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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Un
film per celebrare le "donne del formaggio"
( da "Stampa,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ORGANIZZAZIONE
DEGLI ASSAGGIATORI IL CASO DI PAROLDO LA BUROCRAZIA Un film per celebrare le
"donne del formaggio" Madre e figlia allevano 300 pecore per
produzioni di nicchia Anche la toma prodotta su bricchi sperduti sottoposta a
controlli severi Nasce un festival che raccoglierà le pellicole dedicate alle
produttrici [FIRMA]FIORENZO CRAVETTO PAROLDO La mimosa,
"Meno
burocrazia nel turismo" ( da "Stampa, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BAGNI MARINI
"Meno burocrazia nel turismo" [FIRMA]STEFANO PEZZINI ALASSIO «Meno
burocrazia e maggiore valorizzazione delle nostre tipicità: la ricetta per
uscire dalla crisi del turismo si basa su questi due elementi che in molti
ripetono ma in pochi applicano»: Caterina «Nuccia» Cosso, operatrice alassina
(suo il Panama,
Berlusconi:
riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma in linea con i Prg esistenti. Ma
Bossi: io ci credo meno ( da "Corriere.it"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
ma tutto sarà in linea con i piani regolatori. Ma Bossi frena Silvio Berlusconi
durante la passeggiata nel centro di Roma (Ansa) MILANO - Silvio Berlusconi ne
è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia». E per questo ha
deciso che una delle mosse per dare nuova carica ad un sistema economico
ingessato dalla crisi internazionale deve necessariamente passare
Pd:
si rischia la cementificazione selvaggia Ma la proposta avrebbe già convinto i
governatori del centrodestra Galan e Cappellacci
( da "Giornale
di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fardello di burocrazia
che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia,
Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che
sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione
selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che
l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità,
E
il mondo artigiano lancia l'Sos La Regione: finanziamenti in arrivo
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per
semplificare la burocrazia». Enzo Lucchini, vice presidente del consiglio
regionale, conosce da vicino la realtà economica mantovana, così i dati sui
cassintegrati, disoccupazione e sostegno al reddito forniti da Franco Bruno,
gran conoscitore dell'economia mantovana, non lo colgono impreparato: «Il
bollettino di guerra è reale,
Bettoni:
Ad Arcore abbiamo vinto ( da "Giornale di Brescia"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'agricoltura
riparte, con l'entusiasmo una battaglia vinta, ma anche con la preoccupazione
per il futuro prossimo. «Chiediamo un sostegno immediato - chiude Bettoni - e
meno burocrazia». Dimenticare l'agricoltura può essere molto pericoloso. Arcore
lo ha dimostrato. Guido Lombardi gdbagri@giornaledibrescia.it
Rossi
insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rossi insegue
un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia Domenica 8 Marzo 2009,
Fabrizio Rossi si prepara a essere il cavaliere sul destriero pronto al torneo
che è stato scelto quale simbolo di Unindustria che lancerà all'assemblea
generale, "Rovigo nuova impresa", sull'idea di una sinergia tra
imprenditori, istituzioni e comunità per definire un nuovo modello di sviluppo.
<Via
al piano casa, non faremo abusi>
( da "Adige,
L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
iniziativa è
positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il
fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Legambiente
invece richiama il film «Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in
barba a qualsiasi norma, negli anni '60, speculatori senza scrupoli hanno
potuto ampliare e costruire edifici brutti e insicuri».
confedilizia:
in questa fase meglio rilanciare gli affitti
( da "Centro,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Plauso della
Confartigianato: «Riduce la burocrazia» Confedilizia: in questa fase meglio
rilanciare gli affitti ROMA. Confedilizia apprezza «le misure di
liberalizzazione urbanistica annunciate dal presidente Berlusconi» ma ritiene
che sarebbe «altrettanto, se non più efficace il rilancio dell'affitto».
Brebemi
, l'anno della svolta? ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sistema farraginoso
della politica e della burocrazia italiana. In quasi dieci anni di pressioni e
prese di posizione a livello nazionale spesso contrastanti, da parte del
Comitato, nel quale sono confluiti Comuni, Province, Camere di Commercio e
Associazioni di categoria, la linea è stata una: avere la Brebemi, per
consentire alla Lombardia, alla sua economia e ai suoi cittadini,
Appello
di Vecchioni: Il valore aggiunto dev'essere retribuito
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
minore
burocrazia, per dare agli agricoltori italiani le stesse possibilità garantite
a quelli di altri Paesi europei. «Servono incentivi allo sviluppo, non più dei
sussidi, visto che come agricoltori siamo dei soggetti economici alla pari
degli altri, non degli assistiti: è questa la svolta culturale da imboccare»,
L'Upa:
un piano Marshall anche per l'agricoltura
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
C'È POI TUTTA
la partita della modernizzazione delle aziende agricole, degli investimenti in
tecnologie per essere più competitivi e ridurre i costi di produzione, e della
riduzione della burocrazia attraverso un necessario cammino di semplificazione.
via
inghilterra sarà collegata a viale moro
( da "Centro,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il terreno su
cui sono accampati i camper», afferma il sindaco, «è comunale e quindi ho
predisposto gli atti necessari allo sgombero. Quando? Ci sono i tempi della
burocrazia da rispettare». Senza lo sciopero della fame, dunque, nessuno
avrebbe scoperto che il Comune è proprietario di un terreno vicino al mare.
Pietro Lambertini
Spessa,
vince la burocrazia ( da "Provincia Pavese, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Spessa, vince
la burocrazia L'ex sindaco Bertoni non sa ancora l'esito del ricorso SPESSA.
Ricorso contro l'espulsione dal consiglio comunale: a tre mesi dalle elezioni
il consiglio di Stato risponde all'ex sindaco Bertoni (ex capogruppo di
minoranza), espulso dal consiglio per troppe assenze.
Finalmente
vedo mia figlia ( da "Provincia Pavese, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha vinto la
sua battaglia contro la burocrazia. La sua bambina di cinque mesi era bloccata
a Omsk, nella Siberia sud occidentale insieme alla mamma Angela dal giorno
della sua nascita, il 27 settembre scorso. Non riuscivano ad ottenere
l'autorizzazione a tornare in Italia. Ieri mattina il lieto fine.
palazzo
cavalli a parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro
( da "Mattino
di Padova, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il palazzo è
stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè
Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia
il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia
parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i
nomi italiani della moda.
Palazzo
Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il palazzo è
stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè
Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte (quello definitivo pare sia
il terzo) facendo impazzire l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia
parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio rognosetta con i
nomi italiani della moda.
fuksas:"un
delirio che può accadere solo qui in italia"
( da "Repubblica,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il messaggio
è chiaro: la burocrazia non è capace, quindi fate come credete. Così come si
dice: fatevi le ronde perché la polizia non può farlo. Per uno come me,
affezionato all´idea di Stato, c´è un senso di frustrazione». Un intervento
sull´edilizia si può fare: «Ma ci vorrebbe un piano vero come il Piano Fanfani
negli anni 50».
buzzetti:"il
progetto darà una spallata alla burocrazia"
( da "Repubblica,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il progetto
darà una spallata alla burocrazia" «Comprendo le perplessità che alcuni
hanno manifestato, ma confido nel fatto che alla fine il progetto del governo
sarà più equilibrato di quanto non sia apparso finora». Chiedere a un
costruttore cosa ne pensa di una norma che di fatto liberalizza e semplifica
l´edilizia è come chiedere all´oste se il vino è buono.
Casa,
il governo ha un doppio piano ( da "Giornale.it, Il"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il governo ha
un doppio piano di Redazione Meno burocrazia, più alloggi popolari. Berlusconi:
effetti straordinari sull'economia Il premier annuncia il varo del piano per
rilanciare il settore edilizio. Nuovi alloggi per giovani, anziani, immigrati
regolari, studenti. «Ma non saranno permessi abusi».
da
amarcord a famolo strano il vocabolario dei film italiani - stefano bartezzaghi
( da "Repubblica,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
affettazione
o alla burocrazia. Così fra Totò e l´onorevole Trombetta oggi quello strano
sembra il secondo, con i suoi «Permette che mi presenti?» e «Ricordatevi che io
sono un onorevole». Embè? è la vecchia storia dell´eterna commedia dell´arte:
maschere e stereotipi, pierini, brancaleoni e terruncielli, ognuno fornito
della sua devianza linguistica,
La
cura del mattone ( da "Tempo, Il"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
provvedimento
arriverà venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri Il premier: «Riduciamo
le pastoie e la burocrazia. Sarà più facile ingrandire le case» La cura del
mattone Il Cav dà il via al piano casa «Ma non ci saranno abusi» Un piano per
l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per
le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni.
Venerdì
il piano casaPensioni, l'Ue insiste
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ue insiste
berlusconi: meno burocrazia per ristrutturare Il premier: effetti straordinari
sull'edilizia, no ad abusi Roma. La cura anticrisi? Più cemento e donne in
pensione a 65 anni. Andando per ordine: lo strumento del piano casa, che
venerdì prossimo andrà in Consiglio dei ministri, introdurrà una
liberalizzazione (controllata?
roberto
cavalli illumina parigi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
architetto
Italo Rota e poi perché la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla
maison - è parecchio rognosetta con i nomi italiani della moda. Sembrano
davvero lontani i tempi in cui Cavalli apriva una piccola boutique in rue du
Four, sulla Rive Gauche. Erano gli anni Settanta e lui acquistava anche,
sull'Ile Saint Louis, un pied-a-terre al quinto piano senza ascensore,
l'irresistibile
ascesa dei lombardiani uffici, enti e cda colonizzati dall'mpa - emanuele
lauria ( da "Repubblica, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lombardiane
alla conquista del sottogoverno e della burocrazia regionale ogni giorno
guadagnano terreno. Anche se l´ultima nomina è un giallo. Alla presidenza della
Fondazione San Raffaele di Cefalù il governatore ha designato un medico di
origini siciliane, Stefano Cirillo. Un professionista dal lungo curriculum che
ha presenziato all´inaugurazione della sede della Colomba a Milano:
agire
subito su energia, edilizia e burocrazia - roberto paracchini
( da "Nuova
Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edilizia e
burocrazia» «Occorre fare sistema, decidere in modo condiviso e fare di
Cagliari una città di destinazione» «Intervenire anche sui consorzi Fidi per
non bloccare il credito» ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Alcuni interventi «vanno
fatti immediatamente», afferma Alberto Scanu, responsabile della Confindustria
del sud dell'isola:
Genova
è il grande porto virtuale da cui salpare per conquistare il mondo
( da "Giornale.it,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia, le brutte facce che s'incontrano appena imbrunisce. Questi sono i
veri segni dell'abbandono. Non si possono rispolverare solo le facciate dei
Rolli per curare il male diffuso che s'annida tra i vicoli più riposti.
L'evidenza comatosa delle proposte culturali poi, è talmente chiara che risulta
fin troppo facile attaccare le istituzioni,
<È
solo il primo passo Se riaprono i cantieri riparte il Paese intero>
( da "Giornale.it,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ampliamento
di abitazioni esistenti in deroga alle rigidità della burocrazia e accelerando
le procedure amministrative per ottenere i necessari permessi. Il provvedimento
è già allo studio del governo, perché la convinzione è che se riparte
l'edilizia riparte tutta l'economia». Anche in questo caso d'intesa con le
Regioni?
Pio
XII "s'è interessato al bene degli ebrei"
( da "Giornale.it,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in cdm il
piano casa meno burocrazia ma niente abusiLa Cina avverte il mondo: non
ospitate il Dalai LamaGarlasco: scontro sulle consulenze Ris: ok l'analisi del
Dna sul saponeLondra, nazionalizzato Lloyd Banking Group: garantiti gli asset
tossici Monte Pasubio, valanga: una vittima e due feriti Ancora maltempo al
sudPensioni, Ue all'Italia: "Nuove misure:
niente
progetti per il carnevale estivo - pinuccio saba
( da "Nuova
Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come in tutte
le burocrazie, senza una richiesta scritta l'ente pubblico non può muoversi
autonomamente. Ben vengano le petizioni, le adesioni in Rete, ma queste
iniziative non hanno alcun senso se subito dopo non non si mettono in pratica
atti concreti. Ovviamente, sottolineano in comune, l'amministrazione municipale
non può sobbarcarsi tutte le spese che,
sindaco,
è una cosap vergognosa - francesco albonetti
( da "Tirreno,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Su quello non
siamo disposti a cedere di un millimetro e torneremo presto a trattare:
puntiamo a contenerlo nel 25% come a Pistoia. E' una vera ingiustizia che per
questa categoria vengono alzate così le tasse mentre si mantengono inalterati
tutta la burocrazia e gli obblighi».
de
simome: "la mia turandot in fiera? la farò come se fossimo nel
politeama" - antonio di giacomo
( da "Repubblica,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E come sempre
accade in questo Paese anche stavolta la burocrazia, in buona o cattiva fede
che sia, ha contribuito a creare un bel po´ di problemi». Non manca il
rimpianto nelle parole di De Simone. «Ho sempre sperato, fino all´ultimo
istante, che la faccenda si risolvesse, che ci fosse il "disgelo" di
Turandot.
Crisi,
pronta la cura del cemento ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fardello di
burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di
Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di
«cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la
possibilità,
<Il
nostro punto debole? Non saper fare sistema>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di grande
difficoltà muoversi in ogni ambito pubblico perché la burocrazia ci pone di
fronte a un continuo delirio. Ciò che manca davvero è una classe dirigente che
sappia fare sistema. Nella nostra provincia qualcosa si è mosso e si sta
muovendo, anche se con qualche decina di anni di ritardo, come l'aeroporto
(giunto a 6 milioni di passeggeri), il nuovo ospedale in costruzione,
UN
CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Basta
burocrazia e.... burocrati! Questo è uno dei limiti alla competitività del
sistema Italia che provoca costi e ritardi negli investimenti alle imprese.
Unindustria - conclude Rossi - è pronta a costruire assieme al territorio una
nuova provincia, che vuole innovare e che è pronta a fare il salto di qualità
fondato sulla ricerca e sul territorio»
IL
22 Luglio del 1814 il commissario di polizia Palladini inviava una dettagliata
relazi... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e della
burocrazia del fisco: per tutti era quindi conveniente che ci fossero i bordelli
periodicamente visitati dalle autorità sanitarie - che potevano così
individuare ed internare le prostitute infette - e capaci, nel contempo, di
assicurare, con le tasse, sostanziose entrate al pari di qualsiasi altro
commercio esercitato entro la cinta urbana.
Il
caso Bertoluzza in Parlamento Ma Svp e Pd difendono Zanon
( da "Corriere
Alto Adige" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia del sistema giudiziario italiano». Sostiene Zanon anche la deputata
del Pd Luisa Gnecchi: «L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno
di affossare la giustizia». Infine l'ex presidente del tribunale, Carlo
Bruccoleri, illustra gli aspetti tecnici della vicenda e dice: «Zanon ha agito
con serietà e coscienza morale»
Prescrizioni,
il caso arriva in Parlamento ( da "Corriere Alto Adige"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia del sistema giudiziario italiano, che colpisce ovviamente anche
l'Alto Adige. Proprio per questo la proporzionale non c'entra: anche nel resto
d'Italia ci sono tribunali in difficoltà. Le procedure sono troppe complicate e
noi della giunta provinciale non possiamo ovviamente farci nulla, non avendo
alcun tipo di competenza in materia.
IL
SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito delle
... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
comunali per
gli ostacoli che si frappongono allo svolgimento delle attività commerciali
forse si dimentica che la burocrazia, seppur fastidiosa, esiste a garanzia
dell'imparzialità e della trasparenza con le quali devono operare le
istituzioni nei confronti di tutti i cittadini. Chi ha veramente a cuore la
città non usa la demagogia spicciola e non spara nel mucchio.
Tasse
alla Federico II, agli studenti arrivano i <bollettini pazzi>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
illusione di
risparmiare e inizio di un percorso nella burocrazia. Per chi abita a Napoli,
magari in centro o nei pressi della zona universitaria, l'inconveniente
provocato dall'errore dell'università si risolverà in una seccatura tutto
sommato lieve: il tempo di raggiungere la segreteria e una coda agli sportelli,
si spera non troppo lunga.
Santa
Chiara ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sotto il
celebre chiostro: tra mistero e burocrazia di FUANI MARINO V iaggio alla
scoperta delle terme fantasma. Quello dell'area termale annessa al Chiostro
maiolicato di Santa Chiara non è un mistero da poco: il complesso rinvenuto al
di sotto della chiesa trecentesca è considerato il maggiore sul territorio
napoletano.
La
Borsa vuole Un'altra settima di passione per le Borse di tutto
( da "Riformista,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, il sindacalismo e il localismo italiani sono in grado di bloccare o
almeno rallentare qualunque provvedimento governativo, soprattutto quelli
fondamentali per le infrastrutture. Di vero e reale c'è solamente la seconda
tesi, dovuta alla forte presenza dei titoli finanziari (12 su 30), il cui
capitale,
buona
domenica IL CALL CENTER COME MEDICO
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche da noi
la burocrazia continua a fare prigionieri e istituire un call center non
significa che il meccanismo funzioni. L'informatizzazione aiuta ma non è
perfetta e non è facilmente comprensibile a chiunque. In mezzo a arcipelaghi di
buona sanità, esistono chiazze ancora malate, come dimostrano i racconti dei
nostri lettori e le storie che segnaliamo in queste pagine.
E
LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr...
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
18 E LIMINARE
il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... E LIMINARE
il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti produttivi in
città in un periodo di grande crisi economica. Questo il pensiero dell'assessore
alle attività produttive Antonio Marzullo, fatto proprio dall'amministrazione
Comunale di Monte San Savino.
Ci
piaccia o meno le Regioni, Umbria compresa, sono destinate a crescere
d'importan... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un ruolo
attivo si potrebbe configurare una sorta di conflitto di competenza fra Stato e
Regione, o meglio fra Prefetto e Governatore, in materia economico-finanziaria.
E soprattutto non comprendiamo quali vantaggi ne deriverebbero per il tessuto
produttivo umbro che non ha certo bisogno di più burocrazia, ma piuttosto di
concreti interventi di sostegno. giampaolofalciai@libero.it
ADESSO
è finita. Almeno sulla carta, la lunga marcia della riorganizzazione al Comu...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E proprio i
nuovi pesi dei settori disegneranno il nuovo "potere" della
burocrazia comunale. Per esempio: con la soppressione dell'unità operativa
pianificazione economica e politiche occupazionali, che fine farà la dirigenza
di Silvio Cipriani? Una parte della sua attività verrà conquistata dal settore
di Paola Panichi.
LA
REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
questione
solo di burocrazia. «Martedì andremo a Bologna per definire gli aspetti tecnici
ed i tempi _ spiega Ruggeri _ ma la Regione ci ha già dato l'ok sulla base dei
nostri programmi e dei nostri impegni. Nei prossimi tre anni dilazioneremo gli
investimenti e raggiungeremo tutti gli obiettivi previsti».
<Fognature
da sdoppiare, o nel 2010 l'Europa ci bastona>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bagnini sulla
burocrazia balneare: «Al posto di 2 uffici Regionali siamo arrivati a 13
assessorati al demanio, con un esercito di dipendenti, e ogni comune gestisce a
modo proprio». Sui rincari dei canoni, tutti concordano sull'applicazione
progressiva: «Non si può passare da 400 euro l'anno a 30mila, nè considerare un
campo da beach volley e di bocce come un ristorante di lusso»
Edilizia,
rivoluzione al via <Il Veneto parte subito>
( da "Corriere
del Veneto" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e che lo
snellimento della burocrazia ridurrà le entrate dei Comuni. I quali
faticheranno a far quadrare i bilanci. Quanto a noi, il governo ci aiuterebbe
davvero se abolisse l'obbligo di pagare l'Iva anche prima di averla incassata,
il che costringe tante aziende a chiedere finanziamenti alle banche, e
abrogasse la legge Visco-Bersani.
Via
al piano <Meno vincoli, ma nessun
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il fardello
di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza
Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio
rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro
delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i
volumi serve per dare la possibilità,
ROMA
MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostr...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il fardello
di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza
Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio
rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro
delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i
volumi serve per dare la possibilità,
)VIALE
D'ANNUNZIO <Mi è piovuta' un'auto in ...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mi rivolgo a
voi per evidenziare un problema che da anni rimane sommerso tra le carte della
burocrazia. Carlo Donatelli Pisa )DECORO URBANO Finalmente ripulite le panchine
delle Piagge IL VIALE delle Piagge: due chilometri e mezzo di alberi con
panchine di graniglia rosata poste una ogni cento metri per la sosta di grandi
e piccoli qui a passeggio da tutta la città.
La
denuncia dei clandestini? Il clochard dà lezione al medico A ngelo,
( da "Corriere
della Sera" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quando non è
addirittura la burocrazia lentissima a causarlo. A peggiorare la situazione
subentrano le colpe di alcuni che infangano tutti gli altri ». «La nostra gente
però — intervengo — ha molto buonsenso e sa distinguere le persone per bene,
senza dover controllare i loro passaporti ».
)VIA
SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo st...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Corrado
Caprara )CERTOSA Burocrazia assurda per una piccola lapide IL 3 MARZO mi sono
recata alla Certosa per il rifacimento di una piccola lapide dei miei bisnonni
morti negli anni 1919 e 1922. Preciso che il relativo contratto fu sottoscritto
da una mia prozia deceduta nel 1970.
Non
si rilancia così l'economia in difficoltà
( da "Stampa,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bastano una
Dia e un attestato di conformità statica. Se si vuole snellire la burocrazia
intorno a questi interventi, siamo disposti a trattare. Se invece si tratta di
stanze in più, bisogna essere chiari: non in città, sarebbe uno sfregio. Poi
non parliamo di turismo e bella Italia».
due
fratelli imprenditori di dolo vessati dalla burocrazia in croazia
( da "Nuova
Venezia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fratelli
imprenditori di Dolo vessati dalla burocrazia in Croazia TRIESTE. «E'
l'ennesima penalizzazione che colpisce in Croazia investitori stranieri e tra
questi gli italiani sono molti». Si sfoga così Italo Onofri, attivo nell'ex
Jugoslavia dal '93 quale consulente della Compagnia delle Opere e di altre
importanti aziende, che ha contribuito a spingere a investire localmente.
Berlusconi,
<sì> al piano per la casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fardello di
burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di
Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di
«cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la
possibilità,
Più
accoglienza e meno discriminazione: sfilano in duecento
( da "Varesenews"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Intanto la
burocrazia è complicata e molto costosa e la vita diventa difficile». «Le
difficoltà sono tante ma non sono pentito di essere arrivato in Italia -
commenta Jacques ( sotto), scappato dalla Costa D'Avorio dieci anni fa e
approdato a Varese dopo un iniziale approdo in Francia - L'integrazione è tema
politico molto caldo: si discrimina in base alle origini e per ignoranza.
Edilizia/
Fitto: Intesa con Regioni primo passo verso piano
( da "Virgilio
Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è di varare
un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti in deroga
alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per
ottenere i necessari permessi". Un provvedimento "già allo studio del
governo perchè la convinzione - osserva ancora il ministro - è che se riparte
l'edilizia riparte tutta l'economia".
Il
doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari
( da "Giornale.it,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
08 pagina 7
Il doppio piano casa del governo meno burocrazia e più alloggi popolari di Gian
Battista Bozzo Venerdì in Consiglio dei ministri le misure per l?edilizia: in
cantiere 6mila abitazioni, sconti fiscali per chi ristruttura. Berlusconi:
"Effetti straordinari sull'economia" Roma Un «doppio» piano casa è in
arrivo per stimolare il settore delle costruzioni e,
Edilizia/
Capezzone: Su piano casa solita opposizione
( da "Virgilio
Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di superare
le lentezze e gli ostacoli di una burocrazia impossibile, e di contribuire in
modo importante al rilancio dell'economia (coinvolgendo piccole e grandi
imprese). Dinanzi a questo - sottolinea - un'opposizione normale di un Paese
normale darebbe una mano. E invece qui il Pd sembra prigioniero del solito
schemino della negatività e della contrapposizione".
La
cura del mattone il Cav dà il via al piano casa
( da "Tempo,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi
per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi,
insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando
da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì
prossimo.
"Siamo
capaci di cambiare" ( da "Corriere Adriatico"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e più internet, per favorire la partecipazione". Il
coordinatore dell'Italia dei Valori Davide Rossi, dopo aver accennato agli
interventi su turismo e cultura per favorire lo sviluppo economico, ha
affrontato la questione morale, partendo dal caso Rovinelli, Gianluca Cespuglio
della Fano dei Quartieri ha criticato l'
Tutto
nelle mani di Rocco Forte ( da "Sicilia, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
conseguenza è necessaria la gara pubblica, in parte sono da realizzare con
soldi di sir Rocco Forte. Questi ultimi lavori possono iniziare subito,
naturalmente se ammanniti di tutte le autorizzazioni. Superata la corsa ad
ostacoli con la burocrazia, rimarrà da fare i conti con le condizioni
meteomarine. Filippo Cardinale
E
se la crisirilanciassela Sicilia?
( da "Sicilia,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di pilotare
una crisi che superi liti di potere e una soffocante burocrazia fatta di mille
cavilli. Una scommessa che si può vincere, strano a dirsi, proprio in un
momento in cui si vive una profonda crisi. Ma senza perdere tempo in
chiacchiere. Subito. *
Sollecitata
la revisionedel regolamento Tosap
( da "Sicilia,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia e che sembrano complicare la vita ai cittadini e alle imprese. E'
questo l'argomento affrontato da parte l'amministrazione comunale barrese, e in
particolare da parte del vicesindaco e assessore Enzo Pace il quale ha avviato
da tempo un lavoro di valutazione tecnica sulla regola per l'occupazione di
spazi ed aree pubbliche.
Talassemia,
al via nuovo padiglione ( da "Sicilia, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dpo anni di
burocrazia, timbri, scartoffie, rinvii e sudore, adesso ci siamo. Sono iniziati
gli scavi iniziati sull'area che ospiterà la struttura. Siamo contentissimi!».
Un obiettivo che l'associazione è riuscita a raggiungere anche grazie al
coinvolgimento, la sensibilità e le donazioni ricevute da tanti sostenitori tra
cui anche lo showman Fiorello.
Lombardo:
<Orariparte l'orologiodella spesa Ue>
( da "Sicilia,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mentre il
nuovo assetto della burocrazia regionale ci permetterà di mettere
immediatamente in circolo, nell'economia siciliana, circa mezzo miliardo di
euro, da spendere e rendicontare entro dicembre. Puntiamo a una utilizzazione
dei fondi comunitari che produca risultati più visibili e incisivi.
Il
Comune eroga 15 mila euroa favore della Questura
( da "Sicilia,
La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esistenza di
problemi logistici che la burocrazia e il bilancio ministeriale magari non
riescono ad affrontare velocemente per rendere più efficienti i loro uffici
periferici. Noi dimostriamo di essere capaci di dare un contributo». Nella
sostanza, la Giunta ha deliberato una spesa di 15 mila euro a favore della
Questura di Trapani.
EDILIZIA
IN AFFANNO ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un bel taglio
alla burocrazia edilizia e ai tempi lunghi per ottenere licenze e permessi per
i lavori di riatto o per nuove costruzioni. La bozza del progetto di legge
dovrebbe essere smistata alla Regioni, in primi a quelle rette dal
centrodestra. E quindi anche al Friuli Venezia Giulia che ha anche potestà
legislativa in ambito edilizio.
La
riscoperta del lavoro per fronteggiare la crisi
( da "Gazzettino,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia, più qualità della vita e tanti e tanti meno costi. Torniamo allora
a dare valore alle piccole cose, a cosa significa tenere il nostro ambiente in
ordine: campi e prati tagliati, boschi puliti; impariamo a seminare e a
raccogliere i frutti della terra, a costruirci e a ripararci le nostre case,
Ma
quale Marx ( da "Manifesto, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non abbiamo
scritto che è l'occhio del padrone che ingrassa il cavallo mentre le burocrazie
statali sono inerti e corrotte? D'altra parte non avevamo le forze per proporre
che la proprietà pubblica passasse in autogestione, anche per il dubbio
(inespresso) di come funzionerebbe una autogestione nuda e cruda in un mondo
globalizzato.
No
alla Romania NeroGiardini resta in Italia. E assume
( da "Stampa,
La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla faccia
di chi sostiene che con i costi e la burocrazia che abbiamo qui non si può più
fare niente. Bracalente, 52 anni, marchigiano, nel
Colazione
dei poveri con sessanta in coda ( da "Stampa, La"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mario, 65
anni: «Senza la burocrazia italiana non sarei qui. Aspetto la pensione di
invalidità per mia moglie, ero autista. Vengo da tre mesi». Una donna di 30
anni, origini calabresi: «Io e il mio compagno siamo disoccupati. Troviamo solo
qualche lavoro in nero, saltuario».
Piano
casa, l'idea era già nostra ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Per quanto riguarda il Comune di Godega, ogni abitazione potrà essere elevata
al massimo fino a
gli
annunci anti-crisi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che da sola
costituirà uno choc per l'economia del paese e sarà destinata a dare un colpo
al cuore della burocrazia e a essere un volano enorme per l'edilizia», come ha
detto il premier, attribuendosene l'idea. Due annunci a effetto, destinati a
fare colpo sui cittadini, da un lato, e a costituire un vero cadeau per gli
immobiliaristi dall'altro.
Quando
la burocrazia contraddice se stessa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poi il Comune
ci costruisce un marciapiede Quando la burocrazia contraddice se stessa Un
imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi il Comune ci costruisce un
marciapiede --> Premessa: non vuole fare polemiche. Ma sarebbe il caso di
farle visto che il Comune prima lo ha autorizzato a costruire una pedana sulla
quale sistemare i tavolini davanti al suo locale poi,
L'ennesimo
no Pd si... ( da "Giornale.it, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edilizia
segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da
volano all'intera economia. Ma dal jukebox dell'opposizione parte la solita
musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre
una nuova stagione di cementificazione dell'Italia», si è subito spolmonato il
leader del Pd Franceschini,
Godega,
il paese già pronto al <bonus>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intanto
rispolverano il progetto dimenticato nel cassetto per colpa della solita
burocrazia. E i muratori sperano di non starsene più, al bar, con le mani in
mano. Qualcosa è cambiato da quando il sindaco del Carroccio Alessandro Bonet
ha varato un provvedimento che somiglia molto al progetto del governo per
rilanciare l'edilizia.
<Presidenti
"rossi", ragionate: non ci sarà scempio ambientale>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci limitiamo
a sveltire la burocrazia. Se avete un'amministrazione capace, prudente,
attenta, competente come abbiamo noi in Veneto, affrontate il problema, cercate
di fare decollare questa proposta, perché la ricaduta è importante sul piano
economico ma anche sulla riqualificazione architettonica e paesaggistica di
tante parti del nostro Paese che fanno oggettivamente schifo,
i
problemi ( da "Tirreno, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia. Si richiede meno formalismo per le pratiche quotidiane.
Confessioni, messe in ricordo dei defunti e ricevimento non dovrebbero essere
sottoposti ad un orario, ma disponibili semplicemente presentandosi. Messa
bambini. Originariamente prevista alle ore 10 era stata cancellata dal nuovo
parroco.
civeta
nel mirino della regione ( da "Centro, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la scadenza
del 2007 fissata nel piano di gestione è solo ipotetica», aveva detto Di
Silvio, che aveva anche denunciato una preoccupante situazione di stallo.
Previsioni che si sono avverate. Resta da capire come mai una struttura dalle
grosse potenzialità si sia arenata nelle sacche della burocrazia e della
politica. Anna Bontempo
Berlusconi
dà il via al piano casa ( da "Tempo, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e quindi
per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui Berlusconi,
insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano, sta lavorando
da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri venerdì
prossimo.
Â<Costruiremo
il grande centroÂ> ( da "Tempo, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dei costi e
dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio
dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le
questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e
dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta
migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia»
Bloccati
dalla burocrazia della Regione Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro"
da ... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lunedì 09
Marzo 2009 Chiudi di EMANUELE LAURENZI Bloccati dalla burocrazia della Regione
Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da oltre 8 mesi, con
l'attività condizionata e con l'impossibilità di assumere almeno 10 persone. E'
quanto sta accadendo alla cooperativa "Euro 98 Rieti soccorso" che da
oltre 10 anni opera nel trasporto dei malati e nelle operazioni di soccorso.
Ambulanze
fermate dalla burocrazia ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lunedì 09
Marzo 2009 Chiudi Due mezzi in garage e dieci persone in attesa d'assunzione.
Il presidente Leonardi: «Così da otto mesi» Ambulanze fermate dalla burocrazia
L'assenza di un timbro da parte della Regione blocca la coop "Euro
98"
Retromarcia
sulla delocalizzazione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
più complessa e farraginosa». Alle braccia aperte di prima, dunque,
corrispondono le braccia chiuse di adesso. «La burocrazia - spiega Matteo
Rapinesi, socio dello studio professionale Cristofori che nelle sedi di Milano,
Torino e Verona segue per i suoi clienti molti dossier caldi su questo fronte -
è solo una delle questioni da affrontare quando una azienda si disimpegna
<Poteri
speciali per i parcheggi> Via ai cantieri
( da "Corriere
della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poteri
speciali per i parcheggi» Via ai cantieri «Sulle gare per i parcheggi servono
poteri speciali: la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi dei bandi ». Così l'assessore
ai Lavori pubblici, Bruno Simini. Quest'anno, tuttavia, ripartono i lavori in
centro, dall'autosilo in Sant'Ambrogio ai box in Darsena. A PAGINA
Parcheggi,
ripartono i cantieri in centro ( da "Corriere della Sera"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma sulle gare
dei lavori pubblici servono poteri speciali, perché la burocrazia ha troppo
dilazionato i tempi delle gare». L'assessore Bruno Simini insiste sulla
necessità di rivedere le procedure stabilite dal governo, che hanno allungato i
tempi di aggiudicazione delle gare, con il rischio della paralisi per le
amministrazioni pubbliche.
E
ora i palazzi popolari Vendita a prezzi scontati
( da "Corriere
della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
che facesse presa sui cittadini e che al contempo fosse in grado di rilanciare
l'economia. Il piano sull'edilizia che sta prendendo corpo in questi giorni ha
per il presidente del Consiglio tutte e tre le caratteristiche. Dunque, per
lui, è perfetto: sarà da limare, correggere, forse anche concordare con le
Regioni in via preventiva prima di andare in Consiglio dei ministri,
L'Italia
presenta la <città dell'uomo> Un padiglione in cerca di consensi
( da "Corriere
della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci sono le
bizantine procedure della burocrazia cinese con cui armonizzarsi. I tempi sono
stretti, ma la posa della prima pietra potrebbe avvenire a fine marzo. Una
ventina di aziende italiane forniranno gratuitamente i materiali per la
realizzazione, «il meglio di quanto l'Italia produce », secondo il
Commissariato generale del governo per l'Esposizione Universale,
Piano
casa, Franceschini: "No,... ( da "Giornale.it, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edilizia
segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da
volano all?intera economia. Ma dal jukebox dell?opposizione parte la solita
musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre
una nuova stagione di cementificazione dell?
Rivolta
contro il cemento ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
09/03/2009
stop burocrazia 09/03/2009 Autocertificazione per gli ampliamenti o la
costruzione di nuovi alloggi. Norme più flessibili per accertare se un'opera
edilizia sia corretta. Più snella anche la soluzione di eventuali controversie
tra il Comune e chi costruisce.
Acquisti
solidali in formato hi-tech ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Così come
vorrei che leggi e burocrazia non rendessero al limite dell'impossibile
l'assunzione di personale straniero. Ma il nostro è il Paese dei pregiudizi. Se
faccio in pubblico queste affermazioni vengo immediatamente accusato di voler
sfruttare i vecchi e gli extracomunitari».
Edilizia/
Il piano del Governo divide i presidenti di
( da "Virgilio
Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
parte più
becera della sinistra e da quel solito vecchio ambientalismo che quando decide
di essere contro non ragiona più né ascolta le ragioni degli altri". Poi
fa appello ai suoi colleghi governatori: "Perché tentennate, amici
presidenti delle regioni rosse? Qui non si tratta di violare vincoli
paesaggistici, monumentali o architettonici: ci limitiamo a sveltire la
burocrazia".
Libero
abuso ( da "Manifesto, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Libero abuso
«Basta pastoie e burocrazia». Berlusconi strizza l'occhio ai palazzinari e
rilancia l'edilizia selvaggia contro la crisi: possibilità di ampliare case e
ville senza più vincoli urbanistici. Si riaffaccia anche il condono: vita
facile per gli abusivi. Venerdì il provvedimento al consiglio dei ministri.
LE
MANI SULLA CITTÀ ( da "Manifesto, Il"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
colpo alla
burocrazia e un volano enorme all'edilizia: questo, secondo le sue parole, il
progetto di politica urbanistica dell'uomo che gli italiani, aiutati da una
legge elettorale balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del
20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa
quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione.
Aim
di Milano, prima matricola in primavera Le stime
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sia perché
spaventate dalle lungaggini della burocrazia e dai costi. Di fatto, la
piattaforma è una sola. Restano ancora separate le due piazze, che pero?
arriveranno presto a una fusione. Identiche le procedure, d?accesso,
estremamente semplificate, che in teoria consentirebbero la quotazione nel giro
di 10 giorni.
Il
centrodestra universitario rappresentato dai movimenti Azione Universitaria
(AN), Studenti per le... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
meno sprechi, più tecnologia, più legami tra università e mondo del lavoro e
soprattutto più meritocrazia nell'accesso alle carriere universitarie».
Aggiunge Marco Schiesaro candidato capolista al consiglio di amministrazione:
«Gli studenti oggi hanno bisogno di una università che sia in grado di offrire
loro degli strumenti per essere un domani competitivi nel mondo
È
nata l'Unione degli immigrati. Vogliamo collaborare con le istituzioni locali
per i permessi di soggiorno ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiediamo di
poter vivere in una società in cui la burocrazia non ci impedisca di lavorare e
di sentirci delle persone come le altre. Non vogliamo irrompere con prepotenza
nella città, scombinando le tradizioni ed imponendo le nostre usanze. Cerchiamo
il dialogo e miriamo a farci conoscere, per condividere il nostro modo di
vivere e conoscere quello dei vicentini che ci ospitano"
Ospedale,
il segreto di De Anna Presto servizio d'eccellenza
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
purtroppo
sempre possibili quando ci sono di mezzo politica e burocrazia, a pagarne il
prezzo non sia il malato. Vogliamo garanzia di continuità e mantenimento dei
servizi attuali». Da qui la presa di posizione del primo cittadino. «Siamo
d'accordo con questa giunta regionale - ha detto Bolzonello - sulla scelta
esterna di collocazione del nuovo ospedale.
L'edilizia
soffre a Nordest Un taglio alla burocrazia
( da "Gazzettino,
Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
Lunedì 9 Marzo 2009, È con grande soddisfazione che valutiamo l'apertura del
passante, una grande opera infrastrutturale attesa da decenni dal Veneto.
Questi
<Un
paradosso il G8 qui da noi> ( da "Sicilia, La"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
classifiche
ci pongono agli ultimi posti Un incontro per capire la politica e la burocrazia
spiegata ai politici dai tecnici. Domenica alle 16 nella sala Costanza Bruno di
via Malta, nell'ambito delle iniziative volte a migliorare la conoscenza dei
provvedimenti amministrativi che caratterizzano la vita degli enti locali in
cui ciascun consigliere svolge un ruolo di grande responsabilità,
De
Santis: Â<Costruiremo il grande centro con l'UdcÂ>
( da "Tempo,
Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dei costi e
dei tempi della burocrazia; le maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio
dei servizi e dei cittadini. La capacità politica di Marzi nell'affrontare le
questioni amministrative e la profonda conoscenza del territorio provinciale e
dei suoi problemi da parte dei nostri quadri di partito, sono la risposta
migliore alle esigenze di sviluppo della nostra provincia»
Stasera
si tifa per Daniele Magro ( da "Sicilia, La"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
collaudato
alto dirigente della burocrazia comunale, rimane senza un comandante titolare,
ma dall'altra parte fa emergere ancora la difficile situazione delle casse
comunali. Il sindaco negli ultimi mesi ha sempre cercato di tranquillizzare
l'opinione pubblica affermando che sono stati fatti notevoli progressi sulla
strada del risanamento.
PIANO
CASA: BELISARIO (IDV), UN PROGETTO CONTRO LA LEGALITA'
( da "Virgilio
Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quello di
ridurre la burocrazia, che andrebbe pur bene: in realta' e' un altro tentativo
di aggirare le regole''. Lo sostiene il presidente del gruppo Italia dei Valori
al Senato, Felice Belisario, per il quale ''l'edilizia e' senza dubbio il
principale settore trainante dell'economia, ma va incentivata rispettando la
legalita'''.
