Report
"Burocrazia" 4-4-2009
Sezione
principale: Burocrazia
Giovedì
sera a Spino l'incontro vicariale con il vescovo Merisi in occasione della
visita pastorale ( da "Cittadino, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in cui si
rischia di incorrere in una burocrazia che inchioda. Ma cosa possono fare le
aggregazioni per sostenere questa realtà? Così il vescovo: «Innanzitutto
restare fedeli alla Chiesa, poi mostrarsi fedeli al proprio carisma e
collaborare con la comunità per elaborare insieme un piano pastorale parrocchiale,
che, pensato a livello globale,
Brembion Le
"doppiette" non hanno dubbi:
(
da "Cittadino, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: BurocraziaAbstract: c'è un po' più di burocrazia, qualche volta anche un po' troppo stringente, per esempio nella redazione preventiva del piano mensile, in cui bisogna riportare anticipatamente e in dettaglio date d'uscita e nome dei volontari che vi parteciperanno. Comunque, nel complesso l'esperienza mi sembra positiva».>
Travolgente
conferenza, a ottantotto anni, di colui che fondò insieme a Indro
Montanelli ( da "Cittadino, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ha
dichiarato che la giustizia va male perché appartiene al cattivo andazzo della
burocrazia italiana. Ha richiamato gli anni di tangentopoli (il sistema era
marcio, ha detto, e ha aggiunto: sia chiaro che Craxi non era un esule, ma un
latitante). Ha ricordato che gli italiani sono furibondi con la loro giustizia
perché ci vogliono dieci anni per un processo cretino.
Nell'ex
canonica arriva l'osteria ( da "Trentino"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma prima
di dover mettere mano alla palazzina ha dovuto "arrendersi" alla
burocrazia, visto che la palazzina è sotto vincolo. Così solo all'inizio di
quest'anno la ditta ha potuto iniziare i lavori di ristrutturazione. L'idea è
quello di riproporre un locale con gli antichi sapori di un tempo, il lusso è
invece bandito.
"Non
bastava la crisi, adesso siamo nel mirino dei ladri"
( da "Stampa, La" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Dallo
scorso autunno i clienti sono progressivamente diminuiti - aggiunge la
ristoratrice - e tirare avanti è sempre più difficile, nessuno ci dà una mano».
Neppure le istituzioni: «I locali del Ticino stanno lentamente morendo -
conclude la donna - soffocati dalla burocrazia e dall'incuria e tutti stanno a
guardare».
"Abrogate
29 mila leggi ora tocca ai decreti"
( da "Stampa, La" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la strada
maestra per ridurre la burocrazia». Il provvedimento adottato dal Senato segue
quel «percorso di disboscamento legislativo avviato con il decreto legge 112
del 2008 che tagliava 7000 leggi. Costa è soddisfatto ma spiega anche che per
essere vinta la battaglia deve risolvere il problema dei decreti legge e della
loro coesistenza con la legge di conversione.
"Subito
cantieri in fiumi e torrenti contro le piene"
( da "Stampa, La" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Siamo
stufi dei ritardi della burocrazia che non ci concede le autorizzazioni
necessarie per mettere al sicuro le nostre popolazioni». Gli hanno fatto eco i
colleghi di Casalgrasso, Martiniana Po, Fossano, Frassino, Costigliole: «Lasciateci
intervenire sui fiumi: ora non lo possiamo fare, perché altrimenti ci
denunciano».
quel
piano rifiuti mai decollato è già costato 1,5 miliardi di euro - antonio
fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nel caos
rifiuti si è inserita, infine, anche la riforma della burocrazia regionale
voluta da Lombardo e, questa sì, votata dall´Ars che ha previsto la chiusura
entro il prossimo anno dell´Arra con l´affidamento delle competenza in altri
dipartimenti. a.fras.
la
burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno
( da "Mattino di Padova, Il" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina 25
- Cronaca «La burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno» Il presidente di
Confindustria Francesco Peghin: «Perso il 2,5% del Pil»
mettere
le università - fulvio tessitore ( da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma la
rapidità di decisione degli atenei non teme confronti con le burocrazie degli
enti pubblici territoriali), ma anche con la possibilità di mostrare
all´opinione pubblica che cosa veramente sono e sanno essere le università,
finalmente smettendola di farle apparire la sentina di tutti i vizi, come piace
presentarle a chi ha il gusto ipocrita e perverso dello scandalismo.
(
da "Adige, L'" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ai Comuni
80 milioni di euro per le opere pubbliche «Ci vuole meno burocrazia» CLES -
Creatività e innovazione nel privato, semplificazione burocratica e
investimenti immediati nel pubblico. È la ricetta che il presidente della
Provincia Lorenzo Dellai ritiene vincente per reggere questo difficile momento
e per affrontare con serenità l'immediato futuro.
Il
deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a
risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del
territorio ( da "Adige, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e ha
parlato di una burocrazia che ingabbia gli operatori del settore. Le autorità,
ha spiegato, impongono ai contadini e agli imprenditori che svolgono attività
connesse all'agricoltura, lunghe e complesse procedure burocratiche e non
sempre risolutive». Spesso si applica la definizione di «rifiuti speciali»,
mettendo in difficoltà gli operatori interessati,
municipio,
la macchina non va ( da "Centro, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scoppia la
polemica BUROCRAZIA Accuse alla giunta sui ritardi VASTO. Ritardi nel varo
della nuova pianta organica e accuse alla gestione del personale dipendente.
Non sono mancate critiche all'indirizzo dell'amministrazione nel corso
dell'ultimo consiglio comunale, culminato con l'approvazione di un ordine del
giorno che impegna il sindaco e la giunta a riportare in aula l'
sopralluogo
di de anna al cantiere del chiavalir
( da "Messaggero Veneto, Il" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
esecutivo
Tondo per accelerare anche questa pratica, dopo un decennio di burocrazia e di
intoppi. De Anna è stato poi accompagnato a Tramonti di Sopra, dove ha visitato
la sala polifunzionale del paese. La struttura sarà inaugurata entro qualche
settimana: nell'immobile troveranno sede le associazioni attive sul territorio.
approvato
il bilancio, finanziate molte opere - maurizio porcu
( da "Nuova Sardegna, La" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la colpa è
da ricercare nella lentezza della burocrazia visto che noi abbiamo chiesto
tutte le autorizzazioni nei tempi opportuni». Il sindaco Bastianino Sannitu ha
illustrato le linee del bilancio di previsione che registra poche variazioni
rispetto a quello dell'anno precedente con un totale a pareggio di 9,3 milioni
di euro.
arrestateci
tutti, non andremo via ( da "Tirreno, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si sentono
vittime della burocrazia, della scarsa conoscenza di leggi e procedure legali,
ma anche di legali che - a loro parere - non li hanno assistiti come avrebbero
dovuto. Dopo che la casa è stata venduta all'asta i soldi sono andati nella
disponibilità dei Biagi e in questi anni sono praticamente serviti per
sostenere le spese legali.
grande
tennis, le star di aprile nell'ultimo anno del centrale - paolo rossi
( da "Repubblica, La" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mentre la
burocrazia (Comune, Coni servizi e Federtennis) superavano i problemi (dovuti
anche ai prossimi Mondiali di nuoto), la macchina organizzativa del tennis,
diretta da Palmieri, è sempre stata in moto e non si è fatta prendere in
contropiede. Questo vuol dire che ci saranno, come sempre, i migliori del
tennis mondiale: nessuna star ha dato forfait,
Scuola,
via 42 mila ( da "Italia Oggi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La scuola
rischia di finire in pasto alla burocrazia? attacca Massimo Di Menna,
segretario della Uil scuola, che mette l'accento in particolare sui rischi che
in alcune scuole possano andare in esubero insegnanti di ruolo. ?I
provvedimenti confermano che si tratta di un'operazione dalle spaventose
ricadute sociali?
Giovani
a confronto su nuove strategie ( da "Italia Oggi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Molte le
proposte del presidente che vede nella burocrazia il primo ostacolo da abbattere.
«Troppe inflazione normativa, non siamo competitivi rispetto agli altri paesi
dell'Unione europea che godono di una legislazione più snella e veloce. In
secondo luogo bisogna svecchiare la governance in tutti i suoi gangli.
CASTELFIDARDO
IN CHE FASE di questa crisi ci trov...
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I mutati
rapporti con le banche, la burocrazia che non semplifica le cose, la
"marchigianità" come sinonimo di industriosità, talento e valore che
la delocalizzazione ci sta facendo perdere: su questi punti nodali si articola
il dibattito che ha portato cinque aggregazioni di imprese a fare gruppo.
Conto
alla rovescia per il dragaggio ma maggioranza divisa sul Prg portuale che
rischia di r... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia impone però altri paletti - mercoledì si riunisce la commissione per
la pesca che dovrà fornire un parere alla Regione per lo sversamento dei fanghi
nella vasca di colmata - tuttavia l'appalto è già assegnato a una ditta del
Riminese, la stessa che ha scavato nel porto di Venezia, già arrivata a Pescara
per organizzare l'
I
giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola
( da "Sole 24 Ore, Il" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Alleanza
generazionale con le sigle imprenditoriali I giovani commercialisti: la
burocrazia ci ostacola Collegi sindacali, sotto tiro le rendite di posizione
Federica Micardi VARESE. Dal nostro inviato Eliminare barriere di età e vincoli
burocratici che ostacolano l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è
l'appello delle associazioni giovanili di professionisti e imprenditori.
Sos
di Legambiente: bonificate la discarica di Pizzo
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
e dei costi. Le analisi effettuate a più riprese hanno sempre confermato che in
quest'area sono presenti elementi inquinanti come piombo, arsenico, zinco e Pcb
(policlorobifenili). «Il problema si allarga - spiega Bianca Lanfranchi,
vicepresidente del circolo di Legambiente - e le analisi eseguite dall'Arpa
hanno rilevato che anche nei terreni circostanti sono presenti
(
da "Eco di Bergamo, L'" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gente che
sa che c'è anche una burocrazia, quindi tempi e quindi regole...». Scusi, non
ha l'impressione di volare molto basso? Non crede che magari serva anche un
sogno per questa Provincia e non solo una concretezza tutta bergamasca? «Certo
che sì, ma i sogni devono anche avere buone possibilità di realizzazione».
di
MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda...
( da "Nazione, La (Siena)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e ritiene
che una possibile soluzione della crisi possa essere ricercata proprio nei
giovani: «Ritengo che soprattutto in questa fase sia fondamentale dare spazio a
nuovi modi di fare impresa e a idee innovative di cui i giovani possono farsi
portatori. Inoltre serve una mano da istituzioni e banche: le prime cercando di
ridurre la burocrazia, le seconde dando credito».
Hai
un dubbio? Chiedi al notaio ( da "Provincia Pavese, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
uno a
disposizione per sbrogliare la matassa sempre complessa della burocrazia. «Gli
argomenti scelti per la consulenza gratuita - spiega Paolo Sedino, presidente
dei notai pavesi - sono quelli di maggiore interesse per il cittadino:
l'acquisto della casa e le relative agevolazioni fiscali, prima di tutto. La
stipula del mutuo ipotecario, ma anche la possibilità di cambiare mutuo,
STANNO
aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa con un misto di speranz...
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Provincia
sarà utile per snellire la burocrazia: gli uffici saranno più vicini dice
Graziano Santoni di M.Vidon Corrado . Tra le prime cose di cui occuparsi c'è la
sanità: non funziona e all'ospedale di Fermo i parcheggi sono scomodi». Guarda
con occhio positivo alla Provincia anche Marco Minnetti di Servigliano che
precisa: «La creazione del polo economico a Campiglione è ottima,
NOI,
VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA
( da "Nazione, La (Pisa)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
VITTIME DI
FURBETTI & BUROCRAZIA di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a
riavere il proprio bancomat smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla
anche una serie di prelievi non autorizzati sul proprio conto corrente. Una
storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la
disavventura.
di
FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat sm...
( da "Nazione, La (Pisa)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una storia
di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la
disavventura. La vittima è un correntista pisano, lavoratore dipendente, che
nel luglio del 2008 si è recato alla filiale cittadina della propria banca per
segnalare il disservizio.
Disservizi
e sportelli lumaca Pannelli solari, che miraggio: mesi e mesi per un sì
( da "Nazione, La (Pisa)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
avere a
che fare con una burocrazia umiliante. Suo figlio ogni anno deve, infatti,
essere sottoposto a una visita di controllo per avere la certificazione di
un'invalidità di fatto irreversibile. Ma l'assurdo è stato toccato quando
ancora il ragazzo era minorenne: al padre venne infatti negato il permesso di
circolazione in ztl adducendo come scusa proprio quella che il bambino,
Sventato
furto in una boutique, arrestati quattro giovani
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia non facilita il coinvolgimento della popolazione. Per di più arriva
a fine legislatura e nei cinque anni precedenti, come avvenuto con
l'abbattimento di 120 piante per creare il Pineta Village, si è agito come
abbiamo visto». Massimo Mazzolani ha lamentato «alcuni tempi troppo brevi come
i sette giorni per comunicare la caduta di una pianta su suolo privato,
Da
Villaputzu al potere romano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Gelli
aveva costituito un partito che funzionasse senza inutile burocrazia. Si era
preoccupato di avere un minimo di stampa, grandi capitali alle spalle, di avere
sotto controllo la mano militare, i servizi segreti, i grandi funzionari dello
Stato e della politica. La P2 può essere definita come una sorta di consommè di
crema dei poteri dello Stato, non certo un partito democratico».
in
memoria del divo giulio e della sua sfida
( da "Unita, L'" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prima che
tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti,
fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto
prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra
italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella
nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda,
VINCENZO
ORTOLINA Una benedizione sorprendente Da cattolico che sta serenamente nel
centrosini... ( da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Solo un
po' di burocrazia, Le famiglie candidate all'aiuto devono però essere in regola
coi precetti cattolici. Niente per le famiglie di conviventi. Sembra infatti
che anche Gesù Cristo, ai bambini che si presentavano affamati e assetati,
chiedesse il certificato di matrimonio dei genitori in bollo da quattordici
denari.
C'è
una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo
editorial... ( da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prima che
tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti,
fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto
prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra
italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella
nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda,
l'Asl:
immigrate, stop segnalazioni alla polizia
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La verità
è che al di là del caso specifico il nodo non è tanto la burocrazia, quanto
l'incapacità, spesso, dei servizi pubblici di adeguarsi ai cambiamenti sociali.
Nella vicenda della signora Kante è mancato un anello fondamentale della
catena: il mediatore. Colui che, per esempio, comunica nella stessa lingua
d'origine dell'immigrato.
SEGUE
DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si
va... ( da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza
più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo
4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua,
racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238.
Ricorsi,
avvisi e file infinite: la roulette delle multe pazze
( da "Unita, L'" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza
più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo
4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua,
racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238.
(
da "Corriere del Mezzogiorno" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma
principalmente con la nemica di sempre, la burocrazia, «troppo lunga e
contorta». Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, scuote la platea del
convegno organizzato dall'Associazione Costruttori a Positano, incassando una
standing ovation. Si definisce senza mezzi termini «il sindaco del cemento e il
rappresentante della destra europea».
De
Luca: (
da "Corriere del Mezzogiorno" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
troppo lunga e contorta - dice il sindaco - i nostri dirigenti se ritardano a
firmare sono soggetti a sanzioni pecuniarie» POSITANO Il primo attacco lo sferra
al governo Berlusconi, anche se poi, a conclusione del suo intervento al
convegno organizzato dall'Ance al Covo dei Saraceni, si definisce senza mezzi
termini «
conoscere
la sla ( da "Tirreno, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
devono
combattere oltre che con gli enormi disagi, anche contro la burocrazia.
Trattandosi di una malattia rara, che gradualmente limita la funzionalità dei
muscoli volontari, fino alla compromissione dei muscoli respiratori ad oggi se
ne è parlato poco, almeno fino a quando la Sla ha investito il mondo del
pallone.
Quell'indennità
attesa per 23 anni ( da "Corriere della Sera"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
Quell'indennità attesa per 23 anni SEGUE DALLA PRIMA Marcianò, classe 1931,
originario di Lecce, si infila nel tunnel in cui tuttora si trova verso la fine
degli anni Settanta. A quell'epoca non ha nemmeno 50 anni, è un funzionario in
carriera che vuole due cose: che il ministero delle Finanze gli riconosca un'
Vinitaly
2009 ( da "Arena.it, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
allarme
lanciato da Coldiretti sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni
viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per
districarsi nella burocrazia. Per Coldiretti è giunto il momento della
semplificazione che non deve comunque significare allentare le sicurezze per i
consumatori o le garanzie sulla qualità del prodotto.
Eredità
in vendita, i coeredi hanno la prelazione
( da "Affari Italiani (Online)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ecco le
risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi
scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Mio padre in
seguito alla morte dei suoi genitori ha coereditato alcuni beni (appartamento
non abitabile e pezzettini di terreno montano) di cui ha il 39%; il restante é
suddiviso in altre 4 quote (suo fratello per il 39% ,
Sanità,
indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia"
( da "Sestopotere.com" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sanità,
indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia" (4/4/2009
12:01) | (Sesto Potere) - Milano - 4 aprile 2009 - Un medico sommerso dalle
pratiche burocratiche e con poco tempo da dedicare agli ammalati. E? questa, in
estrema sintesi, l?immagine del medico pubblico che emerge dall?
PAOLO
BARBUTO LA QUESTIONE DI VIA CHIAIA NON è PIù SOLO UN BRACCIO DI FERRO DI
RESIDENT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-04-2009) + 3 altre fonti
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisognerà
cercare i fornitori, stabilire un prezzo, trovare una maniera per rendere
l'acquisto il più rapido possibile, e poi stabilire l'avvio dei lavori. La
burocrazia è nemica della rapidità: «Ma noi ci proveremo», assicura l'assessore
Nuzzolo.
Io,
quasi infermiera senza cittadinanza Storia di Maja, figlia della guerra in
Croazia: da 10 anni in Italia, non potrà fare il concorso
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
competenza
e capacità però cozzano con la burocrazia che le impedirà di partecipare al
concorso dell'Ulss, indetto probabilmente a gennaio 2009. Nata a Pakrac, in
Croazia, Maja era bambina quando insieme ai genitori è arrivata a Fortogna
tenendo negli occhi le scene di case in fiamme viste lungo i Balcani durante
gli spostamenti da un campo profughi all'altro.
Pdl,
Ceraolo è il candidato sindaco ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellire
la burocrazia ed evitare regolamenti asfissianti, così da consentire un
equilibrio tra le necessità dei residenti e l'organizzazione di eventi.
Spetterà sempre al Comune contribuire a rendere la città sicura, accogliente e
pulita, con una viabilità ordinata, le necessarie aree di parcheggio e di
passeggio.
CRESPANO
Anche i privati nel progetto per la funivia del Grappa
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
funzioni-spiega ancora il sindaco Cunial-Crespano, Paderno, Castelcucco e
Possagno stanno dimostrando che si può fare qualcosa di concreto e speriamo che
altri comuni della pedemontana magari attraverso i comuni dell'intesa
programmatica d'area aderiscano all'iniziativa che sarebbe interessante
allargare anche ai comuni del vicentino come Bassano del Grappa o del bellunese
Monito
del presidente Usa. Primo nodo, l'Afghanistan: l'Alleanza rischia la
credibilità ( da "Sicilia, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Una
burocrazia non può riformare se stessa», ha motivato un alto diplomatico. Il
lavoro sulla riforma interna richiederà tempo: tra i 12 e i 18 mesi. La
proposta che uscirà sarà al centro del prossimo vertice Nato che si terrà in
Portogallo nel 2010 o 2011.
( da "Cittadino, Il" del
04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
La forza delle
aggregazioni laicali Monsignor Merisi: «Una Chiesa che cammina insieme» Spino
La corresponsabilità laicale come fulcro del vivere associativo e dei
movimenti. Nel corso dell'incontro fra monsignor Giuseppe Merisi e le
aggregazioni laicali del vicariato di Spino d'Adda, il vescovo ha infatti
invitato le diverse realtà a non perdere mai di vista il presupposto di una
Chiesa che cammina insieme. «E' necessario per tutti fare lo sforzo di pensare
la Chiesa non solo in termini parrocchiali, bensì come corpo mistico di Cristo,
popolo di Dio o meglio come comunione instaurata in una comunità e come
comunità che si sviluppa diventando comunione», ha precisato monsignor Merisi.
Passaggio però che non prescinde dal saper cogliere dall'alto il dono dello
Spirito Santo, scaturito dall'Eucarestia e dal sacrificio pasquale, Grazia che
di fatto appartiene a ogni battezzato, chiamato attraverso lo Spirito a
partecipare alla comunità in un contesto umano. All'interno di questa categoria
si inseriscono tuttavia i cosiddetti ordinati e tutti i consacrati. «Al di là
di queste articolazioni dei battezzati, ciò che tutti accomuna è l'uguale
dignità di fronte al Signore, il sacerdozio battesimale e l'universale chiamata
alla santità», ha sottolineato il vescovo, ricordando che tutti siamo christi
fideles, ma chiunque non consacrato e ordinato si pone al servizio del Bene
autentico è quel laicato che contraddistingue molte delle aggregazioni presenti
anche nel vicariato di Spino: Azione cattolica (Ac), Comunione e liberazione,
Rinnovamento nello Spirito e Focolari. Recuperando il ruolo pioneristico
dell'Ac, il vescovo ha invitato l'associazione a farsi carico della dimensione
vicariale spinese da valorizzare per restituire alle parrocchie quel respiro
ampio spesso soffocato dalla difficoltà di sviluppare ogni settore in comunità
numericamente modeste, in cui si rischia di incorrere in
una burocrazia che
inchioda. Ma cosa possono fare le aggregazioni per sostenere questa realtà?
