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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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L'ombra
della burocrazia sul porto ( da "Stampa, La"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ALBENGAMANCA
UNO STUDIO APPROFONDITO SUI DANNI ALLE BARRIERE DI POSEIDONEA L'ombra della
burocrazia sul porto ALBENGA Nuovi ostacoli sulla strada del porto. L'iter
burocratico sembrava avere ricevuto un'accelerazione decisiva nelle ultime
settimane, ma adesso gli aspetti ambientali tornano prepotentemente alla
ribalta, col rischio di bloccare la costruzione dell'opera.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa è
diventata sinonimo di multicultiralismo, di costruttivismo, di burocrazia e di
nuovi diritti da imporre anche al cospetto della sovranità popolare che si
esprime al livello degli stati nazionali». E oggi? «Oggi si torna all'Europa
dei fondatori. L'europeismo alternativo è fallito. Guardi all'Olanda, al
modello olandese.
Comitato
tecnico delle multinazionali ( da "Tempo, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono state i
tempi della burocrazia, l'elevato costo dell'energia, lo stato e la carenza
delle infrastrutture, il costo della manodopera. Tra gli elementi positivi sono
stati, invece, evidenziati la flessibilità del lavoro, la competitività delle
produzioni, la logistica territoriale, la qualità del capitale umano e le
positive relazioni industriali.
ma
anche il cielo ha i suoi confini non solo burocratici - luca mercalli
( da "Repubblica,
La" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Paradossalmente,
proprio ora che volare è diventato più facile per tutti, la burocrazia fa più
paura dei cumulonembi: le normative aumentano e gli spazi aerei, affollati di
voli militari e commerciali, si restringono. Da terra non si vede, ma il cielo
è sempre più delimitato da confini invisibili.
di
GIULIO PANZANI FUCECCHIO SEI MESI, forse a...
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ordinaria
burocrazia le cui pastoie rischiano di compromettere, con gli interessi dei
clienti, l'immagine stessa dell'agenzia fucecchiese. OLTRE ai problemi per i
duplicati delle patenti rilasciate in Italia si sta facendo sempre più
consistente il disagio degli immigrati, che in base alla normativa vigente
hanno diritto al riconoscimento e alla convalida della patente ottenuta all'
Ici
evasa, recuperati 700mila euro ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Noi del Pdl
crediamo che per uscire dalla crisi economica e per riportare in salute le
casse cittadine servano degli interventi seri e diretti, come una riduzione
della burocrazia, misure volte ad attrarre sul territorio investitori privati
per il rilancio dell'economia cittadina". Image: 20090607/foto/205.jpg
MENTRE
si trovava nella casa di Agnola in pausa di riflessione con la ...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
motivo dominante
è sempre stata la voglia dei ragazzi a creare la propria impresa e fare
innovazione in parte frustrata dalla burocrazia e dalla mancanza di capitale di
rischio». Anche in questo caso, Paolo non ha perso l'occasione di nominare la
sua "isola verde" di Agnola. L'intervista è ancora visibile
collegandosi a: http://italy.usembassy.gov/Face2Face/cc. Vittorio Innocente
operata
a lanciano la paziente di galzio ( da "Centro, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza poter
far nulla, in attesa che la burocrazia facesse il suo corso. Quando tutto
sembrava risolto con il nulla-osta della Asl dell'Aquila, indirizzato al
direttore sanitario di Teramo, abbiamo saputo che al professor Galzio non
sarebbe stato consentito entrare nella sala operatoria di neurochirurgia di
Teramo».
La
scuola è malatama il virusnon l'ha sparsoquesto governo
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la scelta
degli organici non spetta ai dirigenti scolastici ma è rimasta appannaggio
dell'alta burocrazia ministeriale e sindacale. Potrei andare avanti
all'infinito. Ma il punto fondamentale rimane a mio parere questo: è la scuola
che è malata, non è questo governo che l'ha fatta ammalare. 07/06/2009
Il
primo disco degli
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tempi della
burocrazia non coincidono con le esigenze degli imprenditori del settore. La
spiaggia non serve solo agli stabilimenti balneari, ma anche alla nautica, allo
sport, all'attività dei villaggi turistici: la spiaggia, però, qui non c'è. O
meglio, non c'è più o ce n'è sempre meno: il mare se la sta portando via.
Rolando,
medico-pittore nelle sue tinte forti e piene ci sono i colori dell'anima
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poco
diplomatico, poco incline alle mediazioni, infastidito dalla burocrazia
sanitaria come dagli intrighi dell'universo dell'arte. Piano piano comunque le
esposizioni si sono succedute e le soddisfazioni sono arrivate. Lavora e
dipinge come un matto', dorme q. b. «Non ho la macerazione dell'artista, mi
diverto.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sembra la
classica storia di ordinaria burocrazia, ma anche di conflitto di competenze,
Chi parla e protesta è Ivana Centin, titolare del negozio «L'Arte della
Cornice» in pieno centro storico a Badia Polesine. E' lei che si lamenta dei
danni subiti dalla sua attività per quanto successo, danni riconducibili sia
all'aspetto economico che di immagine.
TRASIMENO
SI VA VERSO un'estate difficile per il turismo: ...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
giorni scorsi
alla Regione da parte di vari rappresentanti istituzionali locali: ovvero
varare al più presto un atto di indirizzo che assuma la veste di piano
triennale per il Trasimeno, indicando con precisione tutti gli interventi da
compiere e le modalità di esecuzione. «L'idea va nella direzione giusta. Ma
occorre che queste proposte si perdano nei meandri della burocrazia».
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
efficiente e un prelievo fiscale del 25%, contro il 50 e oltre in Italia». Ma a
preoccupare Rizzo è soprattutto il rapporto con le banche: «La verità è che non
ci paga più nessuno ha denunciato Rizzo . Se tutto va bene i committenti
saldano dopo 120-150 giorni, alcuni non saldano e basta.
E
spunta il timore di
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si attendeva
una sostituzione che coinvolgeva la burocrazia, Berlusconi lo seppe e
intervenne, scocciato, a suo modo: «Pago tutto io!». Ma a questo punto, dicono
alcuni big di Forza Italia, un interrogativo sorge spontaneo: come mai non sia
stata risolta a tempo di record anche la bonifica dei punti di territorio che
«vedono» la tenuta del premier.
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
miliardi il
fondo di garanzia per le Pmi e nel prossimo Cdm porteremo norme sul fisco e per
semplificare la burocrazia». E sui precari? «Il fondo ammortizzatori sociali è
passato da
Una
vita in salita e la burocrazia contro
( da "Arena,
L'" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
30 «Una vita
in salita e la burocrazia contro» Qualche aiuto dal Comune ma per i piccoli
disabili ogni servizio dovuto deve essere conquistato Com'è la vita quotidiana
di una famiglia con dieci figli di cui quattro handicappati? Il ménage non è
certo agevole. A partire dalla casa.
L'agente
immobiliare ( da "Arena, L'"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
serietà degli
aderenti e quindi dei clienti ed ho cominciato la mia attività di ditta
individuale, tra tanta burocrazia e spese continue. Ho cominciato a settembre,
con tanta buona volontà e tanta passione, carne al fuoco ce n'è ma con la crisi
chiudere un affare è difficile. Ho finora visto solo uscire tanti soldi. A
volte, presa dallo sconforto, rimpiango un lavoro alle dipendenze.
Lo
stato si riprende i soldi per la ricerca
( da "Stampaweb,
La" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più curiosi
della fervida burocrazia italica. Questo «virus» colpisce qualunque
stanziamento. Se entro tre anni dall?assegnazione i soldi non sono usati, lo
stanziamento muore. Ovvero ritorna al ministero del Tesoro, che lo incamera e
lo usa come più gli aggrada. Riassegnarlo per terminare quel che si era
cominciato è a totale discrezione del dicastero guidato da Giulio Tremonti.
con
l'energia solare faranno rinascere il paese in agonia
( da "Tirreno,
Il" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quelli più
esperti in cose di burocrazia vanno a spulciare leggi e regolamenti. Altri
ancora iniziano a fare un po' di conti. Così nasce Solagria, società senza
scopi di lucro il cui presidente è proprio Andrea Signori. La missione di
Solagria è di una semplicità quasi imbarazzante: ricavare utili dalla
produzione di energia pulita,
La
Prefettura pronta a fine anno. La Questura no
( da "Corriere
Adriatico" del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I tempi della
burocrazia italiana sono questi", allarga le braccia e sospira il
commissario Michele De Feis che da cinque anni sta cercando di districarsi tra
faldoni, lavori, gare e appalti. Di concluso c'è ancora ben poco tant'è che lo
stesso De Feis, così come i suoi colleghi commissari di Monza e
Barletta-Andria-Trani stanno attendendo disposizioni da Roma sul che fare:
Il
virologo, in corsa per il Rettorato del prossimo quadriennio, tesse l'elogio
della libertà del corpo docente e della ricerca universitaria La ricetta di
Palù: dialogo con il ter ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
taglio della
burocrazia, maggiore trasparenza e collegialità Domenica 7 Giugno
Tutti
i rischi della congiuntura economica Qualche mese fa feci delle riflessioni,
pubbl... ( da "Gazzettino, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con lui le
imposte e l'Iva, la burocrazia, sono stati aumentati. L'immigrazione è stata,
anche lei, molto aumentata (dappertutto) per il raggruppamento familiare e
anche per la poligamia e infine aprì la porta a F. Mitterrand, ai socialisti e ai
comunisti. Ancora oggi i francesi pagheranno tutto questo.
danni
sul lungomare per il maltempo ( da "Tirreno, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ciò provoca
gravi danni per gli esercenti: i tempi della burocrazia non coincidono con
quelli dell'economia, e siamo noi a farne le spese». Non è cosa nuova infatti
il problema della mancanza di spiaggia per la città del golfo; negli ultimi
anni poi si è anche acuito il fenomeno erosivo e molti tratti sono stati
letteralmente inghiottiti dal mare.
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA SALVO SAPIO IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, PER COMPILARE
L'A... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Perché la
burocrazia stavolta (e una volta di più) pare portare proprio in un vicolo
cieco. C'è, infatti, una norma (bella e civile) che sancisce come «tutti i
minori, presenti sul territorio nazionale e nei diversi gradi e ordini di
scuola hanno diritto all'istruzione, indipendentemente dalla regolarità della
loro posizione di soggiorno»
Maturità
da clandestini ( da "Stampa, La"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E lei, che
per la burocrazia non esiste neppure, il codice non ce l'ha. E' paradossale la
storia di questa ragazza che a Napoli frequenta un liceo linguistico con il
massimo dei voti, che conosce sei lingue e ha una cultura che pochi studenti
italiani possono vantare.
Disabile
respinto dal seggio, poi vota grazie alla patente
( da "Stampa,
La" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un documento,
accettato dal presidente del seggio, che ha vinto l'insensibilità della
burocrazia. «Ci sono rimasto male - racconta il disabile -. Non è simpatico
sentirsi dire che non puoi votare perchè sei disgraziato. Però ora l'amarezza è
passata e non voglio fare polemiche».
L'anagrafe
all'ufficio postale ( da "Stampa, La"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA BUROCRAZIA
SI RINNOVA L'anagrafe all'ufficio postale I cittadini residenti nel Comune di
Milano potranno richiedere e ritirare i certificati comunali anche all'ufficio
postale
Timore
di
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stituzione
che coinvolgeva la burocrazia, Berlusconi lo seppe e intervenne, scocciato, a
suo modo: «Pago tutto io!». Ma a questo punto, dicono alcuni big di Forza
Italia, un interrogativo sorge spontaneo: come mai non sia stata risolta a
tempo di record anche la bonifica dei punti di territorio che «vedono» la tenuta
del premier.
Ripescati
diciassette corpi Ansia a casa Cordioli
( da "Arena,
L'" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che la
burocrazia sveltisca le pratiche. Ci interessa, per motivi legati al lavoro e
all'impresa, che arrivi un documento ufficiale che attesti che papà era a
bordo». Oltre al grande dolore, inÈfatti, i Cordioli si trovano in difficoltà
con l'impresa Edilcostruzioni fondata da Agostino che ne era l'amministratore.
Mohamed
operato grazie alla solidarietà ( da "Arena, L'"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la
burocrazia libica bloccava il rientro a Genova del bimbo. Aveva cinque anni
Mohamed quando gli furono riscontrati i primi sintomi della malattia, aplasia
midollare acquisita, diagnosticata al Tripoli Medical Center dal responsabile
medico del reparto di oncologia pediatrica Salem El Zarrouk.
Parla
sei lingue ma è clandestina,non può dare l'esame di maturità
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e le sue
aspirazioni si è frapposto un grande ostacolo: la burocrazia. Essendo
clandestina, non ha documenti italiani, non ha il codice fiscale e il
tesserino, in base a una circolare del Ministero dell'Istruzione del 22 maggio
scorso, è obbligatorio per sostenere la prova scolastica. E' una vicenda
tipicamente italiana, cominciata quando il ministero dell'Istruzione,
Quel
dolore atroce che non ha un perché
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto della
prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e la
temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
di
LORENZO BIANCHI PER I socialdemocratici e ...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martin ha
condotto la sua campagna martellando sull'«enorme burocrazia» di Bruxelles e
sul secco no all'ingresso della Turchia in Europa. Il suo successo fa il paio
con quello di Timo Soini, capo dei «Veri finlandesi», contrari a Bruxelles e
agli immmigrati. Ha conquistato il 9,8 per cento dei suffragi.
Quel
dolore atroce che non ha un perché
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto della
prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e la
temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
Quel
dolore atroce che non ha un perché
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto della
prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e la
temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
MILANO
PER L'UFFICIO ELETTORALE è morta e defunta. Pec...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Peccato (per
la burocrazia) che "nonna" Klizia, 88 anni, sia in realtà viva e
vegeta. E non abbia la minima intenzione di cedere alla pigrizia
dell'astensionismo. Così anche ieri pomeriggio l'anziana signora si è
presentata puntuale al suo appuntamento con la scheda, al seggio n.
PERUGIA
Piccolo viaggio nel mondo della burocrazia. Può succedere (succede) che le
bolle... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lunedì 08
Giugno 2009 Chiudi PERUGIA - Piccolo viaggio nel mondo della burocrazia. Può
succedere (succede) che le bollette della luce siano salate. Ma può anche
succedere che le bollette della luce siano talmente irrisorie che costa più
andare all'ufficio postale e pagarle che mettere mani al portafoglio e
contabilizzare l'uscita.
TODI
- Quando la burocrazia mette i laccioli all'organizzazione di un evento.
Talvolta, infa... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Quando la
burocrazia mette i laccioli all'organizzazione di un evento. Talvolta, infatti,
a leggere le norme da rispettare nell'organizzazione di feste e sagre verrebbe
voglia di rinunciare. E se c'è da aspettarsi che i controlli siano sull'igiene
e sulla sicurezza bene, ma in alcuni casi la norma riguarda solo adempimenti
cartacei con reiterate presentazione di documenti.
E
cioè che l'Europa si costruisce nell'urna e che senza un'autentica par...
( da "Messaggero,
Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autentica
partecipazione popolare al voto l'Unione rischia di rimanere quella delle
lobbies e della burocrazia di Bruxelles. Ma perché la gente vada a votare si
richiede la coesistenza di due fondamentali condizioni: la passione e
l'informazione ma soprattutto di quest'ultima perché è difficile appassionarsi
a qualcosa se non la si conosce;
Non
ha il codice fiscale: niente maturità?
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
2009 SCUOLA E
BUROCRAZIA INSEGNANTI E COMPAGNI MOBILITATI, MA IL MINISTERO RASSICURA: NESSUN
DIVIETO Non ha il codice fiscale: niente maturità? NAPOLI Il singolare caso di
un'immigrata ucraina studentessa di un liceo napoletano II Per lei si sono già
mobilitati il dirigente scolastico, i docenti ed i compagni di scuola.
L'Autonomia
Destra e Mpa non si salvano: fallisce l'alleanza per la sopravvivenza
( da "Giornale.it,
Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non più
dominata dagli interessi delle lobbies e delle burocrazie», è stato il
leit-motiv della campagna elettorale. Uno slogan che evidentemente non ha
convinto gli elettori. Almeno quelli d'Italia, visto che in Sicilia la
coalizione - 1225 sezioni su 5302 - ha ottenuto il 16,2%. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G.
A
Daria permesso di soggiorno per meriti scolastici
( da "Giornale.it,
Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia sull'umanità, dei codici alfanumerici sulle loro traduzioni in carne
e ossa. E, fra i codici alfanumerici e l'uomo, noi scegliamo sempre e comunque
l'uomo. La vicenda - scoperta dal quotidiano campano Il Mattino - avviene in
centro di Napoli, al liceo linguistico Margherita di Savoia, dove Daria
frequenta la quinta con ottimi risultati.
Stati
Uniti d'Europa: meno burocrazia e istituzioni visibili
( da "Messaggero,
Il (Ostia)" del 08-06-2009) + 8 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Lunedì 08
Giugno 2009 Chiudi Stati Uniti d'Europa: meno burocrazia e istituzioni visibili
L'AUMENTO
dell'astensionismo al voto per il Parlamento europeo, se non la sua misura, ...
( da "Messaggero,
Il (Ostia)" del 08-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autentica
partecipazione popolare al voto l'Unione rischia di rimanere quella delle
lobbies e della burocrazia di Bruxelles. Ma perché la gente vada a votare si
richiede la coesistenza di due fondamentali condizioni: la passione e
l'informazione ma soprattutto di quest'ultima perché è difficile appassionarsi
a qualcosa se non la si conosce;
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
appesantita
da una burocrazia ingiustificata e ci meravigliamo che gli europei l'abbiano
bocciata? Finalmente i cittadini hanno squarciato il velo di menzogne
fabbricate dalla stampa che per anni ha continuato a propinarci la favoletta
dell'Europa unita. Quel tempo è finito, nessuno può più nascondere che il re è
nudo».
L'ufficio
accorcia i tempi: iter standard in 30 giorni
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nuove
scadenze della burocrazia L'ufficio accorcia i tempi: iter standard in 30
giorni Alberto Barbiero Il procedimento amministrativo taglia i tempi e il
mancato rispetto dei termini costituisce elemento di valutazione della
responsabilità dirigenziale. L'articolo 7 della legge sullo sviluppo economico
conferma la regola della conclusione del procedimento con provvedimento
espresso,
La
gauche ha perso identità e valori Sconfitta annunciata
( da "Unita,
L'" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Demotivante,
che è la burocrazia di Bruxelles in molti casi a impedire agli Stati nazionali
di trovare idonee soluzioni a molti dei più importanti problemi. Insomma, chi
semina, nei fatti, il vento della delegittimazione, finisce poi per raccogliere
la tempesta dell'astensionismo di massa».
Astensionismo
record Male la sinistra La destra è più forte
( da "Unita,
L'" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ora nel nome
della lotta alla burocrazia di Bruxelles ora nel richiamo al rischio di
un'invasione turca, totalizzano assieme più di un terzo dei suffragi. L'Olanda,
i cui risultati erano già noti sin da venerdì, è un altro caso significativo:
il Partito per la Libertà (Pvv) guidato dallo xenofobo Geert Wilders ha
ottenuto il 17% dei voti,
Maturità
da clandestini ( da "Stampaweb, La"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E lei, che
per la burocrazia non esiste neppure, il codice non ce l?ha. E? paradossale la
storia di questa ragazza che a Napoli frequenta un liceo linguistico con il
massimo dei voti, che conosce sei lingue e ha una cultura che pochi studenti
italiani possono vantare.
Che
ce ne facciamo di questa Europa? ( da "Foglio, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non è
riuscito a individuare e cancellare in tempo uno spazio di troppo tra due
numeri, forse è il rispetto degli spazi nei moduli che la burocrazia europea
intende per “spazio europeo della ricerca”". [9] Tra quelli che più ce
l?hanno con la burocrazia europea ci sono i produttori di vino, che nel 2006
sbottarono: "Fa più danni la burocrazia che la flavescenza dorata".
Udc,
Quadrini preoccupato per la disaffezione
( da "Brescia
Oggi" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accanto al
successo dei partiti conservatori: «È evidente - ammette - che se avviene
questo è perchè l'Europa è vista ancora come l'Europa dei finanzieri e della
burocrazia e non ancora come l'Europa dei popoli. E da politico non posso non
considerare che anche noi abbiamo la nostra responsabilità nel non essere
riusciti a cambiare le cose». E.B.
MUV
Festival: al via domani la quinta edizione all'insegna della Digital Nature
dell'evento fiorentino ( da "Blogosfere"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le difficoltà
in Italia sono legate alla burocrazia che è complicata e macchinosa,alle
limitazioni di orari, mancanza di spazi idonei e di supporti adeguati dalle
pubbliche amministrazioni. Due motivi, anzi facciamo tre, per cui non si può
perdere il MUV targato 2009... Innanzitutto perché presenta una programmazione
artistica molto interessante e non banale,
S'intravede
finalmente uno spiraglio di ripresa ed "Eire" offre le strategie
giuste per agganciarla ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per finire
occorre che la pubblica amministrazione riduca il peso della burocrazia e della
poca trasparenza, che allontanano anche numerosi investitori internazionali dal
nostro mercato». Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold
condividi
Il
centro commerciale diventa luogo d'incontro
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di reti di
vendita e di marchi è importante ridurre la burocrazia tra imprese e enti pubblici:
«Non dimentichiamoci che in Europa il retail pesa sul Pil per il 71% ? spiega
Resca ? quindi è opportuno che si sviluppi anche nel nostro paese una cultura a
sostegno del settore. Le aziende distributive italiane, a differenza di quelle
straniere, sono ancora poco presenti oltreconfine.
È
STATO COSì IN GRAN BRETAGNA, NEI CONFRONTI DEL PREMIER GORDON BROWN, PIù CHE IN
UN ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
autentica
partecipazione popolare al voto l'Unione rischia di rimanere quella delle
lobbies e della burocrazia di Bruxelles. Ma perché la gente vada a votare si
richiede la coesistenza di due fondamentali condizioni: la passione e
l'informazione ma soprattutto di quest'ultima perché è difficile appassionarsi
a qualcosa se non la si conosce;
DUE
AQUILANI TENTANO DI VOTARE A PORTICI MA LI BLOCCA LA BUROCRAZIA. LA COPPIA DI
ANZIANI, AVENDO PE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-06-2009) + 4 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aquilani
tentano di votare a Portici ma li blocca la burocrazia. La coppia di anziani,
avendo perso la propria abitazione a causa del terremoto, è ospitata da settimane
da alcuni parenti. Ieri mattina marito e moglie si sono presentati al seggio e
hanno spiegato di essere vittime del sisma. Il presidente ha contattato
l'ufficio elettorale del Comune che si è rivolto alla Prefettura.
Il
ministro dello Sviluppo parla di aggressione mediatica al premier
( da "Gazzettino,
Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
«Abbiamo varato bond per 100 miliardi per consentire alle banche di concedere
credito alle imprese e vigiliamo sull'erogazione dei prestiti - ricorda il
ministro - abbiamo aumentato a 1,6 miliardi il fondo di garanzia per le pmi e
nel prossimo consiglio dei ministri porteremo norme sul fisco e per
semplificare la burocrazia»
08/06/2009
15:27 EUROPEE: ANGELETTI, ASTENSIONISMO SIGNIFICATIVO CONTRO TECNOCRAZIA
( da "ITnews.it"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma fino a
quando l'Europa della burocrazia e della tecnocrazia prevarra' sull'Europa
della democrazia non ci si potra' meravigliare di queste manifestazioni di
disaffezione". E' il leader della Uil, Luigi Angeletti, a commentare cosi'
l'esito del vito europeo.
Wi-fi:
non più fotocopia. Basta il cellulare
( da "01net"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
s batte la
burocrazia e lancia il Wi-fi gratuito McDonald's non lo sapeva e al ministero
dell'Interno e delle Comunicazioni nessuno gliel'ha detto. Ma prima della
multinazionale dell'hamburger qualcun altro si era preoccupato di trovare una
soluzione al problema della fotocopia della carta d'identità necessario per
l'accesso a una rete wi-
EUROPEE:
ANGELETTI, ASTENSIONISMO SIGNIFICATIVO CONTRO TECNOCRAZIA
( da "Adnkronos"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma fino a
quando l'Europa della burocrazia e della tecnocrazia prevarra' sull'Europa
della democrazia non ci si potra' meravigliare di queste manifestazioni di
disaffezione". E' il leader della Uil, Luigi Angeletti, a commentare cosi'
l'esito del vito europeo.
Europee,
Marcegaglia: adesso "velocizzare" le riforme
( da "Velino.it,
Il" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
le liberalizzazioni. “Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli
e Brunetta sulla burocrazia” spiega il presidente di Confindustria.
“Probabilmente il peggio della crisi “l?abbiamo alle spalle - ha concluso
Marcegaglia - ma per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli che
abbiamo avuto prima della crisi ci vorranno degli
EUROPEE:
MARCEGAGLIA, VOTO INDICA NECESSITA' DI RIFORME VELOCI.
( da "Asca"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra le
riforme piu' urgenti il presidente di Confindustria ha ricordato quelle della
burocrazia: ''Oggi il numero delle norme non cessa di aumentare''. Vi sono
alcuni disegni di legge positivi, ha detto Marcegaglia ricordando le iniziative
di Calderoli e di Brunetta, ma non devono restare gli ennesimi ''pezzi di carta
nel cassetto''.