CASA:
BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI
( da "Adnkronos"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CASA:
BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI OBIETTIVO
MENO BUROCRAZIA E LAVORO AD IMPRESE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di
ECONOMIA ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 16:46
Razzismo:
Ronchi, Frattini ha fatto benissimo su conferenza Onu sul razzismo (Durban II)
( da "Sestopotere.com"
del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
però che
l'Europa deve cambiare passo, rispetto all'Europa della burocrazia e dei
bollini". Sul tema dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per
le donne, il ministro Ronchi ha precisato che "non ci corre dietro
nessuno" e intendiamo aprire "un confronto con le parti sociali, con
quelle che ci stanno.
Sanità/
In coma vegetativo da 16 anni, Inps chiede reddito
( da "Virgilio
Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vegetativo
permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una
burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia".
"Mentre rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di
essere concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone
simili ad Eluana Englaro - continua Stillo - esprimiamo la nostra solidarietà
alla famiglia di E.
Ancora
niente indennizzi per il fermo pesca straordinario 2008
( da "Quotidiano.it,
Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riteniamo che
in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno
sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio
era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35
milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito
peschereccio).
Immigrazione:
servizio informativo della Cna per le imprese
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le pratiche
sono tante e la burocrazia il più delle volte è molto lenta. A tutto ciò si
aggiunge la difficoltà della lingua, che può rendere ancora più complicato e
lungo il normale iter. Ma il permesso è indispensabile per lavorare, studiare e
ottenere le cure mediche dal servizio sanitario?
Casa:
Bonaiuti, Franceschini ha Una posizione talebana
( da "KataWeb
News" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riguarda
l'eliminazione della burocrazia, la semplificazione, mentre il secondo riguarda
la crisi in corso e la possibilità di far riprendere a lavorare tutte le
piccole e medie imprese. Dalla crisi non si esce con le grandi parolone della
sinistra ma con progetti concreti che danno lavoro alle persone".
( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
OTTO MARZO.
INIZIATIVA DELL'ORGANIZZAZIONE DEGLI ASSAGGIATORI IL CASO
DI PAROLDO LA BUROCRAZIA Un film per celebrare le "donne del
formaggio" Madre e figlia allevano 300 pecore per produzioni di nicchia
Anche la toma prodotta su bricchi sperduti sottoposta a controlli severi Nasce
un festival che raccoglierà le pellicole dedicate alle produttrici
[FIRMA]FIORENZO CRAVETTO PAROLDO La mimosa, anche se il mare di Liguria
è vicino, qui non è ancora fiorita: l'ultima neve è caduta giovedì. Siamo
nell'Alta Langa di Paroldo, sul crinale corre la Pedaggera che fa volare i
centauri da Murazzano a Montezemolo e poi giù verso Savona. Il Raflazz è la
cascina degli Adami, scappati dalla Toscana ai tempi delle guerre tra Guelfi e
Ghibellini, e venuti a nascondersi in questi pascoli alti, buoni per la pecora
di Langa, rustica e generosa per latte, carne e lana. Al Raflazz oggi regna il
patriarca Claudio Adami, custode di un gregge di 300 pecore, ma comandano le
donne. La moglie Anna, cinquantenne, un fil di ferro di contadina ricca di
tutte le sapienze della cucina langhetta; e la figlia Roberta, 28 anni,
ragioniera con fidanzato architetto, che ha deciso di stare quassù, al Raflazz,
per creare formaggi con la mamma e gestire l'agriturismo di famiglia, quattro
camere che spalancano le finestre sulle colline. Anna e Roberta Adami sono i
volti che l'Onaf - l'Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio - ha
scelto come manifesto per il Film Festival dedicato alle «Donne del formaggio».
Quest'anno l'Onaf celebra i vent'anni. Nata a Cuneo nel 1989 da un'idea del
presidente della Camera di Commercio dell'epoca, Giacomo Oddero, si è diramata
in tutta Italia creando migliaia di maestri assaggiatori dalla Sicilia al
Friuli, che aiutano i produttori di cacio e pecorino e delle magnifiche Dop
d'alpeggio. Cammin facendo, l'Onaf ha scoperto che le donne sono le vestali dei
grandi formaggi. Si sarebbero persi tesori come il Bettelmatt e il Castelmagno,
non ci fossero state figure femminili capaci di tramandare l'arte casearia,
lavorare il latte crudo, indovinare la rottura del caglio, seguire con
dedizione la stagionatura, lunga stagioni. Per Anna e Roberta Adami ci vorrebbe
la mano di un regista come Ermanno Olmi. Qui al Raflazz tira aria da «Albero
degli zoccoli»: il tempo è fermo, la giornata parte prestissimo, che è ancora
buio. Sono giorni di nascite nel gregge, il patriarca passa in rassegna le
stalle per «battezzare» i nuovi nati della notte, agnellini belanti che
invocano cibo. «Non tutte le pecore sono madri esemplari - spiega Claudio Adami
- alcune dopo il parto si disinteressano dei figli, che vanno presi in braccio
e allattati col biberon». È l'alba e viene l'ora delle donne. C'è da compiere
la prima mungitura, se ne occupa mamma Anna, che riempie i vasi destinati al
micro-caseificio dove assumono forma le caciotte di Murazzano, le tume di Langa
presidio di Slow Food, e altre formaggette dai nomi evocativi del posto,
Malarin, Le Masche, la Robiola di nonna Renza. Roberta la ragioniera sta al
Raflazz come il rettore della Bocconi al suo ateneo. Lei è l'anima
organizzativa, quella che gestisce la parte commerciale, carica il furgone e
parte per rifornire i negozi, viaggi da Bra a Saluzzo a Eataly a Torino.
Roberta compila i quaderni dell'Hccp, imposta dall'Europa, fa testare il
prodotto dai veterinari e dagli analisti della qualità. Perché oggi il
formaggio, anche questo che nasce nelle piccole aziende sui bricchi, è
diventato un mondo di burocrazia. Sulle pendici
percorse nei secoli da saraceni e mercanti di sale, il sole buca le nebbie che
risalgono dal Tanaro. Al Raflazz le donne del formaggio devono prepararsi al
weekend, sono attesi clienti che tornano da anni, milanesi, torinesi. Molti
stranieri: tedeschi, inglesi, svizzeri. «Più che clienti sono amici - dice Anna
Adami - si trovano bene da noi perché capiscono che al Raflazz si vive come una
volta, si pranza con quello che noi prepariamo, cibo semplice, il nostro
salame, gli agnolotti del plin, l'agnello. Siamo come una famiglia allargata,
il sabato e le domenica stiamo tutti insieme. Ma è sempre più dura, poi i
clienti se ne vanno, noi restiamo qui. Le pecore mangiano tutti i giorni due
volte, bisogna fare il formaggio. Sono vent'anni che con mio marito non
facciamo un vacanza vera, al massimo una gita a Venezia di due giorni, grazie a
Roberta che ci spinge a muoverci, lei crede in questa azienda, in questo modo
di vivere la vita...». Roberta sorride. Papà Adami fa i conti con la provvista
di foraggio: «Un inverno così feroce non capitava da mezzo secolo, ancora
l'anno scorso in questo periodo le pecore erano già fuori a brucare l'erba
nuova, fino a Pasqua quest'anno non sarà possibile».
( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ALASSIO DONNA
CHIESTA UNA MAGGIORE COLLABORAZIONE TRA ALBERGATORI, RISTORATORI, BAGNI MARINI "Meno burocrazia nel turismo" [FIRMA]STEFANO PEZZINI ALASSIO «Meno burocrazia e maggiore valorizzazione
delle nostre tipicità: la ricetta per uscire dalla crisi del turismo si basa su
questi due elementi che in molti ripetono ma in pochi applicano»: Caterina
«Nuccia» Cosso, operatrice alassina (suo il Panama, complesso che
comprende ristorante, residence, bagni marini e infopoint) e anima di «Alassio
donna» (l'organizzazione che raggruppa le imprenditrici turistiche) non vuole
fare polemiche ma solo contribuire a superare i venti di crisi che da troppo
tempo soffiano sul turismo della Riviera. «Ci chiedono di investire nelle
strutture e poi nessuno ci viene incontro. Anzi, ci sono leggi regionali che
penalizzano. Penso alla legge Ruggeri ma anche ai parametri minimi per le
camere. Una camera con mobili antichi, anche se più piccola, ha sicuramente più
fascino di uno stanzone arredato in stile Ikea. E invece sembra che il mondo
vada al contrario», si sfoga Nuccia Cosso. Prosegue: «Per non parlare dei
controlli. Certo, sono necessari e garantiscono igiene e sicurezza. Ma
arriviamo all'assurdo che nello stesso giorno frighi e dispense possano essere
visitati da Nas, Asl e Capitaneria». Ma il problema sono soprattutto i tempi
lunghi della burocrazia. «Ai tempi di Internet non si
può continuare a viaggiare con le carrozze. Spesso gli stranieri che arrivano
non capiscono perchè debbano lasciare un documento per ore alla reception per
la registrazione quando basterebbe la trasmissione on line dei dati», aggiunge.
Poi la promozione: «Dobbiamo fare sistema, utilizzare i prodotti locali,
l'olio, gli ortaggi, le marmellate che si producono nella nostra splendida
terra. E dobbiamo anche fare sistema tra noi albergatori, ristoratori,
commercianti, bagnini. Dobbiamo superare l'individualismo che purtroppo di
contraddistinge», è l'appello dell'imprenditrice alassina che, proprio in
queste settimane, sta coinvolgendo colleghi e imprese della Riviera in un
consorzio turistico con il cuneese e l'astigiano per promuovere le «terre di
Aleramo». Poi il tema dei posti di lavoro: «La crisi che stiamo attraversando è
grave. Se non saremo capaci di affrontarla penso a cosa succederà ai nostri
dipendenti, persone che hanno famiglie, mutui, figli che studiamo. Noi
imprenditori dobbiamo stringere i denti e fare sacrifici ma chiediamo anche
aiuti per il credito, gli sgravi fiscali. Bisogna ricordare che un albergo è
un'azienda ma i suoi dipendenti non hanno ammortizzatori sociali. E quando
chiude si perdono posti di lavoro».
( da "Corriere.it" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il premier: il
provvedimento sarà approvato venerdì dal consiglio dei ministri «Il piano per
l'edilizia avrà effetti straordinari e non ci saranno abusi» Berlusconi:
riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani regolatori. Ma Bossi frena
Silvio Berlusconi durante la passeggiata nel centro di Roma (Ansa) MILANO -
Silvio Berlusconi ne è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta
l'economia». E per questo ha deciso che una delle mosse per dare nuova carica
ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale deve
necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle
nuove costruzioni. Di qui la scelta di varare un piano ad hoc, come anticipato
oggi dal . L'idea del premier ha subito fatto scattare più di un campanello di
allarme tra chi considera l'allenatmento dei vincoli burocratici ipotizzato dal
Cavaliere come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è
stato lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del
centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà
esaminato venerdì dal consiglio dei ministri, che questo avrà«effetti straordinari»
ma che non ci saranno abusi. «BASTA PASTOIE E BUROCRAZIA» - «Saranno le singole
Regioni - ha spiegato il presidente del Consiglio - che dovranno valutarle il
piano: serve per smuovere l'economia e in particolare l'edilizia da sempre
ferma e impastoiata da mille burocratismi». E a chi gli chiedeva se non si
corre il rischio di allargare troppo le maglie delle concessioni aprendo la
strada a possibili abusi Berlusconi ha risposto che questo non succederà,
«perchè tutto quello che si farà sarà in aderenza e in continuazione di case
esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una
vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Insomma, ha proseguito il
premier, «significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato
la famiglia perchè i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità
di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla
villa esistente». Il premier, stando ai lanci di tutte le agenzie di stampa,
dice proprio così, «villa», ma evidentemente la cosa riguarderà tutti i
proprietari di qualunque tipo di immobile (guarda la scheda). SI PARTE DAL
VENETO - La prima Regione ad andare incontro al progetto del Cavaliere sarà il
Veneto che martedì discuterà la possibilità per i proprietari di ampliare sino
al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire le abitazioni realizzate
prima del 1989, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità. «Non
ci sarà alcun scempio - ha puntualizzato il presidente della Regione Veneto,
Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare
sul patrimonio edilizio esistente. È in tutta evidenza uno dei tanti interventi
possibili per rimettere in movimento un importante settore economico
industriale con chiare ricadute sociali». Bossi a Cernobbio per la finale di
Miss Padania (Cavicchi) BOSSI: «IO CI CREDO MENO» - Chi non mostra troppo
entusiasmo è però uno dei principali alleati di Berlusconi, il leader leghista
Umberto Bossi. «Abbiamo già parlato del piano casa ed è giusto riparlarne - ha
detto il ministro delle Riforme a margine della serata conclusiva di Miss
Padania, nel Comasco -. Alcuni ci credono molto, io meno. Non ho capito a chi
servono le case». Il rischio, secondo il Senatùr, è che si facciano «per darle
agli extracomunitari». «Quando l'edilizia va - ha detto - è vero che va tutto,
perchè dietro ai vetri si mettono le tendine, ci vogliono le porte e così via,
ma dobbiamo chiederci se servono davvero, dobbiamo chiederci come aiutare la
nostra gente». Per il leader leghista occorre «investire in soldi dello Stato
per le cose già pronte», in modo che si «possano immediatamente aprire i
cantieri e non si debbano aspettare i tempi della burocrazia»,
che rischiano di farle partire ad anni di distanza. Tra i cantieri da avviare
subito, il capo del Carroccio cita quello dell'autostrada Pedemontana. Scettico
invece sul ponte sullo Stretto: «Bisogna valutare bene se il ponte serve o non
serve. Io non sono un esperto, ma quanto tempo fa guadagnare? Forse sarebbero
meglio 100 aeroporti così portiamo in Sicilia svedesi, norvegesi e tedeschi».
Al. S. stampa |
( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 08/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Pd: si rischia la
cementificazione selvaggia Ma la proposta avrebbe già convinto i governatori
del centrodestra Galan e Cappellacci Il governatore della Sardegna Ugo
Cappellacci ROMAL'opposizione attacca le proposte del Governo parlando di
deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è
positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di
Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di
«cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la
possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una
stanza in ambito familiare». Critiche giungono anche dalle Regioni targate Pd,
il presidente dell'Emilia-Romagna, nonchè della Conferenza delle Regioni, Vasco
Errani, si è detto «stupito e preoccupato dalle indiscrezioni giornalistiche,
dalle quali emergerebbe una iniziativa centralista tesa a superare l'attuale
ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi effetti sull'assetto del
territorio». Intanto indiscrezioni giornalistiche riportano colloqui che lo
stesso Berlusconi avrebbe avuto con Galan e con il neo-governatore della
Sardegna Ugo Cappellacci, che avrebbero dato il proprio consenso. Il piano,
secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a
condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le
parti sociali per accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno
affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto
rispondendo personalmente». Il leader dell'Udc Casini osserva che c'è bisogno
di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai Comuni. Di
«assalto» al paesaggio e al territorio parlano Melandri (Pd) e l'ex capogruppo
dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
E il mondo artigiano
lancia l'Sos La Regione: finanziamenti in arrivo L'assessore Zambetti: pronto
un pacchetto da 351 milioni di euro Gente dalla tempra resistente gli
artigiani, che non ha intenzione di farsi mettere sotto dalla crisi che morde
anche questo settore economico, traino dell'economia. Lo testimoniano le parole
del presidente Enzo Zanca: «Calano le commesse, ma gli artigiani non mollano.
Certo la crisi ha colpito anche le realtà artigiane, che però portano il fardello
in silenzio, soffrendo per un credito sempre più difficile da ottenere». Zanca
apre così l'incontro tra i suoi associati e l'assessore regionale
all'artigianato Domenico Zambetti, che ieri ha visitato diverse aziende
mantovane insieme allo stesso Zanca e ad Enzo Lucchini: «Sono qui per portarvi
ottimismo - annuncia l'assessore - perché la crisi è reale, ma la Regione ha
varato da tempo un pacchetto anti crisi, che riserva per gli artigiani 351
milioni di euro». Sono 13 le misure in cui si dividono questi soldi,
riassumibili in 3 categorie; l'accesso al credito, l'innovazione (attraverso un
coordinamento con università e centri di ricerca) ed il rientro dai fidi. Un
punto questo su cui Zambetti va giù duro. «Le banche non sono da assolvere e
non si stanno comportando bene. Giorno dopo giorno chiamano i clienti chiedendo
di rientrare dai fidi». Fondamentale, secondo l'assessore, che gli artigiani
sfruttino le occasioni: «Occorre diffondere le notizie, perché i fondi non
vengano accaparrati sempre dagli stessi. Conoscere le opportunità per
sfruttarle». L'assessore si congeda così: «Nel giro di pochi mesi tornerò per
presentarvi la nuova legge quadro sull'artigianato, con riforme importanti
sull'autocertificazione, per semplificare la burocrazia». Enzo Lucchini, vice
presidente del consiglio regionale, conosce da vicino la realtà economica
mantovana, così i dati sui cassintegrati, disoccupazione e sostegno al reddito
forniti da Franco Bruno, gran conoscitore dell'economia mantovana, non lo
colgono impreparato: «Il bollettino di guerra è reale, ma la Regione era
già pronta con fondi per il sostegno al reddito ed il ricollocamento dei
lavoratori. Certo essere pronti non è la panacea di tutti i mali e oggi il
punto è sostenere le imprese, non per pura sopravvivenza, ma perché continuino
l'attività. I 351 milioni sono risorse volano, che stimoleranno altri
investimenti. Come gli imprenditori che hanno sollevato l'Italia dalle ceneri
del dopoguerra creando il design, così sono chiamati a continuare il loro
lavoro oggi». Davide Dalai
( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 08/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:agricoltura Bettoni: «Ad Arcore abbiamo
vinto» La soddisfazione per l'esito della vicenda quote latte è stata al centro
della relazione del presidente dell'Unione agricoltori nel corso dell'assemblea
dell'organizzazione. Ma è già tempo di nuove sfide BRESCIASorride Francesco
Bettoni, presidente dell'Unione provinciale agricoltori, mentre scorrono sul
grande schermo della sala conferenze della Camera di Commercio le immagini
della manifestazione di Arcore. D'altronde, l'assemblea generale dell'Upa non
potrebbe svolgersi in un momento più favorevole: «Ad Arcore - spiega davanti ai
soci - abbiamo ottenuto una vittoria straordinaria: il decreto presentato dal
ministro Zaia era sostanzialmente bloccato e solo la grande mobilitazione di
Confagricoltura e Cia, che hanno portato 10mila allevatori davanti alla
residenza del presidente del Consiglio, ha reso possibile l'introduzione di un
emendamento che consideriamo fondamentale. Si tratta - aggiunge - dell'obbligo
di rinuncia ai contenziosi da parte di chi riceve nuove quote». E arriva subito
una puntura di spillo nei confronti di chi in piazza non c'era, la Coldiretti.
«Come fanno a dire - chiede Bettoni - che l'obiettivo è stato raggiunto grazie
al loro lavoro? Da giorni i vertici Coldiretti spiegavano a tutti che gli
emendamenti introdotti dal Governo sarebbero stati sufficienti, e che il
decreto Zaia era utile e condivisibile». «Non è antipolitica» Ma il presidente
dell'Upa vuole anche precisare il senso autentico della manifestazione
(promossa proprio da Brescia e dalla Lombardia). «La nostra mobilitazione -
sottolinea - non è stata contro il Governo, ma contro un provvedimento iniquo.
Non si trattava di antipolitica, ma di una battaglia per la legalità: una
battaglia etica e morale, anche a nome dei cittadini che, con le tasse, hanno
pagato a Bruxelles le multe causate dagli splafonatori. Quando abbiamo comprato
e pagato le quote siamo stati derisi: oggi abbiamo portato a termine una lotta
coerente». Bettoni rivendica quindi un'idea di sindacato che non è solo
dialogare e firmare accordi, ma è anche unirsi per raggiungere un obiettivo,
sostenuti da valori condivisi. «Manifestando - dice il numero uno di
Confagricoltura Lombardia - abbiamo fatto il nostro dovere di sindacato: siamo
orgogliosi di appartenere a questa organizzazione che, da cento anni, ha un
unico interesse: difendere le imprese agricole, chi lavora e le famiglie che
vivono di agricoltura». Ecco dunque il ringraziamento a chi ha condiviso la battaglia:
Aldo Cipriano, presidente della Cia di Brescia, applauditissimo dalla platea
dei soci Upa, i presidenti di Confagricoltura Varese, Cremona, Mantova e
Milano-Lodi, i politici (pochi, a dire in vero) che non hanno fatto mancare il
sostegno. Tocca al vicepresidente Upa, Luigi Barbieri, ringraziare, in
particolare, tre parlamentari bresciani per il lavoro svolto: Viviana
Beccalossi, Guido Galperti (presente all'assemblea) e Paolo Corsini. A loro
Barbieri lancia anche un invito in vista della prossima discussione del decreto
alla Camera dei Deputati: «Vigilate, perché tra i parlamentari c'è anche chi
vorrebbe tornare indietro». «Non restare in silenzio» Un grande applauso
accoglie il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che
vuole rimarcare la totale sintonia con la linea di Confagri Lombardia. «Non può
accadere - dice - che ministri o parlamentari chiamino il presidente di
un'organizzazione invitandolo a stare a casa, a non manifestare: noi
rispondiamo solo ai nostri associati, e non restiamo in silenzio se si lotta
per la legalità. La nostra vittoria - spiega Vecchioni - non era scontata, e
qualche giorno prima di Arcore eravamo isolati: ma siamo andati avanti,
convinti che l'organizzazione debba essere al servizio dell'associato, e non
viceversa. Dopo Arcore, qualcuno si è accorto di noi e il Senato ha capito che
si stava per compiere un misfatto, evitato infine grazie alla nostra protesta».
Ma è già domani Ma la crisi globale ha colpito anche l'agricoltura e l'invito
che esce dall'assemblea Upa è quello di «riscoprirla», attraverso interventi
mirati che sostengano il settore. «Non faccio allarmismo - dice Bettoni -
quando affermo che siamo davvero in difficoltà: stimiamo il ministro Tremonti,
ma ci auguriamo che si accorga presto che servono interventi drastici per
incentivare le imprese agricole». E le difficoltà investono tutti i settori: il
latte, ovviamente (Barbieri ricorda che la caduta verticale del prezzo
riconosciuto dall'industria impedisce ormai di coprire i costi di produzione),
ma anche la cerealicoltura, il vino, l'olio d'oliva, la suinicoltura, la
zootecnia in generale (con il problema della direttiva nitrati). «Tiene
l'avicoltura - aggiunge il presidente dell'Upa - ma solo perché cresce il
numero di immigrati che prediligono la carne bianca e perché molte aziende
hanno già chiuso e quelle che restano respirano». L'agricoltura
riparte, con l'entusiasmo una battaglia vinta, ma anche con la preoccupazione
per il futuro prossimo. «Chiediamo un sostegno immediato - chiude Bettoni - e
meno burocrazia».
Dimenticare l'agricoltura può essere molto pericoloso. Arcore lo ha dimostrato.
Guido Lombardi gdbagri@giornaledibrescia.it
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Rossi
insegue un Polesine fatto di innovazione e poca burocrazia Domenica 8
Marzo 2009, Fabrizio Rossi si prepara a essere il cavaliere sul destriero
pronto al torneo che è stato scelto quale simbolo di Unindustria che lancerà
all'assemblea generale, "Rovigo nuova impresa", sull'idea di una
sinergia tra imprenditori, istituzioni e comunità per definire un nuovo modello
di sviluppo. L'assemblea,
al Censer venerdì 13 marzo dalle 17, partirà proprio dalla relazione di Rossi
per aprire poi una tavola rotonda nella quale si tratteranno i cardini, secondo
gli industriali, della svolta anti crisi: tradizione e tecnologie, distretti,
ricerca e innovazione, e turismo. Antonello Piroso, direttore del Tg di La7,
modererà il confronto tra Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto,
Enzo Rullani, professore di Economia della conoscenza alla Venice international
university, Sauro Pasini, responsabile Enel dell'Area tecnica Ricerca,
divisione Ingegneria e innovazione, e Pierantonio Macola, amministratore
delegato di Smau fiera Milano e presidente della sezione turismo di Unindustria
Rovigo. Sul palco, poi, saliranno per le relazioni finali il presidente della
Regione Giancarlo Galan e la presidente nazionale di Confindustria, Emma
Marcegaglia. «Il quadro generale dell'economia è molto incerto - commenta Rossi
- è il momento di avviare un dibattito per riflettere su quello che deve essere
il ruolo dell'impresa in un contesto, sociale ed economico, in cui si è
chiamati ad anticipare il futuro facendo scelte coraggiose, già in questo
presente. È nostra priorità coinvolgere le altre categorie economiche e le
forze sociali su alcuni obiettivi prioritari per la provincia. Tenendo presente
il contesto congiunturale e alcune peculiarità del territorio, dobbiamo
impegnarci per sostenere una politica del sì per uno sviluppo sostenibile. E
basta burocrazia, uno dei limiti alla competitività
del sistema Italia che provoca costi e ritardi negli investimenti alle imprese.
Anche a livello locale si può e si deve far molto. Un'impresa in un giorno
vuole anche dire un'autorizzazione in un giorno». Il presidente conclude
ribadendo che «cultura d'impresa e risorse umane, innovazione e ricerca,
sviluppo sostenibile e promozione territoriale, reti e distretti dal forte
carattere tecnologico rappresentano i perni per la ricostruzione di un'identità
territoriale e i temi sui quali puntare per valorizzare ciò di cui il territorio
dispone, per tornare a crescere e per porsi obiettivi ancora più ambiziosi.
Unindustria è pronta a costruire insieme al territorio una nuova provincia, che
vuole innovare e che è pronta a fare il salto di qualità fondato sulla ricerca
e sul territorio».
( da "Adige, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Via al piano casa,
non faremo abusi» Berlusconi: potrete farvi due stanze in più ROMA - Meno
vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi,
per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato ieri
dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei
ministri, ha confermato ieri il Cavaliere assicurando che «avrà effetti
straordinari». Il premier ha anche attaccato chi continua a parlare di crisi:
«Basta con questi catastrofismi», ha detto. Indirettamente gli ha dato ragione
il Censis, che ha fatto un'indagine sui consumi. Per il centro studi il Paese
«non sta sbandando e gli italiani non si fanno prendere dal panico». Ma il
segretario del Pd, Dario Franceschini, ha attaccato duro. A suo avviso il
premier sa solo dire di no e lo ha invitato a fermare i licenziamenti negli
enti pubblici e a salvare così centomila persone precarie. Ma Berlusconi ha
dovuto subire anche le critiche di Bossi ieri sera proprio sul piano casa. «Non
ho capito a chi servono le case». Il rischio, secondo il senatore, è che si
facciano «per darle agli extracomunitari. Secondo Bossi bisogna «investire
sulla Pedemontana e sulle cose che possano partire domani». Il piano però - a
cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a «dare a chi ha una casa e nel
frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due
stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente» ha spiegato il
presidente del Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro
Roma. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, «che dovranno
valutarlo: serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da
sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il premier esclude rischi di
abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione
di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e
con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista
dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di
legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la
cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri
di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il
rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni
fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono
mascherato mentre l'iniziativa è positiva per il presidente
di Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è
asfissiante». Legambiente invece richiama il film «Mani sulla città di
Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma, negli anni '60,
speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare e costruire edifici brutti e
insicuri». 08/03/2009
( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Plauso
della Confartigianato: «Riduce la burocrazia» Confedilizia:
in questa fase meglio rilanciare gli affitti ROMA. Confedilizia apprezza «le
misure di liberalizzazione urbanistica annunciate dal presidente Berlusconi» ma
ritiene che sarebbe «altrettanto, se non più efficace il rilancio dell'affitto». Corrado Sforza Fogliani,
presidente di Confedilizia, giudica le misure annunciate «un segnale
importante, che non potrà non esercitare benefici effetti, soprattutto sul
piano psicologico. Una misura perlomeno altrettanto efficace, se non più efficace,
sarebbe il rilancio dell'affitto attraverso la tassazione separata dei canoni.
Se la locazione di immobili, soffocata dalla fiscalità erariale e locale,
tornasse alla redditività - osserva Sforza Fogliani - il recupero di tanti
immobili inutilizzati perché bisognosi di lavori di ristrutturazione o di
rimessa in pristino, sarebbe immediato». Il piano per la liberalizzazione
dell'edilizia «è un'iniziativa positiva», secondo il presidente di
Confartigianato Giorgio Guerrini. «In questo paese il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante, tanto
più in un momento di crisi come questo». Il presidente della Regione Liguria,
Claudio Burlando, sottolinea un aspetto: «L'unico provvedimento fatto da questo
governo per l'edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica
stanziati dal governo Prodi. Penso anch'io che rilanciare l'edilizia sarebbe un
volano utile e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica,
per la quale stanno investendo Regioni e Comuni».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'OPERA, NECESSARIA
PER ASSORBIRE IL TRAFFICO DELL'AREA, DOVREBBE ESSERE PRONTA NEL 2012 «Brebemi»,
l'anno della svolta? A GIUGNO APRIRANNO FINALMENTE I CANTIERI DELL'AUTOSTRADA
CHE COLLEGHERÀ MILANO A BRESCIA Tre anni fa il Comitato per la Brebemi chiedeva
con forza, «visto l'attuale grave problema di mobilità, una rapida entrata in
funzione dell'autostrada». Forse, dopo anni di lentezze burocratiche e tante
parole, il progetto infrastrutturale, ritenuto da più parti necessario per
decongestionare il traffico in una delle aree più produttive d'Europa, sta per
imboccare la strada giusta: quella della concretezza. La svolta sembra
finalmente essere alle porte. Il prossimo giugno, infatti, come annunciato dal
Governo nel via libera delle cosiddette "grandi opere", saranno
aperti i primi cantieri relativi ai
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
cronaca pag. 19
Appello di Vecchioni: «Il valore aggiunto dev'essere retribuito» «Far crescere
la filiera agro-alimentare significa dare una risposta di solidità economica,
tanto più impellente in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo». Ne è
convinto il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, a
Brescia per l'assemblea generale dell'Upa Confagricoltura. «IL SETTORE AGRICOLO
è un comparto prioritario, che va apprezzato in una dimensione più ampia, per
il contributo che dà all'industria alimentare, alla ristorazione, alla
distribuzione, andando ad assorbire in questa prospettiva il 15 per cento del
Pil nazionale». Accanto alle misure anticrisi per il mercato dell'auto, per
quello manifatturiero e per rilanciare le infrastrutture, Vecchioni chiede al
Governo di non trascurare il ruolo strategico dell'agricoltura italiana,
evidenziando come l'eccellenza del prodotto vada collegata all'efficienza della
filiera («il marchio, come può essere quello del parmigiano o del San Daniele,
prodotti apprezzati in tutto il mondo, deve fare reddito per l'agricoltore»,
dice). Bisogna, insomma, tornare a una ricchezza prodotta dal lavoro e non
dallo scambio di servizi, sostenendo l'agricoltura con una manovra organica,
fatta di abbattimento degli oneri, incentivi al lavoro, minore
burocrazia, per dare agli
agricoltori italiani le stesse possibilità garantite a quelli di altri Paesi
europei. «Servono incentivi allo sviluppo, non più dei sussidi, visto che come
agricoltori siamo dei soggetti economici alla pari degli altri, non degli
assistiti: è questa la svolta culturale da imboccare», spiega il
presidente. Quanto alla spaccatura consumatasi con Coldiretti nella protesta
dei trattori, la replica di Vecchioni è lapidaria: «Il mondo agricolo reale,
quello della quotidianità e del lavoro di tutti i giorni, è molto più unito di
quanto lo si voglia rappresentare». LI.CE.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'INCONTRO.
Assemblea dell'Unione provinciale allevatori, dopo le manifestazioni di
protesta a Arcore e Gemonio contro la linea del governo L'Upa: un piano
Marshall anche per l'agricoltura di Lisa Cesco Dopo la «vittoria dei trattori»
è il momento delle analisi. Dopo le manifestazioni di Arcore e Gemonio per
protestare contro il decreto sulle quote latte, dopo l'emendamento passato al
Senato che riconosce le richieste degli agricoltori - rendendo indispensabile
il ritiro dei contenziosi a fronte dell'assegnazione di quote latte agli
"splafonatori", quelli che hanno prodotto oltre il consentito - è il
tempo della sintesi. QUALE MIGLIORE occasione dell'assemblea generale dell'Unione
provinciale agricoltori - Confagricoltura di Brescia, dove il presidente
Francesco Bettoni ha ripercorso i passaggi di una battaglia «etica e di
legalità, prima ancora che agricola». «La prima versione del decreto era
ingiusta nei confronti del 95 per cento degli agricoltori che hanno rispettato
le quote latte con sacrifici. Non fare distinzione fra chi è in regola e chi no
nella nuova assegnazione di quote diventava un modo per premiare i disonesti e
i furbi». Bettoni parla di coraggio e di ideali per disegnare i contorni della
marcia su Gemonio e Arcore di inizio settimana, una contestazione forte,
strutturata, aggressiva, «che non ha nulla a che vedere con l'antipolitica, ma
è ben radicata nella concretezza di un decreto iniquo, che interessa da vicino
anche i cittadini: i 3 miliardi di euro di multe - una piccola manovra
finanziaria - non pagati dagli "splafonatori" e anticipati dallo
Stato sono stati tolti dalle tasche dei cittadini». SUL PACO troneggiano un
tapiro dorato e una statuetta da Oscar, due attestati che Bettoni consegna
idealmente alla Coldiretti, con cui si è consumata la spaccatura sulla protesta
dei trattori. «Il tapiro va al presidente della Coldiretti nazionale Sergio
Marini, l'oscar al senatore Paolo Scarpa Bonazza, che nel dibattito in Senato
proprio a Coldiretti ha attribuito i meriti dell'emendamento, un comportamento
degno di un autentico premio ignobel». La battaglia comunque non è finita, ed è
il vice presidente Upa Luigi Barbieri a ricordare il prossimo appuntamento alla
Camera per discutere degli emendamenti, su cui l'Unione agricoltori vigilerà,
cercando di far passare un'ulteriore miglioria, l'istituzione di un fondo più
capiente da destinare esclusivamente a chi ha comprato le quote latte. QUALCHE
BUONA NOTIZIA arriva anche sul fronte della direttiva sui nitrati diffusi dal
liquame del bestiame, una normativa restrittiva che impedisce di andare oltre i
( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Progetto illustrato
dal sindaco a commercianti e residenti del Pp1. Ma il comitato Il Gabbiano
vuole vedere le carte Via Inghilterra sarà collegata a viale Moro Accordo tra
Comune e ditta D'Andrea: lavori completati entro luglio MONTESILVANO. Un
«contratto d'onore» tra il Comune e il gruppo D'Andrea & D'Andrea per
completare via Inghilterra. «Entro il 30 aprile aprirà il cantiere ed entro il
31 luglio la strada sarà collegata da corso Strasburgo fino a viale Moro», è l'impegno
preso ieri dal sindaco Pasquale Cordoma davanti ad Antonio Gaspari,
protagonista dei sei giorni di sciopero della fame per denunciare i cantieri
fantasma del quartiere Pp1, e con i commercianti e il comitato di cittadini «Il
Gabbiano». Alla riunione tra amministratori e cittadini sulle opere incompiute
del Pp1, gli imprenditori non si sono presentati: «Comunque», spiega il
sindaco, «il Comune ha stretto un accordo con le imprese e sarà sottoscritto un
protocollo d'intesa». Il sindaco Pasquale Cordoma, nella riunione convocata al
quarto piano del municipio, ha presentato ai cittadini due possibilità: «Si può
raddoppiare corso Strasburgo ma soltanto fino a via Inghilterra, e cancellando
il teatro del mare, oppure si può completare via Inghilterra per collegarla a
viale Moro». Una domanda retorica girata ai cittadini perché il Comune ha già
preso la sua decisione e le ruspe del gruppo D'Andrea & D'Andrea sono
arrivate in via Inghilterra per sbancare il terreno. Una decisione definita
comunque «ragionevole» che mette d'accordo Comune, commercianti e cittadini del
Pp1. Anche se il segretario del comitato Il Gabbiano Marino De Ovidiis resta in
attesa degli atti della convenzione stipulata tra il Comune e il colosso
dell'edilizia fin dal 1997 e rinnovata negli anni fino al 2008: De Ovidiis non
ha ringraziato il sindaco al termine dell'incontro, ma si è limitato «a
prendere atto della buona volontà dell'amministrazione». «Solo quando si
metteranno le mani sulla convenzione si tireranno davvero le somme», dice il
segretario del comitato. Studiata la convenzione, quindi, Il Gabbiano «farà
richiesta di una ulteriore convocazione al sindaco». De Ovidiis non è l'unico a
voler sapere cosa c'è scritto sulla convenzione, tra Comune e impresa, che ha
dato il via allo sviluppo edilizio della riviera: anche il consigliere Leo
Brocchi ha presentato richiesta di accesso agli atti. Entro quattro giorni, in
base alle rassicurazioni del sindaco, le richieste di De Ovidiis e di Brocchi
saranno soddisfatte. Alla riunione in municipio ha fatto rumore l'assenza degli
imprenditori Michele D'Andrea e Renzo Di Properzio: «Sono stati invitati per
iscritto», precisa il sindaco, «ma io non posso obbligarli a partecipare alle
riunioni con i cittadini». Dietro al tavolo, quindi, insieme al sindaco, si
sono seduti l'assessore all'Urbanistica Mimmo Di Giacomo e il dirigente
Gianfranco Niccolò. Si avvicina, quindi, il completamento di via Inghilterra,
mentre tramonta la realizzazione di corso Strasburgo. Ai cittadini il sindaco
ha spiegato che, scelto di completare via Inghilterra, per il raddoppio di
corso Strasburgo passeranno almeno altri due anni. Intanto lo sciopero della
fame portato avanti dall'erborista Antonio Gaspari per sei giorni ha condotto a
tre risultati immediati: la pulizia delle aiuole abbandonate di corso
Strasburgo; la bonifica del terreno privato, accanto ai palazzi, invaso
dall'erba alta; lo sgombero delle roulotte accampate nell'area. «Il terreno su cui sono accampati i camper», afferma il sindaco,
«è comunale e quindi ho predisposto gli atti necessari allo sgombero. Quando?
Ci sono i tempi della burocrazia da rispettare». Senza lo sciopero della fame, dunque, nessuno
avrebbe scoperto che il Comune è proprietario di un terreno vicino al mare.
Pietro Lambertini
( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Spessa,
vince la burocrazia L'ex sindaco Bertoni non sa ancora
l'esito del ricorso SPESSA. Ricorso contro l'espulsione dal consiglio comunale:
a tre mesi dalle elezioni il consiglio di Stato risponde all'ex sindaco Bertoni
(ex capogruppo di minoranza), espulso dal consiglio per troppe assenze. Dopo quasi quattro anni dalla
richiesta di reintegro e rimbalzi della pratica da un ufficio all'altro, da un
dicastero all'altro, da un'istituzione all'altra, ora almeno una risposta è
arrivata. E cioè, che la decisione è stata presa dalla «prima sezione». Ma per
conoscerne il contenuto, l'ex capogruppo deve «chiederne copia all'apposito
ufficio» dello stesso Consiglio di Stato. Se invece Bertoni lo desidera,
«ulteriori informazioni possono essere chieste al ministero dell'Interno». Un
perfetto stile burocratese, insomma, per non dire - ancora una volta - se i
presupposti della richiesta di Bertoni partita con il ricorso straordinario al
Capo dello Stato, sia stata accolta o meno. «Non che faccia più alcuna
differenza - sbotta Bertoni, che fra l'altro si ricandida per le elezioni di
giugno -. Ormai il voto è alle porte. Ma è assolutamente ridicolo non poter
sapere, ancora una volta, se ho ragione oppure no. Non esiste un impiegato di
ministero, consiglio di Stato, o prefettura, che possa prendersi la briga di
comunicarmelo? O sono troppo impegnati? Altro che riforma Brunetta...». A far
esplodere la rabbia dell'ex sindaco, è proprio l'ennesima comunicazione
indecifrabile da parte delle istituzioni. Bertoni era stato dichiarato decaduto
dalla carica di rappresentante dell'opposizione durante un'assemblea nel maggio
2005. Da allora ricorsi a raffica, anche al Capo dello Stato era Carlo Azeglio
Ciampi.
( da "Provincia Pavese, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Finalmente vedo mia
figlia» Villanterio, si è conclusa ieri la battaglia del papà VILLANTERIO.
Finalmente è riuscito ad abbracciare la sua piccola Francesca. Luca Astori, 36
anni, ha vinto la sua battaglia contro la burocrazia. La sua bambina di cinque
mesi era bloccata a Omsk, nella Siberia sud occidentale insieme alla mamma
Angela dal giorno della sua nascita, il 27 settembre scorso. Non riuscivano ad
ottenere l'autorizzazione a tornare in Italia. Ieri mattina il lieto fine.
