'economia mantovana, non lo colgono impreparato: «Il bollettino di guerra è reale,

Bettoni: Ad Arcore abbiamo vinto ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'agricoltura riparte, con l'entusiasmo una battaglia vinta, ma anche con la preoccupazione per il futuro prossimo. «Chiediamo un sostegno immediato - chiude Bettoni - e meno burocrazia». Dimenticare l'agricoltura può essere molto pericoloso. Arcore lo ha dimostrato. Guido Lombardi gdbagri@giornaledibrescia.it

Rossi insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rossi insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia Domenica 8 Marzo 2009, Fabrizio Rossi si prepara a essere il cavaliere sul destriero pronto al torneo che è stato scelto quale simbolo di Unindustria che lancerà all'assemblea generale, "Rovigo nuova impresa", sull'idea di una sinergia tra imprenditori, istituzioni e comunità per definire un nuovo modello di sviluppo.

<Via al piano casa, non faremo abusi> ( da "Adige, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Legambiente invece richiama il film «Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma, negli anni '60, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare e costruire edifici brutti e insicuri».

confedilizia: in questa fase meglio rilanciare gli affitti ( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Plauso della Confartigianato: «Riduce la burocrazia» Confedilizia: in questa fase meglio rilanciare gli affitti ROMA. Confedilizia apprezza «le misure di liberalizzazione urbanistica annunciate dal presidente Berlusconi» ma ritiene che sarebbe «altrettanto, se non più efficace il rilancio dell'affitto».

Brebemi , l'anno della svolta? ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sistema farraginoso della politica e della burocrazia italiana. In quasi dieci anni di pressioni e prese di posizione a livello nazionale spesso contrastanti, da parte del Comitato, nel quale sono confluiti Comuni, Province, Camere di Commercio e Associazioni di categoria, la linea è stata una: avere la Brebemi, per consentire alla Lombardia, alla sua economia e ai suoi cittadini,

Appello di Vecchioni: Il valore aggiunto dev'essere retribuito ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minore burocrazia, per dare agli agricoltori italiani le stesse possibilità garantite a quelli di altri Paesi europei. «Servono incentivi allo sviluppo, non più dei sussidi, visto che come agricoltori siamo dei soggetti economici alla pari degli altri, non degli assistiti: è questa la svolta culturale da imboccare»,

L'Upa: un piano Marshall anche per l'agricoltura ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'È POI TUTTA la partita della modernizzazione delle aziende agricole, degli investimenti in tecnologie per essere più competitivi e ridurre i costi di produzione, e della riduzione della burocrazia attraverso un necessario cammino di semplificazione.

via inghilterra sarà collegata a viale moro ( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il terreno su cui sono accampati i camper», afferma il sindaco, «è comunale e quindi ho predisposto gli atti necessari allo sgombero. Quando? Ci sono i tempi della burocrazia da rispettare». Senza lo sciopero della fame, dunque, nessuno avrebbe scoperto che il Comune è proprietario di un terreno vicino al mare. Pietro Lambertini

Spessa, vince la burocrazia ( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spessa, vince la burocrazia L'ex sindaco Bertoni non sa ancora l'esito del ricorso SPESSA. Ricorso contro l'espulsione dal consiglio comunale: a tre mesi dalle elezioni il consiglio di Stato risponde all'ex sindaco Bertoni (ex capogruppo di minoranza), espulso dal consiglio per troppe assenze.

Finalmente vedo mia figlia ( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia. La sua bambina di cinque mesi era bloccata a Omsk, nella Siberia sud occidentale insieme alla mamma Angela dal giorno della sua nascita, il 27 settembre scorso. Non riuscivano ad ottenere l'autorizzazione a tornare in Italia. Ieri mattina il lieto fine.

palazzo cavalli a parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda.

Palazzo Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro ( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda.

fuksas:"un delirio che può accadere solo qui in italia" ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il messaggio è chiaro: la burocrazia non è capace, quindi fate come credete. Così come si dice: fatevi le ronde perché la polizia non può farlo. Per uno come me, affezionato all´idea di Stato, c´è un senso di frustrazione». Un intervento sull´edilizia si può fare: «Ma ci vorrebbe un piano vero come il Piano Fanfani negli anni 50».

buzzetti:"il progetto darà una spallata alla burocrazia" ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il progetto darà una spallata alla burocrazia" «Comprendo le perplessità che alcuni hanno manifestato, ma confido nel fatto che alla fine il progetto del governo sarà più equilibrato di quanto non sia apparso finora». Chiedere a un costruttore cosa ne pensa di una norma che di fatto liberalizza e semplifica l´edilizia è come chiedere all´oste se il vino è buono.

Casa, il governo ha un doppio piano ( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il governo ha un doppio piano di Redazione Meno burocrazia, più alloggi popolari. Berlusconi: effetti straordinari sull'economia Il premier annuncia il varo del piano per rilanciare il settore edilizio. Nuovi alloggi per giovani, anziani, immigrati regolari, studenti. «Ma non saranno permessi abusi».

da amarcord a famolo strano il vocabolario dei film italiani - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affettazione o alla burocrazia. Così fra Totò e l´onorevole Trombetta oggi quello strano sembra il secondo, con i suoi «Permette che mi presenti?» e «Ricordatevi che io sono un onorevole». Embè? è la vecchia storia dell´eterna commedia dell´arte: maschere e stereotipi, pierini, brancaleoni e terruncielli, ognuno fornito della sua devianza linguistica,

La cura del mattone ( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: provvedimento arriverà venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri Il premier: «Riduciamo le pastoie e la burocrazia. Sarà più facile ingrandire le case» La cura del mattone Il Cav dà il via al piano casa «Ma non ci saranno abusi» Un piano per l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni.

Venerdì il piano casaPensioni, l'Ue insiste ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ue insiste berlusconi: meno burocrazia per ristrutturare Il premier: effetti straordinari sull'edilizia, no ad abusi Roma. La cura anticrisi? Più cemento e donne in pensione a 65 anni. Andando per ordine: lo strumento del piano casa, che venerdì prossimo andrà in Consiglio dei ministri, introdurrà una liberalizzazione (controllata?

roberto cavalli illumina parigi ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: architetto Italo Rota e poi perché la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda. Sembrano davvero lontani i tempi in cui Cavalli apriva una piccola boutique in rue du Four, sulla Rive Gauche. Erano gli anni Settanta e lui acquistava anche, sull'Ile Saint Louis, un pied-a-terre al quinto piano senza ascensore,

l'irresistibile ascesa dei lombardiani uffici, enti e cda colonizzati dall'mpa - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lombardiane alla conquista del sottogoverno e della burocrazia regionale ogni giorno guadagnano terreno. Anche se l´ultima nomina è un giallo. Alla presidenza della Fondazione San Raffaele di Cefalù il governatore ha designato un medico di origini siciliane, Stefano Cirillo. Un professionista dal lungo curriculum che ha presenziato all´inaugurazione della sede della Colomba a Milano:

agire subito su energia, edilizia e burocrazia - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia e burocrazia» «Occorre fare sistema, decidere in modo condiviso e fare di Cagliari una città di destinazione» «Intervenire anche sui consorzi Fidi per non bloccare il credito» ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Alcuni interventi «vanno fatti immediatamente», afferma Alberto Scanu, responsabile della Confindustria del sud dell'isola:

Genova è il grande porto virtuale da cui salpare per conquistare il mondo ( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia, le brutte facce che s'incontrano appena imbrunisce. Questi sono i veri segni dell'abbandono. Non si possono rispolverare solo le facciate dei Rolli per curare il male diffuso che s'annida tra i vicoli più riposti. L'evidenza comatosa delle proposte culturali poi, è talmente chiara che risulta fin troppo facile attaccare le istituzioni,

<È solo il primo passo Se riaprono i cantieri riparte il Paese intero> ( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ampliamento di abitazioni esistenti in deroga alle rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i necessari permessi. Il provvedimento è già allo studio del governo, perché la convinzione è che se riparte l'edilizia riparte tutta l'economia». Anche in questo caso d'intesa con le Regioni?

Pio XII "s'è interessato al bene degli ebrei" ( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cdm il piano casa meno burocrazia ma niente abusiLa Cina avverte il mondo: non ospitate il Dalai LamaGarlasco: scontro sulle consulenze Ris: ok l'analisi del Dna sul saponeLondra, nazionalizzato Lloyd Banking Group: garantiti gli asset tossici Monte Pasubio, valanga: una vittima e due feriti Ancora maltempo al sudPensioni, Ue all'Italia: "Nuove misure:

niente progetti per il carnevale estivo - pinuccio saba ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come in tutte le burocrazie, senza una richiesta scritta l'ente pubblico non può muoversi autonomamente. Ben vengano le petizioni, le adesioni in Rete, ma queste iniziative non hanno alcun senso se subito dopo non non si mettono in pratica atti concreti. Ovviamente, sottolineano in comune, l'amministrazione municipale non può sobbarcarsi tutte le spese che,

sindaco, è una cosap vergognosa - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Su quello non siamo disposti a cedere di un millimetro e torneremo presto a trattare: puntiamo a contenerlo nel 25% come a Pistoia. E' una vera ingiustizia che per questa categoria vengono alzate così le tasse mentre si mantengono inalterati tutta la burocrazia e gli obblighi».

de simome: "la mia turandot in fiera? la farò come se fossimo nel politeama" - antonio di giacomo ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E come sempre accade in questo Paese anche stavolta la burocrazia, in buona o cattiva fede che sia, ha contribuito a creare un bel po´ di problemi». Non manca il rimpianto nelle parole di De Simone. «Ho sempre sperato, fino all´ultimo istante, che la faccenda si risolvesse, che ci fosse il "disgelo" di Turandot.

Crisi, pronta la cura del cemento ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,

<Il nostro punto debole? Non saper fare sistema> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di grande difficoltà muoversi in ogni ambito pubblico perché la burocrazia ci pone di fronte a un continuo delirio. Ciò che manca davvero è una classe dirigente che sappia fare sistema. Nella nostra provincia qualcosa si è mosso e si sta muovendo, anche se con qualche decina di anni di ritardo, come l'aeroporto (giunto a 6 milioni di passeggeri), il nuovo ospedale in costruzione,

UN CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta burocrazia e.... burocrati! Questo è uno dei limiti alla competitività del sistema Italia che provoca costi e ritardi negli investimenti alle imprese. Unindustria - conclude Rossi - è pronta a costruire assieme al territorio una nuova provincia, che vuole innovare e che è pronta a fare il salto di qualità fondato sulla ricerca e sul territorio»

IL 22 Luglio del 1814 il commissario di polizia Palladini inviava una dettagliata relazi... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e della burocrazia del fisco: per tutti era quindi conveniente che ci fossero i bordelli periodicamente visitati dalle autorità sanitarie - che potevano così individuare ed internare le prostitute infette - e capaci, nel contempo, di assicurare, con le tasse, sostanziose entrate al pari di qualsiasi altro commercio esercitato entro la cinta urbana.

Il caso Bertoluzza in Parlamento Ma Svp e Pd difendono Zanon ( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia del sistema giudiziario italiano». Sostiene Zanon anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi: «L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno di affossare la giustizia». Infine l'ex presidente del tribunale, Carlo Bruccoleri, illustra gli aspetti tecnici della vicenda e dice: «Zanon ha agito con serietà e coscienza morale»

Prescrizioni, il caso arriva in Parlamento ( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia del sistema giudiziario italiano, che colpisce ovviamente anche l'Alto Adige. Proprio per questo la proporzionale non c'entra: anche nel resto d'Italia ci sono tribunali in difficoltà. Le procedure sono troppe complicate e noi della giunta provinciale non possiamo ovviamente farci nulla, non avendo alcun tipo di competenza in materia.

IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito delle ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: comunali per gli ostacoli che si frappongono allo svolgimento delle attività commerciali forse si dimentica che la burocrazia, seppur fastidiosa, esiste a garanzia dell'imparzialità e della trasparenza con le quali devono operare le istituzioni nei confronti di tutti i cittadini. Chi ha veramente a cuore la città non usa la demagogia spicciola e non spara nel mucchio.

Tasse alla Federico II, agli studenti arrivano i <bollettini pazzi> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: illusione di risparmiare e inizio di un percorso nella burocrazia. Per chi abita a Napoli, magari in centro o nei pressi della zona universitaria, l'inconveniente provocato dall'errore dell'università si risolverà in una seccatura tutto sommato lieve: il tempo di raggiungere la segreteria e una coda agli sportelli, si spera non troppo lunga.

Santa Chiara ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sotto il celebre chiostro: tra mistero e burocrazia di FUANI MARINO V iaggio alla scoperta delle terme fantasma. Quello dell'area termale annessa al Chiostro maiolicato di Santa Chiara non è un mistero da poco: il complesso rinvenuto al di sotto della chiesa trecentesca è considerato il maggiore sul territorio napoletano.

La Borsa vuole Un'altra settima di passione per le Borse di tutto ( da "Riformista, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il sindacalismo e il localismo italiani sono in grado di bloccare o almeno rallentare qualunque provvedimento governativo, soprattutto quelli fondamentali per le infrastrutture. Di vero e reale c'è solamente la seconda tesi, dovuta alla forte presenza dei titoli finanziari (12 su 30), il cui capitale,

buona domenica IL CALL CENTER COME MEDICO ( da "Nazione, La (Firenze)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche da noi la burocrazia continua a fare prigionieri e istituire un call center non significa che il meccanismo funzioni. L'informatizzazione aiuta ma non è perfetta e non è facilmente comprensibile a chiunque. In mezzo a arcipelaghi di buona sanità, esistono chiazze ancora malate, come dimostrano i racconti dei nostri lettori e le storie che segnaliamo in queste pagine.

E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 18 E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti produttivi in città in un periodo di grande crisi economica. Questo il pensiero dell'assessore alle attività produttive Antonio Marzullo, fatto proprio dall'amministrazione Comunale di Monte San Savino.

Ci piaccia o meno le Regioni, Umbria compresa, sono destinate a crescere d'importan... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un ruolo attivo si potrebbe configurare una sorta di conflitto di competenza fra Stato e Regione, o meglio fra Prefetto e Governatore, in materia economico-finanziaria. E soprattutto non comprendiamo quali vantaggi ne deriverebbero per il tessuto produttivo umbro che non ha certo bisogno di più burocrazia, ma piuttosto di concreti interventi di sostegno. giampaolofalciai@libero.it

ADESSO è finita. Almeno sulla carta, la lunga marcia della riorganizzazione al Comu... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E proprio i nuovi pesi dei settori disegneranno il nuovo "potere" della burocrazia comunale. Per esempio: con la soppressione dell'unità operativa pianificazione economica e politiche occupazionali, che fine farà la dirigenza di Silvio Cipriani? Una parte della sua attività verrà conquistata dal settore di Paola Panichi.

LA REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questione solo di burocrazia. «Martedì andremo a Bologna per definire gli aspetti tecnici ed i tempi _ spiega Ruggeri _ ma la Regione ci ha già dato l'ok sulla base dei nostri programmi e dei nostri impegni. Nei prossimi tre anni dilazioneremo gli investimenti e raggiungeremo tutti gli obiettivi previsti».

<Fognature da sdoppiare, o nel 2010 l'Europa ci bastona> ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bagnini sulla burocrazia balneare: «Al posto di 2 uffici Regionali siamo arrivati a 13 assessorati al demanio, con un esercito di dipendenti, e ogni comune gestisce a modo proprio». Sui rincari dei canoni, tutti concordano sull'applicazione progressiva: «Non si può passare da 400 euro l'anno a 30mila, nè considerare un campo da beach volley e di bocce come un ristorante di lusso»

Edilizia, rivoluzione al via <Il Veneto parte subito> ( da "Corriere del Veneto" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e che lo snellimento della burocrazia ridurrà le entrate dei Comuni. I quali faticheranno a far quadrare i bilanci. Quanto a noi, il governo ci aiuterebbe davvero se abolisse l'obbligo di pagare l'Iva anche prima di averla incassata, il che costringe tante aziende a chiedere finanziamenti alle banche, e abrogasse la legge Visco-Bersani.

Via al piano <Meno vincoli, ma nessun ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,

ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostr... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,

)VIALE D'ANNUNZIO <Mi è piovuta' un'auto in ... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi rivolgo a voi per evidenziare un problema che da anni rimane sommerso tra le carte della burocrazia. Carlo Donatelli Pisa )DECORO URBANO Finalmente ripulite le panchine delle Piagge IL VIALE delle Piagge: due chilometri e mezzo di alberi con panchine di graniglia rosata poste una ogni cento metri per la sosta di grandi e piccoli qui a passeggio da tutta la città.

La denuncia dei clandestini? Il clochard dà lezione al medico A ngelo, ( da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quando non è addirittura la burocrazia lentissima a causarlo. A peggiorare la situazione subentrano le colpe di alcuni che infangano tutti gli altri ». «La nostra gente però — intervengo — ha molto buonsenso e sa distinguere le persone per bene, senza dover controllare i loro passaporti ».

)VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo st... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corrado Caprara )CERTOSA Burocrazia assurda per una piccola lapide IL 3 MARZO mi sono recata alla Certosa per il rifacimento di una piccola lapide dei miei bisnonni morti negli anni 1919 e 1922. Preciso che il relativo contratto fu sottoscritto da una mia prozia deceduta nel 1970.

Non si rilancia così l'economia in difficoltà ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bastano una Dia e un attestato di conformità statica. Se si vuole snellire la burocrazia intorno a questi interventi, siamo disposti a trattare. Se invece si tratta di stanze in più, bisogna essere chiari: non in città, sarebbe uno sfregio. Poi non parliamo di turismo e bella Italia».

due fratelli imprenditori di dolo vessati dalla burocrazia in croazia ( da "Nuova Venezia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fratelli imprenditori di Dolo vessati dalla burocrazia in Croazia TRIESTE. «E' l'ennesima penalizzazione che colpisce in Croazia investitori stranieri e tra questi gli italiani sono molti». Si sfoga così Italo Onofri, attivo nell'ex Jugoslavia dal '93 quale consulente della Compagnia delle Opere e di altre importanti aziende, che ha contribuito a spingere a investire localmente.

Berlusconi, <sì> al piano per la casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,

Più accoglienza e meno discriminazione: sfilano in duecento ( da "Varesenews" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intanto la burocrazia è complicata e molto costosa e la vita diventa difficile». «Le difficoltà sono tante ma non sono pentito di essere arrivato in Italia - commenta Jacques ( sotto), scappato dalla Costa D'Avorio dieci anni fa e approdato a Varese dopo un iniziale approdo in Francia - L'integrazione è tema politico molto caldo: si discrimina in base alle origini e per ignoranza.

Edilizia/ Fitto: Intesa con Regioni primo passo verso piano ( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di varare un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti in deroga alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i necessari permessi". Un provvedimento "già allo studio del governo perchè la convinzione - osserva ancora il ministro - è che se riparte l'edilizia riparte tutta l'economia".

Il doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari ( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 08 pagina 7 Il doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari di Gian Battista Bozzo Venerdì in Consiglio dei ministri le misure per l?edilizia: in cantiere 6mila abitazioni, sconti fiscali per chi ristruttura. Berlusconi: "Effetti straordinari sull'economia" Roma Un «doppio» piano casa è in arrivo per stimolare il settore delle costruzioni e,

Edilizia/ Capezzone: Su piano casa solita opposizione ( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di superare le lentezze e gli ostacoli di una burocrazia impossibile, e di contribuire in modo importante al rilancio dell'economia (coinvolgendo piccole e grandi imprese). Dinanzi a questo - sottolinea - un'opposizione normale di un Paese normale darebbe una mano. E invece qui il Pd sembra prigioniero del solito schemino della negatività e della contrapposizione".

La cura del mattone il Cav dà il via al piano casa ( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo.

"Siamo capaci di cambiare" ( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e più internet, per favorire la partecipazione". Il coordinatore dell'Italia dei Valori Davide Rossi, dopo aver accennato agli interventi su turismo e cultura per favorire lo sviluppo economico, ha affrontato la questione morale, partendo dal caso Rovinelli, Gianluca Cespuglio della Fano dei Quartieri ha criticato l'

Tutto nelle mani di Rocco Forte ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di conseguenza è necessaria la gara pubblica, in parte sono da realizzare con soldi di sir Rocco Forte. Questi ultimi lavori possono iniziare subito, naturalmente se ammanniti di tutte le autorizzazioni. Superata la corsa ad ostacoli con la burocrazia, rimarrà da fare i conti con le condizioni meteomarine. Filippo Cardinale

E se la crisirilanciassela Sicilia? ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di pilotare una crisi che superi liti di potere e una soffocante burocrazia fatta di mille cavilli. Una scommessa che si può vincere, strano a dirsi, proprio in un momento in cui si vive una profonda crisi. Ma senza perdere tempo in chiacchiere. Subito. *

Sollecitata la revisionedel regolamento Tosap ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e che sembrano complicare la vita ai cittadini e alle imprese. E' questo l'argomento affrontato da parte l'amministrazione comunale barrese, e in particolare da parte del vicesindaco e assessore Enzo Pace il quale ha avviato da tempo un lavoro di valutazione tecnica sulla regola per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche.

Talassemia, al via nuovo padiglione ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dpo anni di burocrazia, timbri, scartoffie, rinvii e sudore, adesso ci siamo. Sono iniziati gli scavi iniziati sull'area che ospiterà la struttura. Siamo contentissimi!». Un obiettivo che l'associazione è riuscita a raggiungere anche grazie al coinvolgimento, la sensibilità e le donazioni ricevute da tanti sostenitori tra cui anche lo showman Fiorello.

Lombardo: <Orariparte l'orologiodella spesa Ue> ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre il nuovo assetto della burocrazia regionale ci permetterà di mettere immediatamente in circolo, nell'economia siciliana, circa mezzo miliardo di euro, da spendere e rendicontare entro dicembre. Puntiamo a una utilizzazione dei fondi comunitari che produca risultati più visibili e incisivi.

Il Comune eroga 15 mila euroa favore della Questura ( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esistenza di problemi logistici che la burocrazia e il bilancio ministeriale magari non riescono ad affrontare velocemente per rendere più efficienti i loro uffici periferici. Noi dimostriamo di essere capaci di dare un contributo». Nella sostanza, la Giunta ha deliberato una spesa di 15 mila euro a favore della Questura di Trapani.

EDILIZIA IN AFFANNO ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un bel taglio alla burocrazia edilizia e ai tempi lunghi per ottenere licenze e permessi per i lavori di riatto o per nuove costruzioni. La bozza del progetto di legge dovrebbe essere smistata alla Regioni, in primi a quelle rette dal centrodestra. E quindi anche al Friuli Venezia Giulia che ha anche potestà legislativa in ambito edilizio.

La riscoperta del lavoro per fronteggiare la crisi ( da "Gazzettino, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, più qualità della vita e tanti e tanti meno costi. Torniamo allora a dare valore alle piccole cose, a cosa significa tenere il nostro ambiente in ordine: campi e prati tagliati, boschi puliti; impariamo a seminare e a raccogliere i frutti della terra, a costruirci e a ripararci le nostre case,

Ma quale Marx ( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non abbiamo scritto che è l'occhio del padrone che ingrassa il cavallo mentre le burocrazie statali sono inerti e corrotte? D'altra parte non avevamo le forze per proporre che la proprietà pubblica passasse in autogestione, anche per il dubbio (inespresso) di come funzionerebbe una autogestione nuda e cruda in un mondo globalizzato.

No alla Romania NeroGiardini resta in Italia. E assume ( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla faccia di chi sostiene che con i costi e la burocrazia che abbiamo qui non si può più fare niente. Bracalente, 52 anni, marchigiano, nel 2008 ha fatturato 185 milioni, tutti in Italia. Non nega che la burocrazia remi contro; ma dei costi di produzione dice che da noi non sono così male: «Da quest'anno produrremo abbigliamento in Val Vibrata, in provincia di Teramo,

Colazione dei poveri con sessanta in coda ( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mario, 65 anni: «Senza la burocrazia italiana non sarei qui. Aspetto la pensione di invalidità per mia moglie, ero autista. Vengo da tre mesi». Una donna di 30 anni, origini calabresi: «Io e il mio compagno siamo disoccupati. Troviamo solo qualche lavoro in nero, saltuario».

Piano casa, l'idea era già nostra ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Per quanto riguarda il Comune di Godega, ogni abitazione potrà essere elevata al massimo fino a 10 metri e 50 centimetri. «Tutti coloro che risiedono nel comune in un'area residenziale avranno la possibilità di allargare l'abitazione o di realizzare una nuova unità - spiega il sindaco - l'unico vincolo imposto è che ad abitare i nuovi spazi sia un familiare fino al quarto

gli annunci anti-crisi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che da sola costituirà uno choc per l'economia del paese e sarà destinata a dare un colpo al cuore della burocrazia e a essere un volano enorme per l'edilizia», come ha detto il premier, attribuendosene l'idea. Due annunci a effetto, destinati a fare colpo sui cittadini, da un lato, e a costituire un vero cadeau per gli immobiliaristi dall'altro.

Quando la burocrazia contraddice se stessa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poi il Comune ci costruisce un marciapiede Quando la burocrazia contraddice se stessa Un imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi il Comune ci costruisce un marciapiede --> Premessa: non vuole fare polemiche. Ma sarebbe il caso di farle visto che il Comune prima lo ha autorizzato a costruire una pedana sulla quale sistemare i tavolini davanti al suo locale poi,

L'ennesimo no Pd si... ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all'intera economia. Ma dal jukebox dell'opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell'Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd Franceschini,

Godega, il paese già pronto al <bonus> ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intanto rispolverano il progetto dimenticato nel cassetto per colpa della solita burocrazia. E i muratori sperano di non starsene più, al bar, con le mani in mano. Qualcosa è cambiato da quando il sindaco del Carroccio Alessandro Bonet ha varato un provvedimento che somiglia molto al progetto del governo per rilanciare l'edilizia.

<Presidenti "rossi", ragionate: non ci sarà scempio ambientale> ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci limitiamo a sveltire la burocrazia. Se avete un'amministrazione capace, prudente, attenta, competente come abbiamo noi in Veneto, affrontate il problema, cercate di fare decollare questa proposta, perché la ricaduta è importante sul piano economico ma anche sulla riqualificazione architettonica e paesaggistica di tante parti del nostro Paese che fanno oggettivamente schifo,

i problemi ( da "Tirreno, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia. Si richiede meno formalismo per le pratiche quotidiane. Confessioni, messe in ricordo dei defunti e ricevimento non dovrebbero essere sottoposti ad un orario, ma disponibili semplicemente presentandosi. Messa bambini. Originariamente prevista alle ore 10 era stata cancellata dal nuovo parroco.

civeta nel mirino della regione ( da "Centro, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la scadenza del 2007 fissata nel piano di gestione è solo ipotetica», aveva detto Di Silvio, che aveva anche denunciato una preoccupante situazione di stallo. Previsioni che si sono avverate. Resta da capire come mai una struttura dalle grosse potenzialità si sia arenata nelle sacche della burocrazia e della politica. Anna Bontempo

Berlusconi dà il via al piano casa ( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo.

Â<Costruiremo il grande centroÂ> ( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei costi e dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia»

Bloccati dalla burocrazia della Regione Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da ... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi di EMANUELE LAURENZI Bloccati dalla burocrazia della Regione Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da oltre 8 mesi, con l'attività condizionata e con l'impossibilità di assumere almeno 10 persone. E' quanto sta accadendo alla cooperativa "Euro 98 Rieti soccorso" che da oltre 10 anni opera nel trasporto dei malati e nelle operazioni di soccorso.

Ambulanze fermate dalla burocrazia ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi Due mezzi in garage e dieci persone in attesa d'assunzione. Il presidente Leonardi: «Così da otto mesi» Ambulanze fermate dalla burocrazia L'assenza di un timbro da parte della Regione blocca la coop "Euro 98"

Retromarcia sulla delocalizzazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più complessa e farraginosa». Alle braccia aperte di prima, dunque, corrispondono le braccia chiuse di adesso. «La burocrazia - spiega Matteo Rapinesi, socio dello studio professionale Cristofori che nelle sedi di Milano, Torino e Verona segue per i suoi clienti molti dossier caldi su questo fronte - è solo una delle questioni da affrontare quando una azienda si disimpegna

<Poteri speciali per i parcheggi> Via ai cantieri ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poteri speciali per i parcheggi» Via ai cantieri «Sulle gare per i parcheggi servono poteri speciali: la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi dei bandi ». Così l'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Quest'anno, tuttavia, ripartono i lavori in centro, dall'autosilo in Sant'Ambrogio ai box in Darsena. A PAGINA

Parcheggi, ripartono i cantieri in centro ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma sulle gare dei lavori pubblici servono poteri speciali, perché la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi delle gare». L'assessore Bruno Simini insiste sulla necessità di rivedere le procedure stabilite dal governo, che hanno allungato i tempi di aggiudicazione delle gare, con il rischio della paralisi per le amministrazioni pubbliche.

E ora i palazzi popolari Vendita a prezzi scontati ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che facesse presa sui cittadini e che al contempo fosse in grado di rilanciare l'economia. Il piano sull'edilizia che sta prendendo corpo in questi giorni ha per il presidente del Consiglio tutte e tre le caratteristiche. Dunque, per lui, è perfetto: sarà da limare, correggere, forse anche concordare con le Regioni in via preventiva prima di andare in Consiglio dei ministri,

L'Italia presenta la <città dell'uomo> Un padiglione in cerca di consensi ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci sono le bizantine procedure della burocrazia cinese con cui armonizzarsi. I tempi sono stretti, ma la posa della prima pietra potrebbe avvenire a fine marzo. Una ventina di aziende italiane forniranno gratuitamente i materiali per la realizzazione, «il meglio di quanto l'Italia produce », secondo il Commissariato generale del governo per l'Esposizione Universale,

Piano casa, Franceschini: "No,... ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all?intera economia. Ma dal jukebox dell?opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell?

Rivolta contro il cemento ( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 09/03/2009 stop burocrazia 09/03/2009 Autocertificazione per gli ampliamenti o la costruzione di nuovi alloggi. Norme più flessibili per accertare se un'opera edilizia sia corretta. Più snella anche la soluzione di eventuali controversie tra il Comune e chi costruisce.

Acquisti solidali in formato hi-tech ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Così come vorrei che leggi e burocrazia non rendessero al limite dell'impossibile l'assunzione di personale straniero. Ma il nostro è il Paese dei pregiudizi. Se faccio in pubblico queste affermazioni vengo immediatamente accusato di voler sfruttare i vecchi e gli extracomunitari».

Edilizia/ Il piano del Governo divide i presidenti di ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: parte più becera della sinistra e da quel solito vecchio ambientalismo che quando decide di essere contro non ragiona più né ascolta le ragioni degli altri". Poi fa appello ai suoi colleghi governatori: "Perché tentennate, amici presidenti delle regioni rosse? Qui non si tratta di violare vincoli paesaggistici, monumentali o architettonici: ci limitiamo a sveltire la burocrazia".

Libero abuso ( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Libero abuso «Basta pastoie e burocrazia». Berlusconi strizza l'occhio ai palazzinari e rilancia l'edilizia selvaggia contro la crisi: possibilità di ampliare case e ville senza più vincoli urbanistici. Si riaffaccia anche il condono: vita facile per gli abusivi. Venerdì il provvedimento al consiglio dei ministri.

LE MANI SULLA CITTÀ ( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: colpo alla burocrazia e un volano enorme all'edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica urbanistica dell'uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del 20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione.

Aim di Milano, prima matricola in primavera Le stime ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia perché spaventate dalle lungaggini della burocrazia e dai costi. Di fatto, la piattaforma è una sola. Restano ancora separate le due piazze, che pero? arriveranno presto a una fusione. Identiche le procedure, d?accesso, estremamente semplificate, che in teoria consentirebbero la quotazione nel giro di 10 giorni.

Il centrodestra universitario rappresentato dai movimenti Azione Universitaria (AN), Studenti per le... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, meno sprechi, più tecnologia, più legami tra università e mondo del lavoro e soprattutto più meritocrazia nell'accesso alle carriere universitarie». Aggiunge Marco Schiesaro candidato capolista al consiglio di amministrazione: «Gli studenti oggi hanno bisogno di una università che sia in grado di offrire loro degli strumenti per essere un domani competitivi nel mondo

È nata l'Unione degli immigrati. Vogliamo collaborare con le istituzioni locali per i permessi di soggiorno ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiediamo di poter vivere in una società in cui la burocrazia non ci impedisca di lavorare e di sentirci delle persone come le altre. Non vogliamo irrompere con prepotenza nella città, scombinando le tradizioni ed imponendo le nostre usanze. Cerchiamo il dialogo e miriamo a farci conoscere, per condividere il nostro modo di vivere e conoscere quello dei vicentini che ci ospitano"

Ospedale, il segreto di De Anna Presto servizio d'eccellenza ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: purtroppo sempre possibili quando ci sono di mezzo politica e burocrazia, a pagarne il prezzo non sia il malato. Vogliamo garanzia di continuità e mantenimento dei servizi attuali». Da qui la presa di posizione del primo cittadino. «Siamo d'accordo con questa giunta regionale - ha detto Bolzonello - sulla scelta esterna di collocazione del nuovo ospedale.

L'edilizia soffre a Nordest Un taglio alla burocrazia ( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Lunedì 9 Marzo 2009, È con grande soddisfazione che valutiamo l'apertura del passante, una grande opera infrastrutturale attesa da decenni dal Veneto. Questi 32 chilometri di autostrada permetteranno un'alternativa alla famigerata tangenziale di Mestre che per anni ha costituito una sorta di trappola per le migliaia di auto e mezzi pesanti provenienti da tutta Italia

<Un paradosso il G8 qui da noi> ( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: classifiche ci pongono agli ultimi posti Un incontro per capire la politica e la burocrazia spiegata ai politici dai tecnici. Domenica alle 16 nella sala Costanza Bruno di via Malta, nell'ambito delle iniziative volte a migliorare la conoscenza dei provvedimenti amministrativi che caratterizzano la vita degli enti locali in cui ciascun consigliere svolge un ruolo di grande responsabilità,

De Santis: Â<Costruiremo il grande centro con l'UdcÂ> ( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei costi e dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia»

Stasera si tifa per Daniele Magro ( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: collaudato alto dirigente della burocrazia comunale, rimane senza un comandante titolare, ma dall'altra parte fa emergere ancora la difficile situazione delle casse comunali. Il sindaco negli ultimi mesi ha sempre cercato di tranquillizzare l'opinione pubblica affermando che sono stati fatti notevoli progressi sulla strada del risanamento.

PIANO CASA: BELISARIO (IDV), UN PROGETTO CONTRO LA LEGALITA' ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello di ridurre la burocrazia, che andrebbe pur bene: in realta' e' un altro tentativo di aggirare le regole''. Lo sostiene il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, per il quale ''l'edilizia e' senza dubbio il principale settore trainante dell'economia, ma va incentivata rispettando la legalita'''.

CASA: BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI ( da "Adnkronos" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CASA: BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI OBIETTIVO MENO BUROCRAZIA E LAVORO AD IMPRESE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 16:46

Razzismo: Ronchi, Frattini ha fatto benissimo su conferenza Onu sul razzismo (Durban II) ( da "Sestopotere.com" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: però che l'Europa deve cambiare passo, rispetto all'Europa della burocrazia e dei bollini". Sul tema dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, il ministro Ronchi ha precisato che "non ci corre dietro nessuno" e intendiamo aprire "un confronto con le parti sociali, con quelle che ci stanno.

Sanità/ In coma vegetativo da 16 anni, Inps chiede reddito ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia". "Mentre rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro - continua Stillo - esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia di E.

Ancora niente indennizzi per il fermo pesca straordinario 2008 ( da "Quotidiano.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riteniamo che in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito peschereccio).

Immigrazione: servizio informativo della Cna per le imprese ( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le pratiche sono tante e la burocrazia il più delle volte è molto lenta. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà della lingua, che può rendere ancora più complicato e lungo il normale iter. Ma il permesso è indispensabile per lavorare, studiare e ottenere le cure mediche dal servizio sanitario?

Casa: Bonaiuti, Franceschini ha Una posizione talebana ( da "KataWeb News" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riguarda l'eliminazione della burocrazia, la semplificazione, mentre il secondo riguarda la crisi in corso e la possibilità di far riprendere a lavorare tutte le piccole e medie imprese. Dalla crisi non si esce con le grandi parolone della sinistra ma con progetti concreti che danno lavoro alle persone".


Articoli

Un film per celebrare le "donne del formaggio" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

OTTO MARZO. INIZIATIVA DELL'ORGANIZZAZIONE DEGLI ASSAGGIATORI IL CASO DI PAROLDO LA BUROCRAZIA Un film per celebrare le "donne del formaggio" Madre e figlia allevano 300 pecore per produzioni di nicchia Anche la toma prodotta su bricchi sperduti sottoposta a controlli severi Nasce un festival che raccoglierà le pellicole dedicate alle produttrici [FIRMA]FIORENZO CRAVETTO PAROLDO La mimosa, anche se il mare di Liguria è vicino, qui non è ancora fiorita: l'ultima neve è caduta giovedì. Siamo nell'Alta Langa di Paroldo, sul crinale corre la Pedaggera che fa volare i centauri da Murazzano a Montezemolo e poi giù verso Savona. Il Raflazz è la cascina degli Adami, scappati dalla Toscana ai tempi delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, e venuti a nascondersi in questi pascoli alti, buoni per la pecora di Langa, rustica e generosa per latte, carne e lana. Al Raflazz oggi regna il patriarca Claudio Adami, custode di un gregge di 300 pecore, ma comandano le donne. La moglie Anna, cinquantenne, un fil di ferro di contadina ricca di tutte le sapienze della cucina langhetta; e la figlia Roberta, 28 anni, ragioniera con fidanzato architetto, che ha deciso di stare quassù, al Raflazz, per creare formaggi con la mamma e gestire l'agriturismo di famiglia, quattro camere che spalancano le finestre sulle colline. Anna e Roberta Adami sono i volti che l'Onaf - l'Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio - ha scelto come manifesto per il Film Festival dedicato alle «Donne del formaggio». Quest'anno l'Onaf celebra i vent'anni. Nata a Cuneo nel 1989 da un'idea del presidente della Camera di Commercio dell'epoca, Giacomo Oddero, si è diramata in tutta Italia creando migliaia di maestri assaggiatori dalla Sicilia al Friuli, che aiutano i produttori di cacio e pecorino e delle magnifiche Dop d'alpeggio. Cammin facendo, l'Onaf ha scoperto che le donne sono le vestali dei grandi formaggi. Si sarebbero persi tesori come il Bettelmatt e il Castelmagno, non ci fossero state figure femminili capaci di tramandare l'arte casearia, lavorare il latte crudo, indovinare la rottura del caglio, seguire con dedizione la stagionatura, lunga stagioni. Per Anna e Roberta Adami ci vorrebbe la mano di un regista come Ermanno Olmi. Qui al Raflazz tira aria da «Albero degli zoccoli»: il tempo è fermo, la giornata parte prestissimo, che è ancora buio. Sono giorni di nascite nel gregge, il patriarca passa in rassegna le stalle per «battezzare» i nuovi nati della notte, agnellini belanti che invocano cibo. «Non tutte le pecore sono madri esemplari - spiega Claudio Adami - alcune dopo il parto si disinteressano dei figli, che vanno presi in braccio e allattati col biberon». È l'alba e viene l'ora delle donne. C'è da compiere la prima mungitura, se ne occupa mamma Anna, che riempie i vasi destinati al micro-caseificio dove assumono forma le caciotte di Murazzano, le tume di Langa presidio di Slow Food, e altre formaggette dai nomi evocativi del posto, Malarin, Le Masche, la Robiola di nonna Renza. Roberta la ragioniera sta al Raflazz come il rettore della Bocconi al suo ateneo. Lei è l'anima organizzativa, quella che gestisce la parte commerciale, carica il furgone e parte per rifornire i negozi, viaggi da Bra a Saluzzo a Eataly a Torino. Roberta compila i quaderni dell'Hccp, imposta dall'Europa, fa testare il prodotto dai veterinari e dagli analisti della qualità. Perché oggi il formaggio, anche questo che nasce nelle piccole aziende sui bricchi, è diventato un mondo di burocrazia. Sulle pendici percorse nei secoli da saraceni e mercanti di sale, il sole buca le nebbie che risalgono dal Tanaro. Al Raflazz le donne del formaggio devono prepararsi al weekend, sono attesi clienti che tornano da anni, milanesi, torinesi. Molti stranieri: tedeschi, inglesi, svizzeri. «Più che clienti sono amici - dice Anna Adami - si trovano bene da noi perché capiscono che al Raflazz si vive come una volta, si pranza con quello che noi prepariamo, cibo semplice, il nostro salame, gli agnolotti del plin, l'agnello. Siamo come una famiglia allargata, il sabato e le domenica stiamo tutti insieme. Ma è sempre più dura, poi i clienti se ne vanno, noi restiamo qui. Le pecore mangiano tutti i giorni due volte, bisogna fare il formaggio. Sono vent'anni che con mio marito non facciamo un vacanza vera, al massimo una gita a Venezia di due giorni, grazie a Roberta che ci spinge a muoverci, lei crede in questa azienda, in questo modo di vivere la vita...». Roberta sorride. Papà Adami fa i conti con la provvista di foraggio: «Un inverno così feroce non capitava da mezzo secolo, ancora l'anno scorso in questo periodo le pecore erano già fuori a brucare l'erba nuova, fino a Pasqua quest'anno non sarà possibile».

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"Meno burocrazia nel turismo" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ALASSIO DONNA CHIESTA UNA MAGGIORE COLLABORAZIONE TRA ALBERGATORI, RISTORATORI, BAGNI MARINI "Meno burocrazia nel turismo" [FIRMA]STEFANO PEZZINI ALASSIO «Meno burocrazia e maggiore valorizzazione delle nostre tipicità: la ricetta per uscire dalla crisi del turismo si basa su questi due elementi che in molti ripetono ma in pochi applicano»: Caterina «Nuccia» Cosso, operatrice alassina (suo il Panama, complesso che comprende ristorante, residence, bagni marini e infopoint) e anima di «Alassio donna» (l'organizzazione che raggruppa le imprenditrici turistiche) non vuole fare polemiche ma solo contribuire a superare i venti di crisi che da troppo tempo soffiano sul turismo della Riviera. «Ci chiedono di investire nelle strutture e poi nessuno ci viene incontro. Anzi, ci sono leggi regionali che penalizzano. Penso alla legge Ruggeri ma anche ai parametri minimi per le camere. Una camera con mobili antichi, anche se più piccola, ha sicuramente più fascino di uno stanzone arredato in stile Ikea. E invece sembra che il mondo vada al contrario», si sfoga Nuccia Cosso. Prosegue: «Per non parlare dei controlli. Certo, sono necessari e garantiscono igiene e sicurezza. Ma arriviamo all'assurdo che nello stesso giorno frighi e dispense possano essere visitati da Nas, Asl e Capitaneria». Ma il problema sono soprattutto i tempi lunghi della burocrazia. «Ai tempi di Internet non si può continuare a viaggiare con le carrozze. Spesso gli stranieri che arrivano non capiscono perchè debbano lasciare un documento per ore alla reception per la registrazione quando basterebbe la trasmissione on line dei dati», aggiunge. Poi la promozione: «Dobbiamo fare sistema, utilizzare i prodotti locali, l'olio, gli ortaggi, le marmellate che si producono nella nostra splendida terra. E dobbiamo anche fare sistema tra noi albergatori, ristoratori, commercianti, bagnini. Dobbiamo superare l'individualismo che purtroppo di contraddistinge», è l'appello dell'imprenditrice alassina che, proprio in queste settimane, sta coinvolgendo colleghi e imprese della Riviera in un consorzio turistico con il cuneese e l'astigiano per promuovere le «terre di Aleramo». Poi il tema dei posti di lavoro: «La crisi che stiamo attraversando è grave. Se non saremo capaci di affrontarla penso a cosa succederà ai nostri dipendenti, persone che hanno famiglie, mutui, figli che studiamo. Noi imprenditori dobbiamo stringere i denti e fare sacrifici ma chiediamo anche aiuti per il credito, gli sgravi fiscali. Bisogna ricordare che un albergo è un'azienda ma i suoi dipendenti non hanno ammortizzatori sociali. E quando chiude si perdono posti di lavoro».