L'Europa
dimenticata ( da "AprileOnline.info"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Europa come
patria delle burocrazie e dei banchieri, promotrice della società
multiculturale e dell'immigrazione, impotente davanti alla crisi economica che
deve essere sconfitta grazie alla chiusura ermetica di muri intorno i propri
confini nazionali. Non per niente partiti neo fascisti hanno eletto per la
prima volta propri rappresentanti in Romania,
( da "Stampa, La" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
ALBENGAMANCA
UNO STUDIO APPROFONDITO SUI DANNI ALLE BARRIERE DI POSEIDONEA L'ombra della burocrazia sul porto
ALBENGA Nuovi ostacoli sulla strada del porto. L'iter burocratico sembrava
avere ricevuto un'accelerazione decisiva nelle ultime settimane, ma adesso gli
aspetti ambientali tornano prepotentemente alla ribalta, col rischio di
bloccare la costruzione dell'opera. La visita del presidente regionale Claudio Burlando (in
cui è arrivato il via libera al trasferimento della Testa da Leca a Bastia) è
servita al sindaco Tabbò per tracciare il quadro della situazione. Gli
esponenti della giunta mantengono le bocche cucite sui contenuti del vertice,
ma dalle file della maggioranza escono voci molto preoccupate sulla sorte
dell'approdo. Ad impensierire il Comune sono soprattutto i dubbi sollevati
dall'ufficio regionale Ambiente. I tecnici hanno mostrato timori per il rischio
di danneggiare le praterie di poseidonia e di erodere ulteriormente il
litorale, già prostrato dalle mareggiate e dallo scarso trascinamento in mare
di materiale solido da parte del fiume Centa. Il chiarimento definivo arriverà
dalla valutazione ambientale strategica, in fase di preparazione. «Lo studio
sarà completato in quindici giorni e ci permetterà di affrontare il percorso
burocratico con maggiore serenità», assicura il sindaco Antonello Tabbò. Franco
Zunino, assessore regionale all'ambiente, ricorda: «Dobbiamo superare i
problemi ambientali relativi alla possibile erosione delle spiagge, ma la
proposta del Comune per il porto di Albenga ha indubbiamente alcuni aspetti
positivi. Primo tra tutti, l'assenza di volumetrie a terra, che diminuisce
l'impatto rispetto ad altri approdi. Ma la valutazione strategica dovrà tenere
conto anche di altri fattori, come le praterie di poseidonia, tutelate
dall'Unione europea, e gli eventuali effetti sull'isola Gallinara, sulle
correnti e sull'ambiente marino. Stiamo effettuando un monitoraggio complessivo
sull'impatto naturalistico, dettato da questioni tecniche e non certamente
politiche». Il posizionamento del porto potrebbe intanto variare di qualche
centinaio di metri per la levata di scudi arrivata dai concessionari dei bagni
marini e delle associazioni con sede nella zona davanti al seminario vescovile.
La collocazione centrale ha infatti causato molte lamentele tra gli
stabilimenti balneari, convincendo Comune e Regione a prendere di nuovo in
considerazione l'ipotesi di edificare la struttura nella zona di levante, alla
foce del rio Burrone. \
( da "Tempo, Il" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa «Alla
sinistra restano solo gli intellettuali» L'intervista Quagliariello (Pdl): «La
società si slabbra, i moderati hanno la soluzione» «Come mi sento? Come uno che
ha appena finito di fare ventimila chilometri». Gaetano Quagliariello sta
provando a riposarsi dopo le fatiche da campagna elettorale. Lui,
vicecapogruppo del Pdl al Senato, guarda a queste elezioni Europee un po' con
gli occhi del politico, un po' con quelle del professore di Storia
contemporanea e un po' con quelle dell'esperto di politica europea e in
particolare francese. Senatore, è possibile che queste elezioni consegnino una
Europa più a destra? «Penso di sì. Certamente renderanno evidente la crisi
nella quale versa la sinistra europea, in difficoltà ovunque». Difficoltà?
Perché la sinistra europea è così in crisi? «La crisi ha radici lontane.
Diciamo che oggi le conseguenze della caduta del muro di Berlino si mostrano in
tutta la loro evidenza». Addirittura? Dopo venti anni? «Esatto. Non sottovaluti
la portata del socialismo programmatorio e centralistico: è stato il più grande
esperimento di ingegneria sociale di tutta la storia dell'umanità». Ma perché
solo oggi, dopo un ventennio? «Perché le ideologie tramontano, le mentalità
restano. Oggi, di fronte a questa crisi economica, si sono sgretolati anche gli
ultimi rimasugli di una mentalità ideologica. E quel po' di buono che essa
conteneva viene recuperato dal pragmatismo dei partiti del centrodestra».
Senta, ma non è un controsenso? La sinistra perde proprio nel momento in cui
vengono nazionalizzate le banche. «Non lo è. Per il comunismo le
nazionalizzazioni erano funzionali all'abbattimento del mercato mentre oggi, al
più, possono essere proposte come soluzioni transitorie a fronte di
un'emergenza. Sono uno strumento, non il fine». Anche l'Europa nel suo
complesso, però, appare piuttosto in crisi? «Vede, l'Europa alla quale ci
riferiamo è quella pensata da De Gasperi, Adenauer, Shuman come risposta alla
sfascio lasciato dai totalitarismi. Ed era l'Europa che si manifesta nei nostri
monumenti, nelle nostre cattedrali, nella nostra educazione. Era, insomma,
l'Europa giudaico-cristiana. Quest'idea d'Europa non è affatto in crisi. È
successo, piuttosto, che che con la fine della Guerra fredda la sinistra,
smarrita la sua ideologia, se n'è data un'altra "di sostituzione"».
Quale? «L'europeismo. Allora l'Europa è diventata sinonimo
di multicultiralismo, di costruttivismo, di burocrazia e di nuovi diritti da imporre anche al cospetto della sovranità
popolare che si esprime al livello degli stati nazionali». E oggi? «Oggi si
torna all'Europa dei fondatori. L'europeismo alternativo è fallito. Guardi
all'Olanda, al modello olandese. Sexi shop a ogni angolo e due strade
più in là donne con il bourka. Le società si slabbrano e, come reazione, vince
il centrodestra». Ma la sinistra è in crisi anche in Gran Bretagna e Spagna.
Perché? «Perché i Labouristi inglesi come i Socialisti spagnoli hanno governato
sulla scia delle grandi riforme varate precedentemente dal centrodestra. Blair
si è dichiarato figlio legittimo del tatcherismo. Zapatero ha ereditato una
Spagna a vele gonfie, grazie a quanto aveva fatto Aznar. La crisi ha mostrato i
loro limiti. Non basta gestire i successi degli altri». Gli Usa sono sempre
stati gli apripista. Anche in tempi recenti: basti pensare a Clinton che
inaugurò la stagione dell'Ulivo mondiale. Stavolta Obama non sembra sortire gli
stessi effetti. «Obama non è un fenomeno di respiro mondiale. Ha conquistato
gli americani che, in crisi di fiducia come non mai, imploravano un cambiamento,
per il linguaggio, l'età, la novità». E la Francia? La sinistra francese sembra
quella più in crisi, perché? «Perché lo è, e da lungo tempo. Dopo Mitterand non
ha più trovato un leader. E anche le due donne che si contendono la leadership
francese, la Aubry e la Royal, hanno proposte poco convincenti». E invece il
centrodestra è convincente? «Il centrodestra quanto meno è alla ricerca. Pensi
all'integrazione. Ha capito che i nuovi deboli sono quanti si sentono stranieri
nei loro quartieri, le donne che non possono passeggiare la sera, i giovani che
non trovano lavoro. La sinistra ha subito bollato tutto ciò con le solite
accuse di xenofobia e razzismo. E così gli sono rimasti solo gli intellettuali
a condizione che abitino ai Parioli..».
( da "Tempo, Il" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
stampa Confindustria
Sottolineato il ruolo strategico di tali imprese per il territorio Comitato
tecnico delle multinazionali Nasce il comitato strategico delle Multinazionali
di Confindustria. «A seguito della constatazione che l'Italia ed anche la
Provincia di Frosinone sono agli ultimi posti nella graduatoria europea per l'attrazione
di investimenti esteri – si legge in una nota – Confindustria Frosinone ha
promosso la costituzione di un comitato strategico delle aziende
multinazionali, al fine di analizzare e individuare i fattori critici avvertiti
dalle stesse. Tali aziende, peraltro, costituiscono un patrimonio
insostituibile di professionalità imprenditoriale e tecnica, che nei decenni
passati hanno fatto crescere l'economia della provincia di Frosinone. Con
l'obiettivo di fotografare al meglio l'attuale situazione che le multinazionali
a capitale estero e italiano stanno vivendo, Confindustria Frosinone ha inviato
un questionario di rilevazione alle circa ottanta aziende associate presenti in
provincia. Circa il 60% delle aziende multinazionali opera nel settore
dell'industria manifatturiera, ed il monte retribuzioni annuo si stima intorno
ai 280 - 300 milioni di euro. Inoltre, a fronte di un totale occupati in
Provincia di Frosinone di circa 40 mila lavoratori, le Multinazionali assorbono
circa un quarto della forza lavoro provinciale. Le criticità maggiormente
evidenziate dalle aziende, sono state i tempi della burocrazia, l'elevato costo
dell'energia, lo stato e la carenza delle infrastrutture, il costo della
manodopera. Tra gli elementi positivi sono stati, invece, evidenziati la
flessibilità del lavoro, la competitività delle produzioni, la logistica
territoriale, la qualità del capitale umano e le positive relazioni
industriali. Inoltre, è risultato di grande interesse che le aziende
hanno effettuato investimenti che hanno riguardato la sicurezza, la formazione
del personale, le problematiche ambientali e di salvaguardia del territorio
locale. Le collaborazioni produttive praticate a livello provinciale sono
stimate a circa 160/180 milioni di euro, dando lavoro ad un massiccio numero di
fornitori, con un indotto di migliaia di persone. Le aziende multinazionali
associate a Confindustria Frosinone ritengono che il Governo italiano e, per la
parte di loro competenza le Amministrazioni locali e regionali, debbano
accelerare le proprie azioni per creare un ambiente realmente favorevole
all'impresa».
( da "Repubblica, La"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXIII -
Torino Ma anche il cielo ha i suoi confini Non solo burocratici LUCA MERCALLI
Volare. Fino alla fine degli anni Settanta era un privilegio riservato a pochi
per via dei costi elevati. Poi i voli di linea si sono fatti via via più
abbordabili fino all´attuale invasione dei low-cost. Ma volare su un grande
aereo passeggeri riserva ormai non molte emozioni: i finestrini sono piccoli,
la visibilità è scarsa, le norme di sicurezza contro il terrorismo assillanti,
e le comodità sono così tante che non ci si accorge più della meraviglia di
star seduti a diecimila metri d´altezza, un sogno che l´uomo ha coronato
soltanto da poco più di un secolo. Nonostante la banalità in cui il volo è
stato trasformato, la recente misteriosa sparizione dell´AF
( da "Nazione, La (Empoli)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
VALDARNO / VALDELSA
pag. 7 di GIULIO PANZANI FUCECCHIO SEI MESI, forse a... di GIULIO PANZANI
FUCECCHIO SEI MESI, forse anche di più, per il rilascio dei duplicati delle
patenti di guida e per le conversioni di quelle straniere. Troppo. Così l'Aci
di Fucecchio, che segue questo genere di pratiche, ha inviato una protesta
formale alla Motorizzazione civile di Firenze chiedendo non solo una maggior
sollecitudine per quanto riguarda i rinnovi in corso, ma anche una normalizzazione
dell'ordinaria burocrazia le cui pastoie rischiano di compromettere, con gli interessi dei
clienti, l'immagine stessa dell'agenzia fucecchiese. OLTRE ai problemi per i
duplicati delle patenti rilasciate in Italia si sta facendo sempre più
consistente il disagio degli immigrati, che in base alla normativa vigente
hanno diritto al riconoscimento e alla convalida della patente ottenuta all'estero
se si tratta di cittadini comunitari o se provenienti da Paesi con i quali
esiste una convenzione in tal senso. Sono persone che hanno necessità di
lavorare e che spesso trovano impiego come autisti. Farli aspettare così a
lungo fanno notare all'Aci significa togliere loro, al di là delle enunciazioni
di principio sull'accoglienza e sull'integrazione, un'opportunità d'inserimento
occupazionale o di mantenimento dell'impiego. UNA DELLE pendenze in corso a
Fucecchio riguarda ad esempio la carta di circolazione di un camion che avrebbe
dovuto raggiungere il Marocco già da due mesi e che è fermo dopo aver già
rimandato una volta il lungo viaggio. «Quando viene inviata da Fucecchio la
documentazione dicono ancora all'Aci il titolare del permesso ha già anticipato
sia la tassa prevista che le spese per l'istruzione della pratica, cosa che
crea non pochi malumori. Con l'estate e le ferie del personale della
Motorizzazione, poi, la situazione si complicherà e i tempi d'attesa si
allungheranno. Di quanto, ancora?». E' vero che l'Aci rilascia un'attestazione
di convalida in corso della patente, ma questa non ha valore giuridico per cui
chi dovesse mettersi alla guida e incappasse in un controllo rischierebbe
pesanti sanzioni.
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
CAMPI
BISENZIO/CALENZANO/SIGNA/LASTRA A SIGNA pag. 17 Ici evasa, recuperati 700mila
euro Altri 220mila sono entrati nelle casse del Comune per Tarsu «arretrate»
CAMPI SI TRATTA DI IMPOSTE NON PAGATE SU TERRENI E SECONDE CASE di M. SERENA
QUERCIOLI RECUPERO record dell'evasione Ici e Tarsu a Campi Bisenzio e per il
bilancio significa un nuovo passo avanti. Il consuntivo
( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
BOLANO / FOLLO / VAL
DI VARA pag. 11 MENTRE si trovava nella casa di Agnola in pausa di riflessione
con la ... MENTRE si trovava nella casa di Agnola in pausa di riflessione con
la moglie Simona e la piccola Anna nata il 14 ottobre scorso, Paolo Marenco ha
ricevuto una telefonata dall'Ambasciata Americana. Gli è stato chiesto di
raggiungere la sede di Roma per una intervista trasmessa via internet dal tema
«Capturing Creativity». Si tratta di un ciclo di interviste seguite in tutta in
Italia da studenti universitari e utenti di internet con lo scopo di diffondere
la conoscenza di storie di personaggi che hanno fatto della creatività il
proprio stile di vita. Infatti da cinque anni Marenco promuove il Silicon
Valley Study Tour, due settimane tra agosto e settembre in giro per la Silicon
Valley riservato a studenti selezionati dalle maggiori università italiane.
Inoltre da quattro anni dirige Aizoon, la prima agenzia per la somministrazione
di personale nell'Information Technology con oltre 170 dipendenti e 4 sedi in
Italia. L'intervista dal titolo «La Gestione dei Talenti», curata da Andrea
Gumina manager laureato alla Luis di Roma l'Università di Confindustria, è
durata un'ora ed è stata trasmessa in diretta via internet. Numerose sono state
le domande rivolte a Marenco, al quale chiediamo qual è stata la più
significativa: «Le domande sono state tutte molto appropriate, e sono giunte da
tutta Italia. Il motivo dominante è sempre stata la voglia
dei ragazzi a creare la propria impresa e fare innovazione in parte frustrata
dalla burocrazia e dalla
mancanza di capitale di rischio». Anche in questo caso, Paolo non ha perso
l'occasione di nominare la sua "isola verde" di Agnola. L'intervista
è ancora visibile collegandosi a: http://italy.usembassy.gov/Face2Face/cc. Vittorio
Innocente
( da "Centro, Il" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 34 - Cronaca
Operata a Lanciano la paziente di Galzio Al primario dell'Aquila vietato
l'ingresso nell'ospedale di Teramo La famiglia accusa «Al Mazzini non hanno
capito il dramma» TERAMO. Alla fine la donna ricoverata un mese fa all'ospedale
di Sant'Omero in attesa di essere sottoposta a un doppio intervento, al cranio
e al femore, è stata operata. Ma non alla Asl di Teramo. Santa S. è stata
operata a Lanciano. Ora sta bene ed è stata dimessa. E' l'epilogo di una
polemica scoppiata, poco dopo il terremoto, fra due primari, quello della neurochirurgia
dell'Aquila, Renato Galzio, e quello del corripondente reparto teramano, Danilo
Lucantoni. Il primo, per l'inagibilità dell'ospedale dell'Aquila, si è trovato
a non poter effettuare gli interventi programmati. E visto che dopo il
terremoto una paziente nella lista di attesa della neurochirurgia aquilana era
stata ricoverata all'ospedale di Sant'Omero per un femore rotto che necessitava
di un intervento, sia i parenti che i medici aquilani pensavano di prendere i
classici "due piccioni con una fava". Ma il nulla osta della Asl di
Teramo necessario per far operare Galzio a Sant'Omero non è arrivato. Da qui la
polemica fra i due primari. E ora l'epilogo, raccontato da Renzo S., fratello
della paziente. «Mia sorella è stata ricoverata a Sant'Omero per circa un mese,
senza poter far nulla, in attesa che la burocrazia facesse il suo corso. Quando
tutto sembrava risolto con il nulla-osta della Asl dell'Aquila, indirizzato al
direttore sanitario di Teramo, abbiamo saputo che al professor Galzio non
sarebbe stato consentito entrare nella sala operatoria di neurochirurgia di
Teramo». Renzo S. racconta che ora la sorella «grazie al permesso
accordato dell'assessore regionale Venturoni, è stata operata brillantemente
alla testa da Renato Galzio, uomo serio, corretto, di grandissima
professionalità e umanità, nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di
Lanciano; in contemporanea è stata operata anche al femore dall'ortopedico
Aloisi, dello stesso ospedale. Un ringraziamento particolare va al primario di
neurochirurgia di Lanciano Vincenzo Magliani, un vero signore che ha compreso
il dramma che stavamo vivendo da sette mesi e ci ha dato ospitalità».
( da "Secolo XIX, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
La scuola è malatama
il virusnon l'ha sparsoquesto governo Quando si è al collasso, la colpa è
sempre di qualcun altro: dei docenti, dei precari, dei bidelli, dei dirigenti
scolastici; insomma quando il potere è alle strette si inventa nemici, capri
espiatori. La veritàè che le scuole sono strutture sempre più povere, fragili e
ingestibili. È in atto una vergognosa caccia al colpevole; mentre il colpevole
è solo il governo, che si sottrae al dialogo e legifera, sostituendosi al
Parlamento, con l'unico scopo di tagliare, chiudere. È vero, tutto è cominciato
da tempo, ma l'atto iniziale di questa dismissione della scuola statale è stata
la decisione del governo di centrodestra di tagliare l'istruzione per una cifra
di 8 miliardi. È in questi casi che chi nella scuola lavora dovrebbe trovare la
sua unità, contro la dismissione di una gloriosa istituzione che dal
( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
FOLLONICA pag. 10 Il
primo disco degli «Assenza» di GIANLUCA DOMENICHELLI IL MARE si è «mangiato»
file di ombrelloni. Una violenta mareggiata si è scatenata sulla costa
follonichese, dall'altra notte e per tutta la giornata di ieri: a farne le
spese sono stati gli stabilimenti balneari nei tratti di costa non ancora
«coperti» dalle opere a difesa del litorale, a sud e soprattutto a nord del
centro abitato di Follonica, tanto da costringere parecchi esercenti a una
levataccia nel cuore della notte per recuperare sdraio e ombrelloni trascinati
in mare aperto dalla forza delle onde. E le proteste, com'è ovvio, non mancano.
«IL PROBLEMA è noto spiega Pietro Gavazzi, referente follonichese e consigliere
nazionale Sib, il Sindacato italiano balneari, nonché gestore del Giardino
Beach a Pratoranieri : i tempi della burocrazia non coincidono con le
esigenze degli imprenditori del settore. La spiaggia non serve solo agli
stabilimenti balneari, ma anche alla nautica, allo sport, all'attività dei villaggi
turistici: la spiaggia, però, qui non c'è. O meglio, non c'è più o ce n'è
sempre meno: il mare se la sta portando via. Siamo in difficoltà e le
opere a difesa della costa tardano a essere realizzate. Ogni anno la stessa
storia: annunci, promesse, ritardi, rinvii. E dire che i finanziamenti
sarebbero disponibili». LE CRITICHE non riguardano solo i tempi biblici:
neppure i dettagli del progetto sono del tutto graditi alla maggior parte degli
addetti ai lavori. «In questo tratto di costa, a Pratoranieri spiega ancora
Gavazzi non sono previste barriere sommerse come quelle già realizzate nel
tratto centrale, bensì un intervento di ripascimento: ma un semplice trapianto
di sabbia sarebbe inutile se poi la corrente se la porta via. Senza barriere,
la lotta contro il mare è impari». «Infatti, con mareggiate come queste
continua il consigliere nazionale del Sib , gli stabilimenti di Pratoranieri
sono costretti a rinunciare a diverse file di ombrelloni: è capitato al
Boschetto, al Pelagone, al Nettuno. E' un danno economico non indifferente,
soprattutto all'inizio della stagione. Inutile che le istituzioni ci chiedano
di offrire un prodotto di qualità se poi non ci mettono nelle condizioni di
lavorare». LA COMPETENZA degli interventi spetta alla Provincia, ma gli appelli
a Palazzo Aldobrandeschi non avrebbero avuto esito. «Una delegazione di gestori
del tratto nord e sud ha appena incontrato l'assessore Bovicelli conferma
Gavazzi ma la risposta è sempre la stessa: gli esperti stanno conducendo gli
studi. A noi invece servirebbero interventi concreti. Subito».
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
IL PERSONAGGIO pag.
7 Rolando, medico-pittore nelle sue tinte forti e piene ci sono i colori
dell'anima Professione e hobby si toccano ma senza travasi di MAGDA BIGLIA
BRESCIA ABITA in una grande casa, con una moglie (paziente), con un figlio (già
appassionato a 15 anni), con tanti barattoli e pennelli, in cucina fra i
biscotti o in camera in parte al letto. Poi, sotto, ci sono due studi, quello
medico e quello con i quadri. Rolando Rovati è medico ed è pittore. Cura la
mente dei malati con la scienza, la propria con la pittura. «Io ho raggiunto il
mio equilibrio con l'arte. È stato un meccanismo di difesa riuscito, mi ha dato
molto nei periodi duri». Scaccia però l'immagine retorica dell'artista
scapigliato, preso da sacro furore, che con la pazzia avrebbe a che fare anche
senza essere uno strizzacervelli, «sarebbe suggestivo tuttavia non c'è
rapporto». Non vuole a ogni costo mescolare le due cose, il lavoro e l'hobby.
Non usa lo strumento artistico per far stare meglio i malati. «Sono molto
gravi, ora mi occupo del ritardo mentale associato alla malattia mentale. Per
come siamo organizzati, non ho tempo per seguire questi aspetti diciamo ludici,
sono momenti condotti dagli animatori. Certo, mi piacerebbe, potrebbe essere
utile ma è molto difficile». Non ci sono travasi, sostiene, fra i due amori
della sua vita professionale. «Mi aiuta nel mio impegno all'ospedale
psichiatrico avere una maggiore sensibilità ma come mi aiutano tante altre componenti.
Mi dà forse una più forte disponibilità verso il prossimo, disponibilità ad
accettare senza giudizi. Ecco, l'artista ha un margine di libertà ampio, pur
dentro certe regole tecniche, allo stesso modo il medico deve avere questa
libertà, pur nel rispetto dei parametri scientifici, la libertà di accogliere
tutto quanto le persone sanno esprimere. È come nella scuola di psicoterapia,
prima bisogna mettere in gioco se stessi, conoscersi, accettarsi; dovrebbe
funzionare così in ogni lavoro». Rovati aveva il pallino del disegno fin da
ragazzino quando produceva fumetti. Col papà geometra e le sue matite mitiche',
il fratello è diventato architetto e lui dipinge. L'inclinazione era umanistica
col dubbio, dopo il liceo, di iscriversi a Filosofia. Ma, siccome bisognava
fare qualcosa per il mondo, la missione appariva quella medica, senza
dimenticare i pennelli. «Non ho mai pensato di fare dell'arte il mio mestiere,
ero soltanto un vorace dello sguardo». La folgorazione per le tele era avvenuta
all'oratorio di san Nazaro con don Renato Laffranchi, il sacerdote artista che
faceva ricerca, che si creava i colori in raffinatissimo artigianato. «Poi
andavo a vedere un sacco di mostre, per accumulare energia. Ho pescato
dappertutto». VARIE LE TECNICHE, pennarelli, smalti, acrilici, carta: «non
l'olio, troppo laborioso, altrimenti mia moglie mi caccia». Tutto il tempo
libero finiva, finisce, nelle pennellate. Ma la prima mostra è venuta tardi,
nel 1987. «Avevo ritrosia a mostrami, temevo di compromettere l'immagine col
camice. Mi era rimasto impresso Jannacci che aveva avuto storie come
medico-cantante e, fatte le debite proporzioni, non volevo mischiare le due
facce». C'è anche il carattere un po' orso, poco
diplomatico, poco incline alle mediazioni, infastidito dalla burocrazia sanitaria come dagli intrighi
dell'universo dell'arte. Piano piano comunque le esposizioni si sono succedute
e le soddisfazioni sono arrivate. Lavora e dipinge come un matto', dorme q. b.
«Non ho la macerazione dell'artista, mi diverto. Ne sento il bisogno, se
per qualche motivo smetto di dipingere per tre giorni soffro di astinenza».
Rovati è contento, ama curare la psiche, ama mettere su tela l'anima. «Adesso
con l'età ho dato una rallentata alla parte medica in favore dell'artistica, in
attesa della pensione per dedicarmi completamente».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
BADIA E LENDINARA
pag. 12 «ABBIAMO dovuto mandare via i clienti». Sembra la classica storia di
ordinar... «ABBIAMO dovuto mandare via i clienti». Sembra
la classica storia di ordinaria burocrazia, ma anche di conflitto di competenze, Chi parla e protesta è
Ivana Centin, titolare del negozio «L'Arte della Cornice» in pieno centro
storico a Badia Polesine. E' lei che si lamenta dei danni subiti dalla sua
attività per quanto successo, danni riconducibili sia all'aspetto economico che
di immagine. «Abbiamo dovuto mandare via i clienti», ripete. La titolare
che ha affisso un cartello nella vetrina che recita «si ringrazia Surgenia ..»,
spiega che avendo cambiato ubicazione della sua attività che prima si svolgeva
in piazza Vittorio Emanuele II° a poca distanza dalla nuova collocazione di via
S.Alberto, ha interpellato Enel per la fornitura di energia elettrica. PROPRIO
ENEL fa sapere di non poter intervenire perchè nel nuovo negozio è in essere un
contratto per la fornitura di energia con il gestore Surgenia, che,
interpellato più volte da Centin, ad un certo punto arriva ad erogare al
negozio solo il 5% dell'energia necessaria, e avvisa la titolare che c'è una
pendenza a carico del precedente utente di oltre 300 euro. LA COMMERCIANTE
badiese, paga immediatamente la somma e invia a Surgenia la relativa copia di
avvenuto pagamento, e anche la dichiarazione di subentro nell'utenza che gli
era stata richiesta, e dopo una settimana di normale erogazione,
improvvisamente nel contatore elettronico del negozio compare la scritta
cessazione di erogazione senza preavviso, a questo punto la frittata è fatta,
l'attività commerciale rimane completamente al buio, vetrine e laboratorio, con
tutti i disagi che ne conseguono. LA TITOLARE alquanto risentita minaccia di adire
a vie legali per i danni subiti, ora però sembra aprirsi uno spiraglio perché
pare che tramite Enel si riesca a chiudere la vecchia posizione e ridare al
negozio si spera nel giro di pochi giorni, l'energia necessaria per poter
lavorare con tranquillità. Giovanni Saretto
( da "Nazione, La (Umbria)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
TRASIMENO pag. 9
TRASIMENO SI VA VERSO un'estate difficile per il turismo: ... TRASIMENO SI VA
VERSO un'estate difficile per il turismo: anche i segnali venuti dal «ponte»
del 2 giugno (dopo le difficoltà della Pasqua) fanno temere il peggio. Il calo
di presenze sensibile, e ad ampio raggio, fa preoccupare il presidente
dell'Urat (Unione ristoratori albergatori e camping), Marcello Cresti. «La
Pasqua è andata male. E pure la Pentecoste, tradizionale occasione di vacanze
per i tedeschi, ha ampiamente deluso le aspettative. Il ponte del 2 giugno,
poi, è stato rovinato dal maltempo. Se a ciò dice aggiungiamo la situazione
idrica del lago non ottimale, per usare un eufemismo, non possiamo certo
attenderci una stagione brillante». E insiste: prenotazioni in calo, «anche se ancora
non riusciamo a quantificarle». E tra poco per Cresti si avrà anche «un'idea
dell'incidenza che la crisi economica potrà avere sui flussi turistici». Cresti
da anni impegnato nella promozione turistica del territorio, anche all'estero
vede comunque di buon occhio la richiesta avanzata nei giorni
scorsi alla Regione da parte di vari rappresentanti istituzionali locali:
ovvero varare al più presto un atto di indirizzo che assuma la veste di piano
triennale per il Trasimeno, indicando con precisione tutti gli interventi da
compiere e le modalità di esecuzione. «L'idea va nella direzione giusta. Ma
occorre che queste proposte si perdano nei meandri della burocrazia».