La famiglia di Villanterio si è riunita. Non senza qualche difficoltà durante
il viaggio. Mamma Angela e la piccola Francesca hanno affrontato il viaggio di
7mila chilometri, dalla Siberia. Stanche, ma finalmente a casa. La bimba,
cinque mesi, pochi capelli biondissimi, sorride ai genitori e cerca lo sguardo
del suo papà. Luca Astori, esperto in sicurezza informatica di Villanterio, ha
vinto la sua battaglia. Fatta di burocrazia. Di
risposte contraddittorie ricevute dalla struttura diplomatica italiana. Tra
funzionari che chiedevano un visto turistico e altri che invece spiegavano alla
coppia di chiedere un visto per il ricongiungimento. «Alla fine le hanno fatto
un visto turistico di 30 giorni», spiega Luca Astori. E ieri mattina Angela e
Francesca sono tornate in Italia. Ma hanno dovuto affrontare ancora qualche
problema. «Alla frontiera a Malpensa - spiega Astori - hanno fatto dei
problemi. Le hanno detto che doveva fare un ricongiungimento e non un visto
turistico. E le hanno chiesto se era davvero sposata con un italiano. Poi
l'hanno lasciata passare. Mia moglie gli ha spiegato che abbiamo fatto tutto
quello che ci hanno detto». Ora resta un ultimo passo. «La settimana prossima
mia moglie farà il giuramento per la cittadinanza e poi faremo la
naturalizzazione della bambina». Un bimba con le guance paffute, i capelli
biondissimi. Vestita di rosa e con una salopette di jeans. Fino a ieri il papà
era riuscito a vederla solo in foto e grazie a una webcam. Angela aveva deciso
di partorire in Siberia. Le era venuto uno scrupolo: magari sotto stress la sua
conoscenza della lingua italiana poteva impedirle di capire le indicazioni dei
medici al momento del parto. Così aveva scelto di tornare nella sua città natale,
Omsk. Dal 27 settembre però sono iniziate le difficoltà, tanto che il papà è
riuscito ad abbracciare la sua bambina solo dopo cinque mesi: «Adesso resteremo
qui per molto molto tempo». (ma.br.)
( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sfarzo Palazzo
Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro Macchè lusso, sfarzo!
La crisi smorza i toni e Parigi, la Ville Lumiere, abbassa le luci? Beh,
Roberto Cavalli le riaccende e, per l'inaugurazione di ieri sera ha illuminato
a giorno la sua "palazzina" di sette piani, pieno centro elegante di
Parigi, al 261 di rue Saint Honoré e con secondo ingresso in rue Cambon, la
famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e ancora sfarzo dunque, senza pudore
in tutti i sensi. Per l'occasione infatti Cavalli ha ideato i primi sex toys
griffati dalla moda: le manette a forma di serpente (che si possono trasformare
in bracciali), lo "stimolatore" che sembra una penna stilografica, la
candela profumata che in realtà è una crema da massaggiare sul corpo con sicuro
effetto afrodisiaco e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma
inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli,
atelier couture, uffici e appartamento privato) lo stilista fiorentino non si è
fatto mancare niente: cascate di cristalli, pavimenti in resina con polvere
d'oro, specchi e lampadari a profusione, ascensore con sedile di pelliccia e
divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali
andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per
parcheggiare, perchè, si sa, di questi tempi è meglio risparmiare sull'autista.
Per il "varo" di ieri sera sono arrivate orde di vippone, da Milla
Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da Jade Jagger a Clotilde
Courau Savoia... Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il
cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul
progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire
l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio
rognosetta con i nomi italiani della moda.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sfarzo Palazzo
Cavalli a Parigi tra divani di visone e pavimenti d'oro Macchè lusso, sfarzo!
La crisi smorza i toni e Parigi, la Ville Lumiere, abbassa le luci? Beh,
Roberto Cavalli le riaccende e, per l'inaugurazione di ieri sera ha illuminato
a giorno la sua "palazzina" di sette piani, pieno centro elegante di
Parigi, al 261 di rue Saint Honoré e con secondo ingresso in rue Cambon, la
famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e ancora sfarzo dunque, senza pudore
in tutti i sensi. Per l'occasione infatti Cavalli ha ideato i primi sex toys
griffati dalla moda: le manette a forma di serpente (che si possono trasformare
in bracciali), lo "stimolatore" che sembra una penna stilografica, la
candela profumata che in realtà è una crema da massaggiare sul corpo con sicuro
effetto afrodisiaco e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma
inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli,
atelier couture, uffici e appartamento privato) lo stilista fiorentino non si è
fatto mancare niente: cascate di cristalli, pavimenti in resina con polvere
d'oro, specchi e lampadari a profusione, ascensore con sedile di pelliccia e
divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali
andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per
parcheggiare, perchè, si sa, di questi tempi è meglio risparmiare sull'autista.
Per il "varo" di ieri sera sono arrivate orde di vippone, da Milla
Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da Jade Jagger a Clotilde
Courau Savoia... Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il
cantiere è partito ben tre anni fa, un po' perchè Cavalli ha cambiato idea sul
progetto varie volte (quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire
l'architetto Italo Rota e poi perchè la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio
rognosetta con i nomi italiani della moda.
( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Economia
L´architetto Fuksas:"Un delirio che può accadere solo qui in Italia"
L´architetto Massimiliano Fuksas è categorico: «Non esiste nessun altro paese
in cui si possa fare quello che il governo italiano sembra ora ipotizzare. In
Francia, in Spagna, in Germania, paesi che conosco bene, c´è sempre la
presentazione di un progetto e c´è un´autorizzazione. Qui invece c´è la resa
totale dello Stato. è un delirio». Per Fuksas il governo, anche nel campo
edilizio, ripropone una strada che ha già battuto in altri casi: «Il messaggio è chiaro: la burocrazia non è capace, quindi fate come credete. Così come si dice:
fatevi le ronde perché la polizia non può farlo. Per uno come me, affezionato all´idea
di Stato, c´è un senso di frustrazione». Un intervento sull´edilizia si può
fare: «Ma ci vorrebbe un piano vero come il Piano Fanfani negli anni 50».
( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Economia
Il costruttore Buzzetti:"Il progetto darà una spallata
alla burocrazia"
«Comprendo le perplessità che alcuni hanno manifestato, ma confido nel fatto
che alla fine il progetto del governo sarà più equilibrato di quanto non sia
apparso finora». Chiedere a un costruttore cosa ne pensa di una norma che di
fatto liberalizza e semplifica l´edilizia è come chiedere all´oste se il vino è
buono. Paolo Buzzetti, presidente dell´Ance, fa dunque il suo mestiere,
ma si rende conto delle criticità: «Io credo che la norma che prevede
l´abolizione dell´autorizzazione riguarderà solo gli interventi più piccoli,
non i più grandi. In ogni caso da sempre i costruttori chiedono ai governi una
semplificazione e una maggiore rapidità delle procedure. Questo provvedimento
darà una spallata alla burocrazia».
( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 58 del 2009-03-08
pagina 1 Casa, il governo ha un doppio piano di Redazione
Meno burocrazia, più
alloggi popolari. Berlusconi: effetti straordinari sull'economia Il premier
annuncia il varo del piano per rilanciare il settore edilizio. Nuovi alloggi
per giovani, anziani, immigrati regolari, studenti. «Ma non saranno permessi
abusi». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 37 -
Spettacoli Da amarcord a famolo strano il vocabolario dei film italiani STEFANO
BARTEZZAGHI «In che film l´hai visto?» è un modo di dire sensatissimo: esprime
lo stupore di fronte all´irreale e invita a fare le opportune (ma a volte
scomode) distinzioni fra i diversi piani di realtà. Si sa che vedere un film
rende letterale la metafora (anzi l´ossimoro) del sogno ad occhi aperti: con la
differenza che il sogno lo produciamo noi mentre il film lo produce il suo
produttore, e quindi è meno incertamente dalla parte della realtà oggettiva.
Forse si potrebbe usare anche un´altra domanda: «In che film l´hai sentito?».
Sì, perché dall´introduzione del sonoro alla fine degli anni Venti, il cinema
ha donato alla lingua (o ha amplificato nella lingua) quantità di espressioni,
tormentoni, modi linguistici di atteggiarsi. Per fare solo gli esempi più
rimarchevoli, per diffusione o per attualità, le pinzillacchere di Totò e i
maccheroni di Alberto Sordi venivano subito ripetuti e imitati anche alla
Bovisasca; e, d´altra parte, recentissime cronache hanno raccontato come la
Gessica di Carlo Verdone, con il suo pure dilagante «famolo strano», ha
ispirato un sito che organizzava orge che ora preoccupano carabinieri e
autorità sanitarie. Quel che il cinema dice, lo spettatore acquisisce e ripete.
Subito dopo gli inizi impacciati in cui dallo schermo si parlava con la lingua
del teatro contemporaneo (il primo film sonoro italiano, nel 1930, era tratto
da Pirandello), il cinema si scontrò con la tenacia dei dialetti italiani,
osteggiata (senza successo e forse senza troppa convinzione) dal fascismo e poi
messa a confronto dal neorealismo con l´inglese e i diversi idiomi degli
Alleati. Da una parte, dunque, l´italiano prezioso e totalmente artificioso dei
telefoni bianchi; dall´altra, la sintesi suprema di Sciuscià, dove il dialetto
lustra e rivernicia le scarpe alla lingua dello straniero liberatore. Il
dialetto resterà una risorsa realistica (Olmi), comica o farsesca (da I soliti
ignoti ai cinepanettoni con le macchiette regionali), ma anche
onirico-enigmatica, se si pensa all´Amarcord di Fellini, o persino
comico-enigmatica, se consideriamo Massimo Troisi e quel suo arditissimo
esperimento di idioma stretto e veloce. I conti, però, il cinema li ha dovuti
fare soprattutto con la carenza di una lingua italiana media; se l´è anche
costruita quando era il caso, per esempio importandola via doppiaggio. Le
storie della lingua italiana parlano tutte di quel prezioso «sì...» che abbiamo
sostituito a «pronto!» rispondendo al telefono, o di invenzioni fortunate (come
il «picchiatello», per tradurre pixilated) o sciagurate (come «la città bassa»
che vorrebbe rendere l´intraducibile downtown). Poi però la macchietta, la voce
di gergo, il preziosismo aulico, l´eloquio vano si fanno notare più degli usi
medi, che in italiano tendono subito all´affettazione o
alla burocrazia. Così fra
Totò e l´onorevole Trombetta oggi quello strano sembra il secondo, con i suoi
«Permette che mi presenti?» e «Ricordatevi che io sono un onorevole». Embè? è
la vecchia storia dell´eterna commedia dell´arte: maschere e stereotipi,
pierini, brancaleoni e terruncielli, ognuno fornito della sua devianza
linguistica, hanno diffuso quisquilie, viulenza, craniate pazzesche e
«traversate lo cavalcone in fila longobarda». Si può andare per filoni, il
comico, il romantico, il macho, il disinvolto. Nel filone intellettuale furono
per tempo segnalate le incongruenze esistenzialiste in Antonioni, culminate nel
«Mi fanno male i capelli» detto da Monica Vitti (mentre solo di recente Alberto
Arbasino ha lamentato «Noi non parlavamo così» a proposito della Dolce Vita di
Federico Fellini). Qualcosa di analogo si è riscontrato anche nel filone
movimentista, soprattutto su Maledetti vi amerò di Marco Tullio Giordana, ma
poi i film di Nanni Moretti hanno imposto locuzioni che corrispondono anche a
un modo di vedere il mondo, da «giro, vedo gente» a «continuiamo così,
facciamoci del male». Perché poi il vero contributo del cinema è quello:
suggerisce comportamenti, ancor prima che frasi e parole. Certi impermeabili,
certe acconciature, certi modi di stare seduti allo sgabello di un bar, la
camminata a gambe larghe che molti spettatori ripetevano all´uscita da un
western; e poi le frasi e gli sguardi d´amore, il modo stesso di farlo, l´amore,
ormai; le battute sdrammatizzanti e quelle di litigio; i modi di esultare. Come
Don Chisciotte viveva in un mondo modellato dai romanzi cavallereschi, così di
volta in volta, caso per caso, ci si può trovare a esportare da Hollywood (o
Bollywood) a Vimodrone, da Cinecittà a Canicattì (con la spassosa aggravante
che già Nando Moriconi era un Don Chisciotte, come ogni suo successore
verdoniano). Il cinema ha influito sul modo di agire, e di «montare» le nostre
azioni, sui nostri ritmi e persino sui nostri visi. Lo ha scritto Roland
Barthes, per poi sottolineare che la somiglianza fisica che riscontriamo fra
molti volti che vediamo per strada e quelli dei divi è dovuta al fatto che è
dalla strada che viene lo stereotipo cinematografico. Avrà dunque avuto ragione
Gianni Celati a intitolare una sua raccolta di racconti Cinema naturale. Quello
che abbiamo visto e che abbiamo sentito al cinema è quel che c´era già da
vedere e sentire, ma che nel passaggio dallo schermo ha focalizzato la nostra
attenzione, modellato i nostri comportamenti e i nostri corpi, diventando
riconoscibile nella sua paradossale naturalezza.
( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa La riforma Il
provvedimento arriverà venerdì sul tavolo del Consiglio dei
ministri Il premier: «Riduciamo le pastoie e la burocrazia. Sarà più facile ingrandire le case» La cura del mattone Il Cav
dà il via al piano casa «Ma non ci saranno abusi» Un piano per l'edilizia. Un
provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione
di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni. Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza
abusi, e quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore
cui Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e
Alfano, sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei
ministri venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di
un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli
burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è
lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro
di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato
venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma
che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel
pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più
commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e
acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa
fotografare, distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un
banchetto in favore della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire
in auto, si ferma con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano
casa. Un antico pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato
dall'attualità economica. La convinzione del premier è una: «Se riparte
l'edilizia, riparte tutta l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un
sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve
necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove
costruzioni. Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo
ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o
dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole
Regioni, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il
capo di governo - e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da
mille burocratismi». Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi
«perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case
esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una
vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Il piano comporterà due
fasi. La prima: una bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni
del centrodestra. L'obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura
degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di
edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le
regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà
il Veneto. «Non ci sarà alcun scempio - puntualizza il presidente della Regione
Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare
sul patrimonio edilizio esistente». La seconda fase del piano sarà un
provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni
riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità, da
rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico. E questo al posto del
permesso a costruire. Altero Matteoli, uno dei ministri a lavoro sul piano
conferma che quella di riformare l'edilizia «è stata un'idea del presidente del
Consiglio e noi abbiamo dato il nostro contributo». Plauso alla riforma anche
dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il quale giudica il piano sull'edilizia
come «positivo».
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì il piano
casaPensioni, l'Ue insiste berlusconi: meno burocrazia per ristrutturare Il premier:
effetti straordinari sull'edilizia, no ad abusi Roma. La cura anticrisi? Più
cemento e donne in pensione a 65 anni. Andando per ordine: lo strumento del
piano casa, che venerdì prossimo andrà in Consiglio dei ministri, introdurrà
una liberalizzazione (controllata?) delle costruzioni e, soprattutto,
degli ampliamenti. L'obiettivo dichiarato è sostenere l'edilizia, il rischio
recondito di alimentare la speculazione. Ma intorno al governo si stringe anche
il nodo della previdenza, perché l'Ue ha pronto un più forte monito nei
confronti dell'Italia. E' nel documento che i ministri finanziari approveranno
martedì, nella cui bozza si rileva che «la spesa previdenziale in Italia è
ancora fra le più elevate dell'Ue» e si chiedono misure addizionali come un
ulteriore aumento dell'età pensionabile, in particolare per le donne». Il
governo teme di «aggiungere insicurezza all'insicurezza provocata dalla crisi»,
anche se il Censis certifica che gli italiani la affrontano «senza reazioni
irrazionali». Tuttavia, stanno già tagliando i consumi e sono ancor più inclini
al risparmio. Non è una bella notizia. cafasso, lombardi e lugaro >> 2 e
3 08/03/2009
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 39 - Cultura
e Spettacoli Roberto Cavalli illumina Parigi Sfarzo e sex toys per
l'inaugurazione del suo palazzo «Saint Honoré» In pieno centro apre la nuova
grande sede dello stilista fiorentino nella Ville Lumière Lusso sfrenato,
cristalli e divani di visone PARIGI. Lusso, sfarzo. La crisi smorza i toni e la
Ville Lumière abbassa le luci? Roberto Cavalli le riaccende e, per
l'inaugurazione del suo quartier generale parigino, illumina a giorno la sua
palazzina, pieno centro elegante di Parigi, al 261 di rue Saint Honorè e con
secondo ingresso in rue Cambon, la famosa strada della Maison Chanel. Sfarzo e
ancora sfarzo dunque, senza pudore in tutti i sensi. Per l'occasione infatti
Cavalli ha ideato i primi sex toys griffati dalla moda: le manette a forma di
serpente (che si possono trasformare in bracciali), lo "stimolatore"
che sembra una penna stilografica, la candela profumata che in realtà è una
crema da massaggiare sul corpo con sicuro effetto afrodisiaco (o ustionante se
l'incontro è sado-maso) e, per finire in bellezza, un vero vibratore di forma
inequivocabile. Per il suo quartier generale parigino (negozio su 4 livelli,
atelier couture, uffici e appartamento privato per lui e la sua signora) lo
stilista fiorentino (che ha già una boutique, ma in franchising, al 53 di
Avenue Montaigne) non si è fatto mancare niente: cascate di cristalli,
pavimenti in resina con polvere d'oro, specchi e lampadari a profusione, grandi
strutture in metallo dorato e argentato, ascensore con sedile di pelliccia e
divani addirittura di visone bianco nel salotto dove le clienti speciali
andranno a ordinare abiti altrettanto speciali. E perfino il valletto per
parcheggiare, perché, si sa, di questi tempi meglio risparmiare sull'autista.
Per il varo è arrivato da Arezzo il catering Tonino per proporre cucina toscana
a orde di vippone, da Milla Jovovich ad Afef, da Chiara Muti a Ines Sastre, da
Jade Jagger a Clotilde Courau Savoia e via elencando altre possibili auguste
presenze che non sono volute mancare alla festa di inaugurazione del nuovo
quartier generale di Roberto Cavalli a Parigi, la città della moda per
eccellenza. Il palazzo è stato comprato nel 2004 e il cantiere è partito ben
tre anni fa, un po' perché Cavalli ha cambiato idea sul progetto varie volte
(quello definitivo pare sia il terzo) facendo impazzire l'architetto
Italo Rota e poi perché la burocrazia parigina - spiegano a mezza voce dalla maison - è parecchio
rognosetta con i nomi italiani della moda. Sembrano davvero lontani i tempi in
cui Cavalli apriva una piccola boutique in rue du Four, sulla Rive Gauche.
Erano gli anni Settanta e lui acquistava anche, sull'Ile Saint Louis, un
pied-a-terre al quinto piano senza ascensore, ma comunque già un simbolo
di successo per il piccolo imprenditore toscano. Ora l'appartamentino è passata
alla figlia Cristiana e «oggi metto piede sulla Rive Droite - dice con enfasi
lo stilista - con un intero palazzo: la mia maison, che ho voluto chiamare
Roberto Cavalli Saint Honorè». Un nome, quello del palazzo voluto dallo stilista
Roberto Cavalli, che sembra una torta, ma il momento è quello giusto per
festeggiare. Intanto si aspetta che sia ufficiale l'ingresso del nuovo socio,
il fondo Clessidra di Claudio Sposito che sicuramente conosce lo stile Cavalli.
Per i vip parigini che invece ne sono a digiuno, la grade festa animalier di
ieri ovvierà alla mancanza, con una mostra di capi, i più belli e famosi della
storia Cavalli, dai primi jeans sdruciti ad arte ai grandi vestiti da sera che
le donne più belle del mondo hanno amato indossare.
( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo
L´irresistibile ascesa dei lombardiani uffici, enti e cda colonizzati dall´Mpa
Record dell´assessore Di Mauro: dieci tesserati nel suo staff Poltrone a decine
di candidati e dirigenti, dall´Ast a Unicredit EMANUELE LAURIA Un´avanzata
inarrestabile. Le truppe lombardiane alla conquista del
sottogoverno e della burocrazia regionale ogni giorno guadagnano terreno. Anche se l´ultima
nomina è un giallo. Alla presidenza della Fondazione San Raffaele di Cefalù il
governatore ha designato un medico di origini siciliane, Stefano Cirillo. Un
professionista dal lungo curriculum che ha presenziato all´inaugurazione della
sede della Colomba a Milano: le agenzie, nel raccontare l´evento, il 26
gennaio scrissero che Cirillo era stato nominato coordinatore dell´Mpa in
Lombardia. E sulla base di quella notizia è esploso un caso politico, con
l´interrogazione del deputato del Pdl Giuseppe Limoli e la piccata risposta di
Nicola D´Agostino, esponente autonomista che invita Limoli a mostrare l´atto di
nomina, pena una querela. «Il dottor Cirillo ci ha dato una mano in Lombardia,
è vicino alle nostre posizioni, ma di certo non ha un incarico di partito. In
ogni caso, non vedo lo scandalo», dice D´Agostino. L´ultima polemica è comunque
la cartina di tornasole dell´insofferenza, anche dentro la maggioranza, verso
un´assalto in piena regola, un´occupazione dei posti di potere più visibili
come del sottobosco dell´amministrazione regionale. Simboleggiata dall´ultima
tornata di nomine dei dirigenti generali, con due commissari provinciali
dell´Mpa (Nicola Vernuccio a Palermo e Rossana Interlandi a Caltanissetta)
promossi capi dipartimento, all´Industria e all´Ambiente. Come sempre, non si
discute il merito. Ma il sospetto che conti pure la tessera di partito è forte.
E non è un caso, forse, che nello staff di Lombardo a Palazzo d´Orleans ci sia
Nino Amendolia, ex deputato e assessore provinciale dell´Mpa a Catania. E, se
le nomine nei board degli enti si limitano sinora alla presidenza vicaria
dell´Ast affidata a Giulio Cusumano e al ruolo di membro del Cda di Unicredit
assegnato a Marianna Li Calzi, negli assessorati targati Mpa è in corso
un´invasione senza precedenti di militanti del movimento autonomista. Il record
è dell´assessore alla Cooperazione Giovanni Di Mauro. Che nel suo staff ha
inserito dieci, dicasi dieci, dirigenti di partito o stretti congiunti. A
uomini dell´Mpa sono andati, in pratica, tutti i posti di "esterno"
nelle strutture alle dipendenze di Di Mauro. Vi figurano ben cinque componenti
del direttivo provinciale di Agrigento: l´ex deputato regionale Emanuele Di
Betta, l´ex sindaco di Sciacca Michele Marciante, e ancora Roberto Caruana,
Giuseppe Milisenda e Alfonso Vassallo, responsabile del movimento provinciale
di Agrigento. Ma non finisce qui: nella segreteria particolare Di Mauro ha
inserito un altro ex sindaco di Sciacca, Giuseppe Turco, candidato della lista
Democratici e autonomisti alle ultime regionali, e Gerlando Virone, dirigente
di sezione dell´Mpa a Raffadali. Basta così? Macché. Oltre a Di Betta, del
servizio di pianificazione dell´assessorato fa parte un altro esponente
dell´Mpa: Antonino Costumati, già rappresentante delle Acli. E non mancano i
figli d´arte: accanto a sé, Di Mauro ha voluto pure Nino D´Arrigo e Francesco
Prestigiacomo, figli rispettivamente di Leonardo D´Arrigo e Giuseppe
Prestigiacomo, dirigenti di lungo corso dell´Mpa palermitano. Non è stato da
meno Giuseppe Sorbello, assessore al Territorio e sindaco di Melilli:
nell´ufficio di gabinetto ha inserito Santino Catalano, primo dei non eletti
alle regionali, per l´Mpa, nel collegio di Messina. Ma anche l´ex assessore
provinciale di Palermo Giuseppe Colca e Giuseppe Cimino, altro esponente del
direttivo dell´Mpa di Agrigento. Nella segreteria particolare c´è Nicola
Barone, ex deputato regionale forzista transitato nel movimento di Lombardo. E
fra i consulenti spunta il nome di Salvatore Fratello, che nel 2006 avrebbe
dovuto correre alle regionali nell´Udc al posto del fratello Onofrio, il primo
politico a patteggiare una condanna per mafia. Lasciato l´Udc, Salvatore
Fratello è passato nell´Mpa, si è candidato alle elezioni del 2008 ma non ha
conquistato il seggio all´Ars. E ha trovato un incarico da duemila euro al mese
alla corte di Sorbello.
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Le richieste alla
Regione del presidente degli industriali Alberto Scanu per ridurre gli effetti
più gravi della recessione economica «Agire subito su energia, edilizia e burocrazia» «Occorre fare sistema, decidere in modo condiviso e fare di
Cagliari una città di destinazione» «Intervenire anche sui consorzi Fidi per
non bloccare il credito» ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Alcuni interventi «vanno
fatti immediatamente», afferma Alberto Scanu, responsabile della Confindustria
del sud dell'isola: «La nuova giunta regionale agisca subito nel settore
dell'energia, in quello edilizio e sblocchi la burocrazia.
A tutti bisogna dare la possibilità di sopravvivere. Noi abbiamo fatto un
accordo per la cassa integrazione in deroga che riguarda quattromila persone.
Ma per l'estensione degli ammortizzatori anche ai precari, bisogna prima
verificare i conti, tenendo presente il debito pubblico». - Che fare, quindi?
«Il tema della sopravvivenza deve interessarci tutti, altrimenti affondiamo. La
questione dell'Euroallumina, ad esempio, è risolvibile solo con gli
ammortizzatori sociali, sperando che nel 2010 vi sia una ripresa». - E per il
qui ed ora. «La Regione dovrebbe agire subito su quelle leve in grado di
rimettere in moto il mercato locale. Il settore dell'energia, ad esempio.
Purtroppo abbiamo perso una serie di opportunità, ma altre ce ne sono, occorre
agire subito». - Lei ha parlato anche dell'edilizia... «Precisiamo che nessuno
pensa che si debba costruire sul mare. Ma in questi ultimi tempi il comparto è
stato bloccato sulla base di interpretazioni divergenti delle norme. Per questo
dico che si devono sbrogliare subito le questioni interpretative. Inoltre c'è
una tutela ambientale che compete allo Stato centrale, poi vi sono le norme
regionali. Bisogna mettere ordine». - Come intervenire? «Cambiando medoto e
partendo dal basso. Vorrà pur dire qualcosa che quasi tutti i Comuni costieri
sono bloccati? Occorrono regole di carattere generale e non possibilità di
deroghe, che implicano azioni al di fuori delle norme. Lo stesso vale per le
nostre campagne». - Quindi? «Bisogna agire in fretta e alcune cose non costano
niente. Ma va tenuto presente che, oggi, il quadro è cambiato. Nel settore
energia, ad esempio, se ieri le banche facevano a gara a far prestiti alle
aziende, oggi è l'inverso». - Quindi chiede un maggior interventismo della
Regione? «Noi domandiamo norme e regole chiare, che permettano di operare
imprenditorialmente. Ma il tutto all'interno del mercato e non di politiche
assistenziali: l'intervento del pubblico fa sempre aumentare i costi». - Ha
citato il credito: molte aziende locali stanno per fallire per via della
restrizione e delle richieste di rientro. Che fare? «Le disposizioni di Basilea
sono restrittive, in più le banche si trovano loro stesse in crisi. Ma in
questo modo rischiamo di salvare gli istituti di credito e di far morire le
nostre imprese». - Gli industriali che cosa propongono? «La soluzione deve
essere di sistema. Non possiamo solo pensare ai numeri imposti da Basilea.
Altrimenti non ne usciamo. Bisogna rafforzare i consorzi Fidi...» - Questi si
stanno trasformando in enti di intermediazione soggetti alla Banca d'Italia...
«Sì, ma oggi la Regione può intervenire stanziando somme importanti per
aumentare i fondi Fidi. E questo permetterebbe alle aziende, e non parlo di
quelle decotte, di superare questo periodo». - Turismo e produzione locale.
«Come Confindustria abbiamo un progetto che punta a far diventare Cagliari
città di destinazione: luogo in cui si possa passare un week end allargando la
fascia turistica a tutto il periodo invernale». - In che modo? «Valorizzando le
nostre ricchezze, archeologiche, culturali e ambientali. Abbiamo un museo di
arte nuragica unico, solo per fare un esempio, o zone umide invidiabili, come
Molentargius». - E come potrebbero essere valorizzate? «Anche in questo caso
facendo sistema tra tutte le forme interessate: dagli imprenditori agli enti locali.
Non dimentichiamo che Cagliari ha una tradizione lirica e teatrale di altissimo
livello». Nel passato c'è stato un progetto che ha mirato a fare del teatro
lirico una punta d'eccellenza mondiale. Ma i conti, alla fine, sono stati
penalizzanti... «Sì, ma oggi i tempi sono cambiati e si visto che è possibile
arrivare a ottime produzioni mantendndo i conti in ordine. Abbiamo gli spazi e
la cultura, prendiamo esempio da città come Verona. Facciamo di Cagliari una
città di destinazione». - E il settore della ricerca, non le sembra che le
imprese utilizzino poco questa potenzialità? «Va sviluppato. Noi abbiamo un
parco scientifico e tecnologico che sta dando ottimi risultati. Inoltre nei
prossimi anni vi saranno centinaia di milioni disponibili per il settore ricerca
e sviluppo. Ma sono pochissime le imprese locali che han fatto domanda. Per
questo puntare su Cagliari città di destinazione, significa anche contribuire a
richiamare imprese e valorizzare questo settore. Ma tutto questo può essere
fatto solo attraverso la concertazione».
( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
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n. 58 del 2009-03-08
pagina 6 Genova è il grande porto virtuale da cui salpare per conquistare il
mondo di Redazione Secondo il regista Gregorini l'esperienza del passato, unita
alla sfida tecnologica, può favorire il rilancio di una città effettivamente degradata
Conosco a sufficienza Sergio Maifredi per poter affermare che ama profondamente
Genova, tanto da mettersi in gioco personalmente per valorizzarla. Il
sottoscritto, al contrario dell'amico Sergio grande conoscitore di teatro, si
occupa di cinema, televisione e internet ma condivide molte di quelle sue
considerazioni che hanno dato vita all'ennesimo utilissimo dibattito. Genova
non brilla per nitore. Inutile negarlo, chi molto viaggia vede le differenze,
fa confronti e la nostra città, pur essendo bellissima, ne esce quasi sempre
perdente. Il degrado di alcune zone del centro storico dura immarcescibile da
decenni, anzi, si è accentuato. Non credo che il problema siano i topi, tanti e
baldanzosi, diadema insano di molte metropoli portuali; quanto la sporcizia,
l'insicurezza, le attività commerciali strozzate dall'eccesso
di burocrazia, le brutte
facce che s'incontrano appena imbrunisce. Questi sono i veri segni
dell'abbandono. Non si possono rispolverare solo le facciate dei Rolli per
curare il male diffuso che s'annida tra i vicoli più riposti. L'evidenza
comatosa delle proposte culturali poi, è talmente chiara che risulta fin troppo
facile attaccare le istituzioni, da anni in mano all'impenetrabile
cartello della sinistra. Dunque diamo per scontato che la mal gestione imperi e
concentriamoci sull'analisi delle potenzialità nascoste, cercando di essere
propositivi una volta tanto, non solo critici. Genova nel passato ha fatto le
sue fortune aprendosi al mare, dominando mercati lontanissimi, divenendo il
punto di riferimento di una fitta galassia di commerci e ha finanziato grandi
imprese, imperi, avventurieri, creato colonie esotiche, domini d'oltremare.
Fernand Braudel, il grande storico francese, affermava che «Mostro
d'intelligenza, e talvolta di durezza, Genova è condannata a impadronirsi del
mondo o a non esistere». Oggi che il porto non può più essere per mille motivi
la sola piattaforma da cui lanciarsi alla conquista di un nuovo mondo i
genovesi, per ridar fiato alla loro patria moribonda, devono a mio parere
essere in grado di cogliere al volo la ghiotta occasione che ci offre, in salsa
piccante, la tecnologia. Genova deve diventare un grande porto virtuale, punto
di riferimento della rete, gigante di internet. Dalle spiagge dorate dei bit
deve lanciare la sua offensiva per riprendere ciò che le spetta. Il mare
nostrum da solcare è oggi quello del world wide web, con le sue costellazioni e
arcipelaghi, i suoi pirati saraceni e le sue magnifiche perle inviolate. In
esso si trovano gli specchi borgesiani del futuro, misteriosi e duplici ma
ricchissimi di opportunità. Per acquisire il titolo di «capitale della rete» è
necessario uno sforzo collettivo, che veda impegnate le istituzioni (la «Città
digitale» istituita dal comune è solo un primo piccolissimo passo), gli
imprenditori privati, gli studiosi, gli organizzatori di manifestazioni
culturali e di eventi di comunicazione. È una strada irta di difficoltà a causa
della chiusura mentale che ci ammorba, del vecchiume che trionfa e popola gli
scranni. Ma è l'unica da percorrere per sopravvivere, direbbe Braudel. Allora
smettiamo di lamentarci e intraprendiamo questa meravigliosa stimolante
battaglia, tutti insieme, da genovesi, non da uomini e donne di parte. C'è una
speranza di futuro, cogliamola. *presidente associazione Merito
(www.meritoitalia.org) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
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n. 58 del 2009-03-08
pagina 6 «È solo il primo passo Se riaprono i cantieri riparte il Paese intero»
di Adalberto Signore RomaMinistro Fitto, lei è stato il «negoziatore» del
governo che giovedì notte ha chiuso l'accordo con le Regioni sul piano casa. In
cosa consiste esattamente? «Intanto va detto che l'intesa sottoscritta con le
Regioni non è il piano-casa tout court ma ne costituisce un primo passo molto
importante». Cosa prevede? «Dopo otto mesi di trattativa, anche grazie alla
disponibilità delle Regioni, abbiamo finalmente sbloccato 550 milioni di euro
da dedicare all'edilizia residenziale pubblica per far fronte all'emergenza
abitativa che colpisce molte famiglie che versano in condizioni di bisogno».
Per quali interventi saranno spesi? «Sia per la costruzione di nuovi alloggi
che per la ristrutturazione dei vecchi. Sono scelte che dovranno essere prese
insieme alle Regioni perché la programmazione edilizia è materia concorrente.
Si valuterà, dunque, di caso in caso». Si può fare una previsione del numero di
nuovi alloggi «cantierabili» grazie a questi 550 milioni? «Preferirei non fare
cifre su previsioni che sono ancora allo studio. Di certo, rilanciare il
mercato dell'edilizia significa dare un deciso contributo alla ripresa del
Paese perché l'effetto volano sarà notevole». Un «primo passo», diceva. Il
secondo è il piano-casa annunciato da Berlusconi? «L'idea del presidente del
Consiglio è di varare un piano ad hoc per permettere l'ampliamento
di abitazioni esistenti in deroga alle rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i
necessari permessi. Il provvedimento è già allo studio del governo, perché la
convinzione è che se riparte l'edilizia riparte tutta l'economia». Anche in
questo caso d'intesa con le Regioni? «Certo. L'idea è di fare una legge
quadro che consentirà poi agli enti locali di regolamentare la materia». E le
singole Regioni hanno già dato la loro disponibilità? «Quelle governate dal
centrodestra sono in prima fila, ma mi auguro che tutti colgano un opportunità
straordinaria come questa». Non teme abusi edilizi? «Non credo affatto ci sia
questo rischio. Tutto quello che si farà sarà su abitazioni già esistenti e
quindi in zone sottoposte a piano regolatore. Eppoi si tratta di piccoli
interventi, destinati soprattutto a migliorare la qualità abitativa». Sono allo
studio interventi anche sulle case popolari? «L'idea su cui stiamo ragionando è
di metterle sul mercato». Per fare cassa? «Questo è solo un aspetto. Chi occupa
case popolari, infatti, paga canoni d'affitto molto bassi e non essendo
proprietario dell'immobile si accontenta dell'esistente. Se diamo la
possibilità agli inquilini di acquistare la casa in cui stanno a un prezzo
ragionevole, invece, oltre a fare cassa rilanciamo il mercato delle
ristrutturazioni che ha grandi potenziali». È convinto che questi interventi
faranno davvero da volano all'economia? «Assolutamente. Abbiamo messo in campo
una strategia complessiva che si focalizza su tre linee d'azione: i 550 milioni
di euro stanziati alle Regioni per la costruzione di nuovi alloggi,
l'intenzione di facilitare l'ampliamento di abitazioni già esistenti per
migliorare la qualità della vita e rilanciare il mercato delle ristrutturazioni
e, in ultimo, l'idea di vendere le case popolari con le stesse finalità di cui
sopra. Tutto questo non farà altro che far ripartire un settore decisivo come
l'edilizia che dà lavoro a centinaia di migliaia di imprese e di persone. Anche
per l'economia complessiva del Paese sarà un bel passo in avanti». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sul Giornale di oggi
pubblico un articolo dedicato a un documento importante su Pio XII, ritrovato
dallo storico di "Civiltà Cattolica" padre Giovanni Sale e da lui
citato sulla rivista alcuni anni fa, ma che non era mai stato riprodotto su un
quotidiano. E' una pagina del diario delle Consulte di padre Giacomo Martegani,
direttore di "Civiltà Cattolica" durante la guerra, nel quale il
gesuita spiega agli scrittori della rivista il contenuto delle udienze da lui
avute con il Papa. In data primo novembre 1943, tra l'altro, si legge che il
Santo Padre "s'è interessato al bene degli ebrei". Il documento
originale è conservato negli archivi di "Civiltà Cattolica", è stato
redatto nel 1943, subito dopo uno dei fraquenti incontri di Martegani con Papa
Pacelli e mostra ancora una volta che quanto venne fatto in favore degli ebrei
dopo la razzia del Ghetto di Roma era partito dall'input del Pontefice. Sto per
partire nuovamente per Gerusalemme: domenica e lunedì, allo Yad Vashem, ci sarà
infatti un confronto a porte chiuse fra studiosi di parte ebraica e cattolica
sulla figura di Pio XII. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) » (7 votes, average:
4.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Il ritorno dei
giudeo-cristiani Tra i commenti del post precedente, c'è quello di Ron
Mandelbaum, una delle brave guide che hanno accompagnato i lettori del Giornale
in Terrasanta (per vedere le foto del viaggio, vi invito a visitare l'apposita
sezione del sito). I nostri accompagnatori, che ci hanno spiegato i luoghi
storici dove Gesù è vissuto e che ci hanno introdotto alla realtà di Israele e
dei territori palestinesi, erano tutti cittadini israeliani: sei di loro
cristiani arabi (di rito latino e maronita), uno di loro ebreo, un altro ebreo
approdato al cristianesimo, e si tratta appunto di Ron. Avrete notato come
abbia usato la parola "approdato": per un ebreo, infatti, non userei
il termine "convertito". Chi, cresciuto ed educato nella tradizione
della prima alleanza, riconosce che il Messia atteso per secoli dal popolo
ebraico è quel Gesù di Nazaret nato a Betlemme di Giudea e vissuto in Galilea,
non si converte, perché non rinnega le proprie autentiche radici. Il 95 per
cento dei (pochi) cristiani di Terrasanta sono di cultura araba. Uno dei
momenti per me più toccanti del viaggio è stata la possibilità di assistere,
mercoledì scorso, di ritorno da Cafarnao e Tiberiade, a qualche momento della
messa delle ceneri celebrata a Nazaret davanti alla grotta dell'Annunciazione:
lì si era radunata la comunità cristiana della città di Maria, dove Gesù è
vissuto per trent'anni. Messa celebrata in arabo, accompagnata da canti
bellissimi. Nel nostro immaginario, arabo è uguale a musulmano. In realtà non è
così. C'è però un'altra comunità cristiana cattolica, piccola piccola, che vive
in Israele, ed è composta da israeliani ebrei approdati al cristianesimo. A
questa appartiene Ron, che nel suo biglietto da visita unisce la stella di
David e la croce con i colori dello Stato di Israele. Ci è stato spiegato che
in Terrasanta la religione di appartenenza è questione di nascita: se uno nasce
in una famiglia cristiana sarà cristiano, se nasce in una famiglia musulmana,
sarà musulmano, se nasce in una famiglia ebrea, seguirà la religione ebraica.
Conversioni e "approdi" non sono affatto semplici. Eppure questa
piccola comunità di giudeo-cristiani, seguita personalmente dal Custode di
Terrasanta, padre Pizzaballa, ci fa ricordare gli inizi del cristianesimo,
l'annuncio della buona notizia - Gesù, il Messia, il Figlio di Dio, si è
incarnato, fatto uomo, è morto per i nostri peccati ed è risorto - rivolto
innanzitutto a quel popolo, piccolo e marginale, che fin dalla notte dei tempi,
pur essendo circondato da popolazioni politeiste, aveva sempre creduto in un
Dio unico. Un Dio che gli ebrei non avevano scelto, era stato Lui, leggiamo
nella Bibbia, a scegliere loro. Gesù era ebreo, Maria, sua madre, era ebrea;
ebrei erano i primi discepoli, che l'hanno seguito dopo quel primo incontro
sulle rive del Giordano, così significativo che Giovanni, da vecchio, quando
scrive il suo vangelo, ne ricorda ancora l'ora ("erano circa le quattro
del pomeriggio"). La buona notizia è stata annunciata e testimoniata
innanzitutto al popolo d'Israele e quindi a noi, i "gentili".
