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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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 Report "Burocrazia"   4-4-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Giovedì sera a Spino l'incontro vicariale con il vescovo Merisi in occasione della visita pastorale ( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cui si rischia di incorrere in una burocrazia che inchioda. Ma cosa possono fare le aggregazioni per sostenere questa realtà? Così il vescovo: «Innanzitutto restare fedeli alla Chiesa, poi mostrarsi fedeli al proprio carisma e collaborare con la comunità per elaborare insieme un piano pastorale parrocchiale, che, pensato a livello globale,

Brembion Le "doppiette" non hanno dubbi: ( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: c'è un po' più di burocrazia, qualche volta anche un po' troppo stringente, per esempio nella redazione preventiva del piano mensile, in cui bisogna riportare anticipatamente e in dettaglio date d'uscita e nome dei volontari che vi parteciperanno. Comunque, nel complesso l'esperienza mi sembra positiva».>

Travolgente conferenza, a ottantotto anni, di colui che fondò insieme a Indro Montanelli ( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha dichiarato che la giustizia va male perché appartiene al cattivo andazzo della burocrazia italiana. Ha richiamato gli anni di tangentopoli (il sistema era marcio, ha detto, e ha aggiunto: sia chiaro che Craxi non era un esule, ma un latitante). Ha ricordato che gli italiani sono furibondi con la loro giustizia perché ci vogliono dieci anni per un processo cretino.

Nell'ex canonica arriva l'osteria ( da "Trentino" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma prima di dover mettere mano alla palazzina ha dovuto "arrendersi" alla burocrazia, visto che la palazzina è sotto vincolo. Così solo all'inizio di quest'anno la ditta ha potuto iniziare i lavori di ristrutturazione. L'idea è quello di riproporre un locale con gli antichi sapori di un tempo, il lusso è invece bandito.

"Non bastava la crisi, adesso siamo nel mirino dei ladri" ( da "Stampa, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Dallo scorso autunno i clienti sono progressivamente diminuiti - aggiunge la ristoratrice - e tirare avanti è sempre più difficile, nessuno ci dà una mano». Neppure le istituzioni: «I locali del Ticino stanno lentamente morendo - conclude la donna - soffocati dalla burocrazia e dall'incuria e tutti stanno a guardare».

"Abrogate 29 mila leggi ora tocca ai decreti" ( da "Stampa, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la strada maestra per ridurre la burocrazia». Il provvedimento adottato dal Senato segue quel «percorso di disboscamento legislativo avviato con il decreto legge 112 del 2008 che tagliava 7000 leggi. Costa è soddisfatto ma spiega anche che per essere vinta la battaglia deve risolvere il problema dei decreti legge e della loro coesistenza con la legge di conversione.

"Subito cantieri in fiumi e torrenti contro le piene" ( da "Stampa, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo stufi dei ritardi della burocrazia che non ci concede le autorizzazioni necessarie per mettere al sicuro le nostre popolazioni». Gli hanno fatto eco i colleghi di Casalgrasso, Martiniana Po, Fossano, Frassino, Costigliole: «Lasciateci intervenire sui fiumi: ora non lo possiamo fare, perché altrimenti ci denunciano».

quel piano rifiuti mai decollato è già costato 1,5 miliardi di euro - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel caos rifiuti si è inserita, infine, anche la riforma della burocrazia regionale voluta da Lombardo e, questa sì, votata dall´Ars che ha previsto la chiusura entro il prossimo anno dell´Arra con l´affidamento delle competenza in altri dipartimenti. a.fras.

la burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 25 - Cronaca «La burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno» Il presidente di Confindustria Francesco Peghin: «Perso il 2,5% del Pil»

mettere le università - fulvio tessitore ( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la rapidità di decisione degli atenei non teme confronti con le burocrazie degli enti pubblici territoriali), ma anche con la possibilità di mostrare all´opinione pubblica che cosa veramente sono e sanno essere le università, finalmente smettendola di farle apparire la sentina di tutti i vizi, come piace presentarle a chi ha il gusto ipocrita e perverso dello scandalismo.

( da "Adige, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai Comuni 80 milioni di euro per le opere pubbliche «Ci vuole meno burocrazia» CLES - Creatività e innovazione nel privato, semplificazione burocratica e investimenti immediati nel pubblico. È la ricetta che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ritiene vincente per reggere questo difficile momento e per affrontare con serenità l'immediato futuro.

Il deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio ( da "Adige, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ha parlato di una burocrazia che ingabbia gli operatori del settore. Le autorità, ha spiegato, impongono ai contadini e agli imprenditori che svolgono attività connesse all'agricoltura, lunghe e complesse procedure burocratiche e non sempre risolutive». Spesso si applica la definizione di «rifiuti speciali», mettendo in difficoltà gli operatori interessati,

municipio, la macchina non va ( da "Centro, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scoppia la polemica BUROCRAZIA Accuse alla giunta sui ritardi VASTO. Ritardi nel varo della nuova pianta organica e accuse alla gestione del personale dipendente. Non sono mancate critiche all'indirizzo dell'amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale, culminato con l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a riportare in aula l'

sopralluogo di de anna al cantiere del chiavalir ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esecutivo Tondo per accelerare anche questa pratica, dopo un decennio di burocrazia e di intoppi. De Anna è stato poi accompagnato a Tramonti di Sopra, dove ha visitato la sala polifunzionale del paese. La struttura sarà inaugurata entro qualche settimana: nell'immobile troveranno sede le associazioni attive sul territorio.

approvato il bilancio, finanziate molte opere - maurizio porcu ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la colpa è da ricercare nella lentezza della burocrazia visto che noi abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni nei tempi opportuni». Il sindaco Bastianino Sannitu ha illustrato le linee del bilancio di previsione che registra poche variazioni rispetto a quello dell'anno precedente con un totale a pareggio di 9,3 milioni di euro.

arrestateci tutti, non andremo via ( da "Tirreno, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si sentono vittime della burocrazia, della scarsa conoscenza di leggi e procedure legali, ma anche di legali che - a loro parere - non li hanno assistiti come avrebbero dovuto. Dopo che la casa è stata venduta all'asta i soldi sono andati nella disponibilità dei Biagi e in questi anni sono praticamente serviti per sostenere le spese legali.

grande tennis, le star di aprile nell'ultimo anno del centrale - paolo rossi ( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mentre la burocrazia (Comune, Coni servizi e Federtennis) superavano i problemi (dovuti anche ai prossimi Mondiali di nuoto), la macchina organizzativa del tennis, diretta da Palmieri, è sempre stata in moto e non si è fatta prendere in contropiede. Questo vuol dire che ci saranno, come sempre, i migliori del tennis mondiale: nessuna star ha dato forfait,

Scuola, via 42 mila ( da "Italia Oggi" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La scuola rischia di finire in pasto alla burocrazia? attacca Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola, che mette l'accento in particolare sui rischi che in alcune scuole possano andare in esubero insegnanti di ruolo. ?I provvedimenti confermano che si tratta di un'operazione dalle spaventose ricadute sociali?

Giovani a confronto su nuove strategie ( da "Italia Oggi" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molte le proposte del presidente che vede nella burocrazia il primo ostacolo da abbattere. «Troppe inflazione normativa, non siamo competitivi rispetto agli altri paesi dell'Unione europea che godono di una legislazione più snella e veloce. In secondo luogo bisogna svecchiare la governance in tutti i suoi gangli.

CASTELFIDARDO IN CHE FASE di questa crisi ci trov... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I mutati rapporti con le banche, la burocrazia che non semplifica le cose, la "marchigianità" come sinonimo di industriosità, talento e valore che la delocalizzazione ci sta facendo perdere: su questi punti nodali si articola il dibattito che ha portato cinque aggregazioni di imprese a fare gruppo.

Conto alla rovescia per il dragaggio ma maggioranza divisa sul Prg portuale che rischia di r... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia impone però altri paletti - mercoledì si riunisce la commissione per la pesca che dovrà fornire un parere alla Regione per lo sversamento dei fanghi nella vasca di colmata - tuttavia l'appalto è già assegnato a una ditta del Riminese, la stessa che ha scavato nel porto di Venezia, già arrivata a Pescara per organizzare l'

I giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alleanza generazionale con le sigle imprenditoriali I giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola Collegi sindacali, sotto tiro le rendite di posizione Federica Micardi VARESE. Dal nostro inviato Eliminare barriere di età e vincoli burocratici che ostacolano l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è l'appello delle associazioni giovanili di professionisti e imprenditori.

Sos di Legambiente: bonificate la discarica di Pizzo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e dei costi. Le analisi effettuate a più riprese hanno sempre confermato che in quest'area sono presenti elementi inquinanti come piombo, arsenico, zinco e Pcb (policlorobifenili). «Il problema si allarga - spiega Bianca Lanfranchi, vicepresidente del circolo di Legambiente - e le analisi eseguite dall'Arpa hanno rilevato che anche nei terreni circostanti sono presenti

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gente che sa che c'è anche una burocrazia, quindi tempi e quindi regole...». Scusi, non ha l'impressione di volare molto basso? Non crede che magari serva anche un sogno per questa Provincia e non solo una concretezza tutta bergamasca? «Certo che sì, ma i sogni devono anche avere buone possibilità di realizzazione».

di MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda... ( da "Nazione, La (Siena)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ritiene che una possibile soluzione della crisi possa essere ricercata proprio nei giovani: «Ritengo che soprattutto in questa fase sia fondamentale dare spazio a nuovi modi di fare impresa e a idee innovative di cui i giovani possono farsi portatori. Inoltre serve una mano da istituzioni e banche: le prime cercando di ridurre la burocrazia, le seconde dando credito».

Hai un dubbio? Chiedi al notaio ( da "Provincia Pavese, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno a disposizione per sbrogliare la matassa sempre complessa della burocrazia. «Gli argomenti scelti per la consulenza gratuita - spiega Paolo Sedino, presidente dei notai pavesi - sono quelli di maggiore interesse per il cittadino: l'acquisto della casa e le relative agevolazioni fiscali, prima di tutto. La stipula del mutuo ipotecario, ma anche la possibilità di cambiare mutuo,

STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa con un misto di speranz... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Provincia sarà utile per snellire la burocrazia: gli uffici saranno più vicini dice Graziano Santoni di M.Vidon Corrado . Tra le prime cose di cui occuparsi c'è la sanità: non funziona e all'ospedale di Fermo i parcheggi sono scomodi». Guarda con occhio positivo alla Provincia anche Marco Minnetti di Servigliano che precisa: «La creazione del polo economico a Campiglione è ottima,

NOI, VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA ( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla anche una serie di prelievi non autorizzati sul proprio conto corrente. Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la disavventura.

di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat sm... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la disavventura. La vittima è un correntista pisano, lavoratore dipendente, che nel luglio del 2008 si è recato alla filiale cittadina della propria banca per segnalare il disservizio.

Disservizi e sportelli lumaca Pannelli solari, che miraggio: mesi e mesi per un sì ( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avere a che fare con una burocrazia umiliante. Suo figlio ogni anno deve, infatti, essere sottoposto a una visita di controllo per avere la certificazione di un'invalidità di fatto irreversibile. Ma l'assurdo è stato toccato quando ancora il ragazzo era minorenne: al padre venne infatti negato il permesso di circolazione in ztl adducendo come scusa proprio quella che il bambino,

Sventato furto in una boutique, arrestati quattro giovani ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia non facilita il coinvolgimento della popolazione. Per di più arriva a fine legislatura e nei cinque anni precedenti, come avvenuto con l'abbattimento di 120 piante per creare il Pineta Village, si è agito come abbiamo visto». Massimo Mazzolani ha lamentato «alcuni tempi troppo brevi come i sette giorni per comunicare la caduta di una pianta su suolo privato,

Da Villaputzu al potere romano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gelli aveva costituito un partito che funzionasse senza inutile burocrazia. Si era preoccupato di avere un minimo di stampa, grandi capitali alle spalle, di avere sotto controllo la mano militare, i servizi segreti, i grandi funzionari dello Stato e della politica. La P2 può essere definita come una sorta di consommè di crema dei poteri dello Stato, non certo un partito democratico».

in memoria del divo giulio e della sua sfida ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima che tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda,

VINCENZO ORTOLINA Una benedizione sorprendente Da cattolico che sta serenamente nel centrosini... ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo un po' di burocrazia, Le famiglie candidate all'aiuto devono però essere in regola coi precetti cattolici. Niente per le famiglie di conviventi. Sembra infatti che anche Gesù Cristo, ai bambini che si presentavano affamati e assetati, chiedesse il certificato di matrimonio dei genitori in bollo da quattordici denari.

C'è una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial... ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima che tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda,

l'Asl: immigrate, stop segnalazioni alla polizia ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La verità è che al di là del caso specifico il nodo non è tanto la burocrazia, quanto l'incapacità, spesso, dei servizi pubblici di adeguarsi ai cambiamenti sociali. Nella vicenda della signora Kante è mancato un anello fondamentale della catena: il mediatore. Colui che, per esempio, comunica nella stessa lingua d'origine dell'immigrato.

SEGUE DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va... ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238.

Ricorsi, avvisi e file infinite: la roulette delle multe pazze ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238.

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma principalmente con la nemica di sempre, la burocrazia, «troppo lunga e contorta». Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, scuote la platea del convegno organizzato dall'Associazione Costruttori a Positano, incassando una standing ovation. Si definisce senza mezzi termini «il sindaco del cemento e il rappresentante della destra europea».

De Luca: ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia troppo lunga e contorta - dice il sindaco - i nostri dirigenti se ritardano a firmare sono soggetti a sanzioni pecuniarie» POSITANO Il primo attacco lo sferra al governo Berlusconi, anche se poi, a conclusione del suo intervento al convegno organizzato dall'Ance al Covo dei Saraceni, si definisce senza mezzi termini «

conoscere la sla ( da "Tirreno, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: devono combattere oltre che con gli enormi disagi, anche contro la burocrazia. Trattandosi di una malattia rara, che gradualmente limita la funzionalità dei muscoli volontari, fino alla compromissione dei muscoli respiratori ad oggi se ne è parlato poco, almeno fino a quando la Sla ha investito il mondo del pallone.

Quell'indennità attesa per 23 anni ( da "Corriere della Sera" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Quell'indennità attesa per 23 anni SEGUE DALLA PRIMA Marcianò, classe 1931, originario di Lecce, si infila nel tunnel in cui tuttora si trova verso la fine degli anni Settanta. A quell'epoca non ha nemmeno 50 anni, è un funzionario in carriera che vuole due cose: che il ministero delle Finanze gli riconosca un'

Vinitaly 2009 ( da "Arena.it, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allarme lanciato da Coldiretti sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per districarsi nella burocrazia. Per Coldiretti è giunto il momento della semplificazione che non deve comunque significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualità del prodotto.

Eredità in vendita, i coeredi hanno la prelazione ( da "Affari Italiani (Online)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Mio padre in seguito alla morte dei suoi genitori ha coereditato alcuni beni (appartamento non abitabile e pezzettini di terreno montano) di cui ha il 39%; il restante é suddiviso in altre 4 quote (suo fratello per il 39% ,

Sanità, indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia" ( da "Sestopotere.com" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sanità, indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia" (4/4/2009 12:01) | (Sesto Potere) - Milano - 4 aprile 2009 - Un medico sommerso dalle pratiche burocratiche e con poco tempo da dedicare agli ammalati. E? questa, in estrema sintesi, l?immagine del medico pubblico che emerge dall?

PAOLO BARBUTO LA QUESTIONE DI VIA CHIAIA NON è PIù SOLO UN BRACCIO DI FERRO DI RESIDENT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-04-2009) + 3 altre fonti
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisognerà cercare i fornitori, stabilire un prezzo, trovare una maniera per rendere l'acquisto il più rapido possibile, e poi stabilire l'avvio dei lavori. La burocrazia è nemica della rapidità: «Ma noi ci proveremo», assicura l'assessore Nuzzolo.

Io, quasi infermiera senza cittadinanza Storia di Maja, figlia della guerra in Croazia: da 10 anni in Italia, non potrà fare il concorso ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: competenza e capacità però cozzano con la burocrazia che le impedirà di partecipare al concorso dell'Ulss, indetto probabilmente a gennaio 2009. Nata a Pakrac, in Croazia, Maja era bambina quando insieme ai genitori è arrivata a Fortogna tenendo negli occhi le scene di case in fiamme viste lungo i Balcani durante gli spostamenti da un campo profughi all'altro.

Pdl, Ceraolo è il candidato sindaco ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia ed evitare regolamenti asfissianti, così da consentire un equilibrio tra le necessità dei residenti e l'organizzazione di eventi. Spetterà sempre al Comune contribuire a rendere la città sicura, accogliente e pulita, con una viabilità ordinata, le necessarie aree di parcheggio e di passeggio.

CRESPANO Anche i privati nel progetto per la funivia del Grappa ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia funzioni-spiega ancora il sindaco Cunial-Crespano, Paderno, Castelcucco e Possagno stanno dimostrando che si può fare qualcosa di concreto e speriamo che altri comuni della pedemontana magari attraverso i comuni dell'intesa programmatica d'area aderiscano all'iniziativa che sarebbe interessante allargare anche ai comuni del vicentino come Bassano del Grappa o del bellunese

Monito del presidente Usa. Primo nodo, l'Afghanistan: l'Alleanza rischia la credibilità ( da "Sicilia, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Una burocrazia non può riformare se stessa», ha motivato un alto diplomatico. Il lavoro sulla riforma interna richiederà tempo: tra i 12 e i 18 mesi. La proposta che uscirà sarà al centro del prossimo vertice Nato che si terrà in Portogallo nel 2010 o 2011.


Articoli

Giovedì sera a Spino l'incontro vicariale con il vescovo Merisi in occasione della visita pastorale (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

La forza delle aggregazioni laicali Monsignor Merisi: «Una Chiesa che cammina insieme» Spino La corresponsabilità laicale come fulcro del vivere associativo e dei movimenti. Nel corso dell'incontro fra monsignor Giuseppe Merisi e le aggregazioni laicali del vicariato di Spino d'Adda, il vescovo ha infatti invitato le diverse realtà a non perdere mai di vista il presupposto di una Chiesa che cammina insieme. «E' necessario per tutti fare lo sforzo di pensare la Chiesa non solo in termini parrocchiali, bensì come corpo mistico di Cristo, popolo di Dio o meglio come comunione instaurata in una comunità e come comunità che si sviluppa diventando comunione», ha precisato monsignor Merisi. Passaggio però che non prescinde dal saper cogliere dall'alto il dono dello Spirito Santo, scaturito dall'Eucarestia e dal sacrificio pasquale, Grazia che di fatto appartiene a ogni battezzato, chiamato attraverso lo Spirito a partecipare alla comunità in un contesto umano. All'interno di questa categoria si inseriscono tuttavia i cosiddetti ordinati e tutti i consacrati. «Al di là di queste articolazioni dei battezzati, ciò che tutti accomuna è l'uguale dignità di fronte al Signore, il sacerdozio battesimale e l'universale chiamata alla santità», ha sottolineato il vescovo, ricordando che tutti siamo christi fideles, ma chiunque non consacrato e ordinato si pone al servizio del Bene autentico è quel laicato che contraddistingue molte delle aggregazioni presenti anche nel vicariato di Spino: Azione cattolica (Ac), Comunione e liberazione, Rinnovamento nello Spirito e Focolari. Recuperando il ruolo pioneristico dell'Ac, il vescovo ha invitato l'associazione a farsi carico della dimensione vicariale spinese da valorizzare per restituire alle parrocchie quel respiro ampio spesso soffocato dalla difficoltà di sviluppare ogni settore in comunità numericamente modeste, in cui si rischia di incorrere in una burocrazia che inchioda. Ma cosa possono fare le aggregazioni per sostenere questa realtà? Così il vescovo: «Innanzitutto restare fedeli alla Chiesa, poi mostrarsi fedeli al proprio carisma e collaborare con la comunità per elaborare insieme un piano pastorale parrocchiale, che, pensato a livello globale, sappia svilupparsi declinando a livello diocesano, vicariale, parrocchiale i diversi obiettivi». «Io mi sento in dovere di esprimere il bisogno attuale di condividere tutti insieme percorsi di passione rivolti al servizio alle comunità», ha esordito Ernesto Danelli, presidente diocesano di Azione cattolica ed esponente della consulta diocesana delle aggregazioni laicali, «frutto del Giubileo del 2000 nato dalla ricerca di missionari età nella capacità di convergere seguendo insieme la Chiesa». Uno slancio testimoniato anche dalla nascita del Forum delle associazioni familiari e dal comitato Scienza e Vita; un'unità avvalorata poi dall'esistenza del Consiglio pastorale diocesano.Tra i contributi provenienti dall'assemblea, Teresa Gadda e Daniele Govini dell'Azione cattolica di Spino hanno sottolineato la mancanza di ricambio generazionale, specchio di un mondo giovanile che sovente diffida dal tesseramento e dal confronto con la realtà diocesana, vivendo solo le opportunità parrocchiali; non di meno di un mondo adulto che forse ha bisogno di nuova formazione. Andando poi alla radice dell'operare laicale, la spinese Maria Cavallone di CL, ha richiamato l'importanza primaria di «quell'incontro con Crsto che ci ha cambiati». Ed è così che alla luce di tutto questo don Gigi Sabbioni, vicario foraneo, e don Vincenzo Giavazzi, assistente diocesano di Azione cattolica e parroco di Corte Palasio, hanno invitato tutti a segnalare esplicitamente che cosa progettare insieme a livello vicariale, individuando priorità comuni. Sara Gambarini