Così il vescovo: «Innanzitutto restare fedeli alla Chiesa, poi mostrarsi fedeli
al proprio carisma e collaborare con la comunità per elaborare insieme un piano
pastorale parrocchiale, che, pensato a livello globale, sappia
svilupparsi declinando a livello diocesano, vicariale, parrocchiale i diversi
obiettivi». «Io mi sento in dovere di esprimere il bisogno attuale di
condividere tutti insieme percorsi di passione rivolti al servizio alle
comunità», ha esordito Ernesto Danelli, presidente diocesano di Azione cattolica
ed esponente della consulta diocesana delle aggregazioni laicali, «frutto del
Giubileo del 2000 nato dalla ricerca di missionari età nella capacità di
convergere seguendo insieme la Chiesa». Uno slancio testimoniato anche dalla
nascita del Forum delle associazioni familiari e dal comitato Scienza e Vita;
un'unità avvalorata poi dall'esistenza del Consiglio pastorale diocesano.Tra i
contributi provenienti dall'assemblea, Teresa Gadda e Daniele Govini
dell'Azione cattolica di Spino hanno sottolineato la mancanza di ricambio
generazionale, specchio di un mondo giovanile che sovente diffida dal
tesseramento e dal confronto con la realtà diocesana, vivendo solo le
opportunità parrocchiali; non di meno di un mondo adulto che forse ha bisogno
di nuova formazione. Andando poi alla radice dell'operare laicale, la spinese
Maria Cavallone di CL, ha richiamato l'importanza primaria di «quell'incontro
con Crsto che ci ha cambiati». Ed è così che alla luce di tutto questo don Gigi
Sabbioni, vicario foraneo, e don Vincenzo Giavazzi, assistente diocesano di
Azione cattolica e parroco di Corte Palasio, hanno invitato tutti a segnalare
esplicitamente che cosa progettare insieme a livello vicariale, individuando
priorità comuni. Sara Gambarini
Torna all'inizio
(
da "Cittadino, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nutrie in calo dopo le battute di caccia La conferma degli operatori: in marzo abbattuti "solo" 180 capi Brembio Le nutrie sono in diminuzione? Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare una domanda assurda, oggi diventa possibile alla luce degli avvistamenti e dei numeri del terzo periodo di sparo ai roditori avvenuto sul territorio del comune di Brembio.Si è chiuso in settimana infatti l'ordine di servizio firmato dal sindaco a inizio marzo per l'abbattimento delle nutrie: in un mese sono state effettuate quattro uscite che hanno portato all'abbattimento di 180 capi. Nei due precedenti periodi di sperimentazione dello sparo sui roditori, a giugno erano state abbattute 1.200 nutrie in nove uscite, mentre a novembre erano state effettuate sei uscite per 800 capi uccisi. A marzo hanno operato 18 volontari a rotazione, tre squadre da quatto componenti ciascuna in ogni uscita.«Nelle uscite che abbiamo fatto ci siamo imbattuti in un numero molto inferiore di roditori: se in una roggia si poteva arrivare ad abbattere fino a 20 nutrie l'estate o l'autunno scorsi, a marzo non si andava oltre i 5 o 6 esemplari - dice Luigi Quaini, coordinatore del gruppo di volontari che sparano alle nutrie -. Siamo passati da 120 capi abbattuti in una sera a circa 40 o 50. E anche nei campi, durante le passeggiate di perlustrazione di pomeriggio, non si vedevano più le colonie numerose dell'anno scorso o del precedente».Probabilmente, sulla riduzione del numero di nutrie ha influito una combinazione di più fattori. Forse si vede anche l'opera delle campagne d'abbattimento precedenti, ma sicuramente l'inverno rigido ha giocato un ruolo favorevole nel contenere il numero di neonati, e a conferma di questo sono stati abbattuti quasi esclusivamente capi adulti. Infine, non bisogna scordarsi che molte rogge erano ancora in asciutta a marzo. «Vedremo ora ad aprile se la sensazione di ridimensionamento del fenomeno è in qualche modo reale oppure se è stata soltanto un'illusione» aggiunge infatti Quaini.Ora dunque si avrà la "prova del nove": il sindaco Giuseppe Sozzi, infatti, ha già firmato un nuovo ordine di servizio per proseguire l'abbattimento sino alla fine di aprile. «Abbiamo la certezza di operare nel giusto per contenere un fenomeno pericoloso sotto tanti punti di vista - spiega Sozzi -. I risultati che stiamo ottenendo a Brembio sono soddisfacenti, e siamo contenti anche del fatto che altri comuni si siano mossi su questo versante: più l'opera di contenimento viene fatta ad ampio raggio e più si possono ottenere risultati significativi». Quello di marzo è stato il primo periodo di sparo ufficializzato secondo le nuove regole provinciali e non più da un'ordinanza del sindaco. «In pratica non è cambiato molto rispetto a prima - continua Quaini -. Mi sembra che la modalità richiesta dalla provincia non cambi l'operazione, almeno da un punto di vista pratico . Certo, c'è un po' più di burocrazia, qualche volta anche un po' troppo stringente, per esempio nella redazione preventiva del piano mensile, in cui bisogna riportare anticipatamente e in dettaglio date d'uscita e nome dei volontari che vi parteciperanno. Comunque, nel complesso l'esperienza mi sembra positiva».>Andrea
Bagatta
(
da "Cittadino, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il
vecchio leone del giornalismo italiano ai Lions: Mario Cervi sui delitti e
sulle pene n Dopo che Garibaldi, Cavour e i Savoia unificarono l'Italia, fu
compiuto il primo gravissimo errore: quello della piemontizzazione, con l'invio
di funzionari piemontesi in tutte le strutture periferiche dello Stato.
Successivamente, a livello di magistratura, avvenne più o meno la stessa cosa,
con la meriodinalizzazione. Infatti oggi i giudici nella stragrande maggioranza
provengono da tre regioni italiane: Campania, Calabria e Sicilia. E i giudici
hanno finito per portarsi dietro tutta la loro cultura accademica, che non è
solo quella del diritto, ma anche quella del cavillo, la cultura del ritardo,
del rinvio, del formalismo.Queste e altre cose ha raccontato giovedì sera, ai
soci dei dieci Lions del territorio lodigiano riuniti alle Gerette, uno dei
vecchi leoni del giornalismo italiano. Mario Cervi, nelle sue 88 giovanissime
primavere, ha incatenato l'uditorio parlando a braccio, raccontando esperienze
di vita vissuta, snocciolando episodi della storia d'Italia di cui non solo è
stato cronista, ma anche testimone e protagonista.La serata di giovedì 2
aprile, organizzata dai Lions della prima Circoscrizione del Distretto 108 Ib3
- presidente Silvio Corbellini - aveva come argomento "Dei delitti e delle
pene, ai delitti senza pena". Relatore avrebbe dovuto essere Maurizio
Belpietro, direttore del settimanale Panorama. Ma Belpietro all'ultimo momento ha
dato foarfait, facendosi sostituire da Mario Cervi.Il quale non ha svolto per
nulla il ruolo del tappabuchi. Anzi. Ha tenuto banco catalizzando l'attenzione
dell'uditorio, che più volte l'ha interrotto con applausi scroscianti.Alla
serata sono intervenute come ospiti anche svariate autorità, tra cui Maurizio
Di Maio, amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi. Mario Cervi è
stato presentato da Ferruccio Pallavera direttore del «Cittadino».Cervi è nato
a Crema il 25 marzo 1921.
Ha preso parte alla seconda guerra mondiale come
ufficiale di fanteria nella campagna di Grecia. Fa il giornalista dal 1945, ha iniziato come
cronista del Corriere della Sera. Nel giugno del 1974 ha lasciato il
Corriere ed è stato tra i fondatori insieme a Indro Montanelli del Giornale,
con incarichi di editorialista e inviato, poi anche vice direttore. Con
Montanelli ha scritto tredici volumi della Storia d'Italia. Ha anche diretto il
Giornale, dopo l'abbandono di Vittorio Feltri. E ha lasciato la direzione nel 2001 a Maurizio Belpietro,
ma continua come editorialista. Nella sua relazione non ha avuto peli sulla
lingua. Ha dichiarato che la giustizia va male perché
appartiene al cattivo andazzo della burocrazia italiana. Ha richiamato gli anni di tangentopoli (il sistema era
marcio, ha detto, e ha aggiunto: sia chiaro che Craxi non era un esule, ma un
latitante). Ha ricordato che gli italiani sono furibondi con la loro giustizia
perché ci vogliono dieci anni per un processo cretino. Non ha
risparmiato randellate agli avvocati, in particolare a coloro che si sono fatti
eleggere parlamentari. E ne ha avute anche per la politica: l'aver
depenalizzato il falso in bilancio non è stato uno dei migliori provvedimenti
che si potesse assumere.
(
da "Trentino"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ristorante
ai piani inferiori e 12 stanze per gli ospiti. La ristrutturazione terminerà
entro l'anno Nell'ex canonica arriva l'osteria Villazzano, partiti i lavori
nell'edificio ottocentesco MARZIA BORTOLAMEOTTI VILLAZZANO. La canonica del
quartiere diventerà un'osteria. Sono, infatti, partiti da poco i lavori di
ristrutturazione dell'ex abitazione del parroco che in passato ha ospitato
anche gli uffici comunali e l'ambulatorio medico. Dell'opera se ne sta
occupando la Trentini Costruzioni che ha acquistato tre anni fa la palazzina,
sotto tutela dei beni culturali, in un'asta pubblica del Comune e che ora vuole
trasformarla in ristorante, conservando però la struttura originale che risale
all'Ottocento. Nel piano seminterrato ci sarà la taverna, dove saranno serviti
affettati e piatti freddi, e il bar. Il piano interrato, invece, sarà destinato
a ristorante con cucina trentina, mentre al piano superiore ci saranno 12
stanze. Il nome del locale potrebbe essere "Osteria ex canonica"
oppure "Cantina ex canonica", ma prima bisognerà terminare i lavori
di ristrutturazione che finiranno entro l'anno. Sarà un'apertura importante per
il quartiere, visto che ora di ristoranti ce n'è solo uno e la vita notturna in
collina scarseggia. La ditta Trentini Costruzioni ha acquistato l'ex canonica,
che si trova proprio in piazza a Villazzano, ben 3 anni fa, ma prima di dover mettere mano alla palazzina ha dovuto
"arrendersi" alla burocrazia, visto che la palazzina è sotto vincolo. Così solo all'inizio di
quest'anno la ditta ha potuto iniziare i lavori di ristrutturazione. L'idea è
quello di riproporre un locale con gli antichi sapori di un tempo, il lusso è
invece bandito. L'edificio, composto da tre piani, si sviluppa su una
superficie di 500 metri
quadri ed è munito anche di una trentina di posti auto, un gran vantaggio vista
la difficoltà di trovar parcheggio in zona. Il locale sarà aperto tutto il
giorno e ad ogni ora si potrà trovare dell'affettato o un piatto freddo servito
con un buon vino o con una bibita analcolica. All'interno della struttura ci
sarà anche un negozio dove sarà possibile acquistare i prodotti tipici trentini
che verranno consumati all'interno della taverna. Il negozio sarà dislocato al
piano seminterrato sotto le volte di pietra accanto alla taverna, dove si
potranno consumare gli affettati, e accanto al bar, dove una volta c'erano gli
uffici comunali. Un'idea insolita e originale che vedrà anche la possibilità di
consumare piatti caldi al piano sottostante. In totale saranno un centinaio i
posti disponibili per consumare all'interno dell'osteria, inoltre ci sarà una
sala riservata alle feste private. Al primo piano, dove una volta abitava il
parroco, verranno realizzate 12 stanze singole e doppie munite anche di
cucinino che verranno messe in affitto per una notte o anche di più.
(
da "Stampa, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
GALLIATE.SFOGO
DELLA TITOLARE DEL RISTORANTE PONTE TICINO "Non bastava la crisi, adesso
siamo nel mirino dei ladri" [FIRMA]EMANUELA BRICCO GALLIATE «Non bastava
la crisi, a peggiorare le cose ci hanno pensato i ladri». Parla con voce bassa
e misurata Rosa Macrì, la proprietaria del ristorante Ponte Ticino a Galliate.
Nella notte fra giovedì e venerdì una banda di ladri le ha devastato il locale:
«Si sono portati via tutto - racconta - dalla tv al plasma al computer, e
naturalmente hanno scassinato i videopoker che avevamo installato solo due mesi
fa; non hanno risparmiato neppure il frigorifero, portandosi via carne e pesce
pregiati». Per la donna si tratta di un vero disastro: «La crisi ci aveva già
messo in seria difficoltà - racconta - i ladri hanno peggiorato le cose».
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Galliate, intervenuti sul
posto con i colleghi della Scientifica i malviventi sono entrati scassinando la
porta posteriore. Hanno atteso che i proprietari per poter agire idisturbati.
Una volta entrati nel ristorante hanno trasportato fuori registratore di cassa
e videopoker. «Abbiamo trovato le macchinette nel bosco - sottolinea la
proprietaria- mentre il registratore di cassa è stato abbandonato in cortile».
Spariti anche computer e televisore al plasma: «Prima di andarsene - aggiunge
Rosa Macrì - hanno anche svuotato frigorifero e dispensa, rubando le nostre
scorte di carne e pesce». Nessuno si è accorto di nulla: «Ci sono due camere
sopra al ristorante - racconta Rosa Macrì - che prima utilizzavano i miei
figli, ultimamente però al Ticino girano troppi tipi loschi e non voglio più
che passino quaggiù la notte da soli». E' accaduto anche qualche ora prima del
colpo: «Quella sera - ricorda la proprietaria - abbiamo notato uno strano
individuo fermo sotto la pioggia di fronte al nostro ristorante: è rimasto per
ore in riva al fiume, quindi si è allontanato a piedi nel bosco». Ancora da
quantificare il danno subito dal ristorante: «Dallo scorso
autunno i clienti sono progressivamente diminuiti - aggiunge la ristoratrice -
e tirare avanti è sempre più difficile, nessuno ci dà una mano». Neppure le
istituzioni: «I locali del Ticino stanno lentamente morendo - conclude la donna
- soffocati dalla burocrazia e dall'incuria e tutti stanno a guardare».
(
da "Stampa, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
LA
BATTAGLIA DI RAFFAELE COSTA "Abrogate 29 mila leggi ora tocca ai
decreti" «Lo scorso febbraio il Senato ha approvato una legge che abroga
oltre 29 mila leggi ritenute ormai obsolete tra queste anche una norma del 21
aprile del 1861 con cui si stabilisce la formula con cui devono essere
intestati tutti gli atti intitolati in nome del re». L'ex ministro Raffaele
Costa, uno dei leader liberali che ha scelto di militare con decisione nella
Pdl, sintetizza così il successo di una battaglia storica iniziata alla fine
degli anni Ottanta con le proposte di «norme ghigliottina». Costa è stato il
relatore della festa delle delegificazione e di quella che definisce «la strada maestra per ridurre la burocrazia». Il provvedimento adottato dal Senato segue quel «percorso di
disboscamento legislativo avviato con il decreto legge 112 del 2008 che
tagliava 7000 leggi. Costa è soddisfatto ma spiega anche che per essere vinta
la battaglia deve risolvere il problema dei decreti legge e della loro
coesistenza con la legge di conversione. E poi c'è il problema delle
norme di rinvio e delle «novelle», cioè le leggi che si sono succedute nel
tempo ed hanno sostituito quelle precedenti: «Noi sappiamo che molte leggi oggi
sono completamente vuote perché contengono solo modifiche di leggi precedenti».
(
da "Stampa, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
"Subito
cantieri in fiumi e torrenti contro le piene" Sindaci dell'area di
Savigliano e Saluzzo "Dateci l'ok ad intervenire negli alvei"
[FIRMA]PIERO BERTOGLIO SAVIGLIANO Rabbia e preoccupazione che alle prossime
piene si ripeterà una scena già vista tre volte negli ultimi dieci mesi. Sono i
sentimenti che i sindaci di Saviglianese, Racconigese, Saluzzese e Fossanese
hanno espresso all'assessore regionale e presidente dell'Aipo Bruna Sibille,
nella riunione ieri mattina in municipio a Savigliano, alla quale hanno preso
parte anche il presidente della Provincia Raffaele Costa e il consigliere
regionale Francesco Toselli. Dopo quattro giorni di pioggia a Savigliano come a
Cavalllerleone, nella zona di Barge e Cardè, ma anche nelle valli, si sono
registrate esondazioni, allagamenti di campi e cascine, frane e smottamenti. Il
primo cittadino di Cavallerleone: «Basta con le parole - ha detto Giovanni
Bongiovanni -. Domani voglio vedere fatti concreti, altrimenti da soli faremo
quei lavori sulle rive del Maira che possono mettere al sicuro il nostro paese,
sempre a rischio. Siamo stufi dei ritardi della burocrazia che non ci concede le
autorizzazioni necessarie per mettere al sicuro le nostre popolazioni». Gli
hanno fatto eco i colleghi di Casalgrasso, Martiniana Po, Fossano, Frassino,
Costigliole: «Lasciateci intervenire sui fiumi: ora non lo possiamo fare,
perché altrimenti ci denunciano». Marco Buttieri, consigliere comunale
di Savigliano: «I piccoli interventi necessari sui nostri fiumi si risolvevano
con quella che si chiama compensazione, con l'intervento autorizzato a livello
locale nei fiumi: basta con i tempi biblici dell'Aipo, non possiamo avere
l'acqua che ci minaccia ogni 15 giorni». Il sindaco saviglianese Aldo Comina:
«E' necessario sveltire i procedimenti, ma occorre che i tecnici gestiscano
comunque la programmazione, perché gli interventi singoli possono essere
dannosi». «La cosa più sbagliata in questo momento - ha detto l'assessore Bruna
Sibille, dopo aver reso noti i dati degli stanziamenti per l'alluvione dello
scorso anno, pari a un quarto di quanto necessario - è farci una "guerra
tra poveri". I soldi che noi, enti qui rappresentati, possiamo mettere
insieme per gli interventi necessari, non bastano. Abbiamo bisogno, insieme, di
andare a bussare alle porte del Governo, l'unico che sia in grado di darci una
risposta per questo tipo di calamità. Capisco la rabbia e i problemi e non mi
sottraggo mai al confronto. Ma facciamo un patto che ci permetta di far muovere
il Governo». Il presidente Raffaele Costa ha concluso avanzando una proposta:
«La Regione faccia il quadro di ciò che serve; quindi, in pochissimi giorni,
formiamo una "squadra" con sindaci e rappresentanti delle nostre
realtà e andiamo a Roma a parlare a chi ci può dare finalmente una risposta».
(
da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
VII - Palermo Dai debiti degli Ato all´agenzia, i mille rivoli in cui si
disperde il principale business dell´Isola Quel piano rifiuti mai decollato è
già costato 1,5 miliardi di euro L´anno perduto per i contenziosi ha provocato
il collasso delle discariche ANTONIO FRASCHILLA Una gestione fallimentare
costata 1,4 miliardi di euro. è quella dei rifiuti in Sicilia, con gli Ato che
hanno accumulato debiti per 900 milioni, i termovalorizzatori mai partiti ma
costati già 200 milioni di contenziosi e una struttura, l´Arra, che ha
coordinato tutta la filiera della raccolta della spazzatura e che è costata in
quattro anni 314 milioni. Un fiume di denaro che non ha prodotto alcun
miglioramento dei servizi di raccolta. Anzi. Da Catania a Palermo, da Messina a
Enna e Caltanissetta, mezza Sicilia vive una quotidiana emergenza. Gli Ato sono
sull´orlo del collasso per i debiti accumulati: secondo Confindustria e Cgil il
debito degli Ambiti territoriali ottimali con i Comuni raggiungerebbe quota 900
milioni di euro e, a macchia di leopardo, in varie zone dell´Isola la raccolta
viene sospesa per la protesta degli spazzini che non ricevono lo stipendio. è
successo qualche giorno fa a Catania, dove nei paesi etnei gestiti dall´Ato 3
Simeto Ambiente i dipendenti delle cooperative addette alla raccolta di rifiuti
non hanno lavorato; a Gravina di Catania i rifiuti sono arrivati a coprire la
porta d´ingresso di un parco pubblico. Il mese scorso sette operai di Sicilia
ambiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Enna, sono saliti
sulla rocca di Cerere minacciando di buttarsi se non avrebbero ricevuto subito
lo stipendio. A Mistretta, in provincia di Messina, sono stati indagati i
vertici dell´Ato rifiuti locale per interruzione di pubblico servizio. Per
affrontare questa emergenza ieri la giunta regionale ha dato via libera ad
anticipazioni di cassa agli Ato maggiormente indebitati. Su proposta
dell´assessore al Bilancio, Michele Cimino, la giunta ha deciso di avvalersi di
una norma specifica (l´articolo 4 della legge regionale 21 del 2008) per
anticipare i fondi. In attesa, comunque, che diventi legge la riforma degli Ato
voluta dal governatore Lombardo, che prevedeva la riduzione degli Ambiti
territoriali. Peccato però che dopo il varo del decreto, poi stoppato dallo
stesso Lombardo che ha optato per il disegno di legge, alcuni Comuni hanno
iniziato a liquidare le società che gestivano Ambiti che sarebbero scomparsi in
base alla riforma. Come ha fatto Palazzo delle Aquile che ha liquidato la
società Palermo ambiente, con il risultato che adesso i 70 lavoratori sono
senza stipendio. Ieri il direttore del Comune, Gaetano Lo Cicero, ha incontrato
i sindacati e prospettato due soluzioni: il trasferimento dei lavoratori
all´Amia o l´avvio di contratti di solidarietà, il tutto a spese del Comune. Ma
c´è di più: l´anno perso in attesa di rifare la gara sui termovalorizzatori, ha
già provocato il collasso delle discariche. Non a caso il governo nazionale è
dovuto intervenire affidando, a esempio, poteri speciali al prefetto di Palermo
visto che la discarica di Bellollampo ha raggiunto i limiti di capienza. Nel caos rifiuti si è inserita, infine, anche la riforma della burocrazia regionale voluta da Lombardo
e, questa sì, votata dall´Ars che ha previsto la chiusura entro il prossimo
anno dell´Arra con l´affidamento delle competenza in altri dipartimenti.
a.fras.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 25 - Cronaca «La burocrazia
costa 16,2 miliardi all'anno» Il presidente di Confindustria Francesco Peghin:
«Perso il 2,5% del Pil»
(
da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
VIII - Napoli METTERE LE UNIVERSITà FULVIO TESSITORE S i trattava di articolare
organicamente, e in piena autonomia di ciascuna sede, rispettata nella propria
indipendenza, intorno a due università "generaliste", una di grande e
lunga tradizione (la Federico II), un´altra in giovanile espansione (Salerno),
una rete di atenei specialistici, anch´essi di autorevole esperienza:
l´Orientale e il Suor Orsola. Era ed è ancora (pur se vent´anni fa non fu
capito per ingiustificata diffidenza verso l´università quasi otto volte
secolare, che, per secoli era stato il solo "studium generale" non
solo di Napoli, ma di tutto il Mezzogiorno continentale) un progetto per creare
uno spazio volano al mondo della formazione, della ricerca, dello sviluppo civile
per la città e per la regione in una autentica dimensione internazionale. A
questo indispensabile carattere dei nostri atenei fa riferimento, con forza, il
professor Francesco De Sanctis, rettore del Suor Orsola, nel suo coraggioso e
articolato intervento, che condivido in toto. Fare delle università non già le
destinatarie di benevole "elargizioni", generose o meno, dei fondi
europei per la ricerca e la formazione, ma dei veri e propri partner dell´ente
Regione nella definizione della destinazione e nella gestione di tali fondi. In
tal modo si qualificherebbe la spesa, si eviterebbe la tentazione delle
inutili, dannose, improduttive ripartizione a pioggia (più o meno clientelare),
si garantirebbe la trasparenza delle operazioni, sottoposte a rigorose
valutazioni preliminari e consuntive. Naturalmente il sistema funzione a
condizione di saper definire precise priorità, di avere il coraggio di valutare
con rigore, di stabilire un piano anche di tempi diversi ma certi, perché
nessuno che meriti sia escluso, ma non giocando al ribasso per non dispiacere
nessuno. Far questo non significa attribuire un privilegio alle università,
che, per altro, lo meritano perché sono, ormai, il solo, vero sistema
produttivo ed economicamente attivo della città e del Mezzogiorno, con un vasto
indotto, che non credo abbia confronti (ai miei tempi, per far solo un esempio,
il bilancio complessivo della Federico II movimentava circa duemila miliardi
delle vecchie lire all´anno, senza considerare che cosa significano per
l´economia della città e regione, 5000 impiegati amministrativi, 3000 docenti,
circe 10.0000 studenti). Far quanto propone De Sanctis significa assegnare alle
università cittadine e regionali una grande responsabilità, con un grande peso
decisionale (ma la rapidità di decisione degli atenei non
teme confronti con le burocrazie degli enti pubblici territoriali), ma anche
con la possibilità di mostrare all´opinione pubblica che cosa veramente sono e
sanno essere le università, finalmente smettendola di farle apparire la sentina
di tutti i vizi, come piace presentarle a chi ha il gusto ipocrita e perverso
dello scandalismo. Spero fortemente che la proposta di Francesco De
Sanctis sia valutata attentamente, sia discussa criticamente, sia attuata.
