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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Confartigianato
sigla accordi per il credito ( da "Stampa, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Confartigianato
- dice il presidente Giovanni Fasola - vuole essere al fianco degli
imprenditori in modo concreto, snellendo il più possibile la burocrazia,
aiutandoli a ridurre i costi, facilitando forme di credito che sono indispensabili
per uscire da un momento davvero complesso».
Hotel
e negozi, aumentano gli aiuti ( da "Stampa, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'esigenza di
conoscere dati numeri non è sempre legata alla volontà di aumentare la
burocrazia. Per esempio, chiedere il numero di addetti è finalizzato a definire
in quale categoria deve essere ricompresa l'azienda che fa domanda, e se ha
diritto a ottenere le sovvenzioni previste dalla normativa regionale».
La
burocrazia frena i parcheggi nella zona della stazione ferroviaria
( da "Stampa,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A VADINO UNA
PIAZZA DEDICATA A PERTINI La burocrazia frena i parcheggi nella zona della
stazione ferroviaria Rallenta il parcheggio di salita Patrioti, accelera quello
di via De Gasperi a Vadino, destinato a chiamarsi piazza Pertini.
L'amministrazione comunale è al lavoro per aumentare i posteggi, ma deve
fronteggiare i problemi burocratici.
Filadelfia,
l'ultima beffa ( da "Stampa, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
approvazioni
di statuto e soprattutto fondi già trovati per ridare gloria a quel campo. Il
Fila all'asta è una bestemmia che nessun granata vorrebbe sentir pronunciare,
ma dopo dodici anni di rinvii e all'avvicinarsi della scadenza elettorale della
Giunta Chiamparino, il rischio che la burocrazia faccia saltare tutto è forte.
Bonora
ed Erag alla Mala di Nago ( da "Trentino"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia che condiziona l'acquisto dei terreni e diversi di loro hanno
rinunciato pur avendo la necessità di disporre delle aree. La legge provinciale
prevede che l'assegnazione non dipende dal prezzo, che è stabilito da una
perizia di un tecnico, ma dalla presentazione di un voluminoso preliminare
contenente il progetto di massima da realizzare redatto da un professionista (
Areale
Fs, la burocrazia blocca tutto ( da "Alto Adige"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accoglimento
da parte del Tribunale amministrativo di un ricorso «Areale Fs, la burocrazia
blocca tutto» Il sindaco: subito un incontro col cda per fare il punto della
situazione BOLZANO. «Tutto fermo sull'areale ferroviario. Il motivo è semplice:
nel nostro Paese cresce continuamente la burocrazia perché c'è una giungla di
regole».
Pagelle,
boom di 5 in condotta: 172 ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
maggioranza
abbiano prevalso sul rispetto della burocrazia. Una burocrazia dagli esiti
contraddittori (104 insufficienti in condotta nei tecnici e solo 68 nei
professionali è un dato non credibile) visto che il pessimo voto di condotta
non è necessariamente punitivo. Anzi, come pure abbiamo previsto nei mesi
scorsi, la normativa ha finito per premiare proprio chi intendeva colpire.
Simona
torna a casa, abbiamo bisogno di te
( da "Provincia
Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma non se ne
è fatto nulla: la burocrazia della Rai mi ha fermato. Cerco di occuparmi del
bambino, con l'aiuto della zia e della nonna, ma è difficile. Ho impiegato un
giorno intero per imparare come fargli fare l'aerosol: una cosa normale, per
una mamma. Mi sono anche dovuto improvvisare casalingo, con scarsi esiti».
Il
Polo logistico non si ferma ( da "Provincia Pavese, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, non è l'unico ostacolo che il progetto dovrà superare: l'altro è la
grande crisi finanziaria ed economica che sta tenendo il mondo intero sulla
corda. «E' un momento difficile - conferma Astolfi - perché poche aziende,
anche multinazionali, oggi stanno sviluppando programmi di investimento.
<Aiutare
chi avvia un'attività> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anno vogliamo
trovare soluzioni che aiutino i giovani a fronteggiare burocrazia, contabilità
o gestione di un esercizio». Altro punto fermo resta la manifestazione a scopo
benefico che il gruppo organizza ogni fine novembre per raccogliere fondi da
destinare a Onlus che si dedicano all'assistenza ai bambini ricoverati nei
reparti pediatrici di Bergamo.
senza
lavoro addio permesso ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rischiano di
tornare clandestini L'ALLARME Da un lato azzerare la burocrazia per far
ripartire subito i lavori pubblici che potrebbero dare respiro alle aziende
friulane e dall'altro creare strumenti di sostegno per chi ha perso il posto ed
è rimasto escluso dagli ammortizzatori sociali. Ecco le proposte dei sindacati
per uscire dalla crisi.
dopo
anni e anni di attesa via libera al restauro della caserma
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a fare le
spese dei ritardi accumulati a causa della lentezza della burocrazia. I
ritardi, infatti, si sono tradotti nell'aumento dei costi del lavoro, che nel
frattempo sono cresciuti del 17%, passando dai 150mila euro previsti in origine
ai 175mila euro comprensivi degli oneri aggiuntivi maturati nel lungo lasso
temporale intercorso dalla richiesta avanzata dalla giunta Sanna.
12
MARZO 2009/GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA: ABOLIAMO L'ASSURDO ITER BUROCRATICO
PER IL RIMBORSO DEI FARMACI CONTRO IL GLAUCOMA (NOTA 78 AIFA)
( da "marketpress.info"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
costretti da
una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a
presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la
copertura del Ssn sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è
una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia
farmacologica a vita.
<Artigiani
e fiscalità Occorre saperne di più>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Artigiani e
fiscalità Occorre saperne di più» Il presidente Ferrari: la burocrazia va
snellita di LUIGI ALBERTINI LODI FISCALITÀ: materia delicata, della quale è
proibito rimanere disinformati. Se ne è fatta carico l'Unione artigiani Lodi e
Provincia mediante un convegno per approfondire la materia a favore dei
titolari di piccole e medie aziende del territorio.
<Nuove
infrastrutture e meno burocrazia>
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
3 «Nuove
infrastrutture e meno burocrazia» LA RICETTA IL DOCUMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
DEGLI INDUSTRIALI UN DOCUMENTO per contrastare le ricadute della crisi e
sostenere le aziende. E' quello elaborato da Assindustria Lucca. Il primo punto
è quello legato all'accesso al credito.
Tutte
le incompiute' in città Il caso clamoroso del Lancisi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incredibile
burocrazia che alimenta continui cavilli ed i tempi biblici sono alla base
dell'abbandono totale di moltissimi edifici cittadini che da anni aspettano una
trasformazione. In passato il Carlino si è occupato di altre situazioni
spinose, come ad esempio l'ex stabilimento farmaceutico Angelini, alla
Palombella,
PERUGIA
- Certificazione Isee, nel 2008 c'è stato il record di richieste in Umbria...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di seguito un
piccolo vademecum per orientarsi tra burocrazia e possibilità di accedere a
servizi e prestazioni, usufruendo di bonus o di esenzioni totali della spesa. E
questo per quelle famiglie che appartengono ad una particolare fascia di reddito
stabilita da chi offre il beneficio. Ma andiamo per ordine.
E'
stato approvato ieri dalla Giunta il progetto esecutivo per l'intervento di
manutenzion... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
potranno
iniziare dopo i tempi tecnici che la burocrazia impone e che sono quelli
necessari ad espletare la varie procedure per la gara d'appalto. Le opere, per
cui è stato previsto un costo totale di 450 mila euro, riguarderanno innanzitutto
la pavimentazione, ora in gomma, che verrà rifatta con una zona centrale in
travertino mentre quella laterale sarà in pietra arenaria santafiora,
PERUGIA
- Redditometro, boom di certificazioni, ma anche boom di furbi. Tutti alla
ricerca d... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è anche con
chi deve fare i conti con la burocrazia che brucia i diritti. E' il caso di un
perugino di 47 anni che ha in tasca lo sfratto esecutivo e non riesce ad
ottenere, dal Comune di Perugia, la casa popolare. Eppure ne avrebbe tutti i
diritti visto che non lavora ed ha a carico tre figli minori di cui due
costretti su una sedia a rotelle.
Asili
e bollette: caccia ai furbi degli sconti
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mercoledì 04
Marzo 2009 Chiudi In 51mila alle prese con il redditometro per i benefici sui
servizi. C'è chi trucca e chi finisce nella rete della burocrazia Asili e
bollette: caccia ai furbi degli sconti Disoccupato denuncia: due figli disabili
e niente casa popolare, ora rischia lo sfratto
petrucci:
vacanze a prezzo fisso ( da "Tirreno, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E insisteremo
sullo snellimento della burocrazia. La Provincia si impegna a supportare le
azioni per sostenere accesso al credito ed eventuali agevolazioni». Il prossimo
6 marzo l'amministrazione regionale presenterà gli investimenti per la
promozione di turismo e commercio, una manovra da diversi milioni euro per
rilanciare la Toscana.
Rinviato
il testamento biologico ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia per i cittadini. Anche se ieri il consiglio nazionale del Notariato
ha ribadito che l'«accertamento della volontà e la sua documentazione » sono
requisiti cruciali. Il secondo emendamento riscriverà invece i primi tre
articoli del testo per venire incontro ai rilievi della commissione Affari
costituzionali del Senato che,
Lecco,
le aziende investono ancora ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le aziende, e
il Paese, hanno invece bisogno di meno burocrazia (anche per poter realizzare
le infrastrutture per le quali sono già stati fatti gli stanziamenti); minori
tasse sul lavoro per migliorare la competitività, eventualmente da dividere con
i lavoratori in modo da contribuire a rilanciare la domanda.
Pini
riconosce le difficoltà e <assolve> l'Amministrazione
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma colpa
anche e soprattutto di una burocrazia esasperante, che protrae i tempi dei
pareri obbligatori per i quali l'attesa è eccessiva». Claudio Pini, titolare
dello chalet "Lido Cristallo" e responsabile dell'
Abat-Confcommercio, non getta la croce addosso al Palazzo per quel Piano di
spiaggia stenta a vedere la luce;
Tante
polemiche, pochi turisti ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soffre un po'
quando si misura con la burocrazia ». Intanto l'assessore torna dalla Bit di
Milano dove ha presentato "Baia di Napoli", un progetto «nuovo » che,
per sua stessa ammissione, «si fonda sulla messa a sistema di alcuni strumenti
già in campo da anni: da "ArteCard", al "Metrò del Mare" al
"Citysightseeing"».
Fisco,
le cartelle si pagano a rate ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ingessano
questa possibilità con un sovraccarico di burocrazia ». Due, in particolare, le
difficoltà che sono messe in luce dai professionisti. La prima è l'obbligo, per
le imprese che scelgono di rateizzare, di produrre una documentazione
eccessiva, con carichi troppo onerosi per le piccole e medie aziende a volte
costrette addirittura ad effettuare chiusure di bilancio a metà anno.
La
creatività fa un passo indietro ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Eccesso di
burocrazia, scarso organico e ridotta tecnologia degli uffici nazionali frenano
il processo: «Ma è il livello centrale – precisa Porsia – che non aiuta: la
nuova legge in materia, il codice della proprietà industriale è ancora privo di
regolamento attuativo ».
Medici
generici, Provincia bocciata sul tetto ai pazienti
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Italia e che
venga ridotto il peso della burocrazia». Secondo Richard Theiner, assessore
provinciale alla Sanità, «la sentenza rimescola le carte in questa materia a
svantaggio dell'autonomia e dei cittadini ». Insomma, uno svantaggio per tutti.
Da qui la decisione della Giunta provinciale di impugnare la decisione del
tribunale del lavoro.
di
NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro....
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Era un bravo
ragazzo dicono ligio sul lavoro, sempre disponibile. Davvero una grande
perdita, non ci sono parole». I funerali non sono ancora stati fissati. La
salma ritornerà in Italia soltanto probabilmente fra due settimane, visti i
lunghi tempi della burocrazia cinese.
Il
negozio è pronto ma rimane chiuso
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
investimento
di un imprenditore orientale è bloccato dalla burocrazia. Due sono
specializzati in abbigliamento e pelletteria, altri tre vendono anche
elettronica e bricolage: ciascuno conta su oltre duemila metri quadrati di
superficie espositiva. Lungo i tre chilometri della ex Carlo Felice - ora
strada comunale di Sestu - negli ultimi anni c'è il boom degli ipermercati
gestiti da cinesi.
Nelle
case popolari vive una città di 30mila abitanti
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
composto da
migliaia di storie difficili, da burocrazie farraginose e da appartamenti anche
fatiscenti. Il viaggio tra le case popolari comincia con l'analisi sui numeri
fiorentini e dell'hinterland, dalla radiografia delle famiglie che vivono in
«60 metri quadri di Firenze», per parafrasare un film famoso.
<In
pochi hanno saputo essere vicini a quell'uomo>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
questi che si
avverte forse la mancanza di contatti che superino i binari della burocrazia.
Questo è anche il giudizio che si sente di esprimere il giudice del lavoro
Roberto Riverso che a Guiaro ha riconosciuto prima il diritto a essere
rimborsato da Ausl e Regione per le cure praticategli da medici tedeschi e poi
il diritto a ricevere aiuti finanziari e terapeutici da Comune e Ausl.
Medicina
in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le
... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La
burocrazia, le ... Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio
comunale. La burocrazia, le funzioni di un Comune, diventeranno un modo per
divertirsi in compagnia della giunta. Medicina in pillole' ha l'obiettivo di
far comprendere ai giovani, attraverso il cabaret di un comico, Davide
Dalfiume,
DAL
1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore
auto assegn... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
1970 sostengo
che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegn...
DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel
settore auto assegnando targhe personalizzate e far pagare il bollo
sull'acquisto del carburante. Bruno Vescovini, Modena POSSIBILE che, avendo
firmato un contratto venerdi 6 febbraio per l'acquisto di una Fiat a metano,
Senza
futuro. Scuola che naviga a vista
( da "Provincia
Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Marilena
Catozzo coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al Ticino e Villanova
d'Ardenghi Le colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire
meglio alcuni concetti che, a causa probabilmente di problemi di spazio,
potrebbero avere ingenerato qualche erronea convinzione nel lettore non addetto
ai lavori circa l'articolo apparso domenica primo marzo.
pensione-beffa
dell'inpdap per marella ( da "Nuova Venezia, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nazionale
Pensione-beffa dell'Inpdap per Marella Da 23 anni lotta con la burocrazia, ora
ha ricevuto mille euro VENEZIA. Anacleto Marella, 92 anni, in pensione da 37
anni, ancora non riesce a vedere riconosciuti i propri diritti: una storia che
ha dell'inverosimile ed era già stata segnalata più volte dalla Nuova Venezia.
Pensioni/
Storace: Questa Europa impone solo sacrifici
( da "Virgilio
Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'insensibilità
sociale della burocrazia europea è sempre più evidente. La parità nel mondo del
lavoro non è andare in pensione come gli uomini, ma guadagnare come loro e
avere le stesse aspettative di carriera. Ma tutto questo è negato persino dalla
politica italiana", conclude Storace.
SERGIO
DE SANTIS CON LA CRISI CHE STA DEVASTANDO L'INTERO PIANETA, LA PROVINCIA DI
NAPOLI HA... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma le risorse
sono quelle che sono, la burocrazia è lenta, e poi molte strade sono scassate
da sempre e moltissime scuole pure. E allora? Allora meglio rilassarsi con la
scherma o con il training autogeno o con una bella discussione di gruppo. Oltre
tutto, avranno pensato alla Provincia, l'iniziativa non costa nemmeno tanto.
Mille
euro di integrativa dopo 23 anni di attesa
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stranezze
della burocrazia, lui non aveva mai ricevuto. «I miei avvocati - racconta -
hanno dovuto lavorare parecchio per spiegare che non avevo mai ottenuto nulla e
quindi non dovevo restituire niente». Ora la beffa. Nei giorni scorsi
l'anziano, che vive nella zona di San Francesco della Vigna e che nel
Disabili,
lo scandalo della casa-alloggio mai aperta
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pare
incredibile che una risorsa così necessaria venga bloccata dalla burocrazia,
mentre i genitori anziani muoiono con la preocgono spediti in giro per
strutture come fossero pacchi postali». In merito, c'erano già state
interrogazioni dei consiglieri Gianfranco Bettin in Regione e Giuseppe Caccia e
Iacopo Molina in consiglio comunale.
Scaffali,
innovazione & cultura ( da "Gazzettino, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia, la distinzione tra azionisti e manager, la centralizzazione e
l'ipocrisia, considerata ovviamente come l'olio necessario per far girare
organizzazioni rigide e complesse. O come ha spiegato il neuroscienziato Paolo
Legrenzi dell'Università di Venezia nei sui saggi su "Mente",
"Felicità", "Creatività e Innovazione"
AMBULANTI
A RIALTO ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A pesare
sulla decisione del tribunale la scarsa memoria della burocrazia comunale che
non è riuscita a provare con precisione da quanto tempo esistesse
l'autorizzazione al commercio in possesso di Sonnenblume. Tanto che Ca'
Farsetti è stata anche condannata al parziale pagamento delle spese. Pl.T.