( da "Corriere Alto Adige"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige sezione: 1AECONOMIA data: 07/06/2009 - pag: 9 Assemblea Il capomestiere:
«Troppi divieti, tasse alte, committenti insolventi e costi alle stelle»
«L'autotrasporto è al collasso» Rizzo: Roma intervenga. Il sottosegretario: il
piano è pronto L'esponente del governo ospite degli artigiani Apa «Fondo per la
liquidità, controlli sugli irregolari e osservatorio sui prezzi» BOLZANO «La
situazione dell'autotrasporto in Alto Adige? Semplicemente drammatica ». Non ha
usato giri di parole Fortunato Rizzo, capomestiere degli autotrasportatori
dell'Apa, i titolari di piccole e medie aziende che sono la quasi totalità
delle 1010 attività del settore. Ieri si sono riuniti per l'assemblea annuale
al Safety Park di Vadena, alla presenza del sottosegretario ai Trasporti,
Bartolomeo Giachino. «Le aziende del settore erano quasi cento in più un anno
fa ha ricordato Rizzo . Quelle rimaste oggi fanno i conti con cali del
fatturato anche del 40%. La mia azienda è in Pusteria: parte del fatturato
veniva dal trasporto di legno grezzo e lavorato. Bene, quel settore è
completamente fermo, le segherie non lavorano. Di conseguenza noi non
trasportiamo. Alcuni hanno già mollato e si sono trasferiti in Austria, nel
Tirolo dell'Est, dove trovano aree a costi ridotti, burocrazia efficiente e un prelievo fiscale del 25%, contro il 50 e oltre
in Italia». Ma a preoccupare Rizzo è soprattutto il rapporto con le banche: «La
verità è che non ci paga più nessuno ha denunciato Rizzo . Se tutto va bene i
committenti saldano dopo 120-150 giorni, alcuni non saldano e basta. Se
chiediamo soldi in banca ci ridono in faccia: non abbiamo credibilità perché
non incassiamo. La normativa vigente è tutta a favore dei committenti: noi
anticipiamo i soldi per il trasporto, lo effettuiamo e poi aspettiamo invano i
pagamenti. Non possiamo andare avanti così: troppe tasse, troppi divieti di
circolazione in Italia che ci tolgono ben 88 giorni di lavoro l'anno, assurdi i
divieti settoriali in Austria, ci servono norme rigide per tutelarci dai
rincari del gasolio, dalla concorrenza sleale in Europa, dai committenti
insolventi. Lo Stato deve darci risposte, la Provincia anche». Rizzo ha anche
annunciato il progetto che intende portare avanti quest'anno: la costituzione
di una cooperativa di autotrasportarori che fornisca una sorta di servizio call
center, in grado di ricevere le commissioni e smistarle verso
l'autotrasportatore più vicino al cliente. Il sottosegretario Giachino ha difeso
il lavoro svolto dal governo negli ultimi mesi: «Paghiamo i ritardi di 20 anni
nelle politiche dei trasporti e delle infrastrutture. Per questi ritardi,
mancano all'appello 150 miliardi di Pil, di cui 30 sarebbero tornati allo Stato
sotto forma di tasse. L'autotrasporto non è stato dimenticato in questo periodo
di crisi. Il settore paga il calo della domanda unito al rincaro del gasolio.
Anche su di voi conta il governo per rilanciare il Paese. Abbiamo stanziato 200
milioni di euro per far fronte al caro-gasolio. Tra i 10 miliardi per la cassa
integrazione, ci siete anche voi visto che la misura è stata estesa alle
imprese di autotrasporto. Abbiamo ridotto gli obblighi Inail, stanziato 50
milioni per in fondo ad hoc che garantirà fino a un miliardo di finanziamenti
al settore. Altri 40 milioni sono per lo sconto sul bollo ». Il sottosegretario
ha annunciato che martedì vedrà le associazioni di categoria per un confronto a
360 gradi sulle norme da riformare e per attivare l'atteso osservatorio sui costi:
«Ma per favore ha detto non parlate più di blocco dei Tir. Perdete soldi voi e
danneggiate il Paese. In Europa siamo al vostro fianco contro i divieti
settoriali austriaci. E per la riduzione dei divieti in Italia è giusto
parlarne: dobbiamo far capire all'opinione pubblica l'esigenza di ridurli».
Felice Espro Fermi I Tir degli autotrasportatori Apa al Safety Park (Foto
Ferrari)
( da "Corriere della Sera"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 07/06/2009 - pag: 7 Nella maggioranza Sospetti e
attacchi soprattutto dall'area degli ex «Forza Italia» E spunta il timore di
«buchi» nella sicurezza ROMA Non è più una questione di privacy e opportunità.
Di possibile scandalo politico e immagine internazionale. Non solo. Le foto
scattate al premier e ai suoi ospiti, nella sua villa in Sardegna, diventano
materia di scontro sotterraneo fra politica e servizi di sicurezza, per
interrogativi sulla protezione del premier e per sospetti incrociati
sull'operato di un fotografo sardo. La domanda finale, sotto traccia, ma
nemmeno tanto, è più o meno questa: gli apparati di sicurezza italiani, che
proteggono le prime cariche dello Stato, hanno delle «falle» tecniche di cui
devono rendere conto o addirittura (sospetto ovviamente molto più politico) le
conoscono e non fanno nulla per colmarle. Il tema, per «senso del dovere e
senza nessuna dietrologia», lo ha sollevato per primo Carmelo Briguglio, che da
anni si occupa, prima per An oggi per il Pdl, di questi argomenti. Ieri la sua
nota è stata rilanciata con molta più forza, e con l'avallo del Cavaliere,
dallo stato maggiore della maggioranza. La questione è salita di peso, non è
più soltanto quella posta da un singolo parlamentare, per quanto esperto. E'
l'entourage del premier che si muove, punta l'indice e tra le righe avanza
sospetti. Sospetti che non riguardano solo una possibile inefficienza della
rete di sicurezza interna controllata dall'Aisi, il servizio guidato dal
generale dei carabinieri Giorgio Piccirillo, cui riferisce la scorta del
premier. Nel Palazzo l'argomento schiude immediatamente altre chiacchiere,
ovviamente sussurrate, ma perché circolino: ovvero la bontà delle nomine varate
dal governo nella primavera scorsa, appena insediato. Con esse la delega di
Gianni De Gennaro, che guida il Dis, che a sua volta coordina entrambi i
servizi. E persino quella di Gianni Letta, che a Palazzo Chigi, per conto del
presidente del Consiglio, ha il compito di vigilare e coordinare politicamente
tutto l'apparato degli 007 italiani. Domande che circolano in quel pezzo di Pdl
che fa riferimento a Forza Italia e che non da ora nutre dei dubbi
sull'efficacia della «macchina» di coordinamento dei servizi segreti così come
sulla lealtà di altri pezzi della maggioranza. «E' vero che mi possono
sparare?»: non c'è dubbio che lo stesso Berlusconi restò molto colpito già anni
fa, quando altre foto, sempre dello stesso fotografo, «bucarono» il sistema di
sicurezza di villa Certosa. Il Presidente emerito della Repubblica, Francesco
Cossiga, gli parlava di fucili con sistemi di puntamento a infrarossi «e il
Cavaliere indubbiamente si spaventò tanto che lo riferì subito a Gianni Letta».
E' pur vero, aggiunge ancora Cossiga, che di scorte e sicurezza sa qualcosa più
della media delle persone, che «per proteggere un'area estesa come quella della
tenuta del capo del governo occorrerebbero almeno 80 o 90 persone». E che
«ritengo che la bonifica dei punti da dove si può spiare la villa sia fatta da
un scorta 'esterna', tradizionalmente di competenza di polizia e carabinieri
territoriali ». Di certo la scorta personale di Berlusconi non lo protegge solo
con un profilo squisitamente professionale. Fra gli agenti che provengono dalle
forze speciali c'è un forte attaccamento umano al Cavaliere. Aiutato, forse,
anche da una serie di difficoltà in meno. Una volta si ruppe una radio, si attendeva una sostituzione che coinvolgeva la burocrazia, Berlusconi lo seppe e
intervenne, scocciato, a suo modo: «Pago tutto io!». Ma a questo punto, dicono
alcuni big di Forza Italia, un interrogativo sorge spontaneo: come mai non sia
stata risolta a tempo di record anche la bonifica dei punti di territorio che
«vedono» la tenuta del premier. A meno che non abbia ragione quel
Clemente Gasparri, generale dei carabinieri, fratello del più famoso Maurizio,
che una volta, in Sardegna, ascoltò questa critica dalla bocca del Cavaliere:
«Generale non crede che ci siano in giro troppi carabinieri? Io non voglio
pasticci, pettegolezzi». La risposta fu ironica e tagliò, almeno allora, la
testa al toro: «E lei si venda un pezzo della tenuta! Così li riduciamo ». Mare
e cielo La sicurezza a Villa Certosa Marco Galluzzo
( da "Giornale.it, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 137 del
2009-06-07 pagina 7 «Mai vista campagna elettorale peggiore» di Marco Zucchetti
Il ministro dello Sviluppo economico: «Le foto di Villa Certosa violano la
sacralità della casa. C'è un'alleanza politico-giornalistica contro Berlusconi.
La sinistra non parla di Europa? Per forza, l'ha sempre osteggiata» Da ministro
dell'Interno si trovò a dover gestire il G8 di Genova; ora che è ministro dello
Sviluppo economico deve fronteggiare una crisi epica. Di certo i mandati
istituzionali di Claudio Scajola non sono stati semplici. Ma in una carriera in
salita, almeno ha avuto una fortuna: quando era coordinatore nazionale di Forza
Italia, le campagne elettorali non erano avvelenate come quest'ultima.
Ministro, lei l'ha definita «indegna». «Confermo. La peggiore che ricordi,
dominata dall'aggressione mediatica a Berlusconi e da ignobili intrusioni nella
sua vita privata». Parla di «El Pais» che pubblica le foto di Villa Certosa?
«La pubblicazione di quegli scatti è vergognosa. La casa è un luogo sacro e
inviolabile e l'Italia ha sempre avuto una tradizione di discrezione a
riguardo. Nessuno si sarebbe sognato di spiare Togliatti o Nenni dal buco della
serratura». In giardino, come in questo caso, si ha una visuale migliore. «Ma
restano foto innocenti, cosa di cui non avevo dubbi. Conosco Berlusconi da
anni, so che non è un esibizionista, nemmeno in casa sua. E poi, se i suoi
ospiti erano in topless o nudi qual è il problema? Se posso anch'io a casa mia
faccio il bagno nudo con mia moglie. Mica lo faccio alla piscina comunale».
Pruderie o complotto? «Di sicuro i partiti di sinistra, anche fuori
dall'Italia, non vedono di buon occhio il consenso al governo italiano. Qui ci sono
in gioco gli equilibri europei e a pensar male a volte si indovina. C'è
un'alleanza politico-giornalistica che ha interesse a indebolire Berlusconi».
Stesso discorso per il caso Noemi e l'inchiesta sui voli di Stato? «Sono due
cose diverse. L'inchiesta su Noemi è simbolo della degenerazione morbosa che
mercifica tutto, anche la verità, l'informazione e la politica. Nel secondo
caso i magistrati fanno il loro dovere, a volte con eccesso di zelo. Ma qui mi
sembra che non ci sia aggravio di costi. Non c'è proprio nulla». Non c'è paura
di perdere il consenso dei cattolici? «Non credo. Il governo ha sempre
dimostrato con i fatti chi è che difende davvero i valori cattolici, che
condividiamo in pieno. Anzi, i cattolici sono vicini a Berlusconi, attaccato
proprio sulla famiglia». Su questi attacchi si è fondata la campagna elettorale
del Pd... «Dicevano "mai più alleanze anti-Berlusconi", ma
l'anti-berlusconismo è il riflesso condizionato della disperazione per una
sinistra senza contenuti». Colpa di Franceschini? «Di certo il processo avviato
da Veltroni è in involuzione e in confusione. Franceschini si è dimostrato
debole non candidando i big, forse per paura che ne uscissero ridimensionati».
Europa terreno minato per il Pd? «Beh, il Pci osteggiò la scelta europeista di
Adenauer, De Gasperi e Schuman con l'ostruzionismo parlamentare. Il Pd è figlio
diretto di quella storia e capisco il loro imbarazzo a dover affrontare temi
europei: non sanno neppure in che gruppo andare...». Parliamo del Pdl. Problemi
a compilare le liste? «È un parto doloroso in ogni partito, ma abbiamo unito
personalità esperte e giovani preparati senza lotte fratricide. Per esempio
nella "mia" Imperia, con grande storia forzista, candidiamo un ex di
An». Passi Imperia, feudo azzurro. Ma qui vi siete messi in testa di
conquistare le roccaforti rosse. Delirio di onnipotenza? «Valutiamo soltanto le
nostre potenzialità e sappiamo che possiamo vincere. Non esiste più il voto
ideologico, oggi nelle amministrative si scelgono i candidati in grado di risolvere
i problemi». A Savona i problemi ci sono stati... «In realtà hanno provato a
farci fuori ma non ci sono riusciti. Il Tar ha riconosciuto le nostre ragioni e
ci ha riammessi. E pure lì abbiamo buone chances». La Russa si gioca la barba
sul Pdl oltre il 40%. E lei? «Io potrei farmela crescere, ma mia moglie non
approverebbe». E se la Lega vi gioca uno scherzetto? «Se la Lega cresce
pescando nell'elettorato di sinistra ci fa solo piacere. Con loro ci
confrontiamo e discutiamo, sono alleati fedeli». D'Alema dice che comandano
loro e il governo «si ferma al Po». «E i rifiuti a Napoli? E la ripresa del
dopo-terremoto in Abruzzo? Forse D'Alema scorda la proroga per utilizzare i
fondi europei diretti al Sud, i 27 miliardi di euro del Fas distribuiti alle Regioni;
forse ignora che 18 zone franche urbane su 22 sono al Mezzogiorno e che abbiamo
messo 700 milioni in 10 contratti di programma, quasi tutti al Sud. Ah, nel
fondo infrastrutture ci sono in programma la Salerno-Reggio e il Ponte sullo
Stretto. Sono sopra o sotto il Po?». A occhio e croce parecchio sotto. Comunque
chi non vi attacca per foto e nordismo, vi attacca per l'ottimismo sulla
crisi... «Eppure c'è un consenso generale, dalla Federal Reserve al presidente
russo Medvedev che ho incontrato a San Pietroburgo durante l'incontro per
accelerare l'ingresso della Russia nel Wto: la crisi sta rallentando. Le Borse
sono in ripresa e il petrolio da 40 dollari è risalito a 65. Non ci aspettano
mesi facili, serve una "prudenza fiduciosa". Ma l'Apocalisse è stata
sventata». Ma l'Italia è davvero messa così bene come dite? «Se si guardano le
stime del Pil 2009 direi che siamo a metà classifica. Però prima della crisi
eravamo in fondo. Ora stiamo meglio di altri, come la Germania». Altro mantra
dell'opposizione: dimenticate le imprese. «Non direi. Abbiamo varato bond per
100 miliardi per consentire alle banche di concedere credito alle imprese e
vigiliamo sull'erogazione dei prestiti. Abbiamo aumentato a 1,6 miliardi il fondo di garanzia per le Pmi e nel prossimo Cdm
porteremo norme sul fisco e per semplificare la burocrazia». E sui precari? «Il fondo ammortizzatori sociali è passato da
( da "Arena, L'" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 07 Giugno
2009 CRONACA Pagina 12 LA GIORNATA. La sveglia suona per tutta la famiglia alle
5.30 «Una vita in salita e la burocrazia contro» Qualche aiuto dal Comune ma per i piccoli disabili ogni
servizio dovuto deve essere conquistato Com'è la vita quotidiana di una
famiglia con dieci figli di cui quattro handicappati? Il ménage non è certo
agevole. A partire dalla casa. «Per fortuna abbiamo trovato questa dove
viviamo adesso», dicono Paola Stocco ed Eugenio Marrone, «ma prima...» Da
qualche anno vivono a Castel d'Azzano, in una villetta a due piani, con un
grande giardino attorno. In pratica due appartamenti distinti, trasformati in
maniera che quello al piano terra sia la zona giorno e quello al primo piano,
cui si accede per le scale «condominiali», sia la zona notte. La giornata
incomincia alle 5.30, con la sveglia dei genitori. Alle sei si alzano i primi
quattro figli, i più grandicelli, che alle sette hanno il pullman per la
scuola. «Facciamo colazione tutti assieme», dice mamma Paola, «perché per noi è
un rito». Partiti quelli che vanno a scuola, si alzano i quattro più piccoli, i
ragazzini adottati. E qui subentra l'aiuto di un'assistente del Comune. Che
sembra pressoché l'unico ausilio che ricevono, come hanno scritto all'assessore
regionale ai Servizi sociali Stefano Valdegamberi, per ringraziarlo dei
complimenti per il premio Santa Rita da Cascia, ma anche per fargli presente
quanto spesso le istituzioni siano state sorde e cieche nei loro confronti.
«Sono passati otto mesi per avere il parcheggio riservato alle auto che
trasportano disabili davanti a casa nostra e davanti alla scuola visto che i
nostri figli non possono rimanere fino al pomeriggio e quindi devono essere
riaccompagnati a casa a nostra cura e prelevati alle 12,45», scrivono. «Il
servizio di trasporto viene effettuato con mezzi normali, senza alcun
accorgimento per i bimbi disabili e senza alcuna persona di sostegno (abbiamo
dovuto mandare nostra figlia di 19 anni a nostre spese e rischio visto che non
era assicurata, sull'autobus, caricando la sua bicicletta per poter poi
ritornare a casa, figlia con seri problemi alla schiena dovuti ad una caduta da
sei metri e questo le ha impedito di trovare una occupazione, anche se stante
la sua situazione fisica, non è facile trovare un lavoro adatto a lei); per non
parlare delle difficoltà nelle registrazioni all'anagrafe, all'Ulss, per il
codice fiscale, per l'assistente di sostegno e per l'insegnante di sostegno
nella scuola, problema immane e non risolto, per il sussidio dovuto ai bimbi ai
quali è riconosciuta la legge 104 (a tutt'oggi non è ancora arrivato nulla),
per le spese anticipate e non ancora rimborsate per i sussidi e le visite,
visto che a volte sono di una Ulss a volte di un'altra, e quindi nessuna prende
iniziative». «E l'elenco potrebbe continuare», continuano, «perché i nostri
figli sono veramente trattati troppo spesso come bambini
"inesistenti" o comunque "di intralcio". Abbiamo parlato
due volte con chi di dovere dandogli il suggerimento di far mettere almeno
delle cinture di sicurezza sui seggiolini dell'autobus e la certezza che
all'arrivo ci fosse l'assistente ad accogliere i bambini, ma abbiamo avuto solo
promesse e nient'altro. Il cielo ha voluto che non sia successo alcun incidente
in questi mesi». «Però», concludono, «come dicevamo prima, il problema ora è
risolto: a giugno non li mandiamo a scuola e quindi la scuola è finita e il
problema, almeno per il momento, è risolto».G.B.
( da "Arena, L'" del
07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 07 Giugno
2009 LETTERE Pagina 23 SIAMO SERI L'agente immobiliare Mi rivolgo a Marina
Fracasso in riferimento alla lettera e relativa risposta apparsa su L'Arena
qualche giorno fa in merito alle agenzie immobiliari. Mi presento. Sono
Mariella Ruberti, classe 1953, over 50 quindi, ex dirigente, 35 anni di lavoro,
ma tra i famosi troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per la pensione,
sottolineo che non sono una mega manager ma ero una piccola dirigente in una
piccola azienda, divorziata e single ora, per cui non posso neanche ambire in
futuro ad una pensione di reversibilità, come mia madre normale casalinga
coniugata e vedova. Ora, vista l'età, non riuscendo a trovare un'altra
collocazione, non godendo di benefici, né di sussidi di nessun tipo e leggendo
di altre categorie lavorative più o meno "riconosciute" ( avevo
pensato per un breve istante anche a qualche altra attività alternativa,
femminile, ma non proprio ortodossa) , anzi mi vedevo già a manifestare legata
ad un lampione in Piazza Bra, davanti all'Arena o a minacciare di buttarmi giù
dalla medesima, ho invece deciso, con dignità, di rimboccarmi le maniche e
re-inventarmi con tanta umiltà, facendo un lavoro che mi appassionasse a
contatto con le persone. Da sempre sono portata nei rapporti interpersonali e
nelle pubbliche relazioni, in pratica amo la gente, ascoltarla ed incontrarla,
ho un bagaglio di esperienza lavorativa importante, ho lavorato in un'agenzia
immobiliare per qualche tempo, dopo di che mi sono iscritta al corso serale per
mediatori e con parecchio studio ed una buona dose di sacrificio ho dato
l'esame (tutt'altro che facile) ma superato fortunatamente e mi sono presa il
famoso "patentino", ho poi aperto un ufficio, prendendo in affitto un
monolocale (anche qui non ho fatto come tanti che mi consigliavano l'attività
free lance, per non usare altra parola più consona ma non politicamente corretta
) mi sono iscritta alla Fiaip che è un'associazione di categoria a tutela della
serietà degli aderenti e quindi dei clienti ed ho
cominciato la mia attività di ditta individuale, tra tanta burocrazia e spese continue. Ho
cominciato a settembre, con tanta buona volontà e tanta passione, carne al
fuoco ce n'è ma con la crisi chiudere un affare è difficile. Ho finora visto
solo uscire tanti soldi. A volte, presa dallo sconforto, rimpiango un lavoro
alle dipendenze. Mi scusi quindi, cara Marina Fracasso, ma non mi
ritrovo nelle sue parole: «il mediatore è una persona che non lavora e guadagna
moltissimo», nella figura ingannevole che telefona spacciandosi per quello che
non è, pur di acquisire una casa da vendere. Non mi ritrovo nemmeno nelle
provvigioni che lei cita: diciamo pure che in questo momento, pur di lavorare,
accettiamo provvigioni inferiori e cerchiamo le collaborazioni fra mediatori
seri ed onesti per poter arrivare in fondo al tunnel e superare questa crisi,
perché sono convinta che il mondo non finisce qui, adesso, ma devo essere
ottimista per me, per mio figlio e per tutti quelli che, come me, lavorano
seriamente in qualsiasi campo, si impegnano e non si piangono addosso, ma si
battono in prima linea e pagano solo e soltanto sulla loro pelle le conseguenze
di questo momento. In bocca al lupo a tutti noi, perché questa crisi sia invece
un'opportunità che porti a tirare fuori da tutti il meglio di sé ed alla fine
emergano le persone serie ed oneste, in questo ma anche in tutti gli altri
settori. Ringrazio Marina Fracasso per avermi dato l'opportunità di questo
sfogo e se vuole qualche chiarimento in merito a questa professione sono a sua
completa disposizione. Mariella Ruberti VERONA
( da "Stampaweb, La"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
TORINO È la più
grande illusione ottica contabile degli ultimi anni: il giorno prima i soldi ci
sono, stanziati e autorizzati, il giorno dopo sono spariti dal bilancio,
indisponibili. Questo particolare fenomeno di «smaterializzazione» è oggetto di
studio, da alcuni mesi, di tutti gli scienziati italiani che non capiscono dove
sono finiti i soldi destinati ai loro progetti Firb, il Fondo degli
investimenti per la ricerca di base. Dal
( da "Tirreno, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Emilio Guariglia
Con l'energia solare faranno rinascere il paese in agonia Cinque le centrali
previste. I guadagni saranno destinati a fini sociali, ad iniziare da un bus
per i bambini TIRLI. I piccoli paesi d'Italia sono condannati a morte lenta. In
questo strano mondo che ragiona a rovescio è ormai fatto divieto di abitare la
bellezza. I luoghi perfetti, quelli che i nostri lontani avi sceglievano per
piantare mattoni e buttar via le capanne nomadi, sono abbandonati. Chi si
ostina è sotto sfratto. Dove le automobili non hanno spazio, l'uomo è di
troppo. Dove il mercato non trae profitto dall'estensione delle sue Grandi Reti
per chi è rimasto non c'è che un bivio: rassegnarsi o fuggire. Così è la vita.
Ma c'è pure chi fa la scelta del salmone e prova a risalire la corrente. Questa
che vi raccontiamo è una storia così, di moderna resistenza. I suoi
protagonisti vivono a Tirli, meravigliosa frazione collinare di Castiglione
della Pescaia. E Tirli è in agonia: non c'è più un medico, non un presidio
farmaceutico, non c'è più scuola, l'ufficio postale funziona tre giorni sì e
quattro no, una piazzola per far atterrare l'elisoccorso è fantascienza.
Bussare alle porte delle istituzioni locali o delle aziende è perder tempo:
"Non ci son soldi", è la risposta ritornello. Prendere o lasciare?