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Berlusconi: riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma in linea con i Prg esistenti. Ma Bossi: io ci credo meno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il premier: il provvedimento sarà approvato venerdì dal consiglio dei ministri «Il piano per l'edilizia avrà effetti straordinari e non ci saranno abusi» Berlusconi: riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani regolatori. Ma Bossi frena Silvio Berlusconi durante la passeggiata nel centro di Roma (Ansa) MILANO - Silvio Berlusconi ne è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». E per questo ha deciso che una delle mosse per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni. Di qui la scelta di varare un piano ad hoc, come anticipato oggi dal . L'idea del premier ha subito fatto scattare più di un campanello di allarme tra chi considera l'allenatmento dei vincoli burocratici ipotizzato dal Cavaliere come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è stato lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato venerdì dal consiglio dei ministri, che questo avrà«effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi. «BASTA PASTOIE E BUROCRAZIA» - «Saranno le singole Regioni - ha spiegato il presidente del Consiglio - che dovranno valutarle il piano: serve per smuovere l'economia e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». E a chi gli chiedeva se non si corre il rischio di allargare troppo le maglie delle concessioni aprendo la strada a possibili abusi Berlusconi ha risposto che questo non succederà, «perchè tutto quello che si farà sarà in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Insomma, ha proseguito il premier, «significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perchè i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla villa esistente». Il premier, stando ai lanci di tutte le agenzie di stampa, dice proprio così, «villa», ma evidentemente la cosa riguarderà tutti i proprietari di qualunque tipo di immobile (guarda la scheda). SI PARTE DAL VENETO - La prima Regione ad andare incontro al progetto del Cavaliere sarà il Veneto che martedì discuterà la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire le abitazioni realizzate prima del 1989, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità. «Non ci sarà alcun scempio - ha puntualizzato il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente. È in tutta evidenza uno dei tanti interventi possibili per rimettere in movimento un importante settore economico industriale con chiare ricadute sociali». Bossi a Cernobbio per la finale di Miss Padania (Cavicchi) BOSSI: «IO CI CREDO MENO» - Chi non mostra troppo entusiasmo è però uno dei principali alleati di Berlusconi, il leader leghista Umberto Bossi. «Abbiamo già parlato del piano casa ed è giusto riparlarne - ha detto il ministro delle Riforme a margine della serata conclusiva di Miss Padania, nel Comasco -. Alcuni ci credono molto, io meno. Non ho capito a chi servono le case». Il rischio, secondo il Senatùr, è che si facciano «per darle agli extracomunitari». «Quando l'edilizia va - ha detto - è vero che va tutto, perchè dietro ai vetri si mettono le tendine, ci vogliono le porte e così via, ma dobbiamo chiederci se servono davvero, dobbiamo chiederci come aiutare la nostra gente». Per il leader leghista occorre «investire in soldi dello Stato per le cose già pronte», in modo che si «possano immediatamente aprire i cantieri e non si debbano aspettare i tempi della burocrazia», che rischiano di farle partire ad anni di distanza. Tra i cantieri da avviare subito, il capo del Carroccio cita quello dell'autostrada Pedemontana. Scettico invece sul ponte sullo Stretto: «Bisogna valutare bene se il ponte serve o non serve. Io non sono un esperto, ma quanto tempo fa guadagnare? Forse sarebbero meglio 100 aeroporti così portiamo in Sicilia svedesi, norvegesi e tedeschi». Al. S. stampa |

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Pd: si rischia la cementificazione selvaggia Ma la proposta avrebbe già convinto i governatori del centrodestra Galan e Cappellacci (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Pd: si rischia la cementificazione selvaggia Ma la proposta avrebbe già convinto i governatori del centrodestra Galan e Cappellacci Il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci ROMAL'opposizione attacca le proposte del Governo parlando di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Critiche giungono anche dalle Regioni targate Pd, il presidente dell'Emilia-Romagna, nonchè della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, si è detto «stupito e preoccupato dalle indiscrezioni giornalistiche, dalle quali emergerebbe una iniziativa centralista tesa a superare l'attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull'assetto del territorio». Intanto indiscrezioni giornalistiche riportano colloqui che lo stesso Berlusconi avrebbe avuto con Galan e con il neo-governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, che avrebbero dato il proprio consenso. Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto rispondendo personalmente». Il leader dell'Udc Casini osserva che c'è bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai Comuni. Di «assalto» al paesaggio e al territorio parlano Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.

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E il mondo artigiano lancia l'Sos La Regione: finanziamenti in arrivo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

E il mondo artigiano lancia l'Sos La Regione: finanziamenti in arrivo L'assessore Zambetti: pronto un pacchetto da 351 milioni di euro Gente dalla tempra resistente gli artigiani, che non ha intenzione di farsi mettere sotto dalla crisi che morde anche questo settore economico, traino dell'economia. Lo testimoniano le parole del presidente Enzo Zanca: «Calano le commesse, ma gli artigiani non mollano. Certo la crisi ha colpito anche le realtà artigiane, che però portano il fardello in silenzio, soffrendo per un credito sempre più difficile da ottenere». Zanca apre così l'incontro tra i suoi associati e l'assessore regionale all'artigianato Domenico Zambetti, che ieri ha visitato diverse aziende mantovane insieme allo stesso Zanca e ad Enzo Lucchini: «Sono qui per portarvi ottimismo - annuncia l'assessore - perché la crisi è reale, ma la Regione ha varato da tempo un pacchetto anti crisi, che riserva per gli artigiani 351 milioni di euro». Sono 13 le misure in cui si dividono questi soldi, riassumibili in 3 categorie; l'accesso al credito, l'innovazione (attraverso un coordinamento con università e centri di ricerca) ed il rientro dai fidi. Un punto questo su cui Zambetti va giù duro. «Le banche non sono da assolvere e non si stanno comportando bene. Giorno dopo giorno chiamano i clienti chiedendo di rientrare dai fidi». Fondamentale, secondo l'assessore, che gli artigiani sfruttino le occasioni: «Occorre diffondere le notizie, perché i fondi non vengano accaparrati sempre dagli stessi. Conoscere le opportunità per sfruttarle». L'assessore si congeda così: «Nel giro di pochi mesi tornerò per presentarvi la nuova legge quadro sull'artigianato, con riforme importanti sull'autocertificazione, per semplificare la burocrazia». Enzo Lucchini, vice presidente del consiglio regionale, conosce da vicino la realtà economica mantovana, così i dati sui cassintegrati, disoccupazione e sostegno al reddito forniti da Franco Bruno, gran conoscitore dell'economia mantovana, non lo colgono impreparato: «Il bollettino di guerra è reale, ma la Regione era già pronta con fondi per il sostegno al reddito ed il ricollocamento dei lavoratori. Certo essere pronti non è la panacea di tutti i mali e oggi il punto è sostenere le imprese, non per pura sopravvivenza, ma perché continuino l'attività. I 351 milioni sono risorse volano, che stimoleranno altri investimenti. Come gli imprenditori che hanno sollevato l'Italia dalle ceneri del dopoguerra creando il design, così sono chiamati a continuare il loro lavoro oggi». Davide Dalai

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Bettoni: Ad Arcore abbiamo vinto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:agricoltura Bettoni: «Ad Arcore abbiamo vinto» La soddisfazione per l'esito della vicenda quote latte è stata al centro della relazione del presidente dell'Unione agricoltori nel corso dell'assemblea dell'organizzazione. Ma è già tempo di nuove sfide BRESCIASorride Francesco Bettoni, presidente dell'Unione provinciale agricoltori, mentre scorrono sul grande schermo della sala conferenze della Camera di Commercio le immagini della manifestazione di Arcore. D'altronde, l'assemblea generale dell'Upa non potrebbe svolgersi in un momento più favorevole: «Ad Arcore - spiega davanti ai soci - abbiamo ottenuto una vittoria straordinaria: il decreto presentato dal ministro Zaia era sostanzialmente bloccato e solo la grande mobilitazione di Confagricoltura e Cia, che hanno portato 10mila allevatori davanti alla residenza del presidente del Consiglio, ha reso possibile l'introduzione di un emendamento che consideriamo fondamentale. Si tratta - aggiunge - dell'obbligo di rinuncia ai contenziosi da parte di chi riceve nuove quote». E arriva subito una puntura di spillo nei confronti di chi in piazza non c'era, la Coldiretti. «Come fanno a dire - chiede Bettoni - che l'obiettivo è stato raggiunto grazie al loro lavoro? Da giorni i vertici Coldiretti spiegavano a tutti che gli emendamenti introdotti dal Governo sarebbero stati sufficienti, e che il decreto Zaia era utile e condivisibile». «Non è antipolitica» Ma il presidente dell'Upa vuole anche precisare il senso autentico della manifestazione (promossa proprio da Brescia e dalla Lombardia). «La nostra mobilitazione - sottolinea - non è stata contro il Governo, ma contro un provvedimento iniquo. Non si trattava di antipolitica, ma di una battaglia per la legalità: una battaglia etica e morale, anche a nome dei cittadini che, con le tasse, hanno pagato a Bruxelles le multe causate dagli splafonatori. Quando abbiamo comprato e pagato le quote siamo stati derisi: oggi abbiamo portato a termine una lotta coerente». Bettoni rivendica quindi un'idea di sindacato che non è solo dialogare e firmare accordi, ma è anche unirsi per raggiungere un obiettivo, sostenuti da valori condivisi. «Manifestando - dice il numero uno di Confagricoltura Lombardia - abbiamo fatto il nostro dovere di sindacato: siamo orgogliosi di appartenere a questa organizzazione che, da cento anni, ha un unico interesse: difendere le imprese agricole, chi lavora e le famiglie che vivono di agricoltura». Ecco dunque il ringraziamento a chi ha condiviso la battaglia: Aldo Cipriano, presidente della Cia di Brescia, applauditissimo dalla platea dei soci Upa, i presidenti di Confagricoltura Varese, Cremona, Mantova e Milano-Lodi, i politici (pochi, a dire in vero) che non hanno fatto mancare il sostegno. Tocca al vicepresidente Upa, Luigi Barbieri, ringraziare, in particolare, tre parlamentari bresciani per il lavoro svolto: Viviana Beccalossi, Guido Galperti (presente all'assemblea) e Paolo Corsini. A loro Barbieri lancia anche un invito in vista della prossima discussione del decreto alla Camera dei Deputati: «Vigilate, perché tra i parlamentari c'è anche chi vorrebbe tornare indietro». «Non restare in silenzio» Un grande applauso accoglie il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che vuole rimarcare la totale sintonia con la linea di Confagri Lombardia. «Non può accadere - dice - che ministri o parlamentari chiamino il presidente di un'organizzazione invitandolo a stare a casa, a non manifestare: noi rispondiamo solo ai nostri associati, e non restiamo in silenzio se si lotta per la legalità. La nostra vittoria - spiega Vecchioni - non era scontata, e qualche giorno prima di Arcore eravamo isolati: ma siamo andati avanti, convinti che l'organizzazione debba essere al servizio dell'associato, e non viceversa. Dopo Arcore, qualcuno si è accorto di noi e il Senato ha capito che si stava per compiere un misfatto, evitato infine grazie alla nostra protesta». Ma è già domani Ma la crisi globale ha colpito anche l'agricoltura e l'invito che esce dall'assemblea Upa è quello di «riscoprirla», attraverso interventi mirati che sostengano il settore. «Non faccio allarmismo - dice Bettoni - quando affermo che siamo davvero in difficoltà: stimiamo il ministro Tremonti, ma ci auguriamo che si accorga presto che servono interventi drastici per incentivare le imprese agricole». E le difficoltà investono tutti i settori: il latte, ovviamente (Barbieri ricorda che la caduta verticale del prezzo riconosciuto dall'industria impedisce ormai di coprire i costi di produzione), ma anche la cerealicoltura, il vino, l'olio d'oliva, la suinicoltura, la zootecnia in generale (con il problema della direttiva nitrati). «Tiene l'avicoltura - aggiunge il presidente dell'Upa - ma solo perché cresce il numero di immigrati che prediligono la carne bianca e perché molte aziende hanno già chiuso e quelle che restano respirano». L'agricoltura riparte, con l'entusiasmo una battaglia vinta, ma anche con la preoccupazione per il futuro prossimo. «Chiediamo un sostegno immediato - chiude Bettoni - e meno burocrazia». Dimenticare l'agricoltura può essere molto pericoloso. Arcore lo ha dimostrato. Guido Lombardi gdbagri@giornaledibrescia.it

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Rossi insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rossi insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia Domenica 8 Marzo 2009, Fabrizio Rossi si prepara a essere il cavaliere sul destriero pronto al torneo che è stato scelto quale simbolo di Unindustria che lancerà all'assemblea generale, "Rovigo nuova impresa", sull'idea di una sinergia tra imprenditori, istituzioni e comunità per definire un nuovo modello di sviluppo. L'assemblea, al Censer venerdì 13 marzo dalle 17, partirà proprio dalla relazione di Rossi per aprire poi una tavola rotonda nella quale si tratteranno i cardini, secondo gli industriali, della svolta anti crisi: tradizione e tecnologie, distretti, ricerca e innovazione, e turismo. Antonello Piroso, direttore del Tg di La7, modererà il confronto tra Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, Enzo Rullani, professore di Economia della conoscenza alla Venice international university, Sauro Pasini, responsabile Enel dell'Area tecnica Ricerca, divisione Ingegneria e innovazione, e Pierantonio Macola, amministratore delegato di Smau fiera Milano e presidente della sezione turismo di Unindustria Rovigo. Sul palco, poi, saliranno per le relazioni finali il presidente della Regione Giancarlo Galan e la presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Il quadro generale dell'economia è molto incerto - commenta Rossi - è il momento di avviare un dibattito per riflettere su quello che deve essere il ruolo dell'impresa in un contesto, sociale ed economico, in cui si è chiamati ad anticipare il futuro facendo scelte coraggiose, già in questo presente. È nostra priorità coinvolgere le altre categorie economiche e le forze sociali su alcuni obiettivi prioritari per la provincia. Tenendo presente il contesto congiunturale e alcune peculiarità del territorio, dobbiamo impegnarci per sostenere una politica del sì per uno sviluppo sostenibile. E basta burocrazia, uno dei limiti alla competitività del sistema Italia che provoca costi e ritardi negli investimenti alle imprese. Anche a livello locale si può e si deve far molto. Un'impresa in un giorno vuole anche dire un'autorizzazione in un giorno». Il presidente conclude ribadendo che «cultura d'impresa e risorse umane, innovazione e ricerca, sviluppo sostenibile e promozione territoriale, reti e distretti dal forte carattere tecnologico rappresentano i perni per la ricostruzione di un'identità territoriale e i temi sui quali puntare per valorizzare ciò di cui il territorio dispone, per tornare a crescere e per porsi obiettivi ancora più ambiziosi. Unindustria è pronta a costruire insieme al territorio una nuova provincia, che vuole innovare e che è pronta a fare il salto di qualità fondato sulla ricerca e sul territorio».

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<Via al piano casa, non faremo abusi> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Via al piano casa, non faremo abusi» Berlusconi: potrete farvi due stanze in più ROMA - Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato ieri dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei ministri, ha confermato ieri il Cavaliere assicurando che «avrà effetti straordinari». Il premier ha anche attaccato chi continua a parlare di crisi: «Basta con questi catastrofismi», ha detto. Indirettamente gli ha dato ragione il Censis, che ha fatto un'indagine sui consumi. Per il centro studi il Paese «non sta sbandando e gli italiani non si fanno prendere dal panico». Ma il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha attaccato duro. A suo avviso il premier sa solo dire di no e lo ha invitato a fermare i licenziamenti negli enti pubblici e a salvare così centomila persone precarie. Ma Berlusconi ha dovuto subire anche le critiche di Bossi ieri sera proprio sul piano casa. «Non ho capito a chi servono le case». Il rischio, secondo il senatore, è che si facciano «per darle agli extracomunitari. Secondo Bossi bisogna «investire sulla Pedemontana e sulle cose che possano partire domani». Il piano però - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente» ha spiegato il presidente del Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro Roma. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono mascherato mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Legambiente invece richiama il film «Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma, negli anni '60, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare e costruire edifici brutti e insicuri». 08/03/2009

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confedilizia: in questa fase meglio rilanciare gli affitti (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Plauso della Confartigianato: «Riduce la burocrazia» Confedilizia: in questa fase meglio rilanciare gli affitti ROMA. Confedilizia apprezza «le misure di liberalizzazione urbanistica annunciate dal presidente Berlusconi» ma ritiene che sarebbe «altrettanto, se non più efficace il rilancio dell'affitto». Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, giudica le misure annunciate «un segnale importante, che non potrà non esercitare benefici effetti, soprattutto sul piano psicologico. Una misura perlomeno altrettanto efficace, se non più efficace, sarebbe il rilancio dell'affitto attraverso la tassazione separata dei canoni. Se la locazione di immobili, soffocata dalla fiscalità erariale e locale, tornasse alla redditività - osserva Sforza Fogliani - il recupero di tanti immobili inutilizzati perché bisognosi di lavori di ristrutturazione o di rimessa in pristino, sarebbe immediato». Il piano per la liberalizzazione dell'edilizia «è un'iniziativa positiva», secondo il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. «In questo paese il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante, tanto più in un momento di crisi come questo». Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, sottolinea un aspetto: «L'unico provvedimento fatto da questo governo per l'edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica stanziati dal governo Prodi. Penso anch'io che rilanciare l'edilizia sarebbe un volano utile e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica, per la quale stanno investendo Regioni e Comuni».

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Brebemi , l'anno della svolta? (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'OPERA, NECESSARIA PER ASSORBIRE IL TRAFFICO DELL'AREA, DOVREBBE ESSERE PRONTA NEL 2012 «Brebemi», l'anno della svolta? A GIUGNO APRIRANNO FINALMENTE I CANTIERI DELL'AUTOSTRADA CHE COLLEGHERÀ MILANO A BRESCIA Tre anni fa il Comitato per la Brebemi chiedeva con forza, «visto l'attuale grave problema di mobilità, una rapida entrata in funzione dell'autostrada». Forse, dopo anni di lentezze burocratiche e tante parole, il progetto infrastrutturale, ritenuto da più parti necessario per decongestionare il traffico in una delle aree più produttive d'Europa, sta per imboccare la strada giusta: quella della concretezza. La svolta sembra finalmente essere alle porte. Il prossimo giugno, infatti, come annunciato dal Governo nel via libera delle cosiddette "grandi opere", saranno aperti i primi cantieri relativi ai 62 chilometri di autostrada diretta che collegherà Milano a Brescia. Il tratto, secondo le tempistiche previste, potrà dunque essere percorso tra il 2012 e il 2013, quindi in tempo per l'Expo del 2015. Sarà realizzata da Brebemi Spa con capitali privati ed il costo preventivato è di 1,5 miliardi di euro. Da parte del Comitato c'è grande soddisfazione, anche se la battaglia sarà vinta, spiegano, «solo quando la prima vettura sarà in strada». L'iter che ha accompagnato l'opera è stato lungo è particolarmente irto di ostacoli, a cominciare dal cambiamento della legge Merloni sulla progettazione e la direzione dei lavori e dal sistema farraginoso della politica e della burocrazia italiana. In quasi dieci anni di pressioni e prese di posizione a livello nazionale spesso contrastanti, da parte del Comitato, nel quale sono confluiti Comuni, Province, Camere di Commercio e Associazioni di categoria, la linea è stata una: avere la Brebemi, per consentire alla Lombardia, alla sua economia e ai suoi cittadini, di poter contare su un sistema di mobilità moderno, capace di assorbire il traffico lungo l'arteria critica Milano-Brescia. La presenza della quarta corsia sin dalla prima stesura, la dice lunga sulla validità del progetto, che si inserisce a pieno titolo in quell'articolato network infrastrutturale regionale comprendente anche la Tem e la Pedemontana. «La Brebemi - spiegano in Comitato - è un'autostrada voluta dal territorio e per il territorio». Dal 2003, da quanto il Comitato attualmente presieduto da Michele Perini è realtà, quella della Brebemi è stata considerata «l'unica soluzione possibile, considerate tutte le possibilità in campo... La nuova opera è quindi la soluzione concreta individuata ad un preciso bisogno collettivo. Soluzione che consente di alleggerire il traffico dell'attuale autostrada A4 e di tutta la viabilità ordinaria, riducendo sostanzialmente i tempi di percorrenza, migliorando la sicurezza e la qualità della vita dei pendolari, migliorando la competitività delle imprese interessate».

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Appello di Vecchioni: Il valore aggiunto dev'essere retribuito (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

cronaca pag. 19 Appello di Vecchioni: «Il valore aggiunto dev'essere retribuito» «Far crescere la filiera agro-alimentare significa dare una risposta di solidità economica, tanto più impellente in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo». Ne è convinto il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, a Brescia per l'assemblea generale dell'Upa Confagricoltura. «IL SETTORE AGRICOLO è un comparto prioritario, che va apprezzato in una dimensione più ampia, per il contributo che dà all'industria alimentare, alla ristorazione, alla distribuzione, andando ad assorbire in questa prospettiva il 15 per cento del Pil nazionale». Accanto alle misure anticrisi per il mercato dell'auto, per quello manifatturiero e per rilanciare le infrastrutture, Vecchioni chiede al Governo di non trascurare il ruolo strategico dell'agricoltura italiana, evidenziando come l'eccellenza del prodotto vada collegata all'efficienza della filiera («il marchio, come può essere quello del parmigiano o del San Daniele, prodotti apprezzati in tutto il mondo, deve fare reddito per l'agricoltore», dice). Bisogna, insomma, tornare a una ricchezza prodotta dal lavoro e non dallo scambio di servizi, sostenendo l'agricoltura con una manovra organica, fatta di abbattimento degli oneri, incentivi al lavoro, minore burocrazia, per dare agli agricoltori italiani le stesse possibilità garantite a quelli di altri Paesi europei. «Servono incentivi allo sviluppo, non più dei sussidi, visto che come agricoltori siamo dei soggetti economici alla pari degli altri, non degli assistiti: è questa la svolta culturale da imboccare», spiega il presidente. Quanto alla spaccatura consumatasi con Coldiretti nella protesta dei trattori, la replica di Vecchioni è lapidaria: «Il mondo agricolo reale, quello della quotidianità e del lavoro di tutti i giorni, è molto più unito di quanto lo si voglia rappresentare». LI.CE.

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L'Upa: un piano Marshall anche per l'agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'INCONTRO. Assemblea dell'Unione provinciale allevatori, dopo le manifestazioni di protesta a Arcore e Gemonio contro la linea del governo L'Upa: un piano Marshall anche per l'agricoltura di Lisa Cesco Dopo la «vittoria dei trattori» è il momento delle analisi. Dopo le manifestazioni di Arcore e Gemonio per protestare contro il decreto sulle quote latte, dopo l'emendamento passato al Senato che riconosce le richieste degli agricoltori - rendendo indispensabile il ritiro dei contenziosi a fronte dell'assegnazione di quote latte agli "splafonatori", quelli che hanno prodotto oltre il consentito - è il tempo della sintesi. QUALE MIGLIORE occasione dell'assemblea generale dell'Unione provinciale agricoltori - Confagricoltura di Brescia, dove il presidente Francesco Bettoni ha ripercorso i passaggi di una battaglia «etica e di legalità, prima ancora che agricola». «La prima versione del decreto era ingiusta nei confronti del 95 per cento degli agricoltori che hanno rispettato le quote latte con sacrifici. Non fare distinzione fra chi è in regola e chi no nella nuova assegnazione di quote diventava un modo per premiare i disonesti e i furbi». Bettoni parla di coraggio e di ideali per disegnare i contorni della marcia su Gemonio e Arcore di inizio settimana, una contestazione forte, strutturata, aggressiva, «che non ha nulla a che vedere con l'antipolitica, ma è ben radicata nella concretezza di un decreto iniquo, che interessa da vicino anche i cittadini: i 3 miliardi di euro di multe - una piccola manovra finanziaria - non pagati dagli "splafonatori" e anticipati dallo Stato sono stati tolti dalle tasche dei cittadini». SUL PACO troneggiano un tapiro dorato e una statuetta da Oscar, due attestati che Bettoni consegna idealmente alla Coldiretti, con cui si è consumata la spaccatura sulla protesta dei trattori. «Il tapiro va al presidente della Coldiretti nazionale Sergio Marini, l'oscar al senatore Paolo Scarpa Bonazza, che nel dibattito in Senato proprio a Coldiretti ha attribuito i meriti dell'emendamento, un comportamento degno di un autentico premio ignobel». La battaglia comunque non è finita, ed è il vice presidente Upa Luigi Barbieri a ricordare il prossimo appuntamento alla Camera per discutere degli emendamenti, su cui l'Unione agricoltori vigilerà, cercando di far passare un'ulteriore miglioria, l'istituzione di un fondo più capiente da destinare esclusivamente a chi ha comprato le quote latte. QUALCHE BUONA NOTIZIA arriva anche sul fronte della direttiva sui nitrati diffusi dal liquame del bestiame, una normativa restrittiva che impedisce di andare oltre i 170 kg per ettaro e per anno, che secondo l'Upa non è supportata da adeguati riscontri scientifici e agronomici. «In questi giorni è arrivato il via libera da parte del ministro Zaia per superare questa direttiva, già la settimana prossima ci troveremo a Roma per iniziare a ragionare sulla revisione della legge», annuncia Bettoni. Non è invece confortante lo scenario che si prospetta per il settore agricolo nel 2009, nonostante il 2008 abbia chiuso bene, con un aumento della produzione lorda vendibile dell'8 per cento nel bresciano, trainato da un iniziale recupero dei prezzi agricoli che però, alla fine del 2008, sono calati di oltre il 50 per cento, non preannunciando niente di buono per il 2009. «SIAMO ALLA CANNA DEL GAS», afferma senza mezzi termini il presidente di Upa Brescia. «Non vogliamo fare allarmismi, ma la situazione è davvero drammatica per tutti i settori, dal latte al vino, dall'avicoltura alla carne suina e bovina, ai cereali. In questa situazione servono misure drastiche: in Italia c'è bisogno di un nuovo Piano Marshall, di cui dovrebbe farsi attrice l'Unione europea; un'altra formula potrebbe essere quella del prestito redimibile, con il solo pagamento degli interessi senza il rientro del capitale». C'È POI TUTTA la partita della modernizzazione delle aziende agricole, degli investimenti in tecnologie per essere più competitivi e ridurre i costi di produzione, e della riduzione della burocrazia attraverso un necessario cammino di semplificazione.

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via inghilterra sarà collegata a viale moro (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Progetto illustrato dal sindaco a commercianti e residenti del Pp1. Ma il comitato Il Gabbiano vuole vedere le carte Via Inghilterra sarà collegata a viale Moro Accordo tra Comune e ditta D'Andrea: lavori completati entro luglio MONTESILVANO. Un «contratto d'onore» tra il Comune e il gruppo D'Andrea & D'Andrea per completare via Inghilterra. «Entro il 30 aprile aprirà il cantiere ed entro il 31 luglio la strada sarà collegata da corso Strasburgo fino a viale Moro», è l'impegno preso ieri dal sindaco Pasquale Cordoma davanti ad Antonio Gaspari, protagonista dei sei giorni di sciopero della fame per denunciare i cantieri fantasma del quartiere Pp1, e con i commercianti e il comitato di cittadini «Il Gabbiano». Alla riunione tra amministratori e cittadini sulle opere incompiute del Pp1, gli imprenditori non si sono presentati: «Comunque», spiega il sindaco, «il Comune ha stretto un accordo con le imprese e sarà sottoscritto un protocollo d'intesa». Il sindaco Pasquale Cordoma, nella riunione convocata al quarto piano del municipio, ha presentato ai cittadini due possibilità: «Si può raddoppiare corso Strasburgo ma soltanto fino a via Inghilterra, e cancellando il teatro del mare, oppure si può completare via Inghilterra per collegarla a viale Moro». Una domanda retorica girata ai cittadini perché il Comune ha già preso la sua decisione e le ruspe del gruppo D'Andrea & D'Andrea sono arrivate in via Inghilterra per sbancare il terreno. Una decisione definita comunque «ragionevole» che mette d'accordo Comune, commercianti e cittadini del Pp1. Anche se il segretario del comitato Il Gabbiano Marino De Ovidiis resta in attesa degli atti della convenzione stipulata tra il Comune e il colosso dell'edilizia fin dal 1997 e rinnovata negli anni fino al 2008: De Ovidiis non ha ringraziato il sindaco al termine dell'incontro, ma si è limitato «a prendere atto della buona volontà dell'amministrazione». «Solo quando si metteranno le mani sulla convenzione si tireranno davvero le somme», dice il segretario del comitato. Studiata la convenzione, quindi, Il Gabbiano «farà richiesta di una ulteriore convocazione al sindaco». De Ovidiis non è l'unico a voler sapere cosa c'è scritto sulla convenzione, tra Comune e impresa, che ha dato il via allo sviluppo edilizio della riviera: anche il consigliere Leo Brocchi ha presentato richiesta di accesso agli atti. Entro quattro giorni, in base alle rassicurazioni del sindaco, le richieste di De Ovidiis e di Brocchi saranno soddisfatte. Alla riunione in municipio ha fatto rumore l'assenza degli imprenditori Michele D'Andrea e Renzo Di Properzio: «Sono stati invitati per iscritto», precisa il sindaco, «ma io non posso obbligarli a partecipare alle riunioni con i cittadini». Dietro al tavolo, quindi, insieme al sindaco, si sono seduti l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo e il dirigente Gianfranco Niccolò. Si avvicina, quindi, il completamento di via Inghilterra, mentre tramonta la realizzazione di corso Strasburgo. Ai cittadini il sindaco ha spiegato che, scelto di completare via Inghilterra, per il raddoppio di corso Strasburgo passeranno almeno altri due anni. Intanto lo sciopero della fame portato avanti dall'erborista Antonio Gaspari per sei giorni ha condotto a tre risultati immediati: la pulizia delle aiuole abbandonate di corso Strasburgo; la bonifica del terreno privato, accanto ai palazzi, invaso dall'erba alta; lo sgombero delle roulotte accampate nell'area. «Il terreno su cui sono accampati i camper», afferma il sindaco, «è comunale e quindi ho predisposto gli atti necessari allo sgombero. Quando? Ci sono i tempi della burocrazia da rispettare». Senza lo sciopero della fame, dunque, nessuno avrebbe scoperto che il Comune è proprietario di un terreno vicino al mare. Pietro Lambertini

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Spessa, vince la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Spessa, vince la burocrazia L'ex sindaco Bertoni non sa ancora l'esito del ricorso SPESSA. Ricorso contro l'espulsione dal consiglio comunale: a tre mesi dalle elezioni il consiglio di Stato risponde all'ex sindaco Bertoni (ex capogruppo di minoranza), espulso dal consiglio per troppe assenze. Dopo quasi quattro anni dalla richiesta di reintegro e rimbalzi della pratica da un ufficio all'altro, da un dicastero all'altro, da un'istituzione all'altra, ora almeno una risposta è arrivata. E cioè, che la decisione è stata presa dalla «prima sezione». Ma per conoscerne il contenuto, l'ex capogruppo deve «chiederne copia all'apposito ufficio» dello stesso Consiglio di Stato. Se invece Bertoni lo desidera, «ulteriori informazioni possono essere chieste al ministero dell'Interno». Un perfetto stile burocratese, insomma, per non dire - ancora una volta - se i presupposti della richiesta di Bertoni partita con il ricorso straordinario al Capo dello Stato, sia stata accolta o meno. «Non che faccia più alcuna differenza - sbotta Bertoni, che fra l'altro si ricandida per le elezioni di giugno -. Ormai il voto è alle porte. Ma è assolutamente ridicolo non poter sapere, ancora una volta, se ho ragione oppure no. Non esiste un impiegato di ministero, consiglio di Stato, o prefettura, che possa prendersi la briga di comunicarmelo? O sono troppo impegnati? Altro che riforma Brunetta...». A far esplodere la rabbia dell'ex sindaco, è proprio l'ennesima comunicazione indecifrabile da parte delle istituzioni. Bertoni era stato dichiarato decaduto dalla carica di rappresentante dell'opposizione durante un'assemblea nel maggio 2005. Da allora ricorsi a raffica, anche al Capo dello Stato era Carlo Azeglio Ciampi.

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Finalmente vedo mia figlia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Finalmente vedo mia figlia» Villanterio, si è conclusa ieri la battaglia del papà VILLANTERIO. Finalmente è riuscito ad abbracciare la sua piccola Francesca. Luca Astori, 36 anni, ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia. La sua bambina di cinque mesi era bloccata a Omsk, nella Siberia sud occidentale insieme alla mamma Angela dal giorno della sua nascita, il 27 settembre scorso. Non riuscivano ad ottenere l'autorizzazione a tornare in Italia. Ieri mattina il lieto fine. La famiglia di Villanterio si è riunita. Non senza qualche difficoltà durante il viaggio. Mamma Angela e la piccola Francesca hanno affrontato il viaggio di 7mila chilometri, dalla Siberia. Stanche, ma finalmente a casa. La bimba, cinque mesi, pochi capelli biondissimi, sorride ai genitori e cerca lo sguardo del suo papà. Luca Astori, esperto in sicurezza informatica di Villanterio, ha vinto la sua battaglia. Fatta di burocrazia. Di risposte contraddittorie ricevute dalla struttura diplomatica italiana. Tra funzionari che chiedevano un visto turistico e altri che invece spiegavano alla coppia di chiedere un visto per il ricongiungimento. «Alla fine le hanno fatto un visto turistico di 30 giorni», spiega Luca Astori. E ieri mattina Angela e Francesca sono tornate in Italia. Ma hanno dovuto affrontare ancora qualche problema. «Alla frontiera a Malpensa - spiega Astori - hanno fatto dei problemi. Le hanno detto che doveva fare un ricongiungimento e non un visto turistico. E le hanno chiesto se era davvero sposata con un italiano. Poi l'hanno lasciata passare. Mia moglie gli ha spiegato che abbiamo fatto tutto quello che ci hanno detto». Ora resta un ultimo passo. «La settimana prossima mia moglie farà il giuramento per la cittadinanza e poi faremo la naturalizzazione della bambina». Un bimba con le guance paffute, i capelli biondissimi. Vestita di rosa e con una salopette di jeans. Fino a ieri il papà era riuscito a vederla solo in foto e grazie a una webcam. Angela aveva deciso di partorire in Siberia. Le era venuto uno scrupolo: magari sotto stress la sua conoscenza della lingua italiana poteva impedirle di capire le indicazioni dei medici al momento del parto. Così aveva scelto di tornare nella sua città natale, Omsk. Dal 27 settembre però sono iniziate le difficoltà, tanto che il papà è riuscito ad abbracciare la sua bambina solo dopo cinque mesi: «Adesso resteremo qui per molto molto tempo». (ma.br.)

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palazzo cavalli a parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sfarzo Palazzo Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro Macchè lusso, sfarzo! La crisi smorza i toni e Parigi, la Ville Lumiere, abbassa le luci? Beh, Roberto Cavalli le riaccende e, per l'inaugurazione di ieri sera ha illuminato a giorno la sua "palazzina" di sette piani, pieno centro elegante di Parigi, al 261 di rue Saint Honoré e con secondo ingresso in rue Cambon, la famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e ancora sfarzo dunque, senza pudore in tutti i sensi. Per l'occasione infatti Cavalli ha ideato i primi sex toys griffati dalla moda: le manette a forma di serpente (che si possono trasformare in bracciali), lo "stimolatore" che sembra una penna stilografica, la candela profumata che in realtà è una crema da massaggiare sul corpo con sicuro effetto afrodisiaco e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli, atelier couture, uffici e appartamento privato) lo stilista fiorentino non si è fatto mancare niente: cascate di cristalli, pavimenti in resina con polvere d'oro, specchi e lampadari a profusione, ascensore con sedile di pelliccia e divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per parcheggiare, perchè, si sa, di questi tempi è meglio risparmiare sull'autista. Per il "varo" di ieri sera sono arrivate orde di vippone, da Milla Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da Jade Jagger a Clotilde Courau Savoia... Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda.

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Palazzo Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sfarzo Palazzo Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro Macchè lusso, sfarzo! La crisi smorza i toni e Parigi, la Ville Lumiere, abbassa le luci? Beh, Roberto Cavalli le riaccende e, per l'inaugurazione di ieri sera ha illuminato a giorno la sua "palazzina" di sette piani, pieno centro elegante di Parigi, al 261 di rue Saint Honoré e con secondo ingresso in rue Cambon, la famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e ancora sfarzo dunque, senza pudore in tutti i sensi. Per l'occasione infatti Cavalli ha ideato i primi sex toys griffati dalla moda: le manette a forma di serpente (che si possono trasformare in bracciali), lo "stimolatore" che sembra una penna stilografica, la candela profumata che in realtà è una crema da massaggiare sul corpo con sicuro effetto afrodisiaco e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli, atelier couture, uffici e appartamento privato) lo stilista fiorentino non si è fatto mancare niente: cascate di cristalli, pavimenti in resina con polvere d'oro, specchi e lampadari a profusione, ascensore con sedile di pelliccia e divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per parcheggiare, perchè, si sa, di questi tempi è meglio risparmiare sull'autista. Per il "varo" di ieri sera sono arrivate orde di vippone, da Milla Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da Jade Jagger a Clotilde Courau Savoia... Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda.

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fuksas:"un delirio che può accadere solo qui in italia" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Economia L´architetto Fuksas:"Un delirio che può accadere solo qui in Italia" L´architetto Massimiliano Fuksas è categorico: «Non esiste nessun altro paese in cui si possa fare quello che il governo italiano sembra ora ipotizzare. In Francia, in Spagna, in Germania, paesi che conosco bene, c´è sempre la presentazione di un progetto e c´è un´autorizzazione. Qui invece c´è la resa totale dello Stato. è un delirio». Per Fuksas il governo, anche nel campo edilizio, ripropone una strada che ha già battuto in altri casi: «Il messaggio è chiaro: la burocrazia non è capace, quindi fate come credete. Così come si dice: fatevi le ronde perché la polizia non può farlo. Per uno come me, affezionato all´idea di Stato, c´è un senso di frustrazione». Un intervento sull´edilizia si può fare: «Ma ci vorrebbe un piano vero come il Piano Fanfani negli anni 50».

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buzzetti:"il progetto darà una spallata alla burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Economia Il costruttore Buzzetti:"Il progetto darà una spallata alla burocrazia" «Comprendo le perplessità che alcuni hanno manifestato, ma confido nel fatto che alla fine il progetto del governo sarà più equilibrato di quanto non sia apparso finora». Chiedere a un costruttore cosa ne pensa di una norma che di fatto liberalizza e semplifica l´edilizia è come chiedere all´oste se il vino è buono. Paolo Buzzetti, presidente dell´Ance, fa dunque il suo mestiere, ma si rende conto delle criticità: «Io credo che la norma che prevede l´abolizione dell´autorizzazione riguarderà solo gli interventi più piccoli, non i più grandi. In ogni caso da sempre i costruttori chiedono ai governi una semplificazione e una maggiore rapidità delle procedure. Questo provvedimento darà una spallata alla burocrazia».

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Casa, il governo ha un doppio piano (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 58 del 2009-03-08 pagina 1 Casa, il governo ha un doppio piano di Redazione Meno burocrazia, più alloggi popolari. Berlusconi: effetti straordinari sull'economia Il premier annuncia il varo del piano per rilanciare il settore edilizio. Nuovi alloggi per giovani, anziani, immigrati regolari, studenti. «Ma non saranno permessi abusi». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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da amarcord a famolo strano il vocabolario dei film italiani - stefano bartezzaghi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 37 - Spettacoli Da amarcord a famolo strano il vocabolario dei film italiani STEFANO BARTEZZAGHI «In che film l´hai visto?» è un modo di dire sensatissimo: esprime lo stupore di fronte all´irreale e invita a fare le opportune (ma a volte scomode) distinzioni fra i diversi piani di realtà. Si sa che vedere un film rende letterale la metafora (anzi l´ossimoro) del sogno ad occhi aperti: con la differenza che il sogno lo produciamo noi mentre il film lo produce il suo produttore, e quindi è meno incertamente dalla parte della realtà oggettiva. Forse si potrebbe usare anche un´altra domanda: «In che film l´hai sentito?». Sì, perché dall´introduzione del sonoro alla fine degli anni Venti, il cinema ha donato alla lingua (o ha amplificato nella lingua) quantità di espressioni, tormentoni, modi linguistici di atteggiarsi. Per fare solo gli esempi più rimarchevoli, per diffusione o per attualità, le pinzillacchere di Totò e i maccheroni di Alberto Sordi venivano subito ripetuti e imitati anche alla Bovisasca; e, d´altra parte, recentissime cronache hanno raccontato come la Gessica di Carlo Verdone, con il suo pure dilagante «famolo strano», ha ispirato un sito che organizzava orge che ora preoccupano carabinieri e autorità sanitarie. Quel che il cinema dice, lo spettatore acquisisce e ripete. Subito dopo gli inizi impacciati in cui dallo schermo si parlava con la lingua del teatro contemporaneo (il primo film sonoro italiano, nel 1930, era tratto da Pirandello), il cinema si scontrò con la tenacia dei dialetti italiani, osteggiata (senza successo e forse senza troppa convinzione) dal fascismo e poi messa a confronto dal neorealismo con l´inglese e i diversi idiomi degli Alleati. Da una parte, dunque, l´italiano prezioso e totalmente artificioso dei telefoni bianchi; dall´altra, la sintesi suprema di Sciuscià, dove il dialetto lustra e rivernicia le scarpe alla lingua dello straniero liberatore. Il dialetto resterà una risorsa realistica (Olmi), comica o farsesca (da I soliti ignoti ai cinepanettoni con le macchiette regionali), ma anche onirico-enigmatica, se si pensa all´Amarcord di Fellini, o persino comico-enigmatica, se consideriamo Massimo Troisi e quel suo arditissimo esperimento di idioma stretto e veloce. I conti, però, il cinema li ha dovuti fare soprattutto con la carenza di una lingua italiana media; se l´è anche costruita quando era il caso, per esempio importandola via doppiaggio. Le storie della lingua italiana parlano tutte di quel prezioso «sì...» che abbiamo sostituito a «pronto!» rispondendo al telefono, o di invenzioni fortunate (come il «picchiatello», per tradurre pixilated) o sciagurate (come «la città bassa» che vorrebbe rendere l´intraducibile downtown). Poi però la macchietta, la voce di gergo, il preziosismo aulico, l´eloquio vano si fanno notare più degli usi medi, che in italiano tendono subito all´affettazione o alla burocrazia. Così fra Totò e l´onorevole Trombetta oggi quello strano sembra il secondo, con i suoi «Permette che mi presenti?» e «Ricordatevi che io sono un onorevole». Embè? è la vecchia storia dell´eterna commedia dell´arte: maschere e stereotipi, pierini, brancaleoni e terruncielli, ognuno fornito della sua devianza linguistica, hanno diffuso quisquilie, viulenza, craniate pazzesche e «traversate lo cavalcone in fila longobarda». Si può andare per filoni, il comico, il romantico, il macho, il disinvolto. Nel filone intellettuale furono per tempo segnalate le incongruenze esistenzialiste in Antonioni, culminate nel «Mi fanno male i capelli» detto da Monica Vitti (mentre solo di recente Alberto Arbasino ha lamentato «Noi non parlavamo così» a proposito della Dolce Vita di Federico Fellini). Qualcosa di analogo si è riscontrato anche nel filone movimentista, soprattutto su Maledetti vi amerò di Marco Tullio Giordana, ma poi i film di Nanni Moretti hanno imposto locuzioni che corrispondono anche a un modo di vedere il mondo, da «giro, vedo gente» a «continuiamo così, facciamoci del male». Perché poi il vero contributo del cinema è quello: suggerisce comportamenti, ancor prima che frasi e parole. Certi impermeabili, certe acconciature, certi modi di stare seduti allo sgabello di un bar, la camminata a gambe larghe che molti spettatori ripetevano all´uscita da un western; e poi le frasi e gli sguardi d´amore, il modo stesso di farlo, l´amore, ormai; le battute sdrammatizzanti e quelle di litigio; i modi di esultare. Come Don Chisciotte viveva in un mondo modellato dai romanzi cavallereschi, così di volta in volta, caso per caso, ci si può trovare a esportare da Hollywood (o Bollywood) a Vimodrone, da Cinecittà a Canicattì (con la spassosa aggravante che già Nando Moriconi era un Don Chisciotte, come ogni suo successore verdoniano). Il cinema ha influito sul modo di agire, e di «montare» le nostre azioni, sui nostri ritmi e persino sui nostri visi. Lo ha scritto Roland Barthes, per poi sottolineare che la somiglianza fisica che riscontriamo fra molti volti che vediamo per strada e quelli dei divi è dovuta al fatto che è dalla strada che viene lo stereotipo cinematografico. Avrà dunque avuto ragione Gianni Celati a intitolare una sua raccolta di racconti Cinema naturale. Quello che abbiamo visto e che abbiamo sentito al cinema è quel che c´era già da vedere e sentire, ma che nel passaggio dallo schermo ha focalizzato la nostra attenzione, modellato i nostri comportamenti e i nostri corpi, diventando riconoscibile nella sua paradossale naturalezza.