Anziani,
la spesa si fa col Gel ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se avessero
le mani meno legate dalla burocrazia». Mentre nel ringraziare l'amministrazione
ha sostenuto la necessità che l'assessore alle Politiche sociali «sia più
presente sul territorio per capire e conoscere le reali necessità delle
famiglie che hanno problemi, in collaborazione con i medici di base, dare
sollievo ed evitare che dove c'è un problema ne possano nascere altri»
Franceschini,
un uomo solo al comando Walter Veltroni se n'è andato portando c...
( da "Gazzettino,
Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nello
snellire i costi della burocrazia che la politica di questi ultimi decenni ha
contribuito ad aumentare, gravandoci oltrettutto di nuove tasse (pensiamo solo
ai passaggi di proprietà di un'auto e alle tasse sui carburanti). Poi gestire,
riducendoli, i flussi migratori i quali contribuiscono ad aumentare
disoccupazione e cassa integrazione,
La
lingua italiana vince a Bruxelles
( da "Stampaweb,
La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
battaglia che
da anni la oppone su questa tema alla burocrazia di Bruxelles. Oggi la
battaglia sembra essere vinta, con somma gioia di paesi come l?Italia e la
Spagna. L?Ufficio di selezione del personale per le istituzioni comunitarie
(Epso) è corso ai ripari e da domani, su un nuovissimo sito, i bandi di
concorso verranno pubblicati per la prima volta nelle 23 lingue ufficiali dell'
5.000
lavoratori dipendenti di aziende artigiane Venete sospesi dal lavoro in attesa
di una circolare ( da "Sestopotere.com"
del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le risposte
concrete sono sempre subordinati ai tempi e alle regole della burocrazia. Così
oltre 5.000 lavoratori del Veneto, in gran parte dipendenti di aziende
artigiane sospesi dal lavoro, per beneficiare degli ammortizzatori sociali di
cui hanno diritto dovranno aspettare, se tutto fila liscio, fino alla metà di
aprile.
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'iniziativa
Confartigianato sigla accordi per il credito Cassa integrazione record nelle
imprese novaresi: Confartigianato mette in campo interventi straordinari per
fronteggiare la crisi. In soli due mesi, gennaio e febbraio
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
NOVITA'
NORMATIVA.MODIFICATA LA LEGGE DEL 2001 Hotel e negozi, aumentano gli aiuti
[FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA Cambiano le regole per gli aiuti regionali
(contributi in conto capitale e mutui a tasso agevolato) previsti da una legge
approvata nel 2001 legata al settore ricettivo e commerciale. In parte per
recepire nuove normative europee, in parte per scelte fatte in modo da inserire
nuove categorie prima escluse. «Abbiamo recepito osservazioni che ci sono state
rivolte dai rappresentanti delle categorie produttive - dice l'assessore al
Turismo e Commercio Aurelio Marguerettaz -, anche se non è direttamente un
provvedimento anticrisi. La delibera è stata adottata in tempi record». La
legge regionale è finanziata con 7 milioni di euro l'anno, nel filone dei
contributi in conto capitale. I provvedimenti riguardano le piccole e medie
imprese, vale a dire quelle con meno di 50 addetti e meno di 10 milioni di
fatturato (piccole) e fino a 250 addetti e meno di 50 milioni di fatturato
(medie). Un primo filone riguarda gli alimentaristi, che finora erano esclusi
dagli aiuti erogati in regime «de minimis». Vale a dire quelli concessi fino a
un massimo di 200 mila euro in tre anni, tetto fino al quale non esiste
l'obbligo di notifica preventiva all'Unione europea. «E' un provvedimento
importante in una regione che punta sui prodotti tipici anche collegati al
turismo», dice Marguerettaz. Salgono anche le percentuali massime per
l'erogazione dei contributi. Una «intensità di aiuto» che lievita dal 15 al 20
per cento per le piccole imprese e dal 7,5 al 10 per cento per le medie. In
questo caso è stata recepita una nuova normativa comunitaria. Percentuali di
aiuto più alte (fino al 20 per cento per le medie imprese, fino al 30 per le
piccole) sono possibili per le aziende che si trovano nei comuni inclusi nella
«Carta degli aiuti a finalità regionale». Un'altra scelta, fatta questa volta a
livello politico locale, è stata quella di includere gli assicuratori (prima
esclusi) fra i beneficiari degli aiuti previsti dalla normativa regionale.
Cambiano le regole per imprenditori e aziende che gestiscono servizi di
affittacamere. Finora erano categorie che potevano beneficiare di aiuti solo
quando aprivano l'attività. Ora potranno chiedere i benefici (fino al 30 per
cento) anche quando decidono di affrontare spese per ristrutturare e
riammodernare le loro attività. «E' un segnale che abbiamo voluto dare perché
ci siamo resi conto di quanto sia importante il mercato delle strutture
ricettive di prossimità - dice Marguerettaz -. E' un fenomeno in continua
crescita in Valle d'Aosta, soprattutto nel periodo estivo. Coinvolge in modo
particolare i visitatori che provengono dalle regioni vicine». «Faremo in modo
di valutare con voi i percorsi di richiesta di finanziamento - dice Marguerettaz
rivolgendosi ai rappresentanti delle categorie produttive -.L'esigenza di conoscere dati numeri non è sempre legata alla
volontà di aumentare la burocrazia. Per esempio, chiedere il numero di addetti è finalizzato a
definire in quale categoria deve essere ricompresa l'azienda che fa domanda, e
se ha diritto a ottenere le sovvenzioni previste dalla normativa regionale».
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
A
VADINO UNA PIAZZA DEDICATA A PERTINI La burocrazia frena i
parcheggi nella zona della stazione ferroviaria Rallenta il parcheggio di
salita Patrioti, accelera quello di via De Gasperi a Vadino, destinato a
chiamarsi piazza Pertini. L'amministrazione comunale è al lavoro per aumentare
i posteggi, ma deve fronteggiare i problemi burocratici. L'intervento più importante
riguarda il piazzale ferroviario tra i binari e rione Risorgimento, vicino alla
stazione. In estate, il Comune ha aperto il primo tratto con quaranta posti
auto, assicurando il completamento dell'area entro la fine del 2008. Da allora,
però, l'intervento è fermo al palo. «La zona interessata dall'ampliamento è
soggetta a regole diverse rispetto a quella già terminata, che ci impediscono
di intervenire subito. La nostra intenzione è comunque quella di proseguire
verso la completa sistemazione dell'area», spiega il sindaco Antonello Tabbò.
La situazione sembra destinata a migliorare nel quartiere di Vadino. «Tra via
De Gasperi, via Sella e via Kennedy sarà completata una nuova piazza, che sarà
intitolata all'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini. Lo slargo
cambierà il volto dell'isolato, aumenterà la dotazione di parcheggi pubblici ed
ospiterà una parco giochi per l'infanzia. Un altro posteggio sorgerà all'inizio
della strada provinciale per Villanova», dichiara il primo cittadino.\
( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Comune pronto a
versare 500 mila euro Ora si attende la perizia del Tribunale Filadelfia,
l'ultima beffa [FIRMA]GIANLUCA ODDENINO Non c'è pace per il Filadelfia e per i
tifosi granata che ormai da 12 anni sperano in una sua ricostruzione. La
telenovela dello stadio che rese epico il Grande Torino, prima di essere
abbattuto e diventare l'attuale discarica, ha offerto una nuova tragica
puntata. Ovvero il tramonto delle illusioni di un veloce ripristino dell'area
per ospitare il Torino di Cairo (prima squadra e Primavera) e la
materializzazione delle due ipoteche da 38 milioni di euro l'una che stanno
bloccando ogni iniziativa. Il contenzioso in atto tra il Comune (proprietario
del Fila o di quel che resta) e l'Agenzia delle Entrate (tasse non pagate dal
Torino fallito di Cimminelli) non si risolverà in tempi rapidi e soprattutto
rischia di far precipitare una situazione che aveva trovato il suo punto d'equilibrio,
seppur dopo mille battaglie e polemiche. Ieri i cancelli del Fila si sono
aperti per poter ospitare un sopralluogo della commissione comunale dello
Sport: una visita utile per valutare il degrado dell'area e fare il punto della
situazione sull'annosa vicenda. All'appuntamento mattutino, e sotto una
fastidiosa pioggia, si sono presentati oltre 300 tifosi di ogni età per
esprimersi e confrontarsi direttamente con l'amministrazione civica. Lo
striscione «Vergognatevi» ha accolto la delegazione comunale in trasferta,
mentre volantini stampati dai tifosi sintetizzavano la storia del Fila con
mandanti e colpevoli. Un clima teso e di forte protesta, con l'assessore allo
sport Renato Montabone, il consigliere Giuseppe Sbriglio e il presidente di
commissione Luca Cassiani letteralmente circondati sul prato per un vero
processo. Domande e risposte in un tono sempre più concitato, citazioni precise
di delibere del passato, richieste di spiegazioni sulla Fondazione Filadelfia,
la fuga di qualche consigliere e anche l'appello accorato di un capo ultrà
della Maratona («Basta parole, vogliamo il Fila ora») hanno riaperto una ferita
antica che rischia di non rimarginarsi più. Colpa di quei 76 milioni di euro
che gravano sull'area e che lo Stato vuole incassare ad ogni costo. «C'è un
contenzioso in atto - ha spiegato Luca Cassiani dopo essersi confrontato con
l'assessore all'urbanistica Mario Viano (ieri assente) - e entro 2-3 mesi sarà
disponibile la perizia disposta dal tribunale per capire il valore del Fila. Il
Comune è pronto a versare 500 mila euro per cancellare l'ipoteca e poter così
dare alla Fondazione il bene per 99 anni, più la possibilità di mettere a
reddito fino a 4.000 mq di aree commerciali». Il problema, però, sta proprio in
questa trattativa, visto che l'Agenzia delle Entrate ha rifiutato un primo
accordo e aspetta il parere finale del tribunale. Il rischio, tutto sommato
concreto, è che il Fila venga valutato più di quei 500 mila euro che offre il
Comune. Con cifre più alte, l'Amministrazione potrebbe non intervenire e far
scattare l'acquisto automatico da parte dell'Erario che a sua volta metterebbe
all'asta i terreni. Vanificando così anni di lavori, riunioni, tavoli di
concertazione, approvazioni di statuto e soprattutto fondi
già trovati per ridare gloria a quel campo. Il Fila all'asta è una bestemmia
che nessun granata vorrebbe sentir pronunciare, ma dopo dodici anni di rinvii e
all'avvicinarsi della scadenza elettorale della Giunta Chiamparino, il rischio
che la burocrazia faccia
saltare tutto è forte.
( da "Trentino" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bonora ed Erag alla
Mala di Nago Le due ditte rivane si spostano nell'area artigianale
NAGO-TORBOLE. Le ditte rivane Fratelli Bonora (pulizie industriali) ed Erag,
che produce tecnologie d'avanguardia, si trasferiranno nella zona artigianale
di Mala, in quel di Nago. Nei giorni scorsi i titolari hanno sottoscritto con
il Comune l'acquisto di due lotti di terreno (entrambi di circa 4.500 mq.) dove
realizzeranno i capannoni per la loro attività. La crisi produttiva non atterra
il settore imprenditoriale medio-piccolo del Basso Sarca: il 17 marzo vi sarà
la stipula del contratto per la cessione di queste due nuove aree artigianali
di Mala. Non è tutto. Venerdì prossimo scadrà il bando indetto dal Comune di
Nago-Torbole per l'assegnazione dei residui due lotti (uno da 4.500 mq. e
l'altro da 1.300 mq) e vi è l'interessamento di varie ditte. L'assessore Mario
Mazzoldi è fiducioso che la vendita vada in porto anche se gli imprenditori
lamentano l'eccessiva burocrazia che condiziona l'acquisto dei terreni e diversi di loro hanno
rinunciato pur avendo la necessità di disporre delle aree. La legge provinciale
prevede che l'assegnazione non dipende dal prezzo, che è stabilito da una
perizia di un tecnico, ma dalla presentazione di un voluminoso preliminare
contenente il progetto di massima da realizzare redatto da un professionista (eventualmente
dovrà essere concretizzato entro 18 mesi dal rogito), dall'attività esplicata e
da una serie di impegni compreso quello occupazionale. Se quest'ultima
condizione non verrà rispettata, negli anni futuri alla ditte verranno
appioppate multe salate (si arriva ai 4 mila euro). Se i complessi e costosi
ostacoli burocratici sono stati superati celermente ed in meno di due anni
saranno completati gli insediamenti dell'ampliata zona produttiva di Mala è per
l'intraprendenza dell'assessore Mazzoldi. In questi mesi l'amministratore ha
avviato intensi contatti non solo formali con numerosi imprenditori fornendo
tra l'altro l'assistenza burocratica. I sette lotti destinati all'attività
produttiva hanno una superficie di 27.028 mq. con un introito per il Comune di
2 milioni e 854 mila euro (1 milione e 985 mila già incassato) che
contribuiranno alla trasformazione in municipio della dependance dell'ex
Colonia Pavese. L'ottava porzione alla Mala rimarrà del Comune per il magazzino
comunale, il Crm (centro raccolta materiali) e le attrezzature per i
collegamenti a banda larga. Tra alcuni anni la zona artigianale di Mala verrà
allargata con due lotti ricavati dal confinante campo di calcio, quando verrà
trasferito al centro scolastico di Tezze.(a.cad.)
( da "Alto Adige" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Incertezza sul
destino dei
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Vincenzo
Brancatisano Pagelle, boom di
( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Paolo Fizzarotti
«Simona torna a casa, abbiamo bisogno di te» S. Cipriano, l'appello disperato
del marito: «Io e il bambino viviamo in un incubo» SAN CIPRIANO PO. «Torna a
casa, Simona. Ci manchi. E abbiamo bisogno di te». Da quando sua moglie è
letteralmente scomparsa nel nulla, un mese fa, Paolo Bagnaschi non trova più
pace. Simona Bellagente, 42 anni, si è allontanata dalla sua abitazione la
mattina di venerdì 30 gennaio. Da allora non se ne è saputo più nulla. «Nessuna
telefonata, nessun biglietto, nessun sms: niente di niente - commenta
sconsolato il marito - Nessuno l'ha più vista: nè qui attorno, nè altrove. Ma
io lo so che lei è ancora viva, me lo sento. E ora le chiedo pubblicamente di
tornare a casa da noi, da suo marito e suo figlio: ci manca e abbiamo bisogno
di lei». Paolo Bagnaschi, operaio specializzato in una fabbrica di zolfo della
zona, è rimasto ad aspettarla nella bella villetta a due piani di via Tizzoni
7, alla periferia di San Cipriano. Con lui c'è Luca, il figlio di sei anni. Da
quel 30 gennaio sono state avanzate le ipotesi più diverse: dal suicidio nel Po
alla disgrazia, dall'allontanamento volontario al rapimento. Qualcuno ha
pensato anche a un delitto: ma non sono stati trovati indizi, tracce o prove
concrete che potessero avvalorare decisamente una o l'altra ipotesi. «Anche la
trasmissione Tv "Chi l'ha visto" ha tradito le nostre speranze»,
afferma il marito. Paolo Bagnaschi non riesce a stare fermo, letteralmente.
Riceve gli ospiti in cucina e li fa sedere, ma lui rimane in piedi e cammina
nervosamente. Bagnaschi è in malattia da alcuni giorni: crisi di ansia e di
panico. «In 25 anni e sei mesi di lavoro - racconta - Non ho mai fatto un
giorno di assenza per malattia. Ma stavolta proprio non ce l'ho fatta: non mi
sento bene, questa vicenda mi sta segnando». Paolo chiede alla moglie di
tornare a casa: significa che per lui è viva. «Sì, non ne ho alcuna prova ma ne
sono certo. Me lo sento. Lei è da qualche parte, lontano. E' andata via e non
so perchè, ma sto troppo male per essere arrabbiato. Io e il bambino abbiamo
bisogno di lei. Ti prego, Simona, ritorna a casa da noi». Una fuga senza segnali.
Una lettera, un biglietto... «Niente di niente - risponde - Io e i carabinieri
abbiamo rivoltato la casa, ma non abbiamo trovato nulla. Anche le sue amiche
non sapevano niente. I carabinieri hanno passato al setaccio tutti i tabulati
telefonici». Con quali esiti? «Nessuno -è la risposta - nelle settimane
precedenti Simona aveva telefonato solo a parenti e alle solite amiche. Nessun
numero sconosciuto». Paolo Bagnaschi rigira nervosamente tra le mani le foto
della moglie. «Non ne ho tante - spiega - Non ama molto farsi fotografare e di
solito è lei a scattare le foto di famiglia. Ma una di queste la porto sempre
con me, in macchina. Non si sa mai: potrei averne bisogno per mostrarla a
qualcuno». Cos'ha portato con sè la donna è un altro particolare inquietante.