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Brembion Le "doppiette" non hanno dubbi: (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nutrie in calo dopo le battute di caccia La conferma degli operatori: in marzo abbattuti "solo" 180 capi Brembio Le nutrie sono in diminuzione? Quella che fino a poco tempo fa poteva sembrare una domanda assurda, oggi diventa possibile alla luce degli avvistamenti e dei numeri del terzo periodo di sparo ai roditori avvenuto sul territorio del comune di Brembio.Si è chiuso in settimana infatti l'ordine di servizio firmato dal sindaco a inizio marzo per l'abbattimento delle nutrie: in un mese sono state effettuate quattro uscite che hanno portato all'abbattimento di 180 capi. Nei due precedenti periodi di sperimentazione dello sparo sui roditori, a giugno erano state abbattute 1.200 nutrie in nove uscite, mentre a novembre erano state effettuate sei uscite per 800 capi uccisi. A marzo hanno operato 18 volontari a rotazione, tre squadre da quatto componenti ciascuna in ogni uscita.«Nelle uscite che abbiamo fatto ci siamo imbattuti in un numero molto inferiore di roditori: se in una roggia si poteva arrivare ad abbattere fino a 20 nutrie l'estate o l'autunno scorsi, a marzo non si andava oltre i 5 o 6 esemplari - dice Luigi Quaini, coordinatore del gruppo di volontari che sparano alle nutrie -. Siamo passati da 120 capi abbattuti in una sera a circa 40 o 50. E anche nei campi, durante le passeggiate di perlustrazione di pomeriggio, non si vedevano più le colonie numerose dell'anno scorso o del precedente».Probabilmente, sulla riduzione del numero di nutrie ha influito una combinazione di più fattori. Forse si vede anche l'opera delle campagne d'abbattimento precedenti, ma sicuramente l'inverno rigido ha giocato un ruolo favorevole nel contenere il numero di neonati, e a conferma di questo sono stati abbattuti quasi esclusivamente capi adulti. Infine, non bisogna scordarsi che molte rogge erano ancora in asciutta a marzo. «Vedremo ora ad aprile se la sensazione di ridimensionamento del fenomeno è in qualche modo reale oppure se è stata soltanto un'illusione» aggiunge infatti Quaini.Ora dunque si avrà la "prova del nove": il sindaco Giuseppe Sozzi, infatti, ha già firmato un nuovo ordine di servizio per proseguire l'abbattimento sino alla fine di aprile. «Abbiamo la certezza di operare nel giusto per contenere un fenomeno pericoloso sotto tanti punti di vista - spiega Sozzi -. I risultati che stiamo ottenendo a Brembio sono soddisfacenti, e siamo contenti anche del fatto che altri comuni si siano mossi su questo versante: più l'opera di contenimento viene fatta ad ampio raggio e più si possono ottenere risultati significativi». Quello di marzo è stato il primo periodo di sparo ufficializzato secondo le nuove regole provinciali e non più da un'ordinanza del sindaco. «In pratica non è cambiato molto rispetto a prima - continua Quaini -. Mi sembra che la modalità richiesta dalla provincia non cambi l'operazione, almeno da un punto di vista pratico . Certo, c'è un po' più di burocrazia, qualche volta anche un po' troppo stringente, per esempio nella redazione preventiva del piano mensile, in cui bisogna riportare anticipatamente e in dettaglio date d'uscita e nome dei volontari che vi parteciperanno. Comunque, nel complesso l'esperienza mi sembra positiva».>Andrea Bagatta

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Travolgente conferenza, a ottantotto anni, di colui che fondò insieme a Indro Montanelli (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il vecchio leone del giornalismo italiano ai Lions: Mario Cervi sui delitti e sulle pene n Dopo che Garibaldi, Cavour e i Savoia unificarono l'Italia, fu compiuto il primo gravissimo errore: quello della piemontizzazione, con l'invio di funzionari piemontesi in tutte le strutture periferiche dello Stato. Successivamente, a livello di magistratura, avvenne più o meno la stessa cosa, con la meriodinalizzazione. Infatti oggi i giudici nella stragrande maggioranza provengono da tre regioni italiane: Campania, Calabria e Sicilia. E i giudici hanno finito per portarsi dietro tutta la loro cultura accademica, che non è solo quella del diritto, ma anche quella del cavillo, la cultura del ritardo, del rinvio, del formalismo.Queste e altre cose ha raccontato giovedì sera, ai soci dei dieci Lions del territorio lodigiano riuniti alle Gerette, uno dei vecchi leoni del giornalismo italiano. Mario Cervi, nelle sue 88 giovanissime primavere, ha incatenato l'uditorio parlando a braccio, raccontando esperienze di vita vissuta, snocciolando episodi della storia d'Italia di cui non solo è stato cronista, ma anche testimone e protagonista.La serata di giovedì 2 aprile, organizzata dai Lions della prima Circoscrizione del Distretto 108 Ib3 - presidente Silvio Corbellini - aveva come argomento "Dei delitti e delle pene, ai delitti senza pena". Relatore avrebbe dovuto essere Maurizio Belpietro, direttore del settimanale Panorama. Ma Belpietro all'ultimo momento ha dato foarfait, facendosi sostituire da Mario Cervi.Il quale non ha svolto per nulla il ruolo del tappabuchi. Anzi. Ha tenuto banco catalizzando l'attenzione dell'uditorio, che più volte l'ha interrotto con applausi scroscianti.Alla serata sono intervenute come ospiti anche svariate autorità, tra cui Maurizio Di Maio, amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi. Mario Cervi è stato presentato da Ferruccio Pallavera direttore del «Cittadino».Cervi è nato a Crema il 25 marzo 1921. Ha preso parte alla seconda guerra mondiale come ufficiale di fanteria nella campagna di Grecia. Fa il giornalista dal 1945, ha iniziato come cronista del Corriere della Sera. Nel giugno del 1974 ha lasciato il Corriere ed è stato tra i fondatori insieme a Indro Montanelli del Giornale, con incarichi di editorialista e inviato, poi anche vice direttore. Con Montanelli ha scritto tredici volumi della Storia d'Italia. Ha anche diretto il Giornale, dopo l'abbandono di Vittorio Feltri. E ha lasciato la direzione nel 2001 a Maurizio Belpietro, ma continua come editorialista. Nella sua relazione non ha avuto peli sulla lingua. Ha dichiarato che la giustizia va male perché appartiene al cattivo andazzo della burocrazia italiana. Ha richiamato gli anni di tangentopoli (il sistema era marcio, ha detto, e ha aggiunto: sia chiaro che Craxi non era un esule, ma un latitante). Ha ricordato che gli italiani sono furibondi con la loro giustizia perché ci vogliono dieci anni per un processo cretino. Non ha risparmiato randellate agli avvocati, in particolare a coloro che si sono fatti eleggere parlamentari. E ne ha avute anche per la politica: l'aver depenalizzato il falso in bilancio non è stato uno dei migliori provvedimenti che si potesse assumere.

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Nell'ex canonica arriva l'osteria (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ristorante ai piani inferiori e 12 stanze per gli ospiti. La ristrutturazione terminerà entro l'anno Nell'ex canonica arriva l'osteria Villazzano, partiti i lavori nell'edificio ottocentesco MARZIA BORTOLAMEOTTI VILLAZZANO. La canonica del quartiere diventerà un'osteria. Sono, infatti, partiti da poco i lavori di ristrutturazione dell'ex abitazione del parroco che in passato ha ospitato anche gli uffici comunali e l'ambulatorio medico. Dell'opera se ne sta occupando la Trentini Costruzioni che ha acquistato tre anni fa la palazzina, sotto tutela dei beni culturali, in un'asta pubblica del Comune e che ora vuole trasformarla in ristorante, conservando però la struttura originale che risale all'Ottocento. Nel piano seminterrato ci sarà la taverna, dove saranno serviti affettati e piatti freddi, e il bar. Il piano interrato, invece, sarà destinato a ristorante con cucina trentina, mentre al piano superiore ci saranno 12 stanze. Il nome del locale potrebbe essere "Osteria ex canonica" oppure "Cantina ex canonica", ma prima bisognerà terminare i lavori di ristrutturazione che finiranno entro l'anno. Sarà un'apertura importante per il quartiere, visto che ora di ristoranti ce n'è solo uno e la vita notturna in collina scarseggia. La ditta Trentini Costruzioni ha acquistato l'ex canonica, che si trova proprio in piazza a Villazzano, ben 3 anni fa, ma prima di dover mettere mano alla palazzina ha dovuto "arrendersi" alla burocrazia, visto che la palazzina è sotto vincolo. Così solo all'inizio di quest'anno la ditta ha potuto iniziare i lavori di ristrutturazione. L'idea è quello di riproporre un locale con gli antichi sapori di un tempo, il lusso è invece bandito. L'edificio, composto da tre piani, si sviluppa su una superficie di 500 metri quadri ed è munito anche di una trentina di posti auto, un gran vantaggio vista la difficoltà di trovar parcheggio in zona. Il locale sarà aperto tutto il giorno e ad ogni ora si potrà trovare dell'affettato o un piatto freddo servito con un buon vino o con una bibita analcolica. All'interno della struttura ci sarà anche un negozio dove sarà possibile acquistare i prodotti tipici trentini che verranno consumati all'interno della taverna. Il negozio sarà dislocato al piano seminterrato sotto le volte di pietra accanto alla taverna, dove si potranno consumare gli affettati, e accanto al bar, dove una volta c'erano gli uffici comunali. Un'idea insolita e originale che vedrà anche la possibilità di consumare piatti caldi al piano sottostante. In totale saranno un centinaio i posti disponibili per consumare all'interno dell'osteria, inoltre ci sarà una sala riservata alle feste private. Al primo piano, dove una volta abitava il parroco, verranno realizzate 12 stanze singole e doppie munite anche di cucinino che verranno messe in affitto per una notte o anche di più.

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"Non bastava la crisi, adesso siamo nel mirino dei ladri" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

GALLIATE.SFOGO DELLA TITOLARE DEL RISTORANTE PONTE TICINO "Non bastava la crisi, adesso siamo nel mirino dei ladri" [FIRMA]EMANUELA BRICCO GALLIATE «Non bastava la crisi, a peggiorare le cose ci hanno pensato i ladri». Parla con voce bassa e misurata Rosa Macrì, la proprietaria del ristorante Ponte Ticino a Galliate. Nella notte fra giovedì e venerdì una banda di ladri le ha devastato il locale: «Si sono portati via tutto - racconta - dalla tv al plasma al computer, e naturalmente hanno scassinato i videopoker che avevamo installato solo due mesi fa; non hanno risparmiato neppure il frigorifero, portandosi via carne e pesce pregiati». Per la donna si tratta di un vero disastro: «La crisi ci aveva già messo in seria difficoltà - racconta - i ladri hanno peggiorato le cose». Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Galliate, intervenuti sul posto con i colleghi della Scientifica i malviventi sono entrati scassinando la porta posteriore. Hanno atteso che i proprietari per poter agire idisturbati. Una volta entrati nel ristorante hanno trasportato fuori registratore di cassa e videopoker. «Abbiamo trovato le macchinette nel bosco - sottolinea la proprietaria- mentre il registratore di cassa è stato abbandonato in cortile». Spariti anche computer e televisore al plasma: «Prima di andarsene - aggiunge Rosa Macrì - hanno anche svuotato frigorifero e dispensa, rubando le nostre scorte di carne e pesce». Nessuno si è accorto di nulla: «Ci sono due camere sopra al ristorante - racconta Rosa Macrì - che prima utilizzavano i miei figli, ultimamente però al Ticino girano troppi tipi loschi e non voglio più che passino quaggiù la notte da soli». E' accaduto anche qualche ora prima del colpo: «Quella sera - ricorda la proprietaria - abbiamo notato uno strano individuo fermo sotto la pioggia di fronte al nostro ristorante: è rimasto per ore in riva al fiume, quindi si è allontanato a piedi nel bosco». Ancora da quantificare il danno subito dal ristorante: «Dallo scorso autunno i clienti sono progressivamente diminuiti - aggiunge la ristoratrice - e tirare avanti è sempre più difficile, nessuno ci dà una mano». Neppure le istituzioni: «I locali del Ticino stanno lentamente morendo - conclude la donna - soffocati dalla burocrazia e dall'incuria e tutti stanno a guardare».

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"Abrogate 29 mila leggi ora tocca ai decreti" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA BATTAGLIA DI RAFFAELE COSTA "Abrogate 29 mila leggi ora tocca ai decreti" «Lo scorso febbraio il Senato ha approvato una legge che abroga oltre 29 mila leggi ritenute ormai obsolete tra queste anche una norma del 21 aprile del 1861 con cui si stabilisce la formula con cui devono essere intestati tutti gli atti intitolati in nome del re». L'ex ministro Raffaele Costa, uno dei leader liberali che ha scelto di militare con decisione nella Pdl, sintetizza così il successo di una battaglia storica iniziata alla fine degli anni Ottanta con le proposte di «norme ghigliottina». Costa è stato il relatore della festa delle delegificazione e di quella che definisce «la strada maestra per ridurre la burocrazia». Il provvedimento adottato dal Senato segue quel «percorso di disboscamento legislativo avviato con il decreto legge 112 del 2008 che tagliava 7000 leggi. Costa è soddisfatto ma spiega anche che per essere vinta la battaglia deve risolvere il problema dei decreti legge e della loro coesistenza con la legge di conversione. E poi c'è il problema delle norme di rinvio e delle «novelle», cioè le leggi che si sono succedute nel tempo ed hanno sostituito quelle precedenti: «Noi sappiamo che molte leggi oggi sono completamente vuote perché contengono solo modifiche di leggi precedenti».

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"Subito cantieri in fiumi e torrenti contro le piene" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Subito cantieri in fiumi e torrenti contro le piene" Sindaci dell'area di Savigliano e Saluzzo "Dateci l'ok ad intervenire negli alvei" [FIRMA]PIERO BERTOGLIO SAVIGLIANO Rabbia e preoccupazione che alle prossime piene si ripeterà una scena già vista tre volte negli ultimi dieci mesi. Sono i sentimenti che i sindaci di Saviglianese, Racconigese, Saluzzese e Fossanese hanno espresso all'assessore regionale e presidente dell'Aipo Bruna Sibille, nella riunione ieri mattina in municipio a Savigliano, alla quale hanno preso parte anche il presidente della Provincia Raffaele Costa e il consigliere regionale Francesco Toselli. Dopo quattro giorni di pioggia a Savigliano come a Cavalllerleone, nella zona di Barge e Cardè, ma anche nelle valli, si sono registrate esondazioni, allagamenti di campi e cascine, frane e smottamenti. Il primo cittadino di Cavallerleone: «Basta con le parole - ha detto Giovanni Bongiovanni -. Domani voglio vedere fatti concreti, altrimenti da soli faremo quei lavori sulle rive del Maira che possono mettere al sicuro il nostro paese, sempre a rischio. Siamo stufi dei ritardi della burocrazia che non ci concede le autorizzazioni necessarie per mettere al sicuro le nostre popolazioni». Gli hanno fatto eco i colleghi di Casalgrasso, Martiniana Po, Fossano, Frassino, Costigliole: «Lasciateci intervenire sui fiumi: ora non lo possiamo fare, perché altrimenti ci denunciano». Marco Buttieri, consigliere comunale di Savigliano: «I piccoli interventi necessari sui nostri fiumi si risolvevano con quella che si chiama compensazione, con l'intervento autorizzato a livello locale nei fiumi: basta con i tempi biblici dell'Aipo, non possiamo avere l'acqua che ci minaccia ogni 15 giorni». Il sindaco saviglianese Aldo Comina: «E' necessario sveltire i procedimenti, ma occorre che i tecnici gestiscano comunque la programmazione, perché gli interventi singoli possono essere dannosi». «La cosa più sbagliata in questo momento - ha detto l'assessore Bruna Sibille, dopo aver reso noti i dati degli stanziamenti per l'alluvione dello scorso anno, pari a un quarto di quanto necessario - è farci una "guerra tra poveri". I soldi che noi, enti qui rappresentati, possiamo mettere insieme per gli interventi necessari, non bastano. Abbiamo bisogno, insieme, di andare a bussare alle porte del Governo, l'unico che sia in grado di darci una risposta per questo tipo di calamità. Capisco la rabbia e i problemi e non mi sottraggo mai al confronto. Ma facciamo un patto che ci permetta di far muovere il Governo». Il presidente Raffaele Costa ha concluso avanzando una proposta: «La Regione faccia il quadro di ciò che serve; quindi, in pochissimi giorni, formiamo una "squadra" con sindaci e rappresentanti delle nostre realtà e andiamo a Roma a parlare a chi ci può dare finalmente una risposta».

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quel piano rifiuti mai decollato è già costato 1,5 miliardi di euro - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Palermo Dai debiti degli Ato all´agenzia, i mille rivoli in cui si disperde il principale business dell´Isola Quel piano rifiuti mai decollato è già costato 1,5 miliardi di euro L´anno perduto per i contenziosi ha provocato il collasso delle discariche ANTONIO FRASCHILLA Una gestione fallimentare costata 1,4 miliardi di euro. è quella dei rifiuti in Sicilia, con gli Ato che hanno accumulato debiti per 900 milioni, i termovalorizzatori mai partiti ma costati già 200 milioni di contenziosi e una struttura, l´Arra, che ha coordinato tutta la filiera della raccolta della spazzatura e che è costata in quattro anni 314 milioni. Un fiume di denaro che non ha prodotto alcun miglioramento dei servizi di raccolta. Anzi. Da Catania a Palermo, da Messina a Enna e Caltanissetta, mezza Sicilia vive una quotidiana emergenza. Gli Ato sono sull´orlo del collasso per i debiti accumulati: secondo Confindustria e Cgil il debito degli Ambiti territoriali ottimali con i Comuni raggiungerebbe quota 900 milioni di euro e, a macchia di leopardo, in varie zone dell´Isola la raccolta viene sospesa per la protesta degli spazzini che non ricevono lo stipendio. è successo qualche giorno fa a Catania, dove nei paesi etnei gestiti dall´Ato 3 Simeto Ambiente i dipendenti delle cooperative addette alla raccolta di rifiuti non hanno lavorato; a Gravina di Catania i rifiuti sono arrivati a coprire la porta d´ingresso di un parco pubblico. Il mese scorso sette operai di Sicilia ambiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Enna, sono saliti sulla rocca di Cerere minacciando di buttarsi se non avrebbero ricevuto subito lo stipendio. A Mistretta, in provincia di Messina, sono stati indagati i vertici dell´Ato rifiuti locale per interruzione di pubblico servizio. Per affrontare questa emergenza ieri la giunta regionale ha dato via libera ad anticipazioni di cassa agli Ato maggiormente indebitati. Su proposta dell´assessore al Bilancio, Michele Cimino, la giunta ha deciso di avvalersi di una norma specifica (l´articolo 4 della legge regionale 21 del 2008) per anticipare i fondi. In attesa, comunque, che diventi legge la riforma degli Ato voluta dal governatore Lombardo, che prevedeva la riduzione degli Ambiti territoriali. Peccato però che dopo il varo del decreto, poi stoppato dallo stesso Lombardo che ha optato per il disegno di legge, alcuni Comuni hanno iniziato a liquidare le società che gestivano Ambiti che sarebbero scomparsi in base alla riforma. Come ha fatto Palazzo delle Aquile che ha liquidato la società Palermo ambiente, con il risultato che adesso i 70 lavoratori sono senza stipendio. Ieri il direttore del Comune, Gaetano Lo Cicero, ha incontrato i sindacati e prospettato due soluzioni: il trasferimento dei lavoratori all´Amia o l´avvio di contratti di solidarietà, il tutto a spese del Comune. Ma c´è di più: l´anno perso in attesa di rifare la gara sui termovalorizzatori, ha già provocato il collasso delle discariche. Non a caso il governo nazionale è dovuto intervenire affidando, a esempio, poteri speciali al prefetto di Palermo visto che la discarica di Bellollampo ha raggiunto i limiti di capienza. Nel caos rifiuti si è inserita, infine, anche la riforma della burocrazia regionale voluta da Lombardo e, questa sì, votata dall´Ars che ha previsto la chiusura entro il prossimo anno dell´Arra con l´affidamento delle competenza in altri dipartimenti. a.fras.

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la burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 25 - Cronaca «La burocrazia costa 16,2 miliardi all'anno» Il presidente di Confindustria Francesco Peghin: «Perso il 2,5% del Pil»

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mettere le università - fulvio tessitore (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Napoli METTERE LE UNIVERSITà FULVIO TESSITORE S i trattava di articolare organicamente, e in piena autonomia di ciascuna sede, rispettata nella propria indipendenza, intorno a due università "generaliste", una di grande e lunga tradizione (la Federico II), un´altra in giovanile espansione (Salerno), una rete di atenei specialistici, anch´essi di autorevole esperienza: l´Orientale e il Suor Orsola. Era ed è ancora (pur se vent´anni fa non fu capito per ingiustificata diffidenza verso l´università quasi otto volte secolare, che, per secoli era stato il solo "studium generale" non solo di Napoli, ma di tutto il Mezzogiorno continentale) un progetto per creare uno spazio volano al mondo della formazione, della ricerca, dello sviluppo civile per la città e per la regione in una autentica dimensione internazionale. A questo indispensabile carattere dei nostri atenei fa riferimento, con forza, il professor Francesco De Sanctis, rettore del Suor Orsola, nel suo coraggioso e articolato intervento, che condivido in toto. Fare delle università non già le destinatarie di benevole "elargizioni", generose o meno, dei fondi europei per la ricerca e la formazione, ma dei veri e propri partner dell´ente Regione nella definizione della destinazione e nella gestione di tali fondi. In tal modo si qualificherebbe la spesa, si eviterebbe la tentazione delle inutili, dannose, improduttive ripartizione a pioggia (più o meno clientelare), si garantirebbe la trasparenza delle operazioni, sottoposte a rigorose valutazioni preliminari e consuntive. Naturalmente il sistema funzione a condizione di saper definire precise priorità, di avere il coraggio di valutare con rigore, di stabilire un piano anche di tempi diversi ma certi, perché nessuno che meriti sia escluso, ma non giocando al ribasso per non dispiacere nessuno. Far questo non significa attribuire un privilegio alle università, che, per altro, lo meritano perché sono, ormai, il solo, vero sistema produttivo ed economicamente attivo della città e del Mezzogiorno, con un vasto indotto, che non credo abbia confronti (ai miei tempi, per far solo un esempio, il bilancio complessivo della Federico II movimentava circa duemila miliardi delle vecchie lire all´anno, senza considerare che cosa significano per l´economia della città e regione, 5000 impiegati amministrativi, 3000 docenti, circe 10.0000 studenti). Far quanto propone De Sanctis significa assegnare alle università cittadine e regionali una grande responsabilità, con un grande peso decisionale (ma la rapidità di decisione degli atenei non teme confronti con le burocrazie degli enti pubblici territoriali), ma anche con la possibilità di mostrare all´opinione pubblica che cosa veramente sono e sanno essere le università, finalmente smettendola di farle apparire la sentina di tutti i vizi, come piace presentarle a chi ha il gusto ipocrita e perverso dello scandalismo. Spero fortemente che la proposta di Francesco De Sanctis sia valutata attentamente, sia discussa criticamente, sia attuata.