(
da "Adige, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cles
Dellai e la manovra anticrisi. Provincia, ai Comuni 80
milioni di euro per le opere pubbliche «Ci vuole meno burocrazia» CLES - Creatività e innovazione nel privato, semplificazione
burocratica e investimenti immediati nel pubblico. È la ricetta che il
presidente della Provincia Lorenzo Dellai ritiene vincente per reggere questo
difficile momento e per affrontare con serenità l'immediato futuro. «Non
si devono sparare le cartucce sull'emergenza. Bisogna agire con determinazione
in diverse direzioni - ha dichiarato l'altra sera a Cles, dove ha illustrato la
manovra del Consiglio Provinciale - mettendo in rete risorse e interventi
straordinari, che potranno garantire a livello provinciale un contenimento
della recessione. È necessario che le risorse creino lavoro alle nostre
imprese, limitando così il disagio diffuso e le preoccupazioni». Il governatore
ha spiegato che gli 850 milioni di euro messi a disposizione dall'ente pubblico
potranno fruttare un 2% di prodotto interno lordo, stessa percentuale di
perdita del Pil nel 2009 prevista dagli economisti. La manovra è stata
impostata secondo il principio del riorientamento delle risorse disponibili.
«La Pat non può battere moneta. Ha però la possibilità di orientare scelte,
investimenti e politiche che creino opportunità sul territorio trentino.
Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione alle famiglie per sostenere la
capacità economica attraverso un sistema di incentivi di oltre 90 milioni di
euro. In questo modo si farà indirettamente prevenzione del degrado sociale, si
favorirà la formazione e l'investimento in cultura delle giovani generazioni».
Diverse le forme di sostegno alle imprese, all'agricoltura, al settore del
commercio e del turismo, con il monito trasversale della necessità di fare
qualità per poter reggere alla concorrenza straniera. Infine gli interventi in
opere pubbliche, sia progettate e realizzate dalla Provincia, che dai comuni ai
quali sono state trasferite risorse per 80 milioni di euro da impegnare in
interventi cantierabili al massimo entro fine luglio. 04/04/2009
(
da "Adige, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il
deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a
risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del
territorio Il deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una
interrogazione a risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle
tutela del territorio. Si è espresso in maniera critica sulla classificazione
dei «materiali di derivazione agricola» e ha parlato di una
burocrazia che ingabbia gli
operatori del settore. Le autorità, ha spiegato, impongono ai contadini e agli
imprenditori che svolgono attività connesse all'agricoltura, lunghe e complesse
procedure burocratiche e non sempre risolutive». Spesso si applica la
definizione di «rifiuti speciali», mettendo in difficoltà gli operatori interessati,
che in caso di gestione come residuo agricolo di tali materiali, possono essere
sanzionati per reati contro l'ambiente». 04/04/2009
(
da "Centro, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9
- Chieti Municipio, la macchina non va Incarichi e pianta organica, scoppia la polemica BUROCRAZIA Accuse alla giunta sui ritardi
VASTO. Ritardi nel varo della nuova pianta organica e accuse alla gestione del
personale dipendente. Non sono mancate critiche all'indirizzo
dell'amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale, culminato con
l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a
riportare in aula l'argomento dopo la concertazione con i sindacati.
Sotto accusa è finita la gestione del personale e le contestazioni non sono
arrivate solo dalla minoranza. Anche dai banchi del centrosinistra non sono
mancate lamentele, come quelle mosse da Antonio Di Santo (Pd). Il consigliere,
che aveva l'aria di volersi togliere più di un sassolino dalle scarpe, ha
lanciato dure critiche all'amministrazione che non è stata in grado, a suo
parere, di imprimere una svolta decisiva per far funzionare meglio gli uffici.
Prova ne è, secondo Di Santo, il mancato avvicendamento dei dirigenti: «In
Comune è rimasto tutto come prima». Le accuse fanno il paio con quelle lanciate
dall'opposizione che aveva chiesto l'inserimento del punto all'ordine del
giorno dell'assemblea. «Una mezza battaglia, però, l'abbiamo vinta», commenta
soddisfatto Nicola Soria (Pdl), «pur non essendo di precisa competenza del
consiglio comunale, la nuova pianta organica verrà nuovamente discussa in aula
subito dopo la concertazione con le organizzazioni sindacali. Devo
riconoscere», aggiunge, «che il sindaco è stato molto disponibile». Nel
frattempo l'assessore al Personale, Domenico Molino (Pd) ha programmato una
serie di riunioni con le Rsu, sia sul fondo della produttività, sia sulla nuova
pianta organica. Il documento prevede la riorganizzazione degli uffici comunali
in sei macro-aree, così articolate: primo settore (servizi interni), secondo
settore (affari generali ed istituzionali e servizi alla persona), terzo
settore (promozione sviluppo, turismo, cultura, sport e commercio), quarto
settore (territorio ed ambiente), quinto settore (infrastrutture per il
territorio), sesto settore (urbanistica). L'orientamento dell'amministrazione è
anche di ridurre il numero dei dirigenti e di aumentare le posizioni
organizzative, con incarichi a dipendenti della carriera direttiva, che in
cambio avranno un corrispettivo annuo dai 5mila ai 12mila euro. Anna Bontempo
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Val
Tramontina. Entro giugno il ponte dovrebbe essere pronto. Garantito l'impegno a
sistemare tutto il tratto della 552 Sopralluogo di De Anna al cantiere del
Chiavalir TRAMONTI DI SOPRA. Visita istituzionale in Val Tramontina:
l'assessore regionale ed ex presidente della Provincia di Pordenone Elio De
Anna è salito a Tramonti di Sopra per incontrare le locali amministrazioni
civiche. Ad attenderlo c'erano il sindaco di Tramonti di Sopra, Roberto Vallar,
e l'assessore di Tramonti di Sotto Gabriele Mongiat. La prima tappa del tour di
De Anna è stata il cantiere del nuovo ponte del Chiavalir: quando la mattina
del 15 dicembre 2004 il viadotto in fase di collaudo crollò su se stesso, De
Anna era presidente della Provincia e l'ente di piazza San Giorgio aveva
commissionato i lavori. A distanza di quasi cinque anni da quel momento, la
Regione e la Provincia sono riuscite a sbloccare l'iter dell'opera e a riaprire
il cantiere. Per questo all'incontro era presente anche l'amministratore
delegato della ditta Monti di Auronzo di Cadore: si tratta dell'impresa che si
è aggiudicata il nuovo appalto per la ricostruzione del manufatto. Entro giugno
il ponte del Chiavalir dovrebbe essere pronto all'uso, ma a quel punto
mancheranno ancora numerosi interventi strutturali per adeguare la strada 552
ai normali standard di sicurezza. De Anna ha garantito un impegno dell'esecutivo Tondo per accelerare anche questa pratica, dopo un
decennio di burocrazia e di
intoppi. De Anna è stato poi accompagnato a Tramonti di Sopra, dove ha visitato
la sala polifunzionale del paese. La struttura sarà inaugurata entro qualche
settimana: nell'immobile troveranno sede le associazioni attive sul territorio.
Il centro funzionerà anche come sala congressi e luogo di aggregazione sociale.
Lì vicino sorge invece il cantiere per la costruenda sala parrocchiale: in
questo caso i lavori sono partiti da poco e ci vorrà ancora tempo prima di
vedere ultimata la struttura. In ogni caso, dopo un primo stallo, le maestranze
hanno realizzato il grezzo e ora si avviano alle prime rifiniture dell'opera.
Tanto Vallar quanto De Anna hanno messo in luce l'importanza strategica dei due
investimenti. «Lo spopolamento della montagna e il graduale abbandono dei
terreni sono un problema grave sul quale la Regione deve e può fare di più», ha
detto il primo cittadino di Tramonti di Sopra, che a giugno lascerà l'incarico
dopo 21 anni di mandato consecutivo. Da parte sua Mongiat ha sollecitato un
ulteriore sforzo per l'ampliamento della 552 nei tratti più pericolosi. De Anna
ha preso nota di ogni richiesta, garantendo di perorare le singole cause
tramontine in giunta regionale. (f.fi.)
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 04-04-2009)
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11 - Gallura Approvato il bilancio, finanziate molte opere MAURIZIO PORCU
BERCHIDDA. Il consiglio comunale ha approvato la relazione previsionale e
programmatica, il bilancio di previsione e il programma triennale per le opere
pubbliche da realizzare. Durante la discussione consiliare il vice sindaco,
Sergio Meloni, ha illustrato le opere realizzate e l'attesa approvazione per
alcuni progetti che dovrebbero partire nei prossimi mesi. Si parte con la messa
a norma degli uffici comunali (320 mila euro), il progetto regionale Percorsi
Di-Vini (70mila), la sistemazione del centro abitato per circa 200 mila euro,
il completamento del museo enogastronomico (370 mila euro di finanziamento
della comunità montana) e la realizzazione dell'eco-centro comunale in zona
industriale. E' inoltre previsto l'adeguamento degli impianti dell'azienda
elettrica per 200 mila euro, oltre a 300mila euro di investimenti per
l'attuazione del piano di prevenzione del rischio idrogeologico e 180 mila per
i lavori di completamento nella zona delle case popolari, oltgre alle
aspettative per la realizzazione di alcuni lavori nella chiesa parrocchiale e
per il museo delle arti musicali. Il capogruppo del gruppo di minoranza, Andrea
Campus, ha fatto notare come «vengano ripresentate ogni anno sempre le stesse
opere, con una certa lentezza nella loro realizzazione». A tale affermazione ha
risposto il vice sindaco sottolineando che «la colpa è da
ricercare nella lentezza della burocrazia visto che noi abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni nei tempi
opportuni». Il sindaco Bastianino Sannitu ha illustrato le linee del bilancio
di previsione che registra poche variazioni rispetto a quello dell'anno
precedente con un totale a pareggio di 9,3 milioni di euro. Il
capogruppo Campus ha sottolineato come il bilancio sembri «la fotocopia di
quello precedente oltre ad un incremento del contributo comunale per la Tarsu e
sollevato il dubbio se dare in affidamento il servizio alla Multiservice non
stia diventando eccessivamente oneroso per le casse comunali». A tali
affermazioni ha risposto Sannitu ricordando che «il problema sia solo dovuto al
fatto che a dicembre il Cines ha aumentato le tariffe di conferimento dei
rifiuti del 33%, questo però non ha nulla a che vedere con il servizio della
raccolta che è comunque efficiente».
(
da "Tirreno, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
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10 - Pisa «Arrestateci tutti, non andremo via» Famiglia pronta a tutto pur di
evitare lo sfratto dalla casa venduta all'asta CASCINA. Vengano pure ad
arrestarci tutti ma non andremo via da questa casa che ci è stata portata via
dal tribunale per un debito inesistente». La moglie di Giorgio Biagi, l'uomo di
62 anni arrestato l'altro pomeriggio dopo una presunta aggressione al
proprietario della casa venduta dal tribunale di Pisa, difende il marito e si
dice pronta anche a clamorose proteste pur di non arrendersi a lasciare la casa
anche in presenza di un atto formale di sfratto. La famiglia Biagi, che abita
nella campagna di Santo Stefano a Macerata, da circa più di cinque anni si
oppone allo sfratto dopo che tutti i loro beni, che valgono circa 750mila euro,
sono stati venuti all'asta per una cifra di gran lunga inferiore. Ma a rendere
ancora più assurda la vicenda è che il debito non è mai esisistito.
L'esecuzione immobiliare si è conclusa anche se dietro c'era una truffa, iniziata
nel'98 dopo che la famiglia Biagi ha acquistato un trattore. Più volte in
questi anni Giorgio Biagi e la moglie, Eleonora Buratta, hanno chiesto
inutilmente giustizia. Si sentono vittime della burocrazia, della scarsa conoscenza di
leggi e procedure legali, ma anche di legali che - a loro parere - non li hanno
assistiti come avrebbero dovuto. Dopo che la casa è stata venduta all'asta i
soldi sono andati nella disponibilità dei Biagi e in questi anni sono
praticamente serviti per sostenere le spese legali. «Siamo disperati -
dice la donna - siamo stati abbandonati da tutti anche dal Comune che
inizialmente aveva promesso di aiutarci ma poi, lentamente, si è defilato». Se
i Biagi non intendono fare un passo indietro, dall'altra parte il proprietario
dell'immobile intende mettere fine alla vicenda. «L'altro giorno, mio marito ha
avuto un momento d'ira - dice la donna - ma non ha picchiato nessuno, ha
strattonato il proprietario della casa che poi è fuggito con la sua jeep. Non è
successo niente di più, anche noi siamo pronti a denunciare chi dice il falso.
Dopo lo sfratto hanno tolto tutte le finestre dalla casa. Dove pensavano che
avrei fatto dormire mio figlio di 12 anni, sotto l'acqua o per strada?». La
famiglia attende che Biagi torni in libertà al più presto. «Non sappiamo dove
andare - continua - abbiamo 70 vacche e 400 pecore, dove le portiamo? Forse
sotto il Comune?».
(
da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
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XXIII - Roma Grande tennis, le star di aprile nell´ultimo anno del Centrale Al
Foro da Nadal a Federer. "E dal 2010 nuovo impianto" In torneo Dal 25 in campo anche Djokovic
Murray e Volandri wild card. Il rientro della Sharapova PAOLO ROSSI I GUFI sono
stati sconfitti, l´edizione numero 79 degli Internazionali Bnl di tennis (25
aprile-9 maggio) si presenta in gran spolvero: lo giurano tutti, dal sindaco Alemanno
al presidente del Coni Petrucci fino al numero uno del tennis Binaghi: «Sarà
l´ultima del vecchio corso, dal 2010 inizierà una nuova era». Cioè il nuovo
Centrale ed il torneo formula �combined´: uomini e donne insieme, come fosse
uno Slam. Salvato il salto di qualità, ma i dubbi però c´erano, ed erano legati
agli impianti. Demolito il vecchio centrale, non si è riusciti a costruire per
tempo il nuovo. Ma, mentre la burocrazia (Comune, Coni servizi e Federtennis) superavano i problemi
(dovuti anche ai prossimi Mondiali di nuoto), la macchina organizzativa del
tennis, diretta da Palmieri, è sempre stata in moto e non si è fatta prendere
in contropiede. Questo vuol dire che ci saranno, come sempre, i migliori del
tennis mondiale: nessuna star ha dato forfait, da Nadal a Federer fino
agli azzurri. Per non parlare delle ragazze: al Foro Italico Flavia Pennetta
continuerà ad inseguire un traguardo che sarebbe storico: l´ingresso tra le
prime dieci della classifica mondiale (oggi è n. 15), ma anche per Maria
Sharapova che dovrebbe ritornare al Foro e giocare il suo primo torneo del
2009. Ma ci sarà dell´altro, come i Mondiali di beach tennis e, per la prima
volta, si vedranno esibizioni di paddle, una sorta di mini tennis che si gioca
solo in doppio e richiede doti da volleatori. Ma chi vincerà? O meglio, chi
cercherà di spodestare sua maestà Nadal? I pronostici sono aperti (Federer,
Djokovic, Murray e poi spagnoli ed argentini), ma di sicuro chi onorerà come si
deve il torneo sarà Filippo Volandri, appena riabilitato dal Tas: era stato
sospeso per doping dall´Itf, il livornese ha vinto l´appello. E sarà premiato:
«Ha subito una grave ingiustizia che il Tas ha in parte alleviato e posso dire
che per lui una wild card è quasi scontata. Sarà un piacere averlo al torneo»
ha confermato Binaghi. L´ex n. 1 italiano fu semifinalista due anni fa (battè
Federer), e si spera in un secondo exploit. La vera scommessa però sarà
un´altra: superare i 162mila spettatori, il record del 2008. Un primato che si
rinnova ogni anno, dal 2003. Fortunati saranno i seimila studenti (grazie alla
provincia) che assisteranno alla kermesse. «Lavoriamo per il futuro: questo è
il nostro esame di maturità prima della svolta» ripete Binaghi. Che, come ha
preteso l´Atp, ha innalzato il montepremi (2.750.000 euro per gli uomini,
2.000.000 per le donne): se nel 2010 ci fosse anche questa parità il puzzle
sarebbe completato.
(
da "Italia Oggi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
sezione: Diritto e Fisco data: 04/04/2009 - pag: 31 autore: di Alessandra
Ricciardi Il ministro Gelmini ha firmato decreto e circolare Scuola, via 42
mila Penalizzate le medie ed il Sud Saranno la scuola media e le regioni del
Sud a pagare il prezzo più alto dell'operazione tagliacattedre. In attuazione
della tabella di marcia stabilita con la manovra estiva dal ministro
dell'economia, Giulio Tremonti, a settembre spariranno dagli organici degli
insegnati oltre 42 mila posti. A dire come e dove sono il decreto e la relativa
circolare firmati in queste ore dal ministro dell'istruzione, Mariastella
Gelmini, e anticipati da ItaliaOggi martedì scorso. La responsabile del
dicastero di viale Trastevere ha dato il via libera anche al decreto che
ridisegna le classi di concorso per le scuole medie.Con il tagliacattedre si
eliminano con la precisione 42.102 posti, così ripartiti: 31.485 unità in
organico di diritto, ovvero le piante organiche sulle quali è possibile fare
assunzioni a tempo indeterminato, 5.616 posti sono cancellati con la seconda
lingua comunitaria alle medie e 5.001 in meno in sede di definizione degli
organici di fatto, le dotazioni che vengono stabilite a livello territoriale ad
anno scolastico avviato e in base alle reali necessità delle scuole. Le
restanti riduzioni si realizzano con la cancellazione di sedi scolastiche
autonome: 245 via in un colpo perché troppo piccole. La contrazione più
drastica di posti, effettuata attraverso la riduzione dell'orario scuola, la
revisione dei programmi e l'innalzamento del numero di alunni per classi,
avverrà nelle regioni meridionali che in questi anni hanno visto mantenere
inalterato il numero di docenti mentre quello degli alunni calava: il 40% dei
tagli si fa tra Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Entrando nel dettaglio:
nessun ridimensionamento per la scuola dell'infanzia, che anzi vede confermati
anche i 610 posti per gli anticipi dei bambini con meno di 3 anni; l'organico
della primaria diminuisce invece di 10mila unità, attraverso l'eliminazione
delle compresenze e l'introduzione del maestro unico. Ci sono poi altre 10mila
cattedre in meno nella secondaria di primo grado, ovvero le medie.
Salvaguardato l'organico di sostegno, che resta conteggiato in 90.469 cattedre
complessive. Ora l'attenzione si sposta sulla fase operativa, perché toccherà
ai direttori regionali stabilire quanti docenti assegnare alle singole scuole,
in base ai criteri fissati a livello centrale. La
scuola rischia di finire in pasto alla burocrazia attacca Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola,
che mette l'accento in particolare sui rischi che in alcune scuole possano
andare in esubero insegnanti di ruolo. I provvedimenti confermano che si
tratta di un'operazione dalle spaventose ricadute sociali, commenta il numero uno della Flc-Cgil, Mimmo
Pantaleo. Mentre la Cisl scuola di Francesco Scrima si sta organizzando per una
nuova fase di mobilitazione.Lo stesso dicastero derll'istruzione ha calcolato
che, anche scontando gli effetti benefici dei pensionamenti, dal prossimo
anno scolastico potrebbero esserci circa 30 mila nuovi disoccupati, tra
insegnanti, ausiliari e amministrativi, che finora avevano avuto contratti a
tempo determinato di lunga durata. E che da settembre non avranno più i posti
su cui essere assunti, anche se da precari.
(
da "Italia Oggi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
sezione: Professioni data: 04/04/2009 - pag: 36 autore: da Varese Lorenzo
Morelli Commercialisti: si chiude il congresso Giovani a confronto su nuove
strategie Appuntamento il 17 dicembre a Roma per un incontro tra i giovani
commercialisti e i vertici della politica e delle istituzioni. Si chiude con
questo obiettivo il 47° congresso nazionale organizzato a Varese dall'Unione
nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili che con
questa iniziativa intende perorare non solo il futuro dei professionisti under
40 appartenenti alla categoria, ma tutti i giovani che partecipano al mondo
economico impegnati nelle diverse professioni. «A luglio faremo un incontro
interno fra i vertici per delineare la strategia, che deve essere prima
approvata dei nostri iscritti perché la nostra filosofia non viaggia dall'alto
verso il basso, ma dal basso verso l'alto. Una volta certi di interpretare la
volontà della maggioranza andremo a Roma, in sala Caprarica, per confrontarci
con le istituzioni», ha detto Luigi Carunchio, presidente Ungdcec. Molte le proposte del presidente che vede nella burocrazia il primo ostacolo da
abbattere. «Troppe inflazione normativa, non siamo competitivi rispetto agli
altri paesi dell'Unione europea che godono di una legislazione più snella e
veloce. In secondo luogo bisogna svecchiare la governance in tutti i suoi
gangli. Infine bisogna favorire la meritocrazia in maniera concreta
ristabilendo il patto del merito che in passato aveva avuto molto successo».
Tra le novità del 47° convegno dei giovani commercialisti c'è la nascita di una
nuova commissione per lo studio del decreto legislativo 139. «Bisogna abbattere
i limiti d'età d'iscrizione all'albo». Un'altra proposta di Carunchio è
limitare gli incarichi dei collegi sindacali in tutte le società, quotate e non
quotate: «In questo modo il lavoro può essere svolto con professionalità e non
viene percepito solo come un onere dalle aziende. Questa iniziativa
consentirebbe anche di limitare i conflitti d'interesse». Il tema economico è
centrale anche per Walter Anedda che è ritornato sulle strategie future della
cassa di previdenza. «La Cnpadc può essere un modello di trasparenza cui
rifarsi per l'attività di selezione degli investimenti», ha detto il presidente
Anedda, «da anni, infatti, la Cassa si è dotata di rigorose ed efficienti
procedure di selezione dei prodotti finanziari e dei gestori degli stessi.