«Nulla - osserva il marito - Ha lasciato qui tutto: telefono cellulare,
portafoglio, soldi, borsetta. Nell'armadio non mancano vestiti, nè scarpe.
L'ultima a vederla è stata sua sorella, alle 10.30. Era vestita con pantaloni
chiari e un maglioncino nero. Il giorno dopo abbiamo trovato vicino alla riva
del Po il suo giubbotto chiaro e uno degli zoccoli di gomma che usava quando
andava in giardino. L'ultima traccia». Poi il racconto di quelle prime ore da
incubo. «Mia moglie ogni giorno alle 12.40 andava alla vicina fermata dello
scuolabus a prendere nostro figlio, ma quel giorno non l'ha vista nessuno.
L'addetto ha accompagnato il bambino a casa, sapendo che al piano di sotto
abitano la nonna e una zia, e lo ha affidato a loro. Mia suocera e mia cognata
hanno pensato che Simona fosse venuta da me in fabbrica per qualche
contrattempo, e non hanno dato peso alla cosa. Abbiamo scoperto che era sparita
solo dopo le 14, quando sono rincasato e ho detto che io non ne sapevo nulla».
Da allora, la speranza e la paura. «Ogni tre giorni vado dai carabinieri, ma a
questo punto non credo che proseguano le ricerche. Mi sono rivolto anche a
"Chi lo ha visto", ma non se ne è fatto nulla: la
burocrazia della Rai mi ha
fermato. Cerco di occuparmi del bambino, con l'aiuto della zia e della nonna,
ma è difficile. Ho impiegato un giorno intero per imparare come fargli fare
l'aerosol: una cosa normale, per una mamma. Mi sono anche dovuto improvvisare
casalingo, con scarsi esiti». E il bambino chiede mai della mamma? «No,
fa finta di nulla - dice l'uomo - E non è un buon segno: lo psicologo del
Comune, che ci assiste, dice che tiene tutto dentro». C'erano tensioni in casa?
«Si discuteva - è la risposta - Come tutte le coppie che stanno insieme da
anni. Ci siamo conosciuti nell 1982 e ci siamo sposati nel 1991. Ma non ci sono
mai stati litigi troppo accesi e mai davanti al bambino». E ora, la vita che
continua, nonostante tutto. «Ogni anno andiamo in vacanza a Cannes: mi è appena
arrivata la conferma della prenotazione di quest'anno. Non ci volevo andare, ma
lo psicologo mi ha detto che forse per il bambino è meglio fare le cose come al
solito». E se Simona fosse fuggita magari da parenti? «No, i più lontani
abitano a Cura Carpignano. E'altra sera erano qui».
( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Polo logistico
non si ferma Mortara, l'amministratore: «L'iter sarà presto sbloccato» UN
PROGETTO IN RITARDO MORTARA. «Ad oggi non c'è ancora la convenzione per il
raccordo, con Rete ferroviaria italiana, ma io sono ottimista, visto che il
progetto è già stato autorizzato da Rfi. Confido che nei prossimi giorni
possano arrivare notizie positive sul fronte dell'iter burocratico». Andrea
Astolfi, amministratore delegato della società Polo Logistico e presidente
della Pimo (la società di gestione dell'area mortarese) è fiducioso. Nei giorni
scorsi, da una riunione in municipio a Mortara, era emerso che Rfi non ha
ancora rilasciato l'autorizzazione all'allacciamento dei binari in fase di
realizzazione all'interno dell'area. Il sindaco Roberto Robecchi aveva definito
«scandaloso che si riscontrino queste lungaggini senza giustificazioni», perché
sono in gioco investimenti importanti e parte del futuro economico della città.
«L'allarme che si è creato è comprensibile - sottolinea Astolfi - perché
purtroppo c'è un ritardo, ma nei prossimi giorni gli sviluppi potrebbero essere
positivi». Certo, la burocrazia, non è l'unico ostacolo che il progetto dovrà superare: l'altro
è la grande crisi finanziaria ed economica che sta tenendo il mondo intero
sulla corda. «E' un momento difficile - conferma Astolfi - perché poche
aziende, anche multinazionali, oggi stanno sviluppando programmi di
investimento. In un momento di crisi internazionale come questa tutti
stanno frenando». Però, non ci si può fermare, e Astolfi guarda avanti. Quanto
ci vorrà a terminare l'opera? «Realizzati gli interventi infrastrutturali, io
spero - dice - che la logistica sia completata quando sarà superato il momento
economico più difficile. Il nostro programma prevede la realizzazione di
logistica a misura di cliente, funzionale, quindi ci porremo sul mercato.
Qualche anno ci vorrà». Ma senza fermarsi, per essere pronti nel momento in cui
il mondo uscirà dal tunnel della crisi e il Polo logistico potrà diventare
motore di sviluppo. «Voglio essere prudente e non creare aspettative -
sottolinea Astolfi -. Andiamo avanti per la nostra strada, abbiamo già ricevuto
alcune manifestazioni di interesse e le stiamo valutando. Il problema, oggi, è
che chiunque voglia investire ha bisogno di appoggiarsi alle banche e la
logistica d'impresa richiede impegni significativi». E le banche hanno stretto
sui prestiti. L'investimento complessivo previsto per la realizzazione del Polo
logistico è di 100milioni di euro. (d.a.)
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Aiutare chi avvia
un'attività» --> Mercoledì 04 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina 33 e-mail print
«Ringrazio chi mi ha riconfermato: non è facile essere presidente di categoria
e al tempo stesso dei giovani, ma passione ed entusiasmo non mi mancano e
soprattutto dal confronto con esperienze legate ad altri settori possono uscire
idee vincenti». Così Ettore Coffetti commenta la riconferma a presidente del
Gruppo Giovani Imprenditori Ascom, avvenuta all'unanimità per il titolare della
macelleria di famiglia di Borgo Santa Caterina a Bergamo. «Come sempre, anche
questo secondo mandato sarà all'insegna della collegialità - spiega Coffetti -:
abbiamo quattro nuovi ingressi che sicuramente daranno un bel contributo anche
in termini di entusiasmo oltre che di competenza». Il gruppo nato nel 2005, è
trasversale, essendo espressione degli imprenditori del commercio, del turismo
e dei servizi under
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Udine
Senza lavoro addio permesso Extracomunitari preoccupati, rischiano
di tornare clandestini L'ALLARME Da un lato azzerare la burocrazia per far ripartire subito i
lavori pubblici che potrebbero dare respiro alle aziende friulane e dall'altro
creare strumenti di sostegno per chi ha perso il posto ed è rimasto escluso
dagli ammortizzatori sociali. Ecco le proposte dei sindacati per uscire dalla
crisi. E in mezzo alle difficoltà generali scatta un allarme
nell'allarme che è quello dei lavoratori extracomunitari. «I quali - denunciano
i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil - dopo aver perso il lavoro in seguito
alla crisi rischiano pure di perdere il loro diritto a restare in Italia». La
Cgil chiede quindi misure anti-crisi anche sul fronte dell'immigrazione.
«Perché gli extracomunitari - spiega Abdou Faye, componente della camera di
lavoro della Cgil di Udine - rischiano di essere due volte vittime del
difficile momento del mercato. Da un lato perché sono tra i primi a perdere il
posto e dall'altro perché oltre al lavoro rischiano di perdere il diritto a rimanere
in Italia. Anche se si tratta di persone che si trovano qui da anni e che per
anni hanno lavorato pagando regolarmente le tasse, c'è infatti la possibilità
concreta di vedersi negata la possibilità di restare nel nostro Paese. A chi
resta senza lavoro - spiega Faye - la legge consente di rinnovare il permesso
di soggiorno per soli sei mesi. E oggi, con la maggior parte delle aziende
costrette a fare ricorso alla cassa integrazione se non addirittura a chiudere,
trovare un'occupazione stabile in sei mesi, non è un'impresa facile». Per
questo motivo la Cgil ha chiesto di prevedere, nelle misure anti-crisi, anche
la sospensione per due anni della legge Bossi Fini che regola l'immigrazione.
Dalla Cisl invece arriva un vero e proprio appello alle istituzioni: «Soltanto
la Provincia - spiega - ha in cantiere 120 milioni di euro di progetti. Farli
partire subito sarebbe importante magari favorendo le imprese locali. E lo
stesso potrebbero fare molti comuni per sistemare marciapiedi, scuole e
quant'altro. Questo è il momento di eliminare la burocrazia
anche sul fronte dei nuovi insediamenti. Da troppo tempo si parla di vetrerie,
poli chimici e oleifici, realtà che darebbero un impulso all'economia ma che
ancora non decollano». (c.r.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ABBASANTA Dopo anni
e anni di attesa via libera al restauro della caserma ABBASANTA. Volendo fare
un paragone improprio si potrebbe affermare che è stata impresa meno macchinosa
per il governo cinese organizzare le Olimpiadi di Pechino che per un organismo
militare italiano sfornare un nullaosta che autorizzasse l'esecuzione di un
intervento di manutenzione all'interno di un piccolo stabile. In entrambi i
casi ci sono voluti quattro anni per conseguire un risultato utile, con la
differenza che la pratica inerente al rilascio di un'autorizzazione avrebbe
potuto essere liquidata in tempi decisamente più brevi di quelli canonici che
intercorrono tra due eventi di respiro internazionale. Nella prospettiva di un
iter celere, l'amministrazione comunale aveva richiesto al Comando
interregionale Lazio-Sardegna dei carabinieri il beneplacito al progetto
riguardante la messa a norma della caserma. Nell'attesa di un responso sono
trascorsi i mesi, che si sono trasformati in anni. La trafila si è sbloccata
soltanto nel gennaio scorso con la trasmissione al Comune del tanto sospirato
nullaosta. L'imprimatur ha rimesso in moto la procedura formale rimasta in
sospeso dopo la redazione del progetto preliminare. Con l'autorizzazione a
procedere accordata dal Comando interregionale dei carabinieri la giunta ha
potuto dare disposizioni per definire nel dettaglio la pianificazione degli
interventi. I costi dell'opera di adeguamento e ristrutturazione della caserma
di via Vittorio Emanuele saranno a totale carico del Comune, che sull'immobile
esercita il diritto esclusivo di proprietà. E in virtù di questa condizione
sarà unicamente l'ente locale a fare le spese dei ritardi
accumulati a causa della lentezza della burocrazia. I ritardi, infatti, si sono tradotti nell'aumento dei costi del
lavoro, che nel frattempo sono cresciuti del 17%, passando dai 150mila euro
previsti in origine ai 175mila euro comprensivi degli oneri aggiuntivi maturati
nel lungo lasso temporale intercorso dalla richiesta avanzata dalla giunta
Sanna. L'adeguamento del quadro economico sarà riportato nel progetto
definitivo-esecutivo e questo, una volta approvato, sarà presentato alla Cassa
Depositi e prestiti per la contrazione del mutuo necessario a coprire l'intero
ammontare di spesa. In larga misura i lavori che interesseranno la sede della
caserma avranno a che fare con l'aspetto della sicurezza, che sarà
integralmente recuperato attraverso la messa a norma di tutti gli impianti e il
ripristino dell'agibilità di alcuni ambienti, a cominciare dagli alloggi del
comandante, che per il precario stato in cui versano non vengono utilizzati da
tempo. Per tutta la durata dei lavori i carabinieri di stanza nel paese saranno
trasferiti nell'edificio della Compagnia di Ghilarza, ma il trasloco non
influirà in alcun modo sul servizio di controllo effettuato sinora nel
territorio comunale. Maria Antonietta Cossu
( da "marketpress.info" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 04 Marzo
2009 12 MARZO 2009/GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA: ABOLIAMO L?ASSURDO ITER
BUROCRATICO PER IL RIMBORSO DEI FARMACI CONTRO IL GLAUCOMA (NOTA 78 AIFA) Roma,
4 marzo 2009 - In occasione della Giornata Mondiale del Glaucoma, che si
celebra in tutto il mondo il 12 marzo, Per Vedere Fatti Vedere Onlus lancia una
Campagna per l?abolizione dell?assurdo iter burocratico a cui devono sottoporsi
i pazienti affetti da glaucoma per il rimborso dei farmaci antiglaucomatosi dal
Ssn. E? la famigerata Nota 78 dell?Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che
costringe i pazienti a una vera e propria corsa a ostacoli almeno una volta
l?anno e a causa della quale molti rinunciano purtroppo a curare la grave
patologia che porta alla cecità. In occasione della Giornata Mondiale del
Glaucoma 2009, che si celebra il 12 marzo in tutto il mondo, Per Vedere Fatti
Vedere onlus lancia una campagna a favore degli oltre 800. 000 pazienti
italiani colpiti dal glaucoma, costretti da una burocrazia
opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a presentare una
volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la copertura del
Ssn sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è una grave
patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia farmacologica a vita.
E? pertanto assurdo richiedere ai pazienti colpiti di dover ripetere una volta
all? anno e per tutta la vita la procedura di farsi predisporre dal proprio
medico oculista un piano terapeutico scritto, in tre copie, e di consegnarle,
una al Servizio Farmaceutico della propria Asl di riferimento, una al proprio
medico di base e una trattenuta per sè. (Nota Aifa 78). ?Questa è una prassi
inaccettabile e incomprensibile per i pazienti, spesso persone anziane, -
spiega il Prof. Pasquale Troiano, Presidente della onlus- costrette a ripetere
ogni anno sempre la stessa trafila burocratica per un piano terapeutico
identico. E? anche una prassi costosa che grava sulle casse statali per la
gestione di milioni di copie di documenti cartacei inutili. Bisogna abolirla!?
Per questo motivo Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede a tutti i pazienti
colpiti da glaucoma, ai loro familiari, ai medici di base, ai medici oculisti e
a quanti sono interessati al tema di spedire un fax di protesta (o un?email)
all? Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) chiedendo l?abolizione dell?attuale
prassi (Nota 78). Il testo del fax di protesta (o dell?email), il numero di fax
(o l?indirizzo email) sono disponibili sul sito www. Pervederefattivedere. It .
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( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LODI pag. 5 «Artigiani e fiscalità Occorre saperne di più» Il presidente Ferrari:
la burocrazia va snellita
di LUIGI ALBERTINI LODI FISCALITÀ: materia delicata, della quale è proibito
rimanere disinformati. Se ne è fatta carico l'Unione artigiani Lodi e Provincia
mediante un convegno per approfondire la materia a favore dei titolari di
piccole e medie aziende del territorio. Ne hanno parlato Gabriele Erba,
Maurizio Gusmaroli, Antonio Targonna, autentici esperti del settore. Sono state
parecchie le tematiche affrontate nel corso dell'incontro, con conclusione
immancabilmente dedicata alle domande di delucitazioni in materia fiscale. Il
primo argomento sul tappeto ha riguardato la prossima introduzione dell'Iva per
cassa, vale a dire il versamento dell'imposta legato al momento in cui si
incassano le fatture anzichè alla loro emissione, normativa parecchio discussa
e peraltro non ancora applicabile sino a quando l'Unione Europea non avrà dato
il proprio placet. Ma la delicatezza della materia ha indotto i promotori ad
avviare il dibattito. Già applicabile alle dichiarazioni relative al 2008 è
invece la deducibilità dell'Irap (imposta regionale attività produttive) dal
reddito d'impresa, limitata però al 10 per cento del valore dell'imposta e
condizionata all'esistenza di dipendenti o interessi passivi.Coordinatore della
serata è stato Antonio Guarnieri, esponente di Laus Union Dati, agenzia di
servizio della medesima Unione Artigiani lodigiana. E a proposito dell'Irap, Guarnieri
sottolinea che il provvedimento è sottoposto a modifiche «per adeguarsi alle
indicazioni dell'Unione Europea, che prevede negli stati membri la deducibilità
di questo tipo di imposte». Guarnieri, un convegno di approfondimento molto
intenso ed interessante. «SI, HO NOTATO che il mondo artigiano, al quale
appartengo, ne è particolarmente sensibile e questo rappresenta un elemento
positivo considerando il grave momento economico che stiamo attraversando. Per
esempio, molto interessante per le imprese proprietarie di immobili è parsa
l'opportunità per le società di rivalutare i propri beni immobili versando «una
tantum» come imposta sostitutiva del tre per cento: un intervento già in vigore
che permette di aggiornare, con una spesa abbordabile, i valori degli stessi
nei bilanci societari e parallelamente offre il vantaggio di adeguare il
capitale anche per compensare eventuali passività che si possono manifestare in
periodi delicati come quello attuale». Paradossalmente, gli chiediamo, il
difficile momento economico induce ad approfondire anche la complessa materia
fiscale di pertinenza delle piccole e medie aziende: «Per la verità, il mondo
artigiano è sempre stato sensibile alla materia. Voglio aggiungere, comunque,
che non va trascurata anche la innovazione in campo telematico, che impone, da
subito per le costituende società e con decorrenze diversificate in base
all'attività svolta per le imprese già esistenti, l'apertura di un indirizzo
elettronico con sede virtuale che certifichi il ricevimento di raccomandate di
posta e di notifiche». Image: 20090304/foto/3072.jpg
( da "Nazione, La (Lucca)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3 «Nuove infrastrutture e meno burocrazia» LA RICETTA IL DOCUMENTO DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI UN
DOCUMENTO per contrastare le ricadute della crisi e sostenere le aziende. E'
quello elaborato da Assindustria Lucca. Il primo punto è quello legato
all'accesso al credito. «I principali problemi delle imprese si legge
nella nota sono legati al rallentamento dei tempi di risposta da parte delle
banche, all'incremento dei costi finanziari, al razionamento del credito e
all'aumento delle richieste di garanzie. Presto sarà reso attivo un tavolo di
confronto con i rappresentanti di Abi e con gli istituti di credito sul
territorio e così sarà così possibile dar vita a un osservatorio sul credito
sia esso di breve che di lungo termine». Un altro punto importante è quello
della sburocratizzazione e il decentramento a livello provinciale. «Per
accelerare il rilascio delle autorizzazioni riguardanti l'attività d'impresa
occorre ridurre i tempi delle procedure di valutazione di impatto ambientale
che bloccano l'attività di alcune aziende. Occorre un'attenzione maggiore, da
parte di tutte le amministrazioni». Per quanto concerne le infrastrutture gli
industriali chiedono interventi nella realizzazione di opere pubbliche che nel
breve periodo possano contribuire alla ripresa dell'attività del settore delle
costruzioni. «TRA QUESTE prosegue il documento la realizzazione degli assi
viari Nord/Sud ed Est/Ovest e altri interventi sulla viabilità provinciale; la
terza corsia della Firenze-Mare; ilterzo lotto della circonvallazione di
Altopascio e l'adeguamento della provinciale Bientinese; la pista ciclabile
Puccini; sulla Lodovica la rotatoria a Decimo». In merito alle esportazioni e
all'internazionalizzazione «occorre coordinare le azioni per la promozione e il
sostegno dell'export delle imprese concentrando gli interventi dei vari attori
(Promo Lucca, consorzi export, associazioni) su pochi paesi target, anche
attraverso la leva dell'accoglienza turistica». E ancora una riflessione
sull'innovazione. «Bisogna dicono da Assindustri sostenere il nuovo Polo
Tecnologico e sviluppare un raccordo più efficace tra realtà produttive e
istituzioni. E' importante anche favorire l'attuazione dei progetti per il
recupero energetico attraverso la termovalorizzazione per lo smaltimento dei
residui del ciclo produttivo cartario (pulper e fanghi)». Infine per quanto
riguarda il trasporto merci «sarà fondamentale riprendere il discorso con
Trenitalia Cargo per sviluppare il tema integrato del trasporto merci per ferrovia,
per il contenimento dei costi e per salvaguardare la competitività dei
prodotti, in attesa della realizzazione del nuovo scalo merci nella Piana».
