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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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L'ex
sindaco Diego Novelli ospite alla Ubik
( da "Stampa,
La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
complici una
burocrazia ottusa e inutile e leggi sulla sicurezza tanto buone sulla carta
quanto ignorate nella quotidianità. Con il suo libro Novelli vuole lanciare un
monito per ricordare a tutti quanto sia assurdo, oggi, morire di lavoro.
L'incontro è organizzato dal Movimento Costituente della Sinistra e sarà
introdotto dall'ex parlamentare Aldo Pastore.
Capolinea
giustizia Brescia come Reggio ( da "Stampa, La"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scarso
coordinamento negli appalti, lungaggini, burocrazia. Ma entro la fine dell'anno
finirà anche questo enorme imbarazzo». Resterà quell'altro, con il terzo piano
senza sostituti procuratori. Il Palazzo è nuovo, ma per il Ministero Brescia resta
una «sede disagiata». E chi ha voglia, tra i giovani magistrati, di sceglierla?
Gli
ispettori dell'Appa sono pochi ( da "Trentino"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche di
scelte politiche volute da chi diceva di voler ridurre la burocrazia, non è più
così. Nel controllo del territorio non siamo più un'isola felice». Nella seduta
di ieri, che è durata più di quattro ore, è emerso anche che, nel caso dell'ex
cava del monte Zaccon, non sarebbero arrivate segnalazioni né all'Appa né al
Corpo forestale della Provincia.
Morì
nel rogo dello scooter, maxi risarcimento
( da "Trentino"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di indagini
rallentate dalla burocrazia e dalle complesse perizie tecniche richieste dalle
parti, ora sono arrivati i primi responsi. In sede civile la vittoria è stata
piena. Con una sentenza depositata il 29 dicembre scorso il giudice Francesca
Petrucciani ha riconosciuto ai genitori di Mattia, ai tre nonni e al fratello
gemello un risarcimento complessivo di 600 mila euro.
Sulle
orme del padre Alex Meister presidente dell'Hgv meranese
( da "Alto
Adige" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aumento della
burocrazia rendano difficile sviluppare il lavoro in modo redditizio nel
settore alberghiero». Per parte sua la presidente uscente Hofer, ha tracciato
la sintesi delle manifestazioni svolte nel 2008 dalla Cooperativa Merano
Turismo, che è stata fondata nel 2006 dall'Unione Albergatori ed ha citato
"Meran Flora",
Scuola:
La scelta del tempo va difesa ( da "Giornale di Brescia"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
provveditore
si sia già allineato al Ministero e alla burocrazia centrale»; e questo proprio
in un momento in cui «serve un patto coraggioso tra scuola, famiglie e
territorio per respingere una scuola che il Governo voleva più povera non solo
di ore, ma di maestri, materie ed esperienze». Nelle assemblee dove è
intervenuta, la Bisleri ha incontrato «genitori sensibili e interessati,
caffaro,
al lavoro per trovare subito una vera soluzione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non si può
poi andare avanti con una burocrazia così penalizzante. Non si può infine non
mettere mano alle riforme. Faremo tutto il possibile per preservare il più alto
numero di aziende e salvaguardare il capitale umano con la sua elevata
professionalità. C'è la necessità di fare di più e di fare in fretta».
il
pasticcio delle nomine due direttori al posto di uno - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stesse
funzioni siano già svolte da altri rami della burocrazia regionale. E in
un´altra interrogazione il deputato del Pdl Giuseppe Limoli ricorda che «le
relazioni della Corte dei Conti abbiano invitato più volte a contenere i costi
per queste strutture». Ma tant´è: gli uffici speciali nascono anche dalla
necessità di trovare un posto per i grand commis penalizzati dallo spoils-
chi
soffre è perduto, grazie milano ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
grazie Milano
" Dopo la tragedia ora siamo preda di una burocrazia assurda, file, file e
file a non finire per un rimborso" Mio marito è deceduto per una malattia
senza speranza nella disperazione di noi familiari, che dopo la tragedia ora
siamo preda di una burocrazia assurda. File, file e file a non finire per
chiedere un rimborso.
ora
fateci costruire nel nostro quartiere
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per cercare
di non perdersi nel labirinto della burocrazia. «Dopo più di due anni, da
quando ha avviato la procedura per poter costruire, la società Baia Azzurra può
procedere con i lavori a Pittulongu - riporta un comunicato del comitato -. Per
raggiungere questo risultato è stato necessario rivolgersi a diversi ordini di
giudizio estranei con l'iter di una normalissima pratica.
Incubo
Mcs, una vita da inferno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quanti di noi
hanno la disponibilità economica e la forza fisica per lottare con la
burocrazia? Chi ha la possibilità va all'estero, a Dallas. Costosissimo, per un
ciclo di quattro mesi negli Stati Uniti servono 320 mila euro. Non è detto,
però, che il viaggio della speranza sia risolutivo perché ogni malato presenta
diverse allergie e quindi le terapie non possono essere uguali.
L'attesa
di Maria Benedetta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In attesa che
la burocrazia della sanità nazionale e regionale possa dare un contributo reale
per aiutare la famiglia quartese ad uscire dal tunnel. «Ci siamo accorti che
Maria Benedetta era allergica praticamente a tutto sin dai primi mesi di vita»
racconta il padre Marco: «Qualunque cosa bastava a farla stare male».
Appello
di Coldiretti <La Regione salvi le spigole e le orate>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma bloccati
dalla burocrazia sia regionale che nazionale. Se per alcuni versi le
responsabilità si possono imputare ai ritardi di Agea e del Sin, ad oggi,
comunque non risulta istruita nessuna domanda del 2008». Scalas: «Ulteriori
ritardi sono inconcepibili per le aziende: è necessario erogare alle imprese in
modo immediato almeno un'anticipazione del 75 %
nizzoli:
olio caro? sì, ma è il migliore ( da "Tirreno, Il"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
gli stranieri
apprezzano e comprano Una burocrazia sempre più severa impedisce di sviluppare
il lavoro SAN GIULIANO. Olivicoltura del monte pisano è il momento delle scelte
fondamentali. Sull'argomento intervengono i responsabili dell'azienda agricola
"L'oro del colonnello" di Tiziano Nizzoli che fanno riferimento a
quanto affermato di recente da Giacomo Sanavio,
La
burocrazia chiude il negozio dei pacchi viveri
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
chiude il negozio dei pacchi viveri in piazza cernaia La "Stiva" era
stata aperta 10 anni fa dai gesuiti e dalla parrocchia di San Siro: distribuiva
gratuitamente generi alimentari 05/03/2009 C'È un'esperienza di solidarietà che
ha sospeso ogni attività venerdì, lasciando solo tre saracinesche abbassate in
piazza Cernaia,
Guarita
dalla sclerosi? Giudice rinvia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
MIRACOLOSA Questa è una storia di diritti negati e di una burocrazia senza il
minimo sprezzo del ridicolo. Lo sanno pure i bambini: la sclerosi multipla è
una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, il che significa che
non si guarisce e che le terapie possono al limite rallentarne il decorso.
PERUGIA
- Lo definiscono un grande successo di Cgil, Cisl e Uil confederali e della
categoria... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
politica e della
burocrazia», gli esponenti sindacali hanno riproposto i contenuti del piano,
ricordando che servirà ad aiutare circa 24 mila famiglie, 18 mila anziani e
6.000 tra giovanie adulti. «Ma nel 2010 cosa accadrà?», si chiedono i
sindacati, preoccupati dal fatto che il Governo centrale non abbia previsto
alcun finanziamento per dar seguito al fondo per la non autosufficienza.
UN
MILIONE DI EURO. È l'importo del fondo di solidarietà istituito...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutto ciò
sarà attuabile col minimo di burocrazia possibile: e la molteplice rete delle
parrocchie, dei centri Caritas, Acli, degli assistenti sociali, cui ci si potrà
rivolgere per le richieste di aiuto, avrà appunto il compito di vagliarle in
modo snello anche grazie alla conoscenza diretta delle situazioni.
Marcegaglia:
priorità rafforzare gli ammortizzatori
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non si può
continuare ad avere una burocrazia così penalizzante». Altra emergenza, il
credito. La presidente di Confindustria ha sollecitato un mediatore del credito
su modello francese e ne riparlerà questa mattina, al ministero dell'Economia,
nel corso del liquidity day voluto da Tremonti proprio per affrontare il
problema della liquidità.
Camere
mortuarie vade retro' ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
doloroso caso
in cui dovessimo avere a che fare con un evento come la morte di un familiare,
avere chi si occupa di affrontare la burocrazia e l'organizzazione di un
funerale è quanto mai indispensabile. Ma c'è sempre un però: ne abbiamo
bisogno, sì, ma non li vogliamo vedere più di tanto. E chi fa quel mestiere lo
sa bene. «Meglio noi da voi che voi da noi» ci scherzano su all'Ofar.
Fausto
Sarrini UN ARETINO, MARCELLO NICCHI, 56 anni, potrebbe salire ai massimi
vertici a... ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
miglior
distribuzione delle risorse economiche, decentramento e snellimento della
burocrazia». Tecnologia in campo in aiuto agli arbitri. Fino a che punto ci si
può spingere? «La tecnologia deve essere di supporto alla prestazione
dell'arbitro senza giungere a sostituirlo». Che ne pensa della sperimentazione
dei giudici d'area voluta dalla Fifa?
di
Sergio Silvestrini ALESSANDRO Bartalini (nella fot...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
essere medico
che costantemente si scontra con la burocrazia e i legacci che essa impone».
Può spiegarsi meglio? «Definizioni come Ospedale per Intensità di Cura, restano
ancora delle belle parole da leggere, ma di non facile comprensione e
applicazione anche per gli stessi operatori; figuriamoci poi per il comune
cittadino.
Nasce
la casa della memoria ( da "Corriere del Veneto"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con
burocrazia complicata ma l'archivio è esempio che si può lavorare in tempi
ragionevoli ». E poi: «Se si eliminassero norme e procedure penalizzanti — dice
— si lavorerebbe in termini più efficienti e rapidi. Purtroppo la corruzione
non si elimina con la burocrazia come alcuni pensano e —
Copisti,
falegnami, operai ed estetiste In carcere si impara a lavorare
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Resta solo da
smaltire l'ultima burocrazia e poi si può cominciare a lavorare. Due detenuti
porteranno avanti il servizio di copisteria per una sessantina di Comuni della
Brianza, mentre altri due si occuperanno dell'assemblaggio di componenti per
televisori Lcd e stampanti.
di
OLGA MUGNAINI L'IDEALE sarebbe un volto alla Francesco Nuti ( ...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che mette in
risalto ostacoli e ottusità della burocrazia e dei meccanismi presenti nel
mondo dello spettacolo. Un film divertente, assicurano dalla produzione, ma con
risvolti anche tristi: «Per certi aspetti dicono dalla Leonardo Cinematografica
vuol ricordare lo stile di "Travolti da un insolito destino.
Morto
sul lavoro, l'operaio stava ancora pagando il mutuo per la betoniera
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Occorre
garantire la sicurezza, senza incidere sulla burocrazia ed educare gli studenti
delle scuole superiori, prima che entrino nel mondo del lavoro. E' quello che
proporrò soprattutto negli istituti professionali. Spesso , purtroppo,
erroneamente si ostenta sicurezza. Ci si vergogna di portare caschi e scarpe
adatte».
Beni
culturali, il tesoro non speso ( da "Corriere della Sera"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Carandini:
«Colpa della burocrazia» di PAOLO CONTI M ezzo miliardo di denaro pubblico. Per
la precisione 444 milioni e 167.870 euro. è la cifra che decine di
soprintendenze italiane (archeologiche, architettoniche, paesaggistiche,
storico- artistiche, archivistiche, per i beni librari) non sono riuscite a
spendere nel 2008.
di
LUCA VAGNETTI PERUGIA ALL'INDOMANI del pronunciamento...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i tempi
troppo lunghi della politica e della burocrazia». Una cifra non indifferente,
pari a quasi 32 milioni (più di 20 provenienti dalle risorse sanitarie locali,
7,5 da finanziamenti statali e altri 4 garantiti in via straordinaria dalla
Regione), che verrà destinata a quattro tipologie di intervento: il rafforzamento
dell'assistenza domiciliaria,
Rita
non ha cuore per i bimbi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
azienda nella
zona dell'Interporto e involontario protagonista di una storia di ordinaria
burocrazia che gli ha spento il senso del dovere morale e civico'. «Amarezza?
Indignazione, piuttosto», corregge tra i campi di Castel Maggiore mentre
sventola il foglio della Prefettura che dichiara inammissibile il ricorso di
cui in premessa'.
Il
mio progetto? È l'energia ( da "Italia Oggi"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
difficoltà
con i nostri partner stranieri è la burocrazia italiana. Molti progetti sono
fermi da anni perché nonostante ci siano state le votazioni e le varie
delibere, c'è sempre un tassello mancante che blocca operazioni da milioni che
coinvolgono molti paesi. Questo è un problema perché l'Italia rischia di
perdere delle opportunità di sviluppo per una pigrizia amministrativa.
Arenzano
Rugby, battaglia per la costruzione del nuovo campo
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costruzione
del nuovo campo il caso Un intreccio di burocrazia, interessi e scelte degli
enti locali paralizza il progetto della società fondata solo l'anno scorso
05/03/2009 Arenzano. Tanta voglia di giocare a rugby, ma nessuna possibilità di
allenarsi. In una conferenza stampa organizzata ieri ad Arenzano, i dirigenti della
neo-società sportiva "Arenzano Rugby" (fondata nel 2008)
marcegaglia
al governo: basta immobilismo ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Non si può andare
avanti con una burocrazia così penalizzante. Non si può, infine, non mettere
mano alle riforme». Ammortizzatori sociali. «Bisogna intervenire subito sugli
ammortizzatori sociali, soprattutto quelli in deroga, con risorse disponibili e
destinate a chi ha veramente bisogno.
Cinquanta
impiegati al funerale e la Motorizzazione resta chiusa
( da "Arena,
L'" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giovedì 05
Marzo 2009 CRONACA Pagina 9 LUTTO E BUROCRAZIA. Dalle 9.30 alle 12 il personale
della Genovesa si è trasferito nella chiesa di Borgo Trieste. La comunicazione
era stata inviata alla prefettura Cinquanta impiegati al funerale e la
Motorizzazione resta chiusa Rinviati gli esami di teoria Arrabbiati diversi utenti
Il direttore: «Avevamo avvisato gli addetti ai lavori»
Tremonti:
"Il 2009 peggio del 2008"
( da "Giornale.it,
Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia" ha spiegato ancora Tremonti, nel corso dell?incontro al
ministero con i rappresentanti delle imprese e delle banche. Il ministro ha
spiegato che "parte non marginale della strategia è sbloccarli e che
devono e possono essere messi in campo strumenti nuovi ed essere verificati gli
strumenti già in essere ma non ancora sufficientemente valorizzati"
CRISI
ECONOMICA: TREMONTI, SBLOCCARE 100 MLD FERMI PER ECCESSO BUROCRAZIA
( da "Adnkronos"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CRISI
ECONOMICA: TREMONTI, SBLOCCARE 100 MLD FERMI PER ECCESSO BUROCRAZIA commenta 0
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 09:56
Italia,
Tremonti: 2009 più difficile di 2008, serve coesione
( da "Reuters
Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ci sono 100
miliardi di euro bloccati da un eccesso di burocrazia che devono essere
sbloccati. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una
sintesi del suo intervento alla giornata Imprese-lavoro-banche dopo che ieri
Bankitalia ha avvertito che il Pil 2009 potrebbe ridursi a -2,6% dal -0,9%
stimato da Istat per l'anno appena trascorso.
Tremonti:
"2009 più difficile del 2008, contro la crisi strumenti nuovi"
( da "Rai
News 24" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
miliardi di
euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia" che quindi
devono essere sbloccati. Le questioni da affrontare nella giornata di oggi, ha
chiarito il responsabile di Via XX Settembre, riguardano "l'individuazione
di eventuali settori o aree che possono essere maggiormente esposte a
razionalizzazione del credito, quali sono i problemi per l'accesso al credito,
Crisi:
Tesoro, vanno sbloccati 100 mld fermi per eccesso di burocrazia
( da "TgFin.it"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vanno
sbloccati 100 mld fermi per eccesso di burocrazia Il 2009 sara' peggiore del
2008 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 05 mar - "Il 2009 sara' un anno
ancora piu' difficile del 2008". E' quanto si legge in una nota del Tesoro
in occasione della giornata dedicata al tema 'Imprese, lavoro, banche'.
Recessione,
Tremonti: "2009 anno orribile"
( da "Affari
Italiani (Online)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per
affrontare "subito" alcune questioni, come ad esempio l'eccesso di
burocrazia che arriva a bloccare circa 100 miliardi di euro. Per Tremonti
bisogna "verificare gli strumenti già in essere ma non ancora
sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul
territorio da un eccesso di 'burocrazia'.
Allarme
di Tremonti: "Sarà un anno più duro del precedente"
( da "RomagnaOggi.it"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costo' della
burocrazia. "Devono essere messi in campo strumenti nuovi, devono essere
verificati gli strumenti gia' in essere, ma non ancora sufficientemente
valorizzati", ha esortato il ministro. E inoltre, "ci sono circa 100
miliardi di euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia.
ITALIA:
TREMONTI, IL 2009? PIU' DIFFICILE DEL 2008
( da "Wall
Street Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ci sono 100
miliardi di euro bloccati da un eccesso di burocrazia che devono essere
sbloccati. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una
sintesi del suo intervento alla giornata Imprese-lavoro-banche dopo che ieri
Bankitalia ha avvertito che il Pil 2009 potrebbe ridursi a -2,6% dal -0,9%
stimato da Istat per l'anno appena trascorso.
Bike
sharing, le bici non bastano piu'
( da "Metronews"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è tutta una
burocrazia che blocca lo svilupppo, non ci possono volere 9 mesi per
un?autorizzazione''. Intantro parte la nuova promozione: fino a fine aprile chi
si abbona avrà tre mesi in regalo: pagando 36 euro si avrà una tessera da 15
mesi anziché 12.
INFRASTRUTTURE:
TREMONTI, SBLOCCHEREMO 7 GRANDI OPERE FERME PER FOLLIA BUROCRAZIA
( da "Adnkronos"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
INFRASTRUTTURE:
TREMONTI, SBLOCCHEREMO 7 GRANDI OPERE FERME PER FOLLIA BUROCRAZIA commenta 0
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 12:51
GIUSEPPE
MIRETTO E LA REGIONE CAMPANIA METTE MADDALONI IN LISTA D'ATTESA. FINISCE NEL
LIMBO DELLE... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per superare
le sabbie mobili della burocrazia - rivela Carlo Scalera (Verdi) - non è
bastato elaborare una variante urbanistica; imporre vincoli per gli atti
d'esproprio; sottoscrivere una dichiarazione di pubblica utilità sulle opere. E
ancora prima: rimuovere i vincoli idrogeologici e ridisegnare la disposizione
delle nuove opere.
VOLENTI
O NOLENTI, DI FRONTE ALLA CRISI IN ATTO GLI IMPRENDITORI HANNO ADOTTATO UN
ATTEGGIAMENTO DI ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Allentando i
freni della burocrazia. Risolvendo i conflitti tra i vari Enti. Per rendere
cantierabile i progetti in tempi più brevi. Un politica, insomma, che sappia
guadagnarsi sul campo quel ruolo fondamentale di cui è stata investita. *
presidente Api Napoli
Studenti
in piazza e municipio ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è stato anche
un progetto frutto della collaborazione di docenti e ragazzi datato diversi
anni, prima scomparso nei meandri della burocrazia istituzionale, poi
riscoperto ma rimasto inattuato. Sulla competenza della sistemazione dell'area,
negli ultimi cinque anni ci sono stati scambi di responsabilità tra Comune e
Provincia che comunque sono serviti per tenere vivo il problema.
Tremonti:
"2009 difficile". Epifani: "Senza sostegni al reddito non se ne
esce" ( da "Rai News 24"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
miliardi di
euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia" che quindi
devono essere sbloccati. Le questioni da affrontare nella giornata di oggi, ha
chiarito il responsabile di Via XX Settembre, riguardano "l'individuazione
di eventuali settori o aree che possono essere maggiormente esposte a
razionalizzazione del credito, quali sono i problemi per l'accesso al credito,
Tremonti:
2009 peggio di 2008, rischio per il credito
( da "Reuters
Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Parte
non marginale della strategia" è far partire la spesa in infrastrutture.
Ci sono infatti circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da quella
che Tremonti ha definito "la follia mafiosa di varie burocrazie". BANCHE,
"INTERESSE FORTISSIMO" PER BOND SPECIALI Continua...
REAGIRE
ALLA CRISI/ 1 Le lettere dei lettori
( da "Giornale.it,
Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dobbiamo
assolutamente liberarci da questa burocrazia borbonica. Purtroppo le
associazioni di categoria dormono o, peggio ancora, vedono occasioni di
business nell'aumento degli adempimenti. Ringrazio anticipatamente e sarò breve
e conciso. Ho un'azienda di abbigliamento mare feminile con 20 dipendenti.
sceriffo
del credito Ma i banchieri si mettono di traverso">Imprese, presto lo
sceriffo del credito Ma i banchieri si mettono di traverso pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per
affrontare "subito" alcune questioni, come ad esempio l'eccesso di
burocrazia che arriva a bloccare circa 100 miliardi di euro. Per Tremonti
bisogna "verificare gli strumenti già in essere ma non ancora
sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul
territorio da un eccesso di 'burocrazia'.
Commercio:
4 priorità contro crisi ( da "Sardegna oggi"
del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia. Il sistema delle imprese rischia un ulteriore tracollo?
-->CAGLIARI - Quattro priorità per affrontare la grande crisi del 2009. La
Camera di commercio e la Confcommercio di Cagliari sono pronte ad accogliere
l?invito del ministro dell?
Domani
assemblea Upa per guardare al 2009
( da "Giornale
di Brescia" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'Unione
agricoltori intende chiedere con forza l'autorizzazione a sperimentare le
produzioni Ogm che consentono redditi maggiori e più sicuri. Ormai la scienza
sa dire quali sono le piante transgeniche sicure e quali ancora da provare.
L'altro fronte è la burocrazia.
non
è la famiglia l'anello debole ( da "Nuova Sardegna, La"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ci scontriamo
ulteriormente contro la burocrazia, in quanto abbiamo anche l'onere di
dimostrare (noi!?) la malattia. E d'altro canto il paziente non ammette mai di
essere malato e non si reca nella struttura e così la questione diventa un
circolo vizioso. Allo stesso tempo, i medici o i loro collaboratori non si
mettono in contatto con chi ha fatto loro presente il delicato caso,
Anna:
In inglese sono più bravi di noi ( da "Provincia Pavese, La"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i cambiamenti
degli ultimi anni fanno intravedere un futuro positivo: hanno un debito
pubblico più basso e la burocrazia funziona meglio. L'impatto con gli sloveni è
stato positivo, sono desiderosi di conoscere persone dall'estero, sono aperti,
più comunicativi. Partendo dall'Italia molti mi hanno detto "ma dove vai,
butti via il tuo Erasmus", invece è stato un arricchimento».
Tubi
vecchi? Non si possono cambiare ( da "Provincia Pavese, La"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Storia di
burocrazia che impedirà fino ad estate inoltrata di far partire i lavori che
eviterebbero grane all'acquedotto gravi come quella che l'altro giorno ha lasciato
a secco mille famiglie. Tanto è semplice capire cosa sta succedendo
all'acquedotto di Voghera, tanto è difficile spiegarsi il perchè.
gli
studenti in corteo ottengono la pulizia del parco
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uno strato di
ghiaino che diventa poltiglia, in caso di pioggia. La convenzione sepolta dalla
burocrazia dividerà le competenze tra Provincia e Comune: all'ente di Pordenone
la gestione dell'auditorium e della palestra liceale, il parco al Comune.
Chiara Benotti
burocrazia
rigida ( da "Nuova Venezia, La"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Altre
Burocrazia rigida Burocrazia rigida allo sportello Actv Il 1º marzo mi sono
recata a Venezia e ho colto anche l'occasione per rinnovare l'abbonamento in
quanto la tessera era scaduta il 28 febbraio. Alla mia richiesta mi sono sentita
rispondere che oltre alla compilazione del modulo serviva il timbro della ditta
dove lavoro.
emergenza
casa, bonus fino a 5000 euro agli immigrati dei centri di accoglienza - micol
lavinia lundari ( da "Repubblica, La"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
saranno
proprio alcuni giovani immigrati che vivono negli alloggi Acer a produrre una
documentazione informatica sulla realtà condominiale in cui vivono.
Sperimentale sarà inoltre il lavoro che verrà condotto alla Corte 3, alla
Bolognina: alle famiglie di extracomunitari verrà dato un aiuto per superare le
difficoltà della burocrazia, che riguardino un contratto o una bolletta.
Per
frenare la crisi l'appello alla Giunta di Deidda (Ascom)
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia)
da parte degli enti locali. Per quanto riguarda difficoltà di accesso al
credito, uno dei problemi principali indicati dal ministro dell'Economia come
causa di inasprimento della crisi, la Camera di commercio di Cagliari ha già
fatto partire due progetti come l'apertura di un'impresa in un giorno e lo
stanziamento di 320mila euro per la costituzione di un fondo anticrisi
tremonti:
manca il credito il 2009 sarà peggio del 2008 - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sboccheremo
sette grandi opere dalla follia mafiosa della burocrazia». E si parla anche di
un provvedimento volto a facilitare l´avvio dei lavori edili. Si fa più serrato
anche il dibattito sulle altre opzioni anti-crisi: D´Alema propone di detassare
per cinque anni le imprese del Sud ma il ministro per lo Sviluppo Scajola gli
replica che non è possibile perché si tratta di una misura «
Tremonti
si sveglia: la crisi è gravissima
( da "Manifesto,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per
affrontare immediatamente alcune questioni, come ad esempio l'eccesso di
burocrazia. Per Tremonti bisogna «verificare gli strumenti già in essere ma non
ancora sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro
bloccati sul territorio da un eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale
della strategia è sbloccarli».
16
miliardi per tener su il Pil cadente
( da "Riformista,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come l'ha
definita Tremonti, causata da una burocrazia che blocca le opere
infrastrutturali italiane. Per superare questo scoglio Tremonti ha pronto un
piano: «Tra due settimane proporremo una casistica di 7 grandi investimenti
privati, con una piccola quota pubblica, bloccati dalla follia mafiosa di varie
burocrazie».
il
disoccupato ( da "Tirreno, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Massimo
Fabbrini Livorno BUROCRAZIA L'inutile attesa di un processo Desidero denunciare
una fastidiosa prassi ormai consolidata della obsoleta macchina della
giustizia. Dovendo presentarmi a un'udienza di mattina presto, mi sono alzato
alle 6.30 per fare
CHARLES
Krauthammer è uno dei più influenti giornalisti d'America. Vincitore di u...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è burocrazia
paralizzante e limitazione dell'iniziativa privata anche quando l'intervento
dello Stato e la regolamentazione delle attività economiche sono resi necessari
da situazioni come quelle attuali, dove proprio la mancanza o l'inosservanza
delle regole e una iniziativa privata priva di remore e di scrupoli sono alla
base della crisi epocale che stiamo vivendo.
<LE
RONDE? Demagogia, con il rischi...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ufficio e
nella burocrazia; affidiamo ad altri quei compiti, e portiamo più gente sulle
strade. «Anche questo non è vero fino in fondo. Ci sono certo mansioni che
possono essere svolte da altre istituzioni, pensiamo ai passaporti. Ma
controllare le informazioni sui sospetti, analizzare anche le storie personali
di chi vuole entrare nelle ronde'
OGGI
è il gran giorno. Marcello Nicchi, 56 anni, ex arbitro internazionale aretino,
pu&... ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Autonomia,
miglior distribuzione delle risorse economiche, decentramento e snellimento
della burocrazia» ecco in estrema sintesi il programma di Marcello Nicchi che
tra l'altro, nell'intervista pubblicata ieri ha aggiunto: «Un buon arbitro deve
avere autorevolezza e credibilità». F.S.
Goldoni:
ora 100 mln per i mezzi agricoli ( da "Italia Oggi"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Noi siamo
lenti, afflitti da mega burocrazia e perdiamo occasioni (perdiamo fondi)».
Goldoni ha chiuso la convention insieme ai due vice presidenti di Unacoma Carlo
Tonutti e Carlo Cotogni dicendo: «non lasciamo nulla ma proprio nulla di
intentato per uscire da questa crisi».
Trofei
dimenticati, la Provincia convoca la società
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
caveau del
Banco di Napoli al deposito della Provincia è quello di completare l'inventario
e individuare la migliore soluzione per il loro futuro. In attesa dei tempi
della burocrazia, il rischio che il patrimonio storico del calcio a Napoli
rimanga per ancora molto tempo nelle ceste di plastica bianca a prendere
polvere, è molto concreto. Ant. Sco. Ceste I cimeli azzurri accatastati
Come
il Toro e il Leone, anche voi contate trenta giorni di Mercurio negativo. Nel
vostro caso anche... ( da "Messaggero, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Consigliamo
sempre molta attenzione agli aspetti legali delle questioni, alla burocrazia,
alle tasse... Ma certamente siete in fase di miglioramento notevole, che sarà
anche più evidente il prossimo week-end, quando Marte si avvicina ai Pesci.
Nettuno impone cautela nella salute, sconsiglia incontri passionali al buio;
OGNI
GIORNO ho l'occasione di incontrare persone, operatori e imprenditori c...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riferiscono
che a Cesenatico gli apparati comunali e la burocrazia in genere, invece di
facilitare gli imprenditori sono impegnati a ridurre la velocità e ad imporre
regolamenti che non consentono di abbellire, ingrandire e internazionalizzare
gli esercizi ricettivi. In un momento come questo, il sindaco dovrebbe impedire
ai suoi dirigenti di rallentare, con la loro inquietante burocrazia,
Crisi
e burocrazia: un binomio deleterio
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
9 Crisi e
burocrazia: un binomio deleterio L'INTERVENTO A GATTEO MARE sono stati
organizzati dei corsi di tarocchi, che si tengono in viale Trento 5. Sono
aperte le iscrizioni per marzo e aprile. Il corso è articolato in cinque
lezioni di due ore ciascuna, a cadenza settimanale, con la presenza massima di
sette persone.
<Il
2009 andrà peggio, più risorse per il welfare>
( da "Corriere
della Sera" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
mafiosa e di finta democrazia, uno dei mali principali del Paese». Il
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, alla quale Tremonti ha contestato
la cifra di 60-70 miliardi di euro in crediti alle imprese da parte della
pubblica ammini-strazione, ha chiesto un decreto «che ne certifichi la cifra
esatta » e di innalzare la soglia del credito di imposta fino a un milione
SULLA
CASA L'ASSESSORE CONTRO TUTTI ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il rischio di
aggiungere un livello di competenza: un nuovo monumento alla burocrazia. E' per
questi motivi che, in commissione, la legge uscirà massacrata. O non uscirà per
niente. L'assessore Baronti, di Rifondazione comunista, sembra avere contro
tutti. Dal Pd all'Udc, da An a Forza Italia. E non solo per l'appello degli
assegnatari a Berlusconi.
COMPAGNI
di scuola ma soprattutto di una lunga avventura commerciale iniziata all...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
al passaggio
del tempo e alla burocrazia anche se il loro malumore è il sinonimo di un
settore non più florido. «Il commercio è in difficoltà - spiegano - e non solo
a Sarzana. Ma non tanto per il rapporto con il pubblico oppure per l'offerta ma
a causa di una serie di ostacoli che colpiscono la volontà dell'esercente.
Tremonti
non si fa illusioni <Il 2009 sarà peggio del 2008> Ma c'è un gruzzolo per
i precari ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma il Governo
vuole anche affrontare alcune micidiali strozzature come ad esempio l'eccesso
di burocrazia che - dice il Ministro - arriva a bloccare 100 miliardi di euro
sul territorio. Fra 15 giorni il Governo - informa Tremonti -proporrà di
sbloccare sette grandi investimenti privati bloccati «dalla follia mafiosa di
alcune burocrazie».
<Occorrono
strumenti nuovi, bisogna affrontare questioni come l'eccesso di burocraz...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
7 «Occorrono
strumenti nuovi, bisogna affrontare questioni come l'eccesso di burocraz...
«Occorrono strumenti nuovi, bisogna affrontare questioni come l'eccesso di
burocrazia che blocca 100 miliardi. Più soldi oltre agli 8 miliardi per gli
ammortizzatori»
I
DIMENTICATI DELLA CRISI ( da "Giornale.it, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incavolata
nera con le banche, inferocita con il fisco e la burocrazia, esigente con il
governo («aiuta la Fiat, e noi?»), però sempre vitale. Coraggiosa. Daniele
Barbone ci scrive da Shangai: «Siamo partiti nel
utili
e nuove assunzioni: la solari batte la crisi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sanare le
diffidenze tra Stato e imprenditori, eliminare la burocrazia opprimente che a
volte non ci permette di fare bene il nostro lavoro. L'impresa ha un ruolo
sociale che va agevolato: dal 1994 Solari ha pagato 100 milioni di euro in
stipendi e contribuito alla crescita del Friuli: non mi sembra poco».
il
governo degli stati uniti sceglie i vini prodotti dall'azienda gelisi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
controlli e
la burocrazia americana non sono affatto semplici. Ogni Paese ha un suo sistema
di dazi - precisa Gelisi - e l'azienda che importa non in tutti i Paesi può
essere quella che rivende, per cui serve sempre un intermediario. Tutte le
aziende della filiera, inoltre, devono registrarsi alla Fda (Food and drugs
administration) per cui le procedure sono piuttosto complesse.
L'Unione
Barbagia stringe la cinghia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vedranno
impegnati in prima persona uno specifico comune che si specializza in materia
«in modo tale da non creare ulteriore burocrazia lasciando morire i nostri
paesi - sottolinea il primo cittadino di Lodine Francesco Bussu - ma in questo
modo si rafforzano gli uffici comunali ottimizzando al massimo le risorse che
saranno così investite per dare dei buoni servizi alle comunità».
I
pescatori di Arbatax sono alla frutta
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bloccati gli
indennizzi per fermo biologico e servitù militari Maltempo e burocrazia hanno
messo in ginocchio i duecento pescatori di Arbatax. I fondi ci sono ma non sono
stati assegnati. All'appello mancano gli indennizzi del fermo biologico e
quelli delle esercitazioni militari. Aggiungere il maltempo per vedere come il
settore pesca sia entrato in una crisi drammatica.
"Gli
studi di settore? Necessari"
( da "Stampa,
La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
fiscale, dove anche con un buon commercialista ci si sente piuttosto soli. Ma
cosa sono gli studi di settore? «Sono nati come strumento di collaborazione tra
il Fisco e il soggetto contribuente - ha spiegato Quintino Botrugno della
direzione regionale delle Entrate - e si pongono l'obiettivo di individuare le
condizioni effettive di operatività delle imprese e di determinare
La
morte non è materia per leggi ( da "Giornale.it, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Vale a dire
sottrarre la vita sia al ghigno del fato che alla burocrazia delle sentenze,
affidandolo alla straordinaria complessità del cuore umano. Complessità che è
capace di pazienza, di compassione, di ascolto, di accoglienza, di dolore - ma
anche dalla capacità di lenirlo -, e di amore. Amore. Non è forse questa la
parola più reietta?
REAGIRE
ALLA CRISI/4 Le lettere dei lettori
( da "Giornale.it,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al nostro
Governo chiedo di mettere mano alla elefantiaca burocrazia che ogni giorno
dobbiamo fronteggiare; per esempio, solo per installare dei cartelli sulla
strada, bisogno produrre pratiche a non finire (vigili, beni architettonici,
ufficio tecnico, etc...) che ti obbligano o a desistere o ad incaricare un
geometra che corra per gli uffici indicati.
Green,
burocrazia e credito frenano il solare ">Green, burocrazia e credito
frenano il solare ( da "Affari Italiani (Online)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Green,
burocrazia e credito frenano il solare Venerdí 06.03.2009 12:23 In Italia, secondo
uno studio condotto lo scorso mese di ottobre da EuPD Research, è prevista una
crescita costante nel fotovoltaico a differenza dei due mercati chiave in
Europa, la Germania e la Spagna.
Green,
burocrazia e credito frenano il solare ">Green, burocrazia e credito
frenano il solare pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
credito frenano il solare Venerdí 06.03.2009 12:23 Malgrado perciò qualche cosa
sia stato fatto per snellire le pratiche, soprattutto in qualche Regione più
virtuosa da questo punto di vista, come la Puglia per esempio, le procedure per
ottenere le autorizzazioni e la fondamentale connessione alla rete elettrica
sono ancora troppo lunghi e difficoltosi.
Ogni
scherzo vale a Carnevale anche l'evasione fiscale Anche se la questione è...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Imob e le
rigide regole della burocrazia Il giorno 01/03/09 mi sono recata a Venezia e ho
colto anche l'occasione per rinnovare l'abbonamento in quanto la tessera era
scaduta il giorno prima il 28 febbraio. Alla mia richiesta mi sono sentita
rispondere che oltre alla compilazione del modulo previsto, serviva il timbro
della ditta dove io lavoro.
Come
il Toro e il Leone, anche voi contate trenta giorni di Mercurio negativo. Nel
vostro caso anche... ( da "Gazzettino, Il"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Consigliamo
sempre molta attenzione agli aspetti legali delle questioni, alla burocrazia,
alle tasse... Ma certamente siete in fase di miglioramento notevole, che sarà
anche più evidente il prossimo week-end, quando Marte si avvicina ai Pesci.
Nettuno impone cautela nella salute, sconsiglia incontri passionali al buio;
Villa
comunale, l'intervento bloccato dalla burocrazia il servizio fermo da tre anni
in gara soltanto un'impresa ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Villa
Comunale, l'intervento bloccato dalla burocrazia Il servizio fermo da tre anni
In gara soltanto un'impresa
EMANUELE
IMPERIALI ROMA. OGGI LA SCELTA FINALE SPETTA AL COMITATO PER LA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In Campania
si tratta di circa 9 miliardi e mezzo di grandi opere, finanziate per il
57,43%. Ecco perché il ministro dell'Economia Giulio Tremonti annunzia che il
governo, nei prossimi 15 giorni, vuole anche sbloccare 7 grandi opere simbolo,
«ferme per la follia della burocrazia».
È
DIFFICILE PREVEDERE I RISULTATI DEI PIANI DELLA NUOVA PRESIDENZA PER FAR USCIRE
L'AMERIC... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è burocrazia
paralizzante e limitazione dell'iniziativa privata anche quando l'intervento
dello Stato e la regolamentazione delle attività economiche sono resi necessari
da situazioni come quelle attuali, dove proprio la mancanza o l'inosservanza
delle regole e una iniziativa privata priva di remore e di scrupoli sono alla
base della crisi epocale che stiamo vivendo.
Vitali:
"Narro la magia della provincia Il lago? E' come un compagno di vita"
( da "Affari
Italiani (Online)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inerzie della
politica e della burocrazia, che riesca a metter d'accordo il podestà
Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione
del partito Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona",
racconta Vitali. Un romanzo sull'avventura del Corpo Musicale Bellanese, le
mille difficoltà dell'impresa e la determinazione di chi volle farsene
artefice.
Specializzandi:
Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo
( da "KataWeb
News" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo nelle
mani dell'alta burocrazia ministeriale che decide spesso senza criteri sulle
pelle dei giovani medici -- aggiunge Mazzucco -- come è stato per gli
accorpamenti delle scuole di specializzazione fra regioni diverse e nella
stessa regione: non siamo contrari a questa riforma ma non la si può calar
dall'alto a ridosso del concorso".
Flessione
dei consumi, Calvaresi "serve gioco di squadra"
( da "Quotidiano.it,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incontrano
gli ostacoli della burocrazia, come nei parametri sempre difficili da adottare
per le assegnazioni dei suddetti buoni". Un plauso Calvaresi lo riserva
all'amministrazione grottese in seguito all'incontro indetto giorni fà dal
Sindaco Merli a cui hanno partecipato il Consorzio Turistico Riviera delle
Palme, l'AOT di Grottammare,
Quei
colpi di pagaia dell'energica Carla
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è per le
decisioni rapide con evidente orticaria per la burocrazia, ben presente anche
qui: «La decisione di candidarmi - sottolinea - è nata dopo una positiva
esperienza alla Sabazia. Credo ci sia tanto lavoro per questo sport che conta
su un aumento di praticanti ma che per la massa diventa protagonista solo ogni
4 anni, con le Olimpiadi».
Borgata
Canarone si ribella "Non vogliamo i nomadi"
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ho rispettato
tutti i cavilli della burocrazia e adesso arrivano i Rom. La mia casa vale il
30% in meno come minimo: ho ricavato quattro alloggi e dubito di riuscire ad
affittarli con questa pubblicità». E poi la paura è che nel terreno davanti
alla cascina ricompaiano roulotte, baracche e diventi un piccolo campo nomadi
tra le ville residenziali.
Quote
latte, Vecchioni ringrazia la Cia: la nostra lobby ha vinto sul decreto
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i Psr vanno
riqualificati, con una strategia di lungo periodo e con risorse che devono
essere destinate agli agricoltori, i primi responsabili nella tutela
dell'ambiente'». Guerra anche alla burocrazia. «La Pac - conclude - per colpa
delle mille carte, arriva cinque mesi più tardi rispetto ai colleghi francesi».
(m.b.)
SERVONO
CERTEZZE Il consiglio nazionale del notariato invita a non sottovalutare l...
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la propria
affidabilità giuridica e tecnologica non per creare ulteriori elementi di
burocrazia», ma perché in una materia così delicata dal punto di vista etico
«considera fondamentali per la normativa due requisiti sostanziali:
l'accertamento, appunto, della volontà consapevole e la sua documentazione per
una conoscibilità da parte degli operatori».
bimbo
malato, la regione non fermi le cure
( da "Centro,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che non si
aspettino i tempi della burocrazia, anche perché la mamma di "L" non
sa più cosa fare ed è pronta anche ad attuare una protesta, incatenandosi e
chiamando le tv nazionali». Più il tempo passa, poi, e più la situazione
rischia di peggiorare: «Con le sedute fisio-riabilitative il bimbo si muove
bene e avrebbe buone prospettive se facesse terapia in misura adeguata,
interventi
rapidi e ammortizzatori sociali ( da "Nuova Sardegna, La"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Interventi
rapidi e ammortizzatori sociali» «Sbloccare la burocrazia che frena i
finanziamenti e azioni per agevolare il credito» CAGLIARI. «Ormai si parla di
ripresa non prima del 2011», precisa Gian Carlo Deidda, presidente della Camera
di Commercio e dell'Ascom della provincia di Cagliari, che ha fatto un appello
contro la cisi alla nuova giunta regionale.
tagliandi
per gli invalidi, 22 avvisi di garanzia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
per ottenere vantaggi nella sosta delle autovetture e in altri servizi. Quando
la vicenda è diventata più che un sospetto a prendere in mano le redini
dell'inchiesta è stato il sostituto procuratore della repubblica Giangiacomo
Pilia che successivamente ha dato carta bianca al comandante della polizia
municipale Marco Cantoni per approfondire i fatti ed arrivare alla
"prima
lo straniero era una persona adesso è diventato un fastidio" - oriana liso
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dagli insulti
alle donne islamiche per il velo ai percorsi a ostacoli della burocrazia per le
mamme». Il suo personale punto di osservazione sulla città sono i mezzi
pubblici, «dove gli unici che si alzano per cedermi il posto sono proprio gli
stranieri». Quei viaggi in tram la riconciliano con la città «proprio perché è
l´unico luogo dove ci sono tante nazionalità che si mischiano,
cinque
terre, albergo bocciato dal consiglio di stato
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E si
sottolinea inoltre come la sentenza impedisca anche uno di quei corto circuiti
della burocrazia che di fatto avrebbe consentito la realizzazione di una -
legittima - operazione immobiliare grazie ad un originario abuso edilizio.
(marco preve)
Costretti
a sorridere, come su candid camera
( da "Trentino"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma
significativo di come la politica e la burocrazia operino se non sempre, almeno
spesso in una sfera lontana, ovattata, autonoma e autoreferenziale. Come se i
cittadini non esistessero, come se le regole dell'etica più comune e basilare
non valessero più per chi sta dall'altra parte del portone istituzionale.
Gli
rubano l'identitàingegnere ricevesette verbali da amt
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
PAOLO SAMMARTINO è un esasperato ingegnere genovese, che lavora a Milano dal
lunedì al venerdì e quando è a Genova si muove in scooter. Da 8 anni, Paolo
Sammartino, vittima di un ladro di identità, riceve sanzioni dall'Amt. C'è
qualcuno che risparmia i soldi del biglietto, viaggia a scrocco sui mezzi
pubblici genovesi e quando viene pizzicato dai controllori racconta di
Gros-Pietro
si affida a Keynes. E contro la crisi prepara 3 mld
( da "Borsa
e Finanza" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E per la
«burocrazia» che tanto pesa sulla realizzazione delle opere? Il governo ha
promesso di tagliare la burocrazia che frena l'avvio di molti lavori. E con le misure
introdotte in sede di conversione in legge del Decreto Anticrisi e del Decreto
Mille Proroghe si è già cominciato.
Il
colore dell'elisoccorsodivide Regione e vigili del fuoco
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Italia della
burocrazia, sia difficile anche fare un "regalo" dai 6 milioni di
euro. Alla vigilia di un incontro al ministero degli Interni, fissato la
prossima settimana per dare il via libera definitivo all'arrivo dell'Agusta 109
all'aeroporto di Villanova d'Albenga, l'assessore alla Salute della Regione
Liguria si mostra ottimista:
Diceva
<A noi sta obbedire e basta>. Lo ha fatto fino all'ultimo
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Diceva che
oggi nella Chiesa la burocrazia è «una grande minaccia». Ma che «nonostante
tutto essa resta un grande spazio di libertà». Nel giardino di Gesù devono
poter crescere anche fiori diversi: «Ci sono i grandi movimenti e i piccoli
gruppi, e anche persone che sono da sole: tutti nella Chiesa contano.
L'
incontro con un insolito penfriend
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
altre difficoltà di ogni, tipo siamo andati a trovarli. Forse avevano ragione
gli antichi, a dire che ciò che è scritto ha un valore maggiore di ciò che
viene soltanto detto, ma in questo caso a fare la differenza per noi è stato proprio
il dialogo coi i detenuti, che ci ha lasciato emozioni che le parole di carta
delle lettere non avevano lasciato passare del tutto.
IL
CAMPIONATO nazionale di serie A2 di tennis nel quale sarà impegnato il Tennis...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
IL CAMPIONATO
nazionale di serie A2 di tennis nel quale sarà impegnato il Tennis Italia Mps
Leasing & Factoring di Forte dei Marmi prenderà il via il prossimo 22
marzo: la squadra versiliese, non ammessa in A1 per un eccesso di burocrazia,
punto decisamente al ritorno nel massimo campionato.
La
Sicilia blocca le rinnovabili ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
regionale - Opportunità per 250 posti «La Sicilia blocca le rinnovabili»
Moncada: senza autorizzazione progetti energetici per 200 milioni Nino Amadore
PALERMO A Jeremy Rifkin, che sarà a Palermo la prossima settimana per
partecipare alla presentazione del Piano energetico regionale, i vertici della
Regione siciliana dovranno spiegare perché progetti sulle fonti rinnovabili
<L'ora
del merito> Il Pdl all'Università
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia ». Meneghetti, studente di Scienze Politiche non ha dubbi: «Qualora
andassimo in senato accademico saremmo pronti a votare anche Giuseppe Zaccaria
come Magnifico: a noi non interesseranno le appartenenze politiche dei
candidati rettori, vogliamo solo che siano condivise le nostre idee».
Quote
latte, vertice al calor bianco: <Zaia ha favorito i Cobas>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la
burocrazia non è diminuita ed il piano di sviluppo rurale che ci ritroviamo è
fra i peggiori d'Italia». Il ministro Zaia ribadisce la sua posizione: «Tutte
le richieste della Coldiretti sono state accolte nel testo di legge.
Probabilmente è in atto una guerra intestina all'associazione, ma non accetto
di essere tirato in mezzo»
*
ANCHE oggi dalla cultura si può ripartire. Non quella degli sprechi, che
purtroppo interes... ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che purtroppo
interessano molti settori dell'economia, o della burocrazia inefficiente, ma la
cultura del fare e della buona gestione. Quella, insomma, che ha portato
decenni or sono ad utilizzare la TV di Stato per insegnare a leggere e a
scrivere a molti italiani o a conoscere il teatro napoletano e quello di
Goldoni.
Le
imprese, più forti della crisi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
ha la possibilità di dare un contributo importante all'economia, velocizzando
sia gli appalti sia l'iter di concessione dei permessi di costruire: prima
arrivano, prima si investe. Sembrerebbe logico, eppure riceviamo dai nostri
soci diverse segnalazioni di ritardi e disfunzioni amministrative ma citiamo un
solo esempio,
<NON
PIANGIAMO sulla crisi, ma guardiamo al futuro, preparandoci al dopocris...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
locale». Gli industriali hanno invitato l'amministrazione a «definire nuove
priorità», dando competività al territorio, non solo rendendo accessibili i
prezzi dei terreni. Hanno proposto anche la creazione di «un'agenzia di
marketing dell'innovazione, ovvero di trasferimento tecnologico» che «guidi e
coordini effettivamente e con efficacia le diverse realtà che si occupano
La
Provincia mette al bando gli alcolici
( da "Adige,
L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma al di là
della burocrazia meglio affidarsi al vecchio caro buonsenso. Evitando gli
eccessi. E con essi le troppo facili accuse dei «provinciali» che scaldano la
sedia o, peggio, ci si addormentano sopra, cullati da Baccanali sfrenati tra una
pratica e l'altra.
Toccato
il traguardo dei tre milioni di euro Il Fondo-famiglia lavoro continua a
crescere ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le
commissioni devono valutare le richieste raccolte a livello decanale e inviarle
alla segreteria del Fondo. La burocrazia è stata bandita per sveltire le
procedure, tuttavia il controllo esiste, proprio per non snaturare il senso
dell'intervento. A.O.
INFRASTRUTTURE
E LAVORO ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Cito per
prima la burocrazia centrale della Marina. Gente che ha la testa altrove e non
alle urgenze della città. Non possiamo più perdere tempo». Quali sono i
progetti? Il Comune li ha già individuati. Per prima cosa vogliamo che si
rafforzi la base navale. Vogliamo riempirla di navi, a partire dalla Cavour.
di
MANRICO PARMA PASSA dall'ormeggio della nuova portaerei ...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Cito per
prima la burocrazia centrale della Marina. Gente che ha la testa altrove e non
alle urgenze della città. Non possiamo più perdere tempo». Quali sono i
progetti? Il Comune li ha già individuati. Per prima cosa vogliamo che si
rafforzi la base navale. Vogliamo riempirla di navi, a partire dalla Cavour.
Il
disastro delle strade romane e il problema delle responsabilità
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con una
normale burocrazia che risponda per vie normali a un potere politico non
saldato in unico blocco di interessi trasversali. Al di là delle conclusioni
giudiziarie della vicenda - su cui ovviamente non mi pronuncio- e fatta salva
l'onorabilità dei singoli fino a sentenza della magistratura, l'intera vicenda
Romeo,
Mosca,
quei cervelli da clonare ( da "Corriere della Sera"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il sogno
sovietico non raggiunse mai risultati degni di storia, anche se l'istituto di
via Obuk si riempì di cervelli. Si ammassò materia grigia per oltre mezzo
secolo e, anche quando era il caso di smettere, fu impossibile fermare la
burocrazia e quel dannato decreto del 1928. Armando Torno
Innovazione,
Italia cenerentola ( da "Corriere della Sera"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono
protagonisti troppi organismi e una burocrazia paralizzante e ciò non crea le
condizioni di responsabilità che un ricercatore deve avere. Tutto da noi è
intoccabile. Le sacche di eccellenza presenti qua è la come alcune piccole aziende,
ad esempio Ferrari e Ducati, non essendoci una valutazione precisa su che cosa
si vuol fare e dove si intende andare,
Il
piano varato dal Cipe voce per voce
( da "Manifesto,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3)
l'incapacità delle burocrazie amministrative delle regioni di spendere con
velocità ed efficacia. Di conseguenza il ministro dell'Economia spera che la
crisi sia meno lunga del previsto, e che, quando l'economia americana
ripartirà, anche le nostre imprese potranno iniziare a produrre grazie alle
commesse estere.
Ballando
sul ponte del Titanic ( da "Manifesto, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la sinistra
risponde con la burocrazia di partito e la spartizione delle liste. La
rappresentanza si fa locale, le comunità e i territori diventano fondativi di
una nuova coscienza di luogo; la sinistra risponde sempre con il partito
nazionale, centralizzato o con il partito del leader, plebiscitario.
Dona
i beni ai ciechi: ma mobili e ville li prende la Regione
( da "Giornale.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
O forse
spiegato dalla proverbiale lentezza della burocrazia del «proprietario», che
quando indossa le vesti di un?istituzione pubblica difficilmente mette in
mostra la meticolosità e la passione del collezionista d?arte. Eppure, per
quanto in piena attività e, come spiega uno dei suoi convittori, in salute
passabile, una visita all?
Pronti
50mila posti di lavoro ma nessuno si fa assumere
( da "Giornale.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in questa
fase di attesa e di stretta creditizia, che insieme a burocrazia e ritardi di
pagamento pesa sulle nostre aziende per 39 miliardi, è difficile pensare alla
crescita, ma ci teniamo stretti i nostri lavoratori altamente specializzati. E
comunque la voglia di tornare a investire sulle persone non l'abbiamo persa».
È
recessione, ma i piccoli non si arrendono
( da "Giornale.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
it Lacciuoli
e burocrazia Sono un imprenditore a capo di un'impresa che direttamente e
indirettamente dà lavoro a circa 200 persone. Siamo correlati al settore
dell'arredamento in quanto forniamo dei particolari in ottone per decorare la
casa. La nostra filosofia è sempre stata dare un prodotto di qualità e design
made in Italy e anche quando era di moda «
Un
vertice in Provincia con dieci sindaci novaresi
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stabilità a
da una serie di norme sul decentramento dei poteri che hanno appesantito la
burocrazia rallentando nei fatti l'attività amministrativa nella gestione dei
lavori pubblici. Sulle misure anticrisi, serve un piano robusto, efficace e
veloce per ridare fiducia a imprese e famiglie La Cna esprime forti riserve
sull'efficacia delle misure anticrisi varate fino ad ora dal Governo.
Berlusconi:
liberizzazione dell'edilizia. Intanto siamo pieni di soldi per costruire
case.... ( da "Blogosfere"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le regole
sono di fatto sovrapponibili con la "cattiva burocrazia"? E poi
potremmo aggiungere: la burocrazia è sempre davvero "cattiva" oppure
in alcuni casi serve a tutelare degli interessi super partes, ed ad aiutarci a
ponderare bene certe scelte? Queste domande non credo siano di poco conto,
specialmente in questo caso.
Che
strani Scherzi sa giocare Cechov ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nei panni di
un impiegato della pachidermica burocrazia zarista, costretto a fare la spola
tra l'ufficio e il luogo di villeggiatura della famiglia, vessato ora da una
moglie insopportabile con velleità di cantante lirica, ora da amici e parenti
che gli richiedono continui favori. Sono sempre i rapporti coniugali il filo
conduttore di "Il tabacco fa male",
Casa,
si può vendere se il genitore è malato
( da "Affari
Italiani (Online)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ecco le
risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi
scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Recentemente (circa
cinque mesi fa) mio padre 85anni è stato colpito da demenza (tipo Alzheimer)
con severi disturbi del comportamento. Dopo un lungo ricovero in ospedale, a
seguito operazione al femore, causato da una caduta "notturna",
Affittopoli,
la Regione porta via ... ( da "Giornale.it, Il"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
O forse
spiegato dalla proverbiale lentezza della burocrazia del «proprietario», che
quando indossa le vesti di un?istituzione pubblica difficilmente mette in
mostra la meticolosità e la passione del collezionista d?arte. Eppure, per
quanto in piena attività e, come spiega uno dei suoi convittori, in salute
passabile, una visita all?
LA
BUROCRAZIA ALLUNGA I TEMPI DEI LAVORI DI RIRPISTINO DEL COSTONE DI COROGLIO. UN
ERRORE NELLA NOTI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
allunga i tempi dei lavori di rirpistino del costone di Coroglio. Un errore
nella notifica dell'ordinanza che impone i lavori urgenti, fa di fatto slittare
la riapertura della strada che è chiusa al traffico dal 29 gennaio. La vicenda
adesso è nelle mani del Tar che ha accettato la richiesta di sospensiva dell'
Prosecco
e frodi, cambio di rotta ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Cambio di
rotta nella repressione frodi, come spiegato dal direttore Gianluca Fregolent,
primo trevigiano a capo del dell'Istituto qualità e repressione frodi di
Conegliano. Non più controlli mirati alla burocrazia, ma tutela della qualità e
tolleranza zero per chi adultera o sofistica il prodotto del territorio. Erica
Bet
Sicilia/
Regione: Entro dicembre da spendere 400 mln di
( da "Virgilio
Notizie" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mentre il
nuovo assetto della burocrazia regionale ci permetterà di mettere
immediatamente in circolo, nell'economia siciliana, circa mezzo miliardo di
euro, da spendere e rendicontare entro dicembre". I bandi già predisposti
da ciascun assessorato attiveranno una enorme quantità di risorse.