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La cura del mattone (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa La riforma Il provvedimento arriverà venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri Il premier: «Riduciamo le pastoie e la burocrazia. Sarà più facile ingrandire le case» La cura del mattone Il Cav dà il via al piano casa «Ma non ci saranno abusi» Un piano per l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni. Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa fotografare, distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un banchetto in favore della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire in auto, si ferma con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano casa. Un antico pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato dall'attualità economica. La convinzione del premier è una: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni. Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il capo di governo - e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Il piano comporterà due fasi. La prima: una bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L'obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto. «Non ci sarà alcun scempio - puntualizza il presidente della Regione Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente». La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico. E questo al posto del permesso a costruire. Altero Matteoli, uno dei ministri a lavoro sul piano conferma che quella di riformare l'edilizia «è stata un'idea del presidente del Consiglio e noi abbiamo dato il nostro contributo». Plauso alla riforma anche dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il quale giudica il piano sull'edilizia come «positivo».

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Venerdì il piano casaPensioni, l'Ue insiste (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì il piano casaPensioni, l'Ue insiste berlusconi: meno burocrazia per ristrutturare Il premier: effetti straordinari sull'edilizia, no ad abusi Roma. La cura anticrisi? Più cemento e donne in pensione a 65 anni. Andando per ordine: lo strumento del piano casa, che venerdì prossimo andrà in Consiglio dei ministri, introdurrà una liberalizzazione (controllata?) delle costruzioni e, soprattutto, degli ampliamenti. L'obiettivo dichiarato è sostenere l'edilizia, il rischio recondito di alimentare la speculazione. Ma intorno al governo si stringe anche il nodo della previdenza, perché l'Ue ha pronto un più forte monito nei confronti dell'Italia. E' nel documento che i ministri finanziari approveranno martedì, nella cui bozza si rileva che «la spesa previdenziale in Italia è ancora fra le più elevate dell'Ue» e si chiedono misure addizionali come un ulteriore aumento dell'età pensionabile, in particolare per le donne». Il governo teme di «aggiungere insicurezza all'insicurezza provocata dalla crisi», anche se il Censis certifica che gli italiani la affrontano «senza reazioni irrazionali». Tuttavia, stanno già tagliando i consumi e sono ancor più inclini al risparmio. Non è una bella notizia. cafasso, lombardi e lugaro >> 2 e 3 08/03/2009

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roberto cavalli illumina parigi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 39 - Cultura e Spettacoli Roberto Cavalli illumina Parigi Sfarzo e sex toys per l'inaugurazione del suo palazzo «Saint Honoré» In pieno centro apre la nuova grande sede dello stilista fiorentino nella Ville Lumière Lusso sfrenato, cristalli e divani di visone PARIGI. Lusso, sfarzo. La crisi smorza i toni e la Ville Lumière abbassa le luci? Roberto Cavalli le riaccende e, per l'inaugurazione del suo quartier generale parigino, illumina a giorno la sua palazzina, pieno centro elegante di Parigi, al 261 di rue Saint Honorè e con secondo ingresso in rue Cambon, la famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e ancora sfarzo dunque, senza pudore in tutti i sensi. Per l'occasione infatti Cavalli ha ideato i primi sex toys griffati dalla moda: le manette a forma di serpente (che si possono trasformare in bracciali), lo "stimolatore" che sembra una penna stilografica, la candela profumata che in realtà è una crema da massaggiare sul corpo con sicuro effetto afrodisiaco (o ustionante se l'incontro è sado-maso) e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli, atelier couture, uffici e appartamento privato per lui e la sua signora) lo stilista fiorentino (che ha già una boutique, ma in franchising, al 53 di Avenue Montaigne) non si è fatto mancare niente: cascate di cristalli, pavimenti in resina con polvere d'oro, specchi e lampadari a profusione, grandi strutture in metallo dorato e argentato, ascensore con sedile di pelliccia e divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per parcheggiare, perché, si sa, di questi tempi meglio risparmiare sull'autista. Per il varo è arrivato da Arezzo il catering Tonino per proporre cucina toscana a orde di vippone, da Milla Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da Jade Jagger a Clotilde Courau Savoia e via elencando altre possibili auguste presenze che non sono volute mancare alla festa di inaugurazione del nuovo quartier generale di Roberto Cavalli a Parigi, la città della moda per eccellenza. Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perché Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perché la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda. Sembrano davvero lontani i tempi in cui Cavalli apriva una piccola boutique in rue du Four, sulla Rive Gauche. Erano gli anni Settanta e lui acquistava anche, sull'Ile Saint Louis, un pied-a-terre al quinto piano senza ascensore, ma comunque già un simbolo di successo per il piccolo imprenditore toscano. Ora l'appartamentino è passata alla figlia Cristiana e «oggi metto piede sulla Rive Droite - dice con enfasi lo stilista - con un intero palazzo: la mia maison, che ho voluto chiamare Roberto Cavalli Saint Honorè». Un nome, quello del palazzo voluto dallo stilista Roberto Cavalli, che sembra una torta, ma il momento è quello giusto per festeggiare. Intanto si aspetta che sia ufficiale l'ingresso del nuovo socio, il fondo Clessidra di Claudio Sposito che sicuramente conosce lo stile Cavalli. Per i vip parigini che invece ne sono a digiuno, la grade festa animalier di ieri ovvierà alla mancanza, con una mostra di capi, i più belli e famosi della storia Cavalli, dai primi jeans sdruciti ad arte ai grandi vestiti da sera che le donne più belle del mondo hanno amato indossare.

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l'irresistibile ascesa dei lombardiani uffici, enti e cda colonizzati dall'mpa - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Palermo L´irresistibile ascesa dei lombardiani uffici, enti e cda colonizzati dall´Mpa Record dell´assessore Di Mauro: dieci tesserati nel suo staff Poltrone a decine di candidati e dirigenti, dall´Ast a Unicredit EMANUELE LAURIA Un´avanzata inarrestabile. Le truppe lombardiane alla conquista del sottogoverno e della burocrazia regionale ogni giorno guadagnano terreno. Anche se l´ultima nomina è un giallo. Alla presidenza della Fondazione San Raffaele di Cefalù il governatore ha designato un medico di origini siciliane, Stefano Cirillo. Un professionista dal lungo curriculum che ha presenziato all´inaugurazione della sede della Colomba a Milano: le agenzie, nel raccontare l´evento, il 26 gennaio scrissero che Cirillo era stato nominato coordinatore dell´Mpa in Lombardia. E sulla base di quella notizia è esploso un caso politico, con l´interrogazione del deputato del Pdl Giuseppe Limoli e la piccata risposta di Nicola D´Agostino, esponente autonomista che invita Limoli a mostrare l´atto di nomina, pena una querela. «Il dottor Cirillo ci ha dato una mano in Lombardia, è vicino alle nostre posizioni, ma di certo non ha un incarico di partito. In ogni caso, non vedo lo scandalo», dice D´Agostino. L´ultima polemica è comunque la cartina di tornasole dell´insofferenza, anche dentro la maggioranza, verso un´assalto in piena regola, un´occupazione dei posti di potere più visibili come del sottobosco dell´amministrazione regionale. Simboleggiata dall´ultima tornata di nomine dei dirigenti generali, con due commissari provinciali dell´Mpa (Nicola Vernuccio a Palermo e Rossana Interlandi a Caltanissetta) promossi capi dipartimento, all´Industria e all´Ambiente. Come sempre, non si discute il merito. Ma il sospetto che conti pure la tessera di partito è forte. E non è un caso, forse, che nello staff di Lombardo a Palazzo d´Orleans ci sia Nino Amendolia, ex deputato e assessore provinciale dell´Mpa a Catania. E, se le nomine nei board degli enti si limitano sinora alla presidenza vicaria dell´Ast affidata a Giulio Cusumano e al ruolo di membro del Cda di Unicredit assegnato a Marianna Li Calzi, negli assessorati targati Mpa è in corso un´invasione senza precedenti di militanti del movimento autonomista. Il record è dell´assessore alla Cooperazione Giovanni Di Mauro. Che nel suo staff ha inserito dieci, dicasi dieci, dirigenti di partito o stretti congiunti. A uomini dell´Mpa sono andati, in pratica, tutti i posti di "esterno" nelle strutture alle dipendenze di Di Mauro. Vi figurano ben cinque componenti del direttivo provinciale di Agrigento: l´ex deputato regionale Emanuele Di Betta, l´ex sindaco di Sciacca Michele Marciante, e ancora Roberto Caruana, Giuseppe Milisenda e Alfonso Vassallo, responsabile del movimento provinciale di Agrigento. Ma non finisce qui: nella segreteria particolare Di Mauro ha inserito un altro ex sindaco di Sciacca, Giuseppe Turco, candidato della lista Democratici e autonomisti alle ultime regionali, e Gerlando Virone, dirigente di sezione dell´Mpa a Raffadali. Basta così? Macché. Oltre a Di Betta, del servizio di pianificazione dell´assessorato fa parte un altro esponente dell´Mpa: Antonino Costumati, già rappresentante delle Acli. E non mancano i figli d´arte: accanto a sé, Di Mauro ha voluto pure Nino D´Arrigo e Francesco Prestigiacomo, figli rispettivamente di Leonardo D´Arrigo e Giuseppe Prestigiacomo, dirigenti di lungo corso dell´Mpa palermitano. Non è stato da meno Giuseppe Sorbello, assessore al Territorio e sindaco di Melilli: nell´ufficio di gabinetto ha inserito Santino Catalano, primo dei non eletti alle regionali, per l´Mpa, nel collegio di Messina. Ma anche l´ex assessore provinciale di Palermo Giuseppe Colca e Giuseppe Cimino, altro esponente del direttivo dell´Mpa di Agrigento. Nella segreteria particolare c´è Nicola Barone, ex deputato regionale forzista transitato nel movimento di Lombardo. E fra i consulenti spunta il nome di Salvatore Fratello, che nel 2006 avrebbe dovuto correre alle regionali nell´Udc al posto del fratello Onofrio, il primo politico a patteggiare una condanna per mafia. Lasciato l´Udc, Salvatore Fratello è passato nell´Mpa, si è candidato alle elezioni del 2008 ma non ha conquistato il seggio all´Ars. E ha trovato un incarico da duemila euro al mese alla corte di Sorbello.

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agire subito su energia, edilizia e burocrazia - roberto paracchini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le richieste alla Regione del presidente degli industriali Alberto Scanu per ridurre gli effetti più gravi della recessione economica «Agire subito su energia, edilizia e burocrazia» «Occorre fare sistema, decidere in modo condiviso e fare di Cagliari una città di destinazione» «Intervenire anche sui consorzi Fidi per non bloccare il credito» ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Alcuni interventi «vanno fatti immediatamente», afferma Alberto Scanu, responsabile della Confindustria del sud dell'isola: «La nuova giunta regionale agisca subito nel settore dell'energia, in quello edilizio e sblocchi la burocrazia. A tutti bisogna dare la possibilità di sopravvivere. Noi abbiamo fatto un accordo per la cassa integrazione in deroga che riguarda quattromila persone. Ma per l'estensione degli ammortizzatori anche ai precari, bisogna prima verificare i conti, tenendo presente il debito pubblico». - Che fare, quindi? «Il tema della sopravvivenza deve interessarci tutti, altrimenti affondiamo. La questione dell'Euroallumina, ad esempio, è risolvibile solo con gli ammortizzatori sociali, sperando che nel 2010 vi sia una ripresa». - E per il qui ed ora. «La Regione dovrebbe agire subito su quelle leve in grado di rimettere in moto il mercato locale. Il settore dell'energia, ad esempio. Purtroppo abbiamo perso una serie di opportunità, ma altre ce ne sono, occorre agire subito». - Lei ha parlato anche dell'edilizia... «Precisiamo che nessuno pensa che si debba costruire sul mare. Ma in questi ultimi tempi il comparto è stato bloccato sulla base di interpretazioni divergenti delle norme. Per questo dico che si devono sbrogliare subito le questioni interpretative. Inoltre c'è una tutela ambientale che compete allo Stato centrale, poi vi sono le norme regionali. Bisogna mettere ordine». - Come intervenire? «Cambiando medoto e partendo dal basso. Vorrà pur dire qualcosa che quasi tutti i Comuni costieri sono bloccati? Occorrono regole di carattere generale e non possibilità di deroghe, che implicano azioni al di fuori delle norme. Lo stesso vale per le nostre campagne». - Quindi? «Bisogna agire in fretta e alcune cose non costano niente. Ma va tenuto presente che, oggi, il quadro è cambiato. Nel settore energia, ad esempio, se ieri le banche facevano a gara a far prestiti alle aziende, oggi è l'inverso». - Quindi chiede un maggior interventismo della Regione? «Noi domandiamo norme e regole chiare, che permettano di operare imprenditorialmente. Ma il tutto all'interno del mercato e non di politiche assistenziali: l'intervento del pubblico fa sempre aumentare i costi». - Ha citato il credito: molte aziende locali stanno per fallire per via della restrizione e delle richieste di rientro. Che fare? «Le disposizioni di Basilea sono restrittive, in più le banche si trovano loro stesse in crisi. Ma in questo modo rischiamo di salvare gli istituti di credito e di far morire le nostre imprese». - Gli industriali che cosa propongono? «La soluzione deve essere di sistema. Non possiamo solo pensare ai numeri imposti da Basilea. Altrimenti non ne usciamo. Bisogna rafforzare i consorzi Fidi...» - Questi si stanno trasformando in enti di intermediazione soggetti alla Banca d'Italia... «Sì, ma oggi la Regione può intervenire stanziando somme importanti per aumentare i fondi Fidi. E questo permetterebbe alle aziende, e non parlo di quelle decotte, di superare questo periodo». - Turismo e produzione locale. «Come Confindustria abbiamo un progetto che punta a far diventare Cagliari città di destinazione: luogo in cui si possa passare un week end allargando la fascia turistica a tutto il periodo invernale». - In che modo? «Valorizzando le nostre ricchezze, archeologiche, culturali e ambientali. Abbiamo un museo di arte nuragica unico, solo per fare un esempio, o zone umide invidiabili, come Molentargius». - E come potrebbero essere valorizzate? «Anche in questo caso facendo sistema tra tutte le forme interessate: dagli imprenditori agli enti locali. Non dimentichiamo che Cagliari ha una tradizione lirica e teatrale di altissimo livello». Nel passato c'è stato un progetto che ha mirato a fare del teatro lirico una punta d'eccellenza mondiale. Ma i conti, alla fine, sono stati penalizzanti... «Sì, ma oggi i tempi sono cambiati e si visto che è possibile arrivare a ottime produzioni mantendndo i conti in ordine. Abbiamo gli spazi e la cultura, prendiamo esempio da città come Verona. Facciamo di Cagliari una città di destinazione». - E il settore della ricerca, non le sembra che le imprese utilizzino poco questa potenzialità? «Va sviluppato. Noi abbiamo un parco scientifico e tecnologico che sta dando ottimi risultati. Inoltre nei prossimi anni vi saranno centinaia di milioni disponibili per il settore ricerca e sviluppo. Ma sono pochissime le imprese locali che han fatto domanda. Per questo puntare su Cagliari città di destinazione, significa anche contribuire a richiamare imprese e valorizzare questo settore. Ma tutto questo può essere fatto solo attraverso la concertazione».

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Genova è il grande porto virtuale da cui salpare per conquistare il mondo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 58 del 2009-03-08 pagina 6 Genova è il grande porto virtuale da cui salpare per conquistare il mondo di Redazione Secondo il regista Gregorini l'esperienza del passato, unita alla sfida tecnologica, può favorire il rilancio di una città effettivamente degradata Conosco a sufficienza Sergio Maifredi per poter affermare che ama profondamente Genova, tanto da mettersi in gioco personalmente per valorizzarla. Il sottoscritto, al contrario dell'amico Sergio grande conoscitore di teatro, si occupa di cinema, televisione e internet ma condivide molte di quelle sue considerazioni che hanno dato vita all'ennesimo utilissimo dibattito. Genova non brilla per nitore. Inutile negarlo, chi molto viaggia vede le differenze, fa confronti e la nostra città, pur essendo bellissima, ne esce quasi sempre perdente. Il degrado di alcune zone del centro storico dura immarcescibile da decenni, anzi, si è accentuato. Non credo che il problema siano i topi, tanti e baldanzosi, diadema insano di molte metropoli portuali; quanto la sporcizia, l'insicurezza, le attività commerciali strozzate dall'eccesso di burocrazia, le brutte facce che s'incontrano appena imbrunisce. Questi sono i veri segni dell'abbandono. Non si possono rispolverare solo le facciate dei Rolli per curare il male diffuso che s'annida tra i vicoli più riposti. L'evidenza comatosa delle proposte culturali poi, è talmente chiara che risulta fin troppo facile attaccare le istituzioni, da anni in mano all'impenetrabile cartello della sinistra. Dunque diamo per scontato che la mal gestione imperi e concentriamoci sull'analisi delle potenzialità nascoste, cercando di essere propositivi una volta tanto, non solo critici. Genova nel passato ha fatto le sue fortune aprendosi al mare, dominando mercati lontanissimi, divenendo il punto di riferimento di una fitta galassia di commerci e ha finanziato grandi imprese, imperi, avventurieri, creato colonie esotiche, domini d'oltremare. Fernand Braudel, il grande storico francese, affermava che «Mostro d'intelligenza, e talvolta di durezza, Genova è condannata a impadronirsi del mondo o a non esistere». Oggi che il porto non può più essere per mille motivi la sola piattaforma da cui lanciarsi alla conquista di un nuovo mondo i genovesi, per ridar fiato alla loro patria moribonda, devono a mio parere essere in grado di cogliere al volo la ghiotta occasione che ci offre, in salsa piccante, la tecnologia. Genova deve diventare un grande porto virtuale, punto di riferimento della rete, gigante di internet. Dalle spiagge dorate dei bit deve lanciare la sua offensiva per riprendere ciò che le spetta. Il mare nostrum da solcare è oggi quello del world wide web, con le sue costellazioni e arcipelaghi, i suoi pirati saraceni e le sue magnifiche perle inviolate. In esso si trovano gli specchi borgesiani del futuro, misteriosi e duplici ma ricchissimi di opportunità. Per acquisire il titolo di «capitale della rete» è necessario uno sforzo collettivo, che veda impegnate le istituzioni (la «Città digitale» istituita dal comune è solo un primo piccolissimo passo), gli imprenditori privati, gli studiosi, gli organizzatori di manifestazioni culturali e di eventi di comunicazione. È una strada irta di difficoltà a causa della chiusura mentale che ci ammorba, del vecchiume che trionfa e popola gli scranni. Ma è l'unica da percorrere per sopravvivere, direbbe Braudel. Allora smettiamo di lamentarci e intraprendiamo questa meravigliosa stimolante battaglia, tutti insieme, da genovesi, non da uomini e donne di parte. C'è una speranza di futuro, cogliamola. *presidente associazione Merito (www.meritoitalia.org) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<È solo il primo passo Se riaprono i cantieri riparte il Paese intero> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 58 del 2009-03-08 pagina 6 «È solo il primo passo Se riaprono i cantieri riparte il Paese intero» di Adalberto Signore RomaMinistro Fitto, lei è stato il «negoziatore» del governo che giovedì notte ha chiuso l'accordo con le Regioni sul piano casa. In cosa consiste esattamente? «Intanto va detto che l'intesa sottoscritta con le Regioni non è il piano-casa tout court ma ne costituisce un primo passo molto importante». Cosa prevede? «Dopo otto mesi di trattativa, anche grazie alla disponibilità delle Regioni, abbiamo finalmente sbloccato 550 milioni di euro da dedicare all'edilizia residenziale pubblica per far fronte all'emergenza abitativa che colpisce molte famiglie che versano in condizioni di bisogno». Per quali interventi saranno spesi? «Sia per la costruzione di nuovi alloggi che per la ristrutturazione dei vecchi. Sono scelte che dovranno essere prese insieme alle Regioni perché la programmazione edilizia è materia concorrente. Si valuterà, dunque, di caso in caso». Si può fare una previsione del numero di nuovi alloggi «cantierabili» grazie a questi 550 milioni? «Preferirei non fare cifre su previsioni che sono ancora allo studio. Di certo, rilanciare il mercato dell'edilizia significa dare un deciso contributo alla ripresa del Paese perché l'effetto volano sarà notevole». Un «primo passo», diceva. Il secondo è il piano-casa annunciato da Berlusconi? «L'idea del presidente del Consiglio è di varare un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti in deroga alle rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i necessari permessi. Il provvedimento è già allo studio del governo, perché la convinzione è che se riparte l'edilizia riparte tutta l'economia». Anche in questo caso d'intesa con le Regioni? «Certo. L'idea è di fare una legge quadro che consentirà poi agli enti locali di regolamentare la materia». E le singole Regioni hanno già dato la loro disponibilità? «Quelle governate dal centrodestra sono in prima fila, ma mi auguro che tutti colgano un opportunità straordinaria come questa». Non teme abusi edilizi? «Non credo affatto ci sia questo rischio. Tutto quello che si farà sarà su abitazioni già esistenti e quindi in zone sottoposte a piano regolatore. Eppoi si tratta di piccoli interventi, destinati soprattutto a migliorare la qualità abitativa». Sono allo studio interventi anche sulle case popolari? «L'idea su cui stiamo ragionando è di metterle sul mercato». Per fare cassa? «Questo è solo un aspetto. Chi occupa case popolari, infatti, paga canoni d'affitto molto bassi e non essendo proprietario dell'immobile si accontenta dell'esistente. Se diamo la possibilità agli inquilini di acquistare la casa in cui stanno a un prezzo ragionevole, invece, oltre a fare cassa rilanciamo il mercato delle ristrutturazioni che ha grandi potenziali». È convinto che questi interventi faranno davvero da volano all'economia? «Assolutamente. Abbiamo messo in campo una strategia complessiva che si focalizza su tre linee d'azione: i 550 milioni di euro stanziati alle Regioni per la costruzione di nuovi alloggi, l'intenzione di facilitare l'ampliamento di abitazioni già esistenti per migliorare la qualità della vita e rilanciare il mercato delle ristrutturazioni e, in ultimo, l'idea di vendere le case popolari con le stesse finalità di cui sopra. Tutto questo non farà altro che far ripartire un settore decisivo come l'edilizia che dà lavoro a centinaia di migliaia di imprese e di persone. Anche per l'economia complessiva del Paese sarà un bel passo in avanti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Pio XII "s'è interessato al bene degli ebrei" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sul Giornale di oggi pubblico un articolo dedicato a un documento importante su Pio XII, ritrovato dallo storico di "Civiltà Cattolica" padre Giovanni Sale e da lui citato sulla rivista alcuni anni fa, ma che non era mai stato riprodotto su un quotidiano. E' una pagina del diario delle Consulte di padre Giacomo Martegani, direttore di "Civiltà Cattolica" durante la guerra, nel quale il gesuita spiega agli scrittori della rivista il contenuto delle udienze da lui avute con il Papa. In data primo novembre 1943, tra l'altro, si legge che il Santo Padre "s'è interessato al bene degli ebrei". Il documento originale è conservato negli archivi di "Civiltà Cattolica", è stato redatto nel 1943, subito dopo uno dei fraquenti incontri di Martegani con Papa Pacelli e mostra ancora una volta che quanto venne fatto in favore degli ebrei dopo la razzia del Ghetto di Roma era partito dall'input del Pontefice. Sto per partire nuovamente per Gerusalemme: domenica e lunedì, allo Yad Vashem, ci sarà infatti un confronto a porte chiuse fra studiosi di parte ebraica e cattolica sulla figura di Pio XII. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) » (7 votes, average: 4.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Il ritorno dei giudeo-cristiani Tra i commenti del post precedente, c'è quello di Ron Mandelbaum, una delle brave guide che hanno accompagnato i lettori del Giornale in Terrasanta (per vedere le foto del viaggio, vi invito a visitare l'apposita sezione del sito). I nostri accompagnatori, che ci hanno spiegato i luoghi storici dove Gesù è vissuto e che ci hanno introdotto alla realtà di Israele e dei territori palestinesi, erano tutti cittadini israeliani: sei di loro cristiani arabi (di rito latino e maronita), uno di loro ebreo, un altro ebreo approdato al cristianesimo, e si tratta appunto di Ron. Avrete notato come abbia usato la parola "approdato": per un ebreo, infatti, non userei il termine "convertito". Chi, cresciuto ed educato nella tradizione della prima alleanza, riconosce che il Messia atteso per secoli dal popolo ebraico è quel Gesù di Nazaret nato a Betlemme di Giudea e vissuto in Galilea, non si converte, perché non rinnega le proprie autentiche radici. Il 95 per cento dei (pochi) cristiani di Terrasanta sono di cultura araba. Uno dei momenti per me più toccanti del viaggio è stata la possibilità di assistere, mercoledì scorso, di ritorno da Cafarnao e Tiberiade, a qualche momento della messa delle ceneri celebrata a Nazaret davanti alla grotta dell'Annunciazione: lì si era radunata la comunità cristiana della città di Maria, dove Gesù è vissuto per trent'anni. Messa celebrata in arabo, accompagnata da canti bellissimi. Nel nostro immaginario, arabo è uguale a musulmano. In realtà non è così. C'è però un'altra comunità cristiana cattolica, piccola piccola, che vive in Israele, ed è composta da israeliani ebrei approdati al cristianesimo. A questa appartiene Ron, che nel suo biglietto da visita unisce la stella di David e la croce con i colori dello Stato di Israele. Ci è stato spiegato che in Terrasanta la religione di appartenenza è questione di nascita: se uno nasce in una famiglia cristiana sarà cristiano, se nasce in una famiglia musulmana, sarà musulmano, se nasce in una famiglia ebrea, seguirà la religione ebraica. Conversioni e "approdi" non sono affatto semplici. Eppure questa piccola comunità di giudeo-cristiani, seguita personalmente dal Custode di Terrasanta, padre Pizzaballa, ci fa ricordare gli inizi del cristianesimo, l'annuncio della buona notizia - Gesù, il Messia, il Figlio di Dio, si è incarnato, fatto uomo, è morto per i nostri peccati ed è risorto - rivolto innanzitutto a quel popolo, piccolo e marginale, che fin dalla notte dei tempi, pur essendo circondato da popolazioni politeiste, aveva sempre creduto in un Dio unico. Un Dio che gli ebrei non avevano scelto, era stato Lui, leggiamo nella Bibbia, a scegliere loro. Gesù era ebreo, Maria, sua madre, era ebrea; ebrei erano i primi discepoli, che l'hanno seguito dopo quel primo incontro sulle rive del Giordano, così significativo che Giovanni, da vecchio, quando scrive il suo vangelo, ne ricorda ancora l'ora ("erano circa le quattro del pomeriggio"). La buona notizia è stata annunciata e testimoniata innanzitutto al popolo d'Israele e quindi a noi, i "gentili". L'esistenza in Israele di questa piccola comunità è un segno significativo. Chi era a Nazaret, mercoledì scorso, ha ascoltato i canti cristiani arabi; durante la visita alla chiesa di Sant'Anna, domenica mattina, con il muo gruppo abbiamo incrociato una quarantina di pellegrini cristiani giapponesi che hanno intonato un canto bellissimo e struggente. Grazie a Ron, siamo venuti in contatto con i giudeo-cristiani. Culture diverse, talvolta diversissime; tradizioni, linguaggi, sensibilità talvolta lontanissimi uno dall'altro. Un'unica fede in quel Gesù di Nazaret, seguendo il quale «non c'è più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né maschio né femmina» (Gal 3,28). Scritto in Varie Commenti ( 129 ) » (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 09 Terrasanta, emozioni e conferme Cari amici, sono appena tornato dal viaggio in Terrasanta (Israele e per un giorno territori sottoposti all'Autorità palestinese) fatto insieme a quasi 400 lettori del Giornale. E' stata un'esperienza bellissima, anche per chi, come me, non arrivava per la prima volta nei luoghi dove Gesù è vissuto. Sul sito del Giornale c'è una sezione apposita con le foto dei lettori che hanno partecipato al viaggio. Il nostro itinerario ci ha portato a scoprire ed "ambientare" le principali scene evengeliche e gli eventi fondamentali sui quali si fonda la fede cristiana: l'incarnazione e quindi la morte e resurrezione di Gesù di Nazaret. Abbiamo goduto della bellezza dei luoghi, abbiamo potuto constatare le difficoltà che vive la sparuta minoranza cristiana, la non facile convivenza tra i due popoli. Nei prossimi giorni racconteremo sulle pagine del nostro quotidiano l'esperienza vissuta. Scritto in Varie Commenti ( 14 ) » (8 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 09 Da domani in Terrasanta Cari amici, inizia domani mattina il viaggio del Giornale in Israele e nei Territori sottoposti all'autorità palestinese. Un viaggio alla radici della nostra storia, sui luoghi di Gesù. Saremo in tanti e alloggeremo a Nazaret e poi a Gerusalemme. La squadra del Giornale è nutrita: ci saranno Marcello Foa, Dan Vittorio Segre, Livio Caputo (che del nostro quotidiano è stato vicedirettore) e Stefano Passaquindici. Cercheremo di informarvi giorno per giorno - se sarà possibile - sul nostro percorso. Mi scuso in anticipo per gli inevitabili rallentamenti che subiranno i commenti del blog. Scritto in Varie Commenti ( 166 ) » (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Feb 09 Il Vaticano fa interrompere lo show tv blasfemo in Israele La Santa Sede è intervenuta contro la trasmissione di Canale 10, la Tv israeliana che ha preso di mira Gesù e la Madonna. Questo è il comunicato che è stato da poco diffuso: «L'Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa ha espresso pubblicamente lo sdegno e la protesta dei cristiani per le trasmissioni mandate in onda nei giorni scorsi dalla televisione privata israeliana "Canale 103, nelle quali venivano ridicolizzati - con parole e immagini blasfeme - il Signore Gesù e la Beata Vergine Maria. Le Autorità governative, subito interessate dal Nunzio Apostolico, hanno prontamente assicurato il proprio intervento al fine di interrompere tali trasmissioni e ottenere pubbliche scuse dalla stessa emittente. Mentre si manifesta solidarietà ai cristiani di Terra Santa e si deplora un così volgare e offensivo atto di intolleranza verso il sentimento religioso dei credenti in Cristo, si rileva con tristezza come vengano offesi in modo così grave proprio dei figli di Israele, quali erano Gesù e Maria di Nazareth». Scritto in Varie Commenti ( 110 ) » (15 votes, average: 4.73 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Feb 09 I cristiani di Gaza invitano Papa Benedetto Padre Manuel Mussalam, parroco cattolico nella Striscia di Gaza, ha scritto una lettera a Benedetto XVI in vista del viaggio in Terrasanta. «Invito il Papa a Gaza quando a maggio il Santo Padre sarà in Terrasanta. È un invito ufficiale e non viene solo da me. Scrivo la lettera a nome dei cristiani e dei musulmani di Gaza», ha spiegato il sacerdote al settimanale Vita Non Profit, anticipando il contenuto della missiva. «Se non sarà possibile venire a Gaza, una delegazione di trecento persone è pronta a incontrarlo a Gerusalemme o Betlemme», aggiunge, spiegando che per l'invito c'è anche il benestare anche di Hamas. «Ho parlato loro - afferma Mussalam -, sarebbero ben contenti se il papa venisse, fosse solo per un paio d'ore a trovare la nostra piccola comunità cristiana e portare il suo messaggio di pace alla intera popolazione di Gaza così provata dalla guerra». Nel programma della visita papale non sono previste tappe nella Striscia - dove peraltro la promessa tregua non viene rispettata, visti i missili sparati contro Israele - ma i cristiani sperano almeno di ottenere i necessari permessi per essere presenti a uno degli appuntamenti con il Papa. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Feb 09 Sputi sui cristiani, dileggio in Tv Prima i frati francescani, poi un ecclesiastico armeno: i cristiani sono sempre più presi di mira a Gerusalemme da studenti delle scuole ebraiche ortodosse, che gli sputano in faccia (o, come nell'ultimo caso, sputano sulla croce). Lo denuncia non un giornale cattolico, ma Haaretz, importante quotidiano israeliano. Per di più nei giorni scorsi, su Canale 10 terza emittente isareliana più vista nel paese (a partecipazione pubblica e privata), seguita anche dagli arabi israeliani-cristiani, soprattutto al nord, ha trasmesso un programma gravemente offensivo verso i cristiani/cattolici, con espressioni molto volgari contro Gesù e soprattutto la Madonna e volgari ironie sui miracoli di Cristo e i dogmi cristiani. Mi chiedo che cosa sarebbe successo se un simile programma fosse stato trasmesso dala Tv di un paese islamico, immagino che ne sarebbe nato un caso. Mi colpisce anche il silenzio dei rabbini sugli sputi e su queste offese alla sensibilità cristiana. Scritto in Varie Commenti ( 115 ) » (15 votes, average: 4.73 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Feb 09 Così hanno "suonato" Wagner Qualche dettaglio in più sulla delicatissima vicenda del vescovo ausiliare di Linz, dimissionario prima ancora di ricevere la consacrazione episcopale. Fonti ben accreditate mi confermano che la scelta di designarlo era stata presa per ovviare a un problema in diocesi, la crescente influenza dei gruppi di base (come "Noi siamo Chiesa") e una certa evidente difficoltà del vescovo diocesano a tenere la barra a dritta. Se ora le dimissioni di Wagner saranno accettate - e nel caso siano irrevocabili, è ovviamente impossibile costringere l'interessato a rimanere - ci troveremo di fronte a un caso di revoca di una nomina episcopale sancita dalla pressione mediatica. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) » (11 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Feb 09 Il vescovo ausiliare di Linz rinuncia alla nomina Due settimane dopo la pubblicazione della nomina, il nuovo vescovo ausiliare eletto della diocesi austriaca di Linz, Gerhard Wagner, ha rinunciato. Lo ha fatto dopo l'onda montante delle polemiche scaturite in Austria per alcune sue vecchie dichiarazioni riguardanti il ciclone Katrina che ha distrutto New Orleans, e la saga di Harry Potter. Wagner, definito "ultraconservatore", aveva sconsigliato la lettura dei romanzi del maghetto, definendoli "satanici". E questo, sinceramente, non ci sembra argomento tale da far rinunciare all'episcopato, a meno che esistano pronunciamenti dell'ex Sant'Uffizio su Harry Potter (se è così, lo scrivente e due dei suoi tre figli, sarebbero passibili di scomunica.). Diversa è la questione della dichiarazione sull'uragano: Wagner aveva detto che Katrina, l'uragano del 2005, era stato una sorta di punizione divina per l'immoralità di New Orleans. Il sacerdote aveva detto che non per caso erano state distrutte «le cinque cliniche dove si praticava l'aborto e i postriboli», e si era chiesto se «la catastrofe naturale non fosse la conseguenza di una catastrofe spirituale». Qualcosa di simile sull'AIDS lo disse a suo tempo il cardinale Siri. In ogni modo, il punto è un altro. La nomina dell'ausiliare di una diocesi difficilmente può passare sopra la testa del vescovo titolare della diocesi stessa, che il nuovo eletto è chiamato ad aiutare. Il vescovo di Linz voleva Wagner? Pare proprio di sì. E ancora: queste dichiarazioni su Katrina ed Harry Potter, non sono state pronunciate nella notte dei tempi, ma pochi anni fa. Nessuno a Roma, nelle competenti congregazioni, le conosceva? Nessuno si è chiesto se ostavano o meno alla nomina episcopale? Non conosco Wagner, non ho alcuna simpatia per le sue affermazioni, trovo che quella su Katrina sia stata quantomeno di cattivo gusto, perché se fossi un abitante di New Orleans che ha perso parenti e amici nell'alluvione e mi sentissi dire queste cose da un prete, tempo che non reagirei molto bene. Però. non posso fare a meno di notare che qualcosa non funziona se vescovi e illustrissimi cardinali contestano apertamente il magistero, pur rimanendo osannati e riveriti, mentre altri sono costretti a rinunciare all'episcopato per aver contestato non la dottrina sulla transustanziazione, ma i romanzetti di Harry Potter. Scritto in Varie Commenti ( 150 ) » (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Feb 09 Intervista negazionista di Williamson, caso chiuso Ieri mattina Benedetto XVI ha ricevuto alcuni rabbini americani, ribadendo la posizione della Chiesa sulla Shoah e sull'antisemitismo. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. "L'odio e il disprezzo per uomini, donne e bambini manifestati nella Shoah sono stati un crimine contro Dio e contro l'umanità - ha detto Ratzinger - Questo dovrebbe essere chiaro a tutti". "È ovvio - ha aggiunto - che qualsiasi negazione o minimizzazione di questo terribile crimine è intollerabile e del tutto inaccettabile". Il Papa ha pure confermato di prepararsi al viaggio in Israele, viaggio che i rabbini hanno confermato essere in programma per maggio, come anticipato dal Giornale lunedì scorso, nell'articolo contenente l'agenda del pellegrinaggio che si snoderà tra Amman, Gerusalemme, Betlemme e Nazaret. Da sottoscrivere la frase pronunciata dal rabbino David Rosen dopo l'incontro: "Nessun equilibrato osservatore ebreo potrebbe chiedere niente di più al Papa di quanto ha detto". Segnali precisi in questi giorni sono arrivati anche dalla Fraternità San Pio X: don Floriano Abrahamowicz, il prete lefebvriano del Nordest che aveva definito il Concilio Vaticano II una "cloaca maxima" è stato espulso, mentre il vescovo Williamson è stato rimosso dall'incarico di responsabile del seminario di La Reja in Argentina. Williamson si è impegnato a studiare saggi storici sullo sterminio degli ebrei. Scritto in Varie Commenti ( 184 ) » (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (323) Ultime discussioni Gladiator: la guerra non finisce ancora contro i nemici della chiesa http://www.tgcom.mediaset.i... Gladiator: I3 Novembre 1970 messaggio a Domenci Masselli O Figlio,verrà il tempo dei tempi e la fine di tutte le... raffaele savigni: L'ultimo intervento di A. si avvicina maggiormente ad un approccio corretto alla questione,... A.: E la salvezza ? Si salvano gli ebrei ? Una volta chiarito, come ci insegna il Concilio Vaticano II (Lumen... MARCO D.: Io continuo a non capire il problema: la beatificazione di Pio XII non è legata certo al giudizio degli... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Un fallimento pieno di misteri Dove sono finiti i soldi di Corona?Allarme di Napolitano: "Lo stupro è infame, nazionalità non conta"Giallorossi a fior di pelle E con l'Udinese è pariIbra e (forse) Balotelli: l'Inter batte il GenoaBerlusconi: in cdm il piano casa meno burocrazia ma niente abusiLa Cina avverte il mondo: non ospitate il Dalai LamaGarlasco: scontro sulle consulenze Ris: ok l'analisi del Dna sul saponeLondra, nazionalizzato Lloyd Banking Group: garantiti gli asset tossici Monte Pasubio, valanga: una vittima e due feriti Ancora maltempo al sudPensioni, Ue all'Italia: "Nuove misure: alzare l'età e sostenere i disoccupati" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Francesco Agnoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Giacomo Galeazzi il blog di Jesùs Bastante Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Pio XII "s'è interessato al bene degli ebrei" Il ritorno dei giudeo-cristiani Terrasanta, emozioni e conferme Da domani in Terrasanta Il Vaticano fa interrompere lo show tv blasfemo in Israele I cristiani di Gaza invitano Papa Benedetto Sputi sui cristiani, dileggio in Tv Così hanno "suonato" Wagner Il vescovo ausiliare di Linz rinuncia alla nomina Intervista negazionista di Williamson, caso chiuso Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. 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niente progetti per il carnevale estivo - pinuccio saba (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 32 - Sassari Niente progetti per il Carnevale estivo Il Comune attende che qualche organizzatore si faccia avanti PINUCCIO SABA PORTO TORRES. Il comune attende solo che qualcuno presenti un progetto concreto per il Carnevale Estivo. L'argomento è stato affrontato anche nelle ultime sedute della giunta municipale e della commissione bilancio, ma senza un soggetto attivo che si offra per l'organizzazione della manifestazione, l'amministrazione comunale non può intervenire. A chiarirlo, nei giorni scorsi, è stato l'assessore allo Spettacolo Costantino Ligas che attende il varo del bilancio di previsione per conoscere quali saranno le risorse sulle quali contare per organizzare le manifestazioni estive e la Festha Manna. In comune conoscono benissimo la portata del Carnevale Estivo e nessuno si sogna di boicottare una manifestazione del genere e l'amministrazione è disponibile a partecipare concretamente all'organizzazione delle due sfilate di agosto. Ma l'Associazione Grande Eventi Turritani (Aget) deve presentare un progetto poichè, come in tutte le burocrazie, senza una richiesta scritta l'ente pubblico non può muoversi autonomamente. Ben vengano le petizioni, le adesioni in Rete, ma queste iniziative non hanno alcun senso se subito dopo non non si mettono in pratica atti concreti. Ovviamente, sottolineano in comune, l'amministrazione municipale non può sobbarcarsi tutte le spese che, oltre alla realizzazione dei carri e dei gruppi mascherati, devono servire anche ad accogliere gli ospiti che non sono mai mancati alle due sfilate di agosto. Gli amministratori non lo dicono chiaramente, ma il messaggio è indirizzato agli imprenditori portotorresi che in occasioni di queste manifestazioni che attraggono in città decine di migliaia di ospiti, riescono a rimettere in sesto i bilanci di un'intera stagione. Per loro, quindi, sarebbe un investimento e non un contributo a fondo perduto. «L'esperienza passata ci ha insegnato che il Carnevale Estivo si organizza con il contributo di tutti - sostiene Costantino Ligas - e questa amministrazione è pronta a fare la propria parte. Non appena l'Aget ci presenterà un progetto, sarà possibile stabilire la somma (perché, inutile far giri di parole, per queste cose ci vogliono soldi e non buone intenzioni) che il comune potrà stanziare. Purtroppo, lo dico già da adesso, molto difficilmente il comune potrà corpire l'intero costo del Carnevale». Messaggio chiaro e diretto per l'Aget; altrettanto chiaro, anche se indiretto, quello rivolto agli operatori economici.