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA pag. 4 Tutte
le incompiute' in città Il caso clamoroso del Lancisi L'IMMOBILISMO delle
istituzioni locali, l'incredibile burocrazia che alimenta continui cavilli ed i tempi biblici sono alla base
dell'abbandono totale di moltissimi edifici cittadini che da anni aspettano una
trasformazione. In passato il Carlino si è occupato di altre situazioni
spinose, come ad esempio l'ex stabilimento farmaceutico Angelini, alla
Palombella, ridotto ai minimi termini dopo tantissimi anni di abbandono.
Che dire dell'ex ospedale cardiologico «Lancisi», chiuso da quasi sette anni e
da quel giorno abbandonato non prima che il suo interno fosse utilizzato come
deposito per il materiale ospedaliero non usato. C'è poi l'ex sede
dell'istituto scolastico «Stracca» di via Montebello, un altro pezzo pregiato
abbandonato.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 04 Marzo
2009 Chiudi di SELENIO CANESTRELLI PERUGIA - Certificazione Isee, nel 2008 c'è
stato il record di richieste in Umbria. Quasi il 15 per cento in più rispetto
al 2007. Oltre 51 mila famiglie hanno richiesto il bonus in una regione che ne
conta poco meno di 350 mila. Un record. Ecco le cifre del fenomeno: 51 mila,
come detto, sono le famiglie per un totale di oltre 154 mila persone residenti
nella Regione che hanno presentato certificazioni Isee per ottenere sconti e
benefici su tasse e servizi: di questi nuclei circa 21 mila hanno dichiarato
reddito uguale a zero. Per quello che riguarda i controlli questi sono stati
281 e sono stati fatti sulle dichiarazioni del 2008: le verifiche a campione
hanno fatto emergere 45 posizioni (il 15%) irregolari e altrettante persone
sono state denunciate dalla Finanza per false dichiarazioni. Oltre a libri,
asili ed altro ancora negli ultimi mesi la lista delle prestazioni concesse in
base a questa sorta di redditometro si è aggiunta anche la social card per la
quale occorrono gli stessi requisiti, ad esempio, che permettono ai genitori di
bambini fino a tre anni di accedere allo sconto per comperare pannolini e latte
artificiale. Una serie di agevolazioni, ma anche servizi per i quali è
necessario, se si vogliono ottenere sconti, presentare in chiaro tutta la
situazione reddituale e patrimoninale. Quindi, non solo conti correnti,
depositi di risparmi, ma anche abitazioni e altri beni in proprietà. Senza
omettere nulla. Intanto, sono state scovate decine di famiglie che avrebbero
dichiarato il falso (i dati sono del "Sole 24 Ore"), con la
conseguenza di essere accusati di aver commesso il reato di falso ideologico in
atto pubblico, un controllo che viene fatto a campione dagli uomini delle
fiamme gialle con un metodo: incrociano i dati dichiarati nelle attestazioni
Isee con quelli presenti nelle banche dati pubbliche. Ma il grosso dei
controlli formali è affidato all'Inps, che ha a che fare con una vasta platea
di richiedenti di esenzioni varie. Ma cosa è l'Isee? Di
seguito un piccolo vademecum per orientarsi tra burocrazia e possibilità di accedere a servizi e prestazioni, usufruendo di
bonus o di esenzioni totali della spesa. E questo per quelle famiglie che
appartengono ad una particolare fascia di reddito stabilita da chi offre il
beneficio. Ma andiamo per ordine. L'Isee è l'indicatore della situazione
economica equivalente, meglio conosciuto come "riccometro", nasce con
la legge Finanziaria del 1998 perché si voleva individuare, attraverso
specifici decreti, uno strumento capace di misurare l'effettiva situazione
patrimoniale e di reddito dei cittadini che richiedono sia prestazioni sociali
agevolate (assegno al nucleo familiare, assegno di maternità ecc.) che
agevolazioni tariffarie su servizi di pubblica utilità (telefono, luce, gas
ecc.). Come si calcola? Il risultato si ottiene combinando e valutando tre
elementi: il reddito, il patrimonio e la composizione del nucleo familiare. Il
totale è un valore economico espresso in moneta corrente, che determina il
diritto all'accesso a prestazioni o agevolazioni così come disciplinate dallo
Stato e da altri soggetti. La certificazione viene utilizzata, in sostanza,
quando un cittadino ritiene di avere i requisiti e quindi il diritto ad
accedere a prestazioni sociali agevolate in denaro o in servizi. Le
agevolazioni che possono essere ottenute attraverso l'Isee riguardano vari
aspetti della vita quotidiana. In particolare alcune di esse sono rivolte a
ridurre il costo di specifiche prestazioni quali asili nido, università, trasporto
scolastico, centri estivi, integrazioni di rette per l'accoglienza in strutture
residenziali o semiresidenziali per gli anziani, assistenza domiciliare,
servizi ai disabili e così via. Le agevolazioni vanno ad aggiungersi ad altre
importanti provvidenze quali l'assegno di maternità, da quello al nucleo
familiare fino dalla riduzione del canone telefonico. Per richiedere l'Isee al
fine di ottenere prestazioni sociali agevolate, deve essere presentata una
"dichiarazione sostitutiva unica" all'Ente che eroga la prestazione
stessa o al Comune o ad un Caf, oppure alla sede Inps competente per
territorio. La dichiarazione deve essere compilata e consegnata una sola volta
l'anno; essa vale per tutti i componenti del nucleo familiare e per tutte le
prestazioni che dovessero essere richieste. Il Caf, l'Inps o l'Ente rilascerà
un'attestazione gratuitamente che potrà essere utilizzata da qualunque
componente il nucleo familiare, quando ne abbia la necessità.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 04 Marzo
2009 Chiudi E' stato approvato ieri dalla Giunta il progetto esecutivo per
l'intervento di manutenzione straordinaria della Galleria del commercio. Il
progetto, come noto, darà un nuovo volto a questa zona che si trova proprio nel
cuore del centro storico. I lavori potranno iniziare dopo i
tempi tecnici che la burocrazia impone e che sono quelli necessari ad espletare la varie
procedure per la gara d'appalto. Le opere, per cui è stato previsto un costo
totale di 450 mila euro, riguarderanno innanzitutto la pavimentazione, ora in
gomma, che verrà rifatta con una zona centrale in travertino mentre quella
laterale sarà in pietra arenaria santafiora, il tutto con
caratteristiche antiscivolo. In travertino anche la scalinata con l'inserimento
tra un pilastro e l'altro di lastre in vetro stratificato. Sopra la scalinata
verrà eretta una cupola trasparente mentre per il resto della galleria è in
programma una sorta di controsoffittatura dove, per l'illuminazione, verranno
sistemate ad incasso delle plafoniere. A completamento degli interventi di
riqualificazione, per aumentare il livello di comfort e godibilità di uno
spazio ricreato per essere non solo attraversato ma vissuto, sono previsti
alcuni elementi di arredo. All'interno della galleria, infatti, verranno
posizionate alcune panchine con sedute formate da "cuscini" in
travertino e struttura in acciaio e una serie di vasi e bacheche. Nuovo look
anche per il marciapiede di via Matteotti, che verrà ricostruito sulla sagoma
di quello esistente.La la pavimentazione, ora in mattonelle di cemento, verrà
sostituita da lastre in pietra arenaria.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 04 Marzo
2009 Chiudi di SELENIO CANESTRELLI PERUGIA - Redditometro, boom di
certificazioni, ma anche boom di furbi. Tutti alla ricerca dello sconto e dei
bonus per asili, trasporti, bollette, libri di testo e università, con tante
dichiarazioni dei redditi presentate soprattutto agli sportelli di enti
pubblici. Se si rientra nei limiti stabiliti per accedere ad un beneficio,
allora via libera ad esenzioni e riduzioni di tasse e tariffe, fino ad arrivare
all'esonero dei pagamenti: 51 mila famiglie per un totale di oltre 154 mila
persone residenti nella Regione hanno presentato nel 2008 dichiarazioni Isee
per ottenere benefici, di questi nuclei circa 21 mila ha dichiarato un reddito
uguale a zero. Ed è sempre più gara per presentare l'Isee, l'indicatore della
situazione economica equivalente, e non solo da parte di chi ne ha veramente
diritto, ma visti i controlli eseguiti da Inps e Finanza si scopre che, in
mezzo a tante richieste, c'è anche chi non dichiara il vero conto in banca o
gli immobili posseduti. Ed ora è caccia a chi cerca di fare la cresta anche su
bonus e agevolazioni varie, in modo da garantire l'accesso agevolato e servizi adeguati
a quelle famiglie in reali difficoltà economiche. L'Isee viene presentato in
Umbria soprattutto per avere sconti su asili, libri di testo, mense
scolastiche, scuola bus, canoni telefonici e tasse universitarie. Ma anche per
accedere ad offerte di lavoro di enti pubblici. Tra chi presenta le domande con
la certificazione Isee, i furbetti che si inseriscono, c'è
anche con chi deve fare i conti con la burocrazia che brucia i diritti. E' il caso di un perugino di 47 anni che
ha in tasca lo sfratto esecutivo e non riesce ad ottenere, dal Comune di
Perugia, la casa popolare. Eppure ne avrebbe tutti i diritti visto che non
lavora ed ha a carico tre figli minori di cui due costretti su una sedia a
rotelle. La famiglia dell'uomo (la moglie si arrangia con piccoli
lavoretti) rischia di rimanere senza un tetto. C'è, infatti, uno sfratto
esecutivo perché non riesce a pagare l'affitto nella casa che è riuscito a
trovare a due passi da Assisi. Il giudice ha rinviato l'invio dell'ufficiale
giudiziario fino al 27 marzo, ma non si trova la strada per un tetto pubblico.
ALTRI SERVIZI A PAG. 33
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì
04 Marzo 2009 Chiudi In 51mila alle prese con il redditometro per i benefici
sui servizi. C'è chi trucca e chi finisce nella rete della burocrazia Asili e
bollette: caccia ai furbi degli sconti Disoccupato denuncia: due figli disabili
e niente casa popolare, ora rischia lo sfratto
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Turismo da
rilanciare Petrucci: vacanze a prezzo fisso VIAREGGIO. Vacanze a prezzo
"fisso" in Versilia. è una delle proposte avanzate nell'ambito
dell'incontro promosso dal vice presidente della Provincia, Patrizio Petrucci,
che si è tenuto ieri nella sede dell'Apt a Palazzo delle Muse. «Appare
fondamentale - ha spiegato Petrucci - di fronte alla flessione del mercato
turistico reimpostare le modalità di vendita del prodotto Versilia. Diventa
strategico, in questo momento, riuscire a promuovere vacanze che consentano al
consumatore di calcolare con certezza, al momento della prenotazione, la spesa
del soggiorno, di presentare proposte che, impropriamente, definisco all
inclusive e che comprendano, ad esempio, ombrellone, intrattenimento per
bambini e adulti, percorsi di degustazione nei ristoranti. Proposte
differenziate per target, che agevolino la famiglia, così come i giovani».
Oltre a vacanze a prezzo definito, spiega Petrucci, «agiremo su sostegno alle
imprese cercando di far rinviare gli adempimenti previsti dal nuovo regolamento
regionale per la classificazione delle strutture. E
insisteremo sullo snellimento della burocrazia. La Provincia si impegna a supportare le azioni per sostenere
accesso al credito ed eventuali agevolazioni». Il prossimo 6 marzo l'amministrazione
regionale presenterà gli investimenti per la promozione di turismo e commercio,
una manovra da diversi milioni euro per rilanciare la Toscana.
Successivamente la Provincia convocherà nuovamente le categorie e gli operatori
per definire il coordinamento sulla promozione. E per il 9 marzo è già fissata
una riunione al Centro Congressi Principe di Piemonte in cui si parlerà di
turismo congressuale: sul tavolo della discussione, le prospettive per
l'accordo con Carrara Fiere e le proposte per un piano specifico per il nuovo
Convention Bureau.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-04 - pag: 17 autore: L'iter del disegno di
legge. Franceschini a Marino e Bianchi: basta liti, mediare tra posizioni nel
Pd Rinviato il testamento biologico Emendamento del relatore: dichiarazione al
medico, non al notaio Marzio Bartoloni ROMA La legge sul testamento biologico
rallenta e aggiusta il tiro in vista dell'approdo giovedì 19 marzo nell'aula
del Senato. La decisione di prendersi un po' di giorni di respiro, arrivata
ieri dalla conferenza dei capigruppo, apre le porte anche alle ultime limature
al testo che proveranno a raffreddare un po' gli animi prima di arrivare alla
prova del voto nell'emiciclo di Palazzo Madama. Questa mattina il relatore del
disegno di legge, Raffaele Calabrò (Pdl), presenterà due nuovi emendamenti in
extremis. Il primo dovrebbe decretare l'uscita di scena del notaio che non
raccoglierà più le «dichiarazioni anticipate di trattamento» del paziente, come
era previsto nel testo base della maggioranza. Se ne occuperà, invece, il
medico di famiglia che poi le trasmetterà a un registro nazionale presso il
ministero del Welfare. Un cambio di rotta, questo, che accoglie le richieste
arrivate dall'opposizione che parlavano del rischio di un'eccessiva
burocrazia per i cittadini.