Berlusconi:
in cdm il piano casa meno burocrazia ma niente abusi
( da "Giornale.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in cdm il
piano casa meno burocrazia ma niente abusi di Redazione Meno vincoli
burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per
smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato ieri dal
premier, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei ministri, come ha
confermato Berlusconi: "Avrà effetti straordinari"
Gli
rinnovano il permesso di soggiorno. Ma solo per un mese
( da "Varesenews"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I tempi della
burocrazia, però, sono lenti e, invece dei 20 giorni previsti, la questura ci
impiega 13 mesi a sbrigare la sua pratica. Peccato che, nel frattempo, la crisi
economica abbia fatto i suoi danni, il suo posto di lavoro svanisce, travolto
dal fallimento della sua ditta, e la sua posizione diventa precaria.
<IL
PIANO PER L'EDILIZIA AVRÀ EFFETTI STRAORDINARI E NON CI SARANNO ABUSI>
( da "Wall
Street Italia" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Il piano per
l'edilizia avrà effetti straordinari e non ci saranno abusi» -->Berlusconi:
riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani
regolatori esistenti
Silvio
Berlusconi: riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma in linea con i Prg
esistenti ( da "Corriere.it"
del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani regolatori esistenti MILANO -
Silvio Berlusconi ne è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta
l'economia». E per questo ha deciso che una delle mosse per dare nuova carica
ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale deve
necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove
costruzioni.
Berlusconi:
"Via al piano per l'edilizia"
( da "Stampaweb,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il fardello
di burocrazia che ogni cittadino sopporta è asfissiante». Il presidente di
Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l?iniziativa ma
afferma che sarebbe meglio rilanciare l?affitto. Alle accuse di
"cementificazione selvaggia", il ministro delle Infrastrutture Altero
Matteoli ha replicato che l?
( da "Stampa, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SAVONA L'ex sindaco
Diego Novelli ospite alla Ubik Oggi pomeriggio alle 17,30 alla libreria Ubik di
Savona arriva Diego Novelli per presentare la sua ultima fatica letteraria, il
libro «Thyssenkrupp» (pubblicato da Sperling & Kupfer) nel quale l'ex
parlamentare e sindaco di Torino ricostruisce in modo accurato e toccante la
vicenda del tragico incendio del 6 dicembre 2007 alle acciaierie «ThyssenKrupp»
in cui persero la vita sette operai. Un libro che dimostra come l'incidente fu
provocato dalla ricerca del profitto a ogni costo, complici
una burocrazia ottusa e
inutile e leggi sulla sicurezza tanto buone sulla carta quanto ignorate nella
quotidianità. Con il suo libro Novelli vuole lanciare un monito per ricordare a
tutti quanto sia assurdo, oggi, morire di lavoro. L'incontro è organizzato dal
Movimento Costituente della Sinistra e sarà introdotto dall'ex parlamentare
Aldo Pastore.
( da "Stampa, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Boss libero,
ispettori in Calabria Il ritardo di un gup nel deposito di una sentenza lo ha
fatto scarcerare Organici ridotti all'osso e uffici semi-deserti: così ritardi
e inefficienze contagiano anche il Nord Capolinea giustizia Brescia come Reggio
ROMA Ispettori del Ministero della Giustizia a Reggio Calabria. Missione:
«verificare cosa è successo» per consentire la scarcerazione del presunto boss
della 'ndrangheta Cosimo Romanello, arrestato nel novembre 2007 (dopo 3 anni di
latitanza), e ora libero a causa del ritardo nel deposito di una sentenza da
parte del gup di Reggio Calabria. Lo ha annunciato Maria Elisabetta Alberti
Casellati, sottosegretario alla Giustizia, intervenendo ieri a Radiocity su
RadioUno Rai. Casellati ha aggiunto che, pur essendovi nella magistratura
oggettive carenze di organico, «si può affermare che un'omissione di questo
tipo non sia imputabile a questa serie di disfunzioni. Anche in presenza di un
grande carico di lavoro, chi tratta il procedimento responsabilmente deve
stabilire delle priorità, per far sì che non succeda quello che è successo a
Reggio Calabria». Alla trasmissione ha parlato anche il procuratore nazionale
antimafia Pietro Grasso: «I giudici a Reggio Calabria sono insufficienti,
alcuni uffici hanno il 50% di organico non coperto». [FIRMA]GIOVANNI CERRUTI
INVIATO A BRESCIA Ecco, si erano pure dimenticati che anche a Brescia ogni
tanto c'è il sole, i raggi finiscono sui monitor dei computer e i cancellieri
che son già pochi ci vedrebbero più niente: e dunque vai con un'altra gara
d'appalto che forse sarà la penultima. Perchè qui ci sarà un viavai da
diecimila persone al giorno. E almeno un bar ci vuole, no? Ma si erano scordati
anche questo. E alè, altra gara d'appalto alle viste, sperando sia l'ultima
davvero. «E che -come dice Vanni Barzellotti, il presidente dell'ordine degli
avvocati- si sia proprio vicini alla fine del lungo e costoso letargo del nuovo
palazzo di giustizia». Appuntamento a settembre. A cinque anni dalla fine
lavori. Per far ridere un bresciano basta la domanda, e il nuovo Palazzo di
Giustizia? Per far preoccupare un bresciano ne basta un'altra, è vero che non
avete più magistrati? Messe assieme fanno pensar male, ma così è. «Di una nuova
sede - ricorda Barzellotti - ne parlava già Giuseppe Zanardelli», ministro
della Giustizia nel governo De Pretis, anno 1881. Quando i giudici del
Tribunale erano 62, uno in più di quest'anno 2009. E' che i tempi di
costruzione di un Palazzo di Giustizia sono più lenti di quelli della gustizia.
E' dal 1986 che è cominciata l'avventura di questo palazzone di cemento
attaccato alla stazione ferroviaria. E' costato almeno 75 milioni di euro. Otto
piani, 1800 finestre, 3 mila 500 porte. Senza offesa, può sembrare un albergo
bulgaro, o un convento Anni 60 sull'Appia Antica. I muri di cemento dicono che
è già vecchiotto, con le scritte dei graffitari, gli adesivi delle pubblicità,
le macchie da inquinamento, qualche erbaccia che tenta di spuntare. Davanti c'è
il bar di Claudio Tedoldi: «Sono qui da cinque anni, pensavo a grandi affari e
l'avevo chiamato "Caffè Domani" aspettando l'inaugurazione del
Palazzo di Giustizia. L'avessi saputo prima avrei scelto un altro nome. Non
Domani, ma Chissà...». La stessa parola, chissà, che si sente ripetere nel
vecchio palazzotto di via Moretto da Brescia, dove alloggiano con densità da
"basso" napoletano il Tribunale e la Procura. Quando vi arriveranno i
rinforzi? «Chissà -risponde Fabio Salamone, il pm che ha diretto l'ufficio
negli ultimi mesi, fino all'arrivo di Nicola Maria Pace- Sono anni e anni che
mandiamo lettere e segnalazioni, ma il risultato è che dovremmo essere almeno
40, nella pianta organica siamo in 23 e ne mancano 9». Quando apriranno il
nuovo Palazzo di Giustizia il terzo piano rimarrà vuoto. Ci sono nove stanze,
ma non ci sarannno i nove pm. Non c'è magistrato di Brescia che non conosca a
memoria date, numeri e statistiche. Del nuovo Palazzo e del vecchio contenzioso
con il Ministero della Giustizia. Dopo Roma, Milano, Napoli e Torino, Brescia è
il distretto giudiziario più popolato. un milione e 100 mila abitanti. Ma ha
meno magistrati di Firenze, Genova o Catania. E meno personale amministrativo
di Bari o Palermo. Insomma, un magistrato ogni 48 mila abitanti. «E noi in
Procura - dice Salamone - ci dobbiamo occupare anche di terrorismo islamico,
criminalità organizzata e traffico internazionale di stupefacenti, immigrazione
clandestina, incidenti sul lavoro...». E' che forse Brescia è cresciuta troppo
e in fretta. O non è più la provincia tranquilla di 15 anni fa. «Le due questioni,
il nuovo Palazzo di Giustizia e la carenza di magistrati, per una città da
sempre efficiente e ben amministrata sono l'unica eccezione», dice Adriano
Paroli, deputato di Forza Italia, area Comunione e Liberazione, dieci mesi da
sindaco. «Una delle prime visite è stata quella del Gabibbo, e proprio per i
ritardi del Palagiustizia. Non ci sono giustificazioni. Ci sono stati errori di
progettazione, scarso coordinamento negli appalti,
lungaggini, burocrazia. Ma
entro la fine dell'anno finirà anche questo enorme imbarazzo». Resterà
quell'altro, con il terzo piano senza sostituti procuratori. Il Palazzo è
nuovo, ma per il Ministero Brescia resta una «sede disagiata». E chi ha voglia,
tra i giovani magistrati, di sceglierla? Almeno, fino al decreto dell'ex
ministro Clemente Mastella, potevano arrivare gli uditori di prima nomina. Ora
non più, debbono aspettare quattro anni in tribunali collegiali e la prima
valutazione professionale. Sceglieranno un altrove che non è Brescia. «Noi
continueremo a fronteggiare l'emergenza -dice il pm Salamone -, ma fino a
quando?». Il nuovo Procuratore Generale Guido Papalia ha già chiesto udienza al
ministro Angelino Alfano. Anche oggi dal palazzone di cemento arrivano rumori
di martello, trapani, carrucole. E' il giorno degli elettricisti e della
tinteggiatura. Ogni anno il Comune paga 700 mila euro per la manutenzione di un
palazzo che ancora non funziona. E ad ogni giorno la sua pena, come ai tempi
del progetto, quando tutto venne fermato perché il Procuratore Generale si era
accorto che la stanza del Presidente della Corte d'Appello sarebbe stata più
grande della sua. E l'allora sindaco Mino Martinazzoli, già ministro della
Giustizia, lo guardava sconsolato: «Ma se sta per andare in pensione...». E
pure questa va in conto ritardi.
( da "Trentino" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA COMMISSIONE «Gli
ispettori dell'Appa sono pochi» Inchiesta su Marter: controlli carenti perché
manca il personale TRENTO. Pochi controlli per mancanza di personale. La prima
seduta della terza commissione permanente del Consiglio provinciale dedicata
all'indagine sulla cava dell'ex monte Zaccon di Marter ha fatto emergere una
realtà a dir poco sconfortante. A dire che il personale dedicato ai controlli è
poco, rispetto alle esigenze del territorio, sono stati soprattutto il
responsabile dell'Appa, l'ingegner Fabio Berlanda, Paolo Nardelli e il
dirigente generale Fabio Scalet. I dirigenti hanno dato la colpa al blocco del
turn over che impedisce l'assunzione di personale specializzato nei ruoli sia
di ispezione che di analisi di laboratorio. Quello della mancanza di personale
è stato un tasto su cui i dirigenti hanno insistito molto. Il presidente della
terza commissione, Roberto Bombarda, però precisa: «Fino a qualche anno fa il
nostro territorio era all'avanguardia nei controlli. Adesso, a causa del blocco
delle assunzioni, ma anche di scelte politiche volute da
chi diceva di voler ridurre la burocrazia, non è più così. Nel controllo del territorio non siamo più
un'isola felice». Nella seduta di ieri, che è durata più di quattro ore, è
emerso anche che, nel caso dell'ex cava del monte Zaccon, non sarebbero
arrivate segnalazioni né all'Appa né al Corpo forestale della Provincia.
Lo ha detto a chiare lettere il dirigente Romano Masé: «Ho svolto un'indagine
interna l'unica segnalazione l'ha ricevuta la nostra stazione di Pergine ed era
relativa all'intenso traffico di camion che andavano a scaricare all'ex cava.
Venne verificato che quel traffico era motivato». In precedenza aveva anche
parlato l'assessore all'ambiente Alberto Pacher. Il vicepresidente della giunta
ha annunciato che sono in cantiere una serie di iniziative per migliorare il
comparto dei controlli ambientali. Pacher ha anche spiegato che la finanziaria
prevede una cabina di regia che favorisca la circolazione delle informazioni e
che sarà coordinata dal corpo forestale della Provincia. Annunciata anche la possibilità
di assumere per l'Agenzia per l'ambiente.
( da "Trentino" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Morì nel rogo dello
scooter, maxi risarcimento Ai famigliari di Mattia Tomio 600 mila euro. E ora
il gip riapre le indagini LUCA PETERMAIER TRENTO. Non avranno mai più indietro
l'adorato figlio - morto dopo atroci sofferenze - ma dopo sei anni di battaglie
la famiglia di Mattia Tomio ha ottenuto una prima importante vittoria contro il
«gigante» Malaguti. La nota azienda che produce scooter è stata condannata dal
tribunale di Trento a risarcire la famiglia del quindicenne morto
nell'improvviso rogo della sua moto con 600 mila euro. Non solo. Con un
provvedimento inatteso il gip La Ganga ha anche riaperto le indagini sul fronte
penale. Parlare di gioia per una famiglia che ha perso un figlio a soli 15 anni
in circostanze tanto drammatiche suona forse fuori luogo. Di certo le ultime
settimane sono state per Bruno Tomio e per la moglie Marisa Bastiani le più
positive degli ultimi sei anni, da quel giorno di aprile del
( da "Alto Adige" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sulle orme del padre
Alex Meister presidente dell'Hgv meranese Buona la sinergia con Merano
Marketing e la Coop Merano turismo MERANO. E' Alex Meister è il nuovo
presidente degli albergatori meranesi; succede ad Ingrid Hofer, che è stata
alla guida dell'associazione di categoria negli ultimi otto anni. Alex Meister
- che è figlio di Walter, presidente provinciale della categoria - dopo la sua
elezione come Obmann ha ringraziato i presenti per la fiducia posta in lui e ha
sottolineato come «gli albergatori e pubblici esercenti abbiano la competenza
di guidare e di portare avanti Merano dal punto di vista turistico». Il
neopresidente dell'Unione Albergatori dopo aver ringraziato la presidente uscente
per il suo lavoro e la buona collaborazione, ha infine calato un affondo
"politico" assai critico: «In riferimento alla legislazione che grave
con troppe norme va anche detto con chiarezza - ha infatti sottolineato - come
i controlli eccessivi e l'aumento della burocrazia rendano difficile sviluppare
il lavoro in modo redditizio nel settore alberghiero». Per parte sua la
presidente uscente Hofer, ha tracciato la sintesi delle manifestazioni svolte
nel 2008 dalla Cooperativa Merano Turismo, che è stata fondata nel 2006
dall'Unione Albergatori ed ha citato "Meran Flora", i concerti
domenicali, i martedì lunghi e le serate estive, la Festa dell'Uva, il
WineFestival ed il Mercatino di Natale. «Anche nel 2009 - ha proseguito -
saranno finanziate iniziative specifiche di marketing per la promozione della
città e sostenute ulteriori manifestazioni ed in particolare nuovi concerti
domenicali». Hofer ha tratto infine un bilancio positivo delle attività svolte
dalla Cooperativa «Con Merano abbiamo uno dei prodotti migliori. Se teniamo
alto il livello della qualità e dell'offerta e proponiamo prezzi adeguati, il
futuro turistico per noi e per la nostra città sarà positivo». Thomas Aichner,
direttore di Merano Marketing ha fornito una panoramica delle attività di
marketing svolte negli anni passati: «Oltre alla pubblicità classica e alle
pubbliche relazioni la società si è soprattutto posta come obiettivo quello di
garantire la raggiungibilità della città. Si è impegnata a favore dello
sviluppo dell'aeroporto di Bolzano e del volo estivo da Hannover a Bolzano e
dei diversi servizi di trasferimento in pulmann». Rinnovato anche il consiglio
esecutivo dell'Hgv con Ingrid Hofer, Hotel "Pienzenau", Walter
Meister, "Meister's Hotel Irma", Carl Defranceschi, Hotel "Villa
Tivoli", Sissi Amort, Park Hotel "Mignon", Gitti Waldner,
"Aparthotel Zea Curtis", Alfred Strohmer, "Hotel Europa
Splendid", Paul Hellweger, ristorante "Bistro 7", Oswald Trojer,
"Cafè Darling", Veronika Ladurner, "Hotel Ladurner" e Adolf
Egger, "Cafè Maria".
( da "Giornale di Brescia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scuola: «La scelta del tempo va
difesa» L'ex assessore Bisleri: dal provveditore dichiarazioni preoccupanti,
apra un tavolo unitario «Le famiglie della scuola bresciana si aspettano
risposte positive alle loro richieste». All'indomani delle dichiarazioni del
dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giuseppe Colosio - secondo cui il
tempo pieno non potrà essere assicurato a tutte le famiglie che ne hanno fatto
richiesta - il consigliere comunale del Pd Carla Bisleri, per un decennio assessore
alla Pubblica istruzione del Comune di Brescia, si dice convinta che il
provveditore «debba rappresentare le necessità di tutti e difendere la libertà
che i genitori hanno esercitato, scegliendo a grande maggioranza il tempo
pieno» (secondo dati diffusi ieri dalla Cisl Scuola regionale, ha optato per
quest'ultimo e per l'orario prolungato a 30 ore quasi il 90% delle famiglie,
mentre soltanto il 7% ha scelto le 27 ore e il 3% la novità delle 24 ore con il
maestro unico). Carla Bisleri definisce le dichiarazioni del dirigente dell'Usp
«discutibili e preoccupanti: si sono appena chiuse le iscrizioni e subito il
professor Colosio mette le mani avanti, non dà garanzie e semina molti dubbi
sull'organizzazione della scuola dell'obbligo del prossimo anno. Sono delusa e
amareggiata; e penso, insieme a molti genitori e insegnanti, che il dirigente
dovrebbe piuttosto difendere la scuola bresciana, una realtà autonoma e vivace,
che in questi giorni ha confermato la sua tradizione». Continua il consigliere
del Pd: «Mi dispiace che il provveditore si sia già
allineato al Ministero e alla burocrazia centrale»; e questo proprio in un momento in cui «serve un patto
coraggioso tra scuola, famiglie e territorio per respingere una scuola che il
Governo voleva più povera non solo di ore, ma di maestri, materie ed
esperienze». Nelle assemblee dove è intervenuta, la Bisleri ha incontrato
«genitori sensibili e interessati, consapevoli delle differenze tra
modelli scolastici e che quindi nelle iscrizioni hanno espresso chiare preferenze
che devono essere rispettate». Da qui il suggerimento a Colosio di «aprire un
tavolo unitario tra tutte le parti coinvolte al quale dò fin da ora la mia
disponibilità». L'auspicio è «che le ragioni dell'educazione vincano su quelle
economiche»; la conclusione, che «in democrazia il parere dei cittadini conta,
soprattutto quando lo si è espresso formalmente e palesemente. Adesso chi
governa lo rispetti e ne tenga conto». Intanto la Cisl Scuola lombarda ha
inviato una lettera a tutti i parlamentari eletti in Lombardia, al presidente
della regione Formigoni e all'assessore Rossoni una lettera nella quale chiede
«un forte e immediato impegno affinché siano garantite le risorse organiche
necessarie ad assicurare il tempo scuola scelto dalle famiglie».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Attualità
Caffaro, al lavoro per trovare subito una vera soluzione UDINE. L'incontro di
ieri fra i rappresentanti di Confidnustria Fvg e la leader nazionale Emma
Marcegaglia è stato anche l'occasione per il presidente Adriano Luci per
afforntare il tema Caffaro. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione
duratura. Come sistema Confindustria dobbiamo difendere le aziende a patto che
rispettino le regole». Luci ha poi aggiunto un altro concetto: «La differenza
competitiva in questi momenti è determinata dai tempi con cui viene data
risposta alle nostre istanze». «Confindustria - ha insistito Marcegaglia - deve
diventare una voce forte di denuncia. Non si può uscire dalla crisi con una
spesa pubblica che continua a gravare su tutti. Non si può
poi andare avanti con una burocrazia così penalizzante. Non si può infine non mettere mano alle
riforme. Faremo tutto il possibile per preservare il più alto numero di aziende
e salvaguardare il capitale umano con la sua elevata professionalità. C'è la
necessità di fare di più e di fare in fretta».
( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
Il pasticcio delle nomine due direttori al posto di uno I nuovi si insediano, i
vecchi non sono stati trasferiti Dall´11 febbraio i burocrati
"reietti" aspettano di sapere la loro destinazione negli uffici
speciali EMANUELE LAURIA Una poltrona per due. La Regione della post-riforma
partorisce incarichi doppi e paga stipendi da top manager a otto dirigenti
generali sostituiti con altrettanti colleghi ma non revocati formalmente dalla
carica. Loro, i burocrati "reietti", dovrebbero finire in nuovi
uffici speciali annunciati con tanto di comunicato ufficiale al termine della
giunta dell´11 febbraio. Appendici amministrative di dubbia utilità, che
dovrebbero occuparsi di «delegificazione» piuttosto che di «politiche
euromediterranee», di cui il Pd all´Ars ha chiesto subito la soppressione,
segnalando come le stesse funzioni siano già svolte da
altri rami della burocrazia
regionale. E in un´altra interrogazione il deputato del Pdl Giuseppe Limoli
ricorda che «le relazioni della Corte dei Conti abbiano invitato più volte a
contenere i costi per queste strutture». Ma tant´è: gli uffici speciali nascono
anche dalla necessità di trovare un posto per i grand commis penalizzati dallo
spoils-system. Il contratto della dirigenza approvato nell´estate del
2007, infatti, prevede che, in caso di perdita dell´incarico, i capi
dipartimento mantengano il loro trattamento economico almeno per un anno: si
tratta di emolumenti che oscillano dai 150 ai 200 mila euro lordi. Ma le nuove
strutture, a distanza di un mese dall´annuncio ufficiale, non sono ancora stati
istituite. Forse proprio per le polemiche esplose all´Ars, forse perché
Lombardo attende di piazzare alcuni di questi dirigenti nei dipartimenti
coperti attualmente con nomine ad interim, previo accordo con gli alleati.
Fatto sta che i manager rimasti nel limbo, per ora, non possono far altro che
recarsi ogni mattina nelle "vecchie" sedi di lavoro dentro gli
assessorati. E pazienza se la loro poltrona è occupata da un altro titolare.
Benedetto Mineo, ex dirigente generale delle Finanze, racconta di aver ricevuto
una lettera del capo servizio del Personale, Giuseppe Amato: «Mi è stato
comunicato che al mio posto era stato nominato il collega Rino Giglione - dice
Mineo - ma non ho mai ricevuto una revoca formale dal mio incarico. Così, sono
andato regolarmente in ufficio e, visto che il mio luogo di lavoro era
occupato, sono andato a sedermi da un´altra parte». Già, ma a fare che? Se lo è
chiesto ad esempio Giuseppe Incardona, ex capo dipartimento dell´Industria. Si
è fatto da parte, quando è arrivato il successore (Nicola Vernuccio) ma è
sempre lì, nei locali di via La Malfa: «Certo, è una situazione particolare: di
fatto, in questo momento ci sono due incaricati per un solo ruolo. Spreco? Non
lo so, non spetta a me il giudizio. Io ho un contratto, attendo di sapere di
cosa devo occuparmi. Per fortuna ho un buon rapporto con l´assessore Gianni e
gli do una mano». Giovanni Bologna è andato oltre: lui continua regolarmente a
svolgere il compito di dirigente generale del Lavoro, anche se quest´incarico è
stato assegnato ad interim a Giovanni Lo Bue. In questo caso, la mancanza
"fisica" del nuovo dirigente - Lo Bue ha ricevuto la delega
principale ai Trasporti - rende più agevole l´attività. Ma i superburocrati si
interrogano, esprimono disagio. Anche quelli cancellati del tutto dalla mappa.
Prendiamo Fausto Spagna: è stato soppresso per legge il suo dipartimento (il
Darc) e lui non ha avuto in dote neppure un ufficio speciale. «Sono stato
dimenticato - afferma - Ora mi chiedo: dove presto servizio? Di certo, non
credo che possa ricevere un incarico da un altro dirigente generale che è un
mio pari grado, almeno fino a scadenza di contratto. La verità è che siamo
davanti a un imbarbarimento senza precedenti, mai visto un passaggio
amministrativo cosi traumatico». E Amato, il dirigente che ha comunicato le
sostituzioni ai vertici dei dipartimenti, solidarizza con i colleghi rimasti a
bagnomaria: «Hanno perfettamente ragione: aspettano un atto di revoca del
precedente incarico e il conferimento di quello nuovo. Funzione che spetta non
al dipartimento Personale, ma all´organo politico».
( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Milano
Chi soffre è perduto, grazie Milano " Dopo la tragedia
ora siamo preda di una burocrazia assurda, file, file e file a non finire per un rimborso"
Mio marito è deceduto per una malattia senza speranza nella disperazione di noi
familiari, che dopo la tragedia ora siamo preda di una burocrazia assurda. File, file e file a
non finire per chiedere un rimborso. Nel corso della malattia ho speso
per trasporti in ambulanza circa euro 300 (probabilmente per alcuni una cifra
irrisoria): mio marito, in ossigenoterapia, non era trasportabile in altro
modo. Per avere questo rimborso si devono presentare tutte le pezze
giustificative (ricoveri, dimissioni, ricevute delle ambulanze eccetera), ma purtroppo
non basta, il tutto deve essere esaminato da una commissione Asl. Fra due mesi,
forse, avrò la risposta, così mi è stato detto. Rosa Serangeli Carrante Sono
portatore di handicap, affetto da tetraparesi spastica distonica, laureato in
scienze dell´informazione e nel giugno
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un documento del
Comitato spontaneo: «Ora fateci costruire nel nostro quartiere» OLBIA. Muoversi
nella palude di leggi di Pittulongu richiede grande esperienza. Il Comune cerca
di far nascere il nuovo piano di risanamento. Un'impresa quasi impossibile che non
deve danneggiare i diritti dei piccoli proprietari, proteggere l'ambiente e non
cedere il territorio ai grandi speculatori. Questi sono i principi che animano
il Comitato spontaneo di Pittulongu. Un gruppo di famiglie che si sono riunite per cercare di non perdersi nel labirinto della burocrazia. «Dopo più di due anni, da
quando ha avviato la procedura per poter costruire, la società Baia Azzurra può
procedere con i lavori a Pittulongu - riporta un comunicato del comitato -. Per
raggiungere questo risultato è stato necessario rivolgersi a diversi ordini di
giudizio estranei con l'iter di una normalissima pratica. Dal Tar, al
tribunale ordinario a quello del riesame. Non è stato risparmiato nulla, come
il clamoroso sequestro del cantiere fatto con procedura d'urgenza. Non è un
fatto eccezionale, ma ciò che hanno vissuto e sperimentano altri proprietari e
piccoli costruttori a Pittulongu». Il comitato chiede che si arrivi a una
posizione trasparente, che ritorni nel quartiere la certezza del diritto «La domanda
che ci poniamo, alla fine di chi trae vantaggio da questo blocco allo sviluppo
- continuano - C'è una situazione paradossale. Chi amministra si lamenta in
delle difficoltà del territorio. Quando qualcuno si candida a investire nel
rispetto delle leggi si scontra contro un muro di gomma. Ci siamo sempre
battuti in accordo con la legge e ora possiamo costruire, anche se abbiamo
ceduto alle pressioni e trasformato i progetti secondo i desideri arbitrari e
per noi penalizzanti dell'Ufficio urbanistico, ma vorremmo che alcuni di coloro
che ci amministrano assumessero con maggiore coerenza le proprie responsabilità
di fronte agli elettori e governassero per lo sviluppo del territorio e non per
la sua penalizzazione. Per ora non abbiamo rinunciato a chiedere il
risarcimento per tutti i danni subiti in questi anni». L'emergenza nel
quartiere nato senza regole rimane. Il nuovo piano che deve ancora essere
varato secondo il comitato dovrà cercare di andare incontro anche alle esigenze
di chi ha il diritto di costruire, ma in questi anni ha atteso che si chiarisse
in modo definitivo la situazione intorno a Pittulongu. L'amministrazione è
pronta a scendere in trincea, per ora cerca di evitare che il quartiere nato in
modo naif finisca ancora sott'acqua con l'arrivo delle piogge. (l.roj.)
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 109 Incubo Mcs, una vita da inferno Il dramma di una cagliaritana: «Ecco
come vivo prigioniera» --> Il dramma di una cagliaritana: «Ecco come vivo
prigioniera» Colpita dalla rara sindrome Mcs una donna cagliaritana è costretta
a una vita da reclusa perché allergica a tutto. di CARLO FIGARI «Cosa sogno la
notte? Nei primi tempi della malattia sognavo grandi abbuffate di pizza, pasta,
dolci: Oggi non sogno più. È già molto se riesco a dormire». Angela (il nome è
di fantasia, per proteggere il comprensibile riserbo) è una quarantenne
cagliaritana, da due anni colpita da un male raro quanto crudele. Si chiama
"sensibilità chimica multipla", nota con l'acronimo inglese Mcs. In
Italia si contano circa 300 casi. In realtà sono molti di più, ma non
riconosciuti dagli stessi medici e quindi classificati con altre patologie. In
Sardegna, secondo il tam tam dei pazienti afflitti dall'Mcs, sono almeno una
decina i casi dichiarati. Angela è in contatto con una signora di Geremeas, una
ragazza di Pirri, un'intera famiglia di Quartu dove solo il papà è sano,
un'altra donna a Iglesias. «Voglio raccontare la mia storia per rompere
l'isolamento in cui ci troviamo. Viviamo chiusi nella nostra vita come in una
campana di vetro. In Italia pochissimi specialisti conoscono la patologia. Il
vero problema è che l'Mcs è una malattia rara, per questo non riconosciuta dal
Ministero della Salute che non la ritiene di rilevanza sociale. Così non ci
spetta alcun rimborso o aiuto finanziario dalla Asl, non esistono fondi per la
ricerca e quindi non ci sono specialisti, se non all'università di Roma,
interessati a studiare il male». Che cos'è l'Mcs? Una sindrome
immuno-tossico-infiammatoria simile all'allergia con cui spesso è scambiata. Le
cause sono genetiche e ambientali. Qualcuno sostiene che la presenza di forte
stress scateni fattori psicosomatici con gravi effetti allergici. I sintomi
sono riconducibili ad allergie convenzionali, ma tutti insieme creano un quadro
complesso, non semplice da diagnosticare. Ecco cosa dice il professor Giuseppe
Genovesi, della Sapienza di Roma: «I casi tipici di Mcs li abbiamo riscontrati
fra persone che sono state esposte a solventi organici o ad antiparassitari sul
lavoro. Questo significa che si tratta soprattutto di cause ambientali (nei
luoghi di lavoro) legate a cause genetiche preesistenti (carenza di enzimi e
predisposizione ad allergie e asma)». Il rapporto tra la malattia e stress
psichico, secondo lo specialista romano, è solo un' ipotesi, per alcuni casi
«peraltro non supportata da elementi certi come quelli clinici, che stanno
venendo fuori con gli esami». Chi è affetto da Mcs perde la capacità di
tollerare gli agenti chimici delle sostanze e sparsi nell'aria, diventa
ipersensibile praticamente a tutto. Profumi, deodoranti, solventi, creme,
insetticidi, pesticidi, vernici, gas delle auto e persino farmaci. Una vita
impossibile: l'unico luogo dove il malato di Mcs potrebbe vivere sono le isole
deserte. «Qui fa male tutto, solo al Poetto riesco a stare tranquilla. Ma non
posso andarci spesso perché è già un problema arrivarci». Angela usa una
vecchia auto, la sua, "bonificata" e a cui si è abituata da
vent'anni. Ma non può prendere alcun mezzo pubblico o altre auto. «Fuori di
casa vivo con la mascherina. Vado coperta a fare la spesa, devo stare attenta
ovunque, anche con le persone. Un profumo o un deodorante possono mandarmi in
crisi. Vivo con il bentelan in tasca, pronta a iniettarmi una dose di cortisone
appena comincia a mancarmi il respiro, ad avere spasmi o vertigini». «Siamo
tagliati fuori dal mondo, non possiamo non dico lavorare, ma neppure camminare
per strada, entrare in un negozio. Ma non essendo l'Mcs riconosciuta dai
prontuari ufficiali non possiamo neppure chiedere una pensione di invalidità, a
meno di avviare una lunga e costosa vertenza legale con lo Stato. Una malata di
Roma ci è riuscita, ma quanti di noi hanno la disponibilità
economica e la forza fisica per lottare con la burocrazia? Chi ha la possibilità va all'estero, a Dallas. Costosissimo,
per un ciclo di quattro mesi negli Stati Uniti servono 320 mila euro. Non è
detto, però, che il viaggio della speranza sia risolutivo perché ogni malato
presenta diverse allergie e quindi le terapie non possono essere uguali.
Certo è che pochissimi medici sono in grado di diagnostica l'Mcs, molti non la conoscono
neppure e quindi le prime cure sono spesso devastanti e controproducenti». Come
si cura? «In mancanza di una terapia certa, vado per tentativi, Ogni giorno su
internet ci scambiamo consigli con gli altri malati. Un sapone, un alimento, un
farmaco nuovo, ognuno di noi cerca di trovare qualcosa a cui non sia
allergico». Cosa può mangiare? «Da due anni seguo una dieta rigidissima, non
sopporto più il pollo lesso e le carni magre, ma non ci sono alternative.
Niente pesce, pericolosissimo. Niente formaggi, il latte Zymil solo due volte
al mese. Frutta? Solo mele. Dolci e pasta neppure a parlarne». Come è esplosa
la malattia? «Sicuramente sin da bambina soffrivo di allergie e di intolleranze
al cibo. Erano la spia di una sindrome più grave. È scoppiata due anni fa,
subito dopo un intervento a un dente. Avevo un'infiammazione, ma il dentista
non se n'è accorto». Che è accaduto? «All'inizio nessuno capiva cosa avessi.
Stavo malissimo, ma i medici mi riempivano di ogni genere di farmaci che
aggravavano la situazione. Quando non ci capivano niente concludevano che
avessi problemi psichici». Aiuti? «È duro dirlo, ma mi sono ritrovata sola.
Questo male ti fa il vuoto attorno: so di donne abbandonate dai mariti perché è
veramente difficile convivere con una persona allergica a tutto». Storie
sentimentali? «Oggi neppure ci penso. Però sono un'ottimista. Riesco a trovare
un lato positivo anche in una vita che non è vita. Ho scoperto che c'è gente
buona, ho trovato comprensione e solidarietà da tante persone che non mi
conoscevano. Gli amici falsi, quelli che temevano che potessi chiedere soldi,
si sono dileguati. Ma gli amici veri mi circondano del loro affetto. E questo
mi dà la forza per andare avanti». Com'è la sua giornata? «Mi alzo a fatica, la
dieta, le medicine e questo male mi hanno indebolito. Ho perso venti chili in
due anni. Cerco di fare le cose indispensabili, sempre con la mascherina, ma mi
accorgo che tutto praticamente mi è vietato perché pericoloso. La casa deve
essere sterilizzata, non posso usare saponi e detersivi. Vorrei andare al
cinema, che amo, ma dovrei usare una maschera tipo antigas. Assurdo. Anche il
cellulare con le onde elettromagnetiche fa male. Il computer mi tiene in
contatto con il mondo, quando posso vado al Poetto. Arrivo alla sera che sono
sfinita, ma non so se riuscirò a dormire. E domani sarà un'altra battaglia».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 109 Quartu. Un'intera famiglia lotta per uscire dal tunnel del male
L'attesa di Maria Benedetta Quartu.. Un'intera famiglia lotta per uscire dal
tunnel del male --> Maria Benedetta è una bambina di undici anni colpita da
Mcs. Anche lei è allergica a tutto ed è costretta a vivere
"prigionera" in casa, a Quartu. Attorno al suo caso si è mobilitata
la scuola media Lao Silesu, insegnanti, compagni, e tanti amici con una catena
di solidarietà. È nato il progetto Maria Benedetta che le permette di seguire
dalla sua cameretta, grazie al computer, le lezioni e persino il catechismo in
collegamento con la parrocchia del Sacro Cuore. Potenza di Internet, mentre la
medicina non sembra poter fare miracoli per migliorare le condizioni della
bambina. Anche la madre e i fratellini seppure in modo più lieve, soffrono di
Mcs. Una famiglia meravigliosa, con in testa il papà Marco, sostenuta
dall'affetto di parenti e amici. Ma soprattutto da una grande fede. In attesa che la burocrazia della sanità nazionale e regionale possa dare un contributo
reale per aiutare la famiglia quartese ad uscire dal tunnel. «Ci siamo accorti
che Maria Benedetta era allergica praticamente a tutto sin dai primi mesi di
vita» racconta il padre Marco: «Qualunque cosa bastava a farla stare male».
Riniti allergiche, intolleranze alimentari, problemi alla tiroide e dermatiti
da contatto. Impossibile per lei, persino salire sull'ambulanza o entrare in
ospedale. In casa la famiglia ha dovuto adottare tutte le misure preventive:
bonificare gli ambienti, sterilizzare tutto. Quando genitori e fratelli
rientrano si devono fare la doccia e mettere i vestiti subito a lavare. I
problemi si moltiplicano per i fratellini, che frequentano le elementari: ma la
scuola di via Vico non è attrezzata di computer come la Silesu. «Purtroppo sono
più i giorni in cui si sentono male e che sono costretti a stare casa» dicono i
genitori. La famiglia di Quartu è seguita da un medico, ma le terapie sono
incerte e costose. Dopo mesi dal primo appello ancora non hanno avuto alcuna
risposta dalla Asl e dalla Regione. Perché la Mcs nei prontuari non esiste.
«Sarebbe necessario il ricovero in un centro specializzato», dicono i genitori.
Ma dove? E chi può sostenere le spese di un'intera famiglia senza un aiuto
pubblico? Diversi malati hanno avviato battaglie legali per rivendicare il
diritto alle cure e qualcuno c'è riuscito. Ma intanto la piccola Maria
Benedetta ogni giorno deve fare i conti con i pericoli delle allergie.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Pagina 215
Acquacoltura I danni delle mareggiate Appello di Coldiretti «La Regione salvi
le spigole e le orate» Acquacoltura. I danni delle mareggiate --> «La crisi
dell'agricoltura sarda arriva anche in mare». A lanciare l'sos è la Coldiretti
Sassari, che chiede direttamente l'intervento del presiedente della Regione Ugo
Cappellacci. «Le eccezionali mareggiate di questo inverno», si legge in una
nota, «hanno gravemente danneggiato gli impianti di allevamento lungo le coste
di Alghero ma, in genere, di tutta l'isola. Nonostante il solerte lavoro di
censimento dei danni effettuato da Argea e che ha portato alla certificazione
dell'evento calamitoso», spiega Pietro Greco, direttore di Coldiretti Sassari,
«le trenta aziende che operano in Sardegna nel comparto della pesca e
dell'acquacoltura sono oggi in ginocchio e l'erogazione degli indennizzi dovuti
appare oggi ancora molto lontana per la mancanza delle somme necessarie alla
copertura dei danni». LA REALTÀ Le aziende di acquacoltura, a tutti gli effetti
imprese agricole, prevedono l'allevamento soprattutto di orate e spigole, in
gabbie in mare aperto dove si compiono cicli di produzione lunghissimi: per
orate fra i 300 e i
( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 - Pisa
Nizzoli: olio caro? Sì, ma è il migliore Il produttore replica a Sanavio: gli stranieri apprezzano e comprano Una burocrazia sempre più severa impedisce di sviluppare il lavoro SAN
GIULIANO. Olivicoltura del monte pisano è il momento delle scelte fondamentali.
Sull'argomento intervengono i responsabili dell'azienda agricola "L'oro
del colonnello" di Tiziano Nizzoli che fanno riferimento a quanto affermato
di recente da Giacomo Sanavio, vicepresidente dell'amministrazione
provinciale con delega all'agricoltura e al turismo. Alla manifestazione
"Pisa unica terra... l'olio", l'amministratore ha detto «...
l'appropriazione del tipico a uso dei soli turisti comporterebbe un processo di
estraniazione dai modelli di consumo per residenti che va assolutamente
scongiurato...». Tradotto in parole povere, secondo Nizzoli, dovrebbe
significare che dobbiamo evitare che gli stranieri ci comprino tutto il buon
olio, che deve restare patrimonio della nostra tavola o quantomeno mantenere un
opportuno bilanciamento. Questa affermazione avrebbe senso se esistesse un
mercato locale che fosse disposto a pagare l'olio del Monte pisano per quello
che vale, cioè oltre 12 euro al litro, con punte fino a 15-18 per quello
certificato biologico a indicazione geografica protetta. «Ma a Sanavio questo
probabilmente non è stato riferito - sostiene l'azienda agricola - forse lui
non sa che l'incontro successivo alla degustazione e premiazione degli oli,
quello con i compratori, è stato un completo flop: il che significa che
negozianti e ristoratori continueranno nelle loro scelte il cui prezzo è più
importante della qualità e non è solo la congiuntura economica che ci
attanaglia, è sempre stato così in quanto i prodotti di elevata qualità sono
più cari e non tutti se li possono permettere, siano essi o meno appartenenti
allo stesso territorio. E come avviene per il vino di pregio anche l'olio di
pregio prende la via dell'estero dove la toscanità è un valore aggiunto di non
poco conto». Quindi, sempre per fare chiarezza con parole semplici, l'olio
"bono" ce l'ha il bravo produttore, l'amico del produttore, chi lo
compra dal produttore e chi si può permettere di pagare i prezzi menzionati per
prodotti con certificazione. Tutti gli altri oli vanno attentamente valutati
diffidando dei costi troppo bassi e della dubbia provenienza delle olive. Una
politica con le idee chiare dovrebbe quindi favorire e spingere la vendita di
prodotti di eccellenza dove questi vengono ben pagati, la tipicità è un
patrimonio locale finché la produzione resta sostenibile. Se un'azienda chiude,
non ci sarà più niente per nessuno, residente o straniero che sia. Fa osservare
Nizzoli: «Comunque io non credo che ai nostri politici interessi risollevare il
settore dell'olivicoltura. Hanno già alzato bandiera bianca contro l'invasore
spagnolo, padrone indiscusso delle principali aziende mondiali. Lo dimostra il
fatto che gli aiuti sono stati finora irrisori e che in tutto il Monte pisano
non esiste un frantoio dove si possa produrre quell'olio di estrema qualità che
gli stessi politici tanto stanno predicando come fattore essenziale per
l'affermazione sui mercati». In poche parole si predicherebbe bene e si
razzolerebbe male, per usare un noto modo di dire. Più che altro si parla
troppo e si fa poco, si teorizza su come risolvere i problemi e poi se ne rende
impossibile la loro soluzione con una burocrazia
assurda. Un produttore deve trascorrere buona parte del tempo a compilare registri
invece di stare tra gli olivi, gli amici non possono aiutare durante la
raccolta se non hanno un contratto di lavoro, la pratica del raccolto in cambio
di una percentuale in olio è fuorilegge, e infine mille altre difficoltà. Si
prospettano soluzioni per portare innovazioni e creatività nel settore. «Se
qualcuno si alza dalla poltrona - dice ironicamente Nizzoli - e viene sul
nostro monte gli spieghiamo tutte le soluzioni. Magari ci sediamo ai tavoli dei
nostri agriturismi con poco pubblico, davanti a una genuina brsuchetta e un
bicchiere di vino». Marzia Ara
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia chiude il
negozio dei pacchi viveri in piazza cernaia La "Stiva" era stata
aperta 10 anni fa dai gesuiti e dalla parrocchia di San Siro: distribuiva
gratuitamente generi alimentari 05/03/2009 C'È un'esperienza di solidarietà che
ha sospeso ogni attività venerdì, lasciando solo tre saracinesche abbassate in
piazza Cernaia,
nel cuore dei vicoli. È il servizio della "Stiva", svolto per dieci
anni dai gesuiti di San Marcellino e dalla parrocchia di San Siro. Era una
sorta di negozio di alimentari dove non entravano lire né euro. Solo i
"punti" virtuali distribuiti ai bisognosi in base a parametri
prestabiliti,il numero di componenti della famiglia dell'assistito e il
reddito. Tra i clienti, qualche clochard ma soprattutto pensionati e disoccupati
che, pur avendo una casa e magari un piccolo reddito, non riescono ad arrivare
alla fine del mese. «Volevamo offrire qualcosa di diverso dal pacco-viveri
tradizionale - racconta padre Remondini, responsabile di San Marcellino - e
dare la possibilità a chiunque si trovi in una condizione disagiata di fare la
spesa come in un negozio tradizionale, dove poter scegliere ciò di cui ha più
bisogno e scambiare qualche parola». Il monte-punti poteva essere investito in
olio o formaggi, gli articoli più cari, oppure in pasta e farina. Senza
sprechi. Se un diabetico riceve un pacco viveri tradizionale trova, tra le
altre cose, anche lo zucchero e i biscotti che non può utilizzare.
All'umiliazione di essere trattato come un numero, si aggiunge l'inutilità del
dono. «Il problema è che il nostro era un vero negozio, quindi doveva essere
assolutamente a norma con tutti i regolamenti che regolano il commercio -
racconta padre Remondini - e aveva un costo di gestione enorme. Per un po'
siamo riusciti a sostenerlo, ma ora la situazione era diventata davvero troppo
pesante». Il "negozio" di piazza della Cernaia era quasi un lusso per
San Marcellino, un'associazione che si dedica, per statuto, soprattutto
all'assistenza dei "senza dimora" che, alla Stiva, erano una parte
minima dei 300 clienti abituali. «Purtroppo, ci siamo trovati a dover fare
delle scelte. E , a malincuore, siamo stati costretti a concentrare gli sforzi
su quelli che sono i cardini del nostro servizio, "tagliando"
un'attività che, pur importante, non rientrava strettamente tra quelle per le
quali è nata la nostra associazione». Ora le tre saracinesche della Stiva sono
abbassate, ma è in corso una mediazione perché a San Marcellino subentri
un'altra associazione cattolica in grado di affrontare le spese e i problemi
della gestione. «È prematuro fare il nome - dice Franco Catani, presidente
Caritas - ma speriamo che le saracinesche abbassate si possano risollevare
presto». B. V. 05/03/2009
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nuoro e Provincia
Pagina 5019 Ricorso contro i medici che hanno ridotto la percentuale di
invalidità: «Di questo passo andrò in tribunale in carrozzella» Guarita dalla
sclerosi? Giudice rinvia Ricorso contro i medici che hanno ridotto la
percentuale di invalidità: «Di questo passo andrò in tribunale in carrozzella»
Tre anni senza pensione: sciopero delle cure a Ottana --> Tre anni senza
pensione: sciopero delle cure a Ottana Orsola Pes è malata da 25 anni. Cominciò
con una paresi facciale, la gamba destra che si addormentava e il braccio
sinistro che diventava pesante come un macigno. Ora cammina solo appoggiandosi.
DAL NOSTRO INVIATO PIERA SERUSI OTTANA Ieri mattina Orsola Pes ha ringraziato
Dio per la nuova giornata, lo fa sempre da quando sa di non essere invincibile.
È scesa dal letto facendosi aiutare dalla figlia, è arrivata in cucina a
piccoli passi, poggiandosi ora al muro ora ai mobili. Si è lavata da sola, poco
a poco come i gatti, spugna e sapone nella mano destra perché l'altra sta in
quello spazio del suo corpo che ormai le è estraneo, irraggiungibile. Si è
vestita come ha potuto, cinque minuti per indossare un maglione, sei per i
pantaloni; le scarpe sono di quelle con chiusura a strappo, il difficile è
infilarci i piedi. La vestizione di Orsola Pes, cinquantaduenne di Ottana,
malata di sclerosi multipla, è lo stesso supplizio da 25 anni, per niente
alleviato dal parere della commissione provinciale di verifica del Ministero
del Tesoro che nel 2006 - constatata una miracolosa guarigione - le revocò la
pensione d'invalidità e l'assegno di accompagnamento. L'altro ieri il giudice
del Tribunale civile di Nuoro, davanti al quale la signora ha presentato
ricorso tre anni fa, ha rinviato ancora l'udienza: signori, arrivederci al 24
novembre. «Finirà che, di rinvio in rinvio, dovrò andare in tribunale sulla
sedia a rotelle», scherza Orsola, amaramente. BUROCRAZIA
MIRACOLOSA Questa è una storia di diritti negati e di una burocrazia senza il minimo sprezzo del
ridicolo. Lo sanno pure i bambini: la sclerosi multipla è una malattia
degenerativa del sistema nervoso centrale, il che significa che non si guarisce
e che le terapie possono al limite rallentarne il decorso. Per Orsola
Pes è cominciata con una paresi facciale, la gamba destra che si addormentava e
il braccio sinistro che diventava pesante come un macigno. Nel 1999 è stata
riconosciuta invalida al cento per cento da una commissione medica che l'anno
dopo riconfermò la diagnosi: ?emisindrome sinistro motoria mista in sclerosi
multipla definita?. I primi sintomi sono peggiorati: Orsola Pes cammina solo
appoggiandosi, soffre di vertigini, ha perso la sensibilità su tutto il corpo,
si sveglia la notte con gli spasmi di dolore alle braccia e alle gambe. È
malata, sa bene che è quel che accade. Eppure oggi è costretta a battersi in
tribunale per riavere indietro il riconoscimento dell'invalidità totale, la pensione
e l'indennità di accompagnamento. «Ho faticato tanto, anche come donna, per
rassegnarmi a questo male che divora pure la femminilità. Ma non posso
accettare che qualcuno mi porti via anche la dignità». SCIOPERO DELLE MEDICINE
Ieri mattina avrebbe dovuto prendere le medicine e recarsi alla seduta
quotidiana di fisioterapia. Non l'ha fatto. Per protesta, dice lei. «Per i
medici e i giudici sono guarita. Che senso ha continuare a ingerire farmaci e
fare le cure? Non prenderò mai più le pastiglie». Due capsule di azatioprina,
tutti i giorni, e in più i calmanti per i dolori che levano il sonno. «Mi sento
umiliata e ferita. Ma questi dottori lo sanno cosa vuol dire vedere il tuo
corpo che piano piano ti abbandona?». Accanto a lei, nel soggiorno con le pareti
gialle della palazzina popolare alla periferia del paese, c'è il marito
Salvatore, invalido; i due figli: Fabiola, 17 anni, e Cristian, 32 anni, agente
penitenziario a Torino, momentaneamente al lavoro nella colonia penale di
Mamone. «È lui che mi sostiene, anche economicamente. Lui che brucia le sue
ferie e i suoi riposi per aiutarmi. Viste le mie condizioni, ho chiesto che lo
distaccassero in Sardegna, per stare più vicino alla famiglia, e invece non
abbiamo ottenuto alcuna risposta». LA PENSIONE NEGATA Fino al giorno in cui la
commissione di verifica del Ministero del Tesoro la guarì d'ufficio - con
effetto Lourdes: l'invalidità passava dal 100 per 100 al 56 per 100 -, Orsola
Pes riceveva una pensione di 250 euro e un assegno di accompagnamento di 400 euro.
«Dal maggio 2006 non ho più nulla. Io vivo solo grazie al sostegno di mio
figlio. Non ho più neanche il ticket. Ora che comincio a non vederci più bene,
mi serve una visita oculistica: ma come faccio a pagare il consulto? Non ci
vado. Così come non vado dal ginecologo, nonostante per via della sclerosi ci
siano state e ci siano complicazioni. Non ho i soldi, semplicemente». SANITÀ
SCHIZOFRENICA Le hanno lasciato solo lo scooter elettrico, l'ausilio che l'Asl
di Nuoro le aveva assegnato quando venne riconosciuta invalida grave. «Certo, è
un sistema schizofrenico, ma il fatto è che ci sono tanti dottori e tante
infermiere che mi conoscono da più di vent'anni, che hanno visto la
progressione della mia malattia. Tutte persone che sanno bene cosa sto vivendo...».
Sanno che Orsola la notte, per via dei dolori, riesce a prendere sonno, quando
va bene, alle tre. Sanno che al mattino, per fare le cose che qualunque donna
sbrigherebbe in due minuti, lei ci impiega due ore. Sanno che ci sono mesi che
non mette il naso fuori di casa e altri che riesce persino ad uscire sullo
scooterino elettrico per fare la spesa e pazienza se deve essere aiutata. Sanno
che ci sono giorni che riesce a sorridere e altri che si lascerebbe
sprofondare. «Più di tutto, sarà pure paradossale, mi fa male l'umiliazione di
essere stata trattata come una falsa invalida. Chi mi ha levato la pensione ha
dichiarato che io non avevo diritto di percepire quei soldi. Quasi li avessi
rubati...». LA GARDENIA DELL'AISM È diventata una malata da combattimento, la
signora Orsola. Intende portare avanti la sua battaglia in tribunale e non
starà più zitta. «Sabato e domenica sono giornate dedicate alla ricerca sulla
sclerosi multipla, no? Beh, io sarò a Nuoro, in piazza, davanti al banco dei
volontari che vendono le gardenie. C'è una commissione medica che dice che la
mia invalidità si è dimezzata. Bene - è lo sfogo pieno d'amarezza e d'ironia -
dirò a tutti che sono una miracolata». L'altro ieri, in Tribunale a Nuoro, il
giudice doveva ascoltare la relazione del consulente tecnico d'ufficio che,
messe insieme la sclerosi multipla, un'operazione chirurgica, un'ansia
depressiva ha cumulato un 75 per cento di invalidità. Eppure, il tecnico aveva
scritto nella sua perizia che Pes Orsola «non è in grado di svolgere mansioni
tali da comportare una prolungata stazione eretta, né di sollevare carichi di
rilievo che coinvolgano l'uso di ambedue gli arti superiori». Ha scritto che
«sebbene con difficoltà, è in grado di provvedere alla cura della propria
persona, intesa nei suoi atti fondamentali: pettinarsi, lavarsi, truccarsi,
vestirsi e alimentarsi». Lo fa come i gatti, Orsola. Poco a poco, piano piano
con la mano destra, se non c'è chi l'aiuta.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 05 Marzo
2009 Chiudi PERUGIA - Lo definiscono «un grande successo di Cgil, Cisl e Uil
confederali e della categoria dei pensionati», ma ribadiscono che «si poteva
fare meglio e prima»: è il commento degli stessi sindacati all'indomani
dell'approvazione in consiglio regionale del piano d'attuazione della legge per
la non autosufficienza, il cosiddetto Prina. Criticando «i tempi troppo lunghi
della politica e della burocrazia», gli esponenti sindacali hanno riproposto i contenuti del
piano, ricordando che servirà ad aiutare circa 24 mila famiglie, 18 mila
anziani e 6.000 tra giovanie adulti. «Ma nel 2010 cosa accadrà?», si chiedono i
sindacati, preoccupati dal fatto che il Governo centrale non abbia previsto
alcun finanziamento per dar seguito al fondo per la non autosufficienza.
Critiche sono state avanzate anche nei confronti di molti Comuni umbri, a
partire da Perugia e Terni, «per l'impossibilità di confronto sulla definizione
dell'utilizzo delle risorse stanziate. In alcuni casi i soldi da destinare alla
non autosufficienza vengono spesi in altro modo». FORUM FAMIGLIE.Sono raccolti
in un vero e proprio manifesto politico i temi della famiglia e della vita
umana che, in vista delle prossime elezioni amministrative, il Forum delle
associazioni familiari dell'Umbria considera «opportuno e doveroso porre
all'attenzione delle forze politiche in campo». Il manifesto propone temi come
la dimensione sociale della famiglia, il suo rapporto con l'educazione, la
scuola e la formazione, con il mondo del lavoro e con il sistema fiscale. Ai
singoli candidati verrà chiesto di sottoscrivere gli impegni elencati nel
manifesto, «come futuro impegno ove venissero eletti». I nominativi degli
aderenti «saranno poi pubblicati e resi noti alla cittadinanza, che avrà così
la possibilità di un confronto serio e proficuo con i propri rappresentanti».
