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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   4-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Confartigianato sigla accordi per il credito ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Confartigianato - dice il presidente Giovanni Fasola - vuole essere al fianco degli imprenditori in modo concreto, snellendo il più possibile la burocrazia, aiutandoli a ridurre i costi, facilitando forme di credito che sono indispensabili per uscire da un momento davvero complesso».

Hotel e negozi, aumentano gli aiuti ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'esigenza di conoscere dati numeri non è sempre legata alla volontà di aumentare la burocrazia. Per esempio, chiedere il numero di addetti è finalizzato a definire in quale categoria deve essere ricompresa l'azienda che fa domanda, e se ha diritto a ottenere le sovvenzioni previste dalla normativa regionale».

La burocrazia frena i parcheggi nella zona della stazione ferroviaria ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A VADINO UNA PIAZZA DEDICATA A PERTINI La burocrazia frena i parcheggi nella zona della stazione ferroviaria Rallenta il parcheggio di salita Patrioti, accelera quello di via De Gasperi a Vadino, destinato a chiamarsi piazza Pertini. L'amministrazione comunale è al lavoro per aumentare i posteggi, ma deve fronteggiare i problemi burocratici.

Filadelfia, l'ultima beffa ( da "Stampa, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approvazioni di statuto e soprattutto fondi già trovati per ridare gloria a quel campo. Il Fila all'asta è una bestemmia che nessun granata vorrebbe sentir pronunciare, ma dopo dodici anni di rinvii e all'avvicinarsi della scadenza elettorale della Giunta Chiamparino, il rischio che la burocrazia faccia saltare tutto è forte.

Bonora ed Erag alla Mala di Nago ( da "Trentino" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia che condiziona l'acquisto dei terreni e diversi di loro hanno rinunciato pur avendo la necessità di disporre delle aree. La legge provinciale prevede che l'assegnazione non dipende dal prezzo, che è stabilito da una perizia di un tecnico, ma dalla presentazione di un voluminoso preliminare contenente il progetto di massima da realizzare redatto da un professionista (

Areale Fs, la burocrazia blocca tutto ( da "Alto Adige" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accoglimento da parte del Tribunale amministrativo di un ricorso «Areale Fs, la burocrazia blocca tutto» Il sindaco: subito un incontro col cda per fare il punto della situazione BOLZANO. «Tutto fermo sull'areale ferroviario. Il motivo è semplice: nel nostro Paese cresce continuamente la burocrazia perché c'è una giungla di regole».

Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: maggioranza abbiano prevalso sul rispetto della burocrazia. Una burocrazia dagli esiti contraddittori (104 insufficienti in condotta nei tecnici e solo 68 nei professionali è un dato non credibile) visto che il pessimo voto di condotta non è necessariamente punitivo. Anzi, come pure abbiamo previsto nei mesi scorsi, la normativa ha finito per premiare proprio chi intendeva colpire.

Simona torna a casa, abbiamo bisogno di te ( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non se ne è fatto nulla: la burocrazia della Rai mi ha fermato. Cerco di occuparmi del bambino, con l'aiuto della zia e della nonna, ma è difficile. Ho impiegato un giorno intero per imparare come fargli fare l'aerosol: una cosa normale, per una mamma. Mi sono anche dovuto improvvisare casalingo, con scarsi esiti».

Il Polo logistico non si ferma ( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, non è l'unico ostacolo che il progetto dovrà superare: l'altro è la grande crisi finanziaria ed economica che sta tenendo il mondo intero sulla corda. «E' un momento difficile - conferma Astolfi - perché poche aziende, anche multinazionali, oggi stanno sviluppando programmi di investimento.

<Aiutare chi avvia un'attività> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anno vogliamo trovare soluzioni che aiutino i giovani a fronteggiare burocrazia, contabilità o gestione di un esercizio». Altro punto fermo resta la manifestazione a scopo benefico che il gruppo organizza ogni fine novembre per raccogliere fondi da destinare a Onlus che si dedicano all'assistenza ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici di Bergamo.

senza lavoro addio permesso ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rischiano di tornare clandestini L'ALLARME Da un lato azzerare la burocrazia per far ripartire subito i lavori pubblici che potrebbero dare respiro alle aziende friulane e dall'altro creare strumenti di sostegno per chi ha perso il posto ed è rimasto escluso dagli ammortizzatori sociali. Ecco le proposte dei sindacati per uscire dalla crisi.

dopo anni e anni di attesa via libera al restauro della caserma ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a fare le spese dei ritardi accumulati a causa della lentezza della burocrazia. I ritardi, infatti, si sono tradotti nell'aumento dei costi del lavoro, che nel frattempo sono cresciuti del 17%, passando dai 150mila euro previsti in origine ai 175mila euro comprensivi degli oneri aggiuntivi maturati nel lungo lasso temporale intercorso dalla richiesta avanzata dalla giunta Sanna.

12 MARZO 2009/GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA: ABOLIAMO L'ASSURDO ITER BUROCRATICO PER IL RIMBORSO DEI FARMACI CONTRO IL GLAUCOMA (NOTA 78 AIFA) ( da "marketpress.info" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costretti da una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la copertura del Ssn sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia farmacologica a vita.

<Artigiani e fiscalità Occorre saperne di più> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Artigiani e fiscalità Occorre saperne di più» Il presidente Ferrari: la burocrazia va snellita di LUIGI ALBERTINI LODI FISCALITÀ: materia delicata, della quale è proibito rimanere disinformati. Se ne è fatta carico l'Unione artigiani Lodi e Provincia mediante un convegno per approfondire la materia a favore dei titolari di piccole e medie aziende del territorio.

<Nuove infrastrutture e meno burocrazia> ( da "Nazione, La (Lucca)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3 «Nuove infrastrutture e meno burocrazia» LA RICETTA IL DOCUMENTO DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI UN DOCUMENTO per contrastare le ricadute della crisi e sostenere le aziende. E' quello elaborato da Assindustria Lucca. Il primo punto è quello legato all'accesso al credito.

Tutte le incompiute' in città Il caso clamoroso del Lancisi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incredibile burocrazia che alimenta continui cavilli ed i tempi biblici sono alla base dell'abbandono totale di moltissimi edifici cittadini che da anni aspettano una trasformazione. In passato il Carlino si è occupato di altre situazioni spinose, come ad esempio l'ex stabilimento farmaceutico Angelini, alla Palombella,

PERUGIA - Certificazione Isee, nel 2008 c'è stato il record di richieste in Umbria... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di seguito un piccolo vademecum per orientarsi tra burocrazia e possibilità di accedere a servizi e prestazioni, usufruendo di bonus o di esenzioni totali della spesa. E questo per quelle famiglie che appartengono ad una particolare fascia di reddito stabilita da chi offre il beneficio. Ma andiamo per ordine.

E' stato approvato ieri dalla Giunta il progetto esecutivo per l'intervento di manutenzion... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potranno iniziare dopo i tempi tecnici che la burocrazia impone e che sono quelli necessari ad espletare la varie procedure per la gara d'appalto. Le opere, per cui è stato previsto un costo totale di 450 mila euro, riguarderanno innanzitutto la pavimentazione, ora in gomma, che verrà rifatta con una zona centrale in travertino mentre quella laterale sarà in pietra arenaria santafiora,

PERUGIA - Redditometro, boom di certificazioni, ma anche boom di furbi. Tutti alla ricerca d... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è anche con chi deve fare i conti con la burocrazia che brucia i diritti. E' il caso di un perugino di 47 anni che ha in tasca lo sfratto esecutivo e non riesce ad ottenere, dal Comune di Perugia, la casa popolare. Eppure ne avrebbe tutti i diritti visto che non lavora ed ha a carico tre figli minori di cui due costretti su una sedia a rotelle.

Asili e bollette: caccia ai furbi degli sconti ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi In 51mila alle prese con il redditometro per i benefici sui servizi. C'è chi trucca e chi finisce nella rete della burocrazia Asili e bollette: caccia ai furbi degli sconti Disoccupato denuncia: due figli disabili e niente casa popolare, ora rischia lo sfratto

petrucci: vacanze a prezzo fisso ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E insisteremo sullo snellimento della burocrazia. La Provincia si impegna a supportare le azioni per sostenere accesso al credito ed eventuali agevolazioni». Il prossimo 6 marzo l'amministrazione regionale presenterà gli investimenti per la promozione di turismo e commercio, una manovra da diversi milioni euro per rilanciare la Toscana.

Rinviato il testamento biologico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia per i cittadini. Anche se ieri il consiglio nazionale del Notariato ha ribadito che l'«accertamento della volontà e la sua documentazione » sono requisiti cruciali. Il secondo emendamento riscriverà invece i primi tre articoli del testo per venire incontro ai rilievi della commissione Affari costituzionali del Senato che,

Lecco, le aziende investono ancora ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le aziende, e il Paese, hanno invece bisogno di meno burocrazia (anche per poter realizzare le infrastrutture per le quali sono già stati fatti gli stanziamenti); minori tasse sul lavoro per migliorare la competitività, eventualmente da dividere con i lavoratori in modo da contribuire a rilanciare la domanda.

Pini riconosce le difficoltà e <assolve> l'Amministrazione ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma colpa anche e soprattutto di una burocrazia esasperante, che protrae i tempi dei pareri obbligatori per i quali l'attesa è eccessiva». Claudio Pini, titolare dello chalet "Lido Cristallo" e responsabile dell' Abat-Confcommercio, non getta la croce addosso al Palazzo per quel Piano di spiaggia stenta a vedere la luce;

Tante polemiche, pochi turisti ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soffre un po' quando si misura con la burocrazia ». Intanto l'assessore torna dalla Bit di Milano dove ha presentato "Baia di Napoli", un progetto «nuovo » che, per sua stessa ammissione, «si fonda sulla messa a sistema di alcuni strumenti già in campo da anni: da "ArteCard", al "Metrò del Mare" al "Citysightseeing"».

Fisco, le cartelle si pagano a rate ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingessano questa possibilità con un sovraccarico di burocrazia ». Due, in particolare, le difficoltà che sono messe in luce dai professionisti. La prima è l'obbligo, per le imprese che scelgono di rateizzare, di produrre una documentazione eccessiva, con carichi troppo onerosi per le piccole e medie aziende a volte costrette addirittura ad effettuare chiusure di bilancio a metà anno.

La creatività fa un passo indietro ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eccesso di burocrazia, scarso organico e ridotta tecnologia degli uffici nazionali frenano il processo: «Ma è il livello centrale – precisa Porsia – che non aiuta: la nuova legge in materia, il codice della proprietà industriale è ancora privo di regolamento attuativo ».

Medici generici, Provincia bocciata sul tetto ai pazienti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia e che venga ridotto il peso della burocrazia». Secondo Richard Theiner, assessore provinciale alla Sanità, «la sentenza rimescola le carte in questa materia a svantaggio dell'autonomia e dei cittadini ». Insomma, uno svantaggio per tutti. Da qui la decisione della Giunta provinciale di impugnare la decisione del tribunale del lavoro.

di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro.... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Era un bravo ragazzo dicono ligio sul lavoro, sempre disponibile. Davvero una grande perdita, non ci sono parole». I funerali non sono ancora stati fissati. La salma ritornerà in Italia soltanto probabilmente fra due settimane, visti i lunghi tempi della burocrazia cinese.

Il negozio è pronto ma rimane chiuso ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: investimento di un imprenditore orientale è bloccato dalla burocrazia. Due sono specializzati in abbigliamento e pelletteria, altri tre vendono anche elettronica e bricolage: ciascuno conta su oltre duemila metri quadrati di superficie espositiva. Lungo i tre chilometri della ex Carlo Felice - ora strada comunale di Sestu - negli ultimi anni c'è il boom degli ipermercati gestiti da cinesi.

Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti ( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: composto da migliaia di storie difficili, da burocrazie farraginose e da appartamenti anche fatiscenti. Il viaggio tra le case popolari comincia con l'analisi sui numeri fiorentini e dell'hinterland, dalla radiografia delle famiglie che vivono in «60 metri quadri di Firenze», per parafrasare un film famoso.

<In pochi hanno saputo essere vicini a quell'uomo> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questi che si avverte forse la mancanza di contatti che superino i binari della burocrazia. Questo è anche il giudizio che si sente di esprimere il giudice del lavoro Roberto Riverso che a Guiaro ha riconosciuto prima il diritto a essere rimborsato da Ausl e Regione per le cure praticategli da medici tedeschi e poi il diritto a ricevere aiuti finanziari e terapeutici da Comune e Ausl.

Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia, le ... Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le funzioni di un Comune, diventeranno un modo per divertirsi in compagnia della giunta. Medicina in pillole' ha l'obiettivo di far comprendere ai giovani, attraverso il cabaret di un comico, Davide Dalfiume,

DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegn... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegn... DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegnando targhe personalizzate e far pagare il bollo sull'acquisto del carburante. Bruno Vescovini, Modena POSSIBILE che, avendo firmato un contratto venerdi 6 febbraio per l'acquisto di una Fiat a metano,

Senza futuro. Scuola che naviga a vista ( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Marilena Catozzo coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi Le colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire meglio alcuni concetti che, a causa probabilmente di problemi di spazio, potrebbero avere ingenerato qualche erronea convinzione nel lettore non addetto ai lavori circa l'articolo apparso domenica primo marzo.

pensione-beffa dell'inpdap per marella ( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nazionale Pensione-beffa dell'Inpdap per Marella Da 23 anni lotta con la burocrazia, ora ha ricevuto mille euro VENEZIA. Anacleto Marella, 92 anni, in pensione da 37 anni, ancora non riesce a vedere riconosciuti i propri diritti: una storia che ha dell'inverosimile ed era già stata segnalata più volte dalla Nuova Venezia.

Pensioni/ Storace: Questa Europa impone solo sacrifici ( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'insensibilità sociale della burocrazia europea è sempre più evidente. La parità nel mondo del lavoro non è andare in pensione come gli uomini, ma guadagnare come loro e avere le stesse aspettative di carriera. Ma tutto questo è negato persino dalla politica italiana", conclude Storace.

SERGIO DE SANTIS CON LA CRISI CHE STA DEVASTANDO L'INTERO PIANETA, LA PROVINCIA DI NAPOLI HA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma le risorse sono quelle che sono, la burocrazia è lenta, e poi molte strade sono scassate da sempre e moltissime scuole pure. E allora? Allora meglio rilassarsi con la scherma o con il training autogeno o con una bella discussione di gruppo. Oltre tutto, avranno pensato alla Provincia, l'iniziativa non costa nemmeno tanto.

Mille euro di integrativa dopo 23 anni di attesa ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stranezze della burocrazia, lui non aveva mai ricevuto. «I miei avvocati - racconta - hanno dovuto lavorare parecchio per spiegare che non avevo mai ottenuto nulla e quindi non dovevo restituire niente». Ora la beffa. Nei giorni scorsi l'anziano, che vive nella zona di San Francesco della Vigna e che nel 1976 ha ricevuto il "Premio della bontà"

Disabili, lo scandalo della casa-alloggio mai aperta ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pare incredibile che una risorsa così necessaria venga bloccata dalla burocrazia, mentre i genitori anziani muoiono con la preocgono spediti in giro per strutture come fossero pacchi postali». In merito, c'erano già state interrogazioni dei consiglieri Gianfranco Bettin in Regione e Giuseppe Caccia e Iacopo Molina in consiglio comunale.

Scaffali, innovazione & cultura ( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, la distinzione tra azionisti e manager, la centralizzazione e l'ipocrisia, considerata ovviamente come l'olio necessario per far girare organizzazioni rigide e complesse. O come ha spiegato il neuroscienziato Paolo Legrenzi dell'Università di Venezia nei sui saggi su "Mente", "Felicità", "Creatività e Innovazione"

AMBULANTI A RIALTO ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A pesare sulla decisione del tribunale la scarsa memoria della burocrazia comunale che non è riuscita a provare con precisione da quanto tempo esistesse l'autorizzazione al commercio in possesso di Sonnenblume. Tanto che Ca' Farsetti è stata anche condannata al parziale pagamento delle spese. Pl.T.

Anziani, la spesa si fa col Gel ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se avessero le mani meno legate dalla burocrazia». Mentre nel ringraziare l'amministrazione ha sostenuto la necessità che l'assessore alle Politiche sociali «sia più presente sul territorio per capire e conoscere le reali necessità delle famiglie che hanno problemi, in collaborazione con i medici di base, dare sollievo ed evitare che dove c'è un problema ne possano nascere altri»

Franceschini, un uomo solo al comando Walter Veltroni se n'è andato portando c... ( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nello snellire i costi della burocrazia che la politica di questi ultimi decenni ha contribuito ad aumentare, gravandoci oltrettutto di nuove tasse (pensiamo solo ai passaggi di proprietà di un'auto e alle tasse sui carburanti). Poi gestire, riducendoli, i flussi migratori i quali contribuiscono ad aumentare disoccupazione e cassa integrazione,

La lingua italiana vince a Bruxelles ( da "Stampaweb, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: battaglia che da anni la oppone su questa tema alla burocrazia di Bruxelles. Oggi la battaglia sembra essere vinta, con somma gioia di paesi come l?Italia e la Spagna. L?Ufficio di selezione del personale per le istituzioni comunitarie (Epso) è corso ai ripari e da domani, su un nuovissimo sito, i bandi di concorso verranno pubblicati per la prima volta nelle 23 lingue ufficiali dell'

5.000 lavoratori dipendenti di aziende artigiane Venete sospesi dal lavoro in attesa di una circolare ( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le risposte concrete sono sempre subordinati ai tempi e alle regole della burocrazia. Così oltre 5.000 lavoratori del Veneto, in gran parte dipendenti di aziende artigiane sospesi dal lavoro, per beneficiare degli ammortizzatori sociali di cui hanno diritto dovranno aspettare, se tutto fila liscio, fino alla metà di aprile.


Articoli

Confartigianato sigla accordi per il credito (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'iniziativa Confartigianato sigla accordi per il credito Cassa integrazione record nelle imprese novaresi: Confartigianato mette in campo interventi straordinari per fronteggiare la crisi. In soli due mesi, gennaio e febbraio 2009, in provincia di Novara le imprese artigiane che hanno chiesto la cassa integrazione straordinaria in deroga sono state ben 120, con un totale di 443 addetti: «In soli sessanta giorni - dice il funzionario di Confartigianato, Cesare Valvo - abbiamo superato l'intero 2008. A questo si aggiunge il problema della lentezza di erogazione del provvedimento, per cui i lavoratori in cassa da settembre, non hanno ancora ricevuto un centesimo. Confartigianato sta premendo perchè tutto questo si sblocchi subito». Amleto Impaloni, anch'egli funzionario di Confartigianato, aggiunge che l'associazione ha messo in campo interventi eccezionali: «Abbiamo stipulato due accordi con la Banca Popolare di Novara e con il Credito Cooperativo di Vische e del Vco per facilitare il più possibile il credito alle imprese. Inoltre abbiamo organizzato una serie di incontri con le imprese artigiane a Novara e San Maurizio d'Opaglio per informare su tutte le misure che si possono adottare per fronteggiare la situazione difficile». «Confartigianato - dice il presidente Giovanni Fasola - vuole essere al fianco degli imprenditori in modo concreto, snellendo il più possibile la burocrazia, aiutandoli a ridurre i costi, facilitando forme di credito che sono indispensabili per uscire da un momento davvero complesso».