Anche se ieri il consiglio nazionale del Notariato ha ribadito che
l'«accertamento della volontà e la sua documentazione » sono requisiti
cruciali. Il secondo emendamento riscriverà invece i primi tre articoli del
testo per venire incontro ai rilievi della commissione Affari costituzionali
del Senato che, comunque, ieri ha dato il suo via libera. Nel mirino è
finita, in particolare, la formulazione troppo rigida dell'articolo 2, lì dove
si vieta la sospensione di qualsiasi attività medica se porta alla morte:
«Rivedremo il tutto per chiarirlo meglio», promette il relatore Calabrò. Che,
però, sembra non voler cedere neanche di un millimetro su quella che è ormai la
linea Maginot di gran parte della maggioranza: il no alla sospensione
dell'idratazione e dell'alimentazione. «Questo punto –assicura Calabrò – non si
tocca». Si vedrà nei prossimi giorni – già da domani si comincia a votare in
commissione Igiene e Sanità – se si riuscirà a trovare un punto di intesa anche
su questo nodo controverso, scoppiato con il caso di Eluana Englaro, che ha
aperto delle crepe anche nella maggioranza. Su questo stesso fronte continua a
lavorarci anche il Pd: ieri il neosegretario, Dario Franceschini, ha provato a
prendere per le corna le divisioni tra le varie anime del partito. E, dopo i battibecchi
dei giorni scorsi, ha invitato il capogruppo in commissione Sanità, Dorina
Bianchi, e l'ex capogruppo, Ignazio Marino, ad appianare le divergenze o
perlomeno a non sbandierarle ai quattro venti sui giornali. Ma anche a trovare
una mediazione possibile che riavvicini le posizioni nel Pd. In cantiere c'è un
emendamento dall'ala cattolica dei democratici che – dopo il tentativo di
mediazione di Francesco Rutelli – potrebbe essere presentato direttamente in
aula: «Non sarà certo un motivo di scontro tra di noi. Anzi, la proposta di
modifica – assicura il senatore Daniele Bosone del Pd –verrà depositata solo se
rappresenterà la posizione dominante nel partito». Le prossime tappe, a meno di
nuovi slittamenti, sono comunque fissate: il provvedimento sarà incardinato nel
calendario del Senato il 18 marzo. La mattina dopo inizierà la discussione
generale, mentre da martedì 24 si comincerà a votare. PRIMO Sì Via libera della
Commissione Affari costituzionali Calabrò: «Il no allo stop di idratazione e
alimentazione non va modificato»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-04 - pag: 22 autore: Keller
(Confindustria): preoccupati per la crescita della cassa integrazione Lecco, le
aziende investono ancora Franco Vergnano LECCO. Dal nostro inviato Quasi tre
ore di discussione nella sede della Confindustria di Lecco, in una sala gremita
di imprenditori locali, sul tema del futuro industriale oltre la crisi, con
protagonisti del calibro di Alberto Bombassei, vicepresidente della
Confindustria per le Relazioni industriali; Alberto Alesina, docente di
Politica economica all'università di Harvard (e collaboratore del Sole 24 Ore);
Alessandro Penati, professore di Finanza aziendale alla Cattolica di Milano. In
apertura dei lavori, il presidente di Confindustria Lecco, Franco Keller, ha
fatto il punto della situazione ricordando che, accanto a una crescita della
cassa integrazione, ci sono comunque imprese e settori che «continuano a
investire per essere pronti quando la crisi finirà. Inoltre le insolvenze
bancarie sono a livelli molto bassi. Insomma, le aziende resistono, non
vogliono cedere e mettono in campo tutte le risorse di cui dispongono per
affrontare un momento difficile». Hanno quindi preso la parola i due professori
universitari. Decisamente più ottimista Alesina («è vero che stiamo
attraversando la più grande crisi del dopoguerra, ma è meno grave di quella del
1929. Inoltre in questi decenni il capitalismo ha garantito uno sviluppo mai
realizzato prima»), mentre Penati ha sottolineato il problema delle banche
ricordando però che «non c'è nessuna fine del capitalismo e la finanza non è
cattiva». Alesina ha detto che bisogna evitare il rischio di un crollo della
domanda aggregata e che serve intervenire in tempi brevi: «Penso che la cura
Obama sia sbagliata perché non si possono mischiare provvedimenti ecologici con
i sostegni della politica economica. Ben venga anche una crescita
dell'inquinamento – ha rilevato provocatoriamente – se fosse sufficiente a
farci uscire da questo stallo dell'economia». Penati ha sostenuto che la prima
cosa da fare è quella di risolvere il caso delle banche, di gran lunga il più
preoccupante sia per ammontare sia per il ruolo svolto nell'intero sistema. «Mi
esprimo – ha esordito Bombassei – da metalmeccanico che passa gran parte del
proprio tempo in fabbrica. Credo che l'industria italiana,sana come gran parte
delle banche, abbia oggi necessità di interventi semplici che la mettano in
grado di poter affrontare la crisi». Il vicepresidente di Confindustria ha
raccolto il primo applauso a scena aperta quando ha ricordato come «oggi siano
tutti molto bravi a spiegare i motivi che ci hanno portato alla situazione
attuale. Mi domando perché l'allarme non è stato lanciato prima». Bombassei,
dopo aver ricordato che in otto anni sono stati creati 3,5 milioni di posti di
lavoro, ha detto che servono nuove regole e, soprattutto, forti controlli sul
versante finanziario. Le aziende, e il Paese, hanno invece
bisogno di meno burocrazia
(anche per poter realizzare le infrastrutture per le quali sono già stati fatti
gli stanziamenti); minori tasse sul lavoro per migliorare la competitività,
eventualmente da dividere con i lavoratori in modo da contribuire a rilanciare
la domanda.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CIVITANOVA pag. 11
Pini riconosce le difficoltà e «assolve» l'Amministrazione I RITARDI DEL PIANO
DI SPIAGGIA L'assessore Canale «I RITARDI che si registrano sul Piano di
Spiaggia non riguardano solo Civitanova, ma anche altri Comuni. Nessuna
responsabilità di chi gestisce la materia, quindi, ma colpa
anche e soprattutto di una burocrazia esasperante, che protrae i tempi dei pareri obbligatori per i
quali l'attesa è eccessiva». Claudio Pini, titolare dello chalet "Lido
Cristallo" e responsabile dell' Abat-Confcommercio, non getta la croce
addosso al Palazzo per quel Piano di spiaggia stenta a vedere la luce; e
soprattutto difende l' operato dell'Associazione da lui diretta, che associa la
maggior parte degli esercenti balneari. «Non è vero aggiunge che le
Associazioni di categoria si disinteressano del problema e non sanno
rapportarsi con il Palazzo; né è vero che non hanno ottenuto mai niente
dall'Amministrazione comunale. Lo stesso Piano di spiaggia ci ha visto
coinvolti e partecipi in modo propositivo. Sono diversi i suggerimenti che
abbiamo dato e che abbiamo visto accolti. Una volta realizzato, certamente il
look delle strutture e l'assetto del litorale civitanovese saranno migliori, i
luoghi di accoglienza più confortevoli e spaziosi. Altre iniziative, inoltre,
sono state condotte in porto l'estate scorsa in collaborazione con il Comune e
hanno avuto un alto indice di gradimento da parte dei turisti. E' vero,
piuttosto, che la categoria deve aprire un maggior dialogo all'interno dei
propri organismi. E soprattutto è opportuno che ci siano meno battitori liberi,
capaci di rapportarsi solo con se stessi e troppo inclini alla protesta
piuttosto che alla collaborazione». Il responsabile dell'Abat Confcommercio non
nasconde, infine, che forse serve un maggiore sprint da parte del Comune e una
programmazione del turismo migliore e più ricca. Con senso realistico, però,
richiama alla situazione odierna e a questi tempi di vacche magre per tutti. «E
allora conclude bisogna sopperire con la sinergia tra la parte pubblica e
quella privata. Accuse e polemiche servono a poco». Image:
20090304/foto/4374.jpg
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2009-03-04 - pag: 9 autore: CAMPANIA. Il primo anno da
assessore regionale di Claudio Velardi: l'ultima gaffe con il maestro De Simone
Tante polemiche, pochi turisti Bilancio negativo per gli operatori: alberghi
vuoti, fondi Ue a rischio Francesco Prisco NAPOLI Accusatelo di tutto, non di
mancanza di coerenza. Quando nel febbraio 2008 accettò la poltrona di assessore
al Turismo della Regione Campania, Claudio Velardi da grande esperto di
marketing e comunicazione per il suo blog scelse un nome che sapeva di cinema:
"Mission impossible". Tale doveva apparire l'impresa di chi riporta
turisti in un territorio funestato dalle emergenze. A distanza di poco più di
un anno da allora, la particolarissima missione di Velardi appare
effettivamente sempre più impossibile. Per lui, «è tutta colpa della crisi. Non
sono contento al momento, ma abbiamo posto le basi per risultati nel medio
termine». I turisti, checché ne dicano le veline di Palazzo Santa Lucia,
appunto non sono tornati. In compenso a moltiplicarsi, in quest'anno concitato,
sono state le polemiche scatenate o aventi per oggetto lo stesso Velardi
che,nei casi più eclatanti, hanno costretto il governatore Antonio Bassolino a
clamorosi salvataggi in extremis. Terreno di scontro più ricorrente, per
l'appunto, i dati: per l'Osservatorio regionale dal 24 al 28 dicembre si
sarebbe, per esempio, verificato un incremento di presenze pari al 5%, per
un'occupazione media di 22 punti percentuali. Da Capodanno all'Epifania, poi,
gli alberghi napoletani sarebbero stati interessati da un tasso di saturazione
del 47,3%, contro il 43,6% di inizio 2008. Performance smentite dalle imprese,
impegnate a fare i conti con cali del 25% nelle presenze e del 30% nel
fatturato. Non solo ai numeri, ad ogni modo, l'ex guru di D'Alema deve la sua
costante presenza sui media. In principio furono una giacca e una cravatta,
quelle che il neo-assessore non indossava al suo primo Consiglio regionale,
attirandosi gli strali della presidente dell'assemblea Sandra Lonardo Mastella.
Velardi la buttò sulla provocazione, sottolineando la nobile fattura del suo
pullover («di cachemire, ovviamente») e l'ignobile comportamento di alcuni
presenti («Ho visto gente con le dita nel naso »). Casual style e provocazione
sistematica, questi i tratti distintivi della sua teoria politica che un po' si
muove sulla strada inaugurata 14 anni fa dal premier Silvio Berlusconi. E, come
Berlusconi, Velardi fa, o prova a fare, il lobbista e l'editore. Quando
l'emergenza rifiuti aveva trasformato Napoli in una discarica, l'assessore
lanciò l'aggressivissima campagna pubblicitaria "Monnezza a chi?",
esortando gli operatori a «non fare come Tafazzi», il personaggio che si
auto-lesiona il basso ventre. Fu il suo collega all'Economia Mariano D'Antonio
a fargli notare il «rischio opposto»: «fare come il manzoniano don Ferrante»
che a forza di negare la peste alla fine se la becca. Con il sindaco di Napoli
Rosa Russo Iervolino gli attriti non si contano, mentre la scontro con il
compositore Roberto De Simone, additato dall'assessore a simbolo del «più
assoluto immobilismo » degli intellettuali cittadini, ha suscitato persino lo
sdegno di Riccardo Muti. Per non parlare della decisione di destinare ad altro
utilizzo i fondi per la realizzazione degli Studios di Bagnoli. Insomma, Velardi
fa più "fumo" o "arrosto"? Per il presidente di Federterme
Costanzo Iannotti Pecci, «finora l'assessore ha deluso. Ci aspettavamo molto,
invece non siamo neanche riusciti a ottenere che venissero sbloccati i fondi
della misura 4.5 del Por 2000-2006. Ora rischiamo di perdere investimenti per
450 milioni ». Il presidente campano di Federalberghi Costanzo Iaccarino stima
«l'uomo» e si augura «che entro agosto la Campania abbia finalmente una legge
di settore attesa da 22 anni». Maurizio Maddaloni, principale tour operator al
Sud, vede in Velardi «una specie di seguace di Giambattista Marino, il poeta
della "maraviglia". Uomo di grande spirito innovativo che, forse, soffre un po' quando si misura con la burocrazia ». Intanto l'assessore torna dalla Bit di Milano dove ha
presentato "Baia di Napoli", un progetto «nuovo » che, per sua stessa
ammissione, «si fonda sulla messa a sistema di alcuni strumenti già in campo da
anni: da "ArteCard", al "Metrò del Mare" al
"Citysightseeing"». Stavolta, però, la citazione cinematografica
è un'altra: «Il vecchio e il nuovo». Bilancio magro. L'assessore regionale al
Turismo, Claudio Velardi
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ISTITUZIONI data: 2009-03-04 - pag: 11 autore: Tributi. In 13.350 hanno scelto
la dilazione: una quota superiore alle aspettative dell'esattore Equitalia
Nomos Fisco, le cartelle si pagano a rate Nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Brevetti) data: 2009-03-04 - pag: 3 autore: Nel 2008 sono state
presentate 7.560 domande, in flessione del 4,3% La creatività fa un passo
indietro C'è il signor Fabrizio Galletti di Gavi (Alessandria) che ha messo a
punto una bicicletta a tre ruote di cui le due anteriori sterzanti. è lecito
pensare che sia invece un pensionato, Germano Turri di Serra Riccò (alture del
Genovese), artefice del «sistema per trovare il punto esatto» nel gioco delle
bocce; se da Genova arriva un innovativo orologio lineare – ironia della sorte,
porta la firma del signor Marco Secondo – Gino DalCanto da Chiavari si è
dedicato a un'imbottitura per il rivestimento di cofani mortuari. E il Piemonte
non è da meno: dall'autoveicolo «provvisto di porzione frontale mobile per la
sicurezza dei pedoni in caso di incidente» sviluppato dal Centro ricerche Fiat
al «veicolo acquatico, in particolare sottomarino » della torinese Zona
engineering, fino alla d-tazza, tazzina per caffé con tanto di display del
signor Piercarlo Ponchione di Govone (Cuneo) all'aspirapolvere hi-fi della
braidese Silvia Distefano. Tra invenzioni logiche e meno logiche, intuizioni
geniali e qualche assurdità,c'è veramente di tutto dentro alla banca dati
(accessibile al pubblico) dell'Ufficio italiano marchi e brevetti, terminale di
tutti gli inventori della Penisola. Che solo nella rete camerale del Nord-Ovest
l'anno scorso hanno depositato 7.560 domande nazionali tra brevetti, marchi,
modelli ornamentali e di utilità; rispetto al 2007 si è registrata una lieve
flessione (379 le domande in meno, pari al 4,3 per cento), ma nei 13 sportelli
di Piemonte (6.524 domande), Liguria (1.002) e Valle d'Aosta (34) è stato
comunque depositato l'11,3% del totale nazionale. «La crisi ha investito anche
il mondo della proprietà intellettuale, ma non registriamo un calo
significativo dell'attività », nota Mariangela Ravasenga, responsabile del
settore Proprietà industriale-Centro Patlib della Camera di commercio di
Torino. «Nel 2007 le domande sono diminuite –ammette –ma sitratta pur sempre
delle richieste avanzate all'Ufficio italiano brevetti e marchi. è probabile
che dietro a questi numeri si nasconda un contestuale incremento dei depositi
presso gli enti internazionali, che negli ultimi anni si sono avvicinati al
pubblico aprendo canali telematici diretti ». Proprio in tema di
digitalizzazione, la Camera di Torino –la prima, nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-03-04 - pag: 8 autore: ALTO ADIGE. Stop del Giudice del
lavoro Medici generici, Provincia bocciata sul tetto ai pazienti Mirco
Marchiodi BOLZANO La sentenza che il tribunale del lavoro di Bolzano ha emesso
lo scorso 20 febbraio segna una piccola rivoluzione nella gestione della sanità
in Alto Adige. Secondo quando afferma il giudice Lorenzo Puccetti nella sua sentenza,
infatti, la Provincia autonoma, in quanto datore di lavoro dei 268 medici di
famiglia che operano in Alto Adige, deve attenersi al contratto collettivo
nazionale della categoria e può stipulare un accordo integrativo soltanto
riguardo agli aspetti espressamente consentiti dallo Stato. Sergio Rubino,
segretario provinciale della Federazione italiana dei medici di medicina
generale, il sindacato che rappresenta una settantina di medici di base in Alto
Adige e che è stato il promotore della vertenza davanti al tribunale del lavoro
impugnando la competenza della Provincia in materia, si dice soddisfatto. «A
noi – sottolinea – interessa la qualità del servizio e il contratto nazionale
ci permette di migliorarla. Non è una questione di soldi, vogliamo solo che
anche a Bolzano vengano applicate le stesse regole del resto d'Italia e che venga ridotto il peso della burocrazia». Secondo Richard Theiner,
assessore provinciale alla Sanità, «la sentenza rimescola le carte in questa
materia a svantaggio dell'autonomia e dei cittadini ». Insomma, uno svantaggio
per tutti. Da qui la decisione della Giunta provinciale di impugnare la
decisione del tribunale del lavoro. «Le motivazioni a favore
dell'appello – spiega il presidente della Provincia, Luis Durnwalder –sono duplici:
la prima riguarda la nostra autonomia, la seconda la qualità del servizio». Per
quanto riguarda il primo punto, va ricordato che la Provincia dal 1997 ad oggi
ha già stipulato tre contratti di lavoro per i medici di medicina generali,
attuandoli in accordo con la maggioranza dei professionisti. «Non rinunceremo
ad una competenza che esercitiamo da molti anni», annuncia Durnwalder. Ma
accanto alla querelle di tipo politico, è soprattutto la questione legata al
servizio a preoccupare la Provincia. «Il contratto nazionale –afferma
l'assessorato alla Sanità – fissa un tetto massimo di 1.500 pazienti. Se
dovesse diventare il punto di riferimento anche a livello provinciale molti
pazienti sarebbero costretti a cambiare medico di famiglia. La Giunta si troverebbe
quindi di fronte al problema di reperire un maggior numero di medici di
medicina generale in possesso del patentino di bilinguismo ». Secondo i dati
forniti dalla Provincia, in Alto Adige i medici con oltre duemila pazienti sono
89 e 166 quelli con oltre 1.500. «Questo significa – sostiene il presidente
provinciale – che per applicare la sentenza ci vorrebbero altri 42 medici di
famiglia». Secondo la Fimmg, invece, un minor numero di pazienti potrebbe sì
portare ad una riduzione dei guadagni, ma aumenterebbe la qualità, «perché un
medico con meno assistiti ha più tempo per i pazienti e non sarà più solo un
burocrate che deve fare ricette». INTEGRATIVO CONTESTATO Nel mirino la
possibilità di superare il limite di 1.500 assistiti. Durnwalder: «Lesa la nostra
autonomia». Via libera al ricorso in appello
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SANT'ILARIO,
MONTECCHIO E VAL D'ENZA pag. 19 di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina
per lavoro.... di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro.