L'esistenza in Israele di questa piccola comunità è un segno significativo. Chi
era a Nazaret, mercoledì scorso, ha ascoltato i canti cristiani arabi; durante
la visita alla chiesa di Sant'Anna, domenica mattina, con il muo gruppo abbiamo
incrociato una quarantina di pellegrini cristiani giapponesi che hanno intonato
un canto bellissimo e struggente. Grazie a Ron, siamo venuti in contatto con i
giudeo-cristiani. Culture diverse, talvolta diversissime; tradizioni,
linguaggi, sensibilità talvolta lontanissimi uno dall'altro. Un'unica fede in
quel Gesù di Nazaret, seguendo il quale «non c'è più né giudeo né greco, né schiavo
né libero, né maschio né femmina» (Gal 3,28). Scritto in Varie Commenti ( 129 )
» (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar
09 Terrasanta, emozioni e conferme Cari amici, sono appena tornato dal viaggio
in Terrasanta (Israele e per un giorno territori sottoposti all'Autorità
palestinese) fatto insieme a quasi 400 lettori del Giornale. E' stata
un'esperienza bellissima, anche per chi, come me, non arrivava per la prima
volta nei luoghi dove Gesù è vissuto. Sul sito del Giornale c'è una sezione
apposita con le foto dei lettori che hanno partecipato al viaggio. Il nostro
itinerario ci ha portato a scoprire ed "ambientare" le principali
scene evengeliche e gli eventi fondamentali sui quali si fonda la fede
cristiana: l'incarnazione e quindi la morte e resurrezione di Gesù di Nazaret.
Abbiamo goduto della bellezza dei luoghi, abbiamo potuto constatare le
difficoltà che vive la sparuta minoranza cristiana, la non facile convivenza
tra i due popoli. Nei prossimi giorni racconteremo sulle pagine del nostro
quotidiano l'esperienza vissuta. Scritto in Varie Commenti ( 14 ) » (8 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 09 Da domani
in Terrasanta Cari amici, inizia domani mattina il viaggio del Giornale in
Israele e nei Territori sottoposti all'autorità palestinese. Un viaggio alla
radici della nostra storia, sui luoghi di Gesù. Saremo in tanti e alloggeremo a
Nazaret e poi a Gerusalemme. La squadra del Giornale è nutrita: ci saranno
Marcello Foa, Dan Vittorio Segre, Livio Caputo (che del nostro quotidiano è
stato vicedirettore) e Stefano Passaquindici. Cercheremo di informarvi giorno
per giorno - se sarà possibile - sul nostro percorso. Mi scuso in anticipo per
gli inevitabili rallentamenti che subiranno i commenti del blog. Scritto in
Varie Commenti ( 166 ) » (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 20Feb 09 Il Vaticano fa interrompere lo show tv blasfemo in
Israele La Santa Sede è intervenuta contro la trasmissione di Canale 10, la Tv
israeliana che ha preso di mira Gesù e la Madonna. Questo è il comunicato che è
stato da poco diffuso: «L'Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa ha
espresso pubblicamente lo sdegno e la protesta dei cristiani per le
trasmissioni mandate in onda nei giorni scorsi dalla televisione privata
israeliana "Canale 103, nelle quali venivano ridicolizzati - con parole e
immagini blasfeme - il Signore Gesù e la Beata Vergine Maria. Le Autorità
governative, subito interessate dal Nunzio Apostolico, hanno prontamente assicurato
il proprio intervento al fine di interrompere tali trasmissioni e ottenere
pubbliche scuse dalla stessa emittente. Mentre si manifesta solidarietà ai
cristiani di Terra Santa e si deplora un così volgare e offensivo atto di
intolleranza verso il sentimento religioso dei credenti in Cristo, si rileva
con tristezza come vengano offesi in modo così grave proprio dei figli di
Israele, quali erano Gesù e Maria di Nazareth». Scritto in Varie Commenti ( 110
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19Feb 09 I cristiani di Gaza invitano Papa Benedetto Padre Manuel Mussalam,
parroco cattolico nella Striscia di Gaza, ha scritto una lettera a Benedetto
XVI in vista del viaggio in Terrasanta. «Invito il Papa a Gaza quando a maggio
il Santo Padre sarà in Terrasanta. È un invito ufficiale e non viene solo da
me. Scrivo la lettera a nome dei cristiani e dei musulmani di Gaza», ha
spiegato il sacerdote al settimanale Vita Non Profit, anticipando il contenuto
della missiva. «Se non sarà possibile venire a Gaza, una delegazione di
trecento persone è pronta a incontrarlo a Gerusalemme o Betlemme», aggiunge,
spiegando che per l'invito c'è anche il benestare anche di Hamas. «Ho parlato
loro - afferma Mussalam -, sarebbero ben contenti se il papa venisse, fosse
solo per un paio d'ore a trovare la nostra piccola comunità cristiana e portare
il suo messaggio di pace alla intera popolazione di Gaza così provata dalla
guerra». Nel programma della visita papale non sono previste tappe nella
Striscia - dove peraltro la promessa tregua non viene rispettata, visti i
missili sparati contro Israele - ma i cristiani sperano almeno di ottenere i
necessari permessi per essere presenti a uno degli appuntamenti con il Papa.
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questo articolo a un amico 18Feb 09 Sputi sui cristiani, dileggio in Tv Prima i
frati francescani, poi un ecclesiastico armeno: i cristiani sono sempre più
presi di mira a Gerusalemme da studenti delle scuole ebraiche ortodosse, che
gli sputano in faccia (o, come nell'ultimo caso, sputano sulla croce). Lo denuncia
non un giornale cattolico, ma Haaretz, importante quotidiano israeliano. Per di
più nei giorni scorsi, su Canale 10 terza emittente isareliana più vista nel
paese (a partecipazione pubblica e privata), seguita anche dagli arabi
israeliani-cristiani, soprattutto al nord, ha trasmesso un programma gravemente
offensivo verso i cristiani/cattolici, con espressioni molto volgari contro
Gesù e soprattutto la Madonna e volgari ironie sui miracoli di Cristo e i dogmi
cristiani. Mi chiedo che cosa sarebbe successo se un simile programma fosse
stato trasmesso dala Tv di un paese islamico, immagino che ne sarebbe nato un
caso. Mi colpisce anche il silenzio dei rabbini sugli sputi e su queste offese
alla sensibilità cristiana. Scritto in Varie Commenti ( 115 ) » (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Feb 09 Così hanno
"suonato" Wagner Qualche dettaglio in più sulla delicatissima vicenda
del vescovo ausiliare di Linz, dimissionario prima ancora di ricevere la
consacrazione episcopale. Fonti ben accreditate mi confermano che la scelta di
designarlo era stata presa per ovviare a un problema in diocesi, la crescente
influenza dei gruppi di base (come "Noi siamo Chiesa") e una certa
evidente difficoltà del vescovo diocesano a tenere la barra a dritta. Se ora le
dimissioni di Wagner saranno accettate - e nel caso siano irrevocabili, è
ovviamente impossibile costringere l'interessato a rimanere - ci troveremo di
fronte a un caso di revoca di una nomina episcopale sancita dalla pressione
mediatica. Scritto in Varie Commenti ( 66 ) » (11 votes, average: 3.82 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 16Feb 09 Il vescovo ausiliare di Linz
rinuncia alla nomina Due settimane dopo la pubblicazione della nomina, il nuovo
vescovo ausiliare eletto della diocesi austriaca di Linz, Gerhard Wagner, ha
rinunciato. Lo ha fatto dopo l'onda montante delle polemiche scaturite in
Austria per alcune sue vecchie dichiarazioni riguardanti il ciclone Katrina che
ha distrutto New Orleans, e la saga di Harry Potter. Wagner, definito
"ultraconservatore", aveva sconsigliato la lettura dei romanzi del
maghetto, definendoli "satanici". E questo, sinceramente, non ci
sembra argomento tale da far rinunciare all'episcopato, a meno che esistano
pronunciamenti dell'ex Sant'Uffizio su Harry Potter (se è così, lo scrivente e
due dei suoi tre figli, sarebbero passibili di scomunica.). Diversa è la
questione della dichiarazione sull'uragano: Wagner aveva detto che Katrina,
l'uragano del 2005, era stato una sorta di punizione divina per l'immoralità di
New Orleans. Il sacerdote aveva detto che non per caso erano state distrutte
«le cinque cliniche dove si praticava l'aborto e i postriboli», e si era
chiesto se «la catastrofe naturale non fosse la conseguenza di una catastrofe
spirituale». Qualcosa di simile sull'AIDS lo disse a suo tempo il cardinale
Siri. In ogni modo, il punto è un altro. La nomina dell'ausiliare di una
diocesi difficilmente può passare sopra la testa del vescovo titolare della
diocesi stessa, che il nuovo eletto è chiamato ad aiutare. Il vescovo di Linz
voleva Wagner? Pare proprio di sì. E ancora: queste dichiarazioni su Katrina ed
Harry Potter, non sono state pronunciate nella notte dei tempi, ma pochi anni
fa. Nessuno a Roma, nelle competenti congregazioni, le conosceva? Nessuno si è
chiesto se ostavano o meno alla nomina episcopale? Non conosco Wagner, non ho
alcuna simpatia per le sue affermazioni, trovo che quella su Katrina sia stata
quantomeno di cattivo gusto, perché se fossi un abitante di New Orleans che ha
perso parenti e amici nell'alluvione e mi sentissi dire queste cose da un
prete, tempo che non reagirei molto bene. Però. non posso fare a meno di notare
che qualcosa non funziona se vescovi e illustrissimi cardinali contestano
apertamente il magistero, pur rimanendo osannati e riveriti, mentre altri sono
costretti a rinunciare all'episcopato per aver contestato non la dottrina sulla
transustanziazione, ma i romanzetti di Harry Potter. Scritto in Varie Commenti
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amico 13Feb 09 Intervista negazionista di Williamson, caso chiuso Ieri mattina
Benedetto XVI ha ricevuto alcuni rabbini americani, ribadendo la posizione
della Chiesa sulla Shoah e sull'antisemitismo. Questo è l'articolo che pubblico
oggi sul Giornale. "L'odio e il disprezzo per uomini, donne e bambini
manifestati nella Shoah sono stati un crimine contro Dio e contro l'umanità -
ha detto Ratzinger - Questo dovrebbe essere chiaro a tutti". "È ovvio
- ha aggiunto - che qualsiasi negazione o minimizzazione di questo terribile
crimine è intollerabile e del tutto inaccettabile". Il Papa ha pure
confermato di prepararsi al viaggio in Israele, viaggio che i rabbini hanno
confermato essere in programma per maggio, come anticipato dal Giornale lunedì
scorso, nell'articolo contenente l'agenda del pellegrinaggio che si snoderà tra
Amman, Gerusalemme, Betlemme e Nazaret. Da sottoscrivere la frase pronunciata
dal rabbino David Rosen dopo l'incontro: "Nessun equilibrato osservatore
ebreo potrebbe chiedere niente di più al Papa di quanto ha detto". Segnali
precisi in questi giorni sono arrivati anche dalla Fraternità San Pio X: don
Floriano Abrahamowicz, il prete lefebvriano del Nordest che aveva definito il
Concilio Vaticano II una "cloaca maxima" è stato espulso, mentre il
vescovo Williamson è stato rimosso dall'incarico di responsabile del seminario
di La Reja in Argentina. Williamson si è impegnato a studiare saggi storici
sullo sterminio degli ebrei. Scritto in Varie Commenti ( 184 ) » (6 votes, average:
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Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in
storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano
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nemici della chiesa http://www.tgcom.mediaset.i... Gladiator: I3 Novembre 1970
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maggiormente ad un approccio corretto alla questione,... A.: E la salvezza ? Si
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(Lumen... MARCO D.: Io continuo a non capire il problema: la beatificazione di
Pio XII non è legata certo al giudizio degli... Gli articoli più inviati Il
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avverte il mondo: non ospitate il Dalai LamaGarlasco: scontro sulle consulenze
Ris: ok l'analisi del Dna sul saponeLondra, nazionalizzato Lloyd Banking Group:
garantiti gli asset tossici Monte Pasubio, valanga: una vittima e due feriti
Ancora maltempo al sudPensioni, Ue all'Italia: "Nuove misure:
alzare l'età e sostenere i disoccupati" Blog Amici Dio: pace o dominio Il
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cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net
March
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 32 - Sassari
Niente progetti per il Carnevale estivo Il Comune attende che qualche
organizzatore si faccia avanti PINUCCIO SABA PORTO TORRES. Il comune attende
solo che qualcuno presenti un progetto concreto per il Carnevale Estivo.
L'argomento è stato affrontato anche nelle ultime sedute della giunta
municipale e della commissione bilancio, ma senza un soggetto attivo che si
offra per l'organizzazione della manifestazione, l'amministrazione comunale non
può intervenire. A chiarirlo, nei giorni scorsi, è stato l'assessore allo
Spettacolo Costantino Ligas che attende il varo del bilancio di previsione per
conoscere quali saranno le risorse sulle quali contare per organizzare le
manifestazioni estive e la Festha Manna. In comune conoscono benissimo la
portata del Carnevale Estivo e nessuno si sogna di boicottare una
manifestazione del genere e l'amministrazione è disponibile a partecipare
concretamente all'organizzazione delle due sfilate di agosto. Ma l'Associazione
Grande Eventi Turritani (Aget) deve presentare un progetto poichè, come in tutte le burocrazie, senza una richiesta scritta l'ente
pubblico non può muoversi autonomamente. Ben vengano le petizioni, le adesioni
in Rete, ma queste iniziative non hanno alcun senso se subito dopo non non si
mettono in pratica atti concreti. Ovviamente, sottolineano in comune,
l'amministrazione municipale non può sobbarcarsi tutte le spese che,
oltre alla realizzazione dei carri e dei gruppi mascherati, devono servire
anche ad accogliere gli ospiti che non sono mai mancati alle due sfilate di
agosto. Gli amministratori non lo dicono chiaramente, ma il messaggio è
indirizzato agli imprenditori portotorresi che in occasioni di queste
manifestazioni che attraggono in città decine di migliaia di ospiti, riescono a
rimettere in sesto i bilanci di un'intera stagione. Per loro, quindi, sarebbe
un investimento e non un contributo a fondo perduto. «L'esperienza passata ci
ha insegnato che il Carnevale Estivo si organizza con il contributo di tutti -
sostiene Costantino Ligas - e questa amministrazione è pronta a fare la propria
parte. Non appena l'Aget ci presenterà un progetto, sarà possibile stabilire la
somma (perché, inutile far giri di parole, per queste cose ci vogliono soldi e
non buone intenzioni) che il comune potrà stanziare. Purtroppo, lo dico già da
adesso, molto difficilmente il comune potrà corpire l'intero costo del
Carnevale». Messaggio chiaro e diretto per l'Aget; altrettanto chiaro, anche se
indiretto, quello rivolto agli operatori economici.
( da "Tirreno, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 -
Montecatini «Sindaco, è una Cosap vergognosa» Ambulanti in rivolta per le
stangate su permessi e suolo pubblico «Il Comune non può ripianare il suo
deficit gravando su una categoria già penalizzata dalla crisi dei consumi»
FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. «Basta con gli aumenti Cosap, che la giunta si
riduca gli stipendi». Così recitava uno dei cartelli, scritta nera in campo
giallo, che i numerosi frequentatori del mercato del sabato potevano leggere
ieri mattina affissi alle bancarelle. Una protesta questa volta ufficiale,
organizzata da Anva-Confesercenti e Fiva-Confcommercio, dopo almeno un mese di
mugugni e lamentele da parte degli ambulanti. Sotto accusa la duplice stangata
messa in atto dalla giunta comunale con l'ultimo bilancio, la più consistente
sulla Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico, l'altra non meno
contestata sull'ingresso dei furgoni nella ztl e zona pedonale. «Crisi
economica + aumento Cosap + aumento permessi ztl = chiusura aziende». Questo
altro striscione sintetizza perfettamente tutta la rabbia degli operatori.
«Pistoia è stata l'unica ad aumentare la Cosap così tanto - dice Carmine
Anzivino dal suo banco di abbigliamento in piazza Duomo - invece di aiutarci,
il Comune ci penalizza proprio in un periodo così nero: si vede anche a occhio,
dalla merce rimasta sul banco, che le cose non vanno bene. Aggiungiamoci i
quasi 100 euro per entrare in centro e la frittata è completa». «Non siamo
stati noi a fare il buco di bilancio di 8 milioni - gli fa eco Andrea Pratesi -
però ce lo fanno pagare. Noi non abbiamo cassa integrazione né altri
ammortizzatori: dipendiamo dai soldi che ci danno, se non vendiamo si chiude
bottega. E' intanto le banche finanziano tutte le categorie, persino i
vivaisti: e a noi non pensa nessuno?» Un argomento questo che dà a Sergio
Piccini, un altro ambulante che ha il banco di borse in piazza del Duomo, di
contestare le stesse associazioni: «Ho letto che sono le stesse nostre
associazioni a dire che gli ambulanti nel 2008 sono andati meglio del commercio
fisso. E' veramente singolare. Quando mi hanno dato il cartello l'ho messo per
non fare polemica, ma ne avrei da dire e penso che questa protesta adesso ha
poco senso: le nostre associazioni dovevano farsi sentire prima che la giunta
decidesse gli aumenti». «A tutti danno sovvenzionamento per la crisi, a noi
invece ci tassano - commenta Marco Romani dalla sua bancarella di pentole in
via Cavour - Se chiudiamo noi che siamo piccole aziende, le più numerose e
fondamentali per l'economia nazionale, voglio vedere come farà questo Paese ad
andare avanti». Marco Lomi, ambulante e dirigente della Fiva-Confcommercio,
contesta i provvedimenti del Comune, attuati in un momento di crisi come questo
e ricorda: «L'aumento del permesso per entrare in centro è veramente eccessivo.
Voglio ricordare che il mercato ambulante aiuta quello in sede fissa e
incrementa il turismo, motivi per i quali a Lucca hanno deciso di riportarlo
nel centro storico». Maurizio Innocenti, presidente della Confesercenti, dal
suo banco di bigiotteria in via Roma fa notare che «fra tutti i provvedimenti
penalizzanti varati dal Comune, che si aggiungono agli aumenti già attuati lo
scorso anno, quello più inspiegabile e sproporzionato è l'incremento della
Cosap del
( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Bari Il
personaggio Il regista sta eseguendo le prove e anticipa come sarà la
rappresentazione del 21: "C´è un po´ di delusione" De Simome:
"La mia Turandot in Fiera? La farò come se fossimo nel politeama"
ANTONIO DI GIACOMO Dagli stucchi dorati e dal velluto rosso del Petruzzelli
negato all´asetticità dello spazio 7 della Fiera del Levante, prossimo alla
trasformazione in palcoscenico d´emergenza. Eppure il crescendo di disagi, che
ha accompagnato finora l´allestimento di Turandot, non fa scomporre il regista
Roberto De Simone. Anzi. Appollaiato ieri su una delle poltrone del padiglione
della Fiera, il maestro continuava a lavorare ragionando nell´ottica di salvare
il salvabile. Già perché nonostante la Fondazione lirico sinfonica non abbia
effettuato alcun annuncio ufficiale è in Fiera che il 21 marzo la Turandot sarà
proposta in una esecuzione in forma di concerto, spettacolarizzata per quanto
possibile dalle soluzioni che De Simone sta immaginando in queste ore.
«Cercherò di rendere Turandot come un oratorio sacro tout court» annuncia il
regista partenopeo. «Ho pensato di portare in questo spazio ciò che il pubblico
s´è perso con il mancato allestimento al Petruzzelli. Ci saranno così alcuni
elementi scenici che, in qualche modo, suggeriranno come sarebbe potuta essere
quest´opera a teatro». Per far questo, tanto per cominciare, De Simone
utilizzerà tre palchi: l´orchestra sinfonica verrà sistemata in quello
centrale, mentre da un lato ci saranno il coro dei bambini e i sassofoni e,
dall´altro, la banda interna e l´ensemble di ottoni. «La rappresentazione -
anticipa - avverrà su tre piani acustici, che saranno appoggiati da qualche
elemento scenografico. Cercherò di spettacolarizzare il tutto, insomma, almeno
acusticamente parlando. E senza inventarmi nulla, beninteso, ma rispettando la
partitura pucciniana». Non solo. Il pubblico avrà un ulteriore assaggio di
quello che sarebbe potuta essere Turandot al politeama. «Dinanzi al palco
dell´orchestra sarà montata un´avanscena, un pezzo cioè della scenografia
immaginata per il Petruzzelli. Ed è qui che, in forma teatrale, proporremo il
primo quadro del secondo atto di Turandot». Un modo più, nelle intenzioni di De
Simone, per evidenziare ciò che si è perso con la mancata riapertura del
teatro. E quelle scene mastodontiche realizzate su misura per il politeama? «è
lì che andrà in scena in futuro, questi sono gli accordi con la Fondazione
tanto più che, prima o poi, il Petruzzelli dovrà pur riaprire». Sulla querelle
che ne ha rinviato l´apertura, invece, De Simone si tira fuori dalle polemiche
osservando che il caso del palcoscenico barese «è lo specchio del disagio che
esiste oggi in Italia fra la cultura teatrale e il potere. E
come sempre accade in questo Paese anche stavolta la burocrazia, in buona o cattiva fede che sia, ha contribuito a creare un bel
po´ di problemi». Non manca il rimpianto nelle parole di De Simone. «Ho sempre
sperato, fino all´ultimo istante, che la faccenda si risolvesse, che ci fosse
il "disgelo" di Turandot. Invece no, il Petruzzelli non ha
riaperto. Ma non rinuncio a immaginare la mia Turandot in questo teatro, non
foss´altro che, a 76 anni suonati, si tratta senz´altro di una delle mie ultime
regie. L´hanno persa i baresi, ma l´ho persa anch´io».
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Crisi, pronta la
cura del cemento Il governo rilancia l'edilizia. L'opposizione: «Pericolo
abusi» roma. Anche il cemento armato per rianimare l'economia. Non solo quello
delle grandi opere pubbliche. La ricetta che il premier Silvio Berlusconi si
appresta a calare sul tavolo propone il rilancio dell'edilizia residenziale.
Come? Cancellando i vincoli burocratici oggi necessari per ampliare, abbattere
e ricostruire case, senza abusi. Il piano straordinario per l'edilizia sarà
varato venerdì prossimo dal Consiglio dei ministri, ha confermato ieri il
Cavaliere assicurando che «avrà effetti straordinari». E come conseguenza,
sostiene il Pd, una «cementificazione selvaggia». Ma Berlusconi replica che il
piano, al quale stanno lavorando alcuni ministri, servirà a «dare a chi ha una
casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una
stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente».
Saranno le singole Regioni, ha aggiunto il premier «che dovranno valutarlo:
serve per smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e
impastoiata da mille burocratismi». Abusi edilizi? Il premier li esclude
«perché tutto quello che si faràè in aderenza e in continuazione di case
esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una
vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista
dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà già martedì prossimo un
progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino
al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di
criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto
il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni
fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono
mascherato o preventivo, mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di
Confartigianato Giorgio Guerrini perché«il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è
asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie
con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto.
Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture
Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per
dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o
«almeno una stanza in ambito familiare». Pollice verso da numerosi sindaci del
centrosinistra. I dubbi riguardano soprattutto l'impatto ambientale. Vasco
Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, nonché della Conferenza delle
regioni, si dice «stupito e preoccupato» dall'«iniziativa centralista tesa a
superare l'attuale ordinamento con rischi evidentissimi di produrre gravi
effetti sull'assetto del territorio. Non è questa la strada giusta - sostiene
Errani -; una cosa è costruire corretti percorsi di semplificazione dentro
regole certe, altro è destrutturare le forme di governo dell'edilizia. Ad
esempio, dare la possibilità a chiunque di proporre ampliamenti del 20% del
volume degli edifici esistenti, con una semplice autocertificazione, avrebbe
conseguenze oggettivamente molto negative». Dal canto suo il presidente della
Regione Liguria, Claudio Burlando, sottolinea che «è difficile commentare
un'idea che non è ancora un provvedimento e che non è ancora del tutto
comprensibile. Resta il fatto che l'unico provvedimento fatto da questo governo
per l'edilizia è stato tagliare i 550 milioni per quella pubblica stanziati dal
governo Prodi. Penso anche io che rilanciare l'edilizia sarebbe un volano utile
e veloce, ma bisognerebbe ripartire appunto da quella pubblica». Alle critiche
delle Regioni targate Pd, il ministro Matteoli ha risposto che è possibile
trovare punti di incontro. «È una necessità di tutto il Paese». Il piano,
secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a
condizione che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le
parti sociali per accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno
affidate a commissari che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto»,
rispondendo «personalmente». Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini osserva
che c'è bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere
cantierabili dai comuni. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 08/03/2009 Post-it
08/03/2009 Berlusconi: «Ampliamenti edilizi solo per le ville esistenti». E chi
non ha la villa? Non esiste. 08/03/2009
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Il nostro punto
debole? Non saper fare sistema» --> Domenica 08 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina
25 e-mail print LOVEREIl rettore dell'Università di Bergamo Alberto Castoldi,
ospite venerdì sera a Lovere del Circolo culturale Giovanni Ruffini, ama la sua
città e il territorio in cui è inserita e vuole capire se sia possibile
renderli migliori. Per questo ha dedicato il suo intervento alla nostra
provincia, evidenziandone i problemi e le possibili soluzioni. Roberto
Forcella, presidente del Circolo Ruffini, ha fatto gli onori di casa e ha
presentato il tema della serata: «L'Università e il futuro del territorio -
scenari socio economici della realtà bergamasca», frutto di una ricerca
dell'ateneo realizzata in collaborazione con la Provincia. «Con l'Università di
Bergamo il nostro circolo - ha detto Forcella - collabora proficuamente da
quattro anni, ossia dalla sua nascita, soprattutto in merito alle problematiche
legate ai laghi dell'arco alpino, tema promosso da Lelio Pagani, al quale è
stato intitolato il centro studi». Castoldi ha dato una definizione del
territorio bergamasco molto suggestiva: «Bergamo città è una testa molto
piccola con un grande corpo, che si sviluppa su un territorio molto eterogeneo
e con un elevato numero di comuni. La popolazione è anziana. Ciò significa che
la gestione di questo territorio non è facile, anche perché è cresciuto
storicamente sulla difensiva - ne sono la prova le numerose torri e rocche - e
ha vissuto sotto l'influenza di Milano». Entrando nell'analisi dei problemi,
solo con cenni perché l'occasione non consentiva un approfondimento, Castoldi
ha evidenziato che il vero punto debole della Bergamasca sono le
infrastrutture, obsolete e insufficienti alle esigenze del territorio in
crescita. «Nel nostro Paese risulta di grande difficoltà
muoversi in ogni ambito pubblico perché la burocrazia ci pone di fronte a un continuo delirio. Ciò che manca davvero è
una classe dirigente che sappia fare sistema. Nella nostra provincia qualcosa
si è mosso e si sta muovendo, anche se con qualche decina di anni di ritardo,
come l'aeroporto (giunto a 6 milioni di passeggeri), il nuovo ospedale in
costruzione, la quarta corsia della A4, l'Università con i suoi 15 mila
studenti, il Kilometro rosso, che tutti ci invidiano come centro
all'avanguardia nella ricerca e, nell'immediato, il progetto su San Pellegrino.
La città - prosegue Castoldi - sembra essersi risvegliata negli ultimi anni, ma
il tutto non è nato da un disegno di sistema, ma per volontà di singoli
imprenditori». Fin qui l'analisi, poi il rettore è passato ad alcune proposte:
«Non potendo fare tutto, Bergamo deve individuare alcune scelte prioritarie e
convogliare in esse le risorse. Il territorio ha tutto e a livello discreto,
anche turisticamente, ma nulla di eclatante. Perché, per esempio, non mettere
insieme un sistema museale? Creare una piccola Oxford in Lombardia? Auspico una
grande riflessione sui problemi. I mie sono solo spunti, gli esperti diranno
cosa fare». Ne è seguito un partecipato dibattito, ed è emerso un confronto con
la vicina provincia di Brescia, che, pur non avendo nulla più di Bergamo,
rispetto al nostro territorio è avanti di una trentina di anni. Il segreto?
Presto detto: la classe imprenditrice e politica bresciana riesce a fare
sistema. Adriano Frattini 08/03/2009 nascosto-->
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO pag. 6 UN
CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine... UN
CAVALIERE fiero sul suo destriero pronto per il torneo, questa l'immagine che
Unindustria lancerà all'Assemblea Generale 2009: RovigoNuovaImpresa. «Il quadro
generale dell'economia è molto incerto. commenta Fabrizio Rossi, presidente
degli Industriali di Rovigo - È il momento di avviare un dibattito per
riflettere su quello che deve essere il ruolo dell'impresa in un contesto,
sociale ed economico, in cui si è chiamati ad anticipare il futuro facendo
scelte coraggiose, già in questo presente. E' nostra priorità coinvolgere le
altre categorie economiche e le forze sociali su alcuni obiettivi prioritari
per la Provincia. Tenendo presente il contesto congiunturale e alcune
peculiarità del Territorio, dobbiamo impegnarci per sostenere: una Politica del
sì, per uno sviluppo sostenibile! Basta burocrazia e.... burocrati! Questo è uno
dei limiti alla competitività del sistema Italia che provoca costi e ritardi
negli investimenti alle imprese. Unindustria - conclude Rossi - è pronta a
costruire assieme al territorio una nuova provincia, che vuole innovare e che è
pronta a fare il salto di qualità fondato sulla ricerca e sul territorio».
L'assemblea che si svolgerà presso il Censer RovigoFiere, venerdì prossimo a
partire dalle ore 17, dopo la relazione del presidente di Unindustria, Fabrizio
Rossi, avrà come nucleo centrale una tavola rotonda, in cui verranno trattati i
temi perno su cui, secondo gli industriali, si può costruire la ripartenza: il
giusto mix tra tradizione e tecnologie, distretti, ricerca e innovazione e
turismo. Il dibattito sarà moderato da Antonello Piroso, direttore del Tg di
La7 e vedrà sul palco la presenza di Andrea Tomat, presidente di Confindustria
Veneto, Enzo Rullani, professore di Economia della Conoscenza alla Venice
International University, Sauro Pasini, responsabile Enel dell'area tecnica
ricerca, divisione ingegneria e innovazione e pierantonio macola,
amministratore delegato di Smau Fiera Milano e presidente della sezione turismo
di Unindustria Rovigo. Sul palco saliranno per le relazioni finali prima il
presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan e chiuderà i lavori la
presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 08 Marzo
2009 Chiudi di ANTONIO LUCCARINI IL 22 Luglio del 1814 il commissario di
polizia Palladini inviava una dettagliata relazione al prefetto per informarlo
di un incidente avvenuto nel lupanare di Teresa Minucci, una cosiddetta
"mammina", situato in via delle Conce 17. Protagonista del fatto era
un militare, il caporale Michele - degradato a semplice soldato dopo gli
avvenimenti - che in evidente stato di ebbrezza aveva insultato e picchiato con
calci e pugni, senza motivo, l'inserviente del bordello Marianna Bendellari e
più tardi, ritornato negli stessi luoghi, per attendere la meretrice Teresa
Giuliotti, aveva esteso le percosse e i pugni oltre alla succitata Bendellari
anche ad un cliente occasionale, tal Giuseppe Paolini. L'arrivo di un'altra
prostituta aveva posto fine ad una situazione che andava degenerando e
facendosi pericolosa: infatti, prontamente, la Ravaioli era corsa a chiamare le
forze dell'ordine che avevano arrestato il soldato. Nonostante che con il suo
gesto avesse concorso a ristabilire l'ordine, la Ravaioli, non avendo fatto
immediato ritorno al lupanare, trovata per le vie della città, era stata, a sua
volta tenuta in stato di arresto. La situazione dei bordelli anconetani, in
quel periodo, doveva essere abbastanza movimentata stando al numero delle
relazioni trasmesse dagli ispettori di polizia al prefetto. Nel mese di maggio
dello stesso anno infatti l'ispettore di polizia aveva fatto presente che i
lupanari e le meretrici della città erano fatti segno di attacchi verbali, ma
soprattutto di violenze fisiche, non solo da parte di clienti ubriachi o
litigiosi, ma dai rappresentanti della stessa popolazione
"benpensante". La città manifestava forme di intolleranza più o meno
gravi nei confronti delle prostitute che mettevano a rischio il mantenimento
dei lupanari stessi; l'ispettore di polizia paventava, pertanto, che si
arrivasse, con simili atteggiamenti, alla chiusura dei bordelli, lasciando che
la prostituzione finisse per essere esercitata sulla strada, fuori dal
controllo della polizia. Veniva suggerito, infine, di ovviare al problema
provvedendo a porre delle sentinelle nei lupanari maggiormente a rischio di
assalti da parte di una popolazione insofferente. Nell'elenco venivano citati
come punti particolarmente caldi, dove cioè, nell'ottica della relazione, il
mondo dei "benpensanti", confinava "suo malgrado e con grande
pregiudizio" con il mondo del vizio, i lupanari: di Maria Rossi al n. 58
della "trafficatissima" via del Porto, di Maria Polsi, detta la
"Sardona", al n.3 del vicolo del Padrone, di Antonio Fabrizi, lenone
in via del Gallo, di Giovanni Mastelli, tenutario di un locale malfamato nella
stessa via, di Salvator Firmo che gestiva i traffici delle sue donne nella zona
del Teatrino, di Teresa Minacci - che come abbiamo visto godeva di "altre
entrate" - e Antonio Fabrizi in via del Macello e il lupanare di Maria
Deodati e Mattia Zappetti che tenevano diversi locali in via del Gozzo. Nell'elenco
non figuravano gli altri 15 bordelli che a vario titolo erano citati nelle
relazioni del commissariato di polizia, dove emergevano i soliti problemi,
risse tra prostitute e militari, richieste di controlli sanitari, questioni
relative alla tassazione dell'attività. Il numero che per approssimazione ci
troviamo a calcolare - escludendo dall'elenco quelli che non vengono segnalati
dalle relazioni - conferma per una città come Ancona, che raggiungerà una
popolazione urbana pari a 28.100 unità soltanto nel 1844, una situazione
abbastanza anomala o quanto meno atipica, considerando anche la sua
appartenenza allo stato della Chiesa. In realtà la complicata e movimentata
situazione politica del tempo ci aiuta a capire tante cose e a leggere questi
segni della microstoria perfettamente riconducibili all'interno del quadro
"dei grandi eventi". Siamo infatti nel periodo cruciale della vicenda
napoleonica: Ancona strategicamente importante assisteva, in tal periodo, ad un
passaggio continuo di soldataglie, di eserciti di varie nazionalità che
minacciavano, con la loro presenza ingombrante e aggressiva, le tranquillità
più preziose per la borghesia, i valori considerati sacri e tra loro
intimamente intrecciati:il rispetto della proprietà privata e dell'onore delle
donne di famiglia. L'atteggiamento della Chiesa, tradizionalmente censorio nei
confronti della vita sessuale, esercitata al di fuori del matrimonio, aveva
finito per considerare il meretricio una sorta di male minore rispetto
all'assoluto libertinaggio dei costumi e quindi no eliminabile e la stessa
modernità, rappresentata politicamente da un regime napoleonico che aveva
depurato il razionalismo illuminista di tutti gli aspetti più radicali,
sull'argomento aveva imposto le regole di una ideologia che considerava funzionale
il "sorvegliare e punire". Le istituzioni non leggevano nella materia
questioni di tipo etico o morale ma avevano bisogno di assicurare un controllo
su tutti gli aspetti della società, anche quelli edonistici. La materia
prostituzione, epurata della sua dimensione etica o morale, interessava
soprattutto le tematiche della salute pubblica - la diffusione delle malattie
veneree costituiva un vero e proprio flagello con enormi costi sociali - e della burocrazia del fisco: per tutti era quindi conveniente che ci fossero i
bordelli periodicamente visitati dalle autorità sanitarie - che potevano così
individuare ed internare le prostitute infette - e capaci, nel contempo, di
assicurare, con le tasse, sostanziose entrate al pari di qualsiasi altro
commercio esercitato entro la cinta urbana. Questi dati che le antiche
relazioni ci consegnano in un certo senso confermano poi il dualismo di questa
città: bigotta al punto da officiar messe e processioni contro il rischio
rappresentato dal laicismo napoleonico, ma contemporaneamente edonista e
libertina al punto di essere assunta da un avventuriero galante come Giacomo
Casanova al ruolo di "maestra di piaceri".
( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2009-03-08 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Prescrizioni, interrogazione di Holzmann. Bruccoleri: avrei fatto
lo stesso Il caso Bertoluzza in Parlamento Ma Svp e Pd difendono Zanon BOLZANO
— Arriva in Parlamento lo «stop», autorizzato dal presidente del Tribunale
Heinrich Zanon, dei due processi per corruzione a carico dell'ex ingegnere capo
del Comune di Bolzano, Franco Bertoluzza. Il deputato del Pdl Giorgio Holzmann
ha annunciato ieri un'interrogazione al ministro della Giustizia, Angelino
Alfano «per chiedere chiarimenti sulla situazione della giustizia in provincia
di Bolzano ed in particolare sulla consistenza degli organici dei magistrati e
del personale amministrativo e di cancelleria e se vi sono particolari norme
statutarie che rendono più difficoltoso il reclutamento del personale. è grave
che i processi non si possano concludere nei termini stabiliti». Dello stesso
avviso è anche il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder: «La
proporzionale non è il nodo principale: il problema è l'eccessiva
burocrazia del sistema
giudiziario italiano». Sostiene Zanon anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi:
«L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno di affossare la
giustizia». Infine l'ex presidente del tribunale, Carlo Bruccoleri, illustra
gli aspetti tecnici della vicenda e dice: «Zanon ha agito con serietà e coscienza
morale». A PAGINA 3 Ruggera
( da "Corriere Alto Adige" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-08 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il caso L'esponente di An: «Urgono nuove assunzioni,
senza toccare la proporz». Gnecchi: «Tutta colpa del governo Berlusconi»
Prescrizioni, il caso arriva in Parlamento Interrogazione di Holzmann.
Durnwalder difende il presidente del tribunale Non si placa il dibattito
sull'annunciato stop al processo Bertoluzza Il Landeshauptmann: «Giusta
provocazione» BOLZANO — Approda in parlamento il contestato stop, autorizzato
dal presidente del tribunale Heinrich Zanon, dei due processi per corruzione a
carico dell'ex ingegnere capo del Comune di Bolzano Franco Bertoluzza. Il
deputato del Pdl Giorgio Holzmann ha annunciato ieri la presentazione di
un'interrogazione al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in relazione
soprattutto alle dichiarazioni del presidente del tribunale sulla carenza di
personale. «Senza entrare troppo nel merito tecnico-giuridico della vicenda —
spiega Holzmann — ha preso spunto dalle affermazioni del presidente Zanon per
chiedere chiarimenti sulla situazione della giustizia in provincia di Bolzano
ed in particolare sulla consistenza degli organici dei magistrati e del
personale amministrativo e di cancelleria e se vi sono particolari norme
statutarie che rendono più difficoltoso il reclutamento del personale. è grave
— aggiunge il deputatop altoatesino di An — che dei processi non si possano
concludere nei termini stabiliti e che non si faccia giustizia: serve quindi
una riflessione serena per valutare le cause del fenomeno e porvi rimedio.
Auspico quindi che in tempi brevi si possa assicurare al comparto giustizia in
provincia di Bolzano la dotazione organica necessaria». Holzmann condivide
quindi, di fatto, l'allarme che Zanon aveva lanciato nei giorni scorsi (poco
dopo aver firmato il contestato provvedimento sulla prescrizione del processo
Bertoluzza) sul rischio che la macchina giudiziaria altoatesina vada in panne
per carenza di personale e di risorse. Ma non ne condivide le soluzioni
prospettate: «La proporzionale — commenta infatti Holzmann — non va messa in
discussione: essa garantisce infatti una certa pace sociale perché, se non ci
fosse, si scatenerebbe una battaglia etnica senza fine per ogni posto di lavoro
pubblico in provincia. Inoltre credo che non sia questa norma a rendere, da
sola, così difficoltoso l'ampliamento dell'organico negli uffici giudiziari ».