Proprio l'utilizzo di best practice come quella riscontrata nella Cnpadc e in
altre Casse è alla base dell'idea progettuale nata sul tavolo AdEPP per mettere
a fattor comune regole di scelta sempre più efficienti in materia di
investimenti», ha proseguito Anedda che ha ricordato come proprio l'ente di cui
è presidente abbia sempre posto quale discriminante nella scelta la trasparenza
nella selezione e il ridotto fattore di rischio degli investimenti scelti.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ancona)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
OSIMO
pag. 13 CASTELFIDARDO IN CHE FASE di questa crisi ci trov... CASTELFIDARDO IN
CHE FASE di questa crisi ci troviamo? Possiamo fare riferimento a quelle del
passato o non ci troviamo forse di fronte ad un cambiamento epocale da
affrontare in maniera totalmente diversa? Senza bisogno di snocciolare cifre, è
abbastanza evidente che la fase di recessione mondiale investe l'Italia a
qualsiasi livello: dall'industria all'artigianato, dal commercio
all'agricoltura, fino alle previsioni non rosee sulla prossima stagione
turistica; può cambiare il livello del coinvolgimento, perché si va dalla
chiusura delle attività, al ricorso agli ammortizzatori sociali, dalla drastica
riduzione del personale alla "semplice"erosione dei margini di
guadagno, ma la "filiera della crisi" lega gli attori economici e fa
emergere tante criticità e qualità comuni. I mutati
rapporti con le banche, la burocrazia che non semplifica le cose, la "marchigianità" come
sinonimo di industriosità, talento e valore che la delocalizzazione ci sta
facendo perdere: su questi punti nodali si articola il dibattito che ha portato
cinque aggregazioni di imprese a fare gruppo. Il giovane Comitato
Unimpresa (Apindustria Ancona-Macerata, Cia Ancona, Cna Provinciale Ancona,
Confesercenti Ancona e Legacoop Ancona), vuole discutere questi ed altri
aspetti della crisi con i relatori della tavola rotonda organizzata per oggi,
dalle 9.30 all'hotel Klass. Interverranno oltre al coordinatore e al presidente
di Unimpresa Otello Gregorini e Claudio Albonetti, il direttore della Bpa
Gruppo Ubi Banca Luciano Goffi, l'assessore regionale al Lavoro Fabio Badiali,
l'on Francesco Boccia e il sen. Mario Baldassarri. «La situazione generale è
grave dicono Albonetti e Gregorini e non serve nasconderla o sminuirla. Serve
invece mettere allo stesso tavolo gli attori del nostro sistema economico per
trovare soluzioni concrete. La crisi non è né di destra né di sinistra, va
affrontata in un'ottica globale, cercando di restare sulla scia del motore
Europa ma considerando sempre come cardine il nostro territorio. L'impresa è un
soggetto attivo di coesione sociale e di produzione di reddito e benessere, che
resta totalmente distribuito nell'ambiente in cui si genera. Da lì devono
partire gli interventi».
(
da "Messaggero, Il
(Abruzzo)" del 04-04-2009)
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Sabato
04 Aprile 2009 Chiudi di PAOLO VERCESI Conto alla rovescia per il dragaggio ma
maggioranza divisa sul Prg portuale che rischia di restare in alto mare se non
verrà discusso in Consiglio comunale. Il porto si conferma dunque spina nel
fianco dell'amministrazione cittadina. Grazie alla Regione, sul fronte del
dragaggio sono stati fatti passi in avanti: la dottoressa Chiara Barile, del
Provveditorato alle opere pubbliche, sta per dare il via libera alla draga
nelle sabbie limacciose del porto canale. La burocrazia impone però altri paletti -
mercoledì si riunisce la commissione per la pesca che dovrà fornire un parere
alla Regione per lo sversamento dei fanghi nella vasca di colmata - tuttavia
l'appalto è già assegnato a una ditta del Riminese, la stessa che ha scavato
nel porto di Venezia, già arrivata a Pescara per organizzare l'intervento.
«I lavori dovranno essere eseguiti in due tempi - ha spiegato il consigliere
comunale del Pd Enzo Del Vecchio -. Prima occorre che la vasca di colmata venga
svuotata dei 25mila metri cubi di sabbia pulita prelevata a suo tempo dai
fondali del porto turistico e destinata al ripascimento del litorale sud, da
Fosso Valleunga al confine con Francavilla. Dopodichè si procederà a sversare
nella stessa vasca di colmata i circa 80 mila metri cubi che la draga dovrà
prelevare dal porto canale, tenendo conto di tutte le precauzioni per la tutela
ambientale». Incrociando le dita, gli operatori confidano di vedere la draga al
lavoro nel porto canale entro due o al massimo tre settimane. Sul fronte della
politica, invece, a tenere sulle spine la maggioranza è il Piano regolatore del
porto il cui progetto sembra essersi arenato nelle sabbie mobili delle
commissioni consiliari. Il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio è determinato
a portare l'argomento in aula all'ultimo Consiglio comunale, quello del 20
aprile. «Lo studio è stato fatto, ora serve approvarlo - ha detto Di
Pietrantonio - per rafforzare quell'immagine di Pescara porta dell'Est,
affacciata sul mare, su cui quest'amministrazione comunale ha lavorato tanto.
Sono convinto che anche l'opposizione sarà d'accordo perchè ne va del futuro
della città; ovviamente tenendo in massima considerazione la tutela
dell'ambiente e della nostra grande risorsa, quella della spiaggia con i suoi
stabilimenti». L'opposizione in verità la pensa in altro modo, visto lo stupore
del capogruppo Pdl Luigi Albore Mascia: «Mi domando cosa abbia fatto cambiare
idea a Di Pietrantonio, fino a ieri contrario a discutere in aula il Piano
regolatore portuale. Per inserire il tema nell'ordine del giorno - ha aggiunto
Albore Mascia - bisogna prima discuterne in commissione. Personalmente ritengo
che occorrano riflessioni più approfondite». In tema di Prg portuale Di
Pietrantonio sa bene di non dover convincere solo l'opposizione ma anche una
buona fetta della sua maggioranza, a cominciare dai rappresentanti di
"Pescara Nuova", neonato gruppo consiliare che sostiene la
candidatura a sindaco di Ugo Zuccarini e di cui fanno parte inoltre Mario
Sorgentone, Nicola Ferrara e Rocco Persico. Ieri pomeriggio allo stabilimento
Apollo proprio Sorgentone ha illustrato il Prg portuale ai cittadini: «Ho
raccolto un coro di no alla prevista banchina pescherecci che cancellerebbe la
spiaggia sotto alla Madonnina. E a quanto mi risulta - ha detto - anche la
Commissione ambiente non è d'accordo a portare il progetto del porto in
Consiglio».
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-04-04 - pag: 25
autore: Il congresso di Varese. Alleanza generazionale con
le sigle imprenditoriali I giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola Collegi sindacali, sotto tiro le rendite di
posizione Federica Micardi VARESE. Dal nostro inviato Eliminare barriere di età
e vincoli burocratici che ostacolano l'ingresso dei giovani nel mercato del
lavoro è l'appello delle associazioni giovanili di professionisti e
imprenditori. Le rappresentanze – comprese gli aderenti a Confindustria,
Confcommercio e Confapi – si sono ritrovate d'accordo su una delle possibilità
di uscire dalla crisi: occorre puntare su talento e meritocrazia, a costo di
mettere in discussione le posizioni acquisite. Una linea comune sancita al
47esimo congresso nazionale dell'Unione giovani dottori commercialisti ed
esperti contabili (Ungdcec), in corso a Varese. «Dobbiamo eliminare –
sintetizza il presidente Ungdcec, Luigi Carunchio, al termine della giornata di
confronto – i limiti per l'accesso alle professioni, così comei lacci
burocratici che complicano l'attività. Non ha più senso, per esempio,
richiedere una certa anzianità di iscrizione all'Albo per arrivare alle cariche
di categoria né mantenere un sistema che, a scapito della concorrenza,
privilegia chi è arrivato prima». Carunchio tocca il problema dei collegi
sindacali. «La possibilità di cumulare incarichi nelle non quotate e magari
prevedere l'incumulabilità nelle quotate non risolve la questione. Gran parte
del nostro tessuto produttivo – spiega Carunchio – è costituito da società
medio- piccole. Se si continua a permettere che gli anziani facciano collezione
di incarichi, tutto ciò non può che essere visto come un costo. Invece, occorre
difendere la funzione del collegio sindacale quale strumento capace di cogliere
segnali di allarme: ma il professionista deve avere tempo e possibilità di
farlo». Carunchio si fa portavoce anche delle istanze di semplificazione
legislativa. «Non abbiamo studiato – dice –per vivere di complicazioni: in un
Paese civile la dichiarazione dei reddito dovrebbero farla direttamente i
contribuenti, mentre ai commercialisti si deve lasciare spazio per essere i
consulenti dell'impresa». E nella platea del congresso si possono raccogliere
storie di chi nella professione ha trovato spazi innovativi. Due fra tutte.
Raffaella Oldoini,genovese,classe '68,è diventata esperta in bilanci museali.
«All'inizio, dieci anni fa - racconta- ho seguito un master sulla gestione dei
musei. Ero l'unica dei compagni di corso ad avere una formazione economica».
Ora Oldoini, con due colleghe, una di Prato e l'altra di Bari, sta creando un
network per valorizzare i beni artistici. Fabio Pessina, 43 anni,
commercialista in Monza, mentre assisteva nel 2007 a una partita allo
stadio Milano. Il vicino di posto si è rivelato essere Armando Tschang, della
Osama Spa. Da lì è partita l'avventura di aprire, con altre tre colleghi, uno
studio a Shangahai, in Cina, all'interno dell'Italian center, di proprietà di Tshang,
che tra le cariche ha anche quella di presidente dell'Agenzia per la Cina.
«Tschang ci ha chiesto una mano - racconta - per seguire le aziende che si
rivolgevano a lui per aprire attività in Cina o fare acquisti spot o cercare
fornitori». © RIPRODUZIONE RISERVATA Dibattito aperto. Un momento dell'incontro
di ieri MARIOMICIELI.NET
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sos di
Legambiente: bonificate la discarica di Pizzo --> Sabato 04 Aprile 2009
PROVINCIA, pagina 25 e-mail print COSTA VOLPINOLegambiente Alto Sebino chiama
in causa il Comune di Costa Volpino per risolvere il problema della discarica
da bonificare in località Pizzo, a pochi metri di distanza dal lago d'Iseo.
Ieri i rappresentanti dell'associazione hanno organizzato una conferenza stampa
per illustrare la situazione. È un'area che si estende per 12 mila metri quadrati
(compresa una piccola porzione del territorio comunale di Pisogne) sui quali
vennero depositati tra il 1977 e il 1979 ben 54 mila metri cubi di scorie
d'acciaieria, fanghi e polveri di abbattimento fumi. In più di trent'anni sono
stati avanzati diversi progetti per bonificare l'area ma tutto si è sempre
impantanato a causa della burocrazia e dei costi. Le analisi effettuate a più riprese hanno sempre
confermato che in quest'area sono presenti elementi inquinanti come piombo,
arsenico, zinco e Pcb (policlorobifenili). «Il problema si allarga - spiega
Bianca Lanfranchi, vicepresidente del circolo di Legambiente - e le analisi
eseguite dall'Arpa hanno rilevato che anche nei terreni circostanti sono
presenti sostanze derivanti dalle scorie d'acciaieria che la normativa
inquadra come rifiuti pericolosi». Il Corpo forestale dello Stato in passato ha
svolto indagini che hanno rivelato come nelle falde, nel sottosuolo e sulla
superficie della discarica siano presenti metalli pesanti, pericolosi per la
salute. Questi elementi inoltre raggiungono facilmente il lago d'Iseo per due
motivi: il primo è che il cumulo di scorie è lambito da un torrente, l'Ogliolo,
che si getta nel Sebino; il secondo è che il livello del lago, quando si alza,
si mescola con la falda inquinata sotto la discarica. Nonostante questa
situazione, il Corpo forestale dello Stato in passato ha trovato in questa zona
allevatori e pastori con i propri animali, cacciatori e pescatori. Qualcuno
usava addirittura i cumuli di scorie come tavolini e seggiole per il pic-nic.
Quando tira vento però si alza una polvere sottile che si deposita su auto,
barche del vicino porto demaniale e case di Pizzo. «Dal punto di vista penale -
commentano dal Corpo forestale dello Stato - non è stato possibile individuare
chi trent'anni fa ha portato i primi rifiuti. Rimane il fatto che l'area ancora
oggi rappresenta un pericolo per la popolazione e che quindi ci sia un
comportamento omissivo da parte delle autorità che dovrebbero garantire la
salute pubblica». Per questo Legambiente chiede l'intervento del Comune di
Costa Volpino: «In trent'anni si sono succedute tante amministrazioni e
sappiamo che la responsabilità non è tutta dell'attuale sindaco, ma al primo
cittadino, che deve tutelare la salute delle persone, chiediamo un intervento
risolutivo visto che con la bella stagione riprenderà il flusso di turisti che
vengono a Pizzo per stare all'aria aperta». L'unica soluzione percorribile è
asportare le scorie e smaltirle, perché ricoprire il sito con argilla non basta
a eliminare l'inquinamento del sottosuolo. Giuseppe Arrighetti 04/04/2009
nascosto-->
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
«In
Provincia voglio portare facce nuove» --> L'onorevole leghista in corsa per
il centrodestra unito: via Tasso deve essere più vicina ai Comuni Le priorità:
lavoro, sociale, infrastrutture. «Sono stato secessionista, ma ho un trisavolo
garibaldino» Sabato 04 Aprile 2009 CRONACA, pagina 21 e-mail print Voltiamo
pagina e «mettiamo davanti la Provincia al presidente». Ettore Pirovano è il
candidato unitario del centrodestra per la corsa a Via Tasso: il parlamentare
leghista mette sul tavolo le priorità - lavoro, sociale, infrastrutture -, apre
alla collaborazione con i privati, mette qualche paletto agli alleati e fa pure
outing: «Ho un trisavolo che ha partecipato alla spedizione dei Mille». Una
curiosità: se non si fosse chiuso l'accordo con il Pdl, avrebbe corso lo stesso
solo con la Lega? «Sì, certo. Ma sono ben lieto di essere un candidato di
coalizione. Al governo e in Regione abbiamo dimostrato di saper fare squadra
sui grandi obiettivi. Se lo spirito sarà lo stesso, potremo ottenere buone cose
per Bergamo. Ora la Lega è molto più forte e magari ce l'avrebbe fatta anche da
sola, ma sarebbe stata una vittoria inutile. Serve un consenso più ampio, e con
gli alleati è meglio litigare prima per arrivare uniti poi». Quindi quali
paletti mette? «Io un programma ce l'ho, ma prima di presentarlo devo
miscelarlo con quello del Pdl. Però sicuramente non può essere diverso come
impostazione da quanto stiamo facendo al governo: sicurezza, tutela del
territorio, salvaguardia della nostra gente». Quanti saranno gli assessori?
«Dieci, come prevede la nuova legge. Quando si pensava potessero essere ancora
12, i miei alleati hanno proposto una ripartizione 7 a 5». A favore loro?
«Chiaramente sì, al che ho detto che forse era il caso di aspettare il
risultato delle urne. C'è poi chi si è lamentato del fatto che avessi già
presentato la lista il 23 dicembre, sottolineando la necessità di condividere
una strategia di collegio. Per me è un discorso che non esiste e vorrei
ricordare agli amici del Pdl che sulla scheda ci sarà una lista Lega e una
loro: perché dovrei favorirla?». Realisticamente, Pirovano, potreste anche
ritrovarvi alla pari... «Io sto spingendo per stravincere, così potremo avere
maggior potere di scelta in Giunta». Questo in numeri, ma sugli uomini degli
alleati? «L'ho già detto al Pdl: esigo il diritto di veto, perché se uno non è
capace non lo voglio. E dopo dieci anni di amministrazione vorrei anche da loro
facce nuove, per segnare una certa discontinuità e la rottura di certi legami».
Quindi se vince... «Ripartiamo da zero, cercando persone normali: non mi
interessano soloni, geni o gente con il torace sempre troppo gonfio. Vorrei
gente normale che capisca che, una volta impostato, quello è il programma del
presidente e non dell'assessore». Ohi, ma la Lega non era quella che accusava
di personalismo il presidente Valerio Bettoni? «Non farò mai un programma che
non sia condiviso, questo è chiaro: ma, una volta fatto, non voglio battitori
liberi». Che idea di Provincia ha in mente? «Più Provincia e meno presidente».
Messaggio nemmeno tanto subliminale a Bettoni? «Beh, credo che in questi 10
anni sia emerso più lui che l'istituzione. Io penso che la Provincia debba
essere un ammortizzatore tra Comuni e Regione, fare cioè squadra con le
amministrazioni locali, soprattutto quelle piccole, e aiutarle davvero». E
secondo lei questo non è avvenuto? «Al di là delle poche cose ottenute per le
infrastrutture, dove l'accordo con i Comuni era indispensabile...». Beh, sulle
infrastrutture non si tratta proprio di poche cose, onestamente... «Ma no, non
hanno lavorato male, anche se all'inizio c'è stato un po' il tentativo di fare
il padre-padrone. Però prendiamo qualche esempio: sulle cave di prestito la
Provincia ha reso partecipi i Comuni? Non mi pare proprio». Ma lei vede la Provincia
come ente regolatore o gestore? Bettoni tra i suoi fiori all'occhiello mette il
sistema della società partecipate... «La Provincia deve riuscire a conciliare i
legittimi interessi economici dei privati con quelli dei cittadini, dando dei
precisi indirizzi: un ente regolatore, senza dubbio, non un'azienda». Quindi
della multiutility Abm che intende farne? «Prima voglio capire che c'è dentro,
guardare i conti - quelli veri - e le persone in faccia. Dopo, con grande
professionalità, dismettere le società inutili e valorizzare quelle che servono
al territorio». A proposito di inutilità: il Pdl vorrebbe abolire le Province,
come la mettiamo? «Non tutte, quelle inutili appunto. Ma non può essere il caso
di Bergamo. Credo che con il federalismo, fiscale prima e istituzionale poi, ci
saranno spazi di manovra più ampi e precisi. Personalmente non sono innamorato
delle Province, ma finché ci sono vanno gestite al meglio». Lei ha detto di
voler un po' portare la Provincia nella Bassa... «Vero». Saranno entusiasti i
valligiani... «Ma nessuno intende penalizzarli, semmai valorizzarne la loro più
grande risorsa, quella turistica». Lo vogliono tutti, di questi tempi... «Le
faccio un esempio: a Roma c'è un ufficio della Provincia che pubblicizza il
formai de mùt e il prosciutto di Ardesio: non so quanto gliene possa fregare ai
romani, ma so per certo che uno di Treviglio non sa che ad Ardesio fanno un
eccellente prosciutto». Turismo uguale Orio al Serio: Bettoni ha lanciato
diversi allarmi sulle vostre possibili intenzioni di penalizzare lo scalo,
magari a favore di quella Malpensa vessillo della Lega. «Non capisco perché lo
pensi». Magari anche perché il primo e finora unico presidente leghista,
Giovanni Cappelluzzo, fu il solo a non entrare nel Patto di sindacato dei soci
bergamaschi. È stato Bettoni a riportarci la Provincia. «Io penso che Orio sia
una risorsa da valorizzare al massimo, e su questo non ci piove. Ma serve una
strategia precisa sul turismo: credo la cosa migliore sia parlarne insieme e
che nei Cda non ci debba andare chi non ha più niente da fare o non sia
candidabile in Europa, ma persone che conoscano bene la materia». Finora, visti
i risultati, sembra che la conoscano, eccome... «Niente da dire, ma ora cosa
facciamo di Orio?». Ce lo dica lei: per esempio acquisterebbe le quote Sea,
come ha deciso Bettoni? «Per farlo ha dismesso quelle della Serenissima, e ho
già qualche dubbio in materia. Perché prima, per esempio, potrei fare a meno di
qualcosa che c'è in Puglia, per dire... Su Sacbo la Provincia può fare molto
senza la necessità di avere una quota predominante». Quindi non è contrario
all'ingresso di nuovi privati? «Ma proprio per niente: la Provincia può giocare
un ruolo ugualmente decisivo senza per forza acquistare quote. Non ho il mito
del controllo pubblico del Patto di sindacato, proprio no». C'è chi si lamenta
del fatto che la Provincia spenda molti soldi in mostre, patrocini,
manifestazioni... «Anche qui voglio vederci chiaro, perché i "si
dice" da bar non mi piacciono. Prima voglio vedere cosa c'è nei cassetti,
senza andare a cercare scheletri nell'armadio, non è il mio lavoro. È una
perdita di tempo e basta. Certo, se poi uno se li trova tra i piedi...». La
lista della Lega è composta in buona parte da sindaci uscenti, pescherà lì per
i suoi assessori? Oppure tra qualche esterno? «Se gli esterni fanno parte del
movimento o sono persone già collaudate, nulla in contrario. Comunque ho scelto
in gran parte sindaci per due motivi: potenzialmente prendono voti e poi dopo
l'esperienza amministrativa sono disincantati e quindi concreti. Gente che sa che c'è anche una burocrazia, quindi tempi e quindi regole...». Scusi, non ha l'impressione
di volare molto basso? Non crede che magari serva anche un sogno per questa
Provincia e non solo una concretezza tutta bergamasca? «Certo che sì, ma i
sogni devono anche avere buone possibilità di realizzazione». Allora
immaginiamo il sogno che vorrebbe aver realizzato nel 2014... «Che in provincia
di Bergamo ci sia una derivazione importante dell'Expo: che una parte delle
centinaia di migliaia di visitatori sia arrivata a Bergamo, anche solo per
comprare il prosciutto di Ardesio». Lo sa che potrebbe diventare presidente di
una Provincia con il 15 per cento di immigrati? «Lo so, ma se sono regolari non
c'è alcun problema». Ma questa distinzione regolari-irregolari non può spiegare
tutto: tra gli irregolari ci sono in maggior parte donne, bambini, gente onesta
che cerca lavoro... «Ma serve un filtro, qualcosa che impedisca di venire qui a
chi non voglia integrarsi». O assimilarsi? «No, integrarsi, ma tra estremismi
del buonismo e del cattivismo alla fine troveremo una sorta di soluzione. E qui
penso che il lavoro sia il discrimine». Il lavoro lo cercano, e c'è chi scappa
da guerre. «Per la guerra c'è il diritto d'asilo». Normativa non sempre
chiarissima. «La perfezioneremo dove necessario, e il lavoro purtroppo non c'è
per tutti. Soprattutto in un momento difficile come quello attuale, dove la
nostra gente nelle valli è a piedi. E questo è un problema: oltre l'etica c'è anche
la pratica». Ha intenzione di collaborare con il suo collega di coalizione
Franco Tentorio in corsa per il Comune? «Gli ho già fatto sapere di esser
pronto a fare campagna elettorale insieme, e sarebbe la prima volta nella
storia. Dobbiamo creare un senso di collaborazione che poi si sposti nelle
istituzioni». Quindi se vince Roberto Bruni e il centrosinistra offre
collaborazione? «Certo, perché quello che conta è la gente che amministriamo».
Ci dica tre priorità. «Lavoro, sociale, gestione delle infrastrutture e del
territorio» Come usciamo da questa crisi del lavoro? «Insieme ai privati e non
contro i privati: il lavoro si crea con lo sviluppo, quindi dobbiamo
assolutamente collaborare». Pirovano, quanto è condizionato dalla Lega? «Fino
ad oggi non mi ha mai condizionato nella gestione dell'amministrazione». Ok, a
vittoria conseguita le dicono che deve mettere quell'uomo e non quell'altro...