Ieri, dopo un malore, è deceduto nella sua camera d'albergo Iedis Fantini.
L'uomo, 54 anni, era molto conosciuto in paese, anche per avere gestito con la
moglie un negozio di salumeria. Dalle prime informazioni giunte alla famiglia,
Iedis, si trovava in albergo accompagnato, come altri colleghi, da un operaio
cinese che faceva da interprete agli italiani. Improvvisamente ha accusato un
malore, ed ha chiesto al suo compagno di stanza di chiamare un medico. Sono
stati subito mobilitati i soccorsi, ma all'arrivo del dottore Iedis era già
morto. Probabilmente si è trattato di un infarto, che non ha lasciato scampo al
montecchiese. L'UOMO era partito più di un mese fa da Montecchio, con altri
colleghi della azienda dove lavorava, la Cft Packaging, che realizza delle
linee industriali. In Cina i tecnici stavano lavorando sul montaggio dei
macchinari utili alla creazione di imballaggi e confezioni per uso alimentare.
Iedis, uno dei più apprezzati specialisti in questo tipo di lavoro, sarebbe
dovuto rientrare in Italia il prossimo 13 marzo Sabato si era sentito con la
moglie Ivana. I coniugi si tenevano in contatto via Internet. Alla moglie era
apparso tranquillo e sereno come sempre. I dirigenti della Cft lo avevano
contattato lunedì mattina per una questione di lavoro. Nulla che lasciasse
presagire il dramma. IEDIS era molto conosciuto in paese. Gioviale e generoso,
spesso organizzava dei piccoli eventi. Molti lo ricordano vestito da Babbo
Natale, a distribuire le caramelle ai bambini nelle varie manifestazioni.
Amavamolto stare con la gente, e soprattutto la sua famiglia: la moglie Ivana
Casali, con la quale abitava in strada per Sant'Ilario, le sue adorate figlie
Elena ed Elisa ed il fratello Mario. Ma era anche un grande lavoratore, e aveva
accettato di viaggiare: da 18 andava in giro per il mondo. LA NOTIZIA della
morte ha suscitato in paese profondo cordoglio. «Era un gran bravo ragazzo, un
compagnone lo ricorda un amico per noi era l'eterno ragazzo, che sapeva essere
anche molto generoso». C'era incredulità e dolore, ieri in ditta. Dai dirigenti
ai colleghi di lavoro, il dolore attraversa tutti. «Era un
bravo ragazzo dicono ligio sul lavoro, sempre disponibile. Davvero una grande
perdita, non ci sono parole». I funerali non sono ancora stati fissati. La
salma ritornerà in Italia soltanto probabilmente fra due settimane, visti i
lunghi tempi della burocrazia cinese.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1021 Sestu. Il problema è legato al Piano paesaggistico,
rimpalli tra Comune e Regione Il negozio è pronto ma rimane chiuso Sestu.. Il
problema è legato al Piano paesaggistico, rimpalli tra Comune e Regione
Commerciante cinese non riesce a ottenere il nullaosta --> Commerciante
cinese non riesce a ottenere il nullaosta Il commercio cinese va alla grande
lungo l'ex Carlo Felice, ma l'investimento di un
imprenditore orientale è bloccato dalla burocrazia. Due sono specializzati in abbigliamento e pelletteria, altri
tre vendono anche elettronica e bricolage: ciascuno conta su oltre duemila
metri quadrati di superficie espositiva. Lungo i tre chilometri della ex Carlo
Felice - ora strada comunale di Sestu - negli ultimi anni c'è il boom degli
ipermercati gestiti da cinesi. In vari capannoni, che negli anni Ottanta
ospitavano i nomi più blasonati dell'ingrosso e dell'arredo (oggi ormai
decaduti), ora sono comparse le lanterne rosse e merce a prezzi bassissimi.
L'INGHIPPO Non a tutti i commercianti venuti dall'Oriente l'avventura va bene,
però. L'ha scoperto, a proprie spese, un imprenditore cinese che ormai da più
di un anno sta cercando di aprire un grande ipermercato nei pressi della
rotatoria tra l'ex Statale e la Provinciale che collega Sestu con Elmas.
Nonostante abbia già piazzato le insegne e praticamente completato
l'allestimento dell'attività commerciale, l'apertura è bloccata perché manca il
nullaosta finale, che Comune e Regione si rimpallano. L'OSTACOLO La situazione
è tesa, in Municipio nessuno vuole parlarne. Da quanto trapela dal palazzo
comunale, sembrerebbe che il problema sia legato al Piano paesaggistico della
Regione: la vicinanza del capannone all'alveo del Rio Matzeu rende necessario
il via libera dell'ufficio regionale per la Tutela del paesaggio. L'edificio
aveva già ottenuto l'autorizzazione edilizia e la concessione comunale, ma non
il nullaosta della Regione, che non è mai giunto. In realtà, qualcosa è
arrivato: lo stesso ente ha rimandato indietro la pratica dichiarandosi non
competente in materia e a quel punto il commerciante cinese ha presentato una
semplice richiesta di variante per convertire una rampa in scala. Solo per
questo, l'intero faldone è tornato in Regione. Sulla base delle norme - così
sostendono in Municipio - il nuovo giro in viale Trento era obbligatorio. Al
momento, da quel poco che si riesce a sapere, il via libera non sarebbe ancora
arrivato e l'attività, nonostante l'ingente investimento, deve restare chiusa.
IL MERCATO Nell'attesa di capire come sarà risolto l'inghippo, gli altri
ipermercati orientali continuano a fare affari, a quanto pare senza risentire
della crisi. La clientela non manca e non a caso, nelle scorse settimane, gli
ispettori dell'Agenzia delle entrate hanno deciso di effettuare un controllo a
tappeto in tutte le attività. Per quattro volte i funzionari del fisco hanno
riscontrato che alcuni negozi non consegnavano gli scontrini fiscali: per
questo motivo, hanno chiesto al Comune di firmare un'ordinanza di chiusura per
venti giorni e di vigilare affinché sia rispettata. SVILUPPO Nel frattempo, i
grandi magazzini orientali continuano a investire: pagano puntualmente e spesso
in contanti - assicurano i proprietari degli immobili - e poi allargano l'attività
ad altri capannoni e differenziano l'offerta: non più solo vestiti, borse e
pelletteria, ma anche articoli per uffici, elettronica e informatica.
Confermano la loro fama di commercianti abilissimi: basta girare tra gli
scaffali per capire la ragione di tanto successo. Non sono bassissimi solo i
prezzi dell'abbigliamento, ma anche quelli di binocoli (8 euro), trapani (12
euro), seghetti alternativi (10), attrezzi per il bricolage (da 10 ai 25 euro),
taglia-erba (30 euro), canne da pesca con mulinelli professionali (da
( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 2 Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti Viaggio in un
mondo di 11mila appartamenti, con un canone di affitto medio di 120 euro al
mese per
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RAVENNA CRONACA pag.
4 «In pochi hanno saputo essere vicini a quell'uomo» Parla il giudice che aveva
aiutato' Guiaro SI SVOLGERANNo verosimilmente domani i funerali di Giancarlo
Guiaro, il massese di 55 anni uccisosi lunedì mattina sparandosi un colpo di
pistola nella sala d'attesa del proprio medico di base. Guiaro era affetto da
una rara malattia, la Mcs, ovvero Sensibilità chimica multipla che lo rendeva
sensibile a gran parte delle molecole libere nell'ambiente causandogli
difficoltà di respirazione e provocandogli sensi di nausea ricorrenti. Da
diversi anni la sua esistenza quotidiana era diventata un inferno, tutta
finalizzata da una parte a salvaguardarsi, dall'altra a ricercare, ovunque nel
mondo, via internet o con comunicazioni epistolari, una possibilità terapeutica
che gli rendesse più dignitosa l'esistenza quotidiana. Soprattutto il Comune di
Massa Lombarda aveva manifestato notevole disponibilità nei suoi confronti, ma
senza risultato: d'altra parte Guiaro era costretto ad affrontare l'esistenza
quotidiana da un punto di vista ben diverso da quello ordinario e in queste
condizioni gli riusciva forse difficile anche recepire pienamente la
disponibilità che gli veniva offerta. E' in casi disperati come questi che si avverte forse la mancanza di contatti che superino
i binari della burocrazia.
Questo è anche il giudizio che si sente di esprimere il giudice del lavoro
Roberto Riverso che a Guiaro ha riconosciuto prima il diritto a essere
rimborsato da Ausl e Regione per le cure praticategli da medici tedeschi e poi
il diritto a ricevere aiuti finanziari e terapeutici da Comune e Ausl.
«Noto un grande paradosso fra lo strepito fatto da chi voleva impedire a una
ragazza di morire dignitosamente e il silenzio assordante che ha circondato il
caso di Guiaro che invece chiedeva di poter vivere dignitosamente. Non mi
risulta che a casa di questa persona si sia presentato qualcuno disposto a
prenderlo per mano e ad accompagnarlo. E' emblematico e significativo peraltro
che si sia ucciso proprio vicino a colui che forse è stato l'unico a capirlo e
a seguirlo, il suo medico curante. Il caso di Guiaro è stato forse seguito in
modo troppo burocratico, quando invece sarebbe stato necessario seguirlo in
modo concreto, quotidiano, al suo fianco. Vedo un fallimento del sistema, in
tutto questo: Guiaro reclamava un diritto alla vita, in mille modi, pochi hanno
saputo veramente dargli una mano». c.r.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
BREVI DALLA
PROVINCIA pag. 22 Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio
comunale. La burocrazia, le ... Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del
consiglio comunale. La burocrazia, le funzioni di un Comune, diventeranno un modo per divertirsi
in compagnia della giunta. Medicina in pillole' ha l'obiettivo di far
comprendere ai giovani, attraverso il cabaret di un comico, Davide Dalfiume,
i compiti dell'amministrazione. m. r.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E COMMENTI
pag. 32 DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la
grande burocrazia nel
settore auto assegn... DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la
grande burocrazia nel
settore auto assegnando targhe personalizzate e far pagare il bollo
sull'acquisto del carburante. Bruno Vescovini, Modena POSSIBILE che, avendo
firmato un contratto venerdi 6 febbraio per l'acquisto di una Fiat a metano,
con incentivi di 2000 euro, non debba anche usufruire dell'ulteriore incentivo
di 1500 euro che il governo ha varato tre giorni dopo? Marco C., Bologna
( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
INSEGNANTI IN
TRINCEA Senza futuro. Scuola che naviga a vista Qualche giorno fa centosessanta
persone si sono ritrovate nell'aula magna dell'università di Pavia ad ascoltare
Franco Frabboni, noto pedagogista. Inevitabilmente mi sono ritrovato d'accordo
sull'excursus di quarant'anni di buone pratiche pedagogico-didattiche e sugli
impietosi attacchi all'attuale politica scolastica governativa. Eppure una
certa fiducia nella capacità della scuola a superare, nonostante tutto, anche
questa bufera mi lascia perplesso. Intanto non è così vero che l'istituzione
scolastica sia stata, sia e sarà migliore della società che l'esprime. A scuola
le «buone pratiche» hanno sempre convissuto con le mediocri e le pessime. Se a
un certo punto anche la pedagogia ufficiale si è attestata su posizioni
«avanzate» condividendo con la didattica e la psicologia la centralità della
persona in un contesto educazionale ricco di stimoli, ciò non significa che
questa tendenza (né di destra, né di sinistra, si badi bene) abbia permeato di sé
tutta la pratica educativa. L'assegnare all'istruzione solo una parte
strumentale all'interno del più vasto e complesso processo formativo, è stato
vanto di molti docenti, in particolare nella scuola primaria, ma non di tutti e
forse neppure della maggioranza. Molti hanno perseverato nel «tenere fuori
dall'aula» l'alunno con tutti i suoi bisogni continuando a riempirne la testa
con nozioni esauste, spesso obsolete, e frustrandosi sempre più man mano che
s'imponeva la necessità di un nuovo modo di procedere. Il tempo pieno e la
distribuzione delle competenze educative in équipe d'insegnanti paritetici è
stato di grande, reciproco aiuto. Ora si va in controtendenza. Nonostante le
proteste e le manifestazioni che hanno coinvolto un vasto fronte di studenti insegnanti
e genitori, cifre pubblicate su La Repubblica dicono che «nelle superiori il
72% degli studenti non ha tutte sufficienze e quasi 35mila ragazzi non hanno
avuto la sufficienza per il comportamento». Ciò significa non soltanto una
passiva accettazione dei docenti del ritorno al passato, ma un uso attivo di
strumenti la cui efficacia didattico-pedagogica è stata smentita dalla
stragrande maggioranza degli studiosi in materia. è ben vero che nelle
iscrizioni alle elementari l'80% sceglie le 30 o 40 ore bocciando così il
vecchio maestro unico delle 24 ore, ma non so fino a che punto questa sia una
scelta pedagogicamente consapevole e non risponda piuttosto alla necessità di
avere un luogo fisico accudito dove lasciare il più a lungo possibile i figli in
questa fascia d'età. Inoltre nessuno sa come si potrà far fronte a queste
richieste nel totale marasma di indicazioni e controindicazioni. Si naviga a
vista e quella che sarà la scuola primaria dei prossimi anni è un mistero anche
per chi vi opera giornalmente. La sensazione a pelle è che la situazione
peggiorerà vistosamente non potendo fare affidamento all'infinito sulla
disponibilità degli insegnanti a coprire le falle sempre più larghe aperte
dalla insufficienza del personale a disposizione per orari prolungati oltre le
24 ore. Inoltre l'aver ribadito comunque l'unicità di un solo maestro su tutte
le materie principali - eliminando anche ogni compresenza - non può che ridurre
al minimo l'offerta formativa. Perché un insegnante dovrebbe farsi carico di tutte
le materie con lezioni da preparare e quaderni da correggere mentre un altro si
limiterebbe ad assistere quegli scolari parcheggiati al pomeriggio (tra l'altro
neppure sempre gli stessi)? Ha un bel indicare Frabboni i Freinet e i Ciari
pilastri dell'educazione. Mi è capitato nel corso di troppi anni di citarli a
docenti che mi guardavano con lo sguardo assente di chi non ne ha mai sentito
parlare. Anche Don Milani è conosciuto più per sentito dire che per diretta
frequentazione dei suoi scritti. Abbiamo asili nido e scuole materne comunali
d'eccellenza, grazie a passati investimenti in aggiornamenti con Loris
Malaguzzi e i suoi discepoli, ma nei dintorni non mancano asili dove si
assegnano giornalmente stelline di merito da consegnare ai genitori. Rossa a
chi e stato «cattivo», verde a chi è stato «bravo», in perfetto stile
gelminiano. Fabrizio Garlaschelli Pavia Carbonara, non è la sede del Partito
Democratico Con riferimento a quanto pubblicato sulla Provincia Pavese del 25
febbraio, in merito all'inaugurazione della sede del Partito Democratico a
Carbonara al Ticino, vorremmo precisare, a parziale rettifica del contenuto
dell'articolo, che l'evento di domenica 22 febbraio non ha riguardato
l'inaugurazione di una nuova sede, bensì l'assemblea costitutiva del Circolo
Partito Democratico di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi. I locali
dove si è tenuta l'assemblea sono stati gentilmente concessi dalla Pro Loco di
Carbonara al Ticino per l'occasione, ma non sono sede del nuovo Circolo. Marilena Catozzo coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al
Ticino e Villanova d'Ardenghi Le colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire meglio alcuni concetti
che, a causa probabilmente di problemi di spazio, potrebbero avere ingenerato
qualche erronea convinzione nel lettore non addetto ai lavori circa l'articolo
apparso domenica primo marzo. Ritengo in particolare che forse dovessero
essere maggiormente messe in rilievo le colpe, più che della politica, di
quella sua grande parte che si chiama burocrazia. Mi
spiego apportando alcuni esempi: il consorzio Tuttitaliafood (che ha sede a
Pavia) ha lo scorso anno partecipato ad un Bando del Ministero delle Politiche
Agricole con un progetto che sosteneva la penetrazione commerciale dei nostri
prodotti alimentari nei Paesi extraeuropei: fu presentato assieme ad altri
sette consorzi export italiani di diverse regioni e con obiettivo Cina ed
India. Avutone parere negativo, grazie all'autorevole intervento del
vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ho ottenuto un
incontro con i massimi esponenti di tale Ministero per conoscerne i motivi e mi
è stato risposto che solamente i produttori di prodotti agricoli non
trasformati erano considerati «produttori» e quindi le nostre associate (tutte imprese
di trasformazione) non erano soggetti prioritari: ma ci pensate a produttori di
grano, frutta e verdura che vanno a vendere in India e Cina? Un altro caso di
qualche anno prima: allora la proposta la avanzammo al Ministero degli Esteri
per sostenere una azione nei Paesi del Maghreb e ci venne risposto, sempre da
funzionari, che la priorità era incentrata su Palestina e Libano (ve le
immaginate le nostre aziende con i prodotti sotto i bombardamenti di Gaza o tra
gli attentati di Beirut di questi anni?). E così sono portato a ritenere che
non sia certo stato il governatore Formigoni a dimenticarsi di inviare una
circolare, ma certamente solo un qualche suo oscuro collaboratore. Ugualmente
penso che il ministro competente poco possa fare se qualche suo ufficio
periferico fiscalmente competente decide di anticipare il passaggio in
giudicato di qualche causa chiedendo l'anticipata messa a ruolo una cartella
esattoriale che poi, magari (con i tempi della nostra Giustizia, tra qualche
anno), dovrà essere restituita ad una azienda nel frattempo mortalmente ferita
da questa, diciamocelo, palese ingiustizia. Ecco, la Provincia pavese può fare
molto per Pavia se, come già è avvenuto, riunisse in vista delle prossime
elezioni i candidati interessati a questa tornata. Dall'altra parte,
ovviamente, i rappresentanti dell'economia pavese per mettere alla prova quella
tante volte auspicata «Squadra delle Eccellenze» che metta insieme, nel
complesso, le problematiche più stringenti del nostro territorio. Carlo
Bottarelli direttore di Pavia Export Pavia, fate presto la segnaletica stradale
Più volte è stata sottolineata l'importanza di una efficace segnaletica
stradale come strumento di prevenzione dei sinistri che sempre più spesso
coinvolgono i pedoni. Vorrei segnalare a questo proposito la situazione di
estrema pericolosità che sussiste qui a Pavia, in viale Oberdan, proprio
all'altezza dell'immobile che ospita Villa Ticinum, lo Sfad (Servizio Formativo
Autonomia Disabili) e la Uildm (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare),
strada che si interseca con via Margherita. Infatti in tale punto le strisce
pedonali sono pressochè totalmente cancellate e diverse richieste d'intervento
sono rimaste finora senza esito. Le maggiori preoccupazioni derivano dal fatto
che tale attraversamento è utilizzato anche da persone diversamente abili
affette in qualche caso da limitate capacità motorie. Si tratta di un
intervento di modesta entità ma di grande importanza per cercare di fare tutto
il possibile per salvaguardare l'incolumità delle persone soprattutto di quelle
più deboli. Mi auguro che il commissario prefettizio si faccia carico di questa
richiesta più volte reiterata agli uffici comunali. Francesco Adenti «Pavia
città per l'Uomo» Vidigulfo, lettera e poesia sulle prossime elezioni La ormai
imminente campagna elettorale pare stia uscendo dalla sua nebulosità e appare
sempre più chiara e lampante. Pertanto, se quanto apparso sui giornali
corrisponde al vero, è necessario che tutti noi dovremo sottoporci ad una
vaccinazione per sconfiggere un terribile morbo dilagante: «l'inciuciomania».