Dello stesso avviso è anche il presidente della giunta provinciale Luis
Durnwalder, che difende Zanon su tutti i fronti: «Ho parlato in questi giorni
con il presidente del tribunale. Lui stesso spiega che la proporzionale non è
il nodo principale: il problema è l'eccessiva burocrazia del sistema giudiziario
italiano, che colpisce ovviamente anche l'Alto Adige. Proprio per questo la
proporzionale non c'entra: anche nel resto d'Italia ci sono tribunali in
difficoltà. Le procedure sono troppe complicate e noi della giunta provinciale
non possiamo ovviamente farci nulla, non avendo alcun tipo di competenza in
materia. Spetta allo Stato risolvere questi problemi ». Durnwalder
appoggia Zanon anche per quanto riguarda la prescrizione del processo
Bertoluzza: «Zanon avrà voluto dare un segnale del forte disagio operativo del
tribunale. Viene criticato? Le critiche arrivano anche quando i processi durano
troppi anni. C'è sempre chi ha qualcosa da ridire». Sostiene Zanon anche la
deputata del Pd Luisa Gnecchi, che sottolinea il problema delle risorse
finanziarie: «Il governo Prodi aveva stanziato, ad esempio, 18 milioni di euro per
realizzare il polo giudiziario a Bolzano. Poi, con Berlusconi, quei fondi sono
spariti. L'attuale governo dimostra di avere un preciso disegno di affossare la
giustizia, così come Brunetta». Sul fronte opposto, la deputata forzista
Michaela Biancofiore annuncia di voler sollecitare al ministro Alfano
un'ispezione disciplinare al tribunale di Bolzano. Un'ipotesi che non è stata
esclusa nemmeno dal sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, sulle
pagine del Corriere dell'Alto Adige di ieri. Luigi Ruggera Ultima volta Franco
Bertoluzza esce dal tribunale dopo un'udienza
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
P.S. GIORGIO pag. 14
IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a proposito
delle ... IL SEGRETARIO GENERALE della Cisl, Giuseppe Donati, interviene a
proposito delle pesantissime accuse che la Confcommercio, tramite un lettera al
Sindaco, ha rivolto ai dip-comunali, perché, a suo dire, anziché risolvere i
problemi dimostrerebbero «un'intelligenza e una fantasia fuori dal Comune nel
crearli anche dove sarebbe impossibile trovarli». Ne abbiamo dato conto ieri.
Il segretario Cisl ci invia copia di una lettera da lui indirizzata alla
Confcommercio e al Sindaco: «Non posso che esprimere stupore per i toni usati
nella nota (della Confcommercio) scrive tra l'altro . A leggerla bene
sembrerebbe più uno sfogo per contrasti di tipo personale che non un'analisi
serena della situazione in cui versa la macchina comunale sangiorgese. Quando
si accusano i dip-comunali per gli ostacoli che si
frappongono allo svolgimento delle attività commerciali forse si dimentica che
la burocrazia, seppur
fastidiosa, esiste a garanzia dell'imparzialità e della trasparenza con le
quali devono operare le istituzioni nei confronti di tutti i cittadini. Chi ha
veramente a cuore la città non usa la demagogia spicciola e non spara nel
mucchio. Come segretario Cisl e come uno dei rappresentanti dei
lavoratori del Comune rigetto le accuse rivolte ai dipendenti e invito la
Confcommercio per il futuro a ponderare meglio i giudizi su coloro che sono a
servizio della collettività e garantiscono a tutti i cittadini eguale trattamento
e accesso ai servizi».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2009-03-08 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso Dall'ateneo: dati errati nei pc ma rimedieremo
Tasse alla Federico II, agli studenti arrivano i «bollettini pazzi» Fasce e
cifre sbagliate a 600 famiglie La Federico II spedisce circa 600 bollettini di
pagamento delle tasse con una cifra sbagliata. Disagi tra gli studenti. NAPOLI
- Dopo le cartelle esattoriali che hanno turbato i sonni di centinaia di
napoletani, arrivano i bollettini di pagamento «pazzi». Sono quelli che almeno
600 iscritti alla Federico II hanno ricevuto o stanno per ricevere a casa.
Pazzi, ovvero sballati, perché indicano una cifra errata. L'ateneo ha infatti
sbagliato ad inserire alcuni dati nei terminali e l'importo relativo alla
seconda rata è stato calcolato come se la fascia di contribuzione fosse
inferiore a quella effettiva. In particolare, il disguido coinvolge alcuni tra
coloro i quali, a settembre, erano stati inseriti nella tranche più elevata di
contribuzione: la sedicesima. Hanno ricevuto nelle settimane scorse a casa i
bollettini con gli importi delle fasce inferiori: dalla quindicesima alla
prima. Hanno successivamente trovato nella buca della posta una lettera
dell'ateneo - inviata dalla ripartizione relazioni studenti e firmata dal
dirigente Maurizio Tafuto che li invita a non tenerne conto. «Il bollettino non
dovrà essere utilizzato per il pagamento », recita la missiva dell'università,
«in quanto la cifra prestampata è errata. Per effettuare il pagamento citato è
necessario che lei si rechi agli sportelli dell'ufficio segreteria studenti
della sua facoltà, dove si provvederà a stamparle il nuovo modulo per il
pagamento della seconda rata». Fine dell'illusione di
risparmiare e inizio di un percorso nella burocrazia. Per chi abita a Napoli, magari in centro o nei pressi della
zona universitaria, l'inconveniente provocato dall'errore dell'università si
risolverà in una seccatura tutto sommato lieve: il tempo di raggiungere la
segreteria e una coda agli sportelli, si spera non troppo lunga.
Studentesse e studenti che non vivono a Napoli dovranno invece dedicare almeno
mezza giornata di tempo all'impresa di procurarsi i bollettini con la cifra
corretta. La scadenza per effettuare il pagamento della seconda rata è fissata
al 31 marzo. Tuttavia, comunicano dagli uffici della Federico II, «l'eventuale
versamento effettuato successivamente a quella data non comporta alcuna mora».
Sono sedici gli importi stabiliti dall'ateneo, per le tasse. Studentesse e
studenti della I fascia quelli di famiglia meno abbiente - pagano 320 euro
all'anno. Chi, invece, rientra nella sedicesima fascia - la più cara - versa,
ogni 12 mesi, 1020 euro, se frequenta facoltà umanistiche, e 1100, se è
iscritto a facoltà scientifiche. Il prossimo anno, secondo indiscrezioni che
filtrano dall'ateneo, non dovrebbero esserci aumenti per i circa 90.000
studenti dell'ateneo. Decideranno comunque ufficialmente il Senato Accademico e
il Consiglio di Amministrazione tra giugno e luglio. Fabrizio Geremicca Una
protesta degli studenti nell'atrio alla Federico II; a lato una delle lettere
sui bollettini
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2009-03-08 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE Santa Chiara Visita alle terme «invisibili» sotto il celebre chiostro: tra mistero e burocrazia di FUANI MARINO V iaggio alla
scoperta delle terme fantasma. Quello dell'area termale annessa al Chiostro
maiolicato di Santa Chiara non è un mistero da poco: il complesso rinvenuto al
di sotto della chiesa trecentesca è considerato il maggiore sul territorio
napoletano. Già secondo il geografo greco Strabone, Neapolis non aveva
nulla da invidiare a Baia per sorgenti calde e stabilimenti balneari. Così,
accanto all'ineguagliabile Chiostro maiolicato delle Clarisse, al museo
dell'Opera, al Presepe del '
( da "Riformista, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Borsa vuole
Un'altra settima di passione per le Borse di tutto La Borsa vuole Un'altra
settima di passione per le Borse di tutto. Tutti gli indici hanno ripiegato
oltre le più pessimistiche previsioni,ancor peggio è andata per il listino di
Milano con uno scivolone vicino al 12%. In un anno le perdite del S&P/Mib
sono andate a oltre - 60%, ben 15 punti in più di ogni altra Borsa. Perchè va
così male e peggio degli altri mercati? Dicono gli analisti: il debito pubblico
è così alto da far temere un default tipo Argentina. E aggiungono: tra i
principali 30 titoli dello S&P/Mib c'è una prevalenza di finanziarie; e
infine, a sostegno delle tesi ribassiste, la burocrazia, il sindacalismo e il
localismo italiani sono in grado di bloccare o almeno rallentare qualunque
provvedimento governativo, soprattutto quelli fondamentali per le
infrastrutture. Di vero e reale c'è solamente la seconda tesi, dovuta alla
forte presenza dei titoli finanziari (12 su 30), il cui capitale,però si
è talmente assottigliato da non rappresentare più un riferimento com'è stato
fino all'estate 2008. Eni ed Enel,da sole, capitalizzano oltre il 20% di più di
tutte le 12 imprese del settore finanziario, le quali sicuramente tirano giù
alla grande il listino, così come in ogni altra borsa mondiale,ma da noi, con
esse, crollano, ben più dei loro competitors esteri proprio Eni e controllate,
ed Enel.Giustificato il calo Enel per la crescita dell'indebitamento di oltre
il 40% - dovuto all'acquisizione di Endesa e la possibile diminuzione dei
dividendi - resta incomprensibile in ragione dei fondamentali e della
redditività confermata il crollo Eni con un -20% da inizio anno. Più articolato
e complesso valutare il rischio default paese a causa del debito pubblico. Vero
che è tra i più alti del mondo,altrettanto vero che ogni italiano ha meno
debiti e più risparmi di quanto abbiano gli altri; così come è migliore la
situazione del nostro credito, meno inquinato di titoli tossici e scommesse
finanziarie. Più problematico,semmai, è il ruolo di burocrazia
e localismi, i quali sono sicuramente causa di molti nostri mali, lo sono stati
nel rallentamento dello sviluppo in tempi migliori e rischiano di diventarlo
ancora di più in questa stagione grama.Indubbio che un ritardo dell'apertura
dei cantieri sarebbe per noi fortemente penalizzante. Silvio Berlusconi ha già
dimostrato con la vicenda della nettezza urbana a Napoli che si possono
superare anche le barriere più alte se si hanno determinazione,coraggio e
fermezza. Purtroppo i mercati pensano che un conto siano i rifiuti, un conto
gli appalti, le follie dei ricorsi, le penalizzazioni ambientali e puntano il
pollice verso il basso. Per far cambiare loro idea serve un immediata
attuazione dei provvedimenti governativi. Un segnale forte con date certe di
inizio lavori creerebbe nuovi scenari di fiducia e credibilità sul nostro saper
fare. E' un bisogno di tutti. Oltre non si può andare. Ulteriori crolli della
nostra Borsa per somma di cause citate scatenerebbe sfiducia e depressione.
Bene ricordarselo tutti,oltre le ideologie. Bruno Villois 08/03/2009
( da "Nazione, La (Firenze)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 3 buona domenica IL CALL CENTER COME MEDICO Segue dalla prima (...) che
mettersi a parlare con il call center è un'impresa che, come minimo, garantisce
il rischio di una malattia supplementare: l'esaurimento nervoso. Quando poi il
tentativo di prendere la linea andasse a buon fine, bisogna mettere in conto
un'altra decina di minuti almeno per avere una risposta. L'inchiesta che
abbiamo condotto scopre i limiti del sistema, messo sotto accusa dai fatti. Non
ci sono colpe specifiche: fatto salvo l'impegno di chi opera nel settore, noi
solleviamo il problema perché non venga archiviato nello scaffale della buona
fede. Mettevi nei panni di un anziano che si attacca al telefono per ore e non
riesce ad avere una risposta: una Risonanza magnetica, una Tac o una semplice
visita specialistica. Il parametro delle difficoltà dovrebbe essere sempre
misurato sulla popolazione che supera i 65 anni, ma non è così. Non sono
necessari sostegni sociali, basta un'attenzione specifica e la convinzione che
rendendo la strada semplice tutti possono essere serenamente autosufficienti. Anche da noi la burocrazia continua a fare prigionieri e istituire un call center non
significa che il meccanismo funzioni. L'informatizzazione aiuta ma non è
perfetta e non è facilmente comprensibile a chiunque. In mezzo a arcipelaghi di
buona sanità, esistono chiazze ancora malate, come dimostrano i racconti dei
nostri lettori e le storie che segnaliamo in queste pagine. Riconoscere
i limiti e l'esistenza di margini di miglioramento sono i primi passi per
migliorare davvero. Marcello Mancini
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VALDICHIANA pag. 18 E LIMINARE il più possibile la burocrazia per facilitare gli insediamenti pr... E LIMINARE il più
possibile la burocrazia per
facilitare gli insediamenti produttivi in città in un periodo di grande crisi
economica. Questo il pensiero dell'assessore alle attività produttive Antonio
Marzullo, fatto proprio dall'amministrazione Comunale di Monte San Savino.
«Ci sono dice Marzullo nuove possibilità insediative in dirittura d'arrivo e
l'amministrazione Comunale, in un periodo così travagliato, si proporrà per
sostenere le situazioni di difficoltà. Anzitutto, sburocratizzazione sul piano
procedurale, ciò che non vorrà significare eliminazione di ogni regola ma solo
snellimento delle procedure stesse. Poi, interventi mirati alla crescita del
sistema economico locale, che già pongono Monte San Savino all'avanguardia in provincia
in fatto di imprese ed occupazione delle forze lavorative. Ancora, un
atteggiamento di apertura con gli imprenditori ed in questo contesto risulterà
essenziale un costante rapporto con le associazioni di categoria quali
portatrici delle esigenze degli associati». «In questo quadro dice l'assessore
dovremo consolidare le iniziative di promozione delle produzioni del nostro
territorio e, contemporaneamente, perseguire la realizzazione di strumenti
semplificativi ulteriori come lo sportello unico delle attività produttive
nelle forme di associazione e nelle dimensioni utili a renderne economica,
efficace ed efficiente la realizzazione medesima. Infine, saper cogliere le
opportunità di finanziamento di progetti sovracomunali per migliorare la
qualità delle strutture». Giorgio Pulzelli
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 08 Marzo
2009 Chiudi di GIAMPAOLO FALCIAI Ci piaccia o meno le Regioni, Umbria compresa,
sono destinate a crescere d'importanza. Ed il presidente della Giunta regionale
assomiglierà sempre più ad un Governatore alla Swarzenegher o nel nostro caso
ad una Governatrice alla Palin. Fino ad oggi il loro impegno principale è stato
rivolto al Servizio sanitario che assorbiva più della metà del bilancio
regionale. Ora il sostegno all'economia sta diventando sempre più importante,
anche perché saranno proprio le imprese a finanziare con le loro tasse i
bilanci regionali. L'Umbria si sta adoperando in tal senso, non solo per
gestire al meglio i fondi europei e statali destinati alle imprese, ma anche
per raccordare il sistema bancario con le esigenze dell'economia locale. Ha
infatti creato una sorta di banca regionale, la Gepafin, non solo per
distribuire gli incentivi, ma anche per agevolare l'accesso al credito da parte
della piccola e media impresa. In questo scenario è entrata prepotentemente la
crisi economica e finanziaria. Il Governo ha giustamente ritenuto di dover
sostenere le Banche affinchè garantiscano il risparmio della gente ed il
credito alle imprese. Sulla scia di questo intervento però il Governo sembra
voler mettere un piedino dentro le Banche e le imprese regionali, istituendo in
ogni Prefettura un tavolo di monitoraggio dei prestiti alle aziende, dove
siedono imprenditori, banchieri ed esperti vari. Già il Prefetto di Perugia e
quello di Terni hanno di recente dato il via ad un Osservatorio provinciale che
nasce come prevenzione contro l'usura, ma che sta assumendo anche i connotati
di un controllo sui crediti delle banche verso l'impresa umbra. Non abbiamo
niente contro i Prefetti come "longa manus" dello Stato centrale,
anche se in uno Stato federale, verso il quale ci si sta avviando, il loro
ruolo diventa sempre più discutibile. Come non siamo in grado di prevedere se
questa loro iniziativa sarà in grado di bloccare il fenomeno del razionamento
del credito che si sta allargando a macchia d'olio in tutta Italia, specie
verso le imprese minori. Ci domandiamo soltanto se questa operazione alla
francese, voluta dal Governo e attuata attraverso le prefetture, in qualche
misura non interferisca con l'azione della Regione la quale attraverso le sue
strutture, Gepafin compresa, sta svolgendo un importante ruolo di raccordo fra
il sistema bancario e le imprese del territorio. Delle due l'una: o
l'osservatorio prefettizio è una sovrastruttura inefficace se non proprio
inutile, oppure se veramente esercitasse un ruolo attivo si
potrebbe configurare una sorta di conflitto di competenza fra Stato e Regione,
o meglio fra Prefetto e Governatore, in materia economico-finanziaria. E
soprattutto non comprendiamo quali vantaggi ne deriverebbero per il tessuto
produttivo umbro che non ha certo bisogno di più burocrazia, ma piuttosto di concreti interventi di sostegno.
giampaolofalciai@libero.it
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 08 Marzo
2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI ADESSO è finita. Almeno sulla carta, la lunga
marcia della riorganizzazione al Comune di Perugia ha battuto l'ultimo colpo. E
prima della tornata elettorale di giugno, andranno a dama (dovrebbero andare a
dama) gli aggiustamenti più pesanti legati ai dirigenti di secondo livello. Nei
corridoi di Palazzo dei Priori si inseguono ipotesi, indiscrezioni con un bel
po' di batticuore. Ipotesi che mettono nelle nuove caselle vecchi nomi. E proprio i nuovi pesi dei settori disegneranno il nuovo
"potere" della burocrazia comunale. Per esempio: con la soppressione dell'unità operativa
pianificazione economica e politiche occupazionali, che fine farà la dirigenza
di Silvio Cipriani? Una parte della sua attività verrà conquistata dal settore
di Paola Panichi. Che sale nel peso delle competenze. Così come sale
Fabio Ricci; mentre resta il dubbio a chi andrà la pianificazione urbanistica
ora tenuta ad interim dal super dirigente Enrico Antinoro. E' ancora in ballo
l'approdo di Marini arrivato dal Comune di Todi? O resterà ad Antinoro? Nella
nuova scacchiera perderà potere il mobility manager Leonardo Naldini a
vantaggio dell'unità operativa guidata da Elvio Fagiolari; mentre sale, con
l'aggregazione di edilizia privata e sportello unico, Carmen Leombruni. La
segue in salita anche Sergio Asfalti. E poi? Viene dato in crescita anche
Gabriele Alessandro De Michele vista che la sua unità accorperà anche quella
che oggi vede in prima fila Roberto Chiesa. E che succederà per uno degli snodi
più delicati che oggi sono tenuti da un interim, cioè quello delle risorse
umane? Resterà a Roberto Ciccarelli? Possibile, visto che lo sbarco di Laura
Cesarini alla vice segreteria (ma con l'interim delle grandi opere) potrebbe
aver chiuso i giochi della pattuglia di giovani dirigenti in ascesa. Politica.
Senza brividi i giovani del Pd di Perugia hanno eletto il segretario. Scelta
unitaria caduta su Francesco Zuccherini (23 anni). Segreteria ancora da
definire ma vengono dati per sicuri gli ingressi di Alessio Persichini e
Riccardo Cesarini. Cambio della guardia alla guida della Sinistra Universitaria
che giovedì sceglierà il nuovo presidente e il nuovo coordinatore
dell'associazione. A meno di clamorose sorprese, il nuovo coordinatore sarà
Leonardo Esposito che prende il posto di Tommaso Bori; mentre alla presidenza arriva
Jacopo Giovagnoni che andrà a sostituire Sirio Maria Pomante. Sindacato. Nuovo
segretario alla Fim-Cisl di Perugia. Il congresso provinciale che si è svolto a
Ponte San Giovanni ha eletto Gianni Scalamonti. Associazioni/1. A Passaggio di
Bettona, presso il centro ippico Breeding Ground, è stata inaugurata la
stagione degli eventi dedicati al cavallo arabo promossa dall'associazione
"Amici del purosangue arabo in Umbria". L'associazione ha come
finalità quella della valorizzazione del cavallo arabo e propone iniziative non
solo per far conoscere questo splendido animale ma anche per far maturare un
più diffuso clima di amicizia tra gli "arabisti". Nell'occasione è
stato nominato il direttivo dell'associazione che ha come presidente Valter Betti;
Cristina Dionigi è la vice presidente, Silvia Buoncristiani l'amministratore
delegato e il portavoce dell'associazione. Del consiglio fanno parte Luca
Testa, Otello Cecconi e Gabriele Gallo. Il rappresentante legale è Giovanni
Pietrarelli. La sede dell'associazione è a Passaggio di Bettona, nei locali del
centro ippico Breeding Ground di Cristina Dionigi. Associazioni/2. Dal
congresso dell'Arcigay di Perugia esce il nuovo direttivo del Comitato
provinciale. Presidente è Gian Pietro Bucciarelli; Vanna d'Alfonsi (vice
presidente) e Lorenzo Starnini sono i consiglieri nazionali, Daniele Poletti il
segretario. Il nuovo presidente dell'Arcigay-Arcilesbica Omphalos di Perugia è
Patrizia Stefani.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CATTOLICA E VALCONCA
pag. 15 LA REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando ... LA
REGIONE a accolto la proposta di trasformare il Comando di Polizia Municipale
di Cattolica in Corpo. In soldoni, arriveranno ben 300.000 euro di
finanziamento per potenziare tutto il settore dei vigili urbani di Cattolica.
Martedì una delegazione cattolichina guidata dall'assessore alla Polizia
Municipale Giovanni Ruggeri (foto) sarà a Bologna proprio per sancire tale
convenzione. «La Regione finanzierà il 70% di un intervento che vedrà
complessivamente investire 400.000 euro da parte del Comune di Cattolica _
spiega l'assessore Ruggeri _ con una cifra di 300.000 euro dalla Regione ed il
resto dal Comune. Investiremo in nuove assunzioni ma anche in materiali e strumenti».
Concretamente già in vista della prossima estate si avranno 3-4 nuove
assunzioni di vigili stagionali ma con contratti e condizioni migliori. «Alcuni
vigili stagionali verranno assunti per 6 mesi e non solo per 4 mesi come in
precedenza _ spiega Ruggeri _ inoltre allungheremo i contratti ad altri vigili
stagionali da
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI PRIMO PIANO
pag. 2 «Fognature da sdoppiare, o nel
( da "Corriere del Veneto" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-08 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Edilizia, rivoluzione al via «Il Veneto parte subito» Bonus per
ricostruzioni e ampliamenti: in giunta il piano Berlusconi Ma l'Ance: «Se il
governo vuole aiutarci, intervenga prima sull'Iva» VENEZIA — Parte dal Veneto
il rilancio dell'edilizia, ricetta anticrisi messa a punto dal governo
Berlusconi e sottoposta all'approvazione delle Regioni, competenti per materia.
A partire da quelle guidate dal centrodestra, con la nostra e la Sardegna che
hanno già comunicato la loro disponibilità. La giunta Galan sarà la prima a
discutere, il 17 marzo, il progetto di legge romano, che consente un aumento di
cubatura del 20% per immobili esistenti di edilizia residenziale o commerciale,
del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di stabili sorti prima del
1989 e del 35% se l'edificio viene realizzato in base alle norme di risparmio
edilizio ed ecostenibilità. Il provvedimento permette ai Comuni di autorizzare
tali operazioni in deroga ai Prg e agli altri strumenti urbanistici locali e di
concedere agevolazioni fiscali, impone il rispetto dei vincoli ambientali e
paesaggistici e il divieto di ampliamento per gli immobili abusivi. Per
stringere i tempi, Palazzo Chigi intende poi affiancare alle leggi regionali
una norma statale che sostituisca alla trafila di permessi comunali una
semplice certificazione di conformità da affidare, con perizia giurata, ad un
tecnico. Il tutto nell'ottica di «una manovra a costo zero, capace di mettere
il turbo alla nostra economia». L'iter Il pdl sarà presentato in giunta
dall'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon: «Prevediamo di approvarlo nella
seduta del 17 marzo e di trasmetterlo al Consiglio regionale per il voto, che
ci auguriamo sia il più celere possibile ». «Non ci sarà alcun scempio del
paesaggio — aggiunge il presidente Giancarlo Galan — nè condoni camuffati». Se
il varo della manovra è stato affidato al Veneto dipenderebbe anche dal fatto
che a concepirla sarebbero stati i politici locali. Il deputato e coordinatore
azzurro Niccolò Ghedini, secondo il Pdl, il vicegovernatore Franco Manzato
stando alla Lega. «L'idea è mia — conferma Manzato — ci sto lavorando da sette
mesi e ho coinvolto anche l'assessore al Bilancio, Isi Coppola, per aggiungere
all'aumento di cubatura incentivi per l'abbattimento e la ricostruzione di
edifici nati entro il
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 6
Via al piano «Meno vincoli, ma nessun ROMA MENO vincoli burocratici per
ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia.
Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato da Silvio Berlusconi, sarà
varato venerdì dal Consiglio dei ministri. «Avrà effetti straordinari», ha
assicurato il premier. Il piano servirà a «dare a chi ha una casa e nel
frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due
stanze o bagni con servizi annessi alla villa esistente», ha spiegato il
Cavaliere durante una passeggiata in centro a Roma. Alle Regioni il compito di
«valutarlo». «Servirà ha aggiunto per smuovere l'economia e, in particolare,
l'edilizia, da sempre impastoiata in mille burocratismi». Nessun rischio,
secondo il governo, di abusi edilizi «perché tutto quello che si farà è in
aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono
previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti».
REGIONE apripista è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di
legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la
cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri
di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Ma per
l'opposizione è «condono mascherato» e alcuni governatori del centrosinistra
avanzano «perplessità soprattutto per l'impatto ambientale». L'iniziativa è
positiva, invece, per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini perché
«il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza
Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma afferma che sarebbe meglio
rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione selvaggia», il ministro
delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i
volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di avere
una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle
Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di
incontro. Per il leader della Cisl, Bonanni, «può essere una buona idea» a
patto che ci sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti
sociali per accelerare i tempi». Ottimista il leader dell'Udc, Casini. Dal Pd,
il senatore Della Seta la vede come una «totale deregulation edilizia». Di
«assalto» al paesaggio hanno parlato Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo
dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente ha richiamato il film Mani
sulla città' di Francesco Rosi ricordando che «in barba a qualsiasi norma,
piano o regolamento edilizio, negli anni
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
ROMA MENO vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostr... ROMA MENO
vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi,
per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato da
Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì dal Consiglio dei ministri. «Avrà
effetti straordinari», ha assicurato il premier. Il piano servirà a «dare a chi
ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità di
aggiungere una stanza, due stanze o bagni con servizi annessi alla villa
esistente», ha spiegato il Cavaliere durante una passeggiata in centro a Roma.
Alle Regioni il compito di «valutarlo». «Servirà ha aggiunto per smuovere
l'economia e, in particolare, l'edilizia, da sempre impastoiata in mille
burocratismi». Nessun rischio, secondo il governo, di abusi edilizi «perché
tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti,
quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione
sotto responsabilità dei progettisti». REGIONE apripista è il Veneto, la cui
giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la possibilità per i
proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire,
ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le abitazioni
realizzate prima del 1989. Ma per l'opposizione è «condono mascherato» e alcuni
governatori del centrosinistra avanzano «perplessità soprattutto per l'impatto
ambientale». L'iniziativa è positiva, invece, per il presidente di
Confartigianato Giorgio Guerrini perché «il fardello di burocrazia è asfissiante». Il presidente
di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha accolto con favore l'iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di «cementificazione
selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che
l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche
alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una stanza in ambito
familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che
è possibile trovare punti di incontro. Per il leader della Cisl, Bonanni, «può
essere una buona idea» a patto che ci sia «una cabina di regia con tutti i
livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi». Ottimista il
leader dell'Udc, Casini. Dal Pd, il senatore Della Seta la vede come una
«totale deregulation edilizia». Di «assalto» al paesaggio hanno parlato
Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.
E Legambiente ha richiamato il film Mani sulla città' di Francesco Rosi
ricordando che «in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento edilizio, negli
anni
( da "Nazione, La (Pisa)" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA PISA pag. 8
)VIALE D'ANNUNZIO «Mi è piovuta' un'auto in ... )VIALE D'ANNUNZIO «Mi è
piovuta' un'auto in casa: qui ci vuole un guard-rail» ABITO sul viale
D'Annunzio e vi scrissi già un paio di anni fa perchè un platano mi cascò in
casa e sfiorò per pochi minuti la casina di plastica dove gioca mio figlio.
Scriveste un bell'articolo e dopo poco intervenne chi di dovere per bonificare
la zona dagli alberi pericolosi. Oggi mi trovo a raccontarvi un fatto
altrettanto grave. Mercoledì notte mi è arrivata un'auto in casa! Sì, proprio
così: un'auto diretta verso Marina ha sbandato, ha urtato di striscio due
alberi, si è cappottata ed è atterata nella corte per finire rovesciata sulla
rampa di accesso a cinque abitazioni dopo, oltretutto, avermi divelto il
colonnino in muratura dei contatori del gas provocando una pericolosissima
perdita di gas. Come al solito mi, e vi, pongo lo stesso interrogativo: cosa
sarebbe successo se in quel momento ci fosse stato qualcuno in giro? Senza
contare i danni materiali subìti, il disagio di due giorni senza gas in casa e
tutto il resto. Sono anni ed anni che viene chiesto al Comune di mettere un
guard-rail in quel punto, li abbiamo visti montare lungo il viale in zone dove
non c'è niente da proteggere e davanti alle abitazioni, dove davvero servono,
nemmeno l'ombra. Come al solito si deve aspettare le tragedie per mettere mano
ai problemi seri: purtroppo le cronache di tutta Italia ce lo insegnano, ma noi
non siamo disposti ad aspettare questo! Mi rivolgo a voi
per evidenziare un problema che da anni rimane sommerso tra le carte della burocrazia. Carlo Donatelli Pisa )DECORO
URBANO Finalmente ripulite le panchine delle Piagge IL VIALE delle Piagge: due
chilometri e mezzo di alberi con panchine di graniglia rosata poste una ogni
cento metri per la sosta di grandi e piccoli qui a passeggio da tutta la città.
Quelle panchine non erano mai state lavate ed erano ormai inutilizzabili,
coperte di sporcizia dovuta agli alberi, all'uso, al tempo. Ora, grazie alla
professoressa Titina Maccioni, presidente del consiglio comunale di Pisa che,
sollecitata dalla richiesta di un gruppo di quartiere, è intervenuta, le
panchine sono pulite e ci aspettano. Questo è uno dei risultati della
collaboraizone fra cittadinanza e istituzioni, quando queste, come nel caso
della professoressa Maccioni, ono attente e collaborative. Lettera firmata Pisa
)PARCHEGGI «Sempre meno posti-auto in via Carmignani» DURANTE il mese di marzo,
sarà dura parcheggiare per i residenti della ztl di San Francesco. In via
Carmignani, a seguito di una piccola crepa al cronicione di un palazzo, il lato
opposto è stato interdetto al parcheggio per oltre un mese, perdendo così otto
posti-auto. Più avanti, sul lato-Nord della caserma dei carabinieri, il comando
provinciale ha assegnato altri quattro posti ai propri dipendenti. In totale,
dodici posti-auto in meno per un servizio di cui i residenti della ztl, pur
pagando, riescono a beneficiare sempre meno. Marco Vernizzi Pisa
( da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-08 num: - pag: 9 autore:
di GIORGIO CONCONI categoria: REDAZIONALE Parole rubate La denuncia dei
clandestini? Il clochard dà lezione al medico A ngelo, il clochard, arriva in
ambulatorio turbato. «La parola clandestino — mi dice — suscita timore e
perdita dell'indipendenza in chi lo è e un senso di superiorità senza meriti in
chi non lo è. Ma il clandestino ci fa comodo. Gli lasciamo i lavori che non
vogliamo fare, come le pulizie e l'accudire gli anziani e permettiamo
addirittura che lo si sfrutti. A volte clandestino non è per colpa. Ci sono
circostanze della vita che lo impongono, quando non è addirittura la burocrazia lentissima a causarlo. A peggiorare la situazione
subentrano le colpe di alcuni che infangano tutti gli altri ». «La nostra gente
però — intervengo — ha molto buonsenso e sa distinguere le persone per bene,
senza dover controllare i loro passaporti ». Angelo mi osserva con un sorriso
mesto e poi scuote il capo. «Mettiamo — riprende a parlare — che arrivi da te
in ambulatorio un bambino con febbre alta o con il mal di pancia, la mamma
disperata. Capisci che sono stranieri. Che cosa fai? Chiedi loro i documenti o
prima visiti il bambino? E se non li hanno perché clandestini, li denunci?».
«Perché mai dovrei? Non è il mio mestiere». «Non essere furbo con me. è la
nuova legge che te lo impone. Altrimenti sei fuori anche tu». «Non farò mai del
male a chi mi chiede aiuto — mi difendo —. Quello che succede qui in
ambulatorio riguarda solo chi sta male e me». «E bravo! — attacca — Un medico,
discepolo di Ippocrate, costretto a sua volta a lavorare in clandestinità».
«Nessuno — reagisco — mi può impedire di comportarmi secondo coscienza». «Già,
ma è una scappatoia! — prosegue — è dovuta al fatto che troppi parlano e
decidono come tu medico devi comportanti e, quel che è più grave, in parlamento
legiferano, sapendo di medicina spesso solo per sentito dire e soprattutto
senza capire quanto sia intimamente umana la tua professione. E questo grazie
anche al tuo asservimento e al tuo silenzio. Solo tu e i tuoi colleghi infatti
potete essere in grado di riconquistare la vostra dignità. Non ve l'hanno
insegnato all'università? Ma, fammi capire, perché mai hai fatto il medico?».
Vorrei non ripeterlo, ma Angelo aspetta. «All'inizio — gli dico — ero convinto
di saper guarire tutti i mali dell'umanità. Poi, con gli anni, un po' meno...
Oggi tu mi hai costretto a capire qualcosa di più». L'amico clochard ha un
sorriso di vera gioia. Documenti «Davanti a un bimbo malato chiediamo i
documenti?»
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E AGENDA
pag. 16 )VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo
st... )VIA SCHIASSI Un tratto pieno di buche VORREI segnalare il pessimo stato
dell'asfalto e la presenza di tante piccole buche in via Schiassi, tra i civici
6 e 8, dove c'è la fermata del bus Malpighi' (linee 25 e 180). Cosa si aspetta
ad intervenire? Corrado Caprara )CERTOSA Burocrazia assurda
per una piccola lapide IL 3 MARZO mi sono recata alla Certosa per il
rifacimento di una piccola lapide dei miei bisnonni morti negli anni 1919 e
1922. Preciso che il relativo contratto fu sottoscritto da una mia prozia
deceduta nel 1970. Ora, per rifare la lapide nuova, mi si richiede una
voltura corredata dall'albero genealogico di tutta la famiglia a partire dalla
firmataria del contratto originale (mogli, mariti, figli con relative date di
morte e grado di parentela). Questa è la nostra burocrazia...
Giuliana Mazzini )SEDE COMUNALE La giunta Cofferati si è presa tutti i meriti
UNA CURIOSITÀ in merito alla nuova sede del Comune. La giunta Guazzaloca fece
fare il progetto dall'architetto Cucinotta e bandì la gara di appalto. Ma i
lavori inspiegabilmente non partirono. Poi è arrivata la giunta di sinistra che
si è presa tutti i meriti. Vorrei sapere come sono andate le cose, specialmente
il motivo dell'interruzione. Vittorio Monari )RIFIUTI Ma la gente mette i
sacchetti fuori SEGNALO che in via Commenda a San Lazzaro da diversi mesi la
raccolta differenziata provoca un accumulo di rifiuti che è tutto meno che
differenziato. Sono favorevole alla separazione dei rifiuti urbani, però vorrei
che Hera mi spiegasse con quale logica ha concepito l'uso dei raccoglitori che,
oltretutto, sono scarsi nel numero. Ci impone di tenere in casa i sacchetti in
attesa che in giorni prestabiliti possano essere messi fuori. Succede invece
che mucchi di sporcizia vengano abbandonati per giorni e giorni davanti agli
occhi di tutti. Lorenzo Conti, San Lazzaro
( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bresso «Non si
rilancia così l'economia in difficoltà» Il nuovo piano caso non le va proprio
giù. «Non vorrei si trattasse solo di un problema che Berlusconi ha avuto per
una delle sue ville, non è così che si rilancia l'economia del Paese». Mercedes
Bresso, presidente del Piemonte, commenta così l'annuncio del governo, ma apre
uno spiraglio. «Se si tratta di recuperare cubature inutilizzate come mansarde
e cantine, la possibilità c'è già. Bastano una Dia e un
attestato di conformità statica. Se si vuole snellire la burocrazia intorno a questi interventi,
siamo disposti a trattare. Se invece si tratta di stanze in più, bisogna essere
chiari: non in città, sarebbe uno sfregio. Poi non parliamo di turismo e bella
Italia».
( da "Nuova Venezia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Non riescono a
prendere possesso di terreni comprati nell'isola di Hvar Due fratelli imprenditori di Dolo vessati dalla burocrazia in Croazia TRIESTE. «E'
l'ennesima penalizzazione che colpisce in Croazia investitori stranieri e tra
questi gli italiani sono molti». Si sfoga così Italo Onofri, attivo nell'ex
Jugoslavia dal '93 quale consulente della Compagnia delle Opere e di altre
importanti aziende, che ha contribuito a spingere a investire localmente.
«Ormai da quasi un anno - spiega - mi trovo davanti a un caso che non esito a
definire di malafede e cattiva amministrazione della giustizia, sull'isola di
Lesina (Hvar). Dopo che in passato altri italiani sono stati in truffati per
circa 1,5 miliardi delle vecchie lire, attualmente ci stanno rimettendo due
imprenditori di Dolo, oltre a una decina di piccoli proprietari terrieri locali
vessati da una «macchina» burocratico-speculativa che sembra non si possa
vincere». La vicenda ha origine nel 1979, con la nascita di un vasto campeggio
nella Baia di San Giorgio (Sucuraj). Dopo complessi passaggi di assetto sociale
e di proprietà che vedono sempre nel corso degli anni coinvolto sia come
azionista che come manager l'attuale sindaco della cittadina, Ivan Vitali,
tuttora detentore del 14% delle azioni della Sucuraj spa, ditta croata che
gestisce la struttura turistica, l'anno scorso entrano in scena Fabio e Roberto
Dal Maso. I due fratelli di Dolo, titolari di attività commerciali, venuti a
contatto con Onofri, costituiscono la Nova Mlaska srl e stipulano regolari
contratti di vendita o affitto con i proprietari locali dei terreni sui quali
sorge il camping da 3 mila posti e 35 mila metri quadri, il cui giro d'affari
si aggira sul milione di euro l'anno. L'impegno è di sfrattare l'azienda croata
che occupa i loro appezzamenti, accatastati come uliveti, vigneti e orti, e per
i quali da 20 anni continuano a pagare le tasse senza ricavarne alcun introito.
Ma finora nulla si è ancora mosso. «E' una situazione inammissibile - si sfoga
Onofri - nella quale si sono verificate anche minacce, sia verso di noi che
verso i locali. Vado avanti io, che non ho famiglia; i residenti sono
intimoriti dalla Sucuraj srl. Basti dire che quando ci siamo recati sul posto
con un notaio, che su disposizione delle autorità giudiziarie doveva
sovrintendere alle misurazioni dei terreni da parte dei tecnici per la
regolarizzazione del nostro contratto, abbiamo dovuto ingaggiare per sicurezza dei
vigilanti privati, anche se la polizia nazionale croata era sul posto». Non è
stato possibile procedere e gli agenti di Zagabria si sono limitati a
verbalizzare la resistenza degli uomini dell'azienda di gestione. «Anche il
tribunale locale - conclude il manager italiano - è totalmente passivo. Ci
siamo così rivolti all'Ambasciata italiana, che ha inviato una lettera al
ministro del Turismo e al giudice competente affichè finalmente si occupi
concretamente del caso».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Politica Italiana
Pagina 111 Berlusconi, «sì» al piano per la casa Meno vincoli per ampliare:
venerdì il via libera del Governo --> Meno vincoli per ampliare: venerdì il
via libera del Governo ROMA Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e
ricostruire case, senza abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario
per l'edilizia, annunciato venerdì dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato
venerdì prossimo dal consiglio dei ministri, ha confermato ieri il Cavaliere
assicurando che «avrà effetti straordinari». Il piano - a cui stanno lavorando
alcuni ministri - servirà a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato
la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con
servizi annessi all'abitazione esistente» ha spiegato il presidente del
Consiglio ai cronisti durante una passeggiata per il centro Roma. Saranno le
singole Regioni, ha aggiunto Berlusconi, «che dovranno valutarlo: serve per
smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata
da mille burocratismi». Il premier esclude rischi di abusi edilizi «perché
tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti,
quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione
sotto responsabilità dei progettisti». Regione apripista dell'iniziativa è il
Veneto, la cui giunta discuterà martedì un progetto di legge che prevede la
possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell'immobile
o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le
abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli
ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le critiche dall'opposizione
parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre
l'iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini
perchè «il fardello di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di
Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di
«cementificazione selvaggia», il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
ha replicato che l'ipotesi di «aumentare i volumi serve per dare la
possibilità, anche alle giovani coppie di avere una casa» o «almeno una
stanza in ambito familiare». Alle critiche delle Regioni targate Pd, il
ministro ha risposto che è possibile trovare punti di incontro. «È una
necessità di tutto il Paese». Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci sia «una cabina di
regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i tempi»
e «può funzionare se le opere saranno affidate a commissari che, chiavi in
mano, devono consegnare il prodotto», rispondendo «personalmente». Di «assalto»
al paesaggio e al territorio parlano Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo
dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente richiama il film «Mani
sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi norma,
piano o regolamento edilizio, negli anni '
( da "Varesenews" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Varese - Decine di
manifestanti si sono ritrovati in piazza San Vittore per raggiungere in corteo
la Prefettura e denunciare il pacchetto sicurezza. Molti gli stranieri presenti
Più accoglienza e meno discriminazione: sfilano in duecento Decine di persone
si sono ritrovate questo pomeriggio in piazza san Vittore a Varese. Sferzate da
un vento gelido, si sono date appuntamento per ribadire il proprio NO al
"pacchetto sicurezza", NO alla discriminazione e a politiche
vessatorie, SI all'accoglienza e alla legalità. Sotto le bandiere dei tre
sindacati confederali e allo stemma delle Acli, tanti cittadini italiani e
stranieri hanno sfilato per le vie del centro sino alla sede della Prefettura
per Simonetta Vaccari: « Sono in Italia da tredici anni, lavoro e abito a Sesto
Calende - commenta Moutradi, cittadino marocchino, sindacalista della Cgil -
Esiste una giustizia che lavora per individuare chi sbaglia e per punirlo. Per
gli altri non ci devono essere forme di condanna generale. Nella ditta dove
lavoro siamo in 350 operai, di diverse nazionalità e siamo tutti perfettamente
integrati, grazie ad una politica intelligente della direzione». Che sia solo
un problema politico ne è convinto anche Ahmed, muratore ghanese in Italia da
sei anni, con regolare permesso di soggiorno: « Io non ho problemi, né con i
vivini di casa, né con i colleghi di lavoro. Vivo in modo tranquillo: il mio
unico problema è quello del lavoro. Ho un contratto per sei mesi e poi dovrò
cercarne un altro. Intanto la burocrazia è complicata e molto costosa e la vita diventa difficile». «Le
difficoltà sono tante ma non sono pentito di essere arrivato in Italia -
commenta Jacques ( sotto), scappato dalla Costa D'Avorio dieci anni fa e
approdato a Varese dopo un iniziale approdo in Francia - L'integrazione è tema
politico molto caldo: si discrimina in base alle origini e per ignoranza.