Loro, quelli di Tirli, optano per la terza via. Casalinghe, impiegati, operai,
fanno squadra e si rimboccano le maniche. è la primavera 2008 e nel mondo
echeggia il sogno di Barack Obama, "yes we can". A Tirli "si pole
fà". E via. Il gruppo si pone la domanda: come trovare i soldi per
autofinanziare la rinascita del nostro paese? E con un colpo di genio si dà la
risposta: la produzione di energia pulita. «La gestione di un impianto
fotovoltaico - spiega Andrea Signori, 48 anni, impiegato Unicoop e
"mente" del progetto - è molto redditizia. La differenza tra le spese
e gli incassi, ai quali si aggiungono i contributi statali, è notevole». Dunque
l'idea: costruire impianti fotovoltaici, proprio come molti privati stanno facendo,
anche in Maremma. Ma con un approccio rivoluzionario: i futuri guadagni non
andranno ai privati, ma a finanziare servizi di pubblica utilità per Tirli.
Detta così sembra facile. Il problema è che fare impianti del genere costa
l'iradiddio. Bisogna comprare terreni vasti e con caratteristiche particolari,
e poi le apparecchiature. Servono fior di professionisti per le progettazioni,
insomma valanghe di soldi. E i "sognatori" di Tirli - un impiegato,
quattro casalinghe, un bibliotecario, una studentessa, un pensionato, un
operaio, un imprenditore agricolo, un fornaio, un geometra e due tecnici
installatori - tutti quei soldi non li vedono neppure col telescopio. Però non
si perdono d'animo. Perché un patrimonio da investire ce l'hanno: il tempo.
Tutto il tempo libero dal lavoro, che ciascuno mette a disposizione della
causa. Ci si spartiscono i compiti. Quelli che hanno competenze tecniche in
materia (o conoscono persone competenti) indicano le necessità di base. Quelli
che hanno un po' più di tempo s'informano su disponibilità e prezzi dei
terreni, verificando - per esempio - che gli unici abbordabili sono i terreni
agricoli. Quelli più esperti in cose di burocrazia vanno a spulciare leggi e
regolamenti. Altri ancora iniziano a fare un po' di conti. Così nasce Solagria,
società senza scopi di lucro il cui presidente è proprio Andrea Signori. La
missione di Solagria è di una semplicità quasi imbarazzante: ricavare utili
dalla produzione di energia pulita, e destinarli non ai conti correnti
dei soci bensì a due precisi scopi sociali. Il primo, appunto, è realizzare
servizi di pubblica utilità a Tirli; il secondo è la valorizzazione agricola
del territorio, favorendo sopravvivenza e crescita di colture di qualità.
Solagria individua cinque aree nel vicino territorio di Grosseto, ideali per
accogliere altrettanti impianti fotovoltaici capaci di produrre circa 1000 kwp
ciascuno. Poi crea cinque società, denominate "Tirli Sviluppo" 1, 2,
3, 4 e
( da "Corriere Adriatico"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
In corso i lavori
per la realizzazione della caserma della Guardia di Finanza Uffici dello Stato
ancora in alto mare, il commissario De Feis potrebbe restare in carica ancora a
lungo per gestire la situazione La Prefettura pronta a fine anno. La Questura
no Fermo Ogni provincia che si rispetti ha nel proprio territorio una serie di
uffici che offrono servizi all'utente-cittadino. Così anche quella di Fermo che
tuttavia, a distanza di cinque anni e più dall'approvazione della legge
istitutiva del nuovo ente, non è ancora riuscita a completare l'opera. La
Prefettura, ad esempio, ospitata all'interno del Palazzo Caffarini Sassatelli
(corso Cavour) sarà pronta solo alla fine di dicembre. Per la Questura e la
polizia stradale che dovranno trasferirsi nei locali del Centro Studi della
Polizia previo adattamento dell'immobile, i lavori debbono addirittura ancora
iniziare. In corso i lavori per la caserma della Guardia di Finanza,
l'ampliamento di quella dei carabinieri, per la sede della Guardia Forestale
dello stato. Per i vigili del fuoco è stato approvato il progetto esecutivo e
nel giro di una ventina di giorni verrà fatta la gara d'appalto per
l'affidamento dei lavori. "Che volete? I tempi della burocrazia italiana sono questi",
allarga le braccia e sospira il commissario Michele De Feis che da cinque anni
sta cercando di districarsi tra faldoni, lavori, gare e appalti. Di concluso
c'è ancora ben poco tant'è che lo stesso De Feis, così come i suoi colleghi commissari
di Monza e Barletta-Andria-Trani stanno attendendo disposizioni da Roma sul che
fare: restare in carica fino al completamento dell'opera o conclusione
del loro mandato con passaggio di consegne al presidente della nuova provincia
che verrà eletto in questi giorni? "Non si sa - ammette De Feis - stiamo
attendendo istruzioni". Una coabitazione tra commissario e presidente
sarebbe possibile laddove il commissario si continui ad occupare degli
adempimenti concernenti gli uffici statali mentre il presidente della gestione
degli uffici più prettamente provinciali. "Il primo ufficio di quelli
ancora incompleti che dovremmo consegnare alla collettività - spiega De Feis -
dovrebbe essere la Prefettura, pronta entro il 31 dicembre di quest'anno. Per
la Questura e la Polizia stradale è stata già fatta la gara. Entrambe
lasceranno l'attuale stabile, lungo la Pompeiana". Stabile di proprietà
dell'Inail che resterà praticamente quasi vuoto. Chi lo riaffitterà?
"Intanto cesserà il contratto d'affitto con l'Inail", spiega il
commissario. Come dire che poi se la vedrà l'istituto. Di certo va pensata una
nuova destinazione. Sarebbe un peccato lasciare quello stabile nei pressi del
centro... semi deserto.
( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il virologo, in
corsa per il Rettorato del prossimo quadriennio, tesse l'elogio della libertà
del corpo docente e della ricerca universitaria La ricetta di Palù: dialogo con
il territorio Promozioni in base al merito, lotta al nepotismo, taglio della burocrazia, maggiore trasparenza e collegialità Domenica 7 Giugno
( da "Gazzettino, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Domenica 7 Giugno
2009, Tutti i rischi della congiuntura economica Qualche mese fa feci delle
riflessioni, pubblicate su "Il Gazzettino", in merito agli effetti
della crisi economica. In particolare affermai che: "Vi sono però dei
cittadini nei confronti dei quali i riflessi della crisi sono, per lo meno nel
breve e medio termine, indubbiamente positivi. Mi riferisco a coloro che hanno
il posto di lavoro " sicuro" e ai pensionati che continuano a
percepire la loro retribuzione e la loro pensione senza alcuna decurtazione.
Per questi la brusca e rilevante frenata dell'economia con il conseguente
raffreddamento dei prezzi sia dei beni di consumo che di quelli durevoli e del
costo del denaro (i mutui diventano meno onerosi), rende sicuramente la vita
più facile". Ora mi pare che la situazione stia, seppur lentamente,
mutando. Come ha illustrato Enrico Cisnetto in un bell'articolo apparso su
"Il Gazzettino", il prezzo del petrolio sta inesorabilmente salendo,
ciò per il concomitante effetto di una riduzione dell'offerta (le compagnie
petrolifere, con i bassi prezzi, non hanno investito per la ricerca e per lo
sfruttamento di nuovi giacimenti) e di una ripresa della domanda (ci sono aree
del globo dove la recessione è già alle spalle). Una crescita del prezzo del greggio
avrà non solo immediati riflessi sul prezzo dei carburanti ma anche un ruolo
determinante su una possibile ripresa dell'inflazione. Ciò avrebbe degli
effetti micidiali proprio nei confronti dei pensionati e dei lavoratori
dipendenti con posto "sicuro" che, dalla crisi e per la bassa
inflazione, hanno fino ad ora tratto dei benefici. La peggior situazione che
potrebbe verificarsi è la così detta "stagflazione" ossia quella che
vede contemporaneamente presenti sia un aumento generale dei prezzi (inflazione)
che una mancanza di crescita dell'economia in termini reali (stagnazione). E'
uno scenario non impossibile: la ripresa della crescita è lenta, molto
contenuta e l'aumento dei prezzi, proprio per il caro petrolio, è in agguato.
In tutto questo un ruolo determinante lo avrà la Bce che, nella sua
"mission", ha proprio il compito di contenere il più possibile
l'inflazione. Speriamo bene. Luigi Fistarollo Mira (Ve) L'Europa può
rimpiangere la Thatcher Caro Gazzettino, sono stato molto interessato per il buonissimo
articolo sul Gazzettino del 4 maggio, di Alessandro De Nicola sulla grande
signora Thatcher. Gli inglesi possono ringraziarla ancora oggi. Per sfortuna
non è più al governo, anche per l'Europa. Invece i francesi non devono
ringraziare Giscard d'Estaing. Era un falso nobile (il "d'" fu
aggiunto) e un vero tecnocrate. Usciva dal "Ecole polytechnique" e
dal Ena (scuola superiore di amministrazione). Con lui le
imposte e l'Iva, la burocrazia, sono stati aumentati. L'immigrazione è stata, anche lei, molto
aumentata (dappertutto) per il raggruppamento familiare e anche per la
poligamia e infine aprì la porta a F. Mitterrand, ai socialisti e ai comunisti.
Ancora oggi i francesi pagheranno tutto questo. Jean Monnot Parigi La
grande corsa per ottenere il 5 per mille Sarebbero
( da "Tirreno, Il"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 13 - Grosseto
Danni sul lungomare per il maltempo I proprietari dei bagnetti: pochi
interventi contro l'erosione FOLLONICA. Vento forte, ecco le mareggiate. Non
c'è solo la pioggia a fare danni a chi vive di turismo: nella notte tra venerdì
e sabato ci si è messo anche il mare. Molti i proprietari di stabilimenti balneari
che si sono dovuti svegliare di notte per mettere in salvo dalle onde
ombrelloni, sdraio e lettini. Il maltempo ha creato danni soprattutto alla zona
nord, ma anche a sud si sono registrati dei problemi. «Negli stabilimenti
balneari a nord di Follonica si sono dovute levare le prime tre file di
ombrelloni a causa della mareggiata», racconta Pietro Gavazzi, proprietario di
uno stabilimento e presidente per Follonica del Sib (sindacato stabilimenti
balneari). «Questo perché ancora siamo in attesa che vengano presi dei
provvedimenti. Ciò provoca gravi danni per gli esercenti: i
tempi della burocrazia non
coincidono con quelli dell'economia, e siamo noi a farne le spese». Non è cosa
nuova infatti il problema della mancanza di spiaggia per la città del golfo;
negli ultimi anni poi si è anche acuito il fenomeno erosivo e molti tratti sono
stati letteralmente inghiottiti dal mare. è noto anche, per le varie
polemiche, che dal 2003 la Regione Toscana ha deciso di intervenire con un
piano per la difesa della costa che ha al centro il ripascimento degli arenili,
del quale fa parte anche la città di Follonica con un finanziamento di circa 9
milioni di euro. Ma dal 2003 ad oggi ancora non è stato fatto nulla. «Tra
l'altro nella zona nord - continua Gavazzi sono aumentati i villaggi turistici
e c'è sempre più richiesta, ma manca la spiaggia: bisogna intervenire nel minor
tempo possibile. è finito lo studio di osservazione della costa dell'Università
di Firenze che dovrebbe prevedere un intervento morbido di ripascimento della
spiaggia, ma senza le barriere soffolte la situazione non cambia molto». La
speranza è quindi riposta oggi nella nuova amministrazione che si insedierà a
breve. «Abbiamo parlato con i candidati e i più papabili hanno assicurato un
impegno per questi finanziamenti», continua Gavazzi. «Noi come stabilimenti
balneari siamo quelli che negli ultimi anni hanno investito di più per il
turismo, penso per esempio al piano collettivo per la sicurezza, del quale
fanno parte anche le spiagge libere». Da una parte si investe ma dall'altra il
mare toglie, e oggi s'invoca che qualcosa venga fatto per far sì che anche i
continui sforzi economici degli esercenti abbiano un riscontro. Inoltre,
racconta ancora, Gavazzi c'è da stare attenti anche ai vandali: «la settimana
scorsa ho trovato tutte le sedie e le sdraio in mare». Oltre al danno anche la
beffa. Paola Villani
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Stampa, La" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
DARIA, IL CASUS
BELLI IL DIPLOMA il caso La studentessa ha ottimi voti in tutte le materie
Annunci e frenate Maturità da clandestini Napoli si mobilita per un'ucraina, il
ministero fa dietrofront: non serve il codice fiscale Frequenta il liceo
linguistico e fa le pulizie di sera «L'avevo già ma qui non vale, conosco sei
lingue straniere» FULVIO MILONE I ripensamenti degli ultimi mesi NAPOLI Quanto
valgono tre anni di studio pagati con dieci ore di lavoro al giorno, sabato e
domenica compresi? Niente, teme Daria, nata vent'anni fa in Ucraina, che vive
in Italia da clandestina ma nonostante ciò, grazie a una legge dello Stato, ha
usufruito del diritto sancito dalla Costituzione di andare regolarmente a
scuola. Il problema è che da quest'anno agli studenti che sosterranno gli esami
di maturità verrà chiesto il codice fiscale. E lei, che per
la burocrazia non esiste
neppure, il codice non ce l'ha. E' paradossale la storia di questa ragazza che
a Napoli frequenta un liceo linguistico con il massimo dei voti, che conosce
sei lingue e ha una cultura che pochi studenti italiani possono vantare.
Se da un lato la Costituzione italiana e una legge dello Stato le permettono di
studiare malgrado la sua condizione di «invisibile», dall'altro una circolare
ministeriale le chiede un documento (il codice fiscale) che non può avere. La
legge è del 1999, e dice che tutti i ragazzi «presenti sul territorio nazionale
e nei diversi gradi e ordini di scuola hanno diritto all'istruzione,
indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno»: in altri
termini, un clandestino può essere buttato fuori dal Paese ma ha diritto ad
andare a scuola. La circolare è quella firmata a maggio dal ministro
dell'Istruzione Maristella Gelmini, che introduce la novità del codice fiscale.
Chi si oppone alla direttiva avanza il sospetto che si tratti di uno
stratagemma per discriminare i figli degli immigrati irregolari. Il ministero
nega, sostenendo che i dati servono solo per l'istituzione di un'anagrafe degli
studenti. E solo oggi, molti giorni dopo aver diffuso la circolare, precisa che
Daria, come i tanti, tantissimi ragazzi che si trovano nelle sue condizioni,
potrà sostenere gli esami senza problemi: «Nel caso in cui uno studente fosse,
per qualsiasi motivo sprovvisto del codice fiscale, verrebbe semplicemente
escluso dalla base informativa del ministero, senza alcuna conseguenza per la
sua privacy né per la possibilità di sostenere l'esame». Viene da chiedersi, a
questo punto, che validità possa avere un «censimento» senza che i «censiti»
siano obbligati a fornire i propri dati. Ad ogni modo, secondo il ministero
Daria non solo potrà diplomarsi, ma non rischierà neanche una denuncia in
quanto clandestina perchè la sua privacy verrà salvaguardata. «Chissà quanti si
trovano nelle mie condizioni», sospira Daria che, nella sua casa di Piazza
Carlo III, nel cuore della vecchia Napoli, ha visto messi a rischio per giorni,
uno dopo l'altro, tutti i suoi sogni: «La maturità, magari un permesso di
soggiorno, poi l'università, un lavoro onesto e qualificato, una vita
tranquilla con Alfonso, il mio ragazzo». La sua storia è cominciata quattro
anni fa, con l'arrivo a Napoli assieme al padre: «Abbiamo raggiunto mia madre
che si trovava qui già da un anno: lavorava come badante, sia pure da clandestina.
Siamo persone oneste e Napoli è una città generosa, quindi siamo riusciti a
inserirci presto: papà fa il saldatore, io lavo le scale in un paio di
condomini, faccio la baby sitter e accudisco gli anziani». Tutti lavori che
Daria svolge di sera, perchè al mattino c'è la scuola e nel pomeriggio bisogna
fare i compiti. La scuola ha cominciato a frequentarla tre anni fa: «In Ucraina
ho ottenuto un diploma che però, in Italia, non ha valore, quindi ho dovuto
rifare l'ultimo triennio». Così si è iscritta al liceo linguistico «Margherita
di Savoia». I professori hanno subito apprezzato le sue doti. «Oltre l'ucraino,
parlo correntemente l'italiano, il russo, l'inglese e lo spagnolo - dice -. Con
il francese me la cavo abbastanza bene». In classe si è inserita senza
problemi, ha tante amiche. Insomma, la sua vita fin qui è trascorsa abbastanza
serena, compatibilmente con la sua condizione di clandestina: «Certo, vivo
nella paura di essere cacciata dall'Italia come una delinquente. Però Napoli è
una città aperta e tollerante, e conto prima o poi di costruirmi un'esistenza
dignitosa». Un'esistenza che però, teme Daria, è minacciata dal giro di vite
sull'immigrazione clandestina imposto dal Governo Berlusconi. «Quando ho letto
la circolare del ministero ho avuto un tuffo al cuore», racconta. Per lei si
sono mobilitati i professori del liceo: qualcuno fra loro si è offerto di
assumere la ragazza per farle avere il permesso di soggiorno, ma i tempi della burocrazia sono lunghi. E allora? Allora Daria potrà pure
avere il suo diploma, ma la sua lotta per avere una vita dignitosa è appena
agli inizi.L'ammissione con un'insufficienza Quella del 2009 avrebbe dovuto
essere la maturità della svolta, ma alcune norme non sono state approvate, in
particolare quella sull'obbligo della sufficienza in tutte le materie,
rimandata alla maturità del 2010. Quest'anno basterà la media del 6 tra tutte
le materie, condotta compresa.
( da "Stampa, La" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
il caso Il fatto a
Valleggia L'uomo non aveva il certificato medico Disabile respinto dal seggio,
poi vota grazie alla patente CLAUDIO VIMERCATI QUILIANO Senza certificato
medico, mi dispiace, ma lei non può votare». Elio Marabotto, 69 anni, e da tre
costretto su una sedia a rotelle perchè paralizzato alle gambe, non riusciva a
credere alle sue orecchie: respinto dal presidente del seggio 4 di Valleggia,
quello riservato ai disabili, perchè non aveva quel benedetto certificato e
perchè così dice la legge. Non bastava l'evidenza, non bastava che lui fosse
lì, su quella dannata carrozzella. Il regolamento è così, non ammette deroghe.
«Sei disabile? Lo devi dimostrare. E lo può fare soltanto un medico». Non basta
se è evidente che non stai fingendo. L'episodio è avvenuto ieri mattina, ma per
raccontarlo bisogna fare un passo indietro. Quando cioè, Elio Marabotto che
risiede a Quiliano, si è presentato nella sezione dove doveva votare, la numero
1, e si è trovato di fronte al primo imprevisto: il montascale, che doveva
portarlo al primo piano dove c'era il seggio, non era in grado di reggere il
suo peso e quindi lui non poteva utilizzarlo. Che fare? Il presidente della
sezione ha spiegato a Elio Marabotto che poteva andare a votare nella sezione 4
di Valleggia, quella dove c'era il seggio riservato ai portatori di handicap.
Il disabile, un ex artigiano molto conosciuto a Quiliano, ha accolto il
consiglio, scoprendo di lì a poco, che però, la sua odissea era soltanto
all'inizio. Elio Marabotto alla fine è riuscito a votare. Grazie alla patente,
quella che gli è stata rilasciata per poter guidare l'auto anche se con comandi
particolari. Un documento ufficiale, che prova il suo handicap fisico. Un documento, accettato dal presidente del seggio, che ha vinto
l'insensibilità della burocrazia. «Ci sono rimasto male - racconta il disabile -. Non è simpatico
sentirsi dire che non puoi votare perchè sei disgraziato. Però ora l'amarezza è
passata e non voglio fare polemiche».
( da "Stampa, La" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA
BUROCRAZIA SI RINNOVA L'anagrafe all'ufficio postale I cittadini residenti nel
Comune di Milano potranno richiedere e ritirare i certificati comunali anche
all'ufficio postale
( da "Corriere.it"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
I DUBBI Timore di
«buchi» nella sicurezza Nella maggioranza sospetti e attacchi soprattutto
dall'area degli ex «Forza Italia» ROMA Non è più una questione di privacy e
opportunità. Di possibile scandalo politico e immagine internazionale. Non
solo. Le foto scattate al premier e ai suoi ospiti, nella sua villa in
Sardegna, diventano materia di scontro sotterraneo fra politica e servizi di
sicurezza, per interrogativi sulla protezione del premier e per sospetti
incrociati sull'operato di un fotografo sardo. La domanda finale, sotto
traccia, ma nemmeno tanto, è più o meno questa: gli apparati di sicurezza
italiani, che proteggono le prime cariche dello Stato, hanno delle «falle»
tecniche di cui devono rendere conto o addirittura (sospetto ovviamente molto
più politico) le conoscono e non fanno nulla per colmarle. Il tema, per
«senso del dovere e senza nessuna dietrologia», lo ha sollevato per primo
Carmelo Briguglio, che da anni si occupa, prima per An oggi per il Pdl, di
questi argomenti. Ieri la sua nota è stata rilanciata con molta più forza, e
con l'avallo del Cavaliere, dallo stato maggiore della maggioranza. La questione
è salita di peso, non è più soltanto quella posta da un singolo parlamentare,
per quanto esperto. SOSPETTI - E' l'entourage del premier che si muove, punta
l'indice e tra le righe avanza sospetti. Sospetti che non riguardano solo una
possibile inefficienza della rete di sicurezza interna controllata dall'Aisi,
il servizio guidato dal generale dei carabinieri Giorgio Piccirillo, cui
riferisce la scorta del premier. Nel Palazzo l'argomento schiude immediatamente
altre chiacchiere, ovviamente sussurrate, ma perché circolino: ovvero la bontà
delle nomine varate dal governo nella primavera scorsa, appena insediato. Con
esse la delega di Gianni De Gennaro, che guida il Dis, che a sua volta coordina
entrambi i servizi. E persino quella di Gianni Letta, che a Palazzo Chigi,
per conto del presidente del Consiglio, ha il compito di vigilare e coordinare
politicamente tutto l'apparato degli 007 italiani. Domande che circolano in
quel pezzo di Pdl che fa riferimento a Forza Italia e che non da ora nutre dei
dubbi sull'efficacia della «macchina» di coordinamento dei servizi segreti
così come sulla lealtà di altri pezzi della maggioranza. «MI POSSONO SPARARE?»
- «E' vero che mi possono sparare?»: non c'è dubbio che lo stesso Berlusconi
restò molto colpito già anni fa, quando altre foto, sempre dello stesso
fotografo, «bucarono» il sistema di sicurezza di villa Certosa. Il Presidente
emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, gli parlava di fucili con sistemi
di puntamento a infrarossi «e il Cavaliere indubbiamente si spaventò tanto che
lo riferì subito a Gianni Letta». E' pur vero, aggiunge ancora Cossiga, che di
scorte e sicurezza sa qualcosa più della media delle persone, che «per
proteggere un'area estesa come quella della tenuta del capo del governo
occorrerebbero almeno 80 o 90 persone». E che «ritengo che la bonifica dei
punti da dove si può spiare la villa sia fatta da un scorta 'esterna',
tradizionalmente di competenza di polizia e carabinieri territoriali ». Di
certo la scorta personale di Berlusconi non lo protegge solo con un profilo
squisitamente professionale. Fra gli agenti che provengono dalle forze
speciali c'è un forte attaccamento umano al Cavaliere. Aiutato, forse, anche
da una serie di difficoltà in meno. Una volta si ruppe una radio, si attendeva
una sostituzione che coinvolgeva la burocrazia, Berlusconi lo seppe e
intervenne, scocciato, a suo modo: «Pago tutto io!». Ma a questo punto, dicono
alcuni big di Forza Italia, un interrogativo sorge spontaneo: come mai non sia
stata risolta a tempo di record anche la bonifica dei punti di territorio che
«vedono» la tenuta del premier. A meno che non abbia ragione quel Clemente
Gasparri, generale dei carabinieri, fratello del più famoso Maurizio, che una
volta, in Sardegna, ascoltò questa critica dalla bocca del Cavaliere:
«Generale non crede che ci siano in giro troppi carabinieri? Io non voglio
pasticci, pettegolezzi». La risposta fu ironica e tagliò, almeno allora, la
testa al toro: «E lei si venda un pezzo della tenuta! Così li riduciamo ».
Marco Galluzzo stampa |
( da "Arena, L'" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 08 Giugno
2009 CRONACA Pagina 11 TRAGEDIA IN ATLANTICO. La famiglia dell'imprenditore di
Villafranca ha chiesto alle autorità la conferma ufficiale che il congiunto
fosse sull'Airbus precipitato Ripescati diciassette corpi Ansia a casa Cordioli
Nessuna richiesta è giunta ai familiari per il test del Dna utile per il
riconoscimento dei resti rintracciati in mare Sabato erano stati recuperati i
corpi di due vittime dell'Airbus dell'Air France scomparso misteriosamente
sull'Atlantico lunedì scorso mentre era in volo da Rio de Janeiro a Parigi con
288 persone a bordo. Ieri, domenica, l'oceano ne ha restituiti altri quattro:
tre al mattino sono stati trovati dalla marina brasiliana e uno più tardi
dall'equipaggio di un elicottero francese. E, stando alle dichiarazioni
rilasciate dal portavoce delle forze aeree brasiliane, il tenente colonnello
Henry Munhoz, «altri corpi (17 finora) sono stati avvistati; condizioni del
mare permettendo, saranno recuperati». Sono notizie che se non portano ancora
la verità sulla fine del volo AF 447, portano almeno qualche certezza in più a
Villafranca, nelle case della moglie Ines e dei tre figli- Claudio, Nadia e Paolo-
di Agostino Cordioli, il 73enne impresario edile che si trovava a bordo
dell'aereo. Sono notizie che fanno scaturire sentimenti contrastanti: da una
parte le speranze in un miracolo impossibile diventano sempre più flebili,
dall'altra il dolore reso più atroce dal mistero di una tragedia inspiegabile,
diventa più concreto e si aggrappa alla speranza che, adesso, sulla vicenda si
faccia piena luce. E che il mare restituisca quello che ha preso. «Non sappiamo
se essere contenti o no», confessa Paolo Cordioli, terzogenito di Agostino che
guarda alla realtà dei fatti, ma ammette di non essere ancora capace di parlare
della morte del padre. «Soltanto la verità ci aiuterà a farci una ragione di
quello che è successo. Non ci toglierà il dolore, ma servirà a farcene una
ragione. E poi vorremmo avere qualcosa di nostro su cui pregare. Una foto è un
po' poco». Anche ieri ci sono stati contatti con la funzionaria della Farnesina
incaricata di seguire la tragedia dell'Airbus dell'Air France per le famiglie
delle dieci vittime italiane. «Ho parlato anche con l'Air France», confida
ancora Paolo Cordioli. «Mi è stato detto che i corpi e i resti dell'aereo
ritrovati sono proprio quelli dei passeggeri e dell'Airbus. Noi siamo a
disposizione per fornire le indicazioni fisiche che riguardano papà. Siamo
pronti a inviare le panoramiche dentarie. E li abbiamo informati che papà aveva
un dente d'oro». E il prelievo del dna dai famigliari? È stato effettuato come
si è sentito dire dopo il ritrovamento dei primi corpi? O, almeno, è stata
avanzata richiesta? «No, nessuno ufficialmente ci ha detto e chiesto niente.