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Hotel e negozi, aumentano gli aiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

NOVITA' NORMATIVA.MODIFICATA LA LEGGE DEL 2001 Hotel e negozi, aumentano gli aiuti [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA Cambiano le regole per gli aiuti regionali (contributi in conto capitale e mutui a tasso agevolato) previsti da una legge approvata nel 2001 legata al settore ricettivo e commerciale. In parte per recepire nuove normative europee, in parte per scelte fatte in modo da inserire nuove categorie prima escluse. «Abbiamo recepito osservazioni che ci sono state rivolte dai rappresentanti delle categorie produttive - dice l'assessore al Turismo e Commercio Aurelio Marguerettaz -, anche se non è direttamente un provvedimento anticrisi. La delibera è stata adottata in tempi record». La legge regionale è finanziata con 7 milioni di euro l'anno, nel filone dei contributi in conto capitale. I provvedimenti riguardano le piccole e medie imprese, vale a dire quelle con meno di 50 addetti e meno di 10 milioni di fatturato (piccole) e fino a 250 addetti e meno di 50 milioni di fatturato (medie). Un primo filone riguarda gli alimentaristi, che finora erano esclusi dagli aiuti erogati in regime «de minimis». Vale a dire quelli concessi fino a un massimo di 200 mila euro in tre anni, tetto fino al quale non esiste l'obbligo di notifica preventiva all'Unione europea. «E' un provvedimento importante in una regione che punta sui prodotti tipici anche collegati al turismo», dice Marguerettaz. Salgono anche le percentuali massime per l'erogazione dei contributi. Una «intensità di aiuto» che lievita dal 15 al 20 per cento per le piccole imprese e dal 7,5 al 10 per cento per le medie. In questo caso è stata recepita una nuova normativa comunitaria. Percentuali di aiuto più alte (fino al 20 per cento per le medie imprese, fino al 30 per le piccole) sono possibili per le aziende che si trovano nei comuni inclusi nella «Carta degli aiuti a finalità regionale». Un'altra scelta, fatta questa volta a livello politico locale, è stata quella di includere gli assicuratori (prima esclusi) fra i beneficiari degli aiuti previsti dalla normativa regionale. Cambiano le regole per imprenditori e aziende che gestiscono servizi di affittacamere. Finora erano categorie che potevano beneficiare di aiuti solo quando aprivano l'attività. Ora potranno chiedere i benefici (fino al 30 per cento) anche quando decidono di affrontare spese per ristrutturare e riammodernare le loro attività. «E' un segnale che abbiamo voluto dare perché ci siamo resi conto di quanto sia importante il mercato delle strutture ricettive di prossimità - dice Marguerettaz -. E' un fenomeno in continua crescita in Valle d'Aosta, soprattutto nel periodo estivo. Coinvolge in modo particolare i visitatori che provengono dalle regioni vicine». «Faremo in modo di valutare con voi i percorsi di richiesta di finanziamento - dice Marguerettaz rivolgendosi ai rappresentanti delle categorie produttive -.L'esigenza di conoscere dati numeri non è sempre legata alla volontà di aumentare la burocrazia. Per esempio, chiedere il numero di addetti è finalizzato a definire in quale categoria deve essere ricompresa l'azienda che fa domanda, e se ha diritto a ottenere le sovvenzioni previste dalla normativa regionale».

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La burocrazia frena i parcheggi nella zona della stazione ferroviaria (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

A VADINO UNA PIAZZA DEDICATA A PERTINI La burocrazia frena i parcheggi nella zona della stazione ferroviaria Rallenta il parcheggio di salita Patrioti, accelera quello di via De Gasperi a Vadino, destinato a chiamarsi piazza Pertini. L'amministrazione comunale è al lavoro per aumentare i posteggi, ma deve fronteggiare i problemi burocratici. L'intervento più importante riguarda il piazzale ferroviario tra i binari e rione Risorgimento, vicino alla stazione. In estate, il Comune ha aperto il primo tratto con quaranta posti auto, assicurando il completamento dell'area entro la fine del 2008. Da allora, però, l'intervento è fermo al palo. «La zona interessata dall'ampliamento è soggetta a regole diverse rispetto a quella già terminata, che ci impediscono di intervenire subito. La nostra intenzione è comunque quella di proseguire verso la completa sistemazione dell'area», spiega il sindaco Antonello Tabbò. La situazione sembra destinata a migliorare nel quartiere di Vadino. «Tra via De Gasperi, via Sella e via Kennedy sarà completata una nuova piazza, che sarà intitolata all'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini. Lo slargo cambierà il volto dell'isolato, aumenterà la dotazione di parcheggi pubblici ed ospiterà una parco giochi per l'infanzia. Un altro posteggio sorgerà all'inizio della strada provinciale per Villanova», dichiara il primo cittadino.\

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Filadelfia, l'ultima beffa (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Comune pronto a versare 500 mila euro Ora si attende la perizia del Tribunale Filadelfia, l'ultima beffa [FIRMA]GIANLUCA ODDENINO Non c'è pace per il Filadelfia e per i tifosi granata che ormai da 12 anni sperano in una sua ricostruzione. La telenovela dello stadio che rese epico il Grande Torino, prima di essere abbattuto e diventare l'attuale discarica, ha offerto una nuova tragica puntata. Ovvero il tramonto delle illusioni di un veloce ripristino dell'area per ospitare il Torino di Cairo (prima squadra e Primavera) e la materializzazione delle due ipoteche da 38 milioni di euro l'una che stanno bloccando ogni iniziativa. Il contenzioso in atto tra il Comune (proprietario del Fila o di quel che resta) e l'Agenzia delle Entrate (tasse non pagate dal Torino fallito di Cimminelli) non si risolverà in tempi rapidi e soprattutto rischia di far precipitare una situazione che aveva trovato il suo punto d'equilibrio, seppur dopo mille battaglie e polemiche. Ieri i cancelli del Fila si sono aperti per poter ospitare un sopralluogo della commissione comunale dello Sport: una visita utile per valutare il degrado dell'area e fare il punto della situazione sull'annosa vicenda. All'appuntamento mattutino, e sotto una fastidiosa pioggia, si sono presentati oltre 300 tifosi di ogni età per esprimersi e confrontarsi direttamente con l'amministrazione civica. Lo striscione «Vergognatevi» ha accolto la delegazione comunale in trasferta, mentre volantini stampati dai tifosi sintetizzavano la storia del Fila con mandanti e colpevoli. Un clima teso e di forte protesta, con l'assessore allo sport Renato Montabone, il consigliere Giuseppe Sbriglio e il presidente di commissione Luca Cassiani letteralmente circondati sul prato per un vero processo. Domande e risposte in un tono sempre più concitato, citazioni precise di delibere del passato, richieste di spiegazioni sulla Fondazione Filadelfia, la fuga di qualche consigliere e anche l'appello accorato di un capo ultrà della Maratona («Basta parole, vogliamo il Fila ora») hanno riaperto una ferita antica che rischia di non rimarginarsi più. Colpa di quei 76 milioni di euro che gravano sull'area e che lo Stato vuole incassare ad ogni costo. «C'è un contenzioso in atto - ha spiegato Luca Cassiani dopo essersi confrontato con l'assessore all'urbanistica Mario Viano (ieri assente) - e entro 2-3 mesi sarà disponibile la perizia disposta dal tribunale per capire il valore del Fila. Il Comune è pronto a versare 500 mila euro per cancellare l'ipoteca e poter così dare alla Fondazione il bene per 99 anni, più la possibilità di mettere a reddito fino a 4.000 mq di aree commerciali». Il problema, però, sta proprio in questa trattativa, visto che l'Agenzia delle Entrate ha rifiutato un primo accordo e aspetta il parere finale del tribunale. Il rischio, tutto sommato concreto, è che il Fila venga valutato più di quei 500 mila euro che offre il Comune. Con cifre più alte, l'Amministrazione potrebbe non intervenire e far scattare l'acquisto automatico da parte dell'Erario che a sua volta metterebbe all'asta i terreni. Vanificando così anni di lavori, riunioni, tavoli di concertazione, approvazioni di statuto e soprattutto fondi già trovati per ridare gloria a quel campo. Il Fila all'asta è una bestemmia che nessun granata vorrebbe sentir pronunciare, ma dopo dodici anni di rinvii e all'avvicinarsi della scadenza elettorale della Giunta Chiamparino, il rischio che la burocrazia faccia saltare tutto è forte.

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Bonora ed Erag alla Mala di Nago (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bonora ed Erag alla Mala di Nago Le due ditte rivane si spostano nell'area artigianale NAGO-TORBOLE. Le ditte rivane Fratelli Bonora (pulizie industriali) ed Erag, che produce tecnologie d'avanguardia, si trasferiranno nella zona artigianale di Mala, in quel di Nago. Nei giorni scorsi i titolari hanno sottoscritto con il Comune l'acquisto di due lotti di terreno (entrambi di circa 4.500 mq.) dove realizzeranno i capannoni per la loro attività. La crisi produttiva non atterra il settore imprenditoriale medio-piccolo del Basso Sarca: il 17 marzo vi sarà la stipula del contratto per la cessione di queste due nuove aree artigianali di Mala. Non è tutto. Venerdì prossimo scadrà il bando indetto dal Comune di Nago-Torbole per l'assegnazione dei residui due lotti (uno da 4.500 mq. e l'altro da 1.300 mq) e vi è l'interessamento di varie ditte. L'assessore Mario Mazzoldi è fiducioso che la vendita vada in porto anche se gli imprenditori lamentano l'eccessiva burocrazia che condiziona l'acquisto dei terreni e diversi di loro hanno rinunciato pur avendo la necessità di disporre delle aree. La legge provinciale prevede che l'assegnazione non dipende dal prezzo, che è stabilito da una perizia di un tecnico, ma dalla presentazione di un voluminoso preliminare contenente il progetto di massima da realizzare redatto da un professionista (eventualmente dovrà essere concretizzato entro 18 mesi dal rogito), dall'attività esplicata e da una serie di impegni compreso quello occupazionale. Se quest'ultima condizione non verrà rispettata, negli anni futuri alla ditte verranno appioppate multe salate (si arriva ai 4 mila euro). Se i complessi e costosi ostacoli burocratici sono stati superati celermente ed in meno di due anni saranno completati gli insediamenti dell'ampliata zona produttiva di Mala è per l'intraprendenza dell'assessore Mazzoldi. In questi mesi l'amministratore ha avviato intensi contatti non solo formali con numerosi imprenditori fornendo tra l'altro l'assistenza burocratica. I sette lotti destinati all'attività produttiva hanno una superficie di 27.028 mq. con un introito per il Comune di 2 milioni e 854 mila euro (1 milione e 985 mila già incassato) che contribuiranno alla trasformazione in municipio della dependance dell'ex Colonia Pavese. L'ottava porzione alla Mala rimarrà del Comune per il magazzino comunale, il Crm (centro raccolta materiali) e le attrezzature per i collegamenti a banda larga. Tra alcuni anni la zona artigianale di Mala verrà allargata con due lotti ricavati dal confinante campo di calcio, quando verrà trasferito al centro scolastico di Tezze.(a.cad.)

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Areale Fs, la burocrazia blocca tutto (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Incertezza sul destino dei 24 ettari, dopo l'accoglimento da parte del Tribunale amministrativo di un ricorso «Areale Fs, la burocrazia blocca tutto» Il sindaco: subito un incontro col cda per fare il punto della situazione BOLZANO. «Tutto fermo sull'areale ferroviario. Il motivo è semplice: nel nostro Paese cresce continuamente la burocrazia perché c'è una giungla di regole». Il sindaco Luigi Spagnolli ancora una volta punta il dito contro la burocrazia che allunga a dismisura i tempi e costringe le amministrazioni a rinviare alle calende greche ogni decisione. In questo caso in ballo ci sono i 24 ettari dell'areale ferroviario che si vogliono inserire nel Puc, ma non si sa ancora dove, come e se si potrà costruire sui terreni oggi occupati dai binari. Ieri la giunta comunale ha approvato un documento dell'assessore all'urbanistica Chiara Pasquali da inviare al cda della società Areale in cui si chiede di avere un quadro preciso della situazione. La risposta dovrà arrivare nell'ambito di un incontro tra rappresentanti del Comune e della società. A bloccare tutto ormai da mesi, in questo caso è l'accoglimento da parte del Tar del ricorso presentato dalla Drees & Sommer Italia Engineering contro la Lda Studio, la società incaricata di gestire la parte preliminare dell'operazione areale ferroviario. In sostanza, i giudici amministrativi hanno annullato il provvedimento con cui è stato affidato alla Lda Studio il servizio di consulenza ed assistenza nella preparazione di un concorso di idee per un più razionale utilizzo dell'area della stazione ferroviaria. Per superare l'impasse, nella lettera-documento Pasquali chiede alla società di tornare al programma originario che prevedeva di affidare al comitato tecnico paritetico, composto da rappresentanti di Comune, Provincia, Fs, il compito di indicare il nuovo uso dei 24 ettari oggi occupati dai binari.

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Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Vincenzo Brancatisano Pagelle, boom di 5 in condotta: 172 E 19mila 859 ragazzi su 28mila hanno almeno un'insufficienza Le situazioni più critiche si registrano negli istituti professionali e tecnici Percentuale minore in licei e magistrali Se fosse un'impresa commerciale dovrebbe portare i libri in tribunale. Con i dati del primo quadrimestre la nostra scuola rivela il proprio stato di insolvenza. Dei 28mila 464 studenti valutati dai consigli di classe delle superiori della provincia, ben 19mila 659 hanno avuto un'insufficienza. Due studenti su tre non sono riusciti a ottenere la piena sufficienza in tutte le materie. Nelle medie inferiori non va meglio. Emergono i primi sintomi del grave malessere ma invece di adottare provvedimenti le scuole preferiscono regalare il 6 anche a chi non arriva al 4. Tornando alle medie superiori, sono 172 gli studenti che hanno avuto 5 in condotta a causa di comportamenti gravissimi che, stando alla normativa voluta dalla ministra Gelmini, devono integrare gli estremi del reato. Un numero elevato se si pensa che nella vicina città di Bologna i 5 in condotta sono stati solo 6. E il dato sulla condotta è sottostimato oltre che molto controverso e foriero di ricorsi. Risulta infatti che in molti istituti della nostra provincia i docenti si sono rifiutati di infliggere il 5 in condotta a studenti che in epoche recenti sarebbero stati espulsi da tutte le scuole. E questo perché la procedura che consente a un consiglio di classe di dare l'insufficienza in condotta è talmente garantista che, per rendere inattaccabile il 5, occorre dimostrare che lo studente sia stato preventivamente sospeso dalla scuola per almeno 15 giorni addirittura dal Consiglio di Istituto appositamente convocato. Ma perché questo avvenga è necessario che ci sia la dimostrazione che sia stato commesso un reato o che sia stato messo in atto uno stato di pericolo per l'incolumità o che sia stata offesa la dignità delle persone. Ma non è finita: occorre pure che ci sa la dimostrazione che l'allontanamento non sia stato seguito da segni di ravvedimento da parte degli interessati. Il tutto accompagnato dall'intervento difensivo di genitori e rappresentanze studentesche convocati a giorni alterni a seguito di montagne di note disciplinari di ogni genere. Una procedura che ha consentito a migliaia di studenti di cavarsela con un 6 in condotta, che i prof hanno regalato sia pure turandosi il naso pur di non sfidare l'insidia dei ricorsi, che potrebbero essere vincenti in tutti quei casi in cui il buon senso e un voto a maggioranza abbiano prevalso sul rispetto della burocrazia. Una burocrazia dagli esiti contraddittori (104 insufficienti in condotta nei tecnici e solo 68 nei professionali è un dato non credibile) visto che il pessimo voto di condotta non è necessariamente punitivo. Anzi, come pure abbiamo previsto nei mesi scorsi, la normativa ha finito per premiare proprio chi intendeva colpire. Poiché infatti il voto in condotta fa media (per la prima volta) con gli altri voti, il 6 inflitto a studenti che abbiano molte insufficienze finisce per alzare la media invece che abbassarla. Il ministro Gelmini annuncia ora di voler snellire la procedura e affidare alla sovranità del consiglio di classe la valutazione del 5 in condotta, che se confermato a giugno decreterebbe la bocciatura dello studente. E sarebbe una strage. Infatti gli insegnanti non ne possono più di essere messi sotto ai piedi da schiere di adolescenti che, complici famiglie troppo assenti o troppo condiscendenti, rendono impraticabili le lezioni e, al di là delle false verità ufficiali, non vedono l'ora di punire i responsabili che da anni la fanno franca. I voti nelle materie completano il quadro funesto. Degli 8.603 studenti scrutinati nei licei, ben 4.732 hanno avuto almeno un'insufficienza, analogamente ai 9.008 (su 12.227) negli istituti tecnici e ai 5.919 (su 7.634) negli istituti professionali.