Io ho trovato a Varese solidarietà e amici ma mi capita, per esempio al bar, di
vedermi superare da persone bianche che sono arrivate dopo di me...». Nessun
problema di ordine pubblico, nessuna dimostrazione di forza: il corteo è
sfilato al suono di fischietti e di slogan verso piazza della Libertà dove sono
stati ricevuti dal prefetto Simonetta Vaccari. Un colloquio breve con una
delegazione per assicurare il proprio appoggio nella battaglia contro le
lentezze burocratiche per evitare che i rinnovi siano consegnati quando sono
già in scadenza: « Inviate una richiesta al questore per un incontro. Da parte
mia sosterrò la vostra richiesta per l'avvio di un tavolo di confronto. Nessuna
paura, poi, davanti alla proposta delle ronde: non saranno improvvisate o con
personaggi di dubbia moralità. Porterò direttamente a Roma le vostre istanze».
» Galleria fotografica: No alla discriminazione » Video: Sfilano per chiedere
legalità e accoglienza Sabato 7 Marzo
( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 8 mar. (Apcom)
- "L'intesa sottoscritta con le Regioni non è il piano-casa tout court ma
ne costituisce un primo passo molto importante". Lo afferma Raffaele
Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni, in una intervista al 'Giornale'
e al 'Messaggero'. "Dopo otto mesi di trattativa - dice anche grazie alla
disponibilità delle Regioni, abbiamo finalmente sbloccati 550 milioni di euro
da dedicare all'edilizia residenziale pubblica per far fronte all'emergenza
abitativa che colpisce molte famiglie che versano in condizioni di
bisogno". Soldi che, spiega Fitto, saranno spesi "sia per la
costruzione di nuovi alloggi, che per la ristrutturazione dei vecchi. Sono
scelte che dovranno essere prese insieme alle Regioni perchè la programmazione
edilizia è materia concorrente. Si valuterà, dunque, di caso in caso".
"L'idea di Berlusconi - aggiunge Fitto - è di varare
un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti in deroga
alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i
necessari permessi". Un provvedimento "già allo studio del governo
perchè la convinzione - osserva ancora il ministro - è che se riparte
l'edilizia riparte tutta l'economia". "Noi vogliamo rimettere
in moto il settore - precisa Fitto - autorizzando piccoli interventi. Altro
sono le speculazioni. Chi ragiona in questo modo non ha compreso i motivi di
tale intervento".
( da "Giornale.it, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 58 del 2009-03-08
pagina 7 Il doppio piano casa del governo meno burocrazia
e più alloggi popolari di Gian Battista Bozzo Venerdì in Consiglio dei ministri
le misure per l?edilizia: in cantiere 6mila abitazioni, sconti fiscali per chi
ristruttura. Berlusconi: "Effetti straordinari sull'economia" Roma Un
«doppio» piano casa è in arrivo per stimolare il settore delle costruzioni e,
con esso, l?economia. Il piano approvato con i provvedimenti dei «cento
giorni», ma soprattutto un intervento nuovo e rivoluzionario, anticipato dal
premier Berlusconi, che ne ha già discusso con alcuni governatori del
centrodestra. Già venerdì prossimo il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare
una serie di norme di semplificazione, che permetteranno ai proprietari di
ampliare la cubatura del loro immobile fino al 20%, o di ricostruirlo ex novo
con un incremento di cubatura fra il 30 e il 35%, se si utilizzeranno tecniche
di bioedilizia. è poi giunto in dirittura d?arrivo il vero e proprio «piano
casa» per la costruzione e la ristrutturazione di 5/6 mila alloggi subito
cantierabili, per complessivi 550 milioni di euro. Grazie all?intesa raggiunta
dal ministro Raffaele Fitto e dal presidente dei governatori Vasco Errani, 200
milioni di euro saranno subito a disposizione delle Regioni, mentre 350 milioni
restano al governo per le altre misure attuative del piano casa. Le case
saranno date in affitto a giovani coppie, anziani, studenti. Le norme di
semplificazione sono allo studio di più ministeri, conferma il ministro delle
Infrastrutture Altero Matteoli, e saranno attuate in via sperimentale nella
Regione Veneto. «Vogliamo aumentare i volumi degli immobili per dare la
possibilità alle giovani coppie di avere, se non una casa in proprio, almeno
una stanza nell?ambito familiare», spiega Matteoli. La giunta regionale del
Veneto, già martedì, discuterà un progetto di legge che prevede: a) la
possibilità di ampliare fino al 20%, in deroga ai piani regolatori, la cubatura
di un immobile nel corso di una ristrutturazione; b) la possibilità di
aumentare la cubatura fino al 30% nel caso di demolizione e ricostruzione
dell?immobile; c) la possibilità di aumentare il volume fino al 35% se verranno
utilizzate tecniche costruttive di bioedilizia, o che prevedono il ricorso a
energie rinnovabili. Non potranno essere ampliati gli edifici che in origine
erano abusivi. Si discute anche di possibili sgravi fiscali da parte dei Comuni
nei confronti di chi ristruttura. Una drastica semplificazione burocratica è
alla base del progetto. In breve, dovrebbero essere tecnici o professionisti a
produrre le certificazioni di conformità con dichiarazioni giurate, che
sostituiscono i permessi di costruzione. Il lavoro di messa a punto del
provvedimento è ancora in corso, dunque è possibile che da qui al varo possano
intervenire delle modifiche. Le competenze in questo campo sono regionali, così
il governo spingerà ad agire per prime le Regioni governate dal centrodestra.
Tuttavia Matteoli è convinto che alla fine si troverà un?intesa anche con le
Regioni governate dal centrosinistra. Il ministro delle Infrastrutture ricorda
che già si è trovato l?accordo alla Conferenza Stato-Regioni sul piano casa, «e
credo - aggiunge - che anche sul piano edilizia si possano trovare punti di
incontro». Il piano casa vero e proprio - destinato alla ristrutturazione e
costruzione di 5/6mila alloggi - potrebbe diventare operativo in settimana. Il
decreto attuativo del provvedimento dovrebbe essere approvato giovedì dalla
Conferenza unificata, e a quel punto ci vorrà solo il varo definitivo alla
prima riunione del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione
economica). Sono stati sbloccati per l?immediato 200 milioni (altri 350 restano
al governo sempre per interventi abitativi, ma saranno reintegrati alle Regioni
in tempi da concordare), destinati a ristrutturazioni e costruzioni di alloggi
da affittare a giovani coppie, persone anziane, studenti, con facoltà di
riscatto. La doppia iniziativa sulla casa potrebbe dare un impulso immediato al
Pil. Gli ultimi dati dell?Istat per il settore delle costruzioni non sono
rassicuranti: nel quarto trimestre
( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 8 mar. (Apcom)
- "C'è qualcosa di distruttivo e inaffidabile nell'azione del Pd di
Franceschini, che lascia addirittura sconcertati". Lo afferma in una nota
il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, parlando del piano casa che il
governo varerà venerdì prossimo. "Il Governo - osserva Capezzone - lancia
un piano casa che, ovviamente nel rispetto dell'ambiente, consentirà di
ristrutturare e ammodernare un patrimonio immobiliare spesso bisognoso di
interventi, di superare le lentezze e gli ostacoli di una burocrazia impossibile, e di contribuire
in modo importante al rilancio dell'economia (coinvolgendo piccole e grandi
imprese). Dinanzi a questo - sottolinea - un'opposizione normale di un Paese
normale darebbe una mano. E invece qui il Pd sembra prigioniero del solito
schemino della negatività e della contrapposizione".
( da "Tempo, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa venerdì in
cdm. il premier: "Non ci saranno abusi" La cura del mattone il Cav dà
il via al piano casa Per dare nuova carica ad un sistema economico ingessato
dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente passare per maggiori
liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni: "Se riparte
l'edilizia, riparte tutta l'economia". Un piano per l'edilizia. Un
provvedimento che comporterebbe un allentamento dei vincoli per le costruzione
di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni. Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e
quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui
Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano,
sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri
venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di
un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli
burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è
lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro
di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato
venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma
che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel
pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più
commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e
acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa
fotografare, distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un
banchetto in favore della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire
in auto, si ferma con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano
casa. Un antico pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato
dall'attualità economica. La convinzione del premier è una: «Se riparte
l'edilizia, riparte tutta l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un
sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve
necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove
costruzioni. Il piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo
ha ampliato la famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o
dei bagni con servizi annessi alla villa esistente». Saranno le singole
Regioni, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il
capo di governo - e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da
mille burocratismi». Il premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi
«perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case
esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una
vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Il piano comporterà due
fasi. La prima: una bozza di legge da far approvare, appunto a tutte le Regioni
del centrodestra. L'obiettivo è consentire di aumentare del 20% la cubatura
degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di
edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le
regole della bioedilizia e del risparmio energetico. A fare da apripista sarà
il Veneto. «Non ci sarà alcun scempio - puntualizza il presidente della Regione
Giancarlo Galan - nè alcun condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare
sul patrimonio edilizio esistente». La seconda fase del piano sarà un
provvedimento vero e proprio, da varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni
riviste. Tra i punti salienti anche una certificazione di conformità, da
rendere con perizia giurata, da parte di un tecnico. E questo al posto del
permesso a costruire. Altero Matteoli, uno dei ministri a lavoro sul piano
conferma che quella di riformare l'edilizia «è stata un'idea del presidente del
Consiglio e noi abbiamo dato il nostro contributo». Plauso alla riforma anche
dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il quale giudica il piano sull'edilizia
come «positivo».
( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
"Un sindaco da
solonon va da nessuna parte se non ha alle spalleuna coalizione unita"
"Siamo capaci di cambiare" Tante voci danno forza al candidato
sindaco Federico Valentini Fano La diversità come valore, il pluralismo come
esercizio della democrazia. "Bisogna essere in tanti per rendere conto a
tutti", ha sottolineato Federico Valentini. Così la coalizione di
centrosinistra Fano Vale, composta da animi e sensibilità diverse, coesi tra
loro e uniti nell'agire, grazie alla trovata sintesi, si è presentata ieri
pomeriggio alla città per illustrare il programma delle elezioni amministrative
del 6 e 7 giugno. Sul palco del ristorante Al Pesce Azzurro, di fronte ad una
platea di 400 persone, si sono avvicendati a uno ad uno i rappresentanti delle
forze politiche e delle liste civiche che sostengono la candidatura di
Valentini. Una scelta non casuale quella del luogo, non solo perché il pesce
azzurro è un simbolo di Fano, ma perché quest'anno cade il 70 anniversario
della nascita della cooperativa di pescatori Coomarpesca, un esempio di
economia radicata sul territorio che piace al centrosinistra, ha posto
l'accento il candidato a nuovo sindaco. Ad aprire l'incontro è stato Francesco
Torriani, segretario del Partito democratico, che ha illustrato, attraverso una
carrellata di punti, le due pietre miliari del programma: politiche sociali, a
favore di giovani, anziani, categorie svantaggiate, ed economiche, sostegno
alle imprese familiari, diversificazione produttiva, responsabilità sociale
delle imprese, ricerca e innovazione attraverso un nuovo modello di parco
tecnologico. L'idea di una città "bella e buona" è stata illustrata
da Rita Carnaroli di Sinistra Unita: "Vogliamo una città che ci coccoli,
in cui vivere bene, il Prg appena approvato, cementificazione pura, ci depreda
di questo". Sofia Serafini, insegnante, in rappresentanza della lista
civica Fano Futura, ha chiesto "meno burocrazia e più internet, per favorire
la partecipazione". Il coordinatore dell'Italia dei Valori Davide Rossi,
dopo aver accennato agli interventi su turismo e cultura per favorire lo
sviluppo economico, ha affrontato la questione morale, partendo dal caso
Rovinelli, Gianluca Cespuglio della Fano dei Quartieri ha criticato l'attuale
Amministrazione "che non ha rappresentato la collettività, ma il
singolo" Federico Valentini è salito sul palco per ultimo, la voce
incrinata ha svelato l'emozione, dichiarata apertamente, nonostante la campagna
elettorale sia già partita da diversi mesi. Il candidato sindaco ha passato
velocemente in rassegna i diversi punti del programma, a disposizione dei
cittadini sia on-line che nella sede della coalizione, partendo da un'analisi
obiettiva della realtà e di questa crisi. "Abbiamo donne e uomini capaci
di generare e gestire il cambiamento, ci aspetta un grande impegno, un sindaco
da solo non va da nessuna parte se non ha alle spalle una coalizione
coesa". E alla vigilia della festa della donna ha promesso la
valorizzazione del ruolo femminile. "Le donne sono protagoniste della
città che vogliamo, attraverso anche la costituzione di un centro
antiviolenza". Come da tradizione, un ramo di mimosa per tutte le donne in
platea. FEDERICA GIOVANNINI,
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
il magnate inglese
diventa amministratore unico del golf resort Tutto nelle mani di Rocco Forte
Alla guida della Mediterranea Sir Rocco Forte & Family adesso c'è un
amministratore unico: sir Rocco Forte. La società, con sede legale a Roma, è la
proprietaria dell'International Verdura Resort Spa & Golf, il più grande e
bel golf resort d'Europa che sta per essere completato e quindi inaugurato. La
decisione è avvenuta qualche settimana fa nel corso del Consiglio di
amministrazione del Gruppo. Nella riunione si è sancito la definitiva uscita
dell'Ad della Compagnia inglese, Moreno Occhiolini. Nel contempo, la società
proprietaria del golf resort del Verdura ha cambiato assetto: non c'è più un
consiglio di amministrazione, ma un amministratore unico. Nella fattispecie si
tratta dello stesso proprietario della compagnia apprezzata e conosciuta in
tutto il mondo. Che sir Rocco Forte abbia deciso di tenere direttamente le
redini della struttura siciliana è un inequivocabile segnale di attenzione
verso l'Isola e verso Sciacca. Insomma, l'impegno assume la veste personale e
diretta. Intanto le lancette del conto alla rovescia scorrono inesorabilmente.
L'obiettivo fatidico è fissato per il 29 maggio. Martedì prossimo, 10 marzo, si
celebrerà la conferenza di servizi indetta dall'autorità marittima di Porto
Empedocle. In quella sede dovrà essere rilasciata l'autorizzazione definitiva
alla realizzazione delle opere a mare. Tutti i pareri degli altri enti, attori
della conferenza, sono già pronti. Va precisato che, a conclusione della
conferenza di servizi, sarà necessaria la concessione da parte del Comune di
Sciacca. Poi si potrà dare il via ai lavori. E' bene precisare che i lavori in
parte sono da realizzare con interventi pubblici, di
conseguenza è necessaria la gara pubblica, in parte sono da realizzare con
soldi di sir Rocco Forte. Questi ultimi lavori possono iniziare subito,
naturalmente se ammanniti di tutte le autorizzazioni. Superata la corsa ad
ostacoli con la burocrazia,
rimarrà da fare i conti con le condizioni meteomarine. Filippo Cardinale
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
editoriale E se la
crisi rilanciasse la Sicilia? Per noi che viviamo al Sud e che dalle crisi
siamo perennamente afflitti, forse è il momento di pensare in positivo. Non ci
appassiona la querelle se l'attuale situazione sia «tragica» o «pesante». Ci
interessa invece capire come si può risalire la china e come il Meridione può
inserirsi nel contesto di una ripresa del Paese. La crisi potrebbe essere
un'occasione da non perdere. Per due motivi. Il primo è legato alla speranza e
alla capacità che ha l'uomo di non arrendersi. Il secondo a un pragmatismo
necessario in momenti come questo e che spinge a ridisegnare presente e futuro.
Quella bolla finanziaria, che faceva apparire a portata di mano ricchezza e
felicità, è scoppiata. Le potenti banche, le grandi industrie, alcune piccole e
medie aziende all'improvviso si sono scoperte nude. Lasciando vittime sul
campo. Tra queste innanzitutto i lavoratori. Per cui oggi, se si vuole risalire
la china, bisogna pensare a un nuovo modo di fare impresa, a un nuovo modo di
interpretare il ruolo del lavoratore. E se il mondo globalizzato corre veloce,
è bene che lo Stato, le Regioni, i Comuni, modifichino i tempi del fare. Un
esempio lampante sono le infrastrutture. Da anni ci portiamo dietro un deficit
che ci classifica agli ultimi posti in Europa e non solo. Quanti progetti, ma
quante false promesse abbiamo registrato sul nostro giornale. Oggi è venuto il
tempo di mettere alla prova la nostra classe dirigente. Il governo ha stanziato
oltre 17 miliardi di euro per delle opere di cui si parla da decenni.
Un'occasione per creare quelle infrastrutture di cui il Paese ha bisogno ma
anche, in un periodo di vacche magre, aumentare l'offerta di lavoro. La
realizzazione del Ponte, ad esempio, prevede, compreso l'indotto, un
coinvolgimento di 40 mila unità lavorative. Per guardare le istituzioni di casa
nostra, la Regione, le Province, i Comuni sono in grado di affrontare con
programmi concreti lo stato di crisi che il territorio sta vivendo? E in quanto
tempo? Facciamo un esempio per tutti: Catania sembra che abbia messo il freno.
Sì, si sono rifatte strade e piazze, anche se oggi sono in abbandono, però la
città si porta dietro la piaga del San Berillo con un Corso dei Martiri che
sembra ereditato dalla guerra e un piano regolatore fantasma. Appare e
scompare. Qualsiasi impegno preso in campagna elettorale è stato sempre
disatteso. Ne soffre la città, ne soffre l'occupazione. Se tutte le opere
pubbliche e private uscissero dal limbo delle promesse si potrebbero creare
migliaia di posti di lavoro. Muovendo, una volta avviato il volano, tutto
l'indotto. Come Catania anche gli altri Comuni dell'isola. Quanti di questi si
sono dotati di piani regolatori? Pochissimi. Tra l'altro il governo centrale ha
allo studio un progetto che consentirebbe di aumentare la cubatura delle
abitazioni. Qualora venisse recepito dalla Sicilia sarebbe un'occasione
immediata di lavoro. Occorrerà però controllare abusi e lavoro nero. E' il
momento del fare. Di pilotare una crisi che superi liti di
potere e una soffocante burocrazia fatta di mille cavilli. Una scommessa che si può vincere, strano
a dirsi, proprio in un momento in cui si vive una profonda crisi. Ma senza
perdere tempo in chiacchiere. Subito. *
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Barrafranca
Sollecitata la revisione del regolamento Tosap Barrafranca. Revisione del
regolamento Tosap per snellire i tempi "morti" della
burocrazia e che sembrano
complicare la vita ai cittadini e alle imprese. E' questo l'argomento
affrontato da parte l'amministrazione comunale barrese, e in particolare da
parte del vicesindaco e assessore Enzo Pace il quale ha avviato da tempo un
lavoro di valutazione tecnica sulla regola per l'occupazione di spazi ed aree
pubbliche. "La revisione del regolamento sul canone per
l'occupazione di spazi ed aree pubblici prevede il cambiamento dalla Tosap alla
Cosap - riferisce il vicesindaco Enzo Pace - ed è un documento in linea con le
disposizioni normative nazionali, regionali assieme a tutte le norme previste
in materia tributaria". Questo cambiamento di dicitura e procedimento
dovrebbe permettere una semplificazione del lavoro degli operatori del settore
commercio e una maggiore facilitazione di lettura con una modulistica più
semplice da parte degli enti preposti. Il documento dovrebbe anche determinare
agevolazioni importanti per l'occupazione del suolo. "Il Cosap ovvero il
canone per occupazione di spazi ed aree pubblici - continua Enzo Pace - è stato
concepito dal legislatore come un qualcosa ontologicamente diverso sotto il
profilo strettamente giuridico, individuando nella Tosap limiti evidenti visto
che il tributo era inteso come una più vasta defiscalizzazione delle entrate
rimesse alla competenza degli enti locali assieme ai canoni di fognatura e di
depurazione delle acque, remunerazione dei servizi di pubbliche affissioni e di
ritiro dei rifiuti urbani". Diverse le normative a cui una amministrazione
deve fare ricorso anche quando vi sono diversi problemi di occupazione del
suolo pubblico. "In particolare l'oggettiva differenza tra Tosap e Cosap -
conclude Pace - è segnata dalla diversità del titolo che ne legittima
l'applicazione, da individuarsi , per la prima, nel fatto materiale
dell'occupazione del suolo mentre per il secondo in un provvedimento
amministrativo, effettivamente adottato e inerente alla concessione dell'uso
esclusivo o speciale del suolo". Questo documento, servirebbe a snellire
la lunga burocrazia e per essere approvata deve
passare al vaglio del consiglio comunale. RENATO PINNISI
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SANITA'. Iniziati
nei giorni scorsi in un'area dell'ospedale Cervello i lavori di costruzione
Talassemia, al via nuovo padiglione Ci siamo. Passo avanti per la creazione di
un nuovo padiglione per la diagnosi e cura della talassemia. Sono iniziati nei
giorni scorsi, in un'area all'interno dell'ospedale Cervello, i primi lavori di
scavo per la costruzione del padiglione «Piera e Franco Cutino». Emblematica
l'affermazione che si legge in una nota dell'associazione per la ricerca «Piera
Cutino Onlus». «Finalmente. Dpo anni di burocrazia, timbri, scartoffie, rinvii e
sudore, adesso ci siamo. Sono iniziati gli scavi iniziati sull'area che
ospiterà la struttura. Siamo contentissimi!». Un obiettivo che l'associazione è
riuscita a raggiungere anche grazie al coinvolgimento, la sensibilità e le
donazioni ricevute da tanti sostenitori tra cui anche lo showman Fiorello.
Qualche dato tecnico. Questo primo stralcio di lavori durerà circa 10 mesi; la
ditta a cui è stata affidata l'opera è la Cosedil di Santa Venerina (Catania)
di Gaetano Vecchio, limprenditore edile che gira sottoscorta per aver denunciato
il pizzo. Questo I stralcio è stato appaltato per 1.100.000 euro più Iva più
gli oneri di sicurezza (25.000 euro) e gli oneri di discarica per lo
smaltimento del materiale di risulta (44.000 euro) per complessivi 1.300 mila
euro circa. Il nuovo padiglione che fa capo all'unità operativa di Ematologia
II diretta dal prof. Aurelio Maggio, ospiterà in tre elevazioni un Polo di
eccellenza per la cura e la ricerca della Talassemia, grazie anche alla
collaborazione con diversi Centri nazionali ed internazionali, primo fra tutti
lo Sloan Kattering Cancer Center di New York, avrà innovative apparecchiature
di laboratorio, un'area di degenza e day hospital, centri trasfusionali, una
ludoteca, sale conferenze, una biblioteca multimediale ed una «casa albergo» con
60 posti letto per agevolare il soggiorno dei familiari dei degenti. Antonio
Fiasconaro
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lombardo: «Ora
riparte l'orologio della spesa Ue» Palermo. «La più forte risposta a chi accusa
d'immobilismo il governo regionale è arrivata ieri da due diverse fonti. Il
Cipe ha dato via libera all'utilizzazione dei fondi Fas. E la Giunta regionale
ha rimesso in moto il processo di utilizzazione dei fondi comunitari 2007-2013,
bloccato dalla crisi istituzionale e amministrativa che aveva portato allo
scioglimento dell'Ars e, dieci mesi or sono, alle elezioni anticipate». Il
presidente della Regione, Lombardo, ha aggiunto: «Il governo nazionale ci
permette di redigere un bilancio con delle entrate vere, e non di fantasia. Mentre il nuovo assetto della burocrazia regionale ci permetterà di mettere immediatamente in circolo,
nell'economia siciliana, circa mezzo miliardo di euro, da spendere e
rendicontare entro dicembre. Puntiamo a una utilizzazione dei fondi comunitari
che produca risultati più visibili e incisivi. La riforma della
dirigenza regionale è stata il nostro primo impegno. A meno di un mese
dall'insediamento dei nuovi direttori generali, siamo già in grado d'impostare
programmi di lavoro che porteranno vere opportunità di crescita all'economia
siciliana. La delibera di venerdì scorso sblocca i bandi del Por - ha concluso
Lombardo -: soprattutto quelli destinati alle infrastrutture. Riparte, cioè,
l'orologio della spesa comunitaria: entro dicembre dovranno essere spesi e
rendicontati almeno quattrocento milioni di euro. Si tratta delle somme della
prima annualità del Por che, secondo il programma originario, bisognava
spendere entro dicembre 2007».
( da "Sicilia, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Comune eroga 15
mila euro a favore della Questura Erice. Partecipare alle politiche per la
sicurezza, secondo il sindaco Giacomo Tranchida, comporta precisi obblighi
delle amministrazioni locali. Obblighi anche di natura finanziaria.
«Soprattutto ? spiega ? quando sentiamo dell'esistenza di
problemi logistici che la burocrazia e il bilancio ministeriale magari non riescono ad affrontare
velocemente per rendere più efficienti i loro uffici periferici. Noi dimostriamo
di essere capaci di dare un contributo». Nella sostanza, la Giunta ha
deliberato una spesa di 15 mila euro a favore della Questura di Trapani.
«Pensiamo all'acquisto di forniture per gli uffici di polizia ? afferma il
sindaco Tranchida ?. Non possiamo limitarci ad esprimere solidarietà agli
investigatori impegnati sul fronte della lotta alla mafia, ma dobbiamo
sostenerli con atti concreti». La prefettura ha definito «lodevole»
l'iniziativa. «È una buona iniziativa che si coniuga con il moderno concetto di
sicurezza che vede impegnati anche i Comuni», ha commentato il questore
Giuseppe Gualtieri.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
EDILIZIA IN AFFANNO
Domenica 8 Marzo 2009, (d.l.) - Per ora è solo una proposta del governo. Ma il
premier Berlusconi è convinto che il provvedimento potrebbe essere varato già
la prossima settimana. Ristrutturazioni, ampliamenti di cubature nelle case e
anche nuove costruzioni: al posto della licenza edilizia potrebbe bastare la
perizia giurata di un professionista, ingegnere o architetto. Un bel taglio alla burocrazia edilizia e ai tempi lunghi per ottenere licenze e permessi per i
lavori di riatto o per nuove costruzioni. La bozza del progetto di legge
dovrebbe essere smistata alla Regioni, in primi a quelle rette dal
centrodestra. E quindi anche al Friuli Venezia Giulia che ha anche potestà
legislativa in ambito edilizio. La materia è infatti di competenza
regionale. Se il privato intende eseguire lavori di ristrutturazione o
aumentare del 20 per cento la cubatura degli immobili (del 30 per cento nel
caso di abbattimento e ricostruzione) può rivolgersi a un professionista che farà
una perizia giurata (assumendosi anche le responsabilità penali) anziché
seguire l'iter degli uffici tecnici municipali. Una norma che taglierebbe
drasticamente i tempi per costruire dando una boccata d'ossigeno al comparto
dell'edilizia in forte sofferenza. «Non è ancora chiaro - sostiene Valerio
Pontarolo, presidente del Collegio costruttori di Unindustria Pordenone - come
questa ipotesi possa trasformarsi in un provvedimento operativo. Certo è che
qualsiasi provvedimento vada nella direzione di snellire la burocrazia
legata agli appalti, ma anche ai piccoli lavori privati può essere di
particolare importanza in questo momento in cui le costruzioni hanno bisogno di
un volano. Capiremo meglio nei prossimi giorni - aggiunge il presidente dei
costruttori - cosa potrebbe comportare una delega alle Regioni. Nella materia
edilizia, per altro, la nostra Regione ha piena autonomia legislativa. E devo
dire che i primi provvedimenti dell'assessore Gianni Lenna vanno proprio in
questa direzione. Già per alcuni tipi di lavori eseguiti dai privati non serve
la concessione edilizia». Una delle questioni più volte sollevata dalle imprese
edili riguarda i permessi e le procedure legate alla legge Galasso di tutela
ambientale. «Sarà superato - si chiede Pontarolo - anche questo aspetto?
Auspichiamo che non ci siano complicazioni burocratiche». L'idea di tagliare la
burocrazia sui piccoli lavori piace ai costruttori. «È
certo importate - conclude il presidente del Collegio edile - avviare le grandi
opere come il ponte sullo stretto di Messina, ma nella nostra regione le
imprese edili sono nella stragrande maggioranza dei casi sotto i cinque
addetti. È chiaro che ogni provvedimento legislativo deve guardare a queste
microimprese che operano sul territorio».
( da "Gazzettino, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La riscoperta del
lavoro per fronteggiare la crisi Domenica 8 Marzo 2009, Ho girato in questi
giorni una porzione d'Europa e, nonostante ciò che ci raccontano i giornali e
la televisione, non ho proprio trovato questa disperazione, questa cupezza nei
visi e nel comportamento della gente. I ristoranti erano pieni, tante auto e
camion intasavano le autostrade, tanti cantieri davano il segno di un dinamismo,
di una vita pulsante, della crescita. Certamente qualcosa sta cambiando, degli
equilibri si vanno rompendo, dei castelli di sabbia crollano e, forse, tutto
questo non è male. C'è molta omertà negli apparati di potere ad informare e
forse questo perché è solo chi ha avuto ed ha il potere che è responsabile di
quello che sta accadendo. Di sicuro chi ha fatto i soldi delocalizzando ha
contributo ed accelerato lo smantellamento di alcuni settori produttivi del
nostro Paese; hanno fatto tanti soldi per sé ed ora, ipocritamente, lamentano
la mancanza di mercato e la necessità di chiudere le fabbriche e lasciare a
casa gli operai. C'è tanta gente che è vissuta al di sopra di ogni logica
possibilità vivendo e giocando con soldi virtuali e oggi, che il gioco non è
più favorevole, si trova disorientata e priva di prospettive. Tutto quello che
succede, tuttavia, io credo sia un gran bene perché forse ci costringerà a
riconsiderare ciò che è utile, ciò che è autentico, ciò che è vero, a
distinguere ciò che, insomma, è reale dal virtuale. Avevamo ed abbiamo smarrito
il significato di parole come lavoro, istruzione, relazioni sociali; pensavamo,
e ancora molti pensano, che si potesse vivere giocando a spostare valori col
mouse davanti al computer o a raccontare qualche miseria in televisione o
ancora ad inventarsi fantomatiche professioni di assistente agli acquisti, di
formatore alla conduzione di un cane, di esperto di chissà quale qualità, di
conoscitore della sicurezza, di tutore del formalismo giuridico e via raccontando,
dato che l'elenco delle professioni inutili è davvero infinito. E ciò facendo
abbiamo perso l'idea stessa di ciò che significa lavorare il legno o la pietra,
costruire oggetti, curare le persone, coltivare la terra e, magari, financo
farsi delle buone tagliatelle in casa così da non avere l'ansia se la pasta
industriale è aumentata del 60-70%. Insomma, la crisi, se arriverà veramente,
potrebbe essere una grande occasione per ritrovare la bussola, per capire che
dobbiamo cambiare stile di vita, che dobbiamo davvero rifondare la scuola, che
dobbiamo attribuire significato diverso alle relazioni sociali, che dobbiamo
saper riconoscere, aldilà delle apparenze, chi ha in animo l'interesse
collettivo o il proprio. Migliaia e migliaia di disperati approdano in questo
nostro "bel Paese" dall'Africa o dall'Est per fare i muratori, i
carpentieri, i conciatori, i lavapavimenti, le badanti, gli infermieri, i
raccogli-pomodori ecc.. mentre noi, anche quando non ne abbiamo le capacità,
occupiamo posti in uffici che, se scomparissero, nessuno s'accorgerebbe: anzi
no, lo rileverebbe eccome, scoprendo che spazzando via tante inutilità ci
sarebbe più semplificazione, meno burocrazia, più qualità della vita e tanti e tanti meno costi. Torniamo
allora a dare valore alle piccole cose, a cosa significa tenere il nostro
ambiente in ordine: campi e prati tagliati, boschi puliti; impariamo a seminare
e a raccogliere i frutti della terra, a costruirci e a ripararci le nostre
case, a farci da mangiare, impariamo a riconoscere i nostri limiti e a
sviluppare i nostri potenziali e la nostra intelligenza, a capire il
significato autentico del fare e crescere dei figli, a vivere meno di
televisione e, sicuramente, il crollo della finanza, il fallimento di qualche
banca, la chiusura di qualche fabbrica d'automobile ci faranno meno paura e
creeranno meno angoscia, perché comunque c'è tanto da fare in questo mondo, c'è
tanto da lavorare, nonostante questo, per la qualità della vita nostra e di
tutti.
( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
storie Con l'attuale
grande crisi si torna a parlare di Marx, ma molti sproloquiano e dimenticano
che la sua analisi denunciava il capitalismo come negatore strutturale
dell'eguaglianza dei diritti dell'uomo, quella affermata dalla Rivoluzione
francese Ma quale Marx Rossana Rossanda Breve il terrore seguito al crac della
finanza: cielo, torna Marx! E perché? Perché i governi sono corsi in aiuto alle
banche, rifinanziandole. L'intervento fatale dello stato, cioè il riaffacciarsi
di Marx... Che sciocchezza. Intanto lo spavento non è durato molto. Stati, o
meglio governi, non sembrano chiedere nulla in cambio. Si limitano a dire che
non si può lasciar fallire una banca perché questo trascinerebbe nel vortice
risparmiatori e imprese. Lasciar fallire Lehman Brothers è stato un errore;
salvare una banca è un atto di salute pubblica, come far fronte a una
inondazione. Quindi altre imprese chiedono aiuto, per prime le grandi
costruttrici di auto, perché quote ingenti dei loro clienti hanno smesso di
cambiare la vettura, per cui rischiano il licenziamento centinaia di migliaia
di lavoratori, che da disoccupati costano allo stato e producono tensione
sociale. Solo in Europa si moltiplicano le cifre di disoccupati a breve, per
non parlare dell'est che, gettato spensieratamente nel libero mercato, vi
sprofonda più degli altri. Perfino gli oligarchi che avevano ammassato
ricchezze nella svendita della proprietà pubblica ne stanno perdendo una parte.
Quindi gli stessi che per venti anni hanno strillato «meno stato più mercato»
adesso chiedono l'intervento statale. C'entra Marx? Per niente. Prima di tutto
non è mai stato un fautore dello stato, del quale anzi prevedeva a termine
l'estinzione; se mai fu Lenin a pensare che la proprietà statale, ma d'uno
stato proletario, fosse l'ultima fase prima della socializzazione della
proprietà stessa. Nulla di simile passa per la testa dei governi, né delle
opposizioni attuali. I primi sono reticenti perfino a dichiarare la natura di
queste erogazioni. Si tratta d'un prestito, oppure di un acquisto di parte
delle banche e imprese, delle quali essi assumerebbero una congrua parte della
proprietà? Sarkozy ha recentemente affermato per una operazione del genere che
si tratta di un prestito a un buon tasso di interesse, l'8 per cento; insomma sarebbe
un investimento un po' azzardato. Se ho capito bene soltanto nel Regno Unito
Gordon Brown ha dichiarato che si tratta di una partecipazione al capitale
azionario delle banche salvate, e qualcuno ha aggiunto «pro tempore», ma lo
stato non vi metterà becco, non voterà a seconda delle azioni che detiene,
interviene come cassa d'emergenza e basta. Gran silenzio sugli interrogativi
che si fa il semplice cittadino: i soldi che lo stato eroga come «aiuti» da
dove li prende? Dalla finanza pubblica, cioè da noi? Con le tasse? Quali e
quando? Solo Obama dichiara che aumenterà le imposte per gli alti redditi, ma
ai fini di pagare l'estensione della sanità pubblica a tutti i cittadini. Gli
Usa possono stampare moneta, aumentando così un deficit pubblico già cinque
volte più elevato del nostro; ma gli stati europei non lo possono fare, lo
potrebbe soltanto la Banca Centrale, che non ne manifesta alcuna intenzione. E
fino a ieri dichiaravano di essere così a secco da dover tagliare energicamente
la spesa pubblica - scuole, ospedali, enti locali. In Francia anche i
tribunali. Per ultimo, come appariranno nei bilanci dello stato le somme
erogate per gli aiuti, se appariranno? Le sinistre, se così si può chiamarle,
che rappresenterebbero i lavoratori e i lavoratori medesimi che scendono in
piazza gridano: il giocattolo finanza l'hanno rotto i padroni delle banche,
paghino loro. Anche l'Onda ha usato lo stesso slogan: non pagheremo noi la
vostra crisi. Ma dubito che gli uni e gli altri ci credano. Le sinistre non
stanno marciando all'assalto del credito, non reclamano neanche che, salvato,
diventi quota di proprietà pubblica - che non sarebbe affatto socialismo ma sì
e no una misura keynesiana - e l'utilizzo ne sia discusso pubblicamente nei
parlamenti e fra le parti sociali. Fino a poco fa anche esse tuonavano per la
privatizzazione di quanto era pubblico. Non abbiamo strillato anche noi, il
manifesto, contro la proprietà statale e i boiardi di stato? Non abbiamo scritto che è l'occhio del padrone che ingrassa il
cavallo mentre le burocrazie statali sono inerti e corrotte? D'altra parte non
avevamo le forze per proporre che la proprietà pubblica passasse in
autogestione, anche per il dubbio (inespresso) di come funzionerebbe una
autogestione nuda e cruda in un mondo globalizzato. Mancò poco che non
giovassimo alle privatizzazioni della sanità e della scuola, cui sono
allegramente andati i governi di centrosinistra. Quindi dalle nostre parti, per
dir così, silenzio o richiesta agli stati di salvare le imprese per salvare i dipendenti,
in primis dell'auto. Di «nazionalizzazione» si parla a vanvera, come proprietà
statale forse transeunte, certo non ammessa al controllo pubblico, a sua volta
incontrollato (salvo forse dalla corte dei Conti). Una riflessione autocritica
sullo slogan «meno stato più mercato» non la fa nessuno. O mi è sfuggita?
Neppure si domandano condanne per i responsabili della rovina. Nessuno di
coloro che hanno lasciato andare in pezzi il proprio istituto, è imputato di
nulla. In genere sono confermati nei loro incarichi. Ho, per così dire,
sott'occhio l'amministrato delegato della Fortis che è stato sollevato, sì,
dalla direzione ma con un paracadute d'oro e con un incarico ben retribuito di
consulente speciale della medesima banca. Per configurare una frode bisogna
proprio che gente come Madoff o Stanford abbiano visibilmente ingannato il
prossimo proponendo per depositi fatti presso banche di loro fiducia, perlopiù
nei paradisi fiscali, interessi favolosi pagati con i soldi dei nuovi piccioni
via via acchiappati. Ma è frode o no far nascere nuovi titoli l'uno dall'altro,
«derivarli» nella speranza che il mercato speculativo li acquisti e rivenda
prima che atterrino su un pezzo di quella che chiamano «economia reale»? Una
tradizionale bolla in borsa scoppiava quando i titoli emessi da una impresa
triplicavano di valore rispetto alla base produttiva su cui li emettevano.