Il Forum intende organizzare prima delle elezioni un incontro con i candidati
che avranno sottoscritto il manifesto per discutere dei loro programmi in
materia di famiglia. COOPERATIVE SOCIALI A RISCHIO. In Umbria è a forte rischio
il posto di lavoro di oltre un quarto dei 5 mila soci lavoratori che operano
nella cooperazione sociale, perchè il costo del lavoro è aumentato del 13 per
cento: lo afferma Enrico Sebastiani, consigliere regionale di Fi, proponendo
alla Regione «un'indagine conoscitiva sui punti critici che impediscono un
welfare adeguato alle esigenze, ma anche per far emergere tutte le situazioni
in cui non si rispettano le regole». Per Sebastiani «alcune cooperative del
sociale non trattano con la dovuta dignità i soci lavoratori ed a volte si
assiste a speculazioni e discriminazioni che non fanno onore al comparto, ma
fortunatamente la maggioranza delle cooperative sociali rispetta gli accordi ed
i contratti di categoria ed anche per questo è indispensabile sostenere il loro
operato». Il consigliere annuncia quindi per la prossima settimana una proposta
di modifica della legge regionale 36 del 2007, «che ha limitato al
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 UN MILIONE DI EURO. È l'importo del fondo di solidarietà istituito... UN
MILIONE DI EURO. È l'importo del fondo di solidarietà istituito dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per aiutare le famiglie
residenti nelle province di Padova e Rovigo che si trovano, a causa della
crisi, in una situazione di difficoltà dovuta alla mancanza o alla precarietà
del lavoro. Il progetto, ha ricordato ieri nel corso di una conferenza stampa
il presidente della Fondazione, Antonio Finotti avrà il compito di «sostenere
le famiglie in estremo disagio per la perdita del lavoro e che non sono
supportate da ammortizzatori sociali»: intendendo il termine «famiglia» nel
senso più ampio, dai felicemente sposati ai separati con figli da mantenere
comunque. Non si tratta di «sostituirsi » alle istituzioni, ha sottolineato
ancora, ma anzi «intendiamo costruire una rete di solidarietà umana capace di
intercettare, raggiungere e assistere le persone che si dovessero trovare in
situazione d'emergenza». Tutto ciò sarà attuabile col
minimo di burocrazia
possibile: e la molteplice rete delle parrocchie, dei centri Caritas, Acli,
degli assistenti sociali, cui ci si potrà rivolgere per le richieste di aiuto,
avrà appunto il compito di vagliarle in modo snello anche grazie alla
conoscenza diretta delle situazioni. E gli aiuti di conseguenza saranno
sempre «mirati», mai a pioggia. Magari per contribuire alla rata del mutuo, o a
una spesa imprevista, a una tassa scolastica, che l'improvvisa perdita del lavoro
rende difficile affrontare. L'ORGANIZZAZIONE Il fondo è istituito a nome delle
diocesi di Padova, Adria-Rovigo e Chioggia che si rivolgeranno alle famiglie
residenti nei rispettivi territori. Verranno aperti tre conti correnti bancari
e altrettanti conti correnti postali intestate alle rispettive diocesi. Ognuno
potrà incrementare il fondo (che durerà fino al 31 dicembre del 2010)
liberamente per sostenere l'iniziativa. IL COMITATO DI GESTIONE Tre saranno i
comitati di gestione, nominati dalla Fondazione e costituiti dai rappresentanti
i diversi soggetti coinvolti nel progetto. Fra i diversi compiti di ciascun
comitato vi è quella di fissare i criteri per individuare le situazioni di
necessità da sostenere, anche sulla base delle indicazioni dei distetti locali.
Saranno le parrocchie, le Caritas, le Acli, gli assistenti sociali dei Comuni
della provincia ad individuare nel territorio delle strutture locali chiamate
«distretti di fondo», funzionali a garantire fra le altre cose l'erogazione dei
sussidi. Alle parrocchie, alle Caritas, alle Acli e agli assistenti sociali
spetterà il compito di esercitare l'attività di accompagnamento sociale dei
beneficiari, mantenendo anche stretti collegamenti con i «centri per l'impiego»
per il reinserimento lavorativo degli stessi. Il fondo raccoglie dunque risorse
che non devono costituire una forma di assistenzialismo, affinché chi perde il
lavoro non perda anche la propria dignità. La Fondazione è consapevole che
l'iniziativa è poco più di una goccia rispetto al mare delle necessità. Vuol
essere però un segno con cui manifesta il suo impegno di sobrietà e di
solidarietà.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-05 - pag: 3 autore: Marcegaglia: priorità
rafforzare gli ammortizzatori Nicoletta Picchio ROMA Subito gli ammortizzatori
sociali e le opere immediatamente cantierabili, anche le più piccole. E poi una
rimodulazione dei fondi Fas, il Fondo aree sottoutilizzate, per dare sgravi
fiscali alle aziende che investono, facendo ricerca e innovazione. Emma
Marcegaglia ha ribadito ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, le scelte urgenti da
realizzare per reagire alla crisi. Temi che aveva affrontato già in mattinata,
parlando ad Udine in un incontro con gli industriali friulani: «Non possiamo
più aspettare, il vincolo del debito pubblico è un problema reale,ma l'immobilismo
è la soluzione peggiore». Servono decisioni rapide, «come stanno facendo gli
altri Paesi». L'emergenza più forte è la tutela dell'occupazione e quindi un
sistema efficace di ammortizzatori sociali. Il Governo ha stanziato 8 miliardi,
accordandosi con le Regioni per utilizzare anche soldi comunitari destinati
alla formazione: «è positivo, ma bisogna definire tempi e modi per rendere
l'intesa operativa al più presto», ha incalzato la presidente di Confindustria,
di fronte alla delegazione del Governo. E con il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, ha avuto uno scambio di battute sul filo dell'ironia: «Gli
ammortizzatori rientrano nell'immobilismo?»,ha chiesto Tremonti. Pronta la
Marcegaglia: «No, ma si può fare di più». è molto più lungo, infatti, l'elenco
degli interventi anticrisi che il Governo dovrebbe mettere in campo. Per
salvaguardare i posti di lavoro sarebbe meglio avere più soldi a disposizione:
in ristrettezza di bilancio, vanno quindi riformate le pensioni, per
riequilibrare un welfare troppo spostato sulla spesa previdenziale. è proprio
nei momenti di crisi che vanno fatte le riforme: «Non si
può continuare ad avere una burocrazia così penalizzante». Altra emergenza, il credito. La presidente
di Confindustria ha sollecitato un mediatore del credito su modello francese e
ne riparlerà questa mattina, al ministero dell'Economia, nel corso del
liquidity day voluto da Tremonti proprio per affrontare il problema della
liquidità. «Capiamo le difficoltà delle banche, ma devono continuare a
sostenere le aziende. Sarebbe necessario anche un Fondo di garanzia per
allungare i tempi dei crediti». Serve rapidità anche sul fronte delle opere
pubbliche, anche aprendo i cantieri più piccoli, che avrebbero un effetto
congiunturale anticiclico. La Marcegaglia è tornata su un tema su cui insiste
da settimane: sgravi fiscali per le aziende che investono in ricerca e
innovazione, oltre a misure come l'innalzamento del tetto di compensazione tra
crediti e debiti di imposta, che oggi è 516mila euro e che si dovrebbe portare
ad un milione, e l'innalzamento temporaneo del tetto di indeducibilità degli
interessi passivi che oggi è al 30% e che va elevato. IL BOTTA E RISPOSTA
Tremonti: «Gli 8 miliardi rientrano nell'immobilismo?» La replica: si può fare
di più Tra le proposte delle imprese anche gli sgravi fiscali
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 05-03-2009)
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CRONACA AREZZO pag.
4 Camere mortuarie vade retro' Nasce un maxicentro dell'Ofar ai Pratacci ma gli
operatori si ribellano SI DOVREBBERO CHIAMARE SALA DEL COMMIATO di SILVIA BARDI
C I SONO DUE persone che nessuno di noi vorrebbe mai vedere sotto casa:
l'ufficiale giudiziario e l'addetto alle pompe funebri. Possono passare
millenni e cambiare le società, ma su certe «figure» professionali rimarranno
sempre antichi pregiudizi perché non verranno mai viste con serenità. Insomma,
certi mestieri sono meno «uguali» degli altri. Tralasciamo superstizioni e
gesti scaramantici e concentriamoci sul lavoro delle imprese funebri, anche
perché nel doloroso caso in cui dovessimo avere a che fare
con un evento come la morte di un familiare, avere chi si occupa di affrontare
la burocrazia e
l'organizzazione di un funerale è quanto mai indispensabile. Ma c'è sempre un
però: ne abbiamo bisogno, sì, ma non li vogliamo vedere più di tanto. E chi fa
quel mestiere lo sa bene. «Meglio noi da voi che voi da noi» ci scherzano su
all'Ofar. E siamo perfettamente d'accordo. ED ECCOCI così al motivo per
cui parliamo di defunti e funerali. Proprio l'Ofar aretina, una delle imprese
più «antiche» della città, ha deciso di allargarsi e di creare una sorta di
«sala del commiato» in un prefabbricato della zona commerciale dei Pratacci, in
via Fratelli Lumière per la precisione. Diverse centinaia di metri quadrati in
cui si stanno realizzando le camere ardenti, il rimessaggio dei carri funebri,
gli uffici, le sale per la preparazione dei defunti, una reception per i
clienti, un salotto per l'accoglienza dei familiari. Un grande spazio, insomma,
uno dei più grandi del genere del centro Italia. Un servizio in più che si
aggiunge a quelli già offerti finora da Misericordia e Croce Bianca, «tutto a
norma come prevede sia il dpr del 1997 sia l'ultima legge regionale 18 del 4
aprile 2006 specificano all'Ofar per il quale abbiamo ottenuto tutti i permessi
necessari sia da parte della Asl che ha posto precise condizioni per i servizi
igienici sia da parte del Comune di Arezzo, inoltre è comodo per gli accessi,
moderno e prevede il massimo rispetto della privacy perchè fuori città e tutto
al chiuso, non si vedranno neanche i mezzi». MA C'E' SEMPRE un ma. Ovvero
l'arrivo della «grande Ofar» ai Pratacci non a tutti è gradito. I commercianti
vicini si sono mobilitati, si stanno costituendo in comitato, hanno chiesto
appuntamento al sindaco Fanfani e dicono subito chiaro che già si sentono
danneggiati dalla presenza dell'agenzia del «caro estinto». «Intanto una simile
attività in cui comunque si fanno interventi sui cadaveri va a trovarsi proprio
vicino al pastificio Poggiolini dove si fanno i tortellini attacca il portavoce
del costituendo comitato e vicino a un bar-tavola calda. I proprietari poi
hanno paura di vedersi diminuire il valore degli immobili: chi mai vorrà
affittare o comprare un locale vicino a un'impresa funebre? Già ci aspettiamo
il fuggi fuggi generale. Vorremmo che il Comune controllasse se dal punto di
vista urbanistico questa attività è regolare e compatibile con le altre
attività della zona». E dalle parole intendono passare ai fatti indicendo
assemblee e proteste. Una cosa è certa. I morti non si lamenteranno. Image:
20090305/foto/1462.jpg
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 05-03-2009)
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CALCIO AREZZO pag. 9
Fausto Sarrini UN ARETINO, MARCELLO NICCHI, 56 anni, potrebbe salire ai massimi
vertici a... Fausto Sarrini UN ARETINO, MARCELLO NICCHI, 56 anni, potrebbe
salire ai massimi vertici arbitrali. Ex direttore di gara internazionale, si candida
per la seconda volta alla presidenza dell'Aia, per succedere a Cesare Gussoni
che fu eletto nel 2006. Il suo avversario è Matteo Apricena. Si deciderà tutto
domani, a Fiumicino in una giornata campale. Tra coloro che hanno supportato
Marcello con più convinzione c'è Carlo Polci, leader della sezione aretina.
Nicchi, dopo due anni e mezzo riprova la scalata alla guida dell'Aia. Perché?
«Perchè nel frattempo non sono cambiate, ed anzi si sono intensificate, quelle
istanze di rinnovamento dell Aia di cui mi feci portatore alle scorse
elezioni». E' convinto di vincere questa volta? «Debbo ammettere che nel corso
della campagna elettorale ho avuto riscontri incoraggianti». Il suo avversario
è il semisconosciuto Apricena. Dicono che alle spalle non abbia il meglio
dell'associazione arbitri... «Non sono cose che mi riguardano. Penso solo ai
miei programmi, che sono ottimi e condivisi, e conto sulla mia squadra che è
composta da uomini trasparenti e di valore». Arbitri sempre nel mirino tra
moviole e polemiche. Si riuscirà mai in Italia ad accettare le loro decisioni?
«Per riuscirci occorre maturare una cultura sportiva, intesa anche come cultura
della sconfitta, che in altri Paesi europei già esiste». Quali sono i punti
principali del suo programma per l'Aia? «Autonomia, miglior
distribuzione delle risorse economiche, decentramento e snellimento della burocrazia». Tecnologia in campo in
aiuto agli arbitri. Fino a che punto ci si può spingere? «La tecnologia deve
essere di supporto alla prestazione dell'arbitro senza giungere a sostituirlo».
Che ne pensa della sperimentazione dei giudici d'area voluta dalla Fifa?
«Sono sempre favorevole ad ogni soluzione che contribuisca a migliorare
l'efficacia del servizio arbitrale». Nelle sue esperienze europee come delegato
Uefa quali differenze ha trovato tra il modo di arbitrare italiano e quello
degli altri Paesi? «La differenza è tutta ricollegabile a quella diversa
cultura sportiva cui accennavo precedentemente. In Europa l'arbitro è
facilitato da un complessivo atteggiamento di maggior rispetto». Quali sono le
caratteristiche più importanti che un arbitro deve avere? «Autorevolezza e
credibilità». Perché un ragazzo di quindici-sedici anni dovrebbe fare l'arbitro
secondo Nicchi? «Perchè ne avrebbe giovamento come persona».
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESCIA VALDINIEVOLE
pag. 18 di Sergio Silvestrini ALESSANDRO Bartalini (nella fot... di Sergio
Silvestrini ALESSANDRO Bartalini (nella foto) è il nuovo delegato aziendale
della Cisl Medici all'Ospedale di Pescia. Presta servizio presso l'unità
operativa di Radiologia da 17 anni. In tutto questo lungo periodo molte cose
sono cambiate, forse in meglio, ma sicuramente molte in peggio. Tutto ciò è
frutto del sistema di accorpamenti che purtroppo è svincolato dalla volontà dei
medici, anche se la consapevolezza degli eventi ha fatto sì che la "comunità"
sanitaria si adattasse facendo sopravvivere l'ospedale mantenendolo su livelli
di prim'ordine. Perché è arrivato a una scelta attiva nel sindacato? «La mia
scelta di scendere in campo attivamente a livello sindacale, non nasce per puro
caso. Da tempo era nell'aria un senso di sfiducia dei colleghi e di tutti gli
operatori del servizio. Confrontandomi con loro e osservando come giorno dopo
giorno la nostra vita lavorativa perdeva di interesse e i comuni obiettivi
venivano meno, mi sono posto il problema di come fosse possibile ricompattare
un organico professionale di alto profilo, purtroppo così diviso.Centrando il
problema ho capito che un sicuro momento di condivisione è legato alle
preoccupazioni dovute a un disagio collettivo riguardo la commistione dell'essere medico che costantemente si scontra con la burocrazia e i legacci che essa impone».
Può spiegarsi meglio? «Definizioni come Ospedale per Intensità di Cura, restano
ancora delle belle parole da leggere, ma di non facile comprensione e applicazione
anche per gli stessi operatori; figuriamoci poi per il comune cittadino.
La libera professione, che dovrebbe essere concepita come biglietto da visita
con la quale l'Azienda offre dei servizi aggiuntivi, anche se a pagamento, con
la scelta del professionista da parte dell'utente, ancora oggi presenta
problematiche da risolvere«. Quali gli obiettivi? «Spero di stabilire un vero e
proprio colloquio, prima ancora di una concertazione, con i vertici aziendali.
Un obiettivo che oltrepassa ideologie politiche e bandiere, quello fatto solo
di idee e confronti, ma anche di soluzioni che portino un sicuro vantaggio e
prestigio per l'intera Azienda che, guarda caso, è fatta anche dai medici e da
tutti gli operatori del settore. E' altresì ovvio che la risultante di
un'intesa in tal senso sarà a beneficio di chi l'Ospedale, suo malgrado, lo
vive, ovvero l'utente. Proprio questo ribaltamento di posizioni, con una
maggiore e più proficua collaborazione fra le parti interessate in un progetto
unico, dovrà necessariamente portare a un miglioramento produttivo con un
innalzamento della qualità delle prestazioni».
( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)
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Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2009-03-05 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Unica sede Il Comune riunisce in un'unica sede tutti gli archivi
presenti sul territorio Struttura hi-tech Sale climatizzate, consultazioni e
laboratorio per le manutenzioni Nasce la casa della memoria In via Pertini
troveranno posto sessanta chilometri di documenti comunali, la storia
dell'amministrazione MESTRE — Sessanta chilometri, la distanza che separa
Venezia da Vicenza. Tanto è lo spazio per i documenti nel nuovo archivio
comunale. Ieri la consegna all'amministrazione dello stabile di via Pertini (
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MONZA pag. 4
Copisti, falegnami, operai ed estetiste In carcere si impara a lavorare Per 60
detenuti arrivano commesse da tutta la Brianza di MARCO GALVANI I LABORATORI
sono già pronti. Resta solo da smaltire l'ultima burocrazia e poi si può cominciare a
lavorare. Due detenuti porteranno avanti il servizio di copisteria per una
sessantina di Comuni della Brianza, mentre altri due si occuperanno
dell'assemblaggio di componenti per televisori Lcd e stampanti. Detenuti
assunti regolarmente con contratti di lavoro a domicilio quando non con borse
lavoro del Comune. In totale sono circa sessanta i carcerati che lavorano
all'interno della casa circondariale di via Sanquirico. Un'attività in continua
e costante crescita, spinta dal direttore Massimo Parisi e resa possibile con
la collaborazione degli agenti di polizia penitenziaria. Le commesse arrivano
da ditte esterne. La Vetreria Paci di Seregno, ad esempio, si affida ai
detenuti per assemblare vetrine, mentre il Comune di Monza sfrutta la falegnameria
per riciclare la legna tagliata del Parco realizzando arredi per il Parco
stesso come ad esempio cestini portarifiuti, tavoli e panchine. Un paio di
detenuti si occupano, invece, dell'assemblaggio di pallets mentre altri sei
lavorano per conto dell'Atm e della Peg Perego per il cablaggio delle carrozze
della metropolitana e per i giocattoli. Commessa divisa anche con la sezione
femminile del carcere, dove vengono impegnate una ventina di donne. «Vanno poi
aggiunti tutti i lavori domestici - spiega il direttore -, dalla cucina alla
lavanderia, dalla pulizia alla consegna di vitto e spesa. E questa è
un'attività svolta a turno che coinvolge duecento detenuti». DEVE invece ancora
decollare l'attività della serra, «forse l'unico mio cruccio», ammette Parisi.
Attualmente è utilizzata come deposito per lo stoccaggio di materiale delle
altre lavorazione ma «spero quanto prima di far partire un corso di
ortoflorovivaismo». Intanto saranno avviati altri corsi finanziati dalla
Regione Lombardia attraverso un budget di circa 400mila euro assegnato in dote
al carcere di Monza in base al numero di reclusi: «Avremo corsi di
acconciatore, sartoria, informatica, cucina, legatoria e anche
elettromeccanica, in modo tale anche da garantire continuità ad attività
avviate e che rischiano di perdere manodopera per il ricambio frequente dei
reclusi - spiega il direttore -. Il mio obiettivo è di riuscire a utilizzare le
competenze acquisite dai detenuti per avviare o ampliare attività lavorative.
Già chi seguirà il corso per acconciatore sarà impegnato e pagato come
parrucchiere del carcere».
( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-03-2009)
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GIORNO E NOTTE
FIRENZE pag. 28 di OLGA MUGNAINI L'IDEALE sarebbe un volto alla Francesco Nuti (<... di OLGA MUGNAINI L'IDEALE sarebbe un volto alla Francesco Nuti (foto sotto), tenero ma frizzante, di quelli che ti strappano un sorriso solo a guardarli. Una faccia da toscanaccio che sappia interpretare l'ironia e il sarcasmo di questa terra e che in qualche modo riassuma l'essenza del "genio fiorentino". E infatti «Tanti Mario» il film che la Leonardo Cinematografica si appresta a realizzare è prodotto proprio dalla Provincia di Firenze, sotto le insegne del progetto culturale "Genio Fiorentino" del 2009. Per il cast di questa produzione, che sarà girata tutta a Firenze, si cerca il protagonista, che non sarà quindi un attore famoso, ma un volto nuovo per questo primo film below cost production, ossia sotto costo, con appena 50 mila euro di budget. L'aspirante protagonista dovrà essere tra i 30 e 40 anni, capelli mori, di altezza media, con un fisico longilineo e preferibilmente con una vis comica ed espressiva, anche nel corpo. Chi ritiene di poter tentare, può presentarsi per i provini oggi alle 16, oppure sabato mattina alle 10 al circolo Sms Andrea del Sarto in via Manara 12. Ma non è finita. Sempre allo stesso casting la produzione cerca anche un altro bel gruppone di attori con età dai 40 ai 60 anni, di varia corporatura da utilizzare come comparse. L'altra ventina di attori sono stati invece già selezionati: sono tutti fiorentini, alcuni noti altri meno e per lo più provengono da scuole di cinema e di recitazione. Un'altra ventina sono poi i tecnici della troupe. Il primo ciak è fissato per il 16 marzo, con i set che si sposteranno a un capo all'altro della città, ma con Firenze sempre e comunque in sottofondo. La storia parla di un giovane tra i 30 e 40 anni, appunto, che guarda caso cerca di sfondare nel mondo del cinema. Un'avventura non certo facile, dal sapore dolce-amaro, >che
mette in risalto ostacoli e ottusità della burocrazia e dei meccanismi presenti nel mondo dello spettacolo. Un film divertente,
assicurano dalla produzione, ma con risvolti anche tristi: «Per certi aspetti
dicono dalla Leonardo Cinematografica vuol ricordare lo stile di "Travolti
da un insolito destino..." di Lina Wertmuller, dove si ride ma allo
stesso tempo non si trascura il lato tragico della situazione. E per fare
questo ci manca il Mario giusto, con la faccia giusta. Sì, uno come Francesco
Nuti sarebbe perfetto. Diciamo che speriamo di inventarne uno nuovo e di
lanciarlo davvero nel mondo del cinema, come racconta la trama del film». A
dirigere il film sarà Lorenzo Pecchioni, anche lui regista fiorentino; mentre
la sceneggiatura è firmata da Emilio Cribari. Il suo lavoro è stato scelto tra
quindici scritture selezionate da un concorso bandito dalla Provincia. Il soggetto
era a tema libero, a patto che restasse legato al territorio, a Firenze e allo
spirito del "genio". Ma come è possibile realizzare tutto ciò con
appena 50mila euro? «E' la scommessa che abbiamo fatto insieme alla Provincia
spiegano dalla Leonardo Cinematografica . Siamo un'associazione culturale che
girerà questo lungometraggio in digitale, cercando di contenere al massimo i
costi. Abbiamo presentato la proposta il giugno scorso ed è piaciuta, al punto
che la Provincia si è detta disponibile a finanziare questa prima pellicola
below cost production. Adesso siamo pronti a cominciare».
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA RICCIONE
pag. 11 Morto sul lavoro, l'operaio stava ancora pagando il mutuo per la
betoniera TRAGEDIA MASSIMO PIRONI, CANDIDATO A SINDACO, FA UN APPELLO A TUTTE
LE ISTITUZIONI PER UN GIRO DI VITE' SULLA SICUREZZA NEI CANTIERI STAVA ancora
pagando il mutuo per la sua betoniera, Riccardo Baldi, l'operaio di 29 anni,
morto in un cantiere edile di Riccione. Sul lavoro e in ditta lo ricordano come
un lavoratore e una gran brava persona lavoratore. Baldi ha abitato per un po'
a Gradara, in una casa di campagna, dove teneva anche un cavallo, ma la sua
vita tranquilla è finita in tragedia. Trattandosi di infortunio sul lavoro, la
Procura di Rimini non ha ancora autorizzato i funerali. Sull'onda della
disgrazia accaduta a Riccione Abissinia l'assessore regionale Massimo Pironi,
candidato a sindaco, lancia un appello a tutte le istituzioni, affinché si dia
un giro di vite sulla sicurezza nei cantieri e sulla legalità, anche con la
formazione nelle scuole. «Nei programmi esorta bisogna tenere presenti le
priorità suggerite dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Occorre garantire la sicurezza, senza incidere sulla burocrazia ed educare gli studenti delle
scuole superiori, prima che entrino nel mondo del lavoro. E' quello che
proporrò soprattutto negli istituti professionali. Spesso , purtroppo,
erroneamente si ostenta sicurezza. Ci si vergogna di portare caschi e scarpe
adatte». L'impegno, secondo Pironi, deve coinvolgere tutti, Ausl, Inail
e altri enti, compreso il Comune, la Provincia e la Regione che ha appena
approvato una legge su appalti e cantieri ed effettivi controlli. «Serve anche
un forte raccordo tra sindacati e imprese, in ballo c'è la vita», ricorda.
Image: 20090305/foto/11906.jpg
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2009-03-05 num: - pag: 43
categoria: REDAZIONALE Arte Nel giorno in cui il Consiglio finale dell'era
Settis critica i tagli, spunta mezzo miliardo giacente Beni culturali, il
tesoro non speso Problemi di regole e competenze. Carandini:
«Colpa della burocrazia» di
PAOLO CONTI M ezzo miliardo di denaro pubblico. Per la precisione 444 milioni e
167.870 euro. è la cifra che decine di soprintendenze italiane (archeologiche,
architettoniche, paesaggistiche, storico- artistiche, archivistiche, per i beni
librari) non sono riuscite a spendere nel 2008. Soldi diventati residui
passivi. Denaro che è stato «rimodulato», cioè sottratto al progetto mai
realizzato e destinato a piani successivi. Dalla legge finanziaria del
( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-03-2009)
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CRONACA PERUGIA pag.
7 di LUCA VAGNETTI PERUGIA ALL'INDOMANI del pronunciamento... di LUCA VAGNETTI
PERUGIA ALL'INDOMANI del pronunciamento positivo del Consiglio Regionale sul
piano regionale integrato per le non autosufficienze, le associazioni sindacali
si godono il loro trionfo. «Il fondo per le non autosufficienze è finalmente
divenuto legge ha dichiarato il segretario regionale della Cisl, Claudio
Ricciarelli, nel corso di una conferenza stampa (nella foto) organizzata da
Cgil, Cisl e Uil ed entro tempi brevi attendiamo che venga approvato il
provvedimento attuativo. Il Prina è un segnale concreto per ventiquattromila
famiglie, che da tempo attendevano un intervento pubblico in una materia
delicata come il settore dell'assistenza ai disabili, ai malati e a tutte quelle
persone impossibilitate, a vario titolo, a provvedere ai propri bisogni
primari. Le associazioni sindacali, con la loro azione, hanno permesso che si
creassero le condizioni per un accordo tra le parti, per cui riteniamo di poter
rivendicare parte del merito per la stanziazione di questo fondo». E' anche
vero che, secondo i sindacati, il tutto «si poteva fare meglio e prima», non
fosse stato per «i tempi troppo lunghi della politica e
della burocrazia». Una
cifra non indifferente, pari a quasi 32 milioni (più di 20 provenienti dalle
risorse sanitarie locali, 7,5 da finanziamenti statali e altri 4 garantiti in
via straordinaria dalla Regione), che verrà destinata a quattro tipologie di
intervento: il rafforzamento dell'assistenza domiciliaria, l'ampliamento
dei posti letto nelle strutture sanitarie specifiche, la realizzazione di
centri per la recezione diurna dei pazienti e aiuti economici diretti' alle
famiglie in difficoltà. «Le opere fornite verranno assicurate sulla base di un
patto, una sorta di contratto o di accordo, siglato tra il beneficiario del
servizio e l'ente pubblico che lo eroga ha proseguito Ricciarelli stabilendo
precisi criteri riguardo alle prestazioni fruite e fruibili, la modalità di
tali prestazioni, i tempi e i soggetti responsabili della gestione dei servizi;
questo è un altro aspetto per cui ci siamo molto battuti». «L'Umbria è una
delle prime regioni d'Italia a dotarsi di un piano per le non autosufficienze
ha dettoi il segretario regionale Spi-Cgil Graziano Massoli ma questo non è certo
l'unico problema che dovrà fronteggiare il territorio. dove la popolazione
invecchia: casa, sicurezza e cittadinanza attiva sono tematiche calde, che
andranno affrontate con serietà e celerità. Non lasceremo che le risorse Prina
vengano utilizzate per altri scopi».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
05-03-2009)
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VETRINA BOLOGNA
PROVINCIA pag. 16 Rita non ha cuore per i bimbi Cercava ragazzo di Loiano
scomparso: multato. «L'altruismo non paga» SENZA PAROLE Raimondo Colella
davanti all'auto pizzicata' dall'occhio elettronico (foto di Mario Rebeschini)
di GIANNI LEONI «UN SECONDO ricorso? No. Ho già perduto troppo tempo e alcuni
giorni di lavoro. Da questa vicenda, quindi, voglio uscire al più presto e per
sempre. E allora ho deciso: pago la multa, ma in futuro, anche davanti a
un'aggressione, a uno stupro o a un omicidio, giro la testa e allungo il passo.
Insomma: non vedo, non sento e proseguo». E' amareggiato, Raimondo Colella, 53
anni, Strada Maggiore 80, dipendente di un'azienda nella
zona dell'Interporto e involontario protagonista di una storia di ordinaria burocrazia che gli ha spento il senso
del dovere morale e civico'. «Amarezza? Indignazione, piuttosto», corregge tra
i campi di Castel Maggiore mentre sventola il foglio della Prefettura che
dichiara inammissibile il ricorso di cui in premessa'. La premessa' rimanda
al buio del 28 dicembre 2008, quando Chi l'ha visto?' lanciò un appello per la
ricerca di un ragazzino scomparso da Sabbioni di Loiano. «FINO a pochi anni fa
risiedevo nel paese lungo la via per la Futa e quel ragazzo lo conosco
benissimo. La notizia della sua sparizione, quindi, mi ha subito coinvolto e
quando la conduttrice del programma ha detto che le ricerche erano concentrate
nel centro di Bologna sono uscito in macchina insieme con mia moglie per
cercare di essere utile. Come residente, posso percorrere le strade del centro,
ma quella notte c'era la necessità di spingersi anche nella zona vietata della
T', e cioè in via Rizzoli, in via Ugo Bassi e in via Indipendenza», racconta
Colella. Come risolvere il problema? «Un amico di Loiano ha spiegato tutto a un
gentilissimo capo pattuglia della polizia che ci ha chiesto di collaborare alle
ricerche ed ha trascritto i numeri di targa delle nostre vetture, quelli della
mia Mercedes sono CC217WJ, per segnalarli ai vigili urbani che avrebbero di
conseguenza annullato l'infrazione del transito nell'area di Rita'». TUTTO A
POSTO, allora, anche per l'esito della vicenda visto che la Polfer aveva
trovato il ragazzo a Napoli. E invece, qualche tempo dopo, il postino ha
recapitato a Colella una raccomandata con una multa di 83 euro. «Certo, un
equivoco, ho ipotizzato, prima di sportarmi alle Roveri, dai vigili urbani.
Spiegare? Chiedere chiarimenti? Impossibile: davanti a me c'era un muro. In
sostanza, sono stato messo alla porta». Ma un'ulteriore beffa era in agguato
dietro l'angolo. «Ho rivisto il capo pattuglia di quella notte. E' stato lui,
sempre gentilissimo, a riconoscermi. Quando gli ho riassunto la situazione, mi
ha fornito il nome del funzionario al quale aveva girato la relazione con i
numeri di targa. Nel ricorso in Prefettura, quindi, ho aggiunto le generalità
del funzionario e quelle dell'agente. La risposta? E' dell'altro giorno e, in
sintesi, recita così: Rilevato che il ricorso non è stato prodotto né
dall'obbligato in solido al quale sia stata notificata la violazione né dal
trasgressore, decreta il ricorso inammissibile'. Allucinante: il trasgressore
sono io, il ricorso l'ho presentato io, ma la Prefettura sostiene il contrario
e, soprattutto, smentisce l'operato di un capo pattuglia e di un funzionario
della polizia di Stato. Adesso pago e in futuro, davanti a qualsiasi fatto,
saluto e proseguo». Image: 20090305/foto/1543.jpg
( da "Italia Oggi" del 05-03-2009)
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ItaliaOggi sezione:
Un professionista al giorno data: 05/03/2009 - pag: 23 autore: di Lorenzo
Morelli La vita e la carriera di Anna Spanò, partner dello studio legale
Orrick, Herrington & Sutcliffe Il mio progetto? È l'energia Nella
professione ho un approccio multidisciplinare Ma l'impegno e la dedizione li ho
imparati dallo sport Dal diritto della navigazione all'energia rinnovabile,
passando attraverso esperienze professionali nelle law firm di New York e
l'attività giuridica nelle multinazionali americane della consulenza e della
revisione. Sono questi i punti cardinali della carriera di Anna Spanò, partner
dello studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe, specializzata in
project financing nel settore energia e in particolar modo nello sviluppo di
progetti legati alle fonti rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico. Ma
prima di dedicarsi a questo settore strategico per lo studio legale inglese, in
Italia dal 2003 con circa 70 professionisti nel suo organico, Spanò ha vissuto
diverse importanti esperienze lavorative in Italia e all'estero. La professione
dell'avvocato è stata una scelta meditata fin dagli anni del liceo, quando la
sua predisposizione per le materie umanistiche la faceva tentennare tra la
carriera giornalistica e il corso di laurea in filosofia. Alla fine la scelta
di iscriversi a giurisprudenza ha trionfato. Nel 1989 Spanò si è laureata in
diritto della navigazione con una tesi sperimentale per poi iniziare a lavorare
presso lo studio dell'avvocato Raimondi e in seguito presso lo studio legale
Fogliani in collaborazione con il professore Romanelli e diventare procuratore
nel 1993. La voglia di mettersi in gioco e scoprire il mondo ha portato la
giovane avvocatessa a partire per gli Stati Uniti. «Andare a lavorare in
America era un modo per arricchire il mio curriculum, la mia vita e vedere la
professione da un punto di vista più internazionale. Ho vissuto a New York un
anno. Prima sono stata da De Orchis & Partners, poi da Holland &
Knight. Ho un bellissimo ricordo perché oltre a lavorare molto ed essere subito
alle prese con le cause di clienti importanti, ho avuto modo di fare delle
belle amicizie e di vivere in una città stupenda, cosmopolita, che ti offre
moltissime opportunità». Dopo l'esperienza americana, nel 1995 Spanò è
rientrata in Italia per unirsi al team degli avvocati di Ernst&Young, dove
ha sviluppato le competenze in diritto societario e in merger and
acquisition.«Sono stata in E&Y per otto anni e ho imparato molte cose,
soprattutto ho consolidato la parte finanziaria del diritto e ho acquisito
l'approccio multidisciplinare e l'importanza di mescolare diverse
professionalità all'interno di uno stesso deal». In quel periodo Spanò ha
curato l'operazione da 800 milioni di euro della dismissione da parte di Enel
delle centrali idroelettriche in Valle d'Aosta, acquisite da una finanziaria
della regione. E ancora, Tecnoborgo il termovalorizzatore di Piacenza, società
partecipata da Enìa Spa e Veolia. Nel 2003 c'è stato il passaggio allo studio
legale Orrick guidato da Alessandro De Nicola, ex responsabile del dipartimento
legale di E&Y. In questi anni Spanò si è specializzata in assistenza dei
clienti nel settore energy in particolare rinnovabili e project finance di centrali
elettriche. Nello specifico ha assistito il fondo Novenergia II che ha
finanziato la realizzazione di quattro megawatt in Puglia. «In questo settore
la cosa più difficile che ci mette spesso in difficoltà con
i nostri partner stranieri è la burocrazia italiana. Molti progetti sono fermi da anni perché nonostante ci
siano state le votazioni e le varie delibere, c'è sempre un tassello mancante
che blocca operazioni da milioni che coinvolgono molti paesi. Questo è un
problema perché l'Italia rischia di perdere delle opportunità di sviluppo per
una pigrizia amministrativa. E la cosa più difficile è spiegare il
nostro paese a chi non vive qui», dice l'avvocato che è anche membro della
European corporate, energy and antitrust groups.Nel tempo libero l'avvocato ama
dedicarsi alla sua famiglia e al suo bambino, Pietro, di 6 anni. Le piace lo
sport e pratica il tennis, «più che altro per divertimento». Durante gli anni
della scuola infatti ha praticato per dodici anni ginnastica artistica, la
disciplina che comprende corpo libero, trave, cavallo e parallele asimmetriche.
«Dall'attività sportiva ho imparato molte cose. La disciplina prima di tutto,
ovvero la determinazione per raggiungere un obiettivo che si può ottenere solo
dedicandosi anima e corpo. Anche se quello che fai ti piace non vuol dire che
questo non comporti sacrificio, fatica e rinunce. Nello sport come nel lavoro
vale la stessa regola: impegno e dedizione».
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2009)
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Arenzano Rugby,
battaglia per la costruzione del nuovo campo il caso Un
intreccio di burocrazia,
interessi e scelte degli enti locali paralizza il progetto della società
fondata solo l'anno scorso 05/03/2009 Arenzano. Tanta voglia di giocare a
rugby, ma nessuna possibilità di allenarsi. In una conferenza stampa
organizzata ieri ad Arenzano, i dirigenti della neo-società sportiva "Arenzano
Rugby" (fondata nel 2008) denunciano le difficoltà burocratiche,
oltre che finanziarie, di trasformare un ex-campo pratica accanto al golf
arenzanese a loro affidato (all'interno della Pineta di Arenzano) in un
impianto sportivo da dedicare a schemi di gioco, touche e mischie. «È una
situazione paradossale che si sta trasformando in una vera e propria odissea. -
spiega Oscar Stabile - Abbiamo l'area in comodato d'uso gratuito, ma la
Comunione della Pineta ci sta ponendo difficoltà burocratiche e legali per
accedervi». L'oggetto del contendere è proprietà della Orivest, un'enclave
all'interno della Pineta, alle spalle della zona del Portichetto. Questa, fino
allo scorso 28 febbraio, era in uso alla comunione di Arenzano, e nell' ottobre
2008 la proprietà ha chiesto la restituzione dell'area. In una lettera del 9
febbraio, diffusa tra tutti gli abitanti della zona, l'amministratore della
Comunione ha informato "che il Consiglio Direttivo si è attivato fin da
subito al fine di tutelare al meglio gli interessi ed i diritti dei
partecipanti alla Comunione, nonché il rispetto del Regolamento che disciplina
la buona convivenza nel Comprensorio'". «Sono sconcertata da questo tipo
di posizione da parte degli interessati -spiega Cinzia Damonte, presidente del
sodalizio sportivo - La creazione di un impianto sportivo non può che essere un
punto di qualificazione per la zona, che offrirà spazio ad uno sport che è in
grande sviluppo, vista la scarsezza di impianti dedicati a esso in Liguria.
Nonostante un tentativo di mediazione ci troviamo davanti ad una situazione che
rischia di non avere via d'uscita». In poche parole gli atleti potrebbero non
poter accedere all'impianto perché si trova in un'area privata regolamentata da
sbarre. Conclude Antonello Pischedda, uno degli allenatori: «Non demordiamo,
abbiamo decine di ragazzi di tutte le età che vogliono imparare a giocare con
l'ovale. L'entusiasmo non ci manca, avremo un campo, come a Recco e a
Cogoleto». Claudia Lupi 05/03/2009
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
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Il debito pubblico
italiano è un problema reale, bisogna fare qualcosa Marcegaglia al governo:
basta immobilismo La ricetta di Confindustria: «Più cantieri aperti e un
mediatore fra banche e aziende» L'APPELLO La proposta dal Fvg ECONOMIA La
leader degli imprenditori italiani chiede a Berlusconi interventi a sostegno
dell'impresa «Servono incentivi fiscali». Poi l'autocritica: «Anche noi
dobbiamo tagliare il 15% dei costi» Emma Marcegaglia è nata a Mantova il 24
dicembre 1965 È la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente di Confindustria
Ieri era in Friuli Venezia Giulia per la cerimonia di commemorazione di
Adalberto Valduga di RENATO D'ARGENIO UDINE. «Non possiamo più aspettare: il
governo deve prendere decisioni chiare a sostegno dell'economia e delle imprese
così come stanno facendo gli altri Paesi e tra queste decisioni deve pensare
anche al mediatore del credito, una sorta di giudice di pace nei rapporti tra
banche e imprese». E' il messaggio lanciato da Udine da Emma Marcegaglia. In
Friuli per ricordare Adalberto Valduga, la presidente di Confindustria, ieri
mattina, ha incontrato i vertici regionali e ha fatto il punto sulla
situazione. Immobilismo. «L'immobilismo è la soluzione peggiore. Il Governo
deve prendere decisioni chiare a sostegno dell'economia e delle imprese, così
come stanno facendo gli altri Paesi». Secondo Marcegaglia, «il vincolo del
debito pubblico è un problema reale, ma l'immobilismo peggiora le cose. Viviamo
una crisi, nata come finanziaria, che si è trasformata in profonda crisi reale.
Una crisi globale, ma il dato più preoccupante è che non sappiamo quanto
durerà. In questo momento fare scelte è quanto mai complicato per le aziende.
Ma quello che è certo è che non si può uscire dalla crisi con una spesa
pubblica che continua a gravare su tutti. Non si può andare
avanti con una burocrazia
così penalizzante. Non si può, infine, non mettere mano alle riforme».
Ammortizzatori sociali. «Bisogna intervenire subito sugli ammortizzatori
sociali, soprattutto quelli in deroga, con risorse disponibili e destinate a chi
ha veramente bisogno. Ma nel momento in cui ci si chiede di fare una
grande riforma degli ammortizzatori sociali, noi diciamo che serve una riforma
delle pensioni. Noi - ha detto Marcegaglia - abbiamo un
"welfarestate" che è tutto sbilanciato sulle pensioni. Sarebbe meglio
avere più soldi stanziati per chi perde il posto di lavoro e, quindi, per gli
ammortizzatori sociali, per le donne e per la famiglia. Il nostro welfare,
invece, è tutto sbilanciato da quella parte. Per questo diciamo che le risorse
per quella riforma si possono reperire riformando il sistema pensionistico».
Credito. «Dobbiamo fare in modo che le banche continuino a sostenere le
imprese. Chiediamo siano costituiti il mediatore del credito e gli osservatori
del credito. E' necessario che la Sace (azienda che offre prodotti assicurativi
finalizzati a promuovere l'internazionalizzazione delle imprese) accompagni con
maggiore incisività le esportazioni e che sia individuato un fondo di garanzia
statale per l'allungamento dei crediti alle imprese. Necessario anche che le
imprese possano scontare i crediti che hanno nei confronti delle pubbliche
amministrazioni». La presidente si è soffermato anche sui sistemi di pagamento
tra aziende all'interno della catena della fornitura. «Capiamo le difficoltà,
ma non possiamo da noi contribuire allo strangolamento delle imprese».
Infrastrutture. «Occorre investire per colmare il gap, ma anche per rilanciare
l'economia. Vanno finanziate pure le piccole opere, che potrebbero essere
cantierizzate subito». Fisco. «Serve una politica fiscale di incentivi a chi
continua ad investire». Marcegaglia ha accennato alla possibilità - condivisa
dai rappresentanti dell'Industria Fvg - di poter ammortizzare l'intero valore
dei beni acquistati. Un metodo anche questo per non bloccare gli investimenti».
Autocritica. «Il nostro di Confindustria è un sistema sano ed autorevole però
anche noi dobbiamo ridurre i costi e fare scelte difficili aggregando i servizi
per evitare duplicazioni. A livello nazionale stiamo puntando a tagliare del
15% i costi».
( da "Arena, L'" del 05-03-2009)
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Giovedì
05 Marzo 2009 CRONACA Pagina 9 LUTTO E BUROCRAZIA. Dalle 9.30 alle 12 il
personale della Genovesa si è trasferito nella chiesa di Borgo Trieste. La
comunicazione era stata inviata alla prefettura Cinquanta impiegati al funerale
e la Motorizzazione resta chiusa Rinviati gli esami di teoria Arrabbiati
diversi utenti Il direttore: «Avevamo avvisato gli addetti ai lavori» Il fine era decisamente nobile:
dare l'ultimo saluto a un collega di lavoro che sarà ricordato «per la sua
voglia di vivere» e l'«allegria» che riusciva a trasmettere. Al punto che
nessuno ha voluto rinunciare a partecipare al funerale. E pazienza se questo
voleva dire chiudere al pubblico, per tutta la mattinata, l'intero palazzo
della Motorizzazione. Nessuna alternativa è stata ritenuta valida. E così, ieri
mattina, nonostante gli avvisi ad agenzie, autoscuole e giornali, i
malcapitati, in gran parte privati, che si sono presentati alla Genovesa armati
di fiducia e delle relative pratiche da sbrigare, si sono trovati di fronte
soltanto cancelli e sportelli chiusi e uffici deserti. Tutti i 51 impiegati e
funzionari erano a Borgo Trieste, nella chiesa di Santa Maria Addolorata, per i
funerali del loro collega, deceduto improvvisamente domenica. Alla Genovesa non
c'era rimasto nessuno. Solo una voce al telefono ripeteva, gentilmente, di
ripassare in altra data. E un cartello affisso sulla ringhiera invitava gli
aspiranti conducenti, «causa lutto ufficio», a tornare, per l'esame di teoria,
venerdì. Roba da far rizzare i capelli in testa a Brunetta, ma capace anche di
scatenare le proteste di diversi automobilisti, alcuni dei quali avevano
sacrificato una mezza giornata di permesso dal lavoro per poter completare
l'immatricolazione, fare l'esame, o presentare la documentazione della targa
dello scooter. Insomma, l'interruzione del servizio, anche per un motivo così
serio come il funerale, non è stata gradita. E non basta che, grazie agli
avvisi spediti in giro per la provincia, a farne le spese siano stati
praticamente solo i privati: «È una questione di principio», spiega un
automobilista. «Ma anche di rispetto per gli utenti. Posso capire il dolore e
l'affetto per il collega, ma non si tratta di un'azienda privata. È un servizio
pubblico, almeno con personale ridotto poteva rimanere aperto». Il direttore
della Motorizzazione, Fabio Mezzalana, si è detto sinceramente stupito di tanto
clamore: «Il nostro impiegato è deceduto domenica. Abbiamo provveduto a
chiedere il permesso alla Prefettura che ce lo ha concesso». La Prefettura,
interpellata, ha spiegato che si è trattato di aver ricevuto una comunicazione
e che non «era necessaria l'autorizzazione perché era una decisione presa dal
dirigente». E prosegue: «Le agenzie di pratiche automobilistiche, le autoscuole
e tutti quei servizi che orbitano attorno alla nostra motorizzazione, sono
stati avvisati per tempo. Anche sul nostro sito internet era evidenziato che
saremmo rimasti chiusi per lutto. Forse qualche operatore privato sarà anche
passato ed ha trovato la porta chiusa. Ma scusate, un po' di umanità. È morto
un nostro caro collega». Il direttore, invece, non replica neppure
all'obiezione se non si poteva evitare l'assenza contemporanea di tutti i 51
dipendenti. Di quel gruppo di persone che, peraltro, ha dimostrato di saper
costruire negli anni una struttura efficiente e moderna, come testimoniano i
dati delle pratiche evase ogni anno. Persone che di fronte alla morte di un
collega hanno deciso, tutte assieme, di interrompere il lavoro e ritrovarsi in
chiesa per l'ultimo saluto. Cose che accadono in un paese dove l'assenteismo è
invocato molte volte a sproposito, ma dove almeno si rispettano i morti.
( da "Giornale.it, Il" del 05-03-2009)
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n. 55 del 2009-03-05
pagina 0 Tremonti: "Il 2009 peggio del 2008" di Redazione Il ministro
dell'Economia vede neri i prossimi mesi. Ma indica la via per uscirne:
"Attenti al rischio dei rischi: il blocco del credito. Bisogna aumentare
il credito alle impresesane. Fondamentale la tutela del risparmio. E alle
banche: "Inaccettabile dire che i Tremonti bond sono troppo cari"
Roma - Peggiorano le condizioni dell?economia. Lo ammette anche il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti. "Il 2009 sarà un anno più difficile del
2008". Tremonti, in occasione del "Credit e liquidity day", al
ministero dell?Economia, ha sottlineato: "Come tante volte abbiamo detto
guardando oltre le congetture, siamo e sappiamo di essere in terra incognita".
Per il ministro è "necessario uno sforzo collettivo. Governo, imprese,
parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per
quanto possibile, l?impatto della crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due:
coesione nella società e conservazione della base industriale". Credito
alle imprese Nella crisi economica il "rischio dei rischi" è la
stretta creditizia, che minaccia le imprese e l?intero sistema produttivo. Lo
ha sottolineato il ministro dell?Economia. "è assolutamente strategico -
ha detto - contrastare il rischio dei rischi, la stretta creditizia in cui si
avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche. In
questa fase è, all?opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane,
non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata
liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la
crisi". Tutela del risparmio "Se c?è una fase storica in cui il primo
comma dell?articolo 47 della Costituzione ha un senso profondo, questa è la
situazione". Tremonti ha infatti spiegato che la scelta di affidare alle
prefetture la vigilanza sulle banche e sul territorio deriva proprio
dall?attuazione del dettato costituzionale che, all?articolo 47 recita: "la
Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,
coordina e controlla l?esercizio del credito". Banche e Tremonti bond è
"inaccettabile" dire che il tasso di interesse dell?8,5% applicato ai
Tremonti-Bond è troppo elevato. Lo ha detto ancora Tremonti sottolineando che
"non è vero che i bond costano troppo e quindi non servono a niente. Non è
vero che alle imprese dovrebbe venire applicato un tasso dell?8,5% maggiorato
dalla ricarica delle banche. Non stiamo parlando di debito ma di strumenti di
patrimonializzazione delle imprese. è come se fosse un aumento di capitale
perché allarga la base di capitale delle banche", ha spiegato il ministro
osservando che la "leva finanziaria" di questi strumenti è
"molto alta, da
( da "Adnkronos" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRISI
ECONOMICA: TREMONTI, SBLOCCARE 100 MLD FERMI PER ECCESSO BUROCRAZIA commenta 0
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 09:56
( da "Reuters Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMA (Reuters) -
Quest'anno sarà per l'economia italiana un anno ancora più difficile del 2008 e
serve uno sforzo collettivo per evitare "il rischio dei rischi" della
stretta creditizia. Ci sono 100 miliardi di euro bloccati
da un eccesso di burocrazia
che devono essere sbloccati. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, in una sintesi del suo intervento alla giornata Imprese-lavoro-banche
dopo che ieri Bankitalia ha avvertito che il Pil 2009 potrebbe ridursi a -2,6%
dal -0,9% stimato da Istat per l'anno appena trascorso. "Il 2009
sarà un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire. Come tante
volte abbiamo detto - guardando oltre tutte le congetture - siamo e sappiamo di
essere in terra incognita", si legge nella nota dell'intervento di
Tremonti. "E' necessario uno sforzo collettivo. Governo, imprese, parti
sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per
quanto possibile, l'impatto della crisi", ha detto Tremonti fissando due
obiettivi principali, la coesione sociale e la conservazione della base
industriale. "E' assolutamente strategico contrastare il rischio dei
rischi, la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i
lavoratori e infine le stesse banche", dice ancora Tremonti nella nota. Il
ministro ha detto che occorre mettere in campo "strumenti nuovi" ma
anche "verificare gli strumenti già in essere". "Ci sono circa
100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia. Parte non marginale della strategia è
sbloccarli". Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano
( da "Rai News 24" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma | 5 marzo 2009
Tremonti: "2009 più difficile del 2008, contro la crisi strumenti
nuovi" Giulio Tremonti "Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del
2008. Il che è tutto dire". Così il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti, nel suo intervento al 'Liquidity Day', la giornata di lavori tra
governo, imprese e banche per individuare soluzioni in grado di fronteggiare la
crisi. Il ministro ha sottolineato la necessita' di "strumenti nuovi da
mettere in campo". Insieme alla predisposizione di strumenti nuovi, ha
spiegato Tremonti, occorre "verificare gli strumenti gia' in essere ma non
ancora sufficientemente valorizzati". Ad esempio, "ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia" che quindi devono
essere sbloccati. Le questioni da affrontare nella giornata di oggi, ha
chiarito il responsabile di Via XX Settembre, riguardano "l'individuazione
di eventuali settori o aree che possono essere maggiormente esposte a razionalizzazione
del credito, quali sono i problemi per l'accesso al credito, quali
strumenti hanno le banche per monitorare le caratteristiche dei clienti, come
affrontare le controversie con i clienti, come valorizzare l'attivita' delle
prefetture sul monitoraggio del credito". Per il ministro Tremonti,
"è assolutamente strategico contrastare il 'rischio dei rischi', la
stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e
infine le stesse banche". "In questa fase -ha detto Tremonti- è
strategico, aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in
momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può evitare la chiusura di
impresa che sono in grado di evitare la crisi".
( da "TgFin.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Crisi: Tesoro, vanno sbloccati 100 mld fermi per eccesso di burocrazia Il 2009 sara' peggiore del
2008 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 05 mar - "Il 2009 sara' un anno
ancora piu' difficile del 2008". E' quanto si legge in una nota del Tesoro
in occasione della giornata dedicata al tema 'Imprese, lavoro, banche'.
Nella nota si sottolinea come debbano "essere messi in campo strumenti
nuovi e vanno verificati gli strumenti in essere non ancora sufficientemente
valorizzati: ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un
eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale della
strategia e' sbloccarli". Dlu-cel-dm-Y- (RADIOCOR) 05-03-09 09:47:46
(0057) 3 NNNN
( da "Affari Italiani (Online)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Economia Crisi,
allarme di Tremonti: "2009 anno orribile" Giovedí 05.03.2009 10:07
Lontani i tempi in cui Silvio Berlusconi minimizzava i rischi della crisi.
Quello odierno è un presente durissimo e un futuro che non accenna a
migliorare. Parola di Giulio Tremonti. "IL 2009 sarà un anno ancora più
difficile del 2008. Il che è tutto dire" dice il ministro dell'Economia
incontrando al ministero, durante il Liquidity Day, i rappresentanti delle imprese
e delle banche. "E' necessario uno sforzo collettivo - continua il
ministro Governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie
devono agire per ridurre, per quanto possibile, l'impatto della crisi. Gli
obiettivi fondamentali sono due: coesione, nella società e conservazione della
base industriale". No alla stretta creditizia. Per Tremonti nella fase
attuale il "rischio dei rischi" è la stretta creditizia, che minaccia
le imprese e l'intero sistema produttivo. "E' assolutamente strategico -
spiega il titolare dell'Economia - contrastare il 'rischio dei rischi', la
stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e
infine le stesse banche". "In questa fase - aggiunge il ministro - è,
all'opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo
alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può
evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la crisi".
Servono strumenti nuovi. Occorre mettere in campo "strumenti nuovi" per affrontare "subito" alcune questioni, come ad
esempio l'eccesso di burocrazia che arriva a bloccare circa 100 miliardi di euro. Per Tremonti
bisogna "verificare gli strumenti già in essere ma non ancora
sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul
territorio da un eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale della strategia è sbloccarli".
tags: tremonti05032009
( da "RomagnaOggi.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
5 marzo 2009 - 10.46
(Ultima Modifica: 05 marzo 2009) Il 2009 sarà un anno molto più difficile di
quello passato. Lo dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso
del 'Credit e liquidity day', in corso al ministero. "Come tante volte
abbiamo detto, guardando oltre tutte le congetture, siamo e sappiamo di essere
in terra incognita", ha detto il ministro, sottolineando che è
"assolutamente strategico contrastare la stretta creditizia in cui si
avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche". In
questa fase, continua il ministro, "e' strategico aumentare il credito
alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficolta'.
Assicurare adeguata liquidita' puo' evitare la chiusura di imprese che sono in
grado di superare la crisi". Il ?costo' della burocrazia. "Devono essere messi in
campo strumenti nuovi, devono essere verificati gli strumenti gia' in essere,
ma non ancora sufficientemente valorizzati", ha esortato il ministro. E
inoltre, "ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da un
eccesso di burocrazia.
Parte non marginale della strategia e' sbloccarli".
( da "Wall Street Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ITALIA: TREMONTI, IL
2009? PIU' DIFFICILE DEL 2008 di WSI Per il ministro dell'economia serve quindi
uno sforzo collettivo per evitare "il rischio dei rischi" della
stretta creditizia. -->ROMA (Reuters) - Quest'anno sarà per l'economia italiana
un anno ancora più difficile del 2008 e serve uno sforzo collettivo per evitare
"il rischio dei rischi" della stretta creditizia. Ci sono 100 miliardi di euro bloccati da un eccesso di burocrazia che devono essere sbloccati.
Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in una sintesi del suo
intervento alla giornata Imprese-lavoro-banche dopo che ieri Bankitalia ha
avvertito che il Pil 2009 potrebbe ridursi a -2,6% dal -0,9% stimato da Istat
per l'anno appena trascorso. "Il 2009 sarà un anno ancora più difficile
del 2008. Il che è tutto dire. Come tante volte abbiamo detto - guardando oltre
tutte le congetture - siamo e sappiamo di essere in terra incognita", si
legge nella nota dell'intervento di Tremonti. Sopravvivere non e' sufficiente:
ci sono sempre grandi opportunita' di guadagno. Hai mai provato ad abbonarti a
INSIDER? Costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER "E'
necessario uno sforzo collettivo. Governo, imprese, parti sociali, istituzioni
bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile,
l'impatto della crisi", ha detto Tremonti fissando due obiettivi
principali, la coesione sociale e la conservazione della base industriale.
"E' assolutamente strategico contrastare il rischio dei rischi, la stretta
creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le
stesse banche", dice ancora Tremonti nella nota. Il ministro ha detto che
occorre mettere in campo "strumenti nuovi" ma anche "verificare
gli strumenti già in essere". "Ci sono circa 100 miliardi di euro
bloccati sul territorio da un eccesso di burocrazia.
Parte non marginale della strategia è sbloccarli". Sul sito www.reuters.it
altre notizie Reuters in italiano
( da "Metronews" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bike sharing, le
bici non bastano piu' uscito su Metro il 05/03/2009 Lascia il tuo commento! Un
successo che rischia di fare flop. Così si presenta agli occhi di Clear Channel
(CC), la società che lo gestisce, BikeMi. Da quanto è partito, a fine novembre,
il servizio di bike sharing ha fatto 6.800 abbonati contro i 5 mila delle più
rosee aspettative. Nonostante 20 giorni di neve sulle strade, 25 di pioggia e
15 di nebbia conditi da un freddo che da tempo non si vedeva. Il confronto è
con Barcellona, dove CC seimila abbonati li ha fatti al lancio nel mese di
maggio. ''Parigi non è neppure confrontabile'' spiega l?azienda. In tre mesi
sono state 40 mila le biciclette prelevate con punte di oltre mille al giorno.