«Litigo e tanto. E credo anche di aver l'età e il disincanto per poterlo fare»
In caso di vittoria resterà anche alla Camera? «Sì, le due cariche non sono
incompatibili». Però si parla già di Pirovano presidente a mezzo servizio...
«Quando facevo il sindaco a Caravaggio non l'ha mai detto nessuno». Lei pensa
di vincere? «I numeri ci sono». E gli avversari mancano, finora: Pd in alto
mare, centristi in attesa, Lista Bettoni pure. A proposito, il presidente in
carica non perde occasione per attaccare la Lega. «E io lo ignoro, sono
convinto che sia il modo migliore per farlo imbestialire». Non le sembra una
vittoria potenzialmente troppo facile? «Cominciamo a vincere, anche se va detto
che è brutto non avere un'opposizione. Speriamo che almeno in aula le cose
cambino. Di certo lavorerò per modificare il regolamento». Perché? «Perché gli
interventi non devono essere così prolissi». La nuova tendenza berlusconiana
che avanza: basta perdite di tempo in aula? «Ma assolutamente no. A Caravaggio
l'ho fatto nel 1998, applicando al regolamento comunale quello della Camera,
allora presieduta da Luciano Violante: quindi sono al di sopra di ogni
sospetto. Tempi contingentati, riunione dei capigruppo: più tempo per le cose
importanti e meno per quelle secondarie». E le Commissioni: si taglieranno i
consistenti gettoni? «Mi risulta che le cose siano già migliorate con
l'introduzione di un tetto massimo indipendentemente dal numero di sedute. La
cosa che mi dà fastidio è che ci siano Commissioni che si riuniscono due-tre
volte in una settimana per diversi argomenti: ecco, questo cambierà». Sbagliamo
o dovrà giurare sulla Costituzione italiana? «Beh, non è uno scandalo. Siamo
nella Repubblica italiana, stiamo semmai cercando di modificarne i meccanismi».
Non è un secessionista? «Lo sono stato, perché era piacevole, ma sono
sostanzialmente federalista. Diciamo che sono secessionista tanto quanto il mio
trisavolo era un garibaldino, quindi un unitario». Prego? «Giovan Battista
Asperti, disertò dall'esercito savoiardo per partecipare alla spedizione dei
Mille. Un vero rivoluzionario». Scusi, ma... «Tranquilli, Bossi lo sa». Dino
Nikpalj 04/04/2009 nascosto-->
(
da "Nazione, La (Siena)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA
/ VALDICHIANA / AMIATA / VALD'ORCIA pag. 17 di MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE
in provincia di Siena per quel che riguarda... di MASSIMO MONTEBOVE LA
SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda il settore auto è
preoccupante e molte aziende del settore stanno chiudendo in perdita i bilanci
relativi al 2008. A
LANCIARE l'allarme è Andrea Bacci, titolare di un noto concessionario
automobilistico e da alcune settimane presidente dei giovani imprenditori della
Cna di Siena, gruppo che conta un migliaio di associati. «Per quanto riguarda
il settore auto asserisce Bacci veniamo da un 2008 che già presentava un calo
importante rispetto al 2007 e che, in particolare dall'inizio della scorsa
estate, subisce una crisi pesante con un decremento non solo del numero di
vetture vendute, ma anche della redditività di ogni singola azienda. Si prevede
- prosegue l'imprenditore - che più del 50 per cento chiuderà il bilancio 2008 in perdita e che
questo dato nel 2009 sia destinato a peggiorare». UNA SITUAZIONE che ovviamente
sta avendo alcune ripercussioni anche sul piano occupazionale, anche se le
concessionarie subiscono meno l'impatto della crisi rispetto alle aziende
produttrici. «E' VERO dice ancora il leader dei giovani imprenditori senesi della
Cna che nel mese di marzo si è avuto un primo segnale di ripresa del mercato,
ma ritengo che questo resti un segnale e non una svolta: torneremo purtroppo ad
avere mesi di flessione e le aziende soffriranno ancora. Non penso quindi che
il peggio sia passato». Bacci sottolinea che si tratta di un problema generale
(«le casi produttrici automobilistiche hanno una capacità produttiva eccessiva
rispetto alle richieste del mercato», afferma) e ritiene
che una possibile soluzione della crisi possa essere ricercata proprio nei
giovani: «Ritengo che soprattutto in questa fase sia fondamentale dare spazio a
nuovi modi di fare impresa e a idee innovative di cui i giovani possono farsi
portatori. Inoltre serve una mano da istituzioni e banche: le prime cercando di
ridurre la burocrazia, le
seconde dando credito».
(
da "Provincia Pavese,
La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Hai un
dubbio? Chiedi al notaio Studi aperti, a turno, per le consulenze gratuite ai
cittadini PAVIA. L'acquisto della casa, la stipula di un mutuo, il testamento.
Operazioni che possono riservare sorprese, qualche volta sgradite, se non
condotte correttamente. Meglio dunque consultare prima un notaio. Per tutto il
2009 peraltro è possibile farlo gratuitamente. A Pavia e in provincia gli studi
notarili si mettono a disposizione dei cittadini. Telefonando alla segreteria
del Consiglio notarile di Pavia (0382-35167) i pavesi potranno prenotare un
incontro ed essere smistati sul notaio di turno più vicino a casa e in
"servizio" quel giorno. Ogni pomeriggio - per ora dalle 18 alle 20 -
ne troverano uno a disposizione per sbrogliare la matassa
sempre complessa della burocrazia. «Gli argomenti scelti per la consulenza gratuita - spiega Paolo
Sedino, presidente dei notai pavesi - sono quelli di maggiore interesse per il
cittadino: l'acquisto della casa e le relative agevolazioni fiscali, prima di
tutto. La stipula del mutuo ipotecario, ma anche la possibilità di cambiare
mutuo, con la stessa banza passando a una nuova. E ancora il testamento
e l'eredità, con le imposte da pagare e tutti gli aspetti legati alla gestione
del patrimonio di famiglia». «Il notaio è un'istituzione a garanzia dei
cittadini - spiega Roberto Borri, delegato per il Consiglio alla comunicazione
- e svolge un'azione di prevenzione, utile alla collettività perché finalizzata
ad eliminare l'attività di prevenzione che peraltro genera enormi costi sociali,
sia in termini di spesa sia di tempo. Questa iniziativa va in quella direzione.
Vorremmo avvicinare la gente alla figura del notaio. E non essere più visti
come distanti, chiusi in una torre d'avorio. Siamo al servizio della gente e
siamo contenti di esserlo». Alla proposta hanno dato la loro adesione la
maggior parte dei notai della provincia, diversi Comuni (che hanno sottoscritto
il protocollo d'intesa per le consulenze gratuite) e Federconsumatori. Ma la
consulenza è rivolta solo ai privati. (m.g.p.)
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ascoli)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERMO
PRIMO PIANO pag. 15 STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa
con un misto di speranz... STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia
operativa con un misto di speranza e diffidenza, di voglia di cambiare e paura:
per i fermani la nascita del nuovo ente è un momento importante, ma difficile,
i timori sulla sua utilità restano forti. E' un sentimento che oscilla tra
l'ottimismo e l'allarmismo quello registrato nella seconda tappa del viaggio
nel Fermano alla scoperta di come la gente vive questo cambiamento. Le
incertezze derivano anche dal fatto che molti non hanno ben chiaro quali siano
le competenze di questo ente; in diversi poi non sanno che la Provincia di
Fermo è ormai realtà. Questa volta abbiamo parlato con i cittadini di Monte
Vidon Corrado, Montappone, Massa Fermana, Falerone e Servigliano. «La Provincia sarà utile per snellire la burocrazia: gli uffici saranno più vicini dice Graziano Santoni di M.Vidon
Corrado . Tra le prime cose di cui occuparsi c'è la sanità: non funziona e
all'ospedale di Fermo i parcheggi sono scomodi». Guarda con occhio positivo
alla Provincia anche Marco Minnetti di Servigliano che precisa: «La creazione
del polo economico a Campiglione è ottima, come pure Fermo capoluogo. La
Provincia serve e si dovrà occupare di varie cose: per primo delle
infrastrutture; poi dovrà investire su formazione e cultura, potenziando
l'offerta universitaria». Ripone speranze nel nuovo ente anche Giancarlo Di
Falvio del negozio Sapore di Mare di Massa Fermana: «Ascoli ci ha abbandonati,
soprattutto chi vive a confine con il Maceratese, mi auguro che ora si
occuperanno di tutto il territorio e che saranno più attenti alle esigenze di
persone e Comuni». E' invece scettica Sonia Latini di Servigliano: «Dovrebbero
aiutare le imprese, e indirettamente le famiglie, e migliorare la sanità, ma
temo che la nuova Provincia comporti troppe spese per i cittadini». E'
pessimista anche Franco Giacinti di Falerone: «Rischia di essere un altro
carrozzone, a Fermo ci sono già gli uffici, non serve la Provincia». Per
Giacinti pensano tutto alla poltrona, ma di cittadini e commercianti non si
preoccupano: «Si punta sui grandi centri commerciali e alla fine i piccoli
esercizi chiuderanno e nei paesi non si troverà più nulla. L'altro problema
sono le strade». Sulla stessa linea è Fernando Vitali di M.Vidon Corrado: «Sono
contrario alla Provincia: è solo burocrazia
dispendiosa». Riguardo alle carenze della zona anche per lui «serve una
viabilità decente: la mare-monti sarebbe utile, ma la 3° corsia sull'autostrada
no». Di vie di comunicazione parla poi Elio Minnicucci di Montappone : «Va
sistemata la Faleriense, e investirre sulla mare-monti. Rimpiango il trenino,
so che è anacronistico ma funzionava». Per Giuseppina Seccacini di Massa ma titolare
delle Macellerie riunite Concettoni di Montappone il nuovo ente dovrà garantire
un «buon funzionamento degli uffici ed essere vicino a cittadini, commercianti
e soprattutto agli agricoltori, che hanno troppe spese». Della necessità di un
sostegno alle imprese è convinta Monica Antoniozzi di Falerone: «I costi
aumentano e gestire un'attività è dura, serve un aiuto». Per Mauro Monti
dell'omonimo bar di Montappone «è anche ai giovani che dovrà pensare
l'Amministrazione provinciale, dal punto di vista della formazione e del tempo
libero. E' poi indispensabile un sostegno alle famiglie». Camilla Corradini
(
da "Nazione, La (Pisa)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 2 NOI, VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA di
FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat
smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla anche una serie di prelievi
non autorizzati sul proprio conto corrente. Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a
metà tra la truffa e la disavventura. La vittima è un correntista
pisano, lavoratore dipendente, che nel luglio del 2008 si è recato alla filiale
cittadina della propria banca per segnalare il disservizio. Bancomat tagliato
secondo la prassi e sottoscrizione della richiesta per ricevere una nuova
carta. Ed da qui che iniziano i «veri» problemi. Quelli che hanno portato
l'uomo ad affidarsi all'associazione «Baby Consumer», costretta a sua volta
dopo nove mesi e decine di lettere e reclami a dover dare mandato ai propri
legali per la denuncia. QUESTI i fatti: il cittadino, privo di bancomat, se ne
va in ferie. Al ritorno, a partire dai primi giorni di settembre, inizia a
chiedere lumi alla banca: vuole sapere quando arriverà a casa il codice segreto
con il quale andare poi a ritirare il nuovo bancomat direttamente allo
sportello dell'istituto di credito. Ma la risposta è sempre la stessa: «Ancora
niente». Fino a quando a fine settembre arriva l'estratto conto. E sorpresa
l'uomo si accorge che gli sono state addebitate quattro operazioni effettuate
in una città del nord Italia per un totale di qualche migliaio di euro. Spese
mai fatte con una carta che lui non ha mai ricevuto, evidentemente «trafugata»
durante il tragitto per Pisa. Unica soluzione: bloccarla. Ma nel frattempo
passano i mesi e ancora dalla banca nessuna novità, nè sui soldi perduti nè sul
bancomat che si è «perso» per strada. «I cittadini commenta Pino Staffa,
responsabile dell'associazione Baby Consumer (www.babyconsumer.it) vengono presi
per sfinimento. Non solo: questo episodio dimostra quanto i servizi
interbancari siano privi di qualsiasi elemento di sicurezza». E non è un caso
se negli ultimi tempi i problemi con le banche affollino sempre di più le
scrivanie delle associazioni dei consumatori. Un esempio? La copia degli
estratti conto. C'è chi si è visto chiedere anche 10,25 euro a fotocopia. «Per
gli estratti degli ultimi anni dice ancora Staffa le banche sono state capaci
di chiedere da un minimo di 7,50 euro a un massimo di 25 euro a foglio. Questi
documenti devono invece essere dati al cliente gratuitamente, come più volte
ribadito dal Garante della Privacy, perché non sono altro che il risultato di
una richiesta di accesso ai propri dati personali da parte del titolare. Alcuni
mesi fa prosegue un cliente si è rivolto alla propria banca, a Pisa, chiedendo
copia degli estratti conto trimestrali e dei tabulati di una posizione titoli
degli ultimi tre anni. Gli sono stati chiesti, appunto, 10,25 euro per ogni
fotocopia per un totale di 246 euro. Il cliente avendo necessità di entrare in
possesso di tali documenti, ha pagato, ma tramite la nostra associazione, si è
rivolto all'Autority per la tutela dei dati personali che ha ribadito, per
l'ennesima volta, la gratuità di questi documenti». Image:
20090404/foto/5285.jpg
(
da "Nazione, La (Pisa)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 3 di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio
bancomat sm... di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il
proprio bancomat smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla anche una
serie di prelievi non autorizzati sul proprio conto corrente. Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la disavventura.
La vittima è un correntista pisano, lavoratore dipendente, che nel luglio del
2008 si è recato alla filiale cittadina della propria banca per segnalare il
disservizio. Bancomat tagliato secondo la prassi e sottoscrizione della
richiesta per ricevere una nuova carta. Ed da qui che iniziano i «veri»
problemi. Quelli che hanno portato l'uomo ad affidarsi all'associazione «Baby
Consumer», costretta a sua volta dopo nove mesi e decine di lettere e reclami a
dover dare mandato ai propri legali per la denuncia. QUESTI i fatti: il
cittadino, privo di bancomat, se ne va in ferie. Al ritorno, a partire dai
primi giorni di settembre, inizia a chiedere lumi alla banca: vuole sapere
quando arriverà a casa il codice segreto con il quale andare poi a ritirare il
nuovo bancomat direttamente allo sportello dell'istituto di credito. Ma la
risposta è sempre la stessa: «Ancora niente». Fino a quando a fine settembre
arriva l'estratto conto. E sorpresa l'uomo si accorge che gli sono state
addebitate quattro operazioni effettuate in una città del nord Italia per un
totale di qualche migliaio di euro. Spese mai fatte con una carta che lui non
ha mai ricevuto, evidentemente «trafugata» durante il tragitto per Pisa. Unica
soluzione: bloccarla. Ma nel frattempo passano i mesi e ancora dalla banca
nessuna novità, nè sui soldi perduti nè sul bancomat che si è «perso» per strada.
«I cittadini commenta Pino Staffa, responsabile dell'associazione Baby Consumer
(www.babyconsumer.it) vengono presi per sfinimento. Non solo: questo episodio
dimostra quanto i servizi interbancari siano privi di qualsiasi elemento di
sicurezza». E non è un caso se negli ultimi tempi i problemi con le banche
affollino sempre di più le scrivanie delle associazioni dei consumatori. Un
esempio? La copia degli estratti conto. C'è chi si è visto chiedere anche 10,25
euro a fotocopia. «Per gli estratti degli ultimi anni dice ancora Staffa le
banche sono state capaci di chiedere da un minimo di 7,50 euro a un massimo di
25 euro a foglio. Questi documenti devono invece essere dati al cliente
gratuitamente, come più volte ribadito dal Garante della Privacy, perché non
sono altro che il risultato di una richiesta di accesso ai propri dati
personali da parte del titolare. Alcuni mesi fa prosegue un cliente si è
rivolto alla propria banca, a Pisa, chiedendo copia degli estratti conto
trimestrali e dei tabulati di una posizione titoli degli ultimi tre anni. Gli
sono stati chiesti, appunto, 10,25 euro per ogni fotocopia per un totale di 246
euro. Il cliente avendo necessità di entrare in possesso di tali documenti, ha
pagato, ma tramite la nostra associazione, si è rivolto all'Autority per la
tutela dei dati personali che ha ribadito, per l'ennesima volta, la gratuità di
questi documenti». Image: 20090404/foto/5301.jpg
(
da "Nazione, La (Pisa)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO
PIANO pag. 3 Disservizi e sportelli lumaca Pannelli solari, che miraggio: mesi
e mesi per un sì FEDERCONSUMATORI STANCHI, stufi di essere vittima di
disservizi o malfunzionamenti. Pronti anche a «denunciare» sindaco e dirigenti
pur di avere giustizia. «I casi di cittadini sul piede di guerra che segnalano
problemi con gli uffici pubblici e, contestualmente, vorrebbero avanzare
richieste di risarcimento danni causati da comportamenti omissivi e, comunque,
non professionali sono sempre di più». In media dice la Fedeconsumatori una
pratica su dieci è di questo tipo. Con un aumento del 10% nell' ultimo anno.
«Crescita forse causata dice il presidente della sede pisana, l'avvocato Paolo
Redini anche della linea dura contro i fannulloni del ministro Brunetta». I
CASI comunque non mancano. «Al nostro sportello energetico spiega Redini ci
vengono costantemente segnalati, per esempio, problemi per quanto riguarda
l'uso delle energie rinnovabili. Molti utenti sarebbero, infatti, ben disposti
ad investire in cambio di energia pulita, a caccia ovviamente anche di un
risparmio sui costi delle bollette, ma spesso rinunciano perché non riescono ad
avere risposte certe sui tempi di attuazione. Senza contare poi i problemi di
quei cittadini che abitano in zone vincolate». Come è successo a un abitante di
Tirrenia che aspetta da oltre tre mesi un parere da parte degli organi
competenti. «La sua colpa? Voler istallare dei pannelli fotovoltaici sul
tetto». ALTRA storia, altro disservizio. Il caso è quello del padre di un bambino
disabile, invalido al 100%. «Il genitore riferisce l'avvocato Redini si è
rivolto alla Federconsumatori partendo da una confessione: il vero disagio per
lui non era avere un figlio diversamente abile ma avere a
che fare con una burocrazia
umiliante. Suo figlio ogni anno deve, infatti, essere sottoposto a una visita
di controllo per avere la certificazione di un'invalidità di fatto
irreversibile. Ma l'assurdo è stato toccato quando ancora il ragazzo era
minorenne: al padre venne infatti negato il permesso di circolazione in ztl
adducendo come scusa proprio quella che il bambino, non avendo ancora
compiuto i 18 anni, non aveva diritto alla patente». «FEDERCONSUMATORI conclude
Paolo Redini cerca di affrontare qusti problemi muovendosi presso gli Enti
interessati in uno spirito collaborativo, avendo a cuore un rapporto più
disteso tra consumatori, aziende e, appunto, enti pubblici. La maggior parte
delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli ritiene comunque necessario
ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere
agli obblighi amministrativi. Semplificare norme, adempimenti burocratici e
linguaggio: è questa ormai l'esigenza primaria del cittadino». Che sempre più
di fretta non ha certo tempo e voglia di perdere ore tra scartoffie e
sportelli.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ravenna)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
CERVIA
pag. 23 Sventato furto in una boutique, arrestati quattro giovani CARABINIERI
LA BANDA AVEVA PRESO DI MIRA UN NEGOZIO DI VIA ROMAGNA. SCOPERTA REFURTIVA E
PISTOLA GIOCATTOLO ANNUNCIATO da mesi, il Regolamento del verde pubblico e
privato' ha raggiunto il traguardo in consiglio comunale con l'astensione
dell'opposizione. L'obiettivo è tutelare il vasto polmone verde cittadino, per
il quale si investe il 5,9 per cento del bilancio comunale, e metter un argine
agli abbattimenti selvaggi che spesso hanno minato l'altrettanto ampia
dotazione di verde privato. Puntuali e severe le indicazioni applicate a
quest'ultimo aspetto. I LOTTI edificabili dovranno essere dotati di 1 albero e
4 arbusti ogni 100
metri quadrati e la tipologia andrà scelta in un elenco
apposito; nei casi di nuove costruzioni andrà versato, in contanti o tramite
fideiussione, una cauzione di 2mila euro per pianta da abbattere (nel
regolamento attuale la cifra è di 150 euro), cifra che in caso di non
conformità verrà introiettata dall'amministrazione e reimpiegata per la
riqualificazione di aree verdi comunali; in caso di nuovi impianti sul litorale
e nella frazione di Savio, il pino domestico dovrà rappresentare il 30 per
cento del totale; è poi introdotto il concetto di zona di pertinenza dell'albero'
dove, a seconda delle dimensioni della pianta, non potranno essere effettuati
scavi né impermeabilizzare la superficie; allo stesso modo le piante andranno
impiantate ad una distanza minima tra loro e dovranno distare 2 metri dai confini di proprietà
e da terrazzi, scale e sbalzi. Nel caso un piano edilizio insiste su aree
alberate, l'eventuale permesso di abbattimento potrà essere concesso solo dopo
perizia tecnica che ne asseveri l'impossibilità di conservarla o il precario
stato fitosanitario. IN CASO di accertamento di abbattimenti non autorizzati di
alberi di pregio oltre alla sanzione amministrativa, si potrà procedere alla
denuncia penale per danno ambientale. Nel caso di abbattimenti non autorizzati,
comunque, verranno sanzionati il proprietario delle piante ed il soggetto che
ha effettuato l'intervento, sarà imposta la piantagione sostitutiva entro 18
mesi e per lo stesso periodo sarà bloccata la presentazione di pratiche
edilizie sul lotto. E' inoltre vietato tagliare rami e radici di alberi
pubblici che si addentrino su suolo privato, sui quali il proprietario del
terreno non può pretendere alcun tipo di recisione. I danneggiamenti al verde
pubblico verranno stimati economicamente e imputati a chi li ha procurati,
oltre alla possibilità di denuncia presso l'autorità giudiziaria per procurato
danno ambientale. Questo è solo un estratto del nuovo regolamento. LE POLEMICHE
dell'opposizione sul contenuto del testo non sono mancate. «Il regolamento ci
delude ha affermato Alessandra Coatti perché è fin troppo dettagliato e
limitante nella scelta del verde, e la sua eccessiva burocrazia non facilita il
coinvolgimento della popolazione. Per di più arriva a fine legislatura e nei
cinque anni precedenti, come avvenuto con l'abbattimento di 120 piante per
creare il Pineta Village, si è agito come abbiamo visto». Massimo Mazzolani ha
lamentato «alcuni tempi troppo brevi come i sette giorni per comunicare la
caduta di una pianta su suolo privato, dopodiché scattano le sanzioni».