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sindaco, è una cosap vergognosa - francesco albonetti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Montecatini «Sindaco, è una Cosap vergognosa» Ambulanti in rivolta per le stangate su permessi e suolo pubblico «Il Comune non può ripianare il suo deficit gravando su una categoria già penalizzata dalla crisi dei consumi» FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. «Basta con gli aumenti Cosap, che la giunta si riduca gli stipendi». Così recitava uno dei cartelli, scritta nera in campo giallo, che i numerosi frequentatori del mercato del sabato potevano leggere ieri mattina affissi alle bancarelle. Una protesta questa volta ufficiale, organizzata da Anva-Confesercenti e Fiva-Confcommercio, dopo almeno un mese di mugugni e lamentele da parte degli ambulanti. Sotto accusa la duplice stangata messa in atto dalla giunta comunale con l'ultimo bilancio, la più consistente sulla Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico, l'altra non meno contestata sull'ingresso dei furgoni nella ztl e zona pedonale. «Crisi economica + aumento Cosap + aumento permessi ztl = chiusura aziende». Questo altro striscione sintetizza perfettamente tutta la rabbia degli operatori. «Pistoia è stata l'unica ad aumentare la Cosap così tanto - dice Carmine Anzivino dal suo banco di abbigliamento in piazza Duomo - invece di aiutarci, il Comune ci penalizza proprio in un periodo così nero: si vede anche a occhio, dalla merce rimasta sul banco, che le cose non vanno bene. Aggiungiamoci i quasi 100 euro per entrare in centro e la frittata è completa». «Non siamo stati noi a fare il buco di bilancio di 8 milioni - gli fa eco Andrea Pratesi - però ce lo fanno pagare. Noi non abbiamo cassa integrazione né altri ammortizzatori: dipendiamo dai soldi che ci danno, se non vendiamo si chiude bottega. E' intanto le banche finanziano tutte le categorie, persino i vivaisti: e a noi non pensa nessuno?» Un argomento questo che dà a Sergio Piccini, un altro ambulante che ha il banco di borse in piazza del Duomo, di contestare le stesse associazioni: «Ho letto che sono le stesse nostre associazioni a dire che gli ambulanti nel 2008 sono andati meglio del commercio fisso. E' veramente singolare. Quando mi hanno dato il cartello l'ho messo per non fare polemica, ma ne avrei da dire e penso che questa protesta adesso ha poco senso: le nostre associazioni dovevano farsi sentire prima che la giunta decidesse gli aumenti». «A tutti danno sovvenzionamento per la crisi, a noi invece ci tassano - commenta Marco Romani dalla sua bancarella di pentole in via Cavour - Se chiudiamo noi che siamo piccole aziende, le più numerose e fondamentali per l'economia nazionale, voglio vedere come farà questo Paese ad andare avanti». Marco Lomi, ambulante e dirigente della Fiva-Confcommercio, contesta i provvedimenti del Comune, attuati in un momento di crisi come questo e ricorda: «L'aumento del permesso per entrare in centro è veramente eccessivo. Voglio ricordare che il mercato ambulante aiuta quello in sede fissa e incrementa il turismo, motivi per i quali a Lucca hanno deciso di riportarlo nel centro storico». Maurizio Innocenti, presidente della Confesercenti, dal suo banco di bigiotteria in via Roma fa notare che «fra tutti i provvedimenti penalizzanti varati dal Comune, che si aggiungono agli aumenti già attuati lo scorso anno, quello più inspiegabile e sproporzionato è l'incremento della Cosap del 100 a Bottegone. Su quello non siamo disposti a cedere di un millimetro e torneremo presto a trattare: puntiamo a contenerlo nel 25% come a Pistoia. E' una vera ingiustizia che per questa categoria vengono alzate così le tasse mentre si mantengono inalterati tutta la burocrazia e gli obblighi».

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de simome: "la mia turandot in fiera? la farò come se fossimo nel politeama" - antonio di giacomo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Bari Il personaggio Il regista sta eseguendo le prove e anticipa come sarà la rappresentazione del 21: "C´è un po´ di delusione" De Simome: "La mia Turandot in Fiera? La farò come se fossimo nel politeama" ANTONIO DI GIACOMO Dagli stucchi dorati e dal velluto rosso del Petruzzelli negato all´asetticità dello spazio 7 della Fiera del Levante, prossimo alla trasformazione in palcoscenico d´emergenza. Eppure il crescendo di disagi, che ha accompagnato finora l´allestimento di Turandot, non fa scomporre il regista Roberto De Simone. Anzi. Appollaiato ieri su una delle poltrone del padiglione della Fiera, il maestro continuava a lavorare ragionando nell´ottica di salvare il salvabile. Già perché nonostante la Fondazione lirico sinfonica non abbia effettuato alcun annuncio ufficiale è in Fiera che il 21 marzo la Turandot sarà proposta in una esecuzione in forma di concerto, spettacolarizzata per quanto possibile dalle soluzioni che De Simone sta immaginando in queste ore. «Cercherò di rendere Turandot come un oratorio sacro tout court» annuncia il regista partenopeo. «Ho pensato di portare in questo spazio ciò che il pubblico s´è perso con il mancato allestimento al Petruzzelli. Ci saranno così alcuni elementi scenici che, in qualche modo, suggeriranno come sarebbe potuta essere quest´opera a teatro». Per far questo, tanto per cominciare, De Simone utilizzerà tre palchi: l´orchestra sinfonica verrà sistemata in quello centrale, mentre da un lato ci saranno il coro dei bambini e i sassofoni e, dall´altro, la banda interna e l´ensemble di ottoni. «La rappresentazione - anticipa - avverrà su tre piani acustici, che saranno appoggiati da qualche elemento scenografico. Cercherò di spettacolarizzare il tutto, insomma, almeno acusticamente parlando. E senza inventarmi nulla, beninteso, ma rispettando la partitura pucciniana». Non solo. Il pubblico avrà un ulteriore assaggio di quello che sarebbe potuta essere Turandot al politeama. «Dinanzi al palco dell´orchestra sarà montata un´avanscena, un pezzo cioè della scenografia immaginata per il Petruzzelli. Ed è qui che, in forma teatrale, proporremo il primo quadro del secondo atto di Turandot». Un modo più, nelle intenzioni di De Simone, per evidenziare ciò che si è perso con la mancata riapertura del teatro. E quelle scene mastodontiche realizzate su misura per il politeama? «è lì che andrà in scena in futuro, questi sono gli accordi con la Fondazione tanto più che, prima o poi, il Petruzzelli dovrà pur riaprire». Sulla querelle che ne ha rinviato l´apertura, invece, De Simone si tira fuori dalle polemiche osservando che il caso del palcoscenico barese «è lo specchio del disagio che esiste oggi in Italia fra la cultura teatrale e il potere. E come sempre accade in questo Paese anche stavolta la burocrazia, in buona o cattiva fede che sia, ha contribuito a creare un bel po´ di problemi». Non manca il rimpianto nelle parole di De Simone. «Ho sempre sperato, fino all´ultimo istante, che la faccenda si risolvesse, che ci fosse il "disgelo" di Turandot. Invece no, il Petruzzelli non ha riaperto. Ma non rinuncio a immaginare la mia Turandot in questo teatro, non foss´altro che, a 76 anni suonati, si tratta senz´altro di una delle mie ultime regie. L´hanno persa i baresi, ma l´ho persa anch´io».

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Crisi, pronta la cura del cemento (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Crisi, pronta la cura del cemento Il governo rilancia l'edilizia. L'opposizione: «Pericolo abusi» roma. Anche il cemento armato per rianimare l'economia. Non solo quello delle grandi opere pubbliche. La ricetta che il premier Silvio Berlusconi si appresta a calare sul tavolo propone il rilancio dell'edilizia residenziale. Come? Cancellando i vincoli burocratici oggi necessari per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi. Il piano straordinario per l'edilizia sarà varato venerdì prossimo dal Consiglio dei ministri, ha confermato ieri il Cavaliere assicurando che «avrà effetti straordinari». E come conseguenza, sostiene il Pd, una «cementificazione selvaggia». Ma Berlusconi replica che il piano, al quale stanno lavorando alcuni ministri, servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, ha aggiunto il premier «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Abusi edilizi? Il premier li esclude «perché tutto quello che si faràè in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà già martedì prossimo un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo, mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché«il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Pollice verso da numerosi sindaci del centrosinistra. I dubbi riguardano soprattutto l'impatto ambientale. Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché della Conferenza delle regioni, si dice «stupito e preoccupato» dall'«iniziativa centralista tesa a superare l'attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull'assetto del territorio. Non è questa la strada giusta - sostiene Errani -; una cosa è costruire corretti percorsi di semplificazione dentro regole certe, altro è destrutturare le forme di governo dell'edilizia. Ad esempio, dare la possibilità a chiunque di proporre ampliamenti del 20% del volume degli edifici esistenti, con una semplice autocertificazione, avrebbe conseguenze oggettivamente molto negative». Dal canto suo il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, sottolinea che «è difficile commentare un'idea che non è ancora un provvedimento e che non è ancora del tutto comprensibile. Resta il fatto che l'unico provvedimento fatto da questo governo per l'edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica stanziati dal governo Prodi. Penso anche io che rilanciare l'edilizia sarebbe un volano utile e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro Matteoli ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. «È una necessità di tutto il Paese». Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto», rispondendo «personalmente». Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini osserva che c'è bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai comuni. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 08/03/2009 Post-it 08/03/2009 Berlusconi: «Ampliamenti edilizi solo per le ville esistenti». E chi non ha la villa? Non esiste. 08/03/2009

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<Il nostro punto debole? Non saper fare sistema> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Il nostro punto debole? Non saper fare sistema» --> Domenica 08 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 25 e-mail print LOVEREIl rettore dell'Università di Bergamo Alberto Castoldi, ospite venerdì sera a Lovere del Circolo culturale Giovanni Ruffini, ama la sua città e il territorio in cui è inserita e vuole capire se sia possibile renderli migliori. Per questo ha dedicato il suo intervento alla nostra provincia, evidenziandone i problemi e le possibili soluzioni. Roberto Forcella, presidente del Circolo Ruffini, ha fatto gli onori di casa e ha presentato il tema della serata: «L'Università e il futuro del territorio - scenari socio economici della realtà bergamasca», frutto di una ricerca dell'ateneo realizzata in collaborazione con la Provincia. «Con l'Università di Bergamo il nostro circolo - ha detto Forcella - collabora proficuamente da quattro anni, ossia dalla sua nascita, soprattutto in merito alle problematiche legate ai laghi dell'arco alpino, tema promosso da Lelio Pagani, al quale è stato intitolato il centro studi». Castoldi ha dato una definizione del territorio bergamasco molto suggestiva: «Bergamo città è una testa molto piccola con un grande corpo, che si sviluppa su un territorio molto eterogeneo e con un elevato numero di comuni. La popolazione è anziana. Ciò significa che la gestione di questo territorio non è facile, anche perché è cresciuto storicamente sulla difensiva - ne sono la prova le numerose torri e rocche - e ha vissuto sotto l'influenza di Milano». Entrando nell'analisi dei problemi, solo con cenni perché l'occasione non consentiva un approfondimento, Castoldi ha evidenziato che il vero punto debole della Bergamasca sono le infrastrutture, obsolete e insufficienti alle esigenze del territorio in crescita. «Nel nostro Paese risulta di grande difficoltà muoversi in ogni ambito pubblico perché la burocrazia ci pone di fronte a un continuo delirio. Ciò che manca davvero è una classe dirigente che sappia fare sistema. Nella nostra provincia qualcosa si è mosso e si sta muovendo, anche se con qualche decina di anni di ritardo, come l'aeroporto (giunto a 6 milioni di passeggeri), il nuovo ospedale in costruzione, la quarta corsia della A4, l'Università con i suoi 15 mila studenti, il Kilometro rosso, che tutti ci invidiano come centro all'avanguardia nella ricerca e, nell'immediato, il progetto su San Pellegrino. La città - prosegue Castoldi - sembra essersi risvegliata negli ultimi anni, ma il tutto non è nato da un disegno di sistema, ma per volontà di singoli imprenditori». Fin qui l'analisi, poi il rettore è passato ad alcune proposte: «Non potendo fare tutto, Bergamo deve individuare alcune scelte prioritarie e convogliare in esse le risorse. Il territorio ha tutto e a livello discreto, anche turisticamente, ma nulla di eclatante. Perché, per esempio, non mettere insieme un sistema museale? Creare una piccola Oxford in Lombardia? Auspico una grande riflessione sui problemi. I mie sono solo spunti, gli esperti diranno cosa fare». Ne è seguito un partecipato dibattito, ed è emerso un confronto con la vicina provincia di Brescia, che, pur non avendo nulla più di Bergamo, rispetto al nostro territorio è avanti di una trentina di anni. Il segreto? Presto detto: la classe imprenditrice e politica bresciana riesce a fare sistema. Adriano Frattini 08/03/2009 nascosto-->

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UN CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)

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ROVIGO pag. 6 UN CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine... UN CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine che Unindustria lancerà all'Assemblea Generale 2009: RovigoNuovaImpresa. «Il quadro generale dell'economia è molto incerto. commenta Fabrizio Rossi, presidente degli Industriali di Rovigo - È il momento di avviare un dibattito per riflettere su quello che deve essere il ruolo dell'impresa in un contesto, sociale ed economico, in cui si è chiamati ad anticipare il futuro facendo scelte coraggiose, già in questo presente. E' nostra priorità coinvolgere le altre categorie economiche e le forze sociali su alcuni obiettivi prioritari per la Provincia. Tenendo presente il contesto congiunturale e alcune peculiarità del Territorio, dobbiamo impegnarci per sostenere: una Politica del sì, per uno sviluppo sostenibile! Basta burocrazia e.... burocrati! Questo è uno dei limiti alla competitività del sistema Italia che provoca costi e ritardi negli investimenti alle imprese. Unindustria - conclude Rossi - è pronta a costruire assieme al territorio una nuova provincia, che vuole innovare e che è pronta a fare il salto di qualità fondato sulla ricerca e sul territorio». L'assemblea che si svolgerà presso il Censer RovigoFiere, venerdì prossimo a partire dalle ore 17, dopo la relazione del presidente di Unindustria, Fabrizio Rossi, avrà come nucleo centrale una tavola rotonda, in cui verranno trattati i temi perno su cui, secondo gli industriali, si può costruire la ripartenza: il giusto mix tra tradizione e tecnologie, distretti, ricerca e innovazione e turismo. Il dibattito sarà moderato da Antonello Piroso, direttore del Tg di La7 e vedrà sul palco la presenza di Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, Enzo Rullani, professore di Economia della Conoscenza alla Venice International University, Sauro Pasini, responsabile Enel dell'area tecnica ricerca, divisione ingegneria e innovazione e pierantonio macola, amministratore delegato di Smau Fiera Milano e presidente della sezione turismo di Unindustria Rovigo. Sul palco saliranno per le relazioni finali prima il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan e chiuderà i lavori la presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia.

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IL 22 Luglio del 1814 il commissario di polizia Palladini inviava una dettagliata relazi... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 08 Marzo 2009 Chiudi di ANTONIO LUCCARINI IL 22 Luglio del 1814 il commissario di polizia Palladini inviava una dettagliata relazione al prefetto per informarlo di un incidente avvenuto nel lupanare di Teresa Minucci, una cosiddetta "mammina", situato in via delle Conce 17. Protagonista del fatto era un militare, il caporale Michele - degradato a semplice soldato dopo gli avvenimenti - che in evidente stato di ebbrezza aveva insultato e picchiato con calci e pugni, senza motivo, l'inserviente del bordello Marianna Bendellari e più tardi, ritornato negli stessi luoghi, per attendere la meretrice Teresa Giuliotti, aveva esteso le percosse e i pugni oltre alla succitata Bendellari anche ad un cliente occasionale, tal Giuseppe Paolini. L'arrivo di un'altra prostituta aveva posto fine ad una situazione che andava degenerando e facendosi pericolosa: infatti, prontamente, la Ravaioli era corsa a chiamare le forze dell'ordine che avevano arrestato il soldato. Nonostante che con il suo gesto avesse concorso a ristabilire l'ordine, la Ravaioli, non avendo fatto immediato ritorno al lupanare, trovata per le vie della città, era stata, a sua volta tenuta in stato di arresto. La situazione dei bordelli anconetani, in quel periodo, doveva essere abbastanza movimentata stando al numero delle relazioni trasmesse dagli ispettori di polizia al prefetto. Nel mese di maggio dello stesso anno infatti l'ispettore di polizia aveva fatto presente che i lupanari e le meretrici della città erano fatti segno di attacchi verbali, ma soprattutto di violenze fisiche, non solo da parte di clienti ubriachi o litigiosi, ma dai rappresentanti della stessa popolazione "benpensante". La città manifestava forme di intolleranza più o meno gravi nei confronti delle prostitute che mettevano a rischio il mantenimento dei lupanari stessi; l'ispettore di polizia paventava, pertanto, che si arrivasse, con simili atteggiamenti, alla chiusura dei bordelli, lasciando che la prostituzione finisse per essere esercitata sulla strada, fuori dal controllo della polizia. Veniva suggerito, infine, di ovviare al problema provvedendo a porre delle sentinelle nei lupanari maggiormente a rischio di assalti da parte di una popolazione insofferente. Nell'elenco venivano citati come punti particolarmente caldi, dove cioè, nell'ottica della relazione, il mondo dei "benpensanti", confinava "suo malgrado e con grande pregiudizio" con il mondo del vizio, i lupanari: di Maria Rossi al n. 58 della "trafficatissima" via del Porto, di Maria Polsi, detta la "Sardona", al n.3 del vicolo del Padrone, di Antonio Fabrizi, lenone in via del Gallo, di Giovanni Mastelli, tenutario di un locale malfamato nella stessa via, di Salvator Firmo che gestiva i traffici delle sue donne nella zona del Teatrino, di Teresa Minacci - che come abbiamo visto godeva di "altre entrate" - e Antonio Fabrizi in via del Macello e il lupanare di Maria Deodati e Mattia Zappetti che tenevano diversi locali in via del Gozzo. Nell'elenco non figuravano gli altri 15 bordelli che a vario titolo erano citati nelle relazioni del commissariato di polizia, dove emergevano i soliti problemi, risse tra prostitute e militari, richieste di controlli sanitari, questioni relative alla tassazione dell'attività. Il numero che per approssimazione ci troviamo a calcolare - escludendo dall'elenco quelli che non vengono segnalati dalle relazioni - conferma per una città come Ancona, che raggiungerà una popolazione urbana pari a 28.100 unità soltanto nel 1844, una situazione abbastanza anomala o quanto meno atipica, considerando anche la sua appartenenza allo stato della Chiesa. In realtà la complicata e movimentata situazione politica del tempo ci aiuta a capire tante cose e a leggere questi segni della microstoria perfettamente riconducibili all'interno del quadro "dei grandi eventi". Siamo infatti nel periodo cruciale della vicenda napoleonica: Ancona strategicamente importante assisteva, in tal periodo, ad un passaggio continuo di soldataglie, di eserciti di varie nazionalità che minacciavano, con la loro presenza ingombrante e aggressiva, le tranquillità più preziose per la borghesia, i valori considerati sacri e tra loro intimamente intrecciati:il rispetto della proprietà privata e dell'onore delle donne di famiglia. L'atteggiamento della Chiesa, tradizionalmente censorio nei confronti della vita sessuale, esercitata al di fuori del matrimonio, aveva finito per considerare il meretricio una sorta di male minore rispetto all'assoluto libertinaggio dei costumi e quindi no eliminabile e la stessa modernità, rappresentata politicamente da un regime napoleonico che aveva depurato il razionalismo illuminista di tutti gli aspetti più radicali, sull'argomento aveva imposto le regole di una ideologia che considerava funzionale il "sorvegliare e punire". Le istituzioni non leggevano nella materia questioni di tipo etico o morale ma avevano bisogno di assicurare un controllo su tutti gli aspetti della società, anche quelli edonistici. La materia prostituzione, epurata della sua dimensione etica o morale, interessava soprattutto le tematiche della salute pubblica - la diffusione delle malattie veneree costituiva un vero e proprio flagello con enormi costi sociali - e della burocrazia del fisco: per tutti era quindi conveniente che ci fossero i bordelli periodicamente visitati dalle autorità sanitarie - che potevano così individuare ed internare le prostitute infette - e capaci, nel contempo, di assicurare, con le tasse, sostanziose entrate al pari di qualsiasi altro commercio esercitato entro la cinta urbana. Questi dati che le antiche relazioni ci consegnano in un certo senso confermano poi il dualismo di questa città: bigotta al punto da officiar messe e processioni contro il rischio rappresentato dal laicismo napoleonico, ma contemporaneamente edonista e libertina al punto di essere assunta da un avventuriero galante come Giacomo Casanova al ruolo di "maestra di piaceri".

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Il caso Bertoluzza in Parlamento Ma Svp e Pd difendono Zanon (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2009-03-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Prescrizioni, interrogazione di Holzmann. Bruccoleri: avrei fatto lo stesso Il caso Bertoluzza in Parlamento Ma Svp e Pd difendono Zanon BOLZANO — Arriva in Parlamento lo «stop», autorizzato dal presidente del Tribunale Heinrich Zanon, dei due processi per corruzione a carico dell'ex ingegnere capo del Comune di Bolzano, Franco Bertoluzza. Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann ha annunciato ieri un'interrogazione al ministro della Giustizia, Angelino Alfano «per chiedere chiarimenti sulla situazione della giustizia in provincia di Bolzano ed in particolare sulla consistenza degli organici dei magistrati e del personale amministrativo e di cancelleria e se vi sono particolari norme statutarie che rendono più difficoltoso il reclutamento del personale. è grave che i processi non si possano concludere nei termini stabiliti». Dello stesso avviso è anche il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder: «La proporzionale non è il nodo principale: il problema è l'eccessiva burocrazia del sistema giudiziario italiano». Sostiene Zanon anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi: «L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno di affossare la giustizia». Infine l'ex presidente del tribunale, Carlo Bruccoleri, illustra gli aspetti tecnici della vicenda e dice: «Zanon ha agito con serietà e coscienza morale». A PAGINA 3 Ruggera

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Prescrizioni, il caso arriva in Parlamento (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-08 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il caso L'esponente di An: «Urgono nuove assunzioni, senza toccare la proporz». Gnecchi: «Tutta colpa del governo Berlusconi» Prescrizioni, il caso arriva in Parlamento Interrogazione di Holzmann. Durnwalder difende il presidente del tribunale Non si placa il dibattito sull'annunciato stop al processo Bertoluzza Il Landeshauptmann: «Giusta provocazione» BOLZANO — Approda in parlamento il contestato stop, autorizzato dal presidente del tribunale Heinrich Zanon, dei due processi per corruzione a carico dell'ex ingegnere capo del Comune di Bolzano Franco Bertoluzza. Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann ha annunciato ieri la presentazione di un'interrogazione al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in relazione soprattutto alle dichiarazioni del presidente del tribunale sulla carenza di personale. «Senza entrare troppo nel merito tecnico-giuridico della vicenda — spiega Holzmann — ha preso spunto dalle affermazioni del presidente Zanon per chiedere chiarimenti sulla situazione della giustizia in provincia di Bolzano ed in particolare sulla consistenza degli organici dei magistrati e del personale amministrativo e di cancelleria e se vi sono particolari norme statutarie che rendono più difficoltoso il reclutamento del personale. è grave — aggiunge il deputatop altoatesino di An — che dei processi non si possano concludere nei termini stabiliti e che non si faccia giustizia: serve quindi una riflessione serena per valutare le cause del fenomeno e porvi rimedio. Auspico quindi che in tempi brevi si possa assicurare al comparto giustizia in provincia di Bolzano la dotazione organica necessaria». Holzmann condivide quindi, di fatto, l'allarme che Zanon aveva lanciato nei giorni scorsi (poco dopo aver firmato il contestato provvedimento sulla prescrizione del processo Bertoluzza) sul rischio che la macchina giudiziaria altoatesina vada in panne per carenza di personale e di risorse. Ma non ne condivide le soluzioni prospettate: «La proporzionale — commenta infatti Holzmann — non va messa in discussione: essa garantisce infatti una certa pace sociale perché, se non ci fosse, si scatenerebbe una battaglia etnica senza fine per ogni posto di lavoro pubblico in provincia. Inoltre credo che non sia questa norma a rendere, da sola, così difficoltoso l'ampliamento dell'organico negli uffici giudiziari ». Dello stesso avviso è anche il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder, che difende Zanon su tutti i fronti: «Ho parlato in questi giorni con il presidente del tribunale. Lui stesso spiega che la proporzionale non è il nodo principale: il problema è l'eccessiva burocrazia del sistema giudiziario italiano, che colpisce ovviamente anche l'Alto Adige. Proprio per questo la proporzionale non c'entra: anche nel resto d'Italia ci sono tribunali in difficoltà. Le procedure sono troppe complicate e noi della giunta provinciale non possiamo ovviamente farci nulla, non avendo alcun tipo di competenza in materia. Spetta allo Stato risolvere questi problemi ». Durnwalder appoggia Zanon anche per quanto riguarda la prescrizione del processo Bertoluzza: «Zanon avrà voluto dare un segnale del forte disagio operativo del tribunale. Viene criticato? Le critiche arrivano anche quando i processi durano troppi anni. C'è sempre chi ha qualcosa da ridire». Sostiene Zanon anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi, che sottolinea il problema delle risorse finanziarie: «Il governo Prodi aveva stanziato, ad esempio, 18 milioni di euro per realizzare il polo giudiziario a Bolzano. Poi, con Berlusconi, quei fondi sono spariti. L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno di affossare la giustizia, così come Brunetta». Sul fronte opposto, la deputata forzista Michaela Biancofiore annuncia di voler sollecitare al ministro Alfano un'ispezione disciplinare al tribunale di Bolzano. Un'ipotesi che non è stata esclusa nemmeno dal sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, sulle pagine del Corriere dell'Alto Adige di ieri. Luigi Ruggera Ultima volta Franco Bertoluzza esce dal tribunale dopo un'udienza

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IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito delle ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-03-2009)

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P.S. GIORGIO pag. 14 IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito delle ... IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito delle pesantissime accuse che la Confcommercio, tramite un lettera al Sindaco, ha rivolto ai dip-comunali, perché, a suo dire, anziché risolvere i problemi dimostrerebbero «un'intelligenza e una fantasia fuori dal Comune nel crearli anche dove sarebbe impossibile trovarli». Ne abbiamo dato conto ieri. Il segretario Cisl ci invia copia di una lettera da lui indirizzata alla Confcommercio e al Sindaco: «Non posso che esprimere stupore per i toni usati nella nota (della Confcommercio) scrive tra l'altro . A leggerla bene sembrerebbe più uno sfogo per contrasti di tipo personale che non un'analisi serena della situazione in cui versa la macchina comunale sangiorgese. Quando si accusano i dip-comunali per gli ostacoli che si frappongono allo svolgimento delle attività commerciali forse si dimentica che la burocrazia, seppur fastidiosa, esiste a garanzia dell'imparzialità e della trasparenza con le quali devono operare le istituzioni nei confronti di tutti i cittadini. Chi ha veramente a cuore la città non usa la demagogia spicciola e non spara nel mucchio. Come segretario Cisl e come uno dei rappresentanti dei lavoratori del Comune rigetto le accuse rivolte ai dipendenti e invito la Confcommercio per il futuro a ponderare meglio i giudizi su coloro che sono a servizio della collettività e garantiscono a tutti i cittadini eguale trattamento e accesso ai servizi».

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Tasse alla Federico II, agli studenti arrivano i <bollettini pazzi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-03-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Dall'ateneo: dati errati nei pc ma rimedieremo Tasse alla Federico II, agli studenti arrivano i «bollettini pazzi» Fasce e cifre sbagliate a 600 famiglie La Federico II spedisce circa 600 bollettini di pagamento delle tasse con una cifra sbagliata. Disagi tra gli studenti. NAPOLI - Dopo le cartelle esattoriali che hanno turbato i sonni di centinaia di napoletani, arrivano i bollettini di pagamento «pazzi». Sono quelli che almeno 600 iscritti alla Federico II hanno ricevuto o stanno per ricevere a casa. Pazzi, ovvero sballati, perché indicano una cifra errata. L'ateneo ha infatti sbagliato ad inserire alcuni dati nei terminali e l'importo relativo alla seconda rata è stato calcolato come se la fascia di contribuzione fosse inferiore a quella effettiva. In particolare, il disguido coinvolge alcuni tra coloro i quali, a settembre, erano stati inseriti nella tranche più elevata di contribuzione: la sedicesima. Hanno ricevuto nelle settimane scorse a casa i bollettini con gli importi delle fasce inferiori: dalla quindicesima alla prima. Hanno successivamente trovato nella buca della posta una lettera dell'ateneo - inviata dalla ripartizione relazioni studenti e firmata dal dirigente Maurizio Tafuto che li invita a non tenerne conto. «Il bollettino non dovrà essere utilizzato per il pagamento », recita la missiva dell'università, «in quanto la cifra prestampata è errata. Per effettuare il pagamento citato è necessario che lei si rechi agli sportelli dell'ufficio segreteria studenti della sua facoltà, dove si provvederà a stamparle il nuovo modulo per il pagamento della seconda rata». Fine dell'illusione di risparmiare e inizio di un percorso nella burocrazia. Per chi abita a Napoli, magari in centro o nei pressi della zona universitaria, l'inconveniente provocato dall'errore dell'università si risolverà in una seccatura tutto sommato lieve: il tempo di raggiungere la segreteria e una coda agli sportelli, si spera non troppo lunga. Studentesse e studenti che non vivono a Napoli dovranno invece dedicare almeno mezza giornata di tempo all'impresa di procurarsi i bollettini con la cifra corretta. La scadenza per effettuare il pagamento della seconda rata è fissata al 31 marzo. Tuttavia, comunicano dagli uffici della Federico II, «l'eventuale versamento effettuato successivamente a quella data non comporta alcuna mora». Sono sedici gli importi stabiliti dall'ateneo, per le tasse. Studentesse e studenti della I fascia quelli di famiglia meno abbiente - pagano 320 euro all'anno. Chi, invece, rientra nella sedicesima fascia - la più cara - versa, ogni 12 mesi, 1020 euro, se frequenta facoltà umanistiche, e 1100, se è iscritto a facoltà scientifiche. Il prossimo anno, secondo indiscrezioni che filtrano dall'ateneo, non dovrebbero esserci aumenti per i circa 90.000 studenti dell'ateneo. Decideranno comunque ufficialmente il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione tra giugno e luglio. Fabrizio Geremicca Una protesta degli studenti nell'atrio alla Federico II; a lato una delle lettere sui bollettini

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Santa Chiara (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)

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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2009-03-08 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Santa Chiara Visita alle terme «invisibili» sotto il celebre chiostro: tra mistero e burocrazia di FUANI MARINO V iaggio alla scoperta delle terme fantasma. Quello dell'area termale annessa al Chiostro maiolicato di Santa Chiara non è un mistero da poco: il complesso rinvenuto al di sotto della chiesa trecentesca è considerato il maggiore sul territorio napoletano. Già secondo il geografo greco Strabone, Neapolis non aveva nulla da invidiare a Baia per sorgenti calde e stabilimenti balneari. Così, accanto all'ineguagliabile Chiostro maiolicato delle Clarisse, al museo dell'Opera, al Presepe del '700 in esposizione e alla sala di oggetti in ceramica e rinvenimenti marmorei — reperti della costruzione della chiesa — il complesso vanta anche un'area archeologica, costituita proprio dalla zona termale. Operative e frequentate sin dal IV secolo, le terme di Santa Chiara rientrano oggi nel novero di quel vasto patrimonio nascosto e dimenticato che caratterizza la nostra città. Il complesso, articolato secondo gli schemi tradizionali in una natatio (vasca rettangolare rivestita di intonaco impermeabile), in un tepidarium o calidarium (altra vasca di forma quadrangolare più piccola), un laconicum (impianto di servizio) e un ingegnoso sistema di canalizzazione e smaltimento delle acque, non è tuttavia del tutto invisibile. Acquistando un biglietto d'ingresso per il Chiostro le si potrà infatti scorgere a distanza su una sorta di palafitta-impalcatura tutt'altro che estetica. Le ragioni? E' di fronte a questo legittimo interrogativo che la trama s'infittisce. Se il Chiostro di Santa Chiara è patrimonio del Fec (Fondo Edifici di Culto), e appartiene di fatto all'Ordine francescano dei Frati Minori, la sua gestione è affidata a una società di servizi, prima «Oltre il Chiostro» oggi responsabile del complesso di Santa Maria La Nova, cui da qualche mese è subentrata la «Agape srl». Alla richiesta di spiegazioni, quest'ultima fa sapere: «Le terme sono da sempre chiuse al pubblico per problemi strutturali. I visitatori del Chiostro possono col biglietto d'ingresso guardarle da una pedana, senza accedervi direttamente ». Problemi strutturali, in che senso? «Le travi di legno a sostegno delle volte sono state classificate come pericolanti e la Soprintendenza ha quindi deciso di bloccare l'accesso alle visite per ragioni di sicurezza». Ma, a quanto pare, ci sarebbero anche motivi legati all'illuminazione dei cunicoli, difficili da progettare senza ledere la struttura, mentre altri tecnici imputano la chiusura ad alcune preoccupanti infliltrazioni. Lavori di ristrutturazione sarebbero necessari, quindi, per aprire il sito al pubblico, completando così il suggestivo percorso del complesso monastico. La «leggenda» narra anche di una sottostante villa patrizia, rinvenuta durante un primo tentativo di scavi e alla quale si pensò potesse essere collegato il complesso termale, come stabilimento privato e non pubblico. Poi, insieme all'urgenza di ristrutturazioni, si additano come causa dell'inaccessibilità i permessi negati. Il giallo continua visto che almeno alla Soprintendenza ai Beni archeologici di Napoli e Pompei una domanda di intervento non è mai pervenuta. A questo punto, se è rigorosamente (e giustamente) vietato sedersi sui sedili maiolicati del chiostro, è anche impossibile (meno giustamente) accedere al complesso termale. In attesa che il nodo dei permessi possa sciogliersi occorre nel frattempo dire qualcosa sulla struttura che sovrasta le terme. Attraversando pedane in ferro e legno si costeggiano gli edifici termali, piscine, acquedotti e cisterne: dalle grate traspare il mondo sepolto cui è impossibile accedere. Impalcature grossolane, le stesse adoperate per costruire palazzi, deturpano un luogo di rara bellezza. Che l'area archeologica sia invalicabile da sempre per motivi di sicurezza, permessi negati o non richiesti, poco importa. Anche una volta restaurati gli esperti potrebbero stabilire che i siti non siano calpestabili e vadano ammirati da una struttura sovrastante. Ma le terme annesse al complesso gotico di Santa Chiara rappresentano «un bene vincolato » che, se non ripristinato del tutto e reso accessibile a cittadini e turisti, andrebbe almeno fatto visitare in una veste più degna. Tesori nascosti In alto: le impalcature che sovrastano l'area archeologica e una veduta del chiostro maiolicato del complesso di Santa Chiara A fianco: una delle vasche termali inaccessibili

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La Borsa vuole Un'altra settima di passione per le Borse di tutto (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La Borsa vuole Un'altra settima di passione per le Borse di tutto La Borsa vuole Un'altra settima di passione per le Borse di tutto. Tutti gli indici hanno ripiegato oltre le più pessimistiche previsioni,ancor peggio è andata per il listino di Milano con uno scivolone vicino al 12%. In un anno le perdite del S&P/Mib sono andate a oltre - 60%, ben 15 punti in più di ogni altra Borsa. Perchè va così male e peggio degli altri mercati? Dicono gli analisti: il debito pubblico è così alto da far temere un default tipo Argentina. E aggiungono: tra i principali 30 titoli dello S&P/Mib c'è una prevalenza di finanziarie; e infine, a sostegno delle tesi ribassiste, la burocrazia, il sindacalismo e il localismo italiani sono in grado di bloccare o almeno rallentare qualunque provvedimento governativo, soprattutto quelli fondamentali per le infrastrutture. Di vero e reale c'è solamente la seconda tesi, dovuta alla forte presenza dei titoli finanziari (12 su 30), il cui capitale,però si è talmente assottigliato da non rappresentare più un riferimento com'è stato fino all'estate 2008. Eni ed Enel,da sole, capitalizzano oltre il 20% di più di tutte le 12 imprese del settore finanziario, le quali sicuramente tirano giù alla grande il listino, così come in ogni altra borsa mondiale,ma da noi, con esse, crollano, ben più dei loro competitors esteri proprio Eni e controllate, ed Enel.Giustificato il calo Enel per la crescita dell'indebitamento di oltre il 40% - dovuto all'acquisizione di Endesa e la possibile diminuzione dei dividendi - resta incomprensibile in ragione dei fondamentali e della redditività confermata il crollo Eni con un -20% da inizio anno. Più articolato e complesso valutare il rischio default paese a causa del debito pubblico. Vero che è tra i più alti del mondo,altrettanto vero che ogni italiano ha meno debiti e più risparmi di quanto abbiano gli altri; così come è migliore la situazione del nostro credito, meno inquinato di titoli tossici e scommesse finanziarie. Più problematico,semmai, è il ruolo di burocrazia e localismi, i quali sono sicuramente causa di molti nostri mali, lo sono stati nel rallentamento dello sviluppo in tempi migliori e rischiano di diventarlo ancora di più in questa stagione grama.Indubbio che un ritardo dell'apertura dei cantieri sarebbe per noi fortemente penalizzante. Silvio Berlusconi ha già dimostrato con la vicenda della nettezza urbana a Napoli che si possono superare anche le barriere più alte se si hanno determinazione,coraggio e fermezza. Purtroppo i mercati pensano che un conto siano i rifiuti, un conto gli appalti, le follie dei ricorsi, le penalizzazioni ambientali e puntano il pollice verso il basso. Per far cambiare loro idea serve un immediata attuazione dei provvedimenti governativi. Un segnale forte con date certe di inizio lavori creerebbe nuovi scenari di fiducia e credibilità sul nostro saper fare. E' un bisogno di tutti. Oltre non si può andare. Ulteriori crolli della nostra Borsa per somma di cause citate scatenerebbe sfiducia e depressione. Bene ricordarselo tutti,oltre le ideologie. Bruno Villois 08/03/2009

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buona domenica IL CALL CENTER COME MEDICO (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 3 buona domenica IL CALL CENTER COME MEDICO Segue dalla prima (...) che mettersi a parlare con il call center è un'impresa che, come minimo, garantisce il rischio di una malattia supplementare: l'esaurimento nervoso. Quando poi il tentativo di prendere la linea andasse a buon fine, bisogna mettere in conto un'altra decina di minuti almeno per avere una risposta. L'inchiesta che abbiamo condotto scopre i limiti del sistema, messo sotto accusa dai fatti. Non ci sono colpe specifiche: fatto salvo l'impegno di chi opera nel settore, noi solleviamo il problema perché non venga archiviato nello scaffale della buona fede. Mettevi nei panni di un anziano che si attacca al telefono per ore e non riesce ad avere una risposta: una Risonanza magnetica, una Tac o una semplice visita specialistica. Il parametro delle difficoltà dovrebbe essere sempre misurato sulla popolazione che supera i 65 anni, ma non è così. Non sono necessari sostegni sociali, basta un'attenzione specifica e la convinzione che rendendo la strada semplice tutti possono essere serenamente autosufficienti. Anche da noi la burocrazia continua a fare prigionieri e istituire un call center non significa che il meccanismo funzioni. L'informatizzazione aiuta ma non è perfetta e non è facilmente comprensibile a chiunque. In mezzo a arcipelaghi di buona sanità, esistono chiazze ancora malate, come dimostrano i racconti dei nostri lettori e le storie che segnaliamo in queste pagine. Riconoscere i limiti e l'esistenza di margini di miglioramento sono i primi passi per migliorare davvero. Marcello Mancini

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E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VALDICHIANA pag. 18 E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti produttivi in città in un periodo di grande crisi economica. Questo il pensiero dell'assessore alle attività produttive Antonio Marzullo, fatto proprio dall'amministrazione Comunale di Monte San Savino. «Ci sono dice Marzullo nuove possibilità insediative in dirittura d'arrivo e l'amministrazione Comunale, in un periodo così travagliato, si proporrà per sostenere le situazioni di difficoltà. Anzitutto, sburocratizzazione sul piano procedurale, ciò che non vorrà significare eliminazione di ogni regola ma solo snellimento delle procedure stesse. Poi, interventi mirati alla crescita del sistema economico locale, che già pongono Monte San Savino all'avanguardia in provincia in fatto di imprese ed occupazione delle forze lavorative. Ancora, un atteggiamento di apertura con gli imprenditori ed in questo contesto risulterà essenziale un costante rapporto con le associazioni di categoria quali portatrici delle esigenze degli associati». «In questo quadro dice l'assessore dovremo consolidare le iniziative di promozione delle produzioni del nostro territorio e, contemporaneamente, perseguire la realizzazione di strumenti semplificativi ulteriori come lo sportello unico delle attività produttive nelle forme di associazione e nelle dimensioni utili a renderne economica, efficace ed efficiente la realizzazione medesima. Infine, saper cogliere le opportunità di finanziamento di progetti sovracomunali per migliorare la qualità delle strutture». Giorgio Pulzelli

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Ci piaccia o meno le Regioni, Umbria compresa, sono destinate a crescere d'importan... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Domenica 08 Marzo 2009 Chiudi di GIAMPAOLO FALCIAI Ci piaccia o meno le Regioni, Umbria compresa, sono destinate a crescere d'importanza. Ed il presidente della Giunta regionale assomiglierà sempre più ad un Governatore alla Swarzenegher o nel nostro caso ad una Governatrice alla Palin. Fino ad oggi il loro impegno principale è stato rivolto al Servizio sanitario che assorbiva più della metà del bilancio regionale. Ora il sostegno all'economia sta diventando sempre più importante, anche perché saranno proprio le imprese a finanziare con le loro tasse i bilanci regionali. L'Umbria si sta adoperando in tal senso, non solo per gestire al meglio i fondi europei e statali destinati alle imprese, ma anche per raccordare il sistema bancario con le esigenze dell'economia locale. Ha infatti creato una sorta di banca regionale, la Gepafin, non solo per distribuire gli incentivi, ma anche per agevolare l'accesso al credito da parte della piccola e media impresa. In questo scenario è entrata prepotentemente la crisi economica e finanziaria. Il Governo ha giustamente ritenuto di dover sostenere le Banche affinchè garantiscano il risparmio della gente ed il credito alle imprese. Sulla scia di questo intervento però il Governo sembra voler mettere un piedino dentro le Banche e le imprese regionali, istituendo in ogni Prefettura un tavolo di monitoraggio dei prestiti alle aziende, dove siedono imprenditori, banchieri ed esperti vari. Già il Prefetto di Perugia e quello di Terni hanno di recente dato il via ad un Osservatorio provinciale che nasce come prevenzione contro l'usura, ma che sta assumendo anche i connotati di un controllo sui crediti delle banche verso l'impresa umbra. Non abbiamo niente contro i Prefetti come "longa manus" dello Stato centrale, anche se in uno Stato federale, verso il quale ci si sta avviando, il loro ruolo diventa sempre più discutibile. Come non siamo in grado di prevedere se questa loro iniziativa sarà in grado di bloccare il fenomeno del razionamento del credito che si sta allargando a macchia d'olio in tutta Italia, specie verso le imprese minori. Ci domandiamo soltanto se questa operazione alla francese, voluta dal Governo e attuata attraverso le prefetture, in qualche misura non interferisca con l'azione della Regione la quale attraverso le sue strutture, Gepafin compresa, sta svolgendo un importante ruolo di raccordo fra il sistema bancario e le imprese del territorio. Delle due l'una: o l'osservatorio prefettizio è una sovrastruttura inefficace se non proprio inutile, oppure se veramente esercitasse un ruolo attivo si potrebbe configurare una sorta di conflitto di competenza fra Stato e Regione, o meglio fra Prefetto e Governatore, in materia economico-finanziaria. E soprattutto non comprendiamo quali vantaggi ne deriverebbero per il tessuto produttivo umbro che non ha certo bisogno di più burocrazia, ma piuttosto di concreti interventi di sostegno. giampaolofalciai@libero.it

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ADESSO è finita. Almeno sulla carta, la lunga marcia della riorganizzazione al Comu... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)

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Domenica 08 Marzo 2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI ADESSO è finita. Almeno sulla carta, la lunga marcia della riorganizzazione al Comune di Perugia ha battuto l'ultimo colpo. E prima della tornata elettorale di giugno, andranno a dama (dovrebbero andare a dama) gli aggiustamenti più pesanti legati ai dirigenti di secondo livello. Nei corridoi di Palazzo dei Priori si inseguono ipotesi, indiscrezioni con un bel po' di batticuore. Ipotesi che mettono nelle nuove caselle vecchi nomi. E proprio i nuovi pesi dei settori disegneranno il nuovo "potere" della burocrazia comunale. Per esempio: con la soppressione dell'unità operativa pianificazione economica e politiche occupazionali, che fine farà la dirigenza di Silvio Cipriani? Una parte della sua attività verrà conquistata dal settore di Paola Panichi. Che sale nel peso delle competenze. Così come sale Fabio Ricci; mentre resta il dubbio a chi andrà la pianificazione urbanistica ora tenuta ad interim dal super dirigente Enrico Antinoro. E' ancora in ballo l'approdo di Marini arrivato dal Comune di Todi? O resterà ad Antinoro? Nella nuova scacchiera perderà potere il mobility manager Leonardo Naldini a vantaggio dell'unità operativa guidata da Elvio Fagiolari; mentre sale, con l'aggregazione di edilizia privata e sportello unico, Carmen Leombruni. La segue in salita anche Sergio Asfalti. E poi? Viene dato in crescita anche Gabriele Alessandro De Michele vista che la sua unità accorperà anche quella che oggi vede in prima fila Roberto Chiesa. E che succederà per uno degli snodi più delicati che oggi sono tenuti da un interim, cioè quello delle risorse umane? Resterà a Roberto Ciccarelli? Possibile, visto che lo sbarco di Laura Cesarini alla vice segreteria (ma con l'interim delle grandi opere) potrebbe aver chiuso i giochi della pattuglia di giovani dirigenti in ascesa. Politica. Senza brividi i giovani del Pd di Perugia hanno eletto il segretario. Scelta unitaria caduta su Francesco Zuccherini (23 anni). Segreteria ancora da definire ma vengono dati per sicuri gli ingressi di Alessio Persichini e Riccardo Cesarini. Cambio della guardia alla guida della Sinistra Universitaria che giovedì sceglierà il nuovo presidente e il nuovo coordinatore dell'associazione. A meno di clamorose sorprese, il nuovo coordinatore sarà Leonardo Esposito che prende il posto di Tommaso Bori; mentre alla presidenza arriva Jacopo Giovagnoni che andrà a sostituire Sirio Maria Pomante. Sindacato. Nuovo segretario alla Fim-Cisl di Perugia. Il congresso provinciale che si è svolto a Ponte San Giovanni ha eletto Gianni Scalamonti. Associazioni/1. A Passaggio di Bettona, presso il centro ippico Breeding Ground, è stata inaugurata la stagione degli eventi dedicati al cavallo arabo promossa dall'associazione "Amici del purosangue arabo in Umbria". L'associazione ha come finalità quella della valorizzazione del cavallo arabo e propone iniziative non solo per far conoscere questo splendido animale ma anche per far maturare un più diffuso clima di amicizia tra gli "arabisti". Nell'occasione è stato nominato il direttivo dell'associazione che ha come presidente Valter Betti; Cristina Dionigi è la vice presidente, Silvia Buoncristiani l'amministratore delegato e il portavoce dell'associazione. Del consiglio fanno parte Luca Testa, Otello Cecconi e Gabriele Gallo. Il rappresentante legale è Giovanni Pietrarelli. La sede dell'associazione è a Passaggio di Bettona, nei locali del centro ippico Breeding Ground di Cristina Dionigi. Associazioni/2. Dal congresso dell'Arcigay di Perugia esce il nuovo direttivo del Comitato provinciale. Presidente è Gian Pietro Bucciarelli; Vanna d'Alfonsi (vice presidente) e Lorenzo Starnini sono i consiglieri nazionali, Daniele Poletti il segretario. Il nuovo presidente dell'Arcigay-Arcilesbica Omphalos di Perugia è Patrizia Stefani.