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Simona torna a casa, abbiamo bisogno di te (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Paolo Fizzarotti «Simona torna a casa, abbiamo bisogno di te» S. Cipriano, l'appello disperato del marito: «Io e il bambino viviamo in un incubo» SAN CIPRIANO PO. «Torna a casa, Simona. Ci manchi. E abbiamo bisogno di te». Da quando sua moglie è letteralmente scomparsa nel nulla, un mese fa, Paolo Bagnaschi non trova più pace. Simona Bellagente, 42 anni, si è allontanata dalla sua abitazione la mattina di venerdì 30 gennaio. Da allora non se ne è saputo più nulla. «Nessuna telefonata, nessun biglietto, nessun sms: niente di niente - commenta sconsolato il marito - Nessuno l'ha più vista: nè qui attorno, nè altrove. Ma io lo so che lei è ancora viva, me lo sento. E ora le chiedo pubblicamente di tornare a casa da noi, da suo marito e suo figlio: ci manca e abbiamo bisogno di lei». Paolo Bagnaschi, operaio specializzato in una fabbrica di zolfo della zona, è rimasto ad aspettarla nella bella villetta a due piani di via Tizzoni 7, alla periferia di San Cipriano. Con lui c'è Luca, il figlio di sei anni. Da quel 30 gennaio sono state avanzate le ipotesi più diverse: dal suicidio nel Po alla disgrazia, dall'allontanamento volontario al rapimento. Qualcuno ha pensato anche a un delitto: ma non sono stati trovati indizi, tracce o prove concrete che potessero avvalorare decisamente una o l'altra ipotesi. «Anche la trasmissione Tv "Chi l'ha visto" ha tradito le nostre speranze», afferma il marito. Paolo Bagnaschi non riesce a stare fermo, letteralmente. Riceve gli ospiti in cucina e li fa sedere, ma lui rimane in piedi e cammina nervosamente. Bagnaschi è in malattia da alcuni giorni: crisi di ansia e di panico. «In 25 anni e sei mesi di lavoro - racconta - Non ho mai fatto un giorno di assenza per malattia. Ma stavolta proprio non ce l'ho fatta: non mi sento bene, questa vicenda mi sta segnando». Paolo chiede alla moglie di tornare a casa: significa che per lui è viva. «Sì, non ne ho alcuna prova ma ne sono certo. Me lo sento. Lei è da qualche parte, lontano. E' andata via e non so perchè, ma sto troppo male per essere arrabbiato. Io e il bambino abbiamo bisogno di lei. Ti prego, Simona, ritorna a casa da noi». Una fuga senza segnali. Una lettera, un biglietto... «Niente di niente - risponde - Io e i carabinieri abbiamo rivoltato la casa, ma non abbiamo trovato nulla. Anche le sue amiche non sapevano niente. I carabinieri hanno passato al setaccio tutti i tabulati telefonici». Con quali esiti? «Nessuno -è la risposta - nelle settimane precedenti Simona aveva telefonato solo a parenti e alle solite amiche. Nessun numero sconosciuto». Paolo Bagnaschi rigira nervosamente tra le mani le foto della moglie. «Non ne ho tante - spiega - Non ama molto farsi fotografare e di solito è lei a scattare le foto di famiglia. Ma una di queste la porto sempre con me, in macchina. Non si sa mai: potrei averne bisogno per mostrarla a qualcuno». Cos'ha portato con sè la donna è un altro particolare inquietante. «Nulla - osserva il marito - Ha lasciato qui tutto: telefono cellulare, portafoglio, soldi, borsetta. Nell'armadio non mancano vestiti, nè scarpe. L'ultima a vederla è stata sua sorella, alle 10.30. Era vestita con pantaloni chiari e un maglioncino nero. Il giorno dopo abbiamo trovato vicino alla riva del Po il suo giubbotto chiaro e uno degli zoccoli di gomma che usava quando andava in giardino. L'ultima traccia». Poi il racconto di quelle prime ore da incubo. «Mia moglie ogni giorno alle 12.40 andava alla vicina fermata dello scuolabus a prendere nostro figlio, ma quel giorno non l'ha vista nessuno. L'addetto ha accompagnato il bambino a casa, sapendo che al piano di sotto abitano la nonna e una zia, e lo ha affidato a loro. Mia suocera e mia cognata hanno pensato che Simona fosse venuta da me in fabbrica per qualche contrattempo, e non hanno dato peso alla cosa. Abbiamo scoperto che era sparita solo dopo le 14, quando sono rincasato e ho detto che io non ne sapevo nulla». Da allora, la speranza e la paura. «Ogni tre giorni vado dai carabinieri, ma a questo punto non credo che proseguano le ricerche. Mi sono rivolto anche a "Chi lo ha visto", ma non se ne è fatto nulla: la burocrazia della Rai mi ha fermato. Cerco di occuparmi del bambino, con l'aiuto della zia e della nonna, ma è difficile. Ho impiegato un giorno intero per imparare come fargli fare l'aerosol: una cosa normale, per una mamma. Mi sono anche dovuto improvvisare casalingo, con scarsi esiti». E il bambino chiede mai della mamma? «No, fa finta di nulla - dice l'uomo - E non è un buon segno: lo psicologo del Comune, che ci assiste, dice che tiene tutto dentro». C'erano tensioni in casa? «Si discuteva - è la risposta - Come tutte le coppie che stanno insieme da anni. Ci siamo conosciuti nell 1982 e ci siamo sposati nel 1991. Ma non ci sono mai stati litigi troppo accesi e mai davanti al bambino». E ora, la vita che continua, nonostante tutto. «Ogni anno andiamo in vacanza a Cannes: mi è appena arrivata la conferma della prenotazione di quest'anno. Non ci volevo andare, ma lo psicologo mi ha detto che forse per il bambino è meglio fare le cose come al solito». E se Simona fosse fuggita magari da parenti? «No, i più lontani abitano a Cura Carpignano. E'altra sera erano qui».

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Il Polo logistico non si ferma (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Polo logistico non si ferma Mortara, l'amministratore: «L'iter sarà presto sbloccato» UN PROGETTO IN RITARDO MORTARA. «Ad oggi non c'è ancora la convenzione per il raccordo, con Rete ferroviaria italiana, ma io sono ottimista, visto che il progetto è già stato autorizzato da Rfi. Confido che nei prossimi giorni possano arrivare notizie positive sul fronte dell'iter burocratico». Andrea Astolfi, amministratore delegato della società Polo Logistico e presidente della Pimo (la società di gestione dell'area mortarese) è fiducioso. Nei giorni scorsi, da una riunione in municipio a Mortara, era emerso che Rfi non ha ancora rilasciato l'autorizzazione all'allacciamento dei binari in fase di realizzazione all'interno dell'area. Il sindaco Roberto Robecchi aveva definito «scandaloso che si riscontrino queste lungaggini senza giustificazioni», perché sono in gioco investimenti importanti e parte del futuro economico della città. «L'allarme che si è creato è comprensibile - sottolinea Astolfi - perché purtroppo c'è un ritardo, ma nei prossimi giorni gli sviluppi potrebbero essere positivi». Certo, la burocrazia, non è l'unico ostacolo che il progetto dovrà superare: l'altro è la grande crisi finanziaria ed economica che sta tenendo il mondo intero sulla corda. «E' un momento difficile - conferma Astolfi - perché poche aziende, anche multinazionali, oggi stanno sviluppando programmi di investimento. In un momento di crisi internazionale come questa tutti stanno frenando». Però, non ci si può fermare, e Astolfi guarda avanti. Quanto ci vorrà a terminare l'opera? «Realizzati gli interventi infrastrutturali, io spero - dice - che la logistica sia completata quando sarà superato il momento economico più difficile. Il nostro programma prevede la realizzazione di logistica a misura di cliente, funzionale, quindi ci porremo sul mercato. Qualche anno ci vorrà». Ma senza fermarsi, per essere pronti nel momento in cui il mondo uscirà dal tunnel della crisi e il Polo logistico potrà diventare motore di sviluppo. «Voglio essere prudente e non creare aspettative - sottolinea Astolfi -. Andiamo avanti per la nostra strada, abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse e le stiamo valutando. Il problema, oggi, è che chiunque voglia investire ha bisogno di appoggiarsi alle banche e la logistica d'impresa richiede impegni significativi». E le banche hanno stretto sui prestiti. L'investimento complessivo previsto per la realizzazione del Polo logistico è di 100milioni di euro. (d.a.)

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<Aiutare chi avvia un'attività> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Aiutare chi avvia un'attività» --> Mercoledì 04 Marzo 2009 ECONOMIA, pagina 33 e-mail print «Ringrazio chi mi ha riconfermato: non è facile essere presidente di categoria e al tempo stesso dei giovani, ma passione ed entusiasmo non mi mancano e soprattutto dal confronto con esperienze legate ad altri settori possono uscire idee vincenti». Così Ettore Coffetti commenta la riconferma a presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Ascom, avvenuta all'unanimità per il titolare della macelleria di famiglia di Borgo Santa Caterina a Bergamo. «Come sempre, anche questo secondo mandato sarà all'insegna della collegialità - spiega Coffetti -: abbiamo quattro nuovi ingressi che sicuramente daranno un bel contributo anche in termini di entusiasmo oltre che di competenza». Il gruppo nato nel 2005, è trasversale, essendo espressione degli imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi under 40. In provincia gli associati Ascom di questo tipo sono circa 1.500. Il numero sale oltre i 2.500 se si considerano anche i singoli soci di società di persone. «Il nostro obiettivo - ricorda il presidente - è sostenere con vari supporti quei giovani imprenditori che intendono iniziare un'attività: un esempio è stato l'avvio dello sportello Formimpresa, mentre anche quest'anno vogliamo trovare soluzioni che aiutino i giovani a fronteggiare burocrazia, contabilità o gestione di un esercizio». Altro punto fermo resta la manifestazione a scopo benefico che il gruppo organizza ogni fine novembre per raccogliere fondi da destinare a Onlus che si dedicano all'assistenza ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici di Bergamo. 04/03/2009 nascosto-->

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senza lavoro addio permesso (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 4 - Udine Senza lavoro addio permesso Extracomunitari preoccupati, rischiano di tornare clandestini L'ALLARME Da un lato azzerare la burocrazia per far ripartire subito i lavori pubblici che potrebbero dare respiro alle aziende friulane e dall'altro creare strumenti di sostegno per chi ha perso il posto ed è rimasto escluso dagli ammortizzatori sociali. Ecco le proposte dei sindacati per uscire dalla crisi. E in mezzo alle difficoltà generali scatta un allarme nell'allarme che è quello dei lavoratori extracomunitari. «I quali - denunciano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil - dopo aver perso il lavoro in seguito alla crisi rischiano pure di perdere il loro diritto a restare in Italia». La Cgil chiede quindi misure anti-crisi anche sul fronte dell'immigrazione. «Perché gli extracomunitari - spiega Abdou Faye, componente della camera di lavoro della Cgil di Udine - rischiano di essere due volte vittime del difficile momento del mercato. Da un lato perché sono tra i primi a perdere il posto e dall'altro perché oltre al lavoro rischiano di perdere il diritto a rimanere in Italia. Anche se si tratta di persone che si trovano qui da anni e che per anni hanno lavorato pagando regolarmente le tasse, c'è infatti la possibilità concreta di vedersi negata la possibilità di restare nel nostro Paese. A chi resta senza lavoro - spiega Faye - la legge consente di rinnovare il permesso di soggiorno per soli sei mesi. E oggi, con la maggior parte delle aziende costrette a fare ricorso alla cassa integrazione se non addirittura a chiudere, trovare un'occupazione stabile in sei mesi, non è un'impresa facile». Per questo motivo la Cgil ha chiesto di prevedere, nelle misure anti-crisi, anche la sospensione per due anni della legge Bossi Fini che regola l'immigrazione. Dalla Cisl invece arriva un vero e proprio appello alle istituzioni: «Soltanto la Provincia - spiega - ha in cantiere 120 milioni di euro di progetti. Farli partire subito sarebbe importante magari favorendo le imprese locali. E lo stesso potrebbero fare molti comuni per sistemare marciapiedi, scuole e quant'altro. Questo è il momento di eliminare la burocrazia anche sul fronte dei nuovi insediamenti. Da troppo tempo si parla di vetrerie, poli chimici e oleifici, realtà che darebbero un impulso all'economia ma che ancora non decollano». (c.r.)

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dopo anni e anni di attesa via libera al restauro della caserma (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ABBASANTA Dopo anni e anni di attesa via libera al restauro della caserma ABBASANTA. Volendo fare un paragone improprio si potrebbe affermare che è stata impresa meno macchinosa per il governo cinese organizzare le Olimpiadi di Pechino che per un organismo militare italiano sfornare un nullaosta che autorizzasse l'esecuzione di un intervento di manutenzione all'interno di un piccolo stabile. In entrambi i casi ci sono voluti quattro anni per conseguire un risultato utile, con la differenza che la pratica inerente al rilascio di un'autorizzazione avrebbe potuto essere liquidata in tempi decisamente più brevi di quelli canonici che intercorrono tra due eventi di respiro internazionale. Nella prospettiva di un iter celere, l'amministrazione comunale aveva richiesto al Comando interregionale Lazio-Sardegna dei carabinieri il beneplacito al progetto riguardante la messa a norma della caserma. Nell'attesa di un responso sono trascorsi i mesi, che si sono trasformati in anni. La trafila si è sbloccata soltanto nel gennaio scorso con la trasmissione al Comune del tanto sospirato nullaosta. L'imprimatur ha rimesso in moto la procedura formale rimasta in sospeso dopo la redazione del progetto preliminare. Con l'autorizzazione a procedere accordata dal Comando interregionale dei carabinieri la giunta ha potuto dare disposizioni per definire nel dettaglio la pianificazione degli interventi. I costi dell'opera di adeguamento e ristrutturazione della caserma di via Vittorio Emanuele saranno a totale carico del Comune, che sull'immobile esercita il diritto esclusivo di proprietà. E in virtù di questa condizione sarà unicamente l'ente locale a fare le spese dei ritardi accumulati a causa della lentezza della burocrazia. I ritardi, infatti, si sono tradotti nell'aumento dei costi del lavoro, che nel frattempo sono cresciuti del 17%, passando dai 150mila euro previsti in origine ai 175mila euro comprensivi degli oneri aggiuntivi maturati nel lungo lasso temporale intercorso dalla richiesta avanzata dalla giunta Sanna. L'adeguamento del quadro economico sarà riportato nel progetto definitivo-esecutivo e questo, una volta approvato, sarà presentato alla Cassa Depositi e prestiti per la contrazione del mutuo necessario a coprire l'intero ammontare di spesa. In larga misura i lavori che interesseranno la sede della caserma avranno a che fare con l'aspetto della sicurezza, che sarà integralmente recuperato attraverso la messa a norma di tutti gli impianti e il ripristino dell'agibilità di alcuni ambienti, a cominciare dagli alloggi del comandante, che per il precario stato in cui versano non vengono utilizzati da tempo. Per tutta la durata dei lavori i carabinieri di stanza nel paese saranno trasferiti nell'edificio della Compagnia di Ghilarza, ma il trasloco non influirà in alcun modo sul servizio di controllo effettuato sinora nel territorio comunale. Maria Antonietta Cossu

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12 MARZO 2009/GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA: ABOLIAMO L'ASSURDO ITER BUROCRATICO PER IL RIMBORSO DEI FARMACI CONTRO IL GLAUCOMA (NOTA 78 AIFA) (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 04 Marzo 2009 12 MARZO 2009/GIORNATA MONDIALE DEL GLAUCOMA: ABOLIAMO L?ASSURDO ITER BUROCRATICO PER IL RIMBORSO DEI FARMACI CONTRO IL GLAUCOMA (NOTA 78 AIFA) Roma, 4 marzo 2009 - In occasione della Giornata Mondiale del Glaucoma, che si celebra in tutto il mondo il 12 marzo, Per Vedere Fatti Vedere Onlus lancia una Campagna per l?abolizione dell?assurdo iter burocratico a cui devono sottoporsi i pazienti affetti da glaucoma per il rimborso dei farmaci antiglaucomatosi dal Ssn. E? la famigerata Nota 78 dell?Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che costringe i pazienti a una vera e propria corsa a ostacoli almeno una volta l?anno e a causa della quale molti rinunciano purtroppo a curare la grave patologia che porta alla cecità. In occasione della Giornata Mondiale del Glaucoma 2009, che si celebra il 12 marzo in tutto il mondo, Per Vedere Fatti Vedere onlus lancia una campagna a favore degli oltre 800. 000 pazienti italiani colpiti dal glaucoma, costretti da una burocrazia opprimente e assurda, che non ha eguali nei Paesi evoluti, a presentare una volta l?anno il proprio piano terapeutico per poter ottenere la copertura del Ssn sui farmaci antiglaucomatosi più innovativi. Il glaucoma è una grave patologia oculare di tipo cronico che prevede una terapia farmacologica a vita. E? pertanto assurdo richiedere ai pazienti colpiti di dover ripetere una volta all? anno e per tutta la vita la procedura di farsi predisporre dal proprio medico oculista un piano terapeutico scritto, in tre copie, e di consegnarle, una al Servizio Farmaceutico della propria Asl di riferimento, una al proprio medico di base e una trattenuta per sè. (Nota Aifa 78). ?Questa è una prassi inaccettabile e incomprensibile per i pazienti, spesso persone anziane, - spiega il Prof. Pasquale Troiano, Presidente della onlus- costrette a ripetere ogni anno sempre la stessa trafila burocratica per un piano terapeutico identico. E? anche una prassi costosa che grava sulle casse statali per la gestione di milioni di copie di documenti cartacei inutili. Bisogna abolirla!? Per questo motivo Per Vedere Fatti Vedere Onlus chiede a tutti i pazienti colpiti da glaucoma, ai loro familiari, ai medici di base, ai medici oculisti e a quanti sono interessati al tema di spedire un fax di protesta (o un?email) all? Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) chiedendo l?abolizione dell?attuale prassi (Nota 78). Il testo del fax di protesta (o dell?email), il numero di fax (o l?indirizzo email) sono disponibili sul sito www. Pervederefattivedere. It . <<BACK

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<Artigiani e fiscalità Occorre saperne di più> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LODI pag. 5 «Artigiani e fiscalità Occorre saperne di più» Il presidente Ferrari: la burocrazia va snellita di LUIGI ALBERTINI LODI FISCALITÀ: materia delicata, della quale è proibito rimanere disinformati. Se ne è fatta carico l'Unione artigiani Lodi e Provincia mediante un convegno per approfondire la materia a favore dei titolari di piccole e medie aziende del territorio. Ne hanno parlato Gabriele Erba, Maurizio Gusmaroli, Antonio Targonna, autentici esperti del settore. Sono state parecchie le tematiche affrontate nel corso dell'incontro, con conclusione immancabilmente dedicata alle domande di delucitazioni in materia fiscale. Il primo argomento sul tappeto ha riguardato la prossima introduzione dell'Iva per cassa, vale a dire il versamento dell'imposta legato al momento in cui si incassano le fatture anzichè alla loro emissione, normativa parecchio discussa e peraltro non ancora applicabile sino a quando l'Unione Europea non avrà dato il proprio placet. Ma la delicatezza della materia ha indotto i promotori ad avviare il dibattito. Già applicabile alle dichiarazioni relative al 2008 è invece la deducibilità dell'Irap (imposta regionale attività produttive) dal reddito d'impresa, limitata però al 10 per cento del valore dell'imposta e condizionata all'esistenza di dipendenti o interessi passivi.Coordinatore della serata è stato Antonio Guarnieri, esponente di Laus Union Dati, agenzia di servizio della medesima Unione Artigiani lodigiana. E a proposito dell'Irap, Guarnieri sottolinea che il provvedimento è sottoposto a modifiche «per adeguarsi alle indicazioni dell'Unione Europea, che prevede negli stati membri la deducibilità di questo tipo di imposte». Guarnieri, un convegno di approfondimento molto intenso ed interessante. «SI, HO NOTATO che il mondo artigiano, al quale appartengo, ne è particolarmente sensibile e questo rappresenta un elemento positivo considerando il grave momento economico che stiamo attraversando. Per esempio, molto interessante per le imprese proprietarie di immobili è parsa l'opportunità per le società di rivalutare i propri beni immobili versando «una tantum» come imposta sostitutiva del tre per cento: un intervento già in vigore che permette di aggiornare, con una spesa abbordabile, i valori degli stessi nei bilanci societari e parallelamente offre il vantaggio di adeguare il capitale anche per compensare eventuali passività che si possono manifestare in periodi delicati come quello attuale». Paradossalmente, gli chiediamo, il difficile momento economico induce ad approfondire anche la complessa materia fiscale di pertinenza delle piccole e medie aziende: «Per la verità, il mondo artigiano è sempre stato sensibile alla materia. Voglio aggiungere, comunque, che non va trascurata anche la innovazione in campo telematico, che impone, da subito per le costituende società e con decorrenze diversificate in base all'attività svolta per le imprese già esistenti, l'apertura di un indirizzo elettronico con sede virtuale che certifichi il ricevimento di raccomandate di posta e di notifiche». Image: 20090304/foto/3072.jpg