''Ora però bisogna ampliare il servizio se no a fine maggio saremo in crisi''.
CC è pronta a passare da 1.300 bici e 103 stazioni a 5.000 bici e 350 stazioni
in 4 mesi. ''Ma prima dobbiamo risolvere il problema degli spazi pubblicitari
che non ci sono ancora stati concessi; poi c?è tutta una burocrazia
che blocca lo svilupppo, non ci possono volere 9 mesi per un?autorizzazione''.
Intantro parte la nuova promozione: fino a fine aprile chi si abbona avrà tre
mesi in regalo: pagando 36 euro si avrà una tessera da 15 mesi anziché 12.
(SILVIO GULIZIA)
( da "Adnkronos" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
INFRASTRUTTURE:
TREMONTI, SBLOCCHEREMO 7 GRANDI OPERE FERME PER FOLLIA BUROCRAZIA commenta 0
vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 12:51
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
GIUSEPPE MIRETTO E
la Regione Campania mette Maddaloni in lista d'attesa. Finisce nel limbo delle
opere, promesse e mai realizzate, il recupero del centro storico più grande
della provincia (almeno
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Volenti o nolenti,
di fronte alla crisi in atto gli imprenditori hanno adottato un atteggiamento
di difesa. Hanno puntato sulla riduzione dei costi fissi, a cominciare dagli
investimenti in innovazione e sul personale. Una scelta «obbligata» che ci
servirà, insieme con tutte le altre misure messe in campo, a superare il
momento più difficile. Nella consapevolezza che, superata la burrasca, ne
pagheremo anche le conseguenze negative: un'impresa che arresta il suo processo
di sviluppo - sacrificando due voci importanti come risorse umane ed
innovazione - mette in gioco la sua competitività. Eppure quella crisi di
liquidità, che ha messo in ginocchio imprese e famiglie, ha lasciato inalterate
quelle che da sempre sono isole felici, se è vero che la circostanza reale per
cui non ci sono più soldi non sembra aver sfiorato minimamente i nostri
amministratori. L'ultima relazione del procuratore regionale della Corte dei
Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che ha parlato di «crisi di legalità
diffusa», la dice lunga. Nei bilanci di Regione e Comune c'è un elenco
infinito, quanto insopportabile, di spese fuori controllo: viaggi all'estero;
progetti copiati e pagati più volte; costosissime consulenze; fino alle auto
blu, che ritornano ciclicamente tra quei capitoli di spesa da eliminare, ma cui
quasi nessuno sembra voler rinunciare. Tutto ciò in un territorio che, visto
dall'altra parte, da quella di chi lavora e produce, continua a somigliare ad
un residuato di archeologia industriale, i cui ingranaggi non potranno mai funzionare
alla perfezione se, come ci insegna il recente passato, la sola cosa che si
riesce a fare è di sostituirne poche parti accessorie. Siamo tornati a parlare
di Etica. Della responsabilità che fa capo a coloro che sono chiamati a fare
delle scelte per la collettività. Non è un concetto troppo difficile da
comprendere e neppure da mettere in pratica. Se ci sono aziende che soffrono.
Se altrettante famiglie denunciano di vivere una condizione di forte disagio
economico, anche i nostri amministratori - quelli che decidono del futuro del
territorio e, in parte, anche del nostro - dovrebbero votarsi al sacrificio.
L'esempio di Bagnoli è l'emblema di una politica amministrativa ormai
impoverita. In questi giorni Napoli ospita Nauticsud, uno dei più importanti
Saloni Internazionali della Nautica. Nell'occasione verranno presentati
progetti per il rilancio della portualità turistica del capoluogo campano, da
sviluppare con la collaborazione delle imprese e con la realizzazione di un
patto virtuoso tra mondo imprenditoriale e cittadinanza. Un'altra importante
opportunità per questo territorio, che da anni cerca di trovare nelle vie del
mare e nel suo potenziale turistico ancora inespresso il volàno giusto per la
sua rinascita. Le aspettative sono tante. Anche da parte delle altre province
della regione bagnate dalle acque. Ma c'è una condicio sine qua non dalla quale
non si può prescindere se vogliamo che tutto questo fermento progettuale non
resti sulla carta. Che la politica faccia la sua parte. Mostrando di avere le
competenze e la volontà di essere protagonista del rinnovamento. Allentando i freni della burocrazia. Risolvendo i conflitti tra i vari Enti. Per rendere
cantierabile i progetti in tempi più brevi. Un politica, insomma, che sappia
guadagnarsi sul campo quel ruolo fondamentale di cui è stata investita. *
presidente Api Napoli
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Studenti in piazza e
municipio Giovedì 5 Marzo 2009, Sacile Esponenti di Azione giovani guidati dal
presidente Antonio Pantano, di Azione studentesca guidati da Francesco Morabito
vice presidente e rappresentante d'istituto dei licei Pujati, assieme agli
studenti dei licei saranno in piazza oggi, alle 14.30, per essere ricevuti dal
sindaco Roberto Cappuzzo al quale consegneranno un documento di protesta contro
lo scempio in cui è ridotto il cortile dal quale si accede al loro istituto,
alla scuola media Balliana-Nievo e alla scuola dell'infanzia. «Le pessime
condizioni in cui versa il parco Balliana ormai da troppi anni - sottolineano
nell'annunciare la manifestazione - ci spingono a scendere in strada e andare
dal sidaco indossando gli stivali, calzature indispensabili per ogni studente
dei licei che deve recarsi a scuola nei giorni di pioggia affrontando le
pozzanghere e il fango nel cortile di accesso alla struttura». Al termine del
corteo gli studenti consegneranno una lettera al sindaco firmata dagli
organizzatori della manifestazione e dagli studenti dei Lice in cui si avanzano
delle richieste. «Ho ricevuto una comunicazione dallo studente Morabito -
sottolinea il sindaco Cappuzzo - che mi ha annunciato l'arrivo di un centinaio
di studenti per protestare contro lo stato di degrado in cui da anni versa il
cortile di accesso alla loro sede scolastica. Mi hanno annunciato la consegna
di un documento. Ho assicurato che li riceverò per ascoltare proteste e
proposte». Un problema, quello che riguarda l'area di viale Zancanaro, da oltre
un decennio sul tappeto, ridotta a un vero e proprio acquitrino pressoché
impraticabile e pericoloso in caso di pioggia, a un cortile sul quale
sfrecciano a tutte le ore del giorno automobili con conseguente presenza di
polveri dannose per la salute dei circa 2mila tra studenti, alunni e bambini
che frequentano i tre indirizzi scolastici serviti dal cortile. E bisogna dire
che in questi anni ci sono state proteste di insegnanti, operatori della
scuola, studenti che non hanno sortito alcun risultato. C'è stato anche
l'intervento, più volte della "politica", con ordini del giorno
votati all'unanimità in consiglio comunale che sono rimasti senza alcun
riscontro. C'è stato anche un progetto frutto della
collaborazione di docenti e ragazzi datato diversi anni, prima scomparso nei
meandri della burocrazia
istituzionale, poi riscoperto ma rimasto inattuato. Sulla competenza della
sistemazione dell'area, negli ultimi cinque anni ci sono stati scambi di
responsabilità tra Comune e Provincia che comunque sono serviti per tenere vivo
il problema. M.S.
( da "Rai News 24" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma | 5 marzo 2009
Tremonti: "2009 difficile". Epifani: "Senza sostegni al reddito
non se ne esce" Giulio Tremonti "Il 2009 sarà un anno ancora più
difficile del 2008. Il che è tutto dire". Così il ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, nel suo intervento al 'Liquidity Day', la giornata di lavori
tra governo, imprese e banche per individuare soluzioni in grado di
fronteggiare la crisi. Il ministro ha sottolineato la necessita' di
"strumenti nuovi da mettere in campo". Insieme alla predisposizione
di strumenti nuovi, ha spiegato Tremonti, occorre "verificare gli
strumenti gia' in essere ma non ancora sufficientemente valorizzati". Ad
esempio, "ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati
sul territorio da un eccesso di burocrazia" che quindi devono essere sbloccati. Le questioni da
affrontare nella giornata di oggi, ha chiarito il responsabile di Via XX
Settembre, riguardano "l'individuazione di eventuali settori o aree che
possono essere maggiormente esposte a razionalizzazione del credito, quali sono
i problemi per l'accesso al credito, quali strumenti hanno le banche per
monitorare le caratteristiche dei clienti, come affrontare le controversie con
i clienti, come valorizzare l'attivita' delle prefetture sul monitoraggio del
credito". Per il ministro Tremonti, "è assolutamente strategico
contrastare il 'rischio dei rischi', la stretta creditizia in cui si avvitano
prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche". "In
questa fase -ha detto Tremonti- è strategico, aumentare il credito alle imprese
sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata
liquidità può evitare la chiusura di impresa che sono in grado di evitare la
crisi". Questa è una crisi economica in cui "le cose non vanno fatte
dopo, ma prima", perché "se fai tutto dopo, il Paese lentamente
affonda", attacca il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a
margine della manifestazione del sindacato dei pensionati, Spi. Il leader della
Cgil si è chiesto "quando arriveranno gli investimenti di 16 miliardi per
le opere pubbliche". Epifani ha aggiunto che in questa fase "si deve
concertare e bisogna muoversi". Sulle opere pubbliche "le cose
andavano fatte sei mesi fa - ha concluso - temo che i tempi non saranno quelli,
ma più lunghi. Gli effetti sul breve periodo sono dati da tanti piccoli
interventi, tante piccole opere. I grandi progetti ci vogliono ma non si può
pensare che risolvano i problemi dell'occupazione in due mesi. Per esempio, il
ponte sullo Stretto fra sei mesi non avrà dato nessun posto di lavoro".
( da "Reuters Italia" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Giuseppe Fonte
ROMA (Reuters) - Il 2009 sarà per l'economia italiana ancora più difficile del
2008 e serve uno sforzo collettivo per evitare "il rischio dei
rischi" della stretta creditizia. Questo il messaggio che il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, ha lanciato oggi nell'incontro con banche, imprese e parti
sociali sul credito dopo che mercoledì Bankitalia ha indicato un calo del 2,6%
del Pil per l'anno in corso per via del risultato particolarmente negativo con
cui l'Italia ha chiuso l'ultimo trimestre del 2008. Il 2008 si è chiuso con un
calo del Pil dell'1%, secondo dati Istat. "Il 2009 sarà un anno ancora più
difficile del 2008. Il che è tutto dire. Come tante volte abbiamo detto -
guardando oltre tutte le congetture - siamo e sappiamo di essere in terra
incognita", ha detto Tremonti aprendo la prima riunione del Credit and
liquidity day. Per Tremonti "è assolutamente strategico contrastare il
rischio dei rischi, la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi
i lavoratori e infine le stesse banche". La crisi si fa quindi sentire e
per ridurne l'impatto occorre mettere in campo "strumenti nuovi" ma
anche "verificare gli strumenti già in essere", ha detto il ministro.
"Parte non marginale della strategia" è far
partire la spesa in infrastrutture. Ci sono infatti circa 100 miliardi di euro
bloccati sul territorio da quella che Tremonti ha definito "la follia
mafiosa di varie burocrazie". BANCHE, "INTERESSE FORTISSIMO" PER
BOND SPECIALI Continua...
( da "Giornale.it, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 55 del 2009-03-05
pagina 0 REAGIRE ALLA CRISI/ 1 Le lettere dei lettori di Redazione Ecco le
esperienze dei lettori raccontate al Giornale.it: vite vere, difficoltà
concrete, obiettivi raggiunti e mancati. Ecco come le imprese e i risparmiatori
italiani stanno reagendo alla crisi Ho lavorato per 18 anni come consulente in
una delle big five, nel 2002 dopo le Torri Gemelle, gli scandali Enron, ecc...
Ho vissuto la crisi vera (per me) senza lavoro da un giorno all'altro, senza
sindacati e senza ammortizzatori, con un po' di soldi, quelli che mi ero
guadagnato. Dopo quattro anno di lavori saltuari ho trovato qualcosa di
soddisfacente, ma sempre a contratto. Lavoro al massimo perché sono convinto
che rallentare o fermarsi non conviene, ognuno nel suo piccolo può contribuire
ad uscirne. Sono convinto che sia necessario a focalizzare l'attenzione sulla
produzione di valore aggiunto. Poche chiacchiere, niente distrazioni e
pedalare. Sento solo dire che c'è la crisi, ogni giorno! e sono un pò stufo. Ho
capito, c'è la crisi: e allora? Faccio la spesa come prima, consumo lo stesso carburante,
vado al cinema come prima. Non ho mai esagerato né prima né adesso. Ho
commissionato una cucina nuova e mia moglie vuole comperare una macchina nuova
e ci sto pensando. Non possiamo mica smettere di vivere perché c'è la crisi! E
poi sono covinto che a parte i soldi finti, quelli veri ci sono e chi li ha non
può nasconderli ancora a lungo..... Salvatore (Roma) Il momento attuale è
veramente grave soprattutto per le piccole imprese e soprattutto per gli
autonomi come la mia azienda, anche se non dico nulla di nuovo e di cose ne
vorrei dire molte comincio a dire che in questi momenti sarebbe necessario
essere aiutati e soprattutto economicamente ed invece visto il calo degli
ordinativi e tavvolta revoche di ordini già acquisiti prima della crisi, si ci
mettono anche le banche che oltre a non darti un centisimo di più del dovuto ti
chiedono di rientrare dai fidi risultato disastro totale. Vorrei capire il
governo che io ho votato cosa sta facendo, praticamente nulla parole tante e
anche belle parole ma risultato zero. Abbiamo dato appoggio alle banche anche
se non ne era necessario perché solide Cosi diceva il ministro Tremonti qualche
giorno fa, si belle parole di incoraggiamento Ma chi ci rimette siamo noi
(chiusura dei crediti) e qui che dovrebbe intervenire Sulle banche e
bacchettarle a dovere. Adesso come sempre siamo noi che dobbiamo tirarci fuori
intanto gli impegni e E le scadenze di pagamenti ci sono sempre e a quelli non
ci si può tirarsi indietro, si certo la cinghia la stiamo tirando ma siamo
sempre noi gli stessi o cittadini o artigiani che siano, in parole povere:
"Aiutati che dio ti aiuta". G.B.S. Impianti Salvatore Graci Mi chiamo
Franco Ferretto e ho iniziato a lavorare come imprenditore artigiano il 25
aprile del 1980. Con mio fratello abbiamo costituito una società che aveva come
oggetto la costruzione di piccoli mobili in stile per la casa.
Contemporaneamente frequentavo l?ultimo anno di un istituto commerciale e,
organizzando il mio tempo tra studio e lavoro, sono riuscito ad ottenere la
maturità con il massimo dei voti (allora era 60/60). Il nostro stabilimento era
un polveroso garage. La mattina si faceva uscire la 500, la si metteva in
cortile e si cominciava a lavorare. A quel tempo nella nostra zona non passava
la linea telefonica e quando c?era bisogno di contattare qualche cliente si
andava al bar del paese. I mobiletti che assemblavamo erano esportati in
Germania dagli esportatori che ce li commissionavano. Lavorando senza badare al
fatto che fosse o meno domenica (è indicativo il fatto che il primo giorno di
lavoro è stato per noi il 25 aprile), dopo un paio d?anni abbiamo deciso di
costruire un piccolo capannone (
( da "Affari Italiani (Online)" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Imprese/ Presto lo
sceriffo del credito. Ma i banchieri si mettono di traverso Giovedí 05.03.2009
10:07 Servono strumenti nuovi. Occorre mettere in campo "strumenti
nuovi" per affrontare "subito" alcune
questioni, come ad esempio l'eccesso di burocrazia che arriva a bloccare circa 100 miliardi di euro. Per Tremonti
bisogna "verificare gli strumenti già in essere ma non ancora
sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul
territorio da un eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale della strategia è sbloccarli".
Bond. "Dire che il tasso dell'8,5% per i bond è troppo è inaccettabile
perchè non è un debito, un finanziamento, ma uno strumento di
patrimonializzazione delle imprese: è come se fosse un aumento di capitale che
allarga il patrimonio delle banche". Il ministro dell'Economia interviene
così riguardo ai bond che portano il suo nome. Secondo il ministro "non
bisogna ragionare in termini di indebitamento: se la rendita è dell'8,5% e la
leva è
( da "Sardegna oggi" del 05-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
giovedì, 05 marzo
2009 Commercio: 4 priorità contro crisi La Camera di Commercio e la
Confcommercio di Cagliari chiedono contromisure concrete per rispondere alla
recessione Deidda: ?Anche l?Isola bloccata dall?eccesso di burocrazia.
Il sistema delle imprese rischia un ulteriore tracollo? -->CAGLIARI -
Quattro priorità per affrontare la grande crisi del 2009. La Camera di
commercio e la Confcommercio di Cagliari sono pronte ad accogliere l?invito del
ministro dell?Economia, Giulio Tremonti, e dunque a lavorare insieme a
politica, parti sociali, banche e istituzioni finanziarie per arginare con
tempestività i danni della recessione economica. Giancarlo Deidda, presidente
dell?ente camerale e dell?associazione dei commercianti del capoluogo, lancia
un appello alla politica e in particolare alla nuova giunta regionale in via di
formazione, affinché, fin dal primo giorno di insediamento, prenda le
contromisure concrete per evitare che le oltre 72mila piccole e medie imprese
del sud dell?Isola patiscano ancora gli effetti della crisi economica.
Commercio a turismo sono tra i settori che negli ultimi anni hanno registrato i
livelli di occupazione più elevati. Oggi è necessario rivedere la legge
regionale sul commercio e chiarire i tempi di erogazione dei contributi alle
imprese commerciali (legge n° 9 del 2002). Bisognerebbe inoltre razionalizzare
le attività svolte dai centri commerciali naturali e adottare i giusti
correttivi per far sì che gli studi di settore rispecchino fedelmente le realtà
del territorio. Per quanto riguarda il turismo, occorre creare una rete capace
di offrire prodotti e servizi di qualità e, soprattutto, potenziare il settore
dei trasporti low cost con una politica di rafforzamento della promozione
dell?Isola nelle vecchie e nuove tratte. Inoltre, c?è la necessità di un
incremento della diffusione e consumo dell?artigianato e dei prodotti
agroalimentari locali. Tra le emergenze da affrontare il prima possibile, la
spendita dei fondi (bloccati dalla burocrazia) da
parte degli enti locali per le imprese artigiane. Una delle prime richieste riguarda
il comparto agricoltura e allevamento e il relativo sblocco di finanziamenti
per 80milioni di euro (le domande rimaste ancora inevase sono circa 28mila).
Anche in questo caso, la causa sarebbe da attribuirsi ad un eccesso di burocrazia. Due le priorità nell'industria: gli
ammortizzatori sociali per le imprese in crisi (devono essere concessi senza
differenziazioni a quelle dirette e indirette) e l?infrastrutturazione del
sistema portuale, sia sul fronte dei traffici commerciali che turistici. Per quanto
riguarda la burocrazia e la difficoltà di accesso al
credito, ossia due dei problemi principali indicati dal ministro dell?Economia
come causa di inasprimento della crisi economica, la Camera di commercio di
Cagliari ha già fatto partire due importanti progetti come l?apertura di
un?impresa in un giorno (è tra i primi dieci enti camerali nazionali ad averlo
attivato) e lo stanziamento di 320mila euro per la costituzione di un fondo
anticrisi di controgaranzia. ?Se Tremonti denuncia il blocco di 100 miliardi di
euro in tutto il Paese a causa dell?eccesso di burocrazia
- sottolinea Deidda ? sicuramente una fetta importante riguarda anche la
Sardegna. Il sistema delle imprese rischia un ulteriore tracollo e non possiamo
permetterci di aspettare ancora?. -->
( da "Giornale di Brescia" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 06/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia Domani assemblea Upa per guardare
al 2009 BRESCIA Dopo il voto favorevole del Senato e la vittoria (tutt'altro
che scontata) in tema di quote latte, il presidente dell'Unione agricoltori
Francesco Bettoni si presenta domani all'assemblea dei suoi associati in un
posizione più facile. Ma il futuro non è certo in discesa. Bettoni si accinge a
prefigurare «una delle annate peggiori degli ultimi 50 anni», come ha detto
ieri lui stesso commentando i dati del 2008. Le aziende agricole temono fondatamente
la stretta tra l'aumento dei costi e il calo dei prezzi. A tutto si potrebbe
aggiungere la carenza di liquidità. I soci dell'Unione agricoltori convocati
per domani mattina alle 9 (le 10 per gli ospiti) alla Camera di commercio, si
aspettano di sentire dal loro presidente, da quello di Confagricoltura
Vecchioni e dall'assessore provinciale Tomasoni idee per andare avanti. Tanto
più le manifestazioni di questi giorni hanno messo in evidenza che ci sono
molti giovani nelle nostre aziende. La crisi mondiale c'è certamente anche per
l'agricoltura, ma la domanda complessiva del settore agroalimentare non è in
regresso. Si segnalano persino aumenti negli acquisti di prodotti tipici. Da
qui la proposta di un rinnovato sforzo per promuovere i prodotti tipici e di
qualità italiana. Poi c'è il capitolo della competitività. L'Unione
agricoltori intende chiedere con forza l'autorizzazione a sperimentare le
produzioni Ogm che consentono redditi maggiori e più sicuri. Ormai la scienza
sa dire quali sono le piante transgeniche sicure e quali ancora da provare.
L'altro fronte è la burocrazia.
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 28 - Sassari
Non è la famiglia l'anello debole Le strutture dovrebbero seguire meglio i
malati psichici In riferimento all'articolo de la Nuova Sardegna di domenica 1
marzo, l'intervista alla dottoressa Gisella Trincas che faceva seguito
all'articolo per il fatto di cronaca relativo al matricidio di Sennori. Se per
alcuni versi sono d'accordo con quanto riportato, al contrario non sono
d'accordo sul punto relativo a «la famiglia rimane l'anello debole della catena
di aiuti e cure». Parlo per esperienza personale, sono una parente e quindi
vorrei collaborare. Mi sono proposta più volte, ma nella grande maggioranza
delle strutture dove mi sono recata i medici e gli assistenti sociali
difficilmente si muovono dal loro ufficio, aspettano che il paziente si rechi
nella struttura e non eseguono le visite domiciliari (da me più volte
richieste). Quando poi noi parenti ci rechiamo presso la struttura per chiedere
un sostegno, oltre che psicologico anche finanziario, ci
scontriamo ulteriormente contro la burocrazia, in quanto abbiamo anche l'onere di dimostrare (noi!?) la
malattia. E d'altro canto il paziente non ammette mai di essere malato e non si
reca nella struttura e così la questione diventa un circolo vizioso. Allo
stesso tempo, i medici o i loro collaboratori non si mettono in contatto con
chi ha fatto loro presente il delicato caso, né ci tengono informati, né
ci chiedono di collaborare e, se li chiami o ti rechi negli uffici per avere
informazioni, sono sempre oberati di lavoro (!?). Non siamo noi
"famiglia" l'anello debole della catena, ma secondo me è da imputarsi
ad altri motivi soprattutto organizzativi delle strutture e forse anche di
coscienza. Lettera firmata
( da "Provincia Pavese, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
IN SLOVENIA Anna:
«In inglese sono più bravi di noi» PAVIA. Anna Bottacin ha scelto la Slovenia.
E' iscritta al corso interfacoltà Economia-Scienze politiche e ha passato sei
mesi a Ljubljana. Lezioni in inglese in un paese non troppo lontano da casa,
perché Anna vive a Udine. «Mi sono trovata bene, la qualità della didattica è
buona e mi è servito per migliorare l'inglese - spiega Bottacin - C'erano solo
una ventina di italiani. Il bilancio della mia esperienza è positivo. La
Slovenia è una paese vicino a casa mia, ma che non conoscevo molto. E' un paese
che è cresciuto tanto, in alcune cose ha anche superato l'Italia, per esempio i
ragazzi conoscono l'inglese molto meglio di noi. Sono più ottimisti, i cambiamenti degli ultimi anni fanno intravedere un futuro
positivo: hanno un debito pubblico più basso e la burocrazia funziona meglio. L'impatto con gli sloveni è stato positivo,
sono desiderosi di conoscere persone dall'estero, sono aperti, più
comunicativi. Partendo dall'Italia molti mi hanno detto "ma dove vai,
butti via il tuo Erasmus", invece è stato un arricchimento».
( da "Provincia Pavese, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Tubi vecchi? Non si
possono cambiare Soltanto rattoppi d'emergenza, "Pavia Acque"
interverrà in estate STEFANO ROMANO VOGHERA.a di tubi rotti, di strade allagate
e di famiglie senz'acqua per intere giornate. Storia di burocrazia che impedirà fino ad estate
inoltrata di far partire i lavori che eviterebbero grane all'acquedotto gravi
come quella che l'altro giorno ha lasciato a secco mille famiglie. Tanto è
semplice capire cosa sta succedendo all'acquedotto di Voghera, tanto è
difficile spiegarsi il perchè. Partiamo dai guasti. Nel giro di appena
tre mesi si sono verificate due rotture tanto gravi da lasciare migliaia di
persone senz'acqua per più di 12 ore, e un guasto "minore" che ha
mandato in tilt le strade attorno a piazza Duomo. Cosa sta succedendo
all'acquedotto di Voghera? E bastano gli interventi tampone? L'acquedotto
(l'insieme dei tubi che portano l'acqua dai pozzi ai rubinetti di casa) è in
via di passaggio alla società "Pavia Acque" composta dalle ex
municipalizzate e dai consorzi di tutto il territorio. Ma la società non è ancora
pienamente operativa e a palazzo Gounela la preoccupazione è palpabile: «La
rete non è in condizioni disastrose, ma ci sono tratti talmente vecchi che la
sostituzione non è rinviabile», ammettono a palazzo Gounela. All'Asm, ente che
ha solo il compito di erogare l'acqua alle famiglie, compete l'ordinaria
manutenzione: la riparazione dei guasti, in altre parole, anche quelli
gravissimi come quello che l'altro giorno ha lasciato a secco mezza città. Ma a
chi tocca sostituire le tratte più vecchie e malmesse dell'acquedotto, quelle
che non reggono più nemmeno alle riparazioni? Dallo scorso ottobre toccherebbe
alla società "Pavia Acque" che ha anche ricevuto da Asm Voghera un
elenco degli interventi strutturali più importanti da realizzare in tempi
brevi. Tra questi, la sostituzione della conduttura da 300millimetri che corre
sotto via Matteotti e che, guardacaso, da novembre ad oggi si è già guastata
due volte. Ma perchè "Pavia Acque" non mette in cantiere la
sostituzione di una conduttura che ormai ha sessant'anni di vita? Perchè i
soldi che servono a finanziare l'intervento devono arrivare dalla nuova
tariffazione: tariffazione che entrerà in vigore soltanto dal prossimo primo di
luglio. Niente da fare per la progettazione degli interventi strutturali,
quindi, almeno fino ad estate inoltrata: poi arriverà l'autunno con la
difficoltà di aprire i cantieri, e quindi la sostituzione della vecchia
conduttura sarà probabilmente rinviata alla prossima primavera. E nel
frattempo? Nel frattempo la speranza di chi abita di fronte alla stazione è che
il terreno non si assesti nuovamente facendo spezzare un tubo di ghisa con più
di mezzo secolo di vita alle spalle.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sacile. Alla
manifestazione di ieri pomeriggio ha partecipato una settantina di giovani del
Pujati: hanno sfilato sotto la pioggia battente anche con alcuni insegnanti Gli
studenti in corteo ottengono la pulizia del parco Il Balliana sarà rimesso in
ordine e tre scuole potranno tornare ad avere il proprio giardino ordinato
SACILE. I liceali del Pujati ieri in corteo, hanno strappato al sindaco l'impegno
per il parco Balliana. Un parco-acquitrino dopo i temporali e pieno di polvere
nella stagione secca. «E' invivibile - hanno denunciato con i docenti Nicoletta
Caine e Armando Solmi - per 1.600 studenti e insegnanti di 3 scuole che
affacciano sul verde di viale Zancanaro. Potrebbe essere un campus, invece è
uno stagno». La marcia con gli stivali di 70 ragazzi del Pujati, ha sfidato la
pioggia battente. Al loro fianco, le delegazioni della Consulta provinciale
(Riccardo Favaro e Andrea Brunzo), del Leopardi-Majorana (Maria Teresa Piovan)
di Pordenone e universitari, con il cucciolo-mascotte Gina al primo corteo. «Lo
studente si è stufato del cortile in questo stato» e «Lagunari della brigata
Pujati, attenti»: slogan al megafono e striscioni per lanciare l'aut-aut agli
amministratori. «Signor sindaco sblocchi la convenzione con la Provincia sulle
competenze nel parco, ferma da luglio 2008 nell'ufficio tecnico comunale».
Antonio Pantano ex liceale e vertice di Azione giovani della Serenissima, ha
consegnato la lettera-petizione che dà la spallata all'immobilismo
amministrativo. «Ragazzi, entro marzo la convenzione con la Provincia sarà
definita - ha risposto sotto la loggia del municipio il primo cittadino Roberto
Cappuzzo -. Per il momento, ciascuno faccia la sua parte nelle aree di
competenza». Applausi e bandiere hanno riempito la loggia: «Siamo soddisfatti -
hanno spiegato Francesco Morabito e Antonio Pantano -. Dopo le promesse,
aspetteremo i fatti concreti a fine mese». Si sono stufati di avere i piedi a mollo
da ottobre a maggio: l'obiettivo del corteo programmato nel doposcuola, è il
lifting urgente al parco-piscina. «Va pavimentato». E' stato l'ultimatum
lanciato al sindaco, da Francesco Morabito: «Noi vogliamo stare all'asciutto
nell'andata e ritorno a scuola». I ragazzi hanno denunciato l'immobilismo
politico. «Le pessime condizioni dell'area verde Balliana e del parcheggio sono
al centro dell'attenzione di studenti e professori da troppi anni - ha fatto
memoria l'ex liceale Pantano -. Nel 2003-2004 ho raccolto firme e inviato
lettere alla Provincia e Comune, perché intervenissero, sistemando l'area. La
risposta alla mia e precedenti richieste, è stata sempre questa: un camion di
ghiaia, per coprire le buche». Uno strato di ghiaino che
diventa poltiglia, in caso di pioggia. La convenzione sepolta dalla burocrazia dividerà le competenze tra
Provincia e Comune: all'ente di Pordenone la gestione dell'auditorium e della
palestra liceale, il parco al Comune. Chiara Benotti
( da "Nuova Venezia, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 17 - Altre Burocrazia rigida Burocrazia rigida allo sportello Actv Il
1º marzo mi sono recata a Venezia e ho colto anche l'occasione per rinnovare
l'abbonamento in quanto la tessera era scaduta il 28 febbraio. Alla mia
richiesta mi sono sentita rispondere che oltre alla compilazione del modulo
serviva il timbro della ditta dove lavoro. Al momento ne ero sprovvista,
ma riferivo alla signorina dello sportello che essendo preposta alla firma per
conto della ditta potevo indicare tutti i dati possibili dell'azienda, ma il
risultato fu un secco «non mi interessa, pretendiamo il timbro». Mi domando se
l'ufficio Actv sia diventato peggio di una banca o di un qualsiasi altro
ufficio che, in mancanza di un timbro, non fa tutte queste difficoltà. Dovendo
in ogni caso prendere il vaporetto per recarmi al Lido, ho dovuto spendere 13
euro al posto di 2,20 (andata e ritorno) per il viaggio. Mi chiedo: un po' di
elasticità mentale no? Anche noi facciamo parte della categoria di gente che si
guadagna il pane lavorando onestamente. Dov'è la facilitazione di questo Imob
per la gente? Dov'è il risparmio? In ogni autobus circa la metà della gente non
passa la tessera sul lettore oppure viene passata ma non si accorge che invece
della luce verde lampeggia quella rossa. Sono inoltre convinta che nessuno di
loro si mette a controllare se i timbri fatti dalle aziende siano veritieri e
se la persona sia veramente dipendente di quella azienda. Caro ministro
Brunetta, puoi fare un sopralUogo anche dentro l'azienda Actv? Monica Di Lella
Mestre Rilanciare i consumi? Aumentino gli stipendi Siamo davvero un Paese
strano. Tutti parlano di crisi, ed è vero: la crisi c'è. Ma facciamo un
ragionamento su un ciclo economico: 1) l'imprenditore investe perché dalle
vendite del prodotto avrà un profitto; 2) la fabbrica produce in base ad un
piano di richieste e con un numero di lavoratori; 3) il commercio al dettaglio
mette in vendita il prodotto; 4) i cittadini acquistano il prodotto; 5)
aumentando le vendite, aumentano le richieste, aumentano gli operatori
(lavoratori), diminuiscono i precari, aumenta il Pil, aumentano i profitti.
Questo evidentemente molto semplificato. La soluzione pertanto dovrebbe essere
rovesciata: se non si aumentano stipendi e pensioni la gente non compra, i
negozi non vendono, le fabbriche non producono e aumenta la cassa integrazione.
Dov'è il mistero? Se invece si insiste a volere far riprendere i consumi senza
aumentare i mezzi economici della gente è pura illusione. Tra qualche mese
avremo una acutizzazione della crisi la cui responsabilità va addebitata a
coloro che vogliono ancora garantirsi lauti profitti senza modificare il loro
modo di essere e di gestire la forza-lavoro. Il governo che non sembra
intenzionato a ridistribuire le risorse tassando i ricchi per poter dare ai poveri
come Obama sta facendo negli Usa, Paese dal quale copiamo molte cose inutili ma
mai quelle utili. Danilo Rosan Venezia Perché le riunioni con Sartor sono
segrete? Incontro ristrettissimo e chiusissimo il 4 marzo al Vega per la
presentazione del piano industriale del ciclo del cloro da parte del nuovo
patron Sartor. Ammessi pochi «invitati»: due sindacalisti per sigla sindacale,
sindaco e assessore provinciale, fuori la rappresentanza delle associazioni dei
cittadini oltre a una decina di sindacalisti di base del Petrolchimico e la
stampa. Ancora una volta abbiamo verificato la chiusura di Sartor al confronto
sulle esigenze di conoscenza e informazione della popolazione. Le scelte di
oggi infatti riguardano impianti ad elevato rischio industriale con possibili
ricadute sulla salute e sicurezza della popolazione di Marghera e dintorni e
sulla qualità dell'ambiente di un'area vasta. La nostra sensazione è che il
piano sia un salto nel buio a fronte delle debolezze economiche della Safi, di
una crisi mondiale del mercato e della finanza. Per questo ci sembra che sul
ciclo del cloro si stia attuando un accanimento terapeutico per una probabile
speculazione sulle aree oppure si proporranno operazioni già viste in
precedenza di ristrutturazione selvaggia con tagli al personale, alle spese di
manutenzione e rinnovamento per speculare sugli impianti fino alla fine, quando
invece a Porto Marghera si potrebbero installare aziende ecocompatibili con una
vera riconversione a un lavoro sicuro e salubre. Chiediamo al sindaco di indire
a breve termine con la Municipalità di Marghera un incontro al municipio di
Marghera per informare la popolazione sul progetto del ciclo del cloro che
Sartor intende portar avanti, malgrado il sondaggio del 2006 che chiedeva di
chiuderlo. Assemblea permanente contro il rischio chimico Marghera Passante: a
Preganziol il casello è una trappola Dall'apertura del Passante non passa
giorno che utenti risentiti si rivolgano ai giornali per denunciare le
inesistenti indicazioni stradali in prossimità di Mestre. Domenica 22 febbraio
sono caduto vittima di questa trappola ed ho dovuto affrontare, assieme ad una
moltitudine di imbufaliti automobilisti, una coda lunga un chilometro al
casello di Preganziol. Vi sono al casello le uscite riservate ai pedaggi a
pagamento e al Telepass ma, essendoci una sola corsia, anche se hai il Telepass
devi stare in coda. Molti automobilisti, all'uscita del casello, giravano in
continuazione nella rotatoria perché, non essendo del luogo, non sapevano quale
direzione prendere. Avevano anni di tempo per preparare un cartello con una
freccia indicante Venezia Mestre e una per Belluno. Lettera firmata Mestre
( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XII - Bologna
Il Comune stanzia 100 mila euro. Precedenza alle famiglie numerose e a quelle
da più tempo nelle strutture Emergenza casa, bonus fino a 5000 euro agli
immigrati dei centri di accoglienza MICOL LAVINIA LUNDARI Come sussurrava una
pubblicità di qualche anno fa, certo «non basta ma aiuta»: cinquemila euro per
pagarsi le prime rate dell´affitto di una casa non sono un regalo da poco. E´
il bonus che il Comune di Bologna verserà alle famiglie di extracomunitari
ospiti dei centri di prima accoglienza o degli appartamenti di servizio grazie
a un fondo del ministero della Solidarietà sociale: le prime sei mensilità,
fino a un massimo appunto di cinquemila euro. Il bacino da cui attingere sono
solo centomila euro, e puntuale è quindi la scala di priorità: precedenza alle
famiglie numerose o che da più tempo vivono nelle strutture; se avanzerà qualcosa,
sarà destinato anche ai singoli. Il bonus per l´affitto fa parte di un
pacchetto più ampio di iniziative pensate per favorire l´integrazione sociale
degli immigrati, «Territori in rete»; e perché questo non rimanga solo uno
slogan pubblicitario, bisogna che si parta dal piccolo. Dal pianerottolo, per
esempio: dalla coabitazione condominiale, già difficile, spesso, quando rimane
fra italiani; e resa ancora più complicata quando nello stabile arrivano
famiglie straniere con usi e costumi differenti. Per questo un secondo fondo
ministeriale (ancora di centomila euro) servirà a creare attività che
favoriscano il mantenimento degli alloggi pubblici da parte degli stranieri che
se li sono visti assegnare. Con questi soldi l´Acer potrà realizzare iniziative
all´apparenza ininfluenti, ma che invece nella loro concretezza potrebbero
facilitare la comprensione e il dialogo fra vicini di casa: traducendo il
regolamento di condominio nella lingua dell´affittuario, istituendo la figura
del mediatore-formatore che guiderà gli operatori nel dialogo e nel confronto
con gli stranieri. Nei quartieri San Donato e San Vitale, poi, saranno proprio alcuni giovani immigrati che vivono negli alloggi
Acer a produrre una documentazione informatica sulla realtà condominiale in cui
vivono. Sperimentale sarà inoltre il lavoro che verrà condotto alla Corte 3,
alla Bolognina: alle famiglie di extracomunitari verrà dato un aiuto per
superare le difficoltà della burocrazia, che riguardino un contratto o una bolletta.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 105 economia e politica Per frenare la crisi l'appello alla Giunta di
Deidda (Ascom) Economia e politica --> La Camera di commercio e la
Confcommercio di Cagliari sono pronte ad accogliere l'invito del ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, per lavorare con la Regione, le parti sociali e
le banche e «arginare subito i danni della recessione economica». Giancarlo
Deidda, presidente camerale e dell'Ascom del capoluogo, lancia un appello alla
nuova Giunta regionale affinché prenda subito le contromisure per evitare che
le oltre 72 mila piccole e medie imprese del sud dell'Isola patiscano ancora
gli effetti della crisi economica. Questi i settori indicati da Deidda fra
quelli sui quali lavorare con maggiore attenzione: commercio e turismo, le
imprese artigiane, l'agricoltura e l'industria. Tra le emergenze per quanto
riguarda le imprese, la spendita dei fondi (bloccati dalla burocrazia) da parte degli enti locali. Per quanto riguarda difficoltà di
accesso al credito, uno dei problemi principali indicati dal ministro
dell'Economia come causa di inasprimento della crisi, la Camera di commercio di
Cagliari ha già fatto partire due progetti come l'apertura di un'impresa in un
giorno e lo stanziamento di 320mila euro per la costituzione di un fondo
anticrisi di controgaranzia.
( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6 - Economia
Tremonti: manca il credito il 2009 sarà peggio del 2008 "Ma abbiamo altre
risorse per gli ammortizzatori" La recessione Maroni convoca i prefetti e
chiede di vigilare sul comportamento degli istituti ROBERTO PETRINI ROMA - Anno
orribile. Parola del ministro dell´Economia Giulio Tremonti, che torna
pessimista, e - dopo le stime di Confindustria e Bankitalia che vedono il Pil
del 2009 contrarsi del 2,5-2,6 per cento - lancia l´allarme. «Quest´anno sarà
ancora più difficile di quello passato», ha detto il ministro dell´Economia
rilanciando la sua metafora della «terra incognita» per descrivere la
situazione in cui ci troviamo e l´impossibilità di «fare previsioni».
L´occasione per fare il punto sulla difficile situazione economica, che non
vede più l´Italia come isola felice rispetto al resto del mondo, è stato il
cosiddetto «Liquidity day», convocato ieri al ministero del Tesoro: una sorta
di tavolo anti-crisi alla presenza di banche, imprese e sindacati. «E´
necessario uno sforzo collettivo», ha invocato Tremonti. Poi si è rivolto alle
banche ricordando che «la stretta creditizia è il rischio dei rischi: il
credito per l´economia - ha detto - è come l´aria per le persone: ti accorgi
quanto è importante quando viene a mancare. In Italia - ha aggiunto - c´è un
irrigidimento più marcato rispetto all´area dell´euro e anche i criteri
dell´erogazione dei mutui hanno registrato un modesto inasprimento». Per questo
motivo Tremonti ha sottolineato l´importanza dei bond destinati alla patrimonializzazione
degli istituti di credito (assai costosi per le banche ma frutto di guadagno
per il Tesoro), per i quali sono a disposizione 10-12 miliardi, che dovrebbero
consentire di muovere finanziamenti alle imprese per 150 miliardi. Gli istituti
di credito, accusati dal ministro e incalzate dalla presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia che ha denunciato «un peggioramento della restrizione del
credito», replicano. Il presidente dell´Abi Corrado Faissola ha osservato che
concedere credito è «la finalità di una banca». Ma il ministro degli Interni
Maroni ha rincarato la dose e ha ricordato che la prossima settimana saranno
convocati i prefetti, come previsto da una recente norma, per vigilare sul
credito nel territorio. Una iniziativa che non piace all´Abi: «Abbiamo già
Bankitalia, serve una riflessione», ha ribattuto Faissola. Ma sul tavolo a
bollire c´è anche la questione sociale con l´aumento stratosferico della cassa
integrazione. Tremonti, dopo le sortite del leader del Pd Franceschini
sull´assegno per i precari che perdono il lavoro, rilancia: «La prossima
settima vi potrò annunciare che c´è un nuovo gruzzoletto per gli ammortizzatori
sociali», ma i sindacati ironizzano e auspicano che non si tratti di un nuovo
"tesoretto" come quello dei tempi di Padoa-Schioppa. Tremonti
ribadisce anche l´avvio delle opere pubbliche fin dal Cipe di oggi mentre il
consiglio dei ministri dovrebbe esaminare il provvedimento sulle pensioni
femminili: «Sboccheremo sette grandi opere dalla follia
mafiosa della burocrazia».
E si parla anche di un provvedimento volto a facilitare l´avvio dei lavori
edili. Si fa più serrato anche il dibattito sulle altre opzioni anti-crisi:
D´Alema propone di detassare per cinque anni le imprese del Sud ma il ministro
per lo Sviluppo Scajola gli replica che non è possibile perché si tratta di una
misura «complessa» che può trovare ostacolo nelle norme europee.
( da "Manifesto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Tremonti si sveglia:
la crisi è gravissima Promette nuove risorse per gli ammortizzatori Roberto
Tesi Le certezze di Giulio Tremonti si stanno (per fortuna) sgretolando: il
ministro dell'economia ha finalmente scoperto che la crisi è grave e serie e
non è il caso - come ha fatto con Berlusconi finora, di minimizzare i rischi
che corre l'Italia., visto che quello odierno è un presente durissimo e il
futuro non da segni di miglioramento. «Il 2009 sarà un anno ancora più
difficile del 2008. Il che è tutto dire», ha sostenuto ieri Tremonti
incontrando al ministero i rappresentanti delle imprese e delle banche in
occasione del «Credit day», la «giornata del credito». Com'è sua abitudine,
però, il braccio destro di Berlusconi ha anche lanciato un messaggio di
ottimismo. Con l'occhio rivolto ai lavoratori e a chi perso o perderà il lavoro
(le stime sono pessime e alcuni centri di ricerca parlano anche di un milione
di nuovi disoccupati nel 2009) ha anche promesso nuove risorse per potenziare
gli ammortizzatori garantendo che il governo metterà a disposizione «un
ulteriore gruzzoletto», che si aggiungerà agli 8 miliardi già stanziati per il
biennio 2009-2010 già stanziati. L'entità del «gruzzoletto» però non è stata
rilevata: «la settimana prossima vi diremo quale potrebbe essere la direzione»,
ha laconicamente dichiarato. Dimostrando così, di aver mandato a memoria molto
bene la lezione di Berlusconi che da sempre gioca con «l'effetto annuncio». Poi
il ministro dell'economia ha parafrasato l'apologo di Menenio Agrippa,
sostenendo che per risolvere la recessione: «è necessario - ha affermato - uno
sforzo collettivo di governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e
finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile, l'impatto della
crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due: coesione, nella società e
conservazione della base industriale». Poi ha aggiunto che occorre «sostenere
le famiglie e potenziare gli strumenti per aiutarle nel pagamento delle rate
dei mutui per la casa, l'acquisto di automobili e di altri beni». Lo ha detto
ai banchieri presenti (che della crisi attuale hanno molte responsabilità) e lo
ha mandato a dire agli assenti, cioè alla società civile, al mondo del lavoro
che più di tutti paga la crisi, che paga le tasse, ma che questo governo ha
emarginato. Ma non ha spiegato perché solo pochi mesi fa, quando la crisi
incombente era ormai evidente, il governo ha varato una manovra restrittiva da
25 miliardi di euro. E non ha neppure spiegato perché da quando è tornato lui
al governo l'evasione fiscale (evidente dai dati sulle entrate) sia tornata a«
sgavazzare», peggiorando la distribuzione dei redditi, oltre alla capacità di
spesa del governo. Un altro degli argomenti trattati da Tremonti è stato il
credit crunch. Per il ministro dell'economia nella fase attuale il «rischio dei
rischi» è la stretta creditizia, che minaccia le imprese e l'intero sistema
produttivo. «E' assolutamente strategico - ha spiegato Tremonti - contrastare il
'rischio dei rischi', la stretta creditizia in cui si avvitano prima le
imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche». «In questa fase - ha
aggiunto - è, all'opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane,
non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata
liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la
crisi». A questo punto secondo Tremonti serve mettere mettere in campo
«strumenti nuovi» per affrontare immediatamente alcune
questioni, come ad esempio l'eccesso di burocrazia. Per Tremonti bisogna «verificare gli strumenti già in essere ma
non ancora sufficientemente valorizzati. Ci sono circa 100 miliardi di euro
bloccati sul territorio da un eccesso di 'burocrazia'. Parte non marginale della strategia è sbloccarli». Poi
Tremonti ha affrontato il tema dei cosiddetti «Tremonti bond» smentendo che il
tasso dell'8,5% richiesto alle banche per i bond sia troppo alto e
inaccettabile. E ha spiegato (con parecchie ragioni) che i bond non sono un debito,
un finanziamento, ma uno strumento di patrimonializzazione delle imprese: «è
come se fosse un aumento di capitale che allarga il patrimonio delle banche».
Secondo il ministro se la rendita è dell'8,5% e la leva è
( da "Riformista, Il" del 06-03-2009)
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recessione/3 Ecco le
grandi opere cantierabili 16 miliardi per tener su il Pil cadente Vertici. Oggi
il Cipe esaminerà il piano triennale di infrastrutture a cui destinare un punto
di prodotto interno lordo. di Gianmaria Pica Il Governo ha pronto un colpo di
coda per una ripresa immediata dell'economia nazionale. Oggi il Cipe - il
comitato interministeriale che stabilisce le linee generali di politica
economico-finanziaria - esaminerà il piano triennale di opere infrastrutturali
(44 miliardi di euro) a cui destinare immediatamente 16,6 miliardi. Cifra che
verrà stanziata per cantierare, entro sei mesi, le opere infrastrutturali
italiane. Spesa che vale poco più di un punto percentuale di Pil, la ricchezza
prodotta ogni anno in Italia. Infrastrutture contro la crisi? Per l'esecutivo
il pacchetto all'esame del Cipe avrà sicuramente un impatto positivo
sull'economia italiana. Verranno creati nuovi posti di lavoro e alle imprese
vincitrici di appalti pubblici, verranno concessi con più facilità crediti
dalle banche. Che le opere pubbliche muovano un po' il mercato - stagnante a
causa della scarsa liquidità - è un auspicio anche del ministro dell'Economia
Giulio Tremonti. In occasione del Liquidity Day, il superministro ha detto che
«le famiglie vanno sostenute e aiutate in questa fase congiunturale» anche se,
ha aggiunto, per una ripresa dell'economia «personalmente preferisco gli
investimenti nelle infrastrutture». Per avere un'idea degli investimenti
infrastrutturali, al pre-Cipe di ieri è stato esaminato un elenco tra cui
figurano - come ha sottolineato il sottosegretario all'Infrastrutture Giuseppe
Maria Reina - anche le grandi opere, tra cui: la statale Jonica, la
Salerno-Reggio Calabria e il discusso ponte sullo Stretto di Messina. Ma anche
la Bre.Be.Mi (autostrade che collega Brescia, Bergamo e Milano), la
Pedemontana, la ferrovia ad alta velocità e capacità Milano-Treviglio, ma anche
alcune infrastrutture essenziali per l'Expo di Milano. Sulla destinazione dei
fondi, non lascia dubbi Reina che dice: «L'impegno di ripartire risorse per
l'80 per cento al Sud, segna un'inversione di tendenza rispetto al passato.
Riguardo alla sola parte di risorse pubbliche, pari a circa 8,5 miliardi di
euro, la suddivisione invece tra Nord e Sud è 50-50». Ma siamo sicuri che
investire 16,6 miliardi per la costruzione delle grandi opere pubbliche
rilancerà l'economia italiana, innescherà un effetto volano? Andrea Boitani,
professore di economia politica alla Cattolica di Milano - uno dei massimi
esperti italiani d'infrastrutture e opere pubbliche in Italia - ha qualche
dubbio. Dice: «Il moltiplicatore per le grandi opere è abbastanza basso. Sono
infrastrutture ad alta capacità di tecnologia e di capitale e producono meno
intensità di lavoro». Ma, dice Boitani, con l'importazione di macchinari e
materiali si rischia di «favorire più la crescita del Pil all'estero che non in
Italia». Le grandi opere non sono come l'edilizia, dove basta ristrutturare o
riqualificare alcuni edifici affinché si generi un'alta intensità di
manodopera. Quindi, qualora i fondi fossero destinati solo alla costruzione
delle grandi opere, si avrebbe un effetto moltiplicativo minore, e addirittura,
è il parere di Boitani, «il rischio di un impatto negativo sul Pil nel breve
periodo, sul lungo è un'altra questione». Si vedrà. Probabilmente, come ha
spiegato il sottosegretario Reina, al Cipe di oggi verrà discusso un elenco di
grandi opere cantierabili sin da subito. Nell'elenco allo studio del comitato
interministeriale è inserita anche la Salerno-Reggio, i cui lavori sono
iniziati nel 1979, ma mai ultimati. Causa del rallentamento è sicuramente
l'infiltrazione di organizzazioni criminali negli appalti. Una «follia
mafiosa», come l'ha definita Tremonti, causata da una burocrazia che blocca le opere
infrastrutturali italiane. Per superare questo scoglio Tremonti ha pronto un
piano: «Tra due settimane proporremo una casistica di 7 grandi investimenti
privati, con una piccola quota pubblica, bloccati dalla follia mafiosa di varie
burocrazie». Per Boitani il problema non è mai stato superato: «Se noi
oggi dedichiamo tutte le risorse che sono necessarie per completare il
risanamento e la costruzione della Salerno-Reggio, siamo sicuri che
effettivamente le cose non vadano come sono andate per quasi trent'anni? Il
fatto è che i problemi che sono stati generati in tutti quegli anni non sono
stati superati». 06/03/2009
( da "Tirreno, Il" del 06-03-2009)
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Pagina 9 - Attualità
IL DISOCCUPATO IL DISOCCUPATO Io sono pronto a fare qualunque lavoro Sono un
giovane padre di 35 anni, lavoratore precario edile. Attualmente (dal
6/12/2008) percepisco un'indennità di disoccupazione di circa 950.00 € mensile
e ho una figlia di quasi 5 anni. La mia compagna dopo anni di svariati
tentativi di inserimento nel mondo del lavoro ha ripiegato su un lavoro di
circa 600.00 € mensili come colf che sommata alla mia indennita ci consente di sopravvivere.
Non so quanto il governo attuale abbia chiara la portata di questa miseria.
Spero fortemente non venga sottovalutata. Ho passato al setaccio tutti i centri
per l'impiego della Toscana e le agenzie interinali, prima della provincia in
cui risiedo (Pisa) sino a spingermi fuori regione. Non cerco ovviamente solo
nel mio settore, l'edilizia, ma qualsiasi lavoro. Per ora in 3 mesi di lunga ho
fatto un buco nell'acqua. Ho deciso di scrivere queste poche righe di sfogo
perchè ieri rispondendo ad alcune offerte di lavoro pubblicate sulla vostra
pagina lavoro sono caduto in depressione. Ho infatti telefonato per un posto da
lavapiatti a Castiglioncello e mi sono sentito rispondere: «Ma le conviene?
Tutta questa strada per fare il lavapiatti?» Se mi conviene? Con questa crisi e
mia figlia da mantenere per lavorare sarei disposto a qualsiasi sacrificio se
mi venisse data la possibilità di farlo. A settembre quando mi scade la
disoccupazione che faccio? Francesco Casarrubea Uliveto Terme (Pi) SICUREZZA E l'estate
porterà via anche le ronde Sono certo che la polemica politica sulle ronde, di
cui non conosciamo neanche le modalità attuative a causa dei complicati
equilibri del governo di centro-destra, si stempererà con l'arrivo del periodo
di ferie. Resterà qualche fuoco accesso, soprattutto nei quartieri dimenticati
da Dio e dalla finanza derivata dei Comuni, ma poi,scontato il rito delle
elezioni europee, tutto tornerà come prima. La "sicurezza" è sempre
più un vuoto da riempire politicamente, un argomento buono per la
polarizzazione degli schieramenti, un deterrente formidabile allo studio e alla
risoluzione delle complessità che nei distretti urbani si chiamano politiche di
integrazione e urbanizzazione contrattata delle periferie. Una banlieu non
esplode mai per caso. Certamente c'è da preoccuparsi quando di fronte a
dinamiche speculative o a pulsioni criminogene (tipiche dei quartieri ghetto)
lo Stato arretra di fronte a funzioni che dovrebbero essere inderogabili.