PER il delegato al verde Todoli questo «regolamento è uno dei migliori in
Italia, e sfido l'opposizione a chiamare qualsiasi agronomo che sia in gradi di
contestarlo». Il dirigente del servizio verde Flavia Mazzoni ha annunciato che
«si tratta di uno strumento che non vuol essere coercitivo» e per
sensibilizzare al meglio la popolazione, verranno organizzate il prima possibile
diverse assemblee pubbliche. Lorenzo Lelli Image: 20090404/foto/8906.jpg
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Primo
Piano Pagina 104 La storia. Iniziò come medico condotto a Senis e Ales Da
Villaputzu al potere romano La storia.. Iniziò come medico condotto a Senis e
Ales Fu anche presidente del Consiglio regionale --> Fu anche presidente del
Consiglio regionale di FABIO MANCA «Ormai ognuno crea la sua loggia e fa
credere che entrandoci si acquisisce potere e si tutelano interessi, ma questa
è la fine della massoneria. Si rischia di tornare al periodo di Gelli». Così
parlò Armandino Corona nel 2003,
in un'intervista in cui - ottantaduenne - commentava con
amarezza il caos in cui era ricaduta la massoneria dopo la sua operazione di
pulizia dell'83, seguita agli scandali della loggia P2. «Gelli
aveva costituito un partito che funzionasse senza inutile burocrazia. Si era preoccupato di avere
un minimo di stampa, grandi capitali alle spalle, di avere sotto controllo la
mano militare, i servizi segreti, i grandi funzionari dello Stato e della
politica. La P2 può essere definita come una sorta di consommè di crema dei
poteri dello Stato, non certo un partito democratico». Per questo lottò
per rifondare la massoneria nel dopo-Gelli prima di allontanarsene nel '95.
«Sono stufo di essere un bersaglio: da un lato come Armandino Corona e
dall'altro come massone. Questa cosa deve finire. Perciò ho scisso questo
binomio e ora chi deve dire male della massoneria lo dica, e chi deve
prendersela con me lo faccia, ma facendo riferimento a fatti specifici». Negli
anni successivi ebbe modo di amareggiarsi ancora. «Continuano a far affluire
persone senza verificare la buona fede, il buon costume, il rispetto dei
principi di libertà, uguaglianza e fratellanza». Principi ai quali giura di
essersi sempre ispirato nel corso di una vita lunga, intensa, sempre a strettissimo
contatto con il potere. Quello vero. Una vita che si è conclusa nella notte tra
giovedì e venerdì, nel giorno del suo ottantottesimo compleanno, in un letto
del reparto di gastroenterologia del Santissima Trinità, dove era stato
ricoverato a causa di un'emorragia intestinale. Antifascista, figlio di un
esattore anarchico, otto fratelli, era nato a Villaputzu il 3 aprile del 1921.
Si laureò in medicina nel '46 e, raccontò ne Dal
bisturi alla squadra, la Massoneria italiana senza cappuccio (Bompiani
1987),
«la prima cosa che dovetti fare dopo la laurea fu pagare un grosso debito che
mio padre aveva contratto per farmi terminare gli studi». Due anni dopo vinse
un concorso per medici e venne mandato nella condotta di un quadrilatero tra
Senis, Assolo, Nureci ed Asuni. «Un angolo di terra più povero e deserto dei
paesi del terzo mondo, senza acquedotto, fogne, energia elettrica, scuole».
Aveva uno stipendio miserrimo che gli passava il Comune ma quello fu uno dei
periodi più importanti della sua vita. Fu lì che iniziò a fare politica, in
senso lato. «Nel '49, prima delle elezioni, da quelle parti arrivavano un sacco
di onorevoli». Li conobbe e fece realizzare l'acquedotto, una scuola,
l'ambulatorio. La battaglia combattuta accanto ai più deboli indusse il clero a
considerarlo comunista e a scomunicarlo. Sette anni dopo andò a fare il medico
ad Ales, patria di Gramsci, dove arrivò con una solida fama di mangiapreti.
Forse fu per quello che in tre anni quella divenne la diocesi più rossa
d'Italia. «Ho conosciuto molti monsignori che non credevano in Dio», confessò.
Autonomista e sardista convinto, legato ad Emilio Lussu, si candidò per la
prima volta nel '63. Venne eletto a furor di popolo consigliere provinciale e
conquistò un seggio che fino ad allora era stato appannaggio della Dc. Fu
l'inizio di una lunga e intensa carriera politica. Erano anni di emergenze, di
disoccupazione galoppante, di incendi e omicidi in aumento. Gli anni della
petrolchimica e della Saras. «La termocentrale del Sulcis, creata dal mio partito
per bruciare il pessimo carbone del Sulcis, non potè più inviare energia nel
continente perché», raccontò, «De Gaulle si oppose a mantenere attive le
strutture indispensabili a questa fornitura sostenendo che deturpavano il
paesaggio. Ciò incoraggiò Moratti a chiedere il permesso di costruire una
raffineria a Sarroch saccheggiando risorse finanziarie e l'ecosistema». In
quegli anni conobbe Ugo La Malfa, con cui costruirà negli anni un'amicizia
solida, e fu il promotore dell'accordo elettorale tra i sardisti ed il Pri. «Ci
accordammo quando ci diedero la garanzia di mantenere la nostra autonomia, anzi
di rafforzarla». Nel '69 venne eletto consigliere regionale nelle file del Pri
e fu in quello stesso anno che Livio Melis, un collega medico con cui aveva
studiato all'università, lo iniziò alla massoneria. Pragmatico, teorico del
dialogo, volle che le opposizioni presiedessero qualche commissione, avviando
l'era di un fiero consociativismo in virtù del quale Andrea Raggio, comunista,
venne eletto alla presidenza del Consiglio con i voti dei partiti di tutto
l'arco costituzionale. Nel frattempo prese l'aspettativa da medico ad Ales e
fondò la Casa di cura Maria Ausiliatrice, specializzata in ginecologia e
ostetricia. Lasciò gli interessi nella sanità, disse, quando, nel '77, fu
nominato assessore agli Affari generali, personale e Riforma della Regione (lo
stesso incarico che oggi ricopre sua figlia Ketty) prima di essere nominato
vice presidente della Giunta regionale guidata da Pietrino Soddu e, dal '79 all''81,
presidente del Consiglio regionale. Incarico che lasciò quando Giovanni
Spadolini, diventato presidente del Consiglio, lo volle a capo della segreteria
di Palazzo Chigi. Parallelamente crebbe il suo ruolo nella massoneria tanto
che, nel 1982, venne nominato Gran maestro. Negli anni successivi lavorò per
cancellare l'ombra della P2. «La segretezza della loggia di Gelli era il
segreto di Pulcinella», racconta nel suo libro. «Gelli rilasciava regolare
ricevuta del versamento d'iscrizione, riceveva la gente all'hotel Excelsior
coram populo , iniziava i nuovi adepti nel suo appartamento privato». A lungo
citato tra gli italiani più potenti, negli ultimi anni si è occupato di energia
eolica. «Aiuto una società danese a installare 41 turbine da 1,5 megawatt nell'area
del Casic. Produrranno il trenta per cento dell'energia elettrica che consuma
Cagliari. E senza chiedere un centesimo di contributi pubblici». Sino a pochi
mesi fa Corona ha continuato a ricevere nel suo studio di via De Magistris.
«Andava a trovarlo molta gente, gli chiedevano consigli e pareri», racconta il
figlio Giorgio, che è stato consigliere regionale dal '99 al 2004 nelle liste
di Forza Italia. Dei politici di oggi. Armando Corona aveva un pessimo
concetto: «Ormai sono tutti commercianti, gente impreparata che non conosce
l'abc della politica». E a chi gli chiedeva chi ha potere oggi rispondeva:
«Nessuno. Ci sono tante persone che ne hanno poco». I funerali saranno
celebrati questo pomeriggio alle 16 nella Basilica di Bonaria. Poi la salma sarà
trasferita al cimitero del Verano, a Roma, dove riposano tutti i Gran maestri.
Garibaldi a parte.
(
da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
in
memoria del divo giulio e della sua sfida ORESTE PIVETTA C'è una lettera di
Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial señor
don Julio Einaudi de Turin y Pinerol, marques de via Biancamano... come in un
quadro del Moroni, di profilo o di trequarti, il busto stretto nel corpetto
ricamato, nobilmente altezzoso, un po' dandy delle lettere e delle stampe e di
altro sicuramente, elegante da gran signore di campagna, cui piacciono i colori
e i tagli morbidi, seduttore indubbiamente mentre ti parla sussurrando un po' a
strascico con le parole, le labbra in una piega tra l'ironia e lo scetticismo
sui tempi che verranno. Don Julio è morto nel 1999 e dunque aveva le sue buone
ragioni per credere che le cose non sarebbero andate granché bene. Il divo
Giulio (lasciamo stare Tremonti), il Principe, dovendogli perdonare qualche
debolezza, qualche paura, molte civetterie, piccoli egoismi. Rifare la storia
chiederebbe chilometri di pagine. Luisa Mangoni, bravissima storica, ne ha
impiegate un migliaio (Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni
trenta agli anni sessanta. Bollati Boringhieri), per fermarsi agli anni
sessanta: trent'anni appena e ne mancherebbero altri 30 o 40 o 50, perché anche
l'eredità conta. Ho conosciuto Giulio Einaudi. Una volta, tardi negli anni,
dopo la grande crisi che avrebbe condotto la sua impresa nell'orbita di
Mondadori, lo incontrai nello stand a Francoforte, seduto in disparte e in
solitudine: stanco e un po' naufrago... Sempre lo avvicinavo con molti tremori
e timori. In fondo era anche da vivo un monumento e noi della generazione
sessantottina con aspirazioni intellettualine dovevamo moltissimo a lui e alla
sua casa editrice. L'elenco dei nostri debiti sarebbe enorme. Tanto per fare
qualche esempio: I persuasori occulti di Vance Packard, L'uomo a una dimensione
di Marcuse, L'io diviso di Laing, I dannati della terra di Frantz Fanon o
Colletti bianchi di Wright Mills, dove per la prima volta si vedeva o si
intuiva scritto di «proletarizzazione dei ceti medi», che per noi italiani era
già una rivoluzione. Tutte letture, capite qui e là, che stavano alle spalle
del miglior Sessantotto, quello libertario e novatore, internazionalista e
pacifista, prima che tutto precipitasse nelle burocrazie
dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo.
Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto
Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a
pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo
scolastica: Brecht e Gadda, Lukàcs e i francofortesi, Elsa Morante,
Lalla Romano, Nuto Revelli, Basaglia, Fenoglio e Pavese e Levi-Strauss e Frazer
e poi, o soprattutto per noi che eravamo anche comunisti e addirittura pici,
Antonio Gramsci, tutte le opere di Antonio Gramsci. I Quaderni dal carcere
videro la luce editoriale definitivamente (cioè in edizione critica) solo nel 1975 a cura di Valentino
Gerratana e con la benedizione di Palmiro Togliatti, benedizione che risaliva a
dieci anni prima, al 1964. I RAPPORTI CON IL PCI «Ci vorrà un po' di tempo»,
preannunciava il segretario del Pci. Come lo stesso Einaudi Giulio racconta
nell'unico libro veramente suo della vita, Frammenti di memoria (pubblicato da
Rizzoli, però). I rapporti tra Einaudi e il Pci furono lunghi e intensi, non
solo per la pubblicazione di Gramsci (con la prima edizione delle Lettere dal
carcere nel 1947) e di molte opere gradite al partito e non solo per alcune
iniziative commerciali (la biblioteca Einaudi nelle sezioni del Pci), ma anche
nel confronto aperto tra le varie anime einaudiane, azionista, filocomunista,
liberale. Anime che in un certo senso sono testimonianza del percorso, della
vita, degli incontri del fondatore, che alla nascita respirò cultura liberale,
ascoltando il padre Luigi, il professore di scienza delle finanze e il
presidente della repubblica, che camminava tra i vigneti di Dogliani leggendo
l'Economist, che discuteva della differenza tra liberalismo e liberismo con
Benedetto Croce... Giulio Einaudi conobbe Gobetti, faceva propaganda durante il
fascismo per Giustizia e Libertà, divenne editore insieme con Leone Ginzburg,
l'azionista nato cento anni fa e morto nelle carceri fasciste, e sistemò i suoi
primi uffici, nel 1933, in
un vecchio stabile di via Arcivescovado 7 a Torino, dove, prima, proprio Gramsci aveva
diretto l'Ordine Nuovo. Durante la guerra, si rifugiò in Svizzera, ma tornò
attraverso i valichi della Val Ferret, per partecipare alla lotta partigiana,
accolto oltre confine da Ugo Pecchioli. Poi verrà la liberazione e la ripresa
senza le censure e le barriere di un tempo del lavoro, insieme con uomini
preziosi come Felice Balbo, «la mente pensante della sinistra cristiana»,
Pavese, Vittorini, Franco Venturi, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Antonio
Giolitti, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Carlo Muscetta, riprendendo la
tradizione di incontri, discussioni, scontri a volte assai duri, nel segno
comunque di un'opera collettiva, per quanto combattuta. PENSARE I LIBRI Giaime
Pintor (che sarebbe morto nel '43 mentre cercava di organizzare la resistenza
antifascista nel Lazio) qualche anno prima aveva così descritto quell'impresa
comune: «Einaudi Pavese Ginzburg Muscetta e io seduti intorno a un tavolo
abbiamo discusso di libri uno a uno. Un notevole esercizio di intelligenza:
raramente ho visto cinque persone così agguerrite su un argomento». Annota
Giulio Einaudi: «Era il novembre '41, in piena guerra, si discuteva il programma
della collezione Universale...». "Pensare i libri", come dice splendidamente
il titolo del libro di Luisa Mangoni, è una fatica collettiva, che ha bisogno
di un regista e Giulio Einaudi lo fu, primus inter pares e conduttore
determinato, capace di unire tante persone e di suonare la tastiera delle loro
voci, «lui il pianista che solo conosce la musica», come scrisse Giulio
Bollati, uno degli einaudiani. Einaudi il seduttore ebbe anche il merito di
intuire che si poteva raggiungere con la cultura un vasto pubblico «oltre
quello solito dei raffinati» e che ci si doveva tenere lontani dalla «piccole
chiesuole di marca fiorentina». Insomma pensò subito che si potesse diventare
editore d'alta cultura, ma che ci si potesse aprire al presente e che il
pubblico potesse apprezzare. Vendere molto,anche se questo significava
ovviamente investire, produrre e rischiare molto. Einaudi alla fine si arrese.
La casa editrice passò una gravissima crisi finanziaria tra il 1983 e il 1987.
Finì con Mondadori. Che cosa resta? L'eterno confronto tra la ricerca più alta
e l'aspirazione ai grandi numeri, tra l'egemonia culturale per mezzo secolo
fino al nostro Sessantotto e la commercializzazione, tra il rigore della
vecchia Einaudi e la contaminazione di Stile Libero (l'ultima onnivora
collana), tra i grandi classici e le formiche che nel loro piccolo s'incazzano,
il libretto di battute e aforismi redatto da Gino e Michele, voluto da Oreste
del Buono, che vendette moltissimo e fece scandalo tra gli einaudiani doc. Era
il 1991, Giulio Einaudi era ancora presidente e di fronte ai temporali
incombenti continuava il suo cammino. Dieci anni fa moriva Einaudi, il
fondatore della casa editrice che pubblicò insostituibili pagine, nella
speranza che la cultura potesse diventare patrimonio comune e nel lavoro
collettivo delle più belle menti della nostra Italia
(
da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
VINCENZO
ORTOLINA Una benedizione sorprendente Da cattolico che sta serenamente nel
centrosinistra, mi stupisce e mi colpisce la benedizione, così solenne e così
convinta, dell'Osservatore Romano al partito del Popolo della libertà. Il più
capace di esprimere, dice il giornale, i valori comuni della popolazione
italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria.
Sarà. Io ho però la sensazione che questo mondo cattolico, politicamente
moderato o sedicente tale, che condivide, giustamente, il giudizio del
cardinale Ruini, il quale ha parlato anche recentemente di una società malata
di relativismo e di nichilismo, a riguardo della conseguente crisi di valori, e
in particolare del fallimento dei matrimoni, non si è accorto che, in questi
decenni, tale crisi, che ha investito pesantemente le stesse famiglie
cattoliche, è anche, se non prevalentemente, frutto della cultura materialista,
edonista, consumista (e volgare) diffusa a piene mani, in primis, proprio dai
media berlusconiani. Berlusconi e soci, vecchi e nuovi, modelli di virtù
cristiane no, per favore! Vittorio Melandri Pd e Pse C'è qualcosa di stonato
nell'affermazione di Franceschini relativa al fatto che il Pd non entrerà nel
Pse, alla fine ho capito cos'è. L'affermazione non è completa, il Pd, cioè i
suoi eletti non entreranno nel Pse, ma gli ex Ds ne usciranno. Ecco così la
cosa mi torna più chiara. Maria Lucia Ciliberti L'integrazione è fondamentale
Sono anch'io la mamma di un bimbo disabile e ho letto l'sms della signora Irene
Ponti, rabbrividendo. Da ieri, da quando ho letto il vostro articolo sul futuro
dei nostri bimbi, sono angosciata, perché i nostri figli, più di tutti gli
altri dovranno crescere in un paese in cui non è possibile essere diversi,
deboli, senza venire ghettizzati e isolati. Credo però nello strumento
dell'informazione, della divulgazione, della conoscenza, e nel nostro dovere di
batterci non solo per il futuro dei nostri figli ma per tutto, perché da questa
lotta possa nascere un modo di vedere e capire diverso e dove la scuola sia il
primo posto di integrazione, accoglienza e crescita. Tante mamme, e non solo di
bimbi disabili, penso si troveranno unite in una battaglia contro chi non vuole
vedere crescere uomini, ma soldatini perfetti con un unico pensiero. Giovan
Sergio Benedetti Carità con riserva Complimenti alla Chiesa che si muove
anch'essa a favore delle famiglie in difficoltà per la crisi, creando un fondo
da oltre 300 milioni cui attingere. Solo un po' di burocrazia, Le famiglie candidate
all'aiuto devono però essere in regola coi precetti cattolici. Niente per le
famiglie di conviventi. Sembra infatti che anche Gesù Cristo, ai bambini che si
presentavano affamati e assetati, chiedesse il certificato di matrimonio dei
genitori in bollo da quattordici denari. Solo chi si trova in stato
vegetativo ne è esonerato, anzi è obbligato, che sia figlio di sposati o di
conviventi, comunque a mangiare ed a dissetarsi. Gianni Toffali La laicità di
Fini Il Popolo delle libertà è fatto. Nei tre giorni "costituenti", i
relatori hanno più volte ribadito che il nuovo soggetto politico fonderà le sue
radici sui cosiddetti principi non negoziabili. Peccato che Fini abbia
manifestato in più circostanze, propositi di tutt'altra tendenza. Sulla
fecondazione assistita, sul testamento biologico, sull'eutanasia, sul caso
Englaro, sull'aborto, sul diritto di voto agli immigrati e sulla Chiesa, Fini
ha espresso opinioni del tutto simili alla sinistra. A conferma della sua
deriva laicista ed anticlericale, basti pensare al "meno male che Fini
c'è", proferito dall'icona dell'ateismo italiano Eugenio Scalfari.
Gabriella Petrella Amici fraterni Si potrebbe ricordare al nostro grande
premier che la crisi è partita sì dagli Stati Uniti ma quando c'era il suo
fraterno amico Bush? Invece di ridicolizzarci con le sue pietosissime
performances potrebbe rispettare almeno l' onorabilità di tanti onestissimi
italiani stando zitto?
(
da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
C'è una
lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo
editorial señor don Julio Einaudi de Turin y Pinerol, marques de via
Biancamano... come in un quadro del Moroni, di profilo o di trequarti, il busto
stretto nel corpetto ricamato, nobilmente altezzoso, un po' dandy delle lettere
e delle stampe e di altro sicuramente, elegante da gran signore di campagna, cui
piacciono i colori e i tagli morbidi, seduttore indubbiamente mentre ti parla
sussurrando un po' a strascico con le parole, le labbra in una piega tra
l'ironia e lo scetticismo sui tempi che verranno. Don Julio è morto nel 1999 e
dunque aveva le sue buone ragioni per credere che le cose non sarebbero andate
granché bene. Il divo Giulio (lasciamo stare Tremonti), il Principe, dovendogli
perdonare qualche debolezza, qualche paura, molte civetterie, piccoli egoismi.
Rifare la storia chiederebbe chilometri di pagine. Luisa Mangoni, bravissima
storica, ne ha impiegate un migliaio (Pensare i libri. La casa editrice Einaudi
dagli anni trenta agli anni sessanta. Bollati Boringhieri), per fermarsi agli
anni sessanta: trent'anni appena e ne mancherebbero altri 30 o 40 o 50, perché
anche l'eredità conta. Ho conosciuto Giulio Einaudi. Una volta, tardi negli
anni, dopo la grande crisi che avrebbe condotto la sua impresa nell'orbita di
Mondadori, lo incontrai nello stand a Francoforte, seduto in disparte e in
solitudine: stanco e un po' naufrago... Sempre lo avvicinavo con molti tremori
e timori. In fondo era anche da vivo un monumento e noi della generazione
sessantottina con aspirazioni intellettualine dovevamo moltissimo a lui e alla
sua casa editrice. L'elenco dei nostri debiti sarebbe enorme. Tanto per fare
qualche esempio: I persuasori occulti di Vance Packard, L'uomo a una dimensione
di Marcuse, L'io diviso di Laing, I dannati della terra di Frantz Fanon o
Colletti bianchi di Wright Mills, dove per la prima volta si vedeva o si
intuiva scritto di «proletarizzazione dei ceti medi», che per noi italiani era
già una rivoluzione. Tutte letture, capite qui e là, che stavano alle spalle
del miglior Sessantotto, quello libertario e novatore, internazionalista e
pacifista, prima che tutto precipitasse nelle burocrazie
dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo.
Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto
Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a
pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo
scolastica: Brecht e Gadda, Lukàcs e i francofortesi, Elsa Morante,
Lalla Romano, Nuto Revelli, Basaglia, Fenoglio e Pavese e Levi-Strauss e Frazer
e poi, o soprattutto per noi che eravamo anche comunisti e addirittura pici,
Antonio Gramsci, tutte le opere di Antonio Gramsci. I Quaderni dal carcere
videro la luce editoriale definitivamente (cioè in edizione critica) solo nel 1975 a cura di Valentino
Gerratana e con la benedizione di Palmiro Togliatti, benedizione che risaliva a
dieci anni prima, al 1964. I RAPPORTI CON IL PCI «Ci vorrà un po' di tempo»,
preannunciava il segretario del Pci. Come lo stesso Einaudi Giulio racconta
nell'unico libro veramente suo della vita, Frammenti di memoria (pubblicato da
Rizzoli, però). I rapporti tra Einaudi e il Pci furono lunghi e intensi, non
solo per la pubblicazione di Gramsci (con la prima edizione delle Lettere dal
carcere nel 1947) e di molte opere gradite al partito e non solo per alcune
iniziative commerciali (la biblioteca Einaudi nelle sezioni del Pci), ma anche
nel confronto aperto tra le varie anime einaudiane, azionista, filocomunista,
liberale. Anime che in un certo senso sono testimonianza del percorso, della
vita, degli incontri del fondatore, che alla nascita respirò cultura liberale,
ascoltando il padre Luigi, il professore di scienza delle finanze e il
presidente della repubblica, che camminava tra i vigneti di Dogliani leggendo
l'Economist, che discuteva della differenza tra liberalismo e liberismo con
Benedetto Croce... Giulio Einaudi conobbe Gobetti, faceva propaganda durante il
fascismo per Giustizia e Libertà, divenne editore insieme con Leone Ginzburg,
l'azionista nato cento anni fa e morto nelle carceri fasciste, e sistemò i suoi
primi uffici, nel 1933, in
un vecchio stabile di via Arcivescovado 7 a Torino, dove, prima, proprio Gramsci aveva
diretto l'Ordine Nuovo. Durante la guerra, si rifugiò in Svizzera, ma tornò
attraverso i valichi della Val Ferret, per partecipare alla lotta partigiana,
accolto oltre confine da Ugo Pecchioli. Poi verrà la liberazione e la ripresa
senza le censure e le barriere di un tempo del lavoro, insieme con uomini
preziosi come Felice Balbo, «la mente pensante della sinistra cristiana», Pavese,
Vittorini, Franco Venturi, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Antonio Giolitti,
Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Carlo Muscetta, riprendendo la tradizione di
incontri, discussioni, scontri a volte assai duri, nel segno comunque di
un'opera collettiva, per quanto combattuta. PENSARE I LIBRI Giaime Pintor (che
sarebbe morto nel '43 mentre cercava di organizzare la resistenza antifascista
nel Lazio) qualche anno prima aveva così descritto quell'impresa comune:
«Einaudi Pavese Ginzburg Muscetta e io seduti intorno a un tavolo abbiamo
discusso di libri uno a uno. Un notevole esercizio di intelligenza: raramente
ho visto cinque persone così agguerrite su un argomento». Annota Giulio
Einaudi: «Era il novembre '41,
in piena guerra, si discuteva il programma della collezione
Universale...». "Pensare i libri", come dice splendidamente il titolo
del libro di Luisa Mangoni, è una fatica collettiva, che ha bisogno di un
regista e Giulio Einaudi lo fu, primus inter pares e conduttore determinato,
capace di unire tante persone e di suonare la tastiera delle loro voci, «lui il
pianista che solo conosce la musica», come scrisse Giulio Bollati, uno degli
einaudiani. Einaudi il seduttore ebbe anche il merito di intuire che si poteva
raggiungere con la cultura un vasto pubblico «oltre quello solito dei
raffinati» e che ci si doveva tenere lontani dalla «piccole chiesuole di marca
fiorentina». Insomma pensò subito che si potesse diventare editore d'alta
cultura, ma che ci si potesse aprire al presente e che il pubblico potesse apprezzare.
Vendere molto,anche se questo significava ovviamente investire, produrre e
rischiare molto. Einaudi alla fine si arrese. La casa editrice passò una
gravissima crisi finanziaria tra il 1983 e il 1987. Finì con Mondadori. Che
cosa resta? L'eterno confronto tra la ricerca più alta e l'aspirazione ai
grandi numeri, tra l'egemonia culturale per mezzo secolo fino al nostro
Sessantotto e la commercializzazione, tra il rigore della vecchia Einaudi e la
contaminazione di Stile Libero (l'ultima onnivora collana), tra i grandi
classici e le formiche che nel loro piccolo s'incazzano, il libretto di battute
e aforismi redatto da Gino e Michele, voluto da Oreste del Buono, che vendette
moltissimo e fece scandalo tra gli einaudiani doc. Era il 1991, Giulio Einaudi era
ancora presidente e di fronte ai temporali incombenti continuava il suo
cammino.
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 04/04/2009 - pag: 3 Il parto delle
polemiche Bassolino incontra la ragazza africana. La commissaria della Napoli
1: faremo massima chiarezza nelle procedure l'Asl: immigrate, stop segnalazioni
alla polizia L'ivoriana Kante ha finalmente ricevuto il permesso di soggiorno
NAPOLI La signora Kante ha ricevuto il permesso di soggiorno: sei mesi perché
ha partorito in Italia. La circolare, di cui abbiamo parlato ieri, in vigore
nel territorio dell'Asl Napoli 1 dal 2005 e che sollecita la segnalazione alla
polizia in mancanza di un documento, invece, sarà cambiata. Due buone notizie,
dunque. Dopo giorni di caos, polemiche, rappresaglie, chiusure. Lo spiraglio è
sempre la chiarezza. A tutela dei minori la circolare manterrà intatto
l'obbligo di riconoscimento da parte dei genitori, ma, a tutela delle donne
immigrate, verrà chiarito che non c'è alcun obbligo di segnalazione alle
autorità di polizia perché non è in vigore alcun decreto che lo imponga. A
deciderlo è stato il governatore in accordo con il nuovo commissario
dell'azienda sanitaria, Maria Grazia Falciatore, con la responsabile
immigrazione del servizio sociosanitario Rossella Buondonno. «Verrà divulgata
una nuova circolare rivolta a tutte le Asl annuncia Bassolino che escluda il
rischio di ambiguità e difficoltà di interpretazione della normativa vigente.
Bisogna fare massima chiarezza sulle procedure da seguire nell'assistenza agli
immigrati irregolari e, in particolare, alle madri che si rivolgono alle
strutture sanitarie regionali per partorire e ai loro bambini ». Bene, una cosa
di sinistra. La verità è che al di là del caso specifico il
nodo non è tanto la burocrazia, quanto l'incapacità, spesso, dei servizi pubblici di adeguarsi
ai cambiamenti sociali. Nella vicenda della signora Kante è mancato un anello
fondamentale della catena: il mediatore. Colui che, per esempio, comunica nella
stessa lingua d'origine dell'immigrato. In questo caso il francese.
Ebbene l'Asl Napoli 1 ha
pochi mediatori e soprattutto molti concentrati all'Ascalesi. Ritenuto, in
maniera errata, perché nel centro storico, il nosocomio degli extracomunitari.
Ebbene il posillipino Fatebenefratelli tiene in cura, attualmente, almeno 2500
pazienti stranieri. Sarebbe il caso o no di adeguare il servizio? L'assessora
provinciale Angela Cortese, che ha manifestato nei giorni scorsi davanti ai
cancelli del Fatebenefratelli, ne è convinta. Tanto che la Provincia di comune
accorso con l'ospedale di via Manzoni che, dice la Cortese, «non deve essere
considerata una struttura razzista perché non lo è», farà stampare dei moduli
informativi, questa volta in più lingue, per spiegare tutti i passaggi
burocratici cui si va incontro alla nascita di un bambino. «Perché dice la
Cortese se questa storia insegna qualcosa è che ci vuole informazione. Non ci
sono mediatori culturali. Se la signora Kante avesse avuto due testimoni e
qualcuno che conoscesse il francese non sarebbe successo niente. Di certo,
circolare o non circolare, non si sarebbe ricorsi alla forza pubblica ». Simona
Brandolini La famiglia Kante con suo marito e il neonato Il documento La nota
con cui si autorizza la segnalazione alla polizia
(
da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE
DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va
con la cartella esattoriale di Gerit Equitalia se non si è pagato o se si è
pagato ma nessuno se ne è accorto e la cartella è impazzita. Alle 10.30 la fila
arriva fin quasi al pian terreno e non è uno dei giorni di massimo afflusso:
non ci sono scadenze di Ici o Irpef. «Può succedere di peggio», raccontano. Al
I piano si trattano tutte le imposte comunali ma tre sportelli sono dedicati
solo agli automobilisti indisciplinati. Ieri i 350 numeri che l'ufficio entrate
del comune di Roma dà ogni giorno a chi ha problemi con una contravvenzione,
sono bastati per tutti gli utenti con in mano una multa. Un caso: capita che al
tetto di 350 si giunga alle 11 e allora chi arriva dopo, anche se entro le
12.30, torna indietro. Palmira è arrivata dopo la chiusura, non le spettano
numeretti ma si è fatta due ore di traffico da Prima Porta all'Ostiense con la
sua auto ibrida, che va a benzina e gpl; è invalida, e non ne può più. «È
assurdo che non ci siano altri posti in città dove si contestano le multe»,
dice. Il traffico, per arrivare, la fila per entrare, la paura per quelle carte
incomprensibili e quelle cifre da pagare. Le tasche vuote. Il numero chiuso:
350 al giorno dalle 8.30 alle 12.30, 500 il giovedì quando l'ufficio è aperto
fino alle 17.30. Due settimane fa il responsabile dell'ufficio è stato
aggredito da una persona su di giri: è ancora a casa col naso rotto. «La crisi
terrorizza - dice un dipendente - Senza soldi in tasca una cartella con dentro
una multa moltiplicata fa paura e qui il clima è sempre più teso». La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della
crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per
contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e
adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238. Il caso è
tipico: multa dimenticata o mai ricevuta, contravvenzione moltiplicata. A
Serena, scrittrice, è stata recapitata una multa raddoppiata nonostante il
ricorso al giudice di pace: «Nessuno ha comunicato al Comune che io ho fatto
ricorso già un anno fa», spiega. E il giudice di pace? «Ancora non mi fa sapere
niente..». In fila c'è anche Iacopo, neolaureato: «Non ricordo se ho pagato la
multa, mi hanno detto di cercare bene la ricevuta perché può darsi benissimo
che io abbia pagato e che a loro non risulti...». Avvisi, cartelle esattoriali
milionarie che fanno impazzire impiegati e utenti: «Stiamo lavorando a un
accordo con Gerit per un sistema più trasparente - ha detto appena il 29 marzo
il sindaco Gianni Alemanno - Poi serve un concordato, una legge nazionale, per
abolire interessi e penali sulle imposte comunali». «Speriamo che il Comune
rispetti gli impegni perché qui non ne possiamo più», dicono gli impiegati
dalla pancia del centro direzionale. Nell'ufficio hanno già fatto uno sforzo
sono passati da 7 a
11 gli sportelli per le contravvenzioni. Tre file e 350 o 500 numeri al giorno.
Non basta, serve un passo della politica.
(
da "Unita, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ricorsi,
avvisi e file infinite: la roulette delle multe pazze GIOIA SALVATORI SEGUE
DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va
con la cartella esattoriale di Gerit Equitalia se non si è pagato o se si è
pagato ma nessuno se ne è accorto e la cartella è impazzita. Alle 10.30 la fila
arriva fin quasi al pian terreno e non è uno dei giorni di massimo afflusso:
non ci sono scadenze di Ici o Irpef. «Può succedere di peggio», raccontano. Al
I piano si trattano tutte le imposte comunali ma tre sportelli sono dedicati
solo agli automobilisti indisciplinati. Ieri i 350 numeri che l'ufficio entrate
del comune di Roma dà ogni giorno a chi ha problemi con una contravvenzione,
sono bastati per tutti gli utenti con in mano una multa. Un caso: capita che al
tetto di 350 si giunga alle 11 e allora chi arriva dopo, anche se entro le
12.30, torna indietro. Palmira è arrivata dopo la chiusura, non le spettano
numeretti ma si è fatta due ore di traffico da Prima Porta all'Ostiense con la
sua auto ibrida, che va a benzina e gpl; è invalida, e non ne può più. «È
assurdo che non ci siano altri posti in città dove si contestano le multe»,
dice. Il traffico, per arrivare, la fila per entrare, la paura per quelle carte
incomprensibili e quelle cifre da pagare. Le tasche vuote. Il numero chiuso:
350 al giorno dalle 8.30 alle 12.30, 500 il giovedì quando l'ufficio è aperto
fino alle 17.30. Due settimane fa il responsabile dell'ufficio è stato
aggredito da una persona su di giri: è ancora a casa col naso rotto. «La crisi
terrorizza - dice un dipendente - Senza soldi in tasca una cartella con dentro
una multa moltiplicata fa paura e qui il clima è sempre più teso». La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della
crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per
contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e
adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238. Il caso è
tipico: multa dimenticata o mai ricevuta, contravvenzione moltiplicata. A
Serena, scrittrice, è stata recapitata una multa raddoppiata nonostante il
ricorso al giudice di pace: «Nessuno ha comunicato al Comune che io ho fatto
ricorso già un anno fa», spiega. E il giudice di pace? «Ancora non mi fa sapere
niente..». In fila c'è anche Iacopo, neolaureato: «Non ricordo se ho pagato la
multa, mi hanno detto di cercare bene la ricevuta perché può darsi benissimo
che io abbia pagato e che a loro non risulti...». Avvisi, cartelle esattoriali milionarie
che fanno impazzire impiegati e utenti: «Stiamo lavorando a un accordo con
Gerit per un sistema più trasparente - ha detto appena il 29 marzo il sindaco
Gianni Alemanno - Poi serve un concordato, una legge nazionale, per abolire
interessi e penali sulle imposte comunali». «Speriamo che il Comune rispetti
gli impegni perché qui non ne possiamo più», dicono gli impiegati dalla pancia
del centro direzionale. Nell'ufficio hanno già fatto uno sforzo sono passati da
7 a 11 gli
sportelli per le contravvenzioni. Tre file e 350 o 500 numeri al giorno. Non
basta, serve un passo della politica. Cartelle esattoriali fuori controllo,
pagamenti che non risultano, proteste come mai fatte. La crisi, le tasche vuote
e la paura di essere stritolati dalla burocrazia. Storie
di ordinaria paura all'ufficio comunale entrate.
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno sezione: 1PAGINA data: 04/04/2009 - pag: 1 Il sindaco ai
costruttori: «Il piano casa? Abbiamo fatto prima e meglio di Barlusconi» «Multe
ai burocrati regionali lenti» De Luca: dovrebbero punirli, come al Comune di
Salerno Se la prende con il governo Berlusconi, con la Regione Campania e
persino con la Provincia di Salerno per il piano territoriale di coordinamento
recentemente approvato. Ma principalmente con la nemica di
sempre, la burocrazia,
«troppo lunga e contorta». Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, scuote la
platea del convegno organizzato dall'Associazione Costruttori a Positano,
incassando una standing ovation. Si definisce senza mezzi termini «il sindaco
del cemento e il rappresentante della destra europea». E ritiene il suo
piano casa migliore di quello approvato a Roma. E sui burocrati: «Non hanno
alcun potere decisionale e per ogni scelta rinviano a organismi collegiali.
Invece a Salerno, i nostri dirigenti hanno non solo la responsabilità
disciplinare, ma anche quella patrimoniale. E se ritardano a firmare un atto
sono soggetti anche ad una sanzione pecuniaria». A PAGINA 7 Cappetta, Cinque
(
da "Corriere del Mezzogiorno"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 04/04/2009 - pag: 7 Positano Sindaco a
tutto campo al convegno Ance De Luca: «Piano casa? Noi prima e meglio di
Berlusconi» «Via le circoscrizioni: costano troppo» «Burocrazia
troppo lunga e contorta - dice il sindaco - i nostri dirigenti se ritardano a
firmare sono soggetti a sanzioni pecuniarie» POSITANO Il primo attacco lo
sferra al governo Berlusconi, anche se poi, a conclusione del suo intervento al
convegno organizzato dall'Ance al Covo dei Saraceni, si definisce senza mezzi
termini «il sindaco del cemento e il rappresentante della destra
europea». Eppure, a sentire il primo cittadino di Salerno il suo piano case è
migliore di quello approvato a Roma. Perché, conti alla mano, incalza:
«costruire 50 mila nuovi alloggi in 60 mila comuni significa dare mezzo vano a
comune. Solo a Salerno, con i Peep, abbiamo realizzato 3.000 alloggi, esaurendo
paradossalmente già il piano casa di Berlusconi. Inoltre, dal momento che il
nuovo piano può essere attuato solo nei comuni dotati di Puc e la stragrande
maggioranza degli enti non si sono attrezzati, allora mi viene da chiedermi di
cosa stiamo parlando». Ma la stoccata non riguarda solo il premier ma colpisce
anche l'assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta. Che poco prima aveva
puntato sulla necessità più di un social housing che di un piano casa. «Questa
mescolanza è bella - dice De Luca - ma è inattuabile, perché se mettiamo
insieme un professionista e un senzatetto la cosa non funziona». Criticato il
piano case e esortato gli imprenditori a chiedere al Governo «provvedimenti
concreti per rilanciare il settore dell'edilizia », gli affondi del sindaco
sono tutti riservati alla Regione Campania e ai suoi dirigenti. Il capo di
imputazione è la burocrazia «troppo lunga e contorta»
e la mancanza di poteri decisionali ai responsabili dei settori trainanti dello
sviluppo territoriale. «I dirigenti non hanno alcun potere decisionale -
sottolinea - e per ogni scelta rinviano a organismi collegiali. Invece a Salerno,
i nostri dirigenti hanno non solo la responsabilità disciplinare, ma anche
quella patrimoniale. E se ritardano a firmare un atto o ad avviare una
procedura per motivi diversi dai termini previsti dalle disposizioni di legge,
sono soggetti anche ad una sanzione pecuniaria ». Per non parlare poi della
sovrapposizione istituzionale: «ci sono troppi enti che decidono sulla stessa
cosa, e la soluzione è o abolirne qualcuno o suddividerne le competenze. A
Salerno ho intenzione di abolire le circoscrizioni perché aggravano il lavoro e
costano troppo all'ente. Pensate che un presidente di circoscrizione di Catania
guadagna di più del sindaco di Salerno»- e dell'utilizzo dei fondi strutturali
- «la Regione dovrebbe investire in quattro o cinque opere strategiche, come
abbiamo fatto a Salerno, e non polverizzare i fondi Por». Non tralascia neppure
di sottolineare le pecche della Provincia di Salerno: «nel piano territoriale
di coordinamento provinciale ci sono quasi piani particolareggiati e ciò non va
bene». E, infine, «il sindaco del cemento» dà le dritte su come si devono
coordinare le varie istituzioni: «la Regione programma, la Provincia coordina e
il Comune gestisce». L'intervento si conclude con la standing ovation dei
giovani costruttori. Angela Cappetta Michele Cinque Applausi Al termine del suo
articolato e critico intervento a Positano, al convegno dei costruttori, il
sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha ricevuto una vera e propria standing
ovation
(
da "Tirreno, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6
- Viareggio Conoscere la Sla Conoscere la Sla Trasmissione su Rete Versilia
VIAREGGIO. La sclerosi laterale amiotrofica (Sla) colpisce nel nostro Paese
almeno 400 persone ogni anno. Alcuni casi, almeno una decina, ci sono anche in
Versilia e le famiglie, quotidianamente, devono combattere
oltre che con gli enormi disagi, anche contro la burocrazia. Trattandosi di una malattia rara, che gradualmente limita la
funzionalità dei muscoli volontari, fino alla compromissione dei muscoli
respiratori ad oggi se ne è parlato poco, almeno fino a quando la Sla ha
investito il mondo del pallone. Questo in sintesi è stato detto nella
puntata di "Carte in Tavola" che va in onda su Rete Versilia stasera
alle 21,30 con replica domani alle 8,30 del mattino. Ospiti di Massimo
Mazzolini sono il neurologo e riabilitatore di neurologia dell'azienda
universitaria pisana Paolo Bongioanni, la responsabile dell'Aisla area vasta
tirrenica America Carnicelli, e due viareggini familiari di malati di Sla:
Cinzia D'Agostino e Alessandro Porcelli che raccontano il dramma quotidiano.
(
da "Corriere della Sera"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 04/04/2009 - pag: 9 Ricorsi & burocrazia Quell'indennità attesa per 23
anni SEGUE DALLA PRIMA Marcianò, classe 1931, originario di Lecce, si infila
nel tunnel in cui tuttora si trova verso la fine degli anni Settanta. A
quell'epoca non ha nemmeno 50 anni, è un funzionario in carriera che vuole due
cose: che il ministero delle Finanze gli riconosca un'indennità
integrativa speciale che oggi non esiste più e che il Fisco gli restituisca dei
soldi che non avrebbe dovuto versare, relativi alle dichiarazioni dei redditi
dal '74 al '78. La risposta è negativa su entrambi i fronti ed è per questo che
il 23 maggio '83 il funzionario ricorre alla commissione tributaria
provinciale. La sentenza di primo grado arriva in tre anni: oggi a Marcianò
pare di aver sognato. Purtroppo però il verdetto non è esecutivo, come avviene
adesso, e quindi lo Stato non è tenuto a pagare subito. Anzi, l'11 ottobre '86 l'intendenza di Finanza
impugna la decisione davanti alla commissione tributaria centrale. E qui la
causa si arena, appunto per 23 anni. Ora Marcianò ha vinto un'altra volta, ma
nel frattempo ha compiuto 78 anni e la sua salute non è più quella di un tempo.
E poi, quando la sentenza sarà depositata, chissà se l'ex ministero delle
Finanze pagherà o lo costringerà a ottenere dal tribunale civile un decreto
ingiuntivo. Intanto i suoi avvocati, Giacinto Canzona e Anna Orecchioni,
chiederanno allo Stato il risarcimento dei danni in base alla legge Pinto, che
«punisce» l'eccessiva durata dei processi. La Cassazione ha elevato
l'indennizzo a mille euro all'anno, quindi Marcianò si aggiudicherà altri
ventimila euro. Ma li avrà? Al momento c'è un ostacolo insormontabile:
nell'ultima Finanziaria, il governo ha bloccato i fondi della legge Pinto.
Lavinia Di Gianvito
(
da "Arena.it, L'"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Vinitaly
2009 Record di presenze anche nel secondo giorno 04/04/2009 rss e-mail print
Vinitaly 2009 Un'azienda vitivinicola passa più tempo dietro alle scartoffie
burocratiche che alla coltivazione della vigna o alla produzione del vino. È l'allarme lanciato da Coldiretti sulla base di uno studio dal quale
emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative
all'anno per districarsi nella burocrazia. Per Coldiretti è giunto il momento della semplificazione che
non deve comunque significare allentare le sicurezze per i consumatori o le
garanzie sulla qualità del prodotto.