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<Nuove infrastrutture e meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 «Nuove infrastrutture e meno burocrazia» LA RICETTA IL DOCUMENTO DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI UN DOCUMENTO per contrastare le ricadute della crisi e sostenere le aziende. E' quello elaborato da Assindustria Lucca. Il primo punto è quello legato all'accesso al credito. «I principali problemi delle imprese si legge nella nota sono legati al rallentamento dei tempi di risposta da parte delle banche, all'incremento dei costi finanziari, al razionamento del credito e all'aumento delle richieste di garanzie. Presto sarà reso attivo un tavolo di confronto con i rappresentanti di Abi e con gli istituti di credito sul territorio e così sarà così possibile dar vita a un osservatorio sul credito sia esso di breve che di lungo termine». Un altro punto importante è quello della sburocratizzazione e il decentramento a livello provinciale. «Per accelerare il rilascio delle autorizzazioni riguardanti l'attività d'impresa occorre ridurre i tempi delle procedure di valutazione di impatto ambientale che bloccano l'attività di alcune aziende. Occorre un'attenzione maggiore, da parte di tutte le amministrazioni». Per quanto concerne le infrastrutture gli industriali chiedono interventi nella realizzazione di opere pubbliche che nel breve periodo possano contribuire alla ripresa dell'attività del settore delle costruzioni. «TRA QUESTE prosegue il documento la realizzazione degli assi viari Nord/Sud ed Est/Ovest e altri interventi sulla viabilità provinciale; la terza corsia della Firenze-Mare; ilterzo lotto della circonvallazione di Altopascio e l'adeguamento della provinciale Bientinese; la pista ciclabile Puccini; sulla Lodovica la rotatoria a Decimo». In merito alle esportazioni e all'internazionalizzazione «occorre coordinare le azioni per la promozione e il sostegno dell'export delle imprese concentrando gli interventi dei vari attori (Promo Lucca, consorzi export, associazioni) su pochi paesi target, anche attraverso la leva dell'accoglienza turistica». E ancora una riflessione sull'innovazione. «Bisogna dicono da Assindustri sostenere il nuovo Polo Tecnologico e sviluppare un raccordo più efficace tra realtà produttive e istituzioni. E' importante anche favorire l'attuazione dei progetti per il recupero energetico attraverso la termovalorizzazione per lo smaltimento dei residui del ciclo produttivo cartario (pulper e fanghi)». Infine per quanto riguarda il trasporto merci «sarà fondamentale riprendere il discorso con Trenitalia Cargo per sviluppare il tema integrato del trasporto merci per ferrovia, per il contenimento dei costi e per salvaguardare la competitività dei prodotti, in attesa della realizzazione del nuovo scalo merci nella Piana».

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Tutte le incompiute' in città Il caso clamoroso del Lancisi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA pag. 4 Tutte le incompiute' in città Il caso clamoroso del Lancisi L'IMMOBILISMO delle istituzioni locali, l'incredibile burocrazia che alimenta continui cavilli ed i tempi biblici sono alla base dell'abbandono totale di moltissimi edifici cittadini che da anni aspettano una trasformazione. In passato il Carlino si è occupato di altre situazioni spinose, come ad esempio l'ex stabilimento farmaceutico Angelini, alla Palombella, ridotto ai minimi termini dopo tantissimi anni di abbandono. Che dire dell'ex ospedale cardiologico «Lancisi», chiuso da quasi sette anni e da quel giorno abbandonato non prima che il suo interno fosse utilizzato come deposito per il materiale ospedaliero non usato. C'è poi l'ex sede dell'istituto scolastico «Stracca» di via Montebello, un altro pezzo pregiato abbandonato.

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PERUGIA - Certificazione Isee, nel 2008 c'è stato il record di richieste in Umbria... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di SELENIO CANESTRELLI PERUGIA - Certificazione Isee, nel 2008 c'è stato il record di richieste in Umbria. Quasi il 15 per cento in più rispetto al 2007. Oltre 51 mila famiglie hanno richiesto il bonus in una regione che ne conta poco meno di 350 mila. Un record. Ecco le cifre del fenomeno: 51 mila, come detto, sono le famiglie per un totale di oltre 154 mila persone residenti nella Regione che hanno presentato certificazioni Isee per ottenere sconti e benefici su tasse e servizi: di questi nuclei circa 21 mila hanno dichiarato reddito uguale a zero. Per quello che riguarda i controlli questi sono stati 281 e sono stati fatti sulle dichiarazioni del 2008: le verifiche a campione hanno fatto emergere 45 posizioni (il 15%) irregolari e altrettante persone sono state denunciate dalla Finanza per false dichiarazioni. Oltre a libri, asili ed altro ancora negli ultimi mesi la lista delle prestazioni concesse in base a questa sorta di redditometro si è aggiunta anche la social card per la quale occorrono gli stessi requisiti, ad esempio, che permettono ai genitori di bambini fino a tre anni di accedere allo sconto per comperare pannolini e latte artificiale. Una serie di agevolazioni, ma anche servizi per i quali è necessario, se si vogliono ottenere sconti, presentare in chiaro tutta la situazione reddituale e patrimoninale. Quindi, non solo conti correnti, depositi di risparmi, ma anche abitazioni e altri beni in proprietà. Senza omettere nulla. Intanto, sono state scovate decine di famiglie che avrebbero dichiarato il falso (i dati sono del "Sole 24 Ore"), con la conseguenza di essere accusati di aver commesso il reato di falso ideologico in atto pubblico, un controllo che viene fatto a campione dagli uomini delle fiamme gialle con un metodo: incrociano i dati dichiarati nelle attestazioni Isee con quelli presenti nelle banche dati pubbliche. Ma il grosso dei controlli formali è affidato all'Inps, che ha a che fare con una vasta platea di richiedenti di esenzioni varie. Ma cosa è l'Isee? Di seguito un piccolo vademecum per orientarsi tra burocrazia e possibilità di accedere a servizi e prestazioni, usufruendo di bonus o di esenzioni totali della spesa. E questo per quelle famiglie che appartengono ad una particolare fascia di reddito stabilita da chi offre il beneficio. Ma andiamo per ordine. L'Isee è l'indicatore della situazione economica equivalente, meglio conosciuto come "riccometro", nasce con la legge Finanziaria del 1998 perché si voleva individuare, attraverso specifici decreti, uno strumento capace di misurare l'effettiva situazione patrimoniale e di reddito dei cittadini che richiedono sia prestazioni sociali agevolate (assegno al nucleo familiare, assegno di maternità ecc.) che agevolazioni tariffarie su servizi di pubblica utilità (telefono, luce, gas ecc.). Come si calcola? Il risultato si ottiene combinando e valutando tre elementi: il reddito, il patrimonio e la composizione del nucleo familiare. Il totale è un valore economico espresso in moneta corrente, che determina il diritto all'accesso a prestazioni o agevolazioni così come disciplinate dallo Stato e da altri soggetti. La certificazione viene utilizzata, in sostanza, quando un cittadino ritiene di avere i requisiti e quindi il diritto ad accedere a prestazioni sociali agevolate in denaro o in servizi. Le agevolazioni che possono essere ottenute attraverso l'Isee riguardano vari aspetti della vita quotidiana. In particolare alcune di esse sono rivolte a ridurre il costo di specifiche prestazioni quali asili nido, università, trasporto scolastico, centri estivi, integrazioni di rette per l'accoglienza in strutture residenziali o semiresidenziali per gli anziani, assistenza domiciliare, servizi ai disabili e così via. Le agevolazioni vanno ad aggiungersi ad altre importanti provvidenze quali l'assegno di maternità, da quello al nucleo familiare fino dalla riduzione del canone telefonico. Per richiedere l'Isee al fine di ottenere prestazioni sociali agevolate, deve essere presentata una "dichiarazione sostitutiva unica" all'Ente che eroga la prestazione stessa o al Comune o ad un Caf, oppure alla sede Inps competente per territorio. La dichiarazione deve essere compilata e consegnata una sola volta l'anno; essa vale per tutti i componenti del nucleo familiare e per tutte le prestazioni che dovessero essere richieste. Il Caf, l'Inps o l'Ente rilascerà un'attestazione gratuitamente che potrà essere utilizzata da qualunque componente il nucleo familiare, quando ne abbia la necessità.

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E' stato approvato ieri dalla Giunta il progetto esecutivo per l'intervento di manutenzion... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi E' stato approvato ieri dalla Giunta il progetto esecutivo per l'intervento di manutenzione straordinaria della Galleria del commercio. Il progetto, come noto, darà un nuovo volto a questa zona che si trova proprio nel cuore del centro storico. I lavori potranno iniziare dopo i tempi tecnici che la burocrazia impone e che sono quelli necessari ad espletare la varie procedure per la gara d'appalto. Le opere, per cui è stato previsto un costo totale di 450 mila euro, riguarderanno innanzitutto la pavimentazione, ora in gomma, che verrà rifatta con una zona centrale in travertino mentre quella laterale sarà in pietra arenaria santafiora, il tutto con caratteristiche antiscivolo. In travertino anche la scalinata con l'inserimento tra un pilastro e l'altro di lastre in vetro stratificato. Sopra la scalinata verrà eretta una cupola trasparente mentre per il resto della galleria è in programma una sorta di controsoffittatura dove, per l'illuminazione, verranno sistemate ad incasso delle plafoniere. A completamento degli interventi di riqualificazione, per aumentare il livello di comfort e godibilità di uno spazio ricreato per essere non solo attraversato ma vissuto, sono previsti alcuni elementi di arredo. All'interno della galleria, infatti, verranno posizionate alcune panchine con sedute formate da "cuscini" in travertino e struttura in acciaio e una serie di vasi e bacheche. Nuovo look anche per il marciapiede di via Matteotti, che verrà ricostruito sulla sagoma di quello esistente.La la pavimentazione, ora in mattonelle di cemento, verrà sostituita da lastre in pietra arenaria.

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PERUGIA - Redditometro, boom di certificazioni, ma anche boom di furbi. Tutti alla ricerca d... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi di SELENIO CANESTRELLI PERUGIA - Redditometro, boom di certificazioni, ma anche boom di furbi. Tutti alla ricerca dello sconto e dei bonus per asili, trasporti, bollette, libri di testo e università, con tante dichiarazioni dei redditi presentate soprattutto agli sportelli di enti pubblici. Se si rientra nei limiti stabiliti per accedere ad un beneficio, allora via libera ad esenzioni e riduzioni di tasse e tariffe, fino ad arrivare all'esonero dei pagamenti: 51 mila famiglie per un totale di oltre 154 mila persone residenti nella Regione hanno presentato nel 2008 dichiarazioni Isee per ottenere benefici, di questi nuclei circa 21 mila ha dichiarato un reddito uguale a zero. Ed è sempre più gara per presentare l'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, e non solo da parte di chi ne ha veramente diritto, ma visti i controlli eseguiti da Inps e Finanza si scopre che, in mezzo a tante richieste, c'è anche chi non dichiara il vero conto in banca o gli immobili posseduti. Ed ora è caccia a chi cerca di fare la cresta anche su bonus e agevolazioni varie, in modo da garantire l'accesso agevolato e servizi adeguati a quelle famiglie in reali difficoltà economiche. L'Isee viene presentato in Umbria soprattutto per avere sconti su asili, libri di testo, mense scolastiche, scuola bus, canoni telefonici e tasse universitarie. Ma anche per accedere ad offerte di lavoro di enti pubblici. Tra chi presenta le domande con la certificazione Isee, i furbetti che si inseriscono, c'è anche con chi deve fare i conti con la burocrazia che brucia i diritti. E' il caso di un perugino di 47 anni che ha in tasca lo sfratto esecutivo e non riesce ad ottenere, dal Comune di Perugia, la casa popolare. Eppure ne avrebbe tutti i diritti visto che non lavora ed ha a carico tre figli minori di cui due costretti su una sedia a rotelle. La famiglia dell'uomo (la moglie si arrangia con piccoli lavoretti) rischia di rimanere senza un tetto. C'è, infatti, uno sfratto esecutivo perché non riesce a pagare l'affitto nella casa che è riuscito a trovare a due passi da Assisi. Il giudice ha rinviato l'invio dell'ufficiale giudiziario fino al 27 marzo, ma non si trova la strada per un tetto pubblico. ALTRI SERVIZI A PAG. 33

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Asili e bollette: caccia ai furbi degli sconti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 04 Marzo 2009 Chiudi In 51mila alle prese con il redditometro per i benefici sui servizi. C'è chi trucca e chi finisce nella rete della burocrazia Asili e bollette: caccia ai furbi degli sconti Disoccupato denuncia: due figli disabili e niente casa popolare, ora rischia lo sfratto

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petrucci: vacanze a prezzo fisso (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Turismo da rilanciare Petrucci: vacanze a prezzo fisso VIAREGGIO. Vacanze a prezzo "fisso" in Versilia. è una delle proposte avanzate nell'ambito dell'incontro promosso dal vice presidente della Provincia, Patrizio Petrucci, che si è tenuto ieri nella sede dell'Apt a Palazzo delle Muse. «Appare fondamentale - ha spiegato Petrucci - di fronte alla flessione del mercato turistico reimpostare le modalità di vendita del prodotto Versilia. Diventa strategico, in questo momento, riuscire a promuovere vacanze che consentano al consumatore di calcolare con certezza, al momento della prenotazione, la spesa del soggiorno, di presentare proposte che, impropriamente, definisco all inclusive e che comprendano, ad esempio, ombrellone, intrattenimento per bambini e adulti, percorsi di degustazione nei ristoranti. Proposte differenziate per target, che agevolino la famiglia, così come i giovani». Oltre a vacanze a prezzo definito, spiega Petrucci, «agiremo su sostegno alle imprese cercando di far rinviare gli adempimenti previsti dal nuovo regolamento regionale per la classificazione delle strutture. E insisteremo sullo snellimento della burocrazia. La Provincia si impegna a supportare le azioni per sostenere accesso al credito ed eventuali agevolazioni». Il prossimo 6 marzo l'amministrazione regionale presenterà gli investimenti per la promozione di turismo e commercio, una manovra da diversi milioni euro per rilanciare la Toscana. Successivamente la Provincia convocherà nuovamente le categorie e gli operatori per definire il coordinamento sulla promozione. E per il 9 marzo è già fissata una riunione al Centro Congressi Principe di Piemonte in cui si parlerà di turismo congressuale: sul tavolo della discussione, le prospettive per l'accordo con Carrara Fiere e le proposte per un piano specifico per il nuovo Convention Bureau.

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Rinviato il testamento biologico (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-04 - pag: 17 autore: L'iter del disegno di legge. Franceschini a Marino e Bianchi: basta liti, mediare tra posizioni nel Pd Rinviato il testamento biologico Emendamento del relatore: dichiarazione al medico, non al notaio Marzio Bartoloni ROMA La legge sul testamento biologico rallenta e aggiusta il tiro in vista dell'approdo giovedì 19 marzo nell'aula del Senato. La decisione di prendersi un po' di giorni di respiro, arrivata ieri dalla conferenza dei capigruppo, apre le porte anche alle ultime limature al testo che proveranno a raffreddare un po' gli animi prima di arrivare alla prova del voto nell'emiciclo di Palazzo Madama. Questa mattina il relatore del disegno di legge, Raffaele Calabrò (Pdl), presenterà due nuovi emendamenti in extremis. Il primo dovrebbe decretare l'uscita di scena del notaio che non raccoglierà più le «dichiarazioni anticipate di trattamento» del paziente, come era previsto nel testo base della maggioranza. Se ne occuperà, invece, il medico di famiglia che poi le trasmetterà a un registro nazionale presso il ministero del Welfare. Un cambio di rotta, questo, che accoglie le richieste arrivate dall'opposizione che parlavano del rischio di un'eccessiva burocrazia per i cittadini. Anche se ieri il consiglio nazionale del Notariato ha ribadito che l'«accertamento della volontà e la sua documentazione » sono requisiti cruciali. Il secondo emendamento riscriverà invece i primi tre articoli del testo per venire incontro ai rilievi della commissione Affari costituzionali del Senato che, comunque, ieri ha dato il suo via libera. Nel mirino è finita, in particolare, la formulazione troppo rigida dell'articolo 2, lì dove si vieta la sospensione di qualsiasi attività medica se porta alla morte: «Rivedremo il tutto per chiarirlo meglio», promette il relatore Calabrò. Che, però, sembra non voler cedere neanche di un millimetro su quella che è ormai la linea Maginot di gran parte della maggioranza: il no alla sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione. «Questo punto –assicura Calabrò – non si tocca». Si vedrà nei prossimi giorni – già da domani si comincia a votare in commissione Igiene e Sanità – se si riuscirà a trovare un punto di intesa anche su questo nodo controverso, scoppiato con il caso di Eluana Englaro, che ha aperto delle crepe anche nella maggioranza. Su questo stesso fronte continua a lavorarci anche il Pd: ieri il neosegretario, Dario Franceschini, ha provato a prendere per le corna le divisioni tra le varie anime del partito. E, dopo i battibecchi dei giorni scorsi, ha invitato il capogruppo in commissione Sanità, Dorina Bianchi, e l'ex capogruppo, Ignazio Marino, ad appianare le divergenze o perlomeno a non sbandierarle ai quattro venti sui giornali. Ma anche a trovare una mediazione possibile che riavvicini le posizioni nel Pd. In cantiere c'è un emendamento dall'ala cattolica dei democratici che – dopo il tentativo di mediazione di Francesco Rutelli – potrebbe essere presentato direttamente in aula: «Non sarà certo un motivo di scontro tra di noi. Anzi, la proposta di modifica – assicura il senatore Daniele Bosone del Pd –verrà depositata solo se rappresenterà la posizione dominante nel partito». Le prossime tappe, a meno di nuovi slittamenti, sono comunque fissate: il provvedimento sarà incardinato nel calendario del Senato il 18 marzo. La mattina dopo inizierà la discussione generale, mentre da martedì 24 si comincerà a votare. PRIMO Sì Via libera della Commissione Affari costituzionali Calabrò: «Il no allo stop di idratazione e alimentazione non va modificato»

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Lecco, le aziende investono ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-03-04 - pag: 22 autore: Keller (Confindustria): preoccupati per la crescita della cassa integrazione Lecco, le aziende investono ancora Franco Vergnano LECCO. Dal nostro inviato Quasi tre ore di discussione nella sede della Confindustria di Lecco, in una sala gremita di imprenditori locali, sul tema del futuro industriale oltre la crisi, con protagonisti del calibro di Alberto Bombassei, vicepresidente della Confindustria per le Relazioni industriali; Alberto Alesina, docente di Politica economica all'università di Harvard (e collaboratore del Sole 24 Ore); Alessandro Penati, professore di Finanza aziendale alla Cattolica di Milano. In apertura dei lavori, il presidente di Confindustria Lecco, Franco Keller, ha fatto il punto della situazione ricordando che, accanto a una crescita della cassa integrazione, ci sono comunque imprese e settori che «continuano a investire per essere pronti quando la crisi finirà. Inoltre le insolvenze bancarie sono a livelli molto bassi. Insomma, le aziende resistono, non vogliono cedere e mettono in campo tutte le risorse di cui dispongono per affrontare un momento difficile». Hanno quindi preso la parola i due professori universitari. Decisamente più ottimista Alesina («è vero che stiamo attraversando la più grande crisi del dopoguerra, ma è meno grave di quella del 1929. Inoltre in questi decenni il capitalismo ha garantito uno sviluppo mai realizzato prima»), mentre Penati ha sottolineato il problema delle banche ricordando però che «non c'è nessuna fine del capitalismo e la finanza non è cattiva». Alesina ha detto che bisogna evitare il rischio di un crollo della domanda aggregata e che serve intervenire in tempi brevi: «Penso che la cura Obama sia sbagliata perché non si possono mischiare provvedimenti ecologici con i sostegni della politica economica. Ben venga anche una crescita dell'inquinamento – ha rilevato provocatoriamente – se fosse sufficiente a farci uscire da questo stallo dell'economia». Penati ha sostenuto che la prima cosa da fare è quella di risolvere il caso delle banche, di gran lunga il più preoccupante sia per ammontare sia per il ruolo svolto nell'intero sistema. «Mi esprimo – ha esordito Bombassei – da metalmeccanico che passa gran parte del proprio tempo in fabbrica. Credo che l'industria italiana,sana come gran parte delle banche, abbia oggi necessità di interventi semplici che la mettano in grado di poter affrontare la crisi». Il vicepresidente di Confindustria ha raccolto il primo applauso a scena aperta quando ha ricordato come «oggi siano tutti molto bravi a spiegare i motivi che ci hanno portato alla situazione attuale. Mi domando perché l'allarme non è stato lanciato prima». Bombassei, dopo aver ricordato che in otto anni sono stati creati 3,5 milioni di posti di lavoro, ha detto che servono nuove regole e, soprattutto, forti controlli sul versante finanziario. Le aziende, e il Paese, hanno invece bisogno di meno burocrazia (anche per poter realizzare le infrastrutture per le quali sono già stati fatti gli stanziamenti); minori tasse sul lavoro per migliorare la competitività, eventualmente da dividere con i lavoratori in modo da contribuire a rilanciare la domanda.