Noi speriamo, intanto, che la burocrazia sveltisca le pratiche. Ci interessa, per motivi legati al lavoro
e all'impresa, che arrivi un documento ufficiale che attesti che papà era a
bordo». Oltre al grande dolore, inÈfatti, i Cordioli si trovano in difficoltà
con l'impresa Edilcostruzioni fondata da Agostino che ne era l'amministratore.
Senza un documento che testimoni che era a bordo dell'aereo precipitato il
giudice, al quale la famiglia si è rivolta per la nomina di un amministratore
provvisorio, non può far niente. «Ci è stato promesso che verrà inviato per
fax. L'impresa è ferma. Anche per motivi legati alla sicurezza non possiamo
andar avanti con nessun lavoro. Se le lungaggini burocratiche finissero, si
concluderebbe almeno un capitolo di questo doloroso libro che ci si è aperto
davanti e che non finirà mai». Paolo Cordioli racconta che il padre era in
Brasile da una ventina di giorni e che, a differenza di altre volte in cui
aveva rimandato il viaggio per concludere i lavori avviati, stavolta era stato
puntuale nel salire sull'aereo prenotato. Un volo di ritorno diverso dal
solito: invece di volare da Fortaleza, dove operava, a Lisbona, aveva scelto di
partire da Rio per Parigi. Maledetta fatalità. «Mercoledì avremmo dovuto andare
insieme in Comune per alcune pratiche. Accadeva spesso, se non quasi sempre,
che rimandasse il viaggio anche di una settimana. O per finire lavori iniziati
o perchè gli era slittato un appuntamento. Stavolta invece... Coraggio ce ne
vuole tanto, per farci forza, per evitare di pensare».Domani sera in duomo a
Villafranca, alle 20, ci sarà la messa di suffragio di Agostino Cordioli voluta
dalla famiglia e sostenuta dall'amministrazione comunale. Alla fine della
cerimonia religiosa alcuni villafranchesi che vissero a stretto contatto con
l'impreditore scomparso lo ricorderanno con testimonianze personali.
( da "Arena, L'" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 08 Giugno
2009 CRONACA Pagina 12 ODISSEA. Associazione economica di Povegliano si è
mobilitata per un ragazzino libico Mohamed operato grazie alla solidarietà
Affetto da forma di leucemia gli sono state pagate le spese per permettergli di
curarsi all'ospedale Gaslini di Genova Un bambino libico è curato in Italia
grazie al diretto intervento del presidente dell'associazione degli operatori
economici di Povegliano. La sua generosità è servita per una convenzione tra
l'ospedale Gaslini di Genova e il Tripoli Medical Center. Giovanni Zanon ha
messo a soqquadro le ambasciate italiana e libica, l'Unicef, la Croce Rossa e
altri, tra enti e istituzioni, fino a quando Mohamed non è tornato all'ospedale
Gaslini di Genova nel reparto di oncologia pediatrica per guarire dalla grave
malattia che lo affligge. GRAVE MALATTIA. L'imprenditore aveva avuto la notizia
delle gravi condizioni del bambino da un collaboratore libico che gli riferiva
la necessità di un ricovero urgente al Gaslini. Ma la burocrazia libica bloccava il rientro a
Genova del bimbo. Aveva cinque anni Mohamed quando gli furono riscontrati i
primi sintomi della malattia, aplasia midollare acquisita, diagnosticata al
Tripoli Medical Center dal responsabile medico del reparto di oncologia
pediatrica Salem El Zarrouk. Il bambino è assistito dall'unità medica
operativa dell'ospedale libico. Le sue condizioni di salute peggiorano e si
prospetta la necessità del trapianto di midollo. Il medico libico si mette in
contatto con il professor Carlo Dufour responsabile del dipartimento pediatrico
ematologico-oncologico del Gaslini che offre la disponibilità per curare
Mohamed. Il primo ricovero in Italia al Gaslini avviene nel 2004. Dopo i primi
controlli e le cure il bambino fa ritorno al suo paese ma con l'accordo che
sarebbe ritornato da lì a pochi mesi all'ospedale italiano per ulteriori
indagini e cure. Ma, come racconta il professor Dufour, «dopo le dimissioni dal
nostro ospedale di Mohamed non avemmo più notizie fino al
( da "Secolo XIX, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Parla sei lingue ma
è clandestina,non può dare l'esame di maturità napoli, è giallo Una ventenne
ucraina è una studentessa modello, ma non ha il codice fiscale. Il ministero
però precisa: «Nessun divieto di legge» 08/06/2009 NAPOLI. Ha un sogno:
superare l'esame di maturità al liceo linguistico "Margherita di
Savoia" di Napoli che frequenta regolarmente. Però tra Daria, ventenne
ucraina clandestina, e le sue aspirazioni si è frapposto un
grande ostacolo: la burocrazia. Essendo clandestina, non ha documenti italiani, non ha il
codice fiscale e il tesserino, in base a una circolare del Ministero
dell'Istruzione del 22 maggio scorso, è obbligatorio per sostenere la prova
scolastica. E' una vicenda tipicamente italiana, cominciata quando il ministero
dell'Istruzione, per compilare l'anagrafe degli studenti, ha deciso di
rilevare i dati di ogni singolo candidato. Compreso il codice fiscale, che
passerà al vaglio dell'Agenzia delle entrate entro domani. Ecco perché al
"Margherita di Savoia", storico istituto partenopeo, si lotta contro
il tempo. «Sto esaminando la situazione - spiega il preside, Carmine
Santaniello - ma la circolare voluta dal ministro Gelmini è chiara: senza
codice fiscale non si può sostenere l'esame. Daria è stata iscritta tre anni fa
in base alle normative allora in vigore, ha frequentato regolarmente e adesso
ci troviamo dinanzi a questo grosso problema». La burocrazia
sembra essersi infilata in un vicolo cieco. C'è una norma che sancisce come
«tutti i minori presenti sul territorio nazionale e nei diversi gradi e ordini
di scuola hanno diritto all'istruzione, indipendentemente dalla regolarità
della loro posizione di soggiorno». Un diritto all'istruzione che vale,
evidentemente, fino alle soglie dell'esame di maturità perché per la prova
finale la circolare del 22 maggio 2009 impone il possesso del codice fiscale.
Il "Margherita di Savoia" si è mobilitato per aiutare Daria.
Professori che si sono offerti di assumerla per regolarizzarla, i compagni che
stanno per lanciare una petizione. Persino all'Agenzia delle entrate hanno
avuto tenerezza per il suo viso pulito. «Quando ho chiesto il codice fiscale mi
hanno detto: "Scusaci, non possiamo, anzi è meglio che vai via".
Allora ho capito. Ed è tornata la paura», ha raccontato la ventenne. Lei è una
studentessa in gamba, parla sei lingue e per pagarsi tutti i libri («quello di
Filosofia costa 42 euro!») si arrangia come badante o lavando le scale nei
condomini. Naturalmente non ha mai partecipato a una gita scolastica nel timore
di essere scoperta. Ma in serata interviene il ministero dell'istruzione per
precisare che non c'è alcun motivo di legge per cui la studentessa ucraina non
possa sostenere l'esame di maturità. «La raccolta del codice fiscale degli
studenti - afferma il Miur - è una funzionalità contenuta nell'Anagrafe degli
studenti, iniziata nel 2005/06 e proseguita da tutti i governi che da allora si
sono succeduti. Nel caso in cui uno studente fosse, per qualsiasi motivo,
sprovvisto del codice fiscale, verrebbe solo escluso dalla base informativa del
Ministero, senza alcuna conseguenza per la sua privacy né per la sua
possibilità di sostenere l'esame di Maturità». Luigi Sannino 08/06/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
pagina pag. 25 Quel
dolore atroce che non ha un perché Presto una nuova legge sui farmaci contro la
sofferenza L'ODORE DEL TEMPO FA PARLARE ovunque, grazie all'indirizzo nuovo
intrapreso dalla politica, l'annuncio di una non più lontana liberalizzazione
della morfina, allo stesso modo dei suoi derivati sintetici. In attesa della
legge la questione è stata messa, finalmente, sul binario giusto. E a questo punto
parlo, anzi scrivo, per fatto personale. Credo di essere legittimato a farlo
perché, da quando scienza e civismo, misericordia e parlamento hanno
risolutamente affrontato le ragioni dell'umanità che soffre al limite del
sopportabile, e sta cadendo un pregiudizio anche medico, quindi terapeutico,
sono pressoché finiti i consensi e le dispute cui il libro - Il dolore inutile,
la pena in più del malato - è stato sottoposto dall'anno di pubblicazione, il
2002. Scrissi quelle pagine perché la vita della mia famiglia aveva
attraversato, in oltre mezzo secolo, la dolorosa atmosfera suscitata,
nientemeno, da un farmaco. IN UNA CASA piccolo borghese, di genitori a loro
modo credenti, con una cultura appena media, eravamo tre figli nati da un
matrimonio felice, celebrato alla fine della Grande Guerra, nel corso della
quale il ragazzo che sarebbe divenuto nostro padre era stato tratto in salvo
grazie a un piede sporgente dal cumulo di terra, che muovendosi segnalava un
corpo ancora vivo. Quel giovane sottufficiale, volontario a diciotto anni
appena compiuti, già meritevole di encomio e d'una croce di guerra, venne
salvato nel momento stesso in cui, privo d'aria, stava scoppiandogli l'aorta.
Vivrà con un aneurisma traumatico di proporzioni vistose e senza la possibilità,
allora, d'intervenire chirurgicamente. La menomazione era a tal punto grave che
il medico di famiglia sentì di dovere ammonire i tre figli con queste parole.
«E ricordate che vostro padre può precipitare nel dolore, e anche andarsene,
solo allacciandosi una scarpa!». Fu un monito brutale, che ci lasciava alle
prese con una profezia senza scampo. SOLTANTO la somministrazione di un
derivato della morfina - il cui nome, cardiostenol, risuona ancora ai nostri
orecchi - lo traeva dalla sofferenza lasciandolo in uno stato di seppur
fittizio benessere. Quell'estrema risorsa - governata dalla burocrazia ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto
della prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e
la temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
d'acqua distillata che desse l'illusione di un benefico risultato; e tutto quel
daffare l'aveva come ridotta a un'aguzzina tra disperata e obbediente. In
quella piccola guerra di perdenti da una parte e dall'altra, l'impiego oculato
del farmaco era diventato una sorta di linea del Piave. DOPO un bel numero
d'anni, inviato dalla Rai in Africa, vidi che in un mercatino davanti
all'albergo si vendevano calzascarpe di osso alti, suppergiù, mezzo metro. Ne
comprai quattro. Rivedo ancora il sorriso di mio padre e il sollievo della
mamma quando mi presentai con la mercanzia. Consunto in pochi mesi da un male
del tutto nuovo, insorto all'improvviso e protrattosi senza traumi (quasi fosse
avvertito di ciò che il dolore aveva già prodotto su quel corpo tribolato)
nostro padre morirà a 73 anni. Fu allora che tolsi dagli scaffali le grandi
testimonianze sul dolore rese dalla filosofia, dalla letteratura, dalla
religione. Lessi di tutto, qua e là, ma la prima risposta, espressa in forma di
alta poesia tragica, l'ho trovata in Eschilo: «Sapere è soffrire, e soffrire
produce sapere». Nell'Agamennone il coro ribadisce: «Zeus ha aperto agli umani
il sapere avendo stabilito la legge: il conoscere è attraverso il patire». UN
CRISTIANO dirà che se la vita umana è un disegno di Dio, e la redenzione
dell'umanità dal peccato si realizza attraverso Gesù crocifisso, il dolore
assume un significato cruciale. Non a caso nel Medioevo si è a lungo creduto
che vi fosse un'intima relazione tra malattia, sofferenza e peccato. Il fatto
stesso di doverlo scontare nel corso di questa vita, o in un'altra,
giustificava il soffrire. C'è, invece, chi crede da sempre che l'esperienza del
dolore sia priva di vero senso. Connaturata com'è alla stessa essenza della
vita, e non potendo sottrarla a questa indissolubilità, la si potrà affrontare
e combattere, governare e ridurre. Si legge che l'arcivescovo di Parigi,
cardinale Villot, dilaniato dai dolori di un cancro in fase terminale, abbia
pronunciato queste parole: «Sappiamo dire belle frasi sulla sofferenza. Io
stesso ne ho parlato con calore. Dite ai preti di non parlarne, se non per
conoscenza diretta: noi ignoriamo ciò che essa rappresenta fino a quando, come
è successo a me, non ne piangiamo». Goethe stesso aveva lamentato di non sentir
dire con voce abbastanza forte che «solo il proprio dolore, quello provato
personalmente, mette nelle condizioni di immedesimarsi nel dolore altrui». Mai
l'argomento della pena grave e superflua, perciò disumana, aveva tanto occupato
gli spazi dei mass-media. Ha sollevato dibattito e speranze la notizia diffusa
da Umberto Veronesi: «Ancora oggi, dei 130mila italiani ammalati di cancro, il
30-40% non riceve un trattamento farmacologico adeguato». Annunciando il
progetto «Ospedale senza dolore» ha poi aggiunto: «Al centro dell'attenzione
non sarà più la malattia, ma il dolore del malato, con tutte le sue sofferenze
fisiche e psichiche. In questo progetto vengono coinvolti tutti, dagli
specialisti del dolore ai medici del reparto, dal personale infermieristico ai
volontari, dagli stessi pazienti alle loro famiglie. Tutti avranno un ruolo
fondamentale nella lotta al dolore». Fulvio Papi, docente di filosofia
teoretica all'Università di Pavia, scrive a sua volta: «Solo attraverso
lascolto della propria esistenza, risollevata dagli abissi del dolore, si
riesce a giungere a quel sentimento che consente l'ascolto non della morte come
morte degli altri, o della morte come tempo futuro, ma della propria morte come
la possibilità più totale di noi stessi (...) Solo così la morte diventa il
senso profondo della vita (...) Essa è sempre la morte di un individuo e quindi
la riflessione deve ritornare al tema della mia morte». «Purché mi colga vivo»,
chiedeva il poeta Ungaretti. Torna il monito di Maimoide, grande medico,
filosofo e talmudista medioevale: «Che io non possa mai vedere il malato,
creatura sofferente, soltanto come il ricettacolo impotente e rassegnato della
sua sofferenza». QUI VA RIBADITO che la Chiesa, dal Concilio Vaticano II, non
chiede più la consumazione nel dolore delle nostre colpe, né assegna al
martirio, se non liberamente scelto, la facoltà di redimere il peccato. Ecco
come si esprime il più recente documento episcopale in materia: «La natura
umana è predisposta ad accettare il dolore come stato, appunto, di natura, ma
rifiuta come insensato il dolore senza scopo, il cosiddetto dolore gratuito, o
dolore innocente. Ogni azione che generi dolore e morte da parte dell'uomo, o
di un dio di sua invenzione, è un'azione gratuita e quindi insensata». Insigni
clinici, psicologi, psichiatri, neurochirurghi, a loro volta, diranno che
quando il dolore è troppo, la pena esorbita da qualunque scrupolo che non sia
quello di evitarla. Chiudo con le parole giuntemi dal letto di pena di Davide
Turoldo, il frate poeta, l'amico fraterno - che dettero luogo a uno dei momenti
più intensi dell'inchiesta televisiva Credere, non credere: «Io, in certe notti
di dolore, ho capito meglio - e qui mi fermo, perché ho scritto tanto contro
questa tentazione - perfino chi pensa all'eutanasia. Un Venerdì Santo ho detto
che ogni giorno è un giorno nuovo, mai vissuto sulla Terra da nessuno. Teniamo
dunque aperta, anche alla facoltà di sperare, questa finestra sull'imprevisto!»
Mai come nel dolore ci si accorge non solo di abitare in un corpo, ma anche di
essere quel corpo. E se la speranza rimane quella di guarire, a maggior motivo
è crudele sottoporre il malato cosiddetto "terminale" alla prova che
tutto intorno a lui alza le braccia, si arrende, lo lascia morire nel lamento,
nella disperazione, persino nell'urlo. Mi sembra la ragione più alta e
credibile per doversi disporre a salutare, con un caldo consenso, etico e
civile, un problema della scienza avviato a soluzione da un grande moto della
coscienza.
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-06-2009)
Pubblicato anche in: (Resto
del Carlino, Il (Ancona))
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 12
di LORENZO BIANCHI PER I socialdemocratici e ... di LORENZO BIANCHI PER I
socialdemocratici e i laburisti è un bagno di sangue. Soprattutto per chi era
insediato nelle stanze del potere. Fanno eccezione solo i socialdemocratici
danesi e svedesi, che però sono all'opposizione. Apre la lista dei caduti il
Labour britannico di Gordon Brown. Secondo le proiezioni della Bbc, il 27-28%
proietta i conservatori al primo posto. Secondi, a sorpresa, si piazzano gli
antieuropeisti dell'Ukip. Il Labour sarebbe più in basso. Un risultato a
sorpresa arriva dal Portogallo. Il Partito socialista del premier Josè Socrates
piomba al 26,45 per cento dei suffragi, 18 punti in meno rispetto al 2004.
Canta vittoria il Partito socialdemocratico che ha raccolto il voto del 33,07
del corpo elettorale. IL PREMIER irlandese Brian Cowen incassa una triplice
disfatta nel voto locale, politico nazionale ed europeo. Il suo partito, il
Fianna Fail, centro progressista, perde otto punti e si ferma al 23%. I suoi
avversari più quotati, i centristi conservatori del Fine Gael, balzano al 30,
incrementando il loro bottino elettorale di tre lunghezze percentuali. Quello
francese è, tutto sommato, l'esecutivo che non paga pedaggio alle urne. L'Ump
di Nicolas Sarkozy è solido in testa, i socialisti di Martine Aubry calano e
rischiano il sorpasso dei verdi di Daniel Cohn Bendit. L'opposizione in ogni
caso non ride. Il Modem del centrista Francois Bayrou fa acqua. Per la prima
volta in cinque anni in Spagna il governo non ha ingrassato il Psoe di Josè
Luis Rodriguez Zapatero. Lo scrutinio fotografa il sorpasso del Partito
popolare di Mariano Rajoy che riesce a eleggere 23 europarlamentari contro i 21
dei socialisti. Nel panorama di un'Europa sconvolta da cataclismi, per la
sinistra resta tutto sommato stabile il quadro tedesco. La Cdu-Csu di Angela
Merkel sembra parzialmente protetta dall'ombrello della Grosse Koalition con i
socialdemocratici. Ma perde rispetto al 44,5% del
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA CAFFE pag.
25 Quel dolore atroce che non ha un perché Presto una nuova legge sui farmaci
contro la sofferenza L'ODORE DEL TEMPO FA PARLARE ovunque, grazie all'indirizzo
nuovo intrapreso dalla politica, l'annuncio di una non più lontana liberalizzazione
della morfina, allo stesso modo dei suoi derivati sintetici. In attesa della
legge la questione è stata messa, finalmente, sul binario giusto. E a questo
punto parlo, anzi scrivo, per fatto personale. Credo di essere legittimato a
farlo perché, da quando scienza e civismo, misericordia e parlamento hanno
risolutamente affrontato le ragioni dell'umanità che soffre al limite del
sopportabile, e sta cadendo un pregiudizio anche medico, quindi terapeutico,
sono pressoché finiti i consensi e le dispute cui il libro - Il dolore inutile,
la pena in più del malato - è stato sottoposto dall'anno di pubblicazione, il
2002. Scrissi quelle pagine perché la vita della mia famiglia aveva
attraversato, in oltre mezzo secolo, la dolorosa atmosfera suscitata, nientemeno,
da un farmaco. IN UNA CASA piccolo borghese, di genitori a loro modo credenti,
con una cultura appena media, eravamo tre figli nati da un matrimonio felice,
celebrato alla fine della Grande Guerra, nel corso della quale il ragazzo che
sarebbe divenuto nostro padre era stato tratto in salvo grazie a un piede
sporgente dal cumulo di terra, che muovendosi segnalava un corpo ancora vivo.
Quel giovane sottufficiale, volontario a diciotto anni appena compiuti, già
meritevole di encomio e d'una croce di guerra, venne salvato nel momento stesso
in cui, privo d'aria, stava scoppiandogli l'aorta. Vivrà con un aneurisma
traumatico di proporzioni vistose e senza la possibilità, allora, d'intervenire
chirurgicamente. La menomazione era a tal punto grave che il medico di famiglia
sentì di dovere ammonire i tre figli con queste parole. «E ricordate che vostro
padre può precipitare nel dolore, e anche andarsene, solo allacciandosi una
scarpa!». Fu un monito brutale, che ci lasciava alle prese con una profezia
senza scampo. SOLTANTO la somministrazione di un derivato della morfina - il
cui nome, cardiostenol, risuona ancora ai nostri orecchi - lo traeva dalla
sofferenza lasciandolo in uno stato di seppur fittizio benessere. Quell'estrema
risorsa - governata dalla burocrazia ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto
della prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e
la temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
d'acqua distillata che desse l'illusione di un benefico risultato; e tutto quel
daffare l'aveva come ridotta a un'aguzzina tra disperata e obbediente. In
quella piccola guerra di perdenti da una parte e dall'altra, l'impiego oculato
del farmaco era diventato una sorta di linea del Piave. DOPO un bel numero
d'anni, inviato dalla Rai in Africa, vidi che in un mercatino davanti
all'albergo si vendevano calzascarpe di osso alti, suppergiù, mezzo metro. Ne
comprai quattro. Rivedo ancora il sorriso di mio padre e il sollievo della
mamma quando mi presentai con la mercanzia. Consunto in pochi mesi da un male
del tutto nuovo, insorto all'improvviso e protrattosi senza traumi (quasi fosse
avvertito di ciò che il dolore aveva già prodotto su quel corpo tribolato)
nostro padre morirà a 73 anni. Fu allora che tolsi dagli scaffali le grandi
testimonianze sul dolore rese dalla filosofia, dalla letteratura, dalla
religione. Lessi di tutto, qua e là, ma la prima risposta, espressa in forma di
alta poesia tragica, l'ho trovata in Eschilo: «Sapere è soffrire, e soffrire
produce sapere». Nell'Agamennone il coro ribadisce: «Zeus ha aperto agli umani
il sapere avendo stabilito la legge: il conoscere è attraverso il patire». UN
CRISTIANO dirà che se la vita umana è un disegno di Dio, e la redenzione
dell'umanità dal peccato si realizza attraverso Gesù crocifisso, il dolore
assume un significato cruciale. Non a caso nel Medioevo si è a lungo creduto
che vi fosse un'intima relazione tra malattia, sofferenza e peccato. Il fatto
stesso di doverlo scontare nel corso di questa vita, o in un'altra,
giustificava il soffrire. C'è, invece, chi crede da sempre che l'esperienza del
dolore sia priva di vero senso. Connaturata com'è alla stessa essenza della
vita, e non potendo sottrarla a questa indissolubilità, la si potrà affrontare
e combattere, governare e ridurre. Si legge che l'arcivescovo di Parigi,
cardinale Villot, dilaniato dai dolori di un cancro in fase terminale, abbia
pronunciato queste parole: «Sappiamo dire belle frasi sulla sofferenza. Io
stesso ne ho parlato con calore. Dite ai preti di non parlarne, se non per
conoscenza diretta: noi ignoriamo ciò che essa rappresenta fino a quando, come
è successo a me, non ne piangiamo». Goethe stesso aveva lamentato di non sentir
dire con voce abbastanza forte che «solo il proprio dolore, quello provato
personalmente, mette nelle condizioni di immedesimarsi nel dolore altrui». Mai
l'argomento della pena grave e superflua, perciò disumana, aveva tanto occupato
gli spazi dei mass-media. Ha sollevato dibattito e speranze la notizia diffusa
da Umberto Veronesi: «Ancora oggi, dei 130mila italiani ammalati di cancro, il
30-40% non riceve un trattamento farmacologico adeguato». Annunciando il
progetto «Ospedale senza dolore» ha poi aggiunto: «Al centro dell'attenzione
non sarà più la malattia, ma il dolore del malato, con tutte le sue sofferenze
fisiche e psichiche. In questo progetto vengono coinvolti tutti, dagli
specialisti del dolore ai medici del reparto, dal personale infermieristico ai
volontari, dagli stessi pazienti alle loro famiglie. Tutti avranno un ruolo
fondamentale nella lotta al dolore». Fulvio Papi, docente di filosofia teoretica
all'Università di Pavia, scrive a sua volta: «Solo attraverso lascolto della
propria esistenza, risollevata dagli abissi del dolore, si riesce a giungere a
quel sentimento che consente l'ascolto non della morte come morte degli altri,
o della morte come tempo futuro, ma della propria morte come la possibilità più
totale di noi stessi (...) Solo così la morte diventa il senso profondo della
vita (...) Essa è sempre la morte di un individuo e quindi la riflessione deve
ritornare al tema della mia morte». «Purché mi colga vivo», chiedeva il poeta
Ungaretti. Torna il monito di Maimoide, grande medico, filosofo e talmudista
medioevale: «Che io non possa mai vedere il malato, creatura sofferente,
soltanto come il ricettacolo impotente e rassegnato della sua sofferenza». QUI
VA RIBADITO che la Chiesa, dal Concilio Vaticano II, non chiede più la
consumazione nel dolore delle nostre colpe, né assegna al martirio, se non
liberamente scelto, la facoltà di redimere il peccato. Ecco come si esprime il
più recente documento episcopale in materia: «La natura umana è predisposta ad
accettare il dolore come stato, appunto, di natura, ma rifiuta come insensato
il dolore senza scopo, il cosiddetto dolore gratuito, o dolore innocente. Ogni
azione che generi dolore e morte da parte dell'uomo, o di un dio di sua
invenzione, è un'azione gratuita e quindi insensata». Insigni clinici,
psicologi, psichiatri, neurochirurghi, a loro volta, diranno che quando il
dolore è troppo, la pena esorbita da qualunque scrupolo che non sia quello di
evitarla. Chiudo con le parole giuntemi dal letto di pena di Davide Turoldo, il
frate poeta, l'amico fraterno - che dettero luogo a uno dei momenti più intensi
dell'inchiesta televisiva Credere, non credere: «Io, in certe notti di dolore,
ho capito meglio - e qui mi fermo, perché ho scritto tanto contro questa
tentazione - perfino chi pensa all'eutanasia. Un Venerdì Santo ho detto che
ogni giorno è un giorno nuovo, mai vissuto sulla Terra da nessuno. Teniamo
dunque aperta, anche alla facoltà di sperare, questa finestra sull'imprevisto!»