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(sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cles Dellai e la manovra anticrisi. Provincia, ai Comuni 80 milioni di euro per le opere pubbliche «Ci vuole meno burocrazia» CLES - Creatività e innovazione nel privato, semplificazione burocratica e investimenti immediati nel pubblico. È la ricetta che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ritiene vincente per reggere questo difficile momento e per affrontare con serenità l'immediato futuro. «Non si devono sparare le cartucce sull'emergenza. Bisogna agire con determinazione in diverse direzioni - ha dichiarato l'altra sera a Cles, dove ha illustrato la manovra del Consiglio Provinciale - mettendo in rete risorse e interventi straordinari, che potranno garantire a livello provinciale un contenimento della recessione. È necessario che le risorse creino lavoro alle nostre imprese, limitando così il disagio diffuso e le preoccupazioni». Il governatore ha spiegato che gli 850 milioni di euro messi a disposizione dall'ente pubblico potranno fruttare un 2% di prodotto interno lordo, stessa percentuale di perdita del Pil nel 2009 prevista dagli economisti. La manovra è stata impostata secondo il principio del riorientamento delle risorse disponibili. «La Pat non può battere moneta. Ha però la possibilità di orientare scelte, investimenti e politiche che creino opportunità sul territorio trentino. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione alle famiglie per sostenere la capacità economica attraverso un sistema di incentivi di oltre 90 milioni di euro. In questo modo si farà indirettamente prevenzione del degrado sociale, si favorirà la formazione e l'investimento in cultura delle giovani generazioni». Diverse le forme di sostegno alle imprese, all'agricoltura, al settore del commercio e del turismo, con il monito trasversale della necessità di fare qualità per poter reggere alla concorrenza straniera. Infine gli interventi in opere pubbliche, sia progettate e realizzate dalla Provincia, che dai comuni ai quali sono state trasferite risorse per 80 milioni di euro da impegnare in interventi cantierabili al massimo entro fine luglio. 04/04/2009

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Il deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio Il deputato Maurizio Fugatti (Lega Nord) ha presentato una interrogazione a risposta in Commissione, al Ministro dell'ambiente e delle tutela del territorio. Si è espresso in maniera critica sulla classificazione dei «materiali di derivazione agricola» e ha parlato di una burocrazia che ingabbia gli operatori del settore. Le autorità, ha spiegato, impongono ai contadini e agli imprenditori che svolgono attività connesse all'agricoltura, lunghe e complesse procedure burocratiche e non sempre risolutive». Spesso si applica la definizione di «rifiuti speciali», mettendo in difficoltà gli operatori interessati, che in caso di gestione come residuo agricolo di tali materiali, possono essere sanzionati per reati contro l'ambiente». 04/04/2009

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municipio, la macchina non va (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Chieti Municipio, la macchina non va Incarichi e pianta organica, scoppia la polemica BUROCRAZIA Accuse alla giunta sui ritardi VASTO. Ritardi nel varo della nuova pianta organica e accuse alla gestione del personale dipendente. Non sono mancate critiche all'indirizzo dell'amministrazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale, culminato con l'approvazione di un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a riportare in aula l'argomento dopo la concertazione con i sindacati. Sotto accusa è finita la gestione del personale e le contestazioni non sono arrivate solo dalla minoranza. Anche dai banchi del centrosinistra non sono mancate lamentele, come quelle mosse da Antonio Di Santo (Pd). Il consigliere, che aveva l'aria di volersi togliere più di un sassolino dalle scarpe, ha lanciato dure critiche all'amministrazione che non è stata in grado, a suo parere, di imprimere una svolta decisiva per far funzionare meglio gli uffici. Prova ne è, secondo Di Santo, il mancato avvicendamento dei dirigenti: «In Comune è rimasto tutto come prima». Le accuse fanno il paio con quelle lanciate dall'opposizione che aveva chiesto l'inserimento del punto all'ordine del giorno dell'assemblea. «Una mezza battaglia, però, l'abbiamo vinta», commenta soddisfatto Nicola Soria (Pdl), «pur non essendo di precisa competenza del consiglio comunale, la nuova pianta organica verrà nuovamente discussa in aula subito dopo la concertazione con le organizzazioni sindacali. Devo riconoscere», aggiunge, «che il sindaco è stato molto disponibile». Nel frattempo l'assessore al Personale, Domenico Molino (Pd) ha programmato una serie di riunioni con le Rsu, sia sul fondo della produttività, sia sulla nuova pianta organica. Il documento prevede la riorganizzazione degli uffici comunali in sei macro-aree, così articolate: primo settore (servizi interni), secondo settore (affari generali ed istituzionali e servizi alla persona), terzo settore (promozione sviluppo, turismo, cultura, sport e commercio), quarto settore (territorio ed ambiente), quinto settore (infrastrutture per il territorio), sesto settore (urbanistica). L'orientamento dell'amministrazione è anche di ridurre il numero dei dirigenti e di aumentare le posizioni organizzative, con incarichi a dipendenti della carriera direttiva, che in cambio avranno un corrispettivo annuo dai 5mila ai 12mila euro. Anna Bontempo

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sopralluogo di de anna al cantiere del chiavalir (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Val Tramontina. Entro giugno il ponte dovrebbe essere pronto. Garantito l'impegno a sistemare tutto il tratto della 552 Sopralluogo di De Anna al cantiere del Chiavalir TRAMONTI DI SOPRA. Visita istituzionale in Val Tramontina: l'assessore regionale ed ex presidente della Provincia di Pordenone Elio De Anna è salito a Tramonti di Sopra per incontrare le locali amministrazioni civiche. Ad attenderlo c'erano il sindaco di Tramonti di Sopra, Roberto Vallar, e l'assessore di Tramonti di Sotto Gabriele Mongiat. La prima tappa del tour di De Anna è stata il cantiere del nuovo ponte del Chiavalir: quando la mattina del 15 dicembre 2004 il viadotto in fase di collaudo crollò su se stesso, De Anna era presidente della Provincia e l'ente di piazza San Giorgio aveva commissionato i lavori. A distanza di quasi cinque anni da quel momento, la Regione e la Provincia sono riuscite a sbloccare l'iter dell'opera e a riaprire il cantiere. Per questo all'incontro era presente anche l'amministratore delegato della ditta Monti di Auronzo di Cadore: si tratta dell'impresa che si è aggiudicata il nuovo appalto per la ricostruzione del manufatto. Entro giugno il ponte del Chiavalir dovrebbe essere pronto all'uso, ma a quel punto mancheranno ancora numerosi interventi strutturali per adeguare la strada 552 ai normali standard di sicurezza. De Anna ha garantito un impegno dell'esecutivo Tondo per accelerare anche questa pratica, dopo un decennio di burocrazia e di intoppi. De Anna è stato poi accompagnato a Tramonti di Sopra, dove ha visitato la sala polifunzionale del paese. La struttura sarà inaugurata entro qualche settimana: nell'immobile troveranno sede le associazioni attive sul territorio. Il centro funzionerà anche come sala congressi e luogo di aggregazione sociale. Lì vicino sorge invece il cantiere per la costruenda sala parrocchiale: in questo caso i lavori sono partiti da poco e ci vorrà ancora tempo prima di vedere ultimata la struttura. In ogni caso, dopo un primo stallo, le maestranze hanno realizzato il grezzo e ora si avviano alle prime rifiniture dell'opera. Tanto Vallar quanto De Anna hanno messo in luce l'importanza strategica dei due investimenti. «Lo spopolamento della montagna e il graduale abbandono dei terreni sono un problema grave sul quale la Regione deve e può fare di più», ha detto il primo cittadino di Tramonti di Sopra, che a giugno lascerà l'incarico dopo 21 anni di mandato consecutivo. Da parte sua Mongiat ha sollecitato un ulteriore sforzo per l'ampliamento della 552 nei tratti più pericolosi. De Anna ha preso nota di ogni richiesta, garantendo di perorare le singole cause tramontine in giunta regionale. (f.fi.)

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approvato il bilancio, finanziate molte opere - maurizio porcu (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Gallura Approvato il bilancio, finanziate molte opere MAURIZIO PORCU BERCHIDDA. Il consiglio comunale ha approvato la relazione previsionale e programmatica, il bilancio di previsione e il programma triennale per le opere pubbliche da realizzare. Durante la discussione consiliare il vice sindaco, Sergio Meloni, ha illustrato le opere realizzate e l'attesa approvazione per alcuni progetti che dovrebbero partire nei prossimi mesi. Si parte con la messa a norma degli uffici comunali (320 mila euro), il progetto regionale Percorsi Di-Vini (70mila), la sistemazione del centro abitato per circa 200 mila euro, il completamento del museo enogastronomico (370 mila euro di finanziamento della comunità montana) e la realizzazione dell'eco-centro comunale in zona industriale. E' inoltre previsto l'adeguamento degli impianti dell'azienda elettrica per 200 mila euro, oltre a 300mila euro di investimenti per l'attuazione del piano di prevenzione del rischio idrogeologico e 180 mila per i lavori di completamento nella zona delle case popolari, oltgre alle aspettative per la realizzazione di alcuni lavori nella chiesa parrocchiale e per il museo delle arti musicali. Il capogruppo del gruppo di minoranza, Andrea Campus, ha fatto notare come «vengano ripresentate ogni anno sempre le stesse opere, con una certa lentezza nella loro realizzazione». A tale affermazione ha risposto il vice sindaco sottolineando che «la colpa è da ricercare nella lentezza della burocrazia visto che noi abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni nei tempi opportuni». Il sindaco Bastianino Sannitu ha illustrato le linee del bilancio di previsione che registra poche variazioni rispetto a quello dell'anno precedente con un totale a pareggio di 9,3 milioni di euro. Il capogruppo Campus ha sottolineato come il bilancio sembri «la fotocopia di quello precedente oltre ad un incremento del contributo comunale per la Tarsu e sollevato il dubbio se dare in affidamento il servizio alla Multiservice non stia diventando eccessivamente oneroso per le casse comunali». A tali affermazioni ha risposto Sannitu ricordando che «il problema sia solo dovuto al fatto che a dicembre il Cines ha aumentato le tariffe di conferimento dei rifiuti del 33%, questo però non ha nulla a che vedere con il servizio della raccolta che è comunque efficiente».

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arrestateci tutti, non andremo via (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Pisa «Arrestateci tutti, non andremo via» Famiglia pronta a tutto pur di evitare lo sfratto dalla casa venduta all'asta CASCINA. Vengano pure ad arrestarci tutti ma non andremo via da questa casa che ci è stata portata via dal tribunale per un debito inesistente». La moglie di Giorgio Biagi, l'uomo di 62 anni arrestato l'altro pomeriggio dopo una presunta aggressione al proprietario della casa venduta dal tribunale di Pisa, difende il marito e si dice pronta anche a clamorose proteste pur di non arrendersi a lasciare la casa anche in presenza di un atto formale di sfratto. La famiglia Biagi, che abita nella campagna di Santo Stefano a Macerata, da circa più di cinque anni si oppone allo sfratto dopo che tutti i loro beni, che valgono circa 750mila euro, sono stati venuti all'asta per una cifra di gran lunga inferiore. Ma a rendere ancora più assurda la vicenda è che il debito non è mai esisistito. L'esecuzione immobiliare si è conclusa anche se dietro c'era una truffa, iniziata nel'98 dopo che la famiglia Biagi ha acquistato un trattore. Più volte in questi anni Giorgio Biagi e la moglie, Eleonora Buratta, hanno chiesto inutilmente giustizia. Si sentono vittime della burocrazia, della scarsa conoscenza di leggi e procedure legali, ma anche di legali che - a loro parere - non li hanno assistiti come avrebbero dovuto. Dopo che la casa è stata venduta all'asta i soldi sono andati nella disponibilità dei Biagi e in questi anni sono praticamente serviti per sostenere le spese legali. «Siamo disperati - dice la donna - siamo stati abbandonati da tutti anche dal Comune che inizialmente aveva promesso di aiutarci ma poi, lentamente, si è defilato». Se i Biagi non intendono fare un passo indietro, dall'altra parte il proprietario dell'immobile intende mettere fine alla vicenda. «L'altro giorno, mio marito ha avuto un momento d'ira - dice la donna - ma non ha picchiato nessuno, ha strattonato il proprietario della casa che poi è fuggito con la sua jeep. Non è successo niente di più, anche noi siamo pronti a denunciare chi dice il falso. Dopo lo sfratto hanno tolto tutte le finestre dalla casa. Dove pensavano che avrei fatto dormire mio figlio di 12 anni, sotto l'acqua o per strada?». La famiglia attende che Biagi torni in libertà al più presto. «Non sappiamo dove andare - continua - abbiamo 70 vacche e 400 pecore, dove le portiamo? Forse sotto il Comune?».

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grande tennis, le star di aprile nell'ultimo anno del centrale - paolo rossi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXIII - Roma Grande tennis, le star di aprile nell´ultimo anno del Centrale Al Foro da Nadal a Federer. "E dal 2010 nuovo impianto" In torneo Dal 25 in campo anche Djokovic Murray e Volandri wild card. Il rientro della Sharapova PAOLO ROSSI I GUFI sono stati sconfitti, l´edizione numero 79 degli Internazionali Bnl di tennis (25 aprile-9 maggio) si presenta in gran spolvero: lo giurano tutti, dal sindaco Alemanno al presidente del Coni Petrucci fino al numero uno del tennis Binaghi: «Sarà l´ultima del vecchio corso, dal 2010 inizierà una nuova era». Cioè il nuovo Centrale ed il torneo formula �combined´: uomini e donne insieme, come fosse uno Slam. Salvato il salto di qualità, ma i dubbi però c´erano, ed erano legati agli impianti. Demolito il vecchio centrale, non si è riusciti a costruire per tempo il nuovo. Ma, mentre la burocrazia (Comune, Coni servizi e Federtennis) superavano i problemi (dovuti anche ai prossimi Mondiali di nuoto), la macchina organizzativa del tennis, diretta da Palmieri, è sempre stata in moto e non si è fatta prendere in contropiede. Questo vuol dire che ci saranno, come sempre, i migliori del tennis mondiale: nessuna star ha dato forfait, da Nadal a Federer fino agli azzurri. Per non parlare delle ragazze: al Foro Italico Flavia Pennetta continuerà ad inseguire un traguardo che sarebbe storico: l´ingresso tra le prime dieci della classifica mondiale (oggi è n. 15), ma anche per Maria Sharapova che dovrebbe ritornare al Foro e giocare il suo primo torneo del 2009. Ma ci sarà dell´altro, come i Mondiali di beach tennis e, per la prima volta, si vedranno esibizioni di paddle, una sorta di mini tennis che si gioca solo in doppio e richiede doti da volleatori. Ma chi vincerà? O meglio, chi cercherà di spodestare sua maestà Nadal? I pronostici sono aperti (Federer, Djokovic, Murray e poi spagnoli ed argentini), ma di sicuro chi onorerà come si deve il torneo sarà Filippo Volandri, appena riabilitato dal Tas: era stato sospeso per doping dall´Itf, il livornese ha vinto l´appello. E sarà premiato: «Ha subito una grave ingiustizia che il Tas ha in parte alleviato e posso dire che per lui una wild card è quasi scontata. Sarà un piacere averlo al torneo» ha confermato Binaghi. L´ex n. 1 italiano fu semifinalista due anni fa (battè Federer), e si spera in un secondo exploit. La vera scommessa però sarà un´altra: superare i 162mila spettatori, il record del 2008. Un primato che si rinnova ogni anno, dal 2003. Fortunati saranno i seimila studenti (grazie alla provincia) che assisteranno alla kermesse. «Lavoriamo per il futuro: questo è il nostro esame di maturità prima della svolta» ripete Binaghi. Che, come ha preteso l´Atp, ha innalzato il montepremi (2.750.000 euro per gli uomini, 2.000.000 per le donne): se nel 2010 ci fosse anche questa parità il puzzle sarebbe completato.

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Scuola, via 42 mila (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Diritto e Fisco data: 04/04/2009 - pag: 31 autore: di Alessandra Ricciardi Il ministro Gelmini ha firmato decreto e circolare Scuola, via 42 mila Penalizzate le medie ed il Sud Saranno la scuola media e le regioni del Sud a pagare il prezzo più alto dell'operazione tagliacattedre. In attuazione della tabella di marcia stabilita con la manovra estiva dal ministro dell'economia, Giulio Tremonti, a settembre spariranno dagli organici degli insegnati oltre 42 mila posti. A dire come e dove sono il decreto e la relativa circolare firmati in queste ore dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, e anticipati da ItaliaOggi martedì scorso. La responsabile del dicastero di viale Trastevere ha dato il via libera anche al decreto che ridisegna le classi di concorso per le scuole medie.Con il tagliacattedre si eliminano con la precisione 42.102 posti, così ripartiti: 31.485 unità in organico di diritto, ovvero le piante organiche sulle quali è possibile fare assunzioni a tempo indeterminato, 5.616 posti sono cancellati con la seconda lingua comunitaria alle medie e 5.001 in meno in sede di definizione degli organici di fatto, le dotazioni che vengono stabilite a livello territoriale ad anno scolastico avviato e in base alle reali necessità delle scuole. Le restanti riduzioni si realizzano con la cancellazione di sedi scolastiche autonome: 245 via in un colpo perché troppo piccole. La contrazione più drastica di posti, effettuata attraverso la riduzione dell'orario scuola, la revisione dei programmi e l'innalzamento del numero di alunni per classi, avverrà nelle regioni meridionali che in questi anni hanno visto mantenere inalterato il numero di docenti mentre quello degli alunni calava: il 40% dei tagli si fa tra Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Entrando nel dettaglio: nessun ridimensionamento per la scuola dell'infanzia, che anzi vede confermati anche i 610 posti per gli anticipi dei bambini con meno di 3 anni; l'organico della primaria diminuisce invece di 10mila unità, attraverso l'eliminazione delle compresenze e l'introduzione del maestro unico. Ci sono poi altre 10mila cattedre in meno nella secondaria di primo grado, ovvero le medie. Salvaguardato l'organico di sostegno, che resta conteggiato in 90.469 cattedre complessive. Ora l'attenzione si sposta sulla fase operativa, perché toccherà ai direttori regionali stabilire quanti docenti assegnare alle singole scuole, in base ai criteri fissati a livello centrale. “La scuola rischia di finire in pasto alla burocrazia” attacca Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola, che mette l'accento in particolare sui rischi che in alcune scuole possano andare in esubero insegnanti di ruolo. “I provvedimenti confermano che si tratta di un'operazione dalle spaventose ricadute sociali”, commenta il numero uno della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. Mentre la Cisl scuola di Francesco Scrima si sta organizzando per una nuova fase di mobilitazione.Lo stesso dicastero derll'istruzione ha calcolato che, anche scontando gli effetti benefici dei pensionamenti, dal prossimo anno scolastico potrebbero esserci circa 30 mila nuovi disoccupati, tra insegnanti, ausiliari e amministrativi, che finora avevano avuto contratti a tempo determinato di lunga durata. E che da settembre non avranno più i posti su cui essere assunti, anche se da precari.

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Giovani a confronto su nuove strategie (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Professioni data: 04/04/2009 - pag: 36 autore: da Varese Lorenzo Morelli Commercialisti: si chiude il congresso Giovani a confronto su nuove strategie Appuntamento il 17 dicembre a Roma per un incontro tra i giovani commercialisti e i vertici della politica e delle istituzioni. Si chiude con questo obiettivo il 47° congresso nazionale organizzato a Varese dall'Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili che con questa iniziativa intende perorare non solo il futuro dei professionisti under 40 appartenenti alla categoria, ma tutti i giovani che partecipano al mondo economico impegnati nelle diverse professioni. «A luglio faremo un incontro interno fra i vertici per delineare la strategia, che deve essere prima approvata dei nostri iscritti perché la nostra filosofia non viaggia dall'alto verso il basso, ma dal basso verso l'alto. Una volta certi di interpretare la volontà della maggioranza andremo a Roma, in sala Caprarica, per confrontarci con le istituzioni», ha detto Luigi Carunchio, presidente Ungdcec. Molte le proposte del presidente che vede nella burocrazia il primo ostacolo da abbattere. «Troppe inflazione normativa, non siamo competitivi rispetto agli altri paesi dell'Unione europea che godono di una legislazione più snella e veloce. In secondo luogo bisogna svecchiare la governance in tutti i suoi gangli. Infine bisogna favorire la meritocrazia in maniera concreta ristabilendo il patto del merito che in passato aveva avuto molto successo». Tra le novità del 47° convegno dei giovani commercialisti c'è la nascita di una nuova commissione per lo studio del decreto legislativo 139. «Bisogna abbattere i limiti d'età d'iscrizione all'albo». Un'altra proposta di Carunchio è limitare gli incarichi dei collegi sindacali in tutte le società, quotate e non quotate: «In questo modo il lavoro può essere svolto con professionalità e non viene percepito solo come un onere dalle aziende. Questa iniziativa consentirebbe anche di limitare i conflitti d'interesse». Il tema economico è centrale anche per Walter Anedda che è ritornato sulle strategie future della cassa di previdenza. «La Cnpadc può essere un modello di trasparenza cui rifarsi per l'attività di selezione degli investimenti», ha detto il presidente Anedda, «da anni, infatti, la Cassa si è dotata di rigorose ed efficienti procedure di selezione dei prodotti finanziari e dei gestori degli stessi. Proprio l'utilizzo di best practice come quella riscontrata nella Cnpadc e in altre Casse è alla base dell'idea progettuale nata sul tavolo AdEPP per mettere a fattor comune regole di scelta sempre più efficienti in materia di investimenti», ha proseguito Anedda che ha ricordato come proprio l'ente di cui è presidente abbia sempre posto quale discriminante nella scelta la trasparenza nella selezione e il ridotto fattore di rischio degli investimenti scelti.