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Pini riconosce le difficoltà e <assolve> l'Amministrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CIVITANOVA pag. 11 Pini riconosce le difficoltà e «assolve» l'Amministrazione I RITARDI DEL PIANO DI SPIAGGIA L'assessore Canale «I RITARDI che si registrano sul Piano di Spiaggia non riguardano solo Civitanova, ma anche altri Comuni. Nessuna responsabilità di chi gestisce la materia, quindi, ma colpa anche e soprattutto di una burocrazia esasperante, che protrae i tempi dei pareri obbligatori per i quali l'attesa è eccessiva». Claudio Pini, titolare dello chalet "Lido Cristallo" e responsabile dell' Abat-Confcommercio, non getta la croce addosso al Palazzo per quel Piano di spiaggia stenta a vedere la luce; e soprattutto difende l' operato dell'Associazione da lui diretta, che associa la maggior parte degli esercenti balneari. «Non è vero aggiunge che le Associazioni di categoria si disinteressano del problema e non sanno rapportarsi con il Palazzo; né è vero che non hanno ottenuto mai niente dall'Amministrazione comunale. Lo stesso Piano di spiaggia ci ha visto coinvolti e partecipi in modo propositivo. Sono diversi i suggerimenti che abbiamo dato e che abbiamo visto accolti. Una volta realizzato, certamente il look delle strutture e l'assetto del litorale civitanovese saranno migliori, i luoghi di accoglienza più confortevoli e spaziosi. Altre iniziative, inoltre, sono state condotte in porto l'estate scorsa in collaborazione con il Comune e hanno avuto un alto indice di gradimento da parte dei turisti. E' vero, piuttosto, che la categoria deve aprire un maggior dialogo all'interno dei propri organismi. E soprattutto è opportuno che ci siano meno battitori liberi, capaci di rapportarsi solo con se stessi e troppo inclini alla protesta piuttosto che alla collaborazione». Il responsabile dell'Abat Confcommercio non nasconde, infine, che forse serve un maggiore sprint da parte del Comune e una programmazione del turismo migliore e più ricca. Con senso realistico, però, richiama alla situazione odierna e a questi tempi di vacche magre per tutti. «E allora conclude bisogna sopperire con la sinergia tra la parte pubblica e quella privata. Accuse e polemiche servono a poco». Image: 20090304/foto/4374.jpg

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Tante polemiche, pochi turisti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2009-03-04 - pag: 9 autore: CAMPANIA. Il primo anno da assessore regionale di Claudio Velardi: l'ultima gaffe con il maestro De Simone Tante polemiche, pochi turisti Bilancio negativo per gli operatori: alberghi vuoti, fondi Ue a rischio Francesco Prisco NAPOLI Accusatelo di tutto, non di mancanza di coerenza. Quando nel febbraio 2008 accettò la poltrona di assessore al Turismo della Regione Campania, Claudio Velardi da grande esperto di marketing e comunicazione per il suo blog scelse un nome che sapeva di cinema: "Mission impossible". Tale doveva apparire l'impresa di chi riporta turisti in un territorio funestato dalle emergenze. A distanza di poco più di un anno da allora, la particolarissima missione di Velardi appare effettivamente sempre più impossibile. Per lui, «è tutta colpa della crisi. Non sono contento al momento, ma abbiamo posto le basi per risultati nel medio termine». I turisti, checché ne dicano le veline di Palazzo Santa Lucia, appunto non sono tornati. In compenso a moltiplicarsi, in quest'anno concitato, sono state le polemiche scatenate o aventi per oggetto lo stesso Velardi che,nei casi più eclatanti, hanno costretto il governatore Antonio Bassolino a clamorosi salvataggi in extremis. Terreno di scontro più ricorrente, per l'appunto, i dati: per l'Osservatorio regionale dal 24 al 28 dicembre si sarebbe, per esempio, verificato un incremento di presenze pari al 5%, per un'occupazione media di 22 punti percentuali. Da Capodanno all'Epifania, poi, gli alberghi napoletani sarebbero stati interessati da un tasso di saturazione del 47,3%, contro il 43,6% di inizio 2008. Performance smentite dalle imprese, impegnate a fare i conti con cali del 25% nelle presenze e del 30% nel fatturato. Non solo ai numeri, ad ogni modo, l'ex guru di D'Alema deve la sua costante presenza sui media. In principio furono una giacca e una cravatta, quelle che il neo-assessore non indossava al suo primo Consiglio regionale, attirandosi gli strali della presidente dell'assemblea Sandra Lonardo Mastella. Velardi la buttò sulla provocazione, sottolineando la nobile fattura del suo pullover («di cachemire, ovviamente») e l'ignobile comportamento di alcuni presenti («Ho visto gente con le dita nel naso »). Casual style e provocazione sistematica, questi i tratti distintivi della sua teoria politica che un po' si muove sulla strada inaugurata 14 anni fa dal premier Silvio Berlusconi. E, come Berlusconi, Velardi fa, o prova a fare, il lobbista e l'editore. Quando l'emergenza rifiuti aveva trasformato Napoli in una discarica, l'assessore lanciò l'aggressivissima campagna pubblicitaria "Monnezza a chi?", esortando gli operatori a «non fare come Tafazzi», il personaggio che si auto-lesiona il basso ventre. Fu il suo collega all'Economia Mariano D'Antonio a fargli notare il «rischio opposto»: «fare come il manzoniano don Ferrante» che a forza di negare la peste alla fine se la becca. Con il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino gli attriti non si contano, mentre la scontro con il compositore Roberto De Simone, additato dall'assessore a simbolo del «più assoluto immobilismo » degli intellettuali cittadini, ha suscitato persino lo sdegno di Riccardo Muti. Per non parlare della decisione di destinare ad altro utilizzo i fondi per la realizzazione degli Studios di Bagnoli. Insomma, Velardi fa più "fumo" o "arrosto"? Per il presidente di Federterme Costanzo Iannotti Pecci, «finora l'assessore ha deluso. Ci aspettavamo molto, invece non siamo neanche riusciti a ottenere che venissero sbloccati i fondi della misura 4.5 del Por 2000-2006. Ora rischiamo di perdere investimenti per 450 milioni ». Il presidente campano di Federalberghi Costanzo Iaccarino stima «l'uomo» e si augura «che entro agosto la Campania abbia finalmente una legge di settore attesa da 22 anni». Maurizio Maddaloni, principale tour operator al Sud, vede in Velardi «una specie di seguace di Giambattista Marino, il poeta della "maraviglia". Uomo di grande spirito innovativo che, forse, soffre un po' quando si misura con la burocrazia ». Intanto l'assessore torna dalla Bit di Milano dove ha presentato "Baia di Napoli", un progetto «nuovo » che, per sua stessa ammissione, «si fonda sulla messa a sistema di alcuni strumenti già in campo da anni: da "ArteCard", al "Metrò del Mare" al "Citysightseeing"». Stavolta, però, la citazione cinematografica è un'altra: «Il vecchio e il nuovo». Bilancio magro. L'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi

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Fisco, le cartelle si pagano a rate (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI data: 2009-03-04 - pag: 11 autore: Tributi. In 13.350 hanno scelto la dilazione: una quota superiore alle aspettative dell'esattore Equitalia Nomos Fisco, le cartelle si pagano a rate Nel 2008 in Piemonte e Valle d'Aosta sono stati incassati 555,8 milioni Maria Chiara Voci TORINO Sempre più contribuenti scelgono la rateazione per far fronte ai debiti con il fisco. A fronte di un'attività che, nel 2008, ha visto in Piemonte e Valle d'Aosta l'invio di 851.140 cartelle esattoriali per un totale di 555,8 milioni riscossi, sono stati 13.350 i soggetti che nelle due regioni, trovandosi in particolari condizioni di difficoltà, hanno potuto chiedere lo scorso anno ed hanno ottenuto da Equitalia (la società che ha riportato dal 2006 la riscossione in mano pubblica) la possibilità di dilazionare nei mesi il pagamento delle somme iscritte a ruolo. «Si tratta di un numero supe-riore alle aspettative – commenta Antonio Piras, amministratore delegato di Equitalia Nomos, attiva nel Nord-Ovest nelle province di Torino, Aosta, Cuneoe Alessandria – che discende dalla possibilità concessa direttamente a Equitalia, a partire da marzo dello scorso anno, di concordare le rateazioni con i contribuenti. Prima le dilazioni erano infatti concesse solo dai singoli enti impositori. A rafforzare lostrumento sono inoltre state le successive campagne di informazione attuate per promuovere e pubblicizzare la novità». Un punto a favore del pagamento a rate è rappresentato, inoltre, sempre da marzo 2008, dalla cancellazione della necessità, per i debiti superiori ai 50mila euro, di dover ricorrere alla presentazione di garanzie e fidejussioni bancarie e dalla possibilità di spalmare le rate su un massimo di 72 anziché 60 mesi. «Se la pubblicità, la novità sulle fidejussioni e la grande professionalità del personale di Equitalia Nomos hanno effettivamente spinto i contribuenti a scegliere questa misura – commenta Roberto D'Amico, coordinatore del tavolo dell'Ordine dei Commercialisti con Equitalia Nomos – resta tuttavia il fatto che alcune regole imposte di recente a livello nazionale ingessano questa possibilità con un sovraccarico di burocrazia ». Due, in particolare, le difficoltà che sono messe in luce dai professionisti. La prima è l'obbligo, per le imprese che scelgono di rateizzare, di produrre una documentazione eccessiva, con carichi troppo onerosi per le piccole e medie aziende a volte costrette addirittura ad effettuare chiusure di bilancio a metà anno. In secondo luogo, la nuova imposizione dell'indice Alfa, che permette di accedere alla rateizzazione solo se il debitonon supera una certa percentuale del fatturato, è un impedimento notevole, che oltretutto non tiene conto delle differenze che intercorrono a seconda delle diverse tipologie di attività. «Si tratta – prosegue D'Amico – di un parametro arbitrario, che non esisteva prima e che mischia elementi finanziari, come quello del debito, con elementi reddituali, senza alcun presupposto scientifico. Per questa ragione abbiamo avanzato già una serie di proposte di revisione che, ci auguriamo, vengano accolte al più presto». Al di là dei problemi messi in luce dai commercialisti, resta però il fatto che i pagamenti a rate figurano fra le ragioni, che – pur in periodo di grande crisi economica – hanno permesso a Equitalia Nomos e a Equitalia Sestri (le due società che hanno competenza in Piemonte e Valle d'Aosta) di passare dalle 199.537 procedure coattive del 2007 alle 101.386 del 2008, con una diminuzione percentuale del -49,2 per cento. Di pari passo sono diminuite anche le iscrizioni di fermo (da 49.723 a 20.092) e le iscrizioni ipotecarie (da 23.431 a 10.194). Sono aumentati solo i pignoramenti immobiliari che rappresentano però l'ultimo inevitabile passaggio di procedimenti che si trascinano da tempo. Più in generale, la riscossione nell'anno 2008 ha permesso di recuperare 555,8 milioni di cui 285,2 riguardanti l'erario. Sul versante delle cosiddette "cartelle pazze", infine, il Piemonte e la Valle d'Aosta si posizionano molto al di sotto della media nazionale con uno 0,5 percento di casi contestati contro il 2% registrato confrontando i dati del resto del Paese. Su 851.140 cartelle prodotte nel 2008 i ricorsi notificati sono stati 4.246 (poco meno appunto del 5%)mentre quelli che contenevano contestazioni all'operato di Nomos e Sestri sono stati 2.349 (lo 0,27%). «Fra questi ultimi solo 70 hanno avuto ragione – conclude Piras – casi limite che, per cavilli di forma talora anche discutibili, sono riuscitia non pagare le tasse. Per il resto ci sono stati altri 179 casi di soggetti che hanno contestato avendo ragione. Ma in questo frangente l'errore era ed è da imputare all'ente impositore». www.equitalianomos.it Il sito della società delle riscossioni L'ANDAMENTO Grazie alle modificate modalità di riscossione sono diminuite le procedure coattive, a eccezione dei pignoramenti, legati a vecchie pratiche I NODI DA SCIOGLIERE Roberto D'Amico (Ordine dei commercialisti): «Restano alcune regole a livello nazionale che ingessano l'opzione»

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La creatività fa un passo indietro (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Brevetti) data: 2009-03-04 - pag: 3 autore: Nel 2008 sono state presentate 7.560 domande, in flessione del 4,3% La creatività fa un passo indietro C'è il signor Fabrizio Galletti di Gavi (Alessandria) che ha messo a punto una bicicletta a tre ruote di cui le due anteriori sterzanti. è lecito pensare che sia invece un pensionato, Germano Turri di Serra Riccò (alture del Genovese), artefice del «sistema per trovare il punto esatto» nel gioco delle bocce; se da Genova arriva un innovativo orologio lineare – ironia della sorte, porta la firma del signor Marco Secondo – Gino DalCanto da Chiavari si è dedicato a un'imbottitura per il rivestimento di cofani mortuari. E il Piemonte non è da meno: dall'autoveicolo «provvisto di porzione frontale mobile per la sicurezza dei pedoni in caso di incidente» sviluppato dal Centro ricerche Fiat al «veicolo acquatico, in particolare sottomarino » della torinese Zona engineering, fino alla d-tazza, tazzina per caffé con tanto di display del signor Piercarlo Ponchione di Govone (Cuneo) all'aspirapolvere hi-fi della braidese Silvia Distefano. Tra invenzioni logiche e meno logiche, intuizioni geniali e qualche assurdità,c'è veramente di tutto dentro alla banca dati (accessibile al pubblico) dell'Ufficio italiano marchi e brevetti, terminale di tutti gli inventori della Penisola. Che solo nella rete camerale del Nord-Ovest l'anno scorso hanno depositato 7.560 domande nazionali tra brevetti, marchi, modelli ornamentali e di utilità; rispetto al 2007 si è registrata una lieve flessione (379 le domande in meno, pari al 4,3 per cento), ma nei 13 sportelli di Piemonte (6.524 domande), Liguria (1.002) e Valle d'Aosta (34) è stato comunque depositato l'11,3% del totale nazionale. «La crisi ha investito anche il mondo della proprietà intellettuale, ma non registriamo un calo significativo dell'attività », nota Mariangela Ravasenga, responsabile del settore Proprietà industriale-Centro Patlib della Camera di commercio di Torino. «Nel 2007 le domande sono diminuite –ammette –ma sitratta pur sempre delle richieste avanzate all'Ufficio italiano brevetti e marchi. è probabile che dietro a questi numeri si nasconda un contestuale incremento dei depositi presso gli enti internazionali, che negli ultimi anni si sono avvicinati al pubblico aprendo canali telematici diretti ». Proprio in tema di digitalizzazione, la Camera di Torino –la prima, nel 2006, a lanciare lo sportello telematico per i consulenti – nel 2008 ha centrato un traguardo significativo, con l'83,7% delle pratiche (4.437 su 5.302) inviato via e-mail, una quota che vale il record nazionale. Dati che confermano il progressivo diradarsi degli inventori fai da te, i più affezionati alle pratiche in formato cartaceo. Oggi quasi tutti si dotano di un mandatario, consulente in proprietà industriale che solitamente fa capo a uno studio; il NordOvest può vantare alcuni nomi illustri, dallo Studio Torta (130 anni di storia alle spalle e recentemente insignito del premio di miglior consulente italiano di proprietà industriale dalla rivista Managing intellectual property) allo studio Jacobacci, entrambi torinesi, fino ai genovesi Fischetti & Weber, in attività dal 1910; Attilio e Dino Porsia, classi 1933 e 1936, sono oggi i senior partner dello studio: «Per l'inventore italiano la strada è molto più faticosa che altrove - si rammarica Dino Porsia - . I migliori uffici brevetti del mondo sono tutte agenzie indipendenti, dotate di mezzi e più attrezzate ». Eccesso di burocrazia, scarso organico e ridotta tecnologia degli uffici nazionali frenano il processo: «Ma è il livello centrale – precisa Porsia – che non aiuta: la nuova legge in materia, il codice della proprietà industriale è ancora privo di regolamento attuativo ». Guardando alle invenzioni, alla Fischetti & Weber ne hanno viste di tutti i colori, ma «nel 90% dei casi si tratta di serie innovazioni di Pmi che cercano di migliorare i propri prodotti, per contribuire a far crescere anche il sistema Italia». J.C.F. www.uibm.gov.it SEMPRE MENO CARTA A Torino il record delle pratiche telematiche inviate dai consulenti, stabilmente al di sopra dell'80% del totale