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LA REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-03-2009)

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CATTOLICA E VALCONCA pag. 15 LA REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando ... LA REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando di Polizia Municipale di Cattolica in Corpo. In soldoni, arriveranno ben 300.000 euro di finanziamento per potenziare tutto il settore dei vigili urbani di Cattolica. Martedì una delegazione cattolichina guidata dall'assessore alla Polizia Municipale Giovanni Ruggeri (foto) sarà a Bologna proprio per sancire tale convenzione. «La Regione finanzierà il 70% di un intervento che vedrà complessivamente investire 400.000 euro da parte del Comune di Cattolica _ spiega l'assessore Ruggeri _ con una cifra di 300.000 euro dalla Regione ed il resto dal Comune. Investiremo in nuove assunzioni ma anche in materiali e strumenti». Concretamente già in vista della prossima estate si avranno 3-4 nuove assunzioni di vigili stagionali ma con contratti e condizioni migliori. «Alcuni vigili stagionali verranno assunti per 6 mesi e non solo per 4 mesi come in precedenza _ spiega Ruggeri _ inoltre allungheremo i contratti ad altri vigili stagionali da 8 a 12 mesi progressivamente nei prossimi tre anni. Per arrivare ad una cifra totale di 34 divise annuali rispetto alle 30 attuali». Ma si nutre l'ambizione di migliorare anche computer, uffici e mezzi del futuro Corpo di Polizia Municipale attraverso i nuovi corposi finanziamenti. «In particolare cercheremo di allestire alcune telecamere in centro _ spiega Ruggeri _ come abbiamo promesso da tempo. SARA' un piccolo circuito chiuso ma con i finanziamenti ottenuti riusciremo ad avere un minimo di sorveglianza. Ciò che da tempo ci chiedono i cittadini». Dunque l'accordo con la Regione porterà anche l'occhio elettronico che non arriverà con il piano di investimenti rinviato per la questione dei nuovi punti luce in città (progetto di fatto bocciato in consiglio comunale). Oramai invece questo progetto di Polizia Municipale pare proprio concluso, questione solo di burocrazia. «Martedì andremo a Bologna per definire gli aspetti tecnici ed i tempi _ spiega Ruggeri _ ma la Regione ci ha già dato l'ok sulla base dei nostri programmi e dei nostri impegni. Nei prossimi tre anni dilazioneremo gli investimenti e raggiungeremo tutti gli obiettivi previsti». Luca Pizzagalli

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<Fognature da sdoppiare, o nel 2010 l'Europa ci bastona> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-03-2009)

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RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 «Fognature da sdoppiare, o nel 2010 l'Europa ci bastona» TURISMO L'ALLARME DEI BAGNINI DI OASI CONFARTIGIANATO QUALITÀ delle acque, Iva turistica, canoni demaniali, nuova classificazione balneare. Sono alcuni dei punti caldi sollevati da Giorgio Mussoni, presidente dei bagnini di Oasi-Confartigianato, ieri mattina impegnati nell'assemblea nazionale, all'hotel Ambasciatori. Mussoni ha ricordato che nel 2010 entreranno in vigore nuove e restrittive disposizioni dell'Unione europea sui parametri delle acque di balneazione. Non è quindi più rinviabile lo sdoppiamento delle reti fognarie e il potenziamento dei depuratori. Non si può pensare di risolvere il problema con dei palliativi, come semplicemente spostare al largo gli scarichi fognari. Le acque nere non devono finire in mare in nessuna condizione meteo». «Bisogna procedere in fretta con gli sdoppiamenti tra acque bianche e acque nere», concorda il parlamentare azzurro Sergio Pizzolante. «Lo sdoppiamento fognario è necessario, ma i forti investimenti richiesti non possono gravare sulle sole amministrazioni locali», fa eco Gioenzo Renzi, An. «La Provincia 23, il Comune ha 15 scarichi a mare dice il vicesindaco Maurizio Melucci . L'intervento serve. Il nuovo piano delle fognature l'abbiamo fatto. Ma attuarlo costerebbe 200 milioni solo per Rimini. Impensabile. Devono intervenire Provincia, Regione, Stato. Come già accaduto in passato in simili circostanze». Mussoni ha anche chiesto l'armonizzazione dell'Iva turistica. I bagnini pagano il 20%, contro il 10% di alberghi e altri servizi). E chiede l'equa applicazione, «e su scala nazionale», delle tre nuove fasce introdotte dal sottosegretario Vittoria Brambilla sulle spiagge (pregio, alta e normale valenza turistica). Luciano Giuffrida, funzionario della Regione, conferma l'orientamento di definire «Normale valenza turistica» la costa. Duro poi il presidente dei bagnini sulla burocrazia balneare: «Al posto di 2 uffici Regionali siamo arrivati a 13 assessorati al demanio, con un esercito di dipendenti, e ogni comune gestisce a modo proprio». Sui rincari dei canoni, tutti concordano sull'applicazione progressiva: «Non si può passare da 400 euro l'anno a 30mila, nè considerare un campo da beach volley e di bocce come un ristorante di lusso».

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Edilizia, rivoluzione al via <Il Veneto parte subito> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-03-2009)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Edilizia, rivoluzione al via «Il Veneto parte subito» Bonus per ricostruzioni e ampliamenti: in giunta il piano Berlusconi Ma l'Ance: «Se il governo vuole aiutarci, intervenga prima sull'Iva» VENEZIA — Parte dal Veneto il rilancio dell'edilizia, ricetta anticrisi messa a punto dal governo Berlusconi e sottoposta all'approvazione delle Regioni, competenti per materia. A partire da quelle guidate dal centrodestra, con la nostra e la Sardegna che hanno già comunicato la loro disponibilità. La giunta Galan sarà la prima a discutere, il 17 marzo, il progetto di legge romano, che consente un aumento di cubatura del 20% per immobili esistenti di edilizia residenziale o commerciale, del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di stabili sorti prima del 1989 e del 35% se l'edificio viene realizzato in base alle norme di risparmio edilizio ed ecostenibilità. Il provvedimento permette ai Comuni di autorizzare tali operazioni in deroga ai Prg e agli altri strumenti urbanistici locali e di concedere agevolazioni fiscali, impone il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e il divieto di ampliamento per gli immobili abusivi. Per stringere i tempi, Palazzo Chigi intende poi affiancare alle leggi regionali una norma statale che sostituisca alla trafila di permessi comunali una semplice certificazione di conformità da affidare, con perizia giurata, ad un tecnico. Il tutto nell'ottica di «una manovra a costo zero, capace di mettere il turbo alla nostra economia». L'iter Il pdl sarà presentato in giunta dall'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon: «Prevediamo di approvarlo nella seduta del 17 marzo e di trasmetterlo al Consiglio regionale per il voto, che ci auguriamo sia il più celere possibile ». «Non ci sarà alcun scempio del paesaggio — aggiunge il presidente Giancarlo Galan — nè condoni camuffati». Se il varo della manovra è stato affidato al Veneto dipenderebbe anche dal fatto che a concepirla sarebbero stati i politici locali. Il deputato e coordinatore azzurro Niccolò Ghedini, secondo il Pdl, il vicegovernatore Franco Manzato stando alla Lega. «L'idea è mia — conferma Manzato — ci sto lavorando da sette mesi e ho coinvolto anche l'assessore al Bilancio, Isi Coppola, per aggiungere all'aumento di cubatura incentivi per l'abbattimento e la ricostruzione di edifici nati entro il 1967, a patto che i nuovi immobili rispettino l'ambiente e consentano risparmio energetico». L'esponente del Carroccio vorrebbe ricavare dall'assestamento di bilancio 200 milioni di euro, per sostenere interventi su 10 mila edifici, chiedendo un sacrificio a tutti gli assessorati. La sua proposta si discosta da quella del governo per altri tre passaggi: è indirizzata solo all'edilizia residenziale, «perchè in questo momento di crisi è difficile chiedere ai commercianti di investire »; concepisce solo l'abbattimento e la ricostruzione e non il semplice ampliamento; limita il premio in termini di cubatura a un +15-20%. «In giunta cercheremo di conciliare le due posizioni — assicura Manzato — gli incentivi sono fondamentali». I costruttori Ma i diretti interessati sono perplessi. «Ben vengano tutti gli interventi a premialità fiscale— dice Filippo Mazzei, presidente della Commissione lavori pubblici dell'Ance — ma in questo caso non si considera che abbattere e ricostruire comporta costi importanti, soprattutto al di fuori dei centri storici, e che lo snellimento della burocrazia ridurrà le entrate dei Comuni. I quali faticheranno a far quadrare i bilanci. Quanto a noi, il governo ci aiuterebbe davvero se abolisse l'obbligo di pagare l'Iva anche prima di averla incassata, il che costringe tante aziende a chiedere finanziamenti alle banche, e abrogasse la legge Visco-Bersani. Impone — prosegue Mazzei — la restituzione dell'Iva recuperata sugli immobili rimasti invenduti a cinque anni dalla loro costruzione. Con una simile congiuntura, l'operazione in questione non è sufficiente a risollevare il settore: meglio rilanciare le piccole opere pubbliche immediatamente cantierabili e fino a 500 mila euro di valore». Michela Nicolussi Moro Cantiere aperto Un intervento di riqualificazione urbanistica

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Via al piano <Meno vincoli, ma nessun (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)

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PRIMO PIANO pag. 6 Via al piano «Meno vincoli, ma nessun ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato da Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì dal Consiglio dei ministri. «Avrà effetti straordinari», ha assicurato il premier. Il piano servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o bagni con servizi annessi alla villa esistente», ha spiegato il Cavaliere durante una passeggiata in centro a Roma. Alle Regioni il compito di «valutarlo». «Servirà ha aggiunto per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia, da sempre impastoiata in mille burocratismi». Nessun rischio, secondo il governo, di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». REGIONE apripista è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Ma per l'opposizione è «condono mascherato» e alcuni governatori del centrosinistra avanzano «perplessità soprattutto per l'impatto ambientale». L'iniziativa è positiva, invece, per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. Per il leader della Cisl, Bonanni, «può essere una buona idea» a patto che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi». Ottimista il leader dell'Udc, Casini. Dal Pd, il senatore Della Seta la vede come una «totale deregulation edilizia». Di «assalto» al paesaggio hanno parlato Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente ha richiamato il film Mani sulla città' di Francesco Rosi ricordando che «in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni 60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri».

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ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostr... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)

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PRIMO PIANO pag. 7 ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostr... ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato da Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì dal Consiglio dei ministri. «Avrà effetti straordinari», ha assicurato il premier. Il piano servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o bagni con servizi annessi alla villa esistente», ha spiegato il Cavaliere durante una passeggiata in centro a Roma. Alle Regioni il compito di «valutarlo». «Servirà ha aggiunto per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia, da sempre impastoiata in mille burocratismi». Nessun rischio, secondo il governo, di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». REGIONE apripista è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Ma per l'opposizione è «condono mascherato» e alcuni governatori del centrosinistra avanzano «perplessità soprattutto per l'impatto ambientale». L'iniziativa è positiva, invece, per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. Per il leader della Cisl, Bonanni, «può essere una buona idea» a patto che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi». Ottimista il leader dell'Udc, Casini. Dal Pd, il senatore Della Seta la vede come una «totale deregulation edilizia». Di «assalto» al paesaggio hanno parlato Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente ha richiamato il film Mani sulla città' di Francesco Rosi ricordando che «in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni 60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri».

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)VIALE D'ANNUNZIO <Mi è piovuta' un'auto in ... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 08-03-2009)

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AGENDA PISA pag. 8 )VIALE D'ANNUNZIO «Mi è piovuta' un'auto in ... )VIALE D'ANNUNZIO «Mi è piovuta' un'auto in casa: qui ci vuole un guard-rail» ABITO sul viale D'Annunzio e vi scrissi già un paio di anni fa perchè un platano mi cascò in casa e sfiorò per pochi minuti la casina di plastica dove gioca mio figlio. Scriveste un bell'articolo e dopo poco intervenne chi di dovere per bonificare la zona dagli alberi pericolosi. Oggi mi trovo a raccontarvi un fatto altrettanto grave. Mercoledì notte mi è arrivata un'auto in casa! Sì, proprio così: un'auto diretta verso Marina ha sbandato, ha urtato di striscio due alberi, si è cappottata ed è atterata nella corte per finire rovesciata sulla rampa di accesso a cinque abitazioni dopo, oltretutto, avermi divelto il colonnino in muratura dei contatori del gas provocando una pericolosissima perdita di gas. Come al solito mi, e vi, pongo lo stesso interrogativo: cosa sarebbe successo se in quel momento ci fosse stato qualcuno in giro? Senza contare i danni materiali subìti, il disagio di due giorni senza gas in casa e tutto il resto. Sono anni ed anni che viene chiesto al Comune di mettere un guard-rail in quel punto, li abbiamo visti montare lungo il viale in zone dove non c'è niente da proteggere e davanti alle abitazioni, dove davvero servono, nemmeno l'ombra. Come al solito si deve aspettare le tragedie per mettere mano ai problemi seri: purtroppo le cronache di tutta Italia ce lo insegnano, ma noi non siamo disposti ad aspettare questo! Mi rivolgo a voi per evidenziare un problema che da anni rimane sommerso tra le carte della burocrazia. Carlo Donatelli Pisa )DECORO URBANO Finalmente ripulite le panchine delle Piagge IL VIALE delle Piagge: due chilometri e mezzo di alberi con panchine di graniglia rosata poste una ogni cento metri per la sosta di grandi e piccoli qui a passeggio da tutta la città. Quelle panchine non erano mai state lavate ed erano ormai inutilizzabili, coperte di sporcizia dovuta agli alberi, all'uso, al tempo. Ora, grazie alla professoressa Titina Maccioni, presidente del consiglio comunale di Pisa che, sollecitata dalla richiesta di un gruppo di quartiere, è intervenuta, le panchine sono pulite e ci aspettano. Questo è uno dei risultati della collaboraizone fra cittadinanza e istituzioni, quando queste, come nel caso della professoressa Maccioni, ono attente e collaborative. Lettera firmata Pisa )PARCHEGGI «Sempre meno posti-auto in via Carmignani» DURANTE il mese di marzo, sarà dura parcheggiare per i residenti della ztl di San Francesco. In via Carmignani, a seguito di una piccola crepa al cronicione di un palazzo, il lato opposto è stato interdetto al parcheggio per oltre un mese, perdendo così otto posti-auto. Più avanti, sul lato-Nord della caserma dei carabinieri, il comando provinciale ha assegnato altri quattro posti ai propri dipendenti. In totale, dodici posti-auto in meno per un servizio di cui i residenti della ztl, pur pagando, riescono a beneficiare sempre meno. Marco Vernizzi Pisa

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La denuncia dei clandestini? Il clochard dà lezione al medico A ngelo, (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-08 num: - pag: 9 autore: di GIORGIO CONCONI categoria: REDAZIONALE Parole rubate La denuncia dei clandestini? Il clochard dà lezione al medico A ngelo, il clochard, arriva in ambulatorio turbato. «La parola clandestino — mi dice — suscita timore e perdita dell'indipendenza in chi lo è e un senso di superiorità senza meriti in chi non lo è. Ma il clandestino ci fa comodo. Gli lasciamo i lavori che non vogliamo fare, come le pulizie e l'accudire gli anziani e permettiamo addirittura che lo si sfrutti. A volte clandestino non è per colpa. Ci sono circostanze della vita che lo impongono, quando non è addirittura la burocrazia lentissima a causarlo. A peggiorare la situazione subentrano le colpe di alcuni che infangano tutti gli altri ». «La nostra gente però — intervengo — ha molto buonsenso e sa distinguere le persone per bene, senza dover controllare i loro passaporti ». Angelo mi osserva con un sorriso mesto e poi scuote il capo. «Mettiamo — riprende a parlare — che arrivi da te in ambulatorio un bambino con febbre alta o con il mal di pancia, la mamma disperata. Capisci che sono stranieri. Che cosa fai? Chiedi loro i documenti o prima visiti il bambino? E se non li hanno perché clandestini, li denunci?». «Perché mai dovrei? Non è il mio mestiere». «Non essere furbo con me. è la nuova legge che te lo impone. Altrimenti sei fuori anche tu». «Non farò mai del male a chi mi chiede aiuto — mi difendo —. Quello che succede qui in ambulatorio riguarda solo chi sta male e me». «E bravo! — attacca — Un medico, discepolo di Ippocrate, costretto a sua volta a lavorare in clandestinità». «Nessuno — reagisco — mi può impedire di comportarmi secondo coscienza». «Già, ma è una scappatoia! — prosegue — è dovuta al fatto che troppi parlano e decidono come tu medico devi comportanti e, quel che è più grave, in parlamento legiferano, sapendo di medicina spesso solo per sentito dire e soprattutto senza capire quanto sia intimamente umana la tua professione. E questo grazie anche al tuo asservimento e al tuo silenzio. Solo tu e i tuoi colleghi infatti potete essere in grado di riconquistare la vostra dignità. Non ve l'hanno insegnato all'università? Ma, fammi capire, perché mai hai fatto il medico?». Vorrei non ripeterlo, ma Angelo aspetta. «All'inizio — gli dico — ero convinto di saper guarire tutti i mali dell'umanità. Poi, con gli anni, un po' meno... Oggi tu mi hai costretto a capire qualcosa di più». L'amico clochard ha un sorriso di vera gioia. Documenti «Davanti a un bimbo malato chiediamo i documenti?»

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)VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo st... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E AGENDA pag. 16 )VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo st... )VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo stato dell'asfalto e la presenza di tante piccole buche in via Schiassi, tra i civici 6 e 8, dove c'è la fermata del bus Malpighi' (linee 25 e 180). Cosa si aspetta ad intervenire? Corrado Caprara )CERTOSA Burocrazia assurda per una piccola lapide IL 3 MARZO mi sono recata alla Certosa per il rifacimento di una piccola lapide dei miei bisnonni morti negli anni 1919 e 1922. Preciso che il relativo contratto fu sottoscritto da una mia prozia deceduta nel 1970. Ora, per rifare la lapide nuova, mi si richiede una voltura corredata dall'albero genealogico di tutta la famiglia a partire dalla firmataria del contratto originale (mogli, mariti, figli con relative date di morte e grado di parentela). Questa è la nostra burocrazia... Giuliana Mazzini )SEDE COMUNALE La giunta Cofferati si è presa tutti i meriti UNA CURIOSITÀ in merito alla nuova sede del Comune. La giunta Guazzaloca fece fare il progetto dall'architetto Cucinotta e bandì la gara di appalto. Ma i lavori inspiegabilmente non partirono. Poi è arrivata la giunta di sinistra che si è presa tutti i meriti. Vorrei sapere come sono andate le cose, specialmente il motivo dell'interruzione. Vittorio Monari )RIFIUTI Ma la gente mette i sacchetti fuori SEGNALO che in via Commenda a San Lazzaro da diversi mesi la raccolta differenziata provoca un accumulo di rifiuti che è tutto meno che differenziato. Sono favorevole alla separazione dei rifiuti urbani, però vorrei che Hera mi spiegasse con quale logica ha concepito l'uso dei raccoglitori che, oltretutto, sono scarsi nel numero. Ci impone di tenere in casa i sacchetti in attesa che in giorni prestabiliti possano essere messi fuori. Succede invece che mucchi di sporcizia vengano abbandonati per giorni e giorni davanti agli occhi di tutti. Lorenzo Conti, San Lazzaro

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Non si rilancia così l'economia in difficoltà (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bresso «Non si rilancia così l'economia in difficoltà» Il nuovo piano caso non le va proprio giù. «Non vorrei si trattasse solo di un problema che Berlusconi ha avuto per una delle sue ville, non è così che si rilancia l'economia del Paese». Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, commenta così l'annuncio del governo, ma apre uno spiraglio. «Se si tratta di recuperare cubature inutilizzate come mansarde e cantine, la possibilità c'è già. Bastano una Dia e un attestato di conformità statica. Se si vuole snellire la burocrazia intorno a questi interventi, siamo disposti a trattare. Se invece si tratta di stanze in più, bisogna essere chiari: non in città, sarebbe uno sfregio. Poi non parliamo di turismo e bella Italia».

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due fratelli imprenditori di dolo vessati dalla burocrazia in croazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non riescono a prendere possesso di terreni comprati nell'isola di Hvar Due fratelli imprenditori di Dolo vessati dalla burocrazia in Croazia TRIESTE. «E' l'ennesima penalizzazione che colpisce in Croazia investitori stranieri e tra questi gli italiani sono molti». Si sfoga così Italo Onofri, attivo nell'ex Jugoslavia dal '93 quale consulente della Compagnia delle Opere e di altre importanti aziende, che ha contribuito a spingere a investire localmente. «Ormai da quasi un anno - spiega - mi trovo davanti a un caso che non esito a definire di malafede e cattiva amministrazione della giustizia, sull'isola di Lesina (Hvar). Dopo che in passato altri italiani sono stati in truffati per circa 1,5 miliardi delle vecchie lire, attualmente ci stanno rimettendo due imprenditori di Dolo, oltre a una decina di piccoli proprietari terrieri locali vessati da una «macchina» burocratico-speculativa che sembra non si possa vincere». La vicenda ha origine nel 1979, con la nascita di un vasto campeggio nella Baia di San Giorgio (Sucuraj). Dopo complessi passaggi di assetto sociale e di proprietà che vedono sempre nel corso degli anni coinvolto sia come azionista che come manager l'attuale sindaco della cittadina, Ivan Vitali, tuttora detentore del 14% delle azioni della Sucuraj spa, ditta croata che gestisce la struttura turistica, l'anno scorso entrano in scena Fabio e Roberto Dal Maso. I due fratelli di Dolo, titolari di attività commerciali, venuti a contatto con Onofri, costituiscono la Nova Mlaska srl e stipulano regolari contratti di vendita o affitto con i proprietari locali dei terreni sui quali sorge il camping da 3 mila posti e 35 mila metri quadri, il cui giro d'affari si aggira sul milione di euro l'anno. L'impegno è di sfrattare l'azienda croata che occupa i loro appezzamenti, accatastati come uliveti, vigneti e orti, e per i quali da 20 anni continuano a pagare le tasse senza ricavarne alcun introito. Ma finora nulla si è ancora mosso. «E' una situazione inammissibile - si sfoga Onofri - nella quale si sono verificate anche minacce, sia verso di noi che verso i locali. Vado avanti io, che non ho famiglia; i residenti sono intimoriti dalla Sucuraj srl. Basti dire che quando ci siamo recati sul posto con un notaio, che su disposizione delle autorità giudiziarie doveva sovrintendere alle misurazioni dei terreni da parte dei tecnici per la regolarizzazione del nostro contratto, abbiamo dovuto ingaggiare per sicurezza dei vigilanti privati, anche se la polizia nazionale croata era sul posto». Non è stato possibile procedere e gli agenti di Zagabria si sono limitati a verbalizzare la resistenza degli uomini dell'azienda di gestione. «Anche il tribunale locale - conclude il manager italiano - è totalmente passivo. Ci siamo così rivolti all'Ambasciata italiana, che ha inviato una lettera al ministro del Turismo e al giudice competente affichè finalmente si occupi concretamente del caso».

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Berlusconi, <sì> al piano per la casa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Politica Italiana Pagina 111 Berlusconi, «sì» al piano per la casa Meno vincoli per ampliare: venerdì il via libera del Governo --> Meno vincoli per ampliare: venerdì il via libera del Governo ROMA Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato venerdì dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei ministri, ha confermato ieri il Cavaliere assicurando che «avrà effetti straordinari». Il piano - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi all'abitazione esistente» ha spiegato il presidente del Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro Roma. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perchè «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. «È una necessità di tutto il Paese». Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto», rispondendo «personalmente». Di «assalto» al paesaggio e al territorio parlano Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente richiama il film «Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri». Polemiche che il portavoce di FI Daniele Capezzone giudica «sconclusionate» e spiega che «c'è un progetto che, nel rispetto dell'ambiente, può semplificare le procedure burocratiche, aiutare a ristrutturare il patrimonio immobiliare esistente, e contribuire al rilancio dell'economia».

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Più accoglienza e meno discriminazione: sfilano in duecento (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Varese - Decine di manifestanti si sono ritrovati in piazza San Vittore per raggiungere in corteo la Prefettura e denunciare il pacchetto sicurezza. Molti gli stranieri presenti Più accoglienza e meno discriminazione: sfilano in duecento Decine di persone si sono ritrovate questo pomeriggio in piazza san Vittore a Varese. Sferzate da un vento gelido, si sono date appuntamento per ribadire il proprio NO al "pacchetto sicurezza", NO alla discriminazione e a politiche vessatorie, SI all'accoglienza e alla legalità. Sotto le bandiere dei tre sindacati confederali e allo stemma delle Acli, tanti cittadini italiani e stranieri hanno sfilato per le vie del centro sino alla sede della Prefettura per Simonetta Vaccari: « Sono in Italia da tredici anni, lavoro e abito a Sesto Calende - commenta Moutradi, cittadino marocchino, sindacalista della Cgil - Esiste una giustizia che lavora per individuare chi sbaglia e per punirlo. Per gli altri non ci devono essere forme di condanna generale. Nella ditta dove lavoro siamo in 350 operai, di diverse nazionalità e siamo tutti perfettamente integrati, grazie ad una politica intelligente della direzione». Che sia solo un problema politico ne è convinto anche Ahmed, muratore ghanese in Italia da sei anni, con regolare permesso di soggiorno: « Io non ho problemi, né con i vivini di casa, né con i colleghi di lavoro. Vivo in modo tranquillo: il mio unico problema è quello del lavoro. Ho un contratto per sei mesi e poi dovrò cercarne un altro. Intanto la burocrazia è complicata e molto costosa e la vita diventa difficile». «Le difficoltà sono tante ma non sono pentito di essere arrivato in Italia - commenta Jacques ( sotto), scappato dalla Costa D'Avorio dieci anni fa e approdato a Varese dopo un iniziale approdo in Francia - L'integrazione è tema politico molto caldo: si discrimina in base alle origini e per ignoranza. Io ho trovato a Varese solidarietà e amici ma mi capita, per esempio al bar, di vedermi superare da persone bianche che sono arrivate dopo di me...». Nessun problema di ordine pubblico, nessuna dimostrazione di forza: il corteo è sfilato al suono di fischietti e di slogan verso piazza della Libertà dove sono stati ricevuti dal prefetto Simonetta Vaccari. Un colloquio breve con una delegazione per assicurare il proprio appoggio nella battaglia contro le lentezze burocratiche per evitare che i rinnovi siano consegnati quando sono già in scadenza: « Inviate una richiesta al questore per un incontro. Da parte mia sosterrò la vostra richiesta per l'avvio di un tavolo di confronto. Nessuna paura, poi, davanti alla proposta delle ronde: non saranno improvvisate o con personaggi di dubbia moralità. Porterò direttamente a Roma le vostre istanze». » Galleria fotografica: No alla discriminazione » Video: Sfilano per chiedere legalità e accoglienza Sabato 7 Marzo 2009 A.T.

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Edilizia/ Fitto: Intesa con Regioni primo passo verso piano (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 8 mar. (Apcom) - "L'intesa sottoscritta con le Regioni non è il piano-casa tout court ma ne costituisce un primo passo molto importante". Lo afferma Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni, in una intervista al 'Giornale' e al 'Messaggero'. "Dopo otto mesi di trattativa - dice anche grazie alla disponibilità delle Regioni, abbiamo finalmente sbloccati 550 milioni di euro da dedicare all'edilizia residenziale pubblica per far fronte all'emergenza abitativa che colpisce molte famiglie che versano in condizioni di bisogno". Soldi che, spiega Fitto, saranno spesi "sia per la costruzione di nuovi alloggi, che per la ristrutturazione dei vecchi. Sono scelte che dovranno essere prese insieme alle Regioni perchè la programmazione edilizia è materia concorrente. Si valuterà, dunque, di caso in caso". "L'idea di Berlusconi - aggiunge Fitto - è di varare un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti in deroga alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i necessari permessi". Un provvedimento "già allo studio del governo perchè la convinzione - osserva ancora il ministro - è che se riparte l'edilizia riparte tutta l'economia". "Noi vogliamo rimettere in moto il settore - precisa Fitto - autorizzando piccoli interventi. Altro sono le speculazioni. Chi ragiona in questo modo non ha compreso i motivi di tale intervento".

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Il doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 58 del 2009-03-08 pagina 7 Il doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari di Gian Battista Bozzo Venerdì in Consiglio dei ministri le misure per l?edilizia: in cantiere 6mila abitazioni, sconti fiscali per chi ristruttura. Berlusconi: "Effetti straordinari sull'economia" Roma Un «doppio» piano casa è in arrivo per stimolare il settore delle costruzioni e, con esso, l?economia. Il piano approvato con i provvedimenti dei «cento giorni», ma soprattutto un intervento nuovo e rivoluzionario, anticipato dal premier Berlusconi, che ne ha già discusso con alcuni governatori del centrodestra. Già venerdì prossimo il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare una serie di norme di semplificazione, che permetteranno ai proprietari di ampliare la cubatura del loro immobile fino al 20%, o di ricostruirlo ex novo con un incremento di cubatura fra il 30 e il 35%, se si utilizzeranno tecniche di bioedilizia. è poi giunto in dirittura d?arrivo il vero e proprio «piano casa» per la costruzione e la ristrutturazione di 5/6 mila alloggi subito cantierabili, per complessivi 550 milioni di euro. Grazie all?intesa raggiunta dal ministro Raffaele Fitto e dal presidente dei governatori Vasco Errani, 200 milioni di euro saranno subito a disposizione delle Regioni, mentre 350 milioni restano al governo per le altre misure attuative del piano casa. Le case saranno date in affitto a giovani coppie, anziani, studenti. Le norme di semplificazione sono allo studio di più ministeri, conferma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, e saranno attuate in via sperimentale nella Regione Veneto. «Vogliamo aumentare i volumi degli immobili per dare la possibilità alle giovani coppie di avere, se non una casa in proprio, almeno una stanza nell?ambito familiare», spiega Matteoli. La giunta regionale del Veneto, già martedì, discuterà un progetto di legge che prevede: a) la possibilità di ampliare fino al 20%, in deroga ai piani regolatori, la cubatura di un immobile nel corso di una ristrutturazione; b) la possibilità di aumentare la cubatura fino al 30% nel caso di demolizione e ricostruzione dell?immobile; c) la possibilità di aumentare il volume fino al 35% se verranno utilizzate tecniche costruttive di bioedilizia, o che prevedono il ricorso a energie rinnovabili. Non potranno essere ampliati gli edifici che in origine erano abusivi. Si discute anche di possibili sgravi fiscali da parte dei Comuni nei confronti di chi ristruttura. Una drastica semplificazione burocratica è alla base del progetto. In breve, dovrebbero essere tecnici o professionisti a produrre le certificazioni di conformità con dichiarazioni giurate, che sostituiscono i permessi di costruzione. Il lavoro di messa a punto del provvedimento è ancora in corso, dunque è possibile che da qui al varo possano intervenire delle modifiche. Le competenze in questo campo sono regionali, così il governo spingerà ad agire per prime le Regioni governate dal centrodestra. Tuttavia Matteoli è convinto che alla fine si troverà un?intesa anche con le Regioni governate dal centrosinistra. Il ministro delle Infrastrutture ricorda che già si è trovato l?accordo alla Conferenza Stato-Regioni sul piano casa, «e credo - aggiunge - che anche sul piano edilizia si possano trovare punti di incontro». Il piano casa vero e proprio - destinato alla ristrutturazione e costruzione di 5/6mila alloggi - potrebbe diventare operativo in settimana. Il decreto attuativo del provvedimento dovrebbe essere approvato giovedì dalla Conferenza unificata, e a quel punto ci vorrà solo il varo definitivo alla prima riunione del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica). Sono stati sbloccati per l?immediato 200 milioni (altri 350 restano al governo sempre per interventi abitativi, ma saranno reintegrati alle Regioni in tempi da concordare), destinati a ristrutturazioni e costruzioni di alloggi da affittare a giovani coppie, persone anziane, studenti, con facoltà di riscatto. La doppia iniziativa sulla casa potrebbe dare un impulso immediato al Pil. Gli ultimi dati dell?Istat per il settore delle costruzioni non sono rassicuranti: nel quarto trimestre 2008, l?indice della produzione nel settore ha fatto registrare un calo del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2007. Insieme con il piano delle grandi opere varato venerdì dal Cipe, il piano casa dovrebbe essere in grado di dare una vera e propria scossa al settore. Il governo punta, evidentemente, sui cantieri per la ripresa dell?economia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Edilizia/ Capezzone: Su piano casa solita opposizione (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 8 mar. (Apcom) - "C'è qualcosa di distruttivo e inaffidabile nell'azione del Pd di Franceschini, che lascia addirittura sconcertati". Lo afferma in una nota il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, parlando del piano casa che il governo varerà venerdì prossimo. "Il Governo - osserva Capezzone - lancia un piano casa che, ovviamente nel rispetto dell'ambiente, consentirà di ristrutturare e ammodernare un patrimonio immobiliare spesso bisognoso di interventi, di superare le lentezze e gli ostacoli di una burocrazia impossibile, e di contribuire in modo importante al rilancio dell'economia (coinvolgendo piccole e grandi imprese). Dinanzi a questo - sottolinea - un'opposizione normale di un Paese normale darebbe una mano. E invece qui il Pd sembra prigioniero del solito schemino della negatività e della contrapposizione".

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La cura del mattone il Cav dà il via al piano casa (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa venerdì in cdm. il premier: "Non ci saranno abusi" La cura del mattone il Cav dà il via al piano casa Per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni: "Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia". Un piano per l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni. Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa fotografare, distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un banchetto in favore della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire in auto, si ferma con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano casa. Un antico pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato dall'attualità economica. La convinzione del premier è una: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni. Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il capo di governo - e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Il piano comporterà due fasi. La prima: una bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L'obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto. «Non ci sarà alcun scempio - puntualizza il presidente della Regione Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente». La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico. E questo al posto del permesso a costruire. Altero Matteoli, uno dei ministri a lavoro sul piano conferma che quella di riformare l'edilizia «è stata un'idea del presidente del Consiglio e noi abbiamo dato il nostro contributo». Plauso alla riforma anche dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il quale giudica il piano sull'edilizia come «positivo».