(
da "Affari Italiani (Online)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il
notaio conferma? in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il
notaio conferma?/ Eredità in vendita, i coeredi hanno la prelazione Sabato
04.04.2009 12:09 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio
conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il
Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a:
ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Mio padre in seguito alla morte
dei suoi genitori ha coereditato alcuni beni (appartamento non abitabile e
pezzettini di terreno montano) di cui ha il 39%; il restante é suddiviso in
altre 4 quote (suo fratello per il 39% , moglie e 2 figli del 3°
fratello defunto in pari quote procapite del restante 22%). Mio padre non vuole
avere ulteriori costi e problemi inerenti questi beni per cui mi propone di
acquisirli in quanto mio fratello non ne é interessato. 1) E' preferibile tra
mio padre e me la vendita alla donazione? 2) In caso di vendita esiste diritto
di prelazione degli altri coeredi? 3) Come e cosa comunicare ai coeredi qualora
esiste diritto di prelazione? 4) Quali sono i tempi per esercitare il diritto
di prelazione ed è valido il silenzio/assenso? 5) Possono opporsi al valore di
vendita tra mio padre e me (considererei rispetto al prezzo di mkt uno sconto
per essere l'acquisto di una quota)? 6) Se il mio acquisto andasse a buon fine
effettuerei poi una proposta di acquisto alla moglie e figli del fratello
defunto al fine di semplificare l'assetto proprietario e quindi poter dividere
il bene con il restante coerede che rimarrebbe. Anche in tal caso quest'ultimo
potrebbe esercitare un diritto di prelazione ? Grazie Rispondere in maniera
sintetica ai suoi quesiti è molto difficile, poichè l'ipotesi prospettata
investe diversi ambiti. Sarebbe molto più efficace un incontro con un notaio
che da vicino potrà illustrare i molteplici aspetti. Volendo dare solo quanto
spunto, si può dire: 1) la scelta tra donazione e vendita investe aspetti,
teorici e sostanziali, e non può avere una risposta equilibrata; 2) in caso di
vendita esiste il diritto di prelazione; 3) per comunicare la propria
intenzione di vendere, un coerede deve notificare agli altri la proposta
ricevuta dell'acquirente; 4) il diritto di prelazione va esercitato entro due
mesi dalla notifica. In caso di silenzio, si intende rinunciato; 5) normalmente
non è possibile opposizione; 6) ogni trasferimento rende necessario l'inizio di
una nuova procedura di prelazione. Come vede, si tratta di una serie di quesiti
per rispondere ai quali è necessario un confronto diretto con un notaio.
SECONDO QUESITO Salve, volevo avere una risposta circa la richiesta di un mutuo
per l'acquisto di prima casa. Faccio un breve preambolo: io (con mia moglie in
funzione di garante) ho da poco acquistato una casa prendendo un mutuo di
250.000 euro per 30 anni presso la Cassa di Risparmio di Orvieto.
Parallelamente, mia moglie sta vendendo la casa di sua proprietà (io non
c'entro con questa casa) alla madre la quale ha richiesto alla nostra stessa
banca di poter prendere un mutuo d 200.000 euro per 15 anni (periodo massimo
concessole dalla banca) per l'acquisto della medesima. Mia suocera attualmente
lavora ed ha 58 anni. Tutte le pratiche sembravano procedere bene, ma oggi,
improvvisamente, ci dicono che non possono concedere il mutuo a mia suocera a
causa di un accumulo familiare troppo alto. Ma com'è possibile una cosa del
genere? La casa per la quale abbiamo preso un mutuo l'ho fatto a nome mio (mia
moglie figura solo come garante e tra l'altro noi siamo sposati con separazione
dei beni) proprio per evitare che, stipulandolo al 50% mia moglie pagasse il
10% di iva come seconda casa. Ed inoltre, mia moglie con la madre sono
svincolate anche per quanto riguarda la richiesta di mutuo di mia suocera che
non ha bisogno di garanti (e comunque non della figlia). Un rifiuto del genere
da parte della banca è plausibile? Esiste una nuova legge alla quale si sono
appellati? La ringrazio in anticipo per il suo interessamento e la saluto
cordialmente Le banche sono soggetti privati, i quali nell'esercizio della
propria attività seguono regole di mercato, non vincolate da leggi. Ovvero non
esiste alcuna disposizione legislativa che può costringere una banca a
concedere un mutuo. Ogni istituto di credito, pertanto, utilizza autonomi
parametri per valutare la sussistenza delle condizioni per la erogabilità di un
mutuo e quindi conserva una assoluta discrezionalità , che varia sensibilmente
tra le varie banche. Nel suo caso, evidentemente, non sussistono i parametri
interni fissati dalla banca da lei scelta. Resta però la possibilità di
rivolgersi ad altro istituto che potrebbe avere parametri diversi, più adatti
al suo caso. tags: notaio casa eredità mutuo testamento
(
da "Sestopotere.com"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sanità,
indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia"
(4/4/2009 12:01) | (Sesto Potere) - Milano - 4 aprile 2009 - Un medico sommerso
dalle pratiche burocratiche e con poco tempo da dedicare agli ammalati. E questa, in estrema sintesi, limmagine del medico
pubblico che emerge dallindagine condotta da Swg per conto del sindacato
Cisl Medici della Lombardia. Lo studio, presentato oggi a Sesto San Giovanni in
occasione del 2° Congresso regionale dellorganizzazione,
evidenzia in particolare un sensibile disagio per la funzione amministrativa
attribuita ai medici. Il 56% dichiara infatti che la nuova funzione manageriale
ha avuto ripercussioni peggiorative sulla propria attività clinica. Il 34% dei medici non
si sentono adeguati ad essere manager e il 10% di questi afferma di non
sentirsi per nulla idoneo. La nuova funzione amministrativa, inoltre, oltre a
produrre “un senso di svilimento della professione medica” sembra allungare i
tempi di ciascun percorso, apportando un ingente aumento del carico lavorativo.
Di contro, però, denunciano “ uno squilibrio di potere, che vede
progressivamente accrescere limportanza delle
figure amministrative a scapito della centralità della funzione medica allinterno delle strutture sanitarie”. Lindagine,
condotta dalla Swg di Trieste, ha riguardato 400 medici operanti
nellambito della sanità pubblica, dipendenti di Aziende ospedaliere e di
Asl della Lombardia. Il campione è risultato composto per il 62% da maschi e il 38%
da femmine, per età, la quota maggiore ha interessato medici compresi tra i 45
e i 54 anni (42%) seguiti dal 26% di coloro che sono compresi tra i 55 e i 64
anni. La maggior parte lavora alle dipendenze di strutture pubbliche da oltre
25 anni (23%) e da 16 a
25 (33%). Lobiettivo era quello di raccogliere dalla viva
voce dei sanitari lo stato d'animo ed il giudizio sul processo di
aziendalizzazione e di managerizzazione che li riguarda, oltre che sulle
difficoltà di coniugare le nuove mansioni richieste nel contesto del proprio
lavoro con l'attività clinica ed il rapporto con il paziente. Il 55% dei medici
ritiene che i mutamenti introdotti nella funzione medica abbiano peggiorato la
condizione complessiva. “I medici non si oppongono ai processi di
razionalizzazione della spesa e di responsabilizzazione sui risultati, che
sostanzialmente comprendono – ha sottolineato il segretario generale della Cisl
Medici della Lombardia, Arturo Bergonzi –, ma richiamano gli amministratori
regionali alla presa d'atto che questi processi che determinano la sanità
lombarda avvengono per impegno e per merito dei medici, che reggono sulle loro
spalle l'onere del cambiamento”. I medici, secondo quanto emerso dallindagine, stanno assolvendo ad una sorta di funzione
"cuscinetto " collocandosi tra le richieste di controllo e
razionalizzazione sempre più pressanti delle Direzioni e le esigenze di
pazienti sempre più consapevoli. E' su questa capacità di tenuta di tipo
professionale, e in parte ancora quasi "vocazionale", che il sistema
regge e viene presentato dalle istituzioni politiche regionali come virtuoso.
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 04-04-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Benevento)) (Mattino, Il (City)) (Mattino, Il (Circondario Sud2))
Argomenti: Burocrazia
PAOLO
BARBUTO La questione di via Chiaia non è più solo un braccio di ferro di
residenti e commercianti contro il Comune. Quei rappezzi fatti con l'asfalto
che umilia la bellezza dei quadroni di pietra lavica, hanno fatto storcere il
naso anche alla soprintendenza, che ha scritto al Comune: avete rovinato via
Chiaia, ripristinate immediatamente la pavimentazione originale. La lettera, a
firma del soprintendente Stefano Gizzi e della responsabile del procedimento
Paola Bovier, è indirizzata all'assessore alla mobilità, Agostino Nuzzolo. Nove
righe in tutto, nelle quali si chiede un intervento urgente. A pochi anni
dall'autorizzazione al rifacimento della strada (era il 2005) con l'utilizzo di
materiali che ne accrescevano la bellezza, la soprintendenza «constata che i
benefici sono stati vanificati ala manutenzione inadeguata che codesta
amministrazione sta perpetuando; infatti la pavimentazione, ad oggi, risulta
dissestata e rappezzata con l'asfalto». Dopo aver fatto un preciso quadro della
situazione, la soprintendenza passa alle richieste ufficiali: «Per la tutela
del sito si prescrive l'immediato ripristino della pavimentazione con l'uso dei
materiali lavici, come da progetto autorizzato dal nostro ufficio». E la
conclusione della missiva, datata 3 aprile, è perentoria: «Si resta in attesa
di un urgente riscontro». Il riscontro arriverà lunedì prossimo, quando
l'assessorato alla mobilità scriverà alla soprintendenza per dare la sua
versione e annunciare l'immediato piano per ripristinare la pavimentazione originale:
«Resta tutto legato al riposizionamento dei dissuasori - spiega l'assessore
Nuzzolo - quando la strada tornerà ad essere bloccata alla libera circolazione,
faremo partire una ordinanza che impone il divieto di accesso anche per il
carico e lo scarico delle merci negli esercizi commerciali della zona. I danni
maggiori sono stati creati proprio dai mezzi pesanti. Se ripristiniamo la
pavimentazione e non blocchiamo i camion, in un mese sarà di nuovo tutto
rotto». l'intervento urgente è chiesto, con forza, dalla municipalità. In prima
linea ci sono il presidente Chiosi e il vicepresidente Tesorone che si stanno
attivando per la rapida installazione dei dissuasori: «Ma subito dopo sarà
necessaria una precisa ordinanza che limiti gli accessi nella zona - spiega
Maurizio Tesorone -. le merci andranno lasciate all'esterno e portate su via
Chiaia con carrelli elettrici. Le auto dei residenti dovranno essere obbligate
a entrare e uscire dallo stesso varco per limitare i passaggi e restituire
pienamente ai pedoni la strada-gioiello del quartiere e della città». Il
programma di ripristino della pavimentazione originale, in pietra lavica, sarà,
naturalmente, soggetto a un percorso burocratico «obbligato». Bisognerà cercare i fornitori, stabilire un prezzo, trovare una
maniera per rendere l'acquisto il più rapido possibile, e poi stabilire l'avvio
dei lavori. La burocrazia è
nemica della rapidità: «Ma noi ci proveremo», assicura l'assessore Nuzzolo.
(
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Io,
quasi infermiera senza cittadinanza» Storia di Maja, figlia della guerra in
Croazia: da 10 anni in Italia, non potrà fare il concorso Sabato 4 Aprile 2009,
Né italiana né extracomunitaria. Maja Milinovic', 22 anni, vive in un limbo.
Stretta in una sorta di paradosso che non le permette di fare l'infermiera.
Iscritta alla facoltà di medicina all'Università di Padova ad ottobre prenderà
la laurea in scienze infermieristiche. I medici che l'hanno conosciuta in
reparto nel suo tirocinio all'ospedale San Martino la considerano un gioiello.
Anche per la decisa passione - e non solo per i voti alti - che dimostra.
Cuore, competenza e capacità però cozzano con la burocrazia che le impedirà di
partecipare al concorso dell'Ulss, indetto probabilmente a gennaio 2009. Nata a
Pakrac, in Croazia, Maja era bambina quando insieme ai genitori è arrivata a
Fortogna tenendo negli occhi le scene di case in fiamme viste lungo i Balcani
durante gli spostamenti da un campo profughi all'altro. «Nel 2008 ho
raggiunto i dieci anni di residenza regolare in Italia, con genitori che
lavorano e hanno casa propria. Allora ho inoltrato la domanda per diventare
cittadina italiana. Ma mi hanno detto che dovranno passare almeno quattro anni
prima che la pratica mi torni indietro - Milinovic' racconta, senza tacere la
rabbia - mi chiedo perché io per lavorare come infermiera devo aspettare tanto
mentre i calciatori in un mese hanno il passaporto italiano». Intanto la
studentessa ha speso. Trecento euro di certificati. Più i viaggi all'ambasciata
di Zagabria. A cui si aggiunge il dovuto al notaio. Anche per tirar su quattro
soldi Maja ha provato a mettersi a disposizione, in ospedale, nell'assistenza
notturna dei malati: «Se non sono italiana provo a fare la badante straniera».
Ma qualcosa non ha funzionato: il biglietto informativo da lei affisso nella
bacheca del San Martino è presto sparito. E lei non ha insistito. Ma non è
finita. Per la studentessa, con 27/30 di media sul libretto, cala la
saracinesca pure sulla borsa di studio di 750 euro che il Comune di Longarone
assegna a tutti gli universitari residenti che abbiano almeno 24/30. «Se
italiani, però» conclude la ragazza, chiedendo perché non possa valere la
dimostrazione che la pratica per la cittadinanza è stata avviata. Daniela De Donà
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pdl,
Ceraolo è il candidato sindaco Sconfitto nel 2004 ora sottolinea: «Non
antepongo il mio nome all'unità di coalizione» Sabato 4 Aprile 2009, Sacile
«Vogliamo vincere le elezioni per cambiare, per governare la città senza
sprechi e senza improvvisazioni». Lo sottolinea la coalizione di centrodestra
(Pdl, Lega nord, Udc, La Destra), annunciando di aver «definito il percorso e
il metodo della stesura del programma politico e amministrativo» e di «aver
condiviso una sintesi di temi comuni, da aprire al contributo della società,
delle associazioni, delle categorie economiche. L'unità di intenti sul
programma, è un deciso passo avanti verso un unico candidato sindaco». Un
programma, quello del centrodestra, ispirato ai valori dell'etica sociale,
dell'efficienza operativa e della sicurezza. «La crisi comporterà una riduzione
delle entrate fiscali, ma noi non pensiamo di mettere le mani nelle tasche dei
cittadini. Le istituzioni dovranno aiutare chi è in difficoltà senza però
promuovere una politica di assistenzialismo generalizzato. Devono essere
favoriti i cittadini residenti sul territorio; favorire e incentivare
l'iniziativa privata». Per quanto riguarda il Comune, secondo il centrodestra
dovrà «attivare gli investimenti pubblici di cui dispone senza ritardi, offrendo
lavoro alle nostre imprese e ai nostri lavoratori, essere di stimolo e di
supporto a chi promuove e organizza iniziative per la città e le sue attività
economiche; snellire la burocrazia ed evitare regolamenti asfissianti, così da consentire un equilibrio
tra le necessità dei residenti e l'organizzazione di eventi. Spetterà sempre al
Comune contribuire a rendere la città sicura, accogliente e pulita, con una
viabilità ordinata, le necessarie aree di parcheggio e di passeggio. Un
progetto per tutta la città e le sue frazioni, non solo per la piazza. Vogliamo
voler voltare pagina rispetto a questa sinistra pessimista, parolaia,
statalista e conservatrice». Poi l'affondo sull'Amministrazione Cappuzzo: «Dire
che è stata inefficiente non è affermazione generica o percezione distorta
della realtà, ma un fatto provato dai dati di bilancio, nel quale per tre anni
l'avanzo ha sfiorato i 4 milioni di euro e la giacenza di cassa ha raggiunto il
doppio di quanto trovato al loro insediamento. Dati senza precedenti. Sacile
merita di più e le elezioni potranno riportare alla sua guida una squadra
motivata sulle cose da fare, ispirate a un chiaro e organico progetto». Da qui
l'imperativo: «Vogliamo vincere per cambiare; per governare senza sprechi e
senza improvvisazioni. L'unità di intenti stretta sul programma - concludono
Pdl, Lega, Udc e La Destra - è un deciso passo della coalizione verso
l'indicazione di un unico candidato sindaco». Fin qui il comunicato dei quattro
partiti; si dà comunque per certo nel Pdl, il via libera alla candidatura di
Roberto Ceraolo che comunque antepone alla sua candidatura, l'unità della
coalizione. Michelangelo Scarabellotto
(
da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRESPANO
Anche i privati nel progetto per la funivia del Grappa Sabato 4 Aprile 2009,
Crespano del Grappa Un piano strategico con una funivia per il rilancio del
turismo nel Massiccio del Grappa; un investimento da più di 20 milioni di euro
per i prossimi 20 anni. Si può parlare di investimenti in tempo di crisi?
"Perché no?-spiega il sindaco di Crespano del Grappa, Nico Cunial, capofila
del progetto insieme a Castelcucco, Paderno, Possagno ed inserito nel Pati,
piano di assetto territoriale intercomunale- in periodi di crisi di sono Comuni
che hanno comperato bond, derivati ed altro; noi invece abbiamo progetti e li
offriamo proprio adesso come modello di sviluppo sostenibile". Sviluppo
sostenibile, sia chiaro, che non si ferma "solo" alla realizzazione
di una funivia che da Crespano porta in cima Grappa, ma va oltre, molto
oltre:" C'è il Piano strategico per il territorio che è alla base di tutto-spiega
ancora Cunial-la funivia è parte integrante di questo piano, finalizzata alla
ricerca di uno sviluppo economico alternativo rispetto al modello economico
attuale". E poi l'analisi analitica sulla situazione nella pedemontana che
il sindaco Cunial conosce alla perfezione:"Noi ci troviamo ad avere
migliaia e migliaia di passaggi annuali, di turisti, che non sono trattenuti in
zona. Basti pensare che solo in cima Grappa abbiamo mezzo milione di presenze
l'anno. Ecco, noi siamo chiamati a dare risposte concrete a questa domanda
crescente valorizzando un territorio come la pedemontana ed il massiccio del
Grappa che hanno tutto o quasi tutto: storia, tradizioni, natura, cultura,
enogastronomia. La nostra sfida è quella di impostare questo sviluppo salvaguardando
l'esistente e migliorando gli elementi in contrasto". Ed allora quali le
linee da seguire: intanto l'impianto a fune è stato inserito nel piano di
attuazione territoriale intercomunale dei comuni di Crespano, Castelcucco,
Paderno e Possagno e presentato con buone possibilità di recepimento anche a
livello Provinciale e Regionale. Quindi il via dell'operazione attraverso un
"parco progetti" che serve ad attirare capitali privati. "Perché
i privati vogliono solo avere la certezza che la burocrazia funzioni-spiega ancora il sindaco Cunial-Crespano, Paderno,
Castelcucco e Possagno stanno dimostrando che si può fare qualcosa di concreto
e speriamo che altri comuni della pedemontana magari attraverso i comuni
dell'intesa programmatica d'area aderiscano all'iniziativa che sarebbe
interessante allargare anche ai comuni del vicentino come Bassano del Grappa o
del bellunese come Feltre". G.Z.
(
da "Sicilia, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia
Monito
del presidente Usa. Primo nodo, l'Afghanistan: l'Alleanza rischia la
credibilità Londra. In una grande atmosfera di festa, che neppure i tafferugli
tra la polizia e i manifestanti è riuscita a rovinare, gli alleati hanno
accolto il presidente Usa Barack Obama al Vertice che festeggia i primi 60 anni
della Nato e celebra la decisione della Francia di rientrare a pieno titolo nei
ranghi dell'Alleanza, da cui era uscita nel 1966 sbattendo la porta con Charles
De Gaulle. Strasburgo - sotto assedio per tenere lontani i pacifisti e i no
global - ha accolto con un bagno di folla Obama e la moglie Michelle, ricevuti
calorosamente dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla consorte Carla
Bruni. Con Sarkozy, Obama ha avuto un incontro bilaterale durante il quale ha
salutato la leadership «coraggiosa» del presidente francese che ha guidato il
rientro di Parigi nel comando militare integrato dell'organizzazione. Prima del
Vertice, Obama ha avuto un incontro bilaterale anche con la cancelliera tedesca
Angela Merkel, rafforzando così il simbolismo celebrativo dell'alleanza
franco-tedesca di cui è intriso questo summit che si tiene, non a caso, sulle
sponde opposte del Reno. Ieri sera, al Casinò della località termale tedesca
Baden Baden. Oggi, a Strasburgo, che sarà raggiunta dai leader a piedi
attraversando la passerella delle due rive sul fiume dove a metà Sarkozy e
Merkel si stringeranno la mano. Questo vertice è anche il primo per Albania e
Croazia, entrate solo pochi giorni fa facendo salire a 28 la famiglia della
Nato. Giunta ai suoi primi 60 anni, l'Alleanza ha bisogno di riflettere su se
stessa e non è un caso che i lavori di ieri sera fossero concentrati su cosa
deve fare e cosa deve essere la Nato dei prossimi 60 anni. Se la «Nato diventa
tutto, allora diventa niente», ha detto Obama. «Si tratta di modellare i compiti
della Nato per il XXI secolo», ha suggerito, respingendo così l'idea di una
Nato «gendarme del mondo». Dell'esigenza di «gettare le nuova fondamenta»
dell'Alleanza ha parlato la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ieri una
riunione d'emergenza del Nac (il Consiglio nord atlantico) ha cercato di
risolvere le «questioni ancora in sospeso». Dal Vertice sono attesi tre
documenti: la dichiarazione conclusiva (40-50 paragrafi) sull'insieme delle
questioni; una dichiarazione sulle priorità del prossimo futuro in Afghanistan;
una dichiarazione sulla sicurezza atlantica (Das). Secondo fonti, è questo il
il documento politicamente più importante perché in una decina di paragrafi
(una pagina e mezzo) definirà deve definire le priorità future per l'Alleanza
del Ventunesimo secolo. Il Das parlerà di allargamento, di relazioni con la
Russia, dell'articolo 5 (che obbliga alla difesa degli alleati), del disarmo,
della deterrenza, dei rapporti con le Nazioni Unite e l'Unione Europea, delle
minacce esterne, dell'Afghanistan. Il documento servirà come base per disegnare
la riforma strategica della Nato, compito per il quale l'Alleanza si affiderà a
esperti e saggi esterni. «Una burocrazia non può riformare se stessa», ha motivato un alto diplomatico.
Il lavoro sulla riforma interna richiederà tempo: tra i 12 e i 18 mesi. La
proposta che uscirà sarà al centro del prossimo vertice Nato che si terrà in
Portogallo nel 2010 o 2011.
C'è stato consenso ieri a Strasburgo sul secondo tema
che ha impegnato i 28 leader: il rafforzamento delle relazioni con la Russia,
con la quale le tensioni dell'agosto scorso, dopo il conflitto con la Georgia,
sembrano superate. Da ex nemico ad alleato prezioso per affrontare sfide
comuni: terrorismo, pirateria, sicurezza energetica. Anche se restano i punti
di disaccordo, in primo luogo lo sfregio alla sovranità nazionale della
Georgia. Ma la parte più spinosa e difficile da risolvere per questo Vertice in
famiglia, che non ha invitati esterni, arriva oggi, quando il confronto sarà
dedicato all'Afghanistan. Sull'esito di questa guerra la Nato è consapevole che
si gioca la sua credibilità futura. Agli alleati, Obama ha presentato una nuova
strategia globale che avvicina gli europei agli americani e da Strasburgo il
presidente Usa si attende risultati. Sarkozy ha assicurato «il pieno sostegno»
della Francia. Lo stesso hanno fatto Germania, Gran Bretagna e Italia per
garantire lo svolgimento sicuro delle elezioni presidenziali di agosto,
l'addestramento di più forze di sicurezza afghane e più aiuti alla ricostruzione
civile. Sull'Afghanistan, l'atmosfera di festa si incupisce. L'unica
celebrazione è per le vittime di una guerra da cui non si vede ancora una via
di uscita e per le quali oggi i leader osserveranno un minuto di silenzio sulle
rive del Reno. marisa ostolani