Stiamo parlando di controllo del territorio, di garanzia dei livelli minimi di
diritto sociale, di perequazione fiscale, di rimozione degli abusi edilizi e
degli affitti in nero. Questo non esclude l'autoregolamentazione societaria,
naturalmente. Lo ricorda un sociologo a me caro come Nando dalla Chiesa, quando
afferma che in alcune periferie milanesi lo sfruttamento della prostituzione
per strada è stato contrastato con presidi spontanei e pacifici nelle aree
sensibili a questa terribile forma di schiavitù. O quando nella Palermo degli
anni 90, la criminalità diffusa fu combattuta con i lenzuoli bianchi e
occupazioni pacifiche del territorio anche nelle ore notturne. Circostanze
tutt'affatto diverse dalla sicurezza rivendicativa affittata a privati e ai
business collegati. In una parola, in attesa che Maroni, La Russa e Calderoli
si mettano d'accordo e le forze di polizia vengano finalmente riqualificate,
avverto il rischio che il concetto di collaborazione civica e di solidarietà
sociale possa essere strumentalizzato. Non ci sono obiettivi da inquadrare,
magari dopo un corso di autodifesa. Ci sono,semmai, progetti da costruire,
speculazioni da reprimere e piazze da ripopolare. Sergio Nieri MENO PRIVILEGI I
parlamentari diano l'esempio Pensare che al Senato si mangi con 5 € fa
impressione ma non fa scalpore. Conosciamo ormai bene quali sono i privilegi a
cui la Casta non vuole rinunciare ma ciò non significa che questo non faccia
provare sdegno. L'on Schifani e quelli della sua maggiornaza, visto che come
dicono sempre nei loro spot televisivi, hanno a cuore il bene degli italiani,
dovrebbero compiere ben altri gesti. Tanto per cominciare dovrebbero,
nell'ottica di ridurre i costi, rinunciare ai privilegi e dimezzare i loro
stipendi. Dato che ci dobbiamo adeguare all'Europa, che non lo si faccia solo con
le pensioni delle donne ma anche con le paghe degli onorevoli, considerando che
quelli dei loro colleghi europei ammontano a circa la metà. Con 10 mila € al
mese, in Italia, si vive ancora «decentemente». Massimo
Fabbrini Livorno BUROCRAZIA L'inutile attesa di un processo Desidero denunciare
una fastidiosa prassi ormai consolidata della obsoleta macchina della
giustizia. Dovendo presentarmi a un'udienza di mattina presto, mi sono alzato
alle 6.30 per fare
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 06 Marzo
2009 Chiudi di GIUSEPPE MAMMARELLA CHARLES Krauthammer è uno dei più influenti
giornalisti d'America. Vincitore di un premio Pulitzer, scrive sul Washington
Post ed è ospite quasi giornalmente della stazione televisiva Fox News di
proprietà di Rupert Murdoch. Nel suo ultimo articolo il "Manifesto
obanista" Krauthammer accusa Barak Obama di voler trasformare l'America in
una democrazia socialista secondo il modello europeo. Di tutte le critiche che
in questi ultimi giorni vengono lanciate ad Obama è quella più insidiosa e
indica il terreno sul quale gli osservatori americani si preparano ad attaccare
lui e la sua politica: quello ideologico. È difficile prevedere i risultati dei
piani della nuova presidenza per far uscire l'America dalla crisi attuale. Ci
vorrà tempo e altri interventi a seguire quello da 787 miliardi varato pochi
giorni fa. Si continuerà a discutere sull'efficacia o l'inutilità di questo o
quel provvedimento e ciascuno di essi troverà i suoi difensori e i suoi
detrattori. Ma l'accusa di portare il Paese verso il socialismo è di quelle da
cui in America è difficile difendersi. Gli americani non distinguono tra
comunismo e socialismo e se dal punto di vista ideologico la confusione può
apparire comprensibile, dal punto di vista storico-politico ignora una delle
più importanti esperienze della nostra epoca: quello del socialismo nella
democrazia. Ma per gli americani democrazia e socialismo sono due termini
antitetici e irriconciliabili. Socialismo per gli americani è tutto ciò che
ostacola il libero mercato e la libertà di competere, socialismo è potere di
intervento dello Stato, è burocrazia paralizzante e limitazione dell'iniziativa privata anche quando
l'intervento dello Stato e la regolamentazione delle attività economiche sono
resi necessari da situazioni come quelle attuali, dove proprio la mancanza o
l'inosservanza delle regole e una iniziativa privata priva di remore e di
scrupoli sono alla base della crisi epocale che stiamo vivendo. Secondo
il giudizio storico dei conservatori, l'America ha vissuto una condizione
vicina al socialismo dagli anni di Roosvelt sino a quelli di Johnson, trenta
anni con la parentesi di due mandati del repubblicano Eisenohwer, che deluse i
conservatori perché invece di smantellare le strutture statali create dal New
Deal, sinonimo di socialismo, scelse di conservarle.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
06-03-2009)
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RAVENNA PRIMO PIANO
pag. 2 «LE RONDE? Demagogia, con il rischi... «LE RONDE? Demagogia, con il
rischio che gli impegni, per le forze di polizia, aumentino anziché diminuire».
Questa la posizione del Siulp, il Sindacato unitario di polizia, sintetizzata
dal segretario provinciale, Herrol Benedetti. Non si tratta di un'affermazione
politica', ma della constatazione di un dato di fatto, al quale si arriva
analizzando la situazione reale. «Da oltre una decina d'anni il tema della
sicurezza è diventato una fra le chiavi di volta delle campagne elettorali. I
partiti usano la questione come fosse un grimaldello per aprire' le porte degli
elettori. Salvo poi comportarsi in tutt'altro modo dopo il voto: nello stesso
periodo le risorse per le forze di polizia sono state sempre ridimensionate.
Dai proclami si passa ai tagli». Così i parchi macchina sono ridotti all'osso,
con mezzi che hanno oltre duecentomila chilometri e senza che venga data la
possibilità di fare manutenzioni reali. Il personale diminuisce: di fronte ai
pensionamenti non c'è alcun turn over, l'ultimo concorso è del 1995 e da allora
non si è mosso alcunché. «Da qui al 2012 spiega Benedetti perderemo in Italia
dai 15 ai 20.000 operatori. E qui veniamo alle ronde che, iscritte all'elenco
della Prefettura, avranno pieno diritto a vigilare. Ma a chi inoltreranno le
segnalazioni, se il personale di polizia cala in continuazione? E tutte le
chiamate saranno utili'? C'è poi da dire come nel Ravennate i cittadini siano
già sensibili a questi temi e segnalino da tempo i fatti sospetti. Senza
bisogno delle ronde». D'ALTRA parte i dati degli organici sono anche qui
espliciti: in questura lavorano 220 persone, esattamente quante ne sono state
fissate appunto dalla pianta organica. Che però risale al 1989, prima dei
grandi flussi migratori, e non è mai stata aggiornata. «Non ci sono state nuove
immissioni ricorda il segretario del Siulp mentre la popolazione è cresciuta
esponenzialmente. Servirebbero 300 persone. E la situazione è analoga a Faenza,
dove lavorano 42 poliziotti; e a Lugo, dove ce ne sono 35». Ci sono altre facce
della stessa medaglia, come il delicatissimo equilibrio da mantenere durante
l'estate, grazie ai rinforzi esterni'. «L'anno scorso siamo riusciti a tener
aperto il posto di Pinarella quasi per miracolo, riducendo però il periodo di
attività. Ma in un primo momento chi operava doveva tornare a dormire in
Questura. Speriamo che il taglio delle risorse non colpisca anche lì, impedendo
di fornire un servizio davvero indispensabile». SPESSO si dice: troppi
poliziotti sono impegnati nei lavori d'ufficio e nella burocrazia; affidiamo ad altri quei
compiti, e portiamo più gente sulle strade. «Anche questo non è vero fino in
fondo. Ci sono certo mansioni che possono essere svolte da altre istituzioni,
pensiamo ai passaporti. Ma controllare le informazioni sui sospetti, analizzare
anche le storie personali di chi vuole entrare nelle ronde', non sono
compiti che possono essere ceduti' a chiunque, servono esperienza e
professionalità, che non si inventano. In sintesi, non demandiamo la questione
della sicurezza ai privati cittadini: è un compito che spetta allo stato,
quindi a noi, ai carabinieri e alle altre forze di polizia». In sintonia il
Silp-Cgil: «Le ronde commenta il segretario Fabio Rossi sono un problema in più
e non un ausilio per le forze dell'ordine e sono un pericolo per tutti se
autogestite senza avere la più pallida idea dei limiti posti dalla legge. Si
devono invece incrementare le risorse a favore delle forze di polizia». Nevio
Galeati
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 06-03-2009)
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CALCIO AREZZO pag. 8
OGGI è il gran giorno. Marcello Nicchi, 56 anni, ex arbitro internazionale
aretino, pu&... OGGI è il gran giorno. Marcello Nicchi, 56 anni, ex arbitro
internazionale aretino, può diventare presidente dell'Aia, l'Associazione
Italiana Arbitri. Per succedere a Cesare Gussoni sono in lizza in due. Appunto
Marcello Nicchi e Matteo Apricena, nato in provincia di Foggia, 50 anni il
prossimo maggio. Si annuncia un duello incerto, anche se Marcello ha avuto
buone sensazioni dalla campagna elettorale. Nicchi riprova la scalata all'Aia a
distanza di poco più di due anni. Allora fu Gussoni a vincere. Oggi a Fiumicino
si deciderà il successore e appunto sarà uno tra Nicchi e Apricena. Tra coloro
che hanno sostenuto l'aretino con grande determinazione c'è Carlo Polci, che
guida la sezione aretina dell'Associazione Italiana Arbitri. Nicchi ha avuto
una lunga carriera da arbitro, esordio in serie A nel 1988, 85 partite nella
massima categoria, l'ultima Lazio-Verona nel 1997. Direttore di gara
internazionale dal 1993, svolse anche le funzioni di IV' ufficiale di garanella
finalissima dei campionati europei di calcio del 1996 fra Germania e Repubblica
Ceca, arbitrata da Pierluigi Pairetto allo stadio Wembley di Londra. Come
dirigente ha collaborato con il Settore Tecnico dell'AIA, che si occupa di
questioni regolamentari, e inoltre osservatore degli arbitri Uefa, oltre che
della Can A e B. «Il mio programma? Autonomia, miglior
distribuzione delle risorse economiche, decentramento e snellimento della burocrazia» ecco in estrema sintesi il
programma di Marcello Nicchi che tra l'altro, nell'intervista pubblicata ieri
ha aggiunto: «Un buon arbitro deve avere autorevolezza e credibilità». F.S.
( da "Italia Oggi" del 06-03-2009)
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ItaliaOggi sezione:
agricoltura data: 06/03/2009 - pag: 11 autore: da Bologna Stefano Catellani
Unacoma e Unacma chiedono incentivi Goldoni: ora 100 mln per i mezzi agricoli
Serve un «salvagente» per evitare la chiusura di molte aziende, gran parte pmi,
che formano la filiera della meccanica agricola Made in Italy che il mondo ci
invidia. E per evitare di aggiungere «al conto della crisi altri 35 mila posti
di lavoro a rischio in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, le aree dove sono
concentrati i più importanti produttori di macchine». Servono, in soldoni,
aiuti per 100 milioni di euro in tre anni, «altri cento milioni li mettono sul
piatto della manovra anticrisi i produttori di macchine», per dare ossigeno al
settore e per evitare una raffica di chiusure. Parole chiare quelle del
presidente di Unacoma, Massimo Goldoni. Parole che ieri, a Bologna, hanno fatto
sentire forte e chiaro il disagio di un settore che si sente «dimenticato dal
governo e che viene ricordato solo quando si vantano le eccellenze del made in
Italy».Ora quella eccellenza è a rischio e lo dicono i dati Unacoma. Una crisi
«di filiera» che sta mettendo in ginocchio i produttori e i distributori di
macchine agricole ma anche un indotto importante, legato ai servizi per le
imprese agricole. Imprese che mai come oggi «piangono»: «lo dimostrano le rate
non pagate delle macchine agricole acquistate per migliorare la competitività
di aziende agricole e allevamenti che oggi sono stretti in una crisi epocale
che rischia di mandare «alla rottamazione» non i vecchi trattori ma un intero
sistema di aziende». Parole di Guglielmo Carlino, presidente UNACMA (unione
nazionale dei commercianti di macchine agricole) che alla convention bolognese
di Unacoma (i costruttori di macchine agricole di Confindustria) ha detto
chiaramente che: «dalla crisi si esce o tutti insieme o non si esce affatto».
Messaggio chiaro al governo e al ministro delle politiche agricole, Luca Zaia,
che ha già sottoscritto un emendamento per inserire aiuti alla meccanizzazione
agricola (tema che riguarda anche il ministro dello sviluppo economico Claudio
Scajola).Tema che: «attende il Governo alla prova dei fatti ?dice Goldoni- dopo
il mancato inserimento delle macchine agricole nel primo provvedimento di
sostegno all'auto e per altri beni di consumo».Tra le 'note positive' che
Goldoni ha portato al meeting Una coma c'è anche la convocazione il 16 marzo
del tavolo di coordinamento di tutte le categorie agricole.Unacoma ci sarà e si
parlerà anche di Psr, i fondi Ue legati ai piani di sviluppo rurale.«Abbiamo
bisogno ? commenta Goldoni ? di darci un coordinamento. Altri paesi europei,
salvaguardando il filo diretto Ue-regioni stanno lavorando in modo efficace. Noi siamo lenti, afflitti da mega burocrazia e perdiamo occasioni (perdiamo fondi)». Goldoni ha chiuso la
convention insieme ai due vice presidenti di Unacoma Carlo Tonutti e Carlo
Cotogni dicendo: «non lasciamo nulla ma proprio nulla di intentato per uscire
da questa crisi». E i numeri dicono che ha ragione. L'industria delle
macchine per l'agricoltura e il movimento terra prevede cali del fatturato e
delle esportazioni fino al 30% nei prossimi sei mesi. Il 75% delle imprese di
settore prevede riduzioni di personale e il 38% il ricorso alla cassa
integrazione. I dati ufficializzati ieri a Bologna, raccolti tra le imprese da
Unacoma, dicono il 66% delle aziende associate Unacoma ? oltre 13 miliardi di
fatturato complessivo nel 2008, con il 70% della produzione collocato sui
mercati esteri ? ha subito un calo del fatturato nel mese di gennaio e il 39%
di queste segna passivi superiori al 30%. Nei prossimi sei mesi l'80% delle
imprese di settore prevede ulteriori cali di fatturato e il 20% di queste stima
una flessione superiore ai 30 punti percentuali. Una netta maggioranza di
industrie vedrà nei prossimi sei mesi cali nelle esportazioni: il 31% di queste
prevede un negativo compreso tra l'11 e il 20%, mentre il 17% prevede cali
superiori ai 30 punti percentuali.Riflessi pesanti anche sul piano
occupazionale, con il 53% delle imprese che annuncia riduzioni di personale nei
prossimi sei mesi e il 38% che prevede il ricorso alla cassa integrazione.
Unacoma ha calcolato che i posti di lavoro a rischio, tra diretto e indotto,
sono 35mila su un totale di 100mila circa. La crisi internazionale, dunque,
investe anche il comparto della meccanizzazione agricola che pure aveva
dimostrato di resistere più di altri alla congiuntura negativa e che aveva
chiuso il 2008 con una crescita complessiva della produzione del 7,5%. I dati
confermati nel corso della convention dicono anche che il parco trattori
italiano è vecchio di trent'anni, che non è competitivo, non è sicura, consuma
troppo e inquina. ?Senza un provvedimento di sostegno al rinnovo del parco
macchine, rischiamo di penalizzare uno dei pochi settori vincenti del Made in
Italy? ha concluso Goldoni.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1SPORT - data: 2009-03-06 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso Trofei dimenticati, la Provincia convoca la
società NAPOLI — La querelle legata ai cimeli del Napoli acquistati dalla
Provincia e stipati in un deposito nel sottoscala di Palazzo Matteotti segna
una svolta. L'assessora al Patrimonio dell'Ente di piazza Matteotti, Giovanna
Martano, ha infatti convocato per martedì prossimo i dirigenti del calcio
Napoli. La sortita della neo responsabile del patrimonio (Martano ha acquisito
il 26 gennaio scorso le deleghe che erano di un altro assessore poi dimessosi,
ndr) — e dunque anche dei trofei azzurri stipati arriva all'indomani della
denuncia dei due consiglieri provinciali di An, Rispoli e Bellerè, che
commentano la convocazione della riunione, parlando di «confusione che vive la
Martano». Secondo i due «il progetto non è più nelle competenze di Martano, ma
trasferito alla Direzione Sport e Informagiovani che, per custodire i trofei,
ha acquistato anche 15mila euro di armadietti». Da par suo, l'assessora Falbo,
ha voluto chiarire che l'intento per il quale i cimeli sono stati trasferiti
dal caveau del Banco di Napoli al deposito della Provincia
è quello di completare l'inventario e individuare la migliore soluzione per il
loro futuro. In attesa dei tempi della burocrazia, il rischio che il patrimonio storico del calcio a Napoli
rimanga per ancora molto tempo nelle ceste di plastica bianca a prendere
polvere, è molto concreto. Ant. Sco. Ceste I cimeli azzurri accatastati
( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 06 Marzo
2009 Chiudi Come il Toro e il Leone, anche voi contate trenta giorni di
Mercurio negativo. Nel vostro caso anche più ostile, perché in transito nel
punto della famiglia e delle proprietà immobili. Consigliamo
sempre molta attenzione agli aspetti legali delle questioni, alla burocrazia, alle tasse... Ma certamente
siete in fase di miglioramento notevole, che sarà anche più evidente il
prossimo week-end, quando Marte si avvicina ai Pesci. Nettuno impone cautela
nella salute, sconsiglia incontri passionali al buio; chiude
definitivamente situazioni cosiddette "impossibili".
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CESENATICO pag. 9
OGNI GIORNO ho l'occasione di incontrare persone, operatori e imprenditori c...
OGNI GIORNO ho l'occasione di incontrare persone, operatori e imprenditori che
si lamentano, non per la tempesta che si addensa sul turismo, ma perché vorrebbero
migliorare la propria struttura di ospitalità e invece hanno difficoltà ad
ottenere i permessi necessari per la ristrutturazione, per la riqualificazione
e per l'espansione dei propri alberghi. NON POSSO dimenticare che come sindaco
di Cesenatico ho sempre agevolato lo sviluppo degli esercizi alberghieri perché
ritenevo che quello sviluppo fosse garanzia di animazione, denaro, occupazione
e vitalità della nostra terra. Lo era! Anche ai miei tempi i funzionari e
persino gli impiegati del servizio urbanistica tendevano a rallentare il
rilascio dei permessi di costruzione, quasi volessero filtrare lo sviluppo
alberghiero. Non erano antituristi volevano solo mostrare i muscoli ed esibire
il proprio potere. Mi sono sempre assunto personalmente le responsabilità di
accelerare le pratiche perché temevo l'immobilismo e l'invecchiamento degli
alberghi. Mai ho permesso il rallentamento di una ristrutturazione o comunque
di quelle attività turistiche che a mio avviso correvano per dare smalto alla
Riviera romagnola. ORA CHE LE GRU sono ferme e gli operatori sono incerti, mi riferiscono che a Cesenatico gli apparati comunali e la burocrazia in genere, invece di
facilitare gli imprenditori sono impegnati a ridurre la velocità e ad imporre
regolamenti che non consentono di abbellire, ingrandire e internazionalizzare
gli esercizi ricettivi. In un momento come questo, il sindaco dovrebbe impedire
ai suoi dirigenti di rallentare, con la loro inquietante burocrazia, gli interventi di
riqualificazione più che mai necessari per il rilancio di Cesenatico. Primo
Grassi
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CESENATICO pag. 9 Crisi e burocrazia: un binomio deleterio L'INTERVENTO A GATTEO MARE sono stati
organizzati dei corsi di tarocchi, che si tengono in viale Trento 5. Sono
aperte le iscrizioni per marzo e aprile. Il corso è articolato in cinque
lezioni di due ore ciascuna, a cadenza settimanale, con la presenza massima di
sette persone. Il costo è di 100 euro e comprende materiale informativo
e varie dispense. Gli interessati possono ottenere informazioni ed iscriversi
telefonando ai numeri 0547 - 684084 e 333 - 6436716.
( da "Corriere della Sera" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-06 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE «Il 2009 andrà peggio, più risorse per il welfare» Tremonti:
carenza di credito, il vero rischio. Marcegaglia: aumentare i bond per le
banche Il ministro: in malafede chi dice che i bond costano troppo, sono
patrimonio non debito ROMA — Per scongiurare il rischio di una stretta
creditizia «in cui tutto si avvita, che stritola le imprese, i lavoratori e le
banche stesse», il ministro dell'Economia Giulio Tremonti annuncia la partenza
degli osservatori sul credito «che verranno costituiti presso le prefetture ».
«E che non si occuperanno solo delle attività delle banche patrimonializzate ma
anche del credito generale», ha voluto precisare il ministro che ieri, al
termine del primo round del "Credit day" tenuto al Tesoro alla
presenza di banche e parti sociali, non ha nascosto la sua preoccupazione per
un «2009 ancora più difficile dell'anno passato » con il problema del credito
«che è come l'aria per le persone: ti accorgi quanto è importante quando viene
a mancare ». Tremonti ha anche anticipato l'esistenza di un nuovo «gruzzoletto»
che a breve verrà destinato per rafforzare il plafond di 8 miliardi degli
ammortizzatori sociali. Così come ha definito la Cassa depositi e prestiti
(Cdp) un «gigante addormentato che ora si è svegliato». L'amministratore
delegato Massimo Varazzani ha confermato annunciando che all'interno della Cdp
c'è un plafond di risorse che potrà essere messo a disposizione delle piccole e
medie imprese di 13 miliardi, di cui 5 per le banche ma «vincolato per
sostenere le Pmi». Il presidente dell'Abi Corrado Faissola non ha nascosto in
diretta il proprio disappunto all'iniziativa del governo temendo una
«supervigilanza», chiedendo nel merito una riflessione e incentivi che
stimolino la domanda di credito. Il ministro dell'Economia, in vena di duellare
con banchieri e imprenditori, ha ribattuto: «La legge è scritta bene ma se
volete la riscriviamo perché qui non parliamo di statistiche e basta». E a chi
ha lamentato un tasso troppo alto per i Tremonti-bond, il responsabile
dell'Economia ha replicato con un giudizio tagliente: «è profondamente in
malafede chi dice che costano troppo, stiamo parlando non di debito ma di
patrimonializzazione, grazie a quelle risorse si ottiene un effetto leva di 15
volte, quindi il costo dell'8,5% semmai andrebbe diviso per 15». Tremonti ha
poi promesso di presentare entro 15 giorni— cioè alla prossima riunione del
Credit day — una casistica di 7 grandi investimenti privati «bloccati da un
eccesso di burocrazia mafiosa e di
finta democrazia, uno dei mali principali del Paese». Il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia, alla quale Tremonti ha contestato la cifra di
60-70 miliardi di euro in crediti alle imprese da parte della pubblica
ammini-strazione, ha chiesto un decreto «che ne certifichi la cifra esatta » e
di innalzare la soglia del credito di imposta fino a un milione di euro.
Così come sollecita un aumento dei Tremontibond oltre la soglia dei 10-12 miliardi.
Il segretario generale Cisl Raffaele Bonanni ha invocato un «ruolo sociale» per
le banche che utilizzeranno i fondi dello Stato. Varazzani (Cdp) Nella Cassa
depositi e prestiti 13 miliardi da mettere a disposizione delle imprese Roberto
Bagnoli
( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 15
SULLA CASA L'ASSESSORE CONTRO TUTTI IL COMMENTO IN TOSCANA mancano ventimila
case. Si potrebbero trovare i soldi per costruirle vendendo diciassettemila
appartamenti agli assegnatari che aspettano di comprarli dal 1993. Disperati al
punto, come gli abitanti del rosso rione di San Frediano, a Firenze, da
rivolgersi perfino a Berlusconi. E non mancano case popolari vuote, cadenti, da
ristrutturare. Che aspettano soltanto i muratori per essere rimesse e
consegnate a famiglie nuove, costrette a convivere in poche stanze con famiglie
antiche: quelle dei genitori, che nel momento di crisi non hanno soldi da
prestare per accendere un mutuo. Davanti a questo quadro, il cronista viene a
sapere dal presidente della commissione Ambiente e territorio del consiglio
regionale, Erasmo D'Angelis, che nelle casse della Regione stessa, ma anche dei
comuni e dei gestori del patrimonio di edilizia popolare, ci sarebbe un tesoro
di 400 milioni da spendere. In qualche caso usato per altri scopi. POI SI
GUARDA la nuova legge regionale, appena approvata dalla giunta e presentata
dall'assessore Eugenio Baronti: che non vuole vendere le case alle
diciassettemila famiglie che aspettano di comprarle; non scioglie il nodo dei
400 milioni di euro da rimettere in circolo; riduce nominalmente da
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SARZANA pag. 14
COMPAGNI di scuola ma soprattutto di una lunga avventura commerciale iniziata
all... COMPAGNI di scuola ma soprattutto di una lunga avventura commerciale
iniziata alla metà degli anni Ottanta. Massimo Beneforti e Domenico Pini,
meglio noti come Macs e Dodo, sono stati dei precursori cambiando il concetto
del bar a Sarzana. Hanno lanciato quello che in tempi moderni sarebbe diventato
l'«happy hour». Insomma c'erano già con il loro «Penny Bar» prima ancora che il
ritrovarsi per un aperitivo fosse un elemento essenziale dell'essere giovane e
di tendenza. Resistono alle mode, al passaggio del tempo e
alla burocrazia anche se il
loro malumore è il sinonimo di un settore non più florido. «Il commercio è in
difficoltà - spiegano - e non solo a Sarzana. Ma non tanto per il rapporto con
il pubblico oppure per l'offerta ma a causa di una serie di ostacoli che
colpiscono la volontà dell'esercente. Oltre alle varie tasse e balzelli
siamo costretti a seguire corsi di formazione di ogni tipo per cui diventa
materialmente difficile lavorare. Siamo baristi e fateci fare quello. Se poi
aggiungiamo che a Sarzana bar e affini stanno dilagando ecco che la somma è
fatta. Sino a qualche anno fa la situazione era differente e sicuramente
favorevole agli operatori del settore. Questa è una città nella quale ormai non
manca più nulla. Anzi, forse mancherebbe una torre ma ci sembra vogliano
provvedere!». Hanno conosciuto intere generazioni di giovani e seguìto il
cambiamento della piazza. «Indubbiamente - continuano - questa città ha avuto
una grande trasformazione allargando l'offerta in ogni campo e migliorando
sensibilmente anche il suo aspetto urbano. Insomma sempre meno paese dove
conoscevi tutti ma sempre più centro vivace. Nella visione delle cose però
influisce inevitabilmente il nostro cambiamento personale. Gli atteggiamenti di
ragazzi di 20 anni che adesso ci sorprendono magari sono gli stessi che avevamo
noi a quell'età ma ci sembravano naturali». Non sono sarzanesi ma questa città
l'hanno «sposata». Ma sul principio di fedeltà assoluta le risposte stavolta
non concordano. «Ho pensato di poter andare anche altrove - spiega Macs - ma
l'idea mi è passata quasi subito perchè in realtà non vedo in zona centri di
maggior potenzialità». Fuori Sarzana? «Perchè no. Adesso la scelta non si pone
- risponde Dodo - però tornassi indietro non mi dispiacerebbe tentare
l'avventura fuori». Massimo Merluzzi
( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
Tremonti non si fa illusioni «Il 2009 sarà peggio del 2008» Ma c'è un gruzzolo
per i precari «SERVE LO SFORZO DI TUTTI» MILANO LA GRAVITÀ della crisi
economica ha ormai spento ogni ottimismo, anche sul fronte del Governo. «Il
2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008. Siamo e sappiamo di essere in
terra incognita» avverte il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ieri ha
incontrato i rappresentanti dell'industria, delle banche e dei sindacati
riuniti a Roma per il «Credit day». Il presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia conferma la previsione e aggiunge: «Adesso il problema è di come
agire per far durare la crisi il meno possibile». In uno scenario così nero
Tremonti invoca uno sforzo collettivo: «Governo, imprese, parti sociali, banche
devono agire per ridurre per quanto possibile l'impatto della crisi. Gli obiettivi
fondamentali sono due: coesione nella società e conservazione della base
industriale». Perciò «il rischio dei rischi» in questo momento è la stretta del
credito , «un fenomeno che stritola prima le imprese, poi i lavoratori e infine
le stesse banche». IN ITALIA secondo il ministero del Tesoro il credito alle
imprese è più rigido che negli altri paesi dell'Euro anche se il numero uno di
Intesa Sanpaolo Corrado Passera richiama il dovere delle banche di tener conto
del profilo di rischio. La strategia anticrisi di Tremonti gira quindi intorno
al nodo del credito: «Garantire il credito alle imprese sane, non ridurlo alle
imprese in momentanea difficoltà per il calo di ordini, assicurare adeguata
liquidità per evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la
crisi». Va in questa direzione il protocollo di intesa sui Tremonti bond per
rafforzare il patrimonio delle banche. «Abbiamo l'impressione di un fortissimo
interesse da parte delle banche - conferma il ministro - e abbiamo ricevuto numerosi
contatti. Le risorse a disposizione ammontano a 10-12 miliardi di euro e
dovrebbero bastare». Ma in questa fase congiunturale aggiunge occorre anche
sostenere le famiglie e aiutarle nell'affrontare il pagamento delle rate dei
mutui casa, o per l'acquisto dell'auto o di altri beni durevoli. Sul fronte
delle politiche governative Tremonti ha aperto uno spiraglio per finanziare gli
ammortizzatori sociali. Nelle pieghe del bilancio il Ministro sembra aver
trovato «un ulteriore potenziale gruzzoletto» che va ad aggiungersi agli 8
miliardi già stabiliti per il biennio 2008-2009. Lo sapremo la settimana
prossima. «E poi ce ne sono altri ancora». Una consolazione viene dai conti
pubblici che finora non sono stati appesantiti da extra deficit dovuti a crac bancari:
«Altri Stati hanno fatto più deficit perchè hanno avuto più fallimenti bancari.
Finora l'Italia non ha avuto la sfortuna di entrare nella stanza europea dei
fallimenti». Ma il Governo vuole anche affrontare alcune
micidiali strozzature come ad esempio l'eccesso di burocrazia che - dice il Ministro - arriva a bloccare 100 miliardi di euro
sul territorio. Fra 15 giorni il Governo - informa Tremonti -proporrà di
sbloccare sette grandi investimenti privati bloccati «dalla follia mafiosa di
alcune burocrazie». LE IDEE e le proposte intorno al tavolo della crisi
sono molte. «Il governo dica però cosa intende fare per il 2009» incalza il
leader della Cgil Epifani. Massimo D'Alema propone un aiuto straordinario al
Sud detassando per cinque anni il reddito d'impresa. Il presidente della
Confcommercio Sangalli insiste sulle difficoltà delle piccole imprese
nell'accesso al credito. Intanto, mentre la crisi galoppa, un prossimo summit è
stato convocato fra quindici giorni. r. m.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7 «Occorrono strumenti nuovi, bisogna affrontare questioni come
l'eccesso di burocraz... «Occorrono strumenti nuovi, bisogna affrontare
questioni come l'eccesso di burocrazia che blocca 100 miliardi. Più soldi oltre agli 8 miliardi per gli
ammortizzatori»
( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 56 del 2009-03-06
pagina 1 I DIMENTICATI DELLA CRISI di Mario Giordano «In tempo di crisi, sembra
un paradosso, un artigiano lavora il doppio di quando c'è lavoro. Lavora per
produrre. E poi lavora per trovare una soluzione, perché non c'è nessuno che si
batte o fa rumore per dare un sussidio a un artigiano che ha perso il lavoro.
Perché non si concepisce che anche noi possiamo rimanere senza reddito?». La
e-mail è stata spedita alle 2 di notte. Alle 2.38, per la precisione.
«Stamattina ho cominciato a lavorare alle 7, finisco ora», scrive Franco
Ferretto. Ha 47 anni, 3 figli, una moglie, una piccola impresa artigiana con
sette dipendenti in provincia di Padova. «Ormai per la normale conduzione della
famiglia ho iniziato a intaccare i risparmi degli anni migliori in attesa che
il vento torni a gonfiare le vele. Accadrà? Non lo so. Quello che so per certo
che a noi niente è dovuto. Mai. E così ci resta solo una possibilità: aiutarsi
da sé». Li abbiamo chiamati «i dimenticati della crisi». Sono i piccoli
imprenditori, i lavoratori autonomi, gli artigiani, sono la forza di questo Paese,
la grande ricchezza, la spina dorsale, sempre celebrata nei volumi dei Censis e
nei convegni della Bocconi. Sono quelli, però, a cui, appena il convegno
finisce e il volume del Censis si chiude, nessuno pensa più. C'è la crisi? Ci
vogliono i soldi per i precari, ci mancherebbe. E poi ci vogliono i soldi per
la Fiat, chi li può negare? E poi ci vogliono i soldi per le banche, si
capisce: non si muove foglia che sportello non voglia. E i piccoli
imprenditori? Niente. Per loro niente. Possono rimanere a pancia vuota. Possono
accontentarsi della Bocconi. I bocconi se li prendono altri. E così, come dice
il padovano, alle 2.38 di mattina, «a noi non resta che una possibilità:
aiutarsi da sé». Abbiamo deciso di raccogliere le voci delle piccole imprese, i
loro racconti, i loro sfoghi. Quando abbiamo iniziato ci aspettavamo di trovare
rabbia, frustrazione, delusione. Le notizie che arrivano dal fronte economico
in effetti fanno paura. Piazza Affari crolla di giorno in giorno. Wall Street
pure. I centri studi e le organizzazioni internazionali si danno il turno a
diffondere ogni mattina una statistica più spaventosa dell'altra. Siamo in
mezzo al tunnel, ma a volte abbiamo l'impressione di essere in un pozzo nero.
Nessuno sa dire se, come e quando si uscirà. Per questo ci aspettavamo di
trovare solo desolazione, stanchezza, un po' di sfiducia. Invece. «Anche questa
mattina», dice una delle prime mail arrivate, «mi sono alzato con il solito
entusiasmo per affrontare la giornata con atteggiamento positivo... ». Anche
questa mattina. Atteggiamento positivo. Proprio così. Dove avevamo lasciato
l'Italia che ci crede? Eccola qui. Un po' depressa, incavolata
nera con le banche, inferocita con il fisco e la burocrazia, esigente con il governo («aiuta la Fiat, e noi?»), però sempre
vitale. Coraggiosa. Daniele Barbone ci scrive da Shangai: «Siamo partiti nel
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nei tre stabilimenti
lavorano 240 persone, il portafoglio ordini prevede commesse in Italia e in
mezzo mondo. Il presidente Paniccia: innovazione e professionalità i nostri
segreti Utili e nuove assunzioni: la Solari batte la crisi L'azienda udinese è
una delle pochissime realtà che non hanno fatto ricorso alla cassa integrazione
di MAURIZIO CESCON La tempesta globale che sta mettendo in discussione tutta
l'economia resta lontana dai cancelli rossi dello stabilimento Solari di via
Pieri, zona ospedale di Udine. L'azienda erede della "Antica e premiata
fabbrica di orologi da torre", nata nel
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Chiuso un contratto
per la fornitura di 25 mila 200 bottiglie. Da oltre 20 anni l'impresa esporta
negli Usa «È un segnale positivo per noi e per l'Italia» Il governo degli Stati
Uniti sceglie i vini prodotti dall'azienda Gelisi IL TITOLARE L'azienda Gelisi
ha trovato "l'America". La piccola impresa di famiglia che produce
vini a San Quirino ha da poco chiuso un importante contratto con il governo
degli Stati Uniti: 25.200 bottiglie di pregiato vino friulano usciranno dai
cancelli del podere Gelisi Antonio per raggiungere 17 Stati a stelle e strisce.
«La crisi non cancella tutto - racconta il titolare Sergio Gelisi -. C'è spazio
per lavorare bene e migliorare il proprio business». L'azienda Antonio Gelisi,
fondata nel 1961, da oltre vent'anni ha tra i suoi clienti il governo
statunitense. Il contratto stipulato di recente, però, rappresenterà il più
grande carico spedito negli Stati Uniti. «E' un segnale molto positivo per noi
- spiega il titolare - e crediamo lo sia in generale per il prodotto italiano.
Questo dimostra che laddove si produce un articolo di qualità il mercato
risponde, anche se la situazione generale non è semplice. Bisogna crederci,
però». Questa è anche la ragione per cui l'azienda, a dimensione familiare,
continua a investire in macchinari e appezzamenti. Quest'anno pianterà un
grosso appezzamento di terra a viti di prosecco per un investimento di oltre
mezzo milione di euro. Le bottiglie destinate al mercato americano
rappresentano circa il 7 per cento della produzione aziendale. L'azienda, infatti,
produce circa 350 mila bottiglie l'anno e vende in Italia (65 per cento del
mercato), Europa, Stati Uniti ed Estremo Oriente, «anche se quel genere di
mercato - spiega Gelisi riferendosi alla Cina - punta più che altro alle
bottiglie di lusso. Il vino italiano in quel caso è uno status symbol, non se
ne consumano grandi quantità, ma si scelgono bottiglie dai nomi importanti. Un
po' com'era per noi una volta lo champagne». Il carico diretto in 17 Paesi
della costa est degli Stati Uniti porterà «pinot grigio, ma anche merlot e
moscato. Sono vini che hanno trovato una buona risposta pure in Europa e che
piacciono agli americani anche se magari, specialmente per i rossi, sono
abituati a vini prodotti in Argentina e nell'America Latina». Per il pubblico americano,
comunque, il vino è soprattutto italiano. «Il vino prodotto in Italia è quello,
di importazione, più consumato negli Stati Uniti. Seguono quelli che arrivano
da Australia e Francia - spiega Gelisi -, segno che la qualità e il made in
Italy sono ancora un valore nel nostro settore». Le bottiglie acquistate dal
governo americano saranno vendute in store specializzati nella vendita di alcol
e tabacchi, «dove si trovano prodotti che vanno dai 2 ai 50 dollari. Noi siamo
posizionati su una fascia media - prosegue il produttore - e non ci possiamo
proprio lamentare di come viene recepito il nostro vino». Il successo di oggi è
stato costruito nel tempo e naturalmente non soltanto basandosi su un buon
prodotto. «Il sistema dei controlli e la burocrazia americana non sono affatto
semplici. Ogni Paese ha un suo sistema di dazi - precisa Gelisi - e l'azienda
che importa non in tutti i Paesi può essere quella che rivende, per cui serve
sempre un intermediario. Tutte le aziende della filiera, inoltre, devono registrarsi
alla Fda (Food and drugs administration) per cui le procedure sono piuttosto
complesse. Noi abbiamo impiegato quattro anni per partire a pieno ritmo,
ma una volta superati questi ostacoli i risultati arrivano e premiano chi
lavora bene». Martina Milia
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5019 Ollolai. Il sodalizio degli otto Comuni ha approvato il bilancio,
ma i fondi sono limitati in attesa degli stanziamenti da parte della Regione
L'Unione Barbagia stringe la cinghia Ollolai.. Il sodalizio degli otto Comuni
ha approvato il bilancio, ma i fondi sono limitati in attesa degli stanziamenti
da parte della Regione --> L'Unione dei Comuni Barbagia approva il secondo
bilancio della sua breve storia all'insegna dell'unità territoriale. Le voci
principali, infatti, riguardano le funzioni associate dei Comuni. Primi atti
concreti verso la costituzione di quella che il sindaco di Tiana Cesarina
Marcello chiama «la cittadella barbaricina di 11 mila abitanti». L'Unione
Barbagia (composta dai comuni di Gavoi, Lodine, Ollolai, Olzai, Oniferi,
Ovodda, Sarule e Tiana) si è costituita proprio con questo scopo: quella di una
forte coesione territoriale che facesse della condivisione dei servizi
l'antidoto allo spopolamento, nella convinzione che una delle cause del male
dei piccoli comuni dell'interno sia proprio la mancanza dei servizi essenziali.
«La bozza di bilancio 2009 che abbiamo approvato martedì nel consiglio di
amministrazione - spiega il sindaco di Ovodda Cristina Sedda - è una prima
stesura con fondi limitati in attesa del bilancio regionale e dello
stanziamento definitivo a favore dei comuni montani e delle Unioni». Le
iniziative maggiori, come detto, riguardano le funzioni associate: il corpo di
polizia municipale territoriale, l'ufficio programmazione, il servizio turistico-culturale,
la scuola civica di musica, lo sportello per le attività produttive, il
coordinamento della sicurezza sul lavoro, la funzione ambientale e raccolta
rifiuti e il rafforzamento dei servizi generali con la creazione di uno
sportello informatico. Tutti servizi che vedranno impegnati
in prima persona uno specifico comune che si specializza in materia «in modo
tale da non creare ulteriore burocrazia lasciando morire i nostri paesi - sottolinea il primo cittadino
di Lodine Francesco Bussu - ma in questo modo si rafforzano gli uffici comunali
ottimizzando al massimo le risorse che saranno così investite per dare dei
buoni servizi alle comunità». Tra le iniziative più importanti ci sono
quella per irrobustire la raccolta differenziata (con incentivi ai centri
virtuosi), gli interventi sulla viabilità rurale e urbana, nonché, il
finanziamento di attività ludico-ricreative per i bambini dagli 8 ai 14 anni.
Quest'ultima iniziativa, da definire nei dettagli, è, secondo le intenzioni
degli amministratori appartenenti all'Unione «un punto importante del progetto
Barbagia, che in poche parole vuole trasformare otto municipalità in una città
territoriale». Tutto, insomma, ruota attorno all'idea che l'unione e la
condivisione sia la via d'uscita dal tunnel dello spopolamento. «Ed è per
questo che lavoriamo anche in prospettiva - aggiunge Cesarina Marcello -
investendo sui più giovani perché riteniamo che una forte spinta
all'aggregazione dei cittadini si ha partendo dai più piccoli con la creazione
di campi scuola estivi, con laboratori ambientali e linguistici». Atti che
vanno nella stessa direzione della strada intrapresa dal nuovo ente. MICHELE
ARBAU
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6025 Barche ferme da cinque mesi, il comparto sull'orlo di una crisi
senza precedenti I pescatori di Arbatax sono alla frutta Barche ferme da cinque
mesi, il comparto sull'orlo di una crisi senza precedenti Bloccati gli
indennizzi per fermo biologico e servitù militari --> Bloccati
gli indennizzi per fermo biologico e servitù militari Maltempo e burocrazia hanno messo in ginocchio i
duecento pescatori di Arbatax. I fondi ci sono ma non sono stati assegnati.
All'appello mancano gli indennizzi del fermo biologico e quelli delle
esercitazioni militari. Aggiungere il maltempo per vedere come il settore pesca
sia entrato in una crisi drammatica. «Se si tiene conto del maltempo -
spiega Tore Fara presidente della cooperativa Stella Maris - e di due mesi di
fermo biologico, sono cinque mesi che le nostre barche sono rimaste ormeggiate
in porto». Da due mesi i soldi del fermo biologico risultano già assegnati
dalla Regione all'agenzia Sorgea ma i pescatori, inspiegabilmente, non hanno
ancora visto un euro. «La cooperativa non è in grado di far fronte alle spese
correnti e di questo passo mi vedrò costretto a licenziare due persone che
lavorano a terra». A causa delle esercitazioni militari inoltre la pesca è
stata sospesa per molti giorni durante la primavera e l'autunno «Dal fermo del
2008 - spiega il presidente della Stella Maris - dobbiamo ancora incassare 300
mila euro. Abbiamo presentato regolarmente le domande di indennizzo ma ancora
non abbiamo certezza di quando potremmo disporre di una somma importante per la
continuazione della nostra attività . L'unica nota positiva registrata negli
ultimi mesi è data dal calo sensibile del prezzo del gasolio. Senza di quello
ci saremmo trovati in forte difficoltà. Ci sentiamo abbandonati da tutti.
Speriamo che i nuovi governanti che andranno a insediarsi nella Regione si
accorgano di noi». Intanto i dirigenti della cooperativa Stella Maris lamentano
il blocco delle concessioni messo in atto lo scorso anno dalla giunta Soru. Il
mancato rinnovo significherebbe il rischio di sfratto dalle strutture dove i
pescatori della cooparativa operano da venticinque anni.Mentre la struttura del
centro pesca realizzata da 10 anni giace inutilizzata perché la Regione non ha
ancora avviato le procedure per l'assegnazione della gestione. A svegliare la burocrazia regionale non sono bastati nemmeno i pressanti
richiami lanciati dall' ispettore inviato ad Arbatax dall'Unione europea che ha
finanziato l'opera insieme ad alcune strutture per l'alaggio dei pescherecci e
la loro manutenzione. Il settore della pesca in Ogliastra offre lavoro
complessivamente a circa 200 persone ma le sue potenzialità sono in gran parte
inespresse, anche a causa dei ritardi con cui la Regione e il Governo nazioanle
evase le pratiche riguardanti le nuove dotazioni logistiche e gli indennizzi.
NINO MELIS
( da "Stampa, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CONVEGNO.FISCO E
CONTRIBUENTI "Gli studi di settore? Necessari" [FIRMA]LAURA SECCI
AOSTA Fisco e contribuenti: il rapporto in Valle d'Aosta è molto stretto. E
anche se i cittadini possono non gioire di questa «liaison dangereuse», gli
studi di settore, il discusso strumento in mano alle Agenzie delle entrate, in
Valle vengono applicati a 8000 dichiarazioni dei redditi ogni 10.000. In otto
casi su dieci il contraddittorio aperto dagli uffici locali valdostani
dell'Agenzia delle entrate si conclude con un accordo tra Fisco e contribuente.
Precisamente, l'83 per cento dei casi, contro il 56 per cento a livello
nazionale. «Questo dato testimonia l'affidabilità dello strumento e quanto esso
possa contribuire a instaurare un equo e corretto rapporto tra Fisco e
contribuente», ha commentato Roberto Franzè, ricercatore dell'Università della
Valle d'Aosta, durante il seminario «Studi di settore ed onere della prova»
organizzato dalla Facoltà di scienze dell'economia e della gestione aziendale.
Gli studi di settore come imprescindibili strumenti di contrasto dei fenomeni di
evasione fiscale: è questa, in estrema sintesi, la riflessione conclusiva del
seminario. Ogni anno in Valle d'Aosta centinaia di liberi professionisti,
lavoratori autonomi e imprese si sottopongono con entusiasmo variabile agli
studi di settore. Solo il 3,5 per cento dei casi finisce in contenzioso. Se ci
si adegua si entra automaticamente nel «range» statistico e si paga una somma
certa; in caso contrario, se non ci si adegua, si viene sottoposti ad
accertamento, con la strana sensazione di iniziare un viaggio dantesco nei
gironi più bui della burocrazia
fiscale, dove anche con un buon commercialista ci si sente piuttosto soli. Ma
cosa sono gli studi di settore? «Sono nati come strumento di collaborazione tra
il Fisco e il soggetto contribuente - ha spiegato Quintino Botrugno della
direzione regionale delle Entrate - e si pongono l'obiettivo di individuare le
condizioni effettive di operatività delle imprese e di determinare i
ricavi e i compensi che con ragionevole probabilità possono essere attribuiti
ai contribuenti, attraverso la rilevazione delle caratteristiche strutturali di
ogni specifica attività economica, realizzata mediante la raccolta sistematica
di dati di carattere fiscale e di elementi che caratterizzano l'attività e il
contesto economico». Gli studi quindi sono per loro natura un riferimento non
assoluto, bensì probabile, a cui il contribuente da un lato e il Fisco
dall'altro possono fare riferimento. Al seminario hanno preso parte un
centinaio tra commercialisti, avvocati e rappresentanti dei settori del
commercio e dell'industria.
( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 56 del 2009-03-06
pagina 0 La morte non è materia per leggi di Susanna Tamaro Sempre più spesso,
quando lascio la collina di Orvieto dove vivo e vado a Roma, mi torna in mente
la fiaba del topo di campagna e del topo di città. Girando per le strade, infatti,
incontro conoscenti che mi fermano per salutarmi, ma invece di informarsi, come
usualmente si fa, sulle novità e la salute, si mettono subitoa sparare dei
piccoli comizi. «Il nostro Paese è alla fine, viviamo in una dittatura, non si
salva nessuno, non ci permettono neppure di morire come vogliamo, io voglio
poter decidere la mia morte». Al quarto o quinto incontro, comincio a provare
un certo disagio, così, sorridendo, azzardo un timido: «Personalmente, per
quanto riguarda la mia morte, facendo i debiti scongiuri, mi affido a quello
che hanno deciso Lassù». Ironia malposta, dato che subito mi arriva
l?immancabile fucilata: «Ma cosa dici? Dio non esiste!». Il topo di campagna è
abituato a passare lunghe ore in solitudine. Nella solitudine si fa domande e
cerca di rispondersi e dunque, davanti ad affermazioni tanto perentorie, prova
sempre uno stato di meravigliato stupore. Come fanno le persone a essere così
straordinariamente certe di un numero così alto di cose? Forse la solitudine fa
male, forse bisogna passare più tempo ospiti del cugino di città, andare con
lui alle cene, abbeverarsi senza freni a quelle elevate fonti di sapienza che
sono i mass media, acquisire certezze su certezze e, con esse, anche l?energia
livorosa per poterle imporre a chi ci sta intorno. Se c?è una cosa che mi
colpisce in questi tempi è proprio la rigidità. C?è rigidità nei discorsi
ossessivi, c?è rigidità negli sguardi, nei movimenti, nelle parole, nei
pensieri, c?è rigidità - per non dire sclerosi totale - nei movimenti del cuore.
L?uomo moderno, l?uomo ipertecnologico, è diventato un essere che della
rigidità ha fatto la sua bandiera, la forza del suo esistere. Si è creato una
corazza intorno e con questa difesa meravigliosamente luccicante come quella
dei cervi volanti va in giro per il mondo ad incontrare o, meglio, a scontrarsi
con gli altri. La mia grande passione è sempre stata lo studio della natura, la
vivo quotidianamente occupandomi delle piante e degli animali della mia
fattoria e, da questa cura e da questo studio, ho dedotto una delle pochissime
certezza della mia esistenza: dove c?è rigidità, non c?è vita. O meglio, anche
se c?è, dura poco. Tutto l?universo intorno a noi ci parla di continui
cambiamenti, di perenne flessibilità, ma forse l?uomo tecnologico, l?uomo che
vive con le pupille dilatate dai monitor e l?udito perennemente occluso
dall?iPod, non è in grado di accorgersi di questa grande lezione che la natura
ci dà. Perché c?è tanta rigidità? Alcuni animali, in caso di pericolo, simulano
perfettamente la morte, irrigidendosi. Non sarà così anche per noi? Non sarà
proprio la paura della morte - questo abisso su cui tutti siamo sospesi dal
momento in cui veniamo al mondo - a spingerci a consumare la nostra vita nello
stato di rigidità apparente? E la perdita del senso della morte non è forse
soltanto la perdita del senso della vita? Se sono scaraventato nei giorni senza
averlo voluto e in quei giorni non riesco a vedere altro che un castigo, una
prigione, cercherò solo modi di evadere, di distrarmi, di ingannare il tempo,
di concedermi tutto quello che desidero per tentare di dimenticare l?angosciosa
tragicità della mia situazione. Una cosa è salire su una barca con un sestante
in mano e con la conoscenza delle costellazioni, un?altra è salirvi a mani
vuote, senza alcuna nozione del cielo stellato. Nel primo caso, sono in grado
di seguire una rotta; nel secondo caso, per giungere a destinazione, posso solo
affidarmi alla casualità delle correnti e alla clemenza del tempo. Immersa nel
terrore della morte, la nostra società è diventata una società profondamente
necrofila. Invece di avere quel sano atteggiamento di timore e di rispetto per
questo evento così straordinariamente inevitabile e misterioso, lo si considera
in fondo un argomento di diritto costituzionale. Incapaci come siamo di
comprendere che ogni vita ha il coronamento con la sua morte e che queste due
realtà - la vita che abbiamo condotto e la morte che ci attende - sono
indissolubilmente legate e s?illuminano a vicenda, abbiamo bisogno di giudici,
di atti notarili, di sentenze per essere certi che almeno questo sarà in mano
nostra. Così un atto giudiziario, uno scritto autenticato cancellano diversi
millenni di letteratura, di sapienza, di poesia. La morte è mia e la gestisco
io. Comprendere la sacralità della morte non ha niente a che vedere con
l?essere credenti o meno, ma ha molto a che vedere con la complessità
dell?essere umano, e non solo. Quando uno dei miei animali muore, gli altri
passano molto lontano dal suo corpo ed evitano di guardarlo, come se ci fosse,
in quell?improvvisa immobilità, qualcosa che smuove in loro un timore profondo.
In questi giorni, i prati intorno a casa sono pieni di agnellini appena nati.
Riempiono l?aria con i loro belati, nella confusione del gregge chiamano le
mamme ad alta voce e quando finalmente le trovano si attaccano a bere il latte
scuotendo le code allegramente. Nel pomeriggio giocano tra di loro inseguendosi
e se c?è un sasso, fanno a gara a salirvi sopra, spintonandosi. C?è allegria
nelle loro corse, c?è quel pieno possesso della vita che sempre hanno i
cuccioli di ogni specie. La maggior parte di questi agnellini, però, terminerà
presto i suoi giorni per finire sulle nostre tavole pasquali e sui pascoli
d?improvviso calerà un grande silenzio, rotto solo dal disperato belare delle
madri. Morte e vita intessono costantemente i nostri giorni e questo continuo
alternarsi provoca delle sofferenze a volte difficilmente sopportabili. Per tre
giorni le pecore cercano disperatamente i loro figli, la stessa cosa fanno le mucche
quando vengono strappati loro i vitelli. C?è ribellione, disperazione,
incredulità in quei belati, in quei muggiti, così come nei nostri pianti. Ma
poi la vita riprende comunque, si succederanno altre generazioni perché è nel
generare che si trova il senso profondo dell?esistenza. L?antidoto alla morte è
proprio la vita, dove vita è sì il generare fisico ma anche il generare
interiore: il rigenerare, il far nascere le cose e farle nascere nuovamente. Vale a dire sottrarre la vita sia al ghigno del fato che alla burocrazia delle sentenze, affidandolo
alla straordinaria complessità del cuore umano. Complessità che è capace di
pazienza, di compassione, di ascolto, di accoglienza, di dolore - ma anche
dalla capacità di lenirlo -, e di amore. Amore. Non è forse questa la parola
più reietta? La necrofilia dei nostri discorsi, dei nostri pensieri ci
ha fatto dimenticare questo. è l?amore per la vita il nemico di ogni rigidità,
è l?amore l?unica luce che possiamo tenere timidamente in mano davanti
all?oscuro abisso che ci attende. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 56 del 2009-03-06
pagina 0 REAGIRE ALLA CRISI/4 Le lettere dei lettori di Redazione Essere
pessimisti è un dramma e vi spiego perché. Ho 64 anni, da sempre sono
imprenditore, uscito dalla terza media (casa buoni fanciulli, Cimiano Mi) come
tipografo compositore ho tralasciato ciò che avevo studiato per mettermi nel
commercio, a 15 anni vendevo calze sulle ringhiere milanesi, a diciotto vendevo
biancheria da corredo per passare alle pentole da cucina. Finito il militare mi
sono costruito una azienda commerciale che negli anni ha cambiato merceologia
quattro volte. Forse ci si dimentica che dal dopoguerra ad oggi abbiamo vissuto
quattro crisi economiche pari a quella odierna se non addirittura peggiori,
ricordarsi quando a Torino tiravano bulloni ai sindacalisti o il periodo delle
brigate rosse che con la strage di piazza Fontana hanno creato vero panico sia
finanziario che sociale. Eppure siamo sempre riusciti ad emergere. Perché
essere pessimisti è un dramma? Perché se nel
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Green,
burocrazia e credito
frenano il solare Venerdí 06.03.2009 12:23 In Italia, secondo uno studio
condotto lo scorso mese di ottobre da EuPD Research, è prevista una crescita
costante nel fotovoltaico a differenza dei due mercati chiave in Europa, la
Germania e la Spagna. Con un incremento medio annuo stimato del 119% rispetto al 26% del
totale degli altri paesi europei, l'Italia è oggi considerata un paese con
grandi potenzialità. Secondo lo studio di EuPD Research, nel 2010 si avvicinerà
alla Spagna con 355 MW di potenza installata - solo poco sotto ai 400 MW che
costituiscono il nuovo tetto annuale della penisola iberica. Il giro di affari
in Italia è stimato in circa 800 milioni di euro per il 2008 e per il 2009 le
stime fatte dal Gifi, associazione di produttori, parlano di almeno 250 Mw
installati, per un giro di affari di 1,2 miliardi di euro. Stima che potrebbe
essere di gran lunga maggiore se il Governo varasse provvedimenti per la
semplificazione reale dei processi autorizzativi a quanto dicono le due
principali associazioni di produttori del settore, Gifi e Assosolare che hanno
preparato un documento comune, definito "position paper" in cui
analizzano la situazione di difficoltà in cui le aziende devono operare a causa
dei ritardi burocratici per le autorizzazioni di nuovi impianti fotovoltaici.
Il meccanismo di incentivazione - Conto Energia - varato nel
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Green, burocrazia e credito frenano il solare
Venerdí 06.03.2009 12:23 Malgrado perciò qualche cosa sia stato fatto per
snellire le pratiche, soprattutto in qualche Regione più virtuosa da questo
punto di vista, come la Puglia per esempio, le procedure per ottenere le
autorizzazioni e la fondamentale connessione alla rete elettrica sono ancora
troppo lunghi e difficoltosi. Nove mesi per un piccolo impianto e quasi
un anno mezzo per uno di taglia grande, sono infatti oggi i tempi medi che un
imprenditore più o meno deve attendere prima di veder partire il proprio
impianto. E considerando che si parla di investimenti in certi casi piuttosto
consistenti i tempi rischiano di essere un fattore assolutamente castrante per potenziali
nuovi grandi investitori. "Le differenti procedure amministrative
regionali e le difficolta' di cui sopra- accusano Gifi e Assosolare- stanno
causando rallentamenti nella realizzazione dei progetti aumentando la sfiducia
degli investitori, soprattutto esteri". Come se non bastasse poi ad
aumentare le difficoltà è intervenuta la stretta sul credito, che a sentire i
principali operatori del settore si sta facendo sentire e anche tanto sui nuovi
finanziamenti nel solare. Le difficoltà incontrate dagli operatori
nell'accedere al credito necessario ad essere competitivi sul mercato
potrebbero perciò presto compromettere molti business plan. In alcune regioni
del sud sembra stia fiorendo un nuovo business alla ricerca di impianti già
autorizzati ma che a causa della improvvisa mancanza di fondi non stati
completati e rimangono perciò inutilizzati. Ecco perché malgrado le
rassicurazioni da parte delle banche la situazione del credito rischia di dare
un brutto colpo allo sviluppo del settore in Italia in un momento di grande
fermento. "Una maggiore fiducia da parte degli istituti creditizi nelle
competenze del comparto fotovoltaico e l'elaborazione di innovativi strumenti
finanziari per facilitare l'accesso al credito, contribuirebbe a portare nuovo
slancio all'industria fotovoltaica italiana, con positive ripercussioni non
solo in termini di potenza installata ma anche in termini di occupazione"
preconizzano di Gifi ed Assosolare. Insomma secondo gli operatori il settore
fotovoltaico potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per tutta l'economia
soprattutto di alcune regioni del meridione, come Sicilia e Puglia, da sempre
alle prese con una crisi economica e con problemi strutturali che ne
impediscono crescita ed occupazione. Vincenzo Cacioppoli < < pagina precedente
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 6 Marzo
2009, Ogni scherzo vale a Carnevale anche l'evasione fiscale Anche se la
questione è serissima, titoliamo così a carnevale finito, questa lettera in
merito ai controlli della Guardia di Finanza circa la mancata emissione degli
scontrini fiscali da parte di bar,ristoranti, pizzerie, negozi di souvenir ecc.