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"Siamo capaci di cambiare" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Un sindaco da solonon va da nessuna parte se non ha alle spalleuna coalizione unita" "Siamo capaci di cambiare" Tante voci danno forza al candidato sindaco Federico Valentini Fano La diversità come valore, il pluralismo come esercizio della democrazia. "Bisogna essere in tanti per rendere conto a tutti", ha sottolineato Federico Valentini. Così la coalizione di centrosinistra Fano Vale, composta da animi e sensibilità diverse, coesi tra loro e uniti nell'agire, grazie alla trovata sintesi, si è presentata ieri pomeriggio alla città per illustrare il programma delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. Sul palco del ristorante Al Pesce Azzurro, di fronte ad una platea di 400 persone, si sono avvicendati a uno ad uno i rappresentanti delle forze politiche e delle liste civiche che sostengono la candidatura di Valentini. Una scelta non casuale quella del luogo, non solo perché il pesce azzurro è un simbolo di Fano, ma perché quest'anno cade il 70 anniversario della nascita della cooperativa di pescatori Coomarpesca, un esempio di economia radicata sul territorio che piace al centrosinistra, ha posto l'accento il candidato a nuovo sindaco. Ad aprire l'incontro è stato Francesco Torriani, segretario del Partito democratico, che ha illustrato, attraverso una carrellata di punti, le due pietre miliari del programma: politiche sociali, a favore di giovani, anziani, categorie svantaggiate, ed economiche, sostegno alle imprese familiari, diversificazione produttiva, responsabilità sociale delle imprese, ricerca e innovazione attraverso un nuovo modello di parco tecnologico. L'idea di una città "bella e buona" è stata illustrata da Rita Carnaroli di Sinistra Unita: "Vogliamo una città che ci coccoli, in cui vivere bene, il Prg appena approvato, cementificazione pura, ci depreda di questo". Sofia Serafini, insegnante, in rappresentanza della lista civica Fano Futura, ha chiesto "meno burocrazia e più internet, per favorire la partecipazione". Il coordinatore dell'Italia dei Valori Davide Rossi, dopo aver accennato agli interventi su turismo e cultura per favorire lo sviluppo economico, ha affrontato la questione morale, partendo dal caso Rovinelli, Gianluca Cespuglio della Fano dei Quartieri ha criticato l'attuale Amministrazione "che non ha rappresentato la collettività, ma il singolo" Federico Valentini è salito sul palco per ultimo, la voce incrinata ha svelato l'emozione, dichiarata apertamente, nonostante la campagna elettorale sia già partita da diversi mesi. Il candidato sindaco ha passato velocemente in rassegna i diversi punti del programma, a disposizione dei cittadini sia on-line che nella sede della coalizione, partendo da un'analisi obiettiva della realtà e di questa crisi. "Abbiamo donne e uomini capaci di generare e gestire il cambiamento, ci aspetta un grande impegno, un sindaco da solo non va da nessuna parte se non ha alle spalle una coalizione coesa". E alla vigilia della festa della donna ha promesso la valorizzazione del ruolo femminile. "Le donne sono protagoniste della città che vogliamo, attraverso anche la costituzione di un centro antiviolenza". Come da tradizione, un ramo di mimosa per tutte le donne in platea. FEDERICA GIOVANNINI,

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Tutto nelle mani di Rocco Forte (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

il magnate inglese diventa amministratore unico del golf resort Tutto nelle mani di Rocco Forte Alla guida della Mediterranea Sir Rocco Forte & Family adesso c'è un amministratore unico: sir Rocco Forte. La società, con sede legale a Roma, è la proprietaria dell'International Verdura Resort Spa & Golf, il più grande e bel golf resort d'Europa che sta per essere completato e quindi inaugurato. La decisione è avvenuta qualche settimana fa nel corso del Consiglio di amministrazione del Gruppo. Nella riunione si è sancito la definitiva uscita dell'Ad della Compagnia inglese, Moreno Occhiolini. Nel contempo, la società proprietaria del golf resort del Verdura ha cambiato assetto: non c'è più un consiglio di amministrazione, ma un amministratore unico. Nella fattispecie si tratta dello stesso proprietario della compagnia apprezzata e conosciuta in tutto il mondo. Che sir Rocco Forte abbia deciso di tenere direttamente le redini della struttura siciliana è un inequivocabile segnale di attenzione verso l'Isola e verso Sciacca. Insomma, l'impegno assume la veste personale e diretta. Intanto le lancette del conto alla rovescia scorrono inesorabilmente. L'obiettivo fatidico è fissato per il 29 maggio. Martedì prossimo, 10 marzo, si celebrerà la conferenza di servizi indetta dall'autorità marittima di Porto Empedocle. In quella sede dovrà essere rilasciata l'autorizzazione definitiva alla realizzazione delle opere a mare. Tutti i pareri degli altri enti, attori della conferenza, sono già pronti. Va precisato che, a conclusione della conferenza di servizi, sarà necessaria la concessione da parte del Comune di Sciacca. Poi si potrà dare il via ai lavori. E' bene precisare che i lavori in parte sono da realizzare con interventi pubblici, di conseguenza è necessaria la gara pubblica, in parte sono da realizzare con soldi di sir Rocco Forte. Questi ultimi lavori possono iniziare subito, naturalmente se ammanniti di tutte le autorizzazioni. Superata la corsa ad ostacoli con la burocrazia, rimarrà da fare i conti con le condizioni meteomarine. Filippo Cardinale

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E se la crisirilanciassela Sicilia? (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

editoriale E se la crisi rilanciasse la Sicilia? Per noi che viviamo al Sud e che dalle crisi siamo perennamente afflitti, forse è il momento di pensare in positivo. Non ci appassiona la querelle se l'attuale situazione sia «tragica» o «pesante». Ci interessa invece capire come si può risalire la china e come il Meridione può inserirsi nel contesto di una ripresa del Paese. La crisi potrebbe essere un'occasione da non perdere. Per due motivi. Il primo è legato alla speranza e alla capacità che ha l'uomo di non arrendersi. Il secondo a un pragmatismo necessario in momenti come questo e che spinge a ridisegnare presente e futuro. Quella bolla finanziaria, che faceva apparire a portata di mano ricchezza e felicità, è scoppiata. Le potenti banche, le grandi industrie, alcune piccole e medie aziende all'improvviso si sono scoperte nude. Lasciando vittime sul campo. Tra queste innanzitutto i lavoratori. Per cui oggi, se si vuole risalire la china, bisogna pensare a un nuovo modo di fare impresa, a un nuovo modo di interpretare il ruolo del lavoratore. E se il mondo globalizzato corre veloce, è bene che lo Stato, le Regioni, i Comuni, modifichino i tempi del fare. Un esempio lampante sono le infrastrutture. Da anni ci portiamo dietro un deficit che ci classifica agli ultimi posti in Europa e non solo. Quanti progetti, ma quante false promesse abbiamo registrato sul nostro giornale. Oggi è venuto il tempo di mettere alla prova la nostra classe dirigente. Il governo ha stanziato oltre 17 miliardi di euro per delle opere di cui si parla da decenni. Un'occasione per creare quelle infrastrutture di cui il Paese ha bisogno ma anche, in un periodo di vacche magre, aumentare l'offerta di lavoro. La realizzazione del Ponte, ad esempio, prevede, compreso l'indotto, un coinvolgimento di 40 mila unità lavorative. Per guardare le istituzioni di casa nostra, la Regione, le Province, i Comuni sono in grado di affrontare con programmi concreti lo stato di crisi che il territorio sta vivendo? E in quanto tempo? Facciamo un esempio per tutti: Catania sembra che abbia messo il freno. Sì, si sono rifatte strade e piazze, anche se oggi sono in abbandono, però la città si porta dietro la piaga del San Berillo con un Corso dei Martiri che sembra ereditato dalla guerra e un piano regolatore fantasma. Appare e scompare. Qualsiasi impegno preso in campagna elettorale è stato sempre disatteso. Ne soffre la città, ne soffre l'occupazione. Se tutte le opere pubbliche e private uscissero dal limbo delle promesse si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro. Muovendo, una volta avviato il volano, tutto l'indotto. Come Catania anche gli altri Comuni dell'isola. Quanti di questi si sono dotati di piani regolatori? Pochissimi. Tra l'altro il governo centrale ha allo studio un progetto che consentirebbe di aumentare la cubatura delle abitazioni. Qualora venisse recepito dalla Sicilia sarebbe un'occasione immediata di lavoro. Occorrerà però controllare abusi e lavoro nero. E' il momento del fare. Di pilotare una crisi che superi liti di potere e una soffocante burocrazia fatta di mille cavilli. Una scommessa che si può vincere, strano a dirsi, proprio in un momento in cui si vive una profonda crisi. Ma senza perdere tempo in chiacchiere. Subito. *

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Sollecitata la revisionedel regolamento Tosap (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Barrafranca Sollecitata la revisione del regolamento Tosap Barrafranca. Revisione del regolamento Tosap per snellire i tempi "morti" della burocrazia e che sembrano complicare la vita ai cittadini e alle imprese. E' questo l'argomento affrontato da parte l'amministrazione comunale barrese, e in particolare da parte del vicesindaco e assessore Enzo Pace il quale ha avviato da tempo un lavoro di valutazione tecnica sulla regola per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. "La revisione del regolamento sul canone per l'occupazione di spazi ed aree pubblici prevede il cambiamento dalla Tosap alla Cosap - riferisce il vicesindaco Enzo Pace - ed è un documento in linea con le disposizioni normative nazionali, regionali assieme a tutte le norme previste in materia tributaria". Questo cambiamento di dicitura e procedimento dovrebbe permettere una semplificazione del lavoro degli operatori del settore commercio e una maggiore facilitazione di lettura con una modulistica più semplice da parte degli enti preposti. Il documento dovrebbe anche determinare agevolazioni importanti per l'occupazione del suolo. "Il Cosap ovvero il canone per occupazione di spazi ed aree pubblici - continua Enzo Pace - è stato concepito dal legislatore come un qualcosa ontologicamente diverso sotto il profilo strettamente giuridico, individuando nella Tosap limiti evidenti visto che il tributo era inteso come una più vasta defiscalizzazione delle entrate rimesse alla competenza degli enti locali assieme ai canoni di fognatura e di depurazione delle acque, remunerazione dei servizi di pubbliche affissioni e di ritiro dei rifiuti urbani". Diverse le normative a cui una amministrazione deve fare ricorso anche quando vi sono diversi problemi di occupazione del suolo pubblico. "In particolare l'oggettiva differenza tra Tosap e Cosap - conclude Pace - è segnata dalla diversità del titolo che ne legittima l'applicazione, da individuarsi , per la prima, nel fatto materiale dell'occupazione del suolo mentre per il secondo in un provvedimento amministrativo, effettivamente adottato e inerente alla concessione dell'uso esclusivo o speciale del suolo". Questo documento, servirebbe a snellire la lunga burocrazia e per essere approvata deve passare al vaglio del consiglio comunale. RENATO PINNISI

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Talassemia, al via nuovo padiglione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SANITA'. Iniziati nei giorni scorsi in un'area dell'ospedale Cervello i lavori di costruzione Talassemia, al via nuovo padiglione Ci siamo. Passo avanti per la creazione di un nuovo padiglione per la diagnosi e cura della talassemia. Sono iniziati nei giorni scorsi, in un'area all'interno dell'ospedale Cervello, i primi lavori di scavo per la costruzione del padiglione «Piera e Franco Cutino». Emblematica l'affermazione che si legge in una nota dell'associazione per la ricerca «Piera Cutino Onlus». «Finalmente. Dpo anni di burocrazia, timbri, scartoffie, rinvii e sudore, adesso ci siamo. Sono iniziati gli scavi iniziati sull'area che ospiterà la struttura. Siamo contentissimi!». Un obiettivo che l'associazione è riuscita a raggiungere anche grazie al coinvolgimento, la sensibilità e le donazioni ricevute da tanti sostenitori tra cui anche lo showman Fiorello. Qualche dato tecnico. Questo primo stralcio di lavori durerà circa 10 mesi; la ditta a cui è stata affidata l'opera è la Cosedil di Santa Venerina (Catania) di Gaetano Vecchio, limprenditore edile che gira sottoscorta per aver denunciato il pizzo. Questo I stralcio è stato appaltato per 1.100.000 euro più Iva più gli oneri di sicurezza (25.000 euro) e gli oneri di discarica per lo smaltimento del materiale di risulta (44.000 euro) per complessivi 1.300 mila euro circa. Il nuovo padiglione che fa capo all'unità operativa di Ematologia II diretta dal prof. Aurelio Maggio, ospiterà in tre elevazioni un Polo di eccellenza per la cura e la ricerca della Talassemia, grazie anche alla collaborazione con diversi Centri nazionali ed internazionali, primo fra tutti lo Sloan Kattering Cancer Center di New York, avrà innovative apparecchiature di laboratorio, un'area di degenza e day hospital, centri trasfusionali, una ludoteca, sale conferenze, una biblioteca multimediale ed una «casa albergo» con 60 posti letto per agevolare il soggiorno dei familiari dei degenti. Antonio Fiasconaro

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Lombardo: <Orariparte l'orologiodella spesa Ue> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lombardo: «Ora riparte l'orologio della spesa Ue» Palermo. «La più forte risposta a chi accusa d'immobilismo il governo regionale è arrivata ieri da due diverse fonti. Il Cipe ha dato via libera all'utilizzazione dei fondi Fas. E la Giunta regionale ha rimesso in moto il processo di utilizzazione dei fondi comunitari 2007-2013, bloccato dalla crisi istituzionale e amministrativa che aveva portato allo scioglimento dell'Ars e, dieci mesi or sono, alle elezioni anticipate». Il presidente della Regione, Lombardo, ha aggiunto: «Il governo nazionale ci permette di redigere un bilancio con delle entrate vere, e non di fantasia. Mentre il nuovo assetto della burocrazia regionale ci permetterà di mettere immediatamente in circolo, nell'economia siciliana, circa mezzo miliardo di euro, da spendere e rendicontare entro dicembre. Puntiamo a una utilizzazione dei fondi comunitari che produca risultati più visibili e incisivi. La riforma della dirigenza regionale è stata il nostro primo impegno. A meno di un mese dall'insediamento dei nuovi direttori generali, siamo già in grado d'impostare programmi di lavoro che porteranno vere opportunità di crescita all'economia siciliana. La delibera di venerdì scorso sblocca i bandi del Por - ha concluso Lombardo -: soprattutto quelli destinati alle infrastrutture. Riparte, cioè, l'orologio della spesa comunitaria: entro dicembre dovranno essere spesi e rendicontati almeno quattrocento milioni di euro. Si tratta delle somme della prima annualità del Por che, secondo il programma originario, bisognava spendere entro dicembre 2007».

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Il Comune eroga 15 mila euroa favore della Questura (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Comune eroga 15 mila euro a favore della Questura Erice. Partecipare alle politiche per la sicurezza, secondo il sindaco Giacomo Tranchida, comporta precisi obblighi delle amministrazioni locali. Obblighi anche di natura finanziaria. «Soprattutto ? spiega ? quando sentiamo dell'esistenza di problemi logistici che la burocrazia e il bilancio ministeriale magari non riescono ad affrontare velocemente per rendere più efficienti i loro uffici periferici. Noi dimostriamo di essere capaci di dare un contributo». Nella sostanza, la Giunta ha deliberato una spesa di 15 mila euro a favore della Questura di Trapani. «Pensiamo all'acquisto di forniture per gli uffici di polizia ? afferma il sindaco Tranchida ?. Non possiamo limitarci ad esprimere solidarietà agli investigatori impegnati sul fronte della lotta alla mafia, ma dobbiamo sostenerli con atti concreti». La prefettura ha definito «lodevole» l'iniziativa. «È una buona iniziativa che si coniuga con il moderno concetto di sicurezza che vede impegnati anche i Comuni», ha commentato il questore Giuseppe Gualtieri.

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EDILIZIA IN AFFANNO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

EDILIZIA IN AFFANNO Domenica 8 Marzo 2009, (d.l.) - Per ora è solo una proposta del governo. Ma il premier Berlusconi è convinto che il provvedimento potrebbe essere varato già la prossima settimana. Ristrutturazioni, ampliamenti di cubature nelle case e anche nuove costruzioni: al posto della licenza edilizia potrebbe bastare la perizia giurata di un professionista, ingegnere o architetto. Un bel taglio alla burocrazia edilizia e ai tempi lunghi per ottenere licenze e permessi per i lavori di riatto o per nuove costruzioni. La bozza del progetto di legge dovrebbe essere smistata alla Regioni, in primi a quelle rette dal centrodestra. E quindi anche al Friuli Venezia Giulia che ha anche potestà legislativa in ambito edilizio. La materia è infatti di competenza regionale. Se il privato intende eseguire lavori di ristrutturazione o aumentare del 20 per cento la cubatura degli immobili (del 30 per cento nel caso di abbattimento e ricostruzione) può rivolgersi a un professionista che farà una perizia giurata (assumendosi anche le responsabilità penali) anziché seguire l'iter degli uffici tecnici municipali. Una norma che taglierebbe drasticamente i tempi per costruire dando una boccata d'ossigeno al comparto dell'edilizia in forte sofferenza. «Non è ancora chiaro - sostiene Valerio Pontarolo, presidente del Collegio costruttori di Unindustria Pordenone - come questa ipotesi possa trasformarsi in un provvedimento operativo. Certo è che qualsiasi provvedimento vada nella direzione di snellire la burocrazia legata agli appalti, ma anche ai piccoli lavori privati può essere di particolare importanza in questo momento in cui le costruzioni hanno bisogno di un volano. Capiremo meglio nei prossimi giorni - aggiunge il presidente dei costruttori - cosa potrebbe comportare una delega alle Regioni. Nella materia edilizia, per altro, la nostra Regione ha piena autonomia legislativa. E devo dire che i primi provvedimenti dell'assessore Gianni Lenna vanno proprio in questa direzione. Già per alcuni tipi di lavori eseguiti dai privati non serve la concessione edilizia». Una delle questioni più volte sollevata dalle imprese edili riguarda i permessi e le procedure legate alla legge Galasso di tutela ambientale. «Sarà superato - si chiede Pontarolo - anche questo aspetto? Auspichiamo che non ci siano complicazioni burocratiche». L'idea di tagliare la burocrazia sui piccoli lavori piace ai costruttori. «È certo importate - conclude il presidente del Collegio edile - avviare le grandi opere come il ponte sullo stretto di Messina, ma nella nostra regione le imprese edili sono nella stragrande maggioranza dei casi sotto i cinque addetti. È chiaro che ogni provvedimento legislativo deve guardare a queste microimprese che operano sul territorio».

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La riscoperta del lavoro per fronteggiare la crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La riscoperta del lavoro per fronteggiare la crisi Domenica 8 Marzo 2009, Ho girato in questi giorni una porzione d'Europa e, nonostante ciò che ci raccontano i giornali e la televisione, non ho proprio trovato questa disperazione, questa cupezza nei visi e nel comportamento della gente. I ristoranti erano pieni, tante auto e camion intasavano le autostrade, tanti cantieri davano il segno di un dinamismo, di una vita pulsante, della crescita. Certamente qualcosa sta cambiando, degli equilibri si vanno rompendo, dei castelli di sabbia crollano e, forse, tutto questo non è male. C'è molta omertà negli apparati di potere ad informare e forse questo perché è solo chi ha avuto ed ha il potere che è responsabile di quello che sta accadendo. Di sicuro chi ha fatto i soldi delocalizzando ha contributo ed accelerato lo smantellamento di alcuni settori produttivi del nostro Paese; hanno fatto tanti soldi per sé ed ora, ipocritamente, lamentano la mancanza di mercato e la necessità di chiudere le fabbriche e lasciare a casa gli operai. C'è tanta gente che è vissuta al di sopra di ogni logica possibilità vivendo e giocando con soldi virtuali e oggi, che il gioco non è più favorevole, si trova disorientata e priva di prospettive. Tutto quello che succede, tuttavia, io credo sia un gran bene perché forse ci costringerà a riconsiderare ciò che è utile, ciò che è autentico, ciò che è vero, a distinguere ciò che, insomma, è reale dal virtuale. Avevamo ed abbiamo smarrito il significato di parole come lavoro, istruzione, relazioni sociali; pensavamo, e ancora molti pensano, che si potesse vivere giocando a spostare valori col mouse davanti al computer o a raccontare qualche miseria in televisione o ancora ad inventarsi fantomatiche professioni di assistente agli acquisti, di formatore alla conduzione di un cane, di esperto di chissà quale qualità, di conoscitore della sicurezza, di tutore del formalismo giuridico e via raccontando, dato che l'elenco delle professioni inutili è davvero infinito. E ciò facendo abbiamo perso l'idea stessa di ciò che significa lavorare il legno o la pietra, costruire oggetti, curare le persone, coltivare la terra e, magari, financo farsi delle buone tagliatelle in casa così da non avere l'ansia se la pasta industriale è aumentata del 60-70%. Insomma, la crisi, se arriverà veramente, potrebbe essere una grande occasione per ritrovare la bussola, per capire che dobbiamo cambiare stile di vita, che dobbiamo davvero rifondare la scuola, che dobbiamo attribuire significato diverso alle relazioni sociali, che dobbiamo saper riconoscere, aldilà delle apparenze, chi ha in animo l'interesse collettivo o il proprio. Migliaia e migliaia di disperati approdano in questo nostro "bel Paese" dall'Africa o dall'Est per fare i muratori, i carpentieri, i conciatori, i lavapavimenti, le badanti, gli infermieri, i raccogli-pomodori ecc.. mentre noi, anche quando non ne abbiamo le capacità, occupiamo posti in uffici che, se scomparissero, nessuno s'accorgerebbe: anzi no, lo rileverebbe eccome, scoprendo che spazzando via tante inutilità ci sarebbe più semplificazione, meno burocrazia, più qualità della vita e tanti e tanti meno costi. Torniamo allora a dare valore alle piccole cose, a cosa significa tenere il nostro ambiente in ordine: campi e prati tagliati, boschi puliti; impariamo a seminare e a raccogliere i frutti della terra, a costruirci e a ripararci le nostre case, a farci da mangiare, impariamo a riconoscere i nostri limiti e a sviluppare i nostri potenziali e la nostra intelligenza, a capire il significato autentico del fare e crescere dei figli, a vivere meno di televisione e, sicuramente, il crollo della finanza, il fallimento di qualche banca, la chiusura di qualche fabbrica d'automobile ci faranno meno paura e creeranno meno angoscia, perché comunque c'è tanto da fare in questo mondo, c'è tanto da lavorare, nonostante questo, per la qualità della vita nostra e di tutti.

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Ma quale Marx (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

storie Con l'attuale grande crisi si torna a parlare di Marx, ma molti sproloquiano e dimenticano che la sua analisi denunciava il capitalismo come negatore strutturale dell'eguaglianza dei diritti dell'uomo, quella affermata dalla Rivoluzione francese Ma quale Marx Rossana Rossanda Breve il terrore seguito al crac della finanza: cielo, torna Marx! E perché? Perché i governi sono corsi in aiuto alle banche, rifinanziandole. L'intervento fatale dello stato, cioè il riaffacciarsi di Marx... Che sciocchezza. Intanto lo spavento non è durato molto. Stati, o meglio governi, non sembrano chiedere nulla in cambio. Si limitano a dire che non si può lasciar fallire una banca perché questo trascinerebbe nel vortice risparmiatori e imprese. Lasciar fallire Lehman Brothers è stato un errore; salvare una banca è un atto di salute pubblica, come far fronte a una inondazione. Quindi altre imprese chiedono aiuto, per prime le grandi costruttrici di auto, perché quote ingenti dei loro clienti hanno smesso di cambiare la vettura, per cui rischiano il licenziamento centinaia di migliaia di lavoratori, che da disoccupati costano allo stato e producono tensione sociale. Solo in Europa si moltiplicano le cifre di disoccupati a breve, per non parlare dell'est che, gettato spensieratamente nel libero mercato, vi sprofonda più degli altri. Perfino gli oligarchi che avevano ammassato ricchezze nella svendita della proprietà pubblica ne stanno perdendo una parte. Quindi gli stessi che per venti anni hanno strillato «meno stato più mercato» adesso chiedono l'intervento statale. C'entra Marx? Per niente. Prima di tutto non è mai stato un fautore dello stato, del quale anzi prevedeva a termine l'estinzione; se mai fu Lenin a pensare che la proprietà statale, ma d'uno stato proletario, fosse l'ultima fase prima della socializzazione della proprietà stessa. Nulla di simile passa per la testa dei governi, né delle opposizioni attuali. I primi sono reticenti perfino a dichiarare la natura di queste erogazioni. Si tratta d'un prestito, oppure di un acquisto di parte delle banche e imprese, delle quali essi assumerebbero una congrua parte della proprietà? Sarkozy ha recentemente affermato per una operazione del genere che si tratta di un prestito a un buon tasso di interesse, l'8 per cento; insomma sarebbe un investimento un po' azzardato. Se ho capito bene soltanto nel Regno Unito Gordon Brown ha dichiarato che si tratta di una partecipazione al capitale azionario delle banche salvate, e qualcuno ha aggiunto «pro tempore», ma lo stato non vi metterà becco, non voterà a seconda delle azioni che detiene, interviene come cassa d'emergenza e basta. Gran silenzio sugli interrogativi che si fa il semplice cittadino: i soldi che lo stato eroga come «aiuti» da dove li prende? Dalla finanza pubblica, cioè da noi? Con le tasse? Quali e quando? Solo Obama dichiara che aumenterà le imposte per gli alti redditi, ma ai fini di pagare l'estensione della sanità pubblica a tutti i cittadini. Gli Usa possono stampare moneta, aumentando così un deficit pubblico già cinque volte più elevato del nostro; ma gli stati europei non lo possono fare, lo potrebbe soltanto la Banca Centrale, che non ne manifesta alcuna intenzione. E fino a ieri dichiaravano di essere così a secco da dover tagliare energicamente la spesa pubblica - scuole, ospedali, enti locali. In Francia anche i tribunali. Per ultimo, come appariranno nei bilanci dello stato le somme erogate per gli aiuti, se appariranno? Le sinistre, se così si può chiamarle, che rappresenterebbero i lavoratori e i lavoratori medesimi che scendono in piazza gridano: il giocattolo finanza l'hanno rotto i padroni delle banche, paghino loro. Anche l'Onda ha usato lo stesso slogan: non pagheremo noi la vostra crisi. Ma dubito che gli uni e gli altri ci credano. Le sinistre non stanno marciando all'assalto del credito, non reclamano neanche che, salvato, diventi quota di proprietà pubblica - che non sarebbe affatto socialismo ma sì e no una misura keynesiana - e l'utilizzo ne sia discusso pubblicamente nei parlamenti e fra le parti sociali. Fino a poco fa anche esse tuonavano per la privatizzazione di quanto era pubblico. Non abbiamo strillato anche noi, il manifesto, contro la proprietà statale e i boiardi di stato? Non abbiamo scritto che è l'occhio del padrone che ingrassa il cavallo mentre le burocrazie statali sono inerti e corrotte? D'altra parte non avevamo le forze per proporre che la proprietà pubblica passasse in autogestione, anche per il dubbio (inespresso) di come funzionerebbe una autogestione nuda e cruda in un mondo globalizzato. Mancò poco che non giovassimo alle privatizzazioni della sanità e della scuola, cui sono allegramente andati i governi di centrosinistra. Quindi dalle nostre parti, per dir così, silenzio o richiesta agli stati di salvare le imprese per salvare i dipendenti, in primis dell'auto. Di «nazionalizzazione» si parla a vanvera, come proprietà statale forse transeunte, certo non ammessa al controllo pubblico, a sua volta incontrollato (salvo forse dalla corte dei Conti). Una riflessione autocritica sullo slogan «meno stato più mercato» non la fa nessuno. O mi è sfuggita? Neppure si domandano condanne per i responsabili della rovina. Nessuno di coloro che hanno lasciato andare in pezzi il proprio istituto, è imputato di nulla. In genere sono confermati nei loro incarichi. Ho, per così dire, sott'occhio l'amministrato delegato della Fortis che è stato sollevato, sì, dalla direzione ma con un paracadute d'oro e con un incarico ben retribuito di consulente speciale della medesima banca. Per configurare una frode bisogna proprio che gente come Madoff o Stanford abbiano visibilmente ingannato il prossimo proponendo per depositi fatti presso banche di loro fiducia, perlopiù nei paradisi fiscali, interessi favolosi pagati con i soldi dei nuovi piccioni via via acchiappati. Ma è frode o no far nascere nuovi titoli l'uno dall'altro, «derivarli» nella speranza che il mercato speculativo li acquisti e rivenda prima che atterrino su un pezzo di quella che chiamano «economia reale»? Una tradizionale bolla in borsa scoppiava quando i titoli emessi da una impresa triplicavano di valore rispetto alla base produttiva su cui li emettevano. Stavolta no. I famosi derivati derivano da altri titoli, sul principio che messo sul mercato il denaro produce da se stesso altro denaro. È una frode oppure va chiamata affettuosamente «ingegneria fiscale», e funziona fin quando la inesigibilità del titolo si rivela clamorosamente? Al semplice cittadino questo genere di operazioni ricorda la storiella del furbo romano che, vedendo un contadino mirare stupefatto il Colosseo, gliene propone l'acquisto, lo sprovveduto sgancia e il furbo sparisce con i quattrini. Le banche hanno potuto vendere e rivendere un virtuale, un derivato, un future - dice Tremonti che i derivati sono pari a dodici volte e mezza il prodotto industriale lordo di tutto il mondo! - senza che questo configuri un reato. Fu forse reato che gli olandesi, incantati dai tulipani, si contendessero come l'oro il bulbo di quel fiore fino ad allora sconosciuto? È stata la prima speculazione, la racconta Galbraith, e durò fin che di colpo si avvidero che ci si poteva procurare quel rizoma con due centesimi. La scorsa estate un trader della Société Générale ha lasciato aperto il suo computer un venerdì, un collega ci ha messo l'occhio, ha scorto che stava inanellando spericolatamente acquisti e vendite, ne ha avvisato la direzione; la quale prima di tutto ha rifilato a ogni buon conto ad altre banche i titoli giocati e poi lo ha denunciato. Ma che si riesce a imputargli? Ha operato per amor dell'arte, non ne ha intascato un soldo, nessun superiore è in grado né è tenuto a controllarlo, se il suo percorso non fosse stato interrotto la banca ne avrebbe tratto ingenti guadagni. L'ingegneria finanziaria lavora sul virtuale. Calcola sul desiderio. Il povero Marx non lo immaginava proprio. Al contrario aveva razionalmente previsto la fine del rentier. Anche le famose righe dei Grundrisse nelle quali afferma che in futuro il lavoro sarebbe diventato una ben misera base per l'aumento della ricchezza mettevano in conto l'enorme mutamento delle tecnologie, non la crescita parassitaria di una speculazione (sempre in qualche misura virtuale), che diventando smisurata sfocia nelle bolle ed esplode in distruzione di ricchezza, come sta avvenendo ora, dopo essersi deposta di passaggio su questo o quel speculatore. Va da sé che anche quel che si chiama ora capitale cognitivo non si identifica nella capacità di George Soros di prevedere i movimenti delle borse. In realtà chi sproloquia su Marx si dimentica spesso e volentieri che tutta la sua analisi riposa sul fatto, intollerabile per un nipotino della rivoluzione francese, che il modo capitalistico di produzione elude l'uguaglianza in diritti che sarebbe propria di ogni essere umano, perché si fonda al contrario sull'inuguaglianza fra chi possiede i mezzi di produzione e chi non possiede altro che la propria forza di lavoro, materiale o immateriale. Nella produzione al primo rimangono capitale, macchine (tecnologia), prodotto, il secondo è un accessorio vivente (magari intelligentissimo), della macchina (tecnologia), anche lui merce, magari individualmente preziosa, acquistabile e vendibile sul mercato del lavoro. Nella speculazione questo ingombrante soggetto scompare come tende a sparire, fino alla resa dei conti, l'ingombrante prodotto che dà origine nella quotazione in borsa. Ugualmente fin che il soggetto lavoratore introduce nel processo una sua relativa autonomia di contrattazione del salario e dei diritti, ne modifica gli equilibri. Di qui la furia distruttiva di ogni traccia della sua organizzazione, anche la più elementare come il sindacato. Sacconi e Marcegaglia sono figure ottocentesche classiche. Su questa introduzione nel processo da parte dei lavoratori si è basato, con non poche semplificazioni ma con la forza di un corposo materiale umano, tutto il movimento operaio. In quello socialista per breve tempo, in quello comunista per dir così sempre - almeno in linea di principio - restò la convinzione che anche il più forte dei sindacati migliorava ma non modificava il rapporto di produzione, la cui inesorabile illibertà sta nell'usare l'uomo come strumento. Di qui la necessità di un passaggio rivoluzionario. Non è andata così, e non è affatto misterioso capirne le ragioni. Ora il capitale ha vinto non nei rapporti di forza, da sempre inuguali, ma anche nella testa, nella idea di sé di chi lavora, senza più speranza di una propria emancipazione ma solo di salvare il suo posto di lavoro, cioè il salario, identificato con il salvataggio dell'impresa che glielo dà. Questo ereditiamo dal Novecento. E vale la pena di tenerlo fermo, piuttosto che divagare su straordinarie innovazioni che renderebbero impossibile, anzi inutile, qualsiasi lotta al capitale proprio mentre si dibatte in clamorose contraddizioni interne.

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No alla Romania NeroGiardini resta in Italia. E assume (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

No alla Romania NeroGiardini resta in Italia. E assume I suoi colleghi imprenditori, dice, lo prendevano in giro come fosse un fesso quando tutti quanti loro «delocalizzavano» le fabbriche dalla Romania alla Cina, mentre lui rimaneva ostinatamente in Italia a produrre le scarpe NeroGiardini. Adesso la crisi morde tutti quanti (e qualche fabbrica in Romania e in Cina sta chiudendo) ma non morde lui, Enrico Bracalente, che dopo aver aumentato il fatturato del 30% nel 2008 prevede un altro +10% nel 2009 e sta per assumere altri 150 lavoratori nel settore calzaturiero, e in più sta anche per lanciare la prima collezione di abbigliamento NeroGiardini, magliette, pantaloni, giacche eccetera (si parte quest'estate, e ci sarà un numero imprecisato di assunzioni ulteriori) sempre con la stessa strategia: produrre tutto in Italia per poter stampare alla fine il marchio «made in Italy», alla faccia di chi sostiene che con i costi e la burocrazia che abbiamo qui non si può più fare niente. Bracalente, 52 anni, marchigiano, nel 2008 ha fatturato 185 milioni, tutti in Italia. Non nega che la burocrazia remi contro; ma dei costi di produzione dice che da noi non sono così male: «Da quest'anno produrremo abbigliamento in Val Vibrata, in provincia di Teramo, dove diversi imprenditori chiudono le fabbriche per andare in Turchia. Ma un paio di jeans in Val Vibrata si produce a 7 o 8 euro, in Turchia a 4 o 5. Il vantaggio competitivo della Turchia è insignificante rispetto al prezzo di vendita finale. Non vale la pena di andare all'estero. Quelli che se ne vanno ci lasciano sul posto delle maestranze italiane con un eccellente know-how e la possibilità, quando andremo a vendere, di scrivere sulle nostre etichette "made in Italy", che è il marchio più apprezzato al mondo dopo Coca-Cola e Visa». Nel 1989 il muro di Berlino era appena caduto e Bracalente già era in Romania con altri imprenditori a vedere se era il caso di trasferirci le fabbriche. Gli altri entusiasti, lui no: «Ho capito che nel giro di dieci anni i costi sarebbero lievitati fino al livello dei nostri. Valeva la pena di trasferirsi? E poi che cosa avremmo fatto? Avremmo traslocato per dieci anni in Vietnam? E poi altrove? Saremmo diventati dei nomadi per inseguire ogni volta un risparmio minimo? No, ho deciso di restare qui per fare impresa in Italia». E come? «Abbiamo un pool di aziende marchigiane che producono tutto l'anno per noi. Nella moda il cambio di stagione è micidiale, per un po' si lavora come matti e poi si fa cassa integrazione. Noi invece facciamo lavorare i fornitori senza pause, così ci possono fare prezzi garantiti e più bassi». Anche i materiali si ottengono con sconti del 5% quando NeroGiardini compra e tutte le altre imprese sono ferme in attesa degli ordini. E poi si fa squadra. «Coi partner facciamo riunioni continue, lavoriamo insieme da 20 anni, tutti si sentono partecipi di un progetto. Questo sarebbe impossibile se producessimo fra la Cina e la Romania con gente che cambia». Ha parole severe con chi continua a delocalizzare. «La Indesit di Torino manda a casa 650 dipendenti per andare in Polonia. E il suo settore riceve gli incentivi alla rottamazione. Poi la Indesit vorrà vendere quegli elettrodomestici in Italia. Ma se chiudiamo tutte le fabbriche finiremo come la Gran Bretagna, che ha smantellato la manifattura pensando di vivere di servizi finanziari, e adesso è il Paese più in crisi d'Europa». Invece NeroGiardini assume 150 persone.

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Colazione dei poveri con sessanta in coda (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso Ogni domenica nei locali del Duomo in via Fossano Colazione dei poveri con sessanta in coda LORENZO BORATTO CUNEO Due infermiere dell'ospedale Santa Croce e Carle, un dipendente di un Centro di formazione, un operatore ecologico, un pensionato Michelin. Sono loro che ogni domenica mattina distribuiscono la colazione ai bisognosi di Cuneo, una tradizione che in città prosegue da un secolo. Un tempo la «Messa della carità» (si metteva il latte a scaldare prima della funzione delle 8, si distribuiva dopo l'«Ite missa est») era curata dalle suore cottolenghine del vecchio ospedale Santa Croce. Da marzo i volontari della San Vicenzo operano in via Fossano 25, nei locali del Duomo. Donne giovani, anziani in difficoltà, extracomunitari, disoccupati: chi ha problemi a procurarsi cibo. Si radunano già dalle 7,30 in piazza Seminario. La piccola porta si apre tra le 7,45 e le 8. I volontari sono dentro già da un'ora. C'è anche Vittorio, pensione di invalidità da 430 euro al mese: «Qui dò una mano, pulisco i locali, aiuto a distribuire il cibo». Poi porta a casa un sacchetto di pane anche lui. Si entra alla spicciolata e ci si mette su sedie sistemate lungo le pareti di due stanze. Tutti hanno un sacchetto aperto dove viene messo il cibo. «Da alcuni anni non diamo più caffelatte, ma alimenti da portare e casa - dice Pier Ugo Zavattaro, volontario -. Ci riforniamo ogni sabato sera da 7 panetterie: ci danno l'invenduto. Abbiamo dato loro un attestato. Altre panetterie le abbiamo scartate perché consegnavano troppo poco. Le benzina che mettevo non valeva i pochi kg di pane. Poi compriamo altro nei supermarket: ho trovato in un discount latte Uht in promozione, ma non sempre succede». «Qui vengono i meno protetti, i più deboli - spiega Leonardo Galletto -. Controlliamo i nostri elenchi con quelli degli altri punti della Caritas che distribuiscono cibo. C'è sempre chi prova a fare l'abusivo». L'atmosfera tra i volontari della San Vicenzo è allegra, sorridono. Chi è in coda chiede di non essere fotografato. Elena Tuo, volontaria: «Se è faticoso? Oggi pomeriggio ho il turno, ma piuttosto che buttare via il tempo, venire qua significa utilizzarlo per gli altri. Fa bene a loro e a noi». Michele Costamagna: «Ci sono disoccupati, separati, chi ha il vizio del gioco e del bere. Gli stranieri sono il 60%». «Alcuni degli amici di mio figlio si professano atei, apertamente: rispondo che a fare qualcosa per gli altri senza chiedere nulla in cambio è rimasta solo la chiesa» dice Ines Dutto, altra volontaria. Tra chi aspetta, le storie sono le più diverse. Mario, 65 anni: «Senza la burocrazia italiana non sarei qui. Aspetto la pensione di invalidità per mia moglie, ero autista. Vengo da tre mesi». Una donna di 30 anni, origini calabresi: «Io e il mio compagno siamo disoccupati. Troviamo solo qualche lavoro in nero, saltuario». Una ragazza marocchina è incinta all'ottavo mese: il marito è andato in Africa prima di Natale e non è più tornato in Italia. «In casa siamo in sei e non lavoro, ma non voglio rubare» dice un bosniaco padre di 4 figli. Alla fine tutti recitano il Padre Nostro, in piedi, dai romeni ai marocchini. I volontari stanno cercando una preghiera che sia universale, adeguata a tutti le religioni. Chi ha seguito la distribuzione della colazione per mezzo secolo è stato Angelo Valmaggia, 89 anni. Ricorda: «Tanti anni fa distribuivamo la colazione solo a italiani. Erano soprattutto donne, senza pensione. Davamo la minestra». Conclude Zavattaro: «Tanti non vengono, per vergogna. Chi osa, spesso non può farne a meno, molti piangono. Non baste dare cose, cibo, ma capirli, comprendere la loro situazione. Il problema è essere coinvolti nella loro vita: è difficile, spesso non riesco. È un volontariato impegnativo: ogni sabato sera e ogni domenica all'alba, sempre, nei momenti che forse potresti dedicare alla famiglia. Alcuni anni fa, quando eravamo a Santa Maria, erano rimasti in pochissimi: 3 o 4 famiglie. Pensavano seriamente di avere esaurito il nostro compito. Poi il numero è tornato a crescere, di più negli ultimi mesi». Ieri le persone che si sono presentate sono state oltre 60.

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Piano casa, l'idea era già nostra (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Piano casa, l'idea era già nostra» Bonet: «Le misure pensate dal governo stanno diventando realtà a Godega» GODEGA SANT'URBANO. Il piano-casa studiato dal Governo sta diventando realtà in provincia di Treviso. Merito del sindaco leghista di Godega Sant'Urbano, Alessandro Bonet, che ha già definito un provvedimento ad hoc che sarà votato dal prossimo consiglio comunale. L'iniziativa è già stata licenziata dalla commissione urbanistica municipale e prevede la concessione di un «bonus» di 200 metri cubi, che ogni famiglia potrà utilizzare per ampliare la propria casa. La filosofia del piano, annunciato dal premier Silvio Berlusconi al varo dal consiglio dei ministri, faciliterà gli ampliamenti di case esistenti, nelle zone previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto la responsabilità dei progettisti. Il provvedimento servirà a dare a chi ha una casa e nel frattempo, ha ampliato la famiglia, la possibilità di aggiungere stanze e bagni, con servizi annessi. Il piano sarà valutato nelle singole regioni e ha come obiettivo quello di dare un impulso all'economia ed in particolare all'edilizia, attualmente bloccata dalla burocrazia. Per quanto riguarda il Comune di Godega, ogni abitazione potrà essere elevata al massimo fino a 10 metri e 50 centimetri. «Tutti coloro che risiedono nel comune in un'area residenziale avranno la possibilità di allargare l'abitazione o di realizzare una nuova unità - spiega il sindaco - l'unico vincolo imposto è che ad abitare i nuovi spazi sia un familiare fino al quarto grado di parentela del proprietario, che si renda disponibile a rimanere nell'alloggio per almeno 10 anni». Questo per evitare speculazioni da parte di chi intende investire per l'utilizzo di terzi dell'immobile. «Abbiamo pensato al bonus-famiglia - conclude il sindaco - perché le nostre giovani coppie non hanno risorse per comprarsi una casa, senza dimenticare che non andiamo ad intaccare nuovo territorio ma ad utilizzare i lotti già esistenti e favoriamo le imprese edili locali in grave crisi». Secondo Bonet, a Godega un migliaio di nuclei familiari (dei 2.200 esistenti) potrebbero essere interessati all'iniziativa. Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, la cui giunta farà da capofila per il nuovo piano edilizio, ha assicurato che non ci sarà danno per il paesaggio, ma sarà un volano per rimettere in moto un settore dell'economia, operando sul patrimonio edilizio. (Alessandro Viezzer)

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gli annunci anti-crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL PONTE E L'EDILIZIA GLI ANNUNCI ANTI-CRISI di ALCIDE PAOLINI La crisi non sarà tragica, come ha sostenuto il premier, e nemmeno orribile, come pare l'avesse definita Tremonti sul Giornale di casa Berlusconi, costretto poi a smentire o a smentirsi. Ma resta il fatto che gli esperti e le personalità che contano, a cominciare da Obama (che qualche idea sull'argomento deve pure averla), giudicano la situazione economica perfino peggiore di quella del '29, perché riguarda tutto il mondo industrializzato. Una catastrofe planetaria, insomma, di cui nessuno è in grado di prevedere la durata e il decorso, ma le cui conseguenze hanno appena cominciato a manifestarsi con una disoccupazione allarmante, il rischio fallimento delle grandi fabbriche, il crollo dei consumi, il crollo del Pil, il crollo delle Borse, a dispetto di interventi statali senza limiti in loro favore, che ci costringono ormai all'uso quotidiano di termini quali trilioni (di dollari) e che da soli ci danno la misura della situazione. Situazione che, per accontentare Berlusconi, possiamo anche chiamare delicata, ma che fa a pugni con l'idea che possa essere sanata con i provvedimenti annunciati dal suo governo. E in particolare che questi possano costituire un serio motivo di speranza per coloro che più di tutti saranno costretti a subirla sulla loro pelle: i giovani e le classi meno abbienti. La poderosa messa in scena del programma anti-crisi, pur contenendo qualche apprezzabile notizia, come quella che riguarda gli ammortizzatori sociali, i cui mezzi finanziari sono stati sottratti nottetempo al ministero per lo sviluppo di Claudio Scajola (che si riteneva legittimato a usarli per il suo programma), per il resto appare impostata soprattutto su una serie di interventi di grande impatto pubblicitario, come il ponte sullo Stretto e la soppressione della licenza edilizia, «che da sola costituirà uno choc per l'economia del paese e sarà destinata a dare un colpo al cuore della burocrazia e a essere un volano enorme per l'edilizia», come ha detto il premier, attribuendosene l'idea. Due annunci a effetto, destinati a fare colpo sui cittadini, da un lato, e a costituire un vero cadeau per gli immobiliaristi dall'altro. Ma, viene da chiedersi: sono davvero questi gli strumenti più adeguati a far fronte alla crisi, di cui stiamo appena assaggiando i primi tristi effetti? Vediamo. Non essendo competenti in materia, ci limiteremo a paragonare la costruzione del ponte sullo Stretto a un'altra grande iniziativa europea: il tunnel sotto la Manica. Un'impresa titanica, cominciata nel 1987, inaugurata nel '94, alla quale hanno partecipato pariteticamente Francia e Gran Bretagna. L'opera, costata una cifra colossale, doppia di quella prevista, dopo aver continuato per vent'anni a chiudere i bilanci in rosso e a rischiare il fallimento, soltanto quest'anno ha incominciato a dare i primi, modestissimi frutti. Ma vediamo l'altra iniziativa choc che, almeno all'apparenza, sembra se non altro più realistica e di applicazione immediata. Che le procedure attuali per la licenza edilizia siano tortuose e defatiganti è noto a tutti; che fosse auspicabile una semplificazione è altrettanto vero, ma ridurle a una «perizia giurata», come ha annunciato il premier, in un paese come il nostro dove l'infrazione alle regole, in quel campo, è moneta corrente sembra davvero un invito alla speculazione. Un po' com'è accaduto con l'autocertificazione, che ha sì snellito l'iter burocratico, ma ha anche riempito le città di escrescenze mostruose fuori legge. Che cosa dire di questi progetti? Che avrebbero l'ambizione di fronteggiare la crisi? A questo punto bisogna riconoscere che Dario Franceschini ha avuto buon gioco nel chiedere al governo un assegno per i disoccupati, in quanto ha messo Berlusconi in imbarazzo e, forse, gli ha tolto perfino il pane di bocca, perché magari l'idea avrebbe voluto averla lui e imporla a Tremonti. Ora la maggioranza potrà pure definirlo uno spot, ma, se ci si riflette, è proprio ciò che i più danneggiati dalla crisi si aspettano (e si meritano) giustamente dal governo. Ecco, è questo, probabilmente, che i delusi dal Pd avrebbero voluto fosse il compito del partito: incalzare continuamente il governo con proposte che vadano incontro alle necessità più urgenti dei cittadini bisognosi, come tra l'altro la richiesta della moratoria di un anno per gli esuberi della pubblica istruzione. Perché considerano questo il solo modo per rinnovarsi, accendendo la voglia di combattere la propria battaglia politica, e per non cedere il pallino a Di Pietro.