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CASTELFIDARDO IN CHE FASE di questa crisi ci trov... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

OSIMO pag. 13 CASTELFIDARDO IN CHE FASE di questa crisi ci trov... CASTELFIDARDO IN CHE FASE di questa crisi ci troviamo? Possiamo fare riferimento a quelle del passato o non ci troviamo forse di fronte ad un cambiamento epocale da affrontare in maniera totalmente diversa? Senza bisogno di snocciolare cifre, è abbastanza evidente che la fase di recessione mondiale investe l'Italia a qualsiasi livello: dall'industria all'artigianato, dal commercio all'agricoltura, fino alle previsioni non rosee sulla prossima stagione turistica; può cambiare il livello del coinvolgimento, perché si va dalla chiusura delle attività, al ricorso agli ammortizzatori sociali, dalla drastica riduzione del personale alla "semplice"erosione dei margini di guadagno, ma la "filiera della crisi" lega gli attori economici e fa emergere tante criticità e qualità comuni. I mutati rapporti con le banche, la burocrazia che non semplifica le cose, la "marchigianità" come sinonimo di industriosità, talento e valore che la delocalizzazione ci sta facendo perdere: su questi punti nodali si articola il dibattito che ha portato cinque aggregazioni di imprese a fare gruppo. Il giovane Comitato Unimpresa (Apindustria Ancona-Macerata, Cia Ancona, Cna Provinciale Ancona, Confesercenti Ancona e Legacoop Ancona), vuole discutere questi ed altri aspetti della crisi con i relatori della tavola rotonda organizzata per oggi, dalle 9.30 all'hotel Klass. Interverranno oltre al coordinatore e al presidente di Unimpresa Otello Gregorini e Claudio Albonetti, il direttore della Bpa Gruppo Ubi Banca Luciano Goffi, l'assessore regionale al Lavoro Fabio Badiali, l'on Francesco Boccia e il sen. Mario Baldassarri. «La situazione generale è grave dicono Albonetti e Gregorini e non serve nasconderla o sminuirla. Serve invece mettere allo stesso tavolo gli attori del nostro sistema economico per trovare soluzioni concrete. La crisi non è né di destra né di sinistra, va affrontata in un'ottica globale, cercando di restare sulla scia del motore Europa ma considerando sempre come cardine il nostro territorio. L'impresa è un soggetto attivo di coesione sociale e di produzione di reddito e benessere, che resta totalmente distribuito nell'ambiente in cui si genera. Da lì devono partire gli interventi».

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Conto alla rovescia per il dragaggio ma maggioranza divisa sul Prg portuale che rischia di r... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sabato 04 Aprile 2009 Chiudi di PAOLO VERCESI Conto alla rovescia per il dragaggio ma maggioranza divisa sul Prg portuale che rischia di restare in alto mare se non verrà discusso in Consiglio comunale. Il porto si conferma dunque spina nel fianco dell'amministrazione cittadina. Grazie alla Regione, sul fronte del dragaggio sono stati fatti passi in avanti: la dottoressa Chiara Barile, del Provveditorato alle opere pubbliche, sta per dare il via libera alla draga nelle sabbie limacciose del porto canale. La burocrazia impone però altri paletti - mercoledì si riunisce la commissione per la pesca che dovrà fornire un parere alla Regione per lo sversamento dei fanghi nella vasca di colmata - tuttavia l'appalto è già assegnato a una ditta del Riminese, la stessa che ha scavato nel porto di Venezia, già arrivata a Pescara per organizzare l'intervento. «I lavori dovranno essere eseguiti in due tempi - ha spiegato il consigliere comunale del Pd Enzo Del Vecchio -. Prima occorre che la vasca di colmata venga svuotata dei 25mila metri cubi di sabbia pulita prelevata a suo tempo dai fondali del porto turistico e destinata al ripascimento del litorale sud, da Fosso Valleunga al confine con Francavilla. Dopodichè si procederà a sversare nella stessa vasca di colmata i circa 80 mila metri cubi che la draga dovrà prelevare dal porto canale, tenendo conto di tutte le precauzioni per la tutela ambientale». Incrociando le dita, gli operatori confidano di vedere la draga al lavoro nel porto canale entro due o al massimo tre settimane. Sul fronte della politica, invece, a tenere sulle spine la maggioranza è il Piano regolatore del porto il cui progetto sembra essersi arenato nelle sabbie mobili delle commissioni consiliari. Il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio è determinato a portare l'argomento in aula all'ultimo Consiglio comunale, quello del 20 aprile. «Lo studio è stato fatto, ora serve approvarlo - ha detto Di Pietrantonio - per rafforzare quell'immagine di Pescara porta dell'Est, affacciata sul mare, su cui quest'amministrazione comunale ha lavorato tanto. Sono convinto che anche l'opposizione sarà d'accordo perchè ne va del futuro della città; ovviamente tenendo in massima considerazione la tutela dell'ambiente e della nostra grande risorsa, quella della spiaggia con i suoi stabilimenti». L'opposizione in verità la pensa in altro modo, visto lo stupore del capogruppo Pdl Luigi Albore Mascia: «Mi domando cosa abbia fatto cambiare idea a Di Pietrantonio, fino a ieri contrario a discutere in aula il Piano regolatore portuale. Per inserire il tema nell'ordine del giorno - ha aggiunto Albore Mascia - bisogna prima discuterne in commissione. Personalmente ritengo che occorrano riflessioni più approfondite». In tema di Prg portuale Di Pietrantonio sa bene di non dover convincere solo l'opposizione ma anche una buona fetta della sua maggioranza, a cominciare dai rappresentanti di "Pescara Nuova", neonato gruppo consiliare che sostiene la candidatura a sindaco di Ugo Zuccarini e di cui fanno parte inoltre Mario Sorgentone, Nicola Ferrara e Rocco Persico. Ieri pomeriggio allo stabilimento Apollo proprio Sorgentone ha illustrato il Prg portuale ai cittadini: «Ho raccolto un coro di no alla prevista banchina pescherecci che cancellerebbe la spiaggia sotto alla Madonnina. E a quanto mi risulta - ha detto - anche la Commissione ambiente non è d'accordo a portare il progetto del porto in Consiglio».

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I giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-04-04 - pag: 25 autore: Il congresso di Varese. Alleanza generazionale con le sigle imprenditoriali I giovani commercialisti: la burocrazia ci ostacola Collegi sindacali, sotto tiro le rendite di posizione Federica Micardi VARESE. Dal nostro inviato Eliminare barriere di età e vincoli burocratici che ostacolano l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è l'appello delle associazioni giovanili di professionisti e imprenditori. Le rappresentanze – comprese gli aderenti a Confindustria, Confcommercio e Confapi – si sono ritrovate d'accordo su una delle possibilità di uscire dalla crisi: occorre puntare su talento e meritocrazia, a costo di mettere in discussione le posizioni acquisite. Una linea comune sancita al 47esimo congresso nazionale dell'Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec), in corso a Varese. «Dobbiamo eliminare – sintetizza il presidente Ungdcec, Luigi Carunchio, al termine della giornata di confronto – i limiti per l'accesso alle professioni, così comei lacci burocratici che complicano l'attività. Non ha più senso, per esempio, richiedere una certa anzianità di iscrizione all'Albo per arrivare alle cariche di categoria né mantenere un sistema che, a scapito della concorrenza, privilegia chi è arrivato prima». Carunchio tocca il problema dei collegi sindacali. «La possibilità di cumulare incarichi nelle non quotate e magari prevedere l'incumulabilità nelle quotate non risolve la questione. Gran parte del nostro tessuto produttivo – spiega Carunchio – è costituito da società medio- piccole. Se si continua a permettere che gli anziani facciano collezione di incarichi, tutto ciò non può che essere visto come un costo. Invece, occorre difendere la funzione del collegio sindacale quale strumento capace di cogliere segnali di allarme: ma il professionista deve avere tempo e possibilità di farlo». Carunchio si fa portavoce anche delle istanze di semplificazione legislativa. «Non abbiamo studiato – dice –per vivere di complicazioni: in un Paese civile la dichiarazione dei reddito dovrebbero farla direttamente i contribuenti, mentre ai commercialisti si deve lasciare spazio per essere i consulenti dell'impresa». E nella platea del congresso si possono raccogliere storie di chi nella professione ha trovato spazi innovativi. Due fra tutte. Raffaella Oldoini,genovese,classe '68,è diventata esperta in bilanci museali. «All'inizio, dieci anni fa - racconta- ho seguito un master sulla gestione dei musei. Ero l'unica dei compagni di corso ad avere una formazione economica». Ora Oldoini, con due colleghe, una di Prato e l'altra di Bari, sta creando un network per valorizzare i beni artistici. Fabio Pessina, 43 anni, commercialista in Monza, mentre assisteva nel 2007 a una partita allo stadio Milano. Il vicino di posto si è rivelato essere Armando Tschang, della Osama Spa. Da lì è partita l'avventura di aprire, con altre tre colleghi, uno studio a Shangahai, in Cina, all'interno dell'Italian center, di proprietà di Tshang, che tra le cariche ha anche quella di presidente dell'Agenzia per la Cina. «Tschang ci ha chiesto una mano - racconta - per seguire le aziende che si rivolgevano a lui per aprire attività in Cina o fare acquisti spot o cercare fornitori». © RIPRODUZIONE RISERVATA Dibattito aperto. Un momento dell'incontro di ieri MARIOMICIELI.NET

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Sos di Legambiente: bonificate la discarica di Pizzo (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-04-2009)

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Sos di Legambiente: bonificate la discarica di Pizzo --> Sabato 04 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 25 e-mail print COSTA VOLPINOLegambiente Alto Sebino chiama in causa il Comune di Costa Volpino per risolvere il problema della discarica da bonificare in località Pizzo, a pochi metri di distanza dal lago d'Iseo. Ieri i rappresentanti dell'associazione hanno organizzato una conferenza stampa per illustrare la situazione. È un'area che si estende per 12 mila metri quadrati (compresa una piccola porzione del territorio comunale di Pisogne) sui quali vennero depositati tra il 1977 e il 1979 ben 54 mila metri cubi di scorie d'acciaieria, fanghi e polveri di abbattimento fumi. In più di trent'anni sono stati avanzati diversi progetti per bonificare l'area ma tutto si è sempre impantanato a causa della burocrazia e dei costi. Le analisi effettuate a più riprese hanno sempre confermato che in quest'area sono presenti elementi inquinanti come piombo, arsenico, zinco e Pcb (policlorobifenili). «Il problema si allarga - spiega Bianca Lanfranchi, vicepresidente del circolo di Legambiente - e le analisi eseguite dall'Arpa hanno rilevato che anche nei terreni circostanti sono presenti sostanze derivanti dalle scorie d'acciaieria che la normativa inquadra come rifiuti pericolosi». Il Corpo forestale dello Stato in passato ha svolto indagini che hanno rivelato come nelle falde, nel sottosuolo e sulla superficie della discarica siano presenti metalli pesanti, pericolosi per la salute. Questi elementi inoltre raggiungono facilmente il lago d'Iseo per due motivi: il primo è che il cumulo di scorie è lambito da un torrente, l'Ogliolo, che si getta nel Sebino; il secondo è che il livello del lago, quando si alza, si mescola con la falda inquinata sotto la discarica. Nonostante questa situazione, il Corpo forestale dello Stato in passato ha trovato in questa zona allevatori e pastori con i propri animali, cacciatori e pescatori. Qualcuno usava addirittura i cumuli di scorie come tavolini e seggiole per il pic-nic. Quando tira vento però si alza una polvere sottile che si deposita su auto, barche del vicino porto demaniale e case di Pizzo. «Dal punto di vista penale - commentano dal Corpo forestale dello Stato - non è stato possibile individuare chi trent'anni fa ha portato i primi rifiuti. Rimane il fatto che l'area ancora oggi rappresenta un pericolo per la popolazione e che quindi ci sia un comportamento omissivo da parte delle autorità che dovrebbero garantire la salute pubblica». Per questo Legambiente chiede l'intervento del Comune di Costa Volpino: «In trent'anni si sono succedute tante amministrazioni e sappiamo che la responsabilità non è tutta dell'attuale sindaco, ma al primo cittadino, che deve tutelare la salute delle persone, chiediamo un intervento risolutivo visto che con la bella stagione riprenderà il flusso di turisti che vengono a Pizzo per stare all'aria aperta». L'unica soluzione percorribile è asportare le scorie e smaltirle, perché ricoprire il sito con argilla non basta a eliminare l'inquinamento del sottosuolo. Giuseppe Arrighetti 04/04/2009 nascosto-->

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(sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

«In Provincia voglio portare facce nuove» --> L'onorevole leghista in corsa per il centrodestra unito: via Tasso deve essere più vicina ai Comuni Le priorità: lavoro, sociale, infrastrutture. «Sono stato secessionista, ma ho un trisavolo garibaldino» Sabato 04 Aprile 2009 CRONACA, pagina 21 e-mail print Voltiamo pagina e «mettiamo davanti la Provincia al presidente». Ettore Pirovano è il candidato unitario del centrodestra per la corsa a Via Tasso: il parlamentare leghista mette sul tavolo le priorità - lavoro, sociale, infrastrutture -, apre alla collaborazione con i privati, mette qualche paletto agli alleati e fa pure outing: «Ho un trisavolo che ha partecipato alla spedizione dei Mille». Una curiosità: se non si fosse chiuso l'accordo con il Pdl, avrebbe corso lo stesso solo con la Lega? «Sì, certo. Ma sono ben lieto di essere un candidato di coalizione. Al governo e in Regione abbiamo dimostrato di saper fare squadra sui grandi obiettivi. Se lo spirito sarà lo stesso, potremo ottenere buone cose per Bergamo. Ora la Lega è molto più forte e magari ce l'avrebbe fatta anche da sola, ma sarebbe stata una vittoria inutile. Serve un consenso più ampio, e con gli alleati è meglio litigare prima per arrivare uniti poi». Quindi quali paletti mette? «Io un programma ce l'ho, ma prima di presentarlo devo miscelarlo con quello del Pdl. Però sicuramente non può essere diverso come impostazione da quanto stiamo facendo al governo: sicurezza, tutela del territorio, salvaguardia della nostra gente». Quanti saranno gli assessori? «Dieci, come prevede la nuova legge. Quando si pensava potessero essere ancora 12, i miei alleati hanno proposto una ripartizione 7 a 5». A favore loro? «Chiaramente sì, al che ho detto che forse era il caso di aspettare il risultato delle urne. C'è poi chi si è lamentato del fatto che avessi già presentato la lista il 23 dicembre, sottolineando la necessità di condividere una strategia di collegio. Per me è un discorso che non esiste e vorrei ricordare agli amici del Pdl che sulla scheda ci sarà una lista Lega e una loro: perché dovrei favorirla?». Realisticamente, Pirovano, potreste anche ritrovarvi alla pari... «Io sto spingendo per stravincere, così potremo avere maggior potere di scelta in Giunta». Questo in numeri, ma sugli uomini degli alleati? «L'ho già detto al Pdl: esigo il diritto di veto, perché se uno non è capace non lo voglio. E dopo dieci anni di amministrazione vorrei anche da loro facce nuove, per segnare una certa discontinuità e la rottura di certi legami». Quindi se vince... «Ripartiamo da zero, cercando persone normali: non mi interessano soloni, geni o gente con il torace sempre troppo gonfio. Vorrei gente normale che capisca che, una volta impostato, quello è il programma del presidente e non dell'assessore». Ohi, ma la Lega non era quella che accusava di personalismo il presidente Valerio Bettoni? «Non farò mai un programma che non sia condiviso, questo è chiaro: ma, una volta fatto, non voglio battitori liberi». Che idea di Provincia ha in mente? «Più Provincia e meno presidente». Messaggio nemmeno tanto subliminale a Bettoni? «Beh, credo che in questi 10 anni sia emerso più lui che l'istituzione. Io penso che la Provincia debba essere un ammortizzatore tra Comuni e Regione, fare cioè squadra con le amministrazioni locali, soprattutto quelle piccole, e aiutarle davvero». E secondo lei questo non è avvenuto? «Al di là delle poche cose ottenute per le infrastrutture, dove l'accordo con i Comuni era indispensabile...». Beh, sulle infrastrutture non si tratta proprio di poche cose, onestamente... «Ma no, non hanno lavorato male, anche se all'inizio c'è stato un po' il tentativo di fare il padre-padrone. Però prendiamo qualche esempio: sulle cave di prestito la Provincia ha reso partecipi i Comuni? Non mi pare proprio». Ma lei vede la Provincia come ente regolatore o gestore? Bettoni tra i suoi fiori all'occhiello mette il sistema della società partecipate... «La Provincia deve riuscire a conciliare i legittimi interessi economici dei privati con quelli dei cittadini, dando dei precisi indirizzi: un ente regolatore, senza dubbio, non un'azienda». Quindi della multiutility Abm che intende farne? «Prima voglio capire che c'è dentro, guardare i conti - quelli veri - e le persone in faccia. Dopo, con grande professionalità, dismettere le società inutili e valorizzare quelle che servono al territorio». A proposito di inutilità: il Pdl vorrebbe abolire le Province, come la mettiamo? «Non tutte, quelle inutili appunto. Ma non può essere il caso di Bergamo. Credo che con il federalismo, fiscale prima e istituzionale poi, ci saranno spazi di manovra più ampi e precisi. Personalmente non sono innamorato delle Province, ma finché ci sono vanno gestite al meglio». Lei ha detto di voler un po' portare la Provincia nella Bassa... «Vero». Saranno entusiasti i valligiani... «Ma nessuno intende penalizzarli, semmai valorizzarne la loro più grande risorsa, quella turistica». Lo vogliono tutti, di questi tempi... «Le faccio un esempio: a Roma c'è un ufficio della Provincia che pubblicizza il formai de mùt e il prosciutto di Ardesio: non so quanto gliene possa fregare ai romani, ma so per certo che uno di Treviglio non sa che ad Ardesio fanno un eccellente prosciutto». Turismo uguale Orio al Serio: Bettoni ha lanciato diversi allarmi sulle vostre possibili intenzioni di penalizzare lo scalo, magari a favore di quella Malpensa vessillo della Lega. «Non capisco perché lo pensi». Magari anche perché il primo e finora unico presidente leghista, Giovanni Cappelluzzo, fu il solo a non entrare nel Patto di sindacato dei soci bergamaschi. È stato Bettoni a riportarci la Provincia. «Io penso che Orio sia una risorsa da valorizzare al massimo, e su questo non ci piove. Ma serve una strategia precisa sul turismo: credo la cosa migliore sia parlarne insieme e che nei Cda non ci debba andare chi non ha più niente da fare o non sia candidabile in Europa, ma persone che conoscano bene la materia». Finora, visti i risultati, sembra che la conoscano, eccome... «Niente da dire, ma ora cosa facciamo di Orio?». Ce lo dica lei: per esempio acquisterebbe le quote Sea, come ha deciso Bettoni? «Per farlo ha dismesso quelle della Serenissima, e ho già qualche dubbio in materia. Perché prima, per esempio, potrei fare a meno di qualcosa che c'è in Puglia, per dire... Su Sacbo la Provincia può fare molto senza la necessità di avere una quota predominante». Quindi non è contrario all'ingresso di nuovi privati? «Ma proprio per niente: la Provincia può giocare un ruolo ugualmente decisivo senza per forza acquistare quote. Non ho il mito del controllo pubblico del Patto di sindacato, proprio no». C'è chi si lamenta del fatto che la Provincia spenda molti soldi in mostre, patrocini, manifestazioni... «Anche qui voglio vederci chiaro, perché i "si dice" da bar non mi piacciono. Prima voglio vedere cosa c'è nei cassetti, senza andare a cercare scheletri nell'armadio, non è il mio lavoro. È una perdita di tempo e basta. Certo, se poi uno se li trova tra i piedi...». La lista della Lega è composta in buona parte da sindaci uscenti, pescherà lì per i suoi assessori? Oppure tra qualche esterno? «Se gli esterni fanno parte del movimento o sono persone già collaudate, nulla in contrario. Comunque ho scelto in gran parte sindaci per due motivi: potenzialmente prendono voti e poi dopo l'esperienza amministrativa sono disincantati e quindi concreti. Gente che sa che c'è anche una burocrazia, quindi tempi e quindi regole...». Scusi, non ha l'impressione di volare molto basso? Non crede che magari serva anche un sogno per questa Provincia e non solo una concretezza tutta bergamasca? «Certo che sì, ma i sogni devono anche avere buone possibilità di realizzazione». Allora immaginiamo il sogno che vorrebbe aver realizzato nel 2014... «Che in provincia di Bergamo ci sia una derivazione importante dell'Expo: che una parte delle centinaia di migliaia di visitatori sia arrivata a Bergamo, anche solo per comprare il prosciutto di Ardesio». Lo sa che potrebbe diventare presidente di una Provincia con il 15 per cento di immigrati? «Lo so, ma se sono regolari non c'è alcun problema». Ma questa distinzione regolari-irregolari non può spiegare tutto: tra gli irregolari ci sono in maggior parte donne, bambini, gente onesta che cerca lavoro... «Ma serve un filtro, qualcosa che impedisca di venire qui a chi non voglia integrarsi». O assimilarsi? «No, integrarsi, ma tra estremismi del buonismo e del cattivismo alla fine troveremo una sorta di soluzione. E qui penso che il lavoro sia il discrimine». Il lavoro lo cercano, e c'è chi scappa da guerre. «Per la guerra c'è il diritto d'asilo». Normativa non sempre chiarissima. «La perfezioneremo dove necessario, e il lavoro purtroppo non c'è per tutti. Soprattutto in un momento difficile come quello attuale, dove la nostra gente nelle valli è a piedi. E questo è un problema: oltre l'etica c'è anche la pratica». Ha intenzione di collaborare con il suo collega di coalizione Franco Tentorio in corsa per il Comune? «Gli ho già fatto sapere di esser pronto a fare campagna elettorale insieme, e sarebbe la prima volta nella storia. Dobbiamo creare un senso di collaborazione che poi si sposti nelle istituzioni». Quindi se vince Roberto Bruni e il centrosinistra offre collaborazione? «Certo, perché quello che conta è la gente che amministriamo». Ci dica tre priorità. «Lavoro, sociale, gestione delle infrastrutture e del territorio» Come usciamo da questa crisi del lavoro? «Insieme ai privati e non contro i privati: il lavoro si crea con lo sviluppo, quindi dobbiamo assolutamente collaborare». Pirovano, quanto è condizionato dalla Lega? «Fino ad oggi non mi ha mai condizionato nella gestione dell'amministrazione». Ok, a vittoria conseguita le dicono che deve mettere quell'uomo e non quell'altro... «Litigo e tanto. E credo anche di aver l'età e il disincanto per poterlo fare» In caso di vittoria resterà anche alla Camera? «Sì, le due cariche non sono incompatibili». Però si parla già di Pirovano presidente a mezzo servizio... «Quando facevo il sindaco a Caravaggio non l'ha mai detto nessuno». Lei pensa di vincere? «I numeri ci sono». E gli avversari mancano, finora: Pd in alto mare, centristi in attesa, Lista Bettoni pure. A proposito, il presidente in carica non perde occasione per attaccare la Lega. «E io lo ignoro, sono convinto che sia il modo migliore per farlo imbestialire». Non le sembra una vittoria potenzialmente troppo facile? «Cominciamo a vincere, anche se va detto che è brutto non avere un'opposizione. Speriamo che almeno in aula le cose cambino. Di certo lavorerò per modificare il regolamento». Perché? «Perché gli interventi non devono essere così prolissi». La nuova tendenza berlusconiana che avanza: basta perdite di tempo in aula? «Ma assolutamente no. A Caravaggio l'ho fatto nel 1998, applicando al regolamento comunale quello della Camera, allora presieduta da Luciano Violante: quindi sono al di sopra di ogni sospetto. Tempi contingentati, riunione dei capigruppo: più tempo per le cose importanti e meno per quelle secondarie». E le Commissioni: si taglieranno i consistenti gettoni? «Mi risulta che le cose siano già migliorate con l'introduzione di un tetto massimo indipendentemente dal numero di sedute. La cosa che mi dà fastidio è che ci siano Commissioni che si riuniscono due-tre volte in una settimana per diversi argomenti: ecco, questo cambierà». Sbagliamo o dovrà giurare sulla Costituzione italiana? «Beh, non è uno scandalo. Siamo nella Repubblica italiana, stiamo semmai cercando di modificarne i meccanismi». Non è un secessionista? «Lo sono stato, perché era piacevole, ma sono sostanzialmente federalista. Diciamo che sono secessionista tanto quanto il mio trisavolo era un garibaldino, quindi un unitario». Prego? «Giovan Battista Asperti, disertò dall'esercito savoiardo per partecipare alla spedizione dei Mille. Un vero rivoluzionario». Scusi, ma... «Tranquilli, Bossi lo sa». Dino Nikpalj 04/04/2009 nascosto-->

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di MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA / VALDICHIANA / AMIATA / VALD'ORCIA pag. 17 di MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda... di MASSIMO MONTEBOVE LA SITUAZIONE in provincia di Siena per quel che riguarda il settore auto è preoccupante e molte aziende del settore stanno chiudendo in perdita i bilanci relativi al 2008. A LANCIARE l'allarme è Andrea Bacci, titolare di un noto concessionario automobilistico e da alcune settimane presidente dei giovani imprenditori della Cna di Siena, gruppo che conta un migliaio di associati. «Per quanto riguarda il settore auto asserisce Bacci veniamo da un 2008 che già presentava un calo importante rispetto al 2007 e che, in particolare dall'inizio della scorsa estate, subisce una crisi pesante con un decremento non solo del numero di vetture vendute, ma anche della redditività di ogni singola azienda. Si prevede - prosegue l'imprenditore - che più del 50 per cento chiuderà il bilancio 2008 in perdita e che questo dato nel 2009 sia destinato a peggiorare». UNA SITUAZIONE che ovviamente sta avendo alcune ripercussioni anche sul piano occupazionale, anche se le concessionarie subiscono meno l'impatto della crisi rispetto alle aziende produttrici. «E' VERO dice ancora il leader dei giovani imprenditori senesi della Cna che nel mese di marzo si è avuto un primo segnale di ripresa del mercato, ma ritengo che questo resti un segnale e non una svolta: torneremo purtroppo ad avere mesi di flessione e le aziende soffriranno ancora. Non penso quindi che il peggio sia passato». Bacci sottolinea che si tratta di un problema generale («le casi produttrici automobilistiche hanno una capacità produttiva eccessiva rispetto alle richieste del mercato», afferma) e ritiene che una possibile soluzione della crisi possa essere ricercata proprio nei giovani: «Ritengo che soprattutto in questa fase sia fondamentale dare spazio a nuovi modi di fare impresa e a idee innovative di cui i giovani possono farsi portatori. Inoltre serve una mano da istituzioni e banche: le prime cercando di ridurre la burocrazia, le seconde dando credito».