Stavolta no. I famosi derivati derivano da altri titoli, sul principio che
messo sul mercato il denaro produce da se stesso altro denaro. È una frode
oppure va chiamata affettuosamente «ingegneria fiscale», e funziona fin quando
la inesigibilità del titolo si rivela clamorosamente? Al semplice cittadino
questo genere di operazioni ricorda la storiella del furbo romano che, vedendo
un contadino mirare stupefatto il Colosseo, gliene propone l'acquisto, lo
sprovveduto sgancia e il furbo sparisce con i quattrini. Le banche hanno potuto
vendere e rivendere un virtuale, un derivato, un future - dice Tremonti che i
derivati sono pari a dodici volte e mezza il prodotto industriale lordo di
tutto il mondo! - senza che questo configuri un reato. Fu forse reato che gli
olandesi, incantati dai tulipani, si contendessero come l'oro il bulbo di quel
fiore fino ad allora sconosciuto? È stata la prima speculazione, la racconta
Galbraith, e durò fin che di colpo si avvidero che ci si poteva procurare quel
rizoma con due centesimi. La scorsa estate un trader della Société Générale ha
lasciato aperto il suo computer un venerdì, un collega ci ha messo l'occhio, ha
scorto che stava inanellando spericolatamente acquisti e vendite, ne ha
avvisato la direzione; la quale prima di tutto ha rifilato a ogni buon conto ad
altre banche i titoli giocati e poi lo ha denunciato. Ma che si riesce a
imputargli? Ha operato per amor dell'arte, non ne ha intascato un soldo, nessun
superiore è in grado né è tenuto a controllarlo, se il suo percorso non fosse
stato interrotto la banca ne avrebbe tratto ingenti guadagni. L'ingegneria
finanziaria lavora sul virtuale. Calcola sul desiderio. Il povero Marx non lo
immaginava proprio. Al contrario aveva razionalmente previsto la fine del
rentier. Anche le famose righe dei Grundrisse nelle quali afferma che in futuro
il lavoro sarebbe diventato una ben misera base per l'aumento della ricchezza
mettevano in conto l'enorme mutamento delle tecnologie, non la crescita
parassitaria di una speculazione (sempre in qualche misura virtuale), che
diventando smisurata sfocia nelle bolle ed esplode in distruzione di ricchezza,
come sta avvenendo ora, dopo essersi deposta di passaggio su questo o quel
speculatore. Va da sé che anche quel che si chiama ora capitale cognitivo non
si identifica nella capacità di George Soros di prevedere i movimenti delle
borse. In realtà chi sproloquia su Marx si dimentica spesso e volentieri che
tutta la sua analisi riposa sul fatto, intollerabile per un nipotino della
rivoluzione francese, che il modo capitalistico di produzione elude
l'uguaglianza in diritti che sarebbe propria di ogni essere umano, perché si
fonda al contrario sull'inuguaglianza fra chi possiede i mezzi di produzione e
chi non possiede altro che la propria forza di lavoro, materiale o immateriale.
Nella produzione al primo rimangono capitale, macchine (tecnologia), prodotto,
il secondo è un accessorio vivente (magari intelligentissimo), della macchina
(tecnologia), anche lui merce, magari individualmente preziosa, acquistabile e
vendibile sul mercato del lavoro. Nella speculazione questo ingombrante
soggetto scompare come tende a sparire, fino alla resa dei conti, l'ingombrante
prodotto che dà origine nella quotazione in borsa. Ugualmente fin che il
soggetto lavoratore introduce nel processo una sua relativa autonomia di
contrattazione del salario e dei diritti, ne modifica gli equilibri. Di qui la
furia distruttiva di ogni traccia della sua organizzazione, anche la più
elementare come il sindacato. Sacconi e Marcegaglia sono figure ottocentesche
classiche. Su questa introduzione nel processo da parte dei lavoratori si è
basato, con non poche semplificazioni ma con la forza di un corposo materiale
umano, tutto il movimento operaio. In quello socialista per breve tempo, in
quello comunista per dir così sempre - almeno in linea di principio - restò la
convinzione che anche il più forte dei sindacati migliorava ma non modificava
il rapporto di produzione, la cui inesorabile illibertà sta nell'usare l'uomo
come strumento. Di qui la necessità di un passaggio rivoluzionario. Non è
andata così, e non è affatto misterioso capirne le ragioni. Ora il capitale ha
vinto non nei rapporti di forza, da sempre inuguali, ma anche nella testa,
nella idea di sé di chi lavora, senza più speranza di una propria emancipazione
ma solo di salvare il suo posto di lavoro, cioè il salario, identificato con il
salvataggio dell'impresa che glielo dà. Questo ereditiamo dal Novecento. E vale
la pena di tenerlo fermo, piuttosto che divagare su straordinarie innovazioni
che renderebbero impossibile, anzi inutile, qualsiasi lotta al capitale proprio
mentre si dibatte in clamorose contraddizioni interne.
( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
No alla Romania
NeroGiardini resta in Italia. E assume I suoi colleghi imprenditori, dice, lo
prendevano in giro come fosse un fesso quando tutti quanti loro
«delocalizzavano» le fabbriche dalla Romania alla Cina, mentre lui rimaneva
ostinatamente in Italia a produrre le scarpe NeroGiardini. Adesso la crisi
morde tutti quanti (e qualche fabbrica in Romania e in Cina sta chiudendo) ma
non morde lui, Enrico Bracalente, che dopo aver aumentato il fatturato del 30%
nel 2008 prevede un altro +10% nel 2009 e sta per assumere altri 150 lavoratori
nel settore calzaturiero, e in più sta anche per lanciare la prima collezione
di abbigliamento NeroGiardini, magliette, pantaloni, giacche eccetera (si parte
quest'estate, e ci sarà un numero imprecisato di assunzioni ulteriori) sempre
con la stessa strategia: produrre tutto in Italia per poter stampare alla fine
il marchio «made in Italy», alla faccia di chi sostiene che
con i costi e la burocrazia
che abbiamo qui non si può più fare niente. Bracalente, 52 anni, marchigiano,
nel
( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
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il caso Ogni
domenica nei locali del Duomo in via Fossano Colazione dei poveri con sessanta
in coda LORENZO BORATTO CUNEO Due infermiere dell'ospedale Santa Croce e Carle,
un dipendente di un Centro di formazione, un operatore ecologico, un pensionato
Michelin. Sono loro che ogni domenica mattina distribuiscono la colazione ai
bisognosi di Cuneo, una tradizione che in città prosegue da un secolo. Un tempo
la «Messa della carità» (si metteva il latte a scaldare prima della funzione
delle 8, si distribuiva dopo l'«Ite missa est») era curata dalle suore
cottolenghine del vecchio ospedale Santa Croce. Da marzo i volontari della San
Vicenzo operano in via Fossano 25, nei locali del Duomo. Donne giovani, anziani
in difficoltà, extracomunitari, disoccupati: chi ha problemi a procurarsi cibo.
Si radunano già dalle
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Piano casa, l'idea
era già nostra» Bonet: «Le misure pensate dal governo stanno diventando realtà
a Godega» GODEGA SANT'URBANO. Il piano-casa studiato dal Governo sta diventando
realtà in provincia di Treviso. Merito del sindaco leghista di Godega
Sant'Urbano, Alessandro Bonet, che ha già definito un provvedimento ad hoc che
sarà votato dal prossimo consiglio comunale. L'iniziativa è già stata
licenziata dalla commissione urbanistica municipale e prevede la concessione di
un «bonus» di
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
IL PONTE E
L'EDILIZIA GLI ANNUNCI ANTI-CRISI di ALCIDE PAOLINI La crisi non sarà tragica,
come ha sostenuto il premier, e nemmeno orribile, come pare l'avesse definita
Tremonti sul Giornale di casa Berlusconi, costretto poi a smentire o a
smentirsi. Ma resta il fatto che gli esperti e le personalità che contano, a
cominciare da Obama (che qualche idea sull'argomento deve pure averla),
giudicano la situazione economica perfino peggiore di quella del '29, perché
riguarda tutto il mondo industrializzato. Una catastrofe planetaria, insomma,
di cui nessuno è in grado di prevedere la durata e il decorso, ma le cui
conseguenze hanno appena cominciato a manifestarsi con una disoccupazione
allarmante, il rischio fallimento delle grandi fabbriche, il crollo dei consumi,
il crollo del Pil, il crollo delle Borse, a dispetto di interventi statali
senza limiti in loro favore, che ci costringono ormai all'uso quotidiano di
termini quali trilioni (di dollari) e che da soli ci danno la misura della
situazione. Situazione che, per accontentare Berlusconi, possiamo anche
chiamare delicata, ma che fa a pugni con l'idea che possa essere sanata con i
provvedimenti annunciati dal suo governo. E in particolare che questi possano
costituire un serio motivo di speranza per coloro che più di tutti saranno
costretti a subirla sulla loro pelle: i giovani e le classi meno abbienti. La
poderosa messa in scena del programma anti-crisi, pur contenendo qualche
apprezzabile notizia, come quella che riguarda gli ammortizzatori sociali, i
cui mezzi finanziari sono stati sottratti nottetempo al ministero per lo
sviluppo di Claudio Scajola (che si riteneva legittimato a usarli per il suo
programma), per il resto appare impostata soprattutto su una serie di
interventi di grande impatto pubblicitario, come il ponte sullo Stretto e la
soppressione della licenza edilizia, «che da sola
costituirà uno choc per l'economia del paese e sarà destinata a dare un colpo
al cuore della burocrazia e
a essere un volano enorme per l'edilizia», come ha detto il premier,
attribuendosene l'idea. Due annunci a effetto, destinati a fare colpo sui
cittadini, da un lato, e a costituire un vero cadeau per gli immobiliaristi
dall'altro. Ma, viene da chiedersi: sono davvero questi gli strumenti
più adeguati a far fronte alla crisi, di cui stiamo appena assaggiando i primi
tristi effetti? Vediamo. Non essendo competenti in materia, ci limiteremo a
paragonare la costruzione del ponte sullo Stretto a un'altra grande iniziativa
europea: il tunnel sotto la Manica. Un'impresa titanica, cominciata nel 1987,
inaugurata nel '94, alla quale hanno partecipato pariteticamente Francia e Gran
Bretagna. L'opera, costata una cifra colossale, doppia di quella prevista, dopo
aver continuato per vent'anni a chiudere i bilanci in rosso e a rischiare il
fallimento, soltanto quest'anno ha incominciato a dare i primi, modestissimi
frutti. Ma vediamo l'altra iniziativa choc che, almeno all'apparenza, sembra se
non altro più realistica e di applicazione immediata. Che le procedure attuali
per la licenza edilizia siano tortuose e defatiganti è noto a tutti; che fosse
auspicabile una semplificazione è altrettanto vero, ma ridurle a una «perizia
giurata», come ha annunciato il premier, in un paese come il nostro dove
l'infrazione alle regole, in quel campo, è moneta corrente sembra davvero un
invito alla speculazione. Un po' com'è accaduto con l'autocertificazione, che
ha sì snellito l'iter burocratico, ma ha anche riempito le città di escrescenze
mostruose fuori legge. Che cosa dire di questi progetti? Che avrebbero
l'ambizione di fronteggiare la crisi? A questo punto bisogna riconoscere che
Dario Franceschini ha avuto buon gioco nel chiedere al governo un assegno per i
disoccupati, in quanto ha messo Berlusconi in imbarazzo e, forse, gli ha tolto
perfino il pane di bocca, perché magari l'idea avrebbe voluto averla lui e
imporla a Tremonti. Ora la maggioranza potrà pure definirlo uno spot, ma, se ci
si riflette, è proprio ciò che i più danneggiati dalla crisi si aspettano (e si
meritano) giustamente dal governo. Ecco, è questo, probabilmente, che i delusi
dal Pd avrebbero voluto fosse il compito del partito: incalzare continuamente
il governo con proposte che vadano incontro alle necessità più urgenti dei
cittadini bisognosi, come tra l'altro la richiesta della moratoria di un anno
per gli esuberi della pubblica istruzione. Perché considerano questo il solo
modo per rinnovarsi, accendendo la voglia di combattere la propria battaglia
politica, e per non cedere il pallino a Di Pietro.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1009 Un imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi il Comune
ci costruisce un marciapiede Quando la burocrazia
contraddice se stessa Un imprenditore realizza una pedana davanti al bar, poi
il Comune ci costruisce un marciapiede --> Premessa: non vuole fare
polemiche. Ma sarebbe il caso di farle visto che il Comune prima lo ha
autorizzato a costruire una pedana sulla quale sistemare i tavolini davanti al
suo locale poi, quando l'ha realizzata, gli ha imposto di rimuoverla per
costruire un nuovo marciapiede. Inconvenienti della burocrazia
comunale, che da anni soffre di carenze di comunicazione tra stanze e tra
assessorati. IL PROBLEMA Ecco perché Marcello Lai, titolare del Linea Notturna,
noto locale di via Mameli, è stato beffato. «Volevo realizzare una piccola
piazzetta per il periodo della bella stagione, con ombrelloni, tavoli e sedie,
come consentito dai regolamenti comunali. Così ho chiesto il permesso
all'Ufficio che rilascia le autorizzazioni per l'uso del suolo pubblico. Un
piccolo spazio, i metri quadri corrispondenti a due parcheggi: quelli che prima
si trovavano esattamente davanti all'ingresso del club». Una volta ottenuto il
via libera, sei mesi dopo, Lai ha fatto costruire una pedana in legno e acciaio
zincato antiruggine, del valore di circa 1500 euro, che ha ultimato lo scorso
anno. Un'opera realizzata come da progetto. Peccato che non l'abbia mai potuta
utilizzare. «Le polveri sprigionate dai lavori in corso della Mediateca del
Mediterraneo non permettevano di accogliere i clienti come avrei voluto». Poi
la beffa: «Lo scorso mese ho dovuto rimuoverla perché ho scoperto che dovevano
realizzare un nuovo marciapiede, più ampio del precedente». Ora ha davanti una
bellissima piazzetta in granito. «Hanno abbellito la piazza, non lo nego, anzi
mi hanno fatto un favore perché valorizzeranno la mia attività. Il problema è
un altro: l'avessi saputo prima non avrei perso tempo e speso soldi. O mi dovrò
inventare qualcosa per rivendere o riutilizzare la pedana». IL COMUNE Raffaele
Lorrai, assessore ai Lavori pubblici, nega responsabilità del Comune. «Non è
colpa nostra. Ci dispiace per l'investimento a vuoto ma bastava consultare la
circoscrizione per vedere il progetto della Mediateca, che prevede da anni
anche la realizzazione di un nuovo marciapiede tutto attorno». In altri
termini, secondo quanto sostiene Lorrai, questo tipo di autorizzazioni vengono
rese note dalle circoscrizioni. Anche se, molto probabilmente, anche l'ufficio
al quale Lai ha chiesto l'autorizzazione - che rappresentava il Comune -
avrebbe dovuto informare l'imprenditore. Intanto i lavori per la mediateca del
Mediterraneo procedono come previsto. Oltre il marciapiede sono stati
posizionati anche i nuovi lampioni. «Sarà tutto pronto entro la fine
dell'anno», conclude Lorrai, «essendo ottimisti anche per ottobre». STEFANO CORTIS
( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
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n. 10 del 2009-03-09
pagina
( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
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n. 10 del 2009-03-09
pagina 3 Godega, il paese già pronto al «bonus» di Giacomo Susca A Godega di
Sant'Urbano, sarebbe a dire a
( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
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n. 10 del 2009-03-09
pagina 3 «Presidenti "rossi", ragionate: non ci sarà scempio
ambientale» di Stefano Filippi La giunta del Veneto domani anticipa la riforma
edilizia: «Il provvedimento è a tempo e riguarda solo gli edifici costruiti
prima del 1989. Nessun pericolo» Governatore Giancarlo Galan, domani la giunta
regionale del Veneto varerà un piano casa. Da quanto ci lavorate? «Un mesetto.
L'edilizia tradizionalmente è uno dei settori più veloci nel rimettersi in
moto, reagisce prima di altri e trascina con sé un notevole indotto. Il mattone
che riparte ha ricadute economiche, industriali e sociali. Questo insieme di
considerazioni ha portato la regione ad agire». Che tempismo: avete bruciato il
governo? «Sciocchezze. L'urbanistica è una materia che Stato e Regioni devono
disciplinare assieme. Occorreva un collegamento con il governo e l'onorevole
Ghedini ha svolto un ruolo importante. Questo è il punto di partenza». Quindi
lei è il capofila dei nuovi cementificatori... «Lo so che si farà di tutto e di
più per contrastare questo progetto, soprattutto dalla parte più becera della
sinistra e da quel solito vecchio ambientalismo che quando decide di essere
contro non ragiona più né ascolta le ragioni degli altri». Non è un condono
edilizio mascherato? «Questo ritornello dello scempio dei centri storici e del
paesaggio è un'idiozia infame. Stiamo parlando di un progetto che riguarda il
patrimonio edilizio esistente. Senza contare che è un provvedimento a termine».
Quanto durerà? «Un anno, al più tutto il 2010, e limitatamente agli edifici
costruiti prima del 1989. Il che denota tutta la nostra cautela nel voler
tenere sotto controllo fenomeni che vanno sorvegliati. La tutela del paesaggio
è l'unica delega che ho tenuto per me, è uno degli obiettivi principali che mi
sono posto in questi anni e nei quali abbiamo ottenuto molti risultati anche
sostenendo premi, mostre, concorsi indirizzati alla qualità dell'architettura.
Quando dico che vogliamo anche riqualificare le architetture, so di che cosa
parlo». Non dirà che il vostro è un obiettivo estetico? «Anche. Siamo pieni di
brutture e di costruzioni che non rispettano le normative più recenti. Non ho
problemi a riconoscere che il Veneto è un'immensa area metropolitana
sviluppatasi dagli anni '
( da "Tirreno, Il" del 09-03-2009)
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Pagina 10 - Livorno
I PROBLEMI Queste alcune delle problematiche segnalate dai fedeli della
parrocchia San Martino di Salviano. Prete fisso. La richiesta, inoltrata al
Vescovo, e solo in parte raccolta, è di avere un religioso stabilmente
assegnato alla parrocchia, con capacità decisionali autonome rispetto al
parroco dell'Unità Pastorale. Identità. Non imporre un modello unico per tutte
le parrocchie, non omologare ma prendere atto di quella che era l'organzzazione
preesistente, che rifletteva i bisogni e le preferenze dei fedeli. Dare meno
importanza ai ruoli e alle gerarchie. Meno burocrazia. Si richiede meno formalismo
per le pratiche quotidiane. Confessioni, messe in ricordo dei defunti e
ricevimento non dovrebbero essere sottoposti ad un orario, ma disponibili
semplicemente presentandosi. Messa bambini. Originariamente prevista alle ore
10 era stata cancellata dal nuovo parroco. I bambini attualmente
frequentano quella degli adulti, fissata alle 11.30. La soluzione scontenta
però tutti: per i bambini è troppo lunga, mentre per gli adulti è troppo
superficiale. Vescovo. Vista l'importanza della sperimentazione dell'unità
pastorale, i fedeli richiedono a monsignor Giusti di essere più presente nella
parrocchia.
( da "Centro, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Chieti
Civeta nel mirino della Regione Dopo lo stop alla discarica si profila il
commissario L'Ente ricorre al Tar contro la chiusura I guadagni di Cerratina
CUPELLO. Dopo lo stop alla discarica, si profila il commissariamento. Non sono
finiti i guai per il Civeta che continua a portare i rifiuti dei Comuni
consorziati a Cerratina (Lanciano). L'assessore regionale Daniela Stati ha
annunciato di voler commissariare il Consorzio, che nel frattempo ha impugnato
il provvedimento di chiusura. La "guerra" tra il Civeta e la Regione
è solo all'inizio. Il consiglio di amministrazione dell'ente consortile ha
deciso di impugnare davanti al Tar di Pescara il provvedimento di chiusura
della discarica annessa all'impianto di riciclaggio, emesso lo scorso mese di
gennaio sul presupposto che la vasca era esaurita. Circostanza che il Cda ha
contestato fin dall'inizio. «La Regione ci ha dapprima imposto una serie di
lavori per la messa in sicurezza della discarica, facendoci affrontare una
spesa di 700mila euro», dicono contrariati al Civeta, «e poi ha chiuso la vasca
ipotizzando un suo esaurimento. Non è così: dai calcoli dei nostri tecnici
risulta che c'è ancora una capienza residua di 30mila metri cubi, equivalente
ad una durata di circa due mesi». Ruota intorno alla capacità residua della
vecchia discarica la battaglia legale ingaggiata dal Consorzio che ha dato
incarico all'avvocato Antonio Boschetti di rappresentare le ragioni dell'Ente.
Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza davanti ai giudici
amministrativi, e il legale del Civeta ha in quella occasione rinunciato alla
sospensiva per il giudizio di merito, fissato per il 2 luglio. «E' un segnale
di apertura verso la Regione», commenta Boschetti, «in attesa della conferenza
dei servizi in programma a fine mese». Nel frattempo, però, dall'assessorato
regionale all'Ambiente, retto da Daniela Stati arrivano notizie poco confortanti.
«Il Civeta va commissariato», ha sostenuto nel corso di un incontro a Lanciano
la delegata all'Ambiente della giunta Chiodi. Insomma, le sorti del Consorzio,
che attende il via libera all'utilizzo della nuova vasca da 300mila metri cubi,
sono appese ad un filo. Le uniche certezze, al momento, sono due: cioè che
l'Ente continua a portare i rifiuti a Lanciano, sostenendo una spesa di circa
200mila euro al mese e che la conferenza dei servizi, quella definitiva,
programmata inizialmente per martedì, è stata spostata alla fine del mese. I
sindaci-soci del Civeta sono preoccupati: il rischio è che il pattume, quello
che non può essere riciclato e che rappresenta una percentuale pari al 60 per
cento (a causa della insufficiente raccolta differenziata), venga conferito a
Cerratina per una durata superiore ai tre mesi preventivati inizialmente, con
ripercussioni economiche per il Civeta che, inevitabilmente, sarà costretto ad
aumentare le tariffe a tutti i Comuni consorziati con aumenti consegueti sulle bollette
degli utenti. Qualche amministrazione ha tuttavia già messo le mani avanti. E'
il caso del primo cittadino di Scerni, Donato D'Ercole (lista civica), che ha
scritto al Consorzio facendo presente «che il Comune non può accollarsi
eventuali costi aggiuntivi». Che la discarica fosse in via di esaurimento non è
del resto una novità. Il primo a lanciare l'allarme era stato l'ex presidente
del Civeta, Panfilo Di Silvio (Pd), attuale assessore provinciale al Turismo,
che nel 2005 aveva anticipato quello che si è verificato quattro anni dopo.
«C'è il rischio concreto che l'impianto si esaurisca nel giro di qualche mese: la scadenza del 2007 fissata nel piano di gestione è solo
ipotetica», aveva detto Di Silvio, che aveva anche denunciato una preoccupante
situazione di stallo. Previsioni che si sono avverate. Resta da capire come mai
una struttura dalle grosse potenzialità si sia arenata nelle sacche della burocrazia e della politica. Anna
Bontempo
( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa venerdì in
cdm. il premier: "Non ci saranno abusi" Berlusconi dà il via al piano
casa Franceschini: "Si cementifica il Paese" Per dare nuova carica ad
un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si
deve necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle
nuove costruzioni: "Se riparte l'edilizia, riparte tutta l'economia".
Un piano per l'edilizia. Un provvedimento che comporterebbe un allentamento dei
vincoli per le costruzione di nuove case e gli ampliamenti delle abitazioni.
Tradotto: meno burocrazia per allargare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, e
quindi per smuovere l'economia. Ecco arrivare la riforma del settore cui
Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Sacconi, Matteoli, Fitto e Alfano,
sta lavorando da tempo, e che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri
venerdì prossimo. L'idea del Cavaliere ha subito fatto scattare più di
un campanello di allarme tra chi considera l'allentamento dei vincoli
burocratici come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è
lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del centro
di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà esaminato
venerdì dal Consiglio dei ministri, che questo avrà «effetti straordinari» ma
che non ci saranno abusi. Complice la bella giornata il premier lascia nel
pomeriggio la casa di palazzo Grazioli per dirigersi in una delle strade più
commerciali della capitale. Entra in un negozio di oggetti per la casa e
acquista alcuni prodotti. Affronta la curiosità dei passanti, si fa fotografare,
distribuisce strette di mano. Acquista una piantina da un banchetto in favore
della lotta alla sclerosi multipla. Poi, prima di risalire in auto, si ferma
con i cronisti per affrontare il tema del giorno, il piano casa. Un antico
pallino del presidente del Consiglio, ora rafforzato dall'attualità economica.
La convinzione del premier è una: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta
l'economia». In sostanza, per dare nuova carica ad un sistema economico
ingessato dalla crisi internazionale per Berlusconi si deve necessariamente
passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove costruzioni. Il
piano servirà quindi a «dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la
famiglia la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi
annessi alla villa esistente». Saranno le singole Regioni, «che dovranno
valutarlo: serve per smuovere l'economia - spiega il capo di governo - e in
particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». Il
premier, inoltre, esclude rischi di abusi edilizi «perché tutto quello che si
farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che
sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità
dei progettisti». Il piano comporterà due fasi. La prima: una bozza di legge da
far approvare, appunto a tutte le Regioni del centrodestra. L'obiettivo è
consentire di aumentare del 20% la cubatura degli immobili esistenti; del 30%
nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso
il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del
risparmio energetico. A fare da apripista sarà il Veneto. «Non ci sarà alcun
scempio - puntualizza il presidente della Regione Giancarlo Galan - nè alcun
condono edilizio camuffato. Si tratterà di operare sul patrimonio edilizio
esistente». La seconda fase del piano sarà un provvedimento vero e proprio, da
varare nel Cdm, con un sistema di sanzioni riviste. Tra i punti salienti anche
una certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata, da parte di
un tecnico. E questo al posto del permesso a costruire. Altero Matteoli, uno
dei ministri a lavoro sul piano conferma che quella di riformare l'edilizia «è
stata un'idea del presidente del Consiglio e noi abbiamo dato il nostro
contributo». Plauso alla riforma anche dal leader Udc Pier Ferdinado Casini, il
quale giudica il piano sull'edilizia come «positivo».
( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
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stampa Gianfranco De
Santis parla dei progetti e dei programmi dell'Udc in vista del voto di giugno
«Costruiremo il grande centro» Elezioni Giovedì il comitato provinciale darà
l'ok definitivo alla candidatura di Marzi Franca Roma L'Udc mira a costruire un
grande centro moderato nella provincia di Frosinone e lo fa puntando su una
candidatura eccellente alle provinciali. Le indiscrezioni sull'imminente
discesa in campo di Domenico Marzi, sono state confermate dall'ex vice
segretario provinciale del partito Gianfranco De Santis: «La candidatura alla
presidenza della provincia di Frosinone dell'avv. Marzi, per la concretezza e
l'esperienza maturata alla guida del capoluogo, è all'altezza non solo per
l'Udc ma per la Ciociaria. Un presidente che saprebbe rappresentare al meglio
il nostro territorio». De Santis ha anche confermato le dichiarazioni del
segretario regionale Udc, Luciano Ciocchetti, che qualche giorno fa aveva
parlato di una convergenza di idee tra l'ex sindaco di Frosinone e la linea del
partito: «Condividiamo le sue dichiarazioni sulla necessità di un
alleggerimento delle istituzioni, che passi anche attraverso il superamento
delle Province; la semplificazione amministrativa nel rapporto
cittadino-istituzioni; la riduzione dei costi e dei tempi
della burocrazia; le
maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini.
La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la
profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei
nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo
della nostra provincia». E dalla condivisione delle linee generali,
l'Udc passa alla convergenza programmatica sui punti prioritari del proprio
programma elettorale: i servizi alla persona, la sanità, l'aeroporto e le
infrastrutture, il rilancio dell'occupazione e delle attività produttive,
l'ambiente e il territorio. «Sono certo – ha dichiarato De Santis – che l'avv.
Marzi li condividerà e noi siamo contenti di poterli condividere con lui».
L'Udc ribadisce la propria identità di partito «che non si è fatto annettere»,
ma che cerca consensi. «La visione aperta della politica ci consentirà di
costruire per primi nella provincia di Frosinone, quel grande centro moderato
che è partito da Todi e che segnerà il rinnovamento della politica italiana –
ha aggiunto De Santis, che ha difeso le scelte del commissario provinciale
Formisano – L'Udc di Frosinone non è una cassaforte chiusa a sette mandate e
chiunque può aspirare ad entrarvi o tornare a farne parte». Giovedì prossimo
sarà il comitato provinciale a esprimersi sulla candidatura di Marzi, anche se
dal confronto alla base è già emersa larga condivisione.
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)
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Lunedì
09 Marzo 2009 Chiudi di EMANUELE LAURENZI Bloccati dalla burocrazia della Regione
Lazio. Fermi, in attesa di un "timbro" da oltre 8 mesi, con
l'attività condizionata e con l'impossibilità di assumere almeno 10 persone. E'
quanto sta accadendo alla cooperativa "Euro 98 Rieti soccorso" che da
oltre 10 anni opera nel trasporto dei malati e nelle operazioni di soccorso. Una realtà che conta 14 dipendenti
stabilmente assunti oltre a un buon numero di volontari e collaboratori che
prestano servizio nelle sedi fisse di Osteria Nuova, Paganico e Borgo San
Pietro e sul resto del territorio provinciale con 6 ambulanze, 2 auto mediche e
2 auto per disabili. Altre 2 ambulanze sarebbero pronte a scendere in campo.
Non fosse, appunto, per la burocrazia. «La storia
inizia a luglio 2008 - spiega il presidente Luciana Leonardi - il 17, quando
inoltrammo alla Regione Lazio la richiesta di abilitazione per 3 nuove
ambulanze per aumentare i servizi». Una prassi prevista dalla legge regionale
48 del 1989 e che, di norma, inizia con un controllo da parte dell'azienda
sanitaria di zona. Ma i disguidi per Euro 98 sono iniziati fin dalle prime
carte bollate. «Il 7 ottobre ci sono stati segnalati dei problemi sulla prima
documentazione - prosegue Leonardi - così abbiamo inoltrato nuovamente tutto.
La Asl di Rieti ha fatto le verifiche e spedito la documentazione
all'assessorato alla Salute della Regione. Da quel momento il silenzio». Un
silenzio causato anche dalla situazione non certo semplice che c'è in Regione a
livello di sanità, considerando anche il cambio di alcuni dirigenti in seguito
al commissariamento dell'assessorato. «Proprio per questo motivo - spiega la
presidente Leonardi - abbiamo cercato continui contatti. Il 9 dicembre abbiamo
inviato una segnalazione anche attraverso il contact center "Dillo a
Marrazzo" attraverso il sito internet della Regione. Ad oggi ancora non
abbiamo avuto risposta». E qual è il risultato per la mancanza di un timbro
sulla pratica? Due ambulanze nuove di zecca ferme in garage senza la possibilità
di uscire in strada. «Per quanto tempo debbano restare lì - conclude Leonardi -
considerando che costituiscono il nostro più significativo patrimonio sociale.
Siamo una cooperativa Onlus, non c'è divisione di utile e, a causa di questi
disguidi, non possiamo neanche dare lavoro ad altre persone».
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 09-03-2009)
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Lunedì
09 Marzo 2009 Chiudi Due mezzi in garage e dieci persone in attesa
d'assunzione. Il presidente Leonardi: «Così da otto mesi» Ambulanze fermate
dalla burocrazia L'assenza di un timbro da parte della Regione
blocca la coop "Euro 98"
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-03-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-03-08 - pag: 12 autore: INCHIESTA
L'altro volto della recessione Retromarcia sulla delocalizzazione Dai Paesi
dell'Est ostacoli alle imprese che vogliono rientrare Paolo Bricco MILANO
Nessuno ti fa festa, se te ne vai. Semmai, la festa, provano a fartela. La
recessione accelera i processi di dismissione delle filiali e degli
stabilimenti all'estero. Le imprese italiane, fortemente connesse ai loro
territori di origine, preferiscono chiudere o ridurre l'impegno lontano da casa
dove, invece, i legami con le comunità locali e la forza del sindacato rendono
tutto molto più complicato. Anche se queste decisioni, spesso, sono
accompagnate da grattacapi: le facilitazioni burocratiche garantite all'arrivo
cedono il passo a mille impedimenti, il trattamento fiscale diventa
particolarmente oneroso, le questioni valutarie si accompagnano a quelle
logistiche dello smobilizzo. Numeri certificati, non ce ne sono ancora. Ma, in
questo inverno della globalizzazione, si colgono i primi segnali. Perché la
recessione sta facendo venire al pettine i nodi di una delocalizzazione non
sempre felice. E, così, alcune criticità strutturali si intrecciano con le
difficoltà della fuoriuscita. Il clima, da favorevole che era, si incupisce
rapidamente. E scattano meccanismi strani. «Per evitare il licenziamento collegato
alla chiusura di un mio stabilimento in Romania, in 250 si sono messi in
malattia - dice l'imprenditore Eugenio Costantini, veronese di 61 anni da 25
nell'Est Europa - nessuna autorità pubblica ha controllato che stessero
veramente male». In Moldavia e in Romania, Costantini è titolare della Teba
Industries, tessile e confezioni, che da 6.500 addetti è scesa a 1.500. I
problemi della ristrutturazione si inseriscono in una tendenza, quella della
delocalizzazione, segnata da alcuni fattori negativi: «Qui all'Est una volta
trovavi fior di ingegneri tessili, con l'arrivo di molti altri imprenditori
forestieri la concorrenza per la manodopera qualificata si è fatta spietata.
Anche per questo, crisi o non crisi, riduciamo». La prossima frontiera di Costantini,
per la manodopera low cost, è il Bangladesh. Gli fa eco, sul piano delle
difficoltà di sistema acuitesi con la recessione, il vicentino Moritz Possamai,
che di recente non ha rimpiazzato 200 dei 1.400 dipendenti della sua Grecale
Impex impegnata, nella provincia romena di Tulcea, nelle confezioni: «Nonè più
come prima. Con l'ingresso di Bucarest nell'Unione europea, l'adozione delle
direttive rende la burocrazia più
complessa e farraginosa». Alle braccia aperte di prima, dunque, corrispondono
le braccia chiuse di adesso. «La burocrazia - spiega Matteo Rapinesi, socio dello studio professionale
Cristofori che nelle sedi di Milano, Torino e Verona segue per i suoi clienti
molti dossier caldi su questo fronte - è solo una delle questioni da affrontare
quando una azienda si disimpegna dall'estero. Un altro è il prelievo
fiscale, con alcuni dei Paesi strategici per la delocalizzazionee l'internazionalizzazione
delle imprese italiane, come la Cina, gli Stati Uniti e la Germania, orientati
a pretendere il prelievo fiscale sugli elementi intangibili del patrimonio, per
esempio sull'avviamento della consociata. Alla sua chiusura, vengono tassate le
plusvalenze implicite che si sono create negli anni». In questo frangente
delicato, anche il capitalismo italiano mostra alcune debolezze. «Negli anni
90- osserva l'economista Marco Mutinelli, gestore della banca dati Reprint
sull'internazionalizzazione del Politecnico di Milano - hanno delocalizzato
molti imprenditori poco strutturati, alla ricerca soltanto di un minore costo
del lavoro. è chiaro che, senza uffici legali adeguati e competenze ben
definite, i problemi possono diventare molto significativi». Con il Governo
della Slovacchia nessun intoppo, né burocratico né fiscale, per Fabio
Illetterati, amministratore delegato di Tde Macno, azienda specializzata in
convertitori per motori elettrici che ha appena chiuso l'unità tecnico-
produttiva del distretto di meccatronica Samorin, lasciando a casa una decina
di dipendenti: «Zero problemi o ritorsioni. Hanno capito anche loro: la crisi è
dura per tutti. Noi abbiamo preferito concentrare gli sforzi sullo stabilimento
di Vicenza. In Italia, abbiamo chiesto l'autorizzazione per l'utilizzo della
cassa integrazione, perché non sappiamo come andrà questa crisi. Per ora, non
vi abbiamo ricorso. Stiamo facendo di tutto per la nostra gente, i nostri 60
dipendenti. La focalizzazione sul nostro Paese è stata anche una scelta etica».
A Samorin, dove si trova la meccatronica orientata all'automotive, la crisi è
rilevante. Su una quindicina di aziende impiantatesi negli ultimi anni
dall'Italia,una decina hanno ridotto il personale o hanno addirittura chiuso.
Dei 300 addetti di prima della grande crisi, si stima che siano rimasti
all'incirca la metà. Non c'è solo l'Est Europa, dove peraltro la convenienza a
localizzarsi si sta strutturalmente riducendo, dal momento che poco alla volta
si stanno assottigliando le differenze con la media europea del costo del
lavoro. In Cina, dove si trovano 1.300 imprese italiane con 650 stabilimenti,
tutti sono con il fiato sospeso. «Molti piccoli sono tornati a casa,
soprattutto fra i professionisti che si muovevano intorno al business-riferisce
l'economista Giorgio Prodi, membro del comitato scientifico dell'Osservatorio
Asia, rientrato due settimane fa da Pechino- gli avvocati nei ristoranti ti
raccontano che non si muove palla». Per ora, non è iniziata alcuna
smobilitazione. O, se fra gli italiani ci sono state delle chiusure, si tratta
di un fenomeno puntuale, nulla di paragonabile alla fuga di migliaia di imprese
taiwanesi e coreane, che da settembre hanno chiuso lasciando in Cina anche gli
asset materiali. In questo contesto, il Governo cinese ha emesso una direttiva,
indirizzata agli imprenditori cinesi dai ministeri del commercio, degli affari
esteri, degli interni e della giustizia. Il tema è come fare quando il socio
straniero va via. «In realtà- osserva Prodi- il messaggio è soprattutto
politico. Pechino dice agli investitori stranieri: state attenti, non potete
fare quello che volete». Questa maggiore "attenzione" il paio con
normative vigenti da tempo. «Sei hai costituito una società direttamente in
Cina e la vuoi chiudere - continua Matteo Rapinesi, dello Studio Cristoforiil
rimborso degli apporti del socio, effettuati in renminbi, è subordinato a una
serie di vincoli autorizzativi di carattere valutario ». Anche gli investimenti
sono fatti in renminbi. «E so bene- conclude un operatore italiano - che se
chiuderò bottega, non sarà facile smobilizzare e poi riuscire a convertire
quanto otterrò in dollari, da fare uscire poi dal Paese».
paolo.bricco@ilsole24ore.com BRUTTA SORPRESA L'industriale vicentino Moritz
Possamai: l'ingresso della Romania nella Ue ha innalzato enormemente il livello
burocratico
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-09 num: - pag: 1 autore: di
ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Palazzo Marino IL PIANO «Poteri speciali per i parcheggi» Via ai cantieri «Sulle gare per
i parcheggi servono poteri speciali: la burocrazia ha troppo dilazionato i tempi dei bandi ». Così l'assessore ai
Lavori pubblici, Bruno Simini. Quest'anno, tuttavia, ripartono i lavori in
centro, dall'autosilo in Sant'Ambrogio ai box in Darsena. A PAGINA 4
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-09 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Piano Via libera anche per il progetto della Darsena. Il
Comune: nel 2008 realizzati quasi tremila posti auto Parcheggi, ripartono i
cantieri in centro Sbloccati Sant'Ambrogio, Meda e XXV Aprile. Simini: fine
lavori entro
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-09 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Dietro le quinte Governo certo di avere con sé i Comuni E ora i
palazzi popolari Vendita a prezzi scontati ROMA — A Berlusconi l'idea è venuta
in aereo, qualche settimana fa. Cercava qualcosa che andasse contro lo
strapotere della burocrazia, che
facesse presa sui cittadini e che al contempo fosse in grado di rilanciare
l'economia. Il piano sull'edilizia che sta prendendo corpo in questi giorni ha
per il presidente del Consiglio tutte e tre le caratteristiche. Dunque, per
lui, è perfetto: sarà da limare, correggere, forse anche concordare con le
Regioni in via preventiva prima di andare in Consiglio dei ministri, ma
è quello che cercava. A Palazzo Chigi il testo della riforma circola, ma è
ancora provvisorio. Resta l'incertezza su come procedere: l'alternativa è se
chiedere alla Regioni del centrodestra di fare da apripista o se arrivare a un
testo dell'esecutivo da sottoporre poi ai Governatori. Ma al di là della
questione sul metodo è certo che il presidente del Consiglio non ha alcuna
intenzione di desistere. Le critiche del segretario del Pd, sono state bollate
da Paolo Bonaiuti come l'ennesimo caso «di una sinistra che sa solo dire di no
a tutto». Quanto finora trapelato sulla riforma dell'edilizia allo studio del
governo potrebbe arricchirsi anche di un altro tassello. è un vecchio pallino
del premier, annunciato nel 2005 e poi non realizzato. L'idea è quella di
alienare il patrimonio delle case popolari, a prezzi molto inferiori a quelli
di mercato, per rendere gli inquilini proprietari di immobili che oggi di solito
versano in condizioni di obsolescenza. Da proprietari, è il ragionamento del
Cavaliere, quasi un milione di persone che oggi vivono in case popolari
sarebbero finalmente invogliate ad investire nell'ammodernamento della propria
casa o del proprio palazzo. Un progetto che ha comunque delle difficoltà
tecniche, essendo gli istituti che gestiscono le case popolari di proprietà
regionale. Sul resto del progetto Berlusconi è convinto di avere dalla sua non
solo le associazioni dei costruttori e dei professionisti (architetti, inge
( da "Corriere della Sera" del 09-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-03-09 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il progetto Firmato da Giampaolo Imbrighi. Shanghai potrebbe
«adottarlo» L'Italia presenta la «città dell'uomo» Un padiglione in cerca di
consensi DAL NOSTRO INVIATO SHANGHAI – Se la capitale economica della Cina si
affanna per stare dietro alle vertiginose tabelle di marcia che si è imposta,
l'Italia ha le sue di scadenze. E non è solo per il padiglione progettato da
Giampaolo Imbrighi, al termine di una gara europea alla quale hanno partecipato
65 studi di architettura soprattutto — ovviamente — italiani. è il contenuto
che ancora va messo a punto, ci sono le bizantine procedure
della burocrazia cinese con
cui armonizzarsi. I tempi sono stretti, ma la posa della prima pietra potrebbe
avvenire a fine marzo. Una ventina di aziende italiane forniranno gratuitamente
i materiali per la realizzazione, «il meglio di quanto l'Italia produce »,
secondo il Commissariato generale del governo per l'Esposizione Universale,
e arriveranno a 25. Cinese è invece l'impresa che si è aggiudicata la gara per
la costruzione della struttura, un colosso da 18 mila dipendenti. Occorreranno
una decina di mesi, forse 9, poi il padiglione italiano sarà pronto.