Tutta la comunità era ormai convinta che questa malattia si fosse
definitivamente allontanata dalle nostre case, dalle nostre strade e da tutto
il nostro territorio: ma pare che ci stavamo sbagliando. Alcuni virus (come il
Pgt e altri piatti pregiati insieme a divinità autoinvestitisi di poteri
divini) hanno scatenato appetiti tali che moltissimi cittadini potrebbero
sottovalutare la pericolosità di tale malattia. Pertanto dovremo sottoporre
tutti i futuri cittadini ad una completa e infallibile Tac: da essa dovrà
emergere l'assoluta trasparenza dei candidati e che non esistano interessi
privati, ma soltanto professionalità e assodate capacità unite non poco, se
possibile, ad una buona esperienza. Il sogno di tutti i vidigulfesi (nostrani,
indigenti e nuovi residenti) è sicuramente di non essere mai più amministrati
in futuro, come qualche volta accaduto in passato, da personaggi ipocriti
camuffati da filantropi (amanti del prossimo) o ancor peggio da lupi travestiti
da agnelli. Ricordiamo allora insieme una bellissima riflessione di Ignazio
Silone che fra pochi mesi dovrebbe essere scritta sulla facciata del nostro
palazzo comunale: «L'uomo politico ha l'obbligo morale di studiare e risolvere
i problemi della collettività e non inseguire meschini interessi di parte o
ancor peggio affari personali». Ma ecco anche una poesia: «La baraonda
elettorale». Sem dré andà ai elesion / cun un po' tanta confusion, / i tratativ
en trop inciucià / sghian da man da chi e da là. / Sa capis no, sa voran fa i
berlusconian / i bussian ed i veltrunian / e altra gent / che cun la pulitica
centran nient! / Par che sa dan da fa / per pudé forse spigulà? / Mi ma par che
ghem bisogn da bon aministradur / con una patent da qualità, / vori di che
bisogna das da fa / e che el cumun l'è dificil da manuvrà! / Ma pusè che
dificila / è el cumun l'è una machina cumplicà / che chi le decida da salì / el
deva veg du requisi: / cumpetensa ed unestà / l'è la patent per pudé guidà! / E
alura tuti insema demas da fa. Lettera firmata Vidigulfo
( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 16 - Nazionale Pensione-beffa dell'Inpdap per Marella Da 23 anni lotta
con la burocrazia, ora ha
ricevuto mille euro VENEZIA. Anacleto Marella, 92 anni, in pensione da 37 anni,
ancora non riesce a vedere riconosciuti i propri diritti: una storia che ha
dell'inverosimile ed era già stata segnalata più volte dalla Nuova Venezia.
L'anziano signore, che risiede a Castello, sta aspettando da 23 anni il
riconoscimento della pensione e, dopo una serie interminabile di cause, si è
visto ora consegnare un assegno integrativo non trasferibile di 935,54 euro.
Facendo due conti, significa 0,07 centesimi per ogni giorno dei 23 anni che ha
atteso l'emolumento da parte dell'Inpadp. Marella, che aveva svolto il servizio
militare durante la seconda guerra mondiale, successivamente aveva trovato
impiego all'Acnil, come capitano, fino alla pensione. Secondo la legge 214 del
1971 doveva essergli riconosciuto un integrativo. E' risaputo che la burocrazia spesso riserva grossi scherzi: sono passati anni,
lettere varie ai ministri, passando per la trasmissione di Alda D'Eusanio e
l'allora ministro Bassanini: tutti gli avevano promesso una rapida risoluzione
del caso, ma ancora oggi non si è potuto dare la cifra che spetta a Marella.
«Mi stanno trattando così da tutti questi anni, non c'è rispetto per nulla, non
mi hanno dato quel minimo di riconoscimento che mi spetta, ora non c'è altra
soluzione che la Corte Europea a Strasburgo, mi dovranno sentire», spiega un
affranto Anacleto Marella, che non ha però perso lo spirito battagliero.
«Questi soldi sono un'offesa, a una persona che aveva la mia stessa situazione
pensionistica nel 1993 è riuscita a ricevere 83 milioni di lire come
liquidazione, mentre non capisco perché a me prima abbiano offerto 710 euro,
poi quando ho rimandato al mittente l'assegno, mi hanno mandato quest'ultimo da
935 euro». (Giacomo Cosua)
( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 4 mar. (Apcom)
- "Questa Europa impone solo sacrifici. L'acquiescenza del governo verso i
diktat di Bruxelles sull'età pensionabile per le donne è solo un antipasto:
quando entrerà in vigore il trattato di Lisbona, diventeremo schiavi dei
tecnocrati europei, con la negazione della sovranità a decidere per gli Stati
membri". Lo dichiara in una nota Francesco Storace, segretario nazionale
della Destra. "I candidati della Destra alle prossime elezioni proporranno
di andare a votare per dire no ad un modello sfacciatamente liberista e per
protestare contro il divieto di svolgere quel referendum sul trattato di
Lisbona che è stato negato agli italiani", aggiunge. "Più tardi si va
in pensione, più tardi i giovani trovano lavoro. L'insensibilità
sociale della burocrazia
europea è sempre più evidente. La parità nel mondo del lavoro non è andare in
pensione come gli uomini, ma guadagnare come loro e avere le stesse aspettative
di carriera. Ma tutto questo è negato persino dalla politica italiana",
conclude Storace.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sergio De Santis Con
la crisi che sta devastando l'intero pianeta, la Provincia di Napoli ha deciso
di spendere 40mila euro per un programma di «coaching» destinato ai dirigenti.
Si tratta di interventi personalizzati di consulenza, sostegno e confronto. Un
supporto psicologico che prevede anche la scherma come metodologia
«esperienziale». In effetti il coaching è stato diffusamente impiegato in
America per meglio sviluppare le potenzialità lavorative dei dirigenti, spesso
minate da stress e superlavoro. E sì che di stress i dirigenti della Provincia
(ente «intermedio» del quale molti chiedono la soppressione, sia a destra che a
sinistra) devono averne tanto: tra le molte competenze dell'ente ci sono, ad
esempio, la manutenzione delle strade e delle scuole. Le prime sono state
ulteriormente sbranate dagli acquazzoni di questo plumbeo inverno, le seconde
lamentano problemi di ogni tipo, dalla pioggia che tintinna nei corridoi, ai
bagni rotti, ai riscaldamenti che non funzionano. Di lavoro ce ne sarebbe tantissimo,
ma le risorse sono quelle che sono, la burocrazia è lenta, e poi molte strade
sono scassate da sempre e moltissime scuole pure. E allora? Allora meglio
rilassarsi con la scherma o con il training autogeno o con una bella
discussione di gruppo. Oltre tutto, avranno pensato alla Provincia,
l'iniziativa non costa nemmeno tanto. Con 40mila euro ci rappezzi giusto
un paio di strade, costruisci al massimo la palestra di una scuola. Piccole
cose che nel gorgo delle mille emergenze quotidiane significano poco. Meglio,
quindi, fare come gli americani, che i loro dirigenti di azienda li curano e li
«manutengono» anche sul piano psicologico, magari per renderli capaci di quelle
operazioni finanziarie che stanno mandando sul lastrico mezzo pianeta. SEGUE A
PAGINA 10 PAPPALARDO A PAGINA 33
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mille euro di integrativa
dopo 23 anni di attesa Mercoledì 4 Marzo 2009, Dopo una battaglia legale di 23
anni si è visto recapitare a casa un assegno circolare, non trasferibile, di
935,54 euro. «Una vergogna», sbotta Anacleto Marella, 92 anni diversi dei quali
passati a chiedere giustizia con tanto di lettere inviate a due Presidenti
della Repubblica. Al centro di questa intricata vicenda c'è la lotta portata
avanti da quest'uomo di Castello per vedersi riconosciuta la pensione per per
gli anni in cui ha lavorato all'Arsenale, dal 1945 al 1956. Marella, che non ha
mai perso il piglio tenace di una volta, ha lavorato complessivamente per 37
anni. Fino al 1972 era alle dipendenze dell'Acnil (l'attuale Actv) e in questo
contesto ha maturato la pensione con la quale vive adesso aiutato da una
badante che lo assiste quotidianamente. Sulla base di una specifica legge
risalente all'anno prima della pensione dall'aziende del trasporto pubblico
(1971), l'uomo a suo tempo aveva chiesto la pensione per quegli undici anni
trascorsi alle dipendenze del Ministero della Difesa. Ma per avere questi soldi
ha dovuto lottare fino all'ultimo, ricevendo con quei mille euro l'ennesima
beffa. «Per ottenere questa pensione - dice - nel corso degli anni mi sono
fatto assistere da ben quattro avvocati, due dei quali sono anche morti, eppure
ho lavorato 37 anni di fila e non pensavo di arrivare a questo misero
risultato. Ho calcolato che per questi 23 anni di attesa ho percepito la
bellezza di 0,07 centesimi al giorno. Con questi euro hanno chiuso la pratica,
anch'io faccio fatica a crederci». Soldi che ora il veneziano non esclude di
restituire. Marella, al momento della pensione, aveva chiesto i soldi del
Ministero per quegli anni di lavoro all'Arsenale, ma non solo fino all'altro
giorno non aveva ottenuto niente, non solo ha dovuto avviare quattro cause, ma
in passato gli era stato perfino chiesto un rimborso di 40 mila euro per somme
che, stranezze della burocrazia, lui non aveva mai ricevuto. «I miei avvocati - racconta - hanno
dovuto lavorare parecchio per spiegare che non avevo mai ottenuto nulla e
quindi non dovevo restituire niente». Ora la beffa. Nei giorni scorsi
l'anziano, che vive nella zona di San Francesco della Vigna e che nel
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Disabili, lo
scandalo della casa-alloggio mai aperta Alla Giudecca è pronta da due anni, ma
resta chiusa per inghippi burocratici legati alle autorizzazioni dell'Ulss
Mercoledì 4 Marzo 2009, (T. C.) Comunità alloggio per disabili intellettivi
alla Giudecca: un'urgenza diventata emergenza. Così la terza commissione
consiliare (Politiche sociali) ha definito la situazione della "casa mai
nata", durante la seduta di ieri mattina, convocata proprio fra le stanze
del complesso comunale ex Docce, concesso a titolo gratuito all'Anffas. Qui
l'associazione, che da più di 40 anni si occupa di disabilità intellettiva, ha
realizzato una struttura per accogliere 10 ospiti, grazie a 420 mila euro
stanziati dalla sede centrale dell'associazione, 400 dal comune di Venezia e
200 dalla Regione. Un restauro completo, finalizzato alla residenza, alla vita
di comunità, al mantenimento ed allo sviluppo delle capacità dei diversamente
abili. Tutto pronto 2 anni fa, compresi i 9 bagni, il mobilio, il giardino con
splendido affaccio sulla laguna sud, la palestrina per fisioterapia. Ebbene,
compressa da pastoie e da ritardi meramente burocratici, l'Anffas non riesce
tuttora ad avviare il servizio, mancando l'autorizzazione finale all'esercizio.
Renato Susanetti, tesoriere dell'Anffas, ha brevemente raccontato alla
commissione il lungo calvario delle carte, delle ispezioni, delle relazioni.
«Abbiamo ottenuto l'agibilità dal comune di Venezia - hanno spiegato - poi
tutto si è fermato in sede Ulss e Regione. Un settore dell'Ulss ha collaudato
positivamente la casa, mentre un altro settore della stessa azienda ha rilevato
problemi in merito alle normative antincendio, considerando erroneamente questo
alloggio una struttura sanitaria, mentre è una comunità alloggio. Abbiamo
cercato di andare incontro ai parametri che ci venivano richiesti, ma intanto
la legge era cambiata e le istanze dovevano essere presentate alla Regione, per
ottenere l'autorizzazione finale all'esercizio, con relazione e parere dell'Usl
12. Da mesi, malgrado i nostri sforzi e le tante pratiche ottemperate, non
riusciamo a sapere nulla, né ci viene detto cosa fare. Pare
incredibile che una risorsa così necessaria venga bloccata dalla burocrazia, mentre i genitori anziani muoiono
con la preocgono spediti in giro per strutture come fossero pacchi postali». In
merito, c'erano già state interrogazioni dei consiglieri Gianfranco Bettin in
Regione e Giuseppe Caccia e Iacopo Molina in consiglio comunale. «Sembra
che continuino i problemi di incomunicabilità con l'Ulss - ha commentato la
presidente della commissione, Paola Miatello Petrovich - inoltre l'intera
commissione deve mettere il sindaco davanti alle sue responsabilità
istituzionali nei confronti dell'azienda sanitaria». Altri consiglieri si son
chiesti come mai Massimo Cacciari compia rilevanti operazioni finanziarie con
l'Ulss al Lido e a Mestre, mentre non riesce a far funzionare una struttura
così necessaria. Impegno finale della commissione: presentarsi in modo autorevole
all'Ulss per velocizzare le ultime prassi burocratiche necessarie all'avvio del
servizio.
( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Scaffali,
innovazione & cultura Mercoledì 4 Marzo 2009, Se gente come il vicentino
Sergio Cassingena ("Sisa", 1500 supermercati tra soci e affiliati) ha
calcolato e spiegato alla Bocconi di Milano, che ha adottato un suo libro, che il
53 per cento degli acquisti in un supermercato sono fatti in modo
"compulsivo", d'istinto cioè, ovvio che molte strategie
economico-produttive si stiano affinando anche nelle piccole e medie imprese
del Nordest, soprattutto in questi tempi di difficoltà. Le sta studiando, per
esempio anche il gruppo di Ferdinando Azzariti che in queste settimane ha
lanciato nel web una maxi inchiesta per capire più profondamente le emozioni
che muovono "l'irrazionalità umana", peraltro prevedibile perché ricalca
modelli conosciuti. Il nostro cervello ha infatti rapporti precisi con le
soddisfazioni che vengono dalla promessa di una vincita, sa comportarsi con
l'incertezza, conosce il dolore della sconfitta. Il Nordest sarà fatto da gente
che lavora a testa basa tutta la settimana ma è diventato anche luogo che
ospita imprenditori che hanno cominciato a guardare da vicino le sfide
culturali della modernità e capire come - dalla teoria dei giochi alla
risonanza magnetica funzionale - il nostro cervello agisca per strade che non
sono più quelle dell'economia "classica", bensì delle emozioni. Dalla
vendetta al piacere, alla voglia di ricompensa. Dimostrando, come ha fatto
qualche tempo fa nel suo libro sull'economia comportamentale Gianfilippo Cuneo,
l'obsolescenza di cinque categorie tradizionali del management: la gerarchia, la burocrazia,
la distinzione tra azionisti e manager, la centralizzazione e l'ipocrisia,
considerata ovviamente come l'olio necessario per far girare organizzazioni
rigide e complesse. O come ha spiegato il neuroscienziato Paolo Legrenzi
dell'Università di Venezia nei sui saggi su "Mente",
"Felicità", "Creatività e Innovazione": per il
rilancio dell'economia serve sempre più cultura.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
AMBULANTI A RIALTO
Mercoledì 4 Marzo 2009, Guerra tra i titolari dei banchetti di souvenir e il
Comune. E guerra anche tra di loro, per ottenere la migliore posizione di
vendita in un campo, Bella Vienna, dove nessuno vuole andare. Fallito il
tentativo di conciliazione che, nei dieci giorni del Carnevale, aveva fatto
tornare i venditori di souvenir alle loro postazioni in ruga San Giovanni,
alternandole con permanenze in campo San Giacometto e campo Bella Vienna. E in
quest'ultimo campo, quello che dovrebbe essere la destinazione definitiva dei
banchetti, gli ambulanti hanno riaperto nel weekend ma «gli affari sono andati
in maniera vergognosa, c'è stato chi ha incassato 6 euro in una giornata di
lavoro - dice Nicola Poli, portavoce degli ambulanti - e, visto che il Comune
non ha mandato nessuno a rendersi conto della situazione, torniamo a
manifestare di fronte a Ca' Farsetti». Contemporaneamente, a testimoniare delle
divisioni nello stesso fronte dei commercianti, si aggiunge un nuovo, singolare
capitolo alla loro vicenda giudiziaria di fronte al Tar. Una sentenza della
terza sezione dell'organo di giustizia amministrativa (presidente Angelo De
Zotti; consiglieri Angelo Gabricci e Marina Perelli) che riconosce alla ditta
Sonnenblume, banchetto di proprietà di due vigili urbani, una posizione
migliore di vendita, rispetto agli altri venditori, in campo Bella Vienna,
nonostante il disinteresse ad utilizzarlo Il ricorso alla base della sentenza,
i cui effetti pratici ricadono sugli altri ambulanti, era rivolto verso le
graduatorie stilate dal Comune e basate sull'anzianità di servizio per
stabilire quale posizione in campo Bella Vienna fosse riconosciuta ai
venditori. La sentenza, che ha dato ragione alle tesi sostenute dall'avvocato
Paolo Ciatara, ha avanzato i suoi assistiti dalla ventesima all'ottava
posizione in graduatoria. A pesare sulla decisione del
tribunale la scarsa memoria della burocrazia comunale che non è riuscita a provare con precisione da quanto
tempo esistesse l'autorizzazione al commercio in possesso di Sonnenblume. Tanto
che Ca' Farsetti è stata anche condannata al parziale pagamento delle spese.
Pl.T.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Anziani, la spesa si
fa col Gel L'onlus ha già dedicato 2.500 ore per accompagnarli nei negozi
Mercoledì 4 Marzo 2009, Fontanafredda Intervento ricco di sollecitazioni quello
di Ferruccio Targa all'assemblea annuale della Gel onlus di cui è presidente.
Nel ringraziare infatti l'opera dell'assistente sociale e delle assistenti
domiciliari - oggi dipendenti dell'Ambito - ha spiegato «che potrebbero fare di
più se avessero le mani meno legate dalla burocrazia». Mentre nel ringraziare
l'amministrazione ha sostenuto la necessità che l'assessore alle Politiche
sociali «sia più presente sul territorio per capire e conoscere le reali
necessità delle famiglie che hanno problemi, in collaborazione con i medici di
base, dare sollievo ed evitare che dove c'è un problema ne possano nascere
altri». E denunciato, infine, «che la quota stabilita dalla Regione per
le persone non autosufficienti e che hanno diritto a un minimo vitale mensile
viene applicata in modo difforme da Comune a Comune. «Si creano così persone di
serie A e di serie B, mentre sarebbe più giusto tener conto delle effettive
esigenze di ognuno. Chiediamo pertanto - ha detto - il raddoppio di questo
minimo vitale nonché l'esonero da qualsiasi contributo per le famiglie che
hanno familiari a carico in gravi condizioni». Targa ha presentato poi alcuni
dati dell'attività svolta nel
( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 4 Marzo
2009, Franceschini, un uomo solo al comando Walter Veltroni se n'è andato
portando con sè tutti i suoi miti: Bob Kennedy, Enrico Berlinguer, i Beatles.
Arriva Dario Franceschini con uno sgualcito quadro di Zaccagnini, il tutto e il
niente della Dc. Franceschini arriva da Ferrara, dove è stato uno dei ragazzi
di Zac..., educato alla laicità nell'impegno politico, il che significa: ai
preti non bisogna mai dare troppo ascolto, ma esistono e non possiamo
trascurarli. Arriva alla guida di un partito che non sa che cosa è e che cosa
vuol essere, in quanto privo anche solo di una parvenza di cultura e di
identità politicata. Dissoltasi la grande illusione proletaria, la sinistra è
precipitata in un vuoto di cultura e di uomini; se un segretario, con una
investitura plebiscitaria, si è sentito soffocato dalla cupola dei
capi-corrente, come può rilanciare il partito il suo vice, che per darsi una
certa qual visibilità è costretto a fare, nella sua Ferrara, di fronte ad un
centinaio di persone un pubblico giuramento sulla Costituzione, giuramento
minimale come minimale è la carica che ricopre sulla sinistra? È soltanto il
notaio di una situazione di crisi di un partito che non ha avuto il coraggio di
affrontare un congresso per il rischio di una spaccatura o addirittura di un
mancato chiarimento, preferendo quell'instabile equilibrio sul quale solo i
capi corrente possono vivacchiare. D'altra parte un partito che non ha più
nulla da dire, merita solo di morire nell'indifferenza generale. Hanno scelto
la reggenza Franceschini perché in questo momento la vecchia nomenclatura
comunista e della sinistra Dc spera che il vento del rinnovamento cessi e
quindi possa tornare alla gestione del partito. D'altra parte D'Alema l'ha
dichiarato chiaramente a Repubblica: «Io non c'entro con questa caotica
situazione; è colpa degli altri, non certo mia». E nonostante tutti i sondaggi
evidenziassero che la base chiedeva un nome nuovo, i capi veltroniani,
dalemani, popolari, rutelliani, lettini, bindiani sono stati tutti d'accordo di
non smuovere troppo le acque per non essere spazzati via dai miasmi di quella
morta gora. Dunque il compito che Franceschini si è assunto sembra essere
quello più che di guadagnare voti, cercare di perderne il meno possibile.
Significative al riguardo le affermazioni nel suo discorso d'investitura: «Non
sono un signor nessuno, un debole: non avrò padrini nè protettori. Deciderò da
solo». Il Pd si è infilato in una situazione assurda; il margheritino
Franceschini ha osato anche sbilanciarsi, citando l'unità sindacale, la
resistenza, la laicità, il no ad idratazione e alimentazione forzata, facendo
un discorso comunista molto più accentuato del suo vecchio segretario. Così la
«nomenklatura» si è di nuova salvata, evitando l'irruzione della società civile
nelle polverose stanze delle oligarchie. Enrico Campagnari Padova Protezionismo
per risolvere la crisi Caro Gazzettino, ho riflettuto e fatto alcune
considerazioni sul vertice G7 tenutosi nei giorni scorsi a Roma, da dove tutti
i maggiori capi economici sono usciti dicendo "no" al protezionismo.
Invece io penso che mai come in questo difficilissimo momento esso sia
necessario. E' anche vero che se ci fossero delle regole comuni, la crisi si
affronterebbe meglio, ma è altrettanto vero che trovarle è pura utopia.
L'Europa è molto diversa in ogni sua Nazione che la compone, ognuno ha
economia, territorio e cultura troppo diverse e mi chiedo: quali e quanti
interventi possono fare i politicanti se non piegarsi e rinunciare a privilegi
e stipendi d'oro? Quanto accaduto a Grimsby, in Gran Bretagna, agli operai
dell'impresa siracusana Irem è emblematico di come, in tempi di crisi, tutto
finisca per creare situazioni di disagio che possono sfociare in conflitti
anche drammatici. Non credo per esempio che i francesi sarebbero tanto felici
che gli aiuti programmati per le loro aziende automobilistiche fossero dispersi
anche per il resto d'Europa. Bisogna intervenire su più fronti, in primis in
Italia, nello snellire i costi della burocrazia che la politica di questi
ultimi decenni ha contribuito ad aumentare, gravandoci oltrettutto di nuove
tasse (pensiamo solo ai passaggi di proprietà di un'auto e alle tasse sui
carburanti). Poi gestire, riducendoli, i flussi migratori i quali
contribuiscono ad aumentare disoccupazione e cassa integrazione, non è
razzismo ma è solo un semplice dato di fatto quando purtroppo manca il lavoro.
Ecco perchè in questo momento, ed almeno finchè gran parte della crisi non sarà
superata, il protezionismo diventa l'unica soluzione, se non si vuole che
diventi un obbligo. Forse, spero, che alla fine la crisi servirà a creare delle
regole comuni, vere e soprattutto applicabili, non solo per il settore
finanziario, ma anche per la politica e per i sindacati, che contribuisca a far
avere per tutti i cittadini italiani, più giustizia ed equità sociale. Decimo
Pilotto Tombolo (Pd) La società, gli adolescenti e la scuola È giusto.
Corrisponde al tempo che viviamo, far si che bimbi e adolescenti stiano meno
ore a scuola. Se ci mettiamo dalla loro parte non si può non registrare a che
ritmi siano sottoposti. A volte veri e propri tour de force. Gli orari della
scuola non sono pensati per loro. Meno tempo di lezione dovrebbe voler dire,
più ore per potersi sbucciare le ginocchia, più spazio per giochi e litigi tra
amici: illusione, realistico? Questo è il punto: siamo nella società della
conoscenza, nella quale l'apprendimento esiste ed è richiesto sino alla tomba.
Non si apprende più solo con la scuola (che rimane comunque l'istituto più
importante): ci sono libri, biblioteche, media, strumenti tecnologici ad altro
livello, internet, cinema, teatro, musica, danza, sport, le associazioni, la
parrocchia. La società contadina è alle nostre spalle: lì la scuola era l'unico
appuntamento per il conoscere e il sapere. Che poi ci siano pochi figli, che a
casa i pargoli siano senza genitori custoditi dai babysitter tv e pc, che la
nostra sia una società di vecchi, che la stessa società sia impostata a favore
degli adulti, che la scuola debba con i suoi orari fare assistenza sociale, che
in alcuni casi i genitori preferiscano ai figli il lavoro, tutto questo è un
altro paio di maniche. Dobbiamo metterci d'accordo su quale idea di società
vogliamo. Un unico istituto non può fare tutto e accollarsi responsabilità che
sono ora dei genitori, ora della scuola, ora della politica. Sergio Benetti
Dueville (Vi)
( da "Stampaweb, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
All?inizio fu una
sentenza del Tribunale di I grado che condannò la Commissione europea per non
aver pubblicato un bando di concorso in italiano, una delle lingue comunitarie,
insieme a inglese, francese e tedesco. Il concorso era stato annullato, Roma
aveva segnato un punto nella battaglia che da anni la oppone su questa tema
alla burocrazia di Bruxelles. Oggi la battaglia sembra
essere vinta, con somma gioia di paesi come l?Italia e la Spagna. L?Ufficio di
selezione del personale per le istituzioni comunitarie (Epso) è corso ai ripari
e da domani, su un nuovissimo sito, i bandi di concorso verranno pubblicati per
la prima volta nelle 23 lingue ufficiali dell'Ue, tra cui l'italiano. L?unica
eccezione saranno i concorsi per interpreti e traduttori linguisti che saranno
nella lingua ricercata dall'Ue. Il primo bando, finalmente in italiano è atteso
il 18 marzo. A lanciare il nuovo sito dell'Epso con il logo “Carriera all'Ue -
scelta intelligente”, è stato il vicepresidente della Commissione europea
responsabile per gli affari amministrativi Siim Kallas. “Si tratta - ha detto -
solo della prima fase concreta di un programma ambizioso per modernizzare e
semplificare i metodi di selezione in modo da costituire una riserva di talenti
pronti a raggiungerci”. Molte le novità tra cui la possibilità per i candidati
ad un concorso di fare nella loro lingua un?autovalutazione rispetto alle
proprie motivazioni e agli obiettivi ricercati nel concorso. Per scoprire il
nuovo sito è sufficiente digitare "www.epso.eu". commenti (0) scrivi
( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
5.000 lavoratori
dipendenti di aziende artigiane Venete sospesi dal lavoro in attesa di una
circolare (4/3/2009 18:50) | (Sesto Potere) - Verona - 4 marzo 2009 - Per
quanto tempestiva sia l'azione sociale e politica nell'affrontare le emergenze
della crisi, le risposte concrete sono sempre subordinati
ai tempi e alle regole della burocrazia. Così oltre 5.000 lavoratori del Veneto, in gran parte
dipendenti di aziende artigiane sospesi dal lavoro, per beneficiare degli
ammortizzatori sociali di cui hanno diritto dovranno aspettare, se tutto fila
liscio, fino alla metà di aprile. Il tutto nasce dal fatto che le
indennità che sostituiscono lo stipendio di questi lavoratori (il cui numero
tra l'altro è destinato a crescere) vengono pagate sotto la voce disoccupazione
ordinaria e che la sede Inps del Veneto ha dichiarato che, per poter liquidare
le domande presentate, deve attendere l'emanazione di una circolare dalla Sede
Centrale. Le cose non vanno meglio per le 850 domande di Cig in deroga
presentate da altrettante aziende artigiane per circa 2.000 dipendenti nel
2008. La loro liquidazione è ancora ferma in quanto le procedure di
autorizzazione da parte della Direzione regionale Ministero del Lavoro non sono
state ancora completate, nonostante le sollecitazioni delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori e degli artigiani. In questo caso o i lavoratori non
hanno ancora ricevuto l'indennità oppure, nel caso di anticipazione
dell'importo da parte dell'azienda è questa ultima, già in difficoltà, a
restare scoperta. Infine, in assenza di un apposito Decreto Ministeriale di
attuazione della legge 2/2009, l'indennità di disoccupazione (60% della
retribuzione per un massimo di 90 giorni) non può essere integrata, come pure
previsto dalla stessa legge, dalle erogazioni dei Fondi Bilaterali. "Le
lentezze di alcuni Uffici - precisa il segretario della Cisl del Veneto Giulio
Fortuni, direttamente impegnato sulla questione - non possono bloccare la fase
conclusiva del sistema degli ammortizzatori sociali in deroga in una fase così
difficile. Non si tratta solo di assicurare a migliaia di lavoratori e alle
loro famiglie, già colpiti dalla crisi, in tempi rapidi quella integrazione al
reddito di cui hanno bisogno e anche diritto ma anche di dare, dimostrando
tempestività ed efficienza, fiducia a queste persone, come alle loro imprese,
che tutti si danno da fare per risolvere i problemi. il nostro slogan per
uscire dal tunnel della crisi è che, in Veneto, nessuno deve marcare visita,
uffici pubblici e burocrazia compresa. La cosa va
risolta e subito sia per rispetto di chi sta aspettando i suoi diritti che per
garantire da subito la massima efficienza perché la crisi e le sospensioni dal
lavoro non sono, purtroppo, finite qui". "E' indispensabile- per
Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto- che tutte le Parti Sociali e la
Regione Veneto, che peraltro abbiamo già investito del problema tramite
l'assessore Donazzon, si muovano unitariamente per far rispettare anche in
questi aspetti l'accordo sulle misure anticrisi in Veneto sottoscritto a
gennaio e per coinvolgere le banche nella costituzione di un fondo di rotazione
per le anticipazioni ai lavoratori ".