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Hai un dubbio? Chiedi al notaio (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Hai un dubbio? Chiedi al notaio Studi aperti, a turno, per le consulenze gratuite ai cittadini PAVIA. L'acquisto della casa, la stipula di un mutuo, il testamento. Operazioni che possono riservare sorprese, qualche volta sgradite, se non condotte correttamente. Meglio dunque consultare prima un notaio. Per tutto il 2009 peraltro è possibile farlo gratuitamente. A Pavia e in provincia gli studi notarili si mettono a disposizione dei cittadini. Telefonando alla segreteria del Consiglio notarile di Pavia (0382-35167) i pavesi potranno prenotare un incontro ed essere smistati sul notaio di turno più vicino a casa e in "servizio" quel giorno. Ogni pomeriggio - per ora dalle 18 alle 20 - ne troverano uno a disposizione per sbrogliare la matassa sempre complessa della burocrazia. «Gli argomenti scelti per la consulenza gratuita - spiega Paolo Sedino, presidente dei notai pavesi - sono quelli di maggiore interesse per il cittadino: l'acquisto della casa e le relative agevolazioni fiscali, prima di tutto. La stipula del mutuo ipotecario, ma anche la possibilità di cambiare mutuo, con la stessa banza passando a una nuova. E ancora il testamento e l'eredità, con le imposte da pagare e tutti gli aspetti legati alla gestione del patrimonio di famiglia». «Il notaio è un'istituzione a garanzia dei cittadini - spiega Roberto Borri, delegato per il Consiglio alla comunicazione - e svolge un'azione di prevenzione, utile alla collettività perché finalizzata ad eliminare l'attività di prevenzione che peraltro genera enormi costi sociali, sia in termini di spesa sia di tempo. Questa iniziativa va in quella direzione. Vorremmo avvicinare la gente alla figura del notaio. E non essere più visti come distanti, chiusi in una torre d'avorio. Siamo al servizio della gente e siamo contenti di esserlo». Alla proposta hanno dato la loro adesione la maggior parte dei notai della provincia, diversi Comuni (che hanno sottoscritto il protocollo d'intesa per le consulenze gratuite) e Federconsumatori. Ma la consulenza è rivolta solo ai privati. (m.g.p.)

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STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa con un misto di speranz... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

FERMO PRIMO PIANO pag. 15 STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa con un misto di speranz... STANNO aspettando che la Provincia di Fermo sia operativa con un misto di speranza e diffidenza, di voglia di cambiare e paura: per i fermani la nascita del nuovo ente è un momento importante, ma difficile, i timori sulla sua utilità restano forti. E' un sentimento che oscilla tra l'ottimismo e l'allarmismo quello registrato nella seconda tappa del viaggio nel Fermano alla scoperta di come la gente vive questo cambiamento. Le incertezze derivano anche dal fatto che molti non hanno ben chiaro quali siano le competenze di questo ente; in diversi poi non sanno che la Provincia di Fermo è ormai realtà. Questa volta abbiamo parlato con i cittadini di Monte Vidon Corrado, Montappone, Massa Fermana, Falerone e Servigliano. «La Provincia sarà utile per snellire la burocrazia: gli uffici saranno più vicini dice Graziano Santoni di M.Vidon Corrado . Tra le prime cose di cui occuparsi c'è la sanità: non funziona e all'ospedale di Fermo i parcheggi sono scomodi». Guarda con occhio positivo alla Provincia anche Marco Minnetti di Servigliano che precisa: «La creazione del polo economico a Campiglione è ottima, come pure Fermo capoluogo. La Provincia serve e si dovrà occupare di varie cose: per primo delle infrastrutture; poi dovrà investire su formazione e cultura, potenziando l'offerta universitaria». Ripone speranze nel nuovo ente anche Giancarlo Di Falvio del negozio Sapore di Mare di Massa Fermana: «Ascoli ci ha abbandonati, soprattutto chi vive a confine con il Maceratese, mi auguro che ora si occuperanno di tutto il territorio e che saranno più attenti alle esigenze di persone e Comuni». E' invece scettica Sonia Latini di Servigliano: «Dovrebbero aiutare le imprese, e indirettamente le famiglie, e migliorare la sanità, ma temo che la nuova Provincia comporti troppe spese per i cittadini». E' pessimista anche Franco Giacinti di Falerone: «Rischia di essere un altro carrozzone, a Fermo ci sono già gli uffici, non serve la Provincia». Per Giacinti pensano tutto alla poltrona, ma di cittadini e commercianti non si preoccupano: «Si punta sui grandi centri commerciali e alla fine i piccoli esercizi chiuderanno e nei paesi non si troverà più nulla. L'altro problema sono le strade». Sulla stessa linea è Fernando Vitali di M.Vidon Corrado: «Sono contrario alla Provincia: è solo burocrazia dispendiosa». Riguardo alle carenze della zona anche per lui «serve una viabilità decente: la mare-monti sarebbe utile, ma la 3° corsia sull'autostrada no». Di vie di comunicazione parla poi Elio Minnicucci di Montappone : «Va sistemata la Faleriense, e investirre sulla mare-monti. Rimpiango il trenino, so che è anacronistico ma funzionava». Per Giuseppina Seccacini di Massa ma titolare delle Macellerie riunite Concettoni di Montappone il nuovo ente dovrà garantire un «buon funzionamento degli uffici ed essere vicino a cittadini, commercianti e soprattutto agli agricoltori, che hanno troppe spese». Della necessità di un sostegno alle imprese è convinta Monica Antoniozzi di Falerone: «I costi aumentano e gestire un'attività è dura, serve un aiuto». Per Mauro Monti dell'omonimo bar di Montappone «è anche ai giovani che dovrà pensare l'Amministrazione provinciale, dal punto di vista della formazione e del tempo libero. E' poi indispensabile un sostegno alle famiglie». Camilla Corradini

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NOI, VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 NOI, VITTIME DI FURBETTI & BUROCRAZIA di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla anche una serie di prelievi non autorizzati sul proprio conto corrente. Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la disavventura. La vittima è un correntista pisano, lavoratore dipendente, che nel luglio del 2008 si è recato alla filiale cittadina della propria banca per segnalare il disservizio. Bancomat tagliato secondo la prassi e sottoscrizione della richiesta per ricevere una nuova carta. Ed da qui che iniziano i «veri» problemi. Quelli che hanno portato l'uomo ad affidarsi all'associazione «Baby Consumer», costretta a sua volta dopo nove mesi e decine di lettere e reclami a dover dare mandato ai propri legali per la denuncia. QUESTI i fatti: il cittadino, privo di bancomat, se ne va in ferie. Al ritorno, a partire dai primi giorni di settembre, inizia a chiedere lumi alla banca: vuole sapere quando arriverà a casa il codice segreto con il quale andare poi a ritirare il nuovo bancomat direttamente allo sportello dell'istituto di credito. Ma la risposta è sempre la stessa: «Ancora niente». Fino a quando a fine settembre arriva l'estratto conto. E sorpresa l'uomo si accorge che gli sono state addebitate quattro operazioni effettuate in una città del nord Italia per un totale di qualche migliaio di euro. Spese mai fatte con una carta che lui non ha mai ricevuto, evidentemente «trafugata» durante il tragitto per Pisa. Unica soluzione: bloccarla. Ma nel frattempo passano i mesi e ancora dalla banca nessuna novità, nè sui soldi perduti nè sul bancomat che si è «perso» per strada. «I cittadini commenta Pino Staffa, responsabile dell'associazione Baby Consumer (www.babyconsumer.it) vengono presi per sfinimento. Non solo: questo episodio dimostra quanto i servizi interbancari siano privi di qualsiasi elemento di sicurezza». E non è un caso se negli ultimi tempi i problemi con le banche affollino sempre di più le scrivanie delle associazioni dei consumatori. Un esempio? La copia degli estratti conto. C'è chi si è visto chiedere anche 10,25 euro a fotocopia. «Per gli estratti degli ultimi anni dice ancora Staffa le banche sono state capaci di chiedere da un minimo di 7,50 euro a un massimo di 25 euro a foglio. Questi documenti devono invece essere dati al cliente gratuitamente, come più volte ribadito dal Garante della Privacy, perché non sono altro che il risultato di una richiesta di accesso ai propri dati personali da parte del titolare. Alcuni mesi fa prosegue un cliente si è rivolto alla propria banca, a Pisa, chiedendo copia degli estratti conto trimestrali e dei tabulati di una posizione titoli degli ultimi tre anni. Gli sono stati chiesti, appunto, 10,25 euro per ogni fotocopia per un totale di 246 euro. Il cliente avendo necessità di entrare in possesso di tali documenti, ha pagato, ma tramite la nostra associazione, si è rivolto all'Autority per la tutela dei dati personali che ha ribadito, per l'ennesima volta, la gratuità di questi documenti». Image: 20090404/foto/5285.jpg

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di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat sm... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat sm... di FRANCESCA BIANCHI NOVE mesi senza riuscire a riavere il proprio bancomat smagnetizzato e tanto per non farsi mancare nulla anche una serie di prelievi non autorizzati sul proprio conto corrente. Una storia di ordinaria burocrazia (questa volta bancaria) a metà tra la truffa e la disavventura. La vittima è un correntista pisano, lavoratore dipendente, che nel luglio del 2008 si è recato alla filiale cittadina della propria banca per segnalare il disservizio. Bancomat tagliato secondo la prassi e sottoscrizione della richiesta per ricevere una nuova carta. Ed da qui che iniziano i «veri» problemi. Quelli che hanno portato l'uomo ad affidarsi all'associazione «Baby Consumer», costretta a sua volta dopo nove mesi e decine di lettere e reclami a dover dare mandato ai propri legali per la denuncia. QUESTI i fatti: il cittadino, privo di bancomat, se ne va in ferie. Al ritorno, a partire dai primi giorni di settembre, inizia a chiedere lumi alla banca: vuole sapere quando arriverà a casa il codice segreto con il quale andare poi a ritirare il nuovo bancomat direttamente allo sportello dell'istituto di credito. Ma la risposta è sempre la stessa: «Ancora niente». Fino a quando a fine settembre arriva l'estratto conto. E sorpresa l'uomo si accorge che gli sono state addebitate quattro operazioni effettuate in una città del nord Italia per un totale di qualche migliaio di euro. Spese mai fatte con una carta che lui non ha mai ricevuto, evidentemente «trafugata» durante il tragitto per Pisa. Unica soluzione: bloccarla. Ma nel frattempo passano i mesi e ancora dalla banca nessuna novità, nè sui soldi perduti nè sul bancomat che si è «perso» per strada. «I cittadini commenta Pino Staffa, responsabile dell'associazione Baby Consumer (www.babyconsumer.it) vengono presi per sfinimento. Non solo: questo episodio dimostra quanto i servizi interbancari siano privi di qualsiasi elemento di sicurezza». E non è un caso se negli ultimi tempi i problemi con le banche affollino sempre di più le scrivanie delle associazioni dei consumatori. Un esempio? La copia degli estratti conto. C'è chi si è visto chiedere anche 10,25 euro a fotocopia. «Per gli estratti degli ultimi anni dice ancora Staffa le banche sono state capaci di chiedere da un minimo di 7,50 euro a un massimo di 25 euro a foglio. Questi documenti devono invece essere dati al cliente gratuitamente, come più volte ribadito dal Garante della Privacy, perché non sono altro che il risultato di una richiesta di accesso ai propri dati personali da parte del titolare. Alcuni mesi fa prosegue un cliente si è rivolto alla propria banca, a Pisa, chiedendo copia degli estratti conto trimestrali e dei tabulati di una posizione titoli degli ultimi tre anni. Gli sono stati chiesti, appunto, 10,25 euro per ogni fotocopia per un totale di 246 euro. Il cliente avendo necessità di entrare in possesso di tali documenti, ha pagato, ma tramite la nostra associazione, si è rivolto all'Autority per la tutela dei dati personali che ha ribadito, per l'ennesima volta, la gratuità di questi documenti». Image: 20090404/foto/5301.jpg

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Disservizi e sportelli lumaca Pannelli solari, che miraggio: mesi e mesi per un sì (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 Disservizi e sportelli lumaca Pannelli solari, che miraggio: mesi e mesi per un sì FEDERCONSUMATORI STANCHI, stufi di essere vittima di disservizi o malfunzionamenti. Pronti anche a «denunciare» sindaco e dirigenti pur di avere giustizia. «I casi di cittadini sul piede di guerra che segnalano problemi con gli uffici pubblici e, contestualmente, vorrebbero avanzare richieste di risarcimento danni causati da comportamenti omissivi e, comunque, non professionali sono sempre di più». In media dice la Fedeconsumatori una pratica su dieci è di questo tipo. Con un aumento del 10% nell' ultimo anno. «Crescita forse causata dice il presidente della sede pisana, l'avvocato Paolo Redini anche della linea dura contro i fannulloni del ministro Brunetta». I CASI comunque non mancano. «Al nostro sportello energetico spiega Redini ci vengono costantemente segnalati, per esempio, problemi per quanto riguarda l'uso delle energie rinnovabili. Molti utenti sarebbero, infatti, ben disposti ad investire in cambio di energia pulita, a caccia ovviamente anche di un risparmio sui costi delle bollette, ma spesso rinunciano perché non riescono ad avere risposte certe sui tempi di attuazione. Senza contare poi i problemi di quei cittadini che abitano in zone vincolate». Come è successo a un abitante di Tirrenia che aspetta da oltre tre mesi un parere da parte degli organi competenti. «La sua colpa? Voler istallare dei pannelli fotovoltaici sul tetto». ALTRA storia, altro disservizio. Il caso è quello del padre di un bambino disabile, invalido al 100%. «Il genitore riferisce l'avvocato Redini si è rivolto alla Federconsumatori partendo da una confessione: il vero disagio per lui non era avere un figlio diversamente abile ma avere a che fare con una burocrazia umiliante. Suo figlio ogni anno deve, infatti, essere sottoposto a una visita di controllo per avere la certificazione di un'invalidità di fatto irreversibile. Ma l'assurdo è stato toccato quando ancora il ragazzo era minorenne: al padre venne infatti negato il permesso di circolazione in ztl adducendo come scusa proprio quella che il bambino, non avendo ancora compiuto i 18 anni, non aveva diritto alla patente». «FEDERCONSUMATORI conclude Paolo Redini cerca di affrontare qusti problemi muovendosi presso gli Enti interessati in uno spirito collaborativo, avendo a cuore un rapporto più disteso tra consumatori, aziende e, appunto, enti pubblici. La maggior parte delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli ritiene comunque necessario ridurre il numero degli uffici pubblici cui bisogna rivolgersi per adempiere agli obblighi amministrativi. Semplificare norme, adempimenti burocratici e linguaggio: è questa ormai l'esigenza primaria del cittadino». Che sempre più di fretta non ha certo tempo e voglia di perdere ore tra scartoffie e sportelli.

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Sventato furto in una boutique, arrestati quattro giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

CERVIA pag. 23 Sventato furto in una boutique, arrestati quattro giovani CARABINIERI LA BANDA AVEVA PRESO DI MIRA UN NEGOZIO DI VIA ROMAGNA. SCOPERTA REFURTIVA E PISTOLA GIOCATTOLO ANNUNCIATO da mesi, il Regolamento del verde pubblico e privato' ha raggiunto il traguardo in consiglio comunale con l'astensione dell'opposizione. L'obiettivo è tutelare il vasto polmone verde cittadino, per il quale si investe il 5,9 per cento del bilancio comunale, e metter un argine agli abbattimenti selvaggi che spesso hanno minato l'altrettanto ampia dotazione di verde privato. Puntuali e severe le indicazioni applicate a quest'ultimo aspetto. I LOTTI edificabili dovranno essere dotati di 1 albero e 4 arbusti ogni 100 metri quadrati e la tipologia andrà scelta in un elenco apposito; nei casi di nuove costruzioni andrà versato, in contanti o tramite fideiussione, una cauzione di 2mila euro per pianta da abbattere (nel regolamento attuale la cifra è di 150 euro), cifra che in caso di non conformità verrà introiettata dall'amministrazione e reimpiegata per la riqualificazione di aree verdi comunali; in caso di nuovi impianti sul litorale e nella frazione di Savio, il pino domestico dovrà rappresentare il 30 per cento del totale; è poi introdotto il concetto di zona di pertinenza dell'albero' dove, a seconda delle dimensioni della pianta, non potranno essere effettuati scavi né impermeabilizzare la superficie; allo stesso modo le piante andranno impiantate ad una distanza minima tra loro e dovranno distare 2 metri dai confini di proprietà e da terrazzi, scale e sbalzi. Nel caso un piano edilizio insiste su aree alberate, l'eventuale permesso di abbattimento potrà essere concesso solo dopo perizia tecnica che ne asseveri l'impossibilità di conservarla o il precario stato fitosanitario. IN CASO di accertamento di abbattimenti non autorizzati di alberi di pregio oltre alla sanzione amministrativa, si potrà procedere alla denuncia penale per danno ambientale. Nel caso di abbattimenti non autorizzati, comunque, verranno sanzionati il proprietario delle piante ed il soggetto che ha effettuato l'intervento, sarà imposta la piantagione sostitutiva entro 18 mesi e per lo stesso periodo sarà bloccata la presentazione di pratiche edilizie sul lotto. E' inoltre vietato tagliare rami e radici di alberi pubblici che si addentrino su suolo privato, sui quali il proprietario del terreno non può pretendere alcun tipo di recisione. I danneggiamenti al verde pubblico verranno stimati economicamente e imputati a chi li ha procurati, oltre alla possibilità di denuncia presso l'autorità giudiziaria per procurato danno ambientale. Questo è solo un estratto del nuovo regolamento. LE POLEMICHE dell'opposizione sul contenuto del testo non sono mancate. «Il regolamento ci delude ha affermato Alessandra Coatti perché è fin troppo dettagliato e limitante nella scelta del verde, e la sua eccessiva burocrazia non facilita il coinvolgimento della popolazione. Per di più arriva a fine legislatura e nei cinque anni precedenti, come avvenuto con l'abbattimento di 120 piante per creare il Pineta Village, si è agito come abbiamo visto». Massimo Mazzolani ha lamentato «alcuni tempi troppo brevi come i sette giorni per comunicare la caduta di una pianta su suolo privato, dopodiché scattano le sanzioni». PER il delegato al verde Todoli questo «regolamento è uno dei migliori in Italia, e sfido l'opposizione a chiamare qualsiasi agronomo che sia in gradi di contestarlo». Il dirigente del servizio verde Flavia Mazzoni ha annunciato che «si tratta di uno strumento che non vuol essere coercitivo» e per sensibilizzare al meglio la popolazione, verranno organizzate il prima possibile diverse assemblee pubbliche. Lorenzo Lelli Image: 20090404/foto/8906.jpg