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Quando la burocrazia contraddice se stessa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1009 Un imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi il Comune ci costruisce un marciapiede Quando la burocrazia contraddice se stessa Un imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi il Comune ci costruisce un marciapiede --> Premessa: non vuole fare polemiche. Ma sarebbe il caso di farle visto che il Comune prima lo ha autorizzato a costruire una pedana sulla quale sistemare i tavolini davanti al suo locale poi, quando l'ha realizzata, gli ha imposto di rimuoverla per costruire un nuovo marciapiede. Inconvenienti della burocrazia comunale, che da anni soffre di carenze di comunicazione tra stanze e tra assessorati. IL PROBLEMA Ecco perché Marcello Lai, titolare del Linea Notturna, noto locale di via Mameli, è stato beffato. «Volevo realizzare una piccola piazzetta per il periodo della bella stagione, con ombrelloni, tavoli e sedie, come consentito dai regolamenti comunali. Così ho chiesto il permesso all'Ufficio che rilascia le autorizzazioni per l'uso del suolo pubblico. Un piccolo spazio, i metri quadri corrispondenti a due parcheggi: quelli che prima si trovavano esattamente davanti all'ingresso del club». Una volta ottenuto il via libera, sei mesi dopo, Lai ha fatto costruire una pedana in legno e acciaio zincato antiruggine, del valore di circa 1500 euro, che ha ultimato lo scorso anno. Un'opera realizzata come da progetto. Peccato che non l'abbia mai potuta utilizzare. «Le polveri sprigionate dai lavori in corso della Mediateca del Mediterraneo non permettevano di accogliere i clienti come avrei voluto». Poi la beffa: «Lo scorso mese ho dovuto rimuoverla perché ho scoperto che dovevano realizzare un nuovo marciapiede, più ampio del precedente». Ora ha davanti una bellissima piazzetta in granito. «Hanno abbellito la piazza, non lo nego, anzi mi hanno fatto un favore perché valorizzeranno la mia attività. Il problema è un altro: l'avessi saputo prima non avrei perso tempo e speso soldi. O mi dovrò inventare qualcosa per rivendere o riutilizzare la pedana». IL COMUNE Raffaele Lorrai, assessore ai Lavori pubblici, nega responsabilità del Comune. «Non è colpa nostra. Ci dispiace per l'investimento a vuoto ma bastava consultare la circoscrizione per vedere il progetto della Mediateca, che prevede da anni anche la realizzazione di un nuovo marciapiede tutto attorno». In altri termini, secondo quanto sostiene Lorrai, questo tipo di autorizzazioni vengono rese note dalle circoscrizioni. Anche se, molto probabilmente, anche l'ufficio al quale Lai ha chiesto l'autorizzazione - che rappresentava il Comune - avrebbe dovuto informare l'imprenditore. Intanto i lavori per la mediateca del Mediterraneo procedono come previsto. Oltre il marciapiede sono stati posizionati anche i nuovi lampioni. «Sarà tutto pronto entro la fine dell'anno», conclude Lorrai, «essendo ottimisti anche per ottobre». STEFANO CORTIS

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L'ennesimo no Pd si... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 L'ennesimo «no» Pd si abbatte persino sulle ristrutturazioni di Francesco Cramer Dopo nucleare, giustizia, sicurezza, economia e scuola Franceschini boccia l'ultimo progetto del governo Roma«No, no, no». Il governo annuncia un piano-casa per far ripartire l'edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all'intera economia. Ma dal jukebox dell'opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell'Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd Franceschini, sposando la comoda linea politica del bastian contrario. Dall'energia alla giustizia, dalla scuola alle grandi opere, dall'Alitalia alla sicurezza, la sinistra ha sempre la carta pronta da gettare sul tavolo, il suo particolare jolly: il niet. In fondo che bisogno c'era di fare un governo ombra quando su tutti i grandi temi dall'opposizione arriva sempre e comunque un rifiuto? La proposta alternativa al giusto processo, mirabilmente descritta dal Guardasigilli ombra Lanfranco Tenaglia, è illuminante: «La riforma della maggioranza è in alcune parti dannosa, in altre controproducente». E pensare che per intercettare il voto moderato l'impallinato leader piddino Veltroni auspicava riforme condivise. Maggio 2008: «Confermiamo la nostra disponibilità a convergere sulle riforme per consentire al Paese di marciare più veloce, di essere più moderno». Parola di Walter. Salvo poi gridare ai quattro venti: «Sulla giustizia è difficile trovare un accordo se l'esecutivo insegue solo la separazione delle carriere, lo svilimento del Csm o il blocco sostanziale delle intercettazioni come strumento d'indagine». E ancora: «Il provvedimento sulle intercettazioni sarà un regalo alla criminalità». Una bocciatura a priori. A proposito di voti: si può provare a far funzionare la scuola, tornando al maestro unico per dare un solo punto di riferimento ai bambini e valorizzare la figura dell'insegnante. Oppure, sull'università, si può tagliare la giungla di corsi inutili e razionalizzare le spese ma la condotta della sinistra sarà sempre quella: rigettare, ripudiare, respingere. «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c'è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina? L'opposizione arriccia il naso e fa partire il «no» con l'Alta velocità: «Sono uno specchietto per le allodole di fronte alla crisi». Già, la crisi. Forse abolendo l'Ici sulla prima casa, sostenendo il potere d'acquisto dei meno abbienti con bonus famiglia e social card arriverà qualche sì anche dall'opposizione? Macché. La social card «è soltanto un'elemosina di Stato» e in fondo, parole di Veltroni: «È umiliante per quanti la usano perché nei supermercati vengono identificati come bisognosi». Sull'atomo è meglio lasciar perdere: getti le basi per aumentare l'indipendenza energetica producendo, entro il 2020, circa il 20% del fabbisogno di energia grazie al nucleare che alla sinistra scoppiano i nervi: «Ennesimo spreco di denaro pubblico». E a proposito di sprechi: con il federalismo, assicurando autonomia di entrata e di spesa agli enti locali, si tira la cinghia sulle uscite dello Stato-Pantalone. Piacerà? No: «Determinerà un aumento di spesa pubblica e burocrazia». E su Alitalia? Salvi la compagnia di bandiera: privata, italiana e con un forte partner internazionale. Volerà un applauso così, per sbaglio... Bersani: «Una soluzione debole e problematica, molto più di quello che avrebbe potuto essere». E te pareva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Godega, il paese già pronto al <bonus> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 10 del 2009-03-09 pagina 3 Godega, il paese già pronto al «bonus» di Giacomo Susca A Godega di Sant'Urbano, sarebbe a dire a 37 chilometri da Treviso, già preparano calce e cazzuola. Pronti a sfruttare il «bonus» di 200 metri cubi appena messi a disposizione dall'amministrazione comunale. Perciò le famiglie si ritrovano al bar del corso per un caffè con l'architetto. Una scusa per parlare di quella stanza in più, intanto rispolverano il progetto dimenticato nel cassetto per colpa della solita burocrazia. E i muratori sperano di non starsene più, al bar, con le mani in mano. Qualcosa è cambiato da quando il sindaco del Carroccio Alessandro Bonet ha varato un provvedimento che somiglia molto al progetto del governo per rilanciare l'edilizia. Il documento sarà votato dal prossimo consiglio comunale, ma ovviamente il paese è piccolo, come sempre la gente mormora e pianifica pure. Un bagno bello grande, magari. Così i bimbi troppo grandi per dormire ancora con mamma e papà si rassegnano a lasciare il lettone. Avranno finalmente la loro «cameretta». Ecco il piano casa in miniatura di Godega, incassato l'ok della commissione urbanistica municipale: via libera ai cantieri, ci si può «alzare» fino a un massimo di dieci metri e cinquanta centimetri. A tutti coloro che vivono in un'area residenziale nel Comune sarà permesso di allargare la propria abitazione, ovvero di ampliarla con una nuova unità, purché ad abitarci sia un familiare fino al quarto grado di parentela rispetto al legittimo proprietario, e soprattutto disponibile a rimanere residente nell'alloggio in questione per i futuri dieci anni. Insomma, l'importante è che non si cementifichi alla cieca e poi si scappi altrove. I seimila e cento godeghesi devono restare tali, la comunità non deve ridursi numericamente o invecchiare come sta accadendo negli altri borghi del Trevigiano. «Questo è il nostro bonus famiglia», rivendica il giovanissimo (33 anni proprio oggi) primo cittadino Bonet: una laurea, per non smentirsi, in urbanistica. Sarà che la crisi è arrivata anche da quelle parti? «Le giovani coppie non hanno abbastanza soldi da potersi permettere una casa nuova, così almeno migliorano ciò che già hanno». A chi prospetta abusi o addirittura ecomostri, replica che «non andremo intaccare nuove porzioni di territorio, tutt'altro. Il piano riguarda i lotti esistenti». Con la prospettiva concreta di scacciarla, questa crisi. «Puntiamo a rilanciare le imprese edili locali, in difficoltà qui come nel resto del Paese», ammette Bonet. Mentre tutti guardano al test della Regione Veneto, forse è il caso di vedere come va a finire in provincia (e dove l'attuale ministro Luca Zaia, 16 anni fa, ha esordito come consigliere comunale). Tra centro storico e le due frazioncine contigue ci sarebbero un migliaio di nuclei familiari (praticamente un'abitazione su due) coinvolti nell'iniziativa. Non è la prima volta che Alessandro Bonet prova a «competere» con il governo. Da buon leghista, ha accolto con entusiasmo il pacchetto sicurezza di Maroni. Ma ci ha messo del suo guidando ronde di compaesani e distribuendo multe di 500 euro ai clienti delle prostitute sulla statale Pontebbana. Sindaci creativi, li chiamano, dalla strada ora bussano a casa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Presidenti "rossi", ragionate: non ci sarà scempio ambientale> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 10 del 2009-03-09 pagina 3 «Presidenti "rossi", ragionate: non ci sarà scempio ambientale» di Stefano Filippi La giunta del Veneto domani anticipa la riforma edilizia: «Il provvedimento è a tempo e riguarda solo gli edifici costruiti prima del 1989. Nessun pericolo» Governatore Giancarlo Galan, domani la giunta regionale del Veneto varerà un piano casa. Da quanto ci lavorate? «Un mesetto. L'edilizia tradizionalmente è uno dei settori più veloci nel rimettersi in moto, reagisce prima di altri e trascina con sé un notevole indotto. Il mattone che riparte ha ricadute economiche, industriali e sociali. Questo insieme di considerazioni ha portato la regione ad agire». Che tempismo: avete bruciato il governo? «Sciocchezze. L'urbanistica è una materia che Stato e Regioni devono disciplinare assieme. Occorreva un collegamento con il governo e l'onorevole Ghedini ha svolto un ruolo importante. Questo è il punto di partenza». Quindi lei è il capofila dei nuovi cementificatori... «Lo so che si farà di tutto e di più per contrastare questo progetto, soprattutto dalla parte più becera della sinistra e da quel solito vecchio ambientalismo che quando decide di essere contro non ragiona più né ascolta le ragioni degli altri». Non è un condono edilizio mascherato? «Questo ritornello dello scempio dei centri storici e del paesaggio è un'idiozia infame. Stiamo parlando di un progetto che riguarda il patrimonio edilizio esistente. Senza contare che è un provvedimento a termine». Quanto durerà? «Un anno, al più tutto il 2010, e limitatamente agli edifici costruiti prima del 1989. Il che denota tutta la nostra cautela nel voler tenere sotto controllo fenomeni che vanno sorvegliati. La tutela del paesaggio è l'unica delega che ho tenuto per me, è uno degli obiettivi principali che mi sono posto in questi anni e nei quali abbiamo ottenuto molti risultati anche sostenendo premi, mostre, concorsi indirizzati alla qualità dell'architettura. Quando dico che vogliamo anche riqualificare le architetture, so di che cosa parlo». Non dirà che il vostro è un obiettivo estetico? «Anche. Siamo pieni di brutture e di costruzioni che non rispettano le normative più recenti. Non ho problemi a riconoscere che il Veneto è un'immensa area metropolitana sviluppatasi dagli anni '60 in modo spesso devastante, penso a certe periferie urbane o zone industriali o artigianali». Demolirà i simboli del modello imprenditoriale veneto? «Daremo la possibilità di abbatterli e ricostruirli a norma, più belli di prima perché l'architettura contemporanea ha dato anche da noi straordinari esempi, e anche tecnologicamente più avanzati. Qual è il problema?». Molti suoi colleghi governatori sono perplessi. «Di che? Perché tentennate, amici presidenti delle regioni rosse? Qui non si tratta di violare vincoli paesaggistici, monumentali o architettonici: ci limitiamo a sveltire la burocrazia. Se avete un'amministrazione capace, prudente, attenta, competente come abbiamo noi in Veneto, affrontate il problema, cercate di fare decollare questa proposta, perché la ricaduta è importante sul piano economico ma anche sulla riqualificazione architettonica e paesaggistica di tante parti del nostro Paese che fanno oggettivamente schifo, in Veneto come in Toscana e in Emilia». Che cosa sono i criteri di ecosostenibilità che premierete? «In tanti edifici c'è dispersione energetica, non si utilizzano fonti alternative, non c'è risparmio. Ecco l'indotto dell'edilizia: non riparte solo il mattone ma anche le tecnologie collegate. Gli edifici costruiti prima del 1989 (molti anche dopo, ma noi abbiamo fissato quella data) potranno essere resi più efficienti». La regione si limita a sveltire le pratiche o distribuisce soldi? «Concediamo deroghe per la parte burocratica e amministrativa e svolgiamo i controlli. Favoriremo in ogni modo chi può abbattere e ricostruire nel segno della qualità ciò che è fatiscente, degradato, brutto, non a norma». Ha parlato di casette e capannoni industriali. «Potranno beneficiarne dal piccolo proprietario all'industriale». E chi vive nei condomìni? «È il condominio che deve mettersi in moto. L'aumento di cubatura fino al 20 per cento significa ingrandire, ammodernare, riqualificare». Avete fatto una stima delle ricadute economiche? «Per il momento no». Quando prevede che entrerà in vigore il piano casa veneto? «Domani la giunta regionale approva la delibera. Come ha detto il presidente del Consiglio, il governo venerdì adotterà un testo base che poi verrà proposto alle regioni. Noi quel testo base lo abbiamo già, come la Sardegna, e lo faremo nostro». Insomma siete pronti a partire subito. «Sì, avendo collaborato a questa cosa. Le altre regioni attendono il testo base e poi si regolano». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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i problemi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Livorno I PROBLEMI Queste alcune delle problematiche segnalate dai fedeli della parrocchia San Martino di Salviano. Prete fisso. La richiesta, inoltrata al Vescovo, e solo in parte raccolta, è di avere un religioso stabilmente assegnato alla parrocchia, con capacità decisionali autonome rispetto al parroco dell'Unità Pastorale. Identità. Non imporre un modello unico per tutte le parrocchie, non omologare ma prendere atto di quella che era l'organzzazione preesistente, che rifletteva i bisogni e le preferenze dei fedeli. Dare meno importanza ai ruoli e alle gerarchie. Meno burocrazia. Si richiede meno formalismo per le pratiche quotidiane. Confessioni, messe in ricordo dei defunti e ricevimento non dovrebbero essere sottoposti ad un orario, ma disponibili semplicemente presentandosi. Messa bambini. Originariamente prevista alle ore 10 era stata cancellata dal nuovo parroco. I bambini attualmente frequentano quella degli adulti, fissata alle 11.30. La soluzione scontenta però tutti: per i bambini è troppo lunga, mentre per gli adulti è troppo superficiale. Vescovo. Vista l'importanza della sperimentazione dell'unità pastorale, i fedeli richiedono a monsignor Giusti di essere più presente nella parrocchia.

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civeta nel mirino della regione (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Chieti Civeta nel mirino della Regione Dopo lo stop alla discarica si profila il commissario L'Ente ricorre al Tar contro la chiusura I guadagni di Cerratina CUPELLO. Dopo lo stop alla discarica, si profila il commissariamento. Non sono finiti i guai per il Civeta che continua a portare i rifiuti dei Comuni consorziati a Cerratina (Lanciano). L'assessore regionale Daniela Stati ha annunciato di voler commissariare il Consorzio, che nel frattempo ha impugnato il provvedimento di chiusura. La "guerra" tra il Civeta e la Regione è solo all'inizio. Il consiglio di amministrazione dell'ente consortile ha deciso di impugnare davanti al Tar di Pescara il provvedimento di chiusura della discarica annessa all'impianto di riciclaggio, emesso lo scorso mese di gennaio sul presupposto che la vasca era esaurita. Circostanza che il Cda ha contestato fin dall'inizio. «La Regione ci ha dapprima imposto una serie di lavori per la messa in sicurezza della discarica, facendoci affrontare una spesa di 700mila euro», dicono contrariati al Civeta, «e poi ha chiuso la vasca ipotizzando un suo esaurimento. Non è così: dai calcoli dei nostri tecnici risulta che c'è ancora una capienza residua di 30mila metri cubi, equivalente ad una durata di circa due mesi». Ruota intorno alla capacità residua della vecchia discarica la battaglia legale ingaggiata dal Consorzio che ha dato incarico all'avvocato Antonio Boschetti di rappresentare le ragioni dell'Ente. Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza davanti ai giudici amministrativi, e il legale del Civeta ha in quella occasione rinunciato alla sospensiva per il giudizio di merito, fissato per il 2 luglio. «E' un segnale di apertura verso la Regione», commenta Boschetti, «in attesa della conferenza dei servizi in programma a fine mese». Nel frattempo, però, dall'assessorato regionale all'Ambiente, retto da Daniela Stati arrivano notizie poco confortanti. «Il Civeta va commissariato», ha sostenuto nel corso di un incontro a Lanciano la delegata all'Ambiente della giunta Chiodi. Insomma, le sorti del Consorzio, che attende il via libera all'utilizzo della nuova vasca da 300mila metri cubi, sono appese ad un filo. Le uniche certezze, al momento, sono due: cioè che l'Ente continua a portare i rifiuti a Lanciano, sostenendo una spesa di circa 200mila euro al mese e che la conferenza dei servizi, quella definitiva, programmata inizialmente per martedì, è stata spostata alla fine del mese. I sindaci-soci del Civeta sono preoccupati: il rischio è che il pattume, quello che non può essere riciclato e che rappresenta una percentuale pari al 60 per cento (a causa della insufficiente raccolta differenziata), venga conferito a Cerratina per una durata superiore ai tre mesi preventivati inizialmente, con ripercussioni economiche per il Civeta che, inevitabilmente, sarà costretto ad aumentare le tariffe a tutti i Comuni consorziati con aumenti consegueti sulle bollette degli utenti. Qualche amministrazione ha tuttavia già messo le mani avanti. E' il caso del primo cittadino di Scerni, Donato D'Ercole (lista civica), che ha scritto al Consorzio facendo presente «che il Comune non può accollarsi eventuali costi aggiuntivi». Che la discarica fosse in via di esaurimento non è del resto una novità. Il primo a lanciare l'allarme era stato l'ex presidente del Civeta, Panfilo Di Silvio (Pd), attuale assessore provinciale al Turismo, che nel 2005 aveva anticipato quello che si è verificato quattro anni dopo. «C'è il rischio concreto che l'impianto si esaurisca nel giro di qualche mese: la scadenza del 2007 fissata nel piano di gestione è solo ipotetica», aveva detto Di Silvio, che aveva anche denunciato una preoccupante situazione di stallo. Previsioni che si sono avverate. Resta da capire come mai una struttura dalle grosse potenzialità si sia arenata nelle sacche della burocrazia e della politica. Anna Bontempo

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Berlusconi dà il via al piano casa (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa venerdì in cdm. il premier: "Non ci saranno abusi" Berlusconi dà il via al piano casa Franceschini: "Si cementifica il Paese" Per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni: "Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia". Un piano per l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni. Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa fotografare, distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un banchetto in favore della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire in auto, si ferma con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano casa. Un antico pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato dall'attualità economica. La convinzione del premier è una: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni. Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il capo di governo - e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Il piano comporterà due fasi. La prima: una bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L'obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto. «Non ci sarà alcun scempio - puntualizza il presidente della Regione Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio esistente». La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico. E questo al posto del permesso a costruire. Altero Matteoli, uno dei ministri a lavoro sul piano conferma che quella di riformare l'edilizia «è stata un'idea del presidente del Consiglio e noi abbiamo dato il nostro contributo». Plauso alla riforma anche dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il quale giudica il piano sull'edilizia come «positivo».

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Â<Costruiremo il grande centroÂ> (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Gianfranco De Santis parla dei progetti e dei programmi dell'Udc in vista del voto di giugno «Costruiremo il grande centro» Elezioni Giovedì il comitato provinciale darà l'ok definitivo alla candidatura di Marzi Franca Roma L'Udc mira a costruire un grande centro moderato nella provincia di Frosinone e lo fa puntando su una candidatura eccellente alle provinciali. Le indiscrezioni sull'imminente discesa in campo di Domenico Marzi, sono state confermate dall'ex vice segretario provinciale del partito Gianfranco De Santis: «La candidatura alla presidenza della provincia di Frosinone dell'avv. Marzi, per la concretezza e l'esperienza maturata alla guida del capoluogo, è all'altezza non solo per l'Udc ma per la Ciociaria. Un presidente che saprebbe rappresentare al meglio il nostro territorio». De Santis ha anche confermato le dichiarazioni del segretario regionale Udc, Luciano Ciocchetti, che qualche giorno fa aveva parlato di una convergenza di idee tra l'ex sindaco di Frosinone e la linea del partito: «Condividiamo le sue dichiarazioni sulla necessità di un alleggerimento delle istituzioni, che passi anche attraverso il superamento delle Province; la semplificazione amministrativa nel rapporto cittadino-istituzioni; la riduzione dei costi e dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia». E dalla condivisione delle linee generali, l'Udc passa alla convergenza programmatica sui punti prioritari del proprio programma elettorale: i servizi alla persona, la sanità, l'aeroporto e le infrastrutture, il rilancio dell'occupazione e delle attività produttive, l'ambiente e il territorio. «Sono certo – ha dichiarato De Santis – che l'avv. Marzi li condividerà e noi siamo contenti di poterli condividere con lui». L'Udc ribadisce la propria identità di partito «che non si è fatto annettere», ma che cerca consensi. «La visione aperta della politica ci consentirà di costruire per primi nella provincia di Frosinone, quel grande centro moderato che è partito da Todi e che segnerà il rinnovamento della politica italiana – ha aggiunto De Santis, che ha difeso le scelte del commissario provinciale Formisano – L'Udc di Frosinone non è una cassaforte chiusa a sette mandate e chiunque può aspirare ad entrarvi o tornare a farne parte». Giovedì prossimo sarà il comitato provinciale a esprimersi sulla candidatura di Marzi, anche se dal confronto alla base è già emersa larga condivisione.

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Bloccati dalla burocrazia della Regione Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi di EMANUELE LAURENZI Bloccati dalla burocrazia della Regione Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da oltre 8 mesi, con l'attività condizionata e con l'impossibilità di assumere almeno 10 persone. E' quanto sta accadendo alla cooperativa "Euro 98 Rieti soccorso" che da oltre 10 anni opera nel trasporto dei malati e nelle operazioni di soccorso. Una realtà che conta 14 dipendenti stabilmente assunti oltre a un buon numero di volontari e collaboratori che prestano servizio nelle sedi fisse di Osteria Nuova, Paganico e Borgo San Pietro e sul resto del territorio provinciale con 6 ambulanze, 2 auto mediche e 2 auto per disabili. Altre 2 ambulanze sarebbero pronte a scendere in campo. Non fosse, appunto, per la burocrazia. «La storia inizia a luglio 2008 - spiega il presidente Luciana Leonardi - il 17, quando inoltrammo alla Regione Lazio la richiesta di abilitazione per 3 nuove ambulanze per aumentare i servizi». Una prassi prevista dalla legge regionale 48 del 1989 e che, di norma, inizia con un controllo da parte dell'azienda sanitaria di zona. Ma i disguidi per Euro 98 sono iniziati fin dalle prime carte bollate. «Il 7 ottobre ci sono stati segnalati dei problemi sulla prima documentazione - prosegue Leonardi - così abbiamo inoltrato nuovamente tutto. La Asl di Rieti ha fatto le verifiche e spedito la documentazione all'assessorato alla Salute della Regione. Da quel momento il silenzio». Un silenzio causato anche dalla situazione non certo semplice che c'è in Regione a livello di sanità, considerando anche il cambio di alcuni dirigenti in seguito al commissariamento dell'assessorato. «Proprio per questo motivo - spiega la presidente Leonardi - abbiamo cercato continui contatti. Il 9 dicembre abbiamo inviato una segnalazione anche attraverso il contact center "Dillo a Marrazzo" attraverso il sito internet della Regione. Ad oggi ancora non abbiamo avuto risposta». E qual è il risultato per la mancanza di un timbro sulla pratica? Due ambulanze nuove di zecca ferme in garage senza la possibilità di uscire in strada. «Per quanto tempo debbano restare lì - conclude Leonardi - considerando che costituiscono il nostro più significativo patrimonio sociale. Siamo una cooperativa Onlus, non c'è divisione di utile e, a causa di questi disguidi, non possiamo neanche dare lavoro ad altre persone».

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Ambulanze fermate dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi Due mezzi in garage e dieci persone in attesa d'assunzione. Il presidente Leonardi: «Così da otto mesi» Ambulanze fermate dalla burocrazia L'assenza di un timbro da parte della Regione blocca la coop "Euro 98"

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Retromarcia sulla delocalizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-03-08 - pag: 12 autore: INCHIESTA L'altro volto della recessione Retromarcia sulla delocalizzazione Dai Paesi dell'Est ostacoli alle imprese che vogliono rientrare Paolo Bricco MILANO Nessuno ti fa festa, se te ne vai. Semmai, la festa, provano a fartela. La recessione accelera i processi di dismissione delle filiali e degli stabilimenti all'estero. Le imprese italiane, fortemente connesse ai loro territori di origine, preferiscono chiudere o ridurre l'impegno lontano da casa dove, invece, i legami con le comunità locali e la forza del sindacato rendono tutto molto più complicato. Anche se queste decisioni, spesso, sono accompagnate da grattacapi: le facilitazioni burocratiche garantite all'arrivo cedono il passo a mille impedimenti, il trattamento fiscale diventa particolarmente oneroso, le questioni valutarie si accompagnano a quelle logistiche dello smobilizzo. Numeri certificati, non ce ne sono ancora. Ma, in questo inverno della globalizzazione, si colgono i primi segnali. Perché la recessione sta facendo venire al pettine i nodi di una delocalizzazione non sempre felice. E, così, alcune criticità strutturali si intrecciano con le difficoltà della fuoriuscita. Il clima, da favorevole che era, si incupisce rapidamente. E scattano meccanismi strani. «Per evitare il licenziamento collegato alla chiusura di un mio stabilimento in Romania, in 250 si sono messi in malattia - dice l'imprenditore Eugenio Costantini, veronese di 61 anni da 25 nell'Est Europa - nessuna autorità pubblica ha controllato che stessero veramente male». In Moldavia e in Romania, Costantini è titolare della Teba Industries, tessile e confezioni, che da 6.500 addetti è scesa a 1.500. I problemi della ristrutturazione si inseriscono in una tendenza, quella della delocalizzazione, segnata da alcuni fattori negativi: «Qui all'Est una volta trovavi fior di ingegneri tessili, con l'arrivo di molti altri imprenditori forestieri la concorrenza per la manodopera qualificata si è fatta spietata. Anche per questo, crisi o non crisi, riduciamo». La prossima frontiera di Costantini, per la manodopera low cost, è il Bangladesh. Gli fa eco, sul piano delle difficoltà di sistema acuitesi con la recessione, il vicentino Moritz Possamai, che di recente non ha rimpiazzato 200 dei 1.400 dipendenti della sua Grecale Impex impegnata, nella provincia romena di Tulcea, nelle confezioni: «Nonè più come prima. Con l'ingresso di Bucarest nell'Unione europea, l'adozione delle direttive rende la burocrazia più complessa e farraginosa». Alle braccia aperte di prima, dunque, corrispondono le braccia chiuse di adesso. «La burocrazia - spiega Matteo Rapinesi, socio dello studio professionale Cristofori che nelle sedi di Milano, Torino e Verona segue per i suoi clienti molti dossier caldi su questo fronte - è solo una delle questioni da affrontare quando una azienda si disimpegna dall'estero. Un altro è il prelievo fiscale, con alcuni dei Paesi strategici per la delocalizzazionee l'internazionalizzazione delle imprese italiane, come la Cina, gli Stati Uniti e la Germania, orientati a pretendere il prelievo fiscale sugli elementi intangibili del patrimonio, per esempio sull'avviamento della consociata. Alla sua chiusura, vengono tassate le plusvalenze implicite che si sono create negli anni». In questo frangente delicato, anche il capitalismo italiano mostra alcune debolezze. «Negli anni 90- osserva l'economista Marco Mutinelli, gestore della banca dati Reprint sull'internazionalizzazione del Politecnico di Milano - hanno delocalizzato molti imprenditori poco strutturati, alla ricerca soltanto di un minore costo del lavoro. è chiaro che, senza uffici legali adeguati e competenze ben definite, i problemi possono diventare molto significativi». Con il Governo della Slovacchia nessun intoppo, né burocratico né fiscale, per Fabio Illetterati, amministratore delegato di Tde Macno, azienda specializzata in convertitori per motori elettrici che ha appena chiuso l'unità tecnico- produttiva del distretto di meccatronica Samorin, lasciando a casa una decina di dipendenti: «Zero problemi o ritorsioni. Hanno capito anche loro: la crisi è dura per tutti. Noi abbiamo preferito concentrare gli sforzi sullo stabilimento di Vicenza. In Italia, abbiamo chiesto l'autorizzazione per l'utilizzo della cassa integrazione, perché non sappiamo come andrà questa crisi. Per ora, non vi abbiamo ricorso. Stiamo facendo di tutto per la nostra gente, i nostri 60 dipendenti. La focalizzazione sul nostro Paese è stata anche una scelta etica». A Samorin, dove si trova la meccatronica orientata all'automotive, la crisi è rilevante. Su una quindicina di aziende impiantatesi negli ultimi anni dall'Italia,una decina hanno ridotto il personale o hanno addirittura chiuso. Dei 300 addetti di prima della grande crisi, si stima che siano rimasti all'incirca la metà. Non c'è solo l'Est Europa, dove peraltro la convenienza a localizzarsi si sta strutturalmente riducendo, dal momento che poco alla volta si stanno assottigliando le differenze con la media europea del costo del lavoro. In Cina, dove si trovano 1.300 imprese italiane con 650 stabilimenti, tutti sono con il fiato sospeso. «Molti piccoli sono tornati a casa, soprattutto fra i professionisti che si muovevano intorno al business-riferisce l'economista Giorgio Prodi, membro del comitato scientifico dell'Osservatorio Asia, rientrato due settimane fa da Pechino- gli avvocati nei ristoranti ti raccontano che non si muove palla». Per ora, non è iniziata alcuna smobilitazione. O, se fra gli italiani ci sono state delle chiusure, si tratta di un fenomeno puntuale, nulla di paragonabile alla fuga di migliaia di imprese taiwanesi e coreane, che da settembre hanno chiuso lasciando in Cina anche gli asset materiali. In questo contesto, il Governo cinese ha emesso una direttiva, indirizzata agli imprenditori cinesi dai ministeri del commercio, degli affari esteri, degli interni e della giustizia. Il tema è come fare quando il socio straniero va via. «In realtà- osserva Prodi- il messaggio è soprattutto politico. Pechino dice agli investitori stranieri: state attenti, non potete fare quello che volete». Questa maggiore "attenzione" il paio con normative vigenti da tempo. «Sei hai costituito una società direttamente in Cina e la vuoi chiudere - continua Matteo Rapinesi, dello Studio Cristoforiil rimborso degli apporti del socio, effettuati in renminbi, è subordinato a una serie di vincoli autorizzativi di carattere valutario ». Anche gli investimenti sono fatti in renminbi. «E so bene- conclude un operatore italiano - che se chiuderò bottega, non sarà facile smobilizzare e poi riuscire a convertire quanto otterrò in dollari, da fare uscire poi dal Paese». paolo.bricco@ilsole24ore.com BRUTTA SORPRESA L'industriale vicentino Moritz Possamai: l'ingresso della Romania nella Ue ha innalzato enormemente il livello burocratico

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<Poteri speciali per i parcheggi> Via ai cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-09 num: - pag: 1 autore: di ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Palazzo Marino IL PIANO «Poteri speciali per i parcheggi» Via ai cantieri «Sulle gare per i parcheggi servono poteri speciali: la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi dei bandi ». Così l'assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Quest'anno, tuttavia, ripartono i lavori in centro, dall'autosilo in Sant'Ambrogio ai box in Darsena. A PAGINA 4

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Parcheggi, ripartono i cantieri in centro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Piano Via libera anche per il progetto della Darsena. Il Comune: nel 2008 realizzati quasi tremila posti auto Parcheggi, ripartono i cantieri in centro Sbloccati Sant'Ambrogio, Meda e XXV Aprile. Simini: fine lavori entro 2011 In Sant'Ambrogio ruspe di nuovo in azione dopo lo stop all'uso dei tiranti che avrebbero potuto minacciare la basilica «Sarà l'anno decisivo per i parcheggi, ma sulle gare dei lavori pubblici servono poteri speciali, perché la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi delle gare». L'assessore Bruno Simini insiste sulla necessità di rivedere le procedure stabilite dal governo, che hanno allungato i tempi di aggiudicazione delle gare, con il rischio della paralisi per le amministrazioni pubbliche. Le buone notizie, invece, riguardano il tema dei parcheggi, sul quale il sindaco Letizia Moratti ha chiesto un aggiornamento. Simini dispensa rassicurazioni: «Sarà un anno di svolta». Anche perché nel 2009 si chiuderanno i contenziosi più duri: da Sant'Ambrogio a XXV Aprile alla Darsena. E la questione, altrettanto annosa, di via Meda, è alla fine. Entro fine anno verrà riaperta la piazza al traffico e al passeggio e entro maggio del 2010 si arriverà all'inaugurazione del parcheggio. Simini conta di far tagliare al sindaco Moratti i nastri di XXV Aprile e Sant'Ambrogio prima delle elezioni del 2011. Simini ha anche fatto un paio di conti. Nel 2008 sono stati conclusi tre parcheggi realizzati in project financing, per un totale di 1.446 posti, ai quali si aggiungono di 1.416 dei parcheggi residenziali inaugurati l'anno scorso. Nel frattempo, sono aperti i cantieri di altri due parcheggi in project financing avviati nel 2008 (574 posti) e di 7 residenziali (tra i quali quelli di Rio De Janeiro e Bernini, su cui c'è stato l'intervento della magistratura). Come si diceva, poi, sono stati sbloccati i lavori per Meda, che porterà 552 posti a rotazione, XXV Aprile, per altri 668 posti e Sant'Ambrogio, con 586 posti. L'assessore ha annunciato poi che nei prossimi mesi partiranno i lavori in Sant'Ambrogio, dopo che è stato deciso di rinunciare all'installazione dei tiranti che avrebbero in qualche modo potuto minacciare la basilica. Il cantiere dovrebbe aprire entro fine maggio. Pronti al via anche i cantieri di via Mosso, via Aporti-Varanini, via Maffei, via Butti-Guerzoni, via Tolstoj-Savona, via Avezzana- Boncompagni. Grazie a questi, nel 2009 saranno avviati 2.161 posti auto privati e 236 pubblici. Verranno infine conclusi i lavori in via Benedetto Marcello, dove in realtà già è in uso il parcheggio per residenti: si tratta dunque di ultimare entro l'estate le opere di sistemazione superficiale. Chiuderanno poi via Manuzio, Manusardi e Sammartini-Lunigiana: in tutto, altri 150 posti auto pubblici e 498 privati. Elisabetta Soglio I lavori Il cantiere del parcheggio di piazza XXV Aprile al centro di un contenzioso legale

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E ora i palazzi popolari Vendita a prezzi scontati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-09 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte Governo certo di avere con sé i Comuni E ora i palazzi popolari Vendita a prezzi scontati ROMA — A Berlusconi l'idea è venuta in aereo, qualche settimana fa. Cercava qualcosa che andasse contro lo strapotere della burocrazia, che facesse presa sui cittadini e che al contempo fosse in grado di rilanciare l'economia. Il piano sull'edilizia che sta prendendo corpo in questi giorni ha per il presidente del Consiglio tutte e tre le caratteristiche. Dunque, per lui, è perfetto: sarà da limare, correggere, forse anche concordare con le Regioni in via preventiva prima di andare in Consiglio dei ministri, ma è quello che cercava. A Palazzo Chigi il testo della riforma circola, ma è ancora provvisorio. Resta l'incertezza su come procedere: l'alternativa è se chiedere alla Regioni del centrodestra di fare da apripista o se arrivare a un testo dell'esecutivo da sottoporre poi ai Governatori. Ma al di là della questione sul metodo è certo che il presidente del Consiglio non ha alcuna intenzione di desistere. Le critiche del segretario del Pd, sono state bollate da Paolo Bonaiuti come l'ennesimo caso «di una sinistra che sa solo dire di no a tutto». Quanto finora trapelato sulla riforma dell'edilizia allo studio del governo potrebbe arricchirsi anche di un altro tassello. è un vecchio pallino del premier, annunciato nel 2005 e poi non realizzato. L'idea è quella di alienare il patrimonio delle case popolari, a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, per rendere gli inquilini proprietari di immobili che oggi di solito versano in condizioni di obsolescenza. Da proprietari, è il ragionamento del Cavaliere, quasi un milione di persone che oggi vivono in case popolari sarebbero finalmente invogliate ad investire nell'ammodernamento della propria casa o del proprio palazzo. Un progetto che ha comunque delle difficoltà tecniche, essendo gli istituti che gestiscono le case popolari di proprietà regionale. Sul resto del progetto Berlusconi è convinto di avere dalla sua non solo le associazioni dei costruttori e dei professionisti (architetti, inge

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L'Italia presenta la <città dell'uomo> Un padiglione in cerca di consensi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-03-09 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il progetto Firmato da Giampaolo Imbrighi. Shanghai potrebbe «adottarlo» L'Italia presenta la «città dell'uomo» Un padiglione in cerca di consensi DAL NOSTRO INVIATO SHANGHAI – Se la capitale economica della Cina si affanna per stare dietro alle vertiginose tabelle di marcia che si è imposta, l'Italia ha le sue di scadenze. E non è solo per il padiglione progettato da Giampaolo Imbrighi, al termine di una gara europea alla quale hanno partecipato 65 studi di architettura soprattutto — ovviamente — italiani. è il contenuto che ancora va messo a punto, ci sono le bizantine procedure della burocrazia cinese con cui armonizzarsi. I tempi sono stretti, ma la posa della prima pietra potrebbe avvenire a fine marzo. Una ventina di aziende italiane forniranno gratuitamente i materiali per la realizzazione, «il meglio di quanto l'Italia produce », secondo il Commissariato generale del governo per l'Esposizione Universale, e arriveranno a 25. Cinese è invece l'impresa che si è aggiudicata la gara per la costruzione della struttura, un colosso da 18 mila dipendenti. Occorreranno una decina di mesi, forse 9, poi il padiglione italiano sarà pronto. All'interno, una mostra permanente — affiancata da una costellazione di eventi ed esposizioni a rotazione — darà la lettura italiana del tema dell'Expo, «un tema — spiega il commissario Beniamino Quintieri — che è congeniale al nostro Paese. L'Italia troverà nell'evento di Shanghai una grande occasione di comunicazione, faremo il punto sui livelli della tecnologia che abbiamo raggiunto ». La Triennale di Milano è il partner del Commissariato per identificare i punti guida dell'allestimento («La città dell'uomo »), ai quali ha lavorato un panel di esperti, mentre «una squadra di scenografi sta già lavorando all'allestimento, il cui progetto sarà pronto per aprile- maggio. Quindi a giugno — aggiunge Quintieri — sarà bandita la gara per realizzarlo ». A quel punto sarà decisiva l'azione di enti e istituzioni coinvolti sotto il coordinamento del Commissariato, che fa capo alla Farnesina. Vanno dal-l'Ice (l'Istituto per il Commercio estero, che ha un ufficio anche a Shanghai) a diversi ministeri (vedi Agricoltura, Ambiente, Beni Culturali, Innovazione, Sanità, più il dipartimento del Turismo), da Confindustria alle Regioni e ad altre istituzioni che daranno il contributo con eventi attinenti al tema, «senza frazionarsi ma facendo massa». Lo stanziamento complessivo per la partecipazione italiana all'Expo è di circa 35 milioni di euro. Il padiglione costerà, di suo, tra i 15 e i 18, di cui 6-7 coperti dai materiali offerti dalle ditte (la spesa netta, dunque, dovrebbe restare fra i 10 e gli 11 milioni). «è un investimento a produttività differita: i frutti si raccoglieranno dopo. Una visibilità così intensa, che si protrae per 6 mesi, è qualcosa che l'Italia non ha mai avuto in Cina», sostiene il commissario, secondo il quale «il senso di questa Expo è proprio dato dal fatto che si tenga in Cina, nella città che probabilmente diventerà la metropoli più importante del mondo». Nel 2015 l'Expo toccherà a Milano ma il caso di Shanghai, con la sua serrata programmazione militare, resta poco esportabile. «Quella di Shanghai sarà un'edizione eccezionale perché nessun'altra metropoli può permettersi un'area espositiva di queste dimensioni nel centro della città». Il dopo-Expo comincerà con l'attesa sulla sorte dei padiglioni nazionali. La vasta area espositiva conserverà diverse strutture che daranno a Shanghai auditorium, centri multifunzionali e così via. Invece quanto costruito da Paesi e organismi ospiti andrà smantellato, a rigor di regolamento. Ma l'ultima parola spetterà alla municipalità, che potrà decidere di mantenere in vita alcuni dei padiglioni, un destino come quello che arrise alla Tour Eiffel. L'Italia ci spera. La controparte cinese ha fatto sapere che valuterà sulla base del «successo del pubblico» e dei «giudizi di una commissione di architetti internazionali». C'è un po' di vaghezza, in merito, ma è presto. Ci si penserà dopo l'Expo. E il dopo del dopo è già Milano. M.D.C.