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Medici generici, Provincia bocciata sul tetto ai pazienti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-03-04 - pag: 8 autore: ALTO ADIGE. Stop del Giudice del lavoro Medici generici, Provincia bocciata sul tetto ai pazienti Mirco Marchiodi BOLZANO La sentenza che il tribunale del lavoro di Bolzano ha emesso lo scorso 20 febbraio segna una piccola rivoluzione nella gestione della sanità in Alto Adige. Secondo quando afferma il giudice Lorenzo Puccetti nella sua sentenza, infatti, la Provincia autonoma, in quanto datore di lavoro dei 268 medici di famiglia che operano in Alto Adige, deve attenersi al contratto collettivo nazionale della categoria e può stipulare un accordo integrativo soltanto riguardo agli aspetti espressamente consentiti dallo Stato. Sergio Rubino, segretario provinciale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, il sindacato che rappresenta una settantina di medici di base in Alto Adige e che è stato il promotore della vertenza davanti al tribunale del lavoro impugnando la competenza della Provincia in materia, si dice soddisfatto. «A noi – sottolinea – interessa la qualità del servizio e il contratto nazionale ci permette di migliorarla. Non è una questione di soldi, vogliamo solo che anche a Bolzano vengano applicate le stesse regole del resto d'Italia e che venga ridotto il peso della burocrazia». Secondo Richard Theiner, assessore provinciale alla Sanità, «la sentenza rimescola le carte in questa materia a svantaggio dell'autonomia e dei cittadini ». Insomma, uno svantaggio per tutti. Da qui la decisione della Giunta provinciale di impugnare la decisione del tribunale del lavoro. «Le motivazioni a favore dell'appello – spiega il presidente della Provincia, Luis Durnwalder –sono duplici: la prima riguarda la nostra autonomia, la seconda la qualità del servizio». Per quanto riguarda il primo punto, va ricordato che la Provincia dal 1997 ad oggi ha già stipulato tre contratti di lavoro per i medici di medicina generali, attuandoli in accordo con la maggioranza dei professionisti. «Non rinunceremo ad una competenza che esercitiamo da molti anni», annuncia Durnwalder. Ma accanto alla querelle di tipo politico, è soprattutto la questione legata al servizio a preoccupare la Provincia. «Il contratto nazionale –afferma l'assessorato alla Sanità – fissa un tetto massimo di 1.500 pazienti. Se dovesse diventare il punto di riferimento anche a livello provinciale molti pazienti sarebbero costretti a cambiare medico di famiglia. La Giunta si troverebbe quindi di fronte al problema di reperire un maggior numero di medici di medicina generale in possesso del patentino di bilinguismo ». Secondo i dati forniti dalla Provincia, in Alto Adige i medici con oltre duemila pazienti sono 89 e 166 quelli con oltre 1.500. «Questo significa – sostiene il presidente provinciale – che per applicare la sentenza ci vorrebbero altri 42 medici di famiglia». Secondo la Fimmg, invece, un minor numero di pazienti potrebbe sì portare ad una riduzione dei guadagni, ma aumenterebbe la qualità, «perché un medico con meno assistiti ha più tempo per i pazienti e non sarà più solo un burocrate che deve fare ricette». INTEGRATIVO CONTESTATO Nel mirino la possibilità di superare il limite di 1.500 assistiti. Durnwalder: «Lesa la nostra autonomia». Via libera al ricorso in appello

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di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro.... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SANT'ILARIO, MONTECCHIO E VAL D'ENZA pag. 19 di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro.... di NINA REVERBERI MONTECCHIO SI TROVAVA in Cina per lavoro. Ieri, dopo un malore, è deceduto nella sua camera d'albergo Iedis Fantini. L'uomo, 54 anni, era molto conosciuto in paese, anche per avere gestito con la moglie un negozio di salumeria. Dalle prime informazioni giunte alla famiglia, Iedis, si trovava in albergo accompagnato, come altri colleghi, da un operaio cinese che faceva da interprete agli italiani. Improvvisamente ha accusato un malore, ed ha chiesto al suo compagno di stanza di chiamare un medico. Sono stati subito mobilitati i soccorsi, ma all'arrivo del dottore Iedis era già morto. Probabilmente si è trattato di un infarto, che non ha lasciato scampo al montecchiese. L'UOMO era partito più di un mese fa da Montecchio, con altri colleghi della azienda dove lavorava, la Cft Packaging, che realizza delle linee industriali. In Cina i tecnici stavano lavorando sul montaggio dei macchinari utili alla creazione di imballaggi e confezioni per uso alimentare. Iedis, uno dei più apprezzati specialisti in questo tipo di lavoro, sarebbe dovuto rientrare in Italia il prossimo 13 marzo Sabato si era sentito con la moglie Ivana. I coniugi si tenevano in contatto via Internet. Alla moglie era apparso tranquillo e sereno come sempre. I dirigenti della Cft lo avevano contattato lunedì mattina per una questione di lavoro. Nulla che lasciasse presagire il dramma. IEDIS era molto conosciuto in paese. Gioviale e generoso, spesso organizzava dei piccoli eventi. Molti lo ricordano vestito da Babbo Natale, a distribuire le caramelle ai bambini nelle varie manifestazioni. Amavamolto stare con la gente, e soprattutto la sua famiglia: la moglie Ivana Casali, con la quale abitava in strada per Sant'Ilario, le sue adorate figlie Elena ed Elisa ed il fratello Mario. Ma era anche un grande lavoratore, e aveva accettato di viaggiare: da 18 andava in giro per il mondo. LA NOTIZIA della morte ha suscitato in paese profondo cordoglio. «Era un gran bravo ragazzo, un compagnone lo ricorda un amico per noi era l'eterno ragazzo, che sapeva essere anche molto generoso». C'era incredulità e dolore, ieri in ditta. Dai dirigenti ai colleghi di lavoro, il dolore attraversa tutti. «Era un bravo ragazzo dicono ligio sul lavoro, sempre disponibile. Davvero una grande perdita, non ci sono parole». I funerali non sono ancora stati fissati. La salma ritornerà in Italia soltanto probabilmente fra due settimane, visti i lunghi tempi della burocrazia cinese.

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Il negozio è pronto ma rimane chiuso (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1021 Sestu. Il problema è legato al Piano paesaggistico, rimpalli tra Comune e Regione Il negozio è pronto ma rimane chiuso Sestu.. Il problema è legato al Piano paesaggistico, rimpalli tra Comune e Regione Commerciante cinese non riesce a ottenere il nullaosta --> Commerciante cinese non riesce a ottenere il nullaosta Il commercio cinese va alla grande lungo l'ex Carlo Felice, ma l'investimento di un imprenditore orientale è bloccato dalla burocrazia. Due sono specializzati in abbigliamento e pelletteria, altri tre vendono anche elettronica e bricolage: ciascuno conta su oltre duemila metri quadrati di superficie espositiva. Lungo i tre chilometri della ex Carlo Felice - ora strada comunale di Sestu - negli ultimi anni c'è il boom degli ipermercati gestiti da cinesi. In vari capannoni, che negli anni Ottanta ospitavano i nomi più blasonati dell'ingrosso e dell'arredo (oggi ormai decaduti), ora sono comparse le lanterne rosse e merce a prezzi bassissimi. L'INGHIPPO Non a tutti i commercianti venuti dall'Oriente l'avventura va bene, però. L'ha scoperto, a proprie spese, un imprenditore cinese che ormai da più di un anno sta cercando di aprire un grande ipermercato nei pressi della rotatoria tra l'ex Statale e la Provinciale che collega Sestu con Elmas. Nonostante abbia già piazzato le insegne e praticamente completato l'allestimento dell'attività commerciale, l'apertura è bloccata perché manca il nullaosta finale, che Comune e Regione si rimpallano. L'OSTACOLO La situazione è tesa, in Municipio nessuno vuole parlarne. Da quanto trapela dal palazzo comunale, sembrerebbe che il problema sia legato al Piano paesaggistico della Regione: la vicinanza del capannone all'alveo del Rio Matzeu rende necessario il via libera dell'ufficio regionale per la Tutela del paesaggio. L'edificio aveva già ottenuto l'autorizzazione edilizia e la concessione comunale, ma non il nullaosta della Regione, che non è mai giunto. In realtà, qualcosa è arrivato: lo stesso ente ha rimandato indietro la pratica dichiarandosi non competente in materia e a quel punto il commerciante cinese ha presentato una semplice richiesta di variante per convertire una rampa in scala. Solo per questo, l'intero faldone è tornato in Regione. Sulla base delle norme - così sostendono in Municipio - il nuovo giro in viale Trento era obbligatorio. Al momento, da quel poco che si riesce a sapere, il via libera non sarebbe ancora arrivato e l'attività, nonostante l'ingente investimento, deve restare chiusa. IL MERCATO Nell'attesa di capire come sarà risolto l'inghippo, gli altri ipermercati orientali continuano a fare affari, a quanto pare senza risentire della crisi. La clientela non manca e non a caso, nelle scorse settimane, gli ispettori dell'Agenzia delle entrate hanno deciso di effettuare un controllo a tappeto in tutte le attività. Per quattro volte i funzionari del fisco hanno riscontrato che alcuni negozi non consegnavano gli scontrini fiscali: per questo motivo, hanno chiesto al Comune di firmare un'ordinanza di chiusura per venti giorni e di vigilare affinché sia rispettata. SVILUPPO Nel frattempo, i grandi magazzini orientali continuano a investire: pagano puntualmente e spesso in contanti - assicurano i proprietari degli immobili - e poi allargano l'attività ad altri capannoni e differenziano l'offerta: non più solo vestiti, borse e pelletteria, ma anche articoli per uffici, elettronica e informatica. Confermano la loro fama di commercianti abilissimi: basta girare tra gli scaffali per capire la ragione di tanto successo. Non sono bassissimi solo i prezzi dell'abbigliamento, ma anche quelli di binocoli (8 euro), trapani (12 euro), seghetti alternativi (10), attrezzi per il bricolage (da 10 ai 25 euro), taglia-erba (30 euro), canne da pesca con mulinelli professionali (da 20 a 40 euro), lettori mp3 (6 euro), fotocamere digitali (22). Ci sono inoltre kit completi di microfoni o impianti di video sorveglianza wi-fi (con telecamere senza fili che sfruttano le onde radio) a meno di cinquanta euro. FRANCESCO PINNA

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Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti Viaggio in un mondo di 11mila appartamenti, con un canone di affitto medio di 120 euro al mese per 69 metri quadrati SARÀ una delle emergenze di questa crisi pesantissima. Lo scoppio della bolla immobiliare, il crollo del mattone e il balzo in alto degli affitti, ha spinto anche fondazioni bancarie e istituzioni a investire sul «social housing». Ovvero, su progetti innovativi di case popolari, costruite e finanziate da enti privati o misti pubblico-privati. E' uno dei temi caldi, quello dell'edilizia residenziale. Frantumato tra società diverse, lacerato da conflitti istituzionali, composto da migliaia di storie difficili, da burocrazie farraginose e da appartamenti anche fatiscenti. Il viaggio tra le case popolari comincia con l'analisi sui numeri fiorentini e dell'hinterland, dalla radiografia delle famiglie che vivono in «60 metri quadri di Firenze», per parafrasare un film famoso. Continuerà con la guerra sulle manutenzioni degli alloggi, sui conflitti tra amministrazioni e sui progetti destinati a cambiare il volto della città. Almeno sulla carta. 1 - continua

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<In pochi hanno saputo essere vicini a quell'uomo> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA CRONACA pag. 4 «In pochi hanno saputo essere vicini a quell'uomo» Parla il giudice che aveva aiutato' Guiaro SI SVOLGERANNo verosimilmente domani i funerali di Giancarlo Guiaro, il massese di 55 anni uccisosi lunedì mattina sparandosi un colpo di pistola nella sala d'attesa del proprio medico di base. Guiaro era affetto da una rara malattia, la Mcs, ovvero Sensibilità chimica multipla che lo rendeva sensibile a gran parte delle molecole libere nell'ambiente causandogli difficoltà di respirazione e provocandogli sensi di nausea ricorrenti. Da diversi anni la sua esistenza quotidiana era diventata un inferno, tutta finalizzata da una parte a salvaguardarsi, dall'altra a ricercare, ovunque nel mondo, via internet o con comunicazioni epistolari, una possibilità terapeutica che gli rendesse più dignitosa l'esistenza quotidiana. Soprattutto il Comune di Massa Lombarda aveva manifestato notevole disponibilità nei suoi confronti, ma senza risultato: d'altra parte Guiaro era costretto ad affrontare l'esistenza quotidiana da un punto di vista ben diverso da quello ordinario e in queste condizioni gli riusciva forse difficile anche recepire pienamente la disponibilità che gli veniva offerta. E' in casi disperati come questi che si avverte forse la mancanza di contatti che superino i binari della burocrazia. Questo è anche il giudizio che si sente di esprimere il giudice del lavoro Roberto Riverso che a Guiaro ha riconosciuto prima il diritto a essere rimborsato da Ausl e Regione per le cure praticategli da medici tedeschi e poi il diritto a ricevere aiuti finanziari e terapeutici da Comune e Ausl. «Noto un grande paradosso fra lo strepito fatto da chi voleva impedire a una ragazza di morire dignitosamente e il silenzio assordante che ha circondato il caso di Guiaro che invece chiedeva di poter vivere dignitosamente. Non mi risulta che a casa di questa persona si sia presentato qualcuno disposto a prenderlo per mano e ad accompagnarlo. E' emblematico e significativo peraltro che si sia ucciso proprio vicino a colui che forse è stato l'unico a capirlo e a seguirlo, il suo medico curante. Il caso di Guiaro è stato forse seguito in modo troppo burocratico, quando invece sarebbe stato necessario seguirlo in modo concreto, quotidiano, al suo fianco. Vedo un fallimento del sistema, in tutto questo: Guiaro reclamava un diritto alla vita, in mille modi, pochi hanno saputo veramente dargli una mano». c.r.

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Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

BREVI DALLA PROVINCIA pag. 22 Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le ... Medicina in pillole' oggi, alle 21, nella sala del consiglio comunale. La burocrazia, le funzioni di un Comune, diventeranno un modo per divertirsi in compagnia della giunta. Medicina in pillole' ha l'obiettivo di far comprendere ai giovani, attraverso il cabaret di un comico, Davide Dalfiume, i compiti dell'amministrazione. m. r.

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DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegn... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E COMMENTI pag. 32 DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegn... DAL 1970 sostengo che in Italia si deve ridurre la grande burocrazia nel settore auto assegnando targhe personalizzate e far pagare il bollo sull'acquisto del carburante. Bruno Vescovini, Modena POSSIBILE che, avendo firmato un contratto venerdi 6 febbraio per l'acquisto di una Fiat a metano, con incentivi di 2000 euro, non debba anche usufruire dell'ulteriore incentivo di 1500 euro che il governo ha varato tre giorni dopo? Marco C., Bologna

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Senza futuro. Scuola che naviga a vista (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