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Da Villaputzu al potere romano (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 104 La storia. Iniziò come medico condotto a Senis e Ales Da Villaputzu al potere romano La storia.. Iniziò come medico condotto a Senis e Ales Fu anche presidente del Consiglio regionale --> Fu anche presidente del Consiglio regionale di FABIO MANCA «Ormai ognuno crea la sua loggia e fa credere che entrandoci si acquisisce potere e si tutelano interessi, ma questa è la fine della massoneria. Si rischia di tornare al periodo di Gelli». Così parlò Armandino Corona nel 2003, in un'intervista in cui - ottantaduenne - commentava con amarezza il caos in cui era ricaduta la massoneria dopo la sua operazione di pulizia dell'83, seguita agli scandali della loggia P2. «Gelli aveva costituito un partito che funzionasse senza inutile burocrazia. Si era preoccupato di avere un minimo di stampa, grandi capitali alle spalle, di avere sotto controllo la mano militare, i servizi segreti, i grandi funzionari dello Stato e della politica. La P2 può essere definita come una sorta di consommè di crema dei poteri dello Stato, non certo un partito democratico». Per questo lottò per rifondare la massoneria nel dopo-Gelli prima di allontanarsene nel '95. «Sono stufo di essere un bersaglio: da un lato come Armandino Corona e dall'altro come massone. Questa cosa deve finire. Perciò ho scisso questo binomio e ora chi deve dire male della massoneria lo dica, e chi deve prendersela con me lo faccia, ma facendo riferimento a fatti specifici». Negli anni successivi ebbe modo di amareggiarsi ancora. «Continuano a far affluire persone senza verificare la buona fede, il buon costume, il rispetto dei principi di libertà, uguaglianza e fratellanza». Principi ai quali giura di essersi sempre ispirato nel corso di una vita lunga, intensa, sempre a strettissimo contatto con il potere. Quello vero. Una vita che si è conclusa nella notte tra giovedì e venerdì, nel giorno del suo ottantottesimo compleanno, in un letto del reparto di gastroenterologia del Santissima Trinità, dove era stato ricoverato a causa di un'emorragia intestinale. Antifascista, figlio di un esattore anarchico, otto fratelli, era nato a Villaputzu il 3 aprile del 1921. Si laureò in medicina nel '46 e, raccontò ne “Dal bisturi alla squadra, la Massoneria italiana senza cappuccio” (Bompiani 1987), «la prima cosa che dovetti fare dopo la laurea fu pagare un grosso debito che mio padre aveva contratto per farmi terminare gli studi». Due anni dopo vinse un concorso per medici e venne mandato nella condotta di un quadrilatero tra Senis, Assolo, Nureci ed Asuni. «Un angolo di terra più povero e deserto dei paesi del terzo mondo, senza acquedotto, fogne, energia elettrica, scuole». Aveva uno stipendio miserrimo che gli passava il Comune ma quello fu uno dei periodi più importanti della sua vita. Fu lì che iniziò a fare politica, in senso lato. «Nel '49, prima delle elezioni, da quelle parti arrivavano un sacco di onorevoli». Li conobbe e fece realizzare l'acquedotto, una scuola, l'ambulatorio. La battaglia combattuta accanto ai più deboli indusse il clero a considerarlo comunista e a scomunicarlo. Sette anni dopo andò a fare il medico ad Ales, patria di Gramsci, dove arrivò con una solida fama di mangiapreti. Forse fu per quello che in tre anni quella divenne la diocesi più rossa d'Italia. «Ho conosciuto molti monsignori che non credevano in Dio», confessò. Autonomista e sardista convinto, legato ad Emilio Lussu, si candidò per la prima volta nel '63. Venne eletto a furor di popolo consigliere provinciale e conquistò un seggio che fino ad allora era stato appannaggio della Dc. Fu l'inizio di una lunga e intensa carriera politica. Erano anni di emergenze, di disoccupazione galoppante, di incendi e omicidi in aumento. Gli anni della petrolchimica e della Saras. «La termocentrale del Sulcis, creata dal mio partito per bruciare il pessimo carbone del Sulcis, non potè più inviare energia nel continente perché», raccontò, «De Gaulle si oppose a mantenere attive le strutture indispensabili a questa fornitura sostenendo che deturpavano il paesaggio. Ciò incoraggiò Moratti a chiedere il permesso di costruire una raffineria a Sarroch saccheggiando risorse finanziarie e l'ecosistema». In quegli anni conobbe Ugo La Malfa, con cui costruirà negli anni un'amicizia solida, e fu il promotore dell'accordo elettorale tra i sardisti ed il Pri. «Ci accordammo quando ci diedero la garanzia di mantenere la nostra autonomia, anzi di rafforzarla». Nel '69 venne eletto consigliere regionale nelle file del Pri e fu in quello stesso anno che Livio Melis, un collega medico con cui aveva studiato all'università, lo iniziò alla massoneria. Pragmatico, teorico del dialogo, volle che le opposizioni presiedessero qualche commissione, avviando l'era di un fiero consociativismo in virtù del quale Andrea Raggio, comunista, venne eletto alla presidenza del Consiglio con i voti dei partiti di tutto l'arco costituzionale. Nel frattempo prese l'aspettativa da medico ad Ales e fondò la Casa di cura Maria Ausiliatrice, specializzata in ginecologia e ostetricia. Lasciò gli interessi nella sanità, disse, quando, nel '77, fu nominato assessore agli Affari generali, personale e Riforma della Regione (lo stesso incarico che oggi ricopre sua figlia Ketty) prima di essere nominato vice presidente della Giunta regionale guidata da Pietrino Soddu e, dal '79 all''81, presidente del Consiglio regionale. Incarico che lasciò quando Giovanni Spadolini, diventato presidente del Consiglio, lo volle a capo della segreteria di Palazzo Chigi. Parallelamente crebbe il suo ruolo nella massoneria tanto che, nel 1982, venne nominato Gran maestro. Negli anni successivi lavorò per cancellare l'ombra della P2. «La segretezza della loggia di Gelli era il segreto di Pulcinella», racconta nel suo libro. «Gelli rilasciava regolare ricevuta del versamento d'iscrizione, riceveva la gente all'hotel Excelsior coram populo , iniziava i nuovi adepti nel suo appartamento privato». A lungo citato tra gli italiani più potenti, negli ultimi anni si è occupato di energia eolica. «Aiuto una società danese a installare 41 turbine da 1,5 megawatt nell'area del Casic. Produrranno il trenta per cento dell'energia elettrica che consuma Cagliari. E senza chiedere un centesimo di contributi pubblici». Sino a pochi mesi fa Corona ha continuato a ricevere nel suo studio di via De Magistris. «Andava a trovarlo molta gente, gli chiedevano consigli e pareri», racconta il figlio Giorgio, che è stato consigliere regionale dal '99 al 2004 nelle liste di Forza Italia. Dei politici di oggi. Armando Corona aveva un pessimo concetto: «Ormai sono tutti commercianti, gente impreparata che non conosce l'abc della politica». E a chi gli chiedeva chi ha potere oggi rispondeva: «Nessuno. Ci sono tante persone che ne hanno poco». I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle 16 nella Basilica di Bonaria. Poi la salma sarà trasferita al cimitero del Verano, a Roma, dove riposano tutti i Gran maestri. Garibaldi a parte.

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in memoria del divo giulio e della sua sfida (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

in memoria del divo giulio e della sua sfida ORESTE PIVETTA C'è una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial señor don Julio Einaudi de Turin y Pinerol, marques de via Biancamano... come in un quadro del Moroni, di profilo o di trequarti, il busto stretto nel corpetto ricamato, nobilmente altezzoso, un po' dandy delle lettere e delle stampe e di altro sicuramente, elegante da gran signore di campagna, cui piacciono i colori e i tagli morbidi, seduttore indubbiamente mentre ti parla sussurrando un po' a strascico con le parole, le labbra in una piega tra l'ironia e lo scetticismo sui tempi che verranno. Don Julio è morto nel 1999 e dunque aveva le sue buone ragioni per credere che le cose non sarebbero andate granché bene. Il divo Giulio (lasciamo stare Tremonti), il Principe, dovendogli perdonare qualche debolezza, qualche paura, molte civetterie, piccoli egoismi. Rifare la storia chiederebbe chilometri di pagine. Luisa Mangoni, bravissima storica, ne ha impiegate un migliaio (Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni trenta agli anni sessanta. Bollati Boringhieri), per fermarsi agli anni sessanta: trent'anni appena e ne mancherebbero altri 30 o 40 o 50, perché anche l'eredità conta. Ho conosciuto Giulio Einaudi. Una volta, tardi negli anni, dopo la grande crisi che avrebbe condotto la sua impresa nell'orbita di Mondadori, lo incontrai nello stand a Francoforte, seduto in disparte e in solitudine: stanco e un po' naufrago... Sempre lo avvicinavo con molti tremori e timori. In fondo era anche da vivo un monumento e noi della generazione sessantottina con aspirazioni intellettualine dovevamo moltissimo a lui e alla sua casa editrice. L'elenco dei nostri debiti sarebbe enorme. Tanto per fare qualche esempio: I persuasori occulti di Vance Packard, L'uomo a una dimensione di Marcuse, L'io diviso di Laing, I dannati della terra di Frantz Fanon o Colletti bianchi di Wright Mills, dove per la prima volta si vedeva o si intuiva scritto di «proletarizzazione dei ceti medi», che per noi italiani era già una rivoluzione. Tutte letture, capite qui e là, che stavano alle spalle del miglior Sessantotto, quello libertario e novatore, internazionalista e pacifista, prima che tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda, Lukàcs e i francofortesi, Elsa Morante, Lalla Romano, Nuto Revelli, Basaglia, Fenoglio e Pavese e Levi-Strauss e Frazer e poi, o soprattutto per noi che eravamo anche comunisti e addirittura pici, Antonio Gramsci, tutte le opere di Antonio Gramsci. I Quaderni dal carcere videro la luce editoriale definitivamente (cioè in edizione critica) solo nel 1975 a cura di Valentino Gerratana e con la benedizione di Palmiro Togliatti, benedizione che risaliva a dieci anni prima, al 1964. I RAPPORTI CON IL PCI «Ci vorrà un po' di tempo», preannunciava il segretario del Pci. Come lo stesso Einaudi Giulio racconta nell'unico libro veramente suo della vita, Frammenti di memoria (pubblicato da Rizzoli, però). I rapporti tra Einaudi e il Pci furono lunghi e intensi, non solo per la pubblicazione di Gramsci (con la prima edizione delle Lettere dal carcere nel 1947) e di molte opere gradite al partito e non solo per alcune iniziative commerciali (la biblioteca Einaudi nelle sezioni del Pci), ma anche nel confronto aperto tra le varie anime einaudiane, azionista, filocomunista, liberale. Anime che in un certo senso sono testimonianza del percorso, della vita, degli incontri del fondatore, che alla nascita respirò cultura liberale, ascoltando il padre Luigi, il professore di scienza delle finanze e il presidente della repubblica, che camminava tra i vigneti di Dogliani leggendo l'Economist, che discuteva della differenza tra liberalismo e liberismo con Benedetto Croce... Giulio Einaudi conobbe Gobetti, faceva propaganda durante il fascismo per Giustizia e Libertà, divenne editore insieme con Leone Ginzburg, l'azionista nato cento anni fa e morto nelle carceri fasciste, e sistemò i suoi primi uffici, nel 1933, in un vecchio stabile di via Arcivescovado 7 a Torino, dove, prima, proprio Gramsci aveva diretto l'Ordine Nuovo. Durante la guerra, si rifugiò in Svizzera, ma tornò attraverso i valichi della Val Ferret, per partecipare alla lotta partigiana, accolto oltre confine da Ugo Pecchioli. Poi verrà la liberazione e la ripresa senza le censure e le barriere di un tempo del lavoro, insieme con uomini preziosi come Felice Balbo, «la mente pensante della sinistra cristiana», Pavese, Vittorini, Franco Venturi, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Antonio Giolitti, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Carlo Muscetta, riprendendo la tradizione di incontri, discussioni, scontri a volte assai duri, nel segno comunque di un'opera collettiva, per quanto combattuta. PENSARE I LIBRI Giaime Pintor (che sarebbe morto nel '43 mentre cercava di organizzare la resistenza antifascista nel Lazio) qualche anno prima aveva così descritto quell'impresa comune: «Einaudi Pavese Ginzburg Muscetta e io seduti intorno a un tavolo abbiamo discusso di libri uno a uno. Un notevole esercizio di intelligenza: raramente ho visto cinque persone così agguerrite su un argomento». Annota Giulio Einaudi: «Era il novembre '41, in piena guerra, si discuteva il programma della collezione Universale...». "Pensare i libri", come dice splendidamente il titolo del libro di Luisa Mangoni, è una fatica collettiva, che ha bisogno di un regista e Giulio Einaudi lo fu, primus inter pares e conduttore determinato, capace di unire tante persone e di suonare la tastiera delle loro voci, «lui il pianista che solo conosce la musica», come scrisse Giulio Bollati, uno degli einaudiani. Einaudi il seduttore ebbe anche il merito di intuire che si poteva raggiungere con la cultura un vasto pubblico «oltre quello solito dei raffinati» e che ci si doveva tenere lontani dalla «piccole chiesuole di marca fiorentina». Insomma pensò subito che si potesse diventare editore d'alta cultura, ma che ci si potesse aprire al presente e che il pubblico potesse apprezzare. Vendere molto,anche se questo significava ovviamente investire, produrre e rischiare molto. Einaudi alla fine si arrese. La casa editrice passò una gravissima crisi finanziaria tra il 1983 e il 1987. Finì con Mondadori. Che cosa resta? L'eterno confronto tra la ricerca più alta e l'aspirazione ai grandi numeri, tra l'egemonia culturale per mezzo secolo fino al nostro Sessantotto e la commercializzazione, tra il rigore della vecchia Einaudi e la contaminazione di Stile Libero (l'ultima onnivora collana), tra i grandi classici e le formiche che nel loro piccolo s'incazzano, il libretto di battute e aforismi redatto da Gino e Michele, voluto da Oreste del Buono, che vendette moltissimo e fece scandalo tra gli einaudiani doc. Era il 1991, Giulio Einaudi era ancora presidente e di fronte ai temporali incombenti continuava il suo cammino. Dieci anni fa moriva Einaudi, il fondatore della casa editrice che pubblicò insostituibili pagine, nella speranza che la cultura potesse diventare patrimonio comune e nel lavoro collettivo delle più belle menti della nostra Italia

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VINCENZO ORTOLINA Una benedizione sorprendente Da cattolico che sta serenamente nel centrosini... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

VINCENZO ORTOLINA Una benedizione sorprendente Da cattolico che sta serenamente nel centrosinistra, mi stupisce e mi colpisce la benedizione, così solenne e così convinta, dell'Osservatore Romano al partito del Popolo della libertà. Il più capace di esprimere, dice il giornale, i valori comuni della popolazione italiana, tra i quali quelli cattolici costituiscono una parte non secondaria. Sarà. Io ho però la sensazione che questo mondo cattolico, politicamente moderato o sedicente tale, che condivide, giustamente, il giudizio del cardinale Ruini, il quale ha parlato anche recentemente di una società malata di relativismo e di nichilismo, a riguardo della conseguente crisi di valori, e in particolare del fallimento dei matrimoni, non si è accorto che, in questi decenni, tale crisi, che ha investito pesantemente le stesse famiglie cattoliche, è anche, se non prevalentemente, frutto della cultura materialista, edonista, consumista (e volgare) diffusa a piene mani, in primis, proprio dai media berlusconiani. Berlusconi e soci, vecchi e nuovi, modelli di virtù cristiane no, per favore! Vittorio Melandri Pd e Pse C'è qualcosa di stonato nell'affermazione di Franceschini relativa al fatto che il Pd non entrerà nel Pse, alla fine ho capito cos'è. L'affermazione non è completa, il Pd, cioè i suoi eletti non entreranno nel Pse, ma gli ex Ds ne usciranno. Ecco così la cosa mi torna più chiara. Maria Lucia Ciliberti L'integrazione è fondamentale Sono anch'io la mamma di un bimbo disabile e ho letto l'sms della signora Irene Ponti, rabbrividendo. Da ieri, da quando ho letto il vostro articolo sul futuro dei nostri bimbi, sono angosciata, perché i nostri figli, più di tutti gli altri dovranno crescere in un paese in cui non è possibile essere diversi, deboli, senza venire ghettizzati e isolati. Credo però nello strumento dell'informazione, della divulgazione, della conoscenza, e nel nostro dovere di batterci non solo per il futuro dei nostri figli ma per tutto, perché da questa lotta possa nascere un modo di vedere e capire diverso e dove la scuola sia il primo posto di integrazione, accoglienza e crescita. Tante mamme, e non solo di bimbi disabili, penso si troveranno unite in una battaglia contro chi non vuole vedere crescere uomini, ma soldatini perfetti con un unico pensiero. Giovan Sergio Benedetti Carità con riserva Complimenti alla Chiesa che si muove anch'essa a favore delle famiglie in difficoltà per la crisi, creando un fondo da oltre 300 milioni cui attingere. Solo un po' di burocrazia, Le famiglie candidate all'aiuto devono però essere in regola coi precetti cattolici. Niente per le famiglie di conviventi. Sembra infatti che anche Gesù Cristo, ai bambini che si presentavano affamati e assetati, chiedesse il certificato di matrimonio dei genitori in bollo da quattordici denari. Solo chi si trova in stato vegetativo ne è esonerato, anzi è obbligato, che sia figlio di sposati o di conviventi, comunque a mangiare ed a dissetarsi. Gianni Toffali La laicità di Fini Il Popolo delle libertà è fatto. Nei tre giorni "costituenti", i relatori hanno più volte ribadito che il nuovo soggetto politico fonderà le sue radici sui cosiddetti principi non negoziabili. Peccato che Fini abbia manifestato in più circostanze, propositi di tutt'altra tendenza. Sulla fecondazione assistita, sul testamento biologico, sull'eutanasia, sul caso Englaro, sull'aborto, sul diritto di voto agli immigrati e sulla Chiesa, Fini ha espresso opinioni del tutto simili alla sinistra. A conferma della sua deriva laicista ed anticlericale, basti pensare al "meno male che Fini c'è", proferito dall'icona dell'ateismo italiano Eugenio Scalfari. Gabriella Petrella Amici fraterni Si potrebbe ricordare al nostro grande premier che la crisi è partita sì dagli Stati Uniti ma quando c'era il suo fraterno amico Bush? Invece di ridicolizzarci con le sue pietosissime performances potrebbe rispettare almeno l' onorabilità di tanti onestissimi italiani stando zitto?

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C'è una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

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C'è una lettera di Gianni Rodari che comincia: Muy querido y distinguido hidalgo editorial señor don Julio Einaudi de Turin y Pinerol, marques de via Biancamano... come in un quadro del Moroni, di profilo o di trequarti, il busto stretto nel corpetto ricamato, nobilmente altezzoso, un po' dandy delle lettere e delle stampe e di altro sicuramente, elegante da gran signore di campagna, cui piacciono i colori e i tagli morbidi, seduttore indubbiamente mentre ti parla sussurrando un po' a strascico con le parole, le labbra in una piega tra l'ironia e lo scetticismo sui tempi che verranno. Don Julio è morto nel 1999 e dunque aveva le sue buone ragioni per credere che le cose non sarebbero andate granché bene. Il divo Giulio (lasciamo stare Tremonti), il Principe, dovendogli perdonare qualche debolezza, qualche paura, molte civetterie, piccoli egoismi. Rifare la storia chiederebbe chilometri di pagine. Luisa Mangoni, bravissima storica, ne ha impiegate un migliaio (Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni trenta agli anni sessanta. Bollati Boringhieri), per fermarsi agli anni sessanta: trent'anni appena e ne mancherebbero altri 30 o 40 o 50, perché anche l'eredità conta. Ho conosciuto Giulio Einaudi. Una volta, tardi negli anni, dopo la grande crisi che avrebbe condotto la sua impresa nell'orbita di Mondadori, lo incontrai nello stand a Francoforte, seduto in disparte e in solitudine: stanco e un po' naufrago... Sempre lo avvicinavo con molti tremori e timori. In fondo era anche da vivo un monumento e noi della generazione sessantottina con aspirazioni intellettualine dovevamo moltissimo a lui e alla sua casa editrice. L'elenco dei nostri debiti sarebbe enorme. Tanto per fare qualche esempio: I persuasori occulti di Vance Packard, L'uomo a una dimensione di Marcuse, L'io diviso di Laing, I dannati della terra di Frantz Fanon o Colletti bianchi di Wright Mills, dove per la prima volta si vedeva o si intuiva scritto di «proletarizzazione dei ceti medi», che per noi italiani era già una rivoluzione. Tutte letture, capite qui e là, che stavano alle spalle del miglior Sessantotto, quello libertario e novatore, internazionalista e pacifista, prima che tutto precipitasse nelle burocrazie dei partitini con i loro capi e capetti, fino alla tragedia del terrorismo. Senza contare ovviamente quanto era avvenuto prima o nei dintorni, quanto Giulio Einaudi aveva appena pubblicato, tra italiani e stranieri, e che a pagine o a frammenti di pagine era entrato nella nostro cultura non solo scolastica: Brecht e Gadda, Lukàcs e i francofortesi, Elsa Morante, Lalla Romano, Nuto Revelli, Basaglia, Fenoglio e Pavese e Levi-Strauss e Frazer e poi, o soprattutto per noi che eravamo anche comunisti e addirittura pici, Antonio Gramsci, tutte le opere di Antonio Gramsci. I Quaderni dal carcere videro la luce editoriale definitivamente (cioè in edizione critica) solo nel 1975 a cura di Valentino Gerratana e con la benedizione di Palmiro Togliatti, benedizione che risaliva a dieci anni prima, al 1964. I RAPPORTI CON IL PCI «Ci vorrà un po' di tempo», preannunciava il segretario del Pci. Come lo stesso Einaudi Giulio racconta nell'unico libro veramente suo della vita, Frammenti di memoria (pubblicato da Rizzoli, però). I rapporti tra Einaudi e il Pci furono lunghi e intensi, non solo per la pubblicazione di Gramsci (con la prima edizione delle Lettere dal carcere nel 1947) e di molte opere gradite al partito e non solo per alcune iniziative commerciali (la biblioteca Einaudi nelle sezioni del Pci), ma anche nel confronto aperto tra le varie anime einaudiane, azionista, filocomunista, liberale. Anime che in un certo senso sono testimonianza del percorso, della vita, degli incontri del fondatore, che alla nascita respirò cultura liberale, ascoltando il padre Luigi, il professore di scienza delle finanze e il presidente della repubblica, che camminava tra i vigneti di Dogliani leggendo l'Economist, che discuteva della differenza tra liberalismo e liberismo con Benedetto Croce... Giulio Einaudi conobbe Gobetti, faceva propaganda durante il fascismo per Giustizia e Libertà, divenne editore insieme con Leone Ginzburg, l'azionista nato cento anni fa e morto nelle carceri fasciste, e sistemò i suoi primi uffici, nel 1933, in un vecchio stabile di via Arcivescovado 7 a Torino, dove, prima, proprio Gramsci aveva diretto l'Ordine Nuovo. Durante la guerra, si rifugiò in Svizzera, ma tornò attraverso i valichi della Val Ferret, per partecipare alla lotta partigiana, accolto oltre confine da Ugo Pecchioli. Poi verrà la liberazione e la ripresa senza le censure e le barriere di un tempo del lavoro, insieme con uomini preziosi come Felice Balbo, «la mente pensante della sinistra cristiana», Pavese, Vittorini, Franco Venturi, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Antonio Giolitti, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Carlo Muscetta, riprendendo la tradizione di incontri, discussioni, scontri a volte assai duri, nel segno comunque di un'opera collettiva, per quanto combattuta. PENSARE I LIBRI Giaime Pintor (che sarebbe morto nel '43 mentre cercava di organizzare la resistenza antifascista nel Lazio) qualche anno prima aveva così descritto quell'impresa comune: «Einaudi Pavese Ginzburg Muscetta e io seduti intorno a un tavolo abbiamo discusso di libri uno a uno. Un notevole esercizio di intelligenza: raramente ho visto cinque persone così agguerrite su un argomento». Annota Giulio Einaudi: «Era il novembre '41, in piena guerra, si discuteva il programma della collezione Universale...». "Pensare i libri", come dice splendidamente il titolo del libro di Luisa Mangoni, è una fatica collettiva, che ha bisogno di un regista e Giulio Einaudi lo fu, primus inter pares e conduttore determinato, capace di unire tante persone e di suonare la tastiera delle loro voci, «lui il pianista che solo conosce la musica», come scrisse Giulio Bollati, uno degli einaudiani. Einaudi il seduttore ebbe anche il merito di intuire che si poteva raggiungere con la cultura un vasto pubblico «oltre quello solito dei raffinati» e che ci si doveva tenere lontani dalla «piccole chiesuole di marca fiorentina». Insomma pensò subito che si potesse diventare editore d'alta cultura, ma che ci si potesse aprire al presente e che il pubblico potesse apprezzare. Vendere molto,anche se questo significava ovviamente investire, produrre e rischiare molto. Einaudi alla fine si arrese. La casa editrice passò una gravissima crisi finanziaria tra il 1983 e il 1987. Finì con Mondadori. Che cosa resta? L'eterno confronto tra la ricerca più alta e l'aspirazione ai grandi numeri, tra l'egemonia culturale per mezzo secolo fino al nostro Sessantotto e la commercializzazione, tra il rigore della vecchia Einaudi e la contaminazione di Stile Libero (l'ultima onnivora collana), tra i grandi classici e le formiche che nel loro piccolo s'incazzano, il libretto di battute e aforismi redatto da Gino e Michele, voluto da Oreste del Buono, che vendette moltissimo e fece scandalo tra gli einaudiani doc. Era il 1991, Giulio Einaudi era ancora presidente e di fronte ai temporali incombenti continuava il suo cammino.