In particolare, su 370 controlli effettuati la Guardi di Finanza ha accertato
violazioni nel 70% dei casi comminando sanzioni per 154.000 ?. Apriti cielo.
Come hanno osato le Fiamme Gialle a svolgere egregiamente il loro lavoro in
settori nei quali spesso i redditi dichiarati non corrispondono quasi mai ai
redditi effettivi? E quindi tuoni e fulmini non solo dalla difesa d'ufficio,
miope e corporativa dei vari rappresentanti di categoria: Ascom, Aepe, ecc. ma,
addirittura da parte dell'Assessore al Commercio del Comune di Venezia
Bortolussi che attribuisce al caos del carnevale le violazioni compiute e prima
dichiara: ". chi non ha emesso lo scontrino ha sbagliato però chi non l'ha
fatto non è evasore perché ci sono gli studi di settore .". Se ci permette
caro Bortolussi lei, come Assessore, dovrebbe preoccuparsi più degli interessi
dell'intera cittadinanza veneziana ben sapendo che gli scontrini fiscali sono
invece validi strumenti di verifica. Chi non è soddisfatto infatti degli studi
di settore è libero di scegliere la contabilità ordinaria. Seguendo comunque
l'impostazione di tutti questi difensori d'ufficio ci viene spontanea una
domanda paradossale: Vuoi vedere che chi deve chiedere scusa è proprio la
Guardia di Finanza contro la quale è stato intentato un processo sommario da
parte di importantissime categorie economiche veneziane con l'avallo
istituzionale anche dell'assessore Bortolussi rappresentante di una Giunta
Comunale cosiddetta di centrosinistra? Una parola di condanna per le violazioni
compiute unitamente ad un'attestazione di solidarietà alla Guardia di Finanza
per l'ottimo lavoro svolto ce la saremmo attesa dalla Giunta veneziana. Invece,
finora silenzio di tomba o, forse, silenzio-assenso? Sindaco Cacciari se ci sei
batti un colpo scegliendo però bene il bersaglio. Gigi Vaccari, William
Pinarello, Marino Chiozzotto Venezia Actv, l'Imob e le
rigide regole della burocrazia Il giorno 01/03/09 mi sono recata a Venezia e ho colto anche
l'occasione per rinnovare l'abbonamento in quanto la tessera era scaduta il
giorno prima il 28 febbraio. Alla mia richiesta mi sono sentita rispondere che
oltre alla compilazione del modulo previsto, serviva il timbro della ditta dove
io lavoro. Al momento ne ero sprovvista, ma riferivo alla signorina
dello sportello che essendo preposta alla firma per conto della ditta potevo
indicare tutti i dati possibili dell'azienda, ma il risultato fu un secco
"non mi interessa, pretendiamo il timbro". Allorché risposi se
l'ufficio Actv fosse diventato peggio di una banca o di un qualsiasi altro
ufficio, che, in mancanza di tale timbro loro non fanno le difficoltà che fate
voi per un semplice rinnovo di abbonamento o carta Venezia perché basta
riportare gli estremi dell'azienda. Dovendo in ogni caso prendere il vaporetto
per recarmi al Lido, ho dovuto spendere ? 13,00 al posto di ? 2.20 (andata e
ritorno) per il viaggio. Mi chiedo: un po' di elasticità mentale no? Anche noi
facciamo parte della categoria di gente che si guadagna il pane lavorando
onestamente. Dov'è la facilitazione di questo Imob per la gente? Dov'è il
risparmio? In ogni autobus circa la metà della gente non passa la tessera sul
lettore oppure viene passata ma non si accorge che invece di fare la luce verde
lampeggia quella rossa. Ribadisco che era il primo del mese di marzo e farmi
pagare ? 13,00 per il viaggio lo considero un furto, perché se dall'altra parte
ci fosse gente meno burocratica si poteva benissimo trovare una soluzione. Sono
inoltre convinta che nessuno di loro si mette a controllare se i timbri fatti
dalle aziende sono veritieri e se la persona sia veramente dipendente di quella
ditta, ma a loro basta solo il "timbro". Costa veramente caro questo
timbro!!!!!! Non vi sembra una presa per i fondelli? Caro Ministro Brunetta
puoi fare un sopraluogo anche dentro l'Azienda Actv? Monica Di Lella Venezia Il
cantiere del tram in via Ca' Rossa Forse vi saranno arrivate altre segnalazioni
in proposito, ma desidero egualmente portare questo problema all'attenzione di
tutti i lettori. Assisto da mesi ai lavori di "semina" del tram in
quella parte della città che più mi interessa, cioè via Ca' Rossa. Chi dovrà
muoversi in carrozzina, incontrerà ostacoli insormontabili. I marciapiedi sono
ad "isola", con scalino alto, troppo alto per chi si muove da solo o
anche per chi spinge la suddetta carrozzina. In alcuni tratti si trovano
marciapiedi strettissimi, la cui larghezza è meno di un metro (credevo ci fosse
una larghezza minima.), così se una persona in carrozzina dovesse
"incontrare" un qualsiasi pedone, quest'ultimo dovrà tornare
indietro, come nel tratto di strada dove si trova una farmacia (prospiciente
alcuni uffici del Comune, ex consorzio agrario) dove è stata posizionata la
fermata del tram - da notare anche che la rampa d'accesso è decisamente
stretta, che si fa, potranno passare solo le carrozzine piccole? Qualcuno ha
pensato ai disabili? O forse il problema non tocca chi ha dato l'approvazione
al progetto? Certo, per dare un giudizio definitivo dovremo aspettare la fine
dei lavori, ma forse sarebbe bene andare a controllare prima. Michela Calderaro
Mestre La gara d'appalto per la bretella Con un comunicato a pagamento dal
titolo "Esito gara d'appalto 06/2008, pubblicato sul Gazzettino di sabato
11 ottobre, la società Veneto Strade S.p.A. ha annunciato di aver assegnato
l'appalto per la costruzione di una bretella stradale all'impresa Castaldo
S.p.A. di Napoli: migliore offerta pari all'importo di 4.165.470,30 euro, il
prezzo più buono dopo aver dedotto dalla base d'asta la percentuale del 41,166
(quarantuno-virgola-centosessantasei-per cento). Sono rimasto sbigottito. Fatto
salvo un eventuale equivoco nella comunicazione, ritengo che si possano fare
soltanto due ovvie meditazioni, senza alcuna malevolenza nei riguardi di
chicchessia: o i progettisti ed i calcolatori hanno commesso delle fragorose
inesattezze, oppure, se sono da escludere questi ultimi, si può serenamente
ipotizzare che la ditta appaltatrice non riuscirà a completare l'intera strada.
Non conosco la forma di licitazione e le procedure di gara adottate, comunque
credo si possa legittimamente pensare che il sistema, anche se legale, non può
reggere. Spero di aver capito male: un "risparmio" di quasi sei
miliardi di lire non sono quisquilie". Sestilio Cattozzi Mestre Tessari e
il credito edilizio Siamo veramente sbalorditi dall'ostinazione con cui il
sindaco di Spinea, Tessari, ultimamente insiste con la sua idea del
"credito edilizio" in relazione alla mitigazione ambientale lungo il
Passante di Mestre, tanto da farci pensare che tanta insistenza sia tutt'altro
che disinteressata e che sia in qualche modo correlata alla vicinanza delle
elezioni amministrative. Far credere ai cittadini che per dotare il Passante di
una fascia di verde sia necessario promettere ai proprietari dei terreni
limitrofi la possibilità di cedere la loro quota di proprietà in cambio della
vantaggiosa facoltà di edificare altrove in proporzione doppia o tripla,
servirà soltanto a cementificare ulteriormente un territorio già in sofferenza
per l'eccessiva urbanizzazione a cui è stato sottoposto in questi ultimi anni.
L'inutilità ti tale insano "baratto" e la possibilità che esso
nasconda più che probabili intenti speculativi sono peraltro dimostrate anzitutto
dal fatto che già adesso le leggi dello stato impongono l'inedificabilità fino
ad una distanza di sessanta metri dai sedimi autostradali, nonchè soprattutto
dal fatto che gli accordi recentemente stipulati tra la CAV e le associazioni
ambientaliste prevedono in modo chiaro la graduale realizzazione di una fascia
boscata larga trenta metri per ciascun lato lungo l'intero tracciato del
Passante, indipendentemente dalle iniziative prese dal sindaco di Spinea. Siamo
purtroppo convinti che questa nuova trovata di Tessari nasconda invece
l'intenzione di creare nuovi insediamenti produttivi nelle aree prossime al
Passante, attualmente a destinazione agricola, lungo in confine tra Spinea e
Mirano, cosa, peraltro, fortemente paventata e temuta dai cittadini residenti.
Associazione "Mirano Condivisa"
( da "Gazzettino, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 6 Marzo
2009, Come il Toro e il Leone, anche voi contate trenta giorni di Mercurio
negativo. Nel vostro caso anche più ostile, perchè in transito nel punto della
famiglia e delle proprietà immobili. Consigliamo sempre
molta attenzione agli aspetti legali delle questioni, alla burocrazia, alle tasse... Ma certamente
siete in fase di miglioramento notevole, che sarà anche più evidente il
prossimo week-end, quando Marte si avvicina ai Pesci. Nettuno impone cautela
nella salute, sconsiglia incontri passionali al buio; chiude
definitivamente situazioni cosiddette "impossibili".
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Villa
Comunale, l'intervento bloccato dalla burocrazia Il servizio
fermo da tre anni In gara soltanto un'impresa
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
EMANUELE IMPERIALI
Roma. Oggi la scelta finale spetta al Comitato per la Programmazione Economica.
Ma al pre-Cipe, ieri sera, presente Gianfranco Miccichè che ha la delega in
materia, sono stati messi a punto i criteri e si è stilato l'elenco delle opere
pubbliche. Sempre più necessarie a un Paese che negli anni '70 era al secondo
posto in Europa e oggi è precipitato al diciannovesimo su 27. Mentre spunta
l'idea di decidere oggi nel corso della riunione anche interventi per
migliorare in funzione anti-crisi l'accesso delle piccole e medie imprese al
credito, alzando, come chiede il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, da
500mila a un milione e mezzo il tetto per ciascun credito garantito dal Fondo
centrale di garanzia per le pmi e far decollare contestualmente il Fondo
Finanza d'Impresa, uno strumento caro soprattutto al ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, grazie al quale sarebbe possibile intervenire sul capitale di
rischio delle imprese fino a due milioni e mezzo per un anno. Il nodo centrale
del confronto è quello relativo alle risorse: sono 16,6 miliardi, ma da dove
reperirli? Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha in cassaforte
una dotazione assegnatagli dal Cipe di fine dicembre 2008 pari a 7 miliardi e
356 milioni che non basta. C'è ancora una volta il salvadanaio del Fondo Aree
Sotto Utilizzate, ma quei soldi hanno il vincolo che per l'85% debbono essere
investiti al Sud. Anche per riequilibrare le grandi infrastrutture del Nord che
saranno finanziate in questa tornata: l'Alta Velocità da Treviglio a Brescia,
la Pontremolese, la Brebemi, alcune prime opere della Milano Expo, il Terzo
Valico ferroviario Milano Genova. Nel Mezzogiorno di infrastrutture
cantierabili entro fine 2009 c'è la solita Salerno-Reggio Calabria, che deve
essere ancora finanziata solo per l'ultimo macro lotto, i cui lavori
termineranno agli inizi del 2012: pronti sul piatto un miliardo e 800 milioni.
E poi il Ponte sullo Stretto, per il quale servono 6 miliardi, e oggi
potrebbero essere stanziati il primo 1 miliardo e 300 milioni. Insieme a queste
due, il Cipe assegnerà un po' di risorse per migliorare e potenziare ferrovie,
autostrade e porti di Sicilia e Calabria. Infine c'è la statale Jonica, che
interessa in modo particolare Puglia e Basilicata. E la Campania? Sembra
escluso che si riesca già in questa riunione a finanziare la linea ferroviaria
Napoli-Bari, forse qualcosa potrebbe spuntare per la rete metropolitana di
Napoli: in pole position il prolungamento della linea 6 la cui cantierabilità è
possibile in tempi abbastanza rapidi. Matteoli si limita a dire che «se si
parte con 16,6 miliardi di opere, si potranno creare circa 140mila posti di
lavoro in più». E non è poca cosa in un momento di grave crisi occupazionale
come l'attuale. Come avviene sempre in questi casi, ciascun ministro tenta di
inserire questa o quell'altra infrastruttura che gli sta maggiormente a cuore.
Così come c'è una forte pressione dell'Associazione Costruttori, delle opposizioni
e degli ambientalisti affinché l'elenco che uscirà dal Cipe non contenga solo
maxi opere ma anche piccole infrastrutture. «Nessun timore - replica il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti - Ci saranno anche
opere minori». E ieri la Cgil ha pubblicato un elenco di fondi disponibili per
le opere strategiche suddivisi per Regione: in totale il costo dei progetti è
pari a poco meno di 238 miliardi, di cui il finanziamento non arriva neppure
alla metà, fermandosi al 43,48%. In Campania si tratta di
circa 9 miliardi e mezzo di grandi opere, finanziate per il 57,43%. Ecco perché
il ministro dell'Economia Giulio Tremonti annunzia che il governo, nei prossimi
15 giorni, vuole anche sbloccare 7 grandi opere simbolo, «ferme per la follia
della burocrazia».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
È difficile
prevedere i risultati dei piani della nuova presidenza per far uscire l'America
dalla crisi attuale. Ci vorrà tempo e altri interventi a seguire quello da 787
miliardi varato pochi giorni fa. Si continuerà a discutere sull'efficacia o
l'inutilità di questo o quel provvedimento e ciascuno di essi troverà i suoi
difensori e i suoi detrattori. Ma l'accusa di portare il Paese verso il
socialismo è di quelle da cui in America è difficile difendersi. Gli americani
non distinguono tra comunismo e socialismo e se dal punto di vista ideologico
la confusione può apparire comprensibile, dal punto di vista storico-politico
ignora una delle più importanti esperienze della nostra epoca: quello del
socialismo nella democrazia. Ma per gli americani democrazia e socialismo sono
due termini antitetici e irriconciliabili. Socialismo per gli americani è tutto
ciò che ostacola il libero mercato e la libertà di competere, socialismo è
potere di intervento dello Stato, è burocrazia paralizzante e limitazione
dell'iniziativa privata anche quando l'intervento dello Stato e la
regolamentazione delle attività economiche sono resi necessari da situazioni
come quelle attuali, dove proprio la mancanza o l'inosservanza delle regole e
una iniziativa privata priva di remore e di scrupoli sono alla base della crisi
epocale che stiamo vivendo. Secondo il giudizio storico dei
conservatori, l'America ha vissuto una condizione vicina al socialismo dagli
anni di Roosevelt sino a quelli di Johnson, trenta anni con la parentesi di due
mandati del repubblicano Eisenhower, che deluse i conservatori perché invece di
smantellare le strutture statali create dal New Deal, sinonimo di socialismo,
scelse di conservarle. I successivi governi repubblicani di Nixon, di Reagan, di
Bush padre e di Bush figlio, hanno disfatto gran parte di ciò che i democratici
avevano costruito, mantenendo solo lo scheletro di un timido welfare state ben
lontano dal modello europeo e che assicura agli americani una magra pensione,
costruita con le contribuzioni del lavoro, e un minimo di assistenza medica
agli indigenti e agli anziani. Gli strumenti che i repubblicani hanno usato
nella loro opera di smantellamento dello Stato sociale sono stati il
depotenziamento del governo federale e il taglio delle tasse. Il primo è
avvenuto con il trasferimento agli Stati di parte dei poteri e dei mezzi del
governo federale, con l'obiettivo dichiarato di «affamare la bestia», privarla
cioè delle risorse per sopravvivere. La rivoluzione fiscale iniziata da Reagan con
la drastica riduzione delle tasse sul reddito ha favorito i più ricchi, secondo
il principio che la ricchezza dal culmine della piramide sociale si
distribuisce fino alla base per un naturale automatismo che deve evitare ogni
intervento dello Stato. L'accusa che i conservatori lanciano ad Obama,
all'indomani della «luna di miele» più corta della storia politica americana, è
quella di voler restituire allo Stato un potere di intervento sull'economia e
in particolare sulle banche che dell'economia sono il principale volano e di
voler punire i ricchi aumentando il loro carico fiscale e infine di accrescere
la spesa pubblica. «Tax and spend» è l'accusa di sempre rivolta ai governi
democratici. Inoltre nel piano della lotta politica la dichiarata volontà di Obama
di voler escludere le lobbies dai meccanismi decisionali del Congresso e del
governo è considerato un passo ulteriore verso il socialismo perché la
sparizione delle lobbies rafforzerebbe il potere dello Stato federale e
indebolirebbe le libere espressioni di una società fondata su una miriade di
interessi corporativi (le lobbies debitamente registrate sono più di
cinquemila). Sono posizioni intransigenti e in qualche misure manichee che
ignorano volutamente le esigenze dell'intervento pubblico inevitabile in una
crisi come quella attuale, nonché la necessità di reperire nuove risorse che
per l'impoverimento della classe media possono essere fornite solo dagli alti
redditi, beneficiati negli ultimi 30 anni da una politica che li ha apertamente
favoriti. Ma anche il principio della redistribuzione della ricchezza per mano
dello Stato nasconde, secondo i conservatori americani, intenzioni eversive e
proprio durante la campagna elettorale Obama che a un comizio a quel principio
fece un incauto riferimento dovette precipitosamente far macchina indietro per
evitare accuse di socialismo. Tutto ciò promette la nascita di una forte
conflittualità politica nei prossimi mesi in America. Anche quella parte della
«intellighenzia» conservatrice che a Obama aveva espresso moderata simpatia, lo
sta abbandonando e sembra intenzionata a scendere sul sentiero di guerra. Oltre
che combattere contro una crisi di cui restano ancora ignote le dimensioni e la
natura, Obama dovrà vedersela con i custodi di quella rivoluzione reaganiana
che ha pesanti responsabilità per lo sfascio attuale. È una prospettiva che
potrebbe complicare l'uscita dalla crisi e riproporre le asprezze dello scontro
politico e ideologico che divise la società americana negli anni Trenta e che
solo la Seconda guerra mondiale, con il richiamo all'unità nazionale, riuscì
almeno in parte a ricomporre. Giuseppe Mammarella
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Culture Intervista/
"Il lago e l'ambiente della provincia affascinano i lettori". Lo
scrittore Andrea Vitali ad Affari Venerdí 06.03.2009 12:25 Di Mariano Sabatini
- m.sabatini@libero.it Non si fa a tempo a leggere, sempre con piacere, un
libro di Andrea Vitali romanziere-medico condotto di Bellano, sulla riva
orientale del lago di Como - che subito ne è pronto un altro in libreria. I
suoi successi editoriali si chiamano "Una finestra
vistalago","Un amore di zitella", "La signorina Tecla
Manzi": mix di intreccio, dialoghi che sconfinano nell'arte del
pettegolezzo e attraenti ambientazioni provinciali. Qualche mese fa era uscito
"Dopo lunga e penosa malattia" (ed. Garzanti, come tutti i
precedenti), per il quale lo scrittore sterza con decisione sul genere giallo.
Storia di un medico di base (guarda tu, la coincidenza) che indaga sulla morte
di un amico, malato come lui di angina pectoris. Perché, nonostante sia morto
d'infarto, qualcuno ha pensato di far pubblicare un manifestino funebre che fa
riferimento a lunga e penosa malattia? Qualcosa non quadra, troppe
incongruenze, strani accadimenti. "Almeno il cappello" è invece
l'ultimissimo titolo a disposizione dei lettori. "Per dare alla città un
Corpo Musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario
che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie
della politica e della burocrazia, che riesca a metter d'accordo il podestà Parpaiola, il
segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del partito
Bongioanni, il parroco e tutti i notabili della zona", racconta Vitali. Un
romanzo sull'avventura del Corpo Musicale Bellanese, le mille difficoltà
dell'impresa e la determinazione di chi volle farsene artefice. A ritmo
di valzer e mazurca, con il contorno di marcette e inni. Da un po' di anni i
suoi romanzi diventano successi editoriali. Che idea si è fatto, cosa
apprezzano di più i lettori nelle sue storie? "Credo tutto sommato che
l'ambiente della provincia sia quello che affascina di più i lettori i quali,
dentro quelle stesse storie, trovano motivi di realtà. Mi capita spesso nei
luoghi più disparati, sentirmi dire anche qui da noi è successa una cosa
simile, lo conoscevo anch'io uno così". Dopo lunga e penosa malattia è un
giallo, seppure atipico. I motivi di questa sterzata sul genere investigativo?
"Semplicemente l'essermi imbattuto in una storia che aveva contorni
gialli, un poco inquietanti. Non per questo mi sento giallista, è la storia che
comanda e chi la scrive deve ubbidire". Ne seguiranno altri, di gialli?
"Se capitasse non mi sottrarrei". Gli abitanti di Bellano, location
dei suoi romanzi, apprezzano la visibilità che ha dato alla cittadina?
"Sì, anche se devo ammettere che la Bellano descritta nei miei libri è
ormai un paese della memoria: quello attuale è soffocato da troppo, inutile
cemento". Accanto ai protagonisti delle sue storie c'è sempre il lago e si
ha la sensazione che lei lo consideri un personaggio con reazioni e personalità
proprie. "Esattamente. Vede, io sono nato e cresciuto in riva al lago e ho
imparato a conoscerlo in molti dei suoi aspetti. E' diventato un compagno di
vita ed è quindi un vero e proprio personaggio, coi suoi umori, i suoi difetti,
le sue virtù". È stato difficile per lei, medico di primo mestiere,
avvicinarsi alla scrittura? "La scrittura per me è stata da sempre un
divertimento. Mi è sempre piaciuto comuunicare scrivendo lettere e così di
passo in passo sono arrivato a scrivere le mie storie". L'attività di
medico condotto la aiuta ad immagazzinare esperienze, tipi umani, storie?
"Certo, frequentare l'ambulatorio è anche un modo per mantenere i contatti
con l'umanità, un'umanità non sempre ammalata e che invece ha voglia di
chiacchierare. E' parlando che spesso le storie saltano fuori". tags:
libri vitali provincia
( da "KataWeb News" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Specializzandi:
Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo 6 marzo 2009 alle 16:19 — Fonte:
repubblica.it — 0 commenti Il concorso per l'accesso alle scuole di
specializzazione medica si farà a giugno prossimo con tre mesi di ritardo
rispetto al 2008: dispiace il ritardo che si aggrava per chi laureatosi
regolarmente deve utlteriormente aspettare in ragione del ritardo. Lo afferma
il Presidente del Cun, Consiglio Universitario Nazionale, Andrea Lenzi per il
quale, "l'iter per la pubblicizzazione del bando di concorso da parte del
Miur, ora prevede la definizione dei contingentamenti -- quanti cardiologi o
gastroenterologi -- da parte della Conferenza Stato-Regioni il 19 marzo
prossimo". Insomma, salvo imprevisti, il concorso per i 5000 posti alle
scuole di specializzazione si farà a giugno. "Ma -- obietta il Presidente
Nazionale del Sigm, Segretariato Italiano Giovani Medici, Walter Mazzucco -- la
specializzazione è un prerequisito essenziale per accedere al ruolo di
dirigente medico ed il ritardo nell'accesso alla formazione implica un ritardo
al mondo del lavoro: ogni mese che passa senza contratto è un mese perso, un
danno non solo formativo". Dal Ministero dell'Università (Miur) competente
assieme al Welfare, vengono rassicurazioni sulla pubblicazione dei bandi entro
la prima decade di Aprile 2009, fermo restando "l'impegno" a trovare
un accordo con le Regioni in sede di Conferenza Stato Regioni. "Siamo nelle mani dell'alta burocrazia ministeriale che decide spesso senza criteri sulle pelle dei
giovani medici -- aggiunge Mazzucco -- come è stato per gli accorpamenti delle
scuole di specializzazione fra regioni diverse e nella stessa regione: non
siamo contrari a questa riforma ma non la si può calar dall'alto a ridosso del
concorso". Dunque, forte perplessità sull'applicazione degli
accorpamenti delle scuole di specializzazione per il corrente anno accademico:
"anche se abbiamo registrato l'apertura del Miur a limitare l'entità della
razionalizzazione, in funzione delle specificità regionali -- conclude Mazzucco
-- Ci appelliamo al Ministro Gelmini affinché queste dichiarazioni si traducano
in atti concreti ed alle Regioni perché non ostacolino ulteriormente
l'iter". AGI
( da "Quotidiano.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Flessione dei
consumi, Calvaresi ?serve gioco di squadra? San Benedetto del Tronto | Sinergia
tra commercianti e strutture ricettive. Questa è la ricetta da adottare secondo
Marco Calvaresi, presidente Pro Loco nonché rappresentante di Confindustria, se
si vuole arginare lo spettro della flessione dei consumi prevista per l?estate
2009. di Stefania Serino Marco Calvaresi Turismo e commercio, due realtà ancora
ancorate ai propri schemi logistici e di mercato, slegate da una strategia
comune. Marco Calvaresi, al contrario, le considera due facce della stessa
medaglia, quella dello sviluppo. Secondo il rappresentante di Confindustria
occorre una strategia di sviluppo che miri a rilanciare l'economia locale. Ma
in che modo? Un'idea potrebbe essere quella dello ?shopping tour' come spiega
lo stesso Calvaresi: " San Benedetto dispone di negozi di 'alto livello'
dunque si potrebbe creare una tessera che permetta chi soggiorna presso le
nostre strutture alberghiere di poter usufruire di vantaggi sugli acquisti".
L'idea di Calvaresi mira ad abbracciare un turismo non più legato alle
famiglie, ma anche e soprattutto al contesto estero, come ad esempio la Russia
nuova frontiera del mercato del lusso: "pensiamo a quanti pulmann -dice -
arrivano dalla Russia per acquistare i nostri beni di lusso". Altra idea
potrebbe essere secondo Calvaresi quella di far divenire il centro cittadino un
vero e proprio centro commerciale, attraverso una parziale copertura che possa
attirare e accogliere cittadini e turisti in tutte le stagioni. Calvaresi parla
chiaro: "basta con le iniziative fine a se stesse, c'è bisogno di grandi
eventi che rilancino la città nel vero senso della parola passando soprattutto
per il mezzo televisivo che resta ad oggi il canale più veloce per arrivare alle
famiglie, ma anche per ottenere una promozione turistica più amplificata".
Linea di pensiero che sposa quella dell'assessore regionale Sandro Donati
relativa alla promozione di un mega evento che rilanci il Piceno. D'altronde le
previsioni parlano chiaro: è previsto per la stagione estiva 2009 un calo di
entrate pari all'1,5 %, dato cumulativo che và a sommarsi ad un - 4% registrato
nel 2008. Previsioni che preoccupano gli addetti ai lavori senza contare le
diverse variabili che entrano in gioco, prima fra tutte la variabile clima. Nel
merito una tirata d'orecchi Calvaresi la riserva al Governo dove ancora poco si
stà facendo per il settore turistico: "non comprendo la scelta del governo
di dare impulso al settore auto con un indotto del 10% mentre in minor misura
si è agito per il settore turistico che ricordo ha un indotto del 12%. Per
fortuna - aggiunge - grazie alla proposta della Brambilla, sono stati stanziati
fondi per i cosiddetti buoni vacanza che tuttavia mi convincono poco".
Calvaresi fa riferimento agli incentivi stanziati dal Governo nei confronti
degli enti locali destinati alle famiglie impossibilitate a recarsi in vacanza:
"tali misure di intervento, sebbene apprezzabili, incontrano
gli ostacoli della burocrazia, come nei parametri sempre difficili da adottare per le
assegnazioni dei suddetti buoni". Un plauso Calvaresi lo riserva
all'amministrazione grottese in seguito all'incontro indetto giorni fà dal
Sindaco Merli a cui hanno partecipato il Consorzio Turistico Riviera delle
Palme, l'AOT di Grottammare, l'ACOT di Cupra Marittima, la Confesercenti
di San Benedetto, la Confcommercio di San Benedetto e la Confindustria, oltre
al vicesindaco Piargallini Enrico e all'assessore alle attività produttive di
Grottammare Cesare Carboni: "finalmente l'amministrazione di Grottammare
inizia a comprendere la necessità di coinvolgere anche i privati per ricercare
una concertazione finalizzata ad una promozione turistica più mirata allo
sviluppo strategico". 06/03/2009
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CANOA LA TURA,
SAVONESE, DA POCO PRESIDENTE FEDERALE REGIONALE Quei colpi di pagaia
dell'energica Carla «Stiamo crescendo ma bisogna fare di più, soprattutto verso
i giovani» E' diventata dirigente perchè un serio infortunio al ginocchio le ha
impedito di gareggiare. Ora Carla Tura, savonese, da tempo nell'organigramma
della Sabazia, è presidente regionale federale per un quadriennio in cui sarà
necessario lavorare su diversi fronti. Carla, come la conoscono nell'ambiente, è per le decisioni rapide con evidente orticaria per la burocrazia, ben presente anche qui: «La
decisione di candidarmi - sottolinea - è nata dopo una positiva esperienza alla
Sabazia. Credo ci sia tanto lavoro per questo sport che conta su un aumento di
praticanti ma che per la massa diventa protagonista solo ogni 4 anni, con le
Olimpiadi». Lei ha deciso di farsi affiancare da un consiglio regionale
esperto e composto anche da forze nuove che potranno un giorno ereditare il
testimone: ne fanno parte anche i savonesi Laura Bentivoglio per il settore
tecnico, e Cristina De Grregori in rappresentanza degli atleti. Inserito,
sempre in rappresentanza degli atleti, pure Delio Codino della Canottieri
Osiglia. Ma quali saranno i primi impegni? «Intanto potenziare il Centro
Tecnico di Osiglia, organizzando raduni e stage aperti a quanti più atleti
possibile, così di dare la possibilità a tanti ragazzi di avere occasioni di
emergere. Poi tornare ad organizzare tutti i campionati del settore fluviale e
coinvolgere sempre più gli enti interessati e la Tirreno Power per il campo
scuola di canoa polo». Ma la canoa va coinvolta pure nelle manifestazioni turistiche:
«La canoa da turismo è un ottimo veicolo di propaganda, la Federazione deve
sforzarsi di sponsorizzarla riconoscendone l'attività». Infine i programmi
2009: «La speranza è vedere un sempre maggior numero di giovani liguri alle
rassegne internazionali. Del resto qui ci sono tecnici capaci, come dimostrano
i risultati. Bisogna insistere su questo discorso, "catturando" i
ragazzi».
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CHIERISCONTRO IN
COMUNE SUL POSSIBILE TRASLOCO Gli 80 residenti sono contro il progetto «La
nostra casa varrà il 30% in meno» Borgata Canarone si ribella "Non
vogliamo i nomadi" Ricorso al difensore civico. I rom: "Umani anche
noi" [FIRMA]ANTONELLA PEROTTI CHIERI Non è servito nemmeno guardarsi in
faccia. Né parlarsi intorno a un tavolo in Comune. In un'assemblea in cui la
tensione si tagliava con il coltello, i residenti della borgata Canarone a
Chieri sono arrivati in massa per ribadire che i nomadi non li vogliono. Al
tavolo c'erano anche i Rom, che da settimane dovrebbero trasferirsi dal campo
attuale ai Mosetti nella cascina messa a disposizione da Giancarlo Gola, padre
dei Gesuiti. Sono in sedici, due coppie, tanti bambini e l'anziana matriarca
Sofia che l'altra sera era seduta con la sua gonna a fiori accanto al genero
Caio. La data del trasloco slitta in avanti ancora una volta, mentre il Comune
cerca di mediare, ma a fatica. Perché la verità è che a Canarone la maggior
parte degli ottanta residenti non è convinta del progetto. E ora si è rivolta
anche al difensore civico. Pregiudizi? «Noi non esprimiamo nessun giudizio - ha
ribadito Carlo Massucco, una delle voci pubbliche della borgata -. Chiediamo
che si facciano ulteriori puntualizzazioni sul protocollo d'intesa tra
residenti, associazioni e Comune. E ci preoccupiamo del futuro dei nomadi visto
che il comodato d'uso scade tra due anni». Qualcuno obietta, come Raffaella
Calvo: «In realtà è un accordo tra privati. Non sarebbe necessario nessun
protocollo» dice. «Se queste puntualizzazioni pregiudicano il trasloco non mi
sta bene», aggiunge Marina Bosco. Da una parte ci sono i giovani del Cubo, il
comitato Pace e Cooperazione, padre Gola e i Gesuiti, i servizi delle politiche
sociali del Comune, convinti che esiste un'integrazione possibile, di fronte
gli abitanti che a quel progetto non credono. C'è chi esprime qualche perplessità
come Gian Gherardo Aprile: «Tra tre mesi ci sono le elezioni: chi ci garantisce
che con un'eventuale cambio di amministrazione il progetto venga seguito? Non
bastano le buone intenzioni». A microfoni spenti c'è anche chi parla con
franchezza, ma preferisce non si scriva il suo nome: «Io ce l'ho con
l'amministrazione. Ho speso un capitale per ristrutturare la cascina, ho dovuto
fare la variazione da edificio agricolo in residenziale, ho
rispettato tutti i cavilli della burocrazia e adesso arrivano i Rom. La mia casa vale il 30% in meno come
minimo: ho ricavato quattro alloggi e dubito di riuscire ad affittarli con
questa pubblicità». E poi la paura è che nel terreno davanti alla cascina
ricompaiano roulotte, baracche e diventi un piccolo campo nomadi tra le ville
residenziali. «Perché non sono stati invitati al tavolo anche altri
sindaci?» si domanda Daniela Gasparri, residente. Carlo Corinto, primo
cittadino di Baldissero, è preoccupato per la sicurezza. Le cronache non lo
fanno stare tranquillo. Di fronte a tanti dubbi, Caio, rom, 30 anni, si è dato
coraggio e ha preso la parola: «Siamo esseri umani, i nostro figli vanno a
scuola con i vostri. Anche noi vediamo la televisione e le notizie di cronaca
che vi allarmano, ma siamo brave persone. Io lavoro e sono pronto a rispettare
le regole. Noi ce ne siamo andati dal campo dell'Arrivore perché era un inferno
pieno di delinquenti e non volevamo vivere così».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Quote latte,
Vecchioni ringrazia la Cia: la nostra lobby ha vinto sul decreto L'appello alla
Regione: i piani di sviluppo rurale vanno rivisti Non poteva non partire dal
decreto sulle quote latte e dai primi successi ottenuti grazie alla forte
azione sindacale l'intervento di Federico Vecchioni. «Molti ci dicevano che
eravamo degli estremisti - afferma - che volevamo andare contro il governo, che
scendevamo in piazza come la Cgil. Ebbene, le ragioni dei miei associati
vengono prima degli equilibri politici». Vecchioni è sicuro che l'azione di
lobby portata avanti insieme alla Cia è stata fondamentale. «E la conferma l'ho
avuta dal presidente della Commissione agricoltura della Camera, Paolo Russo,
il quale ha confermato che senza Arcore e Gemonio il decreto sul latte sarebbe
passato con la fiducia, senza alcuna modifica». Un successo - ancora da
completare con la discussione alla Camera - al quale se ne affiancano altri,
rivendicati dallo stesso Vecchioni. Come la battaglia contro l'Ici rurale, un
successo 'olimpico', visto che l'emendamento contro l'imposta su «stalle,
cantine, frantoi è stato portato avanti dall'ex Azzurra di sci, Manuela Di
Centa». Sfide vinte e sfide da affrontare. Come quella che il numero uno di
Confagri sollecita alle Regioni, dopo l'approvazione in sede comunitaria della
Health Check della Pac. «Entro i prossimi due mesi le Regioni dovranno rivedere
i Piani di sviluppo rurale - avverte - i Psr vanno
riqualificati, con una strategia di lungo periodo e con risorse che devono
essere destinate agli agricoltori, i primi responsabili nella tutela
dell'ambiente'». Guerra anche alla burocrazia. «La Pac - conclude - per colpa delle mille carte, arriva cinque
mesi più tardi rispetto ai colleghi francesi». (m.b.)
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
cronaca pag. 9
«SERVONO CERTEZZE» Il consiglio nazionale del notariato invita a non
sottovalutare l «SERVONO CERTEZZE» Il consiglio nazionale del notariato invita
a non sottovalutare l'importanza di un accertamento di volontà consapevole,
quando si discute di testamento biologico. «Da sempre partecipiamo al dibattito
su questo tema a cui già nel 2004 avevamo dedicato un convefno
multidisciplinare nazionale alla presenza di magistrati, notai e medici», si
legge in una nota. Da allora il Notariato ha messo a disposizione di Parlamento
e forze politiche «la propria affidabilità giuridica e
tecnologica non per creare ulteriori elementi di burocrazia», ma perché in una materia così delicata dal punto di vista
etico «considera fondamentali per la normativa due requisiti sostanziali:
l'accertamento, appunto, della volontà consapevole e la sua documentazione per
una conoscibilità da parte degli operatori».
( da "Centro, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 13 - Regione
«Bimbo malato, la Regione non fermi le cure» L'appello della mamma: è affetto
da tetraparesi, senza terapia soffre troppo PESCARA. Un bambino di otto anni,
affetto da tetraparesi, e da quando aveva sei mesi è sottoposto alla
riabilitazione che gli consentono di muoversi. Da un anno al bimbo, che chiameremo
solo con l'iniziale di «L», le terapie sono state ridotte. Si è passati da
sette ore a settimana a un'ora e mezza per via dei tagli alla spesa sanitaria
imposti dalla Regione. «L» ne soffre molto, perché senza le terapie non riesce
a mantenere un buon livello di elasticità di tendini e muscoli. Per cui prova
dolore, piange, si lamenta e dal punto di vista fisico sta regredendo. La sua
famiglia non può fare molto, perché le cure costano troppo ed è impossibile
affrontare una spesa del genere. Solo la Regione, quindi, può risolvere il
problema, consentendo a «L» di ricevere l'assistenza necessaria, e proprio alla
Regione si rivolgono il consigliere regionale Walter Caporale (La Sinistra,
Verdi-Sd) e la mamma del bambino, Maria Rosa, che vive a Cepagatti, ha altri
due figli piccoli ed è stata costretta a ridurre il lavoro per poter accudire
«L». «Non è possibile», dice Caporale, «che questo bimbo e altri malati come
lui debbano pagare le conseguenze degli scandali e delle ruberie che si sono
verificati nella sanità. I tagli alla spesa sono una vergogna e spero che la
Regione intervenga subito». Per sollecitare il presidente Gianni Chiodi e
l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, il consigliere di opposizione ha
scritto una lettera e presentato un'interrogazione a risposta immediata, ma
potrebbero passare diverse settimane. «Mi auguro, dice ancora Caporale, che non si aspettino i tempi della burocrazia, anche perché la mamma di "L" non sa più cosa fare ed
è pronta anche ad attuare una protesta, incatenandosi e chiamando le tv
nazionali». Più il tempo passa, poi, e più la situazione rischia di peggiorare:
«Con le sedute fisio-riabilitative il bimbo si muove bene e avrebbe buone
prospettive se facesse terapia in misura adeguata, spiega la mamma.
Un'ora e mezza a settimana non è nulla, per lui, e infatti la situazione è
peggiorata e c'è il timore che in futuro si debba intervenire chirurgicamente.
Così il bambino viene condannato a una vita di sofferenze, e se le cose non
cambieranno dovrò ricoverarlo o andare all'estero, ma così gli impongo
un'esistenza da malato. Di certo non posso pagare io le terapie: una sola
seduta di idrochinesi costa 24 euro». La madre ha bussato alle porte di tutte
le strutture (sono solo quelle private) pubbliche che lavorano in questo
settore e che vengono pagate dalla Regione, ma la risposta è sempre la stessa:
i servizi sono stati ridotti dopo il taglio del 25 per cento imposto dalla
Regione. E così oggi le rimane solo di chiedere aiuto alle istituzioni. Se poi
non arriveranno risposte passerà alla protesta. «Ma perché devo fare gesti
eclatanti e rinunciare alla mia dignità?», si chiede, «l'assistenza non è forse
un diritto?». (f.b.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Appello alla Regione
di Gian Carlo Deidda, presidente della Camera di commercio «Interventi rapidi e ammortizzatori sociali» «Sbloccare la burocrazia che frena i finanziamenti e
azioni per agevolare il credito» CAGLIARI. «Ormai si parla di ripresa non prima
del 2011», precisa Gian Carlo Deidda, presidente della Camera di Commercio e
dell'Ascom della provincia di Cagliari, che ha fatto un appello contro la cisi
alla nuova giunta regionale. Ieri mattina, inoltre, il Cipe ha varato un
pacchetto complessivo di 17 miliardi e ottocento milioni di euro, di cui 130
andranno per le aree metropolitane di Bari e Cagliari. «Ma la possibilità di
spesa deve essere immediata», sottolinea Deidda. Lo stato di crisi è
generalizzato. «Sì e nel nostro tessuto produttivo si rischia moltissimo. Ed è
per questo che deve, subito, intervenire la Regione. Il quadro dell'hinterland
cagliaritano e quello di Portovesme sono campanelli d'allarme per i quali è
necessario che si operi con ammortizzatori sociali a tutto campo». Vi sono dei
lavoratori che hanno la cassa integrazione, altri no. I precari rappresentano
la maggior parte di coloro che saranno espulsi dal mondo del lavoro e si troveranno
senza alcun sussidio. Che fare? «Certamente non possono esserci lavoratori di
serie A e di serie B: tutti devono essere protetti e avere la possibilità di un
ammortizzatore sociale. E credo che questa sia la prima priorità». - Come
intervenire? «Se non si opera subito con una rete che garantisca la
sopravvivenza delle persone, sarà una slavina: vi sarà una reazione a catena.
Bisogna dare a tutti la possibilità di vivere, anche ai precari senza più
lavoro, altrimenti i consumi caleranno a picco». - Ma come fare? «Occorrre un
intervento da parte del potere politico, uno strumento in deroga. Poi un'azione
di sistema da parte di tutti gli interessati: dalle aziende ai sindacati.
Ripeto: questa è la prima priorità, altrimenti sarà tutto il territorio a
collassare, senza ammortizzatori sociali diffusi non c'è reddito disponibile. E
senza questo non c'è possibilità di spesa e il territorio precipita. Mentre un
modo per arginare la crisi è proprio quello di sostenere il mercato interno. Lo
sviluppo dell'attuale industria è stato supportato da una serie di attività di
servizio con personale a tempo e che ora sono state e saranno le prime a subire
la crisi. La questione va affrontata tecnicamente, ma in primo luogo occorre la
volontà regionale». - Molte aziende sono alla canna del gas: le banche chiedono
i rientri... «Sì, siamo in un sistema di credito contratto e questo significa
strozzare le attività commerciali. Il sistema camerale di Cagliari ha stanziato
320mila euro per la creazione di un fondo anticrisi di controgaranzia. E questo
dovrebbe permettere alle aziende di operare in un sistema più protetto.
Altrimenti, secondo i nuovi parametri, molte società verrebbero valutate come
decotte con una conseguente chiusura di tutti i rubinetti creditizi». - Nel 2008
c'è stato un saldo positivo tra le aziende che hanno cessato l'attività e le
nuove. Come lo spiega? «In alcuni casi si è trattato di imprese sorte come
"bene rifugio", per tentare di mettere in piedi piccole attività dopo
aver posto di lavoro. In altri casi di un atto di fiducia e voglia di
imprenditoria». - E ora? «In questi due mesi del 2009, invece, il trend è stato
invertito: le imprese stanno chiudendo, soprattutto le più giovani. E questo è
un segnale pesante». - Lei che cosa propone? «Il ministro Tremonti parla di
cento miliardi di euro, in tutto il Paese, bloccati per la burocrazia.
E il fenomeno esiste anche da noi. Una delle prime richieste presentate dalla
Camera di commercio e e dalla Confcommercio riguarda il settore agricolo dove
vi sono ottanta milioni di euro già finanziati, ma bloccati per questioni
burocratiche. Il comparto si trova in una crisi pesantissima, mentre vi sono
circa ventottomila domande ancora inevase. Lo stesso discorso va fatto per le
imprese artigiane: bloccati i fondi già disponibili». - Anche il commercio
flette... «Sì, per questo bisogna rivedere la legge regionale specifica e
chiarire i tempi di erogazione dei contributi. Il tutto in un discorso di
sinergia col turismo. I centri commerciali naturali, ad esempio, dovrebbero
essere ulteriormente supportati. Altrimenti il lavoro fatto sino ad ora e che
ha contribuito a rivitalizzare i centri storici, va perduto». - I voli low cost
sembrano una delle poche cose che tiene... «Il settore, però, che va potenziato
con un lavoro di promozione dell'isola nelle vecchie e nuove tratte. In questo
momento di crisi è importante che tutti i settori commerciali siano spinti a
valorizzare e, almeno, a mettere in evidenza i prodotti locali. Tra turismo,
artigianato e commercio si deve fare sistema: un modo per valorizzare le
produzioni locali». - Come intervenire? «Basterebbe, almeno, che tutte le
catene commerciali presenti sul territorio segnalino i prodotti locali. Nessuno
può tirarsi indietro». - Infine? «Ammortizzatori per tutti, in primo luogo.
Superamento della burocrazia, intervento verso le
banche e sensibilizzazione per i prodotti della nostra terra».
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Inchiesta partita
nel 2006 con un'indagine della polizia municipale di Iglesias Tagliandi per gli
invalidi, 22 avvisi di garanzia Certificati medici di invalidità rilasciati in
fotocopia con firme risultate false IGLESIAS. Una raffica di avvisi di
garanzia, ben 22, emessi dalla procura di Cagliari, ha posto fine alla prima
trance dell'inchiesta sulle certificazioni false riguardanti la concessione del
tagliando per i disabili. Il sostituto procuratore della repubblica,
Giangiacomo Pilia, in questi giorni, ha fatto notificare a 22 persone, compreso
anche il presidente della consulta degli invalidi, Enzo Atzori, altrettanti
avvisi di garanzia per quel giro di certificati medici attestanti invalidità,
vere o presunte, ma rilasciate su fotocopia con firma falsa. Un'inchiesta a
largo spettro quindi che potrebbe riservare altri sviluppi. Tutto era partito
alla fine del 2006 con un'indagine avviata dal comandante della polizia
municipale di Iglesias Marco Cantori e dai suoi collaboratori. Agli uomini
degli uffici municipali il sospetto che ci fosse qualche cosa di poco chiaro
venne per una banale richiesta. Nel verificare la certificazione prodotta dagli
interessati ad ottenere il rilascio del tagliando per disabili, la polizia
municipale aveva notato che i certificati medici presentavano sempre la stessa
firma, e timbri diversi, e che l'istanza prodotta dai richiedenti proponeva la
stessa grafia del medico certificante l'handicap. In poco tempo al comando dei
vigili urbani erano giunte una ventina di richieste di tagliandi per portatori
di handicap tutti apparentemente sfornati secondo un copione prestabilito. Il
sospetto è cominciato a balenare e subito dopo sono iniziati i controlli e i
sospetti sono diventati certezza. Una stessa mano e lo stesso fotocopiatore
riproponeva un certificato vero che poi, sempre a mezzo fotocopiatore, con
l'inserimento di dati anagrafici e la firma. Il tutto sembra fatto sempre dalla
stessa persona. In pratica chi si presentava alla consulta per avere una
consulenza sulle modalità di ottenimento del tagliando per i portatori di
handicap si trovava a disposizione, dopo qualche giorno, un pacchetto
preconfezionato: certificato medico e istanza da presentare alla polizia
municipale del capoluogo minerario. Si faceva tutto "brevi manu" senza
passare dal medico e senza aspettare i canonici tempi di attesa. Tarocco
maldestro ed in tempi rapidi: un modo illegale di aggirare la burocrazia e per ottenere vantaggi nella
sosta delle autovetture e in altri servizi. Quando la vicenda è diventata più
che un sospetto a prendere in mano le redini dell'inchiesta è stato il
sostituto procuratore della repubblica Giangiacomo Pilia che successivamente ha
dato carta bianca al comandante della polizia municipale Marco Cantoni per
approfondire i fatti ed arrivare alla conclusione del traffico di
tagliandi ottenuti raggirando le leggi. Bocche cucite in municipio e
soprattutto tra gli addetti della polizia municipale che stanno peraltro
proseguendo nell'inchiesta che potrebbe proporre, e a breve, qualche altra
appendice. Ieri mattina la polizia municipale ha terminato di notificare agli
interessati gli avvisi di garanzia ai 22 che hanno presentato un certificato
medico falso attestante l'invalidità più o meno vera. Già perché molti di
queste persone "avvisate" potevano ottenere il tagliando seguendo la
strada della legalità. Chissà per quale strano arcano, alcuni di essi, siano
stati indotti, a presentare un certificato medico falso per una invalidità
vera. L'identikit di questi invalidi non è facilmente proponibile: si tratta di
pensionati, ex minatori, commercianti e impiegati di pubblici uffici che hanno
cercato una scorciatoia anomala ed ora sono sotto la lente d'ingrandimento
della procura.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Milano
Lucy, 57 anni, immigrata "Prima lo straniero era una persona adesso è
diventato un fastidio" ORIANA LISO lucy Rojas è arrivata a Milano, dal
Cile, nel 1975. Aveva 23 anni, lo status di rifugiata politica e una laurea
come assistente sociale, ma quel pezzo di carta qui non valeva nulla. «Ho fatto
la scuola per diventare quello che ero già», ricorda. La Milano che conobbe
allora «è molto diversa da quella che vedo oggi: era una città più accogliente,
dove si trovava lavoro più facilmente, dove c´era più solidarietà e forse anche
più voglia di mischiare le culture. Dove lo straniero era visto come persona, e
non solo come fastidio o risorsa lavorativa. Dove mi sembrava di essere
italiana, forse perché vivevo in un quartiere, l´Isola, dove c´era un´anima
popolare, sincera. Ora è diverso: per voi restiamo sempre stranieri». Lucy
lavora in Comune - insegna nella scuola per assistenti sociali - ed è l´anima
di una cooperativa sociale che si occupa di immigrati. Di storie di razzismo,
piccole e grandi, ne vede ogni giorno, «dagli insulti alle
donne islamiche per il velo ai percorsi a ostacoli della burocrazia per le mamme». Il suo
personale punto di osservazione sulla città sono i mezzi pubblici, «dove gli
unici che si alzano per cedermi il posto sono proprio gli stranieri». Quei
viaggi in tram la riconciliano con la città «proprio perché è l´unico luogo
dove ci sono tante nazionalità che si mischiano, dove a volte voi
italiani riuscite a non lamentarvi se un suonatore straniero sale in carrozza
per chiedere l´elemosina». Anche se poi gli sguardi cattivi ci sono sempre: «è
vero che non tutti sono buoni: ma è anche vero che tantissime famiglie e
aziende milanesi non potrebbero andare avanti un giorno senza le colf, le
badanti, gli operai immigrati: eppure anche i più aperti, i progressisti ci
vedono come soggetti utili, non come persone».
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Genova Il
caso Esultano gli ambientalisti per la conferma dello stop al progetto tra
Manarola e Corniglia. Per i giudici la struttura violerebbe i vincoli
paesistici Cinque Terre, albergo bocciato dal Consiglio di Stato Doveva essere
la prima, contestata, struttura alberghiera, nel cuore della Cinque Terre, ma
dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il progetto tra Manarola e Corniglia
potrebbe essere arrivato a fine corsa. I giudici del Consiglio di Stato,
infatti, non solo hanno bocciato il ricorso con cui Regione Liguria,
Soprintendenza, Comune di Riomaggiore e Parco Cinque Terre si erano opposti al
primo stop del Tar Liguria, ma per alcuni aspetti hanno addirittura rafforzato
la prima sentenza. Esultano gli ambientalisti del Vas, che con l´avvocato
Daniele Granara avevano dato il via alla battaglia assieme a due residenti che
si erano affidati all´avvocato Giovanni Bormioli. Da parte sua, l´Ente Parco si
dice soddisfatto e si augura che l´operazione si riattivi seppur nei binari
indicati dalla sentenza. Ma il Consiglio di Stato colpisce il cuore del
progetto. Il piano di recupero del Villaggio Europa (struttura abusiva)
violerebbe i vincoli paesistici. In sostanza, dicono i giudici, le norme
prevedono che si mantengano non solo gli stessi volumi ma anche le stesse forme
(la filosofia del piano paesistico regionale è quella di un «lifting dei
fabbricati esistenti» dice la sentenza). Invece il progetto «non recupera ciò
che c´è ma lo si elimina per sostituirlo con opere radicalmente differenti».
Dell´insediamento preesistente il progetto «altera radicalmente le
caratteristiche qualitative: ad edifici singoli e ad un piano, aventi i
connotati di bungalows viene sostituito un unico edificio a due piani». I
criteri imposti dalla sentenza rischiano ora di rendere antieconomica
l´operazione. In un cominciato, i Verdi Ambiente e Società si augurano che ora
l´area dovrebbe essere «acquisita per destinarla alla fruizione pubblica». E si sottolinea inoltre come la sentenza impedisca anche uno di
quei corto circuiti della burocrazia che di fatto avrebbe consentito la realizzazione di una -
legittima - operazione immobiliare grazie ad un originario abuso edilizio.
(marco preve)
( da "Trentino" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Costretti a
sorridere, come su candid camera Caro de Battaglia, leggere i giornali è diventata
un' azione di coraggio verso il proprio fegato e verso le proprie coronarie. La
politica fa il bello e cattivo tempo mentre i cittadini, e mi limito all'ambito
locale percarità cristiana, stanno a guardare sempre più increduli e
scoraggiati. Un candidato sindaco dirigente provinciale che non conosce la
storia - e le storie - dei suoi ospiti a pranzo, un candidato sindaco di valle
che da parlamentare europeo già assicura: "Mi tengo tutte due le
poltrone". Un sindaco che da senatore se le tiene tutte e due e non ne
parla proprio. Una bagarre sui costi della politica che, passata una settimana,
viene lasciata nel silenzio perché tanto la gente poi se ne scorda. Uno
stanziamento a favore di una organizzazione certamente non bisognosa che
dovrebbe portare alla conta di chi è più cattolico cristiano e benefacente. Una
nobile gara, insomma. Una città che fra lavori di marciapiedi e strade sta
diventando un budello (vedasi Bolghera) con costi che non ci sono mai stati
comunicati. Questi alcuni grandi temi,però vorrei citarne uno piccolo ma
significativo: in Piazza Medaglie d'Oro, di fronte all'ospedale dove la ricerca
del parcheggio è spesso una lotta all'ultimo centimetro, ad un bar (con grande
giardino) è stata assegnata dal burocrate di turno un'area per esporre i
tavolini, sopprimendo tre posti macchina. E' un esempio banale, ma significativo di come la politica e la burocrazia operino se non sempre, almeno
spesso in una sfera lontana, ovattata, autonoma e autoreferenziale. Come se i
cittadini non esistessero, come se le regole dell'etica più comune e basilare
non valessero più per chi sta dall'altra parte del portone istituzionale.
Superata la soglia sembra vi sia una mutazione genetico-comportamentale. Obama
ha chiamato gli americani alla responsabilizzazione; concetto semplice,
comprensibileda tutti, ma molto efficace. Da noi si è chiamati a sorridere e a
non farci vedere inquieti, come se noi cittadini fossimo sempre e
ininterrottamente su "candid-camera". Noi siamo comparse, solo
comparse, il regista e gli autori non si vedono ma si sa che ci sono. Noi
crediamo in regole e comportamenti etici, loro in effetti speciali. Rita
Grisenti TRENTO Questa sua bella immagine della "candid-camera" la
terremo presente, cara signora, passeggiando per la nostra Trento, sempre meno
accogliente (quanti negozi cacciati, quante strade ricche di marmi e vuote di
persone) e sempre più di " voyeur", ché chiunque cammini si trova
sotto l'occhio delle telecamere giorno e notte, in Via Mantova, in Piazza
Duomo, in Via Belenzani, proprio come un burattino di cui altri tirano i fili
(i registi, ci sono, certo, e anche i grandi fratelli) comparsa in uno
spettacolo di cui altri incassano i biglietti. Si polemizza magari, pensando
all'oggi e alle misere pensioni dei professori, sulle gratifiche di vecchi
militanti di partito che per una vita hanno avuto stipendi da fame e che hanno
servito qualche mandato in Parlamento (allora era un lavoro dignitoso) ma non
si accusano i progettistii che lucrano commesse pubbliche nei piani regolatori
dei Comuni che il nuovo Pup avvierà, un'orgia di piani, inutili e dannosi per
lo più, che cementificheranno il territorio al costo di alte parcelle. La
"prospettiva" è stata segnalata da professionisti all'interessante
incontro sul Pup recentemente promosso dal Gruppo Donne della Rendena. Ma
appunto, o non si ascolta o ci si dimentica. Né si va ad indagare - come lei
sottolinea - sugli sperperi di "arredi urbani" che assomigliano ad
inutili addobbi in un quartiere già dignitoso e benestante (Piazza Vicenza è
diventata pretenziosa, non è certo migliorata) quando altri quartieri
meriterebbero ben altri interventi. E poi gli spazi pubblici occupati, per
carità a fini nobilissimi, ché i bar restano forse gli ultimi luoghi di
socializzazione, e il Comune incassa, ma con disagio dei cittadini, come
all'ospedale, o all'incrocio fra Via Piave e Via dei Mille, dove una
piattaforma di legno per seggiolini e tavolini (simpaticissimi a bere una birra
l'estate) rende quasi impossibile l'ingresso in un'altra strada, e pericolosa
la sua uscita. Lungi da noi voler privilegiare le automobili rispetto ai bar, è
giusto che le automobili vengano scoraggiate: ma se uno chiede un posteggio,
dovrebbe essergli concesso come se ha un bar. O no? Sugli altri temi alcune
idee in libertà. Per quanto riguarda i politici essi credono
"veramente" che l'elezione diretta ricevuta dal popolo (con 35 mila o
2000 preferenze non importa) si traduca in una consacrazione: non lo credono
perché arroganti o cattivi, ma perché le preferenze fanno scattare in loro un
meccanismo di onniscienza e onnipotenza. Sono esattamente quelli che erano il
giorno prima, ma improvvisamente non ascoltano più, pensano di poter decidere
da soli, ritengono che l'investitura popolare, come l'antico diritto divino,
consenta loro tutto. E' uno stato mentale, prima che comportamentale. Ecco
perché, fin dai tempi più antichi, è sempre sorta l'esigenza che il potere
fosse diviso, controllato, mai unificato. E a chi non lo capiva il popolo
tagliava la testa, per mostrare che non contava il diritto divino, ma quello
umano. Oggi quella lezione(dividere e controllare i poteri) s'è smarrita. I
cittadini che non vogliono fare le marionette sotto le telecamere dove vengono
"spottati e archiviati", devono incominciare a rendersene conto.