INSEGNANTI IN TRINCEA Senza futuro. Scuola che naviga a vista Qualche giorno fa centosessanta persone si sono ritrovate nell'aula magna dell'università di Pavia ad ascoltare Franco Frabboni, noto pedagogista. Inevitabilmente mi sono ritrovato d'accordo sull'excursus di quarant'anni di buone pratiche pedagogico-didattiche e sugli impietosi attacchi all'attuale politica scolastica governativa. Eppure una certa fiducia nella capacità della scuola a superare, nonostante tutto, anche questa bufera mi lascia perplesso. Intanto non è così vero che l'istituzione scolastica sia stata, sia e sarà migliore della società che l'esprime. A scuola le «buone pratiche» hanno sempre convissuto con le mediocri e le pessime. Se a un certo punto anche la pedagogia ufficiale si è attestata su posizioni «avanzate» condividendo con la didattica e la psicologia la centralità della persona in un contesto educazionale ricco di stimoli, ciò non significa che questa tendenza (né di destra, né di sinistra, si badi bene) abbia permeato di sé tutta la pratica educativa. L'assegnare all'istruzione solo una parte strumentale all'interno del più vasto e complesso processo formativo, è stato vanto di molti docenti, in particolare nella scuola primaria, ma non di tutti e forse neppure della maggioranza. Molti hanno perseverato nel «tenere fuori dall'aula» l'alunno con tutti i suoi bisogni continuando a riempirne la testa con nozioni esauste, spesso obsolete, e frustrandosi sempre più man mano che s'imponeva la necessità di un nuovo modo di procedere. Il tempo pieno e la distribuzione delle competenze educative in équipe d'insegnanti paritetici è stato di grande, reciproco aiuto. Ora si va in controtendenza. Nonostante le proteste e le manifestazioni che hanno coinvolto un vasto fronte di studenti insegnanti e genitori, cifre pubblicate su La Repubblica dicono che «nelle superiori il 72% degli studenti non ha tutte sufficienze e quasi 35mila ragazzi non hanno avuto la sufficienza per il comportamento». Ciò significa non soltanto una passiva accettazione dei docenti del ritorno al passato, ma un uso attivo di strumenti la cui efficacia didattico-pedagogica è stata smentita dalla stragrande maggioranza degli studiosi in materia. è ben vero che nelle iscrizioni alle elementari l'80% sceglie le 30 o 40 ore bocciando così il vecchio maestro unico delle 24 ore, ma non so fino a che punto questa sia una scelta pedagogicamente consapevole e non risponda piuttosto alla necessità di avere un luogo fisico accudito dove lasciare il più a lungo possibile i figli in questa fascia d'età. Inoltre nessuno sa come si potrà far fronte a queste richieste nel totale marasma di indicazioni e controindicazioni. Si naviga a vista e quella che sarà la scuola primaria dei prossimi anni è un mistero anche per chi vi opera giornalmente. La sensazione a pelle è che la situazione peggiorerà vistosamente non potendo fare affidamento all'infinito sulla disponibilità degli insegnanti a coprire le falle sempre più larghe aperte dalla insufficienza del personale a disposizione per orari prolungati oltre le 24 ore. Inoltre l'aver ribadito comunque l'unicità di un solo maestro su tutte le materie principali - eliminando anche ogni compresenza - non può che ridurre al minimo l'offerta formativa. Perché un insegnante dovrebbe farsi carico di tutte le materie con lezioni da preparare e quaderni da correggere mentre un altro si limiterebbe ad assistere quegli scolari parcheggiati al pomeriggio (tra l'altro neppure sempre gli stessi)? Ha un bel indicare Frabboni i Freinet e i Ciari pilastri dell'educazione. Mi è capitato nel corso di troppi anni di citarli a docenti che mi guardavano con lo sguardo assente di chi non ne ha mai sentito parlare. Anche Don Milani è conosciuto più per sentito dire che per diretta frequentazione dei suoi scritti. Abbiamo asili nido e scuole materne comunali d'eccellenza, grazie a passati investimenti in aggiornamenti con Loris Malaguzzi e i suoi discepoli, ma nei dintorni non mancano asili dove si assegnano giornalmente stelline di merito da consegnare ai genitori. Rossa a chi e stato «cattivo», verde a chi è stato «bravo», in perfetto stile gelminiano. Fabrizio Garlaschelli Pavia Carbonara, non è la sede del Partito Democratico Con riferimento a quanto pubblicato sulla Provincia Pavese del 25 febbraio, in merito all'inaugurazione della sede del Partito Democratico a Carbonara al Ticino, vorremmo precisare, a parziale rettifica del contenuto dell'articolo, che l'evento di domenica 22 febbraio non ha riguardato l'inaugurazione di una nuova sede, bensì l'assemblea costitutiva del Circolo Partito Democratico di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi. I locali dove si è tenuta l'assemblea sono stati gentilmente concessi dalla Pro Loco di Carbonara al Ticino per l'occasione, ma non sono sede del nuovo Circolo. Marilena Catozzo coodinatrice del Circolo Pd di Carbonara al Ticino e Villanova d'Ardenghi Le colpe della burocrazia nell'export anche pavese Vorrei chiarire meglio alcuni concetti che, a causa probabilmente di problemi di spazio, potrebbero avere ingenerato qualche erronea convinzione nel lettore non addetto ai lavori circa l'articolo apparso domenica primo marzo. Ritengo in particolare che forse dovessero essere maggiormente messe in rilievo le colpe, più che della politica, di quella sua grande parte che si chiama burocrazia. Mi spiego apportando alcuni esempi: il consorzio Tuttitaliafood (che ha sede a Pavia) ha lo scorso anno partecipato ad un Bando del Ministero delle Politiche Agricole con un progetto che sosteneva la penetrazione commerciale dei nostri prodotti alimentari nei Paesi extraeuropei: fu presentato assieme ad altri sette consorzi export italiani di diverse regioni e con obiettivo Cina ed India. Avutone parere negativo, grazie all'autorevole intervento del vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ho ottenuto un incontro con i massimi esponenti di tale Ministero per conoscerne i motivi e mi è stato risposto che solamente i produttori di prodotti agricoli non trasformati erano considerati «produttori» e quindi le nostre associate (tutte imprese di trasformazione) non erano soggetti prioritari: ma ci pensate a produttori di grano, frutta e verdura che vanno a vendere in India e Cina? Un altro caso di qualche anno prima: allora la proposta la avanzammo al Ministero degli Esteri per sostenere una azione nei Paesi del Maghreb e ci venne risposto, sempre da funzionari, che la priorità era incentrata su Palestina e Libano (ve le immaginate le nostre aziende con i prodotti sotto i bombardamenti di Gaza o tra gli attentati di Beirut di questi anni?). E così sono portato a ritenere che non sia certo stato il governatore Formigoni a dimenticarsi di inviare una circolare, ma certamente solo un qualche suo oscuro collaboratore. Ugualmente penso che il ministro competente poco possa fare se qualche suo ufficio periferico fiscalmente competente decide di anticipare il passaggio in giudicato di qualche causa chiedendo l'anticipata messa a ruolo una cartella esattoriale che poi, magari (con i tempi della nostra Giustizia, tra qualche anno), dovrà essere restituita ad una azienda nel frattempo mortalmente ferita da questa, diciamocelo, palese ingiustizia. Ecco, la Provincia pavese può fare molto per Pavia se, come già è avvenuto, riunisse in vista delle prossime elezioni i candidati interessati a questa tornata. Dall'altra parte, ovviamente, i rappresentanti dell'economia pavese per mettere alla prova quella tante volte auspicata «Squadra delle Eccellenze» che metta insieme, nel complesso, le problematiche più stringenti del nostro territorio. Carlo Bottarelli direttore di Pavia Export Pavia, fate presto la segnaletica stradale Più volte è stata sottolineata l'importanza di una efficace segnaletica stradale come strumento di prevenzione dei sinistri che sempre più spesso coinvolgono i pedoni. Vorrei segnalare a questo proposito la situazione di estrema pericolosità che sussiste qui a Pavia, in viale Oberdan, proprio all'altezza dell'immobile che ospita Villa Ticinum, lo Sfad (Servizio Formativo Autonomia Disabili) e la Uildm (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare), strada che si interseca con via Margherita. Infatti in tale punto le strisce pedonali sono pressochè totalmente cancellate e diverse richieste d'intervento sono rimaste finora senza esito. Le maggiori preoccupazioni derivano dal fatto che tale attraversamento è utilizzato anche da persone diversamente abili affette in qualche caso da limitate capacità motorie. Si tratta di un intervento di modesta entità ma di grande importanza per cercare di fare tutto il possibile per salvaguardare l'incolumità delle persone soprattutto di quelle più deboli. Mi auguro che il commissario prefettizio si faccia carico di questa richiesta più volte reiterata agli uffici comunali. Francesco Adenti «Pavia città per l'Uomo» Vidigulfo, lettera e poesia sulle prossime elezioni La ormai imminente campagna elettorale pare stia uscendo dalla sua nebulosità e appare sempre più chiara e lampante. Pertanto, se quanto apparso sui giornali corrisponde al vero, è necessario che tutti noi dovremo sottoporci ad una vaccinazione per sconfiggere un terribile morbo dilagante: «l'inciuciomania». Tutta la comunità era ormai convinta che questa malattia si fosse definitivamente allontanata dalle nostre case, dalle nostre strade e da tutto il nostro territorio: ma pare che ci stavamo sbagliando. Alcuni virus (come il Pgt e altri piatti pregiati insieme a divinità autoinvestitisi di poteri divini) hanno scatenato appetiti tali che moltissimi cittadini potrebbero sottovalutare la pericolosità di tale malattia. Pertanto dovremo sottoporre tutti i futuri cittadini ad una completa e infallibile Tac: da essa dovrà emergere l'assoluta trasparenza dei candidati e che non esistano interessi privati, ma soltanto professionalità e assodate capacità unite non poco, se possibile, ad una buona esperienza. Il sogno di tutti i vidigulfesi (nostrani, indigenti e nuovi residenti) è sicuramente di non essere mai più amministrati in futuro, come qualche volta accaduto in passato, da personaggi ipocriti camuffati da filantropi (amanti del prossimo) o ancor peggio da lupi travestiti da agnelli. Ricordiamo allora insieme una bellissima riflessione di Ignazio Silone che fra pochi mesi dovrebbe essere scritta sulla facciata del nostro palazzo comunale: «L'uomo politico ha l'obbligo morale di studiare e risolvere i problemi della collettività e non inseguire meschini interessi di parte o ancor peggio affari personali». Ma ecco anche una poesia: «La baraonda elettorale». Sem dré andà ai elesion / cun un po' tanta confusion, / i tratativ en trop inciucià / sghian da man da chi e da là. / Sa capis no, sa voran fa i berlusconian / i bussian ed i veltrunian / e altra gent / che cun la pulitica centran nient! / Par che sa dan da fa / per pudé forse spigulà? / Mi ma par che ghem bisogn da bon aministradur / con una patent da qualità, / vori di che bisogna das da fa / e che el cumun l'è dificil da manuvrà! / Ma pusè che dificila / è el cumun l'è una machina cumplicà / che chi le decida da salì / el deva veg du requisi: / cumpetensa ed unestà / l'è la patent per pudé guidà! / E alura tuti insema demas da fa. Lettera firmata Vidigulfo

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pensione-beffa dell'inpdap per marella (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 16 - Nazionale Pensione-beffa dell'Inpdap per Marella Da 23 anni lotta con la burocrazia, ora ha ricevuto mille euro VENEZIA. Anacleto Marella, 92 anni, in pensione da 37 anni, ancora non riesce a vedere riconosciuti i propri diritti: una storia che ha dell'inverosimile ed era già stata segnalata più volte dalla Nuova Venezia. L'anziano signore, che risiede a Castello, sta aspettando da 23 anni il riconoscimento della pensione e, dopo una serie interminabile di cause, si è visto ora consegnare un assegno integrativo non trasferibile di 935,54 euro. Facendo due conti, significa 0,07 centesimi per ogni giorno dei 23 anni che ha atteso l'emolumento da parte dell'Inpadp. Marella, che aveva svolto il servizio militare durante la seconda guerra mondiale, successivamente aveva trovato impiego all'Acnil, come capitano, fino alla pensione. Secondo la legge 214 del 1971 doveva essergli riconosciuto un integrativo. E' risaputo che la burocrazia spesso riserva grossi scherzi: sono passati anni, lettere varie ai ministri, passando per la trasmissione di Alda D'Eusanio e l'allora ministro Bassanini: tutti gli avevano promesso una rapida risoluzione del caso, ma ancora oggi non si è potuto dare la cifra che spetta a Marella. «Mi stanno trattando così da tutti questi anni, non c'è rispetto per nulla, non mi hanno dato quel minimo di riconoscimento che mi spetta, ora non c'è altra soluzione che la Corte Europea a Strasburgo, mi dovranno sentire», spiega un affranto Anacleto Marella, che non ha però perso lo spirito battagliero. «Questi soldi sono un'offesa, a una persona che aveva la mia stessa situazione pensionistica nel 1993 è riuscita a ricevere 83 milioni di lire come liquidazione, mentre non capisco perché a me prima abbiano offerto 710 euro, poi quando ho rimandato al mittente l'assegno, mi hanno mandato quest'ultimo da 935 euro». (Giacomo Cosua)

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Pensioni/ Storace: Questa Europa impone solo sacrifici (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 4 mar. (Apcom) - "Questa Europa impone solo sacrifici. L'acquiescenza del governo verso i diktat di Bruxelles sull'età pensionabile per le donne è solo un antipasto: quando entrerà in vigore il trattato di Lisbona, diventeremo schiavi dei tecnocrati europei, con la negazione della sovranità a decidere per gli Stati membri". Lo dichiara in una nota Francesco Storace, segretario nazionale della Destra. "I candidati della Destra alle prossime elezioni proporranno di andare a votare per dire no ad un modello sfacciatamente liberista e per protestare contro il divieto di svolgere quel referendum sul trattato di Lisbona che è stato negato agli italiani", aggiunge. "Più tardi si va in pensione, più tardi i giovani trovano lavoro. L'insensibilità sociale della burocrazia europea è sempre più evidente. La parità nel mondo del lavoro non è andare in pensione come gli uomini, ma guadagnare come loro e avere le stesse aspettative di carriera. Ma tutto questo è negato persino dalla politica italiana", conclude Storace.

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SERGIO DE SANTIS CON LA CRISI CHE STA DEVASTANDO L'INTERO PIANETA, LA PROVINCIA DI NAPOLI HA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sergio De Santis Con la crisi che sta devastando l'intero pianeta, la Provincia di Napoli ha deciso di spendere 40mila euro per un programma di «coaching» destinato ai dirigenti. Si tratta di interventi personalizzati di consulenza, sostegno e confronto. Un supporto psicologico che prevede anche la scherma come metodologia «esperienziale». In effetti il coaching è stato diffusamente impiegato in America per meglio sviluppare le potenzialità lavorative dei dirigenti, spesso minate da stress e superlavoro. E sì che di stress i dirigenti della Provincia (ente «intermedio» del quale molti chiedono la soppressione, sia a destra che a sinistra) devono averne tanto: tra le molte competenze dell'ente ci sono, ad esempio, la manutenzione delle strade e delle scuole. Le prime sono state ulteriormente sbranate dagli acquazzoni di questo plumbeo inverno, le seconde lamentano problemi di ogni tipo, dalla pioggia che tintinna nei corridoi, ai bagni rotti, ai riscaldamenti che non funzionano. Di lavoro ce ne sarebbe tantissimo, ma le risorse sono quelle che sono, la burocrazia è lenta, e poi molte strade sono scassate da sempre e moltissime scuole pure. E allora? Allora meglio rilassarsi con la scherma o con il training autogeno o con una bella discussione di gruppo. Oltre tutto, avranno pensato alla Provincia, l'iniziativa non costa nemmeno tanto. Con 40mila euro ci rappezzi giusto un paio di strade, costruisci al massimo la palestra di una scuola. Piccole cose che nel gorgo delle mille emergenze quotidiane significano poco. Meglio, quindi, fare come gli americani, che i loro dirigenti di azienda li curano e li «manutengono» anche sul piano psicologico, magari per renderli capaci di quelle operazioni finanziarie che stanno mandando sul lastrico mezzo pianeta. SEGUE A PAGINA 10 PAPPALARDO A PAGINA 33

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Mille euro di integrativa dopo 23 anni di attesa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mille euro di integrativa dopo 23 anni di attesa Mercoledì 4 Marzo 2009, Dopo una battaglia legale di 23 anni si è visto recapitare a casa un assegno circolare, non trasferibile, di 935,54 euro. «Una vergogna», sbotta Anacleto Marella, 92 anni diversi dei quali passati a chiedere giustizia con tanto di lettere inviate a due Presidenti della Repubblica. Al centro di questa intricata vicenda c'è la lotta portata avanti da quest'uomo di Castello per vedersi riconosciuta la pensione per per gli anni in cui ha lavorato all'Arsenale, dal 1945 al 1956. Marella, che non ha mai perso il piglio tenace di una volta, ha lavorato complessivamente per 37 anni. Fino al 1972 era alle dipendenze dell'Acnil (l'attuale Actv) e in questo contesto ha maturato la pensione con la quale vive adesso aiutato da una badante che lo assiste quotidianamente. Sulla base di una specifica legge risalente all'anno prima della pensione dall'aziende del trasporto pubblico (1971), l'uomo a suo tempo aveva chiesto la pensione per quegli undici anni trascorsi alle dipendenze del Ministero della Difesa. Ma per avere questi soldi ha dovuto lottare fino all'ultimo, ricevendo con quei mille euro l'ennesima beffa. «Per ottenere questa pensione - dice - nel corso degli anni mi sono fatto assistere da ben quattro avvocati, due dei quali sono anche morti, eppure ho lavorato 37 anni di fila e non pensavo di arrivare a questo misero risultato. Ho calcolato che per questi 23 anni di attesa ho percepito la bellezza di 0,07 centesimi al giorno. Con questi euro hanno chiuso la pratica, anch'io faccio fatica a crederci». Soldi che ora il veneziano non esclude di restituire. Marella, al momento della pensione, aveva chiesto i soldi del Ministero per quegli anni di lavoro all'Arsenale, ma non solo fino all'altro giorno non aveva ottenuto niente, non solo ha dovuto avviare quattro cause, ma in passato gli era stato perfino chiesto un rimborso di 40 mila euro per somme che, stranezze della burocrazia, lui non aveva mai ricevuto. «I miei avvocati - racconta - hanno dovuto lavorare parecchio per spiegare che non avevo mai ottenuto nulla e quindi non dovevo restituire niente». Ora la beffa. Nei giorni scorsi l'anziano, che vive nella zona di San Francesco della Vigna e che nel 1976 ha ricevuto il "Premio della bontà" per il suo inesauribile impegno a favore dei disabili e che è anche decorato al merito come comandante della marina da guerra per aver compiuto due sbarchi in Corsica, si è visto recapitare a casa una raccomandata dall'Inpdap con la quale gli viene riconosciuta l'integrazione per gli anni trascorsi all'Arsenale con un assegno non trasferibile di 935 euro. Va detto che nel corso del tempo anni la sua vicenda, inserita in una causa collettiva, era stata bloccata dalla Corte dei Conti che in un primo momento, nel 1984, si era invece espressa favorevolmente. G.P.B.

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Disabili, lo scandalo della casa-alloggio mai aperta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Disabili, lo scandalo della casa-alloggio mai aperta Alla Giudecca è pronta da due anni, ma resta chiusa per inghippi burocratici legati alle autorizzazioni dell'Ulss Mercoledì 4 Marzo 2009, (T. C.) Comunità alloggio per disabili intellettivi alla Giudecca: un'urgenza diventata emergenza. Così la terza commissione consiliare (Politiche sociali) ha definito la situazione della "casa mai nata", durante la seduta di ieri mattina, convocata proprio fra le stanze del complesso comunale ex Docce, concesso a titolo gratuito all'Anffas. Qui l'associazione, che da più di 40 anni si occupa di disabilità intellettiva, ha realizzato una struttura per accogliere 10 ospiti, grazie a 420 mila euro stanziati dalla sede centrale dell'associazione, 400 dal comune di Venezia e 200 dalla Regione. Un restauro completo, finalizzato alla residenza, alla vita di comunità, al mantenimento ed allo sviluppo delle capacità dei diversamente abili. Tutto pronto 2 anni fa, compresi i 9 bagni, il mobilio, il giardino con splendido affaccio sulla laguna sud, la palestrina per fisioterapia. Ebbene, compressa da pastoie e da ritardi meramente burocratici, l'Anffas non riesce tuttora ad avviare il servizio, mancando l'autorizzazione finale all'esercizio. Renato Susanetti, tesoriere dell'Anffas, ha brevemente raccontato alla commissione il lungo calvario delle carte, delle ispezioni, delle relazioni. «Abbiamo ottenuto l'agibilità dal comune di Venezia - hanno spiegato - poi tutto si è fermato in sede Ulss e Regione. Un settore dell'Ulss ha collaudato positivamente la casa, mentre un altro settore della stessa azienda ha rilevato problemi in merito alle normative antincendio, considerando erroneamente questo alloggio una struttura sanitaria, mentre è una comunità alloggio. Abbiamo cercato di andare incontro ai parametri che ci venivano richiesti, ma intanto la legge era cambiata e le istanze dovevano essere presentate alla Regione, per ottenere l'autorizzazione finale all'esercizio, con relazione e parere dell'Usl 12. Da mesi, malgrado i nostri sforzi e le tante pratiche ottemperate, non riusciamo a sapere nulla, né ci viene detto cosa fare. Pare incredibile che una risorsa così necessaria venga bloccata dalla burocrazia, mentre i genitori anziani muoiono con la preocgono spediti in giro per strutture come fossero pacchi postali». In merito, c'erano già state interrogazioni dei consiglieri Gianfranco Bettin in Regione e Giuseppe Caccia e Iacopo Molina in consiglio comunale. «Sembra che continuino i problemi di incomunicabilità con l'Ulss - ha commentato la presidente della commissione, Paola Miatello Petrovich - inoltre l'intera commissione deve mettere il sindaco davanti alle sue responsabilità istituzionali nei confronti dell'azienda sanitaria». Altri consiglieri si son chiesti come mai Massimo Cacciari compia rilevanti operazioni finanziarie con l'Ulss al Lido e a Mestre, mentre non riesce a far funzionare una struttura così necessaria. Impegno finale della commissione: presentarsi in modo autorevole all'Ulss per velocizzare le ultime prassi burocratiche necessarie all'avvio del servizio.