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l'Asl: immigrate, stop segnalazioni alla polizia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 04/04/2009 - pag: 3 Il parto delle polemiche Bassolino incontra la ragazza africana. La commissaria della Napoli 1: faremo massima chiarezza nelle procedure l'Asl: immigrate, stop segnalazioni alla polizia L'ivoriana Kante ha finalmente ricevuto il permesso di soggiorno NAPOLI La signora Kante ha ricevuto il permesso di soggiorno: sei mesi perché ha partorito in Italia. La circolare, di cui abbiamo parlato ieri, in vigore nel territorio dell'Asl Napoli 1 dal 2005 e che sollecita la segnalazione alla polizia in mancanza di un documento, invece, sarà cambiata. Due buone notizie, dunque. Dopo giorni di caos, polemiche, rappresaglie, chiusure. Lo spiraglio è sempre la chiarezza. A tutela dei minori la circolare manterrà intatto l'obbligo di riconoscimento da parte dei genitori, ma, a tutela delle donne immigrate, verrà chiarito che non c'è alcun obbligo di segnalazione alle autorità di polizia perché non è in vigore alcun decreto che lo imponga. A deciderlo è stato il governatore in accordo con il nuovo commissario dell'azienda sanitaria, Maria Grazia Falciatore, con la responsabile immigrazione del servizio sociosanitario Rossella Buondonno. «Verrà divulgata una nuova circolare rivolta a tutte le Asl annuncia Bassolino che escluda il rischio di ambiguità e difficoltà di interpretazione della normativa vigente. Bisogna fare massima chiarezza sulle procedure da seguire nell'assistenza agli immigrati irregolari e, in particolare, alle madri che si rivolgono alle strutture sanitarie regionali per partorire e ai loro bambini ». Bene, una cosa di sinistra. La verità è che al di là del caso specifico il nodo non è tanto la burocrazia, quanto l'incapacità, spesso, dei servizi pubblici di adeguarsi ai cambiamenti sociali. Nella vicenda della signora Kante è mancato un anello fondamentale della catena: il mediatore. Colui che, per esempio, comunica nella stessa lingua d'origine dell'immigrato. In questo caso il francese. Ebbene l'Asl Napoli 1 ha pochi mediatori e soprattutto molti concentrati all'Ascalesi. Ritenuto, in maniera errata, perché nel centro storico, il nosocomio degli extracomunitari. Ebbene il posillipino Fatebenefratelli tiene in cura, attualmente, almeno 2500 pazienti stranieri. Sarebbe il caso o no di adeguare il servizio? L'assessora provinciale Angela Cortese, che ha manifestato nei giorni scorsi davanti ai cancelli del Fatebenefratelli, ne è convinta. Tanto che la Provincia di comune accorso con l'ospedale di via Manzoni che, dice la Cortese, «non deve essere considerata una struttura razzista perché non lo è», farà stampare dei moduli informativi, questa volta in più lingue, per spiegare tutti i passaggi burocratici cui si va incontro alla nascita di un bambino. «Perché dice la Cortese se questa storia insegna qualcosa è che ci vuole informazione. Non ci sono mediatori culturali. Se la signora Kante avesse avuto due testimoni e qualcuno che conoscesse il francese non sarebbe successo niente. Di certo, circolare o non circolare, non si sarebbe ricorsi alla forza pubblica ». Simona Brandolini La famiglia Kante con suo marito e il neonato Il documento La nota con cui si autorizza la segnalazione alla polizia

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SEGUE DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va... (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va con la cartella esattoriale di Gerit Equitalia se non si è pagato o se si è pagato ma nessuno se ne è accorto e la cartella è impazzita. Alle 10.30 la fila arriva fin quasi al pian terreno e non è uno dei giorni di massimo afflusso: non ci sono scadenze di Ici o Irpef. «Può succedere di peggio», raccontano. Al I piano si trattano tutte le imposte comunali ma tre sportelli sono dedicati solo agli automobilisti indisciplinati. Ieri i 350 numeri che l'ufficio entrate del comune di Roma dà ogni giorno a chi ha problemi con una contravvenzione, sono bastati per tutti gli utenti con in mano una multa. Un caso: capita che al tetto di 350 si giunga alle 11 e allora chi arriva dopo, anche se entro le 12.30, torna indietro. Palmira è arrivata dopo la chiusura, non le spettano numeretti ma si è fatta due ore di traffico da Prima Porta all'Ostiense con la sua auto ibrida, che va a benzina e gpl; è invalida, e non ne può più. «È assurdo che non ci siano altri posti in città dove si contestano le multe», dice. Il traffico, per arrivare, la fila per entrare, la paura per quelle carte incomprensibili e quelle cifre da pagare. Le tasche vuote. Il numero chiuso: 350 al giorno dalle 8.30 alle 12.30, 500 il giovedì quando l'ufficio è aperto fino alle 17.30. Due settimane fa il responsabile dell'ufficio è stato aggredito da una persona su di giri: è ancora a casa col naso rotto. «La crisi terrorizza - dice un dipendente - Senza soldi in tasca una cartella con dentro una multa moltiplicata fa paura e qui il clima è sempre più teso». La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238. Il caso è tipico: multa dimenticata o mai ricevuta, contravvenzione moltiplicata. A Serena, scrittrice, è stata recapitata una multa raddoppiata nonostante il ricorso al giudice di pace: «Nessuno ha comunicato al Comune che io ho fatto ricorso già un anno fa», spiega. E il giudice di pace? «Ancora non mi fa sapere niente..». In fila c'è anche Iacopo, neolaureato: «Non ricordo se ho pagato la multa, mi hanno detto di cercare bene la ricevuta perché può darsi benissimo che io abbia pagato e che a loro non risulti...». Avvisi, cartelle esattoriali milionarie che fanno impazzire impiegati e utenti: «Stiamo lavorando a un accordo con Gerit per un sistema più trasparente - ha detto appena il 29 marzo il sindaco Gianni Alemanno - Poi serve un concordato, una legge nazionale, per abolire interessi e penali sulle imposte comunali». «Speriamo che il Comune rispetti gli impegni perché qui non ne possiamo più», dicono gli impiegati dalla pancia del centro direzionale. Nell'ufficio hanno già fatto uno sforzo sono passati da 7 a 11 gli sportelli per le contravvenzioni. Tre file e 350 o 500 numeri al giorno. Non basta, serve un passo della politica.

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Ricorsi, avvisi e file infinite: la roulette delle multe pazze (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ricorsi, avvisi e file infinite: la roulette delle multe pazze GIOIA SALVATORI SEGUE DALLA PAGINA 49 Quello dove si contestano e pagano le multe, quello dove si va con la cartella esattoriale di Gerit Equitalia se non si è pagato o se si è pagato ma nessuno se ne è accorto e la cartella è impazzita. Alle 10.30 la fila arriva fin quasi al pian terreno e non è uno dei giorni di massimo afflusso: non ci sono scadenze di Ici o Irpef. «Può succedere di peggio», raccontano. Al I piano si trattano tutte le imposte comunali ma tre sportelli sono dedicati solo agli automobilisti indisciplinati. Ieri i 350 numeri che l'ufficio entrate del comune di Roma dà ogni giorno a chi ha problemi con una contravvenzione, sono bastati per tutti gli utenti con in mano una multa. Un caso: capita che al tetto di 350 si giunga alle 11 e allora chi arriva dopo, anche se entro le 12.30, torna indietro. Palmira è arrivata dopo la chiusura, non le spettano numeretti ma si è fatta due ore di traffico da Prima Porta all'Ostiense con la sua auto ibrida, che va a benzina e gpl; è invalida, e non ne può più. «È assurdo che non ci siano altri posti in città dove si contestano le multe», dice. Il traffico, per arrivare, la fila per entrare, la paura per quelle carte incomprensibili e quelle cifre da pagare. Le tasche vuote. Il numero chiuso: 350 al giorno dalle 8.30 alle 12.30, 500 il giovedì quando l'ufficio è aperto fino alle 17.30. Due settimane fa il responsabile dell'ufficio è stato aggredito da una persona su di giri: è ancora a casa col naso rotto. «La crisi terrorizza - dice un dipendente - Senza soldi in tasca una cartella con dentro una multa moltiplicata fa paura e qui il clima è sempre più teso». La macchina della burocrazia La macchina kafkiana delle cartelle pazze terrorizza più della crisi. Micaela, avvocato, si è presa un giorno di ferie, ci ha messo 4 ore per contestare una multa: è del 2002, non è mai arrivata a casa sua, racconta, e adesso i 30 euro del divieto di sosta sono diventati 238. Il caso è tipico: multa dimenticata o mai ricevuta, contravvenzione moltiplicata. A Serena, scrittrice, è stata recapitata una multa raddoppiata nonostante il ricorso al giudice di pace: «Nessuno ha comunicato al Comune che io ho fatto ricorso già un anno fa», spiega. E il giudice di pace? «Ancora non mi fa sapere niente..». In fila c'è anche Iacopo, neolaureato: «Non ricordo se ho pagato la multa, mi hanno detto di cercare bene la ricevuta perché può darsi benissimo che io abbia pagato e che a loro non risulti...». Avvisi, cartelle esattoriali milionarie che fanno impazzire impiegati e utenti: «Stiamo lavorando a un accordo con Gerit per un sistema più trasparente - ha detto appena il 29 marzo il sindaco Gianni Alemanno - Poi serve un concordato, una legge nazionale, per abolire interessi e penali sulle imposte comunali». «Speriamo che il Comune rispetti gli impegni perché qui non ne possiamo più», dicono gli impiegati dalla pancia del centro direzionale. Nell'ufficio hanno già fatto uno sforzo sono passati da 7 a 11 gli sportelli per le contravvenzioni. Tre file e 350 o 500 numeri al giorno. Non basta, serve un passo della politica. Cartelle esattoriali fuori controllo, pagamenti che non risultano, proteste come mai fatte. La crisi, le tasche vuote e la paura di essere stritolati dalla burocrazia. Storie di ordinaria paura all'ufficio comunale entrate.

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(sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: 1PAGINA data: 04/04/2009 - pag: 1 Il sindaco ai costruttori: «Il piano casa? Abbiamo fatto prima e meglio di Barlusconi» «Multe ai burocrati regionali lenti» De Luca: dovrebbero punirli, come al Comune di Salerno Se la prende con il governo Berlusconi, con la Regione Campania e persino con la Provincia di Salerno per il piano territoriale di coordinamento recentemente approvato. Ma principalmente con la nemica di sempre, la burocrazia, «troppo lunga e contorta». Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, scuote la platea del convegno organizzato dall'Associazione Costruttori a Positano, incassando una standing ovation. Si definisce senza mezzi termini «il sindaco del cemento e il rappresentante della destra europea». E ritiene il suo piano casa migliore di quello approvato a Roma. E sui burocrati: «Non hanno alcun potere decisionale e per ogni scelta rinviano a organismi collegiali. Invece a Salerno, i nostri dirigenti hanno non solo la responsabilità disciplinare, ma anche quella patrimoniale. E se ritardano a firmare un atto sono soggetti anche ad una sanzione pecuniaria». A PAGINA 7 Cappetta, Cinque

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De Luca: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: SALERNO data: 04/04/2009 - pag: 7 Positano Sindaco a tutto campo al convegno Ance De Luca: «Piano casa? Noi prima e meglio di Berlusconi» «Via le circoscrizioni: costano troppo» «Burocrazia troppo lunga e contorta - dice il sindaco - i nostri dirigenti se ritardano a firmare sono soggetti a sanzioni pecuniarie» POSITANO Il primo attacco lo sferra al governo Berlusconi, anche se poi, a conclusione del suo intervento al convegno organizzato dall'Ance al Covo dei Saraceni, si definisce senza mezzi termini «il sindaco del cemento e il rappresentante della destra europea». Eppure, a sentire il primo cittadino di Salerno il suo piano case è migliore di quello approvato a Roma. Perché, conti alla mano, incalza: «costruire 50 mila nuovi alloggi in 60 mila comuni significa dare mezzo vano a comune. Solo a Salerno, con i Peep, abbiamo realizzato 3.000 alloggi, esaurendo paradossalmente già il piano casa di Berlusconi. Inoltre, dal momento che il nuovo piano può essere attuato solo nei comuni dotati di Puc e la stragrande maggioranza degli enti non si sono attrezzati, allora mi viene da chiedermi di cosa stiamo parlando». Ma la stoccata non riguarda solo il premier ma colpisce anche l'assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta. Che poco prima aveva puntato sulla necessità più di un social housing che di un piano casa. «Questa mescolanza è bella - dice De Luca - ma è inattuabile, perché se mettiamo insieme un professionista e un senzatetto la cosa non funziona». Criticato il piano case e esortato gli imprenditori a chiedere al Governo «provvedimenti concreti per rilanciare il settore dell'edilizia », gli affondi del sindaco sono tutti riservati alla Regione Campania e ai suoi dirigenti. Il capo di imputazione è la burocrazia «troppo lunga e contorta» e la mancanza di poteri decisionali ai responsabili dei settori trainanti dello sviluppo territoriale. «I dirigenti non hanno alcun potere decisionale - sottolinea - e per ogni scelta rinviano a organismi collegiali. Invece a Salerno, i nostri dirigenti hanno non solo la responsabilità disciplinare, ma anche quella patrimoniale. E se ritardano a firmare un atto o ad avviare una procedura per motivi diversi dai termini previsti dalle disposizioni di legge, sono soggetti anche ad una sanzione pecuniaria ». Per non parlare poi della sovrapposizione istituzionale: «ci sono troppi enti che decidono sulla stessa cosa, e la soluzione è o abolirne qualcuno o suddividerne le competenze. A Salerno ho intenzione di abolire le circoscrizioni perché aggravano il lavoro e costano troppo all'ente. Pensate che un presidente di circoscrizione di Catania guadagna di più del sindaco di Salerno»- e dell'utilizzo dei fondi strutturali - «la Regione dovrebbe investire in quattro o cinque opere strategiche, come abbiamo fatto a Salerno, e non polverizzare i fondi Por». Non tralascia neppure di sottolineare le pecche della Provincia di Salerno: «nel piano territoriale di coordinamento provinciale ci sono quasi piani particolareggiati e ciò non va bene». E, infine, «il sindaco del cemento» dà le dritte su come si devono coordinare le varie istituzioni: «la Regione programma, la Provincia coordina e il Comune gestisce». L'intervento si conclude con la standing ovation dei giovani costruttori. Angela Cappetta Michele Cinque Applausi Al termine del suo articolato e critico intervento a Positano, al convegno dei costruttori, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha ricevuto una vera e propria standing ovation

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conoscere la sla (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Viareggio Conoscere la Sla Conoscere la Sla Trasmissione su Rete Versilia VIAREGGIO. La sclerosi laterale amiotrofica (Sla) colpisce nel nostro Paese almeno 400 persone ogni anno. Alcuni casi, almeno una decina, ci sono anche in Versilia e le famiglie, quotidianamente, devono combattere oltre che con gli enormi disagi, anche contro la burocrazia. Trattandosi di una malattia rara, che gradualmente limita la funzionalità dei muscoli volontari, fino alla compromissione dei muscoli respiratori ad oggi se ne è parlato poco, almeno fino a quando la Sla ha investito il mondo del pallone. Questo in sintesi è stato detto nella puntata di "Carte in Tavola" che va in onda su Rete Versilia stasera alle 21,30 con replica domani alle 8,30 del mattino. Ospiti di Massimo Mazzolini sono il neurologo e riabilitatore di neurologia dell'azienda universitaria pisana Paolo Bongioanni, la responsabile dell'Aisla area vasta tirrenica America Carnicelli, e due viareggini familiari di malati di Sla: Cinzia D'Agostino e Alessandro Porcelli che raccontano il dramma quotidiano.

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Quell'indennità attesa per 23 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 04/04/2009 - pag: 9 Ricorsi & burocrazia Quell'indennità attesa per 23 anni SEGUE DALLA PRIMA Marcianò, classe 1931, originario di Lecce, si infila nel tunnel in cui tuttora si trova verso la fine degli anni Settanta. A quell'epoca non ha nemmeno 50 anni, è un funzionario in carriera che vuole due cose: che il ministero delle Finanze gli riconosca un'indennità integrativa speciale che oggi non esiste più e che il Fisco gli restituisca dei soldi che non avrebbe dovuto versare, relativi alle dichiarazioni dei redditi dal '74 al '78. La risposta è negativa su entrambi i fronti ed è per questo che il 23 maggio '83 il funzionario ricorre alla commissione tributaria provinciale. La sentenza di primo grado arriva in tre anni: oggi a Marcianò pare di aver sognato. Purtroppo però il verdetto non è esecutivo, come avviene adesso, e quindi lo Stato non è tenuto a pagare subito. Anzi, l'11 ottobre '86 l'intendenza di Finanza impugna la decisione davanti alla commissione tributaria centrale. E qui la causa si arena, appunto per 23 anni. Ora Marcianò ha vinto un'altra volta, ma nel frattempo ha compiuto 78 anni e la sua salute non è più quella di un tempo. E poi, quando la sentenza sarà depositata, chissà se l'ex ministero delle Finanze pagherà o lo costringerà a ottenere dal tribunale civile un decreto ingiuntivo. Intanto i suoi avvocati, Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, chiederanno allo Stato il risarcimento dei danni in base alla legge Pinto, che «punisce» l'eccessiva durata dei processi. La Cassazione ha elevato l'indennizzo a mille euro all'anno, quindi Marcianò si aggiudicherà altri ventimila euro. Ma li avrà? Al momento c'è un ostacolo insormontabile: nell'ultima Finanziaria, il governo ha bloccato i fondi della legge Pinto. Lavinia Di Gianvito

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Vinitaly 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Vinitaly 2009 Record di presenze anche nel secondo giorno 04/04/2009 rss e-mail print Vinitaly 2009 Un'azienda vitivinicola passa più tempo dietro alle scartoffie burocratiche che alla coltivazione della vigna o alla produzione del vino. È l'allarme lanciato da Coldiretti sulla base di uno studio dal quale emerge che ogni viticoltore italiano dedica fino a 100 giornate lavorative all'anno per districarsi nella burocrazia. Per Coldiretti è giunto il momento della semplificazione che non deve comunque significare allentare le sicurezze per i consumatori o le garanzie sulla qualità del prodotto.