Mai come nel dolore ci si accorge non solo di abitare in un corpo, ma anche di
essere quel corpo. E se la speranza rimane quella di guarire, a maggior motivo
è crudele sottoporre il malato cosiddetto "terminale" alla prova che
tutto intorno a lui alza le braccia, si arrende, lo lascia morire nel lamento,
nella disperazione, persino nell'urlo. Mi sembra la ragione più alta e
credibile per doversi disporre a salutare, con un caldo consenso, etico e
civile, un problema della scienza avviato a soluzione da un grande moto della
coscienza.
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
COPERTINA CAFFE pag.
25 Quel dolore atroce che non ha un perché Presto una nuova legge sui farmaci
contro la sofferenza L'ODORE DEL TEMPO FA PARLARE ovunque, grazie all'indirizzo
nuovo intrapreso dalla politica, l'annuncio di una non più lontana
liberalizzazione della morfina, allo stesso modo dei suoi derivati sintetici.
In attesa della legge la questione è stata messa, finalmente, sul binario
giusto. E a questo punto parlo, anzi scrivo, per fatto personale. Credo di
essere legittimato a farlo perché, da quando scienza e civismo, misericordia e
parlamento hanno risolutamente affrontato le ragioni dell'umanità che soffre al
limite del sopportabile, e sta cadendo un pregiudizio anche medico, quindi
terapeutico, sono pressoché finiti i consensi e le dispute cui il libro - Il
dolore inutile, la pena in più del malato - è stato sottoposto dall'anno di
pubblicazione, il 2002. Scrissi quelle pagine perché la vita della mia famiglia
aveva attraversato, in oltre mezzo secolo, la dolorosa atmosfera suscitata,
nientemeno, da un farmaco. IN UNA CASA piccolo borghese, di genitori a loro
modo credenti, con una cultura appena media, eravamo tre figli nati da un
matrimonio felice, celebrato alla fine della Grande Guerra, nel corso della
quale il ragazzo che sarebbe divenuto nostro padre era stato tratto in salvo
grazie a un piede sporgente dal cumulo di terra, che muovendosi segnalava un
corpo ancora vivo. Quel giovane sottufficiale, volontario a diciotto anni
appena compiuti, già meritevole di encomio e d'una croce di guerra, venne
salvato nel momento stesso in cui, privo d'aria, stava scoppiandogli l'aorta.
Vivrà con un aneurisma traumatico di proporzioni vistose e senza la
possibilità, allora, d'intervenire chirurgicamente. La menomazione era a tal punto
grave che il medico di famiglia sentì di dovere ammonire i tre figli con queste
parole. «E ricordate che vostro padre può precipitare nel dolore, e anche
andarsene, solo allacciandosi una scarpa!». Fu un monito brutale, che ci
lasciava alle prese con una profezia senza scampo. SOLTANTO la somministrazione
di un derivato della morfina - il cui nome, cardiostenol, risuona ancora ai
nostri orecchi - lo traeva dalla sofferenza lasciandolo in uno stato di seppur
fittizio benessere. Quell'estrema risorsa - governata dalla burocrazia ospedaliera che imponeva un ricettario speciale e di dar conto
della prescrizione all'autorità prefettizia - veniva usata con la riluttanza e
la temerarietà di chi maneggia una bomba a orologeria. «Si guardi bene dagli
abusi», aveva intimato il medico a nostra madre, aggiungendo che al ripetersi
di ogni crisi era consigliabile alternare il farmaco innominabile con un po'
d'acqua distillata che desse l'illusione di un benefico risultato; e tutto quel
daffare l'aveva come ridotta a un'aguzzina tra disperata e obbediente. In
quella piccola guerra di perdenti da una parte e dall'altra, l'impiego oculato
del farmaco era diventato una sorta di linea del Piave. DOPO un bel numero
d'anni, inviato dalla Rai in Africa, vidi che in un mercatino davanti
all'albergo si vendevano calzascarpe di osso alti, suppergiù, mezzo metro. Ne
comprai quattro. Rivedo ancora il sorriso di mio padre e il sollievo della
mamma quando mi presentai con la mercanzia. Consunto in pochi mesi da un male
del tutto nuovo, insorto all'improvviso e protrattosi senza traumi (quasi fosse
avvertito di ciò che il dolore aveva già prodotto su quel corpo tribolato)
nostro padre morirà a 73 anni. Fu allora che tolsi dagli scaffali le grandi
testimonianze sul dolore rese dalla filosofia, dalla letteratura, dalla
religione. Lessi di tutto, qua e là, ma la prima risposta, espressa in forma di
alta poesia tragica, l'ho trovata in Eschilo: «Sapere è soffrire, e soffrire
produce sapere». Nell'Agamennone il coro ribadisce: «Zeus ha aperto agli umani
il sapere avendo stabilito la legge: il conoscere è attraverso il patire». UN
CRISTIANO dirà che se la vita umana è un disegno di Dio, e la redenzione
dell'umanità dal peccato si realizza attraverso Gesù crocifisso, il dolore
assume un significato cruciale. Non a caso nel Medioevo si è a lungo creduto
che vi fosse un'intima relazione tra malattia, sofferenza e peccato. Il fatto
stesso di doverlo scontare nel corso di questa vita, o in un'altra,
giustificava il soffrire. C'è, invece, chi crede da sempre che l'esperienza del
dolore sia priva di vero senso. Connaturata com'è alla stessa essenza della
vita, e non potendo sottrarla a questa indissolubilità, la si potrà affrontare
e combattere, governare e ridurre. Si legge che l'arcivescovo di Parigi, cardinale
Villot, dilaniato dai dolori di un cancro in fase terminale, abbia pronunciato
queste parole: «Sappiamo dire belle frasi sulla sofferenza. Io stesso ne ho
parlato con calore. Dite ai preti di non parlarne, se non per conoscenza
diretta: noi ignoriamo ciò che essa rappresenta fino a quando, come è successo
a me, non ne piangiamo». Goethe stesso aveva lamentato di non sentir dire con
voce abbastanza forte che «solo il proprio dolore, quello provato
personalmente, mette nelle condizioni di immedesimarsi nel dolore altrui». Mai
l'argomento della pena grave e superflua, perciò disumana, aveva tanto occupato
gli spazi dei mass-media. Ha sollevato dibattito e speranze la notizia diffusa
da Umberto Veronesi: «Ancora oggi, dei 130mila italiani ammalati di cancro, il
30-40% non riceve un trattamento farmacologico adeguato». Annunciando il
progetto «Ospedale senza dolore» ha poi aggiunto: «Al centro dell'attenzione
non sarà più la malattia, ma il dolore del malato, con tutte le sue sofferenze
fisiche e psichiche. In questo progetto vengono coinvolti tutti, dagli
specialisti del dolore ai medici del reparto, dal personale infermieristico ai
volontari, dagli stessi pazienti alle loro famiglie. Tutti avranno un ruolo
fondamentale nella lotta al dolore». Fulvio Papi, docente di filosofia
teoretica all'Università di Pavia, scrive a sua volta: «Solo attraverso
lascolto della propria esistenza, risollevata dagli abissi del dolore, si
riesce a giungere a quel sentimento che consente l'ascolto non della morte come
morte degli altri, o della morte come tempo futuro, ma della propria morte come
la possibilità più totale di noi stessi (...) Solo così la morte diventa il
senso profondo della vita (...) Essa è sempre la morte di un individuo e quindi
la riflessione deve ritornare al tema della mia morte». «Purché mi colga vivo»,
chiedeva il poeta Ungaretti. Torna il monito di Maimoide, grande medico,
filosofo e talmudista medioevale: «Che io non possa mai vedere il malato,
creatura sofferente, soltanto come il ricettacolo impotente e rassegnato della
sua sofferenza». QUI VA RIBADITO che la Chiesa, dal Concilio Vaticano II, non
chiede più la consumazione nel dolore delle nostre colpe, né assegna al
martirio, se non liberamente scelto, la facoltà di redimere il peccato. Ecco
come si esprime il più recente documento episcopale in materia: «La natura
umana è predisposta ad accettare il dolore come stato, appunto, di natura, ma
rifiuta come insensato il dolore senza scopo, il cosiddetto dolore gratuito, o
dolore innocente. Ogni azione che generi dolore e morte da parte dell'uomo, o
di un dio di sua invenzione, è un'azione gratuita e quindi insensata». Insigni
clinici, psicologi, psichiatri, neurochirurghi, a loro volta, diranno che
quando il dolore è troppo, la pena esorbita da qualunque scrupolo che non sia
quello di evitarla. Chiudo con le parole giuntemi dal letto di pena di Davide
Turoldo, il frate poeta, l'amico fraterno - che dettero luogo a uno dei momenti
più intensi dell'inchiesta televisiva Credere, non credere: «Io, in certe notti
di dolore, ho capito meglio - e qui mi fermo, perché ho scritto tanto contro
questa tentazione - perfino chi pensa all'eutanasia. Un Venerdì Santo ho detto
che ogni giorno è un giorno nuovo, mai vissuto sulla Terra da nessuno. Teniamo
dunque aperta, anche alla facoltà di sperare, questa finestra sull'imprevisto!»
Mai come nel dolore ci si accorge non solo di abitare in un corpo, ma anche di
essere quel corpo. E se la speranza rimane quella di guarire, a maggior motivo
è crudele sottoporre il malato cosiddetto "terminale" alla prova che
tutto intorno a lui alza le braccia, si arrende, lo lascia morire nel lamento,
nella disperazione, persino nell'urlo. Mi sembra la ragione più alta e
credibile per doversi disporre a salutare, con un caldo consenso, etico e
civile, un problema della scienza avviato a soluzione da un grande moto della
coscienza.
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ELEZIONI pag.
2 MILANO PER L'UFFICIO ELETTORALE è morta e defunta. Pec... MILANO PER
L'UFFICIO ELETTORALE è morta e defunta. Peccato (per la burocrazia) che "nonna"
Klizia, 88 anni, sia in realtà viva e vegeta. E non abbia la minima intenzione
di cedere alla pigrizia dell'astensionismo. Così anche ieri pomeriggio
l'anziana signora si è presentata puntuale al suo appuntamento con la scheda,
al seggio n.1496 di piazza Istria. E come sempre ha chiesto di votare,
esibendo la tessera elettorale e la carta d'identità, protagonista della
solita, ennesima storia «italiana», un po' seria e un comica. GIÀ DA UN PAIO di
consultazioni, però, il presidente di seggio è costretta a prendere atto che il
nome di Klizia non c'è nelle liste elettorali. Così ogni volta deve alzare la
cornetta, aspettare pazientemente che qualcuno si degni di risponderle e darle
delle risposte e chiedere il perché di questo autentico calvario agli addetti
comunali. E quelli anche ieri le hanno risposto che a loro Klizia risulta
passata a miglior vita. Così alla presidente di seggio non resta che consegnare
le schede alla signora "fantasma" (che in carne e ossa attende un po'
spazientita) e mettere a verbale che la defunta in realtà è viva e ha
regolarmente votato. Evidente che deve trattarsi di un errore burocratico. E
siccome è burocratico, non c'è verso che l'Ufficio elettorale si rassegni e
reinserisca Klizia negli elenchi. MACCHÉ: ASPETTANO l'apposito certificato. Che
naturalmente l'anziana signora non pensa minimamente di portare a Palazzo
Marino. A quell'età chi glielo fa fare? E poi a volte, forse, la burocrazia allunga la vita. Alla faccia del ministro
Brunetta.
( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì
08 Giugno 2009 Chiudi PERUGIA - Piccolo viaggio nel mondo della burocrazia. Può succedere
(succede) che le bollette della luce siano salate. Ma può anche succedere che
le bollette della luce siano talmente irrisorie che costa più andare
all'ufficio postale e pagarle che mettere mani al portafoglio e contabilizzare
l'uscita. La
storia la racconta Claudio C. che si è visto recapitare una bolletta di un
centesimo per la fornitura di un appartamento in cui non viveva (e quindi non
consumava) più. Possibile dover pagare un euro e dieci alle Poste per
regolarizzare una bolletta da un centesimo? Possibile sì. Il detto popolare
"è più la spesa che l'impresa" calza a pennello. Ma visto che il
cliente Enel perugino vuol far le cose in regola e doveva pagare anche un
conguaglio da 3,93 euro ha chiesto di poter saldare un conto unico. Anche qui
la burocrazia ci ha messo lo zampino: quella bolletta
ha infilato un percorso a ostacoli per arrivare a destinazione di chi doveva
pagarla. "Conguaglio", spiegano all'Enel; "odissea"
risponde il cliente. Che ha sudato le proverbiali sette camicie per riuscire a
pagare il conto unico.
( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 08 Giugno
2009 Chiudi di LUIGI FOGLIETTI TODI - Quando la burocrazia mette i laccioli
all'organizzazione di un evento. Talvolta, infatti, a leggere le norme da
rispettare nell'organizzazione di feste e sagre verrebbe voglia di rinunciare.
E se c'è da aspettarsi che i controlli siano sull'igiene e sulla sicurezza
bene, ma in alcuni casi la norma riguarda solo adempimenti cartacei con
reiterate presentazione di documenti. E così la "Sagra della
palomba alla ghiotta e del piccione allo spiedo" organizzata a Cecanibbi
dal locale circolo ricreativo dal 26 al 28 giugno, pur se confermata, perderà
dei momenti folcloristici significativi. «Molte le novità quest'anno, purtroppo
- dice il presidente del circolo Oliviero Bocchini - non si farà più la festa
della trebbiatura, né feste danzanti e spettacoli teatrali, manifestazioni di natura
folcloristica. La decisione è stata presa dopo la constatazione delle crescenti
difficoltà e tempi per soddisfare le esigenze di natura burocratica
dell'ufficio comunale competente che ha richiesto, malgrado le certificazioni
già presentate, ulteriori assicurazioni». E Bocchini chiude: «Riuscirà bene
ugualmente la nostra sagra? E' una scommessa. Ma ci chiediamo se è possibile
fare una festa come una volta senza i tanti lacci e laccioli che la burocrazia moderna richiede?».
( da "Messaggero, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 08 Giugno
2009 Chiudi di GIUSEPPE MAMMARELLA E cioè che l'Europa si costruisce nell'urna
e che senza un'autentica partecipazione popolare al voto
l'Unione rischia di rimanere quella delle lobbies e della burocrazia di Bruxelles. Ma perché la
gente vada a votare si richiede la coesistenza di due fondamentali condizioni:
la passione e l'informazione ma soprattutto di quest'ultima perché è difficile
appassionarsi a qualcosa se non la si conosce; mentre oggi l'incontro
tra la grande maggioranza degli europei e il Parlamento di Bruxelles e di
Strasburgo è stato una specie di "blind date". Gli elettori sono
stati chiamati a scegliere senza essere al corrente dei termini della scelta e
delle possibili alternative. Eppure il Parlamento europeo oggi è ben lungi da
quello che nel '79 fu eletto per la prima volta con voto popolare in un clima
di entusiasmo che portò alle urne il 63% del corpo elettorale. Quel Parlamento
aveva poteri poco più che simbolici, meramente costruttivi. Oggi, grazie ad una
serie di trattati stipulati negli ultimi venti anni, il Parlamento europeo,
insieme al Consiglio dei ministri, ha competenze su quasi tre quarti delle
politiche europee, nomina presidente e membri della commissione e quando
entrerà in funzione il Trattato di Lisbona, dopo il nuovo referendum irlandese
il prossimo autunno, i poteri del Parlamento si allargheranno al bilancio
dell'Unione europea, alle politiche agricole, alla pesca, ai controlli alle
frontiere e ai problemi dell'immigrazione, avvicinandosi sempre di più alle
funzioni caratteristiche dei Parlamenti nazionali. Basterà questo per vincere
l'apatia e l'ignoranza che circonda l'attività del massimo organo
rappresentativo di ben 27 Paesi del nostro Continente? Ce lo auguriamo, ma per
provocare quella passione di cui dicevamo bisognerà che alla maggiore
attenzione dei media su ciò che succede a Bruxelles i partiti che dominano la
scena parlamentare e che fondamentalmente sono quelli della grande tradizione
politica europea, socialisti, popolari e liberali, si aprano ad un dibattito
più vivace ed a nuove occasioni di confronto con i partiti che rappresentano
forze nuove e nuove istanze. In tal senso la maggiore presenza di piccoli
partiti, i cosiddetti "nanetti", compresi quelli che nascono dalla
protesta e dall'alienazione nei confronti delle istituzioni europee che si
preannuncia più numerosa nel nuovo Parlamento, potrebbe costituire un'incentivo
per un dibattito più stimolante e articolato. Un ulteriore elemento che potrà
contribuire ad una nuova immagine dell'Europa e delle sue istituzioni, oggetto
di critiche talvolta diffamatorie da parte degli anti-europeisti, sono le
riforme che il Parlamento si è dato recentemente e che incideranno in modo
sensibile sulla sua vita interna e sulla sua immagine: compensi uguali per
tutti gli eurodeputati per annullare le vergognose differenze tra le
remunerazioni di rappresentanti di Paesi come la Bulgaria e l'Italia, ai due
estremi della scala salariale, e pagati dal Parlamento e non più dai rispettivi
Paesi. Inoltre rimborsi spese di viaggio non più forfettari ma liquidati su
presentazione dei biglietti e fine della pratica dell'utilizzo incontrollato di
collaborazioni esterne che permettevano al singolo deputato di beneficiare
schiere di parenti più o meno vicini. Questi ed altri provvedimenti simili
contribuiranno a quella trasparenza e a quella moralizzazione che potrebbero
proporre il Parlamento europeo a limitazione di quelli nazionali e contribuire,
nell'epoca delle "caste" politiche a riavvicinare la gente alle istituzioni,
non solo europee.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
DALL'ITALIA 08-06-2009 SCUOLA E BUROCRAZIA INSEGNANTI E COMPAGNI MOBILITATI, MA IL
MINISTERO RASSICURA: NESSUN DIVIETO Non ha il codice fiscale: niente maturità?
NAPOLI Il singolare caso di un'immigrata ucraina studentessa di un liceo
napoletano II Per lei si sono già mobilitati il dirigente scolastico, i docenti
ed i compagni di scuola. Ma Daria, 20 anni, studentessa ucraina che vive
a Napoli da tempo, nonostante sia diligente non sa se riuscirà a realizzare il
suo sogno: quello di prendere un diploma e di iscriversi all'università.
Infatti, essendo una immigrata clandestina non ha documenti per ottenere il
codice fiscale, e da qualche mese il codice fiscale è diventato necessario
proprio per poter accedere alla prova d'esame, così come, fanno notare nella
scuola, prevede una disposizione del ministero dell'Istruzione. Ma lo stesso
ministero dell'Istruzione interviene per precisare che non c'è alcun motivo di
legge per cui la studentessa ucraina non possa sostenere l'esame di maturità.
«La raccolta del codice fiscale degli studenti afferma il Miur è una
funzionalità contenuta nell'Anagrafe degli studenti, iniziata nel 2005/06 e
proseguita da tutti i governi che da allora si sono succeduti. Il controllo dei
codici fiscali viene attuato tramite una verifica incrociata con l'Agenzia
delle entrate, per verificarne l'integrità e la correttezza. Nel caso in cui
uno studente fosse, per qualsiasi motivo, sprovvisto del codice fiscale,
verrebbe semplicemente escluso dalla base informativa del ministero, senza
alcuna conseguenza per la sua privacy né per la sua possibilità di sostenere
l'esame di maturità». Daria frequenta il liceo linguistico Margherita di
Savoia, che si trova nel centro di Napoli. è descritta come una alunna
diligente, che fa anche qualche lavoretto saltuario come badante o baby sitter,
proprio per non pesare sul bilancio familiare. La mamma è collaboratrice
domestica a ore, il padre fa il saldatore. Nonostante le difficoltà che può
avere una immigrata irregolare, ha voluto studiare. Tre anni fa, sulla base
della normativa allora vigente, si è iscritta a scuola. E ha seguito i corsi
con buoni risultati: vorrebbe iscriversi a Scienze politiche oppure al corso di
laurea in scienze infermieristiche. Ora però il sogno rischia di svanire a
causa di un tesserino, di pochi centimetri, che la ragazza non ha: è il codice
fiscale.
( da "Giornale.it, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 23 del 2009-06-08
pagina
( da "Giornale.it, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 23 del 2009-06-08
pagina
( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 08-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il) (Messaggero, Il (Marche)) (Messaggero, Il (Civitavecchia)) (Messaggero, Il
(Ancona)) (Messaggero, Il (Umbria)) (Messaggero, Il (Frosinone)) (Messaggero,
Il (Latina)) (Messaggero, Il (Viterbo))
Argomenti: Burocrazia
Lunedì
08 Giugno 2009 Chiudi Stati Uniti d'Europa: meno burocrazia e istituzioni
visibili
( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 08-06-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il)
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Lunedì 08 Giugno
2009 Chiudi di GIUSEPPE MAMMARELLA L'AUMENTO dell'astensionismo al voto per il
Parlamento europeo, se non la sua misura, era stato previsto e lo avevamo già
segnalato su queste colonne. A prescindere dal distacco dalla politica che non
è fenomeno italiano ma europeo e che sembra corrispondere più ad un trend
storico che a ragioni contingenti, sarebbe stato difficile ipotizzare una più
ampia partecipazione, quando dell'Europa e del suo Parlamento non si è parlato
nel corso di una campagna elettorale, che in Italia come altrove, si è quasi
esclusivamente focalizzata sul giudizio sui governi e sui suoi leaders. È stato
così in Gran Bretagna, nei confronti del premier Gordon Brown, più che in un
conflitto tra i partiti in uno scontro tra le varie anime del partito Laburista
e in Francia dove i socialisti hanno trasformato il voto in un referendum
contro il presidente Sarkozy in anticipazione delle presidenziali del 2012.
Idem da noi dove l'elezione ha assunto aspetti ancora più complessi per via
delle conflittualità esistenti all'interno dei due poli e della contemporanea
consultazione amministrativa che pur parziale ha tuttavia mobilitato al voto in
59 provincie e in 4.281 comuni. Agli elettori europei non sono stati dati
elementi per giudicare sull'operato del Parlamento da rinnovare e pertanto
inevitabilmente hanno prevalso le motivazioni interne e i soliti stereotipi pro
e contro l'Europa e le sue istituzioni. Un paio di giorni fa il presidente
emerito Carlo Azeglio Ciampi su questo giornale ricordava una grande verità e
cioè che l'Europa si costruisce nell'urna e che senza un'autentica
partecipazione popolare al voto l'Unione rischia di rimanere quella delle
lobbies e della burocrazia
di Bruxelles. Ma perché la gente vada a votare si richiede la coesistenza di
due fondamentali condizioni: la passione e l'informazione ma soprattutto di
quest'ultima perché è difficile appassionarsi a qualcosa se non la si conosce;
mentre oggi l'incontro tra la grande maggioranza degli europei e il Parlamento
di Bruxelles e di Strasburgo è stato una specie di "blind date". Gli
elettori sono stati chiamati a scegliere senza essere al corrente dei termini
della scelta e delle possibili alternative. Eppure il Parlamento europeo oggi è
ben lungi da quello che nel '79 fu eletto per la prima volta con voto popolare
in un clima di entusiasmo che portò alle urne il 63% del corpo elettorale. Quel
Parlamento aveva poteri poco più che simbolici, meramente costruttivi. Oggi,
grazie ad una serie di trattati stipulati negli ultimi venti anni, il
Parlamento europeo, insieme al Consiglio dei ministri, ha competenze su quasi
tre quarti delle politiche europee, nomina presidente e membri della
commissione e quando entrerà in funzione il Trattato di Lisbona, dopo il nuovo
referendum irlandese il prossimo autunno, i poteri del Parlamento si
allargheranno al bilancio dell'Unione europea, alle politiche agricole, alla
pesca, ai controlli alle frontiere e ai problemi dell'immigrazione,
avvicinandosi sempre di più alle funzioni caratteristiche dei Parlamenti
nazionali. Basterà questo per vincere l'apatia e l'ignoranza che circonda
l'attività del massimo organo rappresentativo di ben 27 Paesi del nostro
Continente? Ce lo auguriamo, ma per provocare quella passione di cui dicevamo
bisognerà che alla maggiore attenzione dei media su ciò che succede a Bruxelles
i partiti che dominano la scena parlamentare e che fondamentalmente sono quelli
della grande tradizione politica europea, socialisti, popolari e liberali, si
aprano ad un dibattito più vivace ed a nuove occasioni di confronto con i
partiti che rappresentano forze nuove e nuove istanze. In tal senso la maggiore
presenza di piccoli partiti, i cosiddetti "nanetti", compresi quelli
che nascono dalla protesta e dall'alienazione nei confronti delle istituzioni
europee che si preannuncia più numerosa nel nuovo Parlamento, potrebbe
costituire un'incentivo per un dibattito più stimolante e articolato. Un
ulteriore elemento che potrà contribuire ad una nuova immagine dell'Europa e
delle sue istituzioni, oggetto di critiche talvolta diffamatorie da parte degli
anti-europeisti, sono le riforme che il Parlamento si è dato recentemente e che
incideranno in modo sensibile sulla sua vita interna e sulla sua immagine:
compensi uguali per tutti gli eurodeputati per annullare le vergognose
differenze tra le remunerazioni di rappresentanti di Paesi come la Bulgaria e
l'Italia, ai due estremi della scala salariale, e pagati dal Parlamento e non
più dai rispettivi Paesi. Inoltre rimborsi spese di viaggio non più forfettari
ma liquidati su presentazione dei biglietti e fine della pratica dell'utilizzo
incontrollato di collaborazioni esterne che permettevano al singolo deputato di
beneficiare schiere di parenti più o meno vicini. Questi ed altri provvedimenti
simili contribuiranno a quella trasparenza e a quella moralizzazione che
potrebbero proporre il Parlamento europeo a limitazione di quelli nazionali e
contribuire, nell'epoca delle "caste" politiche a riavvicinare la
gente alle istituzioni, non solo europee.