Oppure stare zitti. Diventare sudditi. Guardare la tv (ora, con il
"decoder" si potranno moltiplicare le trasmissioni) lasciare che
tutto venga dimenticato. Farsi dimenticare. O, in alternativa cercarsi un santo
in paradiso: c'è sempre qualcuno più uguale degli altri che, come per i bar,
riesce ad ottenere qualcosa in più.
( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gli rubano
l'identitàingegnere ricevesette verbali da amt la beffa della burocrazia PAOLO SAMMARTINO è un
esasperato ingegnere genovese, che lavora a Milano dal lunedì al venerdì e
quando è a Genova si muove in scooter. Da 8 anni, Paolo Sammartino, vittima di
un ladro di identità, riceve sanzioni dall'Amt. C'è qualcuno che risparmia i
soldi del biglietto, viaggia a scrocco sui mezzi pubblici genovesi e quando
viene pizzicato dai controllori racconta di essere Paolo Sammartino. Lo
ha fatto sette volte in otto anni. La prima sanzione amministrativa (risalente
al 2001) da 77 euro è stata notificata all'ingegnere nel
( da "Borsa e Finanza" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ATTUALITÀ
Gros-Pietro si affida a Keynes. E contro la crisi prepara 3 mld Il traffico di
Atlantia è sceso dello 0,8% (-2,3% sui Tir) ma il mol non ne risentirà «grazie
alle altre attività» E per battere la recessione sì alla domanda pubblica di
Sofia Fraschini - 07-03-
( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il colore
dell'elisoccorsodivide Regione e vigili del fuoco sanità Genova. Prima un
carteggio tra Regione e comando regionale dei Vigili del fuoco, un tira e molla
burocratico su diritti e doveri per la gestione del nuovo Agusta 109 donato
dalla Fondazione Carige per l'elisoccorso. Poi a mettere un punto alla vicenda,
qualche giorno fa, l'ultimatum del presidente della Fondazione Flavio Repetto:
o l'elicottero arriva in Liguria entro il termine inderogabile del 6 marzo
oppure il velivolo sarà rivenduto e il denaro destinato ad altri interventi.
Diktat che ha incanalato la soluzione di una vicenda quasi kafkiana che
testimonia come, nell'Italia della burocrazia, sia difficile anche fare un
"regalo" dai 6 milioni di euro. Alla vigilia di un incontro al
ministero degli Interni, fissato la prossima settimana per dare il via libera
definitivo all'arrivo dell'Agusta 109 all'aeroporto di Villanova d'Albenga,
l'assessore alla Salute della Regione Liguria si mostra ottimista: «La
prossima settimana chiudiamo questa vicenda; la Regione, a fine febbraio, ha
deliberato l'acquisizione del velivolo». Se non lo ha fatto prima è perché ha
dovuto superare un percorso ad ostacoli. A cominciare dal colore della livrea,
chi la voleva rossa con i colori d'istituto dei vigili del fuoco che devono
usare il mezzo e chi no. Poi è stato il turno dei corsi di formazione (pagati
dalla Regione Liguria e dalla Fondazione) per gli stessi vigili del fuoco,
piloti e motoristi: l'Agusta li proponeva nella sede della casa madre e in
lingua inglese, mentre il comando regionale dei vigili del fuoco li pretendeva
a Genova e in italiano. Tra gli ostacoli da scansare anche il modello di
elicottero, troppo recente per il comando regionale che avrebbe preferito un
velivolo con una dotazione più simile a quella conosciuta. 07/03/2009
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Diceva «A noi sta
obbedire e basta». Lo ha fatto fino all'ultimo --> Sabato 07 Marzo 2009
CRONACA, pagina 14 e-mail print Con Giovanni Paolo II Quando fece il suo
ingresso nella cattedrale di Parma, il 25 gennaio del '97, per strada c'erano
dieci chilometri di alpini. L'indole di monsignor Cesare Bonicelli era quella:
stoffa scalvina. Nel cartiglio del suo stemma episcopale aveva scritto «nec
videar dum sim», riportando pari pari il motto del V° Alpini che aveva già
fatto suo quando era militare a Merano. Preferiva però tradurlo in bergamasco,
lo si capisce meglio: «Mia per paré ma per ès». Quello che fai, non farlo per
metterti in mostra, ma perché tocca ciò che sei davvero. In Seminario ci era
arrivato tardi, con i gradi di ufficiale di complemento e una laurea presa a
Milano: Giurisprudenza. Poi si sarebbe laureato anche a Roma in Diritto
canonico. Aveva una certa grinta. «Per noi, ragazzi che in Seminario ci eravamo
entrati da bambini, fu un incontro di quelli che cambiano la vita» ricorda
monsignor Giacomo Panfilo, un altro «sacerdote del '62», l'anno di ordinazione
di entrambi. «Il suo arrivo fu una ventata spirituale, e anche intellettuale,
di prim'ordine». Panfilo è di Vilminore: s'intendevano anche tacendo. Non era
granché loquace don Cesare, anche da ragazzo prima di parlare era abituato a
pensare. Discreto, serio, concreto, amava la precisione, detestava fare le cose
a caso. Parlava schietto, a costo di suscitare qualche antipatia. «Oggi - disse
nel maggio scorso in un bel faccia a faccia con la sua ex parrocchia di santa
Lucia - è difficile che la gente, quando si incontra, parli di qualcosa
d'importante». Di solito l'argomento principale è il tempo che fa. «Anche i
cristiani raramente si mettono a discutere di fede: non in senso teorico ma
della loro fede, delle gioie e delle fatiche che vivono. È difficile che lo
facciano persino i preti. Persino i vescovi?». S'inchinava davanti
all'Altissimo, monsignor Bonicelli. Nei momenti difficili della sua vita, sulle
panche della chiesa ci restava anche piegato per ore a pregare, ad affidare
tutto al Signore. In altri casi, più terreni, s'inchinava meno. Ma era anche
una persona «allegra, gioiosa» dice don Panfilio, che fu suo curato in Santa
Lucia alla fine degli anni '70, «e non è semplicissimo fare il curato a uno che
è stato tuo compagno in Seminario. Ma con lui c'era un'intesa profonda. Ho
imparato tanto dall'essenzialità e dalla robustezza della sua fede». Monsignor
Bonicelli ha lavorato in Curia a Bergamo a cavallo fra gli anni '60 e '70, come
archivista e poi cancelliere, e ha lasciato il segno: «È l'uomo che ha guidato
le riforme di struttura della diocesi dopo il Concilio Vaticano II» dice
monsignor Antonio Pesenti, che tre anni dopo la sua uscita ne avrebbe preso il
posto. Quando i parroci vengono nominati dal vescovo, ad esempio, fanno un
giuramento, la cosiddetta «investitura»: la formula l'aveva studiata monsignor
Cesare. E anche la struttura del Consiglio presbiterale e di quello pastorale.
Questo delicato ruolo, svolto in un momento cruciale della vita della Chiesa,
quando il rinnovamento conciliare doveva calarsi, molto concretamente,
all'interno della vita dell'istituzione lo spiega bene monsignor Sergio
Colombo: «Per noi Cesare Bonicelli è stato l'uomo del diritto, ma assommava
quest'attenzione alle regole a una grande sensibilità per il corso della
storia: due aspetti che raramente si trovano legati in un'unica personalità. In
quegli anni a Bergamo ha costituito un riferimento solido per capire come il
movimento di riforma del Concilio potesse prendere forma istituita». Andando un
passo oltre l'onda emotiva, oltre il livello delle buone intenzioni e del buon
senso per calare lo spirito giovanneo in un'azione ecclesiale realmente nuova.
«Aveva chiaro il senso che le cose all'interno della Chiesa si stavano
muovendo, il senso anche dell'incertezza di certi passaggi» importanti e
delicati. Ma è stato anche vescovo, a San Severo e a Parma, una città un po'
rurale per tradizione cattolica e una città di gente colta per tradizione atea
e comunista. Sempre facendo il pastore, non il leader (nec videar dum sim):
«Non ho mai detto: "In questa diocesi si fa così"» ricordava. «Ho
sempre preferito fare delle proposte e che i miei fedeli ci potessero ragionare
sopra, magari prendendo delle decisioni diverse da quelle che mi sarei
aspettato. Del resto, non è detto che i percorsi che prevediamo noi siano
sempre quelli giusti». Non gli piacevano i cattolici che amano starsene quieti
in «una vita troppo ordinata, troppo inscatolata». Diceva
che oggi nella Chiesa la burocrazia è «una grande minaccia». Ma che «nonostante tutto essa resta un
grande spazio di libertà». Nel giardino di Gesù devono poter crescere anche
fiori diversi: «Ci sono i grandi movimenti e i piccoli gruppi, e anche persone
che sono da sole: tutti nella Chiesa contano. Purché abbiano la
semplicità di essere un fiore e mai la pretesa di essere tutto il giardino».
Monsignor Cesare Bonicelli è stato un «sacerdote stupendo, dalle vedute
spirituali molto aperte» dice monsignor Aldo Nicoli, che ha studiato teologia
con lui. «Con i giovani si è sempre trovato: aveva lo scoutismo nel sangue».
L'ultima volta che lo ha incontrato gli ha detto: «Don Aldo, siamo tutti e due
sulla via del traguardo». Spesso quando la méta è vicina si vede più chiaro,
anche a una certa età si riprende slancio. Questi ultimi anni di malattia per
Bonicelli sono stati il tempo «di un più grande abbandono alla Provvidenza»
confessava agli amici. «Io dico spesso: "Signore, fa' di me ciò che
vuoi". A noi sta obbedire e basta"». Lo ha fatto fino all'ultimo.
Carlo Dignola 07/03/2009 nascosto-->
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
07-03-2009)
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CAMPIONATO
GIORNALISMO pag.
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 07-03-2009)
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VARIE VERSILIA pag.
12 IL CAMPIONATO nazionale di serie A2 di tennis nel quale sarà impegnato il
Tennis... IL CAMPIONATO nazionale di serie A2 di tennis nel
quale sarà impegnato il Tennis Italia Mps Leasing & Factoring di Forte dei
Marmi prenderà il via il prossimo 22 marzo: la squadra versiliese, non ammessa
in A1 per un eccesso di burocrazia, punto decisamente al ritorno nel massimo campionato.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-07 - pag: 15 autore: Sindrome Nimby.
L'imprenditore agrigentino contro la burocrazia regionale - Opportunità per 250 posti «La Sicilia blocca le
rinnovabili» Moncada: senza autorizzazione progetti energetici per 200 milioni
Nino Amadore PALERMO A Jeremy Rifkin, che sarà a Palermo la prossima settimana
per partecipare alla presentazione del Piano energetico regionale, i vertici
della Regione siciliana dovranno spiegare perché progetti sulle fonti
rinnovabili per 200 milioni che potrebbero dare lavoro a 250 persone
restano bloccati. Sarà un'impresa davvero titanica perché si tratta di far
capire all'economista Usa quali siano i percorsi seguiti dalla burocrazia regionale, e in particolare dai funzionari
dell'assessorato al Territorio, i quali avrebbero secondo le accuse fermato i
progetti presentati dal Gruppo che fa capo all'imprenditore agrigentino
Salvatore Moncada che ha un piano di investimenti in corso in diverse parti del
mondo per 4 miliardi. Accuse di fatto confermate dall'assessore regionale
all'Industria Pippo Gianni che con immancabile ironia ha sì elogiato il suo
collega Pippo Sorbello (che ha la delega all'Ambiente) per l'iperattivismo nel
promuove il piano energetico regionale ma lo ha anche invitato a «inviare in
conferenza di servizi i suoi tecnici incaricati di esprimere i pareri di
compatibilità ambientale. I funzionari dell'assessorato ambiente ormai da mesi
disertano le conferenze dei servizi necessarie al rilascio delle autorizzazioni
per gli impianti di produzione di energia alternativa, causando un contenzioso
fra l'amministrazione regionale e le aziende ormai non più tollerabile».
Moncada sostiene di essere stato «osteggiato» dall'ex direttore generale
dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente Pietro Tolomeo, il quale
respinge le accuse: ha già risposto che alcune mancate autorizzazioni hanno
fondamento in decisioni di Terna, il gestore della rete, che avrebbe posto
limiti. Affermazioni smentite da una lettera che Terna ha inviato a Moncada. Il
blocco delle autorizzazioni comunque ha fatto crescere il valore economico di
quelle già rilasciate avvantaggiando abili progettisti che in un certo periodo
sono riusciti a ottenere quasi il 70% delle autorizzazioni vendendole a caro
prezzo ai grandi gruppi del settore energetico. Tutto ciò mentre, ha raccontato
ieri Moncada nel corso della conferenza stampa nella sede di Confindustria
Sicilia a Palermo, «15 progetti promossi dalla Moncada Energy per altrettanti
impianti ( eolici ma non solo) restano fermi tra cui due centrali a biomasse
(90 nuovi posti di lavoro nell'agrigentino) che sono ancora in attesa del
decreto sui fumi, dunque di un sostanziale via libera». E mentre il dibattito
sull'eolico si è riacceso prima per le denunce del sindaco di Salemi, il
critico d'arte Vittorio Sgarbi, e poi per gli arresti fatti in provincia di
Trapani dove è stato scoperto l'interessamento delle cosche per alcuni parchi
eolici, Moncada ha presentato un corposo esposto alla magistratura. Per
l'assessore Sorbello, «il tema energetico non si può ridurre semplicemente alla
gestione delle autorizzazioni».
( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA - data: 2009-03-07 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La lista «Esplicitamente politica» «L'ora del merito» Il Pdl
all'Università PADOVA – Ha ancora il naso dolorante dopo la zuffa di martedì
notte, quando, assieme ad altri amici è stato aggredito da alcuni giovani
appartenenti ai gruppi vicini al centro sociale Pedro ed ai laboratori di
Scienze Politiche. Però Gabriele Meneghetti, candidato al senato accademico
nelle prossime elezioni del 10 e 11 marzo, per la lista di centrodestra «L'ora
del Merito», ha le idee chiare. Ieri mattina, seduto ad un tavolino all'aperto
del caffè Pedrocchi, ha spiegato lo spirito del suo gruppo. «Siamo la prima
lista esplicitamente politica, che riunisce senza divisione gli studenti del
Popolo delle Libertà e della Lega». I punti del programma? «Riduzione delle
borse di studio per studenti extracomunitari con certificazione fiscale non
verificabile, valorizzazione delle attività sportive, meno burocrazia ». Meneghetti, studente di
Scienze Politiche non ha dubbi: «Qualora andassimo in senato accademico saremmo
pronti a votare anche Giuseppe Zaccaria come Magnifico: a noi non
interesseranno le appartenenze politiche dei candidati rettori, vogliamo solo
che siano condivise le nostre idee». I ragazzi de «L'ora del Merito »
sembrano già entrati nello spirito della competizione. A proposito di Comunione
e Liberazione, che da anni, con la lista «Ateneo Studenti », rappresenta un
riferimento importante dentro l'Università, Meneghetti e Roberto Sette,
candidato per il consiglio dell'Esu, dicono: «Non abbiamo niente a che vedere
con Cl. Anzi abbiamo fondato su Facebook un gruppo che si chiama “Fuori i
mercanti dal tempio: l'ora del merito contro Cl”». Giovanni Viafora
( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2009-03-07 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Trevigiani contro il ministro Quote latte, vertice al calor bianco:
«Zaia ha favorito i Cobas» TREVISO — Si consuma sulle quote latte un vistoso
strappo fra Luca Zaia e gli allevatori trevigiani. Quelli associati a Coldiretti,
che al di là della diplomazia ufficiale, accusano sostanzialmente il ministro
delle Politiche Agricole di voler favorire i Cobas. Sentire, per credere, le
grida provenienti ieri mattina dal secondo piano della sede provinciale di
Paese: i vertici frenano, ma la base scalpita. Ai dirigenti della consulta
latte, ai capizona dell'organizzazione ed ai responsabili del settore economico
della Marca, il referente nazionale della zootecnia Giorgio Apostoli ha
illustrato il decreto e lo stato dell'arte degli emendamenti proposti
dall'associazione ed accolti da Palazzo Madama. «è stato fatto un ottimo lavoro
in commissione ed in aula al Senato», aveva osservato il presidente trevigiano
Fulvio Brunetta, annunciando l'incontro informativo, perché «il decreto va studiato,
compreso e, come abbiamo fatto, magari migliorato, senza dar vita a
strumentalizzazioni che di certo non aiutano né il dialogo, né a risolvere i
problemi degli allevatori». Il tono degli interventi, tuttavia, è stato
tutt'altro che improntato alla pacatezza. «Mi dà fastidio sentire quello che
Zaia va dicendo in questi giorni nelle trasmissioni televisive - è sbottato un
iscritto - perché è evidente che ha parlato con i suoi, cioè con gli
splafonatori, prima di scrivere il decreto. Se dobbiamo lavorare per ventidue
centesimi al litro, possiamo chiudere subito le nostre stalle». Ha urlato un
altro: «Le quote devono restare a chi le ha comprate, Zaia non può permettere
che vengano regalate a gente che poi magari è pronta a venderle dopo il 2015,
come si sente dire in giro». Ha tuonato un terzo: «Il ministro sta vendendo
all'opinione pubblica il provvedimento sulle quote latte come una vittoria
della maggioranza degli allevatori, invece certe decisioni penalizzano i tanti
onesti come noi». Di fronte all'insofferenza di quanti rivendicavano con
orgoglio di essere «i» Coldiretti, «la» Coldiretti ha tentato di raffreddare i
bollori. «Mi dispiace - ha commentato il direttore Stefano Bottos - che ci
siano tutti questi personalismi. Ci stiamo spaccando tra di noi, ma attenzione
a non cadere in questo tranello, perché i poteri forti del latte hanno tutto
l'interesse a dividerci affinché non si parli più di questo problema. Cerchiamo
piuttosto di portare a casa qualcosa di concreto, il massimo che possiamo, in
maniera ultimativa». Fra i più agguerriti durante il dibattito, ancorché fuori
dalla sala abbiano poi cercato di smorzare le polemiche, Terenzio Borga e
Lorenzo Brugnera, rispettivamente presidente e vice dell'Associazione dei
produttori di latte del Veneto. «L'organizzazione non fa informazione corretta,
gli associati devono sapere cosa si decide in certe stanze», ha lamentato il
primo. «Forse a Roma qualcuno crede che qui non siamo in grado di pensare - ha
aggiunto il secondo - ma tutti siamo convinti che bisogni preoccuparsi prima
degli allevatori che si sono comportati onestamente e poi degli altri. Invece
abbiamo visto Zaia passare da presidente della Provincia, a vicegovernatore
della Regione, a ministro, ma la burocrazia non è diminuita ed il piano di sviluppo rurale che ci ritroviamo
è fra i peggiori d'Italia». Il ministro Zaia ribadisce la sua posizione: «Tutte
le richieste della Coldiretti sono state accolte nel testo di legge.
Probabilmente è in atto una guerra intestina all'associazione, ma non accetto
di essere tirato in mezzo». Angela Pederiva \\ Il direttore: ci stiamo
spaccando fra di noi. Ed è male Il ministro: forse c'è una guerra tra loro
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sabato 07 Marzo 2009
Chiudi di ROBERTO GROSSI* ANCHE oggi dalla cultura si può ripartire. Non quella
degli sprechi, che purtroppo interessano molti settori
dell'economia, o della burocrazia inefficiente, ma la cultura del fare e della buona gestione.
Quella, insomma, che ha portato decenni or sono ad utilizzare la TV di Stato
per insegnare a leggere e a scrivere a molti italiani o a conoscere il teatro
napoletano e quello di Goldoni. La cultura che ha migliorato la vita
nelle nostre città, rendendole più belle e attraenti grazie ad un processo di
riqualificazione degli spazi e delle nostre piazze, alla riapertura e
all'ammodernamento di molti musei, teatri, biblioteche pubbliche. E' una parte
dell'Italia che è cambiata in pochi decenni. Dimostrando che gli italiani non
sono solo lo stereotipo della pizza e del pallone. Si sono scoperti amanti
della musica, del cinema, del teatro, dell'arte contemporanea. Le famiglie
italiane spendono oltre mille euro all'anno, il doppio rispetto a pochi anni
fa. C'è, dunque, una domanda di cultura e di conoscenza che non si può
frustrare e che, anzi, va incoraggiata. Attraverso la qualificazione e
semplificazione dei sistemi di offerta nelle diverse realtà del Paese.
Affermando la logica dei progetti da cui partire e sui quali canalizzare e
trovare i fondi. Perché una cosa è certa. La tutela dei nostri beni culturali è
un principio sancito nella Carta Costituzionale. Ma non basta avere bellezze
artistiche e monumenti per fare sviluppo. Occorre puntare, infatti, su
strategie ed investimenti in grado di sostenere il turismo culturale che,
quest'anno, manifesta per la prima volta dopo anni di continua crescita - fino
a raggiungere il 30% del totale del turismo nel nostro Paese - segnali
preoccupanti di flessione. Avviando anche azioni coraggiose in favore delle
nuove produzioni creative ed artistiche. Quelle, cioè, che anche nel passato
hanno reso bella l'Italia e dato vitalità al sistema produttivo. * Presidente
Federculture
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA AGENDA pag. 8
Le imprese, più forti della crisi L'INTERVENTO DI ALESSANDRONI Il presidente
del Collegio dei Costruttori edili di Ancona, Paolo Alessandroni vede
positivo', ritenendo che le imprese, con impegno, con fatica e con la
collaborazione di tutti possano superare questo periodo di crisi. Il fatto è
che le imprese, nonostante le norme anti-buracrazia, sono ancor alle prese con
questa pastoia che ingessa lo sviluppo. Così ha deciso di prendere carta e
penna e raccontare ai giornali questo ennesimo ostacolo che penalizza
iniziative, buona volontà e coraggio. di PAOLO ALESSANDRONI «NON SONO pochi gli
imprenditori che, nonostante la crisi, continuano a credere nel futuro e hanno in
mente programmi di investimento e ciò, indubbiamente, è positivo. E' chiaro
infatti che gli investimenti, in questo caso privati, sono anche un modo per
uscire dalla crisi, in quanto generano lavoro e immettono danaro fresco
nell'economia. Abbiamo già avuto modo di dire che, oggi, la
burocrazia ha la
possibilità di dare un contributo importante all'economia, velocizzando sia gli
appalti sia l'iter di concessione dei permessi di costruire: prima arrivano,
prima si investe. Sembrerebbe logico, eppure riceviamo dai nostri soci diverse
segnalazioni di ritardi e disfunzioni amministrative ma citiamo un solo
esempio, tra i tanti, riguardante il territorio provinciale. Occorrono
più di tre mesi perché l'Astea, competente su un vasto territorio, rilasci un
parere preventivo per l'allaccio di una pubblica fognatura anche in
lottizzazioni esistenti da anni e nelle quali, quindi, le condizioni per
l'allaccio sono già evidentemente presenti dati i precedenti allacci. Poiché
detto parere è indispensabile per ottenere il permesso di costruire, i tre mesi
presi da Astea per decidere allungano i tempi per il rilascio dei permessi di
costruire; l'immissione di milioni di euro nell'economia viene tout-court
ritardata per tale periodo di tempo. CREDIAMO che l'unico modo per uscire dalla
crisi sia che tutti facciano al meglio il proprio mestiere: le nostre imprese
ci credono e continuano a cercare lavoro e occasioni di investimento; le banche
devono ricominciare a far circolare il danaro; l'amministrazione pubblica è
chiamata a un ruolo fondamentale, che è quello di accelerare tutte le procedure
che condizionano le attività private, non più in un'ottica burocratica, ma
collaborativa. D'altro canto, essendo tutti sulla stessa barca, è bene che si
remi nella stessa direzione».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FAENZA pag. 15 «NON
PIANGIAMO sulla crisi, ma guardiamo al futuro, preparandoci al dopocris... «NON
PIANGIAMO sulla crisi, ma guardiamo al futuro, preparandoci al dopocrisi. E
chiediamo alle istituzioni, in particolare al Comune, di creare con scelte concrete
le condizioni che favoriscano la crescita industriale: ovvero interventi per
calmierare i prezzi dei terreni; iter autorizzativi più rapidi e con tempi
certi; coordinamento ed efficacia fra le diverse realtà presenti nel Faentino
che si occupano di ricerca e innovazione tecnologica». E' quanto hanno chiesto
ieri gli imprenditori all'amministrazione comunale, in occasione dell'apertura
della sede faentina dell'Associazione industriali (via della Punta 2/1, di
fronte agli impianti della disatilleria Tampieri). Giovanni Tampieri,
presidente di Confindustria Ravenna, e i vertici faentini dell'associazione
Tomaso Tarozzi, Franco Rava, Paolo Zama e Massimo Melandri, presidente del
centro di formazione Sestante hanno illustrato la situazione economica del territorio
e la loro ricetta per la ripresa. La stessa che presenteranno il 20 marzo al
tavolo della Conferenza economica comprensoriale. «Il Faentino ha esordito
Tarozzi avendo attività in settori diversi, assorbe meglio di altri la crisi.
La presenza di competenze evolute nella maggioranza delle nostre imprese ci
permette di guardare al futuro con fiducia. Le capacità di crescita non
mancano. Lo stentato sviluppo industriale degli ultimi quindici anni è da
attribuire alla mancanza di azioni politiche che calmierassero i costi dei
terreni e alla lentezza e pesantezza della burocrazia locale». Gli industriali hanno invitato l'amministrazione a
«definire nuove priorità», dando competività al territorio, non solo rendendo
accessibili i prezzi dei terreni. Hanno proposto anche la creazione di
«un'agenzia di marketing dell'innovazione, ovvero di trasferimento tecnologico»
che «guidi e coordini effettivamente e con efficacia le diverse realtà che si
occupano di ricerca sul territorio:Polo ceramico, Centuria Rit, Irtec-Cnr,
Università, i nascenti parco Torricelli e tecnopolo dei nuovi materiali'. Enti
e istituti che dovrebbero fare sistema». Confindustria ha sollecitato anche
un'azione più incisiva sul fronte della valorizzazione turistica del
territorio. «E' necessario rafforzare e qualificare con un progetto unitario
tutte le azioni di promozione del territorio e dei centri storici è stato
affermato ovvero creare un'agenzia di promozione e marketing integrato del
territorio che funga da cabina di regia per tutte le iniziative di promozione e
valorizzazione turistica. Non deve più accadere che un turista a Faenza non
possa visitare il Museo delle ceramiche il lunedì di Pasqua». Infine l'appello
di Franco Rava al Comune di Faenza per la creazione di asili nido e scuole, «perchè
anche la disponibilità di questi servizi favorisce la crescita della società».
Claudia Liverani
( da "Adige, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La Provincia mette
al bando gli alcolici La Provincia mette al bando gli alcolici. In ufficio non
si beve neanche una birra. Ci si può fare un cicchetto al massimo in pausa
pranzo, ma in orario di lavoro l'alcol è al bando. Quella di restare sobri sul
posto di lavoro dovrebbe essere regola elementare, ma il richiamo è stato messo
questa volta nero su bianco all'interno di una circolare inviata nei giorni
scorsi alle strutture provinciali, con l'indicazione di girarla a tutti i
dipendenti. L'avvertimento arriva dal Nucleo di prevenzione e protezione
dell'amministrazione provinciale. Il documento è rivolto primariamente a coloro
che nello svolgimento del loro lavoro usano l'auto o svolgono attività
lavorative particolari. Per questi dipendenti il divieto di assunzione è
assoluto e comprende anche la pausa pranzo. Un divieto che deriva dalla
previsione di una legge del 2001 e da un successivo accordo tra Stato e Regioni
che ha individuato un preciso elenco di attività. In questo elenco sono
comprese le mansioni che comportano la guida di veicoli stradali per i quali è
richiesto il possesso della patente B o superiore. «Pertanto - recita la
circolare - si prescrive ai dipendenti della Provincia autonoma di Trento il
divieto assoluto di assumere qualsiasi bevanda alcolica durante lo svolgimento
- e anche durante la pausa pranzo - delle attività che prevedono la guida di
veicoli delle caratteristiche sopra ricordate. Il divieto assoluto - prosegue
la nota - è previsto anche nello svolgimento di quelle attività, assai meno
frequenti presso la Provincia, che prevedono: la guida di macchine di
movimentazione terra e merci, i lavori in quota e le attività che si svolgano
in cave o miniere». Una norma decisamente severa, che nega a queste categorie
di lavoratori anche il piacere di mezzo bicchiere di vino a tavola. In linea
peraltro con il giro di vite in atto sulle strade che stanga chi si mette al
volante non perfettamente sobrio. Ma se il richiamo per alcuni tipi di
lavoratori è normale, quello che ha destato qualche stupore e numerose battute
tra i «provinciali» da scrivania è il richiamo che, cogliendo l'occasione, si è
voluto fare alla generalità dei dipendenti. «Per tutti i lavoratori che non
svolgono le suddette attività (quelle citate in precedenza ndr) - afferma la
circolare - l'assunzione di modiche quantità di bevande alcoliche è consentita
durante la pausa pranzo». Niente alcol in ufficio insomma. neanche uno
spumantino per festeggiare il compleanno del collega. Quanto alle libagioni che
accompagnano il pasto viene reintrodotta una formula legata in passato alla
legge sulle sostanze stupefacenti, quella della «modica quantità». Verrebbe da
chiedere quale sia questa modica quantità. Se debba essere un parametro
oggettivo oppure se sia legata alla «sensibilità» e alla struttura fisiologica
dei singoli dipendenti. Ma al di là della burocrazia meglio affidarsi al vecchio
caro buonsenso. Evitando gli eccessi. E con essi le troppo facili accuse dei
«provinciali» che scaldano la sedia o, peggio, ci si addormentano sopra,
cullati da Baccanali sfrenati tra una pratica e l'altra. 07/03/2009
( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MILANO pag.
8 Toccato il traguardo dei tre milioni di euro Il Fondo-famiglia lavoro
continua a crescere SOLIDARIETÀ MILANO HA TAGLIATO il traguardo dei 3 milioni
di euro il Fondo famiglia-lavoro istituito dalla Diocesi. Accade a due mesi dal
lancio dell'iniziativa, che il cardinale Dionigi Tettamanzi ha annunciato
durante l'omelia della notte di Natale. La raccolta è stata organizzata per aiutare
chi perde il lavoro. La cifra esatta è: 3.115.000 euro. Le offerte arrivate
attraverso le parrocchie e i privati hanno pareggiato lo stanziamento messo a
disposizione da Tettamanzi (1 milione di euro) e dalla Fondazione Cariplo (1
milione), che ha creduto subito nell'operazione. La raccolta va avanti bene, ma
è una delle direttrici del progetto. L'altra è di taglio educativo-formativo. A
questo proposito sono stati organizzati degli incontri nelle sette zone
pastorali della stessa Diocesi. La prima è a Lecco l'11 marzo. La raccolta di
fondi, è sottolineato, non deve però distogliere dalle altre attività
caritative e solidali in cui sono impegnate le parrocchie. Il fondo è destinato
esclusivamente alle famiglie che non hanno altri aiuti e che si trovano in
serie difficoltà a causa della crisi. La perdita del lavoro e l'impossibilità
di affrontare la quotidianità diventano problemi enormi e mettono a dura prova
il nucleo familiare. Le commissioni devono valutare le
richieste raccolte a livello decanale e inviarle alla segreteria del Fondo. La burocrazia è stata bandita per sveltire
le procedure, tuttavia il controllo esiste, proprio per non snaturare il senso
dell'intervento. A.O.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
INFRASTRUTTURE E LAVORO di MANRICO PARMA PASSA dall'ormeggio della nuova
portaerei Cavour una delle scommesse spezzine per contrastare la crisi. Lo ha
detto l'assessore allo sviluppo Paolo Garbini, pronto a lanciare un'agenda
operativa per la governance dello sviluppo. Quali indicatori economici la
preoccupano di più? «Il tasso di disoccupazione è in crescita. Perfino la forza
lavoro, cioè la somma delle persone che hanno il posto e di quelle che non ce
l'hanno, nel 2008, per la prima volta dopo dodici anni, è in decremento. Il
nostro Centro per l'impiego, ad esempio, registra il 20 per cento in meno di
adesioni da parte di laureati. C'è la percezione che Spezia non riesca più a
drenare, come in passato, le persone in cerca di occupazione. Persone che si
rivolgono altrove». Quali sono i settori più colpiti? «L'edilizia registra 300
addetti in cassa integrazione, il distretto lapideo perde pezzi, molte piccole
imprese dell'indotto metalmeccanico sono in crisi. E ora avvertiamo qualche
scricchiolio anche la nautica, settore storicamente forte. Senza allarmismo,
siamo già dentro a una crisi, inutile nasconderlo». Come contrastarla
direttamente? «A differenza di altre aree del Nord Ovest, abbiamo un'arma in
più. Spezia è stata una città parastatale. Non ha utilizzato al massimo le sue
energie. In un certo senso non ne aveva bisogno. Ora di s'impone la strada
dell'urgenza e della necessità». La gente è stufa di sentire parole, proposte e
tavoli. «Lo sono anch'io. Il Comune è per fare un'agenda operativa, per dare
vita a una governance allo sviluppo. Nei prossimi giorni incontreremo i
protagonisti del Patto per lo sviluppo, cioè Confindustria e sindacati, e
quelli del Patto della piccola e media impresa, nonchè le altre istituzioni.
Dobbiamo accelerare i tempi, battere l'effetto cloroformio e gli avversari».
Chi è avversario dello sviluppo? «Cito per prima la burocrazia centrale della Marina. Gente
che ha la testa altrove e non alle urgenze della città. Non possiamo più
perdere tempo». Quali sono i progetti? Il Comune li ha già individuati. Per
prima cosa vogliamo che si rafforzi la base navale. Vogliamo riempirla di navi,
a partire dalla Cavour. La portaerei si porta dietro altre otto unità.
Significa diecimila persone in più per la città, un punto qualificante per
l'economia. Se dobbiamo accogliere le navi c'è bisogno di infrastrutture, si
deve potenziare il personale dell'Arsenale e via dicendo». Conti senza l'oste,
vale a dire la Marina? «La Marina a questo punto deve mettere a disposizione
aree pregiate che non utilizza e riceverne contropartita economica. In che
modo? Penso al Ponente, ai progetti per la nautica da diporto, per il turismo.
Tradotto significa occupazione e lavoro. Il Comune non vuole soldi ma si
adopera affinché avvenga questo passaggio». I tempi stanno andando per le
lunghe. « E' dal primo luglio che è aperto tavolo con la Marina e non abbiamo
ancora sottoscritto alcun accordo. Si passa da un cavillo all'altro. L'agenda
operativa non esclude, se saranno condivise, azioni di rivendicazione. Il
territorio si metterà in marcia. Il nostro interlocutore non può essere che il
governo ai massimi livelli. Ci sarebbe poi da battere la burocrazia
urbanistica? «No. Tutti i progetti sono già previsti. I tempi di intervento
sulle aree dismesse sarebbero ristretti». Altri avversari? «Cito l'Autorità
portuale in ritardo nel consegnare alla città le chiavi del tratto di fronte a
mare dalla Capitaneria a via San Cipriano, indispesabile al decollo del
progetto water front. Cito l'Enel. Il Comune è favorevole a mantenere il suo
presidio. Chiede interventi ambientali, joint venture, ad esempio, una potrebbe
interessare il teleriscaldamento con Acam; chiede l'elettrificazione del porto
che eliminerebbe l'inquinamento dai quartieri del Levante, la riconsegna delle
aree per il decollo del distretto della Nautica, il potenziamento del lavoro
dei call center locali». Image: 20090307/foto/7037.jpg
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-03-2009)
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PRIMO PIANO pag. 3
di MANRICO PARMA PASSA dall'ormeggio della nuova portaerei ... di MANRICO PARMA
PASSA dall'ormeggio della nuova portaerei Cavour una delle scommesse spezzine
per contrastare la crisi. Lo ha detto l'assessore allo sviluppo Paolo Garbini,
pronto a lanciare un'agenda operativa per la governance dello sviluppo. Quali
indicatori economici la preoccupano di più? «Il tasso di disoccupazione è in
crescita. Perfino la forza lavoro, cioè la somma delle persone che hanno il
posto e di quelle che non ce l'hanno, nel 2008, per la prima volta dopo dodici
anni, è in decremento. Il nostro Centro per l'impiego, ad esempio, registra il
20 per cento in meno di adesioni da parte di laureati. C'è la percezione che
Spezia non riesca più a drenare, come in passato, le persone in cerca di
occupazione. Persone che si rivolgono altrove». Quali sono i settori più
colpiti? «L'edilizia registra 300 addetti in cassa integrazione, il distretto
lapideo perde pezzi, molte piccole imprese dell'indotto metalmeccanico sono in
crisi. E ora avvertiamo qualche scricchiolio anche la nautica, settore
storicamente forte. Senza allarmismo, siamo già dentro a una crisi, inutile
nasconderlo». Come contrastarla direttamente? «A differenza di altre aree del
Nord Ovest, abbiamo un'arma in più. Spezia è stata una città parastatale. Non
ha utilizzato al massimo le sue energie. In un certo senso non ne aveva
bisogno. Ora di s'impone la strada dell'urgenza e della necessità». La gente è
stufa di sentire parole, proposte e tavoli. «Lo sono anch'io. Il Comune è per
fare un'agenda operativa, per dare vita a una governance allo sviluppo. Nei
prossimi giorni incontreremo i protagonisti del Patto per lo sviluppo, cioè
Confindustria e sindacati, e quelli del Patto della piccola e media impresa,
nonchè le altre istituzioni. Dobbiamo accelerare i tempi, battere l'effetto
cloroformio e gli avversari». Chi è avversario dello sviluppo? «Cito per prima la burocrazia centrale della Marina. Gente che ha la testa altrove e non alle
urgenze della città. Non possiamo più perdere tempo». Quali sono i progetti? Il
Comune li ha già individuati. Per prima cosa vogliamo che si rafforzi la base
navale. Vogliamo riempirla di navi, a partire dalla Cavour. La portaerei
si porta dietro altre otto unità. Significa diecimila persone in più per la
città, un punto qualificante per l'economia. Se dobbiamo accogliere le navi c'è
bisogno di infrastrutture, si deve potenziare il personale dell'Arsenale e via
dicendo». Conti senza l'oste, vale a dire la Marina? «La Marina a questo punto
deve mettere a disposizione aree pregiate che non utilizza e riceverne
contropartita economica. In che modo? Penso al Ponente, ai progetti per la
nautica da diporto, per il turismo. Tradotto significa occupazione e lavoro. Il
Comune non vuole soldi ma si adopera affinché avvenga questo passaggio». I
tempi stanno andando per le lunghe. « E' dal primo luglio che è aperto tavolo
con la Marina e non abbiamo ancora sottoscritto alcun accordo. Si passa da un
cavillo all'altro. L'agenda operativa non esclude, se saranno condivise, azioni
di rivendicazione. Il territorio si metterà in marcia. Il nostro interlocutore
non può essere che il governo ai massimi livelli. Ci sarebbe poi da battere la burocrazia urbanistica? «No. Tutti i progetti sono già
previsti. I tempi di intervento sulle aree dismesse sarebbero ristretti». Altri
avversari? «Cito l'Autorità portuale in ritardo nel consegnare alla città le
chiavi del tratto di fronte a mare dalla Capitaneria a via San Cipriano,
indispesabile al decollo del progetto water front. Cito l'Enel. Il Comune è
favorevole a mantenere il suo presidio. Chiede interventi ambientali, joint
venture, ad esempio, una potrebbe interessare il teleriscaldamento con Acam;
chiede l'elettrificazione del porto che eliminerebbe l'inquinamento dai
quartieri del Levante, la riconsegna delle aree per il decollo del distretto
della Nautica, il potenziamento del lavoro dei call center locali». Image:
20090307/foto/7054.jpg
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2009-03-07 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Il disastro delle strade
romane e il problema delle responsabilità Gentile Buccini, non capisco perchè
lo stato incredibile in cui versano le strade di Roma venga affrontato a
disastro avvenuto e mai prima. I soggetti interessati sono gli appaltatori dei
lavori, gli enti appaltanti( Comune,aziende municipali, imprese private).
Questi ultimi redigono i capitolati nei quali è previsto, tra l'altro, il loro
diritto di verificare l'esecuzione conforme tramite loro incaricati che devono
rilasciare o meno il benestare per eseguire il pagamento pattuito.Ebbene è un
compito sovrumano verificare cosa non funziona nella filiera
(capitolato,controllo non eseguito, controllo «addomesticato»,etc.)? Non è
meglio individuare le responsabilità di chi ha firmato i documenti di propria
competenza piuttosto che lamentarsi stucchevolmente « dopo» come vittime di una
fatalità sventurata? Le sarei grato di lumi. Guido Denoyer Certo che è meglio,
caro Denoyer, ma in un Paese normale, con una normale burocrazia che risponda per vie normali
a un potere politico non saldato in unico blocco di interessi trasversali. Al
di là delle conclusioni giudiziarie della vicenda - su cui ovviamente non mi
pronuncio- e fatta salva l'onorabilità dei singoli fino a sentenza della
magistratura, l'intera vicenda Romeo, nel suo moto pendolare da Napoli alle
altre città italiane è, francamente, pazzesca. L'imprenditore in questione era
stato coivolto nella prima Tangentopoli. Ciò non ha impedito che gli venissero
aperte sempre nuove linee di credito negli anni Novanta presso le
amministrazioni comunali. Negli anni Duemila, la giunta di centrosinistra ha
pensato di affidare piroprio a lui, a Roma, un gigantesco appalto per la
manutenzione stradale. Questo spiega tutto? Certo che no. Ma da qualche parte
dobbiamo pur cominciare... gbuccini@rcs.it
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Scienza - data: 2009-03-07 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Viaggio all'Istituto dove era conservata e sezionata la materia
grigia di grandi personaggi Mosca, quei cervelli da clonare Da Lenin a
Sacharov: ma ora sono spariti DAL NOSTRO INVIATO MOSCA — In questi giorni esce
in Russia la traduzione di un saggio di Jochen Richter che nell'originale
tedesco aveva come titolo Rasse, Elite, Pathos. In esso, senza l'apparato
iconografico (probabilmente considerato imbarazzante), si offrono informazioni
sull'Istituto del Cervello di Mosca, oltre naturalmente a notizie sulla vita e
le opere di Oscar Vogt (1870-1959), il neurologo nominato nel 1919 direttore
del Kaiser Wilhelm Institut fÜr Hirnforschung e che nel 1926 fu invitato da
Stalin in Urss per studiare «dal vivo» il cervello di Lenin. Alcune eminenze
sovietiche, in verità, erano in contatto con lo scienziato già nel dicembre
1924, quando lo stesso Lenin era morto da undici mesi. Vogt era un'autorità
dell'istologia della corteccia cerebrale. Già, l'Istituto del Cervello. Anche
se non si chiama più in questo modo, l'edificio che lo ospitava sino al crollo
dell'Urss c'è ancora ed è tal e e quale, sempre posto nella via Obuk, e la
targa a sinistra dell'ingresso recita: «Accademia russa di medicina / Centro di
ricerca neurologico / Dipartimento di ricerche sul cervello». Per decenni qui
si raccolse e conservò, a scopo di studio, la materia grigia di eminenti
personalità. L'ultima finita tra queste mura, posta in paraffina e tagliata a
fettine per poter essere meglio studiata, fu quella del fisico Sacharov, morto
nel dicembre 1989, quando il sistema sovietico non era ancora caduto e la
pratica continuava. Dopo di che, l'abbandono. I faldoni dei documenti, secondo
la procedura russa, sono finiti all'Archivio Centrale (e segretati); i cervelli
sotto paraffina o affettati hanno trovato una sistemazione di cui nessuno sa,
per ora, offrire indicazioni. C'erano quelli di rivoluzionari e politici come
Lenin, Stalin, Andropov o Breznev; di letterati quali Gorkij, Majakovskij,
Bulgakov, Barbusse (francese, ma morì in Urss); di scienziati come Korolev (il
von Braun sovietico), Tupolev o Ilushin, noti per gli aerei a cui hanno dato il
nome. Il saggio di Richter mette in evidenza le ricerche dell'Istituto
dall'inizio degli anni '60, allorché si parlò di clonazione utilizzando cellule
cerebrali, «al fine di migliorare l'umanità » e creare una élite con i valori
socialisti, o se si vuole una «razza di rivoluzionari» che non fosse caratterizzata
dal colore della pelle o dai tratti somatici. In Germania negli anni '30 quest
ricerche venivano condotte per l'uomo ariano, mentre il programma scientifico
dell'Istituto di Mosca consisteva nel mettere a punto un metodo pratico per
diagnosticare malattie e disfunzioni cerebrali, partendo dalla materia grigia
«geniale» di Lenin. Impresa che ha qualche debito con le idee di Cesare
Lombroso, la cui collezione di cervelli è ancora conservata in un museo di
anatomia italiano. Per tale scopo a Mosca furono messi a confronto i contenuti
delle scatole craniche di «grandi» uomini con quelli di gente comune,
delinquenti, deviati. Tutto cominciò dopo la morte di Lenin, e già nel 1925 si
registra un decreto del Governo Sovietico per dar vita a una filiale moscovita
dell'Istituto di Berlino (nel 1928 si trasformerà in ente autonomo, con sede in
un ex ospedale evangelico, ora ambasciata di Francia). Di più: nel settembre
1928 un altro decreto, diffuso con risalto sui giornali, consacra il diritto di
sottrarre il cervello degli uomini illustri (o con caratteristiche ritenute
utili agli studi avviati). L'opinione pubblica si convince ben presto che il
prelievo della materia grigia significa genialità. Per tal motivo non si
contano più le pressioni di parenti e amici per ottenere il singolare onore.
All'attuale ambasciata francese e poi all'istituto di via Obuk (nome di un
medico delle Guardie Rosse) confluiscono i cervelli delle personalità
dell'immenso territorio sovietico, di tutte le etnie, di presunti geni ma anche
di politici, poeti, scrittori, filosofi, scienziati, nonché di imbecilli e
criminali. Vogt ha qualche problema con il nazismo ma non con Stalin; anzi dopo
l'esame del cervello di Lenin scrive al Piccolo Padre un breve rapporto,
pubblicato poi sui giornali, nel quale assicura che il rivoluzionario possedeva
una materia cerebrale superiore. è un cedimento politico ma non razziale,
avallato in quel tempo da colleghi di Vienna e Roma, da Karl von Economo e da
Giovanni Mingazzini. Il sogno sovietico non raggiunse mai
risultati degni di storia, anche se l'istituto di via Obuk si riempì di
cervelli. Si ammassò materia grigia per oltre mezzo secolo e, anche quando era
il caso di smettere, fu impossibile fermare la burocrazia e quel dannato decreto del 1928. Armando Torno
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2009-03-07 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Immobilità Insieme con la Spagna, il nostro Paese è il meno
dinamico del Vecchio Continente. Meglio di noi Grecia e Cipro Sviluppo Le
nazioni nordiche, con Germania, Svizzera e Inghilterra mantengono le
performance migliori nonostante la crisi Innovazione, Italia cenerentola
Ricercatori, brevetti, creatività, investimenti: siamo nella fascia bassa della
classifica europea S tabili nella negatività, potremmo definire le notizie poco
confortanti che emergono dall'annuale rapporto EIS (European Innovation
Scoreboard 2008) riguardanti il mondo italiano dell'innovazione. Il documento
preparato dal Maastricht Economic and Social Research and Training Centre on
Innovation and Technology (UNU-Merit) è frutto di un'elaborazione di numerose
indagini condotte nelle varie nazioni (anche dal nostro Consiglio Nazionale
delle Ricerche) ed è uno strumento di lavoro dell'Unione Europea perché
fotografa la realtà, le capacità e le tendenze dei Paesi membri più Croazia,
Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera, facendo un confronto con Stati Uniti e
Giappone. Prendendo 29 indicatori che riguardano dai ricercatori impiegati, ai
brevetti generati, agli scambi fra ricerca pubblica e privata, agli
investimenti, alle società coinvolte e valutando pure, ad esempio, gli effetti
economici generati e le aziende che hanno introdotto innovazioni, si è
compilata una classifica che misura nel contempo le variazioni rispetto al
passato. Ma per la prima volta si è inoltre tenuto conto della creatività
interna alle industrie rivelatasi talvolta efficace nel produrre innovazione da
risultati già ottenuti e acquisiti in passato. La classifica divide le nazioni
in quattro gruppi: Innovation leaders, Innovation followers, Moderate
Innovators e Catching-up countries. Noi ci troviamo al ventiduesimo posto su
32, sull'ultimo gradino dei «moderati», alle spalle della Grecia e ben al di
sotto della media europea. Dietro di noi c'è solo il gruppetto degli
«inseguitori» guidato da Malta. Tra i moderati, che è bene ricordare
comprendono Cipro, Estonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Spagna, Portogallo,
Grecia e Italia, i compilatori del rapporto segnalano il particolare trend a
migliorare di Cipro e l'immobilità di Italia e Spagna. Per il nostro Paese si
sottolinea qualche segno di tenue miglioramento rispetto al passato nel
supporto finanziario e in qualche limitato effetto economico ma
contemporaneamente si evidenzia la forte debolezza nella risorse umane, negli
investimenti delle aziende e nei collegamenti tra ricerca e attività
imprenditoriale. Non bastano, insomma, per produrre cambiamenti gli aumenti
negli ultimi cinque anni dei laureati (più 8,8 per cento), dei dottorati (più
22,7 per cento) oppure l'accesso alla banda larga da parte delle industrie (più
18,6 per cento). «Le performance degli investimenti industriali non sono
migliorati — si nota — e quelle degli effetti economici dell'innovazione sono
peggiorati ». A livello europeo, se i campioni in classifica restano più o meno
sempre gli stessi (Danimarca, Finlandia, Germania, Svezia, Svizzera e Gran
Bretagna), complessivamente c'è un progresso nei cervelli impiegati, negli
investimenti del venture capital e nell'utilizzo della banda larga, testimone concreto
di un'attività in crescita. Restano sempre, anche se tende a ridursi
lievemente, le differenze negative (il gap) rispetto agli Stati Uniti e al
Giappone. Ed è bene ricordare in proposito che tra il sostegno finanziario
straordinario garantito dal presidente Obama per risollevare l'economia
americana ci sono forti investimenti dedicati alla ricerca. «La radiografia del
rapporto è impietosa ma reale — dice Roberto Cingolani direttore dell'Istituto
Italiano di Tecnologia — ed è la conseguenza di una situazione culturale
ricerca-impresa che negli ultimi vent'anni si è chiusa su se stessa. Persino la
Grecia rivela un trend positivo mentre il nostro si mostra saldamente negativo.
Ci immaginiamo avanzati solo perché l'Italia ha il più alto numero di cellulari
ma dimentichiamo che, nonostante il numero elevato, abbiamo il loro più basso
utilizzo internazionale per la trasmissione di informazioni utili: in altri
paesi si impiega come un vero terminale mentre noi ci limitiamo all'uso per la
chiacchera. I problemi — aggiunge Cingolani — sono quelli noti e mai affrontati
e risolti. A parte le infrastrutture e la finanza carenti, non esistono
standard europei di selezione della ricerca e di valutazione dei risultati, sono protagonisti troppi organismi e una burocrazia paralizzante e ciò non crea
le condizioni di responsabilità che un ricercatore deve avere. Tutto da noi è
intoccabile. Le sacche di eccellenza presenti qua è la come alcune piccole
aziende, ad esempio Ferrari e Ducati, non essendoci una valutazione precisa su
che cosa si vuol fare e dove si intende andare, le sacche non si
estendono. Infine, si scoraggia il vivaio, per dirla in termini sportivi, cioè
si fa di tutto per allontanare i giovani dal fare ricerca mentre si dovrebbe
cominciare ad educarli a questa visione a partire già dai sei anni». «Uno dei
nostri mali più gravi è la scarsità degli investimenti d'impresa — nota Luigi
Paganetto, presidente dell'Enea — e gli unici settori in cui si continua a
manifestare un risultato è dove esiste, come per le macchine utensili, una
tradizione anche nei consumi. Nelle biotecnologie, nelle nanotecnologie o nelle
tecnologie energetiche manca innovazione anche perché non c'è il trascinamento
da parte di piccole e medie aziende. In Italia non c'è tradizione nei settori
nuovi che oggi governano il cambiamento, ma per crearla bisogna individuare
delle applicazioni da immettere nei processi produttivi. Da queste poi
arriveranno altri e continui stimoli all'innovazione. Nella Penisola non esiste
una struttura industriale in grado di generare innovazione indipendentemente
dai risultati applicativi e c'è inoltre una bassa capacità di interagire con
enti e università». Giovanni Caprara
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ANALISI Il piano
varato dal Cipe voce per voce Andrea Del Monaco Un piano infrastrutturale da
17,8 miliardi, 9 miliardi sugli ammortizzatori sociali. Questo l'annuncio del
governo nella conferenza stampa di ieri mattina. In realtà ieri sera la
delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe)
su queste misure non era ancora stata trasmessa in via definitiva alle regioni.
I 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali sono dati dal miliardo già
stanziato in finanziaria per la cassa integrazione ordinaria e dagli 8 miliardi
di euro nel biennio 2009-2010 per la cassa integrazione in deroga: il governo
con 5,35 miliardi di Fondo Aree Sottoutilizzate (Fas) pagherà i contributi
figurativi e la maggior parte del sostegno al reddito; le regioni con 2,65
miliardi del Fondo Sociale Europeo finanzieranno azioni combinate di politica
attiva e di sostegno al reddito. La platea è data dai lavoratori delle imprese
con meno di 15 dipendenti dell'edilizia, delle manifatture e dei servizi, dagli
occupati delle aziende con 15-49 dipendenti del commercio con almeno 52
settimane lavorative. Ne sono esclusi i lavoratori con contratto a progetto o
con collaborazione coordinata e continuativa. Mercoledì sera Tremonti ha
chiesto ad Errani, governatore dell'Emilia Romagna, se, nel caso in cui
avanzassero parte degli 8 miliardi, le regioni sarebbero disponibili a
finanziare misure per gli esclusi. «Il problema non è se avanza qualcosa dagli
8 miliardi ma se c'è disponibilità immediata per i cococo e i cocopro, che sono
i primi a perdere il posto», è stata la replica. Per quanto concerne le
infrastrutture il Cipe ha dato le seguenti assegnazioni: 1,2 miliardi per
l'edilizia scolastica e carceraria, 1,3 miliardi per avviare la costruzione del
Ponte sullo Stretto (spesa totale stimata 6,1 miliardi) e 800 milioni per il
sistema Mo.se. a Venezia. Sono previsti 2.750 milioni per l'alta velocità
ferroviaria (le tratte Milano-Verona; Milano-Genova prima fase; oneri
ambientali per la Firenze-Bologna; il primo stralcio dell'asse pontremolese) e
poco piu' di 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (la linea C di Roma, la
metro regionale campana, le reti di Palermo e Catania, le metro di Bari e
Cagliari, gli adeguamenti per Parma Brescia e Bologna) e finanziare le reti di
trasporto in vista dell'Expo milanese del 2015. Molti anche gli interventi
stradali, finanziati con contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090 miliardi),
tra i quali alcuni riguardano il traforo del Frejus, il sistema pedemontana
Lecco-Bergamo e il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Chi sembra
perdere terreno nel governo è il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola.
Teoricamente il suo dicastero dovrebbe coordinare tutta la partita della
programmazione dei fondi europei e del Fas. Tremonti vuole assicurarsi il Fas
attribuito ai ministeri; è convinto che sia impossibile adottare vere misure
anticicliche ovvero fare una vera programmazione delle politiche industriali
per uscire fuori dalla crisi per tre ragioni: 1) l'eccessiva entità del debito
pubblico italiano rispetto al nostro prodotto interno lordo impone una
limitazione della spesa per conservare la maggiore liquidità possibile nella cassa
del bilancio italiano; 2) un sistema produttivo desueto e non competitivo,
impossibile da stimolare veramente; 3) l'incapacità delle
burocrazie amministrative delle regioni di spendere con velocità ed efficacia.