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Scaffali, innovazione & cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Scaffali, innovazione & cultura Mercoledì 4 Marzo 2009, Se gente come il vicentino Sergio Cassingena ("Sisa", 1500 supermercati tra soci e affiliati) ha calcolato e spiegato alla Bocconi di Milano, che ha adottato un suo libro, che il 53 per cento degli acquisti in un supermercato sono fatti in modo "compulsivo", d'istinto cioè, ovvio che molte strategie economico-produttive si stiano affinando anche nelle piccole e medie imprese del Nordest, soprattutto in questi tempi di difficoltà. Le sta studiando, per esempio anche il gruppo di Ferdinando Azzariti che in queste settimane ha lanciato nel web una maxi inchiesta per capire più profondamente le emozioni che muovono "l'irrazionalità umana", peraltro prevedibile perché ricalca modelli conosciuti. Il nostro cervello ha infatti rapporti precisi con le soddisfazioni che vengono dalla promessa di una vincita, sa comportarsi con l'incertezza, conosce il dolore della sconfitta. Il Nordest sarà fatto da gente che lavora a testa basa tutta la settimana ma è diventato anche luogo che ospita imprenditori che hanno cominciato a guardare da vicino le sfide culturali della modernità e capire come - dalla teoria dei giochi alla risonanza magnetica funzionale - il nostro cervello agisca per strade che non sono più quelle dell'economia "classica", bensì delle emozioni. Dalla vendetta al piacere, alla voglia di ricompensa. Dimostrando, come ha fatto qualche tempo fa nel suo libro sull'economia comportamentale Gianfilippo Cuneo, l'obsolescenza di cinque categorie tradizionali del management: la gerarchia, la burocrazia, la distinzione tra azionisti e manager, la centralizzazione e l'ipocrisia, considerata ovviamente come l'olio necessario per far girare organizzazioni rigide e complesse. O come ha spiegato il neuroscienziato Paolo Legrenzi dell'Università di Venezia nei sui saggi su "Mente", "Felicità", "Creatività e Innovazione": per il rilancio dell'economia serve sempre più cultura.

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AMBULANTI A RIALTO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

AMBULANTI A RIALTO Mercoledì 4 Marzo 2009, Guerra tra i titolari dei banchetti di souvenir e il Comune. E guerra anche tra di loro, per ottenere la migliore posizione di vendita in un campo, Bella Vienna, dove nessuno vuole andare. Fallito il tentativo di conciliazione che, nei dieci giorni del Carnevale, aveva fatto tornare i venditori di souvenir alle loro postazioni in ruga San Giovanni, alternandole con permanenze in campo San Giacometto e campo Bella Vienna. E in quest'ultimo campo, quello che dovrebbe essere la destinazione definitiva dei banchetti, gli ambulanti hanno riaperto nel weekend ma «gli affari sono andati in maniera vergognosa, c'è stato chi ha incassato 6 euro in una giornata di lavoro - dice Nicola Poli, portavoce degli ambulanti - e, visto che il Comune non ha mandato nessuno a rendersi conto della situazione, torniamo a manifestare di fronte a Ca' Farsetti». Contemporaneamente, a testimoniare delle divisioni nello stesso fronte dei commercianti, si aggiunge un nuovo, singolare capitolo alla loro vicenda giudiziaria di fronte al Tar. Una sentenza della terza sezione dell'organo di giustizia amministrativa (presidente Angelo De Zotti; consiglieri Angelo Gabricci e Marina Perelli) che riconosce alla ditta Sonnenblume, banchetto di proprietà di due vigili urbani, una posizione migliore di vendita, rispetto agli altri venditori, in campo Bella Vienna, nonostante il disinteresse ad utilizzarlo Il ricorso alla base della sentenza, i cui effetti pratici ricadono sugli altri ambulanti, era rivolto verso le graduatorie stilate dal Comune e basate sull'anzianità di servizio per stabilire quale posizione in campo Bella Vienna fosse riconosciuta ai venditori. La sentenza, che ha dato ragione alle tesi sostenute dall'avvocato Paolo Ciatara, ha avanzato i suoi assistiti dalla ventesima all'ottava posizione in graduatoria. A pesare sulla decisione del tribunale la scarsa memoria della burocrazia comunale che non è riuscita a provare con precisione da quanto tempo esistesse l'autorizzazione al commercio in possesso di Sonnenblume. Tanto che Ca' Farsetti è stata anche condannata al parziale pagamento delle spese. Pl.T.

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Anziani, la spesa si fa col Gel (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Anziani, la spesa si fa col Gel L'onlus ha già dedicato 2.500 ore per accompagnarli nei negozi Mercoledì 4 Marzo 2009, Fontanafredda Intervento ricco di sollecitazioni quello di Ferruccio Targa all'assemblea annuale della Gel onlus di cui è presidente. Nel ringraziare infatti l'opera dell'assistente sociale e delle assistenti domiciliari - oggi dipendenti dell'Ambito - ha spiegato «che potrebbero fare di più se avessero le mani meno legate dalla burocrazia». Mentre nel ringraziare l'amministrazione ha sostenuto la necessità che l'assessore alle Politiche sociali «sia più presente sul territorio per capire e conoscere le reali necessità delle famiglie che hanno problemi, in collaborazione con i medici di base, dare sollievo ed evitare che dove c'è un problema ne possano nascere altri». E denunciato, infine, «che la quota stabilita dalla Regione per le persone non autosufficienti e che hanno diritto a un minimo vitale mensile viene applicata in modo difforme da Comune a Comune. «Si creano così persone di serie A e di serie B, mentre sarebbe più giusto tener conto delle effettive esigenze di ognuno. Chiediamo pertanto - ha detto - il raddoppio di questo minimo vitale nonché l'esonero da qualsiasi contributo per le famiglie che hanno familiari a carico in gravi condizioni». Targa ha presentato poi alcuni dati dell'attività svolta nel 2008, in particolare in relazione al servizio di trasporto a favore degli anziani. «È in netto aumento la richiesta di accompagnamento per fare la spesa. Abbiamo percorso 14.592 chilometri per un totale di 2.536 ore di presenza, dato totale per i servizi di volontariato e per quelli richiestici dal servizio sociale». Particolarmente positivo il 2008 per due importanti obiettivi che si stanno concretizzando. Il primo riguarda la collaborazione offerta al Nuovo Sole per l'avvio nel nuovo asilo di uno spazio riservato ai bambini diversamente abili: «Siamo orgogliosi che con l'appoggio di Comune, Provincia e Regione quella di Fontanafredda sia l'unica struttura in Italia con questo servizio». Continuano con successo anche i corsi di yoga e della balloterapia con Flavia Jugo e Antonino Di Giovanni, «mentre altri progetti stanno per partire, come la collaborazione con La Fucina per un libro sulla storia della civiltà contadina o la possibile gestione di una palestra privata». Il 2008 è stato poi l'anno dell'avvio del progetto Carta d'argento per tutti gli over 65 anni che è di prossima distribuzione, ma soprattutto è stato l'anno della Casa di riposo e qui Targa ha ricordato «che gli unici soldi veramente stanziati a tal fine sono i nostri: il conto dedicato alla casa di riposo al 31 dicembre era di 2.708 euro, e siamo in attesa dei dati relativi al 5 per mille. Siamo contenti di aver sollevato un problema e che sia nato un confronto su questo. L'interesse attorno a questo tema deve però essere serio e noi non ci faremo prendere in giro da alcuno perché l'assistenza e la sicurezza delle persone anziane e diversamente abili necessitano rispetto e attenzione. Ribadisco, non un albergo a 4 stelle ma a sei stelle». Riccardo Saccon

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Franceschini, un uomo solo al comando Walter Veltroni se n'è andato portando c... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 4 Marzo 2009, Franceschini, un uomo solo al comando Walter Veltroni se n'è andato portando con sè tutti i suoi miti: Bob Kennedy, Enrico Berlinguer, i Beatles. Arriva Dario Franceschini con uno sgualcito quadro di Zaccagnini, il tutto e il niente della Dc. Franceschini arriva da Ferrara, dove è stato uno dei ragazzi di Zac..., educato alla laicità nell'impegno politico, il che significa: ai preti non bisogna mai dare troppo ascolto, ma esistono e non possiamo trascurarli. Arriva alla guida di un partito che non sa che cosa è e che cosa vuol essere, in quanto privo anche solo di una parvenza di cultura e di identità politicata. Dissoltasi la grande illusione proletaria, la sinistra è precipitata in un vuoto di cultura e di uomini; se un segretario, con una investitura plebiscitaria, si è sentito soffocato dalla cupola dei capi-corrente, come può rilanciare il partito il suo vice, che per darsi una certa qual visibilità è costretto a fare, nella sua Ferrara, di fronte ad un centinaio di persone un pubblico giuramento sulla Costituzione, giuramento minimale come minimale è la carica che ricopre sulla sinistra? È soltanto il notaio di una situazione di crisi di un partito che non ha avuto il coraggio di affrontare un congresso per il rischio di una spaccatura o addirittura di un mancato chiarimento, preferendo quell'instabile equilibrio sul quale solo i capi corrente possono vivacchiare. D'altra parte un partito che non ha più nulla da dire, merita solo di morire nell'indifferenza generale. Hanno scelto la reggenza Franceschini perché in questo momento la vecchia nomenclatura comunista e della sinistra Dc spera che il vento del rinnovamento cessi e quindi possa tornare alla gestione del partito. D'altra parte D'Alema l'ha dichiarato chiaramente a Repubblica: «Io non c'entro con questa caotica situazione; è colpa degli altri, non certo mia». E nonostante tutti i sondaggi evidenziassero che la base chiedeva un nome nuovo, i capi veltroniani, dalemani, popolari, rutelliani, lettini, bindiani sono stati tutti d'accordo di non smuovere troppo le acque per non essere spazzati via dai miasmi di quella morta gora. Dunque il compito che Franceschini si è assunto sembra essere quello più che di guadagnare voti, cercare di perderne il meno possibile. Significative al riguardo le affermazioni nel suo discorso d'investitura: «Non sono un signor nessuno, un debole: non avrò padrini nè protettori. Deciderò da solo». Il Pd si è infilato in una situazione assurda; il margheritino Franceschini ha osato anche sbilanciarsi, citando l'unità sindacale, la resistenza, la laicità, il no ad idratazione e alimentazione forzata, facendo un discorso comunista molto più accentuato del suo vecchio segretario. Così la «nomenklatura» si è di nuova salvata, evitando l'irruzione della società civile nelle polverose stanze delle oligarchie. Enrico Campagnari Padova Protezionismo per risolvere la crisi Caro Gazzettino, ho riflettuto e fatto alcune considerazioni sul vertice G7 tenutosi nei giorni scorsi a Roma, da dove tutti i maggiori capi economici sono usciti dicendo "no" al protezionismo. Invece io penso che mai come in questo difficilissimo momento esso sia necessario. E' anche vero che se ci fossero delle regole comuni, la crisi si affronterebbe meglio, ma è altrettanto vero che trovarle è pura utopia. L'Europa è molto diversa in ogni sua Nazione che la compone, ognuno ha economia, territorio e cultura troppo diverse e mi chiedo: quali e quanti interventi possono fare i politicanti se non piegarsi e rinunciare a privilegi e stipendi d'oro? Quanto accaduto a Grimsby, in Gran Bretagna, agli operai dell'impresa siracusana Irem è emblematico di come, in tempi di crisi, tutto finisca per creare situazioni di disagio che possono sfociare in conflitti anche drammatici. Non credo per esempio che i francesi sarebbero tanto felici che gli aiuti programmati per le loro aziende automobilistiche fossero dispersi anche per il resto d'Europa. Bisogna intervenire su più fronti, in primis in Italia, nello snellire i costi della burocrazia che la politica di questi ultimi decenni ha contribuito ad aumentare, gravandoci oltrettutto di nuove tasse (pensiamo solo ai passaggi di proprietà di un'auto e alle tasse sui carburanti). Poi gestire, riducendoli, i flussi migratori i quali contribuiscono ad aumentare disoccupazione e cassa integrazione, non è razzismo ma è solo un semplice dato di fatto quando purtroppo manca il lavoro. Ecco perchè in questo momento, ed almeno finchè gran parte della crisi non sarà superata, il protezionismo diventa l'unica soluzione, se non si vuole che diventi un obbligo. Forse, spero, che alla fine la crisi servirà a creare delle regole comuni, vere e soprattutto applicabili, non solo per il settore finanziario, ma anche per la politica e per i sindacati, che contribuisca a far avere per tutti i cittadini italiani, più giustizia ed equità sociale. Decimo Pilotto Tombolo (Pd) La società, gli adolescenti e la scuola È giusto. Corrisponde al tempo che viviamo, far si che bimbi e adolescenti stiano meno ore a scuola. Se ci mettiamo dalla loro parte non si può non registrare a che ritmi siano sottoposti. A volte veri e propri tour de force. Gli orari della scuola non sono pensati per loro. Meno tempo di lezione dovrebbe voler dire, più ore per potersi sbucciare le ginocchia, più spazio per giochi e litigi tra amici: illusione, realistico? Questo è il punto: siamo nella società della conoscenza, nella quale l'apprendimento esiste ed è richiesto sino alla tomba. Non si apprende più solo con la scuola (che rimane comunque l'istituto più importante): ci sono libri, biblioteche, media, strumenti tecnologici ad altro livello, internet, cinema, teatro, musica, danza, sport, le associazioni, la parrocchia. La società contadina è alle nostre spalle: lì la scuola era l'unico appuntamento per il conoscere e il sapere. Che poi ci siano pochi figli, che a casa i pargoli siano senza genitori custoditi dai babysitter tv e pc, che la nostra sia una società di vecchi, che la stessa società sia impostata a favore degli adulti, che la scuola debba con i suoi orari fare assistenza sociale, che in alcuni casi i genitori preferiscano ai figli il lavoro, tutto questo è un altro paio di maniche. Dobbiamo metterci d'accordo su quale idea di società vogliamo. Un unico istituto non può fare tutto e accollarsi responsabilità che sono ora dei genitori, ora della scuola, ora della politica. Sergio Benetti Dueville (Vi)

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La lingua italiana vince a Bruxelles (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

All?inizio fu una sentenza del Tribunale di I grado che condannò la Commissione europea per non aver pubblicato un bando di concorso in italiano, una delle lingue comunitarie, insieme a inglese, francese e tedesco. Il concorso era stato annullato, Roma aveva segnato un punto nella battaglia che da anni la oppone su questa tema alla burocrazia di Bruxelles. Oggi la battaglia sembra essere vinta, con somma gioia di paesi come l?Italia e la Spagna. L?Ufficio di selezione del personale per le istituzioni comunitarie (Epso) è corso ai ripari e da domani, su un nuovissimo sito, i bandi di concorso verranno pubblicati per la prima volta nelle 23 lingue ufficiali dell'Ue, tra cui l'italiano. L?unica eccezione saranno i concorsi per interpreti e traduttori linguisti che saranno nella lingua ricercata dall'Ue. Il primo bando, finalmente in italiano è atteso il 18 marzo. A lanciare il nuovo sito dell'Epso con il logo “Carriera all'Ue - scelta intelligente”, è stato il vicepresidente della Commissione europea responsabile per gli affari amministrativi Siim Kallas. “Si tratta - ha detto - solo della prima fase concreta di un programma ambizioso per modernizzare e semplificare i metodi di selezione in modo da costituire una riserva di talenti pronti a raggiungerci”. Molte le novità tra cui la possibilità per i candidati ad un concorso di fare nella loro lingua un?autovalutazione rispetto alle proprie motivazioni e agli obiettivi ricercati nel concorso. Per scoprire il nuovo sito è sufficiente digitare "www.epso.eu". commenti (0) scrivi

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5.000 lavoratori dipendenti di aziende artigiane Venete sospesi dal lavoro in attesa di una circolare (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 04-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

5.000 lavoratori dipendenti di aziende artigiane Venete sospesi dal lavoro in attesa di una circolare (4/3/2009 18:50) | (Sesto Potere) - Verona - 4 marzo 2009 - Per quanto tempestiva sia l'azione sociale e politica nell'affrontare le emergenze della crisi, le risposte concrete sono sempre subordinati ai tempi e alle regole della burocrazia. Così oltre 5.000 lavoratori del Veneto, in gran parte dipendenti di aziende artigiane sospesi dal lavoro, per beneficiare degli ammortizzatori sociali di cui hanno diritto dovranno aspettare, se tutto fila liscio, fino alla metà di aprile. Il tutto nasce dal fatto che le indennità che sostituiscono lo stipendio di questi lavoratori (il cui numero tra l'altro è destinato a crescere) vengono pagate sotto la voce disoccupazione ordinaria e che la sede Inps del Veneto ha dichiarato che, per poter liquidare le domande presentate, deve attendere l'emanazione di una circolare dalla Sede Centrale. Le cose non vanno meglio per le 850 domande di Cig in deroga presentate da altrettante aziende artigiane per circa 2.000 dipendenti nel 2008. La loro liquidazione è ancora ferma in quanto le procedure di autorizzazione da parte della Direzione regionale Ministero del Lavoro non sono state ancora completate, nonostante le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli artigiani. In questo caso o i lavoratori non hanno ancora ricevuto l'indennità oppure, nel caso di anticipazione dell'importo da parte dell'azienda è questa ultima, già in difficoltà, a restare scoperta. Infine, in assenza di un apposito Decreto Ministeriale di attuazione della legge 2/2009, l'indennità di disoccupazione (60% della retribuzione per un massimo di 90 giorni) non può essere integrata, come pure previsto dalla stessa legge, dalle erogazioni dei Fondi Bilaterali. "Le lentezze di alcuni Uffici - precisa il segretario della Cisl del Veneto Giulio Fortuni, direttamente impegnato sulla questione - non possono bloccare la fase conclusiva del sistema degli ammortizzatori sociali in deroga in una fase così difficile. Non si tratta solo di assicurare a migliaia di lavoratori e alle loro famiglie, già colpiti dalla crisi, in tempi rapidi quella integrazione al reddito di cui hanno bisogno e anche diritto ma anche di dare, dimostrando tempestività ed efficienza, fiducia a queste persone, come alle loro imprese, che tutti si danno da fare per risolvere i problemi. il nostro slogan per uscire dal tunnel della crisi è che, in Veneto, nessuno deve marcare visita, uffici pubblici e burocrazia compresa. La cosa va risolta e subito sia per rispetto di chi sta aspettando i suoi diritti che per garantire da subito la massima efficienza perché la crisi e le sospensioni dal lavoro non sono, purtroppo, finite qui". "E' indispensabile- per Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto- che tutte le Parti Sociali e la Regione Veneto, che peraltro abbiamo già investito del problema tramite l'assessore Donazzon, si muovano unitariamente per far rispettare anche in questi aspetti l'accordo sulle misure anticrisi in Veneto sottoscritto a gennaio e per coinvolgere le banche nella costituzione di un fondo di rotazione per le anticipazioni ai lavoratori ".

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