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Piano casa, Franceschini: "No,... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 Piano casa, Franceschini: "No, è cementificazione" di Francesco Cramer Dopo nucleare, giustizia, sicurezza, economia e scuola il segretario del Pd boccia anche l?ultimo progetto del governo. Le "riforme condivise" non sono mai diventate realtà Roma - «No, no, no». Il governo annuncia un piano-casa per far ripartire l?edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all?intera economia. Ma dal jukebox dell?opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell?Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd Franceschini, sposando la comoda linea politica del bastian contrario. Dall?energia alla giustizia, dalla scuola alle grandi opere, dall?Alitalia alla sicurezza, la sinistra ha sempre la carta pronta da gettare sul tavolo, il suo particolare jolly: il niet. In fondo che bisogno c?era di fare un governo ombra quando su tutti i grandi temi dall?opposizione arriva sempre e comunque un rifiuto? La proposta alternativa al giusto processo, mirabilmente descritta dal Guardasigilli ombra Lanfranco Tenaglia, è illuminante: «La riforma della maggioranza è in alcune parti dannosa, in altre controproducente». E pensare che per intercettare il voto moderato l?impallinato leader piddino Veltroni auspicava riforme condivise. Maggio 2008: «Confermiamo la nostra disponibilità a convergere sulle riforme per consentire al Paese di marciare più veloce, di essere più moderno». Parola di Walter. Salvo poi gridare ai quattro venti: «Sulla giustizia è difficile trovare un accordo se l?esecutivo insegue solo la separazione delle carriere, lo svilimento del Csm o il blocco sostanziale delle intercettazioni come strumento d?indagine». E ancora: «Il provvedimento sulle intercettazioni sarà un regalo alla criminalità». Una bocciatura a priori. A proposito di voti: si può provare a far funzionare la scuola, tornando al maestro unico per dare un solo punto di riferimento ai bambini e valorizzare la figura dell?insegnante. Oppure, sull?università, si può tagliare la giungla di corsi inutili e razionalizzare le spese ma la condotta della sinistra sarà sempre quella: rigettare, ripudiare, respingere. «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c?è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina? L?opposizione arriccia il naso e fa partire il «no» con l?Alta velocità: «Sono uno specchietto per le allodole di fronte alla crisi». Già, la crisi. Forse abolendo l?Ici sulla prima casa, sostenendo il potere d?acquisto dei meno abbienti con bonus famiglia e social card arriverà qualche sì anche dall?opposizione? Macché. La social card «è soltanto un?elemosina di Stato» e in fondo, parole di Veltroni: «è umiliante per quanti la usano perché nei supermercati vengono identificati come bisognosi». Sull?atomo è meglio lasciar perdere: getti le basi per aumentare l?indipendenza energetica producendo, entro il 2020, circa il 20% del fabbisogno di energia grazie al nucleare che alla sinistra scoppiano i nervi: «Ennesimo spreco di denaro pubblico». E a proposito di sprechi: con il federalismo, assicurando autonomia di entrata e di spesa agli enti locali, si tira la cinghia sulle uscite dello Stato-Pantalone. Piacerà? No: «Determinerà un aumento di spesa pubblica e burocrazia». E su Alitalia? Salvi la compagnia di bandiera: privata, italiana e con un forte partner internazionale. Volerà un applauso così, per sbaglio... Bersani: «Una soluzione debole e problematica, molto più di quello che avrebbe potuto essere». E te pareva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Rivolta contro il cemento (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rivolta contro il cemento il piano per l'edilizia Di Pietro: «Sarebbe come autorizzare una rapina». Dure critiche anche dal Pd. I dubbi di Bossi i punti base della proposta 09/03/2009 MENO VINCOLI 09/03/2009 Si potrà ampliare la cubatura di immobili già esistenti nel limite massimo del 20%. Nel caso di ricostruzione ex novo (consentita solo per immobili realizzati prima del 1989) l'incremento potrà essere fino al 30% se si utilizzano tecniche di bioedilizia. 09/03/2009 ' 09/03/2009 il mattonenel belpaeseNelle località di vacanza l'egoismo di pochi devasterà il paesaggio di tutti antonio di Pietroleader Italia dei valori 09/03/2009 PIù CASE SUBITO 09/03/2009 Sono disponibili 550 milioni di euro per realizzare 6mila nuovi alloggi popolari destinati a giovani coppie, anziani, studenti, immigrati regolari. L'affitto sarà a prezzo calmierato e l'inquilino potrà esercitare il diritto di riscatto. 09/03/2009 BONUS FISCALI 09/03/2009 Il contributo sugli ampliamenti a carico di chi costruisce sarà ridotto del 20% in generale e del 60% se si tratta della prima casa del richiedente o di un suo parente fino al terzo grado. 09/03/2009 stop burocrazia 09/03/2009 Autocertificazione per gli ampliamenti o la costruzione di nuovi alloggi. Norme più flessibili per accertare se un'opera edilizia sia corretta. Più snella anche la soluzione di eventuali controversie tra il Comune e chi costruisce. 09/03/2009 norme a tutela 09/03/2009 Tutti gli interventi dovranno rispettare la normativa a tutela dei beni culturali e paesaggistici e non potranno riguardare immobili già costruiti in contrasto con le norme sull'abusivismo. 09/03/2009

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Acquisti solidali in formato hi-tech (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-09 - pag: 15 autore: FOOTPRINT ... Acquisti solidali in formato hi-tech O ggi, che la crisi scuote i mercati e alimenta cattivi presagi, ci sono imprenditori che guardano al futuro con ottimismo, che aprono nuove sedi, che non riducono il personale,anzi assumono. E investono risorse nella responsabilità sociale. «Chi ha fatto della Csr la propria vetrina- dice Pierluigi Bernasconi, a.d. di Mediamarket- oggi sarà certamente in difficoltà. Chi invece, come noi, ha messo in atto comportamenti responsabili coerentemente con i propri valori, e le proprie possibilità, non fa altro che proseguire nell'impegno preso». Bernasconi ha aperto il primo store della catena tedesca Mediamarket nel '91 a Curno (Bergamo) con l'incarico di direttore generale. Dal '98 è anche amministratore delegato del gruppo che, con le due insegne Media World e Saturn, ha oggi 93 punti vendita, 7.500 dipendenti, un fatturato di 2 miliardi l'anno ed è leader nella distribuzione di prodotti di elettronica di consumo. La collaborazione con il Cesvi, organizzazione umanitaria bergamasca, inizia nel 2003 con la raccolta fondi per finanziare una scuola agraria in Corea del Nord. L'anno successivo Bernasconi decide di far scegliere ai propri collaboratori quale progetto sostenere attraverso un referendum. Partecipa la quasi totalità dei dipendenti, che decide la costruzione di una casa di accoglienza per donne e bambini vittime di abusi nelle baraccopoli di Cape Town, in Sudafrica. «Una sera, poco tempo dopocontinua Bernasconi - durante un karaoke per festeggiare il decimo anniversario del negozio di Cantù, mi colpisce la voce di una ragazza, un vero talento». Nasce così l'idea di finanziare "La casa del sorriso" sudafricana con un cd realizzato dai dipendenti di Media World. Franco Mussida ( ex Pfm, direttore di una scuola di musica) si incarica di coordinare il progetto. Al casting si iscrivono 350 ragazzi, ne vengono selezionati una settantina tra musicisti e cantanti. Il risultato è un cd che per qualche settimana va in testa alla classifica e vende 30mila copie. Bernasconi è un milanese pragmatico, vuole vedere il denaro raccolto trasformarsi in una cosa concreta ed è allergico all'idea di trarne benefici in termini di immagine. «Siamo intervenuti in luoghi che non sono mete turistichee dove non stazionano le telecamere ». Nel 2007 Media World lancia ProGreen, programma di sensibilizzazione del consumatore verso l'acquisto consapevole di beni di elettronica di consumo. è anche un progetto di formazione interna per creare una cultura condivisa sui temi ecologici e di risparmio energetico. «I valori continua Bernasconi - li diffondi attraverso le scelte che fai. Così si radica il senso di appartenenza». Partecipano anche i fornitori? «Qualche volta è necessario strattonarli un po', altre volte invece l'adesione arriva spontanea». I dipendenti,metà uomini e metà donne, sono quasi tutti assunti a tempo indeterminato.L'età media è 24 anni. «Un negozio è lo specchio della società, deve rappresentare un'interfaccia coerente. Chi ha più di 50 anni fatica a orientarsi nell'elettronica e i commessi hanno difficoltà a rapportarsi con un anziano. Mi piacerebbe molto poter formare e assumere, naturalmente part time, dei pensionati. Così come vorrei che leggi e burocrazia non rendessero al limite dell'impossibile l'assunzione di personale straniero. Ma il nostro è il Paese dei pregiudizi. Se faccio in pubblico queste affermazioni vengo immediatamente accusato di voler sfruttare i vecchi e gli extracomunitari». «Penso positivo»ripete in continuazione. Però tutti gli indicatori parlano di contrazione dei consumi. «Abbiamo appena inaugurato un nuovo punto vendita a Reggio Calabria e ne apriremo altri cinque entro l'estate. Certo, qualche aggiustamento l'abbiamo fatto, per esempio abbiamo ridotto gli straordinari. Ma questa crisi riposizionerà gli stili di vitae alla fine ridistribuirà ricchezza». Per Bernasconi, a.d. di Media Market, la Csr non è una vetrina, ma una cultura condivisa di Maria Bianucci

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Edilizia/ Il piano del Governo divide i presidenti di (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 9 mar. (Apcom) - Il piano per il rilancio dell'edilizia che il Governo si appresta a varare fa discutere i governatori regionali. Sui quotidiani di oggi le divisioni rispecchiano abbastanza fedelmente gli schieramenti politici: se il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan (Pdl) giura che "non ci sarà scempio ambientale, Piero Marrazzo (presidente del Lazio, Pd) parla di "condono surrettizio" e Maria Rita Lorenzetti (Umbria, Pd) accusa: "Così si favorisce l'abuso e si distrugge il territorio". Dubbioso Raffaele Lombardo del Movimento per le Autonomie, che governa la Sicilia assieme al Pdl: in questa fase di crisi quanti, si chiede, potranno spendere per allargare la loro casa? Lorenzetti, intervistata dall'Unità, chiarisce che "né il ministro né il Governo ci hanno consultati", e per questo chiede di "fermare tutto e discutere con le Regioni". A suo dire "una semplificazione è augurabile. Ma non una deregulation selvaggia". I rischi? "Molto abusivismo nasce da interventi di tamponatura di balconi e porticati. Così si rischia di stimolare gli abusivi e distruggere il territorio". Per Marrazzo il piano del Governo "è una scorciatoia per risollevare le imprese. Invece è necessario conciliare le necessità dei cittadini con quelle degli imprenditori e dell'ambiente". In più, osserva il governatore del Lazio, i 550 milioni di euro previsti da Berlusconi non bastano: "E' la stessa cifra - spiega - distribuita in tre anni che ha stanziato la Regione Lazio per l'edilizia agevolata e sovvenzionata. E' evidente che i fondi calcolati da Berlusconi sono insufficienti per tutta l'Italia". Lombardo dal canto suo ricorda che "la Sicilia ha sofferto a lungo della piaga dell'abusivismo, stiamo attenti - ammonisce - con le nuove cubature". Ma il dubbio riguarda anche la concreta applicabilità delle nuove misure: "In Sicilia - osserva - con i consumi depressi, non so quante famiglie possano spendere 150mila euro per allargare la propria abitazione". Sul fronte dei convinti si schiera senza esitazioni il veneto Galan, che sta per varare un piano regionale per l'edilizia. "Questo ritornello dello scempio dei centri storici e del paesaggio è un'idiozia infame. Stiamo parlando - precisa - di un progetto che riguarda il patrimonio edilizio esistente". Galan prevede che "si farà di tutto e di più per contrastare questo progetto, soprattutto dalla parte più becera della sinistra e da quel solito vecchio ambientalismo che quando decide di essere contro non ragiona più né ascolta le ragioni degli altri". Poi fa appello ai suoi colleghi governatori: "Perché tentennate, amici presidenti delle regioni rosse? Qui non si tratta di violare vincoli paesaggistici, monumentali o architettonici: ci limitiamo a sveltire la burocrazia".

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Libero abuso (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Libero abuso «Basta pastoie e burocrazia». Berlusconi strizza l'occhio ai palazzinari e rilancia l'edilizia selvaggia contro la crisi: possibilità di ampliare case e ville senza più vincoli urbanistici. Si riaffaccia anche il condono: vita facile per gli abusivi. Venerdì il provvedimento al consiglio dei ministri. Gli ambientalisti: è il ritorno agli anni '60. Il no delle regioni rosse PAGINA5

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LE MANI SULLA CITTÀ (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LE MANI SULLA CITTÀ Edoardo Salzano Scatenare gli «spiriti animali» della speculazione edilizia più forsennata e rozza per dare uno choc all'economia, un colpo alla burocrazia e un volano enorme all'edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica urbanistica dell'uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del 20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione. Si potranno demolire e ricostruire, con il 30% in più, gli edifici costruiti prima del 1989. Tutto questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la certificazione di un tecnico. Siamo alla follia. Si cancellano non pochi decenni, ma alcuni secoli di tentativi di regolare un mercato (quello dell'utilizzazione del suolo a fini urbani) che, lasciato alla spontaneità, stava distruggendo le città e rendendone invivibili le condizioni per gli abitanti e le attività. La regolamentazione del territorio nell'interesse collettivo non nasce nei paesi del socialismo reale, e neppure in quelli del welfare state, ma agli albori del XIX secolo nei paesi del capitalismo maturo. Arrivò più tardi nei paesi in cui le debolezza dell'imprenditoria moderna lasciava ampio spazio alla rendita, come l'Italia. Qui la regolamentazione urbanistica venne introdotta, nell'epoca fascista, dopo un conflitto che vide, all'interno di quel mondo, la vittoria delle forze del profitto su quelle della rendita: fu nel 1942, quando la legge del fascista Gorla fu approvata contro le resistenze dei difensori del privilegio indiscriminato della proprietà privata. Aumentare le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico delle reti dell'acqua e delle fogne, ridurre l'efficienza delle scuole, del verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell'aria e dell'acqua, ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza. Significa privilegiare, nell'economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell'innovazione dei sistemi produttivi, dell'utilizzazione delle risorse peculiari della nostra terra. Non dimentichiamo che scatenare l'attività edilizia indiscriminata provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese. Non è un caso che uno dei presidenti regionali che darà il via al provvedimento è quel Cappellacci, viceré della Sardegna in nome di Berlusconi, cui lo champagne di festeggiamento del trionfo elettorale fu offerto da quel tale che aspetta di costruire 300mila mc sulla necropoli punica di Tuvixeddu-Tuvumannu. E riflettiamo sul fatto che affidare le decisioni delle demolizioni e ricostruzioni e degli ampliamenti edilizi al parere tecnico di professionisti pagati dagli stessi operatori immobiliari interessati significa sottrarre ogni decisione non a una parassitaria burocrazia, ma ai pareri di qualificati funzionari pubblici e alla possibilità dei cittadini di concorrere, mediante le procedure della pianificazione urbanistica e l'intervento diretto di partecipazione, alle scelte di trasformazione dei territori sui quali vivono. Da quale palazzo o palazzetto della politica nascerà il segnale di una protesta che fermi la marcia verso la devastazione?

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Aim di Milano, prima matricola in primavera Le stime (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Aim di Milano, prima matricola in primavera Le stime La prima matricola è attesa tra aprile e giugno. L?Aim italiano, Alternative investment market, è ancora ai primi passi. Partito solo a dicembre, grazie alla fusione di Borsa Italiana e London Stock Exhange che ha consentito a Piazza Affari di usare il marchio dell?ormai collaudata piattaforma londinese vuole sfidare la crisi, proponendosi come alternativa al canale bancario per finanziare le piccole e medie imprese che vogliono crescere e hanno bisogno di liquidità. Come all?Aim di Londra, dove sono presenti 1.600 small cap di 40 paesi, L?Aim di Milano punta a intercettare il vasto tessuto di Pmi che finora hanno guardato con diffidenza all?ipotesi quotazione, sia perché sono storicamente poco abituate ai meccanismi della finanza, sia perché spaventate dalle lungaggini della burocrazia e dai costi. Di fatto, la piattaforma è una sola. Restano ancora separate le due piazze, che pero? arriveranno presto a una fusione. Identiche le procedure, d?accesso, estremamente semplificate, che in teoria consentirebbero la quotazione nel giro di 10 giorni. Per evitare che a pagare il prezzo della semplificazione, in termini di minore trasparenza, siano gli investitori, c?è la figura del "cosiddetto sponsor", il Nomad, nominated advisers, responsabile nei confronti di Borsa Italiana della valutazione delle società che richiedono l?ammissione ma anche della fase successiva alla quotazione. Un ruolo chiave, dal momento che l?Aim è una borsa accessibile anche agli investitori "retail". Importante, a questo fine, è l?ampliamento dei membri che compongono il Nomad: Banca Akros, Centrobanca, Equita Sim, Intermonte, Unipol Merchant. E, è di questi giorni la notizia, si è ora aggiunto un sesto istituto, Mps Capital Services Banca per l?Impresa. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Il centrodestra universitario rappresentato dai movimenti Azione Universitaria (AN), Studenti per le... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lunedì 9 Marzo 2009, Il centrodestra universitario rappresentato dai movimenti Azione Universitaria (AN), Studenti per le Libertà (FI), e Movimento Universitario Padano (Lega), concorrono alle elezioni per il Senato Accademico con una lista unitaria denominata "L'ora del merito". Vogliono rimarcare l'azione del Governo, che con i primi provvedimenti assunti ha voluto mettere al primo posto nell'agenda politica universitaria il concetto di meritocrazia che ormai da anni era stato messo all'angolo da molti atenei italiani. Mattia Ardenghi, candidato capolista al Senato Accademico per la lista "L'ora del merito" dichiara: «Spero che durante l'inaugurazione dell'anno accademico il rettore tracci delle nuove linee guida in grado di modernizzare e rendere competitiva la nostra Università. Nel programma elettorale che andiamo a proporre agli studenti ci siamo soffermati proprio su questo: meno burocrazia, meno sprechi, più tecnologia, più legami tra università e mondo del lavoro e soprattutto più meritocrazia nell'accesso alle carriere universitarie». Aggiunge Marco Schiesaro candidato capolista al consiglio di amministrazione: «Gli studenti oggi hanno bisogno di una università che sia in grado di offrire loro degli strumenti per essere un domani competitivi nel mondo del lavoro. Una università libera da ideologie che sia veramente accessibile a tutti e nei quali tutti possono concorrere alla crescita culturale dell'ateneo. In questi giorni abbiamo assistito ad atti di intolleranza e di violenza nei confronti e di studenti e di ospiti illustri dell'università da parte dei soliti facinorosi dell'ultrasinistra. Ci auguriamo che gli studenti premino il nostro programma per evitare che tutto questo non accada più».

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È nata l'Unione degli immigrati. Vogliamo collaborare con le istituzioni locali per i permessi di soggiorno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

È nata l'Unione degli immigrati. «Vogliamo collaborare con le istituzioni locali per i permessi di soggiorno» Lunedì 9 Marzo 2009, Fino a due anni per un permesso di soggiorno. Gli immigrati propongono una cordata per sgravare di lavoro la Questura. "L'assistenzialismo non ci interessa, ma chiediamo di poter vivere in una società in cui la burocrazia non ci impedisca di lavorare e di sentirci delle persone come le altre. Non vogliamo irrompere con prepotenza nella città, scombinando le tradizioni ed imponendo le nostre usanze. Cerchiamo il dialogo e miriamo a farci conoscere, per condividere il nostro modo di vivere e conoscere quello dei vicentini che ci ospitano". Con queste parole Ousmane Condè descrive gli obiettivi principali dell'Unione degli immigrati, nata proprio ieri mattina, frutto della ferma intenzione di un gruppo di rappresentanti delle più numerose comunità presenti nel vicentino di integrarsi al meglio nel territorio, senza pretese, ma con l'intento di farsi conoscere. Filippine, Ghana, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Bangladesh e Sri Lanka sono solo alcuni dei paesi di provenienza degli immigrati che fanno parte del direttivo dell'Unione. Migliaia di persone che non intendono arrogarsi diritti con prepotenza, ma cercare di integrarsi nel tessuto sociale, rispettandone le usanze, le leggi e rispondendo ai doveri civici che si assumono tutti gli altri cittadini. Si offrono persino di collaborare con le istituzioni, per rendere meno angosciante l'attesa dei permessi di soggiorno. "La nostra vita è legata alla concessione del permesso di soggiorno - spiega Ousmane Condè, a capo del direttivo di otto persone dell'Unione degli immigrati - e questo non contribuisce certo alla regolarizzazione degli stranieri. Attendere fino a due anni il permesso di soggiorno, e spesso riceverlo scaduto o prossimo alla scadenza, significa incentivare la clandestinità. E chi non lavora, è risaputo, non può che darsi ad attività illecite. Non vogliamo che questo accada, perciò ci offriamo di aiutare le istituzioni, riconoscendo l'immane lavoro che stanno facendo". Una proposta concreta, dunque, prevede l'apertura di uno sportello per gli immigrati. "Semplificare il lavoro della Questura - conclude Ousmane Condè - ci può aiutare ad ottenere prima il permesso di soggiorno, quel pezzo di carta indispensabile per sentirsi parte di una comunità, come vogliamo essere. L'Unione, ci teniamo a sottolinearlo, è un organismo indipendente e non legato ad alcuna realtà sociopolitica. Un braccio degli immigrati che si propone soltanto di tutelarne i diritti ed educarli alla legalità ed alla convivenza civica". Matteo Crestani

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Ospedale, il segreto di De Anna Presto servizio d'eccellenza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ospedale, il segreto di De Anna «Presto servizio d'eccellenza» Lunedì 9 Marzo 2009, È ancora il tema del nuovo ospedale cittadino a tenere banco all'annuale assemblea dell'associazione provinciale "Amici del cuore Domenico Zanuttini", ieri mattina nel ristorante Al Parco, a Fontanafredda. La crisi economica è una minaccia concreta, al punto che, come ha evidenziato il sindaco Sergio Bolzonello, si rischia di dover compiere un passo indietro, ripristinando il progetto iniziale, «non senza conseguenze disastrose». A dare il via agli interventi è stato l'appello lanciato dal presidente Renato Battiston che, nella sua relazione morale, ha evidenziato come non debba venir meno la continuità assistenziale nei confronti dei pazienti che, fino al 2015, saranno ospitati nell'attuale ospedale. «Vigileremo e non mancheremo di intervenire affinché nel caso di precarietà e ritardi, purtroppo sempre possibili quando ci sono di mezzo politica e burocrazia, a pagarne il prezzo non sia il malato. Vogliamo garanzia di continuità e mantenimento dei servizi attuali». Da qui la presa di posizione del primo cittadino. «Siamo d'accordo con questa giunta regionale - ha detto Bolzonello - sulla scelta esterna di collocazione del nuovo ospedale. Però voglio evidenziare la necessità di accompagnare questo progetto con una riflessione sul futuro della sanità del Friuli Occidentale e sull'integrazione con gli altri ospedali». La crisi economica in questo momento rappresenta la variabile principale: «Il progetto di finanza, a sostegno del nuovo ospedale di Pordenone e per quello di Cattinara - ha continuato - prevede una parte a carico di privati che avranno la possibilità di rifarsi, gestendo i servizi non sanitari del nuovo presidio. A Trieste sono contrari. Credo sia difficile rientrare, amministrando mensa e parcheggi. Non vorrei che si fosse costretti a compiere un passo indietro, includendo i servizi sanitari. Un vero disastro. Per questo motivo non porteremo in consiglio comunale la variante». Da qui l'affondo: «Il 9 aprile questa giunta regionale compirà un anno. Sono preoccupato. Sono convinto della bontà di questo progetto, ma il sistema inizia a scricchiolare: o nel giro di 1, 2 mesi vedremo qualche atto concreto, intendo delibere e determine; oppure questa Giunta sarà costretta a ritornare al progetto precedente. Ciò sarebbe devastante». Questo perché, come aveva anticipato l'assessore comunale Giovanni Zanolin, il nuovo ospedale poggia su un sistema finanziario importante: «Finanziamenti per 160 milioni di euro stanziati dalla Regione e 80 milioni di euro quale apporto di privati che potranno recuperare gli investimenti, gestendo alcune funzioni non sanitarie. Non sarà facile trovare imprese disponibili. Sarebbe meglio un finanziamento interamente regionale». A seguire, l'assessore regionale Elio De Anna, che ha messo in luce il ruolo di questo ospedale di aria vasta, che ha una funzione di cerniera con il Veneto per un bacino di oltre 300 mila persone: «Auspico una sinergia con il Cro di Aviano. Quello di Pordenone sarà un ospedale di riferimento per un territorio vasto, ancora di più quando sarà dotato di un servizio di eccellenza per l'intera regione. Purtroppo, non posso anticipare nulla su questo tema». Alessandra Betto

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L'edilizia soffre a Nordest Un taglio alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'edilizia soffre a Nordest Un taglio alla burocrazia Lunedì 9 Marzo 2009, È con grande soddisfazione che valutiamo l'apertura del passante, una grande opera infrastrutturale attesa da decenni dal Veneto. Questi 32 chilometri di autostrada permetteranno un'alternativa alla famigerata tangenziale di Mestre che per anni ha costituito una sorta di trappola per le migliaia di auto e mezzi pesanti provenienti da tutta Italia e dall'estero. L'OK DEI COSTRUTTORI ALLE INFRASTRUTTURE - Da sempre la categoria che ho il piacere di rappresentare si è dichiarata favorevole alla modernizzazione del Paese. Purtroppo l'Italia e più in specifico il Nordest pagano ritardi che pesano sull'economia delle nostre imprese. Sono ancora troppe le ore che passiamo sulle strade anche per percorsi brevi. Per decenni le buone idee incidono dalla progettualità è stata bloccata da veti e da una burocrazia di stampo "Ottocentesco" ha sempre messo i bastoni alle ruote dello sviluppo. Tutti questi ritardi li stiamo ancora "pagando". GLI SCENARI INTERNAZIONALI - A seguito dell'allargamento dell'Unione Europea il Veneto ha ulteriormente rafforzato la propria centralità nel contesto europeo, aggiungendo al forte legame con la realtà transalpina, la naturale proiezione ed interazione verso Est. La necessità di un'adeguata politica dei trasporti e delle infrastrutture ha difficoltà a farsi strada in particolare nei territori caratterizzati da un dinamismo economico che richiede una continua riorganizzazione dei fattori produttivi per rispondere alle esigenze e agli stimoli di un mercato in rapida evoluzione. SOFFRE L'EDILIZIA - Purtroppo l'edilizia soffre! Per anni ricordiamo che il nostro settore ha fatto da sostegno al Pil, anche per quanto riguarda l'occupazione eppure oggi la situazione è cambiata. A rischio a livello nazionale ci sono 250 mila posti di lavoro, anche se fino a qualche tempo fa si assumevano gli espulsi dalla grande industria. Una probabile soluzione è ancora in mano ai privati, che nel nostro mestiere più volte si sono dimostrati masochisti. I Comuni o Enti rilascino d'autorità permessi di costruire, poi vediamo cosa succede. Personalmente sono confortato che continueremo a costruire. A questo punto chiediamo a gran voce di sbloccare le migliaia di concessioni edilizie ferme nei cassetti. Bisogna cominciare a sburocratizzare e a sveltire se si vuole ridare impulso alle piccole imprese, da sempre il vero motore dello sviluppo. Solo così si potrà ridare ossigeno ad un settore che ora rischia di essere un "malato grave", dato che non arrivano nuove risorse per le "piccole grandi opere" senza le quali non vi sarà il recupero dei ritardi accumulati e che le banche in molti casi chiedono il rientro dei fidi concessi e contribuiscono a peggiorare la situazione. PAGAMENTI - Con il sistema dei pagamenti in vigore, con le imprese dipendenti dalle banche, le quali non rispondo chiaramente, ma applicano tassi aggressivi ben diversi dai tassi ufficiali a quello del mercato, trascurando il vecchio rapporto fra banca e impresa ora non riuscendo a distinguere le buone dalle malate, considerato tutto ciò, si peggiora velocemente la crisi e la vere imprese piccole-medie moriranno. PROTAGONISTI DELLO SVILUPPO DEL NORDEST - Siamo stati i protagonisti dello sviluppo oggi chiediamo di venire ascoltati. Ci sembra doveroso. Non esiste solo la grande industria che chiede di essere soccorsa in uno momento di emergenza (vedi Fiat). Ma ci sono le migliaia di piccole e microimprese che lavorano in silenzio, fanno i salti mortali per sopravvivere, ma difficilmente vengono ascoltate. Potremmo intervenire immediatamente nella efficienza energetica e ristrutturazione di edifici pubblici, nel rimettere a nuove le strade ed i marciapiedi delle nostre città, sulla riqualificazione dei centri urbani sempre più al degrado. Però non bisogna più perdere tempo, perché molte imprese moriranno ed il Paese si avvierà inerosabilmente ad essere sempre più terzo mondo. * Componente Comitato di presidenza nazionale Ance

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<Un paradosso il G8 qui da noi> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Un paradosso il G8 qui da noi» Il capogruppo del Pd al Comune ricorda che tutte le classifiche ci pongono agli ultimi posti Un incontro per capire la politica e la burocrazia spiegata ai politici dai tecnici. Domenica alle 16 nella sala Costanza Bruno di via Malta, nell'ambito delle iniziative volte a migliorare la conoscenza dei provvedimenti amministrativi che caratterizzano la vita degli enti locali in cui ciascun consigliere svolge un ruolo di grande responsabilità, anche in vista dell'ormai prossima scadenza per l'approvazione del bilancio di previsione 2009, fissata dall'Assessorato regionale agli enti locali il 31 marzo, il presidente del Consiglio provinciale Michele Mangiafico, e del Consiglio comunale, Edy Bandiera, hanno organizzato un incontro formativo rivolto ai consiglieri provinciali e comunali e ai consiglieri di circoscrizione che avrà per oggetto lo strumento finanziario, l'iter della sua approvazione, il ruolo del collegio dei revisori e del consiglio, gli emendamenti alla proposta dell'Amministrazione, i piani esecutivi di gestione e non solo. L'incontro sarà condotto dal funzionario incaricato dall'amministrazione provinciale per la redazione del bilancio di previsione, Giovanni Vinci, e dal ragioniere generale del Comune, Giorgio Giannì.

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De Santis: Â<Costruiremo il grande centro con l'UdcÂ> (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa politica De Santis: «Costruiremo il grande centro con l'Udc» L'Udc mira a costruire un grande centro moderato nella provincia di Frosinone e lo fa puntando su una candidatura eccellente alle provinciali. Le indiscrezioni sull'imminente discesa in campo di Domenico Marzi, sono state confermate dall'ex vice segretario provinciale del partito Gianfranco De Santis: «La candidatura alla presidenza della provincia di Frosinone dell'avv. Marzi, per la concretezza e l'esperienza maturata alla guida del capoluogo, è all'altezza non solo per l'Udc ma per la Ciociaria. Un presidente che saprebbe rappresentare al meglio il nostro territorio». De Santis ha anche confermato le dichiarazioni del segretario regionale Udc, Luciano Ciocchetti, che qualche giorno fa aveva parlato di una convergenza di idee tra l'ex sindaco di Frosinone e la linea del partito: «Condividiamo le sue dichiarazioni sulla necessità di un alleggerimento delle istituzioni, che passi anche attraverso il superamento delle Province; la semplificazione amministrativa nel rapporto cittadino-istituzioni; la riduzione dei costi e dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia». E dalla condivisione delle linee generali, l'Udc passa alla convergenza programmatica sui punti prioritari del proprio programma elettorale: i servizi alla persona, la sanità, l'aeroporto e le infrastrutture, il rilancio dell'occupazione e delle attività produttive, l'ambiente e il territorio. «Sono certo – ha dichiarato De Santis – che l'avv. Marzi li condividerà e noi siamo contenti di poterli condividere con lui». L'Udc ribadisce la propria identità di partito «che non si è fatto annettere», ma che cerca consensi. «La visione aperta della politica ci consentirà di costruire per primi nella provincia di Frosinone, quel grande centro moderato che è partito da Todi e che segnerà il rinnovamento della politica italiana – ha aggiunto De Santis, che ha difeso le scelte del commissario provinciale Formisano – L'Udc di Frosinone non è una cassaforte chiusa a sette mandate e chiunque può aspirare ad entrarvi o tornare a farne parte». Giovedì prossimo sarà il comitato provinciale a esprimersi sulla candidatura di Marzi, anche se dal confronto alla base è già emersa larga condivisione.

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Stasera si tifa per Daniele Magro (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«x factor» Stasera si tifa per Daniele Magro Il giovane cantante agrigentino è ancora in corsa per il successo nel talent show servizio 44 Scadranno domani i 15 giorni durante i quali è stata pubblicata all'albo del Comune la graduatoria relativa al concorso per comandante del corpo di Polizia municipale del capoluogo. Dunque a partire da dopodomani il segretario generale potrebbe predisporre tutti gli atti per l'immissione in servizio di Cosimo Antonica che è risultato vincitore. Ma a quanto sembra, sono sorte delle difficoltà di carattere economico. Pare, infatti, come confermato dal sindaco Marco Zambuto, che le casse municipali non siano in grado di sopportare l'aggravio che verrebbe provocato dall'assunzione di un dirigente di livello così elevato. Tutto verrebbe così rinviato a tempo indeterminato, vanificando gli sforzi effettuati dalla commissione per definire il concorso in tempi rapidi. Vale la pena di ricordare che, dopo l'effettuazione delle prove scritte, la stessa amministrazione comunale decise di annullare gli atti fino a quel momento compiuti, ritenendo che vi fossero delle irregolarità nella procedura seguita. Invece, su ricorso di uno dei partecipanti, il Tar prima ed il Cga dopo stabilirono che tutto era stato fatto correttamente per cui il concorso poté essere portato a compimento. Adesso è sorta quest'altra complicazione che determina una situazione molto difficile e, per certi versi, anche imbarazzante. Da un lato il corpo della polizia municipale, che dal pensionamento di Enzo Nucera è stato guidato con ottimi risultati da Ina Inglima, collaudato alto dirigente della burocrazia comunale, rimane senza un comandante titolare, ma dall'altra parte fa emergere ancora la difficile situazione delle casse comunali. Il sindaco negli ultimi mesi ha sempre cercato di tranquillizzare l'opinione pubblica affermando che sono stati fatti notevoli progressi sulla strada del risanamento. Salvatore Fucà

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PIANO CASA: BELISARIO (IDV), UN PROGETTO CONTRO LA LEGALITA' (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 9 mar - ''Il progetto di Berlusconi con il piano casa non e' quello di ridurre la burocrazia, che andrebbe pur bene: in realta' e' un altro tentativo di aggirare le regole''. Lo sostiene il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, per il quale ''l'edilizia e' senza dubbio il principale settore trainante dell'economia, ma va incentivata rispettando la legalita'''. Per Belisario ''bisogna puntare sull'edilizia pubblica mentre per la privata e' necessario stabilire norme certe e prevedere maggiori controlli contro gli abusi. Non vorremmo che, con la scusa di ampliamenti e ricostruzioni, eliminando le licenze edilizie, venisse data ai soliti palazzinari mano libera per cementificare l'Italia, senza alcun rispetto per l'ambiente e l'assetto del territorio''. ''Berlusconi puo' fare i suoi spot come crede, ma poi ha il dovere di rispettare le competenze dei vari livelli istituzionali, a partire dai Comuni e dagli altri enti pubblici. Come Italia dei Valori - conclude Belisario - vigileremo attentamente perche' questo provvedimento non si risolva nel solito regalo ai furbetti del quartierino''.

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CASA: BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI (sezione: Burocrazia)

( da "Adnkronos" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CASA: BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI OBIETTIVO MENO BUROCRAZIA E LAVORO AD IMPRESE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 16:46

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Razzismo: Ronchi, Frattini ha fatto benissimo su conferenza Onu sul razzismo (Durban II) (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Razzismo: Ronchi, Frattini ha fatto benissimo su conferenza Onu sul razzismo (Durban II) (9/3/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma - 9 marzo 2009 - "La prossima settimana sarò in Romania per continuare il dialogo con le autorità romene". Lo ha annunciato il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, nel corso di un Forum all'Ansa. "Credo che nell'ambito della sicurezza e della legalità non possano esserci incertezze". Il Ministro ha anche ricordato come sui rapporti tra scelte nazionali e politica comunitaria "la stella cometa deve essere quella dell'interesse nazionale". "Sia sul lato della sicurezza che su quello dell'impatto ambientale questa è la linea che ha contraddistinto questo governo, perché credo che l'interesse di chi ci ha votato sia quello che venga difeso l'interesse nazionale. E' ovvio poi che le iniziative devono essere consone allo spirito europeo, ed in questo governo non c'è stato nulla in distonia con l'Europa. E' anche vero, però che l'Europa deve cambiare passo, rispetto all'Europa della burocrazia e dei bollini". Sul tema dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, il ministro Ronchi ha precisato che "non ci corre dietro nessuno" e intendiamo aprire "un confronto con le parti sociali, con quelle che ci stanno. Noi dobbiamo ragionare nell'interesse nazionale. Dobbiamo fare un sistema che possa tutelare i più deboli, le fasce d'Italia che arrancano". Sul Trattato di Lisbona "è nostra intenzione rilanciarlo ma bisogna che gli altri paesi ci vengano dietro. Dobbiamo essere realisti: quanto tempo abbiamo perso per gli egoismi degli stati sovrani? Troppo". E si auspica l'adesione di Irlanda e Repubblica Ceca. Per il ministro Ronchi, "Frattini non ha fatto bene, ha fatto benissimo" decidendo che l'Italia non parteciperà alla conferenza Onu sul razzismo (Durban II). "Non possiamo avere dei distinguo sull'antisemitismo. Quando parliamo di questi argomenti alla fine si va sempre all'attacco di Israele. E' una cosa che deve finire. Su un tema come questo ci possono essere diverse strade ma dobbiamo avere il coraggio di fare scelte dure".

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Sanità/ In coma vegetativo da 16 anni, Inps chiede reddito (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 9 mar. (Apcom) - Il 4 febbraio scorso l'Inps di Casarano (Lecce) ha richiesto il reddito annuale del 2008 ad una ragazza in coma vegetativo da 16 anni "per consentire agli uffici di adeguare la sua pensione ai redditi dichiarati": per il responsabile dell'osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione 'Giuseppe Dossetti', Corrado Stillo, "è davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia". "Mentre rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro - continua Stillo - esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia di E.L. che senza pubblicità e senza suoni di trombe accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità". "Chiediamo anche all'Inps di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanete, evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che - conclude - appartengono ad una realtà superata dalla scienza e dal buon senso".

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Ancora niente indennizzi per il fermo pesca straordinario 2008 (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ancora niente indennizzi per il fermo pesca straordinario 2008 Ascoli Piceno | Rossi e Capriotti sollecitano scrivendo alla Direzione generale della Pesca e dell?Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali. Sono passati oltre sei mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo con un decreto legge del luglio 2008, poi convertito in legge a settembre, per assicurare un fermo straordinario di un mese "in dipendenza della situazione di crisi riguardante il settore della pesca anche a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione". Per le barche del compartimento di S. Benedetto, il Ministero stabilì lo stop di emergenza dal 4 agosto al 2 settembre 2008. Sei mesi senza vedere uno degli euro promessi, dunque, e su quelle somme le imprese facevano affidamento per rendere meno pesante una situazione che, per il comparto, è davvero difficile. Per sapere a che punto si trova l'istruttoria per la liquidazione degli indennizzi, il Presidente della Provincia Massimo Rossi e l'Assessore alle politiche del mare del comune di S. Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione generale della Pesca e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali. "Riteniamo che in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito peschereccio). Anche le successive disposizioni regolamentari emanate dallo stesso Ministero per quanto concerne le modalità di attuazione del fermo temporaneo, l'entità del premio, le relative erogazioni e la definizione dei periodi di fermo sono state puntualmente eseguite dalle aziende. Non vediamo dunque altre ragioni valide per ritardare la liquidazione di queste somme che sono indispensabili per assicurare un minimo di prospettive alle nostre imprese del mare". 09/03/2009

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Immigrazione: servizio informativo della Cna per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Immigrazione: servizio informativo della Cna per le imprese CATANZARO. La Confederazione nazionale dell?artigianato di Catanzaro ha aperto ?Cna world?, un servizio informativo per rispondere alle esigenze dei lavoratori stranieri e dei datori di lavoro, che hanno a che fare con il disbrigo delle pratiche per l?immigrazione. ?Ottenere in tempi rapidi il permesso di soggiorno, in molti casi - afferma in una nota il segretario provinciale di Catanzaro della Cna, Nicola Mastroianni - rappresenta l?ostacolo più duro da superare per gli stranieri che intendono soggiornare in Italia per più di tre mesi. Le pratiche sono tante e la burocrazia il più delle volte è molto lenta. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà della lingua, che può rendere ancora più complicato e lungo il normale iter. Ma il permesso è indispensabile per lavorare, studiare e ottenere le cure mediche dal servizio sanitario?. ?Il nuovo servizio della Cna - afferma ancora Mastroianni prevede inoltre diverse forme di assistenza e consulenza alle imprese e ai titolari. CNA World Catanzaro si propone di offrire un punto di rappresentanza per le imprese con titolare straniero già avviate, mentre per i cittadini immigrati che vogliono fare impresa è prevista assistenza nella valutazione della propria idea imprenditoriale e un accompagnamento nella sua realizzazione e nel suo radicamento. Con questa iniziativa ci proponiamo di rimuovere gli ostacoli che impediscono a questi imprenditori di competere sul mercato assumendo, al pari degli altri, il rischio della loro attività imprenditoriale. CNA World Catanzaro vuole essere una prima risposta concreta anche in questa direzione e si propone come luogo di incontro e rappresentanza degli imprenditori stranieri, capace di metterli in rete in primo luogo in quanto imprenditori, a prescindere dalla nazionalità d?origine?. (09-03-09)

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Casa: Bonaiuti, Franceschini ha Una posizione talebana (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 09-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Casa: Bonaiuti, Franceschini ha Una posizione talebana 9 marzo 2009 alle 17:48 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti La bocciatura del piano casa del Governo da parte del segretario del Pd Dario Franceschini è "una posizione talebana, di quella sinistra che dice no a tutto in nome della lotta alla cementificazione. Una parola grossa che usa il leader del Pd con l'illusione di dare più forza ai suoi concetti". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, a Radiocity. "Il problema casa c'è -- aggiunge Bonaiuti -- così come ci sono delle regole precise. L'aumento delle cubature sarà subordinato alle regole delle regioni e solo se compatibile con i piani regolatori e non si presterà a speculazioni". Il piano, secondo Bonaiuti, ha due obiettivi: "Il primo, a lungo termine, riguarda l'eliminazione della burocrazia, la semplificazione, mentre il secondo riguarda la crisi in corso e la possibilità di far riprendere a lavorare tutte le piccole e medie imprese. Dalla crisi non si esce con le grandi parolone della sinistra ma con progetti concreti che danno lavoro alle persone". Bonaiuti è convinto che si possa trovare un accordo sia con le regioni di destra sia con quelle di sinistra. "Quando c'è stata la discussione sugli ammortizzatori sociali, tutti escludevano che si sarebbe trovato un accordo con le regioni ed invece l'intesa è stata siglata. Le regioni hanno svolto in modo imparziale il loro dovere. Io credo che si troverà un accordo. Escludo la volontà del Governo di cementificare". AGI

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