Di conseguenza il ministro dell'Economia spera che la crisi sia meno lunga del
previsto, e che, quando l'economia americana ripartirà, anche le nostre imprese
potranno iniziare a produrre grazie alle commesse estere. Nel frattempo,
da un lato, Tremonti annuncia il ponte sullo stretto come misura anticlica, ben
sapendo che prima di di 4-5 anni i lavori non inizieranno; dall'altro, dilata
la spesa del Fas attribuito alle regioni mentre il ministro Fitto vorrebbe
coordinare tutta la spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr)
attribuito al governo ora in capo a Scajola. Qualora l'operazione non riuscisse
è probabile una sua candidatura alla presidenza della Puglia nel 2010. Infatti
se Berlusconi scegliesse la Poli Bortone come candidato vincente (appoggiata
dall'Udc) per le prossime regionali e se il ministro per le Politiche regionali
non riuscisse a coordinare il Fesr ora gestito da Scajola non avrebbe né una
leva importante di consenso (le risorse) né il controllo del suo territorio.
Nei fatti finora la Finanziaria ha avuto come copertura il Fas, usato come
bancomat. Foto: SIMULAZIONE AL COMPUTER DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
/FOTO AP IN ALTO A DESTRA PROTESTA DAVANTI AL CONTRO IL NUCLEARE /FOTO MONTESI
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ballando sul ponte
del Titanic *** Dallo tsunami in poi si sente spesso ripetere a sinistra un
concetto del tipo: proprio adesso che ce ne sarebbe più bisogno, la sinistra
non c'è. E giù a proporre le formule più disparate per la sua rinascita. In
realtà attribuire all'intervento divino la colpa della sua estinzione occulta
il fatto che proprio la scomparsa della sinistra dalla scena sociale, politica e
istituzionale del paese è la migliore dimostrazione che di questa sinistra non
c'è affatto bisogno. Perché non è in discussione che un sistema di valori
culturali e di riferimenti politici e anche organizzativi sostenga l'umanità
nella lotta contro questo modello di sviluppo criminale. Ma non si può
sottacere che proprio qui sta il fallimento della sinistra italiana tutta, il
suo essere diventato corpo sociale estraneo e come tale trattata. Possiamo
anche discutere di a-democrazia e di autoritarismo, ma è un fatto che
l'estromissione della sinistra dalle istituzioni e dal paese è soprattutto un
fenomeno di natura endogena. Purtroppo non si trovano più molte tracce di
questa riflessione che pure era iniziata. L'imminenza delle elezioni europee ha
di nuovo azzerato tutto facendogli assumere un ruolo addirittura costituente
nella risalita della china. Marco Revelli e il manifesto hanno tentato di
richiamare l'attenzione sui rischi di questo cominciare dalla fine, ma nulla
hanno potuto contro il richiamo che esercita sulla sinistra l'agone elettorale,
a dimostrazione della sua più totale impermeabilità ai temi del rinnovamento. E
allora forse sta qui il vero corno del problema: la sinistra non è riformabile,
perché ormai da tempo si è ridotta a poco più di uno stato d'animo dei politici
di professione e del loro «status» separato. E questo stato d'animo ha
sostituito, scalzandolo, l'idea che il rinnovamento, il progresso sociale fosse
il principale elemento costitutivo di una visione del mondo che viene. La sinistra
non è riformabile perché si è fatta storia, storia della conservazione del
potere. Se così non fosse stato, se cioè le forme della politica e della
rappresentanza fossero state in grado di adeguarsi alle innovazioni sociali,
forse la sinistra poteva ancora essere uno strumento utilizzabile. Ma è andata
diversamente. I movimenti propongono le reti, i comitati di scopo, la
condivisione delle scelte; la sinistra risponde con il «primato della
politica». La società scopre l'open source, i social network, la partecipazione
diffusa e capillare; la sinistra risponde con la burocrazia di partito e la spartizione
delle liste. La rappresentanza si fa locale, le comunità e i territori
diventano fondativi di una nuova coscienza di luogo; la sinistra risponde
sempre con il partito nazionale, centralizzato o con il partito del leader,
plebiscitario. Per superare questo bivio della storia la sinistra non
potrà evitare lo scoglio che le impone di pensare contro se stessa. Contro il
proprio mito dell'onniscienza storica. Contro l'elitismo delle élite.
Mantenerla in vita così com'è serve solo a prolungare un'agonia da cui non può
venire niente di buono. E' ora di voltare pagina. Piuttosto che assistere
all'ennesima scena indecorosa della spartizione delle scialuppe mentre la gente
di sotto lotta per sopravvivere è ora di ripensare il mondo affrontando la
realtà. Tante sono le cose da fare e dire, le scelte che non si possono più
delegare né differire. Contro la crisi che avanza bisogna costruire degli
argini sociali, restituire reddito e sovranità alle comunità locali, coniugando
vertenze, mutualismo e autogoverno. Se saremo tutti capaci di farlo forse
comincerà un nuovo corso, altrimenti non saranno le elezioni europee a
risolverci i problemi. Per questo noi ne stiamo fuori. *** Action diritti in
movimento
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
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n. 57 del 2009-03-07
pagina 0 Dona i beni ai ciechi: ma mobili e ville li prende la Regione di
Massimo Malpica Nuova affittopoli a Napoli: sperperato il patrimonio lasciato
all?istituto Colosimo. Gli eredi del benefattore: "Ci hanno traditi".
Formisano vive ai Parioli in un palazzo della Regione Campania: "Fu una
opportunità" Napoli -Una storia di nobili, immobili, mobili, soprammobili
ed eredità contese. Giocata sulla pelle di una struttura che, da decenni, è il
punto di riferimento per i non vedenti del centro e sud Italia, l?istituto
«Paolo Colosimo» per non vedenti. è la storia dell?eredità di Giovanni Paolo
Quintieri, barone romano di origini calabresi, che prima di morire, nell?agosto
dell?ormai lontano 1970, decise che le sue fortune potevano andare a quanti con
la fortuna erano in credito. E così lasciò al «Colosimo», che oggi assiste e
forma una cinquantina di non vedenti e ipovedenti, la villa di famiglia di
Carolei, in provincia di Cosenza, il palazzo di Roma, in via Panama, e le
tenute agricole di Passerano (con annesso castello, a Gallicano del Lazio) e di
Montecoriolano, a Potenza Picena, nelle Marche. Devolvendo in beneficenza anche
qualcosa come 4-500 beni mobili. L?elenco varia dalle semplici bilance a un
Rembrandt, dai divani agli armadi d?epoca, dalle collezioni d?armi ai lampadari
in cristallo, dai tappeti ai vasi cinesi. Il problema è che le ultime volontà
del barone non si sono mai realizzate, o almeno non del tutto. E così l?asta
che lui aveva ordinato di bandire per liquidare i beni mobili e versare il
denaro ottenuto nelle casse dell?istituto Colosimo non è mai stata fatta.
L?istituto Colosimo è divenuto regionale. E la «collezione Quintieri» è finita
sparsa tra i caveau e le sedi della Regione Campania. Con l?effetto, piuttosto
prevedibile, che gli eredi insoddisfatti del mancato rispetto dell?intento del
nobile avo sono ora in causa con la Regione «gravemente inadempiente» e
chiedono la revoca della donazione. L?elenco dei beni è davvero vario. Censito
per la prima volta dall?ex presidente Rastrelli, e allegato ogni anno al
bollettino ufficiale della Campania, indica anche i valori stimati dei singoli
oggetti, per un totale superiore ai 3,2 milioni di euro. Il pezzo più pregiato
della lista è una Madonna con bambino di Domenico Puligo, pittore fiorentino
del Rinascimento, valutata con inquietante precisione contabile esattamente
232.405,60 euro. Ma il consigliere regionale dell?Mpa Salvatore Ronghi in
un?interrogazione a Bassolino dell?ottobre 2007 chiedeva conto della mancanza
nell?elenco di alcuni pezzi originariamente censiti. Tra questi il gioiello, un
autoritratto attribuito a Rembrandt. Attribuzione incerta, ubicazione pure.
Finché non salta fuori nascosto in un caveau della Regione. Giallo risolto.
Almeno uno. Quello che non si risolve è la destinazione di questi beni, che
come detto non vengono messi all?asta. La spiegazione da parte
dell?amministrazione sarebbe che, essendo l?istituto Colosimo (e dunque anche
il contenuto dell?eredità) passato sotto il controllo della Regione, ora è quest?ultima
a provvedere ai fabbisogni finanziari della struttura, rendendo nuovamente
«patrimonio disponibile» quei mobili e immobili ormai divenuti di proprietà
regionale. Tanto che, di quegli oggetti, molti sono finiti assegnati a varie
sedi della Regione e non solo. E seguendoli a ritroso, sorge qualche dubbio
sulla gestione di questo patrimonio da parte dell?amministrazione ora guidata
da Bassolino. Un caso? Eccolo. C?è una Onlus internazionale, la Fondazione
Mediterraneo, che ha sede in un bel palazzo affacciato sul Maschio Angioino. Si
occupa di rapporti internazionali con il mondo arabo, e ha ottenuto quella sede
in comodato d?uso gratuito dalla Regione (per un piano) e dal Demanio (per due
piani). Nella sua sede fanno bella mostra di sé lampadari, divani, cassapanche
e mobili. Provenienti dalla fondazione Quintieri. Come ci siano finiti lo
spiega il presidente della fondazione, Michele Capasso. «Ce li ha concessi in
comodato Bassolino, e così ora abbiamo una quarantina di pezzi, che restano
ovviamente di proprietà della Regione. «Ed ecco come erano quando siamo andati
a prenderceli nella villa in Calabria», spiega, aprendo un album fotografico.
Dentro, le immagini di mobili marci, incompleti, mangiati dalle tarme. La
Regione, dopo aver «ereditato l?eredità», li aveva abbandonati. Capasso li
mostra ora, impeccabili dopo il restauro, «che ci siamo pagati noi, per un
costo riportato in bilancio di 350mila euro». Almeno sono stati salvati dalla
rovina. Ma perché la Regione li aveva lasciati morire invece di metterli
all?asta appena ricevuta la donazione? Mistero non risolto. O forse spiegato
dalla proverbiale lentezza della burocrazia del
«proprietario», che quando indossa le vesti di un?istituzione pubblica
difficilmente mette in mostra la meticolosità e la passione del collezionista
d?arte. Eppure, per quanto in piena attività e, come spiega uno dei suoi
convittori, in salute passabile, una visita all?ingresso dell?istituto Colosimo
lascia pensare che qualche risorsa in più, lì, farebbe comodo. Non foss?altro
per rispettare lo spirito del nobile gesto di Quintieri, il valore reale di
quei beni andrebbe messo a disposizione dei ragazzi non vedenti della struttura
partenopea. E la storia, almeno, avrebbe un lieto fine. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
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n. 57 del 2009-03-07
pagina 4 Pronti 50mila posti di lavoro ma nessuno si fa assumere di Laura
Verlicchi Nel 2008 le imprese di Confartigianato hanno creato occupazione
per160mila addetti, ma un terzo delle offerte è rimasto sulla carta Nelle
imprese artigiane è emergenza lavoro: ma a latitare sono i lavoratori. Un
potenziale dipendente su tre è introvabile, tanto che restano scoperti 50mila
posti di lavoro. È il sorprendente risultato dell'Osservatorio di
Confartigianato sull'imprenditoria giovanile, presentato in questi giorni al
congresso di Firenze, che non a caso ha scelto il titolo «Sfidare la crisi».
Anche in un anno difficile come il 2008, infatti, 76 imprese artigiane su 100
hanno mantenuto l'occupazione stabile: il 13,3% ha anzi assunto nuovo
personale. E proprio qui emergono le difficoltà, che portano i giovani
imprenditori a rinunciare all'assunzione nel 32% dei casi: il fabbisogno
occupazionale delle piccole aziende è stato di 158.350 persone, ma ben 54.760
risultano introvabili. Ma come mai, nonostante la crisi, tanti potenziali
dipendenti mancano all'appello? Il motivo principale, denunciato dal 43,2%
degli imprenditori, è la mancanza di competenza: i candidati non hanno la
qualifica o l'esperienza lavorativa richieste, anche e soprattutto per la
mancanza di adeguate strutture formative. Un problema, quest'ultimo, denunciato
quasi da un imprenditore su quattro, e che apre l'ennesimo capitolo del cahier
de doléance sulla scuola, troppo lontana dal mondo del lavoro, anche quando si
tratta di istituti professionali. Non va poi dimenticato un altro punto
dolente: il 14,8% degli imprenditori sottolinea la scarsa disponibilità ad
orari e mansioni flessibili da parte dei potenziali neoassunti. Trovare
lavoratori, insomma, non è facile e serve comunque molto tempo, in media
quattro mesi. Una difficoltà ancor meno comprensibile se si pensa che quella
offerta dalle piccole imprese è un'occupazione stabile e qualificata: quasi
nove addetti su dieci sono assunti con un contratto a tempo indeterminato -
ormai una rarità in molti settori - mentre gli altri si distribuiscono
sostanzialmente tra tempo determinato e apprendistato, in pratica l'anticamera
dell'assunzione definitiva, visto che ben otto imprenditori su dieci assumono i
ragazzi al termine del periodo di apprendistato. Stabilità confermata anche
dalle previsioni per il 2009. «Non prevediamo grandi cambiamenti - spiega Marco
Colombo, presidente dei giovani imprenditori di Confartigianato -. Il personale
nelle nostre imprese rimarrà costante. Certo, in questa
fase di attesa e di stretta creditizia, che insieme a burocrazia e ritardi di pagamento pesa sulle nostre aziende per 39
miliardi, è difficile pensare alla crescita, ma ci teniamo stretti i nostri
lavoratori altamente specializzati. E comunque la voglia di tornare a investire
sulle persone non l'abbiamo persa». Ma la formazione scolastica non
sembra darvi l'aiuto che vorreste. «La formazione - replica Colombo - viene
fatta sul campo, nelle nostre imprese, che sono diversissime l'una dall'altra:
si va dall'imbianchino o dall'idraulico fino a mestieri dove il confine con
l'arte è quasi impercettibile. Quello che chiediamo alla scuola è di creare la
cultura del lavoro: possiamo lavorare insieme per questo e con alcuni istituti
già lo facciamo. Si deve sapere che l'artigianato è una possibilità di lavoro
reale, anche per i laureati, presenti nel 15% delle nostre aziende: può essere
anche il punto di partenza per diventare imprenditori di se stessi». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 57 del 2009-03-07
pagina 6 È recessione, ma i piccoli non si arrendono di Redazione Problemi
virtuali Sono un micro imprenditore e questa è la mia esperienza: dopo un primo
momento di paura seguito ai primissimi segnali della crisi partita dagli Usa nel
quale un po' tutti ci siamo bloccati, ci siamo accorti che la crisi era più che
altro virtuale, così che è prevalso in breve tempo l'ottimismo e la voglia di
andare avanti. Purtroppo le banche, che evidentemente la crisi la vogliono per
forza, stanno bloccando i prestiti, stanno infischiandosene dell'indirizzo dato
dal governo e cercano, se possono di strozzare le imprese con tassi che anziché
scendere, stanno lievitando. Noi che lavoriamo e che abbiamo bisogno di
lavorare, in realtà non vediamo le ragioni di questa crisi che, se fosse per
noi, neanche sarebbe nata. Ma certo è, che se ci chiudono la liquidità,
direttamente o indirettamente ci tolgono il pane di bocca. Chi può, faccia
sapere al governo che il rimedio migliore per uscirne sarebbe quello di dare
una buona strigliata ai banchieri e di obbligarli a fare il loro lavoro (per
una volta onestamente) con le buone o con le cattive. Avranno modo di
recuperare le loro perdite più in là, quando tutto ritornerà normale, perché se
tirano troppo la corda ora, diventeranno solo e sempre più ricchi di crediti in
sofferenza. nomaelevatori@yahoo.it Lacciuoli e burocrazia Sono un imprenditore a capo
di un'impresa che direttamente e indirettamente dà lavoro a circa 200 persone.
Siamo correlati al settore dell'arredamento in quanto forniamo dei particolari
in ottone per decorare la casa. La nostra filosofia è sempre stata dare un
prodotto di qualità e design made in Italy e anche quando era di moda «delocalizzare»
abbiamo preferito mantenere la nostra produzione in territorio brianzolo. Per
fare un prodotto di qualità non sono necessari solo macchinari, ma formare il
personale al concetto di qualità e servizio. Siamo un'azienda a gestione
familiare e in questi ultimi due anni abbiamo deciso di rivoluzionare il settore
export inserendo nuove figure giovani per presentare al meglio il prodotto
italiano nel mondo. Ora in 65 nazioni. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti
cosa è successo in questi ultimi mesi. Il rapporto con gli istituti di credito
ha incominciato a irrigidirsi, con sempre più frequenti difficoltà ad accedere
a forme di finanziamento per proseguire l'espansione. Mai un no, ma sempre
risposte vaghe e deludenti. Con risorse personali siamo riusciti a proseguire
nel programma di rilancio dei mercati esteri. A dicembre in piena bufera
finanziaria, abbiamo aperto una società in Dubai per poter essere maggiormente
presenti nei contract e grandi progetti e dare un servizio migliore ai nostri
clienti. Abbiamo ottimizzato al meglio le risorse per cercare di contenere il
più possibile i prezzi, permettendo così di fare offerte migliori sul mercato
senza diminuire il livello qualitativo del prodotto. Abbiamo potenziato il
servizio clientela con risposte precise e puntuali a tutte le richieste del
singolo. Di contro la nostra burocrazia ci affossa
aumentando i famosi «lacciuoli»: obblighi di documentazioni per esportare
merce, dichiarazioni doganali, riduzioni delle deducibilità dei costi di
missione. Ogni giorno sono sempre più convinto che il fare impresa in Italia
significa o essere in grado di camminare con le proprie forze, come si dice da
noi «rangess» o è meglio ritirarsi. Vi ringrazio per l'opportunità di sfogo che
date. Un saluto da un piccolo imprenditore che tutte le mattine scende in
trincea a combattere. lupo.glorioso@gmail.com Strozzati dagli affitti Sono
titolare di due piccole aziende a Roma, dedite alla somministrazione di
alimenti e bevande e vendita al dettaglio settore alimentare. In una delle
predette attività lavorano quattro persone tutte dello stesso nucleo familiare
e a dire la verità fino a oggi sono riuscito a sopravvivere a malapena,
superando di volta in volta i numerosi ostacoli che si sono presentati lungo il
percorso di dodici anni di attività. Considerato che allo scadere dei dodici
anni, il proprietario delle mura del negozio, oltre ad avere percepito tutti
gli anni i regolari aumenti Istat, a fronte di un rinnovo del contratto
pretende una maggiorazione del cento per cento e cioè il doppio, incurante
delle molteplici difficoltà che bisogna affrontare specialmente in questo
settore. Pertanto credo sia del tutto inutile continuare a fare sacrifici
cercando di tenere aperta una attività strozzata da una miriade di tassazioni a
livello statale, comunale e regionale nonché da un canone locativo delle mura
insostenibile. Il governo potrebbe chiedere un piccolo sacrificio anche ai
proprietari degli immobili commerciali affinché non costringano, come nel mio
caso, a chiudere. Chiudere perché l'affitto è insostenibile, significa
licenziare personale e cioè meno occupazione, meno entrate per l'erario ma
sicuramente un valido contributo ad incrementare la già grave situazione
economica. Ogni giorno in Italia chiudono migliaia di attività solo perché non
riescono più a pagare l'affitto, credo sia una cosa assurda che il Governo non
intervenga in modo tempestivo affinché blocchi con decreto il continuo ed
incontrollato aumento degli affitti. giusepperuiu@live.it Made in Italy e Tfr
Ho un'azienda di abbigliamento mare femminile con 20 dipendenti. La concorrenza
dei paesi soliti, Tunisia, Cina, ecc. ecc.. è catastrofica. La mia produzione è
esclusivamente Made in Italy. La produzione è sempre più stagionale e devo
ricorrere alla cassa integrazione. Sento molti annunci di sostegno alla piccola
e media impresa. Ma vengo al dunque: prevedo 4/5 mesi di cassa integrazione. In
tale periodo il Tfr matura comunque e in più si versa circa il 4 per cento
all'Inps per le retribuzioni di cassa integrazione. Produco per 7 mesi con il
costo del Tfr per 12 mesi. In conclusione: il periodo di produzione si accorcia
i costi aumentano. Domanda. Dove sono gli aiuti alla piccola e media impresa?
fausardi@tin.it Fare sistema Complimenti per la vostra iniziativa: sono un
ingegnere edile, dopo anni di attività libera come professionista, decisi di
aprire una piccola azienda di lattoneria. Sono ormai vent'anni che in campania
esiste «Eurogronde», con meno di dieci dipendenti riusciamo a produrre ottimi
oggetti di rame, acciaio, lamiere preverniciate e alluminio. Negli anni abbiamo
formato molti giovani e alcuni nostri dipendenti hanno creato aziende simili
nel settore, promuovendo così il settore che conta numerose piccole e medie
realtà in Campania. Certo c'è la crisi e si sente. Ma come la stiamo
fronteggiando? Riducendo gli sprechi, chiedendo ai (soci) dipendenti di
collaborare e contribuire al contenimento delle spese. Nel contempo cerco di
mettere insieme tutti quelli che producono lattoneria per «fare sistema». Il
mio sogno è di costituire una fondazione per rilanciare «l'antica lavorazione
del rame» un mestiere bellissimo che è ormai scomparso: cappe, elementi
decorativi, lampadari... Prodotti in rame sono delle vere opere d'arte: costano
pure poco e hanno un vasto mercato. Ci riusciremo? Noi ci proviamo. Anche così
si esce dalla crisi. pietro di lorenzo ing.dilorenzopietro@gmail.com Io investo
lo stesso Ho da poco compiuto 24 anni e da poco prima di Natale ho aperto una
gastronomia di prodotti tipici campani nella mia città. Sia prima di avviare
l'attività che tutt'ora, mi dicono sia gente comune che imprenditori locali di
essere stato un po' pazzo ad aver investito in questo periodo di crisi e con
prodotti di qualità alta. Il periodo natalizio è andato abbastanza bene come
inizio, ero da 10 giorni sulla piazza prima di Natale, poi è arrivato gennaio
ed è stato il primo banco di prova durissimo, calo delle vendite, anzi crollo,
dato anche dalla situazione industriale del mio paese, da dicembre a ora circa
1.500 Cig e 500 mobilità. (...) Ho voluto investire in questo momento per farmi
le ossa, anche perché so che la vita non sarà più come prima, ci dovremo
abituare a una vita diversa, almeno per alcuni anni sarà così per tutti, per le
fasce deboli, per i piccoli negozi come il mio, ma sono sicuro che
sopravviveremo. destefano.antonio@alice.it Basta vittimismo Francamente mi sono
un po' rotto di sentirmi dire, ovunque vado - clienti, fornitori, amici e
collaboratori - che c'è la crisi. Lo so la vedo anch'io, mica sono cieco! E
allora? Che facciamo ci fermiamo a piangerci addosso così si fallisce davvero!
La mia ricetta per superare questo periodo - prima o poi finirà! - è stata
quella di aumentare il ritmo di lavoro, così sono passato dalle normali 10/11
ore al giorno a 12/13. Che ci volete fare sono un piccolo imprenditore
(nell'ambito della comunicazione e marketing con la responsabilità di qualche
famiglia e questo mi pesa...) e non mi posso permettere di fermarmi. CriLucca
cristofani@energiadigitale.it Il turismo una risorsa Una piccola esperienza, ma
credo significativa. Da un po' di anni produco software per il turismo, per la
precisione per il booking on line. Le realtà con le quali scontrarsi sono
spesso molto grandi e non italiane, ma nonostante tutto siamo riusciti a fare
un prodotto di qualità e credo apprezzato dai nostri clienti. Il turismo è una
delle grandi risorse italiane, ma ci sono molte carenze, anche culturali, fra
gli albergatori. Ci troviamo sempre con molte idee e poco da investire. Sarebbe
semplice chiedere soldi, lo fanno tutti, invece faccio una proposta. Sicuramente
internet è un mezzo sempre più importante, allora valorizziamolo. Ci sono
incentivi su tutto, perché non incentivare le strutture ricettive al passaggio
alle tecnologie Web 2.0? Alessandro Manetti alessandro.manetti@softrade.it Gli
aiuti dateli a noi Chiedo allo Stato, avete stanziato 12mila miliardi di euro
per le banche per finanziare le piccole imprese, questi se ne fregano e noi
stiamo lì a guardare come cani bastonati, ma invece di darli alle banche,
perché lo Stato non tratta direttamente con noi imprese allo stesso tasso,
ovviamente con le dovute garanzie di un prestito o finanziamento? Facciano
presto perché penso che come me ce ne sono tanti. Io comunque sono tutti i
giorni lì a lavorare e a cercare di non chiudere. Giuseppe Silvestro
fiace@magiaitalia.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
INIZIATIVA IDEATA
DAL DIRETTORE CNA MEDINA E IL PRESIDENTE VEDOVATO Sulle misure anticrisi serve
un piano robusto per ridare fiducia e vigore alle imprese e alle famiglie Un
vertice in Provincia con dieci sindaci novaresi Lo scorso 20 febbraio la Cna,
rappresentata dal direttore Elio Medina e da Maria Grazia Pedrini, ha
incontrato nella sala consiliare della Provincia dieci sindaci dei più
importanti comuni del Novarese (Bellinzago, Borgomanero, Cameri, Castelletto
Ticino, Cerano, Galliate, Ghemme, Invorio, Romagnano Sesia, Romentino e San
Maurizio d'Opaglio), invitati dal presidente della Provincia, Sergio Vedovato.
L'idea era nata da un precedente incontro tra Medina, Vedovato e i
rappresentanti delle altre associazioni dell'artigianato, in cui era emersa con
forza la necessità, al di là delle politiche e dei provvedimenti attivati da
Governo e Regione, che anche gli enti locali si facciano promotori di
iniziative per aiutare le imprese a reagire alla crisi. La Cna aveva già
richiamato l'attenzione degli enti locali su questo tema, in una lettera
inviata proprio ai presidenti delle Province di Novara e Vco, a tutti i sindaci
e ai presidenti/direttori delle aziende pubbliche, per sollecitare una rapida
messa in cantiere delle opere già programmate e pagamenti certi alle aziende
fornitrici . «Le imprese artigiane e le piccole imprese hanno bisogno di lavoro
subito - hanno scritto nelle lettere il presidente della Cna di Novara Franco
Biondo e il Presidente della Cna del Vco Lino Lomazzi - e parte di questo
lavoro può essere messo in moto dagli enti locali. Non parliamo di grandi opere
e infrastrutture, ma di manutenzioni, piccoli interventi che sommati tra loro
comportano la smobilizzazione di grandi risorse». Il presidente Vedovato si è impegnato
a «Fare uno sforzo per avviare opere pari a 39 milioni di euro» su tutto il
territorio della provincia, così come i sindaci a procedere con i cantieri già
programmati, seppur rimarcando le difficoltà di gestire le spese, anche in
presenza di risorse economiche, a causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità a da una serie di norme sul decentramento dei poteri
che hanno appesantito la burocrazia rallentando nei fatti l'attività amministrativa nella gestione
dei lavori pubblici. Sulle misure anticrisi, serve un piano robusto, efficace e
veloce per ridare fiducia a imprese e famiglie La Cna esprime forti riserve
sull'efficacia delle misure anticrisi varate fino ad ora dal Governo.
«Siamo perplessi sia in merito all'immediata attuazione dei provvedimenti
presentati sia in merito all'entità delle risorse finanziarie messe in campo»
sostiene il presidente Cna Novara Franco Biondo. «Ci preoccupa molto anche la
frammentazione con cui questi provvedimenti sono stati presentati: non si
intravede un progetto, un disegno organico. Il governo procede di urgenza in
urgenza senza una reale linea d'intervento, affidandosi più sull'effetto dato
dall'annuncio dei provvedimenti che non sulla capacità di prevedere risultati
positivi».
( da "Blogosfere" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mar 09 7 Berlusconi:
liberizzazione dell'edilizia. Intanto siamo pieni di soldi per costruire
case.... Pubblicato da don Paolo Padrini alle 09:06 in Cronaca Cosa mi vedo sul
Corriere on line, questa mattina appena svegliato? Una nuova sfavillante idea
del nostro Presidente del consiglio Silvio Berlusconi: liberalizzare le licenze
edilizie, aumentare le possibilità di costruzione, di allargamento della
cubatura, ecc.. Non solo ma l'intervento in merito a norme così delicate
attraverso una strategia se non altro singolare: prima intervenire sulle regioni
comandate dal Centro -destra, e poi un provvedimento di matrice esclusivamente
giuridica (che probabilmente sarà esclusivamente atto a legittimare le singole
regioni su decisioni di questo tipo) che snellisca l'iter parlamentare. A parte
il fatto che se questa è l'idea che abbiamo di federalismo siamo proprio messi
bene (ovvero fare approvare ad alcune regioni delle leggi di interesse
nazionale, per poi forzare il parlamento a prenderne semplicemente atto), non
posso che esprimere fortissimi dubbi sul merito del provvedimento (per la
verità fino ad ora annunciato....e probabilmente presto smentito...). Primo
punto: l'utilità. A chi è utile un provvedimento del genere? Per carità, tutti
noi sanno che l'edilizia attualmente è uno dei pochi settori che tiene in
questo frangente di crisi economica. Ma qual utilità ci può essere per il
cittadino nello sveltire le pratiche burocratiche, se poi il cittadino di fatto
non è più nelle condizioni do costruirsi o comprare (neppure affittare ormai)
una casa? Ad usufruire di questo provvedimento rischiano di essere solamente
gli impresari e gli speculatori edilizi. E pochi altri...probabilmente. Secondo
punto: le regole. Le regole sono davvero il male del secolo? E (seconda
domanda) le regole sono di fatto sovrapponibili con la
"cattiva burocrazia"?
E poi potremmo aggiungere: la burocrazia è sempre davvero "cattiva" oppure in alcuni casi serve
a tutelare degli interessi super partes, ed ad aiutarci a ponderare bene certe
scelte? Queste domande non credo siano di poco conto, specialmente in questo
caso. Una decisione del genere, in campo edile, comporta infatti grandi
conseguenze sul piano ambientale e della speculazione edilizia. Non possiamo
dimenticarci quanti "mostri edili" ha procurato in Italia un periodo
di deregolamentazione di fatto, e quante tutele al rispetto del territorio
hanno contribuito a esercitare le leggi e le regolamentazioni comunali in molte
località della nostra "bella Italia". Siamo un paese che è stato
deturpato. Vogliamo che lo sia ancora di puù? Oppure ci sforziamo di
comprendere che il rispetto dei regolamenti edilizi, ed anche i tempi
abbastanza lunghi (e non sempre così eterni...) necessari per le
autorizzazioni, possono essere considerati elementi di tutela di un interesse
pubblico per il territorio che non sempre va d'accordo con quello privato di
chi vorrebbe costruirsi una bella casa ( oppure un bel centro commerciale)?
Ecco le mie perplessità: confesso...espresse più sull'onda di una emozione che
non sulla valutazione delle norme nello specifico. Cosa ne pensate? NE PARLIAMO
SUL NOSTRO FORUM
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
TEATRO. L'ALTRA SERA
ALL'AUDITORIUM VIVALDI DI CASSOLA Gaspare, più che Zuzzurro. Su tutti la D'Urso
07/03/2009 rss e-mail print Eleonora D'Urso con Andrea Brambilla alias Zuzzurro
a Cassola Lorenzo Parolin CASSOLA Hanno giocato con Anton Cechov, Andrea Brambilla
e Nino Formicola, alias Zuzzurro e Gaspare, proponendo giovedì 5 marzo
all'auditorium Vivaldi di Cassola, "Scherzi", due atti e quattro
quadri (L'Orso, Tragico controvoglia, Il tabacco fa male e La domanda di
matrimonio) di gradevole satira di costume sui tipi umani dell'ultima Russia
zarista. In "L'Orso", Brambilla è un proprietario terriero di mezza
età, da seduttore divenuto misogino, che finirà con l'innamorarsi, ricambiato,
di una giovane vedova vestita a lutto (la brava Eleonora D'Urso). Particolare
non irrilevante, la donna in apertura di quadro aveva giurato amore eterno al
defunto marito, poi dimenticato nel breve volgere della vicenda scenica. In
"Tragico controvoglia", di fatto un monologo via via più incalzante,
è invece protagonista Nino Formicola, nei panni di un
impiegato della pachidermica burocrazia zarista, costretto a fare la spola tra l'ufficio e il luogo di
villeggiatura della famiglia, vessato ora da una moglie insopportabile con
velleità di cantante lirica, ora da amici e parenti che gli richiedono continui
favori. Sono sempre i rapporti coniugali il filo conduttore di "Il tabacco
fa male", una sorta di lezione antifumo dell'ex commissario
Zuzzurro che fornisce il pretesto per una digressione sulla vita sfortunata di
un padre di famiglia numerosa. Dalla piccola borghesia alla nobiltà di campagna
per chiudere con "La domanda di matrimonio": una sequenza di
incomprensioni velatamente e garbatamente allusive tra il padre (Brambilla), la
promessa sposa (D'Urso) e un pretendente (Formicola) che nei suoi innumerevoli
tic sembra fare il verso a Totò. Sono stati, a loro modo, una coppia
leggendaria del piccolo schermo, Zuzzurro e Gaspare, in un programma,
"Drive in" di Antonio Ricci, che nel bene e nel male ha segnato la
storia della TV. Funzionano, i due, sul palcoscenico? Sì, ma a ruoli invertiti,
è l'impressione che si ricava di primo acchito perchè, tributato un ideale
applauso a Eleonora D'urso, poliedrica, brillante e spigliata nei diversi
personaggi da lei interpretati, i due rivelano differenti predisposizioni a
leggere e interpretare il ritmo del racconto quando si esce dallo sketch e si
porta il lavoro lungo l'arco delle due ore. Non dimenticano, di citare il loro
passato Brambilla e Formicola: il primo, entrando in palco con addosso un
impermeabile da commissario che ha suscitato più di qualche sorriso tra i
presenti in sala, il secondo recuperando alcune gag di baule e giochi
onomatopeici che l'avevano reso celebre nei panni di aiutante dello strampalato
funzionario di polizia, ma, amarcord a parte, Gaspare sembra aver maturato
negli anni una maggiore versatilità dell'ex commissario , calato anche giovedì
sera in ruoli un po' monocordi da burbero di mezza età. Non un "primo
violino" (quale, nei fatti, è stata la D'Urso), insomma, ma un
caratterista o la spalla che tutti vorrebbero, se non altro nel ricordo
dell'esilarante Zuzzurro.
( da "Affari Italiani (Online)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il notaio conferma?
in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/
Casa, si può vendere se il genitore è incapace di agire perché malato Sabato
07.03.2009 11:49 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio
conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il
Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Recentemente (circa cinque mesi
fa) mio padre 85anni è stato colpito da demenza (tipo Alzheimer) con severi
disturbi del comportamento. Dopo un lungo ricovero in ospedale, a seguito
operazione al femore, causato da una caduta "notturna", i
medici mi hanno consigliato l'inserimento di mio padre, presso una struttura
protetta e idonea alla malattia. In quanto viene sconsigliato un rientro a
casa, anche per il fatto che, mia madre (80anni) si trova già inferma da sei
anni, assistita da una "badante" mentre per le patologie da
un'assistenza infermieristica e dai figli (cinque) in base alla disponibilità e
sensibilità di ognuno di noi... Non avendo possibilità economiche in depositi
bancari, ma un bene immobile di proprietà del solo padre, (la casa di famiglia)
ci sarà consentito vendere la proprietà e come si deve procedere, al fine
sostenere le rette presso la casa di riposo per i due genitori? Premetto che,
sono al corrente di un testamento olografo scritto da mio padre, circa due anni
fa. Nella speranza di ricevere una risposta, Vi ringrazio anticipatamente e
porgo cordiali saluti. Fausto Se la vendita dell'immobile di proprietà del padre
si renderà necessaria per far fronte alle spese di cura ed assistenza, dato che
la capacità di agire del padre è compromessa dalla forma di demenza senile
sopravvenuta, si dovrà chiedere al Tribunale la nomina di un amministratore di
sostegno o di un tutore, per provvedere alle operazioni di vendita ed al
corretto utilizzo del ricavato. L'esistenza di un eventuale testamento non è di
ostacolo a quanto sopra. SECONDO QUESITO Circa trent'anni fa mio zio Vito
acquistava con due suoi amici (a cui darò due nomi di fantasia per la privacy)
Alberto e Francesco un pezzo di terreno sul quale hanno costruito 3 case uguali
con relativo giardino. Le tre case sono adiacenti, ma hanno ognuna la sua
entrata. La casa
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 57 del 2009-03-07
pagina 0 Affittopoli, la Regione porta via anche i mobili ai non vedenti di
Massimo Malpica Nuova affittopoli a Napoli: sperperato il patrimonio lasciato
all?istituto Colosimo. Gli eredi del benefattore: "Ci hanno traditi".
Formisano vive ai Parioli in un palazzo della Regione Campania: "Fu una
opportunità" Napoli -Una storia di nobili, immobili, mobili, soprammobili
ed eredità contese. Giocata sulla pelle di una struttura che, da decenni, è il
punto di riferimento per i non vedenti del centro e sud Italia, l?istituto
«Paolo Colosimo» per non vedenti. è la storia dell?eredità di Giovanni Paolo
Quintieri, barone romano di origini calabresi, che prima di morire, nell?agosto
dell?ormai lontano 1970, decise che le sue fortune potevano andare a quanti con
la fortuna erano in credito. E così lasciò al «Colosimo», che oggi assiste e
forma una cinquantina di non vedenti e ipovedenti, la villa di famiglia di
Carolei, in provincia di Cosenza, il palazzo di Roma, in via Panama, e le
tenute agricole di Passerano (con annesso castello, a Gallicano del Lazio) e di
Montecoriolano, a Potenza Picena, nelle Marche. Devolvendo in beneficenza anche
qualcosa come 4-500 beni mobili. L?elenco varia dalle semplici bilance a un
Rembrandt, dai divani agli armadi d?epoca, dalle collezioni d?armi ai lampadari
in cristallo, dai tappeti ai vasi cinesi. Il problema è che le ultime volontà
del barone non si sono mai realizzate, o almeno non del tutto. E così l?asta
che lui aveva ordinato di bandire per liquidare i beni mobili e versare il
denaro ottenuto nelle casse dell?istituto Colosimo non è mai stata fatta.
L?istituto Colosimo è divenuto regionale. E la «collezione Quintieri» è finita
sparsa tra i caveau e le sedi della Regione Campania. Con l?effetto, piuttosto
prevedibile, che gli eredi insoddisfatti del mancato rispetto dell?intento del
nobile avo sono ora in causa con la Regione «gravemente inadempiente» e
chiedono la revoca della donazione. L?elenco dei beni è davvero vario. Censito
per la prima volta dall?ex presidente Rastrelli, e allegato ogni anno al
bollettino ufficiale della Campania, indica anche i valori stimati dei singoli
oggetti, per un totale superiore ai 3,2 milioni di euro. Il pezzo più pregiato
della lista è una Madonna con bambino di Domenico Puligo, pittore fiorentino
del Rinascimento, valutata con inquietante precisione contabile esattamente
232.405,60 euro. Ma il consigliere regionale dell?Mpa Salvatore Ronghi in
un?interrogazione a Bassolino dell?ottobre 2007 chiedeva conto della mancanza
nell?elenco di alcuni pezzi originariamente censiti. Tra questi il gioiello, un
autoritratto attribuito a Rembrandt. Attribuzione incerta, ubicazione pure.
Finché non salta fuori nascosto in un caveau della Regione. Giallo risolto.
Almeno uno. Quello che non si risolve è la destinazione di questi beni, che
come detto non vengono messi all?asta. La spiegazione da parte
dell?amministrazione sarebbe che, essendo l?istituto Colosimo (e dunque anche
il contenuto dell?eredità) passato sotto il controllo della Regione, ora è
quest?ultima a provvedere ai fabbisogni finanziari della struttura, rendendo
nuovamente «patrimonio disponibile» quei mobili e immobili ormai divenuti di
proprietà regionale. Tanto che, di quegli oggetti, molti sono finiti assegnati
a varie sedi della Regione e non solo. E seguendoli a ritroso, sorge qualche
dubbio sulla gestione di questo patrimonio da parte dell?amministrazione ora
guidata da Bassolino. Un caso? Eccolo. C?è una Onlus internazionale, la
Fondazione Mediterraneo, che ha sede in un bel palazzo affacciato sul Maschio
Angioino. Si occupa di rapporti internazionali con il mondo arabo, e ha
ottenuto quella sede in comodato d?uso gratuito dalla Regione (per un piano) e
dal Demanio (per due piani). Nella sua sede fanno bella mostra di sé lampadari,
divani, cassapanche e mobili. Provenienti dalla fondazione Quintieri. Come ci
siano finiti lo spiega il presidente della fondazione, Michele Capasso. «Ce li
ha concessi in comodato Bassolino, e così ora abbiamo una quarantina di pezzi,
che restano ovviamente di proprietà della Regione. «Ed ecco come erano quando
siamo andati a prenderceli nella villa in Calabria», spiega, aprendo un album
fotografico. Dentro, le immagini di mobili marci, incompleti, mangiati dalle
tarme. La Regione, dopo aver «ereditato l?eredità», li aveva abbandonati.
Capasso li mostra ora, impeccabili dopo il restauro, «che ci siamo pagati noi,
per un costo riportato in bilancio di 350mila euro». Almeno sono stati salvati
dalla rovina. Ma perché la Regione li aveva lasciati morire invece di metterli
all?asta appena ricevuta la donazione? Mistero non risolto. O forse spiegato
dalla proverbiale lentezza della burocrazia del
«proprietario», che quando indossa le vesti di un?istituzione pubblica
difficilmente mette in mostra la meticolosità e la passione del collezionista
d?arte. Eppure, per quanto in piena attività e, come spiega uno dei suoi
convittori, in salute passabile, una visita all?ingresso dell?istituto Colosimo
lascia pensare che qualche risorsa in più, lì, farebbe comodo. Non foss?altro
per rispettare lo spirito del nobile gesto di Quintieri, il valore reale di
quei beni andrebbe messo a disposizione dei ragazzi non vedenti della struttura
partenopea. E la storia, almeno, avrebbe un lieto fine. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia allunga i
tempi dei lavori di rirpistino del costone di Coroglio. Un errore nella
notifica dell'ordinanza che impone i lavori urgenti, fa di fatto slittare la
riapertura della strada che è chiusa al traffico dal 29 gennaio. La vicenda
adesso è nelle mani del Tar che ha accettato la richiesta di sospensiva dell'ordinanza sindacale per lavori
urgenti, rinviando la discussione al 19 marzo, quando il ricorso verrà discusso
in camera di consiglio. Discesa Coroglio è vietata alle auto perché sul costone
sono stati identificati almeno due pesanti massi a rischio crollo. In una
riunione congiunta tra i presidenti delle due municipalità confinanti su
Discesa Coroglio, Fabio Chiosi e Gennaro Balzano si è discusso della
possibilità di realizzare una galleria paramassi temporanea che consenta la
riapertura della strada. A PAGINA 39
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prosecco e frodi,
cambio di rotta Sabato 7 Marzo 2009, Gaiarine Tutela del Prosecco e controlli
nel convegno organizzato dalla sezione locale della Lega Nord. "Soddisfatti
della serata con i 150 presenti - spiega Giuseppe Fantuz, organizzatore - gran
parte viticoltori, che giovedì sera hanno riempito Villa Altan". Tra i
relatori Franco Manzato per la Regione Veneto, Marco Prosdocimo per la
Provincia, Michele Zanardo vice presidente Comitato nazionale tutela vini di
Ormelle che si sta occupando dell'approvazione della riserva Doc Garantita
"Conegliano-Valdobbiadene" e "Montello-Colli asolani" e del
Prosecco "di pianura" della Doc. Un treno da prendere al volo, entro
il 31 luglio: "Dal 1° agosto-spiega Paolo Casagrande, Anpa, moderatore
della serata-la nuova organizzazione comunitaria prevede che le forme di tutela
passino attraverso Bruxelles e non più dal Ministero con il rischio che la
tutela del Prosecco diventi irraggiungibile". La nuova riserva porterà
variazioni nella quantità d'uva da produrre: 180quintali per ettaro Doc contro
i 250quintali per ettaro dell'Igp. A questa sarà da aggiungere un 20% di uva
prodotta dallo stesso vitigno, con un nome diverso ancora da definire. Con la
riserva del nome, il Prosecco potrà essere prodotto solo nelle province di
Treviso, che ora ne produce il 90%, Venezia, parte di Vicenza e tutto il
Friuli. Un Consorzio di produttori gestirà le regole e le normative per le aree
di produzione, le uniche autorizzate ad utilizzare l'etichetta. È prevista una
deroga per le aziende storiche del Piemonte, attive da almeno 20 anni, che
potranno imbottigliare, non produrre, il vino acquistato nelle aree Doc e Docg.
Cambio di rotta nella repressione frodi, come spiegato dal
direttore Gianluca Fregolent, primo trevigiano a capo del dell'Istituto qualità
e repressione frodi di Conegliano. Non più controlli mirati alla burocrazia, ma tutela della qualità e
tolleranza zero per chi adultera o sofistica il prodotto del territorio. Erica
Bet
( da "Virgilio Notizie" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 7 mar. (Apcom)
- Riparte l'orologio della spesa comunitaria in Sicilia. Entro dicembre
dovranno essere spesi e rendicontati almeno 400 milioni di euro. Si tratta
delle somme della prima annualità del Por, che secondo il cronoprogramma
originario bisognava spendere entro dicembre 2007. La delibera del Cipe di
venerdì sui fondi Fas, sblocca i bandi del Por che potranno essere destinati
soprattutto per le infrastrutture. Il presidente della Regione, Raffaele
Lombardo, spiega che la Regione "punta a una utilizzazione dei fondi
comunitari che produca risultati più visibili e incisivi. La riforma della
dirigenza regionale è stata il nostro primo impegno. E, a meno di un mese
dall'insediamento dei nuovi direttori generali, siamo già in grado di impostare
programmi di lavoro che porteranno vere opportunità di crescita all'economia
siciliana". I fondi comunitari 2007-2013 erano stati bloccati dalla crisi
istituzionale e amministrativa che aveva portato allo scioglimento dell'Assemblea
regionale siciliana e, dieci mesi fa, alle elezioni anticipate. "Il
governo nazionale - afferma Lombardo - ci permette di redigere un bilancio con
delle entrate vere e non di fantasia. Mentre il nuovo
assetto della burocrazia
regionale ci permetterà di mettere immediatamente in circolo, nell'economia
siciliana, circa mezzo miliardo di euro, da spendere e rendicontare entro
dicembre". I bandi già predisposti da ciascun assessorato attiveranno una
enorme quantità di risorse. Siamo certi - conclude Lombardo - che il
ritardo potrà essere ampiamente recuperato, permettendoci di arrivare al
comitato di sorveglianza di maggio con tutte le carte in regola".
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 57 del 2009-03-07
pagina 0 Berlusconi: in cdm il piano casa meno burocrazia ma niente abusi di Redazione
Meno vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza
abusi, per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia,
annunciato ieri dal premier, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei ministri,
come ha confermato Berlusconi: "Avrà effetti straordinari". E
la sinistra grida subito alla "deregulation selvaggia" Roma - Meno
vincoli burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi,
per smuovere l'economia. Il piano straordinario per l'edilizia, annunciato ieri
dal premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei
ministri, ha confermato oggi il Cavaliere assicurando che "avrà effetti
straordinari". Il piano - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà
a "dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la
possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi
annessi alla villa esistente" ha spiegato il presidente del Consiglio ai
cronisti durante una passeggiata per il centro Roma. Saranno le singole
Regioni, ha aggiunto Berlusconi, "che dovranno valutarlo: serve per
smuovere l'economia e, in particolare, l'edilizia da sempre ferma e impastoiata
da mille burocratismi". Il premier esclude rischi di abusi edilizi
"perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case
esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una
vidimazione sotto responsabilità dei progettisti". Regione apripista
dell'iniziativa è il Veneto, la cui giunta discuterà martedì prossimo un
progetto di legge che prevede la possibilità per i proprietari di ampliare sino
al 20% la cubatura dell'immobile o di ricostruire, ingrandendole e dotandole di
criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto
il rigoroso rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici e agevolazioni
fiscali. Le critiche dall'opposizione parlano di deregulation e di condono
mascherato o preventivo mentre l'iniziativa è positiva per il presidente di
Confartigianato Giorgio Guerrini perché "il fardello di burocrazia
che ogni cittadino sopporta è asfissiante". Il presidente di Confedilizia,
Corrado Sforza Fogliani, accoglie con favore l'iniziativa ma afferma che
sarebbe meglio rilanciare l'affitto. Alle accuse di 'cementificazione
selvaggia', il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che
l'ipotesi di "aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle
giovani coppie di avere una casa" o "almeno una stanza in ambito
familiare". Alle critiche delle Regioni targate Pd, il ministro ha
risposto che è possibile trovare punti di incontro. "E' una necessità di
tutto il Paese". Il piano, secondo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni,
"può essere una buona idea" a condizione che ci sia "una cabina
di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per accelerare i
tempi" e "può funzionare se le opere saranno affidate a commissari
che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto", rispondendo
"personalmente". Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini osserva che
c'é bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioé piccole opere cantierabili
dai comuni. Dal Pd, il senatore Roberto Della Seta afferma parla di
"totale deregulation edilizia" anziché trovare risorse per avviare
subito un programma straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e
delle infrastrutture. Di "assalto" al paesaggio e al territorio
parlano Giovanna Melandri (Pd) e l'ex capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo
Bonelli. E Legambiente richiama il film "Mani sulla città di Francesco
Rosi" ricordando che "in barba a qualsiasi norma, piano o regolamento
edilizio, negli anni '
( da "Varesenews" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Caso - Nel
febbraio del 2008 aveva chiesto il rinnovo del permesso di lavoro. Il percorso
burocratico, però, dura 13 mesi. Nel frattempo lui perde il lavoro e il diritto
a rimanere Gli rinnovano il permesso di soggiorno. Ma solo per un mese Si trova
in Italia da otto anni. Ha con sé la moglie e tre figli di 14, 12 e 9 anni. Nel
febbraio del 2008 fa domanda per vedersi rinnovare il permesso di soggiorno: ha
un posto di lavoro fisso, una casa e una vita regolare. I
tempi della burocrazia,
però, sono lenti e, invece dei 20 giorni previsti, la questura ci impiega 13
mesi a sbrigare la sua pratica. Peccato che, nel frattempo, la crisi economica
abbia fatto i suoi danni, il suo posto di lavoro svanisce, travolto dal
fallimento della sua ditta, e la sua posizione diventa precaria. Così,
quando il 3 marzo scorso l'uomo di reca in questura per ritirare la sua
documentazione avviene l'imprevisto. I funzionari gli chiedono di esibire di
nuovo il suo contratto, ma lui di contratti regolari non ne ha più. Esibire
l'ultima busta paga: ma anche questa risale all'ottobre scorso. Il permesso
viene rinnovato, ma solo fino al 12 aprile. Dunbque, al muratore marocchino
rimane meno di un mese per trovare un nuovo impiego stabile e riavviare le
pratiche ma, intanto, alla metà di aprile lui diventerà clandestino e la sua
posizione in azienda delicatissima. Con una situaizone così precaria, quale
datore di lavoro potrà mai concedere una possibilità a quest'uomo di 46 anni,
con tre figli ormai integrati nelle scuole? I delegati della Cgil , che hanno
preso a cuore questa vicenda, hanno deciso di mobilitarsi per far emergere le
contraddizioni di questo sistema e delle lentezze della burocrazia.
L'idea è quella di rivolgersi alla magistratura amministrativa, chiedendo una
sospensiva. Il ricorso, però, è molto dispendioso e per questo lavoratore, con
entrate certe per buona parte del 2008, non sarà possibile concedere il
gratuito patrocinio. Una situazione paradossale che, dopo otto anni di duro
lavoro, rigetta nel baratro il padre e la sua famiglia. Sabato 7 Marzo
( da "Wall Street Italia" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Il piano per
l'edilizia avrà effetti straordinari e non ci saranno abusi» -->Berlusconi:
riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma tutto sarà in
linea con i piani regolatori esistenti
( da "Corriere.it" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Il piano per
l'edilizia avrà effetti straordinari e non ci saranno abusi» Berlusconi:
riduciamo le pastoie e la burocrazia, ma tutto sarà in linea con i piani regolatori esistenti MILANO
- Silvio Berlusconi ne è convinto: «Se riparte l'edilizia, riparte tutta
l'economia». E per questo ha deciso che una delle mosse per dare nuova carica
ad un sistema economico ingessato dalla crisi internazionale deve
necessariamente passare per maggiori liberalizzazioni nel campo delle nuove
costruzioni. Di qui la scelta di varare un piano ad hoc, come anticipato
oggi dal . L'idea del premier ha subito fatto scattare più di un campanello di
allarme tra chi considera l'allenatmento dei vincoli burocratici ipotizzato dal
Cavaliere come una sorta di via libera alla deturpazione del paesaggio. Ma è
stato lo stesso Berlusconi, nel corso di una pausa di shopping per le vie del
centro di Roma, a parlare con i cronisti spiegando che il provvedimento sarà
esaminato venerdì dal consiglio dei ministri, che questo avrà«effetti
straordinari» ma che non ci saranno abusi. «BASTA PASTOIE E BUROCRAZIA» -
«Saranno le singole Regioni - ha spiegato il presidente del Consiglio - che
dovranno valutarle il piano: serve per smuovere l'economia e in particolare
l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi». E a chi gli chiedeva
se non si corre il rischio di allargare troppo le maglie delle concessioni
aprendo la strada a possibili abusi Berlusconi ha risposto che questo non
succederà, «perchè tutto quello che si farà sarà in aderenza e in continuazione
di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore e
con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti». Insomma, ha
proseguito il premier, «significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel
frattempo ha ampliato la famiglia perchè i figli si sono sposati e hanno dei
nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i
servizi annessi alla villa esistente». Il premier, stando ai lanci di tutte le
agenzie di stampa, dice proprio così, «villa», ma evidentemente la cosa riguarderà
tutti i proprietari di qualunque tipo di immobile (guarda la scheda). stampa |
( da "Stampaweb, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMA Meno vincoli
burocratici per ampliare, abbattere e ricostruire case, senza abusi, per
smuovere l?economia. Il piano straordinario per l?edilizia, annunciato ieri dal
premier Silvio Berlusconi, sarà varato venerdì prossimo dal consiglio dei
ministri, ha confermato oggi il Cavaliere assicurando che «avrà effetti
straordinari». Il piano - a cui stanno lavorando alcuni ministri - servirà a
«dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia la possibilità
di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa
esistente» ha spiegato il presidente del Consiglio ai cronisti durante una
passeggiata per il centro Roma. Saranno le singole Regioni, ha aggiunto
Berlusconi, «che dovranno valutarlo: serve per smuovere l?economia e, in
particolare, l?edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi».
Il premier esclude rischi di abusi edilizi «perchè tutto quello che si farà è
in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono
previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei
progettisti». Regione apripista dell?iniziativa è il Veneto, la cui giunta
discuterà martedì prossimo un progetto di legge che prevede la possibilità per
i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura dell?immobile o di
ricostruire, ingrandendole e dotandole di criteri di ecosostenibilità, le
abitazioni realizzate prima del 1989. Previsto il rigoroso rispetto dei vincoli
ambientali e paesaggistici e agevolazioni fiscali. Le critiche dall?opposizione
parlano di deregulation e di condono mascherato o preventivo mentre
l?iniziativa è positiva per il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini
perchè «il fardello di burocrazia che ogni cittadino
sopporta è asfissiante». Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza
Fogliani, accoglie con favore l?iniziativa ma afferma che sarebbe meglio
rilanciare l?affitto. Alle accuse di "cementificazione selvaggia", il
ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha replicato che l?ipotesi di
«aumentare i volumi serve per dare la possibilità, anche alle giovani coppie di
avere una casa» o «almeno una stanza in ambito familiare». Alle critiche delle
Regioni targate Pd, il ministro ha risposto che è possibile trovare punti di
incontro. «È una necessità di tutto il Paese». Il piano, secondo il leader
della Cisl, Raffaele Bonanni, «può essere una buona idea» a condizione che ci
sia «una cabina di regia con tutti i livelli di governo e le parti sociali per
accelerare i tempi» e «può funzionare se le opere saranno affidate a commissari
che, chiavi in mano, devono consegnare il prodotto», rispondendo
«personalmente». Il leader dell?Udc Pierferdinando Casini osserva che c?è
bisogno di fare qualcosa immediatamente, cioè piccole opere cantierabili dai
comuni. Dal Pd, il senatore Roberto Della Seta afferma parla di «totale
deregulation edilizia» anzichè trovare risorse per avviare subito un programma
straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture.
Di «assalto» al paesaggio e al territorio parlano Giovanna Melandri (Pd) e l?ex
capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. E Legambiente richiama il film
«Mani sulla città di Francesco Rosi» ricordando che «in barba a qualsiasi
norma, piano o regolamento edilizio, negli anni ?