( da "Corriere della Sera"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 08/06/2009 - pag:
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2009-06-08 - pag: 42 autore: Le nuove scadenze della burocrazia L'ufficio accorcia i tempi: iter standard in 30 giorni Alberto
Barbiero Il procedimento amministrativo taglia i tempi e il mancato rispetto
dei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità
dirigenziale. L'articolo 7 della legge sullo sviluppo economico conferma la
regola della conclusione del procedimento con provvedimento espresso, ma
rimodula i tempi massimi per il completamento dell'iter. La norma (che modifica
l'articolo 2 della legge 241/ 90) prevede anzitutto un termine generale di
conclusione dei procedimenti amministrativi di 30 giorni, quindi assai più
breve rispetto alle disposizioni previgente. Le amministrazioni possono
prevedere durate superiori, comunque entro un tempo massimo di 90 giorni, per
specifici procedimenti, che devono essere individuati conun atto. Un'ulteriore
deroga interviene quando lo richieda la natura degli interessi pubblici
tutelati e la particolare complessità del procedimento. In questi casi si
possono superare anche i 90 giorni, tenendo conto della sostenibilità sotto il
profilo dell'organizzazione l'amministrazione, ma il termine non può comunque andare
oltre i 180. Le uniche eccezioni sono previste per i procedimenti in materia di
immigrazione e cittadinanza, mentre è conservata la regolazione degli standard
di durata dei procedimenti in materia di beni culturali (riferita al Dlgs
42/2004) e in materia ambientale. Gli enti locali devono adeguare i termini dei
procedimenti di propria competenza entro un anno dall'entrata in vigore delle
legge ed in tale prospettiva devono quindi censire i procedimenti
amministrativi, analizzandone specificità e complessità, e su questa base
rimodulare le durate previste nei regolamenti e negli atti correlati. La
disciplina dell'attività amministrativa conserva peraltro le consolidate norme
inerenti l'individuazione del momento dal quale decorrono i termini, la possibilità
di una sospensione per acquisizione di informazioni e la possibilità, per
l'interessato, di ricorrere al Tar contro il silenzio inadempimento
dell'amministrazione senza necessità di diffida. Il nuovo quadro normativo
prevede anche che la mancata emanazione del provvedimento amministrativo nei
termini previsti per la conclusione del procedimento costituisca elemento di
valutazione della responsabilità dirigenziale. Con la nuova norma, infatti, il
rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un
elemento di valutazione dei dirigenti e di esso si tiene conto al fine della
corresponsione della retribuzione di risultato. Le amministrazioni sono tenute
al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza
dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. L'esigenza di
ottimizzare la gestione dei procedimenti amministrativi ha indotto il
legislatore a intervenire su altri istitutichiave, a partire dalla conferenza
dei servizi. La conferenza si potrà svolgersi per via telematica. In questa
sede saranno necessariamente convocati i soggetti proponenti il progetto che ha
avviato il procedimento, e potranno essere chiamati i soggetti gestori di
servizi pubblici per i quali il progetto esaminato in conferenza implichi
specifici adempimenti. In entrambi i casi i soggetti coinvolti non hanno
diritto di voto. La stessa disposizione apporta una rilevante integrazione alla
Dia, stabilendo che nel caso in cui la dichiarazione abbia ad oggetto
l'esercizio di impianti produttivi di beni e di servizi e di prestazione di
servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE (compresi gli atti che dispongono
l'iscrizione in albi o ruoli o registri a efficacia abilitante), l'attività può
essere iniziata dalla data della presentazione delladichiarazione
all'amministrazione competente. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA RESPONSABILITà
Previsti voti negativi e tagli alla retribuzione legata al risultato per chi è
alla guida di strutture troppo lente
( da "Unita, L'" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«La gauche ha perso
identità e valori Sconfitta annunciata» UMBERTO DE GIOVANNANGELI Ci troviamo di
fronte a un dato, quello dell'astensione, che ci dice chiaramente che la
maggioranza degli europei non ha ritenuto di dover partecipare all'elezione di
quello che dovrebbe essere sentito come la più importante istituzione
democratica dell'Europa comunitaria». Parte da qui il nostro colloquio con il
professor Massimo Salvadori, tra i più autorevoli storici e scienziati della
politica italiani. Professor Salvadori, come leggere politicamente l'astensione
record in Europa per l'elezione dell'Europarlamento? «Evidentemente si è
ritenuto che la politica dell'Ue sia sostanzialmente appannaggio, o comunque
condizionata in maniera decisiva, dei governi dei singoli Paesi, troppe volte
dimostratisi incapaci di raggiungere intese comuni sulle grandi questioni che
attengono alla vita dei 27 Stati che formano l'Unione. La conseguenza di ciò è
che, per un verso, il Parlamento europeo è sentito come poco determinante, e,
per l'altro verso, si ha la diffusa convinzione che se sono i governi nazionali
a prevalere, l'Unione Europea finisce per essere di fatto vissuta come una
entità superflua, certo poco incisiva. A ciò si aggiunga che molti governi
nazionali trasmettono il messaggio negativo. Demotivante,
che è la burocrazia di
Bruxelles in molti casi a impedire agli Stati nazionali di trovare idonee
soluzioni a molti dei più importanti problemi. Insomma, chi semina, nei fatti,
il vento della delegittimazione, finisce poi per raccogliere la tempesta
dell'astensionismo di massa». Una tempesta che dalla Francia alla
Spagna, dalla Germania alla Gran Bretagna, sembra travolgere soprattutto i
partiti socialisti e socialdemocratici. «Qui mi permetto un'autocitazione.
Circa due mesi fa ho scritto un articolo, dal titolo "I silenzi della
socialdemocrazia", nel quale osservavo il fatto davvero sorprendente che
di fronte alla gravissima crisi economia scoppiata nell'autunno del 2008, i
partiti socialisti dimostravano una sorprendente incapacità di proporre delle
loro soluzioni. Il che testimoniava uno stato avanzato di afasia politica e
culturale». Un tracollo annunciato. «I partiti socialisti e socialdemocratici
hanno dato di sé una immagine, reale, di cronica debolezza che ha contribuito a
determinare il distacco popolare dalle istituzioni democratiche europee. E in
una situazione d'incertezza come l'attuale, questo non può che avere come
conseguenza la delegittimazione della sinistra in quanto tale. Una sinistra che
ha perduto la propria identità anche in conseguenza del fatto che partiti come
il Labour di Blair o la Spd di Schroeder, avevano cavalcato l'avventurismo
speculativo delle oligarchie finanziarie che hanno messo in ginocchio
l'economia mondiale, mentre il Ps francese offriva lo spettacolo deprimente di
un partito dilaniato dalle rivalità personali. La sinistra socialista e
socialdemocratica europea non ha trasmesso il senso dei valori di una battaglia
autonoma condotta sotto le sue bandiere - un tema su tutti, quello della sicurezza,
dove è emersa la subalternità politica e culturale alle destre - né è stata
portatrice di una idea alta e innovativa della politica, o di una visione
progressiva e coinvolgente dell'Europa, tanto meno ha mostrato un volto
incisivo o ha proposto leadership credibili, autorevoli». Intervista a Massimo
Salvadori
( da "Unita, L'" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Astensionismo record
Male la sinistra La destra è più forte GABRIEL BERTINETTO Amaro il responso
delle urne, in qualche caso amarissimo, per i partiti della sinistra riformista
in Europa. Emblematico ed impressionante il tracollo dei laburisti del premier
Gordon Brown in Gran Bretagna, che stando ai primi dati replicano alle europee
la disfatta delle amministrative. La sinistra perde dove è al governo. A Londra
così come a Berlino, dove i socialdemocratici, alleati del centro-destra nella
Grosse Koalition, realizzano un exploit negativo precipitando con il 20,8% al
loro minimo storico. OSSA ROTTE Idem a Madrid, dove dal voto giunge un
preoccupante segnale d'allarme per Zapatero, che a scrutinio quasi concluso
vedeva profilarsi lo spettro del sorpasso ad opera del centrodestra di Rajoy,
accreditato del 42% rispetto al 38,5% del partito socialista. Lo schieramento
riformatore europeo può solo in parte consolarsi con le vittorie ottenute in
alcune realtà dove si trova all'opposizione (come Svezia, Danimarca, Grecia,
Malta) visto che lo stesso non accade in altre situazioni analoghe. In Francia
soprattutto, i primi rilevamenti ieri sera davano i socialisti in forte calo,
al 17% circa, anche se in questo caso la loro performance negativa sembrava
compensata dall'avanzata dei Verdi, che ne insediavano da vicino il secondo
posto alle spalle della lista del presidente Sarkozy. Se la sinistra esce dai
seggi con le ossa rotte, è più in generale tutta l'area filoeuropeista ad
incassare una complessiva battuta d'arresto. I tory inglesi, che beneficiano
del crollo laburista, sono euroscettici al punto da avere già annunciato
l'abbandono del gruppo popolare nel Parlamento di Strasburgo. Nel quale invece
resterà saldamente inserita la Cdu della cancelliera Angela Merkel, che
registra però un netto arretramento. Il travaso di voti, in questo caso almeno,
è a vantaggio di un'altra formazione euro-convinta, i liberali della Fdp, che
guadagnano oltre quattro punti e sfiorano l'11%. OPPOSTI POPULISMI Mentre le formazioni
che aderiscono al Partito popolare europeo globalmente rafforzano il loro peso
in Parlamento, si registra la crescita dei movimenti ostili ad una maggiore
integrazione o all'ulteriore allargamento dell'Unione Europea. Particolarmente
evidente il fenomneno in Austria, dove populisti di opposto colore politico, ora nel nome della lotta alla burocrazia di Bruxelles ora nel richiamo al rischio di un'invasione turca,
totalizzano assieme più di un terzo dei suffragi. L'Olanda, i cui risultati
erano già noti sin da venerdì, è un altro caso significativo: il Partito per la
Libertà (Pvv) guidato dallo xenofobo Geert Wilders ha ottenuto il 17% dei voti,
diventando il secondo partito del Paese. Inquietante il 14,7% conquistato
dall'estrema destra nazionalista Jobbik (Migliori) in Ungheria, così come il
10% attribuito ai «Veri Finlandesi», partito anti-immigrazione che nel 2004
aveva racimolato un misero 0,5%. Alla crescita delle forze dichiaratamente
euroscettiche ha certamente giovato l'euroscetticismo passivo di chi ha
disertato l'appuntamento con le urne. Mentre i nemici del Parlamento europeo si
mobilitavano per riempirlo il più possibile con i propri rappresentanti, gran
parte degli elettori nei 27 Paesi membri dell'Unione decidevano di ignorare
l'appuntamento e starsene a casa. Globalmente l'affluenza si è attestata al
43,2% circa, la più bassa nella storia comunitaria. L'ultima volta, 5 anni fa,
era stata del 45,47%. Mentre i costruttori della Ue hanno messo in calendario
un rafforzamento graduale delle istituzioni comunitarie e dei poteri
dell'Assemblea di Strasburgo in particolare, scema progressivamente l'interesse
dei cittadini. «I governi nazionali -commenta Thomas Klau dell'istituto
«European Council on Foreign Relations»- hanno favorito il diffondersi della
sensazione che l'Europa sia piuttosto inutile, perché non è stata capace di
esprimere un messaggio sufficientemente forte, cogente ed unitario nel mezzo
della più grande crisi economica dagli anni trenta». La sinistra riformista
esce drasticamente ridimensionata dal voto europeo. Particolarmente colpiti i
partiti di governo, compresi Labour, socialisti spagnoli e Spd. Avanzano
euroscettici e xenofobi. Forte astensionismo.
( da "Stampaweb, La"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Quanto valgono tre
anni di studio pagati con dieci ore di lavoro al giorno, sabato e domenica
compresi? Niente, teme Daria, nata ventanni fa in Ucraina, che vive in Italia da clandestina
ma nonostante ciò, grazie a una legge dello Stato, ha usufruito del diritto
sancito dalla Costituzione di andare regolarmente a scuola. Il problema è che
da questanno agli studenti che sosterranno gli esami di maturità verrà chiesto il codice fiscale. E
lei, che per la burocrazia non esiste neppure, il
codice non ce lha. E paradossale la storia di questa
ragazza che a Napoli frequenta un liceo linguistico con il massimo dei voti,
che conosce sei lingue e ha una cultura che pochi studenti italiani possono vantare. Se da un lato
la Costituzione italiana e una legge dello Stato le permettono di studiare
malgrado la sua condizione di «invisibile», dallaltro una
circolare ministeriale le chiede un documento (il codice fiscale) che non può avere. La legge è
del 1999, e dice che tutti i ragazzi «presenti sul territorio nazionale e nei
diversi gradi e ordini di scuola hanno diritto allistruzione,
indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno»: in altri
termini, un
clandestino può essere buttato fuori dal Paese ma ha diritto ad andare a
scuola. La circolare è quella firmata a maggio dal ministro dellIstruzione
Maristella Gelmini, che introduce la novità del codice fiscale. Chi si oppone
alla direttiva avanza
il sospetto che si tratti di uno stratagemma per discriminare i figli degli
immigrati irregolari. Il ministero nega, sostenendo che i dati servono solo per
listituzione di unanagrafe degli studenti. E solo oggi,
molti giorni dopo aver diffuso la circolare, precisa che Daria, come i tanti, tantissimi ragazzi
che si trovano nelle sue condizioni, potrà sostenere gli esami senza problemi:
«Nel caso in cui uno studente fosse, per qualsiasi motivo sprovvisto del codice
fiscale, verrebbe semplicemente escluso dalla base informativa del ministero,
senza alcuna conseguenza per la sua privacy né per la possibilità di sostenere
lesame». Viene da chiedersi, a questo punto, che validità possa
avere un «censimento» senza che i «censiti» siano obbligati a fornire i propri dati. Ad ogni modo, secondo
il ministero Daria non solo potrà diplomarsi, ma non rischierà neanche una
denuncia in quanto clandestina perchè la sua privacy verrà salvaguardata.
«Chissà quanti si trovano nelle mie condizioni», sospira Daria che, nella sua
casa di Piazza Carlo III, nel cuore della vecchia Napoli, ha visto messi a
rischio per giorni, uno dopo laltro, tutti i suoi sogni: «La
maturità, magari un permesso di soggiorno, poi luniversità, un lavoro
onesto e qualificato, una vita tranquilla con Alfonso, il mio ragazzo». La sua storia è cominciata
quattro anni fa, con larrivo a Napoli assieme al padre: «Abbiamo
raggiunto mia madre che si trovava qui già da un anno: lavorava come badante,
sia pure da clandestina. Siamo persone oneste e Napoli è una città generosa, quindi siamo
riusciti a inserirci presto: papà fa il saldatore, io lavo le scale in un paio
di condomini, faccio la baby sitter e accudisco gli anziani». Tutti lavori che
Daria svolge di sera, perchè al mattino cè la scuola e nel pomeriggio bisogna fare i compiti. La
scuola ha cominciato a frequentarla tre anni fa: «In Ucraina ho ottenuto un
diploma che però, in Italia, non ha valore, quindi ho dovuto rifare lultimo
triennio». Così si è iscritta al liceo linguistico «Margherita di Savoia». I professori hanno subito
apprezzato le sue doti. «Oltre lucraino, parlo correntemente
litaliano, il russo, linglese e lo spagnolo - dice -. Con il
francese me la cavo abbastanza bene». In classe si è inserita senza problemi,
ha tante amiche. Insomma,
la sua vita fin qui è trascorsa abbastanza serena, compatibilmente con la sua
condizione di clandestina: «Certo, vivo nella paura di essere cacciata dallItalia
come una delinquente. Però Napoli è una città aperta e tollerante, e conto
prima o poi di costruirmi
unesistenza dignitosa». Unesistenza che però, teme Daria, è
minacciata dal giro di vite sullimmigrazione clandestina imposto dal
Governo Berlusconi. «Quando ho letto la circolare del ministero ho avuto un
tuffo al cuore», racconta. Per lei si sono mobilitati i professori del liceo: qualcuno fra loro
si è offerto di assumere la ragazza per farle avere il permesso di soggiorno,
ma i tempi della burocrazia sono lunghi. E allora?
Allora Daria potrà pure avere il suo diploma, ma la sua lotta per avere una
vita dignitosa è appena agli inizi.
( da "Foglio, Il" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
8 giugno 2009 Dal
Foglio di oggi Che ce ne facciamo di questa Europa? I lacci della burocrazia affossano il progetto dell'Unione. E la
Commissione a 27 rischia la paralisi Risultati provvisori degli scrutini di
63239 sezioni su 64328: VOTANTI : LISTA % Seg. IL POPOLO DELLA LIBERTA' 35,23
PARTITO DEMOCRATICO 26,15 LEGA NORD 10,27 DI PIETRO ITALIA DEI VALO 7,98 UNIONE
DI CENTRO 6,50 RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA 3,37 SINISTRA E LIBERTA' 3,11 LISTA
MARCO PANNELLA - EM 2,42 LA DESTRA-MPA- PENSIONATI 2,21 FIAMMA TRICOLORE 0,79
PARTITO COMUNISTA DEI LAV 0,54 FORZA NUOVA 0,47 SVP 0,47 LIBERAL DEMOCRATICI -
MAI 0,22 VALLEE D'AOSTE 0,10 AUTONOMIE LIBERTE' DEMOCR 0,08 (
( da "Brescia Oggi"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Udc, Quadrini
preoccupato per la disaffezione LE REAZIONI/5. Pur contento per i primi dati
Giudizi cauti, in quanto «è ancora troppo presto Ma il quadro si sta comunque
già delineando» 08/06/2009 rss e-mail print Gianmarco Quadrini Gianmarco
Quadrini leader bresciano dell'Unione di centro è preoccupato soprattutto,
visti i dati ancora in uno stato iniziale, e per questo davvero poco
attendibili - confessa - per la bassa affluenza in tutta Europa. «Sì, anche in
Italia, dove siamo sempre stati tra i più europeisti, sempre in prima fila
nelle battaglie per fare andare avanti l'Ue. Il dato dell'affluenza italiano è
sopra la media dei 27, per via della concomitanza con le elezioni
amministrative. Vedo comunque una grande disaffezione, una difficoltà a
comprendere l'importanza dell'Ue e cittadini, dall'altra, parte poco
soddisfatti della Comunità». Quanto ai primi risultati, Quatrini sottolinea
«che l'Udc è in leggera crescita, almeno così pare dalle prime proiezioni, e
quando si cresce non si può essere scontenti. ma sarei cauto, è presto. Invece
mi pare che non sia granché l'esito del Pdl, che era accreditato oltre la
soglia del 40 per cento mentre è soto. Non cè stato l'exploit che alla vigilia
pareva potesse esserci. Noi, ripeto, se anche dai dati definitivi, risulteranno
in aumento, significa che ci stiamo radicando». Anche il segretario provinciale
dell'Udc e candidato alla presidenza del Broletto, riconosce che «il trend
europeo è di affermazione degli schieramenti di centrodestra, forse - abbozza -
per il fatto di essere percepiti, proprio in questa difficilissima congiuntura
economica e sociale, come più affidabili e capaci di trovare soluzioni adeguate
per uscirne». Quadrini torna infine ancora sulla complessiva disaffezione verso
le istituzioni europee che, ieri a tarda sera, era il solo dato
incontrovertibile, accanto al successo dei partiti
conservatori: «È evidente - ammette - che se avviene questo è perchè l'Europa è
vista ancora come l'Europa dei finanzieri e della burocrazia e non ancora come l'Europa dei popoli. E da politico non posso
non considerare che anche noi abbiamo la nostra responsabilità nel non essere
riusciti a cambiare le cose». E.B.
( da "Blogosfere" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giu 09 8 MUV
Festival: al via domani la quinta edizione all'insegna della Digital Nature
dell'evento fiorentino Pubblicato da Fabio De Santi alle 12:44 in Dance,
Dj-set, Electro-Acoustic, Elettronica, Experimental, Festival/eventi Musica,
video, installazioni, workshop ed incontri. Tutto questo è il MUV Festival che
si svolge allo Sferisterio "Tamburello" di Firenze dal 9 al 14 giugno
Il Festival di arti digitali, musica elettronica e di sperimentazione
audiovisiva quest'anno avrà come tema la sostenibilità ambientale (con la
partecipazione di Greenpeace Italia), ha un programma davvero ricco: più di 50
artisti sul palco, tra cui Deadbeat & Tikiman, AutoKratz, Argenis Brito,
Dinky, Detroit Grand Pubahs il nuovo progetto dubstep che riunisce i composto i
3/4 dei Casino Royale (Alberto Tucci aka TuzZy dei Cayorosso. Di questa
edizione del MUV abbiamo parlato con Luana Stamerra, organizzatrice, con
Gianluca Lucente del Festival. Da quali presupposti nasce la quinta edizione
del MUV Festival? Questa quinta edizione di Muv dal titolo "Digital
Nature" rappresenta un' importante apertura agli attualissimi temi della
sostenibilità ambientale infatti richiama a raccolta sperimentatori
elettronici, techno visionari, progettisti dell'immateriale, attivisti e designer
in grado di pensare ad una tecnologia evoluta che rispetta il pianeta. Per chi
non conoscesse ancora questo Festival in poche parole come vi piacerebbe
descriverlo nelle sue principali peculiarità? Il festival è molto articolato
infatti prevede un concorso video dedicato a giovani artisti, I workshop e gli
incontri legati alle arti digitali, i progetti audio- visual, dj's set e vj's ,
la video-zone che è una rassegna dei lavori più contemporanei nel campo dei
video e infine le installazioni multimediali.. Più di cinquanta artisti sul
palco del Parco delle Cascine dal 9 al 14 giugno: quali sono le performance
sonore che vi incuriosiscono di più? Mercoledì il nuovo progetto live di
"Deadbeat e Tikiman", una fusione tra dub ed elettronica Il Giovedì
dal belgio "the Subs" il nuovo fenomeno elettro," e gli inglesi
"Autokratz "della scuderia Kitsunè. Il venerdì la cilena
"Dinky", reputata la nuova principessa della scena house
internazionale e "Argenis Brito" voce del progetto Senor Coconut. Il
sabato i "Detroit Grand Pubahs", e " Robert Hood" che
insieme a Jeff Mills è stato uno dei padri fondatori della techno di Detroit.
Sulla musica elettronica si discute sempre molto in quale modo il MUV vuole
interpretare e proporre questo poliedrico universo di suoni? Il Muv cerca di
dare spazi a progetti non solo musicali ma anche audio-visual in cui il
connubbio tra la composizione musicale e I video renda ancora più completa la
performance artistica. E l'arte digitale del terzo millennio? Nel terzo
millennio gran parte della musica viene prodotta con l'utilizzo o il supporto
di strumenti digitali e chiaramente l'elettronica nè rappresenta la naturale
espressione. Fra le chicche del Festival c'è anche il progetto Backwords, con
un sound dubstep composto i 3/4 dei Casino Royale (Alioscia, Patrick Benifei,
Michele Pauli aka il Pardo) e Alberto Tucci aka TuzZy dei Cayorosso... I
Backwords rappresentano la sorpresa italiana del Muv festival...siamo tutti
curiosi di ascoltarli Quali sono le maggiori difficoltà che si pongono nell'organizzazione
di un Festival come il MUV? Spesso, le difficoltà in Italia
sono legate alla burocrazia
che è complicata e macchinosa,alle limitazioni di orari, mancanza di spazi
idonei e di supporti adeguati dalle pubbliche amministrazioni. Due motivi, anzi
facciamo tre, per cui non si può perdere il MUV targato 2009... Innanzitutto
perché presenta una programmazione artistica molto interessante e non banale,
in secondo luogo perché la location del festival il "Tamburello" è
molto suggestiva è infine è un'occasione per venire a visitare la bellissima
città di Firenze.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sintravede
finalmente uno spiraglio di ripresa ed "Eire" offre le strategie
giuste per agganciarla LUCA PALMIERI Guardare con ottimismo al futuro, andare
avanti e fare in modo che
il peggio sia passato. Non è un momento facile per il mondo del real estate,
coinvolto come e forse più di altri dalla crisi che ha attanagliato leconomia
mondiale. Aver saputo mantenere la posizione, cercando ora di tornare al più
presto a correre: questa
la filosofia del settore, che si riflette anche nellappuntamento
più importante della stagione, la quinta edizione di Eire in programma in
questi giorni a Milano. «Dopo la grande fase dello smarrimento dello scorso
autunno sottolinea Antonio Intiglietta, presidente di Ge. Fi. Spa, che organizza la
manifestazione milanese siamo passati attraverso un periodo di
sostanziale attesa da parte del mercato che le cose ricominciassero a muoversi
per il verso giusto. Adesso che stiamo per entrare nel secondo semestre dellanno
sembra effettivamente esserci qualche segnale di ripresa. Eire apre i battenti
in questo momento e lo vuole fare in modo deciso, chiaro, forte delle
opportunità che è in grado di offrire alla community del real estate». E
proprio i punti su cui
si baserà la quinta edizione della manifestazione sono i cardini da cui può
partire il rilancio del settore. «Innanzitutto spiega ancora
Intiglietta bisogna focalizzarsi su una crescita e uno sviluppo positivo
del territorio: Eire ha sempre messo a tema e cercato di consolidare la comunità del real
estate, provando a darle una sempre maggior consapevolezza della responsabilità
e dellimportanza che la riqualificazione delle città ha per lo
sviluppo economico generale ed anche questanno non mancherà un appuntamento in tal senso.
Un tema assai importante è poi quello legato al rapporto tra real finance e
real estate, dove, cercando di imparare dagli errori fatti in passato e
tentando di individuare le nuove regole del gioco, si prova a definire il
giusto ruolo della finanza e le responsabilità che sono riferibili sia al
settore pubblico che a quello privato». Se la realtà italiana ed europea
presenta ancora una situazione difficile, nel panorama internazionale ci sono
tanti esempi di crescita che possono essere utili per cambiare la situazione
anche in Italia. «Anche per noi sottolinea il presidente di Ge.