All'interno, una mostra permanente — affiancata da una costellazione di eventi
ed esposizioni a rotazione — darà la lettura italiana del tema dell'Expo, «un
tema — spiega il commissario Beniamino Quintieri — che è congeniale al nostro
Paese. L'Italia troverà nell'evento di Shanghai una grande occasione di
comunicazione, faremo il punto sui livelli della tecnologia che abbiamo
raggiunto ». La Triennale di Milano è il partner del Commissariato per
identificare i punti guida dell'allestimento («La città dell'uomo »), ai quali
ha lavorato un panel di esperti, mentre «una squadra di scenografi sta già
lavorando all'allestimento, il cui progetto sarà pronto per aprile- maggio.
Quindi a giugno — aggiunge Quintieri — sarà bandita la gara per realizzarlo ».
A quel punto sarà decisiva l'azione di enti e istituzioni coinvolti sotto il
coordinamento del Commissariato, che fa capo alla Farnesina. Vanno dal-l'Ice
(l'Istituto per il Commercio estero, che ha un ufficio anche a Shanghai) a
diversi ministeri (vedi Agricoltura, Ambiente, Beni Culturali, Innovazione,
Sanità, più il dipartimento del Turismo), da Confindustria alle Regioni e ad
altre istituzioni che daranno il contributo con eventi attinenti al tema,
«senza frazionarsi ma facendo massa». Lo stanziamento complessivo per la
partecipazione italiana all'Expo è di circa 35 milioni di euro. Il padiglione
costerà, di suo, tra i 15 e i 18, di cui 6-7 coperti dai materiali offerti
dalle ditte (la spesa netta, dunque, dovrebbe restare fra i 10 e gli 11
milioni). «è un investimento a produttività differita: i frutti si
raccoglieranno dopo. Una visibilità così intensa, che si protrae per 6 mesi, è
qualcosa che l'Italia non ha mai avuto in Cina», sostiene il commissario,
secondo il quale «il senso di questa Expo è proprio dato dal fatto che si tenga
in Cina, nella città che probabilmente diventerà la metropoli più importante
del mondo». Nel
( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 10 del 2009-03-09
pagina 2 Piano casa, Franceschini: "No, è cementificazione" di
Francesco Cramer Dopo nucleare, giustizia, sicurezza, economia e scuola il
segretario del Pd boccia anche l?ultimo progetto del governo. Le "riforme
condivise" non sono mai diventate realtà Roma - «No, no, no». Il governo
annuncia un piano-casa per far ripartire l?edilizia segando pastoie e
burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all?intera
economia. Ma dal jukebox dell?opposizione parte la solita musica. Non il ballo
del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di
cementificazione dell?Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd
Franceschini, sposando la comoda linea politica del bastian contrario.
Dall?energia alla giustizia, dalla scuola alle grandi opere, dall?Alitalia alla
sicurezza, la sinistra ha sempre la carta pronta da gettare sul tavolo, il suo
particolare jolly: il niet. In fondo che bisogno c?era di fare un governo ombra
quando su tutti i grandi temi dall?opposizione arriva sempre e comunque un
rifiuto? La proposta alternativa al giusto processo, mirabilmente descritta dal
Guardasigilli ombra Lanfranco Tenaglia, è illuminante: «La riforma della
maggioranza è in alcune parti dannosa, in altre controproducente». E pensare
che per intercettare il voto moderato l?impallinato leader piddino Veltroni
auspicava riforme condivise. Maggio 2008: «Confermiamo la nostra disponibilità
a convergere sulle riforme per consentire al Paese di marciare più veloce, di
essere più moderno». Parola di Walter. Salvo poi gridare ai quattro venti:
«Sulla giustizia è difficile trovare un accordo se l?esecutivo insegue solo la
separazione delle carriere, lo svilimento del Csm o il blocco sostanziale delle
intercettazioni come strumento d?indagine». E ancora: «Il provvedimento sulle
intercettazioni sarà un regalo alla criminalità». Una bocciatura a priori. A
proposito di voti: si può provare a far funzionare la scuola, tornando al
maestro unico per dare un solo punto di riferimento ai bambini e valorizzare la
figura dell?insegnante. Oppure, sull?università, si può tagliare la giungla di
corsi inutili e razionalizzare le spese ma la condotta della sinistra sarà
sempre quella: rigettare, ripudiare, respingere. «La riforma Gelmini smantella
la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario
dei «no» della gauche c?è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul
piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav
al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina? L?opposizione arriccia il naso e fa
partire il «no» con l?Alta velocità: «Sono uno specchietto per le allodole di
fronte alla crisi». Già, la crisi. Forse abolendo l?Ici sulla prima casa,
sostenendo il potere d?acquisto dei meno abbienti con bonus famiglia e social
card arriverà qualche sì anche dall?opposizione? Macché. La social card «è
soltanto un?elemosina di Stato» e in fondo, parole di Veltroni: «è umiliante
per quanti la usano perché nei supermercati vengono identificati come
bisognosi». Sull?atomo è meglio lasciar perdere: getti le basi per aumentare
l?indipendenza energetica producendo, entro il 2020, circa il 20% del
fabbisogno di energia grazie al nucleare che alla sinistra scoppiano i nervi:
«Ennesimo spreco di denaro pubblico». E a proposito di sprechi: con il
federalismo, assicurando autonomia di entrata e di spesa agli enti locali, si
tira la cinghia sulle uscite dello Stato-Pantalone. Piacerà? No: «Determinerà
un aumento di spesa pubblica e burocrazia». E su
Alitalia? Salvi la compagnia di bandiera: privata, italiana e con un forte
partner internazionale. Volerà un applauso così, per sbaglio... Bersani: «Una
soluzione debole e problematica, molto più di quello che avrebbe potuto
essere». E te pareva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Secolo XIX, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Rivolta contro il
cemento il piano per l'edilizia Di Pietro: «Sarebbe come autorizzare una
rapina». Dure critiche anche dal Pd. I dubbi di Bossi i punti base della
proposta 09/03/2009 MENO VINCOLI 09/03/2009 Si potrà ampliare la cubatura di
immobili già esistenti nel limite massimo del 20%. Nel caso di ricostruzione ex
novo (consentita solo per immobili realizzati prima del 1989) l'incremento
potrà essere fino al 30% se si utilizzano tecniche di bioedilizia. 09/03/2009 '
09/03/2009 il mattonenel belpaeseNelle località di vacanza l'egoismo di pochi
devasterà il paesaggio di tutti antonio di Pietroleader Italia dei valori
09/03/2009 PIù CASE SUBITO 09/03/2009 Sono disponibili 550 milioni di euro per
realizzare 6mila nuovi alloggi popolari destinati a giovani coppie, anziani,
studenti, immigrati regolari. L'affitto sarà a prezzo calmierato e l'inquilino
potrà esercitare il diritto di riscatto. 09/03/2009 BONUS FISCALI 09/03/2009 Il
contributo sugli ampliamenti a carico di chi costruisce sarà ridotto del 20% in
generale e del 60% se si tratta della prima casa del richiedente o di un suo
parente fino al terzo grado. 09/03/2009 stop burocrazia 09/03/2009 Autocertificazione
per gli ampliamenti o la costruzione di nuovi alloggi. Norme più flessibili per
accertare se un'opera edilizia sia corretta. Più snella anche la soluzione di
eventuali controversie tra il Comune e chi costruisce. 09/03/2009 norme
a tutela 09/03/2009 Tutti gli interventi dovranno rispettare la normativa a
tutela dei beni culturali e paesaggistici e non potranno riguardare immobili
già costruiti in contrasto con le norme sull'abusivismo. 09/03/2009
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-09 - pag: 15 autore: FOOTPRINT
... Acquisti solidali in formato hi-tech O ggi, che la crisi scuote i mercati e
alimenta cattivi presagi, ci sono imprenditori che guardano al futuro con ottimismo,
che aprono nuove sedi, che non riducono il personale,anzi assumono. E investono
risorse nella responsabilità sociale. «Chi ha fatto della Csr la propria
vetrina- dice Pierluigi Bernasconi, a.d. di Mediamarket- oggi sarà certamente
in difficoltà. Chi invece, come noi, ha messo in atto comportamenti
responsabili coerentemente con i propri valori, e le proprie possibilità, non
fa altro che proseguire nell'impegno preso». Bernasconi ha aperto il primo
store della catena tedesca Mediamarket nel '
( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 9 mar. (Apcom)
- Il piano per il rilancio dell'edilizia che il Governo si appresta a varare fa
discutere i governatori regionali. Sui quotidiani di oggi le divisioni
rispecchiano abbastanza fedelmente gli schieramenti politici: se il presidente
della Regione Veneto Giancarlo Galan (Pdl) giura che "non ci sarà scempio
ambientale, Piero Marrazzo (presidente del Lazio, Pd) parla di "condono
surrettizio" e Maria Rita Lorenzetti (Umbria, Pd) accusa: "Così si
favorisce l'abuso e si distrugge il territorio". Dubbioso Raffaele Lombardo
del Movimento per le Autonomie, che governa la Sicilia assieme al Pdl: in
questa fase di crisi quanti, si chiede, potranno spendere per allargare la loro
casa? Lorenzetti, intervistata dall'Unità, chiarisce che "né il ministro
né il Governo ci hanno consultati", e per questo chiede di "fermare
tutto e discutere con le Regioni". A suo dire "una semplificazione è
augurabile. Ma non una deregulation selvaggia". I rischi? "Molto
abusivismo nasce da interventi di tamponatura di balconi e porticati. Così si
rischia di stimolare gli abusivi e distruggere il territorio". Per
Marrazzo il piano del Governo "è una scorciatoia per risollevare le
imprese. Invece è necessario conciliare le necessità dei cittadini con quelle
degli imprenditori e dell'ambiente". In più, osserva il governatore del
Lazio, i 550 milioni di euro previsti da Berlusconi non bastano: "E' la
stessa cifra - spiega - distribuita in tre anni che ha stanziato la Regione
Lazio per l'edilizia agevolata e sovvenzionata. E' evidente che i fondi
calcolati da Berlusconi sono insufficienti per tutta l'Italia". Lombardo
dal canto suo ricorda che "la Sicilia ha sofferto a lungo della piaga
dell'abusivismo, stiamo attenti - ammonisce - con le nuove cubature". Ma
il dubbio riguarda anche la concreta applicabilità delle nuove misure: "In
Sicilia - osserva - con i consumi depressi, non so quante famiglie possano
spendere 150mila euro per allargare la propria abitazione". Sul fronte dei
convinti si schiera senza esitazioni il veneto Galan, che sta per varare un
piano regionale per l'edilizia. "Questo ritornello dello scempio dei
centri storici e del paesaggio è un'idiozia infame. Stiamo parlando - precisa -
di un progetto che riguarda il patrimonio edilizio esistente". Galan
prevede che "si farà di tutto e di più per contrastare questo progetto,
soprattutto dalla parte più becera della sinistra e da quel
solito vecchio ambientalismo che quando decide di essere contro non ragiona più
né ascolta le ragioni degli altri". Poi fa appello ai suoi colleghi
governatori: "Perché tentennate, amici presidenti delle regioni rosse? Qui
non si tratta di violare vincoli paesaggistici, monumentali o architettonici:
ci limitiamo a sveltire la burocrazia".
( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Libero
abuso «Basta pastoie e burocrazia». Berlusconi strizza l'occhio ai
palazzinari e rilancia l'edilizia selvaggia contro la crisi: possibilità di
ampliare case e ville senza più vincoli urbanistici. Si riaffaccia anche il
condono: vita facile per gli abusivi. Venerdì il provvedimento al consiglio dei
ministri. Gli
ambientalisti: è il ritorno agli anni '60. Il no delle regioni rosse PAGINA5
( da "Manifesto, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LE MANI SULLA CITTÀ
Edoardo Salzano Scatenare gli «spiriti animali» della speculazione edilizia più
forsennata e rozza per dare uno choc all'economia, un colpo
alla burocrazia e un volano
enorme all'edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica
urbanistica dell'uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale
balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del 20% le cubature
di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree
coperte dagli edifici ad altra destinazione. Si potranno demolire e
ricostruire, con il 30% in più, gli edifici costruiti prima del 1989. Tutto
questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la
certificazione di un tecnico. Siamo alla follia. Si cancellano non pochi
decenni, ma alcuni secoli di tentativi di regolare un mercato (quello
dell'utilizzazione del suolo a fini urbani) che, lasciato alla spontaneità,
stava distruggendo le città e rendendone invivibili le condizioni per gli
abitanti e le attività. La regolamentazione del territorio nell'interesse
collettivo non nasce nei paesi del socialismo reale, e neppure in quelli del
welfare state, ma agli albori del XIX secolo nei paesi del capitalismo maturo.
Arrivò più tardi nei paesi in cui le debolezza dell'imprenditoria moderna
lasciava ampio spazio alla rendita, come l'Italia. Qui la regolamentazione urbanistica
venne introdotta, nell'epoca fascista, dopo un conflitto che vide, all'interno
di quel mondo, la vittoria delle forze del profitto su quelle della rendita: fu
nel 1942, quando la legge del fascista Gorla fu approvata contro le resistenze
dei difensori del privilegio indiscriminato della proprietà privata. Aumentare
le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per
di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le
condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico
delle reti dell'acqua e delle fogne, ridurre l'efficienza delle scuole, del
verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell'aria e dell'acqua,
ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza. Significa
privilegiare, nell'economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla
speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell'innovazione dei
sistemi produttivi, dell'utilizzazione delle risorse peculiari della nostra
terra. Non dimentichiamo che scatenare l'attività edilizia indiscriminata
provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di
testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del
patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese. Non è un caso
che uno dei presidenti regionali che darà il via al provvedimento è quel
Cappellacci, viceré della Sardegna in nome di Berlusconi, cui lo champagne di
festeggiamento del trionfo elettorale fu offerto da quel tale che aspetta di
costruire 300mila
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Aim di Milano, prima
matricola in primavera Le stime La prima matricola è attesa tra aprile e
giugno. L?Aim italiano, Alternative investment market, è ancora ai primi passi.
Partito solo a dicembre, grazie alla fusione di Borsa Italiana e London Stock
Exhange che ha consentito a Piazza Affari di usare il marchio dell?ormai collaudata
piattaforma londinese vuole sfidare la crisi, proponendosi come alternativa al
canale bancario per finanziare le piccole e medie imprese che vogliono crescere
e hanno bisogno di liquidità. Come all?Aim di Londra, dove sono presenti 1.600
small cap di 40 paesi, L?Aim di Milano punta a intercettare il vasto tessuto di
Pmi che finora hanno guardato con diffidenza all?ipotesi quotazione, sia perché
sono storicamente poco abituate ai meccanismi della finanza, sia perché
spaventate dalle lungaggini della burocrazia e dai
costi. Di fatto, la piattaforma è una sola. Restano ancora separate le due
piazze, che pero? arriveranno presto a una fusione. Identiche le procedure,
d?accesso, estremamente semplificate, che in teoria consentirebbero la
quotazione nel giro di 10 giorni. Per evitare che a pagare il prezzo della
semplificazione, in termini di minore trasparenza, siano gli investitori, c?è
la figura del "cosiddetto sponsor", il Nomad, nominated advisers,
responsabile nei confronti di Borsa Italiana della valutazione delle società
che richiedono l?ammissione ma anche della fase successiva alla quotazione. Un
ruolo chiave, dal momento che l?Aim è una borsa accessibile anche agli
investitori "retail". Importante, a questo fine, è l?ampliamento dei
membri che compongono il Nomad: Banca Akros, Centrobanca, Equita Sim,
Intermonte, Unipol Merchant. E, è di questi giorni la notizia, si è ora
aggiunto un sesto istituto, Mps Capital Services Banca per l?Impresa. Scopri
come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 9 Marzo 2009,
Il centrodestra universitario rappresentato dai movimenti Azione Universitaria
(AN), Studenti per le Libertà (FI), e Movimento Universitario Padano (Lega),
concorrono alle elezioni per il Senato Accademico con una lista unitaria
denominata "L'ora del merito". Vogliono rimarcare l'azione del
Governo, che con i primi provvedimenti assunti ha voluto mettere al primo posto
nell'agenda politica universitaria il concetto di meritocrazia che ormai da
anni era stato messo all'angolo da molti atenei italiani. Mattia Ardenghi,
candidato capolista al Senato Accademico per la lista "L'ora del
merito" dichiara: «Spero che durante l'inaugurazione dell'anno accademico
il rettore tracci delle nuove linee guida in grado di modernizzare e rendere
competitiva la nostra Università. Nel programma elettorale che andiamo a
proporre agli studenti ci siamo soffermati proprio su questo: meno burocrazia, meno sprechi, più
tecnologia, più legami tra università e mondo del lavoro e soprattutto più meritocrazia
nell'accesso alle carriere universitarie». Aggiunge Marco Schiesaro candidato
capolista al consiglio di amministrazione: «Gli studenti oggi hanno bisogno di
una università che sia in grado di offrire loro degli strumenti per essere un
domani competitivi nel mondo del lavoro. Una università libera da
ideologie che sia veramente accessibile a tutti e nei quali tutti possono
concorrere alla crescita culturale dell'ateneo. In questi giorni abbiamo
assistito ad atti di intolleranza e di violenza nei confronti e di studenti e
di ospiti illustri dell'università da parte dei soliti facinorosi
dell'ultrasinistra. Ci auguriamo che gli studenti premino il nostro programma
per evitare che tutto questo non accada più».
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
È nata l'Unione
degli immigrati. «Vogliamo collaborare con le istituzioni locali per i permessi
di soggiorno» Lunedì 9 Marzo 2009, Fino a due anni per un permesso di
soggiorno. Gli immigrati propongono una cordata per sgravare di lavoro la
Questura. "L'assistenzialismo non ci interessa, ma chiediamo
di poter vivere in una società in cui la burocrazia non ci impedisca di lavorare e di sentirci delle persone come le
altre. Non vogliamo irrompere con prepotenza nella città, scombinando le
tradizioni ed imponendo le nostre usanze. Cerchiamo il dialogo e miriamo a
farci conoscere, per condividere il nostro modo di vivere e conoscere quello
dei vicentini che ci ospitano". Con queste parole Ousmane Condè
descrive gli obiettivi principali dell'Unione degli immigrati, nata proprio
ieri mattina, frutto della ferma intenzione di un gruppo di rappresentanti
delle più numerose comunità presenti nel vicentino di integrarsi al meglio nel
territorio, senza pretese, ma con l'intento di farsi conoscere. Filippine,
Ghana, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Bangladesh e Sri Lanka sono solo alcuni
dei paesi di provenienza degli immigrati che fanno parte del direttivo
dell'Unione. Migliaia di persone che non intendono arrogarsi diritti con
prepotenza, ma cercare di integrarsi nel tessuto sociale, rispettandone le
usanze, le leggi e rispondendo ai doveri civici che si assumono tutti gli altri
cittadini. Si offrono persino di collaborare con le istituzioni, per rendere
meno angosciante l'attesa dei permessi di soggiorno. "La nostra vita è legata
alla concessione del permesso di soggiorno - spiega Ousmane Condè, a capo del
direttivo di otto persone dell'Unione degli immigrati - e questo non
contribuisce certo alla regolarizzazione degli stranieri. Attendere fino a due
anni il permesso di soggiorno, e spesso riceverlo scaduto o prossimo alla
scadenza, significa incentivare la clandestinità. E chi non lavora, è risaputo,
non può che darsi ad attività illecite. Non vogliamo che questo accada, perciò
ci offriamo di aiutare le istituzioni, riconoscendo l'immane lavoro che stanno
facendo". Una proposta concreta, dunque, prevede l'apertura di uno
sportello per gli immigrati. "Semplificare il lavoro della Questura -
conclude Ousmane Condè - ci può aiutare ad ottenere prima il permesso di soggiorno,
quel pezzo di carta indispensabile per sentirsi parte di una comunità, come
vogliamo essere. L'Unione, ci teniamo a sottolinearlo, è un organismo
indipendente e non legato ad alcuna realtà sociopolitica. Un braccio degli
immigrati che si propone soltanto di tutelarne i diritti ed educarli alla
legalità ed alla convivenza civica". Matteo Crestani
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ospedale, il segreto
di De Anna «Presto servizio d'eccellenza» Lunedì 9 Marzo 2009, È ancora il tema
del nuovo ospedale cittadino a tenere banco all'annuale assemblea
dell'associazione provinciale "Amici del cuore Domenico Zanuttini",
ieri mattina nel ristorante Al Parco, a Fontanafredda. La crisi economica è una
minaccia concreta, al punto che, come ha evidenziato il sindaco Sergio
Bolzonello, si rischia di dover compiere un passo indietro, ripristinando il
progetto iniziale, «non senza conseguenze disastrose». A dare il via agli
interventi è stato l'appello lanciato dal presidente Renato Battiston che,
nella sua relazione morale, ha evidenziato come non debba venir meno la
continuità assistenziale nei confronti dei pazienti che, fino al 2015, saranno
ospitati nell'attuale ospedale. «Vigileremo e non mancheremo di intervenire
affinché nel caso di precarietà e ritardi, purtroppo sempre
possibili quando ci sono di mezzo politica e burocrazia, a pagarne il prezzo non sia il malato. Vogliamo garanzia di
continuità e mantenimento dei servizi attuali». Da qui la presa di posizione
del primo cittadino. «Siamo d'accordo con questa giunta regionale - ha detto
Bolzonello - sulla scelta esterna di collocazione del nuovo ospedale.
Però voglio evidenziare la necessità di accompagnare questo progetto con una riflessione
sul futuro della sanità del Friuli Occidentale e sull'integrazione con gli
altri ospedali». La crisi economica in questo momento rappresenta la variabile
principale: «Il progetto di finanza, a sostegno del nuovo ospedale di Pordenone
e per quello di Cattinara - ha continuato - prevede una parte a carico di
privati che avranno la possibilità di rifarsi, gestendo i servizi non sanitari
del nuovo presidio. A Trieste sono contrari. Credo sia difficile rientrare,
amministrando mensa e parcheggi. Non vorrei che si fosse costretti a compiere
un passo indietro, includendo i servizi sanitari. Un vero disastro. Per questo
motivo non porteremo in consiglio comunale la variante». Da qui l'affondo: «Il
9 aprile questa giunta regionale compirà un anno. Sono preoccupato. Sono
convinto della bontà di questo progetto, ma il sistema inizia a scricchiolare:
o nel giro di 1, 2 mesi vedremo qualche atto concreto, intendo delibere e
determine; oppure questa Giunta sarà costretta a ritornare al progetto
precedente. Ciò sarebbe devastante». Questo perché, come aveva anticipato
l'assessore comunale Giovanni Zanolin, il nuovo ospedale poggia su un sistema
finanziario importante: «Finanziamenti per 160 milioni di euro stanziati dalla
Regione e 80 milioni di euro quale apporto di privati che potranno recuperare
gli investimenti, gestendo alcune funzioni non sanitarie. Non sarà facile
trovare imprese disponibili. Sarebbe meglio un finanziamento interamente
regionale». A seguire, l'assessore regionale Elio De Anna, che ha messo in luce
il ruolo di questo ospedale di aria vasta, che ha una funzione di cerniera con
il Veneto per un bacino di oltre 300 mila persone: «Auspico una sinergia con il
Cro di Aviano. Quello di Pordenone sarà un ospedale di riferimento per un
territorio vasto, ancora di più quando sarà dotato di un servizio di eccellenza
per l'intera regione. Purtroppo, non posso anticipare nulla su questo tema».
Alessandra Betto
( da "Gazzettino, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'edilizia soffre a
Nordest Un taglio alla burocrazia
Lunedì 9 Marzo 2009, È con grande soddisfazione che valutiamo l'apertura del
passante, una grande opera infrastrutturale attesa da decenni dal Veneto.
Questi
( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Un paradosso il G8
qui da noi» Il capogruppo del Pd al Comune ricorda che tutte le classifiche ci pongono agli ultimi posti Un incontro per capire
la politica e la burocrazia
spiegata ai politici dai tecnici. Domenica alle 16 nella sala Costanza Bruno di
via Malta, nell'ambito delle iniziative volte a migliorare la conoscenza dei
provvedimenti amministrativi che caratterizzano la vita degli enti locali in
cui ciascun consigliere svolge un ruolo di grande responsabilità, anche
in vista dell'ormai prossima scadenza per l'approvazione del bilancio di
previsione 2009, fissata dall'Assessorato regionale agli enti locali il 31
marzo, il presidente del Consiglio provinciale Michele Mangiafico, e del
Consiglio comunale, Edy Bandiera, hanno organizzato un incontro formativo
rivolto ai consiglieri provinciali e comunali e ai consiglieri di
circoscrizione che avrà per oggetto lo strumento finanziario, l'iter della sua
approvazione, il ruolo del collegio dei revisori e del consiglio, gli
emendamenti alla proposta dell'Amministrazione, i piani esecutivi di gestione e
non solo. L'incontro sarà condotto dal funzionario incaricato
dall'amministrazione provinciale per la redazione del bilancio di previsione,
Giovanni Vinci, e dal ragioniere generale del Comune, Giorgio Giannì.
( da "Tempo, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa politica De
Santis: «Costruiremo il grande centro con l'Udc» L'Udc mira a costruire un
grande centro moderato nella provincia di Frosinone e lo fa puntando su una
candidatura eccellente alle provinciali. Le indiscrezioni sull'imminente
discesa in campo di Domenico Marzi, sono state confermate dall'ex vice
segretario provinciale del partito Gianfranco De Santis: «La candidatura alla
presidenza della provincia di Frosinone dell'avv. Marzi, per la concretezza e
l'esperienza maturata alla guida del capoluogo, è all'altezza non solo per
l'Udc ma per la Ciociaria. Un presidente che saprebbe rappresentare al meglio
il nostro territorio». De Santis ha anche confermato le dichiarazioni del
segretario regionale Udc, Luciano Ciocchetti, che qualche giorno fa aveva
parlato di una convergenza di idee tra l'ex sindaco di Frosinone e la linea del
partito: «Condividiamo le sue dichiarazioni sulla necessità di un
alleggerimento delle istituzioni, che passi anche attraverso il superamento
delle Province; la semplificazione amministrativa nel rapporto
cittadino-istituzioni; la riduzione dei costi e dei tempi
della burocrazia; le
maggiori risorse a favore dei Comuni a vantaggio dei servizi e dei cittadini.
La capacità politica di Marzi nell'affrontare le questioni amministrative e la
profonda conoscenza del territorio provinciale e dei suoi problemi da parte dei
nostri quadri di partito, sono la risposta migliore alle esigenze di sviluppo
della nostra provincia». E dalla condivisione delle linee generali,
l'Udc passa alla convergenza programmatica sui punti prioritari del proprio
programma elettorale: i servizi alla persona, la sanità, l'aeroporto e le
infrastrutture, il rilancio dell'occupazione e delle attività produttive,
l'ambiente e il territorio. «Sono certo – ha dichiarato De Santis – che l'avv.
Marzi li condividerà e noi siamo contenti di poterli condividere con lui».
L'Udc ribadisce la propria identità di partito «che non si è fatto annettere»,
ma che cerca consensi. «La visione aperta della politica ci consentirà di
costruire per primi nella provincia di Frosinone, quel grande centro moderato
che è partito da Todi e che segnerà il rinnovamento della politica italiana –
ha aggiunto De Santis, che ha difeso le scelte del commissario provinciale
Formisano – L'Udc di Frosinone non è una cassaforte chiusa a sette mandate e
chiunque può aspirare ad entrarvi o tornare a farne parte». Giovedì prossimo
sarà il comitato provinciale a esprimersi sulla candidatura di Marzi, anche se
dal confronto alla base è già emersa larga condivisione.
( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«x factor» Stasera
si tifa per Daniele Magro Il giovane cantante agrigentino è ancora in corsa per
il successo nel talent show servizio 44 Scadranno domani i 15 giorni durante i
quali è stata pubblicata all'albo del Comune la graduatoria relativa al
concorso per comandante del corpo di Polizia municipale del capoluogo. Dunque a
partire da dopodomani il segretario generale potrebbe predisporre tutti gli
atti per l'immissione in servizio di Cosimo Antonica che è risultato vincitore.
Ma a quanto sembra, sono sorte delle difficoltà di carattere economico. Pare,
infatti, come confermato dal sindaco Marco Zambuto, che le casse municipali non
siano in grado di sopportare l'aggravio che verrebbe provocato dall'assunzione
di un dirigente di livello così elevato. Tutto verrebbe così rinviato a tempo
indeterminato, vanificando gli sforzi effettuati dalla commissione per definire
il concorso in tempi rapidi. Vale la pena di ricordare che, dopo
l'effettuazione delle prove scritte, la stessa amministrazione comunale decise
di annullare gli atti fino a quel momento compiuti, ritenendo che vi fossero
delle irregolarità nella procedura seguita. Invece, su ricorso di uno dei
partecipanti, il Tar prima ed il Cga dopo stabilirono che tutto era stato fatto
correttamente per cui il concorso poté essere portato a compimento. Adesso è
sorta quest'altra complicazione che determina una situazione molto difficile e,
per certi versi, anche imbarazzante. Da un lato il corpo della polizia
municipale, che dal pensionamento di Enzo Nucera è stato guidato con ottimi
risultati da Ina Inglima, collaudato alto dirigente della burocrazia comunale, rimane senza un
comandante titolare, ma dall'altra parte fa emergere ancora la difficile
situazione delle casse comunali. Il sindaco negli ultimi mesi ha sempre cercato
di tranquillizzare l'opinione pubblica affermando che sono stati fatti notevoli
progressi sulla strada del risanamento. Salvatore Fucà
( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 9 mar
- ''Il progetto di Berlusconi con il piano casa non e' quello
di ridurre la burocrazia,
che andrebbe pur bene: in realta' e' un altro tentativo di aggirare le
regole''. Lo sostiene il presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato,
Felice Belisario, per il quale ''l'edilizia e' senza dubbio il principale
settore trainante dell'economia, ma va incentivata rispettando la legalita'''.
Per Belisario ''bisogna puntare sull'edilizia pubblica mentre per la privata e'
necessario stabilire norme certe e prevedere maggiori controlli contro gli
abusi. Non vorremmo che, con la scusa di ampliamenti e ricostruzioni,
eliminando le licenze edilizie, venisse data ai soliti palazzinari mano libera
per cementificare l'Italia, senza alcun rispetto per l'ambiente e l'assetto del
territorio''. ''Berlusconi puo' fare i suoi spot come crede, ma poi ha il
dovere di rispettare le competenze dei vari livelli istituzionali, a partire
dai Comuni e dagli altri enti pubblici. Come Italia dei Valori - conclude
Belisario - vigileremo attentamente perche' questo provvedimento non si risolva
nel solito regalo ai furbetti del quartierino''.
( da "Adnkronos" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CASA:
BONAIUTI, DALLA CRISI SI ESCE NON CON PAROLONE MA CON FATTI CONCRETI OBIETTIVO
MENO BUROCRAZIA E LAVORO AD IMPRESE commenta 0 vota 0 tutte le notizie di
ECONOMIA ultimo aggiornamento: 09 marzo, ore 16:46
( da "Sestopotere.com" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Razzismo: Ronchi,
Frattini ha fatto benissimo su conferenza Onu sul razzismo (Durban II)
(9/3/2009 17:54) | (Sesto Potere) - Roma - 9 marzo 2009 - "La prossima
settimana sarò in Romania per continuare il dialogo con le autorità
romene". Lo ha annunciato il Ministro per le Politiche Europee, Andrea
Ronchi, nel corso di un Forum all'Ansa. "Credo che nell'ambito della
sicurezza e della legalità non possano esserci incertezze". Il Ministro ha
anche ricordato come sui rapporti tra scelte nazionali e politica comunitaria
"la stella cometa deve essere quella dell'interesse nazionale".
"Sia sul lato della sicurezza che su quello dell'impatto ambientale questa
è la linea che ha contraddistinto questo governo, perché credo che l'interesse
di chi ci ha votato sia quello che venga difeso l'interesse nazionale. E' ovvio
poi che le iniziative devono essere consone allo spirito europeo, ed in questo
governo non c'è stato nulla in distonia con l'Europa. E' anche vero, però che l'Europa deve cambiare passo, rispetto all'Europa della burocrazia e dei bollini". Sul tema
dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, il ministro
Ronchi ha precisato che "non ci corre dietro nessuno" e intendiamo
aprire "un confronto con le parti sociali, con quelle che ci stanno.
Noi dobbiamo ragionare nell'interesse nazionale. Dobbiamo fare un sistema che
possa tutelare i più deboli, le fasce d'Italia che arrancano". Sul
Trattato di Lisbona "è nostra intenzione rilanciarlo ma bisogna che gli
altri paesi ci vengano dietro. Dobbiamo essere realisti: quanto tempo abbiamo
perso per gli egoismi degli stati sovrani? Troppo". E si auspica
l'adesione di Irlanda e Repubblica Ceca. Per il ministro Ronchi, "Frattini
non ha fatto bene, ha fatto benissimo" decidendo che l'Italia non
parteciperà alla conferenza Onu sul razzismo (Durban II). "Non possiamo
avere dei distinguo sull'antisemitismo. Quando parliamo di questi argomenti
alla fine si va sempre all'attacco di Israele. E' una cosa che deve finire. Su
un tema come questo ci possono essere diverse strade ma dobbiamo avere il
coraggio di fare scelte dure".
( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 9 mar. (Apcom)
- Il 4 febbraio scorso l'Inps di Casarano (Lecce) ha richiesto il reddito
annuale del 2008 ad una ragazza in coma vegetativo da 16 anni "per
consentire agli uffici di adeguare la sua pensione ai redditi dichiarati":
per il responsabile dell'osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti
dell'Associazione 'Giuseppe Dossetti', Corrado Stillo, "è davvero
umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito
annuale da una burocrazia
sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia". "Mentre
rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere
concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad
Eluana Englaro - continua Stillo - esprimiamo la nostra solidarietà alla
famiglia di E.L. che senza pubblicità e senza suoni di trombe accudisce
amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità".
"Chiediamo anche all'Inps di adeguare le procedure di fronte a casi come
quelli di stato vegetativo permanete, evitando così ridicole quanto offensive
richieste burocratiche che - conclude - appartengono ad una realtà superata
dalla scienza e dal buon senso".
( da "Quotidiano.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ancora niente
indennizzi per il fermo pesca straordinario 2008 Ascoli Piceno | Rossi e
Capriotti sollecitano scrivendo alla Direzione generale della Pesca e
dell?Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali. Sono
passati oltre sei mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro
stanziati dal Governo con un decreto legge del luglio 2008, poi convertito in
legge a settembre, per assicurare un fermo straordinario di un mese "in
dipendenza della situazione di crisi riguardante il settore della pesca anche a
seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione". Per le barche
del compartimento di S. Benedetto, il Ministero stabilì lo stop di emergenza
dal 4 agosto al 2 settembre 2008. Sei mesi senza vedere uno degli euro
promessi, dunque, e su quelle somme le imprese facevano affidamento per rendere
meno pesante una situazione che, per il comparto, è davvero difficile. Per
sapere a che punto si trova l'istruttoria per la liquidazione degli indennizzi,
il Presidente della Provincia Massimo Rossi e l'Assessore alle politiche del
mare del comune di S. Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione
generale della Pesca e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole
e forestali. "Riteniamo che in casi come questi -
dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure.
D'altronde il decreto di luglio era formulato in modo molto preciso indicando
le fonti del finanziamento di 35 milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo
centrale per il credito peschereccio). Anche le successive disposizioni
regolamentari emanate dallo stesso Ministero per quanto concerne le modalità di
attuazione del fermo temporaneo, l'entità del premio, le relative erogazioni e
la definizione dei periodi di fermo sono state puntualmente eseguite dalle
aziende. Non vediamo dunque altre ragioni valide per ritardare la liquidazione
di queste somme che sono indispensabili per assicurare un minimo di prospettive
alle nostre imprese del mare". 09/03/2009
( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Immigrazione:
servizio informativo della Cna per le imprese CATANZARO. La Confederazione
nazionale dell?artigianato di Catanzaro ha aperto ?Cna world?, un servizio
informativo per rispondere alle esigenze dei lavoratori stranieri e dei datori
di lavoro, che hanno a che fare con il disbrigo delle pratiche per
l?immigrazione. ?Ottenere in tempi rapidi il permesso di soggiorno, in molti
casi - afferma in una nota il segretario provinciale di Catanzaro della Cna,
Nicola Mastroianni - rappresenta l?ostacolo più duro da superare per gli
stranieri che intendono soggiornare in Italia per più di tre mesi. Le pratiche
sono tante e la burocrazia il più delle volte è molto
lenta. A tutto ciò si aggiunge la difficoltà della lingua, che può rendere
ancora più complicato e lungo il normale iter. Ma il permesso è indispensabile
per lavorare, studiare e ottenere le cure mediche dal servizio sanitario?. ?Il
nuovo servizio della Cna - afferma ancora Mastroianni prevede inoltre diverse
forme di assistenza e consulenza alle imprese e ai titolari. CNA World
Catanzaro si propone di offrire un punto di rappresentanza per le imprese con
titolare straniero già avviate, mentre per i cittadini immigrati che vogliono
fare impresa è prevista assistenza nella valutazione della propria idea imprenditoriale
e un accompagnamento nella sua realizzazione e nel suo radicamento. Con questa
iniziativa ci proponiamo di rimuovere gli ostacoli che impediscono a questi
imprenditori di competere sul mercato assumendo, al pari degli altri, il
rischio della loro attività imprenditoriale. CNA World Catanzaro vuole essere
una prima risposta concreta anche in questa direzione e si propone come luogo
di incontro e rappresentanza degli imprenditori stranieri, capace di metterli
in rete in primo luogo in quanto imprenditori, a prescindere dalla nazionalità
d?origine?. (09-03-09)
( da "KataWeb News" del 09-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Casa: Bonaiuti,
Franceschini ha Una posizione talebana 9 marzo 2009 alle 17:48 — Fonte:
repubblica.it — 0 commenti La bocciatura del piano casa del Governo da parte
del segretario del Pd Dario Franceschini è "una posizione talebana, di
quella sinistra che dice no a tutto in nome della lotta alla cementificazione.
Una parola grossa che usa il leader del Pd con l'illusione di dare più forza ai
suoi concetti". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio, Paolo Bonaiuti, a Radiocity. "Il problema casa c'è -- aggiunge
Bonaiuti -- così come ci sono delle regole precise. L'aumento delle cubature
sarà subordinato alle regole delle regioni e solo se compatibile con i piani
regolatori e non si presterà a speculazioni". Il piano, secondo Bonaiuti,
ha due obiettivi: "Il primo, a lungo termine, riguarda
l'eliminazione della burocrazia, la semplificazione, mentre il secondo riguarda la crisi in
corso e la possibilità di far riprendere a lavorare tutte le piccole e medie
imprese. Dalla crisi non si esce con le grandi parolone della sinistra ma con
progetti concreti che danno lavoro alle persone". Bonaiuti è
convinto che si possa trovare un accordo sia con le regioni di destra sia con
quelle di sinistra. "Quando c'è stata la discussione sugli ammortizzatori
sociali, tutti escludevano che si sarebbe trovato un accordo con le regioni ed
invece l'intesa è stata siglata. Le regioni hanno svolto in modo imparziale il
loro dovere. Io credo che si troverà un accordo. Escludo la volontà del Governo
di cementificare". AGI