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Eredità in vendita, i coeredi hanno la prelazione (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il notaio conferma? in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/ Eredità in vendita, i coeredi hanno la prelazione Sabato 04.04.2009 12:09 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Mio padre in seguito alla morte dei suoi genitori ha coereditato alcuni beni (appartamento non abitabile e pezzettini di terreno montano) di cui ha il 39%; il restante é suddiviso in altre 4 quote (suo fratello per il 39% , moglie e 2 figli del 3° fratello defunto in pari quote procapite del restante 22%). Mio padre non vuole avere ulteriori costi e problemi inerenti questi beni per cui mi propone di acquisirli in quanto mio fratello non ne é interessato. 1) E' preferibile tra mio padre e me la vendita alla donazione? 2) In caso di vendita esiste diritto di prelazione degli altri coeredi? 3) Come e cosa comunicare ai coeredi qualora esiste diritto di prelazione? 4) Quali sono i tempi per esercitare il diritto di prelazione ed è valido il silenzio/assenso? 5) Possono opporsi al valore di vendita tra mio padre e me (considererei rispetto al prezzo di mkt uno sconto per essere l'acquisto di una quota)? 6) Se il mio acquisto andasse a buon fine effettuerei poi una proposta di acquisto alla moglie e figli del fratello defunto al fine di semplificare l'assetto proprietario e quindi poter dividere il bene con il restante coerede che rimarrebbe. Anche in tal caso quest'ultimo potrebbe esercitare un diritto di prelazione ? Grazie Rispondere in maniera sintetica ai suoi quesiti è molto difficile, poichè l'ipotesi prospettata investe diversi ambiti. Sarebbe molto più efficace un incontro con un notaio che da vicino potrà illustrare i molteplici aspetti. Volendo dare solo quanto spunto, si può dire: 1) la scelta tra donazione e vendita investe aspetti, teorici e sostanziali, e non può avere una risposta equilibrata; 2) in caso di vendita esiste il diritto di prelazione; 3) per comunicare la propria intenzione di vendere, un coerede deve notificare agli altri la proposta ricevuta dell'acquirente; 4) il diritto di prelazione va esercitato entro due mesi dalla notifica. In caso di silenzio, si intende rinunciato; 5) normalmente non è possibile opposizione; 6) ogni trasferimento rende necessario l'inizio di una nuova procedura di prelazione. Come vede, si tratta di una serie di quesiti per rispondere ai quali è necessario un confronto diretto con un notaio. SECONDO QUESITO Salve, volevo avere una risposta circa la richiesta di un mutuo per l'acquisto di prima casa. Faccio un breve preambolo: io (con mia moglie in funzione di garante) ho da poco acquistato una casa prendendo un mutuo di 250.000 euro per 30 anni presso la Cassa di Risparmio di Orvieto. Parallelamente, mia moglie sta vendendo la casa di sua proprietà (io non c'entro con questa casa) alla madre la quale ha richiesto alla nostra stessa banca di poter prendere un mutuo d 200.000 euro per 15 anni (periodo massimo concessole dalla banca) per l'acquisto della medesima. Mia suocera attualmente lavora ed ha 58 anni. Tutte le pratiche sembravano procedere bene, ma oggi, improvvisamente, ci dicono che non possono concedere il mutuo a mia suocera a causa di un accumulo familiare troppo alto. Ma com'è possibile una cosa del genere? La casa per la quale abbiamo preso un mutuo l'ho fatto a nome mio (mia moglie figura solo come garante e tra l'altro noi siamo sposati con separazione dei beni) proprio per evitare che, stipulandolo al 50% mia moglie pagasse il 10% di iva come seconda casa. Ed inoltre, mia moglie con la madre sono svincolate anche per quanto riguarda la richiesta di mutuo di mia suocera che non ha bisogno di garanti (e comunque non della figlia). Un rifiuto del genere da parte della banca è plausibile? Esiste una nuova legge alla quale si sono appellati? La ringrazio in anticipo per il suo interessamento e la saluto cordialmente Le banche sono soggetti privati, i quali nell'esercizio della propria attività seguono regole di mercato, non vincolate da leggi. Ovvero non esiste alcuna disposizione legislativa che può costringere una banca a concedere un mutuo. Ogni istituto di credito, pertanto, utilizza autonomi parametri per valutare la sussistenza delle condizioni per la erogabilità di un mutuo e quindi conserva una assoluta discrezionalità , che varia sensibilmente tra le varie banche. Nel suo caso, evidentemente, non sussistono i parametri interni fissati dalla banca da lei scelta. Resta però la possibilità di rivolgersi ad altro istituto che potrebbe avere parametri diversi, più adatti al suo caso. tags: notaio casa eredità mutuo testamento

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Sanità, indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sanità, indagine Swg - Cisl Medici Lombardia: "Troppa burocrazia" (4/4/2009 12:01) | (Sesto Potere) - Milano - 4 aprile 2009 - Un medico sommerso dalle pratiche burocratiche e con poco tempo da dedicare agli ammalati. E’ questa, in estrema sintesi, l’immagine del medico pubblico che emerge dall’indagine condotta da Swg per conto del sindacato Cisl Medici della Lombardia. Lo studio, presentato oggi a Sesto San Giovanni in occasione del 2° Congresso regionale dell’organizzazione, evidenzia in particolare un sensibile disagio per la funzione amministrativa attribuita ai medici. Il 56% dichiara infatti che la nuova funzione manageriale ha avuto ripercussioni peggiorative sulla propria attività clinica. Il 34% dei medici non si sentono adeguati ad essere manager e il 10% di questi afferma di non sentirsi per nulla idoneo. La nuova funzione amministrativa, inoltre, oltre a produrre “un senso di svilimento della professione medica” sembra allungare i tempi di ciascun percorso, apportando un ingente aumento del carico lavorativo. Di contro, però, denunciano “ uno squilibrio di potere, che vede progressivamente accrescere l’importanza delle figure amministrative a scapito della centralità della funzione medica all’interno delle strutture sanitarie”. L’indagine, condotta dalla Swg di Trieste, ha riguardato 400 medici operanti nell’ambito della sanità pubblica, dipendenti di Aziende ospedaliere e di Asl della Lombardia. Il campione è risultato composto per il 62% da maschi e il 38% da femmine, per età, la quota maggiore ha interessato medici compresi tra i 45 e i 54 anni (42%) seguiti dal 26% di coloro che sono compresi tra i 55 e i 64 anni. La maggior parte lavora alle dipendenze di strutture pubbliche da oltre 25 anni (23%) e da 16 a 25 (33%). L’obiettivo era quello di raccogliere dalla viva voce dei sanitari lo stato d'animo ed il giudizio sul processo di aziendalizzazione e di managerizzazione che li riguarda, oltre che sulle difficoltà di coniugare le nuove mansioni richieste nel contesto del proprio lavoro con l'attività clinica ed il rapporto con il paziente. Il 55% dei medici ritiene che i mutamenti introdotti nella funzione medica abbiano peggiorato la condizione complessiva. “I medici non si oppongono ai processi di razionalizzazione della spesa e di responsabilizzazione sui risultati, che sostanzialmente comprendono – ha sottolineato il segretario generale della Cisl Medici della Lombardia, Arturo Bergonzi –, ma richiamano gli amministratori regionali alla presa d'atto che questi processi che determinano la sanità lombarda avvengono per impegno e per merito dei medici, che reggono sulle loro spalle l'onere del cambiamento”. I medici, secondo quanto emerso dall’indagine, stanno assolvendo ad una sorta di funzione "cuscinetto " collocandosi tra le richieste di controllo e razionalizzazione sempre più pressanti delle Direzioni e le esigenze di pazienti sempre più consapevoli. E' su questa capacità di tenuta di tipo professionale, e in parte ancora quasi "vocazionale", che il sistema regge e viene presentato dalle istituzioni politiche regionali come virtuoso.

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PAOLO BARBUTO LA QUESTIONE DI VIA CHIAIA NON è PIù SOLO UN BRACCIO DI FERRO DI RESIDENT... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-04-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino, Il (City)) (Mattino, Il (Circondario Sud2))

Argomenti: Burocrazia

PAOLO BARBUTO La questione di via Chiaia non è più solo un braccio di ferro di residenti e commercianti contro il Comune. Quei rappezzi fatti con l'asfalto che umilia la bellezza dei quadroni di pietra lavica, hanno fatto storcere il naso anche alla soprintendenza, che ha scritto al Comune: avete rovinato via Chiaia, ripristinate immediatamente la pavimentazione originale. La lettera, a firma del soprintendente Stefano Gizzi e della responsabile del procedimento Paola Bovier, è indirizzata all'assessore alla mobilità, Agostino Nuzzolo. Nove righe in tutto, nelle quali si chiede un intervento urgente. A pochi anni dall'autorizzazione al rifacimento della strada (era il 2005) con l'utilizzo di materiali che ne accrescevano la bellezza, la soprintendenza «constata che i benefici sono stati vanificati ala manutenzione inadeguata che codesta amministrazione sta perpetuando; infatti la pavimentazione, ad oggi, risulta dissestata e rappezzata con l'asfalto». Dopo aver fatto un preciso quadro della situazione, la soprintendenza passa alle richieste ufficiali: «Per la tutela del sito si prescrive l'immediato ripristino della pavimentazione con l'uso dei materiali lavici, come da progetto autorizzato dal nostro ufficio». E la conclusione della missiva, datata 3 aprile, è perentoria: «Si resta in attesa di un urgente riscontro». Il riscontro arriverà lunedì prossimo, quando l'assessorato alla mobilità scriverà alla soprintendenza per dare la sua versione e annunciare l'immediato piano per ripristinare la pavimentazione originale: «Resta tutto legato al riposizionamento dei dissuasori - spiega l'assessore Nuzzolo - quando la strada tornerà ad essere bloccata alla libera circolazione, faremo partire una ordinanza che impone il divieto di accesso anche per il carico e lo scarico delle merci negli esercizi commerciali della zona. I danni maggiori sono stati creati proprio dai mezzi pesanti. Se ripristiniamo la pavimentazione e non blocchiamo i camion, in un mese sarà di nuovo tutto rotto». l'intervento urgente è chiesto, con forza, dalla municipalità. In prima linea ci sono il presidente Chiosi e il vicepresidente Tesorone che si stanno attivando per la rapida installazione dei dissuasori: «Ma subito dopo sarà necessaria una precisa ordinanza che limiti gli accessi nella zona - spiega Maurizio Tesorone -. le merci andranno lasciate all'esterno e portate su via Chiaia con carrelli elettrici. Le auto dei residenti dovranno essere obbligate a entrare e uscire dallo stesso varco per limitare i passaggi e restituire pienamente ai pedoni la strada-gioiello del quartiere e della città». Il programma di ripristino della pavimentazione originale, in pietra lavica, sarà, naturalmente, soggetto a un percorso burocratico «obbligato». Bisognerà cercare i fornitori, stabilire un prezzo, trovare una maniera per rendere l'acquisto il più rapido possibile, e poi stabilire l'avvio dei lavori. La burocrazia è nemica della rapidità: «Ma noi ci proveremo», assicura l'assessore Nuzzolo.

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Io, quasi infermiera senza cittadinanza Storia di Maja, figlia della guerra in Croazia: da 10 anni in Italia, non potrà fare il concorso (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Io, quasi infermiera senza cittadinanza» Storia di Maja, figlia della guerra in Croazia: da 10 anni in Italia, non potrà fare il concorso Sabato 4 Aprile 2009, Né italiana né extracomunitaria. Maja Milinovic', 22 anni, vive in un limbo. Stretta in una sorta di paradosso che non le permette di fare l'infermiera. Iscritta alla facoltà di medicina all'Università di Padova ad ottobre prenderà la laurea in scienze infermieristiche. I medici che l'hanno conosciuta in reparto nel suo tirocinio all'ospedale San Martino la considerano un gioiello. Anche per la decisa passione - e non solo per i voti alti - che dimostra. Cuore, competenza e capacità però cozzano con la burocrazia che le impedirà di partecipare al concorso dell'Ulss, indetto probabilmente a gennaio 2009. Nata a Pakrac, in Croazia, Maja era bambina quando insieme ai genitori è arrivata a Fortogna tenendo negli occhi le scene di case in fiamme viste lungo i Balcani durante gli spostamenti da un campo profughi all'altro. «Nel 2008 ho raggiunto i dieci anni di residenza regolare in Italia, con genitori che lavorano e hanno casa propria. Allora ho inoltrato la domanda per diventare cittadina italiana. Ma mi hanno detto che dovranno passare almeno quattro anni prima che la pratica mi torni indietro - Milinovic' racconta, senza tacere la rabbia - mi chiedo perché io per lavorare come infermiera devo aspettare tanto mentre i calciatori in un mese hanno il passaporto italiano». Intanto la studentessa ha speso. Trecento euro di certificati. Più i viaggi all'ambasciata di Zagabria. A cui si aggiunge il dovuto al notaio. Anche per tirar su quattro soldi Maja ha provato a mettersi a disposizione, in ospedale, nell'assistenza notturna dei malati: «Se non sono italiana provo a fare la badante straniera». Ma qualcosa non ha funzionato: il biglietto informativo da lei affisso nella bacheca del San Martino è presto sparito. E lei non ha insistito. Ma non è finita. Per la studentessa, con 27/30 di media sul libretto, cala la saracinesca pure sulla borsa di studio di 750 euro che il Comune di Longarone assegna a tutti gli universitari residenti che abbiano almeno 24/30. «Se italiani, però» conclude la ragazza, chiedendo perché non possa valere la dimostrazione che la pratica per la cittadinanza è stata avviata. Daniela De Donà

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Pdl, Ceraolo è il candidato sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pdl, Ceraolo è il candidato sindaco Sconfitto nel 2004 ora sottolinea: «Non antepongo il mio nome all'unità di coalizione» Sabato 4 Aprile 2009, Sacile «Vogliamo vincere le elezioni per cambiare, per governare la città senza sprechi e senza improvvisazioni». Lo sottolinea la coalizione di centrodestra (Pdl, Lega nord, Udc, La Destra), annunciando di aver «definito il percorso e il metodo della stesura del programma politico e amministrativo» e di «aver condiviso una sintesi di temi comuni, da aprire al contributo della società, delle associazioni, delle categorie economiche. L'unità di intenti sul programma, è un deciso passo avanti verso un unico candidato sindaco». Un programma, quello del centrodestra, ispirato ai valori dell'etica sociale, dell'efficienza operativa e della sicurezza. «La crisi comporterà una riduzione delle entrate fiscali, ma noi non pensiamo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Le istituzioni dovranno aiutare chi è in difficoltà senza però promuovere una politica di assistenzialismo generalizzato. Devono essere favoriti i cittadini residenti sul territorio; favorire e incentivare l'iniziativa privata». Per quanto riguarda il Comune, secondo il centrodestra dovrà «attivare gli investimenti pubblici di cui dispone senza ritardi, offrendo lavoro alle nostre imprese e ai nostri lavoratori, essere di stimolo e di supporto a chi promuove e organizza iniziative per la città e le sue attività economiche; snellire la burocrazia ed evitare regolamenti asfissianti, così da consentire un equilibrio tra le necessità dei residenti e l'organizzazione di eventi. Spetterà sempre al Comune contribuire a rendere la città sicura, accogliente e pulita, con una viabilità ordinata, le necessarie aree di parcheggio e di passeggio. Un progetto per tutta la città e le sue frazioni, non solo per la piazza. Vogliamo voler voltare pagina rispetto a questa sinistra pessimista, parolaia, statalista e conservatrice». Poi l'affondo sull'Amministrazione Cappuzzo: «Dire che è stata inefficiente non è affermazione generica o percezione distorta della realtà, ma un fatto provato dai dati di bilancio, nel quale per tre anni l'avanzo ha sfiorato i 4 milioni di euro e la giacenza di cassa ha raggiunto il doppio di quanto trovato al loro insediamento. Dati senza precedenti. Sacile merita di più e le elezioni potranno riportare alla sua guida una squadra motivata sulle cose da fare, ispirate a un chiaro e organico progetto». Da qui l'imperativo: «Vogliamo vincere per cambiare; per governare senza sprechi e senza improvvisazioni. L'unità di intenti stretta sul programma - concludono Pdl, Lega, Udc e La Destra - è un deciso passo della coalizione verso l'indicazione di un unico candidato sindaco». Fin qui il comunicato dei quattro partiti; si dà comunque per certo nel Pdl, il via libera alla candidatura di Roberto Ceraolo che comunque antepone alla sua candidatura, l'unità della coalizione. Michelangelo Scarabellotto

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CRESPANO Anche i privati nel progetto per la funivia del Grappa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRESPANO Anche i privati nel progetto per la funivia del Grappa Sabato 4 Aprile 2009, Crespano del Grappa Un piano strategico con una funivia per il rilancio del turismo nel Massiccio del Grappa; un investimento da più di 20 milioni di euro per i prossimi 20 anni. Si può parlare di investimenti in tempo di crisi? "Perché no?-spiega il sindaco di Crespano del Grappa, Nico Cunial, capofila del progetto insieme a Castelcucco, Paderno, Possagno ed inserito nel Pati, piano di assetto territoriale intercomunale- in periodi di crisi di sono Comuni che hanno comperato bond, derivati ed altro; noi invece abbiamo progetti e li offriamo proprio adesso come modello di sviluppo sostenibile". Sviluppo sostenibile, sia chiaro, che non si ferma "solo" alla realizzazione di una funivia che da Crespano porta in cima Grappa, ma va oltre, molto oltre:" C'è il Piano strategico per il territorio che è alla base di tutto-spiega ancora Cunial-la funivia è parte integrante di questo piano, finalizzata alla ricerca di uno sviluppo economico alternativo rispetto al modello economico attuale". E poi l'analisi analitica sulla situazione nella pedemontana che il sindaco Cunial conosce alla perfezione:"Noi ci troviamo ad avere migliaia e migliaia di passaggi annuali, di turisti, che non sono trattenuti in zona. Basti pensare che solo in cima Grappa abbiamo mezzo milione di presenze l'anno. Ecco, noi siamo chiamati a dare risposte concrete a questa domanda crescente valorizzando un territorio come la pedemontana ed il massiccio del Grappa che hanno tutto o quasi tutto: storia, tradizioni, natura, cultura, enogastronomia. La nostra sfida è quella di impostare questo sviluppo salvaguardando l'esistente e migliorando gli elementi in contrasto". Ed allora quali le linee da seguire: intanto l'impianto a fune è stato inserito nel piano di attuazione territoriale intercomunale dei comuni di Crespano, Castelcucco, Paderno e Possagno e presentato con buone possibilità di recepimento anche a livello Provinciale e Regionale. Quindi il via dell'operazione attraverso un "parco progetti" che serve ad attirare capitali privati. "Perché i privati vogliono solo avere la certezza che la burocrazia funzioni-spiega ancora il sindaco Cunial-Crespano, Paderno, Castelcucco e Possagno stanno dimostrando che si può fare qualcosa di concreto e speriamo che altri comuni della pedemontana magari attraverso i comuni dell'intesa programmatica d'area aderiscano all'iniziativa che sarebbe interessante allargare anche ai comuni del vicentino come Bassano del Grappa o del bellunese come Feltre". G.Z.

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Monito del presidente Usa. Primo nodo, l'Afghanistan: l'Alleanza rischia la credibilità (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Burocrazia

Monito del presidente Usa. Primo nodo, l'Afghanistan: l'Alleanza rischia la credibilità Londra. In una grande atmosfera di festa, che neppure i tafferugli tra la polizia e i manifestanti è riuscita a rovinare, gli alleati hanno accolto il presidente Usa Barack Obama al Vertice che festeggia i primi 60 anni della Nato e celebra la decisione della Francia di rientrare a pieno titolo nei ranghi dell'Alleanza, da cui era uscita nel 1966 sbattendo la porta con Charles De Gaulle. Strasburgo - sotto assedio per tenere lontani i pacifisti e i no global - ha accolto con un bagno di folla Obama e la moglie Michelle, ricevuti calorosamente dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalla consorte Carla Bruni. Con Sarkozy, Obama ha avuto un incontro bilaterale durante il quale ha salutato la leadership «coraggiosa» del presidente francese che ha guidato il rientro di Parigi nel comando militare integrato dell'organizzazione. Prima del Vertice, Obama ha avuto un incontro bilaterale anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel, rafforzando così il simbolismo celebrativo dell'alleanza franco-tedesca di cui è intriso questo summit che si tiene, non a caso, sulle sponde opposte del Reno. Ieri sera, al Casinò della località termale tedesca Baden Baden. Oggi, a Strasburgo, che sarà raggiunta dai leader a piedi attraversando la passerella delle due rive sul fiume dove a metà Sarkozy e Merkel si stringeranno la mano. Questo vertice è anche il primo per Albania e Croazia, entrate solo pochi giorni fa facendo salire a 28 la famiglia della Nato. Giunta ai suoi primi 60 anni, l'Alleanza ha bisogno di riflettere su se stessa e non è un caso che i lavori di ieri sera fossero concentrati su cosa deve fare e cosa deve essere la Nato dei prossimi 60 anni. Se la «Nato diventa tutto, allora diventa niente», ha detto Obama. «Si tratta di modellare i compiti della Nato per il XXI secolo», ha suggerito, respingendo così l'idea di una Nato «gendarme del mondo». Dell'esigenza di «gettare le nuova fondamenta» dell'Alleanza ha parlato la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ieri una riunione d'emergenza del Nac (il Consiglio nord atlantico) ha cercato di risolvere le «questioni ancora in sospeso». Dal Vertice sono attesi tre documenti: la dichiarazione conclusiva (40-50 paragrafi) sull'insieme delle questioni; una dichiarazione sulle priorità del prossimo futuro in Afghanistan; una dichiarazione sulla sicurezza atlantica (Das). Secondo fonti, è questo il il documento politicamente più importante perché in una decina di paragrafi (una pagina e mezzo) definirà deve definire le priorità future per l'Alleanza del Ventunesimo secolo. Il Das parlerà di allargamento, di relazioni con la Russia, dell'articolo 5 (che obbliga alla difesa degli alleati), del disarmo, della deterrenza, dei rapporti con le Nazioni Unite e l'Unione Europea, delle minacce esterne, dell'Afghanistan. Il documento servirà come base per disegnare la riforma strategica della Nato, compito per il quale l'Alleanza si affiderà a esperti e saggi esterni. «Una burocrazia non può riformare se stessa», ha motivato un alto diplomatico. Il lavoro sulla riforma interna richiederà tempo: tra i 12 e i 18 mesi. La proposta che uscirà sarà al centro del prossimo vertice Nato che si terrà in Portogallo nel 2010 o 2011. C'è stato consenso ieri a Strasburgo sul secondo tema che ha impegnato i 28 leader: il rafforzamento delle relazioni con la Russia, con la quale le tensioni dell'agosto scorso, dopo il conflitto con la Georgia, sembrano superate. Da ex nemico ad alleato prezioso per affrontare sfide comuni: terrorismo, pirateria, sicurezza energetica. Anche se restano i punti di disaccordo, in primo luogo lo sfregio alla sovranità nazionale della Georgia. Ma la parte più spinosa e difficile da risolvere per questo Vertice in famiglia, che non ha invitati esterni, arriva oggi, quando il confronto sarà dedicato all'Afghanistan. Sull'esito di questa guerra la Nato è consapevole che si gioca la sua credibilità futura. Agli alleati, Obama ha presentato una nuova strategia globale che avvicina gli europei agli americani e da Strasburgo il presidente Usa si attende risultati. Sarkozy ha assicurato «il pieno sostegno» della Francia. Lo stesso hanno fatto Germania, Gran Bretagna e Italia per garantire lo svolgimento sicuro delle elezioni presidenziali di agosto, l'addestramento di più forze di sicurezza afghane e più aiuti alla ricostruzione civile. Sull'Afghanistan, l'atmosfera di festa si incupisce. L'unica celebrazione è per le vittime di una guerra da cui non si vede ancora una via di uscita e per le quali oggi i leader osserveranno un minuto di silenzio sulle rive del Reno. marisa ostolani

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