Fi. è necessario
alzare lo sguardo oltre i confini nazionali, diventando capaci di esportare il
proprio knowhow, la propria competenza e il proprio gusto, dove spesso e
volentieri il nostro paese eccelle, per la progettazione nella qualità del
mondo delle costruzioni». Tra i paesi dove la situazione del mondo del real
estate è in piena espansione vi è una realtà come quella brasiliana. Rispetto
alla difficile scena finanziaria internazionale, il Brasile è una delle nazioni
del Bric (Brasile, India, Cina, Russia) che si sta riprendendo più velocemente
dalla crisi. Grazie ad anni di stabilizzazione economica, consolidamento della
democrazia ed un grande sforzo per lesposizione
internazionale, il Brasile integra il portafoglio di qualunque investitore per
il processo decisionale. Il caso più studiato è ovviamente quello di San Paolo:
la metropoli latinoamericana è infatti la porta daccesso al più grande e dinamico mercato di
consumo della nazione ed è responsabile del 10% circa della ricchezza nazionale
e del 15% dellintero export brasiliano, con un mercato
immobiliare in costante sviluppo e in grado di catturare linteresse degli
investitori internazionali.
Se la grande nazione sudamericana è un terreno privilegiato del mercato
immobiliare, con grandi interessi anche nel nostro paese, quello di Panama è
invece un mondo decisamente meno conosciuto. Considerata la Montecarlo dei
Caraibi, la nazione famosa nel mondo per il suo canale sta infatti vivendo una
congiuntura economica particolarmente favorevole. A beneficiarne è soprattutto
il mercato immobiliare, che negli ultimi anni ha assunto i numeri di un vero e
proprio boom: +12,2% nel primo semestre del 2007, mentre nellultimo
semestre del 2008 la crescita è stata addirittura del 33%. Eire presenterà
questi ed altri casi di nazioni in controtendenza: il confronto è infatti uno
dei modi per migliorarsi e verificare le situazioni che possono essere applicate anche al nostro sistema
per cambiare la situazione attuale. Le strade per riprendere sono quindi molte,
anche se ancora tutte da intraprendere. «Diciamo chiosa
Intiglietta che è terminata la fase di choc della paralisi post
terremoto, ma di qui
alla ricostruzione ancora ce ne passa». Per dare nuova linfa al real estate
italiano, il presidente di Ge. Fi. individua tre piani di cambiamento, che
coinvolgono il mondo immobiliare a tutti i suoi livelli. «La prima condizione
spiega è che il sistema bancario e quello finanziario facciano il loro mestiere,
verificando i progetti e sostenendo quelli davvero meritevoli. Fondamentale è
anche un cambiamento di atteggiamento da parte del sistema delle imprese del
settore, che devono diventare meno "commercianti" e più imprenditori.
Bisogna sapersi assumere lonere di un progetto, scommetterci e
rischiare fino in fondo.
Per finire occorre che la pubblica amministrazione riduca
il peso della burocrazia e
della poca trasparenza, che allontanano anche numerosi investitori
internazionali dal nostro mercato». Scopri come ricevere sul tuo cellulare
Repubblica Gold condividi
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il centro
commerciale diventa luogo dincontro Un luogo che permetta
lincontro perfetto tra domanda e offerta è il risultato di un buon
progetto di centro commerciale nel territorio. «Il commercio è una componente essenziale di
qualsiasi operazione di sviluppo o di riqualificazione di aree urbane e quando
una città vuole rilanciare una zona o riutilizzare unarea
industriale dismessa, è importante pensare alla realizzazione di un progetto unitario, una visione
coordinata tra pubblico e privato, e coinvolgere gli enti pubblici», spiega
Pietro Malaspina, presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali
(Cncc). Oggi è impossibile parlare di commercio senza considerare il Real
Estate: infatti il rapporto tra il centro commerciale e gli operatori che sono
al suo interno, ha le caratteristiche di una partnership. Il convegno
"Retail Real Estate e riqualificazione urbana", realizzato da Eire in
collaborazione con il Cncc e Confimprese, vuole coinvolgere tutti gli operatori
che progettano, costruiscono, commercializzano e sviluppano i centri
commerciali. «E importante programmare in modo unitario
per uno sviluppo sostenibile aggiunge Pietro Malaspina i centri
commerciali moderni
sono pensati sempre di più come luoghi di aggregazione e non come macchine per
vendere. Non ci si rivolge tanto al cliente, ma al frequentatore, includendo
funzioni ricreative, culturali e pubbliche. Il tutto con una nuova attenzione
allarchitettura, allambiente e alla qualità: il brutto
invecchia e perde valore. Oggi puntiamo al bello anche nei centri commerciali,
definiti da alcuni i "non luoghi", mentre io preferisco chiamarli
"super luoghi", sinergia eccellente di attività commerciali e
aggregazione». Per
Mario Resca, presidente di Confimprese, per un adeguato sviluppo di reti di
vendita e di marchi è importante ridurre la burocrazia
tra imprese e enti pubblici: «Non dimentichiamoci che in Europa il retail pesa
sul Pil per il 71% spiega Resca quindi è opportuno che si sviluppi
anche nel nostro paese una cultura a sostegno del settore. Le aziende
distributive italiane, a differenza di quelle straniere, sono ancora poco
presenti oltreconfine. La carta che lItalia deve giocare,
oggi, è quella dellitalianità
da esportare allestero, affinché il nostro mondo distributivo possa
raggiungere una propria dimensione anche oltreconfine». (b.b.) Scopri come
ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud1))
Argomenti: Burocrazia
È stato così in Gran
Bretagna, nei confronti del premier Gordon Brown, più che in un conflitto tra i
partiti in uno scontro tra le varie anime del Partito laburista e in Francia
dove i socialisti hanno trasformato il voto in un referendum contro il presidente
Sarkozy in anticipazione delle presidenziali del 2012. Idem da noi dove
l'elezione ha assunto aspetti ancora più complessi per via delle conflittualità
esistenti all'interno dei due poli e della contemporanea consultazione
amministrativa che pur parziale ha tuttavia mobilitato al voto in 59 provincia
e in 4.281 comuni. Agli elettori europei non sono stati dati elementi per
giudicare sull'operato del Parlamento da rinnovare e pertanto inevitabilmente
hanno prevalso le motivazioni interne e i soliti stereotipi pro e contro
l'Europa e le sue istituzioni. L'Europa si costruisce nell'urna e senza un'autentica partecipazione popolare al voto l'Unione rischia di
rimanere quella delle lobbies e della burocrazia di Bruxelles. Ma perché la gente vada a votare si richiede la
coesistenza di due fondamentali condizioni: la passione e l'informazione ma
soprattutto di quest'ultima perché è difficile appassionarsi a qualcosa se non
la si conosce; mentre oggi l'incontro tra la grande maggioranza degli
europei e il Parlamento di Bruxelles e di Strasburgo è stato una specie di
«blind date». Gli elettori sono stati chiamati a scegliere senza essere al
corrente dei termini della scelta e delle possibili alternative. Eppure il Parlamento
europeo oggi è ben lungi da quello che nel '79 fu eletto per la prima volta con
voto popolare in un clima di entusiasmo che portò alle urne il 63% del corpo
elettorale. Quel Parlamento aveva poteri poco più che simbolici, meramente
costruttivi. Oggi, grazie ad una serie di trattati stipulati negli ultimi venti
anni, il Parlamento europeo, insieme al Consiglio dei ministri, ha competenze
su quasi tre quarti delle politiche europee, nomina presidente e membri della
Commissione e quando entrerà in funzione il Trattato di Lisbona, dopo il nuovo
referendum irlandese il prossimo autunno, i poteri del Parlamento si
allargheranno al bilancio dell'Unione europea, alle politiche agricole, alla
pesca, ai controlli alle frontiere e ai problemi dell'immigrazione
avvicinandosi sempre di più alle funzioni caratteristiche dei Parlamenti
nazionali. Basterà questo per vincere l'apatia e l'ignoranza che circonda
l'attività del massimo organo rappresentativo di ben 27 Paesi del nostro
Continente? Ce lo auguriamo, ma per provocare quella passione di cui dicevamo
bisognerà che alla maggiore attenzione dei media su ciò che succede a Bruxelles
i partiti che dominano la scena parlamentare e che fondamentalmente sono quelli
della grande tradizione politica europea, socialisti, popolari e liberali, si
aprano ad un dibattito più vivace e a nuove occasioni di confronto con i
partiti che rappresentano forze nuove e nuove istanze. In tal senso la maggiore
presenza di piccoli partiti, i cosiddetti «nanetti», compresi quelli che nascono
dalla protesta e dall'alienazione nei confronti delle istituzioni europee che
si preannuncia più numerosa nel nuovo Parlamento, potrebbe costituire
un'incentivo per un dibattito più stimolante e articolato. Un ulteriore
elemento che potrà contribuire a una nuova immagine dell'Europa e delle sue
istituzioni, oggetto di critiche talvolta diffamatorie da parte degli anti
europeisti, sono le riforme che il Parlamento si è dato recentemente e che
incideranno in modo sensibile sulla sua vita interna e sulla sua immagine:
compensi uguali per tutti gli eurodeputati per annullare le vergognose
differenze tra le remunerazioni di rappresentanti di Paesi come la Bulgaria e
l'Italia, ai due estremi della scala salariale, e pagati dal Parlamento e non
più dai rispettivi Paesi. Inoltre rimborsi spese di viaggio non più forfettari
ma liquidati su presentazione dei biglietti e fine della pratica dell'utilizzo
incontrollato di collaborazioni esterne che permettevano al singolo deputato di
beneficiare schiere di parenti più o meno vicini. Questi ed altri provvedimenti
simili contribuiranno a quella trasparenza e a quella moralizzazione che
potrebbero proporre il Parlamento europeo a limitazione di quelli nazionali e
contribuire, nell'epoca delle «caste» politiche a riavvicinare la gente alle
istituzioni, non solo europee. Giuseppe Mammarella
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud1)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il
(Circondario Nord)) (Mattino, Il (City))
Argomenti: Burocrazia
Due aquilani tentano di votare a Portici ma li blocca la burocrazia. La coppia di anziani, avendo
perso la propria abitazione a causa del terremoto, è ospitata da settimane da
alcuni parenti. Ieri mattina marito e moglie si sono presentati al seggio e
hanno spiegato di essere vittime del sisma. Il presidente ha contattato
l'ufficio elettorale del Comune che si è rivolto alla Prefettura. Dopo
dieci minuti è arrivato il no definitivo e i due anziani a malincuore sono
stati costretti a tornare a casa.
( da "Gazzettino, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Torna l'anti
berlusconismo» Per Scajola la campagna elettorale è stata la peggiore della
storia italiana Lunedì 8 Giugno 2009, Roma La campagna elettorale «peggiore che
ricordi, dominata dall'aggressione mediatica a Berlusconi e da ignobili
intrusioni alla sua vita privata»: lo dice il ministro dello Sviluppo, Claudio
Scajola, per il quale la pubblicazione delle fotografie rubate nella villa di
Berlusconi è «vergognosa. La casa è un luogo sacro e inviolabile». Scajola
aggiunge: «Nessuno si sarebbe sognato di spiare Togliatti e Nenni dal buco
della serratura». Comunque, gli scatti pubblicati sul Pais «restano foto
innocenti» . L'esponente del Pdl non ha dubbi: «C'è un'alleanza
politico-giornalistica che ha interesse a indebolire Berlusconi». Nessun
timore, per Scajola, in queste polemiche per il voto cattolico: «Il governo ha
sempre dimostrato con i fatti chi è che difende davvero i valori cattolici, che
condividiamo in pieno», sottolinea. Il ministro dello Sviluppo non risparmia
critiche all'opposizione: «L'anti berlusconismo è il riflesso condizionato
della disperazione per una sinistra senza contenuti» e «Franceschini si è
dimostrato debole non candidando i big, forse per paura che ne uscissero
ridimensionati». Infine, i rapporti interni alla maggioranza: «Se la Lega
cresce pescando nell'elettorato di sinistra ci fa solo piacere. Con loro ci
confrontiamo e discutiamo, sono alleati fedeli», dice Scajola. Il ministro si
preoccupa però soprattutto di economia: ribadito che il governo ha sostenuto le
imprese in questo momento di crisi economica, Scajola annuncia che il prossimo
consiglio dei ministri si occuperà di norme sul fisco e anti-burocrazia. «Abbiamo varato bond per 100 miliardi per consentire alle
banche di concedere credito alle imprese e vigiliamo sull'erogazione dei
prestiti - ricorda il ministro - abbiamo aumentato a 1,6 miliardi il fondo di
garanzia per le pmi e nel prossimo consiglio dei ministri porteremo norme sul
fisco e per semplificare la burocrazia». Ma il governo, per Scajola, non ha dimenticato neppure
i precari: «Il fondo ammortizzatori è passato da
( da "ITnews.it" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 8
giu.(Adnkronos) - "Il dato politico piu' significativo e preoccupante di
questa tornata elettorale e' l'alta percentuale di astensionismo. Ma fino a quando l'Europa della burocrazia e della tecnocrazia prevarra' sull'Europa della democrazia non
ci si potra' meravigliare di queste manifestazioni di disaffezione". E' il
leader della Uil, Luigi Angeletti, a commentare cosi' l'esito del vito europeo.
( da "01net" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Wi-fi: non più
fotocopia. Basta il cellulare Prima di McDonald's Comune e Provincia di Roma
hanno ricevuto l'autorizzazione all'utilizzo del numero di cellulare per
l'autenticazione degli utenti Luigi Ferro 08 Giugno 2009 Link McDonad's batte la burocrazia e lancia il Wi-fi gratuito McDonald's non lo sapeva e al
ministero dell'Interno e delle Comunicazioni nessuno gliel'ha detto. Ma prima
della multinazionale dell'hamburger qualcun altro si era preoccupato di trovare
una soluzione al problema della fotocopia della carta d'identità necessario per
l'accesso a una rete wi-fi pubblica. A misurarsi contro la burocrazia è toccato a Comune e Provincia di Roma che hanno
dato vita al progetto Roma Wireless e Provincia Wi-fi. Il primo progetto
prevedeva l'allestimento di hot spot nelle ville storiche romane (Villa
Borghese, Villa Ada, Villa Torlonia e Villa Doria Pamphili) al quale ha fatto
seguito la realizzazione di un'area Wi-fi nel centro storico della Capitale. La
Provincia, invece, ha messo a punto un'infrastruttura che prevede hot spot nei
più importanti luoghi di ritrovo e in generale nelle aree pubbliche. Entrambi i
progetti hanno utilizzato come metodo di autenticazione il numero di cellulare
degli utenti al posto della fotocopia del documento. Come certificato dal
ministero delle Comunicazioni all'Associazione provider indipendenti si
reputa condizione sufficiente, per soddisfare i requisiti previsti dalla normativa vigente, l'utilizzo del
telefono mobile quale mezzo per attivare le procedure necessarie a ottenere le
credenziali di accesso alla rete stessa, in quanto consente l'identificazione
seppur indiretta dell'utente. Sempre il ministero chiede però
come condizione
necessaria che la messaggeria sia veicolata attraverso l'utilizzo di una
Sim/Usim rilasciata all'utente
.che prevede l'identificazione completa
dell'utente prima dell'attivazione del servizio con esclusione quindi di
Sim/Usim rilasciate da paesi
stranieri. La certificazione è del 27 novembre 2007 rilasciata dal
ministero dell'Interno con timbro del ministero delle Comunicazioni. Ma
nonostante questo a McDonald's ci è voluto più di un anno per portare a termine
lo stesso progetto.
( da "Adnkronos" del
08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
EUROPEE: ANGELETTI,
ASTENSIONISMO SIGNIFICATIVO CONTRO TECNOCRAZIA ultimo aggiornamento: 08 giugno,
ore 15:27 commenta 0 vota 0 invia stampa Roma, 8 giu.(Adnkronos) - "Il
dato politico piu' significativo e preoccupante di questa tornata elettorale e'
l'alta percentuale di astensionismo. Ma fino a quando
l'Europa della burocrazia e
della tecnocrazia prevarra' sull'Europa della democrazia non ci si potra'
meravigliare di queste manifestazioni di disaffezione". E' il leader della
Uil, Luigi Angeletti, a commentare cosi' l'esito del vito europeo.
( da "Velino.it, Il"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Europee, Marcegaglia: adesso “velocizzare” le riforme Roma, 8 giu (Velino) -
Dalle urne è uscito “un Parlamento europeo complesso” e per il Vecchio
Continente si profila adesso “un periodo complicato”. Lo ha detto il presidente
di Confindustria Emma Marcegaglia, intervenuta allassemblea
di Federchimica. “Cè stato – ha spiegato il leader degli industriali – un
tasso di astensionismo molto elevato in tutti i Paesi e questo significa una lontananza della
gente dallEuropa. Cè stata una disfatta dei socialisti, forse per la
difficoltà a comprendere e dare risposte alla gente in questo momento, una
conferma del ruolo dei popolari, una crescita dei Verdi e in alcuni Paesi
laffermarsi di
partiti xenofobi”. LEuropa, ha ribadito la Marcegaglia, “avrà
davanti un periodo complicato: alcuni governi sono in crisi, altri dovranno
andare a votare tra breve. Cè il rischio che tutta la politica europea
rimanga in ostaggio di logiche nazionali, soprattutto dei grandi Paesi che dovranno andare a votare”.
Il numero uno di viale dellAstronomia invita i politici
italiani che sono stati eletti al Parlamento europeo a rimanere al loro posto
per tutta la legislatura. “Credo sia importante che la gente che è stata eletta
rimanga lì - ha detto - che non abbandoni il suo posto per tornare a fare
politica in Italia. Questo sarebbe molto negativo e non più accettabile. è
chiaro a tutti che molte leggi che vengono portate in Italia nascono da direttive
europee”. La Marcegaglia si augura che, una volta terminata lemergenza
della crisi, “lo Stato ritorni a fare lo Stato e leconomia privata a fare
leconomia privata. è giusto che oggi lo Stato rimetta in carreggiata
leconomia ma poi ci sia una exit strategy che riporti ciascuno a fare il suo mestiere”, ha
spiegato il leader degli industriali. Da ottobre a oggi, ha insistito il
presidente di Confindustria, non cè stato “quasi niente”
di concreto per le imprese italiane, mentre servono dei risultati immediati, perché “rischiamo di
perdere nei prossimi mesi un pezzo del nostro sistema produttivo”. Dopo le
elezioni, ha quindi auspicato il numero uno di viale dellAstronomia,
è giunto il momento di “velocizzare” le riforme. “Lattuale governo alcune
di queste riforme le
ha iniziate - spiega Marcegaglia durante il suo intervento - ma ora bisogna
ottenere risultati concreti. Siamo in crisi da ottobre - ha detto - oggi siamo
a giugno e, di fatto, di cose concrete, che le imprese possano sentire sulla
loro pelle, non c'è quasi niente. Non possiamo più attendere, vogliamo vedere i
risultati concreti”. I provvedimenti presi, come i fondi di garanzia o i
Tremonti Bond, “vanno approntati subito se no non servono”. Da una parte,
sottolinea la Marcegaglia, “le banche devono fare di più, dallaltra
bisogna fare in modo che questo stanziamento del fondo di garanzia venga fatto
e si concretizzi. Cè bisogno di vedere, sulla pelle delle imprese, i
risultati positivi di queste iniziative”. Due dei settori principali indicati dal presidente di Confindustria
sono la semplificazione della burocrazia e le
liberalizzazioni. “Noi sosterremo i disegni di legge dei ministri Calderoli e
Brunetta sulla burocrazia” spiega il presidente di
Confindustria. “Probabilmente il peggio della crisi “labbiamo
alle spalle - ha concluso Marcegaglia - ma per rivedere i livelli di crescita
in linea con quelli che abbiamo avuto prima della crisi ci vorranno degli anni.
Abbiamo davanti un
percorso complicato e difficile”. (Ernesto Ianni) 8 giu 2009 17:23
( da "Asca" del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
EUROPEE:
MARCEGAGLIA, VOTO INDICA NECESSITA' DI RIFORME VELOCI (ASCA) - Milano, 8 giu -
Questo e' il momento per fare le riforme: il voto elettorale fa capire che
tutti devono fare di piu' in questa direzione: lo ha sottolineato con forza il
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenuta all'assemblea di
Federchimica. ''Questo governo ha affrontato alcune riforme - ha detto
Marcegaglia - ma e' arrivato il momento di velocizzare e di vedere risultati
veri''. Tra le riforme piu' urgenti il presidente di
Confindustria ha ricordato quelle della burocrazia: ''Oggi il numero delle norme non cessa di aumentare''. Vi sono
alcuni disegni di legge positivi, ha detto Marcegaglia ricordando le iniziative
di Calderoli e di Brunetta, ma non devono restare gli ennesimi ''pezzi di carta
nel cassetto''. Sul tema delle liberalizzazioni si e' poi ''fatto
pochissimo''. Le privatizzazioni sono state fatte ''per dare pezzi di industria
agli amici'', ma molto resta da fare soprattutto nei campi dell'energia e del
gas, specie per quanto riguarda le amministrazioni locali. Anzi, secondo il
presidente di Confindustria, questo governo su questo punto ha fatto dei passi
indietro. Infine il tema della scuola e della ricerca: ''E' l'ambito su cui, ha
detto, dobbiamo fare meglio e di piu'''. E' importante, ha detto Marcegaglia,
che la riforma universitaria vada avanti, soprattutto la riforma della
governance, e il meccanismo dei finanziamenti secondo una logica storica. Per
quanto riguarda la riforma degli istituti tecnici, sui quali Confindustria ha
fatto una ''grande battaglia'', Marcegaglia ha segnalato che per la prima volta
gli iscritti tornano ad aumentare. E per quanto riguarda la ricerca, dice
Marcegaglia, questo governo ''ci deve dimostrare che ci crede''. In particolare
il credito di imposta per le aziende che investono in ricerca non dovrebbe
avere ''tutti questi limiti''. som/dnp/lv
( da "AprileOnline.info"
del 08-06-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'Europa dimenticata
Paolo Acunzo, 08 giugno 2009, 18:25 La riflessione L'elettore si è trovato
schiacciato in mezzo ad una campagna elettorale che parlava quasi unicamente di
temi nazionali, e vedeva che coloro che parlavano d'Europa erano coloro che la
denigravano. Lo stesso PSE non ha avuto il coraggio di contrapporre neanche
simbolicamente un candidato alternativo alla presidenza della Commissione
europea al designato conservatore Barroso, che poteva dare di per sé un
ulteriore significato alle elezioni e un segnale che si poteva provare a
cambiare gli equilibri del vecchio continente L'EUROPA DIMENTICATA Il dato che
fa più impressione di queste elezioni continentali è il tasso di
partecipazione: quasi il 60% degli europei ha deciso di fare qualcosa di più
interessante rispetto ad andare a votare, dimenticando l'Europa a casa.
Impressiona che l'affluenza minore si è registrato proprio in quei paesi in cui
la nuova adesione faceva pensare ad un maggiore interesse nella competizione
europea. Infatti in paesi di recente adesione come la Romania, la Slovacchia o
la Lituania solo circa il 20% degli elettori ha deciso di recarsi alle urne,
mentre tra quelli fondatori si è registrata una affluenza massiccia, come in
Belgio e Lussemburgo dove il voto obbligatorio ha portato circa il 90% degli
elettori a votare. A pensarci bene tale atteggiamento non può meravigliare. In
tutta Europa quasi tutti partiti hanno giocato una campagna elettorale basata
su temi di politica nazionale, dimenticando la ragione vera per cui gli
elettori venivano chiamati alle urne, ossia l'Europa. Inoltre le motivazioni
che hanno spinto ad aderire nelle diverse fasi storiche i 27 paesi membri sono
profondamente diversificati. Inoltre ormai è diffuso l'atteggiamento da parte
di quasi tutti i governi nazionali di scaricare la responsabilità politica ed
economica su Bruxelles per qualsiasi questione che possa creare problemi
sociali nazionali. Per assurdo gli unici che non si sono dimenticati
dell'Europa durante la campagna elettorale sono stati proprio gli schieramenti
della destra populista e xenofoba, ovvero quelle forze che vengono generalmente
catalogate come euroscettiche, vere vincitrici di queste elezioni. Hanno fissato
l'obiettivo di dipingere l'Europa come patria delle
burocrazie e dei banchieri, promotrice della società multiculturale e
dell'immigrazione, impotente davanti alla crisi economica che deve essere
sconfitta grazie alla chiusura ermetica di muri intorno i propri confini
nazionali. Non per niente partiti neo fascisti hanno eletto per la prima volta
propri rappresentanti in Romania, Austria, Olanda e nella stessa
Germania; in Inghilterra il Partito eurofobico UKIP è diventato il secondo
partito britannico, scavalcando i laburisti al governo, e inducendo i
conservatori a schierarsi su posizioni più euroscettiche che lo porteranno
fuori dal PPE, considerato troppo europeista; per la prima volta proprio un
movimento euroscettico si è presentato come vero partito transnazionale
europeo, Libertas, che faceva del No irlandese al trattato di Lisbona e
dell'euroscetticismo del suo fondatore, il miliardario irlandese Declan Ganley,
la sua bandiera ideologica. Anche in Italia la forte affermazione della Lega
Nord non può essere letta come la vittoria della forza più nettamente xenofoba
ed euroscettica del panorama politico nazionale? Fin qui si potrebbe dire che
questi sono i rischi della democrazia. Ciò sarebbe vero se dall'altra parte gli
elettori avessero avuto forze politiche che avessero fatto dei valori e
conquiste dell'integrazione europea la bandiera della loro campagna elettorale.
Ma così generalmente non è stato, non solo in Italia ma in quasi tutti i paesi
dell'Unione europea. Così l'elettore si è trovato schiacciato in mezzo ad una
campagna elettorale che parlava quasi unicamente di temi nazionali, e vedeva
che coloro che parlavano d'Europa erano coloro che la denigravano. Lo stesso
PSE non ha avuto il coraggio di contrapporre neanche simbolicamente un candidato
alternativo alla presidenza della Commissione europea al designato conservatore
Barroso, che poteva dare di per sé un ulteriore significato alle elezioni e un
segnale che si poteva provare a cambiare gli equilibri del vecchio continente.
Invece si preferito rincorrere sui temi nazionali i 21 governi conservatori
dell'Unione accettando il loro campo di competizione elettorale basato sulle
paure suscitate dalla crisi. Eclatante è l'esempio Francese: il PS ha attaccato
Sarkozy che aveva fatto della sua presidenza europea la bandiera elettorale,
mentre il moderato Bayrou gli ha contrapposto una campagna incentrata su quali
fossero i progressi da dover compiere in Europa. Quale è stato il risultato:
Sarkozy ha tenuto, i socialisti sono dimezzati, Bayrou è migliorato. L'unica
eccezione continentale a tutto ciò, è stata l'affermazione un po ovunque degli
ecologisti. Per loro stessa natura questi hanno parlato di cosa dovesse fare
l'Europa per rispondere alla crisi ambientale, tentando di tracciare una proposta
globale. Proprio in Francia tale strategia ha portato l'Europe Ecologie di Cohn
Bendit, leader storico del '